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Resoconto d'Aula provvisorio della Seduta n. 258 di martedì 16 marzo 2021
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 16.22

   PRESIDENTE. Buonasera onorevoli colleghi, buonasera al  Presidente
  della Regione.
   Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto  a
  disposizione  degli  onorevoli  deputati  che  intendano  prenderne
  visione  ed  è considerato approvato in assenza di osservazioni  in
  contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

   pubblica utilità

  Indirizzo di saluto al neo Assessore per l'energia ed i servizi di
                           pubblica utilità,
                    professoressa Daniela Baglieri

   PRESIDENTE.  Prima ancora di iniziare, do la parola al  Presidente
  della  Regione  per  la  presentazione  del  nuovo  assessore   per
  l'energia, la professoressa Baglieri. Ha facoltà di parlare.

   MUSUMECI,  Presidente della Regione.  Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  ho   il piacere di presentare, come vuole la  norma  ma,
  anche  al  di  là  dell'aspetto formale, la  professoressa  Daniela
  Baglieri, nuovo assessore per i rifiuti, per l'acqua, per i servizi
  pubblici,  l'energia. Una delega, particolarmente,  un  Sssessorato
  particolarmente impegnativo.
   La  professoressa Baglieri è docente di economia  aziendale,  pro-
  rettore  dell'Università di Messina. La conosco  per  essere  stata
  amministratore attiva, presente, fattiva della società che gestisce
  lo scalo aeroportuale di Catania.
   Voglio, davvero, augurarle buon lavoro. E' qui, in rappresentanza,
  com'è noto, dell'UDC, dell'Unione di centro.
   Voglio,  al  tempo  stesso, rinnovare il mio  grazie,  al  dottore
  Alberto  Pierobon per quello che ha fatto durante la sua permanenza
  in  Assessorato, con grande competenza, con grande equilibrio,  con
  tanta prudenza, secondo le linee fornitegli dal Governo.
   Buon  lavoro,  dottoressa  Baglieri, assessore  Baglieri,  e  sono
  convinto  che  saprà mettere a profitto la propria  competenza  ma,
  soprattutto, credo di poter dire, il pragmatismo e l'entusiasmo che
  lei  ha  dimostrato  nel suo ruolo, nella sua attività  accademica.
  Grazie, Signor Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente.
   Colleghi, ieri

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ragusa, su che  cosa?  Prima  parliamo  un
  attimo,  appena sblocchiamo la situazione ed iniziamo l'articolato,
  poi, le do la parola.

   della legge regionale 25 dicembre 2020, n. 33

      Sull'impugnativa del Presidente del Consiglio dei Ministri
             della legge regionale 25 dicembre 2020, n. 33

   PRESIDENTE. Come ricordate bene, ieri ci siamo fermati  un  attimo
  su   questo  problema  dell'impugnativa  che,  a  noi  è  arrivata,
  all'Assemblea,  venerdì  scorso, insieme a 4.000  emendamenti;  per
  cui,   capisco   che   agli  Uffici  possa   essere   sfuggita   la
  presentazione,  ma  insomma io ce l'ho qui e, quindi,  la  comunico
  oggi:
   Il Presidente del Consiglio dei Ministri, con ricorso dell'1 marzo
  2021,  notificata a questa Assemblea il 10 marzo 2021, ha impugnato
  la  legge  regionale n. 28 del dicembre 2020, n. 33  Variazioni  al
  bilancio  di  previsione della Regione per l'esercizio  finanziario
  2020  e  per  il triennio 2020-2022.  Modifiche di norme in materia
  di   stabilizzazione   del  personale  precario    per   violazione
  dell'articolo 81, comma 3, della Costituzione.
   La  copia del ricorso è, ovviamente, consultabile presso i  nostri
  archivi.
   Quando ieri abbiamo affrontato questa discussione io ho chiesto ai
  miei Uffici di preparare una relazione da potere avere io, leggerla
  prima  e, comunque, comunicarla anche a voi, leggerla anche a  voi,
  così  come avevo chiesto all'Assessore per l'economia una relazione
  da  parte  degli  Uffici del Bilancio in modo che  potessimo  avere
  queste due relazione da leggere all'Aula per capire se si va avanti
  tranquillamente coperti da queste due relazioni oppure no.
   Noi  ad  ora, assessore Armao, materialmente ancora... è  arrivata
  adesso? È arrivata in questo momento, si sta stampando; io però  ho
  quella che mi è stata scritta dagli Uffici dell'Assemblea che se mi
  permettete  vi leggo, forse si può anche distribuire,  ma  in  ogni
  caso ve la leggo direttamente.
   Se  facciamo  attenzione perché sono cose abbastanza delicate  che
  vanno capite esattamente. Io posso dire una cosa? Che piuttosto che
  leggere  tutta  la facciamo distribuire. Vi leggo però  quelle  che
  sono  le  risultanze. Facciamo distribuire tutte e  due,  vi  leggo
  quelle che sono le risultanze della relazione dell'Assemblea.
   In conclusione  - ora, comunque, la distribuiamo in modo che tutti
  ne  abbiate  visione  -  gli  Uffici mi  dicono:   In  conclusione,
  considerato  che  la  legge regionale 33/2020  è  tuttora  vigente,
  l'impugnativa  in atto non ha refluenza sull'esame del  disegno  di
  legge   di   Bilancio  e  Stabilità,  però  al  momento  dell'esito
  costituzionale, nel caso in cui dovesse essere invece impugnata  e,
  quindi,  dovessero avere ragione loro, sarà necessario  intervenire
  da   parte   del   legislatore  per  provvedere   alle   necessarie
  correzioni .   Queste   correzioni,   secondo   i   miei    Uffici,
  ammonterebbero a 35 milioni di euro.
   Sappiamo che da parte del Bilancio la cifra è diversa e su questo,
  ovviamente,  bisognerebbe che il Bilancio ci dica  qual  è  la  sua
  cifra  per confrontarla, però non c'è dubbio, assessore Armao,  che
  nel  caso in cui venga dichiarata anche dalla Corte illegittima  la
  legge  che  noi abbiamo approvato ne conseguirebbero effetti  sulla
  gestione  del 2020 per la parte relativa a questi impegni di  spesa
  che  sono  stati fatti in violazione dei principi costituzionali  e
  per  cui,  in qualche maniera, qualche refluenza anche sulla  legge
  attuale che stiamo andando a portare all'esame dell'Aula ovviamente
  ci  sarebbero. Fermo restando che però, dobbiamo essere sinceri, in
  questo momento la legge è vigente per cui possiamo, come dire,  non
  c'è  una  illeceità nell'andare a fare questa nuova legge;  diciamo
  che  se  vogliamo salvaguardare il bilancio della Regione  non  c'è
  dubbio  che  sarebbe  il  caso di capire, nell'eventualità  in  cui
  quella legge dovesse essere definitivamente dichiarata illegittima,
  come si pensa di coprire questi ulteriori 32 milioni.
   Assessore  Armao, lei la conoscerà immagino, quindi, se lei  vuole
  intanto  dire  secondo il Governo, secondo gli Uffici del  Bilancio
  quali  possono  essere invece le refluenze e, quindi,  come  potere
  tranquillizzare l'Aula rispetto a quello che ho detto ora,  che  ho
  letto   e   che   hanno   detto  ora  gli  Uffici   dell'Assemblea,
  probabilmente sarebbe già una buona cosa. Io non l'ho materialmente
  neanche  letta, per cui non so di che cosa parliamo,  però  se  lei
  volesse intanto farne cenno, intanto immagino che saprà quello  che
  c'è scritto in questa relazione. Prego.

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  signori
  onorevoli, io non ho molto da aggiungere rispetto a quello  che  ho
  già detto ieri e che oggi viene palesato anche dagli Uffici.
   Tutti  sanno  che  una  legge fino a quando non  viene  dichiarata
  incostituzionale è vigente, quindi peraltro com'è noto  e  come  ho
  già  detto ieri mi dispiace senza esito per chi aveva dubbi  presso
  il  Ministero della Regione il Dipartimento Affari regionali  e  il
  Mef  c'è già da tempo un'interlocuzione per superare questi profili
  formali, sostanzialmente formali dell'impugnativa, tranne questi 33
  milioni che diciamo ma che comunque, a nostro modo di vedere,  come
  recita la relazione sono anch'essi coperti tramite FSC, quindi  per
  noi  si può andare avanti. Domani avremo un'ulteriore incontro  con
  il  Dipartimento  degli Affari regionali, quindi stiamo  lavorando,
  poi se si vuol fare speculazione pure sulle virgole, Presidente, si
  può fare, ma credo che abbiamo un dovere piuttosto che tergiversare
  su  questioni  di diritto, cosa che tra l'altro a  me  piace  molto
  essendo  il mio lavoro vero e non questo, credo che sia invece  più
  opportuno   andare  celermente  ad  approvare  norme   e   arrivare
  all'approvazione  e  dare  una risposta alla  Sicilia  che  attende
  risorse e regole certe. Grazie.

   PRESIDENTE.  Allora,  Assessore, non se  l'abbia  a  male,  ma  il
  problema  nasce  dal fatto che fino a sei giorni  fa  sapevamo  che
  l'impugnativa  non  c'era  ecco, per  cui,  come  dire  non  è  che
  possiamo   Certo la Sicilia attende questa legge  ed  è  dal  primo
  giorno  che  dico che ci dobbiamo sbrigare, però adesso, purtroppo,
  va  chiarita  questa cosa, le chiedo scusa, non è una cosa  di  cui
  possiamo  fare finta che non ci sia perché purtroppo c'è,  per  cui
  non so che cosa fare.
   Comunque leggo la lettera che viene mandata, questa è la relazione
  che  è stata fatta da loro, per cui distribuiamo pure questa,  però
  non  c'è dubbio che bisogna un attimo capire, Assessore, se  questa
  impugnativa dovesse essere approvata dalla Corte, quali sono   cioè
  noi  stiamo  andando a fare, già siamo senza una lira,  come  dire,
  senza un euro con mille difficoltà, se ci fossero 30 milioni in più
  di  disavanzo  da  coprire dobbiamo sapere  come  coprirli,  perché
  purtroppo  siamo in una situazione in cui capisco che la colpa  non
  sia della Regione, il Covid che c'è stato, tutti i  casini' che  ci
  sono  stati  mi  rendo conto che sia una situazione  difficile  per
  tutti,  però non è un buon motivo per non chiarire quali  siano  le
  effettive refluenze che potrebbe avere questa impugnativa.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  mi  dispiace
  cogliere  una certa insofferenza da parte dell'assessore Armao  nel
  rispondere  ad  un  adempimento a cui è obbligato,  non  è  né  una
  facoltà  né  una concessione che sta facendo all'Aula.  Noi  stiamo
  parlando  di una cosa delicata, mi ascolti Presidente, che potrebbe
  avere  anche profili di responsabilità in capo a coloro  che  hanno
  prodotto  adempimenti, ovvero impegni di spesa  e  liquidazione  di
  spesa  su  capitoli del bilancio che è vero che la legge è vigente,
  ma  il  giorno in cui si dovesse pronunciare la Corte,  sempre  che
  l'amministrazione regionale non abbia intenzione  di  recedere  dal
  ricorso  eventuale,  voglio fare presente  a  proposito  della  non
  influenza  che  questa è anche un'impugnativa inedita,  perché  non
  solo  impugna la legge 33 e impugna tutto il bilancio, mi  dispiace
  anche  per  gli Uffici, non è così scontata la visione  che  è  una
  questione che riguarda 33 milioni, perché se leggiamo l'ultima nota
  che  è oggetto dell'impugnativa proposta del Consiglio dei Ministri
  e   fatta  proprio  dal  Consiglio  dei  Ministri,  leggo  l'ultimo
  capoverso  della lettera  I segnalati profili di incostituzionalità
  connessi   all'inidoneità  della  copertura  finanziaria  investono
  l'intera  legge  stante  il carattere generico  della  clausola  di
  salvaguardia, non direttamente correlabile ad alcun specifico onere
  discendente  dalla  legge  in esame, per tale  motivo  si  richiede
  l'impugnativa  non  solo  dell'articolo 3,  ovvero  la  così  detta
  clausola,   ma   dell'intera  legge,  atteso  che   la   scopertura
  finanziaria  si applica pro quota a tutti gli oneri correlati  alla
  legge medesima .
   Vuol dire che qualora l'impugnativa trovasse accoglimento da parte
  della  Corte Costituzionale, noi avremmo una condizione che  non  è
  solo  il bilancio 2020, la variazione appena approvata, che  subirà
  in  tutti i capitoli una variazione per fare fronte agli oneri  non
  coperti,  e  quindi saremmo in presenza di un disavanzo laddove  ci
  sia  stata  poi  efficacia di spesa o impegni  prodotti  da  quella
  legge,  ma appunto l'inedita impugnativa riguarda il fatto  che  il
  Consiglio dei Ministri, cioè il MEF, nell'impugnare la legge 33  ha
  anticipato  il  giudizio sulla legge 1/2021,  che  come  è  noto  è
  l'esercizio provvisorio che abbiamo approvato il 16 credo gennaio o
  18 gennaio. Com'è noto, in quella legge, intervenivamo a correzione
  delle coperture della variazione di bilancio 2020.
   Quindi, non solo - la battuta che io ieri ho fatto  piango  quando
  mio  figlio perde, piuttosto che quando si vuole rifare' - ci viene
  contestato il principio dell'annualità nella variazione di bilancio
  2020,   ma   con   la   stessa  legge  dell'esercizio   provvisorio
  interveniamo  a  ritroso  su  un  esercizio  su  cui  non  potevamo
  intervenire.
   Allora,  credo che l'affermazione - mi dispiace essere  molto  più
  dubbioso rispetto ai concetti che sono stati qui espressi - secondo
  la  quale eventualmente ci sarebbe un impatto di trentatre  milioni
  di  euro.  Attenzione, questo eventualmente, innanzitutto  va  data
  copertura  ora,  laddove , perché è una potenzialità  -  visto  che
  siamo  in  contenzioso - di un'ulteriore parte di  debito  che,  in
  questa  fase  di  accantonamento, ne abbiamo  previsto  solo  cento
  milioni.
   Io   qualche   giorno   fa   avevo   chiesto   pure,   visto   che
  l'Amministrazione già dispone del preconsuntivo 2020, di conoscere
   Parliamo però di questioni un po' tecniche.

   PRESIDENTE. Io la devo avvertire che sta finendo

   CRACOLICI.  Io  la  ringrazio.   di conoscere  la  condizione  dal
  preconsuntivo  dell'eventuale ammontare del disavanzo  anche  2020,
  che  si  va  ad aggiungere a quello 2019 dove, com'è noto,  abbiamo
  ancora sub iudice la parifica davanti la Corte dei Conti.
   Quindi,  tutto quello che è avvenuto, quasi quasi possiamo girarci
  la  faccia,  perché nulla ha a che vedere con la legge di  bilancio
  2021-2023, io lo contesto alla radice.
   Detto  ciò, è chiaro che siamo dinanzi ad un contenzioso,  ma  dai
  contenziosi  si  può  uscire  o col Governo  che  in  qualche  modo
  riconosce, ed è abbastanza ovvio, assessore Armao, che dal punto di
  vista  delle norme contabili in senso stretto non abbiamo  ragione,
  perché dal punto di vista della contabilità pura abbiamo fatto  una
  grande  sciocchezza, lo dico in italiano, in cui non  solo  abbiamo
  coperto  la  variazione di bilancio con una norma  incerta,  ma  le
  tabelle  di copertura che abbiamo dato alla variazione di bilancio,
  alla   legge  33,  sono  quelle  che  sarebbero  state  conseguenza
  dell'accordo firmato entro il 2020.
   Quindi,  abbiamo  fatto  una  norma  di  salvaguardia  che  diceva
   qualora  il  Governo non ci approva l'accordo entro  il  2020,  si
  applicano le altre disposizioni di cui al 2018  - i famosi trecento
  e  rotti  milioni di euro - ma le coperture effettive delle tabelle
  sono  state date sui quattrocentoventuno milioni, o giù di  lì,  di
  traslazione della quota della rata del debito al 2020

   PRESIDENTE. Abbiamo capito.

   CRACOLICI.  Ora,  Presidente, non credo  che  possiamo  liquidarla
  soltanto con una

   PRESIDENTE.  Nessuno la sta liquidando. Stiamo soltanto  decidendo
  cosa  fare,  onorevole  Cracolici.  Per  cui  il  suo  ragionamento
  l'abbiamo capito perfettamente e stiamo valutando. Io peraltro devo
  dire,  rispetto  a quello che ha detto lei, che  la  cifra  dei  33
  milioni  che è stata tirata fuori ha assolutamente una  sua  logica
  perché  vero  è che proprio perché è generica l'eventuale  problema
  riguarderebbe tanti ma pro-quota ovviamente.

   CRACOLICI. Certo. Ma alla fine è un debito sopraggiunto.

   PRESIDENTE.  Quindi  fatto  il pro-quota,  ci  sono  comunque  una
  settantina  di milioni che sono in ballo ma siccome 29  sono  stati
  già  accantonati e 6 circa sono stati liberati, in ogni caso quello
  su cui potrebbe esserci il problema sono quei 33. Non più di quelli
  per  cui  non  facciamo inutili problemi. Dopodiché è inutile  fare
  anche lì terrorismo sulle responsabilità che abbiamo.

   CRACOLICI.  Io non sono terrorista.  Faccio il parlamentare  e  mi
  pagate per fare l'opposizione.

   PRESIDENTE. Non mi riferivo a lei. Perché lei può stare sicuro che
  siamo  attentissimi e che non si farà una norma non legittima.  Per
  cui  su  questo lei stia assolutamente tranquillo. La tranquillizzo
  io, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Io di questo, diciamo, sono tranquillo come lo è  stato
  Letta con Renzi

   PRESIDENTE.  Aveva  chiesto di parlare l'onorevole  Di  Caro.  Dia
  spazio anche all'onorevole Di Caro.
   Colleghi,  siccome  vedo che ci sono una  serie  di  richieste  di
  interventi,  parliamo uno per Gruppo perché è  inutile  che  ognuno
  dica la sua, altrimenti non ne usciamo più.

   DI   CARO.   Grazie   Presidente.  Io  ho   letto   il   contenuto
  dell'impugnativa e devo dire che ci sono scritte nelle parole,  nei
  termini    dell'impugnativa   cose   gravissime.   Mi   è    venuta
  immediatamente in mente una scena del film  47 morto che parla'. La
  scena  in  cui  Totò si reca dal macellaio, non  avendo  una  lira,
  chiede  come  resto una lira per comprare la carne. E'  quello  che
  abbiamo fatto noi con le variazioni di bilancio.
   Ora,  Presidente, lei giusto ieri rassicurava l'Aula  sulla  bontà
  della  finanziaria e sulla sua procedibilità d'Aula. Oggi scopriamo
  che non è così. Gli Uffici stessi dicono, cito testualmente la nota
  che  lei  poco  fa ci ha fatto pervenire  secondo una  prima  stima
  suscettibile     di    successivi    approfondimenti,     sarebbero
  quantificabili in 35 milioni e qualcosa . Ora, a parte il fatto che
  questi 35 milioni andrebbero preventivamente accantonati e, quindi,
  si  dovrebbe approfondire su come accantonare questi 35 milioni  di
  euro,  l'unica soluzione per noi possibile per andare avanti è  che
  la  finanziaria,  con  l'allegato bilancio,  torni  in  Commissione
  perché  c'è la necessità impellente di approfondire le modalità  di
  accantonamento   di  questi  35  milioni  di  euro.   Diversamente,
  Presidente, non possiamo andare avanti e l'abbiamo notato  ieri  al
  primo  articolo in cui ci sono tantissime incongruenze. Noi abbiamo
  trovato   articoli  che  sono  stati  modificati   in   Commissione
   Bilancio'  da emendamenti e riproposti così come erano allo  stato
  originale. Quindi c'è necessità di fare chiarezza con il ritorno in
  Commissione di questa finanziaria. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Tancredi.  Ne  ha
  facoltà.

   TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche io ho letto
  l'impugnativa e credo che le cose vadano lette tutte, con  tutti  i
  passaggi.  Ne  cito  uno che secondo me è quello fondamentale:   in
  realtà  è  evidente  che  la  sopravvenuta  indisponibilità   della
  copertura  finanziaria,  a  valere  sulla  quota  di  ripiano   del
  disavanzo  per  l'anno  2020  e  la conseguente  operatività  della
  clausola   di   salvaguardia   è   imputabile   non   al    ritardo
  nell'approvazione della norma di attuazione, bensì al fatto che nel
  Consiglio  dei  Ministri del 14 gennaio 2021 è stato  approvato  un
  testo  diverso da quello atteso dalla Regione, testo  che  prevede,
  come  detto, il rinvio del ripiano del disavanzo del 2021 piuttosto
  che di quello del 2020 .
    Assessore Armao, forse adesso ha capito che non ha amici a  Roma,
  o  forse  lo  aveva capito prima. Da questo ha capito  che  non  ha
  assolutamente amici, perché se è vero, come è vero,  che  il  punto
  relativo  alla  ripartizione del disavanzo era l'ultimo  punto  del
  Consiglio  dei  Ministri del 23 dicembre e  che  non  si  è  ancora
  capito,  nessuno  me l'ha saputo spiegare, per  quale  motivo  quel
  punto  è  stato l'unico punto rinviato dal Consiglio dei  Ministri,
  perché  ancora ad oggi nessuno mi ha dato una risposta, a parte  le
  scuse formali di qualche ex collega del Movimento, ma è chiaro  che
  in  quella  sede si sono giocati, come dire, l'ennesimo cappio  per
  questa Regione.
    A  monte di tutto questo, purtroppo, personalmente credo  che  la
  Sicilia neanche dovrebbe restituire allo Stato tutto questo  enorme
  ammontare del disavanzo, perché quell'enorme disavanzo che  abbiamo
  definito con la delibera di Giunta del 10 agosto del 2015,  che  ha
  determinato  il  disastro  di questa Regione,  2015,  dopo  che  ci
  abbiamo  messo  ben  tre anni per andare a  vedere  quali  erano  i
  disavanzi,  tre  anni più tutti gli altri disavanzi successivi  che
  sono  rimasti  lì, come dire, come una  polpetta avvelenata',  come
  vogliamo chiamarla?
    Questo  è  l'ultimo  atto  della  mancanza  di  trasparenza   nei
  rapporti tra lo Stato e la Regione siciliana, acclarati dalla , c'è
  un  piccolo  passaggio  di  cui mi sono  lamentato  più  volte:  la
  Commissione paritetica viene richiamata nella nota dagli Uffici, un
  accordo  del  14  novembre,  in Commissione  paritetica.  Io  avevo
  chiesti  i  verbali  della  Commissione paritetica,  il  Presidente
  Ilacqua me li ha rifiutati, perché questo Parlamento non è tenuto a
  sapere  cosa  succede in Commissione paritetica  Forse se  avessimo
  saputo cosa succedeva nella Commissione paritetica, qualcuno di noi
  avrebbe  potuto  porre rimedio prima, eppure nessuno,  nessuno,  ha
  preso  le  difese di questa Regione, nessuno  Non c'è  nessuno  che
  difende  la Sicilia, nessuno  Chi in questo momento, in quest'Aula,
  si  permette  di  parlare,  ha  enormi  responsabilità,  sia  della
  maggioranza  sia dell'opposizione. Anch'io ho delle responsabilità,
  perché forse avrei dovuto alzare la voce un po' prima
    Da  oggi  penso  e spero che questa Regione pretenda  trasparenza
  dallo    Stato,   trasparenza   assoluta,   perché   sulla   nostra
  responsabilità  ci  sono  cinque milioni  di  siciliani  in  enorme
  sofferenza.  Questo gioco delle tre carte che è stato fatto  con  i
  rimandi  e si è trasferito quella che era la ripartizione  al  2021
  volontariamente, è stato fatto volontariamente, e spero che non sia
  partito da qui, spero che questo giochino non sia partito da questa
  Assemblea, perché è un giochino sulla pelle dei siciliani, e spesso
  qualcuno si dimentica di essere siciliano  Grazie, Presidente.

    PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Tancredi. Onorevole  Lo  Giudice,
  prego. Poi ci fermiamo un attimo per una riflessione.

    LO  GIUDICE.  Grazie,  Presidente,  Assessori,  Presidente  della
  Regione,  onorevoli colleghi, innanzitutto do anche io il benvenuto
  al  neo Assessore per un proficuo lavoro in questa difficile  terra
  di Sicilia.
    Io  volevo  essere abbastanza breve, anche perché  credo  che  il
  principio della prudenza, in ambito contabile, valga per  gli  enti
  locali  così  come  anche  per la Regione siciliana  e  sicuramente
  l'azione   portata  avanti  in  questo  momento  non  è   un'azione
  prudenziale  da  un  punto  di vista contabile  e,  credo,  che  il
  principio   della   prudenza  sia  uno  degli   elementi   basilari
  all'interno di quella che è la contabilità in generale. E,  secondo
  questo  principio  quelle che possono essere le spese  o  i  valori
  negativi,  cerco  di  essere  abbastanza  semplice,  vanno   sempre
  contabilizzati.
    Ecco,  se qua l'impugnativa ci dice che, cito testualmente:   Per
  quanto  riguarda la manovra di variazioni di bilancio per  il  2020
  risulta  priva  di  copertura per un ammontare di  70  milioni  135
  migliaia di euro, 70 mila 135 migliaia di euro . Dico, è chiaro  un
  fatto,  che il principio di prudenza impone una cosa molto semplice
  cioè  che  noi  questi 70 milioni, in questo momento,  li  dobbiamo
  coprire  tutti e per intero. Tralasciamo, poi, quello che  è  stato
  fatto perché, se andiamo nel dettaglio di quello che è stato fatto,
  noi  successivamente andiamo a coprire quella che è la spesa che  è
  stata  effettuata  nel 2020. Io mi chiedo e  vi  chiedo  se  io  da
  sindaco   posso   decidere   di  spendere  cinquecento,   seicento,
  settecento,   ottocento  mila  euro,  anche  un  milione,   e   poi
  ricordarmi, a distanza di quattro, cinque, sei mesi, che forse devo
  coprire questi cinque, seicento mila euro. Questa si chiama finanza
  creativa  Non c'è altra definizione.  Siamo nel mondo della finanza
  creativa  in  cui, signor Presidente, ognuno può fare tutto  quello
  che  vuole  e  nessuno può dire nulla. Mi permetto  di  aggiungere.
  Nessuno  può dire nulla e questa per me, Presidente, è la cosa  più
  grave  perché le dico una cosa: questi aspetti sono notori a  tutti
  già  da  settimane.  In Commissione  Bilancio' queste  precisazioni
  sono state fatte in maniera puntuale da tutti i Gruppi parlamentari
  e  mi  permetto  di  dire,  caro Presidente,  che  l'Assessore  per
  l'economia presente in Commissione  Bilancio' non ha mai detto  una
  parola  se  non  dicendo  che questa impugnativa  era  una  pura  e
  semplice formalità.
    Bene,  se noi dobbiamo fare i parlamentari tanto per farli e  per
  sentirci  dire che tutto va bene e che non c'è alcun  problema,  io
  non  sono  disponibile, signor Presidente. A me non mi  ritrova  in
  questo discorso.
    Fino  a  ieri  ho chiesto all'assessore Armao, fino  a  ieri,  di
  avere  un  dettaglio dei Fondi Poc che sono stati  impegnati  nella
  scorsa  finanziaria e l'assessore Armao che continua a  parlare  al
  telefono  mentre  il  sottoscritto  interviene  -  grande,   grande
  considerazione  del  ruolo del parlamentare, grande  considerazione
  del  ruolo  del parlamentare che lei assessore Armao ha  -,  mentre
  chiedo  in  Commissione   Bilancio' un  riepilogo  dei  Fondi  Poc,
  l'assessore  Armao  dice:   Non ci sono  problemi.  Lo  sapete.  Ne
  parleremo  dopo, lo vedremo dopo . Lo chiedo ancora una volta  ieri
  in Aula e l'assessore Armao dice:  Ne abbiamo parlato sempre .
    Ora  vede,  signor  Presidente, con tutta la  buona  volontà  che
  possiamo  avere  nel cercare di aiutare la Sicilia ed  i  siciliani
  come  credo ed è giusto che dobbiamo fare, però, ci volete  mettere
  nelle  condizioni di essere determinanti in questo ruolo?  Possiamo
  sapere  quello  che andiamo a fare? Invece di essere  trattati  con
  assoluta  superficialità  da chi riveste un  ruolo  importante,  in
  considerazione  di  un  fatto:  noi in  questo  momento  siamo  con
  l'esercizio provvisorio, senza bilancio approvato, senza  avere  la
  parifica,  senza il consuntivo e con un'impugnativa  che  ci  viene
  detto  dall'assessore Armao essere semplicemente un fatto  formale
  Siamo  allo sfascio più totale, caro Presidente, e nessuno lo vuole
  ammettere  e  si  agisce  e  si  continua  ad  agire  con  assoluta
  superficialità  ed anche rispetto all'approccio che  stiamo  avendo
  nei  confronti di questa finanziaria, che dobbiamo andare a varare,
  la  superficialità è assoluta perché ci sono milioni e milioni  che
  vengono assegnati senza sapere qual è la sorte capitale iniziale e,
  quindi,  la  copertura  che possiamo dare. Dieci  milioni  di  qua,
  cinque  milioni  di  qua, otto milioni accontentiamo  questo,  nove
  milioni  accontentiamo quest'altro  Mi chiedo  e  le  chiedo  se  è
  possibile  avere un quadro preciso di tutte le risorse di bilancio,
  della  situazione economico-finanziaria della Regione  siciliana  e
  dei Fondi extra bilancio perché qui non siamo al mercato, siamo  al
  Parlamento regionale siciliano ed i parlamentari meritano  rispetto
  dall'Assessore e da tutti. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lo Giudice. Assessore Armao, allora,
  prima  di  darle  la  parola, perché oggettivamente  un  minimo  in
  difficoltà mi ci sento.
   Allora,  credo  che  la soluzione a questo problema  possa  essere
  trovata se si individua la possibilità di accantonare queste  cifre
  perché  se domani dovesse succedere che, invece, questa impugnativa
  diventi  reale, che cosa abbiamo fatto? Ci troveremmo veramente  in
  grandissime difficoltà, ma in difficoltà veramente
   Ora, io non voglio assolutamente rimandare la legge in Commissione
  perché  altrimenti non ne usciamo più. Ma un accantonamento,  anche
  fatto a prescindere dalla finanziaria - in qualsiasi momento si può
  fare un accantonamento - però, in qualche maniera, mi deve credere,
  Assessore, io comincio a dire che hanno ragione quelli che vogliono
  le  cose  più  precise e più chiare perché altrimenti, ci  troviamo
  veramente  in  difficoltà noi stessi, ed io  stesso  che  cerco  di
  arrampicarmi  sugli  specchi,  ogni  tanto  però  ho   bisogno   di
  chiarezza,  perché  altrimenti non so veramente come  poter  andare
  avanti.
   Per cui, la prego di darci
   Perché  la  verità  è,  diciamocelo chiaramente,  che  se  noi  la
  settimana  scorsa,  quando eravamo ancora in Commissione,  avessimo
  saputo che questa impugnativa c'era, era reale, e quello che poteva
  produrre, probabilmente, non saremmo oggi qui a parlare di questo e
  l'avremmo  discussa in Commissione  Bilancio' in maniera molto  più
  concreta,  serena e non in Aula, con gli interventi  di  tutti,  ma
  nelle Commissioni dove queste cose andrebbero fatte.
   Per  cui  oggi  ci  troviamo  in  una  situazione,  veramente,  di
  imbarazzo e difficoltà. Non ho problemi sia ad andare avanti, che a
  fermarmi  due minuti. Faccio quello che il Governo mi chiede,  però
  effettivamente un minimo di chiarezza abbiamo bisogno di averla.

   MUSUMECI, presidente della Regione Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente  della Regione. Grazie,  signor  Presidente.
  Leggo  dai  suoi Uffici un documento formale, penso, che  conclude,
  dopo  un'analisi sull'impugnativa della legge 33 tutt'ora  vigente:
   L'impugnativa in atto non ha refluenze sull'esame dei  disegni  di
  legge  di  bilancio e di stabilità per il 2021. Solo all'esito  del
  giudizio costituzionale, nell'ipotesi di soccombenza della Regione,
  sarà   necessario  intervenire,  da  parte  del  legislatore,   per
  provvedere alle necessarie correzioni contabili . Lei non  si  deve
  arrampicare sugli specchi, Presidente, perché potrebbe anche  farsi
  male.  Cade lei e cadiamo tutti noi. O questa considerazione  degli
  Uffici  dell'Assemblea hanno valore o, altrimenti,  ognuno  di  noi
  sarà libero di dare una propria interpretazione.
   Il   Governo   aderisce   a  questa  linea.   Se   il   Presidente
  dell'Assemblea  intende ascoltare i Capigruppo, per  capire  se  la
  linea  è questa, possiamo sospendere dieci minuti, un quarto d'ora,
  e  verificare  che  cosa dicono i Gruppi. Ma nessuno  qui  si  deve
  arrampicare sugli specchi, perché nessuno ha qualcosa da nascondere
  o  da  tacere.  Nessuno  Stanno solo venendo a galla errori,  e  mi
  limito  a dire errori, che certamente non sono ascrivibili a questo
  Governo e a questa maggioranza.
   Dopodiché,  chiedo di sospendere la seduta per un quarto  d'ora  e
  ognuno   di   noi  assuma,  per  intero,  il  peso  delle   proprie
  responsabilità. Stare qui, allo spiedo, non serve all'istituzione e
  non serve ai siciliani che aspettano risposte, e risposte concrete,
  signor Presidente dell'Assemblea.
   Quindi,  la  posizione  del Governo è  quella  che  le  ho  appena
  rappresentato:  o  la  Presidenza  dell'Assemblea   aderisce   alla
  considerazione  che  fanno  gli  Uffici  dell'Assemblea  stessa,  o
  altrimenti  si  faccia  una Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  -  per carità, se lei lo ritiene. Si decida,  ma  non
  possiamo  assolutamente andare avanti fra le polemiche,  a  chi  la
  spara più alta e più grossa. Grazie, signor Presidente.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)

   PRESIDENTE.  Onorevole Dipasquale, la prego.  Allora,  Presidente,
  chiedo scusa.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)

   Onorevole Dipasquale, sta parlando il Presidente. La prego.
   La  situazione, onorevole presidente Musumeci, non è così semplice
  nel  senso  che: che la legge fino a che la Corte non si  pronuncia
  sia  vigente  non  c'era  dubbio, voglio  dire,  a  prescindere  da
  chiunque  lo abbia scritto. E' scontato e lo sapevamo anche  prima.
  Però,   siamo   andati   avanti,  in  Commissione,   pensando   che
  l'impugnativa non ci fosse del tutto.
   Nel  momento  in cui si scopre che c'è l'impugnativa è  possibile,
  presidente  Musumeci,  che il Governo dell'Assemblea  ritenga,  nei
  limiti delle proprie disponibilità, nei limiti dei propri poteri  e
  delle  proprie convinzioni sulla finanziaria di inserire una spesa.
  Noi  oggi sappiamo che la disponibilità per la spesa in finanziaria
  è  di 100. Bene, sapendo che c'è l'impugnativa, forse è meglio dire
  che è di 70, quindi non è che è un problema che la legge è vigente,
  è  sicuro,  ma  siccome  sappiamo,  onorevoli  colleghi,  onorevole
  Cracolici, la prego, non è facile.
   Il  Presidente della Regione ha preso una posizione molto  precisa
  che  io, come dire, non solo rispetto, ma in parte condivido.  Però
  dobbiamo  arrivare ad una conclusione serena, cioè noi  quello  che
  vogliamo  capire per andare avanti non è il fatto se giuridicamente
  è  possibile  o meno portare avanti questa legge, che certamente  è
  possibile   portarla  avanti,  lo  dicevo  poco  fa   all'onorevole
  Cracolici,  non  ci  preoccupiamo di fare cose non  possibili,  non
  lecite.  E'  assolutamente lecito, però Presidente nella situazione
  in  cui  siamo,  e  nel momento in cui sappiamo che  esiste  questa
  impugnativa  e di fatto, diciamoci la verità, che è quello  che  io
  personalmente sono costretto un po' a contestare, lo stiamo sapendo
  oggi, con la legge già in Aula, perché fino ad ieri veniva dato per
  scontato  che  non ci fosse, noi dobbiamo capire se valga  la  pena
  prendere  30  milioni  e metterli in accantonamento  piuttosto  che
  portarli a spesa in questa finanziaria se poi ci dovesse essere  il
  problema  che  la  Corte Costituzionale, invece,  quella  legge  la
  impugna definitivamente.
   Soltanto  questo  è quello che noi vogliamo capire,  non  c'è  una
  scelta  giuridica da fare, è una scelta di buonsenso, è una  scelta
  che  mi permetto di dire da padre di famiglia in una situazione  in
  cui già le difficoltà sono mille, il cui bilancio certamente non  è
  dei  più  straordinari che esistono e, quindi, vorremmo evitare  di
  andarla a peggiorare, soltanto questo.
   L'assessore Armao ha chiesto di intervenire. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  credo che il ricorso, come è arrivato,  io  non  ho  mai
  detto  che il ricorso non ci fosse, e mi dispiace che vengano dette
  cose  del  tutto  false.  Io ho detto che  c'era  la  delibera  del
  Consiglio  dei Ministri e non era stato notificato il ricorso  sino
  al giorno 10, cosa che è per tabulas dimostrata.
   Secondo,   oltre   alla  relazione  degli  Uffici  dell'Assemblea,
  apprezzabile e condivisibile e già da ieri lei lo aveva anticipato,
  senza bisogno che ci fosse una relazione scritta che gli uffici  si
  orientavano in questo modo e si orientano opportunamente in  questo
  modo   a   corroborare  questa  posizione  assolutamente  puntuale,
  motivata  e  articolata, noi abbiamo depositato  una  relazione  di
  cinque  pagine, molto articolata firmata dal Ragioniere generale  e
  dall'avvocato  generale della Regione, quindi  stiamo  parlando  di
  coloro   che  sono  chiamati  ad  attestare  i  profili  di  ordini
  finanziario  e  i profili di ordine giuridico-amministrativo  della
  Regione.  La  relazione conclude, conclusivamente   sussistendo  le
  coperture ed avendo posto in essere solo modifiche contabili aventi
  neutralità  finanziaria,  sono allo studio  soluzioni  legislative,
  modificative  o  abrogative per risolvere la  questione,  oltre  ad
  operare  contabilmente le relazioni contabili in via amministrativa
  per  l'importo  di  euro 33 milioni, ponendo le  relative  spese  a
  carico  del  fondo di sviluppo e coesione, in tal modo si  potrebbe
  allineare  motivi  di  contestazione dell'impugnativa.   Ovviamente
  tale  percorso  per il quale è in corso già il leale confronto  con
  l'amministrazione  dello  Stato per il  superamento  delle  ragioni
  dell'impugnativa,  come  precisato su  questioni  formali,  non  fa
  venire meno nelle more l'approntamento di ogni utile difesa .
   Quindi,  anche  secondo  il  Ragioniere  generale,  anche  secondo
  l'Avvocato  dello  Stato,  nulla osta a proseguire  i  lavori.  Poi
  vorrei dire che anche

   PRESIDENTE. Assessore, scusi se la interrompo. Per capire, se  voi
  ritenete di coprirli con queste cose, presentate l'emendamento.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Non c'è nessun  emendamento  da
  presentare,  Presidente. Se mi fa concludere io posso esprimere  il
  motivo per cui non c'è nessun emendamento da presentare.

   PRESIDENTE. E li vogliamo coprire

   ARMAO,  assessore per l'economia. Dobbiamo parlare di  emendamenti
  che  non  esistono,  Presidente, parliamo di  emendamenti  che  non
  esistono.
   In  bilancio  sono  appostati  100  milioni  di  euro  per  questa
  finalità.  Quindi  ben oltre le sue pessimistiche  previsioni,  che
  spero  siano  solo pessimistiche e quindi non c'è  nessun  tipo  di
  preoccupazione che conferma il Ragioniere generale, perché ci  sono
  100 milioni all'uopo appostati, in generale, a garanzia.
   Quindi,  sotto  questo profilo, continuiamo a  trovare  meccanismi
  contabili che non necessitano di alcun tipo di emendamento.  I  100
  milioni sono già appostati.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io mi rivolgo al Presidente  della
  Regione.  Signor  Presidente, quello che deve essere  certo  è  che
  remiamo  tutti  dalla stessa parte, che stiamo  cercando  tutti  di
  risolvere  il  problema,  però  non  devono  esserci  tentativi  di
  confondere  le idee. Dice la relazione che sto leggendo  ora,  l'ho
  letta poco fa per la prima volta e ho sottolineato due punti che mi
  sembrano  importanti:   conclusivamente -  scrivono  gli  Uffici  -
  sussistendo  le  coperture e avendo posto in essere solo  modifiche
  contabili, sono allo studio soluzioni legislative modificative  e/o
  abrogative delle variazioni di bilancio della legge  . .
   Allora,  come lei giustamente lamenta, tutto quello  che  è  stato
  fatto  nel passato che ci stiamo piangendo noi oggi per gli  errori
  che  sono stati fatti prima, evitiamo pure di farli noi, se  stiamo
  cercando, se vogliamo evitare un buco di 30 milioni, di 33 o quello
  che   siano,  visto  che  ci  sono  allo  studio  delle   soluzioni
  legislative, ma secondo anche quello che io avevo capito, su quello
  che   aveva  dichiarato  l'Assessore,  evidentemente  ci  sarà   la
  possibilità  di tranquillizzare tutti facendo un emendamento.  Poi,
  se  il  Governo ritiene che si debbano togliere soldi da una  parte
  all'altra, o che invece sono già accantonati e quindi non si devono
  togliere  a  nessuno, è meglio ancora. Ma non c'è  dubbio  che  noi
  approvando questa finanziaria, nel momento in cui la Corte  dovesse
  dare ragione allo Stato, al Consiglio dei Ministri, noi ci troviamo
  un  buco di 30 milioni  E' inutile, non è che ci sono da fare tante
  somme  e  sottrazioni.  E'  fin troppo evidente  che  è  così   Non
  possiamo  provare  ad evitarlo in modo che tranquillizziamo  tutti,
  evitiamo che maggioranza ed opposizione vadano avanti su una specie
  di battaglia di principio.
   Io, ripeto, non ho nessun problema giuridico ad andare avanti.  Ma
  non  c'è  dubbio  che,  nel  momento  in  cui,  specialmente  nella
  situazione  in cui siamo, se non copriamo un ulteriore problema  di
  disavanzo, qual è il problema di risolverlo oggi invece  di  andare
  avanti,  perché  tanto  la  soluzione  ci  sarà?  Troviamo   questa
  soluzione, così come i vostri Uffici dicono. Facciamolo

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Chiedo una sospensione  di  5
  minuti.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per 15  minuti
  e riprenderà alle ore 17.20.

       (L'Aula sospesa alle ore 17.08, è ripresa alle ore 17.35)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

   MUSUMECI,  presidente  della Regione.  Signor  Presidente,  le  ho
  chiesto la sospensione di qualche minuto e, la ringrazio per averla
  accordata,  e  mi  scuso  con l'Aula per questa  interruzione,  per
  tentare  di  trovare  una sintesi e uscire  da  una  condizione  di
  frizione  che  certamente  non aiuta a  potere  portare  avanti  il
  lavoro.  Che  ci  sia  un  problema, che ci  sia  il  dubbio  circa
  l'impugnativa  nessuno lo nasconde, abbiamo potuto  chiarire  anche
  con  l'intervento del ragioniere generale che al capitolo  1,  fase
  5.0,  esiste un accantonamento prudenziale di 100 milioni di  euro.
  Tutto  questo  ci  può  consentire  di  affrontare  situazioni   di
  emergenza  qualora  la  Corte dovesse pronunziarsi  nel  senso  che
  nessuno di noi si augura.
   Quindi,  da  questo punto di vista io credo, signor  Presidente  e
  colleghi  deputati, che possiamo andare avanti  con  la  necessaria
  tranquillità, pur difendendo ognuno la propria posizione, i  propri
  punti  di  vista sui singoli articoli dello strumento  finanziario,
  perché credo che i siciliani si attendano da noi risposte, risposte
  concrete,  e la volontà unanime dell'Assemblea non può  che  essere
  quella, è stato dimostrato anche nei passati esercizi finanziari.
   Per  cui,  signor Presidente, se non ci sono osservazioni,  almeno
  per  quanto  riguarda il Governo, le do la massima disponibilità  a
  proseguire   nell'esame  dei  singoli  articoli  della   legge   di
  stabilità. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, Presidente. Allora, vedo che ci  sono  alcuni
  che chiedono la parola.
   Siccome l'interruzione di ieri era stata chiesta dalla Presidenza,
  perché era la Presidenza che aveva, in seguito ad alcuni interventi
  che  c'erano  stati,  il dubbio su alcune cose  dell'impugnativa  e
  altre cose, comunico formalmente, con le dichiarazioni che ha fatto
  il  Presidente,  che sono state - in questi minuti di  interruzione
  che  abbiamo avuto - verificate anche col Ragioniere generale della
  Regione,  che  abbiamo verificato questo fondo. In  questo  momento
  quanto  è  il disavanzo, come dire, non lo sappiamo, ma certamente,
  secondo le valutazioni del Ragioniere generale della Regione,  sono
  cifre  così  basse  che  comunque, ammesso  che  la  Corte  dovesse
  approvare  questa impugnativa del Governo nazionale, ci sarebbe  la
  possibilità   di   coprire  questo  eventuale  maggiore   disavanzo
  proveniente da questa impugnativa.
   A  questo  punto,  comunico  che la Presidenza  dell'Assemblea  ha
  avuto, e che vi sto comunicando, i chiarimenti che doveva avere per
  iniziare i lavori della legge di stabilità.
   Nel  momento in cui partiamo, riprendiamo l'articolo 1 della legge
  di  stabilità, che era quello che era stato fermato per questo tipo
  di problemi, ovviamente avete il diritto di intervenire, ma diciamo
  che io concludo il dibattito preventivo che abbiamo fatto prima  di
  iniziare  la legge di stabilità, e ne do ufficialmente la partenza,
  il via.

   e 962/A

   Seguito della discussione unificata dei disegni di legge  Bilancio
  di  previsione  della Regione siciliana per il triennio  2021/2023
  (n. 661/A) e  Legge di stabilità regionale 2021/2023  (n. 962/A)

   PRESIDENTE.  Si  riprende  l'esame dell'articolo  1,  che  abbiamo
  visto l'altra volta.
   L'onorevole  Di  Paola sarà il primo a cui darò la parola,  pronti
  per  votare  l'articolo 1. Scusate, era segnato a  parlare,  prima,
  l'onorevole Fava.  Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor Presidente, mi permetta, non è sull'articolo,  ma  è
  perché  resti  a  verbale una precisazione, perché non  vorrei  che
  quest'Aula  passasse sempre come un inutile bivacco di parlamentari
  che non si accorgono delle cose che accadono nell'universo mondo.
   L'impugnativa è stata pubblicata sul portale del Ministero  il  26
  febbraio 2021. L'impugnativa è stata trasmessa al Presidente  della
  Regione siciliana il 1  marzo  cioè sedici giorni fa. Non ci  siamo
  ridotti  a dovere affrontare con l'emergenza che lei ha giustamente
  sottolineato  questo dibattito, soltanto perché oggi ci  accorgiamo
  di  qualcosa che non ci era stata notificata, ma perché si è deciso
  per sedici giorni di evitare di affrontare questa contraddizione, e
  questo lo dico anche rivolgendomi al Presidente della Regione,  che
  in  questo  caso ancora una volta ha ricordato che non  c'è  alcuna
  responsabilità da parte del Governo. Una responsabilità  certamente
  esiste, il fatto che dal primo marzo questa impugnativa è sottratta
  da  qualsiasi elemento di discussione con quest'Aula o tentativo di
  risolverla   prima  di  arrivare  in  Aula  e  scoprire  attraverso
  l'intervento dell'opposizione che cosa stava accadendo.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  faccio
  un  ragionamento molto semplice, che è il ragionamento che  abbiamo
  fatto  più  volte  in Commissione Bilancio e lo  rimetto  all'Aula,
  com'è giusto che sia.
   Più  volte, signor Presidente, in Commissione Bilancio noi abbiamo
  chiesto,  come  componenti della Commissione  Bilancio,  di  potere
  utilizzare  i  soldi  del Fondo contenziosi. Tant'è  che  il  Fondo
  contenziosi, signor Presidente, non è di cento milioni di euro  per
  il  2021,  ma è di novantacinque milioni di euro perché già  cinque
  sono stati impegnati.
   Più  volte  io  stesso ho chiesto al Ragioniere generale  se  quel
  Fondo,   quei   novantacinque  milioni  di  euro  potevano   essere
  utilizzati. La risposta continua, continua e a volte anche  un  po'
  stizzita da parte del Ragioniere generale e dell'assessore è  stata
  quella  che  quei Fondi, quei soldi non possono essere  utilizzati.
  Oggi  scopriamo  che  di  quei novantacinque  milioni  di  euro  ne
  possiamo utilizzare più di trenta  Presidente, dove sta la  verità
  Ed  è tutto verbalizzato, ci sono i verbali delle dichiarazioni  da
  parte del Ragioniere generale e da parte dell'assessore.
   Ora,  onorevoli  colleghi, diciamocelo chiaro, io  voglio  capire,
  vorrei  capire ora stesso, signor Presidente, vorrei capire  adesso
  stesso  se  gli  articoli  che sono stati  fatti  da  ogni  singolo
  deputato  di  quest'Assemblea regionale hanno  coperture  per  quei
  venti  milioni  di euro che noi abbiamo utilizzato,  che  sono  gli
  unici fondi per ristori e gli unici fondi di spesa per i siciliani,
  quando  poi  l'assessore qui dice:  Sbrighiamoci  ad  approvare  la
  finanziaria perché i siciliani aspettano risposte e ristori. . Sono
  quei  venti  milioni  di euro che con molta fatica  i  deputati  di
  quest'Assemblea  hanno  trovato  per  dare  ristori  ai  siciliani.
  Vogliamo  capire  se  quei venti milioni di euro  ci  sono,  signor
  Presidente,  perché  poi  non vorremmo  che  andiamo  avanti  oggi,
  domani,  approviamo solo gli articoli di questo Governo  regionale,
  che  sono  solo tagli e, poi, scopriamo che quei trenta milioni  di
  euro  del  Fondo contenzioso, così com'è stato detto più  volte  in
  Commissione Bilancio, non possono essere utilizzati perché  noi  di
  quei  novantacinque  milioni di euro, signor  Presidente,  dobbiamo
  pagare i contenziosi e la Regione siciliana ha molti contenziosi, e
  con  quei  novantacinque milioni di euro dobbiamo pure, come  dire,
  eventualmente  pagare il disavanzo che può uscire  dalla  parifica,
  perché noi ad oggi parifica non ne abbiamo.
   E,  chiudo,  signor  Presidente,  perché  voglio  essere  comunque
  propositivo, qui non è una nota di polemica, qui è un  discorso  di
  verità perché noi stiamo cercando di accertare, di far venir  fuori
  la  verità.  Più  volte, il Ragioniere generale ha detto  che  quei
  soldi  non possono essere toccati perché ce lo dice anche la  Corte
  dei  Conti.  Quindi, noi abbiamo la Corte dei Conti,  più  volte  i
  deputati in Commissione Bilancio chiedono di potere utilizzare quei
  novantacinque milioni di euro e la risposta da parte del Ragioniere
  generale e dell'assessore è stata quella che quei soldi non possono
  essere toccati. Ora scopriamo che nell'arco di quanto, di mezz'ora,
  questi  trenta  milioni  di  euro escono  fuori  e  possono  essere
  utilizzati dal Fondo contenziosi.
   Signor Presidente, vogliamo la verità perché

   PRESIDENTE. Credo che parliamo di cose diverse.

   DI PAOLA. No, no, no, non sono cose diverse

   PRESIDENTE.  Questo  è il Fondo accantonamento,  che  è  un  Fondo
  accantonamento per eventuale disavanzo, mentre il Fondo contenzioso
  è un'altra cosa.

   DI  PAOLA. Non sono due cose diverse, signor Presidente,  sono  la
  stessa,  sono molto simili, le cose sono accumunate. Dico, qua  noi
  vogliamo  la verità, signor Presidente, perché il rischio veramente

   PRESIDENTE. La verità io le posso dire quello che mi è stato  poco
  fa  segnalato  dal Ragioniere generale che mi ha parlato  di  Fondo
  accantonamento per eventuale disavanzo, quindi, non c'entra con  il
  Fondo contenziosi, che è un'altra cosa.

   DI PAOLA. Signor Presidente, il Fondo che riguarda il disavanzo  è
  sempre lo stesso.

   PRESIDENTE. Lo appureremo, però, che sia così.

   DI PAOLA. E' sempre lo stesso perché ci sono anche le relazioni da
  parte  del  Centro Studi, signor Presidente. Il Fondo è  sempre  lo
  stesso.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprende l'esame dell'articolo 1.
   Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.1.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Cracolici, stavolta il minuto
  in più non glielo do. Una trentina di secondi. Io posso dire quanto
  le  vorrei  dare. Quanto ha sono cinque minuti, io le  vorrei  dare
  trenta secondi.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  continuo  a
  pensare  che la soluzione, che viene qui suggerita, è una soluzione
  che,  tra  l'altro, è in contrasto con quella che suggeriscono  gli
  Uffici della Regione, non della Presidenza, perché io credo che noi
  dovremmo  operare, e lo dico come suggerimento positivo  -  capisco
  che,  qui,  il partito preso però è un modello su cui  è  difficile
  cambiare  le  corde e l'ascolto - noi dobbiamo far venire  meno  il
  contenzioso,  perché  se non facciamo venire  meno  il  contenzioso
  guardate  che  ci  infiliamo in un tunnel dove non  so  come  potrà
  uscirne.
   Allora, siccome noi abbiamo usato delle risorse, che erano  frutto
  del  precedente accordo, per coprire il disavanzo che, sicuramente,
  avremo nel 2020, cioè le minori entrate causa COVID, gli Uffici  ci
  suggeriscono,  al  penultimo  capoverso,  che  sono   allo   studio
  soluzioni legislative, modificative e/o abrogative delle variazioni
  del disavanzo della Legge n. 33/2020 e 36/2020.
   Allora,  la domanda è questa. Se gli Uffici hanno allo  studio  le
  soluzioni  legislative, modificative e abrogative, non è  opportuno
  fare  tutto  questo nella legge finanziaria? Cioè, non è  opportuno
  che con la legge finanziaria viene meno il contenzioso con lo Stato
  e,  quindi,  vengono  meno le ragioni dell'impugnativa?  Cioè,  noi
  vogliamo  tenere  in piedi un'impugnativa che pregiudica  anche  il
  bilancio   2021?  Io  considero  questa  una  follia   Una   follia
  gestionale  E non è la soluzione dei trenta milioni che li  abbiamo
  nei  cento, perché i cento sono già figli di un disavanzo  presunto
  che  avremo nel 2020, non nel 2019 di cui, ancora, siamo in  attesa
  di parifica.
   Ricordo che il 2020 è l'anno in cui avremo il peggio introito  per
  le casse della Regione, sia sull'IVA sull'Irpef e su tutte le tasse
  che riscuotiamo come regione, causa COVID e ne abbiamo coperto solo
  una parte.
   Allora suggerisco e ribadisco che la materia ha bisogno di trovare
  soluzione ora, al fine di far cessare il motivo del contenzioso con
  lo  Stato  per salvaguardare sia il 2020, e i funzionari che  hanno
  fatto i provvedimenti di impegno e di liquidazione, sia il 2021 per
  quanto attiene l'esercizio finanziario in corso d'opera.
   Dopo  di  che,  se  non  lo  volete  fare,  ognuno  si  assume  la
  responsabilità,  ma  credo  che questa  soluzione  che  gli  Uffici
  propongono  non  è  la  soluzione,  mi  permetta  Presidente  della
  Regione, che i trenta trovano copertura nei cento. Non sta così  la
  cosa, non c'entra niente. Quindi, io continuo a pensare che occorre
  modificare  i  meccanismi della legge 20  per  evitare  che  questo
  contenzioso  ci  porti  dritti,  dritti  ad  una  grave  violazione
  statutaria  secondo i princìpi che lo Statuto prevede,  anche  come
  causa di sanzioni per l'Assemblea regionale.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, gli emendamenti soppressivi  sono
  ritirati? Permangono? Silenzio assenso significa che sono ritirati?

             (Interventi incomprensibili fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Allora rispondetemi. L'emendamento 1.1 di Sammartino,
  Cafeo, D'Agostino. Sono presenti? E' ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.8 dell'onorevole Lo Giudice.

   LO GIUDICE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.9 dell'onorevole Lupo e altri.
   Mantenuto.   Ah,  scusi,  non  l'avevo  sentito.  Quando   parlate
  togliete,  se siamo lontani, la mascherina, sennò non si  riesce  a
  capire.  Ovviamente, il Governo e la Commissione sono contrari.  Lo
  pongo  in votazione. Chi resta seduto è contrario, chi è favorevole
  si alzi.

                           (Non è approvato)

          (Viene chiesta la votazione per scrutinio nominale)

   PRESIDENTE. Dal prossimo, questo lo abbiamo già votato.
   Si  passa all'emendamento 1.2, soppressivo del comma 1. L'articolo
  abbiamo votato.
   Siamo all'emendamento 1.14, che è assorbito dal testo.
   Si passa all'emendamento 1.3, soppressivo del comma 2. E' ritirato
  il  soppressivo  del  comma 2? Onorevole Lupo?  No,  quindi  rimane
  valido.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 1.11, sempre  soppressivo  del
  comma 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.15 dell'onorevole Marano: Al Comma 2 le
  parole   15  giugno  sono sostituite dalle parole  15  maggio .  Il
  parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione è pure contrario. Lo pongo
  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Gli emendamenti soppressivi al comma 3 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  1.16 dell'onorevole  Tancredi,  che  è
  ritirato.
   Pongo in votazione l'articolo 1.

         (Viene richiesta la votazione per scrutinio nominale)


           Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'articolo 1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            65
   Votanti             56
   Maggioranza         29
   Favorevoli          35
   Contrari            21
   Astenuti            2

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2, che accantoniamo.
   Si passa direttamente all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
         Riduzione spese e maggiori entrate per il patrimonio
                               regionale

   1.  Al  fine di dare attuazione all'Accordo concluso con lo  Stato
  in  data  14  gennaio 2021 sono introdotte le seguenti disposizioni
  per   la   riduzione  delle  spese  e  l'incremento  delle  entrate
  regionali:

   a)   i   canoni   per  locazioni  passive,  di   cui   è   onerata
  l'amministrazione  regionale, in corso  alla  data  della  presente
  legge,  discendenti  dal metodo di calcolo di cui  all'articolo  27
  della  legge  regionale 15 maggio 2013 n. 9,  riguardante  anche  i
  fondi comuni di investimento immobiliare ed i fondi di investimento
  alternativo,  congruiti  o da congruire da parte  del  dipartimento
  regionale  tecnico, sono ridotti, dal primo luglio 2021 e  sino  al
  trenta  giugno  2024, del 5 per cento annuo anche  in  deroga  alle
  eventuali clausole difformi apposte dalle parti, da calcolarsi  sul
  valore contrattualizzato e congruito secondo il predetto metodo  di
  calcolo anche in corso di occupazione; è fatta salva la possibilità
  per  i  locatori di recedere dal contratto in essere, a seguito  di
  preavviso  dell'amministrazione in ossequio  alla  presente  legge,
  oltre  che  di non procedere alla stipula di rinnovi in  corso.  Il
  valore  economico quantificato al trenta giugno 2024  per  ciascuna
  locazione  che si deve mantenere attiva viene confermato sino  alla
  scadenza del rapporto o, comunque, sino al trentuno dicembre  2029;
  successivamente viene ripristinato, per ciascuna locazione  che  si
  debba  mantenere attiva, il valore congruito al trenta giugno  2021
  previa riverifica del dipartimento regionale tecnico. In attuazione
  di  quanto  previsto nel periodo precedente le  minori  spese  sono
  stimate in euro 1.860.980,18 per l'esercizio finanziario 2022 e  in
  euro 3.914.635,30 per l'esercizio finanziario 2023;

   b)  al  fine  di  riprogrammare la spesa dal  primo  luglio  2024,
  acquisendo   le   congruità  del  dipartimento  regionale   tecnico
  discendenti  dal metodo di calcolo di cui all'art. 27  della  legge
  regionale  15  maggio 2013 n. 9, entro il trentuno gennaio  2022  i
  dirigenti  generali  comunicano  al  dipartimento  regionale  della
  funzione  pubblica  e  del  personale la consistenza  organica  per
  qualifica  in  forza  al  proprio  dipartimento;  entro  il  trenta
  settembre 2022 il dipartimento regionale della funzione pubblica  e
  del  personale fornisce i dati riconducibili alla ricognizione  del
  personale  regionale che, anno per anno, sarà posto  in  quiescenza
  sino  al  2029  e del personale che sino allo stesso  termine  sarà
  mantenuto in lavoro agile, distinto per ciascun dipartimento e  sue
  articolazioni sul territorio;

   c)  i  canoni  per locazioni attive e per concessioni demaniali  e
  patrimoniali  non  ad  uso  governativo,  ad  eccezione  di  quelle
  relative al demanio marittimo, a decorrere dal 1 gennaio 2022  sono
  incrementati  del  20  per  cento anche in  deroga  alle  eventuali
  clausole  difformi  apposte dalle parti, da calcolarsi  sul  valore
  contrattualizzato e congruito; è fatta salva la possibilità  per  i
  locatari ed i concessionari di recedere dal contratto in essere,  a
  seguito di preavviso dell'amministrazione in ossequio alla presente
  legge, oltre che di non procedere alla stipula di rinnovi in corso.
  In   attuazione   di   quanto  previsto  nel   periodo   precedente
  l'incremento   delle   entrate  viene   stimato   per   l'esercizio
  finanziario  2021  in euro 52.626,10 e per gli esercizi  finanziari
  2022 e 2023 in euro 75.580,48 annui;

   d)  entro  il  31 dicembre 2029 l'amministrazione è autorizzata  a
  proseguire  nelle  dismissioni patrimoniali a  titolo  oneroso  per
  pubblico  incanto  dei  beni  non funzionali  alle  esigenze  della
  pubblica amministrazione. I beni individuati con delibera di giunta
  regionale  dismessi  a  titolo oneroso con  procedure  ad  evidenza
  pubblica,  costituiscono un elenco oggetto di  pubblicazione  nella
  sezione     Amministrazione   trasparente    del   sito    internet
  dell'Assessorato   regionale  dell'Economia   e,   contestualmente,
  trasmesso    con   gli   allegati   alla   Commissione    Bilancio'
  dell'Assemblea regionale siciliana;

   e)  la  misura  dei  canoni  dovuti per le  concessioni  demaniali
  marittime  è  rideterminata, a decorrere dall'1 gennaio  2022,  con
  decreto  del  Presidente della Regione, su proposta  dell'Assessore
  regionale  per il territorio e l'ambiente, d'intesa con l'Assessore
  regionale per l'economia, da emanarsi entro sei mesi dalla data  di
  entrata in vigore della presente legge.

   2.  L'Assessore  regionale per l'economia presenta  una  relazione
  sull'attuazione  del presente articolo entro  il  31  ottobre  alla
  Commissione  Bilancio. Le presenti disposizioni si  applicano  agli
  enti  e  le società ricomprese nel gruppo amministrazione  pubblica
  riferibile  alla Regione siciliana ai sensi dell'allegato  4/4  del
  decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118.

   3.  Al  fine  di  completare il processo  di  razionalizzazione  e
  ottimizzazione  dell'utilizzo,  a  qualunque  titolo,  degli  spazi
  destinati  all'archiviazione  della  documentazione  cartacea,   le
  amministrazioni regionali competenti, previa valutazione degli atti
  da  eliminare,  procedono entro il 31 dicembre di  ogni  anno  allo
  scarto  degli  atti  di  archivio,  nel  rispetto  della  normativa
  vigente.   Le   predette  amministrazioni  comunicano   annualmente
  l'elenco degli spazi ad uso archivio resisi liberi all'esito  della
  predetta  procedura, per consentire, ove possibile, un processo  di
  riunificazione degli spazi deputati a tali finalità».

     E' stato chiarito, ieri, la lettera c) che aveva dei problemi ed
  è stato modificato?

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signore  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,
  intervengo  per comodità anche dei lavori dell'Aula una volta  sola
  sull'articolo  3, non per ogni singolo comma, evidenziando  che  la
  Commissione  IV aveva approvato l'emendamento proposto dal  Partito
  democratico che prevedeva, come sa bene l'assessore Cordaro che era
  in  Commissione, l'abbattimento dei canoni demaniali relativi  alle
  concessioni demaniali marittime per l'anno 2021.
   Nel   testo  che  poi  è  arrivato  in  Aula  è  scomparsa  questa
  previsione.  Noi  abbiamo  presentato un emendamento  che  è  stato
  rubricato  e  prevede espressamente la copertura a valere  sul  Puc
  perché, a seguito delle riflessioni che sono state fatte nel  corso
  della  discussione generale, ho capito che c'è questo  margine  più
  ampio  sulle coperture non solo sul Poc ma anche sul FESR, e  sugli
  altri  strumenti  a valere sui fondi comunitari  per  garantire  le
  possibili coperture.
   Secondo  gli  studi  che  abbiamo  fatto  noi  le  coperture   per
  garantire,  anche  per quest'anno, l'abbattimento  per  intero  dei
  canoni demaniali a valere sul Puc ci sono. Quindi, Presidente,  noi
  chiediamo  che  l'Assemblea  si pronunci  espressamente  su  questo
  emendamento,   dopo  aver  ritualmente  preso   il   parere   della
  Commissione ed il parere del Governo ricordando che il settore  dei
  balneari è certamente uno dei settori più colpiti e, come ha  avuto
  ristoro, lo scorso anno, in finanziaria riteniamo che debba  essere
  garantito anche nel corso di questo esercizio finanziario.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Signor Presidente, il  parere  è
  contrario perché manca la copertura.

   PRESIDENTE.  Però la copertura su questo emendamento  che  abbiamo
  noi, la copertura sui Poc non è ammissibile. Non si può coprire  il
  Poc con la minore entrata.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, io credo se ho capito bene, che sul
  POC  non  ci  sono  più  coperture. C'è questa  previsione  che  ha
  cambiato  il  Governo  che  è sul PUC. E  siccome  è  sul  PUC  noi
  chiediamo  sempre  la  stessa  copertura.  Certo  che  se  non  c'è
  copertura per i balneari non c'è copertura per gli altri 55 milioni
  di euro in finanziaria sul PUC.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, in ogni caso, la minore  entrata
  non può essere coperta su fondi che sono destinati ad investimenti.
  Questo è il problema. Quindi se il Governo avesse una sua copertura
  io  lo  metterei in votazione. Ma siccome il Governo ha  detto  che
  copertura non ce n'è

   BARBAGALLO. Signor Presidente, sul PUC - come è facile leggere dal
  testo della finanziaria - non è che sono coperti solo investimenti.
  Sono   coperti   ristori,  sono  coperti  rimborsi,  sono   coperti
  finanziamenti a teatri, non mi faccia andare oltre  Perché è  sotto
  gli occhi di tutti la copertura con il POC fantasiosa della nottata

   PRESIDENTE. La prego, onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO.  Io  chiedo  che venga messo in  votazione.  E  l'Aula
  decide. Perché non capisco qual è il motivo

   PRESIDENTE.  Gli Uffici mi dicono che non è possibile metterlo  in
  votazione   perché   altrimenti  lo  avrei  già  fatto,   onorevole
  Barbagallo. Ma c'è l'inammissibilità dovuta alla copertura.

   BARBAGALLO.  Quindi ci regoleremo di conseguenza.  Questo  davanti
  all'Aula:  se la copertura per i balneari è inammissibile,  per  la
  ragione  che il PUC non copre questo tipo di copertura,  varrà  per
  tutti gli altri 15/20 articoli a valere sul PUC, no?

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, il punto è  che  questa  è  una
  minore  entrata, non è qualcosa che si sta spendendo. E  quindi  la
  minore entrata non può essere coperta in questa maniera. Altre cose
  sono  coperte  con questi strumenti. Ma la minore entrata  non  può
  essere coperta da questo.

   BARBAGALLO. Bene, allora dico che se su questo tema, visto che  la
  Commissione di merito si era pronunciata favorevolmente, l'Aula  si
  intende  pronunciare, potremmo trovare un'altra copertura.  A  meno
  che il Governo è contrario, come ha detto ora l'Assessore Armao,  e
  non ne vuole sapere di coperture.

   PRESIDENTE. Se il Governo è contrario all'emendamento, è un conto,
  se  è  perché non ha copertura se vuole lo accantono e poi  vediamo
  cosa  succede se si riesce a trovare un'altra copertura. Ma più  di
  questo non posso fare.

   BARBAGALLO. Se lo accantona, gliene sarei grato.

   PRESIDENTE.  Allora  l'emendamento  è  accantonato.  In  fase   di
  votazione   dell'articolo  rimane  la  possibilità  di   andare   a
  verificare.

   L'Assemblea ne prende atto.


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Lantieri ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   n. 961/A e n. 962/A

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                       legge n. 961/A e n. 962/A

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io cercherò
  di  intervenire  una  sola volta per articolo.  Signor  Presidente,
  posso dire che nella riscrittura sono in parte contento. Perché per
  la  prima volta, signor Presidente, per la prima volta escono fuori
  i totali dei fitti passivi della Regione siciliana.
   Finalmente possiamo fare un calcolo certo, perché adesso  possiamo
  in  maniera  corretta calcolare la percentuale e quindi l'eventuale
  guadagno se diminuisce quella percentuale. Cosa che avevamo chiesto
  più e più volte in Commissione Bilancio  E adesso in Aula, dopo che
  ci  siamo  accorti  tutti  che l'articolo 3  nuovamente  era  stato
  scritto  in  maniera sbagliata, finalmente l'Assessore si  presenta
  con  una riscrittura dove sono inseriti gli stanziamenti per l'anno
  2020, 2021, 2022 e 2023.
   Signor Presidente, nonostante questo, comunque, rimangono i  forti
  dubbi  su  questo  articolo. Perché noi  -  ricordiamoci  -  stiamo
  cercando di diminuire i costi dei fitti passivi, non so come perché
  poi si dovrebbe andare a ricontrattare con chi ha fatto l'affitto e
  quindi andare a diminuire i costi.
   E   poi,   signor   Presidente,  ci  sono  altre   due   ulteriori
  problematiche che voglio esporre all'Aula. La prima che riguarda  -
  e  c'è  un  emendamento in questa direzione - il  censimento  della
  Regione  siciliana, questa volta per fare emergere quali  sono  gli
  immobili  di  proprietà della Regione siciliana. Visto che  abbiamo
  fatto  emergere, finalmente, i fitti passivi che sono di  circa  40
  milioni di euro e adesso qua c'è una carta scritta che dice questo,
  facciamo emergere, c'è un emendamento molto semplice, che dice  che
  nelle  more  del  completamento  del censimento  immobiliare  della
  Regione  siciliana. Censimento immobiliare che è  da  anni  che  ci
  portiamo  dietro e che non abbiamo mai completato.  Diamoci  almeno
  l'impegno   di   poterlo   completare  e  inseriamolo   all'interno
  dell'articolo 3.
   Chiudo  dicendo, onorevoli colleghi, che la diminuzione dei  fitti
  passivi  non  può  dipendere dalla realizzazione  del  mega  centro
  direzionale. Io, qui, lo voglio dire in maniera chiara. Noi  stiamo
  spendendo, signor Presidente, 14 milioni circa per la progettazione
  e poi spenderemo 425 milioni di euro per la realizzazione di questo
  mega centro direzionale. E questo articolo 3, per certi versi, così
  come  l'accordo  che è stato fatto con lo Stato,  i  fitti  passivi
  diminuiscono  solo se c'è la realizzazione di questo  mega   centro
  direzionale.
   Ora,  colleghi, durante la pandemia è cambiato il mondo. La  gente
  non  si sposta e si sposterà sempre meno anche in futuro. Noi,  col
  megacentro  direzionale,  andremo a concentrare  in  un'unica  area
  migliaia  e migliaia di persone, quando, invece, oggi, si parla  di
  smart working e si parla di lavoro decentralizzato.
   Colleghi, allora, al di là del fatto che, finalmente, sono  emersi
  i  costi dei fitti passivi, questo articolo 3, a lungo andare,  non
  si regge. E non si regge perché la Regione siciliana, e c'è pure il
  soppressivo  sull'articolo, perché la Regione  siciliana,  a  lungo
  andare,  questo megacentro direzionale non riuscirà a  realizzarlo,
  perché è anacronistico, perché non c'è un piano di mobilità.
   Quindi, signor Presidente, chiudo l'intervento dicendo che c'è sia
  l'emendamento   soppressivo   a   questo   articolo,   che   chiedo
  all'Assemblea  di  valutare,  sia  l'emendamento  modificativo  per
  l'inserimento del completamento del censimento immobiliare.


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Cannata ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   962/A

   Riprende la discussione unificata dei disegni di legge n. 961/A e
                               n. 962/A

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, io su questo articolo ho presentato
  due  emendamenti.  Uno è relativo al 1 comma,  alla  lettera  a)  e
  l'altro è relativo alla lettera c).
   Il  primo, riduce del 5 per cento i canoni di locazione in essere.
  Io  ribadisco, tu puoi ridurre tutto quello che vuoi ma, in vigenza
  contrattuale,  coloro  che  hanno  sottoscritto  un  contratto  con
  l'amministrazione  regionale  possono  rivalersi  davanti   ad   un
  giudice,  è  già  successo, non sto parlando di  cose  improbabili,
  rispetto  ai  quali  la Regione sarà onorata dai costi  giudiziali,
  onerata, onerata, dai costi giudiziali. Credo che questa norma  sia
  illegittima,  perché noi, in vigenza di contratto,  si  applica  il
  codice  civile,  non  puoi  mutare, in  vigenza  di  contratto,  le
  disposizioni contrattuali. Non può una legge ordinaria cambiare  il
  codice civile. O il Governo, quindi, scrive la norma dicendo   alla
  scadenza  dei  contratti si ridurranno gli oneri  di  locazione,  a
  partire  dal  rinnovo , oppure non puoi cambiare unilateralmente  i
  contratti.
   La  seconda norma, è quella invece della lettera c) che stabilisce
  che  c'è  un aumento indiscriminato del 20 per cento dei canoni  di
  locazione.
   La  dico  così  brutalmente:  stiamo  parlando  anche  delle  case
  popolari. Stiamo, cioé, dicendo alle persone che hanno un  rapporto
  di  locazione per patrimonio pubblico regionale o controllato dalla
  Regione,  che  in  piena pandemia gli aumentiamo la  casa.  Questo,
  allora,  è  un  fatto politico, cioè il Governo sta  scegliendo  di
  colpire  una  platea estesissima per fare, come dire, un'operazione
  di  cassa ma, che non ha un fondamento sociale, ecco perché  invito
  il  Governo  a  rivedere  sia  la  lettera  a)  per  i  profili  di
  illegittimità  della  norma,  sia  la  lettera  c)  per  i  profili
  dell'effetto sociale che questa norma ha.
   In  pratica, noi d'emblée aumentiamo del 20 per cento i canoni  di
  locazione. Ma dico, ma per davvero pensate che un Governo in  piena
  emergenza  risolve  il problema aumentando il costo  di  abitazione
  delle persone?
   Io  penso  che  il  Governo  dovrebbe riflettere  attentamente  su
  queste,  sul combinato disposto delle due norme. Lo invito a  fare,
  in ogni caso ci sono gli emendamenti che prego l'Aula di valutare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  De  Luca.  Ne  ha
  facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente, Governo, colleghi,  la  lettera  a)
  dell'articolo  3,  oltre  a  quanto evidenziato  correttamente  dal
  collega  Cracolici,  tra l'altro predispone non  solo  la  norma  a
  diverse  impugnative, ma impone anche che in  caso  di  rescissioni
  contrattuali anche il pagamento di quelle che sono poi  le  pigioni
  derivanti,    appunto,    da   questa   causa    di    rescissione,
  conseguentemente  l'approvazione di questo articolo  comporterà  un
  aggravio  delle  spese, in particolare della  lettera  a),  per  la
  Regione siciliana.
   Lo   stesso   obiettivo   si  potrebbe   ottenere   mediante   una
  interlocuzione tra il Governo sui singoli contratti.
   Non  è  possibile  fare  una norma per dare copertura,  una  norma
  peraltro  regionale, perché se l'idea di questo Governo era  quella
  di  fotocopiare le normative nazionali che hanno ottenuto lo stesso
  risultato  ma  con  una norma di pari rango,  lo  stesso  risultato
  difficilmente  si potrà ottenere con l'approvazione  di  una  norma
  regionale,  a meno che non consideriamo il Codice civile  più  come
  una  mera traccia che non come una legge nazionale.
   Per cui, io inviterei il Governo, in particolare sulla lettera a),
  o  ad  accantonarla e a rivederla o, comunque, a  utilizzare  altri
  strumenti  di  natura  amministrativa per  ricontrattualizzare  gli
  affitti  e  diminuirne il costo, perché questa norma non  solo  non
  produrrà  l'effetto  desiderato, ma produrrà il  moltiplicarsi  del
  contenzioso  e  anche il pagamento di diverse clausole  rescissorie
  che  sono  contenute  in  ogni genere di contratto  e  che  possono
  ammontare fino a 18 mensilità.
   Quindi, pregherei il Governo di rivalutare attentamente la lettera
  a) perché ci sono più pericoli che risorse.

   PRESIDENTE.  Prima del prossimo intervento, volevo un  chiarimento
  dall'assessore Falcone. Noi stiamo incrementando del 20 per cento i
  canoni  per avere un risultato complessivo di 75 mila euro?  E'  75
  mila euro l'incremento annuo, cioè le entrate annue sarebbero di 75
  mila euro?

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,   volevo   precisare  -  per  rassicurare   l'onorevole
  Cracolici, ma anche i colleghi parlamentari - che la lettera c) non
  riguarda gli Istituti autonomi case popolari, proprio per la stessa
  parola.   E,  infatti,  come  ha  detto  il  Presidente   Micciché,
  giustamente, 75 mila euro ove riguardasse gli Istituti  autonomi  e
  non   riguarda,  lo  dobbiamo  anche  dire  proprio  perché   hanno
  un'amministrazione completamente separata, non è l'amministrazione,
  non  sarebbe certamente 75 mila euro, non riguarda questo  tipo  di
  patrimonio, dopodiché vorrei anche dire che il Governo regionale ha
  proceduto  all'esenzione il cui decreto è stato già firmato  e  già
  dalla settimana prossima sarà data attuazione.
   Considerate che dall'aprile del 2020 sino all'ottobre del 2020 per
  sei  mesi saranno esentati tutti gli aventi diritti locatari,  cioè
  quelli di fascia a), quelli di fascia b) e quelli di fascia c).
   Tempo fa il presidente Fava disse che era preoccupato. Ecco che  a
  distanza  di qualche mese, signor Presidente, noi siamo oggi  nelle
  condizioni  -  dati alla mano - di poter erogare a tutti  gli  AICP
  partendo  da Palermo, che prenderà circa 6 milioni 400  mila  euro;
  quello  di Catania 4 milioni e così via tutti gli altri avranno  un
  ristoro  covid,  appunto esentando tutte le  50  mila  famiglie  in
  Sicilia per ben sei mesi.
   Questa  norma  non  riguarda il patrimonio dell'Istituto  autonomo
  case popolari, riguarda tutti coloro...

                     (Intervento fuori microfono)

   FALCONE,  assessore  per le  infrastrutture  e  la  mobilità    le
  abitazioni relative agli immobili di patrimonio regionale sono dati
  in  capo  ai  comuni, quindi anche in questo caso  hanno  una  loro
  autonomia.

   PRESIDENTE. Insomma, qualche cosa che non mi quadra c'è, cioè  noi
  stiamo  facendo un incremento del 20 per cento per  avere  70  mila
  euro  l'anno  di  incremento  nella casse  della  Regione?  Non  lo
  capisco. Vabbè, insomma, per carità, andiamo avanti.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  io  vorrei
  precisare che questo articolo va letto interamente cominciando  dal
  comma 1.
   Il  comma 1 dice:  al fine di dare attuazione all'accordo concluso
  con  lo  Stato .  Questa è una richiesta che è  stata  puntualmente
  indirizzata  al  Governo regionale dal Governo  nazionale;  abbiamo
  cercato  di resistere in tutti i modi, in tutte le condizioni,  col
  ragioniere  generale,  con tutti i componenti  del  tavolo  che  ha
  negoziato con il - lo ricordo per l'Aula - col Viceministro Misiani
  del  Partito  Democratico, e con il Capo di Gabinetto del  Ministro
  Provenzano, perché sia chiaro, che contiene delle voci  che  devono
  determinare minori uscite e maggiori entrate.
   Quindi,  non  è una idea richiesta dal Governo questa  mattina  di
  cominciare  a  vessare questo o quell'altro,  non  stiamo  vessando
  nessuno.  Dobbiamo garantire maggiori entrate e minori  uscite  per
  rispettare  quell'accordo;  accordo che,  ripeto,  probabilmente  è
  superfluo  per  la gran parte di voi però è importante  precisarlo,
  senza  il  quale  la Sicilia non sarebbe stata l'unica  regione  ad
  ottenere  la possibilità di non accantonare quest'anno 421  milioni
  di  euro  per  il  disavanzo, ed essere  l'unica  regione  che  può
  spalmare il disavanzo in dieci anni.
   Quindi,  questo  è  il contesto,  tant'è che quest'anno  come  mai
  accaduto e il Parlamento lo dovrà approvare ovviamente nelle  forme
  che riterrà, accanto al bilancio dovrà essere approvato un piano di
  rientro, un piano di risanamento, che è stato redatto dagli  uffici
  e  che  prevede  per quest'anno minori spese per  40  milioni,  per
  l'anno  prossimo  per  80 milioni, e per  il  terzo  anno  per  120
  milioni. Queste sono minime però diamo il segnale che incrementiamo
  per il Dipartimento finanze le entrate.
   Condivido in pieno quello che ha detto il collega Falcone nel dire
  che  la normativa sulle case popolari è una disciplina specifica  e
  in nessun modo intaccata da questa previsione.
   Riguardo  ai  dubbi  sul piano tecnico-giuridico  che  sono  stati
  svolti   circa  la  applicabilità  ai  contratti  in   essere,   il
  Dipartimento finanze ha elaborato questa proposta sulla base di due
  pronunce  del  Tribunale  di  Palermo che  hanno,  con  riguardo  a
  contratti  in  essere, ritenuto legittima da parte  della  Regione,
  alla  stregua  del  quadro normativo esistente, la  possibilità  di
  intervenire per ridurre gli oneri di locazione.
   Quindi,  sotto  questo profilo il Dipartimento ha proposto  questa
  norma,  sulla  base  di  precedenti  giurisdizionali  adottati  dal
  Tribunale di Palermo. Se volete, vi do anche gli estremi in modo da
  consentirne  la  consultazione,  ma  sono  precedenti   che   fanno
  riferimento alla legge regionale che già nel 2013 nella  precedente
  legislatura  era  intervenuta in merito e che  peraltro  conteneva,
  appunto, una riduzione, poi noi abbiamo messo una riduzione con una
  quantificazione,  poi  si può valutare condividere  o  meno  questa
  quantificazione, però ecco che si possa intervenire  sui  contratti
  in  essere è confortato dalla giurisprudenza, ovviamente non stiamo
  parlando  di  cassazione  stiamo parlando di  Tribunale,  però  del
  Tribunale di Palermo  con due pronunce che ho qui con me.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Caronia.  Ne  ha
  facoltà.

   CARONIA. Grazie, Presidente. Innanzitutto, devo prendere atto  con
  grande  felicità e con soddisfazione che gli affitti che la Regione
  paga  per gli immobili non sono di 60 milioni, come da certa stampa
  è  stato tempo fa diffuso, e sicuramente non sono neanche destinati
  ad  anonimi possessori di fondi alle Cayman, cosa che devo dire  ha
  lasciato  tutti  noi  piuttosto sgomenti. Assessore  Armao,  ci  fa
  piacere vedere che gli importi sono ben definiti e che le riduzioni
  evidentemente si applicano su importi che non penso vadano a  fondi
  delle Cayman, né tantomeno ad anonimi possessori.
   Dopodiché, devo anche dire che io ho presentato un emendamento con
  il  quale  porto  al 15  per cento perché, poiché nella  voglia  di
  risparmiare  e  far  sì  che  questa Regione  possa  effettivamente
  ridurre  quelli  che sono i costi che possono essere  tagliati,  io
  sono  assolutamente  favorevole,  tanto  da  avere  presentato   un
  emendamento  che porta al 15 per cento, così come è previsto  dalla
  legge  del  2012 dell'allora Presidente Monti che lo  applicò  agli
  enti  locali,  e poiché non è stata mai applicata, potrebbe  essere
  oggi una soluzione.
   È  chiaro che davanti a principi del diritto, io mi metto molto in
  una condizione di assoluta inferiorità, perché ritengo che ci siano
  delle  motivazioni,  probabilmente legate  al  Codice  civile,  che
  probabilmente  fanno emergere dei dubbi in merito alla  possibilità
  che  effettivamente si possa fare, ma se questo, così come ha detto
  l'assessore Armao, di cui chiedo per piacere di avere l'attenzione,
  assessore Armao, grazie assessore - soltanto perché vorrei  evitare
  di  dire  cose che magari poi non siano bene comprese - qualora  ci
  fosse  la  possibilità,  appunto,  di  fare  effettivamente  queste
  riduzioni in corso d'opera e che comunque non si debba aspettare il
  dettato della Corte costituzionale, io ritengo che questa riduzione
  vada ampliata e vada portata al 15 per cento, perché la volontà  di
  volere far risparmiare alla Regione dei soldi che servono per fitti
  passivi  ce l'abbiamo tutti, ed è chiaro che siccome la costruzione
  -  per norma, perché lo leggo dalla norma - della costituzione  del
  centro  direzionale,  richiede entro  trent'anni,  trent'anni  sono
  tanti;  ed  allora, perché non cominciare in un'opera di  risparmio
  sin da subito, in maniera incisiva, invece facendo un'azione decisa
  e coraggiosa, ammesso che questo si possa fare. Grazie, Presidente.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.  Grazie  Presidente,  per  consentirmi  nuovamente   di
  intervenire sul punto.
   Assessore  Armao,  avrei bisogno un attimo della  sua  attenzione.
  L'unica normativa a livello nazionale che consente la riduzione dei
  canoni  per  i  fitti contratti da amministrazione pubblica,  è  un
  decreto legislativo del 2014, il numero 66, il quale prevede per le
  Regioni  la possibilità di attivare meccanismi similari, in difetto
  di  recepimento di questo decreto legislativo che noi  non  abbiamo
  mai recepito, purché la normativa alternativa consenta un risparmio
  di  spesa non inferiore a questo decreto legislativo, cosa che  noi
  con il cinque percento non stiamo ottenendo.
   Quindi,  delle  due  l'una:  o  noi portiamo  la  norma  regionale
  all'interno  delle possibilità contemplate dal decreto legislativo,
  oppure  stiamo  agendo:  a) in difetto di  recepimento;  b)  stiamo
  addirittura agendo contro legge.
   Quindi,   Presidente  Micciché,  io  nuovamente   la   invito   ad
  accantonare  l'articolo,  perché  la  lettera  a)  del  comma  1  è
  illegittima in qualunque modo la leggiamo.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  assessore  Falcone, colleghi parlamentari. Presidente, innanzitutto
  sono contento che lei è in Aula e insieme a noi quest'anno può fare
  la finanziaria.
   A  proposito  del  demanio, lo ha detto bene  il  mio  segretario,
  onorevole  Barbagallo.  Io  capisco che questa  norma  voi  l'avete
  subìta, quella del demanio. Subìta nel senso che è una norma che  è
  nata  in II Commissione l'anno scorso che prevedeva lo sgravio  per
  gli  oneri del demanio nel 2020 per il 100 per cento e per il  2021
  per il 50 per cento.
   Ora,  si  è  risolta la crisi economica che riguarda  il  settore?
  Ovviamente no. I balneari quest'anno il problema lo hanno  avuto  e
  lo  hanno  avuto  ancora peggio di quello che noi  ci  immaginavamo
  quando abbiamo fatto la finanziaria. Allora, è necessario che il 50
  per cento che avevamo previsto per il 2021 diventi il 100 per cento
  e,  anzi, dobbiamo prevedere per il 2022 il 50 per cento. E  non  è
  vero  che  non è possibile intervenire sul Poc, perché sul  Poc  mi
  permetto  di  ricordarvi  che  noi  abbiamo  finanziato  anche   la
  copertura  per  il  pedaggio autostradale. Copertura  del  pedaggio
  autostradale.
   Però, io mi permetto di dirle, fermo restando, Presidente, che qui
  non  viene nessuno a spararla più grossa degli altri, siamo qua per
  dare  il  nostro  contributo. E io penso  che  solo  attraverso  il
  rispetto  reciproco  possiamo almeno provare a  fare  un  confronto
  civile,  perché  se  iniziamo, lei per  primo,  ad  insultarci  noi
  sicuramente non arriveremo mai a trovare un minimo di sintesi.
   Allora, può darsi che non va bene la copertura sul Poc, però io la
  prego, considerato che i balneari veramente hanno bisogno, hanno la
  necessità di avere questo ulteriore 50 per cento per il 2021  e  il
  50  per  cento per il 2022, io sono sicuro che con un po' di  buona
  volontà    noi   questa   soluzione   attenzionata   dall'onorevole
  Barbagallo,  ma  che  è  patrimonio  del  Parlamento  perché   l'ha
  condivisa nella scorsa finanziaria, la possiamo portare a termine.
   L'altra riflessione che volevo fare era in merito alla lettera c).
  la  prego Presidente, lo so che è Cracolici che disturba, ma lo  fa
  in  maniera  scientifica perché è geloso dei miei  interventi,  lei
  questo non lo sa, Presidente.
   Allora,  la  lettera  c).  Cracolici ha evidenziato  un  problema.
  L'Assessore  è intervenuto, ha detto  non è così , Armao  al  volo.
  Purtroppo,  non è come dicono loro. Perché non è come dicono  loro?
  Sono  tecnico in materia, perché così come è scritta  la  norma  fa
  riferimento ai canoni per locazione attivi. I canoni per  locazione
  attivi  ci  sono anche quelli della legge 15 che hanno permesso  la
  realizzazione degli alloggi popolari regionali.
   Allora,  siccome è così, siccome è così, noi lo dobbiamo  scrivere
  meglio, perché a volte noi magari qualcosa in più la diciamo,  come
  ha  detto lei prima nel suo intervento, a chi la spara più  grossa,
  ma qualche volta anche voi le scrivete alcune cose che non hanno  i
  piedi per camminare. Quindi, va riscritta bene questa norma, perché
  non  è  vero come è stato detto che non riguarda gli IACP; riguarda
  sicuramente  quelli  relativi  alla  legge  15.  Giusto   onorevole
  Cracolici?
   Detto  questo, questo appostamento che stiamo facendo di  risorse,
  ma  guardate  che  è  insignificante. Perché è insignificante?  Noi
  stiamo prevedendo alla lettera c)  l'entrata di 75 mila euro,  però
  nello  stesso tempo diciamo  che queste risorse devono  venire  per
  l'incremento  del 20 per cento,  tranne se non intendono  procedere
  alla rescissione del contratto.
   Quindi,  noi  stiamo prevedendo 75 mila euro, che  sicuramente  di
  questi 75 mila euro molti non andranno a rinnovarsi i contratti  e,
  quindi,  non  solo  perdiamo  il 20 per cento,  perderemo  l'intero
  canone di affitto.
   La  verità  qual  è?  Sbaglia l'assessore Armao  quando  cerca  di
  scaricare  le  responsabilità dell'accordo che avete fatto  con  il
  Governo  nazionale.  Non  è  qualcosa che  ha  imposto  il  cattivo
  Provenzano  o  il  cattivo  Governo,  è  qualcosa  che   Armao   ha
  determinato  e discusso, è un accordo che avete fatto insieme,  che
  avete fatto insieme. La verità è che quell'accordo non prevede - ed
  è  la scommessa di tutti noi, ma io sono sicuro che è anche la  sua
  scommessa  - non è quella di abbattere del 20 per cento il  canone,
  la verità è che il motivo di quell'accordo, nella parte relativa al
  risparmio, noi dobbiamo essere capaci a ridurre i fitti, a  ridurre
  i contratti di affitto, questa è la scommessa. Le locazioni sono la
  scommessa  che  dobbiamo fare, cosa che, invece, non  è  in  questa
  lettera c).
   Quindi,  io vi prego di fermarci e sistemare questa lettera  c)  e
  cercare  di  trovare le soluzioni per impegnare le risorse  per  il
  demanio.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE. Grazie. Prego, assessore Cordaro.

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie,
  Presidente.  Io  intervengo perché alla valutazione  dell'onorevole
  Barbagallo è seguita quella dell'onorevole Dipasquale.
   E  allora, con riferimento ai canoni demaniali, io invito tutti  i
  colleghi a leggere l'articolo 3, comma 1, lettera e).
   Proprio  perché  nessuno come questo Governo,  in  un  tempo  così
  complesso  come  quello della pandemia, ha tenuto in considerazione
  un mondo importante come quello dei balneari in ragione del PIL che
  producono e dell'occupazione che determinano, nella scorsa legge di
  stabilità avevamo immaginato, appunto, l'esenzione per l'anno  2020
  e la riduzione del 50 per cento dell'anno 2021.
   Abbiamo  approvato questa legge di stabilità. Cosa  abbiamo  fatto
  con grande ragionevolezza e senso di concretezza in questa legge di
  stabilità? Dovendo comunque tenere presente, perché non ci dobbiamo
  mai  discostare da questo principio che è stato il vademecum  nella
  scrittura  di  questo  disegno di legge,  dovendo  tenere  presente
  l'accordo concluso con lo Stato il 14 gennaio 2021 - così  come  si
  legge  anche in premessa dell'articolo 3 del disegno di legge sulla
  legge  di  stabilità - abbiamo immaginato al comma e),  che  invito
  tutti i colleghi a leggere, che la misura dei canoni dovuti per  la
  concessione  demaniale  marittima  è  rideterminata,  ovviamente  a
  decorrere  dal  1   gennaio 2022, con decreto del Presidente  della
  Regione  su  proposta dell'Assessore regionale per il territorio  e
  l'ambiente,  d'intesa con l'Assessore regionale per l'economia,  da
  emanarsi  entro  sei  mesi dalla data di entrata  in  vigore  della
  presente legge.
   Ciò significa - e questo credo sia onestà intellettuale, oltre che
  una  buona  norma - che lo decideremo insieme dopo avere  approvato
  questo  disegno di legge e averlo trasformato in legge,  perché  da
  qua  a  giugno  avremo la possibilità di comprendere  cosa  accadrà
  nella  nostra terra e, quindi, avremo la possibilità di comprendere
  se  dobbiamo  seguire  l'iter intrapreso  l'anno  scorso  e  quindi
  riaffermare  la  riduzione del 50 per cento, se  magari  Iddio,  la
  stagione  riparte,  potremmo fare valutazioni diverse,  oppure  se,
  facendo  tutti gli scongiuri del caso, nel caso in cui la  stagione
  non dovesse ripartire, abbatterlo così come oggi viene proposto.
   Questa  è una norma seria e di buon senso e per questa ragione  io
  invito il Presidente della Regione così come peraltro già stabilito
  dagli  Uffici, a non porre in votazione quell'emendamento,  ma  non
  perché  non  lo  condividiamo politicamente, perché è assolutamente
  condivisibile,   così  come  però  è  stato  detto   dagli   Uffici
  dell'Assemblea   e   così  come  è  stato  detto   dal   Presidente
  dell'Assemblea, è necessario fare una valutazione  che  nel  merito
  abbiamo  fatto  e che da qui a sei mesi potremo tradurre  in  norma
  concreta.

   PRESIDENTE. Grazie. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne  ha
  facoltà.

   FOTI.  Grazie,  Presidente.  Intanto gradirei  ricevere  da  parte
  dell'assessore Armao queste pronunce dei tribunali in  merito  alla
  riduzione,  a  posteriori, di un contratto perché  diciamo  con  la
  massima   fiducia   questa  conversazione  è  avvenuta   anche   in
  Commissione   Bilancio'  dove anche noi avevamo  rilevato  come  le
  somme  complessive  dalle  disposizioni di quest'articolo  appaiano
  intanto  incerte,  incerte  perché non  sappiamo  quali  di  queste
  ricontrattazioni  andranno  a  buon  fine.  In  effetti,   diciamo,
  normalmente  quando  si  stringe, diciamo si  fa  un  contratto  di
  affitto,  le  regole  valgono fino alla  fine  di  quel  contratto.
  D'altronde  in queste settimane ci siamo anche, come dire,  abbiamo
  ragionato  sulla  richiesta, ad esempio, di chi ha  delle  attività
  commerciali  o  ristoratori  che  chiedevano,  ci  chiedono:    Per
  piacere, convincete chi ci ha affittato i locali a farci pagare  di
  meno  alla luce delle minori entrate che abbiamo avuto a causa  del
  Covid. .  Però,  purtroppo  abbiamo dovuto  apprendere  che  questa
  ricontrattazione non può avvenire se non nel caso in  cui  entrambe
  le  parti  siano d'accordo. In questo caso, io mi sarei immaginata,
  insomma,  che l'assessore Armao avesse potuto verificare  contratto
  d'affitto  per  contratto d'affitto, anche per  via  amministrativa
  senza bisogno di una legge.
   Però,  Presidente, ragionando me ne sono fatta una ragione  perché
  sempre nel famigerato accordo tra Stato e Regione, all'articolo  2,
  lettera  g)  c'è  scritto che noi, la Regione  deve  razionalizzare
  l'utilizzo  degli spazi occupati degli uffici pubblici al  fine  di
  conseguire  una riduzione di spesa per le locazioni  passive  della
  Regione.
   Quindi,  cari  colleghi, siamo costretti a fare una legge  perché,
  normalmente, un Assessore sano di mento non sarebbe venuto in  Aula
  a  farsi trivellare dalle nostre obiezioni, si sarebbe fatto il suo
  lavoro in Assessorato, ma ha bisogno di una legge.
   Lettera  h).  Tutti vogliamo ridurre il canone, ma ci mancherebbe
  Ma, guardi, glielo ridurrei anche a posteriori tanto oramai le cose
  si possono ridurre a posteriori, com'è avvenuto con l'impugnativa e
  con  la  modifica del decreto legislativo del 2019, la  modifica  è
  avvenuta nel gennaio 2021. Va bene, si cambiano le regole del gioco
  proprio  mentre  si  sta  facendo goal,  si  decide  che  la  porta
  dell'avversario  ha cambiato posto e, quindi, si  fa  autogoal.  Va
  bene.
   Lettera  h) dice che:  La Regione deve valorizzare le entrate   ed
  io  per  valorizzare intendo anzitutto verificare  che  le  entrate
  siano  vere  e,  poi,  aumentarle  verosimilmente  o,  almeno,  non
  diminuirle  se valorizzare le entrate, ricognizione del patrimonio,
  canoni di concessione, quindi, tra parentesi, ci specificano  anche
  come  dobbiamo valorizzare. Ora, se questo valorizzare  le  entrate
  della  Regione  significa diminuire io appongo la  firma  a  questo
  emendamento,  ma  se  valorizzare le entrate significa  aumentarle,
  caro  collega Barbagallo, ci piacerebbe tanto ma mi sa  che  non  è
  fattibile.
   Potremmo  distrarci, fare finta che tutto questo non sia avvenuto,
  invece   no.   Nella  prescrizione,  perché  sembra  veramente   la
  prescrizione di un medico, di questo accordo Stato-Regione, ci dice
  al punto 6):  In caso di mancata attuazione degli impegni di cui al
  punto  1)  e  2),  si rescinde tutta la spalmatura  di  disavanzo .
  Quindi, mi pare che siamo incatenati. Dobbiamo, praticamente,  dopo
  che  hanno  ingoiato  loro,  ingoiare  anche  noi.  Grazie,  signor
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Foti.  E'  iscritto   a   parlare
  l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Grazie,  Presidente. intervenendo su  norme  che  prevedono
  tagli e che li prevedono con un dettaglio di spesa ammirevole  che,
  però,  pretende naturalmente di essere supportato da  una  assoluta
  verità  dei conti, credo che ci siano alcune perplessità, che  sono
  state  anche sottolineate dai colleghi. Assessore Armao, vorrei  la
  sua  attenzione perché riguarda uno dei punti sui quali  lei  si  è
  impegnato di più.
   Leggo  che  sulla  riduzione dei canoni  passivi  registreremo  un
  risparmio,  per  il 2021, di 986 mila 423 euro e  dieci  centesimi.
  Ammirevole  che  ci  sia stata la capacità di individuare  anche  i
  dieci  centesimi  risparmiati. Tutto ciò,  però,  partendo  da  una
  presunzione  che lei, Assessore, qui ha riferito  in  base  ad  una
  giurisprudenza  del  Tribunale  di  Palermo,  che  mi  permetta  di
  definire piuttosto parziale, e cioè che se la Regione decidesse, in
  autonomia, di rivedere questi canoni, la giurisprudenza dà  ragione
  a quest'atto, diciamo, di autotutela economica della Regione.
   Noi  abbiamo, però, una giurisprudenza parallela di segno diverso.
  Nel  2020  una sentenza della Corte d'Appello ha dato ragione  alla
  FINGIAT  SRL,  una  società immobiliare, FINGIAT  che  col  governo
  Crocetta  aveva avuto una riduzione, in autonomia,  del  canone  di
  affitto e la Regione è stata costretta a pagare un milione  più  le
  spese  processuali.  Le  risparmio l'elenco  delle  altre  imprese,
  aziende,  società immobiliari che, in questi anni, hanno  ricevuto,
  da  parte della Regione, una riduzione in autotutela e che si  sono
  viste riconoscere le loro ragioni in sede giudiziaria.
   Per  cui, noi stiamo preferendo al centesimo il risparmio  ma,  de
  iure   condito,   noi   rischiamo  che   questo   risparmio   resti
  assolutamente  aleatorio  perché se altri  tribunali,  altre  Corti
  d'Appello  daranno  ragione alle eventuali  imprese  che  dovessero
  opporsi  a  questo taglio del cinque per cento, com'è  accaduto  in
  passato,  le  cifre  che  noi qui stiamo evidenziando  resterebbero
  puramente letterali.
   Mi  permetta  di aggiungere un'altra cosa, Assessore: noi  avevamo
  chiesto,  come  Commissione   Antimafia',  qualche  settimana   fa,
  nell'ambito  di  un'indagine che stiamo facendo, la possibilità  di
  conoscere  la  spesa  complessiva della Regione  siciliana  per  le
  locazioni  passive. Ci è stato risposto dal suo Capo  di  Gabinetto
  che  per  riscontrare la richiesta occorrono almeno  trenta  giorni
  dato  il  complesso volume dei dati richiesti. Tutto  questo  pochi
  giorni fa.
   Allora, delle due l'una. O il suo Gabinetto mente alla Commissione
   Antimafia',  assumendo di non possedere  i  dati  che  invece  ha,
  oppure  mente  all'Aula quando individua il  costo  esatto,  in  39
  milioni e cocci, degli affitti passivi. O ha mentito all'Aula oggi,
  quando ha dato la cifra madre da cui individuiamo le detrazioni del
  cinque  per  cento,  o  ha  ritenuto di  mentire  alla  Commissione
   Antimafia' dicendo:  Noi queste cifre non le possediamo e  abbiamo
  bisogno  di  almeno  trenta  giorni che scadrebbero  -  secondo  la
  lettera che abbiamo ricevuto - il 10 aprile per poterle dare queste
  cifre .
   O l'una o l'altra, Assessore.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Fava.  E'  iscritto   a   parlare
  l'onorevole Cafeo. Ne ha facoltà.

   CAFEO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, non  ripeto  molte
  delle  considerazioni che sono state già fatte, non  ultima  quella
  dell'onorevole  Fava. Non voglio ripetere cose  già  dette  però  è
  evidente,  risulta  evidente che un po' tutta  la  finanziaria,  ma
  soprattutto  questa parte, non è altro che un esercizio  per  poter
  dire:   noi abbiamo fatto i compiti poi, se domani succede qualcosa
  o  vengono  impugnate,  oppure ,  tanto  domani  dobbiamo  fare  la
  finanziaria, poi domani si vede quello che succede e chi pagherà  i
  cocci .
   Anche  perché  abbiamo visto che, a prescindere  dall'approvazione
  dei  singoli  articoli, l'andazzo generale è quello  di  trasferire
  alle  prossime,  ai prossimi presidenti della Regione,  l'onere  di
  mettere  in  campo delle politiche diverse perché vede non  ho  mai
  partecipato,  assessore  Armao,  ad una  trattativa  Stato-Regione,
  quindi  posso  anche dire delle  baggianate', però, a  mio  avviso,
  quello  che  emerge  in  tutto questo, questa  è  la  quarta  legge
  finanziaria  che  questo  Governo  presenta  all'Aula  ed   io   vi
  sottolineo questo aspetto perché ritengo che sia giusto che rimanga
  agli atti e perché ritengo che non si possa fare politica andando a
  cercare  responsabilità sempre nei Governi precedenti o nei Governi
  nazionali,  perché sono convinco, a prescindere se  ci  sarò  nella
  prossima   legislatura,   che   il   prossimo   Governo   darà   la
  responsabilità al Governo precedente.
   Il  tema principale non è questo, non è una vittoria di una  parte
  rispetto all'altra, ma il vero tema principale è e lo vorrei sapere
  dall'assessore Armao: quali sono le norme che prevedono, anche  per
  aver  previsto  lo  spalmamento dei 400 milioni  nei  10  anni,  un
  incremento  di  entrate per sviluppo economico? Perché  la  verità,
  assessore Armao, è che, secondo me, in una trattativa Stato-Regione
  oltre ad eventuali tagli la credibilità di un'istituzione regionale
  e  di  un  Governo si presenta anche rispetto a quelle che sono  le
  politiche  di investimento o a quelli che sono i lacci e  lacciuoli
  che  noi tutti conosciamo e che questo Governo, fino ad adesso, non
  ha fatto niente per risolvere e che bloccano l'economia in Sicilia.
   Io  non trovo una norma risolutiva che sblocchi la possibilità  di
  avere  nuove entrate vere, reali, non un atto in positivo da  parte
  della  Regione  che  modifichi le norme  riducendo  gli  affitti  o
  aumentando  i  canoni.  Il tema vero, caro  Presidente,  è  che,  a
  prescindere  dalle nostre beghe politiche, rimane un tema  centrale
  per la Sicilia e i siciliani e le imprese, che è la mancanza di una
  visione su dove vogliamo andare.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Cafeo.  E'  iscritto  a   parlare
  l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Grazie,   presidente  Di   Mauro.   Intervengo   per
  ripristinare la verità sulla vicenda dei balneari perché, in fondo,
  con  la  massima serenità, assessore Cordaro, non è che ha  ragione
  chi  parla  per  ultimo  o  chi  la  dice  più  grossa.  Agli  atti
  parlamentari dello scorso anno, ma se lo ricorda bene perché era in
  Commissione   Bilancio', troverà il parere contrario dell'assessore
  Armao   sull'abbattimento   dei   canoni   proposto   dal   Partito
  Democratico.  In  Aula l'emendamento di iniziativa  parlamentare  è
  passato  contro il parere del Governo. Quest'anno abbiamo  proposto
  la  stessa norma. Noi prendiamo atto, Assessore, ho visto anche  il
  suo  emendamento in Commissione, di quello che lei ha detto e  cioè
  voi  ritenete  di ridurre in via amministrativa i  canoni  che  non
  riducete per legge. Mi sembra veramente grossa
   Io  ritengo,  come  già  ha  detto l'onorevole  Di  Pasquale,  che
  un'amministrazione   di   buon   senso   dovrebbe   reiterare    il
  provvedimento  che è stato fatto lo scorso anno. A maggior  ragione
  se  si  tratta  di  una copertura sul POC che  questa  stessa  Aula
  dovrebbe  votare  per la riduzione dei pedaggi autostradali  per  i
  mezzi   di   trasporto  pubblico.  Quindi,  non  capisco   che   se
  l'ammissibilità  a valere sul POC o sul PUC vale per  la  riduzione
  delle entrate relative al pedaggio autostradale non può valere  per
  le minori entrate relative al canone demaniale.
   Noi  prendiamo atto della dichiarazione dell'assessore  Armao  sul
  mio   intervento  che  è  contrario  all'emendamento  e  della  sua
  dichiarazione,  assessore Cordaro, che ritiene di  non  mettere  in
  votazione  l'emendamento. Noi ci appelliamo, invece,  all'Assemblea
  ed  al  Presidente  dell'Assemblea che se, come dire,  fa  un  atto
  esemplare alla luce delle altre coperture l'emendamento lo dovrebbe
  mettere in votazione.

   PRESIDENTE.  Grazie. E' iscritto a parlare l'onorevole  Catalfamo.
  Ne ha facoltà. E poi conclude l'onorevole Calderone.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   CATALFAMO.   Signor  Presidente,  volevo  ringraziare  l'Assessore
  Cordaro  per  l'ultimo intervento in materia di  concessionari  del
  demanio  marittimo.  Volevo ringraziarlo  perché  ha  ricordato  la
  sensibilità  che  questo  Parlamento, sin  dallo  scorso  anno,  ha
  riservato a questa categoria, ha ricordato l'esenzione per il  2020
  e  il dimezzamento per il 2021 e mi dà la possibilità di introdurre
  un  emendamento,  di discutere un emendamento  che  con  il  Gruppo
  parlamentare abbiamo presentato all'articolo 3, che è l'emendamento
  3.32,  proprio perché nell'intervento dell'assessore Cordaro  si  è
  precisato  come nei prossimi mesi si vorranno valutare gli  effetti
  della pandemia, chiederei all'Assessore di dare parere favorevole a
  questo  emendamento  perché, in sede di  rideterminazione  di  quei
  canoni,  credo che il Parlamento abbia tutto l'interesse, tutta  la
  voglia   di   essere  in  qualche  modo  parte  attiva  di   questa
  rideterminazione.  Quindi,  mi auguro  che  vorrà  dare  un  parere
  favorevole più tardi quando si passerà alla votazione. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Calderone.  Ne  ha
  facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto qualche
  osservazione.  Assessore Armao, per carità, tanto di cappello  alla
  pronuncia  del  Tribunale di Palermo ma, come  lei  mi  insegna,  è
  sempre  una pronuncia di un giudice di merito. Non è il giudice  di
  legittimità, non è il giudice delle leggi.
   Io  rassegno  soltanto  qualche  considerazione  che  riguarda   i
  principi  generali  del  diritto. Ci  sono  tanti  avvocati,  tanti
  colleghi  in  Aula.  Un  contratto non può  essere  unilateralmente
  modificato.  Io non credo che possa essere modificato un  contratto
  in  essere,  vigente, nel momento in cui appunto è  vigente  e  nel
  momento  in cui tra le condizioni di contratto non sia previsto  un
  aggravio.
   Lei ricorderà, assessore Armao, che ci sono delle clausole, quelle
  vessatorie,  che devono essere addirittura doppiamente sottoscritte
  per  avere  valore.  Io  mi domando - e lo rassegno  e  rappresento
  all'Aula  - come può, perché poi è una norma che noi firmiamo,  nel
  momento in cui è una norma che passa sottoscriviamo e credo che  il
  mio   maestro   di   diritto  privato  mi   avrebbe   vigorosamente
  rimproverato,  non  dico  rispedito  al  mittente  con  altrettanto
  vigore.  Come possiamo noi cambiare unilateralmente una  condizione
  di   contratto   nel  momento  in  cui  ci  sono  due   contraenti,
  indipendentemente  se  è  un contratto di  natura  pubblicistica  o
  privatistica,  nel  momento  in cui  ci  sono  due  contraenti  che
  stabiliscono  appunto le condizioni di contratto,  non  è  previsto
  alcun   aggravio   per   nessuno  dei   due   contraenti   e   poi,
  unilateralmente, uno dei due contraenti dice no, il 5 per cento. Io
  credo che questo - a mio parere, da modesto operatore del diritto -
  qualche  problema  me  lo pone e io lo rappresento  e  lo  rassegno
  all'Aula.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Calderone. E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà. Dopo l'onorevole Lupo ci sono  gli
  onorevoli  Assenza, Sunseri e Aricò. Spero che non ci  siano  altri
  interventi così da poter andare avanti.

   LUPO. Signor Presidente, intervengo in realtà più sull'ordine  dei
  lavori  ma  anche  con  riferimento  all'articolo  3.  Siccome  già
  dall'articolo  1 si cita continuamente - e lo capisco  -  l'Accordo
  con  lo Stato del 14 gennaio 2021, e nel testo dell'articolato  c'è
  un  articolo  159 che dice che noi approveremo, come allegato  alla
  legge  di  stabilità, il Piano di rientro del disavanzo, la  invito
  gentilmente a farlo distribuire all'Aula perché dovremmo trovare la
  rispondenza  tra  gli  articoli della finanziaria  e  il  Piano  di
  rientro   del  disavanzo.  Quindi,  siccome  al  momento   non   ne
  disponiamo, se cortesemente lo può fare distribuire. Grazie.

   PRESIDENTE.  Il  Governo  l'ha  depositato,  quindi,  lo  possiamo
  distribuire. Il tempo di farlo, forse non ci arriviamo oggi  stesso
  ma, già da domani potrà essere distribuito.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  sul
  comma 1, lettera a).
   Tanti  illustri colleghi, non solo deputati ma anche avvocati,  si
  sono premurati di dire la loro.
   Premesso  che  non  ritengo  di  poter  pontificare  o  di  potere
  impartire lezioni ad alcuno, specialmente in una materia che non  è
  la  mia, però, stiamo dimenticando qualcosa, cari colleghi, che nel
  comma  a)  la Regione è il conduttore. Il conduttore,  se  mal  non
  ricordo,  sia  a  norma di Codice Civile, sia a norma  delle  leggi
  speciali  in  materia  di locazione, ha sempre  la  possibilità  di
  recedere dal contratto con un preavviso di mesi 6 per gravi motivi.
   L'articolo,  così come formulato, secondo me, è un po' imperfetto,
  perché,  in pratica, dice la stessa cosa che sto dicendo io,  però,
  dando in questo caso al locatore la possibilità, nel momento in cui
  la  Regione comunica la sua intenzione di ridurre il contratto,  di
  recedere dal contratto e di risolverlo.
   Secondo  me, va formulato al contrario. E' la Regione  che,  sulla
  base  di  questa norma, che indubbiamente può configurare  i  gravi
  motivi,  comunica al proprietario locatore la volontà  di  recedere
  qualora  non si proceda alla riduzione del canone. In questo  caso,
  non  ci  potrà  essere  alcun  tribunale,  né  di  Palermo,  né  di
   vattelappesca   che  influisca  negativamente  sull'operato  della
  Regione.
   Basterebbe, quindi, con gli Uffici, modificare questo inciso,  per
  rendere la norma assolutamente e perfettamente legittima.
   Ci  saranno i proprietari locatori, io ritengo che, in un  periodo
  come  questo,  saranno  la  totalità, ma  questo  verrà  ad  essere
  dimostrato perché non è facile trovare e sostituire un inquilino in
  tempi  di  piena  pandemia ma, questo inciso renderebbe  la  norma,
  secondo me, assolutamente legittima.
   E  mi  si  permetta, assessore Armao, presidente  Musumeci  e  gli
  Assessori  presenti  che, a proposito di fitti  passivi,  vi  è  in
  questi giorni una polemica sugli uffici relativi alla provincia  di
  Ragusa. Voi Regione, noi Regione, abbiamo una risorsa enorme che  è
  costituita dal patrimonio immobiliare dell'ex base Nato di  Comiso,
  che  può essere utilizzata benissimo per ospitare tutti gli  uffici
  periferici della Regione Sicilia.
   Il  comune di Comiso, da parte sua, ha già avviato, ha ospitato le
  ex  condotte agrarie, ha dato la disponibilità per gli  uffici  del
  monopolio e per quant'altro. Qua, se la Regione attenziona  questo,
  possiamo  vitalizzare un compendio immobiliare  di  primordine  che
  altrimenti   rischia   di   decadere  inutilmente   e   risparmiare
  considerevolmente su tutti gli affitti passivi.
   Per  quanto  riguarda  le altre lettere,  ne  hanno  già  discusso
  ampiamente i colleghi, quindi, mi permetto di dire che se il  comma
  a)  va  rettificato in maniera da dare alla Regione la  facoltà  di
  recedere,  qualora il proprietario non acconsenta  alla  richiesta,
  abbiamo risolto qualsiasi problema. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Assenza, mi permette una domanda?  Il  fatto
  che diceva lei di 6 mesi, significa che, comunque, potrebbe partire
  dopo 6 mesi la comunicazione?

   ASSENZA.  Il  preavviso minimo, fissato per legge, è  6  mesi.  Su
  questo,   non   credo  che  la  legge  regionale   possa   incidere
  modificando.

   PRESIDENTE. Mi interessa ai fini della copertura. Nel  momento  in
  cui ci sono questi 6 mesi di anticipo

     ASSENZA. Io devo pagare per questi 6 mesi, comunque devo  pagare
  il  canone,  anche  se  me  ne vado prima  perché,  altrimenti,  il
  proprietario può chiedere

   PRESIDENTE.  Quindi,  in questi sei mesi  non  ci  possono  essere
  modifiche? Questa cosa voglio capire.

   ASSENZA. Per questi sei mesi non si possono fare modifiche.

   PRESIDENTE.  E  quindi è possibile, assessore  Armao,  che  questo
  conteggio  debba partire dai sei mesi successivi, se  è  come  dice
  l'onorevole Assenza.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Grazie, Presidente.  Sul  punto
  intanto  rispondo a quanto precisato dall'onorevole Fava  circa  la
  sua  richiesta, abbiamo chiesto trenta giorni per il semplice fatto
  che voi avete chiesto la copia di tutti i contratti.
   In  questo momento tra smart working, domani abbiamo l'Assessorato
  chiuso  per  questioni  di pandemia, evidentemente  i  lavori  sono
  complessi, i contratti sono tanti, sono molto robusti in termini di
  pagine, quindi, non abbiamo preteso chissà quale tolleranza,  siamo
  assolutamente disponibili a fornire alla Commissione ogni dettaglio
  e,  se  me ne darà l'onore, verrò io stesso quando avrete tutta  la
  documentazione e vorrete ascoltare l'Amministrazione per dare tutti
  i  ragguagli del caso. Quindi, sotto questo profilo non  c'è  alcun
  intendimento  di  sottrarsi al chiarimento sui  dati  e  alla  loro
  pubblicazione.
   Per  quanto  riguarda  quello  che dice  l'onorevole  Cafeo,  sono
  assolutamente  d'accordo  con  lui,  ma  assolutamente,  ma   siamo
  talmente  d'accordo  che anche nel testo che vi  sarà  distribuito,
  cioè  il  Piano di rientro della Regione in attuazione dell'Accordo
  Stato-Regioni,  a  pagina 5 è scritto:  I dati che  emergono  dalla
  grave  crisi economica della Sicilia determinata dalla pandemia  da
  Covid 19, impongono di valutare con cautela e costante monitoraggio
  ed  eventualmente riconsiderare il Piano di disavanzo  che  segue ,
  quindi non stiamo assolutamente pensando che siamo felici di questo
  piano,  diciamo che - questo è quello che si è concordato  -  i  40
  milioni  di euro di risparmi non sono 40 milioni in più,  sono  una
  parte  dei  421  milioni di euro che dovremo comunque  risparmiare,
  quindi fanno parte di un percorso.
   Tenete presente che la proposta dello Stato per quest'anno non era
  40, era 80

                     (Intervento fuori microfono)

   Era  80,  abbiamo  dimezzato, nel senso che  il  triennio  avrebbe
  portato ad un raddoppio perché
   Ha  ragione  nel senso che veniva 80, perché era 50,  100  e  150,
  quindi più del doppio di quanto abbiamo portato a casa risparmiando
  e   cercando  di  contrastare  lo  Stato,  sostanzialmente,  veniva
  quell'importo. Vedo che lei è molto edotto.

                     (Intervento fuori microfono)

   Conosce nei dettagli anche le proposte dello Stato, lo spiffero  è
  arrivato;  non  lo spiffero è arrivato, i sussurri di  cui  parlava
  ieri.
    Deve  comunque  risultare sostenibile per un bilancio  regionale,
  anche  da  minori  entrate e da un incompleto riconoscimento  delle
  prerogative  finanziarie  regionali    -  quello  che  diceva   lei
  onorevole  -    da parte dello Stato ma, soprattutto, dall'esigenza
  di  rafforzare interventi di sostegno alle famiglie,  alle  imprese
  che  più  patiscono gli effetti della crisi e da misure di  ripresa
  inserite nel Recovery plan .
   Non  è  questa la sede per aprire un dibattito ma ho letto  che  -
  anche  alcuni parlamentari sono intervenuti sul punto -  le  schede
  che  girano  destano più di una preoccupazione sullo spazio  e  sul
  ruolo  che  alla Sicilia viene dato nel Recovery plan in  corso  di
  elaborazione a livello statale che abbiamo a partire dal Presidente
  più  volte  contestato.  In particolare   -  e  vado  alla  fine  -
   talune  previsioni  come  quella in  materia  di  preclusione  dei
  concorsi per la dirigenza, come valutato dalla Giunta regionale  ed
  emerso   nel   dibattito  in  Assemblea,  impongono  una   adeguata
  riconsiderazione  che  tenga  conto  dell'ineludibile  esigenza  di
  garanzia del ricambio generazionale dell'Amministrazione regionale.
  E  ciò  anche  alla  luce  del patto per l'innovazione  del  lavoro
  pubblico e la coesione sociale appena firmato dal presidente Draghi
  e dal ministro Brunetta con le organizzazioni sindacali .
   Quindi,  lungi  dal  Governo avere alcun atteggiamento  ossequioso
  verso un approccio che veda comprimere le prerogative della Regione
  e ancor più le sue esigenze finanziarie.
   Questo  è  il  risultato  di  equilibrio  che  si  è  riuscito   a
  raggiungere e quindi conveniamo pienamente su questa linea.
   Per  quanto  riguarda  poi  -  io  non  credo  dobbiamo  fare  una
  dissertazione giuridica - le pronunce invocate dagli onorevole Fava
  e  Cracolici  sulla Fingiat, vorrei precisare che sull'articolo  27
  della  legge  del  2013,  quella che  prevedeva  la  riduzione,  la
  sentenza  che  ho  acquisito  dice che  sul  punto  da  torto  alla
  ricorrenti.  Il  problema era che quei contratti attenevano  a  dei
  sistemi integrati, quindi a una formulazione del contratto  non  in
  relazione  all'applicazione della riduzione ma a una organizzazione
  del  contratto ai moduli organizzativi. In ogni caso, signori, come
  diceva  bene  l'onorevole Calderone, non c'è Cassazione,  la  Corte
  d'Appello  che  lei  invocava,  onorevole,  non  ha  sollevato   la
  questione  di  illegittimità  costituzionale  articolo   27,   l'ha
  ritenuta non conducente.
   Dopodiché noi stiamo applicando come possiamo le prescrizioni  che
  ci  ha  imposto il Governo nazionale, non quello attuale ma  quello
  precedente,  se  le  abbiamo proposte, come era nostro  dovere,  al
  Parlamento,  cercando come dimostra questo documento di  portare  a
  casa  i 40 milioni di risparmio, se vogliamo inserire la previsione
  che  l'onorevole Assenza ha previsto, che è quella di lasciare  gli
  immobili,  e questa diventa ancor di più che una riduzione  al  5%.
  Perché  in  un  momento in cui credo, chi conosce  Palermo,  faccio
  l'esempio  di  Palermo perché è la città dove ci sono più  immobili
  affittati  alla  Regione, dove gli immobili in affitto  per  uffici
  credo  che vengano offerti a prezzi stracciati pur di avere  uffici
  occupati,  credo  che  se  si  vuole  non  danneggiare   i   nostri
  interlocutori  contrattuali, così li  danneggeremo  molto  di  più,
  perché lasciando gli immobili potremmo ricavare certamente risparmi
  ancora  più  consistenti. Ma immaginate se ci  mettiamo  a  muovere
  uffici interi o blocchi di amministrazione intera, quale possono le
  conseguenze  sul  rendimento  all'amministrazione.  Quindi,  io  mi
  permetto di difendere le norme così come le abbiamo prospettate, mi
  dispiace  non potere accedere alla proposta dell'onorevole Caronia,
  perché  15% l'anno arriverebbe, si dico ma oggi in un momento  così
  drammatico  15% l'anno in tre anni porterebbe al 45% una  falcidia,
  qui invece piuttosto che creare nuove falcidie dobbiamo pensare  ad
  un  contenimento  del  5%  l'anno che è  un  minimo  sacrifico  che
  consente  a noi di fare una spesa, consente a chi ci loca i  locali
  di  mantenere la Regione come interlocutore fino a quando, come  ha
  annunciato  il  Presidente, non riusciremo  a  portare  gli  uffici
  all'interno  del  Centro  direzionale e liberare  l'amministrazione
  dagli  affitti,  che  è il vero obiettivo che persegue  il  Governo
  regionale.

   PRESIDENTE.  Mi  scusi, assessore, prima di dare  la  parola  agli
  altri due colleghi che l'hanno chiesta, può rispondere sul problema
  dei sei mesi di tempo?

   ARMAO,  assessore per l'economia. Quello è un principio  generale,
  quello  della possibilità di lasciare il locali, dovremmo andare  a
  vedere  poi  contratto  per  contratto  se  ci  sono  prescrizioni,
  previsioni,  penali,  non  sono in condizioni,  non  potrei  essere
  preciso   come   auspicherei  di  fronte   alla   questione   posta
  dall'onorevole.

   PRESIDENTE.   Quindi   comunque  lasciamo   i   dati   finanziari.
  L'importante è saperlo, volevo sapere se c'erano delle modifiche.
   Hanno  chiesto di parlare gli onorevoli Sunseri, Aricò e  Laccoto.
  Ma  ragazzi,  siamo ancora al primo articolo, tutti voi  siete  già
  intervenuti, ma non è che possiamo uno parla e l'altro risponde,  è
  il  Governo  che vi risponde poi non è che c'è la contro  risposta.
  Parli  direttamente  con l'assessore Armao, non  possiamo  dare  la
  parola continuamente, quelli che mi stanno chiedendo di intervenire
  sono  già  intervenuti prima, tranne l'onorevole Lupo e l'onorevole
  Gucciardi.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Sunseri.

   SUNSERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  premesso  che
  nell'accordo  Stato  Regione  non si  parla  di  una  riduzione  in
  percentuale  dei  fitti passivi, ma si parla  di  razionalizzazione
  degli   spazi  occupati,  di  valorizzazione  della  spesa   e   di
  ricognizione  del  patrimonio, che è quello che  noi  tutti  stiamo
  chiedendo già da molto tempo al Governo di questa Regione.
   Premesso  che  questa  Assemblea  lo  scorso  anno  in  legge   di
  finanziaria ha previsto una riduzione del cento percento dei canoni
  di  concessione del demanio marittimo per il 2020 e  una  riduzione
  del  cinquanta  percento dei canoni del demanio  marittimo  per  il
  2021.
   Ora,  io  leggendo  il testo che è stato modificato  dal  Governo,
  perché l'emendamento è del Governo, mi pare, assessore Cordaro,  di
  leggere, tranne una riduzione, perché nella sua relazione lei parla
  solamente  di incrementi, io ce l'ho qui davanti, poi  non  lo  so,
  infatti  volevo  dei chiarimenti e in caso andrebbe  scritto  bene,
  perché  l'unico  passaggio che a noi pare  chiaro  oggi  è  che  il
  Governo  vuole aumentare i canoni di concessione dal 2022  in  poi,
  non che li vuole ridurre o rideterminare, dal 2022.
   Quindi  volevamo questo chiarimento da parte dell'assessore,  cioè
  dal  1   gennaio 2022 il Governo regionale aumenterà  i  canoni  di
  concessione,   perché  dall'intervento  precedente   dell'assessore
  Cordaro   sembrava  che  invece  volesse  ridurlo.  Siccome   nella
  relazione   del  Governo  c'è  scritto  questo,  noi  vorremmo   un
  chiarimento,  perché  in quel caso saremmo costretti  a  votare  in
  maniera contraria.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Vorrei
  rispondere  all'onorevole  Sunseri  cogliendo  il  senso  del   suo
  intervento,  ma invitandolo a leggere il secondo rigo dell'articolo
  3,  comma  1,  la  lettera c), laddove si dice che   i  canoni  per
  locazioni attive e per concessioni demaniale e patrimoniali non  ad
  uso  governativo,  ad  eccezione  di  quelle  relative  al  demanio
  marittimo, a decorrere dal 1  gennaio 2022 , quindi è precisato che
  è  ad  eccezione  di  quelle del demanio marittimo,  per  le  quali
  infatti poi si esprime la lettera e).

   PRESIDENTE. Assessore, è stato chiarissimo.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.  Signor  Presidente, Presidente  della  Regione,  Governo,
  onorevoli  colleghi, questo articolo lo ritengo un  articolo  molto
  importante   e  fa  sì  che  la  Regione  incominci  a  programmare
  sull'andamento del proprio patrimonio immobiliare, ed è  anche  una
  risposta  perché ad oggi in Sicilia e a Palermo si parla del  nuovo
  Centro direzionale, cioè oltre quarantadue milioni di fitti passivi
  che la Regione ad oggi paga.
   Allora,  ricolleghiamoci a questa grande opera che sarà  costruita
  nei  prossimi  anni che è il centro direzionale, perché  da  questo
  articolo parte la razionalizzazione degli affitti.
   Dopodiché,  Presidente,  un'altra problematica,  i  fitti  attivi.
  Soltanto trecentosettantacinque mila euro, come giustamente  diceva
  lei, di fitti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, sospendiamo  cinque  minuti  per
  risolvere i problemi di audio.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.10, è ripresa alle ore19.23)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi pare che adesso funzioni tutto.
  Potete richiamare Mick Jagger e farlo cantare.
   Onorevole Arico, ha facoltà di riprendere il suo intervento.

   ARICO'.  Signor  Presidente, una proposta veloce,  non  interverrò
  sull'articolo,  però,  vorrei proporre al  Governo  un  emendamento
  perché l'articolo 3, al comma 2...

   PRESIDENTE.  Assessore  Scilla,  c'è  l'onorevole  Aricò  che  sta
  parlando al Presidente, se lei non glielo consente  Prego.

   ARICO'.   La  decurtazione  avverrebbe  soltanto  per   gli   enti
  controllati  e vigilati dagli enti regionali della Regione  ma  non
  anche  alle  aziende  ospedaliere. Quindi, se questa  decurtazione,
  visto  che  sappiamo la mole immensa di immobili, di fitti  passivi
  che  le  diciassette  ospedaliere hanno, al secondo  comma,  se  il
  Governo non ritiene di potere dare parere favorevole anche

   PRESIDENTE. Onorevole Aricò, però, le devo dire siccome so già  le
  tabelle di queste cifre.

   ARICO'.   Si   parlerebbe  di  un  risparmio  importante,   signor
  Presidente,  quindi,  siccome  è un  risparmio  importante  per  la
  Regione, io direi che aggiungere questo articolo, al comma 2, anche
  alle  aziende sanitarie regionali, ai sensi della legge n.  17  del
  2009,  potrebbe  provocare  un ulteriore  risparmio  per  le  casse
  regionali. Tutto qui.

   PRESIDENTE. Questo porta maggiore risparmio?

   ARICO'. Assolutamente, sì

   PRESIDENTE. Allora, se il Governo è d'accordo, per me lo  possiamo
  fare.   Non  c'è   Quando  passiamo  agli  articoli,  però,  questo
  emendamento  lo  deve  fare presentare o il  Governo  stesso  o  la
  Commissione, per favore.
   Lo presenta il Governo? Insomma lo curi lei.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  Governo, onorevoli  colleghi,  intanto
  prendo atto che il Governo con gli emendamenti 3.36 e 3.37 risponde
  alle mie osservazioni di ieri, rettificando i valori.
   Volevo  annunciare  la  presentazione di un  sub-emendamento  alla
  lettera c) con il quale si chiede di escludere

   PRESIDENTE.  Scusi,  io  non  sento niente.  Se  può  togliere  la
  mascherina. Per favore colleghi, se possiamo ascoltare  perché  non
  si sente niente. Onorevole Catanzaro, Fava, Falcone, Dipasquale per
  favore.

   LUPO.  Dicevo,  ho  presentato  un sub  emendamento,  come  gruppo
  parlamentare,  alla lettera c) con il quale rendiamo esplicito  che
  l'aumento  dei canoni di locazione, comunque, non riguarderebbe  le
  civili abitazioni, gli IACP e tutto il resto. Però, Presidente,  io
  vorrei un attimo della sua attenzione.

   PRESIDENTE. C'è già un emendamento del Governo che lo ha chiarito.

   LUPO.  Benissimo,  allora  lo consideriamo  assorbito.  Volevo  un
  attimo  la sua attenzione, del Governo e dell'Aula, con riferimento
  al  fatto che all'articolo 3, al comma 1, si dice  Al fine di  dare
  attuazione  all'accordo concluso con lo Stato il 14 gennaio .  Dopo
  di  che io mi sarei aspettato di ritrovare questi risparmi di spesa
  nella  tabella  riassuntiva dei quaranta  milioni  risparmiati  nel
  2021, che immagino sia l'allegato al 159 che noi approveremo. E  io
  non   trovo   nulla   di   tutto  ciò,  Presidente.   Cioè   questi
  novecentottantaseimilaquattrocentroventitre euro/10 di economie che
  noi  avremmo nel 2021, qualora fosse approvato l'articolo 3,  è  un
  risparmio di spesa da imputare all'accordo con lo Stato?  E  perché
  non è nel piano di rientro del disavanzo?
   Perché  se  non è nel piano di rientro del disavanzo,  Presidente,
  praticamente sono economie che il Governo può decidere di  spendere
  come  vuole.  Allora,  se  il  Governo  ha  deciso  di  fare  cassa
  aumentando  le  locazioni, è libero di farlo. Noi ci opporremo,  ma
  non  si  tiri in ballo l'accordo con lo Stato in maniera impropria
  Io  per questo le ho chiesto di distribuire l'accordo con lo Stato.
  Se così non è, il Governo risponda

   PRESIDENTE.   Assessore  Armao,  credo  che   velocemente   questa
  obiezione meriti una risposta.

   ARMAO,  assessore per l'economia. A noi risulta inserito,  almeno,
  così  è  e,  in ogni caso - siccome poi alla fine la legge,  quando
  sarà   approvata,   determinerà  i  parametri   che   fanno   parte
  dell'accordo   e   l'articolo   1   inizia   facendo   riferimento,
  esclusivamente,  all'accordo - non ci può  che  essere  riferimento
  all'accordo.

   CRACOLICI.  Se è un risparmio, perché non si mette  nel  piano  di
  rientro? Inserirlo all'articolo 1.

   PRESIDENTE. Ma l'atto lo consegniamo domani. Questa è  una  scelta
  che  deve  fare  il Governo, se inserirlo o meno.  Assessore,  loro
  dicono giustamente se è un risparmio perché non si mette nel  piano
  di rientro?

   ARMAO,  assessore per l'economia. Parliamo di quello  che  abbiamo
  mandato?

   PRESIDENTE. Non lo so  Quello che stanno dicendo loro.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Io conosco quello  che  abbiamo
  mandato.  Se l'Assemblea non lo ha distribuito non è colpa  nostra.
  Noi  lo  abbiamo mandato per tempo, e sono indicate  nelle  tabelle
  allegate.

   PRESIDENTE.  Il  problema non è che non  l'abbiamo.  Il  piano  di
  rientro  è  arrivato tre minuti fa, e lo stiamo  distribuendo   Che
  possiamo  fare? Non è l'Assemblea che non lo vuole dare  Credo  che
  ci  sia  una richiesta che riguardi nel merito, il Piano di rientro
  nel merito. Poi noi lo abbiamo ricevuto cinque minuti fa, Assessore
  Armao  E lo stiamo già distribuendo

   CRACOLICI. C'è o non c'è?

   PRESIDENTE.  Assessore,  c'è  o non c'è  come  dice,  giustamente,
  l'onorevole Cracolici? Bisogna capire solo questo. Io credo  che  i
  deputati, ogni tanto, abbiano bisogno di qualche risposta alle cose
  che chiedono. Non c'è niente di male, voglio dire. Stanno chiedendo
  è inserito o non è inserito nel piano di rientro?

   ARMAO, assessore per l'economia. E' inserito.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, meno male che ha  la  mascherina
  così non capisco quello che dice.
   Allora assessore Armao, nel piano che ci avete mandato adesso  c'è
  la cifra complessiva, non specifica per singolo articolo per cui ci
  sono  lettere  f),  g), insomma c'è anche questa,  ma  non  c'è  la
  specifica.  E' fatto a cifre complessive, non c'è la  specifica  su
  queste cose qui.
   Possiamo  andare avanti, se questa cosa qui viene  chiarita,  così
  facciamo almeno l'articolo 3?
   Onorevoli  colleghi,  sospendiamo 10 minuti e  riprendiamo  appena
  abbiamo visto il Piano di rientro.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.36, è ripresa alle ore 19.50)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Colleghi, assessore Armao, allora non c'è la specifica
  nel  piano  di  rientro, ci sono i totali, per cui dobbiamo  andare
  avanti,  i totali ci sono. Se i deputati chiedono informazioni  gli
  si  daranno,  nel senso che ci sono le cifre relative a  tutta  una
  serie  di e), f), g), i) e j), tra cui le somme derivanti da questo
  articolo  3, se poi volete delle specifiche maggiori le chiedete  e
  vi  saranno  date, ma in questo momento è inutile che ci  fermiamo,
  qua in questo piano di rientro che è arrivato non ci sono.
   E  allora  andiamo  avanti, ci sono altri interventi,  non  credo,
  cominciamo  a votare. Siamo all'articolo 3, tutti i soppressivi  di
  questo articolo, essendo tutti commi di entrata, di fatto, per  cui
  senza  se  non  c'è una copertura alternativa, li devo  considerare
  inammissibili.  Mi  sembra che vi sto dando già troppo  spazio,  il
  regolamento  dice  che ogni emendamento deve  essere  coperto,  nel
  momento  in cui è soppressivo, e questi sono tutti commi di aumento
  di  risorse per conto della Regione, se non si coprono diversamente
  non  c'è  altro da fare. Poi si può bocciare l'articolo 3, bene,  e
  allora  ci  sarà  un  problema per la Regione, ma  come  Presidente
  dell'Assemblea  il  singolo emendamento  di  soppressione  lo  devo
  considerare inammissibile.
   Onorevole  Cracolici,  prego mi dica, però  proprio  tre  secondi,
  dobbiamo andare avanti.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   siccome
  l'emendamento  dice che alla scadenza dei contratti fa  il  rinnovo
  col  taglio,  io oggi non sono in grado di sapere quali  scadono  e
  quali no. Io do una disposizione amministrativa con la legge in cui
  il  Governo, ad ogni scadenza di contratto rinegozia la  riduzione,
  come  faccio  io  a  sapere  l'impatto finanziario.  E'  una  norma
  ordinamentale,  ma  dire  oggi  che possiamo  tagliare  il  5%  dei
  contratti  in essere, è illegittimo, quindi, ci sarà la  copertura,
  ma  è  illegittimo il procedimento, quindi attenzione a  che  cosa,
  tanto  più tra l'altro che, come lei ha notato, il piano di rientro
  non prevede la spesa

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, questo articolo crea delle  cifre
  che  sono  maggiori  introiti che sono poi nel  piano  di  rientro,
  quindi  io  non mi posso mettere a discutere, se sarà sbagliato  il
  Governo ne pagherà le conseguenze, che volete che vi dica,  io  non
  posso  su ogni cosa mettermi a discutere. Questa è la proposta  del
  Governo,  e gli emendamenti soppressivi, materialmente,  non  posso
  metterli in votazione, punto.
   Si  passa all'emendamento 3.23, io se vi ripetessi quello  che  mi
  vanno  dicendo,  il  3.23 non vuol dire niente  mi  ha  detto,  che
  significa onorevole Di Paola, non si capisce, vediamo se lo capiamo
  così votiamo.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ma per  capire,
  abbiamo eliminato pure i soppressivi all'articolo, perché ho capito
  i  soppressivi ai commi, non i soppressivi all'articolo, perché  ha
  saltato i soppressivi all'articolo.

   PRESIDENTE.  Allora, come emendamento io non lo  posso  ammettere,
  poi si può bocciare la legge, certo poi si può bocciare l'articolo.

   DI  PAOLA. L'articolo si può votare. No l'emendamento in questione
  mirava   -   posso  anche  ritirarlo  -  ad  inserire   all'interno
  dell'articolo  il costo totale dei fitti passivi,  però  lo  ritiro
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Lo ritiriamo grazie. L'emendamento 3.27,  pure  è  un
  ordine  del giorno, il 3.27 è questo  sono aggiunte con contestuale
  completamento del censimento patrimonio , ma che articolo di  legge
  è  questo.  Non  si  può  mettere per legge  che  il  Governo  deve
  presentare un documento, lo presenterà, lo si chiede con ordine del
  giorno,  non  si  può  mettere  per legge  scusi,  con  contestuale
  completamento del censimento patrimonio.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente, in questo emendamento  noi  stiamo
  solamente  inserendo - tra l'altro ho cambiato pure un  termine  in
  base  a  come l'assessore in Commissione bilancio aveva  chiesto  -
   con  contestuale , cioè nel senso noi chiediamo che man mano venga
  completato  il censimento immobiliare. Se parliamo di immobili,  ma
  quantomeno inseriamola all'interno

   PRESIDENTE. Il Governo è d'accordo a questo emendamento, assessore
  Armao? L'emendamento è il 3.27, a pagina 8.

   ARMAO, assessore per l'economia. Non crea problemi.

   PRESIDENTE. Non crea problemi, quindi è favorevole.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 3.24 non si può votare.

   Si  passa all'emendamento 3.25, dell'onorevole Di Paola. Il parere
  del Governo?

   DI PAOLA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 3.20, dell'onorevole Caronia? Il  famoso
  emendamento che diceva

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Ho già detto,  Presidente,  che
  purtroppo   diventerebbe  troppo  oneroso,  quindi  il  Governo   è
  contrario.

         (Viene richiesta la votazione per scrutinio segreto)

   PRESIDENTE.  Se  cominciamo con i segreti, veramente  non  finiamo
  più,  ragazzi. Questi sono emendamenti che non hanno ,  non  è  che
  sono,   comunque  io  per  carità  non  posso  dire  di  no,   però
  oggettivamente se ci mettiamo a fare i voti segreti.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI CARO. Presidente, è un emendamento dei deputati di maggioranza,
  uno dell'opposizione chiede il voto segreto e lei

   PRESIDENTE. Ma io non ne faccio una questione, stia attento. Io ne
  faccio  una  questione di tempi, perché lo so che non  è  che  c'è,
  anche  il Governo, non è che c'è l'imboscata al Governo, questo  io
  lo  capisco perfettamente, però ognuno si assume la responsabilità,
  palesemente  dichiara quello che vuole votare, non  è  che  c'è  un
  fatto di ordine, non ci sono ordini sulla base di queste cose qui.
   Facciamo il voto segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.20

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 3.20.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Il  Governo  non è d'accordo, per cui chi è favorevole insieme  al
  Governo  dovrebbe  votare  contro, chi è  favorevole  all'onorevole
  Caronia e parte dell'opposizione, vota a favore.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            64
   Votanti             54
   Maggioranza         28
   Favorevoli          27
   Contrari            27
   Astenuti            1

                           (Non è approvato)

   Purtroppo non è approvato; purtroppo si è capito che io ho  votato
  verde  dicendo  purtroppo, va bene perché anche a me avrebbe  fatto
  piacere, ma non volevo che fosse segreto proprio per questo.
   Si passa all'emendamento 3.26 degli onorevoli Sunseri e Di Caro. È
  mantenuto?  C'è un invito al ritiro onorevole Sunseri,  che  non  è
  peraltro chiaro.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Grazie  Presidente.  È  semplicemente  una  formulazione
  giuridica  che  viene  utilizzata anche dallo  Stato,  riguarda  il
  rinnovo  all'interno delle amministrazioni pubbliche, che  non  può
  essere  tacito,  ma deve essere vincolato ad una serie  restrizioni
  che  vengono previste dalle norme, quindi non so chi proponeva,  ma
  non ne capisco neanche i motivi.

   PRESIDENTE.  Però,  se fosse così sarebbe già ordinamentale,  cioè
  sarebbe  già  nelle  cose,  perché dobbiamo  scriverlo?  Se  è  già
  previsto dallo Stato, perché dobbiamo scriverle?
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 3.36 del Governo. Lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 3.7 è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 3.28, degli onorevoli Di Paola ed altri.
   E' ritirato.
   Si passa all'emendamento 3.30, degli onorevoli Cracolici ed altri.
   C'è  questo  emendamento  del Governo relativo  all'obiezione  che
  avevano  fatto  gli  onorevoli  Lupo  e  Cracolici.  Lo  pongo   in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento  3.37  è relativo a che cosa? La  famosa  correzione
  della  lettera c) sul 2021. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Allora, scusate, c'è il parere contrario del Governo, ma lo  posso
  mettere  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 3.32, degli onorevoli Catalfamo ed altri.
  Con  il parere favorevole del Governo e della Commissione, lo pongo
  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 3.33, degli onorevoli Sunseri e Di  Caro
   Alla lettera e) del comma 1 dopo le parole  della presente legge.
  Sono  inserite  le parole:  e comunque in misura non  superiore  al
  20% .
   Per quanto riguarda l'emendamento 3.31, l'ho saltato io perché c'è
  un  invito al ritiro, perché è già così la norma. Sono soggetti  ad
  una disciplina particolare e quindi è ritirato. Grazie.
   Come vedete colleghi, la difficoltà nasce dal fatto che, di fatto,
  si  stanno  guardando momento per momento perché non c'è  stato  il
  tempo.  Io  normalmente  nel  mio fascicolo  degli  emendamenti  ho
  scritto  accanto l'indicazione degli Uffici che dicono  qual  è  il
  problema  e  quale non lo è. Stavolta non c'è perché sono  arrivati
  talmente tanti emendamenti per cui anche questo, purtroppo, crea un
  minimo  di  problemi  nell'andare  avanti  perché  emendamento  per
  emendamento si sta riguardando...
   Onorevole  Sunseri, io  comunque io l'unica cosa che  posso  fare,
  che  però  non mi pare corretto, è quello di chiedere il  parere  e
  votare, ma senza neanche capirli. Però, sinceramente non mi pare il
  lavoro giusto di un Parlamento.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Come dicevo poco fa, Presidente, siccome nella relazione
  presentata dal Governo su questo emendamento del demanio  marittimo
  si  prevedeva un incremento, abbiamo messo così come per  tutte  le
  altre  un incremento comunque non superiore al 20 per cento  perché
  se  si  parla  solamente di rideterminazione non è che sappiamo  di
  quanto  effettivamente vogliono incrementare i canoni  del  demanio
  marittimo. Quindi, abbiamo messo un tetto, proprio per questo.
   .

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CORDARO,  assessore  per il territorio e l'ambiente.   Presidente,
  ribadisco  il parere contrario del Governo per la semplice  ragione
  che  lo  decideremo secondo quanto previsto dalla  lettera  e)  del
  comma  1  dell'articolo 3, a maggior ragione in considerazione  del
  fatto  che  avendo  dato parere favorevole del testo  che  è  stato
  approvato  l'emendamento 3.32 qualunque scelta che  verrà  adottata
  dal  Governo,  verrà adottata appunto secondo quanto  previsto  dal
  3.32,  previo  parere  della competente Commissione  dell'Assemblea
  regionale siciliana.

   PRESIDENTE. Per cui è ritirato? No. Quindi lo pongo in  votazione,
  col  parere  contrario del Governo. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si   passa  all'emendamento  3.40,  della  Commissione.  È   stato
  distribuito?  È  quello  di  cui parlava prima  l'onorevole  Aricò;
  quindi, il parere del Governo è favorevole.

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA. Grazie, Presidente. C'è un piccolo problema, ho fatto  una
  ricerca  veloce: non esiste la legge n. 17 del 17 aprile 2009,  c'è
  un riferimento errato. In più, stiamo parlando di Aziende sanitarie
  la  cui autonomia patrimoniale dovrebbe essere garantita. Ho  forti
  dubbi su questo emendamento. Grazie.

   PRESIDENTE.  Quello  che  si può fare è scrivere   autorizzare  le
  Aziende  a  farlo , non le possiamo costringere, perché  hanno  una
  loro autonomia.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, scusi, noi abbiamo approvato  a  suo
  tempo  la legge n. 17 del 2004 che prevedeva la valorizzazione  dei
  beni immobili e avevamo anche inserito poi con successive modifiche
  e  integrazioni, nel patrimonio che è stato censito dalla  Regione,
  anche  i beni immobili della sanità. Quindi, se aggiungiamo i  beni
  che  fanno  parte del censimento che la Regione ha già  fatto,  noi
  salvaguardiamo  questa  norma, consentiamo  di  avere  un  maggiore
  incasso e siamo in regola con le nostre

   PRESIDENTE.   Avendo  una  loro  autonomia  gestionale,   possiamo
  autorizzarle a farlo.

   DI  MAURO. Le porto un esempio. Il bene immobile dell'ex  ospedale
  civile  di Agrigento ormai è stato acquisito attraverso un'attività
  legislativa  che  ha compiuto questa Assemblea al patrimonio  della
  Regione. Come si è fatto, si è fatto. È patrimonio della Regione, è
  un bene censito dalla Regione.

   PRESIDENTE. Non è utilizzato per

   DI  MAURO. Possono essere benissimo inseriti in questo emendamento
  quelli  che sono inseriti nel censimento, di cui alla legge  n.  17
  del 2004, articolo 9.

   PRESIDENTE. In ogni caso va modificato l'emendamento, allora.

   DI   MAURO.  Censiti  nell'ambito  del  patrimonio  della  Regione
  siciliana,  che  fanno parte del censimento, non sto  parlando  del
  bene immobile che è locato qui

   PRESIDENTE.   Cioè  l'ospedale  materialmente,   quando   c'è   un
  ospedale, gli possiamo chiedere di avere maggiori  Allora se  è  un
  patrimonio,  se   è  una  proprietà che hanno  al  di  là  dell'uso
  sanitario che devono svolgere è un conto

   DI  MAURO.  Presidente,  sono stati già  acquisiti  al  patrimonio
  della  Regione,  le  assicuro. Per esempio,  l'ex  ospedale  Regina
  Margherita  di  Messina è stato acquisito alla  Regione  siciliana,
  come  si è fatto si è fatto, la norma non si è impugnata e fa parte
  del patrimonio della Regione.

   PRESIDENTE.  Io  non riesco a capire: se sono di  proprietà  della
  Regione,  perché stiamo facendo questo emendamento? Sono già  della
  Regione, allora che bisogno abbiamo di questo emendamento, scusate
  Veramente,  non lo capisco bene. Chiariamolo velocemente.  Non  c'è
  nessuno  favorevole  o  contrario per  ideologia,  stiamo  soltanto
  cercando  di capire che se hanno una loro autonomia non li possiamo
  costringere. Se questi sono già di proprietà della Regione  lo  può
  fare comunque la Regione.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Presidente, ha già detto praticamente  tutto  lei.  Il
  problema è esattamente questo. Se sono del patrimonio delle Aziende
  sanitarie   locali,   delle  Aziende  ospedaliere,   noi   possiamo
  intervenire  soltanto  per trasferire la proprietà  del  bene  alla
  Regione,  come  abbiamo  fatto  con  la  legge  n.  24,   per   cui
  quell'immobile  di Messina è stato trasferito al  patrimonio  della
  Regione.  Ma  nella misura in cui gli immobili sono  ascritti  alla
  proprietà  delle  Aziende sanitarie locali, noi  possiamo  imporre,
  Presidente  Musumeci,  alle  Aziende  di  risparmiare   sui   fitti
  eccetera,  ma certamente non è funzionale a questo accordo  di  cui
  stiamo parlando adesso è che è riferibile

   PRESIDENTE. Perché hanno, appunto, la loro autonomia,  non  è  che
  cambiamo il risultato gestionale della Regione.

   GUCCIARDI.  Detto  questo, che l'Assemblea  si  determina  a  fare
  risparmiare  le  aziende  ulteriormente, questo  lo  può  fare,  ma
  rientra nel fondo sanitario regionale...

   PRESIDENTE.   Sì,  è  così.   Onorevole  Aricò,  credo   che   sia
  oggettivamente così. Lo ritira?

   ARICO'. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 3.35,  degli  onorevoli  Di
  Paola ed altri. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Ho chiesto il parere del Governo, che non  ho  capito,
  assessore Armao.

   ARMAO, assessore per l'economia. E' l'emendamento 3.35?

   PRESIDENTE. Sì. Però, mi dicono gli Uffici che è un emendamento .
   Si  può  fare,  voglio dire. Sono di quelle cose che,  ripeto,  io
  farei  come  ordine  del  giorno, piuttosto  che  fare  con  legge,
  comunque si può fare. Non c'è problema.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Non ci sono altri emendamenti.
   Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.

   LUPO. Chiedo la votazione segreta sull'articolo 3.

   PRESIDENTE. Ogni tanto, capisco la logica, mentre quelli di  prima
  non li capito. Questo, capisco la logica.


            Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 3

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            65
   Votanti             59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          35
   Contrari            24
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   Allora,  sono  le ore 20.10. Spero con il vostro  aiuto  di  poter
  fare...l'articolo  4 è complicato, facciamo gli  articoli  5  e  6,
  possiamo fare così; l'articolo 4 lo esaminiamo domani.
   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                    Gestione centralizzata acquisti

       1.  All'articolo 55 della legge regionale del  7  maggio
     2015,  n. 9 e successive modificazioni, sono apportate  le
     seguenti modifiche:

       a)  al  comma 2 dopo le parole  di beni e servizi   sono
     aggiunte le seguenti parole  per gli acquisti:

       - d'importo superiore ad euro 1.000.000 per il 2021;
       - d'importo superiore ad euro 750.000 per il 2022;
       - d'importo superiore ad euro 500.000 per il 2023;
       - d'importo superiore ad euro 100.000 per il 2024. ;

       b) dopo il comma 2 bis è aggiunto il seguente comma:

        2  ter.  Le  procedure di acquisto di  beni  e  servizi
     attivate  in violazione di quanto prescritto  al  comma  2
     sono  affette  da  nullità,  determinando,  a  carico  dei
     dirigenti  responsabili, l'insorgere degli  estremi  della
     responsabilità amministrativa e disciplinare. ;

       c)  al comma 6 sono aggiunte le seguenti parole  Con  il
     medesimo  provvedimento  si  dispone  l'assegnazione   del
     personale ivi impiegato all'Ufficio speciale. ;

       d)  al  comma  7  le parole  entro il 31 dicembre   sono
     sostituite con le parole  entro il 31 marzo ;

       e) dopo il comma 7 è aggiunto il seguente comma:

          7  bis. Al personale del comparto in servizio a tempo
     indeterminato  e determinato presso l'ufficio  speciale  -
     C.U.C., oltre al trattamento accessorio di cui al comma  7
     dell'articolo 16 della legge regionale 15 maggio 2000,  n.
     10  e  successive modificazioni è riconosciuta,  a  valere
     sul  Fondo istituito con delibera di Giunta n. 387 del  24
     novembre  2004,  una  retribuzione annua  sostitutiva  dei
     premi  di  cui  al  comma  4  dell'articolo  90  del  CCRL
     vigente,  nelle misure riconosciute dall'articolo  94  del
     CCRL  vigente al personale del comparto in servizio presso
     l'UREGA.   Trova,  altresì,  applicazione   il   comma   2
     dell'articolo 94 del CCRL vigente. ».

   Gli emendamenti soppressivi sono  ritirati.
   Si  passa all'emendamento 5.10, degli onorevole Sunseri e Di Caro.
  Il parere del Governo?

   ARMAO,  assessore per l'economia. E' troppo ristretto, Presidente.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Anche gli Uffici, onorevole Sunseri, hanno invitato al
  ritiro.

   SUNSERI. Lo ritiro.

   Si  passa all'emendamento 5.11, a firma degli onorevoli Lentini ed
  altri:  Alla lettera a) del comma 1 la cifra  100.000  è sostituita
  da  275.000 .
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.  Anche  se, onorevole Lentini, anche  qui  gli  Uffici
  ritengono  che si debba invitare al ritiro per questo  emendamento.
  Qual è la logica, onorevole Compagnone?

   COMPAGNONE. Ci permettiamo di insistere su questo emendamento  per
  un  motivo  molto semplice. Intanto, 275 mila come vedete  sono  il
  minimo che sono previste dalla Comunità Europea e non è il caso  di
  fare  gestire  tutto a Consip, cioè di portare  tutto  ciò  che  si
  gestisce   al   Nord  Italia,  perché  questo  di  fatto   succede,
  massacrando  ancora  di più le piccole aziende  siciliane.  Quindi,
  credo che sia  giudizioso approvare questo emendamento.

   PRESIDENTE. Secondo me è comunque votabile ed è fattibile.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che è stato presentati l'emendamento 5.12.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo  fatto
  qualche   verifica   sulla   lettera   e),   il   comma   7    bis.
  Sull'equiparazione,  alla  fine, non si comprende  bene,  prego  se
  l'assessore  Armao  può  chiarire se c'è un  risparmio  o  c'è   un
  maggiore  aumento  di  costi con questa previsione.  E  ovviamente,
  sempre  nell'economia del dibattito  ne approfitto,  è inspiegabile
  il   5.12   proposto  ora  dal  Governo  perché,  se  parliamo   di
  contenimento  della  spesa,  non  si  capisce  perché  le   aziende
  sanitarie non dovrebbero sottostare allo stesso regime.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Presidente, per quanto  riguarda
  la modifica proposta, un approfondimento con il Ragioniere generale
  ci  induce  a  tenere le Aziende sanitarie, soprattutto  in  questo
  momento,  fuori da questi percorsi di restringimento  che  ci  sono
  comunque.
    Mentre per altro, il 7 bis trova pienamente copertura all'interno
  del   Bilancio,   quindi   diciamo   lo   riteniamo   assolutamente
  compatibile.  E'  un  leggero incremento  dovuto  allo  svolgimento
  dell'attività.

   BARBAGALLO. Presidente, noi insistiamo con i soppressivi su  tutti
  e tre gli

   PRESIDENTE.  Assessore  Armao,  sul  5.12  escludere  le   Aziende
  sanitarie

   ARMAO,  assessore  per  l'economia Sì, va  bene.  In  costanza  di
  pandemia...

   PRESIDENTE.  Ecco,  se  noi lo facciamo soltanto  nei  momenti  di
  emergenza e di pandemia, sono d'accordo.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Possiamo integrarlo  fino  alla
  conclusione del periodo di emergenza.

   PRESIDENTE. Nei periodi di emergenza sanitaria.

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO,  assessore  per  l'economia   funziona  sino  al  perdurare
  dell'emergenza.

   PRESIDENTE.  Fino  al perdurare dell'emergenza  per  me  va  bene;
  diversamente,  diventa  un  problema. C'è  qualcuno  che  può  fare
  l'emendamento, per favore? Se il Governo può fare un subemendamento
  lo   aggiungiamo.  Va  bene,  lo  aggiustiamo  senza   bisogno   di
  emendamento.

                     (Intervento fuori microfono)

   Il   5.12.    Qual  è  il  comma  2?  Va  pure  corretto   perché,
  effettivamente,  non è al comma 2, è al comma  1,  lettera  a).  Il
  comma 2 non esiste.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Grazie, Presidente. Io credo che l'osservazione che  faceva
  l'onorevole Barbagallo merita massima attenzione. Cioè, non si  può
  chiedere all'Aula di votare una norma senza che si capisca se costa
  in  più  o costa in meno e quanto costa. Perché se noi avessimo  le
  tabelle  allegate sulle entrate, potremmo riscontrare dall'articolo
  se c'è un costo o se non c'è un costo o se ne deriva una entrata e,
  quindi,  il deputato può fare una scelta consapevole su quello  che
  sta  votando.  Ma  così,  come facciamo a  votare?  O  ci  date  le
  coperture  con le tabelle allegate sugli articoli e i commi,  o  il
  Governo ha il dovere di quantificare quella che è la maggiore spesa
  in relazione alla lettera e). Centomila euro, duecentomila euro, un
  euro   Ma ha il dovere di dirlo al Parlamento  Non possiamo  votare
  alla  cieca,  una  norma di cui non si capisce  neppure  il  senso
  Quindi,  Presidente,  io  la  invito  a  chiedere  al  Governo   di
  quantificare.

   PRESIDENTE.  Lo  chiediamo immediatamente, anche se  immagino  che
  nelle tabelle ci sia perché sennò non si potrebbe fare. Se non  c'è
  neanche nelle tabelle, è un problema. Un attimo che l'Assessore  si
  sta informando.

   ARMAO, assessore per l'economia.  Costa 36 mila euro questa  cosa,
  ed è comunque nello stanziamento complessivo del personale.

   PRESIDENTE. 33 mila euro è quella complessiva o quella che  si  dà
  in più?

   ARMAO, assessore per l'economia Complessiva.

   PRESIDENTE. Complessiva. Intanto, votiamo l'emendamento di  prima,
  che è stato sistemato, al comma 1 lettera a), e non più al comma 2,
  esclusivamente  per  il periodo della pandemia,  dell'emergenza  e,
  quindi,  lo possiamo votare. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 5.7 , la soppressione della lettera  e).
  Il  Governo  immagino  sia contrario. Stiamo votando  l'emendamento
  5.7,  la soppressione della lettera e), quello dello stipendio  del
  CUC.  Il  Governo  è contrario alla soppressione dell'articolo.  E'
  favorevole all'articolo. Lo pongo in votazione.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  E' stata chiesta la votazione per scrutinio  segreto.
  Ma  poi  segreto  perdete sempre, perché lo chiedete  segreto?  Può
  essere che palese vincete.


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 5.7

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 5.7.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  65
   Votanti             53
   Maggioranza         27
   Favorevoli          26
   Contrari            27
   Astenuti            0

                           (Non e' approvato)

   Vedete,  il  voto  segreto porta sfortuna, per un  voto  soltanto.
  Quello  di  prima e quello di ora, uno per zero voti e uno  per  un
  voto. Non ve lo consiglio.
   Pongo  in  votazione l'articolo 5, nel testo  risultante.   Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
          Disposizioni in materia di tributo speciale per il
                    conferimento dei rifiuti solidi

       1.  All'articolo 2 della legge regionale 7  marzo  1997,
     n.   6  e  successive  modificazioni  sono  apportate   le
     seguenti modifiche:

       a)   al   comma  9,  le  parole   disponendo   d'ufficio
     l'effettuazione   dei  rimborsi  eventualmente   spettanti
     nell'ambito  degli  accreditamenti  emessi  ai  sensi  del
     comma  18   sono  sostituite dalle  seguenti:   disponendo
     d'ufficio  l'istruttoria per l'effettuazione da parte  del
     dipartimento   regionale   dell'acqua   e   dei    rifiuti
     dell'Assessorato regionale dell'energia e dei  servizi  di
     pubblica utilità dei rimborsi eventualmente spettanti ;

       b)  al  comma  13, le parole  dispone i  rimborsi   sono
     sostituite  dalle  seguenti:   dispone  l'istruttoria  per
     l'effettuazione  dei  rimborsi da parte  del  dipartimento
     regionale   dell'acqua  e  dei  rifiuti   dell'Assessorato
     regionale   dell'energia  e  dei   servizi   di   pubblica
     utilità ;

       c)  al  comma  16,  le parole  adotta  il  provvedimento
     formale  di  rimborso   sono  sostituite  dalle  seguenti:
      provvede  all'inoltro degli atti relativi al rimborso  al
     dipartimento   regionale   dell'acqua   e   dei    rifiuti
     dell'Assessorato regionale dell'energia e dei  servizi  di
     pubblica utilità per l'effettuazione del rimborso ;

   d) il comma 18 è abrogato».

   Sono  stati  presentati  soltanto  emendamenti  soppressivi.  Sono
  ritirati o meno i soppressivi? Sono tutti ritirati.
   Pongo  in  votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo  7  è  complicato e lo facciamo domani. Intanto,  siamo
  arrivati almeno all'articolo 6. Non siamo a buon punto, ma  abbiamo
  chiarito  una serie di cose. Siamo partiti, dopo aver chiarito  una
  serie  di  cose che era importantissimo chiarire, per cui non  sono
  insoddisfatto rispetto ai lavori d'Aula di oggi.
   La  seduta è sospesa e riprenderà domani, mercoledì 17 marzo 2021,
  alle ore 16.00.

   (La  seduta, sospesa alle ore 20.23 del 16 marzo 2021,  è  ripresa
  alle ore 16.17 del 17 marzo 2021)

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Buongiorno, colleghi. La seduta è sospesa e riprenderà
  alle ore 16.45.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.18, è ripresa alle ore 16.44)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.

   disegno di legge stabilità regionale 2021/2023 (n. 962/A)

   Comunicazione concernente la votazione dell'emendamento 3.20 del
       disegno di legge stabilità regionale 2021/2023 (n. 962/A)

   PRESIDENTE. Comunico che in data odierna è pervenuta nota a  firma
  dell'onorevole Maria Anna Caronia, protocollata al n. 1704-ARS/2021
  del  17 marzo 2021, concernente la votazione dell'emendamento  3.20
  del disegno di legge stabilità regionale 2021/2023 (n. 962/A).
   La nota verrà allegata in copia al verbale della presente seduta.
   L'Assemblea  ne prende atto, perché non risultava il  voto  mentre
  l'onorevole Caronia ha regolarmente votato.
   Copia della stessa verrà allegata al verbale della presente seduta
  d'Aula.

   e 962/A)

   Seguito della discussione unificata dei disegni di legge  Bilancio
  di  previsione  della Regione siciliana per il triennio  2021/2023
  (n. 661/A) e  Legge di stabilità regionale 2021/2023  (n. 962/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la Commissione è  arrivata  e  il
  Governo è quasi al completo, per cui possiamo iniziare.
   Ieri   eravamo  arrivati  all'articolo  6  e  abbiamo  accantonato
  l'articolo 4. Oggi cerchiamo di fare intanto quelli più veloci,  in
  modo che ci liberiamo di una serie di articoli che sono un po'  più
  semplici.
   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
      Interventi finanziari per il sostegno delle piccole e medie
                                imprese

   1. Al fine di garantire l'immediato avvio della misura finanziaria
  per   le   attività  aggiuntive  relative  agli  accordi   di   cui
  all'articolo  5  della  legge regionale  8  maggio  2018,  n.  8  e
  successive   modificazioni,  è  autorizzata,  per  ciascuno   degli
  esercizi finanziari 2021, 2022 e 2023 la spesa annua massima di 500
  migliaia di euro, cui si fa fronte per l'importo di 200 migliaia di
  euro  annui con la Missione 1, Programma 8, capitolo 612002  e  per
  l'importo   di  300  migliaia  di  euro  annui  con   parte   delle
  disponibilità della Missione 1, Programma 11, capitolo 216529.  Con
  decreto dell'Assessore regionale per l'economia sono emanate  entro
  30  giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge  le
  disposizioni applicative relative alla misura.

   2. Il comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 8 maggio 2018,
  n. 8 e successive modificazioni è cosi sostituito:

    1.  Il  Fondo  di  cui al comma 2 dell'articolo  21  della  legge
  regionale 8/2017 limitatamente ad euro 25 milioni quali quota parte
  delle  risorse  provenienti dal  Fondo Jeremie FESR ,  è  conferito
  alla  Banca  europea degli investimenti che ne gestisce le  risorse
  secondo  apposita  convenzione da stipularsi  con  il  dipartimento
  regionale  delle finanze e del credito. Gli oneri di  gestione  del
  Fondo,  stabiliti  dalla predetta convenzione, sono  a  carico  del
  Fondo stesso. ».

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, intervengo sull'articolo  8.  Come
  abbiamo  già  detto  in  sede di discussione  generale,  inizia  la
  finanziaria  del 2021 senza che la finanziaria del 2020  sia  stata
  attuata  per intero. E l'articolo 8 ha tutte le caratteristiche  di
  una  norma che certamente non verrà attuata velocemente; quindi noi
  abbiamo  preoccupazioni evidenti, aggravate dalla  circostanza  che
  tutto sembra tranne una norma che sia in grado di dare ristoro alle
  imprese siciliane.
   Ricordiamo  che  quest'anno il PIL siciliano  ha  perso  8  punti,
  ammontanti a un calo di produzione di circa 7 miliardi di euro. E a
  fronte  di questi cali e mancati introiti la risposta della Regione
  siciliana e del Governo è stata la mancia di 125 milioni  di  euro,
  pari a 2 mila euro a impresa.
   La riteniamo una misura assolutamente inadeguata e cervellotica da
  attuare, Presidente.
   Riteniamo  che  in  questo momento di crisi  servivano  ben  altre
  misure,  ben  altri  ristori,  una  diversa  organizzazione   della
  capacità di spesa, che certamente esula dall'applicazione di questo
  articolo.
   La  verità, Presidente, è che in Sicilia - e questa è una denuncia
  chiara, perché il clima che si respira è questo - il credito non lo
  offrono più le istituzioni, ma le organizzazioni criminali che sono
  pronte a dare credito alle imprese ai tassi che conosciamo.
   Quindi  c'è  un problema vero che certamente questo  articolo  non
  risolve.  Insistiamo,  Presidente, con gli emendamenti  soppressivi
  che abbiamo presentato all'articolo.

   PRESIDENTE.  Era iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  rivolgendomi  all'assessore   al
  bilancio,  al  comma 2 leggo questa utilizzazione  di  parte  delle
  risorse,  di  25 milioni, da parte della BEI. Ora, a  mia  memoria,
  nella norma del 2015 il Fondo Jeremie era di 15 milioni. Adesso, in
  parte 25 milioni sono utilizzati per incrementare questo fondo.
   Volevo  chiederle  due  cose:  quali  sono  le  altre  risorse   e
  soprattutto volevo capire in che cosa si determina questa  apposita
  convenzione, cioè se - al di là del prestito alle piccole  e  medie
  imprese  - nel settore sociale c'è la possibilità di utilizzare  il
  Fondo  Jeremie  per  altri sistemi di imprese, non  so  se  possono
  essere artigiani, se possono essere commercianti, se possono essere
  altri   e   vorremmo  che  fosse  scritto  nella  Convenzione   per
  comprendere meglio di che cosa stiamo parlando.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di intervenire l'onorevole  Dipasquale  a
  meno che l'Assessore non voglia dare una risposta all'onorevole  Di
  Mauro.   Lo  facciamo  dopo,  benissimo.  Ha  facoltà  di   parlare
  l'onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, Presidente della Regione,  Governo,
  colleghi parlamentari, l'articolo 8 non è un articolo semplice, nel
  senso   che   è   un   articolo  complesso  dal  punto   di   vista
  dell'importanza  che ha: aiuto alle piccole e medie  imprese  -  in
  questo momento, in questa fase - della Sicilia.
   Prima  il mio collega, l'onorevole Barbagallo ha fatto riferimento
  al PIL, sono proprio di queste ore le notizie che vedono la Sicilia
  su 245 regioni d'Europa essere la 206  regione per povertà, per PIL
  ai livelli minimi.
   Siamo  veramente diventati - proprio in queste ore è uscito questo
  studio sulle regioni d'Europa - il fanalino di coda d'Europa e dove
  in  Europa non ci sono solamente le regioni e gli stati ricchi  del
  nord,  ma dove ci sono tantissime regioni che pensavamo essere  più
  povere di noi.
   Siamo  veramente diventati il fanalino di coda per quanto riguarda
  occupazione   giovanile,  per  quanto  riguarda   interventi   alle
  famiglie,  lavoro,  PIL, per quanto riguarda  tutta  una  serie  di
  povertà,  esclusione sociale, purtroppo gli elementi che ci  vedono
  gli ultimi.
   Io  avevo  detto  una  cosa all'inizio, signor Presidente,  questa
  finanziaria ovviamente pensare che ci sono le risorse per risolvere
  i   problemi   delle  piccole  e  medie  imprese   significa   dire
  sciocchezze. Io che mi trovo a svolgere un ruolo di minoranza - che
  non potrei dire una cosa del genere, perché direi una sciocchezza -
  però  ho detto una cosa all'inizio, ho detto che noi abbiamo  poche
  risorse  certe,  sono circa 22 milioni di euro, io  avevo  lanciato
  all'inizio  della discussione generale una sfida    e  lo  rifaccio
  oggi nell'articolo 8 che, secondo me, è pertinente.
   Noi  oggi non possiamo risolvere il problema delle piccole e medie
  imprese,  possiamo  dare però un segnale che è quello  che  abbiamo
  pochi soldi e li diamo tutti a voi.
   Se  noi  riuscissimo veramente a fermarci un attimo, a mettere  da
  parte  quelle  che  sono  le  nostre esigenze  di  ogni  provincia,
  comprese  le  mie,  comprese  quelle del  mio  territorio  che  non
  riguardano interventi essenziali, che non riguardano interventi che
  non  possono essere rimandati alle variazioni di bilancio, che  non
  riguardano stipendi, prendiamo tutto quello che è provincialismo  e
  lo  accantoniamo, perché non è giusto dire neanche marchette perché
  non  ce  n'è marchette ci sono esigenze dei territori, ma oggi  non
  sono esigenze veramente prioritarie.
   Allora noi possiamo dare un segnale: togliere tutto quello che non
  è  essenziale  e  destinarlo alle partite  iva  e  destinarlo  alla
  piccola e media impresa.
   Mi  creda Presidente, lo dico per primo, se noi riuscissimo a fare
  una  cosa  del  genere,  io per prima sarei disposto  a  votare  la
  finanziaria.  Glielo dico veramente Presidente, cioè  se  lei  come
  Presidente della Regione, se lei per un attimo si ferma e mette  in
  condizione di dire, caro Parlamento, mettiamo tutto quello che  non
  è  essenziale  da  parte  e prevediamo, mettiamo  in  salvaguardia,
  solamente  stipendi, emergenze fragilità e dopo di che i soldi  che
  ci  sono li utilizziamo tutti e venti milioni, quelli che sono, per
  la  piccola e media impresa, sono disposto e pronto a votare questa
  finanziaria.  Fermo  restando  che  tutto  il  resto  lo   possiamo
  rimandare di qualche mese e riempirlo di contenuti se riusciamo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo articolo che
  riguarda   in   modo  molto  importante  la  Commissione   Attività
  produttive, perché poi dico sostegno alle piccole e medie  imprese,
  sostegno  alle  piccole e medie imprese che  è  un  articolo  molto
  importante e molto pregnante e importante, la Commissione  Attività
  produttive'.
   L'iniziativa è sicuramente importante e interessante nella  misura
  in  cui  riusciamo,  veramente  a intercettare  le  esigenze  della
  piccola e media impresa.
   Da  dove  nasce  il mio dubbio? Nasce quando noi leggiamo  dei  25
  milioni,  quale  quota  parte delle risorse provenienti  dal  Fondo
  Jeremy  Feser  è conferito, scusi assessore Armao è conferito  alla
  Banca  Europea  degli  investimenti, che  ne  gestisce  le  risorse
  secondo  apposita  convenzione da stipularsi  con  il  Dipartimento
  Regione delle finanze e del Credito.
   La  domanda  che  mi faccio è che faccio oggi a Lei,  assessore  è
  questa:   ma  c'è bisogno di conferire questi fondi ad  una  banca,
  anziché  utilizzare  le nostre banche, sia l'Irfis  che  la  Crias?
  Perché  le  dico questo? Perché sarebbe più vicino al rapporto  sul
  territorio,  perché la banca deve poi fare una  convenzione  a  sua
  volta. E la convenzione ha un costo  Le convenzioni hanno un costo.
  Poi  le spese che ricadranno a sua volta sulle aziende che andranno
  ad   aderire   alla  banca  avranno  un  ricalcolo  e   quindi   un
  appesantimento e cosa facciamo?
   Diminuiamo  le cifre a disposizione, mentre noi sia  con  l'Irfis,
  sia con la Crias, potremmo usufruire dei nostri dipendenti e quindi
  alleggerire  il  peso  delle pratiche per  essere  molto  chiari  e
  rispetto  a  questo  percorso se ci sono le  condizioni  Presidente
  Musumeci, andiamo verso questo percorso, perché ci aiuta, perché  è
  più  diretto,  perché  è  vicino al  nostro  territorio  perché  si
  riuscirebbe a intercettare il compendio di tutte le imprese.
   Poi,  rispetto all'invito che fa il mio collega, che oggi vive  la
  sua  posizione politica all'opposizione, io la prenderei anche come
  importante e buona perché se riuscissimo in questo momento politico
  a  rimetterci  tutti a integrarci rispetto a un  percorso  positivo
  importante  per le imprese siciliane dico che però sull'articolo  8
  va fatta una riflessione molto importante, perché oggi, noi abbiamo
  fatto  una  norma qui in quest'Aula Presidente che  era  quello  di
  alleggerire   il  peso  della  burocrazia,  mettiamola   così,   la
  semplificazione.
   Va  bene, intanto è stato un piccolo passo avanti, rispetto ad  un
  percorso  che ci vede già penalizzati sui territori e comunque  non
  aiuta l'impresa, perché l'impresa quando si rivolge alla burocrazia
  a  qualche  difficoltà  e non ultima quella pagata  in  termini  di
  tempo,  quando le imprese nostre, quindi gli artigiani si rivolgono
  alla Crias, non c'è una rapidità nelle risposte ma io preferisco la
  Crias  e  l'Irfis anziché la banca, perché la banca e già distante,
  ragiona  con  una  cultura  bancaria  e  quindi  oggi,  cosa  passa
  nell'opinione  generale, che le banche non  sono  più  vicine  alle
  imprese  come  lo  erano  una volta che le banche  erano  punto  di
  riferimento.
   Il  mio  invito  è  questo: io aspetto che  ci  sia  una  risposta
  positiva  rispetto a questo percorso. Ora, sicuramente  l'Assessore
  Armao mi metterà davanti uno schema legislativo che questa cosa non
  si  può  fare, però la politica serve ad aiutare e sostenere questi
  due  ragionamenti  che altrimenti il nostro  lavoro  ha  un  limite
  enorme che non possiamo accettare.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Poi hanno  chiesto  di  parlare  gli
  onorevoli Marano, Di Caro, Di Paola, Lupo e Damante.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, lei l'articolo  8  l'ha  messo  in
  discussione perché lo ha considerato un intervento semplice. Io per
  la  verità  lo ritengo così semplice che non l'ho capito,  per  una
  ragione:  la questione dei fondi Jeremie trasferiti alla BEI  è  da
  tre anni, da tre anni, che in tre leggi finanziarie diverse, questa
  norma entra ed esce. C'è sempre stato però un problema che la norma
  di  conferimento dei fondi Jeremie alla BEI, ha sempre nascosto  un
  tema  di cui non si è mai data sufficiente chiarezza all'Aula, cioè
  delle  risorse aggiuntive, che non sono i fondi Jeremie per i quali
  nel  comma  1  di  questo articolo si dice: al  fine  di  garantire
  l'immediato avvio della misura finanziaria, stanziamo 500 mila euro
  del bilancio della Regione per attivare i fondi Jeremie.
   La domanda è: ma che cosa è questo al fine di attivare l'immediato
  avvio  della misura finanziaria? Poi scopro, Presidente  mi  segua,
  scopro che lo stesso Governo presenta un emendamento a questo testo
  in cui i 500 mila euro diventano 200 mila euro perché 300 mila euro
  che  si coprivano con la missione 1, programma 11, capitolo 216529,
  lo  stesso Governo presenta un emendamento che lo sopprime;  quindi
  la  norma diventa: al fine di garantire l'avvio immediato di questo
  misura,  come  dire, stanziamo 200 mila euro. Quindi  nell'arco  di
  due,  tre  giorni dalla Commissione all'Aula, l'immediato avvio  ha
  già avuto una decurtazione di 300 mila euro.
   Ma  la domanda, al di là se sono 200, se sono 500, è: questi soldi
  che  cosa  devono  avviare se sono fondi Jeremie  per  i  quali  i,
  diciamo  gli  oneri di gestione del fondo sono a carico  del  fondo
  stesso?  Con tutto il rispetto questa norma sarà semplice per  come
  appare  perché  è breve ma è molto insidiosa anche perché  per  tre
  volte   quest'Aula  ha  respinto  perché  non  è  mai  stata   data
  sufficiente  chiarezza le ragioni per cui dobbiamo mettere  risorse
  della  Regione non per le piccole imprese, qui non stiamo  parlando
  di  piccole  imprese.  Stiamo parlando  di  oneri  che  servono  ad
  attivare  un  fondo, che era già della Regione, già nel  precedente
  FESR.
   Io  qui  non  ci  vedo chiaro e fino a quando non ci  vedo  chiaro
  continuerò  come  ho  fatto  nelle altre precedenti  finanziarie  a
  operare per bocciare questo articolo perché questo articolo con  le
  imprese  non c'entra nulla. E' un articolo che deve dare a qualcuno
  prima 500 e poi 200 mila euro se dovesse tra l'altro essere accolto
  lo stesso emendamento che il Governo propone a modifica della norma
  che ha proposto.
   Quindi   credo  che  sia  necessaria  una  esaudiente  spiegazione
  all'Aula  per  capire di cosa stiamo parlando perché il  titolo  di
  questo  articolo è fuorviante. Questo non è un articolo  gli aiuti'
  è  un  articolo che serve a dare soldi a qualcuno o a qualcosa.  Ci
  dicano per fare cosa.

   PRESIDENTE. L'Onorevole Marano ha rinunciato ad intervenire.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO.  Signor Presidente, ieri in Piazza Indipendenza  abbiamo
  ascoltato  il  grido disperato di tanti operatori che lavorano  nel
  mondo  della  ristorazione. La loro richiesta era semplice  ed  era
  sintetizzata  in  una parola  aiuto . I ristoratori  così  come  le
  tante  categorie  colpite  dalla crisi causata  dalla  pandemia  ci
  chiedono  aiuto. Allora, se la domanda è  aiuto , la risposta  qual
  è?  L'articolo  8  con  il titolo  intervento  finanziario  per  il
  sostegno  delle  piccole e medie imprese ,  ecco,  io  modificherei
   delle  piccole e medie imprese  con la parola  banche   perché  di
  tutto  si  parla in questo articolo tranne che di piccole  e  medie
  imprese. Al comma 1 da cinquecentomila euro passiamo a duecentomila
  euro  per  attivare  un fondo di garanzia, non si  capisce  come  e
  perché.  Al  comma 2 si trasferiscono venticinque milioni  di  euro
  alla  BEI,  ora  voi  immaginate  un operatore  della  ristorazione
  interfacciarsi  con carte, burocrazia e tanti fardelli  alla  Banca
  Europea  Investimenti o alle tante banche, per attivare  che  cosa?
  Ecco perché secondo me, Presidente, questo articolo non è semplice,
  è semplicemente inutile e va soppresso.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA. Signor Presidente, colleghi, Governo, secondo me questo
  articolo  è talmente semplice che non lo vuole nemmeno il  Governo.
  Dico, secondo me, possiamo bocciarlo, sopprimerlo e vi spiego anche
  perché.  In  Commissione  Bilancio  il  Governo,  a  proposito   di
  finanziaria creativa, fantasiosa, come copertura a questo articolo,
  Presidente, aveva messo l'avanzo di amministrazione del 2020 quindi
  questo articolo inizialmente non aveva nemmeno la copertura, perché
  noi   al   momento   l'avanzo  di  amministrazione   non   possiamo
  utilizzarlo, le quote di avanzo di amministrazione. E allora questo
  articolo,  anche  se poi l'Aula, come dire, ad un  certo  punto  lo
  votava   in  maniera  favorevole,  è  molto  probabile  che  veniva
  impugnato  a  Roma,  perché  sappiamo  benissimo  che  l'avanzo  di
  amministrazione  dell'anno precedente non  lo  possiamo  utilizzare
  perché  il  rendiconto prima non era stato approvato  dalla  giunta
  regionale e poi non è nemmeno ancora parificato.
   Dopodiché, Presidente, il Governo mette - e vedo qui - prima delle
  coperture  su  capitoli, uno che riguarda le spese  hardware  e  un
  altro che riguarda le spese di una partecipata, la SCPA, sarebbe il
  capitolo 216529 e quindi il dubbio è  ma noi stiamo togliendo soldi
  a  che  cosa? A stipendi, Presidente, per darli a che cosa, non  si
  capisce, per creare che tipo di fondo?
   Dopodiché il Governo - sto vedendo sempre dal fascicolo - presenta
  un  altro  emendamento da trecentomila euro per togliere  nell'anno
  2020, poi 2021, 2022 trecentomila euro alla SEUS. Dico, Presidente,
  qua si tratta veramente di finanziaria creativa e fantasiosa.
   Io  credo  che  questo articolo, in fin dei conti, non  lo  voglia
  nemmeno il Governo regionale quindi propongo ai colleghi e propongo
  all'Aula  che, se mai ci sono soldi a disposizione, cioè se  questi
  fondi  sono  veramente  a disposizione e li possiamo  togliere  dai
  capitoli  di  bilancio  in questione, quindi  spese  per  il  fondo
  hardware piuttosto che per le partecipate, utilizziamoli per  darli
  ai  siciliani  veramente e non per fare matriosche finanziarie  che
  poi  questi soldi si perdono. Se noi abbiamo cinquecentomila  euro,
  seicentomila  euro, novecentomila euro dal bilancio,  da  soldi  al
  bilancio che possiamo recuperare, utilizziamoli per i bisogni  veri
  dei  siciliani e non per finanza creativa che poi, così come  hanno
  detto anche altri colleghi, non porta a nulla.
   Questo  articolo, anche secondo me, secondo il mio modesto parere,
  Presidente, non riguarda completamente le imprese siciliane.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  volevo
  esplicitare ulteriormente le mie richieste di chiarimenti.
   Si  è  iniziato questo percorso nel 2015, assessore Armao, con  il
  fondo  Jeremie, se ricordo bene, impresa sociale su iniziativa  del
  Movimento  Cinque Stelle che propose questi 15 milioni sotto  forma
  di medio credito, assessore.
   Poi  siamo passati alla legge n. 8, articolo 21, in cui le risorse
  che  venivano recuperate dai fondi comunitari 2007-2013 e 2014-2020
  venivano assegnati al Fondo Jessica e al Fondo Jeremie.
   Relativamente  al  Fondo  Jeremie  sono  assegnati  alle  start-up
  giovanili.
   Mi  chiedo:  quante sono queste risorse che sono state  assegnate,
  dato che c'è il  di cui ; e soprattutto questa nuova convenzione  a
  che cosa è indirizzata.
   Sono  domande,  Presidente Musumeci, specifiche senza  con  questo
  volere capire di che cosa stiamo parlando.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, i  colleghi
  che mi hanno preceduto hanno già avanzato una serie di richieste di
  chiarimento che a questo punto non ripeto.
   Credo anch'io che usare espressioni vaghe, generiche, consentitemi
  anche  ambigue,  come  per  le attività  aggiuntive  relative  agli
  accordi  non  sia  corretto se vogliamo perseguire  davvero  l'idea
  della  trasparenza  reale  delle  norme  che  noi  approviamo   che
  finiscono  in  Gazzetta Ufficiale e che devono essere comprensibili
  non agli addetti ai lavori ma ai comuni cittadini.
   Io  credo  che  questo  articolo  abbia,  invece,  un  margine  di
  ambiguità che è davvero preoccupante.
   Con  riferimento  alla  copertura relativa  al  capitolo  SAS  poi
  rettificata,  lo ha già detto il collega che mi ha preceduto  penso
  che non si possono sottrarre risorse per il pagamento di stipendi o
  per obbligazioni giuridicamente vincolanti.
   Anche con riferimento al capitolo 612002 se non ricordo male  sono
  spese  per  acquisto  di hardware, quindi dovrebbero  essere  anche
  spese  per  investimenti. Io non credo che noi possiamo  utilizzare
  questo  capitolo, invece, per affrontare queste spese  relative  ad
  attività aggiuntive non meglio precisate. Quindi la nostra opinione
  è contraria.

   DAMANTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAMANTE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  altri
  colleghi  sono  già intervenuti sull'argomento.  Io  ho  presentato
  l'emendamento soppressivo proprio per chiarire e avere  spiegazioni
  dal  Governo sull'ammontare, perché abbiamo quantificato 25 milioni
  del  Fondo Jeremie, forse qualche altro collega lo ha già detto,  e
  soprattutto  la  quantificazione degli oneri che andrebbero  poi  a
  carico  del  Fondo  emergenza  Sicilia  che  questo  articolo   già
  contempla  come  già in altre leggi regionali era stato  affrontato
  l'argomento.
   Volevo  sentire l'assessore al riguardo come mai si  è  preferito,
  quant'è  l'ammontare  del Fondo Jeremie e perché  solo  25  milioni
  vengono  dati a questo accordo della  . A fronte di questo articolo
  e quant'è l'ammontare degli oneri finanziari.

   PRESIDENTE.  Se  non  ci  sono  altri  interventi,  do  la  parola
  all'assessore Armao.

   ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, questa norma è
  una  norma  che  integra le disposizioni già  approvate  da  questo
  Parlamento  perché è necessario integrarle con la legge 14  ottobre
  2020, all'articolo 4.
   L'assegnazione è già effettuata. Si tratta di un fondo che  non  è
  gestito dalla BEI - in Commissione abbiamo più volte svolto  queste
  precisazioni ed è giusto che siano patrimonio comune per  fare  una
  scelta in favore delle nostre imprese.
   In che senso? La misura è una misura  Fondo emergenza imprese  che
  la  Banca  Europea degli Investimenti ha varato per fare fronte  al
  dramma  delle  imprese  che non hanno merito  bancario  e  che  non
  riescono ad accedere al credito.
   A  queste  imprese  -  purtroppo - cioè  quelle  prive  di  merito
  bancario  non  resta  altro  che accedere  ai  cosiddetti  ristori,
  sostegni,  chiamiamoli  come  vogliamo,  ma  le  poche,  pochissime
  risorse che fino ad oggi sono state assegnate.
   E  allora  è  evidente che per sostenere imprese  -  ho  avuto  le
  richieste  esplicite  di Confindustria Sicilia  che  ha  applaudito
  pubblicamente,   basta  consultare  internet,  a   questa   misura,
  Confindustria   Sicilia,  perché?  Noi  attraverso  questa   misura
  costituiamo  un fondo da venticinque milioni più venticinque,  cioè
  cinquanta milioni di risorse di provenienza regionale ma di matrice
  europea che si collegano con altri 50 milioni che dà la BEI.
   Onorevole  Ragusa, perché la BEI? Giustamente, lei dice:   ma  c'è
  bisogno di andarsene alla BEI per sostenere le imprese siciliane? .
  La  BEI ha lanciato questo programma e solo noi e la Sardegna siamo
  le   Regioni  che  stanno  utilizzando  questa  misura  in  termini
  pionieristici  rispetto  alle  altre  regioni  italiane  perché   i
  cinquanta milioni di risorse siciliane, più i cinquanta milioni  di
  risorse  BEI   vanno  a  costituire  un  Fondo  che  garantisce  un
  intermediario   bancario  -  Banca  Intesa  -  al  quale   potranno
  rivolgersi  le  nostre  imprese  per  accedere  al  credito   senza
  interessi,  a  vent'anni senza merito bancario perché  la  banca  è
  garantita dal Fondo.
   Quindi  funziona non attraverso una erogazione diretta ma funziona
  come moltiplicatore.
   Se  oggi  noi  queste  risorse le dessimo  alle  imprese  potremmo
  soddisfarne  un  numero  circoscritto senza attivare  un'importante
  moltiplicatore in termini economici che invece si attiva, grazie  a
  questo  fondo  e  alla  massa di credito  agevolatissimo  -  non  è
  agevolato è agevolatissimo - proprio perché chi conosce l'andamento
  non  tanto  dei  tassi che sono bassi ma quello  delle  garanzie  e
  soprattutto quello del merito bancario che è il vero dramma con  le
  nuove  norme  determinate  dalla banca di regolazione  europea  del
  credito che ha ristretto fortemente l'accesso.
   Attraverso  invece  questo  strumento  si  garantirà  un   accesso
  agevolatissimo proprio perché la banca non potrà chiedere il merito
  bancario ma dovrà, proprio perché garantita dal fondo presso BEI  ,
  tra  Sicilia e BEI , potrà garantire una erogazione del credito più
  agevole.
   Per  quanto riguarda l'osservazione circa il conferimento, con  il
  Presidente  della  Commissione  Bilancio'  abbiamo  concordato  una
  riscrittura  del  testo per cui non è conferito ma  è  destinato  -
  quindi più appropriato far riferimento alla destinazione.
   Per  quanto riguarda le esigue somme rispetto alla massa che viene
  mobilitata  fra il fondo e l'erogazione creditizia, queste  risorse
  di  matrice  regionale servono a costituire una riserva  che  possa
  essere  attivata  nel  caso  di spese da  contenzioso  e  spese  di
  funzionamento  del fondo stesso, tenendo presente che  ci  sarà  un
  comitato misto Sicilia-BEI che non ha nessun tipo di gettone e  che
  viene   costituito   solo   con   funzionari   dell'Amministrazione
  regionale.
   Non  ci sono quindi emolumenti, non ci sono prebende, non ci  sono
  gettoni di presenza, non c'è nulla di tutto questo.
   E'  una misura molto importante che abbiamo già approvato e quindi
  questo è un ultimo passaggio per definirne l'attuazione.
   La  convenzione è pronta per essere firmata, le imprese  siciliane
  attendono  - perché lo hanno detto tramite Confindustria Sicilia  -
  questa misura.
   Sono  imprese  piccole e medie, per rispondere  alla  domanda  per
  rispondere  alla  domanda  dell'onorevole  Di  Mauro  anche   micro
  imprese,  quindi  non  c'è una destinazione solo  alle  imprese  di
  maggiore  dimensione, ottocento mila euro è il livello  massimo  di
  prestito  ma possono essere prestiti molto più bassi anche  per  le
  micro   imprese  e  per  le  start-up,  quindi  è  una  misura   di
  agevolazione  finanziaria  molto importante  che  risponde  ad  una
  oggettiva   necessità  che  è  quella  che  hanno  le  imprese   di
  rifinanziarsi  a  lungo  termine, stiamo parlando  di  15-20  anni,
  quindi senza l'oppressione di un rientro immediato.
   Il  Presidente Musumeci è stato promotore della cosiddetta  misura
  straordinaria  di liquidità che abbiamo realizzato  con  Irfis  nei
  giorni  della pandemia in via amministrativa, ma non  si  è  potuto
  prevedere proprio perché i vincoli normativi del fondo Sicilia  non
  lo  consentivano, se non una misura a breve termine, che consentiva
  proprio  di  respirare,  mentre invece questa  è  una  misura  che,
  proprio  per il medio e lungo termine che la caratterizza,  che  dà
  ossigeno  importante alle nostre imprese. E proprio  per  questo  è
  stato  oggetto  di  particolare plauso da  parte  di  Confindustria
  Sicilia.

   CATALFAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATALFAMO.  Signor Presidente, brevissimamente e soltanto  per  un
  ulteriore  chiarimento  assessore Armao rispetto  a  questo  ultimo
  intervento  e rifacendomi anche all'intervento del collega  Ragusa,
  perché  BEI deve garantire Banca Intesa e non può garantire  invece
  Crias o Irfis?

   ARMAO, assessore per l'economia. L'intermediario, nell'accordo, la
  BEI  come  voi  sapete è un'istituzione europea, non  è  una  banca
  privata  ma  una banca dell'Unione europea, quindi stiamo  parlando
  con  l'istituzione finanziaria europea più importante. La BEI,  nel
  lanciare questa operazione, che ripeto, sta facendo con noi  e  con
  la  Sardegna, dovendo metterci dei soldi è la BEI che ha creato  lo
  strumento e ha dettato le regole. E la scelta dell'intermediario la
  fa  la BEI, non la fa la Regione, proprio perché giustamente  è  un
  intermediario  di  livello europeo e sceglie  secondo  regole  che,
  essendo una istituzione europea, essa stessa pone.
   Se noi vogliamo, come abbiamo voluto, aderire a questa iniziativa,
  quello che conta in termini di condizioni o x o y non rileva  tanto
  l'intermediario,  perché l'intermediario  opera  secondo  regole  e
  parametri  fissati  dalla convenzione tra BEI e Regione  siciliana,
  quindi  non  è  più  condizionato alle regole proprio  del  sistema
  bancario  proprio  perché opera in materia  di  finanza  agevolata,
  altrimenti  non si giustificherebbe né il rilievo dei tassi  né  il
  fatto  che  non  si  potrebbe finanziare una impresa  senza  merito
  bancario.
   Come  voi  sapete oggi una banca non è che non lo vuole fare,  non
  sono  qua  a  difendere le banche di cui ho una considerazione  non
  diversa  da  quella della stragrande parte di voi, però è  evidente
  che oggi con le regole europee che sono state poste in qualche modo
  differite  nel tempo una banca non può finanziare un  progetto  che
  non  ha  merito bancario, a meno che, come in questo caso,  non  si
  crei  uno  strumento peculiare e che, ripeto, ha  costituito  Banca
  Europea degli Investimenti per farlo con la regione, quindi  è  una
  misura molto importante, significativa, molto attesa dalle imprese.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Anche per averlo chiaro tutta l'Aula, col conferimento
  di cinquanta milioni ad integrazione dei fondi, cinquanta della BEI
  si   istituisce  un  fondo  di  cento  milioni.  Questo  comma  che
  approviamo sostituisce integralmente il comma due dell'articolo  21
  della  legge  8  2017, per cui 25 milioni sono destinati  a  questo
  sistema  delle grandi imprese e gli altri 75? Grandi piccoli  tutti
  quelli che vuole, gli altri 75 a chi sono destinati?
   E'  una  domanda  legittima  che  le  faccio.  O  è  scritto  male
  l'articolo o io non capisco l'articolo.

   PRESIDENTE.  Assessore, non parliamo tra due. Facciamo  parlare  e
  poi se lei vuole intervenire
   Assessore, se vuole intervenire adesso può intervenire.
   Possiamo andare avanti?
   Ci sono gli interventi degli onorevoli Ragusa, Figuccia e Foti. Se
  l'Assessore vuole intervenire prima. E allora, intervenga adesso.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Essendoci una questione  che  va
  precisata c'è il rischio che poi si ripeta.
   Allora, il fondo non è una struttura di erogazione. Il fondo è una
  struttura di garanzia. L'erogazione la fa la banca. Il fondo  serve
  a  garantire l'erogazione della banca. Cioè non si eroga il credito
  sul  fondo,  come un po' avviene per il fondo Sicilia.  Quindi,  il
  dubbio  dell'onorevole Di Mauro è fondato, perché noi  abbiamo  per
  esempio  istituito il fondo Sicilia e IRFIS ha fatto le  erogazioni
  sul fondo Sicilia.
   Questo è un altro tipo di fondo. Non è un fondo da erogazione,  ma
  è un fondo da garanzia.
   Quindi, il fondo garantisce l'erogazione che fa la banca con  suoi
  fondi, non con fondi pubblici dall'integrazione tra BEI e Regione e
  questo fondo garantisce le eventuali insolvenze o i mancati rientri
  che  si  possono  determinare dall'erogazione  in  questione.  Ecco
  perché  ha  una valenza di moltiplicatore, perché con un  fondo  di
  cento,  non  presti cento, presti molto di più, perché  quel  fondo
  svolge  una  funzione  di  garanzia, non  svolge  una  funzione  di
  erogazione diretta.
   Quindi,  non  dobbiamo andare a guardare  il  fondo  è  integrato,
  quindi   dà  cento  e  garantirà  tutte  le  operazioni  che   farà
  l'intermediario  scelto  da  BEI per  le  erogazioni  a  favore  di
  microimprese di piccole imprese e di medie imprese. Ovviamente, non
  si  finanzia  la  grande impresa ma, al limite,  le  medie  imprese
  siciliane.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Poi, però, cerchiamo di votare perché, onorevole Ragusa, lei già è
  la seconda volta, forse la terza che parla. Se è per un chiarimento
  velocissimo, però.

   RAGUSA. Un chiarimento velocissimo.
   Signor Presidente, io penso che ancora una volta l'assessore Armao
  è stato molto bravo nel delucidare quanto espresso nell'articolo 8.
   La  mia  domanda oggi è questa: preso atto che c'è  l'esigenza  di
  aiutare  le  piccole e medie imprese, come si pone oggi l'assessore
  Armao? Uno.
   Due. Le imprese che non sono con le carte in regola avranno di che
  penare per raggiungere l'obiettivo di una garanzia data dalla banca
  BEI.
   Allora,  io mi permetto di suggerire una cosa in questo momento  a
  quest'Aula:   o   troviamo   una  soluzione   tecnica,   economica,
  finanziaria che aiuta veramente le piccole e medie imprese o  siamo
  davanti  al  solito  articolo  che avrà  difficoltà  a  passare  in
  quest'Aula,  perché io mi pongo un grande senso di  responsabilità,
  Presidente Musumeci.
   L'atmosfera  non è quella giusta. I miei colleghi stanno  mettendo
  in dubbio che questo articolo possa veramente aiutare le piccole  e
  medie imprese.
   Allora,   con   grande  responsabilità  ma   con   grande   onestà
  intellettuale,  le  dico  forse è meglio che  su  questo  argomento
  riflettiamo per evitare problemi. Grazie.

   PRESIDENTE. Io rifletterei, come dice

                           (Brusìo in Aula)

   Stiamo calmi, sto aspettando che finisca questo dialogo

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Allora, la questione  che  pone
  l'onorevole Ragusa è correttissima e condivido la preoccupazione.
   Allora, onorevole Ragusa, premessa...

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  facciamo  parlare  l'Assessore?
  Perché se parliamo tutti non si capisce niente.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Premessa. Il fondo,  quindi,  è
  costituito da 50 più 50 che mette BEI. Se non lo facessimo con  BEI
  ne avremmo solo 50 e,  quindi, si raddoppia la garanzia.
   È  una  misura emergenza imprese, proprio lanciata dalla BEI,  per
  consentire  l'accesso al finanziamento alle imprese che  non  hanno
  merito  bancario. Cioè, è mirata alle imprese che oggi non  possono
  accedere al credito.
   Cioè,  l'Unione  Europea attraverso BEI ha inteso lanciare  questa
  misura  per venire incontro al vero problema del sistema creditizio
  italiano  ed  europeo che è quello che oggi,  in  virtù  di  regole
  elaborate a livello europeo - conoscete Basilea uno, due, tre,  non
  vi  sto ad annoiare con queste cose - le banche non possono erogare
  credito nei confronti di un soggetto che non ha merito bancario.
   E  allora, proprio per affrontare questo problema che è un vincolo
  europeo,  che  come voi sapete risponde all'esigenza  del  bail-in,
  cioè  risponde  all'esigenza  che ha il  sistema  bancario  di  non
  saltare perché dopo i derivati, dopo le vicende dei prime, dei  sub
  prime, della crisi del 2008-2009, le banche rischiavano di andare a
  gambe  all'aria.  E  allora, il sistema  europeo  ha  costruito  un
  meccanismo  di  sicurezza per il sistema bancario.  Ma  creando  un
  sistema  di  sicurezza, ha inibito la relazione  nei  confronti  di
  soggetti che non hanno merito bancario.
   Attraverso questa misura si può finanziare proprio perché  c'è  un
  fondo  da  100  milioni che garantisce l'imprenditore  che  non  ha
  merito  bancario,  perché  nel  frattempo  ha  avuto  ritardi   nei
  pagamenti  delle rate di mutuo, ha avuto problemi con la banca,  ha
  avuto  problemi  sulle erogazioni sul castelletto, sulle  relazioni
  ordinarie.
   Guardate,  io, proprio perché si tratta di una misura  che  ha  il
  plauso del sistema imprenditoriale vi leggo una precisazione che ha
  fatto  Confindustria dicendo:  In questo modo le  aziende  con  una
  forma  di indebitamento sostenibile potranno essere realmente messe
  nelle  condizioni di ripartire. Questa è davvero una norma  che  va
  nella  giusta  direzione  per  agevolare  la  ripresa  del  sistema
  economico messo al tappeto dalla pandemia .
   Quindi, se anche il sistema imprenditoriale la ritiene una  misura
  conveniente,  chi meglio di chi è fruitore di questo  prodotto  può
  giudicare?  Quindi, ascoltatemi, non c'è nessuna misura  che  possa
  appesantire, anzi è volta propria a colpire il vero nodo di  questo
  sistema che è quello per cui oggi se non hai merito bancario sei un
  disperato,  sei  un paria, sei uno destinato a fallire.  E  invece,
  proprio  per  dare  credito  a  chi  non  ha  merito  bancario,  si
  costituisce  questo fondo e si consente l'accesso  al  credito  che
  altrimenti non sarebbe sostenibile.

   PRESIDENTE.  Sono  iscritti  a parlare  gli  onorevoli  Lentini  e
  Catanzaro.  Sì,  Figuccia prima. Onorevole  Lentini,  scusi,  prima
  l'onorevole Figuccia. Scusate, facciamo finire gli interventi e poi
  si conclude. Prego, Assessore.

   ARMAO, assessore per l'economia. Onorevole Figuccia, mi scusi, per
  concludere la coda di un ragionamento.
   Per  quanto riguarda quello che diceva l'onorevole Di Mauro,  sono
  50  milioni  regionali, 25 più 25, più 50 BEI,  ma  non  hanno  una
  distinzione per questo, per quello, perché fanno parte di un  fondo
  di  garanzia, garanzia, solo garanzia. Ma garantirà l'erogazione di
  risorse anche per le start-up anche per le micro imprese.

   PRESIDENTE. Non ripetiamoci perché sennò parliamo due ore.

   ARMAO, assessore per l'economia. Una cosa vorrei dire con riguardo
  all'appello  che  giustamente  muove l'onorevole  Ragusa,  ma  l'ho
  sentito anche in altri interventi, anche l'onorevole Dipasquale che
  poc'anzi  giustamente diceva:  C'è una Sicilia che soffre,  che  ha
  bisogno di risorse finanziarie . Per questo - come sapete -  è  già
  stato  presentato un ordine del giorno, in merito si potrà  operare
  per  quanto riguarda ristori o sostegni che, come voi sapete, vanno
  a compendio di quelli che lo Stato deve erogare nei confronti delle
  imprese delle zone gialle, arancioni o rosse che siano e che quindi
  sono legate attraverso l'Agenzia delle Entrate, la Regione come  ha
  fatto  con le misure varate nella scorsa legge di stabilità  e  che
  sono o già operative o di immediata operatività.
   Il  fondo  da  75  milioni sarà operativo dal 31 marzo,  quindi  a
  giorni.  La  riprogrammazione delle politiche unitarie di  coesione
  per  200  milioni di Euro. Quindi, onorevole Dipasquale,  onorevole
  Ragusa,  voi che vivete in una Provincia produttiva e che,  quindi,
  sta  soffrendo  moltissimo, proprio attraverso le  imprese  i  suoi
  problemi,  anche  la  riprogrammazione  di  200  milioni  di   Euro
  consentirà   di   intervenire  nei  confronti  degli   imprenditori
  disagiati,  ma quelli saranno interventi di ristoro,  di  sostegno,
  non  saranno  interventi di finanziamento che,  invece,  in  questo
  modo, si consente di erogare.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Per semplificare il dibattito, perché ci osservano anche
  al   di  fuori  dell'Aula:  noi  proponiamo  al  Parlamento   -   e
  all'opinione  pubblica che ci ascolta - un articolo. Assessore,  il
  titolo  è   Interventi finanziari per il sostegno delle  piccole  e
  medie  imprese . Dopodiché all'ultimo comma diciamo che 25 milioni,
  quale  quota parte delle risorse provenienti dal Fondo Jeremie,  li
  conferiamo  alla Banca europea. Mi scusi, Presidente, c'è  qualcosa
  che non ho capito.
   In  questo momento io viaggio in un'interlocuzione costante con il
  mondo  delle imprese, come tutti noi parlamentari, e alla  luce  di
  quest'interlocuzione arriva una semplice, costante istanza,  che  è
  quella  di  dare  credito alle imprese. Questo  oggi,  in  Sicilia,
  Presidente,  assessore, passa attraverso l'Irfis, passa  attraverso
  l'Ircac.  Ci  sono migliaia di imprese in questo  momento  che  non
  riescono  ad  accedere al credito, perché vantano l'opportunità  di
  essere   assolutamente   solvibili  e   non   riescono   ad   avere
  un'interlocuzione con quegli enti rispetto ai quali  vengono  poste
  una serie di criticità rispetto alla fatturazione. Gli investimenti
  non  possono essere fatti e io a quelle imprese oggi cosa dico? Noi
  stiamo garantendo un fondo di garanzia, intanto, al netto dei tagli
  fatti alle partecipate, al netto dei tagli fatti agli istituti  che
  fanno  riferimento anche alla Regione siciliana. Noi abbiamo  tolto
  il  5  per  cento a tutti gli enti, lo abbiamo fatto  all'ASCA,  lo
  abbiamo fatto all'Istituto zootecnico che dovremmo rilanciare  come
  attività,  rispetto  al quale Istituto noi abbiamo  tolto  qualcosa
  come  un  milione  di  euro, lo abbiamo fatto così,  senza  neanche
  dargli la possibilità di pagare gli stipendi.
   E  noi  prendiamo 25 milioni di euro e li diamo alla Banca europea
  degli  investimenti   Ma io dico queste risorse  spalmiamole  sugli
  enti  regionali.  Credo che facciamo una cosa gradita  alle  nostre
  strutture, agli enti strumentali e certamente, immediatamente dopo,
  alle imprese.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà. Poi l'onorevole Catanzaro e poi basta interventi, perché è
  da  tre ore che parliamo su questo argomento. Lei aveva chiesto  di
  intervenire onorevole Lo Curto? Lo facciamo dopo.

   LENTINI.  Onorevoli colleghi, ormai sul fatto di stabilire  fondi,
  non  fondi, non ci crede più nessuno. Quindi la cosa più importante
  da  fare  oggi  è  quella  che il Governo, il  Presidente  Musumeci
  organizzi  questo  fondo suo personale con  il  Governo  e  con  il
  Parlamento,  fa  un  tesoretto, che in questo  momento  serve  solo
  questo,  Presidente. Perché non essendoci idee  chiare,  questi  25
  milioni  in questo momento dati così alla BEI   perché secondo  me,
  alla  fine,  è  scritto chiaro:  gli oneri di gestione  del  fondo,
  stabiliti  dalla  predetta convenzione, sono  a  carico  del  fondo
  stesso .
   Voglio  dire  che  dopo un anno di pandemia  le  imprese  che  non
  possono accedere più al credito, perché hanno problemi seri  -  uno
  di  questi è il problema del DURC e quindi ci sono questi  problemi
  seri,  perché in ogni progetto, in ogni cosa che bisogna presentare
  il  primo  documento per l'accesso è il DURC - quindi,  considerato
  questo, bisogna bloccare questa somma e dare la possibilità domani,
  a iniziare dal Governo, e pensare con il Parlamento di lavorare per
  spenderli in modo diverso e dare la possibilità appunto a  loro,  a
  queste  imprese che sono tantissime, sono così tante che 25 milioni
  di  euro gli spetteranno mille euro ad azienda, quindi parliamo  di
  niente.
   Ora, considerato che il Governo nazionale parla di ristori e ormai
  i  DPCM ci stanno riempiendo le tasche con tutti questi danari  che
  devono arrivare, tra questi fanno parte pure loro.
   Non ultimo noi abbiamo pensato, signor Presidente, a un ordine del
  giorno  che va: nei 200 milioni di euro che i Capigruppo con  tutto
  il  Parlamento hanno destinato per i ristori e ad altre  categorie,
  tra quelle categorie ci sono pure questi, quindi le cose sono due o
  questi 25 milioni vengono inserite nel contesto dei 200 e diventano
  225,  dove fanno parte pure questi che non hanno la possibilità  di
  accedere  al  credito e quindi quantomeno aumentiamo  quella  somma
  ancora di più e facciamo un operazione generale.

   PRESIDENTE. Colleghi, il Governo mi ha appena comunicato - per cui
  non  do  la parola ad altri - che ha intenzione di riscriverlo,  in
  modo   che  questo  emendamento  possa  essere  più  chiaro  e   lo
  accantoniamo un attimo.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Foti, se vuole parlare sull'articolo  ma  è
  accantonato, le do la parola quanto lo riprendiamo in carico. Anche
  agli   onorevoli   Catanzaro  e  Grasso,  se  è  sull'articolo   lo
  riprenderemo in carico tra poco, quando lo riprendiamo in carico vi
  do la parola, sennò è inutile che andiamo avanti.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  E'  accantonato, perché lo ritira, ha  detto  che  lo
  riscrive.  Non  so  perché tutti vi state  agitando.  L'articolo  è
  accantonato.
   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
          Snellimento dei controlli delle Ragionerie centrali
  1.  La  Ragioneria  generale della Regione, per  il  tramite  delle
  Ragionerie   centrali,   provvede,   entro   i   termini   previsti
  dall'articolo 8 del decreto legislativo 30 giugno 2011,  n.  123  e
  successive   modificazioni  alla  registrazione  dei  provvedimenti
  assunti sotto la piena responsabilità dell'unità organizzativa  che
  ha  emanato l'atto secondo quanto previsto dalla legge regionale 21
  maggio 2019, n. 7.
  2.  Le Ragionerie centrali effettuano il controllo sulla regolarità
  contabile degli atti, predisposti secondo i sistemi contabili e gli
  schemi di bilancio previsti dal decreto legislativo 23 giugno  2011
  n.  118 e successive modificazioni, nel rispetto delle modalità  di
  cui al comma 2 dell'articolo 6 del d.lgs. 30 giugno 2011, n. 123  e
  successive modificazioni.
  In   caso  di  esito  negativo  del  controllo,  si  procede   alla
  restituzione  dell'atto con le osservazioni che ne  impediscono  la
  registrazione.
  3.  Sulla  base di modalità e di criteri determinati  dalla  Giunta
  regionale,  nonché  della  rilevanza dei  programmi  di  spesa,  la
  Ragioneria  generale  predispone  programmi  annuali  di  controllo
  successivo  a  campione  concernente la legalità  della  spesa.  Le
  risultanze del controllo effettuato dalle Ragionerie centrali  sono
  inviate  ai  centri di responsabilità che hanno emesso  l'atto,  al
  competente organo politico e, nel caso di osservazioni circa la non
  legalità della spesa, all'organo giurisdizionale di controllo».

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, siccome  ho visto, Assessore  Armao,
  che  l'accordo  prevede alcune clausole tra  cui  i  costi  per  la
  traduzione  esterna  dei documenti necessari,   i  costi  derivanti
  dalla  cessazione dell'accordo, i costi relativi all'audit, i costi
  associati e controversie riguardanti strumenti finanziari ed  altri
  costi di volta in volta inclusi tra le spese di comune accordo  tra
  la  BEI  e  la  Regione  siciliana,  io  credo  che  si  tratti  di
  consulenze,  traduzioni e quant'altro, se nella nuova  formulazione
  questi  costi possiamo capire esattamente a quanto ammontano,  come
  si snodano e che cosa succede.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. E' una questione discussa da tempo. Prendiamo atto che
  il  Governo  ha  deciso  di  affrontare  la  questione  con  legge;
  probabilmente,  sarebbe  bastato anche un  diverso  atto  normativo
  nella  scala delle fonti. E' una questione nota, quindi  anche  per
  agevolare  il dibattito d'Aula ritiriamo i soppressivi,  quindi  ci
  troviamo d'accordo.

   PRESIDENTE.  Anche  gli altri ritirano i propri soppressivi?  Così
  andiamo  avanti.  Si  passa  all'emendamento  10.11  dell'onorevole
  Tancredi.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor Presidente, l'emendamento 10.11 è mio, forse  per
  un errore di scrittura è saltata la firma.
   Alla  fine  del comma 1 aggiungo questa frase:  Fermo restando  la
  registrazione ove la Ragioneria centrale ravveda una violazione  di
  norma  invia  apposita nota all'unità organizzativa  emittente  per
  l'eventuale esercizio dell'annullamento in autotutela , perché  nel
  caso  ci dovesse essere anche un errore non soltanto una violazione
  di norma, in autotutela si dovrebbe segnalare ..

   PRESIDENTE.   Però,   onorevole  Palmeri,   l'autotutela   è   già
  disciplinata dalla legge,  per cui non c'è bisogno di un  ulteriore
  norma  di legge perché c'è già. Diciamo che questo non è necessario
  h correttissimo.

   PALMERI.  Nel  caso  in  cui  ci  fosse  un  errore,  gli   stessi
  responsabili potrebbero essere chiamati a rispondere, quindi ..

   PRESIDENTE.  L'autotutela,  il  suo  intervento  è  correttissimo,
  però...

   PALMERI. Se è possibile andare a correggere, a rettificare,  senza
  andare  a  bloccare tutto l'iter, secondo me sarebbe opportuno  per
  andare a intervenire per evitare anche errori successivi.

   PRESIDENTE.  Ripeto, il concetto di autotutela  è  previsto  dalla
  legge,  per  cui  è la legge che già in qualche maniera  da  questa
  garanzia, quindi lo ritiriamo.
   Non ce ne sono altri. Possiamo votare.
   Pongo  in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                                                                  (E'
  approvato)

    L'articolo 11 è accantonato.
    Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                               «Art. 12.
         Norme per lo svolgimento delle procedure concorsuali

    1.   Per  lo  svolgimento  delle  procedure  concorsuali  per  il
  reclutamento   di  personale  non  dirigenziale,  l'amministrazione
  regionale  può  avvalersi  delle  modalità  di  cui  al   comma   6
  dell'articolo  3  della legge 19 giugno 2019, n.  56  e  successive
  modificazioni  e  trovano  applicazione  le  disposizioni  di   cui
  all'articolo 4, comma 3 septies, del decreto legge 31 agosto  2013,
  n. 101 convertito con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2013, n.
  125.

    2.  Le  procedure  concorsuali di cui al comma 1  possono  essere
  svolte  attraverso  l'utilizzo di tecnologia digitale,  secondo  le
  previsioni  di  cui  ai  commi 3, 4, 5, e 7 dell'articolo  247  del
  decreto  legge  19 maggio 2020, n. 34 convertito con  modificazioni
  dalla legge 17 luglio 2020, 77 e successive modificazioni.

    3.  Fino  alla  revisione organica della disciplina regionale  in
  materia,   la  nomina  delle  commissioni  esaminatrici  da   parte
  dell'amministrazione regionale avviene con le modalità  di  cui  al
  comma  9 dell'articolo 247 del decreto legge 19 maggio 2020, n.  34
  convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020,  n.  77  e
  successive modificazioni. Alle predette commissioni si applicano le
  disposizioni di cui ai commi 11 e 14 dell'articolo 3 della legge 19
  giugno 2019, n. 56 e successive modificazioni».

   Comunico  che  sono  stati  presentati gli  emendamenti,  ma  sono
  soppressivi. Sono ritirati? Ritirati. Bene, allora possiamo votare.
   Pongo  in votazione l'articolo 12. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                                                                  (E'
  approvato)

   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                               «Art. 13.
                Stabilizzazione personale ex dipartimento foreste

    1.   Il   personale  già  in  servizio  presso  l'Amministrazione
  regionale - dipartimento regionale dello sviluppo rurale alla  data
  del 28 agosto 2015 a seguito di selezione pubblica con contratto di
  lavoro,   in   possesso  dei  requisiti  richiesti  dal   comma   1
  dell'articolo 20 del decreto legislativo 25 maggio 2017,  n.  75  e
  successive  modificazioni,  è ammesso,  a  seguito  di  istanza  da
  presentare entro il termine perentorio di trenta giorni dalla  data
  di  entrata  in  vigore  della presente legge,  alla  procedura  di
  stabilizzazione  prevista  dalla vigente normativa.  Alla  relativa
  spesa, nel limite massimo di 129.421,44 euro (Missione 1, Programma
  10,  capitolo  190001),  si  provvede con  le  risorse  finanziarie
  disponibili  nell'apposito Fondo costituito presso il  dipartimento
  regionale bilancio e tesoro di cui all'articolo 3, comma 21,  della
  legge regionale 29 dicembre 2016, n. 27 (Missione 20, Programma  3,
  capitolo 215754)».

   Comunico  che  sono  stati  presentati gli  emendamenti,  ma  sono
  soppressivi. Sono ritirati? Ritirati. Bene, allora possiamo votare.
   Pongo  in votazione l'articolo 13. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                                                                  (E'
  approvato)

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

    « Art. 14.
           Recepimento   norme  statali  in  materia   di   incarichi
      dirigenziali

    1.  Nei limiti del 50 per cento delle facoltà assunzionali di cui
  al  comma 3 dell'articolo 4 della legge regionale 6 agosto 2019, n.
  14  e  successive modificazioni, trovano applicazione, ai fini  del
  conferimento   degli  incarichi  dirigenziali  non   generali,   le
  disposizioni  di  cui  al  comma  6 dell'articolo  19  del  decreto
  legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni. Nelle
  more della riforma organica della dirigenza della Regione, i limiti
  percentuali  richiamati  al comma 6 del  predetto  articolo  19  si
  intendono   riferiti  alla  dotazione  organica   della   dirigenza
  determinata  per il 2021 in applicazione del comma 3  dell'articolo
  49  della  legge  regionale  7  maggio  2015,  n.  9  e  successive
  modificazioni».

   Comunico  che  sono  stati  presentati  emendamenti.  Oltre   agli
  emendamenti  soppressivi,  c'è l'emendamento  14.8,  dell'onorevole
  Zito, che lo invito al ritiro.
   L'onorevole  Zito,  c'è  in  Aula?  No,  se  lo  volete   chiamare
  velocemente.  Gli altri sono tutti soppressivi per  cui  se  questo
  viene ritirato.
   Onorevole  Zito, l'invito al ritiro nasce anche dal fatto  che  la
  limitazione non  è prevista dalla normativa statale per cui è già

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, noi siamo  contrari
  all'articolo  14  perché così com'è scritto fa  scattare  circa  90
  assunzioni di dirigenti a tempo indeterminato e quindi non possiamo
  che  esprimere la nostra contrarietà per varie ragioni: primo,  non
  crediamo  che  la  Regione  abbia  bisogno  di  dirigenti  a  tempo
  determinato;   secondo,   non   c'è   copertura   finanziaria    né
  nell'articolo  né nelle tabelle collegate. Terza questione  per  me
  non  secondaria, l'articolo ha subìto una modifica nel corso  della
  discussione  in  Commissione  Bilancio , laddove è stato  approvato
  un  emendamento, da me proposto ma condiviso da molti colleghi, che
  limitava  l'applicazione di questo articolo del  165  al  personale
  interno,  quindi la possibilità di affidare a funzionari direttivi,
  mansioni da dirigente ma non di ricorrere all'esterno.
   A chiusura di seduta è stato approvato, con un emendamento 117, un
  testo  che praticamente azzerava l'emendamento che fu approvato  in
  Commissione   Bilancio , dopo peraltro, un'ampia  discussione,  che
  registrò il consenso quasi univoco della Commissione stessa,  tanto
  che,  ripeto, l'emendamento fu approvato, notoriamente il PD  è  in
  minoranza, in Commissione  Bilancio , grazie al fatto che ci fu  il
  concorso anche di forze molte forze parlamentari di maggioranza.
   Perché    dico   questo   Presidente,   perché   la   formulazione
  dell'articolo che al primo periodo riprende quello che  prevede  il
  comma 6 dell'articolo 19 del Decreto legislativo  30 marzo 2001, n.
  165, questa formulazione è smentita nei fatti dal periodo che segue
  perché  la  norma citata, esattamente il comma 6 dell'articolo  19,
  offre questa possibilità, ovviamente come norma nazionale,  per  il
  10  per  cento  delle  dotazioni organiche dei dirigenti  di  prima
  fascia  e  per l'8 per cento della dotazione organica dei dirigenti
  di seconda fascia.
   Mentre il secondo periodo  nelle more della riforma organica della
  dirigenza  della  Regione , i limiti percentuali  richiamati,  cioè
  quelli di cui prima, il 10 e l'8 per cento, al comma 6 del predetto
  articolo  19  si  intendono riferiti alla dotazione organica  della
  dirigenza  determinata  per il 2021 in  applicazione  del  comma  3
  dell'articolo  49  della  legge 7 maggio 2015  n.  9  e  successive
  modificazioni.
   La  dotazione organica della dirigenza determinata per il  2021  -
  recita  il  Piano di rientro del disavanzo, che lei ieri  ha  fatto
  consegnare  all'Aula, a pagina 33 - è di 900 dirigenti,  quindi  se
  quelle  percentuali assumendo la massima del 10  si  applica  sulla
  dotazione  organica di 900 dirigenti, significa  90  assunzioni  di
  dirigenti.  Io credo che sia contro l'accordo con lo  Stato,  credo
  che la Regione non abbia bisogno di questi 90 dirigenti esterni con
  contratto   a  termine,  non  vedo  la  copertura  finanziaria   né
  nell'articolo né nelle tabelle collegate.
   Io  chiedo  al  Governo di revocarlo questo articolo,  peraltro  è
  anche  contraddittorio rispetto alle affermazioni che il Presidente
  della  Regione  ha  fatto più volte, diciamo usiamo  un  eufemismo,
  invitando i dirigenti ad una maggiore produttiva.
   Ritengo  peraltro,  che  al di là della  fascia  dirigenziale,  la
  dotazione  organica della Regione, in particolare mi  riferisco  ai
  funzionari  direttivi  di  categoria D, possono  rappresentare  una
  risorsa  vera,  laddove  ci  fossero  delle  esigenze  limitate  di
  difficoltà di coprire posizioni anche di ambito dirigenziale  e  di
  questo purtroppo l'articolo non tiene alcun conto. Grazie.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. E allora, prima di  dare  la  parola
  all'onorevole Ciancio, che l'ha chiesto, onorevole Lupo, per quanto
  riguarda  la  copertura, come dire non c'è, per quanto ci  riguarda
  non  c'è  problema nel senso che non è che questa è una  norma  che
  prevede assunzioni, è soltanto una norma che dà la possibilità, nel
  caso  ci siano i soldi, di assumere. E poi se non ci sono,  non  si
  fanno.
   Per quanto riguarda il richiamo alla legge questa del 2001, non  è
   perché  dico  è stata poi modificata e prevede altre  cose.  Però,
  comunque andiamo avanti intanto con l'onorevole Ciancio e  poi  chi
  sono gli interventi? Ragusa,e Figuccia. Grasso e Cracolici.

   CIANCIO.  Grazie  Presidente, Governo,  colleghi,  io  sottoscrivo
  l'intervento  fatto  dal  collega che mi ha  preceduto.  Credo  che
  l'ultima  cosa di cui abbiamo bisogno nella Regione siciliana  sono
  nuovi  dirigenti.  E  mi voglio concentrare esclusivamente,  non  a
  caso,  sulla  fascia dirigenziale non nel comparto non dirigenziale
  perché  i  numeri ci dicono che sicuramente non c'è  una  mancanza,
  appunto,  di queste figure, c'è sicuramente un problema anagrafico,
  un  problema di ricambio generazionale, per carità che va fatto, ma
  non   credo  sia  questo  il  momento  soprattutto  considerato   -
  Presidente  vorrei  che  lei  mi  ascoltasse  perché  questo  è  un
  passaggio  importante - che noi abbiamo in Commissione,  in  questo
  momento,  in  discussione,  la riforma della  dirigenza  regionale,
  quindi  stiamo discutendo anche facendo audizioni e audendo diciamo
  tutti i soggetti coinvolti, stiamo discutendo proprio della riforma
  della dirigenza a livello regionale.
   Io  non credo che si possa parlare di nuove assunzioni, ma lo dirò
  anche  all'articolo  11 quando parliamo dei limiti  assunzionali  e
  delle  nuove  facoltà  assunzionali della Regione.  Non  credo  che
  possiamo parlare di nuove assunzioni quando ancora siamo fermi alla
  riforma  e  non  sappiamo  cosa dobbiamo fare  della  terza  fascia
  dirigenziale.  Questo  non lo diciamo noi, lo  dice  la  Corte  dei
  conti.
   Io  vi  ho recuperato, diciamo, l'ultimo giudizio di parifica  che
  chiaramente  si  riferisce al rendiconto  2018,  non  abbiamo  dati
  aggiornati, però la situazione non è cambiata, sicuramente non  c'è
  stata  la riforma del comparto dirigenziale e loro, dopo un'attenta
  analisi,  dicono  che  conseguentemente  nell'accostarsi   ad   una
  stagione   di   ricambio  generazionale,  anche   per   le   figure
  dirigenziali, non può prioritariamente che darsi attuazione ad  una
  compiuta riforma della dirigenza regionale.
   Ripeto,  non abbiamo bisogno di nuovi dirigenti, in questo momento
  siamo  ad  un  rapporto  tra comparto non dirigenziale  e  comparto
  dirigenziale  di  uno  a dieci, voglio dirvi  che  la  media  delle
  regioni  a  Statuto speciale nel resto d'Italia è uno a tredici  e,
  addirittura, nelle altre Regioni siamo a uno a sedici, questi  sono
  sempre   dati  che  mi  sono  stati  forniti  dal  Dipartimento   e
  dall'assessorato.
   Quindi,  anche  con i numeri che abbiamo adesso, e  anche  con  le
  riduzioni   che   ci  sono  state  negli  anni,   e   non   c'entra
  l'attribuzione  di  competenze  alla  Regione,  perché  non  stiamo
  parlando  di  numeri  assoluti,  ma  stiamo  parlando  proprio  del
  rapporto  tra  dirigenti e comparto non dirigenziale, quindi  anche
  analizzando solo questo dato, siamo al di sopra, molto al di sopra,
  della media nazionale.
   Quindi,  io chiedo lo stralcio di questo articolo perché,  ripeto,
  stiamo analizzando in questo momento un disegno di legge atteso  da
  vent'anni, e che parla proprio di un problema che se non risolviamo
  non possiamo pensare a nuove assunzioni.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ciancio, fosse per  me  io  le  devo  dire
  sinceramente che, considerata l'età media dei dirigenti  regionali,
  io ne vorrei assumere cinquemila non quelli  però è ovvio che tengo
  in  considerazione quello che lei pensa, io devo dire come la penso
  io.
   Però,  prima  di andare avanti vorrei dare la parola all'assessore
  Zambuto  che così chiarisce un attimo il senso dell'articolo  prima
  che ci siano altre confusioni. Prego assessore Zambuto.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Grazie Presidente. Onorevoli deputati, la norma in questione io  la
  definirei di carattere ordinamentale, sostanzialmente noi diamo  la
  possibilità  alla  macchina regionale di utilizzare  quello  stesso
  strumento  che negli enti locali viene definito con l'articolo,  il
  famoso  articolo  110, con il 110 quindi noi  e infatti  la  norma,
  diciamo, che prevede questo cioè prevede che nel caso di necessità,
  nel caso in cui i dipartimenti, e sappiamo che ci sono tanti vuoti,
  in  momenti particolari possono utilizzare, possono prendere, ecco,
  professionalità dall'esterno. Diciamo che il senso  della  norma  è
  questo, anche con riferimento appunto alle obiezioni, assolutamente
  legittime che sono venute da parte dei deputati, la definirei anche
  di  carattere ordinamentale per il fatto che è prevista l'eventuale
  assunzione   sempre  a  titolo,  diciamo,  determinato,   a   tempo
  determinato,  nei  limiti chiaramente assunzionali  previsti  dalle
  norme di carattere generale quando, diciamo, che riguardano appunto
  tutta la materia del personale. Grazie.

   PRESIDENTE.  E  allora,  prima  di dare  la  parola  all'onorevole
  Ragusa   ci  sono Ragusa, Figuccia, Grasso, Dipasquale  e  Sunseri,
  Lentini  che  me lo sta dicendo ora  Cracolici pure, poi  la  Foti,
  tutti  li  iscriviamo.  Vorrei permettermi  mi  permetta  onorevole
  Ragusa,  prima di darle la parola, di leggere, perché io credo  che
  il  ruolo del Presidente dell'Assemblea sia anche questo, è  quello
  di mettere al corrente delle cose che conosce.
   Vi leggo la relazione della Corte dei Conti, quella che c'è stata,
  l'ultima  che è stata fatta per quanto riguarda la parifica  nostra
  che   dice    sotto  il  profilo  delle  politiche   pubbliche   di
  reclutamento, la sezione delle autonomie nell'ultimo referto  sulla
  spesa  per il personale agli enti territoriali ha evidenziato  come
  sia  stato  avviato  a livello nazionale un percorso  a  cominciare
  dall'allentamento  dei vincoli assunzionali, in  toto  all'articolo
  22   ecc.  ecc.   senza abbandonare la direzione  del  contenimento
  della spesa  d'altro canto la Corte dei Conti non potrebbe scrivere
  diversamente,   ha  ampliato l'autonomia  degli  enti  territoriali
  nell'individuazione   degli   ambiti  prioritari   d'intervento   e
  nell'accelerazione,  nella  capacità  di  reclutamento   intesa   a
  favorire il ricambio generazionale .
   Io  vorrei  ricordare  a  tutti, come ho spesso  discusso  con  il
  Presidente che ne è più a conoscenza, che l'età media della Regione
  è 60 anni. L'età media.
   Se  noi non reclutiamo dei giovani, siamo destinati al fallimento,
  non c'è niente da fare.
   Quando poi ci lamentiamo perché non funziona il click-day,  ma  il
  programma nuovo che è arrivato per farlo funzionare, ma chi lo deve
  fare funzionare, se l'età media è 60 anni?
   Io  prego veramente, non sto prendendo, perché non mi spetta  fare
  le  parti  del  Governo,  ma sto cercando  di  dare  un  minimo  di
  ragionevolezza a quello che si fa.
   La  Regione siciliana non è più in condizione di fare nulla perché
  non ha dirigenti. Ce li ha di 60 anni come media. Come media.
   Non  cerchiamo, veramente lo dico, non cerchiamo dei cavilli o  il
  pelo nell'uovo, favoriamolo questo cambio generazionale, se no  non
  ci muoveremo più.
   Io  vi chiedo scusa per questo mio intervento che non mi è dovuto,
  ma che credo fosse necessario.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in  linea   di
  principio è quello che tutti cerchiamo, o che vorremmo fare, perché
  è chiaro che l'età media aumenta, moltissimi dipendenti sono andati
  in quiescenza, oggi c'è bisogna di una linfa nuova.
   Presidente  Musumeci,  mi  sarebbe  piaciuto  leggere  in   questo
  articolo,  per esempio, che assumiamo anche a tempo determinato  un
  pool di tecnici che si mettono a progettare, perché i progetti oggi
  servono esecutivi per aderire al recovery fund.
   Mi  sarebbe  piaciuto, per esempio, leggere che oggi  nel  demanio
  marittimo  c'è  una  carenza  di  personale,  che  la  gente  è  in
  sofferenza  perché non riesce ad avere le pratiche in  tempo  utile
  per la stagione che viene.
   Io  capisco che questo forse per norma non si può fare, in qualche
  modo  però  dall'intervento dei vari assessori,  e  in  particolare
  quello  di Zambuto, io penso che come me, la platea, ha bisogno  di
  capire, per non riempire i soliti uffici di gente che magari non sa
  come impegnare il suo tempo. Oggi è cosa rara.
   Io  devo  dirle  che  ho  grande  rispetto  e  ammirazione  per  i
  dipendenti  regionali tutti, dico tutti, perché  oggi  fanno  tutti
  quello che possono fare rispetto alle proprie possibilità.
   Così come mi piacerebbe pensare che qualche assessore dicesse  che
  domani   mattina  l'assessorato  alla  formazione  si   impegnasse,
  attraverso  fondi pubblici, per formare e portare avanti  anche  il
  dipendente pubblico, perché oggi c'è bisogno proprio di questo.
   C'è?  Bene. Se c'è io sono contento di questo perché noi in questa
  Aula ci vogliamo proporre come soggetto che vuole portare avanti la
  nostra   Terra   in   modo  intelligente,   serio,   competente   e
  professionale, perché oggi il cittadino lamenta proprio questo: che
  non  ha le risposte giuste proprio rispetto a questo percorso della
  pubblica amministrazione.
   Ma non è colpa del dipendente pubblico. E' colpa del fatto che noi
  oggi  non  siamo al passo con i tempi e la politica deve  avere  un
  ruolo importante su queste cose perché noi abbiamo il dovere morale
  di  formare,  di aiutare e sostenere il dipendente che  poi  a  sua
  volta ribalta questo interesse nei confronti dei cittadini.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  io  in
  realtà  riconosco al Governo il merito, ad esempio, in  termini  di
  riforma  che  guarda  al  personale di  avere  istituito  l'Ufficio
  speciale.
   I  meriti di aver guardato alle carenze all'interno della Pubblica
  amministrazione  regionale  per trovare  assolutamente  margini  di
  miglioramento.
   I  meriti  di  aver  guardato  oltre  la  barricata,  cercando  di
  individuare  quali potessero essere effettivamente gli investimenti
  necessari  capaci di tracciare una linea di confine tra il  merito,
  tra il dipendente che lavora, che funziona ad obiettivi, e chi come
  talvolta è stato necessario anche evidenziare, invece, quei  meriti
  probabilmente non li aveva inseguiti sempre durante il corso  della
  sua vita professionale.
   Il  tema  però  di questo articolo 14, è un tema -  sono  contento
  possa ascoltare anche il Presidente della Regione - è ricorrente in
  queste fasi della finanziaria.
   Quello  che  rappresenta l'onorevole Lupo è una  cosa  che  stiamo
  incominciando a constatare più volte, cioè che gli emendamenti sono
  stati  portati nella Commissione in un certo modo, e poi sono stati
  assolutamente modificati.
   Questo  spesso  riguarda  il merito, questo  spesso  riguarda  gli
  stanziamenti riferiti ai singoli enti e, se ovviamente questa è  la
  procedura con la quale noi continuiamo ad andare avanti, è  chiaro,
  Presidente, che noi troveremo ostacolo ad ogni articolo.
   Tutti  quanti siamo per l'esigenza dell'allentamento  dei  vincoli
  assunzionali,  tutti  quanti siamo per il  ricambio  generazionale,
  tutti  quanti siamo per individuare in quella prospettiva che premi
  il  merito  e  che ben venga la possibilità di rinnovare  anche  la
  presenza  dei dipendenti all'interno della Pubblica amministrazione
  attraverso degli articoli che hanno questa finalità però quando poi
  ci  si  ritrova  con  un testo che parte in  un  modo  e  che  poi,
  talvolta,  senza che neanche l'Aula ne sia a conoscenza chiaramente
  vengono i nodi al pettine.
   Anche  qui,  Presidente,  è  chiaro che  quanto  diceva  prima  il
  Presidente  Micciché appare quanto meno pleonastico,  dice  che  la
  copertura finanziaria c'è - lui ha detto - c'è perché noi non è che
  li  stiamo assumendo, stiamo prevedendo la possibilità di assumerli
  qualora ci fossero i soldi.
   O li assumiamo perché abbiamo i soldi o non prevediamo un articolo
  che di fatto lascia intravedere una prospettiva che non c'è.
   Presidente, anche qui devo dire che purtroppo ci sia  un  poco  di
  confusione  nel  modo in cui l'articolo arriva in Aula  rispetto  a
  come era partito.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, Presidente della Regione, colleghi,  ci
  sono  due aspetti, uno legislativo-giuridico e un aspetto politico.
  Dobbiamo  capire se questa norma il Parlamento, dal punto di  vista
  politico,  è  una  scelta,  la  vuole  approvare  o  non  la  vuole
  approvare.  Se  non la vuole approvare si stralcia.  Dobbiamo  però
  riportare,   leggere  e  contestualizzare  quello  che   l'articolo
  specifica.
   Intanto,  si  tratta dell'applicazione dell'articolo  del  decreto
  legislativo  165  ed  è l'articolo 19, comma 6  previsto  in  tutta
  Italia. Abbiamo ragazzi siciliani che oggi lavorano con contratto a
  tempo  determinato  come dirigenti esterni in Lombardia.  Che  cosa
  prevede  la  norma? Non prevede assunzioni di 90  persone,  non  ci
  vogliono risorse aggiuntive.
   Quando  si  parla  del  limite  del 50  per  cento  delle  facoltà
  assunzionali  di  cui  al comma 3, le facoltà assunzionali  non  le
  inventa nessuno, le facoltà assunzionali discendono dalla norma.
   Nel  caso  di specie - nei limiti delle risorse assunzionali  -  è
  stato  quantificato nel piano del fabbisogno 2019-2022 mandato  con
  delibera di giunta, inviato alla Corte dei conti, è il risparmio  e
  quindi  le  risorse  assunzionali dato dai  pensionamenti  ordinari
  perché  noi sappiamo che il blocco delle assunzioni del 2015  aveva
  previsto  - e il prepensionamento - il divieto di cumulare  risorse
  assunzionali.   Quindi,  risorse  assunzionali  con   pensionamenti
  ordinari.
   Il piano di fabbisogni prevede esattamente il risparmio di 400.000
  euro.  Questa  norma,  quindi, che è norma  ordinamentale,  qualora
  venisse applicata non può fare altro che prevedere un'assunzione di
  due persone.
   Vi dico un'altra cosa. Il comma 6 della dotazione organica prevede
  il cumulo delle risorse, si deve quindi anche integrare con questa.
  Significa che il 50 per cento lo utilizziamo con il comma 6,  e  il
  50  per  cento di un calcolo che è prettamente matematico, che  non
  può,  e questa è una regola, qua non c'è da discutere, quello  è  e
  questo risulta.
   Quindi,  se poi ci vogliamo arrampicare sugli specchi, perché  non
  si  vuole  fare,  o  perché si torna a dire  che  la  Regione  deve
  avvalersi  di non so quanti dirigenti che prenderanno il  posto  di
  non so quanti funzionari, allora stabiliamo che possono partecipare
  sia  gli  esterni  che  i  funzionari che hanno  avuto,  che  hanno
  espletato   cinque   anni   di  incarichi  dirigenziali,   mansioni
  superiori,  quindi  questa norma non è solo  rivolta  al  personale
  esterno,  ma anche eventualmente al personale interno che  abbia  i
  requisiti.
   Non si chiama una persona e si dice: senti domani mattina vieni  a
  lavorare  in  Regione, ma si fa un atto di interpello,  si  fa  una
  selezione e i curricula devono essere validati e motivati, e questo
  è un compito che fa il dipartimento ed è un atto gestionale. Questo
  è  quello che mi premeva sottolineare, perché è una norma  di  buon
  senso,  ed è una norma che in tutta Italia, fino a Reggio Calabria,
  si  applica, e non capisco perché in un momento in cui  la  Regione
  deve  lavorare e applicare tutte le norme o le risorse del Recovery
  Fund, perché non può avere un grande manager che in un dipartimento
  strategico possa fare volare questa Terra.
   Questa  è  la  mia  visione, ma ripeto è una questione  di  natura
  politica,  se  non  si vuole fare perché il calcolo  è  matematico,
  quelle  sono le risorse assunzionali, quelli sono i numeri per  cui
  si può procedere.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione, Assessori, io conosco bene questo ambiente perché dopo  41
  anni figuriamoci se non lo conosco, ci sono delle grandi verità nel
  senso  che  da  circa  trenta'anni non ci  sono  né  assunzioni  né
  passaggi di qualifica.
   Noi   abbiamo   la   possibilità   oggi,   ci   sono   all'interno
  dell'amministrazione regionale dei funzionari direttivi - e  questo
  non  sono  io,  a scanso di equivoci - che hanno capacità,  intanto
  grazie  a  queste  persone  che hanno la buona  volontà  di  andare
  avanti, e portare avanti i progetti del Governo e l'aiuto immediato
  agli Assessori.
   Io ho presentato un emendamento, ha ragione l'onorevole Grasso, il
  decreto  Madia 75 del 2017, dove prevede che il 30 per cento  venga
  riservato agli interni. E ha ragione lei, perché per come si stanno
  combinando le cose, più di due dipendenti non possono passare.
   Se  noi  già  dal  2015 al 2020 se ne sono andati  dalla  pubblica
  amministrazione circa 4000 dipendenti, in questi articoli che avete
  organizzato ci sono dei tagli alle piante organiche e per un  certo
  verso  va  bene,  perché  la  digitalizzazione,  il  problema   del
  cartaceo,  il  lavoro  agile, e quant'altro, ridimensiona  di  gran
  lunga queste categorie, però è assurdo tagliare il 70 per cento dei
  dirigenti,  il  60  per  cento dei funzionari,  il  100  per  cento
  addirittura delle categorie A e B.
   Noi  dobbiamo  fare un'operazione. Questa è una Regione  autonoma,
  Presidente  e lei è il Governatore, e lei risponderà  da  qua  a  5
  anni, dirà all'indomani in campagna elettorale tutto il suo operato
  e  tutto  quello che ha fatto. Fra questi ci sono pure i dipendenti
  regionali.  Se  noi  non diamo la possibilità a queste  persone  di
  avere  quanto meno un occhio di riguardo, perché queste persone  ci
  aiutano,  non è che vogliono fare il passaggio tout court, vogliono
  fare  un passaggio mettendosi in discussione anche all'esterno  con
  bandi  pubblici,  ma  con  una riserva del 30%.  Perché,  carissimo
  Presidente, e lei sa quanto la stimo, veda che a livello  nazionale
  non esiste un concorso. Uno
   Un  concorso,  sia nelle pubbliche amministrazioni,  in  qualsiasi
  posto.  Ma anche nelle guardie e quant'altro, dove c'è una  riserva
  abbastanza  grossa,  abbastanza importante, per  tutti  coloro  che
  hanno  svolto  servizio  nella pubblica amministrazione,  nel  caso
  della  pubblica  amministrazione, o ad esempio  nell'esercito,  nei
  carabinieri, nella guardia di finanza e quant'altro.
   Quindi,  noi non possiamo firmare un accordo con questi signori  e
  dare  veramente,  abbassarci le braghe, mettendo in  difficoltà  la
  pubblica  amministrazione regionale. Perché i migliori se  ne  sono
  andati.
   Ancora  ci  sono pochissime persone che sono nelle  condizioni  di
  potere  progettare.  Se noi a queste persone  li  mandiamo  a  quel
  paese,  questi, non solo non faranno più nulla, perché  ormai  dice
  bene  il  presidente Micciché, ormai hanno un età, bene o  male  da
  cinquantacinque  in  poi, quindi questi staranno  a  bivaccare  per
  altri  cinque  anni,  se ne vanno in pensione,  e  i  problemi  non
  saranno  solo  negli  enti locali che non possono  progettare,  non
  possono  portare  progetti  avanti con i  cofinanziamenti,  neanche
  hanno  i soldi, ma non possono fare un progetto e presentarlo  alla
  Comunità Europea. Non saranno solo loro, saremo pure noi.
   Quindi,  se  noi oggi mettiamo un punto e veramente ci mettiamo  a
  lavorare  e  fare  capire  anche  a  questi  signori  che  non  c'è
  l'interesse personale, ma ci sono interessi della cittadinanza, dei
  siciliani,  che  abbiamo  bisogno di progettare  e  attingere  alle
  risorse  europee, perché anche noi abbiamo motivo di intercedere  a
  quelle risorse.
   Perché  noi  all'obiettivo uno, perché siamo stati considerati  le
  Regioni quelle più basse, le Regioni quelle molto più bisognose,  e
  cose varie, non voglio dire altro, oggi abbiamo la possibilità  con
  un Governo che lei rappresenta, di dare una risposta.
   Queste  persone fanno parte di un progetto politico, non  solo  di
  centrodestra  oggi,  domani  di  centrosinistra,  ma  il   progetto
  principale  è  per  i  siciliani. Si  metteranno  d'accordo  per  i
  siciliani. Grazie.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, Presidente della Regione, onorevoli
  colleghi, io penso che questo sia un argomento serissimo affrontato
  con un mare di superficialità da tutti.
   Il  Presidente dell'Assemblea ha detto una cosa che io  condivido.
  Scusate, Signor Presidente, mi devo sostituire a lei.

   PRESIDENTE. Assolutamente, per noi è un privilegio ascoltarla.

   DIPASQUALE. Grazie.
   Ha  detto  che la macchina amministrativa è appesantita,  ci  sono
  tante  persone che hanno  la maggior parte dei dirigenti hanno  una
  certa  età,  e  quindi bisogna svecchiarla. Non ci  sono  dubbi  su
  questo.
   Io  per  esempio lo condivido. Ma io, a proposito della dirigenza,
  mi  ero  permesso, forse sono stato uno dei primi a  presentare  un
  disegno di legge, proprio per rinnovare la dirigenza, e penso anche
  che serviva una riforma di tutto il pubblico impiego della macchina
  regionale.
   Lo  so,  sono  passati quattro anni però Presidente.  Non  abbiamo
  fatto   né   quello  della  dirigenza,  né  quello  della  macchina
  amministrativa regionale tutta. Ma poco importa Presidente.
   No,  la prego Presidente se mi può seguire, perché non voglio fare
  polemica, non mi serve. Il concetto è un altro.
   Il   Presidente  Micciché  ha  detto  una  cosa  giusta:  dobbiamo
  svecchiare.
   Ma caro ex Assessore per gli enti locali, e cari colleghi che sono
  intervenuti per difendere questo articolo 14 come la soluzione allo
  svecchiamento,  guardate che è aberrante quello  che  dite.  Perché
  l'articolo  19, quello che l'assessore ha chiamato il 110  per  gli
  enti  locali  è una cosa diversa. Costituzionalmente l'articolo  51
  della  Costituzione individua solo un meccanismo per  rinnovare  la
  Pubblica Amministrazione, e sono i concorsi pubblici Presidente, il
  resto sono deroghe. Il resto sono deroghe. Cioè, quindi, non si può
  dire  oggi  siamo  qui  per  svecchiare, per  rinnovare  attraverso
  l'applicazione dell'articolo 19. E' veramente aberrante, l'articolo
  19 io la considero una pezza, volgarmente detto, una pezza.
   Alla  mancanza di una riforma per la dirigenza, alla  mancanza  di
  una   riforma  per  il  pubblico  impiego,  e  prevediamo  noi   di
  individuare  attraverso  il  110, che è  una  assunzione  assessore
  Zambuto,  attenzione, è una assunzione a tutti gli effetti,  non  è
  vero  che  non  è  una  assunzione. E' una assunzione  il  110,  lo
  chiamiamo  noi  per  i  Comuni,  ma  è  una  assunzione   a   tempo
  determinato. Quindi noi ancora continuiamo ad utilizzare deroghe, a
  non  fare  concorsi  pubblici,  che sono  cosa  diversa,  onorevole
  Lentini, rispetto al bando all'articolo 19.
   Io  non  mi  sconvolgo che si utilizzi il meccanismo dell'articolo
  19,  110  per  gli enti locali che ha utilizzato lei da  Presidente
  della  Provincia  ed io da sindaco. Lo abbiamo  fatto,  sono  state
  utili,  ma per piccole soluzioni. La riforma non si fa con il  110,
  mi  scusi che faccio riferimento agli enti locali, ma si fa con una
  riforma  strutturale. Allora, lo volete portare avanti? Secondo  me
  dobbiamo  fare in modo che questi dirigenti, che devono  venire  da
  parte  dell'interno  e dell'esterno, devono essere  davvero  pochi.
  Devono  essere  veramente pochissimi, perché così  la  norma  com'è
  scritta   no.  La  norma  com'è  scritta  invece  a   me   non   mi
  tranquillizza.
   Così come ha detto l'onorevole Ciancio, che in Commissione abbiamo
  già  le  norme,  stiamo discutendo sulle riforme,  poi  discuteremo
  sulla  riforma  complessiva che finalmente  attraverso  i  concorsi
  pubblici, così come vuole la Costituzione all'articolo 51,  metterà
  in   condizione  la  macchina  di  svecchiarsi.  Sono   scorciatoie
  veramente non di una classe politica di alto livello che deve avere
  questo  Governo  e  questo  Parlamento. Cerchiamo  di  recuperarla,
  consideriamolo quello che è una pezza questo articolo 14,  dopo  di
  che dobbiamo lavorare su altro.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Se non  c'è
  nessun altro che chiede di intervenire chiuderei. Ditelo però,  sì,
  Cracolici l'avevamo già scritto, è scritto sempre, non solo lei del
  suo  Gruppo  siete  in  due  iscritti. Allora  scusate  un  attimo:
  onorevole  Foti,  onorevole  Parlmeri.  Zito  l'ho  scritto  sì,  e
  l'onorevole  Tancredi.  Le iscrizioni sono chiuse.  Lo  Giudice  lo
  avevo già scritto. Le iscrizioni a parlare sono chiuse. Grazie.

   SUNSERI.   Grazie   Presidente,  Presidente  onorevole   Musumeci,
  onorevoli   colleghi.  Guardi  Presidente,  lei   60   giorni   fa,
  all'incirca  a inizio gennaio, ha firmato un accordo con  lo  Stato
  dove riporto puntualmente, è partito da una delibera di Giunta sua,
  occorre  prevedere  una  riduzione  del  numero  complessivo  delle
  posizioni dirigenziali di ogni livello.
   Premesso che la riforma organica del comparto dirigenziale è ferma
  in  I  Commissione da tre mesi, ed è ferma in I Commissione  perché
  mancano  le  riscritture  del Governo, che  devono  essere  portate
  all'attenzione dei commissari della I Commissione, a noi, guardando
  questa norma, la prima cosa che ci viene in mente, è quella di  una
  norma assolutamente incostituzionale, Presidente. Questa norma  tra
  60   giorni  verrà  sicuramente  impugnata.  Questa  norma  prevede
  l'assunzione  di  dirigenti tramite, non un  concorso  pubblico  e,
  soprattutto, a tempo determinato.
   La  Corte  Costituzionale  più volte  sul  merito  è  intervenuta,
  dicendo  che le deroghe legislative a un percorso del genere,  come
  quello  individuato  dal  Governo con  l'articolo  14,  si  possono
  effettuare  solo in casi di gravi interessi pubblici. E  a  me  non
  pare che questo sia il caso della previsione di questo articolo  di
  legge.
   Quindi,  Presidente, ormai l'appello non lo faccio più neanche  al
  Governo,  è  al  Presidente dell'Assemblea: gli  Uffici  dovrebbero
  valutare   questo   articolo   come   un   articolo   assolutamente
  incostituzionale, che verrà impugnato certamente nei  prossimi  due
  mesi.  Perché, uno, viene meno all'Accordo Stato-Regione  -  questo
  non  viola  certamente la Costituzione, ma è un  accordo  di  leale
  collaborazione  tra lo Stato e la Regione - ma, due,  viola  quello
  che  dovrebbe essere previsto da una riforma organica del  comparto
  dirigenziale  e  che  noi, invece, attraverso una  norma,  proviamo
  semplicemente  a  eludere,  prevedendo  delle  assunzioni  a  tempo
  determinato   di   dirigenti  senza  un  concorso  pubblico.   Cosa
  assolutamente vietata dal nostro ordinamento. Grazie.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, che vi sia  un'emergenza   Regione
  siciliana   che riguarda il personale, tutto, sia il personale  non
  direttivo,  sia  il  personale direttivo,  cioè  sia  i  funzionari
  direttivi  che quelli dirigenziali, questa è cosa nota. Tant'è  che
  qualche  anno  fa, anche in quest'Aula, tentammo di  approvare  una
  norma  che  consentiva  di  fare almeno  cento  assunzioni  l'anno,
  riferite a personale laureato in giurisprudenza. Oggi abbiamo letto
  una nota di Repubblica, che ci informava quanti sono i laureati  in
  legge e in economia che ci sono alla Regione siciliana.
   Quindi che l'emergenza è un'emergenza clamorosa, e che fra qualche
  anno  non  avremo per davvero più persone che potranno scrivere  un
  decreto, o registrare un decreto anche sulla contabilità -  abbiamo
  visto  i problemi che abbiamo sulla capacità di rendicontare  spese
  europee, i problemi dei residui, eccetera
   Ma  il  tema,  purtroppo,  non è questo. Lo  dico,  perché  questa
  finanziaria   rischia  di  presentarsi  come  un   grande   ingorgo
  istituzionale.  Da  un lato abbiamo firmato un  accordo.  Giusto  o
  sbagliato,  ma  lo  ha  firmato il Governo e  lo  ha  recepito  con
  l'articolo 1 della legge finanziaria. Dall'altro lato, facciamo non
  solo  questa,  ma  tutta un'altra serie di norme che  contraddicono
  l'accordo che è stato sottoscritto.
   Ma  cosa  volete che vi dirà lo Stato nel momento in cui esaminerà
  questa  finanziaria? Che cosa potrà dire se non che è in difformità
  con  l'accordo che abbiamo firmato il 14 gennaio del 2021? Pensiamo
  che  ci  farà  gli applausi? Pensiamo che ci aiuterà? Renderà  poco
  credibile   questa  Regione  e  la  sua  classe  politica.   Perché
  nell'accordo  che abbiamo firmato - che è un accordo  capestro  per
  quanto riguarda il personale, ma lo ha firmato il Governo - abbiamo
  stabilito  che non si faranno assunzioni per i prossimi  tre  anni.
  Guardate che è una norma che è fortemente limitativa, però - ripeto
  -  è una norma che in qualche modo ha fatto venire in luce anche le
  ragioni per cui non si fanno assunzioni per i prossimi tre anni.
   Primo: perché abbiamo ritenuto risorse assunzionali i fondi che si
  liberavano  a  seguito del pensionamento del  personale;  è  dovuto
  essere  lo  Stato a ricordarci che il personale di  cui  al  famoso
   contratto  uno  non libera risorse economiche finanziarie  per  la
  Regione,  perché la Regione prima li paga come stipendi  e  poi  li
  paga  come  pensioni. Quindi ai fini del risparmio,  dal  punto  di
  vista  del bilancio della Regione, non c'è nessun risparmio. Quindi
  non si può chiamare risparmio una cosa che non è risparmio.
   Questa norma, tra l'altro - e concludo - ha un'ambizione: ad oggi,
  tra  mille  difficoltà,  problemi con  Corte  dei  conti,  processi
  attivati,  la Regione ha potuto esercitare il diritto di  avvalersi
  di personale esterno per i dirigenti generali, credo che l'ultimo è
  che il Governo della Regione ha sottoscritto un contratto col nuovo
  responsabile della programmazione della Regione, che è un dirigente
  esterno all'Amministrazione.
   Questa   norma  in  realtà,  coerente  con  quella  dello   Stato,
  intenderebbe  consentire  di poter fare  contratti  dirigenziali  a
  dirigenti non per essere utilizzati nei dipartimenti e quindi  come
  dirigenti  generali ma come dirigenti di servizio. Cioè, la  novità
  di questa norma è quella di prevedere di poter fare contratti per i
  dirigenti  di  servizio, ma la prima questione che  si  pone,  caro
  Governo,  è  come giustifichiamo, non dal punto di  vista  soltanto
  contabile  e  per  l'accordo  che  ho  già  detto  è  in   assoluta
  contraddizione,  a  fronte  del  fatto  che  stiamo  prevedendo  di
  tagliare  900 dirigenti regionali, stiamo tagliando servizi  per  i
  quali molti dirigenti saranno dirigenti senza responsabilità, né di
  servizi,  né  di  unità  operative, come lo giustifichiamo  che  ci
  avvaliamo  di  personale esterno, quando abbiamo personale  interno
  che  rischia di non avere neanche il ruolo funzionariale per cui  è
  dirigente?
   Io  credo  che  ci  sia solo una grande confusione,  avrei  potuto
  capire  -  e  chiudo  - se prima avessimo fatto  la  riforma  della
  dirigenza, così come io avevo suggerito prima dell'accordo  con  lo
  Stato,  i  miei colleghi della Prima Commissione sanno quale  è  la
  proposta che ho fatto: facciamo la riforma della dirigenza  facendo
  il  ruolo  unico  della  dirigenza, tutti sono  dirigenti  di  pari
  livello,  poi è l'incarico che tu dai come Governo che  differenzia
  il profilo, aboliamo cioè la terza fascia.
   Ma  oggi,  avendo  mantenuto quel livello di differenziazione,  di
  fatto  tu utilizzi ciò che è consentito per i dirigenti di  seconda
  fascia - quando in Sicilia ne abbiamo solo due - per consentire  di
  avvalerti di personale esterno per dare i servizi.
   Signor  Presidente,  io  credo che  questa  norma,  oltre  che  in
  difformità   con  l'accordo  con  lo  Stato,  sia  non   funzionale
  all'Amministrazione regionale, ecco perché chiederei al Governo - e
  lo  dico  all'Assessore per la funzione pubblica - di sottrarre  il
  Parlamento  a votare una norma del genere, perché si sappia  che  è
  una  norma  che non potrà trovare esecuzione se non dopo  -  lo  ha
  detto  ieri  o  l'altro ieri l'Assessore Armao -  il  tentativo  di
  riaprire  il  negoziato con lo Stato, anche alla luce  dell'accordo
   cosiddetto  Brunetta  sulla rigenerazione amministrativa  che,  in
  quel  quadro,  potrà in qualche modo riaprire la prospettiva  anche
  per   la  Sicilia  di  una  rigenerazione  amministrativa  sia  dei
  dirigenti, ma anche dei funzionari.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor Presidente, questa discussione sull'articolo 14  sta
  diventando surreale, ma non per gli interventi che stanno arrivando
  da  questo  scranno, ma anche dalle dichiarazioni  che  sono  state
  fatte prima dal Presidente Micciché e poi anche dall'Assessore.
   Intanto  l'Assessore  ha dichiarato  E' una norma  ordinamentale ,
  quindi se già è una norma ordinamentale qua dentro, in finanziaria,
  non ci può stare, primo problema. Poi ci sono state tutta una serie
  di  interventi, soprattutto riferite al mio emendamento,  il  14.8,
  dove  io  dicevo  di evitare quelli che sono in pensione  di  farli
  rientrare  dalla  finestra e, giustamente, il Presidente  ha  fatto
  tutto  un  intervento accorato parlando dei giovani,  che  dobbiamo
  puntare  sui  giovani,  però dice che  il  mio  emendamento  non  è
  inammissibile, perché mette dei limiti, ma loro stessi li  ampliamo
  i  limiti  nella seconda parte, proprio dell'articolo 14 e entriamo
  in questi paradossi.
   Poi  che cosa abbiamo sentito nel corso degli anni, anzi dei  mesi
  scorsi, abbiamo sentito che il Presidente Musumeci diceva: l'80 per
  cento  dei deputati e dei dirigenti regionali si gratta la pancia .
  Ovviamente,  se abbiamo dei dirigenti regionali che si grattano  la
  pancia, cosa facciamo? Noi assumiamo altri, perché quelli si devono
  continuare a grattare la pancia e altri devono lavorare.
   Ora,  sicuramente l'80 per cento non è una cifra, saranno di  meno
  quelli che si grattano la pancia, però, quello che sicuramente  non
  ha  fatto  questo Governo è, qualora ci fosse anche  uno  solo  dei
  dirigenti che si gratta la pancia, di licenziarlo.
   E  invece noi cosa facciamo. I premi obiettivo, sono stati dati  a
  tutti?  Perché se la risposta è sì. Il problema è là, non  assumere
  nuove  persone, perché è vero che andrebbe svecchiata, senza  ombra
  di  dubbio la pubblica amministrazione; ma il problema è: 1) non si
  fa   la  formazione  adeguata,  allora,  a  questi  dirigenti   per
  aggiornarsi, se è come diceva il Presidente Miccichè, c'è gente che
  arrivano  i  software nuovi e non li sa utilizzare, e questo  è  il
  primo  problema,  non si licenzia chi sbaglia, vengono  dati  premi
  obiettivo a tutti.
   E'  ovvio  che  la  macchina amministrativa regionale  diventa  un
  fallimento  e  qui,  come diceva Napoleone,  non  ci  sono  cattivi
  reggimenti, ma ci sono solo colonnelli incapaci da questo punto  di
  vista.
   Ovviamente,  non si fa di tutta l'erba un fascio, perché  ci  sono
  veramente  dirigenti molto bravi, sono anche la maggior  parte,  ma
  per  quella piccola fetta, che ovviamente non è in grado di portare
  avanti la macchina amministrativa, è un disastro.
   Altro  problema, anticipato anche da altri colleghi, c'è l'accordo
  Stato-Regioni  che da l'indicazione totalmente opposta  rispetto  a
  questo  emendamento. Concludo Presidente, dicendo evitiamolo questo
  articolo 14, andrebbe assolutamente soppresso, perché non è  questo
  il  problema, prima si deve efficientare la macchina amministrativa
  regionale per come si deve, e punendo chi merita di essere  punito,
  e dopo si ragiona.
   Concludo  dicendo, e qua c'è l'assessore, noi ci siamo  incaponiti
  nel  tenere l'ispettorato del lavoro e tutto il comparto del  corpo
  forestale, sotto leggi della Regione siciliana, questo  non  ci  ha
  permesso  di  fare  i  concorsi, quando invece  trasferendo  queste
  competenze  allo  Stato,  lì i concorsi si  continuano  a  fare,  e
  avremmo  avuto  l'ispettorato  del lavoro,  molto  più  efficiente,
  perché  non è efficiente, quello regionale, perché sono 4 gatti,  e
  la  stessa  cosa  per  il corpo forestale, che vorrei  ricordare  è
  rimasto  solo  da  noi  mentre in tutta  Italia,  sono  passati  ai
  carabinieri,  secondo me ci siamo lasciati sfuggire un'occasione  e
  l'inefficienza  della Regione, secondo me, emerge anche  da  questo
  punto di vista.

   PRESIDENTE.  E'iscritto a parlare l'onorevole Lo  Giudice.  Ne  ha
  facoltà.

   LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Volevo fare una
  domanda all'assessore Zambuto. Se mi può seguire un attimo

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE.  Onorevole  Dipasquale,  per  favore,  l'onorevole  Lo
  Giudice   non  inizia  a  intervenire  se,  per  favore   onorevole
  Dipasquale abbandoni il tavolo della Presidenza. Prego.

   LO   GIUDICE.   Grazie  Presidente,  volevo   fare   una   domanda
  all'assessore  Zambuto,  perché questo  articolo,  sostanzialmente,
  l'articolo  14,  ci  dà  la  possibilità di  utilizzare  una  norma
  nazionale,  e  quindi  di  andare a  fare  quello  che  è  un  atto
  considerato straordinario.
   Quest'atto  straordinario, e quindi la possibilità di fare  quelle
  che  sono  delle assunzioni a tempo indeterminato, viene  fuori  da
  quello   che   è   un   calcolo  matematico,   sulla   base   della
  rideterminazione della pianta organica del 2021, mi chiedo e chiedo
  all'assessore Zambuto se hanno fatto questo calcolo,  e  quindi  se
  possiamo  sapere  quant'è  il  numero di  eventuali  dirigenti  che
  intendiamo  assumere con l'articolo 14, e quindi con questa  norma.
  Questa è la domanda, e mi auguro di avere una risposta.
   In  linea di massima non sono contrario a questo articolo, però mi
  corre   l'obbligo,  e  credo  che  corre  l'obbligo  di   fare   un
  chiarimento, soprattutto a chi ci ascolta, e chi ci segue da  casa,
  perché altrimenti diamo l'impressione di voler fare una rivoluzione
  con  un semplice articolo, rivoluzione che con un semplice articolo
  non  è  possibile fare. Questo è un atto straordinario in  cui  non
  potremo assumere nessun giovane, diciamolo chiaramente.
   La  norma  in  questione  prevede la possibilità,  per  comprovate
  necessità,  quindi  non  così,  ma  per  comprovate  necessità   di
  effettuare  delle  assunzioni  a  tempo  determinato  di  personale
  dirigente  che  abbia almeno un quinquennio di  esperienza,  e  che
  abbia comunque delle caratteristiche che sono al di fuori di quelli
  che   sono  le  figure  presenti  all'interno  dell'amministrazione
  regionale.
   Non   è   che   se  io  ho  un  dirigente  che  ha   le   medesime
  caratteristiche, ne posso assumere un altro uguale perché mi  piace
  o  perché  è  bello, quindi questo chiariamolo, perché  quando  noi
  diamo  l'impressione  che  con questo  articolo  14  vogliamo  fare
  l'assunzione  di tutti i giovani di questo mondo, diamo  una,  come
  dire,  una visione che è assolutamente inesistente. Quindi  giovani
  non  se  ne  assumerà nessuno, perché se non ci sono dirigenti  che
  hanno  una comprovata esperienza all'interno dell'articolo 14,  nel
  momento   in   cui   presentano  i  curricula,   vengono   scartati
  automaticamente. Quindi questo è il primo aspetto.
   E'   chiaro   che   questa  norma  dà  comunque  una   possibilità
  all'amministrazione regionale, ma siccome viene fuori il numero dei
  dirigenti  da  assumere da un calcolo, credo che l'Assessore  debba
  dirci, in base alla dotazione organica, attuale o del 2021,  e  qui
  vengo all'altra domanda, quanti dirigenti intendiamo assumere.
   Vengo all'altra domanda che, al di là del numero dei dirigenti che
  intendiamo  assumere, secondo me l'articolo, per come è  formulato,
  ci   dà  comunque  qualche  dubbio,  perché  i  limiti  percentuali
  richiamati etc.etc ,  si intendono riferiti alla dotazione organica
  della  dirigenza determinata per il 2021. La dirigenza per il  2021
  determinata   qual   è?   Non   credo   che   in   questo   momento
  l'Amministrazione regionale abbia approvato la pianta organica e il
  piano  triennale del fabbisogno del personale. Quindi  noi  non  lo
  sappiamo. Quindi, o c'è un errore qui, oppure, se si fa riferimento
  alle  modifiche, quindi all'articolo 11 che abbiamo in  precedenza,
  nell'articolo  11 si parla di modificare e quindi di modificare  la
  norma, per il triennio 2022-2024. Quindi decidiamoci.
   Il riferimento alla legge del 7 maggio 2015 arrivano fino al 2020,
  le   modifiche   all'articolo  11  partono   dal   2022,   noi   la
  rideterminazione la facciamo sulla base dell'anno 2021, io  non  ho
  capito  se  possiamo assumere 1, 10, 100 o 1000  persone.  Per  cui
  questo  è,  credo  che  sia un doveroso chiarimento,  anche  perché
  altrimenti rischiamo di fare una norma che sostanzialmente è  anche
  inutile perché, o la recepiamo tout court così com'è, oppure dateci
  un elemento preciso e puntuale per capire.
   Quello  che  è  il  mio auspicio ovviamente è  un  altro,  il  mio
  auspicio è una riforma del pubblico impiego seria, una riforma  che
  possa   consentire   veramente  ai  giovani  siciliani   di   poter
  partecipare a dei concorsi pubblici, e quindi di essere assunti. E'
  chiaro  che  questo  è  l'ambizione  più  importante,  quella   che
  dev'essere  una  visione  strategica complessiva.  Sicuramente  non
  possiamo  immaginare, con questa norma, di poter  risolvere  quelli
  che sono i problemi atavici che la Regione siciliana ha.
   E'  pur  vero un fatto, ed io ne sono convinto, questa  norma  può
  assolutamente   essere  d'aiuto  alla  Regione  siciliana,   perché
  rappresenta  comunque un elemento in più, che ci può consentire  di
  avere  delle figure dirigenziali formate, che possono adempiere  ad
  ulteriori   ruoli   all'interno  della   pubblica   amministrazione
  regionale.   Però   è  chiaro  che  l'obiettivo   principale   deve
  necessariamente essere quello di fare i concorsi pubblici, per dare
  a  tutti,  nessuno  escluso,  la  possibilità  di  poter  inserirsi
  all'interno dell'amministrazione regionale e lavorare sì da giovani
  siciliani  per  il  bene  e  l'interesse  della  Sicilia.   Grazie,
  Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI.  Grazie Presidente, colleghi. Allora, credo che  bisogna
  partire  comunque perché, quando si parla di dirigenti,  personale,
  nella  Regione siciliana, c'è sempre il mito, che viene  più  volte
  rimandato, di una struttura elefantiaca, che non funziona,  che  ha
  grandi  problemi. E' questo è sicuramente vero, come è anche  vero,
  ed  è  innegabile, che abbiamo probabilmente l'età media dei nostri
  dirigenti più alta d'Europa.
   Visto  e considerato che abbiamo 1.127 postazioni dirigenziali,  e
  nel 2021 soltanto 896 dirigenti, c'è già una discrepanza tra quelle
  che  sono  le  posizioni dirigenziali ed il numero di  dirigenti  a
  disposizione.  E  visto che sappiamo da dati numerici  che  abbiamo
  potuto  riscontrare chiedendoli all'assessorato che,  probabilmente
  nel  prossimo biennio questa quota di 896 scenderà in maniera molto
  drastica,  quindi delle due l'una. Noi la vogliamo fare  funzionare
  questa Regione o la vogliamo fare morire definitivamente? Perché  è
  questa la vera domanda che dobbiamo porci.
   Si  era  avviato un percorso amministrativo di un certo tipo,  era
  stato  anche elaborato il piano dei fabbisogni triennali nel  2018,
  c'era un percorso che è stato nettamente fermato dall'accordo che è
  stato  sottoscritto.  Credo  che lì sia  il  nodo,  il  vero  nodo.
  Quell'accordo va assolutamente rivisto, possibilmente stralciato  e
  probabilmente,  personalmente, credo che dovremmo  puntare  su  una
  nuova  classe  dirigente, e vedere veramente i  concorsi  per  fare
  entrare all'interno della macchina regionale gente giovane,  smart,
  veloce,  per  fare  in modo che questa Regione non  resti  indietro
  delle   opportunità  che  adesso,  nel  prossimo   settennato,   si
  configureranno in prospettiva.
   Quindi,  il  mio auspicio qual è? E' quello di trovare una  giusta
  mediazione  per cominciare ad avviare un percorso che, sicuramente,
  non  può essere quello del cappio messo sulla possibilità di  agire
  bloccando  i  concorsi, come è stato fatto con  l'accordo,  perché,
  ripeto, in questo momento, chi si lamenta di questa impossibilità è
  tra i fautori del blocco delle assunzioni. Quindi siamo esattamente
  all'opposto, diciamo una cosa e poi ne facciamo un'altra totalmente
  all'opposto.
   Assessore,  io le consiglio di avviare anche uno studio  che  deve
  essere  quello  che  sancisca una volta per  tutte  quali  sono  le
  funzioni aggiuntive che noi facciamo, ed il personale che serve per
  queste  funzioni aggiuntive, perché credo che qualcuno  ogni  tanto
  dimentichi che noi, come Regione, abbiamo una quantità di  funzioni
  molto superiori rispetto alle altre Regioni a statuto ordinario,  e
  c'è  un  dato che è un dato molto importane, che nessuno qui  dallo
  scranno  ha  ricordato, noi siamo al di sotto come  percentuale  di
  tutte  le  Regioni  a Statuto speciale che hanno  un  parametro  di
  sedici  e  sei contro il quattordici e due della Regione siciliana,
  rapporto popolazione/personale, dirigenziale e non dirigenziale.
   Già  noi  siamo  al di sotto di tutte le altre Regioni  a  Statuto
  speciale  come  incidenza  del  personale,  e  questo  è  un   dato
  inoppugnabile, i numeri purtroppo non mentono. Spesso  sui  numeri,
  qui  sopra,  prendiamo cantonate. Non ce lo possiamo più permettere
  perché  le  cantonate poi ci portano ad andare  a  sbattere,  ed  è
  qualcosa che non ci possiamo permettere più. Grazie.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Presidente, onorevoli colleghi, io credo che il fatto  di
  dovere  assumere dei giovani non sia un fatto negativo, il problema
  è  che  noi,  da  uno studio fatto anche proprio in questi  giorni,
  risulta  che  in Sicilia mancano alcune figure specializzate  quale
  gli    informatici,    quali   coloro   che   praticamente    danno
  un'accelerazione a quelle che sono le procedure. In un  momento  in
  cui ci sono  l'Europa tende alla digitalizzazione, in un momento in
  cui  molte cose si potrebbero snellire attraverso anche il  sistema
  di  digitalizzazione, se mancano le persone esperte non si riuscirà
  ad avviare queste procedure che, tra l'altro, avranno da qui a poco
  molti finanziamenti.
   E  allora  io  penso  che  la soluzione  sia  quella  di  dare  la
  possibilità  delle  assunzioni tramite,  sicuramente  concorsi,  ma
  fatte  anche individuando le figure specialistiche che  servono  in
  questo  momento,  perché  è  inutile  fare  dei  doppioni.  Noi  lo
  sappiamo,  la burocrazia è molto lenta, fare una riforma di  quella
  che  è  la  burocrazia,  sia in Sicilia, sia nelle  altre  Regioni,
  sarebbe una cosa molto meritoria, perché vedete che di burocrazia a
  volte si muore, e quindi bisogna fare delle procedure molto precise
  e molto snelle.
   Allora  io  dico: non siamo assolutamente contrari a  fare  queste
  assunzioni.   Facciamole   però   con   concorsi   e   con   figure
  specialistiche, che non siano sicuramente doppioni  di  quelli  che
  abbiamo tra i dirigenti.
   Tra  l'altro  la norma a livello nazionale prevede il  computo  di
  prima  e seconda fascia che in Sicilia non esiste. E allora vediamo
  di  mettere  un  punto, vedere quali debbono  essere  e  con  quali
  sistemi  bisogna  assumerli. Sistemi trasparenti,  ma  non  cadiamo
  sempre nel discorso di fare figure doppione.
   Abbiamo  bisogno  in  Sicilia di molti  specialisti.  Indirizziamo
  questa norma a farlo.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  siamo   ancora
  all'articolo 14, lei era andato via dall'Aula sperando  di  trovare
  la discussione conclusa, ma come vede è appassionata.
   La  norma  nazionale che staremmo recependo, la stiamo  recependo,
  secondo me, in salsa sicula, perché andando a vedere questo decreto
  legislativo n. 165, si parla di altre percentuali  il 10 per  cento
  della  dotazione  organica dei dirigenti  appartenenti  alla  prima
  fascia .
   E  quindi,  oltre all'errore di parlare di 50 per cento,  comunque
  chiarimento  che  desidererei si parla  di  prima  fascia,  ma  noi
  sappiamo che la prima fascia in Sicilia non è esattamente così.
   Quindi  se  in I Commissione c'è una proposta, io direi di  andare
  con  ordine, mettendoci a lavoro su questa riforma che,  purtroppo,
  Presidente  lei l'ha ereditata. Insomma chi ha governato  prima,  e
  chi  ha governato prima ancora questa prima fascia non l'ha creata,
  ha  creato  la  terza  fascia, insomma, qualcosa  di  assolutamente
  siculo.
   Quindi   io  chiedo  all'assessore  questo  recepimento  come   si
  incastona con la situazione attuale che abbiamo in Sicilia.
   E  mi  permetto di dare questo suggerimento, anche  perché  non  è
  passato  inosservato che in effetti negli ultimi  anni,  tra  piano
  triennale  dei fabbisogni del personale, revisione con  il  decreto
  del  Presidente  della  Regione n.  12  del  2019  delle  strutture
  dirigenziali, con il deposito di queste tre riforme si era dato una
  certa sequenza alle cose.
   Una  sequenza  sensata, apprezzabile. Non ho  nascosto  da  questo
  scranno l'apprezzamento per gli sforzi dell'ex assessore Grasso,  e
  mi auguro di poterlo fare fra qualche mese per l'assessore Zambuto.
   Ma  questa  legge finanziaria inizia con un articolo che  è  così,
  come  il prezzemolo, un po' spruzzato su tutti gli articoli, questo
  accordo  con  lo Stato del 2021, di cui qualcuno si fregia,  io  mi
  metterei una maschera alta fino alla fronte, non solo fino al naso,
  se  mi fosse attribuita quasi la paternità e il benestare su questa
  schifezza di accordo che in merito alla dirigenza cosa dice?
   Dobbiamo  fare  una legge sulla riorganizzazione  della  struttura
  amministrativa.  Quindi  deve  andare  avanti   la   norma   in   I
  Commissione.
   Ci vieta l'utilizzo, tra il 2021 e il 2029, dei risparmi derivanti
  dal  personale  che andrà in pensione con il contratto,  cosiddetto
  contratto  uno,  quindi questi risparmi non li possiamo  utilizzare
  per   le   assunzioni.  Sempre  lo  stesso  accordo   sospende   il
  reclutamento  del personale dirigenziale fino al 2023.  In  più  ci
  dice, ovviamente, di istituire la fascia della dirigenza unica.
   Tutto questo fa a pugni con questo articolo ma - devo dire - anche
  con altri articoli perché più in avanti troveremo una norma voluta,
  immagino,  dall'Assessorato dei beni culturali che  anche  in  quel
  caso prevede assunzioni di personale.
   Sul dirigenziale e non dirigenziale vorremmo chiarezza, linearità;
  altrimenti, l'articolo si stralcia - mi dispiace dirlo - e non sono
  assolutamente  d'accordo  con alcune, non  voglio  definire  perché
  utilizzerei  delle  parole poco appropriate per quest'Aula,  vorrei
  ricordare  ai colleghi che per quanto riguarda la Regione siciliana
  la  Corte  dei  conti ha rilevato che rispetto a tutte  le  regioni
  d'Italia,  la  Corte evidenzia che la Sicilia è l'ente territoriale
  che  mostra  maggiore  coefficiente di  decrescita  del  personale.
  Mentre  nelle altre regioni il personale è più giovane  qui  è  più
  vecchio,  fra  l'altro  virgolettato, quindi  non  è  un'invenzione
  dell'onorevole Foti, ma è un virgolettato.
   Tali  risultanze  trovano  parziale  giustificazione  nel  maggior
  numero  di  funzioni istituzionalmente attribuite  alla  Regione  a
  Statuto speciale rispetto alle Regioni a Statuto ordinario.
   Sempre la Corte dei conti, sezioni riunite delle autonomie, che ha
  preso  in  esame queste comparazioni sul rapporto di 5.000 abitanti
  si attesta un valore di 2.97 rispetto al 3.73 delle altre Regioni a
  Statuto speciale.
   Le sezioni autonome della Corte dei conti riunite comparando tutte
  quelle  a  regime ordinario e quelle a statuto speciale, comparando
  quelle a statuto speciale, siamo quelli che abbiamo il coefficiente
  - Presidente, io lo dico  Lei non deve permettere da questo scranno
  che  si dicano delle fesserie  Vogliamo leggere i virgolettati  Non
  è  possibile che alcuni deputati si permettano di dire  delle  cose
  che  sono da bar  Questo non è il bancone di un bar, questo  è  uno
  scranno  di un Parlamento  Si parli con i documenti e si dicano  le
  cose come stanno

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare  l'Assessore  Zambuto.  Ne  ha
  facoltà.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente, onorevoli deputati, colgo dagli interventi  che
  sono venuti dall'Aula la volontà di migliorare il testo.
   Da  parte del Governo c'è tutta la volontà di volere dare tutti  i
  chiarimenti  necessari  per dotare l'Amministrazione  regionale  di
  strumenti importanti.
   In  questo  senso, volevo sottolineare come, rispetto  anche  agli
  interventi  fatti,  che nel caso specifico - tenuto  conto  che  la
  norma  parla nei limiti del 50 per cento delle facoltà assunzionali
  - parleremmo di due dirigenti in riferimento alle risorse del 2020.
   Questo  perché?  La  norma nazionale, articolo  19,  comma  6,  fa
  riferimento alla legislazione nazionale sulla dirigenza che prevede
  la  prima  e  la seconda fascia. Non avendo noi questa  condizione,
  questa  situazione  da  un  punto di vista  ordinamentale,  abbiamo
  pensato di fare riferimento al limite delle facoltà assunzionali.
   Anche  rispetto al Governo nazionale, la norma che avevamo pensato
  è  ancora  più  stringente perché fa riferimento  ai  limiti  delle
  facoltà assunzionali, quindi alle disponibilità finanziarie che  ci
  sono.  Ma  comunque  questo ci tenevo per  dare  le  risposte  agli
  interventi   dei  deputati  che  erano  venuti  fuori  durante   il
  dibattito.
   Presidente, c'è da parte del Governo la volontà di recepire gli
  interventi   e   migliorare   il   testo   proprio   per    dare
  all'Amministrazione regionale un testo che sia il più  condiviso
  possibile.

   PRESIDENTE.  A  questo  punto,  visto  che  c'è  questa  richiesta
  dell'Assessore, credo che sia utile perché lo accantoniamo in  modo
  da  poterlo sistemare anche in funzione delle indicazioni che  sono
  state  date  dai colleghi e, quindi, ringrazio l'assessore  Zambuto
  per questa decisione.
   Assessore  Razza,  scusi,  l'articolo 20  si  può  portare  avanti
  tranquillamente.
   Si passa quindi all'articolo 20. Ne do lettura:

                               «Art. 20.
               Fondazione  Istituto G. Giglio di Cefalù

   1. Al fine di riconciliare le reciproche posizioni di credito e di
  debito tra la Regione siciliana, l'Azienda sanitaria provinciale di
  Palermo  e  la  Fondazione  Istituto  G.  Giglio  di  Cefalù   (già
  Fondazione  Istituto San Raffaele Giglio di Cefalù ), l'Assessorato
  regionale  per la salute è autorizzato a procedere al  ripianamento
  delle  perdite di esercizio, maturate dalla Fondazione nel  periodo
  della  sperimentazione gestionale ex articolo  9  bis  del  decreto
  legislativo  30  dicembre 1992, n. 502 e successive  modificazioni,
  nel  limite  massimo di euro 36.400.493,69, da  erogare  in  cinque
  annualità  di  pari  importo negli esercizi  finanziari  2021-2025,
  previa   definizione  di  un  apposito  accordo  finalizzato   alla
  definitiva chiusura delle posizioni pregresse.

   2. Per la copertura della spesa si provvede a valere sugli impegni
  assunti dell'Assessorato regionale della salute nei confronti della
  medesima sperimentazione gestionale per le prestazioni erogate  nel
  periodo   2003/2009,   oggetto   di   contestazione   e   in   atto
  contabilizzate  tra  le  passività  del  bilancio  della   gestione
  sanitaria accentrata».

   Sono  stati  presentati  soltanto  emendamenti  soppressivi.  Sono
  ritirati? Ritirati.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (è approvato)

   Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:

                               «Art. 24.
              Interventi in materia di demanio forestale

   1.  Al  comma  1 dell'articolo 26 della legge regionale  6  aprile
  1996, n. 16, come modificato dall'articolo 26 della legge regionale
  14  aprile  2006,  n. 14, le parole  Dipartimento  regionale  delle
  foreste   sono sostituite con le parole  il Dipartimento  regionale
  dello sviluppo rurale e territoriale .

   2.  Al  comma 2 dell'articolo 26 della legge regionale n. 16/1996,
  come  modificato dall'articolo 26 della legge regionale n. 14/2006,
  le parole  dell'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste
  sono  sostituite  con  le  parole   dell'Assessore  regionale   per
  l'agricoltura,  lo  sviluppo rurale e la pesca mediterranea   e  le
  parole   Assessorato regionale dell'agricoltura  e  delle  foreste
  sono     sostituite    dalle    parole     Assessorato    regionale
  dell'agricoltura,   dello   sviluppo   rurale   e    della    pesca
  mediterranea .

   3.  Al  comma 2 dell'articolo 26 della legge regionale n. 16/1996,
  come  modificato dall'articolo 26 della legge regionale n. 14/2006,
  alla  fine  è  aggiunto il seguente periodo  E' escluso  il  tacito
  rinnovo   e  allo  scadere  del  termine,  stabilito  nel   decreto
  assessoriale  disposto  per  la  loro  occupazione  temporanea,   i
  medesimi  terreni  rientrano direttamente nella  disponibilità  dei
  loro   legittimi   proprietari,  senza   alcun   onere   a   carico
  dell'Amministrazione regionale. .

   4.  Al  comma 3 dell'articolo 26 della legge regionale n.  16/1996
  sono  aggiunte  le parole  ed in ogni caso cessa allo  scadere  del
  termine di cui al comma 2 ».

   Sono  stati  presentati  soltanto  emendamenti  soppressivi.  Sono
  ritirati? Ritirati.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (è approvato)

   Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:

                               «Art. 25.
            Interventi per la Caccia e Caccia di selezione

   1.   Ai   soggetti  che  hanno  pagato  la  tassa  di  concessione
  governativa    regionale   per   il   rilascio    dell'abilitazione
  all'esercizio  venatorio per l'anno 2020 è concessa  una  riduzione
  del  50  per  cento  della  medesima  tassa  per  l'esercizio  2021
  relativamente al calendario venatorio 2021-2022.

   2.  Per  effetto  del  comma 1 la minore  entrata  del  Titolo  1,
  tipologia 101, Capitolo 1601 è stimata, per l'esercizio finanziario
  2021, in 1.650 migliaia di euro».

   L'emendamento 25.16 è inammissibile.
   Se  anche in per questo articolo gli emendamenti soppressivi  sono
  ritirati...

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  innanzitutto
  voler  far  notare  agli Uffici che c'è un errore di  impaginazione
  perché se andate sul 26, pagina 104, troverete che ci sono il 25.12
  e  il  25.14  che sono soppressivi dell'articolo 25  che  non  sono
  dall'altra parte. Questo è il primo passo.

   PRESIDENTE. Lo può ripetere?

   SIRAGUSA.  Sì.  Noi stiamo trattando l'articolo 25. Nel  fascicolo
  c'è  un errore di impaginazione perché se andiamo all'articolo  26,
  quindi  se  giriamo pagina 104, tra i soppressivi dell'articolo  26
  sono  riportati un 25.12, a firma Di Caro ed altri, e un  25.14,  a
  firma Siragusa, ed altri che sono riferiti chiaramente all'articolo
  25 e non al 26.

   PRESIDENTE. Sì, ha ragione: 25.12, 25.14

   SIRAGUSA. Che è un soppressivo che è riferito all'articolo...

   PRESIDENTE. Che non sono previsti lì?

   SIRAGUSA. Che non sono nell'articolo 25; siccome è mio e io non ho
  intenzione di ritirare il soppressivo, è chiaro che...

   PRESIDENTE.  Non  ha  importanza  perché  emendamenti  soppressivi
  simili a quello ce ne sono altri...

   SIRAGUSA. Sì, ma non sono a firma mia.

   PRESIDENTE.  Quindi,  aggiungiamo la sua  firma.  Quindi,  bisogna
  eliminare questi due emendamenti dal 26.

   SIRAGUSA.  Sì,  io  appongo  la  firma  ad  uno  qualsiasi   degli
  emendamenti soppressivi e, chiaramente, non lo ritiro e, in  questo
  caso,  entro anche nel merito del perché non ritiro il soppressivo,
  perché  di  fatto noi ci siamo trovati in questi anni, e  parlo  di
  Commissione  Randagismo,  a esitare una legge  che  all'interno  ha
  ovviamente  delle  spese, ha dei soldi, che il Governo  non  ci  ha
  bollinato.
   Anche in questa finanziaria l'onorevole Caputo ha presentato degli
  emendamenti  molto interessanti di un milione di  euro,  non  cifre
  enormi,  per la realizzazione e la manutenzione di canili e  rifugi
  sanitari  nelle varie province e non c'è traccia nel  testo  quindi
  vuol dire che il Governo non ha dato copertura economica, però  qua
  andiamo a togliere 1 milione e 650 mila euro per i cacciatori.  Per
  cui  trovo  questa cosa assolutamente un incongruenza, per  cui  io
  voglio che si voti con voto palese il soppressivo.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Volevo, però, chiedere anche un parere all'onorevole Calderone che
  è  il  Presidente. Onorevole Calderone, su questo argomento,  visto
  che lei è il Presidente della Commissione Randagismo, mi dà qualche
  indicazione pure per capire quello che
   Prego, onorevole Assenza.

   ASSENZA.   Signor   Presidente,  mi  dispiace  questo   intervento
  dell'onorevole Siragusa perché mettere in relazione  le  necessarie
  risorse  per il randagismo con il giusto ristoro ad una  categoria,
  quella  dei cacciatori, che ha versato la concessione per  il  2020
  senza  poter  utilizzare, non dico di un giorno, ma di  un  periodo
  congruo  della  possibilità  di  esercitare  la  facoltà  venatoria
  concessa nell'ambito del nostro ordinamento credo che veramente sia
  un fuor d'opera.
   Addirittura, secondo me, noi dovevamo esentare per l'anno  2021  i
  cacciatori. Il Governo si è tenuto più basso riducendola del 50 per
  cento,   ma   volere  abrogare  anche  questa  riduzione  significa
  trattenere  ingiustificatamente le somme  incamerate  per  il  2020
  senza aver consentito il legittimo esercizio di quella facoltà.
   Io,   pertanto,  invito  i  colleghi,  veramente,  a  ritirare   i
  soppressivi e a votare questo articolo.

   PRESIDENTE.  Sono  iscritti  a parlare gli  onorevoli  Dipasquale,
  Amata  e Ragusa e l'onorevole Lo Curto. Dopo l'onorevole Dipasquale
  subito l'onorevole Lo Curto e poi Amata.
   Prego, onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, io condivido l'appello che ha fatto
  l'onorevole Assenza. Qui non stiamo discutendo se fare una  cosa  a
  favore o contro chi svolge l'attività venatoria. Assolutamente  Qui
  ci  troviamo  davanti ad una profonda ingiustizia che hanno  subito
  migliaia  e  migliaia di siciliani che pagano  o  hanno  pagato  la
  concessione  per  l'attività venatoria  e  che  purtroppo  per  dei
  ricorsi  che  sono  stati favorevoli perché non  sono  stati  fatti
  alcuni censimenti non per colpa di chi svolge l'attività venatoria,
  si  è ridotta l'attività venatoria non del 50 per cento, infatti io
  ho  presentato un emendamento che porta all'80 per cento, ma non  a
  caso,  perché è l'80 per cento la riduzione dell'attività  che  c'è
  stata  da  parte  di  chi svolge l'attività  venatoria.  Quindi,  è
  un'ingiustizia.
   Poi  le  battaglie le possiamo fare tutte quelle  che  vogliamo  a
  favore  e contro l'attività venatoria, su questo non ci sono dubbi;
  ma  qua ci troviamo davanti a chi ha pagato, ha pagato una tassa  e
  non  di  una  lira, una tassa di quasi 400 euro l'anno,  e  non  ha
  potuto  sfruttarla, e non è stata fruibile. E non è stata  fruibile
  non per colpa di chi l'ha pagata.
   Quindi,  io  non  solo non sono d'accordo, non solo  ci  metto  la
  faccia,  come sono abituato sempre a fare, condivido l'appello  che
  ha  fatto  l'onorevole  Assenza. Ritirate i  soppressivi  perché  è
  un'ingiustizia veramente a queste decine di migliaia di persone che
  pagano  e  hanno pagato la tassa e non solo va portata  all'80  per
  cento non al 50 perché coincide all'80 per cento del tempo che  non
  è stato possibile svolgere l'attività. Cioè è davvero un fatto, poi
  ci  possiamo dividere, possiamo discutere, io mi auguro che vada al
  più presto discussa la legge sull'attività venatoria in Commissione
  perché ci sono tante cose che vanno modificate, vanno riviste  come
  in  tempi moderni, ci possiamo dividere sul sì, sul no, ma  qui  si
  tratta veramente di una questione di giustizia nei confronti di chi
  ha pagato una tassa e purtroppo non ha esercitato una attività.
   Quindi,  io  la  condivido  questa  scelta  del  Governo,   chiedo
  solamente che venga adeguata all'80 per cento.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO CURTO. Posso parlare dal  banco delle Commissione?

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, lei è padrona di fare  quello  che
  vuole,  ma  là mi sembra che ci sono tutti i posti occupati,  però.
  Prego.

   LO  CURTO.  Allora, Presidente, non vorrei che  questa  fosse  una
  norma,  quella  voluta  dal  collega  che  ha  parlato  contro,  di
  carattere ideologico, perché ho la sensazione che qui se ne  voglia
  fare una questione di tipo ideologico tra coloro che sostengono  la
  caccia  e  l'attività venatoria e coloro che, invece, la vorrebbero
  sopprimere.
   Fermo  restando che i cacciatori sono le persone che più  amano  e
  rispettano la natura, gli animali, il contesto ambientale,  e  sono
  anche  utili,  utili  nell'attività  venatoria  laddove  in  alcuni
  contesti  c'è  il  proliferare indiscriminato di  animali  che  poi
  distruggono, anche e fanno danno al paesaggio ed anche aggrediscono
  molto  spesso  l'uomo.  Parlo ovviamente  dei  grossi  cinghiali  e
  quant'altro.
   Allora, questa norma dovrebbe essere ampliata, cioè la tassa che i
  cacciatori hanno pagato senza potere esercitare attività venatoria,
  perché  nessuna, abbiamo anche chiesto, io personalmente ho parlato
  con  il  Presidente,  ho parlato con l'Assessore,  ma  naturalmente
  dovendosi  accordare a quelle che erano le linee e  le  indicazioni
  dei  vari  Dpcm  nazionali, non hanno potuto concedere  nemmeno  ai
  cacciatori,  senza fucile e solo con gli animali di  potere  andare
  così  a fare la loro passeggiata la mattina della domenica all'alba
  come sono soliti fare. Neanche questo.
   Oggi,  non  volere riconoscere che cittadini che pagano una  tassa
  per  esercitare un loro diritto perché esiste una legge che  glielo
  consente, ebbene sarebbe veramente un pregiudizio ideologico di cui
  questo  Parlamento  può fare veramente a meno. Anzi,  io  sostengo,
  sottoscrivo,  perché  me ne ero fatta carico  ma  poi  l'ho  dovuto
  ritirare,  sottoscrivo  l'emendamento  a  firma  del  collega,  dei
  colleghi di sinistra, il collega Dipasquale, che aumenta fino ad 80
  per  cento la riduzione, diciamo, della tassa per il prossimo anno.
  Lo ritengo un atto di giustizia e di correttezza. Sapendo anche,  e
  colgo  l'occasione  che c'è anche l'assessore  Scilla,  l'assessore
  per  l'agricoltura, per dire una cosa su cui ci siamo  confrontati,
  caro  Assessore, ed è quella relativa al fatto che  ciò  che  viene
  pagato,   come   tassa  venatoria,  come  tassa   per   l'esercizio
  dell'attività  venatoria,  dovrebbe  essere  rivolto   alla   cura,
  all'ambiente, a quant'altro.
   In  generale, invece, solitamente, questi soldi vengono  distratti
  per  altre  incombenze e necessità non certo impropriamente  o  con
  abuso  rispetto a ciò che prevede la legge. Ma la finalità con  cui
  si  fa  pagare  la tassa dovrebbe prevedere che tale  finalità  poi
  venga anche rispettata da coloro che amministrano questo introito.
   Quindi,  io  le faccio anche questa raccomandazione a nome  e  per
  conto  di  tante  associazioni venatorie che certamente  vorrebbero
  vedere migliorata con la loro tassa quella che è la natura che  noi
  e loro anche rispettano.

   PRESIDENTE.  Se  non  ho  capito male, assessore  Scilla  qui  per
  evitare di entrare nell'ambito ideologico, non stiamo discutendo se
  fare o meno la legge sulla caccia, ma nel momento in cui questi non
  sono  andati a cacciare hanno pagato l'ha fatto, cioè è questo  che
  stiamo discutendo, non è che stiamo discutendo se accettare o no la
  caccia  ideologicamente. Per quella esiste già  una  legge.  Questi
  hanno  pagato una tassa e non sono potuti andare a cacciare  e  non
  hanno potuto cacciare.
   Assessore  prego,  se  chiariamo in modo  che  così  si  evita  la
  demagogia inutile. Prego.

   SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea. Evitiamo, appunto, di fare demagogia che  non  serve.
  E' soltanto il ripristino di un diritto dei cacciatori.
   L'anno  scorso  hanno  pagato, anche due  anni  fa,  tra  l'altro,
  ripeto, l'impegno doveva essere probabilmente addirittura,  per  il
  2021, di non fare nemmeno pagare. Per una questione di ristrettezze
  economiche, per motivi di bilancio, abbiamo dato una prima risposta
  per  quest'anno con la riduzione del 50 per cento. Ma c'è l'impegno
  del Governo di intervenire anche per l'anno 2022.
   Ricordo  all'Assemblea che l'esercizio della caccia,  comunque,  è
  uno sport che consente un introito notevole alle casse del bilancio
  regionale:   sono  circa  8  milioni  di  euro  che,  come   diceva
  correttamente l'onorevole Lo Curto, vanno ripartiti nella  gestione
  complessiva  del  bilancio, quando, invece, realisticamente  queste
  somme dovrebbe essere utilizzate per alcune finalità specifiche.
   Quindi,  davvero, mi pare inopportuno l'atteggiamento  pretestuoso
  contro  un  mondo che va, comunque, sostenuto e difeso.  Quindi  il
  Governo  mantiene  fermamente  la norma,  con  l'impegno  anche  di
  postergarlo per il 2021. Grazie.

   PRESIDENTE. Assessore Scilla, le chiedo scusa, ma siccome io  sono
  assolutamente favorevole al concetto che se uno ha pagato una tassa
  per  fare  una cosa e non l'ha potuta fare, la tassa non la  doveva
  pagare.  Ma  le  chiedo  -  perché  abbiamo  costituito  in  questa
  Assemblea una Commissione specifica sul randagismo e abbiamo questa
  legge pronta, è una legge peraltro importantissima - possibile  che
  non  si trovi un milione per portare a compimento una legge su  cui
  ha  lavorato  tutto il Parlamento? E' stata istituita una  speciale
  Commissione.
   Io  capisco che non dipende da lei, per cui lei si può sedere,  ho
  detto   assessore Scilla' riferendomi al Governo  in  assoluto.  Io
  credo che se noi da un lato - per carità c'è chi ideologicamente  è
  contrario alla caccia, però è corretto che chi ha pagato una  tassa
  debba  potere fare quello che era previsto pagando la tassa -  però
  se al contrario per dimostrare che non c'è certamente un'attenzione
  negativa  nei  confronti degli animali, ma anzi che l'attenzione  è
  più  che positiva, non potrebbe il Governo trovare in questi giorni
  in  questa  finanziaria - e quindi mi rivolgo  al  Presidente,   se
  fosse possibile, c'è una legge che è veramente bella, utilissima  a
  tutti  i  sindaci,  che  è quella contro il  randagismo,  veramente
  importante. Ora non voglio fare

   MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente  della  Regione.  Si  Presidente,   rispondo
  volentieri  alla  sua  domanda, dopo  avere  ribadito  il  concetto
  espresso da diversi colleghi di vari schieramenti politici  e,  per
  ultimo,  dall'assessore per l'agricoltura. Io non sono  cacciatore,
  non  lo  sono mai stato, probabilmente non lo diventerò mai.  Però,
  fino  a  quando  l'attività venatoria in Italia è protetta  da  una
  legge dello Stato, chi esercita funzioni pubbliche ha il dovere  di
  tutelare e di rispettare questa attività.
   Ecco perché la proposta avanzata con l'articolo 25 del disegno  di
  legge  di stabilità credo meriti attenzione e condivisione da parte
  dell'Aula,  pur  nel rispetto delle motivazioni  -  a  volte  anche
  personali  -  per  chi è contro la caccia o  per  chi,  come  è,  è
  animalista e rispetta i cacciatori. I cacciatori, naturalmente, non
  i  bracconieri. Sono due categorie dell'essere umano  assolutamente
  diverse.
   Fatto  questo  appello, che riprende sostanzialmente  il  concetto
  espresso  da  diversi colleghi, per quanto riguarda il  randagismo,
  lei  sa, signor Presidente dell'Assemblea, che il Governo due  anni
  fa  ha  stanziato  e  impegnato 2 milioni di euro  a  favore  delle
  aziende sanitarie provinciali affinché accentuassero i servizi  per
  la  sterilizzazione degli animali d'affezione randagi,  soprattutto
  dei cani, affinché si potessero liberare dalla schiavitù di restare
  in  mezzo  alla strada,  quasi sempre con una sorte segnata  che  è
  quella di finire sotto le ruote di un mezzo oppure avvelenati.
   Come  bene  sa  il  collega Siragusa, che  ho  colto  con  piacere
  interessato  a  questa  materia che mi  appassiona  da  quando  ero
  militante  dell'Ente protezione animali, ancora giovane,  i  canili
  sono  materie  che  appartengono quasi sempre alle  competenze  dei
  Comuni.
   Io credo che noi abbiamo tutti il dovere in quest'Aula di lavorare
  perché  i  canili  non  siano più l'ultima tappa  di  una  vita  di
  sofferenza  per questi poveri animali ma perché sia  una  tappa  di
  transito.
   Nel  canile  un  cane  dovrebbe restare  qualche  giorno,  qualche
  settimana,  ecco  perché  io  sono per condizionare  fortemente  la
  vendita  e il commercio degli animali soprattutto dei cani e  sono,
  invece, per incoraggiare l'adozione dei cani.
   E'  una campagna che va alimentata affinché soprattutto i giovani,
  i   ragazzi,  possono  andare  nel  canile  per  rilevare  un  cane
  assumendosi la responsabilità di adottarlo e quindi sottrarlo  alla
  tristezza di una gabbia che non ha nulla assolutamente di civile.
   Detto   questo,  signor  Presidente,  per  rispondere   alla   sua
  richiesta, io assumo impegno con tutto il mio Governo  e  se  fosse
  necessario  con  l'intervento dei Capigruppo di  maggioranza  e  di
  opposizione, affinché il milione che serve a coprire il disegno  di
  legge  -  al  quale  io so per averlo indirettamente  eseguito   ha
  lavorato un'apposita commissione - si possa benissimo trovare.
   Mi  faccia verificare con l'Assessore Razza, perché la materia  si
  divide fra ambiente e sanità, mi faccia verificare se fra le pieghe
  delle  risorse della sanità si possa trovare uno spazio per  potere
  coprire  il  disegno  di  legge con l'impegno  che  per  quanto  ci
  riguarda, ma credo di poter parlare a nome della maggioranza  e  in
  questo  caso a nome anche dell'opposizione, esaurito il  calendario
  dei due, tre disegni di legge principali che è quello del consorzio
  di  bonifica, di riforma e quello della forestale, si  possa  nello
  spazio  di  qualche giorno affrontare e licenziare  il  disegno  di
  legge sul randagismo.
   Sarebbe  una grande attestazione di attenzione civile da parte  di
  questa nostra tanto bistrattata Regione nel resto della Penisola ma
  soprattutto si tratta di rendere omaggio a tanti esseri viventi che
  aspettano  dall'uomo  soltanto un atto di generosità,  un  atto  di
  rispetto, perché amare gli animali non è un dovere ma rispettarli è
  il dovere di tutti.
   Quindi  assumo  l'impegno, signor Presidente, perché  fuori  dalla
  sessione di questo bilancio si possa trovare la risorsa necessaria.

   PRESIDENTE.  La ringrazio veramente per l'intervento  che  lei  ha
  fatto,  che è stato un intervento al di là che è chiarificatore  su
  alcune cose anche di buona politica, mi permetto di dire.
   Un  secondo solo, diamo la parola all'onorevole Calderone che è il
  Presidente  della Commissione Randagismo. Scusatemi questa  piccola
  digressione,  che però è più che utile anche perché avendo  parlato
  con  l'onorevole  Siragusa, che è molto attento a  questo  tipo  di
  argomento  e che è stato insieme all'onorevole Calderone credo  uno
  dei  promotori insieme a tutta la Commissione di questa  legge,  io
  credo  che l'intervento del Presidente della Regione, che è persona
  seria  e  credibile nel momento in cui ci ha detto alcune cose  noi
  non  possiamo che prenderle come assolute rispetto a quello che  ha
  detto.
   Per   quanto  mi  riguarda  sono  più  che  soddisfatto  del   suo
  intervento, Presidente.
   Do  la  parola  al Presidente della Commissione Randagismo  perché
  possa  fare  un minuto di intervento e poi riprendiamo  esattamente
  con chi aveva chiesto di intervenire.

   CALDERONE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  Presidente  della Regione, desidero a nome di tutta la  Commissione
  che ha lavorato, in maniera veramente incessante senza mai avere un
  disguido  o  un argomento, come dire in contraddizione,  l'uno  con
  l'altro.
   Ha  lavorato all'unanimità per una legge che, signor Presidente  è
  una  grande legge, una legge di riforma, che aiuterà tutti i comuni
  siciliani  perché  i  comuni siciliani  sono  veramente  in  grande
  difficoltà per il problema del randagismo, anche economico,  perché
  per  esempio  la  mia città paga di canili privati  240  mila  euro
  l'anno e con 100 mila, 150 mila si fa un canile.
   Però  desidero evidenziare, questo, che la legge è pronta da tanto
  tanto  tempo,  va  e viene perché mancano le relazioni,  mancano  i
  soldi,  non è un fatto parlamentare, questo lo devo dire  per  dare
  merito ai miei colleghi e ai colleghi della commissione randagismo.
   Noi  abbiamo lavorato anche con l'ausilio di un esperto che  è  il
  dott. Giacobbe, che ci ha veramente aiutato in maniera encomiabile,
  questa  legge non vede la luce o non vede l'alba, soltanto  per  un
  fatto economico, per un fatto di uffici, per un fatto che va avanti
  e indietro.
   E'  vero  signor Presidente che sono stati dati dei soldi  per  la
  sterilizzazione   però  in  provincia  di  Messina,   ad   esempio,
  l'ambulatorio  per le sterilizzazioni si è bloccato  e  sarebbe  il
  caso  che  l'assessore Razza si interessi un po' di più  di  questo
  argomento,  perché devo dire la verità l'ho visto  molto  distratto
  sull'argomento,  che sia più puntuale e si occupi molto  più  anche
  del randagismo.

   PRESIDENTE.  Noi  che ci teniamo tanto, parlo  anche  a  nome  suo
  onorevole  Caputo,  noi che ci teniamo tanto a questo  fatto  della
  legge  sul  randagismo,  devo  dire, credo  di  potere  credere  al
  Presidente della Regione a cui affidiamo se mi permette Presidente,
  le  affidiamo il compito di seguire Lei, direttamente al Governo la
  soluzione  di  questo  problema perché la  Commissione  ha  trovato
  sempre  un  po'  troppi ostacoli. Siccome invece tutti  ci  teniamo
  affinché questo possa andare in porto, mi permetto di fare una cosa
  anomala,  mi  permetto di dare direttamente se mi posso  permettere
  Presidente  a ché questa cosa possa essere gestita direttamente  da
  Lei Presidente, perché questa legge possa trovare la luce perché  è
  troppo importante.
   Riprendiamo e vediamo se l'onorevole Siragusa a seguito di  questa
  proposta   ritira   l'articolo.  E  quindi  per   la   soppressione
  dell'articolo così per come ci eravamo parlati.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  anch'io  voglio
  dare  fiducia  e credere alle parole del Presidente della  Regione,
  quindi  il  mio  non era un intervento ideologico e  lo  dico  alla
  collega  che  lo  aveva sostenuto prima, poi  se  io  personalmente
  contro  la  caccia,  qua non stiamo parlando della  caccia  ma  era
  chiaramente  l'unico modo per poter mettere sul tavolo il  discorso
  che  poi,  successivamente  è stato fatto.  Quindi  preannuncio  il
  ritiro dell'emendamento.

   PRESIDENTE. Che non venga visto come un ricatto.

   SIRACUSA. Parlare del tema era l'unico appiglio che c'era.

   PRESIDENTE.  Perché  in politica si fanno compromessi,  questi  si
  chiamano  compromessi  ma questo è un compromesso  a  favore  degli
  animali, quindi credo che sia un fatto più che positivo.

   SIRAGUSA. Quando si trovano soluzioni che possano andare  incontro
  a  tutti quanti non sono compromessi ma sono soluzioni. Voglio dare
  fiducia al Presidente della Regione.

   PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Figuccia, Amata,
  Catalfamo,  Ragusa, sono quasi tutti di maggioranza. E' iscritta  a
  parlare l'onorevole Amata. Ne ha facoltà.

   AMATA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  anche  se   gli
  argomenti  non  erano  attinenti a questo  articolo  è  stato  bene
  aprire, ringrazio l'onorevole Siracusa, perché sicuramente il  tema
  del  randagismo  è  un  tema molto sentito soprattutto  dagli  enti
  locali.  Personalmente  ho fatto l'assessore  a  Messina  e  questa
  problematica l'ho seguita veramente in maniera attenta e da vicino.
  E condivido con quanto detto della non necessità del canile-rifugio
  che è una cosa assolutamente innaturale.
   Certamente,   il   canile  sanitario  per  la  sterilizzazione   e
  quant'altro  però  mi auguro che al più presto  possa  arrivare  in
  quest'Aula  il  disegno di legge in maniera  tale  da  approfondire
  l'argomento perché è una materia che va sicuramente regolamentata e
  quindi  mi piacerebbe in quell'occasione magari approfondire meglio
  l'argomento.
   Per  quanto  riguarda  l'articolo  in  questione,  secondo  me   è
  assolutamente  giusto  e corretto intervenire,  così  come  abbiamo
  fatto   per  tante  altre  categorie,  trattandosi  di  una   tassa
  governativa,  evidentemente  non  sfruttata,  non  utilizzata,  dai
  cacciatori  e  quindi  apprezzo l'intervento dell'assessore  Scilla
  perché francamente secondo me doveva essere il 100 per cento.
   Mi  rendo  conto,  sarebbe inutile presentare  un  emendamento  in
  questo  momento perché la copertura non ci sarebbe,  però  apprezzo
  l'impegno  che lei assessore ha preso con quest'Aula  di  prevedere
  anche per il 2022 un abbattimento della tassa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, posso chiedere ai  colleghi,  per
  favore,  specialmente quelli della maggioranza,  interventi  veloci
  perché  se  siamo  d'accordo  con quello  che  prevede  il  Governo
  possiamo cercare di fare più velocemente.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo.

   CAMPO.  Signor Presidente, Governo, colleghi deputati, io  capisco
  che  l'attività venatoria, i cacciatori, sono tutelati da una legge
  dello  Stato  e lo accetto nonostante la caccia non sia  nella  mia
  sensibilità però c'è un'altra legge che è regionale, e mi riferisco
  alla legge 33 del 1997 che istituiva qua nella Regione siciliana  i
  centri di recupero di fauna selvatica, non capisco perché una legge
  va   presa  in  considerazione  e  l'altra  via  via  sta   andando
  dimenticata.   Praticamente  questi  centri  di   fauna   selvatica
  Presidente sono stati, erano parecchi all'inizio

   PRESIDENTE.   Chiedo   scusa.  Onorevole   Figuccia,   credo   che
  l'onorevole Campo si stia rivolgendo all'assessore Scilla  per  cui
  deve stare attento.

   CAMPO.  Sì,  mi  rivolgevo all'assessore Scilla senza  dubbio,  ma
  anche  al Presidente Musumeci che ha citato i bracconieri e  mi  fa
  piacere  perché  questi centri di tutela di fauna  selvatica  erano
  proprio  in  prima  linea  per  combattere  tutti  i  danni  che  i
  bracconieri  fanno  alle specie endemiche e autoctone  della  fauna
  selvatica  del nostro territorio ossia marina che terrestre  e  che
  facevano  un servizio incredibile. Via via sono andati  a  chiudere
  per  mancanza  di  fondi,  per mancanza di finanziamenti  regionale
  perché questa legge è stata disattesa dalla Regione stessa.
   E  parlo  per  esempio  del  centro di  Comiso,  di  Belpasso,  di
  Valcorrente  che hanno chiuso, erano rimasti quello di Messina,  di
  Agrigento, di Enna e quello di Ficuzza che da solo gestiva tutto il
  comprensorio  Palermitano curando un sacco di  animali  feriti  dai
  bracconieri. Io ogni anno ho presentato un emendamento  ed  era  in
  quest'articolo  25  proprio per sostenere questi  centri  di  fauna
  selvatica.  Non  capisco  perché  è  stato  accantonato   fra   gli
  aggiuntivi se stiamo tutelando i cacciatori è bene che si  tutelino
  anche gli animali che vengono feriti dai bracconieri.
   Io  questo Presidente ci tengo a dirlo affinché non sia il  solito
  emendamento  che  è fra gli aggiuntivi e che poi  va  a  finire  in
  qualche  collegato  nel dimenticatoio dell'Assemblea  e  che  siano
  costretti  a chiudere anche gli ultimi centri che sono  rimasti  in
  Sicilia.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. In ordine per favore. C'è  l'onorevole
  Foti.  Cerchiamo  veramente  tutti  di  limitarli  nel  tempo   gli
  interventi se possibile.

   FOTI.  Signor  Presidente, in merito all'articolo 25  diciamo  non
  posso  che dire ovvio. Ovvio che chi ha pagato per fare qualcosa  e
  non  l'ha  potuta  fare, causa forza maggiore, debba  potere,  come
  dire,  scomputare il beneficio non goduto, anche se  in  due  anni,
  pazienza.
   In  merito  ad alcuni interventi, mi ricordo quello dell'onorevole
  Lo Curto, immagino lei si riferisse al fatto che la legge nazionale
  consentiva  alle Regioni di tassare il rilascio dell'autorizzazione
  annuale  al  cacciatore, vincolando quella tassa a beneficio  delle
  ripartizioni  faunistico-venatorie. A tale questione,  diciamo  che
  avevamo  affrontato la scorsa legislatura e, parzialmente,  durante
  l'attività  della  III  Commissione in  questa  legislatura,  avrei
  preparato  un  subemendamento che, e ne stiamo discutendo  con  gli
  Uffici,  sul capitolo in entrata delle tasse previste  in  modo  da
  destinare   gli   introiti   al   finanziamento   della    attività
  istituzionali  delle  ripartizioni faunistico-venatorie  e,  per  i
  centri  di  recupero,  fauna selvatica riallacciandomi  anche  alla
  vicenda, poco fa narrata dalla collega Campo.
   Purtroppo, chi gestisce questi centri per l'aiuto della fauna,  in
  sostanza,   accoglie   animali,  spesso  volatici   che,   diciamo,
  erroneamente, sono stati colpiti e quindi hanno bisogno, come dire,
  di  cure  e  di riabilitazione, però purtroppo, Presidente,  questi
  centri ricevono davvero pochi spiccioli.
   Ora,  dato che la ratio con la quale le Regioni furono autorizzate
  a istituire la tassa, e parliamo dell'articolo 23, comma 1, legge I
  settembre  1992,  n. 157, che è una legge nazionale,  autorizza  le
  Regioni   al   prelievo  faunistico-venatorio  esclusivamente   per
  finanziare  la  gestione  faunistica  del  territorio.  Quindi,  la
  destinazione  di  questa  tassa  non  può  andare  nel   cosiddetto
  calderone  generale,  ma  deve  anzitutto  finanziare  le  attività
  istituzionali delle ripartizioni faunistico-venatorie  che,  vorrei
  dire, a volte non hanno neanche i soldi per rilasciare il tesserino
  cartaceo, fisicamente stampare, perché la Regione a volte non ha le
  somme,  nonostante garantiscono importanti introiti e, oltre  tutto
  non  aiutano il ripopolamento o la riabilitazione di quegli animali
  selvatici   che   vengono  feriti  spesso  purtroppo   in   maniera
  volontaria.
   E  in  quel  caso  parliamo  dell'opera  di  criminali  che  vanno
  assolutamente perseguitati, e quindi sto chiedendo agli Uffici,  se
  l'assessore può anche darci ragguaglio su questa cosa - non  so  se
  stava seguendo la collega - la tassa fu concessa alla Regione  allo
  scopo  di aumentare il ripopolamento e sostenere economicamente  le
  ripartizioni  faunistiche dei vari territori. Ad oggi  è  a  nostra
  conoscenza  che  invece  i  soldi  che  vengono  pagati  vanno  nel
  calderone generale.
   Io  ho  proposto  qualcosa  agli Uffici,  vediamo  se  lo  rendono
  ammissibile,   per  vincolare  parte  di  questi  soldi   fino   al
  soddisfacimento  dei fabbisogni per le ripartizioni  faunistiche  e
  per  i  centri  per il recupero della fauna che si  occupano  degli
  animali. Non so se lei  lei annuisce, immagino che sia a conoscenza
  della   cosa,   se   lei   è  favorevole  sto   proponendo   questo
  subemendamento insomma. Grazie.

   PRESIDENTE.   Sono  iscritti  ancora  a  parlare   gli   onorevoli
  Catalfamo, Figuccia, Ragusa e Caputo.
   E' il primo, ha facoltà di parlare l'onorevole Catalfamo.

   CATALFAMO.  Grazie  Presidente. In effetti  non  avevo  capito  le
  intenzioni che animavano l'intervento dell'onorevole Siragusa, dopo
  di  che si è spiegato meglio da questo scranno, e devo dire che  in
  effetti  la  legge  sul randagismo merita assolutamente  di  essere
  finanziata,  anche  se  probabilmente  sarebbe  stato  meglio   non
  scendere   nella  contrapposizione  ideologica  tra  animalisti   e
  cacciatori.
   La  caccia, a prescindere da qualsiasi considerazione etica che si
  può  fare  in  merito a questo tipo di attività, è normata,  e  fin
  quando   è   normata  e  fin  quando  è  consentita   deve   essere
  assolutamente tutelata, devono essere assolutamente tutelati  tutti
  coloro i quali hanno questa passione.
   Tra  l'altro ci sono state per le congiunture negative per  questi
  cacciatori impossibilità oggettive di svolgere questa attività,  ma
  ancora  prima  i  calendari venatori erano stati, quasi  tutti  gli
  anni, impugnati. Quindi, alla congiuntura pandemica, si è andata ad
  aggiungere  nel  corso degli anni anche qualche altra  problematica
  per  la quale probabilmente, come Governo regionale, abbiamo  avuto
  anche qualche responsabilità.
   Volevo   ringraziare   il   Governo  regionale   e,   soprattutto,
  l'assessore  Scilla,  perché attraverso  questo  articolo  ha  dato
  seguito a quello che è stato un ordine del giorno che, come  Gruppo
  parlamentare, abbiamo presentato, credo già un mese  e  mezzo,  due
  mesi fa.
   Noi  avevamo  chiesto la totale soppressione di questo  onere.  Mi
  rendo conto che non è stato possibile muoversi pienamente in questa
  direzione, ma già questo è un segnale assolutamente importante.
   Mi  sentirei anche di sottoscrivere l'emendamento che eleva all'80
  per  cento  l'esenzione, ma essendo privo di copertura  diventa  un
  qualcosa di assolutamente superfluo.
   Mi    sembra   invece   importante   sottolineare   un   passaggio
  dell'intervento del Presidente Musumeci. Quel passaggio in  cui  il
  Presidente Musumeci ha detto che comunque, in ogni caso, la  caccia
  non può e non deve diventare bracconaggio.
   Tra   gli   emendamenti  che  come  Gruppo  parlamentare   abbiamo
  presentato,  vi è anche un emendamento che rimpinguava il  capitolo
  di  bilancio  relativa  alla Guardia venatoria,  perché  mi  arriva
  notizia  che  questo  capitolo  è insufficiente  per  garantire  lo
  svolgimento del controllo necessario affinché, appunto,  la  caccia
  non degeneri e diventi bracconaggio.
   Quindi chiedo al Governo se, assessore non so se mi ha seguito, ho
  detto  che avevamo presentato tra gli emendamenti aggiuntivi  anche
  un emendamento per rimpinguare il capitolo sulle guardie venatorie.
  Mi  rifacevo a quanto detto dal Presidente in materia di  lotta  al
  bracconaggio.
   Perché non pensare di riuscire, compatibilmente con le risorse,  a
  dare   una  risposta  in  questo  senso  che  credo  possa   essere
  importante? Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in   realtà
  intervengo,  Presidente dell'Assemblea e Presidente della  Regione,
  perché  prendo  spunto  da questo articolo 25,  perché  sono  molto
  contento   che  si  sia  trovata  l'occasione,  attraverso   questo
  articolo,  di  potere coniugare due dimensioni importanti.  Da  una
  parte  quella del benessere animale, facendo riferimento  anche  al
  tema del randagismo; e dall'altra al tema della caccia.
   Io  purtroppo  Presidente, lei avrà avuto modo di constatarlo  nel
  corso di questa seduta, ho avuto talvolta dei toni critici rispetto
  a  ciò che è accaduto nella Commissione Bilancio, non da parte  del
  Presidente della Regione. Io ho avuto questa sera dei toni  critici
  rispetto a ciò che è accaduto in Commissione Bilancio. E l'articolo
  25 mi dà la possibilità di portarne una testimonianza evidente.
   Lei sa, Presidente dell'Assemblea, come il Governo, e in testa  il
  Presidente della Regione, si è intestato delle battaglie importanti
  sulla  razionalizzazione di alcuni enti strumentali. E tra  questi,
  certamente, nella logica dell'investimento, del rilancio, c'era  un
  istituto al quale abbiamo dato mandato per fare sperimentazione  in
  ambito  animale, un istituto che fra l'altro in queste settimane  è
  protagonista di interventi importanti, perché sta divenendo il sito
  dove  si  fa il controllo della produzione in ambito zootecnico  di
  carni e di latte.
   Un  istituto che si sta rilanciando e che, sulla scia della  linea
  di  indirizzo  politico voluto finalmente da questo  Governo,  dopo
  tanti  anni,  sta  rendendo  il  mondo  della  zootecnia  siciliana
  protagonista nel panorama internazionale rispetto a questo tema  al
  punto  che,  paesi  come  l'Olanda o il  Belgio,  stanno  guardando
  all'Istituto zootecnico sperimentale per la Sicilia, grazie ad  una
  serie  di  azioni fatte dal Governo, come punto di riferimento  sul
  tema del benessere animale.
   Cosa è successo in questa finanziaria?
   Che  rispetto  ai due milioni di euro che c'erano  l'anno  scorso,
  quest'anno  è  stato  tolto un milione di euro all'Istituto,  così,
  scomparsi, da tre milioni, siamo passati a due milioni.
   Significa, Presidente, che non si possono pagare gli stipendi, non
  si  può  dare  da  mangiare agli animali  che  sono  stati  portati
  all'interno dell'Istituto, che sono stati confiscati alla  mafia  e
  che  sono  stati all'interno di quell'Istituto. Noi quest'anno  non
  potremo,  attraverso  quell'ente, neanche  dare  da  mangiare  agli
  animali presenti all'interno dell'Istituto.
   Ho  fatto  un  emendamento per porre rimedio e  per  recuperare  a
  questo  -  certamente - errore di scrittura che  sarà  accaduto  in
  finanziaria.
   Mi hanno detto  no, non è nel bilancio, mettilo alla finanziaria',
  ora lo abbiamo rimesso alla finanziaria.
   Va  avviata  un'interlocuzione con il saggio esperto e  competente
  Assessore  per l'agricoltura che sta anch'egli - come la Presidenza
  di questa Regione - attenzionando un tema che è fondamentale per il
  rilancio di questo settore in Sicilia.
   Lo  sottopongo  nuovamente e chiedo, alla presenza del  Presidente
  della    Regione,   dell'Assessore   per   il   bilancio,   insieme
  all'Assessore  al  ramo,  di trovare una  soluzione,  altrimenti  -
  purtroppo  -  non ci sarà alcuna possibilità di dare  continuità  a
  quell'azione importantissima e di grande livello, Presidente, e  lo
  garantisco, che l'Istituto ha avviato.
   Quindi,  così come rispetto a questo articolo 25 si è  trovata  la
  sintesi per trovare la soluzione ad un problema importante,  chiedo
  che  venga  trovata  soluzione, non per mettere  cose  in  più,  ma
  quantomeno per ripristinare quello che era lo scorso anno, in  modo
  da potere mantenere l'azione che era stata posta in essere.
   Grazie, Presidente, mi rivolgo anche a lei.

   PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Ragusa e Caputo.
   Onorevole Ragusa, ha facoltà di parlare.

   RAGUSA.  Presidente, l'atmosfera è conciliante, e  devo  dire  che
  obiettivamente  l'input  lanciato dal Presidente  dell'Assemblea  è
  stato  agganciato  in modo sensibile dal Presidente  della  Regione
  siciliana,  e  mi  riferisco al randagismo, azione nobile,  civile,
  attenta.
   Posso  solo  prendere atto che stasera si è consumato un  atto  di
  avanzamento sociale, culturale e politico. Sento il bisogno  quindi
  di ringraziarvi entrambi per l'input e per la risoluzione.
   L'Articolo 25 cioè la caccia. Molti colleghi si sono rivolti anche
  in  questo ragionamento che non avendo potuto fruire della  libertà
  di  potere esprimersi con l'attività venatoria, certamente, non  li
  possiamo penalizzare.
   L'Assessore Scilla comprende questo atteggiamento e dice anch'esso
   ok,  sono  d'accordo anche io , è chiaro che non possiamo  vessare
  questo  tipo di attività perché per via del virus e per  l'attività
  non  gestita,  l'Assessore parla del 50 per cento,  c'è  chi  parla
  dell'80  per  cento, io personalmente farei una sanatoria  generale
  rispetto  a  questo  percorso, però mi apro - mi  scusi,  Assessore
  Scilla - farei una sanatoria generale.
   Così  come  ho  avuto modo assessore Scilla, Presidente  Musumeci,
  l'assessore  Scilla  in questa finanziaria  è  passato  alla  Terza
  Commissione,   è  passato  dalla  Seconda  Commissione,   in   modo
  comprensibile, ma addirittura le dico si apre sui territori in modo
  propositivo   che  l'azione  che  ogni  assessore   dovrebbe   fare
  attraverso  la sua delega e come? Raccoglie l'invito dell'onorevole
  Figuccia, lo fa suo, e questo lo comprendiamo e gli diamo atto, poi
  intelligentemente  cosa  fa l'assessore Scilla?  Mi  parla  di  una
  struttura  che si chiama Asca, che fu portata avanti  almeno  dieci
  anni  fa.  Che  cosa  è  l'Asca? Sono degli strumenti  al  servizio
  dell'agricoltura  chiusi  in  uno  scatolo,  è  una  struttura  mai
  utilizzata.  A  che cosa servono questi strumenti? Servono  per  la
  ricerca sensoriale per quelle aziende che ne hanno bisogno, per far
  sì   che  i  propri  prodotti  vengano  testati,  e  quindi  dà  la
  possibilità al consumatore di avere la certezza che non c'è nessuna
  forma  di  inquinamento. A cosa serve ciò caro Presidente Musumeci?
  Molte  aziende  agricole  siciliane, ed  in  particolare  io  parlo
  dell'attività ragusana, si rivolgono a centri del nord e del centro
  Italia  e  hanno  un  costo esagerato. Ma per quale  motivo  io  mi
  chiedo?  Per  quale motivo oggi non dobbiamo rimettere  in  cammino
  questi  strumenti  e farne anche modello di questa  operazione  che
  serve  alle aziende, serve all'agricoltura, è una garanzia per  chi
  produce e per chi consuma.
   Allora, rispetto a questo percorso, l'assessore Scilla ha preso un
  impegno importante che trattasi di poche somme, solo un milione  di
  euro  Presidente,  che servono a mettere in moto  le  macchine  per
  iniziare un percorso, e fare sì che l'assessore Scilla possa essere
  promotore della qualità sicura perché, caro Presidente Musumeci

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ragusa, cerchiamo  di  rimanere  al  testo
  perché è già tardi.

   RAGUSA.  Ha ragione Presidente, ma ognuno di noi sente il  bisogno
  di esprimere quello che sente nel momento della finanziaria, perché
  sa  questi  interventi non sono una perdita di tempo,  sono  valore
  aggiunto  che servono agli attori del Governo regionale  per  farli
  propri  e proporli sul territorio, perché noi che sosteniamo questa
  maggioranza   quanto  meno  rappresentiamo  i  territori,   e   poi
  ribaltiamo in quest'Aula quello che noi percepiamo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo ringraziare
  tutti  coloro,  in primis il collega Siracusa che ha  sollevato  la
  questione  e che ha aperto il dibattito, e anche la promessa  fatta
  dal  Presidente  Musumeci,  che ha  oggi  preso  l'impegno  per  la
  copertura di questa somma relativa all'emendamento.
   E'  un primo passo importante che premia il lavoro, non solo della
  Commissione e di tutti coloro che ogni giorno si spendono, ma anche
  di  chi, come me, ha girato diversi comuni e alcuni territori, dove
  la  necessità  di  costruire un rifugio è fondamentale.  Io  chiedo
  comunque al Governo, non solo che questo primo passo venga  al  più
  presto  trovato  questo milione di euro, ma  chiedo  anche  che  il
  Governo  possa dare attuazione alla sentenza n. 62 del  2020  della
  Corte  Costituzionale,  che ha dato e ha riconosciuto  la  validità
  della  legge  di stabilità dell'8 maggio 2018, che all'articolo  99
  comma  8 prevedeva un notevole stanziamento di somme che sono poste
  sui  Poc,  che garantirebbero, non solo la creazione di 4-5  rifugi
  per  cani,  perché ricordo a me stesso che un rifugio  può  costare
  all'incirca  250-300  mila euro, ma con quelle  somme  stanziate  e
  riconosciute   con  la  sentenza  della  Corte  costituzionale   si
  eliminerebbe  il  problema  del  randagismo  in  tutta  la  Regione
  siciliana.
   Grazie signor Presidente.

   PRESIDENTE. E allora, onorevole Dipasquale, l'emendamento  da  lei
  presentato prevede ovviamente una maggiorazione di spesa,  per  cui
  devo chiedere al Governo se è coperto.
   Non è coperto. Va quantificato e coperto, onorevole Dipasquale.
   Se il Governo può intervenire e dirmi se questa cosa
   Allora, siccome c'è un incremento comunque di spesa, se il Governo
  lo fa suo io non ho bisogno di chiedere a nessuno, e poi il Governo
  se  lo  sistema.  Perché sennò devo fare il voto  finale.  Soltanto
  questo, votiamo questo ed è tutto votato.
   Stanno  verificando un attimo. Cioè mi sembra  di  capire  che  il
  Governo lo vorrebbe fare, sta verificando se
   Altrimenti,  Presidente della Regione, se mi posso  permettere  un
  suggerimento, siccome si tratta di pochissime cifre, se lo  fa  suo
  il Governo, e poi la soluzione se la trova dopo. La proposta è sua,
  ma se il Governo lo fa suo, non ci sono problemi.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. È semplicissimo. Siccome è condiviso, e non può essere
  dell'80  per  cento, perché in questo momento la  copertura  non  è
  possibile  farla, il Governo lo farà suo per il 70 per  cento,  che
  già  abbiamo verificato che ci sono. Quindi il Governo lo fa suo  e
  lo votiamo.

   PRESIDENTE. A me basta che l'emendamento lo faccia il  Governo,  e
  io ho risolto il problema.

   DIPASQUALE. Lo fa il Governo, e da 50 per cento passa  al  70  per
  cento. Non serve che lo presento io.

   PRESIDENTE. E allora, diciamo che c'è un emendamento del Governo.

   MUSUMECI,   presidente  della  Regione.  Il  Governo  naturalmente
  condivide   la  proposta  dell'onorevole  Dipasquale,   pur   nella
  ristrettezza delle risorse disponibili e con la condivisione  anche
  dell'Assessore che ha verificato la copertura.

   PRESIDENTE. E allora, se l'Assessore mi fa un emendamento veloce.

   MUSUMECI, presidente della Regione. E quindi, aderiamo.

   PRESIDENTE. Perfetto. Grazie, Presidente.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Solo trenta  secondi,  signor
  Presidente, la ringrazio, per rassicurare l'onorevole Figuccia  che
  ha posto il tema del rilancio dell'Istituto zootecnico, istituzione
  alla   quale  il  Governo  guarda  con  grande  interesse,  assieme
  all'Istituto zooprofilattico sperimentale e assieme all'Ente per lo
  sviluppo  agricolo.  Sono tre enti che stiamo cooperando  nel  loro
  rilancio.
   Voglio  assicurare l'onorevole Figuccia che non  possiamo  erogare
  risorse  per  l'acquisto  dei mangimi - si  troverà  una  soluzione
  diversa  -  ma se l'istituto preparerà e presenterà degli  appositi
  progetti, anche legati alla ricerca animale, noi, utilizzando fondi
  extraregionali, possiamo impegnarci a reintegrare la  somma  che  è
  venuta meno nello stanziamento dell'esercizio 2021.

   PRESIDENTE. Presidente, è come se lo avesse firmato lei,  è  vero?
  C'è una firma che non capiamo, ma insomma per il Governo è come  se
  ha firmato il Presidente.
   Modificare 80 per cento con 70 per cento. No 80 per cento  con  70
  per cento, qua è 50 per cento. 50 per cento con 70 per cento.
   Dobbiamo  votare  tre  volte? Tanto vale che lo  presentiamo  come
  emendamento e l'onorevole Dipasquale ritira il suo. Mi  sembra  più
  semplice.

   DIPASQUALE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Quindi,  c'è  un  emendamento  del Governo  che  modifica  il  50%
  esistente con 70%.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 25. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Bene, ce l'abbiamo fatta alla fine.
   Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:

                             «Articolo 26.
                 Proroga termini iniziative culturali

   1. In considerazione dell'emergenza sanitaria da Covid-19 in atto,
  le   iniziative  a  valere  sul  contributo  straordinario  di  cui
  all'articolo 12, comma 5, della legge regionale 12 maggio 2020,  n.
  9,  destinato  a  tutti i siti Patrimonio dell'UNESCO  presenti  in
  Sicilia  possono  essere  realizzate entro  il  30  giugno  2021  e
  rendicontate entro i successivi sessanta giorni.

   2.  Parimenti le iniziative a valere sulle autorizzazioni di spesa
  di  cui  all'articolo 31, comma 6, della legge regionale  8  maggio
  2018,  n. 8 e successive modificazioni, finanziate per l'anno 2020,
  possono  essere  realizzate entro il 30 aprile 2021 e  rendicontate
  entro  i  60 giorni successivi nonché le iniziative a valere  sulle
  autorizzazioni  di  spesa  di  cui  all'articolo  65  della   legge
  regionale   7   maggio  2015,  n.  9  e  successive  modificazioni,
  finanziate per l'anno 2020, possono essere realizzate entro  il  30
  aprile 2021 e rendicontate entro i 60 giorni successivi».

   Gli  emendamenti soppressivi all'articolo 26 sono tutti  ritirati.
  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 26.12 a firma dell'onorevole Catalfamo.
   Il Parere del Governo?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione? Come no? La  Commissione
  dice no, il Governo dice favorevole. Colleghi, per favore. Va bene,
  non lo facciamo, ok. Se era una cosa veloce lo facevamo, ho capito.
  No,  ma  mi  sembra di capire che ci sono numerosi  interventi.  Se
  siete tutti d'accordo. No, il mio problema è che già ho chiesto, ho
  già visto dieci mani alzate, questo è il mio problema.
   Quindi se iniziamo gli interventi come prima, che sono interventi,
  come  dire,  tutti  stimolanti, ma che alla fine ci  fanno  perdere
  troppo  tempo   E  allora, scusate, siccome  se  la  Commissione  è
  favorevole

   CAFEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Allora, chieda chiarimento. Vediamo  se
  il  Governo può rispondere velocemente al chiarimento, prego. Dov'è
  andato onorevole Cafeo? Ah, è andato a prendere il chiarimento,  un
  attimo.   Articolo   26.  Lo  so,  allora  stia  tranquillo,   stia
  tranquillo. Onorevole Cordaro, assessore Cordaro fa rispondere alla
  Presidenza  per favore? Grazie. Ah, si è spaventata sua moglie,  va
  bene.
   Scusate,  non  c'è  dubbio. Io mi devo  rivolgere  al  lato  della
  maggioranza.  Se  noi cerchiamo di fare le cose con  un  minimo  di
  velocità e chiediamo all'opposizione i dieci interventi, ha ragione
  su  questo.  Non  posso negarlo. Gli interventi  della  maggioranza
  devono essere limitati quanto più è possibile di un minuto, veloci,
  perché  non c'è dubbio che poi l'opposizione dice  siccome ci  sono
  tutti   questi  interventi,  allora  li  facciamo  pure  noi .   La
  finanziaria   è   della  maggioranza,  la  maggioranza   non   deve
  intervenire,  scusatemi, mi permetto, non voglio  fare  critiche  a
  nessuno,  però quando poi l'onorevole Barbagallo mi risponde  così,
  non  posso che dire che ha ragione lui, cosa che mi dispiace  fare,
  sinceramente.  Gli  interventi di maggioranza devono  essere  molto
  limitati, stringatissimi e velocissimi, perché sennò veramente  non
  ce ne usciamo più. Prego onorevole Cafeo.

   CAFEO. No, Presidente, ho sbagliato articolo.

   PRESIDENTE. Come?

   CAFEO. Ho sbagliato articolo.

   PRESIDENTE. Ha sbagliato articolo, non c'è problema.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Presidente, io dico subito che sono d'accordo su questo
  articolo.  Non  capisco però perché il secondo comma stabilisca  un
  tempo  diverso rispetto al primo. Cioè questo articolo, considerata
  la  stagione  Covid,  consente sia ai Comuni cosiddetti  contributi
  dati  per  i Fondi Unesco, sia i contributi dati con la finanziaria
  scorsa  per  le  istituzioni culturali,  di  potere  effettuare  le
  manifestazioni e rendicontarle nei successivi 60 giorni,  entro  il
  30  giugno. Non capisco perché quelli al 30 aprile e quelli  al  30
  giugno.
   Quindi  chiedo al Governo di uniformare la possibilità di fare  le
  manifestazioni  al  30 giugno e le successive rendicontazioni.  Tra
  l'altro l'abbiamo fatto anche in altri momenti.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Grazie signor Presidente. Volevo evidenziare  che  per
  il  secondo  anno consecutivo viene in finanziaria questo  articolo
  che  riguarda  la  proroga della rendicontazione  delle  iniziative
  culturali.  Volevo quindi invitare l'assessore Samonà,  perché  non
  può essere che ogni anno   dico c'è un meccanismo che non funziona:
  o sono ritardi degli Uffici, o sono ritardi di coloro che ottengono
  i  benefici, o sono le graduatorie che vengono approvate alla  fine
  dell'anno. Non fa onore all'Assessorato e non fa onore al  Governo,
  anche  nel  rapporto con l'Aula, che ogni anno  si  interviene  per
  legge  su  rendicontazioni  che sono esclusivamente  di  competenza
  amministrativa.
   Le  leggi vanno utilizzate per disegnare, come dire, temi generali
  e  astratti  per  lo  sviluppo della Sicilia e non  per  correggere
  errori degli Uffici.

   PRESIDENTE. Ci sono altri interventi?
   Allora c'è l'emendamento che era stato previsto, che è il 26.12  a
  firma  dell'onorevole  Catalfamo. Lo pongo  in  votazione,  con  il
  parere favorevole del Governo e della Commissione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Scusatemi,  i due Assessori, uno per il comma 1 e l'altro  per  il
  comma  2,  se per favore mi possono dire se parificano le  date,  o
  come se le sono giocate.

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Signor  Presidente, sono due tipologie di interventi  completamente
  diversi.  Il secondo comma, che riguarda l'Assessorato del turismo,
  riguarda la legge

   PRESIDENTE.  Assessore  Messina, mi deve soltanto  dire  se  viene
  parificato o rimane com'è. Punto.

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Rimane com'è. Posso spiegare perché.

   PRESIDENTE.  Già ha risposto. Il 26.12 è già stato  approvato,  ho
  detto con il parere favorevole del Governo e della Commissione. Poi
  prima  di  votare  l'articolo,  ho  chiesto  questa  cosa  ai   due
  assessori.
   Scusi  onorevole  Cracolici, ho chiesto  agli  assessori  se  sono
  disponibili ad aderire alla sua richiesta, e hanno risposto no. Che
  vuole  che le dica? Ha già spiegato che sono due tipologie diverse,
  lo ha già detto, che devo fare? Che spiegazioni volete?
   Onorevole Cracolici, ho chiesto agli assessori se sono disponibili
  a  venire incontro alla sua richiesta. Mi è stato detto no,  perché
  sono  due  tipologie  diverse. Io non devo andare  a  chiedere  più
  spiegazioni  di  queste,  non se l'abbia  a  male.  Per  quanto  mi
  riguarda siamo alla votazione dell'articolo 26.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Mi  sembra che per oggi ne abbiamo abbastanza. La seduta è sospesa
  e riprenderà domani, giovedì 18 marzo 2021, alle ore 16.00.

  (La  seduta, sospesa alle ore 20.13 del 17 marzo 2021, è ripresa alle
  ore 16.46 del 18 marzo 2021)

    La seduta è ripresa.

   Coronavirus

  Sulla giornata nazionale in memoria delle vittime dell'epidemia da
                              Coronavirus

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Stiamo aspettando l'Assessore per
  l'economia. Ma, in attesa che arrivi l'assessore Armao -  oggi,  18
  marzo, è la giornata in memoria delle vittime del Covid.
     Mi  sembra  corretto, visto e considerato che qui,  in  Sicilia,
  stiamo  parlando  di 4.800 e passa persone, quest'Aula  dedichi  un
  minuto  di  raccoglimento in memoria di questi nostri  concittadini
  che sono venuti meno per colpa di questa malattia maledetta.

      (Tutti i presenti in Aula, in piedi, osservano un minuto di
                            raccoglimento)

   Grazie, onorevoli colleghi. Ovviamente, un abbraccio affettuoso va
  a tutti i familiari di questi nostri concittadini.

   n. 961/A e n. 962/A

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                       legge n. 961/A e n. 962/A

   PRESIDENTE.  L'Assessore  Armao è  ancora  in  conferenza  con  il
  Ministro Gelmini e con il Ministro dell'economia, per cui se volete
  possiamo  cominciare  con le norme che non riguardano  strettamente
  l'Assessorato  al  bilancio  e  così  andiamo  avanti  diversamente
  aspettiamo.
   L'articolo  22,  assessore  Lagalla,  è  stato  sistemato?  Perché
  c'erano  delle  cose  da  sistemare.  Intervenga,  Assessore,  così
  vediamo se è stato sistemato e casomai votiamo questo articolo.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Lagalla perché c'era qualcosa da
  chiarire sull'articolo 22.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Grazie, Presidente. Gli articoli 22 e 23, articoli relativi a norme
  di  semplificazione  e  regolazione del funzionamento  dei  sistemi
  rispettivamente  della formazione professionale e  dell'istruzione,
  mi  hanno  consentito  di potere verificare  all'interno  dell'Aula
  alcune  preoccupazioni  o  riserve con particolare  riferimento  al
  comma 5 dell'articolo 22.
   Il  Governo ha ritenuto di dovere e di potere prendere atto  delle
  osservazioni  che sono state fatte che, sostanzialmente,  adombrano
  un   timore  ed  una  paura,  cioè  che  possa  esserci  da   parte
  dell'Amministrazione   un   eccesso  di  discrezionalità   rispetto
  all'applicazione di un principio che noi riteniamo fondamentale  e,
  soprattutto,  strettamente  aderente  alle  previsioni  dell'Unione
  europea in termini di competitività plurale e di allargamento della
  possibilità di competizione.
   E  Allora,  do  lettura e, naturalmente, vi farò avere  subito  la
  riscrittura del comma 5, che fa riferimento sia all'atteso criterio
  della   proporzionalità   e,  quindi,  del   volume   di   attività
  storicamente svolto da ogni ente, ma, al tempo stesso, introduce il
  fatto  di sottoporre i criteri di contenimento di limite del  bando
  lo  prevede  di  sottoporlo al Comitato per le politiche  regionali
  della  formazione  professionale previsto  dall'articolo  17  della
  legge  23  che, evidentemente, porta a quel tavolo la  presenza  di
  tutte le rappresentanze del sistema della formazione.
   Vorrei  dire  che  l'articolo  è  particolarmente  importante  per
  evitare  una situazione che non è tanto e solo la concentrazione di
  risorse economiche in mano di pochi, ma è soprattutto evitare anche
  la   ripetizione  iterativa  di  corsi  aventi  sempre  la   stessa
  tipologia,  perché la norma introduce anche la possibilità  che  la
  Regione   sulla   base   delle  proprie   politiche   di   sviluppo
  evidentemente, pur rispettando sempre i principi di  concorrenza  e
  proporzionalità,  abbia  anche  la possibilità  di  richiedere  una
  diversificazione dell'offerta formativa verso profili e  qualifiche
  più  moderne e più aggiornate, a partire da quelle necessarie tanto
  per la transizione digitale quanto per la transizione ecologica.
   Tanto  volevo  dire  proprio a spiegazione della  riscrittura  che
  adesso darò agli Uffici.

   PRESIDENTE.  Assessore, scusi, in funzione di  questa  riscrittura
  che   lei  ha  annunciato  cosa  facciamo  accantoniamo  un  attimo
  l'articolo? È già pronta la riscrittura? La riscrittura è pronta. E
  allora,  la facciamo fotocopiare, la distribuiamo e così magari  la
  leggete, quindi è inutile che ..


                        Sull'ordine dei lavori

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.   Ne   ha  facoltà.  Colleghi,  per  favore   guardate
  l'onorevole Galvagno per gli interventi perché  me li sta  segnando
  lui.

   BARBAGALLO.   Presidente,  sull'ordine  dei   lavori.   Se   viene
  distribuita  la riscrittura siccome la riscrittura del  comma  5  e
  credo  anche il comma 6 erano due commi su cui dalla lettura  degli
  emendamenti mi pare che ci sono una serie di tensioni con tutte  le
  forze   parlamentari,  se  magari  andiamo  avanti  -  come  diceva
  l'Assessore  Cordaro  dal  27 al 31 -  così  abbiamo  il  tempo  di
  analizzare la riscrittura e proporre gli eventuali emendamenti.

   PRESIDENTE. No, questa è una scelta... volevo sapere se lo  voleva
  accantonare. Non lo vuole accantonare, quindi a limite passiamo  un
  attimo,  evitiamo  di iniziarlo, iniziamo con un altro  articolo  e
  appena è distribuita la riscrittura ritorniamo a questo.
   Assessore Cordaro, quale suggeriva lei? Dal 27 al 31. Il 23  e  il
  22 non sono collegati, assessore Lagalla?

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Presidente,  il 23 è istruzione e il 22 è formazione professionale;
  se vuole possiamo partire dall'articolo 23.

   n. 961/A e n. 962/A

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                       legge n. 961/A e n. 962/A

   PRESIDENTE. Allora,  partiamo dall'articolo 23. Ne do lettura:

                               «Art. 23.
  Adozione e revisione di norme relative ad istruzione e diritto allo
                                studio

   1.  L'Assessorato  regionale dell'istruzione  e  della  formazione
  professionale  è  autorizzato ad istituire un Fondo  di  rotazione,
  destinato  alla  anticipazione, in favore degli  enti  beneficiari,
  delle  somme necessarie al completamento degli accertamenti tecnici
  preliminari e dei vari livelli di progettazione, per come  previsti
  dall'articolo  23  del  d.lgs.  18  aprile  2016,  n.  50,  per  la
  realizzazione  e/o  la  manutenzione  straordinaria   di   immobili
  destinati  a  istituti  scolastici o  residenze  universitarie.  La
  dotazione  del Fondo, pari a 10.000 migliaia di euro, è individuata
  a  valere  sulle  risorse extraregionali nella disponibilità  dello
  stesso   Assessorato.   Il   Fondo  è  alimentato   attraverso   la
  restituzione  delle anticipazioni erogate a favore dei destinatari,
  detratte   dai  costi  di  realizzazione  delle  opere  ammesse   a
  finanziamento.  Entro  60 giorni dalla data di  entrata  in  vigore
  della  presente  legge,  con decreto dell'Assessore  regionale  per
  l'istruzione  e  la formazione professionale, previa  deliberazione
  della  Giunta  regionale, sono definiti i criteri di accesso  e  le
  modalità di utilizzazione del Fondo di rotazione.
   2.  All'articolo 27 della legge regionale 25 novembre 2002 n.  20,
  sono apportate le seguenti modifiche:
   a)  al comma 3 le parole  Assessorato regionale dei beni culturali
  ed  ambientali  e della pubblica istruzione  sono sostituite  dalle
  seguenti:  Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione
  professionale ;
   b)  al  comma  3  è aggiunta la seguente frase:  Il  trasferimento
  delle relative competenze, avviene entro e non oltre 20 dicembre di
  ogni  anno per le iscrizioni e le immatricolazioni accertate  dagli
  atenei  e  dagli  istituti  entro  il  30  novembre  dell'anno   di
  riferimento ed entro e non oltre il 30 marzo dell'anno seguente per
  le iscrizioni e le immatricolazioni avvenute successivamente ;
   c)  al comma 4 le parole  Assessorato regionale dei beni culturali
  ed  ambientali  e della pubblica istruzione  sono sostituite  dalle
  parole   Assessorato regionale dell'istruzione e  della  formazione
  professionale .
   3.  Dopo  il  comma  1 dell'articolo 10 della  legge  regionale  5
  settembre 1990, n. 34 è aggiunto il seguente:
    1  bis.  Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano,  in  via
  straordinaria  e  nel  rispetto  dei  principi  della  legislazione
  statale  vigente  in materia di reclutamento del personale  docente
  delle  scuole  statali, anche al personale insegnante  in  servizio
  alla data del 28 febbraio 2021 e da almeno trentasei mesi, in forza
  di  un contratto di lavoro a tempo determinato su posto in organico
  di diritto. .
   4. Per le finalità di cui all'articolo 87 della legge regionale  8
  maggio  2018,  n. 8 e successive modificazioni, è autorizzata,  per
  ciascuno  degli esercizi finanziari 2021, 2022 e 2023, la spesa  di
  150  migliaia di euro a valere sulla disponibilità complessiva  del
  capitolo 373314 (Rubrica 2, Missione 4, Programma 2, Titolo 1).
   5.  Per il triennio 2021-2022-2023, a valere sui trasferimenti  di
  cui  all'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio 2014, n.  5  e
  successive  modificazioni, la somma di 8.000 migliaia  di  euro  da
  iscrivere  su  apposito  capitolo di spesa della  rubrica  Pubblica
  istruzione del bilancio della Regione, è destinata ai comuni  quale
  contributo  alle  spese  sostenute  per  il  trasporto  alunni,  da
  ripartire,  per 6.500 migliaia di euro, in proporzione  alle  spese
  effettivamente sostenute da ogni ente nell'anno precedente  e,  per
  1.500  migliaia  di euro, in proporzione alle spese  effettivamente
  sostenute dai comuni in dissesto nell'anno precedente».

   All'articolo 23 ci sono...

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE.  Allora,  scusi  onorevole  Cracolici,  c'è   un   suo
  emendamento che non trovo?
   Se lei lo vuole illustrare vediamo subito di cosa si tratta.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,  io  avevo   presentato   questo
  emendamento  che credo che anche il Governo penso che  condiva,  né
  capisco i limiti dell'azione della vicenda di cui sto parlando.
   Le  Isole minori cioè Ustica, Egadi, Eolie, Lampedusa, Pantelleria
  hanno un regime di trattazione del dimensionamento scolastico  pari
  a  tutte  le  altre  città.  Risultato: dopo  70  anni,  l'Istituto
  comprensivo  di  Ustica, così al pari di altre Isole,  sono  state,
  come  dire, accorpate addirittura l'Istituto comprensivo di  Ustica
  al Convitto nazionale di Palermo.
   Ora,  il  problema non è solo il dirigente scolastico che per  una
  piccola  comunità  come  Ustica  è  una  cosa  essenziale,   perché
  significa anche gestire gli insegnanti e, soprattutto, per le Isole
  dove   c'è  un'altissima  mobilità  la  possibilità  di  non  avere
  graduatorie  dedicate  per consentire anche  le  supplenze  c'è  il
  rischio  che  i ragazzi vivano, diciamo, una condizione  eterna  di
  mobilità dei docenti.
   Allora,  avevo proposto un emendamento che, in deroga  anche  alle
  disposizioni nazionali - ma questa è una negoziazione,  no?  Perché
  noi  siamo  l'unica  Regione  che  ha  un  arcipelago  di  isole  e
  considerare  le Isole siciliane, come dire, come un tutt'uno  della
  Sicilia  è  una fesseria - allora, il mio emendamento,  consapevole
  che  non siamo noi a poter inserire una norma che deroga alle norme
  nazionali,  ma  vuol essere un appello forte all'Assessore  per  la
  pubblica  istruzione  affinchè  le Isole  della  Sicilia  accorpate
  Egadi,  Eolie,  Ustica,  Lampedusa,  Pantelleria  eccetera,   venga
  riconosciuto  da  parte  dello stato uno status  specifico  che  ne
  consenta l'autonomia scolastica.
   Chiudo.  Anche  perché  -  ma so che su questo  l'Assessore  stava
  procedendo ad un tentativo di superare il problema - non si può far
  fare  le graduatorie sugli insegnanti precari al Convitto Nazionale
  perché  c'è una conseguenza che tutti quelli del Convitto,  temendo
  di  doversene  andare ad Ustica, si stanno trasferendo,  insegnanti
  che  da  trenta,  venticinque  o quarant'anni  stanno  al  Convitto
  Nazionale  e  si  stanno  trasferendo per  paura  di  essere,  poi,
  obbligati ad andare ad Ustica.
   Quindi,  su  questo  credo  che  l'Assessore  stia  dividendo   le
  graduatorie, ma non è sufficiente fino a quando le Isole non  hanno
  riconosciuto  uno  status specifico al pari, io  dico,  delle  aree
  interne,  dove c'è un altro problema, in particolare sulle Madonie,
  che  l'Assessore conosce bene e dove dobbiamo provare a trovare una
  soluzione perché anche lì la condizione delle aree interne che  già
  vivono  mille  disgrazie  di suo se ci leviamo  pure  la  direzione
  didattica alle comunità abbiamo ulteriormente avviato quel processo
  di abbandono.
   Ecco,  il  mio  era un emendamento  civetta  affinché  l'Assessore
  assuma  anche l'iniziativa perché questa vicenda delle Isole minori
  abbia,  così  come quella delle aree interne, uno status  specifico
  che   altrimenti  la  Sicilia  si  trova  penalizzata  in   maniera
  inspiegabile  perché  Ustica non avrà mai 300  studenti  per  avere
  l'autonomia perché ha già meno di mille abitanti, 300 studenti  non
  li  potrà mai avere, però Ustica è Ustica, così come Pantelleria  o
  Lampedusa, sono condizioni particolari che non sono assimilabili  a
  nessun'altra area della Sicilia. Grazie.

   PRESIDENTE. Assessore, prima di darle la parola, credo  che  tutti
  condividano  quello  che  ha  detto ora l'onorevole  Cracolici  sui
  disagi  che vivono  le Isole minori  onorevole Foti, è già iscritta
  a  parlare,  sto dicendo una cosa all'Assessore e, poi, al  momento
  opportuno   sarà   chiamata  perché  è  già  nell'elenco.   Dicevo,
  comprendendo, ovviamente, i disagi che le Isole minori  e  che  gli
  abitanti  delle Isole minori hanno anche nel mondo dell'istruzione,
  probabilmente al di là di quello che ora dirà l'Assessore che  farà
  quello che potrà fare, potrebbe essere un'idea fare una mozione  in
  Aula,  un  ordine  del giorno, una mozione, da inviare  al  Governo
  nazionale  in  modo  da  fargli  capire  che  questo  Parlamento  è
  interessato e che, quindi, come dire, supporta enormemente l'azione
  del  Governo e dell'Assessore nella trattativa che si deve fare con
  lo Stato per ottenere qualche situazione più favorevole alle nostre
  Isole minori.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Grazie. Come desidera il Presidente. Presidente, scusa

   PRESIDENTE.   Sull'argomento  delle  Isole  minori?  Siccome   era
  intervenuto  l'onorevole Cracolici perché aveva un emendamento  che
  ovviamente  non  ha  trovato perché non lo poteva  trovare,  ma  lo
  voleva...
   Però  evitiamo  un  dibattito sulle Isole  minori,  ecco  soltanto
  questo, tanto sappiamo qual è il problema. Onorevole Lo Curto, però
  prima c'erano altri.
   Se  l'argomento è questo pregherei i colleghi, però, non per  dire
  sempre  le  stesse cose che non è che dobbiamo aprire un  dibattito
  sulle Isole minori. L'onorevole Cracolici ha segnalato un problema,
  il  Governo sta per rispondere al problema segnalato e poi si parla
  di altro, perché altrimenti se su ogni argomento interveniamo tutti
  per dire la nostra, finiamo tra sei mesi questa finanziaria. Io  ve
  lo  dico,  poi  come volete, non posso non darvi la  parola  se  la
  chiedete,  però  vi  prego di avere un minimo di responsabilità  in
  quello che facciamo.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. E' su questo argomento, onorevole Foti? Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, è su questo argomento, sempre su  questo
  articolo  che riguarda l'istruzione e, quindi, l'assessore Lagalla,
  anche  io avevo inviato degli emendamenti che, evidentemente,  sono
  stati  o messi negli aggiuntivi o altro. In particolare ce n'è  uno
  che  riguarda  proprio  le  Isole  minori  che  avevamo  ampiamente
  discusso  e  devo dire anche, praticamente, scritto a quattro  mani
  con l'assessore in V Commissione che recitava:  al fine di favorire
  il corretto esercizio dell'attività didattica nei plessi scolastici
  situati  nelle Isole minori, l'Assessorato regionale all'istruzione
  e  formazione è autorizzato a raddoppiare i valori economici per il
  finanziamento  destinato agli stessi, da  utilizzare  da  parte  di
  questi  ultimi  anche al fine di sostenere le  spese  di  trasporto
  marittimo  sostenuto  dai  docenti e dal personale  amministrativo,
  tecnico,   ausiliario  che  prestano  servizio  presso   i   plessi
  scolastici  delle  Isole  minori  siciliane.  Il  relativo  impegno
  economico   grava   sul  capitolo  343314    che   è   quello   del
  funzionamento,  quindi  non  ha maggiori  spese  ma  autorizzerebbe
  l'Assessore  a dare questo maggiore fondo di funzionamento  proprio
  per  andare incontro a quella triste realtà che è quella di docenti
  che,  purtroppo, viste le condizioni a cui sono sottoposti, cercano
  di  fuggire via dalle Isole non dando continuità didattica a questi
  studenti  che  sono  doppiamente penalizzati.  Ora,  Presidente  le
  chiederei di

   PRESIDENTE.  Onorevole Foti, il motivo per cui non  c'è  è  perché
  comunque prevede spesa, per cui

   FOTI. No, all'interno dello stesso  Guardi l'Assessore. Lo avevamo
  congegnato correttamente proprio per non avere
   Adesso le fornirò Presidente il cartaceo, se c'è l'accoglienza  da
  parte del Governo che, magari, conferma un pochino la logica che ci
  aveva fatto scrivere questa cosa, credo che sarebbe una cosa giusta
  considerandoci  proprio arcipelago e questi territori  isole  nelle
  isole. Grazie.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO CURTO. Signor Presidente, giusto riallacciandomi alla questione
  posta,  molto  correttamente, dall'onorevole Cracolici,  perché  la
  Sicilia  non è solo un'isola ma un arcipelago di isole  e  la  vita
  scolastica  all'interno  di  questo arcipelago  -  dicevano  alcuni
  circondati   dal  mare,  esattamente  -,  quindi,   la   continuità
  dell'azione didattica all'interno di queste piccole isole è davvero
  drammatica.
   Accade  anche,  Presidente ed Assessore, che i  colleghi  presidi,
  dirigenti scolastici, gli insegnanti che vanno nelle piccole isole,
  ci  restano  un anno, e cercano poi di fuggire perché,  ovviamente,
  hanno condizioni di vita un po' complesse per varie ragioni.
   Allora quando e se l'Assessore vorrà porre, così come faremo  noi,
  supportandolo con un ordine del giorno la questione e le  questioni
  relative
   Scusate, allora, vorrei l'attenzione dell'Assessore

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lentini,  chiedo  scusa,  stanno  parlando
  all'Assessore.

   LO   CURTO.   Capisco  che  l'Assessore  è,  come  dire,    bravo,
  bravissimo' a cogliere tutto anche se distratto e mentre parla  con
  altre persone, però ritengo che nel merito occorra essere veramente
  attenti.
   Dicevo  proprio  per vincolare, nel momento in cui  faremo  questo
  ordine  del  giorno, Assessore Lagalla, a sostengo  dell'iniziativa
  che  lei vorrà portare avanti, anche come Governo, e con il Governo
  nazionale,  perché  venga riconosciuto uno stato  particolare,  uno
  status   particolare  alle  scuole  delle  piccole  isole,   quindi
  l'autonomia.  L'autonomia  da  sola non  basta,  occorre  vincolare
  dirigenti,  docenti  e personale ATA a restare almeno  un  triennio
  nella  piccola isola favorendo il maturare di un punteggio che  poi
  possono  far valere a conclusione del terzo anno. Ma non  prima   A
  Pantelleria è stato il caso l'anno scorso - ed ogni anno è così, ma
  è  sempre  così  ovunque  -  che chi arriva  anche  come  dirigente
  scolastico  perché  trova la possibilità di  andare  da  Trieste  a
  Pantelleria,  ci  resta  il  tempo  strettamente  necessario,  anzi
  neanche  quello, e poi si trasferisce sulla cosiddetta  terraferma.
  L'unico  modo  è  vincolare,  vincolare  la  permanenza  attraverso
  l'attribuzione  di  un punteggio diverso, come  accade  nei  comuni
  montani,  come accade in altre realtà. Se questo si fa,  allora  si
  può  ovviare  al problema che è stato ampiamente posto e  condiviso
  pienamente. Grazie.

   PRESIDENTE.  Mi  rivolgo  un  attimo ai Capigruppo.  L'emendamento
  dell'onorevole Cracolici viene trasformato in ordine del giorno. Io
  credo,   ovviamente  mi  è  stato  anche  richiesto  dall'onorevole
  Cracolici, che per dare forza a questo ordine del giorno da inviare
  a  Roma  la  firma dei Capigruppo sarebbe necessaria,  di  tutti  i
  Gruppi.  C'è  bisogno che lo facciamo girare  o  la  considero  già
  apposta da parte di tutti?

                     (Intervento fuori microfono)

   Lo vuole leggere?  Fatelo leggere e mi fate sapere se c'è la firma
  di  tutti i Capigruppo che poi, a fine giornata, lo facciamo votare
  come ordine del giorno da mandare.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  segnalare
  che proprio in questi giorni
   Se ho l'attenzione anche dell'assessore Lagalla

   PRESIDENTE.  Per  favore,  onorevole Zafarana  e  onorevole  Foti,
  stanno parlando all'Assessore, per favore. Prego.

   PALMERI.  Proprio in questi giorni vorrei segnalare  -  visto  che
  stiamo parlando di scuole - che
   Assessore Lagalla

   PRESIDENTE.   Onorevole  Zafarana,  la  prego,   stanno   parlando
  all'Assessore. Grazie.

     PALMERI.  proprio in questi giorni mi è arrivata la segnalazione
  che   in   alcune  province,  in  alcuni  comuni,  alcuni  istituti
  scolastici  rischiano  di  essere trasferiti  presso  altri  comuni
  limitrofi.  Credo  che  sia opportuno evitare  lo  smembramento  di
  queste  scuole,  evitare  disservizi  alle  famiglie.  Ad  esempio,
  riporto  a  titolo  di  esempio, il comune  di  Alcamo,  l'Istituto
  Almayer, il Commissario straordinario ha riconfermato la recessione
  del  contratto  di locazione dell'Istituto, quindi  si  rischia  il
  trasferimento  dell'Istituto ma anche lo  smembramento  in  diversi
  edifici.  Quindi anche quest'anno, come l'anno scorso, già  si  era
  intervenuti in questo senso.
   Visto   il   poco  preavviso  che  ho  avuto,  ho  presentato   un
  subemendamento  al  mio emendamento 23.23 dove parlo  di  estendere
  l'edilizia  scolastica  alle superfici  esterne  per  creare  delle
  superfici  per  fare  attività sportiva, visto  che  abbiamo  delle
  situazioni di pavimentazioni non idonee per fare attività  sportiva
  anche  all'aperto  delle scuole. Segnalazioni ricevute  da  diversi
  dirigenti scolastici. Grazie.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, intervengo
  in  particolare,  e chiedo l'attenzione sia dell'assessore  Lagalla
  che  dell'assessore Zambuto, sul quinto comma dell'articolo 23.  Il
  quinto comma dell'articolo 23 recita:  Per il triennio 2021-2023  a
  valere sui trasferimenti di cui all'articolo 6, legge n. 5/2014, la
  somma  di  8  milioni di euro da iscrivere su apposito capitolo  di
  spesa   della  Rubrica  istruzione  del  bilancio  della   Regione,
  destinato  ai  comuni  quale  contributo  spese  per  il  trasporto
  alunni . Mi fermo qua.
   Questi soldi, annualmente, vengono già trasferiti dall'Assessorato
  alle  autonomie locali, essendo, appunto, una riserva a carico  del
  fondo  per  le  autonomie. Qual è la ragione  per  la  quale  viene
  trasferita  la  somma ad un capitolo di spesa, non delle  autonomie
  locali ma, dell'Assessorato all'istruzione?
   Io  non  lo  trovo funzionale, nel senso che quando  l'Assessorato
  alle  autonomie  locali fa il piano di riparto annuale,  così  come
  trasferisce  i restanti fondi, trasferisce anche questi,  d'intesa,
  credo, con l'ANCI, ai comuni ed io lo trovo molto più semplice.
   Aggiungo,  però,  a  parte  questa  osservazione,  anche  un'aspra
  critica, Presidente, perché questo Parlamento ha approvato la legge
  n.  10 del 2019 sul diritto allo studio che all'articolo 12 prevede
  la  gratuità del trasporto alunni. E' detto, con chiarezza, che  il
  trasporto alunni è gratuito. Così ricordo, se ricordo male leggiamo
  la norma.
   Il  trasporto  alunni  costa  ai comuni,  mediamente,  27  milioni
  l'anno.  Noi, con questa finanziaria, stiamo trasferendo 8 milioni.
  Non solo, stiamo trasferendo 8 milioni con una finzione perché,  di
  fatto,  sono  soldi dei comuni perché la copertura è a  carico  del
  fondo per le autonomie locali.
   La  mia  critica è duplice: intanto non stiamo aiutando i  comuni;
  secondo, non capisco perché si sta trasferendo una rubrica  con  un
  capitolo  a  carico  del  fondo per le autonomie,  dall'Assessorato
  autonomie  locali all'assessorato pubblica istruzione. Se  vogliamo
  fare  passare  il  concetto che col comma 5, dell'articolo  23,  si
  assolve  all'onere di cui all'articolo 12, della legge  n.  10  del
  2019,  che  dice che il trasporto alunni è gratuito, questa  è  una
  finzione che, ovviamente, non accetto.
   Chiedo  anche  al Governo di fare uno sforzo per reperire  risorse
  aggiuntive  da destinare ai comuni per il trasporto alunni,  perché
  cosa   succede,   Presidente,  che  i  ragazzi  che   devono   fare
  l'abbonamento per il trasporto pubblico per raggiungere  la  scuola
  hanno,  di  fatto,  o un rimborso di 1/3 del costo dell'abbonamento
  perché, invece, di 27 milioni gliene stiamo trasferendo 8 e  grazie
  al  lavoro  fatto  in  Commissione, anche  un  milione,  credo  sia
  sull'articolo 2, quindi 9, al posto di 27, oppure ai comuni si deve
  caricare sui bilanci comunali la differenza del costo.
   Allora,  chiedo di trovare maggiori risorse, ma anche di  lasciare
  la  rubrica ed il capitolo, siccome è alle autonomie locali, perché
  non   credo   che   sia   più  funzionale,  perché   costringeremmo
  l'Assessorato alla pubblica istruzione a fare un ulteriore piano di
  riparto, limitatamente al trasporto alunni, sinceramente mi  sembra
  una perdita di tempo che non serve ad alcuno.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, in realtà, durante la trattazione  di
  questo  articolo, lo ricorderanno i commissari della V Commissione,
  è  emerso  un  tema che, ovviamente, non troviamo  all'interno  del
  testo  ma  che è stato apprezzato dalla Commissione V  su  cui,  in
  qualche modo, ci si è interrogati ed anche l'Assessore credo avesse
  individuato, comunque, un'esigenza che viene fuori da  un  problema
  legato  al  fatto  che le scuole paritarie che,  oggi,  ovviamente,
  hanno  un  rapporto di tipo, diciamo, contrattuale, con i genitori,
  con  le  famiglie che mandano i figli in queste scuole che  sono  a
  pagamento, hanno molto spesso una grande difficoltà a riscuotere le
  rette  perché, nonostante si sia sottoscritto un contratto, a causa
  delle  difficoltà  di  chi,  effettivamente,  all'inizio  dell'anno
  scolastico aveva una situazione economica diversa ma che a causa di
  accertate e verificabili decurtazioni di quello che era il  proprio
  reddito,  si  trova  nella  difficoltà  di  potere  ottemperare  ai
  pagamenti   e   questo  causa,  oggettivamente,  delle   difficoltà
  incredibili  per quanto riguarda la continuazione dell'attività  da
  parte del personale docente, ma anche di chi fa impresa nell'ambito
  della  scuola.  Stiamo, parlando, ovviamente, di scuole  parificate
  che fanno parte del sistema scolastico regionale.
   Nella  fattispecie  con l'Assessore si era individuata  un'ipotesi
  per  cui  si  assegnava una sorta di bonus.  Io  ho  presentato  un
  emendamento    aggiuntivo   che   era   stato   apprezzato    anche
  favorevolmente  dal Governo che prevedeva, appunto, la  possibilità
  di  erogare  alle famiglie che poi li utilizzavano  per  poter  far
  fronte   al  pagamento  delle  rette,  qualora  il  reddito   fosse
  dimostrabile, se fosse dimostrato che il reddito avesse  avuto  una
  decurtazione   importante,  ovviamente,  fatto   con   un   decreto
  assessoriale,  perché  una valutazione  delle  carte  va  fatta  in
  maniera  assolutamente  oggettiva e  analitica,  per  consentire  a
  quelli   che   oggi  purtroppo  sembrano  essere  delle   categorie
  privilegiate  ma  che, in realtà, oggi non lo  sono  più  perché  i
  professionisti, i liberi professionisti nonché anche le imprese che
  avevano   la   possibilità  nel  settore  anche  del  food,   della
  ristorazione  che  magari avevano appunto un  contratto  con  delle
  scuole private, oggi non sono nelle condizioni di pagarle.
   Allora  se  la condizione di difficoltà è accertata e  accertabile
  attraverso  una  valutazione ovviamente documentale  a  quel  punto
  all'Assessorato veniva data la possibilità di assegnare delle somme
  per  potere  far  fronte  al pagamento delle  rette,  tutto  questo
  ovviamente in relazione all'emergenza pandemica e quindi al Covid.
   Con l'Assessore si era individuata in qualche modo un'ipotesi che,
  ovviamente, doveva essere corroborata perché si individuavano fondi
  delle  somme  extra-regionali certamente non facendoli gravare  sul
  bilancio regionale.
   Ritengo  che sia una norma che possa aiutare anche in questo  caso
  il  proseguimento  del  diritto  allo  studio  che  se  pure  viene
  espletato  all'interno delle scuole paritarie, parlo  delle  scuole
  cattoliche,  comunque  sono  una  realtà  importante  nella  nostra
  Regione  e  che, quindi, potrebbero essere di ausilio a quelli  che
  oggi,  purtroppo,  pur avendo cominciato delle  attività,  un  anno
  scolastico in una condizione economica oggi si ritrovano  in  forte
  disagio, quindi, ecco, lo propongo come tema, non è chiaramente nel
  testo  ma  di questa cosa se ne era parlato e la Commissione  aveva
  apprezzato  anche  con  il parere favorevole del  Governo,  quindi,
  rimetto  a  questa discussione ecco visto che si parla  di  diritto
  allo  studio  anche questo tema che, secondo me, non è  ininfluente
  perché  i numeri all'interno della nostra Regione siciliana di  chi
  porta i propri figli presso delle scuole parificate è un numero non
  di   poco  conto  e,  purtroppo,  le  difficoltà  documentali  sono
  praticamente state anche verificate dall'Assessorato. Grazie.

   PRESIDENTE.  Allora,  assessore Lagalla, sono  vari  temi  su  cui
  intervenire. Sull'emendamento Cracolici è stato deciso che  diventa
  ordine  del  giorno  e  lo  stanno  firmando  tutti;  sugli   altri
  argomenti,  invece,  credo si aspettino alcune  risposte  da  parte
  dell'Assessorato.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente, comincio proprio dalla richiesta dell'onorevole
  Cracolici che per molti versi condivido e che mi consente anche  di
  fare   alcuni   chiarimenti  sulla  vicenda   del   dimensionamento
  scolastico  nelle  Isole  minori e  nelle  aree  interne  che  sono
  certamente luoghi di particolare difficoltà rispetto all'erogazione
  dell'offerta   formativa   perché   subiscono   inevitabilmente   i
  contraccolpi e le disfunzioni di un sistema nazionale che  rispetto
  al  reclutamento  dei docenti tende quasi sempre  a  marginalizzare
  questi ambiti geografici.

   PRESIDENTE. Chiedo scusa, Assessore, giusto per capirci,  è  anche
  il  problema  Scillato, Caltavuturo, questo? E  si  è  trovata  una
  soluzione?

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Le do subito la risposta.

   PRESIDENTE.  E'  importante  perché  siccome  abbiamo   tantissime
  richieste su questo, prego.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Le do subito risposta.

   PRESIDENTE. Fantastico.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Il  dimensionamento scolastico peraltro prevede  che  al  di  sotto
  delle  soglie fissate per legge per la consistenza numerica  minima
  delle  scuole,  sia  in area interna, sia nelle  Isole  minori,  la
  presenza  del  Dirigente scolastico, cioè del Preside avvenga  solo
  quando  la  soglia numerica è comunque raggiunta; questo  significa
  che  questi istituti che chiedono di permanere in autonomia con  un
  numero  di  studenti  inferiore alla soglia  minima  sono  comunque
  istituti scolastici che già da anni non godono della presenza di un
  Dirigente scolastico titolare ma solo di supplenze, ecco perché  in
  questo momento stiamo operando all'interno della Commissione  della
  Conferenza   Stato-Regioni  per  richiedere  a  livello   nazionale
  l'approvazione  di una proposta della stessa Conferenza  mirata  ad
  attribuire   alle  Regioni  un  contingente  numerico  stabile   di
  dirigenti  scolastici  da potere distribuire utilmente  sulla  base
  delle identità e delle caratteristiche territoriali.
   E'   assolutamente  evidente  che  questo  certamente  non   potrà
  consentire  ad ogni borgo di avere un preside, ma certamente  rende
  necessario un processo di riorganizzazione del dimensionamento  per
  aggregazioni sostenibili che riteniamo di potere adottare dall'anno
  prossimo   qualora  questo  passaggio  venga  assolto   a   livello
  nazionale.
   Per  quanto riguarda la vicenda del dimensionamento Madonie- Isola
  di  Ustica relativo a questo anno, in prospettiva del 2122, diciamo
  il  dimensionamento al quale abbiamo dato seguito  è  stato  quello
  proposto  dalle realtà territoriali ed è chiaro che,  poi,  essendo
  intervenuta  una  variazione  della  finanziaria  nazionale   sulla
  revisione  delle  stesse soglie, questo abbia acceso  in  molti  di
  questi luoghi delle pretese che non erano possibili alla luce della
  transitoria normativa in atto vigente per un solo anno; ecco perché
  sono  intervenuti richiedendo con forza alcune cose che secondo  me
  hanno  una loro sostenibilità e, però, sono intervenuti in  ritardo
  rispetto  alla  chiusura delle piattaforme da parte del  Ministero,
  per tutta l'Italia, dal Trentino fino alla Sicilia.
   Abbiamo   oggi  preso  contatto  ulteriormente  col   nuovo   Capo
  Dipartimento dell'istruzione che è il dottor Versari e entro domani
  dovremmo comprendere cosa si possa fare per un eventuale intervento
  in  extremis in questa direzione. Naturalmente attendiamo gli esiti
  proprio  perché  non  vogliamo sottrarci a una  sollecitazione  che
  viene dai territori.
   La    cosa   che   riguarda   in   particolare   Ustica   rispetto
  all'assegnabilità del personale una volta che questo è aggregato al
  Convitto nazionale può essere risolto con uno stratagemma del quale
  posso  dare  valida notizia perché già autorizzato dal Ministero  e
  che  è  quello  di  assegnare  al  Convitto  nazionale  due  codici
  meccanografici,  uno  per il Convitto stesso  e  uno  per  la  sede
  staccata  di  Ustica, il che evidentemente consente di potere  fare
  graduatorie  separate  per le supplenze  e,  quindi,  garantire  ai
  docenti,   in   relazione  e  in  ragione  della  loro   anzianità,
  evidentemente  un  trattamento  che  non  ponga  diciamo   ingiuste
  differenziazioni.
   Devo   dire   che  in  quell'ottica  di  dimensionamento   diciamo
  prospettico  e strategico che vorremmo adottare per il nuovo  anno,
  penserei  di  dovere  assegnare alle  Isole  minori  una  dirigenza
  scolastica unica di coordinamento perché, secondo me, non  a  tutte
  le Isole ovviamente ma in relazione alla loro posizione geografica

   PRESIDENTE. Sono molto lontane tra loro le Isole

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Appunto,  è  chiaro,  è logico non penso uno per  tutte  le  undici
  Isole,  ma  chiaramente almeno avere la possibilità  che  ci  possa
  essere  chi si interessa in realtà dei territori minori, ma  avremo
  modo di parlarne e di discuterne.
   Per continuità logica vorrei dare risposta tanto all'onorevole  Lo
  Curto   che   pone  un  tema  diciamo  tanto  intelligente   quanto
  irrealizzabile  da parte nostra, perché è chiaro che l'attestazione
  del punteggio

   PRESIDENTE.   Non   è  sempre  che  le  cose  intelligenti   siano
  irrealizzabili, è vero? Diciamo che è un caso questo

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Beh    Però  è  più  grave  quando  le  cose  realizzate  non  sono
  intelligenti

   PRESIDENTE. Questo è sicuro

      LAGALLA,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Allora, dicevo sulla base di questo vorrei ricordare
  all'onorevole  Lo  Curto che noi ci muoveremo in Conferenza  Stato-
  Regioni per potere favorire questa possibilità.
   In   più,   l'onorevole   Foti  aveva  giustamente   proposto   un
  emendamento,   che   mi  sento  assolutamente  di   sostenere,   in
  Commissione, che però non prevede maggiori costi perché  prevediamo
  il  prelevamento  del raddoppio degli oneri di funzionamento  della
  scuola  sul  capitolo che già esiste in capo al nostro Assessorato.
  Quindi, è sostanzialmente un prelevamento dal capitolo e, pertanto,
  mi  esprimo favorevolmente rispetto alla possibilità di  dare  alle
  scuole  delle  Isole  minori una provvista economica  maggiore  per
  sostenere  anche le attività di trasporto e di trasferimento  degli
  insegnanti.
   Continuo  per  analogia: l'onorevole Lupo  pone  il  problema  dei
  trasporti.  Sono  assolutamente  d'accordo  con  l'onorevole   Lupo
  sull'opportunità o sull'inopportunità di trasferire all'Assessorato
  istruzione,  ma debbo dire fu un accordo richiesto dal Dipartimento
  delle  autonomie  locali  e  non  è  in  applicazione  della  norma
  dell'articolo 12, perché l'articolo 12 prevede che l'Assessore  per
  le  autonomie  locali  e  la  funzione  pubblica  di  concerto  con
  l'Assessore per l'istruzione. L'Assessore per l'istruzione  procede
  esclusivamente   alla   formulazione   delle    linee    guida    e
  all'identificazione  delle  regole perché,  come  lei  ricorda,  la
  gratuità  del  trasporto è riservata esclusivamente  a  una  soglia
  ISEE,  perché esiste giurisprudenza consolidata per la quale quello
  dell'erogazione delle somme di rimborso dei trasporti, da parte dei
  comuni,  è  contributo,  e come tale è evidentemente  soggetto,  in
  linea generale, ad una compartecipazione dell'utenza, motivo per il
  quale  riteniamo  di dover intervenire attraverso l'identificazione
  della  soglia ISEE minima per potere, in qualche modo, inverare  il
  senso e il significato della norma.
   In  ultimo, l'onorevole Caronia - non in ultimo, ovviamente,  last
  but not least - pone un problema concreto. Io ricordo che già nella
  legge  finanziaria  del  2020 esistono delle provvigioni  destinate
  alle  scuole  paritarie  che  sono in  fase  di  erogazione  perché
  ritardate, trattandosi di aiuti di Stato, così identificati, e però
  esiste  un  problema  per il quale mi rivolgo al  presidente  della
  Commissione  Bilancio' e all'Assessore per l'economia che non  c'è,
  di  copertura finanziaria su fondi extra regionali, perché  ritengo
  estremamente  opportuno, però dovremo concordarlo  con  l'Assessore
  per  l'economia  ed  eventualmente valutarlo  nel  momento  in  cui
  quest'Aula ne potrà, secondo me opportunamente, prendere atto.
   In  ultimo, l'onorevole Palmeri ricorda il tema legato alla  legge
  finanziaria  del  2017  o del 2018, 2017 credo,  secondo  la  quale
  venivano erogati dall'Assemblea regionale dei finanziamenti ad  hoc
  per   quegli  istituti  che  dovendo  trasferirsi  di  comune   per
  indisponibilità economica a sostenere le locazioni attive da  parte
  dei comuni, diciamo, questi fossero in qualche modo impossibilitati
  a farlo.
   Ebbene,  rispetto  a  questa vicenda è venuta  meno  la  copertura
  finanziaria, nel senso che

   PRESIDENTE. Onorevole Palmeri, l'assessore Lagalla sta rispondendo
  alla sua richiesta.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
   è  venuta  meno la copertura finanziaria prevista per il triennio,
  la  vicenda  non  è  stata riproposta dagli  enti  territoriali  e,
  quindi,  oggi,  l'onorevole  Palmeri  propone  un  emendamento  per
  recuperare  le  previsioni di quella norma, però il riferimento  ai
  fondi  extra  regionali o al POC, che avevamo  già  tentato  l'anno
  scorso,  non  può  essere applicato perché esplicitamente  i  fondi
  extra  regionali non possono essere utilizzati per spesa  corrente,
  ma  esclusivamente per investimenti. Motivo per il  quale,  ove  si
  volesse   dare  seguito  alla  richiesta,  per  carità   legittima,
  dell'onorevole Palmeri, dovremmo evidentemente trovare la copertura
  sul bilancio ordinario.
   Credo di avere risposto a tutti, Presidente.

   PRESIDENTE.  Allora, Assessore, lasci che la  ringrazi  perché  ha
  risposto  in  maniera molto puntuale a tutte le  richieste  che  le
  erano  state fatte. Due sole cose da dire. Cioè la prima che  anche
  se  i  soldi  vengono presi dallo stesso capitolo, abbiamo  bisogno
  comunque di avere la garanzia che ci sia la disponibilità, perché i
  fondi  in  questo momento sono destinati ad altro. Per cui comunque
  il  Bilancio  ci deve dare, ora stiamo aspettando che  ci  dia  una
  risposta in questo senso, però anche se vengono presi dallo  stesso
  capitolo, essendo quel capitolo destinato. Prego.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Si,    comprendo   perfettamente   l'aspetto   formale   di    tipo
  autorizzativo, però si tratta di un capitolo complessivo del valore
  di circa 30 milioni di euro, che è destinato al funzionamento delle
  scuole,  e  viene  ripartito con decreto annuale dell'Assessore  al
  ramo. Quindi

   PRESIDENTE. Allora non c'è bisogno di farlo per legge.  Allora  si
  fa  un ordine del giorno, e ve lo fate così. Delle due l'una. Cioè,
  se rientra nella scelta dell'Assessore come darli.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Rientra la somma, ma io identifico per tipologia di scuola il costo
  standard  per studente. Quindi il costo standard dello studente  di
  Palermo,  vale per esempio 100 euro, il costo standard per  esempio
  dello  studente di Ustica vale 200 euro. Ecco perché è da ritrovare
  l'equilibrio all'interno.

   PRESIDENTE. Giustamente mentre lei parla gli Uffici, la mosca  che
  ho nell'orecchio qua a sinistra, che ogni tanto mi ronza, e mi dice
  cose  e  dice  è la motivazione per cui ci sarebbe bisogno  di  una
  relazione'. Però, scusate...

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Scusi, Presidente. La legge tra l'altro è necessaria per un motivo,
  perché  modifica la finalizzazione del contributo in parte,  perché
  fino a questo momento è per funzionamento, quindi è fatto anche per
  trasferte di docenti.

   PRESIDENTE.  Siccome è interesse del Parlamento  fare  sì  che  la
  richiesta  dell'onorevole Foti venga accolta, e  che  quindi  possa
  trovare spazio all'interno di questa finanziaria, io direi  che  se
  possiamo aspettare un attimo. Purtroppo siamo un attimo in  assenza
  dell'Assessore per l'Economia, perché altrimenti ci faremmo dare la
  copertura  dell'Assessorato dell'Economia, e non avremmo  problemi.
  Perché  lo  vogliamo assolutamente fare, e le diamo  ragione,  però
  aspettiamo un attimo di capire come è possibile farlo.
   Diciamo  quindi che c'è la volontà, sia del Parlamento, al momento
  del  voto  lo capiremo, ma credo di sì, e sia del Governo  di  fare
  questa  cosa,  e  vediamo come è possibile sistemarla.  Una  ultima
  cosa.  Visto che domani, chiedo scusa, se non ho capito  male,  c'è
  l'interlocuzione  per  le  aree  interne,  sarebbe  credo  utile  e
  importante  fare  sapere  che  tutto il  Parlamento  è  interessato
  fortemente a che si possa trovare una soluzione, e credo che questo
  possa rafforzare la sua azione nei confronti anche del responsabile
  governativo.
   Assessore, lei ha un altro Assessorato.
   Assessore  Turano,  vuole togliere il mestiere.  Già  devo  essere
  sincero,  all'inizio  mi  era sembrato di capire  che  siccome  c'è
  l'Assessore  alle Autonomie locali nuovo, avevano  già  tentato  di
   futtirici un poco di capitoli' e invece il problema non c'è stato.
  Si sono capiti. Lei a chi lo vuole fregare il lavoro.
   Prego, intervenga.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  non   mi   posso  aspettare  niente  di  diverso.  Sull'emendamento
  dell'onorevole  Palmeri volevo, atteso che conosco  molto  bene  la
  vicenda, se è possibile dare il mio piccolo contributo.
   Onorevole  Cracolici,  sono  stato Presidente  della  Provincia  e
  conosco  bene il problema dell'edilizia scolastica in provincia  di
  Trapani.
   Siccome  stiamo parlando di una cosa molto seria, e di un istituto
  che  è  stato  in  affitto alla provincia per  decenni  interi,  la
  motivazione che ha indicato l'onorevole Lagalla - che mi convince -
  che  non  si possono utilizzare le risorse del POC per gli affitti,
  potrebbe   essere  destinata  ad  una  spesa,  prevista   per   gli
  investimenti, per l'acquisto della scuola.
   Poc'anzi,  assieme all'onorevole Palmeri, abbiamo parlato  con  il
  Segretario generale della Provincia, il quale ci ha comunicato che,
  giusto  oggi,  l'agenzia  delle entrate  ha  fatto  la  valutazione
  dell'immobile  manifestando, da un lato la volontà della  provincia
  che  aveva  commissionato l'incarico, e dall'altro la  volontà  del
  proprietario di vendere.
   Quindi,   io  ritengo  che  l'approvazione  di  quest'emendamento,
  finalizzato  all'acquisto,  e non più  all'affitto,  possa  trovare
  accoglimento,  da  parte  dell'Assessore  Lagalla,  per   risolvere
  definitivamente il problema.

   PRESIDENTE.  Assessore  Turano, se  lei  è  venuto  qui  per  fare
  confusione  -  ed io la ringrazio - ma queste sono cose  che  hanno
  bisogno  di relazioni, di valutazioni, per cui non è una  cosa  che
  possiamo affrontare ora.
   E'  chiaro che la richiesta dell'onorevole Palmeri è intelligente,
  logica,  e che il Governo ha già dichiarato che la tiene fortemente
  in  considerazione,  ma  non è l'emendamento  sull'acquisto  di  un
  immobile che ci può risolvere il problema.
   Scusatemi,   sull'articolo   tutti  gli   emendamenti   li   posso
  considerare ritirati? Immagino di sì.
   L'emendamento   dell'onorevole  Palmeri   lo   dovrei   dichiarare
  inammissibile. Le chiedo di ritirarlo in modo che, poi, il  Governo
  - come le ha detto, si impegni a trovare una soluzione. Perché così
  è  inammissibile,  non c'è la copertura. Poco  fa  le  ha  risposto
  l'Assessore.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.   Signor   Presidente,   colleghi,   l'Assessore   faceva
  riferimento  al  sub  emendamento, non  all'emendamento  23.23  che
  faceva riferimento all'utilizzo dei fondi, di cui al comma 1, anche
  per  la  realizzazione  di pavimentazioni sportive  esterne,  negli
  spazi esterni nelle scuole.

   PRESIDENTE. Lo stesso Assessore ha detto che non sono utilizzabili
  quei fondi. Quindi, non lo possiamo considerare. Se lei lo ritira è
  meglio, se non lo devo dichiarare inammissibile.
   I soppressivi sono ritirati.
   L'emendamento  23.24 dell'onorevole Marano,  al  comma  3,  non  è
  ammissibile perché l'organico di fatto non esiste.
   Sull'emendamento  Foti c'è il parere dell'Assessorato.  Assessore,
  sul comma 5 rimane il soppressivo?

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Sì.

   PRESIDENTE. Il comma 5 viene soppresso con l'accordo del Governo.
   La Commissione è pure favorevole alla soppressione del comma 5. Lo
  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Il comma 5 è soppresso.
   L'onorevole Foti ci tiene a sottolineare che il suo emendamento  è
  per  le  Isole  minori, ma essendo lei catanese, l'unica  provincia
  dove non c'è né è Catania, ma non è che tutto si fa per il bene dei
  siciliani,  non per il bene dei catanesi, che già si fa  tantissimo
  per il bene dei catanesi, almeno noi palermitani siamo convinti  di
  questo.
   Abbiamo  questo  parere? In attesa che arrivi  questo  parere  del
  bilancio  sull'articolo 23 però è stata distribuita la  riscrittura
  del 22 mi sembra? Per cui se intanto   non è stata distribuita?
   Allora  la  distribuiamo un attimo. Ci vuole grande  pazienza  per
  tutto, onorevole Pasqua, sa quanta pazienza devo avere io, lei  non
  ne  ha idea, lei pure dice. Non ho capito una parola. Lo votiamo  a
  fine  seduta. Almeno a fine seduta si dovrebbe votare a voto finale
  della   legge  lo  facciamo  stasera,  oggi  lo  facciamo   votare,
  tranquillo, oppure scusate facciamo contento l'onorevole  Cracolici
  intanto.
   L'ordine del giorno lo avete visto tutti? Il Governo è favorevole,
  per  cui lo consideriamo approvato l'ordine del giorno sul problema
  istruzione  Isole minori. Benissimo, quindi l'ordine del  giorno  è
  già approvato, perfetto. Andiamo avanti, siamo al 22.50, il 22.50 è
  quello  riscritto?  La  riscrittura  dell'Assessore  questo  volevo
  capire. E' il 22.50 benissimo diamo tempo di guardarlo un attimo.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Paola sulla riscrittura? Ne ha facoltà.

   DI   PAOLA.   Signor  Presidente,  Governo,  colleghi,  cittadini,
  Presidente  negli  anni,  sul mondo della formazione  professionale
  sappiamo tutti che la politica più di qualche errore nel passato lo
  ha  fatto.  In questi ultimi anni, Presidente, riflettendo  appunto
  sul  passato  della formazione professionale, io come  penso  molti
  colleghi  che sono qui seduti in quest'Aula, ho deciso di  mettermi
  dalla  parte degli studenti siciliani, per prima cosa, e dopo anche
  dalla parte dei lavoratori della formazione professionale.
   Per   certi  versi,  Presidente,  colleghi,  ho  cercato  di   non
  considerare,  o  comunque  mettere da  parte,  perché  la  priorità
  appunto è combattere la dispersione scolastica, dare un'opportunità
  e  di studio e poi di sbocco professionale agli studenti siciliani,
  e  quindi per certi versi gli enti di formazione, Presidente, li ho
  sempre  - come dire - non considerati se sono grossi, piccoli,  con
  gli  occhi verdi, con gli occhi azzurri, alti, bassi, gli  enti  di
  formazione li ho sempre messi, ovviamente ricoprono anche un  ruolo
  importante, ma li ho sempre messi in un secondo livello.  Al  primo
  posto  ci  sono  gli studenti siciliani ed i lavoratori  anche  poi
  della formazione professionale.
   Signor Presidente, ho ascoltato le parole dell'assessore che  dice
  al  riguardo  al comma 5:  Noi stiamo cercando in qualche  modo  di
  migliorare  l'offerta formativa, allargando la platea, mettendo  un
  numero massimo   di quello che ho capito, di corsi
   Ora, a parte, diciamo che una cosa di questo tipo, secondo me,  va
  concertata, perché in questi anni ho anche capito che la formazione
  professionale,  qualunque cosa si fa all'interno  della  formazione
  professionale,  diciamo,  si  deve  fare  in  maniera  delicata   e
  concertando  con  tutte  le  parti, e  si  arriva  in  Aula,  nelle
  Commissioni,  dopo avere concertato con tutti,  di  modo  tale  che
  quella norma risulti blindata.
   Non  mi è piaciuto da parte dell'assessore dire:  Intanto facciamo
  la  norma,  poi, concertiamo successivamente. . Cioè,  coinvolgiamo
  successivamente gli attori di questa situazione.
   Veda,  signor Presidente, dico per migliorare l'offerta  formativa
  bastava modificare il catalogo. Se noi abbiamo bisogno di più corsi
  per  quanto riguarda la transizione ecologica, per quanto  riguarda
  l'innovazione, modifichiamo il catalogo, aggiorniamo  il  catalogo.
  Questa  norma,  il  comma 5, dico, non riesco a capirlo,  o  meglio
  potrebbe essere anche una norma interessante, ma se c'è dietro -  e
  l'assessore   magari   me  lo  potrà  confermare   -   un'eventuale
  concertazione,  cioè se si è fatto un percorso in  Commissione,  un
  percorso  d'ascolto e si è arrivati qui con una norma che dice  che
  io  ho  ascoltato i vari attori e questa è una norma che fa sintesi
  indipendentemente  se  l'interlocutore  è  altro  basso,  grosso  o
  piccolo.
   E,  quindi,  signor  Presidente, la  richiesta,  onde  evitare  di
  inficiare  l'intero articolo 5, è quella, e lo chiedo all'assessore
  ed  al Governo regionale, di ritirare il comma 5 ed il comma 6,  di
  modo   tale  che  questi  due  commi  possono  essere,  come  dire,
  rivalutati nelle sedi opportune, nelle Commissioni in questo  caso,
  possono  essere  affrontati con i vari attori e  dopodiché  possono
  essere  riportati nuovamente in Aula, ed in caso noi poi andremo  a
  valutarli, se approvarli oppure bocciarli.
   Quindi,  la richiesta, onde evitare dico di poi chiedere eventuali
  voti   per   poi  sopprimere  i  commi  o  sopprimere   addirittura
  l'articolo,  la  richiesta è quella di riturare  i  due  commi  per
  ulteriori  approfondimenti,  proprio  perché  credo,  colleghi,  il
  nostro  focus  devono  essere  oggi  gli  studenti  siciliani.  Noi
  dobbiamo  dare il massimo della qualità agli studenti siciliani,  e
  non  dobbiamo  qui  discutere in Aula  sugli  enti  di  formazione.
  Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Di Paola. Prima di dare  la  parola
  all'onorevole  Tancredi,  che ha chiesto  di  intervenire,  no,  ma
  onorevole  Lupo, lo chiariamo direttamente qua. Quando  l'onorevole
  Lupo  mi  ha chiesto che non ritirava l'emendamento di soppressione
  del  comma 5, intendeva non di tutto il comma, soltanto della parte
  relativa  al  trasferimento,  perché  sennò  avremmo  tolto   tutto
  l'intervento per il trasporto.
   Lo  sistemiamo,  ho capito perfettamente qual  è  la  volontà  del
  legislatore,  una  volta lo sistemiamo. Quindi, sono  soppresse,  è
  soppresso  il rigo che parta da  iscrivere  fino al rigo successivo
   Regione . Quindi, soltanto tutto un rigo più una parola  del  rigo
  successivo. Questo per chiarezza di tutti e quindi, lo facciamo con
  l'emendamento 117? No, è votato così, diciamo. Perfetto.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha facoltà.
   Scusi,  onorevole  Tancredi, mi sembra  di  avere  capito  che  il
  problema  dell'emendamento, a firma dell'onorevole Foti, è  risolto
  per  cui, scusatemi, onorevole Tancredi, le chiedo scusa, colleghi,
  scusatemi.
   Non   avevamo  votato  l'articolo  23  in  attesa  della  risposta
  Bilancio,    visto    che    la    risposta    del    Bilancio    è
  favorevole votiamo distribuiamo    l'emendamento.    Intanto     lo
  distribuiamo e poi, casomai, lo votiamo subito dopo. Lo distribuite
  questo, per favore.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI.   Signor  Presidente,  onorevole  colleghi,   assessori.
  Assessore,  come  lei  ricorda già in Commissione  Bilancio  questo
  articolo, precedentemente, era l'articolo 24 adesso è diventato  il
  22,  avevo  proposto  una serie di rilievi su  tutti  i  commi,  in
  particolare sul comma 5.
   Ora questa riscrittura, di fatto, le debbo dire la verità non fuga
  i  miei  dubbi, anzi per certi versi forse li amplia, e  mi  spiego
  immediatamente  perché.  Perché, in ogni caso,  la  possibilità  di
  prevedere  il  tetto  massimo  che è  una  caratteristica  precipua
  dell'aspetto,  diciamo,  amministrativo trasfonderlo  nella  norma,
  probabilmente,   lo  posso  dire  con  una  certa  percentuale   di
  possibilità molto vicina al 100 per cento determinerà l'impugnativa
  di  questo articolo, di questo comma. Fermo restando che  io  posso
  comprendere  la necessità di ulteriormente migliorare la  norma  di
  riferimento  che, però, non posso non far notare che  è  una  norma
  che,  bene  o male, ha trovato il plauso un po' del mondo  generale
  della  formazione,  tra l'altro venuto un risultato,  un  risultato
  raggiunto dopo un grande lavoro di concertazione a più livelli  con
  numerosissime  sedute  di  Commissione,  che  hanno   permesso   di
  approfondire al massimo le varie sfaccettature.
   Quindi non vorrei che noi ci dovessimo trovare, come dire, a voler
  fare un ulteriore miglioramento che poi ci trova a bloccare gli  fp
  che,  come  sappiamo benissimo, vale 85 milioni ma non ci  possiamo
  permettere  nemmeno di ipotizzare la possibilità che  questo  venga
  fermato e, quindi, sostanzialmente sono io

   PRESIDENTE.  Onorevole  Tancredi, le chiedo scusa colleghi  questi
  interventi  sono tutti interventi delicati ed importanti,  c'è  una
  tale  confusione che io non credo che l'assessore riesca a cogliere
  esattamente  quello  che  gli viene detto come?  Per  cui  se,  per
  favore, facciamo un attimo più di attenzione. Prego.

   TANCREDI. Tra l'altro se la ratio del comma 5 è quella un  po'  di
  stringere le maglie, va in contrasto con la ratio del comma  6  che
  tende  ad  ampliarla,  soprattutto  per  quello  che  riguarda   la
  sperimentazione.  Quindi  io sono molto perplesso  per  questi  due
  commi, io inviterei al ritiro.

   PRESIDENTE.  Un  attimo,  ora tocca  a  lei,  siete  scritti  qui.
  Onorevole Tancredi, dobbiamo c'è una riscrittura come abbiamo visto
  del  comma  5,  per cui si deve vedere quello che è  scritto  nella
  riscrittura  non  quello  che  c'è  scritto  nell'originale abbiamo
  distribuito l'emendamento Foti e ci siamo accertati che è  coperto,
  noi  facciamo  il  lavoro per conto di tutti:  dell'Assemblea,  del
  Governo, dei deputati, per cui almeno dateci il tempo di farli.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Non ho capito, onorevole Calderone su che cosa?

   CALDERONE. Presidente, io ho una richiesta e una proposta da fare.
  Questo  comma  ha  creato  e sta creando correttamente  grandissime
  preoccupazioni

   PRESIDENTE.  Onorevole Calderone, non mi faccia  essere  scorretto
  con gli altri, c'è un elenco di

   CALDERONE. La proposta è di rimandarlo in Commissione e così

   PRESIDENTE. Che cosa? L'articolo il comma

   CALDERONE. Il comma 5, stralciarlo e mandarlo in Commissione.

   PRESIDENTE. Non è che possiamo mandare in Commissione un comma,  o
  mandiamo l'articolo o no. Scusatemi, continuiamo con gli interventi
  e poi dopo, vediamo l'assessore che ci dice, e poi dopo decidiamo.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Intanto l'onorevole Fava ha chiesto di intervenire, su
  che  cosa? Quando parlate da lontano non lo capisco quello  che  mi
  dite. Onorevole Fava, ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori.  Vorrei
  anche  l'attenzione  dell'assessore. Presidente,  io  condivido  il
  senso  e  l'intenzione del comma quinto così come è stato  indicato
  nel  testo  originario, ho la sensazione che quello  che  dico  non
  verrà  ascoltato dall'assessore e cadrà nel vuoto. Assessore,  devo
  chiederle  la cortesia di offrirmi un attimo della sua  attenzione.
  Appena avrete terminato.
   Assessore   questa  riscrittura  svuota  il  senso,  lo   spirito,
  l'intenzione  del comma 5. Perché sostituisce una  parola  che,  di
  fatto,  vanifica  tutto  il  lavoro di buona  intenzione,  di  buon
  proposito che sta nella prima scrittura, quella originaria.  Perché
  lei qui scrive che le procedure  possono prevedere . Se al posto di
   devono prevedere  mettiamo  possono prevedere  stiamo creando  una
  discrezionalità totale.
   L'intenzione di quel comma è quella di evitare l'accentramento  in
  capo  ad  alcuni  enti,  evitare utilmente  così,  come  per  altro
  indicato  anche  nei  riferimenti, nei principi  di  concorrenza  e
  proporzionalità,  che qualcuno si prenda tutto  il  banco.  Lei  sa
  perfettamente, perché uomo di mondo, che nel momento in cui in  una
  norma di legge noi togliamo il verbo  devono  e lo sostituiamo  con
  il  verbo  possono  abbiamo rivoltato come un calzino questa norma,
  che  di  fatto  non  esiste  più.  Perché  lasciata  nella  libera,
  volubile, interpretazione degli uffici e degli Assessorati.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO   GIUDICE.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   sarò
  brevissimo.  Ritengo  che,  come si evince  dal  dibattito  d'Aula,
  questa  tematica comunque deve essere   vorrei Assessore Lagalla
  lo so

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lo  Curto,  per  favore  stanno   parlando
  all'Assessore   la prego, tutti intervengono cercando  l'attenzione
  dell'Assessore Lagalla. Se appena uno interviene, e un altro gli va
  a  parlare,  è chiaro che non la potrà mai avere questa attenzione.
  Prego.

   LO  GIUDICE. Grazie Presidente. Assessore Lagalla, con  lei  in  V
  Commissione,   siamo  riusciti  sempre,  non   ultimo   la   scorsa
  finanziaria, ma anche in questa, a fare un ottimo lavoro, frutto di
  una  sintesi e di una grande collaborazione che nella V Commissione
  abbiamo sempre ritrovato.
   Rispetto  a  questo emendamento, sia a quella che era  la  stesura
  originaria,  ma  anche alla modifica con la riscrittura  riproposta
  con  l'emendamento 22.50, ci sono delle forti perplessità da  parte
  di  un  po'  di  tutti.  Ma lo vede anche dall'elenco     onorevole
  Caronia,  mi consenta di avere l'attenzione dell'Assessore Lagalla
  ma lo vede anche da quelli che sono i soppressivi presenti.
   Per  cui,  essendo  la  tematica  sicuramente  delicata,  peraltro
  essendo la tematica oggetto di una norma approvata lo scorso  anno,
  quindi neanche tanto lontano, credo che sia più giusto ed opportuno
  che  la  discussione venga affrontata in V Commissione.  Questo  ci
  consentirà  di  poter capire quali sono le esigenze di  tutti,  dei
  piccoli,  dei grandi, dei medi, perché è giusto che noi affrontiamo
  e  consideriamo  le  esigenze di tutto il  mondo  della  formazione
  professionale,  ma  sicuramente, all'interno di  quella  che  è  la
  finanziaria,  andare così ad entrare in questa situazione  rispetto
  ad   una   norma  approvata  l'anno  scorso,  diventa  estremamente
  complicato.
   Per  cui  credo che sia sicuramente auspicabile da  parte  sua  il
  ritiro  del  comma 5, che ci consentirebbe poi, con  calma,  e  con
  quella che è la necessaria valutazione, da fare nell'ambito della V
  Commissione,  per  altro sentendo le parti,  e  quindi  avendo  una
  contezza  maggiore  di  quella che è la  situazione  che  si  vuole
  affrontare.  Io  non sono né per favorire uno, né per  favorire  un
  altro. Non mi sono mai occupato della formazione professionale, non
  è  una cosa che mi appassiona tanto. Però quello che le voglio dire
  è  che  credo sia necessario un approfondimento da parte di  tutti.
  Anche per evitare degli scontri all'interno dell'Assemblea, che non
  giovano a nessuno. Grazie signor Presidente.

   PRESIDENTE. Scusatemi, è inutile che diamo la parola ad  altri  se
  prima l'Assessore non dà la sua disponibilità a sopprimere il comma
  5.  Noi non possiamo mandare un comma in Commissione, si manda  una
  legge  in  Commissione o, al limite, un articolo che può  diventare
  legge, non un comma.
   Per   cui  quello  che  noi  possiamo  fare,  scusatemi  colleghi,
  onorevole  Calderone, anche in risposta a quello  che  lei  diceva
  onorevole Turano stiamo parlando con l'Assessore  onorevole  Turano
  sto parlando con l'Assessore
   Ma  veramente  c'è un minimo di logica nelle cose  che  si  fanno
  Mentre stiamo parlando lei ci va in mezzo  Allora all'Assessore  io
  posso   chiedere  solo  se  sopprimiamo  il  comma  5.  E  poi   lo
  ripresentiamo  in  un  altro momento come lei ritiene.  Mandare  in
  Commissione il comma 5, io non posso. Per cui, se lo togliamo, poi,
  può essere pure che, da qui a fine finanziaria, si trova un accordo
  e  lo si reinserisce con un emendamento successivamente, ma se  noi
  vogliamo  votare l'articolo, dando ragione a quello  che  dicono  i
  nostri  colleghi, dobbiamo togliere il comma 5. Non lo possiamo  né
  mandare  in Commissione, né altro. Faccia, quindi, un intervento  e
  vediamo di capire

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente,  comprendo che possa  esservi  qualche  riserva
  rispetto  ad  un  principio che viene posto ma,  che  viene  posto,
  ratione   materiae.   Vorrei,  prima  di   ogni   cosa,   ricordare
  all'onorevole  Di Paola che il catalogo dell'offerta formativa  non
  esiste  più  dal 2002. E che, evidentemente, l'accesso  degli  enti
  alla  richiesta dei corsi per i profili è lasciato, nei fatti, alla
  libera  scelta degli enti, i quali in moltissimi casi  ripropongono
  corsi che sono, quasi sempre, l'uno la copia dell'altro.
   Noi  non  riusciamo, quindi, ad incidere in maniera  corretta,  in
  maniera adeguata ad una modificazione dei profili formativi, perché
  l'interesse  che  lei ha verso i giovani della Sicilia,  mi  creda,
  almeno  in misura pari sono presenti in chi le parla, ma devo  dire
  che  il  punto fondamentale è che non riusciamo a curvare i profili
  formativi verso nuove professioni e nuove competenze.
   Questo  è  il  tema  essenziale e serve ad identificare  anche  le
  riserve  tematiche  che  abbiamo messo,  su  giusta  sollecitazione
  dell'onorevole   Laccoto,  in  corso   della   discussione   in   V
  commissione.
   Vi  è  stata concertazione, perché questa norma è passata  da  una
  lunga  disamina della V Commissione che l'ha approvata e,  poi,  da
  una revisione ed integrazione in II Commissione.
   Rispondo  all'onorevole Fava, il  possono  non è una via d'uscita.
  Il   possono  è una segnalazione, tant'è che l'avevamo proposta con
  entrambe le soluzioni, optando poi per il più, diciamo, convincente
   devono ,  ma il  possono  è legato spesso all'entità  del,  perché
  siccome  riguarda,  erga  omnes, tutti i provvedimenti,  tutti  gli
  avvisi e tutte le circolari, molto dipende dal monte finanziario  o
  dal  semplice  avviso e dalle abilitazioni che gli  enti  hanno  ad
  entrare in un determinato avviso.
   Mi  è  stato,  quindi, fatto rilevare che, in alcuni casi,  questo
  potrebbe  determinare, diciamo, un effetto peggiorativo rispetto  a
  quello  che  si vuole evitare, o per numero di enti partecipanti  o
  per tipologia degli avvisi.
   E'  chiaro  che  è la volontà politica e la volontà amministrativa
  che guida in queste cose.
   Bene  dice  l'onorevole Di Paola richiamando ancora una  volta  il
  tema  della concertazione ma, proprio la modifica del comma  va  in
  questa  direzione, perché l'accordo viene trovato  all'interno  del
  comitato per le politiche regionali della formazione professionale,
  che  è  previsto dall'articolo 17, della legge n. 23 del  2019,  la
  quale  legge  trova,  in quel comitato, la  presenza  di  tutte  le
  rappresentanze  degli  enti di formazione  e  delle  organizzazioni
  sindacali,  il che, evidentemente, tutela, come sua preoccupazione,
  tanto  l'aspetto dei lavoratori quanto gli aspetti della formazione
  nel suo complesso.
   Ritengo  che  sia  cosa  ingiusta, quella di  perpetuare  vicende,
  consentitemi, vergognose sul piano etico, come quella dell'Avviso 8
  nel quale pochi soggetti concentrano risorse che valgono il 75,  80
  percento   dell'intera  massa  disponibile,  sarebbe  come   essere
  d'accordo   sul   fatto  che  l'uno  percento   della   popolazione
  distribuisce  tra  sé il novanta percento delle risorse  esistenti,
  ecco  perché  io ho il dovere di riproporla così corretta,  tenendo
  assolutamente   in   cura  e  in  attenzione   il   profilo   della
  concertazione,    della   competitività   e,   ovviamente,    della
  proporzionalità che è quella che preoccupa gli enti, diciamo che il
  cambiamento   normalmente  non  lo  vuole   nessuno,   dicono   gli
  anglosassoni che lo vuole solo  un bambino bagnato , ecco, io credo
  che possiamo essere in una età adulta nella quale accettare qualche
  cambiamento oltre che di forma, di sostanza.

   PRESIDENTE.  Grazie, assessore Lagalla. Ha facoltà di  parlare  il
  Vicepresidente, onorevole Di Mauro.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  volevo
  fare  una  aggiunta, se mi permette l'assessore Lagalla,  alla  sua
  esposizione. Come nasce questo percorso formativo? Nasce attraverso
  una  delibera  di Giunta del 2006 con cui venivano individuati  una
  serie  di  enti  in  Sicilia  che erano  abilitati  a  fare  questa
  esclusiva  formazione, che è diversa rispetto alla ex 2476,  perché
  questa  ha  soldi che praticamente ricevono regolarmente  dal  Miur
  ogni  anno,  e  i ragazzi e i docenti che frequentano questi  corsi
  hanno  un  particolare riconoscimento di punteggio  ai  fini  della
  graduatoria del Miur.
   Questi  enti, che erano tanti, alcuni sono andati in  malora,  non
  sto qui a spiegare le ragioni, e sono rimasti di fatto soltanto tre
  enti che gestiscono l'ottanta, novanta percento della formazione in
  Sicilia,  questo è il tem,a e la norma non fa altro  che  dall'anno
  scorso  ad  allargare e a tendere a una concorrenza in  termini  di
  tipologia di corsoalità, in termini di offerta formativa e,  se  mi
  permettete,  in  termini anche di essere un po'  tutti  più  liberi
  affinché ci sia una formazione all'altezza della situazione. Questo
  è  il  tema   Rispetto a questo tema l'anno scorso si è fatto,  due
  anni  fa  anzi, non solo allargamento con legge, perché giustamente
  la  Giunta, a che titolo modificava un atto del 2002 e 2006,  quali
  erano  le ragioni? E si è pronunciato il Parlamento e il Parlamento
  ha  fatto  questo  indicando anche un percorso, ecco,  che  portava
  all'aprirsi di inclusione di altre enti di formazione che in questi
  due anni hanno dimostrato tutta la loro validità.
   E,  allora,  con questo emendamento si apre una libera concorrenza
  che   ovviamente  è  sempre  calata  con  la  contestualità,   dice
  l'assessore  Lagalla,  per  iscritto,  non  a  parola,  sentito  il
  Comitato  per le politiche regionali della formazione professionale
  di  cui  all'articolo 17 della presente legge, cioè attraverso  gli
  enti  stessi  che sono lì dentro, per cui i tre enti  non  potranno
  fare  la parte del leone come hanno fatto sempre ma ci sarà e credo
  che  questo sia nell'intendimento del Governo di rispettare chi  ha
  acquisito  una certa professionalità ma anche di fare in  modo  che
  questa  formativa  sia la più ampia possibile  e  la  più  concreta
  possibile.

   PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, scusatemi, io credo che da
  tutti  gli  interventi  mi  sembra  di  capire  che  l'obiettivo  è
  abbastanza  comune a tutti, perché se ci fosse un fatto  ideologico
  io  voglio  che  la  faccia tutta una sola società  di  formazione,
  mentre  gli  altri  vogliono che la fosse  distribuita  tra  tanti,
  capisco che ci sarebbe un problema, ma qui mi sembra di capire  che
  è  ovvio,  peraltro,  come  è ovvio, che l'allargamento  di  queste
  scuole  di  formazione,  di  questi  enti  di  formazione  è  quasi
  obbligatorio,  oserei  dire, perché non ci  può  essere  un  grande
  importo destinato a due o tre o a cinque soltanto.
   E   allora   voglio  capire,  piuttosto  che  mettere  a   rischio
  l'articolo, assessore Lagalla, se c'è qualche cosa che  forse  vale
  la  pena chiarire però e, quindi, evitare o sì o no, ma trovare  un
  minimo di accordo, secondo me, è la cosa migliore per cui la mia  è
  una proposta che faccio all'assessore e all'Aula, ma prima di tutto
  al   Governo  che  l'ha  presentato,  forse  se  valesse  la   pena
  accantonarlo  e  lo riprendiamo domani mattina, domani  pomeriggio,
  dopo  un'ora, perché rischiare di farlo sarebbe un danno  se  fosse
  bocciato,  quindi  vorrei evitare che questo  potesse  avvenire,  e
  quindi nell'accordo un po' di tutti trovare una soluzione condivisa
  ecco.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Presidente, a nome del Governo ovviamente non ho alcuna  difficoltà
  a  confrontarci  ulteriormente su questo articolo  per  cercare  di
  proporre

   PRESIDENTE.  E' un argomento troppo importante che  in  Sicilia  è
  stato un argomento derimente su mille problemi che ci sono stati, e
  quindi  se si potesse trovare un accordo condiviso, in modo che  si
  possa  cominciare a fare cose meglio di come sono state  fatte  nel
  passato,  senza  che  nel passato lei c'entri  minimamente,  stiamo
  parlando di un vecchio di un altro passato, probabilmente .

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Presidente, una volta che lei fa una proposta, che diciamo non  può
  che  essere,  anche in questa circostanza, diciamo seguita,  e  che
  consente  un allargamento ulteriore del dialogo del dibattito,  noi
  siamo  d'accordo ad accantonare momentaneamente il comma  cinque  a
  valutare

   PRESIDENTE. Accantoniamo l'articolo, perché tanto non lo  potremmo
  votare senza il comma cinque, se volete mi faccio carico io stesso,
  anche  domani  mattina  se volete, di fare una  riunione  dei  Capi
  gruppo  con  l'assessore,  perché si possa  trovare  una  soluzione
  condivisa che accontenti tutte le parti, quindi facciamo così

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Va bene.

   PRESIDENTE. E farò arrivare a tutti i Capigruppo una comunicazione
  per domani, se l'assessore è disponibile l'orario lo scopriremo per
  poterlo fare.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Presidente, sulla sua
  proposta  nessuna  obiezione, purché  sia  chiaro  quello  che  noi
  andremo a concertare domani e poi a votare, è un ordine del  giorno
  o una norma di legge.
   Perché se è un ordine del giorno, noi possiamo prevedere una legge
  che  abbia  anche la sua area la sua discrezionalità e  impegna  il
  Governo  a,  ma se noi non intendiamo impegnare questo Governo,  ma
  prevedere che tutti i Governi da domani in poi devono prevedere ciò
  che  è  nello spirito di questa norma, la differenza tra  il  verbo
  potere e il verbo dovere ...

   PRESIDENTE. Sono personalmente d'accordo con lei.

   FAVA. Quello è un ordine del giorno ...

   PRESIDENTE. Sono personalmente d'accordo con lei, perfetto per cui
  domani,  quando  ci riuniamo per vedere di trovare  una  soluzione,
  credo  che da parte mia ci sarà una spinta perché si possa arrivare
  a  questo  tipo di risultato, quindi accantoniamo l'articolo  22  e
  dobbiamo votare l'emendamento Foti.
   Benissimo   l'emendamento   voi  l'avete   avuto,   si   l'abbiamo
  distribuito   onorevole   Zafarana   il   23.25,   perfetto   prima
  dell'intervento dell'onorevole Laccoto c'è un sub che  prevede,  in
  modo che lo valutiamo diciamo insieme, che prevede che al posto  di
   trasporto marittimo  ci sia scritto  trasporto del personale   poi
  se  uno,  non  so  se ci siano treni che arrivano a  Lampedusa,  ma
  diciamo  che se non è marittimo, ma ci possono pure aerei,  ci  può
  essere pure quello aereo per cui va bene così perfetto.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  guardi  noi  ci
  troviamo molte volte a presentare emendamenti nell'interesse di una
  zona  eccetera, il problema è partendo da io non sono assolutamente
  contrario ma quando si raddoppiano le istanze le risorse economiche
  per le scuole delle isole minori, si tolgono ad altre scuole ora il
  problema  del  trasporto del personale non  è  solo  per  le  isole
  minori,  vi  sono  dei docenti che partono da  Messina  e  vanno  a
  Capizzi,  vi sono dei docenti che da Messina partono proprio  anche
  vanno  ad  Agrigento, il problema qual è il  problema   è  che  noi
  quando facciamo questi emendamenti non possiamo fare la guerra  dei
  poveri,  dobbiamo  tentare di capire a che cosa  andiamo  incontro,
  quando  noi  togliamo queste risorse le togliamo ad  altre  scuole,
  così come noi quando parliamo di altre risorse..

   PRESIDENTE.  Onorevole Laccoto, le chiedo scusa se la  interrompo,
  perché  siccome era il motivo per cui io avevo fatto l'obiezione  e
  volevo una copertura specifica per questo

   LACCOTO. Ma la copertura è dell'ambito del capitolo non è extra.

   PRESIDENTE. Ascolti. Siccome mi è stato detto - scusi, mi  ascolti
  un  attimo  -  siccome la copertura è nell'ambito del capitolo,  ci
  siamo  informati, prima con l'assessore, che ha detto  che  sarebbe
  stato sufficiente, poi direttamente con gli Uffici di bilancio, per
  sapere  se all'interno del capitolo ci sono le risorse per l'uno  e
  per  gli  altri,  perché  è chiaro che non devono  essere  tolti  a
  nessuno.  Per cui, per quanto mi riguarda, oggi stiamo  votando  un
  emendamento coperto, cioè non a scapito di un altro viaggiatore.

   LACCOTO.  Presidente, io ho l'impressione che  ognuno  qui  cerchi
  giustamente, ma dobbiamo avere una visione generale della  Sicilia.
  Mi  riferisco,  per esempio, anche al discorso dell'acquisto  degli
  immobili  delle  scuole superiori, ma tutte le  province  hanno  il
  problema  degli  immobili, degli acquisti delle  scuole  superiori.
  Ora,   vedere   arrivare  qui,  improvvisamente,  facciamo   questi
  emendamenti senza avere una visione complessiva e globale

   PRESIDENTE.  Onorevole  Laccoto,  devo  intervenire,  la   visione
  l'abbiamo ottenuta noi. Abbiamo chiesto le informazioni e ci  hanno
  detto  che  è  coperto,  sennò non l'avremmo fatto,  non  l'avremmo
  passato.  L'assessore  ha  detto che è coperto,  ha  detto  come  è
  coperto,  noi  ci  siamo informati per capire se nel  capitolo  c'è
  questa  disponibilità, c'è la disponibilità e poi sarà un  problema
  dell'Assessorato,   non   è   che  ci  possiamo   fermare,   perché
  l'emendamento è stato presentato ed il Governo ha comunicato che  è
  coperto,  punto. Per cui non stiamo lì a cercare i peli  nell'uovo,
  sennò non ne usciamo più.
   Per  cui,  pongo  in  votazione prima il  subemendamento  23.25.1,
  quello col trasporto del personale.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento 23.25 così come emendato. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 23 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Abbiamo accantonato l'articolo 22, di cui però - Assessore, se non
  sbaglio  -  diciamo che nel suo interesse l'abbiamo già  quantomeno
  esaminato, non votato ovviamente, ma esaminato, e quindi è il punto
  5  su cui domani ci dobbiamo confrontare, farò sapere ai Capigruppo
  a che ora.
   Si  passa  all'articolo 8, è arrivata la riscrittura del  Governo,
  quindi  possiamo  riprendere l'articolo 8, che avevamo  accantonato
  ieri, era quello della BEI per intenderci.
   Assessore,  è arrivata la riscrittura dell'8, per cui lo  possiamo
  affrontare.   Certamente  sì,  mi  dice   l'assessore,   e   quindi
  distribuiamo la riscrittura dell'articolo 8.
   Assessore, riscrive tutto, non ci sono più commi, è tutto un unico
  comma, sostituisce tutto l'articolo 8, benissimo.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Aveva chiesto l'onorevole Di Caro di parlare, Di  Caro
  soltanto. E allora, prego, se l'onorevole Di Caro è così cortese da
  cederle la parola, assolutamente ne siamo tutti contenti.

   CARONIA.  Grazie  Presidente, grazie, onorevole  Di  Caro  per  la
  cortesia.  Semplicemente  una  valutazione,  così  in  merito  alle
  coperture.  Poiché  nella precedente stesura, seppure  diversa,  le
  coperture finanziarie erano state emendate dallo stesso Governo  in
  un  emendamento che era parte del testo, vedo che adesso ritornano,
  vorrei  capire  la ragione per la quale in prima  versione  si  era
  pensato di far fronte con duecento migliaia di euro, adesso  invece
  si ritorna cinquecento, rimettendo la copertura dei trecento mila a
  discapito della SAS.
   Poiché  si tratta di un capitolo dedicato alla SAS, che si  occupa
  di  assistenza  tecnica, poiché oggi quello che viene  maggiormente
  lamentato all'interno della Regione, è quello di aver necessità  di
  un  supporto  di  assistenza  tecnica  all'interno  della  macchina
  amministrativa, e poiché la Sas è un'attività che svolge  da  poco,
  attraverso  una  convenzione, e questa  convenzione  viene  appunto
  soprattutto  viene svolta all'interno dell'Irfis,  che  in  qualche
  modo,  come  tutti noi sappiamo, abbiamo individuato  nella  scorsa
  finanziaria come soggetto che poi distribuisce, valuta  le  proprie
  richieste che abbiamo individuato l'anno scorso a valere sui  fondi
  Poc  e sui fondi extra regionali, proprio per venire incontro  alle
  esigenze Covid.
   Allora  io dico, qual è la logica per la quale depauperare la  SAS
  di  300  mila  euro  proprio  in quella  convenzione  che  riguarda
  l'assistenza  tecnica, visto che la necessità  l'abbiamo  rinvenuta
  tutti  e  da più parti, e quindi perché il cambiamento di rotta  da
  parte  del Governo che, in una prima versione aveva emendamento  il
  testo  togliendo  queste  300 mila euro, e lasciando  soltanto  200
  mila.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole  Di  Mauro.  Aveva
  chiesto prima di parlare.

   DI   MAURO.   Signor  Presidente,  intervengo  perché   ieri   con
  l'assessore  Armao  ci  siamo  più  volte  confrontati  su   questo
  articolo, e non ci siamo capiti. Ritorno su alcune questioni che  a
  mio parere sono fondamentali.
   La  prima questione è la destinazione di questo fondo e a che cosa
  serve.  La  legge è indirizzata verso le start up con  delibera  di
  Giunta  regionale,  la  n.  474 e le risorse  sono  destinate  alle
  piccole e medie imprese, il cui importo massimo deve essere di euro
  800  mila. I prestiti dovranno essere concessi a tasso zero e avere
  la  durata massima, come ha detto ieri l'Assessore, di 20  anni,  e
  che  il  50 per cento delle risorse finanziarie disponibili  devono
  essere riservate alle imprese della filiale turistica.
   Bisogna  capire  qui  se  dobbiamo revocare,  se  la  Giunta  deve
  revocare,  Presidente  Musumeci, per  favore.  Se  la  Giunta  deve
  revocare  la  delibera oppure se noi dobbiamo  cambiare  la  legge,
  perché  la  destinazione  delle risorse  che  rientravano  dal  Por
  2007/2013 fondi extra regionale 2014/2020 avevano una destinazione,
  come ho detto pocanzi, e lo ripeto, destinati alle start up.
   Parlare di Confindustria con le start up credo che sia, non voglio
  dire  ultroneo,  ma  comunque  inutile  perché  certamente,  se  mi
  permetto, non può una delibera di Giunta cambiare legge.  E  quindi
  in  questa sede abbiamo la possibilità di correggere, e ci dica  il
  Governo quello che vuole fare.
   Per quanto ci riguarda, o si revoca la delibera, oppure si sistema
  la legge. Perché noi dobbiamo spendere, Presidente Musumeci, quello
  che dice il Governo, per quanto mi riguarda sta bene. E qui c'è  un
  limite  di  800  euro che ritengo sia poi ci sono  praticamente  le
  ragioni dell'impegno di spesa che sono di circa, io non so  qual  è
  il  costo. Il Governo dice che costa 500 mila euro, e dice  sono  i
  costi  sostenuti per la traduzione esterna dei documenti  necessari
  per lo svolgimento dell'attività del fondo, ai sensi del precedente
  accordo  etc. e poi i costi derivanti dalla gestazione del presente
  accordo  e  dal trasferimento dei fondi alla Regione  siciliana,  e
  qualunque  altro soggetto designato dalla Regione siciliana  a  tal
  fine.
   Terzo  i  costi relativi all'audit esterno del fondo dei  fondi  e
  altri  impegni audit, i costi associati a controversie  riguardanti
  strumenti finanziari oggetto di accordo, e gli altri costi di volta
  in  volta  inclusi tra le spese di comune accordo tra la  Be  e  la
  Regione. Allora io pongo al Governo una domanda molto semplice. Noi
  abbiamo  il  dovere  di recuperare risorse,  e  credo  che  se  noi
  riusciamo  a  quantificare queste somme che in  questo  momento  il
  Governo quantifica in 500 mila euro. Non ho ben compreso se vanno a
  garanzia,  per tre anni, è scritto. Premesso che c'è un emendamento
  del  Governo che parla di 300 e ora ritorna a 500. Ma al di  là  di
  questo, se il Governo dice che costa 500 io ho il dovere di credere
  al Governo che attesta che ci vogliono 500 mila euro.
   Ma,  al  di là di questo, la domanda che avevo fatto all'inizio  -
  per la quale non ho avuto alcuna riposta - è se questo fondo di cui
  il  25  per  cento serve a coprire, in buona sostanza, -  credo  da
  decifrare  se  sono le Start up, se sono le piccole  imprese  -  il
  resto  del  fondo, gli altri 50 milioni, che cosa sono destinati  a
  coprire.
   E'  una  domanda, credo, legittima che, come Parlamento,  vogliamo
  sapere.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO.  Signor Presidente, colleghi, io propongo  di  ritornare
  alla  formulazione  precedente  dell'articolo  8  e  bocciarlo  con
  dignità. Perché ieri era scritto meglio.
   Non è che riformuliamo gli articoli come l'oroscopo.
   Ora  non si capisce quasi nulla, parla, continua a parlare  sempre
  di  banche, ma la domanda:   Un'impresa iscritta al CRIF,  per  cui
  non  potrebbe  nemmeno  entrarci in banca, può  avere  sostegno  ed
  aiuto?  Sì  o no? Un'impresa, che non ha nessun tipo di titolo  per
  ottenere  un  credito  dalle  banche oggi  e  riceve  continuamente
  telefonate dalle banche per motivi diversi da quelli di ottenere di
  un credito, può avere un sostegno? Sì o no? .
   Se la risposta è no, ne prendiamo atto e andiamo avanti, ma non si
  può  continuare  a  prendere  in giro  l'Aula  e  chi  è  fuori  da
  quest'Aula  con  questi  emendamenti ed articoli,  scritti  con  le
  modalità di un oroscopo

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente, le debbo chiedere,  intanto,  se  è
  possibile eliminare quest'impalcatura perché, a mio modesto  avviso
  -  non  sarò una virologa - questa impalcatura così chiusa mantiene
  più facilmente virus e batteri in questo ambito. E, siccome non  si
  sente niente, e siamo qui costretti ad abbassare la mascherina  per
  sentirci, diventa ancora più pericoloso.
   Io  non  capisco  il  genio della lampada  che ha voluto  metterci
  maggiormente a rischio; chi è?
   Ieri  ho  ascoltato  con attenzione l'Assessore  Armao,  e  ne  ho
  condiviso  la volontà di sostenere le piccole e medie imprese  che,
  oggi, hanno difficoltà ad accedere al credito.
   Ma  quello  che io non capisco è che, poi, le parole e  l'auspicio
  non  sono  tradotte né nella norma che stiamo approvando, né  nella
  normativa di riferimento che, giustamente, l'onorevole Di Mauro  ha
  poc'anzi  riportato, e che io mi ero presa la  briga  di  andare  a
  verificare, e che sono esattamente come il Presidente Di  Mauro  ha
  detto.
   Se  la volontà è quella di fare un fondo che garantisca il rischio
  e  permetta  alla banca che chiuderà la convenzione  Se la  volontà
  politica  del Governo Musumeci è quella di costituire un fondo  per
  dare la possibilità alle piccole e medie imprese, che non hanno una
  solidità  tale  da  avere prestito con facilità  da  una  banca,  e
  consentire  così  alla  banca  di  aprire  le  maglie  e,   quindi,
  permettersi con più leggerezza di dare prestiti perché sono coperti
  da  quel  fondo, allora io sono assolutamente d'accordo ma  non  ne
  vedo  garanzia  in  questa  norma  scritta  che  la  finalità   sia
  rispettata.
   Perché  non  vorrei  che,  piuttosto,  poi,  questo  fondo   venga
  banalmente utilizzato semplicemente a garantire qualche banca da un
  rischio  d'impresa  che  è  normale ma nulla  arrivi  alle  imprese
  piccole  e  medie  che,  invece, debbono avere  la  possibilità  di
  richiedere credito senza quelle garanzie che ad oggi,  e  purtroppo
  dopo   questa  norma,  secondo  me,  anche  da  domani  le   banche
  continueranno  a  chiedere -  sia essa, non  so  quale  era,  Banca
  Intesa  che  chiuderà la convenzione con la BEI  e con  la  Regione
  siciliana,  come  ha  detto  ieri  nell'interlocuzione  l'Assessore
  Armao, io voglio essere rasserenata che questo fondo sia utilizzato
  proprio  per permettere alle piccole e medie imprese che non  hanno
  solidità,  in  questo  momento, di accedere  ai  prestiti  con  più
  facilità. Questa norma non mi dà questa certezza.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà. Onorevole Cracolici lei rinuncia?

   CRACOLICI. No

   PRESIDENTE. Io ci speravo.

   CRACOLICI.   Devo  dire  che  l'onorevole  Savarino,   Segretario,
  l'onorevole   Savarino  ha  assolutamente  ragione  perché   questo
  parapetto  qua  è  un effetto, diciamo, indotto  di  virus  che  ci
  trasmettiamo in meno di mezzo metro quadrato, quindi forse è meglio
  levarlo.
   Presidente,  io  ho  visto  la  riscrittura,  capisco  la  tecnica
  legislativa, dire le stesse cose dicendole in maniera diversa.
   Allora,  io  voglio essere sintetico, per me non è in  discussione
  che ci possano essere 25 milioni del fondo Jeremie da utilizzare  a
  favore delle imprese per ristrutturare debiti, tutto quello che  si
  vuole, tutto quello che possiamo fare per le imprese facciamolo, ma
  la  mia  domanda rimane quella che ho fatto ieri credo,  quando  ne
  abbiamo parlato, questo milione e mezzo -  perché il tema non  sono
  i  25 milioni -  questo milione e mezzo che la Regione per attivare
  lo strumento che sono i fondi Jeremie li mette dal proprio bilancio
  che non c'entra nulla con i fondi Jeremie, questo milione e mezzo a
  cosa  deve servire? Per cui si parla di oneri della Convezione,  ma
  la  Convenzione di cosa? Cioè se noi stiamo mettendo a disposizione
  25   milioni  a  favore  della  BEI  che  cofinanzia  lo  strumento
  finanziario  per  intervenire, ma da quando  in  qua  noi  dobbiamo
  utilizzare  nostre risorse per attivare uno strumento  finanziario?
  Tranne  che  non ci siano oneri connessi alla gestione finanziaria,
  che  con tutto il rispetto dovrebbero stare dentro il fondo stesso,
  cioè  all'interno del fondo, laddove ci dovessero essere costi  per
  l'istruttoria, eccetera, lo si finanzia all'interno del fondo.
   Ma  io  non  ho  mai visto che attiviamo un fondo e per  attivarlo
  dobbiamo metterci risorse aggiuntive che non ho ancora capito a chi
  e  a  cosa  servono; ecco perché io continuo a ripetere, visto  che
  questa  norma è stata già bocciata due volte dall'Aula,  nelle  due
  precedenti finanziarie e ritorna pedissequamente, siccome ad  oggi,
  anche  ascoltando  in questi giorni l'Assessore  non  l'ho  capito,
  perché   parliamo   delle   imprese,  Confindustria,   tutti   sono
  mobilitati, si tranquillizzi Confindustria, da parte mia non 25, ma
  250 milioni a favore delle imprese, se li potessimo utilizzare.
   La  domanda è un'altra però, la domanda è il trucco che sta dentro
  questa norma e rispetto a questo trucco che non è ancora svelato ed
  è la ragione per la quale io ritengo che questa norma debba essere,
  come diceva il collega anche con una battuta efficace, debba essere
  bocciata, senza pasticci, scrivendola come si vuole, ma questo è un
  punto  su cui nessuno può pensare di prendere in giro un Parlamento
  non specificando le cose di cui parliamo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Amata.  Ne  ha
  facoltà. Poi, si prepari l'onorevole Dipasquale.

   AMATA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, fermo restando  che
  ritengo  che  l'intera  Aula,  cioè ognuno  di  noi,  ogni  singolo
  parlamentare,  compreso il Governo, vogliamo e desideriamo  aiutare
  nel miglior modo possibile le nostre imprese, le nostre aziende, su
  questo,  penso  che non c'è bisogno di fare altra chiarezza,  però,
  rispetto  a  quest'articolo oltre i dubbi sollevati  dalla  collega
  Savarino,  che  faccio  miei,  anche  perché  l'esperienza,   anche
  nazionale,  di  quando si disse che le banche dovevano  aiutare  le
  imprese,  poi  alla  fine le banche non davano assolutamente  alcun
  finanziamento  alle imprese, ma le hanno lasciate, o  quanto  meno,
  prima  dovevano  rientrare dalla scopertura  che  avevano  e,  poi,
  forse, probabilmente, avrebbero dato quei soldi invece necessari ad
  avere un minimo di ossigeno.
    Detto questo, quello che non riesco a comprendere, fatta salva la
  questione  che  la convenzione deve essere fatta  con  la  BEI,  in
  quanto  trattasi  di  fondi  europei, questo  è  chiarissimo,  l'ha
  spiegato,  però,  qua  da un lato dice che gli  oneri  di  gestione
  derivanti  dalla convenzione si pagano attraverso il fondo  stesso,
  dall'altro,  però,  dice  Per garantire l'avvio della  convenzione,
  dobbiamo  prevedere  una  spesa annua di  500  mila  euro ,  ma  la
  convenzione  si attiva una volta, perché noi stiamo prevedendo  500
  migliaia di euro per il 2021, il 2022 e il 2023? Cioè, questo è  un
  altro  quesito a cui, probabilmente, lei riuscirà a dare  risposta.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice.  Ne  ha
  facoltà.

   LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore...

                    (interruzione fuori microfono)

   LO GIUDICE. Prego, collega.

   PRESIDENTE. Ha già parlato lei, o no?

   LO   GIUDICE.  Grazie  signor  Presidente,  Assessore,   onorevoli
  colleghi, io, rispetto a quest'articolo 8, l'unica cosa di positivo
  che  individuo è la finalità, la finalità è meritoria, è giusta,  è
  utile perché nessuno qua dentro può essere contrario a sostenere le
  piccole  e  medie  imprese, qualunque esse  siano,  fossero  cento,
  fossero  mille, penso che tutti le vogliamo aiutare, però,  se  noi
  leggiamo  l'articolo 8 per com'era scritto si capisce ben poco,  se
  guardiamo la riscrittura siamo di male in peggio
   Io  l'ho  fatto  un mutuo BEI, con il mio comune, ho  avuto  anche
  questa  fortuna, non ho pagato nulla. Mi chiedo, perché la  Regione
  deve  pagare 500 mila Euro ogni anno? Cioè, se io l'ho  fatto  come
  piccolo comune, modesto, una cosa da niente, un comune di diecimila
  abitanti, cioè la Regione, che mette in circolo, in moto,  qualcosa
  come  venticinque  milioni, non capisco perché per  tre  anni  deve
  pagare 500 mila Euro l'anno e, quindi, un milione e mezzo di  fondi
  propri di un bilancio che già sappiamo essere risicato sotto  tutti
  i punti di vista.
   Ora,  la  finalità  è meritoria e va sicuramente  premiata,  però,
  dobbiamo  trovare le formule giuste, le modalità  giuste  per  dare
  risposta  alla  Sicilia ed ai siciliani, ma non  con  strumenti  di
  questo tipon peraltro le perplessità in merito all'articolo 8  sono
  state  sollevate  in  maniera ampia da  parte  di  tutti  i  Gruppi
  politici,  è  assurdo, signor Presidente, che noi ci ritroviamo  di
  nuovo  qui, oggi, a discutere la stessa cosa di quella che  abbiamo
  trattato  ieri,  perché qua alla fine non  è  che  noi  stiamo  per
  riscaldare la sedia
   Noi cerchiamo in qualche modo di dare risposte alla Sicilia ed  ai
  siciliani, ma quando ci ritroviamo con una riscrittura che è peggio
  della prima e che sostanzialmente non cambia nulla, ma soprattutto,
  mi  permetto  di  dire, con nessuna risposta alle domande  ed  agli
  interrogativi che vengono posti.
   Io,  signor Presidente, esigo e pretendo che rispetto ai dubbi che
  noi solleviamo, che un parlamentare solleva, ci devono essere delle
  risposte  serie  e  concrete, non siamo al mercato,  e  continuiamo
  invece   ad   essere  nell'ambito  della  finanza  creativa,   caro
  Presidente.
   L'ho detto l'altro ieri e lo ribadisco anche oggi: non esiste  che
  un  parlamentare chieda delle spiegazioni, anzi mi permetto di dire
  non  esiste  che  l'intera  Aula chieda spiegazioni  su  un  intero
  articolo  dalla  A  alla Z, ed ogni volta non  viene  data  nessuna
  risposta.
   Perché,  altrimenti,  significa  venire  qui,  alzare  la  mano  e
  andarsene.  Io non vengo qui per alzare la mano, io vengo  qui  per
  sostenere  tutte le buone iniziative che stiamo portando  avanti  e
  che  tutti  vogliamo  portare avanti, ma non è possibile  che  ogni
  volta  ci ritroviamo in situazioni di questo tipo ed in Commissione
  risposte  non  ne abbiamo, ed in Aula risposte non ne  abbiamo   Ma
  insomma   Se  questo  è  modo  di legiferare,  ditelo  chiaramente,
  portateci  un  pacchetto,  e  dite   questo  è',  noi  lo  dobbiamo
  approvare  così e lo facciamo, per carità. Come i muli  Ma  io  non
  sono  disponibile, io chiedo che ci siano le conoscenze giuste  per
  approfondire la materia, se poi dobbiamo invece andare dritti  come
  i muli, allora andiamo dritti votiamo  E basta, non discutiamo più
  E  così una volta che votiamo ci rendiamo conto di quella che è  la
  situazione,  perché  è  normale che  poi,  giustamente,  l'Aula  si
  manifesta in maniera contraria, come si può manifestare rispetto  a
  dieci  dubbi che vengono sollevati e a nessuna risposta  che  viene
  data. Si manifesta in maniera contraria.

   SAVONA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Allora  sono  iscritti  a   parlare
  l'onorevole  Lentini,  Di  Paola, Dipasquale,  Savona,  che  mi  ha
  chiesto  di intervenire in qualità di presidente della Commissione,
  Zafarana  è  davanti all'onorevole Grasso. Era prima  ma  mi  aveva
  detto   dal  banco  che  aveva  rinunciato.  Ho  capito,  era   una
  considerazione.

   SAVONA.   Presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, assessori. A seguito del  dibattito
  è  emerso  che  abbiamo toccato un capitolo che  riguarda  la  SAS,
  vorrei,  prima di continuare, accertarmi che, siccome è un capitolo
  che riguarda i pagamenti degli stipendi se ci sono le disponibilità
  per   cercare  di  portare quindi  direi  di  accantonarlo  e   poi
  ricominciare

   MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente della Regione.  Signor Presidente, onorevoli
  deputati. Io non credo che la proposta del presidente Savona  possa
  essere,  in  questo  momento, risolutiva di un nodo  che  dobbiamo,
  necessariamente, sciogliere, è inutile nascondere la  sabbia  sotto
  il tappeto.
   C'è  una  domanda precisa che emerge dall'Aula e a questa  domanda
  bisogna  dare una risposta. Se tutti siamo d'accordo sul fatto  che
  occorra   utilizzare  questo  strumento  che   la   BEI   mette   a
  disposizione, d'accordo con la Commissione europea, a favore  delle
  piccole e medie imprese, non sempre bancariamente credibili, e  che
  questo  strumento debba essere affidato alla gestione  della  Banca
  Intesa,  il  tema qual è? I 500 mila Euro che la BEI ha preteso  in
  sede  di convenzione a che cosa servono? Siccome la riposta che  ha
  dato la BEI è altrettanto generica, quanto quella che ha fornito il
  Governo,  perché non possiamo avere creatività sulle cose  che  non
  reggono,  io credo sia opportuno inserire nella norma la condizione
  che  ogni sei mesi venga fornito alla Regione siciliana, quindi  al
  Governo  che  si  impegna di trasmettere al Parlamento,  un  report
  sull'utilizzo  dei  500  mila Euro, ogni  sei  mesi,  in  modo  che
  l'Assemblea  possa  essere partecipe, se sono traduzioni,  se  sono
   amici  del giaguro', se sono consulenze ai compari, consulenze  ai
  nipoti.  Io  credo che questa sia una garanzia dal punto  di  vista
  della  trasparenza, a patto che venga inserita e formalizzato nella
  norma.
   Io concordo, e tutto il Governo concorda, sulla necessità di avere
  contezza dell'utilizzo dei 500.00,00 Euro. Attenzione, che dice  la
  BEI in sede di convenzione? Metteteli a disposizione ma non è detto
  che  li  utilizziamo, o che li utilizziamo per intero, quindi,  può
  darsi che per i primi sei mesi, per i secondi sei mesi, per i terzi
  sei mesi, di quei 500 milioni non venga toccato un Euro.
   Questa è la proposta, signor Presidente e colleghi e deputati, che
  io  mi  permetto di fare a nome dell'Assessore per l'economia  e  a
  nome del Governo per uscire fuori dalla condizione di stallo in cui
  sembriamo  esserci  addentrati, in modo che così allontaniamo  ogni
  sospetto,  perché il sospetto è legittimo conoscendo la  storia  di
  questa  Regione e nessuno, più di me, vi può dare ragione,  e  sono
  convinto che bisogna finalmente cambiare passo.
   Questo  è  un  metodo che davvero condivido e condividiamo  tutti.
  Oltre non possiamo andare altrimenti dite che l'intervento non  può
  essere  fatto,  ma diciamolo con chiarezza, siccome non  mi  sembra
  essere  questa  la  volontà di tutti i Gruppi della  maggioranza  e
  dell'opposizione.
   Se  su  questa proposta troviamo l'intesa possiamo votare e andare
  avanti. Grazie.

   PRESIDENTE. Presidente Savona, lei insiste sull'accertamento?  Per
  capirlo  andiamo avanti.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
  ieri avevo dato una soluzione: ai 200 milioni di Euro previsti  per
  la  spesa e per dare la possibilità ai tanti, alle società che sono
  rimaste  senza un Euro, abbiamo previsto 200 milioni per i ristori,
  e  io  avevo  detto  la mia proposta che era quella  di  aggiungere
  questi altri 25 milioni di Euro ai 200 così diventano 225.
   Ora, siccome ho fatto uno studio particolare riguardo a questi  25
  milioni  di Euro e vi dico come stanno le cose esattamente.  Questi
  25  milioni  di  Euro vengono da JESSICA e JEREMIE, è  un  progetto
  della  Comunità europea che risale a circa 10 anni fa, questi soldi
  la  Comunità  europea, appunto perché sono stati spesi  -  e  bene,
  allora  -li  ritorna  alla  Regione siciliana,  quindi,  questi  25
  milioni di Euro sono regionali, sono soldi regionali.
   Se  noi diamo la possibilità alla Banca Centrale Investimenti  che
  poi  deve  rigirare alla Banca Intesa e poi deve andare a scegliere
  quali sono le ditte, le società che non possono accedere al credito
  che  ancora  non  si  capisce perché non è stato contabilizzato  il
  numero,  non si capisce il numero esatto di queste società  che  ne
  hanno  bisogno, praticamente noi che cosa facciamo oggi con  questo
  emendamento,  con questo articolo? Questo articolo  stabilisce  che
  500  mila euro saranno destinati per ogni anno per girarli  appunto
  alla  Banca  Centrale per gli investimenti che poi a sua  volta  li
  deve  girare.  Ma  vi  rendete conto dove siamo arrivati?  Dobbiamo
  gestire  25 milioni di euro  scusate io sto cercando di portare  un
  contributo   se lo ritenete opportuno.
   Ci sono delibere di Giunta che parlano fatte dal Governo Musumeci,
  che  parlano di questi 25 milioni di Euro da destinare  alla  Banca
  Centrale  degli  investimenti per poi darli  a  quelle  società,  a
  quelle  piccole e medie imprese che non hanno la possibilità perché
  gli manca il DURC, etc. Ma se noi non abbiamo quantificato questo e
  non  capiamo  esattamente  quante sono  numericamente  le  società,
  l'unica cosa che sappiamo noi del Parlamento è che ci sono 500 mila
  Euro  l'anno, per l'anno 2021, 2022, 2023, da destinare per  questo
  progetto. Ora, vi rendete conto di cosa stiamo parlando?
   Nelle  delibere, intanto, si dice che non è a zero Euro ma i soldi
  saranno  dati,  saranno  dati all'8 per cento  -  è  scritto  nella
  delibera -  si aggira a circa l'8 per cento, non parliamo quindi di
  cose gratis.
   E  poi,  questo  milione e mezzo che noi andiamo  a  togliere,  ha
  ragione  l'onorevole Savona, perché 200 mila Euro  sono  spesi  per
  prodotti informatici, 300 mila Euro vengono sottratti per contratto
  aggiuntivo  di servizio alla SAS, li destiniamo, poi, per  3  anni,
  per  3  anni  Ma quanto deve durare questa cosa  Per 3 anni usciamo
  un  milione  e  mezzo,  cioè 500 mila Euro l'anno  per  gestire  25
  milioni. Se noi sappiamo quante sono le società.  Ma ci vuole tutto
  questo tempo?
   Ora,  lei,  signor Presidente, avanza una proposta per  verificare
  che  ogni  6 mesi possiamo fare una verifica ma, la verifica Guardi
  io  le dico una cosa, se noi abbiamo contezza, veramente, di quelle
  che  sono  le  società  che  in questo momento  sono  in  stato  di
  impoverimento,  noi  siamo nelle condizioni, nell'arco  di  qualche
  mese, di potere soddisfare tutti.
   O  noi  mettiamo  500  mila Euro per un  solo  anno  e,  poi,  per
  iscritto,  portateci  un  emendamento,  dove  si  dice  che  questa
  operazione è a costo zero.
   Qualche collega, ieri, parlava di dare queste somme all'IRFIS, che
  è   la  nostra  banca,  che  è  un  ente  in-house  e,  quindi,  la
  responsabilità è al 100 per cento della Regione siciliana, se  noi,
  veramente,  dessimo  questa  somma  all'IRFIS  e,  quindi,   diamo,
  ulteriore   lavoro,   e  loro  stanno  gestendo   sia   nel   campo
  dell'edilizia   che  nell'agricoltura  ed  in  altri  dipartimenti,
  abbiamo  la  possibilità  che questo sia veramente  a  costo  zero,
  perché abbiamo dipendenti, ma se noi, ancora, raggiriamo e portiamo
  avanti un articolo, una riscrittura inutile che ci deve tenere  per
  3  anni  a  depauperarci  di 500 mila Euro l'anno,  questa  è  solo
  vergogna
   Questo  problema  si  deve risolvere urgentemente  se,  veramente,
  crediamo  che  ci sono queste società che hanno bisogno  di  questo
  denaro, lo dobbiamo fare subito, non in 3 anni. Pensare di  dare  3
  anni,  per  gestire  25 milioni, ma quando mai?  Se  dobbiamo  fare
  qualche favore a qualcuno  qualcuno si assuma la responsabilità. Ma
  qui non ci sono persone che firmano o votano documenti inutili.

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, il suo tempo è scaduto.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  Assessori, colleghi parlamentari.
   Volevo  esprimere la mia vicinanza all'assessore  Armao,  davvero,
  gli volevo dare la mia solidarietà, ascoltando tutti gli interventi
  che   ci  sono  stati,  in  particolar  modo  anche  quelli   della
  maggioranza.
   Cari  colleghi, voi non potete prendervela, però, con  l'assessore
  Armao.  Mi  sono  sentito proprio in dovere di  intervenire  a  sua
  difesa,  perché la colpa è vostra. Sì, anzi, la colpa è nostra  che
  abbiamo  pensato,  che  abbiamo dato  un  incarico  troppo  oneroso
  all'assessore Armao, che è stato quello di riscrivere l'articolo 8.
   Avevamo  visto già che l'aveva scritto male quando è  arrivato  in
  Aula. No  Noi abbiamo voluto metterlo, ulteriormente in difficoltà,
  incaricandolo di riscrivere l'articolo 8.
   Quindi,  ora  che cosa volete? Gli avete dato o gli  abbiamo  dato
  questo compito oneroso di riscrivere l'articolo 8, è chiaro se  già
  era  scritto male all'inizio potevate immaginarvi che poteva essere
  scritto meglio ora?
   Fatta questa premessa, che mi è venuta spontanea, io penso che  la
  discussione è serissima e qua siccome -  Presidente della Regione -
  la  discussione è una discussione seria, qui rischiamo comunque  di
  perderla questa linea di intervento e su questo le assicuro che c'è
  la volontà di tutti nel mantenerlo.
   Non   vogliamo   utilizzare  la  proposta  del  Presidente   della
  Commissione, che è quella lì di accantonarla, ulteriormente? Certo,
  noi  dobbiamo  fare  innanzitutto una cosa, dobbiamo  far  riposare
  l'Assessore  Armao e dobbiamo assumerci l'onere di riscriverlo  noi
  questo articolo 8, quindi io direi almeno di sospenderlo.
   Se  noi lo sospendiamo, siccome dobbiamo arrivare al risultato che
  a  lei  e al Parlamento sta a cuore, abbiamo bisogno questa  volta,
  invece    di   incaricare   di   nuovo   l'Assessore   Armao,    di
  autoresponsabilizzarci un pochino in modo che attraverso il  nostro
  contributo riusciamo a mettere su l'articolo 8, perché se dovessimo
  continuare invece ad andare avanti, io non ho una grande esperienza
  d'Aula,   ma   sono  convinto  che  se  dovessimo   andare   avanti
  difficilmente questo articolo 8 lo portiamo a casa. E il  risultato
  qual  è?  Che si perde l'occasione di finanziarlo, ed è  sbagliato,
  siccome  lo  dobbiamo salvare non possiamo permettere ad  Armao  di
  imporci un percorso. No, questo non glielo possiamo permettere,  il
  percorso glielo imponiamo noi tra virgolette.
   Quindi,  dateci  il tempo e dateci la possibilità  di  accantonare
  Armao  su  tutta  questa  vicenda e di metterci  in  condizione  di
  scrivere l'articolo 8.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  PAOLA. Signor Presidente, Governo, colleghi, cittadini, io  ho
  apprezzato molto l'intervento del Presidente della Regione.  Perché
  l'ho  apprezzato?  Perché io sono convinto che il Presidente  della
  Regione  sa  benissimo che all'Assessorato all'economia abbiamo  un
  problema,  un  grosso  problema, e questo problema  ce  lo  tiriamo
  dietro  da più tempo, da anni forse, perché più di un anno e  mezzo
  fa  il  Presidente della Regione aveva commissariato  l'Assessorato
  all'economia.
   Vi  ricordo  la  nomina del dott. Giaconia, di quella  società  la
  Kibernetes, quindi il Presidente della Regione è cosciente  e  devo
  dire  che  il  suo  intervento  lo  dimostra,  che  all'Assessorato
  all'economia  abbiamo un problema, dopodiché  per  quanto  riguarda
  questo  articolo,  signor  Presidente e  colleghi,  io  vi  ricordo
  l'intervento che abbiamo fatto due giorni fa.
   Questo  articolo  ha tre criticità e le abbiamo già  avanzate  più
  volte   senza   nessuna  risposta  da  parte   dell'Assessore   per
  l'economia.
   Il  primo  problema è la copertura dei fondi, di questi  500  mila
  Euro  che  noi  mettiamo  per ogni anno,  così  come  ha  detto  il
  Presidente  della  Commissione  Bilancio  uno  dei  capitoli  è  il
  capitolo  di  una partecipata, la SAS. La domanda è: rischiano  gli
  stipendi  se  noi  togliamo queste somme? Punto primo.  Perché,  vi
  ricordo colleghi che in Commissione  Bilancio  - e lo dico pure  al
  Presidente  della  Regione  -  questo  articolo  era  arrivato  con
  coperture sbagliate, cioè l'Assessore per l'economia che porta  uno
  degli  articoli più importanti, perché io sono convinto che  questo
  sia  un  articolo  importantissimo che riguarda  il  sostegno  alle
  aziende siciliane, con coperture sbagliate?
   Cioè, le coperture erano sbagliate e sono state le opposizioni e i
  colleghi  presenti  in Commissione  Bilancio  a far  notare  questo
  errore e abbiamo cambiato le coperture.
   E le coperture le ha trovate sempre l'Assessore per l'economia, ma
  ci sono delle criticità.
   Le  altre criticità sono: 1) questi fondi andranno veramente  alle
  società alle aziende che sono in difficoltà anche a quelle piccole,
  perché noi dobbiamo pensare pure a quelle piccole di aziende e  non
  solo  alle  grosse aziende che probabilmente riescono in  parte  ad
  affrontare questa crisi economica, noi dobbiamo pensare ai  piccoli
  e i dubbi ovviamente sul fatto che noi stiamo investendo un milione
  e  mezzo  di  euro di soldi di bilancio, di soldi di  bilancio  per
  gestire questo tipo di contratto.
   E   infine,  Presidente,  io  ho  ascoltato  pure  come  ulteriore
  criticità  il  fatto che noi abbiamo bypassato per  motivi  che  da
  quello  che  ho capito l'Assessore dice che comunque è  conveniente
  più  questo  tipo di soluzione, Irfis e Crias, cioè noi li  abbiamo
  bypassati in qualche modo, non li stiamo utilizzando, non li stiamo
  utilizzando,  e in qualche modo stiamo venendo meno, Presidente,  a
  quell'autonomia che ha la Regione siciliana.
   E allora, tutte queste domande che abbiamo fatto continuamente nel
  corso  sia della Commissione  Blancio  che qui in Aula, l'Assessore
  per  l'economia non ha risposto. Il Presidente della Regione si  fa
  carico   dell'assessorato  all'economia  e  prova  a   dare   delle
  soluzioni?   Ben   venga;   ma,   colleghi,   noi   all'Assessorato
  dell'economia  in  questa  fase  così  critica  abbiamo  un  enorme
  problema e prima o poi lo dovremmo affrontare. Grazie.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  dire  una
  cosa: chiaramente, quando noi ci troviamo il tema del un bel titolo
   Interventi  finanziari  per  il  sostegno  alle  piccole  e  medie
  imprese  in una finanziaria senza un disegno coerente ci si  aprono
  gli  occhi.  Chiaramente,  tutti  vogliamo  contribuire  perché  le
  risorse e gli strumenti che la Regione può attivare possano  essere
  chiaramente indirizzati in questo senso, a sostegno delle  imprese,
  a tasso agevolato, così come riporta l'accordo.
   Ma, dato già quello che abbiamo visto ieri questo articolo, questa
  riscrittura ritorna oggi, come dire,  a me viene in mente, io  sono
  mamma, quando cucino se la salsa è salata, troppo salata io  non  è
  che  la posso correggere  Ormai c'è troppo sale  Cosa intendo dire
  Non è stato corretto minimamente né in termini di operatività né in
  termini di chiarezza l'intento dell'articolo.
   Cosa vuol dire? Innanzitutto, vorrei capire perché si parla di una
  convenzione, di un accordo con la BEI che è già in essere e poi, mi
  par  di  capire, perché non c'è chiarezza - e non lo dico  solo  io
  perché potrebbe essere chiaramente un limite mio, ma lo hanno detto
  tutti coloro che sono intervenuti sia ieri che oggi su questo  tema
  -  che  vi  sia  appunto  una  successiva  convenzione  da  doversi
  stipulare. Quindi, a quale fine.
   Oltre  a  questo, vi è una limitazione esclusivamente a 25 milioni
  rispetto, appunto, alla dotazione generale del fondo, quindi vorrei
  capire perché questa limitazione.
   Poi,  ulteriormente, andando a vedere le modifiche che sono  state
  fatte  all'accordo, si ritrova il fatto che, secondo me questo  può
  essere  anche conducente ai fini della chiarezza, che  ripeto  però
  non  dovremmo fare noi deputati, diciamo, anche avendo  visto  pure
  come questo testo sia arrivato diciamo così, lampo e stampo, non ci
  sono  le  Commissioni  non  c'è approfondimento  giusto,  le  parti
  concordano  -  cito dall'accordo -  che qualsiasi spesa  aggiuntiva
  presente  o  futura a carico della BEI in relazione  al  fondo  dei
  fondi e all'attività dello stesso, comprese in particolare le spese
  che  in base alla legislazione applicabile non sono ammissibili  ai
  fini   dell'articolo  42  dell'Rrd  o  delle  norme  della  Regione
  siciliana  in  materia  debba  essere  considerato  un  importo  da
  addebitare   alla  regione  siciliana  in  aggiunta  ai  contributi
  impegnati dalla stessa a titolo delle risorse della Regione .
   Quindi,  io  mi chiedo, se normalmente un fondo ha una operatività
  interna  al  fondo stesso, quali sono queste spese  che,  a  questo
  punto,  mi  sembra  debbano essere coperte dalla Regione?  A  quale
  fine?   A   quale  finalità?  Perché  l'accordo  non  può  muoversi
  all'interno  di  una sua eterogeneità e unitarietà?  Perché  finora
  abbiamo  visto  sempre  così, all'interno  dei  fondi  avviene  sia
  l'erogazione, sia quello che riguarda le spese di gestione  di  chi
  amministra il fondo. Questo, chiaramente, è il nodo.
   Assessore,  qua  la questione è questa. Catone il  Censore  diceva
   rem tene, verba sequentur . Se uno ha il concetto chiaro in testa,
  le  cose vengono espresse in maniera chiara. Ieri non abbiamo avuto
  chiarezza su questo tema; oggi il Presidente Musumeci ha  fatto  un
  passetto  in  avanti.  Noi  prima di potere  votare  in  scienza  e
  coscienza,   vorremmo  avere  chiarezza  e  limpidità   su   questa
  operazione. Grazie.

   DAMANTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAMANTE.  Grazie,  Presidente. Io ieri ho  fatto  una  domanda:  a
  quanto ammonta il fondo Jeremie. Il fondo Jeremie non risulta, a me
  non  risulta  che sia 25 milioni, ma un po' di più. Infatti,  nella
  prima  stesura  dell'articolo, l'ex articolo  10,  ricordo  che  si
  prevedeva  di  coprire  parte degli oneri per  dare  attivazione  a
  questo  fondo, proprio da un capitolo che è il 61.68.20, che  è  il
  Fondo Jeremie, che è vincolato fino al 2020.
   Questa era la prima domanda: io voglio sapere quanto sia il  fondo
  Jeremie,  che  è  rientrato, che non è più usato  per  il  Tranched
  Cover,  ma viene utilizzato come conferimento alla BEI,  e  qui  ci
  siamo.  Perché 25 milioni e non tutto il fondo? Prima  domanda,  mi
  piacerebbe sapere quanto è il fondo.
   Seconda  domanda. Sul fondo emergenza - l'ha detto bene  anche  la
  mia collega - non è possibile caricare sul fondo stesso, se c'è  la
  possibilità  e  la  capienza, di questi costi di attivazione  della
  convenzione, perché nella prima stesura dell'ex articolo 10 mi  era
  sembrato  così, che il Governo aveva optato per fare...,  cioè,  se
  c'è  stato  un  cambiamento per la copertura, magari ce  lo  spiega
  meglio, visto che in Commissione non l'ho visto spiegato, non  l'ho
  sentito, mi sarà sfuggito, Assessore.
   Quindi, se era possibile farlo a carico - anche ieri ho visto  una
  sua  riscrittura  che diceva di rimandarlo al fondo  di  emergenza,
  adesso  oggi ne arriva un'altra, era solo per chiarezza, visto  che
  ci  sono  state  tre riscritture, si può fare o non  si  può  fare?
  Perché  se si potesse fare, essendo il fondo Jeremie un po' di  più
  di  venticinque  milioni,  forse  potrebbe  essere  una  soluzione.
  Grazie, Assessore.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Presidente, Presidente della Regione,  colleghi.  Allora,
  premesso che siamo tutti d'accordo, ed è una misura importantissima
  avere   il   sostegno  delle  piccole  e  medie   imprese,   perché
  sostanzialmente  se  noi volessimo liberare questi  25  milioni  di
  euro, non potrebbero essere destinati come ristoro alle imprese, ma
  semplicemente come investimenti, perché il fondo è il FESR.
   Il  fondo Jeremie, così come il fondo Jessica, sono dei fondi  che
  sono stati istituiti nel 2009 e sono stati alimentati, dal 2007  al
  2013  con  i  fondi del PO FESR e fondi FSE, nel 2007 e  nel  2013,
  invece  con  fondi dell'OT3. Quindi, da che cosa  è  costituito  il
  fondo  Jeremie?  Il  fondo  Jeremie è costituito  da  un  fondo  e,
  all'interno di questo fondo, da più partite finanziarie.
   Oggi,  qual  è il problema? Quindi, si alimenta come un  fondo  di
  rotazione. Nel momento in cui le imprese restituiscono quella parte
  alle  banche,  e  quindi  è  un accordo  fra  la  BEI,  la  Regione
  garantisce,  garantisce  il credito, è un fondo  di  garanzia,  nel
  momento in cui le banche restituiscono i loro prestiti, si alimenta
  il  fondo.  Quindi, questo fondo che oggi è alimentato, pari  a  25
  milioni  di euro, viene riutilizzato attraverso la convenzione  che
  il  Governo fa, ha stipulato con BEI, di nuovo, per dare il ristoro
  alle imprese.
   Qual  è  il  dubbio  che noi dobbiamo avere? Che vogliamo  sapere,
  perché è quello che sostanzialmente credo che oggi lascia perplessa
  l'Aula? Per stipulare la convenzione sono necessarie 500 mila  euro
  l'anno, non sono 500 mila euro ma è 1 milione e mezzo.
   Assessore  Armao,  io  le chiedo è possibile che  all'interno  del
  fondo  di garanzia, cioè all'interno dei 25 milioni di euro  questo
  milione e mezzo possa trovare copertura? Perché altrimenti si  dice
  che  noi  stiamo stipulando una convenzione con la   BEI  e  quindi
  stiamo garantendo un fondo. Benissimo. E' legittimo e soprattutto è
  l'unico modo oggi perché le imprese, anche  quelle imprese che  non
  hanno  una sostenibilità dal punto di vista finanziario e dal punto
  di  vista  della  banca  possono essere sostenute.  Però,  noi  per
  stipulare  la  convenzione che poi sarà assistenza  tecnica  stiamo
  impegnando  dal  bilancio  regionale un milione  e  mezzo  di  euro
  l'anno,  500 per tutte e tre. Ora dico, se all'interno del fondo  è
  possibile  recuperare questa somma, io credo  che  tra  l'altro  il
  fondo Jeremie è previsto dai regolamenti comunitari, le linee  sono
  dettate  da quel regolamento e non si può sfuggire. Se la questione
  è  legata  sicuramente a togliere somme e  risorse alla  Sas  o  ad
  altri  capitoli di bilancio in un momento di grande difficoltà  può
  diventare  un  problema.  Però,   non  c'è  un  altro  modo  o  una
  riscrittura,  questo è l'articolo: o si vuole approvare  o  non  si
  vuole approvare.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,   io
  intervengo - ovviamente lo hanno fatto colleghi prima di me, io  ne
  condivido gli interventi - intervengo per dire che la relazione  di
  accompagnamento  del  disegno di legge  originario  in  Commissione
   Bilancio  con riferimento a questo articolo, allora era l'articolo
  10, era certamente più chiara di quello che è oggi la relazione  di
  accompagnamento  al  disegno di legge  che  è  qui  a  disposizione
  dell'Assemblea.
   In particolare, la relazione recita con riferimento a questa norma
   che l'accordo prevede tra le clausole contrattuali al punto 8.2 le
  seguenti spese aggiuntive . Perché come è stato detto noi non siamo
  contrari  a  sostenere un fondo di fondi, un fondo di garanzia  per
  aiutare  le imprese in difficoltà, anzi, tanto che quella  legge  è
  già  in  vigore.  Non si tratta di approvare quella  legge.  Perché
  quella  legge  è già stata approvata, la legge n. 8  dell'8  maggio
  2018,  peraltro così come modificata dall'articolo  4  della  legge
  regionale n. 23 del 14 ottobre 2020.
   Noi contestiamo la natura di queste spese aggiuntive perché non ci
  sembrano  adeguatamente  precisate e ci  sembra  piuttosto  oneroso
  l'impegno  che  si  fa  ricadere sul  bilancio  della  Regione  per
  l'attivazione di questo fondo.
   Ma,   tornando   alla  relazione  fornita   dal   Governo   e   in
  accompagnamento  al  disegno di legge che  approdò  in  Commissione
   Bilancio ,  la  relazione dice:  Al punto 8.2  le  seguenti  spese
  aggiuntive che qui di seguito si elencano:
   i   costi  sostenuti  per  la  traduzione  esterna  dei  documenti
  necessari per lo svolgimento dell'attività FdF, credo sia fondo  di
  fondi, ai sensi dell'accordo o di diversa pattuizione tra le parti;
   i   costi   derivanti   dalla  cessazione   dell'accordo   e   dal
  trasferimento  di  fondi  dell'FdF  alla  Regione  siciliana  o   a
  qualunque  altro soggetto designato dalla Regione siciliana  a  tal
  fine;
   i  costi relativi all'audit esterno dell'FdF e ad altri impegni di
  audit;
   i  costi associati a controversia riguardante strumenti finanziari
  oggetto di accordi operativi firmati;
   gli  altri costi, di volta in volta inclusi tra le spese di comune
  accordo tra la BEI e la Regione siciliana.
   La  scadenza  dell'accordo  è  prevista  al  31/12/2023,  data  di
  chiusura della programmazione comunitaria 1420.
   Per  tali  spese aggiuntive, al punto 8.6 dell'accordo, recita  la
  relazione, è previsto che le stesse non eccederanno annualmente l'1
  per cento del contributo impegnato dalla Regione siciliana (50 mila
  migliaia di euro) e che, pertanto, potranno eventualmente ammontare
  ad un massimo di 1500 migliaia di euro per il triennio .
   Penso  che  ne  sappiamo  abbastanza  per  esprimere  un  giudizio
  fortemente  critico  e consapevole e dire che almeno  questa  parte
  dell'articolo, anche nella riscrittura presentata dal  Governo  con
  l'8.R,  va  bocciata  perché mi sembra che la  relazione  complichi
  ulteriormente le cose, chiarisca che non è per nulla chiaro  quello
  che  si vuole fare entrare, con questi 500 mila euro, a carico  del
  bilancio  della  Regione e che - a nostro avviso -  l'1  per  cento
  sulla  quota  offerta dalla Regione è un onere  aggiuntivo  davvero
  eccessivo.
   Disponibile ad approvare anche l'8.R, ma sicuramente non  l'ultimo
  periodo, che è quello che mette a carico del bilancio della Regione
  500 mila euro per tre anni.
   Io  chiedo  di  votare, Presidente, perché avrei  interesse,  come
  opposizione, a fare ostruzionismo, ma sinceramente non lo trovo più
  sensato  perché  la  Sicilia ha bisogno di risposte  concrete  che,
  sicuramente, non arriveranno dall'approvazione di quest'articolo.
   Quindi, noi siamo contrari. Chiediamo di passare al voto.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono convinto  -
  per  lo  meno  da quello che ho capito io questa sera -  che  tutti
  siamo  disponibili a votare questa norma, questo articolo  e,  devo
  dirle,  che  piano piano, attraverso gli interventi, ci avviciniamo
  verso  il  traguardo.  Bisogna  solo cercare  di  abbattere  alcune
  perplessità che sono legittime. E, a dire il vero, io ho  ascoltato
  anche  interventi più con finalità politica che tecnica. Ma ci  sta
  tutto.
   L'onorevole Grasso che, mi pare, abbia fatto un intervento tecnico
  -  e forse l'unico che io ho ascoltato da ieri ad oggi - ha cercato
  di  mettere  in  chiaro quello che doveva fare, per certi  aspetti,
  l'Assessore  Armao.  Ma  io lo so che non  è  colpa  sua  perchè  è
  talmente  preso  da  tante cose che magari, in certi  momenti,  non
  riesce  ad  agganciare il sentimento dell'Aula. E ci  sta  tutto  e
  capita.
   Il Presidente della Regione, in modo umile ma aperto, disponibile,
  fa  un  passo  avanti e dice  Signori miei, colleghi  deputati,  io
  vengo qua ogni sei mesi e vi rendiconto, qualora fosse necessario .
   Però,  cosa  dice  l'onorevole Grasso? Se questo milione  e  mezzo
  potesse  essere  reinserito all'interno del  contesto  già  dei  25
  milioni, ci leveremmo qualche dubbio e leveremmo qualche dubbio  ai
  nostri colleghi.
   Allora,   assessore  Armao,  qui  c'è  bisogno  del   guizzo   che
  solitamente in politica, in questi momenti di stasi dell'Aula, esce
  fuori  l'animo  dell'assessore per l'economia e dice,  rispetto  ai
  dubbi sollevati da una collega Savarino che diceva  è possibile che
  un'impresa  che  ha delle difficoltà rispetto al CRIF,  può  essere
  sostenuta  ed  aiutata? . Lei ha detto  sì, va bene,  però  non  lo
  possiamo   scrivere .  In  qualche  modo.  Benissimo.  Lo  possiamo
  scrivere.  Questo, caro Presidente Musumeci, ci aiuta ad  abbattere
  le perplessità che fino ad oggi ci sono state.
   Detto questo, io penso che l'Aula - ho ascoltato i miei colleghi -
  ad  uno  ad uno hanno detto  siamo tutti disponibili ad aiutare  le
  piccole e medie imprese ; e poi, è la verità perché, penso, che nel
  profondo  del nostro cuore nessuno può dire una cosa diversa  oggi,
  nessuno se lo sogna
   Troviamo il sistema migliore per far sì che sia la coalizione  che
  sostiene  il Governo e chi opera oggi all'opposizione possa  essere
  messo  nelle  condizioni ottimali per votare  secondo  coscienza  e
  uscendo  bene da questo articolo sarà tutto più facile il prosieguo
  della  finanziaria perché è un articolo chiave rispetto al percorso
  che ci è stato finora qua dentro.
   Io  mi  fermo qui, Presidente. Sono convinto che l'Assessore Armao
  abbatterà  tutti  i  dubbi con l'aiuto e il  sostegno  del  Governo
  Musumeci  porteremo  in  porto questo  articolo  che  noi  vogliamo
  votare.  Lo  dico,  vogliamo votarlo e così la finiamo  con  queste
  polemiche che non servono a niente e a nessuno.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.
   Assessore  Falcone,  per favore, l'onorevole Figuccia  non  inizia
  perché gradirebbe essere ascoltato anche dal Presidente.

   FIGUCCIA. Grazie, Presidente. Mi sembra che in realtà il dibattito
  stia  volgendo verso le finalità che chiaramente tutti auspichiamo.
  Sono le finalità che d'altra parte ci chiede il mondo delle imprese
  di raggiungere. E certamente il confronto di queste ore e di questi
  giorni   con  il  mondo  delle  imprese  anche   noi  come   Gruppo
  parlamentare  -  me  lo diceva il Capogruppo  Catalfamo  -  abbiamo
  ricevuto  diverse  istanze  e  abbiamo  avuto  la  possibilità   di
  approfittare di queste ore per ascoltare tante imprese.  Alcune  di
  queste  aziende vengono dal mondo turistico, altre dal mondo  della
  zootecnia  che  l'Assessore Scilla ha tanto attenzionato  anche  in
  questa  finanziaria, dal mondo dell'agricoltura e abbiamo avuto  la
  possibilità di comprendere come effettivamente la finalità di tutti
  i  Gruppi  parlamentari, ritengo anche dell'opposizione, altra  non
  fosse  se non che quella di poter andare incontro alle istanze  del
  mondo  delle  imprese  che, ovviamente, non chiedono  semplicemente
  contributi a pioggia, ma chiedono la possibilità di accedere ad  un
  credito  e chiedono la possibilità di farlo in maniera strutturata,
  ordinata.
   Devo  dire  che  il confronto con i componenti della  Giunta  -  a
  partire  dall'Assessore per l'economia ma continuando  davvero  con
  tutti i componenti - ha consentito di addivenire ad una soluzione.
   Fuori  dal  Palazzo, d'altra parte, e io ritengo molto  saggia  la
  considerazione  del  Presidente della Regione di  potere  vincolare
  questi passaggi ad un'azione, come dire, di monitoraggio anche  nel
  tempo,   questo  certamente  consentirà  di  aprire  delle   misure
  importanti.  Perché, diciamocelo chiaramente,  la  gente  fuori  da
  questo  Palazzo  sta aspettando, le telefonate sono  tutte  in  una
  direzione,  la  gente sta chiedendoci, Presidente,  quando  finisce
  anche  questo lungo dibattito d'Aula perché è chiaro che  il  mondo
  delle  Partecipate, di tante categorie attende persino di  ricevere
  lo  stipendio, i ristori, che rischiano di rimanere bloccati se non
  andiamo  avanti, quindi da parte della Lega, Presidente, che  le  è
  ovviamente  assolutamente leale in questo rapporto  di  coalizione,
  grandissima  apertura,  e la ringraziamo anzi per questo  passo  in
  avanti che lei ovviamente ha voluto fare, rispetto ad un testo  che
  richiedeva  di  alcune  migliorie.  Sono  state  fatte  e,  quindi,
  certamente noi ci siamo.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare  l'Assessore  Armao.  Ne  ha
  facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Le questioni  che  sono  state
  osservate da chi ha analizzato attentamente il testo meritano  ogni
  puntualizzazione, perché questo testo - come avete  modo  ed  avete
  avuto  modo  di  verificare - nasce dall'ascolto del sistema  delle
  imprese,  tant'è che c'è grande attenzione da parte delle stesse, e
  dall'esperienza e dal confronto con l'esperienza di altre  Regioni,
  in  particolare,  della  Regione Sardegna che  insieme  a  noi  fin
  dall'inizio ha fatto questo approfondimento ed è partita prima.
   La  Regione Sardegna, basta consultare il sito per chi vuole farlo
  per  vedere che cosa sta accadendo in un'altra Regione in  modo  da
  avere  un  riferimento chiaro, è il sito del Banco di Sardegna  che
  illustra la misura in tutti i suoi dettagli.
   Allora, intanto la misura vale 100 milioni, non vale 25 milioni: i
  50  che  mette la Regione, attraverso i fondi europei, e i  50  che
  mette il sistema bancario.
   Ma,  voi, pensate che con il direttore Mineo con il quale  abbiamo
  seguito  per  mesi  questo confronto la BEI e  che  ha  redatto  la
  relazione, firmato la relazione, che ha fatto il negoziato  con  la
  BEI  -  non è compito dell'assessore all'economia negoziare con  le
  banche,  è  compito  dei dirigenti - voi pensate  che  se  avessimo
  potuto calare questo milione e mezzo dentro cento milioni di  fondo
  non  lo  avremmo fatto e avremmo evitato discussioni di giorni?  E'
  evidente  che  questo  non si può fare.  Il  milione  e  mezzo  nel
  triennio  deve essere preso, offerto dalla Regione all'esterno  del
  fondo.
   Dice  bene,  lo ha detto l'assessore Grasso, io l'avevo  accennato
  ieri  - la chiamo assessore perché è stata collega per tanto  tempo
  e,  quindi, mi viene naturale chiamarla ancora assessore, resta  la
   nciuria  come  si  suol dire - che le risorse o vengono  orientate
  verso   questa   finalità,  oppure  devono  essere   destinate   ad
  investimenti e quindi non ci troviamo di fronte alla possibilità di
  darle  alle imprese. L'onorevole Lentini auspicava un intervento  a
  favore  delle imprese, non si può fare. Lo potremo fare  con  altri
  fondi europei riorientati.
   Una   precisazione  molto  importante.  Si  tratta,   quindi,   di
  venticinque milioni che vengono messi adesso più i venticinque  che
  venivano  dai  Tranched  cover e che insieme  formano,  quindi,  la
  dotazione di 50 milioni che fa scattare l'altra dotazione da  parte
  del sistema bancario.
   Io  vorrei,  e  c'è un emendamento che abbiamo concordato  con  il
  Presidente, proprio per rendere chiaro, nessuno intende  sottrarsi,
  il   Presidente   Savona   sa  quanto   lo   inondiamo   di   carte
  dall'Assessorato,  carte  che  vengono  distribuite  a   tutta   la
  Commissione  e,  come ogni volta che viene chiesto  un  chiarimento
  sull'attività   dell'Assessorato  all'economia,  non   si   sottrae
  minimamente,  quindi, inserire com'è stato prospettato,  un  report
  semestrale  sulle  spese  è  del  tutto  plausibile,  opportuno   e
  condiviso.
   Il  punto che vorrei chiarire è che questi 500 mila euro non  sono
  un  programma  di  spesa, sono un plafond per possibili  spese.  Le
  spese   da  contenzioso,  secondo  voi,  sono  preventivabili?   Se
  nasceranno  dei  contenziosi, se ci  saranno,  se  ci  saranno  dei
  problemi di tipo tecnico-legale, oggi non lo sappiamo e comunque le
  gestirà  BEI con gara ad evidenza pubblica, essendo una istituzione
  pubblica,  non  stiamo affidando queste risorse a  zio  Pippo ,  le
  stiamo  affidando ad un'istituzione pubblica europea  come  plafond
  massimo di esposizione.
   Quindi,  intanto,  non si possono prendere le risorse  dal  fondo.
  L'onorevole Calderone ieri ha chiesto una declinazione delle  voci,
  dei possibili utilizzi di queste risorse. La declinazione oggi,  ma
  non .. ma forniremo report semestrale, dicendo quanto è stato speso
  per l'audit, quanto è stato speso
                     (Intervento fuori microfono)

   Come?  Comunque,  cercheremo  di essere  più  puntuali  possibili,
  d'intesa  con  la  BEI,  anzi chiederemo  se  il  Presidente  della
  Commissione  Bilancio  è d'accordo, chiederemo al responsabile  BEI
  per  l'Italia, lo inviteremo a venire ad illustrare in  Commissione
  dettagliatamente questa misura ulteriormente e specificarla.
   Quindi, vado alla conclusione, da parte nostra. Ah, quando  dicevo
  all'onorevole   Savarino  che  ieri  precisato   ma   ribadirlo   è
  opportuno .  Questa misura è esclusivamente, non  ipoteticamente  o
  secondo  il buon cuore dell'operatore del caso, ma è esclusivamente
  orientata  -  onorevole  Di Caro, se lei vuole  accedere  a  questo
  concetto, per cortesia, perché lei mi dice ogni volta che  io  dico
  una  cosa  diversa da quello che ho detto -, a chi  non  ha  merito
  bancario. L'abbiamo messo addirittura nel titolo, cioè chi  non  ha
  merito bancario. Quindi, se bisogna tradurre, quello che non ha  il
  crip,  quello che ha il problema di accesso alla banca, esattamente
  quello,  questo vuol dire merito bancario. Oggi chi non  ha  merito
  bancario, non può andare in banca, con questa misura potrà avere un
  finanziamento fino ad ottocentomila euro a tasso zero fino a  venti
  anni;  ecco  perché  oggi  abbiamo che il  sistema  imprenditoriale
  siciliano  è  attento a questa cosa perché sanno bene  che  se  una
  persona  che  non  ha merito bancario tenta di  entrare  in  banca,
  probabilmente  neanche lo fanno entrare. Con  questa  misura  potrà
  accedere.
   Se  lei  non  crede alle mie parole, vada sul sito  della  regione
  Sardegna,  del Banco di Sardegna e troverà tasso zero per  soggetti
  senza merito bancario per venti anni. Quindi, questo vuol dire dare
  liquidità al sistema delle nostre imprese che sono asfissiate.
   Quindi,  l'emendamento che non so se è in corso di  distribuzione,
  ve l'ho precisato, così dice:  L'Assessore per l'economia riferisce
  ogni  sei mesi alla Commissione  Bilancio' dell'Assemblea regionale
  del  report  ufficiale  della  Bei, sulle  spese  che  deve  essere
  prodotto  sull'utilizzo  delle risorse  assegnate  dalla  Regione .
  Quindi   le   risorse  in  questione  devono  essere   rendicontate
  semestralmente alla Commissione  Bilancio'. E' evidente che  se  ci
  sono delle contestazioni ci sarà una responsabilità diretta di  chi
  accerta questo report. Quindi, evidentemente, se ci sono spese  non
  condivisibili le dovremmo contestare. Secondo

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lentini)

     Zero  Onorevole Lentini, è un'ora che dico tasso zero, mi scusi
  Zero  Come devo dire zero  Zero, zero  Tasso zero

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lentini)

     Dopodiché  la rubrica è  Interventi finanziari per  il  sostengo
  delle   piccole   e  medie  imprese  senza  merito  bancario'.   Se
  l'onorevole,  capogruppo  dell'MPA, vuole aggiungere  senza  merito
  bancario  a tasso zero, rubrichiamo senza merito bancario  a  tasso
  zero, non c'è nulla da nascondere. Lo abbiamo

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lentini)

    e ce lo mettiamo. Senza merito bancario, ci siamo?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lentini, è  così  scritto  nei  documenti
  Onorevole  Lentini  Nei documenti del Dipartimento delle Finanze  e
  la Bei sono sanciti che è a tasso zero e sono indicati cinque punti
  che si debbono adempiere, su questo non c'è discussione. L'ho letto
  in  Aula,  che  dobbiamo fare? Non è questa la  questione,  c'è  un
  documento firmato non dal Governo ma dal dirigente del Dipartimento
  delle  finanze che stabilisce che il tasso è zero e  che,  in  buon
  sostanza, ci sono cinque cose su cui il Governo deve adempiere. Non
  so se rendo l'idea. E le ho elencate e le ho lette, tutto questo ha
  un  costo.  Il  Governo  ha individuato una  somma  che  è  pari  a
  500.000,00  euro. Il Presidente della Regione su  questa  somma  ha
  indicato la strada affinché il Parlamento sia a conoscenza.  Questo
  è il dato reale.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Abbiamo finito con la discussione, la prego  onorevole
  Calderone. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor  Presidente, solo  un  chiarimento  che  chiedo
  all'assessore Armao per mia certamente poca conoscenza delle norme.
  Sul  report  credo  che sia un pleonasma perché tutte  le  attività
  contabili  della Regione devono essere rendicontate,  quindi  o  lo
  scriviamo  o  non lo scriviamo poco importa. Quello,  interpretando
  come dire il pensiero, il sentimento di alcuni colleghi, quello che
  desta  qualche  perplessità è il concetto relativo  ai  criteri  di
  assegnazione delle consulenze.
   Parliamoci  chiaro, signor Vicepresidente della  Regione:  lei  ha
  fatto un riferimento - e su questo io chiedo lumi alla sua signoria
  -  alle consulenze, stiamo parlando di traduzioni e quant'altro,  i
  cinque punti cui faceva riferimento testé il presidente Di Mauro  e
  ha  fatto  riferimento  a gare pubbliche. Se  può  evidenziarmi  il
  riferimento  alla  norma  che prevede per  le  consulenze  le  gare
  pubbliche, perché io non
   Solo questo chiarimento per potere votare.

   PRESIDENTE. Onorevole Calderone, sono importi
   Ogni  affidamento di incarico non penso sia 100 mila  euro,  è  un
  affidamento di...

   CALDERONE.  No, mi scusi, Presidente, è importante. E'  importante
  perché il mio gruppo parlamentare si accinge al voto di una norma e
  lo deve fare con scienza e coscienza.

   PRESIDENTE.  Abbia  pazienza,  proprio  lei  onorevole  Calderone,
  questa  considerazione  Che sono consulenze di 500 mila euro   Sono
  consulenze  di  importi  ragionevoli  in  ordine  alla  pratica  di
  prestito.  Mi  pare una cosa normale questa. E' il complessivo  che
  raggiunge i 500 mila euro, al massimo, non so se rendo l'idea.  Poi
  ci sarà la rendicontazione

                     (Intervento fuori microfono)

     Ma noi lo vedremo in Commissione. Sono i 5 punti, lo dico perché
  questo   è  stato  un  dibattito  forse  anche  duro  ma  è   stato
  trasparente.  Abbiamo  accertato che c'è un  percorso.  Per  questo
  percorso  il  Dipartimento ha individuato un importo  e  su  questo
  importo,  ovviamente,  ci sarà una verifica semestrale.  La  volete
  fare  bimestrale? La facciamo bimestrale  Che volete che  vi  dica
  Non è che possiamo...

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO, assessore per l'economia. Abbiamo chiarito, tant'è che  c'è
  scritto   le  risorse saranno gestite da BEI , non le  gestisce  la
  Regione. Questo Fondo è gestito da BEI nel rispetto della normativa
  sui contratti pubblici. BEI è un'istituzione europea pubblica, deve
  applicare  il  Codice dei contratti pubblici. Quindi,  se  darà  un
  incarico sotto soglia, lo darà secondo una procedura ristretta;  se
  lo  darà  sopra soglia lo darà con un bando con una asta  pubblica,
  secondo  le  regole europee degli affidamenti. Affidamenti  diretti
  non  ce ne potranno essere. Se ci saranno, noi inviteremo -  se  lo
  ritenete  -  BEI  a darci comunicazione di tutte  le  procedure  ad
  evidenza  pubblica  che  applica. Ma stiamo  parlando  della  Banca
  europea degli investimenti, stiamo parlando di un'istituzione che è
  tenuta  all'adempimento  degli  obblighi  europei  prima  di  tutto
  essendo  un'istituzione europea pubblica per eccellenza.  Comunque,
  su  questo  il  report sarà il più dettagliato possibile.  Riferirò
  personalmente alla Commissione  Bilancio' su tutti i  dettagli  che
  vorrà  avere.  Non  c'è nulla da nascondere, ma questo  lo  abbiamo
  detto subito, è un mio dovere, è un nostro dovere.

   PRESIDENTE. Presidente Musumeci e Assessore, volevo ricordarle che
  il  comma  2 dell'articolo 21 si riferiva soltanto alle  start  up.
  Siccome  nella  delibera di Giunta avete indicato piccole  e  medie
  imprese,  possiamo  aggiungere  attraverso  un  emendamento   anche
  piccole  e  medie  imprese? Così noi siamo in linea  con  la  legge
  perché non possiamo con delibera di Giunta cambiare  lo prepari, lo
  presenti e così abbiamo risolto i nodi perché altrimenti sembra che
  le start up siano scartate.

                     (Intervento fuori microfono)

   Bisogna  aggiungerlo nella norma qui che c'è al  comma  2,  ad  un
  certo punto c'è al comma 2 dell'articolo 21, aggiungere  lì bisogna
  aggiungere le piccole e medie imprese. Lo prepari e così

                     (Intervento fuori microfono)

   Sospendiamo la seduta per due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.38, è ripresa alle ore 19.41)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Riprendiamo  i lavori. Onorevoli  colleghi,  prendete
  posto,  per  favore.  La  riscrittura che ha  fatto  il  Governo  è
  corretta  anche  rispetto alla conferma del  fondo  destinato  alle
  start up. Possiamo, pertanto, procedere alla votazione.
   L'emendamento 8.R è stato distribuito. Avete tutti la riscrittura?
  Abbiamo, poi, due subemendamenti 8.R.1 e 8.R.2.
   Pongo in votazione l'emendamento 8.R.1.

   LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lupo, mi scusi, abbiamo avuto un  dibattito
  trasparente  e  chiedere il voto segreto su una cosa  che  è  stata
  dibattuta in 2 sedute, mi sembra ultroneo.

                          (Proteste in Aula)

   Onorevole Cracolici, ma di fronte alle cose

                           (Proteste in Aula)

   Va bene. Il voto segreto è appoggiato? E' appoggiato.

                     (Intervento fuori microfono)

   Onorevole, siamo in votazione. No, no, è l'ultimo periodo.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  L'emendamento  che  sopprime
  l'ultima  parte, è un emendamento, non voglio usare  aggettivi  che
  penso  meriterebbe  questo emendamento, è  un  aggettivo,  diciamo,
  ultroneo,  nel senso che smonta completamente la norma  senza  dire
  che la smonta. E, allora, siccome dobbiamo essere chiari e lineari,
  bisogna  dire  che chi non vuole l'articolo, non  c'è  bisogno  che
  abroga  l'ultima parte, deve avere il coraggio di dire  che  abroga
  l'intero  articolo.  Va  bene? Solo per  dovere  di  chiarezza  nei
  confronti di chi ci vede.

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito a prendere posto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 8.R.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 8.R.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Vi  ricordo come si vota: dopo avere pigiato il tasto che ritiene,
  dove estrarre il tesserino e non reinserirlo.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti       65
   Votanti     .. 58
   Maggioranza   . 30
   Favorevoli    . 32
   Contrari     . 26
   Astenuti     . 0

                            (E' approvato)

   Comunico che il subemendamento 8.R.2 viene meno.
   Si  passa all'emendamento 8.R. Lo pongo in votazione, così come  è
  stato  emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 28. Ne do lettura.

                             «Articolo 28
             Messa in sicurezza beni demaniali marittimi e
        Rimozione dei rifiuti abbandonati sul demanio marittimo

   1.  Al fine di far fronte alle opere necessarie ed urgenti per  la
  messa  in  sicurezza di immobili e di aree appartenenti al pubblico
  demanio   marittimo  regionale  e  di  eliminare   le   conseguenti
  condizioni di pericolo per la pubblica incolumità, anche attraverso
  interventi  di demolizione di edifici pericolanti, ivi comprese  le
  attività   di   recinzione  e  di  apposizione  della   segnaletica
  monitoria, è autorizzata per l'esercizio finanziario 2021 e per  il
  triennio  2021-2023  la  spesa annua di 700  migliaia  di  euro  da
  iscrivere  nella Missione 9, Programma 2, su apposito  capitolo  di
  spesa   del   bilancio   della  Regione,   dipartimento   regionale
  dell'ambiente.  Gli  interventi  di  cui  al  presente  comma  sono
  comunicati  alla  competente commissione  dell'Assemblea  regionale
  siciliana.

   2.  Per  l'esecuzione  degli interventi  di  cui  al  comma  1  il
  dipartimento  regionale  dell'ambiente è autorizzato  ad  avvalersi
  delle  strutture del dipartimento regionale tecnico  -  uffici  del
  Genio  civile  -  e/o  degli uffici delle amministrazioni  comunali
  competenti per territorio.

   3.  Per la rimozione dei rifiuti abbandonati sul demanio marittimo
  ai  sensi dell'articolo 192 del decreto legislativo 3 aprile  2006,
  n.  152  e successive modificazioni, è autorizzata, per il triennio
  2021-2023,  la  spesa annua di 400 migliaia di  euro  (Missione  9,
  Programma 2, capitolo 443312).

   4.  Per  le  finalità di cui al comma 3 il dipartimento  regionale
  dell'ambiente,  su  richiesta dei comuni  interessati,  provvede  a
  trasferire  ai  comuni  le necessarie risorse,  ferma  restando  la
  successiva rendicontazione delle spese effettivamente sostenute. .

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di intervenire l'onorevole Barbagallo  per
  discussione generale sull'articolo 28. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, in quest'Aula poche  settimane  fa
  non abbiamo votato a favore della legge sul governo del territorio,
  per  la  verità  non abbiamo votato a favore contro  la  legge  sul
  governo del territorio e contro la norma correttiva al governo  del
  territorio.
   In  quella fase, a me non capita nella vita solitamente di  essere
  profetico,  ma se guardiamo la dichiarazione di voto abbiamo  detto
  che  la norma era carente perché mancava una regolamentazione delle
  coste,  della demolizione degli edifici, non c'era alcuna copertura
  relativa  alle  spese  di  progettazione  per  la  redazione  degli
  strumenti urbanistici generali e attuativi che venivano fuori dalla
  legge.
   Quello  che ci aspettavamo, in sostanza, proprio perché si avviava
  o  era nelle intenzioni del legislatore avviare una nuova fase, una
  nuova  stagione  di  governo del territorio e  quindi  urbanistico,
  occorrevano delle risorse per la progettazione.
   Puntualmente,  secondo  il brand coniato  dai  miei  colleghi  del
  Gruppo  parlamentare che abbiamo autorizzato per la  finanziaria  -
  finanziaria netflix, ma potremmo parlare di un'urbanistica  netflix
  a  puntate  -  arrivano  in finanziaria una  decina  di  norme  che
  riguardano proprio questi aspetti.
     Sull'articolo 28, in particolare, ci preoccupano due  questioni.
  Riteniamo  rispetto  al  tema complessivo di  questo  problema,  ma
  questo  stesso  discorso vale anche per le norme che riguardano  la
  rubrica  dell'assessore  Cordaro e che seguono  e  mi  riferisco  a
  quella del sostegno per le spese di progettazione, a quella per  la
  demolizione  degli  edifici, eccetera, riteniamo l'appostamento  di
  bilancio francamente esiguo, che può andare bene per uno, due, tre,
  quattro  interventi, quindi ci preoccupano due cose  e  per  questo
  abbiamo  fatto degli emendamenti specifici: la prima che si proceda
  secondo regole di trasparenza pubblica, perché vedere  appostazioni
  di  150,  200 mila euro sembrano appostazioni ad hoc, ad  personam,
  per risolvere qualche aspetto clientelare/elettorale.
   Quindi,  auspichiamo che ci sia un bando pubblico  dove  i  comuni
  partecipano,  dove  gli interessati partecipano,  si  stabiliscono,
  sentita la Commissione parlamentare, dei criteri trasparenti:  dove
  c'è  più  spazzatura rimoviamo la spazzatura dal demanio marittimo;
  dove   l'abuso  è  più  datato  lo  demoliamo  prima;  dei  criteri
  trasparenti  come  dovrebbe fare qualsiasi amministrazione  che  si
  rispetti, su quei criteri emaniamo una graduatoria e se per caso  i
  soldi  quest'anno non ci bastano per esaurire tutta la  graduatoria
  vuol  dire che faremo voti all'Assemblea affinché nei prossimi anni
  si  esaurisca tutta la graduatoria e si risolvano alcune  questioni
  note che riguardano la Sicilia.
   L'amarezza qual è? E' che non siamo stati ascoltati, presidente Di
  Mauro,  perché  se  su questi stessi interventi, durante  il  primo
  confronto  sull'urbanistica  ci fosse stato  un  atteggiamento  più
  sereno,  oggi avremmo raccontato un'altra storia, quindi  per  quel
  che  ci  riguarda  ritiriamo i soppressivi,  assessore  Cordaro,  e
  auspichiamo  che  sia sui temi dei criteri vengano determinati  dal
  Governo sentendo la Commissione e venga fatto uno specifico  avviso
  e   venga  fatta  una  graduatoria  che  venga  rispettata  e  resa
  trasparente per l'impiego delle risorse pubbliche.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, anch'io  su
  questa  norma  ho un appunto da fare: 400 mila euro  per  rimuovere
  tutti  i  rifiuti del demanio marittimo; chiaramente  è  una  somma
  troppo piccola, una somma che riesce a compensare sì e no due,  tre
  interventi,  ma  sicuramente  non  riesce  a  fare  neanche   mezzo
  intervento in tutta quella parte del Sud Est che è definita  fascia
  trasformata  e  che  si  estende per decine di  chilometri  dove  è
  facilmente  visibile  che  vi siano delle  scarpate  con  tutte  le
  stratificazioni di cinquant'anni di plastica seppellita, tant'è che
  la zona è denominata le dune di plastica.
   Assessore  Cordaro, l'ho invitata tante volte a venire  in  questo
  territorio  e ancora la aspetto, con piacere le farò fare  un  giro
  perché   sinceramente   per  mettere  delle   somme   così   basse,
  evidentemente, te non si conosce bene qual è la situazione di reati
  ambientali  che si trovano in questo territorio e che si perpetrano
  da più di cinquant'anni.
   Un'altra  cosa  ci  tengo  a  dirla: i  sindaci  non  riescono  ad
  intervenire per il semplice fatto che l'erosione costiera  ormai  è
  tale  che  non  si riesce più a distinguere qual  è  la  fascia  di
  demanio marittimo da quella privata; abbiamo piloni delle serre  in
  mezzo  al  mare e quindi il sindaco non sapendo se può  o  non  può
  toccare quella zona non riesce a presentare i progetti e non riesce
  a intercettare queste somme.
   Io  ho  chiesto  più e più volte alla Regione che  uno  dei  primi
  interventi   che  deve  essere  proprio  preliminare  a   qualsiasi
  presupposto  normativo  è riconfigurare  la  fascia,  la  linea  di
  demanio,  di  fascia costiera per poter poi intervenire  con  delle
  bonifiche serie che possano riportare un pochino anche di benessere
  e  di  salubrità  in  una zona che, comunque,  continua  ad  essere
  meravigliosa,  perché è la zona che appunto nel  Mar  Mediterraneo,
  grazie alle correnti forma queste dune particolari, anche se  ormai
  scavando col dito sono appunto ricoperte di plastica.
   Spero   che  non  si  debba  aspettare  qualche  grossa  emittente
  nazionale che con qualche inchiesta giornalistica poi ci metta  con
  le  spalle  al  muro, e si debba sempre poi andare  a  giustificare
  certe  situazioni. La politica deve intervenire  prima  che  questo
  succeda,  la politica deve dare un segnale soprattutto di  rispetto
  per  l'ambiente, di tutela non solo dell'ambiente e della  flora  e
  della fauna che insistono in quel territorio, ma anche della salute
  umana.
   Un'altra  cosa  è  che durante le piene in inverno,  tutta  questa
  plastica   si   riversa  a  mare.  Noi  abbiamo   un   inquinamento
  incredibile.  Io  avevo proposto un emendamento che,  purtroppo,  è
  finito fra gli aggiuntivi, che con pochissime somme potevamo  avere
  i battelli spazzamare di cui già tantissime Regioni si sono dotate,
  per  rimuovere la plastica che finisce a mare, che finisce in acqua
  e questo è importantissimo sia per tutelare l'economia, il turismo,
  la  balneazione  ma  anche tutte le specie  selvatiche  marine  che
  abbiamo nel nostro Mar Mediterraneo.
   Ecco,  purtroppo, posso dire 400 mila euro è pur sempre  qualcosa,
  mi fa piacere che questa somma venga stanziata già dal 2018 fino ad
  oggi  ma, purtroppo, è insufficiente per la questione grave in  cui
  ci troviamo. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie.  Allora passiamo all'esame  dell'articolato.
  Onorevole Lupo, ritira

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie,
  Presidente.   Sento  il  dovere  brevemente  di   rispondere   alle
  argomentazioni dei colleghi Barbagallo e Campo.
   Per   quanto   riguarda   l'intervento  del  collega   Barbagallo,
  certamente,   avremmo   auspicato,  in   ragione   delle   esigenze
  territoriali  complesse,  la possibilità  di  potere  usufruire  di
  budget  diversi  e  più cospicui. E d'altro canto,  sappiamo  bene,
  anche in relazione alle norme che tratteremo da qui a poco, che  la
  sede  del finanziamento delle norme non può che essere la legge  di
  stabilità. Per cui, avere costruito una norma, che auspico trovi il
  consenso  ideologico dell'Aula e che anzi mi porta a ringraziare  i
  deputati che sono intervenuti perché hanno dimostrato sensibilità e
  dispiacere per il fatto che in queste norme non vi sia un  maggiore
  finanziamento,  ci  fa  auspicare  che  nel  caso  in  cui,  faccio
  un'ipotesi,  si dovesse rinegoziare il rapporto con lo  Stato,  con
  riferimento  alla  spalmatura,  e  si  dovessero  individuare,   si
  dovessero  liberare, ad esempio, nuove risorse, sono  convinto  che
  tutti  insieme  riusciremmo ad appostare  in  questi  capitoli  che
  attenzione, onorevole Campo, non sono simbolici, perché la verità è
  anche  - e questo è un merito che tutti ci ascriviamo - che nessuno
  prima di noi si era occupato di questi temi.
   Sono  temi,  tra  virgolette, assolutamente  vergini,  che  stiamo
  innestando,  e lo stiamo facendo per carità insieme, nella  cultura
  normativa  e giuridica di questa Regione, cominciando ad  occuparci
  di  temi  in materia concreta, con le disponibilità economiche  che
  abbiamo,  ma  che  prima di questa legislatura, e  permettetemi  di
  questo  Governo,  nessuno aveva ritenuto  essere  un  argomento  da
  affrontare. E, quindi, volevo dire all'onorevole Barbagallo che  lo
  ringrazio  per  il  pungolo  che ci dà, è  un'indicazione  che  noi
  raccogliamo.
   Per  quanto riguarda, invece, e concludo, l'intervento, e un altro
  passaggio importante dell'intervento dell'onorevole Campo, mi piace
  sottolineare che proprio la rivalutazione delle linee dividenti che
  stabiliscono qual è la competenza del demanio marittimo, che va  in
  associazione con un lavoro generale che stiamo facendo in tutta  la
  Sicilia,  con riferimento ai PUDM (i Piani di Utilizzo del  Demanio
  Marittimo), diventano un lavoro assolutamente strategico che milita
  proprio  in  quella  direzione  da  lei  auspicata  e  cioè   nella
  possibilità, finalmente, di comprendere in tutta la Sicilia cosa  è
  demanio   marittimo,   e   quindi  di  chi   è   competenza,   cioè
  dell'Assessorato  all'ambiente, e cosa non è demanio  marittimo,  e
  quindi eventualmente competenza di altre autorità. Grazie.

   PRESIDENTE. I soppressivi sono ritirati.
   Si  passa  all'emendamento 28.16, e nel frattempo distribuiamo  il
  28.20.

                     (Intervento fuori microfono)

   Il 28.16 è ritirato.
   Si passa all'emendamento 28.18, che è ritirato.
   Si  passa  all'emendamento 28.17. Onorevoli  Damante  e  Di  Caro,
  ritiratelo questo.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   Il  28.18?  Il  parere  vincolante, lo  sa  onorevole  che  non  è
  possibile. Non è possibile.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   Ritirato.  Il  28.17  non  possiamo  ammetterlo  questo,  tutti  i
  documenti.  La  Commissione  chiama,  quando  sarà,  il  Governo  e
  approfondisce.
   Gli emendamenti 28.3 e 28.10 sono ritirati.
   L'emendamento  28.19, me lo vuole spiegare per  favore,  onorevole
  Barbagallo?
   L'intervento che aveva fatto poco fa. Si, ci siamo capiti.
   Assessore, è l'intervento che ha fatto nella discussione  generale
  l'onorevole Barbagallo.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  io  non  sono in linea di principio  contrario,  anche
  perché trattandosi di un'evidenza pubblica è un percorso a garanzia
  di  tutti  e  soprattutto  lo è dell'assessore  che  poi  firma  le
  procedure.
   L'unica cosa che vorrei comprendere dagli Uffici - e mi rivolgo al
  Segretario  generale  - se la necessità di emanare  un  avviso  può
  essere delegata ad un successivo decreto dell'Assessore per ragioni
  di  celerità o se una norma, un emendamento come quello che è stato
  sottoscritto dai colleghi del PD può inficiare la norma in sede  di
  valutazione. Se il Segretario generale mi dice che non  c'è  nessun
  tipo di problema di carattere tecnico io non ho nessuna difficoltà.

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, intanto questo emendamento  non
  comprendo  se  sostituisce, perché così formulato, considerato  che
  nella  descrizione  originaria è indicato su richiesta  dei  comuni
  interessati,  invece  lei  lo  cambia  emana  apposito  avviso.  Le
  istanze  pervenute', quindi l'eventuale 28.19 deve  sostituire  dal
  comma  3.  C'è  una  richiesta per l'emendamento  28.19.  onorevole
  Barbagallo,  così  come  è formulato deve essere  indicato  che  le
  parole   Dipartimento dell'ambiente' sostituisce.  Presenti  quindi
  l'emendamento  e  poi  il Governo interviene se  lo  condivide,  la
  Commissione se lo condivide e si vota regolarmente. Lo corregga.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, prima di intervenire ha facoltà  di
  parlare  l'onorevole Tamajo. Onorevole Barbagallo, è per  chiarezza
  all'emendamento.

   TAMAJO.  Signor  Presidente, l'articolo 28, qui io  vedo  scritto,
  parliamo  di  condizioni  di pericolo per la  pubblica  incolumità,
  quindi  parliamo di casi di eccezionalità. Nel momento in cui  lei,
  assessore  Cordaro, nel momento in cui c'è un caso di incolumità  e
  un  caso  di  pericolo  per l'incolumità pubblica,  deve  preparare
  l'avviso,  deve fare il bando, mi fa capire quanto tempo  si  vuole
  per   eliminare  il  pericolo.  E'  giusto?  Quindi  noi  onorevole
  Barbagallo,  con  tutta la stima che ho per lei,  però  secondo  me
  questo  emendamento non si sposa bene con il testo e le  condizioni
  di  eccezionalità e di pericolo non possono essere  portati  avanti
  per troppo tempo.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  penso  che
  siamo  arrivati  al  dunque su quello che  stiamo  discutendo.  Non
  stiamo  salvando il demanio dalla sporcizia, dalla plastica,  e  da
  tutte  quelle  cose che vogliamo noi, io aggiungo  anche  il  mare.
  Perché  purtroppo  anche il mare ogni giorno  che  passa  si  trova
  sempre più plastica proprio sott'acqua.
   Non  stiamo  discutendo nulla di tutto questo  e,  caro  assessore
  Cordaro,  quando lei parla di situazioni innovative e grandi  cose,
  cose  che non aveva fatto mai nessuno, cattivi, asini tutti  quelli
  del passato, ora bravissimi, qua siamo
   Quando  si  vende  aria fritta poi si arriva al punto  che  l'aria
  fritta si tocca con le mani. L'ha detto bene il collega Tamajo.
   Questo  articolo è fatto - così com'è sviluppato  e  per  l'entità
  delle  risorse - per fare qualche piccolissimo e veloce  intervento
  straordinario in caso di strutture che compromettono la sicurezza.
   Noi,  per  esempio,  onorevole  Assenza,  avevamo  a  Ragusa,   la
  Camperìa,   buonanima,  che  era  una  struttura   sulla   spiaggia
  pericolosa,  stava  per  cadere, allora  il  comune  si  occupò  di
  eliminare il problema.
   Invece,  la Regione vuole intervenire con questo articolo.  Ha  un
  significato, io lo condivido - non è che non lo condivido  -  però,
  di tutto quello di cui abbiamo parlato noi, di cui hanno parlato  i
  colleghi  e  lo stesso Cordaro che lo ha enfatizzato - l'errore  di
  Cordaro  è  stato questo - è un piccolo intervento per qualcosa  di
  straordinario, di immediato che riguarda la messa in  sicurezza  di
  aree sul demanio.
   Ancora lo dobbiamo sviluppare un intervento serio, come diceva  la
  mia  collega  Campo e come condividiamo tutti, compreso l'Assessore
  che, però, faceva riferimento solo a parole.
   Ancora deve venire un intervento che metta in condizioni di  poter
  intervenire  sul demanio - io parlo della spiaggia ma  parlo  anche
  dei  fondali, del basso fondo che si trova vicino alle coste che  è
  veramente  compromesso, è compromesso dalla plastica,  dalle  reti,
  chi fa immersione, chi fa snorkeling, capisce di cosa sto parlando.
   Quindi,  non c'è nulla di tutto questo, rimane ancora questo  tipo
  di intervento assente.
   Speriamo di poterlo sviluppare anche nella prossima finanziaria  o
  non so in quale norma.
   Ma  questo è proprio un piccolo . un fondo che mette in condizione
  l'assessorato  di  intervenire ed aiutare  qualche  comune  che,  a
  differenza  del comune di Ragusa che allora demolì a proprie  spese
  per  eliminare il pericolo dalla spiaggia, ora lo si vuole fare con
  i soldi della Regione.
   E qui c'entra Barbagallo e l'intervento di Barbagallo che, secondo
  me, è comunque coerente.
   Barbagallo  dice  va bene, siccome può capitare che non  sia  solo
  uno,  può  capitare che gli interventi siano più  di  uno  e  siano
  diversi  a  quel punto non può essere lasciato alla discrezionalità
  dell'assessore  che siamo sicuri che non guarderà alla  possibilità
  dell'intervento  in  base  alla vicinanza  politica,  noi  vogliamo
  comunque  una modalità che sia una modalità quanto più trasparente,
  obiettiva ed oggettiva possibile .
   Quindi,  di questo si tratta e vediamo se riusciamo a trascriverlo
  in una norma. Caso mai ci facciamo aiutare da qualcuno e vediamo di
  poterlo fare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Barbagallo,  questo  emendamento  che  lei
  propone al comma 4 è al limite dell'ammissibilità perché lei chiede
  la  programmazione dei rifiuti che verranno. Non conosciamo il dove
  ed  il quantum. Come facciamo il bando prima? Io vorrei capire cosa
  c'è da spiegare.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, l'emendamento  28.19  e  qualsiasi
  altro  emendamento  vada  in  linea  con  il  principio  che  viene
  affermato da questo emendamento non va in linea con la ratio  della
  legge per la semplice ragione - ma, credo, che sia anche abbastanza
  evidente  da  una  semplice  lettura  -  che  si  tratta  di  opere
  necessarie ed urgenti per la messa in sicurezza di immobili ed aree
  appartenenti  al  pubblico demanio marittimo e  si  tratta  poi  di
  eliminare condizioni di pericolo per la pubblica incolumità.
   Questo è un articolo, colleghi, che nasce dall'esigenza rassegnata
  da  parecchie procure della Repubblica che intervengono  ovviamente
  in  ragione dell'inerzia che esisteva nel passato circa la messa in
  sicurezza  e  la  tutela dei litorali sia sotto  il  profilo  degli
  immobili che rischiano di cadere, tanti sono sequestrati e  vengono
  affidati alla custodia del dirigente generale dell'ambiente, quanto
  con  riferimento  ai rifiuti che non sono soltanto  i  rifiuti  che
  possono   costituire   nocumento  sotto   il   profilo   ambientale
  strettamente  inteso, ma che a volte sono anche rifiuti  pericolosi
  per  lo  smaltimento dei quali non vi è la possibilità di  fare  un
  bando  e di fare una graduatoria perché dobbiamo appostare somme  e
  dobbiamo  attivare  procedure  che ci  permettano  con  urgenza  di
  intervenire dalla sera alla mattina. Ed infatti abbiamo individuato
  gli uffici del Genio civile che possono intervenire in tal senso  e
  i  comuni interessati che poi così come si prevede al quarto  comma
  devono   provvedere   dopo   il   trasferimento   alla   successiva
  rendicontazione.
   Immaginare per le ragioni di urgenza che ho appena rassegnato  che
  si  possa  fare  un  bando  che preveda  una  graduatoria  per  gli
  interventi   significa,  lo  dobbiamo  dire  onorevole  Barbagallo,
  proprio perché siamo in democrazia, ma ormai ci conosciamo da tempo
  ed  è  giusto che ce lo diciamo chiaramente che se dovesse  passare
  l'emendamento proposto dal partito democratico così  come  è  stato
  descritto   significa   che  noi  non  possiamo  più  fare   nessun
  intervento  in  emergenza e dopo di che  ve  lo  dico  con  estrema
  chiarezza, io il mio l'ho fatto, perché il mio dovere è  quello  di
  sottoporre  al Parlamento quali sono le emergenze della Sicilia  in
  tema ambientale, sappiate perché ciascuno di noi a partire da me si
  possa assumere la sua responsabilità che rispetto ad una norma così
  scritta  non  porta niente a casa l'assessore Cordaro,  portiamo  a
  casa  una  risposta  ambientale precisa e importante  che  dimostra
  all'esterno ma soprattutto ai siciliani che noi ci stiamo attivando
  per eliminare proprio quegli scempi dei quali ad esempio uno fra  i
  tanti parlava l'onorevole Campo. Quindi vi invito colleghi del PD a
  ritirare l'emendamento nel caso contrario esprimo fin da ora parere
  contrario.

   PRESIDENTE.  Hanno  chiesto di intervenire  l'onorevole  Cracolici
  prima, poi l'onorevole Lupo e l'onorevole Barbagallo. C'è un ordine
  nelle   cose  ascoltiamo  gli  interventi  di  tutti   e   poi   ci
  pronunceremo. Lei deve parlare onorevole Gucciardi?

   CRACOLICI.  Signor Presidente, secondo me ci stiamo incartando  su
  una cosa che mi sembra abbastanza lineare.
   Se  stiamo  parlando  di  rimozione di  pericoli  il  primo  comma
  giustamente affida credo al primo o al secondo comma, il compito di
  rimozione di un pericolo e quindi di non prevedibilità del pericolo
  al  Genio civile, mette in capo delle risorse e dice: i Geni civili
  interverranno per rimuovere il pericolo e mette delle risorse.
   Il  quarto comma individua una fattispecie che non è connessa a un
  pericolo  perché  se è pericolo le faccio io una  proposta,  allora
  mettiamo tutte le risorse, al primo comma e quindi il Genio  civile
  con questa norma interviene per rimuovere ogni tipo di pericolo sul
  demanio marittimo.
   Ma  se  lei fa un provvedimento che è finalizzato ai Comuni ora  e
  parliamo  però  di una fattispecie specifica che  è  la  cosiddetta
  rimozione  della plastica, rifiuti abbandonati che sono  sempre  in
  demanio  allora  o  lo  fa il Genio civile  per  la  condizione  di
  pericolosità  oppure lei non può dire non faccio  un  bando  perché
  come  si fa ma anche a sua tutela perché io poi voglio capire  come
  fa  l'Assessorato a trasferire risorse ai Comuni sulla base  di  un
  principio che non ci abbia a monte una procedura.
   Allora,  o  sposta  tutto  sul  Genio  civile  per  l'attività  di
  rimozione  del pericolo, dopo di che il Genio civile è  un  braccio
  amministrativo,  ma  se lei affida ai comuni una  parte  di  questa
  attività  non  può  che  farlo  con  un  avviso  pubblico,   perché
  altrimenti  siamo nella discrezionalità assoluta che,  secondo  me,
  espone  di  più l'assessorato rispetto alla soluzione che  vorrebbe
  trovare.
   Quindi,  delle  due l'una o il Governo - ascolti assessore,  o  il
  Governo,  parlo  a me stesso - o il Governo riformula  l'intervento
  prevedendo  che  tutte le attività di rimozione del  pericolo  sono
  affidati  ai  Geni  civili o il Governo  se  una  parte  di  questa
  attività per una fattispecie particolare ne prevede l'utilizzo  dei
  comuni   deve  prevedere  la  possibilità  che  i  comuni   possano
  partecipare  ad un avviso e, quindi, sulla base di una graduatoria.
  Lì  non c'è un pericolo, c'è una presenza di materiali ingombranti,
  c'è  la  rimozione di materiali ingombranti. Non è il pericolo.  Il
  pericolo  lei lo sta affrontando con il Genio Civile. Quindi,  sono
  convinto  che  siccome  anche  i  rifiuti  possono  costituire   un
  pericolo,  lo  affronti con il Genio Civile, prende i  quattrocento
  mila euro e li mette assieme ai settecento mila euro del comma 1  e
  mi pare che risolve il problema.
   Se, poi, ci dobbiamo incartare sempre per fare cose complicate che
  poi  sono  di difficile attuazione perché poi ripeto, me lo  voglio
  vedere  il funzionario che firma il decreto a quel comune  sì  e  a
  quell'altro no. Cioè lei si predispone ad una serie di ricorsi  che
  bloccano, poi la misura.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  Presidente della  Regione,  Assessori,
  onorevoli  colleghi, dalla lettura dell'articolo 28, mi sembra  fin
  troppo  chiaro,  come già ha detto bene l'onorevole Cracolici  che,
  sostanzialmente,   il   comma  1  ed   il   comma   2,   riguardano
  l'eliminazione  di  stato  di  pericolo:  demolizioni,   messa   in
  sicurezza  di immobili o di aree appartenenti al pubblico  demanio,
  mentre  i  commi  3  ed  il comma 4 riguardano  sostanzialmente  la
  rimozione dei rifiuti abbandonati sul demanio.
   Non  è  un  intervento  di protezione civile, altrimenti  dovrebbe
  essere  demandata  la  competenza  alla  protezione  civile  e  per
  l'applicazione del comma 3 e del comma 4, che non riguardano  stati
  di pericolo perché non c'è scritto, che invece riguardano i commi 1
  e  2,  che  peraltro  hanno  una copertura  a  parte,  lì  ci  sono
  settecento  mila euro e, quindi, già funzionano in  autonomia,  per
  invece  dare un'applicazione corretta ai commi 3 e 4, credo che  ci
  sia un'esigenza di trasparenza  di criteri chiari nell'assegnazione
  delle risorse ai comuni.
   Credo  che  sia  dovuto un avviso pubblico in modo  che  i  comuni
  abbiamo  la possibilità di far presente che hanno questa  esigenza,
  che  a  seguito di un avviso pubblico possa esserci un'istruttoria,
  così  come  di  norma  le  pubbliche  amministrazioni  fanno,   per
  l'assegnazione  secondo  una  graduatoria  di  merito,  dei   fondi
  spettanti  ai  singoli comuni per l'espletamento  degli  interventi
  richiesti e, quindi, per l'assegnazione dei fondi.
   Cosa  stiamo dicendo di strano? Io penso nulla. Penso che, invece,
  è  pericoloso  non prevedere un criterio di trasparenza  a  seguito
  dell'avviso  pubblico  dell'istruttoria,  che  in  maniera   chiara
  stabilisca come vengano assegnati questi quattrocento mila euro  al
  momento  ai comuni che ne fanno. richiesta secondo quelle che  sono
  le   diverse   esigenze  perché  a  quel  punto  ci   sarebbe   una
  discrezionalità  assoluta  dell'assessorato  nell'assegnare  queste
  somme  ad  un comune piuttosto che ad un altro ed io non credo  che
  questo necessariamente possa corrispondere ad un criterio di equità
  perché  se  penso che il criterio di equità si persegue  attraverso
  l'avviso pubblico che di possibilità a tutti di partecipare con una
  conseguente  istruttoria da parte degli Uffici e con l'assegnazione
  dei   fondi   evidentemente  alle  amministrazioni   comunali   che
  dimostrano di averne maggiormente bisogno.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Asessori, hanno
  già  detto  tutto i miei colleghi, presidente, esprimo però  grande
  rammarico  proprio  perché all'inizio del  mio  intervento  avevamo
  ritirato  i soppressivi. Ci aspettavamo un altro atteggiamento  del
  Governo,  soprattutto alla luce dell'inizio della rubrica di  tutto
  il territorio e ambiente.
   Constatiamo  che  c'è  la ferma intenzione di  non  fare,  di  non
  emanare  avvisi,  bandi,  pubblicazioni e  graduatorie,  etc.,  una
  regola   di  trasparenza  che  dovrebbe  accompagnare  la  pubblica
  amministrazione  e  che rischia di diventare  un  vizio  di  questo
  Governo.  Per tutti grida vendetta la delibera di giunta  regionale
  n. 62 del gennaio 2021, dove sono stati impiegati ben 50 milioni di
  euro  per degli interventi specifici senza sentire nessuno e  senza
  fare  una  partecipazione pubblica e questi sono  i  risultati.  Si
  pensa,  cioè,  di  gestire con lo stesso metodo  tutto.  Noi  siamo
  fermamente contrari e insistiamo sull'articolo, Presidente.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, l'articolo
  fondamentalmente ci trova d'accordo e riteniamo che sia  importante
  con  le  poche risorse che ci sono, intanto, tracciare  una  linea.
  Però  non  ho  capito bene il 28.20, aggiunge dei commi.  Il  28.20
  aggiunge  dei  commi,  non sostituisce. Il  comma  5  sembra  quasi
  ricalcare il comma 1 con una finalità del tutto simile quando avrei
  trovato  più  funzionale aggiungere al comma  1  semplicemente   il
  demanio  marittimo e non allora immagino che sia quello fluviale  o
  appartenente al patrimonio, si aggiungono solamente centomila euro.
  Il comma 6 ricalca sempre per le esecuzioni di cui degli interventi
  e qui poteva essere modificato il comma 2 e ci si avvale, comunque,
  del  dipartimento tecnico che poi nelle sue periferie  è  il  Genio
  civile. Quindi mi sembra una ripetizione anche da un punto di vista
  formale,  del legislatore, io armonizzerei il 28.20, ma mi permetto
  con molta umiltà, perché mi sembra una ripetizione che confonde più
  che chiarire.
   E  poi,  insomma, per quanto riguarda i commi 3 e 4, immagino  lei
  assessore faccia riferimento a rifiuti abbandonati ma vorrei capire
  la tipologia, certamente non parliamo del tappo della birra o della
  bottiglietta.  Il rifiuto che i volontari e colgo  l'occasione  per
  salutare  tutti i nuovi volontari che stanno ripulendo le  spiagge,
  ma  immagino lei si riferisca a rifiuti di un certo ingombro,  tipo
  pezzi  di  vetro  resina, barche distrutte.  Secondo  me  è  troppo
  generico  mettere rifiuti, perché io allora la domenica mi  vado  a
  raccogliere  cinque  sacchi di spazzatura da  una  spiaggia  e  poi
  chiedo  il  contributo regionale. Insomma, solitamente per  rifiuto
  abbandonato  mi  sembra  che sia troppo  generica  la  definizione,
  quindi  devi  dire  rifiuti  abbandonati nei  porticcioli,  rifiuti
  pericolosi, rifiuti non urbani, perché insomma mi sembra  veramente
  una definizione troppo generica che potrebbe come dire confondere.
   Mi permetto di suggerire di armonizzare meglio il 28.20. Quindi se
  modificate  il  comma 1 ed estendete demanio marittimo,  demanio  e
  patrimonio  della  Regione,  ci  aggiungete  centomila  euro   alle
  settecentomila  che  prevedete, il  comma  2  comunque  prevede  il
  coinvolgimento del Genio civile e non capisco perché lo ripetete al
  comma 6, tranne che un'altra questione che io non riesco a capire.
   Comunque  in generale la valutazione è favorevole, però se  ce  lo
  spiegate  un  pochino meglio e dividete i rifiuti in  generale  dai
  rifiuti  che i sindaci e gli assessori all'ambiente che  hanno  una
  costa  devono  rimuovere  perché,  oltre  ad  essere  brutti,  sono
  pericolosi e si devono rivolgere a mille enti, a guardia  costiera,
  a  demanio, a vigili urbani e quant'altro e poi i rifiuti rimangono
  lì da una estate all'altra.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  in  realtà  la
  collega  Foti  ha  in  parte  anticipato  quello  che  era  il  mio
  intervento.  Più  che  altro  volevo delle  informazioni  da  parte
  dell'assessore  Cordaro,  se è possibile,  poiché  questo  articolo
  28.20  sembra un corpo a parte rispetto invece alla previsione  che
  correttamente l'assessore Cordaro ha fatto.
   Ho  come la percezione che l'Assessorato all'economia viva di vita
  propria.  Non  comprendo come mai si debba distinguere l'intervento
  da  una  attività  complessiva che viene in qualche  modo  proposta
  dall'Assessore al territorio e l'ambiente quando invece si  dà  poi
  addirittura mandato al Dipartimento delle finanze e del credito  di
  attivare il dipartimento tecnico per poter fare degli interventi. A
  mio  avviso  è  completamente ultroneo se non addirittura  confonde
  notevolmente.
   Per  cui  ritengo,  assessore Cordaro,  che  debba  riprendere  la
  titolarità  della  programmazione così come è giusto  che  sia  per
  quello che riguarda l'attività oggetto dell'articolo e quindi farne
  un  unico  intervento con somme destinate tutte alla stessa  causa,
  anche in questo caso, così come diceva la collega prima, questi 100
  mila  euro,  siccome  stiamo parlando di  somme  davvero  irrisorie
  rispetto  alla  quantità degli interventi necessari,  probabilmente
  sarebbe  utile  uniformarli e poi vedere ciò che  è  effettivamente
  maggiormente utile al di là che siano degli interventi nel  demanio
  pubblico piuttosto che riguardanti il patrimonio della Regione. Per
  cui ritengo che debba essere assolutamente rivisto.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, intanto ringrazio l'onorevole  Foti
  e  Caronia  perché  melius repente pensa  l'emendamento  28.20,  in
  questo  momento  lo  accantoniamo ed eventualmente,  posto  che  si
  tratta  non  di  demanio marittimo ma di demanio  regionale  e  che
  quindi   fa  riferimento  al  Dipartimento  finanze,  verrà  semmai
  presentato in una fase successiva e con apposito articolo.
   Torniamo  per  questa ragione, non vedo l'onorevole  Cracolici  al
  quale  vorrei  dare le spiegazioni del caso, dicendo  all'onorevole
  Barbagallo che non prendo la sua come una minaccia ma che però  non
  posso  arretrare rispetto ad argomentazioni che sono giuridicamente
  vincolanti e che per le ragioni che da qui a poco esprimerò,  senza
  per questo volervi convincere a tutti i costi, io possa recedere da
  quello  che è un principio che è il cardine della norma che  invito
  l'Aula a votare.
   Come   bene  ha  detto  l'onorevole  Foti,  i  principi  postulati
  nell'articolo 28 sono due. Il primo riguarda il comma 1 e il  comma
  2  e  riguarda  manufatti per i quali è giusto ed  è  assolutamente
  necessario  che  si dica le procure intervengono  dalla  sera  alla
  mattina  invitandoci  ad  intervenire  perché  ci  sono  dei   beni
  pericolanti  che  bisogna rimuovere. I commi  3  e  4,  invece,  si
  occupano  di rifiuti e anche in questo caso è storicamente avvenuto
  ed  accade  assai  spesso  purtroppo in ragione  degli  eventi  che
  qualche  collega  prima  di me ha evocato, che  venga  intimato  di
  intervenire in ragione di cosa?
   Questo  Assessore.  con  due note a partire  dal  3  luglio  2018,
  rimozione  rifiuti abbandonati sul demanio marittimo regionale,  ha
  scritto  a tutti i 126 Comuni costieri della Sicilia reiterando  la
  circolare il 13 novembre 2018 e reiterandola per la terza volta  il
  17 settembre del 2019. Un bando aperto, onorevole Gucciardi, non ci
  permetterebbe  di concentrarci sulle priorità che dalla  sera  alla
  mattina  ci  mettono  nelle condizioni di  dovere  intervenire  con
  urgenza. E tuttavia, mentre per quanto riguarda il comma  1  e  gli
  interventi  del  Genio  civile si tratta di piccoli  interventi  di
  somma  urgenza  che  non hanno bisogno di  gara  e  sono  sotto  la
  responsabilità del genio civile che le pone in essere,  per  quanto
  riguarda  gli interventi di cui al comma 3, con i quali si provveda
  con  il  comma 4, , in una delle tre circolari che questo assessore
  ha  inviato ai sindaci si legge che  Posto il principio per  cui  i
  rifiuti  debbano  essere eliminati dai soggetti  concessionari ,  i
  rifiuti  ai  quali  fa riferimento questa norma, che  segue  quelle
  circolari,  che  molto spesso sono rimaste inapplicate,  con  gravi
  nocumenti   anche  giuridici,  dai  sindaci  che  non  avevano   le
  possibilità economiche per intervenire, avuto riguardo  alle  altre
  aree,  non  rientranti  nelle competenze dei concessionari  ed  ove
  l'attività  di  raccolta  per  quantità  e  tipologia  del  rifiuto
  abbandonato,  non  sia  riconducibile  all'ordinario  servizio   di
  pulizia espletato dalle amministrazioni comunali.
   Stiamo dunque parlando - e c'è una storia dietro - proprio di quei
  rifiuti  per i quali sono necessari interventi appositi e,  quindi,
  vi   invito   davvero   a  ritirare,  in  un'ottica   di   assoluta
  collaborazione, quale è stata e vuole continuare ad essere la  mia,
  i due emendamenti il 28.19 ed il 28.19.R, perché l'intendimento non
  può  che  essere unico e di tutta l'Aula, rispetto ad un  obiettivo
  che è troppo importante.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  28.19.R,  a  firma
  dell'onorevole Barbagallo, per capirci, che riscrive il 28.19.

      (Viene chiesta la votazione avvenga per scrutinio segreto)


       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 28.19 R

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 28.19 R.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Chi   vuole  l'approvazione  dell'emendamento  28.19.R,   cioè   la
  riscrittura  dell'emendamento 28.19, che è  a  firma  dell'onorevole
  Barbagallo, l'onorevole Lupo vota verde, chi è contrario vota rosso.
   Vi  ricordo come si vota: dopo avere pigiato il tasto che  ritiene,
  dove estrarre il tesserino e non reinserirlo.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti  .         64
   Votanti             54
   Maggioranza         28
   Favorevoli          19
   Contrari            35
   Astenuti            0

                           (Non é approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 28, così com'è formulato dal  testo
  originario  del  disegno di legge, con il parere  favorevole  della
  Commissione  e  del Governo. Chi è favorevole resti seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:

                               «Art. 29
           Interventi conseguenti a contenziosi sul demanio
                              marittimo e
          Fondo per la gestione del porto turistico di Licata

   1.  Al  fine di assicurare la custodia e la gestione delle aree  e
  delle  strutture facenti parte del porto turistico di Licata,  fino
  alla  definizione del contenzioso pendente innanzi agli  organi  di
  giustizia  amministrativa,  avverso il provvedimento  di  decadenza
  della concessione demaniale marittima, l'Assessore regionale per il
  territorio  e l'ambiente è autorizzato, previa deliberazione  della
  Giunta regionale, a nominare un amministratore straordinario.

   2. Il compenso per le attività svolte dell'amministratore nominato
  ai  sensi  del comma 1 è determinato nella misura corrispondente  a
  quella  spettante ai custodi giudiziari e, comunque, in misura  non
  superiore  ad  50  migliaia  di euro annui,  comprensivi  di  oneri
  fiscali e previdenziali.

   3.  Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, per
  gli  esercizi finanziari 2021 e 2022 la spesa annua 50 migliaia  di
  euro,  da  appostare  su  apposito capitolo  di  nuova  istituzione
  (Missione 9, Programma 2)».

   Sono ritirati tutti gli emendamenti soppressivi? No.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente, Governo,  colleghi,  cittadini,  in
  questo  articolo, andiamo a realizzare un fondo ad hoc  di  50  mila
  euro per la nomina di un amministratore straordinario per assicurare
  la  custodia e la gestione delle aree delle strutture facenti  parte
  del  Porto  turistico di Licata. C'è dietro un contenzioso,  quindi,
  serve, serve quest'amministratore.
   Colleghi,  però,  mi  sono  chiesto e  lo  chiedo  a  voi,  ma  un
  amministratore per gestire

   PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, si rivolga alla Presidenza

   DI  PAOLA. Signor Presidente, per gestire la custodia del Porto  di
  Licata,  l'amministratore, per prima cosa, a mio modo di vedere,  si
  deve  trovare all'interno dei dirigenti regionali. Si fa un atto  di
  interpello e si verifica se c'è un dirigente che può andare  a  fare
  l'amministratore e fare la custodia del Porto di Licata.
   Non  capisco  perché  si deve creare un fondo nuovo,  dico  abbiamo
  difficoltà  enormi, capisco che la somma è bassa, però,  noi  stiamo
  per  cercare, per trovare, tramite una delibera di giunta regionale,
  un amministratore, in questo caso esterno.
   A  mio  modo di vedere, signor Presidente, prima si fa un  atto  di
  interpello interno, si verifica se c'è un dirigente della Regione  e
  da  lì  gli  si  fa gestire la custodia del Porto di Licata  fino  a
  quando non finisce il contenzioso.
   Poi,   non   capisco   perché  si  deve  prevedere   l'emolumento,
  l'emolumento se noi lo affidiamo a un commissario regionale,  a  un
  dipendente  regionale,  a un dirigente regionale,  perché  io  devo
  andare a prendere l'emolumento dei 50 mila euro?
   Ripeto, capisco che la somma è una somma esigua però

   PRESIDENTE.  Nell'emendamento 29.17 degli  onorevoli  Pullara,  Lo
  Giudice e Caronia, che dice  preferibilmente tra i Dirigenti  della
  Regione  a seguito di apposito interpello interno , già è inserito,
  c'è un emendamento dei colleghi, se il Parlamento lo ritiene .

   DI  PAOLA.  Lo  apprezzerò, apprezzerò questo emendamento  ma  c'è
  anche  il 29.18, che dice che  il compenso c'è se è dovuto   e  poi
  non  capisco perché c'è bisogno di una delibera di Giunta regionale
  per  andare ad individuare l'amministratore, a meno che  non  debba
  per forza prendere dall'esterno e lo si deve per forza remunerare.

   PULLARA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PULLARA.  Signor Presidente, Governo, colleghi, solo per precisare
  che  in questo momento tra l'altro spendere anche 50 mila euro  per
  un  compenso per la gestione di un porto turistico è una  cosa  che
  probabilmente non è assolutamente in linea col momento.
   Pertanto  ho  proposto tre emendamenti che di fatto modificano  ma
  risolvono comunque il problema; il primo è quello della delibera di
  Giunta,  perché se si dovesse decidere di aderire anche al  secondo
  emendamento che prevede di prendere un dirigente interno, inoltre è
  collegato  al  terzo  emendamento cioè a dire  il  compenso  non  è
  dovuto.   Pertanto  chiedo  al  Presidente,  al  Governo   e   alla
  Commissione di dare parere favorevole ai tre emendamenti e all'Aula
  di votarli.

   PRESIDENTE. Onorevole Pullara, abbiamo compreso la sua  richiesta,
  se  al  termine  preferibilmente  può presentare un sub emendamento
  per indicare  prioritariamente .
   Comunico che i soppressivi sono ritirati.

   DI  PAOLA.  I  soppressivi  sono ritirati  dopo  la  risposta  del
  Governo.

   PRESIDENTE. Onorevole Pullara, se presenta l'emendamento.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  Onorevole  Di
  Paola,  ci  mancherebbe, io siccome avevo visto altre  mani  alzate
  attendevo, volevo dare una risposta unica. Vorrei che mi ascoltasse
  l'onorevole Pullara.
   Intanto la storia del Porto di Licata è una storia molto complessa
  e  dopo  tanti anni e in ragione dell'attività meritoria  posta  in
  essere non dal sottoscritto ma certamente dal Dipartimento ambiente
  e da chi se n'è occupato siamo riusciti a ottenerne il dissequestro
  ma  adesso  siccome  non è - con tutto il rispetto  per  i  piccoli
  paesini  -  un  porto  minore ma un porto importante  anche  per  i
  collegamento  non  soltanto turistici ma anche  commerciali  con  i
  paese  frontalieri dell'Africa, la gestione di quel  porto  prevede
  figure di profilo che abbisognano di una valutazione a tutto tondo.
   Per   questa   ragione,   onorevoli   colleghi   ma   mi   rivolgo
  fondamentalmente   all'onorevole  Pullara,  l'idea   della   previa
  delibera  di  Giunta è legata a una valutazione complessiva  perché
  mentre   io   darò  come  Governo,  certamente,  parere  favorevole
  all'emendamento   con   la   modifica  del    preferibilmente    in
   prioritariamente  al 29.17, d'altro canto l'idea che  però  fra  i
  dirigenti  interni non ci sia un soggetto in grado  di  gestire  il
  porto di Licata la devo quanto meno astrattamente prevedere, se non
  voglio aspettare un anno e la prossima finanziaria per metterlo  in
  buona  gestione,  e  quindi  devo  lasciare.  Chiedo  all'onorevole
  Pullara  di  ritirare  sia  l'emendamento 29.16  che  l'emendamento
  29.18, che in buona sostanza finiscono per modificare una norma che
  potenzialmente  utilizzeremo  così  com'è  potenzialmente  potrebbe
  anche non essere, però se vogliamo, dopo averla messa in bonis  dal
  profilo   giudiziario,   metterla  in  bonis   sotto   il   profilo
  commerciale, abbiamo la necessità di valutare tutte le opportunità,
  e   quindi   io  chiedo  all'onorevole  Pullara  di  ritirare   gli
  emendamenti 29.16 e 29.18 per le ragioni che ho detto, e do  parere
  favorevole all'emendamento 29.17 come modificato.

   PRESIDENTE.  Allora,  per  capirci,  all'emendamento  29.17  viene
  cambiata la parola preferibilmente con prioritariamente, che non  è
  arrivato ancora, è arrivato già, perfetto. Il 29.18 non ho compreso
  è  ritirato, onorevole Pullara, lei lo ritira il 29.18? No  scusate
  un  attimo, per capirci, se no io vorrei un momentino ragionare, se
  passa  il 29.17 il 29.18 non c'è bisogno più di esaminarlo, non  so
  se rendo l'idea, va bene procediamo.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  presentato  un
  emendamento per cassare dell'emendamento 29.17, comunque faccio mio
  nel  caso  in cui fosse ritirato dall'onorevole Pullara, la  parola
   preferibilmente ,  quindi  lasciando  come   unica   opzione   che
  l'incarico  venga assegnato a uno dei 900 dirigenti  della  Regione
  siciliana.

   PRESIDENTE.  Ma  prioritariamente vuol dire, onorevole  Lupo,  che
  venga   praticamente  prima  di  fare  le  scelte  esterna,   venga
  prioritariamente indicato il dirigente della Regione, questo  è  il
  senso, poi sarà la Giunta a fare la sua valutazione.

   LUPO.  Allora  il  prioritariamente, se a  seguito  di  interpello
  nessuno ci vuole andare, lo capisco.

   PRESIDENTE. E' così, è così, prioritariamente in questo senso.

   LUPO. Io credo che comunque avendo 900 dirigenti si possa dire  ad
  uno  occupati di questo .

   PRESIDENTE. Infatti.

   LUPO.   Visto  che  il  Presidente  della  Regione  ama  definirli
  fannulloni, ed io non son d'accordo, facciamoli lavorare.

   PULLARA.  Volevo rassicurare l'onorevole Lupo che  c'è  scritto  a
  seguito interpello interno.

   PRESIDENTE.  Un momento onorevole Pullara, abbiamo  il  29.17  che
  indica   sopprimere  la  parola  preferibilmente,  scusi   dobbiamo
  scrivere prioritariamente, come dice?

   PULLARA. Diventa un Bronx non lo possiamo fare, fratello  mio  non
  lo possiamo fare un Bronx dobbiamo fare per i dirigenti ma

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  ambiente.  Onorevole
  Pullara, sull'articolo 29 io c'è l'ho chiarissimo il percorso, e lo
  condivido, però avrei voluto  forse voi scrivevate e non  mi  avete
  ascoltato.  Perfetto, se noi sostituiamo la parola  preferibilmente
  del  29.17, con la parola prioritariamente, facendo seguito poi  ai
  dirigenti  della Regione a seguito di apposito interpello  interno,
  va benissimo.
   Io  le chiedo di ritirare poi il 29.16 e il 29.18, per due ragioni
  che  ho  spiegato, ma che volentieri le ripropongo, cioè quello  in
  cui lei vuole eliminare  previa deliberazione delibera di Giunta  è
  ritirato.  Grazie. Per quanto riguarda il 29.18, se  dovuto,  nella
  misura in cui io eventualmente dovessi andare all'esterno, per  cui
  le chiedo di ritirarlo.

   PRESIDENTE. Mi scusi.

   CORDARO,  assessore per il territorio e ambiente.  E'  pleonastico
  però va bene.

   PRESIDENTE.  Mi  scusi,  onorevole  Pullara,  sono  ritirati   gli
  emendamenti  29.1, 29.10, 29.6 fino al 29.11, sono tutti  ritirati.
  L'emendamento 29.16 è ritirato.
   L'emendamento   29.17  è  sostituito  col   29.17.2,   la   parola
   preferibilmente  è sostituita con  prioritariamente .
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il subemendamento 29.17.2.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 29.17, così come subemendato. Chi
  h favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 29.3, 29.8, 29.12 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 29.18, onorevole Pullara, è ritirato?

   PULLARA. No.

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole Lupo il
  subemendamento  29.12.1  che recita  le parole  cinquanta  migliaia
  sono sostituite dalle parole dieci migliaia .
   Il parere del Governo?

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Non  ho  altre
  parole, se non dire parere contrario.

          (Viene chiesta la votazione per scrutinio segreto)

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


      Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 29.12.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 29.12.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti  .         64
   Votanti             51
   Maggioranza         26
   Favorevoli          31
   Contrari            20
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  29.18.  L'onorevole  Pullara  insiste
  sull'emendamento.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  29.18,  così  come
  subemendato.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 29, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:

                             «Articolo 30.
          Contributi ai comuni per la redazione dei Piani di
                               Utilizzo
                         del Demanio Marittimo

   1.  Al  fine di consentire ai comuni di provvedere alla  redazione
  dei  Piani  di  Utilizzo del Demanio Marittimo  (P.U.D.M.)  di  cui
  all'articolo  4 della legge regionale 29 novembre  2005,  n.  15  e
  successive modificazioni, l'Assessorato regionale del territorio  e
  dell'ambiente è autorizzato a concedere un contributo finanziario.

   2.  Per le finalità di cui al precedente comma è autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2021, la spesa complessiva di 300  migliaia
  di euro (Missione 9, Programma 2).

   3.  I  criteri  di ripartizione ed assegnazione del contributo  ai
  comuni   che  ne  fanno  richiesta  sono  individuati  con  decreto
  dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, sentita la
  competente commissione dell'Assemblea regionale siciliana».

   Gli emendamenti 30.4, 30.7, 30.12 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 30. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 31 è rinviato.
   Onorevoli  colleghi,  la  seduta è sospesa  e  riprenderà  domani,
  venerdì 19 marzo 2021, alle ore 16.00. Ricordo che domani, alle ore
  12.30,  è  convocata  una riunione informale della  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.

  (La  seduta, sospesa alle ore 20.50 del 18 marzo 2021, è ripresa alle
  ore 16.21 del 19 marzo 2021)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Allora colleghi, riprendiamo dall'articolo 22.
   Ne do lettura:

                               «Art. 22.
       Interventi e semplificazione amministrativa in materia di
                       formazione professionale

   1.   Onde   garantire   la   tempestiva   erogazione,   da   parte
  dell'Assessorato  regionale  dell'istruzione  e  della   formazione
  professionale, delle somme dovute a titolo di anticipazione e saldo
  per  il  finanziamento delle attività formative in capo  agli  enti
  regolarmente  accreditati, il competente dipartimento  provvede,  a
  richiesta,   a  rilasciare  apposita  certificazione  del   credito
  spettante  ai  destinatari del medesimo finanziamento, utilizzabile
  ai fini dell'eventuale ricorso, da parte dello stesso destinatario,
  all'istituto della cessione del credito, ai sensi e per gli effetti
  dell'articolo 1260 c.c. ovvero della legge 21 febbraio 1991 n.  52,
  a favore di istituti bancari o soggetti economici di cui al decreto
  legislativo   1  settembre  1993  n.  385  (T.U.B.)  e   successive
  modificazioni.  Entro  30 giorni dalla data di  entrata  in  vigore
  della   presente  legge,  il  dirigente  generale  del   competente
  dipartimento  fissa,  con proprio provvedimento,  i  criteri  e  le
  modalità attuative della procedura, fermo restando che nessun onere
  finanziario  aggiuntivo,  né  ulteriore  garanzia  accessoria   sul
  credito certificato potrà gravare sull'amministrazione regionale.

   2.   Per   conseguire  la  semplificazione  delle   procedure   di
  rendicontazione e certificazione delle spese sostenute  nell'ambito
  delle attività di istruzione e formazione professionale, finanziate
  dal  competente  Assessorato  regionale,  i  soggetti  beneficiari,
  pubblici e privati, possono avvalersi, senza nuovi o maggiori oneri
  a  carico  del  bilancio  regionale,  della  certificazione  di  un
  revisore  legale che assume la diretta responsabilità dei controlli
  amministrativi  e  di  primo  livello,  previsti  dalle  norme   di
  riferimento.    È   comunque   mantenuto   l'obbligo,    in    capo
  all'Amministrazione    regionale,    di    effettuare     controlli
  amministrativi di primo livello per una percentuale  non  inferiore
  al   30  per  cento  delle  operazioni  relative  ad  ogni  singola
  procedura. Il revisore legale, ove non già previsto sulla  base  di
  altra normativa, è individuato all'interno di un albo appositamente
  costituito  dall'amministrazione competente. Entro 30 giorni  dalla
  data  di  entrata  in  vigore della presente  legge,  i  competenti
  dirigenti  generali  adottano i relativi  provvedimenti  attuativi,
  incluse le modalità di designazione.

   3.  All'articolo  5,  comma 18, della legge  regionale  12  maggio
  2020,  n. 9, le parole,  di durata non superiore a tre mesi ,  sono
  sostituite  dalle parole,  non inferiori a tre mesi e fino  a  nove
  mesi in relazione alla tipologia degli stessi percorsi, .

   4.  Al  comma 26 dell'articolo 49 della legge regionale  7  maggio
  2015  n. 9 e successive modificazioni, dopo le parole  Ai fini  del
  calcolo del limite del numero di incarichi del presente comma,  non
  rilevano  le nomine regionali effettuate nell'esercizio del  potere
  sostitutivo presso gli enti locali  sono aggiunte le parole  nonché
  le  nomine relative agli incarichi di presidente di commissione  di
  esame   dei   corsi  di  formazione  professionale   finanziati   e
  autofinanziati  e dei corsi IeFp . Le nomine dei presidenti  e  dei
  componenti  esperti esterni delle commissioni di esame  di  cui  al
  presente  comma  sono  di competenza dell'Assessore  regionale  per
  l'istruzione  e la formazione professionale, ai sensi dell'articolo
  2,  comma  1, lettera e), della legge regionale 15 maggio 2000,  n.
  10.

   5.  All'articolo 12 della legge regionale 14 dicembre 2019, n.  23
  dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

    2   bis.  Ai  fini  dell'autorizzazione  allo  svolgimento  delle
  attività  formative disciplinate dalla presente legge e  finanziate
  ai  sensi  dell'articolo  23,  le procedure  di  evidenza  pubblica
  (Avvisi   e   Circolari),  disposte  dai  competenti   dipartimenti
  dell'Assessorato  regionale  dell'istruzione  e  della   formazione
  professionale,  devono  prevedere il  numero  massimo  di  percorsi
  attivabili da ciascun ente ovvero individuarne il limite massimo in
  termini orari o finanziari per tipologie corsuali.

   6.  Al  comma 3 dell'articolo 6 della legge regionale 14  dicembre
  2019, n. 23, dopo la parola  triennale  sono aggiunte le parole   o
  che abbiano in corso la terza annualità ».

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO. Grazie, Presidente. Alla luce del dibattito che  si  è
  sviluppato  ieri  durante tutta la giornata sull'articolo,  e  alla
  luce   anche  delle  interlocuzioni  che  abbiamo  avuto  tra   noi
  parlamentari  anche  con  il  Governo,  riteniamo  che  anche   per
  salvaguardare le eventuali potenzialità delle proposte del Governo,
  i   commi  5  e  6  vengano  stralciati,  vengano  rispediti  nella
  Commissione di merito e lì si possa iniziare un approfondimento  ed
  un dibattito sull'argomento che poi possa riportare, eventualmente,
  in  Aula  una  proposta  che  sia ovviamente  più  confacente  agli
  obiettivi e soprattutto gradita alla maggioranza dell'Aula. Grazie,
  Presidente.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Calderone)

   PRESIDENTE.  Benissimo.  Onorevole Calderone?  Quello  che  diceva
  l'onorevole D'Agostino?
   E  allora, assessore Lagalla, visto che ci sono due presidenti dei
  gruppi parlamentari che chiedono questo stralcio, se lei ci  dà  le
  sue indicazioni

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente, ovviamente il governo non vuole porre intralcio
  ad   un  sereno  dibattito  parlamentare  e  quindi  aderisco  alla
  richiesta  rappresentata dall'onorevole D'Agostino e dall'onorevole
  Calderone   nell'ordine,  anche  perché,  diciamo,  la   temporanea
  sospensione   o   inibizione  dei  commi  non  impedisce   l'azione
  amministrativa  dell'assessorato rispetto alla gestione  dei  corsi
  avendo,  tra  l'altro,  già attuato un contingentamento  attraverso
  l'avviso  2, quindi lo rivaluteremo in Commissione e lo agganceremo
  ad un nuovo provvedimento legislativo eventualmente.

    PRESIDENTE   Benissimo.  Se non ci sono  osservazioni  allora  il
  comma 5 ed il comma 6 dell'articolo 22 sono stralciati.
   Quindi  possiamo  iniziare a votare l'articolo 22.  Avevamo  fatto
  votazioni? No.
   A  questo punto, scusate colleghi, con quest'intesa che c'è  stata
  sui  commi  5 e 6, gli altri emendamenti soppressivi sono ritirati?
  Onorevole Barbagallo?
   Scusi, parli dal pulpito, per favore. Grazie.

   BARBAGALLO.  Per  comodità  espositiva,  così  interveniamo  prima
  dell'articolo,  abbiamo questo emendamento, che  è  il  22.44,  che
  sostituisce  il comma 2. E' l'unico emendamento di merito  che  c'è
  nel testo.
   Noi riteniamo, Presidente, che rispetto alla legislazione attuale,
  proprio  questa  modifica  ha il fine  di  accelerare  i  tempi  di
  rendicontazione dei procedimenti pendenti, dando la possibilità  di
  eliminare    i   residui   garantendo   nell'ambito   dell'attività
  professionale la rendicontazione certa.
   Quindi è un emendamento che viene incontro anche alle esigenze  di
  funzionalità dell'Amministrazione regionale.

   PRESIDENTE.  Assessore Lagalla, mi pare di capire  dall'intervento
  dell'onorevole Barbagallo che se ci fosse una comprensione positiva
  di questo emendamento, a firma dell'onorevole Barbagallo, voteremmo
  molto velocemente l'articolo.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor   Presidente,  ho  avuto  modo  già  di   interloquire   con
  l'onorevole Barbagallo.
   Il testo proposto in sostituzione è un testo che, praticamente,  è
  analogo  a quello proposto dal Governo con la più ampia visione  di
  un    affidamento   di   questo   principio   a   tutti   i    rami
  dell'Amministrazione regionale.
   Io  mi  permetto,  semplicemente, ma ne avevamo  già  parlato,  di
  rassegnare un subemendamento che deve inserire due aspetti. Uno: il
  rispetto della disciplina comunitaria di settore. E il secondo, che
  fa riferimento alle procedure in corso, sostituire l'obbligatorietà
  al   possono   perché  avendo diverse  fasi  di  avanzamento  della
  procedura e dovendo in questo caso dovere tornare indietro,  alcuni
  procedimenti potrebbero subirne ritardi anziché agevolazioni.

   PRESIDENTE. E su questo ci sarebbe il favore dell'Aula,  in  linea
  di massima?

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Sì.

   PRESIDENTE. E allora vengono ritirati gli emendamenti soppressivi,
  votiamo i subemendamenti prima, l'emendamento

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  E' un subemendamento all'emendamento.

   PRESIDENTE. Mi dicono, giustamente, che il costo del revisore  non
  può essere a carico della Regione ma deve essere a carico...

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  E' scritto nella relazione. Almeno nella nostra sì.

   PRESIDENTE. Qua no. Bisogna chiarirlo.
   Onorevole Barbagallo, bisogna inserirla questa cosa. Per cui  deve
  essere un altro subemendamento che lo modifichi.
   Il  Governo ha presentato due subemendamenti. Questo è un problema
  che hanno gli uffici, che dicono che ci deve essere questa cosa.
   Allora,  lo  scrivono gli Uffici direttamente. Però se c'è  questo
  accordo generale possiamo tranquillamente votare a questo punto.
   Se intanto l'assessore Lagalla ci fa avere i subemendamenti che ha
  previsto, in uno possiamo aggiungere questo fatto dei revisori?  Lo
  aggiungiamo   direttamente  qui  onorevole  Lagalla,   quello   del
  revisore, oppure facciamo un altro subemendamento?
   Va bene ne facciamo un altro noi.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  fare  un
  subemendamento. Va bene la riscrittura, così come l'hanno  prevista
  l'Assessore  e  il  collega Barbagallo, però, vorrei  fare  un  sub
  emendamento,  in  quanto il revisore dovrebbe  essere  a  sorteggio
  dalla long list prevista.
   Quindi  faccio questo sub emendamento, credo che non ci sia  alcun
  problema.

   PRESIDENTE. Il revisore?

   SCHILLACI.  Che  il  revisore  sia a  sorteggio  dalla  long  list
  prevista dall'emendamento del collega Barbagallo.

   PRESIDENTE.  Ma  non  c'è una norma per  i  revisori?  Non  è  che
  possiamo fare una norma specifica.

   SCHILLACI. No, non c'è

   PRESIDENTE. I revisori li scelgono i beneficiari, non  li  sceglie
  l'amministrazione.

   SCHILLACI.  Ma è sempre per quel principio che il controllato  non
  può scegliere il controllore, cioè è una cosa che non sta in piedi.

   PRESIDENTE.  Noi non possiamo prevedere leggi per terzi.  Cioè,  i
  soggetti beneficiari possono avvalersi di un revisore legale, se si
  vogliono avvalere se lo scelgono.
   Onorevole Schillaci, quello che mi viene chiarito è che non  è  un
  controllo,  serve  a loro per esercitare il loro   Per  certificare
  l'attività,  per rendicontare. Non è quindi un fatto di  controllo,
  onestamente , per cui lo eviterei questo.
   Se  distribuite  questi  subemendamenti, perché  tutti  gli  altri
  emendamenti non sono di merito? Qualcuno non soppressivo c'è.
   L'emendamento a firma degli onorevoli Lantieri, Calderone è  stato
  ritirato.
   L'emendamento a firma degli onorevoli Barbagallo, Lupo è  ritirato
  , sono ordini del giorno più che altro.
   L'emendamento  a firma degli onorevoli Calderone, Savona  riguarda
  il comma 5 che non c'è più.

                     (Intervento fuori microfono)

   I commi 5 e 6 sono stati stralciati con l'accordo del Governo.
   I subemendamenti sono stati distribuiti?
   Se  avete  capito  qual  è il subemendamento presentato,  possiamo
  votare.
   L'emendamento è sul comma 2, quello di Barbagallo.
   Votiamo  i  subemendamenti  presentati  dal  Governo,   22.44.1  e
  22.44.2.
   Ci  sono due emendamenti uno tecnico al comma 4, il 22.51, che  ha
  presentato il Governo, in cui le parole  nomine  sono sostituite da
   designazioni .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Al  comma 2 è stato presentato l'emendamento 22.44, a firma  degli
  onorevoli  Barbagallo e Lupo, che verrebbe subemendato dal  Governo
  con i subemendamenti  22.44.1 e 22.44.2.
   Pongo  in  votazione il subemendamento 22.44.1. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione il sub emendamento 22.44.2. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 22 così come  emendato  e  con  lo
  stralcio del comma 5 e comma 6.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Assessore   Zambuto  -  tra  Assessori  parlate  in  Giunta;   Qui
  lasciateci lo spazio - c'è la riscrittura dell'articolo 14?

   ZAMBUTO, assessore per la funzione pubblica e le autonomie locali.
  Ancora non è pronta.

   PRESIDENTE. Non è ancora pronta. Andiamo avanti e poi  lo  vediamo
  dopo.
   Potremmo  andare  all'articolo 31, ma  l'Assessore  ci  chiede  di
  aspettare perché stanno aspettando una copertura.
   Assessore Zambuto, possiamo trattare l'articolo 11?
   Allora colleghi, riprendiamo con l'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Capo II
                               Personale

                               Art. 11.
                     Norme in materia di personale

   1.   La  dotazione  organica  del  personale  dell'amministrazione
  regionale,   rideterminata  per  il  2021  in  applicazione   delle
  disposizioni dei commi 3 e 4 dell'articolo 49 della legge regionale
  7  maggio  2015,  n. 9 e successive modificazioni, è  ulteriormente
  ridotta, per il triennio 2022-2024, con le modalità che seguono:

   a)  per  il  comparto  non  dirigenziale,  la  relativa  dotazione
  organica  è  ridotta, annualmente, del 100 per cento  dei  soggetti
  comunque cessati dal servizio nell'anno precedente per le categorie
  A  e  B, del 60 per cento per la categoria C e del 40 per cento per
  la categoria D;

   b)  per  la  dirigenza, la relativa dotazione organica è  ridotta,
  annualmente,  del  70 per cento dei soggetti comunque  cessati  dal
  servizio nell'anno precedente.

   2.  A decorrere dall'anno 2021 e fino all'anno 2029, le facoltà di
  assunzione  previste dai commi 2 e 3 dell'articolo  4  della  legge
  regionale  6  agosto  2019, n. 14 e successive  modificazioni  sono
  determinate  escludendo dal computo della spesa  del  personale  di
  ruolo   rispettivamente  del  comparto  non  dirigenziale  e  della
  dirigenza  cessato  dal  servizio nell'anno  precedente,  anche  il
  personale  destinatario delle disposizioni di cui all'articolo  10,
  secondo e terzo comma, della legge regionale 9 maggio 1986, n. 21 e
  successive modificazioni.

   3.  A  decorrere  dall'anno 2021 e fino  al  2023,  dalle  risorse
  assunzionali     destinate     alla     dirigenza,      determinate
  dall'amministrazione   regionale   in   applicazione   del    comma
  precedente, sono altresì detratte le somme trasferite al  Fondo  di
  quiescenza  per  il  pagamento delle indennità  di  buonuscita  del
  personale   dirigenziale   cessato  nel  triennio   2021-2023.   E'
  conseguentemente  fatto divieto, all'amministrazione  regionale  di
  procedere   nel   triennio   2021/2023   all'assunzione   a   tempo
  indeterminato di personale dirigenziale.

   4.  Entro  sessanta giorni dall'entrata in vigore  della  presente
  legge, l'amministrazione regionale e gli enti di cui all'articolo 1
  della   legge  regionale  15  maggio  2000,  n.  10  e   successive
  modificazioni  adeguano alle disposizioni del presente  articolo  i
  rispettivi  Piani triennali del personale e dei fabbisogni  per  il
  triennio  2020-2022. Il divieto di assunzione a tempo indeterminato
  di  personale  dirigenziale si applica, per il triennio  2021-2023,
  anche  agli  enti  di cui all'articolo 1 della legge  regionale  15
  maggio 2000, n. 10 e successive modificazioni.

   5.  A  decorrere  dall'anno 2021 sono estese  agli  enti  pubblici
  economici  regionali  le previsioni di  cui  ai  commi  2,  3  e  4
  dell'articolo  4  della  legge regionale 6  agosto  2019  n.  14  e
  successive modificazioni, secondo una percentuale di assunzioni non
  superiore al 50 per cento della dotazione prevista nelle rispettive
  piante  organiche,  purché venga assicurato il conseguimento  degli
  obiettivi  di  contenimento della spesa del  tre  per  cento  annuo
  rispetto a quella sostenuta nell'anno 2020.

   6.  Al  fine di accelerare il ricambio generazionale del personale
  del  comparto  non dirigenziale, previa attuazione delle  procedure
  previste  dal comma 15 dell'articolo 22 del decreto legislativo  25
  maggio  2017,  n.  75 e successive modificazioni, è  consentito  il
  cumulo  delle risorse destinate alle assunzioni di cui al  comma  3
  dell'articolo  4  della legge regionale 6  agosto  2019,  n.  14  e
  successive  modificazioni con quelle previste  dal  comma  2  dello
  stesso articolo, determinate in applicazione dei commi 1, 2 e 3 del
  presente articolo, nel rispetto della programmazione del fabbisogno
  e di quella finanziaria.

   7.  A seguito della definizione delle procedure di stabilizzazione
  presso   l'amministrazione   regionale   del   personale   di   cui
  all'articolo  32  della legge regionale 28 gennaio  2014,  n.  5  e
  successive  modificazioni  il Fondo per  garantire  i  percorsi  di
  stabilizzazione e le misure di fuoriuscita dei soggetti titolari di
  contratti  di  lavoro  subordinato ai sensi dell'articolo  3  della
  legge  regionale 29 dicembre 2016, n. 27 e successive modificazioni
  (Missione   20,   Programma  3,  capitolo  215754),   a   decorrere
  dall'esercizio 2021, è ridotto annualmente in misura corrispondente
  agli   oneri   relativi   agli  emolumenti  dovuti   al   personale
  stabilizzato,  cui si provvede con le disponibilità della  Missione
  1,  Programma  10,  capitolo 190001. Per il triennio  2021-2023  la
  riduzione è quantificata in euro 16.506.493,50 annui».

   All'articolo  11  gli  emendamenti sono  tutti  soppressivi?   No,
  perché  c'è l'11.33 che le parole '70' sostituite da  100' che  non
  ha  obiezione degli uffici, poi l'11.34 dell'onorevole Tancredi che
  prevede  una,  è conseguentemente fatto divieto all'Amministrazione
  di  procedere  nel  triennio  all'assunzione ,  la  soppressione  è
  contraria  all'accordo Stato-Regione per cui  teoricamente  non  lo
  potremmo  accettare,  l'11.35 e l'11.36, di  cui  ora  discuteremo,
  dell'onorevole  Tamajo che sono inammissibili per  quanto  capisco,
  ora  ne  discutiamo  magari  un  attimo,  per  quanto  capisco  che
  potrebbero  essere utilissimi, anzi che sarebbero  utilissimi  però
  modificano la norma statale e quindi non abbiamo che fare. Comunque
  ora ne parliamo un attimo.
   Quindi,  a questo punto, oltre i soppressivi, il primo emendamento
  su  cui possiamo discutere è questo dell'onorevole Ciancio a cui do
  la parola che è l'11.33.
   Prego, onorevole Ciancio.

   CIANCIO.  Grazie, Presidente. L'emendamento mira a trasformare  le
  parole   da 70 a 100 . Praticamente è un modo - lo dico chiaramente
  -  per  azzerare al momento, almeno in questo momento, l'assunzione
  di nuovi dirigenti.
   Questo perché ieri si è discusso tanto della necessità di ricambio
  generazionale e, per carità, ognuno può avere le sue idee ma  si  è
  fatta  molta  confusione tra comparto non dirigenziale  e  comparto
  dirigenziale, mentre noi sul comparto non dirigenziale non entriamo
  nel  merito perché si possono fare delle valutazioni, sul  comparto
  dirigenziale siamo contrari che si facciano nuove assunzioni perché
  non  riteniamo  che  la Regione abbia bisogno di  nuovi  dirigenti.
  Oltretutto, l'ho già detto ieri e lo ripeto, noi abbiamo ancora  in
  Commissione  I, è in discussione un disegno di legge sulla  riforma
  della dirigenza che aspettiamo da vent'anni.
   Riporto  sempre il Giudizio di parifica, l'ultimo disponibile  che
  abbiamo,   della  Corte  dei  conti  che,  purtroppo,  diciamo   la
  situazione  non è cambiata rispetto all'ultima Parifica,  dice  sul
  limite  del  50 per cento che ora stiamo portando al 70 per  cento:
   Suscita   tuttavia  non  poche  perplessità  oltre  che   per   le
  osservazioni  critiche  reiteratamente mosse  da  questa  Corte  al
  numero  considerevole  di  unità  dirigenziali  operanti  in   seno
  all'ente  regionale sia in termini assoluti, sia  in  relazione  al
  rapporto  tra  il  numero  dei  dirigenti  e  quello  degli   altri
  dipendenti ,  e questo lo abbiamo trattato ieri.  Appare,  infatti,
  assai  problematico  procedere all'assunzione  di  nuovo  personale
  dirigenziale senza aver prima posto fine alla situazione di  stallo
  determinata dal mancato superamento della terza fascia dirigenziale
  che doveva essere mantenuta solo in una fase di prima applicazione;
  invece,  la cristallizzazione della terza fascia a quasi  vent'anni
  dalla  sua  transitoria continua a perpetrare  una  grave  distonia
  rispetto  all'ordito  normativo  eccetera,  eccetera.  Altra  cosa:
   Aderendo  alla  natura transitoria della terza fascia  rischia  di
  crearsi  il  paradosso di unità dirigenziali neo assunte inquadrate
  direttamente  in  seconda fascia e quindi in posizione  prioritaria
  rispetto  all'attribuzione di incarichi dirigenziali nei  confronti
  delle pressoché totalità dei dirigenti attualmente in servizio .
   Ci  stanno  dicendo:  noi  procederemmo  all'assunzione  di  nuovi
  dirigenti  che  non  è detto che siano giovani, perché  noi  stiamo
  confondendo  il problema generazionale della Regione siciliana  con
  la necessità di nuovi dipendenti che sono due cose diverse. Quindi,
  non  è  detto che siano giovani i nuovi dirigenti assunti ma questi
  potrebbero scavalcare quelli che, giustamente, magari aspettano  da
  vent'anni un concorso interno, una progressione verticale  che  non
  si è mai fatta.
   Quindi, io chiedo che al momento si blocchi aumentando dal  70  al
  100 per cento il limite per le facoltà assunzionali della Regione.

   PRESIDENTE. Sì, vorrei che fosse chiaro che l'emendamento riguarda
  la  pianta  organica. Cioè, quindi non è che blocca le  assunzioni;
  modifica  proprio la pianta organica, cioè che sarebbe ridotta  del
  cento per cento dei pensionati.

   CIANCIO.  Sì,  Presidente, al momento siamo al 50  per  cento.  La
  stiamo modificando al 70.

   PRESIDENTE. Cento per cento di chi va in pensione.

   CIANCIO. Possiamo intervenire non appena risolveremo, anche con la
  legge  stessa  della riforma della dirigenza si può intervenire  in
  quella sede, al momento

   PRESIDENTE. Questa è norma che diciamo che considerata  l'età  dei
  dirigenti  bastano quattro-cinque anni e non c'è più nessuno.  Cioè
  la pianta organica prevede zero più o meno.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Se noi togliamo il cento per  cento  di
  quelli  che vanno in pensione significa che si va solo a diminuire.
  Visto  che c'è una età media di 61 anni vuol dire che nel  giro  di
  cinque  anni vanno in pensione tutti e quindi non possiamo metterne
  più. Voglio dire, può essere che sbaglio. Poi lo chiariamo questo è
  quello che ho capito io.
   Prego, onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE.    Presidente,   signori   del    Governo,    colleghi
  parlamentari, io non so come davvero farlo capire a questo Governo,
  ma anche a lei Presidente, non facciamo altro che discutere come la
  politica  del  carciofo,  no?  Noi  parliamo  del  personale  della
  macchina  amministrativa regionale che è fatta sia  dai  dirigenti,
  oltre che dai non dirigenti, e la affrontiamo come la politica  del
  carciofo,  cioè  togliamo un pezzo per volta. Quando,  invece,  noi
  abbiamo  veramente  la  necessità di  affrontare  la  questione  in
  maniera serie attraverso una riforma che deve essere veloce.
   Io  la  prego,  Presidente,  ma prego a  tutti,  accantoniamo  gli
  articoli che riguardano il personale, che riguardano le assunzioni.
  Perché  su  questo abbiamo la necessità, come ha detto bene  ed  ha
  sbagliato non riprendere il suo primo intervento onorevole Ciancio.
  Cioè, quando lei ha richiamato  l'Aula e a tutti quanti dicendo  ma
  signori  miei, stiamo discutendo di dirigenza quando il  Parlamento
  la  sta  affrontando  in Commissione con una riforma .  Cioè,  l'ha
  detto  lei,  non  io, l'ha detto lei e l'ho condiviso,  l'ho  anche
  ripreso.
   Cioè,   io  veramente  vi  invito,  Presidente,  cioè  è   davvero
  costruttivo  questo  intervento.  Mettiamo  da  parte  quei   pochi
  interventi   che  riguardano  la  dirigenza,  che   riguardano   il
  personale, che riguardano le nuove assunzioni e assumiamo,  invece,
  noi  l'impegno  di  farlo  diventare priorità,  perché  ne  abbiamo
  bisogno.  Abbiamo  veramente  bisogno  di  svecchiare  la  macchina
  regionale.  E' molto interessato assessore, me ne sono accorto  con
  tutta  la mascherina. Quindi, siccome noi abbiamo la consapevolezza
  e  la voglia, tutti, di migliorarla questa macchina amministrativa,
  il personale, la macchina regionale, quindi interveniamo così.
   A  proposito, perché poi esce di tutto, il subemendamento 11.38  -
  mi  dispiace  per  i  miei colleghi a cui voglio  molto  bene,  che
  l'hanno presentato - questo emendamento è incostituzionale,  questo
  emendamento  è  inammissibile.  Cioè,  io  voglio  vedere  come  lo
  metterete in votazione, ma non per i colleghi

   PRESIDENTE. E' già stato dichiarato inammissibile, onorevole.

   DIPASQUALE. E a me non era stato detto.

   PRESIDENTE.  Ne ho parlato ora, ora. Ho detto, fermo restando  che
  questi emendamenti

   DIPASQUALE.  Mi  fa piacere, mi fa piacere. Quindi,  però,  io  vi
  prego,  Presidente,  possiamo provare a farlo questo  ragionamento?
  Snelliamo,  accantoniamo  quello che  riguarda  il  personale,  con
  l'impegno di maggioranza e di opposizione di riprendere il percorso
  in  Commissione  e  chiudere la vicenda  riforma  dirigenza  e  non
  dirigenza. Faremmo veramente una cosa buona per la Sicilia.

   PRESIDENTE.  Io  sono d'accordo con lei. Su quello  dell'onorevole
  Tamajo  e  gli  altri, io ho detto all'inizio  che  ci  sono  degli
  emendamenti  che, per quanto sarebbero emendamenti  fondamentali  -
  secondo  me, oltre che secondo l'onorevole Tamajo - però così  come
  sono  modificano una norma statale e, quindi, noi non  li  possiamo
  ammettere. Appena ci arriviamo ne parliamo, finiamo per adesso  con
  questo emendamento dell'onorevole Ciancio, che poi dobbiamo votare.
  Poi di quello di quello ne parliamo.
   Onorevole   Foti  su  questo  qua?  Per  adesso  stiamo   parlando
  dell'emendamento dell'onorevole Ciancio.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Presidente, lei ha fatto un'osservazione. Pensando alla
  norma  in  maniera generale e astratta, dice:  ma se  riduciamo  la
  dotazione organica non possiamo fare più assunzioni .
   Intanto,  stiamo facendo la dotazione organica per il  2021,  dove
  tra  l'altro  c'è  il blocco delle assunzioni.  Quindi  le  risorse
  assunzionali  che si liberano dal personale dirigente  non  possono
  essere  usate  per  i  dirigenti, perché,  come  lei  ricorda,  c'è
  l'accordo che blocca fino al 2023 i dirigenti.
   Paradossalmente, l'emendamento Ciancio può determinare un effetto,
  come  dire,  liberatorio;  perché se noi blocchiamo  -  così  come,
  comunque,  siamo obbligati a fare - al 100 per cento  la  dotazione
  organica  di chi cessa per i dirigenti, secondo me - e lo  propongo
  al  Governo  -  possiamo  tenere più  bassa  la  percentuale  sulla
  categoria D, che è quella che ci serve. Perché se noi vogliamo fare
  le  assunzioni  in  questa  Regione, è  inutile  che  pensiamo  che
  dobbiamo  assumere dirigenti, con mille dirigenti.  A  noi  servono
  giovani laureati - e si è detto in legge, in economia - per i quali
  il  percorso  di  assunzione non può che essere nel comparto,  cioè
  nella fascia D del comparto.
   Quindi,  se  condividiamo,  e secondo me lo dobbiamo  condividere,
  perché  è  una  finta  quella di dire lo tengo  al  70  per  cento,
  mantenendo comunque il blocco delle assunzioni, perché delle due
  o  c'è  il  blocco  o non c'è il blocco, quindi giocare  su  questa
  percentuale
   E  poi  sono d'accordo con lei, noi dobbiamo risolvere  in  questo
  Parlamento e in questa Legislatura una questione che non si può più
  rinviare:  la  riforma della dirigenza. Dobbiamo abolire  la  terza
  fascia  e  fare una fascia unica dei dirigenti. Punto. Poi vediamo,
  io ho un'idea, diversa da quella che aveva proposto il Governo, che
  secondo  me  è  più  celere:  la fascia  è  unica,  poi  a  seconda
  dell'incarico  che hai, hai il primo o il secondo  livello.  Ma  la
  fascia  è  una,  il  dirigente è unico, non è di prima,  seconda  o
  terza.  C'è  un  dirigente  della Regione,  che  a  seconda,  se  è
  dirigente  generale  è di primo livello, se  è  di  Servizio  è  di
  secondo  livello.  Perché poi il paradosso è che  se  noi  facciamo
  assunzioni   esterne,   siccome  non   esiste   la   terza   fascia
  nell'ordinamento  tranne in Sicilia, se uno  venisse  assunto  alla
  regione  domani come dirigente entrerebbe di seconda  fascia,  cioè
  quindi si troverebbe in una condizione di vantaggio rispetto a  chi
  da  vent'anni  fa  il dirigente della Regione;  quindi,  sono  cose
  complesse.
   Però io dico, fermo restando che dobbiamo affrontare il nodo della
  riforma della dirigenza, paradossalmente il Governo modifichi il 40
  per  cento della fascia del comparto per il settore D,  si  dia  un
  margine  di  manovra più ampio al fine di consentire di avviare  le
  procedure  concorsuali, si mette al 30 per cento e non  al  40  per
  cento, cioè diamo una speranza pur in un sistema bloccato di  poter
  immettere  nuove  competenze  e nuove energie  nell'amministrazione
  regionale.
   Il  tema  non sono in questo momento i dirigenti. Quindi, io  sono
  d'accordo con l'emendamento Ciancio e dico, però, che l'emendamento
  Ciancio  ci consente di modificare il famoso il blocco del comparto
  per  quanto riguarda la fascia D dal 40 al 30 per cento, non so  se
  sono stato chiaro.
   Quindi,  se  il  Governo è d'accordo, lo presenti il  Governo  col
  subemendamento perché libera risorse in favore del comparto ma  del
  comparto delle fasce più qualificate.

   PRESIDENTE. Allora, lei è stato chiarissimo, il problema che io mi
  continuo  a  porre è che, poi per carità non è un fatto ideologico,
  il problema che io mi continuo a porre è che questa è una legge che
  non  riguarda un anno è legge. Cioè,  nel momento in  cui  c'è  una
  legge  che dice che la riduzione è del 100 per cento di chi  va  in
  pensione ...

                     (Intervento fuori microfono)

     Qua  non c'è scritto per il 2021 chiedo scusa, è per il triennio
  cioè  che  arriviamo  al 2024. Scusi, io parlo di  pianta  organica
  perché il fatto che oggi c'è il blocco delle assunzioni è un conto,
  parlo di pianta organica che è un fatto diverso. Io oggi, di fatto,
  anniento  la pianta organica a prescindere dal fatto che  li  debba
  assumere  oggi  o  no.  La pianta organica  è  quella  secondo  cui
  l'Assemblea  Regionale avendo in pianta organica la possibilità  di
  assumere  dieci  persone, anche se tre anni dopo ma  ha  deciso  di
  assumere.  Se io anniento la pianta organica non li posso  assumere
  manco  fra  cinque  anni,  non  è il  blocco  delle  assunzioni  mi
  interessa poco  Cioè noi li stiamo togliendo dalla pianta organica.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente, non vorrei che sia stato  frainteso.  Oggi
  noi  stiamo  facendo  una  norma che dice   che  tutti  quelli  che
  andranno in pensione nel 2021, 2022, 2023 e che sono dirigenti,  le
  risorse  assunzionali  per  nuove  assunzioni  nel  settore   della
  dirigenza  si possono recuperare per il 30 per cento perché  il  70
  non li utilizzi.
   Siccome nel 2021, 2022, 2023 con l'accordo che abbiamo fatto non è
  possibile comunque assumere dirigenti. Allora, la mia proposta era:
  considerato  che la dotazione organica la facciamo con  legge  ogni
  anno  noi,  quindi da qui a tre anni andranno via non lo  so  cento
  persone  dirigenti  della Regione - non so se sono  cento  o  venti
  duemila  non  ne ho idea - il tema che noi abbiamo  oggi  è  quelle
  risorse  assunzionali destiniamole prevalentemente  alle  fasce  D,
  cosa  che  in  parte fa la proposta del Governo, io dico  teniamola
  addirittura  più  bassa  in maniera tale  che  comunque  in  questo
  triennio  sia  possibile fare le procedure concorsuali  per  quelle
  categorie di giovani - giovani, insomma giovani quelli che  sono  -
  laureati  che  entrano  nel  comparto, non  stiamo  bloccando  vita
  natural durante la dirigenza.
   In più, dico siccome dobbiamo fare la riforma della dirigenza e la
  riforma  della dirigenza non si potrà che fare partendo dei  numeri
  che  abbiamo,  perché  non è che possiamo  cancellare  le  persone,
  quindi  la dotazione organica della dirigenza per questi  tre  anni
  non  sarà altro che i dirigenti in forza che operano fino  al  2023
  per  i quali dovremmo fare il ruolo unico. Dal 2024 - poi chi vivrà
  vedrà  -  il processo anche per la nomina di dirigenti, si riattiva
  perché non c'è più il blocco delle assunzioni previsto dall'Accordo
  Stato-Regioni.  Fermo  restando,  anche  l'Accordo  -  e  chiudo  -
  Brunetta  di  cui  parlava  l'assessore Armao  non  è  che  prevede
  dirigenti, prevede la possibilità di rinnovare, dal punto di  vista
  digitale  e  dell'innovazione diciamo  generazionale,  la  Pubblica
  Amministrazione.   Quindi,   saremo   in   coerenza   persino   con
  quell'Accordo e aumenteremo la dotazione potenziale di nuovi quadri
  -  si  chiamano quadri infatti e non dirigenti - da assumere  nella
  Pubblica  Amministrazione regionale. Poi si può essere d'accordo  o
  meno.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici e onorevole Ciancio,  può  essere
  che sia io a non capire. Ma una cosa sono le assunzioni, una cosa è
  la  pianta  organica. Nel momento in cui decidiamo di non  assumere
  perché  c'è  un  impegno con lo Stato, perché c'è il  blocco  delle
  assunzioni,  tutto  quello che volete, ma con  questo  emendamento,
  secondo  me, poi mi sono consultato e mi dicono che è così  ma  può
  essere che sbagliamo tutti, con questo tipo di emendamento, facendo
  un  calcolo  all'ingrosso, avendo la dirigenza  della  Regione  una
  media  di anzianità che si avvicina ai 61-62 anni e dovendo  andare
  in  pensione nel giro di 4 anni, qui siccome diminuiamo  la  pianta
  organica  -  ripeto,  su  questo  è  inequivocabile,  l'italiano  è
  italiano -, qua viene diminuita, non c'è un problema di assunzioni;
  che  poi,  ferma restando la pianta organica, si possa decidere  di
  non  fare assunzioni è un conto che è l'Accordo fatto con lo Stato,
  ma  diminuire la pianta organica, ogni anno, del 100 per  cento  di
  coloro che vanno in pensione, vuol dire che nel giro di 5 anni  non
  ne abbiamo più. Io vorrei che questo fosse chiaro
   Dopodiché il concetto delle assunzioni è molto diverso, una pianta
  organica è una cosa, le assunzioni sono un'altra cosa. Io determino
  la  pianta  organica, poi se non posso assumere non assumo,  ma  la
  pianta organica è questa.
   Io  sono arrivato all'Assemblea regionale, abbiamo modificato  con
  l'Ufficio  di Presidenza la pianta organica, l'abbiamo  addirittura
  abbassata  rispetto  a  come era prima, ma su  quella  che  abbiamo
  abbassato  c'erano  comunque 30 vuoti. Abbiamo iniziato  a  fare  i
  concorsi ma questi vuoti c'erano da prima, addirittura prima  erano
  di  più, non è che erano obbligati a fare i concorsi. Man mano  che
  ci  siamo resi conto che era necessario il personale, ma la  pianta
  organica  c'era.  La  pianta organica è quale sarebbe  l'ideale  di
  funzionamento di una struttura. Non credo che la si possa fare  per
  legge  senza  che  ci  sia  un minimo di ragionamento.  Non  è  che
  abbassarla del 70, del 100, io ritengo che questo vada fatto per le
  assunzioni, ma non sulla pianta organica che è la struttura su  cui
  la  Regione  deve funzionare. Fermo restando che, secondo  me,  non
  funziona  e quindi andrebbe cambiata tutta, diciamo un'altra  cosa,
  però,  ripeto, mi sembra che ci sia un contrasto tra quello che  si
  vuole fare e l'emendamento per com'è scritto.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho  capito  e
  condivido, mi ha convinto. Ho capito qual è il problema, perciò  le
  chiedo,  se  c'è l'impegno da parte del Governo, di portare  avanti
  questa riforma in I Commissione entro la fine della legislatura, se
  possiamo  modificare l'emendamento scrivendo il 100 per  cento  del
  2020,  che - dati dell'Assessorato -  dotazione organica  a  regime
  per il 2020 con le riduzioni del 2020 sono 806 dirigenti.
   Se  noi  abbiamo l'impegno da parte del Governo di trattare questa
  riforma  che è ferma non per causa della Commissione perché  stiamo
  aspettando le riscritture del Governo. Parlavo prima con la collega
  Grasso,  lei  queste scritture le ha presentate, non  so  dove  sta
  l'intoppo. Se abbiamo questo impegno possiamo scrivere il  100  per
  cento  del 2020 dopodiché, con la riforma della dirigenza  troviamo
  una quadra in uno scenario più organico e complessivo.

   PRESIDENTE. Aveva chiesto di parlare l'onorevole Grasso, prima del
  Governo e poi l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo un chiarimento
  per  rispetto al problema che hanno sollevato la collega Ciancio  e
  l'onorevole Cracolici. Per la dirigenza il 70 per cento  quindi  si
  riferisce solo alla dirigenza, quindi non si liberano posti per  il
  comparto perché le risorse assunzionali sono distinte. Non  possono
  essere  dirigenza che va al comparto e viceversa. Quindi non liberi
  posti per il comparto. Qua significa che c'è un blocco per assumere
  dirigenti  fino al 2023. Se noi manteniamo e portiamo dal  settanta
  al cento per cento, significa che nel 2025, quando cioè si potranno
  assumere  dirigenti - che non sono i dirigenti generali sono,  come
  diceva  l'onorevole Cracolici, giovani laureati categoria D -,  nel
  2025

                     (Intervento fuori microfono)

   Come? Ma sono i laureati  Questi sono  Che cosa significa  Che nel
  2025,  quando si liberano, se rimane il blocco del cento per cento,
  quando  tutti se ne vanno in pensione non si assume nessuno. Quindi
  se  si  potesse  trovare,  siccome  la  dotazione  organica  è  nel
  triennio,  se si potesse trovare, invece, una soluzione  così  come
  diceva  la  collega  Ciancio, cioè vuoi dire siccome  tu  non  puoi
  assumere  fino  al  2023,  fai il cento  per  cento  per  un  anno,
  l'ottanta per cento per l'altro e nel 2024 lo porti al settanta per
  cento,  in modo tale che hai la possibilità poi di potere assumere.
  Questo era, solo questa idea.

   PRESIDENTE.  Benissimo ma se le cose si fanno con la  logica  sono
  assolutamente  d'accordo.  Vorrei che  capissimo  bene  quello  che
  stiamo facendo.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

                          (Subbuglio in Aula)

   Ma colleghi, credo di avere il diritto se c'è una cosa che capisco
  in  una determinata maniera, di segnalarlo. Poi posso avere ragione
  o torto.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, trovo che la materia
  sia  talmente seria che, come dire, andrebbe fatto un  attimino  di
  ordine  anche  nel  modo in cui andrebbe trattata.  Qua  sembra  di
  essere al mercante in fiera: mettine un po' di più, un po' di meno,
  un  po' di una categoria, un po' di un'altra. Ma, diciamo, al netto
  di quello di cui stiamo discutendo dipende dalla funzionalità e dai
  servizi  che  questa  Pubblica Amministrazione  riesce  a  dare  ai
  cittadini.
   Questo intervento posticcio, oltretutto dettato da un Accordo che,
  permettetemi  non  mi vergogno a dirlo, mi immagino  veramente  una
  taverna di quarta categoria, di certo non un tavolo con uno  Stato
  Mi  sembra  che  questo  Accordo, per  la  parte  che  riguarda  la
  mortificazione ulteriore del blocco dei turnover sia figlio  di  un
  pregiudizio e di una visione distorta.
   Ora,  nell'ideale,  la  Pubblica Amministrazione  dovrebbe  essere
  davvero  snellissima  e avere dei costi in  modo  da  rientrare  in
  criteri  di  efficienza, efficacia ed economicità. Certamente,  non
  una  visione ideologica ma che risponda, esclusivamente,  a  questi
  criteri.
   Invece,  Presidente, mi sembra che il frutto partorito sia  figlio
  di  un  pregiudizio.  Ora,  se bisogna fare  le  cose  con  ordine,
  bisognerebbe   che  il  Governo  pianificasse  come  queste   unità
  operative  devono  funzionare. Sulla  base  di  quello,  le  piante
  organiche  e,  poi, in base al personale che già c'è e  quello  che
  andrà in pensione, potremmo legiferare quando, oltretutto, c'è  una
  riforma  che  si  attende, la 10 del 2000 è  antichissima,  insomma
  possiamo  parlare  quasi  di  un pezzo  di  antiquariato  e  questo
  Parlamento la stava discutendo in I Commissione.
   Con  la deliberazione 12 novembre 2020, delibera di Giunta  che  è
  pubblicata  sul  sito,  si evince che 596  dirigenti  hanno  un'età
  maggiore ai sessant'anni.
   Ora,  Presidente,  se  quasi  600 - quindi  596  -  hanno  più  di
  sessant'anni,  lei  capisce bene che nell'arco  di  due,  tre  anni
  andranno  in pensione e, quindi, la dirigenza si più che  dimezzerà
  rispetto a quello che è.
   Ora,  io penso che più che rispettare l'Accordo con lo Stato  che,
  tra  l'altro  non  è  verosimile neanche  nella  tempistica.  Quale
  serietà ha un accordo firmato a gennaio che impone, nell'arco di un
  mese e mezzo, una riforma di questa portata?
   Io  credo  che non sia serio, siccome penso che qui ci  sia  gente
  seria,  evidentemente, non c'era gente serie a quel  tavolo  perché
  non  avrebbe, leggendo questa richiesta che ci veniva fatta, potuto
  minimamente pensare che si potesse fare un taglio con l'accetta.
   Allora, Presidente, le chiedo, se il Governo è d'accordo - io  non
  lo  so  loro  quanto  siano  appassionati a  questo  contorsionismo
  normativo  -, la prego di volere valutare di stralciare  tutti  gli
  articoli  che  riguardano le assunzioni e di rimandarci  seriamente
  all'indomani.  Lei  ha  visto che noi  siamo  disponibili  tutti  a
  rimanere  qui dal lunedì anche al sabato se è necessario  per  fare
  una  riforma però seria perché qui sembra di essere in Commissione.
  Noi  qui dovremmo arrivare con un prodotto finito, concordato,  con
  delle voci univoche. Quale serietà diamo, che tipo di immagine?
   Io  le  chiedo  ai  sensi del Regolamento, non  mi  ricordo  quale
  articolo, unendomi alla richiesta anche dell'onorevole Dipasquale e
  se  vogliono  anche  gli altri, di assumerci la  responsabilità  di
  organizzare  e  scrivere qualcosa di giusto e, se è possibile  dato
  che  mi  pare  che  ci sia un nuovo Governo, anche  ridiscutere  su
  questi  dati  perché  non è possibile che la Corte  dei  Conti,  la
  sezione  riunita, ci dica che siamo al 13,6 rapporto  un  dirigente
  ogni  13,6  dipendenti  del  comparto non  dirigenziale,  le  altre
  Regioni  a  Statuto ordinario sono un dirigente ogni  14,2,  quindi
  siamo mezzo punto in più.
   Ma  di  cosa  stiamo  parlando? Del rapporto, non  dei  numeri  in
  assoluto.  Quindi, colleghi, penso che per la serietà che  c'impone
  la  questione  non possiamo, dato che dobbiamo fare la finanziaria,
  dobbiamo  permettere  alle ragionerie,  alla  legge  di  andare  in
  Gazzetta e pagare gli stipendi ma non per questo mettere tutto  nel
  calderone   e  fare  male.  E'  veramente  qualcosa  di  posticcio,
  ritagliato male e discusso qui, sembra una partita di ping pong più
  che  un Parlamento che vuole fare una riforma su un argomento  così
  importante.  Quindi, se vuole porre in votazione la discussione  di
  stralciare e rimandare in Commissione

   PRESIDENTE. Sentiamo gli interventi e poi lo decidiamo.

   FOTI.   chiaramente evitando di trattare gli emendamenti  che  poi
  discuteremo  lì  in  maniera seria con tutta la  rappresentanza  in
  Commissione.

   PRESIDENTE. Okay, onorevoli Foti. Grazie.
   Aveva chiesto il Governo, però l'onorevole Aricò vuole intervenire
  prima del Governo. Ne ha facoltà.

   ARICO'.  Sì, signor Presidente, ricordo perfettamente il dibattito
  che  c'è  stato in Commissione, è stato anche un dibattito  che  ha
  assorbito  molto  tempo  ai lavori della Commissione   Bilancio'  e
  ricordo  perfettamente quanto detto dall'assessore Zambuto e  anche
  dal Direttore generale che ci rappresentava che per i prossimi anni
  l'Accordo che abbiamo con lo Stato prevede una riduzione fino a 750
  dirigenti  rispetto  agli attuali ed il Governo potrebbe,  diciamo,
  ribadirci l'Accordo.
   Quindi  cosa  significa?  Che  probabilmente  nel  triennio  e  mi
  riferisco  nella fattispecie al comma 1 che prevede,  diciamo,  nel
  triennio   2022-2024   la  riduzione  del  comparto   dirigenziale,
  sicuramente oggi è un obbligo che abbiamo rispetto all'Accordo  con
  lo Stato e quindi se vogliamo anche, diciamo, azzerare e far sì che
  ci  sia  il  100  per  cento  del  mancato  ricambio  dirigenziale,
  probabilmente almeno da quanto mi ricordo nei lavori di Commissione
   Bilancio' fatti, ritengo che sia giusto.
   Per  quanto  riguarda  invece la categoria  D  sono  assolutamente
  favorevole al fatto che questo 40 per cento si possa ridurre al  30
  o  addirittura possa essere espunto dal comma perché  i  funzionari
  direttivi - credo che sia il comparto più importante visto che  non
  possiamo   più   assumere   dirigenti  -  diventeranno   l'ossatura
  probabilmente  nei prossimi anni della nostra Regione.  Quindi,  ho
  visto un emendamento credo a firma di Lupo, Cracolici che riduce il
  comparto  della categoria D dal 40 al 30 per cento ma, addirittura,
  cari  colleghi,  sarei  per eliminare e far  sì  che  ogni  100  di
  categoria D si possano assumere altri 100 per il prossimo  triennio
  e  questa  credo  che  sia una norma di buon senso  visto  che  nel
  prossimo triennio non ne potremo assumere neanche uno di dirigenti.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Hanno chiesto di intervenire gli onorevoli  Figuccia,
  Lentini e Palmeri.
   Prima dell'intervento dei colleghi vorrei chiedere: è ovvio che un
  articolo che è stato fatto perché c'è un Accordo tra lo Stato e  la
  Regione,  per  cui  la Regione sta cercando di rispettare  i  patti
  fatti con lo Stato attraverso questo articolo, è chiaro che non  lo
  posso stralciare.
   Si  può  bocciare, il Parlamento è sovrano e può fare  quello  che
  vuole.  Ma non chiedetemi per favore lo stralcio, neanche lo  metto
  in   votazione  di  rimandarlo  in  Commissione  perché  fa   parte
  dell'Accordo e proprio perché fa parte dell'Accordo tra la  Regione
  e lo Stato non mi posso permettere di dire  non ve lo faccio fare .
  Stralciarlo significherebbe  non ve lo faccio fare .
   Poi se il Parlamento lo boccia, è assolutamente sovrano e può fare
  quello che vuole ma non chiedetemi per favore lo stralcio di queste
  norme che sono quelle obbligatorie, relativamente all'Accordo che è
  stato fatto, che non piace neanche a me, onorevole Foti, per essere
  chiari, anzi ho fatto l'inferno quando è stato fatto, però  non  so
  che fare.
   Stralciarlo significa che mi sono assunto la responsabilità di non
  farlo  rispettare.  No,  questo  non  lo  posso  fare.  Ripeto,  il
  Parlamento  poi  è  sovrano, se lo vuole  bocciare  lo  boccia,  ma
  personalmente, il Presidente non si può permettere di stralciarlo.
   Vi  prego, quindi, di non chiedermelo più visto che sto  dando  la
  parola  ad  altri colleghi, se era per chiedere la stessa  cosa  vi
  prego di considerare la mia impossibilità a stralciarlo.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Figuccia.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente, vista la sua  precisazione  non  le
  chiedo di stralciarlo.
   Tuttavia alcune riflessioni vanno fatte.
   Mi ripeto, vista la sua precisazione non le chiedo di stralciarlo.
  Tuttavia alcune precisazioni vanno fatte nella misura in cui
   Vede,    quando    guardiamo   ai   dipendenti   della    Pubblica
  Amministrazione

   PRESIDENTE.  Non  per  un fatto ideologico, ma  istituzionale.  Il
  Presidente  dell'Assemblea  non può  fare  qualcosa  che  vieti  al
  Governo di rispettare l'Accordo con lo Stato.

   FIGUCCIA. E io nel rispetto istituzionale che ho del suo ruolo  ho
  detto  non glielo chiedo .
   D'altra  parte,  quando  si  guarda ai dipendenti  della  Pubblica
  Amministrazione,  credo  che vada fatto uno  sforzo.  Lo  sforzo  è
  quello  di  guardare, prima ancora che ai dipendenti,  ai  servizi,
  all'erogazione  dei servizi, a quello che accade all'interno  delle
  Pubbliche  Amministrazioni  perché vedete  stiamo  facendo  un  bel
  dibattito  sui dipendenti della Pubblica Amministrazione  ma  credo
  che  si  debba partire dal fatto che allo sportello delle  attività
  produttive,  presso  l'Assessorato  agricoltura,  dal   mio   amico
  assessore  Samonà  ai beni culturali, dal bravissimo  Scilla,  alla
  fine vanno cittadini, imprenditori, soggetti che sono portatori  di
  interessi legittimi che finiscono spesso nei meandri della Pubblica
  Amministrazione  dove  diventa  più  difficile  interfacciarsi  con
  quegli  uffici  rispetto a qualsiasi altra partita  da  fare  nella
  vita.
   C'è    gente    che   sogna   di   non   finire    negli    uffici
  dell'amministrazione perché, purtroppo, poi finisce nei meandri  di
  una serie di ritardi su ritardi.
   Allora, il dibattito che ci offre la possibilità dell'articolo 11,
  così  come di altri articoli, fino all'articolo 16 dove addirittura
  immaginiamo  di  andare a tagliare le pensioni ai dipendenti  della
  Regione  mettendo  le  mani  nelle  tasche  dei  pensionati,  è  un
  dibattito  sì  interessante dal punto di vista dei dipendenti  che,
  certamente, tutti vogliamo tutelare, ma è un dibattito fondamentale
  a 360 gradi per tutti i siciliani.
   Perché mi addentro in questo ragionamento? Perché non rimandare  -
  e  ripeto  non glielo chiedo - il testo in Commissione, ma  d'altra
  parte rendere inammissibili alcuni emendamenti, come l'11.38, io ne
  ho  uno che è l'11.36, ad esempio Presidente, con l'11.36 alla fine
  diamo  la possibilità ai dipendenti della Pubblica Amministrazione,
  che  ne hanno titolo, ne hanno titolo in termini di competenza,  di
  professionalità, di esperienza acquisita, di titolo di  studio,  di
  potere accedere ad una progressione verticale di carriera alla luce
  del fatto che i dipendenti hanno avuto bloccata questa prospettiva,
  praticamente  dall'inizio della loro esperienza  all'interno  della
  Pubblica Amministrazione.
   Presidente,   penso   che  noi  veramente   abbiamo   un'occasione
  importante  questa  sera che è quella che -  se  non  si  riesce  a
  mettere mano alla riforma che i Governi precedenti non hanno  fatto
  e  che  noi  stiamo provando a fare nella Commissione -  quantomeno
  apre  a  degli  spiragli  di discussione  attorno  ad  una  partita
  importante  che  si  gioca  su  un doppio  binario:  da  una  parte
  l'accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione per cittadini e
  imprese, dall'altra i dipendenti della Pubblica Amministrazione che
  diventano  non  beneficiari  di  un  dono,  ma  destinatari  di  un
  intervento legittimo, alla luce di una riforma che non c'è stata.
   Non so quali saranno le sorti, ad esempio, dell'emendamento 11.36.
  Auspico,  però, che ci sia lo spazio per migliorare  questo  testo,
  altrimenti,  nel  rispetto  pieno  delle  scelte  della  Presidenza
  dell'Assemblea, che non può fare altrimenti di come giustamente sta
  facendo,  rischiamo nel sottoporci al giudizio dell'Aula di  vedere
  scardinato  un  testo qualora questo non dovesse avere  margini  di
  miglioramento. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Figuccia,  ha  fatto  un  intervento   che
  certamente mi convince, nel senso che quello che lei dice è  quello
  che pensiamo tutti.
   Quello  che  mi  posso permettere di fare - e dico all'Aula  -  la
  norma  statale  non la possiamo cambiare, ma in un  Accordo  Stato-
  Regioni  che ci penalizza sicuramente, possiamo invitare il Governo
  a  rivedere  questo  Accordo  chiedendo  al  Governo  nazionale  di
  consentirci,  ad  esempio,  quello che  chiediamo  nell'emendamento
  11.36,  come  si  chiama, quello a firma dell'onorevole  Tamajo  ed
  altri.
   Noi non lo possiamo materialmente fare ma se lo Stato ci autorizza
  diventa diverso.
   Allora,  se  nella rinegoziazione di questo Accordo  che  speriamo
  avvenga,  anche perché ricordiamo tutti che il Governo quando  fece
  questo Accordo poi disse:  è ovvio che è un Accordo che comunque si
  può aggiustare . Ora è cambiato anche il Governo nazionale, per cui
  tutti  ci  auguriamo  che si possa in qualche  maniera  modificare.
  Possiamo  fare un ordine del giorno con cui invitiamo il Governo  a
  chiedere  al  Governo  nazionale di metterci  nelle  condizioni  di
  potere  accettare l'emendamento, a firma Tamajo ed altri, che  sono
  quelli  che  ci  porterebbero a fare una cosa  che  però  oggi  non
  possiamo fare perché il Governo nazionale non ce lo consente.
   Prima  di  dare la parola all'onorevole Tamajo - arrivati  al  suo
  emendamento gliela do - per adesso stiamo parlando di altro.

                     (Intervento fuori microfono)

   Mi faccia andare in ordine rispetto a chi aveva chiesto la parola:
  Lentini, Palmeri e Siracusa.
   Siccome  l'argomento è bello ed è importante,  cerchiamo  di  fare
  interventi succinti.

                     (Intervento fuori microfono)

   Lo  aveva  chiesto  all'inizio? Pensavo volesse  arrivare  al  suo
  emendamento. Le chiedo scusa.
   Ha facoltà di intervenire l'onorevole Lentini.

   LENTINI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessori,  ho
  presentato un subemendamento che riguarda la categoria  C'.
   Sono  proprio  queste due categorie, la  C' e la  D',  considerato
  che   nella   categoria  della  terza  fascia   dirigenziale   sono
  tantissimi,  si va a dimagrire, quindi già la pianta  organica  non
  viene riconfermata quella uscita al 31 dicembre 2020.
   Questo  fatto di incidere sulle due categorie  C' e  D',   C'  che
  sono  gli  istruttori direttivi, che poi sono la Regione siciliana,
  ma  la  Pubblica  Amministrazione tutta, nella  sua  interezza,  ha
  bisogno,  cioè  queste  qualifiche sono la  scuola  della  Pubblica
  Amministrazione, Presidente.
   Lei  ha  centrato  benissimo  il  problema.  Gli  ultimi  concorsi
  risalgono  agli  anni '80, Presidente, - le do  ragione  perché  ha
  azzeccato benissimo -, gli ultimi concorsi espletati nella Pubblica
  Amministrazione regionale risalgono al 1986 e 1989. Da quel momento
  in poi non ci sono stati più concorsi pubblici.
   Morale  della favola? Oggi chi ha lavorato per tanti anni,  quelle
  categorie,  carissimi  colleghi, le  categorie  che  lavorano  oggi
  all'interno   dell'amministrazione  regionale,  che   preparano   i
  provvedimenti,  i  decreti-legge, il  supporto  fondamentale  degli
  Assessori  e  dei dirigenti generali sono queste due categorie:  la
   C  e la  D .
   Finalmente  mi  trovo d'accordo con il collega  Cracolici  che  il
  taglio di 40 per quanto riguarda la categoria D che la porta a 30 e
  la  categoria C chiedo da 60 la portiamo a 40 perché tra tre  anni,
  tra due anni, quando sarà possibile fare le assunzioni con concorsi
  pubblici   e  mettiamo  le  riserve,  non  lo  dimentichiamo   mai,
  all'interno  della  Pubblica  Amministrazione,  quelli  saranno   i
  momenti  più importanti perché non ci sono più persone,  quindi  se
  perdiamo questi 2, 3 anni ci troveremo con le categorie  C   e   D
  che vanno anch'essi in pensione e ci troveremo sguarniti al 100 per
  cento  e, quindi, non so cosa poi bisognerà fare all'interno  della
  Pubblica Amministrazione.
   Pertanto,  vi  chiedo  di  votare il subemendamento  11.33.2  che,
  anziché tagliare al 60 per cento la categoria C la taglia al 40 per
  cento. Grazie.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Palmeri.  Ne  ha
  facoltà.

   PALMERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io condivido
  il  fatto che occorra fare un approfondimento sui numeri, anche per
  l'estrema  cautela del tema e per i rischi di andare a  mummificare
  ancora  di più questa Regione nell'esigenza di andare a svecchiare,
  a  creare  questo ricambio generazionale, nell'esigenza di  evitare
  dei  buchi  nelle  competenze ed evitare di  creare  dei  buchi  in
  organico.
   Alcuni dati li abbiamo sentiti dalla collega Vicepresidente...

   PRESIDENTE. Onorevole Turano, se si può accomodare ai  banchi  del
  Governo oppure uscire.

   PALMERI. Alcuni di questi numeri li abbiamo sentiti proprio da  le
  e  il  rapporto tra le Regioni a statuto speciale è di un dirigente
  ogni  14,2  dipendenti, in particolare nella Regione  siciliana  ci
  attestiamo  nella  media delle Regioni a statuto speciale.  Quindi,
  questo sicuramente è un dato importante.
   Un dato ancora più importante è il fatto che l'età media è oltre i
  60  anni e quindi la conclusione vien da sé. Nel giro di pochi anni
  ci  potremmo trovare dei vuoti in organico importanti. Fra l'altro,
  relativamente  ai  vuoti  in organico, sappiamo  tutti,  così  come
  specialmente  in  questi  giorni si legge  attraverso  i  mezzi  di
  stampa, ma così com'è venuto fuori da molti studi, questi vuoti  in
  organico  già  ci  sono,  in particolare mancano  delle  competenze
  specifiche, specializzate in ambito sanitario, medico, scientifico,
  naturalistico.
   Oggi  si parla tanto di ecosistemi, si parla di Via Vas, in ambito
  paesaggistico, nei beni culturali, cioè le competenze  moderne,  in
  ambito  statistico, tecnologico sono svariate. E' inutile fare  gli
  elenchi, però sicuramente dobbiamo porci il problema del rischio di
  andare  a  mummificare ancora di più questa Regione  e  appesantire
  questa situazione.
   Fatto  salvo  l'Accordo Stato-Regione che mi auguro  possa  essere
  rettificato  per  evitare  questa  situazione  nelle   parti   che,
  sicuramente, è urgente fare e, soprattutto, posto che già dal  2015
  al 2019 abbiamo bloccato la sostituzione dei nuovi dirigenti e ora,
  in  particolare con questa nuova legge, all'articolo 11,  si  va  a
  ridurre  ancora  di  più dal 70 per cento la  possibilità  di  fare
  queste assunzioni.
   E'   chiaro  che  il  problema  ce  lo  dobbiamo  porre  e  questa
  fattispecie in particolare, in combinato disposto, questo articolo,
  in  combinato disposto con l'articolo 15 di questa legge, comma  1,
  credo che possa pregiudicare ancora di più e possa aumentare alcune
  preoccupazioni  che non sono solo quelle mie,  ma  sono  quelle  di
  molti  giovani, ad esempio quei giovani estremamente  specializzati
  che  vivono  all'estero,  che sono stati  formati  all'estero,  che
  vorrebbero rientrare in Sicilia, che vedono ad esempio questa norma
  e  non  sono  incentivati  a  tornare in  Sicilia.  Perché?  Perché
  chiaramente questa norma, per come è scritta, non va ad  aprire  la
  possibilità di fare dei contratti a tempo indeterminato.
   Io, ad esempio, ho presentato un emendamento per il comma 3 che  è
  stato  tolto,  ho  sentito  poco fa  dalla  Presidenza,  che  è  in
  contrasto  con l'accordo Stato-Regione; all'emendamento 11.34  vado
  ad  eliminare  al  comma  3  le parole  E'  conseguentemente  fatto
  divieto  all'amministrazione regionale di procedere, nel  triennio,
  all'assunzione a tempo indeterminato di personale dirigenziale .
   Mi  rendo conto benissimo che è contrario all'accordo, però era un
  po'  una  forma  di  provocazione, perché noi  andiamo  a  bloccare
  proprio le assunzioni a tempo indeterminato e invece continuiamo  a
  portare avanti le assunzioni a tempo determinato con il rischio che
  poi  si  facciano i famosi concorsi interni, che sappiamo benissimo
  tutti  che  non  sono consentiti, ma sappiamo anche  benissimo  che
  all'interno  di questa norma ci sono degli emendamenti  che  ancora
  parlano di fare concorsi interni.
   Sappiamo  benissimo quello che è successo in questa Regione  negli
  ultimi anni, ossia il fatto che dei soggetti anche non laureati poi
  si  sono presi la laurea successivamente con il contratto,  con  il
  concorso interno sono diventati dirigenti. Sappiamo benissimo  come
  avvengono  queste situazioni e come sono avvenute e il rischio  che
  possa continuare a succedere c'è. Quindi c'è ancora il rischio  che
  le migliori competenze continuino a non arrivare in Sicilia
    Io faccio una provocazione, per noi dare un cambiamento, un salto
  di  qualità a questa Regione, dovremmo aprire ai concorsi  a  tempo
  indeterminato  esclusivamente a giovani e possibilmente  a  giovani
  formati all'estero.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Siragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   SIRAGUSA.  Signor Presidente, io ho finalmente avuto  spiegato  il
  perché  dell'inammissibilità degli emendamenti 11.38, 11.36,  11.34
  che  sono poi perfettamente uguali quelli di Figuccia-Tamajo  e  il
  mio. Però il problema resta.
   Oggi  siamo  stati  qua  a  parlare più volte,  ripetutamente,  di
  invecchiamento della classe dirigenziale della nostra Regione,  dei
  dipendenti  della  nostra  Regione,  però  non  curiamo  le  grandi
  professionalità che ci sono all'interno della nostra  Regione,  nel
  comparto e magari nelle categorie più basse A e B. Leggo, per dire,
  in categoria A ci sono 112 laureati, in categoria B ce ne sono 382,
  in categoria A ci sono 1458 diplomati e in categoria B ci sono 1764
  diplomati.
   Questo emendamento che è inammissibile dava la possibilità con  le
  progressioni  verticali di potere sfruttare queste professionalità.
  Quindi l'impegno che io chiedo in questo caso al Governo che è  poi
  peraltro  quello  che  aveva  detto anche  poco  fa  il  Presidente
  dell'Assemblea, è d'impegnarsi col Governo nazionale a  consentirci
  di  potere superare certi limiti che legge nazionale impone,  vero,
  ma  che,  con  qualche  deroga, potremmo noi  sfruttare  per  poter
  chiudere   quel  cerchio  e  quindi  avere  persone   preparate   e
  qualificate nei ruoli dove servono e non magari dove si  trovano  a
  fare  dei compiti e dei ruoli che sono superiori alle loro mansioni
  reali, semplicemente perché hanno la laurea o hanno il diploma.
   Per cui, se vogliamo veramente iniziare a, non dico svecchiare  la
  classe,  i  dipendenti della nostra Regione, perché per  quello  ci
  vogliono  i nuovi concorsi, ma per collaborare in questo facendo  i
  nuovi concorsi e riservando una parte per le progressioni verticali
  a chi ha i titoli, a chi ha le capacità, probabilmente riusciremo a
  trovare delle persone adeguate anche nei ruoli superiori.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Tamajo.  Ne  ha
  facoltà.

   TAMAJO.  Signor Presidente, devo dirle che è sempre molto  attuale
  il  tema  del  personale della Pubblica Amministrazione  regionale.
  Però, Presidente, una constatazione che ho fatto oggi io mentre ero
  seduto col mio scranno, nessuno è stato mai in grado di fare nulla,
  né il Governo precedente, né il Governo attuale.
   Abbiamo assistito da tanti anni a tanti proclami, a tanti annunci,
  ma queste riforme di cui tanto si parla non è stato mai fatto nulla
  e  non sono mai state portate a compimento. E allora, il senso  del
  mio  emendamento va proprio in questa direzione, la direzione della
  riclassificazione del personale e appunto per questo dico che nelle
  more  della  revisione, della classificazione del  personale  della
  Regione  il personale di ruolo del comparto non dirigenziale  della
  Regione  a  tempo indeterminato con almeno cinque anni di  servizio
  eccede   a   seguito   di   procedura  selettiva   alla   categoria
  corrispondente ed al titolo di studio posseduto.
   Ora  io dico, questo va nel senso di una riqualificazione, di  una
  rigenerazione, di una riclassificazione del personale. Perché vede,
  caro  assessore,  il vero problema è il corto  circuito  che  si  è
  creato  tra  la politica e la macchina burocratica. Nel momento  in
  cui la macchina burocratica, il personale non è gratificato, non ha
  senso  di  appartenenza,  non  ha  spirito  di  appartenenza  ed  è
  demotivato non fa altro che rallentare e creare immobilismo a tutte
  le procedure amministrative.
   Per cui, al di là del contrasto con le norme nazionali o meno,  io
  mi  auguro che dal momento in cui si vari un nuovo piano di rientro
  col  Governo  nazionale si cominci veramente  a  creare  un  tavolo
  permanente    per   iniziare   a   discutere   del    tema    della
  riclassificazione  del  personale,  di  quali  possono  essere   le
  soluzioni  e  di quali possono essere le sinergie  tra  Roma  e  la
  Sicilia per portare avanti un percorso di riclassificazione. Perché
  in  tutti questi anni, al di là di qualche stabilizzazione e ancora
  lottiamo  per  stabilizzare i PIP, per stabilizzare  gli  ASU,  per
  stabilizzare  i contrattisti delle ASP, eccetera, eccetera,  ma  in
  tema di personale fino ad oggi è stato fatto ben poco, e secondo me
  dobbiamo,  veramente,  portare avanti  un  percorso  che  va  verso
  un'inversione di tendenza e che possa andare verso una direzione di
  riclassificazione e di miglioramento della qualità del personale.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Tamajo. Quindi, mi sembra che ci  sia
  unanimità  nell'idea, poi, di preparare un ordine  del  giorno  con
  tutti  gli impegni che sono stati spiegati e richiesti durante  gli
  interventi.  Bene, non ci sono altri deputati iscritti  a  parlare,
  quindi do la parola all'assessore Zambuto.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor Presidente, onorevoli deputati, apprezzo il dibattito che si
  è  sviluppato  rispetto  al  tema e  mi  permetto  di  fare  alcune
  considerazioni.  Tenuto  conto che la dotazione,  questo  articolo,
  diciamo,  potremmo interpretarlo secondo l'ottica  della  dotazione
  organica,  in linea anche con tutte le norme che sono  state  fatte
  negli  ultimi  anni anche dai Governi precedenti in  linea  con  un
  contenimento di spesa rispetto appunto al personale, rispetto ad un
  obiettivo che è quello di un allineamento, che è anche stato voluto
  dalla  Corte  dei Conti, in ultimo, un allineamento  con  le  altre
  Regioni  a  livello  nazionale  nel rapporto  interno  al  rapporto
  dirigenti e rapporto personale.
   Diciamo  quindi  che la norma in questione la dobbiamo  vedere  in
  quest'ottica. A quest'ottica poi va aggiunto, chiaramente, anche il
  ragionamento  fatto  sull'applicazione dell'accordo  Stato-Regione.
  Rispetto  a  questo  io  dico  sono  venuti  dall'Aula  espunti  di
  cambiamento  che  possiamo assolutamente tenere in  considerazione.
  Quello  di spostare al 30 percento, per esempio, da un lato  quello
  del  comparto  non dirigenziale, però io sulla vicenda dirigenziale
  non  mi  taglierei  completamente la possibilità, nonostante  siamo
  comunque sempre in una condizione che non possiamo fare nulla. Però
  non  mi  taglierei completamente la possibilità, dal 70 lo passiamo
  all'80, ma comunque secondo me la sintesi la troviamo.
   Però  io  dico  di  vedere la norma, da un lato in  linea  con  un
  ragionamento fatto con le norme su un contenimento di spesa per  il
  personale,  e dall'altro con l'accordo Stato-Regione,  rispetto  al
  quale,  devo anche dire, che c'è stato, da parte del Governo  della
  Regione  siciliana, in un'apposita seduta di Giunta, la volontà  di
  volere intervenire per andare a negoziare nuovamente questo accordo
  su questa materia.
   Posto questo, io penso che - e quindi se diamo una valutazione  in
  questo   senso   dell'articolo   -  dall'indomani   mattina   della
  finanziaria  possiamo andarci a sedere in Commissione,  per  andare
  insieme a ragionare su tutto il tema della dirigenza, della riforma
  della  dirigenza, tutto il tema complessivo che, appunto,  riguarda
  l'organizzazione della macchina del personale.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, gli emendamenti soppressivi  sono
  ritirati.  Io chiederei ai colleghi, tipo l'onorevole  Ciancio,  se
  vuole ritirare l'emendamento, dato che il Governo si è espresso con
  la  volontà  di  fare  la  riforma,  di  chiedere  dei  margini  di
  ricontrattazione anche dell'accordo.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.    Signor   Presidente,   prendo   atto   delle    parole
  dell'assessore, ma che comunque non è più rinviabile la discussione
  su  questo tema, considerato che comunque per i prossimi  tre  anni
  non  si  potranno fare nuove assunzioni in questo settore, anche  a
  me,  devo dire, non appassiona il dibattito sui numeri, 30, 40, 80,
  60. Va bene, ritiro l'emendamento, però è chiaro che questo tema  -
  e  mi fa piacere che si sia affrontato oggi in Aula - è un tema che
  ha assoluta priorità rispetto a molti altri.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lupo, chiederei di ritirare  l'emendamento
  11.22.1.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, considerato che l'onorevole  Ciancio  ha
  ritirato  l'emendamento  11.33,  a questo  punto  decadrebbero  due
  emendamenti, uno presentato dall'onorevole Cracolici, anche a firma
  mia,  del  gruppo parlamentare del PD, che è l'11.33.1,  che  è  un
  subemendamento,  e  l'11.33.2  presentato  dall'onorevole  Lentini,
  rispetto  ai  quali, invece, nella replica l'assessore  Zambuto  ha
  dato una disponibilità.
   Ora, io chiedo, se i subemendamenti hanno una valutazione positiva
  e  il  parere  positivo del Governo, di trasformarli in emendamenti
  governativi per votarli e applicare queste due variazioni,  laddove
  noi  chiediamo di ridurre il 40 per cento al 30 per  cento  per  le
  categorie D, e il collega Lentini, mi sembra, dal 60 per  cento  al
  40 per cento per le categorie C.
   Spero  di  essere stato chiaro. Quindi io chiedo che  l'11.31.1  e
  l'11.33.2 vengano fatti propri dal Governo e messi in votazione.

   PRESIDENTE.  Assessore,  non  so  se  le  sono  stati   recapitati
  l'11.33.1  e  l'11.33.2 di cui ci parlava l'onorevole  Lupo,  primi
  firmatari  Cracolici, Lupo e Lentini e altri.  Se  lei  ritiene  di
  poterli fare propri potremmo procedere.
   L'11.22.1  lo  ritengo ritirato è corretto? Allora sull'11.33.1  e
  11.33.2  si  sta  esprimendo l'assessore. Io le  sto  chiedendo  se
  l'11.22.1  lo possiamo ritenere ritirato, anche perché, insomma,  è
  abbastanza  cruciale e chiedo all'Aula di essere molto  attenta  su
  questo passaggio.

   LUPO. Signor Presidente, in realtà mi aveva chiesto prima e mi era
  sfuggito.  Io  lo  confermo,  perché  credo  che  il  blocco  delle
  assunzioni   debba   riguardare   tanto   i   dirigenti   a   tempo
  indeterminato, quanto i dirigenti a tempo, su questo anzi chiederei
  una  discussione  congiunta dell'articolo insieme all'articolo  14,
  rispetto   al  quale  resta  il  nostro  disappunto  e  la   nostra
  contrarietà  sull'assunzione  di  dirigenti  a  tempo  determinato.
  Quindi,  se  noi  sopprimiamo  dal  comma  3  le  parole   a  tempo
  indeterminato  significa che sicuramente per il 2021 non si possono
  fare assunzioni ai dirigenti neanche a tempo determinato; questo lo
  dico  per  correttezza, perché dobbiamo capire che se questo  fosse
  approvato  riterrei precluso l'articolo 14, però vorrei sentire  il
  Goveno.

   PRESIDENTE. Assessore, riepilogando, lei ha quindi tre emendamenti
  l'11.22.1,  11.33.1  e  11.33.2; se ci può  dire  come  queste  tre
  proposte eventualmente si incastonano all'interno dell'articolo, ed
  eventualmente procedere.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor Presidente, onorevoli deputati sull'11.33.1 e 11.33.2 c'è il
  parere favorevole del Governo, il Governo lo fa proprio.

   PRESIDENTE. L'11.22.1?

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  L'11.22 stiamo valutando.

   PRESIDENTE.  Allora  sul  33.1 e 33.2 il  Governo  come  dire,  li
  apprezza è favorevole, sull'11.22.1 ancora deve ragionare.  Con  il
  consenso   dell'Aula  gli  emendamenti  11.33.1  e   11.33.2   sono
  approvati.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ricordare
  al  Governo che il rapporto contrattuale con i dirigenti è di  tipo
  privatistico  e quindi è a tempo determinato, cioè  quindi  dire  a
  tempo  indeterminato è una come dire una illogicità  rispetto  alla
  natura  contrattuale del rapporto con i dirigenti,  quindi  bisogna
  approvare l'emendamento come si chiama Lupo proprio perché non  può
  che  essere  come  dire  il contratto per  sua  natura  è  a  tempo
  determinato.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE. Prego, assessore Zambuto.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente,  sull'11.22.1  c'è  il  parere  contrario   del
  Governo.

   PRESIDENTE. E' contrario. Ma c'è anche una logica, perché ci  sono
  gli  articoli 14 e 15 che verrebbero preclusi da questa che  invece
  discutono di assunzioni non a tempo indeterminato; l'articolo 14 si
  potrebbe anche fare, ma il 15. Allora, dovremmo dichiarare precluso
  poi il 14, credo che non valga la pena, lo discutiamo, tanto questo
  danno non ne fa, e si decide se farlo o meno.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo emendamento
  riallacciandomi  all'accordo,  vorrei  capire  se  nell'accordo   è
  specificato  che  non si possono assumere dirigenti  per  tre  anni
  questo  lo abbiamo capito, ma viene specificato dirigente  a  tempo
  indeterminato  o  non  viene  specificato,  perché  se  non   viene
  specificato  direi che per rispettare l'accordo  che  tutti  volete
  rispettare,  se si deve specificare come insomma diceva l'onorevole
  Lupo  non  vorrei che poi arrivano qua dallo stato e  ci  impugnano
  tutta la finanziaria.

   PRESIDENTE. Va bene, ma facciamocelo dire da Roma.

   FOTI.  No, no, no io vorrei che mi rispondesse il Governo  che  ha
  fatto l'accordo, perché io credo che qui nessuno voglia eludere  le
  fustigazioni  che  ci  hanno  imposto  da  Roma,  a  questo   punto
  prendiamocele tutte. Voglio sapere se l'accordo, dato  che  non  lo
  voglio violare, prevede dirigenziale in generale o specifica che  è
  vietato a tempo indeterminato. Perché semmai chiederemo

   PRESIDENTE. Intanto l'onorevole Lupo ha ritirato l'emendamento.
   L'Assemblea ne prende atto.

   FOTI.  Però  se  questo  chiarimento ci può essere  dato,  sarebbe
  comunque gradito.

   PRESIDENTE. Ora diamo la parola all'Assessore Zambuto.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Le assunzioni sono a tempo indeterminato.

   PRESIDENTE.  Assessore Zambuto, nel momento in cui  io  mancavo  è
  stato  preso  questo impegno, allora io vorrei  chiedere  anche  al
  Presidente  della  I  Commissione  di  considerare  urgente  questa
  disponibilità  dell'Assessore  Zambuto,  deve  far  sì  che  questa
  riforma  si faccia velocemente. Quindi la Commissione lo  consideri
  come se fosse inserita tra le cose urgenti che deve fare.
  Allora possiamo votare l'articolo 11 così come emendato.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Assessore Zambuto, possiamo passare all'articolo 14 o ritiene  per
  adesso di sospendere?
   Allora  l'unico  che  c'è  da  vedere è  l'articolo  4.  Onorevole
  Cordaro,  mi pare complesso, nel fascicolo che abbiamo  è  l'ultimo
  che  ci è rimasto, tranne quelli che abbiamo accantonato per motivi
  diversi,  non  sono neanche le 18.00, quindi non ci sarebbe  motivo
  per  non  farlo. Io voglio sapere solo se il Governo è  pronto  per
  esaminarlo.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sull'ordine  dei
  lavori  mi  rimetto alle sue decisioni ovviamente. Ma se  potessimo
  procedere per rubrica evitando di salterellare da un Assessorato ad
  un  altro,  io lo riterrei più conducente. Quindi sull'articolo  14
  determiniamoci,  è  inutile rinviare. Se  il  Governo  ritiene,  io
  chiedo  lo  stralcio e il rinvio in Commissione per le  cose  dette
  dall'onorevole Dipasquale e anche da molti colleghi.

   PRESIDENTE. Lei ha perfettamente ragione.

   LUPO.  Diversamente votiamo, signor Presidente, perché  altrimenti
  ci perdiamo.

   PRESIDENTE. Lei ha perfettamente ragione. Purtroppo, come  sapete,
  i  tempi  che  ci sono stati in qualche maniera imposto  su  questa
  finanziaria  e  il  numero degli articoli,  ci  hanno  costretto  a
  situazioni un po' approssimative sia da parte nostra che  da  parte
  del  Governo da parte di tutti. Per cui ci sono alcune cose che  si
  devono sistemare.
   Infatti ho chiesto all'Assessore se era pronto per l'articolo  14,
  mi ha detto che ci sono ancora delle cose da sistemare mi sembra di
  capire e quindi sarebbe scortese da parte mia votarlo comunque.  Io
  credo  che le cose le dobbiamo fare sempre per cercare di  ottenere
  il  risultato migliore e quindi se l'Assessore mi dice che ci  sono
  delle   cose   che  sistemandole  possono  trovare   una   maggiore
  condivisione in Aula, è giusto che io lo faccia fare. E  quindi  ci
  tentiamo,  almeno,  poi se non si riescono a raggiungere  pazienza.
  Spero invece di sì.
   Invece,  se  l'articolo  4  è  fattibile,  aspetto  una  decisione
  definitiva da parte del Governo.
   Assessore Armao sull'articolo 4 siamo pronti, possiamo andare?
   Bene, cominciamo con l'analisi dell'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
   Disposizioni in materia di contenimento e razionalizzazione della
                                 spesa

   1.  In  attuazione dell'Accordo concluso con lo Stato in  data  14
  gennaio  2021  sono  introdotte le seguenti  norme  in  materia  di
  contenimento della spesa.

   2.  Le  società  a  totale  o maggioritaria  partecipazione  della
  Regione  e gli enti di cui all'articolo 1 della legge regionale  15
  maggio  2000, n. 10 e successive modificazioni, devono  predisporre
  entro  il  30  aprile  2021  un piano di rientro  che  prevede  una
  riduzione  delle  spese correnti pari al 3  per  cento  rispetto  a
  quelle  sostenute  nell'anno 2020, con  le  eventuali  deroghe  che
  possono  essere  eccezionalmente introdotte dalla Giunta  regionale
  con   delibera   motivata,   avuto   riguardo:   alle   spese   per
  sponsorizzazioni, relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità
  e  rappresentanza e quant'altro non indispensabile allo svolgimento
  delle  attività  sociali, comprese le spese per  il  salario  e  le
  indennità  varie  in  favore  di tutto il  personale  afferente  al
  comparto  dirigenziale  e  non dirigenziale.  L'inosservanza  delle
  disposizioni del presente comma ed il mancato raggiungimento  degli
  obiettivi  del piano di rientro comporta la revoca degli organi  di
  amministrazione delle società.

   3. Tutte le somme erogate a titolo di contributo a enti pubblici e
  privati, con la sola esclusione dei contributi previsti al fine  di
  contrastare gli effetti economici dell'espandersi dell'epidemia  da
  Covid-19  ai  sensi della legge regionale 15 maggio 2020,  n.  9  e
  successive   modificazioni,  sono  sottoposti   all'obbligo   della
  rendicontazione  entro  il  primo  semestre  dell'anno   successivo
  all'erogazione.  In  assenza  di  rendicontazione  validata  non  è
  consentito  procedere all'erogazione delle somme a medesimo  titolo
  nell'anno successivo.

   4.  Al  fine di contenere le spese a carico del bilancio regionale
  l'Assessore  regionale  per  l'economia  d'intesa  con  l'Assessore
  regionale  competente  provvedono alla revisione  dei  contratti  e
  delle  convenzioni  in  essere  all'1 gennaio  2021.  Dell'avvenuta
  revisione effettuata l'Assessore regionale per l'economia riferisce
  alla Commissione Bilancio entro il 31 ottobre 2021.

   5.  L'Assessore  regionale per l'economia, previa  delibera  della
  Giunta  regionale e sentita la Commissione Bilancio  dell'Assemblea
  regionale    siciliana,   al   fine   di   contenere    il    costo
  dell'indebitamento,   è  autorizzato  a  definire   operazioni   di
  revisione,  ristrutturazione  e  rinegoziazione  dei  contratti  di
  approvvigionamento finanziario in essere al 31 dicembre 2020, anche
  mediante  rifinanziamento  con altri  istituti,  nel  rispetto  dei
  seguenti limiti:

   a)  riduzione  del  valore finanziario delle  passività  totali  a
  carico del bilancio regionale ai sensi dell'articolo 41 della legge
  28 dicembre 2001, n. 448 e successive modificazioni;

   b) preclusione di allungamento del piano di ammortamento;

   c)  provvista finanziaria da acquisire per rifinanziare i prestiti
  da  estinguere  di  importo non superiore  al  debito  residuo  del
  prestito  originario non dovendo comportare l'effetto di  aumentare
  il  debito  nominale  residuo  della  Regione  siciliana  di  spese
  straordinarie   quali   spese   istruttorie   o   penali   previste
  dall'originario   contratto  di  finanziamento   per   l'estinzione
  anticipata.

   6.  Il  compenso previsto dal comma 1 dell'articolo 17 della legge
  regionale  12  maggio  2010,  n. 11 e  successive  modificazioni  e
  determinato in ragione annuale con il decreto del Presidente  della
  Regione  siciliana n. 613/GAB del 16 novembre 2018  è  ridotto  del
  trenta per cento a decorrere dalla data di entrata in vigore  della
  presente legge.

   7. L'indennità mensile prevista dal comma 2 dell'articolo 57 della
  legge  regionale 23 maggio 1991, n. 32 e determinata con il decreto
  del  Presidente della Regione siciliana n. 60/GRI/SG  del  4  marzo
  1996  è  ridotta  del venti per cento a decorrere  dall'entrata  in
  vigore della presente legge.

   8.  All'articolo 8 della legge regionale 6 agosto 2019, n.  14  le
  parole   del  Comitato  regionale  per  le  comunicazioni  di   cui
  all'articolo 101 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e   sono
  soppresse».

   Onorevoli colleghi, ci sono tantissimi emendamenti. Vediamo  quali
  sono gli altri, così vediamo se si trova un accordo sugli altri. Al
  di  là dei soppressivi, che ora chiediamo se si ritirano o meno, il
  4.36  dell'onorevole  Foti,  Tancredi e  altri,  noi  non  possiamo
  permetterci di immaginare il danno erariale da parte della Regione,
  per cui non lo possiamo ammettere.
   Anche  il  4.37 dell'onorevole Lentini, noi non possiamo escludere
  Riscossione  Sicilia.  Questo  per  legge,  poi  a  parte  che   di
  Riscossione Sicilia parleremo con un articolo specifico, ma non  lo
  possiamo accettare nemmeno. Il 4.38 la stessa cosa. Il 4.39 si  può
  trattare.  Un  attimo che me li segno perché, ragazzi,  noi  stiamo
  facendo le cose materialmente in diretta. Io vi chiedo scusa.
   Il 4.40, assorbito dal 4.36. Il 4.41 pure. Il 4.43?
   Per  il  4.46, onorevoli Caronia e Ternullo, invitiamo  al  ritiro
  perché,  le  parole  sentita la Commissione , sono sostituite   dal
  parere  della  Commissione  come dire, non è che ci dev'essere   La
  Commissione  va  sentita soltanto, non ci può essere  un  parere ma
  comunque, lo discutiamo. Poi vediamo, dopo ne parliamo.
   Il 4.44 è già previsto nel testo.

                     (Intervento fuori microfono)

   Ora lo vediamo pure allora. Comunque, non è precluso.
   Scusate, io sto sistemando il fascicolo con gli Uffici, un  attimo
  solo  per capire quali sono quelli ammissibili o meno. Il  4.49  si
  può fare.
   Assessore   Armao,  sul  4.50  del  Governo  bisognerà   dare   un
  chiarimento. Vabbè poi, quando finisce di parlare, ce lo darà.
   Allora, ci son alcuni emendamenti che man mano che li troviamo  io
  dirò se sono ammissibili o meno. Ce ne sono alcuni, anche di quelli
  soppressivi,  che sono considerati inammissibili, perché  avrebbero
  un effetto finanziario e, quindi, non lo possiamo considerare.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente,  vorrei l'attenzione  dell'assessore
  Armao, perché in Commissione il comma 8 dell'articolo era stato già
  ritirato  dall'assessore, e quindi non so perché si trova di  nuovo
  nel testo.

   PRESIDENTE.  Ma  il 4.8 è un soppressivo. Qual è  questo?  Non  lo
  capisco.

   LACCOTO.  Il  4.9,  parlo  del  comma  8.  Noi  abbiamo  fatto  un
  soppressivo,  il  comma  8  dell'art. 4 si  trova  qua,  nonostante
  l'assessore  l'avesse già ritirato aprioristicamente in Commissione
  Bilancio.

   PRESIDENTE. Quello che a noi arriva dalla Commissione è questo.

   LACCOTO. E va bene, qua c'è l'assessore, ora vediamo. Intanto  c'è
  il  soppressivo, proprio perché l'assessore in quella fase  l'aveva
  già  praticamente  ritirato  prima di  entrare  nella  discussione.
  Assessora  può  confermare?  Il comma 8  lei  l'aveva  ritirato  in
  Commissione Bilancio.
   Presidente, l'assessore conferma che l'aveva già ritirato.

   PRESIDENTE. E quindi, al momento in cui arriveremo al soppressivo,
  il  Governo darà parere favorevole, e lo sopprimeremo.  Io  non  lo
  posso togliere così, perché così mi è arrivato dalla Commissione.
   Allora,  i  primi  soppressivi fino  al  comma  2  sono  ritirati,
  onorevole Lupo, Sammartino ed altri?

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Sull'intero  articolo?  Prego.   Anche   l'onorevole
  Lentini.  Allora poi andiamo agli emendamenti, prima gli interventi
  sull'articolo.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente, Governo, colleghi,  cittadini,  io
  volevo fare una domanda che riguarda questo articolo ma anche altri
  articoli.
   Presidente, cosa succede se l'Aula non approva un articolo  che  è
  in  riferimento  dell'accordo Stato-Regione? Cosa  succede?  Perché
  dico noi, come dire, valutiamo articolo per articolo, ovvio che poi
  se alcuni articoli hanno delle criticità, al di là che lei ha detto
   i soppressivi li ritiro  ma poi alla fine l'articolo va votato. La
  domanda  è  cosa  succede se uno di questi  articoli  dove  io  sto
  vedendo  c'è  sempre  la dicitura  in accordo  con  lo  Stato,  con
  l'accordo Stato e Regione ?

   PRESIDENTE.  Non  so accordo dello Stato con la  Regione  che  sia
  sovrano al Parlamento.

   DI PAOLA. Perfetto.

   PRESIDENTE.  Per  cui rispetto alla sovranità del  Parlamento,  il
  Parlamento vota

   DI PAOLA. Perfetto, grazie del chiarimento Presidente. Al riguardo
  questo  articolo - il chiarimento è importantissimo, quello che  ha
  fatto  -  invece  le  criticità  che  riscontro  sono   noi  stiamo
  chiedendo  alle partecipate di fare un piano di rientro e  di  fare
  una  riduzione  del 3% di varie spese, dico, questo  ci  può  stare
  perché  stiamo cercando di razionalizzare, dico, non c'era  bisogno
  di  un  accordo  Stato-Regione  per  cercare  di,  come  dire,  far
  razionalizzare le spese alle partecipate e alla Regione siciliana.
   La  cosa però che non mi convince, e ho chiesto un chiarimento  in
  Commissione  Bilancio, dico, il chiarimento non mi ha convinto  del
  tutto,  è che noi stiamo interessando a queste spese pure le  spese
  del  personale  e quindi gli stipendi, cioè quindi  le  partecipate
  entro  fine  aprile  devono  presentare  un  piano  di  rientro   e
  all'interno  di  questo piano di rientro del 3%  possono  rientrare
  pure  gli  stipendi  di  tutti i dipendenti delle  partecipate,  di
  questo ne dobbiamo essere consapevoli.
   E  poi,  Presidente, colleghi, io non ho capito l'ammontare  della
  riduzione di questo articolo, cioè non è prevista una cifra, mentre
  invece  in altri articoli, ad esempio sui fitti passivi noi abbiamo
  messo  un  importo, su questo articolo noi non stiamo quantificando
  un  importo, stiamo mettendo così, un 3%, e poi demandiamo ai piani
  di  rientro delle partecipate e, a mio modo di vedere, questa è una
  criticità.
   Infine,  Presidente, il comma 8, ad esempio,  che  riguarda  -  ho
  fatto  una  ricerca  -  il CORECOM, che è un'autorità  indipendente
  regionale, ed è un organo decentrato di Agicom, il comma che stiamo
  inserendo,  mira  a togliere poche migliaia di euro,  e  anche  qui
  stiamo parlando di stipendi.
   Che  cosa  stiamo  facendo? Noi chiediamo, facciamo  un  articolo,
  mettiamo  il  3  per cento, non sappiamo nemmeno  che  cosa  stiamo
  andando   a  tagliare,  demandiamo  spesso  alle  partecipate   per
  raccogliere che cosa? Poche migliaia di euro?
   Stiamo  facendo  questo articolo solo perché in qualche  modo,  in
  apparenza,  dobbiamo  cercare di rispondere ad  un  accordo  Stato-
  Regione?
   Dico:  o  la  cosa  va fatta bene, e quindi la si  fa  in  maniera
  concreta, eliminando a mio modo di vedere proprio in questa fase di
  crisi economica tutto quello che può interessare gli stipendi delle
  persone; oppure, Presidente, noi rischiamo di fare un pastrocchio.
   Io  ho  ascoltato  pure gli interventi riguardo  all'articolo  che
  abbiamo  approvato poco fa, ci sono tantissime criticità, e  non  è
  che  noi  possiamo rimanere silenti a tante criticità  solo  perché
  all'inizio  dell'articolo c'è  in accordo  con  quanto  deciso  con
  l'accordo Stato-Regione .
   Se  poi  l'articolo  non è stato declinato  in  maniera  corretta,
  allora  l'Assemblea,  a difesa dei siciliani,  può  anche  dare  un
  parere negativo a quell'articolo.

   PRESIDENTE. Assessore Armao, chiedo scusa, siccome è una mia idea,
  ne  discuto ora con gli Uffici, ma l'accordo Stato-Regione  prevede
  il  piano  di rientro delle collegate. Noi dobbiamo poi  votare  il
  piano di rientro, ma non la richiesta del piano di rientro.
   La  Regione chiede il piano di rientro, quando arriva poi passa in
  Assemblea, ma noi oggi mettiamo per legge una richiesta  del  piano
  di rientro? Non mi è chiaro come concetto.
   Se  c'è  un  accordo  Stato-Regione in cui lo  Stato  chiede  alla
  Regione  di  far  fare piani di rientro alle collegate.  Benissimo.
  Fategliele  fare. Poi, quando arriva il piano di  rientro,  noi  lo
  guardiamo.  Non  capisco bene perché si debba  fare  per  legge  la
  richiesta.  Assessore, se ce lo può chiarire, perché effettivamente
  non capisco la logica.
   Mettiamo  che  oggi il Parlamento, non so per quale motivo,  bocci
  questa richiesta. Che facciamo voi non potete    Ci sono certe cose
  la  cui responsabilità, almeno nella richiesta è del Governo, e poi
  noi  valuteremo  il  piano  di rientro. Possiamo  accettare  o  non
  accettare.
   Mettiamo  che  oggi lo bocciamo, voi che fate? Non lo  potete  più
  chiedere?  E  l'accordo  che avete con lo Stato  che  invece  va  a
  chiedere  il  piano di rientro? Però me lo spieghi,  è  giusto  per
  capire quello che stiamo facendo e non per altro.

   ARMAO,  assessore all'economia. Non capisco che altro ci  dovrebbe
  essere, Presidente. E' ovvio che per capire, quindi è chiaro che mi
  riferisco, ci riferiamo tutti al dato oggettivo delle norme, non ci
  riferiamo ad altro.
   Con  riguardo a questo punto, è chiaro che abbiamo fin dall'inizio
  cercato di condividere con il Parlamento alcune opzioni, tant'è che
  il  numero degli emendamenti dimostra quanta attenzione ci  sia  da
  parte  dei  parlamentari  a regolare le procedure  di  contenimento
  delle spese.
   Anche  ai  fini  di  strutturare un'attività di  informazione  nei
  confronti  della  Commissione Bilancio, che  qui  viene  declinata,
  riguardo anche alle percentuali di intervento.
   Si tratta, ma non è la prima volta, chi conosce bene l'ordinamento
  regionale  sa che anche nelle precedenti legislature il  Governo  e
  l'Assemblea  sono intervenuti più volte a regolamentare  con  norme
  molto corpose, e copiose discipline, la relazione tra la Regione  e
  le sue partecipate.
   Proprio perché ci troviamo, ricordo la legge del 2010, l'onorevole
  Di  Mauro lo ricorderà, il mio predecessore era l'onorevole Cimino,
  che  regolamentò  in  modo  pieno  e  totale  la  disciplina  delle
  partecipate,  il riordino delle partecipate, tutte le procedure  di
  rientro,   quindi   non  stiamo  assolutamente   introducendo   una
  disciplina  nuova,  stiamo introducendo una  disciplina  che  viene
  offerta  al Parlamento per le modifiche e integrazioni che  ritiene
  che  si  inserisce  nell'alveo di un ordinamento delle  partecipate
  che,  sempre  la  Regione siciliana, ha avuto la gran  parte  delle
  regole dettate a livello legislativo e non in via amministrativa.
   Se   il  Parlamento  ritiene  che  il  Governo  debba  intervenire
  esclusivamente  in  via  amministrativa,  a  mio  avviso,  ci  sono
  problemi  anche tecnico-giuridici che inducono a ritenere  che  sia
  più  appropriato l'intervento legislativo che quello amministrativo
  sono  valutazioni  -  certo per quanto riguarda  alcune  indennità,
  alcuni  interventi come quelli di cui al comma 5 circa la riduzione
  del valore finanziario delle passività.
   E' opportuno che queste scelte siano fatte a livello legislativo.
   Vorrei  fugare la preoccupazione che è stata poc'anzi  articolata,
  non  avendo  ascoltato  i  precedenti interventi  con  riguardo  al
  CORECOM, perché avevo già detto che il Governo autonomamente  aveva
  ritirato questo articolo, quindi possiamo benissimo sopprimerlo.
   Sotto  questo profilo, già con gli onorevoli Laccoto e Aricò c'era
  stata una interlocuzione.

   PRESIDENTE. Del comma 8 soltanto? Parliamo del comma 8.

   ARMAO, assessore per l'economia. Sì del comma 8.
   Siccome  mi  veniva  criticata la norma,  su  questo  punto  siamo
  assolutamente di intesa.
   Per  il  resto, ci troviamo in una materia che ha avuto ed ha  una
  copiosa disciplina legislativa.
   Si  ritiene  di  percorrere un iter che è già stato  percorso  più
  volte  da questo Parlamento, di disciplinare questi interventi,  di
  ristrutturazione della spesa in modo tipizzato attraverso leggi.

   PRESIDENTE.  Mi  stanno dicendo gli Uffici che  probabilmente  una
  logica ce l'ha, nel senso che il Governo non potrebbe obbligare  le
  collegate  a fare il piano di rientro se non c'è, mentre in  questa
  maniera  sono  obbligate per legge. La motivazione della  richiesta
  legislativa  rispetto alla richiesta del piano di rientro  potrebbe
  essere questa.
   Onorevole Foti, aveva chiesto di intervenire l'onorevole Lentini.

   FOTI.   Signor  Presidente,  prima  di  questo  articolo,   quando
  parlavamo   dell'articolo  11  ho  fatto  una   domanda   specifica
  all'Assessore Zambuto chiedendo se l'accordo specificasse  a  tempo
  indeterminato o a tempo determinato.
   Siccome  l'accordo,  molti l'hanno letto dai post  di  facebook  e
  forse  non  ce l'hanno avuto per mano, per quelli che  non  l'hanno
  avuto  per mano, alla lettera e) vengono dette delle cose  che  non
  esistono in questa finanziaria.
   Riorganizzare lo snellimento della struttura amministrativa  della
  Regione  al  fine  di  ottenere una riduzione  significativa  degli
  uffici di livello dirigenziale in misura proporzionale.
   Noi  dunque non stiamo togliendo gli uffici ma i dirigenti,  delle
  dotazioni  organiche,  del personale dirigenziale  e  del  comparto
  nonché   dei  contingenti  di  personale  assegnati  alle  attività
  strumentali.
   Veniva  chiesto nell'accordo un'armonizzazione non un  taglio  col
  macete.
   Rafforzamento  della  gestione unitaria  dei  servizi  strumentali
  attraverso  la  costituzione  di  uffici  comuni,  riordino   degli
  organismi,  al  fine  di  evitare le duplicazioni  -  e  in  questa
  finanziaria  non  ce  n'è  - al netto delle  spese  per  i  rinnovi
  contrattuali  dei  minimi  e di quelli  previsti  per  il  medesimo
  periodo a livello nazionale del personale in quiescenza.
   Ai  fini  del  computo  dei  risparmi  di  spesa  derivanti  dalle
  cessazioni  del  servizio  per  il personale  destinabile  a  nuove
  assunzioni, sono esclusi a decorrere da quest'anno fino al  2029  i
  risparmi  delle  cessazioni del personale al quale  si  applica  il
  cosiddetto  contratto uno' cessato nel medesimo periodo.
   Qui  entriamo  nel  clou. Dalle risorse assunzionali  relative  al
  personale  dirigenziale altresì detratto, per il triennio 2021-2023
  l'importo dei trasferimenti al fondo di quiescenza per il pagamento
  di  indennità di buonuscita del personale dirigenziale cessato  nel
  medesimo periodo, con conseguente sospensione del reclutamento  dei
  profili dirigenziali per il medesimo triennio.

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, lei è Vicepresidente, mi deve dare una
  mano. Non è sull'ordine dei lavori.

   FOTI. Sono tutti non solo quelli a tempo indeterminato ma anche  a
  quelli determinato. Quindi, lei ci ha fatto violare l'accordo stato-
  regione per il quale prima ha detto io non posso neppure mettere in
  votazione  lo  stralcio, quindi di tutto il papello  che  ci  viene
  richiesto di armonizzazione non c'è niente.
   Blocchiamo a tempo indeterminato, stiamo dicendo che lo  Stato  ci
  chiede  di precarizzare la fascia dirigenziale per tre anni, quindi
  secondo me l'assessore ha risposto frettolosamente, non voglio dire
  altro. Questo era l'intervento sull'ordine dei lavori.
   Io  le chiedo, gli altri articoli in cui si parla di assunzioni  a
  tempo  determinato che erano collegati di prenderli e  metterli  da
  parte  o  addirittura  a rivedere se c'è la  volontà  dell'aula  di
  introdurre  la  specifica   determinato  e  indeterminato'  come  è
  nell'accordo.  O non si specifica niente e si dice divieto  per  il
  dirigenziale  in generale o si mettono entrambe le due  specifiche.
  Gli  uffici,  mi dispiace dirlo in questo caso, avete travisato  il
  tutto.  Poi  intervengo  sull'articolo 4 e in  lista  appresso  gli
  altri.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore
  Armao, io sono in difficoltà. Vi prego di seguirmi colleghi.
   Articolo 4. In questo articolo noi prevediamo che gli enti di  cui
  all'articolo 1, gli enti non economici di cui alla legge 10 del  15
  maggio,  avranno  una spesa del 3 per cento che verrà  ridotta  tra
  personale dirigenziale e non da ridursi. Assessore Armao, la invito
  a  prestarmi attenzione, e poi chiedo anche delle risposte  qui  in
  Aula possibilmente, e non tramite i social.
   Detto  questo,  dobbiamo  ridurre del 3 per  cento  la  spesa  del
  personale,  più  tutte le spese che sono non  essenziali.  Che  noi
  riduciamo  le spese per missioni, di rappresentanza, ma non  del  3
  per cento, le azzeriamo, perché secondo me una cosa seria è questa,
  azzerare  totalmente  le spese non necessarie, auto,  straordinari,
  missioni, consulenti. E' possibile assessore Cordaro. Io da sindaco
  missioni zero, macchine zero. Zero  A mie spese quando vado a  Roma
  o  a  Palermo. Quindi lo può fare anche il Presidente dell'Istituto
  autonomo case popolari, per esempio.
   Nell'articolo 1 sono compresi gli IACP, per esempio.  Come  adesso
  noi  dobbiamo  ridurre  la  spesa del  3  per  cento.  Prima  avete
  incrementato   la   spesa   con   la   nomina   dei   consigli   di
  amministrazione,  poi  ve  lo  presenterò  il  conto   su   questo,
  preparatevi  prima che finisce questa barzelletta io vi  presenterò
  il conto di quanto passiamo dal singolo commissario al consiglio di
  amministrazione.  Quindi,  prima  avete  nominato  i  Consigli   di
  amministrazione  ampliando la spesa negli  Istituti  autonomi  case
  popolari, e oggi volete tagliare il 3 per cento al personale.
   Ma siete scombinati politicamente e amministrativamente
   La  volete  fare  una cosa seria, visto che non potete  recuperare
  l'incremento della spesa che avete determinato con l'individuazione
  dei Consigli di amministrazione? Imponete che vengano azzerate, non
  del  trenta  per cento, tutte le spese non necessarie. Ma  non  che
  andate  a  tagliarli  agli enti controllati,  il  3  per  cento  al
  personale.  Cioè  guardate  che è una  cosa  assurda.  Capisco  che
  l'accordo con lo Stato va riempito di contenuto, ma va riempito  di
  cose  serie  cioè va riempito di azioni concrete,  non  può  essere
  veramente  riempito  del nulla. E allora fermiamoci  un  attimo  su
  questo.
   Questo  articolo  2 lo dobbiamo riscrivere veramente  mettendo  in
  condizioni,  scusate  il  comma  2,  questo  comma  2  lo  dobbiamo
  veramente riscrivere perché vediamo cosa va tolto e quali  sono  le
  spese  che  dobbiamo eliminare, non del 3 per cento,  del  100  per
  cento  perché  ci  sono spese, e chi è che ha amministrato  lo  sa,
  possono  essere  tolte  al 100 per cento  non  facendo  gravare  il
  personale,  al  personale,  le  spese  che  voi  stessi  avete  già
  incrementato con la nomina dei commissari.
   Prima,   per  esempio,  ho  fatto  l'esempio  dello  IACP;   prima
  nominavamo   e  pagavamo  un  commissario,  oggi  dobbiamo   pagare
  Presidente,  Vicepresidente, Consiglio di  amministrazione  e  così
  via.  Voi le avete fatte queste cose e oggi volete far pagare il  3
  per cento ai dipendenti.

           (Intervento fuori microfono dell'onorevole Foti)

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, la prego, le l'ha chiesto, io mi  sono
  fatto carico di chiarirlo quando smetteremo qua, non è che possiamo
  interrompere  l'Aula  per  avere  questo  chiarimento.  L'assessore
  interpellato  ha  detto  indeterminati,  i  punti,  quindi  il  suo
  chiarimento è stato dato, ora lo sto cercando di ottenere io per  i
  miei fatti, ma non è che posso interrompere l'Aula per farlo.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, intervengo appunto per  il  comma  2,
  infatti ho presentato un emendamento che è precisamente il 4.37. Ho
  sentito  poco fa che non si volesse trattare, lo vogliamo togliere,
  lo togliamo, però è a fin di bene.
   E' un emendamento oserei dire tecnico, perché Riscossione Sicilia,
  Riscossione Sicilia, c'è il passaggio in AdeR. E se noi,  che  cosa
  possiamo  togliere?  Il 3 per cento di una società  che  la  stiamo
  dando  all'Agenzia delle entrate nazionale, ci togliamo  il  3  per
  cento?  Cioè  è  da  non  mettere  completamente.  Quella  è   una,
  Riscossione Sicilia ormai, il Governo ha deciso, ha fatto bene,  ha
  fatto  male,  questo  lo  vedremo nel tempo,  di  dare  Riscossione
  Sicilia  all'Agenzia  delle entrate nazionale.  Quindi  passerà  in
  AdeR.  Ma  se  già sta avvenendo questo passaggio, come  andiamo  a
  fare,  ci  andiamo  il  togliere il 3 per cento?  Fate  quello  che
  volete.
   L'altra  cosa, la seconda azienda Presidente, l'AST,  noi  abbiamo
  fatto  un conteggio della riduzione per l'anno 2020 invece  bisogna
  farlo per il 2019 perché nel 2019 l'AST ha lavorato, nel 2020 l'AST
  non  ha  lavorato per 4, almeno da 4 a 5 mesi. Se noi  facciamo  le
  riduzioni di queste società che già soffrono maledettamente e  sono
  indebitate  fino  in testa, voi mi dovete spiegare  ancora  di  più
  andiamo  ad  aggravare in queste due società in  modo  particolare.
  Quindi io vi chiedo attenzione.
   Ora io mi sono messo qua a guardare tutto, ma io dico, devo venire
  qua  a  contrastarmi e litigarmi col Governo? Io faccio  parte  del
  centro-destra, sono col Governo non è che ad ogni articolo, ad ogni
  comma,  vi  devo  venire qua a controllare tutte  ste  cose.  A  me
  piacerebbe votare e via.
   Però,  dico,  non  è un'opposizione, è un modo  di  controllare  e
  vedere  le  cose perché così non vanno. Andiamo ancora ad aggravare
  di  più quelle che sono le cose importanti che, le risorse, per due
  società che già partono veramente male.

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, il suo ragionamento non  mi  sembra
  sbagliato,  anzi mi sembra giusto, però il motivo per  cui  avevamo
  detto di non votare questo emendamento è perché piuttosto che farlo
  per le due società, viene fatto per tutti dall'emendamento Foti che
  al  comma  2  alla  data  2020 è sostituita la  data  2019.  Quindi
  voteremo,  per  questo abbiamo detto no a fare  votare  questo,  ma
  credo che vada esattamente nella direzione che lei aveva suggerito,
  e che consideriamo assolutamente corretta.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, Governo, colleghi, vorrei associarmi
  alla  richiesta di riscrivere totalmente il comma 2 per il semplice
  motivo  che innanzitutto il Governo dovrebbe specificare  come  mai
  prendiamo   come   riferimento  dei   bilanci   delle   partecipate
  esattamente   l'anno   precedente  che  è  anche   a   livello   di
  rappresentanza  o di determinate spese da parte di  queste  società
  probabilmente sono anche differenti da quelle degli anni precedenti
  dato che c'è stato il Covid e potrebbero essere

   PRESIDENTE.  Quello  che  abbiamo  appena  detto,  cioè  che   c'è
  l'emendamento Foti che la prende dal 2019.

   DE  LUCA.  In  secondo luogo dobbiamo appunto  andare  a  rivedere
  questo  discorso della riduzione del tre percento anche per  quanto
  riguarda le spese salariali, ma soprattutto per ciò che concerne il
  potere di concedere delle deroghe in capo alla Giunta regionale.
   Questo  è  un  fatto  che già è venuto in rilievo  in  Commissione
  Bilancio.  Dovremmo  capire  per  quale  motivo,  dopo  che   viene
  presentato  un piano di rientro da parte delle società  controllate
  dalla   Regione  dovremmo  poi  introdurre  delle  deroghe  tramite
  delibera.
   A  questo  punto  sarebbe  più  serio innanzitutto  andare  anche,
  dobbiamo  dirci la verità, il motivo per cui stiamo facendo  questa
  norma  è  quello  di  conferire  il  potere  e  di  rimuovere   gli
  amministratori qualora non presentano questo bilancio nell'arco  di
  un  mese.  Altro  motivo non c'è. Quindi, chiedo, mi  associo  alla
  richiesta  di  riscrivere totalmente l'articolo 2  anche  rivedendo
  questa   parte  perché  non  ha  altra  funzione.  Tanto  più   che
  l'Assessorato ha già il potere di indirizzo e di controllo mediante
  la   nomina  ed  anche  di  vigilanza,  ragion  per  cui   potrebbe
  semplicemente  visionare  questi piani  di  rientro,  approvarli  o
  rimandarli  indietro con eventuali richieste di correzione  anziché
  arroccarsi  in  un  potere  di  concedere  deroghe  a  seconda   di
  opportunità del momento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Intanto mi voglio congratulare con la Presidenza che ha
  immediatamente  dato attuazione alla eliminazione  della  barriera,
  diciamo attrattiva di virus.
   Io  volevo fare due rilievi su questo articolo, chiaro  che  è  un
  articolo, come dire, che prende, assume delle decisioni. Suggerirei
  di  scrivere meglio il comma 2, perché quando si concede il  potere
  di deroga, così come è scritto, io ne capisco di intendimento, cioè
  vuole dire sono comprimibili le spese di sponsorizzazione eccetera,
  eccetera. Ma così com'è scritto non è così chiaro.
   Allora,  dire  che  non  sono comprimibili le  spese  obbligatorie
  mentre  lo  è tutto il resto, forse è più chiaro, perché  le  spese
  obbligatorie  sono  gli  oneri  del personale,  i  contributi.  Eh,
  appunto.  Quindi  basta  scrivere al contrario.  Cioè,  quindi,  la
  deroga il Governo ce l'ha, fermo restando che non sono comprimibili
  i cosiddetti oneri obbligatori, salari, eccetera, eccetera.

   PRESIDENTE. Non mi sembra sbagliato.

   CRACOLICI. Ma lo dico per l'interpretazione, perché poi c'è sempre
  qualcuno che dice  no, ma la legge voleva dire, cioè   .
   Detto  questo, per quanto invece attiene al comma  5,  che  è  una
  partita  complessa  la ristrutturazione del debito,  assessore,  io
  vorrei  che fosse evidente che qualunque rinegoziazione  di  debito
  fatta  con  gli  istituti di credito laddove la  norma  prevede  la
  possibilità di rivolgersi ad altri soggetti, ricordo che siamo  una
  Pubblica  Amministrazione, fermo restando le procedure di  evidenza
  pubblica.
   Cioè  non ci possono che essere, come dire, gare pubbliche,  anche
  per  individuare,  laddove  ci  fossero,  soggetti  disponibili   a
  erogarci  credito per consentirci la rinegoziazione del debito,  ma
  non  può  essere  una  trattativa privata, perché  entriamo  in  un
  sistema assolutamente complesso e complicato.
   Quindi, io voglio fare queste due obiezioni a questo articolo. Poi
  io  capisco che volete ridurre tutto e tutti, siete voi il Governo,
  ne  avete  voi gli effetti, però ho la sensazione che  a  forza  di
  ridurre   gli  emolumenti  a  chi  nominate,  voi,  nelle   società
  partecipate,  state  creando  un  meccanismo  per  cui  per  essere
  nominati in una società partecipata forse qualcuno vi deve dare dei
  soldi, cioè non quanto gli diamo agli amministratori, quanto  danno
  gli  amministratori  a  chi li nomina, perché  a  forza  di  questa
  riduzione,  credo,  che  siamo arrivati a  livelli  particolarmente
  inquietanti, perché mi chiedo: ma un professionista che  amministra
  una  società e lo fa per pochi spiccioli è evidente, che se lo  ha,
  ha altri interessi e può avere altri interessi.
   Credo che, d'emblée, un taglio del 30 per cento, in un momento  di
  fulgore  giustizialista, può apparire anche comunicativo, però,  ho
  la  sensazione che se chiediamo a un amministratore di una  società
  con  un capitale amministrato di 10 milioni di euro di prendere  30
  mila euro all'anno, 30 mila euro all'anno, mah, io non lo so qual è
  il  professionista  che  in  qualche  modo  assume  le  conseguenti
  responsabilità della gestione della cosa pubblica.
   Quindi,  forse,  qualche elemento di maggiore  riflessione  ve  la
  suggerirei. E ve lo dice uno che in questo Governo, fortunatamente,
  non ha mai nominato manco un capo condominio.

   PRESIDENTE. Ma spera per il futuro, lei.

   CRACOLICI. Non c'è dubbio, non c'è dubbio.

   PRESIDENTE. Lei ha fatto un intervento ed è inutile che io le dica
  quanto  sono  d'accordo  su questo, perché  noi  quando  nomineremo
  qualche  amministratore  dovremo scrivere purché  sia  disonesto  o
  purché  sia  scarso, perché se no non si capisce per  quale  motivo
  dovrebbe farlo.

                     (Intervento fuori microfono)

   Ma  infatti l'onorevole Cracolici, quando governava li assumeva  e
  avrebbe  avuto  piacere a prenderli più bravi se li  avesse  potuti
  pagare di più di quanto non poteva.
   Ma questo è un ragionamento per cui la riduzione degli stipendi  -
  a  mio  avviso,  lo  dico da sempre - sta distruggendo  una  classe
  dirigente e stiamo creando la peggiore classe dirigente che  questo
  Paese  abbia mai avuto nella storia, grazie a questa folle  ricerca
  populista  del  levare,  levare dei soldi  a  tutti,  perché  tutti
  dobbiamo  essere poveri. Ma va bene così. Non mi permetto  di  fare
  polemica,  ma è inutile che le dica quanto ne abbiamo discusso  fin
  troppe volte.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, in effetti questo articolo mi riporta
  indietro di qualche anno. Effettivamente il Governo non era questo.
  In  questo  Parlamento  sedevano  alcune  delle  persone  che  oggi
  intervengono, una buona parte di loro. E, a proposito di tagli,  si
  parlava del taglio di quello che finisce, ormai negli ultimi  anni,
  sempre  sotto la lente di ingrandimento ed era il taglio dei  costi
  della  politica con riferimento specifico all'ultimo  organismo  di
  rappresentanza vera dei territori presente nelle Regioni, al di  là
  dei consigli comunali.
   Ormai  in  questo Paese vengono nominati i parlamentari  nazionali
  attraverso  il  sistema elettorale. Organismi di  rappresentatività
  vera,  Presidente  dell'Assemblea, erano le  province.  E,  allora,
  ricordo  come  - mi dispiace sentire, ora l'onorevole  Cracolici  è
  andato   via  -  ricordo  come  qui  venne  annunciato  dall'allora
  Presidente  della Regione Crocetta con un colpo  di  mano,  con  un
  colpo  di  spugna,   tagliamo i costi della politica .  E  così  si
  eliminarono  le  province  e  lo si fece  prima  che  arrivasse  la
   Delrio , perché dovevamo togliere questo costo.
   Bene,   ora  sapete  tutti  cosa  accade.  Accade  che  le  strade
  provinciali sono impraticabili sapete che nelle stanze chiuse di un
  dirigente  si decidono le sorti di tutta la Sicilia, competenze  ed
  efficientamento di quegli organismo sono andati a farli benedire.
   Ora  l'articolo  4,  io  penso che ci stia  l'idea  di  sottoporre
  l'obbligo  delle  rendicontazioni, penso che  ci  stia  l'idea  del
  contenimento  del costo dell'indebitamento, penso che  ci  stia  la
  riduzione  del valore finanziario delle attività, delle  passività,
  penso  che ci stia l'efficientamento della spesa, ma caspita ,   il
  costo del personale.
   Io  penso che questo articolo semplicemente, soprattutto al  comma
  2,  diciamo,  bisognerebbe riscriverlo perché, probabilmente,  devo
  dire  la  verità  io  non sono un tecnico, diciamo,  della  materia
  contabile,  e  quindi,  ecco, qui mi affido agli  esperti  presenti
  nella  Giunta  di Governo, ci sono spese che, oggettivamente,  sono
  incomprimibili, poco fa mi confrontavo con l'assessore,  in effetti
  è  ovvio che ci sono spese che non si possono tagliare e tra queste
  c'è  quella del personale, allora per non dare segnali, come  dire,
  equivoci  all'esterno  se per favore questo comma  2  lo  potessimo
  riscrivere   in  modo  che  evitiamo  di  scivolare  in   qualsiasi
  fraintendimento.  Perché  sono certo che  nelle  scelte  di  questo
  Governo,  diversamente  da come accaduto in passato  in  quest'Aula
  sostenuta  da  un altro Governo, mai e poi mai ci può stare  l'idea
  che  noi  ce  la prendiamo con i dipendenti della SEUS, della  SAS,
  della  RESAIS,  di tutte le partecipate controllate  dalla  Regione
  siciliana che sono quelle su cui si regge buona parte del lavoro, e
  che   invece  la  Regione  in  quanto  enti  strumentali   dovrebbe
  utilizzare, razionalizzare, potenziare, per il raggiungimento delle
  finalità di alcuni settori che sono assolutamente indispensabili, e
  che  vanno  rilanciati, che vanno tutelati e  preservati  rispetto,
  intanto, ai costi del personale andando magari a tagliare se  è  il
  caso quelli che sono i costi eccessivi e superflui.
   Quindi   mi   associo,  signor  Presidente,  alla   richiesta   di
  riscrittura  quantomeno del comma 2, e per il resto  boh,  speriamo
  che non si continui con questa idea diciamo di  sì razionalizziamo'
  ma non perdiamo quello che di buono c'è.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole, l'assessore Armao  ha  chiesto  di
  intervenire  prima  degli altri interventi  per  cui  chiediamo  la
  parola.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Io comprendo le  preoccupazioni,
  che è giusto che quando si interviene a ridurre si interviene sulla
  vita di società ed enti, sottolineo anche enti, quindi, questo  già
  da  solo  impone  l'intervento  legislativo,  poiché  come  è  noto
  l'ordinamento giuridico di un ente è integralmente disciplinato per
  legge  o  atti attuativi applicativi della legge, per cui è  chiaro
  che  l'intervento  che comprenda società ed  enti  debba  avere  la
  latitudine di un intervento legislativo.
    Comprendo che è necessario specificare, precisare, proprio perché
  non  si vuole ed è giusto che non si possa andare in modo generico,
  è  anche  vero che ciascuno può andare a letto la sera dicendo  che
  scrivendo  domani  mattina  sorgerà il  sole,  è  possibile,  ed  è
  possibile  che ogni legislatore decida di dire, salvo  restando  la
  costituzione e il trattato dell'Unione europea è possibile, però  è
  evidente,  ma  noi dico se lo vogliamo precisare lo  precisiamo  ci
  mancherebbe,  in  claris non fit interpretatio dicono  i  giuristi,
  cioè  nelle  cose  chiare  non  c'è interpretazione  così  togliamo
  l'interpretazione non c'è nessun problema, però,  mi  dispiace  che
  non  ci  sia  l'onorevole  Cracolici, ma  dire  che  nei  negoziati
  finanziari si debbano rispettare le procedure ad evidenza pubblica,
  che  sono obbligatorie per legge e per normativa europea e  la  cui
  violazione comporta reato, lo possiamo fare dico aggiungiamolo  non
  c'è  nessun problema, però ecco il Governo non l'ha messo  non  per
  cercare  di  fare  il  furbetto e trovare escamotage,  perché  sono
  regole  Presidente della commissione antimafia conosce bene  perché
  ha approfondito specificatamente questioni concernenti gli appalti,
  sono  materie che non sono eludibili, sono norme, regole,  precetti
  non   eludibili,  stringenti,  dove  non  c'è  nessun  margine   di
  discrezionalità,  ci  sono delle soglie;  ci  sono  tanti  avvocati
  presenti  in  Aula,  docenti  universitari,  che  sanno  che  sulle
  procedure di evidenza pubblica non c'è discrezionalità alcuna.
   Quindi,  se  vogliamo precisare, nel rispetto delle  procedure  di
  evidenza  pubblica, va benissimo. Fermo restando che nessuno  pensa
  né può, neanche, pensare di farlo, eluderle.
   Quindi,  va benissimo l'emendamento 4.47.R proposto dall'onorevole
  Lupo ed altri perché precisa una cosa che è obbligatoria per legge.
  Però,  ripeto,  in momenti delicati, è necessario effettuare  anche
  precisazioni proprio per scongiurare libere interpretazioni.
   Lo  stesso  dicasi - e l'onorevole Cracolici lo ha  precisato  con
  riguardo  ad altri interventi - la materia dei contratti di  lavoro
  dei  dipendenti  è  una materia che non può essere  in  alcun  modo
  compressa da un intervento legislativo. Ammesso e non concesso  che
  qui  qualcuno  impazzisse e decidesse che da domani i contratti  di
  tutti  i dipendenti delle partecipate si riducono del 30 per cento,
  sarebbe  totalmente  illegittimo e incostituzionale  questa  norma,
  perché  interverrebbe  su  rapporti  di  diritto  privato,  quindi,
  assolutamente incomprimibili dalla legge regionale.
   Ripeto,   dice  l'onorevole  Figuccia,  precisiamolo  che  restano
  impregiudicati  i  rapporti  in essere,  contratti  in  essere  dei
  dipendenti  delle  società  e  degli enti,  precisiamolo,  noi  non
  intendiamo   farlo,  quindi,  figuratevi  qual  è  il  problema   a
  precisarlo  Tutto quello che può aiutare la lettura di queste norme
  alla  non pervasività, alla non aggressività di queste norme ma  al
  fatto  che esse si limitano, alcune fattispecie della vita  di  una
  società  e  di  un ente e non certamente ai rapporti datoriali,  va
  benissimo.
   Quindi per noi se è necessario al comma 2 inserire che non sono in
  alcun  modo coinvolti i rapporti di lavoro dipendente precisiamolo,
  e va bene.
   Quindi,   possiamo   scrivere  anche  noi   l'emendamento   signor
  Presidente.   Per  quanto  riguarda  invece  l'emendamento   4.47.R
  proposto dall'onorevole Lupo ed altri che chiede che nel momento in
  cui  si  fa  riferimento al rifinanziamento si dica,  nel  rispetto
  delle   procedure  comparative,  quindi,  procedura   ad   evidenza
  pubblica,  ovviamente  noi non possiamo che  essere  d'accordo  sul
  punto.
   Con  riguardo  alla giusta preoccupazione espressa  dall'onorevole
  Lentini  circa  la  possibilità di escludere esplicitamente  alcune
  società,  che è ben noto che hanno avuto problemi o hanno problemi,
  Riscossione ha problemi pesantissimi perché non può svolgere la sua
  attività  che  è  quella  riscossione, agente della riscossione,  e
  l'AST  che, peraltro, noi abbiamo aiutato con interventi finanziari
  garantendo   il  vuoto per pieno', che è una società  che  non  può
  completare  il  suo  budget  con il cosiddetto  sbigliettamento  e,
  quindi,  con  l'emissione di titoli di trasporto, la norma  prevede
  che la Giunta svolga, in relazione a casi concreti, delle deroghe.
   Quindi,  qui  tipizzeremmo, cioè specificatamente, nomineremmo  il
  soggetto  destinatario  della  deroga.  Ma  è  chiaro  che  nessuno
  amministratore serio vuol fare fallire o mettere in  difficoltà  la
  sua  società, quindi, è evidente che Riscossione e AST saranno  tra
  le prime ad essere considerate nell'ambito delle deroghe, onorevole
  Lentini. E' ovvio, perché cosa facciamo? Incidiamo pesantemente  su
  un  soggetto che è già gravato da oneri finanziari pesanti connessi
  agli effetti economici della pandemia? Sarebbe paradossale.
   Però, se l'Assemblea intende precisarlo, lo precisi. E' ovvio  che
  noi  considereremo in Giunta tutti i casi e andremo  certamente  ad
  esentare, ad escludere, le società che hanno maggiori sofferenze  e
  difficoltà,  perché  un  comportamento  diverso  le  porterebbe  al
  default  e  quindi  alla  necessità di ricapitalizzare,  quindi  la
  necessità di compensare le perdite che sono già molto pesanti.
   Sotto  questo profilo se si vuole specificare si specifica ma  c'è
  già nella norma anzi

   PRESIDENTE. Si può fare un ordine del giorno su questo,  immagino.
  Assessore Armao, lei diceva, adesso, che non si possono toccare  le
  spese  del personale. Però la norma dice diversamente, perché  dice
  comprese  le spese per il salario e indennità a favore di tutto  il
  personale afferente il comparto dirigenziale e non dirigenziale.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Ma non relativa  ai  contratti.
  Quindi tutto quello che è nei contratti

   PRESIDENTE.   in  favore  di  tutto  il  personale  del  comparto,
  dirigenziale e non dirigenziale.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia Ma non relativa  ai  contratti.
  Quindi,  tutto quello che è nei contratti è chiaro che, se ci  sono
  aumenti di spesa, aumenti connessi a premi di rendimento questo sì.
  Ma l'attività a meno che non si voglia

   PRESIDENTE. Però il salario è quello contrattuale.

   ARMAO, Assessore per l'economia Se vogliamo, sotto questo profilo,
  precisarlo, non c'è nessun problema. Ma i contratti non si possono,
  ovviamente

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi  io  apprezzo  che,
  finalmente insomma, anche l'Assessore si sia reso conto che, almeno
  al   comma   2,  ci  sono  scritte  cose  che  hanno   profili   di
  incostituzionalità  evidenti  su cui  ci  sono  state  anche  delle
  pronunce,  dato che ci sono stati svariati tentativi, da  parte  di
  legislatori,  di  andare  ad intaccare i  salari.  E,  c'è  scritto
   salario ,  quindi è ovvio che, non volendo ricorrere ai tribunali,
  evitiamo a priori.
   Io  ho  proposto nell'emendamento 4.36, mi pare a  pagina  14,  un
  emendamento omnicomprensivo che modifica, incastonando delle parole
  in  questo comma capestro, ma vorrei sottolineare che ci sono altri
  emendamenti.  Uno del collega Tancredi, che esclude  l'articolo  su
  Riscossione,  tranne che questa Regione si decida ad aver  un  ente
  che  fa  l'accertamento e la riscossione, cosa che sarebbe doverosa
  per   questa  Regione  che,  invece  di  perdere  pezzi,   dovrebbe
  rafforzare  questi strumenti fondamentali e dare dignità  a  questo
  Parlamento  e,  soprattutto, ai nostri concittadini  che  ci  hanno
  eletto  per  difenderli, non per farsi amputare pezzi  di  Regione.
  Scusate l'inciso.
   Vorremmo  modificare l'anno di riferimento 2020, perché quest'anno
  2020 è ovvio che le spese si sono ridotte.

   PRESIDENTE. Questo è stato chiarito, sarà il 2019.

   FOTI.  Abbiamo  tolto  la parola  salario  perché  c'è  la  parola
   salario

   PRESIDENTE. Sì, anche questo è a posto.

   FOTI. Soprattutto personale dirigenziale. Vorremmo aggiungere, tra
  l'elenco  di  cose  che le partecipate non devono fare,  aggiungere
   consulenze, servizi e godimento di beni di terzi  e, quindi,  dopo
  le parole comprese aggiungere delle parole.
   Poi  se  in toto, come dire, il Governo vuole riscrivere, e  vuole
  prendere  il  4.36 ricomprendere le cose che, fortunatamente,  sono
  entrate  nel  benestare del Governo, che mi  sembrava  colpito,  un
  attimo, da sono rimasta un po' scioccata leggendo questa cosa.
   Io,  se  lei  mi  dice  che  riscrivono riprendendo  in  toto  gli
  emendamenti, li può considerare ritirati, superati ma,   se  ancora
  ci   sono   tentativi,  io  intendo  depositare  questa  relazione,
  chiedendo proprio come pregiudiziale di questo articolo perché poi,
  secondo     me,     è     ovvio    che    il     buon     andamento
  dell'Amministrazione siccome poi a capo di queste  partecipate  voi
  ci  mettete persone di vostra fiducia, quindi secondo me una  legge
  per  farli  lavorare  bene  e non fargli  fare  sprechi  mi  sembra
  veramente il paradosso dei paradossi.
   Tranne che avete problemi sulle spartizioni di queste poltrone  Mi
  dispiace  dirlo.  Perché  se  non riuscite  a  fare  funzionare  le
  partecipate,  che voi stessi monitorate e voi stessi scegliete  chi
  mettere  a  capo,  voi  avete un problema che  non  potete  portare
  all'interno   di   questo  Parlamento  facendoci   approvare   roba
  impresentabile.
   Signor   Presidente,  lei  ritiene  necessario  che  presento   la
  pregiudiziale o modificano l'articolo?

   PRESIDENTE. Onorevole, lo discutiamo con il Governo. Se il Governo
  è  disponibile a fare una riscrittura che tiene conto di tutti  gli
  emendamenti va bene. Sennò si devono votare.

   FOTI. Va bene. Per me possono copiare il 4.36 e siamo a posto.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Foti è fondamentale  in  quest'Assemblea,
  per  cui  se  è  riuscita anche a fare cambiare idea, all'assessore
  Armao, vuol dire che è anche brava.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  con  riferimento,
  ovviamente  all'articolo 4, io anche per dare seguito al  dibattito
  sul  fatto  che non si possono comprimere istituti contrattuali  da
  contratto  collettivo nazionale del lavoro proporrei di  aggiungere
  dopo le parole  al comparto dirigenziale

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo si può togliere la mascherina?  Io  non
  sento una parola di quello che lei sta dicendo.

   LUPO. Eh, ma non è la mascherina il problema, Presidente.

   PRESIDENTE. E allora parli più vicino al microfono allora,  chiedo
  scusa.

   LUPO. Bisogna fare un po' di silenzio, il problema è diverso.

   PRESIDENTE. Per favore, colleghi, mi fate sentire quello che  dice
  l'onorevole Lupo? Onorevole Dipasquale, per favore. Grazie.

   LUPO.  Propongo di aggiungere alla fine del primo periodo dopo  le
  parole  afferente tutto il personale al comparto dirigenziale e non
  dirigenziale ,  le  parole  fatto salvo il rispetto  del  contratto
  collettivo nazionale di lavoro .

   PRESIDENTE.  Siccome il Governo ha già detto che  è  favorevole  a
  questa cosa, ora lo riscriviamo, un attimo.

   LUPO. Per quanto pleonastico, ovviamente, però

   PRESIDENTE.  No, ma siccome ci sono tutta una serie di emendamenti
  in  questo senso, ora io spero che il governo chieda di riscriverlo
  tenendo conto di tutte le osservazioni che sono state fatte.

   LUPO.  Benissimo.  Con riferimento invece al comma  5,  che  trovo
  molto  importante di questa finanziaria perché riguarda appunto  il
  costo  dell'indebitamento della Regione, penso che la relazione  di
  accompagnamento   al   disegno  di  legge  avrebbe   meritato   una
  spiegazione   un  po'  più  attenta  perché,  sostanzialmente,   la
  relazione dice meno di quello che dice il comma dell'articolo.
   Ora  dobbiamo sapere che è un'operazione di rinegoziazione  di  un
  indebitamento, credo, per centinaia e forse per qualche miliardo di
  Euro,  quindi è uno dei commi che richiede l'attenzione massima  di
  questo Parlamento e se è possibile avere qualche spiegazione in più
  da  parte dell'Assessore con riferimento specifico alla partita dei
  derivati che credo che siano parte di questo indebitamento  di  cui
  stiamo  discutendo  e  sui quali credo ci siano  pure  dei  giudizi
  pendenti,   se  ricordo  bene  le  cose  dette  sull'argomento   in
  Commissione Bilancio.
   Peraltro,  il  comma  5  poi  ha le lettere  a),  b),  c)  di  non
  semplicissima  comprensione e rispetto alle quali la  relazione  di
  accompagnamento nulla dice.
   Per  quanto  pleonastico abbiamo proposto l'emendamento  4.47  sul
  quale  il  Governo  ha  dato  già  parere  positivo.  Volevo  dire,
  Presidente, che ho riformulato l'emendamento 4.48 proponendo questa
  formulazione, l'introduzione di un comma 5bis, e chiedo  su  questo
  l'attenzione del Presidente Savona perché l'argomento  riguarda  in
  particolare  la  Commissione  Bilancio ,  la  valorizzazione  degli
  effetti  finanziari di cui al comma precedente  è  comunicata  alla
  Commissione  Bilancio  entro 20 giorni dalla definizione dei  nuovi
  contratti, questa o formula simile, non mi attacco alla parola,  ma
  io credo che sia corretto che l'Assemblea regionale venga informata
  sugli  effetti finanziari della definizione dei nuovi  contratti  a
  seguito  dell'applicazione del comma 5, quindi,  sia  con  riguardo
  alla revisione di ristrutturazione che riguardo alla rinegoziazione
  dei  contratti di approvvigionamento finanziario in  essere  al  31
  dicembre 2020.
   Capisco   che  è  quasi  impossibile  oggi  fare  una  previsione,
  immaginiamo  possa  esserci ovviamente un  contenimento  di  spesa,
  questo è il senso della norma, ma sapere tempestivamente qual è  il
  contenimento di spesa conseguito in applicazione della norma mano a
  mano  si  vanno  rinegoziando i singoli  contratti  penso  che  sia
  assolutamente dovuto da parte del governo. Grazie.

   PRESIDENTE. Prego, assessore Armao.

   ARMAO, assessore per l'economia. Grazie onorevole Lupo, per  darci
  la  possibilità di svolgere alcune precisazioni in merito.  Intanto
  io credo che la stessa previsione

   PRESIDENTE.  Colleghi, per favore, fatemi sentire  perché  non  si
  sente niente.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia.  La  stessa  previsione  delle
  declinazioni  dei punti a), b), c) al comma 5, non sono  altro  che
  quelli  che  vengono  chiamati in gergo dagli amministrativisti  un
  auto  limite dell'amministrazione cioè l'amministrazione sta  dando
  al  legislatore la possibilità di dettare i limiti entro  cui  deve
  svolgersi  il  negoziato, quindi sono dei paletti  che  proprio  il
  Governo ha ritenuto di offrire all'Assemblea, che ovviamente li può
  modificare,  irrigidire,  integrare e  disarticolare  o  sopprimere
  perché  è  chiaro che una soppressione determinerebbe un  range  di
  discrezionalità ben più consistente, mentre invece  questi  paletti
  dicono entro che limiti può svolgersi questo negoziato.
   Un  altro profilo importante riguarda, come vedete dai criteri, si
  vede  la  preclusione dell'allungamento del piano di  ammortamento,
  che  è un meccanismo che si utilizza di solito per, apparentemente,
  abbassare i tassi ma sostanzialmente allungarli perché nel  momento
  in  cui tu abbassi i tassi ma allunghi di dieci anni c'è il rischio
  che il costo complessivo cresca.
   Stiamo   dando,  quindi,  proprio  dei  paletti,  stiamo  offrendo
  all'Assemblea  dei  paletti per stringere  l'Amministrazione  anche
  perché le norme non sono state fatte per questo Governo, sono fatte
  per  i  governi che verranno, quindi le norme hanno una astrattezza
  ed una distanza dal contingente e così deve essere.
   Per  quanto  riguarda la possibilità di riferire in  Assemblea,  e
  soprattutto in Commissione  Bilancio , ma se vogliamo tipizzarlo  e
  precisarlo, il Presidente viene informato quasi in tempo  reale  di
  tutti gli adempimenti che si fanno.
   Avevamo  in cantiere un'audizione sul tema dei derivati poi  siamo
  partiti con la trattazione della legge di stabilità ma, ovviamente,
  da parte dell'Assessorato all'economia c'è l'assoluta disponibilità
  e  impegno a riferire alla Commissione su tutti i passaggi  che  si
  faranno,   anzi  lasciatemi  fare  una  considerazione  di   ordine
  personale, più che un onere, personalmente, lo considero un modo di
  sgravarmi  anche  da  responsabilità perché avere  la  condivisione
  della Giunta prima, e la condivisione della Commissione dopo, è  un
  elemento,  quando  si tratta di cose di queste dimensioni,  non  di
  poco momento, perché le responsabilità sono enormi e le conseguenze
  di  errori  possono  essere ancor più pesanti, e,  quindi,  siccome
  quando tornerò a fare la professione voglio tornare alla Corte  dei
  conti  da  avvocato  e non da soggetto sottoposto  a  procedimento,
  vorrei  evitare  in  tutti i modi di incorrere in  errori,  dovendo
  escludere il dolo, perché chi mi conosce sa che certamente non sono
  alla ricerca di dolo.
   Sotto  questo profilo, quindi, la condivisione, onorevole Lupo,  è
  più  che  auspicata. Se vogliamo mettere, come abbiamo fatto  anche
  sopra,  l'impegno  del  Governo, di  riferire  periodicamente  alla
  Commissione  per noi va benissimo, Presidente, lo dico  anche  agli
  Uffici dell'Assemblea, possiamo trasporla perché non facciamo altro
  che  tipizzare  un  adempimento che  viene  affidato  alla  pratica
  costante del rapporto tra Assessorato e Commissione  Bilancio .
   Per  quanto  riguarda  le  partite  in  gioco  la  rinegoziazione,
  onorevole Lupo, riguarda sostanzialmente Cassa Depositi e  Prestiti
  che già ci ha proposto alcune rinegoziazioni, perché il legislatore
  statale   con   l'ultima  legge  di  bilancio  ha  previsto   delle
  rinegoziazioni  e,  siccome si tratta di rinegoziazioni  dei  mutui
  sanitari,  si  tratta  di rinegoziazioni che  riguardano,  appunto,
  dimensioni enormi di finanza pubblica, riguarda miliardi di Euro di
  contratti,  ma Cassa Depositi e Prestiti è un soggetto  pubblico  e
  non  abbisognerebbe in nessun caso di un contratto, scusate di  una
  procedura di evidenza pubblica, perché è un soggetto con  il  quale
  si  va  in  affidamento  diretto, però è opportuno,  laddove  anche
  astrattamente  si dovesse ricorrere al mercato trovando  meccanismi
  più   convenienti,  che  ogni  ricorso  al  mercato  debba   essere
  assoggettato alle procedure di evidenza pubblica.
   Una  considerazione con riguardo ai derivati. Per questo credo che
  rinvierò a tutti i dettagli e alla questione che è assai gravosa  e
  che  è  costato  all'Erario siciliano molto.  Come  voi  sapete  la
  Sicilia  è  la  Regione  pilota, di  intesa  con  il  MEF,  in  una
  operazione  di  rinegoziazione  dei derivati  che  stiamo  facendo,
  ovviamente  d'intesa con l'Avvocatura dello Stato che sta  seguendo
  tutti  i  percorsi di rinegoziazione, credo che siamo alla vigilia,
  ma  non  posso . scusate ci sono dei procedimenti in corso in  sede
  giurisdizionale,  e  non posso scendere nei  dettagli,  siamo  alla
  vigilia   di  una  fase  molto  importante  che  potrebbe   portare
  significativi risparmi nelle casse della Regione.
   Quindi, consentitemi qualche altro giorno per potere dare maggiori
  dettagli però, appunto, il percorso di rinegoziazione positivo  sta
  andando  avanti e auspichiamo, ripeto, che si possa concludere.  Ne
  ho  dato  informazione alla Giunta qualche settimana fa,  spero  di
  poterne  dare  comunicazione  alla  Commissione   Bilancio    entro
  qualche giorno.

   PRESIDENTE.  Assessore,  quest'ultima  cosa  relativamente  a  che
  cosa? Ai dettagli?

   ARMAO, assessore per l'economia. Sui derivati.

   PRESIDENTE. Vorrei capire una cosa. Assessore, se qualche cosa  si
  deve  sistemare,  qualche  cosa continua a  non  essere  totalmente
  chiara  perché  anche  la  provvista  finanziaria,  si  ha  un'idea
  vagamente di cosa parliamo? Continuo ad essere convinto che non c'è
  motivo   di  fare  una  legge  per  consentire  all'Assessore   per
  l'economia di fare una rinegoziazione di un mutuo piuttosto che una
  revisione.  E' nei suoi compiti,  a prescindere dall'autorizzazione
  di  legge,  o  è  per qualcosa di specifico, che non  vedo,  oppure
  perché lo dobbiamo fare per legge?
   Lei   da  Assessore  per  l'economia  è  autorizzato  a  fare   le
  negoziazioni  per i mutui o rinegoziazione. Può essere  che  è  mia
  ignoranza  -  anzi,  lo  immagino  - però voglio  imparare,  voglio
  capire.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Presidente, credo  che  i  suoi
  Uffici potranno confortarla. Noi che facciamo i tecnici del diritto
  ci  viene  più  agevole confortarla nella conclusione  che  già  in
  precedenza    questo   Parlamento   ha   legiferato    autorizzando
  rinegoziazioni di mutui.
   Noi  siamo  in  quel solco rispetto ad una generica autorizzazione
  che è stata data in passato, questa volta poniamo dei paletti che -
  in qualche modo - basta leggerli.

   PRESIDENTE. Sono state autorizzate specifiche operazioni.

   ARMAO, assessore per l'economia. Anche di rinegoziazioni.

   PRESIDENTE. Qui si parla di una cosa così, abbastanza vaga.
   Possono   essere  rinegoziati  mutui,  revisionati,   non   stiamo
  parlando di una specifica operazione.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Il Presidente Savona lo sa  bene
  e ne abbiamo parlato tante volte.
   Una  delle  cose  su  cui si punta attraverso questa  norma  è  la
  rinegoziazione degli accordi che furono fatti tanti anni fa con  le
  banche  che  hanno condotto al cosiddetto concorso  finanziario  in
  conto interessi.
   Il  concorso  finanziario in conto interessi per  cui  la  Regione
  oggi  paga  una  quota - purtroppo - assai, assai significativa  di
  interessi  che  pagano i privati nel settore turismo,  agricoltura,
  attività produttive in vari settori.
   Ci  troviamo di fronte a una Regione che, rispetto al tasso che ha
  contrattato  il privato con l'istituto bancario, concorre  con  una
  cifra che va dal 70, 80, 90 per cento in alcuni casi.

   PRESIDENTE. In più?

   ARMAO, assessore per l'economia. No, no, percentuale del tasso.

   PRESIDENTE. Ah  Del tasso.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Si fa carico, è un  concorso  in
  conto  interessi. La Regione interviene come pagatore di una  quota
  dell'interesse che versa, mentre la sorte capitale è a  carico  del
  privato.
   Il  privato  ha  chiesto  un  mutuo,  restituisce  il  capitale  e
  l'interesse in concorso lo paga la Regione. Si tratta di una  forma
  di  incentivazione  che non è, appunto, in conto  capitale,  ma  in
  conto interessi.
   Cosa  è  accaduto,  purtroppo? Su questo abbiamo  avviato  già  un
  approfondimento e intendiamo tracciare una linea e  non  continuare
  in questo modo.
   E'  accaduto  che  nel  passato  la  Regione  abbia  rinunciato  a
  rinegoziare,  per  parte sua, mentre lo ha  consentito  alla  parte
  privata il tasso di interesse con la conseguenza che, a seguito  di
  questa rinegoziazione, il privato paga pochissimo mentre la Regione
  continua  a  pagare  una quota parte pesante di  un  interesse  che
  arriva  in alcuni casi - lo abbiamo visto col Presidente  Savona  -
  all'11 per cento.
   E'  pensabile ancora oggi che si paghino tassi  Ma se  il  privato
  paga l'1 e la Regione paga il 10  e, quindi, il totale fa l'11.

   PRESIDENTE.  Mi  viene troppo facile da potere dire  e  perché  la
  Regione  paga il 10? Allora, si pone il caso che le faccia  qualcun
  altro.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Perché quando è stata fatta  una
  rinegoziazione, abbiamo appurato questa cosa.
   Quando  è  stata  fatta nel 2007 o 2006 una rinegoziazione,  si  è
  pattuito  con gli enti bancari - lo abbiamo scoperto in un'attività
  che  abbiamo svolto quasi da investigatori perché non si  trovavano
  carte, non si trovava nulla - la Regione decise unilateralmente che
  non  voleva  rinegoziare questi mutui e che chiedeva una erogazione
  di  somme.  Sostanzialmente, si è trattato di una  sorta  di  mutuo
  mascherato perché la Regione ha differito sugli esercizi futuri  le
  risorse, incassandole direttamente quelle della rinegoziazione, che
  avrebbe  potuto, invece, differire nel tempo e agevolando i bilanci
  futuri.  Ha,  sostanzialmente, fatto  una  operazione  finanziaria.
  L'abbiamo  individuata e, quindi, è chiaro che oggi, per uscire  da
  questo  loop, da questa maglia, occorre sedersi con gli istituti  e
  dire  signori...

   PRESIDENTE. Sì, le volevo chiedere, nei limiti di quale  guadagno?
  Cioè,  noi  siamo  in  condizione oggi di  dire  perché  lei  va  a
  rinegoziare,  Assessore, non potrebbe essere diversamente;  ma  nel
  momento  in cui lo autorizza il Parlamento, mi piacerebbe  avere  i
  dati  più  precisi,  in cui il Parlamento le  chiede  di  fare  una
  revisione  perché  scenda del 30 per cento il costo,?  C'è  un'idea
  oppure è così? Rinegoziatelo. C'è un minimo a cui il Parlamento può
  dire  bene abbiamo fatto una cosa che comporta un guadagno di e  lo
  possiamo  utilizzare come guadagno? Da domani, avendo fatto  questa
  operazione, avremo questi quattrini in più.
   Altrimenti rischiamo, io non ho dubbi, Assessore, che sia  chiaro,
  che  la  sua  persona,  peraltro con le capacità  che  ha  lei,  le
  rinegoziazioni  le  farebbe  certamente non  voglio  rischiare  che
  vengano fatte come sono state fatte altre volte in passato, non  da
  lei.  Però,  il  Parlamento deve avere un minimo di garanzie,  dire
  rifacciamo  le rinegoziazioni e poi si rifà quello che si  è  fatto
  tot  anni  fa  quando  si  facevano  cavolate',  il  Parlamento  ha
  autorizzato  a  fare una  cavolata'. Mi piacerebbe  di  più  essere
  certo  che  il  Parlamento  possa  dare  delle  indicazioni.  Cioè,
  chiediamo  all'assessore  per  l'economia  una  rinegoziazione  che
  arrivi almeno al 20 per cento di guadagno.
   Una cosa di questo genere darebbe forza al Parlamento, forza a chi
  va  a trattare perché dice:  Guardate, è inutile che trattiamo o io
  ottengo  il  20  per  cento di guadagno o è  inutile  che  tratto ,
  avrebbe  un  senso. Fatta così non capisco perché  deve  essere  la
  Regione,  lei  dice me lo dicono i miei uffici. I  miei  uffici  mi
  dicono che sono state autorizzate alcune operazioni specifiche, non
  in  assoluto  il  Parlamento autorizza l'assessore  a  rinegoziare,
  perché  questo lo può fare autonomamente per i fatti suoi,  non  ha
  bisogno dell'autorizzazione del Parlamento.
   Lo sto dicendo, giuro,  senza alcun tipo di polemica, perché credo
  che  sia  utile  ottenere  più  un risultato  preciso  per  cui  il
  Parlamento   fa  un'operazione  e  ne  ha  ottenuto  un  beneficio;
  altrimenti  se si ripete quello che è stato fatto alcuni  anni  fa,
  con  chi ha fatto quel tipo di trattativa, di fatto, la Regione  ci
  ha  perso, non ci ha guadagnato. Però, ripeto, parlo da buon  padre
  di  famiglia,  non  da giurista né economista, però  mi  sembra  di
  capire,  con  la  mia media intelligenza, che queste  cose  possono
  essere fatte più precise.
   Per  cui,  volevo sapere, siccome bisogna modificare alcune  cose,
  prima  di  dare la parola oper gli altri interventi, se l'assessore
  mi dà la disponibilità

                     (Intervento fuori microfono)

   Siamo  lavorando  Avete dibattuto tra l'Aula e il Governo per  due
  ore,  se  io ho qualcosa da chiarire, se permettete, me  lo  faccio
  chiarire; non devo chiedere il permesso a nessuno
   Vorrei  sapere  se  il Governo intende fare questa  riscrittura  o
  passiamo alla votazione.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Va benissimo,  Presidente,  se
  vogliamo  indicare una soglia minima, noi così riscriviamo l'intero
  articolo...

   PRESIDENTE. E anche sul comma 2?

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Sul  comma  2  avrei  già  una
  riscrittura, però se andiamo a riscrittura complessiva...

   PRESIDENTE. E la facciamo complessiva.  Siccome ha solo quella del
  comma 2, facciamo pure questa e rinviamo la seduta a lunedì.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Inserendo  anche  l'emendamento
  4.46.

   PRESIDENTE. Inserendo anche tutte le cose di cui si è parlato  che
  mi sembrano tutte più o meno corrette e che lei stesso ha accettato
  ovviamente; quelle su cui lei si è esposto...

   ARMAO, assessore per l'economia. 4.47 e recepiamo 4.47 e 4.48.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Di Paola)

   PRESIDENTE.  Non  esageriamo   Stiamo  migliorando  un   articolo,
  onorevole  Di  Paola. Siccome discutendo si ragiona,  magari  fosse
  ogni giorno così

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Abbiamo finito. Si va a lunedì con la riscrittura.

                           (Brusìo in Aula)

   Scusate, con calma, non so perché all'improvviso c'è tutta  questa
  agitazione    Siccome  il  Governo,  a  mio   avviso   con   grande
  correttezza,  ha dichiarato di sistemare, di fare una  riscrittura,
  io  intanto...   - è inutile che parlate perché con  la  mascherina
  sento rumori ma non sento quello che dite, è inutile, è inutile che
  continuiamo  gli interventi -  per cui concludiamo  questa  seduta,
  riapriamo  lunedì mattina perché da lunedì si comincia  a  lavorare
  mattina e pomeriggio. Quindi, lunedì alle  ore 11.00.
   La  seduta è sospesa e riprenderà lunedì, 22 marzo 2021, alle  ore
  11.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.11 del 19 marzo 2021, è ripresa
                   alle ore 11.03 del 22 marzo 2021)

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.    La   seduta  è  ripresa.  Proseguiamo   i   lavori,
  interrotti  venerdì,  con  il disegno  di  legge  che  riguarda  la
  finanziaria.
   In  attesa  del  Governo,  della Commissione  ed  anche  di  molti
  colleghi, sospendo la seduto fino alle ore 12.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.04, è ripresa alle ore 12.43)

   La seduta è ripresa.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Zafarana è in congedo per  la
  seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.   Prima  di  dare  la  parola  al   Presidente   della
  Commissione  Bilancio , che me l'ha chiesta, l'onorevole Pasqua  ha
  chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

   PASQUA.  La  ringrazio Presidente, io vengo qui per  chiederle  di
  calendarizzare al più presto possibile, immediatamente dopo  queste
  sedute  di sessione di legge di stabilità, una serie di sedute,  io
  spero,  almeno  una  seduta nella quale  si  tratti  della  materia
  sanitaria.
   Perché  Presidente le richiedo questo? Perché - e questo è notorio
  a  tutti - la pandemia non è finita, la pandemia è in piena  corsa,
  ci  troviamo in questo momento nella terza ondata e in questa terza
  ondata di contagi che stanno sempre più crescendo da un lato  nella
  popolazione sta crescendo il contagio, dall'altro lato l'assessore,
  il  Governo non stanno reagendo nella maniera dovuta. Perché,  così
  come  qualche mese fa chiedemmo, presentammo una mozione di censura
  nei confronti dell'assessore e motivavamo quella mozione di censura
  con degli argomenti che erano legati alla mancanza di tracciamento,
  incapacità  di fare un numero consistente di tamponi  e  quindi  di
  diagnosi,  di  prognosi, di come stava andando il contagio,  ancora
  oggi siamo rimasti nella stessa condizione.
   E'  cambiata solo una cosa, è cambiato il fatto che adesso ci sono
  i  vaccini. Bene, avevamo chiesto allora di provvedere, il  Governo
  si  doveva  organizzare, la parola organizzazione era fondamentale.
  Organizzare i vaccini

   PRESIDENTE. Onorevole Pasqua, mi va bene già bene la sua proposta,
  lo facciamo.

   PASQUA.  No,  no, me la faccia finire perché la cosa è importante,
  perché in questi giorni quello che sta succedendo è sotto gli occhi
  di tutti. Sono sotto gli occhi di tutti, le file, gli assembramenti
  nei centri vaccinali. Ci sono in questo momento

   PRESIDENTE. Onorevole Pasqua, lei ha ragione in tutto  quello  che
  sta dicendo, prendo assolutamente per buona la sua proposta.

   PASQUA. La devo motivare. Mi dia qualche minuto, la devo motivare,
  la prego.

   PRESIDENTE.  E'  più  che motivata, non ha bisogno  di  motivarla,
  onorevole  Pasqua,  la  prego, siamo in finanziaria.  Le  do  altri
  trenta secondi.

   PASQUA. Ok. Ci sono settantanovenni che sono in fila sotto l'acqua
  nei  centri  vaccinali,  mentre  i  primi  di  gennaio,  quando  le
  vaccinazioni avvenivano negli ospedali, non c'erano file. Lo sapete
  perché?  Ve  lo devo dire perché. Questo è importante,  Presidente
  Perché  in  questo momento ci sono nei centri vaccinali otto  spazi
  disponibili in ogni centro, mentre medici ce ne sono solo  quattro.
  E' chiaro che il sistema informatizzato che prende le prenotazioni,
  cosa  fa? Prende le prenotazioni per otto posti disponibili, quando
  poi  ci  sono  solo  quattro  medici.  Questo  è  un  problema   di
  disorganizzazione   Ecco, perché le file ed  i  settantanovenni  in
  fila sotto l'acqua.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pasqua.

   PASQUA. Provvediamo immediatamente.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Pasqua, devo dire che io  che  sono
  uno che non lesino critiche quando, secondo me, è giusto farle.  La
  notizia  di  ieri  è che la Sicilia è stata ieri la  prima  Regione
  d'Italia  in  numero  di  vaccini  per  cui,  giusto  oggi   questa
  lamentela   Come dire, vediamo se le cose funzionano.  Ieri,  o  sa
  guardo  i  telegiornali come lei, e ieri Sicilia e Lazio  erano  le
  prime  due  regioni  d'Italia. Per cui, godiamoci  almeno  le  cose
  buone.

   n. 961/A e n. 962/A

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                       legge n. 961/A e n. 962/A

   SAVONA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, la volta scorsa ci  siamo  fermati
  per  quanto  riguarda  l'articolo 4, comma 5, sui  chiarimenti  che
  doveva dare l'assessore in quell'occasione.
   Noi abbiamo avuto, da parte del Ragioniere generale e quindi anche
  dell'assessore, una relazione dettagliata, che vorrei fotocopiare e
  dare  tutti  i componenti dell'Aula, la possibilità di  avere  così
  chiarezza su quel che riguarda il comma 5, la procedura che si deve
  autorizzare   per   cercare  di  risparmiare  due   punti   passati
  percentuali  di  interessi che l'assessore spiegherà  meglio  degli
  altri come stanno le cose.
   Quindi,  io  vorrei  depositare questa relazione  da  parte  degli
  uffici,  se non è già depositata, che chiarisce quello che  poi  si
  deve fare.

   PRESIDENTE.  Quindi,  presidente  Savona,  chiedo  scusa,  la  sua
  proposta qual' è? Quella di andare avanti sul quattro?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Sul quattro.

   PRESIDENTE. Con questo chiarimento che c'è stato, che lei lo  dica
  all'Aula  o  lasciamo la parola all'assessore  prima  di  leggerlo,
  diciamo, perché se lo dobbiamo leggere dobbiamo interrompere.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Se l'assessore ha
  qualche cosa in più da aggiungere?

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,   no,  no,  no,  mi  scusi  l'emendamento  va   integrato
  ulteriormente perché c'era un passaggio, delle proposte  emendative
  del partito democratico, che non è stato contemplato.
   Me  ne  sono  accorto  e,  quindi, l'ho  rimandato  al  Ragioniere
  generale per un approfondimento, proprio per essere coerenti con le
  cose  che  ci  eravamo detti che avremmo tenuto  in  considerazione
  delle   osservazioni  dell'Aula.  Quindi,  signor   Presidente,   è
  necessario un breve differimento per completezza, quindi, un  breve
  differimento

   PRESIDENTE. Quindi, il quattro non lo possiamo trattare adesso.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Signor Presidente, aspetto  l'ok
  del Ragioniere generale, quindi, dobbiamo andare avanti.

   PRESIDENTE. Quindi, mettiamo da parte un attimo l'articolo 4.
   L'articolo 14, con la riscrittura, si può trattare, se noi,  però,
  abbiamo  la riscrittura. Non c'è la riscrittura. Sull'articolo  14,
  che  cosa  pensiamo di fare? Quindi, non c'è riscrittura,  non  che
  deve arrivare  Non la si fa proprio. Scusi, non l'avevo capito.
   Allora si riprende l'esame dell'articolo 14, sul quale c'era stata
  la discussione, quindi si deve cominciare a votare.
   Ci  sono gli emendamenti soppressivi, fatemi capire un attimo  che
  cosa  stiamo facendo. Colleghi, ci sono degli interventi, ma tenuto
  presente  che  sulla discussione generale dell'articolo  già  siete
  intervenuti  tutti, dobbiamo cominciare a votare, non  ricominciamo
  con il dibattito.

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  posto
  che   questo   articolo   sarebbe  opportuno   che   si   trattasse
  compiutamente  in  Commissione I, ma  se  si  vuole  andare  avanti
  comunque,  con  i  colleghi, il collega Zito e noi  altri,  abbiamo
  presentato l'emendamento 14.8 che vi chiedo, e chiedo all'Aula,  di
  apprezzare.
   Lei,  4 giorni fa, quando abbiamo iniziato, 5 giorni fa, disse  al
  riguardo di questo articolo che era opportuno svecchiare, eccetera,
  eccetera. Però, non ha fatto una considerazione, Presidente, ed ora
  sicuro la farà dopo queste mie parole. Con questo articolo così  si
  permetterebbe  a  chi  è  in  pensione di  poter  rientrare  dentro
  l'amministrazione  regionale  a  tempo  determinato.  Ecco   perché
  abbiamo  presentato questo emendamento che esclude  le  persone  in
  quiescenza per motivi di età. In pratica succederebbe che ciò che è
  uscito dalla porta, rientrerebbe dalla finestra.
   Presidente  era  il 6 agosto quando questa Aula ha  votato  contro
  quell'emendamento   ad   personam,   quell'articolo   che   avrebbe
  consentito ad un ben determinato dirigente regionale di rimanere al
  lavoro  anche  oltre  i propri limiti di età di  quiescenza.  Bene,
  signori, dobbiamo fare una cosa: o stralciamo tutto l'articolo,  lo
  portiamo  di  nuovo in commissione, si rivede con un testo  intero,
  oppure se volete comunque salvare l'articolo vi chiedo di approvare
  questo  emendamento il 14.8 che esclude quella possibilità,  quella
  possibilità su cui questa Assemblea si era già espressa.

   PRESIDENTE. Onorevole Pasqua, c'è una norma statale che  dice  che
  chi  è  stato  messo in pensione, non può ottenere  altro  tipo  di
  incarichi  se non a titolo gratuito e al massimo per un  anno,  per
  cui io escluderei che attraverso la norma di questo genere ci possa
  essere  il  rientro dei dirigenti regionali. Lo chiedo al  Governo.
  Queste  sono le mie conoscenze, ma può essere che il vaglio, volevo
  che il Governo intervenisse su questo argomento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.     Onorevole    Cracolici,    siccome    l'intervento
  dell'onorevole  Pasqua  è  dirimente,  cioè  se  fosse  come   dice
  l'onorevole Pasqua lo stralcio io l'articolo, ma se non è come dice
  l'onorevole Pasqua, così come mi viene detto ed allora  è  inutile,
  per  questo  volevo  che  il Governo rispondesse  prima.  Onorevole
  Cracolici, ha facoltà di parlare.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  con
  tutto  il rispetto per l'onorevole Pasqua che ha usato la variabile
  emendamento 14.8 per precisare, io pongo un problema che  lo  pongo
  in  questo  caso a lei che vale per 14 ma per altri  articoli.  Noi
  vogliamo fare una legge di stabilità coerente con l'accordo che  ha
  fatto il Governo regionale con lo Stato?

   PRESIDENTE. Mi piacerebbe di no, ma credo che sia pubblicato.

   CRACOLICI.  Se  dobbiamo farlo, l'articolo 14, ancorché  recepisce
  una  norma  che  già contenuta nell'ordinamento  nazionale  ma,  di
  fatto,  autorizza  contratti  diciamo con  personale  esterno  alla
  Regione che è vietato dall'accordo che ha fatto la Regione.  Allora
  mettiamoci d'accordo: dobbiamo continuare su una linea che  diciamo
  che siamo con l'accordo, ma poi facciamo le norme che differiscono,
  ma  questo vale per il 14? E forse vale per lo snellimento a cui si
  vuole lavorare per la legge di stabilità. Se dobbiamo fare norme in
  contraddizione con l'Accordo, questa è una di quelle.  Ecco  perché
  le  chiedo,  signor  Presidente, e lo chiedo pure  al  Governo,  di
  essere  coerente con l'Accordo che ha firmato. Questa  norma  è  in
  difformità  all'Accordo,  al  di là se l'ordinamento  razionale  lo
  prevede.  Poi  se si cambia l'Accordo, cambieremo le norme.  Ma  ad
  oggi è così.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, anche qui,  l'Accordo  vieta  le
  assunzioni a tempo indeterminato. Questo è un eventuale

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Non credo, ma in ogni caso io rifiuto di credere  che
  noi  non si possano fare più delle norme che valgono per il futuro,
  anche se in questi mesi c'è un Accordo che poi vieterà di assumere.
   Io  spero sinceramente che questo Accordo possa durare giorni  non
  mesi perché è un Accordo che va cambiato, assolutamente, perché  se
  no  i  disagi  creati sono infiniti. Per cui non possiamo  fermarci
  perché c'è un Accordo che io, spero, venga cambiato  Dopo di che se
  non  si  cambierà. c'è un Accordo che vieterà di  mettere  in  atto
  questa legge ma in ogni caso la legge è legge, può rimanere per  il
  futuro. Per cui non stiamo lì a dire che ogni cosa non si può  fare
  perché  per ora sono vietate le assunzioni. Perché, ripeto,  sempre
  quello che ho continuato a dire, purtroppo la Regione siciliana  ha
  una  età  media  di impiegati di 61 anni. Se noi non  cominciamo  a
  mettere  una  serie  di paletti per cercare di ringiovanire  questa
  situazione,  non  funzionerà mai niente. Poi oggi  c'è  un  Accordo
  pazzesco  che dice che non possiamo assumere. Non assumiamo  ma  le
  leggi si devono fare comunque, a prescindere da quello che si  farà
  la settimana prossima.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  al  netto  della
  discussione sull'Accordo Stato-Regione, io le chiedo di stralciarlo
  questo  articolo  proprio  in virtù della discussione  che  abbiamo
  fatto  sull'articolo  11,  dell'impegno  che  c'è  stato  da  parte
  dell'Assessore  sul  disegno  di  legge  che  è  incardinato  in  I
  Commissione.    Stiamo   facendo   un   ragionamento   complessivo.
  Personalmente ho ritirato un emendamento perché c'era un impegno  a
  discuterne compiutamente in Commissione. Ora continuare  su  questo
  articolo  dopo  che abbiamo rimandato perché abbiamo aspettato  una
  riscrittura che non è arrivata. Evidentemente non c'è

   PRESIDENTE.  Quello  che lei dice ha una  logica,  per  carità  se
  l'Assessore  ritiene con la riforma si può chiarire tutto,  per  me
  non ci sono problemi. Ma lo deve dire l'Assessore.

   CIANCIO. Io chiedo a lei e all'Assessore di stralciarlo.

   PRESIDENTE. Assessore intervenga, se lei ritiene che  poi  con  la
  riforma  che  si è impegnato a fare possono inserirsi anche  queste
  cose  qui,  non è un problema mio, è un problema del Governo.  Dica
  che  devo fare e lo facciamo. L'intervento della Ciancio ha una sua
  logica  nel  senso  che  l'altro giorno  lei  ha  preso  l'impegno,
  l'impegno potrebbe essere preso per tutto questo.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente,  onorevoli deputati, io  sono  chiaramente  per
  confermare  la  norma  che,  però,  che  la  ritengo  di  carattere
  ordinamentale, che ritengo che la norma serva per dare alla Regione
  siciliana  uno  strumento importante. Nei limiti  in  cui  è  stata
  pensata mettendo il limite delle risorse delle facoltà assunzionali
  non creeremmo danno.
   Però,  alla luce del ragionamento che abbiamo aperto in  Aula  per
  andare a ragionare complessivamente sul tema della dirigenza,  sono
  pronto  a  trattare questo articolo, questo argomento  insieme  con
  tutto il ragionamento che andremo a fare sulla dirigenza.

   PRESIDENTE.  Grazie,  Assessore. Mi sembra una  scelta  che  anche
  questa ha una logica. Quindi stralciamo l'articolo 14.
   Prima  di dare la parola, vediamo su che articolo andiamo, a  meno
  che non si chiede la parola a prescindere.
   Se  il  Governo è d'accordo possiamo andare all'articolo 9, quello
  di Riscossione Sicilia. Assessore Armao, va bene?
   Ha facoltà di parlare l'assessore Armao.

   ARMAO,  assessore  per  il bilancio. Signor  Presidente,  ci  sono
  alcuni  emendamenti  che,  sebbene  apprezzabili  sul  piano  degli
  auspici, che sono quelli del mantenimento dei livelli occupazionali
  che,  certamente, la Regione difenderà in tutti i modi e con  tutte
  le   possibilità  e,  sono  convinto,  anche,  con  assoluto  esito
  positivo,  perché non è stato, in alcun modo, palesato  all'Agenzia
  delle  Entrate  di  volere  effettuare contenimenti  di  personale,
  quindi,  è  una  preoccupazione legittima ma,  diciamo,  in  questo
  momento, non correlata ad alcuna preoccupazione effettiva.
   Sul  punto, signor Presidente, mi preme sottolineare una cosa  che
  riguarda  anche la storia economica di questa Regione.  Il  Governo
  Musumeci,  che  ha  seguito questo negoziato  assai  complesso  con
  l'Agenzia   delle  Entrate  e  Riscossione,  e  con  il   Ministero
  dell'economia,  è riuscito ad ottenere dal legislatore  statale  lo
  stanziamento nell'articolo 1, comma 1090, della legge di  bilancio,
  di 300 milioni di euro in favore di Riscossione. Un impegno enorme,
  di cui va dato atto al Governo del tempo, al Ministro dell'economia
  del tempo, al Presidente dell'Agenzia del tempo ed attuale, va dato
  atto  al  lavoro che ha fatto questo Governo regionale nel trattare
  con Roma.
   Mi  piace  segnalare che il Banco di Sicilia fu mandato al  macero
  per  una  cifra sostanzialmente eguale, cioè, oggi, questo Governo,
  insieme  al  Governo nazionale, è riuscito a fare qualcosa  per  la
  Sicilia  che, se si fosse fatto vent'anni fa, quando  il  Banco  di
  Sicilia  aspettava 700 miliardi per non saltare, probabilmente,  il
  Banco di Sicilia sarebbe ancora in piedi.
   Tanto  per  avere  la percezione di quanta massa  finanziaria  sia
  stata  mobilitata,  e quanto lavoro ci sia, perché  non  è  che  il
  Governo  nazionale  andava cercando qualcuno  a  cui  regalare  300
  milioni.  E'  stato frutto di un confronto leale ma, anche  di  una
  oggettiva  disponibilità ed attenzione,  di  cui  debbo  dare  atto
  all'avvocato Ruffini, che mi piace menzionare in questa  sede,  per
  la  sua  estrema attenzione al tema di Riscossione Sicilia. Proprio
  perché  Riscossione  Sicilia  fa  un  lavoro  nell'interesse  della
  Sicilia   ma,  fa  anche  un  lavoro  nell'interesse  del   Governo
  nazionale, poiché raccoglie risorse finanziarie anche per  l'erario
  statale, non solo per l'erario regionale.
   Pensate la riscossione nell'interesse degli ordini professionali o
  dell'INPS,  quindi,  quanto  di attività,  che  svolge  Riscossione
  Sicilia,  è  fatta  per conto dello Stato, e non  per  conto  della
  Regione.
   E'   evidente   che  ci  sia  stato  uno  sforzo   corale,   molto
  significativo, e che il risultato sia altrettanto significativo,  e
  che  va  rimarcato, perché 300 milioni di euro messi a disposizione
  sono  importanti.  Oggi, l'articolo che vi prego  di  guardare  con
  estrema  attenzione, perché devo ringraziare, qui, anche il  dottor
  Mineo,  che  è  il Dirigente generale che ha personalmente  seguito
  settimanalmente  il  confronto col  Governo  nazionale  e  che,  in
  qualche  modo,  ha  costruito  ed abbiamo  costruito  questa  norma
  insieme.  Guardiamo, quindi, a questa norma, come ad una norma  non
  frutto  di  un'elaborazione regionale ma, come una norma che  nasce
  dall'esigenza,  per chi ama la poesia ricorderà  la  rima  baciata,
  cioè  la  necessità che le disposizioni dello Stato interconnettano
  con le disposizioni della Regione correttamente.
   Se  ci fosse una discrasia, comprendete bene che, il percorso  che
  stiamo  facendo e che dobbiamo fare nel più breve tempo  possibile,
  per  evitare soluzioni di continuità che, comprendete bene, in  una
  materia  come  questa, non ci possono essere. Noi  dobbiamo  avere,
  dall'oggi al domani, il passaggio da Riscossione Sicilia ad Agenzia
  delle  Entrate  senza traumi, effetti, problemi di qualsiasi  tipo,
  anche  sul  piano informatico, c'è un lavoro dietro assai complesso
  e,  ripeto,  ringrazio tutti i funzionari, i dirigenti, coloro  che
  sono  messi a disposizioni nei due gabinetti e nelle due  strutture
  amministrative per garantire questo approccio.
   Chiederei,  per cortesia, a chi ha presentato gli emendamenti,  di
  considerare  che questo testo è il frutto di una concertazione  col
  MEF  e,  quindi,  non  è  il  frutto di un'elaborazione,  per  cui,
  modifiche  od integrazioni significative, e non parziali, rischiano
  di  diventare  un  elemento  ostativo  all'obiettivo  che  vogliamo
  raggiungere,  e non un elemento di fluidificazione, fermo  restando
  che  il  Governo è pronto ad assumere ogni impegno di  difendere  i
  livelli  occupazionali,  le  garanzie salariali,  le  garanzie  dei
  lavoratori  che nessuno intende lasciare, anche perché mica  stiamo
  rivolgendoci  al  mercato, stiamo parlando con una  agenzia  che  è
  l'Agenzia dello Stato.
   Quindi,  la  ringrazio  della parola, perché questa  precisazione,
  Presidente,  era  molto  importante, proprio  per  sottolineare  la
  peculiarità, non solo dell'impegno profuso da Stato e Regione e del
  risultato  raggiunto ma, soprattutto, la peculiarità  della  norma,
  che è una norma frutto di una scrittura che deve consentire che  le
  disposizioni  legislative statali e regionali  siano  perfettamente
  coincidenti,  e  non ci siano discrasie preclusive  della  celerità
  degli adempimenti.

   PRESIDENTE.  Peraltro, vorrei dire che questi emendamenti,  a  cui
  faceva  riferimento l'assessore, sarebbero emendamenti  su  cui  io
  avrei  dei dubbi farli passare, perché noi non possiamo, come dire,
  prendere,  indicare  allo Stato quello che  deve  fare,  perché  il
  trasferimento  del  personale è gestione statale,  noi  quello  che
  possiamo  fare è trasformarli in ordini del giorno, fare un  ordine
  del  giorno che venga votato da tutta l'Assemblea, e garantirsi che
  il Governo tenga presente di queste obiezioni nel momento in cui va
  a fare la trattativa con lo Stato.
   Non  c'è dubbio che tutto quello che è stato detto è logico, tutti
  gli emendamenti sulla salvaguardia occupazionale sono assolutamente
  logici,  però, ripeto, io sarei molto in difficoltà nell'ammetterli
  perché,  comunque, riguardano una scelta dello Stato  che  noi  non
  possiamo, per legge, condizionare.
   Possiamo  condizionare, possiamo farne con un  ordine  del  giorno
  provare a portare le cose a quello che ci conviene però, ripeto, se
  gli  emendamenti  dovessero rimanere io  sarei  in  difficoltà  nel
  poterli  ammettere, perché comunque si tratterebbe di   Cosa  aveva
  chiesto prima l'onorevole Sunseri, onorevole Savarino?

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, noi come
  Diventerà Bellissima abbiamo presentato sia in Commissione che  poi
  riportato in Aula un emendamento che tende a salvaguardare  proprio
  e  a  tutelare i lavoratori di Riscossione Sicilia, sia nella  loro
  posizione giuridica, che anche economica.
   Raccogliamo  però  l'invito dell'assessore  Armao  e  del  Governo
  Musumeci,  consapevoli che l'impegno preso in  questa  sede,  anche
  ufficiale  come quella dell'Assemblea regionale siciliana,  in  una
  seduta  pubblica, di farsi carico della tutela di questo  personale
  nelle  trattative che il dottore Mineo e il Governo Musumeci stanno
  intrattenendo  con  il  Governo nazionale  e  con  l'Agenzia  delle
  Entrate,  per  far sì che appunto si possa dare una prospettiva  di
  sicurezza  a questi lavoratori, e a questo compito primo importante
  che  è  quello  di Riscossione Sicilia, quindi, una prospettiva  di
  serenità professionale, lavorativa.
   Noi ritiriamo il nostro emendamento, stiliamo un ordine del giorno
  che  presenteremo  e  che inviteremo il Governo  ad  approvare  con
  parere favorevole.

   PRESIDENTE.  Probabilmente, onorevole Savarino,  la  ringrazio  se
  l'ordine  del  giorno  potete provare a farlo  insieme  agli  altri
  Gruppi, in modo che si faccia un ordine del giorno soltanto.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  signori
  onorevoli, ovviamente gli ordini del giorno li dovremmo leggere, ma
  se  tutti  gli ordini del giorno sono in questo senso, non potranno
  che  essere  accolti dal Governo, anche perché io  mi  permetto  di
  sottolineare  che  il comma 7 dell'articolo 9,  nel  richiamare  la
  norma  nazionale  che  ha  previsto quell'ingente  stanziamento  di
  risorse  che,  ripeto, se fosse arrivato per il  Banco  di  Sicilia
  venticinque anni fa non piangeremmo la fine della più grande  Banca
  siciliana,   mentre  invece  altre  banche  nazionali  sono   state
  sostenute  e  sono  rimaste  in vita, cosa  che  non  dobbiamo  mai
  dimenticare, dice  nelle more dell'attuazione dell'articolo 1 e del
  passaggio  del  personale  di Riscossione Sicilia  alle  dipendenze
  dell'Agenzia delle Entrate , quindi, la norma dice chiaramente, non
  dice un pezzo o a seguito di negoziato, del passaggio del personale
  all'Agenzia,  quindi, sotto questo profilo il  Governo  ha  inteso,
  anche  nella  relazione  alla norma, scrivere  chiaramente  che  il
  personale deve transitare senza rimodulazioni, riduzioni alcuna.

   PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, intanto se preparate questo  ordine
  del giorno.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Ovviamente gli ordini del giorno
  non  potranno che confermare l'intendimento del Governo  in  questo
  senso, grazie.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vabbè  diciamo  è
  stato  detto già abbastanza su questa norma, chiaramente fa seguito
  alla  norma dello Stato che stanzia quella cifra di 300 milioni  di
  euro  per  il  passaggio a Riscossione Sicilia  dell'Agenzia  delle
  entrate,  un  lavoro che dura tanti anni, mi permetto di  suggerire
  due emendamenti.
   Uno,  raccolgo  l'invito  dell'assessore, perché  gli  emendamenti
  erano  stati  anche  da  parte nostra, riguardavano  il  personale,
  andavano  in  quella direzione, io ho presentato,  assessore,  così
  come  lei  già  giustamente dicendo al comma 7, dove si  parla  del
  personale  in maniera - diciamo - un po' nascosta, ma c'è,  cioè  è
  nelle  more del passaggio del personale di Riscossione Sicilia,  ho
  presentato  un  emendamento in cui si dice fatti  salvi  i  livelli
  occupazionali, che si aggiunge a quella frase nel comma  7,  se  si
  può valutare positivamente.
   E  l'altra,  invece, quello che ritengo più utile per  la  società
  anche  nei riversamenti nei confronti della Regione, visto che  non
  intacca il bilancio, è posticipare il riversamento, cioè il 9.36 in
  cui   dico  che  quello  previsto  dall'articolo  5  al   comma   5
  dell'articolo  9 dal primo settembre 2021 ed entro  il  10  ottobre
  2021,  lo  sposto dal primo novembre 2021 ed entro il  10  dicembre
  2021,  in  modo  tale  che non abbiamo refluenze  sul  bilancio,  e
  permette a riscossione di non dover riversare subito, cosa  che  ad
  oggi  neanche  ha, perché ha già difficoltà anche  nel  pagare  gli
  stipendi ai dipendenti, e c'è il rischio sul serio che a luglio  si
  ritrovi  senza  un  euro  in cassa, e quindi  probabilmente  questo
  potrebbe dare una mano alla società.

   PRESIDENTE. Sulla prima parte dico che stiamo preparando  l'ordine
  del  giorno proprio perché non possiamo farli noi salvi  i  livelli
  occupazionali, possiamo solo chiedere che lo facciano, ma  non  c'è
  tutto   un  ordine  Tancredi,  Lentini,  Cracolici  poi  Di  Paola,
  Barbagallo e Lupo.
   Poi  approfitto,  il  tempo  che arriva  l'onorevole  Tancredi  al
  pulpito,  che  ora  tra  un  pochettino finiremo,  dopodiché  prima
  dell'inizio  dell'Aula, nel pomeriggio, convoco  una  Capi  gruppo,
  così  stabiliamo anche quello che immaginiamo di fare per il  dopo,
  chiedo  scusa  onorevole  Tancredi e  contemporaneamente  chiederei
  all'assessore Armao, se mi dà i tempi sull'articolo  4,  ah  è  già
  arrivato, ah perfetto benissimo.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, allora
  Presidente,  assessore  Armao ci siamo  più  volte  confrontati  su
  quest'articolo, noi avevamo presentato una serie di emendamenti che
  ora   ritroviamo  anche  nel  testo,  ovviamente  tutti  i   nostri
  emendamenti,  che  sono  frutto di un lavoro  congiunto,  anche  di
  interlocuzione  e  di  confronto,  con  diversi  sindacati  che  si
  occupano  di riscossione, quindi di soggetti che all'interno  della
  società  hanno negli anni cercato di garantire quelle che  sono  le
  figure i livelli occupazionali soprattutto, noi siamo ben lieti  di
  ritirarli.
   Contestualmente  abbiamo già preparato un ordine  del  giorno  che
  impegna  il Governo a trovare il modo di mantenere quelle che  sono
  le peculiarità e i livelli occupazionali dell'azienda, anche perché
  ricordo  che  Riscossione ha già un contratto che è  equivalente  a
  quello che l'ex Equitalia a livello nazionale ha.
   C'è  da  sottolineare  che  ovunque  l'Agenzia  delle  entrate  ha
  assorbito  dei  soggetti regionali, ha garantito  tutti  i  livelli
  occupazionali   assorbendo   totalmente   il   personale,   auspico
  fortemente che il Governo non retroceda di un millimetro da  questo
  aspetto,  perché per come la vedo io sarebbe un elemento  anche  di
  rinuncia al proseguire del percorso.
   Io  quindi  annuncio il ritiro dei nostri emendamenti relativi  al
  che  modificavano  in  parte quello che  era  il  percorso,  ma  ci
  aspettiamo  che tutti gli ordini del giorno che verranno presentati
  vengano   accolti,  perché  la  salvaguardia  del  personale   che,
  ovviamente,  non ha alcuna colpa di queste variazioni, deve  essere
  totalmente assoluto, grazie.

   PRESIDENTE. Ripeto anche all'onorevole Tancredi, ordine del giorno
  facciamone  uno  tutti  insieme,  perché  se  no  perde  anche   di
  efficacia, vabbè poi adesso lo vediamo. Assessore prima degli altri
  interventi, perché se lei risponde ogni volta perdiamo.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Era per precisare all'onorevole
  Sunseri,  che  a  differenza degli altri che appunto  attengono  ai
  rapporti  tra stato e Regione, questo riguarda, invece, i  rapporti
  tra  Riscossione  e  Regione, quello del 9.36. Su  questo,  ripeto,
  anche  in relazione all'interlocuzione che abbiamo avuto col MEF  -
  e,  in  particolare,  devo  anche qui ringraziare  il  viceministro
  Castelli,  che  è  stata  estremamente disponibile  a  valutare  le
  posizioni di Riscossione - su questo, essendo un rapporto tra noi e
  Riscossione,   non  determinerebbe  problemi.  Quindi   su   questo
  emendamento  si  può  addivenire ad un  recepimento  da  parte  del
  Governo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI.  Grazie,  signor Presidente. Stiamo togliendo  tutti  gli
  emendamenti  a  questa  norma, a questo  articolo  9,  però,  dico,
  bisogna avere la certezza che effettivamente   perché un ordine del
  giorno,  come  noi sappiamo, non è che è tanto semplice  che  venga
  rispettato. E considerato che noi dobbiamo accertarci che i livelli
  occupazionali,  ma  non solo i livelli occupazionali,  anche  senza
  soluzione   di   continuità,  con  la  salvaguardia   dei   livelli
  occupazionali, giuridico economici e previdenziali.
   Considerate  una  cosa, assessore, che la  legge  -  allora  primo
  ministro  Renzi  -  praticamente sono  stati  tutti  trasferiti  in
  Agenzia  delle entrate tutte le società, dalla Valle  d'Aosta  fino
  alla  Calabria,  e  tutti  hanno avuto lo  stesso  riscontro:  sono
  rimasti  i  livelli  occupazionali, sono  rimasti  alle  qualifiche
  conseguite,  a tutto quello che occorreva per fare il  passaggio  e
  completarlo in modo giusto.
   Quindi,  se  lei, se il Governo ha la certezza che questo  avverrà
  senza che ci siano problemi, che si creino problemi al personale  e
  a  tutto quello che gli spetta, per me possiamo andare avanti e  va
  bene così. Però ci vuole la certezza che, insomma, io non lo so, la
  certezza un ordine del giorno, Presidente, mi pare un po' così.
   Però,  Presidente, io vorrei capire una cosa:  ma  la  delega  per
  trattare Riscossione   assessore Turano

   PRESIDENTE. Assessore Turano, sta parlando l'onorevole Lentini sta
  parlando all'assessore Armao. Grazie.

   LENTINI. Ma, mi scusi, la delega a trattare su Riscossione Sicilia
  non   ce   l'ha  Musumeci?  Quindi  mi  farebbe  piacere  che   per
  quest'ordine  del giorno ci fosse anche il Presidente  a  prendersi
  questo incarico da parte nostra, del Parlamento, perché è una  cosa
  molto molto peregrina messa così, com'è stata messa.

   PRESIDENTE.  Noi,  onorevole Lentini, considerati  gli  interventi
  tutti nella stessa direzione, possiamo chiedere, voi che presentate
  l'ordine  del  giorno, di inserire nell'ordine del  giorno  che  il
  Governo  venga  comunque  a  riferire in  Aula  prima  della  firma
  dell'accordo.  In modo che così si capisce qual è  lo  stato  della
  trattativa, almeno per averne una cognizione noi in Parlamento. Per
  cui se preparando l'ordine del giorno inserite anche questo forse è
  meglio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Io prendo atto che la norma che è contenuta nella legge
  di stabilità prova a salvare il salvabile, nel senso che è evidente
  che la Regione sta trasferendo a un ente costituito ad hoc, che  si
  chiama  Agenzia  delle entrate Riscossione, le  funzioni  che  sono
  proprie della Regione siciliana.
   Non  so se questo sarà sufficiente   si, si, ma lo dicevo in senso
  positivo, lei ormai è così prevenuto che anche quando parlo bene di
  lei,  lei,  per  si e per no, si mette, come dire, dall'altro  lato
  della barricata.
   Detto  questo, voi sapete che io sono uno di quelli che  considera
  questa  una  ineluttabile prospettiva, dato  il  fallimento  a  cui
  abbiamo consegnato Riscossione Sicilia in Regione.
   Ora,  l'Assessore vantava il fatto che lo Stato ci  ha  messo  300
  milioni in questa operazione. Non ho capito cosa ci stiamo mettendo
  noi.  Perché in questa norma non è contenuto nulla sulla situazione
  debitoria  di Riscossione Sicilia che, come è noto, non riguarda  i
  300  milioni  che sostanzialmente era il debito con il  Montepaschi
  Serit,  e per cui io, la dico così a bassa voce, spero che  non  mi
  senta  nessuno,  questi  300  milioni  che  lo  Stato  ha  dato   a
  Riscossione Sicilia in realtà li ha dati a Montepaschi.  Perché  li
  ha  dati  a Riscossione per darli a Montepaschi? Perché  se  i  300
  milioni  avesse dovuto conferirli direttamente a Montepaschi,  così
  come ha fatto per ripianare la situazione debitoria di Montepaschi,
  avrebbe avuto un ulteriore problema con l'Unione europea, visto che
  stiamo parlando di aiuti di Stato.
   Quindi  i  300  milioni non sono una generosità nei  confronti  di
  Riscossione Sicilia, ma mi sembra più nei confronti di Montepaschi.
  Detto  questo. Siamo in questo stato, ripeto, questa  norma  ha  un
  buco.  Il buco è, ma rispetto alla situazione debitoria, che rimane
  in capo, perché Riscossione Sicilia stiamo trasferendo le funzioni.
  Ma  non è che stiamo liquidando Riscossione Sicilia. Se Riscossione
  Sicilia non è posta in liquidazione, l'Assessore se mi ascoltasse.
   Avendo  fatto,  come dire, un plauso iniziale perché  non  abbiamo
  ceduto   una  competenza  statutaria  della  Regione,   ma   stiamo
  trasferendo le funzioni, la domanda però che mi pongo è: poiché non
  è   posta   in  liquidazione  Riscossione  Sicilia,  la  situazione
  debitoria  di  Riscossione Sicilia come la  si  affronta,  c'è  una
  gestione a stralcio? Perché noi ci stiamo liberando della gestione,
  poi con i problemi del personale, che anch'io dico, ci mancherebbe,
  il  personale deve essere salvaguardato nelle funzioni, nel profilo
  di carriera, ma etc. etc.
   Ma  attenzione  che  il  problema non è  il  personale  in  questa
  vicenda.  Il problema di fondo è la Regione siciliana deve comunque
  porre  in  liquidazione  Riscossione  Sicilia,  e  deve  dire  come
  affrontare la parte che, al netto dei 300 milioni che lo  Stato  ci
  dà per onorare il debito di Riscossione Sicilia con il Montepaschi,
  rimane  in  capo a Riscossione Sicilia un debito enorme.  Si  parla
  almeno di 150 milioni. Questo debito, noi stiamo facendo una  norma
  al buio perché non ce lo stiamo caricando nel bilancio e non stiamo
  affrontando il nodo come si pone in liquidazione Riscossione.
   Cioè altro che 1  settembre  Attenzione colleghi, dal 1  settembre
  2021  rischia di non passare nulla allo Stato, proprio  perché  non
  c'è  il  nodo che va affrontato ora di come gestione la  situazione
  della  liquidazione, visto che affidiamo ad un  altro  soggetto  la
  gestione,  la liquidazione della società, ripeto, il cui debito  si
  stima  oltre  i  150  milioni di euro  al  netto  dei  300  dati  a
  Montepaschi. Quindi è una domanda che pongo all'Assessore, non è un
  ordine del giorno il tema.

   PRESIDENTE. Grazie. Ha facoltà di parlare l'Assessore Armao.

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Non  era   alcun   tipo   di
  prevenzione, soltanto che nel diritto amministrativo.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici  Lo fa parlare

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Io non riesco  a  litigare  con
  l'onorevole  Lupo.  Non ci riesco, per mio limite.  Abbiamo  troppe
  cose in comune per litigare.
   Passati in comune.

   PRESIDENTE. Colleghi, colleghi

   ARMAO,  assessore per l'economia. Cose culturali. Non  quelle  che
  immagina lei.

   PRESIDENTE. Assessore Armao, se lei si limita alla risposta  forse
  è meglio.

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Serve  anche  chiarire   che
  purtroppo, erroneamente, riportano i giornali.
   Per quanto concerne questa - capisco che lei ha la possibilità  di
  ascoltare sussurri che noi non sentiamo - però questa novità che  i
  300  milioni vadano al Monte dei Paschi, credo che non la  sappiano
  neanche a Roma.
   Evidentemente sono informazioni che noi non abbiamo e che lei  ha,
  e mi fa piacere.
   Ma,  allo  stato, i 300 milioni - e da qui l'accordo -  servono  a
  risistemare   complessivamente  la  situazione,   non   ad   essere
  direttamente riversati a Monte dei Paschi.
   Pertanto,  per  quanto  comprendo che gli auspici  possano  andare
  verso  una  Banca notoriamente radicata in Toscana e  che,  quindi,
  dovrebbe  avere queste risorse con grande piacere -  il  Presidente
  della Commissione bilancio ha antiche frequentazioni con la Banca -
  però  i  300  milioni servono complessivamente alla chiusura  delle
  posizioni debitorie.
   Noi  ne stiamo mettendo altri 18 - il comma 4, che mi permetto  di
  sottolineare, prevede altri 18 milioni - ed in più stiamo abrogando
  la norma che prevede la restituzione dei 5.
   Quindi,  la Regione sta facendo tutto quello che può, ma  evidente
  che questi 300 milioni devono chiudere e l'idea dell'accordo con lo
  Stato è proprio complessiva.
   Ma  -  ripeto - su questo l'interazione, l'interlocuzione è piena,
  serenissima e lineare.
   Dovranno  chiudere la partita, non è pensabile - è chiaro  che  si
  tratta  di  una  SPA  e, comunque, eventuali debiti,  se  si  va  a
  liquidazione, saranno sottoposti ad una procedura liquidatoria  con
  quello che è  .

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Certo. Ma i  300  milioni  sono
  stanziati per risolvere complessivamente tutte le questioni.
   Quindi,  escludo che servono soltanto a restituire  le  risorse  a
  Riscossione,  a  Monte Paschi, anche perché sul punto  -  come  lei
  saprò bene - ci sono dei contenziosi.
   Quindi, non è che è detto, è pacifico che Riscossione Sicilia  sia
  debitrice per 300 milioni nei confronti di Monte Paschi.
   Anzi,   ci  sono  molti  profili  di  dubbio,  anche  perché   non
  dimentichiamo  che  Monte Paschi - attraverso  una  sua  società  -
  gestiva il servizio di riscossione in Sicilia.
   Quindi,  la questione è un po' complessa, anzi molto complessa,  e
  storicamente risalente.


                        Sull'ordine dei lavori

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  ho  chiesto
  di  intervenire  sull'ordine dei lavori  perché  siamo  preoccupati
  dalla  riflessione che abbiamo sentito dire stamattina, cioè quella
  di calendarizzare i lavori, organizzare
   Mai  come oggi i Siciliani che tutta la finanziaria venga discussa
  davanti, non solo ai microfoni, ma che tutti abbiano la possibilità
  di  prendere  atto  degli  emendamenti,  delle  riflessioni,  delle
  proposte di tutte le forze parlamentari.

   PRESIDENTE. Ed ha avuto notizie?

   BARBAGALLO.  Queste operazioni di taglio e cucito  ci  preoccupano
  molto. Noi siamo pronti, il Partito democratico è pronto a lavorare
  sedici,  diciotto ore al giorno in quest'Aula, fino  a  quando  non
  finiremo i lavori.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, non c'è nessun taglio e cucito.

   BARBAGALLO.  Io  volevo questa rassicurazione,  Presidente,  anche
  perché   la   scorsa  settimana  abbiamo  assistito   a   dibattiti
  stucchevoli  -  e  le  diamo atto che lei è  venuto  incontro  alle
  richieste dell'opposizione, laddove sono intervenuti spesso diversi
  deputati della maggioranza su argomenti che, certamente, non  erano
  dirimenti per le sorti della Sicilia.
   E'  un momento delicato, ed i Siciliani hanno diritto ad assistere
  ai  lavori parlamentari per farsi un'idea di quello che succede  in
  Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Barbagallo, credo che  nessuno  abbia  mai
  proposto di fare sedute d'Aula a cui non possano assistere tutti  i
  Siciliani. Dopo di che non c'è nessun taglio e cucito.
   Alle 15.30 ci vedremo con i Capigruppo, perché non c'è dubbio  che
  bisogna  individuare  limitazioni negli  interventi,  bisogna  fare
  tutto  quello  che  è necessario perché, comunque,  la  finanziaria
  venga  approvata  nei tempi utili a che possano essere  pagati  gli
  stipendi  di  tutte  le collegate e le partecipate  della  Regione.
  Punto.
   Dopo di che non c'è nessun taglio e cucito, può stare il diritto -
  non  solo  il dovere - ma neanche il diritto né di tagliare  né  di
  cucire.
   Non  c'è dubbio che si debbano prendere degli accordi fra tutti  i
  Gruppi  parlamentari  per  far sì che la finanziaria  possa  essere
  completata,  ma  questo  è  un  argomento  che  trattiamo   con   i
  Capigruppo.

   n. 961/A e n. 962/A

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                       legge n. 961/A e n. 962/A

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Grazie  Presidente,  Governo, colleghi,  io  credo  che,  a
  proposito dell'articolo 9, è comprensibile che vi sia una  notevole
  preoccupazione    da   parte   del   personale   di    Riscossione;
  preoccupazioni  che  noi  facciamo  nostre  e  che  non   troviamo,
  francamente, fuori luogo.
   Penso  che sia necessario garantire a questo personale il  massimo
  della  tutela, il massimo delle garanzie occupazionali e la  tutela
  dei loro diritti.
   Le  organizzazioni  sindacali lamentano che non  hanno  mai  avuto
  l'opportunità  di  confrontarsi  in  maniera  approfondita  con  il
  Governo  su  questo  tema.  Io penso  che  noi  questo  impegno  al
  confronto  dobbiamo  assumerlo anche  come  Parlamento  e,  quindi,
  nell'ordine del giorno che presenteremo, Presidente, che  assorbirà
  l'emendamento  9.30 perché effettivamente di competenza  nazionale,
  inseriremo  anche  una  richiesta  nei  confronti  del  Governo  di
  informare  periodicamente  almeno la Commissione   Bilancio   e  di
  confrontarsi periodicamente con le organizzazioni sindacali.
   Sul  tema  però, Presidente, siccome questo Governo ha  avuto  una
  interlocuzione nazionale per l'attuazione delle norme di cui stiamo
  discutendo,  io vorrei sapere il tema personale è stato  affrontato
  dal Governo regionale con l'allora Governo Conte 2? Si è sviluppato
  un  confronto?  Abbiamo almeno delle garanzie che sono  state  date
  allora per iscritto, verbalmente? Risultano agli atti? Possiamo far
  valere  oggi nei confronti del Governo Draghi qualcosa di ufficiale
  che ci aiuti a tutelare questi lavoratori? Se così, bene. Se non  è
  così, io credo che si faccia con l'attuale Governo, cioè che ci sia
  la  formalizzazione  dell'impegno  alla  tutela  del  personale  di
  Riscossione  Sicilia  oggi  con  questo  Governo  che  dovrà   dare
  attuazione alle norme di cui stiamo discutendo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  PAOLA.  Grazie Presidente, Governo, colleghi.  Presidente,  io
  noto un forte imbarazzo. Forte imbarazzo soprattutto, devo dire, da
  parte  degli  autonomisti che negli anni spesso si sono  battuti  e
  spesso  hanno  fatto vari interventi molto critici  qui  da  questo
  scranno.
   Un   forte  imbarazzo,  Presidente,  perché  spesso  parliamo   di
  Commissioni paritetiche e di verbali delle Sommissioni paritetiche.
  Spesso parliamo del dislivello tra le Regioni del Nord e le Regioni
  del  Sud. Parliamo della nostra autonomia e del fatto di far valere
  la  nostra autonomia ai tavoli che contano, ai tavoli ministeriali.
  Però,  Presidente, noi oggi stiamo perdendo una delle,  come  dire,
  uno  dei  focus della nostra autonomia. Cioè ad oggi, ed al  di  là
  delle  buone intenzioni, perché capisco la gestione passata che  ha
  portato,  le  gestioni passate che hanno portato  a  questi  enormi
  buchi, però da oggi si sta avviando un percorso, si sta avviando un
  percorso  per  far  perdere alla Sicilia,  alla  Regione  siciliana
  l'autonomia della riscossione, perché, anche se noi diciamo che  in
  questo  momento  stiamo solo trasferendo le  funzioni  ma  a  lungo
  andare sarà così.
   E allora dico poi, Presidente, non stiamo qui a parlare di LEA, di
  livelli  di  assistenza essenziali, di ponte  sullo  Stretto  e  di
  tantissime altre cose, perché ad oggi il Governo regionale, capisco
  che  era,  da  quello che ha detto anche l'Assessore una  sorta  di
  vicolo  cieco,  però, dico, in questo momento il Governo  regionale
  che  ha chiesto allo stato di salvare Riscossione Sicilia, cioè,  è
  stato  questo  Governo regionale che ha chiesto  -  come  ho  anche
  ascoltato  e  condivido - con una pochissima concertazione  con  le
  varie  categorie.  E,  quando quasi tutti i Gruppi  parlamentari  o
  tutti   i   Gruppi   parlamentari  ci  preoccupiamo   dei   livelli
  occupazionali, la preoccupazione è una preoccupazione certa  perché
  stiamo  parlando  di 600 e passa dipendenti che non  è  sicuro  che
  verranno, che i livelli occupazionali verranno garantiti.
   Allora,  signor Presidente, noi gli emendamenti li  abbiamo  fatti
  perché   anche   con   le  categorie  sindacali   non   c'è   stata
  concertazione. Questo risultato che è stato raggiunto  dal  Governo
  regionale  è  un  risultato che ha raggiunto il  Governo  regionale
  senza  confrontarsi  poi  con le categorie  d'interesse.  E,  veda,
  signor Presidente, dico che noi abbiamo fatto un emendamento per la
  salvaguardia  dei  livelli occupazionali, lei può  anche  dire  che
  questo  emendamento, questi emendamenti sono inammissibili,  faremo
  l'ordine  del  giorno. Non penso che sarà un ordine  del  giorno  a
  potere  tutelare  i livelli occupazionali, però oggi  noi  perdiamo
  qualcosa, noi stiamo perdendo qualcosa. E, dico che quando si perde
  qualcosa, signor Presidente, la responsabilità viene diluita un po'
  a  tutti; però, principalmente questa responsabilità, a mio modo di
  vedere,  signor  Presidente, la si deve addossare a questo  Governo
  regionale  ed  a  chi  ha fatto le trattative per  ottenere  questo
  risultato al ribasso per la nostra Regione. Grazie.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.   Grazie,  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mentre
  ammazzavo  il tempo, attendendo un po' gli interventi dei colleghi,
  ho  visto  dal  sito  dell'Assemblea regionale e  della  Presidenza
  bellissime  immagini  e, poi, ho cercato lo Statuto  della  Regione
  siciliana.  C'è una bella frase che avete messo lì e  c'è  scritto:
   Lo  Statuto  è la Carta fondamentale, fondamentale    -  onorevole
  Cracolici, l'ho ascoltata con grande interesse e le chiedo  di  non
  distrarre il Presidente -  Lo Statuto è la Carta fondamentale della
  Regione  in quanto, quale fonte di rango costituzionale,  ai  sensi
  dell'articolo 116 della Costituzione, disciplina l'organizzazione e
  le   funzioni  regionali .  Invece,  ci  ritroviamo  in  un  lunedì
  qualsiasi,   tra   gli  sbadigli  generali,  ad  interloquire   con
  l'interlocutore non esattamente delegato a discutere di Riscossione
  Sicilia  perché  manca  il Presidente della  Regione  e  con  delle
  discussioni  farcite di condizionali che sono davvero  poco,  poco,
  poco rassicuranti.
   Qualcuno  dovrebbe fare pace con se stesso. Da questo  scranno  ho
  sentito colleghi, che appartengono allo stesso Gruppo, da una parte
  dire che si sono impegnati anni ed anni per questo passaggio di cui
  c'è  una  gran  confusione  e condizionale,  dall'altra  altri  che
  recriminano  l'economia e pezzi di questo Statuto  che,  in  parte,
  nonostante sia Carta fondamentale - questo c'è scritto nella pagina
  della  Presidenza dell'Assemblea - ad esempio, per quanto  riguarda
  l'articolo 37 io mi chiedo com'è che noi faremo - e penso  che  non
  si  farà mai - calcoleremo i redditi e le imposte e la quota che ci
  spetterebbe delle imprese che, pur operando con i propri impianti e
  stabilimenti qui in Sicilia, hanno sede fiscale presso altre  parti
  d'Italia.  Cioè, mi chiedo se, togliendoci anche questo  strumento,
  stiamo onorando questo Statuto che è Carta fondamentale. Va bene
   Io  sono  abbastanza  contrariata  da  tutta  la  vicenda.  Vorrei
  ricordare  che  se  Riscossione è in quelle condizioni  ed  ha  dei
  debiti  non  solo con Monte dei Paschi, ha dei debiti pure  con  la
  Regione,   oltre   150   milioni  di  euro,  io   vorrei   chiedere
  all'interlocutore, se è l'assessore Armao, bene,  o  se  è  qualcun
  altro,  caro  Presidente, ce lo procuri in fretta, perché  vorremmo
  capire la Regione se riceverà mai queste somme da Riscossione o  da
  parte dello Stato, oppure poi se ne parlerà qualche altra volta.
   Sui  dipendenti, io come dire, non è per essere pessimista ,ma non
  è  che  mi  fidi  molto da quello che c'è scritto, Presidente.  Tra
  l'altro,  ad esempio, l'ultimo sgambetto bello pesante lo Stato  ce
  l'ha  fatto  l'anno  scorso, perché da una parte,  giustamente,  ha
  concesso ai cittadini di non pagare più e quindi le riscossioni nel
  resto  delle  regioni sono state, come dire, messe a binario  morto
  per  lasciare in pace i cittadini, chiusi in casa e preoccupati per
  la  pandemia,  e ci ha messo dei soldi, giustamente, per  pagare  i
  dipendenti  e,  comunque,  garantire la  sostenibilità  delle  ADER
  regionali;   mentre  per  la  Sicilia  c'è  arrivata  soltanto   la
  comunicazione  che  non  dovevamo  più  riscuotere,  ma   i   soldi
  gliel'abbiamo  dovuti  mettere  noi,  Presidente,  e,  quindi,   la
  situazione si è maggiormente aggravata.
   Io  annuncio il mio voto contrario, non so i miei colleghi, non ne
  abbiamo  parlato,  come  vorranno, proprio  per  segnalare  la  mia
  contrarietà a tutta l'operazione, ma desidererei che l'Assessore ci
  chiarisse anche la situazione debitoria nei confronti della Regione
  successivamente  come procederà e vorrei delle  risposte  chiare  e
  veritiere, ovviamente, perché insomma non sono abituata  agli  atti
  di fede.
   Un  inciso, Presidente. Io la scorsa settimana le avevo chiesto in
  merito  all'accordo Stato-Regione che lei ha detto che non potevamo
  stralciare  gli  articoli che riguardavano il patto  con  lo  Stato
  perché  dovevamo assolutamente ottemperare; poi, a un altro collega
  ha  detto  che  l'Aula era sovrana, quindi se  l'Aula  decideva  di
  votare  articoli in contrarietà all'attuazione dell'accordo, l'Aula
  era  sovrana.  L'accordo riguarda il blocco delle assunzioni  della
  dirigenza. Io le ricordo che su un chiarimento abbastanza  confuso,
  lei  ci  ha fatto ritirare degli emendamenti sui dirigenti a  tempo
  determinato e noi siamo andati in fiducia sua e dell'Assessore, per
  poi scoprire che nel testo dell'accordo non c'è scritto dirigenza a
  tempo  indeterminato,  ma  dirigenza  punto.  Quindi,  è  tutta  la
  dirigenza.
   Quindi, io non mi aspetto che lei, come dire, ci serva dei bidoni,
  voglio  sperare che non ho capito bene io; però, così  non  si  può
  procedere. Mi aveva detto che poi arrivavano i chiarimenti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti, per quanta riguarda  quello  che  io
  dico,  continuo ad esserne convinto nel senso che io da  Presidente
  dell'Assemblea un articolo che riguarda l'accordo tra lo Stato e la
  Regione  non lo posso stralciare, ma se poi l'Aula lo boccia  è  un
  problema  che  non  mi  appartiene  più.  Quindi,  io  non   potevo
  stralciarlo  e  continuo  a dire che se  poi  l'Aula  lo  boccia  è
  bocciato,  ma  non  posso essere io nei rapporti istituzionali  che
  esistono  tra  l'Assemblea e lo Stato a stralciare un articolo  che
  prevede  un  accordo  che è stato fatto, e di  questo  continuo  ad
  essere assolutamente convinto.
   Per  quanto  riguarda  la questione determinato  e  indeterminato,
  l'Assessore  è  intervenuto  dando la spiegazione.  Non  posso  che
  credere  all'Assessore; quindi, quando io le ho detto   l'Assessore
  ha detto così , per cui evidentemente è così. Non credo che ci sia,
  intanto,  ovviamente, nessuna volontà di dire  cose  che  non  sono
  corrette, ma in questo caso credo che, alla fine, siano state dette
  le cose più corrette possibili.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Caronia.  Ne  ha
  facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessori,  in
  realtà intervengo a fine del dibattito che ampiamente, diciamo,  ha
  sviscerato  le preoccupazioni che, come dire, tutti noi  componenti
  di  questo  Parlamento  abbiamo  più  volte,  in  più  sedi,  fatto
  presente.
   Io   ritengo   che   non  essendo  a  favore,  ovviamente,   della
  depauperazione di quelle che sono le nostre competenze  statutarie,
  anzi,   notando  una  progressiva  perdita  delle  nostre  capacità
  statutarie  e  di  accordi  che sempre più  penalizzano  la  nostra
  indipendenza e la nostra autonomia, non ultimo questo  Accordo  che
  trovo  assolutamente ingiusto ed iniquo, al quale questo Parlamento
  sta  in  qualche  modo  cercando di porre dei  rimedi,  perché  una
  approvazione tout court sarebbe un inginocchiamento davanti ad  una
  logica che io non comprendo e che vedo che non è compresa da  buona
  parte di noi.
   Allora,  io ritengo che in merito a questa norma che nasce  in  un
  momento  in  cui  io  non ero nemmeno in Parlamento,  nasce  da  un
  Governo che non era questo, che però da parte del personale è stato
  visto   come   un   salvataggio   ad  una   situazione   complessa,
  contraddittoria se vogliamo, ma sicuramente preoccupante per quello
  che   è  la  platea  di  quasi  700  persone  che  lavorano  presso
  Riscossione.
   Ovviamente, il tema dibattuto in Commissione  Bilancio  è stato  a
  lungo   oggetto   degli  interventi  di  quasi   tutti   i   Gruppi
  parlamentari.  Però, io mi chiedo - e ovviamente accolgo  l'appello
  del  Presidente dell'Assemblea Miccichè di esprimere con un  ordine
  del  giorno  qual è l'intendimento quindi lo sottoscrivo  e  chiedo
  agli Uffici di sottoscriverlo anch'io - il tema però, a mio avviso,
  va  compreso in termini più puntuali, rispetto a una domanda che mi
  sovviene.
   Noi  stiamo,  tra virgolette, subendo, perché comunque  in  questo
  momento arrivano 300 milioni a Riscossione arrivano per sanare  una
  situazione  difficilmente  sanabile al  nostro  bilancio  e  quindi
  perdere  anche la capacità riscossoria che, comunque, è una  grande
  sconfitta - lo dobbiamo riconoscer al di là di qualsiasi  siano  le
  posizioni ideologiche ma è chiaro che è una grande sconfitta  -  ma
  dall'altra quanto meno il ristoro sarebbe di dare serenità a questi
  700  lavoratori che, comunque, hanno una tipologia contrattuale che
  ad  oggi non è stata discussa rispetto a quello che potrà essere il
  loro futuro.
   E  mi  spiego meglio. Io vorrei sapere dall'Assessore due domande.
  Innanzitutto,  il  significato più specifico di questo  emendamento
  9.41  di  cui  non comprendo bene i dettagli. Non comprendo  perché
  bisogna  cassare l'articolo 9, non ne comprendo la  ragione.  Posso
  comprendere l'aggiunta del secondo comma, ma non comprendo  cassare
  il  primo.  E  in  seconda battuta, chiedo all'Assessore  in  quale
  tavolo  e  qual  è  il  tavolo  di discussione  nel  quale  si  sta
  discutendo  il  passaggio del personale che passa da  un  contratto
  regionale  a  un  contratto dei bancari.  E  poi  mi  faccio  anche
  un'altra domanda: gli immobili di proprietà di Riscossione  saranno
  anche  questi oggetto di un risucchiamento automatico da  parte  di
  ADER?  Io questo me lo chiedo perché abbiamo parlato lungamente  di
  patrimonio  ma  anche  questi sono dei temi che  sarebbe  opportuno
  approfondire. Così come quello del non riscosso.
   Allora, queste questioni che riguardano il contro bilanciamento di
  una  cessione,  di  una  cessione creditoria  che  comunque  è  una
  sconfitta,  dovrebbe  essere quanto meno controbilanciato  con  una
  adeguata trattativa che ci vede non soccombenti, almeno per  quanto
  riguarda  il  personale  ma  anche  per  quello  che  riguarda   il
  patrimonio immobiliare di Riscossione, nonché del non riscosso.
   Questi  temi  venendo meno le norme che riguardano  il  personale,
  saranno  delegate a un tavolo del quale non ho sentito  parlare  in
  maniera  dettagliata  in  merito a queste puntualizzazioni  che  ho
  appena  fatto, vorrei capire bene qual è la volontà del Governo.  E
  io   ritengo  opportuno  che  le  Commissioni  competenti,   quella
   Bilancio  e forse anche quella  Lavoro , avessero anche  un  ruolo
  nella valutazione di quelli che saranno gli step successivi. Perché
  non  è  per  mancanza  di  fiducia però la gente  ci  chiede  delle
  spiegazioni e ci chiede anche delle indicazioni chiari  in  termini
  di  sostanza ma anche temporali. Perché la variante tempo non è una
  variabile indifferente. La norma è del 2016, siamo nel 2021, ancora
  questo  personale oggi, per ragioni che prescindono dalla pandemia,
  vive una condizione di assoluta precarietà.
   Allora,  ritengo  che  sono  delle  problematiche  che  andrebbero
  chiarite in maniera molto chiaro. Grazie, Presidente.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Ma è l'ultimo intervento  perché  poi
  l'Assessore deve dare chiarimenti.

   FIGUCCIA.  La  ringrazio, Presidente, sarò  veramente  brevissimo,
  proprio  perché, ovviamente, ci accingiamo a votare e,  quindi,  un
  chiarimento rapidissimo da parte dell'Assessore.
   Non  credo  che  questo articolo possa diventare l'oggetto  di  un
  dibattito che ruota attorno ai temi della riscossione dei  tributi,
  attorno  ai  temi dell'applicazione degli articoli 36  e  37  dello
  Statuto. Ci sono cose che sono, ci vedono tutti d'accordo sul  tema
  della  riscossione.  Però,  siccome  in  questo  momento,  in  modo
  particolare,  la  vera  priorità,  al  di  là  delle  aziende   che
  producono, magari, in Sicilia pur avendo sede in altre Regioni  che
  devono  lasciare  qui le tasse, e questo è un tema,  assolutamente,
  atavico. E sono d'accordo con la collega che, meriterebbe, da solo,
  una   seduta   per  approfondire  alcuni  aspetti  che  riguardano,
  certamente, lo Statuto Speciale della Regione siciliana.
   La  cosa  che  chiedo all'Assessore, perché questo  è  quello  che
  dobbiamo attenzionare attraverso questo articolo,  è: i dipendenti,
  effettivamente,  sono nelle condizioni, attraverso questo  transito
  da  Riscossione ad Agenzia delle Entrare Riscossione, ad  avere  le
  garanzie?  Stiamo tutelando il patrimonio delle risorse  umane  che
  sono  in  capo  all'ente? Lo faremo senza incorrere in  difficoltà?
  Qualcuno,   all'indomani  dall'approvazione  di  questo   articolo,
  potrebbe porre delle questioni di legittimità?
   Assessore, questo le chiedo, giusto per contribuire, alla fine  di
  questo  dibattito, a lanciare un messaggio di serenità  rispetto  a
  questa  gente che ci ascolta e che, ovviamente, da questo  articolo
  si aspetta una soluzione definitiva al problema.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Gucciardi,  è  un  chiarimento  che   deve
  chiedere? Perché le iscrizioni a parlare sono chiuse. Se è  proprio
  un chiarimento di attimo

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lo Curto)

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lo Curto, lei ha  ragione.  O  andiamo  in
  Capigruppo  e  limitiamo  gli  interventi  o  io  non  posso   fare
  diversamente.
   Onorevole Gucciardi, per favore, 30 secondi davvero.

   GUCCIARDI. Scusi, onorevole Lo Curto, se deve parlare,  chieda  di
  parlare e parli.
   Stiamo parlando di un articolo importante, fondamentale. Ed il mio
  intervento  è  proprio, in attesa che l'Assessore chiarisca  alcuni
  dei  quesiti che sono emersi da questo dibattito interessantissimo,
  fondamentale, io credo, per l'Aula di oggi.
   E  non voglio entrare nel merito delle prerogative statutarie,  di
  cui  abbiamo  parlato e su cui tantissimi, o tutti, nutriamo  forti
  perplessità. Questo è e, in questo momento, questo ci teniamo.
   Il  problema è un altro. Nell'ultimo comma, assessore,  qui  credo
  che  sia necessario dare una parola di chiarezza al Parlamento, nel
  momento in cui va ad approvare una norma, rispetto alla quale, poi,
  sarà  difficile  tornare  indietro.  Tornare  indietro  per  quanto
  riguarda i tempi, signor Presidente e vado a concludere.
   Il  comma  7  che mi pare, al netto delle cose che abbiamo  detto,
  fondamentale per i tempi di attuazione di questa norma  e,  quindi,
  con  tutte  le conseguenze che i ritardi o l'attuazione  tempestiva
  della  norma  determina  in  negativo o in  positivo,  noi  vediamo
  scritto  a  chiare lettere, e questo dovremmo approvare e,  quindi,
  lei  l'ha sottolineato, giustamente, che si parli espressamente del
  passaggio   del  personale,  su  cui  si  concentrano   le   nostre
  preoccupazione; ma non soltanto sul passaggio del personale e sulle
  garanzie del personale ma, anche, sui tempi che riguardano - ripeto
  -  gli interessi complessivi della nostra Regione, non soltanto  di
  un  comparto  e  di  una  categoria. E, quindi,  quegli  interessi,
  eventualmente  lesi,  andrebbero,  ulteriormente,   a   ledere   la
  categoria dei dipendenti.
   Il   comma   7,   assessore,   dice   chiaramente:    Nelle   more
  dell'attuazione dell'articolo 1, comma 1090, della legge n. 178 del
  2020   -  parliamo, quindi, di una legge di ieri,  cioè  una  legge
  recentissima  -   e  del  passaggio del  personale  di  Riscossione
  Sicilia  alle dipendenze dell'Agenzia delle Entrate Riscossione,  è
  fatto  divieto,  alla stessa società, di effettuare  assunzioni  di
  personale a qualsiasi titolo. . Nulla, però, ci dice il comma 7 del
  disegno  di legge, nella parte del disegno di legge che noi  stiamo
  per  andare  ad approvare ci dice, Assessore, in maniera perentoria
  sui tempi, lasciando tutto in maniera molto eventuale.
   Se poi andiamo - ed è questa la preoccupazione che mi ha spinto ad
  intervenire  -  se  noi andiamo poi ad esaminare  -  lo  prendo  un
  attimino,  ce l'ho qua - il comma 1090 dell'articolo 1 della  legge
  n.  178  del 2000 ci rendiamo conto che anche qui parliamo dei  300
  milioni,  le  interpretazioni che vogliamo noi sui  300  milioni  e
  sull'uso  e  la destinazione dei 300 milioni, ho ascoltato  la  sua
  interpretazione,  non ho motivo per dubitarne ma, Assessore,  nulla
  ci  dice per quanto riguarda i tempi,  nelle more ,  in attesa  di
  eccetera  mentre  lei sa bene, quindi, non è il mio  un  intervento
  critico  ma  un  intervento che cercherebbe di capire  che  dal  1
  settembre  2021 praticamente cominciano a svolgersi delle  funzioni
  che    sono   delicatissime   rispetto   all'apparato   complessivo
  dell'ordinamento  regionale,  non  soltanto  per  il  comparto  del
  personale.
   E  allora,  rispetto ai tempi, Assessore - questa è la  domanda  e
  chiudo  -  cioè non pensa che sarebbe necessario che il  Parlamento
  regionale, in attuazione anche del comma 1090 dell'articolo 1 della
  legge  del  2020,  ponesse dei paletti temporali  più  precisi  per
  evitare  che  anche  il personale di Riscossione  Sicilia,  le  cui
  funzioni transiteranno eccetera, rimanga nel limbo di date che  non
  sono  assolutamente  definite e sulle quali,  Assessore,  anche  il
  Governo regionale potrebbe trovarsi in grandi difficoltà se  al  1
  settembre  ci dovessimo trovare nella situazione più o  meno  nella
  quale ci troviamo ora, guardi, siamo già ad aprile, Assessore,  non
  glielo  debba certamente ricordare io, i rischi che può correre  la
  Regione  siciliana complessivamente su questo tema e applicando  un
  articolo  che non detta, Presidente, tempi certi rispetto a  quello
  che  è  il  passaggio vero delle funzioni a cui è legato  anche  il
  destino evidentemente del personale.

   PRESIDENTE.  Assessore Armao, ci sono una serie di chiarimenti  da
  dare.  Gliene  pongo un altro io, però credo che  la  risposta  sia
  scontata ma  è bene lasciarla a memoria: il comma 6 di fatto abroga
  il  comma  2  della  legge precedente che era  quello  relativo  al
  prestito dei 25 milioni di euro che aveva fatto la Regione. Allora,
  ci dà la certezza che questi soldi non sono mai stati dati, quindi,
  non  devono tornare? Perché se no noi qua abroghiamo anche il fatto
  che  tornino,  ma  che  non sono stati mai  dati.  Soltanto  questo
  chiarimento, in modo che possiamo essere certi anche di questo.
   Ha facoltà di parlare.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Grazie, Presidente,   è  proprio
  così.  Per  quanto concerne le considerazioni svolte è  chiaro  che
  tutti   noi  abbiamo  una  grande  attenzione  soprattutto   chiara
  responsabilità dell'economia a che il flusso di risorse finanziarie
  verso  le  casse  regionali  sia  senza  soluzione  di  continuità,
  immaginate cosa sarebbe la interruzione delle attività.
   Tra l'altro, io devo ufficialmente e pubblicamente ringraziare  il
  personale della Riscossione Sicilia perché ha svolto, non  è  stato
  mano in mano in questi mesi, ma ha svolto una funzione raccogliendo
  le  risorse tributarie da chi voleva pagare, perché non è che tutti
  hanno  utilizzato i differimenti che il legislatore ha  consentito;
  ci  sono state molte persone che hanno continuato a svolgere i loro
  pagamenti in pieno e, quindi, anche se in smart working,  anche  se
  con grandi difficoltà, il personale della Riscossione ha svolto  il
  suo lavoro.
   Io sul punto vorrei precisare che, intanto, noi dobbiamo collocare
  questo  intervento  legislativo nell'alveo -   lo  diceva  poc'anzi
  l'onorevole Foti - nell'alveo di una iniziativa legislativa  che  è
  stata   assunta   nella  scorsa  Legislatura,  faccio   riferimento
  all'articolo 28 della legge n. 16 del 2017, che come voi sapete  ha
  per  la  prima  volta previsto che in qualche modo si  intervenisse
  attraverso   una  liquidazione  di  Riscossione  e   il   passaggio
  all'organizzazione statale.
   Quindi,  non  è  questa  la  sede nella quale,  ovviamente,  viene
  iniziata e avviata questa iniziativa, ma è una sede che, in qualche
  modo,  una  norma che in qualche modo aveva già dato,  tra  l'altro
  offrendo come termine il 31 dicembre 2019, è evidentemente  sviato.
  E  subito si iniziò all'inizio della legislatura a interloquire col
  Governo  nazionale,  dapprima col ministro Tria,  poi  con  il  suo
  successore, professor Gualtieri, e adesso con il nuovo Governo, col
  governo Draghi e col dottor Franco che è il ministro competente.
   Il   tema  è  che  ad  oggi,  mentre  nella  precedente  compagine
  governativa  le  deleghe in materia, ma credo che voi  lo  sappiate
  bene,  erano  assegnate  all'onorevole  Castelli  che  ha  mostrato
  immediatamente   grande  disponibilità,  attenzione   a   garantire
  l'interlocuzione, adesso ancora le deleghe non sono transitate  dal
  ministro ai sottosegretari, quindi oggettivamente in questo momento
  c'è  un  interlocuzione a livello burocratico, ma  non  c'è  alcuna
  interlocuzione di ordine politico proprio perché si attende,  ma  è
  questione  di  giorno,  il  conferimento delle  deleghe,  ma  molto
  probabilmente l'onorevole Castelli sarà nuovamente la responsabile,
  il  che  consentirà una fortissima accelerazione  sul  piano  delle
  intese,  intese  che  già sono state ampiamente  prefigurate,  però
  degli accordi conclusi a livello burocratico.
   Per   quanto  concerne  gli  immobili,  credo  che  lo   chiedesse
  l'onorevole  Caronia,  nel momento in cui  andiamo  a  chiudere  la
  partita,  non credo che potremo mantenere gli immobili nel  momento
  in  cui  tutto  va  all'interno di un  calderone  che  consente  di
  chiudere  la  partita  debitoria, proprio  per  quello  che  diceva
  l'onorevole  Cracolici pocanzi, anche per la consistente  dotazione
  debitoria,  quindi  la Regione non ha interesse  a  spezzettare,  a
  distinguere patrimonio mobiliare e immobiliare, debiti, crediti, ha
  interesse  invece  con  l'organizzazione  nazionale  a   fare   una
  conclusione  complessiva con quelle disposizioni e  nell'ambito  di
  quelle che abbiamo messe a disposizione noi.
   Una   precisazione,  e  lo  vorrei  chiarire  alla  stregua  degli
  interventi   fatti  dall'onorevole  Lentini  prima,  dall'onorevole
  Caronia   dopo,   e   anche  dall'onorevole  Foti,   dall'onorevole
  Gucciardi,  tutti  sono  intervenuti  esprimendo  una  legittima  e
  condivisa  da  parte del Governo preoccupazione nei  confronti  del
  personale,  però  due  dati  credo che vadano  sottolineati  e  che
  ricordo un intervento pocanzi svolto ha puntualmente precisato:  1)
  in   tutte   le  operazioni  di  concentrazione  che   sono   state
  perfezionate  dall'Agenzia delle entrate non  si  è  mai  posto  un
  problema di personale, cioè le operazioni di acquisizione non hanno
  determinato   fuoriuscite,  prepensionamenti,  tutto   quello   che
  purtroppo  il  mondo  dei  rapporti di  lavoro  e  delle  relazioni
  industriali  determina,  quindi credo che  ad  oggi  non  ci  siano
  neanche  le  premesse  per una preoccupazione,  poiché  è  avvenuto
  sempre  così  e  ci  è  stato assicurato che sarà  così  anche  per
  Riscossione, non si comprende l'eventuale soluzione di  continuità;
  ma  ancora più importante onorevole Caronia è la circostanza che il
  personale   di   Riscossione   ha  il   contratto   sostanzialmente
  assimilabile  a  quello bancario che hanno i  dipendenti  di  Ader,
  quindi non c'è una differenziazione, ci sono pattuizioni che  fanno
  parte dei contratti locali e delle specificazioni territoriali,  ma
  non  c'è  una diversa natura per cui prendiamo, che vi posso  dire,
  dipendenti del settore commercio e li passiamo la settore bancario,
  non  c'è questa asimmetria contrattuale, stiamo parlando di persone
  che   svolgono   nell'ambito  dello  stesso  contratto   collettivo
  nazionale l'attività di riscossione, quindi anche sotto il  profilo
  delle tipologie contrattuali non c'è differenziazione alcuna.
   Quindi  fermo  restando l'ordine del giorno di cui il  Governo  si
  farà carico, l'ordine del giorno che sarà ampiamente dettagliato in
  questo  senso,  l'idea  è di sostenere e garantire,  come  peraltro
  prevede  l'articolo  28 della legge, perché noi  lo  abroghiamo  ma
  l'articolo  28 prevedeva il mantenimento dei livelli occupazionali,
  quindi era già una previsione normativa

                     (Intervento fuori microfono)

    sì,  ma lo abroghiamo perché è incompatibile con il nuovo assetto
  non  perché non intendiamo garantire, l'ho menzionato io stesso non
  perché   non  intendiamo  garantire  il  mantenimento  dei  livelli
  occupazionali.
   Ma,  ripeto,  non ci sono precedenti, non c'è alcun  elemento  che
  induca  a  pensare diversamente, il contratto è omogeneo lo  stesso
  contratto collettivo nazionale.

   PRESIDENTE.   Bene.  Allora  colleghi,  quindi  devo   considerare
  ritirati gli emendamenti? Siccome l'onorevole Di Paola dice no.
   Ah  scusi,  Assessore,  sul  comma 6,  perché  altrimenti  c'è  un
  subemendamento dell'onorevole D'Agostino che manterrebbe; se lei ci
  dice  che  i 25 milioni non sono mai stati dati, quindi non  devono
  rientrare  e  quindi si può abrogare, altrimenti c'è un emendamento
  che dobbiamo tenere in considerazione.

                     (Intervento fuori microfono)

   Un  attimo,  aspetto  una risposta intanto da  dare  all'onorevole
  D'Agostino. A uno ad uno.
   Un  attimo. Una telefonata salva la vita, forse salva anche  i  25
  milioni  Vediamo se li riusciamo

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Presidente, le  confermo,  come
  avevo detto, che non sono stati mai dati questi 25 milioni.

   PRESIDENTE.  Non  sono  stati mai dati,  quindi  prendiamo  questa
  dichiarazione,  che  è  a  verbale,  e  diamo  per   scontato   che
  l'emendamento suo

                     (Intervento fuori microfono)

   Come? Non ho capito, scusi. Non la sento.

   ARMAO, assessore per l'economia. Che non si possono dare.

   PRESIDENTE.  Che  non si possono dare, questo è sicuro.  Questo  è
  ovvio. Va bene.
   Onorevole Di Paola?

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Di Paola)

   E'  il  discorso  che  ho  fatto prima.  Abbiamo  fatto  tutto  un
  dibattito, perché non lo posso accettare.

                     (Intervento fuori microfono)

   No,  ma il 9.35 «Al comma   tutti gli aspetti di natura tecnica  e
  amministrativa  sono aggiunte le seguenti parole:   e  di  gestione
  del  personale, facendo salvi gli attuali livelli occupazionali .»,
  non lo possiamo mettere per legge noi. Abbiamo fatto gli ordini del
  giorno appositamente.

                     (Intervento fuori microfono)

   Certo, lo dichiaro inammissibile e questo l'ho detto.

                     (Intervento fuori microfono)

   Io  per  evitare di dichiaralo inammissibile avevo chiesto  se  lo
  ritiravate, ma è chiaro che questi
   C'è  l'emendamento 9.41, a firma del Governo, che è un emendamento
  tecnico. E' stato distribuito? Lo conoscete? Ce l'hanno
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   A questo punto possiamo approvare direttamente l'articolo.

                     (Intervento fuori microfono)

   Si  passa all'emendamento 9.36 «Al comma  sono sostituite   dall'1
  novembre 2021  .». Così al volo non lo capisco, Assessore.

   ARMAO,   assessore   per  l'economia.  Sì,  il   9.36,   a   firma
  dell'onorevole Sunseri, differisce un termine di restituzione dei 5
  milioni. No?

   SUNSERI. Sì, dei riversamenti.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Dei  riversamenti.  Noi,  alla
  stregua dell'articolo 28 della legge regionale 17 del 2019, abbiamo
  previsto  che  i  68 milioni che Riscossione aveva illegittimamente
  incamerato  vengano,  invece,  riversati  con  una  tempistica  più
  morbida.  E  questo  rende ancora più agevole  la  restituzione  di
  queste somme.
   Io  ho  sentito anche il Dipartimento e anche per il  Dipartimento
  finanze questo non determina problemi.

   PRESIDENTE. E quindi lo possiamo comunque votare?

                     (Intervento fuori microfono)

   Appone la firma sul 9.36? Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. La Commissione è favorevole.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   A  questo  punto pongo in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Votiamo anche gli ordini del giorno che sono stati presentati. Non
  c'è quello del PD?

   LUPO. Lo stanno inviando.

   PRESIDENTE.  Lo  stanno inviando. E allora  li  votiamo  dopo,  li
  votiamo  appena rientriamo in Aula, in modo da potere  avere  anche
  questo del PD.
   Ci  vediamo  alle ore 15.30 in Sala Pompeiana con i  Capigruppo  e
  alle ore 16.00 in Aula con tutti voi. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.09, è ripresa alle ore 16.26)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, dobbiamo votare  gli  ordini  del
  giorno,  ed  è stato aggiunto quello del PD. L'assessore  Armao  ha
  già dato parere favorevole.
   Sono gli ordini del giorno n. 446, a firma dell'onorevole Savarino
  ed  altri; n. 447, a firma dell'onorevole Lupo ed altri,  che  sono
  approvati.
   Speriamo  che il Governo ne faccia buon uso di questi  ordini  del
  giorno -  assessore Armao -  nella trattativa con lo Stato.
   C'è  anche  l'ordine  del  giorno n. 445, a  firma  dell'onorevole
  Tancredi, sullo stesso argomento per cui è pure approvato.
   Onorevoli colleghi all'articolo 4 c'è la riscrittura del Governo.
   Al quarto rigo del secondo comma c'è un ovvio errore  2109  che  è
  stato corretto, si tratta ovviamente del  2019 .
   Diamo ulteriori 30 secondi ai colleghi per leggerlo.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha facoltà.

   PRESIDENTE.  E' sulla stessa cosa? Intervenga uno. Se dovete  dire
  la stessa cosa, intervenga uno solo. Prego.

   DI CARO. Non per puntualizzare l'ovvio, infatti mi sono fermato al
  terzo  rigo  di  questo 4R bis, ma tra le spese correnti  rientrano
  pure gli stipendi, quindi torniamo al punto di partenza. Assessore,
  puntualizziamolo,  perché se uno legge spese correnti,  non  è  per
  essere  pignoli,  ma  tra  le spese correnti  rientrano  anche  gli
  stipendi,  è  un'ovvietà  però; capisco che puntualizzare  l'ovvio,
  spesso è diciamo superfluo, ma quando si tratta di stipendi secondo
  me no. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI.  Grazie Presidente. Presidente Musumeci, questo  articolo
  riscritto dal Governo è la perfetta rappresentazione normativa  del
  suo  Governo,  perché quando lei taglia in maniera lineare il 3 per
  cento  del trasferimento a società  o enti lo fa, di fatto, andando
  contro  qualsiasi regola di buona gestione delle  società  e  degli
  enti  di  questa  Regione perché, Presidente,  quando  parliamo  di
  questo gruppo di società e di enti, dobbiamo capire che parliamo di
  un  gruppo di circa 163, all'incirca 164 enti, enti che, di  fatto,
  perdono   ogni  anno qualcosa come 70 milioni di euro  e  hanno  un
  utile all'incirca di 30 milioni di euro.
   A  differenza  di  tutte  le altre Regioni  d'Italia,  la  Regione
  siciliana  si  differenzia perché sono assolutamente  improduttive,
  non  vengono  ben  controllate e, di fatto,  sono  in  sovrannumero
  rispetto a quanto effettivamente servono.
   Le  opere  di  razionalizzazione presentate dal governo  Musumeci,
  cioè  2017, 2018, 2019, sono andate sempre vacanti, cioè non  si  è
  mai rispettato quello che si era scritto con delibera di Giunta.
   L'unica opera di razionalizzazione messa in atto da questo Governo
  è  l'accorpamento  di  Crias e Ircac  che  ancora  oggi  non  si  è
  verificato perché ancora aspetta il Cda, a distanza di  un  anno  e
  mezzo,  quindi quando tagliamo linearmente a tutti, cosa  facciamo?
  Che  alle società e agli enti che non dovevano ricevere le somme  o
  che  ne  ricevevano  di  più di quanto effettivamente  ne  dovevano
  ricevere, facciamo un bene, alle altre facciamo un male, perché  se
  noi  tagliamo a società ed enti che non appena gli tagli il  3  per
  cento  di  spesa crollano, perché crollano, non facciamo certamente
  il bene.
   Allora,  un'opera corretta di razionalizzazione  della  spesa,  da
  questo  punto di vista, è un'opera programmatoria, vanno  tolte  le
  società  che non servono, vanno ridotti gli enti, va fatta un'opera
  di  razionalizzazione seria che è un po', diciamo in parte,  quello
  che siete riusciti a scrivere su carta ma che poi, puntualmente, di
  fatto  viene  disatteso,  perché  le  ripeto  le  sue  delibere  di
  razionalizzazione, presidente Musumeci, sono disattese, cioè  tutte
  le   delibere  che  riguardano  il   17,   18,   19   son   rimaste
  assolutamente carta straccia e quando oggi l'Assemblea si ritrova a
  dover  trattare un argomento così importante, perché noi  riduciamo
  somme  anche a società ed enti che, invece, col 3 per cento perdono
  una  grossa  fetta del proprio bilancio e che non  sanno  più  come
  coprilo  e che, sicuramente, si ritroveranno il prossimo  anno  con
  gravi deficit finanziari economici nel bilancio.
   Quindi, ripeto, qui nulla e nessuno si opporrebbe mai a una  norma
  che  prevede  un  taglio  a società ed enti che  sperperano  quelle
  somme, ma il concetto non può essere esteso a tutti.
   Quando  dico che ci sono società e enti che non fanno  quello  che
  devono  fare, mi auguro che un giorno si faccia veramente  una  due
  diligence  di tutti questi enti e di queste società per comprendere
  che  ce  ne  sono alcuni che non sono mai riusciti  a  ottenere  il
  risultato voluto nell'arco dei venti, trent'anni precedenti.
   Ci  sono  società  e  enti che, le dico, per  esempio,  presidente
  Musumeci,  non  so dov'è la sede del Mes, lei lo  sa?  E'  uno  dei
  consorzi  di  questa Regione e credo che qui dentro nessuno  sappia
  dove   abbia  la  sede,  cioè  noi  paghiamo  qualcosa  del   quale
  probabilmente non conosciamo nemmeno la sede.
   Quindi,  a  mio  avviso,  ho sparato un caso  chiaramente  piccolo
  rispetto  al mondo del gap, delle società e degli enti partecipati,
  però  il concetto è che è giusto fare un'opera di razionalizzazione
  delle  società  e  degli enti che producono  tanto  deficit  e  non
  producono  utili, ma al contrario non facciamolo  così  in  maniera
  trasversale. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente, l'assessore Armao si era impegnato,  nella
  riscrittura  dell'articolo,  di  riscrivere  meglio  il  comma   2,
  leggendolo  è  uguale a quello di prima, ma lo dico  anche  per  la
  chiarezza degli obiettivi. Siccome ho capito che c'è un taglio  del
  3  per  cento, poi la Giunta può derogare a questo taglio, ma  così
  com'è  scritto  può derogare, alla fine dice, provo a  leggerlo  in
  diretta  senza  nessuna    per  le spese  dall'anno  2019,  con  le
  eventuali  deroghe  che  possono essere eccezionalmente  introdotte
  dalla Giunta con delibera motivata, avuto riguardo prioritariamente
  delle  spese per sponsorizzazione, relazioni pubbliche  . Ma questo
   avuto  riguardo   sembra  connesso  salvaguardando  queste  spese,
  allora  scrivetelo un poco più chiaro. Vi ricordo sempre che ognuno
  poi le interpreta le norme, se sulla base di una scrittura così

   PRESIDENTE. Basta mettere  considerando prioritariamente .

   CRACOLICI. Per i tagli.

   PRESIDENTE. Certo, per i tagli.

   CRACOLICI. Altrimenti sembra che è la deroga.

   PRESIDENTE.   Avuto  riguardo   potrebbe  sembrare   che   è   per
  salvaguardarli,  vabbè.  Se  il  problema  è  questo,  lo  cambiamo
  velocemente,    invece   che    avuto   riguardo ,     considerando
  prioritariamente  queste spese.

   CRACOLICI. Ai fini dei tagli.

   PRESIDENTE.   Va   bene,  è  accolta  l'obiezione   dell'onorevole
  Cracolici, la sistemiamo, ora vediamo esattamente qual è il sistema
  migliore.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Presidente,  Presidente  della  Regione,   Assessori,
  colleghi  parlamentari, allora, lei si ricorderà,  Presidente,  che
  durante  la scorsa discussione sull'articolo 4, ho evidenziato  che
  il 3 per cento del taglio per le spese correnti tocca, di fatto, le
  spese del personale. Perché? Assessore Armao, l'aggregato

   PRESIDENTE.  Chiedo scusa, al tavolo del Governo, per favore,  sta
  parlando al Presidente della Regione. Grazie.

   DIPASQUALE.   l'aggregato, Presidente dell'Assemblea e  Presidente
  della  Regione,  non  lo dico all'Assessore perché  l'ho  detto  la
  scorsa volta, ma l'Assessore non l'ha capito perché l'ha riscritto,
  o  può darsi che mi sono spiegato male anch'io. Vediamo se riesco a
  spiegarmi meglio.
   Quando  lei  scrive che viene ridotta del tre per cento  la  spesa
  corrente,  sappiamo che la spesa corrente è fatta  per  il  90  per
  cento  dagli stipendi, quindi, automaticamente quando inseriamo  il
  tre  per cento significa che il Consiglio di amministrazione  dello
  IACP di Catania dovrà tagliare il salario accessorio, non lo faremo
  noi  attraverso questo intervento legislativo, ma lo dovrà fare  il
  Consiglio di amministrazione tagliando il tre per cento del salario
  accessorio.
   Quindi, prima cosa, non è possibile. Gliel'ho detto l'altra volta,
  lo  ribadisco ora, a meno che non sia un errore e ci sia la volontà
  da  parte  dell'assessore Armao di tagliare il tre per cento  anche
  degli stipendi. Quindi, non è un problema di riscrittura, ma è  una
  volontà chiara. Ma non credo che il Presidente della Regione voglia
  tagliare il tre per cento degli stipendi.
   Quindi,  detto ciò, va riscritto. Io ora, fra poco, lo  riscriverò
  questo  articolo  togliendo il 3 per cento delle spese  correnti  e
  invece   dobbiamo   scrivere  in  maniera  chiara   dove   vogliamo
  intervenire  noi.  Nella  riduzione  delle  spese  non  essenziali.
  Quindi, missioni, spese per convegni, spese di rappresentanza,  che
  non posso essere del 3 per cento; noi dobbiamo scrivere un articolo
  dove, fatto salvo gli stipendi che non devono essere toccati,  l'80
  per  cento  di  queste  spese devono essere  tagliate.  Io  lo  sto
  scrivendo  e  lo  sto  presentando all'Aula.  Semplicissimo,  senza
  deroghe di Giunta, cioè noi riteniamo, noi tutti, ma penso che  sia
  questo  lo spirito che Governo e Parlamento per questo anno  almeno
  dobbiamo  ridurre  dell'80  per cento queste  spese  che  non  sono
  essenziali. Punto.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Presidente,  purtroppo mi vedo  costretta  a  dire  che  la
   montagna  ha  partorito il topolino . Insomma questo  week  end  è
  stato abbastanza ingeneroso nella riscrittura del comma 2, anche se
  ne  ravvedo la buona volontà. Si sostituisce l'anno 2019 col  2020,
  viene  eliminata  quella parte nel terz'ultimo rigo   le  spese  di
  salario  e  indennità a favore del personale afferente al  comparto
  dirigenziale e non' ed è un minimo di cautela, però la  logica  non
  si  è  invertita,  cioè  questo piano  che  le  partecipate  devono
  predisporre entro il 31 aprile, dovrebbe proprio riguardare  quello
  che  la  Giunta  si  sta riservando come deroga  di  potere  invece
  aggiungere.  Dovrebbe essere il piano di, come dire,  miglioramento
  della   spesa  della  partecipata  a  riguardare  sponsorizzazioni,
  relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità, rappresentanza e
  consulenze.  Semmai, diciamo, se c'è bisogno di  un  professionista
  per  fare una consulenza, lì che è necessaria come potrebbe  essere
  nelle  liquidazioni indicarla come possibilità, ma  che  la  Giunta
  vada a fare una delibera motivata per dire vabbè ti concedo di fare
  un  convegno,  mentre tra l'altro il 2020, purtroppo, si  prospetta
  che  si  consumerà  comunque  con  un'emergenza  sanitaria  dove  i
  convegni  non  si  possono fare, i catering non  si  possono  fare,
  insomma, mostre, cioè teniamo i musei chiusi, però vi riservate  in
  questa  maniera  di concedere di potere fare delle mostre.  Ma  poi
  vorrei capire una cosa: le partecipate fanno le mostre?
   E, allora, ritengo che tutte queste attività per cui bisogna avere
  riguardo   devono  essere  le  partecipate  ad  avere  riguardo   a
  comprimere  queste  attività.  E  semmai  la  Giunta  derogare  per
  straordinarie motivazioni che bloccano le attività quindi va,  come
  dire,  anteposta  tutta  la parte dell'elenco  delle  attività  che
  devono  essere predisposte dalle partecipate fermo restando,  e  vi
  ricordo,  che  i  Consigli di amministrazione delle partecipate,  i
  commissari   delle   partecipate  sono  di  diretta,   come   dire,
  promulgazione, sono persone fiduciarie da parte del Governo, quindi
  devono  essere loro e nell'eventualità riservarvi solo deroghe  che
  siano  veramente  vitali, senza le quali non si può  fare  a  meno.
  Fermo  restando che il 3 per cento, comunque, stabilirlo  a  priori
  quando  sappiamo che la maggior parte, la maggiore voce  di  spesa,
  sono  gli  stipendi e si indica spesa corrente, la  spesa  corrente
  credo  che  siano gli stipendi, anzi sono gli stipendi,  quindi,  è
  veramente poco chiaro, forse più contorto, più subdolo questo comma
  2 per come viene riformulato. Grazie.
   Anche    noi   prepareremo   un   subemendamento   da   sottoporre
  all'attenzione dell'Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.
   E poi lasciamo la parola all'Assessore e votiamo.

   MARANO.  Signor  Presidente,  Governo,  assessore  Armao,   volevo
  semplicemente fare una domanda ma già qualcuno dei miei colleghi lo
  ha detto.
   Mi interrogo sul senso delle cose.
   La riscrittura è praticamente uguale, a parte l'anno 2019-2020 che
  vengono  cambiati,  viene inserita la parola  prioritariamente'  al
  comma 2 e il comma 8 viene soppresso.
   Ci  spiega,  Assessore,  qual  è il senso  di  questa  riscrittura
  uguale? Così l'ascoltiamo.

   PRESIDENTE. Assessore, se vuole replicare e poi votiamo.

   ARMAO, assessore per l'economia. Mi dispiace che non si colgano le
  differenze

   PRESIDENTE.  Assessore Scilla, sta parlando il  suo  collega,  per
  favore. Grazie.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. E' stato  eliminato  qualsiasi
  riferimento  al  personale, quindi se vogliamo esplicitamente  dire
  che  il  personale  non  è  colpito da questa  riduzione,  non  c'è
  problema.
   Abbiamo  tolto  il  riferimento che, per  altro,  non  poteva  mai
  riguardare  i contratti in corso perché i contratti in  corso  sono
  contratti e non possono essere sottoposti alla riduzione del 3  per
  cento.
   Se   lo   vogliamo  precisare,  il  Governo  sta  presentando   un
  emendamento che esclude il personale.
   Come  dicevo l'altra volta, i latini dicevano  in claris  non  fit
  interpretatio',  togliamo qualsiasi tipo  di  interpretazione  alle
  cose chiare.
   Abbiamo  inserito  -  come ha richiesto l'emendamento  Lupo  -  il
  riferimento  alle  procedure  ad  evidenza  pubblica  proprio   per
  evitare,   e   inserito  parimenti  il  parere  della   Commissione
   Bilancio'  anche  con riguardo alla comunicazione  per  il  quinto
  comma della definizione nuovi contratti, quindi abbiamo recepito le
  tre  richieste che erano state formulate: quella di escludere spesa
  del  personale,  quella  di  inserire l'obbligo  di  ossequio  alla
  procedura  ad  evidenza  pubblica -  anche  in  questo  caso  è  un
  comportamento  obbligatorio  per  l'Amministrazione  rispettare  la
  legge  ma  non ci esimiamo dal confermarlo con legge - e quello  di
  prevedere  che i contratti rinegoziati siano portati  a  conoscenza
  della Commissione  Bilancio' entro venti giorni dalla loro stipula.
   Mi pare ingeneroso dire che non sono state recepite le modifiche.
   Parimenti,  ed è la quarta, è stato escluso il Corecom  così  come
  era  stato prospettato perché avendo natura giuridica di organo  di
  garanzia  è  stato  escluso  dalla riduzione  delle  spese  con  la
  conseguenza  che  tutte  e quattro le questioni  prospettate,  sono
  state recepite.
   Se  si  vuole  esplicitamente escludere il  personale-  siccome  è
  escluso  -  l'ho  già  detto la prima volta,  lo  ribadisco  ma  lo
  scriviamo  -  mettiamo che in ogni caso sono esclusi i rapporti  di
  lavoro a tempo indeterminato da questa cosa.

   PRESIDENTE. Allora, scusatemi, sul problema del personale,  sapete
  che mi fido degli Uffici che mi garantiscono al cento per cento che
  è così come dice l'Assessore.
   Possiamo  fare  tutto, però abbiamo chiesto una riscrittura  sulla
  base  di  alcune indicazioni che sono state date e, oggettivamente,
  può  essere scritta bene, può essere migliorata, quello che volete,
  ma  la  riscrittura prevede le cose che il Parlamento aveva chiesto
  all'assessore Armao di modificare e sono state chiarite.
   Per cui, credo che a questo punto si può e si debba mettere
   Ci sono due subemendamenti, quello di Cracolici

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)

   Cosa dice, onorevole Dipasquale?

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)

   Va bene, c'è un altro subemendamento.
   Quello di Cracolici che mi sembra sia stato accolto. No, Assessore
  Armao?  E  c'è  scritto  la riduzione effettuata   con riferimento'
  anziché   avuto riguardo' che va benissimo e chiarisce  esattamente
  le cose.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Il  secondo  emendamento  è  a  firma  dell'onorevole  Caronia   e
  sostituisce  sentita la ' con  previo parere della '.
   Però  questo, onorevole Caronia, probabilmente è un appesantimento
  procedurale.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)

   Un   attimo,   onorevole  Dipasquale,  sto  parlando.   Che   dice
  l'Assessore?

   ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, giuridicamente
  l'audizione  di  una Commissione non è altro che  un  parere  della
  Commissione, quindi o scrivere parere o scrivere sentito non cambia
  poi granché.

   PRESIDENTE.  Questo  non  è  così. Io ritengo  che  vada  bene  il
  sentito, però non è così. Se si chiede il parere è un'altra cosa.

   ARMAO, assessore per l'economia. Per noi va bene il sentito  anche
  perché in ogni caso il parere non è vincolante, quindi o sentito  o
  parere non cambia granché.

   PRESIDENTE. Allora, diamo l'ok così evitiamo.

   ARMAO, assessore per l'economia. Nessun problema.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevole  Dipasquale, questo subemendamento  riscrive  la  legge,
  riscrive  il  comma 2 interamente. Il Governo lo  ha  ricevuto?  La
  scrittura è arrivata adesso, non mi viene facile spiegarlo così. La
  riscrittura è arrivata adesso per cui dobbiamo avere il tempo.
   Assessore Scilla, i vostri problemi non li potete risolvere dopo?
   Io  vorrei che intanto lo ricevesse l'Assessore perché neanche noi
  lo  abbiamo potuto vedere, non è una cosa semplicissima.  Mi  viene
  difficile porlo in votazione.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)

   Avete  sentito qual è? Di ridurre dell'ottanta per cento le  spese
  di rappresentanza, sta a vedere quali sono.
   Io credo che se questo emendamento viene trasformato in ordine del
  giorno  ha  più  senso, perché come facciamo a dire  l'ottanta  per
  cento, il venti, come si fa a capire se è fattibile o meno. Quello,
  il  tre per cento, è a seguito di un accordo con lo Stato e quindi,
  per quanto complesso, ha una logica, diminuire poi dell'ottanta per
  cento le spese di rappresentanza non so bene che significhi. Io  le
  chiederei  di farlo come ordine del giorno, altrimenti lo  mettiamo
  in  votazione,  ma  immagino  che il parere  del  Governo  e  della
  Commissione siano contrari.
   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 4R  bis,  la  riscrittura  del
  Governo, così come emendato. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     (Alcuni deputati, dal proprio posto, dichiarano il loro voto
                              contrario)

   Quindi, l'articolo 4 è approvato.
   Si  riprende  l'esame dell'articolo 7, in precedenza  accantonato,
  sul revisore unico, assessore Armao, al di là di tutta una serie di
  dibattiti interni, mi sembra che possiamo affrontarlo in un momento
  diverso  che  non qua in finanziaria. Non me lo faccia  stralciare,
  ritiriamolo, mi sembra che sia la cosa migliore perché, altrimenti,
  lo dovrei stralciare per cui preferisco che il Governo mi chieda il
  ritiro ed evitiamo e poi lo andiamo ad affrontare in separata  sede
  con  la  I  Commissione. Perfetto. Quindi è ritirato  dal  Governo.
  Benissimo.
   Si  riprende  l'esame dell'articolo 15, in precedenza accantonato.
  Perché  non  l'avevamo  esaminato prima? Ah   Ecco  perché  abbiamo
  acquisito la relazione tecnica per l'uso dei fondi comunitari.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, condivido questa norma anche  perché
  avevo presentato un emendamento che, sostanzialmente, era uguale ma
  che  lo  faceva anche in coerenza con la norma dello  Stato  che  è
  stata approvata con la legge di stabilità.
   Io  ho solo una preoccupazione - e vorrei che mi ascoltassero  sia
  il  Governo  che  gli  Uffici dell'Assemblea  -  la  previsione  di
  copertura  che diamo a questa norma è sui Fondi Poc ed è una  norma
  delicata  per  la  modalità  di  copertura,  perché  ancorché   sia
  un'assunzione  a  tempo  determinato noi usiamo  i  Fondi  Poc  per
  finalità diverse dai Fondi Poc stessi.
   Io  avevo suggerito - e c'è un emendamento in tal senso -  che  la
  copertura  a  questa  disposizione venga  effettuata  con  i  fondi
  dell'assistenza tecnica dei programmi extra regionali.
   Ogni  programma,  sia  quelli comunitari  ma  anche  il  Fondo  di
  sviluppo e coesione - tant'è che lo Stato credo che lo finanzi  dal
  Fondo sviluppo e coesione - prevede una linea di assistenza tecnica
  a supporto di quelle misure.
   Considero  più  opportuno,  proprio  perché  quelle  risorse  sono
  finalizzate,  noi  l'abbiamo  sempre  fatto  affidando  all'esterno
  l'assistenza  tecnica, ma potremmo farlo anche  utilizzando  quelle
  risorse  per  rapporti di lavoro a tempo determinato con  personale
  specializzato per l'assistenza tecnica ai vari programmi.
   Credo che sia una misura che possa funzionare meglio dal punto  di
  vista  finanziario  perché  temo che,  altrimenti,  avremo  qualche
  rilievo dello Stato a partire dal fatto che deve passare dal  Cipe,
  quindi con tutto quello che ne consegue.
   Quindi,  vorrei  che  il Governo su questa  norma,  che  considero
  un'opportunità  per  l'Amministrazione regionale  e  anche  per  il
  supporto  ai  comuni che può essere dato con questa task  force  di
  persone,   però  attenzione  a  non  incagliare  sulla   fonte   di
  finanziamento, quindi chiedo al Governo di esprimersi in tal senso.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei questo intervento l'ha  fatto
  pur   tenendo   conto  dell'emendamento  15.37  del   Governo   che
  trasferisce  gli  interi Poc all'FSC? Alla  politica  di  coesione,
  comunque. Vale lo stesso quello che lei ha chiesto?

   CRACOLICI. Sì.

   PRESIDENTE. Vale lo stesso. Allora, se l'Assessore

   CRACOLICI.  Attenzione non solo l'FSC, io  parlo  delle  fonti  di
  assistenza  tecnica  nei programmi extra regionali  dove  c'è  pure
  l'FSC

   PRESIDENTE. Però, li trasferisce tutti alla politica di coesione.

   CRACOLICI. No, non solo all'FSC ma, ad esempio, al Fondo  solidale
  europeo, al FESR

   PRESIDENTE.   L'emendamento  del  Governo  è   esattamente   così.
  L'emendamento   del   Governo  sostituisce  nell'intero   testo   i
  riferimenti  al Poc e all'FSC con quelli alla politica unitaria  di
  coesione, a pagina 58, è l'emendamento 15.37.

   CRACOLICI. Non l'avevo visto.

   PRESIDENTE. Infatti, l'avevo capito.

   CRACOLICI.  Perché c'era un mio emendamento che diceva in  maniera
  altrettanto chiara, che non trovo più, comunque.

   PRESIDENTE. Perfetto. Grazie, onorevole Cracolici.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha facoltà.

   GRASSO.   Signor  Presidente,  signor  Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi, signori assessori, questa è una  norma,  è  un
  articolo  che  abbiamo condiviso in tanti. Avevo presentato  io  un
  emendamento insieme al Presidente Savona, poi, successivamente,  ha
  presentato  un emendamento l'onorevole Cracolici, l'ononorevole  Di
  Mauro,  tanti  Gruppi  parlamentari. Io vorrei  porre  l'attenzione
  all'Aula e anche il Governo sul perché nasce questa norma e  a  che
  cosa serve.
   Nella   mia   precedente  esperienza,  e   dopo   una   serie   di
  interlocuzioni con il Governo nazionale, avevo anche presentato una
  scheda  del  Recovery plan che prevedeva una incoerenza con  quello
  che  stava  facendo e che aveva fatto e che aveva, poi,  di  fatto,
  tradotto  in una norma il Governo nazionale, un supporto agli  enti
  locali. E, quindi, questo era l'intendimento iniziale ed era  anche
  l'emendamento  che,  successivamente,  ha  presentato   l'onorevole
  Cracolici.
   Questa  norma  è stata poi discussa in prima Commissione  e  si  è
  trasformata  in  un'altra  dizione. Abbiamo  inserito,  per  quanto
  riguarda la Regione personale non dirigenziale. Onorevole Cracolici
  però  è  un  tema  delicato. Dico, abbiamo inserito  personale  non
  dirigenziale. Nel frattempo, il Governo nazionale in  attuazione  a
  quanto  previsto dal Ministro Provenzano, prima, con questo  grande
  piano  di  assunzioni,  stabilisce - lo ha annunciato  il  Ministro
  Brunetta  -  che  darà  attuazione ai 2800 funzionari  che  invierà
  presso  le  regioni. Io mi chiedo, noi oggi ai comuni, se  mandiamo
  personale  non  dirigenziale,  purché  abbia  le  capacità   e   le
  competenze tecniche, non abbiamo risolto nulla perché i  comuni  da
  dieci anni a questa parte, con carenza di personale, con difficoltà
  di  gestione negli uffici tecnici, con tutti i programmi comunitari
  e  col Recovery plan che si troveranno ad affrontare, credo che non
  sia utile.

   PRESIDENTE. Le confermo che mi viene detto anche dai comuni stessi
  esattamente quello che sta dicendo lei.

   GRASSO.  Perfetto. Quindi, se noi vogliamo fare, effettivamente  è
  una delle norme più qualificanti che ci sono nella Finanziaria,  ma
  se noi vogliamo dare veramente un supporto in aggiunta a quello che
  sta facendo lo Stato, noi dovremmo - ecco perché mi ero permessa di
  presentare  un modificativo al primo comma - dovremmo  impiegare  e
  inviare  presso  i comuni figure dirigenziali, cioè  quelle  figure
  tecniche  ma  che  sono importanti. Deve firmare progetti.  Abbiamo
  visto che le aree interne, oggi, non sono state nelle condizioni di
  presentare  progetti  perché non c'è nessuno che  li  sappia  fare.
  Quindi, vorrei un momento di riflessione per potere, eventualmente,
  modificare  per  quanto  riguarda  gli  enti  locali,   le   figure
  dirigenziali.

   PRESIDENTE. Se devo essere sincero, onorevole Grasso, un gruppo di
  sindaci  mi  ha  detto esattamente  abbiamo bisogno  di  gente  che
  firmi,  perché  diversamente è inutile questa cosa',  per  cui  non
  posso che dare ragione all'onorevole Grasso.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE.  Signor Presidente, signor Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  signori assessori,  io  ovviamente  condivido
  questo   articolo  e  condivido  anche  quanto  diceva  la  collega
  Bernadette Grasso, lo condivido da sindaco, come ragionamento ma  è
  quello che poi è il problema che, sia nei piccoli comuni, ma  anche
  devo  dire nei comuni più grandi, c'è. Ovvero, la mancanza non solo
  di  figure professionali adeguate e all'altezza, anche, delle sfide
  che  ci  attendono ma, soprattutto, la necessità di avere personale
  che possa non solo prendersi la responsabilità di quello che scrive
  e   va   a  testimoniare  ma  anche  che  possa  mettere  la  firma
  materialmente che è il problema che noi abbiamo.
   Ovviamente  a  questo ragionamento e quindi alla bontà  di  questo
  articolo proposto dal Governo, che credo sia da sostenere, insomma,
  in  maniera  trasversale a trecentosessanta gradi e di buon  senso,
  vorrei fare sempre una riflessione e la faccio all'assessore Armao.
  Ma   se   l'assessore  Armao  non  vuole  in  qualche   modo   dare
  soddisfazione a queste mie continue domande, che poi sono sempre le
  stesse,  lo  chiedo  al  Presidente  della  Regione,  lo  chiedo  a
  chiunque,  mi piacerebbe sapere in merito ai fondi POC, qual  è  lo
  stato dell'arte.
   Assessore  Armao  io, su questo tema, interverrò  instancabilmente
  ogniqualvolta si parlerà dei fondi POC, perché credo che sia giusto
  e  doveroso che noi abbiamo un quadro della situazione.  In  questo
  caso sono altri ventisette milioni che noi andiamo a impegnare  per
  un  fine nobile e condiviso anche dal sottoscritto come tante altre
  cose  perché,  al  di  là  della parte critica  che  mi  ha  sempre
  riguardato,  lei  assessore sa bene che io ho  sempre  sostenuto  i
  provvedimenti  che ha proposto il governo e che ha proposto  questa
  maggioranza e voglio continuare a farlo e continuerò a farlo.  Però
  credo,  e glielo dico questa volta sommessamente, in maniera  molto
  pacata,  in  maniera molto più tranquilla anche delle altre  volte,
  credo  che  sia  giusto, assessore, che noi  abbiamo  contezza  del
  miliardo e quattrocento milioni della scorsa finanziaria, in merito
  ai numeri sapere che queste sono le cifre impegnate, queste sono le
  cifre impegnate e spese, queste sono le cifre libere.
   Questo ci consente, assessore, di fare un'analisi chiara, puntuale
  e  precisa e di poter decidere in serenità, di potersi esprimere il
  Parlamento in assoluta serenità rispetto a quelle che sono le tante
  esigenze  che  dobbiamo affrontare, che ahimè in questa  terra  non
  sono  poche, perché oggi per decidere se ventisette milioni possono
  essere utilizzati per esempio per la rigenerazione amministrativa e
  quindi  per  l'assunzione  di  circa duecentocinquanta  unità,  noi
  dobbiamo  sapere se poi abbiamo le risorse per dare i ristori  alle
  attività che in questo momento soffrono piuttosto che dare sostegno
  alle famiglie in difficoltà, piuttosto che aiutare il comparto  dei
  pirotecnici  o  degli  spettacoli  viaggianti,  dei  ristoranti   e
  quant'altro.
   Per  fare una valutazione di questo tipo però è necessario che noi
  abbiamo  un  quadro  chiaro della situazione ed  è  chiaro  che  la
  copertura,  come giustamente anche in precedenza è stato suggerito,
  deve  essere  evidenziata anche rispetto a quelle  che  sono  o  le
  risorse  extra bilancio o le risorse regionali. La prego assessore,
  sommessamente, di darci un quadro a stretto giro ovviamente,  prima
  della  fine  della  finanziaria perché credo che  dopo  non  ce  ne
  facciamo  nulla  o  quasi  nulla di darci un  riepilogo  abbastanza
  chiaro  che ci possa consentire di poter affrontare il resto  degli
  articoli in maniera serena.

                  Presidenza del Vicepresidente FOTI

   COMPAGNONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COMPAGNONE. Signor Presidente, colleghi, su questa norma,  di  cui
  avevo  avuto modo di parlare anche con il Presidente della  Regione
  che  aveva  assentito  in  modo abbastanza giudizioso,  ne  abbiamo
  parlato  in Commissione UE e ci si è ritrovati d'accordo ed  è  una
  cosa che ci auguravamo da tempo per la verità perché a conforto dei
  pochi colleghi rimasti che non ne fossero convinti, il problema che
  noi  oggi, ogni giorno vediamo è come molto spesso e non ultimo per
  esempio quello successo con le aree interne, Presidente, rischiamo,
  e  molti Comuni rischiano, di perdere i fondi comunitari perché non
  sono in condizione di produrre progetti esecutivi.
   E'  il grande problema per cui molto spesso tutti i Comuni perdono
  i  fondi  comunitari  e parlo non solo dei Comuni  ma  anche  delle
  Associazioni  dei Comuni o per esempio delle ATI. Voi  sapete  che,
  per  esempio,  le  ATI devono produrre, che so,  progetti  per  gli
  impianti di depurazione, per le reti idriche o per gli impianti  di
  compostaggio,    si   perdono   i   finanziamenti    perché    sono
  nell'incapacità di produrre progetti esecutivi.
   Questa  è  la  tragedia della Sicilia. Allora, immaginare  che  si
  possano, invece, in questo modo aiutare gli enti periferici, quindi
  i  Comuni,  le  ATI, ad avere del personale adeguato  per  produrre
  progetti  esecutivi è una cosa assolutamente positiva. Ci sono  due
  perplessità.  Una  perplessità è quella che  ha  posto  il  collega
  Cracolici,  su  cui  mi  ritrovo  d'accordo,  ce  l'avevo  anch'io.
  Chiedevo  al  Governo  un attimino lumi in questo  senso,  cioè  la
  possibilità  di  utilizzare i fondi POC o invece  di  utilizzare  i
  fondi  che  abbiamo  messo  a disposizione  nei  vari  settori  con
  l'assistenza  tecnica.  Questo, in modo giudizioso,  penso  che  ne
  possiamo  fare  una  riflessione e  capire  quale  sia  il  sistema
  migliore ma non c'è dubbio che la norma è assolutamente positiva.
   L'altra perplessità è quella che ha sollevato la collega Grasso  e
  che   mi   ritrovo   assolutamente   d'accordo,   credo   che   sia
  indispensabile  che  soprattutto  nei  Comuni  ci  vada   personale
  dirigenziale,  cioè  personale  che  abbia  la  facoltà  di  potere
  assumersi  la  responsabilità e firmare perché  il  problema  molto
  spesso è anche quello. O troviamo una via di mezzo e diciamo che in
  qualche  modo  sarà poi l'ente pubblico a richiedere  se  vuole  il
  personale  dirigenziale  o  non dirigenziale  e  noi  possiamo  per
  esempio individuare sia l'una che l'altra figura cioè lasciamo  poi
  alla domanda no? Alla richiesta ci verrà dalla periferia quello che
  noi  dobbiamo  mettere, senza precluderci l'una o  l'altra  strada.
  Ecco questo sarebbe un po' quello che io suggerisco.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Rinuncia.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, io sono veramente stanco  ormai  di
  ripetere le stesse cose. La mancanza di una riforma strutturale che
  riguarda  il  pubblico impiego e comunque la  messa  in  condizione
  anche  degli  enti locali di avere personale, dirigenti,  segretari
  generali, quello che volete voi, non si risolve. A me dispiace  che
  i  colleghi  sindaci vengono qui a dirmi che una soluzione  per  un
  Comune è individuare i dirigenti con questo metodo.
   Io  condivido  la  proposta  come  l'ha  fatta  il  Governo,  sono
  completamente  contrario - l'allergia gli è  venuta  a  qualcuno  -
  invece  ad  inserire i dirigenti. Ma lo vogliamo capire che  almeno
  per  i dirigenti negli enti locali dobbiamo fare i concorsi?  Ma  è
  possibile  che  si  cerca sempre un escamotage per  evitare  che  i
  dirigenti o alla Regione o per i Comuni, e per i Comuni li vogliamo
  fare  noi Regione per conto dei Comuni attraverso sempre escamotage
  e  non  concorsi. E' una vergogna  Questa cosa è una vergogna   Per
  chi  la  vuole, io ho detto che sono d'accordo, ha un  significato,
  l'assistenza  tecnica che avete pensato e che avete sviluppato  per
  personale  non dirigenziale. Proprio per dirle, è costruttiva  però
  sono stanco perché la sensazione qual è? Che qualcuno si è messo in
  testa  di  andare  a  sistemare un gruppo,  un  nutrito  gruppo  di
  dirigenti  senza passare dai concorsi. Guardate che gli  faremo  la
  TAC   Ma  non  lo  dovete fare, non lo dovete  permettere  voi,  il
  Parlamento,  non  potete  essere  complici  di  un'operazione   che
  continua  a  vedere  questa benedettissima Sicilia  individuare  le
  figure  apicali  senza  concorsi. Vi prego  almeno  per  le  figure
  apicali con i concorsi.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor Presidente, colleghi, signor  Presidente  della
  Regione,  questa  è  una  norma  che  Forza  Italia  condivide,  ha
  partecipato alla stesura ed è un'ottima norma.
   Assessore,  però,  io ritengo che sia, e questo come  suggerimento
  visto   che   c'è   qualche   emendamento,   necessario   precisare
  innanzitutto  che  si può accedere a questi posti,  che  ovviamente
  saranno e daranno respiro agli enti locali, soltanto con la  laurea
  magistrale perché non è specificato bene.
   Perché  la  laurea triennale ha una valenza e un  significato;  la
  laurea  magistrale ha un'altra valenza e un altro significato.  Noi
  dobbiamo  fare  andare  ad  occupare  questi  posti  soggetti   che
  effettivamente  hanno  le competenze a tutto tondo,  magistrale  in
  giurisprudenza  per  le  altre  si fa  riferimento  ad  una  laurea
  specialistica, in giurisprudenza o titolo specialistico.
   Io  ho  detto che a mio parere, per evitare complicazioni,  è  una
  norma che può essere scritta in maniera più chiara in modo tale che
  deve essere necessariamente una laurea magistrale così noi premiamo
  le  persone  che hanno studiato di più ed hanno più  competenza  e,
  dall'altro  lato,  mettiamo  in  condizione  i  comuni  di   potere
  usufruire di personale che ha più competenza come tutti i  laureati
  con la laurea magistrale.
   Vorrei aggiungere, per quanto mi riguarda Presidente escluderei le
  università  telematiche, magari mi quereleranno, lo so che  non  si
  può  fare perché sono parificate, però è giunto il momento,  non  è
  competenza  dell'assessore  Lagalla, è  una  competenza  nazionale,
  bisognerebbe riguardarla questa norma perché una cosa  è  laurearsi
  con   la   schiena  curvata  sui  libri  per  cinque  anni,  signor
  Presidente, una cosa è laurearsi per corrispondenza. Sono due cose,
  sono  come  la notte e il giorno, il bianco e il nero, l'oro  e  il
  piombo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Palmeri.  Ne  ha
  facoltà.

   PALMERI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   condivido
  pienamente   l'intervento  di  chi  mi  ha  preceduto,  l'onorevole
  Calderone.
   Volevo  spiegare  l'emendamento che ho presentato,  il  15.28,  in
  quanto il testo per come è scritto sembrerebbe escludere tutta  una
  serie  di  figure  fondamentali in ambito  scientifico,  in  ambito
  agricolo,  sui beni culturali, nell'ambiente, nella sanità.  Quindi
  così  è  più  generale e cerca di andare a sopperire  tutte  quelle
  figure altamente specializzate che servirebbero.
   Con   il  subemendamento,  ossia  facendo  riferimento  al  titolo
  abilitativo,  chiaramente  vado  incontro  a  quelle  che  sono  le
  prerogative  delle  norme,  in particolare  del  codice  penale  in
  quanto, ad esempio, si rammenta che un ingegnere per potere firmare
  tutta  una serie di documenti, come progetti, collaudi, deve essere
  in  possesso dell'iscrizione all'albo e chiaramente oltre all'esame
  di  Stato,  così come anche l'avvocato non può essere  un  semplice
  laureato  in  giurisprudenza ma è fondamentale che  queste  piccole
  cose  siano  magari,  anche se possono sembrare  scontate,  è  bene
  specificarle.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  Presidente  della
  Regione,  assessori, l'articolo di cui parliamo ha  avuto  già  una
  discussione  approfondita sia in Commissione  Affari  istituzionali
  che  in Commissione Bilancio fondamentalmente dove a seguito di  un
  dibattito  che  si  è  protratto non  poco  si  è  addivenuti  alla
  conclusione  di  limitare il ricorso a queste figure  professionali
  non   dirigenziali  ed  è  stato  approvato  in  quella   sede   un
  emendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lupo, purtroppo le  assicuro  che  non  si
  distinguono  le  parole.  O si mette il microfono  attaccato  o  si
  abbassa la mascherina.

   LUPO.   Risolto.  In  Commissione   Bilancio'  fu   approvato   un
  emendamento  dopo una lunga discussione che limitava il  ricorso  a
  queste  figure esterne per funzioni non dirigenziali, vedo che  ora
  si torna sull'argomento.
   Proporrei  di  rispettare il lavoro fatto nelle commissioni  e  di
  merito  e  ovviamente anche della Commissione  Bilancio' altrimenti
  rischiamo  che la discussione su questa finanziaria duri  giorni  e
  giorni.
   Penso che se c'è, una deliberazione pressa a poco unanime, se  non
  ricordo  male in Commissione  Bilancio', tornare qui a ridiscutere,
  per  carità  è  legittimo  e forse alcuni  colleghi  lo  riterranno
  doveroso,  ma  certamente non ci si aiuta a  guadagnare  tempo  che
  invece penso è un elemento fondamentale in un momento di crisi come
  quello che stiamo attraversando.
   L'altra considerazione che volevo offrire al Governo e all'Aula, e
  ovviamente  alla Presidenza, riguarda la necessità di precisare  al
  comma  4  che il distacco di queste figure professionali ai comuni,
  ovviamente  non  è  a  carico dei comuni  e  quindi  di  prevedere,
  esplicitamente  nella norma che formalizzerò in subemendamento  che
  dica,   senza  oneri al loro carico , così come, forse  ne  parlerà
  meglio  di  me, dopo, l'onorevole Barbagallo, che sia  chiaro,  che
  almeno  una  certa percentuale, poi possiamo discutere  su  quanto,
  comunque  venga assegnata ai comuni, perché sappiamo che i  comuni,
  di queste figure professionali hanno attualmente grande bisogno, ne
  avranno  ancor  di  più  nel  momento in  cui  dovranno  progettare
  interventi dal recovery plan ad altro.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente, così
  come  ha  già  detto qualche altro collega che mi ha preceduto,  in
  Commissione   Bilancio?  C'è stato un  forte  dibattito  su  questa
  norma,  ovviamente  l'apprezziamo  perché  sono  convinto  e  siamo
  convinti  che  queste  professionalità  è  meglio  avercele  dentro
  l'amministrazione   regionale   che   non   usufruire   di   queste
  professionalità tramite aziende private. Quindi è meglio che queste
  professionalità che possono aiutare l'amministrazione  regionale  e
  poi eventualmente i comuni è meglio metterceli dentro, che no, come
  spesso  accade,  Presidente, queste professionalità spesso  vengono
  come dire, utilizzate tramite aziende private.
   Però  Presidente  in Commissione  Bilancio', l'aspetto  critico  è
  stato  soprattutto  sulle coperture e se non  ricordo  male  e  qui
  magari mi può smentire il Presidente della Commissione  Bilancio' a
  un certo punto la Commissione è stata pure sospesa, per la verifica
  di queste coperture perché?
   Perché intanto le coperture devono essere coerenti con quello  che
  stiamo  andando  a fare, altrimenti poi l'articolo,  c'è  la  buona
  intenzione,  ma  poi alla fine non riusciamo ad attuarlo  e  credo,
  Presidente, che la coerenza migliore la dà come copertura, poco  fa
  ne  ha  parlato il collega Cracolici, l'emendamento, la pagina  58,
  esatto  il  15.33. Il 15.33, cosa dice? Con oneri  a  carico  delle
  disponibilità    del    programma   operativo    complementare    e
  dell'assistenza tecnica dei programmi comunitari e regionali.
   Questa,  diciamo  è  la  copertura,  coerente  a  questo  tipo  di
  progettualità.  Il  problema qual è? Che è  quello  che  emerso  il
  Commissione  Bilancio', che a valere dei fondi 2014 - 2020,  questo
  tipo di copertura, questo tipo di fondi è stato esaurito. Cioè  non
  ci  sono  più  fondi  per, come dire, utilizzare,  questo  tipo  di
  assistenza   tecnica  che  è  prevista  nel  programma  comunitario
  regionale.
   E   allora   Presidente,  quello  che  chiediamo   qui   in   Aula
  all'assessore, perché io poi l'ho visto l'emendamento del  Governo,
  ma l'emendamento del Governo mette varie coperture, il rischio qual
  è?  Che  poi, di tutte queste coperture, poi magari non ce  ne  sia
  coerente  nemmeno uno. L'impegno, o comunque la rassicurazione  che
  vogliamo da parte dell'assessore qui in Aula, è che i fondi ci sono
  e  siano  coerenti al programma. Perché se non c'è questa coerenza,
  c'è  la  buona intenzione, perché prendere queste duecentocinquanta
  unità,  anche se a tempo determinato, perché stiamo parlando sempre
  di  trentasei mesi, stiamo parlando sempre di trentasei mesi,  però
  la  reputo  una  cosa  migliore rispetto  che  prendere  le  stesse
  professionalità  con un'azienda esterna. Quindi meglio,  così  come
  dicevo all'inizio, meglio avercele dentro queste figure.
   Ovvio  è,  così  come  hanno detto anche altri  colleghi,  che  la
  Regione  siciliana  ha un grosso problema, che  è  quello  che  non
  riusciamo a fare i concorsi, Presidente, ma non riusciamo a fare  i
  concorsi  nemmeno  con fondi già stanziati. Io  ricordo  sempre  il
  concorso  sui  centri per l'impiego, mille trecento persone,  mille
  trecento  persone,  ci sono i fondi ed è da più  di  due  anni  che
  questo concorso non viene espletato.
   Quindi da un lato Presidente, ci vuole un'azione forte nell'andare
  a snellire queste procedure concorsuali. La Regione siciliana deve,
  soprattutto  dove abbiamo i fondi, i concorsi devono essere  fatti,
  dobbiamo  spingere  i  dirigenti, dobbiamo  spingere  i  funzionari
  affinché  i  concorsi pubblici vengano fatti,  e  dall'altro  lato,
  Presidente, se può chiedere all'assessore di esplicitare e di  dare
  rassicurazioni  per  quanto  riguarda  la  copertura,   perché   in
  Commissione bilancio c'è stata una forte criticità, e da parte  del
  dirigente  che era presente all'interno della Commissione bilancio,
  non   ci   sono  state  massime  rassicurazioni,  e  allora  queste
  rassicurazioni le chiediamo oggi in Aula all'assessore, grazie.

   PRESIDENTE.  Sono  d'accordo  con  lei  sullo  snellimento   delle
  procedure. Per quanto riguarda le coperture, è stata presentata già
  una  relazione  che  abbiamo noi qui, si vabbè insomma,  la  stiamo
  acquisendo, ancora non è acquisita.
   Andiamo  avanti  perché abbiamo ancora sette  articoli  da  votare
  entro stasera.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, Presidente della Regione, l'onorevole
  Pellegrino  ha  posto  poco  fa un tema  che  è  molto  delicato  e
  importante. Noi abbiamo bloccati miliardi e miliardi di euro perché
  non   abbiamo  in  funzione  le  ATI,  che  sono  ATI  idrici   per
  l'esattezza. Questa è, in questo momento noi potremmo risolvere gli
  ATI idrici, perché in questo momento potremmo risolvere il problema
  di  mancanza  di  professionalità  presso  queste  ATI.  Perché  in
  mancanza   di   professionalità?  Perché  si  sono   fatte   queste
  associazioni creando purtroppo obbligatoriamente, perché  obbligati
  dalla  Comunità Europea e dalla norma nazionale, ma  non  riusciamo
  più a sbloccare queste somme che sono bloccate là.
   Per  cui  noi  abbiamo  reti idriche che sono fatiscenti,  abbiamo
  depuratori   molte  volte  che  non  funzionano  al   di   là   del
  commissariamento,   abbiamo   reti   fognarie   carenti,    abbiamo
  possibilità  di potenziali finanziamenti che sono fermi  là  perché
  per  una  cultura  anche  sbagliata da parte  di  alcuni,  dobbiamo
  dircelo,  sono stati inviati presso questi organismi, non dirigenti
  che  abbiano  la  competenza e sappiano  veramente  fare  il  piano
  d'ambito,  le  reti  come devono essere fatte,  non  c'è  ombra  di
  questo. Noi ne abbiamo, almeno nella mia provincia, ma io credo  in
  tante altre province, questa situazione di blocco.
   Ora,  ci sono delle norme che possono essere qualificanti,  questa
  lo può essere come norma qualificante, basterebbe, al di là di dare
  un  problema riguardante comuni di cui ora parlerò, perché  bisogna
  essere  anche  dentro al sistema comuni per comprendere  che  molti
  comuni  della  Sicilia non possono fare concorsi  perché  le  norme
  nazionali   sono  tutte  norme  che  bloccano  praticamente   nella
  percentuale del personale che vi è oggi, rispetto a quello previsto
  dalle  norme  nazionali c'è il blocco dei concorsi e  questo  è  un
  problema.
   Ma  il  problema più urgente, Presidente, io credo che  su  questa
  vada  fatta  una  riunione  ad  hoc  dell'Assemblea  per  il  fatto
  dell'emergenza idrica e soprattutto lei avrà ricevuto oggi, come il
  Presidente  dell'Assemblea, una richiesta di  circa  cento  sindaci
  della provincia di Messina riguardante un'emergenza rifiuti che  di
  qua  a  poco  scoppia e di cui nessuno si sta rendendo  conto.  Noi
  avremo  la chiusura della discarica di Lentini, per cui non potremo
  più non solo avere impianti di compostaggio ma nemmeno gli impianti
  che possono ricevere la raccolta indifferenziata.
   Tutto  questo  ci  porta  fra  poco a qui  ad  avere  un'emergenza
  nell'emergenza. Ma di questo io chiedo che venga fatto così come si
  chiede  una  riunione ad hoc col Presidente della  Regione  ma  col
  nuovo  Assessore all'emergenza e ai rifiuti perché forse non  si  è
  resa conto ancora di qual è la situazione grave in cui versiamo.
   E  allora  la  mia richiesta al Governo è che questa norma,  fatta
  anche  col  personale non dirigente e dirigente, serva  soprattutto
  per  risolvere il problema degli ATO idrico. Per quanto riguarda  i
  comuni, lo ripeto ancora una volta, è una norma che come classe non
  dirigente   non   serve  ai  comuni,  ai  comuni  servono   persone
  qualificate  che  possono avere la responsabilità, firmare,  perché
  altrimenti le categorie di qualifiche C, etc., i comuni sono pieni,
  non hanno bisogno di questo, hanno bisogno di personale qualificato
  in  attesa che la norma nazionale sblocchi questi concorsi. Per cui
  io pongo all'attenzione del Governo, e ho finito, che questo sia il
  momento  di  potere  dare anche un ristoro e una  svolta  a  questa
  situazione di paralisi.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ne   ha  facoltà.  Onorevole  Barbagallo.   Ma   poi
  l'onorevole Cracolici ha chiesto di parlare ma è già intervenuto.

                        (voce fuori microfono)

   PRESIDENTE. Bene, ora, ora vediamo. Onorevole Barbagallo, prego.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, evidentemente la ratio della  norma
  è  quella  di sostenere la rendicontazione, la valorizzazione,  dei
  servizi,  della  realizzazione delle opere pubbliche  attraverso  i
  fondi comunitari, utilizzando le politiche di coesione. Ed è chiaro
  quindi  che  non  c'è  soltanto il tema  che  riguarda  da  vicino,
  Assessore,  la  rendicontazione e le risorse in capo alla  Regione.
  C'è  evidentemente  anche  il  problema  che  l'articolo  prova   a
  risolvere  al  comma  4,  quello cioè dell'assegnazione  di  queste
  risorse ai comuni.
   E'  chiaro,  come  già ha detto bene e meglio di  me,  l'onorevole
  Dipasquale, che il tema a nostro giudizio riguarda innanzitutto  il
  personale del comparto, il sostegno proprio alla macchina che  ogni
  giorno dovrebbe lavorare per garantire risorse e trasferimento agli
  enti  locali  e  alla  Regione. Quindi il  Partito  Democratico  ha
  proposto   due  sub-emendamenti  per  migliorare  questo   aspetto,
  segnatamente  il  15.35.1,  e  il  punto  2  che  sta  per   essere
  distribuito,  dove  noi  poniamo  un  tema,  per  noi,  in   questa
  Finanziaria,  che  sta  diventando  -  come  dire  -  che  ci   sta
  appassionando,  quello cioè di stabilire dei criteri  certi  e  una
  graduatoria pubblica a cui possono attingere tutti i comuni. Perché
  è  chiaro  che  se una parte di questa risorse viene  assegnata  ai
  comuni,  dobbiamo  capire  quali sono i  criteri  con  cui  vengono
  assegnate  questa risorse. A nostro giudizio, ad esempio, Assessore
  Zambuto, dovrebbero essere premiati i piccoli comuni, i comuni  che
  hanno difficoltà ad avere unità di personale di questo settore, con
  queste  competenze  specifiche rispetto  a  comuni  che  hanno  una
  dotazione organica adeguata.
   Poi,  vanno  stabilite  -  oltre  alla  graduatoria  pubblica  per
  l'assegnazione  certa  delle risorse, e fino  al  concorrere  delle
  risorse  -  due  questioni: la prima, il numero  delle  risorse  da
  assegnare al comune.
   Noi  nel sub emendamento, il 15.35.1 proponiamo la misura  del  20
  per cento.
   Come  già ha detto il Capogruppo noi su questa misura siamo laici,
  siamo  pronti a discutere, ci sembra francamente una misura minima,
  però  ci  fa piacere se avviamo un confronto col Governo da  questo
  punto di vista.
   L'altro  tema, francamente scontato, in questo momento  di  vacche
  magre  per  gli  enti locali - e non solo per la  verità  -  è  che
  ovviamente il personale venga assegnato senza ulteriori  oneri  per
  gli  enti  locali,  proprio per garantire quel supporto,  anche  ai
  comuni  che  sono  in  gravi difficoltà economiche,  ai  comuni  in
  dissesto, ai comuni in piano riequilibrio.
   Credo  che  sono  quasi cento i comuni nella  nostra  Regione  che
  vivono  queste difficoltà, fra piano di riequilibrio e dissesto,  e
  quindi  anche  a  questi  Comuni va  garantita  la  possibilità  di
  utilizzare questo tipo di personale.
   Insistiamo  su  questi emendamenti, Presidente,  e  chiediamo  che
  vengano messi in votazione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, era soltanto  una  questione  di
  venti secondi o no?
   Credevo   che  il  suo  intervento  fosse  terminato,   non   l'ho
  interrotta

   CRACOLICI.  Le  chiedo scusa perché non avevo letto  l'emendamento
  del Governo.
   Ribadisco  che  anche quella formulazione che c'è nell'emendamento
  del  Governo,  che si limita alla FSC 14.20 perché sposta  dal  POC
  all'FSC.

   PRESIDENTE. Io lo leggo per cui non è così
   Sposta

   CRACOLICI. Dal POC all'FSC, ma ha ragione
   Devo dire tecnicamente è corretto.

   PRESIDENTE. Sostituisce i riferimenti al POC e all'FSC con  quello
  alla politica di coesione

   CRACOLICI. Fondo di sviluppo di coesione
   E' questo quello che dico

   PRESIDENTE. No  Politica unitaria di coesione, PUC.

   CRACOLICI. Un altro emendamento c'è?

   PRESIDENTE. E' questo qua, lo sto leggendo, è sempre lo stesso.

   CRACOLICI. Che numero è?

   PRESIDENTE. Il 15.37, sempre lo stesso

   CRACOLICI.  Intendo riaffermare, tra l'altro anche a proposito  di
  dirigenti  o non dirigenti - e lo dico al Governo - il  mio  voleva
  essere un invito di snellimento.

   PRESIDENTE. Ma questo è stato  Lo abbiamo inteso così.

   CRACOLICI. Oggi la Regione affida l'assistenza tecnica a  soggetti
  esterni.
   La  mia proposta è che invece di affidarla a soggetti esterni, dal
  Formez  al Price waterhouse, ecc., la Regione possa dotarsi  di  un
  parco   uomini  che,  oltre  a  fare  il  monitoraggio,  a   valle,
  dell'utilizzo   dei   fondi  comunitari,  possa   essere   supporto
  amministrativo a monte, sia per la Regione che per i comuni.
   Non  c'entrano né i dirigenti né perché appena infiliamo tutte ste
  variabili, questa norma è morta.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, c'erano queste cose.  La  passata
  legislatura le ha chiuse, esistevano.
   C'era lo  Sviluppo Sicilia', c'era CERISDI, sono state chiuse  per
  dare tutto al Formez.

   CRACOLICI. Quale CERISDI.

   PRESIDENTE. Sono d'accordo  Così è
   C'erano    queste    società   che   supportavano    la    Regione
  nell'assistenza  tecnica, e si è deciso di  chiuderle  per  mandare
  tutto al Formez - non se l'abbia a male

   CRACOLICI. Io dico che lo faccia la Regione.
   Lo  fanno altre Regioni italiane e lo sta facendo lo Stato con  la
  norma che ha approvato in finanziaria.

   PRESIDENTE.   L'onorevole  Figuccia   vuole   intervenire   o   ha
  rinunciato?
   Se  non  è estremamente necessario, già in riunione dei Capigruppo
  avevamo auspicato che la maggioranza intervenisse meno possibile  -
  lo dicevo anche all'onorevole Catalfamo.

   FIGUCCIA.  Sarò  velocissimo, solo per precisare l'opportunità  di
  individuare  le risorse che effettivamente vanno ai  comuni,  credo
  che   sia   una   norma,  non  solo  necessaria,   ma   addirittura
  indispensabile.
   Penso  a  tutti i piccoli comuni che ovviamente non hanno -  tante
  volte  -  la  possibilità di attingere a risorse di questo  tipo  e
  rischiamo  spesso  di  perdere fondi strutturali,  il  ciclo  della
  programmazione 2014-2020, 2021-2027 con tutta una serie di temi, al
  di  là delle polemiche che si possono fare, che riguardano il  tema
  della ricerca e dell'innovazione, il tema della green economy, sono
  tutte  risorse che se noi non individuiamo attraverso i comuni  che
  diventano  beneficiari di questo impegno, attraverso la possibilità
  di   fare  riferimento  a  queste  250  unità,  tutte  risorse  che
  andrebbero perdute.
   Quindi,  quando  si fa riferimento alla riforma  per  l'assunzione
  dei  dipendenti, dei concorsi, è una cosa che non c'entra nulla con
  questa   misura.   Una   cosa   è   la   riforma   della   pubblica
  amministrazione, una cosa è la possibilità di accedere attraverso i
  concorsi  pubblici, altra cosa è fare riferimento alla  possibilità
  di non perdere risorse comunitarie, di cui credo che tutti i comuni
  abbiano assolutamente esigenza.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Le iscrizioni sono chiuse onorevole Ciancio,  facciamo
  molto tardi. Tanto oggi, così come abbiamo deciso in Conferenza dei
  Capigruppo, il primo fascicolo va di fatto eliminato.

   CIANCIO.  Signor  Presidente,  era semplicemente  per  quando  noi
  indichiamo  la  tipologia  di  lauree  che  si  devono  avere   per
  partecipare  a  queste procedure, io anziché  fare  l'elenco  delle
  lauree,  anche per venire incontro a quello che diceva  l'onorevole
  Palmeri,  che  io condivido, quindi anche discipline  scientifiche,
  scriverei  in  materia  giuridico-economica  o  tecnico-ambientale,
  senza specificare le singole professioni o le singole lauree.
   L'unico  dubbio  è  quello  che ha espresso  poco  fa  il  collega
  Calderone, perché lui diceva che la laurea specialistica può essere
  anche di tre anni. A me non risulta, perché la laurea specialistica
  è  la  3+2.  Però  se abbiamo questo dubbio, e c'è  bisogno  di  un
  ulteriore approfondimento, facciamolo, però in questo modo  noi  lo
  scriviamo  in  maniera generale, senza indicare  esattamente  quale
  tipo di laurea che pur specialistica, pur magistrale, secondo me  è
  anche più chiara la norma.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Calderone, rispetto  a  questo  intervento
  dell'onorevole  Ciancio,  e  poi il Governo  e  la  Commissione  mi
  dovranno dire se sono favorevoli o contrari.

   CALDERONE.  Signor Presidente, io sono d'accordo  con  l'onorevole
  Ciancio.  Forse non sono stato chiaro, e per questo  mi  scuso  con
  l'Aula  e  con  la Presidenza. Io avevo il dubbio di una  possibile
  interpretazione.
   Se  siamo tutti sereni, perché alla fine dei conti si può mettere,
  comunque  va  esclusa la laurea cosiddetta breve  o  triennale.  Se
  vengo   rassicurato,  qui  c'è  il  Magnifico  Rettore,   che   per
  specialistica  si  intende  comunque  la  quinquennale,   io   sono
  tranquillo, il mio era solo un dubbio che ponevo all'Aula.

   LAGALLA,    assessore   per   l'istruzione   e    la    formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LAGALLA,    assessore   per   l'istruzione   e    la    formazione
  professionale. Signor Presidente, ai sensi dell'ordinamento statale
  vigente  per  laurea,  semplicemente  laurea,  si  intende   laurea
  triennale.  Con  l'indicazione laurea magistrale,  o  magistrale  a
  ciclo  unico,  si  intendono rispettivamente il conseguito  biennio
  specialistico, ovvero il ciclo unico come attualmente è  la  laurea
  in giurisprudenza, medicina, architettura.
   Quindi,  la  dizione  è  indifferente dal punto  di  vista  laurea
  specialistica o laurea magistrale, l'importante è che non si  lasci
  solo  laurea, senza aggettivazione, perché coincide ipso facto  con
  la laurea triennale.

   CIANCIO.  E  quindi  ho  già  presentato  un  subemendamento   per
  racchiudere    tutte   queste   lauree.   L'ho   presentato    come
  subemendamento  al  15.24, ma se non dovesse passare  il  15.24  lo
  posso presentare anche come emendamento al testo.

   PRESIDENTE. Come emendamento non si potrebbe presentare.
   Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.
   Si  passa agli emendamenti 15.20 e 15.21 per i quali ci sarebbe un
  invito al ritiro.
   Sono ritirati.
   Si  passa  all'emendamento 15.24, che è  quello  dove  l'onorevole
  Ciancio  ha  presentato  il sub emendamento.  Vi  ricordo  che  con
  l'emendamento  15.24  tutto  il personale  verrebbe  distaccato  ai
  Comuni. E' chiaro che noi stiamo trasferendo tutto il personale  ai
  Comuni.
   L'emendamento 15.38, a firma del Governo che è sullo stesso  piano
  però, Assessore, se il Governo dà qualche indicazione.
   L'emendamento  dell'onorevole Grasso è un'altra cosa  rispetto  al
  15.38.  Assessore  lei è favorevole all'emendamento  dell'onorevole
  Grasso? Il mio invito è stato quello di ritirarlo.
   E' ritirato.
   Onorevole  Ciancio, se lei presenta il suo sub emendamento  qua  e
  poi questo viene bocciato il suo sub emendamento non c'è più.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente, le volevo solo dire che eventualmente
  lo   presento  come  subemendamento,  sostitutivo  del  mio  stesso
  emendamento, che è sulla stessa materia.

   PRESIDENTE.   Si   passa  all'emendamento  15.39,   dell'onorevole
  Caronia, che erroneamente non è stato inserito nel fascicolo.
   E' ritirato.
   Si  passa all'emendamento 15.27, a firma dell'onorevole Catalfamo.
  Il parere del Governo?

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor Presidente, stiamo presentando, come Governo, un emendamento
  che sia chiarificatore rispetto al titolo che serve. Un emendamento
  che  vuole essere sostitutivo per ricomprendere gli interventi  che
  sono stati fatti.

   PRESIDENTE. Onorevole Catalfamo, lo ritira il suo emendamento?

   CATALFAMO.  Signor  Presidente, dal momento che c'è  l'emendamento
  15.38,  io ho visto che nella pagina successiva c'è il 15.38,  dove
  si  parla  non  di  250 unità ma di 300 unità, 50  delle  quali  da
  indirizzare  al  Dipartimento  beni culturali  per  potenziarne  le
  attività.  Quindi, mi sembrava questo emendamento, il 15.27,  anche
  di rinforzo rispetto al 15.38.

   PRESIDENTE. No, ma qua c'è il problema della triennale.

   CATALFAMO.  Secondo  me il 15.27 va di pari passo  col  15.38.  Va
  bene, ritirato.

   PRESIDENTE.  Chiedo  al  Governo.  Dobbiamo  essere   chiari.   Le
  triennali  non  sono  comprese? Perché  sennò  facciamo  un  casino
  incredibile. Inutile continuare a presentare emendamenti in  questo
  senso. Quindi, ritirato Catalfamo. Andiamo avanti.
   Si  passa  all'emendamento 15.19. comunico che è stato  presentato
  dall'onorevole  Ciancio l'emendamento 15.24.2, che  sostituisce  il
  15.19. Il Governo mi sembra che su questo era favorevole? Il parere
  del Governo?

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Dopo  questa  votazione,  il 15.28 e il 15.26  sono  preclusi.  Il
  15.29  è  inammissibile, per cui chiediamo di ritirarlo. È ritirato
  dall'onorevole Tamajo che è qui accanto a me.
   Si  passa all'emendamento 15.38 del Governo, quello di cui avevamo
  parlato  prima. Il Governo cosa mi dice sul 15.38?  E  quindi  cosa
  facciamo? Ci deve essere un subemendamento vostro. Lo preparate  al
  volo, per favore?
   Il  Governo sta preparando il subemendamento nel senso voluto  dai
  colleghi, aspettiamo un secondo solo.
   Intanto gli altri. Il 15.30 il parere della Commissione sul  bando
  non si può fare.
   Il  15.38,  stanno  aggiungendo  una  cosa  e,  quindi,  l'abbiamo
  accantonato un attimo. Il Governo sta specificando i 50, quindi  un
  attimo solo che arriva. 15.30, invito al ritiro perché comunque non
  si  potrebbe fare. Il 15.31, è già prevista la facoltà, per  cui  è
  inutile,   è   superfluo.  Il  15.32,  non   possiamo   sostituirci
  all'amministrazione, il bando può prevedere, non possiamo obbligare
  l'amministrazione a prevederlo, può prevederlo ma non  li  possiamo
  obbligare,  quindi  prevederà' non lo possiamo scrivere,  quindi  è
  inammissibile. La soppressione del comma 3 è inammissibile.
   Il  15.37  è  quello di cui abbiamo discusso per  un'ora,  che  mi
  sembra vada a posto così, no Presidente? L'assessore Armao non c'è.
  Presidente, questa delle coperture, possiamo considerare quelle? Se
  ha  un calo di glicemia, non è cosa di 30 secondi, io poco fa  sono
  mancato  per  3  minuti  per  andare in  bagno.  Siccome,  ora  col
  subemendamento del 15.38, noi saremmo in condizione  di  votare  la
  legge, se questo 15.37  e appunto.
   Intanto  il  15.35? Il 15.35.1, onorevole Lupo, è chiaro  che  non
  sono  a  carico  dei comuni perché sono tutti a  carico  dei  fondi
  comunitari. Per cui, è inutile. Fatelo come ordine del giorno. Ma è
  scontato.  Lo  dovrei considerare superfluo, perché  tutto  si  sta
  coprendo  coi  fondi  comunitari. Per cui come pensiamo  che  possa
  essere a carico dei comuni?
   Onorevole Lupo, potrebbe essere di più o di meno. Noi facciamo  un
  ordine del giorno in cui impegniamo il Governo a non farlo meno  di
  venti. Ma, altrimenti, dev'essere il venti fisso.
   Ah,  non inferiore dice. E' abbastanza superfluo, però lo possiamo
  mettere  in  votazione.  Se l'assessore è  d'accordo,  lo  possiamo
  mettere in votazione. Quindi, levando però Se è quello degli oneri,
  lo  leviamo. Quello del venti per cento. Senza oneri lo  leviamo  e
  votiamo il venti per cento.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'emendamento
  della collega Palmeri aveva un significato, perché mentre

   PRESIDENTE. Stiamo votando un altro, per ora.

   CALDERONE.  Sì, però io voglio No, c'è un problema - è importante,
  Presidente  -  che si può porre e io lo voglio segnalare  all'Aula.
  Cioè, se un laureato in giurisprudenza senza il titolo abilitativo,
  nel qual caso il titolo di avvocato, deve sottoscrivere un atto, lo
  può fare.
   Se  un  laureato in ingegneria, senza titolo abilitativo,  lo  può
  fare?   No   Quindi,  noi  dobbiamo  fare  una  distinzione,  sennò
  sacrifichiamo e poniamo in essere una disparità di trattamento.
   Perché  un  atto sottoscritto da un laureato in giurisprudenza,  o
  anche  in  economia  politica,  può essere  sicuramente  redatto  e
  sottoscritto.  Un  atto,  invece, prettamente  tecnico,  dev'essere
  necessariamente sottoscritto da chi ha il titolo abilitativo.

   PRESIDENTE. E non è corretto?

   CALDERONE.  No,  non è così  Nella legge non si fa riferimento  al
  titolo  abilitativo.  Secondo  me  dobbiamo  inserire,  per  essere
  perfetti  -  perché  la norma noi siamo il legislatore  -  dobbiamo
  inserire  che  il titolo abilitativo, ovviamente, non è  necessario
  per  il  laureato  in giurisprudenza, per il laureato  in  economia
  politica e ci mancherebbe, ma per un laureato in architettura o  in
  ingegneria  che  aiuto  può dare se non può più  sottoscrivere  gli
  atti?  Quindi  io  sottopongo  alla  valutazione  dell'Aula  questa
  problematica che, a me, obiettivamente

   PRESIDENTE.  Onorevole Grasso, lei cosa mi stava  facendo  vedere?
  Onorevole Grasso, ha una soluzione a questo problema.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  qua  è   stato
  spostato il problema. Noi parlavamo di dirigenti. Il dirigente  che
  va  al comune ha bisogno di firmare gli atti e, quindi, deve essere
  un  soggetto  abilitato.  La laurea magistrale  giù  ti  abilita  a
  firmare  un  atto.  Perché tu, per essere  ingegnere,  devi  essere
  iscritto  ad  un  albo  e,  quindi,  devi  essere  abilitato  nella
  formulazione della norma.
   E'  stata modificata rispetto allo spirito per il quale mi è stato
  chiesto  di  ritirare  l'articolo.  Stiamo  votando  personale  non
  dirigenziale.  Quindi  noi, ai comuni stiamo  mandando  istruttori,
  stiamo  mandando  personale non dirigenziale. Non  stiamo  mandando
  ingegneri, personale che può essere dirigente e, quindi,  che  deve
  firmare

   PRESIDENTE. Se non è passato

   GRASSO.  Presidente  scusi, io invece insisto,  e  mi  rivolgo  al
  Governo,  al Presidente della Regione, perché se va bene  personale
  non  dirigenziale  alla Regione, se vogliamo dare  un  supporto  ai
  comuni,  e non togliamo spazi assunzionali, non togliamo  posti  in
  pianta organica, perché queste sono figure tecniche che utilizziamo
  fondi  comunitari. Vengono assunti e vengono selezionati attraverso
  la  stessa  procedura che si utilizza per l'assistenza  tecnica,  e
  quindi possono tranquillamente andare presso i comuni e firmare.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  è  indubbio che l'onorevole  Grasso  abbia
  ragione.

   GRASSO.     per   l'assistenza   tecnica   e,   quindi,    possano
  tranquillamente andare presso i Comuni e firmare. Punto. Siccome  è
  così

                     (Intervento fuori microfono)

   GRASSO.  Presidente,  dirigente significa  la  competenza  tecnica
  quindi

   PRESIDENTE. Io ho ricevuto un gruppo di sindaci che mi hanno detto
  che se non gli mandano quelli che possono firmare è inutile che gli
  si mandano.

   GRASSO.  Perfetto. Presidente, i Comuni per i dirigenti utilizzano
  il  110  e potrebbero le figure tecniche laureate potrebbero  fare;
  ma,  ripeto,  questo  problema con la norma  non  c'è  più.  Io  ho
  ritirato   il  mio  emendamento  quindi  la  laurea  magistrale   e
  specialistica per i funzionari è più che sufficiente.

   PRESIDENTE.  Siccome  questo è argomento,  mi  pare  un  argomento
  dirimente,  cioè non è che stiamo parlando di una stupidaggine.  Io
  ritengo, però può essere che sbaglio, vorrei un attimo fermarmi  un
  secondo  e  parlare col Governo, io ritengo che l'onorevole  Grasso
  abbia totalmente ragione. Cioè, se non lo facciamo come dice lei, è
  praticamente  inutile fare la legge per quanto mi  riguarda.  Però,
  può essere che mi sbaglio. Vogliamo vedere un attimo? Io vorrei che
  il Governo si esprimesse in una maniera  Il Governo è assolutamente
  convinto  di questo. Basta, io che posso fare? Basta, e allora  non
  ne  parliamo  più. Se il Governo è convinto va benissimo.  Io  devo
  dire che siccome è una cosa importante

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Dovete fare i concorsi chi? Io li ho fatti  ai  tempi.
  Onorevole, stia tranquillo
   Si  passa  all'emendamento 15.38.1, del Governo, che  modifica  il
  comma 15.38 in cui abbiamo inserito i 50 dei beni culturali.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 15.38, così come emendato. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 15.35.1. Il Governo  è  favorevole.  Lo
  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa   al   subemendamento   15.35.2,   dell'onorevole
  Barbagallo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Per chiarirlo, lo scopo dell'emendamento,   criteri  e
  apposita graduatoria , è perché se il 20 per cento delle risorse va
  assegnata  ai Comuni, i Comuni devono essere scelti in base  ad  un
  criterio, per popolazione, per numero di personale, per esigenze  e
  va  fatta  una  graduatoria  com' è  normale  che  sia;  non  posso
  assegnare la risorsa a chi voglio io o a chi arriva prima. Giusto?

   PRESIDENTE. Io aspetto le indicazioni del Governo. Se il Governo è
  favorevole votiamo. Il parere del Governo?

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

         (Viene richiesta la votazione per scrutinio nominale)


      Votazione per scrutinio segreto del subemendamento l5.35.2

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 15.35.2.
   Il parere del Governo e della Commissione è contrario.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti  .         65
   Votanti             55
   Maggioranza         28
   Favorevoli          21
   Contrari            34
   Astenuti            0

                          (Non è  approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 15.35, così come  emendato.  Il
  parere del Governo?
   E'  stato emendato con l'emendamento 15.35.1 su cui il Governo  ha
  dato   parere  favorevole  per  cui  immagino  che  per  questo   è
  favorevole?   Emendamento 15.35. Avete dato  il  parere  favorevole
  all'emendamento.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Parere contrario.

   PRESIDENTE. E' contrario. Lo pongo in votazione.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Ha  dato  parere  favorevole  al  subemendamento,  ma
  sull'emendamento sono contrari.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor Presidente, a parte la confusione che è veramente
  imbarazzante  perché  non  si sta capendo  nulla  di  tutti  questi
  emendamenti, subemendamenti in Aula che sembra di essere peggio che
  nelle  Commissioni.  Ma detto questo, poco  fa  aveva  dato  parere
  favorevole   l'Assessore.  Se  cambiamo  ogni  cinque  minuti   non
  funziona
   Ma  oltre  questo, la norma è, mi pare, molto di buon senso.  Cioè
  non  c'è  nulla  di particolare. Si dice che nella ripartizione  di
  questo  personale, dato che sono 250 e i comuni della Sicilia  sono
  391, purtroppo, basta suddividerla per i comuni e le province.
   Mi  sembra  talmente generale, astratto e di buon  senso  che  non
  capisco il perché no.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI. Signor Presidente, io comprendo la logica numerica  e  si
  deve  sicuramente  dare una progressione in questo  senso.  La  mia
  preoccupazione, se ho l'attenzione dell'Assessore, è  relativamente
  ai  piccoli  comuni dove abbiamo le maggiori necessità e  criticità
  relativamente   a   competenza,  assenza  di  competenze   tecniche
  specifiche.
   Dobbiamo, quindi, trovare anche una soluzione per i piccoli comuni
  perché,  chiaramente, se lo facciamo in base al numero di  abitanti
  nei  piccoli comuni continuiamo ad avere carenze di professionalità
  e l'impossibilità di fare progetti.

   MUSUMECI, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  con  tutto  il  rispetto per la  proposta  dei  deputati
  Sunseri e Di Caro il tema qui è legato alla reale dotazione di ogni
  singolo comune.
   La  popolazione non può mai essere un parametro perché  non  tiene
  conto della disponibilità di figure specialistiche all'interno  dei
  singoli comuni.
   Ci  sono  comuni  medi  e  grossi che  sono  dotati,  nell'ufficio
  tecnico,  di  personale particolarmente adeguato  e  sufficiente  a
  potere  affrontare le richieste e ci sono, invece,  piccoli  comuni
  che  non  hanno  neppure  il vigile urbano che  possa  svolgere  le
  funzioni essenziali.
   Io  direi,  se una parte di questi tecnici noi con questi  tecnici
  una  parte rimpolpiamo l'ufficio speciale per la progettazione, che
  è  a  disposizione di tutti i comuni, e teniamo conto  dei  piccoli
  comuni  del  criterio dell'associazionismo, cioè diamo un  tecnico,
  due  tecnici,  ma  diciamo ai comuni  mettetevi  assieme,  quattro,
  cinque piccoli comuni, e condividete . Siamo d'accordo? Questo è lo
  spirito.

   PRESIDENTE. Benissimo. Come vedete, quando non c'è confusione e si
  dà il tempo ...

   MUSUMECI,  Presidente  della  Regione.  Assumo  l'impegno  che  lo
  spirito  col  quale  verrà distribuito il  personale  tecnico  sarà
  questo.

   PRESIDENTE. Perfetto. Quindi, l'emendamento è ritirato? Al  limite
  lo trasformate in ordine del giorno, che va benissimo.
   A questo punto possiamo votare l'articolo.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, siccome il Governo  aveva  dato  parere
  favorevole  all'emendamento 15.35.1, che  è  quello  che  dice  che
   almeno  il  20 per cento va ai comuni , se continua ad  essere  di
  questa  idea,  se  lo  può fare proprio come emendamento  al  testo
  dell'articolo perché è un subemendamento e decadrebbe.

   PRESIDENTE.  Questo  è  vero. E' così.  Anche  questo  può  essere
  inserito nell'ordine del giorno e lo consideriamo anche questo come
  ordine del giorno.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 15.37. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                          (E' approvato)

   Comunico   per  conto  terzi  il  voto  favorevole  dell'onorevole
  Cracolici e di tutto il PD.
   Comunico   che  l'onorevole  Cracolici  e  tutto  il   PD   voterà
  favorevolmente  a  questo emendamento e per cui è stato  approvato.
  Ringrazio l'onorevole Cracolici e tutto il PD per averlo votato.
   Pongo  in votazione l'articolo 15.  Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 16 mi è stato chiesto di votarlo dopo ed anche il 17.
   Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:

                               «Art. 18.
                       Comando personale sanità

    1.  Al  comma 10 dell'articolo 1 della legge regionale 5 novembre
  2004,  n. 15 e successive modificazioni, le parole  numero  massimo
  di  15 unità  sono sostituite dalle seguenti  numero massimo di  20
  unità .

    2.  Per  l'espletamento  delle attività contabili  relative  alla
  gestione  sanitaria accentrata ed al Fondo sanitario  regionale  di
  competenza   del  dipartimento  regionale  bilancio  e   tesoro   -
  Ragioneria  generale della Regione, presso l'Assessorato  regionale
  dell'economia può essere disposto, altresì, il comando di personale
  delle aziende sanitarie provinciali e delle aziende ospedaliere nel
  numero di 5 unità, con specifiche competenze nelle materie trattate
  dal dipartimento, da inquadrare con le medesime modalità di cui  al
  comma  10, dell'articolo 1, della legge regionale 5 novembre  2004,
  n.  15  e successive modificazioni. Al personale di cui al presente
  comma  si applicano le disposizioni di cui al comma 7 dell'articolo
  16  della  legge  regionale  15 agosto 2000,  n.  10  e  successive
  modificazioni.

    3.  Per le finalità di cui al presente articolo, l'autorizzazione
  di  spesa  di cui al comma 1 dell'articolo 26 della legge regionale
  16  ottobre  2019, n. 17 e successive modificazioni è incrementata,
  per l'esercizio finanziario 2021, dell'importo di 1.000 migliaia di
  euro,  di cui 340 migliaia di euro per le finalità di cui al  comma
  2. Per le medesime finalità, a decorrere dall'esercizio finanziario
  2022, la spesa, da quantificare con legge di bilancio ai sensi  del
  comma 1 dell'articolo 38 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.
  118 e successive modificazioni, è quantificata in complessivi 3.000
  migliaia  di euro, di cui 340 migliaia di euro per le finalità  del
  comma 2 del presente articolo. Ai relativi oneri si provvede con le
  modalità  previste  dal  comma  2  dell'articolo  26  della   legge
  regionale  17/2019  e  successive modificazioni,  con  decreto  del
  Ragioniere generale».

   Gli  emendamenti  soppressivi  sono  ritirati?  No.  E  come  mai?
  L'emendamento  soppressivo del 3 è inammissibile  per  cui  non  lo
  potremmo   fare   comunque,  gli  altri  perchè  non   sono   stati
  ritirati?che vogliamo fare?
   Si passa all'emendamento 18.21, dell'onorevole Caronia.
   Onorevole Caronia, vuole illustrarlo?

   CARONIA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente,  in relazione all'emendamento  18.21,
  la  ratio  che  mi ha condotto a predisporre questo  emendamento  è
  quella  di ovviamente di un risparmio, cioè nel senso che, visto  e
  considerato  che la manovra ha un carattere di ridiminuzione  delle
  spese,  nella logica dell'economicità dell'intera manovra  e  delle
  norme  che  servono  per  il contenimento  della  spesa,  l'oggetto
  dell'emendamento riserva al personale dipendente,  quindi  interno,
  la  possibilità di andare tra i comandati in aggiunta che  staremmo
  mandando  con  questa  norma presso il Dipartimento  regionale  del
  Tesoro  e Bilancio. Nel caso in cui l'appello vada deserto, si  può
  ricorrere all'esterno.
   L'obiettivo  è  quello  ovviamente di una razionalizzazione  della
  spesa. Poiché stiamo tagliando su tutta una serie di voci variabili
  che  sono  considerate in questo momento non emergenziali,  ritengo
  che  anche  questa norma possa andare in tal senso, non precludendo
  in  maniera  assoluta  l'utilizzo degli  esterni,  ma  privilegiano
  l'utilizzo degli interni. Grazie.

   PRESIDENTE. Chi deve intervenire me lo dire ora perché ci dobbiamo
  organizzare:  gli  onorevoli  De Luca, Arancio,  Cappello,  Tamajo,
  Dipasquale. Però, chiuse le iscrizioni, non mi chiedete ad  uno  ad
  uno, per favore.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Pasqua.

   PASQUA.  Grazie, Presidente. Questo articolo lo dobbiamo rubricare
  in  un'altra  maniera, perché il comando personale sanità  andrebbe
  tradotto  spoglia a Cristo e vesti a Maria .

                     (Intervento fuori microfono)

   PASQUA.   Spoglia  a  Cristo e vesti a  Maria .  Questo  detto  lo
  conosci meglio di me.
   In  pratica,  si  chiede  di prendere ulteriori  cinque  unità  in
  comando  dal  personale  delle ASP, per portarlo  al  centro,  alla
  Ragioneria generale della Regione.
   Allora, c'è un piccolo problema, signori, le ASP sono già in crisi
  a  livello  di personale, personale che deve essere con  una  certa
  specializzazione, devono essere persone esperte in contabilità e se
  voi  vi  fate un giro nelle vostre ASP di dove risiedete e  parlate
  con  quegli  uffici, ve lo sapranno dire benissimo che  sono  messi
  malissimo  tutti quanti, hanno sì e no una persona che è capace  di
  fare  bilanci  come  si  deve. Però, bisogna prenderne  cinque  per
  portarli  al  centro all'Assessorato:  spoglia a  Cristo,  vesti  a
  Maria .
   C'è  un problema di fondo qui, che è generale, è più ampio. Questo
  articolo  va  a  finire che certifica una cosa, una sola  cosa:  il
  fallimento  organizzativo  di  questo  Governo,  questo  certifica,
  perché  se  non  si riesce ancora oggi ad attrezzare cognitivamente
  persone all'interno degli assessorati capaci di gestire questo,  il
  fondo   sanitario  regionale  di  competenza,  eccetera,  eccetera,
  evidentemente  è  un  fallimento organizzativo.  E  allora,  questo
  emendamento che abbiamo presentato va apprezzato dall'Aula.
   Io  ho presentato un emendamento col quale, non solo chiedo di non
  prendere  questi cinque in più, ma di togliere quei cinque  in  più
  che  già  ci  sono  e ridurli a dieci, piuttosto  che  farne  venti
  comandati, perché il personale serve di più alle ASP.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  De  Luca.  Ne  ha
  facoltà.

   DE   LUCA.   Grazie  Presidente,  Governo,  colleghi.  Presidente,
  nell'esaminare questa norma in Commissione  Bilancio  è venuta,  da
  parte  del  Ragioniere generale, una legittima necessità  di  avere
  ulteriore  personale. Sacrosanto, c'è bisogno di personale  con  un
  determinato tipo di esperienza; però, non si può sottacere che così
  facendo stiamo mettendo ulteriormente in crisi le Aziende Sanitarie
  Provinciali che non hanno altre risorse, soprattutto in un momento,
  come  quello  che  stiamo affrontando della  pandemia  e  del  post
  pandemia,  in  cui il personale dirigenziale ASP  sarà  sempre  più
  necessario.
   Peraltro,  è  evidente che questo tipo di articolo comporta  degli
  oneri  aggiuntivi per le economie siciliane, per il  riconoscimento
  delle  indennità  che  questo personale  avrebbe  diritto.  Quindi,
  innanzitutto,  stiamo  andando in senso contrario  all'accordo  che
  abbiamo  stipulato  con  lo  Stato di contrarre  le  spese,  ma  la
  domanda,  in particolare, è: all'interno di tutta l'amministrazione
  regionale, non riusciamo a rinvenire cinque unità, cioè cinque come
  le punta delle dita di una mano, per assolvere alle necessità della
  Ragioneria  generale? Perché, fermo restando che se un  ufficio  ha
  bisogno  di  personale, bisogna trovare il modo  di  darglielo,  ma
  dobbiamo andarlo a reperire necessariamente nelle ASP, non ci  sono
  altri  uffici anche all'interno dell'Assessorato alla sanità  o  di
  altri collegati, anziché andare a spogliare ulteriormente le ASP?
   Allora,  da  questo punto di vista, sarebbe bene  anche  avere  un
  chiarimento  da  parte  del  Governo, se  è  stata  effettuata  una
  ricognizione  all'interno  dell'amministrazione  regionale  che  ci
  porta  ad  escludere  che in altri rami dell'amministrazione  siano
  reperibili   le  medesime  professionalità,  perché  oggettivamente
  andare  a  prenderli dalle ASP, a meno che non ci viene  comunicato
  dall'assessore per la sanità che abbiamo personale dirigenziale con
  queste  caratteristiche in esubero nelle ASP e quindi  ne  possiamo
  fare a meno, a quel punto ne prendiamo atto e si procederà.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Arancio.  Ne  ha
  facoltà.

   ARANCIO. Signor Presidente, Governo, signori colleghi, io  non  mi
  voglio  prolungare  molto  su  questo articolo  perché  sottoscrivo
  quello che è stato detto già dai miei colleghi.
   Anch'io sono contrario all'aumento dei medici comandati perché  in
  questo  momento  storico c'è una carenza enorme nelle  ASP,  quindi
  trasferire  questo personale sarebbe già un dramma per le  ASP  che
  sono  carenti di queste figure specialistiche. E poi, non ha  senso
  perché   qualche  anno  precedente,  abbiamo  diminuito  i   medici
  comandati, ora in questa legislatura li stiamo aumentando.
   Potrei  essere, e siamo favorevoli, a condizione che  ci  sia  una
  ricognizione  e  si  vede  che ci sia un esubero,  come  diceva  il
  collega che mi ha preceduto, nelle ASP, solo in questa situazione.
   Quindi,   direi  di  mettere  da  parte  questo  emendamento   per
  eventualmente  prenderlo in visione prossimamente dopo  aver  fatto
  una  revisione rispetto alle ASP dove ci sia personale in  esubero.
  Solo  facendo  questa  considerazione si può  pensare  di  traslare
  questo  personale  a livello dell'Assessorato. Se  non  c'è  questa
  precondizione,   voteremo  sicuramente  negativamente   a    questo
  articolo.

   PRESIDENTE. Quindi, lei chiede di non trattare l'articolo?

   ARANCIO.  Se  lo  trattiamo così com'è noi voteremo negativamente.
  Qualora  dovesse  esserci  quello  che  ho  detto  prima,  possiamo
  prendere in considerazione di trattarlo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO.  Grazie  Presidente, Governo, colleghi.  Badate,  questo
  articolo   è  stato  già  sottoposto  all'esame  della  Commissione
   Sanità   ed  è  stato bocciato all'unanimità o quasi all'unanimità
  dei  presenti,  non mi ricordo esattamente chi fossero  ma  Partito
  Democratico  e  Movimento Cinque Stelle e  altre  componenti  della
  Commissione  lo  hanno  bocciato senza mezzi  termini  giudicandolo
  assolutamente iniquo.
   Ora,  io sono sorpreso che questo emendamento sia stato riproposto
  nuovamente  dal Governo e non solo per il fatto che  il  Parlamento
  composto è rappresentato in Commissione  Sanità  l'avesse bocciato,
  ma perché oggi noi abbiamo due sanità: quella ordinaria che cola  a
  picco  perché su di quella questo Governo nessun intervento è stato
  capace  di  fare per rimpinguare gli organici ormai  striminziti  e
  quasi  allo  stremo  dei medici che debbono  assicurare  la  sanità
  ordinaria  ai cittadini che continuano ad ammalarsi, a  prescindere
  dal Covid, ed una sanità, quella che è dedicata esclusivamente alla
  lotta  al  Covid  - e noi siamo grati agli operatori  sanitari  sia
  della  prima  che  della seconda - opulenta,  dove  si  sono  fatte
  migliaia e migliaia di assunzioni, anche lautamente pagate.
   Per carità, sono operatori impegnati nella lotta al contagio, sono
  operatori  impegnati  nella cura ordinaria dei pazienti  siciliani,
  noi  gli siamo grati, su questo non ci piove, eppure abbiamo da  un
  lato una sanità ordinaria che, evidentemente, non è buona perché  i
  vari  direttori  generali sono sostituiti  via  via  da  commissari
  straordinari  in  tutti  i ranghi, e una sanità  Covid  gestita  da
  commissari  straordinari  nominati dal Governo  che  pure,  per  la
  contabilizzazione   delle  spese,  viene   detto   in   Commissione
  SBilancio , ha bisogno di personale delle ASP.
   Beh,  c'è  qualche cosa che non va. Delle due l'una: o coloro  che
  operano  all'interno delle ASP non sono buoni e quindi meritano  di
  essere  sostituiti  da commissari straordinari, oppure  coloro  che
  sono stati assunti o nominati per gestire la lotta al contagio, non
  sono  buoni e hanno bisogno dei primi che non sono giudicati  buoni
  allo stesso modo. C'è qualche cosa che non va.
   Ma,  Presidente,  io non posso non approfittare di quest'occasione
  per chiedere all'Assessore che cosa è successo in questi due giorni
  in  cui  avete  detto ai cittadini di vaccinarsi  e  poi  li  avete
  costretti  a fare la fila sotto la pioggia al freddo,  che  cosa  è
  successo?  Lei ce lo deve spiegare  Sono secoli che  non  viene  in
  Commissione   Sanità  a rendicontare i componenti di qual  è  e  di
  quale  sia lo stato dell'arte sulla lotta al contagio. Siamo  stati
  spogliati  di ogni tipo di informazione o potestà  su questo  tema
  Brancoliamo nel buio  E la vostra disorganizzazione di cui tutti  i
  giornali  parlano, di cui tutti i social parlano, di  cui  tutti  i
  cittadini  siciliani sono vittime, grida vendetta  Quando renderete
  conto?  Quando,  Io  mi  chiedo; dovremo aspettare  la  fine  della
  pandemia per vedervi a casa?
   Questo  articolo  va bocciato senza se e senza  ma  per  tutte  le
  motivazioni  che  fino a questo momento tutti coloro  che  si  sono
  susseguiti su questo pulpito hanno elencato, una ad una.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Dipasquale  che
  rinuncia all'intervento.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.    Presidente,  Governo,  colleghi,  anche  noi  non   siamo
  convinti  che sia una soluzione depotenziare la prima  linea  delle
  ASP  per  rafforzare la presenza di figure apicali in  Assessorato,
  visto  anche,  purtroppo,  quello che è  lo  spettacolo  di  questi
  giorni.
   Penso  che  tutti  noi, fra ieri e l'altro ieri, abbiamo  ricevuto
  decine  di  telefonate di protesta di cittadini  costretti  a  fare
  lunghe  file di attesa, anche per ore purtroppo sotto la pioggia  -
  considerate  le condizioni atmosferiche - in attesa di ricevere  la
  somministrazione del vaccino.
   Difficoltà   di   ogni   genere  e  tipo  di  prenotazione   sulla
  piattaforma,  disorganizzazione nonostante il  notevole  numero  di
  assunzioni   che   è  stato  effettuato,  una  sovrapposizione   di
  competenze  che  sta introducendo il caos fra ASP e vari  direttori
  dell'Azienda sanitaria provinciale, per ogni realtà territoriale, e
  commissari  Covid  con  una confusione che  davvero  è  spaventosa,
  soprattutto fra il personale che non sa più a chi obbedire e  quali
  procedure  seguire  nonostante il lodevole  impegno  del  personale
  impegnato  nel settore. E inspiegabilmente ancora non è stato  reso
  esecutivo l'accordo che pure l'Assessorato ha chiuso con  i  medici
  di  medicina  generale. Se non è così, ho  letto  fino  a  ieri  le
  dichiarazioni  del segretario dei medici di medicina generale,  del
  dottore  Galvano  che lamentava appunto la mancata esecutività.  Ma
  siccome  anche  io conosco un po' di medici di famiglia,  tutti  mi
  dicono  che  sono in attesa di ricevere disposizioni  come  potersi
  occupare pienamente dei vaccini per l'attività di vaccinazione.
   Ho anche letto dichiarazioni rese da dirigenti - se non sbaglio  -
  dell'Assessorato  che avrebbero risposto:  se  volete,  venite  nei
  centri  vaccinali  e impegnatevi insieme a tutti gli  altri  medici
  dando una mano .
   Che io sappia, i medici di medicina generale sono pure disposti  a
  farlo,  ma bisogna farlo in maniera ordinata, in maniera razionale,
  in  maniera organizzata, ottimizzando tutte le risorse  di  cui  in
  questo momento la Regione può disporre.
   Colgo  l'occasione se il Governo può rispondere  anche  su  questo
  punto.

   PRESIDENTE.  Sono  iscritti a parlare  gli  onorevoli  Savarino  e
  Ragusa.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Savarino.

   SAVARINO.  Grazie,  Presidente.  Mi  sembra  a  volte  che  questa
  Assemblea  voglia per forza vedere le negatività di un sistema  che
  non  a  detta  nostra, cioè di una maggioranza che sostiene  questo
  Governo  Musumeci,  ma  a detta di chi è al Governo  nazionale,  un
  sistema  come quello siciliano che non solo ha saputo e sa  gestire
  una  pandemia cui nessuno era preparato e in cui sono emerse  falle
  anche  nelle  regioni che sulla sanità - fino a ieri - erano  stati
  esempi  virtuosi  ma  ha saputo gestirla ed  è  tra  i  modelli  da
  imitare. Questi sono dati che confortano noi siciliani.
   Confortano  noi siciliani che riceviamo costanti messaggi  da  chi
  arriva  negli  hub  e  si  vaccina  e  ha  solerte  riscontro  alle
  prenotazioni  mentre  in altre regioni sono saltati  i  sistemi  di
  prenotazione.
   Ha riscontri positivi rispetto agli acquisti che questa regione ha
  fatto in materia sanità, non credo di essere stata l'unica ad avere
  visto  in questi giorni trasmissioni televisive nazionali che hanno
  messo  al dito regioni, anche importanti della nostra nazione,  che
  invece  hanno sprecato milioni e milioni di Euro facendosi truffare
  da  società che, fino al giorno prima, producevano lampadine e che,
  poi,  si  sono  riscoperti produttori di dispositivi di  protezione
  individuale. Da noi non è successo, anzi, siamo riusciti  in  piena
  pandemia,  e  questo  dà  merito a questo Governo  e  all'assessore
  Razza,  addirittura  attraverso l'ISMETT, ad  ottenere  una  grande
  distribuzione  di  dispositivi individuali bypassando  la  Centrale
  Unica romana che ritardava e, oggi, scopriamo anche perché.
   Siamo  stati  presi  a  modello, ed è questo  il  motivo  per  cui
  capisco, e mi dà fastidio da siciliana, non si riesce per una volta
  a  gioire  del  fatto  che la Sicilia sta rispondendo  bene  a  una
  pandemia,  che  la Sicilia si sta facendo trovare  pronta,  che  la
  Sicilia ha messo in campo nove hub

     provinciali  che  funzionano, che la Sicilia ha  già  chiuso  un
  accordo con i medici di medicina generale ma che se non arrivano  i
  vaccini  cosa  gli  deve  dare ai medici generali?  Ha  già  chiuso
  l'accordo  con le farmacie, ma se non arriva Johnson & Johnson,  il
  vaccino  con  un'unica dose, come è stato previsto dal  commissario
  Figliuolo, cosa gli deve dare alle farmacie?
   A   me  sono  arrivati  i  messaggi,  Assessore,  che  il  sistema
  dell'apertura  8.00-22.00 ha fatto recuperare il gap  delle  scorse
  settimane e, addirittura, domenica sera alcuni miei conoscenti sono
  dovuti andare via perché erano esauriti i vaccini AstraZeneca.
   Quindi,  attendiamo i vaccini  La macchina è pronta, è  pronta  in
  tutte le province siciliane, se poi a Palermo -  io abito a Palermo
  da  30  anni,  virtù e pregi li conosco bene, se c'è  il  vizio  di
  andare piuttosto che all'orario della prenotazione due ore prima  e
  addirittura farsi accompagnare non da un unico parente ma da  tutta
  la famiglia, questo crea caos.
   Io  personalmente  sono  stata al Centro vaccinale  di  Palermo  e
  faccio  i complimenti al commissario Renato Costa, per come lo  sta
  organizzando  nonostante il mal costume e le cattive abitudini  che
  abbiamo noi siciliani, a Palermo più che altrove.
   Il  sistema funziona, sta funzionando e per una volta sarebbe bene
  che tutti noi ne fossimo orgogliosi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.
   Ricordo che qui stiamo trattando un articolo, quindi se abbiamo da
  chiedere   approfondimenti  sui  commi,   facciamolo   perché   poi
  l'Assessore ci deluciderà circa le perplessità di alcuni colleghi.
   Non  è  la  discussione di una mozione pro o contro la  sanità  ma
  stiamo   parlando  di  comando  del  personale   di   sanità.   Non
  costringiamoci   ad  entrare  in  altri  argomenti,  concentriamoci
  sull'argomento.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è quasi spontaneo,
  naturale  che  si  intervenga quando la sanità  viene  trattata  in
  questi termini, in questi modi.
   Io  vorrei dire questo. Oggi il mondo della sanità va trattato con
  molta cautela perché alcuni interventi è come se venissero fatti da
  un  altro  posto  che  non  è la Sicilia, può  essere  una  nazione
  straniera.
   L'Italia  sta vivendo un momento di grande crisi e tutto il  mondo
  della  sanità italiana è davanti a delle difficoltà. E rispetto  al
  primo  impatto, devo dire che l'assessorato regionale  alla  sanità
  siciliana ha reagito benissimo, nel modo organizzativo.
   Detto  questo, sarebbe opportuno che arrivassero i vaccini, perché
  oggi si ascolta di tutto.
   Io  ho capito che la Regione siciliana è organizzata e dà messaggi
  chiari  ai  cittadini siciliani, mentre in altre  regioni  invitano
  tutti  ad  andarsi a vaccinare per non sprecare il  vaccino  e  poi
  spunta il limite dell'età.
   Allora,  da una parte o dall'altra, mentre qui ci si è organizzati
  molto bene, cosa si chiede con questo articolo? Dare la possibilità
  all'Assessorato   alla  sanità  di  avere  a   disposizione   delle
  professionalità  specifiche,  se poi qualcuno  vuole  scendere  nel
  particolare posso dirvi che oggi la Regione siciliana ha  vaccinato
  più  soggetti della regione Lombardia, che è la regione comunemente
  conosciuta come la regione all'avanguardia nel mondo della  sanità,
  che lo riconosciamo e che è anche utile.
   Detto  questo,  io  penso  che trattare l'argomento  sanità  debba
  essere fatto con delicatezza e non mi porrei il problema di portare
  dei  dirigenti che saranno utilizzati all'interno dell'Assessorato,
  mi  porrei  un altro problema che è quello che il futuro dei  Fondi
  comunitari  vada investito nel mondo della sanità nel miglior  modo
  possibile,  perché  questa  è  la vera scommessa,  caro  Assessore:
  iniziamo  un  percorso  al  contrario, eliminiamo  i  viaggi  della
  speranza,   in  modo  tale  che  i  siciliani  si  possano   curare
  all'interno del nostro territorio e sarà cosa buona e gradita.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI. Signor Presidente, Assessori, colleghi, sono d'accordo,
  la  sanità  è molto delicata e va affrontata in maniera adeguata  e
  con  i  guanti,  però non è possibile tollerare le  vicende  a  cui
  abbiamo assistito in questi giorni alla Fiera del Mediterraneo, non
  è possibile
   Noi siamo la quinta città d'Italia

   PRESIDENTE.  Onorevole Schillaci, stiamo trattando l'articolo  18,
  ho  già  sentito  parecchi  colleghi  discutere  anche  di  materie
  ultronee,  la prego, finito questo inciso di fare delle  domande  o
  delle  osservazioni sull'articolo 18, come richiesto  da  parte  di
  tutti,  se no poi dovremo avere altri colleghi che diranno l'esatto
  opposto.

   SCHILLACI.  Volevo  chiedere la gentilezza  di  potere  agire  con
  maggiore  tempestività per risolvere la questione,  perché  capisco
  che  siamo  in  un momento di rodaggio, però volevo  ricordare  che
  anche  in  altre regioni, quando la macchina non funziona,  vengono
  rimossi i commissari.
   Presidente,  non funziona, quando ci sono chilometri di  coda,  di
  persone,  mi creda Presidente non voglio fare polemica,  però,  non
  possiamo  dire  che funziona, possiamo dire che  ci  impegneremo  a
  farla funzionare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Tamajo.  Ne  ha
  facoltà.

   TAMAJO.  Signor Presidente, non volevo intervenire ma,  purtroppo,
  quando  ascolto alcuni miei colleghi poi viene la frenesia anche  a
  me di intervenire.
   Io  non  sono  l'avvocato  dell'Assessore  Razza,  perché  già  fa
  l'avvocato lui, quindi, penso che non ha bisogno, detto questo,  io
  entro  nel  cuore della norma, non voglio assolutamente fare  delle
  considerazioni  sull'esito della pandemia, sulla  crisi  pandemica,
  sul momento.
   E'  un momento difficile per tutti, signor Presidente, e penso che
  ultimamente  stiamo  forse  facendo  qualche  passo  avanti   nella
  gestione della crisi pandemica, ma entro nel cuore della norma.
   Io  metterei da parte l'ostruzionismo, signor Presidente, metterei
  da parte la demagogia, mettiamo da parte la strumentalizzazione.
   Questa norma, che riguarda i comandati, a mio avviso, è una  norma
  di  buon  senso,  è  una  norma che punta a scegliere  le  migliori
  persone  e  soprattutto con specifiche competenze e le assegna  nei
  posti  chiavi  che,  oggi,  sono  il  mondo  della  sanità   e   il
  Dipartimento Bilancio.
   Per cui io penso che questa è una norma utile, indispensabile, che
  assegna  nella gestione del sistema sanitario, nella  gestione  del
  sistema del bilancio, specifiche competenze a persone che hanno  le
  competenze  e  che  hanno  l'attitudine per  poter  dare  una  mano
  all'Amministrazione regionale.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Tamajo,  chiarissimo.   Assessore,   lei
  desidera entrare nel merito dell'articolo 18? Prego.

   RAZZA,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  io  affronterei prima il tema dell'articolo  18  perché,
  anzitutto,   vorrei  sgombrare  il  dubbio  su  qualche   possibile
  ricostruzione.
   L'articolo  18  è  una  richiesta tecnica del  Dipartimento  della
  Ragioneria   generale  della  Regione  che  tiene  conto   di   una
  circostanza  che chi mi ha preceduto nell'incarico,  con  il  quale
  anche  nel corso del dibattito ci siamo scambiati qualche  sguardo,
  conosce  benissimo,  e  cioè, che la gestione sanitaria  accentrata
  costituisce  una parte significativa del Fondo sanitario  nazionale
  che equivale, nel bilancio della Regione, a quasi nove miliardi  di
  Euro.  Con  un  valore  in più: che la correttezza  della  gestione
  sanitaria accentrata, secondo il meccanismo di premialità del Fondo
  sanitario  nazionale, produce, per il bilancio della  Regione,  una
  premialità che può arrivare fino a 300 milioni di Euro.
   Quindi, la corretta gestione e il corretto gruppo di lavoro che si
  occupi  di  bilanci  del valore di miliardi  di  Euro,  se  noi  li
  immaginassimo in ricaduta, non su una struttura pubblica ma su  una
  struttura privata, quali professionalità impegnerebbero? E  qual  è
  il  valore  intrinseco per il bilancio della Regione in termini  di
  recupero  di LEA, che sono i livelli essenziali di assistenza,  che
  deriva dalla capacità di conquistare premialità?
   Allora, se la Ragioneria generale della Regione, preso atto della,
  anche,  andata  in  pensione di molte delle  persone  che  si  sono
  occupate  nelle ragionerie centrali del Fondo sanitario  nazionale,
  ha  richiesto  delle competenze tecniche in materia  sanitaria  che
  devono  determinare  premialità e che,  quindi,  devono  restituire
  risorse  che arrivano in servizi sanitari ai cittadini, ma  davvero
  stiamo  discutendo proprio nel mezzo di una pandemia del valore  di
  questa proposta che viene in senso tecnico dal Dipartimento?
   A   me  pare  di  potere  cogliere  positivamente  il  riferimento
  all'emendamento a firma dell'onorevole Caronia ed altri, perché nel
  momento  in cui dovesse essere determinato un interpello e, quindi,
  una  procedura  amministrativa per figure  specifiche  che  abbiano
  delle    competenze   specifiche,   se   si   trovano   all'interno
  dell'Amministrazione della Regione si utilizzeranno quelle  che  si
  trovano all'interno dell'Amministrazione della Regione, ma  se  non
  dovessero  esserci all'interno dell'Amministrazione della  Regione,
  ma  possiamo mettere a rischio la possibilità di quasi 300  milioni
  di premialità che vanno in servizio sanitario reso ai cittadini? Mi
  pare una cosa di assoluto buon senso.
   L'argomentazione opposta quale potrebbe essere? L'hanno utilizzata
  alcuni,  rispondo  a  loro e non ai loro followers  e,  quindi,  mi
  manterrò   in  maniera  più  o  meno  monocorde  quanto   al   tono
  dell'intervento:   se   si  fa  questa  scelta   di   utilizzo   di
  professionalità dalle Aziende Sanitarie Provinciali, probabilmente,
  indeboliamo  quella  struttura amministrativa. C'è  una  differenza
  sostanziale tra la Regione e le aziende sanitarie.

   PRESIDENTE. Colleghi, in fondo all'Aula, scusi Assessore.
   Onorevoli   Dipasquale  e  Turano  e  altri,  siete   pregati   di
  distanziarvi e se dovete chiacchierare fuori ci sono dei bellissimi
  divanetti.

   RAZZA,  assessore per la salute. Dicevo, Presidente, la differenza
  sostanziale  tra  l'Amministrazione della Regione  e  quella  delle
  Aziende sanitarie è che loro possono determinare nuovi concorsi per
  assunzione di personale anche amministrativo, mentre in questa fase
  la Regione no.
   Quindi, non regge l'ipotesi che porta a dire  spogliamo una  parte
  dell'amministrazione a beneficio di un'altra'. Perché c'è una parte
  dentro  la  quale esistono competenze che possono  essere  messe  a
  disposizione  della  Regione che a loro le restituisce,  perché  la
  premialità  sul  Fondo sanitario va verso le  aziende  che  possono
  erogare  servizi e, ove sarà necessario al tempo stesso le aziende,
  nelle forme previste dall'ordinamento giuridico, potranno ricorrere
  a  professionalità dirigenziali tanto a tempo determinato quanto  a
  tempo indeterminato.
   Quindi,  se  va  nell'orizzonte  segnato  anche  dall'emendamento,
  davvero  noi  priviamo, nel momento della pandemia, il  sistema  di
  difendersi  e  di  difendere la capacità di  raggiungere  ulteriori
  risorse per il nostro sistema.
   Io  ritengo che questa sia una soluzione di buon senso, che  tiene
  conto  anche  delle legittime perplessità che sono  state  espresse
  perché,  in ogni caso, introduce il principio che prima  si  guarda
  all'Amministrazione   interna   e   poi,   eventualmente,   si   va
  all'esterno. Aggiunge e non leva.
   Sul resto, per rimanere nelle regole, non intervengo.
   Dico solo grazie a chi, in queste ore, sta vaccinando migliaia  di
  siciliani. E dico grazie a chi, con il proprio lavoro, ha fatto  sì
  che   sul   numero   assoluto  dei  vaccini  e  sul   rapporto   di
  proporzionalità tra i vaccini inoculati e la popolazione,  oggi  la
  Sicilia,  per  il  terzo giorno di fila, sia tra le  prime  tre  in
  Italia.  Mi auguro che si possa fare meglio in ogni senso. Si  deve
  potere fare meglio
   Però, attenzione  Perché quando si esagera nella critica, chi  può
  giustamente risentirsi della critica non è il sottoscritto, che  ha
  il  dovere  di raccoglierle tutte, ma è chi lavora e che in  questo
  momento lavora dalle ore 08.00 alle 22.00.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  ci sono degli emendamenti.  Sul  18.21  mi
  permetto  di fare notare che l'atto di interpello, in questo  caso,
  non riguarderebbe i cinque nuovi, o tutti e venti le unità.
   Quindi, insomma, si rischia di vanificare l'obiettivo. Non  so  se
  la collega

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Per i nuovi. Quindi, si ritiene esclusivamente  per  i
  nuovi.  Però  gli Uffici mi dicono che non è esattamente  formulato
  secondo gli intendimenti espressi.
   Onorevole  Caronia, le dispiace parlare al microfono?  Perché  gli
  Uffici mi dicono che, per come è formulato, tale atto di interpello
  riguarderebbe non le cinque ma tutte le unità.

   CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, allora in  realtà,
  così  come diceva l'assessore Razza, il senso della norma è  quello
  di  procedere per i nuovi, perché la norma riguarda i cinque nuovi,
  ovviamente, stiamo normando un'aggiunta, altrimenti non  saremmo  a
  trattare  l'argomento  perché già i  quindici  ci  sono,  per  cui,
  possiamo intervenire su quelli.
   Se  non  è  chiaro,  facciamo un subemendamento.  Con  un  117  la
  Presidenza  può provvedere, perché credo che sia abbastanza  chiara
  la  volontà,  sia  per quello che mi riguarda ma anche,  credo,  da
  parte del Governo.

   PRESIDENTE.  Assessore  se  lei, nel  frattempo  che  trattiamo  i
  soppressivi, vuole fare questo chiarimento, perché qui  gli  Uffici
  mi  continuano  a  dire  che, per come  formulato,  il  18.21,  che
  eventualmente poi voteremo, estenderebbe a tutti. Anche perché  non
  si capirebbe perché cinque sì e gli altri no. Quindi, vedete.

   RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

       RAZZA,  assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, il tema di estenderlo a tutti per me non si pone,  perché
  già  adesso l'interpello è rivolto a tutti. Tutte le posizioni  che
  sono  state fatte, sono state fatte attraverso un interpello  anche
  perché si tratta di laureati in medicina.
   Se  siamo  arrivati, lo scorso anno, a chiedere  all'Assemblea  un
  aumento del numero di comandati è perché il turnover, derivante dal
  prepensionamento  o dal pensionamento di alcuni  dirigenti,  ha  di
  fatto,   quasi,   esaurito  i  laureati  in   medicina   dipendenti
  dell'Amministrazione regionale.

   PRESIDENTE.  Allora se già è così, è un aggravio  del  testo  che,
  come dire, non trova necessità.
   Si  può  ritenere  superfluo, se già è  così  che  c'è  l'atto  di
  interpello, come ha detto l'assessore, esplicitarlo nuovamente è un
  aggravio del testo. Già è come intende l'onorevole Caronia.
   Ci  sono  dei  soppressivi,  a firma  Sammartino,  che  non  vedo.
  Intanto  facciamo  i  soppressivi. Onorevole  Lo  Giudice,  il  suo
  soppressivo lo ritira?

   LO GIUDICE. Ritirato.

   PRESIDENTE. Il 18.11, a firma Lupo? Onorevole Lupo, lo ritira?

   LO GIUDICE. Sì.

   PRESIDENTE.  L'emendamento  18.11 a  firma  Lupo?  Onorevole  Lupo
  intende ritirarlo? Ritirato. Grazie.
   L'emendamento  18.4 sul comma 3, a firma Sammartino,  è  giudicato
  inammissibile.
   L'emendamento 18.1, soppressivo degli onorevoli Sammartino,  Cafeo
  ed altri è ritirato? Sì.
   L'emendamento 18.5, dell'onorevole Lo Giudice è ritirato.
   L'emendamento 18.8, dell'onorevole Lupo, è ritirato.

   Si passa alla votazione dell'emendamento 18.13.

   DIPASQUALE. Chiedo la votazione per scrutinio segreto.

       (La richiesta risulta appoggiata ai sensi del Regolamento
                               interno)


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 18.13

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 18.13.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro  aperta la votazione. Vi ricordo che dopo  aver  pigiato,
  mantendo il pulsante, togliere il tesserino senza reinserirlo.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

   Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto:

                       Risultato della votazione

   Presenti  .. ..  64
   Votanti   .. ..  59
   Maggioranza .. 30
   Favorevoli  .. 26
   Contrari    ..33
   Astenuti  .... ..0

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  18.4,  a  pagina  74,  a  firma  degli
  onorevoli Pasqua, Cappello ed altri, I parte.
   Assessore,  lei  ha  avuto  modo di leggere  l'emendamento  18.14?
  L'Assessore ha dato parere contrario.

   RAZZA,  assessore  per la salute. Ovviamente è  contrario,  perché
  significherebbe che una parte dei dirigenti che in questo  momento,
  durante  l'emergenza,  stanno reggendo  i  servizi  perché  medici,
  dovrebbero   fare  ritorno  alle  ASP  con  grave   nocumento   del
  coordinamento delle attività sanitarie.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  18.14.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  alla  votazione dell'emendamento 18.20 che  è  definito
  inammissibile.
   Allora,  l'emendamento  18.21 abbiamo detto  che  è  superato  dal
  fatto  che   va  bene,  vale per tutti, il chiarimento  c'è  stato,
  quindi, chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 18.3 soppressivo, era già stato ritirato.
   L'emendamento 18.7 era stato ritirato.
   L'emendamento 18.11 è ritirato.
   Gli emendamenti 18.4 e 18.6 sono preclusi.

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 18.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                               «Art. 19.
       Attività ispettiva su enti vigilati e società partecipate
                    dell'amministrazione regionale

   1.  La Regione esercita i controlli sugli enti, gli istituti e  le
  aziende  sottoposte  a tutela e vigilanza, ivi incluse  le  aziende
  sanitarie  ed ospedaliere, le aziende policlinico ed i consorzi  di
  bonifica, di norma attraverso gli organi di controllo interno degli
  stessi,  secondo  quanto  disposto  dall'articolo  53  della  legge
  regionale  28  dicembre 2004, n. 17 ovvero, nei casi  previsti  dal
  comma  3,  da  soggetti incaricati dalla Ragioneria generale  della
  Regione.

   2.  La  Regione  esercita  un sistema di  controllo,  direzione  e
  coordinamento  sulle  proprie  società  partecipate   mediante   le
  strutture preposte dell'Assessorato regionale dell'economia, che ne
  sono  responsabili,  secondo  quanto disciplinato  dall'articolo  2
  della  legge  regionale  10 luglio 2018, n.  10  ovvero,  nei  casi
  previsti  dal  comma  3,  da soggetti incaricati  dalla  Ragioneria
  generale della Regione.

   3.   L'attività   ispettiva  e  di  verifica  giuridico-contabile,
  nell'ambito della più generale attività di controllo esercitata  da
  parte  della Ragioneria generale della Regione nei confronti  degli
  enti,   delle   aziende   vigilate  e  delle  società   partecipate
  dell'amministrazione regionale, può essere espletata, nel  rispetto
  delle prescrizioni della vigente normativa di settore, mediante  la
  collaborazione, oltre che dei dirigenti o funzionari  regionali  in
  servizio  iscritti  all'albo regionale degli  ispettori  contabili,
  anche  di  avvocati,  commercialisti,  aziendalisti,  revisori  dei
  conti,  magistrati  e  avvocati  dello  Stato  in  quiescenza,   di
  dirigenti  o  funzionari  statali e  regionali  in  quiescenza,  di
  comprovata  esperienza  in materia contabile  o  amministrativa,  a
  seguito  dell'iscrizione nel predetto albo regionale, nominati  dal
  Ragioniere  generale  della Regione, di concerto  con  i  dirigenti
  generali dei dipartimenti dell'amministrazione regionale che svolge
  attività di controllo tutorio.

   4.  Con  decreto  dell'Assessore  regionale  per  l'economia  sono
  determinate   le  modalità  di  iscrizione  dei  soggetti   esterni
  all'amministrazione  regionale all'albo regionale  degli  ispettori
  contabili,  nonché la misura del compenso e dei rimborsi  spese  da
  corrispondere, al termine dell'incarico, ai soggetti incaricati  di
  svolgere le attività ispettive di cui al comma 3.

   5.  Per  le finalità del presente articolo è autorizzata la  spesa
  di  50  migliaia di euro per gli esercizi finanziari 2021,  2022  e
  2023.  Per  la  quantificazione  per  gli  esercizi  successivi  si
  provvede  ai  sensi  del  comma  1  dell'articolo  38  del  decreto
  legislativo 23 giugno 2011, n. 118.»

   Ci  sono degli emendamenti soppressivi. Invito i colleghi  che  li
  hanno presentati al ritiro.
   Il 19.1, a firma dell'onorevole Sammartino ed altri?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, questa norma, che  considero  tutto
  sommato  una norma che può avere un senso, però, chiedo al  Governo
  della  Regione come si combina il fatto che istituti, enti, società
  -   penso  all'agricoltura, ho davanti  l'assessore  -   per  legge
  esercitano la vigilanza: l'Istituto zootecnico, l'ESA, eccetera,  e
  con  questa norma sovrapponiamo l'elemento della vigilanza, con  il
  rischio  che nessuno farà più la vigilanza, tra i dipartimenti  che
  per  legge  hanno l'obbligo di reggere la vigilanza e questa  norma
  che  affida all'assessorato all'economia, cioè alla Ragioneria,  in
  aggiunta  ai  collegi dei revisori, eccetera, che esercita  la  sua
  vigilanza.
   Di  fatto,  oggi, l'Assessorato all'economia nomina per ogni  ente
  un  membro del collegio dei revisori che, tra l'altro credo, se non
  ricordo male, è pure il Presidente in molti enti.
   Allora  mi  chiedo:  questa sovrapposizione  della  vigilanza  non
  finisce  per determinare una situazione di paralisi nella  macchina
  amministrativa in cui alla fine nessuno farà più la vigilanza sugli
  enti? O uno la farà al posto di tutti?
   Io  credo che non sia una norma che semplifica perché o si  diceva
  con  chiarezza che i dipartimenti che per legge hanno la  vigilanza
  da  questo  momento  non la esercitano più e  svolge  il  tutto  la
  Ragioneria  e l'Economia, che aveva un senso, ma che si sovrapponga
  a   quello  che  c'è  un  ulteriore  elemento  di  un  procedimento
  aggravato,   secondo  me  è  un  elemento  che  non  snellisce   ma
  appesantisce il modello della vigilanza. Ecco perché esprimo  molte
  perplessità su questo articolo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Ciancio.  Ne  ha
  facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente,  Governo,  io  ho  presentato  degli
  emendamenti che introducono la facoltà del Governo, rispetto a come
  è  il  testo  adesso,  di  avvalersi anche  di  personale  esterno,
  comunque, di ispettori incaricati dalla Regione.
   Mentre  nel  testo,  in  questo momento,  mi  sembra  ci  sia  una
  alternativa,  cioè  o  gli organi di controllo  interno,  ovvero  -
  questo  i  giuristi  me  lo  insegnano ma  mi  può  anche  smentire
  Assessore -  significa che noi o utilizziamo il personale interno o
  utilizziamo il personale nominato eventualmente dalla Regione.
   Quello  che dico io è: fermo restando quello che fanno gli  organi
  di  controllo  interno è possibile fare un ulteriore  controllo  in
  aggiunta agli organi di controllo interno. Sia l'emendamento  19.24
  che  l'emendamento  19.20,  quindi  al  comma  1  e  al  comma   2,
  introducono questa possibilità.
   Quindi, non l'alternativa ma l'aggiunta, eventualmente.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente  della   Regione,   mi   appello
  direttamente a lei.
   Io,  stasera,  la  vedo particolarmente attento,  lucido  e  anche
  risolutivo. E' veramente quello che penso.
   Possiamo  completare  bene  le cose che  abbiamo  già  fatto,  non
  abbiamo  avuto  difficoltà  anche a votare  favorevolmente  qualche
  articolo dove abbiamo notato quest'attenzione e possiamo completare
  ritirando questo articolo 19.
    Penso  che  ne possiamo fare veramente a meno, non  solo  per  le
  cose  che ha detto bene l'onorevole Cracolici, cioé noi andiamo  ad
  appesantire la macchina... E' un appesantimento non ci sono  dubbi,
  perché già le Asp, i singoli enti hanno

                           (Brusio in Aula)

    DIPASQUALE. Scusate

    PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, si rivolga alla Presidenza.

    DIPASQUALE.  Stanno  cercando di togliermi  il  mio  lavoro,  gli
  Assessori  o ci cambiamo di posizione o altrimenti fatemi  fare  il
  mio lavoro.
    Quindi,  Presidente,  vediamo se riesco a convincerla  in  questo
  ragionamento.
    Gli  enti  a cui fa riferimento questa norma, di fatto hanno  già
  strutture  di controllo interne. Lo hanno non solo con i  revisori,
  non  solo con i dirigenti, non solo con i direttori che hanno anche
  il  compito di verifica e di vigilanza ma anche proprio con chi  ha
  la  responsabilità  della  vigilanza, già all'interno  dei  singoli
  Assessorati.
    E'  sicuramente  un  appesantimento. Ora non voglio  pensare  che
  l'assessore Armao, pensi di voler controllare tutto il  lavoro  dei
  colleghi, questo non lo voglio pensare; non voglio pensare  che  lo
  spirito   di  questa  norma  sia  un  super  controllo.  Assessore,
  ultimamente  la  vedo un po' permaloso, stia sereno,  stia  sereno,
  stia  sereno, guardi, veramente stia sereno, mi creda stia  sereno,
  stia sereno che sicuramente questa finanziaria la completa.
    Detto  ciò  non solo lo vedo come un appesantimento ma  questo  è
  anche   un   costo.   Con  decreto  dell'Assessore  regionale   per
  l'economia  ,  fino ad oggi, l'assessore Armao,   sono  determinate
  le  modalità  d'iscrizione dei soggetti esterni all'amministrazione
  regionale  all'albo regionale degli ispettori contabili, nonché  la
  misura   del   compenso     money    e  dei   rimborsi   spese   da
  corrispondere   money,   al termine dell'incarico  .
    Presidente  la prego di ritirare questo articolo. Ci  risparmiamo
  un voto segreto e non solo, ci risparmiamo poi la brutta figura che
  questo articolo venga bocciato.

    PRESIDENTE.  Se  l'assessore  Armao intende  dare  chiarimenti  o
  esprimersi  sulle proposte emendative dell'onorevole Ciancio,  così
  possiamo procedere alla votazione.

    ARMAO, assessore per l'economia. Evidentemente, su questo tema  è
  necessario qualche chiarimento che viene dalla Ragioneria  generale
  che ha chiesto questo tipo di intervento.
    E'  evidente  che la vigilanza amministrativa di ogni Assessorato
  è  intonsa e in alcun modo incisa da questa previsione perché basta
  guardare l'incipit del comma 3 per leggere che l'attività ispettiva
  e  di  verifica giuridico-contabile, quindi questo tipo di attività
  non riguarda la vigilanza in senso proprio.
    La   vigilanza  è  complessiva  in  via  amministrativa,   questa
  riguarda esclusivamente il profilo giuridico-contabile, cioè

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

    ARMAO, assessore per l'economia. Mi dispiace che lei abbia  fatto
  l'assessore, onorevole Cracolici, e non ricordi che la vigilanza  è
  invece   una   vigilanza  sull'amministrazione.   Questa   riguarda
  esclusivamente il profilo contabile.
    In  questo  momento,  la  norma  ha  raccolto  la  richiesta  del
  Ragioniere  generale che non riesce a fare le ispezioni perché  non
  dispone  di  strumenti,  è  necessario svolgere  le  ispezioni,  il
  Ragioniere generale ha richiesto espressamente questa norma proprio
  per  espletare le ispezioni. Sarebbe una disattenzione da parte del
  Governo  quella  di non raccogliere la richiesta che  proviene  dal
  Ragioniere generale, che chiede al Parlamento strumenti  per  poter
  svolgere le ispezioni, ripeto, esclusivamente attinenti al  profilo
  giuridico-contabile, non attinenti alla vigilanza in  senso  ampio,
  che  rimane di assoluta pertinenza degli Assessori, perché oggi non
  si è in grado di svolgere le ispezioni.
   Allora, di fronte ad una richiesta pressante della Ragioneria  che
  manifesta  una grave difficoltà nell'espletamento delle  ispezioni,
  anche  nei confronti della Corte dei Conti, credo che sia  un  atto
  dovuto da parte del Governo prestare adeguata attenzione e proporre
  al  Parlamento una norma che consenta di rispondere all'esigenza di
  effettuare le ispezioni, perché ad oggi le ispezioni spesso non  si
  possono   svolgere   per  impossibilità  di   rinvenire   personale
  all'interno.  È chiaro che le ispezioni non le dispone l'assessore,
  ma  il  Ragioniere generale e d'intesa, quando le ispezioni sono  a
  più  soggetti come avviene sempre, con l'Assessorato vigilante;  le
  ispezioni  non  sono  mai di esclusiva pertinenza  dell'Assessorato
  all'economia.
   Quindi,  sotto  questo  profilo, fermo  restando  che  esistono  i
  revisori, ma chi ha amministrato questa Regione sa che le ispezioni
  sono  necessarie,  in alcuni casi sono più che  raccomandabili  per
  accertare  eventuali  disfunzioni,  dopodiché  il  Parlamento   può
  decidere  che ispezioni non se ne facciano più. Io ho il dovere  di
  dire  quello  che mi ha rappresentato il Ragioniere generale,  cioé
  che  in assenza di questa disposizione non si potranno svolgere  le
  ispezioni.
   Poi,  siccome siamo in una realtà amministrativa, ognuno si assume
  le  responsabilità,  non lamentiamoci poi se  ci  sono  ruberie,  o
  comunque  mala  amministrazione, perché in assenza di  disposizioni
  non si possono svolgere le ispezioni.

   PRESIDENTE.  Assessore, ci sono degli emendamenti che erano  stati
  illustrati da alcuni colleghi. Se lei volesse

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Presidente,  volevo  dire  che
  sull'emendamento   dell'onorevole  Ciancio,   siamo   assolutamente
  d'accordo.  È evidente che è aggiuntivo, se avessimo il  personale,
  però  siccome  il  suo  emendamento  chiarisce  ulteriormente,   va
  benissimo,  proprio  perché l'intendimento dell'Assessorato  non  è
  realizzare   una  struttura  parallela,  è  quello   di   ricorrere
  all'esterno  solo  nel  caso in cui non  si  possa  provvedere  con
  personale  interno.  Quindi, nessun tipo di sostituzione,  ma  solo
  eccezionale quando non si rinviene il personale interno, quindi  il
  suo emendamento è assolutamente condivisibile, onorevole.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI.  Grazie Presidente, Presidente Musumeci. A  me  dispiace,
  assessore  Armao,  anche  ripetermi  sul  tema,  però  sembra   che
  veramente non si riesca a trovare una linea sulle società  e  sugli
  enti.
   Lo  Stato, il Governo, la Corte dei Conti chiede un intervento  su
  questo  tema  serio e programmatico, che non sia né  di  un  taglio
  lineare,  né  tantomeno di mettere nuove persone  a  controllare  i
  conti di queste società e di questi enti.
   Lei,  presidente  Fonti, sa che le società e gli  enti  ogni  anno
  dovrebbero  presentare  i bilanci al Governo  della  Regione  e  ad
  ognuno  dei  loro Dipartimenti, e questo ogni anno non avviene.  Su
  163,  su  164 enti, ogni anno una cinquantina presentano i bilanci,
  il  resto  non li presenta, e quando un Governo della  Regione  non
  applica  tutte le misure necessarie, sanzionatorie e  utili  a  far
  decadere  i CdA, a mettere in liquidazione le società,  non  è  che
  servono nuovi revisori, non è che servono nuove persone che debbono
  controllare gli enti o le società, serve mettere in atto quello che
  prevede  la  norma perché se abbiamo società ed enti  che  sono  in
  perdita  da  3,  4,  5 esercizi consecutivi, la norma  prevede  che
  vadano  messi in liquidazione. Se noi abbiamo società ed  enti  che
  non  inviano i bilanci ai vari dipartimenti per il controllo, vanno
  fatti decadere i CdA. Qui l'unico CdA che è stato fatto decadere  è
  stato  quello  che  dell'ESA, unico, e a me  non  risulta  che  sia
  l'unico ente che non aveva presentato i bilanci in ordine.
   Allora l'ESA è stato fatto decadere per nominare un nuovo CdA che,
  tra l'altro ancora oggi, non risulta essere completo, a distanza di
  un  anno,  e  gli  altri  enti e le altre  società  che,  per  anni
  reiterano  il mancato invio dei documenti contabili e finanziari  e
  per  anni  continuano a perdere ogni santo anno e vanno in negativo
  con i conti, non possiamo pensare che sia necessario nominare nuove
  persone  per  controllare gli esercizi finanziari.  Quello  già  lo
  svolge  il  Servizio 6, bene o male, probabilmente non  in  maniera
  perfetta,  ma  il problema che manca è la Regione, è il  Presidente
  della  Regione, sono gli Assessori che devono mettere in atto tutte
  quelle  azioni  sanzionatorie già previste da legge.  Non  dobbiamo
  andare a creare nuove entità, tra la quale, tra l'altro così  com'è
  scritto,  mi  pare  che  anche  sul  metodo  dell'imparzialità  del
  giudizio non mi sembra essere chissà quanto imparziale perché se io
  li  nomino, io li pago e loro mi devono giudicare sui miei  bilanci
  non so fino a che punto possono essere imparziali nel giudizio.
   Quindi,  quello  che  si chiede al Governo di  questa  Regione  è:
  abbiamo  riscontrato  un problema, tra l'altro  stamattina  abbiamo
  tagliato il 3 per cento dei trasferimenti alle società e agli  enti
  e  adesso  gli  diciamo di caricarsi di nuova  spesa  per  farsi  i
  controlli, veramente, anche discutibile come scelta.
   Ma  quello che si chiede al Governo di questa Regione è di mettere
  in   atto   tutto   quello  che  prevede  la  legge:  liquidazioni,
  accorpamenti,  piano di razionalizzazione messo in atto,  cosa  che
  invece questo Governo ancora ad oggi non vuole fare.
   Per  carità non in discontinuità con i precedenti perché  anche  i
  precedenti. Mi auguro che un giorno arriverà un Governo in  cui  si
  metterà  da parte il potere di nomina dei presidenti e dei  CdA  di
  queste  società  e di questi enti e per una volta  pensi  veramente
  alla Sicilia e ai conti della Regione Sicilia.
   Tra l'altro aggiungo, Presidente, che è in discussione, è arrivata
  già  in  Commissione  Bilancio', una norma paritetica  che  prevede
  l'istituzione di una sezione specifica della Corte dei Conti per il
  controllo  degli enti e delle società, spingiamo quella,  spingiamo
  un  organo imparziale che finalmente può avere una sezione dedicata
  al  controllo  degli enti e delle società che possa fare  realmente
  quel  lavoro così come la Corte dei Conti. Non creiamo altre,  come
  dire,  stratificazioni  ulteriori a quelle che  abbiamo  in  questo
  momento.

   PRESIDENTE.  Bene,  onorevole Sunseri.  Passiamo  alla  votazione.
  Onorevole  Cracolici, vada a posto, stiamo votando. Si  passa  alla
  votazione dell'emendamento 19.1.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 19.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 19.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante  bianco. Vi ricordo che dopo avere votato dovete  estrarre
  la tessera e non reinserirla.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Avete votato tutti? Sì. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            64
   Votanti      ..  ..   52
   Maggioranza         27
   Favorevoli          36
   Contrari            16
   Astenuti              0

   L'articolo è soppresso. Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:

                               «Art. 27
            Disposizioni per il settore della forestazione

   1.  Per le finalità di cui al comma 8 dell'articolo 47 della legge
  regionale  7  maggio  2015,  n.  9 e successive  modificazioni,  la
  relativa  spesa  è  determinata, per gli esercizi finanziari  2021,
  2022  e 2023, rispettivamente negli importi massimi complessivi  di
  238.300  migliaia di euro, 211.800 migliaia di euro  e  di  207.300
  migliaia  di euro, di cui per l'esercizio finanziario 2021  112.000
  migliaia di euro a valere sulle risorse del POC 2014/2020 e  22.000
  migliaia di euro a valere sulle risorse dell'FSC 2014/2020,  e  per
  l'esercizio  finanziario 2022, 110.000 migliaia di  euro  a  valere
  sulle  risorse del POC 2014/2020. Per l'esercizio finanziario 2021,
  nell'ambito della spesa di 112.000 migliaia di euro a valere  sulle
  risorse  del POC 2014/2020, la somma di 2.000 migliaia  di  euro  è
  destinata  a  progetti pilota per la prevenzione degli incendi  con
  uso di mezzi innovativi.

   2.  Per  l'attuazione degli interventi di cui al comma 1 a  valere
  sulle  risorse del POC 2014/2020 e dell'FSC 2014/2020,  il  Governo
  della Regione provvede, entro sessanta giorni dalla data di entrata
  in  vigore  della  presente legge, ad avviare, ove  necessario,  la
  modifica  dei  programmi operativi di attuazione  della  spesa  dei
  fondi strutturali europei e dei fondi nazionali di coesione.

   3.  Le  risorse  relative ai fondi regionali  pari  a  complessive
  104.300  migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2021, 101.800
  migliaia  di  euro  per  l'esercizio  finanziario  2022  e  207.300
  migliaia  di  euro per l'esercizio finanziario 2023  sono  iscritte
  nella Missione 16, Programma l, capitolo 156604 per l'importo annuo
  di 24.430 migliaia di euro, nella Missione 9, Programma 5, capitolo
  150514  per  l'importo  annuo  di 6.900  migliaia  di  euro,  nella
  Missione  16, Programma 1, 155802 per l'importo di 11.000  migliaia
  di euro per l'anno 2021, di 10.500 migliaia di euro per l'anno 2022
  e  di  10.000  migliaia di euro per l'anno 2023, nella Missione  9,
  programma  5,  capitolo 151001 - articolo NI (quota  parte)  -  per
  l'importo  annuo  di  5.800 migliaia di euro e nella  Missione  20,
  Programma  3, capitolo 215746 per l'importo di 56.170  migliaia  di
  euro per l'anno 2021, di 54.170 migliaia di euro per l'anno 2022  e
  di 160.170 migliaia di euro per l'anno 2023.

   4. Per le finalità dell'articolo 6 della legge regionale 16 agosto
  1974,  n.  36,  e  successive  modificazioni,  è  autorizzata,  per
  ciascuno  degli esercizi finanziari 2022 e 2023, la spesa annua  di
  5.000  migliaia  di euro (Missione 9, Programma 5) a  valere  sulle
  risorse  di  cui  al  comma 3 (Missione 20, Programma  3,  capitolo
  215746).

   Onorevoli   colleghi,  sono  stati  presentati  degli  emendamenti
  soppressivi e invito al ritiro.
   Siamo  all'articolo 27. E' stata distribuita una  riscrittura,  il
  27.24. Ce l'avete?
   Chiedo ai collaboratori di distribuire l'emendamento 27.24, che  è
  una  riscrittura  a  firma del Governo, del comma  1  dell'articolo
  articolo 27, che viene interamente sostituito.
   L'emendamento   27.24  sostituisce  tutte  le  altre   riscritture
  presentate dal Governo.
   Appena sarà distribuito, lo mettiamo in votazione.
   Assessore, vuole illustrarlo nel frattempo?
   Pongo in votazione l'emendamento di riscrittura 27.24, a firma del
  Governo.
   Ancora non è arrivato.
   Onorevoli  colleghi,  se l'emendamento è in  vostro  possesso,  lo
  pongo in votazione.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Presidente, le chiedo qualche minuto per  potere  esaminare
  questo emendamento perché, evidentemente, è un argomento importante
  che  impegna anche centinaia di milioni di euro. Mi dispiace di non
  vedere  -  mi  rivolgo  al Governo - due emendamenti  che  ritenevo
  qualificanti,  per altro approvati all'unanimità dalla  Commissione
   Attività  produttive' che riguardano la possibilità di reinvestire
  sul  personale in servizio le giornate liberate, resesi disponibili
  per  effetto  dei  pensionamenti dell'anno precedente  e  anche  un
  emendamento  che riguardava gli arretrati contrattuali laddove  c'è
  un  giudizio  pendente  e,  a mio avviso,  si  poteva  rinviare  il
  recupero - e bisognerebbe rinviare questo recupero - al rinnovo del
  prossimo contratto.
     Se  il  Governo  lo  ritiene, se si può  accantonare  anche  per
  valutare questi emendamenti, penso sia importante.
   Ritengo

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)

   No,   no,   era  sui  forestali  perché  riguarda  gli   arretrati
  contrattuali sia della manutenzione che dell'antincendio.
   Ritengo più pertinente trattarlo all'articolo 27.
   Se  l'impegno del Governo è trattarlo ai consorzi di bonifica,  ma
  penso  che  l'articolo giusto sia questo sia per il recupero  delle
  giornate che per quanto riguarda gli arretrati contrattuali.
   Comunque, vorrei sapere se il Governo sugli arretrati contrattuali
  è  favorevole o contrario, perché l'assessore Scilla in Commissione
  diede  parere positivo dopodiché in Commissione  Bilancio'  non  fu
  approvato e in Aula non trovò neppure l'emendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, con  il  parere  favorevole  del
  Governo  sull'emendamento  27.24, lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 27, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'onorevole Lentini vuole presentare un ordine del giorno.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  soltanto per dire che era stato presentato  un  ordine
  del  giorno  relativo  alla  continuità  del  servizio  antincendio
  boschivo  da  parte  dell'onorevole Lentini e volevo  esprimere  il
  parere  favorevole,  così come abbiamo fatto su  indicazione  della
  Presidenza votandoli per non ammassarli alla fine.

   PRESIDENTE. L'ordine del giorno non è stato depositato,  acquisito
  il parere favorevole del Governo lo numeriamo e lo distribuiamo per
  l'apprezzamento dei colleghi. L'onorevole Lentini dice che lo aveva
  accompagnato.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  sull'articolo  27  avevo  chiesto  una
  risposta  del Governo. Non l'ho sentita e lei ha messo in votazione
  l'articolo. Se ritiene inutile il dibattito eviti pure di darci  la
  parola,  ma  sappia  che  lei sta andando  contro  il  Regolamento,
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Ormai  è  superato. Se c'è l'ordine  del  giorno,  lo
  possiamo distribuire. Sugli emendamenti che non erano nel fascicolo
  gli  Uffici  mi dicono che è perché avevano bisogno di copertura  e
  sono su un altro articolo.
   Assessore  Cordaro,  se lei vuole dare dei chiarimenti  ulteriori,
  fermo restando che...

           (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)

   Prego, assessore Scilla.

   SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea. In linea di principio il Governo è favorevole, ma nel
  caso  specifico,  nell'articolato che abbiamo  discusso  e  abbiamo
  appena  votato  con  l'emendamento  all'articolo  27,  parliamo  di
  un'altra cosa che riguarda lo sviluppo finanziario per il 2021  per
  quanto riguarda i forestali.
   Abbiamo  fatto  un'operazione  straordinaria  perché,  di   fatto,
  spostiamo   la  copertura  dai  fondi  regionali  ai  fondi   extra
  regionali,  quindi  liberiamo  risorse,  invertiamo  la   copertura
  rispetto  al  2020, quindi nel 2021 avremo soltanto 30  milioni  di
  euro  come  fondi  regionali, il resto è coperto  con  fondi  extra
  regionali.

                     (Intervento fuori microfono)

   SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea.   Sì,  assolutamente  sì.  Già   gli   Uffici   hanno
  predisposto i progetti e la programmazione a giorni invierà tutto a
  Bruxelles.   E'   un'operazione  complicata  ma   è   un'operazione
  innovativa   e   sicuramente  vincente  rispetto  alla   situazione
  economica  che oggi la Regione deve affrontare e, quindi,  rispetto
  alla  questione specifica il Governo sicuramente sta  seguendo  con
  attenzione  e  quindi ha dato parere favorevole.  Questo,  il  caso
  specifico. Quindi, siamo assolutamente disponibili ad affrontare il
  tema  perché  è un tema che sicuramente va ricondotto nella  giusta
  dimensione perché c'è stato un errore e questo errore va rimediato.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor   Presidente,   con  riferimento   agli   arretrati
  contrattuali se il Governo è d'accordo l'emendamento si  può  anche
  recuperare  ad  altro articolo attinente alla rubrica.  Io  esprimo
  però  grande preoccupazione per le cose dette, che si sia  spostato
  quasi  interamente tutto il lavoro della forestazione a  carico  di
  fondi  extra regionali io lo trovo estremamente preoccupante perché
  ho  motivo di ritenere che si sia già fortemente in ritardo per  la
  programmazione.  Stento  a credere che  sarete  in  grado  di  fare
  persino i viali parafuoco, Assessore.

   SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea.  Guardi,  io comprendo il suo  ragionamento  però  se
  quest'Aula insieme a questo Governo davvero vuole fare qualcosa  di
  importante  per  la  Sicilia e i siciliani deve apprezzare  e  deve
  sostenere questo nuovo impianto della procedura, perché intanto noi
  qualifichiamo la spesa, liberiamo risorse regionali e le ho  appena
  detto  che già gli Uffici hanno predisposto i progetti e questo  se
  tutti  noi  -  come  ci auguriamo - riusciamo a raggiungere  questo
  obiettivo, capisce bene che è un'inversione notevole.
   Poi,  per  il resto, abbiamo detto che c'è una questione aperta  e
  anche  rispetto  alla  legge che faremo di riforma  dei  forestali,
  perché finita la finanziaria metteremo mano alla legge, vediamo  di
  dare  risposta  -  come  è  giusto che  sia,  onorevole  Lupo  -  a
  quell'impegno  preso  rispetto  alla  questione  degli  adeguamenti
  contrattuali.
   E' un impegno che il Governo prende con lei e con l'Aula.

   PRESIDENTE.  Assessore  Scilla, mi  scusi  se  la  interrompo,  ma
  l'articolo è già stato votato, ne parleremo un'altra volta.
   Comunico  che  sono  stati  presentati alcuni  ordini  del  giorno
  sull'articolo 27. Se vanno bene li facciamo votare.  Il  Governo  è
  d'accordo?  Allora  gli  ordini del giorno  sull'articolo  27  sono
  approvati con indicazione del Governo.

   (Gli ordini del giorno approvati recano rispettivamente il numero
                        d'ordine 444, 448, 451)

                     (Intervento fuori microfono)

   Gli ordini del giorno non si possono discutere. Basta.
   Si passa all'esame dell'articolo 31. Ne do lettura:

                               «Art. 31.
      Contributi per la redazione degli strumenti territoriale e
                              urbanistici
           Istituzione Fondo di rotazione per l'urbanistica

   1.  L'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente concede
  contributi   per   le   spese  per  la   redazione,   revisione   e
  rielaborazione  degli  strumenti  territoriali  e  urbanistici   di
  governo del territorio, dei piani attuativi nonché per gli studi di
  settore di all'art. 26 della legge regionale 13 agosto 2020, n. 19.

   2.  Le  modalità  per la concessione dei contributi,  comprendenti
  anche  i  compensi spettanti ai professionisti ovvero le  indennità
  spettanti ai componenti gli uffici comunali incaricati, che possono
  raggiungere  il  100  per cento della spesa  ritenuta  ammissibile,
  saranno disciplinati da apposito decreto del dirigente generale del
  dipartimento regionale dell'urbanistica.

   3. E' istituito un Fondo di rotazione dell'importo di 500 migliaia
  di  euro  (Missione  9,  Programma 2), per l'esercizio  finanziario
  2021,   in  favore  degli  enti  locali  destinato  alla  copertura
  finanziaria  delle  somme  occorrenti  per  il  conferimento  degli
  incarichi   o   per   la   stipula  di   convenzioni,   finalizzato
  all'istruttoria delle pratiche di cui alle legge 28 febbraio  1985,
  n.  47  e  legge  regionale  10 agosto 1985,  n.  37  e  successive
  modificazioni e delle ulteriori leggi 23 dicembre 1994,  n.  724  e
  successive modificazioni e 24 novembre 2003, n. 326.

   4.  Il Fondo di rotazione eroga le somme a titolo di anticipazione
  a  sostegno  degli  enti  locali  ed  è  alimentato  attraverso  lo
  stanziamento di risorse regionali e dal rientro delle  somme  degli
  enti che ne hanno beneficiato.

   5.   Il   recupero  delle  somme  anticipate  avviene   a   valere
  sull'apposito capitolo delle entrate comunali relative  alle  somme
  versate a titolo di oneri di costruzioni relative alle pratiche  di
  cui al comma 3.».

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente, non ho  presentato  un  ordine  del
  giorno ma l'assessore Cordaro insieme a me ha preso un impegno  con
  le  comunità  di  Menfi, Altofonte, Parco dello Zingaro  che  nella
  scorsa estate hanno subito incendi che hanno messo a rischio  anche
  la  vita,  per  cui questi nuovi progetti con mezzi innovativi  per
  prevenire gli incendi, quindi droni, sensori, partiranno proprio da
  queste  comunità che nella scorsa estate sono state particolarmente
  colpite.  Voglio  essere  rassicurata di questo  impegno  preso  in
  Commissione dall'Assessore, anche in Aula.

   PRESIDENTE.   Assessore   Cordaro,  può  rassicurare   l'onorevole
  Savarino  sulla promessa che le ha fatto nei territori  di  cui  ha
  parlato?

   SAVARINO. In Commissione.

   PRESIDENTE. Assessore, se lei stesse attento quando intervengono i
  deputati sarebbe meglio

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Scusi,
  Presidente, è solo da quindici giorni che sono qui con lei, mattina
  e pomeriggio, quindi mi è capitato una volta di non essere attento.

   PRESIDENTE. Non dica che è stanco.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, stanco mai

   PRESIDENTE. E' molto più giovane di me ed io non sono stanco.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, stanco mai

   SAVARINO. Volevo ricordare al Governo Musumeci e all'Assessore che
  con  me  ha  ricevuto in IV Commissione le comunità  di  Menfi,  di
  Altofonte,  del Parco dello Zingaro che nella scorsa  estate  hanno
  subito  incendi  talmente gravi da mettere a rischio  la  vita  che
  questi  progetti innovativi che per la prima volta sono  finanziati
  con  la  norma  che abbiamo appena approvato, che  vedranno  quindi
  l'utilizzo  di  nuovi  mezzi come i droni e i  sensori,  partiranno
  prioritariamente  proprio  da questi territori  colpiti  la  scorsa
  estate. Grazie.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Sì, questo  lo
  posso  confermare,  perché è stato un lavoro fatto  in  Commissione
  urbanistica peraltro condiviso da tutti i colleghi.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, solo per evidenziare come in  questa
  maniera    viene    data   la   possibilità,   attraverso    questa
  sperimentazione di utilizzare finalmente queste risorse  attraverso
  l'ottima

   PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, non è che dobbiamo commentare  gli
  articoli.

   FIGUCCIA. Sì, lo so, ma siccome c'era l'ordine del giorno che  non
  ero arrivato a presentare che, poi ho visto l'assessore Cordaro  ha
  accolto  e,  quindi, nell'ottima intuizione dell'assessore  Scilla,
  avevamo poi agganciato al testo

   PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, presenti l'ordine del  giorno,  il
  Governo ha dato già parere favorevole.

   FIGUCCIA.  Cosa  prevede  l'ordine  del  giorno?  Rapidamente:  lo
  scorrimento della graduatoria a tutti 191 gli idonei,  in  modo  da
  poter   supportare  così  la  graduatoria  relativa   agli   agenti
  forestali.

   PRESIDENTE.  Grazie. L'Assessore immagino sia  d'accordo  anche  a
  questo ordine del giorno, per cui è approvato.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, quando ci farà parlare  dal  posto
  sarà sempre tardi, creiamo assembramenti. C'è confusione

   PRESIDENTE. Questo lo dovete chiedere all'Amministrazione.
   Amministrazione,   sta  sentendo  quello  che   dice   l'onorevole
  Barbagallo? Quando ci farete parlare dal posto saremo contenti.

   BARBAGALLO.  Oltretutto  non si capisce niente,  ed  è  anche  più
  ordinato.

   PRESIDENTE.  Non  c'è dubbio, non c'è dubbio che  è  così  e  sono
  sicuro  che il Segretario Generale ha recepito perfettamente questa
  esigenza.

   BARBAGALLO.  Presidente, ci riproviamo,  noi  non  ci  arrendiamo.
  L'abbiamo già detto in sede di discussione generale.

   PRESIDENTE. Giusto per un attimo di riposo.
   Il  Segretario Generale dice  ma forse è meglio che non si capisce
  niente',  ed  allora gli ho detto che non è così. L'importante,  in
  quest'Aula, è che si capisca tutto, e quindi il microfono da  posto
  è  assolutamente fondamentale perché si evita il passaggio in  Aula
  di  tutti  i deputati che ogni volta si devono alzare. Non  essendo
  potere mio fare queste cose, chiedo al Segretario Generale di farsi
  carico di questa esigenza. È già tutto fatto, a posto? Ma lei me lo
  promette,   Segretario  Generale,  che  prima  della   fine   della
  legislatura io potrò avere questa cosa? Va bene.

   BARBAGALLO. Quindi, registriamo la promessa, Presidente.

   PRESIDENTE.  Perché  un  tempo  le  promesse  le  faceva  solo  il
  Governo,    stavolta   le   fa   anche   la   Segreteria   generale
  dell'Assemblea. Prego, onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO.  Dicevo, ci riproviamo. L'abbiamo  detto  in  sede  di
  discussione   generale,  l'abbiamo  detto  con   riferimento   agli
  interventi  sul demanio marittimo, l'abbiamo detto con  riferimento
  agli interventi riguardanti i comuni. Dove c'è spesa, è giusto  che
  ci  sia  un  bando  ed  è  giusto che ci sia  una  graduatoria  che
  individui  i beneficiari in ordine di priorità ed è lo  stesso  che
  chiederemo  in questo emendamento che apprezziamo. Anzi,  come  già
  abbiamo   detto   più  volte,  riteniamo  la  misura  assolutamente
  insufficiente, con 500 mila euro facciamo i piani regolatori di due
  comuni. Ce ne sono da fare oltre 200.
   Assessore  Cordaro,  abbiamo detto anche in sede  di  approvazione
  della  legge  sul  governo del territorio che  servivano  coperture
  importanti.  Immaginare un'urbanistica diversa, una nuova  stagione
  di   progettazione,   di   strumenti  urbanistici   esecutivi,   di
  realizzazione  del  PUDM,  che mette in circolo  energia,  risorse,
  giovani professionisti, invece mettiamo una pezza su un disegno  di
  legge   che   ha  natura  finanziaria  e  che,  veramente,   lascia
  all'urbanistica soltanto le briciole.
   Ritiriamo  i  soppressivi,  Presidente,  ma  riteniamo  la  misura
  assolutamente inadeguata. Abbiamo provato a mettere il 20 per cento
  in  più  con un emendamento, confidiamo nelle coperture del Governo
  e,  soprattutto, auspichiamo che almeno in questo caso  il  Governo
  faccia uno sforzo. Anziché procedere per pugnam, si arrenda a  fare
  un  bando  e  una  bella graduatoria dove tutti  possono  vedere  i
  criteri,  dove si classificano e capire chi c'era prima e  chi  c'è
  dopo, senza furbizie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà. Poi gli onorevoli Laccoto e Di Caro.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  parlo  sull'articolo 31, Presidente Musumeci la prego di  prestarmi
  un  poco  di attenzione perché sono sicuro che è sfuggito  anche  a
  lei.
   Siccome   facciamo  norme,  queste  sono  leggi,  che   hanno   un
  significato   che  leggono  tutti.   L'assessorato  regionale   del
  territorio e dell'ambiente concede contributi per le spese  per  la
  redazione,  revisione,  rielaborazione di  strumenti  e  così  via,
  nonché '.  Ma a chi? Ma, è possibile scrivere un comma così?  Senza
  neanche  mettere  a  chi?  Le  province,  i  comuni.  Lo   si   può
  interpretare, ma che ci vuole a scriverlo meglio?

   PRESIDENTE. Immagino a chi li propone, a chi li chiede, a  chi  li
  fa.   Immagino,   se   l'assessore  vuole  dire  diversamente.   Se
  l'assessore  dà  i contributi, ovviamente, a chi  ha  le  spese  di
  redazione,  revisione e rielaborazione per farle.  Normalmente,  un
  contributo ha una finalità, non ha il nome e il cognome a chi viene
  dato.  La finalità è questa. Poi, ovviamente, chi lo presenta,  chi
  presenta la richiesta gli viene dato.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi   l'iniziativa
  dell'assessore è apprezzabile sotto tanti punti di  vista.  C'è  un
  problema   che  ho  sollevato  in  commissione  bilancio   e   che,
  praticamente,  non  è stato risolto completamente  dall'emendamento
  presentato dal Governo.
   Perché  si trovano cinquecentomila euro, ma bisogna sopprimere  il
  discorso   del  fondo  di  rotazione  altrimenti,  in   commissione
  bilancio,  noi avevamo detto chiaramente che per quanto  riguardava
  gli strumenti urbanistici non si poteva fare un fondo di rotazione.
   Perché  se è vero che per i PUDM si potevano reincassare le somme,
  i comuni potevano incassarle, per gli strumenti urbanistici, quindi
  bisogna cassare, praticamente, il fondo di rotazione. Questo per il
  2021 è interamente un inizio.
   La  norma  che  io  rappresento, e che  io  voglio  rappresentarle
  assessore,  è  che  molti  comuni  potrebbero  fare  gli  strumenti
  urbanistici  con  i  tecnici interni, laddove ci  sono  i  tecnici,
  risparmiando notevoli risorse. Però è chiaro che, siccome  c'è  una
  norma nazionale che impedisce a questi tecnici, quando il direttore
  generale  farà  le  modalità di erogazione è importante  che  venga
  dato,  così  come si dice, il cento per cento che non  è  certo  la
  somma  che  viene  data ai tecnici esterni. Ma questo  risolverebbe
  tantissimi problemi.
   Chiaramente,  io  non so quale può essere altra disponibilità  che
  può   dare  la  Ragioneria  o  l'assessore  all'economia.   Sarebbe
  auspicabile, chiaramente, un aumento della somma se non, in maniera
  anche per incoraggiare e per dare la possibilità a molti comuni che
  sono bloccati, di redigere questi benedetti piani urbanistici.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  diciamo  che
  l'articolo  è condivisibile. Avrei, però, un paio di considerazioni
  e una proposta.
   Sul  comma 3, si parla di un fondo di rotazione di cinquecentomila
  euro, e devo dire che sono davvero poche. Se il Governo riuscisse a
  trovare,  o  meglio  cercare  di rimpinguare  questo  articolo  non
  sarebbe  male. Si parla di istruire pratiche, in poche parole,  che
  riguardano  leggi orientate al condono edilizio. Si fa  riferimento
  alla vecchia legge dell'85. Quindi leggi di trentasette anni fa.
   Ora  la  considerazione è, se una pratica di condono edilizio  non
  ha ottenuto la concessione edilizia, in sanatoria, dopo trentasette
  anni  vuol dire che c'è un problema su determinate pratiche.  Senza
  considerare  il  fatto  che  queste  norme,  le  norme  di  condono
  edilizio,  hanno autorizzato in passato assunzione di  tecnici  che
  hanno avuto il tempo necessario per istruire le pratiche di condono
  edilizio.
   C'è  un  grande  tema  che riguarda, assessore Cordaro,  l'incasso
  delle  fideiussioni  che nel tempo sono state sottoscritte  da  chi
  presentava le domande di condono edilizio, che non sono  mai  state
  incassate  dagli  enti e potrebbero costituire  un  fondo  notevole
  anche per andare a finanziare l'istruttoria delle pratiche.
   Dicevo,   la   proposta  qual  è?  Noi  abbiamo   uno   strumento,
  attualmente,  che  è  quello  del  super  bonus  che  riguarda  gli
  incentivi   per  la  riqualificazione  energetica  e  sismica.   Ho
  presentato un emendamento al comma 3 che

                     (Intervento fuori microfono)

   DI  CARO. Ora, ce l'hanno gli Uffici. Dicevo, al comma 3,  proprio
  ora,  un  sub  emendamento ad un emendamento che  riguarda  proprio
  l'istruttoria, quindi gli incentivi alle istruttorie delle pratiche
  relative al super bonus.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  attendo  di
  poter essere ascoltato dall'assessore.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Laccoto,  per  favore.   Che   facciamo?
  Interrompiamo l'Aula perché non possiamo parlare?

   LO  GIUDICE. Grazie, Presidente. Allora, l'iniziativa, come diceva
  anche  il collega Di Caro, è sicuramente apprezzabile anche  perché
  sono  molti  i Comuni siciliani che hanno la necessità comunque  di
  redigere gli strumenti urbanistici però è chiaro che, a mio avviso,
  sarebbe  più  utile piuttosto che un fondo di rotazione,  avere  la
  possibilità di dare ai Comuni un contributo a fondo perduto per  la
  redazione di questi piani urbanistici.
   Peraltro,  così come è scritto l'articolo, i cinquecentomila  euro
  sarebbero  destinati  soltanto alle pratiche inerenti  il  discorso
  delle sanatorie. Ho visto che c'è un emendamento, assessore se  lei
  non  si  collega con me  semu persi , lo so, lei ha ragione  ma  io
  intervengo per cinque minuti, di cui due li ho trascorsi e lei  non
  c'era. Allora, si colleghi un attimo con me. Onorevole Laccoto  non
  disturbi l'assessore.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, la prego.

   LO  GIUDICE.  Allora,  proviamo  a  tornare  indietro.  In  questo
  articolo,  nei  primi due commi si parla di strumenti  urbanistici,
  dal  terzo in poi si parla di cinquecentomila euro da destinare non
  agli  strumenti  urbanistici ma alle sanatorie. C'è un  emendamento
  del Governo, e arriva il ragionamento, che divide i cinquecentomila
  euro  in  duecentocinquanta, e quindi un ulteriore emendamento  che
  ancora non è arrivato, cinquecento e cinquecento. Ok.
   Quello  che  volevo capire io, perché l'iniziativa  è  importante,
  ripeto,  ed  è  meritoria e sono tanti i Comuni  che  hanno  questa
  necessità.  Riusciamo,  questi cinquecentomila  euro  anziché  come
  fondo  di  rotazione a darli come contributo a  fondo  perduto  che
  avrebbe molto più senso? Questo perché? Perché sicuramente oggi  la
  necessità che hanno gli enti è quella comunque di avere la certezza
  di  una  somma.  Sa  bene lei, assessore, che gli  iter  dei  piani
  regolatori  purtroppo  sono degli iter molto  lunghi  e  complessi,
  peraltro  lei sa bene che abbiamo approvato una norma che  modifica
  tutta l'urbanistica in Sicilia ed è chiaro che in questo momento le
  perplessità  anche  da parte dei tecnici comunali  sono  parecchie.
  Questo  ci  consentirebbe di avere la certezza quanto meno  di  uno
  stanziamento  che  diventa fondamentale  ed  essenziale  per  poter
  andare  avanti  perché  nei piccoli Comuni  purtroppo  non  c'è  la
  possibilità di poter attingere a delle risorse per questa  finalità
  e quindi è chiaro che noi ci ritroviamo spesso a dover utilizzare i
  fondi di bilancio che sono sempre più esigui.
   Io  ho presentato un emendamento di riscrittura ma, ripeto, non  è
  necessario approvare il mio piuttosto che un altro. Quello  che  le
  chiedo  e che chiedo al Governo, se è possibile, di fare uno sforzo
  in  tale senso e di attuare questo articolo come contributo a fondo
  perduto perché è una delle necessità fondamentali e importanti  che
  molti enti abbiamo anche per trovare una sintesi utile.
   Rispetto  al  discorso  delle sanatorie  credo  che  la  somma  di
  cinquecentomila  euro sia una somma esosa nel senso  che  purtroppo
  riuscire a trovare, a portare queste pratiche ad una risoluzione  è
  veramente  difficile  e  complicato,  rischieremmo  di  bloccare  e
  vincolare delle somme importanti su cui invece, si magari,  si  può
  pensare di fare il fondo di rotazione perché hanno dei tempi  anche
  complicati  e  sono  sicuramente  da  un  punto  di  visto  proprio
  amministrativo, più difficili.
   Per  cui  la prego, assessore, di attenzionare il problema proprio
  per dare risposte concrete ai Comuni.

   PRESIDENTE.  Se  il Governo deve replicare a qualcosa,  altrimenti
  andiamo avanti.
   Onorevole  Cordaro?  Dico,  se c'è da  replicare,  se  no  andiamo
  avanti.  Il   sì   era andare avanti o replicare? Ah  perfetto,  un
  minuto   di   sospensione.  Ne  ha  tutto  il  diritto   e   quindi
  assolutamente sospendiamo per cinque minuti, così noi  sia  qua  da
  stamattina per cui ci andiamo a prendere anche un caffè - che forse
  è un bene per tutti - e riprendiamo fra cinque minuti.

     (La seduta sospesa alle ore 19.44, è ripresa alle ore 19.55)
   La seduta è ripresa.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, io volevo rivolgermi brevemente all'Aula e ai  colleghi
  che  sono  intervenuti e anche a coloro che hanno presentato  degli
  emendamenti. Intanto, volevo che fosse chiaro come anche in  questo
  caso  noi  non stiamo utilizzando nessun meccanismo e, soprattutto,
  non  stiamo  imponendo all'Aula, attraverso questa  norma,  nessuna
  forzatura  perché  i  commi  1 e 2 si rivolgono  alla  meglio  nota
  riforma  urbanistica,  legge sul governo del territorio,  e  quindi
  alla necessità di finanziare i decreti attuativi e tutta l'attività
  che  deve conseguire e quindi si rivolge a professionisti e a tutti
  coloro che si occuperanno di questa redazione.
   Era saltato per un errore il finanziamento, che ripristiniamo allo
  scopo  dei commi 1 e 2, con il 31.27.R, l'emendamento per il  quale
  invece   che   duecentocinquanta,  così  come   era   accaduto   in
  Commissione, siamo riusciti a trovare una somma pari a  cinquecento
  mila  euro. Sappiamo che non è il massimo, e siamo d'accordo con  i
  colleghi che sono intervenuti, però sappiamo anche che questo è  un
  inizio e che in sede di variazioni o di assestamento, se ci dovesse
  essere la possibilità, potremo impinguare questo capitolo per  dare
  la  possibilità  appunto  di un migliore lavoro,  in  un'ottica  di
  condivisione  complessiva, così come è stato in buona  sostanza  la
  riforma dell'urbanistica.
   Per quanto riguarda poi, invece, gli altri commi, e quindi 3, 4  e
  5,  si  rivolgono  appunto alla soluzione di  problemi  annosi  che
  riguardano  gli  enti locali, anche in questo caso abbiamo  trovato
  una  copertura di cinquecento mila euro, anche in questo caso siamo
  sicuri,  onorevole Di Caro, che non è il massimo di quello  che  si
  poteva  fare, però oggi le sostanze economiche sono queste e quindi
  io  invito, al netto dell'emendamento 31.27.R, a ritirare tutti gli
  altri emendamenti.
   Lo  so, ma questo così, mi appello agli Uffici, perché senza avere
  avuto

   PRESIDENTE.  No,  infatti, onorevole Di Caro,  così  due  finalità
  completamente diverse.
   Se  fosse un'estensione a qualcosa di similare, ma il super  bonus
  con le pratiche sanatorie non c'entrano niente.

   DI CARO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO. Signor Presidente, il fondo, così come è costituito, non
  potrebbe  accogliere tante richieste, perché dicevo  poc'anzi,  chi
  non  ha  avuto  istruita  la  pratica  di  condono  edilizio,  dopo
  trentasette  anni,  difficilmente  anche  con  l'istruzione   della
  pratica, riuscirà ad avere la concessione edilizia in sanatoria.
   Quindi,   se  non  si  può  utilizzare  per  l'ottenimento   della
  concessione  edilizia in sanatoria, l'ente locale può  utilizzarlo,
  lo  stesso fondo di rotazione, per istruire le istanze relative  al
  super bonus. È un beneficio in più che si dà all'ente locale, ecco.

   PRESIDENTE. Assessore Cordaro, se lei è d'accordo, al limite diamo
  un tempo utilizzare questi, perché abbiamo interventi dicendo che i
  cinquecento mila erano pochi.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  No,  no,  no,
  aspetti Presidente, io vorrei fare questo. Intanto, vorrei  che  si
  approvasse  l'articolo 31 così com'è, valutando  poi  in  una  sede
  successiva,  e sempre all'interno della finanziaria, la possibilità
  di  utilizzare l'indicazione dell'onorevole Di Caro, però sento  la
  necessità,  per  correttezza nei confronti dell'onorevole  Di  Caro
  prima, ma di tutti i parlamentari e soprattutto della necessità  di
  fare una buona legge, di fare un approfondimento per comprendere se
  è possibile collegare gli argomenti.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, insieme agli altri colleghi di  Forza
  Italia  abbiamo presentato un emendamento che reperiva delle  altre
  somme  aggiuntive.  Io  ritengo che, alla luce  del  fatto  che  in
  Sicilia   abbiamo   ancora  Comuni  che  sono  dotati   dei   piani
  costruttivi, cioè non hanno neanche l'alba dei piani regolatori.
   E  poiché la pianificazione del territorio, vorrei ricordare a  me
  stessa,  ovviamente  rappresenta anche un  principio  di  legalità,
  perché  pianificare  il territorio significa anche  dare  certezza,
  ritengo  che non sono somme, come dire, bastevoli. Io ho  rinvenuto
  nel capitolo di cui ieri abbiamo parlato, se non ricordo male ieri,
  quello che per altro emendamento che poi non è stato apprezzato dal
  Parlamento, l'economia disponibile sul capitolo 612002, che era  di
  preciso il capitolo di pertinenza dell'Assessore Armao, appunto  la
  cui  bocciatura dell'emendamento ha determinato un'economia di  200
  mila euro. Ritengo che possa essere utilizzato.

                     (Intervento fuori microfono)

   CARONIA. Sono stati autorizzati quando? Li abbiamo votati ieri. Ma
  se  sono  stati  utilizzati per una copertura  perché  non  possono
  essere utilizzati ad incrementare l'importo, mi scusi Assessore? Io
  non  comprendo.  Secondo  me questi 200  mila  euro  si  sono  resi
  disponibili  poiché abbiamo bocciato l'articolo 8, pertanto  queste
  somme  andrebbero a rimpinguare un capitolo secondo me estremamente
  importante che riguarda la redazione dei piani regolatori  che  per
  altro vanno destinati ai comuni.
   Se   dobbiamo  soprattutto  incentivare  la  revisione  di   piani
  regolatori, ormai assolutamente vetusti e addirittura dare vita  ai
  primi  piani regolatori in alcuni comuni, e concludo, io credo  che
  200 mila euro, rinvenuti da una .

   PRESIDENTE. Ma sono immediatamente disponibili?

   CARONIA.  Nella  manovra  sono  attualmente  previsti,  Presidente
  perché noi abbiamo bocciato l'articolo 8 che ha liberato questi 200
  mila euro sicuramente su questa copertura. Per cui, ritengo che non
  può  esserci  stata un impegno perché è chiaro che non  siamo,  non
  credo  che si possa essere impegnato nel frattempo. Parliamo di  24
  ore.

   PRESIDENTE.   Se   il   Governo  mi  dà   un'indicazione.   Stanno
  verificando, benissimo.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Signor  Presidente, come  aveva  preannunciato  il  mio
  capogruppo,  il  Movimento condivide l'articolo 31  nelle  sue  due
  manifestazione, quindi il fondo per i piani regolatori e  il  fondo
  necessario   per  le  pratiche  di  condono  edilizio.   Però   noi
  continuiamo  a  sostenere l'idea che portava avanti il  collega  Di
  Caro,  cioè la possibilità che quel fondo di 500 mila euro, che  in
  effetti  comunque è abbastanza cospicuo per questo secondo tipo  di
  operazione,  non lo è per i piani regolatori perché 500  mila  euro
  sono  pochi. Però comunque è un inizio, tra l'altro l'avevamo detto
  durante  la  riforma urbanistica, forse sono un po' troppi  per  le
  pratiche di condono edilizio se pensiamo che sono citate tutt'e tre
  le pratiche quindi quella dell'80', 90' e del 2004.
   Quindi  potrebbe  verosimilmente essere inserita la  proposta  del
  collega Di Caro.

   PRESIDENTE.  Ma  l'Assessore  aveva  già  trovato  una  soluzione.
  Assessore Cordaro, su questa proposta dell'onorevole Di Caro  aveva
  già detto qualcosa.

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Io   ho
  manifestato la disponibilità a fare un approfondimento  durante  la
  Finanziaria. Ma intanto invito la Presidenza a mettere in votazione
  il  31  così  com'è, perché eventualmente se c'è la possibilità  di
  agganciarlo successivamente. Lo approviamo e lo inseriamo lo stesso
  nella  norma. Ma non lo possiamo fare adesso, io ho bisogno di  una
  valutazione, di un approfondimento.

   PRESIDENTE. Io sono d'accordissimo con quello che dice l'Assessore
  Cordaro,  se  per  voi  va bene, evitiamo di  presentarlo  ora,  lo
  ritiriamo  e il tempo che l'Assessore verifica la disponibilità  di
  farlo, lo si ripresenta.

   TRIZZINO.  Se  c'è  l'impegno del Governo a  introdurre  un  altro
  articolo

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  Assolutamente
  si.

   TRIZZINO. Allora condividiamo l'idea di ritirarlo.

   PRESIDENTE. Benissimo, perfetto.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Savarino, su che cosa?

   SAVARINO.  Rispetto  alla  proposta  dei  colleghi,  del   collega
  Trizzino, volevo chiedere all'Assessore, intanto volevo ringraziare
  perché  in  questa Finanziaria tra la norma del  PUDM  che  dà  300
  migliaia  di euro ai comuni per la redazione dei piani di  utilizzo
  del demanio, e questi ulteriori fondi .

   PRESIDENTE.  Senza  fare troppi complimenti all'assessore  Cordaro
  che si monta la testa.

   SAVARINO.   per la pianificazione urbanistica. No,  Presidente,  è
  anche  perché l'abbiamo seguita quindi è una cosa che nella  nostra
  Commissione  abbiamo seguito e ne sono particolarmente  orgogliosa,
  perché  va  a  definire  un lavoro che abbiamo  fatto  sul  demanio
  marittimo  e sulla pianificazione urbanistica, dando la possibilità
  ora  ai  comuni di potere fornirsi di architetti, ingegneri, quindi
  dei tecnici .

   PRESIDENTE.  Quindi, comunque è d'accordo su quello che  ha  detto
  l'Assessore?

   SAVARINO.  per andare a definizione e mettere così a traguardo  la
  normativa   che   abbiamo  approvato.  No,   io   volevo   chiedere
  all'Assessore,  nell'approfondimento  successivo,  quindi   intanto
  approviamo il 31 così com'è col 31.27 riscritto, di valutare  anche
  la possibilità, una volta che si esamina la proposta dell'onorevole
  Di Caro, anche della proposta della collega Caronia.

   PRESIDENTE.  Vale  quello che è stato detto  per  Di  Caro,  se  è
  possibile.

   SAVARINO.   Esatto,   volevo  chiedere   questo.   Perché   magari
  rimpinguare  anche  il capitolo del Fondo di rotazione  può  essere
  utile.

   PRESIDENTE. Sarò attento anche io, onorevole Savarino, che  questa
  possibilità reinseriremo in un altro articolo.
   Pongo in votazione l'emendamento 31.27R, a firma del Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Ovviamente, i soppressivi sono ritirati.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 31  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa   all'articolo   16   sul  contenimento   della   spesa
  pensionistica. Ne do lettura.

                                Art. 16.
         Misure per il contenimento della spesa pensionistica
        e l'efficientamento del sistema previdenziale regionale

   1.  Ai  fini del contenimento della spesa corrente e in esecuzione
  dell'Accordo  tra  Stato  e  Regione, è istituito,  con  decorrenza
  dall'1  gennaio 2021 e fino al 31 dicembre 2023, un  contributo  di
  solidarietà a carico dei trattamenti di pensione in erogazione o da
  erogare  al personale di cui ai commi secondo e terzo dell'articolo
  10  della  legge  regionale  9 maggio  1986,  n.  21  e  successive
  modificazioni, nelle seguenti misure:

   a) oltre sei e fino a otto volte il minimo Inps: 0,80 per cento;

   b) oltre otto e fino a nove volte il minimo Inps: 1,30 per cento;

   c) oltre nove e fino a dieci volte il minimo Inps: 1,5 per cento;

   d) oltre dieci volte il minimo Inps: 2,2 per cento.

   2.  Il contributo di solidarietà è applicato sul trattamento lordo
  mensile onnicomprensivo di pensione, e non si applica alle pensioni
  in erogazione o da erogare:

   a)  al  personale  di  cui al primo comma dell'articolo  10  della
  legge regionale 9 maggio 1986, n. 21;

   b)  ai  trattamenti di reversibilità ed in favore dei  superstiti,
  salvo  il  caso  in  cui il loro importo sia  oltre  sei  volte  il
  trattamento  minimo Inps; in tal caso il contributo di  solidarietà
  viene applicato con le aliquote di cui al primo comma;
   c) ai trattamenti di inabilità;

   d)  ai trattamenti pensionistici calcolati interamente col sistema
  contributivo.

   3.  Il  contributo di solidarietà è applicato anche ai trattamenti
  integrativi  erogati dal Fondo pensioni della Regione siciliana  al
  personale  in quiescenza proveniente dall'Ente acquedotti siciliani
  in  liquidazione  e  dagli  enti turistici  soppressi,  qualora  il
  trattamento  pensionistico  complessivo,  comprensivo   di   quello
  fondamentale corrisposto da Inps, risulti eccedere i limiti di  cui
  al primo comma.

   4.   Le   risorse  finanziarie  derivanti  dall'applicazione   del
  presente articolo sono reimpiegate dal Fondo pensioni della Regione
  siciliana   esclusivamente   per  il  pagamento   dei   trattamenti
  pensionistici  dei comparti al quale è applicato il  contributo  di
  solidarietà.

   5.  I  trasferimenti  della Regione siciliana al  Fondo  pensioni,
  destinati  al pagamento dei trattamenti pensionistici del personale
  di  cui  ai commi primo e terzo del presente articolo, sono ridotti
  annualmente in misura pari al contributo di solidarietà applicato e
  riscosso dall'ente di previdenza regionale.

   6.  All'articolo 1 della legge regionale 9 agosto 2018 n. 16, sono
  aggiunti i seguenti commi:

    1  bis.  Il  trattamento di fine servizio o di fine rapporto  dei
  dipendenti  collocati  in quiescenza, ai sensi  dei  commi  3  e  5
  dell'articolo  52  della legge regionale 7  maggio  2015,  n.  9  e
  successive modificazioni, è corrisposto con le modalità e  i  tempi
  previsti   dalla   normativa  statale  in  caso  di   pensionamenti
  anticipati,  con  decorrenza  dalla  data  in  cui  il   dipendente
  maturerebbe   il   diritto  a  pensione  secondo  le   disposizioni
  dell'articolo  24  del  decreto legge  6  dicembre  2011,  n.  201,
  convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 e
  successive modificazioni. 1 ter. La disposizione contenuta al comma
  1 bis del presente articolo si applica con decorrenza dalla data di
  entrata in vigore della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8. .

   7.  Per  le funzioni di Garante per l'erogazione delle prestazioni
  del   Fondo  per  il  pagamento  del trattamento  di  quiescenza  e
  dell'indennità  di  buonuscita  del  personale  regionale  -  Fondo
  pensioni  Sicilia , di cui al decreto del Presidente della  Regione
  siciliana  n.  14 del 23 dicembre 2009, è previsto  un  gettone  di
  presenza,  in  luogo del compenso erogato carico del  bilancio  del
  Fondo  pensioni  della  Regione siciliana,  che  non  può  superare
  l'importo  di  trenta  euro a seduta giornaliera,  fatto  salvo  il
  rimborso  delle spese, debitamente documentate nei limiti  previsti
  per  i  dirigenti dell'amministrazione regionale. 8. Con decorrenza
  dalla   data  di  cessazione  del  collegio  sindacale  in   carica
  all'entrata in vigore della presente legge, le funzioni di cui agli
  articoli  2403 e seguenti del codice civile, nonché quelle previste
  dall'articolo  2,  commi 1 e 2, del decreto legislativo  30  giugno
  2011,  n. 123 e successive modificazioni, presso il  Fondo  per  il
  pagamento  del  trattamento  di  quiescenza  e  dell'indennità   di
  buonuscita del personale regionale - Fondo pensioni Sicilia ,  sono
  svolte  da un revisore unico, scelto tra gli iscritti nel  registro
  dei  revisori contabili istituito presso il Ministero dell'economia
  e delle finanze.

   9.  Per  il calcolo degli oneri di riscatto dei periodi  di  studi
  universitari  dei  dipendenti  dell'amministrazione  regionale,  in
  servizio  all'entrata  in  vigore  della  presente  legge,  trovano
  applicazione  le  norme  in vigore per gli impiegati  civili  dello
  stato.  Alle istanze dei dipendenti della Regione siciliana di  cui
  ai  commi  2  e 3 dell'articolo 10 della legge regionale  9  maggio
  1986, n. 21 e successive modificazioni, finalizzate al riscatto dei
  corsi  legali di studio universitario si applica l'articolo  2  del
  decreto   legislativo  30  aprile  1997,  n.   184   e   successive
  modificazioni. E' abrogato l'articolo 77 della legge  regionale  n.
  41 del 29 ottobre 1985.

   10.  Al  fine di provvedere al riconoscimento dei debiti  gravanti
  sul  Fondo  pensioni  Sicilia  discendenti  da  sentenze  esecutive
  concernenti  il pagamento del trattamento pensionistico sostitutivo
  ed  integrativo  al  personale ex dipendenti  dell'Ente  acquedotti
  siciliano,  il Fondo pensioni Sicilia è autorizzato per l'esercizio
  finanziario  2021  ad  utilizzare  gli  avanzi  di  amministrazione
  determinatisi     da     maggiori     trasferimenti      effettuati
  dall'amministrazione regionale a valere sul capitolo  108007  della
  rubrica 2 del dipartimento regionale della funzione pubblica e  del
  personale .

   Onorevoli   colleghi,  sono  stati  presentati  tutti  emendamenti
  soppressivi, se non vengono ritirati i soppressivi, li mettiamo  in
  votazione.
   Considerando   che  sono  tutti  emendamenti  soppressivi,   basta
  mettere in votazione il primo che appunto sopprime l'articolo.  Chi
  è favorevole all'emendamento resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Quindi,  abbiamo soppresso l'articolo 16, che aveva  creato  tanti
  problemi a tutti anche in occasione del bilancio.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'. Signor Presidente, non sono riuscito a chiedere la  parola
  per parlare sull'articolo 16.
   Purtroppo  nell'articolo 16 abbiamo bocciato il comma 10,  che  fa
  sì  che  la  Regione dovrà uscire diverse centinaia di migliaia  di
  euro  in  più  rispetto  a  quanto  ne  deve  perché  riguarda   il
  contenzioso dei dipendenti dell'Ente Acquedotti Siciliani che hanno
  aggredito  il  Fondo Pensioni regionale, hanno aggredito  il  conto
  corrente e quindi dovevamo dargli l'autorizzazione per pagarli.

   PRESIDENTE. Vediamo se c'è un problema di questo genere.

   ARICO'. Presidente, soltanto il comma 10.

   PRESIDENTE.  Ricordo a tutti che in Conferenza dei  Capigruppo  mi
  era  stato chiesto all'unanimità di stralciarlo, ho detto  a  tutti
  che non l'avrei stralciato perché c'è un rapporto istituzionale nei
  confronti dello Stato.
   Per  cui  siccome  era una norma che chiedeva lo Stato  nazionale,
  sulla  base  dell'accordo Stato-Regione non l'avrei  stralciato  ma
  messo in votazione e c'era poca volontà di approvarlo.

   ARICO'.  Lo  so,  Presidente, ci siamo tutti -  o  quasi  tutti  -
  soffermati a leggere i primi 9 commi, tranne il decimo.

   PRESIDENTE. Vediamo come sistemarlo nel corso della finanziaria.
   Lo verificheremo e vediamo come sistemarlo.

   ARICO'. A questo punto, Presidente, mi astengo dalla votazione.
   Non ho votato positivamente.

   PRESIDENTE.  Sospendo  la  seduta e riprenderà  domani,  23  marzo
  2021, alle ore 11.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.09 del 22 marzo 2022, è ripresa
                   alle ore 11.11 del 23 marzo 2021)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è ripresa.
   Sospendiamo  fino  alle  ore  12.00  perché  stiamo  lavorando  in
  Commissione  per  fare  quello che ci siamo  detti  ieri,  cioè  il
  raggruppamento degli articoli per vari settori, per le rubriche.
   Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 12.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.12, è ripresa alle ore 12.12)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Colleghi, la seduta è ripresa.
   Dobbiamo ancora esaminare l'articolo 17.


                  Sul problema dei rifiuti in Sicilia

   PRESIDENTE. Intanto, ha chiesto un attimo la parola l'onorevole Lo
  Giudice.   Ne   ha   facoltà.  Le  chiedo,  però,  di   intervenire
  velocemente.

   LO  GIUDICE. Signor Presidente, sarò estremamente sintetico. Le ho
  chiesto  la  parola perché ritengo che al di là del  momento  della
  finanziaria  sicuramente importante, oggi ci sia una questione  che
  riguarda i rifiuti in Sicilia che non è più rinviabile.
   Presidente,  in  questo momento abbiamo tutti i  comuni  siciliani
  problemi  in  merito al conferimento dell'umido. Personalmente,  io
  con  il mio comune, sto conferendo fuori dalla Regione siciliana  a
  costi esorbitanti. L'umido siamo passati da 110 euro a tonnellata a
  260  euro  a  tonnellata. Non è più un problema rinviabile.  Stesso
  discorso  dicasi  per  quanto riguarda l'indifferenziato  dove  c'è
  stato  comunicato che uno degli impianti più importanti in Sicilia,
  ovvero   la   Sicula   Trasporti,   chiuderà   e,   quindi,   anche
  l'indifferenziato non sappiamo più dove conferirlo.
   Chiedo  che  il  Governo  si  attivi immediatamente;  capisco  che
  l'assessore  Baglieri si è insediata da poco, però questo  problema
  non  è  più  rinviabile. Credo che sia necessario l'intervento  del
  presidente Musumeci per capire come trovare una soluzione che non è
  da  trovare domani, ma è da trovare ieri. La situazione è veramente
  insostenibile.  Noi  saremo costretti ad aumentare  le  tariffe  ai
  nostri   concittadini  anche  in  quei  comuni  virtuosi  dove   si
  raggiungono  i  picchi  del  75 e dell'80  per  cento  di  raccolta
  differenziata. Non ha senso che io continui a far fare la  raccolta
  differenziata  nel  mio comune, ma parlo in tutti  i  comuni  della
  Sicilia  e  parlo  principalmente della zona ionica  messinese  che
  conosco  abbastanza bene, e noi non sappiamo dove  portare  più  la
  raccolta differenziata perché non ci sono impianti più disponibili.
  E'  necessario un intervento immediato e soprattutto che  ci  siano
  delle  risposte  concrete anche rispetto alle  risorse  finanziarie
  perché  ci  vuole una quantità di soldi infinita per  risolvere  il
  problema. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Lo Giudice. Io  quello  che  posso
  fare,  poi d'accordo col Governo, qua nel momento in cui  il  nuovo
  assessore  Baglieri fosse pronta, avesse le informazioni,  di  fare
  una  seduta per vedere perché siccome è un problema che  esiste  in
  tutta  la  Sicilia,  temo  che prima o poi  lo  dovremo  affrontare
  complessivamente.

                     (Intervento fuori microfono)

   Assolutamente sì. Per cui finita la finanziaria chiederò al  nuovo
  assessore Baglieri la sua disponibilità per fare una seduta  d'Aula
  destinata a questo, indirizzata soltanto al problema dei rifiuti.

   n. 961/A e n. 962/A

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                       legge n. 961/A e n. 962/A

   PRESIDENTE.  Allora,  se  prendiamo un attimo  l'articolo  17  del
  fascicolo di ieri. Ne do lettura:

                               «Art. 17.
           Disposizioni in materia di accesso al trattamento
                di quiescenza dei dipendenti regionali

   1.   Per   l'applicazione   ai   dipendenti   dell'Amministrazione
  regionale  delle disposizioni di cui all'articolo  14  del  decreto
  legge  28  gennaio  2019, n. 4, convertito con modificazioni  dalla
  legge 2 marzo 2019, n. 26, e successive modificazioni, nel rispetto
  delle  previsioni del comma 6 del medesimo articolo, è autorizzata,
  per  ciascuno  degli esercizi finanziari 2021, 2022, 2023,  2024  e
  2025,  la spesa annua di euro 4.081.000,00, da trasferire al  Fondo
  di quiescenza del personale della Regione, in proporzione al numero
  effettivo di beneficiari.

   2.  Ai  dipendenti di cui al comma 1 si applicano le  disposizioni
  di  cui  all'articolo  23,  comma 1 del decreto  legge  n.  4/2019,
  convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n. 26.

   3.  Ai  commi  2  e  3  dell'articolo 4 della legge  regionale  n.
  14/2019  dopo le parole  legge regionale 7 maggio 2015, n. 9   sono
  aggiunte  le parole  e ai sensi dell'articolo 14 del decreto  legge
  28  gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28
  marzo  2019,  n.  26,  e  successive modificazioni,  come  recepito
  nell'ordinamento regionale .

   4.   I  dipendenti  regionali  che  hanno  presentato  istanza  di
  collocamento  in  quiescenza ai sensi del comma 5 dell'articolo  52
  della   legge   regionale  7  maggio  2015,  n.  9   e   successive
  modificazioni, sono posti in quiescenza al termine del  periodo  di
  maturazione  degli  incrementi  della  speranza  di  vita  di   cui
  all'articolo 12 del decreto legge 30 luglio 2010, n. 78, convertito
  con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e comunque non
  oltre   il   31   maggio   2021.  E'  fatta  salva   l'applicazione
  dell'articolo 52, commi 6 e 7, della legge regionale n. 9/2015.

   5.  Per  le finalità di cui al comma 4 è autorizzata la  spesa  di
  euro  5.141.000,00  per  ciascuno degli esercizi  finanziari  2021,
  2022,  2023, 2024 e 2025, da trasferire al Fondo di quiescenza  del
  personale  della  Regione  siciliana,  in  proporzione  al   numero
  effettivo di beneficiari.

   6.  Alle  spese  di cui al presente articolo si provvede  per  gli
  esercizi finanziari 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025 con riduzione  di
  euro  2.961.000,00 del capitolo 108001 e di euro  6.261.000,00  del
  capitolo 190001, da attuare con apposite variazioni di bilancio  in
  concomitanza   con  la  cancellazione  dai  ruoli  dei   dipendenti
  interessati».

   Ci  sono  soltanto  emendamenti soppressivi.  Per  cui,  pongo  in
  votazione  soltanto il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   SUNSERI. Presidente, l'articolo 17 era stato ritirato.

   PRESIDENTE. No, non mi risulta  Quello era un altro  Quello che
  era stato ritirato era un altro.
   Benissimo, per cui il fascicolo di ieri tranne un articolo su cui
  ancora dobbiamo decidere che cosa fare comunque è stato fatto.
   Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:

                               «Art. 36.
    Assegnazioni finanziarie ai comuni, ai liberi Consorzi comunali
                      ed alle Città metropolitane

   1. Per le finalità del comma 1 dell'articolo 6 della legge
  regionale 28 gennaio 2014, n. 5 è autorizzata, per ciascuno degli
  esercizi finanziari 2021, 2022 e 2023, la spesa annua di 320.000
  migliaia di euro.

   2. Al comma 4 dell'articolo 14 della legge regionale 8 maggio
  2018, n. 8, le parole  Per l'esercizio finanziario 2020  sono
  sostituite dalle parole  Per il quadriennio 2020-2023 .

   3. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 1 dell'articolo 2
  della legge regionale 9 maggio 2017, n. 8 e successive
  modificazioni è rideterminata, per ciascuno degli esercizi
  finanziari 2021, 2022 e 2023, in 101.000 migliaia di euro».

   (Alcuni  deputati, dal proprio posto, asseriscono di non avere  il
  fascicolo degli emendamenti)

   Calma, arriva tutto, distribuite i fascicoli per favore.
   Allora,   onorevoli  colleghi,  scusate,  iniziamo   con   l'esame
  dell'articolo  36,  immagino che gli emendamenti soppressivi  siano
  tutti ritirati, in ogni caso dopo appena finisce l'Aula, vediamo se
  prima  o  dopo  pranzo,  ho bisogno di una  veloce  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  per  scrivere  l'ordine  dei
  lavori,  il  programma dei lavori di oggi e di domani,  quindi,  la
  convocheremo immediatamente dopo avere votato alcuni articoli entro
  le ore 13.00, 13.30.
   Se i soppressivi sono ritirati

                     (Intervento fuori microfono)

   Stiamo parlando dell'articolo 36.

   (Alcuni  deputati, dal proprio posto, ribadiscono di non avere  il
  fascicolo degli emendamenti)

   Sono stati distribuiti. Perché siete arrivati in ritardo, ditemi
  la verità

                          (Proteste in Aula)

   Eccoli, colleghi.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Su che cosa, onorevole Laccoto? Dobbiamo partire  con
  le votazioni. Quindi sull'articolo 36? Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco fa c'è  stato
  un appello

   PRESIDENTE. Questo dei rifiuti

   LACCOTO.  No,  no,  non parlo di questo, parlo  dei  fondi  per  i
  comuni. Abbiamo un problema molto serio. Pregherei, non so di chi è
  la  competenza su Roma, noi abbiamo ancora praticamente sospese  le
  somme  di cui al decreto del 31 dicembre per quanto riguarda  fondi
  di  investimento  e  fondo perequativo degli enti  locali;  teniamo
  conto  che  queste  somme  sono  state  praticamente  inserite  nel
  bilancio  2020  da  parte degli enti locali e  sono  le  somme  che
  servono  a sollevare le categorie disagiate da questa pandemia  con
  la    chiusura,   quindi,   commercianti,   piccoli   imprenditori,
  imprenditori  di  attività turistiche per  quanto  riguarda  l'IMU,
  TOSAP  e quant'altro riguardante, per esempio, la TARI e altro.  In
  queste   condizioni  né  i  comuni  né  queste  categorie   possono
  sopravvivere.
   Ora, chiedo solamente che sia fatta luce su una certezza di quando
  arrivano materialmente queste somme, l'ho chiesto più volte, non so
  di  chi  è  a  questo  punto la competenza, se  dell'Assessore  per
  l'economia o dell'Assessore per la funzione pubblica, ma  sapere  a
  che stato siamo, solo questo.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente,  intervengo sull'articolo  36  per  due
  aspetti: 1) in variazione di bilancio era stato messo un milione  e
  mezzo  - qua l'Assessore sa di cosa stiamo parlando - per le famose
  tredicesime  dei  dipendenti  della provincia;  ovviamente,  quella
  variazione di bilancio su cui pendeva una impugnativa venendo meno,
  viene  meno  anche questo milione e mezzo che secondo  me  dobbiamo
  trovare in questa finanziaria. 2) Poi le volevo chiedere se  mi  dà
  il  tempo  di  predisporre un emendamento su indicazione  del  MEF,
  perché  abbiamo avuto una riunione col MEF venerdì, che poi  è  una
  cosa  semplicissima. Sono due tavoli, l'istituzione di due  tavoli:
  uno  con  UPI  e  ANCI per la questione della condizione  economica
  delle  province,  l'altro invece riguarda  un  tavolo  proprio  per
  definire  il  riordino istituzionale stesso delle  province,  anche
  perché  visto che si chiamano liberi consorzi, eccetera,  eccetera,
  ci sono delle, diciamo, vanno in corto circuito spesso con le norme
  nazionali e si deve rivedere come riorganizzare al meglio.  Quindi,
  se  mi  dà  il  tempo di sistemare e presentare questo emendamento,
  ripeto, è su indicazione del

   PRESIDENTE.  Però,  ne parli direttamente col  Governo  perché  le
  indicazioni del MEF, diciamo, noi non le raccogliamo normalmente.

   ZITO. Sì, ma se mi dà il tempo, nel senso se si può accantonare in
  caso un attimo e poi ci ritorniamo il tempo di

   PRESIDENTE.  Sì,  di  fatto,  se il  Governo  è  d'accordo  perché
  diversamente facciamo un ordine del giorno, perché non è che

   ARMAO, assessore per l'economia. Scusi, Presidente, ma io concordo
  con lei

   PRESIDENTE.  C'è  un tavolo tecnico, verrà fatto  con  ordine  del
  giorno non è che possiamo fare per legge un tavolo tecnico.

   ARMAO,  assessore per l'economia.  i rapporti tra  esecutivi  sono
  rapporti tra esecutivi quindi è chiaro che se l'Assemblea esprime i
  suoi  auspici  saranno  pienamente rispettati  ma  i  rapporti  tra
  esecutivi vanno strutturati così.

   PRESIDENTE. Quindi, possiamo fare un ordine del giorno,  onorevole
  Zito, ma metterlo in legge, onestamente, come l'ha detto

   ARMAO,  assessore  per  l'economia.  Come  ordine  del  giorno  va
  benissimo.  Lei  sa  i  rapporti che ci sono col  MEF,  quindi  non
  possono che essere rafforzati da questo ordine del giorno.

   PRESIDENTE. Va bene. Allora hanno chiesto di parlare gli onorevoli
  Cracolici, Lupo, Campo e Lo Giudice. Ne hanno facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente e Assessore, in questa norma ho  riproposto
  un emendamento che era già contenuto nella legge di stabilità 2020,
  ovvero,  nel 2020 a causa Covid avendo previsto, ed era  del  tutto
  evidente,  un  minore  incasso da parte dei comuni  degli  introiti
  propri,  oltre alle questioni che ha detto l'onorevole  Laccoto  il
  mancato  trasferimento anche delle risorse che la Regione  comunque
  si  è impegnata a trasferire, avevo previsto che per l'anno 2020 le
  rate  che  i  comuni,  che vengono trattenute  ai  comuni  sia  dal
  Dipartimento rifiuti, sia dal Dipartimento finanze dell'Assessorato
  all'economia per le anticipazioni che gli stessi comuni hanno avuto
  negli  anni  precedenti,  fosse,  in  virtù  dell'emergenza  Covid,
  consentito  di  non pagare la rata e spostarla di un'annualità.  Mi
  ascolti  Assessore,  Assessore  mi ascolti,  e  lei  capisco  però,
  capisco che lei preferisce la collega

   PRESIDENTE.  No,  no,  è  solo  gentilezza  nei  confronti  di  un
  deputato. Non pensi ad altro

   CRACOLICI. No, io penso anche altro
   Allora, che cosa è successo? E' successo che questa norma è  stata
  come  al solito interpretata nel senso che il Dipartimento rifiuti,
  dopo varie traversie ha dato attuazione sospendendo la rata 2020 ai
  comuni.  Il Dipartimento legato all'Assessorato all'economia  sulla
  base  di  una  propria  interpretazione ha stabilito  che  comunque
  quella  norma  non si applicava all'economia. Risultato:  i  comuni
  hanno avuto, di fatto, comunque trattenuta la quota di rata che  la
  legge in qualche modo aveva posticipato.
   Ora, io dico una cosa, Assessore, io ho riproposto la norma. In un
  momento nel quale la Regione chiede allo Stato di poter spostare la
  propria  annualità  di  copertura del  debito  regionale  al  2029,
  proprio  a  causa  dell'emergenza  e  della  situazione  di   crisi
  finanziaria, che noi non ci occupiamo della condizione  dei  comuni
  in  cui anche il trasferimento di 100 mila euro, in più o in  meno,
  cambia  la  vita  di  un  comune, la  ritengo  veramente  una  cosa
  illogica.
   Allora,  c'è l'emendamento, l'Assessorato vuole interpretarlo  che
  per quanto riguarda i rifiuti si è già fatto e allora lo manteniamo
  in itinere, diciamo, ritorniamo a cosa c'era prima? Faccia pure. Ma
  per  quanto riguarda il Dipartimento dell'Assessorato all'economia,
  cioè la rata che non è stata trattenuta nell'anno 2020, ritengo che
  sia  un  atto di equità la possibilità che ai comuni venga spostata
  di  un'annualità la rata che la Regione trattiene agli stessi.  Non
  credo che facciamo danni finanziari, consentiamo soltanto ai comuni
  di  potere  avere  quella liquidità per l'anno 2021,  anche  perché
  com'è  noto il Covid non è finito, non credo che ci saranno  grandi
  introiti nelle casse dei comuni, stiamo cercando di dare una  mano,
  effettivamente,  senza  dover dare soldi in più,  ma  semplicemente
  rinviando  di  un  anno  ciò che viene trattenuto  da  parte  della
  Regione.
   Ecco  perché  chiedo  che  l'Aula  apprezzi  positivamente  questo
  emendamento,  perché  credo che stiamo  facendo  una  battaglia  di
  assoluta  equità tra ciò che fa la Regione e chiede la Regione  nei
  confronti dello Stato e ciò che bisogna anche applicare agli enti a
  finanza  derivata,  nel nostro caso ai comuni,  a  tutti  i  comuni
  siciliani.
   Quindi  mi  fermo qui. Il mio emendamento credo che sia il  36.15,
  adesso  non  ricordo  il  numero, ma  chiedo  all'Aula  di  poterlo
  apprezzare.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Grazie  signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,
  l'articolo  36  ovviamente è uno degli articoli più  importanti  di
  questa  legge di stabilità, perché riguarda la vita dei  comuni  e,
  quindi, più direttamente, la vita dei cittadini.
   C'è  una  previsione di 320 milioni di euro per la spesa corrente,
  101  milioni  per  gli investimenti, ma volevo fare  presente  che,
  purtroppo, i comuni continuano a sopportare una serie di costi che,
  francamente,  diventano  assolutamente  insostenibili,  considerata
  l'esiguità  delle  risorse che vengono loro  trasferite,  peraltro,
  quest'anno  ridotte di 10 milioni di euro che sono stati utilizzati
  per  finanziare  la stabilizzazione dei lavoratori ASU.  Costi  che
  riguardano per esempio il trasporto alunni, 8 milioni di  euro  che
  abbiamo  già  approvato in un articolo precedente, che però  vorrei
  ricordare  vengono  presi  dal fondo per le  autonomie.  Costi  che
  riguardano  il  ricovero nei centri anti violenza, spesso  disposto
  dalle  autorità  giudiziarie, che non trova in  questo  momento  in
  bilancio  alcuna  copertura. Il costo  medio  è  almeno  2  milioni
  l'anno.  Esprimiamo  grande preoccupazione,  perché  se  non  viene
  rifinanziato  il capitolo in maniera adeguata, davvero,  quest'anno
  sarà un onere insostenibile per i bilanci di molti comuni. Un altro
  costo  che i comuni sono costretti a sostenere riguarda il ricovero
  dei  minori disposto dall'autorità giudiziaria. Anche questo  è  un
  costo  imprevedibile e che non è certamente preventivabile  in  via
  ordinaria dai bilanci comunali. Io penso che anche su questo  serva
  una risposta in più da parte della Regione siciliana.
   E  per  ultimo,  ma  non  per incidenza economico-finanziaria,  il
  fenomeno   del  randagismo.  Ora  su  questo  anche  il  Presidente
  dell'Assemblea,  l'onorevole Miccichè,  è  intervenuto  nei  giorni
  scorsi, chiedendo l'intervento del Presidente della Regione, che lo
  ha  assunto pubblicamente durante una seduta d'Aula. E anche questo
  è  un  onere  non  preventivabile che ricade, a mio  avviso,  anche
  impropriamente  sui  comuni,  che rischia  di  fare  saltare  molti
  bilanci comunali.
   Io  penso che rispetto a questi temi, che ho riassunto brevemente,
  l'Assemblea regionale, il Governo debbano fare uno sforzo  in  più.
  Non  si può far finta di nulla, perché in realtà stiamo trasferendo
  risorse  ai  comuni che, in gran parte, sono risorse già  impegnate
  per  spese obbligatorie che dovranno sostenere e che, a mio avviso,
  non sono neppure esattamente di loro competenza.
   Quindi,  penso  che su quegli argomenti che citavo  prima  servono
  anche  leggi  specifiche con un finanziamento  diverso  e  distinto
  rispetto al fondo per le autonomie, che è sempre più esiguo e  che,
  purtroppo, invece, incide direttamente sulla vita dei cittadini, in
  termini  di servizi sociali e per tutto quello che è il  vivere  di
  tutti i giorni delle amministrazioni comunali.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Campo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 36  è  un
  capitolo  di  sostanziale importanza, io in particolare  entro  nel
  merito  di un emendamento che porta la mia firma, il 36.14 dove  si
  dà un fondo ai liberi consorzi di Agrigento, Caltanissetta, Ragusa,
  Siracusa  e Trapani per potere fare fronte e contribuire ai  liberi
  consorzi universitari delle medesime città.
   Capiamo  bene  che  in  un  periodo  di  pandemia  la  dispersione
  scolastica è stato un tema reale e concreto che ha investito  molti
  studenti  siciliani e potere evitare, alleggerire alcune situazioni
  debitorie   di   questi   consorzi  nei  confronti   dei   consorzi
  universitari  in  questo  momento è  di  grande  importanza  perché
  eviterebbe la chiusura di alcuni corsi di laurea che ancora ad oggi
  garantiscono una offerta formativa importantissima e indispensabile
  per   questi  territori.  Sono  le  sedi  distaccate  delle  nostre
  università,   ecco   io  chiedo  all'Aula  di   apprezzare   questo
  emendamento  perché lo reputo veramente importante  soprattutto  in
  questa fase.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice.  Ne  ha
  facoltà.

   LO  GIUDICE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  per  quanto
  riguarda l'articolo 36, intanto vorrei chiedere all'Assessore  come
  mai, quindi ancora una volta ci ritroviamo con una decurtazione del
  fondo  inerente  i Comuni che passa da 340 milioni,  così  cita  la
  legge  di  riferimento, a 320 milioni. Quindi nel trasferimento  ai
  Comuni  Assessore,  stiamo  togliendo ulteriori  20  milioni.  Allo
  stesso tempo però aumentiamo con il comma 3 dell'articolo 36 di  10
  milioni  lo  stanziamento  per le città metropolitane  e  i  liberi
  consorzi.
   Ecco, io credo che ogni volta ci ritroviamo qui a discutere qui di
  questi  fondi ai Comuni ma negli anni siamo passati da un fondo  di
  autonomie locali che era di un miliardo a pochi spiccioli ovvero  a
  320 milioni, in un momento in cui i Comuni sono al collasso totale,
  in un momento in cui i Comuni non sanno come fare.
   A  questo  si aggiunge anche un altro aspetto anche che lo  scorso
  anno  in  maniera brillante, e mi permetto di dire,  anche  geniale
  sotto  tutti  i  punti  di  vista,  abbiamo  deciso  che  il  fondo
  investimenti  dei Comuni lo finanziavano con i fondi extrabilancio.
  Questo  che  cosa  ha comportato? Che qualcuno  si  è  svegliato  a
  novembre  e  ci ha detto che il fondo di investimenti  che  era  un
  fondo ordinario in cui non si era mai fatta nessuna rendicontazione
  quest'anno  dobbiamo  rendicontarlo. Io  non  credo  che  si  possa
  continuare  ad  andare  avanti  in questi  termini  perché  poi  le
  difficoltà  rimangono  in  capo  sempre  a  noi  Sindaci  e  quindi
  rimangono  in capo a chi? Ai cittadini che si trovano decurtati  di
  servizi  quali  la  mensa,  quali il trasporto  pubblico  eccetera,
  eccetera, che non sto qui a citare.
   Oggi  togliere  ulteriori  20  milioni  dal  fondo,  mi  creda,  è
  veramente come dire, deplorevole sotto ogni punto di vista.  Perché
  è  chiaro  che i Comuni non saranno più nelle condizioni di  potere
  garantire  quei  minimi  servizi che  alcuni  soltanto  riescono  a
  garantire. Per cui anche da questo punto di vista è chiaro che  non
  è  accettabile un discorso di questo tipo. Un'altra riflessione che
  le  voglio  fare riguarda il trasferimento delle risorse  che  deve
  essere  immediato  perché  noi non siamo più  nelle  condizioni  di
  potere amministrare il quotidiano.
   Al  di  là  di  questo  c'è un altro aspetto e  io  presenterò  un
  emendamento che sto preparando, il sub emendamento perché noi nella
  scorsa finanziaria abbiamo assegnato 100 milioni di euro per quanto
  riguarda  il  sostegno e quindi per quelli che abbiamo chiamato  in
  gergo  buoni spesa'. Lasciamo perdere che di questi 100 milioni  di
  euro  ce  ne  sono  stati assegnati soltanto  30.  Rinnovo  la  mia
  richiesta all'Assessore Armao per conoscere la rendicontazione  dei
  fondi  Poc  assegnati e spesi o non spesi. Di  questi  70  milioni,
  comunque,  rimasti da assegnare ai comuni per buoni spesa  soltanto
  ventotto  comuni  - io ho la fortuna di essere tra  questi  -  sono
  riusciti  a  fare la rendicontazione dei primi 30  ed  hanno  avuto
  assegnata la restante parte.
   Assessore,  mi  chiedo e le chiedo, di questi 70 milioni  noi  che
  cosa ne vogliamo fare?
   Perché, se è vero come è vero, che soltanto ventotto comuni  hanno
  fatto  la rendicontazione sarà anche vero che, di questi 70 milioni
  che ci sono disponibili, che erano destinati ai comuni, noi abbiamo
  la disponibilità.
   E'  chiaro - assessore, su questo non c'è tema di smentita  -  che
  questi  70  milioni  erano  assegnati ai comuni  come  fondi  extra
  bilancio e devono rimanere assegnati ai comuni.
   Non mi auguro e spero di non trovare da nessuna parte questi fondi
  che dai comuni arrivino altrove.
   Perché, diversamente, non dobbiamo annunciare che abbiamo dato 100
  milioni  ai  comuni - ed io da sindaco mi ritrovo le persone  sotto
  casa  che aspettano i buoni spesa - e, poi, i soldi vanno a  finire
  da qualche altra parte.
   Per cui sto presentando un sub emendamento affinché si riporti  la
  dotazione  finanziaria da 320 milioni a 340 milioni, con  ulteriori
  20 milioni presi dai fondi extra bilancio.
   E mi auguro, assessore, di avere il parere favorevole da parte sua
  che  deve essere il primo difensore di quelle che sono le autonomie
  locali, per quelle che sono le esigenze che le ho detto.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i miei colleghi
  hanno   già  illustrato  alcuni  temi  che  riguardano  la   grande
  situazione di sofferenza dei comuni.
   E'  stato  ricordato, oggi in Aula, come non sono ancora arrivati,
  nelle casse dei comuni siciliani, i 115 milioni di euro relativi al
  Fondo  per  investimenti, i 267 milioni di euro relativi  al  Fondo
  perequativo nonostante l'accordo con lo Stato sia stato siglato  ai
  primi di dicembre.
   E'  una  situazione  di sofferenza che riguarda  non  soltanto  la
  situazione di cassa ed il trasferimento delle risorse. Abbiamo  nel
  testo  l'emendamento,  con primo firmatario l'onorevole  Cracolici,
  che  risolve una questione annosa, su cui insistiamo, che  riguarda
  il tema più generale, Presidente Di Mauro.
   Insomma,  le  norme  che approviamo in quest'Aula  poi  dovrebbero
  attuarsi.
   La  norma  che  venne  approvata lo scorso anno  prevedeva  questa
  trattenuta  delle anticipazioni, che poi non è avvenuta,  da  parte
  dell'Assessorato all'economia.
   Quindi,  l'abbiamo  riscritta, l'abbiamo presentata  in  modo  più
  chiaro.
   Speriamo  che non serva l'interpretazione, Vice Presidente  Armao,
   in claris non fit interpretatio
   E'  un  danno evidente per i comuni, abbiamo appreso che, da parte
  del  dirigente  generale,  c'è  stata  un'interpretazione  diversa.
  Francamente  credo  che  ci sono tutte le condizioni  per  dare  un
  segnale,  da  questo  punto di vista, in una  situazione  veramente
  difficile.
   L'ultima  parte del mio intervento, Presidente, la voglio dedicare
  ad  una  questione  su  cui  il Partito democratico  ha  fatto  una
  battaglia.
   Interverrà su questo anche l'onorevole Gucciardi.
   I  sindaci,  ogni giorno, hanno un'afflizione che è  il  tema  del
  randagismo,  sono  costretti a trattare detta questione,  Assessore
  Zambuto, senza le necessarie risorse, senza i mezzi e gli strumenti
  adeguati.
   Nell'ambito  della  Regione  certamente  le  aziende  territoriali
  sanitarie, avendo i veterinari, disponibilità economiche nettamente
  superiori  a  quelle  dei  comuni sono  e  sarebbero  in  grado  di
  affrontare meglio il tema.
   Per  questo  abbiamo proposto un emendamento che  chiediamo  venga
  messo in discussione con cui trasferiamo le competenze relative  al
  randagismo dai comuni alle ASP.
   Sarebbe  una boccato d'ossigeno non solo per i comuni  ma  sarebbe
  una  boccata d'ossigeno per tutto il sistema, per i cittadini,  per
  gli ambientalisti, per gli animalisti e per ognuno di noi.
   C'è  stato un dibattito accorato l'altro ieri, in quest'Aula,  nei
  confronti degli animali di affezione.
   Trasferire  queste  competenze all'Aspa che -  ripeto  -  hanno  i
  veterinari  in pianta organica, hanno disponibilità per assumere  e
  dotarsi di rifugi e di strutture qualificate.
   Io  credo che sia un atto che in questo momento riavvicinerebbe il
  Palazzo  con  i  cittadini e verrebbe apprezzato da  un  mondo  che
  spesso l'Assemblea, negli ultimi anni, ha trascurato.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi,  e  poi,
  per  ultimo, l'onorevole Sunseri, e abbiamo chiuso le iscrizioni  a
  parlare sull'articolo 36. Prego, onorevole Gucciardi.

   GUCCIARDI.   Signor   Presidente,  è  sin  dai   ragionamenti   in
  Commissione   Bilancio  che si sta provando, si stava  provando  ad
  intervenire sulle esigenze degli enti di prossimità per eccellenza,
  dei Comuni.
   La  scorsa  legge  di  stabilità  dello  scorso  anno,  del  2020,
  interveniva  in  maniera  corposa con  il  fondo  di  perequazione,
  rispetto  al  quale,  assessore Zambuto, i Comuni  sono  ancora  in
  attesa.   Quella   famosa   finanziaria  di   guerra    è   rimasta
  assolutamente  lettera  morta.  Di  più,  quella   finanziaria   di
  guerra ,  proprio  per le aspettative che sono  state,  come  dire,
   costruite  rispetto ai sindaci, gli amministratori e i Comuni,  ha
  creato dei disastri ulteriori anche nei bilanci dei Comuni.
   In  Commissione   Bilancio  più volte, Presidente Savona,  abbiamo
  trattato  di questo tema, perché sappiamo perfettamente che  in  un
  momento  drammatico  come questo, aggravato  da  una  pandemia  che
  tuttora è fonte di grandissima preoccupazione, o la prima fonte  di
  preoccupazione davvero, anche per le ricadute economico-finanziarie
  e sociali che sta determinando.
   Nonostante  questo  però,  tuttavia, questa  legge  di  stabilità,
  assessore  Armao,  mi dispiace sottolinearlo,  siamo  alle  battute
  mediane,  non  dico  conclusive  perché  chissà  quando  si   potrà
  concludere  questo percorso, nonostante tutto questo,  vi  assicuro
  che  per  chi  come tanti di noi o tutti noi, vive i territori,  le
  città,  le  sofferenze dei contesti sociali, si rende conto  che  i
  cittadini, i sindaci, gli amministratori, sentono tutto quello  che
  sta  accadendo  da settimane all'interno di Palazzo  dei  Normanni,
  dell'Assemblea  regionale siciliana, lo sentono distante  e,  nella
  maggior parte dei casi, Presidente Di Mauro, assolutamente inutile
  Ritengono  che  questa legge di stabilità, i sindaci  delle  nostre
  città  e  i cittadini, sentono questa legge di stabilità  come  una
  sorta  di  superfetazione che deve semplicemente  adempiere  ad  un
  obbligo  statutario, quello di dotare la Regione di un  bilancio  e
  comunque, se è il caso, di una legge di stabilità.
   Ma  nessuno dei temi e dei problemi che sono stati posti e che  ci
  trasciniamo dallo scorso esercizio finanziario, nessuno  di  questi
  problemi  è  stato affrontato, men che meno risolto,  e  neppure  i
  problemi che la legge di stabilità dell'anno scorso ha creato,  con
  buchi  di  bilancio  non soltanto nei grandi Comuni  e  nelle  aree
  Metropolitane ma anche nei piccoli Comuni, è stato risolto,  e  con
  questo non sono stati risolti ovviamente i problemi che quei fondi,
  quel  fondo  perequativo  avrebbe dovuto consentire  ai  Comuni  di
  risolvere.
   Per  cui, ne approfittiamo per parlare di questo tema che è  stato
  assolutamente  trascurato e quindi, al netto delle  cose  che  sono
  state  dette  e  che  condivido, dai miei colleghi  di  gruppo,  ci
  rendiamo  conto  come, per esempio, Presidente,  l'anno  scorso  in
  pompa  magna  è  stato  fissato  un finanziamento  della  legge  di
  stabilità per i Comuni in zona rossa, i primi Comuni in zona rossa:
  Agira,  Troina, Villafrati, Salemi, eccetera. Quei fondi  rimangono
  lettera  morta, ma qualcuno dovrebbe avere, Assessore  Zambuto,  il
  coraggio di dirlo ai sindaci che quella legge di stabilità,  che  è
  una  legge  dell'ordinamento giuridico regionale, rimane  inattuata
  anche per questi, come dire, segnali, che in un momento drammatico,
  nello  scorso  anno, nel 2020, hanno segnato un  po'  la  linea  di
  demarcazione  anche delle modalità per affrontare la  pandemia  nei
  Comuni che avevano una situazione particolarmente difficile.
   Lo stesso discorso per il trasporto degli alunni. L'onorevole Lupo
  ha  ricordato che è già stata approvata una norma che  riguarda  il
  trasporto  degli  alunni, ma il trasporto alunni è  una  norma  che
  riguarda   anche   e  soprattutto  la  garanzia   di   un   diritto
  costituzionalmente  tutelato il diritto  allo  studio,  rispetto  a
  questo  non  c'è  nulla proposto dal Governo ma c'è un  emendamento
  proposto    da   chi   vi   parla,   per   esempio,   e   sostenuto
  dall'opposizione, ma comunque votato in Commissione  Bilancio,  che
  aggiunge  un  milione rispetto, però, agli studenti, ai  cittadini,
  quindi,  che  si trovano in grave situazione di disagio  economico-
  sociale esattamente utilizzando la dizione che la legge sul diritto
  allo studio che ha approvato quest'Assemblea sta trattando.
   Ultimo, ma non ultimo in termini di importanza, è il problema  del
  randagismo che ha anticipato l'onorevole Barbagallo. Su questo sono
  stati  presentati  emendamenti  in  Commissione  Bilancio.  C'è  la
  sensibilità  anche,  come dire, del Presidente  Di  Mauro  con  cui
  abbiamo affrontato privatamente, congiuntamente questo tema. E'  un
  problema  gravissimo  che  in un momento  drammatico  come  questo,
  credo, sarebbe un segnale preciso a prescindere da quello che  sarà
  il  percorso  della  legge  organica  sul  randagismo  per  cui  il
  Presidente  Miccichè e il Presidente Musumeci  si  sono  impegnati,
  come  dire,  a  trovare una soluzione definitiva cioè ad  approvare
  quel a mandare in discussione, ovviamente, più che ad approvare,  a
  mandare  in  discussione  e quindi trasformare  in  legge,  secondo
  quella  che  sarà la volontà dell'Assemblea regionale siciliana  la
  legge  che  è  stata  tirata fuori dalla Commissione  speciale  sul
  randagismo.
   Ma   ci  sono  due  interventi,  in  particolare,  che  potrebbero
  risolvere immediatamente la tematica che affligge pesantemente ed i
  comuni  -  ho  finito,  signor Presidente -,  stiamo  parlando  del
  randagismo,  trasferendo  le competenze  -  e  c'è  già  un  nostro
  emendamento - trasferendo le competenze alle aziende sanitarie,  ai
  servizi  veterinari delle aziende sanitarie che, senza  particolare
  aggravio di spesa, perché parliamo, come dire, di problematiche che
  sono più tecniche. E gli esami per il trasporto, e tutto quello che
  vogliamo  noi, potrebbe, come dire, dare un respiro di sollievo  ai
  sindaci  che  si trovano tutt'ora a combattere con il problema  del
  randagismo senza avere una soluzione perché è una grande  ipocrisia
  quella  che vuole che i comuni possano essere in grado di risolvere
  da soli il problema del randagismo.
   Infatti,  il  randagismo è diventato il problema dei problemi  con
  gravi drammi. E, accanto a questo c'è un ulteriore emendamento  che
  risolverebbe - lo dico ai colleghi perché è un tema delicatissimo -
  il  problema  dei randagi, degli animali randagi, non sto  parlando
  soltanto  ovviamente  dei cani, vittime di incidenti  di  qualunque
  natura. Tutti noi ogni giorno, come dire, siamo stati costretti  ad
  assistere  ad  animali con gambe spezzate, con ferite gravi  perché
  investiti,   ma  sono  temi  che  riguardano  la  sensibilità   dei
  cittadini, checché nei pensi chiunque e che potrebbe essere risolto
  con  questo emendamento che prevede in maniera semplice, concordato
  peraltro  con  le  autorità  sanitarie  veterinarie  delle  aziende
  sanitarie,  che prevede, a seconda dei distretti, a  seconda  della
  dimensione,  un'unità  di  soccorso che  riguarda  praticamente  la
  clinica  del  cane  -  signor Presidente, semplicissimo  -  che  ha
  bisogno del carrettino oppure deve essere abbattuto.
   Credo che questo sia un segnale di civiltà che noi con pochissimo,
  con  pochissimo  e senza oneri, potremmo risolvere  approvando  due
  norme che poi andranno ad essere inserite o eventualmente ad essere
  modificate  e  migliorate  nel disegno  di  legge  complessivo  sul
  randagismo.

   PRESIDENTE.  Sì.  Scusate onorevoli colleghi,  avevamo  chiuso  le
  iscrizioni  a parlare. Credo che ci sarà un emendamento  sul  quale
  discuteremo.  Va  bene, intanto c'è l'onorevole  Sunseri  che  deve
  intervenire.  No, no, va bene, parlerà. Va bene. In questo  momento
  non c'è nessun emendamento.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  lo   stanno
  preparando e presentando, quindi  Era tra gli aggiuntivi.

   PRESIDENTE. Onorevole, dico, lo leggiamo, vediamo e poi fa il  suo
  intervento.

   CALDERONE.  No, siccome l'ho anticipato, io intendo dire  qualcosa
  su    quanto   affermato   dall'onorevole   Barbagallo   e    anche
  dall'onorevole Gucciardi.
   Noi abbiamo scritto una legge e da due anni ci lavoriamo anche  in
  maniera  unanime con l'ausilio dei vostri deputati in  Commissione,
  cioè l'onorevole Arancio, che è una legge veramente di riforma.
   Se in questo momento in attesa della legge andiamo a traferire, io
  non  entro  nel  merito perché credo non sia  neanche  opportuno  e
  necessario se è conveniente attribuire la competenza ai comuni come
  è anziché alle ASP. C'è una legge in divenire, in fieri, che da qui
  a  qualche  momento,  il  Presidente  Musumeci  ci  ha  dato  ampie
  garanzie,  verrà portata in Aula e sicuramente votata all'unanimità
  perché   tutti  l'abbiamo  voluta,  anche  con  tante   sedute   di
  associazioni animalistiche e quant'altro.
   Se  si  tratta  per  gli emendamenti e prevede  anche  quello  che
  l'onorevole   Gucciardi,  se  mi  ascolta,   gli   interventi,   le
  argomentazioni certamente condivisibili che lei ha evidenziato sono
  già  inserite  nella  legge.  Quindi  se  si  tratta  soltanto   di
  finanziare e di dare qualche euro ai comuni per aiutarli in  questa
  lotta  contro  il randagismo, certamente il mio Gruppo parlamentare
  lo   ha   già  anticipato,  c'è  un  emendamento  primo  firmatario
  l'onorevole  Caputo per costruire i canili, secondo firmatario  io,
  siamo  tutti d'accordo. Ma se con emendamenti andiamo a stravolgere
  la  ratio legis e l'impalcatura di tutto l'apparato normativo della
  legge  sul randagismo, certamente credo non sia opportuno.  Quindi,
  ben  venga un emendamento che aiuta i comuni, da un punto di  vista
  finanziario  ovviamente,  nella  lotta  al  randagismo,  ma   altri
  emendamenti così come annunciati, signor Presidente Di Mauro, credo
  che siano in questo momento non convenienti.
   Ecco,  dico  solo questo.  Per dovere di chiarezza credo  che  sia
  stato opportuno questo mio intervento.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi l'onorevole Cafeo.

   SUNSERI. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,  guardi
  signor  Presidente io credo che alla Sicilia sicuramente i problemi
  non mancano, ma abbiamo un problema serio con i comuni. Abbiamo  un
  problema serio con i bilanci dei comuni.
   E  devo  dire  che purtroppo tutte le azioni messe  in  campo  dal
  Governo  e dall'Assemblea sono andate assolutamente vane e  non  si
  sono realizzate.
   A cosa faccio riferimento?
   Nella   scorsa  finanziaria,  signor  Presidente,  lei   ricorderà
  benissimo che questa Assemblea ha stanziato 300 milioni di euro per
  i   comuni   siciliani,  il  famosissimo  fondo  perequativo,   poi
  successivamente ridotto dalle riserve a 263 milioni  circa.  Questi
  263 milioni di euro ad oggi non sono stati trasferiti, ma decretati
  il  31  dicembre  dello scorso anno, nemmeno un solo  centesimo  ai
  comuni di questa Regione. E gli impegni che erano stati presi dalla
  Regione  e  dai  comuni nei confronti di chi doveva non  pagare  la
  TARI,  non pagare tutte le tasse comunali, sono stati completamente
  disattesi.
   Noi  oggi  abbiamo  cittadini che reclamano,  giustamente,  questo
  fondo  che  abbiamo deliberato, abbiamo legiferato, vi  ricordo,  a
  maggio  dello  scorso anno e ad oggi, purtroppo,  non  hanno  visto
  nemmeno un centesimo.
   Se a questo aggiungiamo che per la prima volta avevamo spostato  i
  fondi per investimento, 115 milioni di euro, a fondi extraregionali
  e  che  questi 115 milioni di euro ancora oggi, i cosiddetti  fondi
  per  investimenti, sono arrivati nelle casse dei  comuni  perché  è
  stata  chiesta una rendicontazione, e voi sapete benissimo che  sui
  fondi  per  investimenti non si pagano investimenti,  purtroppo,  e
  abbiamo  reso difficile, se non impossibile, ai ragionieri di  ogni
  comune rendicontare queste somme, abbiamo fatto un duplice danno ai
  comuni siciliani.
   Se  a  tutto  questo aggiungiamo che il trasferimento  ogni  anno,
  anche  in  questa  finanziaria, viene depredato dalle  riserve  dei
  deputati che appongono con legge ulteriori riserve a un già  esiguo
  fondo,  otteniamo  che quello che trasferiamo effettivamente  dalla
  Regione nei confronti dei comuni non è bastevole per far chiudere i
  bilanci ai nostri comuni.
   E  quando non chiudono i bilanci i nostri comuni, ricordatevi  che
  tagliamo i servizi essenziali ai cittadini siciliani.
   Allora  dovrebbe  essere  buon senso,  dovrebbe  essere  un  agire
  corretto di questa Assemblea evitare le riserve. Quest'anno, signor
  Presidente, avremmo dovuto semplicemente fare una norma: cancellare
  tutte  le riserve per il 2021. Perché anche quei 50, 100 mila  euro
  in più al singolo Comune avrebbero certamente fatto comodo.
   E invece continuiamo ad avere delle riserve alcune, per carità, di
  buon senso generale e astratte ma altre certamente non così. Faccio
  riferimento  Borgo  dei  borghi, Borgo  più  bello,  bandiera  blu,
  bandiera gialla, bandiera verde, che probabilmente non sono  quello
  di  cui  in  questo momento ha bisogno la Regione, né  tantomeno  i
  Comuni siciliani.
   Secondo  me,  a  mio  avviso, poi dopo tratteremo  l'articolo  che
  riguarda le riserve ai Comuni sarebbe buona cosa se questo  Governo
  avesse  presentato; vi ricordo che l'Assessore Grasso  nella  prima
  finanziaria  del 2017-2018 la portò questa norma in cui  si  diceva
  basta con le riserve, almeno per quest'anno diamo un po' di respiro
  ai  Comuni  siciliani  e  poi il prossimo anno  ne  discutiamo.  Il
  problema è che poi si arriva qua in Aula e ogni deputato ovviamente
  prova a portare a casa il piccolo risultato che dà qualcosa in più.
  Non  facendo  un discorso generale e non aiutando  i  sindaci  e  i
  Comuni siciliani.
   Intanto  la  domanda  principale è: che fine  ha  fatto  il  Fondo
  perequativo  di  300  milioni, che fine hanno  fatto  i  fondi  per
  investimenti  dello  scorso anno per 115 milioni,  che  fine  hanno
  fatto  i  40 milioni dei 300 che ad oggi non se ne sa assolutamente
  nulla?  Mentre del Fondo perequativo comunque entro il 31  dicembre
  si  sa  qualcosa,  dei 40 milioni di euro non ne  sa  assolutamente
  nulla  nessuno. E oltre tutto, perché non utilizzare  quelle  somme
  dei  POC  che  lo  scorso anno non sono state utilizzate  -  faccio
  riferimento  ai  100  milioni degli aiuti alle  famiglie  e  ai  70
  milioni  di quei 100 milioni dei buoni spesa tanto raccontati  alla
  stampa dal Presidente Musumeci poi trasformati in appena 30 milioni
  con enormi difficoltà nelle rendicontazioni - perché non utilizzare
  quelle  somme  per  dare un ulteriore sostegno e aiuto  ai  Comuni,
  soprattutto  in  quest'anno di grande difficoltà dove  i  cittadini
  siciliani hanno enormi difficoltà a pagare le tasse comunali.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cafeo che  conclude,
  al  di  là  di  quelle  che possono essere  ulteriori  esigenze  di
  intervento  per cominciare a disaminare l'articolato. E  vi  prego,
  quando  le  iscrizioni  sono chiuse, non  insistete  a  intervenire
  ulteriormente. Prego, Onorevole Cafeo.

   CAFEO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  spero   che
  l'assessore Armao prima di iniziare a discutere dell'articolato  in
  qualche  modo  ci  dia  qualche  delucidazione.  Oltre  alle  tante
  osservazioni fatte dai colleghi, anche sui fondi che non  ci  sono,
  io  volevo  rivolgermi  all'assessore Armao e  porre  una  domanda.
  Perché ritengo che, comunque, l'Assessorato dell'economia, oltre al
  fatto   del   prestigio  dell'assessore  Armao,  in  qualche   modo
  rappresenta  la sintesi di una idea di un Governo. Un Governo  dove
  sicuramente  - anche se qualche volta io l'ho detto, però  io  sono
  opposizione - la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra,
  e viceversa, cioè diventa la sintesi di una azione amministrativa.
   In  questo  momento  c'è una riunione, come diceva  anche  il  mio
  collega  Lo  Giudice,  fra  tutti  i  Sindaci  che  si  trovano  in
  difficoltà  per  la mancanza di discariche dove  portar  ei  propri
  rifiuti  e  c'è una riunione in cui stanno partecipando giustamente
  il neo Assessore all'energia e ai rifiuti e il Presidente Musumeci.
   La  domanda che io faccio al Governo tramite, porgendola  al  Vice
  Presidente,  all'Assessore Armao, tenuto  conto  che  questa  è  la
  quarta finanziaria e che da 4 anni c'è un Commissario per i rifiuti
  e  quindi  si potevano mettere in campo tante di quelle  iniziative
  che  io  mi  chiedo come mai non si chiedono a chi  avvantaggia  il
  fatto  di non porre in essere nessuna strategia e di avere un  mare
  di  pratiche  bloccate. Ma la domanda che faccio io  è  siccome  si
  evince  da  questa  riunione che tutti i  Comuni  dovranno  portare
  all'estero  i  rifiuti per mancanza di discariche, non  sarebbe  il
  caso  che questo Governo, in quanto è da 4 anni che doveva  mettere
  in campo la legge sui rifiuti, l'impiantistica, una strategia, come
  si  fa  in una riunione, dopo 4 anni, a parlare oggi, che  si  deve
  fare il termovalorizzatore? Oggi, dopo 4 anni e che, nel frattempo,
  i  comuni dovrebbero pagare, dove li prendono i soldi per mandare i
  rifiuti all'estero? Non le sembra un'opera di buon senso che questo
  Governo,  considerando la responsabilità che ha nella gestione  dei
  rifiuti e nel fare programmazione, possa assumersi l'onere  di  non
  scaricare sui comuni i costi aggiuntivi per i rifiuti?

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sia passa all'articolo 36,  che  è
  un  articolo secco, che prevede trasferimenti ai comuni  in  ordine
  agli  investimenti, ai servizi e risorse alle province.  Inviterei,
  pertanto,  i  colleghi, i colleghi che hanno presentato emendamenti
  soppressivi all'articolo ed ai commi di ritirarli. Se non  ci  sono
  osservazioni, così resta stabilito.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento  36.13, che prevede un incremento dei  trasferimenti
  alle province è dichiarato inammissibile.
   Si  passa  all'emendamento 36.14, sul quale occorre una  copertura
  del  Governo,  ma  non  mi  pare che ci  siano  le  condizioni  per
  incrementare 2 milioni di euro, quindi c'è il parere negativo della
  Commissione e del Governo

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE.  Manca la copertura finanziaria, onorevole  Cracolici.
  L'emendamento, così come è formulato, è inammissibile.
   Si  passa  all'emendamento 36.15, che è l'emendamento che  lei  ha
  avuto  modo di illustrare nel suo intervento e determina una minore
  entrata. Vorrei sapere cosa nel pensa il Governo, perché altrimenti
  è inammissibile, onorevole Cracolici.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE. Sì, Sì. Come dice? E' una norma che vale 45 milioni  e
  non  è  possibile  pensare che così, d'emblée, in  una  finanziaria
  simile, noi possiamo trovare
   Onorevole  Di  Paola,  non è un problema, siamo  tutti  d'accordo.
  Mancano le risorse.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente, solo una precisazione  per  quanto
  riguarda le coperture.
   Colleghi,  signor  Presidente, noi  abbiamo,  qualche  giorno  fa,
  bocciato  un  articolo,  anzi  la  copertura  di  un  articolo,  mi
  riferisco all'articolo 8, dove, tra le coperture, c'era un capitolo
  che  era  il  capitolo delle spese che riguardano  l'hardware,  che
  aveva utilizzato il Governo regionale.
   Se  il  Governo  regionale  l'ha utilizzato  quel  capitolo,  come
  copertura all'articolo 8, vuol dire che in quel capitolo ci sono  i
  fondi.   Dico,   quindi,  noi  possiamo  fare   un   subemendamento
  all'emendamento e cambiare il capitolo. Il Governo, quindi,

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di Paola, è un  emendamento  che  vale  45
  milioni e non ci sono. Non ci sono le risorse.

   DI  PAOLA. No, no, io voglio una risposta da parte del Governo. Se
  il  Governo lo dichiara, se il Governo dà parere contrario,  l'Aula
  valuterà il parere contrario del Governo.
   Noi, però, il capitolo lo possiamo benissimo cambiare, quindi, non
  è un discorso di problemi di copertura.

   PRESIDENTE. No, per la verità capitolo non ce n'è.

   DI  PAOLA.  No.  Se  vuole  le do pure  il  numero  del  capitolo.
  All'articolo  8, all'articolo 8 noi abbiamo bocciato  le  coperture
  dell'articolo 8.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Di  Paola,   per   come   è   formulato,
  l'emendamento non è nemmeno ammissibile.

   DI   PAOLA.   Signor  Presidente,  infatti,  io  ho  proposto   un
  subemendamento.

   PRESIDENTE. Lei propone, lei propone, questo è inammissibile.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Armao.

   ARMAO, assessore per l'economia. Io mi chiedo di quale ordinamento
  contabile parli l'onorevole Di Paola, probabilmente, uno tutto suo,
  per  quello  lei  non ha idea di cosa si sta parlando,  perché,  le
  previsioni, le coperture il Governo le può dare e le dà a tutte  le
  iniziative che possono accedere a copertura.
   Questa  non  può accedere a copertura perché determina una  minore
  entrata di 45 milioni. Quel capitolo è tutto preso sino a 200  mila
  euro,  quel capitolo dell'informatica perché è tutto prenotato  per
  impegni di spesa. Non è, quindi, assolutamente utilizzabile.
   Siccome,  ieri,  è  stato  bocciato un articolo  che  prevedeva  4
  milioni di minori entrate, da questo momento in poi, anzi, da  ieri
  in  poi, il Governo darà parere negativo a tutte le maggiori spese,
  sino  a  quando  non si conseguono i 4 milioni di  euro  di  minore
  entrata  che erano previsti dalla norma, che è stata legittimamente
  bocciata dal Parlamento, perché ne ha le prerogative ma, mancano  4
  milioni  nelle entrate, quindi non si potrà dare copertura a  nulla
  fino a quando non si raggiungono i quattro milioni.

   PRESIDENTE. L'emendamento 36.15 è inammissibile.
   Si passa all'esame dell'emendamento 36.16. C'è una riscrittura che
  è stata distribuita.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.    Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,    Governo,
  l'emendamento  36.16  indica  spese  assolutamente  necessarie  per
  l'assistenza socio-sanitaria.

   PRESIDENTE. C'è una riscrittura, onorevole Lupo.

   LUPO.  Sì, è a questo che mi riferisco, mi pare che la riscrittura
  per  il 2022 - 2023 prevede una spesa di un milione e cinquantamila
  euro  cui si provvede a valere sull'autorizzazione di spesa di  cui
  al  comma  3, ma al comma 3 non sono investimenti? Chiedo  di  fare
  questa verifica.

   PRESIDENTE. Sì

   LUPO. È una spesa che può essere finanziata a carico del Fondo per
  gli investimenti?

   PRESIDENTE. Mi pare corretto, lo sospendiamo un momentino.
   Si passa all'emendamento 36.17. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'esame  dell'emendamento  a  firma  degli  onorevoli
  Gucciardi,   Barbagallo,  Lupo,  Arancio,   Catanzaro,   Cracolici,
  Dipasquale.  Sono sorte delle considerazioni di carattere  diverso,
  io  aspetterei a rinviarli al pomeriggio quando arriva  l'assessore
  alla Sanità per discutere su questo argomento, per comprendere qual
  è il parere dell'assessore competente.
   Si passa all'esame dell'articolo 37. Ne do lettura:

                             «Articolo 37.
          Disposizioni in materia di associazionismo comunale

   1.  A  sostegno  ed  incentivo delle  unioni  di  comuni  previste
  dall'articolo 32 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.  267  e
  successive modificazioni è autorizzata la spesa di 679.535,19 euro,
  quale  compartecipazione regionale ai contributi  statali  per  gli
  esercizi  finanziari 2021, 2022 e 2023, cui si fa fronte  a  valere
  sui  trasferimenti regionali di parte corrente per gli  anni  2021,
  2022  e 2023 (Missione 18, Programma 1, Capitolo 540410) di cui  al
  comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5
  e successive modificazioni. I contributi sono concessi in relazione
  all'effettivo esercizio associato di funzioni da parte  dell'unione
  a seguito della delega esclusiva delle medesime da parte di tutti i
  comuni aderenti.

   2. I contributi regionali e nazionali a sostegno e incentivo delle
  unioni  di  comuni  di  cui al comma 1 sono  destinati  anche  alla
  costituzione di nuove unioni o alla stipula di convenzioni  per  la
  gestione associata tra comuni.

   3. Con decreto dell'Assessore regionale per le autonomie locali  e
  la  funzione  pubblica, previo parere della  Conferenza  Regione  -
  autonomie locali, sono definiti criteri e modalità per l'erogazione
  dei contributi .

   Allora   ricapitoliamo:  sull'articolo  36  abbiamo   in   sospeso
  l'emendamento  relativo al trasferimento delle Asp etc.,  e  questo
  emendamento 36.16.R.
   Gli  emendamenti soppressivi all'articolo 37 sono tutti  ritirati.
  Anche l'emendamento 37.13 è ritirato.
   Si passa all'emendamento 37.14. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 37 così come emendato con il parere
  favorevole della Commissione e del Governo. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  riprende l'articolo 36 per chiarire questo emendamento  36.16.
  Assessore   Armao,   vuole  chiarirlo?  Chi  lo  chiarisce   questo
  emendamento?

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, abbiamo chiarito che l'emendamento
  36.16 chiarisce sostanzialmente la portata della norma che riguarda
  l'estensione  per  gli anni 2022 - 2023 dei famosi  doposcuolisti ,
  il comma 3 nel presentare i 101 milioni di copertura finanziaria  è
  spesa corrente non in conto capitale.
   Con  il  Presidente Lupo ne abbiamo anche parlato,  quindi,  hanno
  fatto  bene gli Uffici a rivedere l'emendamento 36.16.R  perché  si
  specifica  meglio  la  copertura finanziaria  e  la  finalizzazione
  dell'intervento normativo.

   PRESIDENTE.  Va  bene,  grazie. Pongo in  votazione  l'emendamento
  36.16.R. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Resta   in  sospeso  l'emendamento  presentato,  più  tardi  verrà
  l'assessore per la Salute che ci darà il suo parere.
   Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:

                             «Articolo 41.
            Fondo di rotazione in favore dei comuni per gli
                       interventi di demolizione

   1.  È  istituito il Fondo regionale di rotazione per le  spese  di
  demolizione,  con una dotazione iniziale di 500 migliaia  di  euro,
  per  concedere  ai comuni anticipazioni senza interessi  sui  costi
  relativi  agli interventi di demolizione delle opere abusive  e  di
  ripristino dello stato dei luoghi. Le anticipazioni sono rimborsate
  al  Fondo  medesimo utilizzando le somme ricevute dai  responsabili
  degli abusi ovvero le somme riscosse coattivamente.

   2.  Qualora le somme anticipate non siano rimborsate entro  cinque
  anni,  la  Regione, al fine di reintegrare il Fondo  di  rotazione,
  provvede  alla  relativa compensazione a valere  sui  trasferimenti
  regionali ai comuni inadempienti.

   3. Il Fondo di rotazione è considerato un'anticipazione a sostegno
  degli  enti  locali ed è alimentato attraverso lo  stanziamento  di
  risorse regionali e mediante il rientro delle somme degli enti  che
  ne hanno beneficiato.

   4.  La  Regione  provvede alla gestione del Fondo e  stabilisce  i
  criteri  di  riparto  tra i comuni delle risorse  del  Fondo  e  le
  modalità di conferimento delle stesse.

   5.  Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, per
  l'esercizio  finanziario 2021, la spesa di  500  migliaia  di  euro
  (Missione 9, Programma 2)».

   Gli  emendamenti  soppressivi  e i commi  soppressivi  sono  tutti
  ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 41.19.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, la questione relativa all'articolo
  41  è  una  questione che abbiamo posto noi sin  dalla  trattazione
  della   legge   sul   governo  del  territorio.   Eravamo   rimasti
  particolarmente  sorpresi  dalla  circostanza  che  non  c'era   un
  articolo   all'interno  del  testo  che  prevedeva  una   specifica
  regolamentazione degli interventi di demolizione.
   Io,  assessore Cordaro ci riprovo ancora una volta, è la quinta  o
  la  sesta volta che lo diciamo in questa Legislatura, e non  vorrei
  sentirmi  dire  che  ci  sono  in  corso  provvedimenti  esecutivi,
  iniziative degli organi giudiziari, perché comunque, come  lei  sa,
  di  fronte  ad atti illegittimi, a provvedimenti oggetto di  misure
  repressive,  a  provvedimenti oggetto di misure,  di  provvedimenti
  amministrativi  che prevedono espressamente la  demolizione  se  si
  prevede  un  fondo, è giusto che ci sia una regola  trasparente  di
  accesso al fondo.
   Quindi  vorremmo sapere: A) quali sono i criteri e come  demoliamo
  questi edifici. Sono, come dire, regole di normale amministrazione.
  Iniziamo  dagli  edifici che si ritrovano  ad  esempio  nelle  zone
  vincolate,  nelle zone oggetto di inedificabilità  assoluta,  nelle
  zone  costiere.  Ci  deve essere un criterio da dove  iniziamo.  Il
  criterio  di chi è che è l'ordine progressivo, insomma ci  sembrano
  ragionamenti non indifferenti.
   Siccome  questa  è  un'Aula  che ha un  certo  spessore,  ci  sono
  sindaci,  amministratori,  avvocati,  è  chiaro  che  non  possiamo
  fuggire  da  una  individuazione chiara e netta della  priorità  di
  questo  tipo  di interventi. E come ho già detto in altri  articoli
  una  volta  che  individuiamo i criteri va  fatta  una  graduatoria
  perché  è  chiaro che 500 mila Euro possono bastare anche  per  una
  sola  demolizione  e  delle  altre 500-1.000-2.000-10.000  cosa  ne
  facciamo? E' giusto fare un lavoro di censimento di quelli che sono
  gli abusi e gli obbrobri in Sicilia e capire, come dire, quant'è la
  somma necessaria, quante sono le risorse necessarie per intervenire
  e  risolvere definitivamente un problema che francamente  imbarazza
  la Regione siciliana.

   PRESIDENTE.  Il  Governo mi sta chiedendo  di  accantonare  questo
  articolo per un approfondimento. Credo che problemi non ne  sorgono
  sull'accantonamento in maniera tale che il pomeriggio  lo  possiamo
  riprendere. Siamo d'accordo.
   Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:

                             «Articolo 44.
       Rendicontazione dei contributi straordinari erogati agli
                              Enti locali

   1. Dopo il comma 11 dell'articolo 6 della legge regionale 7 maggio
  2015, n. 9 e successive modificazioni è aggiunto il seguente comma:

    11  bis. Gli enti locali sono obbligati a rendicontare, nei  modi
  ed   entro  i  termini  previsti  dall'articolo  158  del   decreto
  legislativo  18  agosto  2000, n. 267, anche  la  quota  parte  dei
  contributi   straordinari  erogati  dalla  Regione  a   titolo   di
  anticipazione. L'inosservanza del presente comma comporta l'obbligo
  di restituzione delle somme erogate».

   Ci sono solo emendamenti soppressivi, quindi passiamo direttamente
  all'approvazione  dell'articolo 44, con il parere favorevole  della
  Commissione  e  del Governo. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 45. Ne do lettura:

                             «Articolo 45.
             Personale in sovrannumero comuni in dissesto

   1.  All'articolo 4 della legge regionale 6 agosto 2019,  n.  15  e
  successive  modificazioni  le  parole  2011-2020   sono  sostituite
  dalle parole  2014-2023 .

   2.  Agli  oneri di cui al presente articolo si provvede  a  valere
  sulle  risorse  di  cui  al  comma 1 dell'articolo  6  della  legge
  regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modificazioni».

   Ci sono solo emendamenti soppressivi, quindi passiamo direttamente
  all'approvazione  dell'articolo 45, con il parere favorevole  della
  Commissione  e  del Governo. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 54. Ne do lettura:

                             «Articolo 54.
          Trasferimento risorse Fondo di cui all'articolo 41
             della legge regionale 18 febbraio 1986, n. 3

   1.   A  decorrere  dall'esercizio  finanziario  2021,  le  risorse
  trasferite  al  bilancio della Regione ai sensi dei  commi  1  e  2
  dell'articolo 2 del decreto legislativo 10 dicembre  2020,  n.  184
  confluiscono nel Fondo di cui all'articolo 41 della legge regionale
  18  febbraio  1986,  n. 3, la cui gestione è assegnata  alla  Cassa
  regionale  per il credito alle imprese artigiane siciliane,  previa
  stipula  di  apposita convenzione in cui è determinato  l'eventuale
  compenso  da  attribuire alla CRIAS da porre  a  carico  del  Fondo
  medesimo,  per un importo non eccedente quello stabilito a  livello
  nazionale.

   2.  L'Assessore regionale per le attività produttive, di  concerto
  con l'Assessore regionale per l'economia, stabilisce con decreto le
  modalità per il trasferimento del Fondo di cui al comma 1 e per  la
  concessione  delle  agevolazioni, delle  destinazioni  e  le  spese
  ammissibili  ai  beneficiari,  nell'ambito  degli  aiuti   previsti
  all'articolo  55 della legge regionale n. 32/2000. Le  agevolazioni
  sono  concesse  entro  i  limiti  previsti  dal  Regolamento  della
  Commissione  (CE)  18  dicembre  2013,  n.  1407/2013/UE,  relativo
  all'applicazione  degli  articoli  107  e  108  del  trattato   sul
  funzionamento dell'Unione europea agli aiuti de minimis».

   Ci sono solo emendamenti soppressivi, quindi passiamo direttamente
  all'approvazione  dell'articolo 54, con il parere favorevole  della
  Commissione  e  del Governo. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 39.
   Lo  pongo  in  votazione, con il parere favorevole del  Governo  e
  della  Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Torniamo  all'articolo 49. Ci sono quattro emendamenti soppressivi
  dell'articolo. Se sono ritirati passiamo all'esame dell'emendamento
  49.5, a firma Di Caro, Di Paola, De Luca, Cappello.
   E' confermato. Bene.
   Onorevole Di Paola, vuole illustrare l'emendamento? Prego.

   DI   PAOLA.   Signor  Presidente,  è  semplice  come  emendamento.
  Aggiungiamo  le forze armate, aeronautica. Lo abbiamo  fatto  anche
  l'anno scorso. Penso che per un refuso.

   PRESIDENTE. Ci vuole la copertura, onorevole Di Paola.

   DI PAOLA. E' all'interno.

   PRESIDENTE.  E'  all'interno di che cosa? Ci  vuole  la  copertura
  finanziaria. Qua c'è l'assessore. C'è la copertura finanziaria?

   DI PAOLA. Si, all'interno del fondo del trasporto pubblico locale.

   PRESIDENTE. Scusi un attimo. Assessore Falcone e assessore  Armao,
  c'è la copertura finanziaria?

   FALCONE,  assessore  per  le  infrastrutture,  la  mobilità  e   i
  trasporti. Signor Presidente, c'è la copertura finanziaria perché è
  all'interno del trasporto pubblico locale. Così come l'anno scorso,
  anche  quest'anno  stiamo prorogando una misura utilissima  per  le
  forze dell'ordine e le forze armate come dice il collega.

   PRESIDENTE. Assessore Armao, lei è pure d'accordo?

   ARMAO,  assessore per l'economia. E' nell'ambito del fondo per  il
  trasporto pubblico locale.

   PRESIDENTE.  Va bene, noi aumentiamo il numero delle  persone  che
  sono beneficiarie.

                     (Intervento fuori microfono)

   No, nessuna discriminazione. Mi rendo conto che è un numero in più
  che  si  aggiunge che viaggerà, che percorrerà con  gli  autobus  a
  titolo gratuito. Comunque il Governo dice che va bene e per me  non
  ci sono problemi.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 49.5, con il parere  favorevole
  della Commissione e del Governo. Chi è favorevole resti seduto, chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 49 così come emendato, con il parere
  favorevole del Governo e della Commissione. Chi è favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 48. Ne do lettura:

                              Articolo 48
           Misure di sostegno alle cooperative dei tassisti

   1.  Al fine di sostenere l'attività di pubblica utilità esercitata
  dalle   cooperative   dei  tassisti  con  servizio   radiotaxi,   è
  autorizzata la spesa di 700 migliaia di euro per il triennio  2021-
  2023  a valere sulle disponibilità della Missione 10, Programma  2,
  capitolo 476521).

   2.  Il dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità
  e  dei  trasporti provvederà ad erogare alle cooperative di cui  al
  comma  1 l'intervento economico da determinarsi nella misura e  con
  le  modalità  previste da decreto dell'Assessore regionale  per  le
  infrastrutture e la mobilità di concerto con l'Assessore  regionale
  per l'economia. .

   Gli emendamenti soppressivi ai commi sono ritirati.
   Si  passa all'emendamento 48.10, che comporta maggiori oneri ed  è
  quindi inammissibile.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Comporta maggiori oneri, è ritirato. Comunque  prego,
  onorevole Ciancio, intervenga.

   CIANCIO. No, Presidente, le chiedevo semplicemente di aspettare un
  attimo il collega che si era allontanato e magari voleva illustrare
  il suo emendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Zito,  deve intervenire?  L'emendamento  è
  stato dichiarato inammissibile perché non ha copertura finanziaria.
  Lei vuole intervenire, prego.

   ZITO. Sì, più che altro è un tema importante. Allora, parliamo  di
  questioni  piuttosto  vecchie, l'assessore già  lo  sa,  erano  dei
  contributi che la Regione dava ai tassisti per la manutenzione  dei
  mezzi.
   Questa legge, poi, è stata soppressa a maggio del 2015, ma ci sono
  ancora soldi che dobbiamo dare a questi tassisti per gli anni 2006,
  2008, 2009, comunque fino a maggio del 2015.
   Siccome ci sono anche dei contenziosi qui, assessore, onde evitare
  quindi  ricorsi,  condanne bisognerebbe trovare una  soluzione  per
  questi  tassisti anche perché questi soldi potrebbero essere  anche
  una boccata di ossigeno in questo periodo particolarmente di crisi.
  Solo per questo.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  indubbiamente  la
  categoria  dei  tassisti  ha  particolarmente  sofferto  in  questo
  periodo di emergenza Covid anche per il calo del flusso turistico e
  credo  che  sia  assolutamente corretto  l'Assemblea  regionale  si
  faccia  carico  di offrire loro un sostegno anche  in  vista  della
  ripresa che ci auguriamo possa arrivare quanto prima. Chiedo  anche
  all'Assessore  Falcone e ovviamente all'Assessore  all'Economia  di
  farsi  carico di una serie di altre categorie che stanno  soffrendo
  questa crisi che riguarda il trasporto pubblico locale in generale,
  in  particolare  il settore legato alle attività turistiche  perché
  anche  loro, a mio avviso, hanno diritto di avere un ristoro  e  un
  aiuto  che  credo, possa venire in particolare dai fondi trasferiti
  dallo  Stato  proprio per l'emergenza Covid. Quindi sono  decisioni
  che  ovviamente il Governo potrà adottare in via amministrativa  se
  l'Assessore ritiene di volere informare l'Aula.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone.

   FALCONE,  assessore  per le Infrastrutture e la  Mobilità.  Signor
  Presidente, io rispondo al Presidente Lupo in maniera molto chiara.
  Intanto,  per  rassicurare  l'Aula,  questo  articolo  riguarda   i
  tassisti,  ma  non  tutti, riguarda i radio taxi  cioè  coloro  che
  vengono chiamati a mezzanotte, alle due di notte, alle tre di notte
  e  hanno  il  dovere, l'obbligo di presentarsi alla chiamata  e  di
  accompagnare  la  persona.  Quindi fanno,  esercitano,  eserciscono
  un'attività di trasporto pubblico locale.
   Dopo  di  che,  per  quello  che ha detto  l'onorevole  Zito,  noi
  possiamo, stiamo valutando in effetti a quanto ammontano in maniera
  puntuale  i  contenziosi ed eventualmente questa somma la  facciamo
  rientrare in quel capitolo di spesa  fondo contenziosi', perché  da
  quel  fondo noi non dimentichiamo abbiamo un capitolo di 90 milioni
  di  euro. Da quel fondo poi eventualmente se ci rendiamo conto  che
  la  Regione è soccombente, stiamo facendo una verifica così come io
  dissi in Commissione che procederemo.
   Dopo  di  che invece al Presidente Lupo voglio dire che in effetti
  quest'anno  ma l'ha detto il Presidente Musumeci, lo abbiamo  detto
  sempre,  noi  stiamo mettendo in questa finanziaria alcun  tipo  di
  beneficio  Covid.  Provvederemo  in  via  amministrativa  e  per  i
  tassisti, per gli NCC, per i titolari di autobus scoperti daremo un
  intervento anno 2021, il secondo intervento Covid. Ma stavolta anno
  2021.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Armao.

   ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, in relazione a
  quanto  precisato dall'onorevole Lupo, mi reme chiarire,  cosa  che
  abbiamo  già  fatto  nei giorni scorsi anche qui  in  Aula,  quindi
  onorevole  Lupo preciso e specifico quello che abbiamo  già  detto,
  d'intesa  con il Presidente, che dopo il confronto con il  Ministro
  Carfagna  che  è  avvenuto qualche giorno fa e ha  acconsentito  di
  precisare   i   margini   di   manovra   che   il   Governo   nella
  riprogrammazione  della FSC si è concordato di provvedere  nel  più
  breve tempo possibile.
   Abbiamo già visto e stiamo esaminando l'ordine del giorno di tanti
  capigruppo  di questa Assemblea che individua molteplici  categorie
  destinatarie  di misure di supporto a seguito del drammatico  morso
  della  crisi. E' evidente che il Governo cercherà di farsi  carico,
  avuto  riguardo delle risorse disponibili, della più ampia mole  di
  intervento  possibile, ben oltre quindi quello che si può  fare  in
  questo  e  in  quella  misura. Quindi l'idea è  proprio  quella  di
  provvedere  in termini sistematici da parte del Governo  e  in  via
  amministrativa attraverso la riprogrammazione del fondo di sviluppo
  economico  ovviamente nel rapporto dialogico col Governo  nazionale
  che,  come  voi  ben  sapete, interviene  sull'utilizzo  di  queste
  risorse non in termini soltanto formali.
   Quindi,  il confronto col Ministero del Sud è aperto, sereno,  con
  la  struttura  che  accompagna  le  attività  di  programmazione  e
  l'utilizzo delle risorse.

   PRESIDENTE. L'emendamento 48.10 è inammissibile.
   Con il parere favorevole della Commissione e del Governo, pongo in
  votazione  l'articolo 48 così come formulato nel  testo  originale.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che il Partito Democratico esprime voto favorevole.
   La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 16.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.26, è ripresa alle ore 16.08)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, si  riprende  dall'articolo  36.
  L'emendamento degli onorevoli Gucciardi, Barbagallo e Lupo, si deve
  votare.
   Onorevole   Barbagallo,  mi  rivolgo  giusto  a  lei,  su   questo
  emendamento sul randagismo, oggettivamente, abbiamo fatto  un'opera
  straordinaria per un anno, si è fatta un disegno di legge che che è
  materialmente  pronto  per l'Aula, si stanno soltanto  cercando  le
  risorse per i canili.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   PRESIDENTE. Assolutamente  La portiamo in Aula nel più breve tempo
  possibile,  anche  perché fino a prova contraria, vorrei  ricordare
  che il sottoscritto decise di fare la Commissione randagismo, tanto
  che  fui  accusato dai  giletti' della situazione di avere  assunto
  per   consulente  l'addestratore  dei  miei  cani,  che   non   ho,
  ovviamente. Non ho cani, per cui non c'è questo problema.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, io sono d'accordo con la sua proposta

   PRESIDENTE. Peraltro, onorevole Lupo, onorevole Barbagallo, vorrei
  ricordare  che, giusto ieri, il Presidente della Regione  ha  preso
  l'impegno sul fatto e, siccome, in ogni caso dipende dall'Assemblea
  portarlo   velocemente  in  Aula  e  l'onorevole  Siragusa   e   il
  Vicepresidente  della  Commissione  e  l'onorevole  Calderone,   il
  Presidente, sanno tutti quanto ci hanno lavorato.
   Il  problema è anche su questo, trovare le risorse. Perché noi più
  volte  abbiamo chiesto alla  Bilancio di trovare quelle  pochissime
  risorse  che  servono e non ci sono state. Ma a  questo  punto  c'è
  l'impegno  di  tutti  di  portarlo in Aula immediatamente  dopo  la
  Finanziaria. Prego.

   LUPO. Presidente, io sono d'accordo con la sua proposta però  temo
  che dopo noi avremo problemi di copertura del disegno di legge.  Si
  potrebbe  - valuti lei - istituire il capitolo, prima che chiudiamo
  la  manovra appostare l'importo e rinviare alla riforma per disegno
  di legge. Ma se non troviamo ora le risorse

   PRESIDENTE. Però questo emendamento non attiene a copertura.

   LUPO. No, no, è una proposta nuova che sto facendo. La affido alla
  sua valutazione.

   PRESIDENTE.  Questo, onestamente, mi piacerebbe se mettessimo  già
  la copertura su una cosa di questo genere.

   LUPO.  Si  potrebbe  istituire il capitolo, decidere  che  c'è  un
  milione, due, tre, quello che sia

   PRESIDENTE. E, allora, facciamo una cosa. Intanto votiamo,  perché
  tanto poi per trovare la copertura ci sono mille articoli.
   Noi  votiamo  intanto  il  36, aspettiamo che  arrivi  l'assessore
  Armao,  appena  arriva l'assessore Armao, la  prima  cosa  che  gli
  chiederemo sarà questa.

   LUPO.  La  nostra proposta riguardava l'utilizzo  anche  di  fondi
  della sanità. Per questo aspettavamo l'assessore Razza.

   PRESIDENTE.  Va  bene, la sanità domani si  farà,  ci  sono  tanti
  articoli sulla sanità.
   Pongo  in votazione l'articolo 36.  Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Noi  abbiamo  sospeso all'articolo 41, stamattina.  L'Assessore  è
  d'accordo con l'ordine del giorno a firma dell'onorevole Zito? L'ha
  ricevuto?
   Onorevole Zito, glielo approverei volentieri io ma deve essere  il
  Governo a dirlo.
   L'avevamo  detto oggi, Assessore. Effettivamente, abbiamo  chiesto
  noi di trasformarlo in ordine del giorno.
   Oggi, l'onorevole Zito aveva presentato un emendamento. Il Governo
  e  io  abbiamo chiesto all'onorevole Zito di trasformarlo in ordine
  del giorno, quindi, è approvato così. Perfetto.

      (L'ordine del giorno approvato reca il numero d'ordine 452)

   Andiamo avanti, quindi, l'ordine del giorno a firma dell'onorevole
  Zito è approvato. Abbiamo approvato anche il 36.
   Onorevole Savona, gli ASU li facciamo subito dopo, a meno che  non
  c'è motivo per farli prima.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Non camminiamo in
  maniera  scomposta perché poi ci perdiamo, perché  dobbiamo  vedere
  quello che c'è dopo.

   PRESIDENTE. Quindi, lei ritiene che bisogna votare l'articolo  46,
  adesso?
   Allora,  io do conto al Presidente della Commissione che è  quello
  che ha messo a posto la Finanziaria, per cui io mi fido di lui,  in
  tutto questo marasma di articoli.
   Lei,  che  mi aveva chiesto sui numeri, di andare  lei è la  prova
  che non li scelgo a sorteggio.
   Assessore e Presidente Savona, 46? ASU? Benissimo.
   Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:

                               «Art. 46.
  Norme in materia di stabilizzazione e fuoriuscita personale A.S.U.

   1.  A  decorrere  dalla data di entrata in vigore  della  presente
  legge,  ai lavoratori inseriti nell'elenco di cui all'articolo  30,
  comma  l,  della legge regionale 28 gennaio 2014 n. 5 e  successive
  modificazioni, si applicano le disposizioni di cui ai commi da  292
  a 296 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2020, n. 178.
   2.  I  soggetti  di  cui  al  comma  l  sono  assunti  dagli  enti
  utilizzatori a tempo indeterminato anche con contratti di lavoro  a
  tempo  parziale,  secondo i parametri contrattuali minimi  previsti
  dalla  legge e dal CCNL di riferimento. Entro novanta giorni  dalla
  data  di  entrata  in vigore della presente legge  il  dipartimento
  regionale del lavoro dell'impiego, dell'orientamento, dei servizi e
  delle attività formative, provvede all'assegnazione dei soggetti di
  cui al comma 1 che svolgono attività socialmente utili in virtù  di
  protocolli o convenzioni.
   3.  I  soggetti  inseriti nell'elenco di cui al  comma  1  possono
  optare,   in   alternativa   alla  partecipazione   alle   attività
  socialmente  utili  per il triennio 2021-2023, per  la  fuoriuscita
  definitiva dal bacino di appartenenza a fronte della corresponsione
  di  un'indennità onnicomprensiva d'importo corrispondente a  cinque
  anni dell'assegno di utilizzazione in ASU. La suddetta indennità  è
  erogata  per  un  periodo  non superiore  agli  anni  necessari  al
  raggiungimento dei requisiti di pensionabilità e per un massimo  di
  cinque   anni,   ed  è  corrisposta  in  rate  annuali.   Ai   fini
  dell'applicazione del presente comma, entro 60 giorni dalla data di
  entrata  in vigore della presente legge, il dipartimento  regionale
  del  lavoro  provvede ad effettuare una ricognizione del  personale
  presenti  nell'elenco di cui all'articolo 30, comma l, della  legge
  regionale n. 5/2014.
   4. I soggetti che abbiano optato per la fuoriuscita dall'elenco di
  cui  all'articolo 30, comma 1 della legge regionale  n.  5/2014  ai
  sensi del comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre
  2016,  n.  27 e successive modificazioni, che non abbiano percepito
  l'indennità all'uopo prevista, possono a domanda, entro  60  giorni
  dalla data di entrata in vigore della presente legge, richiedere di
  essere riammessi nel citato elenco di cui all'articolo 30, comma 1,
  della legge regionale n. 5/2014.
   5.  Il  termine  di cui al comma 2 dell'articolo  15  della  legge
  regionale  17/2019,  come modificato dal comma  4  dell'articolo  4
  della legge regionale n. 9/2020, è prorogato al 31 ottobre 2021.
   6.  Per  le  assunzioni di cui al presente articolo,  a  decorrere
  dalla  data  di  assunzione,  è  riconosciuto  su  base  annua   un
  contributo   per   ciascun   soggetto   stabilizzato,   parametrato
  all'importo  dell'assegno di utilizzazione in ASU corrisposto  alla
  data  di assunzione, maggiorato per tenere conto del maggior  costo
  sostenuto  per l'assunzione a tempo indeterminato con  contratto  a
  tempo  parziale,  entro  il  limite  dell'autorizzazione  di  spesa
  prevista dal comma 7.
   7.  Per  le finalità di cui al presente articolo è autorizzata  la
  spesa di 10.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2021 e
  la  spesa  annua di euro 54.159.248,56 per ciascuno degli  esercizi
  finanziari 2022 e 2023 (Missione 20, Programma 3), da iscrivere  in
  un  apposito Fondo del dipartimento bilancio e tesoro. A  decorrere
  dall'esercizio finanziario 2024 si provvede ai sensi  del  comma  l
  dell'articolo 38 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.  118  e
  successive modificazioni.
   8.  Per l'anno 2021, la quota parte del contributo di cui al comma
  6  parametrato al l'assegno di utilizzazione in ASU è assicurata  a
  valere sull'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 8, comma 4,
  della  legge  regionale  22 febbraio 2019,  n.  l.  9.  Le  risorse
  finanziate  per gli esercizi finanziari 2022 e 2023 possono  essere
  utilizzate,  altresì, per l'eventuale prosecuzione  delle  attività
  socialmente utili dei medesimi soggetti di cui al comma 1, disposta
  nel rispetto della normativa vigente.
   10.   Con  decreto  del  Ragioniere  generale,  su  proposta   del
  dipartimento   regionale  lavoro,  previa  delibera  della   Giunta
  regionale, sono operate le conseguenti variazioni di bilancio.
   11.   Al   fine  di  favorire  la  piena  efficacia  dell'impianto
  regolatorio di cui al comma 1, è altresì incentivata la fuoriuscita
  dei  soggetti  attualmente impegnati in attività socialmente  utili
  che  hanno  maturato  i requisiti minimi previsti  dalla  normativa
  nazionale  per il pensionamento. Per tale finalità, il dipartimento
  regionale del lavoro, dell'impiego, dell'orientamento, dei  servizi
  e  delle attività formative è autorizzato ad erogare, a domanda, la
  differenza tra quanto erogato dall'INPS a titolo di assegno sociale
  e  quanto  previsto  dall'assegno di sussidio per  A.S.U.  sino  al
  compimento del settantesimo anno di età.»

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Aveva chiesto prima Barbagallo?  Però,
  onestamente,  ora  in  Italia i Cinque Stelle  sono  i  più  forti.
  Diamola prima a loro.

   DI  CARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  abbiamo  preso
  l'impegno di fare interventi brevi.

   PRESIDENTE. O almeno, lo erano.

   DI  CARO.  Cercherò  di  rispettare al  massimo,  col  mio  Gruppo
  parlamentare, l'impegno preso poco fa in Conferenza dei  Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari, ma sull'articolo 46 vorrei puntualizzare
  alcune cose.
   È  un  articolo di iniziativa parlamentare di tutti i  deputati  -
  tutti  i  deputati   -  di maggioranza e di  opposizione,  della  V
  Commissione.
   Finalmente,   siamo  nelle  condizioni  di  dare  un   minimo   di
  tranquillità  e  serenità ad una categoria  di  lavoratori,  io  la
  definisco finora, lavoratori  in nero' legalizzati.
   Ovviamente  è  solo  l'inizio perché il monte ore,  con  il  quale
  iniziano  il loro percorso di stabilizzazione - sto parlando  degli
  ASU - è minimo, però è un buon inizio.
   Cominciano  a  versare  i contributi, in  ritardo  dopo  25  anni,
  iniziano il loro percorso reale di lavoratori.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi noi la cosa  che
  ci  preoccupa,  francamente, in questo  articolo  e  su  cui  siamo
  contrari, riguarda le coperture.
   Finalmente, su iniziativa parlamentare arriva in Aula  dopo  tanti
  anni,  decenni,  e  va verso la stabilizzazione del  personale  che
  lavora  negli  enti locali, gli ASU che con grande  generosità,  in
  questi  anni,  ha portato avanti, nonostante condizioni  lavorative
  difficili, con grande dignità, il lavoro di ogni giorno.
   Però, certamente, noi proponiamo ai comuni di stabilizzare gli ASU
  con  i  loro soldi. Presidente, l'assessore per l'economia dovrebbe
  esserci  in  questo  momento.  C'è il  tema  delle  coperture   Non
  possiamo  affrontare  questo argomento senza avere  certezze  delle
  coperture a carico della Regione
   Insomma,  stabilizziamo gli ASU, in alcuni casi dopo  trentacinque
  anni,  e  poniamo le coperture a carico degli enti  locali   Stiamo
  dicendo: stabilizzateli voi
   Stiamo  facendo  una  finanziaria con impegni consistenti,  e  non
  riusciamo  a trovare quindici milioni di euro per stabilizzare  una
  categoria che aspetta da trentacinque anni.
   Ma  qual  è stato il criterio per distribuire queste coperture  in
  finanziaria?  Il  Governo dica da dove si  devono  prendere  questi
  quindici  milioni di euro, senza addossarli sugli enti locali,  che
  già soffrono
   Stamattina,   nel   dibattito   parlamentare,   sono   emerse   le
  problematiche  sul  mancato reperimento  delle  risorse  dal  Fondo
  perequativo,  dal  fondo per investimenti. Tra un  poco  toglieremo
  pure  le  risorse  della tassa di soggiorno, e ci accaniamo  a  non
  trovare quindici milioni di Euro per la stabilizzazione degli  ASU,
  ponendola a loro carico.
   E' una vergogna, Presidente

   PRESIDENTE.  Intanto, onorevole Barbagallo, noi avremo l'assessore
  Armao  che mi ha chiesto se possiamo cominciare il dibattito. Sulle
  coperture sarà presente. Non si parlerà di coperture se non ci sarà
  l'assessore Armao. Per cui, state tranquilli su questo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha facoltà.
   In  Conferenza  dei  Presidenti dei  Gruppi  parlamentari  avevamo
  chiesto che la maggioranza intervenisse al massimo per un minuto, o
  non intervenisse proprio.
   Siccome  l'onorevole  Lo Giudice ogni tanto  è  maggioranza,  ogni
  tanto no, glielo

     LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche per  la
  natura  ibrida del mio ruolo, ma io ritengo essere un  deputato  di
  maggioranza,  eletto  in  maggioranza, che  ha  sostenuto  tutti  i
  provvedimenti, fino ad ora, presentati dalla maggioranza benché  ho
  uno  spirito  critico, ma purtroppo avendo una testa pensante  ogni
  tanto la devo mettere in funzione. Grazie.
   Allora,   vado   all'articolo,  intervengo  su  questo   articolo,
  Presidente,  perché finalmente, dopo trent'anni  riusciamo  a  dare
  dignità a questi lavoratori.
   Io sono stato uno dei fautori, già due anni fa, al momento del mio
  insediamento  di  aver  eliminato,  mi  permetto  di  dire,   dalla
  schiavitù delle cooperative questi lavoratori, lavoratori Asu,  che
  da   trent'anni   sono  ridotti,  veramente,  in   una   situazione
  assolutamente  non  dignitose  e che  non  possono  neanche  essere
  chiamati, mi permetto di dire, lavoratori.
   Oggi,  con una norma, l'articolo 46, che è stato voluto fortemente
  dalla V Commissione e anche sostenuto dall'assessore Scavone, che è
  qui  presente  e  che ringrazio per la sua tenacia  e  per  la  sua
  determinazione,  credo  che riusciamo a  raggiungere  un  risultato
  storico ed è chiaro che in questo momento l'obiettivo è riuscire ad
  approvare  questo articolo per come è stato formulato e  a  seguito
  anche del dibattito anche importante avuto sia in V Commissione che
  in  Commissione  Bilancio  dove siamo riusciti a trovare le risorse
  grazie  alla  sensibilità  del  Presidente  Savona  e  grazie  alla
  convergenza di tutti i Gruppi parlamentari.
   Credo  che  sia  un  momento storico, credo  che  sia  un  momento
  importante,  per  questo  mi auguro che il testo  dell'articolo  46
  venga  approvato  e  sostenuto da tutti i Gruppi  parlamentari  con
  quelle  che  sono  le coperture finanziarie che  siamo  riusciti  a
  trovare.
   E'  chiaro che si può fare sempre di più e meglio ma è chiaro  che
  questo   deve   necessariamente  essere  un   punto   di   partenza
  fondamentale  e importante per dare dignità a 4.571 lavoratori  che
  da anni sono allo sbando più totale. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.  Mi raccomando velocissima. Onorevole Laccoto, scusi,  c'è
  un  ordine: Lo Giudice, Grasso, Lupo, Laccoto, Zafarana. Che  posso
  fare? L'hanno chiesto prima, non c'è motivo che io non gliela  dia.
  Non faccio a preferenza, scrivo man  mano che mi viene chiesto.

   GRASSO. Presidente, scusi, era solo un intervento tecnico,  ne  ho
  già  parlato  col  Presidente della Commissione,  ma  vorrei  anche
  rassegnarlo all'Assessore.
   Sostanzialmente  il II comma prevede  possono  essere  assunti   e
  possono essere assunti è a rischio impugnativa perché si tratta  di
  nuove  assunzioni,  quindi,  ho  proposto  e  la  Commissione   sta
  lavorando  per  alcuni  emendamenti  correttivi.  L'altro  era   le
  assunzioni sono  , siccome gli ASU vi sono anche delle categorie C,
  sarebbe  il  caso  e  qui  lo spieghiamo - ma  la  Commissione  sta
  presentando  un  emendamento  -  che  si  precisi  che  non   viene
  consentito  l'accesso all'esterno perché altrimenti  c'è  l'obbligo
  del 50%.
   Poi, Assessore, questa è norma condivisa a cui abbiamo contribuito
  tutti  in  V  Commissione, e lo ha già specificato  l'onorevole  Lo
  Giudice.
   Ultima  questione,  il  comma 8, questo  comma  8  è  vostro,  del
  Governo, pone il limite anagrafico pari a 70 anni.
   Dico,  noi  stiamo proponendo fino al raggiungimento del requisito
  contributivo  perché bastano i vent'anni, non fino  a  70  anni  la
  fuoriuscita, quindi, sono questi tre emendamenti, solo questo.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Grazie Presidente, Governo, colleghi. Indubbiamente, questo
  è uno degli articoli più importanti della legge di stabilità che il
  Partito  Democratico  già  in  V  Commissione  ha  contribuito   ad
  elaborare   in   maniera   determinante  con   il   lavoro   svolto
  dall'onorevole   Nello  Dipasquale  che  ha   offerto   spunti   di
  riflessione  e proposte assolutamente fondamentali per  migliorarne
  il contenuto.
   Noi  ravvisiamo  ancora  delle forti criticità,  l'ha  detto  bene
  l'onorevole Barbagallo e, quindi, non mi ripeto.
   Intanto  la dotazione finanziaria fondamentale per il 2021,  dieci
  milioni  appena è a carico del fondo per le autonomie e  quindi  si
  chieda  ai  Comuni di farsi carico della stabilizzazione di  questi
  lavoratori  ASU, che sono ASU da oltre 25 anni, ma la cosa  che  io
  trovo  davvero  assurda, Presidente, è che si mette  a  carico  del
  Fondo per le autonomie anche la stabilizzazione dei lavoratori  ASU
  che  prestano loro attività nell'ambito dei musei, cioè nell'ambito
  dell'Assessorato ai beni culturali.
   Ovviamente, anche loro devono essere stabilizzati come  tutti  gli
  altri  ma  il Governo avrebbe almeno potuto farsi carico di  questa
  quota  significativa di lavoratori piuttosto che addossarne l'onere
  ai comuni e quindi sul fondo per le autonomie.
   Noi  abbiamo  presentato  emendamenti migliorativi,  ovviamente  i
  soppressivi  sono tutti ritirati, era solo per avere  l'opportunità
  di intervenire in maniera più organica. Interventi migliorativi per
  l'aumento  delle  risorse  da  destinare  per  la  stabilizzazione,
  tenendo  conto  che mediamente questi lavoratori ASU oggi  svolgono
  una prestazione settimanale che va da 18 a 20 ore.
   Con  queste risorse rischiano di essere stabilizzati per un numero
  di  ore  inferiore  e  ovviamente messi in regola  come  è  giusto,
  dovendo  pagare  i  contributi, di percepire  uno  stipendio  netto
  inferiore rispetto all'attuale indennità.
   Quindi,  veramente  serve  uno  sforzo  da  parte  di  tutti   per
  rimpinguare  la  dotazione  che si è resa  ad  ora  disponibile  e,
  quindi,  in  tal senso veramente formuliamo un accorato  appello  a
  tutte  le  forze parlamentari e al Governo affinché  sia  possibile
  fare  di  più  per  garantire a questi lavoratori,  dopo  25  anni,
  davvero ciò che meritano, cioè il rispetto dei loro diritti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  colleghi, vedete questo è un punto fondamentale e forse uno dei più
  qualificanti di questa finanziaria.
   Ora, io vorrei dire all'onorevole Barbagallo che noi le somme  non
  le  abbiamo  prese dagli enti locali, ma dal fondo  di  riserva  sì
  degli  enti  locali  ma per riserve che sicuramente  non  erano  di
  ordine generale.
   Il problema è questo signor Presidente. Io sono contento che tutti
  all'unanimità  abbiamo  lavorato in V Commissione,  in  Commissione
   Bilancio   per  arrivare ad una soluzione.  Peccato  che  non  c'è
  l'assessore  Armao. Io avevo presentato pure un disegno  di  legge,
  già incardinato, che poneva questo problema. A seguito di questo si
  è  iniziato  un dibattito che ha portato a questo e di questo  sono
  felice.  Chiaramente nessuno di noi si può arrogare il  diritto  di
  dire l'ho fatto io. L'abbiamo fatto tutti. C'è un piccolo problema.
  Noi  abbiamo  inserito  e  io  avevo fatto  allora  in  Commissione
   Bilancio ,  se  voi ricordate, un altro emendamento  che  era  già
  stato  approvato per cinque milioni. Poi ha detto l'assessore  alla
  formazione questi 5 milioni in questo momento non li posso toccare.
   Il problema che si pone è questo. Che questi, oggi come diceva chi
  mi  ha  preceduto,  hanno 18-20 ore in servizio. Sono  senza  oneri
  aggiuntivi. Con questa somma che abbiamo inserito si arriva a circa
  14-15 ore massimo con una somma di 580 euro.
   Mi  sono permesso di fare un emendamento per l'anno prossimo,  per
  il  2022-2023  di altri 5 milioni. Sarebbe una cosa importantissima
  se  il  Governo con tutta l'Assemblea approvasse questo emendamento
  che porterebbe sì a una stabilizzazione ad ore che arriverebbero  a
  circa 17 e quindi circa quelle ore che oggi stanno espletando.
   L'altro  problema  è questo. La stabilizzazione  deve  essere  poi
  seguita  dalla storicizzazione della spesa altrimenti  non  avremmo
  risolto  il  problema, perché così come nel mio  disegno  di  legge
  avevo  seguito l'iter degli ex precari, nel senso che  poi  con  la
  storicizzazione che si è riusciti ad ottenere a livello  nazionale,
  si è riusciti a dare una copertura fino al 2038.
   Lo  stesso  iter  deve  seguire questa stabilizzazione  degli  ASU
  altrimenti  non avremmo fatto niente perché una cosa oggi  dobbiamo
  comprendere,  noi  abbiamo preso le somme dalle  riserve,  però  ci
  siamo  trovati, così come è stato già detto con 20 milioni in  meno
  per  gli  enti  locali, in questa finanziaria, non so  perché  sono
  stati  tolti 20 milioni e in più abbiamo praticamente visto che  le
  somme  per  investimenti sono state diminuite  di  10  milioni,  ma
  questo  non  per colpa di questa stabilizzazione Asu,  lo  dobbiamo
  chiarire  in  maniera molto chiara; dagli enti  locali  sono  state
  tolte  quelle  riserve che erano vecchie, obsolete e se  andiamo  a
  guardare  bene  nelle riserve che poi andremo a fare  nell'articolo
  che seguirà, voi vedrete che ci sono riserve che niente hanno a che
  fare con un discorso generale degli enti locali.
    Quindi,  faccio  un  appello  al Governo  e  all'Assemblea  tutta
  perché  si aumenti per l'anno prossimo - perché quest'anno  si  può
  ritardare  e quindi 10 milioni potrebbero bastare -, per  il  2022,
  2023,  di  altri 5 milioni di euro che metterebbero sicuramente  in
  una  situazione economica sicura gli stabilizzati.  Sono  4.800;  è
  un'operazione importantissima. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Laccoto.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.   Signor   Presidente,  Governo,   onorevoli   colleghi,
  chiaramente  questo  articolo  46 è fondante  di  questo  testo  di
  finanziaria, anche avessimo approvato soltanto questo  già  avremmo
  fatto  un'importante lavoro per la nostra Terra, perché  finalmente
  si  dà  riconoscimento lavorativo a persone che sono -  lo  abbiamo
  detto, almeno negli ultimi anni con vera convinzione - fondamentali
  per  i  comuni e per le istituzioni in cui lavorano e  prestano  la
  loro attività lavorativa.
   Chiaramente negli anni precedenti, almeno posso dire di avere otto
  anni di attività qui dentro, non sempre c'è stata questa volontà di
  volere portare concretamente e seriamente a termine il percorso  di
  stabilizzazione, quindi, è un punto molto importante e sono  felice
  di  ciò e che il mio Gruppo, in Commissione V, anche con la volontà
  impressa,  qualora  vi  era  la necessità  di  presiedere  dal  mio
  Capogruppo e Vicepresidente della Commissione  Lavoro', si  è  data
  velocizzazione, proprio a questo percorso.
   Rispetto  poi  alla  lettura  però  nel  merito  anche   poi   del
  funzionamento successivo della norma rimane per me però  ancora  un
  dubbio, Presidente, che è l'esito e le sorti che toccheranno ai 300
  lavoratori  Asu  nei  Beni culturali. Perché  dico  questo,  perché
  ancorché  il  dettato  del  comma primo sia  comprensivo  e  faccia
  riferimento all'articolo 30, della legge 5 del 2014, che  tutti  li
  ricomprende  e anche vero che le risorse su cui vanno, chiaramente,
  sono  allocate  all'interno delle riserve  dei  comuni  e,  allora,
  ricordo che quando vi fu l'utilizzazione di questo personale per  i
  beni   culturali   ci   siamo  trovati   a   chiedere   chiarimenti
  all'Assessorato beni culturali e lì intervenne anche  il  direttore
  Alessandro, rispetto a chi dovesse occuparsi della copertura  Inail
  di questi lavoratori, quindi temi che sono di amministrazione, sono
  proprio quei blocchi amministrativi che vorrei venissero, sui quali
  vorrei chiarezza in quest'Aula, in questo momento. Purtroppo,  però
  non  vedo  l'assessore per i beni culturali e sarebbe fondamentale,
  appunto,  che  di  esprimesse in tal senso perché  se  la  macchina
  amministrativa  deve  poi essere ben oliata e  arrivare  al  punto,
  questo  deve  essere  con la consapevolezza da entrambe  le  parti,
  perché  non  ci  si debba poi trovare ulteriori  casi  in  cui  più
  Assessorati,  per esempio, non dialogano,  parlo  per  esempio  del
  caso  dei  catalogatori, tanto per dirne una e ne abbiamo tanti  di
  casi che storicamente poi rimangono incastrati.
   Ecco  la  mia  richiesta va appunto in questo  senso,  dell'essere
  chiari  rispetto all'esito e alla copertura che verrà garantita  se
  questa verrà garantita per i lavoratori anche per gli Asu nei  Beni
  Culturali. Grazie.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Grazie,  Presidente, ho il dovere di dire  che  se  questo
  articolo  passa  in  questa finanziaria, dico in  qualsiasi  forma,
  perché  sappiamo  che l'ottimo è nemico del bene,  del  buono,  del
  possibile, sarà ripagato il tanto lavoro che ho cercato di fare  in
  questi ormai due anni di responsabilità al lavoro.
   L'articolo  46  abbiamo  iniziato a  costruirlo  a  partire  dalla
  finanziaria nazionale. La finanziaria nazionale prevedeva ai  commi
  292  e 296, dell'articolo 1, la possibilità fino al 31 dicembre del
  2001,  in  deroga  ai  piani assunzionali, in  deroga  alla  pianta
  organica,  ai  comuni  di potere assumere il  personale  di  questa
  categoria.
   Abbiamo  fatto subito nostra questa norma e devo dire che  abbiamo
  ascoltato   tanto  perché,  evidentemente,  avevamo   una   qualche
  preoccupazione visto che è trent'anni che ci trasciniamo in  questa
  Terra  di Sicilia un problema così drammatico di lavoratori  appena
  sussidiati,  che oggi sono l'asse portante della gran  parte  degli
  enti  locali  e  non  solo.  E abbiamo ascoltato,  innanzitutto,  i
  sindaci.  I  sindaci  ci hanno fatto osservare che,  probabilmente,
  questo  metteva  nelle  condizioni di  disparità  quei  comuni  che
  avrebbero potuto, avendo le risorse, assumere e quindi applicare la
  norma  della  finanziaria nazionale, ma la gran  parte  degli  enti
  locali,  come  sappiamo,  in  Sicilia soffrono  di  una  condizione
  finanziaria drammatica.
   Pertanto, abbiamo messo insieme un ventaglio di possibilità perché
  si  arrivasse a questa soluzione. Determinante è stato, e  lo  devo
  dire  in  questo momento, ringrazio per questo questa Assemblea,  i
  parlamentari  e,  in particolare, la V Commissione,  il  contributo
  della Commissione, col suo Presidente e il Vicepresidente, tutti  i
  componenti e tutte le forze parlamentari.
   È venuto fuori un articolo 46 che credo consenta di affrontare una
  volta  per tutte, resta qualche capitolo aperto, sappiamo di  avere
  una  coperta troppo corta per garantire forse il giusto dopo  tanti
  anni,  ma  questo  è il possibile, per cui abbiamo  previsto,  come
  dicevo, un ventaglio di possibilità.
   All'articolo 2, intanto, sentivo l'osservazione del già  assessore
  Bernadette  Grasso che, tra l'altro, ha tanto lavorato con  me  nei
  mesi  scorsi  quando  aveva  questa sua  responsabilità,  e  adesso
  l'assessore   Zambuto,  che  ha  garantito  anche  una  consapevole
  copertura,  appunto, al comma 2 c'è scritto  sono   non   possono .
  C'è  scritto   sono ,  quindi  i lavoratori  di  cui  al  comma  1,
  dell'articolo 30, della legge 5 del 2014, sono assunti  dagli  enti
  utilizzatori.    È    opportuno,   comunque,   con    l'emendamento
  sottolinearlo.
   Per  quanto  riguarda  coloro che si trovano nei  beni  culturali,
  abbiamo  anche  pensato  che alcuni enti  utilizzatori,  per  varie
  ragioni,  c'è una norma che questa Assemblea ha votato  e  che  non
  consente  l'assunzione all'interno dell'ente  regionale.  Entro  90
  giorni, il dirigente generale del Dipartimento, in situazioni  come
  questa  o  analoghe,  ha  la  facoltà,  o  meglio,  abbiamo   messo
   provvede , all'assegnazione dei soggetti di cui al comma 1,  negli
  enti che sono nelle condizioni di poterli acquisire e stabilizzare.
   Abbiamo  previsto  un'altra  possibilità  e  cioè  la  fuoriuscita
  definitiva.   Coloro   che   volessero,  perché   hanno   raggiunto
  un'anzianità di servizio o perché hanno, per carità, deciso di fare
  altro  nella  vita  potendolo fare, hanno  la  possibilità  di  una
  fuoriuscita  definitiva e a loro sarà liquidato un  quinquennio  di
  sussidio,  chiaramente nella misura direttamente  proporzionale  al
  numero di anni che restano all'acquisizione della pensione, quindi,
  laddove ne restano due anni all'assegno INPS, i cinque anni saranno
  ridotti a due, che verranno dati con cadenza annuale.
   Ancora, abbiamo previsto, e c'è anche qualche piccolo caso che  ci
  è  stato segnalato, la riammissione per coloro che, pur avendo  già
  deciso  una  condizione che non avevamo stabilito, non  sono  stati
  liquidati  e  quindi  sono  rimasti  al  palo.  Abbiamo  prorogato,
  fondamentalmente,  una norma che, ricordate, per  la  quale  l'anno
  scorso mi sono battuto in quest'Aula, e che ha consentito agli  ASU
  di  potersi  spostare dall'ente utilizzatore,  laddove  vi  dovesse
  essere, o vi fosse, o vi sarà, una possibilità assunzionale. Penso,
  ad  esempio,  alle tante ASP che hanno grande carenza ancora  negli
  organici,  alcuni di questi processi si sono avviati  e  alcuni  di
  questi  hanno  già trovato ristoro al loro problema e,  quindi,  il
  comma  2  dell'articolo 15 della legge 1719 viene prorogato  al  31
  ottobre  2021.  Il contributo verrà dati ai comuni  utilizzatori  o
  agli  enti  utilizzatori con una risorsa aggiuntiva che  serve  per
  coprire ovviamente la differenza aggiuntiva contributiva.
   Abbiamo  fatto  sviluppare a lungo, ho fatto sviluppare  a  lungo,
  perché  avevo  e  mantengo  ancora, devo dire  la  verità,  qualche
  inquietudine sulle coperture, sulla reale possibilità  di  superare
  una  volta per tutte, definitivamente, questa condizione e  ai  595
  euro  di  sussidio  viene  aggiunta  la  risorsa  di  273  euro  di
  integrazione lorda che sono gli oneri previdenziali, sono l'IRAP  e
  sono l'INAIL con una cifra totale di 868 euro.
   Abbiamo  previsto ancora che coloro che volessero, avendo maturato
  l'età  pensionabile dei 65 anni e le condizioni dell'assegno  INPS,
  visto  che  il  sussidio può essere mantenuto fino al  settantesimo
  anno  di età, quella quota differenziale che consentirà a una larga
  parte  di  loro  di poter avere l'assegno INPS e a  noi  di  pagare
  solamente la differenza.
   Tutte  queste  condizioni alleggeriranno questo cassetto  stretto,
  questo  cassetto  non  troppo pieno che ci  inquieta  e  che  è  la
  copertura.
   Io  credo che, certamente, si potevano trovare migliori coperture,
  si  potevano trovare maggiori coperture ma questo è stato  fino  ad
  oggi  quello  che  è  stato  possibile fare  e  devo  dire  con  la
  condivisione  consapevole di tutti i parlamentari che  hanno  avuto
  modo  di  approfondire  insieme al Governo,  insieme  a  me,  in  V
  Commissione, questo aspetto.
   Quindi,   mi  auguro  davvero  che,  arricchito  dagli   eventuali
  emendamenti  che  potessero migliorare  ancora  questo  testo,  che
  insieme   quest'Assemblea  possa  oggi   scrivere   questa   pagina
  definitiva su una delle vicende meno nobili dell'utilizzazione  dei
  lavoratori  in  questa Terra che oggi risolviamo con l'articolo  46
  della nostra finanziaria.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore Scavone.
   Allora,   possiamo  incominciare  l'esame  degli  emendamenti?   I
  soppressivi sono ritirati? Benissimo.
   Sul  46.29,  si  chiede il ritiro. Ritirato?  Va  approfondito  in
  Commissione così com'è non si capisce. Quindi, lo ritiriamo.
   C'è un 46.34 della Commissione che dovrebbe essere .

                     (Intervento fuori microfono)

   Quello è ritirato, benissimo. Grazie.
   Questo  della  Commissione le parole sono sostituite con   possono
  essere stabilizzati'. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Questo  emendamento,  46.34  che ho già  fatto  votare,  onorevole
  Savona, mi dicono gli Uffici che sembra in contrasto con il testo.

                     (Intervento fuori microfono)

   Come? Non ho capito. E' approvato, va bene, basta così, perfetto.
   L'emendamento 46.30 degli onorevoli Pullara ed altri. C'è anche su
  questo l'invito al ritiro. Va bene.
   L'emendamento 46.28 degli onorevoli Lupo ed altri, ci sono effetti
  finanziari e quindi ritiriamo anche questo.
   Gli  altri  sono  tutti  soppressivi.  L'emendamento  46.33  degli
  onorevoli  Caronia  e altri. Ci sono anche qui oneri  maggiori  per
  cui

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Mi raccomando tenga le  regole  della
  maggioranza, parlare velocissimo, anzi normalmente non  intervenire
  ma se si interviene velocemente.

   CARONIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sto  intervenendo
  soltanto   perché   l'emendamento  ha   ovviamente   un   obiettivo
  chiarificatore   rispetto   a   una   cattiva   informazione    che
  probabilmente è stata data

   PRESIDENTE. Però ci sono oneri che non sono coperti.

   CARONIA. No, no, però vorrei semplicemente precisare che a seguito
  del  dibattito  che  è  scaturito  in  Commissione   Bilancio',  la
  copertura  che  era stata individuata chiaramente aveva  posto  una
  serie  di problemi in merito all'opportunità che nessuno di noi  ha
  caldeggiato, e di questo vorrei essere molto chiara, perché siccome
  è  uscita fuori una comunicazione non veritiera, almeno per ciò che
  mi  riguarda,  poiché si era detto che, in qualche  modo,  volevamo
  usare  le  somme  dei  disabili per coprire la stabilizzazione  del
  personale  Asu.  Questo  non  è,  e  di  fatto  la  legge  lo  dice
  chiaramente.
   E'  chiaro,  come  diceva l'onorevole Laccoto ai colleghi  che  mi
  hanno  preceduto,  che  a  postare 15  milioni  avevo  trovato  una
  copertura  su un capitolo, per carità, sono i farmaci innovativi  e
  lo  abbiamo  usato  l'anno scorso, comprendo che  oggi  l'assessore
  Razza  non  è neanche presente, mi rimetto ovviamente a quello  che
  sarà  la  volontà  del Governo, però ci tenevo  a  sottolineare  un
  aspetto:  così  come avremo modo di esaminare nel  prossimo  futuro
  dell'articolo che verrà a seguire, le riserve da cui  noi  abbiamo,
  come dire, trovato questo tesoretto che ci consente di stabilizzare
  il  personale, cosa che devo dire è veramente un momento importante
  perché  stiamo dando la possibilità a questa gente per  venticinque
  anni  di  avere  un  contratto ad oggi  non  sono  lavoratori  sono
  soggetti  utilizzati  che è ben altra cosa  da  essere  lavoratori,
  allora  poiché  la  copertura  finanziaria  come  dicevamo  pocanzi
  ovviamente  per quest'anno 10 milioni possono essere sufficienti  a
  garantire  le  somme  di  cui  ha dato  correttamente  informazione
  l'assessore  Scavone, ma per l'anno a venire poiché  questa  è  una
  somma che va storicizzata, ovviamente quindi...

   PRESIDENTE.  Onorevole  Caronia,  qua  se  il  Governo  ci  dà  la
  disponibilità

   CARONIA. Sto concludendo soltanto vorrei precisare che noi abbiamo
  utilizzato  fondi che provengono dalle autonomie locali,  perché  è
  chiaro che comunque la buona parte dei soggetti che lavorano presso
  i comuni sono già come dire utilizzati dagli enti locali.

   PRESIDENTE. C'è poi l'emendamento dell'onorevole Laccoto, arrivato
  a quel momento vedremo...

   CARONIA.  Questa è praticamente la stessa ratio, io ho individuato
  un  capitolo  che sono i farmaci innovativi, che è un capitolo  che
  negli  anni passati è stato ampiamente utilizzato per la  copertura
  non  soltanto  di  cose  che riguardano la sanità,  ma  lo  abbiamo
  utilizzato   anche  per  coperture  che  potevano  essere   diciamo
  emergenziali.

   PRESIDENTE.  Il  Governo se non ho capito male sta riscrivendo  la
  copertura,  vediamo  quello  che  fa  il  Governo,  onorevole,   ma
  l'emendamento io non lo posso accettare perché

   CARONIA.   Precisiamo  che  non  abbiamo  utilizzato   somme   per
  disabilità per coprire alcuna stabilizzazione, questo è un elemento
  estremamente importante. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Questo  ha  fatto benissimo a precisarlo.  Gli  altri
  emendamenti  sono  tutti inammissibili per cui  l'ultimo  è  quello
  dell'onorevole  Lentini. Ci sarebbe un invito al ritiro,  onorevole
  Lentini.

   LENTINI. No. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intanto   non
  parliamo di spesa. Allora, il problema è questo: ci sono degli enti
  che  ancora devono definire le procedure, cioè ci sono ex  Asu  che
  non  si chiamano, gli Asu che sono stati trasferiti in alcuni enti,
  in  questi  enti sono stati contrattualizzati ma non  stabilizzati,
  quindi  che  cosa  gli  diciamo? Avete questo personale  lo  dovete
  stabilizzare così come stiamo facendo con tutti i precari,  quindi,
  sono  a  spese  loro con le risorse e con le ore che  già  hanno  a
  disposizione;  non stiamo aggiungendo ne togliendo nulla.  Ci  sono
  degli  enti che hanno bisogno del nostro input per dire da oggi  in
  poi  col decreto Madia potete stabilizzare. Siccome l'abbiamo fatto
  con tutto il mondo intero, ci sono alcuni enti. Volete che vi porti
  un esempio? Ci sono 81 ex Asu contrattualizzati che lavorano con le
  Camere  di commercio, a Palermo non ce n'è nemmeno uno, attenzione,
  quindi  ce ne sono 81. Questi qua le Camere di commercio finalmente
  dobbiamo   dare   la  parola  magica  da  questo   momento   potete
  stabilizzare anche loro.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lentini, chiarissimo. Il  Governo  mi  deve
  dire se è, contrario, quindi lo ritira? E' ritirato?

   LENTINI. Ma perché è contrario?

   PRESIDENTE. Il Governo è contrario, onorevole.

   LENTINI. Ma chi lo ha detto che è contrario?

   PRESIDENTE. Non ha detto che è contrario? Io ho capito  contrario,
  chiedo scusa.

   LENTINI. Chi l'ha detto?

   PRESIDENTE.  Il Governo sull'emendamento. Scusi, scusi  ho  capito
  male io.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Assessore, in piedi, al microfono.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  E'  solo  una  sottolineatura  ordinamentale  che  è   già
  contemplata all'interno dell'articolo 46, quindi non

   PRESIDENTE. E, quindi, è assorbito dal testo. Quindi, è  contrario
  all'emendamento. Lo ritiriamo, onorevole Lentini?

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lentini)

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia e le politiche  sociali.  Hai
  presentato  un emendamento che io non ho forse. No, non me  l'hanno
  portato.

   PRESIDENTE. E' nel testo, è l'ultimo emendamento il 46.26.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Non  mi  sono  espresso bene, questo emendamento  completa
  l'aspetto ordinamentale del comma 11...

   PRESIDENTE. Parli al microfono. Sennò non sentiamo.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Quindi, è favorevole.

   PRESIDENTE.  E'  favorevole, benissimo. Come vede l'insistenza  di
  Lentini è servita. Allora dobbiamo votare questo emendamento. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Votiamo   la   legge.   No   attenzione,  stanno   preparando   la
  riformulazione  della  copertura.  Quindi,  Assessore,  non  cambia
  sostanzialmente,  cioè  i  fondi che ci sono  ci  sono,  si  stanno
  coprendo  diversamente, onorevole Laccoto. Non credo che sia  stato
  accolto. C'è stata l'occupazione proletaria da parte dell'onorevole
  Laccoto.
   Un  attimo, voglio capire che cosa sta facendo il Governo in  modo
  che  poi   perché  dobbiamo soltanto votare  e  basta  e  l'abbiamo
  chiuso. Non ho capito che cosa
   Onorevole  Laccoto, allora, c'è da accantonarlo perché il  Governo
  aspetta del tempo per sapere qual è la copertura.

   LACCOTO.  Quello che volevo solo ricordare all'Assessore  Armao  è
  che  inizialmente  noi avevamo fatto una somma di  15  milioni  per
  quest'anno,  giustamente  lui ha fatto  osservare  che  siccome  la
  stabilizzazione  parte  dopo,  e  siamo  d'accordo,  i  15  milioni
  corrispondevano  a  20 milioni dell'anno prossimo.  Quello  che  ho
  chiesto, lui non era in Aula, è importantissimo: che noi dal  2022-
  2023  aggiungiamo  5  milioni perché  così  daremo  una,  anche  se
  partiamo  quest'anno in ritardo, per l'anno prossimo  arriveremo  a
  una  stabilizzazione che consenta un ristoro economico per lo  meno
  per arrivare a 16 ore.

   PRESIDENTE.   Va  bene.  Scusate,  qui  dobbiamo  andare   avanti.
  L'articolo è accantonato.
   Il  Governo  veda quello che deve fare e me lo fa  sapere.  Quando
  torneremo  su questo articolo ne riparleremo. E' inutile continuare
  a perderci tempo adesso.
   Ora andiamo avanti.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  Presidente,
  l'articolo 46 è stato approvato?

   PRESIDENTE.  L'articolo  46  è accantonato  in  attesa  di  questo
  riscrittura  di  copertura. Appena me la danno  saremo  pronti  per
  farlo  approvare, però diciamo che è stato valutato, basta solo  il
  voto finale. Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:

                               «Art. 43.
      Interventi in favore dei comuni in condizione di squilibrio
                        strutturale di bilancio

   1.  Per l'esercizio finanziario 2021, è concesso un contributo  di
  1.000  migliaia di euro ai comuni per i quali sussistano  squilibri
  strutturali  del  bilancio  in condizioni  tali  da  provocarne  il
  dissesto   finanziario,  laddove  risulti  già   presentata   dalla
  precedente     amministrazione,    ordinaria    o    commissariale,
  deliberazione  consiliare di procedura del  piano  di  riequilibrio
  finanziario pluriennale prevista dal comma 1 dell'articolo 243  bis
  del  decreto  legislativo  18 agosto  2000,  n.  267  e  successive
  modificazioni,  per  la  quale non risulti  ancora  intervenuta  la
  delibera della Corte dei Conti di approvazione o di diniego di  cui
  all'articolo  243  quater,  comma 3,  che  intendano  agevolare  le
  procedure  di riequilibrio economico-finanziario e che  esercitino,
  ad  inizio mandato nel corso dell'anno 2021, la facoltà di  cui  al
  comma 5 bis del citato articolo 243 bis del decreto legislativo  n.
  267/2000  e  successive  modificazioni di rimodulare  il  piano  di
  riequilibrio   finanziario   pluriennale   già   presentato   dalla
  precedente amministrazione.

   2.   Ai   fini   della   concessione   del   predetto   contributo
  straordinario,  la  delibera di rimodulazione  deve  prevedere  una
  durata  massima  del piano di riequilibrio finanziario  pluriennale
  rimodulato di complessivi anni 15, decorrenti dall'anno  in  cui  è
  stata  deliberata  l'adesione al precedente piano  di  riequilibrio
  finanziario pluriennale che si intende rimodulare».

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, in modo telegrafico, l'articolo  43
  h  un  articolo di iniziativa parlamentare che viene incontro  alle
  esigenze  dei  comuni  che sono in condizioni di  riequilibrio,  di
  predissesto.
   Abbiamo  presentato due emendamenti, uno che prevede l'abrogazione
  dell'espressione  della precedente amministrazione  in modo che  il
  beneficio vada esteso anche alle amministrazioni che sono andate in
  dissesto,  predissesto  qualche  anno  prima  e,  per  la  maggiore
  comodità   dei   lavori  d'Aula,  Presidente,   ritiriamo   l'altro
  emendamento  che lo estende dai quindici ai vent'anni  in  modo  da
  velocizzare tutto il procedimento.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Barbagallo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor Presidente, intervengo solo per dire  che  sono
  d'accordo  con l'onorevole Barbagallo per l'emendamento 43.8,  dove
  al comma 1 la parola  precedente  è soppressa, perché è ragionevole
  quello che dice, quindi voterò il suo emendamento.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 43.11, della Commissione.  E'
  ritirato? Altrimenti bisogna coprirlo. E' già coperto? Allora,  col
  parere  favorevole  del  Governo, lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    L'emendamento 43.10, sì i soppressivi sono ritirati.
   Si  passa  all'emendamento 43.8 I parte, a firma  degli  onorevoli
  Barbagallo ed altri. Lo pongo in votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 43.8 II parte è ritirato. Se gli altri sono ritirati
  possiamo votare l'articolo.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole De Luca)

   Le  parole  dalle  precedente amministrazione  sono soppresse.  E'
  stato   soppresso    precedente ,  ma   non   si   può   sopprimere
   amministrazione , onorevole De Luca.
   Pongo  in votazione l'articolo 43. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

                     (Intervento fuori microfono)

   Il  43.8  I parte è già stato approvato. Il 43.8 II parte è  stato
  ritirato.  Il  43.10  è  stato  ritirato  adesso,  perché  non  era
  necessario.
   Quindi,   possiamo   riprendere  l'esame  dell'articolo   41,   in
  precedenza accantonato.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Pullara)

   Forse  ha  ragione,  l'emendamento 43.9, non è stato  votato:  «Al
  comma 1 dopo le parole  deliberazione consiliare  sono aggiunte  le
  parole  di autorizzazione al ricorso  .».

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Pullara)

   Onorevole  Pullara, mi sembra che ci sia una contrarietà generale,
  tutti mi dicono no, per cui tanto vale ritirarlo e si vede dopo. Si
  deve ritirare, tanto verrebbe bocciato. Tutti dicono di no.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Pullara)

   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  nuovamente  in votazione l'articolo 43.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 41, in precedenza accantonato.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo  41  è
  di   iniziativa   parlamentare.  Il  Movimento  Cinque   Stelle   è
  particolarmente  caro  a  questa  norma.  Istituisce  un  Fondo  di
  sostegno  all'istituto dell'articolo 31 del Testo  Unico  edilizia,
  cioè  interviene a favore di quei comuni che devono  operare  nelle
  demolizioni   con   la   Regione  intervenuta  all'ingiunzione   di
  demolizione da parte del dirigente comunale.
   Che  cosa  avviene in questo momento? Come molti sanno, spesso  il
  responsabile  dell'abuso non ha disponibilità economica  per  poter
  avviare  la demolizione e, quindi, si sostituisce dopo i 90  giorni
  di  inerzia  del responsabile, il Comune. Il Comune, a  sua  volta,
  spesso non ha questa disponibilità economica ed ecco che interviene
  questo

   PRESIDENTE. Colleghi, io vi invito ad allontanarvi dai banchi  del
  Governo  e  non  chiacchierare in fondo all'Aula. E lei,  onorevole
  Trizzino,  se  abbassa la mascherina perché non si  distinguono  le
  parole.

   TRIZZINO.  Non  mi ripeterò perché immagino che quello  che  si  è
  detto   prima   si  sia  capito.  Quindi,  interviene   il   Comune
  nell'ipotesi  in cui il responsabile dell'abuso dei 90  giorni  non
  procede alla demolizione. Che cosa accade? Che il Comune spesso non
  ha queste risorse, per cui interviene questo Fondo. Tra l'altro non
  è una novità perché il Fondo nazionale già esiste con 10 milioni di
  euro.
   Va  detto - questo è un fatto importante - che buona parte di quei
  10  milioni di euro nazionali, ben il 60 per cento è utilizzato  in
  Sicilia. La provincia di Trapani, tra l'altro, ha utilizzato più di
  tre  milioni  di euro per le demolizioni, oltre 160 interventi,  se
  non erro. Quindi, questo Fondo interviene nella regione più colpita
  e  tengo  a rimarcare il fatto che questa iniziativa già nasce  nel
  momento   in   cui  avevamo  iniziato  a  lavorare   alla   riforma
  urbanistica.
   Per  cui, teniamo particolarmente a questa norma, teniamo al fatto
  che  venga approvata. Nell'elenco degli emendamenti ce n'è uno  del
  Partito  democratico  che condividiamo, il  41.19.  Però,  vorremmo
  invitare  i  proponenti  e,  magari, potremmo  farlo  anche  noi  a
  inserire  al  quarto comma, dopo la parola  Regione',  con  decreto
  dell'assessore',  in  modo  tale che i  criteri  e  la  graduatoria
  vengano stabiliti dall'assessorato.
   Tra  l'altro, questa disposizione sarebbe utile perché  lo  stesso
  Ministero, a livello nazionale, nel Fondo stabilisce con decreto le
  modalità  di  attuazione del Fondo stesso.  E,  poi,  chiederei  al
  collega  Pullara  di  ritirare l'emendamento 41.20  perché  già  lo
  stanziamento  è  abbastanza esiguo, sono 500 mila euro,  seppur  un
  Fondo  di  rotazione che è comunque esiguo, abbassarlo a  100  mila
  euro  sarebbe davvero sconfortante anche per l'Aula stessa che deve
  approvare una norma di questo tipo.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Trizzino,  lei  già   ha   preparato   il
  subemendamento?

   TRIZZINO. Sì.

   PRESIDENTE. Se lo può depositare così lo distribuiamo e procediamo
  alla  votazione.  Colleghi, io invito al  ritiro  dei  soppressivi.
  Credo  che  sia  unanime la volontà di istituire  un  Fondo.  Posso
  ritenere tutti i soppressivi ai commi all'articolo ritirati?
   Onorevole Lo Giudice, lei ritira i suoi soppressivi? Grazie.
   Per   quanto  riguarda  l'emendamento  dell'onorevole  Barbagallo,
  41.19,  sta  pervenendo  un  sub  che,  comunque,  già  l'onorevole
  Trizzino ha spiegato, che prevede una apposita graduatoria  stilata
  con   criteri   stabiliti   dall'assessorato   del   territorio   e
  dell'ambiente. È stato appena depositato.
   Il  subemendamento al 41.19 recita:  dopo la parola  Regione' sono
  aggiunte  le  parole  con decreto dell'assessore regionale  per  il
  territorio  e  l'ambiente . Quindi, al 41.19 adesso  lo  numeriamo.
  Onorevole Trizzino, l'ho siglato per lei. Il 41.19.1 è approvato  e
  il  41.19  è  approvato. Pongo in votazione l'articolo  41.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:

                             «Articolo 38
                  Riserve sul Fondo autonomie locali

   1.  A  valere  sui trasferimenti regionali di parte  corrente  per
  l'anno  2021 di cui al comma 1dell'articolo 6 della legge regionale
  28  gennaio  2014,  n.  5  e successive modificazioni,  l'Assessore
  regionale  per  le  autonomie locali e  la  funzione  pubblica,  in
  considerazione  delle particolari difficoltà riferite  al  fenomeno
  immigratorio  in  cui versano i comuni di Lampedusa  e  Linosa,  di
  Pozzallo, di Augusta e di Porto Empedocle, riconosce un  contributo
  straordinario di 1.000 migliaia di euro da erogare in  misura  pari
  al  sessanta  per cento a titolo di anticipazione  ed  il  restante
  quaranta per cento a seguito dell'avvenuta rendicontazione.
   2.  Per  l'esercizio finanziario 2021 è riconosciuto un contributo
  straordinario  di 2.775 migliaia di euro in favore  del  comune  di
  Comiso per la società di gestione aeroportuale Soaco S.p.A., cui si
  fa  fronte mediante riduzione di pari importo a valere sul capitolo
  191301. Il contributo di cui al presente comma è erogato in  misura
  pari al sessanta per cento a titolo di anticipazione ed il restante
  quaranta per cento a seguito dell'avvenuta rendicontazione.
   3.  A  sostegno  dei  comuni  che entro  il  2020  hanno  ottenuto
  l'approvazione  da  parte  della  Corte  dei  Conti  del  piano  di
  riequilibrio finanziario pluriennale e che abbiano posto in  essere
  alla  data  di  entrata in vigore della presente  legge  tutti  gli
  obiettivi  intermedi  previsti nei rispettivi  piani,  in  sede  di
  riparto previsto dall'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014  e
  successive   modificazioni,   è   garantita,   nell'ambito    delle
  assegnazioni  ordinarie per il triennio 2020-2022, una assegnazione
  di parte corrente non inferiore a quella dell'anno 2015.
   4. L'Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione
  pubblica è autorizzato
   a concedere i seguenti contributi straordinari:
   a) 1.000 migliaia di euro in favore del comune di Agrigento per le
  finalità  di cui all'articolo 19, comma 2, della legge regionale  8
  agosto 1985, n. 34;
   b)  1.000 migliaia di euro in favore del comune di Siracusa per le
  finalità  di  cui agli articoli 8, 9 e 10 della legge regionale  n.
  34/1985 e successive modificazioni;
   c)  1.000 migliaia di euro in favore del comune di Ragusa  per  le
  finalità  della legge regionale 11 aprile 1981, n. 61 e  successive
  modificazioni;
   d)  1.000 migliaia di euro al comune di Messina ed ai comuni della
  riviera Jonica confinanti territorialmente con il comune di Messina
  che hanno subito danni a seguito degli
   eventi  alluvionali del 1  ottobre 2009. Al comune  di  Messina  è
  assegnata  la  somma  di  500 migliaia di euro  per  interventi  di
  rivitalizzazione  urbana  nei  territori  di  Giampilieri,  Molino,
  Pezzolo,  Santo  Stefano.  La  rimanente  somma  è  da  suddividere
  equamente  tra i comuni territorialmente confinanti  al  comune  di
  Messina della zona Jonica che hanno subìto danni alluvionali;
   e)  1.000  migliaia  di  euro  per l'anno  2021  quale  contributo
  straordinario una tantum in favore dei comuni che hanno concluso  i
  processi  di stabilizzazione del personale titolare di contratto  a
  tempo  determinato nel periodo compreso tra l'1 gennaio 2010  e  la
  data di entrata in vigore dell'articolo 3 della legge regionale  29
  dicembre  2016,  n. 27. Il dipartimento regionale  delle  autonomie
  locali  provvede  a  ripartire  agli enti  interessati  le  risorse
  assegnate in proporzione al costo complessivo sostenuto ed  erogato
  dall'ente nel periodo 2010-2018.
   5. I contributi di cui al comma 4 sono erogati nella misura del 60
  per  cento a titolo di anticipazione ed il restante 40 per cento  a
  seguito dell'avvenuta rendicontazione.
   6.   Agli   oneri  derivanti  dall'applicazione   del   comma   4,
  quantificati  complessivamente  in  5.000  migliaia  di  euro,   si
  provvede   a   valere  sulle  assegnazioni  di  cui  al   comma   1
  dell'articolo  6  della  legge regionale  n.  5/2014  e  successive
  modificazioni.
   7.  Per  l'anno 2021 in sede di riparto del Fondo autonomie locali
  di  cui all'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e successive
  modificazioni, ai comuni che hanno conseguito nell'anno  precedente
  a  quello in corso il riconoscimento internazionale Bandiera Blu da
  parte  della Fondazione per l'educazione ambientale (Fea Italia)  è
  destinata  la somma di 700 migliaia di euro ed ai comuni che  hanno
  conseguito nell'anno precedente a quello in corso il riconoscimento
  Bandiera Verde da parte dei pediatri italiani è destinata la  somma
  di  300  migliaia di euro. Ai comuni che hanno ottenuto entrambi  i
  riconoscimenti  sono  assegnate le somme  in  relazione  solo  alla
  Bandiera Blu. Tali contributi, per entrambi i riconoscimenti,  sono
  ripartiti per il 50 per cento in base alla densità demografica  dei
  singoli comuni e per il restante 50 per cento in base al numero dei
  comuni
   che  hanno  ottenuto  i suddetti riconoscimenti  e  devono  essere
  destinati  all'attivazione  o  al  potenziamento  di  interventi  e
  servizi di accoglienza e promozione territoriale e turistica.
   8.  Per l'esercizio finanziario 2021, in sede di riparto del Fondo
  autonomie  locali  di cui all'articolo 6 della legge  regionale  n.
  5/2014   e   successive  modificazioni,  ai  comuni  che  nell'anno
  precedente  a quello in corso hanno superato la soglia del  65  per
  cento  di  raccolta  differenziata in  materia  di  rifiuti  solidi
  urbani,  in  conformità all'articolo 205 del decreto legislativo  3
  aprile  2006, n. 152 e del decreto ministeriale 26 maggio  2016,  è
  destinata la somma di 3.000 migliaia di euro da ripartirsi  per  il
  50  per cento in base alla popolazione di cui all'ultimo censimento
  ISTAT  e per il restante 50 per cento in base al numero dei  comuni
  che hanno superato detta percentuale. Le certificazioni sono a cura
  dell'Agenzia   regionale   per  la  protezione   dell'ambiente   in
  considerazione anche del protocollo
   d'intesa  sottoscritto con l'Assessorato regionale dell'energia  e
  dei servizi di pubblica utilità.
   9.  Per  l'anno  2021  in favore dei comuni, per  le  spese  delle
  comunità alloggio per disabili psichici, è autorizzata la spesa  di
  5.000 migliaia di euro (Missione 12, Programma 2, Capitolo 183363),
  a  valere  sul Fondo di cui al comma 1 dell'articolo 6 della  legge
  regionale n. 5/2014 e successive modificazioni.
   10.  Per  l'anno  2021, a valere sul Fondo di cui  all'articolo  6
  della  legge  regionale  n. 5/2014 e successive  modificazioni,  la
  somma  di 6.000 migliaia di euro, da iscrivere su apposito capitolo
  di  spesa  del bilancio della Regione, è destinata ai comuni  delle
  isole  minori  quale contributo sulle spese per  il  trasporto  dei
  rifiuti   via  mare,  da  ripartire  in  proporzione   alle   spese
  effettivamente sostenute da ogni ente nell'anno precedente.
   11.  Al  comma 4 dell'articolo 2 della legge regionale 30 dicembre
  2020,  n. 36, le parole  e le somme di cui al comma 2, pari  a  600
  migliaia  di euro (Missione 18, Programma 1), sono poste  a  carico
  dell'autorizzazione di spesa per le finalità  di  cui  al  comma  1
  dell'articolo  6  della  legge regionale  n.  5/2014  e  successive
  modificazioni  (Missione 18, Programma 1,  capitolo  191301)   sono
  soppresse».

   A  pagina  21  inizia  l'articolo,  con  i  relativi  emendamenti.
  Possiamo  procedere alla votazione dell'articolo 38.  Ci  sono  dei
  soppressivi.  Si  iscrivono  a parlare  gli  onorevoli  De  Luca  e
  Dipasquale.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Ci  sono,  fortunatamente, solo  due  interventi  dei
  colleghi De Luca - che, se intende parlare, è pregato di avvicinare
  al pulpito - Dipasquale, Lupo, Cracolici, Barbagallo.
   Colleghi,   come   da   Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari,  vi invito ad attenervi all'articolo, ad  evitare  di
  sovrapporre interventi uguali specialmente all'interno dello stesso
  gruppo. Quindi ad ottimizzare gli interventi.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi semplicemente  per
  fare delle osservazioni. Noi in questo articolo stiamo riconoscendo
  un  contributo  straordinario di quasi tre milioni  ad  un  società
  privata  che,  probabilmente, sarà oggetto di impugnativa.  Quindi,
  nonostante

   PRESIDENTE. Può dire il comma, collega?

   DE  LUCA.  Comma  2.  Quindi, nonostante la convenzione  del  buon
  intento,  c'è  questa pecca. Poi stiamo assegnando, nuovamente,  un
  milione di euro tra bandierine blu e bandierine verdi.

   PRESIDENTE. Può dire la lettera del comma?

   DE  LUCA.  Un  attimo Presidente, non mi interrompa continuamente.
  Questo  al comma 7. Dopo di che, nel medesimo articolo vediamo  che
  diamo  solo  tre  milioni  di  euro ai comuni  per  aiutarli  nella
  differenziata  e  solo  cinque milioni di euro  ai  comuni  per  le
  comunità alloggio per disabili psichici.
   Ora  io mi domando, semplicemente, se è opportuno destinare queste
  somme, di cui appunto al comma 2 e al comma 7 per questi intenti, e
  svilire   invece  quelli  che  dovrebbero  essere  degli  obiettivi
  prioritari  per  questa Regione. Quindi faccio,  semplicemente,  un
  invito alla riflessione ma credo che si commentino da soli.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli   colleghi
  sull'articolo  38  ci  sono  almeno un  paio  di  cose  che  voglio
  evidenziare,  anche  perché sono scomparsi gli  emendamenti,  vabbè
  saranno   tra  gli  aggiuntivi,  però  vediamo  come  li   possiamo
  recuperare nel caso intendiamo farlo.
   Innanzitutto,  la prima riflessione riguarda il primo  comma.  Nel
  primo  comma  il  Parlamento aveva individuato una riserva  per  le
  città  che  si  occupano  di  attività che  sono  attenzionate  dai
  fenomeni migratori. E, quindi, Lampedusa, Linosa, Pozzallo.  Questo
  fondo  era  stato  individuato per due milioni di  euro.  Purtroppo
  viene  portato  ad un milione di euro. Allora, io ho presentato  un
  emendamento aggiuntivo e vi prego di recuperarlo perché, veramente,
  un milione di euro per tutti questi comuni, che si trovano in prima
  linea  -  dove  non è solamente Pozzallo ma sono  anche  gli  altri
  comuni  a cui ho fatto riferimento - è veramente riduttivo.  Quindi
  io,  Presidente,  la  prego un attimo di  fermarsi  per  vedere  di
  trovare una soluzione.
   L'altra  cosa  che volevo evidenziare, il comma E); io  lo  vorrei
  proprio  spiegato da questo scienziato che ha scritto il  comma  E)
  dove  si prevede un contributo di un milione di euro, un contributo
  straordinario  per  i Comuni che hanno stabilizzato.  Benissimo,  è
  vero,   ci  sono  i  Comuni  che  hanno  stabilizzato,  che   hanno
  stabilizzato  nel passato, non lo deve dire a me Presidente  perché
  io  sono  stato  il sindaco che prima in Sicilia ha stabilizzato  i
  precari  nella  nostra  Regione nel  2008.  Lei  deve  pensare  che
  l'allora  normativa  nazionale era appena  uscita,  anzi  l'abbiamo
  anticipata, e che tanti Comuni dopo Ragusa andarono a stabilizzarsi
  proprio  seguendo il percorso di Ragusa, uno dei Comuni che ricordo
  era il Comune del Presidente della Regione, di Misterbianco. Allora
  lo scienziato che ha previsto questo emendamento prevede, sì perché
  è  uno  scienziato questo, che questo contributo  va  solamente  ai
  Comuni che hanno stabilizzato dal 1  gennaio 2010 a dicembre  2016,
  cioè tagliando fuori il Comune di Ragusa.

   PRESIDENTE. Emendiamo il 2008?

   DIPASQUALE.  Presidente della Regione, la  prego  di  seguirmi  su
  questo.  E' stato presentato nella finanziaria il comma E) dove  si
  dà  un contributo ai Comuni che hanno stabilizzato nel passato e si
  lascia fuori l'unico Comune che è stato il primo in Sicilia  che  è
  il  Comune  di  Ragusa, quindi io vi prego e lo dico in  particolar
  modo   con   attenzione  ai  colleghi  ragusani,  perché  significa
  mortificare il Comune di Ragusa, ho presentato un emendamento e non
  capisco perché non c'è, perché è un emendamento sostitutivo, ma  io
  ora  ve  lo  consegno  quindi non era aggiuntivo,  perché  dobbiamo
  portarlo  dal  2008. Del resto, la legge che mise in condizione  di
  stabilizzare  .

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE. Devo parlare

   PRESIDENTE.  No,  mi  permetta. Le volevo dire  che  a  pagina  26
  l'emendamento che forse lei cercava, il 38.69 recita alla lettera E
   sostituire I gennaio 2010 con I gennaio 2008 . Quindi  lo  abbiamo
  trovato.

   DIPASQUALE. Perfetto, sono contento. Io vi prego perché  veramente
  chi  l'ha  scritto  gli è venuto e si è sparato,  Presidente,  2010
  quando  la  legge che ha permesso  E' così Presidente, non  c'è  un
  motivo  perché è 2010. La legge che ha permesso le stabilizzazioni,
  il  suo  Comune,  è venuto allora da noi a Ragusa per  dirci   come
  avete stabilizzato voi ragusani?  perché il primo Comune nel 2008 è
  stato  il Comune di Ragusa dopo la legge nazionale, la n.  244  che
  mise  in  condizione i Comuni di fare la stabilizzazione  quindi  a
  questo scienziato che l'ha scritto, che l'ha scritto sbagliato,  va
  corretto e messo 2008.
   Poi,  dopo  di  che, ho detto prima, visto che c'è il  Presidente,
  vediamo  se possiamo recuperare un milione perché sono stati  tolti
  un milione di euro ai Comuni che

   PRESIDENTE. Onorevole Di Pasquale

   DIPASQUALE. No, guardi, io non sono intervenuto neanche una  volta
  ancora oggi

   PRESIDENTE. Ma deve concludere perché sono passati cinque minuti.

   DIPASQUALE.  Non  sono intervenuto neanche  una  volta  e  se  sto
  occupando qualche minuto, se lei sta zitta  Mi permetta,  mi  mette
  in condizione

   PRESIDENTE. Allora, lo staccate per piacere il microfono? Bene.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

                 (Proteste dell'onorevole Dipasquale)

   PRESIDENTE.  Onorevole Dipasquale, lei non  si  può  rivolgere  in
  questi  termini alla Presidenza e permetta di sanificare lo scranno
  e fare intervenire l'onorevole Barbagallo.

            (Reiterate proteste dell'onorevole Dipasquale)

   PRESIDENTE.  Onorevole  Dipasquale, il suo  intervento  è  finito.
  Grazie  Non si può permettere di parlare in questa maniera, forse a
  casa  sua  La smetta  Lei non si deve rivolgere in questo modo alla
  Presidenza
   Prego, onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, su questo articolo  c'è  uno  dei
  punti dirimenti su cui siamo intervenuti già in sede di discussione
  generale.
   Parliamo  del  fondo delle riserve in favore degli enti  locali  e
  certamente  c'è un fatto che è accaduto nelle ultime  settimane  in
  Sicilia   che   è  sotto  gli  occhi  di  tutti.   Io   credo   che
  l'atteggiamento  dell'Assemblea deve essere rivolto  a  tendere  la
  mano  ai  comuni  che sono chiamati a risolvere  problematiche  non
  previste, ad affrontare spese non previste, e certamente l'attività
  parossistica  dell'Etna e segnatamente la cenere vulcanica  che  ha
  colpito  una ventina dei comuni etnei è uno dei temi verso  cui,  a
  giudizio  del partito democratico, tutta l'Aula dovrebbe  rivolgere
  la sua attenzione.
   E'  una  attività che ormai dura da 6-7 settimane. Ci  sono  stati
  comuni  più  colpiti, altri meno colpiti, la protezione civile  sta
  censendo  quelli che sono i danni. I comuni stanno  intervenendo  a
  spese  proprie  per la pulizia delle strade, stanno intervenendo  a
  spese  proprie  per la pulizia e rimozione della  cenere  vulcanica
  negli  edifici pubblici, nelle scuole, nei palazzi comunali,  nelle
  piazze.
   La  situazione  è  in  continua evoluzione, ed  è  particolarmente
  grave.   Per   questo  insistiamo  sull'emendamento  38.57   signor
  Presidente, e ci affidiamo alla copertura che riuscirà  a  reperire
  la  Commissione  bilancio nei limiti proprio del  maggior  importo,
  tenendo  conto del fatto che i comuni interessati sono parecchi,  e
  che  è  un  evento  che  - ahimé - ancora  oggi  non  è  finito,  e
  l'attività parossistica è ancora in corso.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE.  C'è  l'emendamento della Commissione?  I  soppressivi
  sono  ritirati? Do la parola al Presidente Musumeci per  rispondere
  all'onorevole Barbagallo.

   MUSUMECI,  Presidente della Regione. Credo sia utile, al  fine  di
  evitare  cenere  anche  sulla  comunicazione  politica,  che  sulla
  tormentata vicenda della cenere vulcanica che investe alcune decine
  di comuni non solo del versante etneo, il Governo con la Protezione
  civile  si  è  subito  impegnato nello stanziamento  di  una  prima
  risorsa  assolutamente irrisoria, perché speravamo  che  l'attività
  del  vulcano si determinasse soltanto in 3-4 giorni, un milione  di
  euro, e stiamo prevedendo, non appena l'esercizio finanziario  sarà
  avviato,  di  mettere  da  parte  altre  risorse  da  fondi   extra
  regionali.
   Al  tempo stesso, abbiamo chiesto lo stato di emergenza al governo
  nazionale, abbiamo chiesto la mobilitazione nazionale, si tratta di
  una  mobilitazione  di  mezzi e di uomini ed  io  personalmente  ho
  parlato  con il capo della protezione civile, ingegnere Curcio,  al
  quale  ho evidenziato l'esigenza di un contributo straordinario  da
  parte  del  dipartimento nazionale per fare fronte alle  spese  dei
  comuni. I comuni sono tenuti, ma credo che abbiano già ricevuto una
  circolare   da   parte  della  protezione  civile,  ad   affrontare
  l'emergenza  e  a  rendicontare  la  protezione  civile  per  poter
  accedere  al  rimborso.  Al  tempo  stesso  stiamo  espletando   le
  procedure per acquistare alcuni mezzi appositamente per intervenire
  nel  recupero della cenere vulcanica, tenuto conto che secondo  gli
  scienziati, questo fenomeno è destinato a ripetersi, con  tutte  le
  conseguenze che determina anche sul piano del trasporto, perché  se
  sbuffa  l'Etna,  l'aeroporto internazionale di Fontana  rossa,  per
  motivi precauzionali è costretto a chiudere. Quindi, al di là della
  buona  volontà  politica manifestata dalla  Commissione,  credo  di
  poter dire che su questo tema, stiamo facendo fronte come Governo e
  non  tanto perché io viva nella provincia di Catania, ma per essere
  direttamente coinvolto in questa tormentata e drammatica per  certi
  versi vicenda
   Stiamo  occupandoci con l'assessore Razza, anche di  capire  se  e
  fino  a  che punto la cenere vulcanica possa essere pregiudizievole
  alla  salute pubblica, qualora dovesse sollevare le polveri sottili
  e  permanere  lungo  le  strade nelle caditoie,  nei  tetti,  nelle
  terrazze a lungo, oltre il tempo necessario ad essere raccolta.

   PRESIDENTE. Lo ritira, onorevole Barbagallo?

   BARBAGALLO. No.

   PRESIDENTE. Non ritira? E non è stato chiaro quello che  ha  detto
  il Presidente?
   Va  bene  per  i  fatti  suoi. Se non lo ritira,  non  lo  ritira.
  Comunque  onorevole Barbagallo, siccome gli Uffici  mi  dicono  che
  l'emendamento non è formulato in maniera corretta.
   Mi scusi se mi permetto di insistere, credo che quello che dice il
  Presidente sia oggettivamente di garanzia, per cui c'è stata  anche
  la  specifica  di  tutto quello che si sta  facendo.  Anche  io  ho
  parlato coi sindaci del catanese, che mi sono venuti a trovare.

   BARBAGALLO.  Delle dichiarazioni prendiamo atto  dell'impegno  del
  Governo, e vigileremo attentamente sul trasferimento delle  risorse
  del Governo nazionale, qua c'è un'esigenza cautelare, il milione di
  euro serviva come ha detto il Presidente della Regione, per i 4,  5
  giorni, sono passate sei settimane.
   Ci  sono  due emendamenti del Partito Democratico, uno  per  dieci
  milioni  che  ritiro, l'altro per cinque milioni, se  per  caso  la
  Commissione Bilancio, non arriva a cinque milioni e arriva a  meno,
  per voi va bene uguale ed è l'emendamento 38.57.
   Quindi io non lo so qual è l'emendamento che lei ha sul tavolo,  e
  a quale si sta riferendo, c'è sul testo il 38.57.

   PRESIDENTE. L'emendamento 38.57, l'ho qua davanti.

   BARBAGALLO,  E' il 38.57, nelle forme che stabilirà la Commissione
   Bilancio .

   PRESIDENTE.  Gli Uffici mi dicono che se in sede  di  riparto  del
  fondo delle autonomie locali ..

   BARBAGALLO. Se serve togliamo le prime due righe. Ho capito che  è
  questo il problema.
   Il  Presidente Savona credo che aveva fatto le stesse  analisi  ed
  eravamo giunti.

   SAVONA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore. Sulle riserve  è
  un  tema  da  non  trattare, perché non stiamo  dando  copertura  a
  nessuno e nessun elemento che possa confluire a toccare le riserve.
  Quindi le riserve a prescindere, quindi sull'emendamento che ho  in
  mano,  che  abbiamo distribuito, non ci saranno  altre  riserve  da
  affrontare, né in più né in meno.

   PRESIDENTE.  Quindi,  lasciamo quello del PUC  e  lo  mettiamo  in
  votazione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Si esatto.

   PRESIDENTE. Poi però bisogna vedere la compatibilità.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore.  Sul  38  com  è
  l'unico emendamento che stiamo facendo per riscrittura totale.

   PRESIDENTE. Questo è l'unico della Commissione, il 38 che  si  può
  votare, della Commissione.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione  e   relatore.   Esatto,
  Presidente, solo questo dobbiamo mettere in votazione e niente più.

   PRESIDENTE.  Se l'onorevole Barbagallo non ritira il  suo,  io  lo
  devo mettere in votazione. Poi può essere, ovviamente, bocciato  ma
  lo devo mettere in votazione.
   Il  parere  del Governo è comunque negativo. Onorevole Barbagallo,
  mi  sembra che non si possa trovare una soluzione. Ecco, perché non
  facciamo  un  ordine  del giorno e così si  impegna  il  Governo  a
  metterli subito?

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, noi  ordini  del  giorno  non  ne
  facciamo,  noi  chiediamo  di  votare con  palese  nominale.  Sulla
  seconda  parte del 38.57, a valere sui fondi POC, la  domanda  agli
  Uffici  è:  c'è  una  parte fino a concorrere alla  copertura?  Due
  milioni, due milioni e mezzo, un milione e otto? Questo c'è  o  no,
  per garantire le attività indispensabili questa settimana? Sì o no,
  questo è il punto, e chiediamo di votarlo con palese nominale.

   PRESIDENTE. Però, ce lo devono dire. Quindi, sul 58, che è  quello
  da cinque mila diciamo.

   BARBAGALLO. Mi pare che era il 57.

   PRESIDENTE. 58, quello da cinque è 58.
   Onorevole Barbagallo, c'è una nuova riformulazione, che è  firmata
  anche  dalla  Commissione,  che però  non  riguarda  più  il  fondo
  autonomie  locali,  e  quindi lo facciamo  dopo,  non  viene  fatto
  adesso, viene fatto dopo quando parliamo della protezione civile.
   A  questo punto, dobbiamo votare solo il 38 della Commissione, che
  avete tutti.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA. Signor Presidente, la ringrazio, ma nella rielaborazione sul
  38  della  Commissione, ai Comuni che si trovano in prima linea  in
  tutte  le pratiche, le spese e le incombenze per l'accoglienza  dei
  migranti, si aggiunge un altro Comune. Riteniamo che sia  utile  se
  in quel Comune ci sono problemi e urgenze di questo tipo, quindi  i
  Comuni diventano cinque, la somma complessiva

   PRESIDENTE. Quello che si aggiunge qual è?

   FAVA.  Siculiana.  La somma resta mille euro, quindi  scendiamo  a
  duecento  mila euro a Comune, abbiamo ridotto ad un terzo la  somma
  che era stabilita nella vecchia finanziaria, anche dando seguito ad
  un emendamento che era stato da me presentato. Duecento mila euro a
  Comune,  se  veramente  assumiamo che questi  interventi  siano  di
  emergenza,  di  urgenza,  di necessità,  è  un  contentino  che  ha
  soltanto un valore simbolico negativo. O si ristabilisce una  cifra
  congrua, in questo senso c'è un mio emendamento che la porta a  tre
  mila  euro, oppure tanto vale dire  cari Comuni assumerete a vostre
  spese,   assumerete   a   vostre   spese   le   incombenze   legate
  all'accoglienza  dei  migranti ,  ma  noi  non  possiamo  dire   da
  cinquecento mila scendiamo a duecento mila, prendere o lasciare.

   PRESIDENTE.  C'è  modo, Governo, di trovare, che  l'intervento  di
  Fava ha una sua logica.
   Io  credo che all'interno del fondo queste disponibilità ci  sono,
  per cui si potrebbero inserire
   Cioè  se  aggiungiamo, assessore Armao, se aggiungessimo 200  mila
  euro le disponibilità ci sono?

           (Intervento fuori microfono dell'Assessore Armao)

   PRESIDENTE.  Quanto  si può aggiungere? Per  portarlo  da  5  a  2
  milioni,  per  cui  quello  non è possibile,  non  ci  sono  queste
  disponibilità  però  per quello di Siculiana,  cioè  aggiungere  la
  quota  almeno  per Siculiana e lasciare gli altri  per  come  erano
  prima,  è  già  una  cosa.  No,  allora,  se  potessimo  aggiungere
  Siculiana  con  la  sua  copertura e non  togliendola  agli  altri,
  questo, l'unica cosa che forse si può fare è questo.

   FAVA.  Ma  in questo modo noi decurtiamo della metà quello  che  è
  stato dato con la scorsa Finanziaria a questi comuni.

   PRESIDENTE. Si, io sto cercando di capire quello che si può fare.

   FAVA.  Da  500 mila euro a 250 mila euro. E bisognerà  spiegare  a
  questi  comuni che i costi sono cresciuti, l'emergenza aumenta,  si
  fa  più incombente e soprattutto legata alle vicende che porta  con
  sé  come  eredità la pandemia e noi abbiamo deciso di dimezzare  da
  500 mila a 250 mila. Diciamo è una scelta

   PRESIDENTE.  Non  è  un  problema  che  abbiamo  deciso,   è   che
  evidentemente le risorse sono quelle .

   FAVA. Lo decidiamo noi, Presidente. Siccome non si tratta di cifre
  né  stravaganti né eccessive ma per questi comuni, piccoli  comuni,
  piccole  amministrazioni, avere la possibilità  di  contare  su  un
  fondo  congruo è una necessità, altrimenti rischiamo di mettere  in
  seria difficoltà di fronte un problema che è anche un problema ..

   PRESIDENTE.  Allora, la disponibilità che chiede lei  non  c'è  da
  quello  che capisco. Stiamo cercando, se possibile, di evitare  che
  Siculiana pesi anche sugli altri comuni e quindi mettere quello che
  era  previsto  per i 4 comuni in più per Siculiana  senza  togliere
  altri  soldi a loro. Non in quel tetto, aggiungendo 300  mila  euro
  credo.  Cioè  dovrebbero andare 300 mila l'una, sono diventati  200
  mila  perché  c'è  Siculiana,  venivano  da  500  dopo  di  che  le
  disponibilità  sarebbero  per 300, ma con l'aggiunta  di  Siculiana
  diventano addirittura 200. Se noi paghiamo Siculiana con altri  300
  mila almeno restano a 300 mila.
   Quello  che  si può fare, ma ripeto poi non è che dipende  da  me,
  deve  essere  il Governo, quello che mi sembra che si  può  fare  è
  sostituire  1.000  milione  con  1.250.  E  questo  credo  che  sia
  quantomeno  un  segnale che l'Assemblea sta dando  nella  cosa.  Mi
  sembra  che  ci  sia qualche problema su questo  argomento.  No,  e
  allora un attimo solo, per lei va bene.
   E  allora questo lo ha presentato la Commissione, bisogna metterlo
  in  votazione subito. Allora il 38COM.1 che è questo aumento di 250
  mila euro per quei comuni che hanno gli emigrati, da 1.000 a 1.250,
  lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Sunseri su che cosa lei  deve
  intervenire? Sul 38? Prego.

   SUNSERI.  Signor Presidente, guardi Presidente Musumeci, Assessore
  Armao, devo dire che provo un po' anche di imbarazzo a trattare  un
  argomento così importante per la Sicilia, per i comuni siciliani, e
  affrontarlo così anche con l'Aula.
   Stiamo  parlando  dell'unica fonte certa che in questo  momento  i
  comuni  hanno  da  parte della Regione, cioè il  trasferimento  dei
  fondi  dalla regione ai comuni, 340, 320 milioni di euro  che  ogni
  anno  la regione siciliana trasferisce ai propri comuni. Ma io  non
  riesco a comprendere la ratio di quello che stiamo facendo perché è
  come se un po' un padre di famiglia che a mala pena sa di avere  le
  risorse  necessarie per far pranzare e cenare i  propri  figli,  ne
  riserva  una parte per comprargli la playstation perché  di  questo
  parlando quando parliamo di riserve.
   Ora  il  concetto  è  uno, io volevo sapere dall'Assessore  Armao,
  dagli uffici dell'Assemblea regionale siciliana, se il comma 2 è un
  emendamento  che  noi possiamo affrontare, perché  secondo  me  gli
  uffici dovevano fermarlo prima di arrivare qua perché io non  credo
  che noi possiamo ricapitalizzare società.
   Poco fa abbiamo avuto venti minuti di discussione per trovare  200
  mila  euro, io vorrei un parere da parte dell'assessore e da  parte
  degli   uffici,   Presidente  lei  rappresenta   l'Assemblea,   per
  comprendere  se  possiamo ricapitalizzare società,  perché  se  non
  dovesse essere possibile, attenzione nulla quaestio sulla volontà e
  sulla  bontà  della  norma,  ma così non  è  possibile  così  viene
  impugnata  e  stiamo togliendo somme ai comuni o a  altri  percorsi
  virtuosi  che  si  possono fare nei confronti dei comuni,  con  una
  norma   che   a   mio  parere  a  mio  modestissimo   parere,   pur
  riconoscendone la bontà, non è certamente fattibile.
   Però,  ripeto,  vorrei un parere da parte dell'assessore  Falcone,
  dell'assessore Armao che dà il parere sulla copertura, dagli uffici
  dell'Assemblea  perché secondo me è così, ma non  vorrei  ritrovare
  tra  60  giorni  a intervenire da questo scranno e dire  la  stessa
  identica cosa che sto dicendo oggi.

   PRESIDENTE.  E allora, ci sono altri interventi, il  Governo  deve
  replicare?  No,  possiamo  votare  l'emendamento  38.COM.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   A  questo punto gli altri sono tutti superati o ritirati,  a  meno
  che  non ce n'è qualcuno quello dell'onorevole Dipasquale, scusate.
  Perché non ha impatto finanziario? Cioè è sempre un milione per  me
  oggettivamente  se è sempre un milione perché ha refluenze  non  ne
  ha,  perfetto  senza  gridare per me va benissimo.  Il  parere  del
  Governo?

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione con il parere favorevole  della
  Commissione.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevole  Dipasquale, non ci credeva neanche  lei,  vero?  Forse,
  neanche il Governo.

   CATALFAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATALFAMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  parlare
  di  uno  degli  emendamenti all'articolo 38 firmato  da  me  e  dai
  colleghi  del  Gruppo parlamentare che è il 38.89  che  riguarda  i
  seguenti  comuni  ovvero Sambuca, Sutera, Castiglione  di  Sicilia,
  Militello   in  Val  di  Catania,  Sperlinga,  Troina,  Castelmola,
  Castroreale,  Montalbano  Elicona, Novara  di  Sicilia,  San  Marco
  Dalunzio,  Savoca, Cefalù, Ganci, Geraci Siculo, Petralia  Soprana,
  Monterosso Almo, Ferla, Palazzolo Acreide, Erice e Salemi, ossia la
  rete siciliana dei borghi.
   La  riserva prevista per i borghi di Sicilia in questo momento, se
  nessuno  degli emendamenti presenti nel fascicolo venisse approvato
  sarebbe azzerata, siccome io ritengo che queste comunità tramandino
  quella che è la nostra identità, quella che è la nostra storia,  la
  nostra  cultura,  le  nostre tradizioni, e siccome  credo  che  sia
  importante  come  sempre diciamo cercare di fare  in  modo  che  in
  questi comuni la gente arrivi e non che da questi comuni le persone
  vadano  via  e restino sempre più abbandonati, credo sia importante
  da  parte del Governo - mi dispiace però non vedere l'assessore, ah
  ecco lo vedo - fare uno sforzo in questo senso.
   In  V  commissione eravamo riusciti a fare approvare questo stesso
  tipo  di  predisposizione finanziaria un milione  e  trecento  mila
  euro,  addirittura  trecento mila euro  in  più  rispetto  all'anno
  scorso,  abbiamo  riproposto questo emendamento  che  è  il  38.89,
  chiedo veramente al Governo uno sforzo per trovare la copertura per
  questi Comuni.

   PRESIDENTE. Si appunto, il Governo che dice su questo emendamento?

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Ma  quale  fondo? Onorevole Laccoto  di  cosa  stiamo
  parlando, c'è l'emendamento. Chi è favorevole resti seduto;  Chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Se è stato dato parere favorevole, basta. Andiamo avanti.
   Si  passa alla votazione dell'articolo 38, così come emendato. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Io   ho   bisogno  un  attimo  di  fermarmi,  perché   oggi   sono
  particolarmente stanco e mi sta venendo un forte mal di  testa.  Di
  che cosa parliamo. E' arrivata la copertura del 46. Benissimo.
   Assessore  Armao, dobbiamo sospendere un momento perché ci  stiamo
  confondendo, restando in Aula, un minuto soltanto.

    (La seduta è sospesa alle ore 17.41, è ripresa alle ore 17.46)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, volevo comunicare all'Aula e al  Governo
  che  ho  presentato un ordine del giorno all'articolo 38  -  quando
  sarà  il momento vorrei sapere se c'è l'apprezzamento da parte  del
  Governo  -  che  riguarda i Comuni interessati  dal  sisma  del  26
  dicembre 2018, in quanto questi Comuni hanno ricevuto minori  aiuti
  sulle  compensazioni covid, perché lo Stato ha preso come  anno  di
  riferimento il 2019 che era un anno, notoriamente, in cui i  Comuni
  colpiti  dal  sisma avevano avuto la sospensione della riscossione.
  Questo  ha  causato un gravissimo squilibrio nei bilanci di  questi
  Comuni  già  provati dal sisma e oggi provati dalla presenza  della
  sabbia vulcanica.
   Vorrei  dire  al  Governo che si apre una  possibilità  a  livello
  statale, qualora riuscissimo ad intervenire, in quanto nel  decreto
  legislativo   Sostegni   -  quindi quello  recentissimo  -  c'è  un
  articolo che si intitola  Ulteriori aiuti economici ai Comuni  dove
  potrebbe  aprirsi la possibilità di fare questo particolare  inciso
  sui Comuni colpiti dal sisma, prendere come anno di riferimento  il
  2018 e non il 2019, in quanto in quell'anno i tributi erano sospesi
  e quindi i Comuni hanno avuto minore aiuto.

   PRESIDENTE. Il Governo è favorevole?

   FOTI.  Immagino  di sì, spero. Signor Presidente, Le  volevo  dire
  un'altra  cosa, lei ha votato e chiuso la discussione sull'articolo
  38  anche  se avevo tentato di presentare un sub che si  agganciava
  all'emendamento 38.77 dell'onorevole Fava, parliamo  di  incentivi,
  premialità ai Comuni che fanno la raccolta differenziata.
   Ovviamente  non si può più votare perché, mi permetta, ogni  tanto
  si  preme il piede sull'acceleratore in fase di votazione e, forse,
  sfuggono  delle possibilità, in quanto sappiamo che  i  Comuni  che
  superano  il  65  per  cento  statisticamente  sono  tutti   Comuni
  piccolissimi, invece i Comuni più grandi che fanno sforzi  -  e  ci
  sono  Comuni  che  stabilmente nel 2020 hanno superato  il  60  per
  cento,  parlo  di  Comuni al di sopra dei 50 mila abitanti,  quindi
  delle mosche bianche - non riceveranno nulla.
   Io proponevo una diversa ripartizione delle percentuali.

   PRESIDENTE. Però, onorevole Foti, lei sa bene che i subemendamenti
  si  presentano  in tempo, non è che mentre stiamo votando  lei  può
  presentare

   FOTI. No, io l'ho presentato in tempo, però è stato ritenuto dagli
  Uffici  che non mi potevo agganciare all'emendamento dell'onorevole
  Fava,  perché  lo modificavo per intero, anche se poi l'emendamento
  non  è  stato neppure votato, neanche il 38.77 e quindi non è stato
  distribuito.
   Evidentemente se ci si trasferisce lì sopra si riesce ad avere più
  ascolto,  poi non chiedo un'approvazione io chiedo solo che  l'Aula
  prenda coscienza del tema.

   PRESIDENTE.  Onorevole Foti, quando a noi arrivano gli emendamenti
  li  mettiamo  in  votazione, se non ci  arrivano  non  li  possiamo
  mettere in votazione.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Siamo già all'articolo nuovo.  Su  che
  cosa vuole intervenire lei?

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è  un  problema
  molto serio. Qua non possiamo essere presi in giro.
   Praticamente,   sia   in   V  Commissione,  sia   in   Commissione
   Bilancio ,  abbiamo  trovato una copertura con  fondi  di  riserva
  degli  enti  locali  e ci hanno massacrato anche  dicendo  che  noi
  avevamo  preso  i  fondi dei disabili e non  era  vero.  Dopodiché,
  abbiamo ridotto - così come ci hanno chiesto - a 10 milioni, e  per
  l'anno prossimo l'avevamo messo a 15 milioni. Arriva un emendamento
  del Governo che è una sfida a tutto il Parlamento. Perché tutto  il
  Parlamento, unanime, aveva dato già una copertura su 10 milioni per
  quest'anno, e su 15 milioni per il 2022 e il 2023.
   In sede di coordinamento non può essere fatto, perché gli enti che
  devono  stabilizzare  devono  avere la  certezza  della  copertura.
  Questa  è  una  sfida al Parlamento. Presidente della  Regione,  la
  prego,  intervenga  su questo perché è un fatto molto  grave.  Noi,
  Commissione Bilancio, siamo stati una notte a fare questo discorso,
  e  abbiamo  preso  somme  solamente sui capitoli  che  si  potevano
  prendere.  Già  abbiamo difficoltà, perché  noi  con  queste  somme
  arriviamo  a  14 ore. Se noi diminuiamo queste somme, non  vale  la
  pena  fare  un  discorso  che non è fattibile,  perché  arriveremmo
  nemmeno a 12 ore. Quindi, io chiedo, qui si fanno sperperi.

   PRESIDENTE. Il Governo mi chiede di accantonarlo per domani.

   LACCOTO. No non è accantonato. Lo dobbiamo ritirare. Il problema è
  diverso. Non possiamo andare avanti con la Finanziaria se non viene
  ritirato questo emendamento.

   PRESIDENTE.  Stiamo accantonando l'articolo in  modo  che  poi  si
  discute domani.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Onorevole, noi abbiamo in questo
  momento  i  due  Direttori che stanno parlando, il direttore  della
  Ragioneria che ha dei conti, e il direttore dell'assessorato per il
  lavoro,  che  ne ha altri. La prego, chi governa deve tenere  conto
  anche delle strutture che hanno un ruolo burocratico importante  e,
  quindi,   nessuno  vuole  fare  il  gioco  delle  tre   carte,   ci
  mancherebbe.
   I  due direttori hanno una visione, in questo momento, diversa. Si
  stanno  confrontando nelle sale del Governo, noi non  teniamo  dare
  nessuna  appostazione che non sia quella appropriata  a  perseguire
  l'obiettivo che il Parlamento vuole raggiungere.
   Quindi,  questo  accantonamento è giustificato dal  fatto  che  si
  stanno  facendo  degli approfondimenti. Non  c'è  nessuna  fuga  in
  avanti e nessun tentativo di eludere impegni che il Governo ha  già
  preso  in Commissione. Deve essere chiaro questo. Il Governo questi
  impegni  li ha già presi in Commissione, quindi intende rispettarli
  in  sede  parlamentare.  Pertanto, io  chiedo  al  Presidente,  che
  ringrazio,   questo  accantonamento.  Daremo   la   soluzione   più
  appropriata dopo avere effettuato i confronti con gli Uffici.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  il  46  lo  facciamo  domani  perché  devo
  chiarire  alcune  cose  anche  diverse  da  queste,  per  cui   non
  interveniamo più sul 46. Il 46 lo votiamo domani.

   DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ma l'ordine dei lavori per parlare del 46? Ne  parlate
  domani. Non c'è problema. Tutta questa vicenda è molto poco  chiara
  a  tutti, per cui siccome io la voglio capire perché sennò  non  la
  metto  in votazione, mi permettete di capirla? Se vi sto dicendo  è
  inutile  intervenire  oggi, la portiamo  a  domani,  io  più  tardi
  cercherò  di  capire.  Perché se io non  capisco  bene  quello  che
  facciamo  preferisco  non  farlo. Non  credo  che  sia  un  delitto
  chiedere  una  cosa  di  questo  genere.  Quindi,  è  inutile  fare
  interventi. No, ancora, intervengono. Prego.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, è nelle sue prerogative  accantonare
  l'articolo, perché ci vuole vedere chiaro. Sacrosanto. Però  io  mi
  oppongo  -  e  voglio  che  resti agli atti  -  a  questo  modo  di
  procedere. Perché non si può spuntare in Aula e rifare i conteggi
   Il  Direttore  generale dell'Assessorato lavoro, il Dott.  Gaetano
  Sciacca,  ha  presentato dei conteggi che hanno  fermato  i  lavori
  della  Commissione   Bilancio   per un  intero  pomeriggio.  Questi
  conteggi  sono  stati sviscerati dalla Commissione  che,  a  questo
  punto, il cui lavoro è quasi inutile se poi si arriva

   PRESIDENTE. Allora

   DE LUCA. No, un attimo Presidente

   PRESIDENTE. No, ma siccome le ho detto che devo capire può  essere
  che  devo capire anche questo. Basta  Non insistiamo più. Si  passa
  all'articolo 42. Ne do lettura:

                              Articolo 42.
     Contributo ai comuni colpiti dall'incendio del 3 ottobre 2020

  1. Al fine di fronteggiare lo stato di crisi ed emergenza derivanti
  dall'incendio  del  3  ottobre  2020,  giusta  delibera  di  Giunta
  regionale  n.  487  del 3 novembre 2020, il dipartimento  regionale
  della  Protezione civile è autorizzato a concedere, per l'esercizio
  finanziario  2021, un contributo straordinario di 225  migliaia  di
  euro da destinare ai comuni colpiti dal suddetto incendio .

   Onorevoli  colleghi,  comunico che  l'onorevole  Caputo  mi  aveva
  anticipato un subemendamento all'articolo 42.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Ancora non è stato distribuito.

   PRESIDENTE. E' stato presentato?

   CAPUTO. Sì

   PRESIDENTE.  Allora, scusate. C'è un subemendamento dell'onorevole
  Caputo. Se lo possiamo distribuire. All'emendamento 42.12.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi attengo a quelle
  che  sono le regole di cui lei parlava poco fa, cioè che i deputati
  di maggioranza devono essere molto veloci negli interventi.
   Io  volevo soltanto richiamare l'attenzione dei colleghi  per  una
  questione, anche, di carattere di gravità, ed anche di equità.
   E'  stato  presentato questo articolo che ritengo importantissimo,
  relativo  all'incendio  del  3  ottobre  del  2020.  Ritengo   che,
  ugualmente,   deve  essere  data  attenzione  ad  un  incendio   di
  vastissimo dimensioni, durato oltre tre giorni, ed è l'incendio del
  30  ottobre  del  2020,  che ha riguardato i  comuni  di  Monreale,
  Altofonte e Piana degli Albanesi.
   E  proprio  l'attenzione del Governo è stata  massima,  perché  il
  giorno  successivo  il Presidente della Regione  Musumeci  è  stato
  presente,  con il Governo regionale, a rappresentare la  vicinanza.
  Ritengo   importante  che,  ai  sensi  dell'articolo   117,   venga
  modificato  il  titolo  dell'articolo,  e  quindi  inserire   anche
  l'intervento per l'incendio del 30 ottobre 2020.

                     (Intervento fuori microfono)

   CAPUTO.  Sì  e io ho chiesto ai sensi, se lei sicuramente  non  le
  sarà  sfuggito, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento,  chiedo
  che  venga  modificato il titolo dell'articolo  e,  quindi,  questo
  contributo  chiedo  che venga anche erogato  ai  comuni  che  hanno
  subito  l'incendio  del  30 ottobre e, quindi,  nella  specie  sono
  Altofonte, prima di tutto, Monreale e Piana degli Albanesi.

   PRESIDENTE. E'iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  per   brevità,
  condivido  l'intervento  dell'onorevole Caputo,  perché  credo  che
  bisogna  avere  par  condicio in questi casi  nei  confronti  delle
  popolazioni colpite.

   PRESIDENTE.  E'iscritto  a parlare l'onorevole  Calderone.  Ne  ha
  facoltà. Se facciamo gli interventi così succinti siamo

   CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato un
  emendamento  perché  noi dobbiamo darlo sul  serio  un  contributo.
  Perché  è  giusto quello che dice l'onorevole Caputo e  quello  che
  afferma  l'onorevole Lupo, estendendo anche ad altri comuni  questo
  contributo,  però il mio emendamento è per aumentare il contributo,
  perché altrimenti è inutile dare delle piccole elemosine ai comuni.
   I  comuni  hanno  bisogno  di somme per  cercare  di  rialzarsi  e
  rimettersi in piedi. E' questo il senso del mio emendamento, e sono
  d'accordo con questo affermato dai colleghi che mi hanno preceduto.

   PRESIENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Tamajo.  Ne  ha
  facoltà.

   TAMAJO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi sarò veloce anch'io
  per  esprimere  il  mio  voto favorevole  all'emendamento  proposto
  dall'onorevole Caputo, dove ho apposto anch'io la mia firma.
   Volevo chiedere all'assessore Armao, visto che abbiamo inserito  -
  se  non  sbaglio  -  un milione di euro, se c'è la  possibilità  di
  trovare  qualche  risorsa  in  più  per  questi  tre  comuni   che,
  veramente,  hanno  subito ingenti danni,  e  tante  famiglie  hanno
  subito ingenti danni, per quanto riguarda l'incendio.
   Per  cui,  chiedo ufficialmente all'assessore Armao se è possibile
  trovare  qualche  altra risorsa in più per dare  la  possibilità  a
  queste famiglie di trovare ristoro.

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   MARANO.   Presidente,   velocemente,  io   avevo   depositato   un
  emendamento  appunto per estendere, per la gioia del  mio  collega,
  per estendere, diciamo, il contributo straordinario anche ai Comuni
  colpiti dalla cenere dell'Etna. Essendo 252 migliaia di euro pochi

   PRESIDENTE.  Per  la  cenere mi sembra che si  sta  facendo  tanto
  altro;  qua siamo a livello d'incendio. Vero è che quello dell'Etna
  è pure fuoco  Prego.

   MARANO.  Se  vede  il fascicolo, c'è anche un mio emendamento  che
  aumenta il contributo. Questo aumento di contributo era stato fatto
  nell'ottica, quindi più un milione di euro, di estendere anche alla
  cenere  dell'Etna, se vede nel fascicolo. Bene. Però, non è neanche
  nell'allegato, cioè non è stato neanche inserito.

   PRESIDENTE.  Sulla  cenere dell'Etna ci sono  tante  cose  che  si
  stanno muovendo.

   MARANO. Sì, lo so. Anche su Messina.

   PRESIDENTE.  Anche su Messina. No, ma quello è fatto per  Messina,
  mi  sembra,  tutto  sommato, corretto  visto che contemporaneamente
  c'è stato un incendio importante

   MARANO.  Però, io ho depositato un emendamento ma non me  lo  sono
  trovato  neanche nel fascicolo. Apprezzo chiaramente l'impegno  del
  Presidente

   PRESIDENTE. Scusi, onorevole, c'è il suo emendamento.

   MARANO.  No,  non  c'è  quello  per  l'estensione  del  contributo
  straordinario  alla  cenere  dell'Etna,  ai  comuni  colpiti  dalla
  cenere.

   PRESIDENTE. Ce n'è uno, al comma 1,  le parole 252

   MARANO.  che aumenta lo stanziamento.

   PRESIDENTE. Un milione in più.

   MARANO.  Sì, c'è quello con l'aumento dello stanziamento, non  c'è
  quello  che  amplia  il  contributo anche ai comuni  colpiti  dalla
  cenere dell'Etna. Manca. Non c'è nel fascicolo. C'è soltanto quello
  che aumenta.

   PRESIDENTE.  Probabilmente, in questa cosa che è sugli  incendi  è
  stato considerato aggiuntivo prima e quindi non è stato messo.

   MARANO. Però non c'è. Io l'avevo presentato.

   PRESIDENTE. Grazie.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Presidente,  faccio  riferimento
  all'emendamento  che  è  stato presentato dagli  onorevoli  Caputo,
  Caronia,  Tamajo  e  Ternullo e quello che  avevano  presentato  di
  analogo   tenore   gli   onorevoli  Grasso,   Caronia   e   Caputo,
  sottolineando che arriviamo ad 1 milione e 225 quindi non è solo  1
  milione, è 1 milione 225. Tenendo presente che si tratta di risorse
  extraregionali  che  auspicabilmente  saranno  destinate  a  questo
  obiettivo, è chiaro che dobbiamo fare anche poi una verifica con  i
  competenti  dipartimenti,  ma  è  del  tutto  plausibile   che   un
  intervento   di   questo  tipo  che  è  di  tipo   infrastrutturale
  chiaramente  non  si  daranno risorse  se  non  per  interventi  ed
  investimenti  sul  territorio  per  sanare  i  disastri  di  questo
  drammatico incendio che è stato evocato.
   Quindi,  sotto questo profilo, non credo che ci siano  possibilità
  di   ulteriori  incrementi;  però,  intanto,  si  stanzia   questo,
  eventualmente  in  sede di assestamento o di variazioni  si  potrà,
  laddove  non  risultino sufficienti, valutare ipotesi d'incremento.
  Grazie.

   PRESIDENTE.   Quindi,   il  parere  del   Governo   è   favorevole
  all'emendamento 42.12 e al subemendamento 42.12.1. Quelli di  prima
  sono tutti  e gli altri sono assorbiti.
   La  copertura  è  sui  fondi POC per cui sono  tutti  assorbiti  i
  precedenti emendamenti
   Pongo  in votazione l'emendamento 42.12.1. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 42.12. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 42. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   A che punto siamo? Quanti ne abbiamo approvati oggi? Undici.
   Onorevole  Savona,  ha  qualche  suggerimento  sugli  articoli  da
  trattare? Il 40.
   Si passa all'articolo 40. Ne do lettura:

                               «Art. 40.
               Interventi in favore dei comuni impegnati
                   nell'accoglienza degli immigrati

   1.  In  considerazione  delle particolari difficoltà  riferite  al
  fenomeno  immigratorio, è autorizzata, per l'esercizio  finanziario
  2021, la spesa di 200 migliaia di euro da destinarsi ai comuni  nei
  cui  territori,  nel  2020,  sia stata attiva  una  delle  seguenti
  strutture:

   a)  strutture di primo soccorso e accoglienza, cosiddetti hotspot,
  definiti   punti  di  crisi  dall'articolo  10  ter   del   decreto
  legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e successive modificazioni;

   b) centri di prima accoglienza (CPA), ai sensi dell'articolo 9 del
  decreto   legislativo  18  agosto  2015,  n.   142   e   successive
  modificazioni;

   c)   centri  di  permanenza  per  il  rimpatrio  (CPR),  ai  sensi
  dell'articolo 14 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n.  286  e
  successive modificazioni».

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, su questo  articolo
  noi proponiamo una radicale riscrittura che riformula integralmente
  il  testo con alcune correzioni che riteniamo siano non di forma ma
  di merito, di sostanza.
   Intanto,  pensiamo che la cifra vada aumentata da 200 a  500  mila
  euro  perché fondi ai comuni che siano al di sotto di questa soglia
  di decenza rischiano di non produrre alcun effetto.
   Riteniamo  che  vadano  esclusi i centri di identificazione  e  di
  espulsione  che  per loro natura non sono assolutamente  funzionali
  alle  politiche  di accoglienza, ma vanno esattamente  in  un'altra
  direzione e che, peraltro, non si trovano nemmeno nelle città.
   Pensiamo  che vada esteso il contributo anche ai centri SPRAR  che
  si occupano dei richiedenti asilo politico, ai rifugiati politici.
   E,  infine, proponiamo un intervento di eugenetica linguistica, la
  parola   immigrati' non ha più una sua leggibilità nella grammatica
  politica,  va  sostituita con la parola  migranti'. Immigrati  sono
  coloro  che  hanno già trovato una destinazione, qui  si  parla  di
  gente che sappiamo soltanto da dove scappa ma non quale sarà il suo
  approdo finale, per cui la parola esatta è migranti.
   Questa è la riformulazione con un punto di sostanza economica  che
  fa  aumentare  da 200 mila a 500 mila la prevenzione e  con  alcuni
  elementi  di  merito  che  cercano di  reindirizzare  la  funzione,
  obiettivo di questo emendamento.
   Per  decoro  alle  istituzioni  aspetto  che  qualcuno  assuma  la
  Presidenza prima di concludere l'intervento.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   Vicepresidente, le consegno il mio intervento e saprà  farne  buon
  uso.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI PAOLA. Grazie,Presidente, colleghi, cittadini, questo articolo,
  così  come il comma che poco fa discutevamo sull'articolo 38, cerca
  di   modificare  i  paradigmi  culturali,  anche  nostri:   vedere,
  immaginare  la  Sicilia, così come è già nelle vene dei  siciliani,
  come una terra accogliente ed inclusiva.
   Questi  sono  piccoli interventi che servono, però,  a  supportare
  quei   comuni   che  stanno  facendo  di  più  nell'accoglienza   e
  nell'inclusione.
   Sposo  anch'io il discorso che faceva poco fa il collega Fava  nel
  modificare  il termine da immigrati a migranti, perché è importante
  anche  trasmettere dei messaggi che possono essere positivi proprio
  per  cambiare  questo  modo di affrontare non un  problema,  perché
  spesso  noi  lo  vediamo  come  un  problema,  spesso  siamo  lì  a
  sottolineare  l'emergenza,  però noi  questo  fenomeno,  che  è  il
  fenomeno migratorio, lo dovremmo affrontare anche con delle  leggi.
  E  colleghi,  al di là di questi articoli che stiamo approvando  in
  questa   finanziaria,  noi  abbiamo  depositato  con  vari   Gruppi
  parlamentari e abbiamo, come dire, lavorato insieme anche  con  una
  rete  di  associazioni fuori dal Parlamento, una legge, Presidente,
  che  è la legge sull'accoglienza e l'inclusione. Legge che solo  la
  Regione  siciliana  non  ha  rispetto ad  altre  regioni  d'Italia.
  Pensate,  la  Sicilia che è geograficamente sbarco che è  coinvolta
  dal  fenomeno  migratorio  non  ha  una  legge  sull'accoglienza  e
  l'inclusione, l'unica regione d'Italia.
   E  allora,  Presidente, questi sono degli articoli  che  vanno  in
  quella direzione e concordo anche con l'emendamento 40.11 che hanno
  presentato  i colleghi Catalfamo, Figuccia e Ragusa che cercano  di
  aumentare questo Fondo, magari possiamo prendere le somme su  altri
  articoli  che  possono essere superflui. Però,  Presidente,  subito
  dopo   questa   finanziaria,   andare   a   discutere   una   legge
  sull'accoglienza  e  l'inclusione  ci  permetterà  un   domani   di
  affrontare questo fenomeno non più come un'emergenza, perché poi ci
  troviamo  ogni  qualvolta nel periodo estivo a essere  lì,  a  fare
  interviste  a  scontrarci su un, ripeto,  non  un  problema  ma  un
  fenomeno  che  dobbiamo  normare  con  una  legge,  perché  non   è
  possibile  che nel 2021 l'unica regione in Italia che  non  ha  una
  legge sull'accoglienza e l'inclusione è la regione siciliana.
   Allora,  Presidente, va bene anche la modifica  che  proponeva  il
  collega   Fava,  quindi  la  riscrittura,  però  è  importante   se
  riuscissimo insieme a fare uno sforzo ad aumentare queste somme, di
  modo  tale  che  le  città che  fanno di più in questo  momento  in
  Sicilia sull'accoglienza e l'inclusione vadano premiate, e  così  i
  cittadini  possano vedere con occhi diversi anche  questo  fenomeno
  migratorio che è un fenomeno a cui ci dobbiamo abituare e -  ripeto
  - dobbiamo normarlo con una legge. Grazie, Presidente.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Grazie, Presidente, colleghi, come diceva  poc'anzi  il
  mio collega Nuccio Di Paola, la Sicilia è terra di accoglienza,  lo
  diciamo  sempre,  lo  difendiamo in ogni contesto  e  non  potrebbe
  essere  diversamente, sia  per ragioni storiche che  cultuali,  che
  anche di collocazione geografica.
   Il tema è proprio questo. Nel precedente intervento sulle riserve,
  i  comuni che diventano destinatari di risorse, quelle che sono  le
  legittime  finalità  dei  comuni  per  implementare  i  sistemi  di
  accoglienza sono alcuni, e noi ci stavamo dimenticando  di  centri,
  le  città  in  cui  sono  allocati gli hot spot  Messina,  Trapani,
  Caltanissetta e includendo anche il Cpa, Lampedusa e Pozzallo,  che
  in  questo  modo avrebbero ricevuto soltanto la quota  parte  delle
  riserve.
   In questo modo includiamo anche Messina, Trapani e Caltanissetta e
  direi che se il Parlamento vuole sostenere gli emendamenti che sono
  stati  fatti,  appunto, anche da componenti della  maggioranza,  di
  aumento di queste risorse, chiaramente è accoglibile, e chiaramente
  deve essere accolta la parte relativa alla copertura dei comuni che
  sono SPRAR, però, nella misura in cui il fondo individuato contenga
  la  possibilità  di  dare un giusto contributo e  che  non  diventi
  parcellizzato  poi perché su 75 SPRAR in Sicilia mi  chiedo  quanto
  poi  potrebbe  arrivare a fronte di una risorsa che commisurata  ad
  alcuni  comuni  ha  un senso, commisurata a tanti  contesti  ne  ha
  sicuramente un altro.
   Mi sono, ulteriormente, proposta con un emendamento, che è il 4.9,
  che  va  sulla  falsa  riga di quanto fatto  a  livello  nazionale,
  perché,  come  sicuramente saprete anche  da  Roma,  è  chiaro  che
  soprattutto nel periodo estivo quando maggioramente, purtroppo,  si
  sente  l'esigenza  di doversi confrontare col fenomeno  migratorio,
  per  cui  appunto  i Comuni utilizzano il contributo  e  propongono
  realizzazione di interventi e di attività connesse alla presenza di
  migranti  nel  territorio  regionale.  E,  pertanto,  vi  è   anche
  istituito  per  legge  un  dialogo  proficuo,  perché  appunto   il
  contributo  venga anche, chiaramente, utilizzato in  modo  noto  ed
  anche  rendicontato, e ci mancherebbe pure insomma,  rispetto  alle
  risorse che sono chiaramente dei cittadini.
   Questo  l'intento del mio emendamento e il ragionamento che  credo
  si possa fare in quest'Aula sul tema. Grazie.

   PRESIDENTE. Si passa all'esame degli emendamenti.
   Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 40.10, che comporta maggiori  oneri  e,
  quindi, non è ammissibile.
   L'emendamento 40.11, la stessa cosa; l'emendamento 40.15 la stessa
  cosa;   L'emendamento   40.4  è  ritirato;  l'emendamento  40.5   è
  ritirato.
   L'emendamento  40.12,  lo vuole chiarire,  onorevole  Di  Caro?  È
  ritirato?

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO. Se si riferisce al 40.12, praticamente si vuole dare  il
  medesimo  sostegno  alle  strutture adibite  a  centri  accoglienza
  migranti che ospitano migranti affetti da Covid. Ce ne sono diverse
  in  Sicilia; io le faccio l'esempio della mia provincia, Siculiana,
  che  è una vera e propria polveriera. I cittadini accusano talmente
  tante difficoltà, per cui sarebbe opportuno ristorare il Comune che
  potrebbe  utilizzare  queste  somme  per  finalità  sociali,   sarà
  ovviamente  l'amministrazione  a  decidere,  ma  a  mio  avviso   è
  importante  dare un messaggio di questo tipo alle collettività  che
  ospitano migranti affetti da questo terribile virus. Grazie.

   PRESIDENTE.  Questo  emendamento, dobbiamo approfondire  se  è  in
  relazione  al decreto legislativo 142 del 2015. Quindi, sospendiamo
  per un momento questa trattazione, nel frattempo l'Assessore fa  un
  approfondimento.
   Il 40.6 è ritirato; il 40.8 è ritirato; il 40.13...

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.   Presidente,  il  40.8  recupera  una  delle  parti   della
  riscrittura che non passa, perché mi sembra di capire  che  non  ci
  sono risorse finanziarie sufficienti, e che esclude dai Comuni  che
  ricevono   questo   finanziamento  quelli  che  hanno   centri   di
  identificazione di espulsione, che nulla hanno a che  fare  con  la
  finalità  di  questo articolo, e che soprattutto non  hanno  nessun
  contatto  reale,  né spese supplementari che ricadono  in  capo  ai
  Comuni.

   PRESIDENTE.  L'emendamento 40.8, lei vuole la  soppressione  della
  lettera  c)  I centri di permanenza per rimpatrio (CPR),  ai  sensi
  dell'articolo 14 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n.  286  e
  successive modificazioni . Adesso vediamo il Governo cosa pensa.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Prima  che lei procedesse, le volevo dire è talmente  ovvio
  che c'è il favore sull'articolo, perché, insomma, questi Comuni per
  problemi  storici, geografici, lo subiscono e lo  subiranno,  ed  è
  molto bello che l'Assemblea tenda a colmare il vuoto lasciato dallo
  Stato e l'Europa, che dovrebbero veramente dare una marcia in più a
  questi territori che soffrono.
   Ora, ho visto che c'erano le proposte emendative che, giustamente,
  mettevano qualche soldino in più, perché Presidente 200 mila euro è
  veramente mortificante, cioè come si fa anche suddividerli?
   Allora,  mi  permettevo  di  suggerire che  visto  che  l'articolo
  precedente,  l'articolo 38, abbiamo soppresso il comma  11  con  un
  emendamento cumulativo della Commissione  Bilancio , chiaramente se
  c'è la volontà da parte della Commissione  Bilancio  e dei colleghi
  proponenti  la copertura che è stata soppressa di 600  migliaia  di
  euro  potrebbe  andare ad aumentare le 200 mila euro,  che  era  la
  proposta  dell'onorevole  Fava, e portarla  almeno  a  500,  perché
  veramente  è indecoroso, come facciamo a dividere 200 mila  euro  a
  comuni  importanti come Messina, Trapani, Pozzallo, e  quant'altro?
  Cioè  non  vorrei  che  questa norma, e  lo  dico  veramente  senza
  infingimenti, passi come una norma spot e una falsa illusione.
   Noi  vediamo  d'estate i sindaci di questi comuni  che  si  recano
  personalmente in questi capannoni di lamiera dove vengono ammassate
  le  persone,  fare  sforzi  enormi per  incentivare  il  turismo  e
  quant'altro. Ma come facciamo a mandargli 200 mila euro?  Cioè,  io
  fossi  un  sindaco direi  No, grazie deputati, grazie dell'impegno,
  ma siamo veramente a una cifra che non si può neanche dividere .
   Quindi,  dato  che  proprio appena un attimo fa abbiamo  soppresso
  quel comma, nel frattempo che lei aveva detto  ci fermiamo' secondo
  me  si  può  ripescare una copertura decorosa, non  sufficiente  ma
  decorosa, per questo impegno che mi pare che sia assunto  da  tutti
  nel dare un aiuto ai comuni.

   PRESIDENTE. Bene, allora

   FOTI. Dico se .

   PRESIDENTE. Non glielo so dire, il Governo credo che abbia tante

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lentini)

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, per favore

   FOTI. Ma io l'ho detto, onorevole Lentini, che lo sta

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, per favore

   FOTI.  E' un'altra cosa, non è che ci colpo io .

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, per favore
   Allora,  andiamo  avanti.  La  soppressione  della  lettera  c)  è
  mantenuta onorevole Fava? E' mantenuta? Perfetto.
   Allora,  emendamento  40.8 a firma Fava e Lo  Giudice.  Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA,  Presidente  della Commissione e relatore.  Non  siamo  in
  grado  di  trovare copertura. Dobbiamo accantonarlo e lo  rivediamo
  più tardi.

   PRESIDENTE.  No,  un'altra cosa sto dicendo, onorevole.  Io  parlo
  dell'emendamento  40.8. Mi rendo conto che  in  questo  momento,  a
  seguito  di  un lavoro che si è fatto in quest'Aula  non  si  ��  in
  condizioni  in pochi minuti di stabilire una copertura finanziaria.
  Quindi, in questo momento non lo possiamo dare.
   Sull'emendamento  40.8, che è la soppressione  della  lettera  c),
  qual è il parere della Commissione?

   SAVONA,  Presidente  della  Commissione  e  relatore.  Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; Chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 40.13, a firma degli onorevoli Fava e Lo
  Giudice.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Presidente, intervengo sempre per  il  discorso  della
  copertura dei fondi. Potrebbe esserci un capitolo, stavamo  vedendo
  con  i  colleghi, il 219222 della Missione 14, Capitolo 1,  se  non
  ricordo male. Se il Governo dice che c'è un eventuale copertura

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Paola, dobbiamo recuperare  l'incremento
  dal 50 al 70 per cento per la

   DI  PAOLA. Assessore Cordaro, non mi sto riferendo a lei.  Mi  sto
  riferendo alla Presidenza.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Paola.

   DI  PAOLA. Quindi, non sto parlando con lei. Non sto parlando  con
  lei,  ma  sto  parlando  con la Presidenza. Eviti  di  fare  queste
  faccine

   PRESIDENTE. Onorevole Di Paola.

   DI PAOLA. Sono indecorose per quest'Aula  Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, dobbiamo recuperare 660 mila  euro
  a  proposito dell'esenzione che abbiamo portato dal 50  al  70  per
  cento per la caccia; dobbiamo recuperare altri 4 milioni, non credo
  che  siamo  in  condizione  in questo momento  di  potere  fare  un
  ragionamento  che  porti  a un risultato. Glielo  dico  perché  gli
  Uffici non hanno questa serenità in questo momento. Quindi, stasera
  vedremo se gli uffici domani mattina, che invece di riprendere alle
  11.00, lo comunico all'Aula, riprenderemo a mezzogiorno, si faranno
  un po' di conti su queste cose.
   Allora, sull'emendamento 40.13 ..

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.   Presidente,   allora  io  chiederei  la   possibilità   di
  accantonare,  se  la  Commissione  Bilancio   è  d'accordo,  questo
  emendamento  per  vedere  assieme  al  Presidente  Savona  e   alla
  Commissione  se ci sono risorse per potere prevedere un  intervento
  finanziario diverso. Mi pare di capire che questa volontà da  parte
  del Presidente Savona ci sia.

   PRESIDENTE.  Onorevole Fava, mi scusi, noi stiamo  esaminando  gli
  emendamenti.

   FAVA. Sì.

   PRESIDENTE. Alla fine di questi emendamenti se la Commissione e il
  Governo sono d'accordo sospendiamo per vedere

   FAVA. Scusi, ma che senso ha continuare a bocciare gli emendamenti
  che  prevedono  un  supplemento  di  impegno  e   poi  decidere  di
  accantonare.

   PRESIDENTE.  Il  suo emendamento è un'altra cosa,  è  il  40.13  e
  riguarda  lo  SPRAR,  ma quello l'abbiamo già  superato,  onorevole
  Fava.

   FAVA.   Infatti,   io   sto  chiedendo  se  possiamo   sospendere,
  accantonare questa discussione...

   PRESIDENTE. Completiamolo e poi, alla fine, se c'è non lo votiamo.

   FAVA. Va bene.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione sull'emendamento 40.13, si
  rimette all'Aula cosa fa?

   SAVONA,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Non   c'è
  copertura.

   PRESIDENTE. Non c'è copertura. E' ritirato. Va bene.
   Si passa all'emendamento 40.9. Il  parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Parere contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sul 40.9?

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Contrario.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  40.9.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 40.14. Il  parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente  della Commissione e relatore.  Ci  rimettiamo
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Si rimette all'Aula. Pongo in votazione l'emendamento
  40.14. Chi è favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Allora, accantoniamo l'approvazione di questo articolo; faremo  un
  approfondimento sui temi che sono stati sollevati durante i  lavori
  e domani daremo una risposta.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sull'articolo
  40,  siccome  ho capito che c'è un problema di coperture,  poc'anzi
  abbiamo approvato il 38 con

   PRESIDENTE. No, onorevole Barbagallo,  per essere chiari, non  c'è
  problema  di  copertura.  Ci  sono delle  sollecitazioni  che  sono
  pervenute alla Presidenza a cui il Governo in questo momento non  è
  in  grado  di dare una risposta. Siccome è interesse di  tutti  che
  questo articolo sia il più comprensivo possibile nei confronti  dei
  comuni,  la  Presidenza  ha stabilito di accantonare  per  il  voto
  finale, perché se si trova una soluzione...

   BARBAGALLO.  E  a tal proposito volevamo evidenziare  che  siccome
  dall'approvazione del 38.COM che prevede l'abrogazione del comma 11
  c'è  un economia di 600 mila euro, questo potrebbe essere un  posto
  dove reperire le risorse.

   PRESIDENTE. Va bene, grazie, poi questo lo provvederà il Governo.
   Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:

                               «Art. 35.
         Misure per il contrasto del conferimento dei rifiuti
                       nelle strade extraurbane

   1.  Al  fine di contrastare efficacemente il conferimento  abusivo
  dei rifiuti nelle strade extraurbane, è istituito un apposito Fondo
  nel   bilancio   regionale,  con  una  dotazione  per   l'esercizio
  finanziario 2021 di 200 migliaia di euro (Missione 9, Programma 3),
  destinato ad anticipare le risorse necessarie per incrementare  gli
  interventi  di prevenzione, raccolta e smaltimento a  carico  delle
  Città metropolitane e dei liberi Consorzi comunali che ne hanno  la
  gestione,  secondo le specifiche finalità e modalità stabilite  con
  decreto  del  Presidente della Regione, su proposta  dell'Assessore
  regionale per l'energia e i servizi di pubblica utilità,  entro  60
  giorni  dalla  data di entrata in vigore della presente  legge.  Il
  medesimo  decreto  disciplina  le  modalità  e  i  termini  per  la
  restituzione alla Regione delle somme da quest'ultima anticipate».

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo 40
  avevo  presentato  un  subemendamento che dava  la  possibilità  di
  inserire  genericamente oltre alla parola  comuni  di  inserire  le
   isole di primo approdo . Ne avevo parlato con l'assessore Scavone,
  il quale mi aveva dato parere favorevole.

   PRESIDENTE. Mi scusi dove, di che cosa stiamo parlando?

   SCHILLACI.  Andava  agganciato  ad  un  subemendamento,   se   era
  possibile inserire  le Isole di primo approdo .

   PRESIDENTE. Io non ho niente qui sul tavolo.

   SCHILLACI.   L'avevo  presentato,  l'avevo   dato   agli   Uffici.
  D'accordo? Grazie.

   PRESIDENTE.   Non   lo   so,  adesso   vediamo   se   c'è   questo
  subemendamento.
      Allora,   gli   emendamenti  soppressivi   -   stiamo   parlano
  dell'articolo  35,  colleghi  - gli emendamenti  soppressivi  35.1,
  35.4. 35.2 e 35.3 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 35.6, cioè se noi aggiungiamo anche  gli
  enti  parco  e  altro considerate le risorse non  credo  che...  E'
  ritirato. Perfetto.
   L'emendamento 35.5 è inammissibile perché determina nuovi onori.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Su cosa vuole parlare?

   BARBAGALLO. Sull'emendamento 35.7.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.    Signor   Presidente,   ovviamente   riteniamo    lo
  stanziamento  francamente  esiguo, quindi  lo  stesso  ragionamento
  sulle  risorse dovrebbe valere pure per questo articolo  e  siccome
  c'è  stato  un  principio di redenzione, nel senso che  nell'ultimo
  articolo approvato questo pomeriggio, il Governo ha espresso parere
  favorevole  sulla  graduatoria,  magari,  speriamo  che  su  questo
  articolo,  come  dire,  ci  sia voglia  di  stabilire  dei  criteri
  trasparenti per tutti e approvare una graduatoria, anche perché gli
  interventi da fare immaginiamo siano centinaia, se non migliaia.
     Quindi, Assessore Baglieri sarebbe bello individuare dei criteri
  per  tutte  le strade siciliane, capire se dipende dalla  quantità,
  fare  una graduatoria che, poi, nel corso degli anni viene  seguita
  in modo pedissequo.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente,  intanto,  per  esprimere,  come  dire,
  soddisfazione  per questo articolo perché le strade  intercomunali,
  interprovinciali, purtroppo, sono oggetto di abbandono  di  rifiuti
  non solo domestici ma anche di lavorazione di tipo artigianale.
   Spesso  nelle  strade periferiche che collegano i Comuni  ci  sono
  moltissimi  cani  randagi  che, purtroppo,  si  radunano  e  quello
  ulteriormente provoca addirittura incidenti stradali.
   Però,  Presidente,  anche  io  mi permetto  di  fare  notare  che,
  purtroppo,  la somma che abbiamo appostato, pur nella ristrettezza,
  è veramente troppo ristretta perché duecentomila Euro, insomma, non
  è decoroso offrire ai territori questo tipo di soluzione.
   Io propongo, anche in questo caso, l'approvazione dell'articolo ma
  con   l'accontamento  sulle  risorse  finanziarie  perché,   vorrei
  ricordare  sempre,  che in quel comma 11 avendo  seicentomila  Euro
  suddividendole, qui porteremmo a cinquecentomila Euro e  credo  che
  l'Aula sarebbe tutta a favore, idem per i migranti.
   Quindi,  noi siamo a favore dell'articolo, però le chiediamo  come
  Gruppo  di accantonarlo per rinvenire le coperture individuate  nel
  soppressivo del comma 11, articolo 38, che si era appena consumato,
  diciamo, qualche minuto fa.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Campo.  Ne  ha
  facoltà. A seguire gli onorevoli Trizzino, l'onorevole Compagnone.

   CAMPO.  Signor Presidente, Governo, colleghi deputati,  su  questo
  articolo, lo hanno già detto anche i colleghi, lo ribadisco io, per
  far fronte a tutte le migliaia di discariche, io le chiamo le micro-
  discariche   abusive   che  ci  sono  nel   territorio   siciliano,
  chiaramente duecentomila Euro sono una somma irrisoria,  potrebbero
  far  fronte a quelle di un Comune sui 390, e basta; già ne  abbiamo
  segnalate  veramente  di  queste discariche,  tantissime,  che  fra
  l'altro deturpano anche il paesaggio, soprattutto nei mesi estivi.
   Io   avevo  proposto  a  questo  Governo,  in  Commissione,  forse
  l'Assessore  Cordaro lo ricorderà, di lavorare piuttosto  su  delle
  linee  guida  da  dare agli Enti locali e ai Comuni  perché  devono
  modificare  i bandi, devono riuscire a scrivere i bandi in  maniera
  tale   intervenire  sulla  micro-discarica  abusiva   e   che   non
  rappresenti un lavoro da fare in somma urgenza spendendo tantissime
  somme  aggiuntive in più perché poi chiaramente le  ditte  vanno  a
  speculare anche su questo.
   Noi  dobbiamo dare delle linee guida e delle direttive  ai  Comuni
  affinché i bandi per i rifiuti abbiano già a monte l'idea  di  come
  far fronte alle discariche fuori cassonetto, è questa era una delle
  proposte.
   Era stata anche inserita come emendamento, purtroppo, è finita fra
  gli aggiuntivi, però, spero che in Commissione possiamo ritornare a
  lavorare  su questo perché, chiaramente, con duecentomila Euro  non
  possiamo di certo risolvere il problema.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Trizzino.  Ne  ha
  facoltà.

   TRIZZINO.  Signor  Presidente anche noi  condividiamo  lo  spirito
  dell'articolo  35.  Tra l'altro in Commissione   Ambiente   con  il
  collega Compagnone abbiamo parlato per tanto tempo.
   E' una norma importante anche perché affronta un problema reale.
   In  effetti i rifiuti extra urbani molto spesso escono  fuori  dai
  contratti di servizio che stipulano i comuni, molto spesso ci  sono
  dei  comuni  che  non  hanno la capacità - ma  anche  perché  è  il
  contratto stesso che glielo impedisce - di potere gestire gli spazi
  urbani  che  escono fuori dai limiti del perimetro della  città  e,
  quindi,  molto  spesso  le stesse aziende  che  devono  gestire  la
  raccolta  rifiuti  non  hanno la capacità, poi,  in   contratto  di
  aprire  questo  tipo di servizio, per cui il fondo è  assolutamente
  giustificato.
   Va  detto, però, come spiegava anche la collega Foti, ma anche  la
  collega  Campo, che 200 mila Euro servono verosimilmente forse  per
  tre,  quattro  comuni,  per cui io condivido  la  proposta  di  cui
  parlava,  mi  sembra  la collega Foti, che diceva  di  accantonarlo
  temporaneamente nelle more di trovare una copertura quantomeno  più
  sostanziosa,   non   dico   un  milione   di   Euro,   perché   noi
  nell'emendamento abbiamo scritto un milione di Euro, però  qualcosa
  in più di 200 mila Euro che possa dare sostanza a una norma che,  a
  nostro modo di vedere, è importante.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Trizzino,  non  lo  possiamo  accantonare,
  dobbiamo  andare avanti e dobbiamo cercare di trovare il modo  come
  concludere questo faticoso lavoro.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone.  Ne  ha
  facoltà.

   COMPAGNONE.  Signor  Presidente,  sono  felice  che  questa  sera,
  finalmente,  dopo  due  anni  che  tento  di  far  passare   questo
  emendamento è arrivato, vero Assessore Armao? ancora non  è  detto,
  forse perché non è un interesse personale.
   Questo  emendamento da che cosa nasce? Nasce dalla volontà, credo,
  e  dalla vergogna che io provo - ma penso la dovremmo provare tutti
  -   di  vedere  in  giro per le strade della Sicilia  queste  micro
  discariche disseminate, una cosa che a me dà tanto fastidio e credo
  a tutti voi.
   Ne  parlai qualche tempo fa con il Presidente Musumeci il quale mi
  disse:  Caro Pippo, non mi dare problemi, trovami le soluzioni .
   La  soluzione  l'abbiamo  trovata in  questo  emendamento,  perché
  questo vuole essere, avevamo impostato questa idea di 200 mila Euro
  semplicemente  per creare un fondo che poi doveva in  qualche  modo
  rifornirsi,  perché l'impostazione dell'emendamento  è  questo:  si
  postano  questi 200 mila Euro a disposizione dei comuni che attuano
  dei meccanismi di prevenzione, cioè significa telecamere, controlli
  dei  vigili  urbani,  eccetera, per potere  fare  le  multe  a  chi
  trasgredisce e con queste stesse multe si rinnova il fondo,  questa
  è l'impostazione.
   Quindi,  in  modo  da essere un'azione attiva  dei  comuni  e  non
  passiva di prendersi i soldi e basta, perché già i comuni hanno nel
  loro  dovere di fare in modo che i cittadini non buttino i  rifiuti
  per  strada  o, comunque, nel caso in cui ciò avvenga i comuni  poi
  hanno l'obbligo di rimuoverli.
   Quindi,  questo emendamento voleva servire a dare  lo  stimolo  ai
  comuni a fare bene, a creare un meccanismo tale che funzioni,  poi,
  da  prevenzione  perché ciò non avvenga più, questo  è  lo  spirito
  della norma.
   E' chiaro è un inizio, sono 200 mila Euro, si potrà integrare, per
  carità,  però credo che sia intanto un buon inizio, poi le cose  si
  possono fare pian pianino.
   Tra  l'altro, un altro paradosso che avviene, che io ho  posto  in
  Commissione  Ambiente  ma che non ne abbiamo trovato la soluzione e
  che  andrebbe rivisto, lo avevamo anche messo nel disegno di  legge
  sui  rifiuti,  anche  lì era previsto, poi  il  disegno  di   legge
  rifiuti  si  è  fermato, ecco perché lo abbiamo ripresentato  nella
  finanziaria,  è che a molti di questi comuni nel cui territorio  ci
  sono  le micro discariche, noi gli riconosciamo dei benefit, perché
  fanno la raccolta differenziata e gli diamo la premialità.
   Anche questo - e lo dico all'Assessore - andrebbe in qualche  modo
  rivisto  con  meccanismo  tale per cui  il  comune  che  prende  la
  premialità,  perché  fa  bene  la  raccolta  differenziata,  non  è
  possibile  poi che nel suo territorio ci siano le micro-discariche,
  qualcosa non funziona.
   Può  succedere  che i cittadini, nei fatti, non la conferiscono  e
  poi  la  buttano per strada, quindi sarebbe il caso, così come  noi
  riconosciamo  le premialità, di decurtare eventuale  premialità  ai
  comuni   che   non   fanno  bene  il  loro   mestiere,   questa   è
  l'impostazione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO.  Signor Presidente, io a questo articolo ho presentato  un
  emendamento  che  vuole estendere il contrasto  e  il  conferimento
  abusivo  dei rifiuti anche ai Parchi della Regione, quindi Nebrodi,
  Madonie,   Etna,  Fluviale  dell'Alcantara  Minerario  Floristella,
  Grottacalda e Monti Sicani. Sto presentando anche un subemendamento
  per ampliare le riserve al 35.6.

   PRESIDENTE.   Già  l'abbiamo  superato.  Siamo  al  35.7.   Stiamo
  parlando del 35.7. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BAGLIERI,  assessore  per  l'energia  e  i  servizi  di   pubblica
  utilità. Contrario.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere contrario  della  Commissione  e  del
  Governo lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 35.  Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:

                               «Art. 39.
           Sostegno alle imprese ed alle economie nei comuni
                        dichiarati  zona rossa

   1.  Al  fine  di  fronteggiare  i danni  economici  causati  dalla
  pandemia  dovuta al Covid-19 per le economie dei comuni  dichiarati
   zona   rossa    con  ordinanza  del  Presidente   della   Regione,
  l'Assessore  regionale  per  le  autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica  è  autorizzato  a concedere, per l'esercizio  finanziario
  2021,  un contributo straordinario ai medesimi comuni, da ripartire
  sulla  base  della popolazione residente, del numero delle  imprese
  attive  e  del periodo di chiusura, entro il limite complessivo  di
  1.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario medesimo.»

   Gli  emendamenti 39.1, 39.4 e 39.2 sono ritirati?  Sono  ritirati,
  bene.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente si mette gli occhiali  per  vedermi
  meglio o per non vedermi completamente?
   Questo  articolo riguarda l'aiuto ai comuni che si  sono  trovati,
  con  decreto presidenziale, ad affrontare la chiusura per la   zona
  rossa'.  Questo  è  giusto,  ovviamente.  Lo  condivido,  ho  detto
  all'inizio che, anzi, noi dovevamo fermarci solamente a questo tipo
  di  interventi. Comunque, siamo andati oltre, va bene  così.  Però,
  prevedere  un milione di Euro per questi comuni, per le imprese  di
  questi  comuni  che  sono stati dichiarati  zona rossa',  significa
  prevedere quasi il nulla.
   Perché, consideri che solamente la provincia di Ragusa, che per un
  terzo  ha  subìto  la  chiusura per le zone  rosse  e,  quindi,  in
  proporzione  io non mi sono mai lamentato, l'ho ritenuto  opportuno
  e,  anzi,  forse ne avrei fatto qualcuna in più, però i tre  comuni
  Agate, Comiso e Vittoria, rappresentano un terzo, non numericamente
  in base ai comuni, ma in base alla popolazione, perché i tre comuni
  arrivano  a  centomila e passa abitanti, rispetto  ai  trecentomila
  della  provincia,  quindi,  ha toccato  profondamente  migliaia  di
  imprese.
   Mettere un milione di Euro, veramente noi daremo un'elemosina.
   Quindi,  secondo me questo è uno degli articoli che  noi  dobbiamo
  accantonare perché dobbiamo cercare di capire come incrementare.
   Io  ho fatto emendamenti, provo ad emendarlo già dalla Commissione
   Bilancio ,  ovviamente non è stato possibile  incrementarlo.  Devo
  dire che su questo tutti i parlamentari della provincia di Ragusa e
  non  solo  abbiamo  l'esigenza di aumentarlo, perché  veramente  un
  milione di Euro rappresenta il nulla.
   Io  ho  presentato un emendamento, s'immagini che lo porta a venti
  milioni,  capisco che è una provocazione, la voglio intendere  come
  tale.  Però,  se  noi  ci  fermiamo  con  questo  articolo   e   ne
  approfittiamo,  e  vediamo  con quali  altre  risorse  lo  possiamo
  incrementare, perché, altrimenti, noi consegneremo  io ho fatto  un
  calcolo solo per la provincia di Ragusa che non sono solo i  comuni
  della  provincia  di  Ragusa, andrebbero  circa  20,  30,  Euro  ad
  impresa.
   Quindi, cerchiamo di evitare di trovarci nell'imbarazzo, tutti, di
  questi  interventi e vediamo se possiamo trovare una soluzione  che
  rafforzi quest'intervento finanziario.

   PRESIDENTE.  Io,  poi, vorrei che il Governo  in  ordine  a  tutte
  queste  richieste  di risorse si pronunci, perché  qui,  Presidente
  Musumeci,  a  breve  non solo avremo diversi comuni  della  Sicilia
   zona  rossa', ma tutte le richieste che vengono formulate in  ogni
  articolo  bisogna  capire se il Governo è in grado,  rispetto  alle
  risorse   del   bilancio,  di  dare  copertura.  Ogni   intervento,
  giustamente, sollecita ulteriori risorse.
   Sono  iscritti a parlare gli onorevoli Zafarana, Calderone, Campo,
  Caputo, De Luca.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Calderone.

   CALDERONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  in  relazione
  all'emendamento - è l'ultimo, io non ho gli occhiali,  ma  sarà  il
  39.7  - onorevole Zafarana, siccome riguarda una norma che è  stata
  impugnata  dal  Consiglio dei Ministri, una  norma  che  era  nella
  finanziaria,  io direi, se possiamo avere un attimo,  lo  scriviamo
  insieme  perché potrebbe essere interessata Forza Italia e, quindi,
  credo tutto il Parlamento a rivalutarla.
   Quindi  la scriviamo insieme se, Presidente, ci dà qualche  minuto
  per  riscrivere questo emendamento o, comunque, subemendarlo in una
  qualche maniera.

   PRESIDENTE.  Ma mi pare che, alla fine, si sarebbe determinato  un
  ordine del giorno per gli aiuti. E questo

   CALDERONE. Questo è un'altra cosa.

   PRESIDENTE.  Sì,  però  è  sempre  un  regime  di  aiuto.  Se  noi
  procediamo facendolo singolarmente, vuol dire che ci impantaneremmo
  di più

   CALDERONE.  No,  ma  non ci impantaniamo. Noi  chiediamo  soltanto
  cinque minuti.

   PRESIDENTE. Intanto, continuiamo la discussione.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.   Signor   Presidente,  Governo,   onorevoli   colleghi,
  cittadini che ci ascoltate, sicuramente il tema di potere  dare  un
  aiuto  e  un  sostegno alle imprese che soffrono, oggi, nel  nostro
  territorio siciliano, abbiamo detto e stradetto, che è condiviso da
  tutti,  trasversalmente, soprattutto in quei comuni che sono  stati
  dichiarati   zona  rossa'  sin dall'inizio  dell'emergenza  e  che,
  purtroppo, continuano, poi, a diventare zona rossa.
   Allora,  il  tema  qual  è? Ricorderete  tutti  che  nella  scorsa
  finanziaria, la 9 del 2020, abbiamo dato vita a un impianto che non
  era,  chiaramente,  un  impianto  di  previsione  triennale  ma  un
  impianto sulla modalità, diciamo, del contributo. Il che vuol  dire
  che,  essendo  stata prevista allora, al comma 14 dell'articolo  10
  della  legge 9/2020 una misura, poi impugnata dalla Presidenza  del
  Consiglio dei Ministri- che prevedeva diecimila migliaia a  valere,
  appunto,  sulle risorse extra regionali, ho ritenuto opportuno  non
  disperdere  questo patrimonio - ancorché, appunto, non si  parlasse
  di  POC neanche in quella finanziaria e, pertanto, stiamo parlando,
  diciamo,  di contributi che potrebbero avere, ove riprogrammati  in
  tal  senso, reale concretezza per strutturare un meccanismo che sia
  come  il   bonus  Sicilia  che si è già realizzato. Già  realizzato
  dall'assessore Turano nel luglio del 2020 con un contributo a fondo
  perduto per le nostre imprese.
   Rispetto  al funzionamento, quindi, non andrebbe neanche, diciamo,
  a  distogliere  i comuni dalle loro attività amministrative  perché
  andrebbe,  secondo  un  meccanismo  che  è  lo  stesso  del   bonus
  Sicilia , direttamente ad essere erogato alle aziende operanti  nei
  comuni   zona  rossa',  così  come  indicati  dalle  ordinanze  del
  Presidente della Regione.
   Questo  è quanto dovevo all'Aula. Accolgo, chiaramente, con favore
  la  volontà del Capogruppo di Forza Italia, onorevole Calderone, di
  volere fare una riscrittura insieme.

   ARMAO, assessore per l'economia.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Io credo che il  Governo  abbia
  dato  ampia disponibilità, attraverso l'assessore per le  Autonomie
  locali,  a rinvenire risorse già tra le riserve, in ordine al  tema
  dei comuni che sopportano la spinta migratoria con tutto quello che
  consegue, anche sul piano della gestione degli effetti della  crisi
  pandemica, però, ecco, noi oggi su questo articolo, quindi al di là
  di  quello  che già si è potuto fare con grande sforzo in  seno  al
  fondo  per  le autonomie incrementando gli stanziamenti, non  credo
  che  possiamo,  anzi  ritengo  che non possiamo  mettere  ulteriori
  risorse.
   Tra  l'altro,  signor  Presidente, anche lei ha  evidenziato  come
  ancora  dobbiamo  fare  una quadra su alcune  risorse  venute  meno
  durante  la  trattazione  della legge di  stabilità,  pertanto  non
  possiamo offrire la disponibilità per ulteriori stanziamenti  sulla
  norma in argomento. Grazie.

   PRESIDENTE.  Quindi,  sospendiamo per un  momento  la  trattazione
  dell'articolo  39, il Governo ha dato una risposta all'articolo  40
  che non ci sono risorse.
   Si  passa  alla votazione dell'articolo 40. Lo pongo in  votazione
  con  il parere favorevole della Commissione e del Governo.   Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Torniamo all'articolo 39.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO. Sì, grazie Presidente, Governo e colleghi deputati, io  non
  voglio  ripetermi, già i miei colleghi hanno espresso, chiaramente,
  quello che pensiamo dell'articolo 39.
   Un  milione  di  Euro sono chiaramente insufficienti  perché,  fra
  l'altro, se proporzionati al numero degli abitanti, nel momento  in
  cui  abbiamo grossi comuni in  zona rossa', agli altri comuni  come
  appunto  Acate  o  Comiso  poco fa citati, non  arriverà  pressoché
  nulla.
   Fra  l'altro, Presidente, ci sono comuni che sono entrati in  zona
  rossa  forzata' perché è stata dichiarata la zona rossa per  questi
  comuni,  poi  ci sono immediatamente ricaduti per la   zona  rossa'
  nazionale  e sono usciti nuovamente dalla  zona rossa' passando  in
  quella  arancione  per poco tempo per poi rientrare  nuovamente  in
   zona  rossa'. Ecco, ci sono veramente comuni che non  hanno  visto
  nessun  tipo  di spiraglio e di respiro, attività chiuse  ormai  da
  mesi.
   La  mia  proposta  è o si trovano risorse aggiuntive,  lo  abbiamo
  scritto  anche con vari importi, firmandolo in maniera trasversale,
  oppure  a  questo  punto è meglio bocciarlo  perché  non  ha  senso
  suddividere un milione di Euro che sarà un'elemosina di  fatto  per
  tutti i comuni che potranno accedere a queste risorse.
   Quindi, o lo accantoniamo e troviamo una soluzione diversa  o  non
  ha  senso  assolutamente lavorare su un articolo che doveva  essere
  uno dei più importanti di questa finanziaria.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO.  Grazie, Presidente. Anch'io volevo fare una  precisazione
  in  merito all'articolo 39 dal quale, da una prima lettura, non  si
  evince anche la possibilità di poter estendere questo sostegno alle
  imprese nei comuni dichiarati  zona rossa' anche nel 2021.
   Io  ho  anche letto l'emendamento 39.7 dell'onorevole Zafarana  ed
  altri   che  prevede  l'estensione  di  questo  sostegno  a  quelli
  dichiarati  zona rossa' fino all'aprile 2021.
   Ci  sono  tanti  comuni che nell'arco di questi mesi,  dall'inizio
  dell'anno  ad  oggi  sono  stati  dichiarati  zona  rossa   subendo
  ulteriori danni anche per le proprie economie quindi ritengo, sotto
  questo   aspetto,   di  condividere  l'emendamento   dell'onorevole
  Zafarana  che  sottoscrivo, e preciso anche questa parte  temporale
  che  deve  essere  reinserita, ed anche  dell'onorevole  Calderone,
  grazie. Sottoscrivo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  De  Luca.  Ne  ha
  facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente, è evidente  che  dagli  uffici  del
  Governo  e  da Palazzo d'Orléans non si affacciano mai per  strada,
  altrimenti avrebbero visto le migliaia di siciliani che protestano.
   Vorrei  capire cosa si intende risolvere con un milione  di  Euro.
  Presidente,  le  risorse o ci sono e le distribuiamo  o  è  inutile
  cercare di attaccarsi al petto delle medagliette per dire che si  è
  fatto qualcosa, soprattutto se quel qualcosa è inutile ed è lento.
   Anche la previsione di dover tenere in considerazione il numero di
  imprese  attive, il periodo di chiusura, è un qualcosa che ha  solo
  lo  scopo  di rallentare un provvedimento inefficiente che  non  ha
  ragione  d'esistere,  ragion per cui ben venga l'emendamento  della
  collega,  ben venga l'aumento delle risorse, però, o ci mettiamo  i
  soldi  o è inutile prendere in giro i siciliani per come si è fatto
  fino ad ora, già con la passata finanziaria.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'organizzazione
  di  questa  questione  siccome ho capito che  tutta  l'Aula  chiede
  questa    cosa,   trovo   saggio   l'intervento   del    Presidente
  dell'Assemblea di vedere se ci sono le condizioni per  metterci  in
  cammino,  quindi  io  l'accantonerei un attimo questo  articolo  se
  siamo  d'accordo,  mentre il nostro esperto del  bilancio  vede  un
  attimo  se  si può aiutare a sostenere questa causa perché  diventa
  importante.
   Per  farle  un esempio, cosa è la piccola provincia di Ragusa  con
  tutti  questi  comuni  contaminati che  hanno  avuto  delle  grosse
  difficoltà una somma di questa portata diventa anche abbiamo  fatto
  già  diversi incontri sul territorio con tante imprese,  con  tanta
  gente  che ha bisogno, con ristoratori, con tantissime persone  che
  oggi chiedono aiuto e sostegno.
   Rispetto a questo percorso io direi, e siccome penso che lo  vuole
  anche  lei, lo volete anche voi, c'è poco da fare su questa  storia
  nel  senso che anche voi avreste piacere che questa cosa andasse  a
  buon  fine per aiutare e sostenere le imprese quindi io mi permetto
  di

   PRESIDENTE. Mi consenta, onorevole Ragusa, poc'anzi il  Governo  è
  intervenuto  facendo una dichiarazione secca. Non ci sono  risorse.
  Se ci rincorriamo ad indicare cifre impossibili facciamo interventi
  che non sono utili al dibattito.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CATANZARO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  è  un  onore
  parlare  dopo  il Presidente della mia Commissione perché  utilizza
  sempre  delle parole dolci anche se in questo momento  è  veramente
  difficile, presidente Ragusa, utilizzare.
   Lei  ha  detto  bene perché c'è stato l'intervento  dell'assessore
  Armao per la non disponibilità delle somme su questo articolo.  Io,
  in questa finanziaria, dopo diversi giorni di dibattimento in Aula,
  nel grande rispetto ad ascoltare i colleghi sugli argomenti che  si
  sono  succeduti  in  questi giorni non ho fatto nessun  intervento.
  Magari  questa sera lo sto facendo e mi prenderò pochissimi  minuti
  però su questa norma nemmeno volevo intervenire.
   Ritengo però Presidente Di Mauro che è doveroso intervenire perché
  noi siamo fermi al 2020 su comuni dove si è intervenuti per dare un
  sostegno come  zona rossa' Troina, Villafrati, Salemi e ancora quei
  comuni attendono le somme del 2020.
   Adesso  noi  ci  ritroviamo in Sicilia con la terza  ondata  della
  pandemia  con  diversi comuni di tante province  in   zona  rossa'.
  Mettiamo  all'  articolo 39 un milione di  Euro  per  tutti  questi
  comuni. Secondo il mio punto di vista, sempre senza la demagogia ma
  con  grande caratterizzazione delle cose, dico che queste, dal  mio
  punto di vista, sono norme quasi slogan, nel senso che noi diamo  1
  milione di Euro, ma per che cosa?  E' come quella dell'articolo  42
  di  poco fa, per carità, l'argomento è importante, però ci  sono  i
  comuni alluvionati del 2018 che attendono le somme.
   Presidente  Di  Mauro,  la  prego vivamente  di  interloquire  col
  Governo  che è qui presente e per favore di accantonare  perché  di
  ordini  del giorno non ne abbiamo di bisogno, noi siamo in sede  di
  finanziaria e dobbiamo dibattere sulle problematiche. Ci sono  ogni
  giorno  le  proteste di diverse categorie, quello che chiedo  è  un
  intervento importante del Governo, abbiamo 100 articoli di cui,  di
  fatto, molti non servono a nulla.
   Finiamola  con  questa pantomima di andare avanti. Per  favore  lo
  dico, abbiamo ancora un altro paio di giorni. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie. Ha chiesto di intervenire l'onorevole  Amata,
  poi  nell'ordine  ci  sono  Foti, Tancredi  e  Di  Caro.  Onorevole
  Barbagallo,  su  questo  articolo lei già  è  intervenuto.  Ripeto,
  quindi,  Amata, Foti, Tancredi e Di Caro. Ci sono altri che  devono
  intervenire? No. Le iscrizioni a parlare sono chiuse, vi  prego  di
  non insistere dopo.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Amata.

   AMATA.    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  avrei  voluto
  evitare di intervenire, visto e considerato che nella Capigruppo di
  oggi,  si era stabilito per velocizzare i lavori d'Aula, di evitare
  interventi e, quindi, responsabilmente, anche se su tanti  articoli
  avrei  voluto dire la mia o esprimere il voto di Fratelli d'Italia,
  ho evitato di farlo, però, francamente oggi, in questo momento, non
  riesco  più  a  trattenermi,  perché  quanto  sento  colleghi   che
  rimproverano questo Governo per non mettere risorse per  le  nostre
  imprese,  per  le  nostre  aziende e che  dicono  che  non  vediamo
  evidentemnete  quello che c'è fuori, a questo punto non  posso  più
  evitare di parlare.
   Questo  Governo,  così  come  questo  Parlamento  o  comunque   la
  maggioranza di questo Parlamento, sta cercando in tutti i  modi  di
  andare  incontro alle problematiche delle imprese, delle aziende  e
  dei  siciliani tutti ma, evidentemente, le risorse sono  queste  e,
  quindi, la coperta è questa e non possiamo fare molto di più.
   Il  nostro Stato, il nostro Governo nazionale dovrebbe intervenire
  in  maniera incisiva e Draghi aveva promesso di intervenire proprio
  sulle   aziende  per  consentire  gli  investimenti,  oggi   invece
  assistiamo  a  una  presa  in  giro,  tant'è  che  si  sollevano  e
  continuano le manifestazioni di ogni tipo di categoria,  perché  si
  sono sentiti presi in giro ma, certamente, non dalle Regioni ma dal
  Governo  nazionale  che  avrebbe dovuto tutelarli.  Si  parlava  di
  perdite di fatturato del 60 per cento, del 50 per cento, del 40 per
  cento  di coperture importanti. Bene, alla fine, si scopre  che  il
  ristoro  sarà  calcolato  sulla  media  mensile  della  perdita  di
  fatturato, cioè un 5 per cento, un 3 per cento, un 2 per cento,  un
  1 per cento.
   Per  cui  dobbiamo  collaborare tutti, dobbiamo andare  avanti  in
  maniera  più  veloce.  Ci  sono stati i  lavori  della  Commissione
   Bilancio' che ha portato questo disegno di legge in Aula,  quindi,
  Presidente le chiedo di potere andare avanti più velocemente perché
  c'è chi aspetta gli stipendi e, quindi, dovremmo cercare di evitare
  le polemiche dall'uno e dall'altro lato. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne  ha
  facoltà.

   FOTI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei  intanto
  annunciare di avere presentato un ordine del giorno che riguarda  i
  ristoratori, una previsione che riguarda in particolare l'assessore
  Scilla,  in  quanto questa previsione sulla falsa riga del  decreto
  ristoratori  del  Ministero  dell'agricoltura  prevede   un   aiuto
  economico  sulle fatture caricate, fatture di acquisto di  prodotti
  siciliani   di   provenienza  agricola  siciliana  a   favore   dei
  ristoratori, comunque del comparto Horeca che risulta essere quello
  che  ha  subito i maggiori danni e che ha avuto delle ripercussioni
  sul  comparto  agricolo  che, in un primo momento  della  pandemia,
  sembravano  non  essere,  come imprese, essere  state  danneggiate.
  Quindi,  insomma,  mi auguro che ci sia il sostegno  da  parte  del
  Governo.
   Più   in   particolare,  su  questo  articolo,  voglio  ricordare,
  Presidente,  che durante la discussione generale è  stata  proposta
  all'Aula la sottoscrizione e il contributo attivo ad un ordine  del
  giorno  sui ristori, sugli aiuti in generale alle imprese siciliane
  colpite  dalla crisi Covid. Quindi, mi chiedo, dato che  l'articolo
  non  parla di aiuti ai comuni, ma di aiuti alle imprese,  come  mai
  non  si  sia  provveduto, già in fase di decisione, di  trattazione
  dell'articolo, a fare quello che ieri si era deciso in  Capigruppo,
  cioè  tutti gli articoli che riguardano aiuti alle imprese di  ogni
  tipologia  si stralcino e si dia indirizzo al Governo preciso,  con
  un   ordine   del  giorno,  mi  auguro  unanimemente   sottoscritto
  dall'Aula, sugli aiuti.
   Per  quanto  riguarda  le  proposte emendative,  farei  attenzione
  all'introduzione dei codici Ateco, perché sui codici Ateco  in  III
  Commissione,  ricevendo le categorie di ogni  tipologia  in  questi
  mesi,   insomma  -  il  Presidente  non  so  se  interverrà,  potrà
  confermarlo  -,  ci  è  stato ampiamente prospettato  di  non  fare
  l'errore  di  introdurre criteri sulla base dei codici  Ateco  che,
  purtroppo,  già con i pochi ristori nazionali, hanno  provocato  il
  raddoppio  di  aiuti  per  alcune  categorie,  per  carità   sempre
  insufficienti, e l'abbandono di altre categorie che, con  i  numeri
  finali  dei  codici  Ateco,  non  corrispondevano  a  alcuna  delle
  caratteristiche previste dai ristori nazionali.
   Quindi,  Presidente,  le  chiedo e  chiedo  all'Aula,  se  c'è  la
  volontà,  di stralciare dal testo, come stabilito dalla Capigruppo,
  tutto  quello che erano aiuti alle imprese, di delegare il  Governo
  con  l'ordine del giorno unanime e, per l'occasione, ho  presentato
  l'ordine  del  giorno specifico sugli Horeca che  ha  ripercussioni
  positive sull'agricoltura e le produzioni siciliane. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie. Governo, mi pare che l'onorevole  Foti  abbia
  fatto una precisazione che io avevo già fatto, se lo vuole ribadire
  all'Aula in maniera tale da evitare qualsiasi intervento che  possa
  riguardare il sistema delle imprese, perché non c'è dubbio  che  il
  39.7 è un contributo alle imprese. I comuni non hanno a che vedere.
  Governo.  È  il 39.7, che riguarda aiuto alle imprese  e  che  è  a
  valere  sui  fondi POC, di cui il Governo ha dato  notizie  per  le
  disponibilità. Presidente Musumeci?

   MUSUMECI,    Presidente   della   Regione.   Grazie,   Presidente.
  L'onorevole Foti ha richiamato l'attenzione di tutti sul nodo della
  proposta  e  della stessa natura dell'articolo 39.  Le  zone  rosse
  colpiscono   sia  il  tessuto  imprenditoriale,  sia  le   famiglie
  indigenti, le famiglie povere, le famiglie che non hanno un reddito
  fisso, le famiglie, per capirci, dei lavoratori giornalieri,  molti
  dei  quali  lavorano in nero e lavorano nel sommerso. Questa  è  la
  realtà sociale della nostra Isola.
   Sul  sostegno al tessuto imprenditoriale c'è un impegno  da  parte
  del Governo che è stato reso noto sin dall'inizio dell'elaborazione
  del  varo  del  progetto  dello strumento contabile,  per  cui  noi
  utilizzeremo, già il giorno dopo il voto d'Aula sulla  finanziaria,
  tutte  le risorse programmabili, obbedendo peraltro all'ordine  del
  giorno  dell'Assemblea, affinché almeno con 200 milioni di euro  si
  possa  venire  incontro  alle categorie e ai  comparti  all'interno
  delle categorie.
   Vedremo  se  utilizzare  i codici o, come invece  sta  facendo  il
  Governo nazionale, andare oltre i codici perché abbiamo capito  che
  i codici, molto spesso, costituiscono un freno, un vincolo e creano
  disordine.
   Se dunque l'articolo 39 è finalizzato alle categorie, credo che la
  soluzione  sia già a monte ed è nota a tutti i Gruppi parlamentari.
  Se,   invece,  si  intende  intervenire  a  favore  delle  famiglie
  indigenti  che  dalla  zona rossa possono  avere  subito  ulteriori
  ristrettezze,  beh, ricordo che i comuni possono attingere  ad  una
  risorsa  ancora rimanente rispetto al primo stanziamento che  è  di
  circa  65 milioni di euro e sono risorse, destinate e ancora ferme,
  destinate  ai  comuni  per  le  attività  sociali  proprio   perché
  individuate  nel  Fondo sociale europeo. E  a  quel  Fondo  possono
  attingere  tanto  i comuni in zona rossa quanto i  comuni  che  non
  hanno  avuto  la  ventura, dico la cattiva sorte per  certi  versi,
  buona  sorte  per altra, perché diventa anche una cura,  di  essere
  dichiarati in zona rossa.
   Ho  appena  parlato col direttore del Dipartimento delle politiche
  sociali  e  mi  conferma  che  parecchi  comuni  ancora  non  hanno
  rendicontato  rispetto  all'attingimento  che  hanno  operato   nel
  momento in cui abbiamo messo a disposizione questa risorsa.
   Se  volete,  come  Governo farei questa  proposta,  è  chiaro  che
  parlare  di  1  milione,  2  milioni  per  le  zone  rosse  davvero
  significherebbe  prenderci in giro. Poco  fa  lo  stesso  onorevole
  Calderone mi evidenziava l'esigenza di una somma congrua, che fosse
  adeguata  alle  richieste. Pensate che stasera  dovrò  firmare  per
  altri  4  comuni in zona rossa. E non è escluso che entro domani  o
  dopodomani, come l'assessore Razza poco fa mi accennava, potrebbero
  esserci altri comuni in zona rossa. Insomma, davvero, dare 50  mila
  euro,  100  mila euro ad un comune in zona rossa significa  davvero
  perdere la faccia.
   Ecco  perché,  se  voi  siete d'accordo,  possiamo  verificare  di
  praticare la strada di un ulteriore utilizzo di quelle risorse, ove
  mai il direttore del Dipartimento programmazione ci dovesse dire di
  allentare le corde per evitare che la rendicontazione debba  essere
  dettagliata, pignola dico io, fino al punto da scoraggiare anche  i
  sindaci  animati  di  buona  volontà, ecco  potremmo  allentare  la
  rendicontazione, dare un parametro maggiore ai comuni dichiarati in
  zona  rossa  e mantenere il parametro che abbiamo finora  mantenuto
  per i comuni ordinari, i comuni che non hanno subito la zona rossa.
   Così se siamo d'accordo evitiamo di dovere litigare per 1 milione,
  500 mila euro, 200 mila euro, 2 milioni. E' la proposta del Governo
  che  verificheremo  con i Dipartimenti programmazione  e  politiche
  sociali  e,  in  questo modo, il Governo sintetizza le  istanze  di
  tutti  i  Gruppi  parlamentari e, quindi, va  a  merito  di  questo
  Parlamento di avere trovato concordia e convergenza su una proposta
  assolutamente ragionevole e sulla quale intendiamo in questo  senso
  assumere l'impegno.

   PRESIDENTE. Grazie, Presidente. Il chiarimento è stato importante.
  Quindi,  il  39.7  non si tratta più perchè sarà  argomento  di  un
  ordine del giorno.
   Pongo  in  votazione l'articolo 39. Il parere della Commissione  è
  favorevole,  il parere del Governo è favorevole. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Allora, abbiamo completato la rubrica degli enti locali.
   La seduta è sospesa e i lavori riprenderanno domani alle ore 12.00
  per   le   ragioni   che   avevo   detto   poc'anzi   a   proposito
  dell'accertamento   ulteriore  sulla  situazione   finanziaria   e,
  comunque, delle poste in bilancio che abbiamo indicato finora.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.15 del 23 marzo 2021, è ripresa
                   alle ore 12.11 del 24 marzo 2021)

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per assenza del Governo, la seduta
  è sospesa e riprenderà alle ore 12.45.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.12, è ripresa alle ore 12.52)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Siamo al mitico articolo 46, Asu.
   Aspettiamo  un  attimo l'assessore Armao, che ho  visto  poco  fa,
  quindi è già qui.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)

   Non ho capito.
   Allora,  in  attesa che arrivi l'assessore Armao,  ha  chiesto  di
  intervenire l'onorevole Dipasquale.
   Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Sì,  Presidente, grazie. Mi  rivolgo  a  lei  ma,  in
  particolar  modo,  agli  Uffici  e al  Segretario  generale.  Ieri,
  durante  la  discussione dell'articolo 38, alla lettera e),  quella
  che  riguardava la premialità per i comuni che avevano stabilizzato
  abbiamo  inserito, modificato, 2010 con 2008, però alla fine  della
  lettera  e)  abbiamo lasciato per quanto riguarda  l'individuazione
  delle  somme  assegnate il periodo 2010-2018, cioè non  modificando
  anche quel 2010 in 2008. E' un fatto

   PRESIDENTE.  Bene,  allora,  ho già parlato  con  gli  Uffici  che
  provvederanno, in sede di coordinamento formale, a sistemarlo.

   DIPASQUALE. Infatti, di coordinamento formale, ecco. Grazie.

   PRESIDENTE. Assolutamente sì.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Su che cosa? Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, volevo ricordare all'Aula che,  forse,
  ieri  c'è stata una distrazione. Abbiamo votato il borgo dei borghi
  e  abbiamo  estromesso praticamente i due borghi, Ganci e  l'altro,
  perché  sono  oltre i 5 anni, oltre il quinquennio.  Non  so  se  è
  chiaro.  Siccome questa idea riguardava invece il borgo dei borghi,
  tutti nella loro interezza, ci sono stati due emendamenti, uno  che
  parlava entro i cinque anni, dell'ultimo quinquennio e l'altro  che
  era  invece  aperto.  Forse, c'è stata una  distrazione  e  abbiamo
  votato quello del quinquennio, ma dovevamo votare l'altro.

   PRESIDENTE. Perché abbiamo votato quello del quinquennio, infatti.
  Io  sul borgo dei borghi, l'ultima settimana, ho votato ogni giorno
  per Geraci.

   LENTINI. C'è stata questa distrazione, quindi, secondo me dobbiamo
  riprendere questa cosa perché rimarrebbero fuori due

   PRESIDENTE.  Però, distrazione o no, abbiamo votato  per  l'ultimo
  quinquennio, per cui che dobbiamo fare

   LENTINI.  Ma,  io  dico,  secondo me, non  è,  diciamo,  se  siamo
  siciliani

   PRESIDENTE. Me lo fa verificare?

   LENTINI. Prego.

   PRESIDENTE.  Verifichiamo  ciò  che  dice  l'onorevole  Lentini  e
  vediamo se si riesce

   LENTINI. Sono due comuni che rimarrebbero fuori.

   PRESIDENTE. Me lo guardo un attimo e le faccio sapere.

   LENTINI. Grazie.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ancora per distrazioni di ieri?  Prego.
  Si vede che ieri è stata una giornata confusa.

   ZAFARANA. Sì, signor Presidente, soprattutto quando lei  è  andato
  via  -  ora  non  me ne voglia il presidente Di  Mauro,  però  -  è
  successo questo

   PRESIDENTE.  La prego, il presidente Di Mauro presiede  meglio  di
  me, per cui non diciamo

   ZAFARANA.   Però,   ogni   tanto,  diciamo   così,   imprime   una
  velocizzazione ai lavori dell'Aula che praticamente ha fatto sì che
  un emendamento

   PRESIDENTE. Ma come? Lamentate sempre che io sono troppo veloce

   ZAFARANA.  Se  vuole, le spiego. Un emendamento  che  avevo  fatto
  rispetto  alla possibilità di dare delle risorse a fondo perduto  -
  Presidente,  se possibile, vorrei la sua attenzione - alle  imprese
  operanti  nei comuni che erano stati dichiarati temporaneamente  in
  zona rossa, secondo le ordinanze del Presidente della Regione,  con
  relativa  copertura, perché andavamo a recuperarla su  un  articolo
  impugnato  -  l'unico articolo impugnato - con la condivisione  del
  Capogruppo   di   Forza  Italia,  onorevole   Calderone,   con   la
  condivisione  del collega Caputo, quindi vi era stato  un  percorso
  finalizzato   alle   imprese  che   è   stato,   come   dire,   con
  superficialità, neanche me lo ha fatto mettere in votazione.
   Almeno, a volte, a un deputato di opposizione si dà anche soltanto
  la  soddisfazione di potere avere messo in votazione, perché l'Aula
  si esprima sul proprio lavoro.
   Ora,  a  prescindere  da quello che l'Aula, giustamente,  poi  può
  determinare,  si è detto di un ordine del giorno con cui  si  vorrà
  trattare il tema degli aiuti alle imprese. E ritorno sul tema della
  zona  rossa  perché, quando la Sicilia è in zona arancione,  se  ci
  sono  comuni in zona rossa, di fatto, il barista della  zona  rossa
  non  può  neanche  alzare la saracinesca per fare quel  caffè  che,
  invece,  in  zona  arancione si può prendere  da  asporto.  Quindi,
  andiamo  proprio,  eventualmente,  a  sostenere  chi  si  è  dovuto
  fermare.
   Ma  il  tema  dell'aiuto  alle nostre  imprese  siciliane  non  lo
  possiamo  così,  superficialmente, demandare  esclusivamente  a  un
  ordine  del  giorno,  di  cui ho avuto notizia  soltanto  ieri  dal
  presidente Di Mauro, perché mi riferisce il mio Capogruppo che  non
  si è parlato di questa cosa e non c'è un intendimento in Conferenza
  dei Capigruppo su questo tema.
   Pertanto,  pongo  proprio il tema di non poter  uscire  da  questa
  finanziaria,   personalmente  come  opposizione   stiamo   facendo,
  veramente,  stiamo avendo un ruolo costruttivo nei temi positivi  e
  stiamo avendo un ruolo di opposizione lì dove, chiaramente, ci sono
  delle  forzature  e  delle cose che non stanno, soprattutto  in  un
  momento di pandemia.
   E,  allora, dico che non possiamo dire all'esterno, ai lavoratori,
  a  coloro  che in questo momento soffrono perché sono  con  l'acqua
  alla  gola, che questo Governo regionale, questa Assemblea  porterà
  un  ordine del giorno, perché l'ordine del giorno, noi lo sappiamo,
  ha  una  qualità  in  base  a  cosa  dice,  cosa  programma  e  io,
  sinceramente, oggi, non vedo nulla di scritto e, sinceramente,  non
  sono  tranquilla e credo che nessuno di noi possa essere tranquillo
  sul tema.
   Poi,  se  mi permette, Presidente, vorrei completare su  un  altro
  tema. Allora, proprio perché lei ha detto che dobbiamo ricominciare
  dall'articolo 46, rispetto ai lavoratori socialmente utili che sono
  nei  beni  culturali, quindi attualmente svolgono il  loro  lavoro-
  funzione, in utilizzazione nelle sedi periferiche dell'Assessorato,
  mi  si fa notare, rispetto al fatto che noi nell'articolo 11, comma
  2,  abbiamo  votato la impossibilità di potere, anzi  la  riduzione
  della  pianta organica del cento percento rispetto ai pensionamenti
  dell'anno  precedente per le categorie A e B,  mi  chiedo  come  si
  possa  parlare  di nuova assunzione, e se si può parlare  di  nuova
  assunzione.  Sono trecento nei beni culturali, e noi dobbiamo  dare
  la  serenità  a  queste persone di potersi sentire all'interno  del
  bacino ampio individuato dall'articolo 30, della legge 5 del  2014.
  Perché,  ove  così  non fosse, bisognerebbe prevedere  appunto  una
  modifica.
   Se vuole appunto, assessore Scavone, lo approfondiamo questo tema,
  perché se noi abbiamo un blocco per le assunzioni in categoria A  e
  B,  non potremmo considerarle come nuova assunzione e, pertanto, le
  chiedo veramente di fare un approfondimento. So bene che riuscirà a
  farlo  tramite  i  suoi  uffici per poter dare  serenità  a  queste
  persone.

   PRESIDENTE. Ma mi sembra assessore, questi non sono quelli a tempo
  determinato, quelli dei trecento? No? Volete chiarire questo  punto
  all'onorevole  Zafarana, che io poi le chiarisco quello  di  prima?
  Glielo  state chiarendo personalmente, intimamente? Ve lo  chiarite
  intimamente  o  lo  possiamo  sapere  pure  noi,  scusi?  Onorevole
  Zafarana, assessore, ve lo chiarite intimamente o possiamo  saperlo
  pure noi?.

   SCAVONE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro.  Conoscevo  la  sua competenza  in  politica,  non  la  sua
  gelosia, che comunque comprendo.
   Allora,  l'onorevole Zafarana affronta un tema sul  quale  abbiamo
  ragionato  ampiamente, fondamentalmente, noi  del  Governo  insieme
  all'assessore  Samonà. Lo stanno approfondendo gli uffici,  proprio
  per  evitare che ci fossero precedenti aspetti normativi già votati
  dall'Aula,  che  potessero  in qualsiasi  maniera  condizionare  la
  serenità  anche di questo gruppo di persone. Io sono  convinto  che
  oggi usciremo complessivamente con la soluzione anche per loro, che
  comunque,  che  sia chiaro, è già prevista nella  norma  così  come
  formulata,  perché i novanta giorni che abbiamo dato  al  Dirigente
  generale per l'eventuale ricollocazione in altri enti che potessero
  assorbire, a normativa attuale, tutti coloro che dovessero trovarsi
  in una situazione che magari non possiamo conoscere - che questa la
  conosciamo  -  potranno essere dal dirigente generale utilizzati  e
  stabilizzati ed assegnati ad altri enti. Ma siccome questi lavorano
  bene  ai beni culturali, l'assessore Samonà è settimane che  mi  fa
  pressioni in questo senso, stiamo chiedendo con gli uffici, sia  il
  Dipartimento  lavoro, che l'ufficio legislativo, la  soluzione  più
  lineare perché questi lavoratori possano essere garantiti nel posto
  di lavoro.

   PRESIDENTE.   Anche  perché,  assessore,  le  devo   dire,   anche
  all'assessore  Samonà,  che il Presidente Micciché,  in  particolar
  modo,  ha  presentato un solo emendamento in tutta la  finanziaria,
  che  riguarda  i  beni culturali, che è quello  della  eliminazione
  totale   del   possibile   rinvio  del   silenzio   assenso   nelle
  sovrintendenze, perché è una vergogna che non possiamo  sentire,  e
  tutte  le  sovrintendenze mi dicono che sarebbero felici,  però  se
  hanno  il personale per potere valutare le pratiche sin dall'inizio
  e  non  aspettare  l'ultimo giorno del silenzio  assenso  prima  di
  poterle vedere.
   Per   cui,   non  c'è  dubbio  che  faremo  di  tutto  perché   le
  sovrintendenze,  quindi i beni culturali, possano  avere  tutto  il
  personale  che  serve. Per cui, se è stato fatto  tutto  questo,  è
  stato proprio un percorso che abbiamo chiesto.
   Possiamo ricominciare con gli ASU? Che mi hanno detto che  quattro
  mila e cinquecento persone non hanno dormito stanotte in attesa  di
  questa nostra riunione?
   Approfitto  di  questa occasione, per segnalare  che  qualcuno  in
  maniera  secondo  me  in  maniera poco utile  alla  politica  e  ai
  rapporti tra noi, ha fatto dei comunicati, anche dei video, con cui
  si  attacca un Assessore, piuttosto che un parlamentare,  piuttosto
  che qualcuno altro, per cui se gli ASU non saranno stabilizzati  la
  colpa è di tizio, di caio, di sempronio.
   Io  vi prego, questo genere di attività, che possono essere non so
  quanti utili .

                     (intervento fuori microfono)

   Sto parlando in nome generale e per tutti, sia per gli uni che per
  gli  altri. Perché sia chiaro  E' un sistema che non funziona,  sia
  da  chi  attacca, sia da chi difende, sia da chi riattacca, sia  da
  chi  ridifende. E il sistema è generalizzato. Ma non c'è dubbio che
  creiamo situazioni di disagio enorme sia alla politica in assoluto,
  ma poi anche a queste persone che stanno aspettando risultati se si
  sentono   dire  da  uno   tranquilli  non  cè  problema ,   l'altro
   tranquilli,  Armao  ha eliminato tutto , l'altro   tranquilli,  ho
  rimesso tutto io . E' chiaro che gli facciamo soltanto un danno.
   Per  cui le cose che devono uscire da questa Aula, anche a livello
  di  comunicazione, ovviamente su questo non posso pretendere nulla,
  posso  solo  chiederlo e tentare di convincervi che è  giusto  fare
  uscire  notizie vere per evitare che si possa spaventare  gente,  o
  che si possa esaltare gente o dare sensazioni comunque negative per
  tutti  noi.  Per  cui  spero che questo sistema  posso  finire,  ne
  saremmo tutti più che felici.
   A proposito di comunicazioni sbagliate all'articolo 46, il Governo
  ha   riscrittol'emendamento  46.35.  Assessore,  mi  scusi   stiamo
  parlando del 46.35 riscritto?

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di poterlo illustrare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Signor Presidente, intanto  solo
  chi  è  in  malafede o che intende fare politica  in  malafede  può
  prospettare  cose  assolutamente false come  quella  che  io  avrei
  tagliato l'intervento agli ASU.
   Chi ha lavorato con me in Commissione, il Presidente Savona lo  sa
  e tutti i componenti di tutte le forze politiche sanno, che abbiamo
  cercato di fare tutto il possibile - l'onorevole Laccoto me ne darà
  atto  - per portare avanti questa iniziativa a cui crediamo  e  che
  troviamo,   come  il  Governo  Musumeci  ritiene  un  elemento   di
  correttezza e di giustizia dopo tanti anni.
   Quindi,  io  non indugio su certi comportamenti tenuti  attraverso
  quella  diffusione che lei ha detto dicendo delle  falsità.  Perché
  ieri avete ascoltato tutti, dalle mie parole, che ho illustrato  un
  emendamento  in  quanto  c'erano  delle  divergenze   tra   i   due
  Dipartimenti,  tra  il Dipartimento Ragioneria  e  il  Dipartimento
  Lavoro.  Quindi  non c'era nessuna voglia di danneggiare  questo  o
  quello.  Chi  ha  bisogno di vendere la sua incapacità  invece  che
  argomenti, dice cose come queste. Chi invece dice le cose  come  si
  sono   dette  veramente,  che  c'era  una  divergenza  fra  i   due
  Dipartimenti.  E  chi  governa  ha  la  responsabilità  di   tenere
  l'Amministrazione unita.
   L'Amministrazione si è consultata e si è riproposto l'emendamento,
  così come è stato depositato cioè con 10 milioni per il 2021, 15  e
  15  per il 2022 e 2023, in aggiunta ai 39 milioni 159. Questa è  la
  dimensione  che per i Dipartimenti, sia il Dipartimento  Ragioneria
  generale  bilancio  che  il  Dipartimento  lavoro,  ho  sentito  il
  Dipartimento  lavoro e qui c'è l'Assessore presente  adesso,  è  la
  quantificazione esatta per provvedere alle stabilizzazioni.
   Quindi restituisco a chi ha cercato, fino a qualche momento fa, di
  attaccare su questioni che non esistono. Se ne faccia una  ragione.
  Noi siamo dalla parte degli ASU, il Governo è dalla parte degli ASU
  ed intende andare fino in fondo.
   Mio  dovere  è  quello di tenere rispetto dei dipartimenti  e  dei
  computi che devono fare, non per lanciare numeri in libertà ma, per
  dire le cose come stanno.
   E  questo abbiamo fatto ed intendiamo fare, dando voce corretta ad
  un'amministrazione che dà risposte e non lancia slogan né fa servi.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, vedete,
  questa  è  una pagina particolare di questo Parlamento e di  questa
  Assemblea,  dopo  circa 30 anni che questi soggetti,  praticamente,
  sono   stati,   in   un  certo  senso,  sfruttati  dalla   Pubblica
  Amministrazione, perché non hanno avuto la possibilità di essere né
  stabilizzati con i contributi.
   Ora,  il  mio modo di procedere è quello di portare le istanze  da
  parte, sicuramente, di chi ha diritto ad essere stabilizzato.
   Abbiamo  fatto  un percorso, prima il disegno di  legge,  poi  gli
  emendamenti  in  V  commissione,  poi  una  lunga  discussione,  un
  confronto  lunghissimo ed anche duro in commissione bilancio,  dove
  avevamo trovato, presenti, in effetti, perché in commissione  V  vi
  era  anche  il  direttore  del  dipartimento  lavoro  e,  poi,   in
  commissione bilancio il ragioniere generale della Regione,  avevamo
  trovato  una  copertura che era la minima, anche  perché  io  avevo
  fatto un ulteriore emendamento di 5 milioni, poi mi era stato detto
  che  per l'anno 2021 non era necessario e per cui abbiamo accettato
  di fare 10 milioni: 15 milioni per 2021/2023.
   Ieri,  quindi,  siamo stati tutti sorpresi e colti un  poco  così,
  rispetto  ad  un impegno, che era un impegno unanime  di  tutta  la
  commissione, di tutte le forze politiche ma, su cui si era lavorato
  perché  questo  era, finalmente, l'unico anno  in  cui,  per  norma
  nazionale, si poteva arrivare alla stabilizzazione dei precari.
   Il  punto  fondamentale,  ora, è: approviamo  questo  emendamento,
  anche  se riteniamo che sia insufficiente, rispetto anche  alle  18
  ore a cui noi anelavamo ma, se non è possibile, almeno riusciamo  a
  chiudere  questa vicenda. E, nel contempo, dobbiamo  arrivare  alla
  storicizzazione della spesa, così come ho rappresentato ieri, che è
  indispensabile,  perché  noi dobbiamo seguire  lo  stesso  percorso
  degli ex precari.
   Una storicizzazione, quindi, della spesa fino al 2038. Ed io credo
  che,   oggi,   il  Governo  prende  formale  impegno   per   questa
  storicizzazione.
   Le polemiche, ecco, poi passano. A noi serve che, praticamente, si
  risolva  il problema. Ed è un problema di tutti, mai affrontato  un
  problema così da parte di tutto il Parlamento.
   Io ringrazio veramente tutti per il contributo che è stato dato  e
  per questa unanimità.
   Chiudiamo  le  polemiche  ed  andiamo  avanti  perché  questi  ASU
  aspettano,  finalmente, un loro diritto. La possibilità  di  essere
  chiamati  anche, non più, così, senza alcuna possibilità ma,  avere
  un  assetto  giuridico che consenta loro contributi e diritti  come
  per  tutti  gli  altri:  27  anni,  così,  di  situazione  anomala,
  finalmente, oggi deve finire.
   Grazie, per questo ed andiamo avanti. Grazie a tutti.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, assessori, colleghi  parlamentari,
  la  questione  relativa  ai lavoratori ASU è  stata  una  questione
  attenzionata veramente da tutto il Parlamento già in Commissione da
  tutte  le forze politiche insieme all'assessore Scavone che non  ho
  difficoltà  a  riconoscere la sua disponibilità e il  garbo.  Garbo
  che,  purtroppo, non abbiamo riscontrato fino all'ultimo intervento
  dell'assessore  Armao perché non ne deve raccontare favole,  perché
  quando  viene a dire  noi qua, Musumeci  , se avevate  a  cuore  la
  situazione   la  risolvevate  in  Giunta,  l'abbiamo   risolta   in
  Commissione, quindi, favole, demagogia, chiacchiere qua né vogliamo
  ascoltare  poche.  Dopodiché, prima chi gli ha risposto,  che  sono
  stato  io, dall'Aula non c'entrava nulla con il video che,  secondo
  me,  non andava neanche attenzionato, è il metodo cioè lei  non  si
  può  scandalizzare di un parlamentare, chiunque sia, non l'ho fatto
  io,  che esprime una posizione quando lei per primo, assessore  del
  Governo,  uomo  che  dovrebbe gestire questa finanziaria  con  buon
  senso,  disponibilità, con sobrietà si è permesso di  insultare  un
  partito, il Partito Democratico, perché ha fatto il suo, sui social
  parlo,  non  faccia  finta  di  nulla  perché  è  stato  motivo  di
  discussione, sui social, perché ha assunto una posizione  accettata
  e  condivisa,  anche  su  voto segreto, dal resto  del  Parlamento.
  Quindi,  a  che  titolo interviene, come fa  ad  indignarsi  su  un
  atteggiamento, per un atteggiamento di un parlamentare  quando  lei
  per  primo che dovrebbe dare l'esempio non lo ha fatto, e ha  fatto
  diventare  bagarre la finanziaria sui social, lei è  il  primo,  la
  verità  è  che  lei  non fa altro che dimostrare  la  sua  profonda
  inadeguatezza  nel svolgere questo ruolo, cioè, lei veramente  così
  ha dimostrato, compreso oggi, sto finendo Presidente

   PRESIDENTE. Avevamo fatto appello di calmarci un po' su questo

   DIPASQUALE.  Assolutamente Presidente, mi  dispiace,  io  non  ero
  neanche intervenuto per gli ASU e sono stato dodici ore insieme  ai
  miei  colleghi  a cercare la soluzione, ne sono testimoni  tutti  e
  nessuno  può  smentire  quello  che  dico  ma  veramente  mi   sono
  infastidito  di  questo  atteggiamento che  ha  l'assessore  Armao,
  forse, meno parla meglio è, e prima finiamo questa finanziaria

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  ho
  l'impressione  che utilizzando il gergo calcistico  stiamo  facendo
  un  po'  di  melina ,  stiamo sempre sulla stessa  questione.  Ieri
  quando  abbiamo  iniziato la discussione dell'articolo  46  abbiamo
  posto al Governo due questioni: la prima, assessore Armao, è quella
  che  per  quanto  riguarda  il Partito  Democratico  noi  riteniamo
  vergognosa   questo  tipo  di  copertura,  la  copertura   per   la
  stabilizzazione degli ASU dovrebbe essere di tipo  diverso,  non  a
  carico  del fondo dei comuni, stiamo dicendo ai comuni stabilizzate
  i  precari con i vostri soldi, quindi, voglio dire francamente dopo
  trent'anni  ci  doveva  essere la parte del  Governo  e  in  questo
  dell'assessore per l'economia che è tenuto a dare le  coperture  un
  atto  di natura diversa e francamente quest'atto se lo aspetta  non
  solo l'Assemblea ma tutti i comuni e tutta la Sicilia.
   L'altra questione, ora dopo magari il mio intervento assessore, se
  fa  queste  precisazioni  L'altra cosa su  cui  sarebbe  utile  una
  precisazione  è che per i calcoli che si sono fatti in  Commissione
  Bilancio  arriveremmo,  pare,  a 14  ore  di  stabilizzazione,  può
  confermare questo dato in Aula?
   È   importante,  arriveremo  a  quattordici,  quindici,   tredici,
  possiamo  arrivare  a  diciotto se riusciamo a ritrovare,  reperire
  ulteriori coperture che sarebbe l'atto che auspichiamo noi,  quindi
  credo  che  queste  precisazioni siano  importanti  per  proseguire
  proficuamente il dibattito.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Signor Presidente, l'emendamento
  prevede  al comma 9, una sede di coordinamento, onorevole  c'è  una
  seconda  parte. Il comma 1 dell'articolo 36 le parole  320 milioni
  sono  sostituite  dalle parole  330 milioni .  E  quindi,  diciamo,
  sotto questo profilo c'è un coordinamento formale che serve proprio
  a  scongiurare  questa. Sì, nel senso che con  queste  risorse  noi
  dobbiamo andare avanti.
   Abbiamo  cercato di fare un coordinamento formale per  evitare  di
  dare  segnali di riduzione ma certamente preordinato ad  affrontare
  oggi,  in  questo momento, diceva bene l'onorevole Laccoto,  questo
  problema.  Di  più  non  si  può fare. Il  ragioniere  generale  ha
  firmato,  si è sentito anche con il direttore, ora sul  tema  delle
  ore  lavorative  pregherei l'onorevole Scavone  di  intervenire  su
  quello  che  si  è  fatto e si può fare ma queste sono  le  risorse
  disponibili.

   PRESIDENTE. Allora, scusate, per evitare di dare la parola  ancora
  ad  altri.  Questo emendamento di fatto ci chiede di  sistemare  in
  coordinamento  formale la persona. Allora io direi,  la  dotazione.
  Siccome credo che tutti più di me, appena lo approviamo ovviamente,
  siete  tutti più esperti di me, se lo approviamo e poi le due,  tre
  persone  che  si  occupano, lo sistemiamo  materialmente  tanto  lo
  dovevamo fare noi.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Certo se fosse fatto  prima  sarebbe
  meglio.  Lo  fanno  però gli uffici, quindi non  c'è  problema.  Da
  questo  punto di vista la garanzia è massima, non ci possono essere
  dubbi.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, mi permetta un fatto  tecnico.  Il
  fondo  per  le autonomie locali funziona per trimestralità,  quindi
  quando   noi   stabiliamo  che  i  dieci  milioni   li   sottraiamo
  all'ammontare  complessivo dei 330 in qualche modo  stiamo  dicendo
  che  i 10 milioni li spalmeremo anch'essi in trimestralità. Allora,
  o  si  fa  il fondo per le autonomie locali di 320 e i 10  sono  un
  finanziamento  ad  hoc,  altrimenti  anche  questi  10  seguono  la
  modalità  della  trimestralità di cui la quarta  la  eroghiamo  nel
  2022.  Quindi, attenzione perché dire che fa parte del fondo  delle
  autonomie locali cioè non solo facciamo una riserva ma la  facciamo
  anche in termini di trimestralità.

   PRESIDENTE. Mi fa sentire un attimo l'onorevole Grasso. Che voleva
  dire  lei,  onorevole  Grasso? Un attimo, un  attimo  solo,  vorrei
  capire.

   GRASSO. Signor Presidente, scusi, è solo un fatto tecnico che  poi
  di  ragioneria e di istituzione di capitoli, perché sono due  fondi
  diversi. Il fondo delle autonomie ed il fondo su cui si attinge per
  la erogazione degli atti.

   PRESIDENTE. Il suo suggerimento qual è?

   GRASSO.  Quindi quando viene stabilito alla Ragioneria il capitolo
  delle   autonomie  locali,  quello  è,  e  quello  è   il   mandato
  proporzionale  al capitolo. I dieci milioni non vengono  attribuiti
  al  fondo  delle  autonomie locali ma vengono attribuiti  a  questo
  fondo e quindi fanno parte, è una questione tecnica.

   PRESIDENTE.  Noi  vorremmo  essere  tecnicamente  certi  che   poi
  arrivino agli

   GRASSO.  Perfetto, di ragioneria e tecnico, non è un fatto nostro,
  ecco.

   PRESIDENTE. No, no, infatti, allora qual è la volontà politica sia
  del Parlamento che del Governo?

   GRASSO.  Il problema è questo, che mancano dieci milioni di  Euro.
  Poi  dal  punto  di vista procedurale le quattro trimestralità,  ma
  vengono attribuite all'assessore del dipartimento.

   PRESIDENTE. Ripeto, caso mai ci fosse bisogno, quando si  dice  la
  volontà  del  legislatore,  la volontà del  legislatore  mi  sembra
  chiarissima, sia da parte del Parlamento che da parte  del  Governo
  di  mettere questi quattrini. Quindi è corretto così? Se gli uffici
  mi  dicono che è corretto così, ragazzi, cioè mi sembra pretestuoso
  continuare  a  parlare.  Ci  penseranno in  sede  di  coordinamento
  formale a sistemarlo.
   Pongo in votazione la riscrittura dell'emendamento 46.35 R. Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 46, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Chiedo  scusa, siccome si è tanto parlato di quest'articolo  e  di
  questo   problema  degli  ASU.  Mi  preme  sottolineare,   scusate.
  Onorevole  Catalfamo non si poteva fare, non lo  potevamo  inserire
  qua,  ti chiedo scusa, per questo non ti ho dato la parola. Vediamo
  come sistemarla ma non si poteva fare.
   Invece, mi fa piacere potere segnalare, cosa che è stata fatta già
  un  po'  da  tutti,  che  è stato veramente un  lavoro  globale  la
  soluzione di questo problema. Di tutti, di tutti i parlamentari, di
  tutti  i  Gruppi  e  devo  essere sincero, dobbiamo  fare  anche  i
  complimenti,  anche se oggi non c'è, non lo vedo e mi dispiace,  al
  Presidente  della  V  Commissione che ha fatto  questo  lavoro  fin
  dall'inizio   e  ci  lavora  da  tanto  tempo,  come  all'onorevole
  Sammartino, così come all'assessore che è riuscito a trovare  tutti
  i punti di convergenza tra i Gruppi.
   E' una giornata importante, è stato detto da tutti, e credo che io
  possono  permettermi di confermarlo, proprio a  nome  di  tutti,  è
  stata una giornata importante. Dopo tantissimi anni si è risolto un
  problema veramente che sembrava irrisolvibile tanti anni per cui un
  ringraziamento credo che va assolutamente a tutti.
   Onorevole,  lei non è l'assessore di riferimento. Che  deve  dire?
  Onorevole Turano, la prego, stiamo facendo perché questa cosa. Come
  dire,  c'è    questo lo faccia sul giornale. Faccia un articolo  in
  cui  si aprirà la pagina del precariato, lo speriamo tutti, ma  non
  fa parte del dibattito e la ringrazio perché questa è certamente la
  volontà,  ovviamente, di tutti e speriamo che sia così. Se  si  sta
  chiudendo  una  pagina,  che si è aperta  trent'anni  fa.  Sembrava
  all'inizio che fosse la soluzione di tanti problemi. Si è rivelata,
  invece,  troppo  spesso, un appesantimento e non la  soluzione  dei
  problemi. Speriamo che non si riapra più.
   La  parola,  però,  perché credo che anche lui voglia  ringraziare
  tutti, all'assessore Scavone e grazie veramente da parte di tutti a
  tutti.  Questa è una pagina che abbiamo scritto insieme  e  di  cui
  possiamo solo che esserne soddisfatti.

   SCAVONE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCAVONE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro.  Signor Presidente, grazie, onorevoli deputati, solo  pochi
  secondi.  E'  doveroso  da  parte mia aggiungere  poche  parole  di
  gratitudine, il lungo percorso che si è dipanato, voglio ricordare,
  da  oltre un anno, almeno da quando c'è l'esercizio da parte mia di
  questo ruolo, ma fondamentalmente un grande lavoro del Governo.  Si
  chiude  la pagina del precariato. Prima i precari. Abbiamo  avviato
  in sede romana una definizione di un altro bacino di precariato che
  è  quello dei Pip, di fibrillazione dei Pip, oggi chiudiamo  quello
  degli ASU: quattromila cinquecentosettantuno persone che per troppo
  tempo sono stati appesi, come dire, per ragioni della politica  con
  la  P  maiuscola.
   Io  dico  questo, lo stavo dicendo, all'inizio del mio intervento,
  ogni  pentagramma  ha  le sue note. E, allora,  voglio  dire,  oggi
  chiudiamo una pagina in grande armonia, una pagina di politica  con
  la   P  maiuscola. Devo ringraziare i sindacati con i quali abbiamo
  costituito negli ultimi sei mesi il tavolo permanente degli ASU  da
  cui  sono  venute  alcune dritte. Il Governo nazionale,  nella  cui
  finanziaria,  c'è stata data la possibilità di trovare  uno  spazio
  nel  quale  inserirci,  i famosi commi 292, 296  della  finanziaria
  nazionale.
   Ringrazio il neo nominato dirigente generale del dipartimento  che
  ha fatto un grandissimo lavoro di raccordo e certamente l'assessore
  Armao  e tutta la componente che ha i cordoni della borsa, che  non
  sono  un  privilegio,  ma  sono  spesso,  ovviamente,  una  fatica.
  Ringrazio  il Presidente della V Commissione e tutti i parlamentari
  che  in  quella sede hanno consentito di costruire questo  percorso
  normativo  che,  badata bene, è al limite di alcune difficoltà  che
  dobbiamo ancora affrontare e superare.
   Ho   incontrato   sabato,  e  lo  posso  dire  ufficialmente,   il
  consigliere  del  Ministro del lavoro, il consigliere  tecnico  del
  Ministro  del lavoro perché il problema sarà dal 2024.  In  Aula  è
  venuta più volte la voce:  Perché non c'è la storicizzazione? .  La
  storicizzazione  non  c'è  perché  non  è  ovviamente  alla  nostra
  portata. Noi copriamo per un triennio con un contributo che prevede
  l'assegno  e  tra  l'altro i diritti che fino ad  adesso  a  questi
  lavoratori sono stati negati.
   Partiamo,  e qui ho il dovere di dirlo, e lo dico a Barbagallo  da
  14  ore,  però  avendo  previsto un provvedimento  articolato,  noi
  riteniamo  che  molti di questi accederanno alle altre  possibilità
  che  abbiamo previsto e cioè il prepensionamento o il pensionamento
  con  il  differenziale  fino a 70 anni dell'assegno,  del  sussidio
  attualmente acquisito e quant'altro, ci consentirà dia  vere  ampia
  capienza  nella  risorsa che abbiamo messo che è già  capiente  per
  tutti gli ASU, sono stati individuati uno per uno. Penso che non ne
  abbiamo  dimenticato  nessuno.  In questi  25  anni  di  grossolano
  disordine,  augurandomi e ringraziando ancora che si  è  chiuso  un
  capitolo  e  come  dice  Turano  speriamo  definitivamente  di  una
  utilizzazione  veramente  deteriore  della  gente  che   lavora   e
  concludendo  ancora con un grazie a tutti per essere stato  piccola
  parte di questa grande soluzione per 4500 persone.

   PRESIDENTE.  Abbiamo  votato l'articolo  46.  Si  passa  all'esame
  dell'articolo  34 però sono le 13.30. Facciamo le  cose  per  bene.
  Interrompiamo per andare a mangiare un boccone tutti e ci rivediamo
  invece  che  alle 16, alle 15, in modo che l'ora che dovremmo  fare
  ora la prendiamo dopo però almeno ora ci mangiamo tutti un boccone.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.32, è ripresa alle ore 15.22)

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prendete posto appena possibile.
   Si  passa all'articolo 34, che trovate nel fascicolo a pagina  11.
  Ne do lettura:

                               «Art. 34.
         Modifiche alla legge regionale 3 novembre 2000, n. 20

   1. Dopo l'articolo 24 della legge regionale 3 novembre 2000, n. 20
  e successive modificazioni è aggiunto il seguente articolo:

                              Art. 24 bis.
             Fondo di solidarietà dei parchi archeologici

   1.  Per  il  triennio 2021/2023 il dieci per cento  delle  risorse
  derivanti dallo sbigliettamento dei Parchi archeologici, di cui  ai
  Titoli  I  e  II,  è versato su apposito capitolo  in  entrata  del
  bilancio  della Regione, rubrica beni culturali, per finanziare  le
  spese  di funzionamento, fruizione e valorizzazione dei Parchi  con
  minori  entrate  economiche  di cui alle  finalità  previste  dalla
  presente legge regionale.

   2.  Il  piano  di  utilizzazione  del  Fondo  così  costituito   è
  regolamentato da apposito decreto emanato dall'Assessore  regionale
  dei  beni culturali e dell'identità siciliana entro sessanta giorni
  dalla data di entrata in vigore della presente legge, previo parere
  della competente commissione dell'Assemblea regionale siciliana».

   Ci  sono degli emendamenti già nel fascicolo e un sub emendamento.
  Cominciamo  da  quelli del fascicolo. Ha chiesto di intervenire  il
  Governo ed anche l'onorevole Campo.
   Se  il  Governo preferisce attendere gli interventi dei  deputati,
  così eventualmente riepiloga in una risposta unica finale.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo.

   CAMPO.  Signor  Presidente,  Governo, assessore  Samonà,  colleghi
  deputati,  allora questo articolo lo avevamo caldeggiato anche  noi
  perché chiaramente è una possibile e immediata soluzione per alcuni
  siti  archeologici  che  ad  oggi purtroppo,  a  causa  del  Covid,
  soffrono un crollo degli incassi e quindi poter avere dei siti  più
  forti  che  aiutino i più piccoli, io non voglio  definirli  minori
  perché chiaramente ogni sito può continuamente avere nuove scoperte
  e  diventare  all'improvviso anche più importante  di  altri,  però
  chiaramente in questo momento è una soluzione importante.
   Però  io  mi  aspettavo anche uno sforzo in più perché chiaramente
  siamo  in  pandemia  da  un  anno e ci voleva  anche  una  proposta
  innovativa  che  magari sfruttasse le nuove  tecnologie,  come  per
  esempio le foto immersive, le realtà virtuali, le visite e anche  i
  tour  con queste realtà aumentate a fronte di un biglietto,  perché
  anche  quei  siti  più  grandi,  anche  quei  siti  come  il  parco
  archeologico di Agrigento, di Selinunte, di Segesta e di  Siracusa,
  che  non  hanno  mai sofferto problemi per gli incassi,  in  questo
  momento sono fermi.
   Quindi,  pensare  a  una  soluzione, così  come  hanno  già  fatto
  importantissimi  musei  - e mi riferisco,  per  esempio,  ai  Musei
  Vaticani, alla Pinacoteca di Brera, alla Galleria degli Uffizi,  al
  Prado di Madrid - e chiaramente i nostri siti archeologici sono tra
  i  più  visitati al mondo e non sono da meno, a un fondo - io avevo
  fatto  anche  un  emendamento a tal proposito -  per  garantire  la
  ricostruzione, anche storica, con un valore didattico, che permetta
  appunto  delle  visite virtuali, in questo momento potrebbe  essere
  quella  spinta  e  quella marcia in più per attrarre  fruitori  nei
  nostri siti turistici.
   Noi  dobbiamo  anche  pensare a un piano di marketing  con  queste
  cose,  perché chiaramente la soluzione, io ora assessore non voglio
  parlare  di  questo, però non può essere la carta di Catania,  cioè
  prendere     dei     reperti    archeologici     e     trasferirli,
  decontestualizzati, da un percorso di musealizzazione in dei luoghi
  che non sono preposti alle visite.
   No,  dobbiamo far venire i fruitori in loco, li dobbiamo attirare.
  E  quale  maggiore  attrattore se non, in  questo  momento,  creare
  appunto   queste   visite  virtuali  che,   in   seconda   battuta,
  resterebbero  comunque  di proprietà dei siti  archeologici  e  dei
  musei  e  potrebbero avere una funzione didattica e svolgere  anche
  una  funzione di intrattenimento mentre si formano appunto i gruppi
  per le guide turistiche direttamente in loco.
   Quindi io mi auguro che questo piccolo inizio sia qualcosa che poi
  continuerà in futuro, investendo proprio su quello che caratterizza
  la Sicilia, cioè la nostra storia e i nostri siti archeologici.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, anche noi esprimiamo apprezzamento
  per  questo  articolo, che viene incontro alle esigenze  economiche
  dei  parchi archeologici, per perequare un po' quelle che  sono  le
  differenze  tra  i  piccoli parchi e i parchi  che  hanno  maggiori
  introiti e maggiore affluenza.
   Assessore  Samonà,  noi, però, siamo molto  preoccupati  di  altre
  vicende   che   investono  la  fruizione  dei  parchi  archeologici
  siciliani.
   Più  volte in quest'Aula e fuori dall'Aula abbiamo fatto  presente
  che,  ad esempio, anche nel periodo estivo; su tutti l'esempio  del
  sito  archeologico di Piazza Stesicoro a Catania che,  addirittura,
  nel  periodo estivo, in pieno agosto, è rimasto chiuso spessissimo,
  perché non c'è un'adeguata presenza dei custodi, di chi deve aprire
  e chiudere i musei, ecc.
   Quindi  io  credo  che di fronte a problematiche così  grandi  non
  possiamo   voltarci  dall'altra  parte.  Oggi  in   Aula   parliamo
  dell'aspetto  perequativo dei parchi, degli incassi, ma  qua  siamo
  all'A,  B, C. Manca chi è che apre e chiude i parchi e il  previsto
  accompagnamento delle visite turistiche.
   Si  è  sempre detto che la Sicilia deve vivere di turismo. Ma come
  deve  vivere  di  turismo se in pieno agosto  non  apriamo  i  siti
  archeologici.
   Oltretutto, restando sempre nello stesso argomento - ne approfitto
  perché  è  la prima volta che, come dire, ci confrontiamo anche  in
  Aula  su  questi aspetti - noi abbiamo depositato un'interrogazione
  urgente sulla vicenda del Santa Marta.
   Assessore,  per  quello  che  è nelle  nostre  disponibilità,  non
  risulta   acquisito   il  parere  archeologico   da   parte   della
  Sovrintendenza sulla demolizione del Santa Marta. Siccome non è più
  una  vicenda  amministrativa,  se  per  caso  fosse  vero  che   la
  Sovrintendenza non si è pronunciata per l'aspetto archeologico, non
  per quello paesaggistico - siamo nella collina di Montevergine ed è
  uno  dei  siti più sensibili dal punto di vista archeologico  -  se
  fosse  confermato  ci sarebbero conseguenze che non  sono  soltanto
  quelle  amministrative.  Quindi  la  preghiamo  di  verificare   la
  regolarità del procedimento, perché siamo molto preoccupati.

   PRESIDENTE. Il Governo ha chiesto di parlare sull'articolo 34.  Ne
  ha facoltà.

   SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana. Io
  ringrazio l'onorevole Campo e anche l'onorevole Barbagallo,  perché
  questa norma è stata fortemente condivisa, lo devo dire a beneficio
  anche  del Parlamento. È l'introduzione di un importante  fondo  di
  solidarietà che permette, a quelli che vengono chiamati non  parchi
  minori - e sono d'accordo, mi associo - ma parchi semmai con minori
  entrate,  permette  a questi parchi di potere sviluppare  un'azione
  gestionale  e  amministrativa adeguata e  di  poter  attuare  delle
  azioni che possono essere attrattive di tutti quei visitatori  che,
  chiaramente,  non  conoscono  o  poco  conoscono  i   nostri   siti
  culturali. Penso ad alcuni siti della Sicilia centrale o in  alcune
  aree  problematiche dal punto di vista dei servizi che in  passato,
  appunto,  erano considerate erroneamente periferiche, che  per  noi
  periferiche non sono. Quindi, l'intendimento del Governo  è  quello
  di  sostenere  i  parchi archeologici, anche con  questo  fondo  di
  solidarietà.
   Posso  dire anche, riprendendo l'intervento dell'onorevole  Campo,
  che  ringrazio  ulteriormente,  che stiamo  lavorando  proprio  per
  adeguare  l'offerta museale, non soltanto dei parchi  archeologici,
  ma  anche  dei musei regionali e per questo - come ho  anche  avuto
  modo  di  dire in Commissione anche di recente - il Governo  ha  un
  piano di adeguamento alle nuove tecnologie, anche di questa offerta
  culturale. Quindi, è molto importante anche la segnalazione che lei
  ha  fatto, perché va nella direzione di un'offerta culturale sempre
  più moderna e sempre più adeguata alle nuove esigenze.
   Voglio  sottolineare  che  noi, a causa dell'emergenza  Covid,  lo
  scorso 30 maggio del 2020, quando è finita la prima fase pandemica,
  abbiamo  voluto con forza riaprire i musei e i parchi archeologici,
  anche   dotandoci  di  un'app  di  prenotazione,  di   un'app   che
  consentisse  la  prenotazione  degli  ingressi  con  il  cosiddetto
  distanziamento,  e  quindi con la prenotazione  anche  delle  fasce
  orarie,  per  permettere anche i visitatori di potere  entrare  nei
  musei e nei parchi in sicurezza.
   Questo  lo  dico  anche a beneficio del fatto che prima,  appunto,
  questi  sistemi  non  c'erano. L'adeguarsi alle  nuove  tecnologie,
  appunto,  serve a migliorare l'offerta e anche a rendere  l'offerta
  culturale più sicura.
   Quindi,  devo dire che entrambi gli interventi mi trovano appunto,
  nella parte riguardante l'articolo, assolutamente in linea.
   Io, come Governo, ho concluso Presidente.

   PRESIDENTE.  Colleghi, abbiamo degli emendamenti  soppressivi  che
  intendiamo ritirati.
   Si passa all'emendamento 34.6, del Governo.

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana. In
  realtà,  più  che  sopprimere il parere,  noi  vorremmo  sostituire
  appunto   sentita  la  V Commissione , perché mi  spiegavano  dagli
  uffici  che si parla del piano di utilizzazione del fondo, non  poi
  delle singole ripartizioni. Quindi, comunque, noi vogliamo in  ogni
  caso mantenere il ruolo del Presidente.
   Mantenere  appunto  il ruolo, però gli uffici ci  spiegavano  che,
  essendo il piano di utilizzazione e non le singole poi attribuzioni
  dei   parchi,  basterebbe  un   aver  sentito  la  V  Commissione ,
  piuttosto che il parere vincolante.

   PRESIDENTE. Allora il parere non è vincolante. Detto questo, prima
  che  l'Aula  si  esprima, io chiederei ai membri della  Commissione
   Bilancio ,   se   è   presente  in  Aula  il   Presidente   o   il
  Vicepresidente, di prendere posto presso il banco della Commissione
   Bilancio .
   Pongo  in  votazione l'emendamento 34.6. Se c'è un  subemendamento
  fatelo  pervenire perché altrimenti non possiamo porre in votazione
  neanche   l'emendamento.   Forse,  l'onorevole   Caronia   lo   sta
  preparando.
   Nel   frattempo   che   pervengono  i  subemendamenti   annunciati
  dall'onorevole Caronia e dall'Assessore, comunico che l'emendamento
  34.5.1 a firma dell'onorevole Di Caro, che prevede ulteriori  quote
  di  solidarietà per i Comuni ove insistono questi parchi, purtroppo
  non   è   ammissibile.  Era  stato  già  proposto  in   Commissione
   Bilancio ,  ma  gli uffici mi dicono che non si possono  prevedere
  ulteriori quote di solidarietà nei riguardi dei Comuni. Quindi, non
  lo distribuiamo e non lo porremo in votazione.
   Se  sono  arrivati  i  subemendamenti  dell'onorevole  Caronia   e
  dell'Assessore, li guardiamo.
   Colleghi,  qui  vedo  l'onorevole Sunseri, l'onorevole  Gucciardi,
  l'onorevole  Tancredi, qualche membro della Commissione  Bilancio ,
  per  piacere,  si  sieda  ai  banchi della  Commissione   Bilancio
  perché,  formalmente, dobbiamo avere qualcuno che  fa  parte  della
  Commissione  e  eventualmente dare  il  parere  anche  se  non  c'è
  copertura, perché altrimenti dobbiamo interrompere i lavori. Me  lo
  chiedono gli Uffici, formalmente ci vorrebbe

                     (Intervento fuori microfono)

     Perfetto.  Io  questo sto chiedendo, che ci sia  almeno  qualche
  membro  o, se è possibile, il Vicepresidente, se l'onorevole Savona
  non c'è.
   Stiamo aspettando la numerazione dei subemendamenti.
   E'   stato   presentato  il  subemendamento  34.6.R   che   recita
   All'articolo 34 sostituire le parole  previo parere' con le parole
   sentite' , quindi una semplificazione.
   Il parere del Governo è favorevole. Il parere della Commissione...

                            (brusio in Aula)

   Chiedo   all'onorevole  Gucciardi,  che  è  Vicepresidente   della
  Commissione, di sedere al banco della Commissione e dare il parere,
  al  microfono,  sull'emendamento 34.6.R  Le  parole   parere'  sono
  sostituite con  sentita la Commissione'.   Per consentire ai lavori
  di  proseguire, chiaramente, non per imposizione. Dia il parere che
  intende dare, in qualità di Vicepresidente.
   Onorevole  Gucciardi, se si può accomodare per dare il parere  sul
  subemendamento.
   Onorevole  Gucciardi, lei non intende ... La seduta è sospesa  per
  due minuti.

     (la seduta, sospesa alle ore 15.42, è ripresa alle ore 16.52)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

      La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Allora, colleghi, riprendiamo. Qui c'è il  presidente
  Savona. Era qua dietro, per cui starà entrando.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Ma  a  che punto siamo? Scusi, onorevole Lupo, un attimo solo,  in
  modo  tale che facciamo il punto della situazione. Prego, onorevole
  Lupo.

   LUPO.  Signor Presidente, desidero ringraziarla per avere promosso
  questo  importante incontro con le categorie produttive  che  si  è
  appena  concluso.   Credo, anche a nome di  tutti  i  colleghi,  di
  potere  testimoniare  e  rappresentare la  massima  attenzione  del
  Parlamento rispetto alle istanze e alle proposte che sono emerse.
   E'  chiaro  che dobbiamo fare di tutto per mantenere  in  vita  il
  tessuto  produttivo. Purtroppo, dobbiamo evitare che si spengano  i
  motori,  che  la macchina abbia avuto un rallentamento,  era  nelle
  cose,  ma  se  si  spegnessero i motori fino  al  fallimento  delle
  imprese sarebbe davvero una tragedia per tutta la Sicilia.
   Allora,  Presidente, le chiedo, a questo punto,  visto  che  siamo
  oramai  in vista della fase finale di approvazione della legge,  di
  stabilità e di bilancio, di verificare con il Governo, di  chiedere
  al  Governo se sono disponibili risorse che, così come si  è  fatto
  l'anno  scorso,  possano essere riprogrammate,  nell'ambito  di  un
  quadro  di  chiarezza  e trasparenza, nella  legge  finanziaria  da
  destinare alle categorie produttive.
   Perché  dico  questo Presidente? Abbiamo sentito, credo  ieri,  il
  Presidente della Regione dire che c'è la disponibilità di approvare
  un  ordine  del giorno sulla destinazione di risorse, evidentemente
  extra  regionali, che si possono riprogrammare, evidentemente,  per
  via  amministrativa. Se il Governo ha fatto la scelta  di  decidere
  per via amministrativa, cioè a Palazzo d'Orleans come riprogrammare
  le  risorse  e a chi destinarle, lasciando all'oscuro il Parlamento
  rispetto  a queste opportunità lo dica con chiarezza. Io non  penso
  che  sia  una  scelta  responsabile in piena pandemia.  Penso  che,
  invece,  dovrebbe prevalere, da parte del Governo, la disponibilità
  al  confronto con tutte le forze parlamentari per capire se ci sono
  ulteriori risorse che si possono mettere in gioco per sostenere  le
  famiglie, le imprese e i lavoratori. Grazie.

   PRESIDENTE. Quello che dice l'onorevole Lupo, alla fine di  questa
  riunione  è  abbastanza chiaro e credo ineludibile, cioè  tutte  le
  categorie,  abbiamo  incontrato veramente una  grossa  quantità  di
  rappresentanti di aziende che su questo ordine del  giorno  di  cui
  gli  abbiamo parlato perché rispetto a quello che abbiamo ascoltato
  dal  Presidente  della  Regione, ci dicono:   sì,  ma  noi  abbiamo
  bisogno  di  capire;  è  possibile che  ci  arrivino  100  euro,  è
  possibile che ce ne arrivino 5 mila, vale la pena riaprire, vale la
  pena  fallire, vale la pena non riaprire più . Per cui, come  dire,
  c'è una richiesta da parte delle categorie di una maggiore certezza
  su quello che si potrà fare, in modo che loro possano riprogrammare
  la loro vita e devo dire, onestamente, non posso dargli torto.
   Allora, gli abbiamo parlato di 200 milioni e voglio dire poi è una
  cifra, anche questa, che si sente dire più che altro, ma di cui non
  abbiamo  certezza; alcuni rappresentanti stessi del  Governo  hanno
  detto si può vedere se si può aumentare.
   Allora, probabilmente, assessore Armao, sarebbe importante capire,
  proprio perché il Parlamento possa svolgere la sua funzione  -  che
  attenzione  la  funzione  del Parlamento può  essere  duplice,  può
  essere quella di programmazione laddove ha la possibilità di farlo,
  può  essere  quella di controllo, sarebbe sicuramente un  controllo
  molto rigido e con informazioni preventive da parte del Governo nel
  caso  in  cui il Governo dovesse intervenire in via amministrativa,
  non  nego  che  possa essere così - però dovremmo sapere  sono  200
  milioni, sono 400, come si possono dare, come si possono non  dare,
  cioè  la  scelta  di tipo amministrativo, sulle decisioni  di  tipo
  amministrativo  non  c'è  una negatività di  partenza  ma  potrebbe
  esserci   in   arrivo,  cioè  dovremmo  capire  come   il   Governo
  intenderebbe,    eventualmente,   spendere   queste    somme    ma,
  fondamentalmente,  avere l'idea di quante sono queste  somme,  cioè
  cercare   di   capire  quante  sono  le  somme  che   è   possibile
  riprogrammare  in  questo momento, perché, a  quel  punto,  sì,  il
  Parlamento  si  arroga il diritto di dire che vorremmo  essere,  in
  linea di massima, noi a decidere come. Se ci sono o c'è un miliardo
  da   riprogrammare   non   si  potrà   fare   certamente   in   via
  amministrativa. Il Parlamento deve essere informato sulle  proposte
  e,  poi,  decidere se quelle proposte vanno bene  o  no.  Questo  è
  sicuro. Se si tratta di questi 200 milioni che bisogna dare, non so
  come,  a pioggia, a tutte queste aziende ed alla fine loro fanno  i
  conti che gli spetterebbero 200, 300 euro ad azienda, non credo che
  vada nemmeno la pena andare avanti.
   Però,  cercare  di  capire perché questi  qua  non  se  ne  vanno,
  altrimenti,  sono  qua ed hanno anche diritto  di  capire  il  loro
  futuro  come è combinato, quali sono le speranze di poter ripartire
  o  quante  sono  le poche speranze e, quindi, dover  chiudere.  Ma,
  almeno in qualche maniera, gli si deve dire.
   Per  cui,  Assessore,  io  non so se lei  è  pronto  per  fare  un
  intervento ora stesso, però il Parlamento, certamente, vuole capire
  quante  sono  le  risorse  che  è  possibile  riprogrammare  e  poi
  ascoltare  le  indicazioni del Governo  e  di  quello  che  riterrà
  opportuno dirci. Grazie.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, credo che, sin
  dall'inizio  del dibattito, avevo puntualizzato l'intendimento  del
  Governo   di   procedere   ad   una  riprogrammazione   dei   fondi
  extraregionali   per   orientarli,   per   quanto    possibile    e
  compatibilmente   con   alcune  tipologie   di   investimento   già
  consolidate perché in corso di finanziamento, quindi, non tangibili
  da una riprogrammazione.
   Abbiamo  avuto, peraltro, col Presidente un incontro col  ministro
  Carfagna   che   ha  rassicurato  la  Regione  sulla   tempestività
  dell'operazione di riprogrammazione e sulla sua praticabilità.
   Quindi, c'è piena sintonia col Governo nazionale in questo senso e
  - il Presidente lo ha detto l'altro giorno, l'ho precisato anche io
  -,  quindi,  sotto  questo  profilo il Governo  che  ha,  peraltro,
  ascoltato  le  categorie produttive, oggi ho incontrato  operatori,
  alcuni  operatori si sono incontrati col Gabinetto del  Presidente,
  quindi,  siamo in assoluta sintonia nell'attenzione verso la  parte
  produttiva  della nostra Regione e convengo - questo lo  sosteniamo
  da  mesi  -  con l'analisi che la crisi sta mordendo l'economia  in
  modo così profondo con il rischio di paralizzarla e se si paralizza
  è  un  po'  come la desertificazione della Terra. Cioè  non  è  poi
  possibile  tornare  a  renderla  fertile  agevolmente,   quindi   è
  assolutamente  necessario evitare, scongiurare con tutti  i  drammi
  che ne sono connessi, che il motore si spenga.
   Sotto  questo  profilo c'è, quindi, assoluta identità  di  vedute.
  Credo che sia pacifico, prescritto dalla normativa vigente e credo,
  il  Presidente Savona ne è testimone, come tutti i componenti della
  Commissione Bilancio, che tutte le riprogrammazioni passano per  la
  Commissione Bilancio. Finora tutte le riprogrammazioni  le  abbiamo
  fatte   insieme,  abbiamo  raccolto  tutte  le  osservazioni  della
  Commissione quindi nessuna riprogrammazione viene fatta in  termini
  solipsistici  dal Governo regionale né può essere fatto  in  questo
  momento così drammatico per l'economia siciliana.

   PRESIDENTE.  Ma  c'è, assessore, una idea di  quante  sono  queste
  risorse che devono essere riprogrammate?

   ARMAO,  assessore  all'economia. Le  ipotesi  che  finora  abbiamo
  ventilato  sono  tra i 200 e i 300 milioni. Queste sono  le  somme.
  Siamo a fine programmazione non abbiamo risorse illimitate.
   Le  analisi  che  si sono fatte finora, e si sta  facendo  con  la
  programmazione la ricognizione per tirar via tutto  quello  che  si
  può sottrarre agli investimenti in corso.
   L'assessore  Falcone che segue la parte importante,  peraltro,  di
  questa  programmazione  che  è la parte  delle  infrastrutture  può
  confermare  che  non  tutte  le  risorse  sono  distraibili  perché
  rischierebbero di paralizzare alcuni investimenti in  corso.  Altre
  si  possono spostare alla nuova programmazione o nell'ambito  della
  politica unitaria

   PRESIDENTE.  Assessore  scusi per un  chiarimento.  E'  ovvio  che
  quello  che  lei  dice  è  al netto di quello  che  c'è  dentro  la
  finanziaria, nella programmazione che c'è nella finanziaria.

   ARMAO, assessore all'economia. Certo.

   PRESIDENTE.  Era  soltanto per chiarirlo  perché  era  un  dubbio.
  Perfetto.

   ARMAO,  assessore all'economia. Tra l'altro non dimentichiamo  che
  il  nostro  bilancio che mobilita una spesa corrente per  quasi  14
  miliardi  è  chiaro  che fornirà già una grande spinta  consentendo
  tutti  i  trasferimenti, consentendo la definizione  di  tutto,  la
  spesa  corrente  e la spesa per investimenti che il bilancio  porta
  con sé, quindi la preoccupazione .

   PRESIDENTE. Però diciamo che quelle comprendono i 200  milioni  di
  cui si sta parlando.

   ARMAO,  assessore all'economia. I 200 milioni no. Sono  Presidente
  di   riprogrammazione,   di  fondi  extraregionali.   Quindi   sono
  aggiuntivi rispetto a quelli.

   PRESIDENTE. Quindi rispetto agli altri 200-300 che diceva lei.

   ARMAO,   assessore   all'economia.   No.   I   200-300   sono   di
  riprogrammazione  dei  fondi  che  sono  oggetto  dell'iter   della
  riprogrammazione che abbiamo già fatto per alcune voci  quest'anno,
  per  600  milioni, e passano attraverso una delibera di Giunta,  il
  confronto con la cabina di regia, con il Ministero del Sud, con  il
  Ministro del Sud e poi passano per mera conoscenza al CIPE.
   Quindi  quella riprogrammazione e l'ordine del giorno che è  stato
  presentato,  di  cui  ha fatto cenno ieri anche  il  Presidente,  è
  nell'alveo di questa scelta, cioè di individuare le categorie  alle
  quali orientare queste risorse.
   Non  ci siamo finora spinti in avanti poiché era necessario vedere
  anche  come  si articolava il decreto adottato a livello  nazionale
  perché è inutile che adottiamo misure che vanno in sovrapposizione,
  che rischiano di non essere efficaci. E' opportuno diversificarle o
  specificarle  o  concentrarle  su  alcuni  settori  che  sono,  per
  esempio, rimasti fuori dagli interventi nazionali.
   La scelta è quella di non agganciarsi ai codici ATECO, lo ha detto
  ieri già il Presidente, ma è quella di riprogrammare.
   Ripeto. Ogni riprogrammazione non potrà che essere concertata  con
  la  Commissione Bilancio perché lo prevede la legge che gli atti di
  riprogrammazione  passino  alla  Commissione  Bilancio.  Quindi   è
  evidente  che  ci  muoveremo in piena sinergia e sintonia  con  gli
  auspici e gli interventi del Parlamento.

   PRESIDENTE. Quello che emerge dall'incontro che abbiamo avuto  con
  gli  imprenditori, con queste categorie, è anche il fatto che hanno
  assoluta necessità di snellire le procedure. Questa è una richiesta
  che  ci  viene  gridandolo perché è veramente un costo,  per  tutte
  queste  aziende,  le procedure, le regole, le mille  autorizzazioni
  sono un costo che sta diventando insopportabile, specialmente in un
  momento in cui ci sono pochissimi soldi, in cui queste aziende  non
  fatturano   e   quindi  hanno   difficoltà   pure   a   pagare   il
  commercialista  che gli serve per risolvere i problemi  burocratici
  che  hanno  per ogni richiesta che devono fare, per  cui  mi  rendo
  conto  che da parte loro c'è un momento  veramente di disperazione,
  di difficoltà che bisogna in qualche maniera cercare di attenuare.

   ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, per questo non
  posso  che  convenire,  anche  per  la  mia  attività  scientifica,
  professionale  e  amministrativista, non posso che convenire  sulla
  necessità.
   Ieri  addirittura il Presidente De Luca, come lei sa, ha auspicato
  la  soppressione  del Cipe, perché non dimentichiamo  che  l'ultimo
  Cipe risale a diversi mesi fa.
   Il Cipe è diventato un elemento di appesantimento delle procedure,
  mentre  la  cabina  di  regia il Ministro per  il  Sud  la  convoca
  velocemente,  il  Cipe  ancora oggi è alle viste,  quindi  uno  dei
  problemi  - e credo che su questo anche l'Assemblea potrà dare  una
  spinta - è quella di semplificare le procedure di riprogrammazione.
   Lo  sapete  tutti  che il nostro bilancio è un  bilancio  che  non
  consente  enormi  margini di manovra in termini  di  sostegno  alle
  imprese e sostegno alle famiglie, dobbiamo e possiamo utilizzare  -
  grazie  al  Temporary  Framework e alle modifiche  che  sono  state
  introdotte dal legislatore europeo - i fondi extra regionali ma  lo
  possiamo fare nell'alveo delle regole che non fissiamo noi, che non
  possiamo  cambiare  noi,  che  sono  quelle  che  prevedono  alcuni
  passaggi  come  quelli  che  si  sono  espletati  nella  precedente
  riprogrammazione.
   Per  quanto riguarda, invece, le procedure amministrative, cui lei
  faceva  pocanzi  riferimento, è evidente che  quest'Aula  e  questo
  Parlamento  sono  nell'ambito dei canoni che il  legislatore  e  la
  giurisprudenza  costituzionale  hanno  delineato  sulle  competenze
  delle   regioni   in  materie  di  autorizzazioni,  concessioni   e
  provvedimenti ampliativi, sono titolari di una potestà  legislativa
  primaria  che consente di intervenire come si è fatto con la  legge
  n. 7 del 2019 a semplificare.

   PRESIDENTE.  Infatti questo che dicevo l'ho riferito più  all'Aula
  che  a lei, proprio il Parlamento dovrebbe farsi carico - ma ce  ne
  faremo   carico   sicuramente  -  di   prevedere   una   norma   di
  semplificazione vera, però non a spizzichi e bocconi, come si  dice
  normalmente, ma che sia una vera eliminazione di lacci e  lacciuoli
  che in questo momento ci stanno uccidendo.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Onorevoli colleghi,  visto  che  non
  possiamo aprire un dibattito su questo, perché sarebbe un dibattito
  che comprende tutto, se possiamo evitare gli interventi.

   LO  GIUDICE. Signor Presidente, sarò breve, speravo di poter  dire
   la montagna ha partorito il topolino  però, sarò io limitato nella
  comprensione, ma mi creda io non ho capito.
   Non  ho  capito di che stiamo parlando e in che senso soprattutto,
  cioè  noi  ci  troviamo  in questo momento a  dovere  approvare  la
  finanziaria  e  in  teoria noi, per quelle  che  sono  le  esigenze
  relative  al  pagamento  degli  stipendi  e  quanto  altro,  domani
  dovremmo concludere.
   Il  giorno prima della conclusione non sappiamo se parliamo di 200
  o 300 milioni di euro, con un Delta

   PRESIDENTE. Stiamo parlando di cose extra finanziarie.

   LO  GIUDICE. No, aspetti, Signor Presidente, con un Delta che è di
  100  milioni,  quindi  100  milioni di  discostamento,  200  o  300
  milioni,  quindi  stiamo  scoprendo oggi  che  noi  non  tratteremo
  all'interno della finanziaria i fondi extra bilancio, questa è  una
  notizia. Per cui a tutte quelle categorie che ci hanno chiesto fino
  ad  oggi  all'interno della finanziaria cosa avete immaginato,  noi
  risponderemo che non se ne occuperà il Parlamento in finanziaria ma
  che  se ne occuperà il Governo con delibera di Giunta previo parere
  della Commissione bilancio.
   E' una scelta, l'importante che si sappiano le cose e l'importante
  è che tutti sappiano che il Parlamento non sarà nelle condizioni di
  poter  decidere  nulla rispetto a quelli che  sono  i  fondi  extra
  bilancio.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lo Giudice, non è esattamente  così.  Tutto
  quello  che è stato presentato in finanziaria è coperto  dai  fondi
  che ci sono, poi stiamo parlando di un qualcosa che va a favore dei
  cosiddetti  ristori, di cui si sta discutendo,  che  fino  ad  oggi
  siamo rimasti d'accordo che sarà oggetto di un ordine del giorno in
  cui il Parlamento indicherà le priorità, dopodiché in ogni caso  il
  Governo  lo  presenterebbe  in Commissione  bilancio,   quello  che
  intende  fare dovrebbe essere approvato, per cui che il  Parlamento
  non  se  ne  occupi  è  assolutamente scorretto  ma  se  ne  occupa
  perfettamente.
   La  finanziaria  con  tutti i suoi articoli  è  comunque  coperta,
  stiamo parlando di un qualcosa che riguarda non la normale attività
  da  finanziaria, quello che normalmente si fa per tutto l'anno,  ma
  quello che riguarda i ristori, limitati a questa esigenza, a questa
  emergenza Covid che, dal livello nazionale al livello regionale  si
  stanno facendo per le imprese.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE.  Signor Presidente, io le ripeto, io sto  apprendendo
  oggi  queste cose e, quindi, le manifesto per quelle che mi dite  e
  per  me  va  benissimo. Però, ripeto, a mio avviso  noi  siamo,  in
  questo momento, in sessione di bilancio da due settimane. Siamo qui
  a  cercare  di  sbarcare  il lunario e di trovare  mille  soluzioni
  rispetto  a miliardi di categorie e di comparti che hanno  miliardi
  di  esigenze,  e  scopriamo oggi che, comunque,  all'interno  della
  sessione  di bilancio non li tratteremo e verranno fatti una  serie
  di ordini del giorno.
   Ma  io  mi  chiedo  e le chiedo del miliardo e 400  milioni  della
  scorsa  Finanziaria possiamo avere un dettaglio puntuale e  preciso
  di  questi  fondi? Impegnati, spesi e non impegnati. Le faccio  una
  domanda  su tutte. L'ex articolo 99 della Finanziaria del 2018  che
  fu  una, la prima Finanziaria all'interno della quale venivano dati
  degli  indirizzi  precisi rispetto ai fondi POC, sono  delle  somme
  libere  o  no?  Perché l'anno scorso erano tutte  somme  impegnate.
  Parlo  dei  venti  milioni per le baracche di  Messina,  parlo  dei
  cinquanta  milioni dell'impiantistica sportiva.  Se  oggi  si  sono
  liberate per virtù dello Spirito Santo, va bene, ma noi queste cose
  le dobbiamo sapere, io credo. È fondamentale che le sappiamo.
   Per  questo  dalla  Commissione Bilancio prima, all'Aula  poi,  in
  tutti   i   miei   interventi,  ho  chiesto  nell'ultimo   pregando
  l'assessore  Armao  di  darci un quadro puntuale  e  preciso  della
  situazione, per sapere dove possiamo arrivare e cosa possiamo fare.
   Apprendere, veramente, oggi dopo - ripeto - un mese di lavoro  fra
  Commissioni varie e Aula che noi non ci occuperemo dei fondi  extra
  bilancio   o,   meglio,  che  ce  ne  occuperemo  di  traverso   e,
  probabilmente,  dopo  la Finanziaria con tempi  che  si  allungano,
  benissimo  mi  sento sollevato da una parte di responsabilità  come
  deputato, ma non credo che sia corretto e, quindi, lo manifesto per
  l'ennesima volta. Non fosse altro che se affrontiamo la sessione di
  bilancio credo che sia giusto e doveroso che anche le risorse extra
  bilancio  di cui siamo competenti vengano impegnate secondo  quelle
  che sono  le nostre indicazioni .

   PRESIDENTE. La sua richiesta è chiarissima.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Il prossimo è l'onorevole Di  Caro  che
  ha chiesto di intervenire. Onorevole Figuccia, prego, intervenga.

                           (brusio in Aula)

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente  certamente  poi  interverrà   anche
  l'onorevole  Dipasquale  con  il  quale  avevamo  condiviso  alcune
  istanze.
   Scusate, l'incontro che c'è stato adesso era in rappresentanza  di
  tutte  le  forze  politiche, non è che è andato  ad  incontrare  le
  categorie produttive un parlamentare o un altro. È stato chiesto un
  incontro  da  parte della maggiore associazione di  categoria  alla
  Presidenza  dell'Assemblea e mi sembra opportuno che la  Presidenza
  dell'Assemblea abbia, di fatto, chiesto - perché questo è il  punto
  di  caduta  -  all'assessore al bilancio qual è la  situazione  dal
  punto di vista contabile. Io, intanto, la ringrazio, Presidente per
  essersi  fatto portavoce rispetto a tutto il Parlamento  di  questo
  genere di istanze.
   È  chiaro  che,  se da una parte dobbiamo puntare  a  snellire  le
  procedure  amministrative, dall'altra dobbiamo anche  sapere  quali
  sono  le  risorse di cui, effettivamente, possiamo disporre.  E  in
  termini  di fondi extra bilancio, e in termini, quindi, come  punto
  di  caduta, di quella che sarà la delibera di Giunta attraverso  la
  quale  noi dobbiamo sostenere il mondo produttivo. Perché questa  è
  l'istanza che c'è arrivata oggi.
   Oggi, per chi non se ne fosse accorto, c'erano qualcosa come oltre
  mille  persone  sotto il Palazzo. Tutto il mondo  dei  ristoratori,
  degli albergatori, di gente che vuole sapere.  Abbiamo raschiato il
  barile ,   erano  queste  le  loro  parole.  Qual  è  lo  strumento
  attraverso il quale oggi il Governo, il Parlamento, possono  venire
  in  aiuto  a  questo  genere di istanze?  E  credo  che  quando  il
  Presidente  dell'Assemblea, di fatto, ha  incontrato  le  categorie
  tutte,  lo  ha fatto certo non a nome del suo partito,  a  nome  di
  tutti, anche a nome dell'opposizione.
   Per  cui  io  sono  felice del fatto che si stia dando,  non  dico
  spazio ad un dibattito perché non serve fare questo, ma quanto meno
  ad  una  prospettiva per trovare una soluzione su come  tendere  la
  mano a questa gente.
   Oggi  noi abbiamo assistito ad uno spettacolo triste, dove  questa
  gente  ci  ha  messo  la  faccia e  devo  dire  che  un  gruppo  di
  parlamentari,  guidati dal Presidente dell'Assemblea,  tutti  siamo
  andati ad ascoltare le categorie.
   Ora,  questi  fondi extra bilancio, la domanda  è,  come  potranno
  essere  utilizzati? Certamente, Presidente, io il suggerimento  che
  vorrei  dare,  fiducioso  del  fatto  che  queste  risorse  saranno
  disponibili,  è  uno. Non procediamo con misure tipo   Click  day ,
  perché  se dovessimo procedere, come purtroppo è accaduto,  con  lo
  strumento del  Click day  ci ritroveremmo che queste risorse questa
  gente non le avrebbe mai.
   Dobbiamo, quindi, rendere disponibili le risorse. Sono fondi extra
  regionali.  Apprendo che con delle modalità queste risorse  saranno
  date.  Certamente,  all'interno  di  quell'incontro  saranno  state
  definite,  credo  Presidente, le avranno  fatto  anche  un  po'  un
  elenco.  Sono riusciti, forse Presidente dell'Assemblea, Presidente
  Micciché, a quantificare un po' queste istanze, Presidente? Non  so
  se  sono  riusciti  a darle un ulteriore documento.  Certamente  il
  Parlamento oggi è sensibile a queste richieste e lo è sensibile  in
  maniera, assolutamente, unanime.
   Adesso noi vogliamo sapere non solo quante sono queste risorse ma,
  soprattutto,  quando  potranno  arrivare  nelle  casse  di   queste
  imprese, perché davvero hanno raschiato il barile e non sono  nelle
  condizioni  di  procedere oltre, rispetto a questo  vuoto  che  c'è
  stato ormai per troppi mesi.

   PRESIDENTE.  Scusate, hanno chiesto di intervenire altri  deputati
  dell'opposizione. Era intervenuto, prima, l'onorevole Lupo per  cui
  non  è che siano stati soltanto della maggioranza. Sono intervenuti
  l'onorevole  Lupo  e  un  deputato  della  maggioranza.   Chiudiamo
  l'argomento. Ce la vedremo successivamente.
   Ritorniamo al 34, così lo facciamo votare e andiamo avanti. Con il
  parere   favorevole   della   Commissione,   pongo   in   votazione
  l'emendamento 34.6.R del Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 34. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si altri.

                            (E' approvato)

   DIPASQUALE. Presidente, ma ha votato il 34.5. Prima ha  votato  il
  subemendamento. O no?

   PRESIDENTE.  Ho  votato l'emendamento 34.6.R, che  era  quello  di
  riscrittura. Si, era stato discusso mentre noi eravamo  là  dentro,
  ma mi sembra che abbiano trovato una quadra.
   Si  passa all'articolo 85. Un minuto. Allora, l'articolo  85,  che
  era  quello  sul  Museo Riso, d'accordo con l'assessore  Samonà,  è
  stralciato. Ne parleremo nei momenti più opportuni.
   Io  ho una richiesta sul 59, quelli dei veterinari. Fa parte della
  sanità, e la sanità la facciamo dopo.
   Si passa all'articolo 130. Ne do lettura:

                              «Art. 130.
       Imprese concessionarie dei servizi aggiuntivi nei luoghi
                         e istituti di cultura

   1). Al fine di limitare il danno subito dalle imprese del settore,
  le  concessioni  che abbiano ad oggetto la gestione  dei  luoghi  e
  degli  istituti della cultura di cui all'articolo 101  del  decreto
  legislativo  22  gennaio  2004, n. 42,  incluse  quelle  aventi  ad
  oggetto la gestione dei servizi aggiuntivi di cui all'articolo  117
  del medesimo decreto legislativo, in essere alla data dell'11 marzo
  2020 e in scadenza non oltre il 31 dicembre 2021, affidate ai sensi
  dell'articolo 115 del decreto legislativo n. 42/2004 con  procedure
  di evidenza pubblica, possono ai sensi dell'articolo 57 del decreto
  legislativo  12  aprile  2006, n. 163,  sussistendo  i  presupposti
  contrattuali,  essere  rinnovate per un tempo  non  superiore  alla
  durata  dell'affidamento. Resta ferma, in  ogni  caso,  la  proroga
  delle  medesime concessioni per il tempo necessario per  assicurare
  l'equilibrio economico finanziario della concessione, comunque  non
  superiore alla durata originaria della concessione medesima».

   Già  gridate, pure sul titolo iniziate a gridare, un minuto, cos'è
  successo?
   Il fascicolo sta arrivando, io l'ho ricevuto in questo istante, un
  attimo.  Speriamo  che  da dopo l'estate  non  ci  sia  più  questa
  distribuzione    di    fascicoli   potendoli   trasmettere    forse
  elettronicamente  e direttamente sui tablet, che  sarebbe  la  cosa
  migliore,  però  anche  questo speriamo che entro  l'estate  ce  lo
  facciano.  Però mi sembra di sì. Questo dovrebbe essere sicuramente
  fatto. Anche i microfoni dice il Segretario, che si sente in colpa.
  Questa finanziaria ha gli stessi problemi di emergenza che ha tutta
  Italia,  il problema Covid. Un momento perché sono pronti,  non  si
  devono ancora fotocopiare, sono pronti, li stanno salendo. Nel giro
  di due minuti arrivano. Ne mancavano però dieci.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo se lei ritiene  che,  nonostante
  ancora  a qualcuno manchi il fascicolo, lei può intervenire, allora
  facciamo  intanto intervenire Barbagallo, così prendiamo tempo.  Ne
  ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, se l'assessore Samonà mi ascolta  è
  meglio,  anche perché l'articolo è della sua rubrica.  Non  abbiamo
  ben  capito  poi  nella nottata in Commissione Bilancio  se  questo
  articolo è frutto d'iniziativa parlamentare o del Governo.
   La  cosa  che  sappiamo, Presidente Micciché,  che  francamente  è
  incomprensibile la ragione per cui noi chiediamo in piena  pandemia
  il rinnovo per legge di servizi contrattuali aggiuntivi per tutti i
  luoghi  della  cultura.  Non è che c'è un motivo  per  cui  non  si
  possono  fare  le  gare. Io credo che come tutte le amministrazioni
  anche  le amministrazioni regionali e anche iniziative, come  dire,
  particolarmente  sensibili come quelle relative alla  gestione  dei
  luoghi   più  significativi  dal  punto  di  vista  culturale   che
  rappresentano   anche   l'immagine  della  nostra   terra,   devono
  rispettare  le  regole.  La  regola è  che  se  si  deve  procedere
  all'affidamento dei servizi aggiuntivi, si procede attraverso  gara
  pubblica.
   Se  c'è,  come dire, problema di organizzare eventi nell'imminenza
  del  periodo estivo si troveranno soluzioni per affidarlo nel  modo
  più  veloce  e  trasparente possibile, ma procedere  per  legge  al
  rinnovo di servizi aggiuntivi è veramente deplorevole.
   Aggiungo che, peraltro, con alcuni di questi concessionari ci sono
  in diverse parti della Sicilia evidentissimi inadempimenti relativi
  alla   mancata  gestione  del  contratto,  alla  mancata   gestione
  dell'offerta culturale, alla mancata realizzazione di  servizi  per
  cui  le imprese aggiudicatarie sono state scelte proprio alla  luce
  della  prestazione di quei servizi come la realizzazione del  desk,
  come la previsione di itinerari culturali, insomma ci sono dei veri
  e  propri  inadempimenti  che  non sono  stati  per  altro  neanche
  sanzionati.
   Non   solo  non  sanzioniamo  gli  inadempimenti,  per  legge  gli
  proponiamo pure il rinnovo.
   Ma insomma, signor Presidente
   Io  credo che di tutto ci dovremmo occupare in finanziaria  tranne
  che di queste porcherie.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io vorrei invitare  il
  Governo, assessore Samonà, al ritiro di questo articolo.
   Perché?  È  semplicissimo, in parte l'ha detto  anche  l'onorevole
  Barbagallo.
   Ma  quando  noi proroghiamo, rinnoviamo per un tempo non superiore
  alla   durata  dell'affidamento,  cioè  se  uno  ha  avuto,  signor
  Presidente,  se  uno ha avuto una concessione per cinque  anni  noi
  gliela  possiamo  prorogare per altri cinque  anni.  Ma  ansi  sono
  ancora di più di cinque anni, perché noi ne stiamo, diciamo ancora,
   resta ferma in ogni caso la proroga delle medesime concessioni per
  il   tempo   necessario  per  assicurare  l'equilibrio   economico-
  finanziario delle concessioni .
   Che  cosa  vuol dire? A dei concessionari abbiamo dato i tre  mesi
  del  lockdown li abbiamo dati di proroga e quindi sono state  tutte
  aumentate  di tre mesi le concessioni. In più ci sono  stati  degli
  accordi  tra Assessorato e concessionari dove sono stati  prorogati
  in  alcuni casi per quindici mesi, signor Presidente, tre mesi  più
  quindici.
   Inoltre   ora   diciamo  che  gliene  diamo  altri   cinque   anni
  possibilmente di proroga.
   Io  vorrei  ricordare  che noi potremmo  gestire  per  il  decreto
  legislativo per il codice dei beni culturali potremmo gestirli  noi
  direttamente per l'articolo 115, non lo facciamo e lo  facciamo  in
  via indiretta, ma questi portano dei soldi.
   Che  cosa  vuol  dire?  Che  per lo sbigliettamento  noi  possiamo
  prendere  il 30%, cioè il concessionario può prendere il 30%  e  il
  resto  lo  prendiamo noi, ma se vanno a gara noi possiamo  prendere
  anche  di  più di quel 70%, possiamo quindi incamerare soldi  visto
  che la Regione.
   Presidente  Micciché e Presidente Musumeci, non ne abbiamo  soldi,
  dobbiamo  fare le gare per poter riuscire a prendere più  soldi.  E
  invece  noi  se  ci  sono anche concessionari inadempienti  non  lo
  sappiamo, perché io ho provato anche a parlare in alcuni  casi  con
  il   direttore   generale,  ma  c'è  stato   un   muro   da   parte
  dell'Assessorato dei beni culturali.
   Non   si  riescono  ad  avere  i  chiarimenti  sulle  concessioni,
  nonostante PEC, richieste di riunioni, zero  Anche nessuna risposta
  alle interrogazioni parlamentari.
   E  questo ovviamente fa accendere tutti gli allert del caso perché
  quando  non  c'è  trasparenza da parte  del  direttore  generale  e
  dell'Assessorato ovviamente i dubbi cominciano a salire.
   Quindi facciamo le gare perché questo potrebbe fare entrare  nuovi
  soldi,  ovviamente  nuova liquidità alle casse regionali,  potrebbe
  migliorare i servizi che spesso andrebbero migliorati e ampliati da
  questo  punto  di  vista ed evitiamo proroghe assurde  perché  così
  altri cinque anni più l'altro anno e mezzo che gli abbiamo dato  mi
  sembra  una cosa effettivamente eccessiva in un momento in  cui  le
  gare si possono fare tranquillamente.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi l'onorevole Cafeo.

   LACCOTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore  un
  attimo di attenzione.
   Io  credo  che  questa  norma non sia  compatibile  con  le  norme
  nazionali  ed  europee, quindi non può essere votata da  quest'Aula
  perché  le  norme nazionali non consentono assolutamente di  potere
  approvare  questa  norma.  Sarebbe una norma  impugnata  e  in  più
  faremmo delle figure...
   Quindi,  invito  la  Presidenza a dichiararla  irricevibile  e  di
  stralciarla  perché  non  è  possibile  votarla.  Mi  dispiace  per
  chiunque  l'abbia proposta, nel senso che voi ricordate che  quando
  abbiamo  fatto  anche  delle norme sui lavori pubblici  sono  state
  impugnate dalGoverno nazionale perché in contrasto con la normativa
  nazionale ed europea. E' molto semplice.

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Grazie,  Presidente, Presidente della Regione, colleghi,  solo  per
  specificare che questo non è un articolo di provenienza governativa
  e  quindi  noi lo stiamo emendando perché, se dobbiamo  parlare  di
  proroga, la possiamo limitare al solo tempo dell'emergenza Covid  e
  non certamente alla durata della concessione.

   PRESIDENTE. Assessore Samonà, chiedo scusa, questa era l'obiezione
  che avevamo fatto noi. Scusate...

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE.   Calma  tutti,  perché  gli  Uffici   avevano   fatto
  esattamente questa obiezione.

   CAFEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAFEO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, queste  gare  sono
  delle  gare  che  risalgono al 2010, sono delle  gare  in  cui  gli
  uffici, assessore Samonà, in cui gli uffici, sono praticamente  già
  scadute.  C'era  un'opzione nella gara stessa  di  un  rinnovo  per
  ulteriori   anni,   rinnovo  che  non   è   stato,   dagli   uffici
  dell'Assessorato, posto in essere e, quindi, comunque violeremmo la
  norma.
   Tra le altre cose, è stata già fatta una proroga di 14 mesi per il
  Covid per il mancato incasso.
   Ritengo, Presidente, che non c'è bisogno di una norma nel caso  in
  cui, per esigenze di piano economico-finanziario di rientrare degli
  investimenti,  si vuole fare un ulteriore proroga; ma  un'ulteriore
  proroga che deve essere connaturata.
   Ora,  non  vorrei però una cosa, Presidente, lo abbiamo fatto  più
  volte,  in Commissione abbiamo chiesto più volte di essere presenti
  tutti, perchè qua emergono due ordini di problemi a prescindere dal
  discorso dell'eventuale proroga per il piano economico per il  PEF,
  per  il  piano  economico finanziario. E sono di due tipi,  uno  la
  capacità  di  controllo degli uffici della Regione sui servizi  che
  vengono  forniti,  perché alcune volte noi veniamo  trattati  come,
  siccome  uno  vince  una gara sul territorio può  fare  quello  che
  vuole.
   Secondo  aspetto, Presidente. Lei non pensa che con gare del  2010
  oggi  ci  sono  condizioni  tali per cui  si  dovrebbe  parlare,  a
  prescindere dalla proroga, di cosa ha funzionato e di cosa  non  ha
  funzionato e di come mettere in campo le nuove gare?
   Faccio un esempio, Presidente. Noi abbiamo approvato una norma che
  impone   la  possibilità  di  destinare  risorse  dai  parchi   che
  funzionano ai parchi che non hanno entrata economica.
   Nella  rimodulazione delle nuove gare anziché fare  come  è  stato
  fatto  nel  2010  che sono andati scoperti diversi  lotti,  si  può
  trarre esperienza dall'esperienza precedente e rimodulare i lotti e
  chi vuole gestire, faccio un esempio il Teatro Greco, gestirà anche
  Lentini e Leontinoi, cioè gestisce sia dove c'è la carne, ma  nello
  stesso tempo però rende fruibile tutti i percorsi.
   Per cui, mi rifaccio a quello che detto dall'onorevole Laccoto.  A
  mio avviso questo articolo non è votabile.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Sammartino.  Ne  ha
  facoltà.  Poi  prendiamo  una decisione che  mi  sembra  abbastanza
  facile e chiara sull'argomento perché è inutile che perdiamo tempo.

   SAMMARTINO.  Signor Presidente, semplicemente per chiarire  questa
  norma  non è stata mai trattata in V Commissione, durante i  lavori
  della Commissione che presiedo durante le fasi della finanziaria.
   Vedo  un  gioco  di  spallucce; mi fa piacere il Presidente  della
  Regione  annuiva e ne sono davvero contento perché sarebbe  davvero
  inimmaginabile votare una norma che proroga affidamenti e  gare  di
  servizi  per  tanti  anni, traccerebbe quel solco  che  sicuramente
  dentro quest'Aula tutti vogliamo di trasparenza e di legalità.
   Io  chiedo  formalmente   -  questa norma   non  è  stata  neanche
  approfondita  nella  Commissione  di  merito,  non  è  stata  credo
  trattata  in Commissione  Bilancio , non so come mai è arrivata  in
  questo  fascicolo -   che questa norma venga stralciata dal Governo
  stesso in modo tale da poterla ritirare.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO. Signor Presidente, io vorrei capire o sapere chi è stato
  il  deputato  che  ha  proposto questo emendamento  in  Commissione
   Bilancio .

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di  Caro, non è  una  indagine   E'  stata
  stralciata la norma.

   DI  CARO.  Sì, mi faccia parlare però perché il Governo  ha  delle
  responsabilità e le spiego perché.
   Il 24 settembre 2018 con una interrogazione parlamentare n. 435 io
  chiedevo  al  Governo, visto e considerato che  queste  concessioni
  scadono  il 31 dicembre 2020, mi dite per favore anche punto  siete
  con  le  gare?  Dopo  tre anni aspettiamo ancora  la  risposta.  La
  risposta  è  questa? Andare in deroga al codice degli  appalti?  Le
  gare le avete fatte?

   PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, la prego, l'abbiamo stralciata.
   Assessore  Samonà, l'articolo 113, di fatto,  è già  compreso  nei
  300 che ci sono.

          (Intervento fuori microfono dell'assessore Samonà)

   PRESIDENTE. E allora, si faccia un ordine del giorno e si risolve.
  Non  possiamo  farlo ora come legge visto che abbiamo  votato  ieri
  l'emendamento. Quindi, stralciamo anche l'articolo 113.
   Dobbiamo  fare la  Sanità , e da oggi che teniamo qui  l'assessore
  Razza  per  cui non potremmo non dargli la soddisfazione di  tirare
  fuori tutti gli articoli della Sanità.
   Scusate, l'articolo 137 viene stralciato? Così mi è stato  chiesto
  ora. Allora, l'articolo 137 è stralciato.
   Si  sta  cercando  qualcosa da votare prima  della  Sanità  e  poi
  passiamo alla Sanità.
   L'articolo 117, onorevole Savona? No.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Dobbiamo fare  la
  Sanità.

   PRESIDENTE. Passiamo alla Sanità.
   Si passa all'articolo 57. Ne do lettura:

                               «Art. 57.
                        Borse di studio mediche

   1.  Per le finalità di cui al comma 25 dell'articolo 5 della legge
  regionale  12  maggio  2020,  n. 9 per  il  triennio  2021/2023  la
  relativa  spesa annua è incrementata di 3.000 migliaia  di  euro  a
  valere sulle risorse del POC 2014/2020.

   2.  Al fine di attuare gli interventi di cui al presente articolo,
  il Governo della Regione provvede, entro sessanta giorni dalla data
  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,  ad  avviare,  ove
  necessario, la modifica dei programmi operativi di attuazione della
  spesa  dei  fondi  strutturali europei e  dei  fondi  nazionali  di
  coesione».

    Gli emendamenti soppressivi sono ritirati?

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Presidente, verrebbe da intervenire  sull'ordine  dei
  lavori,  perché siamo un po' confusi con questo avanti  e  indietro
  però

   PRESIDENTE. Ho già detto che siamo in fase Covid anche  in  questa
  finanziaria.

   BARBAGALLO. Soprattutto per qualche collega più anziano.
   Sull'articolo 57 abbiamo presentato un emendamento  -  quello  che
  chiediamo   è  che  in  questo  momento,  sicuramente  apprezzabile
  l'iniziativa  di  contribuire ad incrementare le borse  di  studio,
  quindi  certamente ritiriamo i soppressivi - abbiamo presentato  un
  emendamento  che  prevede una riserva specifica delle  nuove  borse
  autorizzate. Noi abbiamo proposto il 50 per cento a valere  per  le
  borse di specializzazione in medicina generale.
   Riteniamo,  Presidente, che in questo momento così  difficile,  la
  medicina  generale anche in prospettiva può offrire uno sforzo,  un
  supporto  in  più  nell'emergenza pandemica; le  regioni  che  sono
  andate  meglio  sono  quelle che hanno  negli  anni  impegnato  più
  risorse  ed hanno concretizzato meglio le iniziative della medicina
  del  territorio. Noi, assessore Razza, proponiamo il 50 per  cento.
  Ovviamente,  se  ci  dovesse essere un'altra  misura  proposta  dal
  Governo  noi  saremmo d'accordo; ma certamente una quota  parte  di
  queste  borse riservarla alla medicina generale credo  che  sarebbe
  anche  un  segnale importante nei confronti dei medici di  famiglia
  che  stanno  facendo uno sforzo particolare in questo momento  così
  difficile.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, per quanto sia condivisibile  il
  suo  intervento, però non è una cosa da legge, questo  lo  possiamo
  mettere  come  ordine del giorno perché noi possiamo mettere  nella
  legge  la  creazione di borse di studio, poi la destinazione  delle
  borse di studio con questa specificità

   BARBAGALLO. Presidente Miccichè, insisto perché negli altri anni

   PRESIDENTE. Se l'Assessore è d'accordo .

   BARBAGALLO. Nelle altre finanziarie noi abbiamo previsto anche una
  riserva  in  alcuni anni sulla medicina dell'emergenza urgenza.  Lo
  abbiamo fatto altre volte

   PRESIDENTE. Normalmente una cosa di questa è oggetto Sentiamo  che
  dice  l'Assessore. Per me, non ci sono problemi; anzi, l'iniziativa
  è certamente lodevole.
   Prego, Assessore.

   RAZZA,  assessore per la salute. Grazie, Presidente.  L'iniziativa
  è  certamente lodevole, il meccanismo di finanziamento, però, della
  scuola  di  medicina generale attiene ad un fondo  diverso.  Quindi
  anche  il  contributo che viene dato nell'ambito del riparto  delle
  borse  di  specializzazione  viene fatto  dalla  conferenza  Stato-
  Regione.  Ferma  restando  l'assoluta lodevolezza  dell'iniziativa,
  immaginare di fissarne una quota percentuale fino al 50  per  cento
  che  non tenga conto del riparto nazionale che viene fatto in  sede
  di  Conferenza  Stato-Regione rischia  di  bloccare  una  quota  di
  risorse che invece potrebbero essere utilizzate.
   Se  fosse,  invece, scritto  tenuto conto anche di  un  incremento
  della  specializzazione in medicina generale , è  più  vario  e  ci
  consente di intervenire.

   PRESIDENTE. Lo correggiamo così come se fosse stato presentato  in
  questa maniera.
   Se lo vuole riprendere e lo rifirma un attimo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Presidente, ritengo l'iniziativa lodevole, ma sicuramente
  faccio  un  suggerimento  sia  all'Assessore  per  la  sanità   che
  all'Assessore per la pubblica istruzione.
   L'ho  già  detto  in  altri momenti. Dovremmo  prevedere  di  fare
  queste  borse  di  studio aggiuntive rispetto a  quelle  a  livello
  statale  per potere fare delle figure che servono in questo momento
  alla  sanità,  figure  specialistiche  da  anestesisti,  radiologi,
  rianimatori, sono queste che in questo momento servono.
   C'è  un  problema, Assessore, che mi permetto di  sollevare:  ogni
  volta queste borse di studio vengono decise dalle Università e  non
  sono  mai secondo il fabbisogno regionale. Addirittura, si  troverà
  un  verbale della Commissione  Sanità  che prevede che queste borse
  di  studio  vengano  modulate rispetto a quelle che  sono  previste
  secondo i bisogni del momento.
   Noi  in  Sicilia abbiamo bisogno, in questo momento,  anestesisti,
  medici  di Pronto soccorso nonché radiologi, sono queste le  figure
  che mancano.
   Mi  permetto di suggerire di mettere una postilla per far  sì  che
  non  siano le Università a deciderle ma che sia la Regione  a  dare
  l'indicazione di quale borsa di studio indicare.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Ciancio  che  rinvia
  il suo intervento.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Pullara. Ne ha facoltà.

   PULLARA.  Presidente, abbiamo proposto un emendamento di  cui  non
  ricordo  il  numero  -  ma  è l'ultimo  -  in  cui  prevediamo  che
  l'utilizzazione  per  il  tirocinio  debba  essere  prevalentemente
  presso i presidi ospedalieri dell'Azienda sanitaria.
   Questo  perché?  Perché i piccoli ospedali se non possono  contare
  su questa forza lavoro saranno destinati a chiudere, invece potendo
  contare su questo tirocinio sarà ovviamente più facile riuscire  ad
  assicurare il servizio.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Razza.

   RAZZA,   assessore  per  la  salute.  L'iniziativa  dell'onorevole
  Pullara  ed altri è assolutamente lodevole, il tema è che però  che
  parliamo   di  borse  di  specializzazione  quindi  devono   andare
  nell'ambito  della  rete  formativa. Quindi,  metterei  nell'ambito
  della rete formativa tenuto conto anche delle strutture ospedaliere
  delle  Aziende sanitarie provinciali perché in questi  termini  non
  possono andare.
   All'onorevole Laccoto, raccogliendo positivamente il suo  rilievo,
  devo  però  rappresentare  che  la  legge  dice  che  le  borse  di
  specializzazione  vengono  affidate nell'ambito  delle  indicazioni
  dell'Osservatorio regionale.
   L'Osservatorio   regionale,  con  una   direttiva   dell'Assessore
  regionale  per  la  salute, è stato chiamato  a  tenere  conto  dei
  fabbisogni  della  rete  ospedaliera e già  dallo  scorso  anno  la
  redistribuzione  delle  borse aggiuntive - di  concerto  anche  con
  l'Assessorato dell'Università e dell'istruzione - ha  tenuto  conto
  sia  del  parametro  della esigenza delle specialità  mancanti  sia
  della  integrazione, con l'offerta nazionale,  perché  ad  esempio,
  penso  all'anestesia  e rianimazione, negli scorsi  due  anni  sono
  quasi raddoppiate le borse nazionali e quindi ci è stato consentito
  di  andare a colmare specialità che viceversa non avevano  ottenuto
  lo stesso beneficio da parte dello Stato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Galvagno.  Ne  ha
  facoltà.

   GALVAGNO.  Grazie,  Presidente. Sono  molto  contento  che  stiamo
  discutendo  questo  articolo, in quanto lo  abbiamo  proposto  come
  Gruppo   di  Fratelli  d'Italia  insieme  all'onorevole  Di  Mauro,
  all'onorevole Sunseri e sentendo quelle che sono le risposte che ha
  dato  l'Assessore va bene lasciare tutto. Arrivato a  questo  punto
  sto  capendo  di lasciare tutto invariato perché se  noi  dovessimo
  allargare un tantino, assessore, a quelle che sono magari i biologi
  piuttosto  che agli altri, chiederei un'implementazione  del  fondo
  perché  i 3 milioni risulterebbero poi forse troppo.., non  sarebbe
  la cifra congrua ed adeguata.

                     (Intervento fuori microfono)

   GALVAGNO.  Va  benissimo,  va benissimo. Soltanto  un  chiarimento
  sulla  questione  perché ritengo che momento migliore  di  ora  per
  capire l'importanza di questa categoria non credo ci sia.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente, la richiesta dell'onorevole Galvagno è più  che
  mai attenzionata da parte del Governo, tant'è che c'è una richiesta
  di  integrativa del Governo per aggiungere  borse di studio, diaria
  medica  e sanitaria  in modo tale che questo lo estende anche  agli
  altri.

   PRESIDENTE. Benissimo.
   L'emendamento   presentato   dall'onorevole   Pullara   è    stato
  modificato? Va bene così?
   Intanto, c'è un primo emendamento del Governo, il 57.9.
   Comunico che è stato presentato il subemendamento 57.9.1, a  firma
  dell'onorevole Barbagallo. Lo pongo in votazione. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo in votazione l'emendamento 57.9, a firma del Governo. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 57.9 II  parte, del Governo.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Nell'emendamento  57.8  a  firma  dell'onorevole  Pullara,   scusi
  Assessore,  quello  che  c'è scritto in questo  emendamento  non  è
  quello che ha detto lei, lo può vedere un attimo per capire?

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, oltre  ad
  esprimere chiaramente apprezzamento per questo articolo  che  è  il
  frutto   di  un  lavoro  condiviso  anche  dalla  sottoscritta   in
  Commissione    Bilancio ,   personalmente   avevo   presentato   un
  emendamento al disegno di legge bilancio ma lo abbiamo spostato  di
  comune accordo con i colleghi alla finanziaria.
   Io  non  ho  capito  bene  adesso  i  subemendamenti  come  stanno
  modificando l'articolo, però ho capito che il fine è comune.
   Volevo  solo  farvi  notare  che noi stiamo  incrementando  per  3
  milioni un fondo che esiste già e che è quello dell'anno scorso, il
  comma  25  della legge n. 9/2020, non ricordo l'articolo, che  dice
  che   per garantire l'avanzamento delle conoscenze di alto  livello
  culturale  e  scientifico,  anche in  relazione  alle  esigenze  di
  maggiori  competenze derivanti dallo stato di crisi, è  autorizzata
  la  spesa di 5 milioni di euro e di ulteriori 3 milioni di euro  da
  destinare    nell'anno    accademico   2020/2021    rispettivamente
  all'incremento   del   numero   di   borse   per   le   scuole   di
  specializzazione di area medica e sanitaria , quindi  già  c'è  nel
  fondo  che  stiamo   andando  a finanziare   e  all'attivazione  di
  dottorati di ricerca presso l'Università.
   La  quota  del  30 per cento delle nuove borse di specializzazione
  di era medica è riservata alla chirurgia d'urgenza o aree emergenza
  urgenza. Quindi stiamo attenti a modificare questo articolo badando
  che  l'articolo sul quale stiamo intervenendo, il fondo  sul  quale
  stiamo  intervenendo,  è  già disciplinato  dalla  legge  dell'anno
  scorso.

   PRESIDENTE.  Assessore  Razza,  se  quello  che  dice  l'onorevole
  Ciancio  è  giusto,  forse  stiamo  facendo  una  cosa  inutile   o
  addirittura dannosa perché mettiamo tre milioni laddove ci sono già
  invece  di utilizzarli altrove che forse ci può servire o  comunque
  metterli oltre.

   RAZZA,  assessore per la salute. No, signor Presidente,  ringrazio
  l'onorevole  Ciancio  per la sollecitazione.  Oggi  il  sistema  di
  finanziamento di borse di specializzazione da parte della Regione è
  avvenuto ad integrazione di tutte le specialità a valere su risorse
  del  Fondo  sociale europeo, ecco perché si è fatto richiamo  anche
  parlando  con  l'Autorità di gestione alle risorse Poc,  perché  il
  programma operativo complementare è complementare al Fondo  sociale
  europeo.
   Queste  risorse  consentono  di  aumentare  in  una  quota   parte
  corrispondente quelle che già oggi hanno determinato  le  circa  70
  borse e, ovviamente, lo hanno fatto alla luce di una pianificazione
  che viene dal fabbisogno.
   Ecco  perché  ritengo  che anche nella formulazione  che  è  stata
  seguita  dai  presentatori dell'articolo nell'ambito  del  percorso
  parlamentare  che  ha fatto, questo intervento  consente  in  quota
  parte  di aumentare ciò che già oggi è previsto come aumento  delle
  borse di specializzazione.

   PRESIDENTE.  Assessore,  chiedo scusa, perché  quello  che  diceva
  l'onorevole Ciancio è, cioè noi queste borse di studio  li  abbiamo
  già date per cui ora ne stiamo dando altre?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Quindi,  ogni anno facciamo  poi  quelle  per  l'anno
  successivo;  quindi,  quelli dell'anno scorso finanzieranno  quelle
  che  si  stanno facendo oggi e queste servono per quelle  dell'anno
  successivo.

   RAZZA, assessore per la salute. Perfetto.

   PRESIDENTE.  Non  stiamo  sovrapponendo  cifre,  mi  basta  sapere
  questo. Se l'Assessore dice così sarà così.
   Pongo   in   votazione  l'emendamento  di  riscrittura   a   firma
  dell'onorevole  Pullara.  Chi  è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 57. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 59. Ne do lettura:

                               «Art. 59.
          Disciplina dell'incremento orario medici veterinari
                       specialisti ambulatoriali

   1.  Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,  le  Aziende del Servizio Sanitario Regionale  e  l'Istituto
  Zooprofilattico   Sperimentale   della   Sicilia    procedono    ad
  incrementare  le  ore di incarico a tempo indeterminato  a  ciascun
  medico  veterinario specialista ambulatoriale interno, già titolare
  di  incarico  da  almeno  5 anni, per il raggiungimento  di  almeno
  trenta ore di incarico settimanali per medico-veterinario.

   2.  Gli  incrementi di orario eccedenti la quota di almeno  trenta
  ore  settimanali  di  cui  al  comma 1  devono  essere  motivati  e
  autorizzati dall' Assessorato regionale della Salute, sulla base di
  una  preventiva  ricognizione del fabbisogno  delle  prestazioni  e
  delle   attività   programmate  o  programmabili,   relative   alla
  specialistica  ambulatoriale veterinaria, presso  ciascuna  Azienda
  sanitaria    provinciale   e   presso   la    sede    dell'Istituto
  zooprofilattico  sperimentale  della  Sicilia,  e  possono   essere
  attribuite  nel rispetto del vincolo dell'equilibrio economico  del
  bilancio aziendale.

   3.  I  direttori  generali delle Aziende sanitarie  provinciali  e
  dell'I.Z.S.  sulla  base  delle  criticità  riscontrate   e   della
  programmazione  delle attività, compatibilmente con  il  titolo  di
  specializzazione  di cui all'allegato 2 dell'A.C.N.  del  31  marzo
  2020,  in possesso di ogni medico veterinario specialista  e  sulla
  base dei criteri di valutazione di cui all'articolo 21 comma 3  del
  citato  A.C.N.,  possono  disporre  una  sola  volta  il  passaggio
  dell'intero effettivo delle ore di incarico a branche diverse, allo
  scopo  di  ottimizzare  e  concentrare le  risorse  sulle  attività
  prioritarie, previa formale accettazione degli interessati.

   4.  In  caso di transito da una branca all'altra, allo specialista
  è  riconosciuta l'anzianità di servizio già maturata.  Al  fine  di
  garantire l'appropriatezza delle prestazioni, il transito ad  altra
  branca  potrà  avvenire  a  seguito  di  un  adeguato  periodo   di
  affiancamento.

   5.  Gli  oneri derivanti dall'applicazione del presente  articolo,
  quantificati in 7.883.103 di euro su base annua, trovano  copertura
  sui  fondi del servizio sanitario regionale, senza nuovi o maggiori
  oneri a carico del bilancio regionale.

   6.  L'articolo 46 della legge regionale 11 agosto 2017,  n.  16  è
  abrogato».

   All'articolo   59   sono   stati   presentati   solo   emendamenti
  soppressivi. Sono ritirati.
   Pongo  in votazione l'articolo 59. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 61. Ne do lettura:

                               «Art. 61.
           Determinazione delle tariffe per l'accreditamento
                istituzionale delle strutture sanitarie

   1.   Con  Decreto  dell'Assessore  regionale  per  la  salute,  da
  emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
  presente  legge,  sono  fissate le tariffe dovute  dalle  strutture
  sanitarie   per   l'effettuazione   delle   verifiche   finalizzate
  all'accreditamento istituzionale di cui all'articolo 8  quater  del
  decreto   legislativo  30  dicembre  1992,  n.  502  e   successive
  modificazioni.   Le  tariffe  sono  definite  in   funzione   della
  complessità  della  struttura  e  sono  soggette  ad  aggiornamento
  periodico biennale.

   2.   Con  decreto  dell'Assessore  regionale  per  la  salute,  da
  emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
  presente  legge,  sono  fissate le tariffe dovute  dalle  strutture
  sanitarie di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 6  novembre
  2007  n.  191,  per  l'effettuazione  delle  verifiche  finalizzate
  all'autorizzazione o all'accreditamento all'impiego di tecniche  di
  procreazione  medicalmente  assistita nonché  all'autorizzazione  o
  all'accreditamento  all'impiego dì tecniche di preservazione  della
  fertilità  dei  pazienti oncologici. Le tariffe  sono  definite  in
  funzione  della  complessità della struttura  e  sono  soggette  ad
  aggiornamento periodico biennale.

   3.  Le  entrate derivanti dal pagamento delle tariffe  di  cui  al
  presente  articolo  sono destinate alla copertura  delle  spese  di
  competenza   dell'organismo  tecnicamente   accreditante   (O.T.A.)
  istituito con decreto presidenziale 27 giugno 2019, n. 12  adottato
  ai  sensi dell'articolo 13, comma 3, della legge regionale 17 marzo
  2016, n. 3».

   All'articolo  61  sono  stati presentati emendamenti  soppressivi,
  tranne  uno dell'onorevole Pullara che ha maggiori oneri  quindi  è
  inammissibile.
   Pongo  in votazione l'articolo 61. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 62. Ne do lettura:

                               «Art. 62.
                       Operatori socio sanitari

   1.   Al   fine  di  assicurare  i  corretti  standard  qualitativi
  nell'erogazione  dei servizi di degenza in regime  privatistico,  i
  soggetti privati accreditati con il SSR prevedono nei loro organici
  la  figura  dell'Operatore  socio sanitario  (O.S.S.).  L'Assessore
  regionale  per  la  salute  adotta le  disposizioni  attuative  del
  presente articolo prevedendo un termine entro il quale le strutture
  sanitarie devono adeguarsi ai nuovi requisiti».

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA.   Signor   Presidente,   Governo,   Assessori,   colleghi,
  all'articolo   62   abbiamo  presentato,   insieme   ai   colleghi,
  l'emendamento 62.7 perché riteniamo che sia opportuno migliorare la
  qualità dell'assistenza sanitaria anche nelle strutture private. Mi
  spiego: la dotazione organica delle strutture private è regolato da
  una  norma,  dalla legge regionale del 1988, n. 39  del  1988,  che
  ancora,  figuratevi,  non  prevedeva neanche  la  figura  dell'OSS,
  immaginiamo questo. Quindi in questo momento nelle cliniche private
  non  c'è l'OSS, perché per legge non è prevista mentre in una  pari
  struttura  pubblica  è necessario ed è previsto,  anche  nei  turni
  notturni.
   La  questione è - e qua succederà di nuovo come l'anno scorso  per
  la  finanziaria  con lo stesso emendamento quello che  è  successo,
  l'Assessore se lo ricorda -  che ci saranno alcuni che diranno  non
  dobbiamo fare un danno agli esercenti di clinica privata, mentre io
  propongo,  sempre,  di  migliorare  questa  dotazione  con   numero
  maggiore  di  infermieri  o un numero migliore  di  O.S.S.,  perché
  l'obiezione che viene fatta è sempre la solita.
   Guardate che le nostre tariffe, le tariffe con cui sono rimborsate
  le  cliniche  private  per questi servizi, che  danno  al  Servizio
  sanitario  regionale,  sono  ferme  al  2007.  Ma  c'è  una  contro
  obiezione, le vostre dotazioni organiche sono ferme alla  legge  n.
  39  del 1988, che seguivano la norma nazionale proposta dall'allora
  Ministro Donat-Cattin, stiamo parlando di più di trent'anni fa,  di
  trentatré  anni  fa, nel frattempo, però, sono cambiate  tantissime
  cose.
   E  vi dico subito qual è la cosa che è cambiata più di tutte:  che
  si  è  studiato,  nel  frattempo, che  una  delle  prime  cause  di
  mortalità   in   ambito  ospedaliero  è  la  sepsi,  le   infezioni
  ospedaliere sono la prima causa di morte negli ospedali,  qualunque
  ospedale, pubblico o privato.
   Per  evitare questo, per ridurre la sepsi, bisogna utilizzare  dei
  protocolli  di asepsi, di disinfezione che non possono  prescindere
  dalla  presenza di personale che sia qualificato in questo. Persone
  che  sappiano farlo. In questo momento, nelle cliniche private  non
  ci sono. Dobbiamo trovare una soluzione.
   Dobbiamo  trovarla necessariamente e la dobbiamo  trovare  il  più
  presto possibile. Servono anche nelle cliniche private gli O.S.S..
   Io  ho proposto, nell'emendamento 62.7, di mettere un OSS per ogni
  venti  posti  letto  dei  privati. Non è una  spesa  così  ingente,
  soprattutto  se  consideriamo che le cliniche private,  quelle  più
  serie,  accorte  e  avvedute, hanno già in  dotazione  qualcuno  di
  questi operatori O.S.S..
   Qui,  dobbiamo  fare  una  discussione seria.  Cosa  vogliamo?  Le
  persone  morte  oppure vogliamo che non abbiano una  piccola  crisi
  economica le cliniche private? È una scelta. È una scelta  politica
  e la dobbiamo mettere in campo.

   PULLARA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PULLARA.  Signor Presidente, noi in Commissione  Salute ,  invero,
  abbiamo  condiviso con tutti i colleghi, la necessità che anche  le
  strutture  private si dotino della figura degli O.S.S.,  per  tanti
  motivi che non sto qua a dire.
   Però,  ritengo  - e in questo senso ho presentato  un  emendamento
  integrativo, il 62.8 - che sia necessario - lo dico ai colleghi che
  fanno   parte  della  Commissione  ma  a  tutti,  evidentemente   -
  innanzitutto, che non risulti essere una cosa contro  qualcuno,  ma
  faccia  parte  di un tavolo di concertazione, poi,  da  passare  in
  Commissione  Salute , quindi, per arrivare in un biennio  ad  avere
  finalmente nella Regione Siciliana anche nelle cliniche private gli
  O.S.S..
   Questo  sia sul piano dell'assistenza, ma se mi permettete,  anche
  sul piano occupazionale, tenuto conto che, tra l'altro, in Sicilia,
  questa  figura è veramente importante ma anche tanti giovani  hanno
  investito economicamente per il titolo.
   Quindi,  se  il  Governo è d'accordo e i colleghi sono  d'accordo,
  chiedo  di  approvare  l'emendamento  per  dare,  finalmente,   una
  risposta dal lato assistenziale e occupazionale.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Pullara, anche perché  mi  sembra  che  su
  questo  si  sia trovato finalmente un'intesa anche con le  cliniche
  private.
   Onorevole Pasqua, con questo emendamento sono testimone del  fatto
  che  si è trovato un accordo anche con le cliniche private, per cui
  credo  che finalmente, forse, stavolta si riesce a fare quello  che
  lei chiede da tempo.

   PASQUA una volta per tutte in questa storia

   PRESIDENTE. Quello che sembra è questo.
   Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole Dipasquale.  Ma  prima  c'era
  l'onorevole    Figuccia.   Onorevole   Figuccia   la   maggioranza,
  velocissima, per favore.

   DIPASQUALE. L'onorevole Figuccia sempre prima di me

   PRESIDENTE. E se è così, che posso fare? E' sempre lei che  chiede
  la parola dopo l'onorevole Figuccia, non è il contrario.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi io, in realtà,  mi
  sono  iscritto  per  un attimo all'opposizione  per  intervenire  a
  favore della maggioranza  Quindi non era un intervento fuori
   No, all'opposizione a favore della maggioranza.
     In  realtà, soltanto riagganciandomi all'articolo 62, Assessore,
  devo   dire,  in  linea,  tra  l'altro,  perfettamente  in  maniera
  coerente, rispetto a quello che è stato fatto in questi mesi.
   Perché, devo dire, che da parte dell'assessorato alla Salute  sono
  stati fatti degli sforzi incredibili, rispetto alla possibilità  di
  fare   riferimento  all'integrazione  vera,  mettendo   davanti   -
  lasciatemi  dire  - non tanto e solo la figura dell'O.S.S.,  quanto
  davvero il bene  vita'.
   Perché in questo momento così difficile per la sanità regionale  e
  per  i  siciliani, poter disporre di questi operatori  è  una  cosa
  assolutamente fondamentale.
   In  realtà io volevo proporre un subemendamento, assessore  Razza,
  attraverso il quale prevedere - coerentemente al grande lavoro  che
  è  stato fatto fino ad ora e, devo dire la verità, non soltanto per
  le  strutture  private  ma  anche nel  pubblico  -  di  poter  fare
  riferimento  al rispetto dei contratti collettivi di lavoro.  Cioè,
  un  grande  sforzo è stato fatto durante la fase emergenziale,  per
  cui  noi  siamo  riusciti  ad arruolare, all'interno  della  sanità
  pubblica  e privata, un certo numero di forza lavoro che,  davvero,
  salvaguarda il bene  vita' parlando degli O.S.S..
   L'appello  è quello - più che attraverso un subemendamento  è  una
  considerazione  che  faccio a voce alta durante  questo  dibattito,
  certo  che  da  parte dell'Assessore verrà colto -  di  guardare  a
  questi  contratti, Assessore, prevedendo la possibilità che non  ci
  siano   le  collaborazioni,  le  prestazioni  occasionali  facendo,
  davvero,  in modo che questo personale che, finalmente  sta  avendo
  accesso  nella Pubblica Amministrazione, e al privato  accreditato,
  in   ambito  sanitario,  possa  ricevere  dei  contratti  a   tempo
  indeterminato, perché non è possibile consegnare a questi angeli, a
  questi  soggetti che aiutano, il bene  vita', vincolandoli a  delle
  prestazioni occasionali. Ecco, questa è la richiesta Assessore  che
  le faccio.
   Sono  certo che incontra la sensibilità del Governo e auspico che,
  davvero,  per i prossimi mesi questo personale O.S.S.  ,  impegnato
  all'interno delle amministrazioni pubbliche e private, possa  avere
  sempre dei contratti a tempo indeterminato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)

   PRESIDENTE.  Io,  deve credermi, vado con l'ordine.  Lei  è  prima
  dell'onorevole Lupo e, quindi, dopo Cracolici. Ma non so che fare.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)

   PRESIDENTE. Giuro che non lo faccio

   CRACOLICI. La verità è che lei ce l'ha con l'onorevole Dipasquale.

   PRESIDENTE.  No, l'onorevole Dipasquale lo considero un  fratello,
  per  cui  non  potrei mai averla con lui. L'onorevole Dipasquale  è
  nato in politica con me, per cui non potrei mai avercela.

   CRACOLICI. E vabbé  questa è un'aggravante
   Signor Presidente, onorevoli colleghi io condivido anche il  senso
  delle  cose  che  ha  detto l'onorevole Pullara a  proposito  della
  gestione,  diciamo, senza furori, ma per consentire un processo  di
  adeguamento,  anche delle strutture private, dell'utilizzazione  di
  questo  personale  che,  in  Sicilia, è stato  specializzato,  sarà
  specializzato   e,  quindi,  è  giusto  che  trovi  anche   sbocchi
  occupazionali, professionalmente adeguati.
   Io  avevo, anche, avanzato un emendamento che non so - nel marasma
  degli  emendamenti  -  che fine abbia fatto,  forse,  e  lo  chiedo
  all'Assessore per la salute, trovo appropriato anche in virtù della
  proposta Pullara.
   Cioè,  noi  abbiamo un tema, che l'anno scorso abbiamo  affrontato
  consentendo alle aziende accreditate, per quanto riguarda il budget
  assegnato  alle aziende accreditate, di avere comunque la  garanzia
  del novanta per cento anche laddove, a causa COVID, non sono state,
  come dire, non è stato possibile realizzare le prestazioni previste
  dalla convenzione.
   Credo che altrettanto problema c'è quest'anno, perché non è che il
  COVID  è  stato  superato, mi riferisco, soprattutto,  a  tutte  le
  attività di fisiatrìa, di riabilitazione, eccetera, eccetera.
   Allora,  la  mia proposta era questa: consentire, senza  ulteriori
  spese  chiaramente,  ma  del budget assegnato  2021  e  2021,  alle
  aziende  sanitarie accreditate, di poter utilizzare  la  parte  non
  attuata nel corso dei due esercizi entro la fine del 2022.
   Questo,  perché  lo ritengo appropriato perché proprio  in  quella
  logica, come dire, di condivisione  - da un lato l'Amministrazione,
  come  dire,  impone  un  sistema di adeguamento  di  alcune  figure
  professionali,  dall'altro  lato nello stesso  tempo  riconosce  il
  fatto  che non abbiano potuto realizzare interamente le prestazione
  a  loro  autorizzate, in realtà anche queste sono figlie del Covid,
  perché  molte  persone  in  questi  mesi  si  sono  spaventate   ad
  utilizzare e a frequentare luoghi sanitari proprio perché la  paura
  è stata molta alta.
   Quindi,  credo che la proposta non tanto, come dire,  la  garanzia
  del  90  ma  consentire invece che il budget a loro assegnato  che,
  come  è  noto, è pluriennale, possa essere comunque rendicontato  e
  attuato nel corso dell'esercizio fino alla fine del 2022.
   Io  avevo presentato un emendamento in tal senso, ora non so  come
  trovarlo perché non ne ho idea ma, se siamo d'accordo, mi  pare  il
  senso   della   proposta  sia  abbastanza  chiaro,  s'insinua   nel
  meccanismo che proponeva l'onorevole Pullara.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.
   Lo   deve  dire  all'onorevole  Cracolici  è  lui  che  lo  chiama
  Depasquale, non io.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  assessori, Assessore per la salute, parlamentari. Perché  assessore
  per la salute? Entriamo in merito alla sua delega.
   L'articolo  62  prevede  la possibilità d'inserire,  anzi  non  la
  possibilità,  purtroppo prevede l'obbligo, di  inserire  la  figura
  dell'O.S.S..
   A  me l'articolo non è che sconvolge, cioè ha un significato, però
  questo  articolo  non dimentichiamo che va ad inserirsi  in  quello
  che,  lo  hanno detto i parlamentari che mi hanno preceduto,  è  la
  legge  regionale  n.  39  del 1988 che,  all'articolo  6,  prevede
  scusate colleghi, Presidente, se disturbo magari intervengo dopo.

   PRESIDENTE. E' bastato guardarli che se ne sono andati.

   DIPASQUALE.  Quindi,  l'articolo 6 della  legge  n.  39  del  1988
  prevede quali sono tutte le figure - giusto, Assessore? - che vanno
  inserite.
   Oggi,  che  cos'è  che  noi stiamo dicendo  con  questo  articolo?
  Dobbiamo  inserire  l'O.S.S.  ma a differenza  delle  altre  figure
  previste  nell'articolo  6 della legge n. 39,  l'articolo  6  della
  legge n. 39 è chiaro, non è che individua:  dovete mettere o dovete
  prendervi  gli  infermieri   o  dovete prendervi  ,  l'articolo  6,
  prevede  i  minuti  di assistenza in primi, no? Ogni  figura  tanti
  primi  che  sono appunto i minuti di assistenza. Ora cos'è  che  io
  ribadisco?  Vogliamo inserirla la figura? Ma  non  è  che  possiamo
  lasciare   all'assessore  con  suo  decreto   la   possibilità   di
  individuare o decidere, quante devono essere le figure. Per  essere
  consequenziali a tutte le altre figure, così come lo  è  stato  per
  tutte le altre figure, noi lo dobbiamo prevedere un metodo, giusto?
  Allora,  a  me non sconvolge l'emendamento dell'onorevole  Pullara.
  Può essere una soluzione.
   Dopo  di  me  interverrà  il Capogruppo,  ma  ho  visto  anche  il
  segretario Barbagallo, quindi saranno loro poi a stabilire  qual  è
  la posizione e quale sarà la posizione del Partito Democratico.
   Però,  io ritengo che così l'articolo non può essere votato perché
  l'obbligo senza individuare è illegittimo. Cioè, se dovesse passare
  così  questo articolo, signor Presidente, anzi, forse,  non  poteva
  neanche essere inserito nella finanziaria, perché questo articolo è
  illegittimo  perché va a prevedere una figura e, quindi,  l'obbligo
  di  inserire  una figura che di fatto va a modificare l'articolo  6
  della  legge  n. 39 del 1988 che invece per tutte le  altre  figure
  viene contingentato.
   Non  so se mi sono spiegato bene. Ho messo un po' di tempo, signor
  Presidente, per cercare di spiegarmi bene e lei lo sa e mi  capisce
  bene.
   Però,  ecco,  io penso che noi dobbiamo fermarci,  per  forza  per
  trovare  una soluzione, altrimenti l'articolo non è votabile,  anzi
  non è  potabile .

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   L'onorevole  Pullara  ha sentito quello che  ha  detto?  Ci  state
  lavorando?

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevole  Presidente  della  Regione,
  assessori,   onorevoli   colleghi,   io   per   brevità   condivido
  l'intervento dell'onorevole Nello Dipasquale.

   PRESIDENTE. Aspetti onorevole Lupo.
   Onorevoli   colleghi,  onorevole  Dipasquale  è  finito   il   suo
  intervento, non lo continui. È finito il suo intervento.

   LUPO. Per brevità sintetizzo.
   Condivido  l'intervento dell'onorevole Nello Dipasquale e  appongo
  la   firma  all'emendamento  62.8  perché,  indubbiamente,  bisogna
  lavorare per migliorare gli standard qualitativi, ma bisogna  anche
  farlo  dando  tempo  alle aziende sanitarie,  in  questo  caso,  di
  potersi  adeguare, perché se dall'oggi al domani  si  pone  a  loro
  carico  un  obbligo  di  avere personale O.S.S.  si  possono  anche
  immediatamente  adeguare, temo però licenziando  qualche  O.S.A.  o
  qualche  altro dipendente perché c'è anche un tema di compatibilità
  economico-finanziaria.
   Dando  loro più tempo attraverso un tavolo di concertazione  e  di
  confronto, il parere della Commissione, per altro, consentiamo loro
  anche  di potere riqualificare personale per esempio O.S.A. che  ha
  fatto  le  900 ore di corso, se non ricordo male, può  assumere  le
  funzioni  degli  O.S.S.  senza provare shock  a  carico  di  queste
  imprese.
   Quindi, condivido l'obiettivo, ma serve gradualità.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   E, poi, l'Assessore.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche in questo
  caso  non  comprendiamo bene se l'iniziativa è  frutto  del  lavoro
  della  Commissione,  è  arrivato  dal  Governo,  dalla  Commissione
   Bilancio   perché,  francamente, l'articolo  è  scritto  veramente
  male.
   Si  pone  il  tema  della  concertazione con  le  associazioni  di
  categoria,  con  gli  accreditati  convenzionati  che,  certamente,
  impone  una  modifica, una trasformazione che non può essere  fatta
  d'emblée  e  c'è  il tema, a mio giudizio, anche  della  selezione,
  della   formazione   del  personale,  della   selezione   pubblica,
  dell'adeguamento del budget.
   Quindi,  certamente  l'emendamento 62.8 viene  incontro  a  queste
  esigenze e può essere un buon punto di caduta, ma serve, anche, che
  l'Assessorato  accompagni prontamente questa  modifica  soprattutto
  anche  sui  temi  che,  dicevamo prima, della concertazione,  della
  formazione, dell'adeguamento del personale.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI,  Signor Presidente, onorevoli colleghi, In merito  a  questo
  articolo  insieme  al mio Gruppo avevamo osservato,  anche  con  un
  certo   stupore,  il  fatto  che  le  strutture  ancorché  private,
  comunque,   devono   rispondere  a  degli  standard,   in   effetti
  l'incidenza del rischio clinico è abbastanza evidente in tantissime
  strutture,  dove purtroppo, anche la cronaca ci porta a  conoscenza
  di  problematiche  e  di  un servizio che non  rientra  esattamente
  nell'olimpo della qualità del servizio.
   Troviamo  giusto,  assolutamente,  che,  insomma,  siano  previste
  queste  figure  che, oramai, sono entrate un po' nel linguaggio  di
  tuti  noi,  questo  operatore socio sanitario che chiaramente  deve
  seguire un corso.
   Siamo  favorevole al criterio della gradualità perché riconosciamo
  che, oggi per domani, non può essere la pubblicazione in Gazzetta a
  stravolgere  anzitutto  l'erogazione dei servizi,  ma  anche  delle
  realtà lavorative dove ci vuole un minimo di tempo per formare  gli
  operatori già esistenti, soprattutto in un momento particolare come
  questo.
   Vorrei ricordare ai colleghi che solo nelle ultime settimane  sono
  stati sbloccati i tirocini, cioè la parte pratica per i giovani che
  avevano seguito i corsi di formazione perché lo scorso anno tutti i
  tirocini  sono stati letteralmente interrotti dal fatto che  questi
  giovani  praticanti  non potevano entrare negli  ospedali  per  via
  della diffusione del Covid.
   Quindi,  se  reintroduciamo la temporaneità,  ci  rimettiamo  alla
  volontà  dell'assessore  e  della Commissione  per  la  salute,  se
  ritengano  ci  debba  essere  una  concertazione,  secondo  noi  la
  concertazione  deve  essere  minima,  nel  senso  che  va  data  la
  gradualità,  però senza cercare altri margini per erodere  qualità,
  se  deve  essere una concertazione sulla cronologia,  comunque  non
  oltre  i  due  anni, ci può stare, ma che non diventi un  modo  per
  annacquare  la  norma  che,  a questo  punto  che  siamo  venuti  a
  conoscenza  del  fatto  che queste figure  professionali,  formate,
  riconosciute  in tutto il Paese, qui in Sicilia sono a  macchia  di
  leopardo e non in tutte le strutture private, non possiamo  girarci
  dall'altra parte e mettere la polvere sotto il tappeto.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.
   Mi raccomando in qualità di maggioranza, se può fare un intervento
  molto veloce.

   SAVARINO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  ripeterò
  quello che hanno detto i colleghi che sposo in toto sull'importanza
  della figura dell'O.S.S. che anche noi riteniamo basilare, come  si
  è  visto, peraltro, in questo periodo di Covid più che mai,  volevo
  solo  aggiungere  che per l'articolo delle genericità  che  possono
  essere  migliorate approvando, e questo chiedeva  l'Assessore,  gli
  emendamenti presentati dai colleghi, ma mi chiedevo perché dare  un
  termine  temporale non inferiore a due anni perché  significherebbe
  sfigurare  la norma, mentre è giusto, ritengo che sia  il  caso  di
  approvare  gli emendamenti dei colleghi,  sul termine  avrei  delle
  perplessità,  perché, altrimenti, finisce per vanificare  il  senso
  della  norma e l'importanza proprio di questa figura in un  momento
  storico come quello che stiamo vivendo.

   RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAZZA,  assessore  per  la salute. Signor Presidente,   intervengo
  molto telegraficamente.
   Non  c'è dubbio che il dibattito consenta di fare un passo  avanti
  rispetto ad un'esigenza d'impegno degli operatori socio-sanitari in
  tutte  le  strutture accreditate della Regione, mi convince  l'idea
  che  si debba passare attraverso un tavolo di concertazione con  le
  associazioni  di  categoria perché, nei fatti, stiamo  introducendo
  una  modifica  alle  loro  posizioni contrattuali  e  stiamo  anche
  intervenendo  in  modifica dei requisiti  di  accreditamento  delle
  strutture,   quindi   il   passaggio  attraverso   un   tavolo   di
  concertazione mi pare obbligato.
   Inserirei  il termine non di due anni ma di un anno, un po'  visto
  che  non si tratterebbe di un termine perentorio ma serve al tavolo
  per  addivenire ad una soluzione il più possibile nei tempi  rapidi
  perché  poi,  subito dopo c'è l'azione di modifica dei  decreti  in
  punto di accreditamento che quindi anch'essa richiede il suo tempo.
   Per   quanto   riguarda,  invece,  l'intervento  che   l'onorevole
  Cracolici  ha fatto sulla possibilità di utilizzare una  quota  dei
  budget  non  spesi  per  erogare prestazioni nell'anno  successivo,
  voglio  soltanto  rilevare  che  questo  intervento  trova  il  suo
  specchio  perfetto  in  una delibera che la giunta  di  Governo  ha
  fatto, che va nell'esatta direzione.
   Purtroppo, immediatamente dopo, è intervenuta una norma  nazionale
  del  decreto   Ristori' che ha limitato la materia  dei  budget  su
  indicazione del Ministero dell'economia e delle finanze.
   Tutte  le  Regioni stiamo lavorando perché nel prossimo intervento
  legislativo  nazionale,  nella  prima  finestra  utile,  si   possa
  affrontare  il  tema del recupero delle prestazioni perché,  quando
  verrà  via  il COVID avremo la necessità, anche, di smaltire  liste
  d'attese,  di  erogare prestazioni sanitarie  e  non  dobbiamo  mai
  dimenticarci   che  quando  noi  ci  rivolgiamo  ad   un   soggetto
  accreditato,   in  realtà,  stiamo  acquisendo  delle   prestazioni
  nell'interesse  dei  cittadini, nei  confronti  dei  quali  vengono
  erogate.
   Quindi,  la  mia  richiesta, che immagino raccolta  dall'onorevole
  Cracolici,  è  di  trasformare questa sua proposta  in  ordine  del
  giorno, ripeto, è indicativa di una delibera di giunta che è  stata
  votata  dal  Governo  della Regione e so anche essere,  per  averne
  discusso tante volte in Commissione  Salute , uno degli elementi di
  condivisione che ha unito tutti.
   Quindi,  unica correzione all'emendamento 62.8: il termine  di  un
  anno.

   PRESIDENTE. Onorevole Pullara, che ne dice, perché l'emendamento è
  suo. Un anno va bene? Dovete presentare un subemendamento.

   PULLARA.  Signor Presidente, in realtà alcuni colleghi parlano  di
  un   periodo  inferiore,  però,  vorrei  dire,  che  occorre   dare
  onestamente  il tempo necessario all'Assessorato per  le  procedure
  amministrative e al contempo alle cliniche.
   Un  anno  dalla  pubblicazione della  norma  mi  pare  un  periodo
  adeguato.

   PRESIDENTE. Onorevole Pullara, siccome è stato fatto un accordo, a
  cui  ero  presente pure io, di due anni, assessore  per  lei  è  un
  problema? Perché è oggetto di un accordo che è stato fatto  in  mia
  presenza.

   RAZZA,  assessore per la salute. Ovviamente non posso  che  essere
  favorevole con una piccola chiosa, entro due anni.

   PRESIDENTE. Entro due anni va benissimo.

   PULLARA. Proveremo ad essere più veloci.

   PRESIDENTE. Per adesso è non inferiore a due anni, invece mettiamo
  non superiore a due anni.
   Lo  pongo  in  votazione.  Emendamento 62.8  con  all'ultimo  rigo
  scritto  non superiore a due anni' e non inferiore.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 62, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'ordine del giorno lo presentiamo oggi, ovviamente.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che nella seduta odierna l'onorevole La Rocca
  è in congedo.

   L'Assemblea ne prende atto.

   n. 961/A e n. 962/A

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                       legge n. 961/A e n. 962/A

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 63. Ne do lettura:

                               «Art. 63.
                      Terapia genica  Zolgensma

   1.  In  conformità alle indicazioni espresse dall'Agenzia  europea
  per  i  medicinali (EMA), nelle more dell'autorizzazione definitiva
  da  parte  dell'AIFA, è autorizzata la terapia genica   Zolgensma ,
  già  inserita  dall'AIFA  nell'elenco dei  medicinali  erogabili  a
  totale carico del servizio sanitario nazionale ai sensi della legge
  23  dicembre  1996, n. 648, per il trattamento dei lattanti  e  dei
  bambini  affetti  da  atrofia muscolare spinale  (SMA)  fino  a  21
  chilogrammi  di  peso, anche oltre i sei mesi di età.  Ai  relativi
  oneri si provvede a valere sulle risorse del capitolo 413374.».

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  sia  una
  norma molto importante. Desidero precisare che è stata condivisa da
  tutta la Commissione e da tutti i Gruppi parlamentari.
   In  particolare su questa norma ha lavorato non solo Forza  Italia
  ma  tutti i Gruppi parlamentari e anche il Movimento Cinque Stelle,
  in particolare i rappresentanti del Movimento che fanno parte della
  Commissione  Sanità'.
   Noi  oggi  abbiamo  la possibilità di colmare  un  vulnus  che  è,
  veramente,  preoccupante.  Ed abbiamo la  possibilità,  non  è  mia
  abitudine  abbandonarmi a frasi suggestive, di salvare la  vita  di
  due bambini siciliani. Forse tre. Perché? Perché questo farmaco che
  si chiama  Zolgensma  nel nostro ordinamento, fino a qualche giorno
  fa,  era  somministrabile per i bambini fino all'età di  sei  mesi,
  assessore  Falcone,  mentre  in tutta Europa  -  e  la  Commissione
  europea  in questo ha tracciato la via maestra - questo  farmaco  è
  somministrabile per tutti i bambini fino a 21 chilogrammi di  peso.
  Ed è ragionevole perché a sei mesi ci può essere un peso, oltre sei
  mesi ce ne può essere un altro.
   Ed  è  stato  scientificamente  provato,  viene  somministrato  in
  Germania,  negli Stati Uniti d'America che questa somministrazione,
  colleghi  vi prego un minimo di attenzione, che si dice  one  shot,
  significa  si  somministra una volta e si risolve  il  problema,  è
  somministrata, appunto, in tutto il mondo ed in Italia era in  fase
  di sperimentazione dall'Aifa, che è l'agenzia del farmaco italiano.
   Qualche  giorno fa l'Aifa ha fatto un ulteriore step ed ha portato
  la possibilità di somministrare questo farmaco fino al peso di 13,5
  chilogrammi  ed  ha  stabilito  che  da  13,5  chilogrammi   a   21
  chilogrammi, i nostri due bambini siciliani pesano 18 chili, signor
  Presidente  della Regione, questo farmaco lo stanno  somministrando
  per  setting or trial, significa che ci sono 30 bambini, faccio  un
  esempio  molto spicciolo, lo daranno a 10 a sorte e  gli  altri  10
  verranno  abbandonati  al  loro destino.  Capite  la  drammaticità,
  mentre  in tutta Europa, in tutto il mondo, perché gli Stati  Uniti
  hanno  tracciato anche loro la via, noi dobbiamo aspettare  qualche
  giorno in più, qualche giorno in meno.
   Tenete  conto  che  in  Italia  fino  a  21  chilogrammi  oggi  si
  somministra,  solo che si somministra per trial  or  setting,  così
  come mi hanno spiegato, a sorte, sì assessore Cordaro. Quindi,  noi
  dobbiamo sperare che i nostri due bambini siciliani, di Grammichele
  e  di  Milazzo,  siano  quasi  estratti.  E  questo  è,  credetemi,
  insopportabile.
   Oggi  noi in attesa che l'Aifa, speriamolo lo faccia domani, possa
  uniformarsi attenzione, non scrivere chissà che cosa,  a  tutto  il
  mondo, quindi è solo un problema burocratico e questo fa tremare le
  vene e fa battere forte il cuore. Noi dobbiamo sperare che Luca, si
  chiama  così, non mi ricordo il bambino di Grammichele, mentre  noi
  indugiamo   non   superi   i   21   chilogrammi,   perché    questa
  somministrazione  one  shot,  signor Presidente,  poi  non  avrebbe
  effetto.
   Ed,  allora, oggi abbiamo la possibilità di salvare due vite umane
  e  di  dare grande dignità al nostro lavoro. Ne ho parlato a  lungo
  con  l'Assessore per la salute, avvocato Razza, che  ringrazio.  Lo
  ringrazio a nome di tutti i siciliani per la disponibilità e per la
  sensibilità che ha mostrato per questa vicenda.
   E'  un  farmaco  costosissimo, perché ci  vuole  tanto  denaro,  2
  milioni  di  euro per questa somministrazione one shot, sì,  signor
  Presidente,  e affaticandosi questi poveri genitori sono  arrivati,
  coinvolgendo  tutti,  a  racimolare, se  così  posso  dire,  tre  o
  quattrocentomila  euro, quindi ancora sono lontani.  Nel  frattempo
  devono  sperare  che  il bimbo non prenda peso,  cioè  è  una  cosa
  veramente  impressionante per chi è padre  e  siete  tanti  mi  può
  capire ed allora dico che questa è una norma che dà, veramente,  un
  senso   alla  finanziaria,  che  dà  un  senso  al  nostro  mandato
  parlamentare.
   Quindi,  vi  invito tutti a votarla, ma credo non ci  siano  dubbi
  perché tutti i Gruppi parlamentari, dal PD non se la deve intestare
  nessuno  questa battaglia. E' la battaglia del Parlamento siciliano
  e di tutti e 70 i parlamentari.
   Quindi,  volevo  illustrare la norma, volevo rappresentare  questo
  mio  stato  d'animo  e  -  scusate non  è  mia  abitudine,  i  miei
  interventi  sono  frigido  pacatoque animo,  quasi  algidi,  signor
  Assessore,  ma questa volta da padre capirete che è tutta  un'altra
  storia.

   PRESIDENTE. Onorevole Calderone, credo che tutti siano d'accordo e
  consapevoli di quello che stiamo facendo.
   Hanno  chiesto di intervenire, prima l'onorevole Catalfamo  e  poi
  l'onorevole De Luca, e per me possiamo votare, ma se hanno  chiesto
  di intervenire, non posso

   CATALFAMO.  Grazie,  Presidente.  Questo  è  un  passaggio   molto
  importante   di  questa  finanziaria.  Condivido  le   osservazioni
  dell'onorevole Calderone.
   E'  veramente drammatico quando si verificano situazioni di questo
  tipo,  ci  sono due, forse tre casi, in Sicilia - ahimè -  uno  dei
  quali  molto  vicino  rispetto alla  mia  realtà,  parliamo  di  un
  ragazzino di Milazzo.
   Trovo   assolutamente  giusto  che  questa  norma   possa   essere
  apprezzata. Parliamo sicuramente di un momento di cura  rispetto  a
  un male terribile.
   Questo  mio  intervento voleva anche - e mi rivolgo  all'Assessore
  Razza   -  serviva  anche  per  focalizzare  l'attenzione   su   un
  emendamento il 63.6 dove si parla di prevenzione.
   Attraverso l'emendamento 63.6 è nostro intendimento porre a carico
  del   sistema  sanitario  regionale,  quindi,  conferire   gratuità
  all'esame prenatale, allo screening prenatale non invasivo  appunto
  per  la  precoce diagnosi delle trisomie 13, 18 e 21 che, in questo
  momento, invece è un test molto oneroso a carico delle famiglie.
   Vi chiedo il parere favorevole del Governo. Grazie.

   PRESIDENTE. Vediamo cosa dice l'Assessore e votiamo velocemente.
   L'onorevole  De Luca ha un altro emendamento su un altro  farmaco?
  Cosa  è?  Anche lei, onorevole De Luca, la prego i tempo altrimenti
  facciamo mezzanotte.

   DE LUCA. Presidente, saremo brevi.
   Inizio  con un grazie e non con un saluto, grazie anche al Governo
  e a tutti i colleghi dell'Aula.
   E'  per  ciò che stiamo facendo relativamente alla prescrivibilità
  del   farmaco   Zolgensma   che  ha  visto  unita  quest'Aula,   in
  Commissione   Bilancio' e in Commissione  Sanità' e la vedrà  anche
  in questo momento in Aula.
   Presidente,  abbiamo presentato anche un emendamento  a  firma  di
  tutti  i  Capigruppo,  con l'accordo anche dell'assessore  Razza  e
  della Presidenza, che hanno dimostrato sensibilità ancora una volta
  per una malattia subdola che ha già visto questo Parlamento unirsi:
  parlo dell'endometriosi.
   La  Sicilia  approvando questo emendamento, insieme  al  Veneto  e
  all'Emilia  Romagna, sarà una delle prime tre Regioni italiane  che
  consentiranno  la  prescrivibilità in  esenzione,  all'interno  del
  codice 063, dei farmaci antinfiammatori e dei fans.
   Questo  è  un atto importantissimo perché stabiliamo un principio:
  che  il dolore non ha alcun colore, che si deve potere curare tanto
  un  uomo,  una donna che ha possibilità economica di acquistare  il
  farmaco, quanto una donna che non ha questa possibilità. Grazie.

   PRESIDENTE.  Chiediamo  il parere all'Assessore  così  li  votiamo
  velocemente. Grazie, onorevole De Luca.

   RAZZA,  assessore  per  la salute. Grazie  Presidente,  e  intanto
  grazie  a  tutti  i  presentatori di queste norme  che  qualificano
  davvero   in  maniera  significativa  la  legge  di  stabilità   di
  quest'anno.
   Ovviamente,  la  condivisione del Governo è  su  tutte  e  tre  le
  proposte,  con  un  valore in più: la Sicilia  sta  dimostrando  di
  essere  davanti,  dal  punto di vista dell'assistenza,  a  tutti  i
  soggetti che hanno le più gravi malattie.
   Questo  penso deve essere un valore del lavoro comune  che  stiamo
  facendo  anche perché queste norme arrivano in un anno  particolare
  che  è  quello della più grande crisi sanitaria che il nostro mondo
  ha vissuto da 100 anni a questa parte.
   Quindi,  ringrazio personalmente il presidente Calderone, tutti  i
  presentatori    dell'articolo   63,   comma   6,   dell'emendamento
  sull'endometriosi che, peraltro, si pone in linea di contiguità con
  una legge votata da questa Assemblea all'unanimità che ha istituito
  la  rete  dell'endometriosi, così come  mi  consta  particolarmente
  importante la proposta dell'onorevole Catalfamo sui test genetici.
   Il momento della natalità è importante soprattutto in una fase del
  nostro  tempo in cui questa si spinge generazionalmente sempre  più
  avanti e, quindi, non è corretto creare una discriminazione tra chi
  può accedere a cure e chi, invece, non può accedervi.

   PRESIDENTE.  L'assessore  Razza nella sua dichiarazione  comprende
  anche   il   parere   favorevole   all'emendamento   63.5,   quello
  sull'importo di 4 milioni.
   Se  votiamo  gli emendamenti a cui è stato dato parere  favorevole
  dall'Assessore, il 63.5, 63.6. prima su quello di Catalfamo c'è  un
  subemendamento tecnico 63.6.1 che è con la riduzione  a  valere  di
  pari  importo.  Approviamo tutto, anche il 63.9, dell'onorevole  De
  Luca.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 63, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Ringrazio tutti i deputati, la Commissione Sanità e tutti i Gruppi
  per  questo  segnale di grande generosità e di grande disponibilità
  che hanno dato e contemporaneamente ringraziamo anche l'assessore e
  tutto il Governo Musumeci e andiamo avanti.
   Intanto grazie per quello che avete fatto e speriamo che veramente
  si possano salvare questi due bambini.
   Si passa all'articolo 64. Ne do lettura:

                               «Art. 64.
    Rideterminazione contributo per le partorienti residenti nelle
                             isole minori

   1.  Al  comma 2 dell'articolo 13 della legge regionale 5  dicembre
  2016,  n.  24  le parole  3.000 euro  sono sostituite dalle  parole
   5.000 euro .

   2.  Per  le  finalità  del comma 2 dell'articolo  13  della  legge
  regionale 24/2016 è autorizzata, per l'esercizio finanziario  2021,
  l'ulteriore  spesa di 800 migliaia di euro (Missione 12,  Programma
  5, capitolo 413741)».

   All'articolo ci sono solo degli emendamenti soppressivi  che  sono
  ritirati.
   Pongo  in votazione l'articolo 64. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Signor  Presidente, ringrazio tutti quanti  per  avere
  approvato questa norma che permette di elevare il contributo  da  3
  mila a 5 mila euro per le donne partorienti delle piccole Isole.
   Non  avrei neanche preso la parola, signor Presidente, essendo  la
  norma,  appunto, talmente voluta da tutto il Parlamento,  condivisa
  ampiamente,  voglio  ringraziare soprattutto la  collega  della  VI
  Commissione,  la Presidente La Rocca Ruvolo, la collega  Bernadette
  Grasso  che hanno firmato insieme a me questo emendamento,  ma  non
  avrei  preso  la parola se non fosse per illustrare un  ordine  del
  giorno che presento a corredo della stessa norma.

   PRESIDENTE.  Per  presentare l'ordine del giorno non  illustrarlo,
  onorevole.

   LO  CURTO.  Un  attimo  solo Presidente. Solo  per  dire  che  non
  illustra la norma, perché la norma è secca, è abbastanza semplice.

   PRESIDENTE. Le chiedo di non illustrare l'ordine del giorno.

   LO CURTO. L'ordine del giorno nasce in ragione di un messaggio che
  ho  ricevuto  da una giovane partoriente di Lipari. Voglio  leggere
  solo  qualche  parola:   Vivo  a Lipari,  Isole  Eolie.  Oggi  sono
  esattamente  a 37+2. Ho i bagagli davanti la porta  di  casa  e  il
  cuore  a pezzi. Alle 17.00 dovrò prendere la nave che mi porterà  a
  Messina per non so quanto tempo, fra l'altro, in piena pandemia con
  il rischio ovviamente di contagio .
   Non la leggo tutta questa nota.

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, la prego.
   Se  io  chiedo  a  tutti di non intervenire e poi  facciamo  altri
  interventi mi ammazzano.

   LO CURTO. Allora, Presidente, io

   PRESIDENTE. Le chiedo scusa perché io lo capisco quello che  vuole
  dire, ma se avesse visto la faccia di tutti.

   LO  CURTO.  Io però, come credo tutti i colleghi, ho diritto  alla
  parola. Non sono mai intervenuta proprio per rispondere all'appello
  che lei più volte ha rivolto alla maggioranza.

   PRESIDENTE. Infatti, non è mai intervenuta mai. Ha ragione.

   LO  CURTO.  E non sono mai intervenuta. In questo caso  mi  voglio
  prendere tre minuti, non più di questi, per dire che questo  ordine
  del giorno ha un obiettivo e vorrei che tutto il Parlamento poi  lo
  prendesse  a cuore, ma soprattutto il Governo, perché  mira  ad  un
  preciso  obiettivo  che non è un obiettivo che  possiamo  garantire
  alle donne partorienti delle piccole Isole; è un obiettivo che  può
  essere  garantito  a  condizione che venga  rideterminata  la  rete
  ospedaliera, si ottenga una deroga a livello nazionale, dal Governo
  nazionale sul decreto Balduzzi che, ovviamente, penalizza le  donne
  delle  piccole Isole proprio perché non hanno più il punto  nascita
  che è stato soppresso.
   Faccio  appello alla sensibilità del mio Governo,  che  so  essere
  molto  attento  sulla problematica, soprattutto dell'Assessore  che
  sarà un neo papà a giorni e a cui vanno ovviamente gli auguri anche
  per questo straordinario evento della sua vita privata e familiare,
  però  dobbiamo farci carico, come Parlamento e come Governo,  anche
  di rideterminare nell'Accordo Stato-Regione questo punto, perché  è
  insopportabile, lo dico da donna, perché quello che questa  ragazza
  di Lipari mi ha scritto è veramente toccante, perché c'è lo stress,
  queste  donne prendono più tempo di quanto dovrebbero prendere  per
  partorire,  sono fuori da casa loro, dai loro vissuti,  dalle  loro
  esperienze di famiglia, di amore, di condizione agevole  alla  loro
  condizione  di  vita  e  di maternità che deve  essere  un  momento
  assolutamente gioioso e che tale non è per le questioni che abbiamo
  già detto.
   Quindi,  presento questo ordine del giorno, prego  l'Assessore  di
  volerne  fare un punto di orgoglio della nostra Terra. Qui  abbiamo
  parlato  di  sanità,  sono certa che la deroga debba  arrivare,  la
  Sicilia  è  un  arcipelago  di isole, non  è  solo  un'Isola  e  la
  terraferma, cosiddetta, Messina, Agrigento, Trapani, Palermo,  dove
  vanno  a  partorire le donne delle piccole Isole, è solo  la  terra
  dell'Isola maggiore. Grazie.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIEDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, capisco che c'è la stanchezza, però io
  non   sono   uno   che  parla  molto.  Volevo  solo   rappresentare
  all'Assessore che negli anni passati c'era un progetto sperimentale
  per  le  Isole minori, che poi questo progetto a livello statale  -
  perché  è  chiaro che noi a livello regionale non ci possiamo  fare
  carico di una richiesta di una deroga se non è concertata a livello
  nazionale - e quindi prendo spunto anche da questo emendamento  per
  dire  che  in  Conferenza  Stato-Regioni si  dovrebbe  risollevare,
  assieme   alla   Campania,   rispolverare   anche   quel   progetto
  sperimentale per le Isole minori che prevedeva a carico dello Stato
  un progetto proprio con la deroga per i punti nascita che è inutile
  caricarlo  a livello regionale, ma di cui si possa fare  carico  lo
  Stato, la Nazione. Questo solo. Grazie.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIEDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente, era  per  associarmi  e  condivido
  l'ordine del giorno, quindi volevo apprezzarlo e porre pure la  mia
  firma  perché  tante volte ho disturbato l'assessore Razza  per  le
  partorienti  di  Pantelleria - a cui mando un  saluto  -,  per  cui
  apprezzo  l'ordine del giorno e speriamo che possa arrivare  presto
  questa deroga. Grazie.

   PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 65. Ne do lettura:

                               «Art. 65.
           Contributo REMESA per la prevenzione di malattie
                              zoonotiche

   1.  Al  fine  di  adottare  politiche di  prevenzione  dei  rischi
  epidemici dovuti all'emergere nel territorio regionale di patologie
  animali  e  zoonotiche  provenienti dall'area  nordafricana  ed  al
  riemergere   di   patologie  ritenute  eradicate   nel   territorio
  regionale,  è  assegnato a R.E.M.E.S.A. (Rete Mediterranea  per  la
  Salute   degli  Animali),  ufficio  costituito  presso   l'Istituto
  zooprofilattico   sperimentale   della   Sicilia   sotto    l'egida
  dell'Organizzazione    mondiale    della    sanità    animale     e
  dell'Organizzazione  delle  Nazioni  Unite  per  l'alimentazione  e
  l'agricoltura,  un  contributo pari a 250  migliaia  di  euro,  per
  l'esercizio  finanziario  2021, per  lo  svolgimento  dell'attività
  istituzionale.  Agli  oneri  derivanti  dal  presente  articolo  si
  provvede  nell'ambito  delle  risorse  destinate  al  finanziamento
  dell'Istituto zooprofilattico sperimentale».

   Comunico  che gli emendamenti soppressivi sono ritirati. Si  passa
  all'emendamento 65.5. Il parere della Commissione?

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)

   PRESIDENTE.  Il  64  lo  abbiamo votato, non  si  deve  distrarre,
  onorevole Dipasquale, alla sua età

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, per imporre norme  che  dovrebbero
  già di per sé

   PRESIDENTE.   E   infatti,  se  lei  aspettava   la   Commissione,
  probabilmente le dava parere favorevole.

   BARBAGALLO.  Ma  è giusto anche illustrare per i  colleghi  e  per
  l'Aula.   Noi   chiediamo  che  i  contributi  vadano  regolarmente
  rendicontati.

   PRESIDENTE. Sull'emendamento 65.5. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   RAZZA, assessore per la sanità. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo  in  votazione  l'articolo 65, così come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Abbiamo  approvato l'emendamento a firma dell'onorevole Barbagallo
  e così abbiamo approvato l'articolo 65, così come emendato.
   Si passa all'articolo 66. Ne do lettura:

                               «Art. 66.
   Modifica all'articolo 6 della legge regionale 21 ottobre 2020, n.
                                  24

   1.  All'articolo 6 della legge regionale 21 ottobre  2020,  n.  24
  sono apportate le seguenti modifiche:

   a) al comma 5 la lettera a) è abrogata;

   b) dopo il comma 5 sono aggiunti i seguenti:

    5  bis.  Ai fini di quanto stabilito dal comma 1, la stipulazione
  di  un nuovo contratto, anche con un differente concessionario, nel
  caso  di  risoluzione o rescissione di un contratto in  essere,  da
  parte  dell'impresa già autorizzata alla raccolta delle  scommesse,
  non  costituisce nuova installazione, così come la variazione della
  titolarità di esercizi e della ditta proprietaria degli apparecchi.

   5 ter. Le disposizioni di cui al comma 5 bis si applicano anche ai
  procedimenti in corso .».

   C'è  una  riscrittura da parte del Governo,  il  66.18.  E'  stato
  distribuito? No. Un attimo, onorevole Barbagallo, prima di  parlare
  lei ce l'ha la copia?

   BARBAGALLO. No.

   PRESIDENTE. Appunto. Intanto, lo guardi.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Io lo dico anche per i colleghi perché se  la  genesi
  fosse  quella  che  a  proporre questo emendamento  è  il  Governo,
  sarebbe veramente preoccupante.
   La  legge  regionale  n.  24/2020 è una legge  che  quest'Aula  ha
  approvato  per prevenire il gioco d'azzardo. La modifica di  questa
  norma   va   esattamente  in  senso  opposto.  Quindi,  ci   stiamo
  rimangiando una norma che, soprattutto, per le devianze  giovanili,
  per  la preoccupazione che c'è in questo momento, soprattutto  dopo
  l'emergenza Covid, dovrebbe imporre restrizioni ulteriori,  invece,
  a  distanza di pochi mesi, invertiamo la rotta, casualmente con una
  bella norma ad hoc.
   Io  ritengo veramente deplorevole questo atteggiamento.  Peraltro,
  Presidente,  ma qual è il problema di metterlo in finanziaria?  C'è
  un  tema  economico? Dà nuove risorse alla Sicilia? Chiedo  che  la
  Presidenza lo stralci. È una vergogna

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Bocciamolo

   PASQUA.  Signor Presidente, la legge n. 24/2020 si rubrica   Norme
  per  la  prevenzione  e  il  trattamento  del  disturbo  del  gioco
  d'azzardo .  Dobbiamo  prevenire il  gioco  d'azzardo.  Con  questo
  articolo, purtroppo, si elimina completamente la sua funzione - sì,
  è  così  -  in  questo articolo 66 c'è scritto che la modifica,  al
  comma  5, la lettera a) è abrogata. Con questa piccola dicitura  si
  fa perdere di significato tutta la norma.
   Abbiamo  presentato  un soppressivo anche di questa  lettera,  del
  comma  1  che  vorrei fosse anche votato, se possibile.  Così  come
  abbiamo presentato degli emendamenti, il 66.15 che limita, sino  ad
  un  anno  dall'entrata in vigore di questa legge. E spiego  perché.
  Può  succedere  che  un  concessionario di  gioco  d'azzardo  debba
  cambiare necessariamente, ha venduto la propria attività, eccetera,
  e  chi  subentra  andrebbe a risultare come da  nuova  concessione,
  risultando  così impossibile da essere impiantato  in  quella  zona
  perché non ha superato le distanze dai luoghi sensibili.
   Io posso capire che dobbiamo tutelare anche l'attività di impresa,
  eventuale che c'è in questo caso, però non possiamo estenderla sine
  die,   dobbiamo  dare  un  limite.  Entro  un  anno,  al   massimo,
  dall'approvazione di questa legge.
   Inoltre,  il  5  ter,  le disposizioni di cui al comma  5  bis  si
  applicano'  questo  farebbe, veramente,  rendere  inutile  l'intera
  legge che abbiamo approvato in quest'Aula, quella legge che abbiamo
  tutti,  tutti  i  Gruppi parlamentari, salutato come  una  buona  e
  ottima  legge  per  impedire  ai nostri  giovani  di  cadere  nella
  trappola del gioco d'azzardo.
   Quindi,  consideriamo attentamente questo articolo,  se  possibile
  stralciamolo  completamente altrimenti vi chiedo di apprezzare  gli
  emendamenti che abbiamo presentato. Grazie.

   CATALFAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. La Presidenza non può stralciare, perché è  stato  già
  dichiarato  ammissibile e, quindi, fa parte del  brogliaccio  degli
  articoli  che  dobbiamo  trattare. Se,  però,  tutti  i  Capigruppo
  dovessero  chiedere  alla Presidenza di accantonarlo  per  valutare
  meglio  e  poi,  caso  mai, decidere, la  Presidenza  non  può  che
  rimettersi alla volontà dei Capigruppo. Prego, onorevole Catalfamo,
  ha facoltà di parlare.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   Procediamo secondo l'iter. C'è un emendamento soppressivo.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   Non  è  del  Governo. Questo non è un articolo  del  Governo,  per
  essere chiari. Questo è un articolo che è venuto

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   Onorevole Barbagallo, la prego, non è un articolo del Governo   Io
  mi  rifiuto  di  pensare  che il presidente  Musumeci  sostenga  un
  articolo di questo tipo. Onorevole Catalfamo, prego.

   CATALFAMO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  la  legge  in
  questione  è una legge che, sicuramente, risponde a delle  esigenze
  innegabili. Tuttavia, secondo me, rispetto alle congiunture che  si
  sono venute a verificare nell'ultimo anno, alcuni aspetti di quelle
  legge  presentano degli effetti eccessivamente negativi per  alcuni
  operatori economici.
   Io   volevo  parlare  di  questo  emendamento  che  è  il   66.14,
  Presidente.  La  legge  dice che, all'interno  di  una  determinata
  distanza  da luoghi sensibili, non è possibile porre in essere  una
  nuova installazione, una nuova attività, non è possibile cominciare
  una  nuova  attività  di  centro  scommesse,  né  installare  nuovi
  macchinari.  Dice anche, a un certo punto ed è questo il  punto  su
  cui  si concentra l'emendamento 66.14, che se sono già titolare  di
  un   esercizio   di  gioco-scommesse,  all'interno  di   quell'area
  sensibile  non  posso,  magari trovando  un  altro  locale  che  mi
  permette  di  pagare  un canone inferiore, spostarmi  e  pagare  un
  canone inferiore perché comunque la legge me lo vieta.
   Non so se, Assessore, non credo che sia normale, in un momento  di
  difficoltà  economica  per tutti, impedire di potere  eventualmente
  trovare  un canone inferire perché la legge prevede che tu  non  ti
  possa  spostare se già sei all'interno della zona sensibile,  anche
  di  dieci metri, perché viene equiparata a nuova installazione.  Ed
  ecco  perché abbiamo proposto il 66.14, che deroga a questo divieto
  che, secondo me, soprattutto in questa fase dov'è sopraggiunta  una
  crisi  economica,  è  eccessivo e troppo  di  pregiudizio  per  gli
  operatori economici. Grazie.

   PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'emendamento soppressivo.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  fa  facoltà.  E poi  il  Governo  ha  chiesto  di
  intervenire.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, solamente  per  dire
  che  col mio Gruppo siamo contrari a questo articolo perché allarga
  le   maglie,   purtroppo,  di  una  legge  che  era  stata   voluta
  trasversalmente da tutto il Parlamento.
   Se  a qualcuno sembra troppo, come dire, opprimente per quelli che
  ha  chiamato  operatori economici, non posso io  fare  dietrologia,
  sono  operatori economici non entro nel merito. Se loro pensano  di
  essere   vessati  dalla  legge  che  questo  Parlamento  ha  fatto,
  purtroppo  è  così perché in Italia e in Sicilia c'è  letteralmente
  un'invasione,  siamo  in  overdose  di  macchinette.   Quindi,   il
  legislatore  non è stato morbido, ma è stato abbastanza restrittivo
  e  a giudicarci è il vaglio costituzionale della norma, che è stata
  ritenuta costituzionale se non per la parte che viene modificata da
  un  emendamento volante, sul quale assolutamente si può  discutere.
  Ma sull'articolo, Presidente, noi siamo fortemente contrari
   Oltretutto,  l'aggravante che in questo momento di crisi  sociale,
  di crisi emotiva i soggetti più fragili, cioè quelli colpiti da una
  dipendenza  vera e propria, che viene curata nei SERT, nei  Servizi
  di  psicologia, nelle scuole, noi in questa maniera andiamo  contro
  la  volontà  e  l'operato di chi si spende con le  associazioni,  o
  secondo la propria professionalità, per curare letteralmente  delle
  persone che sono vittime di una dipendenza.
   Ma  che  messaggio diamo se diamo altre opportunità?  Insomma,  il
  mercato  offre tante possibilità di operare sul mercato, su  questa
  fetta di mercato che tocca le persone e le famiglie più fragili noi
  siamo contrari.

   RAZZA, assessore per la sanità. Signor Presidente, soltanto per un
  chiarimento  senza entrare nell'ambito del dibattito  parlamentare,
  anche   perché   la  norma  era  nata  nell'ambito  del   dibattito
  parlamentare.
   L'emendamento  che  ha  proposto  il  Governo  è  il   recepimento
  dell'impegno  assunto dal Presidente della Regione con  il  Governo
  nazionale  sulla  legge sul gioco d'azzardo patologico  votata  dal
  Parlamento. Quella norma, in due punti, è stata oggetto di una pre-
  impugnativa  da  parte del Governo centrale  e  per  non  impugnare
  l'integrale norma è stato chiesto alla Regione, come sempre  accade
  in  questi casi, di assumere l'impegno a proporre al Parlamento  la
  modifica  della  parte ritenuta illegittima da  parte  del  Governo
  nazionale.
   Quindi  l'emendamento è stato individuato in questa sedes materiae
  semplicemente perché è affine all'articolo 66 per come presentato.

   PRESIDENTE.  Assessore  Razza, dobbiamo stare  attenti  perché  se
  l'intendimento  suo  è  quello  di  fare  approvare  questo  comma,
  dovrebbe essere presentato come sostitutivo dell'articolo perché se
  dovesse essere bocciato l'articolo evidentemente questo emendamento
  non si può esaminare.
   Sono stato chiaro? Quindi sospendiamo un minuto? Cosa facciamo?

   RAZZA,  assessore  per  la  sanità. Presidente,  l'emendamento  in
  questi termini era presentato come aggiuntivo perché c'è una  norma
  in  essere.  Io  non  ho la sfera di cristallo  per  sapere  se  la
  volontà

   PRESIDENTE. No, sto chiarendo che sarebbe opportuno.

   RAZZA,  assessore  per  la  sanità. Se il  Governo  si  assume  la
  responsabilità di sostituire una norma che è passata al  vaglio  di
  due Commissioni parlamentari.

   PRESIDENTE. Va bene.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO. Signor Presidente, fermo restando che questo Parlamento
  si  è espresso in maniera molto chiara con una norma che ovviamente
  disincentiva il gioco d'azzardo come una ludopatia e come tutte  le
  forme ovviamente patologiche, che poi tra l'altro colpiscono,  come
  già  è  stato detto, le persone più fragili, soprattutto in  questo
  periodo  in cui ovviamente le persone sono anche isolate, a maggior
  ragione il rischio di fragilità aumenta.
   Io  vorrei  che  ci  fosse la certezza assoluta  che  l'intervento
  chirurgicamente  definito dall'assessore Razza non stravolgesse  il
  senso   di   quello  che  è  stato  operato  con  molto  senso   di
  responsabilità da quest'Aula, dando un preciso segnale politico  ed
  una  chiara  volontà  che  si  è  espressa  approvando  una  legge.
  Peraltro,  voglio  dire  con  tutto il rispetto  per  l'organo  che
  impugna  le  nostre  norme, io quasi quasi me  la  farei  impugnare
  proprio per portare ad uno scontro anche con lo Stato quella che  è
  una prerogativa di questa Regione di volere tutelare fortemente  le
  persone  che  sono  più  fragili e che possono  cadere  vittime  di
  ludopatia.
   Questa, insieme ad altre norme che evidentemente varrebbe la  pena
  di  sostenere di fronte ad uno Stato che molto spesso abusa del suo
  potere  per  imporre anche questioni e decisioni che  molto  spesso
  vanno  nella direzione diversa da quella che in Sicilia si vorrebbe
  invece mantenere ed esercitare.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  66.1.  Il  parere   della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RAZZA, assessore per la sanità. Si rimette all'Aula.

         (Viene chiesta  la votazione per scrutinio nominale)


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 66.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento soppressivo 66.1.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 66.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti  .         63
   Votanti             40
   Maggioranza         21
   Favorevoli          35
   Contrari            5
   Astenuti            4

                            (E' approvato)

   Pertanto, l'articolo 66 è soppresso.
   Si passa all'articolo 67. Ne do lettura:

                                Art. 67.
        Avvio progetti per la fornitura di cannabis terapeutica

   1.  Al  fine di sopperire alla richiesta di fornitura di  cannabis
  terapeutica   derivante dal rapporto di fabbisogno accertato  dalle
  autorità sanitarie nazionali, la Regione è autorizzata all'avvio di
  progetti  innovativi in convenzione, con oneri a carico  del  Fondo
  sanitario   regionale,  con  le  società  presenti  sul  territorio
  nazionale   e   la  cui  produzione,  in  termini   qualitativi   e
  quantitativi,   soddisfi   i  parametri  richiesti   dalle   citate
  autorità.

   Onorevoli colleghi, su questo articolo, al di là del fatto che c'è
  un  emendamento  riscrittura 67.7, gli uffici  mi  suggeriscono  di
  chiedere al Governo una quantificazione di questi progetti.
   Un attimo, onorevole Barbagallo.
   Allora, noi abbiamo diversi emendamenti soppressivi.
   Sono ritirati, bene.
   Si passa all'emendamento 67.7.
   Per  il  subemendamento è necessaria una quantificazione di questi
  progetti.

   RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAZZA,   assessore   per  la  salute.  Signor  Presidente,   ferma
  assolutamente la ottima intenzione di proseguire con  questa  norma
  che  tra  l'altro  recepisce una innovazione  molto  grande  che  è
  avvenuta  in  Sicilia  con le linee guida in  materia  di  cannabis
  terapeutica, io devo purtroppo ribadire quello che già ho detto  in
  Commissione  perché  in questa formulazione si  intende  finanziare
  progetti  di  realizzazione e di coltivazione sul  fondo  sanitario
  nazionale.
   Purtroppo questo non è realizzabile perché mentre la erogazione  è
  come  se  si  pretendesse  di finanziare  sul  fondo  sanitario  la
  produzione dei farmaci. È l'acquisto del farmaco, semmai,  che  può
  essere coperto dall'esigenza del fondo sanitario, non certamente  i
  progetti innovativi a carico del fondo sanitario.
   Se   si   trova  una  formulazione  diversa,  per  carità,  grande
  disponibilità, ma in questi termini non è possibile.

   PRESIDENTE. L'articolo è momentaneamente accantonato.
   Si passa all'articolo 70. Ne do lettura:

                                Art. 70.
      Rimborso servizio di emergenza svolto dalle associazioni di
                             volontariato

   1.  In  considerazione dell'omogeneità di prestazioni, il servizio
  di  emergenza urgenza già svolto o in itinere dalle associazioni di
  volontariato  per la gestione delle eccedenze legate  all'emergenza
  Covid-19  è  rimborsato  fino  al 50  per  cento  del  costo  delle
  prestazioni rese per pari servizio da parte di SEUS S.c.p.a. .

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi solo per dire  che
  praticamente  qua  non  c'è  impegno di  spesa  considerato  che  i
  volontari  che  assumono  l'impegno di  emergenza  urgenza  vengono
  pagati dal budget del 118.
   Assessore, va bene?

   PRESIDENTE. È una norma di risparmio?

   LENTINI. Sì, sì.

   PRESIDENTE. Quindi è una norma di risparmio.
   Assessore, può confermare?
   Un attimo che vediamo intanto di capire di che cosa parliamo.

   RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, la norma che  è
  stata discussa anche in Commissione Bilancio punta a remunerare  le
  prestazioni  individuando un tetto massimo. È chiaro che  oltre  il
  valore del 50% del costo non si può andare.
   Siccome talvolta questa è stata la preoccupazione manifestata si è
  potuto immaginare di caricare il fondo dei costi di SEUS con  delle
  convenzioni che avessero un valore superiore, mentre in molti altri
  casi  si  va pesantemente sotto il 20 il criterio che ha  posto  il
  proponente  è quello lì di stabilire il principio che comunque  non
  si  possa  superare questa soglia, mi pare una norma di buon  senso
  perché è una norma di risparmio.

   PASQUA. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore   la
  ringrazio,  comprendo le sue motivazioni, però così com'è  scritta,
  questa  norma, fa sorgere dei dubbi perché c'è scritto è rimborsato
  fino  al  50  per cento del costo delle prestazioni rese  per  fare
  servizio da parte di Seus.
   Quant'è  il  costo  di  una prestazione di  Seus,  è  in  pratica,
  normalmente  dovrebbe essere l'ammontare del  costo  annuo,  quanti
  sono  118  milioni,  diviso il numero delle prestazioni,  perché  a
  questo  punto  non  so  quanto  è  quantificato  il  costo,  non  è
  specificato  il  costo quindi qualunque cifra  stiamo  dando  è  un
  numero, allo stato attuale, credo che sia fantasioso.
   Sono  d'accordo che debba essere remunerata con qualcosa  in  più,
  infatti ho presentato un emendamento apposito rispetto alla normale
  remunerazione dell'eccedenza che c'è attualmente perché giustamente
  un'ambulanza eccedenza, che sta facendo servizio Covid deve  andare
  con  operatori  vestiti  in un certo modo, bardati  eccetera,   che
  affrontano dei costi, assessore se mi ascolta, quindi io credo,  ho
  messo  un  numero a caso, 15 per cento l'ho buttata lì, perché  non
  conosco  il costo effettivo per un trasporto, di quanto  cosata  la
  bardatura.
   Per   cui  se  potete  modificarla  con  numeri  certi,  cioè  voi
  assessorato  per  la  salute,  vedete  quant'è  l'importo  di   una
  bardatura intera per la squadra, per l'equipe che è sul mezzo e gli
  rimborsate  quella quota, ma buttare lì una cifra pari  al  50  per
  cento dei costi complessivi ecc.. mi sembra un po' troppo grazie.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a  me  dispiace
  che ci sia bisogno di una norma per regolare quello che ad oggi non
  è  stato  regolato  e  che  ha introdotto  attraverso  l'urgenza  e
  l'emergenza del Covid, di fatto, stiamo tornando a 15 anni fa.
   Purtroppo  o per fortuna ho la condizione di essere qui  anche  15
  anni  fa  quando  siamo riusciti a provare a mettere  ordina  a  un
  servizio che in Sicilia era quello denominato del volontariato  che
  con  tutto  rispetto in molta parte della Sicilia  il  volontariato
  corrisponde  a  soggetti  privati  che  facevano  anche  un   altro
  mestiere, normalmente l'attività di onoranze funebri.
   Allora io dico, stiamo attenti a queste cose Presidente, perché se
  il  modello  è  che  per  rinnovare il  servizio  urgenza-emergenza
  dobbiamo tornare a quello che c'era prima, qualcuno addirittura  lo
  ha  identificato col cosiddetto come il modello lombardo,  che  mai
  come in questi casi è un modello fallimentare.
   Allora  io dico una cosa, l'assessorato ha gestito in questi  mesi
  un  rapporto con la vicenda, tecnicamente si dice delle  eccedenze,
  regolando  con  rapporti  contrattuali,  non  so  quanto  oggi  sta
  costando le eccedenze.
   Ho  fatto  una denuncia specifica relativamente a quanto  avveniva
  nei  mesi  scorsi a Palermo, quando scoprimmo che,  ad  esempio  il
  servizio  118,  aveva  un  unico  centro  di  sanificazione   nella
  provincia di Palermo, da Gangi a Balestrate, le ambulanze  dovevano
  arrivare  alla  Casa  del Sole, fare la sanificazione,  dopo  avere
  atteso davanti ai pronto soccorso.
   Questo  creava le eccedenze, quindi piuttosto che diversificare  i
  punti di sanificazione e quindi rendere operativa la possibilità di
  reimpiegare con celerità le ambulanze - tra l'altro ora mi  risulta
  che  sono arrivate in parte alcune delle ambulanze nuove che  erano
  state  ordinate - noi di fatto le eccedenze le abbiamo  create.  Il
  Covid  è come la neve. Appena si scioglierà la neve vedremo i buchi
  che avrà lasciato la neve. Per adesso abbiamo il Covid.
   Ma  adesso  che dobbiamo normare su questa vicenda, stabilendo  un
  limite  che  in  atto  è  stato  relazionato  direttamente  in  via
  amministrativa, ma io che ne sono se è il 50, il  40,  il  60,  non
  sono  nelle condizioni come Parlamento di stabilire l'entità  della
  valutazione sulle eccedenze. Questo lo può fare l'assessorato e  in
  via  amministrativa  lo deve fare assumendosene le  responsabilità.
  Ecco  perché  io sono contrario a questa norma. E'  una  norma  che
  apparentemente sembra ovvia, ma non è ovvia, perché il  tema  delle
  eccedenze è un tema che riguarda anche il futuro del 118.
   Se qualcuno ha in mente di fare tornare in Sicilia i casciamortari
  nella gestione del servizio del 118, lo dica con chiarezza. Ci sono
  voluti  decenni  per  mettere fuori da questo  sistema,  con  tutto
  quello che c'era dietro, anche nella gestione davanti agli ospedali
  sulla  gestione  dei  morti, allora attenzione a  come  affrontiamo
  queste  questioni. Sono cose delicate, per cui c'è  un  assessorato
  che  ha  responsabilità  della gestione anche  in  piena  emergenza
  Covid,  ma  non stabiliamo per norma un principio che non  può  che
  essere regolato dalla eccezionalità, non dalla ordinarietà.
   Ecco,  mi dispiace per il collega Lentini che è il proponente,  ma
  io non sono d'accordo con questo articolo.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo  articolo
  davvero in punta di piedi. Il problema non è se essere d'accordo  o
  essere  contrari, il tema è quello delle eccedenze, di un  servizio
  che  viene  svolto da volontari e che in qualche  modo,  in  questo
  momento,  soprattutto  emergenziale,  risulta  essere  un  servizio
  fondamentale.  Viene prestato attraverso questi  operatori  il  cui
  costo  è  decisamente  inferiore  a  quello  che  viene  realizzato
  rispetto  a chi generalmente se ne occupa e quindi al di  là  della
  formulazione,  al di là del costo ci può stare, sono d'accordo  con
  l'onorevole  Cracolici  che poi possa essere  determinato  per  via
  amministrativa, ma credo che nessuno possa dire che il servizio non
  è un servizio essenziale.
   A  tal  proposito,  assessore, io vorrei  approfittare  per  porle
  invece un quesito relativo a una iniziativa parlamentare che risale
  all'ultima finanziaria, assessore Razza, uscendo dall'articolo ed è
  legata  invece  a  quella  indennità che abbiamo  dato  nell'ultima
  finanziaria agli operatori Seus 118.
   Lei  ricorderà che di pari valore rispetto a questo  articolo  noi
  nella scorsa finanziaria abbiamo dato delle risorse aggiuntive agli
  operatori  del 118 che erano stati impegnati nell'emergenza  Covid.
  Rispetto   a   questo,  volevo  chiederle   a   che   punto   siamo
  sull'operatività  di  quell'indennizzo  che  quegli  operatori   si
  attendono.

   RAZZA,  assessore per la salute. Ovviamente il tema della gestione
  del servizio di emergenza-urgenza che è stato variamente affrontato
  su  molti profili, io ho il dovere di muovere l'auspicio che  venga
  affrontato in maniera organica perché non posso dimenticare che  il
  governo  della  regione ha presentato una propria  proposta  che  è
  all'esame della valutazione della Commissione salute e che cerca di
  abbandonarlo il tema delle eccedenze.
   Può  non  piacere  quella proposta, discutiamo  su  una  soluzione
  alternativa ma certo è che se il numero delle persone che  lavorano
  in  Seus  abili all'attività di trasporto sanitario diminuisce,  se
  vige  il  principio  di  divieto  di assunzioni  nell'ambito  delle
  società  partecipate  e se non si può dare vita  né  in  ordine  di
  assunzione di nuovo personale nell'ambito della società privata, né
  alla costituzione nell'ambito di una società pubblica, è chiaro che
  poi  bisogna in qualche modo mantenerlo il numero delle  postazioni
  attive.
   Il  fenomeno  delle  eccedenze è periodicamente, progressivamente,
  crescente  in funzione della diminuzione progressiva delle  persone
  che  vengono  impegnate. In questo senso,  ed  io  ovviamente  sono
  perché  si mantenga forte l'impianto attuale, io sono ed il Governo
  è perché si mantenga in vita la natura di gestione diretta da parte
  del   sistema  sanitario  regionale  del  servizio  dell'emergenza-
  urgenza.
   L'onorevole Lentini con la sua proposta, nell'ambito dell'attività
  di normazione contrattuale dell'eccedenze, chiede di individuare un
  limite, se lui si pone il tema del buon padre di famiglia che cerca
  di  intervenire affinché non venga superato un limite,  proprio  in
  questo potrei dire ponendoci in linea di continuità diretta con  le
  preoccupazioni  che l'onorevole Cracolici andava ad esprimere,  che
  erano  le  preoccupazioni  legittime di chi  poteva  ritenere,  può
  ritenere,  a buon vedere che attraverso il sistema delle  eccedenze
  si  potesse  agire anche per garantire la tutela  di  posizioni  in
  essere.  In  questo modo la norma introduce un tetto. Il  tema  che
  viene  posto,  questo  tetto  va  determinato  con  una  legge  del
  parlamento o questo tetto del 50% che l'onorevole Lentini pone  può
  nascere  da un atto amministrativo? Io devo dire che per il Governo
  vale l'una e l'altra posizione. Il Governo non può essere contrario
  ad un intervento del Parlamento in una materia propria che dica chi
  poi  dovrà stipulare gli atti amministrativi, fermati a quel tetto,
  ma  se  l'onorevole Lentini dovesse ritenere di trasformare  questa
  norma  in un invito al Governo di agire in sede amministrativa,  il
  Governo  non potrebbe fare altro che valersi come atto  cogente  di
  una volontà che immagino comune di tutto il Parlamento.
   Devo  anche  una  risposta all'onorevole Figuccia,  ovviamente  la
  norma  che poneva l'intervento straordinario attraverso un  assegno
  su  personale  titolare di contratto di diritto privato  era  stata
  oggetto di una pre-impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri.
  Noi  abbiamo  proposto una soluzione che è in corso di definizione,
  ne  ho parlato in VI Commissione raccogliendo anche in questo  caso
  così  come  unanime  era  stata  la proposta  votata  da  tutto  il
  parlamento,  così  unanime è la volontà di dare  seguito  a  quella
  proposta  nell'unico  modo  che l'ordinamento  consente  e  cioè  a
  scadenza del contratto di servizio attraverso un aumento per  quota
  corrispondente del valore individuato nell'ambito del contratto  di
  servizio  e  poi  è Seus a dovere disporre. In caso  contrario  noi
  violeremmo   la   norma,  perché  introdurremmo   del   trattamento
  lavorativo accessorio ulteriore non utilizzando il fondo  sanitario
  regionale,  non  nell'ambito  di  una  contrattazione  di   diritto
  pubblico ma nell'ambito di una contrattazione di diritto privato.
   Il mio auspicio, quindi, è che questo possa determinarsi fin dalle
  prossime   settimane  perché  il  sentimento  di  gratitudine   nei
  confronti  di  tutti  gli  operatori che,  a  vario  titolo,  hanno
  garantito dell'emergenza in un momento molto difficile e non ancora
  concluso penso che non conosca colore politico.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO   CURTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  Presidente  al di fuori di quelle che sono le buone intenzioni  del
  Governo  che  apprezza  positivamente  l'emendamento  proposto  dal
  collega  Lentini,  io esprimo grandi perplessità e  grandi  riserve
  perché, intanto, con questo tetto cosiddetto ed individuato nel 50%
  del  costo delle prestazioni, noi stiamo legittimando l'istituzione
  di un servizio. Lo stiamo legittimando per norma.
   Quando questo Parlamento, lo scorso anno

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, è scritto  fino al 50 per cento'.

   LO CURTO. Fino al 50 per cento

   PRESIDENTE. E' un margine per cui il Governo può decidere.

   LO  CURTO.  Mi  perdoni,  signor  Presidente,  ma  quando  noi  lo
  scriviamo   per   norma  significa  che  noi  stiamo   legittimando
  l'esercizio  di questa funzione a soggetti che fino a ieri  non  ce
  l'avevano questa funzione.
   In  questo  Parlamento abbiamo adottato una legge lo  scorso  anno
  per  evitare appunto la carica selvaggia, l'assalto alla  diligenza
  che molto spesso accade nei confronti di una persona deceduta o che
  sta per morire in ospedale da parte di questi soggetti che non sono
  neanche titolati.
   Se  il  Parlamento  ha  fatto una norma  per  regolamentare  tutto
  questo  ed  è  una  legge  di  questo Parlamento,  oggi  mi  sembra
  improprio  istituire  con  questo  articolo  70  questo   tipo   di
  prestazione, con anche il tetto sebbene sia fino a.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di intervenire l'onorevole  Lentini,  che
  sia breve questo chiarimento e successivamente l'onorevole Pullara.

   LENTINI.  Presidente, ho capito che qualche collega non ha  inteso
  quale  è  il mio spirito per l'approvazione di questo articolo  che
  considero fondamentale.
   Poi,  per carità, rispetto alle cose che ha detto l'Assessore sono
  d'accordissimo anche perché io non vado a fare battaglie.
   La battaglia è una semplice, una semplice battaglia.
   La  Seus  118  -  spiego alla collega Lo Curto che non  conosce  i
  fatti  -  per una postazione riceve da parte dell'ASP 42.000  euro,
  42.000 euro al mese.
   La  Seus  118  attraverso  le  chiamate  non  riesce  a  tutt'oggi
  soddisfare i bisogni della gente.
   Stiamo  parlando di postazioni nelle Madonie, nell'entroterra,  ma
  parliamo della Sicilia nella sua interezza.
   In  questo momento, collega Lo Curto, questi volontari accreditati
  con  ambulanza,  con  medici, infermieri  e  quant'altro,  ricevono
  12.000 euro al mese rispetto ai 42 che paga l'ASP al 118.
   Allora,  se  noi  vogliamo  che questa  categoria  di  persone,  i
  volontari,  che  sono  tanti giovani che si  impegnano  nel  lavoro
  devono  lavorare  così come lavorano tutti e  portano  a  casa  uno
  stipendio  rispetto ai volontari che percepiscono  un'indennità  di
  800  euro al mese andando dalla città verso le Madonie e viceversa,
  andando da Caltagirone a Catania e viceversa.
   Ho  pensato che mi sembra giusto che, una volta che le  ASP  danno
  42.000  euro,  se  danno  qualcosa in più  rispetto  a  quello  che
  concedono  che sono i 12.000 euro con l'Assessore abbiamo  previsto
  che  un  aumento delle risorse mensili che arrivano fino al 50  per
  cento.
   Ma  questo  l'Assessore  verificherà, il  Governo  verificherà  se
  anziché il 50 sarà il 40.
   Se  vogliamo che la Sicilia cresca anche sotto questo aspetto  non
  sfruttando  i  volontari che vogliono impegnarsi in questa  società
  con  700  euro  al  mese,  accetto l'argomento  che  ha  intrapreso
  l'Assessore.
   Se   vuole   portare  -  per  carità   -  dicendo   che   in   via
  amministrativa risolve il problema, io le sono grato
   E' una platea di persone che si sono inserite in questo contesto.
   Tenga  presente - e lo sa meglio di me, Assessore -  sono  persone
  qualificate, sono persone che hanno diversi titoli per  accedere  a
  questo  tipo  di  attività. Se li vogliamo mantenere  sotto  questo
  aspetto, trattati  con i piedi  continuiamo così. La mia intesa era
  questa.
   Se,  invece,  vogliamo dare una giusta ricompensa a dei  volontari
  che  si  impegnano  ogni giorno per dare alla  società  un  impegno
  lavorativo  forte e in questo momento di Covid veramente importante
  e  allora gli aumentiamo qualcosa che può arrivare fino a 50, 40 ma
  questo lo decide il Governo che sicuramente è più preparato di me.
   Grazie,  Presidente. Io volevo organizzare questo affinché  questa
  categoria non sia veramente messa al bando.

   PULLARA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PULLARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, mi pare
  che la norma non si stia comprendendo appieno.
   La  connessione  nel  servizio emergenza-urgenza  tra  pubblico  e
  privato non la inventiamo in Sicilia. In Toscana le associazioni di
  volontariato sostituiscono appieno quello che oggi fa la SEUS 118.
   Se  occorre  riscrivere con una riscrittura  la  norma,  e  quindi
  l'articolato,  in  maniera  più chiara  ed  evitare  che  ci  siano
  sperequazioni   o   cattivi  pensieri,   per   carità.   Però,   la
  interconnessione  tra  pubblico  e  privato,  e   quindi   con   le
  associazioni  di volontariato, è assolutamente una risorsa  che  va
  salvaguardata.  Se poi va salvaguardata prevedendo, Assessore,  dei
  paletti,   una   riscrittura,  una   norma   che   eviti,   ripeto,
  straripamenti in attività che magari non sono assolutamente consone
  questa è altra materia.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Grazie  Presidente Di Mauro, sono  contento  che  c'è
  anche  il Presidente Micciché in Aula, ma che dobbiamo fare?  Sugli
  ultimi   sette   interventi  sei  deputati  di   maggioranza   sono
  intervenuti.  si  prenda  atto  che non  c'è  più  maggioranza,  ci
  facciamo  i conti e regoliamo i rapporti in un altro modo. Mezz'ora
  di   interventi  tra  deputati  di  maggioranza  per  poi  ritirare
  l'articolo. Ma non si è visto mai in finanziaria  Per poi procedere
  in  via  amministrativa, Presidente Di Mauro, su  una  materia  che
  peraltro è prettamente normativa.
   Noi prendiamo atto delle affermazioni dell'assessore Razza. Saremo
  molto  vigili  perché,  ovviamente, c'è il  tema  che  riguarda  il
  rapporto con le associazioni di volontariato, Protezione civile. Ma
  insomma,  credo  che  dal dibattito di stasera sono  emersi  spunti
  interessanti soprattutto fra i deputati di maggioranza.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   credo   che   la    proposta
  dell'assessore  Razza, a nome del Governo, possa essere  accettata.
  L'articolo se siete d'accordo lo stralciamo. Presenterà  un  ordine
  del  giorno  chi lo riterrà opportuno, in maniera tale che  in  via
  amministrativa  il  Governo  successivamente  potrà   assumere   le
  determinazioni consequenziali.
   Passiamo alla Rubrica Famiglia.
   Assessore Razza, aspettiamo sempre lei per l'articolo 67.

   RAZZA,  assessore per la salute. Signor Presidente, per l'articolo
  67  o  si  propone  una  integrale riscrittura  alla  quale  magari
  possiamo lavori più tardi, oppure...

   PRESIDENTE. Va bene, lavorateci.
   Si passa alla Rubrica Famiglia.

   CAFEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Colleghi, abbiamo chiuso. Quando poi faremo l'articolo
  67, lei parlerà.

   CAFEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAFEO.  Signor Presidente, ho chiesto di intervenire adesso perché
  avevo concordato, e mi sembra che sia un argomento in qualche modo,
  una  metodologia  di  lavoro che se c'erano ordini  del  giorno  da
  presentare andavano presentati alla fine della rubrica,  così  come
  concordato anche con l'Assessore Razza.
   Io  ci  tengo   e ne approfitto per sottolineare una cosa.  Volevo
  ringraziare tutti i sindaci che stanno collaborando con le  Aziende
  sanitarie  locali e con il Governo regionale per  far  fronte  alla
  macchina  organizzativa in merito al discorso sia dei  tamponi  che
  dei vaccini.
   Ho appreso dai banchi del Governo, comunque, che Regione siciliana
  è  tra  i primi a livello nazionale per la quantità di vaccini,  ma
  questo  non significa che non esistono delle disfunzioni o che  non
  esiste la possibilità di poter migliorare il servizio.
   Faccio  un  esempio perché io ringrazio i sindaci. A  Siracusa  il
  Comune ha messo a disposizione una struttura - come penso che hanno
  fatto   molti Comuni - per rendere più agevole la vaccinazione.  La
  cosa  che, però, poi a volte succede, come è successo anche oggi  a
  Siracusa,  che  una mancata consegna di un lotto di  vaccini  abbia
  scaricato poi sull'Amministrazione comunale delle polemiche,  anche
  di soggetti  che sostengono questo Governo, rispetto a inefficienze
  che dovrebbero dipendere dal Comune.
    I Comuni mettono a disposizione i Vigili urbani, le transenne, le
  strutture  per  cui  mi  sembra giusto fare chiarezza  rispetto  ai
  sindaci  che  fanno  quello  che possono,  poi  se  ci  sono  delle
  disfunzioni  illegittime - che possono succedere - da  parte  della
  gestione dell'ASP non ne hanno responsabilità.
   In  tal  senso,  mi  sono permesso, ai fini di poter  rendere  più
  agevole  e  di  poter  mettere  in  luce  alcune  disfunzioni,   di
  presentare  due  ordini  del  giorno che  ho  condiviso  anche  con
  l'Assessore Razza. Un ordine del giorno

   PRESIDENTE. Dopo, dopo, gli ordini del giorno, la prego.

   CAFEO. Ho concordato con il Presidente Micciché e con l'Assessore.

   PRESIDENTE.  No, li illustriamo dopo, non è il caso di  illustrare
  gli  ordini  del  giorno  ora, altrimenti  noi  perdiamo  il  senso
  dell'ordine  dei  lavori. La prego, onorevole Cafeo,  così  come  è
  stato chiesto per gli altri.

   CAFEO.  Non  è vero, Presidente, abbiamo votato ordini del  giorno
  alla fine di ogni rubrica.

   PRESIDENTE. Onorevole Cafeo, la prego, lo presenti poi quando sarà
  il momento di illustrarlo se lei lo chiede non possiamo rifiutarci.
   Abbiamo  concluso  con l'eccezione del riesame  dell'articolo  67.
  Possiamo  considerarci  soddisfatti e ringraziare,  ovviamente,  la
  Commissione  Sanità  per il lavoro fatto, l'Assessore

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Gli  ordini  del giorno  dopo,  fatemi  completare  e
  ringraziare sia il Governo che il Parlamentato per il lavoro fatto.
   Si passa all'articolo 47. Ne do lettura:

                               «Art. 47.
          Modifiche all'articolo 11 della legge regionale 10
                          agosto 2012, n. 47

   1.  All'articolo 11 della legge regionale 10 agosto 2012,  n.  47,
  dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

    2  bis.  Per l'espletamento delle attività dell'Autorità  garante
  dei   diritti  dell'infanzia  e  dell'adolescenza  e  dell'Autorità
  garante delle persone con disabilità, è autorizzata la spesa di  95
  migliaia  di euro per ciascuno degli anni 2021-2022-2023  (Missione
  20, Programma 3). .

   2.  Con  decreto  dell'Assessore regionale  per  la  famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro di concerto con l'Assessore regionale
  per l'economia, è definita la ripartizione delle risorse tra le due
  Autorità garanti.

   3.  Con  decreto  del  Ragioniere generale  vengono  apportate  le
  conseguenti variazioni di bilancio».

   Gli  emendamenti  soppressivi,  se  siete  d'accordo,  sono  tutti
  ritirati. Gli articoli e i commi soppressivi sono ritirati.
   L'emendamento 47.19 è inammissibile, perché noi non c'entriamo con
  la  competenza del Comune. Onorevole Barbagallo, lei  ha  fatto  il
  sindaco e non è possibile che il Parlamento imponga.

   BARBAGALLO. Non li ritiro.

   PRESIDENTE. Se non li ritira li esaminiamo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, lo dico per chiarezza,  quando  lei
  ha  disposto che si trattasse l'articolo 47 ai deputati che siedono
  nei banchi dell'Aula deve dare il tempo di prendere il fascicolo  -
  perché  abbiamo  tre fascicoli - di prendere la pagina  esatta,  di
  controllarsi  l'emendamento,  di verificare  per  tempo  chi  è  il
  titolare  dell'emendamento  e possibilmente  ricordarsi  di  chi  è
  l'articolo, c'è il tempo di fare tutto con calma e di affrontare  i
  temi.
   La    vicenda   del   Garante   dei   diritti   dell'infanzia    e
  dell'adolescenza e del Garante delle persone con disabilità, quello
  che  ci sorprende  - per questo abbiamo presentato i soppressivi  -
  perché  in tanti anni che è istituita questa figura, è stata sempre
  una  figura  a titolo gratuito che non ha avuto alcun compenso  per
  l'incarico  e  non ha avuto appannaggi, non ha avuto  necessità  di
  copertura.  Perché dopo dieci, undici, dodici anni dall'istituzione
  di questa carica è prevista una indennità così cospicua in tempo di
  vacche   magre,   in   un  momento  particolarmente   delicato   e,
  francamente, a noi è parso incomprensibile.
   Quindi,   queste   sono  le  ragioni  del  soppressivo,   sentiamo
  l'Assessore.

   PRESIDENTE.  Assessore,  un  attimo. C'è  l'onorevole  Dipasquale.
  Onorevole Dipasquale, intervenga. Ma non possiamo parlare  dopo  il
  Governo? Onorevole Dipasquale, lei illustri i suoi argomenti.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.   Signor   Presidente,  intervengo  semplicemente   per
  chiedere una delucidazione da parte dell'Assessore, perché  abbiamo
  altri tipi di garante. Quindi, io non capisco perché si debba  fare
  una  discrepanza di trattamento tra altri tipi di garante.  Magari,
  l'Assessore sarà così gentile da spiegarci questa differenziazione.

   PRESIDENTE.   Per   favore,  vediamo  di   non   fare   interventi
  ripetitivi.   Prego,   onorevole  Dipasquale.   Come?   L'onorevole
  Dipasquale non intende intervenire. Chi deve intervenire lo faccia,
  in modo tale che il Governo dà le risposte e si vota.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, signor Presidente  della  Regione.
  Presidente, io ho la sensazione che lei sia un po' stanco.

   PRESIDENTE. Facciamo mezzanotte stasera, onorevole Dipasquale.  Se
  lei  deve  tornare a Ragusa si prenoti l'albergo,  non  vorrei  che
  dorma stasera alla stazione.

   DIPASQUALE. Io sono qui già da due settimane e mi dispiace che  me
  ne  devo  andare  a casa, perché io starei anche  fino  all'una  di
  notte.
   Fermo  restando  le cose che ha detto l'onorevole Barbagallo,  poi
  dopo  ascolteremo l'Assessore, io avevo presentato  un  emendamento
  che non so dove è andato a finire - capisco che era un aggiuntivo -
  dove a proposito, parliamo del garante dei diritti all'infanzia, io
  mi  ero  permesso  di  aggiungere un comma,  se  per  caso  dovesse
  rimanere  su  questo articolo, vediamo se lo possiamo  fare,  se  è
  condiviso,  che permetta la possibilità di individuare  un  momento
  per poter istituire la settimana regionale contro il bullismo e  il
  cyberbullismo.
   Perché?  Perché ritengo che la materia - visto che stiamo  aprendo
  questo  argomento  -  c'entra, anche perché la Commissione,  questo
  Parlamento,  la V Commissione, ha votato la legge, una proposta  di
  legge  che  deve  andare in Aula per il contrasto  al  bullismo  e,
  purtroppo, non è potuta arrivare ancora in Aula.
   Su queste cose, durante una trasmissione, ci siamo confrontati io,
  l'onorevole Aricò e l'onorevole Figuccia, quando è stato  purtroppo
  per  la morte di Antonella, la vicenda Tik Tok - ricordate tutti  -
  siccome non ce ne dobbiamo poi ricordare di questi argomenti quando
  muore  qualche  ragazzo, qualche bambino o quando succedono  questi
  eventi.
   Allora,  io  vi  prego  se  intendiamo andare  avanti  con  questo
  argomento, di dare un segnale. Poi, quando arriverà la legge  e  la
  norma  speriamo  che tutti possiamo concretizzarla e concretizzarla
  al  più  presto,  faremo la norma contro il  bullismo,  ma  intanto
  l'istituzione   -  io  ora  glielo  consegno,  Presidente,   questo
  emendamento  -  della settimana regionale contro il bullismo  e  il
  cyberbullismo.
   Io  penso  che sia un segnale che questo Parlamento  può  dare  su
  questa materia che è una materia profondamente importante, delicata
  e  poi, speriamo, che possa arrivare in Aula, al più presto, quella
  legge  che  tutti noi abbiamo voluto e che abbiamo  determinato  in
  Commissione.
   Anzi,  vi prego i capigruppo, e prego la Commissione  Bilancio   -
  perché è ferma alla Commissione  Bilancio  - di farla uscire  dalla
  Commissione   Bilancio ,  perché poi,  veramente,  ci  troviamo  in
  imbarazzo quando succedono i fatti gravi che riguardano, appunto, i
  ragazzi,  i  bambini, l'infanzia, la scuola poi  ci  ricordiamo  e,
  purtroppo,  poi ci ricordiamo cose che non abbiamo fatto  perché  è
  assurdo.
   Abbiamo la norma pronta e non la portiamo in Aula. Almeno,  questa
  sera, diamo questo segnale almeno su questo.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.   Signor   Presidente,  intervengo   per   ricordare   che,
  probabilmente, c'è un piccolo equivoco di base. Non  si  tratta  di
  indennità, onorevole Barbagallo, perché la legge 47 del  10  agosto
  2012,  all'articolo 11, specifica la natura onorifica della carica.
  Al  primo  comma  sottolinea  che il Garante  esercita  le  proprie
  funzioni  a  titolo onorifico, al secondo comma che al Garante  non
  spetta  alcun rimborso spese. Quindi, nessuno vuole dare né  carica
  onorifica,  né  rimborso spesa ai garanti che hanno accettato,  con
  una  conoscenza  della norma di riferimento.  Questa  posta  serve,
  semplicemente,  per  consentire a questi  due  garanti  l'esercizio
  effettivo del loro ruolo.
   Io  è quasi due anni che sono Assessore. Ho trovato un Garante per
  l'infanzia e per l'adolescenza.
  Non ho avuto la fortuna di incontrarlo mai, di conoscerlo. Aveva un
  plafond  di 100 mila euro. Non mi risulta sia stato utilizzato  per
  eventuali iniziative delle quali io non sono a conoscenza.
   Per  quanto  riguarda il Garante della disabilità,  anche  lì  c'è
  stato  - ricordate probabilmente anche le notizie mediatiche  -  un
  lungo  percorso.  Alla  fine, questi due Garanti  sono  di  recente
  nomina. Ad essi è stato chiesto di fare una programmazione.
   La  copertura  rispetto alla quale l'Assessore si è  riservato  la
  distribuzione, ovviamente, delle risorse in relazione al  programma
  presentato serve perché sia, effettivamente, come dire, che diventi
  efficace quella che è l'azione che viene definita dalla norma,  che
  sono i poteri dei Garanti, definiti dall'articolo 9 della legge che
  ho  citato, cioè la 47 del 2012, e il ruolo che è articolato in una
  serie  di  importanti iniziative. Credo che i  Garanti  abbiano  un
  ruolo fondamentale.
   Pertanto,  io  credo  che questo chiarimento possa  essere  utile,
  probabilmente,   per  superare  le  preoccupazioni   dell'onorevole
  Barbagallo.
   Per   quanto   riguarda   l'intervento   successivo,   credo   che
  l'istituzione  della settimana del cyberbullismo sia  una  proposta
  molto significativa della quale mi faccio carico

   PRESIDENTE.  Onorevole Dipasquale, ascolti l'Assessore

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.    E  voglio ricordare all'onorevole Dipasquale, del  quale
  accolgo appunto l'invito alla organizzazione della settimana contro
  il  cyberbullismo, che noi abbiamo organizzato, l'anno  scorso,  la
  settimana  contro  la  violenza  di genere  coinvolgendo  tutte  le
  province,  47  scolaresche delle province.  Non  era  previsto  per
  norma,  e  lo  abbiamo fatto. Ma sono d'accordo  che  definiamo  un
  percorso, anche normativamente, costituito proprio per sottolineare
  l'importanza  di puntare i riflettori, anche per una  settimana  ed
  oltre, su problemi così delicati

   PRESIDENTE. Onorevoli Barbagallo, Lo Giudice, Di Caro, Di Paola  e
  Schillaci  che  avevano  presentato emendamenti  soppressivi,  sono
  ritirati? Scusate, sono ritirati gli emendamenti?
   Sono ritirati. Bene.
   Onorevole   Dipasquale,  avvicini  un  momento  al   banco   della
  Presidenza.
   La seduta è sospesa per un minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.45, è ripresa alle ore 19.46)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Gli  emendamenti  soppressivi  sono   ritirati   con
  riferimento  all'articolo; così come sono ritirati gli  emendamenti
  soppressivi ai commi.
   L'emendamento 47.19 è ritirato.
   L'emendamento 42.20 è ritirato.
   A   questo   punto   distribuiamo   l'emendamento   dell'onorevole
  Dipasquale,  che altro non è che l'istituzione di questa  giornata.
  Lo  leggo  per  chiarezza:  al fine di favorire  il  contrasto  dei
  fenomeni  del  bullismo  e  del  cyberbullismo  in  tutte  le   sue
  manifestazioni,   tutelare  la  crescita   educativa,   sociale   e
  psicologica dei minori e promuovere un uso consapevole  della  rete
  internet  e  dei  network  la Regione, senza  oneri  a  carico  del
  bilancio  e con la collaborazione dell'Ufficio scolastico regionale
  istituisce  la  settimana  regionale  contro  il  bullismo  ed   il
  cyberbullismo  da  celebrarsi anche presso  le  sedi  istituzionali
  della  Regione e nella prima decade di febbraio  -  e  lo  dobbiamo
  togliere  -  nella prima decade del mese di febbraio in coincidenza
  con  la  giornata  nazionale dedicata al tema  prevista  per  il  7
  febbraio di ogni anno .
     Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 47. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 55. Ne do lettura:

                               «Art. 55
       Modifiche all'articolo 27 della legge regionale 9 maggio
                              1986, n. 22

     1.  All'articolo 27 della legge regionale 9 maggio 1986,  n.  22
  sono apportate le seguenti modificazioni:

   a)  al  primo  comma  dopo  la parola  strutture   aggiungere   di
  accoglienza ;

   b) dopo il terzo comma sono aggiunti i seguenti:

    3 bis. I comuni, avvalendosi della polizia municipale, esercitano
  altresì lo vigilanza sull'attività svolta al fine di assicurare che
  venga  effettuata nel pieno rispetto dei diritti fondamentali degli
  ospiti,  tramite controlli a campione su almeno il venti per  cento
  delle strutture iscritte all'albo.

   3  ter.  I  sindaci, entro il 31 dicembre di ogni anno, comunicano
  all'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e  il
  lavora,  i  controlli disposti in attuazione di quanto previsto  al
  comma 3 bis. Ai comuni inadempienti sono ridotti nella misura del 2
  per  cento  i  trasferimenti di cui all'articolo 6, comma  1  della
  legge regionale n. 5/2014.

   3  quater.  L'Assessore  regionale per la famiglia,  le  politiche
  sociali e il lavoro trasmette una relazione e riferisce annualmente
  all'Assemblea regionale siciliana sugli esiti dei controlli di  cui
  al  comma  3 ter comunicati dai comuni, con particolare riferimento
  al  rispetto  dei livelli di tutela dei diritti fondamentali  degli
  ospiti. ».

   Abbiamo  soltanto emendamenti soppressivi. Sono ritirati onorevole
  Barbagallo,  onorevole  Lo  Giudice,  onorevole  Sammartino?   Sono
  ritirati.
   Pongo  in votazione l'articolo 55. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Si passa all'articolo 56. Ne do lettura:

                               «Art. 56
         Tutela della sicurezza di anziani, minori e disabili

   l.  La Regione promuove la sicurezza degli infanti e delle persone
  anziane  e  disabili ospitati nelle strutture pubbliche  e  private
  preposte  alla  loro  cura  e assistenza come  asili  nido,  scuole
  d'infanzia e strutture socio-sanitarie.

   2.  Al  fine di garantire la massima tutela dei soggetti  ospitati
  nelle strutture di cui al comma 1, che si trovino in condizioni  di
  incapacità  o  difficoltà  ad esprimersi,  l'Assessorato  regionale
  della  famiglia, delle politiche sociali e del lavoro è autorizzato
  a  concedere  contributi alle medesime strutture che si  dotino  di
  sistemi  di  videosorveglianza e telecamere a  circuito  chiuso  di
  nuova  generazione, da installarsi negli ambienti  adibiti  ad  uso
  comune.

   3.  Per  la  finalità  di  cui  al comma  2  presso  l'Assessorato
  regionale  della famiglia, delle politiche sociali e del  lavoro  è
  istituito,  per  l'anno 2021, un Fondo con una dotazione  di  1.000
  migliaia di euro a valere sulle risorse del POC 2014/2020.

   4.  Al fine di attuare gli interventi di cui al presente articolo,
  il Governo della Regione provvede, entro sessanta giorni dalla data
  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,  ad  avviare,  ove
  necessario, la modifica dei programmi operativi di attuazione della
  spesa  dei  fondi  strutturali europei e  dei  fondi  nazionali  di
  coesione».

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Presidente, noi abbiamo presentato un solo emendamento
  modificativo  all'articolo 56 e poniamo anche  all'articolo  56  il
  solito  tema che ha contraddistinto i lavori della finanziaria  per
  quanto riguarda il Partito Democratico, cioè quello che le somme  e
  gli  emendamenti che prelevano abbiano la garanzia di stabilire dei
  criteri,  delle procedure di trasparenza e abbiano, come dire,  una
  graduatoria che stabilisca l'impegno chiaro e certo delle risorse,
   Quindi,   noi   su  questo  emendamento,  sul  56.16,  insistiamo,
  soprattutto  in  considerazione del fatto che si  tratta  di  somme
  relative  ad  anziani, minori, disabili, quindi  categorie  deboli,
  socialmente  da  tutelare;  e, quindi,  noi  insistiamo  su  questo
  emendamento.

   PRESIDENTE.  Va bene. Allora, lei insiste sul 56.16  quindi  tutti
  gli  emendamenti  soppressivi  suoi e  degli  altri  colleghi  sono
  ritirati  e  il  56.17 non è ritirato. Va bene. Allora,  io  adesso
  consiglierei  di  ritirarlo  perché  abbiamo  un'interferenza   con
  l'ordinamento civile, non credo che noi possiamo fare una norma che
  imponga  Io la invitarei al ritiro, altrimenti lo devo stralciare.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor  Presidente, solo  un  dubbio  ed  una  domanda
  all'Assessore  perché  mi  è  sorta una problematica  che  desidero
  rassegnarle.
   Ovviamente,  il  fine è encomiabile e nulla da  dire  o  eccepire;
  però,  viene  concesso un contributo a queste strutture  perché  si
  dotino  di  sistemi  di videosorveglianza e telecamere  a  circuito
  chiuso  di nuova generazione da installarsi negli ambienti  adibiti
  ad uso comune.
   Il mio dubbio è questo: sono sempre luoghi di privata dimora. Come
  è  compatibile questa norma con la legge sulla privacy? Perché  una
  cosa  è  mettere una telecamera perché c'è un'indagine in  corso  e
  quindi l'autorità giudiziaria nel caso di maltrattamenti nelle case
  di  riposo, tanto per fare un esempio, ovviamente ha il potere e la
  potestà di installare le telecamere. Qua, signor Assessore,  io  le
  chiedo, per non varare una norma imperfetta, è possibile installare
  in  un  luogo  sempre  privato perché  entriamo  nella  privacy  di
  cittadini  perché indipendentemente da patologie, età e quant'altro
  sono  sempre  cittadini e che, quindi, godono di  tutti  i  diritti
  previsti dal nostro ordinamento.
   Quindi, la pregherei di fare un approfondimento. Se è superabile o
  superato, per carità, nulla da eccepire, voteremo la norma.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO. Signor Presidente, questa è una norma che abbiamo voluto
  con  forza  e  per cui ringrazio anche i colleghi di averla  voluto
  sottoscrivere  insieme  al  Gruppo  di   DiventeràBellissima  ed  è
  diventata una norma di tutti e ne sono contenta.
   L'onorevole  Calderone sottolineava una perplessità,  ma  io  devo
  dirle  che  già  ad  oggi molte strutture e molti  asili  e  scuole
  dell'infanzia  hanno all'interno un sistema di videosorveglianza  e
  in ogni caso è assolutamente superabile, perché siccome è a tutela,
  intanto   del   bilanciamento  degli  interessi  a   tutela   della
  salvaguardia di soggetti che non hanno la facoltà di esprimersi  e,
  quindi,  sono i loro familiari che possono benissimo,  se  vogliamo
  essere  certi  che  non trasgredisca nessuna norma  sulla  privacy,
  anche se io ripeto, nel bilanciamento degli interessi questa  è  la
  tutela  del  bene primario della salute di persone  che  non  hanno
  facoltà  di esprimersi perché sono infanti o perché sono anziane  o
  perché  sono  soggetti  che hanno delle disabilità  gravi,  possono
  anche  sottoscrivere  un consenso di chi ne  ha  la  rappresentanza
  legale  e,  quindi, in questo modo si mette a garanzia  e  diventa,
  glielo assicuro perché già lo fanno in molte strutture private,  un
  quid  in  più e di serenità per i familiari che portano lì  i  loro
  cari.
   Per  quanto  riguarda, invece, l'emendamento degli  onorevoli  del
  Movimento  Cinque Stelle, noi possiamo prevedere che per  le  nuove
  autorizzazioni  tra le richieste che vengono fatte proprio  da  noi
  come Regione siciliana al fine di rilasciare le autorizzazioni  nei
  controlli sanitari che ci sono perché quella struttura abbia il via
  libera,  ci  sia  che  siano dotate proprio di  questi  sistemi  di
  videosorveglianza.
   Per  quelle che sono in essere, invece, l'unica cosa che  possiamo
  fare  è  questo: creare un fondo e dare la possibilità  che  se  ne
  dotino e sono certa che le famiglie interessate troveranno maggiore
  serenità a sapere di portare i loro cari in centri che sono  dotati
  di questo sistema di video-tutela.
   Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Caronia.  Ne  ha
  facoltà. Poi l'onorevole Lupo.

   CARONIA.  Grazie,  Presidente. Io intervengo, in  realtà,  per  un
  emendamento  aggiuntivo che era stato in una prima fase  stralciato
  dal  testo  che poi, però, è stato a lungo dibattuto  sia  con  gli
  uffici  nonché  anche con l'Assessore che riguarda una  peculiarità
  piuttosto grave che si è verificata su tutte le province che  ha  a
  che vedere con i minori oggetto di violenza e di abuso.
   Poiché  questi  soggetti vengono assegnati  alle  case  che  sono,
  appunto, adatte al loro ricovero, oggi hanno una difficoltà.
   Il  numero massimo dei soggetti che possono essere alloggiati è ad
  oggi  definito  a  dieci. Poiché con decreto del  Presidente  della
  Regione  per i minori non accompagnati, quindi gli extracomunitari,
  è  stata data una deroga a quindici con questo emendamento di  tipo
  ordinamentale che non comporta nessun limite - sì è  una  cosa  che
  riguarda   l'Assessore   per   la  famiglia   -   noi   consentiamo
  semplicemente di portare a quindici anche in questo caso i soggetti
  che vengono alloggiati nelle case per evitare i ricoveri impropri.
    Di  questa  cosa,  Presidente, ne avevo  anche  a  lungo  parlato
  perché,   a  oggi,  succede  una  cosa  incredibile,  i  tribunali,
  assegnano questi bambini - stiamo parlando della fascia che va da 0
  a  18  -,  vengono assegnati in maniera impropria a delle strutture
  che  non  sono nelle condizioni di poterli alloggiare, pertanto  la
  possibilità,   anche  perché  la  contrazione  del  numero    delle
  attività, delle imprese, delle cooperative che oggi si occupano  di
  questo si è nettamente ridotta e, di contro, il numero dei bambini,
  purtroppo,  di  questo  gravissimo crimine è in  notevole  aumento,
  quindi  anche alla luce della nuova normativa sul codice rosso,  ha
  prodotto,  per fortuna una quantità di provvedimenti che mettono  a
  tutela  i  minori,  ma con la conseguente assegnazione  presso  dei
  ricoveri che non sono spesso adeguati, poiché ad oggi le norme  che
  consentono  il ricovero presso le strutture limita a 10  il  numero
  massimo dei minori.
    Quindi,  con  questo emendamento di tipo ordinamentale  mettiamo,
  come  dire, semplicemente a riparo quello che è l'attuale normativa
  attendendo  che,  ovviamente,  ci sarà  una  concertazione  con  le
  associazioni,  nonché con le cooperative che,  chiaramente  già  so
  l'Assessore avere intavolato e sicuramente porterà a termine,  così
  come  molte  altre problematiche analoghe, perché sono a conoscenza
  di  tavoli tecnici che stanno affrontando, da altri punti di vista,
  questa problematica.
    Ritengo   che   sia   un   argomento  estremamente   delicato   e
  estremamente  serio di cui il Parlamento non può non  farsi  carico
  perché  stiamo  parlando di bambini abusati che, purtroppo,  ripeto
  oggi non vengono alloggiati in maniera adeguata. Grazie.

    PRESIDENTE.  Prima  di dare la parola all'onorevole  Lupo  volevo
  che  l'emendamento  dell'onorevole  Caronia  fosse  distribuito   e
  soprattutto  fosse  letto con attenzione dall'assessore  Scavone  e
  anche dall'assessore Armao perché è indicato proprio un aumento  di
  risorse.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Caronia)

    No,  è scritto con onere a carico della Regione. Scusi, onorevole
  Caronia, questo c'è scritto e questo ho il dovere di

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Caronia)

    Onorevole  Caronia,  la  prego. Siccome  non  è  a  carico  della
  Regione
    Onorevole  Caronia,  lei  ha scritto con  onere  a  carico  della
  Regione.  Onorevole  Caronia, stiamo parlando. Vediamo  l'Assessore
  che espone la questione.
    Se  la  questione è che sul piano amministrativo lei  aumenta  ai
  sensi  della legge 22/86 da 10 a 15 è un atto amministrativo,  vuol
  dire  che  invece  di due autorizzazioni che hanno  20  ragazzi  ne
  avranno   30.   Se   lei,  invece,  pensa  di   aumentare   secondo
  l'impostazione dell'emendamento presentato dall'onorevole  Caronia,
  occorrono più risorse e occorre la copertura finanziaria.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Caronia)

    Onorevole  Caronia, la prego. Assessore, vuole dare delucidazioni
  al  Parlamento  prima dell'intervento dell'onorevole  Lupo?  Prego,
  vediamo di cosa si tratta.

    SCAVONE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Innanzitutto abbiamo lasciato in aria l'emendamento  56.16
  dell'onorevole Barbagallo - e una volta che ho chiesto la parola mi
  esprimo  su  tutto - per il quale c'è la posizione  favorevole  del
  Governo.
    Per   quanto   riguarda  il  problema  sollevato   dall'onorevole
  Calderone della privacy so che l'onorevole Savarino sta presentando
  un  emendamento,  comunque, è un aspetto  che  abbiamo  cercato  di
  approfondire, non c'è norma; vi sono delle faq rispetto alle  quali
  il  garante  per la privacy nazionale risponde secondo  criteri  di
  opportunità  e  di  logica  prevedendo il  consenso  informato  dei
  familiari...

   PRESIDENTE. Non ho capito, forse parlava lontano dai microfoni.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)

   E' ritirato l'emendamento dell'onorevole Savarino.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. No, non credo.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)

   Ah  Va bene.

   SAVARINO. Non è necessario.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Non è necessario, perfetto. Ringrazio l'onorevole Savarino
  e tranquillizzo l'onorevole Calderone.
   Per quanto riguarda l'emendamento 56.18 dell'onorevole Caronia, se
  si  tratta  di  modificare gli standard ritengo  che  sia  un  atto
  amministrativo  del  quale  mi  farò  carico  in  Dipartimento  per
  valutare  l'opportunità, che deve essere condivisa, di  cambiare  i
  moduli che sono appunto di dieci bambini, rispetto a 15.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Caronia)

   PRESIDENTE. Onorevole Caronia, lo accoglie come ordine del giorno.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.   Onorevole   Caronia,  io  non  le  chiedo   di   ritirare
  l'emendamento,  le  chiedo  di  fare  un  invito  al   Governo   di
  approfondimento,  se vuole un impegno del Governo  che  assumo  per
  verificare  gli  standard  e modificarli sul  piano  amministrativo
  adeguandoli agli altri bambini. Sono tutti figli di Maria.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Assessore, la ragione per quale ho proposto l'emendamento
  è  relegata  alla cogenza e l'urgenza di questo provvedimento  che,
  ovviamente,  non  ho  alcun dubbio che lei possa  attuarlo  in  via
  amministrativa,  ma  questo  consentirebbe,  invece,   in   termini
  immediati, di potere evitare i ricoveri impropri di bambini abusati
  che oggi non hanno fisicamente dove essere ricoverati.
   Oggi  noi  ai  minori non accompagnati lo consentiamo,  mentre  ai
  minori  della Sicilia no e mi sembra sinceramente una  cosa  non  è
  accettabile poiché, così come ho detto in premessa, oggi, il numero
  dei  ricoveri che sono necessitati da provvedimenti del  tribunale,
  che assegna questi bambini alle comunità, è enormemente aumentato a
  fronte  di  una  disponibilità  delle strutture  assolutamente  non
  adeguata.
   Quindi, cosa si crea? Ovviamente, in via amministrativa ci saranno
  dei  tavoli  di  concertazione  e  quant'altro  ma  questo  non   è
  assolutamente  in discussione. Il tema è uno. Già la  sua  persona,
  nella  qualità dell'Assessore, con un decreto del Presidente, avete
  già derogato alla norma, a questo standard, avendo portato a 15 per
  gli  extracomunitari. Ha una logica in termini temporali e di  buon
  senso  approvare  una  norma, ripeto, la  parte  economica,  voglio
  essere  chiara,  signor  Presidente,  è  una  norma  ordinamentale,
  assolutamente senza spese - se è scritto impropriamente lo modifico
  subito  -  perché  all'interno delle somme di  cui  ciascun  comune
  dispone, poiché queste sono somme che vengono coperte con i bilanci
  degli enti locali, non hanno nulla a che vedere con le somme che la
  Regione  trasferisce ai comuni. Questo lo preciso  perché  non  c'è
  alcuna copertura finanziaria.
   E'   semplicemente  un  atto,  una  volontà  politica  che  questo
  Parlamento  esprime,  in  termini di risposta  immediata  perché  è
  chiaro  che  se  questa legge finalmente arriverà a compimento  noi
  venerdì   avremo   in  Gazzetta  questa  norma  e,   quindi,   sarà
  immediatamente  fruibile. La temporalità non è un fattore  che  non
  conta  in  questo specifico momento e in questo specifico  settore.
  Ecco  la  ragione  per  la quale ho ritenuto di  presentare  questo
  emendamento.
   Credo nella bontà di iniziativa dell'Assessore di cui ho detto già
  in premessa avere massima stima, però è chiaro che questa norma,  a
  mio avviso, andrebbe votata. Grazie.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Sono  assolutamente d'accordo nel  merito  dell'iniziativa
  dell'emendamento dell'onorevole Caronia la cui sensibilità  trasuda
  dalla  maniera  accorata con cui ci ha voluto  sottolineare  questa
  opportunità.
   Io  ho  il dovere, però, sono il Governo, di fare una riflessione.
  Non  ho in questo momento la certezza che non cambi, non tanto  gli
  oneri a carico dell'Amministrazione pubblica.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Caronia)

   Le  chiedo scusa, mi faccia completare. Ho da aggiungere una cosa,
  non  oltre dieci giorni fa ho sottoscritto un protocollo di  intesa
  con  il  Presidente del tribunale dei minorenni di Palermo  che  si
  estende  agli  altri tribunali di Palermo su questi  aspetti,  cioè
  valutazione  di  standard organizzativi ed anche la conoscenza  dei
  fenomeni che io non ho.
   Lei giustamente denuncia una situazione di difficoltà nei ricoveri
  che  io  non  ho  registrato, pertanto,  dico  subito  che  essendo
  d'accordo  nel  merito,  non  avendo  certezza  di  variazione   di
  coperture  o di aspetti organizzativi che ricadono sui privati  che
  gestiscono  questo  aspetto,  avendo iniziato  un  percorso  con  i
  tribunali  dei  minorenni  con  i  quali,  come  le  ho  detto,  ho
  sottoscritto  un  impegno,  per  quanto  mi  riguarda  mi   rimetto
  all'Aula.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo   per
  esprimere apprezzamento sia sull'approvazione dell'articolo 55  che
  è  una  piccola  riforma della legge 22 del 1986 che  è  importante
  perché  stabilisce  un  sistema  di controlli  sulle  strutture  di
  accoglienza  per  gli anziani dando ai sindaci  la  possibilità  di
  intervenire  perché, purtroppo, troppo spesso leggiamo  di  anziani
  maltrattati  ed  io  spero  che questa previsione  normativa  possa
  risolvere radicalmente questo tipo di problema.
   Per  la  stessa ragione siamo a favore dell'articolo  56.  Chiedo,
  però, alla Commissione, alla Presidenza, di valutare la possibilità
  di  adeguare  il  testo con un richiamo esplicito sia  al  rispetto
  della  normativa  sulla  privacy che al  rispetto  sulla  normativa
  prevista  dalla  legge  300 del 1970 sul controllo  dei  lavoratori
  perché rischiamo

                     (Intervento fuori microfono)

    Io ho il dovere di dirlo, temo che questa

   PRESIDENTE.  Ma  la privacy non ha bisogno di una legge  regionale
  per essere tutelata.

   LUPO.  Temo che la norma così possa essere impugnata, ho il dovere
  di  dirlo,  sia  alla  Commissione che alla Presidenza,  esprimendo
  parere favorevole per l'approvazione dell'articolo.

   PRESIDENTE. Va bene. Questo emendamento

   LUPO.  Non  avevo finito, per questo motivo abbiamo presentato  un
  disegno  di  legge,  primo  firmatario  onorevole  Catanzaro,   che
  riguarda  proprio  una  revisione della  materia  per  prevenire  e
  contrastare  fenomeni di maltrattamento e di abusi  su  minori,  su
  anziani  e  su disabili. Io mi auguro che questo disegno  di  legge
  possa    essere   affrontato   quanto   prima.   Chiedo   l'impegno
  dell'Assessore competente.

   PRESIDENTE.  L'emendamento  dell'onorevole  Caronia,   stante   le
  rassicurazioni  dell'Assessore, viene  trasformato  in  ordine  del
  giorno e

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Caronia)

   Onorevole  Caronia,  ha  assicurato  che  farà,  praticamente,  un
  provvedimento  di  natura amministrativa, ma prepari  l'ordine  del
  giorno, è un indirizzo, onorevole Caronia.
   L'emendamento  56.18,  ovviamente,  è  inammissibile  per  mancata
  copertura. Passiamo alla votazione dell'articolo 56?

                     (Intervento fuori microfono)

   Sì,  ha  ragione.  Allora, il parere della Commissione,  onorevole
  Savona?  Un  attimo dobbiamo dare il parere su questo  emendamento,
  poi lei fa il suo intervento nuovamente.
   Allora

                     (Intervento fuori microfono)

   Allora,  ma  non  sto  stabilendo  Ho  detto  che  il  Governo  ha
  assicurato che farà l'ordine del giorno  L'onorevole Caronia non ha
  bisogno di essere

                     (Intervento fuori microfono)

   Scusi  al  56.18  contrario?  Il Governo?  E'  favorevole.  Stiamo
  parlando  dell'emendamento 56.16, onorevole Savona.  Mi  scusi,  ho
  sbagliato ad indicare il numero. Onorevole Savona? Ho sbagliato  ad
  indicare il numero.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Il  parere  del Governo è  favorevole.  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  alla votazione dell'articolo 56, così come emendamento.
  Il parere della Commissione?

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, mi spiace, come dire, questo  scontro
  che non è originato se non dal fatto che credo che sia una cosa  di
  buonsenso.  Siccome l'Assessore si è rimesso all'Aula,  io  chiedo,
  cortesemente,  di  mettere  in votazione l'emendamento  56.18  bis.
  Peraltro  l'Aula  si  esprimerà, per carità, in maniera  ovviamente
  libera,  come  tutti i parlamentari hanno ovviamente  l'obbligo  di
  fare  per  cui chiedo, semplicemente, di averlo messo in votazione.
  Credo  sia una prerogativa che dopo che siamo qui da 20 giorni,  mi
  sembra  anche il minimo che un deputato possa mettere in  votazione
  un proprio emendamento, poi l'Aula lo boccia, per carità, ma non mi
  sembra logico che non venga posto neanche in votazione.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento   dell'onorevole
  Caronia.  Onorevole  Caronia, vuole eliminare   onere  a  carico  ?
  Presenti un subemendamento, allora.
   L'Abbiamo carcerato, va bene? Senza onere a carico.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore. Stabilisca  lei.
  Non si capisce nulla.

   PRESIDENTE. Stiamo parlando del 56.18. Ma se lei parla

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   Siamo  in sede di votazione, stiamo facendo le fotocopie, non  era
  stato distribuito il 56.18 e lo stiamo distribuendo.

                     (Intervento fuori microfono)

   Non è ammissibile, gliel'ho detto.
   Presidente Savona?

          (Intervento fuori microfono del presidente Savona)

   La   prego,  presidente  Savona,  l'onorevole  Caronia  ha  voluto
  chiarire  ulteriormente l'emendamento presentato e ho il dovere  di
  dare la parola.

          (Intervento fuori microfono del presidente Savona)

   La seduta è sospesa per due minuti.

      (La seduta sospesa alle ore 20.18, riprende alle ore 20.20)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Assessore Scavone, mi faccia una cortesia,  faccia  un
  approfondimento  su questo emendamento e domani  in  Aula  darà  le
  opportune delucidazioni.
   Onorevole  Savona,  l'Assessore farà un approfondimento  e  domani
  darà le opportune delucidazioni.
   L'articolo lo accantoniamo.
   Si passa all'articolo 89. Ne do lettura:

                               «Art. 89.
           Progetti in favore degli studenti con disabilità

   1.  L'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali ed
  il  lavoro,  per  le  finalità di cui all'articolo  6  della  legge
  regionale  5  dicembre  2016, n. 24 e successive  modificazioni,  è
  autorizzato  ad  avviare  progetti  integrativi,  migliorativi   ed
  aggiuntivi in favore degli studenti con disabilità.

   2. Per assicurare lo svolgimento delle attività di cui al presente
  articolo, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2021, la spesa
  di  5.000  migliaia  di euro da iscrivere in apposito  capitolo  di
  spesa   Servizi  integrativi migliorativi ed  aggiuntivi  a  favore
  degli  studenti disabili delle scuole secondarie di secondo grado ,
  nella  rubrica  del dipartimento regionale della famiglia  e  delle
  politiche sociali.

   3.  Agli  oneri  di  cui al comma 2 si provvede,  per  l'esercizio
  finanziario  2021,  quanto  a  2.000  migliaia  di  euro,  mediante
  riduzione  delle  disponibilità della  Missione  12,  Programma  2,
  capitolo  183355  e,  quanto  a 3.000 migliaia  di  euro,  mediante
  riduzione  delle  disponibilità della  Missione  12,  Programma  2,
  capitolo 183808».

   I colleghi sono pregati di prendere i fascicoli.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli  colleghi,  con
  l'articolo  89  cerchiamo di mettere una pezza sulla vicenda  degli
  assistenti igienico-personali specialistici.
   E'  un  argomento che più Gruppi parlamentari hanno portato  nelle
  varie Commissioni e con questo articolo cerchiamo, in qualche modo,
  di   poter   fare   lavorare   gli  assistenti   igienico-personali
  specialistici  per questi ultimi mesi dell'anno  che  rimangono  e,
  nello  stesso  tempo, a mio modo di vedere molto importante,  diamo
  una dovuta assistenza agli alunni con disabilità.
   Questo  articolo è sposato da più Gruppi parlamentari però, signor
  Presidente,  ci  sono due problemi che chiedo poi all'Assessore  di
  chiarire.
   Il  primo:  noi  con questi fondi, con questi 5 milioni  di  euro,
  riusciamo  a  soddisfare  il  fabbisogno  delle  scuole  superiori.
  Quindi,  questi fondi poi verranno trasferiti ai liberi consorzi  e
  alle città metropolitane per le scuole superiori.
   Rimane  sempre la problematica relativa alle scuole  elementari  e
  medie,  quelle di primo grado, perché se si ricorda, Presidente,  e
  mi rivolgo pure ai colleghi, c'è stato il famoso parere del CGA che
  ha  un  po'  bloccato  questo servizio che  da  sempre  la  Regione
  siciliana ha erogato. Ripeto, stiamo parlando del servizio igienico-
  personale specialistico.
   Dopodiché,  Presidente,  quindi  chiedo  all'Assessore  di  potere
  chiarire  se  riusciamo in qualche modo a coprire pure  l'igienico-
  personale  per quanto riguarda le scuole di primo grado, oppure  di
  apprezzare  l'emendamento  89.18 dove andiamo  ad  inserire   fatto
  salvo  che  questo  tipo di assistenza viene erogata  dai  comuni ,
  comuni che in questo momento, la maggior parte dei sindaci, sono in
  difficoltà  sempre  per  via di questo famoso  parere  del  CGA  e,
  quindi,  molto spesso si trovano in difficoltà perché non sanno  se
  poi  la  Corte  dei  Conti,  in  qualche  modo,  come  dire,  va  a
  sottolineare il fatto che poi questo servizio viene erogato.
   Dopodiché,  Presidente, la richiesta è di fare una verifica  sulle
  coperture perché abbiamo costruito la norma e abbiamo fatto  con  i
  Gruppi parlamentari, sia di maggioranza che di opposizione, abbiamo
  costruito  la norma e abbiamo portato all'interno delle Commissioni
  e  all'interno dell'Aula le richieste che vengono e dalle  famiglie
  degli alunni con disabilità e dai lavoratori.
   Però  le coperture, Presidente, ho fatto una verifica veloce,  noi
  andiamo  a  prendere le somme, cioè questi 5 milioni di  euro,  una
  parte   di   questi   5  milioni  di  euro,  dall'assistenza   alla
  comunicazione.
   L'assistenza  alla  comunicazione è  un'ulteriore  assistenza  che
  diamo agli alunni con disabilità.
   Non  vorremmo che, in qualche modo, con il fatto che la coperta  è
  corta, diamo da una parte e togliamo dall'altra e, quindi, facciamo
  una sorta di guerra tra poveri.
   Io  ho  visto  che  la  collega Caronia  con  l'emendamento  89.13
  utilizza  un altro capitolo che, a mio modo di vedere,  chiedo  poi
  eventualmente  all'Assessore per l'economia, se è un  capitolo  che
  può  essere utilizzato, in modo tale da riuscire veramente  a  dare
  una  risposta  forte,  Aula, quindi i deputati  di  quest'Assemblea
  assieme al Governo, riusciamo a dare un segnale, signor Presidente,
  perché  in  questa fase di Covid sia gli alunni con  disabilità  ma
  anche  i  lavoratori  hanno avuto un periodo difficilissimo,  hanno
  attraversato un periodo difficilissimo.
   Tra   l'altro,   colleghi,  vi  ricordo  che   all'interno   della
  finanziaria,  della  legge di stabilità  di  maggio  2020,  avevamo
  previsto  per questi lavoratori - che sono lavoratori stagionali  -
  un  ristoro,  perché ricordiamoci che questi lavoratori  non  hanno
  alcuna cassa integrazione, non hanno alcuna copertura economica.
   Avevamo previsto un ristoro, però la norma che abbiamo inserito in
  finanziaria  Covid assieme a tutti i colleghi non è stata  attuata,
  purtroppo,  così  come tanti articoli della finanziaria  di  maggio
  2020  di cui continuamente chiediamo al Governo regionale di  farci
  capire quali di queste norme sono state attuate e quali no, in modo
  tale   che  i  fondi  che  non  stati  utilizzati  possano   essere
  riutilizzati in questa finanziaria.
   Chiudo  dicendo,  Presidente, sempre per  quanto  riguarda  questo
  discorso  dei fondi extra regionali, colleghi a mio modo di  vedere
  non  ci  sono fondi extra regionali che possano essere veicolati  e
  indirizzati  dall'Aula e fondi extra regionali che  possano  essere
  indirizzati  o riprogrammati dal Governo. I fondi regionali  se  ci
  sono  cerchiamo di farli venire fuori e li riprogrammiamo  insieme.
  Grazie.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, esprimiamo anche noi apprezzamento
  sull'articolo,   che  peraltro  è  condiviso  con   diverse   forze
  parlamentari, esprimiamo però preoccupazione perché proprio dopo il
  provvedimento del Consiglio di Giustizia Amministrativa la parte di
  assistenza igienico-personale, di competenza delle scuole primarie,
  oggi non ha copertura.
   Io  ho  ascoltato con molta attenzione l'intervento dell'onorevole
  Di  Paola,  ci preoccupa - assessore Scavone - che queste questioni
  vengano posti oggi a carico dei comuni. Ci preoccupa pure il  testo
  complessivo  dell'articolo dove il contributo e il  sostegno  viene
  affidato proprio agli studenti disabili.
   Quindi,  l'impressione è che forse un attimo ci dovremmo  chiarire
  le idee, se procediamo a mezzo di progetti specifici, se procediamo
  con  un avviso pubblico in modo che poi il rapporto diventa con  le
  scuole,  se  individuiamo già da subito delle economie  a  sostegno
  delle scuole primarie e passiamo queste risorse attraverso i comuni
  -  che  sono per legge obbligati a garantire il servizio -;  io  ho
  l'impressione  che dovremmo chiarirci le idee perché se  approviamo
  la norma così rischiamo di fare un pasticcio.
   Noi,   segnatamente,  abbiamo  presentato  poi   nello   specifico
  l'emendamento 89.16. Certamente, ravviso la necessità  di  fare  un
  avviso   pubblico   per  capire  quali  sono  le  esigenze,   sulla
  graduatoria assolutamente ne possiamo fare a meno, ma la  necessità
  che  ci  sia un avviso per capire, perché ci possono essere  scuole
  con  15 disabili e scuole con un disabile dove poi le risorse vanno
  trasferite in proporzione alle scuole.
   Credo che questo sia un altro tema da affrontare.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.  Signor Presidente, questo è un tasto dolente.  Più  volte
  abbiamo incontrato categorie di soggetti che fanno parte di  questo
  mondo,  più  volte  abbiamo cercato di andare  incontro  alle  loro
  richieste  ma  siamo entrati in un conflitto da un punto  di  vista
  tecnico burocratico enorme che non ha permesso, nel corso dei mesi,
  nel  corso di questo anno scolastico di far partire il servizio per
  ciò che concerne l'attività igienico-personale.
   Questo  ha  creato enormi danni, enormi problemi in tante  scuole,
  perché  molti bambini non hanno il servizio e questo servizio  che,
  oggi,  dovrebbero  fare  questi soggetti  e  non  è  partito  viene
  affidato a personale statale che non è adeguatamente formato  -  mi
  fa  piacere assessore Lagalla che lei mi dia ragione - e non ha  le
  specializzazioni necessarie per fare questo servizio.
   Allora,  io volevo capire oggi, dall'assessore competente,  perché
  in  molti  casi  è insufficiente. Vi faccio un esempio,  nel  liceo
  Mursia di Carini ci sono quest'anno 16 alunni disabili, il prossimo
  anno ce ne saranno almeno 26 o 28 e, indubbiamente, non avranno  il
  servizio.
   Io  voglio  capire  qual  è  -  e  questo  onorevole  Caronia,  mi
  riferisco  a  lei - desidero capire se questa norma è un  modo  per
  bypassare   il   conflitto  burocratico   legato   alla   questione
  dell'attribuzione  delle competenze. Perché  il  CGA  sostiene  che
  questo  servizio deve essere fatto da operatori statali, mentre  da
  trent'anni in Sicilia viene affidato alle province che, attraverso,
  le  loro  cooperative  e  il  personale  specializzato  attuano  il
  servizio.
   Allora,  io desidero capire - e da questo dipenderà anche  il  mio
  voto,  io  voglio dare questo contributo - se questa norma  intende
  bypassare  o  intende trovare un escamotage per fare  ripartire  il
  servizio.  Se questo è così io sono pienamente d'accordo  a  votare
  l'articolo, però secondo me, onorevole Caronia, vanno fatte  alcune
  precisazioni  e  attraverso il contributo anche di  altri  colleghi
  possiamo,  secondo,  me correggere anche il tiro  e  correggere  la
  norma  che  deve  andare  nella  direzione  di  salvaguardare   gli
  assistenti igienico- personali.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Foti.  Ne   ha
  facoltà.
   Sono  iscritti gli onorevoli Foti, Caronia, Lo Giudice,  Schillaci
  e Laccoto e Figuccia. Però, io ora sono tornato non per evitare gli
  interventi  della maggioranza però sono tutti di maggioranza,  sono
  già  quasi  le  nove,  se  dobbiamo  finire  alle  dieci  vi  prego
  sinceramente quello che ci eravamo detti in Capigruppo, cioè  se  i
  deputati  di  maggioranza o intervengono per trenta secondi  o  non
  intervengono.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Foti.

   FOTI.  Signor  Presidente,  intanto con  il  mio  Gruppo  vogliamo
  esprimere  apprezzamento,  in generale,  per  le  buone  intenzioni
  dell'articolo e abbiamo proposto degli emendamenti di cui  annuncio
  il   ritiro  dell'89.15.  Sull'89.14  mi  rimetterò  alla   volontà
  dell'assessore con il suo parere.
   Perché  propongo questo emendamento? Perché, colleghi e assessori,
  io  ritengo  che  la vera grande assente da questa  tematica  è  la
  capacità   di   dialogare  tra  assessorati.  Quando  parliamo   di
  istruzione,  per forza di cose, alunni disabili che frequentano  le
  scuole,  chiaramente c'è un coinvolgimento per gli aspetti relativi
  all'istruzione  che  riguardano tutto il personale  che,  comunque,
  deve  accogliere  questi ragazzi, chiaramente  l'assessorato  della
  famiglia  e  poi,  il grande assente, l'assessorato  della  salute.
  Perché  quando  la  patologia  del  ragazzino  disabile,  accertata
  dall'unità  multivalutativa evidenzia la necessità  di  prestazioni
  che  non  sono  di  carattere sociale ma  di  carattere  sanitario,
  abbiamo  un  vero e proprio corto circuito perché significa  che  i
  genitori, la famiglia, o si devono recare continuamente a scuola  a
  dare  assistenza, oppure fanno rinunciare questi bambini al diritto
  di  frequentare le attività ordinarie o progetti integrativi,  come
  in questo caso.
   La  cosa  che  ci  chiedevamo  è se  questo  personale  che  verrà
  utilizzato  è  dotato dei titoli formativi appropriati.  Ossia,  il
  corso OSA e, se la disabilità necessita, anche del corso OSS.  Come
  lo abbiamo chiesto per le cliniche, anche questi ragazzi dovrebbero
  avere  a  disposizione delle figure, ovviamente  formate  perché  a
  queste  professionalità  affidiamo i  nostri  ragazzi.  E,  quindi,
  chiedo  all'assessore  se  il  personale  utilizzato,  o  che  sarà
  utilizzato è formato per come si deve.
   Poi,  insomma,  sul fatto che la coperta è corta  e,  soprattutto,
  nelle  scuole superiori in questi ultimi anni - a dire il vero  non
  solo  quest'anno, direi negli ultimi sei, sette anni -  ne  abbiamo
  viste, veramente, di tutti i colori per le scuole superiori, quindi
  le  ex  province,  i  consorzi e le città metropolitane  il  grande
  dramma  è  il fatto che, a livello nazionale attraverso il prelievo
  forzoso,  le  risorse  economiche destinate  alla  nostra  regione,
  perché  è  una regione statuto speciale, vengono promesse ma,  poi,
  non effettivamente erogate.
   Vorrei  ricordare, colleghi, a proposito di accordi  Stato-Regione
  che  l'accordo  del dicembre 2018, nell'accordo -  quindi  uno  dei
  famosi  accordi - veniva assegnata alla nostra regione, per  questi
  anni,  un  trasferimento per dare copertura  alle  funzioni  a  noi
  assegnate  di  centoventi  milioni,  che  poi  in  una  finanziaria
  nazionale  sono  diventati cento milioni. Quindi  abbiamo  ricevuto
  venti  milioni  in  meno. In quel caso il Governo,  mi  sembra,  ha
  impugnato.  Vorrei sapere com'è andata a finire perché  quei  venti
  milioni  non erano per fare chissà che cosa, lussi e marchette,  ma
  servivano proprio anche per erogare servizi agli studenti  disabili
  delle  nostre scuole. Invece, di volta in volta, dobbiamo andare  a
  raccattare  delle somme - io ringrazio, comunque, chi ha presentato
  l'articolo  e  l'assessore - ma veramente somme irrisorie,  più  un
  segnale.  Ma  la vera battaglia andrebbe fatta a Roma che,  proprio
  per questi scopi, per le scuole superiori sia per le manutenzioni -
  infatti  erano vincolati a manutenzioni e servizi per gli  studenti
  disabili - ci ha dato venti milioni in meno.
   A  tale  proposito, Presidente, io avevo presentato un ordine  del
  giorno,  e concludo, e chiedo l'apprezzamento da parte del  Governo
  perché  proprio  si  specifica che, nel caso di disabilità  la  cui
  valutazione  all'unità  multifunzionale delle  ASP  che  siede  nei
  tavoli   di   concertazione,  valuti  che  c'è  la   necessità   di
  un'assistenza  di  carattere sanitario  al  bambino  disabile,  sia
  l'assessore  alla sanità a provvedere, tramite le  ASP,  a  fornire
  questo tipo di personale.

                     (Intervento fuori microfono)

   FOTI.  Assessore, purtroppo non è così. Non è così, perché  quando
  c'è  da  sostituire un catetere, ad esempio, o ci  va  un  genitore
  oppure, a fare la manovra, non c'è nessuno. Quindi ho presentato un
  ordine del giorno, che spero venga apprezzato.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi io vorrei  dare  un
  contributo  di  pochissimi secondi, spero anche di entrare  proprio
  nel  guinness  dei  primati, tempi europei. Io ritengo  che  questo
  emendamento sia un emendamento di buon senso, proposto dal  Governo
  per  venire  incontro ad un'esigenza. Assessore Scavone,  mi  scusi
  solo questi trenta secondi vorrei la sua attenzione.

   PRESIDENTE. Onorevole Tamajo, l'onorevole Caronia sta parlando con
  l'assessore Scavone, se lei si mette in mezzo  Grazie.

   CARONIA.  Io  credo che questo sia un emendamento di  buon  senso,
  stiamo  discutendo  dell'89 scusate, no? L'articolo.  Poiché  si  è
  creata  una  situazione di confusione, a mio  avviso,  rispetto  ad
  alcuni  interventi  che ho sentito e mi permetto  di  dare  il  mio
  contributo.
   Ad oggi, la norma serve a colmare un gap poiché, rispetto a questo
  tipo di soggetti che si occupano dell'igienico-personale, che non è
  l'apposizione del catetere ma è un'altra attività. Quella lo fa  un
  altro  tipo  di  soggetti.  L'igienico-personale  si  occupa  della
  pulizia,  dell'accompagnare in bagno, di quelle funzioni essenziali
  che  il  ragazzo  disabile deve, come dire, fare a scuola  e  viene
  aiutato dall'igienico personale.
   Poiché  la  norma,  diciamo, colma un vuoto  io  ritengo  che  sia
  necessario  approvarla  perché ad oggi c'è un  contenzioso  che  la
  Regione  in qualche maniera sta cercando, a mio modo di vedere,  in
  maniera  anche molto corretta sta portando avanti con il  Ministero
  poiché  viene tolta la funzione alla Regione l'assessore ovviamente
  si  è  premurato  di  trovare una soluzione  alternativa  cioè  dei
  servizi integrativi che evitino che i ragazzi vadano a scuola senza
  il sostegno di questi operatori.
   Ad  oggi  l'effetto qual è? I ragazzi spesso non  vanno  a  scuola
  perché  non  avendo l'igienico sanitario che li  può  seguire,  non
  frequentano la scuola. Ecco perché questi servizi sono integrativi.
  Nelle  more  della conclusione di quello che sarà,  come  dire,  il
  dibattito,  c'è un parere del CGA che chiaramente dice  delle  cose
  diverse e dovremo appurare se questa è una competenza della Regione
  o  no,  nel  frattempo  diamo  ai  ragazzi  disabili  delle  scuole
  superiori, e si riferisce precisamente a quello che viene espletato
  dalle  province,  non  a  tutti quelli di  ordine  e  grado  perché
  diversamente   la   copertura   non  potrebbe   essere   bastevole,
  Presidente.
   Allora,  queste  somme servono a coprire l'attività  nelle  scuole
  superiori  che le province fanno col personale igienico  sanitario.
  Io  ho soltanto un punto, diciamo, di criticità. Assessore, io l'ho
  detto  anche il Commissione, la copertura. La copertura per  quello
  che riguarda i tre milioni viene preso dal fondo della disabilità e
  ritengo  che sia in linea con quello che comunque sono le  finalità
  della norma e della copertura mentre per quello che riguarda i  due
  milioni,  io  ho  proposto un subemendamento col  quale  diamo  una
  copertura diversa.
   Se  il  Governo, e ovviamente l'assessore Armao, fosse  d'accordo,
  sarebbe  come  dire  semplicemente  evitare  -  Presidente,   anche
  Presidente  Musumeci  - uno scontro tra poveri,  perché  mi  spiego
  velocemente. Gli Asacom, che sono gli assistenti alla comunicazione
  sono i soggetti che verrebbero, tra virgolette, penalizzati per due
  milioni  di  euro.  Allora,  siccome  entrambi,  sia  gli  igienico
  sanitari  che  gli  Asacom  si occupano  del  sostegno  ai  ragazzi
  disabili   piuttosto  che  levare  soldi  agli  Asacom  per   darli
  all'igienico  sanitario, allora io ritengo che potrebbe  essere  un
  buon  compromesso quello di trovare, per questa sola copertura  dei
  due milioni dei cinque, non dei tutti, una copertura alternativa.
   Quella  che  io  ho  indicato  nel  faldone  probabilmente  non  è
  bastevole  e  non  è  sufficiente, io ne  ho  individuata  un'altra
  facendo uno sforzo con le mie modeste capacità cognitive riguardo a
  quello  che può essere, la disponibilità del bilancio ed  io  avrei
  individuato  un  capitolo  che è il 41.33.74,  quello  dei  farmaci
  innovativi  che l'anno scorso ha aiutato questo governo  a  portare
  avanti  una manovra che, in qualche modo, con le risorse  regionali
  poteva, come dire, venire incontro.
   Questo  semplicemente per una ragione, per dare a questi  soggetti
  la  serenità  di potere andare a lavorare, ai ragazzi  disabili  di
  avere il sostegno e non penalizzare un'altra categoria che è quella
  degli Asacom. Ritengo che sia un intervento soltanto per cercare di
  trovare  soluzioni positive e non per buttarle in  bagarre  perché,
  credetemi,  il  mio  obiettivo è assolutamente  costruttivo  e  mai
  distruttivo.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Caronia, grazie  tante.  E  allora,
  onorevole   Lo  Giudice?  Sempre  maggioranza,  super  maggioranza.
  Dell'opposizione,  mi  raccomando, vi  prego  di  non  intervenire,
  perché  tanto interviene solo la maggioranza. Rinuncia  l'onorevole
  Lo Giudice. Menomale.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente,  assessore  Scavone,  io  apprezzo
  moltissimo lo sforzo che l'assessore sta facendo con l'introduzione
  di questa norma perché diciamo che per un anno in Commissione V tra
  audizioni,   interrogazioni,  abbiamo  parlato   moltissimo   degli
  assistenti igienico personale perché credo che sia un argomento che
  sta  a  cuore  di tanti deputati di questo Parlamento siciliano  ma
  anche  perché  oggettivamente abbiamo assistito  ad  una  serie  di
  manifestazioni delle famiglie che sono intervenute più volte  sotto
  il Parlamento regionale.
   Io  apprezzo questa norma però, assessore, tuttavia non posso fare
  a  meno  di  riferire a proposito dei progetti,  come  lei  dice  e
  scrive,  integrativi, migliorativi ed aggiuntivi perché il nocciolo
  sta tutto qua. Assessore, siamo stati più volte in Commissione e le
  associazioni non solo dei lavoratori ma soprattutto le associazioni
  delle  famiglie hanno più volte detto che il nocciolo  sta  proprio
  sulla dicitura dei progetti perché abbiamo assistito ad un rimpallo
  di  competenze  e  soprattutto ad un rimpallo dei suoi  uffici  del
  dipartimento  che  non si mettono assolutamente  d'accordo  con  le
  città  metropolitane  e  in particolare  mi  riferisco  alla  Città
  metropolitana di Palermo.
   Noi  abbiamo avuto qua in questo Parlamento una seduta dedicata  a
  questo argomento e Assessore, dalle sue parole, anche tre, ecco  ha
  ragione, anche tre sedute, lei ha detto proprio in questa sede  che
  i   progetti   presentati  il  più  delle  volte   erano   progetti
  standardizzati che sembravano fotocopie.
   Ma  è così, perché noi stiamo parlando di ragazzi, di studenti che
  hanno  delle  patologie  che molto spesso  sono  stesse  patologie.
  Quindi  è  normale  che  i  progetti e le  schede  compilate  dagli
  operatori specializzati sono spesso delle fotocopie.
   Quindi  io le chiedo: prima di avviare una norma che si concluderà
  e ci riporterà sempre al famoso gioco dell'oca per cui poi non sarà
  possibile erogare i contributi, io le chiedo di fare uno sforzo  da
  parte  dei  suoi  uffici e dei suoi dirigenti e funzionari  che  si
  mettano  d'accordo prima con le città metropolitane e con gli  enti
  locali che devono presentare questi progetti.
   Quindi   questo   per  quanto  riguardo  diciamo  formalmente   la
  strutturazione dell'articolo.
   Per quanto riguarda le coperture sono d'accordo perché questo è un
  capitolo  che  va a prendere questa parte di risorse  dal  capitolo
  della  disabilità in generale. Quindi le chiedo di fare uno  sforzo
  anche  sul capitolo e rivedere, magari, trovando un'altra copertura
  la  possibilità  di  non  andare ad  intaccare  il  capitolo  della
  disabilità in generale.
   Grazie.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, cerco  di  essere
  molto veloce.
   Assessore  per  la famiglia, le politiche sociali  ed  il  lavoro,
  Assessore per l'istruzione e la formazione professionale, un attimo
  di attenzione.
   La  questione riguardante l'assistente igienico-sanitario, siccome
  la  vivo  giornalmente, è in poche parole questa: c'è una  sentenza
  del  CGA  che  impone  agli  istituti  comprensivi,  agli  istituti
  superiori di fare l'assistenza igienico-sanitaria.
   Che cosa avviene?
   Avviene  che  i  dirigenti dicono che non  hanno  praticamente  la
  possibilità  di fare corsi di formazione per dare la formazione  ai
  loro   collaboratori  perché  dovrebbero  prenderlo  tra   i   loro
  collaboratori. In questo discorso avviene praticamente un  problema
  che  ricade sugli enti locali. Perché gli enti locali rischiano  di
  fronte alla Corte dei Conti, dato che il CGA ha dato questo parere,
  perché  ci  troviamo di fronte a due fuochi: da una parte cerchiamo
  di  garantire l'assistenza igienico-sanitaria ai bambini e  ragazzi
  disabili; dall'altra parte con questo parere del CGA ci troviamo  a
  fare  anche,  se  è  possibile,  peculato  per  distrazione  perché
  praticamente  stiamo  usando  somme e servizi  che  non  dovrebbero
  essere erogati dagli enti locali.
   E questa è la prima parte.
   La  seconda parte è che noi in Commissione Bilancio alla  fine  di
  dicembre  avevamo fatto una norma che praticamente poneva a  carico
  della  Regione in maniera però totale, non attraverso le  forme  di
  assistenza sociale, i contributi dati ai comuni, agli enti  locali,
  parlo  dell'ASACOM  per  istituti  secondari  di  primo  grado  che
  praticamente abbiamo sempre a carico noi.
   In  questa  vicenda io credo che con questo articolo  si  dovrebbe
  attraverso un emendamento dei due Assessori cercare di trovare  una
  soluzione  perché in queste condizioni continua la  confusione  dei
  ruoli è sicuramente non c'è chiarezza. Tutto qua

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questo  è  un
  problema di ogni anno. I colleghi hanno tutti ragione è un problema
  che  si deve risolvere però questo problema si deve risolvere dando
  la  possibilità alle categorie che si occupano di questi assistenti
  di produrre progetti validi affinché possa svolgersi durante l'anno
  questa attività.
   Gli  studenti  hanno  bisogno, questa  categoria  di  disabili  ha
  bisogno e quindi aspettiamo, finalmente assessore si impegni perché
  questo  è  un problema veramente grave, quest'anno è passato  così,
  non  si  è  capito  per quale motivo non è stato  espletato  questo
  servizio.
   L'onorevole  Laccoto sull'argomento che ha girato  ha  ragione  da
  vendere.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 89. Ne do lettura:

                               «Art. 89.
           Progetti in favore degli studenti con disabilità

   1.  L'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali ed
  il  lavoro,  per  le  finalità di cui all'articolo  6  della  legge
  regionale  5  dicembre  2016, n. 24 e successive  modificazioni,  è
  autorizzato  ad  avviare  progetti  integrativi,  migliorativi   ed
  aggiuntivi in favore degli studenti con disabilità.

   2. Per assicurare lo svolgimento delle attività di cui al presente
  articolo, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2021, la spesa
  di  5.000  migliaia  di euro da iscrivere in apposito  capitolo  di
  spesa   Servizi  integrativi migliorativi ed  aggiuntivi  a  favore
  degli  studenti disabili delle scuole secondarie di secondo grado ,
  nella  rubrica  del dipartimento regionale della famiglia  e  delle
  politiche sociali.

   3.  Agli  oneri  di  cui al comma 2 si provvede,  per  l'esercizio
  finanziario  2021,  quanto  a  2.000  migliaia  di  euro,  mediante
  riduzione  delle  disponibilità della  Missione  12,  Programma  2,
  capitolo  183355  e,  quanto  a 3.000 migliaia  di  euro,  mediante
  riduzione  delle  disponibilità della  Missione  12,  Programma  2,
  capitolo 183808».

   Cominciamo  a votare per favore, l'89. I soppressivi  credo  siano
  ritirati.
   L'emendamento 89.15 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 89.14 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico che è stato presentato l'emendamento 89.16, al quale sono
  stati  presentati due subemendamenti, 89.16.2 e 89.16.1,  che  sono
  nati dal dibattito, per cui li possiamo votare.
   Pongo  in  votazione  il  subemendamento 89.16.2,  con  il  parere
  favorevole del Governo e della Commissione. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  il  subemendamento 89.16.2,  con  il  parere
  favorevole del Governo e della Commissione. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 89.16. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, l'emendamento 89.14 non era stato ritirato. Lo
  pongo  in  votazione  con il parere contrario del  Governo.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è' approvato)

   Comunico    che   è   stato   presentato   l'emendamento    89.17,
  dell'onorevole Di Paola.

   DI PAOLA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato l'emendamento  89.19,
  dell'onorevole Di Paola.

   DI PAOLA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che è stato presentato l'emendamento 89.18, al comma  2,
  che  è  inammissibile perché non si possono mettere  a  carico  dei
  comuni.
   Se  l'Assessore mette la firma possiamo, ci vorrebbe la  relazione
  veramente.

   ARMAO, assessore per l'economia, Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   ARMAO,  assessore  per  l'economia, Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, sulla richiesta formulata da parte dell'onorevole Caronia
  di utilizzare lo stanziamento per i farmaci oncologici, cosiddetti,
  farmaci innovativi, in carenza di nostra disponibilità da parte del
  bilancio, ho sentito l'assessore per la salute, Dott. Razza che  mi
  ha  dato disponibilità fino a un milione, quindi si può captare  da
  quel capitolo fino a un milione.

   PRESIDENTE. Riformulate la copertura con la relazione, perché così
  non si può votare. E lo votiamo tranquillamente domani. Ci pensa il
  Governo a riformulare la copertura e lo votiamo domani.
   Si passa all'articolo 90. Ne do lettura:

                               «Art. 90.
                  Azioni per la qualità della vita e
          l'inclusione sociale di persone disabili ed anziani

   1.  La Regione, in attuazione dei principi contenuti nella lettera
  c)  dell'articolo 3 della Convenzione delle Nazioni  Unite  del  13
  dicembre  2006 sui diritti delle persone con disabilità,  favorisce
  la  piena  ed effettiva partecipazione ed inclusione nella  società
  degli anziani e delle persone con disabilità.

   2.  Per  le  finalità di cui al presente articolo, allo  scopo  di
  rimuovere  gli  effetti di isolamento determinati dalle  misure  di
  contenimento del contagio da Covid 19, l'Assessore regionale per la
  famiglia,  le  politiche  sociali ed  il  lavoro  è  autorizzato  a
  promuovere  la realizzazione di progetti di ricerca finalizzati  ad
  individuare  aree  prioritarie  verso  cui  indirizzare  azioni   e
  interventi  per  la  promozione  dei  diritti  delle  persone   con
  disabilità.  A tal fine, l'Assessore regionale per la famiglia,  le
  politiche  sociali ed il lavoro può avvalersi della  collaborazione
  di istituzioni regionali, Università ed enti di ricerca.

   3.  Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, per
  l'esercizio  finanziario 2021, la spesa di  150  migliaia  di  euro
  (Missione 12, Programma 2)».

   Gli emendamenti soppressivi sono stati ritirati.
   Comunico che è stato presentato l'emendamento 90.15.
   Onorevole  Dipasquale,  sul  90.15 è un  ordine  del  giorno,  non
  possiamo  farlo  votare. Quindi è ritirato. Verrà  presentato  come
  ordine del giorno.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, leggendo questo articolo, cari deputati,
  qui l'assessore chiede di essere autorizzato a fare un tavolo, alla
  luce  delle  disposizioni delle Nazioni  Unite  che  ci  dicono  di
  migliorare  la  vita degli anziani e delle persone con  disabilità,
  per  fare un tavolo dove si stabiliscono quali sono le priorità che
  lui  poi  dovrà  attuare per migliorare la vita degli  anziani.  Ma
  questo  tavolo  costa  150 mila euro. Ora, se  mi  fa  capire,  per
  carità,  le  esigenze degli anziani e i bisogni  che  hanno,  se  è
  meglio  fargli  vivere la vita all'aria aperta, fargli  frequentare
  danza,  non è il mio mestiere, magari chiameremo dei geriatri  però
  signor  Presidente vorrei capire un tavolo da 150 mila euro a  cosa
  serve.
   Quindi  io  mantengo  il  soppressivo  e  invito  i  colleghi   ad
  attenzionare questa cosa perché meglio 150 mila euro spesi per  gli
  anziani, mandiamogli un abbonamento, mandiamogli un mazzo di  fiori
  però per fare un tavolo, oltretutto vorrei dire che ha tanti tavoli
  l'assessore,  magari ci aggiunge una gamba ai tavoli  che  già  ha,
  funziona lo stesso e lo sapremo cosa fare degli anziani. Mi  spiega
  che  deve  chiamare gli esperti mondiali della terza, della  quarta
  età.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 90.10 dell'onorevole
  Foti. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 90. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 93. Ne do lettura:

                               «Art. 93.
         Contributo straordinario in favore dell'IPAB Giovanni
                           XXIII di Marsala

   1. Per l'esercizio finanziario 2021, è autorizzata la spesa di 130
  migliaia  di  euro  (Missione 12, Programma  5),  quale  contributo
  straordinario in favore della istituzione pubblica di assistenza  e
  beneficienza   Giovanni XXIII  di Marsala,  al  fine  di  garantire
  pagamento  degli  stipendi  al personale  dipendente  dell'istituto
  medesimo».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

   (E' approvato)

   Chiedete il voto segreto sul 93? Ma è già stato votato. Lo  potete
  chiedere sul 94.
   Abbiamo votato il mantenimento dell'articolo.
   Si passa all'articolo 97. Ne do lettura:

                               «Art. 97.
                    Spazi di aggregazione giovanile

   1.  La  Regione promuove gli spazi di libero incontro tra giovani,
  anche  attraverso  la realizzazione di interventi  e  proposte  che
  favoriscano l'aggregazione, tenendo conto della specificità  socio-
  culturali,  della marginalità sociale dei luoghi,  con  particolare
  riguardo ai piccoli centri e alle zone montane.

   2.  Gli  spazi  di  aggregazione  si  caratterizzano  come  luoghi
  polifunzionali  d'incontro, d'intrattenimento, di  acquisizione  di
  competenze  attraverso  processi  di  educazione  non  formale,  di
  cittadinanza attiva, di sperimentazione e realizzazione di attività
  sul   piano  educativo,  ludico,  artistico,  culturale,  sportivo,
  ricreativo  e  multiculturale, attuate senza  fini  di  lucro,  con
  caratteristiche  di continuità e partecipazione  volontaria,  senza
  discriminazione alcuna.

   3.  Ai  fini di quanto previsto al comma l, la Regione promuove  e
  sostiene:

   a)  lo  sviluppo, l'infrastrutturazione e la qualificazione  degli
  spazi  attraverso interventi di ristrutturazione dei luoghi adibiti
  alle  attività, di adeguamento e miglioramento delle strutture  sul
  piano     della    funzionalità    logistica    e    organizzativa,
  dell'acquisizione di dotazioni strumentali e tecnologiche;

   b)  le  attività realizzate negli spazi di aggregazione  giovanile
  siti  sul territorio regionale gestiti da soggetti pubblici  e  del
  privato  sociale,  che  prevedano tra le loro  finalità  iniziative
  prevalentemente rivolte ai giovani e una partecipazione attiva  dei
  giovani,  con particolare attenzione ai progetti da essi elaborati,
  al fine di valorizzarne le competenze e il protagonismo;

   c)  i  progetti integrati a livello territoriale, finalizzati alla
  costruzione  di reti e di relazioni sistematiche tra gli  spazi  di
  aggregazione   sul   piano  informativo,  del  monitoraggio   degli
  interventi, delle metodologie e della comunicazione;

   d)   i  progetti  volti  a  promuovere  la  qualificazione  e   la
  professionalità  degli  operatori,  degli  spazi  giovani  e  forme
  significative di collaborazioni tra essi.

   4.  Le  proposte  di  riqualificazione degli  spazi  pubblici  per
  garantire  l'aggregazione giovanile sono  avanzate  dai  comuni  in
  collaborazione  con le associazioni del terzo settore  ed  inserite
  nei  programmi operativi regionali FESR e FSE 2021/2027, che devono
  prevedere  rispettivamente un'azione specifica volta alla creazione
  di  spazi per l'aggregazione giovanile e favorire progettualità che
  supportino la partecipazione attiva dei giovani e la loro socialità
  quale elemento determinante per la loro crescita.

   5.  Per le finalità di cui al presente articolo, la relativa spesa
  per  il  finanziamento  di  almeno  venti  centri  di  aggregazione
  giovanile  in Sicilia, è determinata in 5.000 migliaia  di  euro  a
  valere sulle risorse del POC 2014/2020».

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  su
  questo  articolo  ovviamente  è un  articolo  che  per  me  ha  una
  rilevanza diciamo abbastanza importante perché, per chi mi conosce,
  quando io sono entrato

   PRESIDENTE. Ma perché è giovane quindi

   CATANZARO.  Quando io sono entrato in questa Assemblea  regionale,
  la  prima  cosa che ho fatto è quella di presentare una  legge  sui
  giovani  perché  la  Regione siciliana era l'unica  regione  a  non
  essere  dotata di una legge sui giovani. Questa legge,  ovviamente,
  noi l'abbiamo presentata, è stata discussa in Commissione, arrivata
  in  Aula nel maggio del 2019, la legge è stata votata all'unanimità
  da  tutto  il  Parlamento siciliano, quindi la Regione siciliana  è
  stata l'ultima regione in Italia ad essere dotata di una legge  sui
  giovani e per cui è un fatto importante.
   E'  chiaro  che io su questo argomento non posso essere contrario,
  però  mi  domando, Presidente della Regione, che mi sta  guardando,
  oggi  c'è  una  norma  che  è del '97, una  norma  sullo  strumento
  finanziario regionale dove noi troviamo 5 milioni di euro. Fin  qui
  diciamo che tutto sembra normale, però man mano che si legge questa
  norma,  leggendo  bene la legge approvata in Aula  nel  maggio  del
  2019,  ci rendiamo conto che la norma, molti pezzi di questa norma,
  si  trovano tutti in quella legge, soltanto che quella legge non ha
  mai avuto un centesimo messo in quel capitolo.
   Allora, io mi domando, Presidente della Regione - e questa sera mi
  rivolgo   a  lei  perché  ieri  sera  mi  rivolgevo  al  Presidente
  dell'assemblea  che è molto sensibile su questo tema  -  per  quale
  motivo  noi  non  abbiamo  messo  un  centesimo  in  quella   legge
  depositata negli anni e mai attuata? Perché in questa Regione molte
  norme vengono votate e poi mai all'attuazione?
   Oggi  mi  ritrovo  un articolo 97 con 5 milioni di  euro,  con  un
  grande  caos  in  questa finanziaria. Allora,  siccome  non  voglio
  parlare  a questa Aula dicendo di stralciare la norma, io dico  una
  cosa:  noi  poco fa con il Gruppo parlamentare, con il mio  collega
  Dipasquale, con il Presidente Lupo, abbiamo immaginato di fare  una
  cosa  che  riguarda  il  97.3,  che è  il  nostro  emendamento,  di
  subemendare perché basta che noi mettiamo questi 5 milioni di  euro
  in riferimento a quella legge. Quindi, Presidente della Regione, mi
  rivolgo  a  lei  con  senso di responsabilità,  perché  quello  dei
  giovani  molte  volte è un argomento che viene  preso  in  campagna
  elettorale e nei programmi e poi, alla fine, ci si gioca.
   Io  questa sera non voglio che giochiamo su un argomento  con  cui
  abbiamo  condiviso tutti insieme e tutta l'aula  una  legge  che  è
  molto importante che è quella dei giovani.

    GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   assessori,
  onorevole Catanzaro, scusate, colleghi, la norma è una norma che ho
  proposto  io  e  che non ritengo possa andare in contrasto  con  la
  legge  che  è stata approvata l'anno scorso. Qual era lo  scopo  di
  questa norma? Per me è solo un intervento infrastrutturale,  io  da
  anni  inseguivo,  e  mi  sono testimoni il  Presidente  Musumeci  e
  l'assessore  Falcone,  perché  sono  riuscita  ad  entrare  in   un
  programma   ed  ho  avuto,  onorevole  Dipasquale,  per  chiarezza,
  finanziato un progetto che si chiama  La città dei ragazzi'.
   Che  cosa  ho inteso fare? Proprio perché parliamo di giovani,  ho
  inteso presentare questa norma, pensando che ci sia la condivisione
  di  tutta l'Aula, ma si può anche eliminare se non siete d'accordo,
  per  realizzare,  soprattutto  nelle  aree  interne  e  nei  centri
  disagiati,  dei  centri  di aggregazione  per  i  ragazzi.  Perché?
  Soprattutto  in questo anno di pandemia, ma anche prima,  in  tanti
  comuni i giovani non hanno spazi, quindi che cosa prevede la  norma
  e  perché l'ho messa in associazione, in convenzione anche  con  le
  associazioni  di  terzo  settore? Perché non  basta  realizzare  un
  centro di aggregazione per i giovani, io per esempio nel mio comune
  l'ho   denominata   La  città  dei  ragazzi',  ma  all'interno   di
  aggregazione  di fare degli spazi che possono essere spazi  studio,
  che  possono essere spazi legati alla biblioteca, spazi  legati  ad
  auditorium.
   Quindi   non   c'è  assolutamente  conflitto  -  scusami   collega
  Catanzaro, è una norma che ho presentato io - né con le  norme  che
  hai  presentato  tu  né si può dire al Governo che  abbiano  voluto
  eventualmente  non  mettere risorse alla legge approvata  per  fare
  un'altra norma.
   Lo spirito è semplicemente questo
   Se   siamo  d'accordo  la  approviamo,  se  non  siamo  d'accordo,
  trasferisco  il sentimento e le motivazioni che mi hanno  spinto  a
  presentare la norma e se il Governo troverà le risorse e  lo  vorrà
  fare, lo potrà fare.
   Perché  fra  l'altro è una norma che diventa patrimonio  e  spazio
  per  i  ragazzi  -  nulla  di che   - né mi riguarda  personalmente
  perché ho già avuto il finanziamento e sto realizzando un progetto.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola.
   Onorevole  Dipasquale lei non me lo aveva chiesto di  intervenire.
  E' inutile che si lamenta se neanche me lo chiede.
   Ha  facoltà  di  intervenire  prima l'onorevole  Di  Paola  e  poi
  l'onorevole Dipasquale.

   DI   PAOLA.   Signor   Presidente,   intervengo   brevemente   per
  condividere quanto diceva poco fa il collega Catanzaro.
   Proprio  per  questo,  Presidente, considerando  che  molte  delle
  leggi che facciamo in Aula, molti degli articoli delle nostre leggi
  non vengono attuate.
   Abbiamo richiesto - e lei ha convocato - una Commissione che  deve
  andare  a  valutare l'attuazione delle leggi che man mano  facciamo
  qui in Aula.
   Spesso molti articoli, molte leggi vengono realizzate in Aula  con
  buona volontà però poi le leggi non vengono attuate.
   La  richiesta, Presidente, è di votare poi l'Ufficio di Presidenza
  di   questa   Commissione  perché  al  momento  questa   importante
  Commissione  è  ferma  perché non si è ancora votato  l'Ufficio  di
  Presidenza.
   Capisco  che  c'è  nel frattempo la legge di stabilità,  siamo  in
  piena  finanziaria, però subito dopo - vista anche  l'esigenza  che
  hanno sollevato moltissimi colleghi non solo su questo articolo  ma
  anche  su altri argomenti e su altri articoli - di convocare e  far
  votare poi l'Ufficio di Presidenza e avviare questa Commissione.

   PRESIDENTE.  E'  già stata formalmente convocata  per  il  martedì
  dopo Pasqua.

   DI PAOLA. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  colleghi parlamentari, io voglio bene all'onorevole Grasso  ma  non
  si  può  minimamente pensare che oggi approviamo un  articolo,  una
  mezza paginetta, dove vogliamo realizzare iniziative per i giovani,
  finanziamo cinque milioni di euro quando poi ci troviamo una  norma
  votata  nel  2019 da questo Parlamento dove - no le cose  che  dice
  l'onorevole Grasso - ma ovviamente una norma è una cosa diversa
   E'  una  cosa  più chiara, dove comprende le cose che  dice  anche
  l'onorevole   Grasso   perché  la  norma  parla   dei   centri   di
  aggregazione, parla di quello che devono fare i comuni.
   E' una norma.
   Noi  ringraziamo l'onorevole Grasso che ci mette in condizione  di
  individuare le risorse ma se esiste un minimo di coerenza in questo
  Parlamento, il Parlamento deve apporre le risorse per finanziare la
  norma di legge che già c'è.
   Non  ci  dobbiamo  inventare  niente perché  quella  pagina  fatta
  dall'onorevole Grasso - poi si deve capire come si devono spendere,
  chi  li deve spendere. E' una legge che va a determinare, definire,
  il tipo di intervento.
   Ringrazio  il  mio collega Catanzaro che mi ha messo veramente  in
  condizioni di potere intervenire su questo argomento perché mi  era
  veramente sfuggito.
   Onorevole  Catanzaro, la ringrazio perché mette  nelle  condizioni
  me  che  ho votato quella legge, ma mette nelle condizioni tutti  i
  parlamentari di recuperare questi cinque milioni, il ringraziamento
  va  anche  alla collega Grasso, che poi se lo guarda con attenzione
  le  cose  che  ha detto, meglio e di più e con le giuste  modalità,
  vengono individuate nella norma del 2019.
   Quindi  se  noi  ci  fermiamo e quelle risorse le  mettiamo  nella
  legge, facciamo cosa buona e giusta.

   PRESIDENTE.  Onorevole Grasso, rispetto a quello che  sta  dicendo
  l'onorevole Dipasquale se lei ritiene di farlo? O lei ritira questa
  norma, così come chiedono gli altri colleghi'

   GRASSO.   Signor   Presidente,  io  non  ho   difficoltà.   Vorrei
  semplicemente chiarire che la norma che io ho presentato prevede la
  realizzazione  dei centri perché per creare dei centri  aggregativi
  laddove  non  c'è una struttura, era questo lo spirito della  norma
  che si può collegare.
   Presidente  se  lo  spirito è lo stesso, ripeto,  lì  mancavano  i
  regolamenti attuativi. Se non realizzano le strutture è inutile che
  noi  parliamo di centri di aggregazione perché non ci sono i luoghi
  per creare centri di aggregazione. Poi fate voi.

   PRESIDENTE. Ok. E' chiarissimo quello che ha detto.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  ovviamente  tutto
  quello  che  si può fare per i giovani va fatto. Quindi  noi  sulla
  finalità   dell'articolo  proposto  dalla   norma   presentata   in
  Commissione dall'onorevole Grasso siamo d'accordo. E' ovvio.
   Riteniamo   che  la  legge  che  questo  Parlamento  ha  approvato
  all'unanimità, e voglio sottolinearlo, sia una legge  che  affronta
  il  tema  dei giovani in maniera organica, probabilmente  anche  in
  maniera più razionale, più organizzata appunto perché ha avuto

   PRESIDENTE.  Chiedo  scusa, è questo quello che  dice  l'onorevole
  Grasso? E' inseribile? E' compresa nella legge?

   LUPO.   Praticamente  quello  che  dice  l'articolo   previsto   è
  l'articolo 4 della legge Catanzaro.
   Se  serve  si accantona e magari domani, se necessario, si  scrive
  meglio  e  si  condivide tutti insieme. Non  si  vuole  prevaricare
  assolutamente l'iniziativa della collega.

   PRESIDENTE. Io la ringrazio, onorevole Lupo, per questo intervento
  che dimostra che c'è comunque la buona volontà e nessuno scontro.
   Quindi   che   facciamo   la  ritiriamo,  onorevole   Grasso?   La
  accantoniamo.
   L'assessore Scavone mi chiede di passare all'articolo  94.  Ne  do
  lettura:

                               «Art. 94.
             Sostegno al Convitto Audiofonolesi di Marsala

   1) Al fine di garantire il diritto alla riabilitazione terapeutica
  degli  alunni  del Convitto Audiofonolesi di Marsala e  ridurre  il
  rischio   della   dispersione  scolastica,   è   autorizzata,   per
  l'esercizio  finanziario 2021, la spesa  di  70  migliaia  di  euro
  (Missione 12, Programma 2)».

   Ci sono solo articoli soppressivi. Sono ritirati?

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  E'  sui  soppressivi che lei  interviene?  Quindi  lo
  mantiene.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Sunseri.

   SUNSERI.  Signor Presidente, questo modo di gestire  l'Aula  nelle
  ultime  ore  della  giornata non è che va proprio benissimo  perché
  l'articolo 93 lei poco fa lo ha messo in votazione, credo, forse in
  un  nano  secondo senza neanche dare la possibilità ai colleghi  di
  intervenire.
   E la stessa identica cosa vorrebbe fare sul 94.
   Io  non  capisco però. Marsala è un'Isola felice nell'Isola  della
  Regione siciliana?
   Ci  sono  due  articoli  di fila che riguardano  due  Istituti  su
  Marsala che prendono soldi non si capisce per quale motivo, non  si
  capisce  con  quale  relazione, non si  capisce  se  il  Governo  è
  d'accordo con una cosa del genere.
   Perché io veramente non capisco
   Poco  fa  per l'IPAB, come se non ci fossero altre IPAB in Sicilia
  che  hanno  bisogno  di  soldi. E non capisco,  ed  ora  anche  sul
  convitto.  Ma dico, è chiaro che vorremmo potere aiutare tutti.  Ma
  qui   sembra  che  veramente  Marsala  è  diventata  dentro  questa
  finanziaria   più   importante  di  qualsiasi   altro   emendamento
  dell'Aula.
   Quindi,  io  pregherei i colleghi di valutare  la  possibilità  di
  bocciare  l'emendamento  perché qui  non  siamo  d'accordo  ad  una
  gestione   del  genere  dei  fondi  del  bilancio  della   Regione,
  soprattutto  nei  momenti  in cui l'Aula,  dopo  dieci  ore,  viene
  trattata con  ritirati tutti, approvato .
   Poco fa non abbiamo avuto neanche il tempo di aprire il fascicolo.

   PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, chiedo scusa. Siccome  è  la  terza
  volta che lo, mi costringe a rispondere.
   Io  sono  di  una chiarezza assoluta, tant'è che così come  questa
  volta ha chiesto la parola e io glielo data, poco fa la parola  non
  è  stata chiesta da nessuno e quindi ho messo in votazione.  Quindi
  evitiamo  di dire cose che non rispondono a verità, come devo  dire
  non è una novità per alcuni.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO CURTO. Signor Presidente, vorrei fugare il dubbio che si tratti
  di  un favore fatto all'onorevole Lo Curto. Vorrei rappresentare  a
  quest'Aula - io sono marsalese e quindi l'ho proposto io e ne  sono
  orgogliosa,  ma  è  giusto  che voi sappiate  di  che  cosa  stiamo
  parlando - che nel caso dell'Istituto per audiofonolesi di  Marsala
  si  sta parlando dell'unico convitto da Napoli in giù; da Napoli in
  giù  esiste  un  solo convitto per bambini e ragazzi  delle  scuole
  superiori e delle scuole di I grado.

   PRESIDENTE.  Allora  è  sbagliato dire   di  Marsala ,  si  scrive
  siciliano e così nessuno si crea questo problema, perché se  no  da
  parte di tutti c'è il dubbio.

   LO  CURTO. Signor Presidente è stato scritto in maniera impropria,
  per   carità,   d'accordo,  allora  lo  rinominiamo,  lo   possiamo
  rinominare ma  siciliano . Possiamo fare un sub emendamento.

   PRESIDENTE.  Questo per il futuro. Io posso, a questo punto,  fare
  la  domanda ai colleghi: visto che è l'unico istituto siciliano che
  esiste, e quindi non è quello di Marsala, se c'è un sub emendamento
  che sistema questa cosa di Marsala, sono disponibile a votarlo.

   LO  CURTO. Ma io ero certa che spiegandolo lo avrebbero  capito  i
  colleghi.

   PRESIDENTE. Se si prepara questo subemendamento viene votato.

   FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, intanto se ci potesse comunicare fino  a
  che  ora ha intenzione di fare proseguire i lavori, perché  lei  ha
  avuto modo di distendere i nervi, mentre noi siamo rimasti in Aula,
  quindi vorremmo capire intanto l'orario.
   Altra  cosa,  stiamo trattando il terzo fascicolo e  la  fine  del
  secondo  fascicolo, questi erano per la maggior  parte  emendamenti
  aggiuntivi   e   una  buona  parte  assolutamente  sconosciuti   ai
  parlamentari e alle Commissione competenti.
   Siccome   all'interno   sono  finite   alcune   cose   decisamente
  discutibili, noi le chiediamo, per gli articoli che non hanno avuto
  neppure  passaggio in Commissione e che hanno necessità  di  essere
  argomentati  perché, purtroppo, il lavoro che non si è fatto  prima
  si  dovrà fare qui. E' chiaro collega Sunseri, purtroppo ci sono  i
  ragazzi  che  hanno bisogno di progetti, immagino che l'Assessorato
  alla salute e alla famiglia si occupino degli audiolesi, perché  se
  ce  ne  dobbiamo  occupare con un emendamento in Aula  ci  dobbiamo
  preoccupare.
   Io  penso  che  l'Assessore poteva provvedere  ad  aiutare  questi
  ragazzi,  noi  non  siamo  contrari  all'aiuto  alla  persona   con
  disabilità sensoriale e non ero neanche contraria all'aiuto  per  i
  dipendenti dell'IPAB di Marsala. Sarei stata favorevole se  l'aiuto
  per  i  dipendenti  fosse stato per tutti i  dipendenti,  però  lei
  capisce  bene che alcune cose, quando ci sono di mezzo persone  che
  non  prendono aiuti, per noi è importante. Siccome c'è  l'aiuto  al
  lido,  l'aiuto  al  Cral,  l'aiuto  a  dipendenti  sconosciuti,  io
  Presidente le consegno una preghiera. La prego, sulle cose che  lei
  sa   perfettamente,  lasciarci  tutti  con  la   faccia   a   punto
  interrogativo, di non accelerare, ma anzi di porre l'attenzione.

   PRESIDENTE.  C'è il subemendamento che parla del centro  audiolesi
  siciliano.  Viene  modificato.  Io qua  ho  il  subemendamento  sul
  titolo,  però  giustamente dicono anche il testo, non  soltanto  il
  titolo.  Mi  lasciate farlo in coordinamento formale,  ci  pensiamo
  noi.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Quindi, l'articolo 94 è approvato.
   Si passa all'articolo 98. Ne do lettura:

                               «Art. 98.
                        Parchi gioco inclusivi

   l.  In attuazione dell'articolo 31 della Convenzione delle Nazioni
  Unite   del  13  dicembre  2006  sui  diritti  delle  persone   con
  disabilità,  che valorizza la funzione socializzante  ed  educativa
  del  gioco  riconoscendo  al minore con  disabilità  il  diritto  a
  dedicarsi  al  gioco e alle attività ricreative proprie  della  sua
  età,  la  Regione promuove la creazione presso i comuni  di  parchi
  gioco   inclusivi,  quali  spazi  idoneamente  attrezzati  per   lo
  svolgimento  di  attività  ludiche fruibili  contemporaneamente  da
  bambini normodotati e disabili.

   2.  Al  fine  di  contrastare gli effetti prodotti dalla  pandemia
  Covid-19 sul piano emotivo, cognitivo e relazionale dei minori  con
  disabilità  e  delle  rispettive  famiglie,  l'Assessore   per   la
  famiglia,  le politiche sociali e il lavoro, ad integrazione  delle
  iniziative regionali già adottate e finanziate con specifico avviso
  regionale  a  valere  sulle risorse del Fondo  Nazionale  Politiche
  Sociali, sostiene la diffusione del parco gioco inclusivo  nel  più
  ampio numero di comuni.

   3.  Per le finalità di cui al presente articolo, la relativa spesa
  è  determinata in 1.000 migliaia di euro a valere sulle risorse del
  POC 2014/2020».

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, credo che appartenga alla  rubrica
  dell'assessore Scavone l'articolo 98. Io non lo so se un milione di
  euro   dei  fondi  POC  finanzieranno  50,  40,  80  parchi  giochi
  inclusivi.  Anche  qua, assessore Scavone, noi  ci  aspettiamo  che
  vengano fatte delle scelte di trasparenza da parte del Governo.  Ci
  aspettiamo  un avviso. Ci aspettiamo dei criteri condivisi  con  la
  Commissione  di  merito.  Non vedo il Presidente  Sammartino,  però
  credo  che  un  ragionamento, sicuramente,  condividendolo  con  la
  Commissione, dando priorità magari ai comuni perché so che già  c'è
  stato  un  bando  con  un  avviso che ha riguardato  questo  stesso
  intervento relativo, appunto, ai parchi giochi inclusi,  magari  un
  avviso che preveda i comuni che hanno già ottenuto un finanziamento
  non  possono  ottenerlo  nuovamente. Quindi,  una  riflessione  sui
  criteri,  un  tempo  congruo  per  partecipare  per  tutti,   senza
  imboscate  e  una  graduatoria che se magari  un  milione  di  euro
  quest'anno non basta ultimiamo poi la graduatoria l'anno prossimo.

   PRESIDENTE.  Se  i  soppressivi sono ritirati,  mediante  apposito
  avviso e conseguente graduatoria , se il Governo è d'accordo?
     Va  bene, il Governo è d'accordo, per cui lo approviamo. Poi c'è
  quello dell'onorevole Foti.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor Presidente, per quanto riguarda i parchi inclusivi,
  una  piccola  precisazione all'onorevole Barbagallo.  Questa  è  la
  misura, è una piccola cosa, stiamo parlando di parchi che sono  per
  i  bambini  normali e i bambini che hanno residue abilità.  Costano
  dai 42 ai 50 mila euro.
   Noi  abbiamo  finanziato come Governo, con una prima  posta  di  4
  milioni di euro, poi ne abbiamo messi altri due e mezzo, 163 parchi
  inclusivi su 180 domande circa ammissibili. Questo articolo  non  è
  stato proposto dal Governo ma è stato proposto da uno di voi, da un
  deputato a cui va il merito di consentire lo scorrimento di  quella
  graduatoria e la copertura di quei parchi.
   Devo  dire,  lo  dico  in questo momento,  siccome  questa  è  una
  misura,  veramente,  tra  le  più gradite  dai  sindaci  noi,  come
  Governo,  vorremmo  riuscire a dare un  parco  inclusivo  per  ogni
  comune della Sicilia perché credo sia doveroso garantire uno spazio
  di  libertà ai bambini, specie in questo momento, ed alle  famiglie
  che hanno bambini disabili.
   Pertanto  questo milione serve per fare scorrere la graduatoria  e
  completare  l'assegnazione ai comuni aventi diritto.  Tenteremo  in
  ogni  modo,  credo che il Presidente può assentire, a  rifinanziare
  questa misura per completare l'intervento, e ha ragione Barbagallo,
  nei  confronti dei comuni che certamente un parco inclusivo  ancora
  non ce l'hanno.

   PRESIDENTE. Quindi la proposta, assessore, qual è?

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. La proposta di un avviso, che queste risorse servono a fare
  scorrere una graduatoria in atto, dove vi sono già dei comuni.

   PRESIDENTE. Quindi stiamo invitando al ritiro l'emendamento  della
  Foti? Non l'ho capito.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Faremo un altro bando. Questo è l'impegno.

   FOTI. E' ritirato.

   PRESIDENTE. Va bene, onorevole Foti.
   L'Assemblea ne prende atto.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, grazie  assessore
  per  la  condivisione e apprezzo anche l'intervento  dell'onorevole
  Barbagallo che, nonostante la presentazione dell'emendamento  98.1,
  soppressivo,  oggi  invece  apprezza l'articolo  e  apprezza  anche
  l'iniziativa. Quindi anche su questo voglio ringraziare il Governo,
  perché l'attenzione

   PRESIDENTE. Non faccia troppo il doroteo. Ci dica alla fine se

   CAPUTO.  Soltanto  una cosa. Vorrei che, chiedo  anche  che  venga
  condiviso  e  sono d'accordo con l'emendamento 98.13  che  ho,  tra
  l'altro,  sottoscritto un sub emendamento che sostituisce il  comma
  due,  fa  scorrere  la  graduatoria con  questo  milione  di  euro,
  incrementa  del quindici per cento i progetti che erano  già  stati
  approvati  con  questa detrazione e quindi li porta  al  cento  per
  cento. Perché se le cose si devono fare, si devono fare bene. Vi  è
  anche  un incremento di un milione di euro per costruirne anche  di
  nuovi.

   PRESIDENTE. Io denuncio il mio limite, mi sono confuso.  Per  cui,
  se  l'assessore mi dice sì, se l'assessore è favorevole.  Quindi  è
  favorevole a quale? Chiedo scusa, ditemelo con chiarezza. Quello di
  Barbagallo sì, l'abbiamo già votato, quello della graduatoria.

                     (Interventi fuori microfono)

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente, Governo,  onorevoli  colleghi,  io
  condivido  pienamente  questa norma. La  condivido  pienamente,  la
  trovo  utile tra l'altro comunque facciamo sempre una  cosa  per  i
  comuni, insomma, in questo periodo di difficoltà. Però una cosa non
  mi è chiara, Presidente, e vorrei la sua attenzione visto anche che
  in Aula adesso c'è il Presidente Musumeci.
   Noi  stiamo utilizzando un milione di euro di fondi POC, che  sono
  fondi extra regionali e lo stiamo facendo per una cosa che è utile,
  che stiamo condividendo tutti i gruppi parlamentari.
   Ora  io vorrei capire, Presidente, perché questo milione di  euro,
  così come altri forni extra regionali,
   noi  li  riusciamo a programmare con delle norme  che  servono  ai
  cittadini   siciliani,  mentre  da  quello  che  ho   capito   oggi
  pomeriggio, nel primo pomeriggio, duecento/trecento milioni di euro
  di  fondi  extraregionali non possiamo, come dire, non li  possiamo
  trattare con i colleghi dell'Assemblea.
   Ora  io  vorrei  capire, Presidente, qual  è  la  motivazione  del
  perché  questi  fondi extra regionali li possiamo  discutere  nella
  legge  di  stabilità, mentre ci sono duecento/trecento  milioni  di
  euro  di fondi extra regionali che non possiamo discutere in  legge
  di  stabilità?  Questa è una domanda, Presidente,  che  chiedo  una
  risposta  da  parte  del Governo perché è giusto  che  ci  sia  una
  risposta anche per chiarezza.

   PRESIDENTE.  Posso  risponderle io. Perché  quelli  sono  ristori.
  Mentre  questa è una legge, si sta creando, si stanno  facendo  dei
  progetti, si stanno facendo delle leggi. Quello è il ristoro che va
  diviso, non è che non si possono dare.

   DI  PAOLA.  Presidente, sono d'accordo con lei  ma  perché  questi
  ristori  non  si  possono  declinare insieme  con  tutti  i  Gruppi
  parlamentari

   PRESIDENTE. Così sarà fatto

   DI PAOLA. Ma non con un ordine del giorno, Presidente

   PRESIDENTE.  Ascolti,  c'è  un ordine del  giorno  che  prevederà,
  ovviamente,  il  fatto  che si danno le indicazioni,  dopodiché  il
  Governo dovrà riferire quantomeno in Assemblea, se non in Aula - lo
  decideremo  domani -  su quello che ritiene di fare,  e  avrà  l'ok
  del Parlamento o meno. E' chiaro questo. Cioè, non stiamo omettendo
  nulla rispetto a quelli che sono i contatti con il Parlamento...

   DI PAOLA. Presidente, lo sa perché dico questo? Perché nell'ultima
  finanziaria, quella del ...

   PRESIDENTE. Perché quello non si può fare per legge;  non  si  può
  per  legge  dire  un  ristoro  a questa  azienda  piuttosto  che  a
  quell'altra...

   DI   PAOLA.  Va  bene.  Però,  questo  glielo  dico  perché  nella
  finanziaria del maggio 2020 noi abbiamo messo in finanziaria  molti
  fondi  POC. Molti di questi fondi, declinati nelle norme, non  sono
  stati  utilizzati.  Quindi,  il dubbio ogni  qualvolta  vedo  fondi
  POC...

   PRESIDENTE. Questo è un altro discorso.

   DI PAOLA. Ma è collegato, Presidente

   PRESIDENTE.  Molti  colleghi  l'hanno  chiesto  e  sarà  mia  cura
  informarmi  con il Governo per sapere quali di questi fondi  è  già
  stato  chiesto da altri. E siccome quando si fanno le richieste  io
  sono    normalmente  attento  -  tranne  in  qualche  momento,   ma
  normalmente sono attento - mi sono già segnato questa cosa e io tra
  stasera e domattina, prima che inizierà l'Aula, cercherò di...

   DI  PAOLA. Però, Presidente, posso avere una risposta da parte del
  Governo? Io la sua risposta l'ho capita. Io voglio una risposta  da
  parte  del  Governo sul perché  noi non possiamo  utilizzare  nella
  legge  di  stabilità, in questa legge di stabilità  questi  200-300
  milioni  di  euro di fondi extraregionali. Voglio una  risposta  da
  parte del Governo, se possibile. Grazie.

   PRESIDENTE.  Non  credo  che il Governo abbia  risposte  da  dare.
  Assessore Armao, c'è una risposta che lei può dare all'onorevole Di
  Paola?  Io  credo  che  sia un argomento che  vada  affrontato  nel
  momento  in  cui ne parleremo, nel momento in cui lo faremo  perché
  oggi  come oggi, ripeto, noi abbiamo l'idea dell'ordine del  giorno
  in  cui  si  inseriranno queste cose, quell'ordine del giorno  sarà
  fatto  come riterremo di farlo in Aula quindi con tutti  i  paletti
  che  saranno  necessari e che il Governo deciderà  se  approvare  o
  meno. Certo, se non li approva diventerà un problema, ma sono certo
  che li approverà.
   E  allora,  finiamo oggi che manca questo articolo e  un  altro  e
  andiamo a casa che siamo tutti stanchi.
   E allora, l'emendamento dell'onorevole Barbagallo, il 98.12...

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Ma credo che l'Assessore  abbia  già
  detto   che  era  d'accordo.  Onorevole  Foti,  questo   è   quello
  dell'onorevole Barbagallo, poi c'è dopo il suo.

   BARBAGALLO. Presidente, io sono sensibilmente più giovane  e  sono
  stanco, quindi non immagino voi
   A seguito delle riflessioni

   PRESIDENTE.  Mi permetta di dirle che non è obbligato  a  prestare
  attenzione  massima ad ogni intervento, ogni tanto su qualcuno  lei
  si può pure voltare o andarsene al bar, io no purtroppo

   BARBAGALLO. Ci è sfuggito quello di Marsala, Presidente.
   A  seguito  delle  precisazioni dell'Assessore, ho  capito  che  i
  progetti  esclusi  sono  15, 16, 18, 20 -  quindi  condividiamo  il
  principio dell'emendamento 98.13 dell'onorevole Foti - è chiaro che
  se  dovessero maturare economie perché sono previsti un milione  di
  euro con i fondi POC, non sappiamo quando vedremo questo milione di
  euro,  non  sappiamo se in fase di negoziato con lo  Stato  saranno
  tutti ammessi, non sappiamo le economie che ci saranno, è giusto  a
  quel  punto che se dovessero maturare economie vadano ridistribuite
  equamente  a  tutti  i soggetti ammessi in graduatoria.  Presidente
  Micciché   lei   però  se  mi  ascolta   Quindi,  presenteremo   un
  subemendamento all'emendamento 98.13 dell'onorevole Foti in modo da
  ridistribuire equamente per tutti i Comuni le eventuali economie  e
  sto presentando questo subemendamento.

   PRESIDENTE. L'Assessore mi ha detto  perfetto ; per cui, onorevole
  Foti,   perché   stiamo   intervenendo   nuovamente.   ok,   quello
  dell'Assessore.
   Quindi, onorevole Barbagallo, per intenderci da un punto di  vista
  formale,  poi  c'è  Sunseri che si lamenta, è  stato  approvato  il
  98.12,  il  suo,  perché ho chiesto il parere all'Assessore  mi  ha
  detto  favorevole  ed io l'ho fatto votare quindi che dobbiamo fare
  ora? Il 98.12 è stato approvato. I miracoli  Che dobbiamo fare   Se
  è stato votato

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  No,  no Assessore, favorevole mi ha detto   Va  bene,
  voglio dire, visto che c'è la condivisione possiamo lasciare  anche
  qua  il coordinamento? Niente, lo capite e lo cancellate. Il famoso
  concetto  della  volontà  del legislatore  deve  essere  apprezzata
  sempre,  ed è questa. La volontà del legislatore era di non votarlo
  e, invece, lo abbiamo votato.
   Si passa all'emendamento 98.13. C'è un subemendamento.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, se potevo  chiarire
  una  cosa.  Allora, già c'è una graduatoria di progetti  presentati
  che   hanno  avuto  una  valutazione.  Una  grande  parte  è  stata
  finanziata, una parte era ammissibile ma non c'erano risorse e già,
  nella  variazione di bilancio, con l'onorevole Caputo avevamo messo
  qualche soldo.
   Ora,  è  chiaro  che  c'è  il bando e  c'è  l'avviso.  Non  so  io
  l'emendamento 98.12, non ho capito se è stato votato o no, ma anche
  in precedenza è stato fatto l'avviso, l'istruttoria e tutto.
   L'onorevole Caputo ha spiegato l'emendamento 98.13 e ringrazio  il
  Governo che l'ha apprezzato e anche l'onorevole Barbagallo e volevo
  dire  che  avevamo  depositato, a firma di molti  parlamentari,  un
  aumento  delle  somme a 2 milioni. Ora non so  se  l'Assessore  per
  questa  giusta  causa può autorizzare questa maggiore  spesa,  però
  diciamo senza tavoli con le Università tutti sappiamo che

   PRESIDENTE.  La  spesa non la può autorizzare l'Assessore  per  la
  famiglia.

   FOTI. L'assessore Armao.

   PRESIDENTE.  Però,  siccome c'è ormai un accordo,  facendo  questo
  subemendamento ci troviamo d'accordo tutti.

   FOTI. Ma parliamo di coperture. Se ci fossero più disponibilità.

   PRESIDENTE.  Poco  fa l'onorevole Barbagallo  diceva  che  c'è  un
  milione in più. Credo che sia stata trovata una soluzione.

   FOTI. Va bene.

   PRESIDENTE. C'è il subemendamento 98.13.1, non facciamo in tempo a
  distribuirlo,  in cui c'è dopo la parola  richiesti  aggiungere  le
  seguenti  parole:   esaurita la suddetta graduatoria  le  eventuali
  economie saranno distribuite equamente a tutti i comuni ammessi  in
  graduatoria .
   Onorevole Turano, troviamo una soluzione.
   Allora possiamo fare una cosa? Perché sennò comunque lo lasciamo e
  ce ne andiamo perché sono troppo stanco e rimandiamo a domani.
   Possiamo  trasformarli in ordine del giorno tutti e due e  abbiamo
  risolto il problema. Fatemi questa cortesia perché sennò non ce  ne
  usciamo più.
   Pongo  in votazione l'articolo 98. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Avrei  voluto votarne un altro. C'è l'ultimo, ma non siamo più  in
  condizione.  Assessore,  non siamo più in  condizione.  Lo  votiamo
  domani.  Ne manca uno soltanto e lo votiamo domani. Uno  della  sua
  rubrica, poi c'è il resto.

          (Intervento fuori microfono dell'assessore Scavone)

   PRESIDENTE. È inutile che mi spiega che cosa dice l'articolo  116.
  Abbiamo finito. L'articolo 116 lo facciamo domani mattina.
   La  seduta è sospesa e riprenderà domani... volete alle ore 12.00?
  Io  avevo  pensato alle ore 11.00, perché guardate che poi  andiamo
  avanti ad oltranza.
   La  seduta  è sospesa e riprenderà domani, giovedì 25 marzo  2021,
  alle ore 12.00.

   (La  seduta, sospesa alle ore 21.39 del 24 marzo 2021,  è  ripresa
  alle ore 12.49 del 25 marzo 2021)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  essendo   presente   in   Aula
  l'Assessore Scavone, riprendiamo la rubrica sulla famiglia.
   L'emendamento 56.18 è stato sistemato. Non ci sono oneri a carico.
  Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 56, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Allora,  recuperiamo quelle cose che erano rimaste in piedi  ieri,
  così poi andiamo avanti liberandoci del passato.
   Allora,   sull'articolo  89  ci  dovrebbe  essere  una   copertura
  riformulata, non va bene così com' è.
   Dell'89  c'è  una  riformulazione, che è coperto ora,  tranquillo.
  L'abbiamo questa riformulazione? E' quello di ieri? Se è quello  di
  ieri non va bene, quello non va bene, bisogna coprirlo meglio, così
  ritengono  gli  Uffici. Non è che non va bene per  gli  Uffici,  la
  Ragioneria generale ha comunicato che non ci sono.
   Scusate,  potete  mettervi  d'accordo?  Richiamate  un  attimo  la
  Ragioneria,  se il Governo ci dice che va bene non è  che  possiamo
  metterci  a fare indagini. L'importante è che il Governo  si  metta
  d'accordo  con  la  Ragioneria e dite la stessa cosa  perché  nella
  Relazione   della  Ragioneria  non  c'è  e,  quindi,  entriamo   in
  difficoltà.
   Onorevole Grasso, dov'è l'onorevole Grasso? Allora, aspettiamo  un
  attimo  pure questo. Un attimo, che aspettiamo questa comunicazione
  del  Governo, c'era già la riscrittura, dobbiamo capire se è  stata
  firmata oppure no.
   L'onorevole Grasso e l'onorevole Catanzaro erano insieme su questa
  riscrittura.
   Onorevole  Barbagallo,  chiedo scusa,  sa  dove  sono  l'onorevole
  Catanzaro e l'onorevole Grasso? Così, se hanno firmato, non  voglio
  minimamente  dubitare, ma se li troviamo vediamo se  hanno  trovato
  l'accordo   sulla  riscrittura  e  così  lo  votiamo.    Va   bene,
  continuiamo a tenerlo accantonato, che possiamo fare.
   Allora,  ci sono altre cose che abbiamo tenuto accantonate  e  che
  vanno risolte? No, ho capito, sono soltanto quelle due? Giusto  per
  comunicazione, sull'emendamento sulla cannabis terapeutica non  c'è
  la copertura, quindi, è considerato inammissibile.
   Si passa all'articolo 116. Ne do lettura:

                              «Art. 116.
    Fondo regionale per la disabilità e per la non autosufficienza

   1.  Al  comma 5 bis dell'articolo 9 della legge regionale 9 maggio
  2017,  n.  8  e successive modificazioni dopo le parole  l'apertura
  per la presentazione delle domande per i nuovi soggetti affetti  da
  disabilità  gravissima  sono aggiunte le parole   le  quali  devono
  essere  presentate  o  nel  corso del primo  semestre  dell'anno  e
  trasmesse  entro il 30 giugno, o nel corso del secondo  semestre  e
  trasmesse entro il 31 dicembre di ogni anno .»

   Sono stati presentati emendamenti solo soppressivi.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, ieri l'Assessore Razza aveva  annunciato
  una riscrittura, quindi io la prego di accantonare

   PRESIDENTE.  Me  l'hanno già detto, io non lo  sapevo.  Me  l'anno
  detto,  per  cui  teniamo  fermo in attesa che  arrivi  l'Assessore
  Razza.

   FOTI. Ecco, tra l'altro, quando deciderà di trattare l'articolo 67
  se per piacere può distribuire l'ordine del giorno che io avevo già
  depositato a firma di tanti colleghi deputati.

   PRESIDENTE. Benissimo, grazie.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Sull'articolo 116? Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.   Buongiorno,  Presidente,  Governo,   colleghi,   sarò
  brevissimo.
   L'articolo  116  ha  lo scopo di introdurre un  ulteriore  termine
  all'interno dell'anno solare per la presentazione delle domande  da
  parte dei disabili gravissimi per ottenere l'assegno di cura.
   Non  comporta  oneri di spesa perché ovviamente non può  aumentare
  la  platea  ma  consente a un soggetto che presenta  la  domanda  a
  febbraio  di poterla fare partire a giugno anziché dovere aspettare
  un anno per vedersi riconosciuto un diritto.
   Stiamo  andando incontro alle esigenze dei disabili  gravissimi  e
  sono sicuro che l'Assemblea ritirerà i soppressivi.

   PRESIDENTE. Immagino che siano ritirati tutti i soppressivi.
   Se i soppressivi sono ritirati è praticamente approvato.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana, ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Presidente,  dato che stiamo entrando  nel  tema  della
  disabilità e nel tema della proroga di termini, avevo presentato un
  emendamento  aggiuntivo  che  aveva  avuto  parere  favorevole   in
  Commissione    Sanità'  che  però  invece,   nel   percorso   della
  Commissione  Bilancio' non è stato invece inserito nel ragionamento
  generale   rispetto   alla  individuazione  di   un   termine   per
  l'applicazione della legge 24, dell'articolo 24 quello della  legge
  finanziaria  del 2018 - per cui già siamo in ritardo di  quasi  tre
  anni   -  relativo  al  budget  di  salute,  relativo  ai  progetti
  terapeutici

   PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, che posso fare?

   ZAFARANA. Vorrei porre il tema.
   Attendiamo  e  tutte le categorie e tutte le ASP, i DSM  attendono
  le linee guida che erano una previsione della norma.
   Da  due anni abbiamo fatto la riserva meritoria da parte di questo
  Parlamento, se si potesse mettere un termine.

   PRESIDENTE. Assessore, possiamo dare garanzie in questo senso?

   ZAFARANA.   Avevo   presentato   l'emendamento,   questo   termine
  perentorio riusciamo a concludere un percorso, dare le linee guida,
  dare  la  operatività alle ASP e far sì che i progetti  terapeutici
  individualizzati per la disabilità psichica possano partire.

   PRESIDENTE.  Assessore, possiamo dare una  risposta  di  garanzia?
  Così votiamo l'articolo.

   ZAFARANA.  Eventualmente  sub emendare l'emendamento  del  collega
  rispetto ai termini.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Come sa l'onorevole Zafarana, qui c'è una sorta di  doppia
  competenza.
   Il  piano individualizzato è la base che definisce il percorso  di
  assistenza  nei  confronti della disabilità in genere,  in  maniera
  particolare per le giovani generazioni.
   Manca  l'Assessore  Razza  quindi  faccio  la  considerazione  per
  quanto  riguarda  la  mia competenza, stiamo  lavorando  proprio  a
  questo.
   Il  piano  individualizzato, quello  che  definisce  non  solo  il
  percorso ma anche i costi, a brevissimo verranno fuori delle  linee
  guida vincolanti per omogenizzare le UVM che appartengono

   PRESIDENTE. Sentita la raccomandazione, l'assicurazione, lo  pongo
  in votazione.

                            (E' approvato)

   Onorevole Grasso, la riscrittura sul 97 c'è? Quindi continuiamo  a
  tenerlo sospeso?
   Sull'articolo  89,  Assessore,  è stato  risolto  il  problema  di
  copertura?
   Teniamolo ancora sospeso.
   Le   cose  che  avevamo  fatto  ieri,  e  siccome  stamattina   in
  Commissione con il Presidente Savona   le sistemiamo le vicende che
  abbiamo visto stamattina, onorevole Savona? Quella sui parchi,  sui
  gestori dei parchi?
   Ieri  siamo stati informati che probabilmente era - onestamente  -
  giusto  annullare i cinque anni di proroga e, secondo  me,  abbiamo
  fatto  bene  però  se  non gli si fa anche un  minimo  di  proroga,
  materialmente non possono andare avanti

   SAVONA,  presidente  della Commissione e relatore.  Abbiamo  detto
  solo per il periodo del Covid.

   PRESIDENTE.  Quello della proroga della concessione per  i  musei,
  per i gestori, quelli di...

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Presidente Miccichè, forse è il caso,  visto  che  ci
  sono  un  po' di articoli accantonati, con calma verificare  quando
  sono  scaduti  gli  affidamenti, se già sono  in  proroga,  se  gli
  affidamenti  sono  uguali  per tutti, di  chi  è  la  competenza  a
  procedere  per le gare d'appalto, se ci sono omissioni  nei  parchi
  archeologici,   se   ci   sono  omissioni  dell'Assessorato.   Nooi
  emendamenti di premura, a scatola chiusa, non ne vogliamo.

   PRESIDENTE. Nessuna premura, perché

   BARBAGALLO.  Si  riunisca  anche la V Commissione,  verificano  le
  procedure, e poi lo facciamo domani, stasera con calma.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, niente è stato fatto di premura,
  è  stato  verificato  Onorevole Barbagallo, mi ascolta  un  attimo?
  Onorevole Turano, mi fa parlare con Barbagallo, per favore?
   Onorevole Barbagallo, è stata verificata la situazione ed è  stato
  deciso,  e  questa è la proposta che si fa all'Aula,  di  fare  una
  proroga esclusivamente limitata, ovviamente per chi la deve  avere,
  non è che sono tutti scaduti insieme, per cui man mano, ma questo è
  ovvio.

   BARBAGALLO. Presidente, Noi non abbiamo nulla in contrario,  ma  è
  stato deciso da chi?

   PRESIDENTE.  È  stato  deciso di proporre all'Aula,  non  è  stato
  deciso

   BARBAGALLO. Ieri l'Aula ha bocciato, l'Aula si è pronunciata.  Noi
  vogliamo  vederci  chiaro,  e abbiamo diritto  di  vederci  chiaro.
  Finora non abbiamo visto nulla.

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, lei deve sapere  che  io  posso
  cercare  di  mediare  sempre, poi ad un certo metto  in  votazione,
  perché non è che posso uscire pazzo.
   Per cui, scusate, siccome su questo emendamento, personalmente  il
  Presidente,  stamattina  ha verificato la situazione  qual  era,  e
  siccome  se  non facciamo un minimo di proroga, dal  mese  prossimo
  questi  non  ci sono più, per cui materialmente neanche si  possono
  aprire i parchi, è quasi obbligatorio fare un minimo di proroga.
   Abbiamo individuato, ripeto, da proporre all'Aula, non di imperio,
  la possibilità di farlo soltanto per alcuni mesi del periodo Covid.
  Credo  che  più di questo non si possa fare, poi se non lo  volete,
  l'emendamento  c'è,  lo metto in votazione, qualcuno  lo  boccia  e
  qualcuno lo approva.
   Io, ripeto, le mediazioni le posso provare, però ad un certo punto
  bisogna  essere anche aperti e decidere se una cosa  si  può  fare.
  Questa,  ripeto,  com'era do ragione a chi l'ha  bocciato,  l'avrei
  bocciato anch'io; com'è ora, oggettivamente, invece, credo che  sia
  assolutamente fattibile.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   PRESIDENTE. Ho capito, lo sta spiegando.

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevole  Barbagallo, ripeto, onorevole Barbagallo mi  guarda  un
  attimo?  Io sto cercando mediazioni su tutto, dopodiché  alzata  di
  voci  perché  do la parola all'Assessore non ce ne possono  essere.
  Per  cui  con  grande calma, l'Assessore vuole  spiegare  la  nuova
  versione dell'emendamento, la facciamo spiegare, dopodiché darò  la
  parola a voi. Prego, Assessore.

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Presidente, grazie. Solo per dire che, giustamente, dopo i  rilievi
  fatti  dall'Aula ieri, con gli Uffici abbiamo riscritto  una  norma
  che  non  proroga  le concessioni di servizi aggiuntivi  -  scusate
  perché  mi si appannano gli occhiali e devo abbassare la mascherina
  in qualche modo - ma limitatamente al periodo dell'emergenza Covid,
  riesce a prorogare le concessioni, è chiaro, dei servizi aggiuntivi
  che gestiscono i luoghi della cultura.
   C'è  un  tema, il tema è penso oggettivo, che i musei e  i  parchi
  archeologici nei periodi dell'emergenza sono chiusi ed è chiaro che
  questo  comporta che le concessioni, con tutti quelli che sono  gli
  oneri  che  derivano da questo, in qualche modo,  ne  subiscono  le
  conseguenze,  e le imprese, che sono imprese private, ne  subiscono
  le  conseguenze,  così  come ne subiscono le conseguenze  i  luoghi
  della cultura.
   Quindi,  ai soli fini e per il solo periodo dell'emergenza  Covid,
  sono  prorogate queste concessioni. È chiaro, e attenzione rispondo
  anche  all'onorevole  Barbagallo, non sono scadute  le  concessioni
  ancora,  quindi, è chiaro che gli Uffici dovranno, nel  momento  in
  cui questo si verificherà, il Dipartimento dei beni culturali dovrà
  bandire  la  gara  ad  evidenza  pubblica  per  la  gestione  delle
  concessioni, ma è anche prioritario e, consentitemi, che  i  parchi
  archeologici  che hanno i servizi aggiuntivi dati  in  concessione,
  possano continuare ad essere aperti e a funzionare.
   Il tema è che, anzi il rischio è che i parchi archeologici, se non
  dovessimo tenere conto dell'emergenza Covid, potrebbero non  aprire
  anche  alla fine dell'emergenza, alla fine, nel momento in  cui  si
  chiedere di potere aprire.
   E  allora io dico è uno sforzo di coscienza di tutti e non  è  uno
  sforzo   soltanto  relativo  alla  pure  materia   importante   dei
  lavoratori  di  queste  imprese, ma è per i nostri  istituti  della
  cultura, i nostri luoghi della cultura.
   Per   questo   abbiamo   limitato  la  norma   al   solo   periodo
  dell'emergenza Covid che riteniamo essere una norma di buon  senso.
  E  chiedo all'Aula di venire incontro alle esigenze non solo  delle
  imprese concessionarie ma dei parchi archeologici siciliani che  si
  troverebbero  con il rischio di non potere aprire  se  venissero  a
  mancare i servizi aggiuntivi.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, Assessori, colleghi  parlamentari,
  il  tema a cui lei fa riferimento, Assessore, non è quello solo del
  problema  che  si trovano i servizi aggiuntivi dei beni  culturali,
  perché le società si trovano in scadenza e quindi prevediamo
   Però,  signor  Presidente, ci tengo che mi segua nel ragionamento.
  Voglio   parlare   anche  con  lei  perché  la   vedo   interessato
  sull'argomento, legittimamente.

   PRESIDENTE. Non personalmente

   DIPASQUALE.  Il  problema  però è di  ordine  diverso.  I  servizi
  aggiuntivi o la concessione di beni e servizi che sono in scadenza,
  ora  in  questo periodo Covid, non è che sono solo quelli dei  beni
  culturali.  Ce  ne sono a non finire. La Regione,  e  non  solo  la
  Regione,  nelle varie parti, nelle varie diramazioni della  Regione
  siciliana  si trova ad avere tantissime gare che sono in  scadenza,
  tantissime.
   Allora,  dobbiamo utilizzare un principio che deve  essere  unico.
  Non  si  può  pensare  che un Parlamento  decide  che  per  i  beni
  culturali  la proroga viene fatta per legge per i beni  e  servizi.
  Per quanto riguarda tutto il resto
   Io  chiedo  l'attenzione  anche  degli  amici  avvocati  che  sono
  presenti in questa Aula. E' pensabile che per i beni e servizi  dei
  beni  culturali  prevediamo per legge la proroga  e  per  tutto  il
  resto,  invece, li lasciamo per aria? Non è possibile   Se  dovesse
  passare,  signor Presidente, questo articolo così emendato,  domani
  chiunque  ha un rapporto con le Asp, con la Regione, e si trova  ad
  avere  una  gara che è in scadenza, automaticamente  gli  tocca  la
  proroga.  E  se non gliela diamo ci farà ricorso perché la  Regione
  per  i  beni  culturali già si sta muovendo verso questa direzione.
  Quindi, il tema non è il lavoratore dei beni culturali, siamo tutti
  d'accordo.  Il  problema  è  che  non  possiamo  diversificare   il
  trattamento delle procedure di gara o di proroga. Vale per tutta la
  Sicilia,  vale per tutti i nostri servizi e, quindi è completamente
  sbagliato, è errato.

   PRESIDENTE. Assessore, prima di dare la parola agli altri,  quello
  che  dice l'onorevole Dipasquale ha una assoluta logica - onorevole
  Dipasquale, mi ascolti pure lei un attico -, perché effettivamente,
  dal  punto  di vista procedurale, è correttissimo quello  che  dice
  l'onorevole  Dipasquale. Quello che noi però dobbiamo  considerare,
  onorevole  Dipasquale, è una cosa: queste società che  hanno  avuto
  queste  concessioni è da un anno che, di fatto,  non  prendono  una
  lira,  perché  sono  stati  tutti  chiusi  finora.  In  previsione,
  speriamo vaccini o non vaccini, o che comunque entro quest'anno  si
  possano  riaprire,  potremmo  fare  due  cose.  Teoricamente,   noi
  potremmo  fare  due  cose:  non  considerare,  quindi  lasciare  la
  concessione così com'è, non considerandola valida per il periodo in
  cui  sono stati chiusi e quindi alla fine, si ritrovano con  ancora
  un  anno da fare, perché è come se fosse stato annullato l'anno  in
  cui  sono  stati  chiusi  e, pertanto, al  ritorno  dal  Covid,  si
  continua,  devono  fare  la  loro gara, oppure  prorogarla  per  il
  periodo Covid. Onestamente, non è che c'è
   Devo essere sincero, poi, a queste società avrei da dirne di tutti
  i colori, perché non credo che lavorino al meglio della possibilità
  perché,  comunque,  alcuni musei, alcuni parchi  che  non  sono  in
  condizioni  ottimali  ci  sono. Questo è  sicuro.  Dobbiamo,  però,
  trovare una soluzione.
   Un attimo e le do la parola. Io dico la mia e poi intervenite voi.
   Una  soluzione: o quella di tenere, come dire, fermo, bloccato  il
  periodo  in  cui  sono stati chiusi e, quindi, considerare  che  la
  concessione  riparta  da  questo momento come  se  ci  fosse  stata
  un'interruzione tipo calcistica e, pertanto, poi, bisogna  fare  il
  recupero; oppure dargli un minimo di tempo di concessione. Qualcosa
  si deve fare.
   Dice  l'assessore  Armao  che  anche  per  i  concessionari  delle
  autolinee è stato fatto identico così, cioè col blocco del  periodo
  in cui non hanno lavorato.

   BARBAGALLO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, intanto, sull'ordine dei lavori. Se
  l'assessore
   Noi,  oggi,  ancora  abbiamo 40, 50, 80 articoli,  non  esaminati,
  della finanziaria.
   Stamattina, con diversi Assessori e, possiamo procedere con  altre
  Rubriche,  decidiamo di iniziare dai beni culturali su un argomento
  che abbiamo affrontato ieri.
   Mi faccia finire

   PRESIDENTE. Scusi, onorevole, però, se lei dice cose non corrette
   Abbiamo iniziato e finito con la famiglia. Prima di andare avanti,
  stiamo  recuperando  le  cose che ieri erano  rimaste  sospese  per
  chiuderle.  Punto.  Non  abbiamo deciso  di  iniziare  con  i  beni
  culturali.

   BARBAGALLO. E' un argomento che necessita approfondimenti.
   L'assessore  Samonà  rispetto  al  mio  intervento  -  non   avrei
  richiesto  di intervenire nuovamente -, non ha risposto  ad  alcuna
  delle  domande che abbiamo posto: a) quante sono le concessioni  in
  essere;  b) sono scadute tutte le concessioni; c) quando  scadranno
  se non sono scadute? Alcune sono scadute ed altre no?

   PRESIDENTE.  Non se ne abbia a male, ma è inutile che ci  facciamo
  l'elenco di tutte

   BARBAGALLO. E' un tema da affrontare, non si può arrivare in  Aula
  con

   PRESIDENTE.  Sappiamo  che  fino  ad  adesso  sono  stati  chiusi.
  Dobbiamo  trovare, visto che c'è la possibilità della  finanziaria,
  altrimenti lo facciamo dopo, un minimo di programma per il futuro.
   Ripeto,  allora,  o teniamo ferme le concessioni  nel  periodo  di
  chiusura,  oppure gli diamo 6 mesi di proroga. Non è  che  ci  sono
  alternative.  Andare a sapere ora quando scade  una,  quando  scade
  l'altra, non mi pare

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, invece, secondo  noi  è  rilevante
  perché  il  tema non è per la tutela occupazionale dei  dipendenti,
  perché  come avviene per altre categorie di lavoratori, nei servizi
  essenziali,  nei  bandi  si  prevede l'obbligo  di  assunzione  dei
  dipendenti dell'impresa cessante. Il tema, quindi, non è quello dei
  lavoratori.  Il  tema  che ci preoccupa è che  nell'emendamento  si
  parla di imprese e tutela delle imprese.
   Per  quel che mi riguarda, senza un'istruttoria dettagliata  della
  situazione, anche coinvolgendo la Commissione competente,  che  non
  si  è  pronunciata, un articolo senza un'adeguata  istruttoria  che
  tuteli gli interessi economici delle imprese, in queste condizioni,
  non si può fare.

   DI CARO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO.  Signor Presidente, se non mi interrompe,  cerchiamo  di
  fare chiarezza e vediamo meglio di cosa stiamo parlando.
   Stiamo  parlando di gare espletate, o meglio pubblicate nel  2011,
  affidate,  poi,  dopo  una  serie di vicissitudini  nel  2017,  che
  andavano naturalmente a scadere il 31 dicembre 2020.
   La  prima  domanda,  quindi, che uno potrebbe  porsi  è:  visto  e
  considerato  che la data di scadenza era nota, sia al  Governo  che
  anche  agli  Uffici, come mai non si è provveduto ad  espletare  le
  gare  per  tempo? Visto e considerato che, ancora, non  eravamo  in
  emergenza Covid? Questa è la prima domanda.
   Arriva l'emergenza Covid. E c'è una prima proroga delle 7, collega
  Barbagallo,  concessioni in essere, fino al  30  marzo  2021.  Ora,
  fermo  restando  che  non si può, per legge, andare  in  deroga  al
  codice degli appalti e alle circolari Anac e alle indicazioni Anac,
  non  si  può nemmeno prorogare un affidamento per legge perché  qua
  leggo  per tutto il periodo della durata Covid .
   Si  potrebbe  fare,  Presidente, una proroga  ma  non  per  norma,
  amministrativa,  il  tempo necessario che  richiede  l'espletamento
  della   gara,  quindi,  pubblicazione  sulla  Gazzetta   Ufficiale,
  incarico   alla   centrale  unica  di  committenza,  individuazione
  attraverso l'Urega dei Commissari; questo tempo di tre mesi, quello
  che  è,  si può individuare in via amministrativa ma non per norma,
  non  per  norma,  perché va in deroga all'universo  degli  appalti,
  quindi, questa è già una soluzione.

   PRESIDENTE. Quello è già previsto per tutti, comunque

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  per   un
  contributo  squisitamente  giuridico su  questo  tema.  Mi  rivolgo
  all'onorevole  avvocato  Barbagallo per  considerazioni  di  ordine
  tecnico-giuridico che lui ha svolto poc'anzi.
   Noi  abbiamo  già  applicato questa sorta di congelamento  per  il
  periodo delle concessioni anche al settore delle concessioni  delle
  autolinee.
   Sostanzialmente  cosa  succede? Abbiamo una  fase  nella  quale  i
  soggetti   che   sono  concessionari  non  hanno  potuto   svolgere
  l'attività  di concessionari. Questo cosa ha determinato?  Non  per
  factum principis, cioè non per determinazione dell'Amministrazione,
  ma  per  determinazione della pandemia, quindi,  assolutamente  non
  prevedibile;  ha determinato non solo il mancato completamento  del
  periodo  di  concessione, ma anche dell'introito il che  altera  il
  piano  economico- finanziario che era alla base della gara, quindi,
  proprio  perché gli eventuali ristori sono serviti  a  mantenere  i
  dipendenti e non certamente a creare l'equilibrio d'impresa.
   Quindi,  in termini di neminem laedere, come diciamo noi giuristi,
  cioè  di non portare danno ad alcuno, la correttezza vuole  che  la
  durata   della  concessione  sia  effettiva  e  non  solo  formale.
  Attraverso  questo emendamento, onorevole, il Governo  non  intende
  favorire  alcuno, intende riconoscere un periodo di  impresa,  come
  quello  che  è stato posto a gara, in termini di effettività  dello
  svolgimento dell'attività di impresa, ai concessionari, quindi, non
  c'è  alcun  tipo  di favore, c'è soltanto una neutralizzazione  del
  periodo della pandemia nella quale l'impresa non ha potuto svolgere
  l'attività di impresa.

   BARBAGALLO. Le concessioni sono scadute

   ARMAO,  assessore per l'economia. Dico, ma nel momento, si possono
  rinnovare per la quota parte

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   No,  allora  scusi,  se  le  parla nel  punto  di  diritto  vorrei
  distinguere  la  rinnovazione dalla proroga, quello  che  lei  dice
  attiene  alla  proroga  non  alla rinnovazione,  cioè  non  si  può
  prorogare  un contratto scaduto, si può rinnovare per la parte  che
  l'Amministrazione  intende un contratto  scaduto;  se  lo  dobbiamo
  mettere su questo versante è così

   PRESIDENTE. Scusate, io non posso tenere una giornata bloccata  su
  questo argomento, per cui lo accantono e poi si vedrà dopo che cosa
  fare  e  andiamo  avanti. E' da stamattina che discutiamo,  di  una
  permettetemi di dire  sciocchezza  e non possiamo passare tutta  la
  giornata così

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   Onorevole  Cracolici,  lei conosce le  regole  meglio  di  me.  Il
  Presidente ha il compito di portare a termine la finanziaria, è  da
  due  ore  che discutiamo di un emendamento. Siccome ho  capito  che
  l'accordo  non  si trova lo accantoniamo e andiamo  avanti  con  la
  finanziaria, non capisco qual è lo scandalo. Lo decido  io,  punto
  Un secondo tanto l'articolo è accantonato

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor Presidente, sì ma partiamo dal presupposto  che  qui
  nessuno  decide niente, la cosa più importante è che non si possono
  ripresentare emendamenti che già sono stati esclusi, quindi

   PRESIDENTE.  Lasciamo  stare,  non è  l'emendamento  che  è  stato
  escluso, è stato totalmente cambiato. Va bene così.
   Si passa alla riscrittura dell'articolo 97, è stata consegnata? Io
  credo, onorevole Cracoloci, che siccome sarà necessario mettere  un
  po'  di  calma, ci interrompiamo due ore e finiamo alle  cinque  di
  mattina,  non c'è problema  State tranquilli, ma io devo finire  la
  finanziaria stasera. Per cui se capisco che c'è un clima per andare
  avanti,  andiamo  avanti,  altrimenti ci  interrompiamo.  Ne  posso
  soffrire per l'età che ho ma poi reggo comunque.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   Lei è molto più giovane e regge sicuramente.
   E'   stata  distribuita  la  riscrittura?  Distribuiamola   perché
  altrimenti  ci bloccano. Non li date al Governo per favore,  dateli
  ai deputati, perché il Governo non ha importanza che ce l'abbia.

                     (Intervento fuori microfono)

   Qual è il problema? Siccome abbiamo premura, l'avete capito o  no?
  No,  lo  dico al microfono. Siccome tutta l'Aula sta cercando  ogni
  minimo  pelo nell'uovo per perdere tempo devo cercare di  evitarlo,
  punto.  Quindi, non c'è motivo che diano gli emendamenti  riscritti
  al  Governo  che  già li conosce. Il parere del Governo  su  questa
  riscrittura?  Voglio  sapere  il  Governo  che  cosa  vuole   fare?
  Favorevole o contrario?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 97.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Abbiamo approvato l'articolo 97. Ragazzi devo andare avanti  così,
  non  ce  n'è più per nessuno. C'è la riscrittura dell'89? Assessore
  Armao, sì, forse Armao vuole parlare per questo? Sull'89?

   ARMAO,  assessore per l'economia. Volevo chiedere soltanto sul  97
  che abbiamo già votato, però ieri, e siccome è a firma Catanzaro mi
  ricordo che si richiamava una norma

   PRESIDENTE. No, è a firma di Grasso. Tecnicamente lo deve  firmare
  la Commissione.

   ARMAO, assessore per l'economia. Sì, Catanzaro, Grasso. Sì,  dico,
  è  superato il problema di quel finanziamento della norma  che  lei
  invocava?

   PRESIDENTE.  Assessore Armao, non ci si metta pure lei,  l'abbiamo
  votato,  basta,  non ne parliamo più  Andiamo avanti,  per  favore.
  Andiamo  avanti.  E, allora, sull'89 c'è la copertura,  avevamo  un
  problema di copertura, la riformulazione della copertura.

   ARMAO, assessore per l'economia. Questi 2 milioni? L'89.20? Stiamo
  parlando dell'emendamento del Governo?

   PRESIDENTE.  No, l'89.20 va bene. E, allora, perfetto sui  farmaci
  innovativi il milione c'è per cui la copertura è a posto.

   CRACOLICI. Presidente, ci faccia capire di cosa parliamo

   PRESIDENTE. Ora, glielo faccio capire.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   Eccolo qua, se per favore lo distribuite, poi possiamo procedere.
   Allora,  questo  subemendamento del  Governo  89.20  R  risolve  i
  problemi di 1 milione di copertura.

                     (Intervento fuori microfono)

   Se  lo  volete  spiegato, chiedo al Governo se  lo  può  spiegare.
  Assessore Armao, vogliono spiegato l'emendamento 89.20 R. Assessore
  Armao, parli così la ascoltano, senza mascherina è meglio.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Allora, sulla base del dibattito
  e   della   richiesta  che  è  venuta  dall'Assessore  di   risorse
  aggiuntive, abbiamo sentito, ma ne avevo già parlato ieri,  quindi,
  questa  non  è  altro che una questione che è stata già  affrontata
  ieri  in  tarda serata, e concerne l'approntamento di 1 milione  di
  euro dai cosiddetti farmaci innovativi del settore e, quindi

                     (Intervento fuori microfono)

   89.20, sì. No, no, 1 milione.

   PRESIDENTE.  E' un fatto tecnico di copertura questo.  Non  stiamo
  discutendo   è stato chiesto 1 milione in più, è stato chiesto  dal
  Parlamento e l'Assessore lo ha accettato.

   ARMAO,  assessore per l'economia. All'ulteriore somma di 1 milione
  si provvede con riduzione della Missione 13, Programma  che sono  i
  farmaci innovativi. E' compensato.

   PRESIDENTE. E' stata completata la copertura per cui, voglio dire,
  è un fatto tecnico.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  con  tutto  il
  rispetto,  quando non capisco ho bisogno di capire, poi,  voto  più
  sereno.
   Quest'emendamento, leggo solo questo 89.20 R toglie 1 milione  dal
  trasferimento  per  le  attività  di  assistenza  agli  alunni  con
  disabilità fisiche e sensoriali. Con tutto il rispetto,  i  farmaci
  non  c'entrano  nulla   Il testo dell'emendamento,  Assessore,  sta
  dando  copertura, sottraendo 1 milione di euro dal trasporto alunni
  con  disabilità.  Questo è l'emendamento che leggo,  lei  parla  di
  un'altra  cosa  Con tutto il rispetto, ci volete fare capire   Poi,
  può essere che sia giusto, io non ho , ma non è un fatto tecnico.

   PRESIDENTE.  Allora, permette Assessore Armao? Com'era  prima,  ne
  toglieva 2, così ne toglie 1 solo.

   CRACOLICI.  Ah,  ecco,  quindi togliamo  2  milioni  al  trasporto
  alunni.

   PRESIDENTE.  No,  erano  già tolti, ce  ne  stiamo  rimettendo  1,
  onorevole Cracolici. Uno lo stiamo rimettendo.
     Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Mettiamo a verbale il voto contrario dell'onorevole Cracolici, del
  PD, non c'è problema. Bastava mettersi in piedi.
   Pongo in votazione l'articolo 89.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Passiamo  alla  Rubrica infrastrutture. Non era  già  stata  fatta
  l'altro  ieri, onorevole Falcone? Delle infrastrutture ce  ne  sono
  ancora  molti da fare? Sono quattro articoli, va bene.  Che  numeri
  sono?
   Affrontiamo  gli  articoli 79 e 80. E' il secondo fascicolo.  Sono
  gli ultimi due articoli del secondo fascicolo.
   Si passa all'articolo 79, ne do lettura:

                              Articolo 79.
              Incentivi per l'acquisto di auto elettriche

   1.  Al  fine di ridurre l'inquinamento atmosferico, migliorare  la
  qualità dell'aria e promuovere una mobilità sostenibile, la Regione
  è  autorizzata  a  concedere contributi a persone  fisiche  per  la
  rottamazione di veicoli usati di classe da Euro 0 a Euro 3 e per il
  conseguente  acquisto  di  veicoli con  alimentazione  elettrica  o
  ibrida di classe Euro 6.

   2. Con decreto dell'Assessore regionale per le infrastrutture e la
  mobilità,  da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di  entrata
  in  vigore  della presente legge, sono stabiliti  i  criteri  e  le
  modalità di erogazione dei contributi.

   3.  Per  le  finalità  del presente articolo  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2021, la spesa di 200 migliaia di euro.

   Se i soppressivi sono ritirati andiamo agli emendamenti di merito.
  Sono ritirati i soppressivi? Se no, li votiamo, non c'è problema.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Grazie signor Presidente. Assessore Falcone, noi anche
  in  Commissione  abbiamo espresso apprezzamento  sull'articolo.  La
  cosa  che  ci  lascia,  come  dire, sorpresi,  è  che  l'importo  è
  veramente esiguo.
   Quindi,  voglio  dire, come si intende procedere? Perché  così  si
  comprano  20 macchine per tutta la Regione, mi sembra veramente  un
  intervento

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Onorevole Cracolici, se vuole  parlare
  chieda la parola e va a parlare da là, grazie.

   MARANO.  Grazie  signor Presidente, Governo,  onorevoli  colleghi,
  volevo  precisare che il mio emendamento in origine  non  prevedeva
  200  mila  euro, perché, chiaramente, concordo con il collega,  200
  mila euro sono davvero irrisori.
   Il mio emendamento prevedeva uno stanziamento sull'intero triennio
  pari a 6 milioni di euro, 2 milioni per anno.
   E  quindi,  chiaramente, io ho presentato un ulteriore emendamento
  al  mio  stesso  emendamento per ampliare di nuovo lo stanziamento.
  Magari  se  è  possibile  prendere fondi extra  regionali,  non  so
  assessore Falcone, se c'è la possibilità.
   E  ho  presentato anche un altro emendamento che toglie  anche  le
  auto  ibride, che prevede dal contributo le auto ibride, perché  se
  no  si sarebbe ampliata ulteriormente la platea, e si sarebbe persa
  la ratio della norma.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Ora,  Presidente,  io condivido  lo  spirito,  ma  non
  condivido  il testo. Lo spirito di sostenere il rinnovo  del  parco
  macchine  acquistando  auto elettriche, va  nella  direzione  della
  transizione cosiddetta  ecologica  dell'economia.
   Ma,  primo, gli incentivi sull'acquisto delle auto elettriche sono
  già previsti dalle misure nazionali. Basta vedere qualunque TV, c'è
  una  pubblicità  per  l'acquisto e il rinnovo del  parco  macchine,
  soprattutto nel campo   quindi già misura esistente.
   Secondo  -  lo  dico alla collega - attenzione   Quando  si  fanno
  queste norme, soprattutto con piccoli capitoli, quei soldi da qui a
  fine  anno non serviranno per le auto elettriche. Serviranno perché
  poi, giustamente, la Giunta, nel momento in cui a fine anno ha  dei
  capitoli  non utilizzati, prova a fare delle variazioni di bilancio
  in  Giunta  e  li utilizza per altre esigenze all'interno  dell'UPB
  relativo.
   Noi  rischiamo di fare norme spot con un meccanismo  con  cui  non
  governi  neanche i processi finanziari minimi. Ecco perché con  200
  mila euro ci prendiamo soltanto in giro.
   Io  condivido  assolutamente lo spirito,  ma  -  ripeto  -  è  già
  contenuto  nelle  misure  nazionali  di  aiuti  al  rinnovo   parco
  macchine,  non per essere contro la collega, perché non potrei  che
  condividere  la necessità di sostenere. Ma non è che possiamo  fare
  un incentivo in più in Sicilia perché siamo Siciliani?

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Marano, non possiamo fare un dibattito. Dica
  in pochissimi secondi qual è la sua .

   MARANO. Onorevole Cracolici, gli incentivi statali, poi, in  molte
  Regioni,  sono  cumulati  ad  incentivi  regionali,  così  come  in
  Lombardia,  che  dà ai cittadini lombardi circa  10  mila  euro  di
  incentivi per l'acquisto di auto elettriche.
   Se  il Governo ha la volontà di sposare questa norma che va in una
  scelta  ecologica  per l'Isola e, comunque,  mette  in  moto  anche
  l'economia  del  settore,  non so se c'è la  possibilità  di  poter
  attingere ai fondi regionali.
   Ripeto,  non avevo messo 200 mila euro, ma avevo fatto  una  norma
  con un altro criterio.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, velocemente per dire che l'articolo
  che    è    di   impulso   della   Commissione,   specificatamente,
  dell'onorevole  Marano,  non  può che trovare  l'apprezzamento  del
  Governo.
   E' un primo inizio.
   Noi possiamo benissimo fare un decreto col quale diciamo  in aiuto
  ed  in aggiunta ai contributi ed ai sostegni nazionali  di dare  un
  contributo di euro 2000 per nuove autovetture, aggiuntivo.
   Riusciamo  ad  ottenere  due  risultati:  il  primo,  aiutiamo  le
  persone; il secondo, mettiamo, inneschiamo un circuito virtuoso che
  serve, addirittura, domani ad essere implementato, se possiamo, con
  risorse nazionali.
   Nel   frattempo   avviamo  un  dialogo  con  il  Ministero   delle
  infrastrutture  per  capire se alcuni  fondi  che  abbiamo  per  la
  mobilità  li  possiamo  utilizzare  anche  per  questo  bando,   in
  aggiunta, senza toccare soldi del bilancio regionale.
   Una  cosa  vi  dico:  la norma dice che è entro  sessanta  giorni.
  Sessanta giorni saranno sufficienti per fare il bando.

   PRESIDENTE. Anche perché trattandosi, di fatto, di cento  macchine
  il tempo deve essere limitato per forza, se no si dà la speranza  a
  tanti  di  poter  avere un contributo che, di fatto,  poi,  non  ci
  sarebbe più.
   Per cui i soppressivi sono soppressi.
   Sugli  altri, onorevole Falcone, lasciamo la norma così  com'è,  e
  quindi la votiamo senza altro.
   Gli altri emendamenti sono tutti ritirati.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 79  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 80. Ne do lettura:

                              Articolo 80
    Interventi in favore della mobilità per i soggetti portatori di
                     handicap e invalidità civile

   1.  I  cittadini residenti in Sicilia portatori di handicap e  con
  invalidità  civile  superiore al 67  per  cento  hanno  diritto  al
  rilascio di biglietti e abbonamenti a tariffa ridotta per i servizi
  di trasporto pubblico locale.

   2.   La   Regione  assume  l'onere  di  corrispondere  all'impresa
  affidataria  del servizio l'ammontare del minor introito  derivante
  dall'applicazione delle agevolazioni tariffarie.

   3.  Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, per
  l'esercizio  finanziario 2021, la spesa di  300  migliaia  di  euro
  (Missione 10, Programma 2) .

   All'articolo 80 sono stati presentati emendamenti soppressivi.
   E'    stato    presentato   l'emendamento    80.13    modificativo
  dall'onorevole Barbagallo.
   Il parere della Commissione e del Governo?

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, io gradirei  mantenere  l'articolo
  così.
   L'emendamento  dell'onorevole Barbagallo,  apprezzabilissimo,  che
  porta, però, da 67 a 46 per cento estende troppo la platea.
   La  percentuale di invalidità, onorevole Cracolici, cioè significa
  che la platea sarebbe troppo estesa e non faremmo cosa buona.

   CRACOLICI. Il 67 per cento non era previsto ...

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Precedentemente  era  67  per cento perché l'invalidità  civile  si
  raggiungeva. Successivamente venne stabilità la percentuale del  74
  per cento.
   Ma la norma, come dire

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, io sono d'accordo sulla norma, però,
  la  domanda  è: il 67 è un valore di percentuale di invalidità  che
  non  è regolato da nessuna norma, perché la legge prevede: che  sei
  invalido civile, e quindi iscritto agli elenchi speciali se  superi
  il  46%, se invece superi il 74%, hai una serie di prerogative  che
  non hanno quelli del 47. Ma il 67?

   PRESIDENTE. A metà.

   CRACOLICI. C'è lo stiamo inventando noi.

   PRESIDENTE. E' a metà.

   CRACOLICI. Che cosa è? Allora o stabiliamo 74 o 47. Io  credo  che
  sia più giusto fare il 47, cosa?

   PRESIDENTE. Ricominciamo l'80 è uscito?

   CRACOLICI. Ma quindi restringi la platea. Ma ho capito,  se  67  è
  una cosa che non sta né in cielo né in terra.

   PRESIDENTE.  Assessore se c'è un motivo, se  si  può  trovare  una
  soluzione su questo. Cioè lei dice di portarlo a 74? Ha chiesto  di
  parlare  l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà. Allora siccome nessuno
  ha replicato immagino che sia vero, ma prego onorevole Laccoto.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, io sull'argomento,  guardate  stiamo
  facendo  delle  norme  che  poi hanno un peso  anche  sul  bilancio
  regionale  e su questo. Il 46 è una platea grandissima di soggetti,
  ed è proprio larga, larga, larga. Credetemi, che io lo so per tanti
  motivi.
   Io credo che in questo caso sia più appropriato il 74. Ma avete un
  idea  che  noi in Sicilia quanti ne abbiamo di 46%? Ne abbiamo  una
  marea,  perché sono tutti coloro che tentano di avere  la  riserva,
  quindi .

   PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, se i colleghi dicono che esiste  il
  67,  perché  non lo dobbiamo fare? E allora onorevole Barbagallo  è
  ritirato l'emendamento o lo votiamo? Quello del 46? E' ritirato. Si
  passa  alla votazione dell'articolo. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Non c'è altro? Si passa all'articolo 82. Ne do lettura.

                              Articolo 82.
      Rafforzamento servizi di vigilanza e manutenzione stradale

   1.  Al  fine di elevare gli standard di sicurezza della  viabilità
  siciliana,   anche   alla   luce  della  emergenza   da   Covid-19,
  l'Assessorato  regionale delle infrastrutture e  della  mobilità  è
  autorizzato  a  sostenere  la spesa di 600  migliaia  di  euro  per
  l'esercizio  finanziario 2021, al fine di cofinanziare con  l'ANAS,
  il  rafforzamento dei servizi di vigilanza e manutenzione  stradale
  tramite  il personale del bacino ex Keller (Missione 10,  Programma
  5) .

   C'è l'emendamento 82.5 a firma dell'onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, noi abbiamo proposto  questo  82.5
  per  garantire,  tenuto  conto  anche  della  natura  giuridica  ed
  economica dell'ANAS, delle procedure di trasparenza pubblica.
   Peraltro,  vorremmo capire se l'ANAS è stata coinvolta  in  questo
  ragionamento e in questo confronto, perché insomma dalle  verifiche
  che abbiamo fatto noi, come dire, questo rapporto bilaterale non  è
  stato assolutamente garantito, quindi insistiamo sull' 82.5

   PRESIDENTE.  Scusate,  chi è che aveva chiesto  la  parola?  Aveva
  chiesto  la  parola l'onorevole Calderone? De Luca e Calderone?  Ha
  chiesto di parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.   Signor   Presidente,   nel   mostrare   apprezzamento
  sull'articolo chiedo condivisione dell'82.6 in quanto i  bacini  ex
  SERVIREIL ed ex FEROTEL, non può quest'Aula riconoscere una dignità
  inferiore  agli ex Keller, quindi inseriamo tutti i tre  i  bacini,
  atteso   che  le  storie  sono  solamente  assimilabili  di  questi
  lavoratori e ricomprendiamo anche queste categorie.
   Chiedo all'Aula, all'Assessore l'apprezzamento, evidenziando che è
  una battaglia di tutti.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Calderone.

   CALDERONE. Signor Presidente, signor Assessore Falcone, credo  che
  questo  emendamento  dell'onorevole De  Luca  sia  da  condividere,
  soprattutto per una questione di par condicio.
   Non  ci  sono  lavoratori di serie A e lavoratori  di  serie  B  e
  chiedo,  a  tal  uopo,  di  apporre la firma  e  la  sottoscrizione
  all'emendamento dell'onorevole De Luca.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'Assessore Falcone.

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Presidente,  d'accordo sia all'82.5 dell'onorevole  Barbagallo  che
  all'82.6,  a firma De Luca, Calderone e tutti gli altri     perché?
  Perché noi

   PRESIDENTE. Perché non c'è bisogno
   Onorevole  Barbagallo, hanno ragione gli Uffici. Siccome  parliamo
  che  il  personale  deve essere quello dell'ex Keller  ecc.,  bando
  pubblico non ne possiamo fare. Devono essere presi da quelli
   Si  tratta  di  un  dubbio  che avevano  gli  Uffici  ed  è  stato
  chiarito, basta  Problema risolto.
   Pongo in votazione l'emendamento 82.5, con il parere favorevole.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 82.6, con il parere favorevole.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 82.

                            (E' approvato)

   Mi  fate un conteggio su quanti articoli rimangono ancora?  Perché
  saltando così non mi è chiaro a che punto siamo.
   Si passa all'articolo 99, ne do lettura:

                              Articolo 99.
        Contributo per i comuni sedi di porti di transito verso
                            le isole minori

   l.  Al  fine di rendere funzionali i porti marittimi ed i relativi
  collegamenti per le isole minori e la terraferma, e di garantire il
  miglior  uso possibile degli stessi a fini turistici e di  mobilità
  interna  e  locale oltre che di collegamento con la  terraferma  da
  parte  degli  abitanti  delle isole minori,  la  relativa  spesa  è
  determinata, per l'esercizio finanziario 2021, in 5.000 migliaia di
  euro  a valere sulle risorse del POC 2014/2020, da ripartire tra  i
  comuni  sedi  di porto con transito passeggeri diretto  alle  isole
  minori  e  con  la  costa calabrese che registrino  annualmente  un
  flusso non superiore ai duecentomila passeggeri.
   2.  I  comuni  investono  le  risorse ad  essi  assegnate  per  la
  manutenzione   della  rete  stradale  e  la  relativa   segnaletica
  orizzontale  e  verticale  che  conduce  ai  porti,  per  l'impiego
  straordinario di personale, anche ausiliario e stagionale,  per  la
  sicurezza  stradale e la regolamentazione della viabilità,  per  la
  copertura  del  costo dei rifiuti prodotti in ambito  portuale  dal
  flusso  passeggeri, per la realizzazione di aree di  parcheggio  ad
  uso   gratuito   o  a  pagamento  che  garantiscano  una   mobilità
  sostenibile  nelle  strade  di  deflusso  e  di  arrivo  alle  aree
  portuali.
   3.  La  somma di cui al comma 1 è ripartita tra i comuni dei porti
  interessati nella misura di quattro euro a passeggero.

   E'  stato  presentato l'emendamento 99.18, a firma  dell'onorevole
  Lentini.
   Scusate ho sbagliato pagina.
   Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Presidente,  abbiamo  proposto  due  emendamenti  che
  vorremmo sottoporre all'attenzione dell'Aula, e sono il 99.15 e  il
  99.16 - Assessore Falcone, perché se no non ci capiamo
   Non  ho più capito se l'articolo è di iniziativa parlamentare,  di
  iniziativa del Governo.
   E' di iniziativa parlamentare.
   A  nostro  giudizio, se c'è un settore da tutelare  e  che  soffre
  particolarmente è proprio quello delle isole minori non dei  comuni
  che sono oggetto di porto di transito.
   Gli  emendamenti  99.15  e  il 99.16 vengono  incontro  proprio  a
  queste  esigenze, tutelando i comuni sedi di porto quindi i  comuni
  delle  isole  minori  e  togliamo il  riferimento  alla  terraferma
  altrimenti  il  contributo andrebbe ai comuni che sono  oggetto  di
  terraferma  e che sono superiori, c'è un riferimento di popolazione
  che mi pare sia 200.000 abitanti.
   Se c'è una risorsa, diamola proprio alle isole minori.

   PRESIDENTE. Ci sono altri interventi?

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO. Grazie Presidente. In linea con la proposta che ha fatto
  il  collega che mi ha preceduto, io vorrei invitare il Governo e  i
  colleghi  a valutare positivamente l'emendamento 90.13,  che  tende
  essenzialmente  ad  invertire - 99.13,  si  scusi  -  ad  invertire
  l'impegno  nei  confronti  delle isole  minori,  e  reinvestire  in
  infrastrutture  primarie che riguardano appunto queste  isole,  che
  non  hanno le autorità portuali, quindi non sono, non hanno impegni
  dal  punto di vista delle infrastrutture, dei porti e delle singole
  attività  quotidiane  che fanno durante, soprattutto,  le  stagioni
  estive e l'accoglienza dei flussi turistici.

   PRESIDENTE. Assessore, a questo punto, è necessaria una sua .

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la  mobilità.  Grazie,
  Presidente.  Sostanzialmente, la ratio di questo articolo  riguarda
  l'incentivo  ai  Comuni che sostanzialmente  hanno,  subiscono,  un
  traffico  di passeggeri per il transito con le isole minori,  e  il
  secondo comma è quello che chiarisce la portata dell'articolo, cioè
  si  dice  come ristoro quasi, come indennizzo per questo  transito,
  vengono destinate queste risorse, per che cosa? Per la segnaletica,
  per le strade, per le manutenzioni degli stessi porti, della stessa
  portualità.
   Ora,  in  linea  di principio, questo non è altro una  misura  che
  interviene al fine di fare delle opere pubbliche, non di dare soldi
  così, ma di fare, di realizzare anche infrastrutture, di manutenere
  le  infrastrutture  che  ci  sono.  Quindi,  in  sé  l'articolo  va
  apprezzato,  ci  sono  gli emendamenti su cui  magari  ci  dobbiamo
  confrontare,  perché c'è chi ritiene che i duecento  mila  transiti
  vanno  aumentati  ad  un  milione, c'è invece  chi  ritiene  altro,
  insomma, dal dibattito l'articolo è apprezzabile. Ora vediamo  però
  se  ci sono, dal dibattito emergono degli ulteriori correttivi  con
  emendamenti.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, il dibattito teoricamente è finito,
  lei  ci  deve  dire  se apprezza gli emendamenti oppure  no,  sennò
  dobbiamo  accantonarlo  se avete qualche cosa  da  discutere  e  da
  sistemare.

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Accantoniamolo un attimo.

   PRESIDENTE.   Accantoniamo  il  99.  Ne   abbiamo   ancora   delle
  infrastrutture, così poi andiamo a mangiare e poi torniamo dopo.
   Si passa all'articolo 100. Ne do lettura:

                              Articolo 100
                         Porto rifugio di Gela

   l.  Per il completamento dei lavori di dragaggio del porto rifugio
  di  Gela (CL) la relativa spesa è determinata in 2.000 migliaia  di
  euro a valere sulle risorse del POC 2014/2020.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Grazie, Presidente. Mi rivolgo al Governo perché c'è  stata
  grande  sensibilità da parte dell'assessore Falcone  per  il  porto
  rifugi  invece  di  Siracusa. Perché? Perché è importante  dare  un
  contributo al porto rifugio di Gela, per l'amore di Dio, perché  so
  che  ci sono problemi, forse deve essere anche dragato, ma il porto
  rifugio di Siracusa serve la zona industriale. Una zona che  ci  fa
  entrare di tasse un sacco di soldi.
   Ora,  noi  ieri, il Presidente della Regione ha fatto una riunione
  con  gli  industriali,  per dire cosa gli  serve  da  inserire  nel
  Recovery Fund, però quello che lui potrebbe fare direttamente, cioè
  aiutare  il porto rifugio, sistemare il porto rifugio che  è  stato
  danneggiato  da  una  mareggiata di due  anni  fa  che  l'ha  quasi
  distrutto, e invece cosa può fare?
   Non  si  sa,  non  ha  preso nessun impegno  il  presidente  della
  Regione. Invece so che l'assessore Falcone è venuto, ha visto con i
  suoi  occhi  le condizioni di questo porto e, secondo  me,  vedendo
  anche  tramite gli FSC o il Patto per il Sud, di vedere se ci  sono
  delle somme per fare i lavori di sistemazione di questo Porto.
   Perché  ricordiamo che lì in quei porti ci sono delle  petroliere,
  quindi è importante la sicurezza di quel porto, è importante  avere
  un  porto rifugio che sia nel pieno delle sue funzioni. E lì ci sta
  anche la Capitaneria di Porto, che ovviamente si deve ritrovare  in
  sicurezza.
   Quindi  spero che l'assessore accolga favorevolmente l'emendamento
  presentato.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Assenza,  per   favore,   sta   parlando
  all'Assessore. Assessore ha sentito quello che ha detto?

   ZITO.  Signor  Assessore, l'ultimo impegno  che  le  chiedo  è  di
  ricordarsi  sempre della Caserma dei vigili del fuoco di  Siracusa,
  che è l'altra incompiuta che dobbiamo completare. Grazie.

   PRESIDENTE.  Mi permetta di dare la parola all'onorevole  Damante,
  così  sento la voce di Gela, oltre quella di Siracusa, e poi do  la
  parola  a  lei, che è a metà, e quindi se li può fare tutti  e  due
  tranquillamente.

   DAMANTE. Grazie signor Presidente, onorevoli colleghi. L'Assessore
  Falcone,  come l'Assessore Armao, ma tutto il Governo,  conosce  le
  difficoltà del territorio e del Porto rifugio di Gela. E più  volte
  sono  stati  programmati,  da parte di questa  Regione,  interventi
  strutturali,  ma  per  diverse vicissitudini  di  cui  abbiamo  già
  parlato,  non  è  il  caso ripetersi, non si è  addivenuti  ad  una
  soluzione.
   Nel  2014 anche con una intesa con la Regione siciliana, nel  2016
  fu  fatto un protocollo attuativo, finalmente si è deciso almeno di
  dare  una  possibilità ai pescatori e ai diportisti  di  uscire  da
  questo porto eternamente insabbiato che non ha interventi dal 2013,
  purtroppo,  per  alcune  vicissitudini,  e  ha  una  sua  copertura
  finanziaria  che  prevede un drenaggio e un  pennello  provvisorio.
  Dico bene Assessore Falcone? Lei conosce benissimo la problematica.
   Purtroppo  siamo  in  area SIN, ci sono state  determinate  opere,
  lavori  di  preparazione,  a carico anche  del  Dipartimento  della
  Protezione  civile.  Parlando con i RUP, si rischia-   superata  la
  fase  delle caratterizzazioni - che poi non rimangono soldi per  la
  realizzazione   del   pennello  che   permetterebbe,   per   quanto
  provvisorio sia, di dare al Porto rifugio di Gela - porto regionale
  - un certo respiro per qualche anno.
   Quindi  ho fatto questo emendamento, c'è un subemendamento che  lo
  riscrivo  in  correzione, parlando proprio di completamento  di  un
  potenziamento  del  Porto rifugio di Gela a carico  e  a  capo  del
  Dipartimento  Protezione civile. Ha già la  VIA  e  la  VAS  questo
  progetto,  e  poiché nei fondi POC c'è una misura dedicata  per  il
  potenziamento  dei  porti  regionali  e,  come  più   volte   detto
  dall'Assessore,  ricordo  per il mega-porto  che  si  poteva  anche
  usufruire  di  quel fondo, ho chiesto una integrazione  finanziaria
  fino  ad  un  massimo  di  2  milioni di  euro  per  permettere  il
  completamento  di  questo  progetto  di  potenziamento   il   prima
  possibile,  visto  che  il  progetto è già  pronto.  Grazie  signor
  Presidente. Grazie Governo.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  intervengo
  in  merito  a  questo  articolo  che prevede,  l'articolo  100,  il
  finanziamento per due milioni di euro, l'intervento  per  il  Porto
  rifugio  di Gela. Ora non ci sono dubbi, Gela ha bisogno di  questo
  intervento, che ben venga.
   Però,  signor  Presidente, così come vale per quanto parliamo  dei
  centri storici, e così come va finanziata la legge per Ibla, devono
  essere finanziate anche le altre leggi, per Ortigia, per Agrigento,
  e  noi  non  ci  siamo  opposti. Per lo stesso  principio  noi  non
  possiamo  fare questa norma se non mettiamo in conto gli interventi
  che riguardano anche Siracusa - come ha detto bene l'onorevole Zito
  -  ma  che  riguarda anche il Porto di Donnalucata, che è diventata
  una grandissima vergogna, Assessore
   Peccato  che io non posso far vedere qui un video che  possa  fare
  vedere,  appunto,  come  e  in che stato  è  il  Porto  rifugio  di
  Donnalucata.  Nonostante alcune risorse spese,  signor  Presidente,
  pochi  mesi fa, prima dell'estate, non è servito a nulla aver speso
  quelle  risorse, sono state spese male, un intervento sbagliato.  E
  quindi  è  necessario puntare proprio per Donnalucata, e non  farsi
  solo  le  fotografie e gli spot, come qualche collega mio che  ogni
  tanto lo fa su Donnalucata.
   Su questo, quindi, è importante. Vedo che la maggioranza ha chiuso
  mettendo  il  porto di Gela. Non so dov'era il mio collega  Ragusa,
  quando è stato fatto questo emendamento e per il porto, invece,  di
  Donnalucata non c'era neanche una lira.
   La stessa cosa vale per il porto di Pozzallo, signor Presidente.
   Il porto di Pozzallo è importante, importantissimo.
   Guardate  che,  già,  solamente, pochi centimetri  di  differenza,
  dovuti  alla  sabbia, possono compromettere la possibilità  di  far
  scaricare  navi commerciali, cioè gli armatori possono decidere  di
  non andare a Pozzallo.
   Il  porto  di  Pozzallo che ha un problema  per  la  cabina  della
  banchina  di  Riva, che ha la cabina della banchina commerciale  da
  rimettere  a  norma, che ha la strada di collegamento  priva  della
  linea  elettrica  per 900 metri, che ha un problema  per  le  torri
  faro.  Il  porto  di  Pozzallo che ha bisogno di  rifare  tutte  le
  caditoie  raccolte  nelle acque bianche,  che  ha  un  problema  di
  parabordi della banchina.
   Bisogna  prevedere in tempo utile ed anche per un  dragaggio.  Io,
  allora,  ho  presentato un emendamento che aumenta, non  è  che  io
  dico:   No, non dobbiamo Gela  . Ci mancherebbe  Ma da qui  dentro,
  così   come  per  i  centri  storici,  per  Ibla,  è  uscito  anche
  l'intervento,  già  dalla scorsa finanziaria del  2018,  Ortigia  e
  Agrigento,  così come per le città che si trovano  nel        nella
  risposta ai fenomeni migratori, abbiamo messo Lampedusa ed  abbiamo
  messo  Pozzallo, ed ora nell'ultimo intervento abbiamo messo  anche
  Siculiana.  Noi dobbiamo uscire mettendo l'intervento per  i  porti
  anche di Siracusa, ma anche Donnalucata ed anche Pozzallo.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  allora, avete  chiesto,  scusatemi.  Avete
  chiesto  di parlare tutti, perché siccome l'onorevole Dipasquale  è
  troppo  bravo,  ed  è  anche  spiritoso,  avendo  citato  tutte  le
  province, tutti avete alzato la mano.
   Ma non se ne parla nemmeno  Ragazzi, ma stiamo scherzando
   Scusatemi, il porto di   Non do la parola ad alcuno
   Il  porto  di  Gela ha una particolarità: c'è già un progetto.  E'
  stato  chiesto,  quindi, dall'onorevole Damante la  possibilità  di
  portarlo avanti ed ha una logica.
   Io,  allora,  chiedo pure quello di Cefalù che ha l'insabbiamento.
  Arriva,  poi, quello e mi chiede   Ma di che cosa stiamo  parlando?
  Ma  per  favore  Non può diventare una barzelletta quest'Aula   Non
  posso, pertanto, dare la parola ad alcuno, perché ognuno ha il  suo
  porto
   La Sicilia è piena di porti. Il Governo, poi, scusate   Si farà un
  ordine del giorno in cui si inviterà il Governo a fare un piano  di
  ristrutturazione  complessiva dei porti, ed ognuno  ci  metterà  il
  suo.
   Questo  riguarda il porto di Gela, perché ha già  un  progetto  in
  stato  avanzato,  mi  dicono e, quindi,  si  deve  portare  avanti,
  dopodiché  si  può o bocciare o approvare. Punto e  basta.  Non  ne
  parliamo più.
   I  soppressivi sono ritirati? Altrimenti votiamo il soppressivo  e
  risolviamo l'argomento.
   Sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 105.R.1, a firma dell'onorevole Damante,
  che  risistema di fatto   Scusate se dovete parlare di altri  porti
  vi  tolgo  la  parola. Se parlate di un altro porto,  vi  tolgo  la
  parola. Ve lo sto dicendo prima.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor  Presidente,  vorrei  solo  segnalare  che  avevo
  presentato  un  emendamento  che  non  trovo  nel  fascicolo,   che
  aumentava   lo  stanziamento,  sostanzialmente  diceva:    Per   il
  completamento dei lavori di dragaggio dei porti a maggiore  rischio
  di insabbiamento  , includendo, ovviamente, anche Gela

   PRESIDENTE.  Era aggiuntivo, per cui non lo poteva  trovare.  Sarà
  oggetto di un'altra, ripeto

   PALMERI. Aumentando la copertura ha  .

   PRESIDENTE.  Invitiamo  il  Governo a  sistemare  tutti  i  porti,
  risolviamo il problema.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 105.R.1, a firma dell'onorevole
  Damante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 105 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 112.
   Chiedo scusa, ho eliminato  non ammessi gli altri porti , basta, è
  una  cosa  su  Gela, se si poteva fare bene sennò  niente   Questo,
  siamo   sempre  sull'articolo  105,  di  nuovo,  l'abbiamo   votato
  l'articolo 105, onorevole.

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Onorevole Pasqua, tranquillamente,  le
  do  la  parola  però è chiaro che se noi, io ho fatto  una  scelta,
  perché  avendo  alzato tutti la mano non potevo fare  diversamente,
  per cui se anche su questa, su Santa Bonagia o altri, ricominciamo,
  voglio  dire,  lei faccia il suo piccolo intervento  perché  glielo
  riconosco  come merito alla carriera, non per altro,  perché  degli
  altri porti non ne possiamo parlare.

   PASQUA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  le  devo
  dire  perché questa è importantissimo, io capisco tutti  gli  altri
  etc,  etc   però  le devo spiegare il motivo: l'onorevole  Falcone,
  l'assessore,   è  venuto  invitato  a  verificare  esattamente   la
  situazione  del porto Rifugio di Siracusa, Santa Panagia,  però  le
  devo  dire che cosa è quel porto Rifugio, quel porto Rifugio  e  lo
  dico  ai  miei  colleghi, è a servizio del  molo,  del  pontile  di
  attracco  delle  petroliere che vanno a  depositare,  a  prelevare,
  aspetti  un attimo, a prelevare greggio, a depositare greggio  e  a
  prelevare prodotti derivati

   PRESIDENTE. Ho dato un attimo la parola all'onorevole Pasqua  come
  se fosse sull'articolo 83, tanto è votato già l'articolo.

   PASQUA.  La  prego una cosa, signor Presidente, però  dopo  queste
  parole,  credo  che lei cambierà un po' idea, lo sa perché?  Perché
  questo  pontile se non ha il porto Rifugio in servizio  rischia  di
  impedire  le  attività dell'Isab Lukoil, raffineria con cinquecento
  persone e che potrebbe determinare il cosiddetto effetto domino, si
  ferma  un  impianto di raffinazione, si fermano tutti gli  impianti
  collegati, quindi, stiamo parlando di tutti gli impianti della zona
  industriale  di  Priolo che producono trentasei miliardi  annui  di
  gettito fiscale per l'Italia.

   PRESIDENTE. Io credo che sia una cosa talmente importante.

   PASQUA.  Il  15% del Pil siciliano, praticamente i soldi  che  noi
  abbiamo, Presidente, vengono da quel porto.

   PRESIDENTE.  Parliamo  con l'assessore e vediamo  di  trovare  una
  soluzione.

   PASQUA.  C'era  la  soluzione così, era questa  la  soluzione  già
  concordata  con  l'assessore, abbiamo verificato  con  le  colleghe
  della Commissione, Presidente, la prego, possiamo inserirlo fra gli
  aggiuntivi, cortesemente?

   PRESIDENTE.  Lo  discutiamo ora, dopo che abbiamo  chiuso  questo.
  Allora, l'articolo 99 lo avete sistemato? Senno lo facciamo  subito
  dopo. Sospendo la seduta avvertendo che riprenderà alle ore 15.30.

     (La seduta sospesa alle ore 14.08, è ripresa alle ore 16.12)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  siccome  c'è  questo   piccolo
  disagio,  noi dobbiamo tenere aperto per un problema di obbligo  da
  Covid.
   Se  qualcuno sente freddo e si vuole prendere il cappotto, in  via
  eccezionale,  se  lo  mette, che possiamo fare.  Qua  non  possiamo
  chiudere,  mi  dice l'Amministrazione, però manco  posso  obbligare
  alcune regole formali quali quello del cappotto in un giorno in cui
  tra  due ore ci sarà certamente più freddo, ora ancora di meno,  ma
  fra due ore ci sarà certamente freddo, per cui siete autorizzati in
  via eccezionale, diciamo in questi giorni, poi non si potrà fare, a
  mettere il cappotto per chi lo vuole mettere. Qualche plaid,  stufe
  a gas non se ne possono mettere.
   Un  tempo alla Camera davano il plaid, ma in tempi antichi, quando
  si  votava  di  notte,  alla  Camera veniva  fornito  un  plaid  ai
  deputati, le coperte te le davano in albergo era un'altra cosa.
   Possiamo  cominciare? Per quanto io faccio sforzi questa volta  ho
  fallito mi sa che non ce la facciamo a finire stasera, vediamo  che
  cosa possiamo fare.
   Sospendo la seduta.

     (La seduta sospesa alle ore 16.14, è ripresa alle ore 16.22)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, il Governo bene o male lo  vedo  in
  Aula,  però  vorrei  che  stesse al posto,  in  modo  che  possiamo
  cominciare.
   Commissione  Bilancio. L'onorevole Savona è arrivato? Eccolo  qua,
  perfetto. L'assessore Falcone c'è in aula? Lo chiamate per  favore?
  Assessore, eccoci qua.
   Faccio  una  domanda,  la posso fare direttamente  io,  assessore.
  Stamattina, ma credo che io qualche indicazione l'ho avuta, però  è
  bene che la dica lei, c'è questa protesta dei NCC di Ragusa, non ho
  capito  bene  chi  sono,  che ritengono di  non  fare  parte  della
  categoria  che  abbiamo finanziato e che invece noi  eravamo  tutti
  convinti che fosse completa.
   Se  ci  vuole dare qualche spiegazione in modo che, siccome  mi  è
  stato richiesto da tutti i gruppi, perché uno ad uno sono andati  a
  trovarli,  vedere di capire qual è la situazione  in  modo  che  ci
  chiariamo  tutti. Se vuole, se non lo sa dire subito,  ce  lo  dice
  dopo e intanto si informa, non è un problema.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. No, nessun
  problema.
   Signor  Presidente,  noi  all'articolo  110  abbiamo  previsto  un
  sostegno,  come  ristoro Covid, per gli NCC,  cioè  i  titolari  di
  autobus  e  auto  a noleggio con conducente. Significa,  così  come
  l'anno scorso, abbiamo stanziato 10 milioni di euro, 7 per l'NCC  e
  3 per i tassisti, anche quest'anno abbiamo messo i soldi per quanto
  riguarda  il noleggio con conducente. Stessa cosa sarà fatta  anche
  per  i  tassisti.  Quindi sotto questo profilo, signor  Presidente,
  possiamo garantire

   PRESIDENTE. Vuole un ordine del giorno che la impegna a sistemarlo
  amministrativamente? E' meglio.

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Certamente, signor Presidente, sarà comunque tutto precisato  sotto
  un profilo amministrativo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, così va bene se gli prepariamo,
  lui lo fa amministrativamente però se c'è un ordine del giorno

           (Intervento fuori microfono onorevole Barbagallo)

   PRESIDENTE.  Allora  questo  è chiaro  così?  Onorevole  Lupo,  se
  l'Assessore ha bisogno di un ordine del giorno glielo presentiamo e
  forse lo rende più sicuro di quello che deve fare.
   Aspetti  un  attimo  perché  non  siamo  all'articolo  110,  siamo
  all'articolo 99 e dobbiamo finire una cosa.
   C'è  un  emendamento  del Governo, onorevole  Falcone,  mi  scusi,
  questo  emendamento nuovo che è stato presentato sull'articolo  99,
  su Vittoria, che cos'è? Io non ho notizie.
   E'  stato presentato da tutti i Gruppi? Il Governo l'ha visto?  Se
  glielo  fate  vedere un attimo all'onorevole Falcone, così  abbiamo
  una idea. Forza Italia mi dice che non ne sa niente di questa cosa,
  quindi  non  tutti i Gruppi, quasi tutti i Gruppi.  Se  c'è  questa
  riscrittura  globale,  se c'è la riscrittura totale  dell'articolo,
  onorevole   Falcone  lei  intanto  mi  deve  dire  qualcosa   sulla
  riscrittura  dell'articolo  che è stata  presentata  dall'onorevole
  Aricò.
   Chi  lo  deve  spiegare? Io non lo conosco, non so di cosa  stiamo
  parlando   Onorevole  Aricò  ci  chiedono  una  spiegazione  alcuni
  deputati perché mi avevano detto firmato da tutti i Gruppi però non
  è esattamente così. C'è qualcuno che lo può spiegare intanto?

   SAVONA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, in questa riscrittura ci sono anche le firme  di  Forza
  Italia che hanno condiviso la scelta.

   PRESIDENTE. Se lo possiamo spiegare, perché ancora l'Aula non l'ha
  ricevuto, per capire di cosa si tratta.

   GALLUZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALLUZZO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'articolo  è
  stato  riscritto  con  il contributo di tutti i  Gruppi,  Movimento
  Cinque Stelle, Partito democratico, ci sono anche

                     (Intervento fuori microfono)

   GALLUZZO. Sì, l'unica copia è quella presentata, poco fa  gliel'ho
  fatta vedere.
   L'articolo, allora, è stato riscritto suddividendo le somme  di  5
  milioni:   3  milioni  per  i  porti  sulla  terraferma   per   gli
  investimenti  ad infrastrutture come strade, che portano  ai  porti
  per  le  Isole  minori, come strada, segnaletica e  parcheggi  e  2
  milioni per i porti, appunto, per i comuni, non per i porti, per  i
  comuni che hanno i porti che

   PRESIDENTE. 3 milioni, quindi, per i porti di partenza e 2 milioni
  per quelli che arrivano.

   GALLUZZO. Perfetto  Così come è stato

   PRESIDENTE. Se l'Assessore dà il suo ok. Assessore, però, a questo
  punto,   quest'altro  emendamento  per  un  altro   porto   diventa
  complicato.

   BARBAGALLO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, per dire  che  la  riscrittura  è
  firmata  anche  dal  Partito Democratico e, sostanzialmente,  tiene
  conto dei nostri due emendamenti che erano nel testo che, pertanto,
  ritiriamo  e comunque vogliamo tutti quanti la riscrittura,  perché
  veniamo incontro, appunto, alle esigenze anche delle Isole minori.

   PRESIDENTE.   A   questo   punto,   aspetto,   solo,   la   parola
  dell'Assessore, se è favorevole e lo possiamo votare. Ha facoltà di
  parlare l'assessore Falcone.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  stavo  leggendo,  lo  volevo,  dico,  se  siamo  tutti
  d'accordo ...

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, lo dovrebbe dire in piedi.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,    chiedo   scusa,   lo   stavo    leggendo,    perché,
  obiettivamente, volevo capire, se c'è una condivisione da parte  di
  tutti e se, come dire, può traguardare i risultati che si propone.
   Tra  l'altro, una delle cose: fondi POC. I fondi POC  non  possono
  essere utilizzati, possiamo utilizzare forse i fondi PUC.

   PRESIDENTE.  Ma la copertura non è cambiata, è sempre  quella  che
  era. Per cui, qua, non c'è un problema di copertura, era quella che
  era  prima.  Stanno  dividendo  soltanto  l'importo  tra  porti  in
  terraferma e porti nelle Isole minori.
   Aspettiamo, intanto, che l'assessore ci dica

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.   Signor  Presidente,  condivido,  chiaramente,   questo
  emendamento    e,   qualora   dovesse   essere   condiviso    anche
  dall'Assessore,  ritiro  quello che  avevo  presentato,  perché  lo
  spirito  era  di  assegnare queste risorse alle  Isole  minori,  in
  quanto  territori  fragili. E' chiaro, però, che,  se  riusciamo  a
  trovare  questo compromesso di assegnare  3 milioni alla terraferma
  e 2 milioni alle Isole minori, a noi sta più che bene.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Calderone.  Ne  ha
  facoltà.
   La maggioranza, per favore, ha l'obbligo di parlare 30 secondi.

   CALDERONE.  Signor Presidente, ovviamente, io ritengo che  sia  un
  buon  risultato  di  mediazione, perché anche i porti  delle  Isole
  minori  devono  avere un ristoro e non solo, com'è  giusto,  quelli
  sulla  terraferma. Per quanto riguarda, quindi, Forza Italia  siamo
  d'accordo e chiediamo di apporre la firma all'emendamento, tutti  e
  14 deputati. Anzi, assessori esclusi penso.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo.  Ne  ha
  facoltà. Per favore, altrettanto breve, come l'onorevole Calderone.

   CATALFAMO. Signor Presidente, sarò brevissimo. Solo per  dire  che
  anche  noi,  come  Gruppo, apponiamo la firma. E dispiace,  perché,
  probabilmente,  per  dimenticanza,  non  eravamo  stati   coinvolti
  precedentemente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Lo  Curto.  Ne  ha
  facoltà. Altrettanto breve.

   LO  CURTO.  Signor Presidente, come lei sa, mentre si  svolgevano,
  qui,  questi lavori iniziali, ero di là a parlare con le  categorie
  dei commercianti e delle imprese che, ovviamente, chiedono aiuti  e
  sostegni.  Il  Gruppo UDC, pertanto, non ha potuto  firmare  questa
  norma  e  naturalmente c'è tutto il nostro sostegno, oltre  che  la
  nostra firma.  Grazie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice.  Ne  ha
  facoltà.  5 secondi.

   LO GIUDICE. Signor Presidente, brevissimo. Io, come Capogruppo del
  Gruppo  Misto,  ovviamente, ho apposto  la  firma  anche  a  questa
  proposta  di legge. Ringrazio l'onorevole Galluzzo che è  stato  in
  grado,  comunque, di fare una sintesi importante con tutti i Gruppi
  parlamentari.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà. 5 secondi anche per lei, non di più.

   RAGUSA.  Signor Presidente, sono favorevole. Per materia omogenea,
  però,  siccome poc'anzi, qua, è passata una disinformazione  su  un
  piccolo porto della provincia di Ragusa...

   PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, la prego. Non possiamo tornare

   RAGUSA.  Scusi,  signor  Presidente, non  si  possono  dire  certe
  sciocchezze   così  in  questo  modo.  Il  collega,  quindi,   che,
  impropriamente,  mi  ha citato, ritengo che mi debba  delle  scuse,
  anche perché non è aggiornato sui lavori.

   PRESIDENTE. No, non mi risulta che sia stato assolutamente offeso,
  non ci sono state parole pesanti da parte di nessuno.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  siamo
  favorevoli a questa proposta e quindi apponiamo la firma.

   PRESIDENTE.  Benissimo, a questo punto tutti i Gruppi parlamentari
  sono favorevoli.
    Pongo  in  votazione  l'articolo 99 così come  riscritto.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

         (proteste in Aula da parte dell'onorevole Dipasquale)

   PRESIDENTE.  Siccome è intervenuto il Presidente  del  suo  Gruppo
  parlamentare dicendomi questo... No, onorevole. Il Gruppo del PD  è
  intervenuto.  Onorevole Dipasquale, mi dispiace,  voglio  dire  c'è
  stato un intervento per Gruppo parlamentare, tutti hanno dichiarato
  il  proprio voto favorevole all'emendamento e io l'ho fatto votare.
  Ho  capito, parla di un altro emendamento. Io non avevo capito  che
  c'era  un  altro  emendamento, avevo capito che la riscrittura  era
  dell'articolo,  quindi,  ho  fatto votare  la  riscrittura.  Questo
  dell'articolo 99.

         (proteste in Aula da parte dell'onorevole Dipasquale)

   Ho   capito,  ho  sbagliato  nel  senso  che  siccome  c'era   una
  riscrittura dell'articolo, non avevo capito che ci fosse  un  altro
  emendamento. Ho fatto votare l'articolo come riscritto perché tutti
  i   Gruppi  erano  intervenuti,  ho  sbagliato  io.  Non  è  votato
  benissimo  Senza gridare e con calma si risolve tutto.
   Onorevole Dipasquale, c'è un altro emendamento, il 99.21,  le  sto
  dicendo  che  è stato votato l'emendamento 99.22, c'è l'emendamento
  99.21,   se  le  sto  dicendo,  onorevole  Dipasquale,   mi   lasci
  presiedere,  le  sto  dicendo  che  ho  fatto  votare  per   errore
  l'articolo  perché  avevo capito che era solo l'emendamento  99.22,
  visto  e  considerato  che  c'è anche l'emendamento  99.21  abbiamo
  votato  l'emendamento  99.22,  c'è da  votare  anche  l'emendamento
  99.21, per cui le do la parola.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, ci siamo perfettamente capiti ed  è
  il  motivo,  infatti,  dell'infastidimento perché  stavamo  facendo
  saltare 400 mila euro con questo emendamento.

   PRESIDENTE. Ma non è stato votato questo

   DIPASQUALE.   L'ho   capito,  ma  lei  aveva  votato   l'articolo,
  Presidente.

   PRESIDENTE. Ma riscritto  Non lo capisco che cosa vuole, onorevole
  Dipasquale, non lo sto capendo veramente.

   DIPASQUALE. Lei aveva fatto votare l'articolo 99, ci siamo?

   PRESIDENTE. Sì.

   DIPASQUALE. Perfetto  Ora siamo ritornati indietro perché  abbiamo
  dimenticato

   PRESIDENTE.  Perché  lei  me l'ha chiesto  senno  non  ci  saremmo
  tornati indietro.

   DIPASQUALE.  Perfetto   Stiamo dicendo  la  stessa  cosa,  quindi,
  l'emendamento 99.21, io mi fa piacere che

   PRESIDENTE. Non è stato votato e non c'è più.

   DIPASQUALE. Non è in discussione l'emendamento 99.21?

   PRESIDENTE.  No. È stato votato l'articolo 99, a questo  punto  lo
  ripeto,  visto che me l'ero rimangiato, ripeto che è  stato  votato
  l'articolo  99  così  come  riscritto  dall'emendamento  presentato
  dall'onorevole Galluzzo. È inutile, non ne discutiamo  più;  basta
  L'articolo 99 è votato così come riscritto.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, soltanto una precisazione, atteso  che
  abbiamo   votato  l'articolo  99  così  come  era   riscritto   con
  l'emendamento   99.22,  possiamo  e  non  abbiamo   ancora   votato
  l'emendamento  99.21, possiamo metterlo in un altro  articolo  come
  comma aggiuntivo?

   PRESIDENTE.  Se non è aggiuntivo lo presenti e poi vediamo;  però,
  mi  sembra che non voleva essere votato, però dal PD poi può essere
  che, invece, altri Gruppi lo vogliano votare.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Voleva
  essere  votato  perché trattasi dell'amministrazione dell'autoporto
  di Vittoria per chiudere lo stralcio funzionale.

   PRESIDENTE.  Oggi  l'onorevole  Dipasquale  è  riuscito  a   farmi
  confondere realmente  Andiamo avanti.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà,  onorevole  Savarino.  Però,  vorrei
  chiedere  all'onorevole Savona c'è questo articolo 84,  cos'è?  Sì,
  siamo un attimo alla rubrica entri locali che non capisco bene.
   Allora,  scusate, siccome ci sarebbero da votare quattro  articoli
  della  rubrica enti locali, però, io, per carità non mi  pronuncio,
  giusto  per capire se su questo articolo  interventi in favore  del
  CRAL  Trinacria   non  riesco a capire  bene  che  cosa.  E'  stato
  ritirato? Bene. Mi sembra, come dire, curioso farlo votare.
   Onorevole Savarino, vuole intervenire su questo?

   SAVARINO. No, no.

   PRESIDENTE.  Un  attimo  solo  che  stralciamo  questo.  Ci   sono
  obiezioni?

   SAVARINO. No, no, non ci sono obiezioni.

   PRESIDENTE. L'articolo è stralciato.

   SAVARINO.  Volevo solo riferire alla Presidenza che l'articolo  99
  che  è  arrivato in Aula era stato apprezzato già in Commissione  e
  poi oggi riscritto perché il collega ha voluto anche coinvolgere  i
  colleghi  e  gli  altri Gruppi parlamentari che avevano  presentato
  emendamenti e nella riscrittura quindi è diventato onnicomprensivo.
  Ma  anche il 99.21 era stato apprezzato in Commissione IV.  Quindi,
  quando è possibile dica lei, non riguarda la mia Provincia,  io  lo
  dico  per  onestà  intellettuale  perché  la  Commissione  se   n'è
  occupata.

   PRESIDENTE. Io sinceramente non so neanche che cosa riguarda.

   SAVARINO. Riguarda Vittoria.

   PRESIDENTE.  Però, ripeto, quando si presenta un  emendamento  che
  sostituisce l'articolo

   SAVARINO. Ovviamente, decadono gli altri ed io vorrei sottolineare
  alla sua attenzione che questo aveva avuto l'apprezzamento.

   PRESIDENTE. Benissimo andiamo avanti.
   Siamo alla rubrica enti locali. Si passa all'articolo 115.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Come? E' Finita. Non ce n'è altre,  che  mi  risulti.
  L'articolo  110 cos'è? No e allora è quello che abbiamo detto  cosa
  dovevamo  fare  con questo? Avevamo pensato, io avevo  proposto  di
  fare  un  ordine del giorno perché lui lo farà amministrativamente.
  Io non l'ho preso apposta per questo perché mi sembrava

                     (Intervento fuori microfono)

   Siamo d'accordo, quindi lo ritiriamo e lui fa e si fa l'ordine del
  giorno, oppure lo votiamo, io per me non ho problemi.

                     (Intervento fuori microfono)

   Lo votiamo, benissimo. E allora, si può votare.
   Si passa all'articolo 110. Ne do lettura:

                              «Art. 110.
          Ristori per il settore del noleggio con conducente

   1. Al fine di assicurare adeguato sostegno in favore delle imprese
  del  settore del noleggio con conducente mediante auto  ed  autobus
  non soggetti ad obbligo di linea, di cui alla legge 11 agosto 2003,
  n.  218,  in considerazione degli effetti economici della crisi  da
  Covid-19, la relativa spesa è determinata in 7.000 migliaia di euro
  a valere sulle risorse del POC 2014/2020».

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Stiamo facendo l'articolo 110, assessore Falcone.
   Come  sanno  i  miei  colleghi l'articolo  110,  che  riguarda  il
  noleggio  con  conducente, è frutto di un lavoro che abbiamo  fatto
  anche   nella  scorsa  finanziaria  dove  venne  approvato   questo
  emendamento  proposto  dal  Partito  Democratico  e  poi  votato  e
  apprezzato  da tutta l'Aula. Nel corso dei lavori della finanziaria
  di  quest'anno  l'abbiamo  riproposto  in  Commissione   Ambiente ,
  apprezzato, e oggi è nel testo.
   E' un articolo su cui, l'unico aspetto che ci preoccupa, assessore
  Falcone, è questo delle coperture: il fatto che siano a valere  sul
  POC.
   Quindi,  l'appello accorato è quello che si proceda immediatamente
  alla  ridistribuzione e alla negoziazione dell'accordo con lo Stato
  per  l'assegnazione  delle  risorse  POC,  evitando  quello  che  è
  accaduto lo scorso anno, quando sono state rinegoziate queste somme
  a dicembre.
   E'  una  categoria  che ha sofferto tanto la  crisi,  perché  è  a
  cavallo,  ovviamente,  col mondo del turismo,  e  a  cui  serve  un
  ristoro immediato. Quindi ,l'appello, assessore Falcone, è  che  si
  proceda  immediatamente  alla  rinegoziazione  delle  somme  POC  e
  vengono trasferite le risorse agli assegnatari.

   PRESIDENTE.  E allora, scusatemi, io vorrei anche una  parola  dal
  Presidente  Savona.  Scusate, onorevole Dipasquale,  chiedo  scusa,
  onorevole  Savona,  chiedo  scusa. Se io  non  ricordo  male,  però
  d'accordissimo ad andare avanti così, ma avevamo deciso  che  tutto
  quello  che  riguardava  i ristori sarebbe andati  nell'ordine  del
  giorno  per  il  Governo.  Quindi, questi articoli  che  riguardano
  specificatamente i ristori...

   SAVONA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  Presidente  della Commissione  e  relatore.  Facciamo  un
  minimo di chiarezza perché ogni volta sennò ci perdiamo.
   Quando  noi abbiamo iniziato a fare la finanziaria, abbiamo  avuto
  disponibilità  di  50  milioni  dei fondi  FESR  extraregionali  da
  utilizzare per questa manovra. Ne abbiamo utilizzati 54,5 con tutti
  gli emendamenti che sono stati approvati in Commissione che sono  a
  disposizione degli Uffici che hanno già operato.
   L'ordine del giorno prevedeva un ulteriore utilizzo di 200 milioni
  che  servivano  da fare attraverso un atteggiamento che  li  vedeva
  utilizzati  in  Giunta  ed  è stata fatta   il  martedì  successivo
  all'approvazione della finanziaria. E questa è già  pronta  per  la
  settimana prossima dove all'interno ci andrà all'interno  tutta  la
  logica dei ristori che sono.

   PRESIDENTE. Quindi, questi vanno votati tutti.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore.  Sono  due  cose
  diverse.

   PRESIDENTE. Perfetto, chiarissimo, quindi, questi vanno votati.
   E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Zito.  Ne  ha  facoltà.  Poi,
  l'onorevole Tancredi.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor Presidente,  semplicemente una domanda all'assessore
  che, però, è uscito, perché l'anno scorso il problema che c'era  su
  questi  fondi è che bisognava avere, ovviamente, il Durc in  regola
  e,  quindi, molti non sono entrati ad avere i finanziamenti diretti
  ma,  poi,  se si ricorda, signor Presidente, siamo intervenuti  con
  fondi  proprio regionali per compensare questi che,ovviamente,  non
  avevano gli NCC che non aveva il Durc in regola.
   Quindi,  questi  saranno solo per quelli che avranno  il  Durc  in
  regola  e  per  quelli  che  non ce l'hanno  ci  sarà  l'intervento
  sostitutivo della Regione? Tanto per capire che platea riusciamo  a
  coprire con questi soldi. Grazie.

   PRESIDENTE.  Assessore, se lei questo lo vuole chiarire  prima  di
  dare la parola all'onorevole Tancredi?

   FALCONE,   assessore  per le infrastrutture  e  la  mobilità.  Sì,
  Presidente,  allora, noi l'anno scorso, vorrei  ricordare,  abbiamo
  fatto  una  norma  che esentava dalla presentazione  del  Durc  per
  motivi di pandemia Covid. La norma, vi devo dire, ha avuto in parte
  un'impugnativa, ma in parte c'è stato un suggerimento da parte  del
  Consiglio  dei Ministri per la riscrittura, cioè è stato detto  che
  noi potremo utilizzare i fondi regionali - così come lo abbiamo già
  fatto, ad esempio, per i tassisti - e i fondi strutturali nazionali
  anche in assenza di Durc.
   Su  questo  c'è  questo  indirizzo, stiamo  verificando  di  poter
  praticare  questo percorso e se così sarà, noi in fatti  quest'anno
  stiamo imputando questa spesa non sui fondi comunitari per i  quali
  necessita necessariamente il Durc, ma la stiamo imputando su  fondi
  nazionali per i quali confidiamo di non dovere utilizzare  il  Durc
  per  quelle  aziende  che, colpite dal Covid,  hanno  aggravato  la
  propria  posizione  finanziaria e  non  sono  nelle  condizioni  di
  produrre il Durc nemmeno con la rateazione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Tancredi.  Ne  ha
  facoltà.

   TANCREDI.  Signor Presidente, sull'ordine dei lavori.  Allora,  su
  questo  aspetto  della quantificazione dei ristori,  le  chiedo  la
  massima attenzione perché poi noi andiamo a fare il 2 ed ogni volta
  su  questi  finanziamenti ci sono subemendamenti e quant'altro.  Su
  questo  aspetto  noi, io personalmente, il mio Gruppo  non  abbiamo
  intenzione  di  transigere su nulla, perché  ci  sono  stati  degli
  accordi ben precisi e chiediamo il massimo rispetto di quello che è
  stato  il  ragionamento che punta a dare i ristori  alle  categorie
  nella  maniera  compiuta  e,  quindi,  evitare  di  andare  poi  ad
  appesantire ulteriormente delle norme, sottraendo risorse a  quelle
  che  poi  saranno la distribuzione per le categorie  che  già  sono
  delle somme insufficienti. Glielo chiedo ufficialmente, Presidente,
  perché  nel caso interverrò successivamente per stoppare  qualunque
  altro tipo di iniziativa. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Tancredi.
   Allora, stiamo votando. Questo era il  110.

   PELLEGRINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Pellegrino, 5 secondi  come  tempo  che  è
  destinata alla maggioranza. Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO. Signor Presidente, nelle Isole minori si sa bene che è
  inibita in alcune Isole minori la circolazione per cui non ci  sono
  taxi,  non  c'è   noleggio.  Dicevo, in  alcune  Isole  minori  non
  esistono i taxi, non esiste il noleggio, esistono le barche per cui
  per andare da un posto all'altro in un Isola deve essere utilizzata
  la  barca, quindi, noi abbiamo chiesto con l'emendamento 110.6  che
  venisse  esteso  il  sostegno anche alle attività  di  noleggio  di
  imbarcazioni  di  natanti  e  trasporti  marittimi  di  passeggeri,
  indicando anche l'Ateco.

   PRESIDENTE. Però, c'è una spesa in più, per cui.

   PELLEGRINO.  E,  lo so, ma dico dovrebbe essere divisa  perché  si
  tratta di un'attività di circolazione.

   PRESIDENTE.  Se  non  c'è  la  copertura  non  lo  posso   rendere
  ammissibile.  Io non lo posso rendere ammissibile, se  non  c'è  la
  copertura.

   PELLEGRINO. Vediamo cosa dice il Governo. Per le Isole minori  non
  esiste; nella scorsa finanziaria era stato previsto che il sostegno
  venisse  esteso  anche ai natanti, al noleggio di  natanti,  perché
  nelle isole

   PRESIDENTE. Allora, se rimane all'interno dei 7 milioni

   PELLEGRINO. Possiamo ascoltare il Governo sul punto?

   PRESIDENTE.  Sì,  ma  mi deve dire che rimane  all'interno  dei  7
  milioni. Bisogna cambiarlo questo emendamento allora, perché  soldi
  in  più  non  ce  ne  possono essere. Se rimane all'interno  dei  7
  milioni
   Prego, Assessore.

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Presidente, i natanti non vengono ricompresi negli NCC.  I  natanti
  vengono ricompresi nei tassisti; li abbiamo ricompresi nei tassisti
  perché  sono circa 60. E quindi, così come abbiamo fatto nel  2020,
  faremo anche nel 2021.

   PRESIDENTE. Quindi, non c'è bisogno di questo emendamento?

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la mobilità. L'impegno
  che  prendiamo è quello che per i tassisti, i natanti, e così  via,
  sarà rispettato così come lo abbiamo fatto nell'anno 2020 anche per
  il 2021.

   PRESIDENTE. Quindi, l'emendamento si ritira, non ha senso.

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Non  c'è
  bisogno,  non serve, onorevole Pellegrino, non serve; lo  prendiamo
  come ordine del giorno eventualmente.

   PRESIDENTE. Onorevole Pellegrino, ordine del giorno. Perché  tanto
  è già previsto così.

   PELLEGRINO. Allora come ordine del giorno, perché c'era un  codice
  ATECO che non era previsto nella scorsa finanziaria.

   PRESIDENTE. Vedete come farlo con l'Assessore.
   Benissimo.  A  questo  punto  il  resto  degli  emendamenti   sono
  soppressivi. Possiamo votare l'articolo 110.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 109.  Ne do lettura:

                              «Art. 109.
                     Rimborso pedaggi autostradali

   1.  Al fine di ridurre il rischio di diffusione della pandemia  da
  Covid-19  dovuto  all'intensivo utilizzo dei  mezzi  del  trasporto
  pubblico  locale  e  per ridurre l'emissione  climalteranti  dovuta
  all'eccessivo traffico veicolare nel centro urbano, è  riconosciuto
  un contributo per il rimborso dei pedaggi autostradali sulle tratte
  di  servizio  interamente  ricadenti  all'interno  dei  comuni  con
  popolazione   superiore   a   centocinquantamila   abitanti,   pari
  all'ammontare del costo del pedaggio sostenuto annualmente, fino  a
  un  massimo di 200 euro l'anno, a condizione che l'istante dimostri
  l'assolvimento  della  tassa  automobilistica  regionale  nell'anno
  precedente  alla presentazione dell'istanza e di essere  in  regola
  con la revisione degli autoveicoli.

   2.  Entro  sessanta giorni dalla data di entrata in  vigore  della
  presente  legge,  con  decreto  dell'Assessore  regionale  per   le
  infrastrutture e la mobilità, di concerto con l'Assessore regionale
  per  l'economia, sono disciplinate le modalità di attuazione  delle
  disposizioni   di  cui  al  comma  1,  incluse   le   modalità   di
  presentazione delle istanze per la concessione del contributo e  le
  attività di controllo.

   3.  Per le finalità di cui al presente articolo, la relativa spesa
  è  determinata in 1.500 migliaia di euro a valere sulle risorse del
  POC 2014/2020».

   Anche  questi  sono rimborsi, avevo pensato che fossero  fuori  e,
  invece, sono compresi.
   C'è un emendamento, il  109.17, a firma di Catalfamo, che immagino
  è  ritirato, perché non lo possiamo fare, c'è un aumento, per cui è
  inutile

   CATALFAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATALFAMO.  Assessore  Falcone  e assessore  Armao,  vorrei  anche
  l'attenzione dell'assessore Armao, il 109.17 non lo posso  ritirare
  e devo chiedere di valutarlo attentamente perché, come sapete

   PRESIDENTE. Scusatemi tutti lì, c'è l'onorevole Catalfamo che  sta
  parlando con l'Assessore  Grazie.

   CATALFAMO.  Io  il 109.17, come lei sa, Assessore,  non  lo  posso
  ritirare, perché abbiamo verificato assieme che in questo  modo  la
  norma  funziona  solo a metà, quindi le chiedo,  anche  magari  con
  l'assessore  Armao,  di valutare questo emendamento  per  salvarlo,
  perché altrimenti la norma è monca.

   PRESIDENTE. O il Governo mi dice che, non so come, è coperto  o  è
  inammissibile.  Non so chi si voglia prendere questa responsabilità
  fra i due.
   Allora,   scusate,  non  c'è  neanche  bisogno  che  me  lo   dica
  l'assessore Armao, nel senso che se la somma disponibile  è  quella
  che  diceva  l'onorevole Savona, è l'onorevole Savona che  mi  deve
  dire  se  è  coperto. Cioè bisogna levarla da un'altra parte,  cioè
  bisogna  levarla  a  qualcun  altro e,  quindi,  non  credo  che
  onorevole Savona, non c'è, non ci può essere.
   Quindi, onorevole Catalfamo, non abbiamo che fare.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Scusate, siccome l'onorevole Savona  ha
  detto che ci sono 59 milioni disponibili, dobbiamo trovare qualcuno
  a cui levarli. Mi sa che le ultime ore sono state passate a cercare
  dove prenderli, dove metterli non dove levare.

   CIANCIO. Grazie, Presidente. Io intervengo, invece, nel merito  di
  questo  articolo  e  vorrei  che  i  colleghi  lo  leggessero   con
  attenzione. Perché io leggo - sembra quasi una barzelletta  -   Per
  ridurre  le emissioni climalteranti, dovute all'eccessivo  traffico
  veicolare  nel centro urbano   noi diamo un rimborso spese  per  il
  pedaggio autostradale. Cioè, praticamente, all'interno del testo ci
  contraddiciamo, perché diciamo: per evitare che usiate la macchina,
  vi rimborsiamo le somme per usare la macchina.
   Io  mi  rendo  conto  che in quella notte dai lunghi  coltelli  in
  Commissione   Bilancio   sono entrate cose  allucinanti  in  questo
  testo,  però  voglio dire, fino a questo punto  no   Un  attimo  di
  lucidità

   PRESIDENTE. Assessore Falcone, quello che dice l'onorevole Ciancio
  oggettivamente   perché  qua dice che  per  evitare    ,   però  lo
  facciamo.

   CATALFAMO.  Rispondo  io:  per evitare l'utilizzo  della  macchina
  all'interno dei centri abitati, in maniera tale da non riempire  di
  CO2 i centri abitati, questo è il senso della norma.

   PRESIDENTE.  E  quindi, li facciamo stare in autostrada  tutto  il
  giorno?

   CATALFAMO.  Si parla di autostrade, che passano fuori  dai  centri
  abitati. Quindi, il senso della norma è questo, per evitare che

                     (Intervento fuori microfono)

   CATALFAMO. E' chiaro  Bisogna saperla leggere la norma

   PRESIDENTE. No, scusi, onorevole Catalfamo, non è che ci  possiamo
  prendere  in  giro?  Se  c'è una Circonvallazione  o  un  pezzo  di
  autostrada perché uno deve andare oltre ...

   CATALFAMO.  Pagano il pedaggio all'interno del loro paese,  pagano
  il  pedaggio   Quindi,  giustamente, per  non  pagare  il  pedaggio
  passano all'interno del paese. Per questo la norma è scritta  così.
  Ma   bisogna   saperla  leggere  la  norma,  non  è  che   si   può
  strumentalizzare la norma

   PRESIDENTE.  Cioè, lei dice che c'è qualcuno che entra  dentro  il
  paese e si fa tutto il paese, invece di prendere l'autostrada,  per
  non pagare il pedaggio?

   CATALFAMO. Certo, è normale perché alla fine dell'anno  pagano  un
  sacco di soldi.

   PRESIDENTE. Allora prende dalla Statale fino alla fine.  Veramente
  non lo capisco

   CATALFAMO.  Ci  sono  comuni all'interno  dei  quali  si  paga  il
  pedaggio  per  percorrere un tratto di autostrada  all'interno  del
  territorio dello stesso comune da vent'anni.
   Comunque, volevo sapere cosa pensa il Governo su questa cosa.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.  Vediamo di fare cose oggettivamente

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, per favore, qui non  c'è  qualcuno
  che vuol fare qualcosa contro qualche altro. Qua stiamo cercando di
  fare una norma che ha un carattere di giustizia sociale.
   Oggi   i  cittadini  messinesi  che  si  devono  recare  e  devono
  attraversare la tangenziale di Messina, con tutti i problemi che la
  stessa  ha: vorrei ricordare che c'è il viadotto Ritiro  che  è  in
  costruzione,  vorrei  ricordare che c'è il  problema  del  viadotto
  dello  svincolo Giostra, vorrei ricordare ai messinesi che  c'è  il
  problema  dello  svincolo Annunziata. Si è detto,  poiché  vogliamo
  evitare di creare intasamenti all'interno della città di Messina si
  vuole incentivare, invece, l'utilizzo della tangenziale che, a  sua
  volta,  però,  è  a  pagamento e che, a sua  volta,  ha  anche  dei
  problemi di tipo.

   PRESIDENTE.  Assessore Falcone, con tutto il bene che  le  voglio,
  non si può fare quest'articolo.
   E' un qualche cosa che non si può fare. Intanto, come viene capito
  che il costo è un milione e mezzo? Non si può  Stralciamolo.
   Questo articolo è stralciato.
   Onorevole Catalfamo, ci sono cose che si possono fare e  cose  che
  non   si  possono  fare.  Con  questo  finiamo  su  tutti .   Fanno
  trasmissioni  di Giletti apposta su questo  Cioè, non usano  quelle
  già  programmate,  ne fanno qualcuna in più  Perché  dobbiamo  fare
  questi regali a Giletti noi

   CATALFAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATALFAMO.  Signor  Presidente,   l'anno  scorso  è  stata   anche
  approvata  una  mozione  da  questo  Parlamento  perché  questa   è
  un'ingiustizia che va avanti da vent'anni a Messina, dove non  solo
  i  Messinesi ma tutti i cittadini che percorrono quella tratta, che
  è una tratta comunale, pagano un pedaggio ingiusto.
   Quindi,  la norma è scritta in maniera tale da permettere a  tutti
  coloro i quali pagano questo pedaggio ingiusto, su un tratto  di  6
  chilometri. che è una mulattiera,

   PRESIDENTE. Ma è una legge
   Si  chiederà  all'ANAS o quel che è, al Consorzio di  levargli  il
  pedaggio. Ma noi non lo possiamo fare una legge ...

   CATALFAMO.  Non  lo  possiamo  fare,  abbiamo  provato  a   farlo,
  Presidente, ma non è stato possibile perché ci siamo scontrati  con
  le  competenze ministeriali. Quindi, stiamo cercando un  escamotage
  per  ovviare ai limiti che ci impone il fatto che ci scontriamo con
  le competenze ministeriali.
   Stiamo  veramente perdendo l'occasione per dare giustizia  ad  una
  cosa che è da vent'anni un'ingiustizia sociale enorme per Messina.

   PRESIDENTE. Io le ingiustizie sociali cerco di risolverle  sempre.
  Si  troverà il sistema per risolverlo ma non può essere questo. Non
  ve l'abbiate a male. Perché facciamo pagare il pedaggio e noi diamo
  il contributo al cittadino. Allora non lo paghi, punto e basta.
   Ma non possiamo fare.
   Mi  prendo  la responsabilità di avere stralciato questo articolo.
  Punto.
   Dovete intervenire tutti i deputati di Messina? No, basta
   Stiamo facendo un lavoro molto faticoso e molto serio, non  vi  do
  più la parola su questa cosa.
   Vi chiedo scusa, ma non do più la parola su quest'articolo.
   Si passa all'articolo 115. Ne do lettura:

                              «Art. 115.
        Modifica all'articolo 1 della legge regionale 12 maggio
                              2020, n. 9

   1.  Alla  lettera  b)  del comma 13 dell'articolo  1  della  legge
  regionale  12  maggio  2020,  n.  9,  le  parole   sette   esercizi
  finanziari    sono   sostituite  con  le  parole    otto   esercizi
  finanziari».

   Eccetto  i soppressivi, c'è soltanto l'emendamento 115.5, a  firma
  dell'onorevole Calderone.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Praticamente stiamo parlando riguardo ad alcuni comuni per i  quali
  sono  state fatte le stabilizzazioni, per i quali è stato  previsto
  il contributo da parte della Regione siciliana.
   C'è  la  copertura finanziaria per otto anni. Soltanto  che  nella
  legge  precedente la copertura finanziaria era stata  prevista  per
  sette anni. Quindi si tratta di andare a coprire normativamente,  a
  sistemare la situazione.

   PRESIDENTE.   Quindi   è  favorevole  all'emendamento   presentato
  dall'onorevole Calderone.
   Sono  ritirati  i  soppressivi. Pongo in  votazione  l'emendamento
  115.5. Chi è favorevole resta seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 115, così come  emendato.  Chi  è
  favorevole resta seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 131. Ne do lettura:

                              «Art. 131.
           Modifica all'articolo 20 della legge regionale 23
                         dicembre 2000, n. 30

   1.  Al  comma 3 dell'articolo 20 della legge regionale 23 dicembre
  2000,  n.  30  e successive modificazioni, le parole  ed  il  tempo
  strettamente  necessario per rientrare al  posto  di  lavoro   sono
  sostituite dalle parole  e un'ora dopo la fine della stessa .».

   Sono stati presentati solo emendamenti soppressivi. Sono ritirati.
   Pongo  in votazione l'articolo 131. Chi è favorevole resta seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 138. Ne do lettura:

                              «Art. 138.
                 Commissario straordinario enti locali

   1.  All'articolo 55 della legge regionale 15 marzo 1963, n.  16  e
  successive  modificazioni le parole da  dell'Assessorato regionale
  fino  a  dell'amministrazione della Regione  sono sostituite  dalle
  parole   in servizio presso l'Assessorato regionale delle autonomie
  locali   e  della  funzione  pubblica  che  hanno  svolto  funzioni
  ispettive,  di  vigilanza e di controllo nei confronti  degli  enti
  locali   da   almeno   cinque  anni  o  tra  i   dirigenti   aventi
  professionalità amministrative dell'amministrazione della  Regione,
  nel  limite  di due incarichi così come previsto dall'articolo  49,
  comma 26 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, .».

   C'è  un  emendamento  a  firma degli onorevoli  Cannata,  Amata  e
  Galvagno, il 138.5. Ritirato o rimane valido?
   Assessore, è favorevole all'emendamento?

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Signor  Presidente, c'è un  emendamento  presentato  a
  questo articolo che è stato depositato in tarda mattinata. A  firma
  degli onorevoli Caputo ed altri. Scusate è un subemendamento.

   PRESIDENTE. Un subemendamento a questo emendamento?

   LO  CURTO.  A  questo articolo. Lo hanno presentato gli  onorevoli
  Caputo, Gallo e La Rocca Ruvolo.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Caputo ha presentato  un  subemendamento?
  Non ne ho notizia onorevole Lo Curto e neanche gli Uffici.
   Lo  dobbiamo consegnare al Governo. Il Governo è d'accordo? Perché
  se il Governo non è d'accordo è inutile distribuirlo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, le chiedo un attimo di attenzione  e
  la  chiedo  anche  al neo Assessore per la funzione  pubblica,  noi
  recentemente  -  e  chiedo  al Presidente  della  I  Commissione  -
  abbiamo  modificato la norma per consentire non solo ai  componenti
  del  Servizio ispettivo dell'Assessorato alle Autonomie  locali  ma
  anche   ai   funzionari   e  dirigenti   che   sono   presenti   in
  quell'Assessorato,  quindi  non solo  del  servizio  ispettivo,  di
  potere essere utilizzati per l'attività ispettiva nei Comuni.
   Nell'arco di pochi giorni - perché questo sta avvenendo  -  stiamo
  facendo   una  ulteriore  modifica  in  cui,  oltre  ai  funzionari
  dell'Assessorato  alle  autonomie locali e alla  funzione  pubblica
  prevediamo  che l'attività ispettiva nei comuni venga  fatta  anche
  dai dirigenti con esperienza amministrativa: i dirigenti sono tutti
  con esperienza amministrativa.
   Noi  di  fatto  stiamo superando una organizzazione della  Regione
  specialistica  sull'attività  ispettiva,  non  sto   parlando   dei
  commissari che sono un'altra cosa.
   Io non credo che sia opportuno per l'Amministrazione non avere una
   .  perché l'ispezione è un atto, si nomina un'ispezione, accede al
  comune,  acquisisce gli elementi e riferisce all'Assessore,  quindi
  occorre quel minimo di competenza, di conoscenza.
   Così noi più allarghiamo, più il servizio ispettivo perde il senso
  della ragione per cui esisteva un servizio ispettivo.
   Io  non  ho  capito  da dove esca questo emendamento,  perché  gli
  Uffici  ci  avevano chiesto in Commissione - e chiedo al Presidente
  di  potere  eventualmente intervenire - di consentire ai funzionari
  dell'Assessorato e non solo del Servizio ispettivo  di  poter  fare
  questa attività, ma così la stiamo estendendo a tutta la Regione.
   Quindi, credo, che non sia funzionale all'Amministrazione,  chiedo
  al Governo di spiegarlo.

   SAVONA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Questa norma,  al
  numero 138, è quella approvata già dall'Assemblea regionale.
   Questa norma va a modificare, da un incarico a due incarichi,  non
  cambia,  è  una norma in essere, già vigente, da uno passa  a  due,
  solo questo.
   Quindi,  se  siamo  a corto di ispettori gli diamo  due  incarichi
  anziché uno, serve solo ad agevolare la macchina che non cammina.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Onorevole Savona, io ritengo che potrebbe essere  -   in
  questa   maniera  -   solo  cassando   o  tra  i  dirigenti  aventi
  professionalità amministrative dell'Amministrazione della Regione .
  Se  noi  non  cancelliamo  o tra i dirigenti aventi professionalità
  amministrative

   PRESIDENTE quello che dice, probabilmente è corretto.

   LACCOTO.  Se  noi  non  cancelliamo,  o  tra  i  dirigenti  aventi
  professionalità amministrative dell'amministrazione della  Regione
  abbiamo creato un caos, perché la materia degli enti locali  è  una
  materia particolare.

   PRESIDENTE. La legge vigente è così, scritta così.

   LACCOTO. Quindi li possiamo cancellare? Assessore, scusi, non  può
  essere  esteso  a tutto l'ambito della Regione. Le ispezioni  negli
  enti locali portano poi

   PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, chiedo scusa, perché io devo capire
  pure, se l'onorevole Savona ha detto che è soltanto il passaggio da
  1  a  2,  e  la  legge scrive così, deve essere scritto  così  pure
  questo.

   LACCOTO. E non c'è, c'è un'aggiunta qua.

   PRESIDENTE. No, la legge è così. Già quella vigente è così.

   LACCOTO. Ma è un errore, scusate.

   PRESIDENTE. Ho capito, ma è così la legge.

   LACCOTO. E' un errore  In questo caso lo possiamo cancellare:  fra
  i dirigenti amministrativi .

   PRESIDENTE. Intanto, l'assessore Zambuto ha dato parere favorevole
  a  questo emendamento a firma degli onorevoli Cannata e Amata?  Sì.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 138. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'emendamento dell'onorevole Lo Curto, non era stato  distribuito?
  Onorevole Lo Curto, il succo del suo emendamento qual era?

   LO CURTO. Il subemendamento che ho presentato mira, semplicemente,
  in  buona  sostanza che coloro che, in possesso  dei  requisiti  di
  laurea  previsti  dalla  norma,  abbiano  già  fatto  i  commissari
  straordinari,  pur  non  essendo più all'interno  del  Dipartimento
  della   funzione  pubblica,  possono  essere  nominati   commissari
  straordinari.

   PRESIDENTE.  Però,  onorevole  Lo Curto,  le  posso  dire?  Avendo
  approvato  con  l'emendamento a firma dell'onorevole  Amata  questo
  diventa l'opposto per cui non lo possiamo fare.

   LO CURTO. Perché?

   PRESIDENTE.  O  si  trovava un accordo tra  i  due,  ma  così  non
  possiamo  approvare. Non è neanche ammissibile che è  l'opposto  di
  quello che dice l'emendamento Amata.
   Per cui, vediamo poi, eventualmente, dove poterlo inserire.
   Si passa all'articolo 146. Ne do lettura:

                              «Art. 146.
        Contribuzione aggiuntiva dipendenti regionali collocati
                       in aspettativa sindacale

   1. Le disposizioni di cui all'articolo 3, commi 5 e 6, del decreto
  legislativo 16 settembre 1996, n. 564, come integrato dall'articolo
  3   del  decreto  legislativo  29  giugno  1998,  n.  278,  trovano
  applicazione nella Regione e al Fondo di quiescenza dei  dipendenti
  regionali.»

   Il  titolo  certo  è  curiosetto. Loro  già  sono  in  aspettativa
  sindacale,   quindi  praticamente  non  lavorano,  devono onorevole
  Savona è così? Giusto per spiegarmelo.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore.  Si  tratta  dei
  sindacalisti  che sono in aspettativa, quindi c'è  un  problema  di
  contribuzione degli

   PRESIDENTE. Quindi, è stato richiesto dall'Organizzazione.  Allora
  va bene. Pensavo fosse un'iniziativa nostra.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, purtroppo - come lei sa - in  Assemblea
  non  è che invertendo i fattori il risultato non cambia. Invertendo
  i  fattori,  lei si ritrova tanti soppressivi. Perché questo  è  un
  aggiuntivo  che  non  è  passato dalle Commissioni  di  competenza,
  quindi  non  conoscendone  il contenuto e la  quantificazione,  noi
  abbiamo presentato un soppressivo.
   In maniera asciutta, il Presidente Savona ha dato una spiegazione,
  però,  vorremmo  capire  economicamente in quanto  consiste  questa
  aspettativa sindacale? Vale un milione, due milioni?

   PRESIDENTE.  Non ha costi aggiuntivi perché non è a  carico  della
  Regione.

   FOTI. Non è a carico della Regione, va bene, quindi, per quanto ci
  riguarda  ritiriamo il soppressivo se c'è una motivazione,  non  ha
  copertura.

   PRESIDENTE. No, la copertura non c'entra perché non ha bisogno  di
  copertura.

   FOTI. Dico, se non c'è, noi lo ritiriamo.

   PRESIDENTE. Quindi lo ritirate.
   Pongo in votazione l'articolo 146.  Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Finita  la rubrica  Enti locali',  onorevole  Savona,
  passiamo   ad    Attività  produttive'   prima   e   poi   facciamo
   Agricoltura'?

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Savona)

   PRESIDENTE.  E' meglio farlo dopo, lei dice, Attività  produttive.
  Lo facciamo dopo. Allora, l'Agricoltura. L'assessore Scilla c'è?
   Onorevole Savona, facciamo una cosa. Sospendiamo cinque  minuti  i
  lavori,  che  così  ci  chiariamo alcune  cose.  Cinque  minuti  di
  sospensione.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.16, è ripresa alle ore 17.27)

                 Presidenza del Vicepresidente DIMAURO

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  I  deputati sono pregati di prendere  posto.  Allora,
  onorevoli colleghi, iniziamo con la rubrica dello Sport.
   Si  riprende l'esame dell'articolo 32. Allora l'articolo  32  sono
   Iniziative  in  favore dello sport e Fondo per le trasferte  delle
  società sportive .
   Ci   sono   una   serie  di  emendamenti  soppressivi.   Onorevole
  Barbagallo,  onorevole Lupo, sono ritirati?  Sono  ritirati,  bene,
  sono ritirati.
   Si  passa  all'emendamento 32.25. Onorevole Palmeri,  è  mantenuto
  l'emendamento? Onorevole Tancredi, è mantenuto l'emendamento 32.25?
  È ritirato, bene.
   Il presidente Savona prende posto per favore?
   Si  passa  all'emendamento 32.33 a firma del  Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  32.27 a firma  degli  onorevoli  Zito,
  Sunseri, Di Paola, Di Caro, Pasqua. È confermato, onorevole Zito?

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO. Sì, grazie Presidente, perché noi vediamo da dei vincoli che
  sono  stati imposti nella scorsa finanziaria di distribuire i fondi
  alle  società e alle federazioni e in base al contributo  dell'anno
  precedente, quindi il 2019.
   Si  è  imposto anche alle federazioni cosa che, secondo me,  anche
  per  dei pareri legali in mio possesso non si poteva fare, ma anche
  alle federazioni si è imposto di fare così.
   Ora, dico ci sono società che invece di fare come nel 2019, che ne
  so  sei campionati ne hanno fatti di meno, quindi avranno lo stesso
  contributo  rispetto a quella società che prima,  ad  esempio,  non
  esisteva ma si era iscritta o ha fatto solo un campionato e  l'anno
  successivo  ne ha fatto più di uno e quindi si verrà a  creare  una
  disparità, secondo me, che non può funzionare.
   Inoltre  non  capisco  perché  l'80  per  cento  viene  confermato
  rispetto  a  quello  che  era il 2019  e  il  20  per  cento  va  a
  discrezionalità dell'Assessore.
   Questa  cosa  secondo  me è una stortura che va  superata,  invece
  dobbiamo  riportare con i vecchi criteri dove alla  fine  anche  le
  federazioni decidono come distribuirle, perché le federazioni sanno
  quali sono i problemi, le società meritevoli di avere contributi  e
  quant'altro. Quindi chi meglio di loro potrebbe distribuire i fondi
  che noi distribuiamo ogni anno allo sport. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Zito. Il parere della  Commissione?
  Onorevole Savona?

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, sempre con
  riferimento  al comma 5, come Gruppo parlamentare del  PD,  abbiamo
  presentato  l'emendamento  32.28 che recita  dopo  le  parole   con
  apposito decreto dell'Assessore regionale per il turismo,  sport  e
  spettacolo   sono  aggiunte le seguenti  parole   d'intesa  con  il
  Coni .
   Non  so  quale sia il parere del Governo, evidentemente  se  fosse
  condiviso il 32.27, chiedo di posporre il nostro emendamento,  come
  subemendamento  al 32.27, altrimenti risulterebbe precluso,  quindi
  intervengo sull'articolo e in particolare su questo comma.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente,  Assessori,  onorevoli   colleghi,
  chiedo  all'Aula di apprezzare il mio emendamento il 32.29,  perché
  supera un po' le criticità che sono state avanzate dai colleghi.
   La  legge  n.  31  è  una  legge che già prevede  una  determinata
  procedura e che non può naturalmente essere cambiata con  la  legge
  finanziaria.  Come  sappiamo le società vivono di  contributi,  non
  vivono  di stipendi e le trasferte, il risarcimento previsto  dalle
  trasferte  poiché  l'attività si è fermata, allora  abbiamo  dovuto
  inventarci questo piano di riparto riferito al 2019.
   abbiamo  a  lungo  dibattuto  in  V Commissione,  con  l'assessore
  Messina a cui chiedo l'attenzione, Assessore, sono d'accordo  sulla
  riserva  che  lei prevede per eventuali richieste future,  però  le
  chiedo  di  apprezzare il mio emendamento dove si  prevede  che  le
  eventuali  eccedenze di questo 20 per cento vengano distribuite  in
  proporzione alle società che si riferiscono alla legge n. 31.
   Inoltre non condivido l'emendamento che prevede  sentite il  Coni
  perché  quelle  che  deve  essere  sentito  è  il  Comitato   delle
  federazioni. Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Savona, come ha avuto  modo  di  ascoltare
  quello  che ha detto l'onorevole Lupo, c'è eventualmente un'ipotesi
  di subemendamento al 32.27, qualora
   Il parere?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore. Se diamo  parere
  favorevole al 32.27

   PRESIDENTE. E al 32.28, giusto?

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MESSINA,  assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.  Sì,
  grazie  Presidente, onorevoli deputati. Sull'emendamento  32.27  il
  parere    del   Governo   è   contrario   mentre   sull'emendamento
  dell'onorevole  Lupo  è favorevole per cui  se  va  inglobato  come
  subemendamento  rischia  di  essere  bloccato,  quindi  chiedo   di
  lasciarlo in questo modo.

   PRESIDENTE.  Va  bene,  allora, abbiamo le  idee  chiare.  Ripeto:
  sull'emendamento 32.27 c'è...

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Schillaci)

   E'  già intervenuta. Lei mette in votazione che cosa? Scusi  prima
  c'è il 32.27.
   Allora,  sull'emendamento  32.27  c'è  il  parere  contrario   del
  Governo,  la  Commissione  si  è  rimessa  all'Aula.  Lo  pongo  in
  votazione.

        (Richiesta di votazione per scrutinio palese nominale)

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 32.27

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 32.27.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti  .         65
   Votanti             40
   Maggioranza         21
   Favorevoli          13
   Contrari            27
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 32.29 è precluso.
   Si passa all'emendamento 32.30. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Contrario.

          (Viene chiesta la votazione per scrutinio nominale)


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 32.30

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 32.30.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti  .         64
   Votanti             42
   Maggioranza         22
   Favorevoli          15
   Contrari            27
   Astenuti            2

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 32.28. Lo pongo in votazione col  parere
  favorevole della Commissione e del Governo. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 32.31 è assorbito dal 32.28.
   Si  passa  all'emendamento 32.32. E' un  emendamento  che  prevede
  un'ulteriore  somma  di 300 mila euro. Manca  la  copertura  quindi
  l'emendamento è inammissibile.
   Pongo in votazione l'articolo 32, così come è stato emendato.  Col
  parere favorevole della Commissione e del Governo. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:

                               «Art. 51.
              Competenze in materia di imprese turistiche

   1.  Alla  lettera  a)  del  comma 1 dell'articolo  8  della  legge
  regionale  29 dicembre 1962, n. 28 e successive modificazioni  dopo
  le  parole  internazionalizzazione delle imprese  sono aggiunte  le
  parole   ad eccezione di quelle turistiche  e dopo le parole  Aiuti
  alle  imprese   sono  aggiunte le parole  ad  eccezione  di  quelle
  turistiche .

   2.  Alla  lettera  n)  del  comma 1 dell'articolo  8  della  legge
  regionale  n.  28/1962 e successive modificazioni, dopo  le  parole
   Vigilanza  enti  di  settore.  sono aggiunte le  parole   Attività
  promozionali  all'estero  e  internazionalizzazione  delle  imprese
  turistiche. Aiuti alle imprese turistiche.

   3. Con decorrenza 1 luglio 2021, le competenze relative agli aiuti
  alle imprese turistiche, le cui procedure di evidenza pubblica  per
  la  relativa  concessione  o le procedure negoziali  non  risultino
  avviate  alla medesima data, transitano dall'Assessorato  regionale
  delle  attività produttive all'Assessorato regionale  del  turismo,
  dello sport e dello spettacolo».

   Abbiamo  tutta  una  serie  di emendamenti  soppressivi,  si,  che
  credono siano ritirati onorevole Barbagallo. Sono ritirati.

                     (Intervento fuori microfono)

   Come? Sì, lo so, lo so che ha chiesto la parola. Lo so  Allora, un
  attimo, un attimo e cominciamo

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Grazie, Presidente, per annunciare  il  ritiro  degli
  emendamenti soppressivi. E' un tema dibattuto da anni questo  delle
  competenze in materia turistica, quindi esprimiamo apprezzamento.

   PRESIDENTE.   Grazie.   Il   51.15   è   inammissibile.   Passiamo
  all'approvazione dell'articolo 51. Ah, scusi.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA. Presidente, non mi vuole fare parlare, ahi ahi ahi.  No,
  anch'io  esprimo  apprezzamento per  l'articolo  però  vorrei  fare
  semplicemente  una  domanda all'assessore Messina  se  mi  ascolta.
  Questi  cambiamenti  di  competenza  negli  assessorati  comportano
  solitamente  dei tempi burocratici, diciamo, piuttosto lunghi  che,
  in   una   fase  come  questa  in  cui  il  settore  turistico   ha
  assolutamente  necessità  di  interventi  di  sostegno   economico,
  rischiano di creare delle complicazioni.
   Io  vorrei semplicemente una rassicurazione che, in tal senso,  ci
  siano  minori  perdite  di  tempo  possibile,  proprio  per  andare
  incontro alle esigenze del settore che assolutamente ha necessità.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Presidente,   Giunta,  colleghi,  condivido   l'intervento
  dell'onorevole Siragusa e mi rivolgo adesso all'assessore  Messina.
  Ho  presentato un emendamento che riguarda una modifica ai  criteri
  della   stagionalità   degli   alberghi,   introduce   criteri   di
  flessibilità.
   Voglio  sapere qual è il parere del Governo, so che c'è anche  una
  legge  di  riforma,  una proposta di riforma  in  itinere  che  dal
  Governo  o  l'approviamo adesso, come propongo io,  o  diversamente
  qual è l'opinione del Governo stesso.

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Grazie, Presidente. Per il primo intervento rassicuro assolutamente
  tant'è  che  nell'articolo è specificato che solo  le  pratiche  da
  luglio  2021  saranno seguite dall'Assessorato  al  turismo,  tutto
  rimane  in carica al vecchio Assessorato, quindi non ci sarà  alcun
  tipo di ostacolo.
   Sull'emendamento   dell'onorevole   Lupo   apprezzo    chiaramente
  l'iniziativa,   l'unica  cosa  che  siccome  è   molto   articolato
  l'argomento e proprio oggi abbiamo iniziato con le associazioni  di
  categoria  l'esamina del nuovo disegno di legge, lo tratteremo,  se
  lei  è  d'accordo, in quest'occasione per farlo più corretto e  più
  completo. Grazie.

   PRESIDENTE.  Bene,  allora  andiamo  avanti.  Pongo  in  votazione
  l'articolo  51  col  parere  favorevole  della  Commissione  e  del
  Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 72. Ne do lettura:

                               «Art. 72.
                         Residenze artistiche

   1.  Al  fine  di sviluppare e valorizzare lo spettacolo  dal  vivo
  attraverso  progetti relativi all'insediamento, alla  promozione  e
  allo   sviluppo  del  sistema  delle  residenze  artistiche,  quali
  esperienze  di rinnovamento dei processi creativi, della  mobilità,
  del  confronto artistico nazionale e internazionale, di  incremento
  dell'accesso   e  di  qualificazione  della  domanda,   l'Assessore
  regionale per il turismo, lo sport e lo spettacolo è autorizzato ad
  erogare per il triennio 2021-2023 un contributo annuale pari  a  50
  migliaia  di  euro  (Missione  5, Programma  1),  secondo  modalità
  definite con apposito decreto del medesimo Assessore».

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.    Ma   noi   abbiamo   fortissime   perplessità    su
  quest'articolo 72. Abbiamo presentato gli emendamenti  soppressivi.
  Francamente,  non  capiamo la ragione per cui vengano  previsti  in
  finanziaria  ulteriori  50  milioni di euro  per  queste  residenze
  artistiche quando benissimo si possono

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. 50 migliaia.

   BARBAGALLO.  Cinquantamila euro, ho sbagliato  presidente  Savona,
  scusi.  Cinquantamila euro per ulteriori iniziative  relative  allo
  spettacolo  dal vivo, quando già dalle somme previste  in  bilancio
  con  il  capitolo,  mi  pare  che è  473514,  ben  l'Assessore  può
  attingere,  o la Giunta di Governo, per questo tipo di  iniziative,
  quindi  se,  come dire, rientrano in quello stanziamento  va  bene,
  però se sono ulteriori francamente è incomprensibile.

   PRESIDENTE. Certo, sono ulteriori.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io  vedo
  nella   tabella   degli   emendamenti  che   c'è   un   sostitutivo
  dell'articolo  che  pone il tema dei percorsi paesaggistici  e  dei
  cammini.  Colgo  l'occasione per informare anche  l'Aula  che  sono
  anche  presentatrice  di  un testo di legge  sui  Cammini  e  sulla
  valorizzazione  dei Cammini storici e delle Vie francigene,  perché
  ritengo  e riteniamo insomma, c'è un associazionismo molto  fervido
  in  questo momento che si sta sviluppando sul tema, che soprattutto
  in  tempi di Covid questo serve potenziare i Cammini interni  della
  Sicilia,  i sentieri, i percorsi paesaggistici possa rinforzare  il
  turismo  interno  e,  pertanto, anche  il  turismo  relazionale  e,
  quindi, valorizzare quella che è un leva anche tutta siciliana.
   Rispetto   alla  possibilità  che  si  possa  pertanto  sostituire
  l'emendamento  72.8,  non so se l'assessore  Messina  eventualmente
  vuole  accogliere alcune modifiche che ampliano anche  il  discorso
  dei Cammini e va a inserire le Vie francigene e i Cammini a matrice
  storico culturale ponendo pertanto anche la Sicilia in quello che è
  un  discorso  nazionale  e anche europeo delle  Cultural  routes  e
  pertanto  ci  permetterebbe di avanzare anche  in  questo  tipo  di
  valorizzazione. Questa è la mia proposta.

   PRESIDENTE. Colleghi, scusate, di questo emendamento 72.6 i  primi
  due   commi   erano   già  stati  stralciati  ed   erano   inseriti
  nell'articolo 46 del vecchio disegno di legge 962, questo  lo  dico
  perché  essendo il terzo comma di questo emendamento lo stesso  del
  comma  1  dell'articolo  72, di fatto, il  72.6  non  potrà  essere
  trattato.
   Poi   c'è   il  72.8  che  prevede  maggiori  oneri  e  quindi   è
  inammissibile. Il 72.9 la stessa cosa, e poi c'è il 72.7 che invece
  si può esaminare.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   Allora,  restano in vita gli emendamenti soppressivi,  che  lo  ha
  ribadito con un intervento l'onorevole Barbagallo.

          (Intervento fuori microfono dell'assessore Messina)

   Il 72? Parli al microfono non la sento.

   MESSINA,  assessore per il turismo, lo sport e lo  spettacolo.  Al
  72.8 c'è la copertura.

   PRESIDENTE.  Dov'è? Non c'è, c'è indicata la  somma,  ma  non  c'è
  indicato il capitolo; non è coperto quindi. Allora, dobbiamo votare
  i soppressivi.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego. Le ricordo, onorevole Zafarana, che è stato già
  stralciato.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  non  vorrei,
  per carità, come dire permettermi di insegnare niente all'assessore
  Messina, anche perché lui conosce le dotazioni finanziarie del  suo
  fondo. L'emendamento sostitutivo ha una copertura di 100 mila  euro
  che sono, a quanto riferisce l'assessore Messina, sul suo fondo  e,
  pertanto,  ritengo che debbano essere il Governo e  la  Commissione
  QBilancio' a dire se vi è la copertura economica.

   PRESIDENTE.   Mi   scusi,   non   ci   siamo   capiti,    non    è
  un'inammissibilità   per   mancata   copertura    finanziaria,    è
  un'inammissibilità che ha determinato la Presidenza dell'Assemblea,
  allorquando  avendo  in mano il disegno di  legge  962  questo  era
  inserito  nell'articolo 46, quindi non è un problema  di  copertura
  finanziaria; la copertura finanziaria riguarda altre cose il 72.8 e
  il 72.9. Sono stato chiaro?

   ZAFARANA. Sì, ho capito, Presidente.

   PRESIDENTE.  Eh  lo  so, però se le dico che è  stato  stralciato,
  purtroppo

   ZAFARANA.  Allora,  poi chiaramente l'assessore  Messina  deciderà
  cosa  fare. Il mio era un subemendamento e un suggerimento rispetto
  ad  un  percorso e un suggerimento di tipo culturale per  dare  una
  prospettiva   anche;   se  poi  diciamo  così   questi   sono   gli
  intendimenti, chiaramente, poi il Governo prenderà le decisioni che
  vorrà, ci mancherebbe.

   PRESIDENTE. Va bene.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io  volevo
  capire una cosa e ne approfitto che qua c'è l'assessore Messina.
   Noi  mettiamo  50  migliaia di euro per valorizzare  le  residenze
  artistiche,  non so con queste somme quali siano queste  residenze,
  se  già  c'è un progetto nella mente dell'Assessore, ma non capisco
  perché  dobbiamo inventarci una cosa nuova quando,  Assessore,  due
  anni  fa  questo  Parlamento ha votato per il  percorso  letterario
  degli Iblei, per il percorso letterario. Fra l'altro è stato votato
  all'unanimità  quel percorso e ancora mancano i decreti  attuativi.
  Perché  non  mettiamo in funzione, facciamo camminare le  cose  già
  votate,  invece,  di  inventarci cose nuove  dove  c'è  addirittura
  impegno di spesa?
   Quel  decreto  attuativo che si doveva fare già due  anni  fa  non
  richiedeva alcuna somma e avrebbe valorizzato un sacco di  percorsi
  letterari nelle varie province siciliane.
   Ad  oggi, non è stato ancora fatto, però ci dobbiamo inventare una
  cosa  nuova, con un impegno di spesa tra l'altro irrisorio che  non
  si capisce a cosa serva.
   Io  spero  che  almeno le cose vecchie e passate che  possono  già
  camminare  con  le proprie gambe vengano messe nella  disponibilità
  dei siciliani. Grazie.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, riprendo l'intervento che ha  fatto
  la  mia  collega Stefania Campo. E' opportuno, così come  ha  fatto
  ieri  l'onorevole Michele Catanzaro. Ci troviamo davanti la  stessa
  tipologia di problema.
   Noi facciamo le norme, ieri abbiamo discusso su quella relativi ai
  giovani,  dopodiché  le norme non le finanziamo,  non  mettiamo  le
  risorse,   quindi  diventano  norme  non  attuabili  e  poi   nella
  finanziaria,  con  un  articolo, con una paginetta  si  mettono  le
  risorse  e  si  rende insignificante quello che è il  lavoro  delle
  Commissioni, del Parlamento. E' veramente mortificante
   Secondo me, dobbiamo fare lo stesso lavoro che abbiamo fatto  ieri
  con  l'onorevole Grasso e con l'onorevole Catanzaro, che poi  hanno
  trovato una sintesi, salvando quello che è appunto la norma.
   Dobbiamo  cioè prendere i soldi e metterli nella norma perché  noi
  abbiamo  una  norma  e  prima  di inventarci  altre  cose  dobbiamo
  riempire  di contenuti economici le norme che facciamo,  altrimenti
  le  riunioni che facciamo in Commissione, le sedute che facciamo in
  Aula,  gli  atti  che  produciamo  sono  sterili,  sono  privi   di
  significato  perché poi arriva o il deputato di turno o l'Assessore
  di  turno che con una paginetta azzerano il lavoro di tutti  quanti
  noi.
   Vi  prego  su questo se possiamo fermarci, raccogliere  come  ieri
  abbiamo raccolto il grido di dolore dell'onorevole Catanzaro,  oggi
  raccogliamo  quello dell'onorevole Campo in modo  che  quel  lavoro
  possiamo metterlo in sicurezza.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessore  Messina,
  credo  che ci sia un'esigenza di chiarimento del significato  della
  norma  che,  a mio avviso, non è per niente chiara, perché  non  si
  capisce  a  chi  verrebbe erogato questo contributo annuale  di  50
  migliaia  di  euro,  né  con  quali modalità  perché  non  possiamo
  approvare  una  norma al buio che poi rinvia tutto  ad  un  decreto
  dell'Assessore e siccome mi rifiuto di credere che si possa pensare
  di affrontare la drammaticità della crisi dello spettacolo dal vivo
  con  50 migliaia di euro, chiedo al Governo di spiegare meglio qual
  è  il  senso  della  norma ed eventualmente di  riscriverla,  se  è
  necessario, per renderla più chiara e trasparente.

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Grazie,  Presidente.  Le  residenze  artistiche  sono  un  istituto
  giuridico che esiste già da oltre quindici anni ed è finanziato dal
  Mibact, quindi dal Ministero della Cultura.
   E'  un  finanziamento  a cui si può accedere  come  Regione,  oggi
  diciotto  Regioni italiane ne fanno parte, la Sicilia  da  quindici
  anni  è  rimasta  fuori da questo circuito, per potere  accedere  a
  questo   cofinanziamento  delle  residenze  artistiche  del  Mibact
  bisogna  istituire  il  capitolo e mettere  un  piccolo  contributo
  denominato come residenze artistiche. Questo ci consentirà nel 2022
  di poter finalmente accedere - nella triennalità del Mibact - ad un
  fondo  che  si aggira intorno ai 250-300 mila euro per le residenze
  artistiche siciliane.
   E'  chiaro che questa è una quota, una piccola quota nostra  e  la
  procedura  che poi seguirà dopo sarà quella che chiede  il  Mibact,
  che  è  quella di finanziamento pubblico. E' chiaro che  se  volete
  specificato  e  meglio  specificare  che  serve  per  l'accesso  al
  finanziamento  Mibact  per  le  residenze  artistiche  lo  possiamo
  tranquillamente subemendare perché, ribadisco, il  fine  è  questo.
  Spero di essere stato, ovviamente, chiaro. Grazie.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   PRESIDENTE. Non ho capito, onorevole Barbagallo.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   Perfetto, siamo d'accordo. Allora è accantonato. Assessore  quando
  c'è il subemendamento pronto lo riprendiamo.
   Si passa all'articolo 86. Ne do lettura:

                               «Art. 86.
                         Rassegna Cinema City

   1.  Al fine di favorire l'incremento dell'offerta turistica  e  di
  promozione sociale mediante una rassegna di proiezioni di film e di
  incontri  nelle  piazze  e nei quartieri  della  città  di  Palermo
  secondo  la  metodologia del cinema all'aperto  cosiddetto   cinema
  diffuso  è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2021, la  spesa
  di  20  migliaia di euro per la rassegna Cinema City  (Missione  5,
  Programma 2).».

   All'articolo 86 ci sono una serie di emendamenti soppressivi.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Signor  Presidente,  quando  abbiamo  letto   questo
  articolo  in seno al testo non abbiamo capito qual è la ragione,  a
  meno  che  anche  in  questa ipotesi non ci siano  cofinanziamenti,
  progetti  europei ai quali attingere ma, francamente,  visto  così,
  non  si comprendono le ragioni per cui interveniamo con legge e non
  stiamo   intervenendo   nei   capitoli   di   bilancio   a   favore
  dell'Assessore.

     MESSINA,  assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Signor  Presidente, solo per precisare che non è  un  articolo  del
  Governo, quindi non è di competenza nostra.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)

   PRESIDENTE.  Calma, c'è un articolo. Si deve votare. Lo  stralcio
  Cosa stralcio

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)

   Va bene. C'è un emendamento

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor  Presidente,  così  come  dicevo  prima,   che   la
  drammaticità  della  crisi dello spettacolo dal  vivo  non  si  può
  affrontare e risolvere con 50 mila euro, poi l'Assessore  ha  fatto
  le  precisazioni dovute, attendiamo la riscrittura  per  valutarlo,
  ora  dico  che la crisi del cinema non si può ovviamente affrontare
  con  20  mila euro. Quindi, o facciamo norme che hanno un  senso  e
  davvero  danno una risposta al settore e alla categoria  o  diventa
  del  tutto  incomprensibile  anche il tempo  che  stiamo  perdendo,
  perché  dalla  lettura  dell'articolo non si  capisce  neppure  chi
  dovrebbe  beneficiare di questo micro finanziamento, 20  mila  euro
  per la Sicilia è una goccia nell'oceano.
   Chiedo  al  Governo,  a chi l'ha proposto, di chiarire,  siamo  al
  sostegno del cinema ma non è questo il modo.

   PRESIDENTE. Pare che ci sia un certo orientamento.
   Presidente Savona, il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente  della Commissione e  relatore.  Certamente  è
  favorevole, se c'è da aggiustarlo lo aggiustiamo.

   PRESIDENTE. Allora lo accantoniamo?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Sì.

   PRESIDENTE.  C'è  una  richiesta di  accantonarlo,  ovviamente  la
  Commissione  lo  vuole sistemare per dare un contributo  ai  lavori
  parlamentari.
   Andiamo avanti. Si passa all'articolo 91. Ne do lettura:

                               «Art. 91.
         Iniziative a sostegno della Fondazione Taormina Arte
                                Sicilia

   1.  Al  fine  di potenziare e valorizzare le iniziative artistico-
  culturali  del  Taobuk  Festival  e  del  Taormina  Film  Fest,   è
  autorizzata,  per l'esercizio finanziario 2021,  la  spesa  di  400
  migliaia  di euro in favore della Fondazione Taormina Arte  Sicilia
  da destinare, in pari quota, al supporto delle relative attività».

   BARBAGALLO. Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.

   PRESIDENTE. Perfetto.
   Passiamo  direttamente all'emendamento 91.7 che è una  riscrittura
  che  estende  la  norma all'INDA. Sempre con 400  mila  euro  viene
  allargata all'INDA. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   MESSINA,  assessore per il turismo, lo sport e lo  spettacolo.  Mi
  rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.  Quindi, si rimettono all'Aula sia la Commissione  che
  il Governo. Assessore, c'è un finanziamento a parte per l'INDA? C'è
  un  altro  finanziamento?  Per  tutte  e  due,  ho  capito.  Chi  è
  favorevole  all'approvazione dell'emendamento  scusate  un  attimo,
  assessore,  se  lei  ha letto l'emendamento adeguatamente  c'è  una
  modifica sostanziale. Vuole intervenire, assessore?

   MESSINA,  assessore per il turismo, lo sport e lo  spettacolo.  Sì
  Presidente,  chiedo  scusa, ma purtroppo sto riscrivendo  un  altro
  subemendamento.   All'articolo  91,   chiaramente,   diamo   parere
  favorevole.  Al  subemendamento 91.7  diamo  parere  contrario,  in
  quanto  l'INDA già ha possibilità di altro finanziamento,  sia  dal
  FURS regionale che dal FURS nazionale.

   PRESIDENTE.   Con  il  parere  contrario  del  Governo   e   della
  Commissione, lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento  91.8  è già coperto dalla manovra.  Con  il  parere
  favorevole  della  Commissione e del Governo,  pongo  in  votazione
  l'articolo  91. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 123. Ne do lettura:

                              Articolo 123
                          Agenzie di viaggio

   1.   L'apertura,  il  trasferimento  e  le  modifiche  concernenti
  l'operatività delle agenzie di viaggio e turismo sono soggetti alla
  segnalazione   certificata  di  inizio  attività  (SCIA)   di   cui
  all'articolo  27  della  legge regionale  21  maggio  2019,  n.  7,
  presentata  dal titolare o, se persona diversa, dal gestore  o  dal
  suo  eventuale  legale rappresentante ovvero, in  caso  di  persona
  giuridica,  dalla  persona che ne ha la rappresentanza  legale  con
  menzione  del  mandato, presso lo sportello  unico  delle  attività
  produttive (SUAP) territorialmente competente. .

   A  pagina  115, onorevole Barbagallo. Gli emendamenti  soppressivi
  sono  confermati?  E  c'è  un  emendamento  soppressivo  anche  del
  Governo.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Io avevo presentato un emendamento sostitutivo di  questo
  articolo  che, in un certo senso, capisco che è stato probabilmente
  catalogato  come aggiuntivo, perché aggiungeva due commi  che  sono
  molto importanti. Ed era l'unico articolo nel quale
   Aspetti,  perché  eventualmente, anziché votare  l'aggiuntivo,  io
  chiedere  all'assessore  di  valutare  il  sostitutivo,  perché  ho
  presentato  questo emendamento per quanto riguarda l'organizzazione
  di  spettacoli  sotto  i  200  partecipanti,  c'è  un  problema  di
  chiarezza  in Sicilia che manca. Perché non abbiamo recepito  delle
  norme  nazionali, quindi sto parlando di una norma  che  attiene  a
  tutto  il  territorio, tranne la Sicilia, per le quali  gli  eventi
  sotto  i  200 partecipanti devono essere richiesti alla Questura  e
  non al Comune.
   Ovvero,  in  Sicilia  bisogna ancora, con la vecchia  norma,  fare
  richiesta alla Questura. Questo determina una grande confusione per
  tutte  le  associazioni,  le imprese che fanno  spettacolo,  perché
  spesso capita che sbagliano, ma non per un problema.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ciancio,  ma  cosa  c'entra   questo   con
  l'articolo delle agenzie di viaggio?

   CIANCIO. Perché riguarda la SCIA, Presidente.

   PRESIDENTE. Ma la SCIA è un'appendice, l'argomento qui è   Agenzie
  di viaggio'

   CIANCIO.  Presidente, le sto dicendo mi rendo conto che è  un  po'
  forzata   l'unione  di  questi  due  temi,  però  ho  parlato   con
  l'assessore  che è d'accordo. L'abbiamo analizzato  insieme  questo
  problema, e significa andare incontro a tutte quelle attività,  tra
  cui  quelle che hanno manifestato ieri, per semplificargli la vita.
  Non ha onori finanziari.
   E', semplicemente dire, anziché fare la richiesta al Questore,  si
  fa  la richiesta al Comune, così come molti comuni già fanno. Però,
  siccome  non  abbiamo recepito la norma nazionale, è  capitato  che
  bloccassero   spettacoli,   mezz'ora   prima   dell'inizio    dello
  spettacolo, perché avevano sbagliato a farla al SUAP anziché al

                     (Intervento fuori microfono)

   CIANCIO.  No, no assessore. E' così. Per eventi sotto  i  duecento
  partecipanti.

   PRESIDENTE.   Ma   questo,  mi  scusi,  questo  si   può   mettere
  all'articolo  52, che è un articolo di abrogazione e  modificazione
  di norme. Si può mettere lì.

   CIANCIO. Se c'è un impegno a trattarlo all'articolo 52, per me  va
  benissimo. Semplicemente, io lo avevo presentato a questo  articolo
  per questo dico, anziché abrogarlo potevamo

   PRESIDENTE.  Assessore, mi scusi, l'articolo riguarda altre  cose.
  Riguarda  Agenzie di viaggio. L'onorevole Ciancio ha sollevato  una
  questione  importante che può - per favore,  per  favore  -  essere
  inserito  benissimo  nell'ambito dell'articolo 52   Abrogazione  di
  norme e modificazioni'. Se il Governo è d'accordo, assume l'impegno
  e  proponiamo  questo  emendamento,  credo  che  l'Aula  sia  tutta
  d'accordo.

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Favorevole, il Governo è favorevole.

   PRESIDENTE. Allora pongo in votazione l'articolo 123.  Abbiamo  il
  parere  negativo della Commissione. Il parere negativo del Governo.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'articolo 125. Ne do lettura:

                             Articolo 125.
                         Teatri di tradizione

   1.  Agli  enti  autonomi regionali riconosciuti  quali  teatri  di
  tradizione ai sensi dell'articolo 28 della legge 14 agosto 1967, n.
  800  e  successive modificazioni non si applicano,  in  materia  di
  legale  rappresentanza, le disposizioni previste dall'articolo  39,
  comma  4,  della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9  e  successive
  modificazioni.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi  quest'articolo
  interviene  per  modificare una norma regionale che quest'Assemblea
  ha  approvato nel 2015. La norma che l'Assemblea ha approvato -  se
  l'assessore  Messina  mi  ascolta  -  prevedeva,  nell'ottica   del
  contenimento  delle  spese delle partecipate regionali,  una  norma
  allora concordata con il Governo nazionale, la riduzione da cinque,
  Presidente   Di   Mauro,   a  tre  componenti   dei   consigli   di
  amministrazione  e,  in  quest'ottica  proprio  per  rafforzare  la
  vigilanza, la presidenza dei consigli di amministrazione in capo al
  rappresentante della Regione.
   Poco  dopo  arrivò, negli uffici dell'assessorato,  una  nota  del
  bilancio  che  riteneva  che questa norma  si  applicava  anche  ai
  teatri. In particolare al teatro di Catania e al teatro di Messina.
  Rispetto  ad  altre  bozze che sono circolate, che  prevedevano  il
  ripristino dei consigli di amministrazione del teatro di Messina  e
  di  quello  di Catania a cinque componenti, questa incide  soltanto
  sulla  legale rappresentanza. Come del resto, Presidente Di  Mauro,
  avviene in altri teatri italiani.
   L'unica differenza, ad esempio, rispetto al San Carlo è che il San
  Carlo  prevede la presidenza in capo al sindaco, o al suo delegato.
  In questo caso Catania e Messina, nella norma proposta dal Governo,
  la  legale rappresentanza sarebbe in capo ai sindaci. Noi non siamo
  contrari  a  quest'ultima  previsione. Cioè  se  i  consiglieri  di
  amministrazione restano tre e, quindi, non proliferano i posti  dei
  consigli  di amministrazione e siccome, è nella legge del  2015,  i
  posti  restano a titolo gratuito, e vorremmo queste rassicurazioni,
  noi siamo pronti a ritirare i soppressivi.
   Diventa  una  scelta  e,  quindi,  ha  anche  una  logica  che  il
  presidente   coincide  con  il  rappresentante   legale   dell'ente
  proprietario dell'immobile.

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Signor Presidente, onorevole Barbagallo assolutamente sì. Il numero
  dei  componenti rimarrà lo stesso e, in più proprio l'anno  scorso,
  il sottoscritto ha presentato una norma dove bloccava nuovamente la
  possibilità  degli  emolumenti dei Consigli d'amministrazione,  per
  cui  abbiamo  rinnovato  nuovamente  il  principio,  per  cui  sono
  assolutamente d'accordo con lei. Grazie.

   PRESIDENTE.  Allora, bene, a questo punto approviamo  direttamente
  l'articolo 125 onorevole Barbagallo. Bene.
   Si  passa  alla  votazione  dell'articolo  125.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   MESSINA,  assessore  regionale per  il  turismo,  lo  sport  e  lo
  spettacolo. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Ritorniamo  all'articolo 72. Stiamo distribuendo il subemendamento
  72.8.1   che   è   firmato  dall'assessore  Armao,   da   Tozzo   e
  dall'assessore  Messina. In buona sostanza andiamo a  riprendere  -
  colleghi  scusate - andiamo a riprendere l'articolo  72.8  che  con
  questo  subemendamento  trova copertura  nell'ambito  delle  stesse
  risorse di quella assegnata al
   Allora,  colleghi,  per  avere  chiaro,  questo  72.8  sostituisce
  l'articolo  72  e ha in più un subemendamento che è 72.8.1  che  in
  buona sostanza è la copertura finanziaria ai
   Avete ricevuto il subemendamento?
   E  il  suo  subemendamento?  Zafarana? Perfetto.  Come?  Un  altro
  subemendamento? Se lo rintracciamo, per favore, della  collega.  E'
  arrivato ora. Sospendo l'Aula per un minuto.

     (La seduta sospesa alle ore 18.12, è ripresa alle ore 18.13)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, lo abbiamo dichiarato stralciato e
  lei  ci ritorna. Come devo spiegarglielo che già la Presidenza l'ha
  stralciato? Io non posso fare niente, non lo possiamo ammettere.

   ZAFARANA. Chiedo di intervenire.

   PRESIDENTE.  Prego,  lo  spieghi. Cosa posso  fare  io?  E'  stato
  dichiarato stralciato.

   ZAFARANA.  Presidente,  allora, sarà stato  stralciato,  benissimo
  però  mi permetta di completare il pensiero.
   L'emendamento 72.8 è di medesimo contenuto, per le prerogative che
  mi  sono  consentite in qualità di deputato, io vado  ad  emendare,
  rispetto alla definizione dei contenuti, perché poi la norma  possa
  avere  effetti  ed  esiti sulla materia delle vie  francigene,  dei
  cammini, dei percorsi paesaggistici, non in modo settoriale  perché
  il  72.8 è pensato esclusivamente per la materia paesaggistica  dei
  sentieri,  mentre vi è tutta altra normativa che è di  complemento,
  che è appunto quella della valorizzazione delle vie francigene.
   Conoscerete  bene  il cammino di Santiago di  Compostela,  la  via
  francigena nazionale, le cultural rules nazionali all'interno delle
  quali  noi  possiamo inserirci. E' una prospettiva che si  dà  alla
  Sicilia  in  questo  momento  quindi, perché  intervenire  in  modo
  settoriale?  Emendando a livello di contenuto  io vedo  l'assessore
  Messina  che annuisce con serenità, e anche l'onorevole  Amata,  mi
  sembra  di  potere dare un mio contributo. Non chiedo coperture,  è
  soltanto in termini di contenuto. Grazie.

   PRESIDENTE.   Sospendo   l'Aula  per  due   minuti.   Vediamo   di
  collazionare questi subemendamenti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.15, è ripresa alle ore 18.17)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Assessore Armao, Assessore Razza, prendiamo posto.
   Assessore  Armao  c'è  un  impegno di spesa.  Allora,  vediamo  se
  abbiamo trovato un'intesa.
   Presidente  Savona e Governo, abbiamo preso atto che ci  sono  due
  subemendamenti  all'emendamento 72.8, uno di copertura  finanziaria
  sul capitolo 473312 che è sempre le risorse destinate all'Assessore
  per  il turismo; e l'altra è un'aggiunta di parole come  culturale,
  all'aria aperta, via Francigene   e altre cose.
   Quindi  la  sostanza  arricchisce, abbellisce  questo  emendamento
  72.8. Se siamo d'accordo, Assessore, cominciamo a votarli.
   Si passa al subemendamento 72.8.1. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al subemendamento 72.8.2. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 72.8 così come modificato.

   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  72.8.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   LANTIERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Manca  all'approvazione l'emendamento 72.7 a firma degli onorevoli
  Damante e Di Caro.

   LANTIERI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  Assessore,  un po' di attenzione. Solamente per precisare  che  c'è
  anche  il  cammino  di  San Giacomo che ha inizio  nella  città  di
  Caltagirone.  È  tutto  un  percorso con dei  paesini  all'interno,
  proprio  nelle zone interne, che venga inserito anche  questo,  per
  precisare. Se no presento un ordine del giorno. Solo questo.
   Grazie signor Presidente.

   PRESIDENTE. Un cammino che porta pure in paradiso.
   Le  assicuro,  Assessore, che approvando questo  articolo  andremo
  tutti in paradiso, stia tranquillo.

   LANTIERI. E onorevole di Mauro, anche lei ne ha bisogno. Tutti  ne
  abbiamo bisogno

   PRESIDENTE. Ci mancherebbe altro
   Onorevole  Di  Caro,  avendo approvando il  72.8,  così  emendato,
  decade il 72.7.
   L'articolo 72 è approvato.
   Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:

                              Articolo 33.
        Semplificazione regime fiscale delle agenzie di viaggio

   1.  Al  comma  1 dell'articolo 6 della legge regionale  24  agosto
  1993,  n. 24 e successive modificazioni sono aggiunte alla fine  le
  parole   e a decorrere dall'1 gennaio 2021 della voce della tariffa
  n. 23 .

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARABAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  volevamo  un
  chiarimento   assessore   Messina,   sull'articolo    33,    questa
  semplificazione  fiscale  relativa  alle  agenzie  di  viaggio  che
  modifica  una  norma  regionale del '93, è relativa  soltanto  alla
  tassa governativa che riguarda la Regione.
   Non  c'è  nessuna  incidenza sui comuni,  perché  se  così  fosse,
  Presidente  Di Mauro, noi ritireremmo, oltre ai soppressivi,  anche
  il  33.5, che noi avevamo presentato nell'erroneo convincimento che
  incidesse anche sulla tassa di soggiorno dei Comuni.
   Quindi,  se  la  modifica che propone il testo  in  Aula  riguarda
  esclusivamente  l'applicazione della tassa  regionale  governativa,
  noi siamo assolutamente favorevoli.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, c'è una riscrittura del Governo,
  il 33.R, la vuole guardare? E' stata distribuita, intanto?
   Perfetto è stata distribuita.
   Su questa riscrittura ci sono osservazioni?

   Confermo che non ha refluenza sui comuni.
   Il parere della Commissione sulla riscrittura del 33.R?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  33.R.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 140. Ne do lettura:

                             Articolo 140.
        Riconoscimento della disciplina marziale  Koshido Budo'

   1.  La  Regione riconosce come disciplina marziale e  come  metodo
  educativo  il  Koshido Budo (la via della ricerca  dell'equilibrio)
  come  originario  della  Sicilia  in  quanto  nato,  sviluppato   e
  divulgato nel territorio della Regione .

   Ecco  questo è il riconoscimento della disciplina marziale Koshido
  Budo

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei fare una
  premessa.  Il Movimento Cinque Stelle non ha nulla in  contrario  a
  questa disciplina marziale denominata  Koshido Budo , né tanto meno
  nei  confronti di chi la pratica, tant'è vero che non abbiamo fatto
  emendamenti  soppressivi  a  questa  norma,  anche  perché  non  ci
  immaginavamo minimamente che il Governo avrebbe portato i  deputati
  di quest'Aula a valutare questo articolo.
   Ora  questa  cosa che gli articoli che non vanno bene  sono  della
  Commissione o sono dei deputati, e quelli che vanno bene  sono  del
  Governo?
   Il Presidente della Regione promulga le leggi e ci mette la firma,
  quindi tutte le norme sono del Governo regionale che le promulga.
   Ora  io però, Presidente, sul serio visto e considerato che questo
  articolo è molto più serio di tanti altri proposti dal Governo, noi
  abbiamo il cappotto di Napoleone che sono i Fondi POC.

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Caro non è un emendamento  del  Governo,
  glielo assicuro. E' di iniziativa parlamentare.

   DI  CARO.  Mettiamoci qualcosa e lo riempiamo di  contenuti  anche
  perché noi avremmo nella successiva finanziaria, c'è il gioco della
  lippa che è un gioco siciliano, che si fa con delle mazze di legno.
  Voi,  Presidente,  siete autonomisti, quindi  credete  molto  nella
  sicilianità  dei giochi, istituzionalizziamo il gioco  della  lippa
  dopo la disciplina marziale del   ..

   PRESIDENTE. Accantoniamolo questo articolo.
   Si  passa all'articolo 86,  Rassegna cinema city'. Mi pare che c'è
  una  condivisione  di stralciarlo. Siamo d'accordo.  E'  una  forma
  impropria. E' uno stralcio alla Micciché|
   Abbiamo terminato il Turismo. Ringraziamo l'assessore, ringraziamo
  la Commissione.
   Presidente Savona, ci sono nel settore turismo e spettacolo  degli
  articoli,  101,  102,  103, 104. 105. 106  e  107,  che  riguardano
  ristori per le sale cinematografiche, per le imprese che gestiscono
  sale  cinematografiche, esercenti sale cinematografiche, contributo
  straordinario  per  i  lavoratori  stagionali  ed  altre  cose.  Li
  facciamo adesso?
   Si passa all'articolo 101. Ne do lettura:

                             Articolo 101.
            Contributo ai comuni per interventi sulle sale
                           cinematografiche

   l.   Per   la   realizzazione   di   opere   di   manutenzione   e
  ristrutturazione   nonché  per  l'acquisto  di   arredi   di   sale
  cinematografiche,  la  cui  gestione  non  sia  stata  affidata  in
  concessione a terzi, è destinata, per l'esercizio finanziario 2021,
  in  favore dei comuni, la somma di 5.000 migliaia di euro a  valere
  sulle risorse del POC 2014/2020.

   2.  Entro  sessanta giorni dalla data di entrata in  vigore  della
  presente  legge,  i  comuni  trasmettono  la  relativa  istanza  al
  dipartimento   regionale   dei  beni  culturali   e   dell'identità
  siciliana .

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO. Signor Presidente, agli articoli che lei ha elencato,  dal
  102  al 107 ho presentato una serie di modificativi, perché siccome
  ci  sono  delle sovrapposizioni di categorie, ho presentato  questi
  emendamenti modificativi che indicano le classificazioni  Ateco,  e
  non  i  singoli  codici, così da lasciare larghe  le  maglie  della
  norma, e non dimenticare categorie produttive.
   Quindi, nell'articolo 102, includo a quelle esistenti, le attività
  musicali,  nell'articolo  103 inserisco  la  categoria  che  non  è
  indicata,  che è quella delle agenzie di viaggio, all'articolo  105
  aggiungo  il settore dell'alloggio e della ristorazione, negozi  di
  moda  e gli ambulanti, nell'articolo 106 inserisco tutte le sezioni
  di  attività professionali scientifiche e tecniche e altri servizi,
  e   all'articolo  107  si  prevede  l'inserimento  delle   attività
  artistiche   sportive,   in   aggiunta   a   quelle   previste   di
  intrattenimento  e  spettacolo. Quindi  hanno  l'obiettivo  di  non
  sovrapporre le categorie e di non lasciarne nessuna esclusa.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi l'onorevole Schillaci.

   FOTI. Presidente io, come dire, intervengo in sostanza sull'ordine
  dei  lavori.  E'  stato  detto più volte in  Aula  che  per  quanto
  riguarda  le categorie più o meno danneggiate dalla crisi pandemica
  e  sulle, diciamo, politiche di aiuti, si sarebbe proceduto con  un
  ordine  del  giorno, dando sostegno, quello che si  può,  a  tutti,
  cercando di non dare sovrapposizioni, di non attenersi a dei codici
  ATECO    incompleti,   non   aggiornati,   che    è    una    delle
  problematiche Presidente c'è una distrazione indecorosa rispetto  a
  quello che stiamo facendo.

   PRESIDENTE.  Il Presidente Savona ha chiarito che quelli  sono  in
  più; che questi sono coperti diversamente.

   FOTI. Allora, noi

   PRESIDENTE.  e che poi cento milioni per i ristori sono ..

   FOTI.  noi tenevamo a dire che evidentemente se si dà, se si fa un
  intervento  ad  hoc per le sale cinematografiche all'articolo  101,
  vorremmo  capire l'articolo 102, che dà di nuovo degli  aiuti  alle
  sale  cinematografiche,  se  sarà modificato.  Presidente  dico  ad
  esempio  il 101 e il 102 entrambi parlano di sale cinematografiche.
  Saranno  trattati tutti e due? E poi mi chiedo, cioè  le  categorie
  che non sono negli articoli qui, mi perdoni

   PRESIDENTE. Allora onorevole Foti

   FOTI. Cioè come dovrebbero prendere che l'Assemblea

   PRESIDENTE. E' chiarissimo, è chiarissimo.

   FOTI.  non gli interessa quell'altra categorie.

   PRESIDENTE. Per chiarirci: i ristori vanno tutti in un ordine  del
  giorno   che   poi   il   Governo  ha   comunicato   che   tratterà
  amministrativamente, o comunque dandocene prima contezza,  in  modo
  che  l'Aula  sia comunque informata su quello che si  sta  facendo.
  Questo  ha  spiegato oggi pomeriggio l'onorevole Savona, che  fanno
  parte  di  50  milioni,  non mi ricordo  quanti,  che  erano  stati
  destinati  alla Finanziaria e per cui non viene tolto  niente  agli
  altri.

   FOTI. Ok, ma dico quelli

   PRESIDENTE. Sono assolutamente a parte.

   FOTI.  Ma dico quelli che, per esempio i due articoli che trattano
  le  sale  cinematografiche, li accorpiamo o  saranno  due  articoli
  diversi?

   PRESIDENTE. Oh Dio mio, tutto quello che c'è qua dentro è a  parte
  rispetto  a  quello  che  ci sarà nei ristori  dei  cosiddetti  500
  milioni.

   FOTI.  Si,  si, questo l'ho capito. Dico gli articoli  invece  che
  sono uguali

   PRESIDENTE. Uguali non potranno essere. Se sono uguali uno .

   FOTI. Sale cinematografiche. 101 e 102.

   PRESIDENTE.  ..si elimina evidentemente. Ma non  credo  che  siano
  uguali.

   FOTI. O li sommiamo o li .

   PRESIDENTE. Vabbé, ora lo vediamo ma, insomma, se dovessero essere
  uguali .

   FOTI. Intrattenimento

   PRESIDENTE. Se sono diversi si votano entrambi.

   FOTI. D'accordo.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.   Grazie,   Presidente.  Io  intervengo   a   proposito
  dell'articolo 102. Desidero accendere un faro su una  categoria  di
  imprese,  volevo accendere un faro sulla categoria di  imprese  che
  hanno anche manifestato i giorni .

   PRESIDENTE.  Onorevole Schillaci siamo al 101. Se  lei  interviene
  sul 102 è inutile.

   SCHILLACI. No, siccome li ha chiamati insieme allora io .

   PRESIDENTE.  Ho  detto 101, e poi 102, ma per adesso  facciamo  il
  101, al 102 le do la parola.

   SCHILLACI. Ok.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Presidente, colleghi, Governo, questo è un articolo  che
  in  generale dà una possibilità a tutti i cinema degli enti  locali
  della Sicilia di potere essere messi in funzione, perché finora c'è
  stato  un  bando riguardante le associazioni che gestiscono,  o  le
  imprese che gestiscono, in cinema degli enti locali. Non ha  niente
  a  che vedere con l'altra seconda, che è praticamente il 102  è  un
  ristoro alle società.
   Il 101 è semplicemente, dà la possibilità agli enti locali che non
  hanno  dato  in  concessione i loro cinema, di poterlo  mettere  in
  funzione.  E quindi è un articolo che si rivolge a tutti  gli  enti
  locali  della  Sicilia,  e  io  credo  che  in  questo  senso  vada
  appoggiato e condiviso da tutta l'Aula. Grazie.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. In quanto deputato di maggioranza  la
  prego brevissimo.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  ha  anticipato
  l'onorevole Laccoto proprio soffermandosi sulla differenza tra  gli
  aiuti  alle imprese cinematografiche, e invece gli aiuti ai  comuni
  per  la manutenzione e la ristrutturazione delle sale di proiezione
  di  film  e  anche  teatrali, io ritengo che  sia  di  fondamentale
  importanza,  e quindi anche da questo punto di vista  sosteniamo  e
  votiamo favorevolmente la norma.

   AMATA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Amata, non cominciamo con la maggioranza che
  deve dire che è d'accordo per favore, prego proprio dieci secondi.

   AMATA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  volevo  avere  il
  piacere  di  esprimere il voto favorevole del partito  di  Fratelli
  D'Italia.

   PRESIDENTE.  Lo  sappiamo,  la  maggioranza  sempre  deve   votare
  favorevole.

   AMATA.  nella considerazione che le sale cinematografiche presenti
  nei   comuni   effettivamente  possono  essere   per   gli   stessi
  un'opportunità non trattandosi di ristori, ma appunto di aiuti  per
  la ristrutturazione.

   PRESIDENTE. Se possiamo votare i due emendamenti del Governo.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Presidente
  della  Regione,  ovviamente io non è che sono  contrario  a  questi
  interventi,  non  è uno solo gli interventi sono due  e  va  tenuto
  conto  che sia per il settore stiamo mettendo 10 milioni  di  euro,
  che è un intervento sicuramente utile.
   La  cosa che mi dispiace è che per le zone rosse abbiamo messo  un
  milione  di euro per le attività e le imprese produttive di  questa
  Isola, Presidente, e siccome poi i pareri non è che gli emendamenti
  sono  dei  parlamentari, come si voleva far passare  prima,  quando
  passa  o non passa un emendamento è perché c'è il parere favorevole
  del  Governo e il parere favorevole della Commissione, questo  vale
  per tutti gli emendamenti.
   Non ci sono emendamenti che non sono figli di questo Governo e  di
  questa  Commissione, perché se si trovano nell'articolato è  perché
  hanno  avuto  il parere favorevole del Governo e della Commissione.
  Vale per questo e vale anche per quelli che abbiamo accantonato che
  poi riprenderemo.
   Detto questo, mi dispiace veramente è un rammarico, caro onorevole
  Ragusa,  vedere un milione di euro che avete messo, lei  e  la  sua
  maggioranza, per le zone rosse, e 10 milioni di euro per i cinema e
  per i teatri, poi glielo racconteremo a casa.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome  ha  parlato
  solo degli emendamenti del Governo, ma c'è anche un mio emendamento
  dove  si  aggiungono  oltre ai comuni i liberi  consorzi  comunali,
  penso  che  questo non porti nessuno scompenso, a meno  che  questa
  cifra non è dedicata a qualche comune in particolare.

   PRESIDENTE. No, ma non ci sono cinema nei liberi consorzi, ci sono
  nei comuni.

   ZITO. No, no ci sono anche nei liberi consorzi.

   PRESIDENTE.  Ho  capito, ma il libero consorzio  è  un  gruppo  di
  comuni.

   ZITO. No il libero consorzio sono le ex province, Presidente.

   PRESIDENTE. Ho capito, ma non c'è cinema provinciale, ogni  comune
  ha il cinema, non è provinciale.

   ZITO. Ma se è di proprietà del liberi consorzi, non avrà le stesse
  possibilità di quelle dei comuni, secondo me non cambia niente.

   PRESIDENTE. E' così assessore?

   ZITO.  E'  assolutamente  così,  è  assolutamente  così,  e   deve
  giustificare  perché non è così però, perché se  le  province  sono
  sempre di enti pubblici.

   PRESIDENTE.  Io  non  credo  che  ci  siano  cinema  di  proprietà
  pubblica.

   ZITO.  Cinema Verga di Siracusa non è di proprietà ad esempio  del
  comune, ma è del libero consorzio comunale, quindi ex provincia.

   PRESIDENTE. Io non l'ho capito, è la prima volta che sento parlare
  di cinema provinciale, non li conosco veramente, che posso fare.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo  per  dire
  che  condivido totalmente quanto affermato dall'onorevole  Laccoto,
  quindi siamo pronti a votare.

   PRESIDENTE. Va bene, ma questo era già superato.
   Scusate,   assessore  ha  verificato  questa   cosa   che   diceva
  l'onorevole Zito?
   I soppressivi sono ritirati?
   Per  l'emendamento  a  firma  dell'onorevole  Zito,  la  invito  a
  ritirarlo.
   Dobbiamo fare una norma per un cinema provinciale? Non ne  capisco
  neanche il significato.
   Lo  pongo in votazione con il parere contrario del Governo e della
  Commissione.  Chi  è  favorevole si alzi; chi è  contrario  rimanga
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Quello dell'onorevole Zito.
   Poi c'è l'emendamento n. 101.13, a firma del Governo. Lo pongo  in
  votazione.  Chi  è favorevole rimanga seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 101.12 è ritirato.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento  101.11  del  Governo.  Chi  è
  favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo così come emendato. Chi è favorevole
  rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 102. Ne do lettura:

                             Articolo 102.
        Contributo straordinario per le imprese che gestiscono
                         sale cinematografiche
                   e per le imprese dello spettacolo

   l.  In  via  straordinaria per l'anno 2021,  per  le  imprese  che
  gestiscono  sale  cinematografiche e per  le  imprese  del  settore
  dell'organizzazione, distribuzione, coorganizzazione  e  produzione
  di spettacoli dal vivo, ad eccezione dei soggetti beneficiari della
  quota del Fondo unico regionale per lo spettacolo (FURS) di cui  al
  comma 3 dell'articolo 20 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3,
  il  Fondo di cui all'articolo 16, commi 2 della legge regionale  12
  maggio  2020,  n.  9 e successive modificazioni, è incrementato  di
  5.000  migliaia  di  euro.  Le risorse  sono  erogate  secondo  gli
  standard medi dei due anni precedenti la pandemia.

   2.  Per le finalità di cui al presente articolo, la relativa spesa
  è  determinata in 5.000 migliaia di euro a valere sulle risorse del
  POC 2014/2020 .

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  desideravo,  a  proposito dell'articolo 102, porre l'attenzione  su
  una categoria di imprese che afferiscono al mondo dello spettacolo,
  e  che  hanno  manifestato  giorni fa  proprio  davanti  a  Palazzo
  d'Orleans.
   Sono  degli  operatori  del mondo dello  spettacolo  che  possiamo
  definire  assolutamente  invisibili,  perché  lavorano  dietro   le
  quinte, sono coloro che allestiscono gli spettacoli.
   Vorrei  porre l'attenzione sulle sartorie teatrali,  che  sono  un
  fiore  all'occhiello del nostro territorio siciliano che  rischiano
  di sparire e che hanno un'elevata professionalità.
   Io  chiedo  di  apprezzare il sub emendamento  che  ho  presentato
  perché  pone,  appunto, l'attenzione su queste categorie  che  sono
  state  fortemente  penalizzate dalla  pandemia  in  atto  e  quindi
  aumento  con  questo sub emendamento la platea  delle  imprese  che
  possono beneficiare di queste risorse.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo su questo sub emendamento?

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Se gli emendamenti soppressivi sono ritirati

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  siamo
  molto preoccupati per questo settore.
   Assessore Messina, come lei sa in finanziaria l'anno scorso  passò
  la   norma  sostanzialmente  identica  a  questa  che  stiamo   per
  approvare, spero con il voto dell'Assemblea, oggi.
   Ancora  oggi, come abbiamo detto in sede di discussione  generale,
  nessuna delle imprese interessate a seguito dell'approvazione della
  graduatoria ha percepito un euro. Quindi l'appello accorato,  credo
  da  parte di tutti, è che venga liquidato al più presto il  ristoro
  già dello scorso anno.
   E   poi,  dico  anche  per  comodità,  una  volta  che  la   norma
  sostanzialmente  è  quasi uguale allo scorso anno,  per  quest'anno
  speriamo che le procedure siano quanto più veloci possibili.
   Il  settore  dello spettacolo dal vivo, il settore della  gestione
  delle  sale  cinematografiche certamente rientra tra i settori  più
  colpiti  e  occorre pronto ed immediato ristoro per far sentire  la
  mano e il conforto dell'amministrazione pubblica in un momento così
  difficile per i privati.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  ovviamente
  condivido  interamente  l'intervento  dell'onorevole  Barbagallo  a
  sostegno    dello   spettacolo   dal   vivo   e   delle    attività
  cinematografiche particolarmente colpite dall'emergenza  Covid,  ma
  condivido   anche  l'intervento  dell'onorevole  Dipasquale   sulla
  esigenza  di dare più aiuti alle aree più colpite e cioè alle  zone
  rosse,  in  particolare  a tutte le attività  produttive  ricadenti
  nelle  zone  rosse perché è chiaro che lì la penalizzazione  subita
  dalle imprese è stata maggiore.
   Vorrei  rivolgermi,  allora, al Presidente  della  Regione.  Se  è
  possibile, signor Presidente, nell'ambito dell'ordine del giorno di
  cui  lei  ha  riferito all'Aula di volere approvare a fine  seduta,
  avere una particolare attenzione per gli aiuti da dare proprio alle
  imprese che hanno operato e operano nelle zone rosse.
   Se è possibile dare un aiuto in più a coloro che hanno sofferto di
  più. Io penso che è un atto di equità e di giustizia sociale.

   PRESIDENTE.  Assessore  Messina,  quando  si  parla  di   settore,
  organizzazione, distribuzione, produzione di spettacoli  dal  vivo,
  il service è compreso o no? Questo bisogna capire.
   Se  il  service non è compreso, secondo me, è corretto aggiungerlo
  come  prevede l'emendamento dell'onorevole Schillaci, perché se  si
  parla  di  organizzazione di spettacolo dal vivo, il service  credo
  sia fondamentale.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente, giusto perché  così,  eventualmente,
  l'Assessore risponde anche a me.
   Siccome  noi, chiaramente, siamo per includere tra i contributi  e
  tra gli aiuti anche i service e le agenzie, insomma coloro che ieri
  ci hanno allietato con quel fantastico impianto audio qua in Piazza
  Indipendenza, riteniamo che debbano essere inseriti.
   Però  volevo  chiedere  all'Assessore:  siccome  ci  sono  diversi
  articoli  che riguardano il sostegno a queste categorie, prima  che
  facciamo la guerra tra poveri e ci facciamo la guerra fra  di  noi,
  se  abbiamo  l'intenzione di inserire queste aziende  in  un  altro
  articolo ce lo dica chiaramente in modo tale che noi presentiamo il
  sub   all'articolo  sulle  imprese  che  operano,  appunto,   nella
  distribuzione e nella produzione degli spettacoli, quindi  anche  i
  service.

   PRESIDENTE.  Se  sono  escluse da queste dette  questo  mi  sembra
  l'articolo giusto.

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Signor   Presidente,  intanto  una  precisazione  per   l'onorevole
  Barbagallo  che,  giustamente,  faceva  un  appunto,  ma  solo  per
  precisare che su quel bando che è stato emesso l'anno scorso vigono
  in  questo  momento  due ricorsi, uno al Tar e  uno  all'Antitrust,
  fatto da due aziende diverse, e per questo motivo siamo bloccati, e
  non stiamo potendo elargire le risorse.
   Effettivamente  noi siamo pronti già da circa un  mese  a  poterlo
  fare,  questi  due  ricorsi ci hanno attualmente  ancora  bloccato,
  speriamo si possano risolvere molto velocemente.
   I  service, siamo contrari non alla figura dei service ovviamente,
  perché come Governo questa categoria l'abbiamo già inserita tra gli
  aiuti  nella  riprogrammazione del Fondi POC  che  stiamo  facendo.
  Questo  significa che se li inseriamo anche qui, ciò  comporterebbe
  una  riduzione del capitolo in questione, e quindi andrebbero  meno
  soldi  a tutti, invece qui garantiamo questa categoria, il settore,
  i  tecnici  e tutti quelli del comparto del teatro sono  già  nella
  riprogrammazione dei 300 milioni cui faceva riferimento l'Assessore
  Armao.

   PRESIDENTE.  Vi  va bene questa precisazione?  E'  tra  quelli  da
  inserire  nel famoso ordine del giorno? Se c'è da inserirli,  tanto
  l'ordine  del giorno lo facciamo noi, per cui per questa  volta  lo
  inseriamo  nell'ordine del giorno per i ristori che  deve  fare  il
  Governo, e abbiamo risolto il problema. Credo che così basti.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.   Signor  Presidente,  io  vorrei  sottoporre  all'Assessore
  Messina  l'opportunità di allargare la platea includendo  anche  le
  scuole  musicali  e le orchestre da camera, che sono  un  punto  di
  eccellenza per la Sicilia.
   Immaginare  spettacoli dal vivo escludendo un ristoro  per  queste
  due  significative esperienze siciliane sarebbe grave,  siccome  la
  coperta  è  corta, c'è anche un secondo emendamento che prevede  di
  raddoppiare  la  cifra  disponibile a dieci milioni,  però  insisto
  sulla  opportunità  anche  dal punto di vista  del  buon  senso  di
  allargare la platea dei beneficiari.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.   Signor  Presidente,  dal  momento   che   c'è   anche
  l'emendamento dell'onorevole Fava che allarga la platea,  a  questo
  punto se è possibile Assessore allarghi anche le risorse.

   PRESIDENTE.  Le risorse non si possono allargare. Le  risorse  non
  sono allargabili.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor Presidente, chiedo all'assessore se è possibile
  inserire  queste categorie, come ha detto anche lei, Presidente,  è
  importante inserirle anche negli articoli successivi.
   Assessore, c'è, eventualmente, l'articolo 107. È anche per dare un
  segnale a queste categorie. Visto che stiamo trattando più articoli
  e  per  dare un segnale, magari, inseriamo la categoria in  uno  di
  questi  articoli, perché ce n'è più di uno, magari non lo inseriamo
  in questo articolo, ma li inseriamo negli articoli successivi, se è
  possibile.

   PRESIDENTE.   Assessore,  chiedo  scusa,  perché   sennò   si   fa
  confusione.  Oggettivamente,  il fatto  che  nello  stesso  settore
  merceologico una parte dei ristori vadano in Finanziaria, una parte
  fuori, può creare, sinceramente, un po' di problemi.
   Se  volessimo  chiarire  questo  fatto,  perché  tanto  vale,  per
  assurdo, se bisogna mettere un milione qua lo si prende dai 200, si
  mette  qua  e  là  non  si mettono proprio,  perché  sennò  diventa
  veramente  un  po'schizofrenico il lavoro nostro. O  una  categoria
  merceologica  va  nell'ordine  del  giorno  perché  se  ne   occupa
  amministrativamente il Governo, oppure va in Finanziaria, allora va
  coperta  tutta. Sennò veramente rischiamo la schizofrenia.  Sia  da
  parte  di chi riceve questi finanziamenti che, appunto, non  sa  se
  una  cosa la può fare per intero, o senza service, o senza costumi.
  Un attimo solo, giusto perché così con l'assessore ci capiamo.

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Vorrei anche aggiungere che poi è la gestione di questi fondi, cioè
  gli  avvisi che gli uffici poi sono costretti a fare. Più categorie
  ci sono, più si ingolfa, più si perde tempo.
   Quindi,  riduciamo  le  risorse per  tutti,  ingolfiamo  anche  il
  sistema  con  i  codici Ateco, con le diverse tipologie,  prendiamo
  l'impegno come all'ordine del giorno di inserire l'altra categoria.
  Quella   dei   service  già  c'è.  Prendo  l'impegno  di   metterli
  tranquillamente.

   PRESIDENTE. Assessore, chiedo scusa, oggi e ieri pure,  con  altri
  nostri  colleghi,  Capigruppo  di  maggioranza  e  di  opposizione,
  abbiamo  incontrato diverse volte le categorie che  sono  veramente
  spaventate  e  sofferenti. Lo dobbiamo dire  sinceramente.  Bisogna
  dargli qualche messaggio un minimo chiaro.
   Se noi diciamo che il mondo del cinema viene ristorato, ristoriamo
  il  mondo  del cinema. No i costumisti sì, quegli altri no,  quegli
  altri  sì,  quelli in una maniera, una cosa che ci  chiedono  è  la
  chiarezza.  Ci  chiedono di sapere come possono ripartire,  se  non
  hanno  un minimo di chiarezza su questo veramente stiamo aumentando
  il disagio. Dobbiamo evitarlo.
   Per  cui,  se volete ci fermiamo, anche cinque minuti,  su  questo
  argomento, perché mi sembra la cosa migliore. Decidiamo come farlo,
  però noi comunichiamo che il settore del cinema è ristorato, ma per
  intero.  Non  posso  fare una poltrona sì e una  no,  perché  sennò
  diventa veramente un problema. Io capisco pure che il Governo aveva
  correttamente  detto  il mondo del cinema con  i  ristori  dei  200
  milioni nell'ordine del giorno'.
   Si  sono  presentati,  però,  degli  emendamenti  che  l'onorevole
  Savona,  correttamente, ci ha detto che possono essere  coperti  e,
  quindi,  il  disagio è nato in questo momento, nel momento  in  cui
  alcune  cose  sono  coperte, altre no,  alcune  cose  sono  mandate
  all'ordine del giorno, altre no. Però, io a questo punto  chiederei
  al  Presidente Savona e anche con la cortesia del Presidente  della
  Regione,  se  è d'accordo, se si potesse rivedere un attimo  questa
  questione.  Perché,  ripeto, oggi l'abbiamo notato  tutti  e  tutti
  quelli  che  erano presenti hanno sentito le categorie,  sanno  che
  soldi  non  ce  ne sono, sanno che ce ne sono pochi, ma  almeno  un
  minimo  di  certezze su quello che possono fare e che  non  possono
  fare ce l'hanno chiesto.
   Per  cui,  assessore, se lei è d'accordo e se l'Aula è  d'accordo,
  andiamo  avanti e questo articolo lo accantoniamo cinque  minuti  e
  vediamo  come  potere  ristorare con  chiarezza.  Vi  chiederei  di
  intervenire  fuori  Aula  per suggerire come  fare,  piuttosto  che
  intervenire ora in Aula.

   CAFEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. E poi basta, poi passiamo  agli  altri
  articoli.

   CAFEO.  Signor Presidente, io volevo solamente intervenire  da  un
  lato dopo l'intervento dell'assessore Manlio Messina, in merito  al
  discorso  dei due ricorsi sui bandi precedenti. Siccome il  ricorso
  del  TAR, a quanto ho capito, basta accantonare delle somme che già
  ci sono.
   Io pregherei l'assessore Messina - che so che si sta impegnando  -
  e  il  Presidente  Musumeci  di  utilizzare  tutta  la  delicatezza
  possibile,  la  diplomazia con l'Antitrust perché è impossibile  di
  fare  fallire dei settori per un'impugnativa dell'Antitrust  Perché
  vi ricordo che, oltre a questo, c'è il settore dei parchi.
   Ora,  io  non  so  se in questo stanziamento c'è il  discorso  dei
  parchi tematici e dei parchi acquatici. Perché, sicuramente,  anche
  quelli sono dei settori che sono a rischio di non riuscire a rifare
  neanche  questa stagione. Quindi non posso fare altro, considerando
  i  lavori  che sono stati fatti, di affidarmi alla sensibilità  del
  Governo, del Presidente e dell'assessore Messina, per tenere  conto
  sia  dell'urgenza di sbloccare le somme della volta  precedente,  e
  sia  anche  quella  di prevedere dei ristori  anche  per  i  parchi
  tematici e i parchi acquatici.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, io  non  mi
  sottraggo  all'appello  che  lei ha  rivolto  al  Presidente  della
  Commissione e al Governo, a proposito del dibattito in corso.
   Credo sia necessario, per nostra chiarezza, ma soprattutto per gli
  operatori economici, chiarire un criterio essenziale. I comparti  e
  le   categorie   che  dovessero  ricevere  ristori  attraverso   la
  finanziaria,  non  potranno  ricevere  altri  ristori  in  funzione
  dell'ordine  del  giorno che è stato presentato e  sottoscritto  da
  tutti i gruppi parlamentari. Prima cosa.
   Quindi, qui potete emendare e proporre qualunque tipo di comparto.
  Man  mano che voi proponete, il Governo li deve togliere da questo.
  Perché, in base alle proposte che ha fatto l'Aula, ogni operatore e
  ogni  impresa potrebbe ricevere millecinque, due mila  euro.  Nella
  migliore  delle ipotesi. Certo, se guardiamo la media  dei  tremila
  euro  di  quelli che arrivano dallo Stato, diciamo che siamo  Banca
  d'Italia.
   Ma  teniamo  conto che più categorie noi inseriamo, meno  sarà  la
  quota  perché  la  risorsa  che  stiamo  riprogrammando  si  ricava
  attraverso una serie di impegni che sono stati, già, assunti  prima
  ancora della pandemia e, quindi, bisogna eliminare destinazioni già
  concordate,  per dirottare tutto all'interno e nel  crogiolo  della
  post-pandemia.
   Ecco  perché,  mi  permetto di dire che  il  Governo  farà  tesoro
  dell'ordine   del   giorno.  C'è  un  impegno   formale,   già   la
  programmazione  sta lavorando. Voi ponete, l'Aula  pone  almeno  un
  limite  da  cui partire di duecento milioni. Noi stiamo  lavorando,
  sperando di arrivare oltre i duecento milioni.
   Però  è  chiaro  che se l'Aula pensa di integrare sul  fronte  dei
  ristori,  altre categorie e altri comparti, è chiaro  che  noi  non
  possiamo consentire che ricevano due diversi ristori.
   Io  credo che il buon senso, e la legge dell'equità, lo imponga  a
  ciascuno di noi qui in quest'Aula.
   Mi sembrava giusto, signor Presidente, dovere chiarire questo.

   PRESIDENTE. Assolutamente.

   MUSUMECI,  presidente  della Regione.  Rimane  l'impegno  che  noi
  dobbiamo, poi, studiare quale formula burocratica per far  arrivare
  prima  possibile le risorse agli imprenditori. E qui ne voi ne  noi
  possiamo assumere impegno, perché fra noi e gli operatori economici
  c'è  di mezzo una sequela di norme, di leggi, di regolamenti  e  di
  burocrati con i quali dobbiamo fare i conti necessariamente.

   PRESIDENTE. A questo punto, una sola cosa Presidente. Io chiederei
  che  su  questo ordine del giorno, che è stato presentato da  quasi
  tutti  credo,  si  faccia alla fine di questa finanziaria.  Vediamo
  quello  che  è  stato votato e quello che no, perché  se  per  caso
  qualche  cosa  fosse  saltato, invece,  nella  finanziaria  bisogna
  inserirlo,  in  modo  che  tutti abbiano  una  garanzia  di  essere
  considerati.
   Per cui, poi vediamo se il service, tanto per usare l'argomento di
  cui stavamo parlando prima, a un certo punto qua dentro non c'è, va
  in quell'altro. Sono due cose separate. Benissimo.
   L'assessore mi suggeriva una cosa, che non ha dubbi: noi  l'ordine
  del  giorno  lo  rivediamo e quindi lo votiamo a fine  finanziaria,
  cioè dopo che sappiamo tutto

                     (Intervento fuori microfono)

   Sì,  appunto,  quindi è tutto da controllare. C'è  un  ordine  del
  giorno che poi va verificato e votato alla fine quando saremo tutti
  nelle condizioni di poterlo votare.

   COMPAGNONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COMPAGNONE.  Io  non intervengo molto, però mi piace  lavorare  in
  modo ordinato e vedo che qua, purtroppo, l'ordine non esiste.
   Allora,  non  può funzionare così perché se leggiamo gli  articoli
  che stiamo andando ad approvare si parla in tre articoli sempre  di
  cinema, poi parliamo sempre di fotografia, cioè non funziona  così.
  Se  non ci si ferma cinque minuti e si fa un po' di chiarezza sulle
  cose  che  si vogliono finanziare con questi 50 milioni, perché  di
  questo  stiamo  parlando,  va a finire a confusione.  Mi  permetta,
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Compagnone, noi abbiamo  portato  in  Aula
  quello che è uscito dalla Commissione.

   COMPAGNONE.  Io  non ho nessun emendamento, nessun interesse  però
  credo  che si faccia solo confusione. Ed io vi pregherei se  cinque
  minuti ci si ferma, Assessore, e chiarite. Perché se tu finanzi con
  questi articoli la ristrutturazione dei cinema, è un conto,  ma  se
  tu  poi finanzi il gestore, eccetera, è un'altra storia perché  poi
  la  rifinanzi  con  un  altro articolo. Non funziona  così.  Io  vi
  pregherei  di  mettere un po' di ordine. Ha ragione  il  Presidente
  Musumeci.

   PRESIDENTE. Io chiedo al Presidente della Commissione se  ritiene
  Presidente  della  Commissione, ritiene di dovere  fermarsi  cinque
  minuti  e mettere tutto il cinema in un unico articolo e vedere  di
  farlo...

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Purtroppo, Presidente Micciché, la la  rubrica  degli
  articoli  è  infelice  perché parla in  entrambi  i  casi  di  sale
  cinematografiche.
   Io pregherei i colleghi di non fermarsi alla rubrica ma di leggere
  il testo perché sono due cose nettamente diverse.
   Con  l'articolo  che abbiamo approvato poco fa,  anche  a  seguito
  dell'intervento   dei   colleghi,  abbiamo   finanziato   le   sale
  cinematografiche    ed    anche    a   seguito    dell'approvazione
  dell'emendamento  del Governo che sono nella  gestione  del  Comune
  quindi   i   teatri  comunali,  i  cinema  comunali  e  su   quello
  interveniamo.
   Questi,  Presidente Micciché, dell'articolo 102  sono,  invece,  i
  gestori  privati  delle sale cinematografiche, quelli  che  più  di
  tutti  pagano la crisi perché da un anno sono chiusi e  quelli  che
  non  hanno preso una lira perché c'è il bando bloccato e  noi,  per
  giunta, ancora non gli approviamo l'articolo quindi sono quelli che
  pagano di più la crisi
   Quindi,  non  è  che  il cinema è tutto il settore,  il  cinema  è
  questo, quelle sono le sale cinematografiche pubbliche ed i  teatri
  pubblici, questo è un altro settore, sono gli esercenti privati.

   PRESIDENTE.  Quindi, non è sbagliato fare un attimo di  chiarezza,
  forse.

   BARBAGALLO.  Certo,  però, voglio dire, tenendo  conto  di  queste
  riflessioni.  Non è sbagliata la successione degli  articoli;  poi,
  facciamo tutta la chiarezza che vogliamo

   PRESIDENTE.  Però, se oggi come oggi non sappiamo nessuno   voglio
  dire  siamo  tutto che c'intendiamo di tecniche parlamentari  visto
  che siamo qua, minimo minimo, da tre anni e mezzo, tanti di più.
   Scusate,  siccome  sono tre articoli i cui  titoli  sono  identici
   contributo  straordinario  per  le  imprese  che  gestiscono  sale
  cinematografiche ,   contributo straordinario per  le  imprese  che
  gestiscono sale cinematografiche ,  e allora, è bene che si  faccia
  un  attimo  di chiarezza, ci si ferma un momento, se ci sono  delle
  cose  da  cambiare perché sennò si confondono quelli che li  devono
  ricevere, figuriamoci noi  Cioè le persone

   SAVONA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore. E'  giusto  fare
  chiarezza ma i tre articoli che stabiliscono

   PRESIDENTE. Sono distinti e separati.

   SAVONA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Quindi,  ci
  fermiamo  un  attimo,  li accantoniamo e li rivediamo  tra  qualche
  minuto.

   PRESIDENTE.  E  probabilmente, bisogna  solo  cambiare  il  titolo
  perché poi siccome nei giornali va il titolo

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore. Abbiamo le  idee
  chiare  su  quello  che  vuol  dire  e  quello  che  va  detto  poi
  nell'eventuale ordine del giorno.

   PRESIDENTE. Questo lo dico anche agli uffici sia della Commissione
  che  di qua. Poi sui giornali vanno i titoli degli articoli. Se uno
  che  ha Service,  Service non se lo trova scritto da nessuna parte,
  gli  viene l'infarto perché pensa che non gli abbiamo dato una lira
  e,  quindi, è questo quello che dobbiamo chiarire. Poi, chi in  una
  maniera o nell'altra

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO.   Presidente,   l'abbiamo  già  detto,   ci   sono   delle
  sovrapposizioni   però   io   ero   intervenuta   però   c'era   il
  vicepresidente Di Mauro, poi avete fatto il cambio.
   Presidente  Micciché,  io  avevo fatto degli  emendamenti.  Ora  a
  prescindere  dai miei emendamenti, dico, se si fa un articolo,  non
  lo  so  ora  come si procede, per fare chiarezza sarebbe anche  una
  strada  quella  percorribile quella d'inserire  le  classificazioni
  anziché i singoli codici ATECO, cosicché non si esclude nessuno.  È
  una strada che potrebbe semplificare.

   PRESIDENTE.  Assessore, ha sentito l'onorevole Marano?  Forse  no.
  Sì?  Che  mi dice? Perché la Commissione la sta rivedendo solo  nei
  titoli e quindi li riporta. Quando li riporta ne parliamo.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ma se è un suggerimento da dare a loro,
  sennò è inutile.

   DI  PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho apprezzato
  l'intervento del Presidente della Regione. Dico, però, noi dobbiamo
  e  condivido il discorso un attimino di fermarci per inquadrare  la
  situazione  perché  poi  non  possiamo  rischiare  di   fare,   tra
  virgolette, figli e figliastri, nel senso che noi dobbiamo  cercare
  in  maniera coordinata con questo ordine del giorno, con quello che
  stiamo  mettendo  nella  legge di stabilità,  dobbiamo  cercare  di
  coordinare le cose per non dimenticare nessuno ed evitare poi, come
  dire, pastrocchi.

   PRESIDENTE.  La  mia  voglia è proprio questa,  fare  le  cose  in
  maniera  tale che poi, alla fine, che una cosa sia da una  parte  o
  dall'altra,  ma  tutti  abbiano  o  possano  avere  i  ristori  che
  vogliono.
   Allora,  se la Commissione sistema un attimo queste cose, io,  non
  ve  ne  abbiate a male ma, sono uno anche molto spiritoso ma quando
  fanno  ridere,  ma sull'articolo Koshido Budo ci  torno  perché  mi
  sembra che ci sia stato un atteggiamento un pochettino, come  dire,
  confuso sull'argomento.
   Si passa, pertanto, all'articolo 140. Ne do lettura:

                              «Art. 140.
        Riconoscimento della disciplina marziale  Koshido Budo'

   1.  La  Regione riconosce come disciplina marziale e  come  metodo
  educativo  il  Koshido Budo (la via della ricerca  dell'equilibrio)
  come  originario  della  Sicilia  in  quanto  nato,  sviluppato   e
  divulgato nel territorio della Regione».

   Gli emendamenti sono tutti soppressivi, se sono ritirati io

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, per quanto riguarda l'articolo  140  io
  pongo qualche riflessione e la rassegno ovviamente alla Presidenza,
  ai  colleghi, in particolare a chi ha proposto la norma, e anche al
  Governo.  Proporrei una modifica. Intanto, di non  dire  disciplina
  marziale ma sportiva che mi sembra che sia la cosa più corretta.

   PRESIDENTE. Quella di disciplina marziale è il titolo  vero  della
  disciplina o la possiamo chiamare disciplina sportiva?

   LUPO.  Perché  è  una  disciplina sportiva. Che  poi  aderisca  al
  settore delle arti marziali è un altro discorso.

   PRESIDENTE. Mi sembra più che corretto. Se lo possiamo correggere.

   LUPO.  L'altra  cosa, signor Presidente, dubito che  noi  possiamo
  scrivere   e come metodo educativo . I metodi educati -  chiamo  in
  causa  l'Assessore  per l'istruzione e la formazione  professionale
  nonché già rettore dell'Università di Palermo - sono un'altra cosa.
   Allora,  se  l'intento  è dire che in Sicilia  è  nata  una  nuova
  disciplina  sportiva,  che io personalmente  non  conosco,  ma  non
  perché io non la conosca significa che non sia degna di attenzione,
  non c'è bisogno né di tirare in ballo i metodi educativi, né altro.
  Diciamo  che  chi  l'ha proposta, il Governo, i deputati,  c'è  una
  nuova disciplina sportiva che è nata in Sicilia, punto.
   Dopodiché, la disciplina sportiva per avere un riconoscimento vero
  deve  avere l'autorizzazione dal CIO internazionale per potere  poi
  aderire  alla  federazione  come  disciplina  propria  delle   arti
  marziali   e   poi  alla  federazione,  attraverso  la  federazione
  ovviamente  al  CONI  sia  a  livello  nazionale  che   a   livello
  territoriale. Quella è un'altra cosa, non è competenza nostra.
   Però   io,   almeno  chiarire  cosa  significa  metodo  educativo,
  sinceramente mi sembra che sia assolutamente necessario.
   Propongo  di togliere le parole  metodo educativo  e di sostituire
   marziale  con  sportiva .

   PRESIDENTE.  Chiederei solo, prima di dare  la  parola  ad  altri,
  all'onorevole Mancuso che è l'esperto di questa materia,  onorevole
  Mancuso,  se può venire un attimo così ci chiarisce un secondo  una
  cosa.
   Volevo  capire  soltanto una cosa: questi che fanno  questo  sport
  hanno  bisogno  del  riconoscimento della  Regione?  Poi  che  cosa
  significa?  Perché riconoscimento non è quello che gli  arriva  dal
  CONI?

   MANCUSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, la  norma
  viene  concepita, sebbene possa andar bene questo ragionamento  del
  collega  Lupo  sull'aspetto prettamente sportivo,  la  norma  viene
  concepita, a me dispiace che probabilmente non sia stata  colta  da
  qualcuno  ma  sicuramente dalla maggioranza, e si parla  di  metodo
  educativo, più come sistema metodologico di aggregazione e come una
  proposta che, finalmente, anche se può sembrare sui generis in  una
  finanziaria,  diventa invece, forse una delle cose più  apprezzate,
  perché  se  noi  oggi  avessimo  proposto,  signor  Presidente,  di
  diminuire  il tasso alcolico dei giovani o di aumentare  il  numero
  dei  punti della patente o di parlare di tossicodipendenza, era  un
  tema serio.
   Siccome  stiamo parlando di valorizzare veramente la  sicilianità,
  che  è quella di un metodo sportivo educativo che, assieme a quella
  del karate piuttosto che del Judo, in Sicilia. Io ho una scheda con
  dei  numeri  che  non  potevo  ovviamente  allegare  ma  che  nella
  relazione  in  Commissione  Bilancio' c'era,  dove  addirittura  in
  Sicilia,  conta più 12.800 ragazzi giovanissimi dai 4  anni  ai  60
  anni  ma soprattutto giovanissimi delle scuole medie e delle scuole
  elementari che sono stati coinvolti in questa disciplina.
   Questo  per dire cosa? E si parla, appunto, di metodo educativo  e
  di  proposta  socio-culturale, perché è un metodo che  non  ha  mai
  impegnato nessuna scuola.
   Sono  state  coinvolte  tante scuole, quattro  università,  cinque
  province,  senza  mai  chiedere un soldo, esattamente  come  stiamo
  facendo qui. Non stiamo proponendo una norma che chiede un sostegno
  economico, stiamo proponendo una norma che riconosce come il  Grana
  padano  in  Emilia  Romagna il  Koscido Budo  in Sicilia  come,  se
  vogliamo, arte marziale, ma in realtà è un modus vivendi, un  modus
  operandi  di  utilizzo  anche di sistemi e di  cose.  Per  esempio,
  l'ippoterapia,  che fanno all'interno la fanno con  cavalli  tipici
  siciliani.  Non c'è dubbio che manca nella norma il  contenuto  per
  esprimere  esattamente quello che voglio dire  io,  perché  in  tre
  righe non puoi andare a raccontare tutto.

   PRESIDENTE.  Credo  che  lei sia stato chiarissimo  e  abbia  dato
  l'idea  che  questo  non  è un gioco, è un qualcosa  che  serve  ai
  ragazzi, ai bambini; forse è il nome giapponese che ha messo un po'
  in confusione.

   MANCUSO.  Sì,  il  nome  giapponese  perché  si  ispira,  appunto,
  all'arte giapponese.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Presidente,  intanto  la mia  ammirazione  per  l'onorevole
  Mancuso, perché qualunque sostegno allo sport...
   Presidente,  avrei  bisogno  che quando  interveniamo  nessuno  le
  chieda   altra  attenzione.  Per  cui,  riconosciamo  l'utilità   a
  prescindere che serva a diffondere disciplina e pratica sportiva.
   Però,  mi  pongo  una domanda che purtroppo si pongono  in  tanti,
  fuori  da qui, soprattutto alla fine di un percorso di approvazione
  di  questa finanziaria che è andata avanti per diverse settimane  e
  con  una  comunità che soffre in attesa di questa  finanziaria  che
  produca i propri esiti conclusivi.
   Perché  noi dobbiamo prevedere nel corpo di una legge di spesa  il
  riconoscimento, da parte della Regione, di una disciplina sportiva?
  Perché  noi potremmo riconoscere questa disciplina sportiva e  allo
  stesso  considerare il vino dop prodotto dalla provincia di  Ragusa
  come  un  marchio che va tutelato rispetto al mercato  nazionale  e
  internazionale e potremmo aggiungerne mille di queste  idee,  tutte
  di buon senso.
   Allora,  c'è  un  punto  che  riguarda  anche  la  credibilità  di
  quest'Assemblea.   Siamo  d'accordo  sull'utilità   di   sostenere,
  ampliare,  diffusione, pratica sportiva, è uno strumento  educativo
  fondamentale,  viva  lo  sport. Però, non Presidente  Miccichè,  in
  questa  finanziaria che è una finanziaria faticosa in una  comunità
  affaticata,   e  riconoscere  la  funzione  educativa   di   questa
  disciplina  sportiva nel contesto di questa finanziaria,  fuori  da
  qui non lo capirebbe nessuno

   PRESIDENTE. Veda, onorevole Fava, sostengo una cosa, che questa  è
  sicuramente  una  finanziaria, particolare,  molto  difficile,  che
  viene  in  una situazione di grandissima e reale crisi economica  e
  non solo economica, ma certamente economica, ma che rappresenta  in
  questo  momento  una  profondissima  crisi  anche  di  valori:   la
  mascherina,  nessuno  che si riconosce più,  un  allontanamento  di
  tutti, il distanziamento sociale, che è una frase che io spero  che
  i  miei nipotini possano non dover mai usare nella loro vita, tutto
  quello che di brutto sta creando il Covid.
   Allora,  io  credo che anche in una finanziaria in  cui  purtroppo
  soldi  non  ce  ne sono e quindi abbiamo dato spazio  certamente  a
  molte  iniziative procedurali, perché in questa finanziaria in  cui
  teoricamente si dovrebbe parlare di soldi, di quanto diamo  all'uno
  e di quanto diamo all'altro, abbiamo dato spazio un po' a tutti - e
  l'ho  spiegato  più  volte  - ad attività  anche  di  miglioramenti
  procedurali  delle varie attività di questa regione  e  lo  abbiamo
  visto in tantissimi articoli. Io credo che su tutti questi articoli
  quelli  che  prevedono  spesa reale, con  soldi  reali  si  possono
  contare sulle dita delle due mani.
   Questa è una proposta che, intanto, permette di fare conoscere una
  nuova  realtà e una nuova attività sportiva a tutti proprio  perché
  se ne parliamo qua dentro, se ne parlerà pure fuori.
   E'  una  cosa  che in tanti hanno chiesto, che tante famiglie  che
  hanno i ragazzini, che hanno la possibilità di avere uno sbocco  di
  valori,  valori  di  comunità per poter stare insieme  agli  altri.
  Quando non ci si sta mai anche questo è un qualcosa che può aiutare
  e allora non capisco perché non farlo.
   Spetta  a  me decidere se farlo o no e io capisco quello  che  lei
  dice,  capisco che nella crisi qualcuno ci può anche sorridere.  Io
  ho  ritenuto, invece, di metterlo dentro perché credo che oggi come
  oggi dovremo andare, e a partire da qui in avanti e ancora molto ma
  molto di più, alla ricerca di qualche valore, perché il Covid ce li
  sta   annientando  tutti,  proprio  tutti   Questa   maledettissima
  mascherina  che io odierò per tutta la mia vita che  ha  annientato
  l'identità  di ognuno di noi  Quante volte mi capita  di  sorridere
  sotto  la mascherina e mi sento un cretino perché è ovvio  che  non
  sto sorridendo a nessuno e nessuno sta guardando il mio sorriso
   Io  credo  che se c'è una cosa che è utile ai bambini, ai  ragazzi
  per  potere  socializzare, vivaddio, la mettiamo dentro  senza  che
  nessuno possa stupirsi, senza che nessuno possa preoccuparsi.
   Le  due  le  correzioni, se sono accettate  sostituire  la  parola
  marziale, sono d'accordissimo, anche a scopo educativo va tolta  la
  parola marziale, con sportiva e poi come metodo educativo invece la
  lascerei  perché  secondo me è utile che ci sia, però  se  è  stato
  presentato  così lo possiamo togliere, non ho nessun  problema.  Il
  metodo   educativo  lo  lascerei,  perchè  secondo  me   questo   è
  l'obiettivo di questa cosa, mettiamo sportivo invece che marziale.

                     (Intervento fuori microfono)

    Proposte educative , va benissimo. Ora lo sistemiamo.
   Diciamo  ufficialmente, perché sia chiaro a tutti, che è una  cosa
  che  non  costa  un solo euro; è solo un riconoscimento formale  di
  questa cosa qua, mi sembra che si possa tranquillare votare.
   Pongo  in votazione l'articolo 140. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Con il voto contrario del Movimento Cinque Stelle.

   A  questo  punto, ci dobbiamo fermare dieci minuti per  capire  un
  poco quello che stiamo facendo, sennò ci confondiamo.
   La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 19.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.19, è ripresa alle ore 19.48)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Completiamo questa cosa sui cinema, facciamo  Attività
  produttive' e poi andiamo a casa. La Commissione  Bilancio' è stata
  con  me tutto il tempo, la fate entrare? Ecco il presidente Savona.
  Siccome  ce  ne sono un poco di questi, di ristori tipo cinema.  Ci
  finiamo tutti questi? Finiamo questi, va bene.
   Si passa all'articolo 102. Ne do lettura:

                              «Art. 102.
      Contributo straordinario per le imprese che gestiscono sale
           cinematografiche e per le imprese dello spettacolo

   l.  In  via  straordinaria per l'anno 2021,  per  le  imprese  che
  gestiscono  sale  cinematografiche e per  le  imprese  del  settore
  dell'organizzazione, distribuzione, coorganizzazione  e  produzione
  di spettacoli dal vivo, ad eccezione dei soggetti beneficiari della
  quota del Fondo unico regionale per lo spettacolo (FURS) di cui  al
  comma 3 dell'articolo 20 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3,
  il  Fondo di cui all'articolo 16, commi 2 della legge regionale  12
  maggio  2020,  n.  9 e successive modificazioni, è incrementato  di
  5.000  migliaia  di  euro.  Le risorse  sono  erogate  secondo  gli
  standard medi dei due anni precedenti la pandemia.

   2.  Per le finalità di cui al presente articolo, la relativa spesa
  è  determinata in 5.000 migliaia di euro a valere sulle risorse del
  POC 2014/2020».

   A pagina 60. Abbiamo trovato una soluzione per questi tre articoli
  sul cinema? Se l'Aula ha capito esattamente - non capito, ha letto,
  perché per capire capiscono ovviamente - le differenze che ci  sono
  anche   se  il  titolo  è  uguale,  li  votiamo  e  poi  diamo   in
  coordinamento agli Uffici di sistemare poi i titoli dopo. Va bene?
   Avevamo  votato  il 101. Abbiamo approvato il 102.12,  quello  del
  Governo. Onorevole Savona.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore. La  modifica  va
  fatta  sul  103, dove dobbiamo levare le sale cinematografiche.  E'
  solo per i fotografi.

   PRESIDENTE. Il 102.8 è stato ritirato dall'onorevole Galvagno  che
  lo  aveva  presentato. Quindi possiamo votare.  Questi  altri  due,
  onorevole Fava e onorevole Lo Giudice, si sistemano sul 103. Sono i
  vostri emendamenti, li sistemiamo sul 103.

                     (Intervento fuori microfono)

   Anche  quello del service, assessore Messina? Ah  No,  il  service
  abbiamo detto che va dentro l'ordine del giorno.

                     (Intervento fuori microfono)

   Sì, pure quello.
   Allora, pongo in votazione l'articolo 102. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 103. Ne do lettura:

                              «Art. 103.
   Misure di sostegno a favore degli esercenti sale cinematografiche
                       ed attività fotografiche

   1.  Al  fine  di  contrastare  gli effetti  economici  conseguenti
  all'emergenza epidemiologica da Covid-19, la Regione è  autorizzata
  ad erogare contributi a Fondo perduto a favore degli esercenti sale
  cinematografiche ed attività fotografiche.

   2.   Con   decreto  dell'Assessore  regionale  per   le   attività
  produttive,  di concerto con l'Assessore regionale per  l'economia,
  da  adottarsi entro trenta giorni dalla data di entrata  in  vigore
  della  presente  legge, sono stabiliti i criteri e le  modalità  di
  attuazione  del presente articolo, privilegiando gli esercenti  che
  presentino  una riduzione del proprio fatturato pari ad  almeno  il
  cinquanta  per cento nel periodo compreso tra l'inizio  e  la  fine
  dell'attività svolta nel corso del 2020.

   3.  Per le finalità di cui al presente articolo, la relativa spesa
  è  determinata in 2.000 migliaia di euro a valere sulle risorse del
  POC 2014/2020».

   Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione  e  relatore.   Dobbiamo
  eliminare misure e cinematografiche resta soltanto fotografiche.

   PRESIDENTE. Benissimo, dove lo dobbiamo eliminare?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Sul titolo e  sul
  corpo dell'emendamento.

   PRESIDENTE. A favore delle attività fotografiche?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Esatto.

   PRESIDENTE. E anche nell'articolato.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Sì.

   PRESIDENTE. Quindi, al comma 1 dobbiamo levare questo. Lo facciamo
  noi o presentate un emendamento? Facciamo un emendamento.

                     (Intervento fuori microfono)

   Non ho capito niente. Ma di soldi non ne possiamo parlare proprio.
  Di  questo  non ho idea. Non ho fatto valutazioni di  questo  tipo.
  All'onorevole sembrano troppi 2 milioni.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Io volevo esprimere apprezzamento per il lavoro che ha
  fatto  il  presidente  Savona perché, con  equilibrio,  ha  trovato
  questa  soluzione che rispecchia credo anche quello che è stato  il
  susseguirsi  degli  interventi in Commissione   Bilancio'.  Quindi,
  credo che sia apprezzabile, quindi con equilibrio così garantiamo e
  ristoriamo tutte le categorie, anche i fotografi peraltro che hanno
  subito  ovviamente  la  chiusura degli  eventi  relativamente  alle
  cerimonie.

   PRESIDENTE.  Assolutamente.  L'onorevole  Savona  dovrebbe  essere
  ringraziato su ogni cosa, poi alla fine lo ringrazieremo bene.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Poi, onorevole Savona, l'onorevole  Di
  Mauro   le   farà  un  bel  regalo  alla  fine  anche   per   conto
  dell'Assemblea.

   DI  CARO.  Sì,  è  stato fatto un bel lavoro dal Presidente  della
  Commissione   Bilancio',  nel senso  che  ha  fatto  un  lavoro  di
  scrematura includendo ed escludendo chi era compreso o no  nei  due
  articoli  ma,  Presidente,  siccome poco  fa  il  Presidente  della
  Regione   ha   detto,  dico,  giustamente  che   chi   è   inserito
  nell'articolato  della  finanziaria e godrà  dei  benefici,  pochi,
  inseriti  nella  finanziaria,  non sarà  inserito  nell'ordine  del
  giorno,  questo  ordine  del giorno si può avere?  Possiamo  averne
  visione? Così da capire che tipo

   PRESIDENTE.  L'ordine del giorno che si dovrà  votare  alla  fine,
  dovrà essere visto e dovrà essere sistemato proprio in funzione  di
  tutto questo. Certo.

   DI CARO. Siccome sarà combinato alla finanziaria

   PRESIDENTE.  Assolutamente. Assolutamente sì.  L'avevo  già  detto
  prima che poi quando si finirà la finanziaria, faremo un momento in
  cui  parleremo praticamente solo dell'ordine del giorno per  capire
  cosa ci va dentro e cosa no.
   E   allora,   il  103.12  della  Commissione  che  elimina    sale
  cinematografiche   sia  dal  titolo che  dal  testo.  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   E  quindi  gli altri emendamenti sono ritirati. Pongo in votazione
  l'articolo  103. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 104. Ne do lettura:

                              «Art. 104.
         Contributo straordinario per i lavoratori stagionali

   l.  Al  fine  di destinare un contributo una tantum ai  lavoratori
  stagionali  siciliani, è istituito un Fondo di 10.000  migliaia  di
  euro a valere sulle risorse del POC 2014/2020.

   2.  Con  decreto  dell'Assessore regionale  per  la  famiglia,  le
  politiche sociali ed il lavoro sono definiti modalità e criteri  di
  assegnazione del contributo».

   Ci  sono  gli emendamenti soppressivi, poi c'è un emendamento  del
  Governo, il 104.11.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. C'è un subemendamento  dell'onorevole
  Ciancio.

   CIANCIO. Presidente, mentre finora abbiamo parlato di imprese,  io
  ho presentato un subemendamento che invece parla di lavoratori.
   Siccome  l'articolo 104 parla di lavoratori stagionali e parla  di
  contributo  una tantum, io chiedo di inserire in questo articolo  i
  lavoratori  delle imprese, diciamo, che abbiamo trattato  poco  fa,
  quindi i tecnici e le maestranze iscritti al fondo lavoratori dello
  spettacolo. Non faccio una distinzione, tra i 10 milioni  non  dico
  quanto  deve  andare  all'uno e quanto deve  andare  all'altro,  mi
  affido al lavoro che può fare l'Assessore su criteri e modalità  di
  erogazione di questi contributi. Però, è importante inserire  anche
  questi  lavoratori che non hanno un contratto di lavoro, ma versano
  al fondo per lo spettacolo ogni anno un tot di giornate lavorative.
   Ora,  mi  sono  rifatta, diciamo, al criterio nazionale  perché  a
  livello  nazionale nel decreto ristori hanno inserito almeno  sette
  giornate lavorative per questi lavoratori, coloro che hanno  almeno
  sette giornate lavorative in moto tale di avere un criterio univoco
  sia  per la misura nazionale che per quella regionale, però  chiedo
  che venga valutato positivamente.

   PRESIDENTE.    Il    parere   del   Governo   sul   subemendamento
  dell'onorevole Ciancio?

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi l'onorevole Zafarana.

   LO  GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 104
  riguarda  i  lavoratori  stagionali  che  rappresentano  una  delle
  categorie  che  purtroppo nel tempo sono state totalmente  lasciate
  sole e abbandonate.
   Noi peraltro nella scorsa finanziaria avevamo previsto proprio  un
  articolo  inerente  gli  stagionali che  poi,  purtroppo,  a  causa
  dell'impugnativa non abbiamo potuto ristorare e dare un aiuto.
   Ora parliamo di un comparto, quello dei lavoratori stagionali, che
  è un comparto molto ampio che fino ad ora non è riuscito a ricevere
  alcun tipo di ristori.
   Io   avevo   presentato   la  scrittura,   così   come   riportata
  nell'articolo 104.
   Ho  visto che c'è una riscrittura da parte del Governo che  meglio
  dettaglia  quello che è l'intendimento sia da parte  dell'Aula  che
  anche  del Governo e credo che sia apprezzabile quello che è  stato
  riscritto  da  parte del Governo e che peraltro si  possa  lasciare
  così  com'è  anche  per non entrare troppo nello specifico  perché,
  come  ricorderete,  nella scorsa finanziaria,  volendo  entrare  in
  quella  che  era stata una situazione di dettaglio,  poi  ci  siamo
  ritrovati con il testo che è stato impugnato.
   Credo  che  sia un provvedimento che vada condiviso all'unanimità,
  ma  condiviso da tutte le forze politiche anche perché peraltro  su
  questo   già   un  ragionamento  lo  avevamo  fatto  nella   scorsa
  finanziaria.
   I  lavoratori stagionali ovviamente sono quelli che mandano avanti
  le località turistiche principalmente della nostra terra di Sicilia
  ma  non  solo  quello.  Sono  tutta una  serie  di  lavoratori  che
  purtroppo si trovano svantaggiati per un duplice motivo: uno perché
  a  causa  della  pandemia  non stanno svolgendo  più  il  ruolo  di
  stagionali...

   PRESIDENTE. La maggioranza deve parlare pochissimo.

   LO GIUDICE. Sì, concludo subito, signor Presidente.
   Dicevo,  svantaggiati  perché non stanno  svolgendo  il  ruolo  di
  stagionali  ma,  al  contempo, non possono  accedere  neanche  alla
  disoccupazione non avendo effettuate le giornate lavorative.
   Per  questo, per quanto mi riguarda, va bene la riscrittura  fatta
  dal Governo e mi auguro ovviamente che ci sia un apprezzamento.
   Ringrazio  l'assessore  Scavone per la  sensibilità  mostrata  sul
  tema, così come il presidente Musumeci e tutto il Governo.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Però  se  intanto  il  Governo mi fa sapere se sul  subemendamento
  dell'onorevole Ciancio è d'accordo.
   Assessore Scavone? È d'accordo su quello?

   SCAVONE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro. Sì.

   PRESIDENTE. Benissimo.

   CATANZARO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  dall'articolo  104 al 107 o 108 che, diciamo, è  la  Rubrica  delle
   Attività  produttive', ovviamente, faccio un  intervento  pur  non
  essendo  di  maggioranza, però per accorciare i  tempi  e,  quindi,
  voglio  parlare  per tutti gli articoli dico che  non  si  può  non
  essere favorevoli.
   Non  si  può  non essere favorevoli perché si parla  di  categorie
  produttive, di cuore pulsante della nostra Regione.
   Ora  però  la  cosa  che voglio, ovviamente evidenziare,  come  il
  collega  che  mi ha preceduto, noi l'anno scorso in Aula  ci  siamo
  ritrovati  a  votare degli articoli, dove abbiamo  dato  ristori  a
  delle  categorie. Fino a poco fa ho ricevuto delle  telefonate,  di
  queste  categorie, parlando proprio di lavoratori stagionali,  dove
  da  quello  che mi dicono, un centesimo non l'hanno avuto.  Noi  ci
  ritroviamo in questi articoli ad avere 10 milioni di euro  per  gli
  stagionali, tre milioni di euro per il reading
   In Commissione  Attività produttive  in esame di valutazione degli
  articoli,  prima di arrivare al bilancio, ho avuto  il  piacere  di
  confrontarmi sia con l'assessore Turano che con l'assessore  Armao,
  il  quale  assessore  Armao arrivato ad  un  certo  punto  del  mio
  intervento dopo che lui è intervenuto mi ha detto che io forse  non
  avevo  compreso bene quello che il governo aveva fatto in  fase  di
  ristori
   Ovviamente,  di  quello che stava facendo con i bandi.  Ovviamente
  all'assessore   Armao  dico  assessore,  secondo   me   in   questa
  finanziaria  mi  devi  consentire la battuta,  che  è  una  battuta
  diciamo  storica,  noi  abbiamo  un'antica,  un  rapporto,  io  ero
  all'università: però secondo me un po' di volte impreparato lo  sei
  stato  assessore, te lo dico con il cuore in mano, perché su  molti
  articoli noi abbiamo grandi lacune.
   Ora  quello  che  dico è noi abbiamo in questo momento  tantissime
  categorie  che  dobbiamo  aiutare e  che  aspettano  ristori,  ieri
  abbiamo  fatto un incontro con diversi settori, di intrattenimento,
  reading c'era un incontro con il Presidente Miccichè, qual'era quel
  tesoretto?  Oggi  ci doveva essere un incontro  con  il  Presidente
  Miccichè.
   Presidente, lei dopo, finito quell'incontro, è arrivato in Aula  e
  ha  chiesto  al  Governo. Qual era quel tesoretto,  perché  abbiamo
  saputo  del tesoretto, oggi ci doveva essere una risposta da  parte
  del  Governo per quel tesoretto, perché è chiaro che la finanziaria
  se, ovviamente non vede la presenza del Governo su questi articoli,
  di  che  finanziaria  stiamo parlando, di  che  finanziaria  stiamo
  parlando?
   Siamo  attraversati  da una pandemia dove  ci  sono  tutte  queste
  categorie  che  aspettano i ristori e io  le  dico  che  ho  dovuto
  concentrare  gli  articoli,  su tutti questi  articoli,  Presidente
  Miccichè, chiedo che lei, garante di quest'Aula, si faccia  garante
  non  di  quest'ordine del giorno che io ancora non ho capito quante
  cose  saranno  inserite in quest'ordine del  giorno  e  dove  siamo
  arrivati  ad  ordine del giorno ma con i soldi alla mano,  noi  che
  tipo  di ristori possiamo dare a tutte queste categorie che vengono
  previsti  in  questi articoli, perché anche io ho contribuito  come
  tanti  colleghi  ad  essere colui il quale si  preoccupa  di  tutte
  queste categorie e portarle in quest'Aula.
   Quindi  Presidente Miccichè, su questi articoli, con  la  presenza
  anche  dell'assessore  Turano, del Governo  tutto,  del  Presidente
  della Regione, questa sera si deve fare chiarezza.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  fermo  restando
  che  il  mio Gruppo è favorevole alla materia di questo articolo  e
  quindi  chiaramente siamo d'accordo come lo eravamo l'anno  scorso,
  perché appunto il comparto degli stagionali avesse un ristoro.
   Pongo  ulteriormente  e  nuovamente il tema  del  famoso  articolo
  impugnato  nella  scorsa  finanziaria  poiché,  questa   norma   fu
  erroneamente  oggetto dell'impugnativa poiché  legato  all'articolo
  impugnato non diviso da indicazioni di comma, parlo soprattutto con
  gli  uffici, che sicuramente in questo mi seguiranno e  pertanto  è
  rimasta la copertura che era sulla copertura generale della manovra
  finanziaria dell'anno scorso era la comma 2 dell'art. 5 e dove  noi
  abbiamo coperto il bonus vacanze, il fondo artigiani, i ristori per
  le  edicole,  i  ristori per i librai, i ristori  per  il  comparto
  floricolo, perché man mano l'assessorato, gli assessorati, anche se
  parzialmente, per un 30 per cento, la finanziaria dell'anno  scorso
  in  qualche  modo sta andando avanti. E sta andando avanti  ancora,
  quindi non legata chiaramente ad una annualità.
   Dico  anche  che  il  percorso che vorrei  fare  per  rilevare  la
  copertura è il medesimo fatto all'articolo 52 per le somme sull'FSC
  che  servono  per le ristrutturazioni straordinarie degli  immobili
  per  cui  l'operazione finanziaria, economica, tecnica, chiamiamola
  come volete, la si sta già facendo al 52. La richiesta mia quale è?
  Va  benissimo  la  formulazione del Governo, il 104.11,  che  anche
  l'onorevole  Lo  Giudice ha accolto, però se noi riuscissimo,  dato
  che  si  parla di un comparto di 15 mila persone e più che  non  ha
  visto  nulla,  né  l'anno scorso né sta vedendo nulla  adesso,  del
  resto  noi  questo  ordine del giorno non  lo  conosciamo,  non  lo
  abbiamo visto, ancora per quanto ci riguarda è nulla, è soltanto un
  intendimento, una pia intenzione.
   Io   dico,   facciamo  un  ragionamento  sulle  coperture   perché
  altrimenti  io  credo  che  non si possa andare  avanti  in  questo
  momento, non è POC, non è PUC, che sono appunto le sigle a  cui  ci
  stiamo   abituando,  sono  risorse  sul  fondo  sociale,   sull'SFC
  dell'anno scorso, usato, riprogrammato ampiamente da questo governo
  negli  atti  di  giunta che si sono susseguiti e  l'impegno  nostro
  credo  che  debba anche contemplare questo tipo di  operazione  per
  dare  concretezza e dare finalmente una possibilità  di  ristoro  a
  queste persone che finora hanno sofferto e basta.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  anche  noi  siamo
  favorevoli   alla   proposta  dell'onorevole   Lo   Giudice,   alla
  riscrittura  del  Governo che è un po' più sintetica.  Mi  chiedevo
  assessore,  tra le categorie che non hanno avuto completamente  gli
  aiuti,  quindi  non  hanno percepito sostegno  economico,  ci  sono
  quelli del comma 14, articolo 5, legge regionale 9 maggio. Parliamo
  dei  lavoratori  degli  IPAB per i quali  lo  scorso  anno  avevamo
  destinato  un contributo da 700 euro per un massimo di  un  tot  di
  tempo.
   Durante l'anno, rapportatami con l'assessore alla famiglia Scavone
  e  l'assessore  Armao, avevamo evidenziato come il  problema  nella
  impossibilità  di erogare era la fonte finanziamento  POC  definita
  come anticipazione di mensilità proprio nell'articolato che avevamo
  approvato  qui in Aula. Quindi, avevo presentato un emendamento  al
  52  come  modifica  di  norma  con  una  riscrittura  ma  se  fosse
  possibile, c'è l'accordo del governo, avrei pensato ad un comma che
  recita  che per le finalità di cui al comma 1 sono destinati  aiuti
  economici  ai  dipendenti degli IPAB sulla base delle  interruzioni
  delle  attività  o  comunque  mancata  percezione  di  retribuzione
  durante l'emergenza Covid, trovando copertura, ovviamente non dagli
  stagionali,  ma  dal vecchio articolo, dal comma  14,  articolo  5,
  legge regionale 9 del 2020.
   Se  possiamo valutare questa proposta emendativa o la  vuole  fare
  propria  il  Governo,  io l'ho scritta così a  mano,  se  la  vuole
  sottoscrivere qualcuno, io lo depositerei comunque per trovare  una
  finestra perché anche questa è una categoria che purtroppo non  può
  avere  aiuti di alcun genere se non da parte della regione. Non  so
  se il Governo si può esprimere o gli Uffici.

   PRESIDENTE.  Va  bene.  Facciamo  parlare  gli  altri  e  poi  gli
  chiediamo.

   CAFEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAFEO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  volevo   un
  chiarimento  anche  dall'Assessore  Scavone  se  tra  i  lavoratori
  stagionali  che  di solito comunque sono, appunto,  dei  lavoratori
  saltuari  e  lavorano  solamente  nei  periodi  legati  soprattutto
  all'attività  turistica, considerando che  l'anno  scorso  comunque
  l'attività si può dire che non c'è stata, come si fa ad individuare
  il  bacino  rispetto al 2019 non rispetto al 2020? E se è  prevista
  una  misura,  se avete pensato a una misura anche per i  lavoratori
  del settore degli spettacoli che comunque non stanno lavorando.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente, Governo, colleghi,  un  attimo  di
  attenzione,  dico,  io  ho  ascoltato  anche  gli  interventi   dei
  colleghi. Noi qui stiamo trattando degli articoli che riguardano  i
  ristori  e  il  Presidente Musumeci poco fa,  nel  suo  intervento,
  giustamente  ha detto le categorie che inseriamo all'interno  della
  legge di Stabilità non possiamo inserirle poi successivamente negli
  eventuali ordini del giorno dove ci sono questi ulteriori fondi per
  quanto riguardano i fondi extraregionali.
   Però,  Presidente, noi qui dobbiamo cercare di fare un  attimo  di
  chiarezza. Perché? Se noi qui inseriamo delle categorie  e  poi  la
  quantificazione  economica di ristori che serve a quella  categoria
  non  è  una  quantificazione  corretta  rischiamo,  visto  che  qui
  ovviamente stiamo intervenendo tutti per cercare in qualche modo di
  dare  risposte  all'esterno  a tutte  le  categorie  che  ci  hanno
  sollecitato,  rischiamo  di  inserire delle  categorie  all'interno
  della legge di Stabilità ma con importi non sufficienti per coprire
  poi  tutta  la  Sicilia  perché faccio un  esempio  dei  lavoratori
  atipici  stagionali  ma  i lavoratori sono  tantissimi  Presidente.
  Dieci milioni di euro potrebbero essere non sufficienti.
   Allora  il rischio qual è che se noi non conosciamo quali sono  le
  categorie che sono inserite nei ristori di questo ordine del giorno
  cioè  rischiamo  veramente un pastrocchio. E poi  Presidente,  così
  come  diceva  pure  la collega Zafarana, ma se l'articolo  relativo
  alla Finanziaria del 2020 è stato impugnato, quei dieci milioni  di
  euro,  a  valere sempre dei fondi POC, si sono liberati o  comunque
  sono liberi.
   E  allora  qui  anziché  utilizzare i dieci milioni,  ne  possiamo
  utilizzare  venti, cioè li andiamo ad aggiungere, dieci  più  dieci
  visto  che  noi a questa categoria l'anno scorso non  abbiamo  dato
  nessun ristoro a livello regionale.
   Dopo  di  che ci sono altri articoli, me lo facevano notare  altri
  colleghi,  ad  esempio il 105 dove noi andiamo  ad  inserire  altre
  categorie  che sono più categorie, i fotografi e tutti  quelli  che
  lavorano  nel settore del wedding ma se noi mettiamo  lì  solo  due
  milioni  di  euro e poi queste categorie non possiamo, non  vengono
  inserite  nell'ordine del giorno, capisce bene Presidente  che  qui
  rischiamo  veramente  di fare, come dire, un  pastrocchio  e  delle
  disuguaglianze.
   Allora  Presidente,  la richiesta è io ho visto  poco  fa  che  il
  Presidente Musumeci giustamente ha già pronto qualcosa, c'è già  un
  documento scritto, possiamo vederlo così facciamo, così trattiamo i
  ristori  come  un'unica  categoria, quelli che  sono  inseriti  già
  nell'ordine  del  giorno previsto dal Governo che ancora  i  gruppi
  parlamentari   non  conoscono  più  quelli  che  abbiamo   inserito
  all'interno della legge di Stabilità di modo tale colleghi da  fare
  un   discorso   complessivo  ed  evitare  che  ci  possono   essere
  disuguaglianze  dopo avere approvato la legge di Stabilità  e  dopo
  avere approvato l'ordine del giorno Presidente.
   Quindi  la richiesta è, gliela ripeto perché comunque l'avevo  già
  fatta,  l'avevo già formulata nel precedente intervento, visto  che
  comunque stasera non riusciremo a completare la legge di Stabilità,
  perché  qui  faremo  tantissimi  interventi  perché  dobbiamo  dare
  risposte a tutte le categorie economiche che abbiamo incontrato  in
  questi giorni e ci sono difficoltà enormi, li abbiamo visti tutti.
   Possiamo fare un discorso ragionevole, un discorso ragionevole  su
  tutti i fondi e su tutte le categorie, di modo tale che il capitolo
  ristori  venga inquadrato in maniera globale e non in maniera  come
  dire  di  singole  categorie o di pochi  articolo  della  legge  di
  stabilità per poi trovarci altre categorie nell'ordine del  giorno,
  questa  è la richiesta, Presidente, che faccio a lei. Noi in questi
  giorni abbiamo fatto il massimo penso, lei è stato garante anche di
  quest'Aula,  si faccia garante anche nei confronti del  governo  di
  poter concertare sia i fondi e le categorie dell'ordine del giorno,
  sia  i  fondi  e  le categorie che sono inserite all'interno  della
  legge di stabilità.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Presidente
  abbiamo  presentato un emendamento a firma del Capogruppo  Lentini,
  dell'onorevole  Compagnone e del sottoscritto, a proposito  di  due
  realtà  molto  significative che sono la Torre di Ventimiglia  sita
  nel sito di Montelepre e il castello di Lombardia nel territorio di
  Enna, che Presidente Musumeci già sono in gestione

   PRESIDENTE. C'è già un articolo sulla Torre di Ventimiglia.

   DI  MAURO.  Guardi possiamo anche stralciarlo di qua o  approviamo
  questo emendamento, perché qui c'è il Castello della Lombardia e la
  Torre per me non è un problema.

   PRESIDENTE.  Per  me  nemmeno.  Se  approviamo  questo  stralciamo
  quello, va bene.

   DI MAURO. Allora i comuni ce l'hanno in gestione ma è una gestione
  parziale, perché in realtà non sono in una condizione tale da poter
  essere  funzionali,  se riusciamo ad approvare  questo  emendamento
  l'immobile  diventa  di proprietà del comune,  e  il  comune  potrà
  ovviamente  attivare tutte le procedure progettuali affinché  possa
  essere  finanziata  la  relativa  ristrutturazione  e  sono   opere
  importanti che in un contesto ecco di sviluppo turistico  culturale
  credo che possano essere un buon segnale non solo ai siciliani ma a
  chi   visita   la  Sicilia  e  può  avere  in  queste  due   realtà
  un'opportunità anche di conoscere questi siti.

   PRESIDENTE.  Quindi onorevole Di Mauro che cosa dobbiamo  fare  lo
  votiamo  qua  va  benissimo. Onorevole Di  Mauro  scusi,  onorevole
  Compagnone l'emendamento dobbiamo avere.

   PAPALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAPALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  volevo
  chiedere all'assessore Falcone una cortesia, se poteva attenzionare
  praticamente i centri di revisione auto non sono stati  inclusi  in
  tutta  questa  operazione di ristoro, a livello nazionale  è  stata
  data  una  proroga per quanto concerne il rinnovo  della  revisione
  degli  autoveicoli, ed è stato spostato da ottobre del 2020 è stato
  spostato  da  giugno  in  poi del 2021, praticamente  tutti  questi
  centri di revisione rimangono senza lavoro ma c'hanno gli impiegati
  a  loro  carico,  se si poteva prendere in esame la possibilità  di
  tenerne conto di questo e di dare il giusto che si possa dare  così
  come si sta dando alle altre categorie, grazie.

   PRESIDENTE. L'intervento dell'onorevole Di Mauro ha anticipato  un
  intervento che deve fare per un altro articolo va bene, non gli  do
  più la parola quando parliamo di questo articolo.
   Allora,  scusate,  il  Governo deve  dare  alcune  risposte  sugli
  emendamenti credo, perché c'è questo del Governo il 104.11 che  noi
  vorremmo  capire  però  abbiamo bisogno di specificare  quali  sono
  questi  destinatari, perché dire stagionali in assoluto eh già  c'è
  la  preoccupazione che sono tanti così diventano infiniti, cioè  di
  quali stagionali stiamo parlando di tutti tutti? Cioè chiunque  sia
  stagionale? Come? E appunto dico per cui vorremmo capire  chi  sono
  esattamente  gli  stagionali  perché  altrimenti  sono  un   numero
  infinito.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Sì, scusi onorevole Lo Giudice siccome  questo  è  un
  emendamento  del Governo, mi faccio rispondere intanto per  capire.
  Sono loro che mi devono dire di quali stiamo parlando.
   Prego ha facoltà di parlare.

   LO   GIUDICE.   Grazie  signor  Presidente,  solo  un   brevissimo
  chiarimento.
   I  lavoratori stagionali vengono individuati attraverso dei codici
  ATECO che sono già comunque ben prestabiliti.
   E' chiaro che poi possiamo decidere di ampliare la platea ovunque,
  da  quelli dello spettacolo, chiunque. Però siccome lo scorso  anno
  siamo  entrati  nel dettaglio della norma, specificando  lavoratori
  stagionali,  discontinui, atipici, ecc., ecc. e la  norma  è  stata
  impugnata,  nel  raccordo  con il Governo  e  con  il  dipartimento
  famiglia  abbiamo  parlato  di  lavoratori  stagionali  in  maniera
  generica,  poi  con  decreto dell'assessore,  ovviamente,  verranno
  individuati.
   Però è chiaro che non entriamo nel dettaglio.

   PRESIDENTE.  Se  mi dice che è giusto così, per  me  non  ci  sono
  problemi.

   LO  GIUDICE.  I  codici ATECO nella tipologia di  assunzioni,  nel
  momento  in  cui  tu  vieni assunto c'è  un  codice  ATECO  che  ti
  individua  come  lavoratore stagionale e quindi  noi  a  quelli  ci
  dobbiamo rifare. Entrare nel dettaglio oggi significherebbe .

   PRESIDENTE. Significherebbe farselo impugnare di nuovo

   LO GIUDICE. Rischiare. Solo per questo chiarimento.

   PRESIDENTE. Benissimo. Basta che qui chiarite questo.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Su questo? Se è così come dice l'onorevole Lo  Giudice
  è inutile ripeterlo.
   Onorevole De Luca ha facoltà di intervenire.

   DE  LUCA. Signor Presidente, io vorrei invitarla eventualmente  ad
  accantonarlo. Se domani siamo ancora qua, invitiamo le categorie  e
  vediamo.

   PRESIDENTE.  Non  esageriamo convocare  le  categorie  per  capire
  questa  cosa. Questo non lo possiamo fare. Se il Governo è convinto
  che  sia  così, che sia giusto così, per me possiamo andare avanti.
  Io mi creo soltanto il problema se poi lo impugnano.
   I codici ATECO individuano le imprese non certamente i lavoratori,
  questo è ovvio.

   SAVONA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  a  seconda  dell'attività produttiva  che  noi  stiamo
  immaginando sappiamo qual è la categoria dei lavoratori  stagionali
  che dobbiamo utilizzare, se è quello per lo spettacolo, se è quello
  per  l'agricoltura.  Ci sono tante categoria a seconda  del  codice
  ATECO. Quindi è facile l'individuazione. Non c'è bisogno.
   Se noi abbiamo l'elenco allora sì, altrimenti andiamo a caso e non
  abbiamo risolto niente.
   Io  direi  di  aspettare, considerare i codici  e  poi  alla  fine
  trovare  la  soluzione  perché se no  andiamo  a  sbattere.  Quindi
  agevoliamo categorie che non hanno bisogno e agevoliamo altre.

   PRESIDENTE. E quindi la sua proposta?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore.  Di  accantonare
  questo  e andare avanti. Abbiamo ancora due rubriche importanti  da
  fare,  più abbiamo l'articolo 52 e l'articolo 2 che ci impegneranno
  per diverse ore.

   PRESIDENTE.  Intanto andiamo avanti su questa rubrica?  Presidente
  Savona lei dice di accantonare tutta la rubrica?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Accantoniamolo.

   PRESIDENTE. E passiamo all'attività produttiva.
   Si passa all'esame dell'articolo 87. Ne do lettura:

                                Art. 87.
      Interventi in favore delle imprese dell'Area Industriale di
                               Dittaino,
           danneggiate dal nubifragio del 23 settembre 2020

   1.  Al  fine  di sostenere le imprese dell'area industriale  della
  Valle  del  Dittaino gravemente danneggiate dal nubifragio  del  23
  settembre 2020, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2021, la
  spesa di euro 300 migliaia di euro (Missione 14, Programma 1).

   Comunico  che  gli emendamenti soppressivi presentati all'articolo
  87 sono ritirati.

   COMPAGNONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COMPAGNONE. Signor Presidente, all'articolo 87 c'è una riscrittura
  nostra  e  le  spiego  perché: inizialmente  avevamo  preparato  un
  emendamento

   PRESIDENTE. Per nostra che intende? Del Partito?

   COMPAGNONE.   Avevamo  preparato  con  la  collega   Lantieri   un
  emendamento più complesso, per la verità con la Protezione  Civile,
  per i danni sulla Valle del Dittaino e sulla zona di Misterbianco.
   Per  una  serie di disguidi che non so spiegare questo emendamento
  non  si trovò più, quindi ho fatto una riscrittura - di cui abbiamo
  parlato  lungamente con il collega Savona - la riscrittura prevede,
  appunto,  la  possibilità di dare dei fondi sia per  la  Valle  del
  Dittaino  dove  hanno  avuto  questi  danni  e  per  la   zona   di
  Misterbianco dove avevano avuto dei danni con una tromba d'aria che
  non erano stati ristorati.
   Ci  sono  delle  aziende e dei privati che hanno avuto  dei  danni
  seri, ingenti e si sono poi rivolti alle banche per ristrutturare e
  riparare  i  danni  e adesso le banche li stanno  mettendo  con  le
  spalle al muro.
   Si  chiedeva la possibilità di inserire lì circa 400 mila euro per
  poterli, attraverso poi la Protezione Civile, poterli ristorare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Compagnone,  la  copertura  c'è?  Poi  c'è
  Misterbianco   e  non  altri  per  quale  motivo?  Perché   se   no
  ricominciamo    con   le   corrette   osservazioni   dell'onorevole
  Dipasquale.

   SAVONA,  presidente  della  commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  presidente  della  commissione  e  relatore.  Nella   sua
  dichiarazione ha ragione. E' un emendamento considerato  aggiuntivo
  che  è  stato inserito. Se troveremo la copertura lo faremo, ma  in
  questo momento non possiamo metterci mano.

   PRESIDENTE. Quindi non lo possiamo inserire ora.

   SAVONA, presidente della commissione e relatore. E' aggiuntivo, lo
  aggiusteremo più avanti.

   PRESIDENTE. Lo vedremo tra gli aggiuntivi.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor  Presidente,  lo  sa  com'è?  Abbiamo   tanta
  pazienza,  interveniamo  al minimo, ascoltiamo  tanti  deputati  di
  maggioranza,  dopodiché  a  noi rimane possibilmente  di  occuparci
  delle  posizioni politiche, se lei ci vuole togliere  anche  questo
  diventa un problema.

   PRESIDENTE. Non gliele voglio togliere.

   DIPASQUALE.  E  quando  a  me arriva un  articolo  che  prende  in
  considerazione  - voluto dalla maggioranza, con il voto  favorevole
  del  Governo,  con  il  voto  favorevole  della  Commissione  -  il
  nubifragio  di  Dittaino, raggiungiamo Misterbianco,  io  gli  dico
  bravi, però mi permetto di dire che c'erano anche altri emendamenti
  che  sono  arrivati  in  Commissione e non hanno  avuto  il  parere
  favorevole   ne   del  Governo  e  neanche  della   Commissione   e
  riguardavano, per esempio, Ispica  dove il Presidente della Regione
  quando c'è stato il nubifragio c'è andato, gli ha fatto  una  bella
  visita, ha incontrato le imprese e aspettano i contributi.
   Che fa mi vuole evitare di dire anche questo?
   Se  gli  emendamenti non ce li accogliete, vengono messi da parte,
  vi  fate  le cose che volete, ma permettete che almeno vi  possiamo
  dire  politicamente che è sbagliato, che non lo condividiamo perché
  sono  interventi ad hoc di porzioni del territorio e ci sono  altri
  territori  che vengono mortificati. Questo ci rimane Presidente,  è
  politica, almeno questo poter portare

   PRESIDENTE. Nessuno ve lo vieta.

   DIPASQUALE territori che vengono mortificati,  questo  ci  rimane,
  Presidente. E' politica, almeno questo, poter portare qui il  grido
  di dolore che ha un territorio che viene dimenticato, Presidente.
   Io  mi  auguro, Presidente della Regione, siccome lei è andato  in
  quel  territorio,  è  andato a Ispica e ha  preso  impegni  per  il
  nubifragio  che  c'è  stato a Ispica che ha  riguardato  tantissime
  aziende, quindi io mi auguro che lei trovi la possibilità,  siccome
  solo  gli  emendamenti  c'erano,  ci  sono,  sono  ancora  tra  gli
  aggiuntivi, che mette in condizioni anche Ispica di poter rientrare
  o,  sennò,  ve  ne  andate là a fare delle belle  passerelle  senza
  portare nulla.

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, sa che a me piacerebbe fare come
  si  fa a livello nazionale tra nord e sud. Facciamo, poi, alla fine
  della  Finanziaria, un calcolo per poter distribuire  i  denari  in
  maniera  equilibrata tra tutte le province, le  faccio  vedere  che
  cosa succederà. E vediamo chi sono quelle favorite e quelle no.
   Per  cui  certi  interventi diventano, per carità,  io  ancora  un
  emendamento su Palermo non l'ho visto, perché sono di Palermo?  No,
  me  ne frego. Non ha importanza. Se è una Finanziaria, ma è inutile
  su ogni cosa tiriamo l'acqua al mulino della nostra città, perché -
  ripeto  - ancora su Palermo, ce n'era uno che non conoscevo nemmeno
  su  non so che cosa e io stesso l'ho stralciato. Ma insomma non  ha
  importanza.
   Quindi il subemendamento dell'onorevole Compagnone è aggiuntivo e,
  quindi, non lo trattiamo. Il resto possiamo già votarlo? Sono tutti
  soppressivi  gli  altri?  Se sono ritirati i  soppressivi  possiamo
  votare, perché quello con maggiori oneri non si può fare.
   Pongo  in votazione l'articolo 87. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 144. Ne do lettura:

                               «Art. 144
            Proroga di termini per le cooperative giovanili

   1.  Al  comma 1 dell'articolo 46 della legge regionale  14  maggio
  2009,  n.  6 e successive modificazioni, le parole  al 31  dicembre
  2018  sono sostituite dalle parole  al 31 dicembre 2027 ».

   È iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, sull'articolo votato siamo  favorevoli,
  avevo   proprio   visitato   alcuni  siti  produttivi   enormemente
  danneggiati.  Chiaramente, 300 mila euro è un piccolo aiuto,  amen,
  che  ben  venga.  Però,  avevo presentato anche  un  emendamento  -
  qualora  si  riuscissero  a trovare le coperture  -  in  merito  al
  nubifragio di Catania di ottobre. Ricorderete le immagini di alberi
  divelti, anche attività produttive danneggiate.
   Quindi,  se  alla  fine  si  farà un pacchetto  aiuti  per  queste
  emergenze, calamità naturali, io volevo segnalare che ce n'era  uno
  anche  per l'emergenza di Catania dello scorso 23 ottobre, mi pare.
  Poi  lo  metterò anche io negli aggiuntivi. E poi se possiamo  fare
  una  carezza  in  più  alla Valle produttiva  Dittaino  perché,  in
  effetti,  Presidente  300  mila euro forse  ci  bastano  per  mezzo
  capannone.

   PRESIDENTE.  Assessore  Armao, avremmo  chiesto,  ma  non  abbiamo
  ricevuto  risposta su eventuali maggiori oneri, perché non  abbiamo
  relazione,  purtroppo, per cui non siamo in  condizioni  di  andare
  avanti.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI.  Signor  Presidente, questo è un articolo  che  permette
  alle  residue  venti  cooperative giovanili  di  sopravvivere.  Tra
  l'altro, segnalo che c'è un refuso, 2018 doveva essere 2020  perché
  al 31/12/2020 scadevano i benefici.
   Questi  benefici sono quelli relativi al Fondo unico  di  gestione
  separata  dell'IRCAC,  che  permetteva  a  queste  cooperative   di
  spostare  in coda e avere gli interessi pagati da parte  di  questo
  Fondo  che  nel 2009 e nel 2010 aveva visto la Regione mettere  tre
  milioni di euro.
   In  questo momento, sul Fondo specifico c'è una dotazione di oltre
  600  mila  euro.  Nell'ultimo triennio, visti gli  interessi  molto
  bassi che queste cooperative hanno sopportato, fortunatamente,  gli
  importi  sono stati intorno a cinquantamila euro l'anno. Quindi  il
  residuo  che  è  attualmente disponibile nel  fondo  dell'IRCAC,  è
  sufficiente per undici anni a partire dal 2020.
   Io  l'ho  portato  al  2027,  che  è  un  tempo  congruo  e  molto
  compatibile  con  le  disponibilità  economiche.  Tra  l'altro   in
  Commissione bilancio, io ho prodotto la relazione.

   PRESIDENTE. Il Governo conferma che sono fondi IRCAC, e quindi non
  della Regione?

   ARMAO, assessore per l'economia. Sì, Presidente, non sono a carico
  del  bilancio  regionale. E' dell'IRCAC e  da  quello  che  abbiamo
  appreso dall'IRCAC, sono sostenibile.

   PRESIDENTE.   Allora  lo  possiamo  votare.  Pongo  in   votazione
  l'articolo  144. Chi è favorevole resti seduti, chi è contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 151. Ne do lettura:

                               «Art. 151
  Fondo mutualistico regionale per la promozione e lo sviluppo della
                             cooperazione

   1.  E'  istituito presso il dipartimento regionale delle  attività
  produttive  il  Fondo mutualistico regionale di cui alla  legge  31
  gennaio  1992,  n.  59  per  la  promozione  e  lo  sviluppo  della
  cooperazione.
   2.  Con  apposito decreto dell'Assessore regionale per le attività
  produttive,  da emanarsi entra 60 giorni dalla data di  entrata  in
  vigore  della  presente  legge,  sono  stabilite  le  modalità   di
  funzionamento, gestione e controllo del Fondo di cui al comma 1».

   Onorevoli colleghi, c'è un sub emendamento dell'onorevole Siracusa
  ed altri, che è ritirato.
   Si passa all'emendamento 151.13,che supera tutti gli altri.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 151 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   FOTI. Presidente, ma cos'ha approvato?

   PRESIDENTE. L'articolo 151.

   FOTI. E c'erano degli emendamenti.

   PRESIDENTE. No, quello della riscrittura, mi è stato detto, che li
  ha superati tutti. Preclude tutti gli altri.

   FOTI. Dov'è?

   PRESIDENTE. Nel fascicolo.
   Si passa all'articolo 154. Ne do lettura:

                               «Art. 154
   Modifiche all'articolo 19 della legge regionale 12 gennaio 2012,
                                 n. 8
                          in materia di IRSAP

   1.  Al  comma 9 dell'articolo 19 della legge regionale 12  gennaio
  2012, n. 8 sono apportate
   le seguenti modifiche:
   a)   le   parole    non  strumentali  all'organizzazione   ed   al
  funzionamento  degli stessi, nonché i capannoni  industriali  ed  i
  centri direzionali  sono soppresse;
   b)  le  parole  da parte degli Uffici del Genio Civile  competenti
  per  territorio,  trascorso il termine di  cui  al  comma  2   sono
  sostituite dalle parole  fornite a titolo gratuito dall'IRSAP entro
  il  termine  di  quindici  giorni dalla richiesta  del  commissario
  liquidatore ;
   c)  alla  fine è aggiunto il seguente periodo  Per le finalità  di
  cui  al  presente articolo e con le medesime procedure i commissari
  liquidatori  possono destinare una quota non superiore  al  20  per
  cento  dei  beni immobili da alienare a favore di microimprese,  di
  imprese  giovanili di cui al decreto legge n. 786/1985,  convertito
  con modificazioni dalla legge 28 febbraio 1986, n. 44, start up  di
  cui  al  decreto  legge  12  ottobre 2012,  n.  179,  imprenditoria
  femminile  di  cui  alla legge 25 febbraio 1992,  n.  215,  imprese
  vittime  di  usura  e estorsione di cui al decreto  del  Presidente
  della  Repubblica 16 agosto 1999, n. 455 e alla legge  23  febbraio
  1999,   n.   44.  A  tal  fine,  le  suddette  categorie   scontano
  un'agevolazione sul prezzo di aggiudicazione pari al 30 per  cento,
  purché  non si pregiudichino le ragioni del ceto creditorio  e  nel
  rispetto della normativa vigente in materia di aiuti di Stato. ; d)
  la cifra  120  è sostituita dalla cifra  30 .
   2. Il comma 9 bis dell'articolo 19 della legge regionale n. 8/2012
  è sostituito dal seguente:
    9  bis.  I  liquidatori dei singoli Consorzi ASI  procedono  alla
  vendita dei beni all'incanto mediante lo svolgimento di una gara al
  prezzo  più alto rispetto alla base d'asta, alla quale sono ammessi
  a  partecipare gli imprenditori i cui progetti di utilizzazione del
  bene  sono stati preliminarmente giudicati positivamente dall'IRSAP
  secondo  criteri  fissati dallo stesso Istituto.  Il  provvedimento
  commissariale  con cui si dispone la vendita indica il  prezzo,  le
  modalità,  le  condizioni,  i criteri di valutazione  dei  progetti
  fissati  dall'IRSAP  e i termini di presentazione  dei  progetti  e
  delle offerte di acquisto ed è pubblicato sul sito internet di ogni
  singolo  Consorzio  ASI,  dell'IRSAP e sul  sito  istituzionale  di
  Unioncamere. Nel caso in cui ad esito di tale bando non si  dovesse
  procedere alla vendita del bene il liquidatore, entro trenta giorni
  dall'esito,   procede  a  bandire  una  nuova  asta   aperta   alla
  partecipazione  di chiunque voglia licitare e, in caso  di  mancata
  aggiudicazione,  si procede, entro i successivi  trenta  giorni,  a
  nuovi  bandi  previa riduzione del prezzo a base d'asta  in  misura
  comunque
   non  superiore  alle previsioni di cui all'articolo  591,  secondo
  comma,   del  codice  di  procedura  civile.  Le  verifiche   della
  conformità   delle   iniziative  da   realizzare   agli   strumenti
  pianificatori   vigenti   sono,   successivamente   alla   vendita,
  attribuite alla competenza dell'IRSAP nell'ambito delle funzioni al
  medesimo ascritte. .
   3.  Al  comma  9 quater dell'articolo 19 della legge regionale  n.
  8/2012  le  parole  dal competente Ufficio del Genio  Civile   sono
  sostituite dalle parole  dall'IRSAP».

   Questa  è  la  riscrittura completa dell'articolo?  C'erano  degli
  emendamenti,  mi  aveva anticipato l'onorevole Zafarana.  Sono  già
  previsti qua?
   Posso  fare una proposta? Facciamo una proposta, onorevole Turano.
  Siccome  questo almeno il tempo di poterlo leggere bene  tutti  per
  capire,  perché  è  un  disegno di legge, io direi  che  questo  lo
  votiamo  domani  in  modo che i nostri colleghi abbiano  almeno  il
  tempo  di  poterselo  vedere  e poi lo  votiamo  domani  mattina  o
  pomeriggio. Diciamo che lo votiamo domani.
   Allora,  dobbiamo  fare uno sforzo però a  votarlo  anche  a  fine
  mattinata, perché di pomeriggio l'assessore non c'è.
   Credo  che  oggi siamo veramente tutti stanchi e ce ne  andiamo  a
  casa.
   La  seduta è sospesa e riprenderà domani, 26 marzo 2021, alle  ore
  11.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.39 del 25 marzo 2021, è ripresa
                   alle ore 11.35 del 26 marzo 2021)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, attendiamo un attimo  che  arrivi
  l'onorevole Savona.
   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.35, è ripresa alle ore11.56)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi riprendiamo l'Aula, ieri  ci  siamo
  fermati all'articolo 154, ne do lettura:

                               Art. 154.
          Modifiche all'articolo 19 della legge regionale 12
                          gennaio 2012, n. 8
                          in materia di IRSAP

    1.  Al  comma 9 dell'articolo 19 della legge regionale 12 gennaio
  2012, n. 8 sono apportate le seguenti modifiche:

    a)   le   parole   non  strumentali  all'organizzazione   ed   al
  funzionamento  degli stessi, nonché i capannoni  industriali  ed  i
  centri direzionali  sono soppresse;

    b)  le  parole  da parte degli Uffici del Genio Civile competenti
  per  territorio,  trascorso il termine di  cui  al  comma  2   sono
  sostituite  dalle  parole   fornite a  titolo  gratuito  dall'IRSAP
  entro   il   termine  di  quindici  giorni  dalla   richiesta   del
  commissario liquidatore ;

    c)  alla fine è aggiunto il seguente periodo  Per le finalità  di
  cui  al  presente articolo e con le medesime procedure i commissari
  liquidatori  possono destinare una quota non superiore  al  20  per
  cento  dei  beni immobili da alienare a favore di microimprese,  di
  imprese  giovanili di cui al decreto legge n. 786/1985,  convertito
  con modificazioni dalla legge 28 febbraio 1986, n. 44, start up  di
  cui  al  decreto  legge  12  ottobre 2012,  n.  179,  imprenditoria
  femminile  di  cui  alla legge 25 febbraio 1992,  n.  215,  imprese
  vittime  di  usura  e estorsione di cui al decreto  del  Presidente
  della  Repubblica 16 agosto 1999, n. 455 e alla legge  23  febbraio
  1999,   n.   44.  A  tal  fine,  le  suddette  categorie   scontano
  un'agevolazione sul prezzo di aggiudicazione pari al 30 per  cento,
  purché  non si pregiudichino le ragioni del ceto creditorio  e  nel
  rispetto della normativa vigente in materia di aiuti di Stato. ;

    d) la cifra  120  è sostituita dalla cifra  30 .

    2.  Il  comma  9  bis dell'articolo 19 della legge  regionale  n.
  8/2012 è sostituito dal seguente:

     9  bis.  I  liquidatori dei singoli Consorzi ASI procedono  alla
  vendita  dei beni all'incanto mediante lo svolgimento di  una  gara
  al  prezzo  più  alto rispetto alla base d'asta,  alla  quale  sono
  ammessi   a   partecipare  gli  imprenditori  i  cui  progetti   di
  utilizzazione   del  bene  sono  stati  preliminarmente   giudicati
  positivamente  dall'IRSAP  secondo  criteri  fissati  dallo  stesso
  Istituto.  Il  provvedimento commissariale con cui  si  dispone  la
  vendita indica il prezzo, le modalità, le condizioni, i criteri  di
  valutazione  dei  progetti  fissati  dall'IRSAP  e  i  termini   di
  presentazione  dei  progetti  e delle  offerte  di  acquisto  ed  è
  pubblicato  sul  sito  internet  di  ogni  singolo  Consorzio  ASI,
  dell'IRSAP  e sul sito istituzionale di Unioncamere.  Nel  caso  in
  cui  ad  esito di tale bando non si dovesse procedere alla  vendita
  del bene il liquidatore, entro trenta giorni dall'esito, procede  a
  bandire  una  nuova  asta  aperta alla partecipazione  di  chiunque
  voglia  licitare e, in caso di mancata aggiudicazione, si  procede,
  entro  i  successivi trenta giorni, a nuovi bandi previa  riduzione
  del  prezzo  a  base d'asta in misura comunque non  superiore  alle
  previsioni  di cui all'articolo 591, secondo comma, del  codice  di
  procedura  civile. Le verifiche della conformità  delle  iniziative
  da   realizzare   agli   strumenti  pianificatori   vigenti   sono,
  successivamente   alla   vendita,   attribuite   alla    competenza
  dell'IRSAP nell'ambito delle funzioni al medesimo ascritte. .

    3.  Al  comma 9 quater dell'articolo 19 della legge regionale  n.
  8/2012  le  parole  dal competente Ufficio del Genio  Civile   sono
  sostituite dalle parole  dall'IRSAP .

    RAGUSA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    RAGUSA.  Signor  Presidente, l'articolo 154  è  stato  più  volte
  presentato in III Commissione, abbiamo fatto diverse audizioni  con
  diversi attori presenti sui territori regionali.
    L'Assessore Turano ha più volte presentato, rendendosi  disponile
  ai  vari emendamenti, sollecitazioni, cambiamenti, insomma è  stato
  un lavoro concertato, condiviso un po' da parte di tutti.
    Certamente  in  questo articolo sono presenti alcuni  emendamenti
  che l'Aula potrà valutare come riterrà più opportuno.
    Detto questo, ritengo che la norma sia importante proprio per  il
  comparto cui è interessato.

    LUPO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LUPO.  Signor  Presidente,  assessori, colleghi,  la  Commissione
  credo abbia esaminato l'articolo che è nel testo.

    PRESIDENTE.  Anche  la  riscrittura,  è  proprio  quello  che  ho
  chiesto  all'onorevole  Ragusa e lo ha appena  confermato  nel  suo
  intervento.

    LUPO.  Siccome la riscrittura, fermo restando che l'ha  esaminata
  la  Commissione, noi l'abbiamo ricevuta un paio di  giorni  fa,  ma
  siamo stati qui ovviamente a lavorare su altro, se l'Assessore  può
  illustrare  le novità introdotte dalla riscrittura sia  all'assetto
  vigente,  che  rispetto  al  testo  originariamente  inserito   nel
  disegno di legge.

   PRESIDENTE.  Se ricorda, l'altro ieri, quando è stato?  Ieri?  Che
  eravamo arrivati alla sera, abbiamo detto facciamola domani proprio
  per dare il tempo di poterla riguardare.
   Ho  chiesto  all'onorevole  Ragusa  se  fosse  stato  visto  dalla
  Commissione, che mi ha garantito di sì e lo ha confermato qua,  per
  cui  credo  che ora, prima, onorevole Sunseri, facciamo intervenire
  l'assessore.
   Prego  assessore, se lei intanto fa la sua relazione sulla  norma,
  per spiegare la nuova riscrittura.

   TURANO,  assessore per le attività produttive.  Si,  certo,  certo
  Presidente,  sono contento dell'opportunità che mi  viene  data  di
  potere  illustrare  la riscrittura dell'emendamento,  perché  è  un
  argomento  che quest'Aula ha già trattato più volte,  trattato  più
  volte perché il Governo più volte si è impegnato a presentarla  qua
  e  più  volte  abbiamo chiesto un rinvio in Commissione  perché  si
  potesse fare un approfondimento complessivo e generale.
   Si tratta di una riscritta dell'articolo 154, che introduce alcuni
  principi  che  sono  per  ora di tutta attualità  e,  segnatamente,
  Presidente,  la  riscrittura si compone  di  tre  diverse,  di  due
  diversi  temi.  Il  primo  comma  riguarda  le  ZES,  ovverosia  la
  semplificazione  che  dobbiamo attuare come Regione  siciliana  per
  attuare le stesse ZES. Quando abbiamo approvato le ZES, quando  col
  Ministero abbiamo approvato le ZES, al punto sei, al paragrafo  sei
  dell'articolo 5, abbiamo detto che la Regione si impegnava  a  fare
  una serie di semplificazioni in aggiunta a quelle già esistenti.
   Con  questo  meccanismo introduciamo il principio della Conferenza
  di servizio.
   La Conferenza di servizio è l'unico, la Conferenza di servizio per
  i  progetti  che  vanno allocati all'interno delle  ZES,  e  voglio
  ricordare  a  tutta l'Aula che il novanta percento delle  aree  ZES
  sono  all'interno  delle aree ASI, quindi non hanno  bisogno  della
  conferenza  di  servizio, ma il dieci percento è poi  dislocato  su
  tutto  il territorio, mi permette di manifestare la volontà,  fermo
  rimanendo   i   principi  assolutamente  invariati   del   rispetto
  urbanistico.
   Qualora,  nel comma 2, c'è una variante urbanistica, la stessa  va
  presentata  sempre  al  consiglio  comunale,  ma  introduciamo   il
  principio del commissario provveditore, del commissario ad acta che
  ha, qualora il consiglio non dovesse approvare quella variante,  la
  possibilità  di  intervenire  per  decidere.  Alla  conferenza   di
  servizio, chiaramente, l'amministrazione regionale partecipa con un
  solo  soggetto, così facendo riteniamo di dovere onorare  l'impegno
  con lo Stato, che ci siamo impegnati a semplificare le procedure  e
  di  costruire un meccanismo che sia assolutamente trasparente,  che
  rispetti tutti i vincoli urbanistici e ambientali che ci siano,  ma
  che  contenga anche i tempi per l'approvazione delle modifiche, che
  diventano quindici e quarantacinque giorni.
   Con  la  seconda  parte della riscrittura, Presidente,  si  incide
  sull'IRSAP   e  si  fa  diventare  l'IRSAP  una  vera  agenzia   di
  investimento  semplificando gli organi di controllo,  semplificando
  il   consiglio  di  amministrazione,  permettendo  all'IRSAP,   ove
  riconosciuta  società  in house, di potere  ottenere  finanziamenti
  diretti,  e  prevedendo il principio, per evitare le  tensioni  che
  abbiamo avuto con tutti i sindaci riguardo, per esempio, quello  di
  Carini,  che  tutti  gli  investimenti che  si  fanno  in  un'area,
  immediatamente  dopo l'investimento il Comune diventa  proprietario
  dei  siti ammodernati - sto parlando chiaramente degli impianti che
  riguardano     l'ammodernamento     dell'infrastruttura     viaria,
  dell'infrastruttura  delle illuminazioni, delle infrastrutturazioni
  primarie.
   Con  il consiglio di amministrazione diventa di cinque membri, con
  lo stesso principio dell'IRCAC, con la rappresentanza di genere,  e
  la   possibilità  di  avere  due  rappresentanti,  uno  del   mondo
  confindustriale e uno del mondo artigianale.
   Con  il  comma  successivo,  si permette  la  semplificazione  del
  collegio  dei  revisori  dei conti. Allo  stato,  il  collegio  dei
  revisori dei conti viene fatto con un bando pubblico, e il bando va
  pubblicato  sulla Gazzetta e non sulla sezione  Per  estratti ,  ma
  sulla sezione  Bandi e Concorsi .
   Arrivano due mila partecipanti, ci sono dei ricorsi, a distanza di
  anni  ancora  non  siamo riusciti ad insediarlo.  Il  Collegio  dei
  revisori segue le regole del Collegio dei revisori ordinario con la
  nomina  fatta dal Governo della Regione e con le tariffe  stabilite
  dalla legge regionale. Avremmo il Collegio dei revisori composto da
  tre membri.
   Le  altre  parti prevedono: la semplificazione della  vendita  dei
  terreni,  le  agevolazioni date agli imprenditori e la  valutazione
  dei  siti che viene fatta dalla stessa Irsap. Questo perché? Perché
  proprio  sapendo l'Irsap quali sono gli investimenti  che  fa,  può
  valutare in maniera diversa gli appezzamenti di terreno. Faccio  un
  esempio, l'area industriale di Carini, con l'investimento  che  c'è
  per  ora,  tanto  di  Ri.med, quanto di ISMETT, diventa  appetitosa
  rispetto  ad  altre  aree  industriali  che,  invece,  classificate
  secondo   la   tabella   del   genio  civile,   con   una   visione
  ragionieristica,   hanno   prezzi  spropositati   e   nessuno   può
  acquistare.
   L'ultimo  comma  riguarda la possibilità  degli  imprenditori  che
  allocano  le  loro istanze di potere intervenire in  tre  anni,  di
  potere  realizzare l'investimento nel tempo previsto  e  di  potere
  ottenere  una  proroga  di  18  mesi  e  di  mantenere  i   livelli
  occupazionali per tre anni. Qualora l'attività, dopo tre anni,  non
  dovesse più essere funzionale all'investimento perché il mercato  è
  cambiato, perché l'impresa è andata male, viene data la possibilità
  di  potere  vendere quell'immobile che, chiaramente, appartiene  al
  privato  e,  a  questo  punto, però, chi acquista  l'immobile  deve
  mantenere  il  vincolo  di  destinazione  urbanistica  e   non   di
  destinazione d'uso.
   L'ultima  riforma  riguarda  la  parcellizzazione  delle  attività
  commerciali per ogni singolo immobile. Di tal che, chi produce  può
  anche  vendere i propri prodotti nella percentuale del 15 per cento
  del capannone stesso.
   Mi  sembra di avere esposto, in maniera esaustiva, tutte le  parti
  che  abbiamo indicato. Non ci sono altri elementi. L'ultimo  punto,
  avendo  cambiato le regole del Consiglio si abroga la consulta  che
  allo  stato è composta da 19 membri e che esprime parere vincolante
  su tutte le delibere del Consiglio. Il Consiglio lo abbiamo ridotto
  in  maniera tale che lo stesso possa funzionare tenendo conto delle
  necessità  confindustriali, in senso lato,  come  piccole  e  medie
  imprese.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi gli onorevoli Sunseri e Cracolici.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Scusi,  Presidente,
  volevo soltanto illustrare l'ultimo pezzo che ho dimenticato, sulle
  procedure di vendita con evidenza pubblica degli immobili.

   PRESIDENTE. Va bene, se qualcuno lo chiede poi lo facciamo.  Prego
  onorevole Foti.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, signori  assessori,
  nel  mese  di  dicembre  la Commissione Attività  produttive  si  è
  riunita per esaminare anche l'893, forse si chiamava, comunque  era
  una  proposta  di  legge, come proponente l'onorevole  Savona,  che
  aveva  come  titolo   Interventi a favore dello  sviluppo  e  delle
  imprese .
   In  quella  occasione ho sottoposto - seppur non  depositandola  -
  alla   III   commissione,   una  risoluzione,   in   cui   chiedevo
  l'attivazione   per   la   procedura  per  la   valutazione   della
  liquidazione coatta delle ex ASI. Signor Presidente, si  tratta  di
  una di quelle liquidazioni sulle quali Giletti o altri presentatori
  farebbero tantissime puntate.
   Questa  liquidazione nasce nello scorso decennio e di liquidazione
  e  di  capannoni  non  se  n'è visti. Si  è  visto,  semplicemente,
  lievitare,  prima di sgabelli e sgabellini, come commissari  e  poi
  l'aumento dei debiti. Tra l'altro, non si è mai sanata la  vergogna
  del mancato pagamento delle integrazioni dei pensionati. Tantissimi
  pensionati,  che  avevano  versato  i  contributi  della   pensione
  integrativa, ieri ho parlato col dottore, mi pare, Collura, proprio
  che  fa  il commissario in questo momento dell'IRSAP, chiedendo  se
  per  caso questi contributi di pensione erano stati accantonati ma,
  non  si  trovano più, ecco. E' nato, quindi, un debito  con  questi
  pensionati  e,  poi,  magari ne parleremo  quando  presenteremo  un
  emendamento firmato trasversalmente da quasi tutti i Gruppi.
   L'assessore  portò  questa  lunga,  chiamiamola,  riforma  vera  e
  propria.
   Io ho presentato degli emendamenti, che in particolare riguardano,
  cominciamo  dalla  fine: la soppressione  del  comma  14,  dove  si
  abrogano  norme  che,  in commissione ci era stato  garantito,  non
  sarebbero state più presentate, perché, dopo discreto dibattito, ed
  il  fatto  che  quasi tutti i commissari si sono  sollevati  contro
  questa  previsione,  ce  la siamo ritrovata.  L'abrogazione  toglie
  l'obbligo,  di cui la legge citata, quindi, 22 dicembre  2005,  che
  dice   che  in  nessun  caso, le aree possono essere  assegnate  ad
  imprese  di  costruzione ed immobiliari, che abbiano  lo  scopo  di
  rivendere  o  dare in locazione i lotti, anche edificati  da  altre
  imprese. .
   Signor  Presidente, io trovo questa abrogazione molto  pericolosa,
  andrebbe  fortemente  motivata,  andrebbe  relazionata  prima  alla
  commissione sulla base di problematiche.
   L'assessore   dice:    C'è   l'impossibilità   di   vendere,   c'è
  l'impossibilità   di   fare  altro,  comunque  rimarrebbe   questo,
  quest'altro
   Signor  Presidente, io ritengo molto pericolosa questa abrogazione
  al buio, la chiamo così.
   Ho presentato, poi, un emendamento soppressivo per quanto riguarda
  la valutazione da parte del Genio Civile che, invece, viene passata
  agli uffici dell'IRSAP, perché ritengo che il compito istituzionale
  dell'IRSAP  sia quello di invogliare gli imprenditori,  migliorando
  le  aree  industriali; migliorando le segnaletiche; migliorando  la
  promozione  della  nostra  Regione,  anche  all'estero   ed   altre
  iniziative  ma non, certamente, creando una valutazione immobiliare
  che  sia  più conveniente e,  soprattutto, difforme da  quella  che
  farebbe il dipartimento tecnico.
   Oggi,  colleghi,  la valutazione avviene tramite  il  dipartimento
  tecnico, che è incardinato all'assessorato infrastrutture,  che  si
  occupa della valutazione degli immobili della Regione in generale.
   Non  capisco perché per le ASI bisogna creare una deroga.  Secondo
  me,  si  crea una deriva molto pericolosa, uno scostamento che  non
  troverebbe   alcuna  giustificazione,  dato  che  il   dipartimento
  tecnico,  mi  permetto di salutarlo e devo dire  che  è  abbastanza
  efficiente. La motivazione sarebbe che il Genio civile si attiene a
  rigorose tabelle e parametri oggettivi.
   Ed, allora, io mi chiedo, perché non dovrebbe

   PRESIDENTE.  Onorevole Foti, è finito il tempo. Quando,  poi,  lei
  presiede non gliela può togliere la parola agli altri, se anche lei
  se la prende

   FOTI. D'accordo. Stavo illustrando gli emendamenti. Ho concluso.
   Chiedo,  quindi, assessore, fondamentalmente, questi 2 emendamenti
  soppressivi. Sugli altri, poi, man mano che lei si esprime

   SUNSERI.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, prima una
  questione di metodo.
   Credo  che  la legge finanziaria serva a fare altro che  approvare
  con emendamenti una legge di riforma, che qui nessuno possa dire il
  contrario. E' ovvio che sia utile sicuramente per l'Irsap, visto il
  blocco che in questo momento si ha sia nelle liquidazioni delle ASI
  che  come  ricordava  la collega procedono da tanti  anni  sia  per
  quanto riguarda l'Irsap, nel mio territorio ce ne sono diverse.
   Capisco  perfettamente  le difficoltà che  si  fanno  avanti  però
  ritengo,  Presidente, che una riforma del genere non  possa  essere
  trattata con un emendamento al testo del Governo e inserita in  una
  legge di finanziaria, cioè ritengo che non sia opportuno e non  sia
  il  luogo  idoneo  per affrontare una legge di riforma  del  genere
  perché non ha nulla a che vedere con la legge finanziaria.
   Quindi,  in primis la richiesta che mi sento di farle, Presidente,
  è  di rimandarla e domattina vederci in Commissione, domani mattina
  quando finiamo la legge finanziaria e trattare una legge di riforma
  dell'Irsap giustamente dalla Commissione, col tempo di valutare con
  attenzione tutta la riscrittura presentata dal Governo e  non  come
  ha  fatto  lei  dire  la rinviamo a domani mattina, stasera  ve  la
  studiate e domani la guardiamo .
   Assessore,  lei è in maggioranza, Presidente Micciché,  mi  scusi,
  c'è  una  maggioranza che domani mattina può portare  questa  norma
  tranquillamente in Commissione Attività Produttive, dare il termine
  per  la  presentazione  degli emendamenti di  una  settimana  e  la
  settimana  successiva portarla in Aula. Non  capisco  dove  sta  la
  difficoltà nell'affrontare un tema così importante perché una legge
  di  riforma del genere poteva essere presentata ad inizio  2018  e,
  invece,   ci   svegliamo  ad  un  anno  dalla   conclusione   della
  legislatura,  mi  stupisco come il Presidente Ragusa  non  richieda
  un'attenzione particolare su una riforma del genere, avremmo potuto
  inserire  la  riforma  della  legge sui  rifiuti,  la  riforma  dei
  Consorzi  di bonifica, tutte leggi che questo Parlamento attiene  e
  spetta  e, soprattutto, che non si immagina di ritrovarsele con  un
  emendamento dal Governo e legge finanziaria, tra l'altro credo  che
  non   si   possa  nemmeno  fare  ma  poi,  diciamo,  lo  scopriremo
  successivamente.
   Ora, entrando nel merito della proposta ci sono delle cose che non
  tornano  e  non  quadrano, intanto il Cda degli  Irsap,  di  fatto,
  diventa  a trazione esclusivamente governativa, cioè, il Presidente
  della  Regione ne nomina uno, l'assessore ne nomina due e il  resto
  viene  la  minoranza rilasciato alle categorie, quindi, le piccole,
  medie  imprese e artigiani, viene cancellata la Consulta, un organo
  che comunque poteva dare una pluralità di immagine, di percorso che
  si  poteva  condividere e, soprattutto, il  passaggio  che  non  ci
  convince è sulla valutazione dei beni e dei terreni.
   Presidente Micciché, come diceva poco fa la collega, di  fatto  si
  passa dall'Ufficio tecnico regionale a una collocazione dell'Irsap,
  la prima domanda che sorge spontanea è l'Irsap ha in capo, in seno,
  a  sé  dei  tecnici  che possono valutare in maniera  oggettiva  la
  valutazione del bene?
   Perché  rischiamo  di  dare delle valutazioni  che  non  sono  più
  oggettive ma che sono date in merito ad una serie di parametri  che
  a  quel  punto diventano assolutamente discrezionali e  questo  non
  credo che sia corretto e poi non si affronta in alcun modo le  aree
  di  crisi complesse di questa Regione. Cioè, l'Irsap ha due aree in
  questo  momento che sono le aree di Termini Imerese e  le  aree  di
  Gela,  che a seguito degli anni hanno avuto un abbandono totale  da
  parte  dell'industria  ma,  soprattutto,  vent'anni  fa  i  terreni
  venivano venduti a quattro, cinque euro al metro quadrato  e  oggi,
  invece,  ce  li ritroviamo quasi a trenta con una speculazione  che
  non  permette a chi vuole investire di entrare nel territorio e  se
  noi  apriamo questa possibilità di valutare il terreno direttamente
  dall'Irsap non oso immaginare cosa possa succedere.
   Allora,  se lei intende portare avanti una legge di riforma  nella
  legge  finanziaria  cosa  che io non condivido  e  non  lo  ritengo
  neanche  corretta  da  un punto di vista formale,  che  ben  venga,
  perché  se ne deve prendere la responsabilità, però anche su questo
  ci si è concentrati esclusivamente su una suddivisione di potere in
  cui  il  Governo si prende la fetta grossa del CDA  e,  invece,  il
  resto  viene lasciato il minimo e non si affrontano i veri problemi
  che sono il valore dei terreni, le infrastrutture.
   Le  ricorderò, Presidente, che lo scorso anno questa Assemblea  ha
  approvato  delle norme che vedono il trasferimento delle  strade  e
  dell'illuminazione ai comuni, io non conosco comune felice di avere
  preso chilometri e chilometri di strade con tutte le difficoltà che
  hanno  già  i comuni a sistemare ed asfaltare le strade interne  al
  proprio territorio.
   Le faccio un esempio, il mio territorio ha acquisito 12 chilometri
  di  strade  in  più e già un comune ha difficoltà  a  sistemare  le
  proprie  pensi,  pensi  quelle delle zone industriali.  Allora  io,
  veramente,  le  chiedo  di riportare questo testo  in  Commissione,
  successivamente valutarlo con le attenzioni che merita.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Onorevole
  Cracolici  faccio  affidamento alla sua esperienza  per  mantenere,
  vediamo  se  uno  riesce a mantenersi nei tempi dei cinque  minuti,
  grazie. Non lo spero, me lo auguro.

   CRACOLICI. Signor Presidente, io devo dire, ho cercato di  leggere
  questa  norma tra ieri ed oggi considerata la complessità non  sono
  sicuro che tutto quello che ho capito sia quello che è contenuto in
  questo testo. Io, però, parto da un elemento che mi colpisce  e  mi
  preoccupa.
   Poi  mi spiegherete qual è questo consiglio di amministrazione che
  dovrà  gestire un ente dove l'elemento di arbitrarietà e  tale  che
  più  che  fare gli amministratori devono dotarsi, diciamo,  di  una
  serie  di  avvocati  per  difendersi da tutti  i  procedimenti  che
  saranno, Presidente mi ascolti, che saranno inevitabilmente  insiti
  in  una  procedura che rischia di aprire una condizione di  -  come
  dire  -  di  arbitrarietà e quindi di abuso. Faccio un esempio:  in
  questa  procedura di vendita - che poi, non ci prendiamo  in  giro,
  consiglio  di amministrazione, cioè da un lato c'è il  Governo  che
  vuole controllare, diciamo, l'Irsap - la riforma dell'Irsap che  fu
  fatta   anni  fa  aveva  l'obbiettivo  di  mettere  in  capo   alle
  associazioni dei produttori la gestione di quelle aree  e  anche  i
  procedimenti per valorizzarne gli immobili, qui stiamo  rovesciando
  il modello. Il modello è che il Governo nomina la maggioranza degli
  amministratori e di fatto diventa una, come dire, un ente in  house
  del    Governo    per   tutte   le   procedure   della    eventuale
  industrializzazione.
   Ma non è questo quello che mi colpisce. Mi colpisce ai colpisce ad
  esempio la nomina dei revisori. Io non capisco, assessore, perché a
  tutti  gli  altri  gli  facciamo fare i  sorteggi  per  nominare  i
  revisori,  all'Irsap  il  revisore lo nomina  il  Presidente  della
  Regione. Cioè, io credo che dobbiamo avere una coerenza, non si può
  introdurre   un   principio,  come  dire,   concorrenziale   e   di
  imprevedibilità.  Il  revisore  è un  revisore  perché  è  iscritto
  all'albo, non è che ci vuole il revisore fedele a qualcuno.  Quindi
  io le chiedo di applicare la stessa coerenza. Ma questo è marginale
  rispetto alla legge. Io leggo il comma K di questa legge, assessore
  mi ascolti, che lei rischia di passare alla storia, dove è prevista
  la  procedura  di vendita dei terreni e dei siti all'interno  delle
  aree  Irsap secondo una procedura che è la seguente: il prezzo  più
  alto. La vendita al prezzo più alto.

   PRESIDENTE. Assessore Cordaro, la prego, già è complicata la cosa.

   CRACOLICI. E lì, diciamo, ci sta bene. Però i soggetti che possono
  comprare devono essere valutati preliminarmente dall'Irsap. Quindi,
  io  faccio  un pubblico incanto ma ad una procedura chiusa  in  cui
  stabilisco io a chi vendere. In più, una volta che stabilisco a chi
  vendere e stabilisco il prezzo e lo diceva qualche collega, poi  mi
  fate  capire le valutazioni, le differenze tra Carini, l'assunzione
  di  responsabilità amministrativa. Non stiamo parlando dei principi
  astratti,  l'assunzione  di responsabilità amministrativa  che  poi
  qualcuno  deve  mettere una firma su un atto piuttosto  che  su  un
  altro.  Ma  la cosa simpatica è, stabiliti i soggetti  che  possono
  comprare,  se  la  procedura  a primo livello  va  deserta,  quindi
  l'Irsap decide che può comprare Turano: Turano, Cracolici

   PRESIDENTE. Assessore, faccia parlare e poi lei prende  la  parola
  sennò non si capisce.

   CRACOLICI. Turano e Cracolici che sono individuati dall'Irsap come
  soggetti   compratori  potenziali  si  mettono  d'accordo   e   non
  partecipano alla gara.
   Bene, la seconda gara è prevista con il dimezzamento del valore al
  50  per  cento. Scusa, alla lettera k) questo c'è scritto.  Allora,
  assessore,  le dico con grande amicizia, noi a volte  scriviamo  le
  norme,  dimenticandoci che c'è qualcuno che  le  deve  applicare  e
  quanto  qualcuno  le  deve applicare il sistema,  ormai  conosciamo
  abbastanza  diffusamente,  che il sistema  si  difende  on  facendo
  nulla.   Altro   che  snellimento   Noi  produciamo   la   paralisi
  amministrativa  perché c'è poi il pericolo della responsabilità  in
  cui, prima o poi, qualcuno ti chiama a rispondere.
   Credo che queste procedure vada non no solo dettagliate e affinate
  perché  così fatte introducono elementi di preoccupazione,  ripeto,
  innanzitutto  sia  da  parte delle strutture tecniche  ma  poi  del
  consiglio  di amministrazione che dovrà assumersi la responsabilità
  della valutazione, della vendita e delle procedure di vendita  così
  come sono contenute.

   PRESIDENTE. Non ce l'abbiamo fatta.

   CRACOLICI.  Lei  è  sicuro che questa norma può  funzionare  così?
  Credo  che  lei debba sinceramente avere - ho finito  Presidente  -
  diciamo  la  consapevolezza che tutte le  riforme  che  si  possono
  scrivere  sull'acqua finiscono per rimanere sull'acqua com'è  stata
  l'Irsap  fino  ad  oggi  perché  l'Irsap  è  una  riforma  iscritta
  sull'acqua così come questa rischia di essere la seconda riforma.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà

   CAPPELLO.   Signor   Presidente,  Governo,   onorevoli   colleghi,
  Presidente  Miccichè  intanto prendiamo  atto  che  quest'Assemblea
  prima delle ore 12,00 non possa cominciare a lavorare. Ora, è  vero
  che  è nostro dovere stare qui dentro ma non capisco perché non  si
  possa  cominciare  ad occuparsi dei problemi dei  siciliani  magari
  intorno alle 9,00. Io ancora questa cosa non l'ho capita ma non  mi
  rassegno
   Dopodichè,  signor Presidente, non ho capito qual è  la  direzione
  che  noi  vogliamo  dare  a questa mega tabella  h)  in  cui  si  è
  trasformato  un  disegno  di legge che doveva  contenere  norme  di
  spesa.  Addirittura  oggi dovremmo trattare una  legge  di  riforma
  fatta  da  quattordici  articoli  che  dovrebbero  rivoluzionare  e
  mettere ordine in un settore che è quello dell'Irsap.
   Presidente  Miccichè, le consegno tutto il mio disagio perché  non
  faccio  parte della III Commissione, non mi occupo di Irsap se  non
  parlando  con gli imprenditori della zona industriale a partire  da
  quelli di Caltagirone ed oggi noi dovremmo cimentarci nel fare  una
  legge,  esaminando ed approfondendo comma per comma e articolo  per
  articolo in quanto tempo? Abbiamo il nodo dell'articolo 2,  abbiamo
  l'ordine del giorno che dovrà contenere tutti i ristori, abbiamo le
  persone  che sono alla porta e che muoiono di fame, abbiamo milioni
  di  euro  da  erogare cercando di non escludere nessuno  e  noi  ci
  impantaniamo in un disegno di legge, signor Presidente,  che  viene
  contenuto  dentro un altro disegno di legge di cui  la  maggioranza
  assoluta dell'Aula non conosce una sola parola.
   Signor  Presidente,  sarò  il primo a votare  questo  progetto  di
  riforma  dell'assessore Turano, il primo, ma facciamolo  per  bene,
  facciamolo nella sede opportuna che è quella della Commissione dove
  tutti  i  componenti possono cimentarsi, approfondire, condividere.
  Non facciamolo in questa legge finanziaria
   Dopodichè, presidente Miccichè, non ho capito se le richieste  che
  avanzano i componenti del Movimento Cinque Stelle siano aria fritta
  oppure  meritino di essere ascoltate. Ieri il collega Di  Paola  ha
  chiesto che ai componenti di quest'Assemblea e, quindi, ai deputati
  venisse  dato l'ordine del giorno di cui ha parlato il Governo  per
  capire  se  in  questo ordine del giorno tutte le  categorie  degli
  operatori  economici siciliani sono comprese ed  hanno  diritto  al
  ristoro  e lo ha chiesto perché abbiamo una parte della finanziaria
  che  potenzialmente,  duplicando il contenuto di  quell'ordine  del
  giorno,  contiene  già degli operatori economici. Quest'ordine  del
  giorno,   signor  Presidente,  quando  ci  sarà  dato,  quando   lo
  conosceremo?
   Immagino, per esempio, della categoria dei ceramisti di cui non ha
  parlato  nessuno; immagino della categoria dei venditori  ambulanti
  di cui non ha parlato nessuno. Eppure, signor Presidente, invece di
  parlare  dei  ristori  oppure fare interventi strappa  lacrime  sul
  Koshido Budo, noi parliamo d'altro.
   E  allora, Presidente, noi chiediamo con forza che questo articolo
  venga stralciato, che venga consegnato alla Commissione III e dalla
  Commissione III torni in Aula per un esame serio e sereno.
   Ma   oggi,  Presidente  Miccichè,  occupiamoci  di  ristorare   le
  migliaia,  se  non i milioni di Siciliani che da questo  Parlamento
  stanno  attendendo  una  risposta. Perché, altrimenti,  diteci  che
  questa  legislatura è finita, diteci che questo disegno di legge  è
  semplicemente  un  assalto  alla diligenza  e  la  facciamo  subito
  finita.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cappello,  intanto  per  quanto   riguarda
  quest'ordine del giorno, vorrei che quello che io dico, però, venga
  ascoltato.  Ho  già detto ieri che per quanto mi riguarda  l'ordine
  del giorno lo faremo; quindi non mi risulta   Sì, ci sono dei pezzi
  di carta. Non li considero come tali.
   L'ordine  del  giorno  si farà, finita la finanziaria,  si  capirà
  tutto quello che è stato inserito in finanziaria e si capirà quello
  che  è rimasto fuori. E l'ordine del giorno verrà scritto da questa
  Assemblea, non da altre assemblee. Da questa Assemblea,  alla  fine
  della finanziaria.
   Per cui, continuo a ripetere che esistono delle proposte di ordine
  del  giorno, che io ancora non ho neanche guardato e che non prendo
  in   considerazione,  nel  senso  che  tutti   insieme       perché
  quest'ordine del giorno o si fa tutti e c'è l'accordo di  tutti,  o
  ognuno  fa  il suo. Ma non ci sarà un ordine del giorno  che  viene
  passato senza che gli altri lo abbiamo visto.
   Per  cui, da questo punto di vista - ripeto per la quinta volta  e
  spero di non doverlo ridire più -non esiste un ordine del giorno da
  darvi.  Se  qualcuno  lo ha scritto, fatevelo dare,  ma  non  dalla
  Presidenza, fatevelo dare da chi lo ha scritto.
   Per  quanto  mi  riguarda, io considererò ordine del  giorno  così
  importante,  che  riguarda  questa finanziaria,  quello  che  verrà
  scritto   dentro  quest'Aula,  in  quest'Aula,  quando  finirà   la
  finanziaria  e  scopriremo quali sono le  cose  che  mancano  dalla
  finanziaria  - onorevole Palmeri, l'ho già segnata, ci  sono  altre
  persone - quindi, lo scriveremo dopo. Questo per quanto riguarda la
  richiesta che mi ha fatto sull'ordine del giorno.
   Su   questo  fatto  dell'IRSAP,  è  la  terza  volta  che  noi  lo
  affrontiamo  in  Aula  e  per  due  volte  io  l'ho  rimandato   in
  Commissione  -  come sapete -  addirittura con qualche protesta  da
  parte di chi lo aveva presentato.
   Oggi  abbiamo ascoltato il Presidente Ragusa, che è il  Presidente
  della  III Commissione, che ci ha comunicato che è stato  visto,  è
  stato analizzato in Commissione, anche il testo riscritto.
   Per  cui, a questo punto, che sia giusto o meno - scusi io ascolto
  con  grande interesse e molta serietà quello che lei dice, per  cui
  le rispondo con altrettanta serietà - se è corretto o meno metterlo
  in  finanziaria  ne  possiamo discutere, ma siccome  questa  è  una
  finanziaria molto anomala - questo lo abbiamo già detto più volte -
  se  ci  sono  delle cose che le Commissioni hanno già visto  e  che
  effettivamente  possono essere importanti e anche  urgenti,  io  ho
  detto   vediamole , ma - ripeto - già questa Presidenza, nelle  due
  volte precedenti in cui il Governo ha presentato questa norma, l'ha
  rimandata regolarmente in Commissione.
   Oggi  il Presidente Ragusa ha fatto un intervento in cui ha  detto
  che  la  Commissione lo ha visto, però non c'è  dubbio  -  lo  dico
  all'onorevole  Turano come a tutti  - le riforme  per  intestarsele
   perché poi è bello   io credo che un giorno, il fatto che si possa
  dire  la riforma Turano  non sarebbe bello? Così non ci sarà mai la
   riforma  Turano .  Tanto per essere chiari.  Credo  che  anche  il
  lavoro che ognuno fa, non c'è dubbio che se si fa in maniera seria,
  in  Commissione,  e si tira fuori una riforma, e  ha  un  successo.
  Fatta così sarà sempre sconclusionata, onorevole Turano.
   Però, siccome capisco che è importante, la Commissione lo ha visto
  e l'assessore Turano ritiene che sia molto importante, è mio dovere
  portarla all'attenzione dell'Aula. Ma non c'è dubbio, le riforme si
  fanno  in Commissione  E' molto più corretto. E' meglio per chi  le
  fa, non soltanto per chi le riceve, perché chi le fa in Commissione
  ha  una blindatura di tutta la Commissione che l'ha accettata,  che
  l'ha analizzata, che l'ha ampiamente analizzata, in modo che appena
  finisce,  se  c'è  qualcosa che non va -  se  non  altro  -  è  una
  responsabilità comune.
   Le riforme fatte così, lo sanno tutti che non mi piacciono. Però è
  la  terza  volta che mi viene portata e questa volta, però,  io  ho
  l'onorevole  Ragusa  che  mi dice che la  Commissione  l'ha  vista,
  quindi vi prego, lo so che non è finita la legislatura, per  cui  è
  mio  obbligo portarlo in Aula, poi l'Aula è sovrana e decide quello
  che fa, non c'è dubbio e l'ho ripetuto cento volte, quel disagio ce
  l'ho pure io nel non potere portare all'esterno l'informazione  che
  abbiamo fatto una riforma, perché se è dentro la finanziaria non  è
  una  riforma,  dentro la finanziaria si possono fare  aggiustamenti
  non  si  può  certamente  immaginare  la  riforma,  ma  siccome   è
  importante  e l'onorevole Assessore e il Governo ci tiene,  il  mio
  obbligo  è  portarlo in Aula, e per quanto mi  riguarda  se  me  ne
  convinco  voto  sì, a prescindere dalle formalità di  questa  cosa,
  però,  dieci  volte l'abbiamo mandata in Commissione, ad  un  certo
  punto è stata vista e quindi non posso fare a meno.
   Sono iscritti gli onorevoli Di Paola, Lentini, Marano e Laccoto, e
  Fava,  l'aveva  chiesto  prima, io non l'ho segnata,  chiedo  scusa
  gliela  do  dopo  la  parola, e Palmeri pure,  avevo  scritto  pure
  Palmeri.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   PAOLA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   governo,
  cittadini.
     Presidente io l'ho ascoltata in questi giorni e anche adesso  ha
  ripetuto  che  questa è una finanziaria particolare,  dove  abbiamo
  inserito  anche  degli  articoli  di  natura  ordinamentale,   però
  l'imbarazzo  in  questo  articolo è il fatto  che  non  solo  è  un
  articolo  ordinamentale  ma  è pure una riforma,  anche  abbastanza
  importante.
     Vero, Presidente, che lei ha detto guardate che più volte questo
  articolo,  questa  riforma è arrivata in Aula  e  molto  spesso  lo
  abbiamo  nuovamente  rinviato in Commissione  e,  quindi,  è  stata
  analizzata  più volte dalla commissione III; però, Presidente,  lei
  mi  insegna  che una cosa è l'analisi all'interno della commissione
  un'altra cosa è la votazione Presidente, cioè in Commissione III io
  non credo che questa riforma sia stata votata, e il rischio qual  è
  colleghi,  e  sta  già accadendo perché io ho  visto  ogni  singolo
  collega  che  sta  scrivendo dei subemendamenti,  perché  man  mano
  stiamo scrivendo dei sub emendamenti da inserire all'interno  della
  riscrittura da parte del Governo.
    Il rischio è che i vari subemendamenti che poi verranno votati, e
  verranno votati o con votazione palese o con votazione segreta,  la
  mia  preoccupazione Presidente, e che esterno all'Aula, è che tutta
  questa  serie  di  subemendamenti andranno in qualche  modo  poi  a
  bloccare l'eventuale intento della riforma, andando a fare poi  dei
  pastrocchi,  e  dico,  Presidente,  in questa fase  proprio  perché
  stiamo parlando di una riforma molto particolare, perché al momento
  l'economia  in  Sicilia  è bloccata lo ha  detto  più  volte  anche
  l'Assessore  all'economia il prodotto interno lordo della  Sicilia,
  per  via  anche di questa pandemia è in forte recessione, e  allora
  noi  dovremmo dare delle risposte e dei segnali forti,  io  capisco
  che  la riforma sia passata, ho ascoltato pure il Presidente  della
  Commissione  III  che  ha  detto   noi  l'abbiamo  valutata ,  però
  Presidente  non  è stata votata, in Commissione non  c'è  stata  la
  votazione.
     Ora  noi possiamo trasformare l'Aula, oggi, per qualche ora,  la
  possiamo  trasformare  in Commissione III, e  quindi  inizieremo  a
  valutare  tutti  i  subemendamenti Assessore  perché  tutti  i  sub
  emendamenti,  al di là poi del parere che darà il Governo  verranno
  votati  uno  per  uno, ed uno per uno per ogni subemendamento  ogni
  Gruppo  politico  chiederà  la votazione  segreta  o  la  votazione
  palese,  e  il  rischio  è   quello di andare  a  inficiare  questa
  riforma;   all'interno, poi, della riforma mi sarei  aspettato  dei
  segnali  concreti per le zone di crisi industriale per le  aree  di
  crisi industriale: ci sono dei territori, interi territori che sono
  in  difficoltà  assoluta,  dove lì le  aziende  vanno  via,  stanno
  chiudendo e stanno andando via da quelle zone. E non stiamo facendo
  nulla  per cercare di costruire, di fare in modo che altre attività
  si possano aprire all'interno di quelle aree industriali.
   Non è che abbiamo tutte queste aree di crisi complesse in Sicilia
  Ne  abbiamo poche, ma in quelle poche aree, non stiamo dando nessun
  segnale  ed  all'interno di questa riforma - che io ho  provato  ad
  approfondire, così come tanti altri colleghi, in queste poche ore -
  non  ci  sono  dei segnali concreti nemmeno per le  aree  di  crisi
  industriale  complessa,  nemmeno per quelle,  figuriamoci  per  gli
  altri territori.
   Ora,  Presidente,  il  segnale è questo: per  me,  possiamo  anche
  andare avanti con questa riforma, però, il rischio concreto  è  con
  tutti  i subemendamenti, che man mano si stanno presentando  e  che
  tratteremo  ad  uno  ad uno, che qui non solo  andremo  a  bloccare
  l'iter  della finanziaria, che più volte è stato detto che dobbiamo
  approvare,  perché  ci  sono  tantissime  categorie  che  aspettano
  risposte,   ma  il  rischio è, se poi passa qualche  subemendamento
  anche  con parere contrario da parte del Governo, di bloccare anche
  l'intento, che può essere nobile da parte del Governo, di portare a
  termine questa riforma.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, io voglio essere chiaro e lo dico,  sapendo  i
  colleghi,  il profondo rispetto che nutro per quest'Aula  e  per  i
  componenti,  aggiungo,  in maniera forse  inusuale,  per  le  forze
  politiche, tutte,  tutte , che sono qua presenti.  Nessuno può dire
  che  il contenuto della riforma dell'IRSAP è una cosa nuova, atteso
  che  in Commissione, per ben tre volte, con tutti, abbiamo trattato
  l'argomento  e  lo  abbiamo  approvato, non  apprezzato,  onorevole
  Pasqua.
   Ma  lo dico perché, prima di approvare l'argomento in Commissione,
  è   stata  mia  cura  parlare  con  i  Gruppi  parlamentari  e,  in
  un'occasione,  col  gruppo del Movimento 5  Stelle  che  mi  chiese
  espressamente  di non approvare l'emendamento in Commissione  e  di
  rinviarlo  all'indomani. Io l'indomani andai  presso  il  gruppo  e
  spiegai tutto, per filo e per segno. Ecco perché mi stupisce.
   Poi  state attenti: la politica vuole il suo spazio ed ha  le  sue
  regole   ed  io  non  mi  sottraggo  né  alle  critiche   né   alle
  contestazioni, ma dire che qualcuno porta una legge di riforma come
  un blitz in un'Aula parlamentare è inaccettabile.
   Detto   questo,   Presidente,  mi  deve  permettere,   l'onorevole
  Cracolici  -  che ha fatto un'obiezione corretta,  ma  sbagliata  -
  corretta,  perché  lui si è preoccupato di un  problema,  sbagliata
  perché,  entrando  nel  merito,  ha rappresentato  il  problema  in
  maniera  diametralmente opposta a come il Governo l'ha pensato.  E,
  su   questo   punto,  ho  avuto  un  confronto  con  le   categorie
  confindustriali perché sono state loro a dirmi qual è  -  onorevole
  Cracolici,  mi segua per cortesia - il vero pericolo  che  per  ora
  abbiamo.
   Quando  c'è un ente in liquidazione l'unica cosa che può  fare  il
  commissario liquidatore è di porre in vendita il bene,  secondo  le
  procedure  della liquidazione, che sono le procedure del Codice  di
  procedura civile, che prevede la messa all'asta del bene stesso.
   Le organizzazioni confindustriali mi hanno detto che, per la crisi
  del  mercato e per il disagio momentaneo che le imprese registrano,
  c'è  la  possibilità che organizzazioni malavitose,  malavitose  in
  senso  lato,  organizzazioni  di  usurai,  organizzazioni  mafiose,
  possano, alle aste presentarsi per acquistare il bene.
   Allora,  si è pensato di introdurre un doppio meccanismo, cioè  di
  dire  quali  sono i beni che vengono messi all'asta per  permettere
  agli  imprenditori di presentare, loro - sempre con il  prezzo  del
  massimo  rialzo  -  la  proposta progettuale,  così  l'IRSAP  possa
  conoscere  chi è il beneficiario, qual è l'investimento  che  vuole
  fare e qual è la forza occupazionale che garantisce.
   Qualora  in questa procedura di evidenza pubblica nessuno  dovesse
  partecipare non rimane altro che partecipare all'asta pubblica dove
  si  può  presentare un delinquente qualunque che acquista il  bene.
  Sono stato chiaro? La procedura  .

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   TURANO,  assessore per le attività produttive. No,  no,  onorevole
  Cracolici,  la  prego, è scritta dai consulenti e  dall'Ufficio  in
  maniera corretta e lo spirito è questo.
   Detto  questo, signor Presidente, io non ho difficoltà a  rinviare
  in  Commissione la riscrittura dell'articolo 154 nel suo complesso,
  a  due  condizioni: io non pongo condizioni, vi prego non intendete
  male  il  mio  pensiero,  il primo che tutte le forze politiche  si
  impegnino  dalla prossima settimana in Commissione a  esaminare  il
  testo  e,  nella prossima settimana, ancora riportarlo; il secondo,
  poiché  nel testo dell'articolo 154 è limitato esclusivamente  alle
  procedure di vendita che io ho poc'anzi indicato -  e questa è  una
  procedura che va fatta tempestivamente per permettere ai commissari
  liquidatori di potere vendere i beni -  io vi chiedo di  apprezzare
  soltanto  il testo dell'articolo 154 e di approvarlo, e la prossima
  settimana  poi  in  Commissione  parliamo  della  riforma  nel  suo
  complesso. L'articolo 154 non il 154. 24 ma solo il 154,  il  testo
  inserito nella legge finanziaria.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   TURANO,  assessore  per  le  attività  produttive.  No,  onorevole
  Cracolici,  io  non l'ho sostituito, l'ho integrato con  gli  altri
  pezzi di riforma che riguardano le procedure di semplificazione per
  attrarre  gli investimenti all'interno delle ZES e le procedure  di
  modifica dell'IRSAP.
   Su questi due punti se l'Aula chiede una settimana di tempo non ho
  difficoltà,  ma  il  testo  base, per cortesia,  lo  approviamo  in
  maniera tale che già mettiamo un punto sulle procedure di vendita.
   Su   questo,   signor  Presidente,  io  non  ho  neppure   bisogno
  dell'impegno  delle  forze  politiche,  mi  basta  l'impegno  della
  Presidenza che ha fatto la mediazione.

   FOTI. Assessore non ho sentito l'ultimo

   PRESIDENTE. Assessore, può ripetere un attimo la sua proposta.  Io
  intanto non posso che ringraziare l'onorevole Turano che mi  sembra
  che abbia, come sempre, colto il clima dell'Aula e da persona seria
  e per bene quale è ha capito quali erano le difficoltà.
   Quindi,  intanto lo ringrazio personalmente ma, credo, a  nome  di
  tutta l'Aula, dopodiché Assessore mi faccia capire una cosa: se noi
  lasciamo  il testo è comunque un testo nuovo rispetto a quello  che
  esiste oggi, quindi dovrebbe essere approvato.
   Volevo  capire  soltanto se nel momento in cui lo  approviamo,  lo
  approviamo  soltanto  eliminando l'emendamento  di  riscrittura  ma
  mantenendo  gli altri emendamenti, perché mi dicono,  per  esempio,
  che l'articolo 154.23 sarebbe

   TURANO, assessore per le attività produttive. Tagliamo la testa al
  toro,  chiedo un impegno formale a tutte le forze politiche che  da
  mercoledì  9 aprile la legge possa essere ritrattata in Aula  e  mi
  impegno  da  oggi  al 9 aprile, in Commissione,  a  dare  tutte  le
  spiegazioni.

   PRESIDENTE. Benissimo  .

   TURANO,  assessore per le attività produttive . in Commissione,  a
  dare tutte le spiegazioni. Su questo, per cortesia.

   PRESIDENTE. Benissimo, allora scusatemi, scusatemi un attimo,  per
  favore, perché mi dice l'onorevole Di Mauro, che chiede la parola e
  ora gliela do, che l'emendamento .23 riguarda tutt'altra cosa e che
  lui  aveva presentato perché c'era questa cosa. Però, ora un attimo
  solo però, prima perché dobbiamo capire.
   Onorevole  Turano,  chiedo  scusa, lei quindi  sta  proponendo  il
  rinvio totale.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente,  io  sto
  proponendo  quello  che la politica chiede, ovverosia,  un  impegno
  politico  ad affrontare la riqualificazione delle ASI,  la  riforma
  dell'IRSAP, e la semplificazione delle ZES, con uno testo  organico
  che  si  chiama  154.24, che può diventare un autonomo  disegno  di
  legge.

   PRESIDENTE. Che deve diventare la riforma.

   TURANO,  assessore  per  le  attività  produttive.  Però,  poiché,
  Presidente,  su  questo  argomento  per  otto  mesi  -   otto  mesi
  Presidente  -  dal mese di agosto abbiamo presentato per  la  prima
  volta  l'emendamento,  si  continua  a  dire  Aula  o  Commissione,
  Commissione  e  approvazione all'unanimità, Aula,  Aula  rinvio  in
  Commissione.

   PRESIDENTE.  Assessore, lei ha la mia garanzia su questo,  non  ha
  bisogno di chiederlo ad altri.

   TURANO,   assessore  per  le  attività  produttive.   Le   chiedo,
  Presidente,  di  poter  sapere un tempo certo  per  poter  trattare
  l'argomento, poi l'Aula è sovrana.

   PRESIDENTE. Basta, onorevole Turano non chieda, se le sto  dicendo
  che c'è  voglio capire soltanto se, al di là di tutto quello che  è
  stato detto, l'emendamento di cui parla l'onorevole Di Mauro, e  su
  cui  sta chiedendo la parola, può inserito a prescindere dal  resto
  del disegno legge facendolo diventare

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Grazie,  sì  un  attimo  onorevole  Turano,  permette?
  L'emendamento 154.23 è un'altra cosa completamente. Allora, le cose
  sono  due:  o  si  fa  un disegno di legge, come  dice  l'assessore
  Turano,  che  ha  ragione  quando  dice  che  l'argomento  è  stato
  trattato,  io  sono  stato testimone in diverse  sedute  in  questo
  senso,  e  si fa un provvedimento legislativo in cui viene indicata
  una    dizione   diversa   rispetto   all'attuale,   come    testo,
   Provvedimento in ordine all'IRSAP , in cui ovviamente  c'è  da  un
  lato la riforma, e l'altro una risposta alle imprese che spesso  si
  trovano in una zona IRSAP satura, oppure, questo emendamento si può
  trattare come articolo da solo. Io mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.  No,  però, io per poterlo fare ho bisogno  di  capire
  bene di che cosa parliamo, per cui chiedo, lo facciamo tutto dopo.

   DI MAURO. Lo posso spiegare, Presidente.

   PRESIDENTE. No, l'assessore mi chiede di farlo tutto dopo  insieme
  in Commissione, basta così.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore  per le attività produttive. Presidente,  posso
  chiudere con una valutazione personale?

   PRESIDENTE.  No,  scusate, è inutile che do la  parola  ad  altri,
  siccome l'assessore Turano, credo che abbia fatto anche uno sforzo,
  perché  lo so io da quanti mesi lavora su questa cosa, per  cui  se
  ora vuole chiedere la parola per una sua valutazione, credo che sia
  corretto dargliela, ma l'articolo ormai è stralciato, non chiediamo
  più  cose,  ed  è rimandato, prima di darle la parola, interamente,
  compresi gli emendamenti, in Commissione.
   Prego  l'onorevole Ragusa di considerare questo testo che le viene
  rimandato in Commissione, come prioritario in assoluto, per cui  se
  fosse possibile a partire da martedì prossimo, iniziare a valutarlo
  già  in  Commissione, in modo che nel giro di una  settimana  possa
  essere rimandato come disegno di legge autonomo.
   Non  c'è  bisogno che interviene, basta che mi fa cenno  col  dito
  così e per me è a posto.
   Assessore, prego.

   TURANO,   assessore   per  le  attività  produttive.   Presidente,
  onorevole Dipasquale mi ascolta un attimino?

   PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, fatelo parlare. Onorevole Marano.

   TURANO,  assessore  per  le  attività  produttive.  Lo  dico   con
  franchezza,  ma non perché mi appassiono al lavoro che  faccio.  Io
  ritenevo  che  questo  argomento,  cioè  la  semplificazione  delle
  procedure   per  valorizzare  le  ZES,  la  semplificazione   delle
  procedure  per  vendere  i  beni  in  liquidazione,  e  la  riforma
  dell'IRSAP,  fossero un argomento che qualificava, non solo  questo
  disegno di legge, ma l'argomento che abbiamo trattato.
   Capisco,  però,  che  in  una  finanziaria  siamo  appesantiti  da
  valutazioni di ogni genere, sulle quali io - onorevole Lupo, non  è
  una  polemica  politica ma mi lasci sfogare -  capisco,  però,  che
  quest'  Aula  è  stata  impegnata in valutazioni,  non  di  riforme
  strutturali, ma di interessi minori, dobbiamo dire la verità.

   PRESIDENTE. Assessore Turano, non rovini tutto.
   Fate parlare l'onorevole Di Mauro, per favore

   DI   MAURO.   Che  cosa  sarà  trattato,  martedì   prossimo,   in
  Commissione?

   PRESIDENTE. Tutto.

   DI  MAURO.  Tutto, che significa Presidente, per capirlo  io,  noi
  abbiamo un emendamento del Governo, il 154.24 e il 154.23 che  sono
  due cose diverse ma che trattano sempre argomento IRSAP. Se lei  mi
  dice  che  c'è un disegno di legge fatto di due parti, il prossimo,
  lei  lo riannoda così, io non ho problemi. Potrebbe essere trattato
  anche ora, io sarei disponibile, però io mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.  Sarei disponibile, assolutamente. Ho  chiesto,  però,
  all'Assessore che cosa ritiene di fare lui. L'assessore, devo dire,
  che  sta  dando  una disponibilità massima che  di  meglio  non  si
  potrebbe chiedere e, in questa occasione, mi ha chiesto  rimandiamo
  tutto e ci vediamo tutti in Commissione'. Tutte e due. Tanto che io
  ho  comunicato  che sto mandando in Commissione - e  di  questo  ho
  avvertito  l'onorevole  Ragusa - tutto  il  testo,  con  tutti  gli
  emendamenti, in modo che poi la Commissione - come diceva  poco  fa
  qualcuno  -   l'onorevole Di Paola diceva  trasformiamo  l'Aula  in
  Commissione - no, la Commissione non ha bisogno di venire in  Aula,
  si faccia in Commissione, materialmente valuti tutto.

   DI  MAURO.  Presidente, il testo di questo disegno di  legge  deve
  cambiare,  deve  essere  Provvedimenti in ordine all'IRSAP'  o  una
  cosa simile, con la relazione che deve essere cambiata.

   PRESIDENTE.  Perfetto, lo vedrà la Commissione. Hanno  chiesto  di
  intervenire  gli  onorevoli Lupo, Cafeo e Tancredi.  Su  che  cosa?
  Sull'argomento?
   Onorevole Marano tutti gli emendamenti relativi all'articolo li ho
  stralciati  tutti, insieme all'articolo, perché sennò  non  avrebbe
  senso.
   L'onorevole  Lupo  ha chiesto di intervenire  non  su  questo,  ha
  chiesto  di  fare  un  intervento  a  prescindere  da  questo.  Non
  discutiamo più dell'articolo.

   LUPO.   Signor  Presidente,  in  realtà  volevo  rivolgermi   alla
  presidenza  per  una breve considerazione sull'articolo  che  è  la
  seguente. Noi riteniamo che l'IRSAP debba essere migliorata  e  che
  debba diventare un grande attrattore di investimenti.
   Ciò premesso, quindi siamo aperti ad ipotesi di riforma

   PRESIDENTE.  Non  mi  faccia rimproverare  dall'onorevole  Marano.
  Abbiamo detto che sul 154 non parliamo.

   LUPO.  No,  concludo.  Devo  dirlo  adesso,  altrimenti,  poi,  in
  Commissione  diventa più complicato. Concludo, c'è la disponibilità
  alla riforma, alla verifica, ovviamente, dei testi.
   Credo  che  il  Governo abbia fatto una scelta  saggia  accettando
  l'idea  di  un approfondimento. La domanda che rivolgo al  Governo,
  ovviamente  ai  miei  colleghi e a lei  come  Presidenza:  può  una
  società per azioni sostituirsi alla Pubblica Amministrazione?

   PRESIDENTE. E' un fatto di valutazione tecnica che poi se la  vede
  la Commissione.

   LUPO.  Presidente,  non  è banale la domanda.  Mi  riferisco  alle
  varianti  ai  Piani urbanistici e al fatto che l'IRSAP,  in  alcuni
  passaggi si sostituisce pure al Genio civile.

   PRESIDENTE.  Ho  capito,  ma  ve lo  potete  andare  a  vedere  in
  Commissione? Perché sennò non abbiamo fatto niente. Anzi, io vorrei
  soltanto approfittare, invece prego, onorevole Lupo.

   LUPO.  Non  sono stato chiaro. Chiedo una valutazione anche  degli
  Uffici  della  Presidenza dell'Assemblea. Questo è  il  senso.  Per
  questo sono intervenuto adesso.

   PRESIDENTE.  Perfetto. Io, invece, approfitto, è  l'occasione  per
  dire, onorevole Turano - ora sospendiamo, fra dieci minuti - vorrei
  approfittare dell'occasione per chiedere al Governo  e  a  tutti  i
  deputati che questo tipo di mattinata, come la stiamo passando, che
  regolarmente avviene per poi regolarmente rimandare in  Commissione
  le cose, lo si possa evitare per il futuro.
   Lo  dico al Governo, più che altro. Questi testi di legge che sono
  leggi vere e proprie, di riforma, per favore fatele in Commissione.
   Questo  fatto  che,  ogni  volta,  si  tenti  di  inserire  dentro
  qualsiasi legge, qualche riforma importante, ne viene meno, anche a
  livello  di comunicazione, ne viene meno l'importanza della riforma
  che,  invece,  deve  essere comunicata come  grande  riforma,  come
  riforma.
   Guardate,   questa  degli  ASU,  ovviamente,  doveva   andare   in
  finanziaria,  ma,  di  fatto, sta avendo, a livello  mediatico,  un
  riscontro,  sperando che non sia un boomerang, che è  assolutamente
  straordinario.
   Per  favore, pertanto, evitiamo. Per il futuro, non mettete sempre
  la Presidenza nelle condizioni di dovere aprire questi dibattiti.

   LUPO.  L'IRSAP,  evidentemente, è un  ente  pubblico  strumentale,
  quindi,   non   è   società.  Questa  è  la   correzione   rispetto
  all'intervento.

   PRESIDENTE. Perfetto.

   CAFEO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAFEO.  Presidente,  intervengo,  anche  a  nome  dell'ufficio  di
  Presidenza  della III  Commissione, per dire che la III Commissione
  non  si  è  mai  sottratta  a  discutere alcun  testo,  soprattutto
  sull'IRSAP.  Noi  lo aspettavamo da tanto tempo questo  disegno  di
  legge. Lo aspettiamo in Aula per iniziare il lavoro.
   Aggiungo  a questo, comunque, che ho apprezzato molto l'ammissione
  di  colpa dell'assessore Turano, rispetto agli articoli che abbiamo
  trattato fino ad oggi e che lui ha sminuito.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   MARANO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO.   Signor  Presidente,  Governo,  colleghi,   volevo   solo
  intervenire rispetto al fatto che, lei, Assessore, diceva, poco fa,
  ha citato il mio Gruppo parlamentare, dicendo che aveva parlato con
  dei componenti e avevamo dialogato su questa cosa.
   E' chiaro che c'è tutta la buona volontà da parte del mio Gruppo a
  fare  le  riforme importanti, a semplificare, a migliorare e  tutto
  quanto.  E'  chiaro, però, che, in questo caso, è  un  problema  di
  metodo.  Abbiamo  tutta  la  volontà di andare  avanti  e  lavorare
  insieme. Il metodo, però, è importante.
   Ci  sono  settimane  in  cui in Aula c'è soltanto  all'ordine  del
  giorno  Comunicazioni . E' bene che questo Governo, da ora in  poi,
  se  vuole  fare  qualche riforma importante,  oltre  a  questo,  si
  organizzi e noi siamo assolutamente disponibili.

   PRESIDENTE. Passiamo, adesso, alla rubrica  Territorio . Avviso  i
  colleghi che tratteremo gli articoli 117, 118, 92 e 78.
   I  colleghi,  quindi, sono pregati di prendere posto. Ripeto:  gli
  articoli  117,  118,  92  e 78. Non sono  numeri  del  lotto,  sono
  articoli di un disegno di legge.
   Ho  detto che tratteremo il resto della rubrica  Territorio ,  gli
  articoli 117, 118, 92 e 78.
   Si passa all'articolo 117. Ne do lettura:
                              «Art. 117.
         Modifica all'articolo 2 della legge regionale del 16
                         dicembre 2020, n. 32

   1.  Il  comma  2  dell'articolo 2 della  legge  regionale  del  16
  dicembre 2020, n. 32 è soppresso».

   LACCOTO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Assessore, un attimo di attenzione. Veda, io, purtroppo,
  questo  articolo  non lo posso condividere, perché  là  noi  stiamo
  sopprimendo  la  norma  che dice di dare le  concessioni  demaniali
  coerenti e con l'attestazione coerente col PUDM.
   Ora,  se  noi togliamo questo, diventa, praticamente, un fatto  di
  anarchia  nei  diversi  comuni. Se si vuole  togliere,  perché  c'è
  qualche  comune che non ce l'ha, laddove non esistono  ed  in  ogni
  caso,  ci  dovrebbe  essere un attestato di  coerenza  dell'ufficio
  tecnico, mentre lì non c'è. Lì, poi, togliamo la norma e finisce.
   Dobbiamo  trovare una soluzione. O mettiamo che non  vale  laddove
  non   si  sono  adottati,  praticamente,  i  PUDM,  oppure  qualche
  soluzione. Diventa un'anarchia, guardate.
   L'incidenza sul territorio, sulle spiagge, di questo articolo  che
  noi vogliamo approvare è devastante, dal punto di vista, perdonate.

   CIANCIO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  secondo
  me  questo articolo è superato perché quando è stato presentato con
  la  relazione da parte dell'assessore Cordaro, la relazione  diceva
  che  l'articolo serviva per superare un'impugnativa che non  è  mai
  arrivata   e   mai   arriverà  perché  i   sessanta   giorni   sono
  abbondantemente passati; in più, l'impugnativa diceva che   Non  si
  può procedere a provvedimenti autorizzatori prima che il PUDM passi
  dal   vaglio  della  valutazione  ambientale  strategica ,  quindi,
  l'impugnativa in ogni caso parlava di altro.
   Ora,  la  soluzione che ha trovato il Governo è stata abrogare  di
  netto l'articolo 2 che prevede la conformità ai piani demaniali, ma
  non era certo questa la soluzione ad una impugnativa, -ripeto - che
  non è mai arrivata e mai arriverà, purtroppo, per certi versi.
   Quindi,  io  chiedo  che  questo  articolo  venga  o  bocciato   o
  stralciato perché - ripeto - è superato dal fatto che la  necessità
  che  si  tratti questa soppressione è superata dagli atti. In  più,
  entrando nel merito, è paradossale, Assessore, che noi chiediamo ai
  comuni di fare i piani demaniali, gli stiamo dando pure i soldi per
  fare  i piani demaniali e poi gli diciamo  comunque, qualsiasi cosa
  facciate non ci interessa perché tanto noi le concessioni le  diamo
  senza l'adeguamento e la conformità al PUDM .
   Presidente,  è  una  contraddizione ed  è  un  insulto  anche  nei
  confronti  di quei comuni che, magari, stanno facendo il  possibile
  per approvare questo benedetto atto programmatorio.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, credo che
  siamo,  circa l'articolo 117, un attimo fuori da quella  che  è  la
  valutazione  schietta  che,  peraltro,  com'era  ovvio  che  fosse,
  prevede  soltanto  degli  emendamenti soppressivi  perché  non  può
  prevedere emendamenti di natura diversa.
   La necessità dell'approvazione dell'articolo 117 nonostante - ed è
  l'unica parte corretta dell'intervento dell'onorevole Ciancio  -  i
  sessanta  giorni  siano  decorsi  per  l'impugnativa,  nasce  dalla
  ragione  della  mancata  impugnativa e  la  ragione  della  mancata
  impugnativa  è l'impegno del Presidente della Regione ad  approvare
  questo articolo in questi termini e ad eliminare la possibilità che
  i PUDM possano essere applicati e che le concessioni possano essere
  rilasciati anche se non vi è la valutazione di impatto ambientale.
   È  questo  che noi ci siano impegnati con il Governo nazionale  ad
  eliminare, è questo che ha portato il Governo nazionale credendoci,
  stiamo parlando del Governo precedente a quello attuale, a non fare
  l'impugnativa, ed è questa la conseguenza che ci vuole  portare  ad
  approvare una norma che prevede nient'altro che il rispetto  di  un
  impegno  istituzionale preso dal Presidente della  Regione  con  il
  Governo nazionale.
   Questo  è l'articolo 117, punto e basta. Poi l'Aula se ritiene  di
  determinarsi di contrario avviso è evidente che io, o  meglio,  che
  il  Governo  regionale  il nostro dovere l'abbiamo  già  portato  a
  compimento. Se l'Aula dovesse bocciare l'articolo faremo presente a
  Roma che il Governo ha mantenuto l'impegno con il Governo Conte 2 e
  che  l'Aula  ha ritenuto di bocciare l'articolo. Ma non  c'è  altro
  sotto  questo  articolo,  non  ci  sono  sotterfugi,  non  ci  sono
  situazioni diverse.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  abbiamo  parlato di finanziaria  Netflix  questa sta diventando  la
  legislatura   Netflix , a puntate  Facciamo avanti e indietro,  non
  sappiamo cosa succederà il prossimo mese.
   Io l'ho detto altre volte durante la trattazione della finanziaria
  quest'anno, non mi capita di essere profetico, prevedere il futuro,
  ma  l'avevamo detto ed è agli atti parlamentari che la norma voluta
  dal  Governo  pochi  mesi  fa  che  prevedeva  la  possibilità   di
  rilasciare  le  concessioni  demaniali senza  l'espletamento  delle
  procedure di valutazione ambientale era aria fritta.
   A distanza di due mesi, siccome non è che abbiamo tempo da perdere
  Presidente  Di Mauro, io credo che anche da parte degli  uffici,  i
  lavori  della Commissione dovrebbero procedere, come dire,  con  un
  supporto tecnico più autorevole. Non possiamo perdere tempo  quando
  in  questo momento la Sicilia è sul lastrico. Abbiamo difficoltà in
  tantissime categorie e noi ci mettiamo a perdere tempo per abrogare
  la  norma  che  già  era, come dire, illegittima palesemente  poche
  settimane fa.
   In  Sicilia,  come  in nessun'altra parte di  Italia,  si  possono
  approvare  concessioni demaniali se non si definisce  la  procedura
  ambientale.  Non  è  che serve uno scienziato  E'  così   E  questo
  dibattito  non  fa  onore neanche a questo Parlamento.  Il  Governo
  quando  arriva con una norma in Aula dovrebbe avere una istruttoria
  diversa.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Cafeo.  Non  è
  presente in Aula.
   E'  iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Veda di essere  breve,
  così passiamo alla votazione.

   LACCOTO.  Presidente,  perdonatemi, ma qui c'è  qualcosa  che  non
  funziona.   L'articolo   117   dice  testualmente   il   comma   2,
  dell'articolo 2, dell'articolo 32, comma due, recita  così,  perché
  noi  lo stiamo praticamente cancellando:  le richieste inerenti   -
  per  favore,  Assessore, scusatemi - il comma due  recita  così  di
  questa legge:  le richieste inerenti all'occupazione di nuove  aree
  demaniali  sono  corredate dall'attestazione  di  coerenza  con  le
  previsioni  del PUDM approvato ovvero già adottato ed in  corso  di
  approvazione  definitiva  rilasciata dall'amministrazione  comunale
  competente per territorio. Le istanze non corredate dalla  predetta
  attestazione sono inammissibili .
   Non  capisco cosa c'entra qua la VAS e le altre cose. Quindi, c'è,
  perdonatemi,  qui c'è un equivoco, perché qui noi stiamo  solamente
  cancellando l'attestazione di coerenza del PUDM definitivo  e  così
  comma 2, articolo 32. Qui è, la legge, lo volete vedere?
                     (Intervento fuori microfono)

   E  allora non dobbiamo, scusatemi, no. Se noi togliamo quello  non
  abbiamo  messo  altro.  L'articolo   ma è così  chiaro   Ma  stiamo
  scherzando? Se noi approviamo quella norma non è che stiamo vedendo
  ci  vuole la VAS. Lì dice che praticamente lo cassiamo e basta. Non
  è che c'è scritto  mettiamo la VAS , lasciamo quello.

   PRESIDENTE. Va bene, onorevole, va bene, ha chiarito abbastanza.
   Onorevole  Cafeo  l'avevo  chiamata.  Poi  è  iscritto  a  parlare
  l'onorevole  Ragusa  ed abbiamo concluso. Non  ci  sono  altri  che
  chiedono di intervenire. No, vi prego, una volta sola dovete

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)

   No,  no, onorevole Ciancio, una volta sola potete intervenire.  Ma
  non   è   possibile   che  pensate  di  rispondere   continuamente
  L'assessore   è  chiamato  a  dare  chiarimenti,  perché   voi   li
  sollecitate.  Ma voti contro, onorevole Ciancio  Ma votate  contro,
  fate intervenire un altro collega per dire altre cose

   CAFEO.  Presidente,  io  l'unica cosa per  dire,  a  parte  questo
  discorso  della  VIA-VAS  secondo me  il  vero  problema  assessore
  Cordaro  è  che noi non abbiamo messo, inserito, all'interno  della
  normativa   di  riforma  del  discorso  del  demanio  delle   norme
  transitorie. Allora, se dobbiamo inserire, allora basta quello,  il
  117, la commissione VIA-VAS. Io ritengo che sia giusto l'intervento
  fatto dall'onorevole Laccoto.

   PRESIDENTE. Va bene, allora. Passiamo alla votazione.

   PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, prenda posto per votare.
   Il parere della Commissione? Favorevole alla bocciatura...

   CIANCIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Che sia una dichiarazione di voto. Ne ha facoltà

   CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima che si voti,
  votare  quest'articolo o mantenere l'articolo perché  evitiamo  che
  arrivi  l'impugnativa non è vero perché l'impugnativa dopo sessanta
  giorni - stiamo parlando di dicembre - non può più arrivare, me  lo
  ha  confermato  anche,  me  l'hanno confermato  anche  gli  Uffici.
  Quindi,  dire  che  serve  approvare quest'articolo  per  non  fare
  arrivare l'impugnativa è una bugia.

   PRESIDENTE. Assessore Armao, vuole chiarire?

   ARMAO, assessore per l'economia. Sì, signor Presidente...

                           (Brusìo in Aula)

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Per cortesia  onorevole,  posso
  dare una precisazione? scusate

   PRESIDENTE. Ma che modo è di muoversi  Lei, onorevole  Laccoto,  è
  intervenuto già due volte e ancora insiste
   Assessore Armao, per favore, tiriamo le conclusioni.

                 (Alcuni deputati chiedono di parlare)

   PRESIDENTE.  No,  no,  basta   Con  il  Governo  che  fa  la   sua
  dichiarazione abbiamo concluso. Abbiamo concluso, chi vuole  votare
  vota  Collega, per ripetere sempre le stesse cose
   Prego, assessore Armao.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Per  la  verità  dei  fatti  e
  nient'altro, i rapporti con il Governo nazionale sono rapporti  che
  si   dispiegano   durante  il  termine,  come   lei   ben   diceva,
  dell'impugnativa.
   Se   si   raggiunge,  come  abbiamo  raggiunto  per  esempio   per
  l'esercizio provvisorio - e ne parleremo più avanti - un'intesa, il
  Governo non è che dice:  Intanto impugno e quando approvi la norma,
  ritiro l'impugnativa . Il Governo nazionale concorda con il Governo
  regionale qual è la formula giuridica che va inserita in una  norma
  come  contraltare rispetto all'impugnativa, cioè, si è  scongiurata
  l'impugnativa  ma  tu  devi approvare questa cosa.  E'  un  impegno
  sull'onore  e  sul  rapporto  istituzionale  che  c'è  tra  Governo
  nazionale e Governo regionale. Noi non possiamo tradire un  impegno
  preso con il Governo nazionale.
   Il  suo  argomento - e concludo - milita in senso opposto a quello
  che lei intende sostenere perché il suo argomento è proprio volto a
  dire   che  la  rinuncia  all'impugnativa  dà  un  onere   ed   una
  responsabilità a chi deve decidere di inserire quella formula che è
  stata concordata con il Governo nazionale.

   PRESIDENTE. Assessore Armao, grazie.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)

   PRESIDENTE. No, no, basta onorevole Ciancio, basta
   Allora,  sono  stati  presentati diversi emendamenti  soppressivi.
  Quindi, votiamo, gli emendamenti riguardano solo la soppressione.
   Pongo in votazione l'articolo 117.

   CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.


           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 117

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  117.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            57
   Votanti             50

   Maggioranza         26
   Favorevoli          23
   Contrari            27
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'articolo 118.
   In  attesa  di  un  approfondimento sull'articolo 118,  esaminiamo
  l'articolo 92. Ne do lettura:

                               «Art. 92.
       Utilizzo del personale in comando del Corpo di Vigilanza
                           degli Enti Parco

   1.   All'articolo 3 della legge regionale 10 luglio 2018, n. 10  e
  successive modificazioni sono apportate le seguenti modifiche:

   a) il comma 2 è soppresso;

   b) il comma 4 è sostituito dai seguenti:

    4.  Per  il trattamento fondamentale ed accessorio del  personale
  comandato,  secondo  le  qualifiche, le categorie  e  le  posizioni
  economiche possedute all'atto del comando, è autorizzata  a  carico
  dell'Amministrazione regionale la spesa per il  salario  accessorio
  nel  limite  annuo di 350 migliaia di euro per ciascuno degli  anni
  del  triennio 2021-2023. Ai relativi oneri, per ciascuno degli anni
  del  triennio  2021-2023  da iscriversi in  appositi  capitoli  del
  Comando  del  Corpo forestale, si fa fronte mediante  riduzione  di
  pari  importo  delle disponibilità della Missione 9,  Programma  5,
  Capitolo 150001.

   4  bis. Per il trattamento economico fondamentale è autorizzata la
  spesa  di 691 migliaia di euro per il 2021, 1.185 migliaia di  euro
  per  il 2022 e 1.185 migliaia di euro per il 2023, cui si provvede,
  per  ciascuno  degli  esercizi finanziari del  triennio  2021-2023,
  mediante   corrispondente  riduzione  delle   disponibilità   della
  Missione 9, Programma 5, capitolo 443305.

   4  ter. La cessazione della posizione di comando, oltre che per la
  scadenza  del termine, è disposta per il venire meno delle esigenze
  di cui al comma l. ».

   Gli emendamenti soppressivi sono ritirati? Sono ritirati.
   Allora  si vota direttamente l'articolo 92. Lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Assessore  Cordaro,  possiamo fare l'articolo  76?  Sì;  bene.  Si
  passa all'articolo 76. Ne doo lettura:

                               «Art. 76.
                Interventi in favore del canale Galermi

   1. Al fine di consentire interventi di manutenzione straordinaria,
  valorizzazione e messa in sicurezza del canale Galermi in provincia
  di  Siracusa  è autorizzata, per l'esercizio finanziario  2021,  la
  spesa di 200 migliaia di euro (Missione 16, Programma 1)».

   Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.

   CAFEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAFEO. Presidente, mi corre l'obbligo di spiegare anche l'esigenza
  di  questo  articolo,  partendo da  un  presupposto.  Più  volte
  assessore Scilla, stiamo parlando dell'articolo 76.
   Il  canale  Galermi  è  un  canale, è un  acquedotto  del  periodo
  ellenico,  che ancora oggi viene utilizzato e fornisce  acqua  agli
  agricoltori.   Da   due  anni,  nonostante  le  dichiarazioni   del
  precedente  assessore all'agricoltura, gli agricoltori  sono  senza
  acqua.  E  in  un  anno,  nonostante diversi interventi,  anche  in
  Commissione,  l'unica  cosa  che si è riuscita  a  stabilire  è  la
  competenza, che è del Consorzio di bonifica.

                           (Brusìo in Aula)

   Presidente Di Mauro, se può fare

   PRESIDENTE. Per favore, onorevoli colleghi.

   CAFEO.  In  un  anno  e mezzo la macchina amministrativa  è  stata
  solamente in grado di stabilire di chi è la competenza, che  è  del
  Consorzio di bonifica.
   Avevamo previsto inizialmente un emendamento con una cifra di  500
  mila   euro  per  le  manutenzioni,  come  avevamo  anche   chiesto
  l'inserimento in un bilancio pluriennale.
   Però,  capiamo  che  le  disponibilità  economiche  non  ci  sono.
  Chiediamo  al  Governo  e alla macchina amministrativa  e  a  tutta
  l'Aula non solo di appoggiare questo emendamento, ma anche di  fare
  in  modo  che  i  finanziamenti già previsti come intervento  della
  Protezione civile e che anche questo articolo votato in finanziaria
  possa al più breve risolvere il problema per gli agricoltori, visto
  che  già  la  situazione è in crisi e  la campagna  irrigua  è  già
  iniziata.
   Sto  presentando  un subemendamento firmato non solo  da  tutti  i
  deputati  dell'ufficio  di  Siracusa,  ma  anche  dell'Ufficio   di
  Presidenza della III Commissione che prevede l'impegno di 1 milione
  di  euro  dai  fondi  POC, e chiedo se possibile  apprezzarlo,  per
  interventi  di  natura  straordinaria quindi  non  la  manutenzione
  normale ma di natura straordinaria.
   Faccio  presente anche che questo canale molto probabilmente  sarà
  anche  candidato ad essere inserito fra i beni siti Unesco e che  è
  oggetto di studio di diverse università internazionali, per cui  ha
  una  valenza  non  solo  irrigua,  ma  anche  storica  e  dei  beni
  culturali. Le presento il subemendamento.

   PRESIDENTE. Assessore Cordaro, ha chiesto di intervenire?

   CORDARO,  assessore per il territorio e ambiente. Sì,  Presidente,
  il  subemendamento quando? Onorevole Cafeo il subemendamento dov'è?
  Perché se si può votare lo votiamo, altrimenti lo accantoniamo.

                     (Intervento fuori microfono)

   CORDARO, assessore per il territorio e ambiente. Si può votare?  E
  dove è il subemendamento?

   PRESIDENTE.  Lo accantoniamo? Che facciamo, onorevole  Cafeo?  Che
  facciamo? Aspettiamo. L'articolo 76 è accantonato.
   E  allora,  mi  dicono che c'era l'articolo 67 su   cui  c'era  un
  accordo;  mi  riferisco a quello della Cannabis se me lo  date  per
  favore.  Manca  l'assessore  Razza,  allora  aspettiamo  che  venga
  l'assessore Razza.

                     (Intervento fuori microfono)

   E'  pure  firmato dall'assessore Razza? E allora me  lo  date  per
  favore? Stiamo appurando se è firmato pure dall'assessore Razza, ma
  ci vuole la sua firma comunque.
   Lo stiamo cercando colleghi se lo troviamo, bene.
   Non   è   firmato  dall'assessore  Razza.  Attendiamo  che   venga
  l'assessore Razza...

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Pullara)

   Non  lo  posso  mettere in votazione; non è firmato dall'assessore
  Razza; non c'è la firma dell'assessore Razza  Ma cosa le devo dire

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Pullara)

   No,  onorevole  Pullara,  mi scusi, c'è  la  firma  dell'assessore
  Razza?

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Pullara)

   Allora aspettiamo. Va bene, aspettiamo  .

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  su  richiesta   dell'Assessore
  Cordaro, si passa all'articolo 118.
   Ne do lettura:

                               Art. 118.
                     Concessioni demanio marittimo

   1.  Dopo  il  comma  1  dell'articolo 2 della legge  regionale  16
  dicembre 2020, n. 32 è aggiunto il seguente:

    1  bis. Attesa l'emergenza epidemiologica da Covid-19, al fine di
  consentire   all'amministrazione  concedente  la  conclusione   dei
  procedimenti  amministrativi, la coerenza  con  le  previsioni  del
  piano  di utilizzo del demanio marittimo, di cui al comma 1, non  è
  prevista  per  le  istanze per le quali, alla data  di  entrata  in
  vigore  della  presente legge, erano state avviate le procedure  di
  cui all'articolo 18 della legge regionale 21 maggio 2019, n. 7. ».

   All'articolo   118   sono   stati  presentati   due   emendamenti:
  l'emendamento  118.6,  su cui mi sembra che  sia  favorevole  tutta
  l'Aula  e  quindi  lo  possiamo approvare e poi  c'è  l'emendamento
  118.5, a firma dell'onorevole Pullara, su cui il Governo si rimette
  all'Aula.

   PULLARA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PULLARA.   Signor   Presidente,   con   l'emendamento   intendiamo
  salvaguardare  tutte  le  istanze  presentate,  perché  il  termine
   sburocratizzazione  non possiamo pensare di aspettare  i  termini,
  quindi il cittadino è tutelato dal protocollo.

   PRESIDENTE.  Mi  sembra corretto per cui lo  pongo  in  votazione.
  L'onorevole D'Agostino chiede di apporre la firma sull'emendamento.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 118. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  l'articolo  è stato approvato  col  voto  contrario
  dell'onorevole Ciancio.
   C'è ancora un articolo della Rubrica  Territorio  il n. 108. Ne do
  lettura:

                              «Art. 108.
          Risanamento costiero tratto Santa Margherita-Galati
                            Marina Messina

   l.  Per  l'integrazione  del finanziamento  per  il   Progetto  di
  risanamento   costiero  e  difesa  dell'erosione  nel   tratto   S.
  Margherita  -  Galati  Marina Messina (ME) , la  relativa  spesa  è
  determinata  in 1.000 migliaia di euro a valere sulle  risorse  del
  POC 2014/2020».

   E'  un'iniziativa parlamentare assolutamente corretta che è  stata
  fatta, che riguarda il progetto di risanamento costiero, secondo me
  è  fattibile. C'è un problema del Governo che dice ha presentato un
  soppressivo ma non lo consideriamo.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente,  Governo,  l'articolo  108  ha  una
  funzione  molto semplice, quella di completare il finanziamento  di
  un'opera già iniziata.

   PRESIDENTE. Datemi notizie su come risolvere il problema.

   DE  LUCA.  Occorre  però approvare anche l'emendamento  presentato
  dall'onorevole  Lentini,  il 108.6,  in  quanto  si  tratta  di  un
  finanziamento che rientra nel Patto per il Sud.
   Quindi,  noi  non  stiamo integrando il finanziamento,  ma  stiamo
  completando,  poiché  le profondità rilevate in  sede  di  progetto
  esecutivo erano maggiori.

   PRESIDENTE.  Apposto, ho capito. Allora, noi dobbiamo votare,  per
  rendere  tutto  a  posto,  il  108.6,  però,  tanto  per  cambiare,
  onorevole  Catalfamo, c'è un subemendamento che scombina  di  nuovo
  tutte cose, questo è un finanziamento già esistente.
   È  esattamente la cosa di Gela di ieri, cioè se noi nelle cose che
  hanno  una  loro  logica  ci  inseriamo  altre  città,  tanto   per
  mettercele, è chiaro che scombiniamo tutto, non si possono fare.  E
  allora lo facciamo a parte, lo mettiamo in aggiuntivo, questa è una
  cosa che è già un progetto esistente.
   Scusatemi,  sul  108  è  un progetto di risanamento  che  riguarda
  Galati  Mamertino, come si chiama? Dopodiché, se noi  a  questo  ci
  inseriamo  anche  un  qualche cosa per  Barcellona,  è  chiaro  che
  ricominciamo  con le solite discussioni, vi prego,  lo  facciamo  a
  parte.
   Onorevole Calderone, mi capisca, io non cerco di bocciare  le  sue
  cose, anzi al contrario, ma se le dico che qua non si può inserire,
  inseriamolo a parte.

   AMATA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AMATA.  Signor Presidente, fermo restando quanto detto dal collega
  De  Luca  rispetto  all'emendamento, io volevo un  chiarimento  sui
  fondi.  Perché dobbiamo andare ad intervenire su quelli POC, quando
  dovrebbero essere utilizzati quelli FSC, assessore Armao?  Possiamo
  un  attimo metterlo da parte e verificare l'articolo 52, lettera c,
  che prevede proprio risorse per questo tipo di investimenti? Qua si
  tratta  del  completamento,  terzo stralcio,  di  un  progetto  che
  comunque è già in itinere.

   CATALFAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATALFAMO.   Signor  Presidente,  intervengo  per  illustrare   un
  subemendamento che abbiamo presentato insieme al collega Calderone,
  che  riguarda il lungomare della contrada Spinesante -  Cantoni  di
  Barcellona,  che  purtroppo  a causa  delle  recenti  mareggiate  è
  completamente collassato.

   PRESIDENTE.   Io   vorrei  chiedere  scusa   anche   all'onorevole
  Calderone, questo di cui stiamo parlando è il completamento  di  un
  qualcosa  di già esistente, che si deve completare. In  ogni  pezzo
  della Sicilia c'è un problema come quello che avete fatto notare.

   CATALFAMO. Mi rendo conto, però si sarebbero

   PRESIDENTE. Ma questa è esattamente la storia di Gela di  ieri,  è
  inutile  che siccome c'è una cosa che si deve completare, tutti  ne
  approfittiamo per infilarci cinquanta metri di costa.

   CATALFAMO. Non ricordo la storia di Gela di ieri, però siccome  la
  copertura si potrebbe trovare, credo che infatti l'assessore Armao

   PRESIDENTE.  Ma  è un'altra cosa, presentate un  aggiuntivo  e  lo
  facciamo.

   CATALFAMO. Lo presentiamo aggiuntivo e lo facciamo?

   PRESIDENTE. Che lo facciamo si fa per dire, lo valutiamo  Questo è
  un completamento, è inutile aggiungerci altre cose, ragazzi, perché
  scombiniamo  veramente  tutto  così,  vi  prego.  Poi   se   volete
  presentare un altro emendamento su una cosa diversa lo vediamo.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Posso dirle che è come dice lei? Ci siamo resi  conto,
  io  e  l'onorevole  Catalfamo, l'abbiamo visto e ora  verificheremo
  dover poterlo inserire. Era tutto molto più semplice.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Parliamo di qualche altro pezzo  della
  Sicilia?

   FOTI. Non ne ho porti danneggiati, per fortuna. No, Presidente, io
  volevo dire che, in generale, purtroppo, gli eventi calamitosi sono
  sempre  più  frequenti. La Giunta, questa e  la  precedente,  sulla
  scorta  delle valutazioni dei danni, hanno fatto tante  delibere  e
  quindi è anche giusto andare a fare queste riparazioni.
   In  particolare  ieri, se si ricorda, ne avevamo  discusso.  Io  e
  anche  il collega Compagnone avevamo fatto delle proposte. Vorremmo
  proporre  ai colleghi che si riferiscono a questo evento calamitoso
  che  ha  danneggiato  le  coste messinesi,  che  sulla  scorta  del
  discorso  di  ieri  abbiamo  preparato  quell'aggiuntivo   di   cui
  parlavamo.
   Quindi, se si vuole fare un aggiuntivo insieme, perché noi avremmo
  rinvenuto  le  risorse  nell'FSC 14/20 che  proprio  si  riferisce,
  rispetto  ai  POC,  a interventi di risanamento di  infrastrutture,
  deliberati da delibera di Giunta.
   Siccome la delibera di Giunta per questo evento di Messina  c'era,
  secondo  me possiamo unire le forze con la proposta emendativa  che
  depositiamo  e  a cui diamo copertura con il comma 2  dell'articolo
  52,  dove con la capienza enorme che c'è, abbiamo preso 10  milioni
  proprio  per  gli eventi calamitosi avvenuti dal 2014 al  2020  che
  sono,  ovviamente,  distribuiti sul tutto il  territorio  purtroppo
  regionale e che riguardano infrastrutture da risanare.
   Quindi,  come  il caso di Misterbianco o il caso di Galati  Marina
  Messina  e  tutte  le catastrofi naturali che hanno  riguardato  la
  nostra Regione dal 2014 al 2020, quindi l'anno appena trascorso, in
  cui c'è incluso anche l'evento calamitoso di Catania di cui parlavo
  ieri.  Secondo me, sull'aggiuntivo troveremo una sintesi su  questa
  proposta.

   PRESIDENTE.  Intanto votiamo l'articolo 108, il  punto  6.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 108 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 78. Ne do lettura:

                               «Art. 78
   Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale Via e Vas

   1.  In  considerazione delle rinnovate esigenze di  innovazione  e
  sviluppo delle politiche ambientali nazionali e comunitarie  ed  in
  sintonia con i principi fondamentali dettati dalle leggi statali ed
  europee  in materia ambientale, la Commissione tecnica di  verifica
  dell'impatto  ambientale  VIA e VAS di cui  all'articolo  91  della
  legge  regionale 7 maggio 2015, n. 9 e successive modificazioni,  è
  composta  da  60 commissari ed è articolata in tre sottocommissioni
  distinte per materia.

   2.  Con  decreto  dell'Assessore regionale  per  il  territorio  e
  l'ambiente, da emanarsi entro trenta giorni dalla data  di  entrata
  in vigore della presente legge, sono disciplinati:

   a) le tre sottocommissioni di cui al comma 1;

   b)  il funzionamento della commissione con le tre sottocommissioni
  e  la  previsione di sottogruppi individuati per aree tematiche  di
  competenza;

   c)  i  requisiti  dei componenti per ogni singola sottocommissione
  documentati dall'esercizio, nel tempo, di attività specifiche;

   d)   le   incompatibilità,   anche  temporali,   per   l'esercizio
  dell'attività di componente della commissione VIA e VAS;

   e)  la  possibilità di stipulare convenzioni al fine di  avvalersi
  del  supporto  scientifico di altri enti pubblici per  le  attività
  della commissione.

   3.  In  sede di prima applicazione delle disposizioni  di  cui  al
  presente  articolo, tutti gli attuali componenti della  Commissione
  tecnica  di  verifica dell'impatto ambientale  VIA  e  VAS  di  cui
  all'articolo  8 del decreto legislativo n. 152 del  3  aprile  2006
  così   come  modificato  dall'articolo  6,  comma  l  del   decreto
  legislativo  n.  104 del 16 giugno 2017, già nominati  con  decreto
  dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, permangono
  fino  a  naturale  scadenza.  Con apposito  decreto  dell'Assessore
  regionale  per  il  territorio e l'ambiente sono nominati  i  nuovi
  componenti  sino  al raggiungimento del numero stabilito  per  ogni
  sottocommissione di cui al presente articolo.

   4.   Per  le  finalità  del presente articolo è  autorizzata,  per
  l'esercizio  finanziario 2021, la spesa di 1.000 migliaia  di  euro
  (Missione 9, Programma 2)».

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. In quanto maggioranza 10 secondi,  per
  favore.

   SAVARINO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,  come  è  noto questo articolo parte dal  nostro  Gruppo
  parlamentare  e dall'attenzione che abbiamo avuto rispetto  ad  una
  tematica  che  è  stata più volte sollevata nella  Commissione  che
  presiedo  e che - come è agli atti - in molte tematiche  di  nostra
  competenza è stata sollevata la necessità di dare una mano  d'aiuto
  a  questa  Commissione  perché  si possa  eliminare  l'arretrato  e
  autorizzare le pratiche in giacenza con maggiore celerità.
   Da  questa sollecitazione - ripeto - venuta in Commissione su temi
  diversi  che noi trattiamo, quindi dalle competenze che sono  della
  IV  Commissione,  per cui legate all'ambiente, alla pianificazione,
  alle tematiche quali il problema che c'è stato ad Eraclea, che  c'è
  stato  in  altre  realtà sui depuratori delle acque e  quant'altro,
  abbiamo immaginato - però Presidente, io non riesco a parlare -

   PRESIDENTE. Colleghi, per favore, sta parlando la vostra  collega,
  sennò non si capisce niente.

   SAVARINO.  Se è il caso che vogliono fare una pausa, facciamo  una
  pausa. Se dobbiamo stare in Aula dobbiamo starci per lavorare.

   PRESIDENTE. Non si preoccupi, vada avanti col suo intervento.

   SAVARINO. Come dicevo, noi abbiamo registrato diverse segnalazioni
  e  sollecitazioni, rispetto alle tematiche che trattiamo e, quindi,
  come  dai  verbali  della  commissione  che  presiedo,  ed  abbiamo
  immaginato di risolvere queste problematiche con l'emendamento che,
  oggi, è qui in Aula.
   L'emendamento prevede, la norma prevede di raddoppiare  il  numero
  dei  componenti della commissione, in modo tale che ognuno di loro,
  che  è, normalmente, responsabile di un'istruttoria, di cui poi  si
  fa  relatore  in commissione, abbia meno pratiche da  istruire.  Ci
  siano,  pertanto, più soggetti con la facoltà di fare le istruzioni
  ed   in  più,  è  importante  signor  Presidente,  in  più  abbiamo
  immaginato  di organizzare - chiedendo di farlo, poi, all'assessore
  che  ne  ha  competenza per materia fino ad  oggi  -  i  lavori  in
  sottocommissioni, divise per materie tematiche.
   Questa  è  la  soluzione che noi abbiamo immaginato, senza  alcuna
  dietrologia  ma,  solo  nel tentativo di  dare  una  risposta  alla
  tematica che è all'ordine del giorno.
   Se  c'è  necessità di ulteriori approfondimenti, posso  fornire  i
  verbali  delle  commissioni, ogni qualvolta  queste  sollecitazioni
  sono  arrivate. Se qualcuno immagina che lo spirito che ha  animato
  il  nostro Gruppo parlamentare sia diverso da quello di trovare una
  soluzione  ad un problema, sbaglia enormemente, perché  proprio  la
  commissione,  lo vorrei ricordare ai più distratti e,  soprattutto,
  lo  vorrei ricordare ai componenti della commissione che, forse,  a
  volte,  non hanno capito o sono distratti, nella nostra commissione
  ci  siamo più volte occupati di tematiche scomode ed abbiamo  preso
  posizione, molto prima che quelle tematiche diventassero  argomento
  del  palazzo  di  giustizia,  assumendo posizioni  con  risoluzioni
  pubbliche  votate  tutti insieme ed assumendo posizioni  che  hanno
  portato la sottoscritta a mandare, nelle procure, atti per  cui  si
  erano sollevate le nostre preoccupazioni.
   Questo  lo  voglio  ribadire  a  verità  dei  fatti,  sia  per  la
  legittimità  dell'operato della sottoscritta che della  commissione
  che ho l'onore di presiedere.

   PRESIDENTE. Era iscritto a parlare l'onorevole Foti,  poi  Fava  e
  Trizzino.  L'onorevole  Cracolici, l'onorevole  Palmeri,  tutti  ci
  sono.
   Facciamo una cosa, assessore, ci sono 60 interventi su questa cosa
  qua. La facciamo più tardi.
   Onorevoli colleghi, l'assessore deve andare via e, quindi,  chiede
  di farlo più tardi. Ha bisogno di mezz'ora.
   Ed  allora, possiamo fare una cosa, la mezz'ora dell'assessore  ce
  la  prendiamo  tutti. Prendiamo un boccone e ci rivediamo  in  Aula
  alle 15.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.53, è ripresa alle ore 15.58)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo.
   Si passa all'articolo 147. Ne do lettura:

                              «Art. 147.
                    Trattamento economico portavoce

   1.  Al  comma 3 dell'articolo 127 della legge regionale  26  marzo
  2002, n. 2 e successive modificazioni le parole da  quello  sino ad
   Assessori  regionali  sono sostituite dalle parole  al  limite  di
  cui  al  secondo periodo del comma 3 dell'articolo 13  della  legge
  regionale 11 giugno 2014, n. 13 e successive modificazioni .».

   Ci  sono solo emendamenti soppressivi. Se sono ritirati lo poniamo
  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Riprendiamo l'esame dell'articolo 78. L'articolo 76 non si  doveva
  fare pure?

                          (Subbuglio in Aula)

   All'articolo 78

                          (Subbuglio in Aula)

   L'articolo 78 è quello del VIA-VAS.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Hanno chiesto di parlare gli  onorevoli
  Trizzino, Fava e chi altri?

   TRIZZINO. Io vorrei parlare sull'articolo 78.

   PRESIDENTE. Sì, su quello.

   CIANCIO.  Chiedo  la  verifica della votazione sull'articolo  147,
  Presidente.

   TRIZZINO. Ho chiesto di parlare sull'articolo 78.

   CIANCIO. No, perché ha appena approvato l'articolo 147. Chiedo  la
  verifica della votazione, Presidente.

   PRESIDENTE. Siamo ormai all'articolo 78, poi ne parliamo.

   CIANCIO.   Voglio   chiedere   la  controprova   della   votazione
  sull'articolo 147. Posso chiederla per Regolamento.

   PRESIDENTE.  Cos'è  questa controprova? Non capisco  cosa  sia  la
  controprova.

   CIANCIO. Lo dice il Regolamento dell'Assemblea, Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, ci faccia andare avanti, altrimenti
  non finiamo oggi.
   Onorevole Trizzino, prenda la parola, per favore sull'articolo 78.

                     (Intervento fuori microfono)

   Dopo l'intervento dell'onorevole Trizzino ne parliamo, scusate.

   TRIZZINO. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Scusi, onorevole Trizzino. Al tavolo  del  Presidente
  possiamo fare un poco di silenzio.
   Onorevole   Trizzino,  prego,  prenda  la  parola,   per   favore,
  sull'articolo  78.  Dopo  l'intervento dell'onorevole  Trizzino  ne
  parliamo.

   TRIZZINO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  preliminarmente, visto che c'è stato un dibattito sull'articolo 147
  e non ho visto nessun intervento, nessuna votazione, vorrei capire

   PRESIDENTE.  Saranno  passati, in questa  finanziaria,  almeno  20
  articoli  che, avendo solo emendamenti soppressivi, ho  chiesto  se
  erano ritirati, erano ritirati per cui ho fatto votare.

        (Interruzione, fuori microfono, dell'onorevole Pasqua)

   PRESIDENTE.  Onorevole  Dipasquale, scusi, su  qualsiasi  articolo
  votato ci sono state discussioni

        (Interruzione, fuori microfono, dell'onorevole Pasqua)

   PRESIDENTE.  Onorevole Pasqua stia tranquillo. Io sono disponibile
  a  fare  quello che volete. Siccome dobbiamo completare,  diamo  la
  parola sull'articolo 78, e, poi, torniamo indietro su quello che mi
  dite  voi,  ne parliamo e vediamo di capire che cosa è,  perché  io
  non  ho  capito  bene  qual  è  il  problema.  Siamo  alla  rubrica
   Agricoltura  andiamo, e poi ne parliamo.
   Prego onorevole Trizzino.

   TRIZZINO. L'articolo 78 introduce un tema molto importante, che  è
  la  Commissione tecnica di verifica o Commissione specialistica che
  dir  si  voglia.  L'articolo riscrive il  funzionamento  di  questa
  Commissione.
   Vorrei  che l'Aula portasse un po' di attenzione perché è un  tema
  molto  delicato, perché questa Commissione, a parte essere lo snodo
  di  tutti i procedimenti amministrativi che hanno a che fare con le
  autorizzazioni ambientali, è l'estensione, nella Regione siciliana,
  delle  Direttive  europee in materia di ambiente.  Però  è  davvero
  difficile discutere con questo

   PRESIDENTE.  Colleghi, per favore, state tranquilli due  minuti  e
  poi  facciamo  quello che volete. Intanto, finiamo questo  articolo
  per favore.

   PASQUA. Facciamo il 128.

   TRIZZINO.  Io  riprendo  il  discorso sull'articolo  78.  Come  le
  dicevo,  Presidente,  è  un articolo sul quale  vorrei  particolare
  attenzione  da  parte  dell'Aula perché la Commissione  tecnica  di
  verifica,  la  Commissione specialistica, è lo  snodo  di  tutti  i
  procedimenti amministrativi su piani, programmi

   PRESIDENTE. Chiedo scusa. Onorevole Foti, io non riesco a  sentire
  quello che dice l'onorevole Trizzino.

   TRIZZINO. Ricomincio per la terza volta.
   L'articolo 78 introduce un tema importante -  mi sono mangiato  un
  minuto ma io non ho mai parlato finora -  questa Commissione  è  lo
  snodo  di tutti i procedimenti amministrativi che hanno a che  fare
  con l'ambiente, dai piani, ai programmi, agli impianti industriali.
   La  Commissione,  non a torto, non si chiama soltanto  VIA-VAS  ma
  Commissione  tecnico specialistica, perché tiene conto anche  della
  valutazione  di  incidenza e l'autorizzazione integrata  ambientale
  per impianti industriali.
   Quindi,  già  c'è  un limite all'articolo 78,  ma  questo  si  può
  correggere molto semplicemente.
   Il  nostro  emendamento soppressivo non nasce a caso  ma  con  una
  volontà ben specifica.
   Noi  capiamo lo spirito positivo dell'articolo 78, cioè quello  di
  snellire gli iter amministrativi, nessuno potrebbe essere contrario
  allo  snellimento degli iter amministrativi, il nostro  soppressivo
  nasce  dalla necessità, penso sia un fatto condiviso, di  conoscere
  nel  dettaglio  quali  sono le criticità della Commissione  Tecnico
  Specialistica in sede di Commissione Ambiente.
   Per  cui noi chiederemmo, prima di discutere dell'articolo 78,  di
  interloquire, quantomeno, con il responsabile dell'Ufficio tecnico,
  in modo tale da acquisire quelle necessarie informazioni al fine di
  evitare   di   produrre   delle  modifiche   che   possono   essere
  controproducenti.
   Va   detta   una   cosa.  Le  modifiche  che  vengono   introdotte
  nell'articolo 78 possono anche andarci bene, per esempio, l'aumento
  da 30 a 60 unità nella CTS, sono un dato estremamente positivo.
   Per  cui,  da  questo punto di vista è condivisibile ma  va  anche
  detto  che,  da  notizie che abbiamo appreso qua e là,  perché  non
  abbiamo  ancora avuto la possibilità di confrontarci in Commissione
  per  tutto  il 2020, sembrerebbe che le unità che hanno partecipato
  alla  Commissione  Tecnico Specialistica non abbiano  percepito  lo
  stipendio.  Per cui se vogliamo aumentare da 30 a 60,  quanto  meno
  garantiamo  la  copertura degli stipendi per il  pregresso,  e  poi
  aumentiamo a 60 unità.
   A  noi preoccupa una cosa più delle altre, nell'articolo 78, che è
  il   carattere  terzo  della  commissione  tecnica.   Cioè   questa
  commissione,  proprio per la sua specialistica, caratteristica  che
  possiede,  perché  tra l'altro si occupa anche  di  piani  pubblici
  come,  ad  esempio, un programma comunale deve mantenersi  terzo  e
  superiore rispetto alla Pubblica Amministrazione.
   Ecco  perché  lo  spirito della legge originaria  individua  nella
  delibera di Giunta il documento che giustifica il funzionamento  di
  questa   struttura.  L'articolo  78,  invece,  demanda  un  decreto
  assessoriale  che,  chiaramente, fa venire  meno  il  carattere  di
  soggetto indipendente.
   Noi  siamo dell'idea che debba continuare ad essere la Giunta  con
  sua deliberazione a mantenere il funzionamento di questa struttura,
  per   cui,   qualora  non  dovesse  passare  l'idea  di  sopprimere
  l'articolo chiederemmo di modificare, nel comma 2, la parte in  cui
  si prevede il decreto dell'assessore regionale con la deliberazione
  della Giunta.
   Sottolineiamo  il fatto che è positivo l'incremento  a  60  unità,
  però, rimarchiamo il fatto che ad oggi, a quanto pare, il personale
  per  il  2020  non  ha  percepito gli  emolumenti  che  sono  stati
  necessari per potere svolgere l'attività. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Fava.   Ne  ha
  facoltà.

   FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento  si
  rivolge in modo particolare al Presidente della Regione al quale so
  che  il  tema sta particolarmente a cuore dal momento che si tratta
  di  una  iniziativa  che  ha assunto dopo  che  lo  scandalo  aveva
  attraversato la vicenda del vecchio CTS. Sappiamo che quel comitato
  terzo  non  era  stato, che le pratiche corruttive che  lo  avevano
  attraversato  avevano avuto anche un rilievo penale particolarmente
  grave, la vicenda Arata-Nicastri.
   C'è  stato  un  intervento che abbiamo apprezzato  del  Presidente
  della  Regione che ha intanto individuato una persona di competenza
  assoluta  e  di indiscussa autonomia, come il professore  Angelini,
  che   era  stato,  peraltro,  anche  consulente  della  Commissione
   Antimafia  nella scorsa legislatura e ha ritenuto di attribuire al
  CTS  una  funzione  di  assoluto rigore:  fare  in  modo  cioè  che
  l'esperienza che era maturata venisse definitivamente archiviata  e
  che  questo comitato tecnico specialistico ci fosse la garanzia che
  tutti i processi autorizzativi avrebbero rispettato implacabilmente
  la legge.
   Siamo  di  fronte  ad una norma, peraltro abbastanza  surrettizia,
  perché  non  credo  che  la  collocazione  ideale  sia  una   legge
  finanziaria che rivolta come un calzino la funzione di questo CTS e
  che  parte da alcune considerazioni, alcuni appunti che la  collega
  Savarino  a  cui  ribadite  che  aveva  già  anticipato  in  alcuni
  interventi.
   Diceva    la   collega   Savarino:   «abbiamo   ricevuto   diverse
  preoccupazioni,  cito  tra l'altro in primis il  professore  Giugni
  commissario nazionale per la depurazione che è preoccupato  per  la
  lentezza con cui opera il CTS».
   Il professore Giugni 48 ore dopo questa preoccupazione spesa sulle
  pagine facebook ha spiegato, ha dichiarato l'importante lavoro  che
  sta  svolgendo il professore Angelini, alla guida della Commissione
  tecnica  e  specialistica per rendere tempestivamente i pareri  che
  consentono di portare avanti le procedure e aprire i cantieri.
   «E'  vero  che ho parlato di lentezza, ma riguarda, da una  parte,
  l'espletazione  delle  gare» - professor Angelini,  non  c'entra  -
  «dall'altra  l'esame  della documentazione da  un  punto  di  vista
  amministrativo» professore Angelini, il CTS, non c'entra.
   Quindi,  un  primo elemento non corretto su cui si è costruita  la
  necessità di questo intervento.
   Un  secondo  elemento  poco  corretto. La  Commissione  VIA-VAS  è
  diventata  un imbuto, 900 pratiche pendenti. Chi lo dice?  Lo  dice
  Confindustria,  lo dice Confindustria riproponendo  alcuni  dossier
  vecchi  di  8/9  mesi,  lo dice a fronte di un  lavoro  che  questa
  Commissione  ha fatto e che ha dimezzato nel tempo  da  600  a  300
  l'arretrato che si era accumulato.
   Quindi, con una intenzione assolutamente opposta rispetto a quella
  che era stata apposta a premessa di questo intervento.
   Il  professore  Angelini, peraltro, che poteva  essere  audito  in
  Commissione  anche  per  sentirlo  rispetto  alla  controparte  che
  considero  il  lavoro terzo, fondamentale nella  sua  autonomia  di
  questa CTS, un imbuto, non è mai stato ascoltato.
   La  mia  preoccupazione,  signor  Presidente,  è  che  qui  ci  si
  preoccupi  per  la garanzia che questa Commissione ha  offerto  dal
  punto di vista della propria autonomia.
   Alla  vigilia di una stagione di spesa importante, come ci segnala
  anche  l'ultimo  rapporto  della DIA,  ci  sono  mille  milioni  di
  progetti  già  presentati  per quanto  riguarda  i  progetti  delle
  energie  alternative.  Mille milioni di  progetti,  più  altri  500
  milioni    di    progetti   che   riguardano   due    ipotesi    di
  termovalorizzatori da costruire nella provincia di Catania.
   La posizione del CTS è stata sempre di assoluto rigore, cioè vanno
  avanti  i  progetti che stanno dentro le norme di  legge  che  sono
  previste.
   E  siccome  ci dice la DIA fate attenzione perché gli investimenti
  che  venivano  fatti sull'eolico, oggi rischiano di prendere  altri
  affluenti, considerando la disponibilità di denaro che arriverà con
  il Recovery fund, occorre un supplemento di attenzione.
   Noi  temiamo che questo supplemento di attenzione venga  azzerato,
  anche  perché  sul merito di questa norma ci sono alcune  obiettive
  perplessità.   Viene  meno  l'autonomia  del  CTS,  viene   rimesso
  all'Assessore  il  compito  di nominare  tre  sottocommissioni,  le
  competenze,   fissare   i  poteri  deliberanti,   viene   meno   la
  collegialità che era una degli strumenti delle garanzie  che  hanno
  permesso a questo CTS di essere una certezza di legalità.
   Viene   inserita   un   elemento  di  novità   giuridica   che   è
  l'incompatibilità anche temporanea.
   Premesso  che le incompatibilità sono stabilite da norme di  legge
  nazionale, anche per i rilievi penali che possono avere, che  cos'è
  l'incompatibilità anche temporanea? Cosa vuol dire che  l'Assessore
  può stabilire quando ci sia temporaneamente una incompatibilità? In
  questo momento, tutti i commissari del CTS sono incompatibili,  nel
  senso  che  la loro attività professionale non può mai  confliggere
  con quello a cui vengono chiamati a lavorare per conto del CTS.  Se
  viene  meno questo elemento, noi rischiamo di fare di questo organo
  -  che  è  stato  fino adesso garanzia di cambio di rotta  radicale
  rispetto  alle  esperienze, abbiamo conosciuto  all'epoca  Arata  e
  Nicastri  -uno  strumento  che alla fine sarà  permeabile  a  molte
  interferenze.  Questa  è la ragione per cui  vorremmo  che  venisse
  ritirata.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlar l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà. Poi gli onorevoli Palmeri e Barbagallo.

   DIPASQUALE.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  Assessori, non entro nel merito ai professori, ai grandi  luminari.
  E neanche entro nel merito dell'articolo perché poi lo farà, meglio
  di  me, l'onorevole Barbagallo perché su questo ci ha lavorato e ha
  sviluppato  la sua convinzione che poi sarà la posizione  di  tutti
  quanti noi.
   Mi  permetto, però, di dire una cosa. Qui è come se non ci sia  un
  problema per il rilascio della VIA-VAS. Se io non avessi vissuto in
  prima   persona   alcune  circostanze  indecorose,   ma   non   per
  responsabilità  di  qualcuno, c'è sicuramente un  sistema  che  non
  funziona, collega Fava.
   Secondo  me  qui  non  dobbiamo non è  il  problema  difendere  un
  comitato  che,  sicuramente, fa la sua  parte,  la  fa  in  maniera
  onesta,  la fa con impegno. Questo è indiscutibile, che sia  meglio
  di  quello  di  prima. Cioè lei ha, sicuramente un'idea  molto  più
  chiara, ne prendo atto.
   Però, che per ottenere la Valutazione di Impatto Ambientale per il
  porto  di marina, che deve togliere la sabbia dall'imboccatura  del
  porto,  per spostarla, per fare uscire le imbarcazioni da un  porto
  turistico di novecento posti barca - novecento posti barca -   dove
  non  poter  uscire  è  un problema o dove non poter  entrare  è  un
  problema.  Un  anno,  un anno  E' cattivo il CTS   Sono  cattivi  i
  componenti?  No. Però, c'è qualcosa che non funziona, c'è  qualcosa
  che non funziona.
   Cioè  se  arriviamo a questo punto, il problema  c'è   E,  allora,
  fermo  restando  le  persone, fermo restando  i  professori,  fermo
  restando  tutti  coloro  che vanno rispettati  e  che  rispettiamo,
  abbiamo  un problema ed è un problema serio perché cose del genere,
  secondo me, non possono accadere.
   Così   come   tantissimi  imprenditori,  persone  serie,   persone
  laboriose, persone che vogliono investire nel nostro territorio  si
  sono trovati fermi nelle loro procedure di investimento di risorse,
  per realizzare importanti interventi, e sono fermi perché ancora la
  VIA-VAS  non  c'è   C'è qualcuno che non fa il suo  dovere,  o  c'è
  qualcuno che va sostituito? No  E' un sistema che non funziona
   Ora  io,  sinceramente, non lo so se questa ipotesi  che  è  stata
  sviluppata, lo dico con grande sincerità, ho qualche preoccupazione
  che   forse  allargare  e  ampliare  la  struttura  mi  fa  un  po'
  preoccupare.  Dice, ma non credo che stiamo andando ad  appesantire
  ancora di più? Sinceramente, io questo non lo so. Lo dirà meglio di
  me,  sicuramente, l'onorevole Barbagallo che su questo ha messo  un
  particolare impegno.
   Però,  questo sistema è stato un sistema fallimentare,  Presidente
  dell'Assemblea  e  Presidente della Regione,  fin  quando  noi  non
  riusciremo  ad  evitare che per togliere la sabbia  davanti  ad  un
  porto,  a spese del porto, noi gli diamo l'autorizzazione  dopo  un
  anno  - e ancora non è arrivata - o non mettiamo in condizione  gli
  imprenditori seri - perché fino a quando blocchiamo i mafiosi, fino
  a  quando blocchiamo coloro che fanno atti illegittimi io ci sono e
  siamo  tutti d'accordo - ma quando noi blocchiamo le persone serie,
  quando noi blocchiamo chi vuole investire seriamente, allora  è  un
  problema.
   Io  mi  auguro  che  su questo, veramente, si  possa  trovare  una
  soluzione perché altrimenti facciamo tantissimi bei proclami, tante
  belle riflessioni ma, poi, concretizziamo poco.
   Oggi questo sistema a me non piace

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale. Anche perché un anno  lo
  passano  per  la VIA-VAS, ma poi ci sono le altre cose  che  devono
  avere  approvate per potere liberare dalla sabbia. Sono iscritti  a
  parlare gli onorevoli Palmeri, Barbagallo, Lo Curto.
   Onorevole Palmeri, ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi cercando  di  non
  ripetere  considerazioni valide e condivisibili,  come  quelle  del
  collega Fava o del collega Trizzino, vorrei ribadire un concetto su
  questo  articolo, assolutamente, delicato ossia  il  fatto  che  la
  Corte  di  giustizia  europea ha ribadito  che  questa  commissione
  tecnico-specialistica   dev'essere   un   organo,    assolutamente,
  indipendente,  autonomo oltre che competente in materia  di  tutela
  ambientale  e tutela della salute, perché ricordiamo,  appunto,  la
  doppia  competenza  di questa Commissione in  tema,  oltre  che  di
  salute, di ambiente.
   E,  quindi,  in  particolare è il caso di  ricordare  come  alcune
  lettere,  come  ad esempio le a), b) ed e) diciamo che  prefigurano
  alcuni  rischi relativamente alla possibilità e alla  necessità  di
  mantenere   autonoma  e  libera  questa  Commissione,  inoltre   la
  modifica,  ecco, la rivisitazione di questi commi, in  particolare,
  non l'ho vista nelle riscritture del governo, quindi, vorrei, ecco,
  che  si  mantenesse,  si andasse a rivedere  alcuni  commi,  alcune
  riscritture  e  ovviamente sarebbe anche  opportuno  sentire  delle
  disfunzioni,  se  esistono,  di  questa  Commissione,  appunto,   i
  responsabili  relativamente   quindi  la  Commissione  stessa,   in
  Commissione Ambiente.
   Quindi, credo che anche relativamente a questa possibilità di fare
  queste  modifiche, io credo che ci possa essere il rischio che  una
  futura  Giunta,  surrettiziamente,  possa  mettere  mano  a  questa
  Commissione, proprio con un decreto assessoriale, alla  Commissione
  stessa, minandone la sua libertà, quindi, senza pensar male,  ecco,
  relativamente  alla  necessità, alla volontà di  modificare  questa
  Commissione,  però,  possiamo pensare che una futura  Giunta  possa
  rischiare  di  modificare  e di rendere  meno  indipendente  questa
  Commissione?
   Quindi,  ad  oggi,  l'impostazione attuale  della  Commissione  e,
  quindi,  la sua autonomia credo che sia garanzia delle opposizioni,
  delle  minoranze  ma  anche  delle minoranze  e  delle  opposizioni
  future, oltre che della giustizia.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO. Grazie Presidente.
   Più  volte,  in  questi anni, ci siamo occupati dei temi  relativi
  alla Commissione VIA-VAS.
   Io  vorrei provare a leggere le cose che, come dire, che  arrivano
  oggi in Aula dopo diversi anni di dibattito.
   C'è un emendamento proposto dal Presidente della Commissione, dopo
  una  lunga  istruttoria,  che raddoppia il numero  dei  componenti.
  Credo  che  l'esigenza sia quella, negli intendimenti,  anche  dopo
  aver  sentito  il  Presidente Savarino di dare un  contributo  alla
  velocità, all'istruttoria delle pratiche.
   Quindi,  noi accogliamo favorevolmente questa riflessione  proprio
  perché  il  sentimento è quello, credo, di dare un contributo  alla
  velocità,  all'istruttoria delle pratiche, agevoliamo  anche,  come
  dire,   il   percorso  dell'articolo,  ritiriamo   i   soppressivi,
  insistiamo  su  due subemendamenti, in particolare  il  78.38.  che
  viene incontro ai temi del lavoro nero, che è un tema che ci sta  a
  cuore  particolarmente, e speriamo che, come dire, questa  modifica
  se  dovesse  essere  approvata dall'Aula possa  venire  incontro  a
  questi auspici che sono stati frutto del dibattito di oggi.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI. Grazie, Presidente.
   Con  la legge regionale 9 del 2015, l'articolo 91, ci siamo dotati
  di  uno  strumento che con successiva delibera di  Giunta  è  stato
  regolamentato per quanto riguarda le incompatibilità, le  funzioni,
  l'organizzazione, le materie da trattare.
   In  questo articolo, ed io ringrazio chi ha voluto portare il tema
  all'interno   dell'Assemblea,  e   quindi   il   Presidente   della
  Commissione, che nell'arco di questo mese, ha anche apportato delle
  sostanziose modifiche.
   Diciamo,   si   è  introdotto  il  discorso,  ed  oggi   ci   sono
  oggettivamente delle migliorie.
   Io, con il 78.34 che ho anche condiviso con la stessa Presidente e
  poco fa con il Presidente Musumeci, apporto delle piccole modifiche
  che tendono a superare alcune distorsioni che nel testo, purtroppo,
  ancora permangono.
   Anzitutto,  il  titolo e nel primo paragrafo  non  le  indicazioni
  specifica  VIA-VAS  perché questa commissione si  occupa  di  altro
  tipo,  io prego per piacere i colleghi di permettere all'Assessore,
  se  mi  bloccate il tempo perché l'Assessore in questo momento  sta
  intrattenendo  un'altra  conversazione e desidererei  poter  essere
  ascoltata, Presidente.
   Come  stavo dicendo mi sono permessa di apportare delle migliorie,
  intanto, nel titolo eliminare la specifica VIA-VAS perché,  andando
  a guardare sul sito, sappiamo che le autorizzazioni ambientali sono
  anche  altre e di indicare che può essere articolata, perché questo
  gruppo,  chiamiamoli, di esperti deve essere modulato  sulle  varie
  esigenze  ma,  chiaramente, non ingessato ed  anche  il  presidente
  della  commissione  è  d'accordo, e poi mantenere  la  delibera  di
  Giunta,  perché chiaramente solo attraverso la delibera  di  Giunta
  tra  l'altro  ho  qui proprio la 189 che regola,  a  tutt'oggi,  il
  funzionamento. E sul funzionamento non c'è nulla da ridire.
   E'  chiaro  che  le  autorizzazioni  ambientali  riguardano  anche
  l'assessorato  all'energia,  l'Assessorato  all'agricoltura,   alle
  attività  produttive e proprio questa la ratio del  legislatore  ha
  introdotto  la delibera di giunta con successivo decreto  attuativo
  da parte dell'Assessore all'ambiente.
   Quindi,  assolutamente,  le  incompatibilità  temporanee.   Questi
  professionisti  hanno, come dire, un patto con la  nostra  Regione,
  non  si  occupano contemporaneamente della stessa materia  che  poi
  devono  giudicare. Ma l'incompatibilità temporanea, la  promiscuità
  della propria prestazione d'opera, Presidente, sarebbe veramente un
  attirarci  addosso  la derisione da parte di chi  si  occupa  della
  materia,  purtroppo è una svista, certamente, ma  c'è  stata  ampia
  condivisione anche su questo argomento.
   Per  quanto  riguarda l'ingessatura, come ho  detto,  non  possono
  essere  calibrate a seconda delle esigenze. Per quanto riguarda  le
  coperture   io  ho  visto  la  scrittura  da  parte   del   Governo
  considerando  che  riguarda la seconda parte  dell'anno,  la  trovo
  sufficiente;  vorrei  dire ai colleghi che  questa  commissione  lo
  scorso  anno,  non sappiamo esattamente quanto ha incassato  ed  ho
  fatto  una  richiesta  per  avere queste  informazioni.  Però,  nel
  previsionale sono previsti tre milioni e sei. Quindi la commissione
  ha fatto incassare alla Regione più di quanto non sia costata.
   Quindi  io  chiedo l'apprezzamento in primis, insomma, dei  membri
  della Commissione e della Presidente sulla riscrittura 78.34 e  poi
  di  tutta  l'Aula  dove  vorrei dire cioè si sono  apportate  delle
  correzioni e tolta la parte sulle incompatibilità, perché la  parte
  sulle incompatibilità, colleghi, è già normata e regola attualmente
  con  delibera  di Giunta, quindi con tutti gli assessori  che  sono
  interessati  ed  autorizzazioni ambientali,  non  solo  Assessorato
  all'ambiente ma agricoltura, energia ed attività produttive.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori.
  Brevissimamente,  intanto  ritengo che qualcosa  bisogna  fare  per
  accelerare  queste pratiche, in un momento in cui  abbiamo  sospeso
  molti  lavori  a causa della pandemia, c'è necessità di  accelerare
  tutti  gli  investimenti e tutte le possibilità di  investimenti  e
  poi,  Assessore, se mi vuole ascoltare c'è questo emendamento 78.38
  che,  a  mio  avviso,  è  un  appesantimento  inutile  perché  già,
  praticamente, quando si presenta la SCIA o la CILA, il Comune  deve
  avere   da  parte  del  privato  l'indicazione  del  DURC  e  della
  regolarità contributiva.
   Quindi,   io  ritengo  che  non  possiamo  appesantire   tutti   i
  procedimenti. Solo questo.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Presidenti dell'Assemblea e della Regione,  l'esigenza
  dello  snellimento burocratico delle pratiche che giacciono  e  che
  impediscono  alle  imprese  di sviluppare  economia  è  un'esigenza
  assolutamente avvertita e assolutamente condivisibile.
   Più  e  più  volte  il Presidente Miccichè ha posto  l'accento  su
  questa necessità di una sorta di delegificazione, lo dice lui,  per
  quanto  riguarda il settore dei beni culturali che sono  fortemente
  ingessati,  le  sovrintendenze e quant'altro, ma  indubbiamente  in
  questi  giorni che abbiamo sentito crescere la morsa della  povertà
  in  tante categorie che povere non erano, a maggior ragione,  oggi,
  l'esigenza  di  essere  più  veloci nelle  risposte  è  un'esigenza
  ineludibile. Sarebbe, altresì, colpevole ritenere che appesantendo,
  come  qualcuno  pensa,  questa Commissione  VIA-VAS  si  voglia  in
  qualche maniera aiutare qualcuno a far ciò che non deve fare.
   In  realtà, in Commissione  Ambiente  - ne sono orgogliosa  -  sin
  dall'inizio  abbiamo disoccultato pratiche davvero poco  affidabili
  che   poi   sono  state  anche  oggetto  di  investigazione   della
  Magistratura e oggetto di grande e meritevole attenzione  da  parte
  della Commissione Antimafia regionale.
   Noi  oggi  siamo qui per sostenere quest'iniziativa  parlamentare,
  per  sostenere  l'emendamento  presentato  dalla  Presidente  Giusy
  Savarino,  che è stato già apprezzato ed è oggetto di questa  norma
  in  Commissione  Bilancio  e oggi in Parlamento, perché io  ritengo
  che nelle mani lente della burocrazia - e lo abbiamo visto in tante
  circostanze - si annidi il malaffare, velocizzare una cosa  che  ci
  chiede la Corte dei conti, i Tribunali che ce lo chiedono proprio i
  cittadini  e  le  imprese,  in questo caso  non  si  tratta  né  di
  un'operazione di delegificazione che salta i controlli e neanche di
  altro  genere, è semplicemente l'estensione di una Commissione  che
  può meglio lavorare.
   Abbiamo    audito,   in   diverse   e   più   occasioni,   emeriti
  professionisti, professori universitari, il professore  Giugni,  ne
  abbiamo  trattato quando si è trattato del Porto di  Eraclea,  così
  come   delle   cave,   non  è  possibile  che  per   ottenere   una
  autorizzazione  passi  più  di un anno,  lo  ha  detto  il  collega
  Dipasquale. Quando va bene un anno
   Allora, oggi noi abbiamo questa opportunità di dare una risposta e
  credo  che l'emergenza Covid impegni questo Parlamento nel darla  e
  velocemente la risposta.
   Quindi,  il  mio Gruppo sostiene questa iniziativa e sostiene  con
  forza questa norma.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  intervengo
  su  questa  norma  perché avevo presentato un emendamento,  sia  su
  questa che sull'articolo 52, che non vedo.
   E'  un tema che - l'assessore Cordaro ricorderà - abbiamo discusso
  sia  l'anno  scorso  che in occasione della finanziaria,  ma  anche
  quando  discutemmo  un'altra norma in cui c'era la  possibilità  di
  inserire questo emendamento che serve semplicemente ad un fatto; la
  maggior  parte  dei  progetti che vengono  presentati  dai  Comuni,
  assessore  Cordaro  -  non so se mi segue - la  maggior  parte  dei
  progetti  che  vengono presentati dai Comuni e che  richiedono  una
  valutazione   di  impatto  ambientale  sono  tutti  a   valere   su
  finanziamenti di natura nazionale ed europea.
   Uno  su  tutti,  ad esempio, tutti i progetti della  misura  5.1.1
  dell'Assessorato del Territorio e l'Ambiente, la maggior  parte  di
  questi hanno necessità della valutazione di impatto ambientale.
   Quello che avviene in questo momento secondo quella che è la norma
  è  che  i  comuni,  prima ancora di avere il progetto  esecutivo  e
  quindi  prima ancora di potere appaltare le opere ovviamente devono
  versare  alla  regione, per avere questo parere, 25,  30,  40  mila
  euro,  cioè  gli oneri istruttori. Quello che io avevo chiesto  che
  lei  sa  era  non che non venissero versate queste somme  perché  è
  giusto  che le somme debbano essere versate, però che ci  fosse  un
  impegno  nella  fase  iniziale  al  momento  di  presentazione  del
  progetto  da parte del rappresentante legale dell'ente, quindi  del
  sindaco, a versare le somme nel momento in cui si arriva alla  fase
  finale ovvero il decreto di finanziamento da parte dell'assessorato
  e quindi la disponibilità delle somme è già nelle casse del comune.
   Vede  assessore questo non è un problema da poco,  è  un  problema
  veramente importante perché come lei sa, con la 5.1.1, ma con tante
  altre   misure,   siamo  riusciti  veramente  a  fare   un   lavoro
  straordinario  in Sicilia risolvendo problemi atavici  rispetto  al
  dissesto  idrogeologico e a problemi di natura legati  ai  numerosi
  torrenti che abbiamo in tutta la Sicilia.
   E'  pur  vero  però  un  fatto che molti  comuni  non  sono  nelle
  condizioni poi di portare avanti queste procedure perché si  tratta
  di piccoli comuni che non hanno sempre nella loro disponibilità 30-
  40  mila euro per poter fare le istruttorie per questi progetti. Si
  immagini io come comune di Santa Teresa li ho versati e li continuo
  a versare, ho quattro progetti, dovrei avere qualcosa come 160 mila
  euro  pronto cassa. Ce li ho, l'ho fatto e vado avanti ma non tutti
  sono  nelle  condizioni di poterlo fare,  per  cui,  non  so  se  è
  possibile  e  se  è nelle sue volontà riprendere l'emendamento  che
  avevo  presentato e che non c'è, non so per quale motivo.  Però  la
  prego  di  volerlo attenzionare questo problema che  non  significa
  variare gli introiti per la regione, la regione comunque continuerà
  ad  introitare  sempre gli stessi importi. Significa  semplicemente
  chiedere  le  risorse  ai comuni per il pagamento  dell'istruttoria
  soltanto  nella  fase  finale,  ovvero  sia  quando  lo  hanno  già
  incassato il finanziamento e quindi non hanno un problema di  cassa
  benché la competenza rimane invariata.

  CRACOLICI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  il  senso  di
  questo  emendamento lo comprendo. Abbiamo un problema e proviamo  a
  trovare  una soluzione. Temo, però, che affrontiamo il problema  da
  una parte che non risolverà il problema perché credo che ci sia  un
  problema nella struttura del dipartimento, nel senso che c'è  tutto
  un  lavoro di istruttoria che inevitabilmente è paralizzato. Questo
  accumula  ritardi  e potremo fare una Commissione  anche  di  mille
  membri, ma non caveremo un ragno dal buco.
  Quindi,   capisco   anche  le  obiezioni  che   ho   sentito   fare
  all'onorevole  Fava - non ho sentito Trizzino, immagino  le  stesse
  cose -. Cioè, noi abbiamo una situazione tra l'altro molto delicata
  perché siamo in una fase nella quale ci sono una serie di progetti,
  una  serie  di  investimenti  nel settore  della  depurazione,  nel
  settore delle fonti alternative.
  Io  faccio  solo  un'osservazione intanto sul numero.  Lo  dico  al
  Governo,  capisco  che  l'iniziativa della  Commissione  ha  questo
  auspicio, però vi pongo un tema e credo che più che altro lo  pongo
  al  Presidente della Regione: ma come giustifichiamo che in Sicilia
  raddoppiamo i componenti della Commissione VIA-VAS fino a  portarli
  a  70  quando al Ministero dell'ambiente la Commissione  VIA-VAS  è
  composta   da  50  membri?  Credo  che  il  tema  su  cui  dobbiamo
  interrogarci  è sulla dimensione numerica prevalentemente  per  non
  farci  ridere sopra. Quindi, io credo che sia opportuna  anche  una
  valutazione  di  equilibrio per evitare che la  Sicilia  appaia  la
  solita Sicilia che in qualche modo sbraca sui numeri.
  Quindi,  forse,  una riflessione che ci consenta di  dare  maggiore
  snellimento, di consentire di ampliare i soggetti che fanno l'esame
  e l'istruttoria anche se la Commissione funziona poi, alla fine, in
  sede collettiva, cioè l'istruttoria la fanno alcuni componenti,  ma
  si  deve  mantenere il presupposto che è la Commissione che  dà  il
  parere  non  il  singolo o i singoli tre istruttori  della  singola
  pratica. Quindi, riportare tutto sempre alla dimensione collettiva.
   Ritengo  corretto  l'emendamento che dà alla  delibera  di  Giunta
  proprio  per  quella  dimensione  di  terzietà  da  garantire  alla
  Commissione.  sottopongo questo elemento della dimensione  numerica
  alla  riflessione del Governo perché una qualche misura equilibrata
  ci  eviti  di apparire, come dire, una Regione che, addirittura,  è
  oltre a quanto sono i componenti dello Stato.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. E poi l'onorevole Pasqua  sull'ordine
  dei lavori.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente.   Intanto,  ho
  ascoltato con il dovuto interesse l'argomentazione dei colleghi che
  si  sono succeduti e che sono intervenuti sull'argomento in oggetto
  e   cioè  sull'articolo  78  che  prevede  alcune  modifiche   alla
  Commissione  tecnico-specialistica per le  valutazioni  ambientali,
  com'è  correttamente  scritto nell'emendamento  al  quale,  io  già
  premetto, do il parere positivo del Governo.
   Sapete  questo  essere un articolo di iniziativa parlamentare  che
  coglie, a parere del Governo, nel segno per molti punti che  adesso
  velocemente cercherò di rassegnare, rispondendo alle argomentazioni
  dei colleghi.
   Intanto,  è  giusto  dire che quando noi - e quando  dico  noi  mi
  riferisco evidentemente al Governo Musumeci - ci siamo insediati  e
  chi  vi  parla  ha  assunto l'onere e l'onore di  fare  l'Assessore
  all'ambiente,  le  pratiche pendenti in Commissione  VIA-VAS  erano
  oltre  mille,  di  queste alcune centinaia  dimenticate  in  alcuni
  cassetto del dipartimento urbanistica, ovviamente non per dolo  ma,
  ma, ovviamente, per ragioni che forse un giorno si scopriranno,  di
  questi   alcuni  progetti  datati  anche  2006-2008  non  del   pur
  rispettabilissimo privato che propone un piano di lottizzazione, ma
  per   fare  un  esempio,  un  progetto  straordinario  di  ENI  che
  finalmente con noi è stato valutato, apprezzato ed esitato.
   I  numeri  che  vi  do  sono oggettivi e,  quindi,  controllabili.
  Rispetto  a  quello che accadeva prima, i pareri  emessi  nell'anno
  2020  sono stati 513 tra pareri istruttori, pareri definitivi.  Non
  dimentichiamo che una delle innovazioni più importanti che prevede,
  fra  l'altro,  il  fatto  che  una volta  ottenuto  il  via  libera
  dall'Assessorato  dopo  il parere della Commissione  attraverso  il
  PAUR  non si devono ottenere ulteriori autorizzazioni perché è  una
  Conferenza  di  servizi allargata che esita in un'unica  soluzione,
  con i tempi necessari, tutti i progetti.
   Ebbene, 513 pareri ad oggi, con la nostra gestione, le istanze,  e
  lo  possiamo  dire  anche  perché siamo stati  noi,  e  mi  rivolgo
  all'onorevole Fava che ha tanto a cuore, insieme a molti se  non  a
  tutti  i colleghi, i temi della legalità e alla trasparenza,  siamo
  stati  noi  a  istituire il portale e quindi a dare sacralità  alla
  pubblicità delle istanze presentate presso la Commissione, è  tutto
  consultabile, abbiamo chiuso il pascolo abusivo negli  Assessorati,
  fermo  restando anche in questo caso il rispetto di  una  procedura
  negoziata  che, quindi, può vedere il privato confrontarsi  con  la
  Commissione sul merito dei progetti presentati.
   Ebbene,  complessivamente dall'agosto  2019,  anno  in  cui  si  è
  insediata  la nuova Commissione, ad oggi, le pratiche esitate  sono
  state  679con una produttività che ha superato il 50 per  cento  in
  più  rispetto al passato. Restano tuttavia - ed è questa la ragione
  alla  quale  ci agganciamo per dare il nostro consenso  all'ipotesi
  dell'onorevole Savarino, ma non solo -  220 pratiche arretrate.
   A  queste  220  pratiche arretrate, che quindi sono  780  in  meno
  delle  mille  che  abbiamo  trovato,  ovviamente  si  aggiunge   la
  quotidianità,   si   aggiunge  l'attualità,  quelle   che   vengono
  presentate che continuano ad essere presentate.
   In  ragione  di  questo,  noi  abbiamo valutato  positivamente  la
  possibilità  di  dare  una mano alla Commissione  e  al  professore
  Angelini - attenzione, anche questo ribadito peraltro pubblicamente
  in  una  intervista dell'1 marzo - che non è presidente  di  quella
  commissione  perché ha vinto un concorso che pure avrebbe  meritato
  di  vincere,  se avesse fatto perché certamente il  più  bravo.  Il
  professore Angelini è lì perché ce lo abbiamo messo noi. Lo abbiamo
  scelto noi, lo ha scelto il Governo Musumeci riconoscendogli quella
  professionalità e quella trasparenza che ha portato  il  Presidente
  Musumeci   prima,  in  qualità  di  presidente  della   Commissione
  Antimafia,  a  sceglierlo come consulente,  a  fargli  redigere  la
  relazione  sui  rifiuti  e  poi  lo abbiamo  scelto  anche  per  la
  competenza   acquisita  in  questi  anni  come   presidente   della
  Commissione VIA-VAS.
   Rispetto  a questo non può che essere chiaro, e lo dice la  nostra
  storia  e  i fatti di questi tre anni, che sull'autonomia  e  sulla
  terzietà della commissione non si torna indietro, ma non perché  ce
  lo  debba  dire  qualcuno, ma perché lo abbiamo  deciso  noi  e  lo
  abbiamo fatto già da tempo.
   Mi  rendo conto, onorevole sindaco, Danilo Lo Giudice, che sarebbe
  meglio fare pagare gli oneri in una fase successiva quando si ha la
  certezza  dell'esito della pratica, ma questo  non  possiamo  farlo
  perché  ce  lo impedisce il Testo unico ambientale che  ci  impone,
  come   dipartimento  ambiente,  di  valutare  -  non  appena  viene
  presentato  un  progetto  -  la  ammissibilità  e,  quindi,  se  il
  procedimento  è  ammissibile, e quindi procedibile,  di  richiedere
  immediatamente gli oneri. Applichiamo anche in questo caso soltanto
  la legge.
   Così come è altrettanto importante fare una valutazione legata  ad
  una  assoluta  terzietà  dell'attività svolta,  ma  -  e  questo  è
  altrettanto  importante e rispondo a chi ha fatto  una  valutazione
  sui pagamenti - anche su questo non mi sottraggo, non perché voglia
  ostentare  temi  che sono valutabili diversamente, ma  per  ragioni
  anche in questo caso oggettive.
   Mi spiego. Abbiamo, rispetto all'impegnato per la commissione VIA-
  VAS di 928.000 per il 2020, effettuato pagamenti per 188.000 euro.
   I  617.000 conteggiati a fine dicembre, perché il conteggio  degli
  emolumenti viene fatto anche secondo criteri di meritocrazia legato
  al  numero  delle pratiche esitate, non possiamo che  farlo  al  31
  dicembre.
   Il  bilancio  è stato approvato qualche settimana  fa,  ma  non  è
  stato ancora pubblicato, immediatamente dopo la restante parte  per
  il 2020 - come è giusto e sacrosanto che sia - verrà corrisposta.
   Ancora.  Noi  abbiamo la ferma volontà come Governo Musumeci  -  e
  finisco  -  di  dare  massima trasparenza anche  ai  progressi,  in
  termini   numerici   che,   auspichiamo,   possano   venire   fuori
  dall'ampliamento del numero dei commissari.
   Per  questa ragione, premettendo il parere favorevole del  Governo
  all'emendamento  78.30.1, a firma Trizzino,  Barbagallo,  Di  Caro,
  Fava,  che  prevede la delibera di Giunta perché sono assolutamente
  d'accordo,  onorevole  Foti  -  anche  voi  avevate  presentato  un
  emendamento  in tal senso - che l'attività della commissione  debba
  essere  decisa, così come già previsto nel 2015, dalla delibera  di
  Giunta, della quale faccio parte anch'io, non ho nessuna voglia  di
  scrivere un decreto da solo, sono felice di farlo condividere  alla
  Giunta.
   Quindi,  questo per me è un punto molto importante  nel  quale  mi
  trovate  concorde. Devo, però - e mi duole onorevole  Barbagallo  -
  esprimere    parere   contrario   all'emendamento   78.38    perché
  nell'emendamento  78.38 si fa riferimento  a  tutta  una  serie  di
  attività  operative  nei  cantieri che  non  riguardano  la  nostra
  competenza  perché ciò di cui si occupa l'Assessorato all'ambiente,
  e  soprattutto  nel caso che ci occupa, ciò di  cui  si  occupa  la
  Commissione  tecnico specialistica è la valutazione di  progetti  e
  non la valutazione della messa in esercizio.
   Sapete  bene  che  in Sicilia esiste questa duplicazione.  Per  un
  verso,   c'è   la  valutazione  dei  progetti,  che  è   competenza
  dell'Assessore  che  vi  parla, la messa in esercizio  riguarda  un
  altro  Assessorato, che è l'Assessorato all'energia  o  rifiuti,  a
  seconda delle competenze, e quindi una fase successiva che è quella
  dell'AIA,   cioè  dell'Autorizzazione  Integrata  Ambientale,   che
  riguarda progetti che passano, appunto, dalla fase tecnica e  dalla
  fase cartacea alla fase attiva.
   Per  questa ragione, in conclusione, Presidente, il Governo dà  la
  sua  valutazione  positiva intanto alla modifica del  titolo,  così
  come  previsto  dall'emendamento  78.34,  perché  evidentemente  la
  Commissione  è Commissione tecnica-specialistica per le valutazioni
  ambientali.
   Dà  parere  favorevole  all'emendamento che  modifica  il  decreto
  dell'Assessore  in  delibera  di  Giunta  per  quanto  riguarda  la
  modifica   sull'organigramma  e  sulla  modalità  operativa   della
  Commissione.
     E  poi,  dicevo, con riferimento alla trasparenza, se l'Aula  lo
  condivide  io  proporrei un subemendamento  o  un  emendamento  che
  proprio  per  valutare  ogni  sei  mesi  i  progressi,  anche   con
  riferimento all'arretrato della Commissione che andiamo a nominare,
  ogni  sei mesi venga in Aula l'Assessore e porti una relazione  per
  comprendere qual è lo stato dell'arte.
   Lo  pongo  alla  valutazione dell'Aula. Se l'Aula lo  ritiene,  io
  scriverò questo subemendamento, se lo ritenete, e ogni sei mesi,  a
  partire dalla data di pubblicazione della legge, ci ritroveremo qui
  per confrontarci su quello che è accaduto nel semestre precedente.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   La firma dell'onorevole Savarino all'emendamento Barbagallo.

   PASQUA.  Signor  Presidente, prima di  procedere  al  voto,  ormai
  mezz'ora  fa,  prima che iniziasse il dibattito su questo  articolo
  78,  io  e il mio Gruppo abbiamo urlato dai banchi che volevamo  la
  verifica del voto sul 147, ai sensi del 128 del Regolamento interno
  dell'Assemblea.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Pasqua,  il  fatto  che  lei  non  è   più
  Capogruppo non significa che non c'è un Capogruppo.
   Ho  già comunicato al Capogruppo dei Cinque Stelle e al Capogruppo
  del  PD  che, se c'è stato qualche problema, finito questo articolo
  tornerò   indietro  su  quello.  Per  cui,  il  suo  intervento   è
  perfettamente inutile. Grazie.
   Può  iscriversi  a parlare, però si informi con il suo  Capogruppo
  quando interviene perché credo che sia più ordinata la cosa.
   Onorevoli colleghi, comunico che gli emendamenti soppressivi  sono
  ritirati.
   Assessore Cordaro, il 78.38 sono perfettamente d'accordo  con  lei
  sul  fatto che non c'entra con la materia. Però, proporrei all'Aula
  non  di  non approvarlo o di renderlo inammissibile, lo teniamo  da
  parte,  vediamo  dove  lo possiamo inserire perché  comunque  è  un
  emendamento che serve.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.  Presidente, mi
  dà la parola perché colgo il senso.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  Questo  è  un
  ordine del giorno perfetto per l'Assessore all'energia.

   PRESIDENTE.  No, non è soltanto per l'energia, è  per  tutto.  Per
  evitare il lavoro nero non è che c'è soltanto  .

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.  Presidente, se
  si parla di Commissione VIA-VAS, io...

   PRESIDENTE. Ho capito. assessore Cordaro, forse non mi ha sentito.
  Ho   detto:   d'accordissimo  che  non  c'entra   niente,   ma   lo
  accantoniamo, non lo stiamo rendendo inammissibile, perché  siccome
  è  comunque  un qualcosa di importante, lo inseriremo, ora  vediamo
  dove  in  qualche altro articolo oppure lo mettiamo come aggiuntivo
  dopo, ma perché credo che sia un qualcosa utile da fare.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.  Va bene.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Grazie,  Presidente, che mi concede di parlare perché prima
  ho  voluto sentire l'Assessore che ringrazio per avere raccolto  le
  principali   sollecitazioni,  solo  che  ho  presentato   un   mini
  subemendamento che al comma 1 modifica che  le Commissioni  possono
  essere  articolate  e non  è articolata  proprio per non  ingessare
  l'attività che può essere così giostrata a secondo della  tipologia
  di  richieste  autorizzative che arrivano e  potere  utilizzare  al
  meglio il personale che ci sarà.
   Io l'ho scritto, non lo so se lei lo distribuisce.

   PRESIDENTE. Non ce l'ho tra gli emendamenti.

   FOTI.  L'ho depositato. Non lo so se arriverà a distribuirlo.  Già
  ce  l'hanno gli Uffici, però siccome non è nella disponibilità  dei
  colleghi.

   PRESIDENTE. Intanto, lo consegni all'Assessore.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor  Presidente,  solo per dire  che  ho  presentato  un
  subemendamento che prevede la soppressione della lettera d); queste
  presunte  incompatibilità anche temporali,  come dire, è un  mostro
  giuridico  non possiamo immaginare che sia l'assessore o la  Giunta
  che determina quali sono le incompatibilità anche temporali. Vorrei
  abolire la lettera d).

   PRESIDENTE. E' un subemendamento.

   FAVA.  Deve  essere solo la lettera d), perché le  incompatibilità
  anche  temporali  rispetto alla priorità della normativa  nazionale
  non  ci  permettono di intervenire. Quindi, se siete  d'accordo  lo
  togliamo.

   PRESIDENTE.  Ora li dobbiamo votare tutti. Quindi un attimo  solo,
  con calma mettiamo ordine.
   Questo della Foti, assessore Cordaro?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.  Presidente, se
  è la Commissione che decide l'articolazione come pare dal I comma è
  inutile  che  noi mettiamo  possono . O è articolata o  non  lo  è,
  salvo a non volere interpretare il I comma come una delle parti che
  costituirà   il  corpo  della  delibera  di  Giunta  che   regolerà
  l'attività della Commissione.
   Allora,  siccome  io  propendo più  per  la  seconda  ipotesi,  io
  lascerei  è  articolata perché in un confronto che  faremo,  e  non
  potrebbe  essere  altrimenti, da parte della Giunta dell'Assessore,
  con  il  Presidente della Commissione prima di immaginare un  nuovo
  percorso questo credo possa essere una soluzione.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ma due secondi, perché è da un'ora  che
  siamo su questo. E' importante. Questo è sicuro.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, non me ne voglia l'onorevole  Foti.
  Se  ho  capito  bene io le cose, rifletto a voce  alta  perché  può
  essere  Presidente che sono stanco. Abbiamo deciso dopo 4  anni  di
  raddoppiare il numero dei componenti della commissione VIA-VAS  per
  velocizzare  l'iter. Se anziché la Commissione la  facciamo  di  30
  componenti e la facciamo di 60 ma decidono sempre nello stesso modo
  non  è che risolviamo il problema. Ha senso se l'articoliamo in più
  sottocommissioni.  Non lo so: 3 da 20, 4 da 15,  se  lo  spirito  è
  questo. Almeno che io non ho capito niente e quindi. Credo  che  il
  tema  è  questo.  Una  sola commissione di 60 non  ce  ne  facciamo
  niente.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Foti,  lo  ritira   questo   emendamento?
  Ritirato. Perfetto.
   Sono ritirati gli emendamenti soppressivi.
   L'emendamento  78.33 è ritirato perché ci sono anche  problemi  di
  copertura.
   Anche il 78.34.
   Pongo in votazione l'emendamento 78.36R del Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  78.35  presentato  dal  Governo,  che
  modifica la denominazione. Come si chiamerà adesso?

                        (voce fuori microfono).

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento soppressivo 78.12 a firma dell'onorevole
  Fava. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  soppressivo  78.30.1.  Lo  pongo   in
  votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 78.30, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 78 nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  l'emendamento  78.38  lo  accantoniamo   per
  poterlo  inserire   onorevole Lupo sull'emendamento  78.38  ci  sta
  attento  anche  lei  dove lo possiamo fare? E  ci  diamo  una  mano
  reciprocamente. Così resta stabilito.
   Onorevoli  colleghi, c'è stata confusione sull'articolo  di  prima
  dove,  evidentemente,  per premura, sono stato  troppo  veloce.  Mi
  scusi, onorevole Pasqua, stia tranquillo, non discutiamo sul perché
  l'ho  messo  in votazione, perché mi sembrava   quindi se  entriamo
  nel merito bene, se no niente.
   Ci  sono  degli articoli che abbiamo fatto durante la  finanziaria
  che, avendo solo soppressivi, ho chiesto di ritirare i soppressivi,
  possiamo  votarle e votiamo. Sarà successo almeno per 20  articoli.
  Però,  mi  rendo conto, che su questo, pare, che ci sia  stato  una
  presa di posizione, perché evidentemente io non ero stato chiaro su
  che cosa stavamo votando. Non ci sono problemi.
   Vorrei  chiarire  però,  siccome  ogni  volta  che  si  parla   di
  quattrini,  di  stipendi, c'è sempre la levata di  scudi  popolare,
  vorrei  soltanto dare un dato. E cioè che la proposta che  è  stata
  fatta  su questo emendamento, è una proposta enormemente limitativa
  rispetto  a quello che in tutto il resto d'Italia viene fatto.  Nel
  senso  che  la  Campania,  che ha un Presidente  della  Regione  di
  sinistra ha, comunque, una cifra che è di 148. La Regione  . Ora ve
  li posso dare tutte comunque . Sono tutte più alte.
   Vorrei  che non ci facessimo prendere dalla inutile demagogia  per
  cui  è  tutto sbagliato, se uno guadagna 10 mila euro  in  più.  La
  norma nazionale dice che, comunque, è il 90 per cento del dirigente
  di fascia A, per cui non c'è nessuno scandalo. Pare che io ho fatto
  un imbroglio per regalare soldi a qualcuno. Certamente non è così
   Ripeto,  questo  adeguamento che è stato presentato  a  me  sembra
  assolutamente opportuno rispetto al resto del Paese dove nessuno ce
  l'ha  così basso. Ed è un adeguamento ancora limitativo rispetto  a
  quello che si fa altrove. Dopo di che l'Aula ha il diritto,  se  io
  non  avevo fatto capire che si trattava di questo e quindi mi  sono
  permesso  di darlo per votato, senza che questo fosse avvenuto,  ne
  chiedo  ovviamente  scusa  all'Aula. Però  è  un  qualche  cosa  di
  talmente   normale  che  mi  sembrava  che  si  potesse  fare   più
  facilmente.  Se  ci  sono degli interventi,  però  ripeto  comunque
  doveva  essere votato velocemente, quindi non darò la parola  a  40
  persone.

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sarò  brevissimo.
  Lei  la  dà  per  una cosa normale. Per me non  è  normale,  non  è
  assolutamente  normale.  E  poco  fa  sbraitavo  dai   banchi   per
  permettere  ai  deputati di esprimere la propria considerazione  su
  questo  articolo,  proprio perché non lo riteniamo  normale  in  un
  momento  nel  quale,  in  Sicilia,  ci  sono  migliaia  di   liberi
  professionisti, imprenditori

   PRESIDENTE. Tutto quello che vuole.

   PASQUA.   .persone, lavoratori autonomi che non riescono a mettere
  assieme  il  pranzo e la cena, e noi aumentiamo  uno  stipendio.  E
  aumentiamo lo stipendio di un dipendente -  che è un giornalista  -
  del  portavoce del Presidente della regione, lo aumentiamo  ad  una
  cifra  che è superiore a quella di un primario di ospedale che,  in
  questo  momento  sta combattendo contro il COVID, quasi  quanto  un
  Direttore  generale  che  ha  delle responsabilità  patrimoniali  e
  penali incredibili, nella lotta anche al COVID.
   Bene, io voglio che sia chiaro e che sia scritto in questo verbale
  che  io  e il mio gruppo parlamentare non votiamo questa norma,  in
  questo momento specifico

   PRESIDENTE. Non c'è problema  Ora, con grande chiarezza, metto  in
  votazione la norma. Ci sono solo soppressivi. Sono ritirati?

                     (Interventi fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Prego.  E' mantenuto. Non faccio  parlare.  Metto  in
  votazione. Era già stato già votato.

                     (Interventi fuori microfono)

   PRESIDENTE. Ho capito. Sto dicendo all'onorevole Sunseri  che  era
  già  stato  approvato.  Sto  tornando  indietro,  rispetto  ad  una
  decisione, però non apro il dibattito.
   Pongo in votazione l'articolo 147, in maniera più chiara, in  modo
  che tutti siate tranquilli.

          (Viene chiesta la votazione per scrutinio nominale)

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


          Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 147

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'articolo 147.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            65
   Votanti             53
   Maggioranza         27
   Favorevoli          27
   Contrari            26
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

      (Dai banchi, alcuni deputati gridano  vergogna  Vergogna  )

   PRESIDENTE. Niente di meno, niente di meno. Onorevole Zito, non mi
  costringa ad allontanarla dall'Aula, grazie. E' inutile che gridate
  qua,  tanto farete una quarantina di video adesso, e di  post,  per
  cui non c'è bisogno di farlo qua in Aula
   Si passa all'articolo 119. Ne do lettura:

                              «Art. 119.
    Istituzione dell'Agenzia regionale per la difesa del territorio

   1.  Al  fine  di assicurare una efficiente, efficace e  coordinata
  gestione  del  territorio è istituita l'Agenzia  regionale  per  la
  difesa  del  territorio, denominata  Sicilia  Sicura ,  quale  ente
  strumentale della Regione, con sede in Palermo, che può dotarsi  di
  strutture territoriali.
   2.  L'Agenzia  è  dotata  di personalità  giuridica  pubblica,  di
  autonomia  tecnica,  organizzativa,  gestionale,  amministrativa  e
  contabile  ed  è  posta sotto la vigilanza ed  il  controllo  della
  Presidenza   della   Regione,  da  cui  promanano   gli   indirizzi
  programmatici.
   3.  L'Agenzia,  quale  ente  di gestione  del  territorio,  svolge
  attività di supporto tecnico amministrativo al Commissario  di  cui
  alla legge 11 agosto 2014, n. 116 e alla legge 11 novembre 2014, n.
  164  e  successive modificazioni e pertanto assolve a  funzioni  di
  indirizzo e coordinamento nel settore della difesa del suolo e  del
  territorio,  esercitando altresì forme di controllo  efficienti  ed
  efficaci, provvedendo in particolare:
   a)  a  promuovere  la creazione e la diffusione del  rispetto  del
  territorio  per un uso responsabile e sostenibile, in  quanto  bene
  pubblico  primario e fattore fondamentale di civiltà e di sviluppo,
  di salvaguardia del patrimonio ambientale;
   b)  alla  elaborazione ed attuazione degli interventi dello  stato
  qualitativo e quantitativo;
   c)   a   sviluppare  azioni  per  la  mitigazione   del   dissesto
  idrogeologico;
   d)   alla   programmazione,  assistenza   alla   progettazione   e
  realizzazione delle opere di mitigazione
   del rischio idrogeologico.
   4.   Nell'esercizio  delle  proprie  competenze  all'Agenzia  sono
  riconosciuti poteri di acquisizione
   della  documentazione,  di ispezione e di accesso,  nonché  poteri
  sostitutivi.
   5.  L'Agenzia è articolata in una struttura centrale che svolge  i
  compiti di cui al comma 3.
   6. Sono organi dell'Agenzia:
   a)  il  direttore  generale, che assume le  funzioni  di  soggetto
  attuatore   del   Commissario  straordinario  contro   il   rischio
  idrogeologico  della  Regione siciliana ai  sensi  della  legge  n.
  116/2014  e  della  legge  n. 164/2014, nominato  con  decreto  del
  Presidente della Regione tra i
   soggetti  in  possesso  di  diploma  di  laurea  e  di  comprovata
  esperienza  in  materia  di  dissesto idrogeologico.  Al  direttore
  generale   competono  i  poteri  di  gestione,  amministrazione   e
  rappresentanza  dell'ente. Lo stesso è  assunto  con  contratto  di
  diritto privato di durata quinquennale
   non  immediatamente rinnovabile. Il rapporto di lavoro è  a  tempo
  pieno  e allo stesso si applica il principio di esclusività di  cui
  alla   legge   regionale  15  maggio  2000,  n.  10  e   successive
  modificazioni  e al decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.  165  e
  successive modificazioni;
   b)  il  Collegio dei revisori dei conti, composto  da  tre  membri
  effettivi  e da due supplenti, nominati con decreto del  Presidente
  della Regione tra gli iscritti al registro previsto dall'articolo 1
  del  decreto  legislativo 27 gennaio 1992, n.  88.  La  durata  del
  collegio è fissata in cinque anni. I poteri dei membri del collegio
  sono  prorogati fino alla nomina del nuovo collegio.  I  componenti
  possono  essere  riconfermati. Ai membri  del  collegio  spetta  un
  gettone   di   presenza  il  cui  ammontare   è   determinato   con
  deliberazione  della  Giunta  regionale,  sulla  base   di   quelli
  spettanti ai revisori di analoghi enti.
   7.   Per   assicurare   la   necessaria   continuità   dell'azione
  amministrativa, in sede di prima attuazione, il soggetto  attuatore
  del Commissario straordinario contro il rischio idrogeologico della
  Regione siciliana ai sensi della legge n. 116/2014 e della legge n.
  164/2014 svolge le funzioni di direttore generale dell'Agenzia e il
  personale  già utilizzato dal Commissario delegato per il  dissesto
  idrogeologico   con  contratto  di  collaborazione   coordinata   e
  continuativa  da  almeno due anni dalla data di entrata  in  vigore
  della presente legge è assunto con contratto di diritto privato  di
  durata  triennale. Allo stesso compete il trattamento giuridico  ed
  economico previsto, in relazione al titolo di studio posseduto  per
  i  funzionari  e per gli istruttori dal CCRL per il  personale  con
  qualifica  non  dirigenziale  della  Regione.  In  sede  di   prima
  attuazione  il personale di ruolo dell'amministrazione regionale  e
  di altre amministrazioni in servizio alla data di entrata in vigore
  della  presente  legge  presso l'ufficio del  commissario  delegato
  contro il dissesto idrogeologico nella Regione transita, a domanda,
  nei ruoli
   dell'Agenzia. Per il personale di ruolo della Regione  sono  fatti
  salvi  gli effetti, per gli aventi diritto, ai fini del trattamento
  di   quiescenza  e  previdenza,  delle  disposizioni  della   legge
  regionale 23 febbraio 1962, n. 2.
   8.  L'assetto  organizzativo, la pianta  organica  ed  ogni  altro
  aspetto  relativo alla funzionalità dell'Agenzia  sono  definiti  e
  disciplinati  con  uno  o  più regolamenti  della  stessa  Agenzia,
  approvati dal Presidente della Regione, previa deliberazione  della
  Giunta Regionale.
   9.  Agli oneri derivanti dal presente articolo si fa fronte,  fino
  al  31  dicembre 2023, utilizzando le somme già allocate nel  Patto
  per il Sud - Regione Sicilia, Area tematica 2  Ambiente , Obiettivo
  strategico    Dissesto  idrogeologico   -  Piano  di  Rafforzamento
  Amministrativo.
   10.  Dall'attuazione  del presente articolo non  derivano  per  il
  triennio  2021-2023  nuovi o maggiori oneri a carico  del  bilancio
  regionale».

   Ci  sono  solo soppressivi? C'è la riscrittura del Governo.  Piano
  siamo  qua,  nessuno  sta  scappando.  C'è  troppa  confusione.  Se
  possiamo fare un attimo di serenità, cominciamo a dare la parola  a
  chi la chiede.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo  119
  io  ho presentato l'abrogativo, perché vorrei capire alcuni aspetti
  dall'assessore.  Innanzi tutto l'agenzia  che  dovrebbe  essere  un
  organo   per   facilitare  le  funzioni  in  capo  al  Dipartimento
  dell'ambiente,  per come è scritto all'interno di questo  articolo,
  sembrerebbe, invece  è difficile parlare.

   PRESIDENTE.  Colleghi  deputati, è necessario  che  io  interrompa
  l'Aula  o possiamo continuare? Colleghi deputati? Allora, l'Aula  è
  sospesa per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.09, è ripresa alle ore 17.23)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, dobbiamo riprendere  e  a  questo
  punto chiedo proprio ai deputati di maggioranza di non intervenire,
  ve  lo  dico  sinceramente, non vi do la parola perché  se  no  non
  riusciamo  a  fare niente e prego anche, siamo già all'agricoltura,
  prego anche i deputati dell'opposizione la cortesia.
   Perché altrimenti non riusciamo a fare questa finanziaria.
   Si passa all'articolo 74. Ne do lettura:

                               «Art. 74.
      Interventi in favore del personale del Consorzi di bonifica

   1.  I  Consorzi di bonifica, al fine di garantire la  funzionalità
  delle  attività  istituzionali, sono  autorizzati,  in  misura  non
  superiore  al  50 per cento dei posti disponibili,  ad  assumere  a
  tempo  indeterminato, previo espletamento di procedure  concorsuali
  riservate,  i soggetti che abbiano prestato servizio in favore  dei
  suddetti  consorzi  con  contratto a tempo  determinato,  ai  sensi
  dell'articolo  3 della legge regionale 30 ottobre  1995,  n.  76  e
  successive  modificazioni  o del decreto  legislativo  6  settembre
  2001, n. 368 e successive modificazioni, per un periodo di 36 mesi.

   2.  I  soggetti  interessati devono presentare  istanza  entro  60
  giorni  dalla data di entrata in vigore della presente  legge,  con
  espressa  rinunzia  alla prosecuzione del  giudizio,  da  parte  di
  coloro  che  abbiano in essere un contenzioso per la trasformazione
  del   rapporto  di  lavoro  a  tempo  indeterminato,   nonché   una
  dichiarazione  a non intraprendere alcun giudizio, per  coloro  che
  non   abbiano  presentato  ricorso  avente  ad  oggetto  la  stessa
  finalità.

   3.  Al personale di cui al comma 1 si applicano le disposizioni di
  cui  al  comma l dell'articolo 2 della legge regionale 30  dicembre
  1977,   n.   106   e  successive  modificazioni,  come   sostituito
  dall'articolo l della legge regionale 6 aprile 1981, n. 49.

   4.  Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, per
  l'esercizio  finanziario 2021, la spesa di  550  migliaia  di  euro
  (Missione 16, Programma 1)».

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARABAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo
  sull'articolo 74. Noi siamo sorpresi perché abbiamo visto girare un
  emendamento  soppressivo  del Governo, vorremo  capire  qual  è  il
  criterio che si è scelto in questa finanziaria perché abbiamo visto
  categorie di precari tutelati, abbiamo previsto alcuni percorsi  di
  stabilizzazione con il coinvolgimento in alcuni casi dell'Anas,  in
  altri casi dei Comuni.
   Qua   c'è   un   percorso  di  stabilizzazione  che  riguarda   la
  funzionalizzazione.

   PRESIDENTE. Non mi risultano emendamenti soppressivi del Governo.

   BARBAGALLO.  Meglio  così. C'è un percorso di rifunzionalizzazione
  del percorso di bonifica di Catania, ci sono dei lavoratori che nel
  passato   hanno   subito   tagli  pesanti   alla   retribuzione   e
  l'interruzione  brusca del contratto di lavoro,  io  credo  che  ci
  dovrebbe  essere  un  unico filo conduttore che  accompagna  questa
  finanziaria   per   cui   credo  che  debba  trovare   accoglimento
  nell'apprezzamento di questo articolo.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io   farò   un
  intervento  unico  sui consorzi di bonifica per evitare  di  essere
  ripetitiva. Ci fa molto piacere e sono certa che i vari  dipendenti
  del  consorzio ci seguono dall'inizio di questa giornata aspettando
  queste  norme  dedicate alle loro stabilizzazioni e  quindi  ci  fa
  piacere che un calvario che si protrae da decenni finalmente, anche
  se  non  per tutti, ma per una parte del personale, possa avere  un
  felice epilogo e che qualcuno possa passare a tempo indeterminato.
   Con  il  successivo articolo si propone anche il turn-over  quindi
  uno  scorrimento dei centocinquantunisti a tempo indeterminato, dei
  centunisti  a  centocinquantunisti, dei settantisti a centunisti  e
  così  via.  Su  questo c'è un apprezzamento da parte  nostra,  però
  siccome  c'era  una  riforma in essere non  capiamo  comunque  come
  questi  consorzi  debbano  risolvere  la  maggior  parte  dei  loro
  problemi.
   Io  mi  riferisco per esempio al consorzio di bonifica  di  Ragusa
  dove noi con i Pov, con la pianta organica, prevedremo 179 persone,
  quindi 179 posizioni lavorative con 70 posti vacanti, però ci  sono
  ancora  stipendi  che  vanno pagati dal  2018,  i  sentenziati  che
  aspettano 18 mesi di stipendi.
   Sappiamo  anche ci sono alcune situazioni debitorie molto pesanti,
  che  addirittura c'è un contenzioso con l'Enel per 2,5  milioni  di
  euro, che Banca Agricola ha bloccato praticamente la possibilità di
  erogare  somme  perché c'è una scopertura di 1,6 milioni  di  euro.
  Ecco,  noi  non capiamo come tutte queste situazioni  debitorie  si
  possano  risolvere nel momento in cui, con un successivo  articolo,
  il 136, si prevede la liquidazione di questo ente.
   Quindi, va benissimo il turn-over, va benissimo la stabilizzazione
  di  alcune  figure  lavorative, però vorremmo anche  capire  quando
  arriverà la riforma dei consorzi di bonifica qua in Aula che  penso
  che  ormai sia imprescindibile trovare una soluzione definitiva che
  metta  finalmente ordine in questi consorzi che non capiamo  più  a
  quale gestione sono lasciati.

   PRESIDENTE.  Il 136 è stralciato comunque, non c'è  più,  per  cui
  abbiamo risolto perché c'era un problema. Tutto risolto.

   CAMPO.  Apprendo  quindi che il 136 è stato stralciato  quindi  la
  questione  della  liquidazione si è risolta.  Comunque  restano  le
  pesanti  situazioni debitorie dell'ente che vanno, sembra ombra  di
  dubbio,  sistemate,  tenendo anche conto di un altro  fattore.  Gli
  agricoltori, siccome non usufruiscono più del servizio irriguo  che
  veniva  offerto,  si  rifiutano di pagare e poi  abbiamo  anche  un
  contenzioso per il servizio idraulico degli agricoltori  di  Ispica
  che anche loro si rifiutano di pagare.
   Quindi,  questi consorzi materialmente non hanno entrate  e  tante
  persone  aspettano stipendi su stipendi. Questo  chiaramente  è  un
  altro  aspetto  molto  importante oltre a quello  del  personale  -
  faccio  gli  auguri  a tutti coloro che finalmente  troveranno  una
  stabilizzazione  a  tempo indeterminato  -  che  comunque  si  deve
  risolvere   e   non   dimentichiamo  la  pesante   situazione   dei
  sentenziati.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. L'onorevole Ciancio prima?  No,  prima
  Lupo,  Dipasquale,  Catanzaro e Cafeo. Io  vi  chiedo  la  cortesia
  proprio  di  limitare gli interventi al massimo per  favore  perché
  sennò siamo veramente nei guai. Quando avremo i microfoni dal banco
  sarà tutto più veloce.

   LUPO.  Signor  Presidente, Governo, colleghi, più in generale  sul
  tema  dell'agricoltura, se mi è consentito  Presidente  perché  sul
  tema  consorzi  di  bonifica  interverrà  dopo  di  me  l'onorevole
  Dipasquale, io mi limito a dire che le nostre aspettative erano ben
  altre.  Innanzitutto  la riforma, e propongo  comunque  al  Governo
  sull'articolo 73, assessore, una modifica laddove si dice, sì,  nel
  limite  dei  posti resisi liberi negli anni 2019 e 2020'.  I  posti
  resisi liberi sarebbe meglio dire resisi vacanti.

   PRESIDENTE. Siamo al 74 per ora.

   LUPO. Signor Presidente, io propongo che venga accorpato al 73.

   PRESIDENTE. Si, infatti, onestamente sono molti legati.

   LUPO.  Vorrei  fare  una discussione unica sui  tre  articoli  per
  semplificare, Presidente.

   PRESIDENTE.  Perfetto, ha ragione, va benissimo, va  benissimo,  è
  così, è giusto così.

   LUPO. Parliamo di consorzi di bonifica. Condivido lo stralcio  del
  136 perché la liquidazione non si sa neppure chi l'avesse proposta.
  Sul  74 è già intervenuto l'onorevole Barbagallo. Io parlo del  73,
  facciamo una discussione congiunta sul tema. Dire anni 2019 e  2020
  equivale a dire il nulla perché i posti resisi vacanti .

   PRESIDENTE.  Assessore  Scilla, scusi, siccome  parlano  con  lei,
  forse  è  bene  che lei stia attento in modo da potere  rispondere.
  Grazie.

   LUPO. Grazie Presidente. Dicevo che i posti resisi vacanti più che
  liberi,  userei l'espressione più corretta, mi sembra vacanti,  nel
  2019-2020, ma si contano più o meno sulle dita di una mano. Cioè io
  credo  che su questo serve fare un ampliamento, non so se  c'è  una
  riscrittura

   PRESIDENTE. Onorevole Scilla, per favore visto che è da poco che è
  qua. Faccia parlare e poi lei risponde dopo.

   LUPO.  altrimenti diventa veramente una presa in giro e penso  che
  non  è  intenzione  di nessuno di noi fare una presa  in  giro  nei
  confronti dei lavoratori che invece meritano attenzione.
   Però su questo interverrà, ripeto, l'onorevole Dipasquale. Sul  74
  ha già parlato l'onorevole Barbagallo.
   Più  in  generale  un  minuto sul tema dell'agricoltura.  Uno  dei
  settori  più  colpiti purtroppo dalla crisi per varie  ragioni  che
  sono  sotto  gli  occhi  di tutti, non parliamo  degli  agriturismo
  ovviamente  massacrati;  il settore floricolo,  florovivaistico  in
  generale.
   Date   attuazione  alle  previsioni  dello  scorso   anno   perché
  l'azzeramento degli eventi ha ulteriormente colpito un settore  già
  in  crisi,  non  so  a che punto siamo col bando della  Finanziaria
  dello  scorso  anno,  accelerate perché è  un  settore  in  estrema
  sofferenza.  Il settore del vino Presidente, ovviamente ristoranti,
  pub  chiuso,  c'è  un calo di vendite spaventoso.  Altrettanto  per
  quanto  riguarda l'olio anche legato alla difficoltà  di  movimento
  sul territorio. Tiene un po' la produzione agricola agganciata alla
  grande   distruzione  organizzata  per  ovvie  ragioni   perché   i
  supermercati sono rimasti aperti ma soffre molto tutto  il  settore
  della piccola-media impresa del settore agricolo e anche il settore
  in generale vitivinicolo ovviamente ha bisogno di un aiuto.
   Quindi  l'appello che rivolgo al Governo è di fare il massimo  sul
  tema dei ristori nel famoso Ordine del giorno di cui più volte si è
  parlato.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  colleghi  parlamentari.  Io  non  ripeto  le  cose  che  ha   detto
  l'onorevole Barbagallo e neanche quelle che ha detto ovviamente  il
  mio capogruppo l'onorevole Lupo. Mi auguro che finalmente si possa,
  cioè non ci rimane molto tempo di questa legislatura.
   L'Assessore  si  è  insediato da poco, lo  vediamo  che  ha  tanto
  entusiasmo e speriamo veramente che i temi dell'agricoltura e della
  zootecnia  diventino concreti, tangibili, in  quelle  che  sono  le
  iniziative  e  la pagina politica di questo Governo perché  -  devo
  dire - che ad oggi sono state veramente testimonianze.
   Non possiamo solamente vivere di PSR. Il PSR c'è, il PSR - e prima
  i  PON - ci sono stati da tempo. I finanziamenti europei sono stati
  presenti   da  tantissimi  anni,  non  hanno  risolto  il  problema
  dell'agricoltura.
   Per  risolvere  i  problemi  dell'agricoltura  e  della  zootecnia
  servono anche lì riforme strutturali.
   Sono fiducioso.
   Voglio darle, Presidente della Regione, davvero quest'apertura  di
  credito  che  prima che si concluda questa esperienza parlamentare,
  nell'agenda politica di questo Governo, ci possa essere una  svolta
  concreta per l'agricoltura.
   Ancora  non  abbiamo nulla  E' una fiducia che le do e  la  voglio
  constatare nei prossimi mesi.
   Per  quanto riguarda i consorzi di bonifica, così come ci sono  le
  pillole  di  saggezza, così come ci sono le pillole letterarie,  le
  pillole  d'arte, così noi in questa finanziaria abbiamo le  pillole
  di riforma.
   Lo abbiamo visto con l'IRSAP.

   PRESIDENTE. Ci si lamenta se uno porta la riforma e l'abbiamo data
  in Commissione.
   Ora che non c'è, chiedetecela

   DIPASQUALE. Magari fosse una riforma

   PRESIDENTE.   La  riforma  di  poco  fa  l'abbiamo  rimandata   in
  Commissione, qui abbiamo evitato di metterla.

   DIPASQUALE.  Noi abbiamo veramente delle pillole  di  riforma  che
  arrivano in questa finanziaria.
   Anche  su questo, sui consorzi di bonifica, ci sono delle  pillole
  di riforma.
   Non  ripeto le cose che ha detto l'onorevole Campo che sono  state
  abbastanza chiare.
   Noi  abbiamo una situazione drammatica nel comune di Ragusa, nella
  provincia  di  Ragusa,  perché non si è  riusciti  a  garantire  un
  contributo  straordinario per una situazione  tipica,  particolare,
  che  ha  la provincia di Ragusa e che aveva già avuto un contributo
  straordinario alla fine della scorsa legislatura.
   Peccato  che i nostri emendamenti, il nostro impegno non è servito
  a  nulla per far determinare questa Assemblea per un sostegno e per
  un ulteriore contributo straordinario.
   Mi dispiace che a soffrirne sono proprio i lavoratori.
   Aspettano  con  ansia questo turn over. Noi siamo  non  d'accordo,
  d'accordissimo
   Sappiamo  che  non  si  risolveranno  purtroppo  i  problemi   dei
  lavoratori con il turn over.
   Infatti i problemi dei lavoratori - e non solo dei lavoratori -  i
  problemi degli agricoltori si risolvono solo con la riforma  perché
  poi  il consorzio di bonifica non è fatto solamente delle esigenze,
  delle problematiche dei lavoratori del consorzio di bonifica.
   Da  una  parte  ci sono i lavoratori e da una parte  ci  sono  gli
  agricoltori, gli allevatori che sono coloro che della  non  riforma
  pagheranno il prezzo più alto.
   Noi fino a quest'anno abbiamo avuto la possibilità di bloccare  le
  cartelle  esattoriali  per i canoni idrici, lo  abbiamo  fatto  con
  riforma.
   Da  quest'anno,  Presidente, le cartelle che noi abbiamo  bloccato
  per  più  anni  - da quest'anno - queste cartelle che  erano  state
  sospese   non   solo  non  sono  state  azzerate,   da   quest'anno
  ritorneranno  ad  essere attive nei confronti  degli  allevatori  e
  degli agricoltori.
   Quindi   sappiate  che  agricoltori  e  allevatori  siciliani   si
  ritroveranno  le  cartelle per i canoni  idrici  sul  groppone  per
  decine  e decine di migliaia di euro e, in alcuni casi, per qualche
  centinaio di migliaia di euro.
   I  problemi  sono di duplice tipo e se non intervenite  veramente,
  seriamente  sulla questione e sulla materia rischiamo veramente  di
  combinare un macello.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CATANZARO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  assessore  Scilla  lei è da poco subentrato all'assessore  Bandiera
  come assessore all'agricoltura.
   Il  tema  dei consorzi di bonifica in questi anni è stato un  tema
  discusso  e, quindi, non è un tema di un mese, due mesi,  ma  è  un
  tema che proviene da tanti e tanti anni.
   Noi  in  questo periodo, perché io intervengo dopo i miei colleghi
  parlamentari,  i miei colleghi del Partito Democratico,  intervengo
  anche come Vicepresidente della Commissione Attività produttive.
   E'  chiaro che in questi mesi i lavoratori che attendono  il  turn
  over  hanno  protestato, hanno fatto degli incontri,  correttamente
  perché  è  ovvio  che  ognuno  attende  di  capire  quale  sia   la
  prospettiva del domani.
   Io  gradirei,  se  il  Presidente  della  Regione  mi  ascoltasse,
  gradirei  che questo articolo fosse condiviso dall'Aula  perché  in
  questi  mesi  io ho potuto constatare, anche per una  questione  di
  frasi  che  sono uscite, di social, come qualcuno qualche settimana
  fa diceva, perché è un tema che nessuno si può intestare come forza
  politica. E' un tema che si può intestare soltanto questa Aula  con
  la  voglia e la volontà di potere portare avanti una cosa che è  di
  fondamentale importanza.
   Assessore Scilla, lei ovviamente arriva adesso però c'è  una  cosa
  che  noi l'anno scorso, come Partito Democratico e come Parlamento,
  abbiamo fatto già una cosa anche in più non soltanto per i consorzi
  di  bonifica ma anche per gli agricoltori perché abbiamo  approvato
  l'esenzione  del  canone irriguo rispetto  a  quelle  che  sono  le
  bollette che arrivavano.
   E'  chiaro, noi siamo qua, abbiamo questo articolo però per noi  è
  fondamentale  una  cosa. Non è possibile che  negli  anni  che  noi
  abbiamo portato avanti questo mandato si è arrivati subito con  uno
  slogan della riforma dei consorzi di bonifica ed è licenziata dalla
  Commissione   Attività  produttive , qua c'è  anche  il  Presidente
  della Commissione  Attività produttive , e questa riforma a cui noi
  come Commissione abbiamo lavorato per diversi mesi è bloccata.
   Io   rispetto  a  quella  riforma  per  come  è  stata  concepita,
  purtroppo,  l'ho  detto anche in Commissione,  ci  sono  tantissime
  falle e lacune per cui bisogna, bisogna reintervenire perché non  è
  quello  il modo di poter procedere per una riforma dei consorzi  di
  bonifica.
   Quindi assessore Scilla, lei aldilà del credito di cui parlava  il
  mio  collega Dipasquale, io dico una cosa. Abbiamo pochissimo tempo
  e  non  possiamo  continuare ad illudere nessuno attraverso  magari
  delle cose che gli facciamo pervenire ai lavoratori.
   Dobbiamo  portare  in  questa  Aula la  riforma  dei  Consorzi  di
  bonifica  perché  è quella la vera battaglia come  è  stato  fatto,
  assessore  Scilla,  sulla  riforma  della  pesca  dove   tutto   il
  Parlamento  ha  votato, anche quella dei consorzi  di  bonifica,  e
  perché no, anche quella dei forestali.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Cafeo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAFEO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   sarò
  velocissimo anche perché è stato detto molto.
   Io  intervengo in quanto deputato relatore della legge di  riforma
  dei   consorzi  di  bonifica  che,  devo  dire,  attraverso  questa
  esperienza  in Commissione e anche come relatore ho avuto  modo  di
  conoscere  nella  sua complessità e nel suo essere  uno  di  quegli
  argomenti  che questa Aula e la Sicilia si porta dietro  e  rimanda
  sempre  ai  posteri la risoluzione. Per cui io  mi  sento  di  fare
  solamente alcune osservazioni in generale.
   La  prima,  anche  sulla  base  delle altre  osservazioni,  questa
  riforma,  migliorabile, ci sarà l'Aula che la migliorerà,  ma  deve
  arrivare  in Aula al più presto perché altrimenti diventa una  cosa
  insopportabile.
   Appunto per questo vi dico: non capisco alcuni articoli di  questa
  finanziaria che prevedono di liquidare i consorzi di bonifica  oggi
  quando  noi  abbiamo è  una cosa che si dovrebbe  fare  in  maniera
  contestuale.
   Sugli  aspetti  legati  alle stabilizzazioni  e  legati  anche  al
  turnover, la mia unica preoccupazione è il fatto che ci sono  poche
  risorse  messe e che queste risorse non bastano con tutti.  Siccome
  già  è  stato argomento anche di alcuni miei interventi quando  lei
  non  c'era rispetto ad alcune spese che sono state fatte,  fra  cui
  anche  i dirigenti che sono stati fatti dei nomi di dirigenti,  che
  non  era lei qua come Assessore, e che ho sentito anche l'assessore
  Armao  ultimamente  con alcune uscite pubbliche che  mentre  quando
  intervenivo io non si sapeva chi è che aveva fatto queste nomine di
  questi dirigenti all'interno dei consorzi di bonifica.
   Poi  ho  visto  l'assessore al bilancio e il vice  Presidente  che
  invece ha denunciato lui stesso queste nomine di dirigenti. Per cui
  la  sensazione che noi diamo all'esterno è che ci siamo riempiti la
  bocca  che volevamo fare la riforma dei consorzi di bonifica e  non
  l'abbiamo fatta, stiamo stabilizzando solo alcuni e stiamo  facendo
  dei  turnover solo per alcuni, spero che questo non succeda come  è
  stato  fatto anche per le nomine di dirigenti seguendo dei  criteri
  poco chiari e in maniera, sui dirigenti abbiamo fatto in eccesso  e
  invece  stiamo  riducendo  sulle stabilizzazioni  e  sui  turnover.
  Perdiamo la fiducia di tutti gli agricoltori.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole  Galvagno.  Trenta
  secondi  giusto perché l'articolo è suo e deve chiarire  una  cosa,
  veramente pochissimo per favore.

   GALVAGNO. Signor Presidente, io intervengo per tre minuti  esatti.
  Penso  che  saranno occorrenti e sufficienti per  esprimere  alcuni
  concetti.  Punto  numero uno: intervengo sia sul  73  che  sul  74.
  L'articolo  74  è un articolo che interessa alcuni  lavoratori  che
  hanno  prestato  servizio  al  consorzio  di  bonifica  e  c'è  una
  distinzione  da fare rispetto all'articolo 73. Loro hanno  prestato
  servizio per un periodo superiore a 36 mesi ai sensi della legge 30
  del 1995.
   Ora  sul discorso dei consorzi di bonifica credo che esista questa
  problematica da quando credo io ero a scuola. Se pur la mia giovane
  età,  un  ventennio  penso  che  sia  un  periodo  di  tempo  anche
  abbastanza  esagerato.  E'  passato un  anno  di  tempo  Presidente
  Miccichè  quando  lei  ha avuto la pazienza di  ascoltare  me  e  i
  lavoratori  rispetto  alla  problematica.  Ora  bisogna   fare   un
  pochettino di chiarezza perché ho sentito dire diverse cose in Aula
  rispetto alla questione del turnover.
   Esistono due capitoli per quanto concerne i consorzi. Uno che è il
  47320 che è quello dove all'interno ci sono gli OTD (operai a tempo
  determinato) e l'altro che è il 147303 che interviene su  quelli  a
  tempo  indeterminato.  All'incirca si  tratta  di  un  migliaio  di
  lavoratori  in  un  bacino e un migliaio di  lavoratori  nell'altro
  bacino.  La  differenza  è  che quelli  a  tempo  determinato  sono
  classificati tra settantottisti, centunisti, e centocinquantunisti,
  gli altri sostanzialmente appartengono ad un bacino differente.  Ci
  sono  diverse problematiche rispetto alla questione. Il  primo  che
  molte  volte  è che i lavoratori a tempo determinato hanno  un'età,
  sono  in età avanzata rispetto a coloro i quali sono invece a tempo
  indeterminato.
   Quindi  come  dovrebbero  fare mai ad  andare  in  pensione  o  ad
  aspettare  che  qualcuno più piccolo di lui  possa  sostanzialmente
  raggiungere l'età pensionistica. Quindi loro in questa maniera  non
  avrebbero futuro. Talvolta si trovano anche scavalcati da che cosa?
  Da  quelli  che  sono dei lavori che vengono dati a  ditte  esterne
  quando  invece se si potesse dare la possibilità di dargli  qualche
  giornata in più potrebbero lavorare.

   PRESIDENTE. Onorevole Galvagno, la prego.

   GALVAGNO.  Noi con questo articolo, ci tengo a dire due cose.  Noi
  abbiamo   presentato   come  gruppo  di   Fratelli   d'Italia   due
  emendamenti. Abbiamo parlato con il Governo, negli emendamenti ci è
  stato  chiesto  di  cassare le parole 2019 e  2020  perché  sarebbe
  veramente  irrisoria  l'influenza che si  avrebbe  sulla  questione
  perché si tratterebbe di liberare non più di 30 o 35 persone. E per
  di più abbiamo chiesto una finanziaria un tantino maggiore rispetto
  a  quella  di  prima. Io ci tengo però a ringraziare  veramente  il
  Governo Musumeci.
   Un  secondo,  Presidente,  devo dire le cose  come  stanno  perché
  altrimenti  passa un messaggio differente. Il Governo  Musumeci  ha
  già  investito su quelle che sono, su quella che è la rete  idrica,
  ha  investito decine di milioni di euro. Oggi sta facendo un  altro
  investimento perché sta coniugando la rete idrica.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Galvagno,  la  maggioranza  non  può  fare
  complimenti all'onorevole Musumeci, solo opposizione può fare.

   GALVAGNO.  Faccio  i  complimenti meritati  all'Assessore  Scilla,
  perché in pochissimo tempo è riuscito a togliere il problema.

   PRESIDENTE.  Onorevole Palmeri su che cosa era?  Lo  comunico  io.
  L'onorevole Tamaio voleva comunicare che ha votato l'articolo 147 e
  ha  votato a favore anche se non risulta il voto. Benissimo.  Anche
  Lagalla.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole  Campo doveva dare un chiarimento di 30 secondi?  Perché
  poi dobbiamo dare la parola all'Assessore e votare.

   CAMPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, grazie  Presidente
  per  questa  possibilità, volevo chiarire  un  ultimo  aspetto  che
  riguarda il personale dei Consorzi di bonifica.
   Ci  sono  circa 20 funzionari che hanno ricevuto una  denuncia  da
  parte  dell'Associazione dei dirigenti siciliani perché all'interno
  degli 11 Consorzi di bonifica siciliani si trovano in una posizione
  di  contratto transitorio senza il Collegio dei revisori dei  conti
  costituito,  e  sono  stati  promossi  in  massa  con   il   metodo
  comparativo.
   So che l'Assessore Armao si stava informando su questa questione e
  stava  facendo  chiarezza. Mi piacerebbe giusto per  dare  risposta
  ormai in maniera complessiva al personale.

   PRESIDENTE. Appena arriva l'Assessore gliela facciamo dare. Grazie
  onorevole Campo.

   SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea. Signor Presidente,  soltanto per chiarire alcune cose
  perché  mi rendo conto che l'agricoltura essendo di fatto il motore
  dell'economia siciliana

   PRESIDENTE.  Onorevole  Scilla, non parta da  troppo  lontano  per
  favore, perché abbiamo bisogno di tempi veloci. Grazie.

   SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea.  Solo  tre  minuti, non di più.  Abbiamo  cercato  di
  armonizzare   tutto  il  ragionamento  che  c'è   attorno   appunto
  all'agricoltura e alla riforma dei Consorzi di bonifica.
   Noi abbiamo - voi lo sapete meglio di me - da quasi due anni ferma
  in Commissione Bilancio la riforma organica.

   PRESIDENTE. Onorevole Tamajo, sta parlando a 20 centimetri da  lei
  l'Assessore. Grazie.

   SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea.  Quindi  noi la partita la  giochiamo,  come  Governo
  Musumeci, proprio sulla riforma che vedo è di assoluto interesse di
  tutto il Parlamento regionale.
   Finito  il  momento  finanziario,  approvato  il  bilancio   della
  Regione,  onorevole Lupo, c'è stato anche l'impegno del  Presidente
  Musumeci,  noi  come punto essenziale della nostra azione  politica
  metteremo proprio la riforma del Consorzio di bonifica, la  riforma
  organica.  Tanto è vero che l'articolo 136 è stato già tolto  dalla
  discussione   perché  noi  dobbiamo  inquadrare   il   ragionamento
  complessivo.  Nelle  more della riforma, ci sono  alcune  cose  che
  abbiamo potuto sistemare, comprendiamo che non è il massimo, ma c'è
  una  attenzione  da  parte  del Governo  rispetto  a  questo  punto
  importante dei lavoratori.
   Quindi  quello  che abbiamo potuto fare, in linea con  le  risorse
  finanziarie,  lo abbiamo fatto. E quindi ecco da dove escono  fuori
  due articoli, il 74 e il 73. Il 74 viene a sanare una posizione che
  riguarderebbe 19-20 dipendenti del Consorzio poiché alcuni già sono
  e godono delle garanzie occupazionali, non c'è bisogno quindi della
  differenza.
   E  quindi  è  stato  preparato, a tal proposito,  lì  mi  vado  ad
  agganciare al discorso che ha fatto prima l'onorevole Lupo  e  poco
  fa l'onorevole Galvagno, c'è un emendamento nostro, del Governo,  a
  firma  del Presidente Savona, che riduce di 550 mila euro che erano
  stati  previsti per l'articolo 74, diventa di 300 mila euro. I  250
  mila  euro  che  rimangono  servono ad  incrementare  la  dotazione
  finanziaria  dell'articolo  73  che  è  un  turn  over  di   quello
  intelligente.  Perché senza creare nuova occupazione  consente,  di
  fatto,  ai  151sti  prima di poter coprire chi va  in  pensione,  e
  quindi  le fasce vengono coperte dal passaggio dei 101sti ai 151sti
  e dai 78sti ai 101sti.
   Sappiamo  che  non  è il massimo ma pensiamo  di  aver  fatto  una
  operazione  intelligente, sono contento  che  è  in  linea  con  le
  esigenze  di  tutto  il Parlamento, di tutte  le  forze  politiche.
  Perché,  ripeto,  sappiamo di poter parlare al cuore  dell'economia
  siciliana  e  quindi  penso  che due  articoli,  prima  il  74  con
  l'emendamento in questione, e poi il 73 con una riscrittura che già
  il  Presidente dovrebbe avere. Perché lì abbiamo tolto -  e  chiudo
  perché  è  importante - l'aspetto che poco fa l'onorevole  Lupo  ha
  voluto sottolineare, che il riferimento alle annualità 2019 e  2020
  è troppo riduttivo, non ha assolutamente nessuna prospettiva.
   Allora l'abbiamo agganciato ad una misura massima al cinquanta per
  cento  dei posti resisi vacanti al 31 dicembre 2020, fermo restando
  però,  Presidente Savona, la copertura finanziaria  che,  a  questo
  punto  diventa  da  cinquecentomila euro a  settecentocinquantamila
  euro. Quindi Presidente, possiamo votare l'articolato.

   PRESIDENTE. Andiamo al 74. I soppressivi penso che siano ritirati.
  Come,  no? Sono ritirati. Dobbiamo votare quale? Perché ce ne  sono
  alcuni che sono inammissibili, quelli che prevedono maggiore spesa.
  E  quindi il 74.19, quello di Lantieri-Calderone pure. Il  74.20  è
  pure ritirato.
   C'è  il 74.25 che è aggiuntivo, quello della dotazione finanziaria
  che passa da cinquecento a trecento.
   Scusatemi, onorevoli. Che passa da cinque e cinquanta a  trecento,
  che  vengono poi inseriti immediatamente dopo. Per cui, se  non  ci
  sono altre obiezioni pongo in votazione l'emendamento 74.25.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 74  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 73. Ne do lettura:

                               «Art. 73.
  Modifiche all'articolo 30 della legge regionale 25 maggio 1995, n.
                                  45

   1.  All'articolo 30 della legge regionale 25 maggio 1995, n. 45  e
  successive modificazioni i commi 5 bis e 5 ter sono sostituiti  dai
  seguenti:
    5 bis. Conseguono altresì l'assunzione a tempo indeterminato, nel
  limite  dei  posti resisi liberi negli anni 2019 e 2020 all'interno
  di  ogni singolo POV, gli operai, i braccianti agricoli e gli altri
  soggetti  non rientranti nel comma l, già iscritti nella fascia  di
  garanzia di centocinquantuno giornate lavorative, secondo una nuova
  graduatoria  elaborata per ogni singolo consorzio che  tiene  conto
  della  maggiore  anzianità  di servizio nella  suddetta  fascia  di
  garanzia e, in caso di parità, della maggiore anzianità anagrafica.
  Esaurito il contingente degli operai già iscritti alla fascia delle
  centocinquantuno giornate lavorative, si provvede al  completamento
  del contingente a tempo indeterminato con gli operai che
   per  effetto  del turn over transitano a scorrimento nella  fascia
  superiore delle centocinquantuno giornate, dalle fasce di  garanzia
  dei  centunisti e a seguire dei settantottisti, secondo la predetta
  graduatoria unica di cui sopra.
   5 ter. Al completamento del contingente a tempo determinato per la
  fascia  dei  centocinquantunisti,  relativamente  ai  posti  resisi
  disponibili,  si provvede attingendo dalla fascia di  garanzia  dei
  centunisti e a seguire dei settantottisti come da graduatoria unica
  elaborata, per ogni singolo consorzio, in base ai criteri di cui al
  comma 5 bis.
   5  quater.  Le medesime procedure, nei limiti di 500  migliaia  di
  euro per l'anno 2021, si applicano annualmente al personale di  cui
  ai commi 5 bis e 5 ter (Missione 16, Programma1).
   5  quinquies. Gli scorrimenti hanno luogo nel limite  della  spesa
  sostenuta  per  l'anno 2020 ed in assenza di  nuove  immissioni  in
  servizio di unità di personale nelle fasce del contingente a  tempo
  determinato. ».

   L'articolo 73 ha soltanto la riscrittura, anche quello sulla parte
  finanziaria  soltanto,  perché diventa il settecentocinquanta  mila
  euro,  no?  Il  73,  segretario, era messo per cinquecentomila.  E'
  diventato  settecentocinquanta  con  i  duecentocinquanta.   Fatemi
  capire com'è. Allora, un attimo.
   Avevo  capito  così  dall'intervento  dell'onorevole  Scilla,  può
  essere  che  ho  sbagliato.  Ce l'avete tutti  la  riscrittura?  La
  conoscete? Possiamo consegnare, velocemente, la riscrittura?

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. La maggioranza non può intervenire, onorevole Figuccia
  la  prego. Ma proprio dieci secondi, le tolgo la parola. La  prego,
  non se la faccia togliere che è scortese farlo. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi  era  solo  per
  capire    se,   effettivamente,   nel   passaggio   vengono    dati
  settecentocinquanta mila euro e, se così è, Presidente soltanto per
  dirle  che questo assessore merita di fare il ministro. Perché  noi
  stiamo   davvero  sbloccando,  finalmente,  il  turn  over,  stiamo
  garantendo  il concetto del lavoro stabile e poi con  il  cinquanta
  per cento. Una bella cosa.

   PRESIDENTE.  Lo proponga a Draghi. Basta, basta è chiarissimo.  E'
  stato  distribuito? Onorevole Lupo e assessore Scilla, lo  possiamo
  votare il 73.R?

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà, anche lei per dieci secondi.  Siccome
  stiamo  correggendo  una  cosa, se vuole intervenire  ora.  Proprio
  dieci secondi.

   TAMAJO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi però  io  desidero
  avere   l'attenzione  da  parte  sia  dell'assessore   Scilla   che
  dell'assessore Armao.
   Io ho proposto qui un emendamento per quanto riguarda il personale
  dei  consorzi di bonifica che, per quanto riguarda il distacco,  il
  comando  o il trasferimento del personale all'interno tra  consorzi
  di bonifica di diverse province.
   Quindi,  i  dipendenti  dei consorzi di  bonifica  possono  essere
  distaccati o comandati a prestare servizio presso altri consorzi di
  bonifica  operanti  nel  territorio regionale,  presso  altri  enti
  pubblici  ed  enti  locali della Regione o presso  altre  strutture
  della  Regione siciliana stessa qualora le esigenze di servizio  lo
  permettano su specifica e immotivata deliberazione dei consorzi  di
  appartenenza  e degli enti destinatari che devono avere  le  figure
  professionali  libere  in  pianta  organica  previa   assenso   dei
  dipendenti. Nel provvedimento di distacco o di comando deve  essere
  indicata  la durata del distacco del comando stesso, i comandi  del
  distacco  possono  avere la durata di un biennio e  possono  essere
  rinnovati,   gli  oneri  a  carattere  economico  e   previdenziale
  concernenti il comando del distacco sono a carico degli enti presso
  i quali vengono comandati o distaccati i dipendenti di cui al comma
  1.  C'è  anche  la copertura finanziaria. Presidente,  io  desidero
  sapere dall'Assessore...

   PRESIDENTE. No, non c'entra l'Assessore. La Presidenza non lo  può
  accettare  perché è inammissibile, perché non può un ente  pubblico
  prendere da un ente privato, per cui

   TAMAJO. Però, Presidente, guardi qui che alla fine  i soggetti  da
  quanto previsto dall'articolo 30 del decreto legislativo

   PRESIDENTE.  Continuo  a  farla  parlare  soltanto  perché  stanno
  sistemando...
   Onorevole  Tamajo non è fattibile questa cosa. Lei sa quanto  bene
  le  voglio ma questo è proprio totalmente inammissibile per cui non
  c'entra   l'Assessore,  è  una  decisione   della   Presidenza   ma
  obbligatoria.
   Allora, gli Uffici hanno bisogno di qualche minuto perché  c'è  da
  fare  una  correzione sulla riscrittura per cui  andiamo  avanti  e
  ritorniamo   Onorevole Savona, l'altro articolo per  l'agricoltura?
  83?

   Si passa all'articolo 83. Ne do lettura:

                               «Art. 83.
              Interventi in favore del personale ex Arra

   1.  Il  comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale 16  dicembre
  2008,  n. 19 si interpreta nel senso che alle 34 unità di personale
  trasferito  per  mobilità  si  applicano  le  disposizioni  di  cui
  all'articolo 10 della legge regionale 9 maggio 1986, n.  21,  ed  è
  riconosciuta, anche ai fini giuridici ed economici, l'anzianità  di
  servizio  maturata  presso le amministrazioni di provenienza.  Tale
  servizio è equiparato al servizio prestato presso l'amministrazione
  regionale.

   2.  Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, per
  l'esercizio  finanziario 2021, la spesa di  215  migliaia  di  euro
  (Missione 9, Programma 3)».

           (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)

   Sì lo possiamo fare anche ora perché non riguarda l'agricoltura in
  realtà.  Allora,  su  quell'emendamento  dell'onorevole  Lupo   che
  avevamo  accantonato  un attimo, quello sul  lavoro  nero  che  non
  c'entrava  col  Via Vas, siccome non si trova un'altra  norma  dove
  inserirlo,  il  78.38, se l'Aula è d'accordo, lo  votiamo.  Siccome
  avevo  stralciato  una  norma perché doveva  essere  riscritta,  la
  riscriviamo in questa maniera e l'approviamo
   Era  l'articolo 139, è la riscrittura dell'articolo 139 che stiamo
  recuperando  per  inserire  questa norma.  Siete  tutti  d'accordo?
  Perché  è  un'anomalia  che  stiamo  facendo.  Allora  siete  tutti
  d'accordo?

   Pongo  in votazione l'articolo 139. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   E  quindi  abbiamo approvato l'articolo 139 che è stato  riscritto
  così come il 78.38.
   Benissimo. Grazie.

           (Intervento fuori microfono dell'onorevole Foti)

   Il   139  era  stato  stralciato,  siccome  dovevamo  inserire  un
  emendamento  che  non avevamo fatto, abbiamo utilizzato  una  norma
  stralciata,  l'abbiamo  riscritta così come  l'emendamento  ma  non
  hanno alcuna attinenza fra di loro.
   Si  passa alla votazione dell'emendamento 73R, così come riscritto
  e  aggiustato dagli Uffici. Il 73R è quello che avete visto e che è
  stato modificato dal 73R1 perché per un errore che c'era stato,  il
  667  del penultimo rigo viene corretto con 350, perché questa è  la
  cifra giusta da inserire.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 73 è approvato come emendato. Perfetto.

                     (Intervento fuori microfono)

   Gli altri erano inammissibili, è inutile che perdiamo tempo.
   L'Assessore  mi ha detto quelli su cui era a favore e  quelli  no,
  però  ne  spunta sempre qualcun altro all'improvviso, io che  posso
  fare
    Mi fate vedere qual è quello di Savona, perché poi
   Onorevole  Savona,  così come abbiamo detto  all'onorevole  Tamajo
  però
   Ho  capito  ma dico che cosa è questa dell'Ashingbank?  Ah,  è  la
  stessa società del consorzio, allora questo è un fatto diverso.  Lo
  dobbiamo fare per legge? Non si può passare amministrativamente?

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Savona)

   Se  è consorzio, consorzio, perché dobbiamo fare questa legge?  Ci
  vuole la legge per farlo?

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   E, allora  Loro l'hanno ricevuto  Allora lo leggo:  è il personale
  dell'Ashingbank, non so cosa sia, che è una persona di una  società
  del   consorzio   stesso  che  entra  direttamente  al   Consorzio.
  Benissimo, per cui se non ci sono obiezioni è approvato.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)

   Onorevole  Ciancio, io nemmeno l'ho capita bene  però  sono  tutti
  d'accordo.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)

   Sul  73. Perché prima avevo pensato che potesse essere di un'altra
  società e così come aveva detto no a Tamajo, avrei detto a loro, ma
  nel  momento  in  cui  mi spiegano che è all'interno  della  stessa
  società, dello stesso consorzio, non so perché non l'abbiano  fatto
  in  via  amministrativa, l'onorevole Cracolici dice che c'è bisogno
  della legge e quando parla Cracolici è legge per tutti.
   Si passa all'articolo 83. Ne do lettura:

                               «Art. 83.
              Interventi in favore del personale ex Arra

   1.  Il  comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale 16  dicembre
  2008,  n. 19 si interpreta nel senso che alle 34 unità di personale
  trasferito  per  mobilità  si  applicano  le  disposizioni  di  cui
  all'articolo 10 della legge regionale 9 maggio 1986, n.  21,  ed  è
  riconosciuta, anche ai fini giuridici ed economici, l'anzianità  di
  servizio  maturata  presso le amministrazioni di provenienza.  Tale
  servizio è equiparato al servizio prestato presso l'amministrazione
  regionale.

   2.  Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, per
  l'esercizio  finanziario 2021, la spesa di  215  migliaia  di  euro
  (Missione 9, Programma 3)».

   Vedi se intanto lo possiamo fare, non c'è problema. Onestamente  è
  una bella riunione, io ho l'onorevole Foti che mi doveva parlare di
  una  cosa,  dico l'83 e mi ha detto per noi va bene, lo  puoi  fare
  votare.
   Siamo  all'articolo  83,  ci  sono  soppressivi  e  poi  c'è   una
  riscrittura della Commissione che hanno tutti?

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di Caro su che cosa?  Nel  merito?  Ne  ha
  facoltà.

   DI  CARO. Signor Presidente, c'è un emendamento della Commissione,
  credo  sia  questo  che  vorrei mi fosse spiegato.  L'anzianità  di
  servizio prestato presso altre amministrazioni di provenienza,  che
  vuol   dire?   Cioè  l'anzianità  di  servizio  è  riconosciuta   a
  prescindere.  Non capisco cosa voglia dire questo  emendamento  che
  poi   anche  contenuto  nell'articolato,  se  qualcuno  me  lo  può
  spiegare. Grazie.

   PRESIDENTE. Ci sono altri interventi? Io purtroppo non ho  sentito
  quello che ha detto l'onorevole Di Caro.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Di Caro)

   Allora,   scusate,   l'83.9   è  modificato,   dall'83.9.1   della
  Commissione. L'onorevole Savona

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore. Per la questione
  della copertura.

   PRESIDENTE. E ora c'è.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore. Quello che  dice
  il  collega  parla  dell'anzianità che questi signori  avevano  già
  acquisito  nell'ente  di  provenienza  che  prima  non  era   stata
  riconosciuta.    Con  quest'emendamento si riconosce  e  si  dà  la
  copertura per la differenza.

   PRESIDENTE.  Si va bene. Pongo in votazione l'emendamento  83.9.1,
  che  è la modifica dell'83.9. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 83.9, così come modificato. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli   altri   sono  tutti  soppressivi.  Abbiamo  approvato   così
  l'articolo 83.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione  e  relatore.   Facciamo
  l'articolo 81 che è il consorzio di Caltanissetta.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 81. Ne do lettura:

                               «Art. 81
          Interventi per il consorzio agrario provinciale di
                             Caltanissetta

   1.  E' autorizzata, per l'esercizio finanziario 2021, la spesa  di
  127.301,43  euro  in  favore del Consorzio agrario  provinciale  di
  Caltanissetta  in  liquidazione, da destinare in  favore  degli  ex
  lavoratori del Consorzio per la mancata erogazione degli emolumenti
  (Missione 16, Programma 1)».

   Ci sono solo soppressivi. Sono ritirati.
   Pongo in votazione l'articolo 81.

                     (Intervento fuori microfono)

   Che devo fare? Cosa sta succendendo?

                     (Intervento fuori microfono)

   Non ho capito niente.

                     (Intervento fuori microfono)

   Io ho chiesto se sono soppressivi lo posso mettere in votazione.

   SAVONA,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   E'   la
  liquidazione  del consorzio di Caltanissetta che si chiude.  Quindi
  c'è  la  differenza che hanno i dipendenti, dopodiché  si  pone  la
  chiusura perché hanno pagato tutti i debitori.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Bene. Ritirati, onorevole Di Caro?

   DI CARO. Li ritiro.

   PRESIDENTE. Sono ritirati. Benissimo.
   Pongo  in votazione l'articolo 81. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 77. Ne do lettura:

                               «Art. 77.
                     Interventi in favore di ASCA

   1.  Al  fine  di garantire i necessari controlli per la  sicurezza
  alimentare sull'intera filiera agro-industriale, senza alcun  onere
  a  carico  delle aziende con sede in Sicilia, favorendo la migliore
  collocazione  dei prodotti ortofrutticoli e vinicoli siciliani  sui
  mercati  internazionali, è autorizzata, per l'esercizio finanziario
  2021,  la spesa di 500 migliaia di euro in favore dell'Agenzia  per
  la  sicurezza  e  il  controllo degli  alimenti  di  Ispica  (ASCA)
  (Missione 16, Programma 1)».

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  colleghi parlamentari, l'articolo 77 prevede un intervento  di  500
  mila  euro  in favore dell'Asca che è una vecchia struttura  che  è
  stata  finanziata tanti anni fa nel 2013, se non sbaglio  2012,  ma
  forse  anche  prima e si prevedono questi 500 mila  euro  a  favore
  dell'agenzia.
   Mi  farebbe, innanzitutto, siccome ricade nel mio territorio,  non
  sono  contrario, sono favorevole ma vorrei sapere innanzitutto  per
  cosa  servono queste risorse, Assessore; poi vorrei capire in quale
  capitolo vanno queste risorse, perché l'Asca è stata trasferita  al
  Corfilac,  quindi vorrei capire, vanno al capitolo del Corfilac?  E
  quindi ho bisogno che lei lo chiarisca.
   Altra  cosa,  qua  fa riferimento alla collocazione  dei  prodotti
  ortofrutticoli e vinicoli in Sicilia. Mi permetto di  dire  che  in
  Sicilia  noi  abbiamo il Corfilac che si occupa  del  latte  e  dei
  prodotti  trasformati del latte: formaggi. L'Istituto vite  e  vino
  che  si  occupa del vino e dell'olio e poi l'istituto che si occupa
  della  carne,  Chiofalo,  non  ricordo  esattamente  qual  era   la
  dicitura;  ora l'Asca che cosa c'entra con il vino, quando  abbiamo
  già l'istituto?
   Qua  si  sta  facendo un po' di confusione. E' scritto sicuramente
  male,  quindi, intanto lo dobbiamo scrivere bene, dobbiamo  mettere
  in conto quelli che sono i prodotti ortofrutticoli e poi io lo dico
  perché  altrimenti  creiamo un po' di confusione,  scriviamo  delle
  cose  che non sono corrette perché di vino in Sicilia se ne  occupa
  l'Istituto  vite  e  vino - vino e olio -,  quindi,  già  questo  è
  sbagliato, è scritto male, va corretto.
   Mi  dispiace  che  però da una parte mettiamo 500  mila  euro  per
  l'Asca,  dall'altra parte lasciamo il Corfilac che  si  occupa  dei
  formaggi  di  tutta la Sicilia e gli mettiamo a mala pena  i  soldi
  degli stipendi. Per il Corfilac non ci sono le risorse neanche  per
  gli  stipendi.  Mi  auguro che vengano messe  le  risorse  per  gli
  stipendi,  perché  ancora non ci sono, ci sono 550  mila  euro  non
  sufficienti, 54,5, mancano ancora 300-400 mila euro per arrivare ad
  1 milione e 300 mila euro e abbiamo pagato gli stipendi solo per il
  Corfilac, non mettendo in condizione il Corfilac
   Mi  ascolti  Assessore, pagare gli stipendi per  il  Corfilac  non
  significa  nulla,  gli  dobbiamo mettere,  oltre  gli  stipendi  le
  risorse  per  fare  l'attività,  altrimenti  facciamo  tante  belle
  chiacchere e non solo.
   E'  assurdo che mettiamo le risorse per l'Asca per 500  mila  euro
  che  ancora  dobbiamo capire e lei dopo ce lo  spiegherà  per  cosa
  servono, ma sono contento e bene fa, ma dobbiamo mettere le risorse
  per  il Corfilac anche per l'attività del Corfilac. Queste sono  le
  cose che volevo dire dicendo che sono, ovviamente, favorevole,  che
  lo  voterò, però dobbiamo essere anche un minimo conseguenziali con
  le altre cose. Grazie.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Savona, mi sembra che i fondi
  del  Corfilac  siano stati aggiunti adesso? Quattrocentomila  euro,
  quelli che vanno oltre gli stipendi, diciamo?

   CAMPO. Signor Presidente, Governo, colleghi deputati, apprendo  di
  questo ente che si occupa dei controlli per la sicurezza alimentare
  dell'intera  filiera  agro-industriale e  che  fra  l'altro  ricade
  proprio  nel  mio territorio, a Ispica. Certamente,  andrò  a  fare
  visita a questo ente ma, in questo momento, volevo capire una  cosa
  e  mi  riaggancio  a  un decreto dirigenziale  di  cui  sicuramente
  l'assessore Scilla mi potrà dare conto. Si tratta del 907. E' stato
  emanato con questo decreto dirigenziale un contributo regionale per
  la lotta al virus Tomato Brown Rugose Fruit Virus.
   Io  vorrei  capire,  visto che c'è un ente  preposto,  perché  non
  facciamo  qualcosa di reale e di concreto per contrastare un  virus
  che sta mettendo in ginocchio tutta la filiera dell'agro-alimentare
  della  fascia  trasformata,  un virus che  distrugge  completamente
  interi  raccolti  di pomodoro, melenzane, peperoni  e  quant'altro,
  invece di fare un decreto dirigenziale del genere dove si dice agli
  agricoltori  questo:  -  ci tengo a citarlo -  devono  disinfettare
  tutto  comprese le serre con delle soluzioni acquose con ipoclorito
  di sodio allo 0,025 per cento e poi devono dare fuoco a tutto.
   Ma ci rendiamo conto di che cosa significa questo? Noi abbiamo gli
  stralci  che sono legati con le plastiche e questa è la  principale
  causa  delle fumarole nel territorio, lo denunciamo da anni  ormai.
  Gli  enti  preposti  hanno  fatto multe  a  tempesta  e  noi  diamo
  consiglio  agli agricoltori di bruciare gli stralci  con  tutte  le
  fascette  di  plastica per prevenire il Tomato Brown  Rugose  Fruit
  Virus?  Cioè è una situazione che veramente non sta né in cielo  né
  in   terra,  qua  ci  vogliono  aiuti  concreti  per  tutti  questi
  agricoltori   che   sono   in  ginocchio  e  soprattutto   dobbiamo
  individuare chi sono gli untori perché vengono venduti dei semi che
  dovrebbero  essere certificati al 100 per cento e  vengono  venduti
  dalle  grandi  distribuzioni che, in realtà, sono semi contaminati.
  Dobbiamo  investire anche sul controllo di questi  semi,  i  nostri
  laboratori   potrebbero  sicuramente  fare  un   lavoro   concreto,
  controllando il seme in partenza per evitare che si infettino tutte
  le coltivazioni serricole.
   Quindi  mi  riaggancio a questo contributo affinché si  trovi  una
  reale  soluzione e non un decreto dirigenziale che è solo una pacca
  sulle  spalle  agli  agricoltori come  per  dire  andatevi  a  fare
  benedire, cioè non può essere assolutamente. E che in più incita la
  formazione delle fumarole nella provincia. Grazie.

   PRESIDENTE. Assessore Scilla, l'intervento dell'onorevole Campo mi
  sembra  un intervento da tenere in considerazione rispetto a quello
  che diceva. Se magari lei lo può

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.   Grazie   Presidente.  Volevo   rivolgermi   un   attimo
  all'Assessore Scilla. Condivisibile sicuramente questo articolo che
  destina  a  quest'Agenzia per il controllo che neanch'io  conoscevo
  sinceramente, tutta la filiera agroalimentare

   PRESIDENTE. Ragazzi, però non lo conoscevate voi, ma  è  una  cosa
  che esiste da tanto tempo, io che non sono di Ragusa lo conosco  da
  tanto tempo ed è una bellissima realtà.

   PALMERI. Va bene, sto dicendo che è condivisibile

   PRESIDENTE. No, no, assolutamente.

   PALMERI.   ...l'interesse   al   controllo,   però   vorrei   fare
  un'osservazione, ossia il fatto che c'è una sproporzione enorme tra
  il livello di contraffazione, livelli di mancati controlli e quello
  che  realmente circola tra i falsi pomodori pachino, i falsi limoni
  siciliani, il falso biologico, quindi credo che il tema della   una
  riforma,  ecco, organica, relativamente ai controlli, sia oggi  una
  cosa fondamentale.
   Nel  mio piccolo ho presentato, come sappiamo nel disegno di legge
  sull'agro-ecologia che è già stato votato in Commissione   Attività
  produttive'  e  che entra nel merito dei controlli  nella  fase  di
  importazione,  nelle  fasi, nelle aree, nelle  attività  pubbliche,
  quindi  mi  auguro  che si possa mettere mano in  maniera  organica
  anche in Aula arrivando all'approvazione di questa materia.
   Giornalmente  riceviamo delle segnalazioni da parte di  apicoltori
  soprattutto che denunciano le morie delle api perché ancora  si  fa
  un  uso  assolutamente scorretto delle sostanze  chimiche.  Vengono
  utilizzate  sostanze  chimiche  bandite  e  le  sostanze,   invece,
  concesse    vengono   utilizzate   in   quantitativi   e   modalità
  assolutamente erronee. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Palmeri. Sono iscritti gli onorevoli
  Sunseri e Cracoli.
   Se  anche  voi  potete  essere abbastanza veloci  per  favore.  Ha
  facoltà di parlare l'onorevole Sunseri.

   SUNSERI.   Grazie   Presidente,  presidente  Musumeci,   colleghi.
  Presidente  ma noi possiamo finanziare una cosa che è chiusa  da  5
  anni? Cioè questo ASCA non esiste più, è chiuso. Basta. Sono chiusi
  da  anni.  I  macchinari li abbiamo dati direttamente a  Irvos,  li
  abbiamo dati a Corfilac, cioè diamo le somme ai consorzi di ricerca
  che  hanno bisogno di fare ricerca, non diamole a cose chiuse, cioè
  è  chiuso.  Ma io non capisco, cioè nel momento in cui  ci  sono  8
  consorzi di ricerca, 8 consorzi di ricerca che non riescono a  fare
  ricerca  perché  non  hanno  le somme necessarie  per  affrontarle,
  abbiamo  proposto un accorpamento tra questi consorzi,  tra  quelli
  che se lo possono fare, ci sono 8 CdA, ci sono 8 revisori dei conti
  e  noi dobbiamo dare soldi a una cosa che è chiusa da anni, che non
  ha più i macchinari, che non ha il personale per ripartire. Ma come
  è  possibile?  Presidente Musumeci ma dove  stiamo  andando?  Cioè,
  chiedo  veramente un intervento del Governo a stralciare  una  cosa
  del   genere.  Non  possiamo  più  permettercelo.  Puntiamo   sulle
  strutture,  sui  consorzi  di ricerca che  hanno  volontà,  voglia,
  personale, a puntare, diamogli la possibilità di accedere a  quelle
  misure  del  PSR che gli permettono di avere i fondi necessari  per
  fare ricerca per la Regione siciliana. Non finanziamo cose che sono
  già morte da anni.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.  E  Poi
  interviene l'Assessore. Prego.

   CRACOLICI.   Assessore  ho  sentito  che  l'ASCA   sarebbe   stato
  trasferito per l'attività gestionale al Corfilac. Non si può  fare.
  L'ASCA  è  una struttura pubblica, il Corfilac non è una  struttura
  pubblica. Corfilac ha un contributo da parte della Regione  per  le
  attività  di  ricerca  eccetera, eccetera.  Quindi,  l'ASCA  è  una
  struttura  della  Regione  che,  in atto,  era  affidato  all'Irvo,
  quindi, dovete quanto meno affidarlo a un soggetto pubblico per  la
  gestione, non potete affidare un bene pubblico
   E'  una cosa, io non voglio aggiungere altro, è una cosa delicata,
  evitate di andare a sbattere la faccia al muro.

   PRESIDENTE.  Se  interviene  l'Assessore  Scilla  su   tutti   gli
  argomenti.

   RAGUSA . Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, lei non potrebbe intervenire, trenta
  secondi, velocemente.

   RAGUSA.   Grazie,  Presidente.  Penso  che  questa  sera  potremmo
  cogliere  una grande occasione che è quella di mettere in  funzione
  dei  macchinari che sono stati fermi per tanti anni che, per grande
  responsabilità,  a cui non siamo neanche interessati  chi  siano  i
  responsabili.
   Cosa  chiede  oggi la catena di distribuzione a  chi  produce?  Ai
  produttori? Le analisi sensoriali.
   Se  per  la  carota  di  Ispica i produttori mandano  fuori  dalla
  Sicilia a fare queste ricerche ed hanno un costo esagerato. Se  chi
  produce pomodoro in Sicilia ha bisogno di queste analisi va  sempre
  fuori e queste analisi hanno un costo.
   Qui  sono  due  le  cose,  caro  presidente  Micciché,  presidente
  Musumeci  e  assessore Scilla, se in questa cosa  ci  crediamo,  se
  vogliamo veramente aiutare e sostenere le imprese siciliane andiamo
  avanti.
   Per  rispondere al mio amico e collega Cracolici,  non  la  stiamo
  dando  al  Corfilac.  I  ricercatori del Corfilac  che  sono  stati
  preparati  e formati con i fondi pubblici, oggi si possono  mettere
  nelle condizioni di usufruire e mettere in cammino questa struttura
  a  sostegno  delle imprese siciliane, siano essi pomodori,  patate,
  carote di Ispica, di Marsala, di tutta la Sicilia.
   Perché poi viene facile strumentalizzare anche le cose semplici  e
  buone  perché  ho  ascoltato  tante di quelle  fesserie  in  questa
  finanziaria e lei ci ha bloccati.
   Non possiamo neanche parlare.

   PRESIDENTE. Non sono io che l'ho bloccata, onorevole Ragusa.

   RAGUSA.  Presidente, mi scusi, siccome vogliamo collaborare  tutti
  per  le  cose  buone dalla Sicilia e non per la demagogia  che  non
  serve a alcuno in questo momento storico.
   Chiaramente  il  Parlamento può fare quello che  vuole,  però  con
  dignità  e con grande onestà intellettuale vi dico che questa  cosa
  serve.

   PRESIDENTE.   E  credo  che  il  suo  intervento  abbia   chiarito
  immediatamente tutto.
   Mi  creda, onorevole Ragusa, non sono io che vi voglio vietare  di
  parlare.
   Purtroppo,  nel  momento in cui i tempi sono quelli  che  dobbiamo
  essere velocissimi, devo chiedere alla maggioranza di limitare  gli
  interventi.
   Ha facoltà di intervenire l'assessore Scilla.

   SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea.     Comprendo    tutto,    comprendo     il     ruolo
  dell'opposizione,   però   arrivare  a  fare   delle   affermazioni
  completamente  fuori luogo, perché vero è che l'ASCA  è  dentro  la
  struttura  Corfilac, ma c'è qualcuno che ce lo ha messo  dentro  la
  struttura  Corfilac,  non c'è andato da solo. Non  dimentichiamo  -
  qualcuno che è presente in questi banchi da qualche anno - perché è
  stata fatta questa cosa.
   Siccome  per il governo Musumeci l'agricoltura è una cosa  seria,i
  ntanto  stiamo  dando  un  segnale  al  mondo  dell'ortofrutta  che
  rappresenta  un  importante  settore  economico.  L'ortofrutta  per
  l'agricoltura siciliana è una produzione di PIL notevole. Dà  posti
  di lavoro veri.
   Sostenere  quindi  la  struttura  all'interno  del  Corfilac,  poi
  vedremo,  onorevole Cracolici, se con atto amministrativo  possiamo
  riportare  l'ASCA ad essere una struttura autonoma. Intanto,  serve
  ora dare risposte vere agli agricoltori.
   Ho  ricevuto tutti gli imprenditori della Sicilia orientale che si
  occupano di ortofrutta e tutti hanno voluto la rimessa in  moto  di
  questa   struttura   che   certifica  la  qualità   dell'ortofrutta
  siciliana.
   E le risposte si danno con atti veri.
   Quindi,  rispetto  alla gestione di tutta la  finanziaria,  volere
  dare  all'interno del Corfilac dove già abbiamo appostato 400  mila
  euro per potere garantire il pagamento degli stipendi e, quindi, la
  struttura  è  un ente di ricerca e deve lavorare per dare  sostegno
  alle  imprese  dell'agricoltura,  abbiamo  voluto  specificare  che
  all'interno  di  questa gestione del Corfilac prevediamo  500  mila
  euro che vanno direttamente alla gestione dell'ASCA.
   Per quanto riguarda l'intervento che ha fatto l'onorevole Campo, a
  proposito di questo decreto - di cui lei parla, in cui noi  avremmo
  impegnato non so quanti euro, quante migliaia di euro -,  le  posso
  assicurare  che  non abbiamo impegnato nemmeno un euro,  che  è  un
  obbligo  di  legge  che ci impone la Comunità europea,  perché  nel
  momento  in cui c'è un attacco fito-sanitario, in cui c'è un  virus
  che   può  creare  danno  alle  colture  dell'agricoltura,  abbiamo
  l'obbligo  di intervenire affinché venga rimossa la pianta  che  ha
  subìto l'attacco sanitario.
   Rispetto a tutto questo, io sono davvero contento, però siccome il
  Parlamento  è  sovrano  e  bisogna  avere  rispetto  di  tutti,  ma
  facciamolo  con  una logica politica, e guardando soltanto  ad  una
  cosa, però, gli interessi della Sicilia e dei Siciliani.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è un emendamento, il  77.9,  che
  stanno distribuendo, a firma del Governo. Se l'onorevole Scilla  lo
  vuole illustrare.

   SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea. Questo non c'entra.

   PRESIDENTE. Onorevole Scilla facciamo una cosa. Come abbiamo fatto
  con l'onorevole Lupo. Siccome non c'entra niente con l'articolo 77,
  lo mettiamo in una cosa a parte. Ci penso io.
   E' una cosa che non c'entra con il 77.
   Ora recuperiamo un emendamento, esattamente come abbiamo fatto con
  l'onorevole Lupo. Lo facciamo subito, state tranquilli.
   Andiamo  avanti.  Pongo  in votazione l'articolo  77.  Sono  tutti
  soppressivi, votiamo il soppressivo 77.1. Verifichiamo  se  risulta
  appoggiato.


   Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento soppressivo 77.1

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento soppressivo 77.1.
   L'emendamento 77.9 è stato stralciato perché non ha  niente  a  che
  vedere  con  questo articolo, quindi se anche fosse bocciato  questo
  noi mettiamo immediatamente in votazione il 77.9.
   Chiarisco  il  significato del voto: chi vota per  il  mantenimento
  dell'articolo  deve votare no; chi lo vuole sopprimere  deve  votare
  sì.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti  .         66
   Votanti             56
   Maggioranza         29
   Favorevoli          23
   Contrari            33
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Quindi,  l'articolo  rimane in vita. Per cui non  c'è  bisogno  di
  votarlo a questo punto.
   Di fatto è stato votato l'articolo 77.
   Pongo  in votazione l'articolo 77.9. Se non ci sono emendamenti  e
  non  ci  sono  obiezioni possiamo metterlo in votazione,  il  77.9,
  quello che abbiamo tirato fuori da questa cosa.
   Lo stavamo votando come emendamento. Abbiamo detto che siccome non
  aveva a che fare con il 77, lo votavamo dopo.
   Avevo  chiesto  all'onorevole  Scilla  di  spiegare  di  cosa   si
  trattava,  per  cui  se  l'onorevole Scilla,  se  le  chiedono  una
  spiegazione, gliela dia 77.9, quello dell'organismo pagatore.

   SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea.  Io  penso che sia un argomento  davvero  importante,
  strategico,  e vorrei che tutta l'Assemblea comprendesse  l'utilità
  di fare in modo che si possa istituire in Sicilia  l'ente pagatore'
  per quanto riguarda appunto l'erogazione in agricoltura.
   Tutte  le  varie  problematiche che spesso noi incontriamo,  nella
  fase sia propedeutica e anche quella di rendicontazione rispetto al
  PSR  e  a tutte le misure che vanno nell'interesse dell'agricoltura
  siciliana,  purtroppo spesso incappano in contrasti  di  situazione
  con l'ente erogatore nazionale.
   Già in atto lo prevede la Comunità europea proprio per cercare  di
  territorializzare le varie misure rispetto alle esigenze specifiche
  di  ogni singola regione, noi, il Parlamento siciliano l'aveva  già
  trovata questa soluzione, mi pare nel 2008, poi non se ne fece  più
  nulla, l'ARSEA, secondo me è arrivato il momento affinché si  possa
  ritornare ad avere in Sicilia l'ente pagatore.
   Ripeto,  in Lombardia, in Emilia Romagna, in Toscana, sono davvero
  tante  le  Regioni e in Europa sono la maggior parte.  E',  diciamo
  così,  il  giusto atteggiamento che bisogna avere  a  difesa  degli
  agricoltori  siciliani perché è assurdo quello  che  spesso  questo
  ente  fa  in  maniera  unilaterale senza  il   contraddittorio  con
  l'azienda, magari facendo dei rilevamenti con delle foto e  a  quel
  punto  modifica  i  parametri  rispetto  alla  misura  e  blocca  i
  pagamenti e tutti voi, essendo voglio dire, soggetti che lavorate e
  difendete  l'agricoltura siciliana nelle nove province,  penso  sia
  davvero  opportuno  affinché  il Parlamento  possa  davvero  votare
  questa  norma,  questo articolo perché consentirebbe  davvero  alla
  Sicilia  di  potere governare meglio il percorso per dare  sostegno
  economico alle varie imprese agricole.

   PRESIDENTE. Benissimo. E' stato chiarito?
     Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Sunseri. E poi  l'onorevole
  Cracolici.

   SUNSERI. Signor Presidente, intanto per una questione di forma non
  si   può  trattare  una  riforma  del  genere  con  un  emendamento
  presentato  cinque minuti prima all'Aula, senza  avere  neanche  la
  possibilità  di  guardarlo. Sarebbe stato opportuno,  quanto  meno,
  farlo  arrivare nel testo della finanziaria e avremmo avuto modo  e
  tempo per studiarlo.
   Due:  ma  lei Assessore crede che riuscirà la Regione siciliana  a
  metterlo  in  atto facilmente? Nell'ultimo bando dei  laghetti  che
  avete  fatto l'Assessorato è entrato in palla per una pec cioè  noi
  abbiamo  dovuto  riallungare i termini delle pec perché  non  siamo
  stati in grado di riceverle tutte, per un bando.
   Sul  PSR  ci  sono  bandi che sono fermi da  anni.  Non  ci  state
  mettendo  un  centesimo, non ci sono le strutture, non  ci  sono  i
  macchinari informatici per portare avanti una riforma del genere.
   Qui  stiamo  trasformando, per carità una  cosa  legittima,  altre
  Regioni lo hanno fatto e ci sono riuscite. Quello che è l'organismo
  pagatore che in questo momento è la AGEA all'interno della  Regione
  siciliana  senza  un  centesimo,  senza  una  struttura,  senza  il
  personale,   senza   le   apparecchiature  informatiche,   con   un
  emendamento  in finanziaria che non dà possibilità all'Aula  né  di
  studiarlo né di leggerlo e né di emendarlo.
   Quindi,  io  veramente rimango stupito sia delle modalità  con  le
  quali  viene  proposto  una cosa del genere all'Aula  e  non  passa
  neanche dalla Commissione di pertinenza e secondo anche perché sono
  veramente  stupito dal fatto che l'Assessore sia così positivo.  Le
  faccio  una  previsione: secondo me per i prossimi  3,  4,  5  anni
  questa  cosa non entrerà in funzione, perché non siamo in grado  di
  farla  entrare in funzione, soprattutto non mettendoci  neanche  un
  centesimo.
   Quindi,  se  fosse  stato  opportuno e veramente  la  volontà  del
  Governo era quello di crearlo l'avrebbe portato in Commissione,  ne
  avremmo discusso, l'avremmo emendato, sarebbe arrivata qua in Aula,
  avremmo  avuto  una  copertura  finanziaria,  avremmo  capito  come
  poterlo fare.
   In  caso  contrario, così, credo che sia una di quelle norme  spot
  che non produrrà nulla di buono per gli agricoltori siciliani.

   PRESIDENTE. Onorevole Scilla, quello che dico è questo, siccome mi
  pare  invece  importantissima che questa cosa si  faccia,  non  c'è
  dubbio  che  qua  si sta approvando l'idea di farla sorgere  questa
  cosa, perché è chiaro che non c'è niente. Io credo, o c'è già tutto
  pronto? Appunto non c'è riforma da fare.
   Per cui, io direi all'Aula che noi intanto oggi noi diamo - che  è
  la cosa importante - facciamo nascere l'organismo pagatore, dopo di
  che  io pregherò l'Assessore, lo faccio immediatamente, l'Assessore
  Scilla, che per quanto riguarda il funzionamento, in Commissione si
  possa  fare una riunione in cui lei spiega esattamente  qual  è  il
  funzionamento di questo organismo pagatore, ma intanto lo  facciamo
  nascere  che  è  una cosa estremamente importante e credo  utile  a
  tutti gli agricoltori siciliani.

   SCILLA,  assessore  per  l'agricoltura, sviluppo  rurale  e  pesca
  mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA,  assessore  per  l'agricoltura, sviluppo  rurale  e  pesca
  mediterranea.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assolutamente
  sì, ma lo davo per scontato.
   E'  evidente  che noi oggi stiamo istituendo soltanto l'organismo.
  E' evidente che poi la gestione  .

   PRESIDENTE. Si deve costruire tutto, certo

   SCILLA,  assessore  per  l'agricoltura, sviluppo  rurale  e  pesca
  mediterranea.  Quindi a quel punto si attiverà con  la  Commissione
  parlamentare, tutto quello che serve, affinché si possa  sviluppare
  tutta  la  costituzione. Ma oggi che l'Aula voti l'istituzione  per
  dare   un   segnale  anche  politico  importante,  secondo   me   è
  assolutamente  indispensabile,  proprio  per  le  motivazioni   che
  diceva, non mi ricordo il nome del parlamentare, poco fa.
   Siccome  noi  subiamo un atteggiamento da parte  dell'AGEA,  anche
  romano,  in questo senso, che spesso ci crea delle situazioni  che,
  rispetto  alle  esigenze nostre, in loco, abbiamo delle  difficoltà
  rispetto ai nostri agricoltori. E quindi

   PRESIDENTE.  Io credo che questo sia l'iter giusto.  Oggi,  si  fa
  nascere   l'organismo   e   poi  la  Commissione   vedrà,   assieme
  all'Assessore,  quali  sono tutti gli organismi  di  funzionamento.
  Questo mi pare un iter assolutamente corretto.

   CAFEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAFEO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato  pure
  un  disegno  di  legge per rimettere in vita  l'ARSEA,  o  come  lo
  vogliamo chiamare. Da due anni gli uffici hanno creato   io  quello
  che  vi  dico  è, quindi, che non posso che votarlo favorevolmente.
  Però a garanzia di tutti, perché lavoriamo, non ci considerate,  in
  Commissione non è passato.
   Aggiunga un comma in cui dice che questo Regolamento deve avere un
  parere obbligatorio e che prima passa dalla Commissione, cioè,  noi
  vogliamo sapere come viene organizzata l'Agenzia. Che cosa ci vuole
  a   rendere  obbligatorio  un  parere  della  Commissione?   Perché
  diversamente veniamo esautorati da qualsiasi forma di attività come
  Assemblea.
   Votiamo  l'idea e poi il Presidente con il Regolamento  fa  tutto.
  Noi vogliamo sapere come funziona. Deve essere obbligatorio.

   PRESIDENTE.  Certo,  lo possiamo anche aggiungere.  Il  Presidente
  dell'Assemblea vi sta dicendo che l'Assessore Scilla in Commissione
  - discuterete in Commissione - sul funzionamento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, io considero la  creazione  di  un
  organismo   pagatore  regionale  una  necessità  per  la   Sicilia,
  considerato  che l'esperienza AGEA ci ha consegnato  una  serie  di
  difficoltà primo conoscitive.
   Noi  ad oggi non sappiamo quanti e quante risorse sono distribuite
  in  Sicilia per la Pac, il cosiddetto primo pilastro, che è gestita
  direttamente da AGEA.
   Secondo,  nel  passato e credo anche ora, ci  sono  una  serie  di
  difficoltà  per  quanto riguarda le misure del PSR,  a  seguito  di
  sistemi  informatici  che  con  le diverse  programmazioni  mutano,
  determinando  una condizione, faccio un esempio, mi  scusi  qualche
  minuto,   lo   dico  anche  ai  colleghi,  poi  dirò   nel   merito
  dell'emendamento cosa penso.
   Noi abbiamo avuto il caso di un ricorso sul biologico, soprattutto
  il  blocco  del  biologico 2015. Questo blocco è stato  creato  dal
  fatto che la Regione ha fatto il bando nel 2015, con le misure  del
  vecchio  PSR,  con  i  criteri  del  vecchio  PSR  autorizzate  dal
  Ministero. Ma AGEA, nel definire la piattaforma informatica,  aveva
  nel  frattempo  mutato i criteri, per cui migliaia  e  migliaia  di
  agricoltori   siciliani   sono  stati  scartati   dalla   procedura
  automatizzata. Migliaia e migliaia, quasi l'ottanta per cento delle
  istanze.
   Quindi,  io  la  considero una opportunità per  la  Sicilia  anche
  perché le altre regioni lo hanno fatto.
  Temo  che, però, con questo emendamento - che io capisco come idea,
  se  è  un'idea la condividiamo, almeno io la condivido - però, temo
  che nel momento in cui facciamo una legge, non basta un'idea.
   Allora,    probabilmente,    il   Governo,    nella    istituzione
  dell'organismo pagatore deve prevedere, intanto, una copertura  per
  costituirlo,  perché altrimenti questa è una norma che  non  ha  né
  capo né coda. Aggiungo

   PRESIDENTE.  Io  credo  che sia quello che  la  Commissione  dovrà
  vedere. E' un emendamento previo parere della Commissione.

   CRACOLICI. No  Qui, qui  Secondo. Suggerisco al Governo  l'ipotesi
  che  si  attui con un regolamento, ai sensi dell'articolo 12  dello
  Statuto  -  lo dico al Presidente della Regione -, ricordo  che  il
  Regolamento ai sensi dell'articolo 12, deve andare al CGA. Cioè  ci
  vediamo fra un anno, se va bene

   PRESIDENTE. Sì, ma poi si vede.

   CRACOLICI.  No ma, allora dico, se vogliamo snellire  troviamo  le
  modalità in cui si dà una copertura, non so quale, simbolica

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, se ci fosse ora una copertura non
  lo potremmo ammettere. Per cui, oggi passa l'idea. Poi, siccome c'è
  un  emendamento  secondo me assolutamente corretto  e  che  bisogna
  passare, che è stato presentato.

   CRACOLICI.  Allora,  è  uno  spot. Non  è  un'idea,  è  uno  spot.
  Purtroppo è uno spot

   PRESIDENTE.   Siccome   è  stato  messo    previo   parere   della
  Commissione', in Commissione si studierà quanto metterci di  soldi,
  quando  farlo  passare al CGA. Voglio dire,  credo  che  sia  tutto
  quello che lei dice è assolutamente corretto.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE.  E'  una  norma. Nasce l'organismo.  Dobbiamo  votare,
  però.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io sono  contento
  stasera perché ho ascoltato il compagno Cracolici che non sempre  è
  cattivo.  Ogni  tanto ricorda gli errori fatti  nel  passato  e  ci
  consente di fare una norma che è assolutamente interessante per  la
  Sicilia.
   L'avevamo fatta nel 2008, abbiamo resistito 2012, 2013, 2014,  poi
  il  Governo Crocetta la voleva togliere, Presidente, perché era una
  cosa inutile

   CRACOLICI. No

   DI MAURO. Stasera l'onorevole Cracolici, finalmente, ci dà ragione
  che è una cosa interessante.

   PRESIDENTE.  Scusate, capisco che ci stiamo riposando con  quattro
  battute.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Dico a - non lo definisco compagno -  all'onorevole Di
  Mauro  perché, diciamo, potrei - vorrei ricordare all'onorevole  Di
  Mauro,  che  fa finta di non sapere poiché è stato anche  assessore
  per  il  bilancio, che ARSEA nata in Sicilia, e mai  costituita,  è
  costata a questa Regione due milioni e mezzo di euro. Due milioni e
  mezzo  di Euro, per un organismo che non è mai nato  Allora farebbe
  bene  a  ricordare l'onorevole Di Mauro, che quella vicenda  è  una
  delle pietre miliari del sacco della Sicilia

   PRESIDENTE. Non ci sono repliche.
   Sono iscritti a parlare gli onorevoli Laccoto e Foti.

   MUSUMECI, presidente della Regione.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente  della Regione. Signor Presidente,  soltanto
  per  aggiungere qualche considerazione e un chiarimento in più,  mi
  auguro,  a  quanto  già  in maniera compiuta, detto  dall'assessore
  Scilla.
   Va  richiamato subito il concetto, io ho avuto modo di potere fare
  cenno  all'ex assessore Cracolici col quale, peraltro, da assessore
  all'agricoltura  mi  sono  più volte incontrato  per  rappresentare
  alcune   esigenze  del  territorio  e  l'ho  trovato,  devo   dire,
  interessato all'ascolto.
   La  Sicilia  è  l'unica regione italiana, l'unica  grande  regione
  italiana a non avere un suo organismo pagatore. In questi tre  anni
  ho  incontrato  varie  delegazioni  di  agricoltori,  vi  prego  di
  credermi  onorevoli  colleghi, in comune in  tutte  le  delegazioni
  coglievo  l'amarezza verso l'AGEA, verso l'ente pagatore nazionale,
  quasi  un senso di frustrazione per un ente che, a volte anche  con
  atteggiamenti improntati ad arroganza, crede, dall'alto, di  potere
  definire  in  maniera  negativa, vicende  e  aspettative,  ansie  e
  speranze degli agricoltori siciliani.
   Vi  porto  solo  un esempio. Attraverso una intercettazione  video
  dall'alto, pensano di potere determinare la destinazione  culturale
  di  un'azienda  che  magari sarà un'azienda di arbusti,  un'azienda
  orticola,  e  la  fanno diventare pascolo senza  avere  neppure  il
  buonsenso   di   verificare  col  l'Ispettorato   provinciale   per
  l'agricoltura  o, direttamente, con i propri uomini  attraverso  un
  sopralluogo, la reale consistenza dell'azienda, e ogni opposizione,
  ogni ricorso a Roma sbatte contro un muro di gomma.
    Ecco, perché, questa proposta che, lo riconosco, poteva benissimo
  seguire l'iter dei tanti disegni di legge che, mi auguro, -   hanno
  avuto  felice  sorte nel passato e potranno averne anche  entro  la
  fine  di questa legislatura -  però, ci creda il Parlamento, non  è
  stato  un atto per sottovalutare il ruolo dell'Assemblea,  è  stata
  l'opportunità  di  potere  rispondere  intanto  ad  una   legittima
  richiesta  che  arriva  dal  territorio,  con  l'impegno   che   il
  regolamento sarà fatto dalla Commissione, quindi dal Parlamento.
     Noi  proporremo  una bozza di regolamento, la sottoporremo  alla
  Commissione  Agricoltura' e sarà il Parlamento nella sintesi  della
  Commissione   a   decidere   quale  struttura,   magari   guardando
  all'esperienza  dell'Emilia Romagna o del Lazio o della  Toscana  o
  della  Lombardia o del Piemonte o della Calabria, quale regolamento
  noi possiamo imitare.
   Certamente,  andremo  a trovare una copertura  per  consentire  al
  Dipartimento,  non  c'è  bisogno  di  strutture  nuove,  basta   il
  dipartimento, il dipartimento di potere cominciare a gestire l'ente
  erogatore,  bisogna  chiedere  -  come  sapete  -  l'autorizzazione
  ministeriale che dovrà preventivamente essere concessa, quindi,  si
  tratta  soltanto,  oggi,  assieme ai lavoratori  del  Consorzio  di
  bonifica  e  agli  sforzi che abbiamo ritenuti, tutti  assieme,  di
  compiere  nei  confronti  del  settore  primario  di  dare   questo
  ulteriore  segnale.  Non è una riforma, non è  neanche  una  grande
  riforma ma è un punto d'inizio assai significativo, forse molto più
  importante di una riforma. Vi ringrazio.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Io penso che la norma sia assolutamente da votare  al  di
  là  delle  modalità, ma questa è una riforma che  è  nell'interesse
  veramente della Sicilia.
   Quello  che  io,  così  come diceva l'onorevole  Cracolici,  pongo
  all'attenzione  del Governo è che se invece di fare  le  lungaggini
  del  regolamento  si  possa inserire che  le  norme  di  attuazione
  vengano  previste  con un decreto previo passaggio  in  Commissione
   Agricoltura', snellirebbe molto di più i tempi e le possibilità.

   PRESIDENTE. E' argomento della Commissione. Grazie infinite.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Grazie, Presidente. Io annuncio il voto favorevole da parte
  del  mio  Gruppo in particolare l'attenzione che si  è  rivolta  al
  ruolo  della  Commissione che, però, non è stata a guardare  perché
  noi in questi anni abbiamo raccolto questa sensazione, il fatto che
  l'AGEA   neppure  risponde  al  telefono,  tra  l'altro   c'è   una
  interessante  relazione della Corte dei conti  che  la  dice  lunga
  sull'attività dell'Agenzia.
   Vorrei  ricordare a tutti i colleghi che noi siamo la Regione  che
  ha  più produttori, ha più produttori biologici e che ha, comunque,
  raggiunto una buona performance della spesa. Il problema è poi  del
  pagamento,  perché l'erogatore sta molto lontano. Anche  noi  siamo
  per  l'idea non so se già è stato depositato qualcosa, lo può  fare
  direttamente  il Governo che riteniamo un passaggio in  CGA  di  un
  regolamento.

   PRESIDENTE. C'è già tutto, onorevole Foti.

   FOTI.   E'   la   modificabilità  del   regolamento,   oltretutto,
  estremamente  complessa. In ultimo volevo  annunciare  che  avevamo
  depositato un ordine del giorno sull'Asca che vorremmo fare  vedere
  all'assessore,  ne stiamo preparando uno perché in questi  mesi  si
  sta preparando la nuova programmazione anche sul psr e, proprio sui
  fondi che dovrà erogare questa futura agenzia, siamo potenzialmente
  a  rischio  di un furto di 400 milioni di euro che, in particolare,
  alcune  regioni  del  nord vogliono vedersi  ripartiti  questi  400
  milioni  che  abbiamo  avuto in più per  la  nostra  virtuosità  in
  agricoltura, vogliono spartirlo tra le varie regioni. Noi  vorremmo
  con  l'ordine del giorno incoraggiare il Governo e tenere la  barra
  dritta, perché non possiamo essere ulteriormente derubati.

   PRESIDENTE.   Dobbiamo   votare   il   subemendamento   presentato
  dall'onorevole Pasqua e altri che è il 77.9.1 quello con cui  viene
  inserito dopo le parole  Presidente della Regione  sono aggiunte le
  parole  previo parere della Commissione parlamentare permanente  di
  merito . C'è l'ok ... Non c'è bisogno, aspettiamo quell'emendamento
  e  facciamo così e poi se la vedono in Commissione, sennò  dobbiamo
  ricominciare.
   Dunque,   l'organismo si avvale del personale  della  Regione... ,
  questo.  Forse non c'era neanche bisogno di scrivere,  l'aveva  già
  detto  poco  fa  il  Presidente che sarebbe stato  all'interno  del
  Dipartimento e, quindi, con le persone del Dipartimento, ha  voluto
  segnalare io non la metterei in legge perché, se un domani dovesse
   Presidente,  scusi,  credo che lei lo ha  già  dichiarato.  Se  lo
  mettiamo in legge fra 3 anni ne vogliono prendere uno fuori  devono
  fare la legge
   Calma,  allora  voglio  dire  se è un motivo  tecnico,  basta  che
  qualcuno me lo dice non c'è problema.
   Allora,  intanto  abbiamo votato il 77.9.1 dell'onorevole  Pasqua,
  quello   previo Commissione . Poi per motivi chiedo più tecnici che
  altro  abbiamo  sistemato  un attimo il  77.9,  con  l'aggiunta  di
  personale e locali della Regione, del Dipartimento, per evitare che
  possa essere impugnata. Quindi, ora gli uffici la scriveranno bene,
  però  credo  che  abbiamo  votato il  77.9.1,  possiamo  votare  il
  77.9.1,così come modificato e possiamo votare l'articolo77.9 che  è
  approvato.
   Trovate  la  formula  esatta da inserire e lo sistemiamo.  Andiamo
  avanti.
   Se  è una cosa che non trova obiezioni c'è questa norma, onorevole
  Cafeo,  c'è  questa norma di Galermi, se non ci sono  obiezioni  da
  parte  dell'Aula. Un attimo, se dobbiamo iniziare un dibattito  non
  ce la facciamo.
   C'è un subemendamento? L'articolo è il 76, così ci togliamo un po'
  di   cose,   perché  se  no  poi  non  lo  possiamo  fare.   Questo
  subemendamento me lo fa vedere?
   L'articolo è il 76. Il subemendamento aggiunge quattrini, per  cui
  sono maggiori oneri e non lo possiamo fare.
                     (intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.   Cioè  lo  deve  dire  il  bilancio  e  diventa   una
  complicazione.  Non è detto che ci siano disponibilità,  quindi  il
  subemendamento non lo possiamo accettare. Possiamo votare il 76.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Però, non ci possiamo aggiungere  soldi
  non c'è n'è

   PALMERI.  Presidente,  volevo aggiungere, dare  un  carattere  più
  generale  facendo riferimento a questi acquedotti  storici  che  ci
  sono sia in provincia di Palermo che in provincia di Catania.

   PRESIDENTE.  Se  mettiamo aumento di risorse deve avere  tutto  un
  iter nel bilancio, deve essere coperto.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO.  Presidente,  acquedotti  storici  siciliani,  c'è  solo
  Siracusa  o  ce  ne  sono  altri, perché  rischiamo  così  di  fare
  un'eccezione  o  li  finanziamo tutti,  quelli  attivi,  attenzione
  oppure qua c'è un  eccezione e sinceramente non va bene.

   PRESIDENTE. Cioè io voglio dire, c'è questo articolo  che  era  un
  emendamento  dell'onorevole Cafeo, che consente gli  interventi  di
  manutenzione straordinaria per la messa in sicurezza, immagino  che
  sia utile. Poi di tutti gli altri,  possiamo votarlo, dai.
   Pongo  in  votazione l'articolo76. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 88. Ne do lettura:

                               «Art. 88.
           Interventi in favore del personale del disciolto
                           Consorzio I.TE.S

   1.  Al fine di non disperdere l'attività tecnico-scientifica posta
  in   essere   dal  disciolto  consorzio  di  ricerca    Innovazione
  Tecnologica  per  la Serricoltura  (I.TE.S.), costituito  ai  sensi
  dell'articolo  5  della legge regionale 5  agosto  1982,  n.  88  e
  successive  modificazioni, il consorzio  di  ricerca   Gian  Pietro
  Ballatore  è autorizzato a subentrare nelle funzioni e nei rapporti
  di lavoro del personale reclutato mediante avviso pubblico.

   2.  Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, per
  l'esercizio finanziario 2021, la spesa di 180 migliaia di  euro  da
  destinare   in  favore  del  consorzio  di  ricerca   Gian   Pietro
  Ballatore ,  cui si fa fronte con le disponibilità  della  Missione
  16, Programma 1, capitolo 147314».

                           (Brusio in Aula)

   C'è un motivo speciale per cui state gridando tutti o è un momento
  di rilassamento?
   Allora,  siamo  all'articolo 88. E stato presentato  l'emendamento
  88.R  di  riscrittura. E' stato distribuito?  Il parere del Governo
  sull'88.R?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. E' stato chiesto di accantonarlo perché la riscrittura
  è fatta male, ma non so in che cosa? Accantoniamolo.
   Si ritorna all'articolo 119.
   Comunico che è stata presentata la riscrittura 119.R. del Governo.
   E'  stata  distribuita e dovreste avere tutti la  riscrittura  del
  Governo dell'articolo  119.
   L'articolo  119 è stato riscritto, per cui gli emendamenti  validi
  rimangono  quelli soppressivi, mentre gli altri se viene  approvato
  questo tutti gli emendamenti sono preclusi. Quindi, iniziamo questo
  dibattito.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha facoltà.
   Se  mi  dite chi intende intervenire, ne prendo nota. Allora,   Di
  Paola,  Schillaci, Lupo e Cracolici. Sono chiuse  le  iscrizioni  a
  parlare.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   avevo
  presentato  il  soppressivo perché avevo  alcuni  dubbi  che,  devo
  essere  sincera,  permangono anche leggendo la  riscrittura  che  è
  sicuramente  molto  lunga e richiederebbe un approfondimento  punto
  per punto.
   Andando  ai dubbi, questa agenzia che dovrebbe essere un ente  che
  dovrebbe  svolgere delle funzioni di facilitatore del  dipartimento
  dell'ambiente,  in  realtà  sembra che  si  sostituisce  in  alcune
  decisioni,  anche  in alcune competenze stesse del  governo  ed  in
  particolare del dipartimento dell'ambiente ma anche di altri  enti,
  come  ad  esempio  l'autorità  di bacino,  in  quanto  si  porrebbe
  all'esterno,  in maniera autonoma, dal punto di vista  decisionale,
  appunto nelle decisioni.
   Fra  l'altro,  un  altro dubbio che avevo era  relativamente  alla
  nomina del direttore, nella scelta del direttore. Mentre per  legge
  c'è una selezione ben precisa per l'individuazione delle competenze
  e  delle  esperienze specifiche, in questo caso sembrerebbe  che  i
  criteri  seguano  un percorso diverso, più legato alle  preferenze,
  come  se  già  ci fosse una figura individuata, ma probabilmente  è
  solo una mia sensazione.
   Inoltre, mi sembra una riproposizione della disastrosa ARRA che fu
  sciolta dopo pochi anni. Un altro dubbio, il comma 3 tra l'altro  è
  in  pieno  contrasto  in quanto si sostituisce  alle  funzioni  del
  governo.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'era una  volta
  un  film  che si chiamava  La Cosa' del 1982, film che inizialmente
  non   ha  riscosso  molto  successo  ma  poi  negli  anni  è  stato
  rivalutato.
   Io,  appena  ho  visto questo articolo, senza la riscrittura,  già
  come  titolo, accanto all'articolo 119, ho messo  La Cosa'.  Perché
  vedete  colleghi, Presidente, questo articolo - e mi  può  smentire
  eventualmente la presidente della commissione ambiente - non  penso
  che  sia  passato dalla commissione di merito. E così come  abbiamo
  fatto  questa  mattina  con una riforma  che  poteva  essere  anche
  importante  per la Sicilia che era quella relativa all'Irsap  e  al
  discorso  delle  zone industriali, anche questa cosa  che  potrebbe
  anche   essere   utile,   io  non  entro   nel   merito   specifico
  dell'articolo, però anche questa cosa, a mio modo di vedere  signor
  Presidente,   doveva  fare  un  iter  quanto  meno  in  commissione
  ambiente,  doveva  essere discussa, doveva essere  valutata  e  poi
  portata in Aula.
   Entrando  nel  merito  signor  Presidente,  io  vedo  anche  nella
  riscrittura, che già è strano che un articolo così lungo, visto che
  c'erano  già degli emendamenti all'interno dell'articolo, dico  io,
  come  dire,  sono  di prima Legislatura, ma solitamente  quando  si
  riporta  una  riscrittura  lunga è  per  fare  decadere  tutti  gli
  articoli  che  erano presenti nel primo articolo;  quindi  dico  si
  ripresenta  una  nuova  riscrittura di un paio  di  pagine,  di  un
  articolo  di  un  paio  di  pagine,  per  far  decadere  tutti  gli
  emendamenti  che  erano presenti, che erano presenti  nell'articolo
  inserito nel testo. Nella riscrittura, vista velocemente,  dico  la
  prima  cosa che mi è saltata all'occhio è il discorso del direttore
  generale  che  poi viene nominato, che dev'essere  in  possesso  di
  diploma di laurea e di comprovate esperienza in materia di dissesto
  idrogeologico.
   Dico  a me questa cosa Presidente, e mi rivolgo anche ai colleghi,
  mi  sembra  molto  ma  molto strana. Trattarla all'interno  di  una
  Finanziaria che ci ha visti impegnati giorni, siamo stati  qui  per
  ore,  questa  mattina  abbiamo fatto una  lunga  discussione,  oggi
  pomeriggio  abbiamo  approvato  il discorso  del  Comitato  tecnico
  scientifico della VIA-VAS, poco fa abbiamo approvato pure un  altro
  articolo ordinamentale che riguardava il discorso dell'agricoltura.
   Attenzione, tutte cose che possono essere meritevoli e che noi man
  mano  ci siamo impegnati a modificare e a migliorare ma questa cosa
  Presidente,  questa cosa Presidente, io direi e chiedo  al  Governo
  perché a questo punto chiedo se è un articolo che, come dire, vuole
  fortemente il Governo, chiedo di motivare perché questa  cosa  deve
  essere  fatta  all'interno  di  una Finanziaria  e  con  pochissime
  discussione   ed   argomentazioni  all'interno  delle   commissioni
  altrimenti  invito  il  Governo,  invito  il  Governo,   visto   la
  delicatezza  anche di questa Agenzia regionale per  la  difesa  del
  territorio, poi gli mettono i nomi carini proprio per fare  passare
  le cose, come dire, che possono essere un po' particolari.
   Chiedo  il ritiro di quest'articolo, onde evitare poi di  iniziare
  una  bagarre d'Aula perché a questo 119R Presidente, anche a questo
  119R,   inizieremo  a  presentare  sub-emendamenti   dico   e   poi
  rischieremo di fare veramente un pastrocchio oltre al fatto che non
  ho  ben  capito  di  cosa  si  tratta  visto  che  già  abbiamo  un
  Commissario  per il dissesto idrogeologico, noi stiamo  andando  ad
  inserire  un'Agenzia  con  revisori,  cioè  una  cosa,  come  dire,
  pachidermica  visto che abbiamo già il commissario, non  capisco  a
  cosa  serve  l'Agenzia  regionale per  la  difesa  del  territorio.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie  Presidente,  Assessori  e  colleghi  deputati,
  condivido le perplessità dei colleghi che mi hanno preceduto perché
  mi   sembra  che  noi  stiamo  andando  ad  appesantire  l'apparato
  amministrativo ma vorrei intervenire principalmente sul comma 6 e a
  tal fine vorrei leggere alcune parole:  soprattutto oggi, in questo
  contesto  emergenziale,  occorre  assicurare  rapidità  dell'azione
  amministrativa  che  però non può prescindere  da  un  adeguato  ed
  efficace sistema di controllo, pena una non efficace impiego  delle
  risorse  disponibili e uno sviamento della spesa  per  le  finalità
  pubbliche'; Queste sono parole prese dalla relazione del Presidente
  della   sezione   giurisdizionale,  Lo  Presti,   all'inaugurazione
  dell'anno giudiziario.
   Presidente,  io  chiedo  che questa Regione  debba  puntare  sulla
  professionalità delle persone, dei revisori, che devono  effettuare
  i  controlli in questa Regione ecco perché oggi, più che parlare di
  revisione  contabile, si deve parlare di revisione pubblica  perché
  bisogna tutelare e garantire le poche risorse che questa Regione ha
  e  devono essere indirizzate per il bene comune. Proprio per questo
  chiedo  all'Aula di apprezzare qualora dovesse il Governo mantenere
  l'articolo,  apprezzare il subemendamento  che  parla  di  revisore
  unico sulla stregua degli altri revisori unici che ci sono in tutta
  Italia;   non   vedo  perché  la  Regione  siciliana  debba   avere
  caratteristiche completamente diverse nella modalità  della  nomina
  di  questi  revisori. Non si è mai vista che viene  nominata  dagli
  organii e soprattutto dal Presidente della Regione.
   Chiedo,  quindi,  che venga apprezzato il mio subemendamento  dove
  si prevede il sorteggio dall'albo, ai sensi del decreto legislativo
  n. 39/2010 e che prevede una serie di criteri proprio sul solco dei
  suggerimenti fatti dalla Corte dei conti.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di intervenire l'onorevole  Lupo.  Ne  ha
  facoltà.
   Poi  seguono gli interventi degli onorevoli Cracolici, Foti  e  Di
  Caro.
   Se non ci sono altri, abbiamo chiuso le iscrizioni a parlare.

   LUPO.  Presidente,  Governo, colleghi, le  chiedo  di  accantonare
  questo articolo perché ha bisogno di qualche approfondimento.
   Anche  la riscrittura, rispetto al testo esaminato e approvato  in
  Commissione,  presenta delle novità di non poco conto  che  saltano
  agli occhi da una prima lettura superficiale.
   Credo che è corretto dare tempo a tutti i colleghi.
   Certamente  ne ho bisogno io, avere tempo dunque per  una  lettura
  ben  più  attenta anche rispetto ai possibili sviluppi,  rischi  di
  impugnativa, profili di coerenza rispetto all'accordo con lo  Stato
  del 14 gennaio.
   C'è   una  formale  richiesta  di  accantonamento  perché  abbiamo
  bisogno di tempo per esaminare il testo.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di intervenire l'onorevole  Cracolici,  ne
  ha facoltà.

   CRACOLICI. Presidente, non entro nel merito perché già  la  parola
  Agenzia  mi  fa venire l'orticaria, visto quello che è successo  in
  questa Regione con la costituzione di agenzie nel passato e con gli
  effetti che hanno avuto le agenzie.
   Voglio porre solo un problema.
   Ma  l'Assessore Armao ha deciso assieme al Presidente Musumeci  di
  cancellare la firma all'accordo che hanno sottoscritto nei primi di
  gennaio  con lo Stato per consentire i 481 milioni di rinvio  della
   ?
   Perché  se non l'hanno fatto, vorrei ricordare che questa norma  -
  ma  assieme ad altre norme - è in assoluto contrasto con quello che
  voi  avete sottoscritto con lo Stato dove non è possibile istituire
  nuovi organismi, anzi.
   Nell'accordo che avete sottoscritto c'è scritto che la Regione  si
  impegna   a   razionalizzare  l'apparato  amministrativo  esistente
  riducendo l'apparato e quindi le funzioni connesse.
   Lo  dico  perché sul piano del principio, stiamo facendo una  gara
  per  cercare di avere il più possibile tante norme impugnate -  non
  in  violazione  della Costituzione - ma in violazione  dell'accordo
  che voi avete sottoscritto.
   Delle due, l'una
   Volete  portare a una finanziaria di guerra per dire  poi  che  lo
  Stato  è  brutto e cattivo perché prima firmate l'accordo  per,  in
  qualche   modo,   razionalizzare  il  sistema   dell'organizzazione
  amministrativa e poi autorizzate l'approvazione di norme che  -  di
  fatto - contraddicono quell'accordo.
   Devo  prendere atto che quell'accordo non c'è più  Perché  se  non
  c'è più, ci regoliamo tutti di conseguenza.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di intervenire l'onorevole  Foti.  Ne  ha
  facoltà.

   FOTI.  Presidente, Governo, colleghi, devo dire che siamo  un  po'
  stanchi e a corto - di solito qui si dice di copertura - ma siamo a
  corto di fantasia.
   Questa agenzia del territorio è denominata  Sicilia sicura .
   Ma mi pare che  Sicilia sicura  sia figlia anche di questo Governo
  perché  ha creato un'applicazione, un sito che si occupa  di  Covid
  che  oggi è - come dire - nel cardiopalmo di tutti i cittadini  che
  vanno  sempre lì a cercare informazioni e dati e quindi  mi  sembra
  veramente   inappropriata  questa  denominazione   perché   infonde
  confusione.
   Poi abbiamo Qualità Sicura Sicilia che è il marchio di qualità con
  cui abbiamo certificato il latte di capra, i cereali e quant'altro.
  Quindi, siamo a corto di idee. Stiamo riciclando le parole.
   Ma  a  parte questa nota di colore, Presidente è un mattone questa
  proposta e questa proposta io mi sarei aspettata un incipit in Aula
  dove   gli   assessori  competenti,  magari,  prima  ne  spiegavano
  ampiamente  i contenuti perché io le dico che ho seguito  i  lavori
  della  IV Commissione, anche se non sono membro, e francamente  non
  me  lo  ricordo neppure tra gli aggiuntivi. Poi in queste settimane
  siamo stati oberati di lavoro.
   Sappiamo  quanto  è  importante la tutela  del  territorio,  della
  risorsa acqua, del dissesto idrogeologica ma signor Presidente,  mi
  scusi, noi già avevamo fatto una legge sulla autorità di bacino nel
  2018  che è stato un elemento qualificante. Peccato che poi  l'ing.
  Greco  a  volte  non  è  messo  in  condizione.  Però  tante  delle
  competenze, delle finalità, io le ritrovo sovrapponibili.
   Allora colleghi aboliamo l'autorità di bacino e la trasformiamo in
  Agenzia   non  Sicura  Sicilia  ma  un  altro  nome,  non   rubiamo
  all'assessore Ruggero Razza questo mantra.
   La sovrapponibilità con un'altra autorità sempre incardinata nella
  Presidenza.
   E  poi,  cari  colleghi, qui si parla anche di  personale,  piante
  organiche.  Ma vi ricordate che cinque minuti fa abbiamo  approvato
  un articolo per sistemare i dipendenti della ex Arra che era sempre
  una Agenzia del territorio, che tra i suoi scopi aveva pure questo.
   Allora  colleghi  io  credo  che  ci  sia,  come  abbiamo  chiesto
  all'onorevole  Turano di riportare in Commissione,  nonostante  una
  volta  già l'avesse discussa, nonostante già fosse nel testo e  poi
  una  volta era in isolamento di quarantena quindi per colpa non sua
  ha dovuto rinunciare.
   Oggi  lui ha acconsentito per andare a spiegare alcuni particolari
  perché  quando si tratta di materia delicata è materia delicata.  E
  poi  io  non trovo che ci sia alcuna urgenza perché noi attualmente
  abbiamo un Commissario che ha un ufficio che, nel suo piccolo,  sta
  lavorando,  sta facendo delle progettualità, sta spendendo.  Quindi
  non  stanno  scappando i buoi e dobbiamo chiudere con  urgenza  una
  cosa di questa portata.
   Già  la  collega  Palmeri si è espressa. Io non vorrei  aggiungere
  altro oltre a quello che ho detto, ma fondamentalmente io invoco il
  Governo affinché lo tratti in maniera compiuta in IV Commissione, a
  partire   veramente  dalla  prossima  settimana,  non  c'è   alcuna
  questione  ideologica  contro. Come avete visto  il  Gruppo  Attiva
  Sicilia   per  le  cose  che  riteneva  opportune  si  è   prestato
  assolutamente al voto e al dibattito costruttivo, ma in questo caso
  non possiamo che dirci contrari proprio alla trattazione perché nel
  merito  non  possiamo  entrare, non abbiamo gli  strumenti.  Ce  ne
  scusiamo  ma non siamo così capaci di, in pochi minuti,  affrontare
  una materia così complessa.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Caro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI   CARO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  innanzitutto si tratta, nella forma originale dell'articolo, di  un
  articolo  aggiuntivo che è stato presentato in Commissione Bilancio
  e non è nemmeno stato discusso.
   Questo senza entrare nel merito della riscrittura.
   Poi,  per  quanto riguarda la riscrittura, ho dato una lettura  in
  maniera  veloce,  nei  vari commi ci sono  diverse  criticità.  Per
  esempio:   il  Commissario  straordinario  diventa,  così  d'amblé,
  direttore  generale  di questa Agenzia in barba  a  qualsiasi  cosa
  anche   all'accordo  sottoscritto  dal  Presidente  della   Regione
  recentemente con lo Stato centrale.
   Ma  c'è  di  più. Nei commi 10 e 11 ci sono circa 2  milioni,  dal
  punto  di  vista  di impegno di spesa, a carico del bilancio  della
  Regione.
   Signor Presidente, siccome noi non abbiamo nulla in contrario alla
  norma  in  sé,  ma  il  numero  delle  criticità  che  contiene  ci
  consigliano, e lo dico a nome del gruppo del movimento 5 stelle  di
  proporre il rinvio di questa norma di riforma in Commissione, nella
  commissione di merito. Anche perché, Presidente, io sto notando una
  sorta  di  disparità di trattamento nei confronti  degli  assessori
  stessi del Governo. Cioè poco fa, qualche ora fa l'Assessore Turano
  con  l'articolo che riguardava l'Irsap si è proposto il  rinvio  in
  Commissione  e  ora  all'improvviso ci si propone  una  riscrittura
  abbastanza  complessa che non siamo nelle condizioni di trattare  e
  lo  si  propone  come articolo da approvare in questa  finanziaria.
  Ripeto  è  il  caso  che l'articolo torni come  norma  separata  in
  Commissione. Grazie.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  volevo  soltanto  dire,  per  dare  un  contributo  al
  dibattito   che   se  pure  questa  norma  perviene  all'attenzione
  dell'Aula  come  norma di iniziativa parlamentare e,  tuttavia,  il
  Governo  ha  ritenuto  fosse una buona norma che  potesse  dare  un
  contributo  allo  sviluppo di un percorso che  ha  visto  grazie  a
  questo   Governo   e  a  quest'Aula  che  l'ha  votata   attraverso
  l'istituzione, appunto, dell'autorità di bacino e il  buon  lavoro,
  che  se ne dica a parere del Governo che sta portando avanti il suo
  Segretario generale, cioè l'ingegnere Franco Greco, però io  chiedo
  soltanto  all'Aula  di  fare una valutazione  semplice  che  è  una
  valutazione sostanziale. Perché mentre è fuori di ogni  dubbio  che
  l'autorità di bacino si occupa di pianificazione per un verso e  di
  controllo  per  un  altro verso, l'agenzia che si  vuole  istituire
  invece  si  occuperebbe così come sta facendo a spot  sul  dissesto
  idrogeologico di progettazione, gestione e realizzazione di  quelle
  opere che sono state e che saranno con una struttura più funzionale
  e  qualificata  stanno per essere realizzate  in  questi  mesi,  in
  questi  anni  in  Sicilia  con  grande  riconoscimento  generale  e
  pubblico  per  l'opera  meritoria che si sta svolgendo  appunto  da
  parte di quegli uffici.
   Quindi,  senza volere creare condizioni di tifo in nessuna misura,
  io vorrei che fossero però chiari i ruoli perché non esiste nessuna
  contrapposizione  ma non esiste neanche una superfetazione.  Stiamo
  parlando di due strutture funzionali che svolgono due ruoli diversi
  ma che si incrociano nell'attività importante attraverso competenze
  di  pianificazione  e  di concreta realizzazione.  Per  questo  noi
  esprimiamo il parere favorevole all'articolo 119.R.

   PRESIDENTE.  Grazie. Assessore siamo nelle condizioni  di  votare?
  Sì?
   Ci  sono  i subemendamenti. A poco a poco, vediamo di che cosa  si
  parla.   Soppressivo dell'articolo. Quindi della  riscrittura,  non
  dell'articolo.  I  soppressivi  sono  sull'articolo.  Se  non   c'è
  l'articolo, non c'è neanche la riscrittura. E' inutile parlarne.

         (Viene richiesta la votazione per scrutinio segreto)


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 119.1

   PRESDIENTE.  Se  per favore prendete posti tutti  perché  poi  c'è
  qualcuno  che  dice che non ha votato. Onorevole Lo Curto,  c'è  il
  voto  segreto.  Come  prima,  chi è  favorevole  a  che  l'articolo
  continui  deve  votare rosso, chi vuole che l'articolo  muoia  deve
  votare verde. E' chiaro a tutti? E' aperta la votazione. Diciamo il
  centrodestra è rosso, per intenderci.
   Ho  capito  che c'è questa divisione, per questo l'ho  detto.  Sta
  votando l'onorevole Tancredi. La votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti  .         66
   Votanti             55
   Maggioranza         28
   Favorevoli          35
   Contrari            20
   Astenuti            2

                            (E' approvato)

   Non c'è più l'articolo, abbiamo perso tempo, un'ora, per discutere
  questa cosa
   Torniamo  all'articolo  88,  è stata presentata  una  riscrittura,
  l'88Rbis.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor  Presidente, ma c'è  una  riscrittura  su  questo
  articolo?

   PRESIDENTE.  Onorevole Sunseri, sto dicendo che  è  l'88Rbis,   R
  significa riscrittura.

   SUNSERI. Allora prima leggiamo la riscrittura.

   PRESIDENTE. Ma lei su che cosa voleva intervenire se manco l'aveva
  visto?
   Questa  formulazione non va bene. Avevamo detto che  la  copertura
  non  poteva  essere  autorizzata  e  con  questa  formulazione  non
  possiamo  esaminarlo.  Qual è il problema?  Perché  se  così  2126,
  dobbiamo verificare la disponibilità del capitolo. Accantoniamolo.
   Onorevole Savona, l'articolo 137 è stato stralciato. Il 77? Il 67,
  le aree interne sono state fatte?
   Scusatemi,  fermiamoci un secondo. L'88R così  com'è  non  si  può
  fare.  Per  cui  viene di nuovo cambiato? Anzi, viene  accantonato.
  L'Assemblea ne prende atto.
   L'articolo 119, con mio grande dispiacere, è stato bocciato.
   Il  capitolo  dell'agricoltura è finito. La norma sull'ILVO,  così
  com'è  non  si  può fare. Onorevole Savona, la norma  sull'ILVO  la
  dobbiamo fare dopo, per adesso non si può fare.
   Le  rubriche ancora da fare quali sarebbero? L'economia.  Possiamo
  fare  intanto il 67 della sanità, un attimo, che devo vedere  se  è
  possibile. Il 67, anche per gli Uffici è tutto a posto. Per cui  si
  può fare.
   Comunico  che  è  stato  presentato dal Governo  l'emendamento  di
  riscrittura  67.7.R. Per favore, se potete distribuire  il  67.7.R.
  Per favore, prima ai deputati e poi al Governo.
  Scusate  colleghi, intanto eliminiamo l'ultima cosa che era rimasta
  della sanità, che è il 67.

   FOTI. C'è un ordine del giorno.

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, per favore, quando ci sono gli  ordini
  del  giorno basta presentarli. Poi li vediamo dopo. Ho capito,  ora
  si  vota la finanziaria. Poi gli ordini del giorno li vediamo dopo.
  Assessore Razza, siamo in condizioni di votare, è giusto?  Cioè,  è
  stata fatta la riscrittura, che va bene?

   RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAZZA,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  se  mi  è
  consentito  volevo spiegare le ragioni della riscrittura  perché  è
  frutto di un approfondimento giuridico. Com'è noto la materia della
  produzione,  o  della  diffusione  anche  a  fini  terapeutici,  di
  sostanze  stupefacenti è disciplinata dal comma1, dell'articolo  17
  del decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del '90.
   La  norma,  per avviare in Sicilia una richiesta di produzione  di
  cannabis ai fini terapeutici, può essere avviata o da un ente o  da
  un soggetto privato. La volontà manifestata nell'emendamento, che è
  stato  sottoposto anche alla mia attenzione, serve  per  consentire
  all'assessorato  regionale  all'agricoltura,  per  il  tramite  dei
  propri enti strumentali, di avviare anche in partenariato, se lo si
  riterrà,  con  soggetti privati, una procedura al  Ministero  della
  salute  per  chiedere  l'autorizzazione  alla  produzione  o   alla
  commercializzazione.  Scritto in altri termini,  siccome  contrasta
  con  l'articolo  17,  comma  1 del DPR  309  del  '90  non  sarebbe
  possibile.
   L'elemento di forte novità che viene da questa norma, che è  stata
  proposta  dall'onorevole Pullara, dall'onorevole Caronia ma  che  è
  stata,   vedo,  sottoscritta  nello  spirito  da  tutti  i   Gruppi
  parlamentari, serve a garantire un elemento in più, cioè quello che
  anche   la  Regione  siciliana  attraverso  i  propri  enti   possa
  partecipare  alle  richieste  di  autorizzazione  finalizzate  alla
  produzione   di  cannabis  ad  uso  terapeutico.  Altro   strumento
  giuridico non esiste.
   Peraltro devo dire che dal punto di vista dell'intervento  che  la
  Regione ha compiuto sul tema della cannabis terapeutica, il decreto
  che  io ho adottato all'inizio del 2020 sta già consentendo di  far
  ritenere  la  nostra  regione,  una  regione  benchmark  a  livello
  nazionale,   quindi   l'elemento  in  più  non   può   che   essere
  l'autorizzazione   alla  Regione  per  il  tramite   dell'assessore
  regionale  dell'agricoltura e degli enti ad  esso  strumentali,  di
  partecipare  in  prima persona ad una richiesta  autorizzativa  che
  potrà  essere  fatta o solamente dalla Regione  o  in  partenariato
  nelle forme previste dalla legge con soggetti di diritto privato.
   La battaglia, lo dico soprattutto perché ho incontrato tante volte
  il  Comitato,  esistono diritti e con loro tantissimi familiari  di
  pazienti  che  chiedono  di  fare  ricorso  alla  cannabis  ad  uso
  terapeutico,   la   vera   battaglia   è   riuscire   ad   ottenere
  l'autorizzazione dal ministero della salute per avviare questo iter
  virtuoso.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   CATALFAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATALFAMO.    Signor    Presidente,    velocissimamente,    volevo
  semplicemente  chiedere di apporre la firma all'emendamento  perché
  mi sono accorto che non c'è. Grazie.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor Presidente, intanto esprimo soddisfazione  perché
  finalmente anche in questa Assemblea s'inizia a parlare di un  tema
  molto   interessante  che  dovrebbe  vedere  coinvolta  la  Regione
  siciliana  sotto  tanti  aspetti che riguarda  quello  medico,  che
  riguarda  quello industriale, che riguarda tanti aspetti anche  che
  abbiamo affrontato in Commissione Agricoltura con il Presidente,  e
  per  questo motivo ci sarà anche un disegno di legge che mi  auguro
  approderà presto in Aula.
   E'  chiaro  che è una sorta di atto d'indirizzo nei confronti  del
  governo  perché,  in  questo, si traspone nel  senso  che  ad  oggi
  nessun'altra regione è in grado di produrre la cannabis terapeutica
  perché  tutto  è  stato concentrato in un istituto  a  Firenze,  ma
  accogliamo di buon occhio, ed a questo sono a conferma le firme  di
  questo  emendamento, che finalmente s'inizia a parlare di  un  tema
  che è sempre stato esclusivamente relegato a un dogma culturale che
  riguarda  la  droga e che invece riguarda una medicina,  che  potrà
  essere  molto  utile  ma soprattutto riguarda  una  pianta  che  va
  valorizzata perché può dare tanto a questa Regione.
   Quindi  apprezziamo  sicuramente la volontà dell'Assemblea  e  del
  governo e ci auguriamo che possa servire a qualcosa del genere.

   PRESIDENTE.   Ha  chiesto  di  apporre  la  firma  all'emendamento
  l'onorevole Cracolici e l'onorevole Catalfamo, l'onorevole  Ragusa,
  l'onorevole Figuccia. Tutta l'Aula appone la sua firma.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Grazie Presidente, io ringrazio

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE.  Onorevole Foti, ho una comunicazione da  dare  e  non
  posso  farla parlare. Se c'è questo soltanto da votare, lo  votiamo
  velocemente.

   Si  passa alla votazione dell'articolo 67. Chi è favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE  Onorevoli  colleghi, devo dare una  comunicazione  che
  credo  creerà  qualche problema. Prendete tutti posto  per  favore.
  Come  avete  visto,  ho  chiesto al  Presidente  della  Regione  di
  raggiungermi qua dietro perché, purtroppo, ci è stata data  notizia
  che  alcune  delle persone che hanno lavorato in questi  giorni  in
  Commissione Bilancio per la creazione, il lavoro sulla finanziaria,
  sono positive al Covid, sono in quarantena, in quanto uno di essi è
  positivo, quindi gli altri in quarantena.
   Quando  qualcuno  continuerà  a  lamentare  quando  dicevo  che  i
  politici  si  devono  fare il vaccino è perché  sono  uno   stronzo
  capitalista   che  devo ammazzare i giovani e  gli  altri,  poi  ne
  parliamo,  delle altre categorie. Affronteremo il  problema  in  un
  altro momento.
   Oggi  come  oggi  dobbiamo prendere una  decisione,  la  cosa  che
  teoricamente, scusatemi mi date un attimo di ascolto  perché  credo
  che sia importante, mi date un attimo di ascolto, onorevole Ragusa,
  sto parlando anche a lei. Grazie.
   Siccome  sono cose che mi preoccupano, che ci lasciano enormemente
  preoccupati, abbiate almeno la cortesia di ascoltarmi, perché io ho
  67 anni, se ho il Covid sono fortemente a rischio, per cui vi prego
  di avere almeno la bontà, ed il Presidente della regione ha qualche
  mese  in  più  di me, ed altri di voi, per cui un attimo  solo.  Ho
  parlato  con  il Segretario generale, ci siamo riuniti  un  secondo
  come  avete visto adesso con il Presidente della Regione,  dobbiamo
  capire perché poi arrivano le informazioni e, come sempre, si  crea
  immediata confusione.
   Io  devo capire bene che cosa sta succedendo, abbiamo una certezza
  soltanto:  che  l'autista  del  ragioniere  generale  ha  il  Covid
  sicuramente, è positivo sicuramente. Ora, mi hanno detto che si sta
  facendo  il  tampone il ragioniere generale per capire  qual  è  la
  situazione,  ma  in  quella macchina con  il  ragioniere  generale,
  diciamoci  chiaramente c'è un forte rischio che sia stato trasmesso
  all'interno di questo Palazzo il maledettissimo Covid.
   Per  cui,  intanto, prego tutti di iniziare un momento di prudenza
  massima  anche  nell'uscire e nell'incontrare  altre  persone,  non
  posso  che dirvi, intanto, di difendere tutto il resto della nostra
  comunità il più forte possibile, come tipo di attenzione, del resto
  attenzione  massima. Non vi posso dire, però, mettiamoci  tutti  in
  quarantena  come  ha  fatto  da oggi il Ragioniere  generale  della
  Regione,  che  si  è  messo,  appena  ha  saputo  questa  cosa,  in
  quarantena. Dobbiamo aspettare, purtroppo, martedì perché  martedì,
  che avremo il responso del Ragioniere generale.
   Intanto, inutile dirvi, che tutti voi, se fosse possibile  far  un
  tampone,  come  dire che il giorno dopo, lo stesso  giorno  non  so
  quanto  può  servire,  però  questo  per  avere  attenzione,  avere
  scoperto oggi di essere positivo è possibile che se l'ha trasmesso,
  l'ha  trasmesso  quattro  giorni fa,  cinque  giorni  fa,  per  cui
   comunque   io  pregherei  tutti,  lo  dico  anche  ai   dipendenti
  dell'Assemblea,  specialmente a tutti coloro e ne  sono  fortemente
  preoccupato - scusi onorevole mi lascia libero il Presidente  della
  Regione  -  ed ho la grande preoccupazione anche per il  Presidente
  Savona,  tutti quelli che hanno fatto parte, che hanno  frequentato
  in questi giorni la Commissione Bilancio, ancor più degli altri, ma
  di fatto se è entrato un contagio, non è che possiamo dire qui si e
  qui no, per cui deve essere un fatto generalizzato.
   Ho dato mandato al Segretario generale dell'Assemblea regionale di
  far   effettuare,   a   partire  da  domani  mattina   una   enorme
  sanificazione del Palazzo, più forte e costosa possibile, spero che
  qualcuno non si lamenti per il costo, che sia un qualcosa di  fatto
  veramente bene. Io poi non so come si possa fare bene, sinceramente
  non  ho  questo tipo di ci sono delle macchine, mi dicono. Per  cui
  dobbiamo   far   sanificare  tutta  la  zona  dell'Aula   e   della
  Commissione, tutto il Palazzo.
   Sicuramente, colleghi, fino a martedì ognuno di noi dovrà stare  a
  casa,  non avremo possibilità di continuare questo lavoro. Lo  dico
  con grande rammarico per tutti, ma non abbiamo che cosa inventarci.
  Inutile  che ora vi do la parola, prendo la decisione io  da  solo,
  senza  discuterne, sperando che sia quella giusta. Ne  ho  parlato,
  ovviamente,  con il Presidente della Regione che, a malincuore,  mi
  ha  dato il suo ok perché non avrebbe voluto interrompere e nemmeno
  io,  anche  perché  sappiamo  cosa  comporta  l'interruzione  della
  finanziaria.
   Vi   prego   sin   da   adesso  di  evitare,  anche   nell'uscita,
  assembramenti  di  tutti i tipi. Cerchiamo di fare  le  cose,  come
  dire,  evitiamo di creare preoccupazioni al di là di quella  che  è
  necessaria, ma purtroppo è necessaria. Non ho che cosa  dirvi.  Non
  posso dare la parola a tutti.
   Ho  capito,  Presidente,  noi  abbiamo  un  impegno,  però  se  il
  Presidente vuole fare due telefonate a Roma lo facciamo,  prima  di
  martedì  non ci possiamo rivedere. Dobbiamo aspettare il  risultato
  del Ragioniere Tozzo, per avere questa
   Sono  talmente  incazzato per il fatto che  quando  ho  detto  che
  dovevamo  vaccinarci siamo stati presi per il culo  Se ve lo  posso
  dire,  sono  talmente  incazzato su  questo  argomento  che  vorrei
  ammazzare  qualcuno  Parliamo serenamente non possiamo  fare  altro
  che  questo,  perché era sicuro che con questo tipo di  lavoro  noi
  saremmo  stati  contagiati  Era matematico, non ci potevano  essere
  dubbi   Ma  siamo la casta  E guai chi tocca la casta   Ci  sono  i
  poveri  avvocati, ci sono gli altri, ci sono i magistrati, ci  sono
  tutti,  ma  noi  che siamo la casta di merda non possiamo  ottenere
  niente
   Scusate  se  ve lo dico, io rischio la vita, rischia il Presidente
  della Commissione  Bilancio , onorevole Savona, e tanti di voi
   La seduta è conclusa.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.52, è ripresa alle ore 20.18)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Scusate, vorrei che venisse corretto quanto detto poco
  fa.  Avevo  detto  poco fa la seduta è conclusa.  Era  sospesa  non
  conclusa, ovviamente.
   Io,  intanto, chiedo scusa a tutti per la reazione che  ho  avuto,
  era  anche  giustificata. Non dico altro.  E'  stata  una  reazione
  giustificata di cui comunque chiedo sinceramente scusa a tutti  per
  primo al Presidente della Regione e poi a tutti voi deputati.

    provvisorio

   Sull'approvazione del disegno di legge di proroga dell'esercizio
                              provvisorio

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente, alla  luce
  dei  fatti  che  lei  ha reso noti all'Assemblea,  ho  ritenuto  di
  riunire  il Governo d'urgenza che si è pronunciato per formalizzare
  l'esercizio provvisorio fino al 30 aprile.
   Rimane  l'appello che rivolgiamo a tutti i parlamentari  affinchè,
  ragionevolmente la prossima settimana si possa, con lo stesso ritmo
  che  abbiamo avuto in questi giorni, procedere alla definizione per
  restituire  serenità  alla comunità siciliana  e  soprattutto  alle
  categorie  che dallo strumento finanziario potranno trarre  qualche
  pur minimo vantaggio.
   Sono  sicuro  che  il  senso  della  responsabilità  continuerà  a
  prevalere  in  tutto.  Mi auguro intanto che il  timore  alimentato
  giustamente  questa sera possa presto risultare vano perché  ognuno
  di noi possa essere pienamente restituito alla propria funzione.

   PRESIDENTE. La ringrazio, Presidente.
   E'  ovvio che è inutile dirvi che non la mando in Commissione,  ma
  la Commissione qua stesso

   SAVONA,  presidente della Commissione. Riuniti qua stesso, abbiamo
  espresso   all'unanimità  parere  favorevole   per   l'approvazione
  dell'esercizio provvisorio.

   PRESIDENTE. Quindi lo possiamo approvare?
   Chiedo  scusa  ,il  Segretario  mi  chiede  cinque  minuti  perché
  comunque deve guardare le carte.
   Intanto,  l'onorevole  Savona, per la Commissione   Bilancio ,  ci
  deve dare un suo ok formalmente.
   Gli  Uffici hanno bisogno di cinque minuti e ci vediamo tra cinque
  minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.18, è ripresa alle ore 20.58)

   La seduta è ripresa.

    per l'esercizio finanziario 2021" (n. 974/A)

     Proroga dell'esercizio provvisorio del bilancio della Regione
             per l'esercizio finanziario 2021  (n. 974/A)

   PRESIDENTE.  In Commissione  Bilancio  è stato già approvato.  Per
  cui,  colleghi,  prendete posto, sperando  che  ci  sia  il  numero
  legale, ma - in linea di massima - credo di sì.

    n. 974/A

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   Proroga dell'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per
               l'esercizio finanziario 2021  (n. 974/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge  «Proroga  dell'esercizio  provvisorio  del
  bilancio  della  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2021»  (n.
  974/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            61
   Votanti             30
   Maggioranza         16
   Favorevoli          30
   Contrari            0
   Astenuti            16

                         (L'Assemblea approva)

   Fissiamo  la  seduta per martedì mattina perché  è  possibile  che
  l'esito  del tampone del Ragioniere Tozzo lo avremo già e,  quindi,
  riprenderemo  di  mattina. Come Aula ci vediamo  martedì  30  marzo
  2021, alle ore 11.00, i tamponi verranno fatti qua.

   RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   RAZZA,  assessore per la salute. Presidente, come ho anticipato  i
  tamponi  si  effettueranno, come concordato  in  Sala  Gialla,  sta
  arrivando il personale medico, in pochi minuti è già qui.
   Hanno già prelevato tutto.

   PRESIDENTE.  C'è  un  minimo  di organizzazione  per  evitare  gli
  assembramenti, farlo per lettera.
   Si può fare, Assessore?
   Cominciamo per ordine alfabetico, anche per i dipendenti.
   Non  è  obbligatorio, ovviamente, per chi voglia farlo. E'  quello
  rapido?

   RAZZA, assessore per la salute. Rapido di seconda generazione.

   PRESIDENTE.  La seduta è sospesa  e riprenderà  martedì, 30  marzo
  2021, alle ore 11.00.

   (La  seduta, sospesa alle ore 21.00 del 26 marzo 2021,  è  ripresa
  alle ore 11.57 del 30 marzo 2021)

   La seduta è ripresa.

    circa i fatti legati alla situazione pandemica in Sicilia

             Sulle notizie apprese dagli organi di stampa
       circa i fatti legati alla situazione pandemica in Sicilia

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  hanno   chiesto   di   parlare
  l'onorevole  Di Caro e, poi, l'onorevole Aricò, ma  hanno   chiesto
  anche l'onorevole Lupo, e l'onorevole Fava.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Caro.

   DI  CARO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  noi  avremmo
  voluto,  oggi,  continuare i lavori legati a  una  finanziaria  che
  purtroppo procede a passo di...

   PRESIDENTE. Dobbiamo continuare i lavori della finanziaria.

   DI  CARO.  Ora vediamo, a passo di lumaca, ma sono accadute  delle
  cose  di una gravità tale che ci mettono nelle condizioni e mettono
  nelle   condizioni  tutti  i  deputati  di  quest'Aula,  in  quanto
  rappresentanti  del  popolo  siciliano,  di  chiedere  innanzitutto
  chiarezza, mi riferisco alle recentissime dimissioni dell'assessore
  Razza, dimissioni causate

   PRESIDENTE. Lei ha notizie di queste dimissioni perché

   DI CARO. Ha chiesto le dimissioni il Presidente della Regione.

   PRESIDENTE. La ringrazio, prego.

   DI CARO. Cioè si è dimesso, ed ha sottoposto le proprie dimissioni
  al   Presidente   della  Regione  siciliana,  che   è   commissario
  straordinario dell'emergenza COVID. ma ora ci arriviamo.
   Facevo  riferimento poco fa a fatti gravissimi, legati alla salute
  dei  siciliani, abbiamo letto tutti le intercettazioni  telefoniche
  che  parlano  di  spalmatura di dati legati ai  morti,  cioè  si  è
  cercato qualche mese fa di diluire i dati numerici per cambiare  il
  colore  attribuito  alla  regione ed apparire  più  bravi;  con  la
  finalità di apparire più bravi si è arrecato alla Sicilia

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Caro, le chiedo scusa,  capisco  il  suo
  intervento  ma  io  credo  che  se  noi,  oggi,  senza  i   diretti
  interessati  affrontiamo il dibattito d'Aula sarebbe da  parte  mia
  veramente  sconveniente senza che ci siano coloro  che  si  possono
  difendere, per cui io

   DI CARO. Devono venire per difendersi non è che noi...

   PRESIDENTE.  Ecco, appunto, proprio per questo io le  ho  dato  la
  parola perché, immagino, è scontato, che lei chieda un dibattito  e
  chieda  che  il  Governo venga a riferire, però, non  entriamo  nel
  merito, perché senza i diretti interessati io non lo posso fare.

   DI  CARO.  Io  devo leggere, semplicemente, una dichiarazione  del
  Presidente  della  Regione Musumeci, del  4  novembre  scorso:  «La
  scelta  del  Governo  nazionale  di  relegare  la  Sicilia  a  zona
  arancione  appare  assurda e irragionevole; l'ho detto  e  ripetuto
  stasera  al Ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha  voluto
  adottare la grave decisione senza alcuna preventiva intesa  con  la
  Regione  Siciliana,  al  di  fuori di  ogni  legittima  spiegazione
  scientifica .

   PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, lei sa che io sono uno

   DI CARO. Presidente, alla luce di questi dati

   PRESIDENTE.  Se  l'intervento è per chiedere al Presidente  se  il
  Governo

   DI CARO. Ma se lei non mi fa terminare, Presidente

   PRESIDENTE. Tutto quello che lei sta dichiarando, a parte  che  da
  quel  poco  che io ho letto il Presidente della Regione, anche  per
  conto  di chi ha fatto i provvedimenti, era all'oscuro di tutto  e,
  quindi, aveva il diritto di parlare con chi voleva. Ma poi,  al  di
  là  di questo, vi prego se noi dobbiamo entrare nel merito io  devo
  chiudervi, perché non mi posso permettere di entrare nel merito  di
  cose che non solo non conosco io, ma che non ha presente le persone
  che possono risponderle.

   DI  CARO.  Perfetto. Noi chiediamo, formalmente, che il Presidente
  della  Regione  venga  a  riferire  immediatamente,  magari  domani
  pomeriggio  stesso  in Aula, su quello che è successo  in  Sicilia,
  legato all'emergenza Covid. Questa cosa è dirimente e deve avvenire
  durante  la  trattazione della legge Finanziaria,  perché  noi  non
  siamo  nelle  condizioni di serenità e di tranquillità  per  andare
  avanti.
   Quindi,  al  più  domani pomeriggio, noi chiediamo  che  venga  il
  Presidente della Regione a riferire urgentemente in Aula. Questo  è
  necessario e sufficiente per cui si proseguano i lavori legati alla
  Finanziaria. Grazie.

   PRESIDENTE. Ovviamente, quello che lei chiede è più che legittimo.
  Però,  io  dico che noi oggi siamo tornati in Aula, dopo il  famoso
  venerdì  nero che abbiamo avuto la settimana scorsa, per finire  la
  Finanziaria.
   Non c'è dubbio che le notizie di oggi sono notizie che non possono
  essere  considerate di scarso rilievo; questo ve  lo  dico  io  per
  primo. Ma io parlerò col Presidente della Regione che ho provato  a
  chiamare  poco  fa  e  che non sono riuscito  a  trovare,  lo  farò
  immediatamente ancora adesso. Però, la preghiera che io vi faccio è
  questa:  il Presidente della Regione, ovviamente - e credo che  non
  abbia nessuna intenzione di tirarsi indietro - dovrà venire in Aula
  a   riferire  sulle  vicende  che  sono  oggi  oggetto  di  notizie
  giornalistiche,  per  cui lo farà certamente.  Se  lo  farà  domani
  pomeriggio, domani mattina o dopodomani mattina, anche in  funzione
  delle  notizie che lui deve avere, perché credo che le informazioni
  che ho io non saranno tante di meno rispetto a quelle che ha lui in
  questo momento, per cui diamogli il tempo, materialmente, di  farsi
  dare  le  carte  e  avere tutte le informazioni  necessarie  e  io,
  ovviamente, chiederò al Presidente della Regione di venire in  Aula
  a riferire, questo è fin troppo scontato.
   Vi  prego,  nei limiti del possibile, con la serenità  che  ci  ha
  contraddistinti in alcuni momenti, in altri momenti meno,  partendo
  da me - cosa di cui ho già chiesto scusa, cercherò di evitare altri
  momenti  di  poca serenità come quello di venerdì  sera  -  andiamo
  avanti con la Finanziaria. Vi garantisco, ve lo garantisco,  ma  lo
  garantisco  anche a nome del Presidente senza averlo  sentito,  che
  appena il Presidente sarà nelle condizioni di farlo verrà in Aula a
  riferire.  Se lo potrà fare quando ancora manca qualcosa alla  fine
  della Finanziaria, lo farà durante la Finanziaria, diversamente  lo
  farà immediatamente dopo la Finanziaria.
   Vi  prego  su  questo, aveva chiesto la parola  anche  l'onorevole
  Aricò,  mi permetto di non dargliela perché è inutile che  iniziamo
  un   dibattito  adesso  sull'argomento  che,  veramente,  senza   i
  presenti, senza che siano presenti le persone che devono rispondere
  sarebbe  per  me  di  grandissimo  imbarazzo.  Non  saprei   quando
  fermarvi,  che  cosa  consentirvi di dire. Per  cui,  me  l'avevano
  chiesto  anche  l'onorevole Fava e l'onorevole Lupo.  Però,  se  la
  richiesta  è di fare venire il Governo a riferire l'ho  recepita  e
  garantisco  che  sarà  così in tempi brevissimi.  Non  mi  chiedete
  l'orario perché devo parlare col Presidente e farvelo sapere. Però,
  se  potessimo andare avanti con la Finanziaria credo che sia troppo
  importante.
   Siamo  tornati oggi in Aula nonostante il pericolo,  diciamoci  la
  verità,  tanti  colleghi  mi  hanno  chiamato  pregandomi  di   non
  convocare  per  oggi  l'Aula ma a tutti ho risposto  che  è  troppo
  importante che si finisca la Finanziaria. Vi chiedo la cortesia, ma
  credo  di  potermelo  permettere, di andare avanti  con  i  lavori,
  finire  la Finanziaria. Vi faccio sapere, nel corso della mattinata
  se posso, non del pomeriggio, quando il Presidente verrà in Aula  a
  riferire. Grazie infinite.

    n. 961/A e n. 962/A

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                       legge n. 961/A e n. 962/A

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'esame  della  finanziaria.   Onorevole
  Savona, a che punto eravamo?

   SAVONA,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Mancano  una
  ventina  di  articoli  e la Rubrica  Economia ;  poi  ci  sono  gli
  articoli  2  e 52 da rivedere assieme al 53. Questo è il  succo  di
  tutto quello che è rimasto.

   PRESIDENTE. Quindi, si passa alla Rubrica  Economia .
   Si passa all'articolo 50. Ne do lettura.

                               «Art. 50.
                          Ritorno in Sicilia

   l.   Al   fine   di  favorire  l'attrattività  della  Regione   ed
  incrementare   i   flussi  internazionali  di  capitale   umano   e
  finanziario, oltre a quanto già previsto dagli articoli 24 bis e 24
  ter del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n.
  917  e successive modificazioni e dall'articolo 5 del decreto legge
  30  aprile  2019,  n. 34 e successive modificazioni,  alle  persone
  fisiche  che  non svolgono attività economica e che  trasferiscono,
  successivamente  alla  data di entrata  in  vigore  della  presente
  legge,   la   propria  residenza  fiscale  in  Italia,   ai   sensi
  dell'articolo  2,  comma  2,  del  decreto  del  Presidente   della
  Repubblica  n.  917/1986  e successive modificazioni,  in  uno  dei
  comuni  ricadenti nel territorio della Regione, è riconosciuto  per
  gli  anni  2021, 2022 e 2023, a titolo di incentivo, un  contributo
  parametrato  alle imposte di spettanza della Regione,  versate  nel
  corso  degli  anni  2021,  2022 e 2023,  a  titolo  di  addizionale
  regionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), di
  tassa  automobilistica per i veicoli di loro proprietà, di  imposta
  di  registro, ipotecaria, catastale per l'acquisto di beni immobili
  ricadenti nel territorio regionale.

   2.  Le  disposizioni di cui al comma l si applicano esclusivamente
  in favore dei soggetti che non siano stati fiscalmente residenti in
  Italia  ai  sensi  dell'articolo  2,  comma  2,  del  decreto   del
  Presidente  della Repubblica n. 917/1986 e successive modificazioni
  nei due periodi d'imposta precedenti il trasferimento in Sicilia di
  cui  al  comma  l  e  che  si impegnino, a pena  di  decadenza  dal
  contributo  col  recupero  dell'importo  indebitamente  fruito,   a
  risiedere  in Sicilia per almeno l'intera durata del riconoscimento
  del contributo di cui al comma l.

   3. Con decreto dell'Assessore regionale per l'economia di concerto
  con l'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali  ed
  il  lavoro,  sono  disciplinate  le modalità  di  attuazione  delle
  disposizioni   di  cui  al  presente  articolo,  le   modalità   di
  presentazione delle istanze di accesso al contributo nonché  quelle
  relative ai controlli.

   4. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa di
  500 migliaia di euro per l'anno 2021, di l.000 migliaia di euro per
  l'anno  2022 e di 2.000 migliaia di euro per l'anno 2023  (Missione
  14, Programma l).

   5.  L'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  17,  comma  4,
  della  legge  regionale  12  maggio  2020,  n.  9  è  ridotta   per
  l'esercizio finanziario 2021 dell'importo di 500 migliaia di euro e
  per l'esercizio finanziario 2022 dell'importo di l.000 migliaia  di
  euro (Missione 14, Programma 1, capitolo 219222)».

   Se   in  Aula c'è un Segretario, per favore, chiedo che  venga  al
  banco della Presidenza per aiutarmi.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Signor Presidente, in  relazione
  agli  emendamenti presentati, al di là dei soppressivi  ovviamente,
  in   relazione   a  due  emendamenti  sostanzialmente  integrativo-
  modificativi,   l'emendamento  a  firma   degli   onorevoli   Fava,
  Barbagallo, Lupo, è perfettamente compatibile con l'impianto  della
  norma approvata dalla Giunta e, pertanto, esprimo parere favorevole
  all'inserimento.

   PRESIDENTE. Assessore, però ci sono maggiori oneri.

   ARMAO, assessore per l'economia. Sì, abbiamo ...

   PRESIDENTE. Avete trovato la soluzione?

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Abbiamo trovato  una  copertura
  minima, però intanto c'è...

   PRESIDENTE. Però, lo dovreste fare sapere anche a noi.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Sì, la  stanno  elaborando  in
  Commissione   Bilancio  - la dottoressa Pizzo  - e  la  presentiamo
  nell'emendamento.
     Per  entrambi gli emendamenti  50.22 e 50.24 c'è la condivisione
  da parte del Governo.

   PRESIDENTE.   Allora,  io  mi  devo  fermare   in   attesa   della
  quantificazione,  perché  manca  sia  la  quantificazione  che   la
  copertura, quindi dobbiamo avere sia l'una che l'altra.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Ci stiamo attrezzando per  darle
  entrambe.

   PRESIDENTE.  Diciamo che il suo intervento è  per  comunicare  che
  saranno approvati, però dobbiamo ricevere

   ARMAO,  assessore per l'economia. Li condividiamo  entrambi  e  li
  inseriamo.

   PRESIDENTE.  E'  inutile  che chiedo a  lei,  i  soppressivi  sono
  ritirati?

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor Presidente, Governo, colleghi,  cittadini,  non
  nascondo  la  difficoltà nell'andare avanti su  questa  finanziaria
  dopo quanto successo questa mattina.

   PRESIDENTE. E' una difficoltà di tutti.

   DI  PAOLA.  A me quello che è successo ha scosso perché, comunque,
  in  piena  pandemia  noi in questo momento rischiamo  di  avere  un
  Assessore dimissionario, dirigenti che in questo momento sono sotto
  indagine,  stiamo vivendo una situazione veramente  paradossale  e,
  quindi,  andare  avanti con la finanziaria nel  frattempo  che  sta
  succedendo tutto questo - i siciliani sono fortemente scossi  -  lo
  trovo  veramente  surreale;  però,  abbiamo  deciso  così,  andiamo
  avanti.
   Signor Presidente, l'articolo 50. Partiamo intanto dalle coperture
  dell'articolo  50 che, a mio modo di vedere, è il  solito  articolo
  spot di questo Governo regionale.
   Le  coperture  di  questo articolo partono da uno stesso  articolo
  della  passata  finanziaria, se vi ricordate era  un  articolo  che
  riguardava il potenziamento della misura  Resto a Sud .
   Colleghi, io all'epoca quando fu presentato questo articolo  dissi
  qui  da questo scranno che quella misura era una misura spot e  che
  non  si  sarebbe mai concretizzata. E così è stato, Presidente,  di
  quell'articolo dove dovevamo potenziare  Resto al Sud  praticamente
  hanno  partecipato  solo  6  aziende  e  i  soldi  che  noi  stiamo
  utilizzando per questa articolo sono soldi di bilancio che non sono
  stati  attuati  in  quell'articolo  relativo  al   Resto  al  Sud ;
  infatti,  i 500 mila euro che noi siamo prendendo sono i  500  mila
  euro che sono rimasti dall'articolo spot del  Resto al Sud .
   Ma  andiamo  a  questo  articolo.  Noi  praticamente  cosa  stiamo
  dicendo,  Presidente? Stiamo dicendo a chi durante questa  fase  di
  pandemia  è  tornato qui in Sicilia a lavorare qui in Sicilia,  noi
  diamo  degli  sgravi  fiscali,  degli  sgravi  fiscali  per  quanto
  riguarda l'Irpef regionale e la tassa sul bollo. Ma a quale persone
  e  a  quali stipendi noi stiamo dando questi sgravi fiscali? Ma  vi
  immaginate una persona che percepisce, che è venuta a lavorare  qui
  in  Sicilia,  che  percepisce uno stipendio di 100  mila  euro  noi
  andiamo  a  fare  lo  sgravio fiscale sul  bollo?  Magari,  ha  una
  Ferrari,  una Bmw, un Mercedes e noi in fase di pandemia andiamo  a
  fare  lo sgravio fiscale sul bollo  Non c'è nessun limite a  questa
  misura.
   Quindi,  io ho fatto piccoli calcoli praticamente questa misura  è
  rivolta  solo a un centinaio di persone, a un centinaio di persone,
  sempre che faranno la domanda, perché noi stiamo andando a sgravare
  dell'Irpef  regionale e del bollo auto senza un tetto di stipendio;
  praticamente  noi  stiamo facendo una misura per  super  ricchi  in
  piena  pandemia, io non so se i colleghi di maggioranza  hanno  ben
  capito  la finalità di questo articolo perché come titolo   Ritorno
  in  Sicilia   c'è lo spot, così come c'era lo spot del ritorno  dei
  pensionati nelle passate finanziarie.
   Cioè,  noi  stiamo utilizzando centinaia di migliaia  di  euro  di
  bilancio e noi abbiamo difficoltà enormi a trovare fondi per quanto
  riguarda  il  bilancio  della  Regione  siciliana,  noi  andiamo  a
  prendere questi fondi e li andiamo a utilizzare per un centinaio di
  persone. Attenzione, potrebbe essere, se fatta in un altro  periodo
  e  se  fatta  in  modo organico, potrebbe essere una misura  valida
  perché  per  come  l'ha rappresentata l'assessore noi  proviamo  ad
  intercettare persone che hanno ingenti capitali e che vengono qui a
  vivere in Sicilia, ma non in questa fase, colleghi.
   In  questa  fase  come andiamo a spiegare che stiamo  mettendo  da
  parte  500  mila euro per quest'anno e un milione  di  euro  per  i
  prossimi anni, per il 2022 e 2023 per un centinaio di persone,  per
  chi  magari  ha  il Mercedes e, quindi, andiamo a fare  lo  sgravio
  fiscale  del  bollo  auto  a chi ha un Mercedes,  una  Ferrari  nel
  frattempo  che  i siciliani sono in difficoltà  Come la  spieghiamo
  questa cosa?
   Noi  abbiamo  difficoltà a coprire misure che possono  risollevare
  chi  in  questo  momento è in difficoltà perché non  abbiamo  fondi
  regionali  ed utilizziamo fondi non utilizzati sempre dalle  stesse
  misure  che  ha  portato  l'assessore per  l'economia  nei  passati
  documenti   finanziari  e  anche  qui  noi  l'avevamo   denunciato,
  l'avevamo  denunciato  che quella misura del   Resto  al  Sud   che
  doveva  potenziare il  Resto al Sud  non sarebbe servita a nulla  e
  così  è  stato.  Qua  io  ho  in mano, Presidente,  i  decreti  del
  Dirigente  generale e hanno partecipato a quella  misura  solo  sei
  aziende,  ora  noi cosa andiamo a fare? Andiamo a fare  una  misura
  spot  per quanti? Per un centinaio di persone, Presidente?  Per  un
  centinaio di persone?
   Allora  io  chiedo fortemente che questo articolo venga stralciato
  perché  poi possiamo modificarlo, possiamo fare quello che vogliamo
  ma,  alla fine, Presidente, rimarrà una misura spot, una misura che
  non verrà attuata.
   Allora,  io  chiedo fortemente all'Assessore di stralciare  questo
  articolo,  perché  noi abbiamo provato anche con i  modificativi  a
  cercare  di  migliorarlo, a mettere la misura massima di cilindrata
  per  quanto  riguarda le automobili, ma come possiamo stabilire  lo
  stipendio delle persone che possono usufruire di questa misura?
   È  una  misura in questa fase anacronistica, se è stata pensata  è
  stata  pensata prima della pandemia ma non adesso, adesso  ci  sono
  siciliani che non lavorano, ci sono siciliani che non hanno nemmeno
  la cassa integrazione e noi andiamo a dire che mettiamo i soldi per
  cento  persone che ritornano in Sicilia che hanno un lavoro  e  noi
  andiamo a fare lo sgravio fiscale sul bollo auto?
   Non  sta  in  piedi  questa misura e, quindi, chiedo,  Presidente,
  chiedo  fortemente  al  Governo della Regione  di  ritirare  questa
  articolo  e  di utilizzare le somme per i siciliani che  in  questo
  momento sono in difficoltà. Grazie.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.
   E' iscritto  a parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha facoltà.

   DI  CARO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  diceva
  bene poco fa il collega Di Paola che si tratta di una norma che  in
  ogni  finanziaria  praticamente si ripropone. Ritorna in Sicilia  e
  ritorna in finanziaria nel senso che già, credo di ricordare, credo
  sia la terza volta che la leggiamo in finanziaria. Ma il tema non è
  questo.
   Noi,  Presidente, abbiamo e dobbiamo, abbiamo il dovere di  farlo,
  un  grande tema in Sicilia che è quello dello spopolamento. Più  di
  20  mila giovani ogni anno lasciano la nostra Sicilia. Lasciano  la
  nostra  Sicilia  possibilmente con un titolo di studio  di  laurea,
  quindi  le  famiglie  di queste persone, di  questi  giovani  hanno
  investito  in termini di speranza, di futuro in Sicilia,  però  poi
  vanno ad investire con il loro titolo di studio al Nord.
   Quindi, il grande tema dello spopolamento è stato affrontato nelle
  commissioni  di merito, mi riferisco alla V Commissione  di  questa
  Assemblea regionale siciliana, con un disegno di legge che ha  come
  obiettivo  quello  di  contrastare,  appunto,  lo  spopolamento  in
  Sicilia.
   Ora,  il  consiglio  che mi sento di dare al  Governo,  anche  per
  seguire  una  sorta di perequazione con il trattamento che  abbiamo
  riservato a tutti gli assessorati di questo Governo, è il seguente:
  si stralci l'articolo e si inserisca come emendamento, poi si vedrà
  in Commissione  Bilancio , nel disegno di legge che è in itinere  e
  credo  sia  approdato già in Commissione  Bilancio  da trattare  in
  maniera riservata e come disegno di legge a sé.
   Quindi,  chiediamo  come  gruppo parlamentare  lo  stralcio  della
  norma. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Caro.
   E' iscritto  a parlare l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Grazie,  Presidente. Nessuna obiezione  alla  proposta  del
  collega  Di  Caro,  ma  una  riflessione  su  questo  articolo  che
  rappresenta,  secondo  me,  il manifesto  più  compiuto  di  questa
  finanziaria e lo dico apprezzando la disponibilità dell'Assessore a
  raccogliere l'emendamento  mio e del collega Lupo.
   Rappresenta lo spirito di rassegnazione che arriva da questa legge
  di  spesa.  E  la  rassegnazione non  è  legata  come  si  potrebbe
  immaginare al fatto che i soldi sono pochi, le risorse sono  quelle
  che  sono,  le  esigenze, le urgenze sono tante e  non  saremmo  in
  condizione  di  assecondarle tutte. La  rassegnazione  riguarda  lo
  spirito  profondo  di questa legge e di questo Governo.  Cioè,  per
  dirla con il poeta, noi in questo momento possiamo dire ciò che non
  siamo e ciò che non vogliamo.
   Un articolo che s'intitola orgogliosamente  Ritorno in Sicilia   e
  che  dovrebbe  raccontare  il  senso,  il  profilo  di  una  intera
  legislatura, dell'intera azione di questo Governo, io chiedo  e  vi
  chiedo a chi si rivolge?
   Con   l'emendamento  che  viene  accolto  si  rivolge  anche  alle
  intelligenze perdute, ai nostri ragazzi che sono andati a  studiare
  altrove che non possono tornare per ragioni patriottiche, ma devono
  tornare  perché  avranno in questa Terra,  in  questa  Regione,  in
  queste  istituzioni un punto di riferimento che offre opportunità;,
  è  la  ragione  di  un  emendamento in cui  diciamo   vogliamo  che
  tornino?'.  Bene  finanziamo  le start up  innovative,  aiutiamoli,
  facciamo  in  modo di accompagnare coloro che hanno una  intenzione
  positiva per entrare in Sicilia.
   Invece,  questo  articolo  proposto  dal  Governo  dice   facciamo
  tornare i pensionati , quelli che magari non sono nemmeno cittadini
  italiani  e  che però trasferiscono la residenza in Sicilia  e  gli
  promettiamo che non gli facciamo pagare il bollo, che gli  facciamo
  un piccolo taglio all'irpef.
   Sono  due  filosofie, Presidente, lo dico anche all'Assessore  per
  l'economia, ripeto, accogliendo la disponibilità di questo  Governo
  sul  nostro  emendamento che sono inconciliabili   O  noi  pensiamo
  davvero  che torneranno in Sicilia perché gli offriamo  uno  sconto
  sul  bollo auto? O pensiamo di creare le condizioni perché si torni
  in Sicilia orgogliosamente, per lavorare, non per un'elemosina  Per
  produrre, per essere cittadini in senso compiuto
   Per  questo, Presidente, penso che questo articolo, comunque  vada
  la  votazione,  che  venga votato o meno,  rappresenta  lo  spirito
  dimesso, rassegnato, sconfitto, non di questa legge di spesa, ma di
  questa intera stagione di Governo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO.  Grazie, signor Presidente. Governo, onorevoli colleghi,
  siamo  arrivati alla rubrica del Vicepresidente della Regione.  Una
  rubrica che, Vicepresidente, era molto attesa da quest'Aula.
   Certo,  Presidente Di Mauro, tutta l'Italia oggi parla di noi,  ma
  noi  non  possiamo  parlare di quello che  sta  succedendo  con  la
  sanità,  con questo terremoto, con tutto quello che ciò comporterà.
  Pazienza  Ce ne facciamo una ragione, ma non ci rassegniamo.
   Parliamo di finanziaria. E anche sulla finanziaria, piuttosto  che
  riprendere  un  ragionamento  che abbiamo  lasciato  venerdì,  cioè
  quello di concentraci sui ristori, riprendiamo un ragionamento  che
  si basa su una serie di micro interventi, che sono - a mio avviso -
  inopportuni, inefficaci e non necessari.
   Questa misura si chiara  Ritorno in Sicilia  ed è una misura  che,
  da questa punto di vista, è posta in essere da molti Stati europei,
  da molti Stati extraeuropei - certo non  Ritorno in Sicilia , ma il
  ritorno  in  quegli Stati - ma con un respiro totalmente differente
  e,  probabilmente, come ha detto il mio collega  Di  Paola,  in  un
  momento totalmente differente.
   Assessore,  il  tema dello spopolamento delle  aree  interne,  che
  citava il mio collega Di Caro, o il ritorno in Sicilia da parte dei
  giovani,  che è citato dal collega Fava, sono due temi che,  a  mio
  avviso,  sono  complementari e che possono e  debbono  trovare  una
  ragione  in quest'Aula di Parlamento, ma non certamente con  questo
  emendamento,   Vicepresidente.  Può  considerarsi  una   iniziativa
  assolutamente  meritoria, ma in un altro contesto  storico,  in  un
  altro momento storico e, soprattutto, con ben altre risorse.
   Qui  stiamo  parlando  di  ristorare con  pochissime  risorse  gli
  operatori  economici  siciliani.  Io  dico:  fermiamoci  a  questo.
  Piuttosto che continuare nell'esame di questi micro interventi, che
  poi non ci porterebbero a nulla, fermiamoci.
   Abbiamo parlato di questo ordine del giorno, di cui ancora non  si
  vede assolutamente la luce, abbiamo parlato di individuare tutte le
  categorie economiche che avranno diritto a questo.
   E   allora,   Vicepresidente  della  Regione,   accolga   l'invito
  dell'onorevole  Di Caro, mio capogruppo, e cioè di prendere  questa
  norma  e  di  inserirla  in un contesto  molto  più  ampio,  ma  di
  inserirne  la  disamina  all'interno di un  disegno  di  legge  più
  organico  che riguardi il ritorno al Sud dei Siciliani - quindi  il
  ritorno in Sicilia dei Siciliani - ma anche il tema che lei oggi ci
  propone, che sicuramente è di grandissima attualità, ma che, a  mio
  avviso, oggi non può essere discusso. Grazie.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare l'assessore  Armao  per  dei
  chiarimenti  rispetto agli interventi che poc'anzi si sono  svolti.
  Ne ha facoltà.

   ARMAO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente. Prima che  la
  questione si avviti su direttrici che nulla hanno a che vedere  con
  lo   spirito   di  questo  articolo,  ricordo  gli  interventi   in
  Commissione sul punto dell'onorevole Foti, dell'onorevole Savarino,
  che,  in  qualche  modo  inquadravano  nel  corretto  alveo  questa
  iniziativa.
   Questa iniziativa non è volta ad attrarre miliardari o Ronaldo  in
  Sicilia ...

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO,  assessore  per l'economia.   Perché già  Ronaldo  utilizza
  questa  normativa  a livello nazionale, perché questa  normativa  è
  stata  introdotta  a  livello nazionale ed  è  stata  introdotta  a
  livello nazionale rafforzata dall'ultima legge di bilancio.
   Il  tema  non  è  questo. E se fosse questo,  quello  di  attrarre
  investimenti  o  pensionati  in  Sicilia,  avrebbe  un  contesto  -
  concordo  con  quello che si diceva prima - non è  l'emergenza.  E,
  invece,  è  vero  tutto  il contrario perché questa  norma  intende
  rispondere  ai  moltissimi,  moltissimi Siciliani,  che  lavoravano
  presso  uffici tecnici, imprese, uffici legali, banche - non  parlo
  di   direttori  generali,  parlo  di  clerks,  cioè  impiegati  che
  lavoravano nelle banche in Francia o in Germani o in Spagna o negli
  Stati  Uniti - ai quali è stato detto:  tornate nei posti  da  dove
  venite .
   Questo  ha  contribuito  anche ad una riduzione  dei  costi  delle
  imprese  perché,  evidentemente, non hanno costi  di  affitto,  non
  debbono  sopportare per i propri impiegati costi  che,  altrimenti,
  appesantirebbero il costo del lavoro e, quindi, oggi questa gente è
  qui.  Non  so  quanti  ne  conoscete voi,  ma  ci  sono  centinaia,
  centinaia e centinaia di Siciliani che, oggi, non verranno  a  fare
  se  c'è  un'impresa,  oggi per continuare  a  fare  il  lavoro  che
  facevano  all'estero  e che possono svolgere, invece,  da  Milazzo,
  Erice, qualcuno è a Pantelleria.
   Basta andare sui social e trovate gente che qualche anno fa viveva
  in  Europa,  in questo momento è a Pantelleria perché fa  lo  smart
  working da Pantelleria o da Lampedusa o da Marettimo.
   Quindi, cosa succede? Noi abbiamo da un lato una legislazione  che
  il  Governo  nazionale,  non questo quello precedente,  ha  varato.
  Quindi, non è una misura di esenzione fiscale della Regione, è  una
  misura di esenzione fiscale dello Stato che porta a ridurre fino al
  90  per  cento  il  reddito ai fini IRPEF  per  chi  torna,  prenda
  residenza nella propria regione di origine. Ovviamente dall'estero,
  non stiamo parlando del resto d'Italia, dall'estero.
   Dopodiché  noi aggiungiamo, rafforziamo questa misura  con  quello
  che  possiamo  con  la  potestà  legislativa  regionale,  cioè  con
  l'esenzione del bollo.
   Ho  parlato con alcuni esponenti del Movimento Cinque Stelle prima
  di   cominciare,  con  l'onorevole  Cappello  ed  altri,   e   sono
  assolutamente d'accordo.
   Se  vogliamo  introdurre una limitazione  sino  a  1800,  2000  di
  cilindrata  -  poi troveremo la formulazione - a noi va  benissimo,
  non  intendiamo  favorire  né  le  concessionarie  Ferrari  né   le
  concessionarie Lamborghini, non è questo il tema né lo  spirito  di
  questo  disegno di legge. Ma è solo che chi viene qui può avere  un
  ulteriore  incentivo sapendo che torna qui e viene in qualche  modo
  incentivato    fiscalmente   attraverso   il   bollo,    attraverso
  l'addizionale  IRPEF ma, anche, attraverso - e mi dispiace  che  il
  primo  intervento abbia volutamente sottaciuto questo profilo  -  a
  fari  riferimento alle imposte ipotecarie e catastali che vuol dire
  comprare casa, investire in Sicilia.
   Quindi,  a  nostro modo di vedere, questa norma è importante  oggi
  perché intercetta un fenomeno in atto, al di là di quella che, poi,
  auspichiamo si possa costruire per portare qui gente che ha vissuto
  altrove e può venire a risiedere qui, magari pensionati o altro.
   Questo riguarda, in questo momento, chi lavora, i tanti che sono a
  Londra  come  a  Parigi come a Madrid come negli Stati  Uniti,  gli
  hanno  detto:   Signori, tornatevene a casa perché qui  non  potete
  stare .  La  professoressa ne conosce tanti anche a Messina  perché
  sono  tanti nostri laureati, bravissimi, che erano all'estero  che,
  in  questo  momento, li vedi girare:  che ci fai qui?  Sono  venuto
  perché la mia banca mi tiene qua. .
   Allora,  se è così aiutiamolo perché aiutandoli possiamo  pensare,
  puntare che - ecco perché intendiamo accogliere l'emendamento 50.24
  degli  onorevoli  Fava, Barbagallo e Lupo - dargli  una  proiezione
  perché  no, perché possano diventare imprenditori, diventare motori
  oltre  che comprare casa, comprare macchina, comprare una  villa  e
  magari avere il giardiniere, fare degli investimenti, fare lavorare
  imprese.
   Quindi, l'obiettivo è intercettare un fenomeno che è in corso ed è
  in corso durante la pandemia.
   Scusate  se mi sono dilungato, ma è una misura importante. Capisco
  che  avremmo dovuto aumentare 5 milioni di euro non 500  mila  euro
  per  il  primo  anno,  ma è una misura di cui  dobbiamo  vedere  il
  tiraggio.  E' evidente che, se ci sarà un buon tiraggio,  saremo  i
  primi a venire qui a chiedervi l'integrazione.
   Per  quanto, poi, ha detto surrettiziamente l'onorevole Di  Paola,
  come  se fosse il manifesto di un fallimento di una misura,  vorrei
  sottolineare  che quella misura, che ha avuto 6 domande  nel  2020,
  riguarda   l'ultimo  mese  perché,  sostanzialmente,  per  svolgere
  l'accordo   con   l'Agenzia  delle  entrate,   definire   tutti   i
  procedimenti applicativi, ha riguardato un mese soltanto.

                     (Intervento fuori microfono)

   Quando  amministrerà lei, farà cose eclatanti  Noi lavoriamo,  con
  fatica,  cercando  di  mettere a disposizione tutta  l'energia  che
  cerchiamo di mettere. I tempi per definire

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)

   PRESIDENTE.   Onorevole   Dipasquale,  per   favore,   chieda   di
  intervenire. Onorevole Dipasquale, chieda di intervenire e le  sarà
  data la parola.

   ARMAO, assessore per l'economia.  per cercare di dare attuazione

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, chieda di intervenire e le  sarà
  data  la parola. Onorevole Dipasquale, non è necessario intervenire
  ed interrompere mentre l'Assessore parla.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)

   Basta, onorevole Dipasquale  Basta

   ARMAO, assessore per l'economia.  ma cosa dice? Quali schifezze?
   Abbiamo svolto, nei tempi più brevi possibili, l'attuazione  della
  disposizione  ed ha avuto applicazione nel mese di dicembre.  Ed  è
  una  misura  che  è stata fortemente apprezzata dalle  associazioni
  datoriali  e  dagli  imprenditori. Non la  trovo  assolutamente  un
  fallimento.
   E'  una  misura  che  è  già partita e nel  2021  avrà  un  ottimo
  risultato. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie. Assessore. Hanno chiesto di  intervenire  gli
  onorevoli Cracolici, Barbagallo, Foti, Palmeri, De Luca,  Marano  e
  Caronia.  Ci sono altri che desiderano intervenire? Così  chiudiamo
  le  iscrizioni. L'onorevole Catanzaro. Ci sono altri che desiderano
  intervenire? Dichiaro chiuse le iscrizioni.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, io non contesto la norma,  contesto
  l'opportunità.
   Oggi,  siamo  in  una  fase  nella quale dovremmo  occuparci  come
  evitare che vadano via i siciliani. Considerata la situazione  che,
  per la verità, viene da lontano e considerato che siamo in una fase
  in cui le imprese, le società, come dire, smobilitano.
   La  prima  questione  che mi pongo, con tutto il  rispetto,  avrei
  capito  meglio una norma che si riferisse non alle persone  fisiche
  ma  alle  persone giuridiche, che consentisse, appunto, di allocare
  in  Sicilia aziende, società, per avere un beneficio fiscale, dà la
  possibilità di delocalizzazione delle proprie attività nella nostra
  Regione.
   Avrei  capito,  ancora di più, se una misura, cosiddetta  relativa
  alle  persone fisiche, avesse come finalità il ripopolamento  delle
  aree  a rischio desertificazione demografica. E, mi riferisco  alle
  aree interne dove, com'è noto, il numero di cittadini residenti  si
  assottiglia sempre di più ed il rischio che siano luoghi solo  dove
  vivono  solo anziani, con tutte le conseguenze che questo comporta,
  è  uno  dei  problemi che ha la Sicilia, considerato che la  nostra
  Regione ha la stragrande maggioranza dei comuni, sono comuni  sotto
  i  5 mila abitanti, alcuni dei quali sotto i 3 mila abitanti, i cui
  processi  di  abbandono demografico sono sinceramente preoccupanti.
  Da  qui,  in  una  visione  progressiva, avremo  il  depauperamento
  sociale di molti di questi comuni.
   Questa  è  una  norma che, capisco le misure nazionali,  che  sono
  benefici  fiscali  ma, l'anno scorso abbiamo  fatto  quella  per  i
  pensionati,  mutuando  il  modello  portoghese,  in  cui   dovevamo
  attrarre, dal punto di vista fiscale, coloro che volevano venire  a
  vivere  in  una  zona,  in  un'area,  la  cosiddetta   Florida  del
  Mediterraneo .
   Mi  pare  che  gli effetti siano stati quelli che sono  stati  qui
  dichiarati,  perché,  purtroppo, le norme spot  possono  servire  a
  stare  un  giorno  sui giornali, ma non hanno efficacia  economica,
  alcuna efficacia economica. Ecco perché appare come un pugno in  un
  occhio,  nel  giorno  in cui abbiamo il problema  di  garantire  ai
  nostri  commercianti, alle nostre imprese, un modo per sopravvivere
  a  questa che è la più dura pandemia, forse l'unica pandemia che la
  nostra  generazione  ha  conosciuto di una certa  gravità  sociale,
  oltre  che sanitaria, come dire, ci occupiamo delle brioches, siamo
  come  Maria  Antonietta: di fronte al popolo che ha fame,  noi  gli
  diciamo  dategli le brioches, pensando che tutti mangiamo brioches.
  Il popolo ha bisogno di pane.
   Allora,  credo  che  in  politica  esista  un  principio   che   è
  l'opportunità  degli atti che si fanno. Io considero questa  norma,
  con  tutto  il rispetto di chi si delocalizzerà grazie  allo  smart
  working,  ma  con tutto il rispetto, chi tonerà in  Sicilia  grazie
  allo  smart  working  ci viene perché è nato, perché  è  cresciuto,
  perché  preferisce vivere nel luogo che conosce, quindi, non  credo
  che  abbiamo  il problema di garantire benefici fiscali aggiuntivi.
  Il  ritorno  in  Sicilia  è già un ritorno connesso  ad  uno  stato
  sentimentale,  ad uno stato di ricongiungimento familiare,  ma  non
  c'entra  nulla  con una misura che riduca il bollo auto,  piuttosto
  riduciamo  il bollo auto ai nostri commercianti, leviamo una  serie
  di  tassazioni regionali per coloro che hanno il problema  di  come
  poter  mandare  avanti le imprese e garantire un modello  economico
  possibile.
   Ripeto,  avrei  capito se questa misura si fosse concentrata  alle
  imprese   che  volevano  delocalizzare  la  propria  attività   nel
  territorio  siciliano,  perché questo  sì  che  creava  un  effetto
  moltiplicatore, ma questa norma così com'è non serve a niente. Ecco
  perché,  personalmente, ritengo che l'Aula debba bocciarla,  perché
  non è tempo di demagogia, dobbiamo affrontare i problemi seri, duri
  che stanno dinanzi a noi.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Cracolici, per essersi attenuto  ai
  tempi che le erano stati assegnati. Una volta all'anno succede e io
  l'ho  voluto  puntualizzare per il suo rispetto nei  confronti  dei
  colleghi.  Quest'anno  già ha esaurito il suo  budget,  quindi,  se
  eccede un minuto non ci fa niente. Tutto quest'anno.


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  ha chiesto  congedo  per  la  giornata
  odierna l'onorevole Ternullo.

   L'Assemblea ne prende atto.

    n. 961/A e n. 962/A

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                       legge n. 961/A e n. 962/A

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO.  Grazie,  Presidente Di Mauro. Insomma,  il  clima  di
  stamattina  è  quello  di  orchestra  del  Titanic,  la  sedia  del
  Presidente della Regione resta vuota, la Sicilia oggi, ahimè, è  al
  centro  di  uno scandalo di portata nazionale e noi ci accaniamo  a
  continuare  la discussione su un articolo che francamente  ha  poco
  rilievo.  Ha  poco rilievo perché in questo momento i siciliani  si
  aspettano  altro, si aspettano risposte, risposte ad una crisi  che
  continua  a mordere sempre di più, ad una crisi che non è  soltanto
  economica,  per cui questa Regione non è stata in grado di  fornire
  risposte adeguate, ma una crisi che è anche sanitaria e su  cui  le
  risposte, se vogliamo, sono ancora peggio.
   Occorreva dare risposte concrete in termini di trasferimento delle
  risorse,  di trasferimento delle risorse alle categorie che  stanno
  peggio  e, invece, inseriamo in finanziaria l'ennesima norma  spot.
  Il modello per cui questo Governo ormai è diventato celebre, quello
  degli annunci.
   Io,  assessore  Armao,  ho sentito parlare  di  tiraggio  nel  suo
  intervento. Certo che se il tiraggio sono le sei domande che  hanno
  partecipato  al  bando  pubblicato  nel  2021,  e  a  valere  sulla
  finanziaria  2020, siamo messi veramente male. È un intervento  che
  contestiamo  sia  nel merito, sia nel metodo.  Nel  metodo,  perché
  abbiamo già detto che tutto è certamente il momento, tranne  quello
  di  interventi di questo tipo; e nel merito, perché non è  il  tema
  della  cilindrata,  del  bollo auto,  certo  che  non  è  così  che
  attraiamo  nuove persone in Sicilia e consentiamo  il  ritorno  dei
  siciliani nell'Isola.
   Il tema vero è quello di incidere sulle persone giuridiche, quello
  di  valorizzare  le aree interne, bisognava fare  degli  interventi
  mirati.  Insomma, il tempo passa ma siamo sempre  a  parlare  delle
  stesse  cose, mentre fuori dal Palazzo c'è una Sicilia che  aspetta
  risposte, aspetta concretezza e non vede l'ora di uscire  fuori  da
  questa situazione. Purtroppo, le risposte del Governo continuano ad
  essere sempre deludenti e sconfortanti.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Barbagallo.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, Governo e colleghi, insieme al mio Gruppo
  esprimiamo  il favore nei riguardi di questo articolo,  lo  avevamo
  già  fatto in Commissione  Bilancio' e, a maggior ragione in questo
  momento,  che vediamo accolti favorevolmente due emendamenti  dallo
  spirito propositivo.
   Vorrei ricordare che i dati Svimez ci dicono che dal 2002 al  2017
  quasi due milioni di siciliani lavoratori formati, si sono spostati
  nel  Nord Italia e nel resto del mondo e le politiche di inversione
  di  questa tendenza nei riguardi dei giovani sono assolutamente  di
  buon  auspicio, soprattutto cogliendo anche quello che  è  successo
  durante  lo  scorso anno e che sta continuando quest'anno,  che  ha
  visto naturalmente dare lo start a questo rientro.
   Voglio ricordare che sono per la maggior parte, ci sono anche  dei
  gruppi social, delle associazioni che hanno interloquito anche  con
  il  Ministero del lavoro richiedendo politiche efficaci di  rientro
  dei  lavoratori al Sud con il mantenimento del posto di  lavoro  in
  smart-working.  Prima, diciamo, è stata ed  è  una  costrizione  in
  alcuni  casi, ma è una enorme opportunità. Vorrei ricordare che  la
  maggior  parte di questi rientri avvengono proprio non tanto  nelle
  città  metropolitane ma nei piccoli comuni, perché è da quelli  dai
  quali sono dovuti fuggire.
   Non  parlerei  di  miliardari, di milionari che rientrano,  perché
  anche,  come dire, guardando alla categoria si parla di al  massimo
  neo    trentenni   alla   prima   occupazione,   trovata    proprio
  nell'immediato, anzi che ha invogliato a lasciare  la  Sicilia.  E'
  chiaro  che le risorse sono limitate e, poi, vorrei dire che  altre
  Regioni  hanno aggiunto agli aiuti statali, agli incentivi statali,
  con misure regionali, le somme sono poche, ma si sa siamo in braghe
  di  tela,  per questo dovremmo rivolgerci con la stessa veemenza  a
  Roma per queste ed altre questioni.
   Quanto  alla questione della norma spot, Presidente, pochi  giorni
  fa abbiamo approvato un articolo che nel merito, per carità nessuno
  batte ciglio, ma abbiamo messo 200 mila euro per l'acquisto di auto
  elettriche, mi sembra veramente patetico dire che mezzo milione più
  quello  che  riusciranno a racimolare, spero il più possibile,  per
  gli  emendamenti che richiedono ovviamente copertura, siano  cifre,
  pensiamo  ad  altre  norme spot che abbiamo prodotto  e  mi  auguro
  insomma  che  ci  sia il voto favorevole, poi ben  venga  anche  la
  proposta  della  V Commissione che prevede, però, altro  genere  di
  interventi. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Foti.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor  Presidente, forse nei tanti  interventi  che  mi
  hanno  preceduto questa cosa è stata detta, però, ugualmente vorrei
  soffermarmi  su  un  passaggio  di  questa  norma  sul  quale,   in
  particolare,   le  argomentazioni  dell'Assessore  non   mi   hanno
  convinto,  ossia  dove si dice che ad esclusione dei  soggetti  che
  svolgono attività economica, quindi per com'è stata scritta  questa
  norma, ad oggi, si escludono da questi incentivi dei soggetti  che,
  ad  esempio, vorrebbero delocalizzare la propria attività economica
  nella nostra Isola. Quindi, chiedo di valutare di stralciare questa
  frase. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca.  Ne
  ha facoltà.

   DE   LUCA.  Signor  Presidente,  Governo,  onorevole  colleghi   e
  soprattutto siciliani premesso che desidero accostarmi alla  corale
  richiesta  che il presidente Musumeci oggi stesso venga a  riferire
  sui  fatti che hanno visto interessare dall'inchiesta della procura
  di  Trapani, oggi delegata quella di Palermo, praticamente tutto il
  management   dell'Assessorato  che  non   è   rinviabile,   quindi,
  Presidente,  le  chiedo di farsi portavoce nelle  sue  funzioni  di
  questa richiesta pressoché unanime dell'Aula.
   Andando  all'articolo  credo  che questo  articolo  sarebbe  anche
  andato  bene se fosse stato proposto dieci o venti anni fa, infatti
  non  ha  alcun  tipo  di visione, a nulla vale  il  richiamo  o  la
  giustificazione  che  va  a  ricalcare,  a  rafforzare  una   norma
  nazionale, infatti mi chiedo quale sia l'effetto moltiplicatore  in
  termini  economici  di  questa  norma,  se  pure  attirasse  cento,
  duecento, trecento siciliani a ritornare qui a comprare  casa  o  a
  spendere  quello che guadagnano in Sicilia, quale sarebbe l'effetto
  moltiplicatore all'interno dell'economia. Capirei se mettessimo del
  soldi per avviare nuove start up, per incrementare l'e-commerce, ma
  non  ha  senso; c'era anche una norma che aveva proposto il collega
  Catalfamo, quindi proprio della parte politica opposta alla mia, ma
  quanto  meno  ha  un  senso perché tu dici  nel  mondo  di  Amazon,
  nell'era  del commercio digitale tu vai a implementare, a  favorire
  la   nascita  di  nuove  imprese,  che  vanno  ad  occupare   posti
  all'interno di quello che è il mercato reale e, invece  no,  stiamo
  cercando  di  andare a mettere risorse per far tornare qualcuno  di
  cui  non  conosciamo neppure il reddito, perché sono  soggetti  che
  lavorano  all'estero  e,  quindi,  non  abbiamo  nemmeno   i   dati
  reddituali.
   Poi  vorrei capire qual è quella che sembra quasi un'esca,  perché
  non   conosciamo   neanche   la   misura   dell'incentivo   perché,
  fondamentalmente,  è  determinata da quelli  che  saranno  poi  gli
  acquisti  che  questo  soggetto andrà a  fare,  quindi  nemmeno  li
  conosciamo perché il fatto che facciamo trasferire la residenza  ad
  un  lavoratore che, oggi, ce l'ha all'estero, poi non conosciamo né
  la  misura  né  quale  sarà la destinazione dei  suoi  investimenti
  perché, ovviamente, non l'andiamo a regolamentare all'interno della
  norma,  non andiamo ad inserire dei vincoli, quindi, vorrei  capire
  la  prospettiva  di  questo articolo su  cosa  si  basa,  su  quale
  visione,  su  quale  prospettazione,  cosa  state  immaginando   di
  ricavare e, quindi, qual è l'effetto moltiplicatore. Noi andiamo ad
  investire  500 mila euro ma per ottenere poi che cosa  esattamente,
  in  un  momento  in  cui i commercianti quelli  che  già  hanno  la
  residenza  in  Sicilia,  nel momento in  cui  le  persone  che  già
  dovrebbero  pagare  le tasse in Sicilia sono affamate  dalla  crisi
  economica  che  è  scaturita  dalla  crisi  sanitaria  che,   oggi,
  scopriamo  essere  stata gestita malissimo, non lo  scopriamo  oggi
  perché lo abbiamo visto ma oggi abbiamo l'ulteriore conferma.
   Allora,  mi  chiedo  ma  in questo momento storico  che  senso  ha
  approvare  questo  articolo  o  mantenerlo.  Assessore,  la  invito
  caldamente a ritirarlo, invece che farselo bocciare, perché  questo
  articolo  non ha ragione di esistere in questa finanziaria,  andava
  bene  trent'anni fa perché voi avete una visione che  è  di  trenta
  anni  fa,  non  solo su questa materia ma su tutte le materie,  voi
  gestite  la Sicilia male non guardate trent'anni avanti,  la  state
  gestendo guardando a trent'anni fa. E' questo il vostro più  grande
  limite, il bello che siete pure convinti di essere degli innovatori
  quando,  invece,  state facendo tutto quello che un  amministratore
  illuminato   mai  farebbe  e  mai  si  permetterebbe  di   proporre
  all'interno di una finanziaria, in un periodo Covid, nel  2021.  E'
  un articolo da ritirare.

   PRESIDENTE. Grazie. E' iscritta a parlare l'onorevole  Marano.  Ne
  ha facoltà.

   MARANO.  Signor Presidente, Governo, colleghi, volevo  intervenire
  sull'articolo però, poi, mi guardo attorno, leggo le agenzie, leggo
  le  intercettazioni e mi chiedo com'è che si sta facendo  finta  di
  nulla,  oggi  in quest'Aula; questo clima così come  se  non  fosse
  successo niente è scandaloso.
   Venerdì  il Presidente Miccichè ha bloccato l'Aula per  paura  del
  Covid,  perché abbiamo lavorato in condizioni magari non totalmente
  di  sicurezza e abbiamo bloccato i lavori perché eravamo  implicate
  qua duecento persone e dovevamo accertarci che nessuna di noi fosse
  contagiata. Oggi, sono implicati tutti i siciliani di quest'Isola e
  si  fa  finta  di niente. Si va avanti, parliamo della finanziaria,
  parliamo degli articoli successivi che rimangono per finire  e  nel
  frattempo  leggiamo le notizie che sono scandalose,  Presidente  Di
  Mauro.
   Quindi,  per favore, visto che non possiamo fare finta  di  nulla,
  perché  qui  parliamo della perdita della fiducia nelle Istituzioni
  da  parte dei siciliani, perché, non mi interessa, la cosa è  molto
  grave.  Quindi,  la  prego  di farsi portavoce  con  il  Presidente
  Miccichè  e  di dire al Presidente Musumeci di venire in  Aula,  di
  lasciare  tutto  quello  che sta facendo in  questo  momento  e  di
  degnare questo Parlamento e spiegarci e dirci qualcosa, perché  non
  è  per fare sceneggiate o fare teatrini, la questione è gravissima.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Grazie, Presidente, molto brevemente. Io ho  apposto  la
  firma   all'emendamento  dell'onorevole  Fava,  secondo  il   quale
  indirizziamo  delle somme, l'emendamento parla di 10 milioni  e  io
  sarei ben felice se fosse così, chiaramente aspettiamo da parte del
  Governo  quella che sarà la volontà di coprire questo  emendamento,
  che   ritengo  sia  assolutamente  una  norma  di  stimolo  perché,
  ovviamente, la possibilità di creare delle start up, nonché di dare
  impulso  alle  nuove  imprese, oggi è,  assolutamente,  importante,
  indispensabile. E favorire le start up è una mission  che,  secondo
  me,  non possiamo non intestarci proprio in un momento storico come
  questo.  Quindi,  appongo la firma. Poi, ovviamente,  attendo  lumi
  rispetto  a  quello  che  il  Governo vorrà  fare  in  merito  alle
  coperture e al soggetto erogatore. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caronia.
   E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole Catanzaro.  Ne  ha  facoltà.
  Abbiamo terminato gli interventi.

   CATANZARO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  Assessori,  intervengo  soltanto  pochissimi  minuti  perché  sulla
  norma,  assessore  Armao,  per carità,  come  impostazione  e  come
  filosofia ineccepibile, però, il problema è la realizzazione  e  il
  contenuto. E le dico subito il motivo: se ho capito bene lei  vuole
  interpretare con la norma, anzi dire con questa norma  del  ritorno
  del lavoro in Sicilia. Quindi, parlare di South working.
   Questa  è  una  domanda che io mi sto facendo, per  quale  motivo?
  Perché, se fosse così come South working, le volevo leggere  alcuni
  punti  che  sono dei punti programmatici di lavorare al  Sud  South
  working,  di  una  bellissima  idea  di  giovani  palermitani  che,
  ovviamente, da diversi mesi hanno fatto delle riunioni al Ministero
  a  Roma, prima con il ministro Provenzano, adesso giorno 23 con  il
  ministro Carfagna, proprio perché questi giovani hanno un'idea  ben
  chiara che, sicuramente, non è l'idea che viene prevista con 3,  4,
  commi in questo articolo.
   Ed  io,  non  appena finirò, sicuramente lei che  è  un  Assessore
  autorevole  e preparato avrà questo documento, ma io vorrò  dare  a
  lei una copia di questo documento proprio per farle comprendere che
  questa  norma,  dal  mio  punto  di vista,  soprattutto  in  questo
  momento,  è  una  norma  che non dice nulla, assessore  Armao.  C'è
  soltanto  poca  roba. Lei, invece, dovrebbe e se volesse  realmente
  costruire  un qualcosa di importante che è in discussione,  a  Roma
  prima  e  anche  ora  sul South working, dovrebbe  ritirare  questa
  norma, per prevedere, facendo degli incontri importanti, un disegno
  di  legge  apposito,  perché  è un argomento  che  non  può  essere
  affrontato in una finanziaria, in un momento così particolare,  con
  un articolo.
   Questo è un argomento che deve essere dettagliato e disquisito nei
  minimi particolari.
   Bene, mi prenderò un altro minuto proprio per leggere quali sono i
  punti,  cioè la finalità di questa associazione del progetto  South
  working  è  la  promozione  della  coesione  economica,  sociale  e
  territoriale, cose che ci sono. Lo smart working, la  diffusione  e
  la promozione dei contratti di lavoro agili o smart working, il Sud
  relativo, cioè sono tutti punti, caro assessore Armao, che  vengono
  previsti  in  questi documenti che da mesi ci sono  e,  ovviamente,
  questi giovani sono stati auditi anche a Roma.
   Quindi, Assessore, la prego, è un argomento così importante,  così
  bello,  che  riguarda  lo  sviluppo dei giovani  che,  secondo  me,
  farebbe  bene  - proprio per non annacquare un tale argomento  -  a
  ritirare la norma e anch'io sarò lì, il primo, a darle una mano e a
  lavorare  per  potere costruire una norma che  riguarda  davvero  i
  giovani.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, intanto stiamo
  facendo   un'analisi   per  definire  le   coperture.   credo   che
  segnatamente  poi  il  Partito Democratico e  il  Movimento  Cinque
  Stelle  dovrebbero  mettersi d'accordo  anche  con  la  Delegazione
  nazionale perché, vedete, questa norma è direttamente collegata con
  una  norma  approvata a dicembre scorso, nella legge  di  stabilità
  denominata   il rientro dei cervelli  che, se non ricordo  male,  è
  stata votata dal
   Ma  siccome  questo  Governo  non ha  alcun  tipo  di  preclusione
  culturale  o  politica di fronte alle buone cose -  come  purtroppo
  alcune  volte  sembra non essere e non avvenire in Sicilia  -  cosa
  succede?
   C'è  un  ottimo strumento, perché  il ritorno dei cervelli   è  un
  ottimo  strumento elaborato dal governo Conte. Noi che cosa abbiamo
  detto?  Utilizziamo  il rientro dei cervelli   o   il  ritorno  dei
  cervelli , noi non abbiamo voluto

   PRESIDENTE.  Colleghi, chiedo scusa, mi fate  sentire  quello  che
  dice l'Assessore? Onorevole Caronia, onorevole Damante, per favore,
  non si sente niente.

   ARMAO,  assessore  per l'economia.  utilizzare questa  espressione
  perché  noi parliamo alle persone non solo ai cervelli e quindi  il
  ritorno  in  Sicilia vuole essere un messaggio a tutti  coloro  che
  sono già rientrati, che stanno rientrano per effetto della pandemia
  sulla  base di normativa nazionale che già dà dei benefici, noi  li
  rafforziamo.
   Quindi, la norma non è altro che il rafforzamento di una norma che
  a  Roma è stata approvata dal PD e dai Cinque Stelle, di una  norma
  fatta  bene  e  che stiamo approvando migliorandola con  la  nostra
  autonomia  finanziaria, dopodiché per quanto concerne le  coperture
  dei  due  emendamenti, il primo lo possiamo  coprire  -  si  stanno
  definendo  gli emendamenti Presidente - con la manovra,  mentre  il
  secondo  lo copriremmo a valere sul Fondo Sicilia presso Irfis  con
  questa  finalità, quindi l'idea di appostare uno massimo un milione
  e  mezzo  in  questa prima fase e poi vedere l'evoluzione.  Quindi,
  signor Presidente, chiederei proprio il tempo materiale di redigere
  gli emendamenti.
   Un'ultima  cosa, l'onorevole Marano ne aveva già  parlato  e  sono
  assolutamente   convinto:   limitare  a   duemila   di   cilindrata
  l'esenzione per l'acquisto dell'auto va benissimo o se  si  ritiene
  anche più bassa, chi viene a vivere qua per lavorare in Sicilia  in
  smart  working  con una banca o uno studio legale o uno  studio  di
  architetti  o  telefonia o qualsiasi altra attività  amministrativa
  non  lo  fa  per  venirsi  a comprare la macchina,  gli  serve  una
  macchina  per andare in giro, non certamente per pavoneggiarsi  con
  una super car.
   Quindi,  sotto questo profilo va benissimo limitare a  duemila  la
  cilindrata,  poi perché non facciamo riferimento -  mi  rivolgo  al
  Capogruppo dei Movimento Cinque Stelle - alle imprese, perché è una
  misura che calza rispetto a una misura adottata a livello nazionale
  che  non riguarda le imprese; su quello e posso dare l'annuncio con
  grande piacere all'Assemblea, abbiamo già l'intesa raggiunta con il
  MEF  di  una  norma di attuazione che consentirà  alla  Sicilia  di
  ridurre l'imposizione fiscale con le imprese che verranno a mettere
  la sede in Sicilia.
   Articolo  6,  Schema di Attuazione, sulla quale c'è già  l'intesa,
  intanto dico di approvarla e farla andare in Gazzetta Ufficiale, ma
  questa  è un'altra, questa è la misura adottata a livello nazionale
  denominata   Rientro  dei  Cervelli ,  che  noi  potenziamo  per  i
  siciliani che sono già rientrati in Sicilia, questa è la scelta. Ci
  sono  altre  misure importanti per sviluppare, per non fare  andare
  via  i  nostri giovani, ma sono altre misure, questa  è  una  prima
  risposta,  ma poi scusate, l'ottimo è nemico del buono,  cominciamo
  con  una  misura che è una misura importante, e su questa si  potrà
  andare avanti.
   Presidente, ho bisogno di ancora un'oretta per definire  il  testo
  e,  quindi,  subito  dopo pranzo potrò depositare  gli  emendamenti
  integrativi.

   PRESIDENTE. La proposta, invece, quella dell'onorevole  Catanzaro,
  è  fattibile o no? Perché siccome con l'onorevole Catanzaro avevamo
  parlato anche con delle

   ARMAO, assessore per l'economia. No, questa misura è qualificante,
  Presidente, questa è una misura che ha un'altra finalità, quella di
  cui parla l'onorevole Catanzaro è altra cosa.
   E'  un South Working strutturato, noi qui stiamo pensando a chi  è
  già  venuto a vivere in Sicilia, può essere una prima misura che  è
  qualificante  per  il  Governo, tant'è  che  stata  inserita  nella
  delibera  di  Giunta,  quindi, subito dopo pranzo  potrà  dare  gli
  emendamenti.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  volevo
  solo  precisare  che  non  è  che siamo  contrari  all'impostazione
  dell'articolo, dicevo poco fa all'assessore, e lei non  c'era,  che
  noi già in V Commissione abbiamo esitato il disegno di legge ad hoc
  per  contrastare lo spopolamento, e abbiamo anche parlato del South
  Working,   ora   se  questo  articolo  venisse  inserito,   proprio
  strutturalmente all'interno del disegno di legge, sarebbe  un  modo
  per  cominciare  a  parlare  di  norme  ordinamentali  che  vengono
  trattate   fuori  dalla  finanziaria,  e  non  approfittare   della
  finanziaria per inserire qualsiasi cosa.

   PRESIDENTE.   Però,  questo  è  un  articolo  che  è   giusto   da
  finanziaria, questo non lo so, poi decide l'assessore.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  signori
  onorevoli,  decide il Governo intero confrontandosi con l'Aula,  ci
  mancherebbe   Però, ripeto, comprendo l'esigenza di  un  intervento
  organico,  e mi metto a disposizione, attenzione, vorrei  dirlo  ma
  dispiace  che  manca  l'assessore Scavone, ma abbiamo  messo  nelle
  proposte  fatte dal Governo sul Recovery Fund un capitolo  dedicato
  esclusivamente al South Working, quindi, ci vogliono  misure  molto
  strutturate.
   Questa,  in  questo  momento, è una misura  che  risponde  ad  una
  esigenza  delle migliaia di persone che stanno o sono rientrate,  o
  stanno  rientrando, e continuano a lavorare per dargli un sostegno,
  per  dargli  una  mano e, oltretutto, per sperare di  poterli  fare
  stare qui, e che non rientrino a lavoro.
   Signori, come voi ben sapete, onorevoli, il lavoro a distanza sarà
  il futuro e resterà nel futuro, non è una congiuntura connessa alla
  pandemia, quindi, dobbiamo strutturarci in questo senso,  questo  è
  un  modo  di  venire  avanti ai tanti siciliani  che  lavorano  per
  soggetti terzi.

   PRESIDENTE. Assessore, in definitiva, quindi gli emendamenti,  poi
  a   parte  che  ci  dobbiamo  fermare  per  la  copertura,  ma  gli
  emendamenti quali sono quelli che lei accetterebbe?
   Intanto mi sto facendo dire quelli su cui è d'accordo l'assessore,
  poi votiamo tutto.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  signori
  onorevoli,  ho  bisogno, proprio perché gli emendamenti  provengono
  dall'opposizione,  di  formularli  e  poi  confrontarmi  con  loro,
  quindi, chiedo l'accantonamento dell'articolo, Presidente.

   PRESIDENTE. Benissimo  L'articolo è accantonato
   Si passa all'articolo 53. Ne do lettura:

                              Articolo 53.
                      Contratti Irfis-Finsicilia

   1.   L'Assessorato   regionale  dell'economia,  dipartimento   del
  bilancio  e  del  tesoro, è autorizzato a stipulare  contratti  con
  Irfis-Finsicilia, società in house iscritta nell'albo  unico  degli
  intermediari  finanziari  di  cui  all'articolo  106  del   decreto
  legislativo  l  settembre 1993, n. 385 e successive  modificazioni,
  per    l'affidamento   alla   stessa   di   servizi   di   supporto
  amministrativo,  organizzativo  ed  assistenza  tecnica   ad   alto
  contenuto professionale in favore dell'amministrazione regionale.

   2.  Per  le  finalità  di  cui al comma 1 è  autorizzata,  per  il
  triennio 2021-2023, la spesa annua di 1.000 migliaia di euro.

   3.  Per  le finalità di cui al presente articolo e nei limiti  del
  fabbisogno di personale approvato con decreto del Presidente  della
  Regione,  su  proposta  dell'Assessore  regionale  per  l'economia,
  previo  parere della Commissione bilancio dell'Assemblea  regionale
  siciliana, Irfis-FinSicilia è autorizzata a reclutare il  personale
  necessario,  nel  rispetto delle disposizioni  di  cui  al  decreto
  legislativo  19  agosto  2016,  n. 175,  attraverso  l'utilizzo  di
  procedure ad evidenza pubblica, anche già avviate.

   4.  Tutti i rientri di cui alle misure gestite da Irfis-FinSicilia
  previste  dalla  legge  regionale  del  12  maggio  2020,  n.  9  e
  successive modificazioni nonché quelli derivanti dalla gestione  di
  ulteriori   assegnazioni   a  valere  su   risorse   regionali   ed
  extraregionali confluiscono periodicamente nelle disponibilità  del
  Fondo  Sicilia di cui all'articolo 2 della legge regionale  del  22
  febbraio 2019, n. l e successive modificazioni .

   Stiamo  facendo  ora  l'articolo 52? Onorevole  Cracolici  la  sua
  proposta  è sacrosanta. L'articolo 52 ora non si può. Il 53  com'è,
  di  quelli  che  si  può.  Perché poi questo  dipende  anche  dalla
  sensibilità di chi li ha presentati, se sono del Governo o se  sono
  dell'Aula. Perché io non è che glieli posso togliere senza  che  ci
  sia, da parte di chi li ha presentati, un'accettazione.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Grazie Presidente. Noi abbiamo accolto con  difficoltà
  quello che lei ha detto all'inizio dell'Aula, nel senso che andiamo
  avanti  nonostante tutto quello che sta succedendo fuori. Però  non
  possiamo  fare  due  ore di discussioni su un articolo,  e  poi  lo
  accantoniamo. Che figura è, Presidente? Il Governo regionale che mi
  fa  fare  due  ore di discussione, e poi mi chiede l'accantonamento
  dell'articolo.

   PRESIDENTE.  Accantonarlo è perché sta cercando  delle  coperture,
  non è che per chissà cosa.

   DI  PAOLA.  Le coperture sono per un emendamento che riscrive  del
  tutto l'articolo. Stiamo riscrivendo la finanziaria però, dico  che
  il Governo regionale ammetta le sue colpe e dica noi

   PRESIDENTE.  Io non credo che accettare i consigli  dell'Aula  sia
  una colpa. Onorevole Di Paola.

   DI  PAOLA.  Signor Presidente, noi possiamo anche, stiamo  andando
  avanti  con  enorme  difficoltà, visto quello  che  sta  succedendo
  fuori. Però dico, facciamo due ore di discussione e poi l'assessore
  mi  dice  accantoniamo l'articolo'. O l'accantoniamo all'inizio,  e
  non  facciamo la discussione, oppure dal momento in cui  si  fa  la
  discussione, si vota.

   PRESIDENTE.  Ma, onorevole Di Paola, le chiedo scusa, nel  momento
  in  cui  l'Assessore sta valutando le proposte che gli erano  state
  fatte dall'Aula, e su alcune di queste è disponibile ad accettarle,
  ma  deve  andare  a guardare la copertura, qual è il  problema?  E'
  esattamente il lavoro che bisogna fare.

   DI PAOLA. Presidente, vogliamo capire quali sono tra i 20 articoli
  che   mancano,  quelli  che  possiamo  discutere,  votare   e   non
  accantonare?

   PRESIDENTE.  Intanto sulla rubrica del Bilancio non  ce  ne  sono.
  Forse  c'è  questo, ma non ce ne sono altri. Ce ne sono  altri,  ma
  sulla  rubrica Bilancio non ci sono tanti articoli da  accantonare.
  Non  sono proposte di piccole cose, per cui quelle del bilancio  le
  dobbiamo  fare.  Si  sta  lavorando per  vedere  quali  si  possono
  togliere dal resto dei 20 articoli che rimangono.

   DI  PAOLA.  Però il 52, lo abbiamo saltato proprio perché,  appena
  inizia la discussione, lo accantoneremo.

   PRESIDENTE. Non lo so se lo accantoneremo.

   DI PAOLA. Perché nel 52 ci sono commi.

   PRESIDENTE.  Però  è un articolo che io certamente  non  mi  posso
  permettere  di  accantonare, perché è un  articolo  complesso.  Non
  stiamo proponendo una gita in campagna.

   DI PAOLA. Non è rivolto a lei, è rivolto al Governo. Se il Governo
  ci  può  dire  tra  i  20 articoli che mancano  quali  sono  quegli
  articoli che possiamo discutere e votare.

   PRESIDENTE.  Onorevole, se noi andiamo avanti  le  garantisco  che
  tanto si toglieranno, ma dobbiamo discutere un attimo. Non è che li
  possiamo  togliere  a  sorteggio,  né  ognuno  di  quelli  che   ha
  presentato  un articolo ritiene di doverlo togliere.  Dopo  qualche
  dibattito,  dopo che si parla in Aula, si capisce quali  si  devono
  togliere o meno. Nessuno mi dirà il mio toglilo, né il Governo,  né
  i  rappresentanti parlamentari nel momento in cui hanno  presentato
  un articolo.
   Per  cui  andiamo  avanti,  cercheremo di  fare  prima  possibile.
  Eviteremo  di dare la parola a troppi, alla maggioranza  mi  faccio
  carico  di  non  darla più, o di darla per 30 secondi,  quando  c'è
  qualcosa  di urgente da dire, in modo che si possano velocizzare  i
  rapporti e i lavori d'Aula, e dopo di che vedremo di capire cosa si
  può  fare.  La  sua  è  la  stessa che  diceva  Cracolici,  e  sono
  d'accordissimo. Dobbiamo velocizzare. Quindi cercheremo di farlo in
  tutte le maniere.
   Allora   scusate.   Siamo  all'articolo  53.  Poi,   prima   della
  sospensione,  vi  dico, avendo parlato a lungo  con  il  Presidente
  Musumeci,  qual  è l'organizzazione dei lavori che  immaginiamo  di
  fare.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.
   Ancora  sul  50? Il 50 è accantonato. Se è un problema tecnico  ne
  parli  con l'assessore. Se è accantonato non possiamo ritornare  al
  50.
   Allora,   onorevole  De  Luca,  gli  emendamenti  soppressivi   si
  presentano nel momento in cui una legge, così com'è, non piace. Nel
  momento  in  cui il Governo, ascoltata l'Aula, la sta  variando  in
  funzione  di  quello  che ha proposto l'Aula,  io  non  posso  dire
   allora votiamo comunque il soppressivo .
   Poi,  se  continua  a non piacere, si voterà il soppressivo  e  si
  boccia  la  legge.  Ma  siccome  c'è  stata  una  disponibilità  ad
  accettare  alcune proposte dell'Aula, io non posso fare  votare  il
  soppressivo prima, lo facciamo votare dopo. Aspettiamo le  risposte
  del Governo e poi, se necessario, si votano i soppressivi.

   CRACOLICI. Signor Presidente dell'Assemblea, assessore e  Governo,
  questo  articolo 53 ha gli stessi problemi di molti articoli  della
  finanziaria che, con ogni probabilità, saranno impugnati.
   Perché? Perché avendo sottoscritto un accordo con lo Stato in cui,
  tra  le clausole dell'accordo, c'è quella di fare divieto di  nuove
  assunzioni  per  gli  enti  e le società partecipate  -  o  sbaglio
  assessore? - questa norma prevede un milione di euro per  tre  anni
  all'Irfis,  è  scritto,   per  consentire  lo  scorrimento  di  una
  graduatoria . E quindi nuove assunzioni.
   Ora, io non sto a giudicare se all'Irfis servono o non servono  le
  persone  che dovrebbero essere chiamate. Probabilmente  sì.  Ma  la
  domanda  è:  ma  come  facciamo a fare una  norma  in  cui,  avendo
  sottoscritto un accordo che fa divieto di assunzioni, prevediamo di
  dare delle risorse per fare le assunzioni?
   Ecco  la  coerenza che manca a questo Governo. Io non ho nulla  in
  contrario  se  dobbiamo dare un milione di euro  all'Irfis  per  le
  attività  gestionali. Intanto non possiamo farlo per  un  triennio,
  perché il triennio nasconde il presupposto della pluriannualità. Ma
  rimane  il  fatto  che non possiamo scrivere  in  una  norma  della
  finanziaria  che  quelle  risorse  che  servono  per   fare   nuove
  assunzioni,  perché  in  contrasto  con  l'accordo  che  ha  voluto
  sottoscrivere il Governo della Regione.
   Ecco  perché, assessore e Presidente, come dobbiamo procedere  con
  questa  finanziaria? Io, adesso, non voglio fare la  Cassandra,  ma
  questa  finanziaria avrà una quantità di impugnative che mai  nella
  storia ha avuto una finanziaria della Regione.
   Allora,  noi  vogliamo  continuare a  farci  del  male?  O  è  più
  opportuno  che  il Governo, con serietà, affronti le  questioni  di
  fondo  che sono necessarie a chiudere questa finanziaria, e stralci
  quelle norme che sono state volute per interessi, i più diffusi e i
  più  particolari,  ma che non potranno trovare  accoglimento  nello
  stesso  tempo  in cui ha vigenza l'accordo 2021-2024  sottoscritto,
  fino  a  quando non sarà cambiato l'accordo. Ma fino a  quando  c'è
  quell'accordo,  è evidente che non possiamo far finta  che  non  ci
  sia.
   Ecco perché io chiedo al Governo, se ritiene coerente questa norma
  con l'accordo che l'assessore Armao ha sottoscritto.

   PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Cracolici, ora do la parola al
  Governo, ma l'accordo che è stato fatto con lo Stato dalla  Regione
  siciliana non è che rende illegittima questa norma, per cui  io  mi
  posso permettere   no, la rende intanto temporalmente   e poi non è
  che la rende illegittima.
   Il Governo ha fatto un accordo che - io spero - evidentemente, per
  avere  presentate  tutte queste norme, stanno rinegoziando,  perché
  diversamente   Ma siccome non è che c'è un problema di  legittimità
  della  norma,  la norma è legittima.   Ho capito, ma dal  punto  di
  vista  del Presidente dell'Assemblea, la norma è legittima.  E'  un
  problema  del  Governo e degli accordi che  ha  con  lo  Stato.  Ho
  capito, è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
   Assessore, prego.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Io credo che sarebbe  opportuno,
  quando  si  cita  una fonte, che la si citi anche con  riguardo  al
  punto  specifico. Perché è vero che l'accordo prevede una riduzione
  delle posizioni dirigenziali e il contenimento delle risorse umane,
  ma  lo prevede riguardando, se parliamo - onorevole Cracolici - del
  punto  j)  o  del  punto  e), che sono i due punti  che  riguardano
  l'apparato  amministrativo; per quanto  riguarda  i  GAP,  cioè  il
  gruppo  amministrazione pubblica, a cui lei, opportunamente, faceva
  riferimento,  e  nel  quale  rientrano le  società  regionali  -  è
  previsto  -  e  noi,  al riguardo, abbiamo approvato  un  articolo,
  sebbene a maggioranza, ma abbiamo approvato un articolo che prevede
  misure   che  rientrano,  l'abbiamo  riscritto,  rivisto,   abbiamo
  discusso  a lungo su questo tema - ed è il punto M che riguarda  le
  partecipate,  dove  c'è scritto  la riduzione  dei  compensi  degli
  organi di amministrazione e controllo .
   Come  voi  sapete, il Governo ha dovuto ritirare  la  norma  sugli
  organi  di  controllo  e della dirigenza, nonché  delle  spese  per
  consulenza  e  degli incarichi professionali degli enti  e  società
  rientranti  nel GAP, restando, ai fini del punto . gli  impegni  di
  spesa  corrente  nel  consuntivo della  Regione,  la  riduzione  di
  trasferimenti correnti agli enti pubblici ed alle società del GAP.
   Questo è nell'accordo.
   Cosa  vuol  dire?  Che,  se  una  società  per  svolgere  funzioni
  crescenti che questo Parlamento gli ha conferito, non è che l'IRFIS
  è  venuta  da  noi a dire  noi vorremmo sviluppare un  processo  di
  assistenza  tecnica in Slovenia, quindi, avremo  idea  di  prendere
  cento consulenti ed andarcene in Slovenia .
   A quel punto sarebbe del tutto incompatibile.
   Ma  qui il Parlamento ha conferito all'IRFIS significativi impegni
  aggiuntivi  che, oggi, l'IRFIS fa fatica a svolgere,  anche  perché
  con quei concorsi che sono stati espletati ha soltanto garantito il
  turn over, cioè ha ripianato posizioni che la stessa Banca d'Italia
  -  il  Presidente  della Commissione Bilancio mi farà,  certamente,
  l'onore  di condividere questa affermazione - aveva preteso perché,
  essendo  un  soggetto vigilato, si sensi del Testo unico  bancario,
  deve  assicurare  alcune funzioni, alcune postazioni  assolutamente
  delicate  con  personale qualificato, che non si rinviene  in  modo
  posticcio.
   Dopo  di  che,  attenzione,  questa è  una  norma  che  nasce  dal
  confronto  in  Commissione,  non è una  norma  che  il  Governo  ha
  inserito nel disegno di legge di bilancio e stabilità.
   Quindi,  potremmo dire è frutto del lavoro in Commissione,  ma  il
  Governo  la  considera  assolutamente importante,  primo  perché  -
  ripeto   -  non  stiamo  facendo  assunzioni,  ma  stiamo  soltanto
  rafforzando una società partecipata per funzioni delicatissime  che
  gli abbiamo attribuito.
   Ma  la cosa più importante, onorevole Cracolici - che non le  sarà
  certamente  sfuggita,  in  considerazione  anche  della  sua  lunga
  esperienza  parlamentare - riguarda il comma 4, cioè la possibilità
  di  assicurare, attraverso i rientri, nuova linfa finanziaria  alle
  misure che vanno in favore delle nostre imprese.
   Quindi, l'orientamento è quello .
   Il  comma  4  dell'articolo  53  tutti i  rientri,  nonché  quelli
  derivanti dalla gestione di ulteriori . Valere su risorse regionali
  ed   extraregionali  confluiscono  nelle  disponibilità  del  Fondo
  Sicilia.  Cioè  noi  col  comma 4 -  e  non  voglio  riprendere  il
  precedente,   onorevole   Miccichè,   perché   tengo   fede    alla
  sottolineatura  che  lei  ha  fatto all'onorevole  De  Luca,  e  la
  condivido  -  non per riprendere l'articolo 50, ma un  obiettivo  è
  proprio   quello   di   finanziare  una  norma,   auspicata   dalle
  opposizioni, a valere sul Fondo Sicilia.
   E questo può funzionare se il Fondo Sicilia funziona come un fondo
  che  si  rialimenta  perché, altrimenti ... ed è necessaria  questa
  norma,  assolutamente necessaria, per garantire  a  questo  polmone
  finanziario  di  funzionare come un polmone vero e proprio,  e  non
  solo come una entità dalla quale escono risorse.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Scusi, onorevole Sunseri.
   Presidente Savona, essendo - come diceva l'assessore -  una  norma
  che  è  nata in Commissione, se anche la Commissione, poi,  volesse
  dire la sua in modo che così chiariamo
   Ne ha facoltà, onorevole Sunseri.

   SUNSERI. Signor Presidente, colleghi, assessori, certo è difficile
  e  surreale  continuare a discutere della finanziaria mentre  fuori
  tutti ci chiedono se il Presidente della Regione ha firmato o  meno
  le dimissioni dell'Assessore Razza in un momento così difficile.
   Detto  ciò,  Presidente,  anche questa domanda  che  ha  fatto  al
  Presidente  Savona, non è che possiamo far passare  una  norma  del
  genere  come se fosse una norma presentata da un deputato?  Io  non
  credo che un deputato abbia presentato una norma, senza il consenso
  del Governo, comunque, averla condivisa col Governo, nel momento in
  cui si stanzia 1 milione di euro, per far scorrere una graduatoria.
   Se  ci  vogliamo  prendere in giro, possiamo anche  farlo,  ma  lo
  ritengo, sul serio, surreale.
   Detto   ciò,   signor  Presidente,  prima  di  tutto,  affronterei
  l'articolo  52,  perché  il  53  è, assolutamente,  propedeutico  e
  collegato al 52. Noi, quindi, affrontiamo, prima il 52, in  cui  si
  stanziano ingenti somme per il provvedimento in house di  IRFIS  e,
  successivamente, trattiamo il 53, perché il 53, al comma 3, in  cui
  diciamo  che  stanziamo  queste somme, per reclutare  il  personale
  necessario attraverso l'utilizzo di procedure ad evidenza pubblica,
  anche  già  avviate,  prima di tutto, vorremmo capire  quante  sono
  queste persone? Quante ne scorrono? Quante ci rientrano? Quali sono
  le procedure avviate? Sono, cioè, le 11 che sono già state prese  e
  ne  aggiungiamo  delle  altre? Fino a quando arriviamo?  Quante  ne
  prendiamo?  Queste  sono  le  domande  che  l'Assemblea   regionale
  siciliana dovrebbe porre, non so, alla Commissione o al Governo.
   Perché  quello  che  stiamo facendo, che  è  quello  che  poco  fa
  denunciava  il  mio collega, sono nuove assunzioni  all'interno  di
  società della Regione siciliana.
   Dovremmo, quindi, capire, questi enti che continuano a fare sempre
  assunzioni,  e  lo hanno fatto con evidenza pubblica,  adesso,  noi
  stanziamo  somme  per  procedere, nuovamente, allo  scorrimento  di
  queste  graduatorie? Arrivano fino alla fine? Quante  persone  sono
  state  selezionate?  Queste somme a quante persone  serviranno  per
  fare   entrare   all'interno  di  IRFIS?  E,  soprattutto,   signor
  Presidente,  prima di trattare IRFIS come una società in  house,  e
  stanziare  le  somme  per  avviare le  procedure  di  reclutamento,
  dovremmo trattare l'articolo 52, perché l'averlo accantonato, prima
  di  trattare  il  53, non ci permette di capire quali  somme  dovrà
  andare a gestire IRFIS, perché se lei legge il 52, c'è un esplicito
  riferimento  in  cui  si  dice  che l'80%  delle  somme  servirà  a
  rifinanziare  il  bonus  Sicilia imprese   ed  il  20%,  invece,  a
  finanziare  questa  procedura in house di IRFIS,  ed  il  personale
  dovrà servire a questo.
   Noi,  quindi, non possiamo trattare prima di tutto,  o  meglio  lo
  comprendo,  ma non dovremmo farlo, prima di tutto il  personale  di
  IRFIS  e  dopo  gli diamo le somme. Prima trattiamo  e  vediamo  se
  questa Assemblea vuole portare avanti quella legge e l'articolo  52
  e, successivamente, vediamo sul 53 come farlo.

   PRESIDENTE. Onorevole Savona, chiedo scusa, cosa diceva?

   SAVONA, Presidente della Commissione e relatore.

   PRESIDENTE. Non capisco niente, se parlate al microfono.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, vorrei parlare prima del Presidente
  Savona. Brevemente.

   PRESIDENTE. C'erano altri iscritti a parlare. Lo dicevo, soltanto,
  per  chiarire  se  dobbiamo andare avanti o meno, soltanto  questo.
  Poi, per carità

   SAVONA,  Presidente della Commissione  e relatore. L'esigenza  che
  acclara  l'assessore è veritiera, perché corrisponde ad un  dettame
  della  Banca  d'Italia che aveva bisogno l'IRFIS,  perché  non  può
  andare  avanti,  e  ha  bisogno del personale.  Da  qui,  nasce  il
  concorso  da  fare,  cercando di allargare i numeri,  perché  hanno
  avuto  nuove  iniziative da portare avanti,  e  hanno  bisogno  del
  personale.
   Quello  che manifestava l'onorevole Sunseri fa parte dell'articolo
  52.  In  effetti, ci sono prima le risorse per nuovi  incarichi,  e
  questa è la parte seconda per il personale.

   PRESIDENTE.  Presidente Savona, la coerenza con  l'accordo  Stato-
  Ragione, esiste, non esiste?

   SAVONA,  Presidente  della Commissione  e  relatore.  E'  coerente
  perché c'è   della Banca d'Italia dove si dice avete   se no dovete
  chiudere, non avete il personale adatto per potere andare avanti.
   Questo è in sintesi quello che dice la Banca d'Italia.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, Governo, colleghi. Credo che quello  che
  prevede l'accordo del 14 gennaio 2021, interessa, ovviamente, tanto
  il Governo quanto questo Parlamento.
   Ci dobbiamo ricordare, infatti, che la violazione dell'accordo, fa
  venir  meno  la spalmatura decennale del disavanzo, con conseguenze
  drammatiche per il bilancio della Regione.
   Noi  abbiamo  il  dovere,  quanto  il  Governo,  di  osservare   e
  rispettare le previsioni dell'accordo 14 gennaio 2021.
   Non  è  un  elemento che è di esclusivo interesse del  Governo  e,
  quindi,  rispetto  al  quale  noi possiamo  non  avere  la  massima
  attenzione,  tanto  che  in  allegato a  questo  bilancio  ci  sarà
  l'approvazione del piano di rientro per i 40 milioni.
   Ora,  se  il  piano  di  rientro, e quindi l'accordo  14  gennaio,
  prevede  l'obbligo di riduzione dei trasferimenti alle partecipate,
  e con l'articolo 53 si fa un trasferimento aggiuntivo di un milione
  di  euro,  è  chiaro  che  la norma è in  contrasto  con  l'accordo
  nazionale, questo mi sembra di tutta evidenza.
   Aggiungo, la formulazione del comma 1, non mi convince per niente,
  perché  l'idea  non  di potenziare IRFIS per  le  proprie  attività
  istituzionali,  che  già attualmente svolge, ma  con  il  comma  1,
  dell'articolo   53,  si  attribuiscono  ad  IRFIS  nuove   funzioni
  istituzionali di supporto amministrativo, organizzativo, assistenza
  tecnica    ad    alto    contenuto    professionale    in    favore
  dell'amministrazione  regionale. Cioè, la norma  ha  il  sapore  di
  volere    esternalizzare    funzioni   proprie    della    pubblica
  amministrazione regionale, attribuendole ad IRFIS, funzioni che  ad
  oggi IRFIS non svolge.
   Se   la   Banca  d'Italia  ha  chiesto  di  potenziare  l'organico
  dell'IRFIS,  evidentemente  è  per lo  svolgimento  delle  attività
  istituzionali,  ma  se  si  potenziasse l'organico  dell'IRFIS  per
  attribuire ad IRFIS attività nuove e diverse rispetto a quelle  che
  attualmente  svolge, è come se questo potenziamento non  avvenisse,
  nel  senso  che ad assunzioni corrisponderebbero nuovi  carichi  di
  lavoro per attività ad oggi non svolte da IRFIS.
   Allora,   io  credo  che  l'articolo  53,  non  solo   aumenta   i
  trasferimenti ad IRFIS, in violazione dell'accordo 14  gennaio,  ma
  non  ne  condivido proprio lo spirito e la logica e la politica  di
  esternalizzazione    di    funzioni    proprie    della    pubblica
  amministrazione regionale, ad una società, ancorché in house.
   A  mio  avviso  è  surrettiziamente una previsione  normativa  che
  esternalizza  funzioni  proprie  della  PA,  aggirando  perfino  il
  divieto di assunzioni previsto dall'accordo 14 gennaio, sia per  il
  comparto  che, a maggior ragione, per la dirigenza.  Perché  se  si
  dice   ad  alto  contenuto  professionale ,  evidentemente  si   fa
  riferimento   a   funzioni   altamente   professionalizzate,    che
  normalmente vengono svolte da dirigenti.
   Quindi, noi siamo contrari all'impostazione, perché riteniamo  per
  le   ragioni   anzidette,  e  fondamentalmente  perché  contraddice
  l'accordo  14  gennaio,  esponendo la  Regione  siciliana  tutta  a
  conseguenze gravissime.

   PRESIDENTE. Scusatemi un attimo, è già l'una e mezza, io  vi  dico
  quello  che  mi  ha  detto  il Presidente della  Regione  poco  fa,
  dopodiché  andremo a pranzo, ma in questo frattempo, in queste  due
  ore,  ho  bisogno  poi  di  parlare sia  col  Governo  che  con  la
  Commissione per decidere come andare avanti nei lavori.
   Ho  parlato col Presidente della Regione, che mi ha detto che  c'è
  una  disponibilità  totale a venire in Aula a riferire,  tanto  che
  anche oggi lui verrà in Aula per la finanziaria, però mi ha chiesto
  un minimo di tempo - ma è qua, fare un dibattito senza che si possa
  rispondere a quelle che sono le cose, mi sembra sciocco, sarebbe un
  dibattito  che poi domani possiamo andarlo ad affrontare di  nuovo,
  con i nuovi elementi.
   Per  cui, io credo che il Presidente sarà qui in Aula, nel momento
  in cui capiremo che c'è un'ora di tempo disponibile, oppure mi dice
  di  avere  tutte le informazioni possibili per potere  intervenire,
  interverrà,  non ha nessun problema. Mi ha detto che  alle  tre  ha
  convocato la Giunta, credo per le dimissioni dell'assessore  Razza,
  quindi   per  le  conseguenti  pratiche  che  si  devono  svolgere,
  dopodiché,  immediatamente dopo, mi ha chiesto di  cominciare  alle
  quattro,  per  cui lui alle quattro sarà qua in Aula,  intanto  per
  seguire  la  finanziaria  e  poi  decidere  insieme,  con  assoluta
  serenità,  perché  ha tutta la disponibilità  di  questo  mondo  ad
  intervenire sull'argomento e a parlare di quello.
   Vuole  soltanto, e credo che l'avevamo detto già prima, credo  che
  sia  assolutamente  opportuno che sia  così,  tutte  le  carte  per
  capirese  ci  sono novità, perché è inutile che poi stasera  escono
  fuori novità, e rifacciamo il dibattito d'Aula.
   Credo  che  quando  succedono queste cose,  fare  il  dibattito  a
  distanza  di  tre-quattro ore non sia mai avvenuto, proprio  perché
  non  è  normale,  lo  si  farà comunque  domani,  nel  corso  della
  finanziaria, lui non ha nessuna intenzione di aspettare
   Onorevole  Pasqua,  oggi  con questo  atteggiamento,  è  un  fatto
  assolutamente ridicolo, se mi posso permettere, oggi si  discuterà,
  intanto basta dirgli allora di non venire in Aula e lei è contento?
  Lui  vuole venire in Aula proprio perché c'è la finanziaria,  e  si
  vuole  continuare a discutere la finanziaria, dopo di  che  essendo
  qua  il  Presidente, onorevole Pasqua, il mio compito è fare ordine
  in Aula, il mio compito è finire la finanziaria, dopo di che esiste
  l'assoluta  disponibilità del Presidente a riferire in  Aula  sulla
  vicenda  che è successa, non tentate di obbligarmi sui  minuti,  le
  ore,  perché ve lo potete levare dalla testa, l'ordine  dei  lavori
  viene  stabilito dalla Presidenza insieme ai Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari,  se  volete possiamo andare a fare una  riunione  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, ma non c'è dubbio che noi siamo
  in Aula per finire la finanziaria.
   Mi  ha  detto il Presidente che nel caso in cui dovessimo decidere
  durante i lavori della finanziaria, se dovessimo interromperci  per
  due ore per qualche motivo, di fare il dibattito, lui a partire  da
  domani  sarà  pronto, pur venendo oggi stesso  -  non  si  apre  il
  dibattito  su questo - pur venendo oggi stesso in aula a seguire  i
  lavori della finanziaria, come tutti noi.

                           (Brusio in Aula)

   CRACOLICI. Ha deciso che finiamo la finanziaria.

   PRESIDENTE. Silenzio

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.   Signor  Presidente,  la  ringrazio,  apprezziamo  il   suo
  legittimo   tentativo  di  tenere  tutto  dentro  un   ragionamento
  condiviso  e  ordinato.  Mi permetto di porgerle  un  suggerimento,
  perché  lo  rivolgo al Presidente. E' del tutto  legittimo  che  il
  Presidente  sia  qui  alla ripresa dei lavori  a  partecipare  alla
  discussione al voto sulla finanziaria. E' irreale che il Presidente
  qui  si  presenti e senza che in quel momento stesso venga indicato
  quando con lui discuteremo delle cose accadute, perché naturalmente
  l'intero  dibattito  sulla finanziaria finirà  per  poi  pretendere
  questa  risposta  al Presidente, quindi il nostro  consiglio,  alle
  16:00  ricominciamo?  Con  il Presidente  Musumeci  sia  quello  il
  momento, senza lasciarlo alla genericità e alla discussione in  cui
  si  decide quando si discute, oggi pomeriggio troviamo tre ore, una
  parentesi?  Ne parliamo domani mattina? Però decidiamo subito  alla
  ripresa.

   PRESIDENTE.  La  discussione  è quasi  obbligatoria,  e  cioè  nel
  momento  in  cui si vota la finanziaria. Ma nel caso in  cui  fosse
  disponibile  un periodo di tempo sufficiente per poterlo  dibattere
  prima,  il Presidente è assolutamente disponibile, ma è chiaro  che
  noi  dobbiamo finire la finanziaria, per cui la cosa normale è  che
  il  dibattito  avvenga  un  minuto  dopo  che  è  stata  votata  la
  finanziaria.
   Speriamo che questo avvenga in tempi brevi, non possiamo stabilire
  l'orario,  perché  non  so se per la finanziaria  serva  ancora  un
  giorno  o  due,  un'ora  o  cinque, per cui  credo  che  tutti  sia
  assolutamente   normale,  andiamo  avanti  sulla  finanziaria,   il
  Presidente è disponibilissimo a fare qualsiasi intervento.
   La   mia   richiesta  è  fine  finanziaria,  quando   finisce   la
  finanziaria, punto. Se poi il Presidente volesse discuterne  prima,
  ma  l'ordine del giorno che io prevedo e che proporrò ai Presidenti
  dei Gruppi parlamentari è questo.
   La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 16.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.34, è ripresa alle ore 16.49)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, aspettiamo un secondo che sta  per
  entrare  il  Presidente della Regione, il quale  mi ha  chiesto  di
  intervenire.
  Presidente, Buonasera.

     dell'Assessore per la salute

       Comunicazioni del Presidente della Regione in ordine alle
                              dimissioni
         dell'Assessore per la salute,  avvocato Ruggero Razza

   MUSUMECI, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  ho chiesto la parola perché mi sembrava giusto informare
  l'Aula  delle conseguenze che ha avuto l'azione della Magistratura,
  su disposizione della Procura della Repubblica di Trapani, a carico
  di  tre dipendenti del Dipartimento Sanità, che hanno subìto misure
  restrittive, e a carico dell'assessore per la salute,  avv.  Razza,
  che ha ricevuto un avviso di garanzia per falso ideologico.
   Stamattina ho incontrato l'Assessore, visibilmente provato,  e  mi
  ha  anticipato l'inoltro di una lettera, certamente sofferta, della
  quale  -  se  lei è d'accordo, signor Presidente - io  vorrei  dare
  lettura all'Aula, lettera già protocollata alcuni minuti fa.
    Signor  Presidente, nella mattinata di oggi ho appreso di  essere
  sottoposto  ad  indagini  da parte della Procura  della  Repubblica
  presso  il  Tribunale di Trapani a seguito della  notifica  di  una
  ordinanza  custodiale a carico di più persone, nell'ambito  di  una
  attività  investigativa compiuta nella disamina delle  attività  di
  contenimento dell'epidemia nel territorio della Regione.
   Benché  abbia piena la consapevolezza di avere operato  in  questi
  difficili mesi nel rispetto del mandato affidatomi e che la  nostra
  Regione  abbia  sempre  anticipato  provvedimenti  di  contenimento
  dell'epidemia  senza mai attardarsi nelle scelte più  adeguate  per
  proteggere  i  siciliani, ho il dovere, proprio perché  il  momento
  della  pandemia  lo  impone, di sottrarre il Governo  da  qualsiasi
  ombra   affinché   si   possa  adeguatamente  operare   in   questo
  difficilissimo momento.
   Per  questa  ragione,  Le  chiedo  di  accogliere,  con  immediata
  efficacia,  le  mie dimissioni dall'Ufficio di assessore  regionale
  della salute.
   Le   sono   grato  per  avermi  considerato  per  un  ruolo   così
  impegnativo, al quale ritengo di avere atteso con senso del  dovere
  e  delle istituzioni. Ma proprio questo senso del dovere, oltre che
  gli  insegnamenti  ricevuti ai quali ho sempre  uniformato  la  mia
  condotta,  mi  impongono  di considerare  che  prima  degli  uomini
  vengono le istituzioni.
   Nel  rinnovarle i sensi della mia incondizionata stima,  sento  di
  dovere  ringraziare tutti gli operatori della Sanità siciliana  che
  hanno  dimostrato in questa dolorosa pandemia di non essere secondi
  a nessuno per competenza, capacità e senso della loro missione.
   Con i più deferenti saluti, avvocato Ruggero Razza .
   E'  un  atto  di  grande responsabilità che fa onore  all'avvocato
  Razza  che  non  mi sorprende conoscendone la formazione  politica,
  culturale, l'integrità morale.
   So  che  da  più  parti è emersa l'esigenza  di  un  dibattito  in
  quest'Aula sulla vicenda giudiziaria di cui stiamo parlando.
   Voglio assicurare l'Assemblea che il Governo, e in particolare  il
  Presidente,  non  intende  assolutamente  sottrarsi  al  confronto.
  Vorrei  solo  lanciare un appello. In questo  momento,  proprio  in
  coerenza  con  il rispetto verso le istituzioni, prima  ancora  che
  verso le persone e quindi verso i partiti, proporrei di definire lo
  strumento  contabile, la finanziaria che è un  atto  indispensabile
  per  la comunità siciliana, ed un minuto dopo - se lo si ritiene  -
  possiamo, signor Presidente, dare vita al dibattito, pur non avendo
  né io né altri potuto procedere all'acquisizione di atti e, quindi,
  alla  lettura  degli  atti stessi, però, se il  dibattito  politico
  viene chiesto non saremo certamente noi a doverci sottrarre.
   Nel  frattempo,  voglio comunicare all'Assemblea  che  ho  assunto
  l'interim dell'Assessorato per la sanità e lo terrò fino  a  quando
  lo  riterrò  necessario  ed opportuno farlo proprio  perché  voglio
  assicurare  i siciliani che non defletterà il Governo  di  un  solo
  centimetro dal percorso fin qui fatto con l'assessore Razza  e  con
  tutto il Governo. Quindi, andremo avanti dritti senza una tregua di
  un  solo  minuto, lo impone la pandemia, lo impone la  volontà  dei
  siciliani, lo impone il nostro dovere istituzionale.
   Vi ringrazio e grazie anche a lei, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, Presidente.
   Allora,  io  comunico  all'Aula che, così  come  peraltro  eravamo
  rimasti  in qualche maniera senza che ci fosse stata una Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari, però, negli  incontri  che
  abbiamo  avuto con alcuni Capigruppo e con alcuni colleghi, ritengo
  la decisione del Presidente Musumeci, ovviamente, la più corretta e
  sono  convinto come lui che noi oggi lo dedichiamo interamente alla
  finanziaria,  cercando  di  andare  più  avanti  possibile.  Domani
  mattina   continuiamo,  se  non  dovessimo  finire  prima,   questa
  finanziaria  e  appena  avremo fatto  il  voto  sulla  finanziaria,
  immediatamente, poi dipenderà dall'orario, insomma a  questo  punto
  senza  più  nessuna limitazione sentirò i Capigruppo per  convocare
  immediatamente  la  riunione  per  il  dibattito  d'Aula,  per   le
  informazioni che il Presidente Musumeci vorrà dare anche a  seguito
  delle  carte,  come dire, che arriveranno e per cui che  renderanno
  anche più chiara a tutti qual è la questione, quali sono i fatti in
  questione con maggiore esattezza.
   Per  cui,   ringrazio il Presidente anche per la sua  presenza  in
  finanziaria,  nonostante il momento così complicato, e  ritengo  di
  andare avanti.

    n. 961/A e n. 962/A

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                       legge n. 961/A e n. 962/A

   PRESIDENTE. Colleghi, avrei pensato di fare, intanto, gli articoli
  della  finanziaria  che  sono quelli più  urgenti,  per  cui  anche
  l'articolo  50  in  questo  momento lo  terrei  accantonato;  anche
  l'articolo  53  di  cui  stavamo discutendo prima  di  chiudere  lo
  riterrei accantonato.
   Intanto,  oggi dobbiamo provare a fare i ristori e poi  l'articolo
  52  e  l'articolo 2. Vediamo cosa riusciamo a fare per oggi  e  poi
  decideremo  che cosa fare successivamente; però, intanto,  dobbiamo
  certamente ultimare quelli che sono obbligatori per la finanziaria.
  Poi  decideremo insieme ai Capigruppo, ovviamente, che  cosa  fare,
  come comportarci.
     Per cui, teniamo accantonati quelli che avevamo pure iniziato  a
  dibattere ed andiamo direttamente all'articolo  104.
   Si passa all'articolo 104. Ne do lettura:

                              «Art. 104.
         Contributo straordinario per i lavoratori stagionali

       l.  Al  fine  di destinare un contributo una  tantum  ai
     lavoratori stagionali siciliani, è istituito un  Fondo  di
     10.000  migliaia  di euro a valere sulle risorse  del  POC
     2014/2020.

   2.  Con  decreto  dell'Assessore regionale  per  la  famiglia,  le
  politiche sociali ed il lavoro sono definiti modalità e criteri  di
  assegnazione del contributo.
   L'ordine  del giorno prevedeva un ulteriore utilizzo  di  duecento
  milioni  che servivano da fare attraverso un atteggiamento  che  li
  vedeva utilizzati in Giunta ed è stata fatta e sarebbe stata  fatta
  il  martedì successivo all'approvazione della finanziaria. E questa
  è  già  pronta  per la settimana pronta dove all'interno  ci  andrà
  all'interno tutta la logica dei ristori che sono».

   Intanto, prima di dare la parola all'onorevole Ciancio, i colleghi
  che   devono  intervenire,  faccio  veramente,  questa  volta,  una
  preghiera,  un invito alla responsabilità di tutti, se riusciamo  a
  finire  presto, quindi, senza troppi interventi, è  chiaro  che  la
  cosa  sarebbe meglio per tutti. Invito, ancora, i Presidenti  della
  maggioranza  che sono stati per quanto possibile bravissimi  finora
  ad evitare gli interventi o di continuare ad evitarli se non quando
  sono assolutamente obbligatori per un tempo limitatissimo di minuti
  o addirittura di secondi.
   Scusi,  onorevole  Ciancio. C'è una riscrittura  di  chi?  Chi  ha
  mandato  la riscrittura il Governo o la Commissione? Ci è  arrivata
  una  riscrittura non firmata, se non c'è la riscrittura  è  inutile
  parlare. Il tempo che ci pensate passiamo all'articolo 105.  E  poi
  riprendiamo   il  104,  però  intanto  diteci  di  chi   è   questa
  riscrittura.
   Si passa all'articolo 105. Ne do lettura:

                              «Art. 105.
               Ristori per i settori della ristorazione,
                      dell'organizzazione wedding
                     e delle cerimonie e della moda

   l.  Al fine di ristorare le imprese e le attività commerciali  dei
  settori   della   ristorazione,  del  wedding,   delle   cerimonie,
  dell'abbigliamento e delle calzature, particolarmente colpiti dalla
  crisi economica conseguente all'epidemia da Covid-19, la Regione  è
  autorizzata  a  concedere  agevolazioni, in  forma  di  sovvenzioni
  dirette,  di contributi a Fondo perduto, sulla base dei  regimi  di
  aiuto   applicabili,  compreso  il  nuovo  quadro  di   riferimento
  temporaneo come da comunicazione della Commissione 2020/C 91 I/01.

   2. Con decreto dell'Assessore regionale per le attività produttive
  sono individuati, sentite le associazioni di categoria maggiormente
  rappresentative, i codici ATECO delle imprese aventi  diritto  alla
  misura di cui al comma 1.

   3.  Per le finalità di cui al presente articolo, la relativa spesa
  è  determinata in 2.000 migliaia di euro, comprensiva  degli  oneri
  derivanti dalle attività di gestione delle agevolazioni,  a  valere
  sulle risorse del POC 2014/2020».

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  signor  Presidente
  della  Regione,  si è detto più volte che chi rientra  nei  ristori
  all'interno della finanziaria
   Presidente,  è abbastanza delicato il capitolo dei ristori  perché
  abbiamo detto che chi non rientra qua dentro
   Io mi fermo

   PRESIDENTE. Ma se devo dire una parola non è che posso...

   ZITO. L'ho capito, però stiamo parlando di una cosa delicata.

   PRESIDENTE. Chiedo scusa, prego.

   ZITO.  Abbiamo  detto che chi entra all'interno della  finanziaria
  non avrà gli altri ristori, quelli previsti nell'ordine del giorno.
  Siccome all'interno dell'articolo 105, abbiamo stanziato una  cifra
  che  è  solo di 2 milioni di euro, dove all'interno mettiamo  tutti
  quelli  che  rientrano nella ristorazione, quelli del  wedding,  le
  cerimonie, la moda, le calzature, vorrei ricordare che, ad esempio,
  i  ristoratori  ma  anche il settore cerimonie e wedding  sono  una
  grossa  fetta che sono rimasti totalmente fermi da fine ottobre  ad
  oggi. Quindi, inserendo 2 milioni di euro stiamo dando solamente le
  briciole  e li stiamo escludendo possibilmente dai ristori previsti
  da  un  ordine  del  giorno che, comunque sia, ancora  non  abbiamo
  visto,  pertanto  non  sappiamo all'interno di  questo  ordine  del
  giorno che cosa ci sia, cosa riguarderà e soprattutto quanti  soldi
  sono stanziati.
   Io  inviterei  a  riflettere bene su questi  articoli  perché  non
  possiamo mettere briciole su chi è stato chiuso completamente e non
  ha  avuto ovviamente gli introiti dell'attività. E invece tutto  un
  ordine  del giorno che non sappiamo com'è composto e cosa  ci  sarà
  all'interno. Quindi. ragioniamo con calma e facciamo  le  cose  per
  bene. Grazie.

   PRESIDENTE.  Assessore, in effetti l'altro  girono  abbiamo  detto
  questo,  l'ho detto pure io. Questi cosa sono? Ristori a che  cosa?
  Perché  altrimenti  rischiamo  di  tenerli  fuori  dall'ordine  del
  giorno   Se  il  Governo  può  chiarire  un  attimo  questa   cosa,
  altrimenti ce lo diciamo 100 volte.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    siccome
  ciclicamente, quasi per ogni articolo, torna in discussione  questo
  ordine  del giorno, direi di non ingessarci dicendo fin da ora  che
  chi  riceve i finanziamenti della finanziaria non sono le categorie
  che rientrano nell'ordine del giorno

   PRESIDENTE. Forse dire che se ne tiene conto, senza

   CIANCIO. Esattamente. In modo tale che non apriamo un dibattito su
  ogni  articolo  dicendo che se li inseriamo in finanziaria  non  li
  mettiamo nell'ordine del giorno. Altrimenti è un continuo

   PRESIDENTE. Noi diciamo che nell'ordine del giorno si terrà  conto
  di  quello che è stato dato comunque nella finanziaria  Vedo che il
  Presidente è d'accordo, per cui lo consideriamo assolutamente  così
  e la ringrazio per il suo intervento.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Chiedo   ai   deputati,   se  devono  intervenire,   di   attirare
  l'attenzione  dell'onorevole Tamajo perché  è  lui  che  scrive  le
  richieste  di  intervento, altrimenti non posso  stare  attento  ad
  altre  cose. Grazie. Anche se all'onorevole Tamajo per farlo  stare
  attento bisognerebbe togliergli il telefonino  Caso mai tra un  po'
  glielo sequestriamo

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la scorsa  settimana
  quando  abbiamo iniziato a trattare l'articolo 104 sugli  aiuti  ai
  lavoratori  stagionali, avevo depositato la riscrittura  del  comma
  14,  articolo  5, legge n. 9/2020, sui ristori ai lavoratori  delle
  IPAB,  con la firma del Ragioniere generale dottore Tozzo.  Quindi,
  desideravo sapere se sarà distribuito. Grazie.

   PRESIDENTE.  Sì,  per adesso stiamo facendo i ristori  e  poi  può
  essere  inserito  poi  nell'articolo  52.  Lo  vediamo,  adesso  lo
  verifico e glielo faccio sapere.
   Se  l'onorevole Foti dice che è firmato da Tozzo, nessuno  lo  può
  mettere in dubbio.
   E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Lo Giudice.  Ne  ha  facoltà.
  Onorevole  Lo  Giudice,  rimaniamo nei limiti  della  regola  degli
  interventi di maggioranza per favore.

   LO GIUDICE. Signor Presidente, Assessori, Presidente della Regione
  e onorevoli colleghi, come ricorderete

   PRESIDENTE.  Già  metà  intervento  se  lo  è  preso  a  salutare.
  Evitiamo. Dobbiamo sbrigarci.

   LO  GIUDICE.  Questo è il minimo, visto che siamo all'inizio.  Con
  l'assessore Scavone, la settimana scorsa, e anche con il Presidente
  della Commissione  Bilancio' avevamo evidenziato, come ricorderete,
  che  in  merito all'articolo 104 c'era la necessità di entrare  più
  nel  dettaglio  e di fare un approfondimento, proprio  al  fine  di
  fugare eventuali dubbi in merito

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, siamo al 105 per ora.  Siamo  al
  105. Il 104 lo abbiamo fermato un attimo e, quindi, siamo al 105.

   LO GIUDICE. Chiedo scusa.

   PRESIDENTE. Chi ha chiesto di intervenire? Nessun altro ha chiesto
   di intervenire. I soppressivi sono ritirati?

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo
  anche  perché,  la  scorsa  settimana, ero  intervenuto  su  questi
  articoli,   però  al  105,  diciamo,  diamo  noi  una   particolare
  importanza  perché quello del wedding è un settore dove noi  l'anno
  scorso,  a  fine  finanziaria,  come  Partito  Democratico,   siamo
  intervenuti   ed  abbiamo  presentato  un  disegno  di   legge   in
  Commissione  che  prevedeva,  su  questo  settore  che  era   stato
  dimenticato dalla finanziaria del 2020, un disegno di legge con  un
  articolo, in Commissione  Attività produttive' con dieci milioni di
  euro,  proprio per dare un segnale, anche se poco, ad una categoria
  che   dal  nostro  punto  di  vista  è  una  categoria  che   viene
  abbandonata.
   Le voglio ribadire un concetto, che questa categoria del wedding -
  Presidente dell'Assemblea, se mi dà un attimo di attenzione  perché
  è un argomento a cui tengo in maniera particolare - è una categoria
  che,  dal  nostro  punto di vista, non possiamo lasciare  indietro.
  Quindi, in Commissione abbiamo condotto un articolo, che è il  105,
  mettendo  tre  milioni  di euro dove sono  forse  milleduecento  le
  aziende  che in Sicilia attengono a questo settore. E'  chiaro  che
  questa somma non è sufficiente per la categoria, però è un segnale.
   Certo,  l'auspicio sarebbe quello che se, magari, su questo famoso
  ordine  del  giorno  e con quella somma di soldi  che  ci  dovrebbe
  essere  proprio su altri fondi si potesse incrementare, però  è  un
  articolo al quale teniamo in modo particolare e, quindi, su  questo
  settore  chiedo un'attenzione sia del Governo ma anche dai colleghi
  e dall'Aula.

   PRESIDENTE. Sì, onorevole Catanzaro, al di là dell'attenzione  del
  Governo,  vedo  che  ci  sono tutta una serie  di  emendamenti  che
  aumentano  la  spesa. Per cui, chiedo al Governo, ma non  credo  ci
  possano  essere  disponibilità. Per cui, nei limiti  degli  importi
  indicati  dall'articolo possiamo fare tutte le modifiche di  questo
  mondo,  ma  importi in più non credo. Assessore, se mi  vuole  dire
  perché  credo che sia onestamente impossibile trovarli, è così?  E,
  quindi,  li  dobbiamo  considerare  inammissibili  a  meno  che   i
  presentatori non vogliano limitare, cioè ma proprio neanche un euro
  in più. L'importo che c'è nell'articolo, qua in questo caso sono  2
  milioni  di  euro,  questo c'è nell'articolo  Ci  sono  addirittura
  emendamenti  che  aumentano di 50 milioni. Se  volete  li  dichiaro
  inammissibili  tutti,  quelli con maggiore onere,  però  se  invece
  qualcuno  volesse fare qualche cosa di utile. Va  bene,  allora  li
  dobbiamo dichiarare inammissibili.
   I  soppressivi  sono ritirati? Sono ritirati. Allora l'emendamento
  dell'onorevole  Lo  Giudice, lo devo dichiarare  inammissibile.  Il
  105.4  era il soppressivo. Il 105.11, Assessore? L'onorevole Marano
  lo mantiene? Sostituisce il codice Ateco

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO.   Assessore   Armao,  il  mio  emendamento,   il   105.11,
  praticamente  per  evitare che vengano escluse  attività  e  codici
  Ateco  inserisco  la sezione e le divisioni, il  47.7  e  il  47.8,
  quindi  mantiene le categorie che sono all'interno del testo,  però
  cerca  di ampliare la platea per evitare che vengano escluse  altre
  categorie come gli ambulanti e altre attività.

   PRESIDENTE. Assessore Armao?

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Presidente, traendo  dalla  mia
  lunga esperienza di avvocato e da insegnamenti che ho ricevuto,  in
  questa materia credo che sia come per gli scritti difensivi, più si
  scrive, peggio è, più danno si fa, qua soprattutto quando non si ha
  ragione.
   Siccome siamo in una materia molto sdrucciolevole dove una  parola
  in  più può determinare esclusioni, se si esclude del tutto,  visto
  che  c'è  una  Rubrica molto ampia, la Rubrica  dice   Ristori  nel
  settore  della  ristorazione, dell'organizzazione wedding  e  delle
  cerimonie  e della moda , credo che sia talmente ampio che  più  ci
  mettiamo  Ateco, non Ateco, sezione, sub sezione, più rischiamo  di
  creare costrizioni.

   PRESIDENTE.  Sì, peraltro Assessore, l'individuazione  dei  codici
  Ateco li fa l'Assessore sentendo le categorie no?

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Sì ma noi  daremo,  l'ha  detto
  anche   il   Presidente   l'altro  giorno   nel   suo   intervento,
  probabilmente è meglio ribadirlo...

   PRESIDENTE.  Sì,  quindi  l'emendamento è  riassorbito,  onorevole
  Marano.

   ARMAO,  assessore per l'economia.  che non faremo  riferimenti  ad
  Ateco.

   PRESIDENTE.   Basta,  basta  Assessore.  L'emendamento   è   stato
  assorbito,   quindi   non  lo  possiamo  fare   votare.   Poi   c'è
  l'emendamento 105.12 che estende la norma però a tutte le  attività
  commerciali  e quindi vi inviterei a ritirarlo perché non  possiamo
  farlo, onorevole Foti, perché è troppo ampio, cioè estende la norma
  a tutte le attività commerciali e quindi questi soldi finirebbero

   FOTI. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Bravissima.
   L'emendamento 105.13 è assorbito.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO. Presidente, la invito di nuovo a guardare gli articoli  105,
  106 e 107 perché nel 105, leggo solo il titolo, ha  ristori per  il
  settore  della  ristorazione, dell'organizzazione wedding  e  delle
  cerimonie e della moda , poi se va nel 106  ristori per il  settore
  organizzazione eventi .

   PRESIDENTE. Ma quello è soltanto locazione però, attenzione,  sono
  diversi nella finalità.

   ZITO. Sì, però sono ripetuti. Io dico

   PRESIDENTE. No, il 106 è per locazione utenze elettrice, il 105  è
  un ristoro ed il 107 è sul fatturato.

   ZITO.  Sì, però secondo me vanno riorganizzati meglio, secondo  me
  andrebbero riuniti i tre articoli, 105, 106 e 107 scritti  in  uno,
  però poi non so se l'Aula è d'accordo.

   PRESIDENTE. Accetto il consiglio perché gli Uffici poi, alla fine,
  quando  li  avremo votati cercheranno di capire se  è  il  caso  di
  rimetterli  tutti  insieme  e di farlo  in  fase  di  coordinamento
  formale.

   ZITO. Per dare un'armonia.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Grazie, Presidente. Mi sembra, come  dire,  una  buona
  idea  quello di considerare complessivamente queste norme, tuttavia
  il  problema  è  quello che qualche istante fa lei, come  dire,  ha
  posto,  ovviamente ha posto al Governo e dal Governo non c'è  stata
  una risposta, in qualche modo, positiva.

   PRESIDENTE. C'è stata tant'è che l'ho detta pure io. Il Presidente
  mi  ha  dato un'occhiata per dirmi  va bene così , cioè non esclusi
  dall'ordine del giorno ma di cui si tiene conto.

   GUCCIARDI.   Presidente  Miccichè,  ho  appena  finito   di   dire
  esattamente  quello  di cui lei ha parlato, tuttavia  essendoci  la
  tematica  dell'ordine del giorno che, come dire,  è  una  sorta  di
   facciamo  il  tre e sette col morto , cioè l'ordine del  giorno  è
  qualcosa di essenziale rispetto ai temi che stiamo trattando perché
  anche se la proposta dell'onorevole Zito che io condivido, cioè  di
  trattare  insieme i tre articoli passa, cioè andiamo  verso  questa
  soluzione, poi ci potremmo trovare con dei temi che nell'ordine del
  giorno  avranno un trattamento migliore rispetto ad  un  tema  come
  questo che occupa in Sicilia, Presidente, migliaia di persone.  Non
  è un problema che abbiamo

   PRESIDENTE. Onorevole Gucciardi, non so se lei era presente quando
  l'altro giorno io ho detto che ho ricevuto un ordine del giorno  ma
  che  quest'ordine  del giorno appena finiamo,  in  modo  da  capire
  esattamente  che  cos'è  che  abbiamo  votato  in  finanziaria,  lo
  rivediamo  in  Conferenza dei Capigruppo in modo che tutti  possano
  chiedere - e il mio piacere è che poi venga firmato da tutta l'Aula
  e non soltanto da una parte - per cui, o ne presenta un'altra parte
  l'opposizione  o  le  varie  opposizioni,  ma  credo  che  non   si
  interessi

   GUCCIARDI.  Non  è  un problema di maggioranza o  di  opposizione,
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Per cui finita la finanziaria dobbiamo vedere  quello
  che  abbiamo  votato, mi farò fare un conto delle varie  categorie,
  dopodiché rivedremo insieme, l'ho già detto l'altro giorno,  questo
  ordine  del giorno che verrà sistemato e aggiustato in funzione  di
  quello che è stato fatto.

   GUCCIARDI.  Presidente  Miccichè, per quanto  mi  riguarda  è  una
  garanzia ciò che lei sta dicendo.

   PRESIDENTE.  E  lo  può  considerare come  una  garanzia.  Andiamo
  avanti.  Il 105.16 dell'onorevole Galvagno e altri è inammissibile;
  quello dell'onorevole Assenza e altri, il 105.14, pure.
   Pongo  in votazione l'articolo 105. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Dobbiamo  riprendere  il 104? Facciamo  il  106,  poi  al  104  ci
  torniamo dopo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Grazie Presidente, sul 106 ritiriamo  naturalmente  i
  soppressivi  ed  i modificativi. Insistiamo sul  106.10  che  è  un
  emendamento che fa giustizia, Presidente, perché sono rimasti fuori
  dai  ristori  la  categoria degli organizzatori di  eventi,  quindi
  quelli   che  organizzano  le  fiere.  L'articolo  che  è   rivolto
  all'organizzazione degli eventi matrimoniali è una sotto  categoria
  dell'organizzazione  di  eventi, quindi il 106.10  rende  giustizia
  sotto questo profilo.

   PRESIDENTE.  E  allora, le posso garantire che se  dovesse  essere
  escluso  lo  voterei pure. Assessore Armao possiamo inserire  anche
  gli eventi? Ne abbiamo già discusso l'altra volta?

   ARMAO,  assessore per l'economia. Più ampi sono  gli  ambiti,  più
  saremo  pronti ad intervenire. E' nell'ambito delle iniziative  che
  il Governo intende assumere.

   PRESIDENTE.   Allora   c'è  l'ok.  Quindi,  pongo   in   votazione
  l'emendamento 106.10 dell'onorevole Barbagallo.

                            (E' approvato)

   Tutti gli altri sono inammissibili perché estendono importi. Scusi
  stiamo   votando  l'articolo.  E'  stato  approvato   l'emendamento
  Barbagallo.  Pongo in votazione l'articolo 106.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 107. Ne do lettura:

                              «Art. 107.
    Misure di sostegno a favore delle imprese dell'intrattenimento

   1.  Al  fine  di  contrastare  gli effetti  economici  conseguenti
  all'emergenza epidemiologica da Covid-19, la Regione è  autorizzata
  ad  erogare  contributi  a Fondo perduto  a  favore  delle  imprese
  operanti   nel   settore  dell'intrattenimento   e   del   pubblico
  spettacolo.

   2. Con decreto dell'Assessore regionale per le attività produttive
  di  concerto con l'Assessore regionale per l'economia, da adottarsi
  entro  trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,  sono  stabiliti i criteri e le modalità di  attuazione  del
  presente  articolo,  privilegiando le imprese  che  presentino  una
  riduzione  del  proprio fatturato pari ad almeno il  cinquanta  per
  cento,  nel  periodo  ricompreso tra l'inizio e  la  fine  attività
  svolta nel corso del 2020.

   3.  Per le finalità di cui al presente articolo, la relativa spesa
  è  determinata in 1.000 migliaia di euro a valere sulle risorse del
  POC 2014/2020».

   C'è  lo  stesso emendamento dell'onorevole Marano,  la  invito  al
  ritiro  esattamente come quello di prima. Se c'è qualcosa  che  non
  funziona poi la sistemiamo, onorevole Turano, tranquillo.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive.  Io  voglio  essere
  chiaro.  L'articolo 106 apposta 3 milioni di euro per il  mondo  di
  chi  organizza  eventi  ed intrattenimenti e vorrei  dire  all'Aula
  avete  voi  cognizione del danno che hanno avuto?  Perché  poi  non
  voglio  che  qualcuno dica che il Governo ha presentato  una  norma
  scrivendo  un  ristoro  che  non può  essere  elargito  perché  non
  raggiunge  l'obiettivo. Allora, o sul tema dei rimborsi si  fa  una
  riflessione

   PRESIDENTE.  Assessore  Turano, le posso  dire,  siccome  poi  c'è
  l'ordine del giorno, se c'è qualche disfunzione su queste  cose  lo
  sistema  dopo,  non  c'è  problema.  All'articolo  107  tutti   gli
  emendamenti sono inammissibili.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. C'è quello della  Marano,  uguale  a
  quello di prima, per cui c'è

   BARBAGALLO. Sul 107, non ho capito bene l'assessore Turano a  cosa
  fa  riferimento.  Noi siamo laici, cioè voglio dire  è  chiaro  che
  siamo  per  garantire  il  maggior  contributo  possibile.  Se  c'è
  un'altra  strada  rispetto  a  questa  il  Governo  lo  dica  e  la
  valutiamo. Però, dico, senza mezze parole.
   Assessore Turano diteci qual è secondo il Governo il modo migliore
  per  ristorare  la  categoria degli organizzatori  di  eventi.  Noi
  specificamente abbiamo, presidente Miccichè, presentato il  107.12,
  che è l'unico su cui insistiamo, specifichiamo la categoria per  il
  codice  Ateco  che  era l'82.30, quindi se c'è  questa  riscrittura
  complessiva  dei tre articoli di cui si farà carico la  Commissione
   Bilancio'  o  gli  Uffici facendo seguito anche  alle  riflessioni
  dell'assessore Turano, si faccia chiarezza, certamente è una  delle
  categorie colpite ed ha quel codice.

   PRESIDENTE. Non c'è dubbio su questo assessore Turano,  nel  senso
  che  comunque  l'allargamento a questa categoria  ci  deve  essere,
  ripeto,  noi possiamo tranquillamente andare avanti così,  dopo  in
  sede  di  ordine del giorno, se c'è questa categoria che ha bisogno
  di  un minimo di ristoro in più, gli si darà in sede di ordine  del
  giorno, non c'è alcun problema.
   Cioè  la  stessa  cosa dobbiamo darla a tutta la categoria  sia  a
  quelli che organizzano  Difendevo con il Segretario generale la sua
  posizione,  nel  senso  che  è corretta  perché  anch'io  ho  avuto
  tantissimi di questi organizzatori che hanno chiesto un aiuto,  per
  cui  è  corretto che si metta, dopodiché se invece, a questo punto,
  gli  altri che sono organizzatori di matrimoni, vengono penalizzati
  perché  una parte dei soldi verrebbero presi da questi, al  momento
  dell'ordine del giorno metteremo un milione in più di ristoro,  per
  questo  è  senza problemi, onorevole Turano. Le chiedo la  cortesia
  altrimenti non andiamo avanti.
   Metterei   in  votazione  lo  stesso  emendamento,  dell'onorevole
  Barbagallo e altri, il 107.12, così come nel 106.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 107. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si torna all'articolo 104.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo presentato
  un  subemendamento per l'articolo 107, vorrei delle  rassicurazioni
  su  quelle  di  categorie  di  operatori  e  di  intrattenitori  di
  spettacolo  invisibili che lavorano dietro le quinte,  per  cui  se
  l'Assessore mi dà rassicurazione...

   PRESIDENTE.  Credo che gliele posso dare io stesso, nel  seno  che
  l'altra  volta  avevamo  già votato su  un  argomento  simile,  non
  ricordo cosa era

   SCHILLACI. Parlo di coloro che allestiscono gli spettacoli.

   PRESIDENTE.  Il  Governo si era impegnato a inserirli  nell'ordine
  del giorno e me ne farò garante.

   SCHILLACI. Posso stare tranquilla.

   PRESIDENTE. Può stare tranquilla. Se alla fine non sarò credibile,
  vi ho fregato a tutti. Sto tranquillizzando tutti, ma le garantisco
  che sarà così.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mentre  la  mia
  collega si riferiva alle imprese ho presentato un subemendamento  a
  questa  riscrittura,  il  104.R, che  include  il  contributo  alla
  persona,  quindi non all'impresa, ai lavoratori, un contributo  una
  tantum  che  lo  estende  ai lavoratori di quelle  imprese  per  lo
  spettacolo  dal  vivo,  quindi parliamo di  tecnici  e  maestranze;
  questi  non  hanno  dei  contratti  stagionali,  per  questo  hanno
  bisogno,  a mio avviso, di un riferimento normativo che possa  dare
  il  requisito minimo per il quale possano accedere a questo tipo di
  contributo  perché il rischio è, facendo solo l'ordine del  giorno,
  che non siano inquadrati in una categoria che ha un contratto

   PRESIDENTE.  Questi  sono  solo gli stagionali  e  loro  non  sono
  stagionali.

   CIANCIO.  No, Presidente, questo è l'unico articolo che  parla  di
  contributo  una tantum e siccome sono dieci milioni, non  ho  detto
  quanto deve dare l'Assessore agli uni e agli altri.

   PRESIDENTE. Però questo è solo per gli stagionali.

   CIANCIO. No, Presidente. Questo è un contributo una tantum che  si
  può  estendere  anche  ad  altre categorie,  ripeto  perché  stiamo
  parlando  di  contributo  al lavoratore e non  all'impresa.  Quindi
  chiedo  di  votare il subemendamento, ripeto, ho messo un requisito
  minimo che è quello dei 7 giorni lavorativi, ma nulla toglie

   PRESIDENTE.  Qua mi deve dire il Governo, perché  non  so,  questi
  sono solo stagionali

   CIANCIO.   Sì,   però,  per  concludere  anche  a   sostegno   del
  ragionamento per il Governo, do un requisito minimo appunto  che  è
  quello dei 7 giorni lavorativi, ma nulla toglie che l'Assessore con
  decreto possa stabilire ulteriori criteri quali, eventualmente,  il
  reddito,  oppure altri criteri nazionali, tra l'altro è  la  stessa
  dicitura che è riportata nel DL ristori il 41 del 2021.
   Quindi, questo è l'unico articolo in cui possiamo inserire  questi
  lavoratori   e  l'unico  articolo  in  cui  possiamo  inserire   un
  riferimento normativo per questi lavoratori che, ripeto, non  hanno
  un  contratto ma sono riconoscibili proprio su questa dicitura; poi
  sarà il Governo a stabilire quanto e come dare. Grazie.

   PRESIDENTE.    Allora,   colleghi,   anche   questo    emendamento
  dell'onorevole Foti va bene di principio, ma prevede un aumento  di
  disponibilità che non c'è. Per cui o lo si mette all'interno dei 10
  milioni oppure non so come fare.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO GIUDICE. Grazie, Presidente. Finalmente, siamo all'articolo 104
  che  riguarda i lavoratori stagionali. Come stavo accennando prima,
  sia  con  l'assessore Scavone che con il presidente Savona, abbiamo
  previsto  una  riscrittura  che  entra  più  nel  dettaglio   della
  questione, ma abbiamo avuto modo anche di approfondirla nel merito.
  Prevediamo, quindi, l'istituzione di un fondo di 10 milioni con  un
  contributo una tantum da dare ai lavoratori dipendenti stagionali e
  ai  lavoratori  in  somministrazione nell'ambito  del  settore  del
  turismo che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro.
   E'  previsto  anche  che  abbiano svolto  un  minimo  di  giornate
  lavorative di almeno 30, proprio perché altrimenti diventerebbe  un
  poco  più  complicato.  Queste 30 giornate  lavorative  consecutive
  devono  essere svolte nel periodo che va dall'1 gennaio  2019  alla
  data  attuale  di entrata in vigore della norma perché?  Perché  ci
  sono stagionali che hanno svolto l'attività solo, per esempio,  nel
  2019, altri che l'hanno svolta solo nel 2020, per cui cerchiamo  di
  ricomprendere tutti.
   Voglio  però  specificare un fatto: la dotazione  finanziaria  che
  istituisce questo fondo è una dotazione finanziaria di 10  milioni,
  possiamo  decidere di allargare a tutto il mondo.  Tenete  conto  e
  teniamo conto che, ovviamente, questi lavoratori del comparto  solo
  del  turismo sono circa 35 mila, per cui capite bene che 10 milioni
  riescono  a  soddisfare quelle che sono le esigenze già con  grandi
  difficoltà. Sarebbero necessarie sicuramente ulteriori risorse.
   All'interno della relazione illustrativa sono stati inseriti anche
  quelli  che  sono  nello specifico i codici Ateco delle  imprese  e
  quindi, nello specifico il codice statistico contributivo che viene
  assegnato  al  lavoratore e rientreranno i lavoratori quindi  degli
  alberghi,  dei  villaggi  turistici, dei rifugi  di  montagna,  gli
  affitta camere, tutti quelli inerenti la ristorazione e le attività
  di ristorazione dei bar, degli stabilimenti balneari, le agenzie di
  viaggio,  le  attività  di tour operator e  quant'altro.  Parliamo,
  quindi, di turismo e commercio in ambito complessivo e tutti coloro
  i  quali  hanno  svolto  attività di  lavoro  stagionale  sia  come
  dipendente,  sia in somministrazione possono rientrare  all'interno
  di   questo  contributo  una  tantum  che,  poi,  entro  60  giorni
  dall'entrata  in vigore della norma verrà erogato dal  Dipartimento
  famiglia.
   E'  chiaro che, ripeto, la platea può essere ampliata in qualunque
  momento e nessuno è contrario, anzi tutt'altro. Però, è chiaro  che
  se  aumentiamo  la  platea  è necessario  e  fondamentale  che  sia
  aumentata  anche  la dotazione finanziaria o che, come  diceva  lei
  Presidente,  un  eventuale  aumento della  platea  venga  fatto  in
  considerazione  di quello che sarà l'ordine del giorno  e,  quindi,
  aggiungere  eventuali  ristori all'interno dell'ordine  del  giorno
  perché  già  i 10 milioni, per come è stato impostato, riescono  ad
  essere bastevoli, forse, per questa categoria. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. La riscrittura?

   LO GIUDICE. Sì, sì.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro.  Ne  ha
  facoltà. Poi gli onorevoli Sunseri e Lupo.

   CATANZARO.   Grazie,  Presidente.  Soltanto   un   appunto   sulla
  riscrittura  fatta  del 104.R, come impianto  ci  siamo,  però  non
  capisco   per  quale  motivo  l'onorevole  Lo  Giudice  parla   dei
  lavoratori  stagionali  che  abbiano svolto  30  giorni  lavorativi
  consecutivi.
   Le  dico subito il motivo perché soprattutto nel 2020, proprio per
  la  vicenda  della  pandemia, noi ci siamo ritrovati  ad  avere  le
  strutture alberghiere, perché i lavoratori stagionali si trovano là
  dentro,  a lavorare a singhiozzo, cioè hanno fatto  sì, però  anche
  nel  2019,  sì  però,  per carità, i 30 giorni  consecutivi  per  i
  lavoratori non vanno bene.
   Quindi  su  questa  cosa io chiedo ovviamente  una  revisione  del
  punto.

   PRESIDENTE.  Però,  questo me lo deve dire  il  Governo,  più  che
  l'onorevole Lo Giudice.
   Se  per  il  Governo  va  bene questa soluzione?  Quindi  dobbiamo
  togliere i 30 giorni consecutivi?
   Però me lo dovete sistemare.
   Ma  poi  c'è  scritto 30 giornate nel medesimo  periodo,  non  c'è
  scritto consecutive.
   Chi  l'ha  detto consecutive? Qua nella riscrittura c'è 30  giorni
  nel medesimo periodo, non c'è scritto consecutive. La relazione  ha
  detto una cosa, il Governo e il Parlamento ne ha fatta un'altra.
   Non c'è bisogno di toccare niente.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   E  poi  l'onorevole  Lupo,  che così se  concludiamo  poi  andiamo
  all'articolo 52.

   SUNSERI.  Signor Presidente, assessori, onorevoli  colleghi  a  me
  dispiace  molto come stiamo trattando questa rubrica dei ristori  e
  dei sostegni perché così diamo risposte assolutamente non idonee  e
  non adatte ad affrontare l'emergenza.
   Cioè  noi  stiamo dando, non so neanche come definirli,  cioè  non
  possono essere definiti ristori.
   Se  lei  fa  una  divisione talmente banale con i  numeri  portati
  dall'onorevole Lo Giudice, cioè 10 milioni diviso 35  mila  persone
  sono 280 euro a persona.
   Ma  di che stiamo parlando? Ma perché dobbiamo prendere in giro  i
  siciliani che in questo momento stanno subendo sul serio una  crisi
  economica?
   Perché   dobbiamo   affrontarla  con   questa   banalità?   Stiamo
  banalizzando una legge finanziaria.
   Io non credo che sia questo il modo per affrontare la finanziaria.
   Avevamo  detto, non a nostro favore, di fare un ordine del  giorno
  in cui si includeva tutto: il 104, il 105, il 106, il 107.
   Se non vogliamo fare un ordine del giorno, vogliamo renderlo legge
  come  abbiamo fatto l'anno scorso? Facciamo una legge  che  include
  tutti  i  ristori, ci mettiamo dentro tutto quello che  abbiamo,  i
  fondi  che non abbiamo utilizzato nella scorsa finanziaria, i fondi
  che  sono disponibili in questa finanziaria  Ma se noi banalizziamo
  così  i  ristori,  ci facciamo prendere giro. A me  passa  pure  la
  voglia di intervenire.
   Se  dobbiamo  dividere 10 milioni di euro per gli  stagionali  che
  sono  30 mila e neanche specifichiamo che sono solo turismo, quindi
  domani  si può aprire la platea, di che parliamo? Diamo 100 euro  a
  testa?
   Io   rimango  sul  serio  allibito,  perché  affrontiamo  con  una
  leggerezza che non è propria di questa Assemblea e che non è idonea
  ad affrontare i problemi della Sicilia.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor   Presidente,  signor  Presidente  della   Regione,
  assessori,   onorevoli   colleghi  come  spesso   accade   con   le
  riscritture,  signor Presidente, una prima lettura già  fa  saltare
  all'occhio tutta una serie di cose che a mio avviso non vanno.
   Io manifesto le mie perplessità.
   Fermo restando che siamo d'accordo sul fatto che bisogna garantire
  ogni  aiuto  possibile ai lavoratori stagionali, non  so  però  che
  senso  abbia dire che per avere diritto al contributo devono  avere
  almeno lavorato per 30 giornate nel periodo primo gennaio fino alla
  data di entrata in vigore della presente legge.
   Mi  chiedo:  se  un  lavoratore non ha  avuto  la  possibilità  di
  lavorare  almeno  30 giornate ma 10, 20, 25, 29 cosa  facciamo?  Lo
  escludiamo dall'erogazione del contributo?
   Qual è il criterio delle 30 giornate?
   Se  un lavoratore stagionale ha lavorato due settimane, è impedito
  dal  percepire  il  contributo perché non ha  raggiunto  le  trenta
  giornate, qual è la logica? Non lo capisco
   Così  come  non  capisco che senso ha dire che non  devono  essere
  titolari  di  pensioni  - questo mi è del  tutto  chiaro  -  né  di
  rapporto  lavoro  dipendente né di NASPI alla data  di  entrata  in
  vigore della presente legge.
   Se  uno  domani riceve una proposta di lavoro e sono  due  anni  e
  mezzo  che  non  lavora,  cosa  dovrebbe  fare?  Non  accettare  il
  contratto  di lavoro altrimenti perde il contributo? Che  senso  ha
  questa penalizzazione?
   A  maggior  ragione  con riferimento alla NASPI.  Se  ha  lavorato
  qualche mese e sta percependo la NASPI, non gli diamo questi  pochi
  euro perché sta percependo la Naspi?
   A  mio  avviso  la norma è scritta male e così com'è  avrà  enormi
  difficoltà applicative.
   Anche   l'ultimo   comma,   dire  che    entro   sessanta   giorni
  dall'entrata  in  vigore  della  presente  legge,  il  dipartimento
  regionale  per  la  famiglia,  le politiche  sociali  e  il  lavoro
  provvederà all'emanazione di apposito avviso', mi chiedo con  quali
  criteri.
   Posso  dire  che  non  vorrei essere nei panni dell'Assessore  che
  deve applicare la norma.
   Come  la  applica? A sportello? In relazione ai carichi familiari?
  In relazione ai redditi percepiti negli ultimi due anni?
   Rischiamo,  Presidente, ancora una volta di  approvare  una  norma
  buona  nelle  intenzioni ma - di fatto - inapplicabile non  potendo
  neppure riconoscere ai lavoratori che ne hanno bisogno quel  minimo
  di risorse di cui oggi si dispone.
   Chiedo  al  Governo di riconsiderare l'impianto complessivo  della
  norma, alla luce delle considerazioni che ho fatto perché rischiamo
  -  diversamente  -  di  approvare una norma che  invece  di  andare
  incontro a chi ha più bisogno, rischia perfino di penalizzarlo.

   PRESIDENTE.  Se  il  Governo non ha risposte  da  dare,  pongo  in
  votazione l'emendamento 104.R.
   Onorevole Ciancio, già è intervenuta
   Vuole  estendere a questi che non sono stagionali?  Devo  chiedere
  parere  al  Governo  e alla Commissione. Non sono  io  che  decido,
  chiedo il parere.
   Laddove  alcune cose non sono ammissibili lo dico io, ma  se  sono
  ammissibili il Governo e la Commissione mi devono dare  parere.  Il
  parere   del   Governo  sull'emendamento  104.R.1,   dell'onorevole
  Ciancio?

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Presidente,  ci   rimettiamo
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente  della Commissione e relatore.  Ci  rimettiamo
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Ho chiesto al Governo se aveva qualcosa da  rispondere
  e non ho ricevuto risposta.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 140 R1. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 104 R. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Questo  è  quello dell'onorevole Foti, che non sono cifre  in  più
  ovviamente.
   Si   tratta   di   una  dotazione  già  esistente.  Mi   riferisco
  all'emendamento 104.11.2. Lo pongo in votazione. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 104. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 96. Ne do lettura:

                                Art. 96
                       Clausola di copertura POC

   1.  Al fine di attuare gli interventi di cui al presente Capo,  il
  Governo della Regione provvede, entro sessanta giorni dalla data di
  entrata in vigore della presente legge, ad avviare, ove necessario,
  la modifica del programma operativo complementare 2014/2020 (POC).

   2.  Gli aiuti di cui al presente Capo sono concessi secondo quanto
  previsto dal Regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18
  dicembre 2013 ovvero ai sensi della comunicazione della Commissione
   Quadro  temporaneo  per le misure di aiuto  di  Stato  a  sostegno
  dell'economia nell'attuale emergenza del Covid-19 (2020/C 91 I/01)
  e successive modificazioni e proroghe.

   Sono stati presentati degli emendamenti.
   Si  passa all'emendamento 96.14 a firma del Governo  Interventi  a
  valere sul POC 2014-2020. Clausola di copertura .
   Si  tratta  di  una  clausola  di copertura  che  dovrebbe  essere
  approvata così com'è, ma c'è un emendamento del Governo stesso.
   Assessore Armao, l'emendamento 96.14 del Governo.
   I  miei  uffici  mi dicono che sarebbe il caso di approvarlo  così
  com'è senza emendamenti di nessun tipo.
   C'è   una  riscrittura  del  comma  2.  Assessore  può  illustrare
  l'emendamento 96.14?

   ARMAO,  assessore all'economia. Signor Presidente,  per  informare
  opportunamente  chi  ha chiesto chiarimenti che  legittimamente  ha
  chiesto di capire di più.
   Sostanzialmente  cosa accade? Accade che dopo l'operazione  svolta
  dal   Ministero   del   Sud  con  l'ultima   legge   di   bilancio,
  sostanzialmente i fondi sono confluiti all'interno  di  un  sistema
  che viene definito delle  politiche unitarie di coesione  sicché la
  distinzione   POC   -   FSC  mal  si  concilia   con   l'evoluzione
  dell'ordinamento.
   Ecco  perché  da  un  lato il Governo ha proposto,  ovviamente  su
  relazione  specifica e tecnica del dott. Lasco, che è il  dirigente
  generale   della   programmazione,   l'emendamento   96.14   mentre
  nell'emendamento 96.15 vengono riprese anche ai fini del cosiddetto
   Temporary  Framework  for State aid , cioè del  regime  introdotto
  dalla  Commissione europea che ha allungato sino al 31 dicembre  la
  possibilità  di  utilizzare in deroga  al  regime  degli  aiuti  le
  risorse europee con finalità di sostegno alle imprese.

   PRESIDENTE. Bene, Assessore. Gli uffici mi dicono che vanno votati
  questi emendamenti del Governo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, dalla precisazione  dell'assessore
  Armao, quindi, abbiamo inteso che insiste il Governo sul 96.14  del
  Governo e sul 96.15. su entrambi, anche il 96.15 seconda parte  con
  quelle specifiche.

   PRESIDENTE. Sul 96.

   BARBAGALLO. Noi abbiamo presentato l'emendamento 96.11 e il  96.13
  ponendo  un  tema,  assessore Armao, su  cui  ci  aspettiamo  delle
  rassicurazioni.
   I  progetti esecutivi finanziati a valere sul POC per cui i comuni
  nel  corso  di  questi  anni  hanno  sostenuto  ingenti  spese   di
  progettazione, sono andati avanti, hanno affidato gli incarichi.  E
  i  progetti  che fanno parte di graduatorie pubbliche e ammessi  in
  quelle graduatorie, per cui si è generato un legittimo affidamento,
  sono  salvi  da questa nuova definizione dell'articolo  96  o  sono
  preclusi?

   ARMAO,   assessore  all'economia.  Onorevole,  noi   non   abbiamo
  assolutamente modificato l'impianto della legge dello scorso anno.
   La  legge dello scorso anno ha delimitato lo spazio entro  cui  si
  può  intervenire  e  quello rimane. Non c'è  una  rimodulazione  di
  quella actio finium regundorum, di quella azione delimitazione  dei
  confini tra le aree in cui si può intervenire e le aree in cui  non
  si può intervenire. Quindi su questo

   BARBAGALLO. Quindi i progetti esecutivi.

   ARMAO,  assessore all'economia. I progetti esecutivi che  sono  in
  graduatoria assolutamente rimangano.

   BARBAGALLO. Noi abbiamo il 96.11 in questo senso.

   PRESIDENTE.  E'  chiarissimo il Governo  per  cui  diciamo  che  è
  precluso. Nel momento in cui il Governo garantisce che è  così  non
  c'è motivo di fare emendamenti.
   Pongo il votazione il 96.15, prima parte. Chi è favorevole rimanga
  seduto; chi è contrari si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione il 96.14. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrari si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione il 96.15, seconda parte. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrari si alzi.

                            (E' approvato)

   BARBAGALLO. Chiedo che si metta in votazione l'emendamento 96.11.

   PRESIDENTE. Nonostante le assicurazioni che le ha dato il Governo?
  Assessore  lo  possiamo votare l'emendamento 96.11  visto  che  c'è
  questa garanzia da parte sua?
   E'  una  cosa  tecnica.  Farlo diventare legge  non  capisco  cosa
  significa.
   Facciamo un ordine del giorno? Già il Governo in Aula ha  dato  le
  assicurazioni. Facciamo un ordine del giorno. E' inutile farlo come
  legge.
   Io  mi  sto fidando del Governo. Non sono cose che so io ma se  il
  Governo mi dice così, se non dovesse essere così  bacchettate .
   Pongo  in  votazione  l'articolo 96, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole rimanga seduto; chi è contrari si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 52. Ne do lettura:

                               «Art. 52.
                   Abrogazioni e modifiche di norme

   1.  Al comma 2 bis dell'articolo 2 della legge regionale 11 agosto
  2015,  n.  16 e successive modificazioni sono soppresse le seguenti
  parole  per il triennio 2017-2019 .

   2.  All'articolo 13 della legge regionale 12 maggio  2020,  n.  9,
  sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma 1 le parole  appartenenti al patrimonio e al demanio
  regionale,  ivi  compresi  i  bacini di  carenaggio,  nonché  degli
  immobili  di  interesse  storico,  artistico  e  monumentale   sono
  soppresse e dopo le parole  enti locali.  sono aggiunte le seguenti
  parole  e loro infrastrutture. ;

   b) al comma 3 le parole  valutati in 50.000 migliaia di euro  sono
  sostituite dalle parole  valutati in 100.000 migliaia di euro ;

   c) i commi 4, 5 e 6 sono soppressi.

   3.  Dopo il comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 9 maggio
  2017, n. 8, è aggiunto il seguente:

    1  bis. Il decreto del Presidente della Regione che dà luogo alla
  liquidazione coatta amministrativa in armonia con le previsioni  di
  cui   al   comma  precedente,  può  prevedere  facoltà  di   delega
  all'Assessore  regionale  per  l'economia  ed  eventualmente  anche
  all'Assessore  regionale al ramo per lo svolgimento delle  attività
  di vigilanza e controllo della procedura e per la concessione delle
  relative autorizzazioni al commissario liquidatore. .

   4.  Al  comma 2 dell'articolo 15 della legge regionale 9/2020,  la
  parola  2022  è sostituita da  2023 .

   5.  Al  termine del comma 1 dell'articolo 61 della legge regionale
  28  dicembre 2004, n. 17 e successive modificazioni, dopo le parole
   ridotti  del  10  per cento.  sono aggiunte le seguenti:   Per  il
  triennio  2021-2023  i  rientri netti  di  cui  al  presente  comma
  confluiscono,   quanto  all'80  per  cento,  nel   Fondo   di   cui
  all'articolo  2  della  legge regionale 22  febbraio  2019,  n.  1,
  mentre, la rimanente parte pari al 20 per cento, è destinata a  far
  fronte  all'avvio ed a tutti gli oneri per la piena implementazione
  del  piano  industriale  della società  in  house  providing  IRFIS
  FinSicilia .

   6. In considerazione dell'emergenza sanitaria da Covid-19 in atto,
  le  iniziative  a valere sulle autorizzazioni di spesa  di  cui  al
  comma 6 dell'articolo 31 della legge regionale 8 maggio 2018, n.  8
  finanziate per l'anno 2020, possono essere realizzate entro  il  30
  aprile  2021  e  rendicontate entro i 60 giorni successivi.  7.  Al
  comma  1 dell'articolo 6 della legge regionale 5 dicembre 2016,  n.
  24  sono sostituite le parole  possono incrementare  con le  parole
   garantiscono , dopo le parole  con fondi propri  sono aggiunte  le
  parole  a valere delle assegnazioni finanziarie di cui all'articolo
  2 della legge regionale 9 maggio 2017, n. 8. .

   8.  Al  comma  8 dell'articolo 6 della legge regionale  11  agosto
  2017,  n.  15  dopo  le parole  dall'anno 2018   sono  aggiunte  le
  seguenti:  e fino all'anno 2020 .

   9.  Il  comma  6 dell'articolo 53 della legge regionale  8  maggio
  2018, n. 8 è abrogato.

   10.  Al  comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 30 dicembre
  2020,  n.  36 le parole  ed in corso  sono sostituite dalle  parole
   durante la programmazione PAC 2014/2020 .

   11. Alla fine del comma l dell'articolo 39 della legge regionale 5
  novembre  2004, n. 15 è aggiunto il seguente periodo  I centri  per
  l'impiego,  le  cui sedi ed ambiti territoriali restano  confermati
  come  da  decreto  dell'Assessore  regionale  per  il  lavoro,   la
  previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione del
  26  marzo  1993, possono essere strutturati in unità operative  nei
  capoluoghi  di  provincia  ed  in uffici  semplici  nelle  restanti
  sedi. .  Con  decreto dell'Assessore regionale per la famiglia,  le
  politiche  sociali  ed  il  lavoro sono stabilite  le  modalità  di
  attuazione del presente comma.

   12.  Al  comma 1 dell'articolo 16 della legge regionale  30  marzo
  1998,   n.   5  e  successive  modificazioni,  le  parole   quattro
  dodicesimi  sono sostituite dalle parole  tre dodicesimi .

   13.  All'articolo 7 della legge regionale 30 dicembre 2020, n.  36
  le  parole da  tutti gli interventi  fino alla fine sono sostituite
  dalle  parole  le agevolazioni regionali non cofinanziate con fondi
  comunitari,  che siano concesse nel corso del 2021 a  favore  delle
  attività economiche in forma di contributo a Fondo perduto  e/o  di
  finanziamento  agevolato,  non  sono  subordinate  alla  regolarità
  contributiva  in  deroga a quanto disposto  dalle  disposizioni  in
  materia.  La  disposizione di cui al presente articolo  si  applica
  anche  alle procedure in corso alla data di entrata in vigore della
  presente legge. .

   14.  Al  comma 9 dell'articolo 6 della legge regionale 20  gennaio
  2021, n. 1 le parole  Valgono per i revisori nominati le ipotesi di
  incompatibilità previste all'articolo 2399, primo comma, del codice
  civile   sono sostituite dalle parole  Non possono essere  nominati
  alla  carica  di  revisore  coloro che  si  trovino  nelle  ipotesi
  previste all'articolo 2399, primo comma, del codice civile .

   15.  Al  comma 1 dell'articolo 41 della legge regionale 20  giugno
  2019,  n.  10  la parola  specializzato  è sostituita dalle  parole
   all'autonomia e comunicazione  e dopo le parole  servizio  stesso
  sono   aggiunte  le  parole   secondo  le  linee  guida   trasmesse
  dall'Assessorato  regionale  il cui mancato  rispetto  è  causa  di
  commissariamento da parte della Regione .».

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente Di Mauro, dieci secondi sull'ordine
  dei  lavori.  Sull'articolo 52, come ci regoliamo?  Procediamo  per
  commi  o facciamo un'unica discussione però ci deve dare il  tempo,
  perché  è  uno  degli articoli più importanti della norma.  Quindi,
  vorremmo   capire   come  regolarci  perché  sennò   facciamo   una
  discussione  unica sull'articolo e ci dà un po'  più  tempo,  sennò
  facciamo  una  discussione per commi, ci regoliamo  procedendo  per
  commi.

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, dobbiamo  fare  la  discussione
  unica sull'articolo.

   BARBAGALLO.  E non ci conta il tempo, allora? Ce lo  conta,  ma  è
  magnanimo.

   PRESIDENTE.  E' una discussione generale sull'articolo,  direi,  a
  breve.  Poi,  ovviamente,  si  tratta  di  un  articolo  di   commi
  importanti per cui ciascuno di voi potrà intervenire una  volta  su
  tutti i commi, così come prevede il Regolamento.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  in
  particolare  sul  comma  2. Sul comma 2  ci  sono  appostati  cento
  milioni  di  euro.  Il  comma  2 viene  dall'articolo  che  abbiamo
  approvato   nella  scorsa  finanziaria  dove  l'Aula  appostò   una
  copertura di cinquanta milioni di euro.
   La  Giunta di Governo, con delibera n. 62 del 29 gennaio 2021,  ha
  speso, anziché cinquanta milioni di euro per cui c'era la copertura
  in  finanziaria,  sessantotto  milioni  di  euro  per  manutenzione
  straordinaria degli edifici regionali.
   Credo, signor Presidente, che in questo momento così difficile  in
  cui   i  siciliani  attraversano  il  momento  più  difficile   dal
  dopoguerra  ad  oggi,  queste  risorse  così  importanti   andavano
  distribuite verso altre destinazioni, guardando gli ultimi,  i  più
  deboli,  le  famiglie  siciliane che pagano di  più  questa  crisi,
  investendole anche per dare copertura certa a quelle coperture che,
  invece, no sono  ballerine', traballano.
   Mi  riferisco  in  particolare a quella  che  dovrebbe  essere  la
  diligenza  vera  del  buon padre di famiglia  in  un  momento  così
  difficile.  E'  come se il buon padre di fronte ad  una  difficoltà
  grave  anziché pensare di fare la spesa per i propri  figli  pensa,
  invece,  di  ristrutturare la casa in campagna che ha ottenuto  con
  l'eredità. Ma che ragionamento è?
   Abbiamo  cento  milioni di euro, potevamo benissimo  garantire  la
  copertura a trentasei ore per gli ASU che era un segnale atteso  da
  tutta la Sicilia. Impegnare veramente le risorse che, invece,  sono
  rimaste  inattuate  l'anno  scorso in finanziaria  a  valere  sulle
  famiglie, il pagamento delle bollette per cui non si è proceduto ad
  impegnare  neanche un euro. Per non parlare, poi, del  sostegno  ai
  comuni  che  continuano a pagare questa crisi e peraltro continuano
  ad avere difficoltà ad erogare servizi essenziali come il trasporto
  agli alunni e l'erogazione dei servizi ai bisognosi.
   Ci  ritroviamo, invece, sessantotto milioni di euro già impegnati,
  udite,  udite,  per  la  manutenzione straordinaria  degli  edifici
  regionali  con  una  distribuzione, Presidente Di  Mauro,  che  non
  rispecchia  per  niente  la  proporzione  per  popolazione  tra  le
  provincie  siciliane.  Ci sono province,  e  invito  i  colleghi  a
  guardare  la  deliberazione n. 62 del  21,  dove  ci  sono  uno/due
  interventi  per  provincia, la provincia di  Messina  con  un  solo
  intervento  finanziario.  E noi spendiamo  68  milioni  di  euro  e
  chiediamo  di  utilizzare  i 100 per la manutenzione  straordinaria
  degli Uffici del Genio civile in Sicilia  Oppure, peggio, cose  che
  fanno  ancora più male in questo momento, come l'istituzione  della
  mensa a Palazzo d'Orleans.
   Ma  insomma  quale  buon  padre di famiglia  in  un  momento  così
  difficile,  pensa  di  finanziare questi interventi  piuttosto  che
  concentrarsi e a tendere la mano verso chi sta peggio
   Io  so  che  in Commissione Bilancio la norma ha subito una  parte
  emendativa che è quella che riguarda la copertura residua, quindi i
  32  milioni  di  euro,  verso  i  Comuni,  gli  Enti  locali  e  le
  infrastrutture.
   Io,  onorevole Laccoto, credo che una riflessione vera vada  fatta
  sulla garanzia, sulla certezza del finanziamento, sulla trasparenza
  in questo momento così difficile, quanto decidiamo di investire per
  le infrastrutture e quanto diamo a coloro che ne hanno più bisogno.
   E'  scoppiata  una polemica che, probabilmente, è  quella  che  in
  questa  legislatura  ha avuto, ha fatto più male  fuori  da  questo
  Palazzo per 100 mila euro. E riguarda il trattamento economico  del
  portavoce  del  Presidente  della  Regione.  Con  questo  comma   2
  impegniamo  100  milioni di euro. Io credo che  nei  confronti  dei
  siciliani  la gestione in modo equilibrato e con il buon  senso  di
  queste risorse, è il minimo che la Sicilia si aspetta in un momento
  così complicato. Certamente oggi non abbiamo bisogno né della mensa
  a  Palazzo  d'Orleans, né di soddisfare appuntamenti elettorali  di
  sindaci  amici  (ho visto anche qualche piazza che, francamente,  è
  fuori  dal mondo), né di ristrutturare il prestigiosissimo  Convito
  Cutelli  della  facciata della mia città che, forse, può  benissimo
  aspettare. In questo momento la Sicilia ha altre priorità.

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, lei è un parlamentare  attento.
  Non  è che possiamo con i fondi del FSC dare copertura alle 36  ore
  per  i  lavoratori  ASU   Possiamo fare investimenti  ma  non  dare
  copertura ai fondi degli ASU.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor  Presidente
  della   Regione,  brevemente.  Ho  presentato,  insieme  ad   altri
  colleghi, un aggiuntivo al comma 1. Perché lo scorso anno  è  stata
  prevista  l'esenzione per la tassa automobilistica,  il  cosiddetto
  bollo auto, per tutte le categorie. Quest'anno si chiede che solo a
  presentazione di istanza e per le associazioni onlus che in  questo
  anno  di pandemia sono state a servizio delle comunità e che  hanno
  trasportato  e che trasportano anziani, disabili, anche  in  queste
  ore,  per i vaccini, che ci possa essere l'esenzione. Solo  per  le
  categorie,  solo  per  le associazioni onlus.  Il  Direttore  delle
  finanze  dott. Mineo ha quantificato l'importo massimo in 130  mila
  euro.  Noi abbiamo trovato una copertura sul capitolo 147701 ma  io
  rimetto tutto questo alla valutazione del Governo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Grasso, può avvicinare qui al  banco  della
  Presidenza? Grazie

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, interverrò  molto
  brevemente  e  in merito a due commi, al comma 6  e  al  comma  15,
  prevalentemente  al  comma  15. Entrambe  le  norme  riguardano  le
  categorie  degli  ASACOM  ossia il personale  che  è  addetto  alla
  comunicazione  e all'assistenza dei ragazzi disabili  delle  scuole
  superiori.  Ad  ulteriore  tutela non soltanto  dei  lavoratori  ma
  soprattutto del servizio reso, al comma 6, il Governo - e penso che
  sia  una  norma di buon senso - ha previsto che con i fondi  propri
  delle ex province si garantisca il servizio qualora ancora non  sia
  stata appostata la somma da parte della Regione.
   Cosa  che  noi,  normalmente, anzi quest'anno in maniera  virtuosa
  posso  dirlo  abbiamo  fatto  per tempo,  destinando  per  ciascuna
  provincia  la  somma, secondo quello che è il numero  dei  disabili
  presenti nelle scuole superiori. L'articolo 15, il comma 15 mi  sta
  particolarmente  a cuore poiché, a seguito delle  linee  guida  che
  sono  state emanate prontamente dalla Regione, dall'assessore  alla
  famiglia  dopo una lunga concertazione con le associazioni  e  dopo
  avere  individuato quelli che erano i punti di criticità di  questa
  categoria  e  del  servizio  che rendono,  è  successo,  purtroppo,
  succede che spiacevolmente prendiamo coscienza del fatto che alcune
  ex  province  non  hanno dato attuazione a queste norme,  a  queste
  linee  guida, scusate. Linee guida che fluidificano e  rendono  più
  chiaro il percorso, d'altronde lo abbiamo voluto noi con una  legge
  del  Parlamento  che  le linee guida fossero adottate.  Sono  state
  prontamente  adottate  ma  non sono  state  adottate  da  tutte  le
  province.
   Allora   con   questa  norma,  sostanzialmente,  la   Regione   si
  attribuisce la possibilità di commissariare quell'ente provinciale,
  ex  provincia,  nel  caso  in cui queste linee  guida  non  fossero
  attuate.  Diversamente non avrebbe avuto un senso che  noi  ,  come
  Parlamento, avessimo fatto la norma né tanto meno che l'assessorato
  si fosse premurato insieme alle categorie di dare luogo.
   Tutto  questo comporta una migliore qualità del servizio  reso  al
  disabile e, soprattutto, anche una certezza in merito al fatto  che
  la  gara,  che  viene  fatta dalle province, ovviamente  abbia  una
  durata  quanto più lungo possibile, in base alla dotazione che  noi
  diamo  e  che non ci siano interruzioni del servizio in  modo  tale
  che,  e  anche di economicità, perché una gara sola, evidentemente,
  anche all'ente locale darà la possibilità di fare delle economie e,
  quindi, di potere garantire un numero maggiore di mesi.
   Quindi,  ritengo  che  siano due norme di  buon  senso  che  vanno
  nell'ottica  di  un'attenzione a queste categorie  fragili  che  da
  questa  finanziaria,  devo dire, stanno avendo  un'attenzione  che,
  secondo me in un momento anche così delicato, ha un valore forse un
  po' speciale.

   PRESIDENTE.  Sono  iscritti a parlare gli  onorevoli  Di  Paola  e
  Compagnone.
   Prego, onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.

   DI   PAOLA.   Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli   colleghi,
  cittadini  questa mattina abbiamo fatto una lunga  discussione  per
  quanto   riguardava   l'articolo  50,  sul  ritorno   in   Sicilia.
  L'assessore,  al  termine della discussione, ha  chiarito  all'Aula
  dicendo   che  le  cinquecentomila  euro  servivano  come   effetto
  moltiplicatore   su  una  misura  nazionale.  Quindi   il   Governo
  regionale, in questo caso l'assessore all'economia, dice noi stiamo
  stanziando questi cinquecentomila euro come effetto moltiplicatore,
  cinquecentomila euro, su una misura nazionale.
   Ora  Presidente,  noi  nella  scorsa finanziaria,  quest'Assemblea
  regionale  aveva  stanziato  cinquanta  milioni  di  euro  per   la
  ristrutturazione delle case dei siciliani. Quindi quest'Aula  aveva
  trovato    cinquanta   milioni   di   euro   da   destinare    alle
  ristrutturazioni,   per   dare   in   aiuto   ai    siciliani    le
  ristrutturazioni  delle  case,  degli  immobili  siciliani.  E  gli
  ulteriori  cinquanta milioni di euro erano stati destinati  per  la
  ristrutturazione degli immobili regionali.
   In  Commissione  Bilancio, l'assessore dichiara  che  i  cinquanta
  milioni  di  euro,  che  quest'Aula aveva destinato  nella  passata
  finanziaria  come  ristrutturazione degli  immobili  dei  cittadini
  siciliani,  non sono stati utilizzati perché già c'era  una  misura
  nazionale che era il super bonus.
   Ora  dico,  colleghi per una misura dove mettiamo solo cinquecento
  mila  euro  l'assessore  parla di effetto moltiplicatore.  Per  una
  misura  dove,  invece,  noi  troviamo  cinquanta  milioni  di  euro
  l'effetto  moltiplicatore non c'è e non vengono attuati i cinquanta
  milioni di euro che per i siciliani
   Ovvio  che  c'è  una  differenza  immane,  tant'è  che  in  questa
  finanziaria l'assessore all'economia viene in commissione bilancio,
  stanziando  gli  ulteriori  cinquanta milioni  di  euro  che  erano
  rimasti  inizialmente per gli immobili dei comuni e della  Regione.
  Tant'è,  così  come  ha  detto  il collega  Barbagallo,  arriva  in
  Commissione  Bilancio con una delibera dove stanzia già sessantadue
  milioni   di   euro  per  gli  immobili  della  Regione,   per   la
  ristrutturazione degli immobili della Regione.
   Ora,  Presidente,  la  domanda che noi ci facciamo  è  questa:  in
  questa  fase  di  pandemia  e di crisi  economica  noi  pensiamo  a
  ristrutturare  gli  immobili  della  Regione  e  non   quelli   dei
  siciliani?
   In  Commissione  Bilancio  abbiamo fatto di tutto per  cercare  di
  sistemare  la  norma però quello che mi chiedo è  ma  gli  immobili
  comunali  in  base a che cosa verranno scelti ? Ci sarà l'assessore
  che  telefonerà  al sindaco e dirà  ma tu hai un  progetto,  tu  il
  progetto ce l'hai, tu il progetto non ce l'hai ? Cioè, funziona  in
  questo modo, Presidente?
    Noi vorremmo capire se c'è una graduatoria, se c'è, come dire, un
  iter che possa essere trasparente, che possa essere trasparente.
   E  poi,  Presidente, la domanda è  perché i cinquanta  milioni  di
  Euro  non  sono  stati  utilizzati per ristrutturare  le  case  dei
  cittadini  siciliani ?  E' lì che l'effetto moltiplicatore  sarebbe
  stato,  come dire, importante e forte perché da un lato  davamo  un
  impulso  all'economia  dell'edilizia e dall'altro  lato  davamo  un
  aiuto   ai   siciliani  perché  davamo  una  tantum  due,  tremila,
  quattromila,  cinquemila  euro per ristrutturazione  delle  proprie
  abitazioni.
   Ecco,  Presidente, questa è la dimostrazione chiara e lampante  di
  come  questo Governo regionale e in particolare, mi dispiace dirlo,
  l'assessore  per  l'economia va, come  dire,  a  fare  investimenti
  differenti   rispetto  a  quello  che  si  aspettano  i   cittadini
  siciliani,  poi  dico,  vero  che  sono  fondi  extraregionali  ma,
  colleghi,  con  i  fondi extraregionali noi abbiamo  finanziato  di
  tutto,  di  tutto  stiamo finanziando con i  fondi  extraregionali,
  quindi,  io  non  capisco  perché ad un certo  punto  alcuni  fondi
  extraregionali li possiamo, come dire, riprogrammare per  qualunque
  cosa   mentre   altri  fondi  extraregionali  non  possono   essere
  riprogrammati   e   devono   essere  per   forza   utilizzati   per
  ristrutturare  gli  immobili  della Regione  siciliana  che  ha  un
  effetto  moltiplicatore solo per un discorso  di  dare  un  impulso
  all'edilizia ma non va ad aiutare i cittadini siciliani.
   Presidente  noi,  in   Commissione Bilancio , abbiamo  cercato  di
  modificare  e  di  migliorare la norma, io ho  visto  che  ci  sono
  ulteriori  emendamenti  però, dico, io vorrei  capire  dal  Governo
  regionale se l'intento del Governo è utilizzare i cinquanta milioni
  di  Euro  che sono rimasti dalla passata finanziaria e che  avevano
  tutt'altra finalità, tra l'altro, la proposta era venuta da tutti i
  Gruppi  dell'Assemblea in maniera trasversale. Io voglio capire  se
  questi  cinquanta milioni di Euro li vogliamo utilizzare in  questo
  modo tradendo le aspettative dei siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone.  Ne  ha
  facoltà.

   COMPAGNONE. Presidente, c'è un emendamento che ancora credo  debba
  essere  distribuito  e non numerato che proprio  in  riferimento  a
  questo  ragionamento  che ha fatto qualcuno  che  mi  ha  preceduto
  intende  spostare, ed è firmato da parecchi deputati  tra  l'altro,
  dieci  milioni  di  questa  cifra  per  investimenti  per,  appunto
  sopperire  ai  danni  che  hanno  ricevuto  aziende,  cittadini   e
  operatori economici che possono in qualche modo ristorarli di danni
  subiti e quindi non aggravare la loro situazione e potere di contro
  creare  degli  investimenti, appunto, per recuperare  i  danni  che
  hanno  subìto  e  per un periodo abbastanza vasto e  che  comprende
  tutta  una  serie di danni che sono stati, tra l'altro,  declarati,
  quindi,  sono  stati  elencati dalla  Protezione  Civile  e  quindi
  dimostrabili  e già, come dire, noti all'Amministrazione  regionale
  che  non  hanno mai ottenuto ristoro da parte della Regione  o  del
  Governo nazionale.
     Pertanto,  in questo modo noi possiamo recuperare,  mettere  una
  pezza a tutti questi danni che, magari, non comprenderanno tutti  i
  danni subìti nel loro complesso ma, quanto meno, saranno un piccolo
  ristoro a questi operatori economici.
   Ecco,  questo  emendamento  spero che  possa  essere  distribuito,
  opportunamente  numerato, io non ce l'ho,  a  firma  di  Catalfamo,
  Lantieri,  Compagnone ed altri ma penso che possa essere apprezzato
  un  po'  da  tutti i colleghi anche perché si rivolge  a  tutta  la
  Regione siciliana e un po' a tutte le province.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO.  Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io ho fatto  in
  Commissione   Bilancio  un emendamento, postando quelle  somme  che
  erano  già  previste  a  livello di immobili  regionali  ed  altro,
  solamente  per  immobili e strutture degli enti locali.  Perché  ho
  fatto questo? Perché gli enti locali, sicuramente, rappresentano in
  questo momento l'avamposto di quella che è l'istituzione prima,  ed
  in  questo  momento non vi sono possibilità per gli enti locali  di
  riparare immobili, di riparare infrastrutture che sono fatiscenti e
  per  cui  i  sindaci  molte volte si trovano in una  situazione  di
  carenza anche attraverso ispezioni degli ispettorati che non  hanno
  la possibilità di verificare gli enti locali. I sindaci non possono
  mettere a norma nemmeno i singoli edifici.
   Ora  il  problema  bisogna  chiarirlo.  Il  mio  emendamento  mira
  solamente a spostare queste somme verso gli enti locali. Qual è  il
  problema  in  cui  si  trovano  gli  enti  locali  oggi?  Guardate,
  assessore  la  prego, assessore Turano, la prego,  è  un  argomento
  importantissimo.  Perdonatemi,  c'è  un  problema.  Noi  in  questo
  momento  non abbiamo i fondi perequativi dell'anno scorso,  ancora,
  agli enti locali devono arrivare.
   I  fondi di investimento dell'anno scorso ancora agli enti  locali
  devono arrivare.
   Abbiamo tolto in finanziaria venti milioni agli enti locali,  date
  la  possibilità almeno con progetti cantierabili di potere  mettere
  in  moto anche l'economia nelle singole realtà. Perché, vedete,  le
  grandi  opere di cui si parla non so se le faremo mai in Sicilia  e
  quando  le  faremo. La vera economia si mette in moto  mettendo  in
  moto,  praticamente, tutte le infrastrutture e gli  immobili  degli
  enti  locali. Quella è l'economia immediata, anche perché  i  fondi
  POC  -   lo  dobbiamo  sapere -  sono fondi che vanno  rendicontati
  entro  il  2023.  Per cui la spesa può essere fatta  solamente  con
  fondi e con progetti cantierabili.
   Vedete,   noi  ci  stiamo,  praticamente,  barcamenando,  dicendo,
  chiedendo,  grandi  infrastrutture. Le  grandi  infrastrutture  del
  Recovery  fund  sappiamo  che devono essere  fatte  nel  2026,  per
  rilanciare  l'economia, per dare un aiuto agli enti locali  che  si
  trovano in gravi difficoltà bisogna sicuramente dare la possibilità
  di usare somme immediatamente e quindi il problema, caro assessore,
  io  le pongo un problema che è quello da una parte di dare risposte
  certe  per  i  fondi di investimento dell'anno scorso che,  ancora,
  devono  arrivare per i fondi perequativi, ma nel contempo  di  dare
  immediata   attuazione  a  livello  nazionale   e   richiedere   la
  spendibilità immediata di questi fondi POC.
   La  Sicilia  ha bisogno. Gli enti locali hanno bisogno  di  queste
  somme  non  per  fare,  o restaurare monumenti  regionali  che  poi
  lasciano  in  questo momento il tempo che trovano, ma per  dare  ad
  ogni  ente  locale la possibilità di mettere in sicurezza  sia  gli
  immobili e sia le infrastrutture.
   Vedete, ci sono strade che franano, ci sono immobili che non hanno
  la  idoneità sismica e gli enti locali in questo momento sono  alla
  fine, perché non riescono ad avere un solo centesimo.
   Da qui a poco se non si interviene, veramente, l'80 percento degli
  enti locali della Sicilia andranno in dissesto e questa è anche una
  responsabilità  da  parte delle classi dirigenti.  Vedete?  Noi  in
  questo  Palazzo, in questo momento che viviamo una crisi al  di  là
  del  momento non ci rendiamo conto di qual è la realtà  nei  nostri
  territori.
   Quindi, io prego l'Assessore, il Governo, il Presidente, ma  anche
  i  colleghi di tenere conto di questa situazione particolare in cui
  si trovano gli enti locali.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà. Chiedo scusa, nei prossimi cinque interventi quattro  sono
  della  maggioranza.  Io vi invito a limitare al  massimo  i  vostri
  interventi.

   LENTINI.   Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato  che
  qua  vogliamo  spendere bene questi fondi, questi  100  milioni  di
  euro, leggo qua nel dibattito che c'è in questo momento in Aula.
   Ho  presentato un emendamento per quanto riguarda due  progetti  a
  Palermo   che   sarebbero  l'Asse  viale  Regione   siciliana-ponte
  Corleone,  e sotto passo Perpignano, sono due cantieri  a  progetto
  definitivo,  sono  già cantierabili e si possono  aprire  i  lavori
  benissimo.
   Ho presentato questo emendamento che riguarda Palermo, Presidente,
  e  lei  conosce  bene  Palermo, il 40 per  cento  di  questo  somme
  potrebbero  essere utilizzate per il progetto di Ponte  Corleone  e
  viale  Regione  siciliana,  l'asse, praticamente,  il  sotto  passo
  Perpignano.
   Le  dico  questo perché siccome sono due progetti già  pronti,  se
  veramente  vogliamo  portare sviluppo in  questa  Isola,  questa  è
  l'occasione giusta per dare la possibilità

   PRESIDENTE. E' un emendamento già esistente?

   LENTINI.  Sì,  è  un  mio emendamento. Consideri  che  l'assessore
  Cordaro, immediatamente dopo il fallimento della ditta che  si  era
  accreditata  i  due  progetti  è stato  l'Assessore  per  i  lavori
  pubblici  a  Palermo che per motivi burocratici si  sono  perse  le
  risorse.
   Questi  sono due progetti che secondo me, meglio di così, dico  di
  utilizzarli al meglio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo.  Ne  ha
  facoltà.

   CATALFAMO.  Signor Presidente, intervengo perché in questi giorni,
  diversi colleghi hanno avanzato delle proposte per il ripristino di
  situazioni   antecedenti   rispetto  al   verificarsi   di   eventi
  calamitosi,  giustamente la Presidenza ha  fatto  evidenziare  come
  questi  eventi  impostati in maniera specifica ed  individuale  non
  rispondevano ad una logica corretta dei lavori d'Aula.
   Quindi, a valere su questa riserva di cento milioni di Euro per le
  ristrutturazioni insieme a molti altri colleghi, abbiamo  condiviso
  e  ringrazio  questi colleghi un emendamento che verrà  distribuito
  per  cercare  di trovare una riserva di dieci milioni a  valere  su
  questi  100  milioni da utilizzare per tutta una  serie  di  eventi
  calamitosi  che  si sono verificati negli ultimi anni  e  che  sono
  stati  oggetto di declaratoria. Chiedo al Governo di  potere  dare,
  pertanto,  parere favorevole e all'Aula di poter apprezzare  questo
  emendamento.

   PRESIDENTE. E' già presentato, poi al momento opportuno il Governo
  ci dirà quello che pensa.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.   Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  in
  merito  al  comma 9 di questo articolo omnibus dove  si  parla  del
  reddito  di  libertà.   Sono veramente indignata  e  su  questo  mi
  raccomando  al  Presidente  della Regione  che  so  che  su  questo
  argomento è molto sensibile.
   Con  questo  comma  9,  Presidente, si abolisce  completamente  lo
  stanziamento, perché si fa riferimento al comma 6 dell'articolo  53
  della  legge n. 8 del 2018 che prevede lo stanziamento annuale  per
  il reddito di libertà.
   Presidente   Miccichè,  avevo  già  presentato  in   bilancio   un
  emendamento  per mettere delle cifre per il reddito di libertà  per
  potere  rimpinguare  il  capitolo,  perché  credo  che  la  Regione
  siciliana debba dare a tutte le donne che ci guardano e che sono in
  estrema  difficoltà, in un momento tra l'altro ancora più difficile
  per  questa  pandemia,  dobbiamo dare  come  Regione  siciliana  un
  segnale.
   Io  voglio ricordare a questo Parlamento che ogni 72 ore una donna
  viene uccisa in Italia. Noi dobbiamo assolutamente dare un segnale,
  non  possiamo  chiudere una finanziaria con reddito  di  libertà  a
  zero,  è  vergognoso ed io voglio rivolgermi a tutte le  donne  che
  sono  qua  in questo Parlamento siciliano, che sia un atteggiamento
  corale,  non solo delle donne, ma di tutti i deputati della Regione
  siciliana.
   Ecco, perché, Presidente, io ho presentato un emendamento e vorrei
  che  questo  emendamento venisse apposto al comma 9 e non  chiudere
  questo articolo 52 con il reddito di libertà a zero  Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Damante.  Ne  ha
  facoltà.

   DAMANTE.  Signor  Presidente,  grazie.  Io  volevo  intanto  porre
  l'attenzione  su  un  fatto:  ho  presentato  due  emendamenti  che
  probabilmente  sono  stati  considerati aggiuntivi,  anche  se  non
  avevano  nessun  impegno di spesa, tra l'altro ne  avevamo  parlato
  anche  in  Commissione   Attività  produttive',  uno  era  relativo
  all'articolo  39,  il fondo di solidarietà della  pesca  che  è  un
  aggiunta solamente, probabilmente verrà trattato dopo, cosa succede
  se sono stati stralciati questi emendamenti?
   Uno  era relativo all'articolo 39 della legge regionale 20  giugno
  2019,  n.  9  e un altro era relativo all'articolo 45  della  legge
  regionale  6  agosto  2020, n. 9, soprattutto  su  questo,  era  un
  emendamento - a mio avviso - importante, tra l'altro ho  presentato
  pure  un  disegno  di  legge  in merito a  questa  situazione.  Sto
  parlando di imprese che hanno avuto finanziamenti, soprattutto  nel
  comparto  turistico, con la programmazione 7/13, che  rischiano  di
  perdere  dei  loro  finanziamenti, volevo  sapere  soltanto  perché
  questi emendamenti non erano nel fascicolo

   PRESIDENTE. Onorevole Damante, perché sono aggiuntivi.

   DAMANTE. Li trattiamo in una fase successiva?

   PRESIDENTE. Non sono trattabili in questo articolo.

   DAMANTE.  Allora  ritornando  invece  all'articolato  così   com'è
  arrivato in Aula, il comma 5, specificatamente, non voglio  entrare
  tanto  nel  merito che forse sarebbe anche opportuno, ma credo  che
  sia,  Assessore  Armao, un po' inopportuno vista  l'emergenza,  non
  solo   sanitaria,  ma  anche  economica  e  sociale,   che   stiamo
  attraversando, perché la seconda parte del comma 5 riserva  il  20%
  del   fondo  dedicato  al  credito  alle  imprese  per   la   piena
  implementazione del piano industriale.
   A  me  risulta  che  questo fondo sia stato totalmente  utilizzato
  perché   credo  che  le  imprese  siciliane  abbiano  necessità   e
  utilizzino  questi  fondi. Cioè, da dove nasce  questa  volontà  di
  questo  Governo di togliere il 20% di questo fondo, in  che  senso?
  Volevo sapere la spiegazione, perché credo che le imprese siciliane
  abbiano un vantaggio da questo fondo, se il 20% lo distogliamo e lo
  diamo  per  il  piano industriale dell'Irfis credo  che  le  nostre
  imprese  non riescano ad avere risultati positivi. Grazie,  attendo
  una risposta.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  Damante.  L'onorevole  Caputo   ha
  facoltà di parlare. Per favore trenta secondi se ce la fa.

   CAPUTO.  Grazie  Presidente, sarò molto veloce. Volevo  richiamare
  l'attenzione  dell'Aula,  del  Governo,  per  quanto  riguarda   un
  emendamento   che   ritengo   che  sia   aderente   e   soprattutto
  nell'interesse dell'articolo 2 lettera b).
   Ho   ritenuto  opportuno  dare  anche  una  minima  attenzione  in
  particolare  a destinare il 5% di questi 100 milioni  di  Euro  che
  sono destinati a delle infrastrutture per gli enti locali.
   Questo  5% che io ritengo invece dare anche un'attenzione a quelle
  che  sono le opere di riqualificazione e adeguamento degli impianti
  sportivi di progetti che già sono stati presentati.
   Ritengo  che  così come si possano realizzare delle strade,  degli
  acquedotti,  delle fognature, quindi opere di interesse collettivo,
  anche le infrastrutture di natura sportiva ritengo che meritino

   PRESIDENTE.  Ma  per  come  è scritto è  sui  progetti  esecutivi,
  secondo me potrebbe essere una cosa

   CAPUTO.  Già,  ritegno  che  si potrebbero  sicuramente  destinare
  questi  5  milioni di Euro anche per dare la possibilità agli  enti
  locali, quindi ai comuni, di non rifare soltanto le piazze o altro,
  ma di dare un'attenzione agli impianti sportivi.

   PRESIDENTE. Chiedo all'Assessore per le infrastrutture.
   Onorevole  Falcone, potrebbe essere utile? Perché  se  è  così  io
  credo  se però è definitivo, se dobbiamo buttare i soldi

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Certamente, signor Presidente, assolutamente.

   PRESIDENTE. Lei sarebbe favorevole?

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Allora, c'è l'emendamento in questo senso?

   CAPUTO. Sì, c'è un emendamento all'articolo 52, comma 2.

   PRESIDENTE. C'è già, c'è già. Lo conosciamo già, va bene.

   CAPUTO. Poi un altro, velocemente, è un emendamento senza oneri di
  spesa  che  garantisce la presenza di alcuni lavoratori esattamente
  dell'articolo  65,  legge regionale n.  8  del  2018,  che  per  un
  triennio   hanno   svolto  delle  mansioni   presso   l'Assessorato
  dell'agricoltura e si chiede che possano continuare a  svolgere  le
  stesse mansioni per il triennio 2020-2023, senza oneri di spesa.

   PRESIDENTE. Questo lo deve dire il Governo.
   Non mi sento di intervenire perché poi mi dirà il Governo che cosa
  vuole fare.

   CAPUTO. Sono senza oneri di spesa.
   Se il Governo vuole eventualmente anche sotto questo aspetto

   PRESIDENTE. Va bene, ne parliamo di questo al momento opportuno.

   CAPUTO. Va benissimo. Grazie signor Presidente.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.
   Poi gli onorevoli Di Caro e Lupo.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli   colleghi
  intervengo su questo articolo che riporta nel testo  Abrogazioni  e
  modifiche  di  norme ,  in  realtà  contiene  una  serie  di   cose
  interessanti.  E al di là di quello che dice l'opposizione,  signor
  Presidente, io credo che il Governo abbia il diritto e il dovere di
  impegnare le risorse che ritiene, assumendosi la responsabilità  su
  alcune opere che ritiene opportune.
   Tant'è che qui sono indicate anche una serie di infrastrutture che
  sono   funzionali,  ovviamente,  anche  in  termini  di  interventi
  finanziari,  per  esempio appartenenti al  patrimonio,  al  demanio
  regionale,  ivi  compresi  i  bacini  di  carenaggio  nonché  degli
  immobili di interesse storico, artistico e monumentale.
   Noi sappiamo che c'è tutta una vertenza aperta da diversi anni qui
  al  porto  di  Palermo  che  necessita  un'attenzione  particolare.
  Apprezziamo  anche  l'intervento  a  proposito  del  comma  13  che
  consente alle imprese che non hanno avuto finanziamenti con i fondi
  comunitari  della  possibilità che le  imprese  non  possano  anche
  incassare senza presentare la regolarità contributiva.
   Manifestiamo però delle perplessità, signor Presidente, in  ordine
  al  comma  5 perché a fronte di un impegno che è stato assunto  nel
  tempo  a  copertura di una serie di iniziative legislative  in  cui
  trovavano  ristoro le imprese, parte di queste risorse  per  quanto
  riguarda  l'80% vengono trasferite al fondo Sicilia e  ci  troviamo
  d'accordo,  e non ci troviamo d'accordo invece per quanto  riguarda
  l'utilizzazione del 20% per quanto riguarda l'implementazione.  Ciò
  significa  che risorse destinate allo sviluppo delle  imprese  sono
  destinate invece al pubblico impiego.
   E  quindi sotto questo punto di vista, signor Presidente,  noi  la
  invitiamo a soprassedere sul comma 5, mentre per tutto il resto c'è
  un'intesa  che ci sembra quanto mai opportuna affinché  il  Governo
  possa portare a compimento la propria azione.

   PRESIDENTE.  Sono iscritti a parlare gli ultimi due onorevoli:  Di
  Caro e Lupo. nHa facoltà di intervenire l'onorevole Di Caro.

   DI  CARO.  Signor  Presidente, sull'articolo 52,  se  è  possibile
  distribuire con una certa velocità gli emendamenti visto  che  sono
  tanti.
   Sul  comma  2  volevo  chiedere l'attenzione del  Governo  su  una
  questione che riguarda il patrimonio immobiliare degli enti locali.
  Gli  enti  locali hanno sul loro stato patrimoniale degli  immobili
  che non riescono, per esigenze e per problemi economico-finanziari,
  a  ristrutturare,  ad adeguare e spesso e volentieri  caricano  sul
  bilancio  i fitti passivi. Pagano quindi degli affitti, pur  avendo
  un   patrimonio  immobiliare  notevole.  Faccio  riferimento,   per
  esempio,  alle ex carceri, agli ex mattatoi comunali che potrebbero
  essere riadeguati, ai canili comunali.
   Tutto  questo  patrimonio immobiliare quindi  che  non  riesce  ad
  essere  ultimato,  adeguato per carenze finanziarie.  Ecco  perché,
  secondo  noi,  è importante destinare tutto l'intervento  di  cento
  milioni  di  Euro  per i beni immobili comunali. In  questo  senso,
  sosteniamo l'emendamento 52.68.
   In  modo  particolare, abbiamo appena depositato un subemendamento
  che riguarda le procedure ad evidenza pubblica rivolte appunto alla
  ristrutturazione dei beni immobili comunali.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole Lupo.

   LUPO.   Presidente, Governo, colleghi, intanto  appongo  la  firma
  all'emendamento 52.69 di cui ha già parlato l'onorevole Lentini.
   Condivido   il  ragionamento  fatto  dall'onorevole   Caputo   con
  l'esigenza  di  prevedere  anche la  possibilità  di  investire  su
  impianti sportivi.
   La  norma  va  scritta bene, nel senso che se  ci  sono  impianti,
  progetti esecutivi già presentati in Assessorato, ovviamente  hanno
  una  priorità.  Se non dovessero però raggiungere  la  capienza  di
  cinque milioni, lasciamo aperta la possibilità di presentazione  di
  ulteriori progetti esecutivi altrimenti i fondi andrebbero persi.
   Condivido   anche  l'intervento  dell'onorevole   Schillaci,   con
  riferimento  al  comma 9, per il quale mantengo il soppressivo  che
  riguarda il reddito di libertà. Perché, Assessore? Perché il  comma
  9  così  come  è  scritto  sopprime la norma  sostanziale  che  poi
  consente   alla  Regione  annualmente  di  appostare  nel  capitolo
  relativo al reddito di libertà il quantum che la Regione ritiene di
  dovere appostare.
   Non  ne  capisco  la  ragione. Intanto  la  norma  sostanziale  va
  lasciata per lasciare la possibilità al Governo e al Parlamento  di
  rifinanziare questa legge.
   Ovviamente,  c'è  anche la richiesta, per l'anno 2021  di  mettere
  risorse   adeguate   sul  capitolo.  Eliminare   completamente   la
  possibilità di rifinanziamento è l'ultima delle cose da fare.
   Ho sottolineato questi tre aspetti.
   Mi  fermo,  Presidente, con riferimento a ulteriori emendamenti  e
  mi riservo - ovviamente - di intervenire considerato che ho parlato

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lupo,  avendo  l'onorevole  Zafarana   qui
  dietro, c'è un conflitto tra l'abrogazione e la non abrogazione del
  comma  9,  del cosiddetto reddito di libertà. Mettetevi  d'accordo
  C'è  chi  lo  vuole abrogare, chi no  Dovete spiegare  le  logiche,
  bene.
   Per  me, bisogna fare in modo che arrivino dei quattrini poi  qual
  è la cosa migliore

   LUPO.  Ovviamente,  l'intendimento  sarà  lo  stesso.  Parlo   con
  l'onorevole e invito anche gli uffici a fare una verifica.

   PRESIDENTE. Perfetto. Io immagino che il Governo non abbia nessuna
  intenzione di non dare più soldi a questo capitolo.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.   Signor  Presidente,  vorrei  semplificare   anche   il
  passaggio.
   Con  questa norma si abroga la previsione annuale. Che vuole dire?
  Che  questa diventa strutturale. Però, nella misura in cui  noi  ci
  troviamo  oggi  il  capitolo a zero, poi ci vuole  chiaramente  una
  sensibilità  da  parte  di  qualcuno  dell'Aula  che  vada  a  fare
  l'emendamento per coprire. Infatti, ci troviamo all'articolo  2  la
  copertura  per  questa  legge, del reddito di  libertà,  che  tutti
  quanti  noi vogliamo perché è un ottimo provvedimento di  500  mila
  euro.
   Quindi  delle  due l'una: o diventa strutturale  e  così  noi  non
  abbiamo più la preoccupazione annualmente di cosa prevedere...

   PRESIDENTE.  Onorevole Zafarana, io dell'esperienza dell'onorevole
  Lupo  mi  fido,  però  parlatevi,  insieme  all'assessore  Scavone.
  Secondo i miei Uffici è giusto abrogarlo. Però, decidete voi.

   ZAFARANA.   Però,   poi   intendiamoci  rispetto,   invece,   alla
  presentazione delle tabelle all'interno del bilancio.

   PRESIDENTE. Assessore Scavone, le possa affidare il problema?  Non
  spetta a me.
   Gli emendamenti soppressivi sono ritirati?

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, io per un buon andamento dei lavori, sono
  d'accordo  sul  discorso  del reddito  per  le  donne,  per  ridare
  dignità,  tutte  le discussioni sugli eventi calamitosi,  va  tutto
  benissimo.
   Per un buon e ordinato andamento dei lavori, signor Presidente, le
  chiedo   di  distribuire  gli  emendamenti  e  di  procedere   alle
  operazioni  di  voto solo dopo che c'è stato un congruo  tempo  per
  poterli  verificare,  perché  ho  visto  moltissimi  colleghi   che
  giustamente  hanno  indirizzato le loro  proposte  agli  uffici,  e
  immagino che bisognerà analizzare le interferenze con il testo e le
  conflittualità tra emendamenti.
   Quindi,  prima  di iniziare le operazioni di voto, le  chiedo  che
  vengano  distribuiti  e  che sia dato un  tempo  congruo.  Poi  lei
  riterrà  se fare una pausa o accantonare la votazione semplicemente
  per  farla tra un pochino appena ce li leggiamo e, magari, trattare
  qualche articolo più light.

   PRESIDENTE.   Ci  sono  alcuni  subemendamenti   che   si   devono
  distribuire.  Ci sono una serie di emendamenti aggiuntivi.   Alcuni
  sono  stati distribuiti, però la media di presentazione è stata  in
  linea  di massima uno ogni sette secondi. Immagino, quindi, che  si
  tratta  di quelli a cui fa riferimento l'onorevole Foti. Io  dovevo
  valutare se prenderli in considerazione o meno.
   Se  li  dobbiamo tenere in considerazione sarà il caso di fermarci
  non pochi minuti ma almeno mezz'ora.

                     (Intervento fuori microfono)

   Alcuni  erano  stati  già dati. Questi sono altri,  perché  se  ne
  presentano in continuazione. Ma questo che state distribuendo è uno
  soltanto?  Ad uno, ad uno, andiamo alle calende greche   Un  attimo
  solo, un attimo solo.
   E  allora, facciamo una cosa, dobbiamo sospendere 20 minuti perché
  dobbiamo fare il fascicolo e distribuirlo sennò non ci capiamo.  Se
  lo continuiamo a fare ad uno, ad uno, non ne usciamo.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, interrompiamo 20 minuti per fare il
  fascicolo.
   Ne ha facoltà.

   DI  CARO.  Signor  Presidente,  sul comma 2 noi  saremmo  disposti
  anche  a  ritirare il soppressivo, però, c'è l'esigenza,  visto  il
  numero dei subemendamenti che sono stati presentati, di fermarsi un
  attimo e riscriverlo; così facciamo le cose fatte bene.

   PRESIDENTE. Benissimo, assolutamente favorevole.

   DI CARO. Anziché votare il soppressivo.

   PRESIDENTE.  Assolutamente, favorevole, per cui ci fermiamo.  Sono
  le  ore 18.35, ci vediamo, almeno fino alle 19.30. Intanto, vediamo
  se ce la facciamo a farlo per le 19.30. Quanti sono più o meno? Una
  cinquantina.
   E,   allora,  intanto,  onorevoli  colleghi,  Presidente,   glielo
  comunico  pure  a  lei,  sospendiamo un'ora per  vedere  tutti  gli
  emendamenti  all'articolo 52, sperando di  farcela  stasera,  sennò
  andiamo a domani mattina.
   Noi,  stasera, non appena li avremo dobbiamo cominciare a votarli.
  Quindi, sperando

                    (Interruzione fuori microfono)

   Tranquillo, benissimo. Intanto, sospendiamo un'ora. Grazie.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.37, è ripresa alle ore 20.05)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  la  Commissione   Bilancio   ha
  finito  il  lavoro  che  doveva fare. Si  stanno  fotocopiando  gli
  emendamenti.
   Onorevole  Savona,  è  stato  fatto un  emendamento  da  votare  o
  diversi?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore. Gli  emendamenti
  che  sono arrivati nel termine utile con la presentazione, ci  sono
  cinque  emendamenti  collegati  all'articolo  52.  Il  resto   sono
  considerati tutti aggiuntivi e saranno spostati - a mio avviso - in
  Commissione  Bilancio  per fare un esame di progetti cantierabili.

   PRESIDENTE. Su richiesta dei colleghi, però, mi sento  di  poterlo
  fare,  su  due emendamenti di cui già avevamo discusso e che  erano
  stati accantonati,  benchè avessi detto che avremmo fatto i ristori
  -  articoli 52 e il 2 - mi sembra corretto che ce ne sono due o tre
  di  cui avevamo già discusso in Aula, li abbiamo accantonati. Se mi
  date la possibilità di farlo, li riporterei qui.
   Il fascicolo lo stanno fotocopiando e poi verrà distribuito.
   Questi  due articoli di cui avevamo discusso sono uno che  avevamo
  discusso - e che io stesso avevo consigliato di accantonare -  però
  mi sono reso conto, con dei documenti che mi hanno poi portato, che
  riguarda  i  pedaggi di Messina che credo bisogna fare  perché  c'è
  molta  confusione  -  e  c'è   una riscrittura.  L'altro  è  quello
  dell'onorevole Caronia su Villa Deliella che avevamo messo da parte
  e che invece possiamo recuperare adesso.
   Devo  chiedere  di  considerare questi come un'eccezione.  Se  poi
  ognuno  vuole messo il proprio non possiamo finire più.  Se  me  li
  potete dare, così li votiamo.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Mi  rendo  conto,  Presidente,  della  complessità   del
  momento,  però  all'articolo 123 - non presiedeva  lei,  presiedeva
  l'onorevole  Di  Mauro  -  mi  era stato  detto  di  presentare  un
  emendamento all'articolo 52 che non è un emendamento di spesa.
   Ho avuto modo in questi giorni di vedere una sua intervista in cui
  lei  diceva che proprio perché  soldi non ce ne sono, cerchiamo  di
  fare  delle  norme  che,  quantomeno,  semplificano  la  vita  alle
  imprese. Una di queste norme l'avevo presentata all'articolo 123.
   All'articolo 123 volevo fare un emendamento sostitutivo. Avevo già
  parlato con l'Assessore Messina che era d'accordo perché anche  lui
  si è reso conto

   PRESIDENTE.  Se l'Aula è d'accordo ed è una cosa senza emendamenti
  che possiamo votare per alzata e seduta in un secondo...

   CIANCIO. L'avevo già sottoposta al Presidente

   PRESIDENTE. L'articolo 123 era stato bocciato, ma è quello che lei
  dice?

   CIANCIO.   Avevo  fatto  un  sostitutivo  perché   avevo   chiesto
  all'Assessore anziché bocciarlo, considerato che riguardava  sempre
  la  scia, è un problema di fare chiarezza nell'autorizzazione degli
  eventi sotto i 200 partecipanti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Savona,  è  stato  attento  all'intervento
  dell'onorevole Ciancio?

   CIANCIO. Mi sa di no

   PRESIDENTE.  Perché c'è l'onorevole Di Mauro che dà fastidio  come
  sempre

   CIANCIO. Presidente, lei l'ha firmato questo emendamento perché ne
  avevamo discusso e l'Assessore era anche d'accordo.

   PRESIDENTE.  Se  l'Aula  non  è contraria,  per  me  non  ci  sono
  problemi.

   CIANCIO.  Si  tratta  semplicemente  di  fare  chiarezza  su   una
  procedura  che  già  molti comuni fanno, però siccome  non  abbiamo
  recepito una norma nazionale, capita che ci siano degli intoppi per
  cui la comunicazione viene fatta in Questura anziché

   PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, gli Uffici mi dicono che, al di  là
  del  merito, mentre questi altri due che dobbiamo votare  sono  due
  articoli, questo materialmente non c'è niente.
   Se   lei  questa  sera  lo  scrive  e  domani  potremmo  inserirlo
  all'articolo 2?
   In  effetti, non ho capito nemmeno di cosa si tratta, una cosa  di
  natura procedurale

   CIANCIO.  Signor  Presidente, io l'avevo già  presentato.  E'  già
  fascicolato  tra  gli emendamenti all'articolo 52  perché  era  una
  questione tecnica da risolvere.
   Poco  fa  ho chiesto agli Uffici e mi avevano detto che  l'avevano
  anche   cartaceo.   Magari,  se  si  può  fare   questa   verifica?
  Eventualmente lo ripresento ora stesso perché ce l'ho a portata  di
  mano.

   PRESIDENTE. Colleghi, ci sono questi 2-3 articoli che erano  stati
  cominciati. Se, intanto, questi li finiamo e li portiamo a casa.
   La cosa migliore da fare sarebbe non accettare nessun emendamento.
  Io  sarei felice di farli tutti ma se abbiamo stabilito determinate
  cose  perché  non c'è lo spazio e non c'è il tempo  per  farlo,  vi
  prego.  E'  chiaro  che  tutti  i vostri  emendamenti  hanno  tutti
  un'importanza  enorme.  Io lo capisco, non  è  che  abbiamo  scelto
  quelli  belli  e quelli brutti  Non c'è una scelta di questo  tipo.
  Stiamo   soltanto   facendo  quelli  che   materialmente   possiamo
  completare per potere finire domani la finanziaria.
   Vi  supplico  tutti. Anche l'onorevole Cannata. Li portiamo  tutti
  questi  articoli, li portiamo materialmente la settimana  prossima;
  ora  spieghiamo come si deve fare e io ho dato la garanzia assoluta
  che si faranno, anche perché chiederemo in finanziaria e al Governo
  di  mettere un fondo proprio per coprire tutti questi articoli  che
  voi  avete  presentato in modo che se possono  passare  sono  anche
  coperti.  Più di questo che posso fare? Vi prego, perché  veramente
  ci  troviamo  in una situazione di difficoltà. Ognuno  ha  ragione,
  però bisogna prendere una decisione e l'abbiamo presa.
   E  Allora,  se  mi date quello di Villa Deliella,  quell'altro  di
  Catalfamo.

                     (Intervento fuori microfono)

   Io vorrei che fosse chiaro che se ognuno prende ad offesa il fatto
  che  non mettiamo il loro articolo, io non so più come comportarmi.
  A questo punto mi fate togliere pure quelli che ci sono e chiudiamo
  la  seduta, quello che c'è, c'è e quello che non c'è, non  c'è   Vi
  dovete  rendere  conto  che ad un certo punto  un  limite  ci  deve
  essere
   Io  prego  i  Capigruppo di farlo sapere perché sennò finisce  che
  chiudiamo, quello che è stato fatto è stato fatto e abbiamo finito
  Ma credo che non sia corretto. Per favore
   A me dispiace perché poi, Presidente Musumeci, si offendono con me
  come  se  fossi io a dirgli di no  Vi prego di capire  che  c'è  un
  limite e che comunque qualsiasi articolo sarà fatto.
   Se  vi dico che qualsiasi articolo sarà fatto, non provate a  fare
  questa forzatura oggi invece di domani e dopodomani. Vi prego
   Articolo  112. Ci sono degli emendamenti soppressivi che  se  sono
  stati ritirati...


                        Sull'ordine dei lavori

   LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei  lavori.  Per
  favore possiamo riepilogare qual è il programma dei lavori d'Aula?

   PRESIDENTE. Sì. Il programma è quello che avevo detto  già  prima,
  cioè  quegli emendamenti che ha valutato la Commissione   Bilancio
  sull'articolo 52; poi votare l'articolo 52, andare a domani mattina
  per  l'articolo  2  e  poi  di  pomeriggio,  se  il  Presidente   è
  disponibile,  dopodomani mattina, questo  lo  decideremo,  fare  il
  dibattito d'Aula sulla Sanità. Punto.

   LUPO. E gli altri articoli che rimangono?

   PRESIDENTE. In questa ora che siamo stati sospesi, io ho  ricevuto
  duemila  richieste  e  mi  è sembrato che  poteva  essere  corretto
  portare in Aula oggi, quegli articoli che erano già stati dibattuti
  e  che  poi erano stati accantonati, quindi, su quelli io mi sento,
  mi  pare  corretto poterlo fare e, quindi, sono due o tre,  non  mi
  ricordo quali.

   LUPO. Sui rimanenti articoli? Gli altri articoli che fine fanno?

   PRESIDENTE.  Gli  altri,  allora,  credo  che  poi,  se  anche  il
  Presidente  Savona mi dà una mano, tutti gli altri articoli,  fatta
  la  finanziaria,  ottenuto dal Governo, questa è l'idea,  io  avrei
  dovuto  spiegarli  in  una  Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  dopo, però ad un certo punto la  spiego  ora.  Tutti
  questi articoli già dalla settimana prossima si torna in Aula e  si
  continua con la legge che è identica a questa, ma non si chiama più
  finanziaria, che comprende tutti questi articoli.

   LUPO.  Non  sono d'accordo, Presidente. Le chiedo di votare  tutti
  gli articoli così come previsto.

   PRESIDENTE. Questa, ripeto, questa è la proposta che avrei  dovuto
  fare ai Capigruppo

   LUPO. Io non sono d'accordo, Presidente.

   PRESIDENTE  finito quest'articolo.

   LUPO.  Non si capisce perché si procede a saltare a questo  punto.
  Si  proceda  con  ordine,  con la Rubrica  Economia.  Non  c'è  una
  priorità negli articoli.

   PRESIDENTE. Noi abbiamo, onorevole Lupo...

   LUPO. Oppure si possono apprezzare, bocciare...

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, lei lo sa ed è stato d'accordo con  me
  sul fatto che noi abbbiamo.

   LUPO. No, Presidente, su questo non siamo d'accordo. Noi di queste
  ipotesi di lavoro non abbiamo mai parlato, né in Commissione, né in
  Aula, né in Conferenza dei Capigruppo.

   PRESIDENTE. Lo so che non ne abbiamo mai parlato.

   PRESIDENTE. Abbiamo parlato della necessità...

   LUPO. Se lei alle 20.16, di giorno 30, si inventa questa proposta,
  sappia che avrà la nostra totale contraria.

   PRESIDENTE.  No,  no  m'invento. Scusi,  onorevole  Lupo,  non  mi
  mettete in difficoltà. Io avevo già detto che finito l'articolo 52,
  avrei  convocato una Conferenza dei capigruppo per sapere che  cosa
  fare.

   LUPO.  Per favore, convochi la Conferenza dei Capigruppo.  Allora,
  convochi la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

   PRESIDENTE.  E'  quello che dobbiamo fare,  per  cui  se  possiamo
  votare.

   LUPO.  Le  chiedo  formalmente  di  convocare  la  Conferenza  dei
  Capigruppo. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, lei mi conosce ed io conosco  lei.  Io
  non  ho deciso, farò in Conferenza dei Capigruppo una proposta che,
  poi,  ovviamente, deve essere dibattuta. Io non ho  deciso  niente.
  Oggi  abbiamo  deciso di fare l'articolo 52 e domani  l'articolo  2
  perché  qualsiasi  cosa  poi si decida, comunque,   almeno  abbiamo
  votato i pilastri della legge finanziaria. Dopodichè, in Conferenza
  dei   Capigruppo  decideremo  serenamente  che  cosa  fare,   senza
  problemi.  Se è possibile andare stasera, appena finiamo di  votare
  l'articolo  52,  andiamo in Conferenza dei  Capigruppo,  pPrima  di
  tornare domani con l'articolo 2. Punto.

   DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Desidererei  sapere come si procede  sull'articolo  52
  perché  per  quanto ci riguarda non ritiriamo gli  emendamenti.  La
  Commissione  esprime  il suo parere a maggioranza,  ci  mancherebbe
  altro, ma noi abbiamo fatto la nostra valutazione sul comma 5.

   PRESIDENTE. Dobbiamo votare questo.

   DI  MAURO.  Sull'ordine dei lavori, c'è riscrittura  dell'articolo
  52?

   PRESIDENTE. Non credo, non c'è nessuna riscrittura. La Commissione
  ha  valutato gli emendamenti che erano stati presentati; ora  siamo
  qua per votare questi.
   Avevo  immaginato di potere fare votare un paio  di  articoli  che
  erano stati fatti prima, basta, non è possibile. Che volete che  vi
  dica?   Mi  dispiace ero convinto che si potessero fare e  andavamo
  avanti su delle norme che potevano essere utili.

    962/A

  Riprende la discussione unifica dei disegni di legge n. 961/A e n.
                                 962/A

   PRESIDENTE. Ritorniamo all'articolo 52.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signor
  Presidente  della  Regione,  Assessori,  io  intervengo  in  merito
  all'articolo 52, ma intervengo in particolar modo relativamente  ad
  un emendamento il 52.80.
   Il  52.80,  che  è  a  firma di tutta una serie  di  colleghi,  fa
  riferimento  all'aumento  delle  risorse  già  disponibili  per  50
  milioni  di euro che li porta a 100 milioni di euro, di cui  almeno
  10  milioni  da utilizzare per ripristino di immobili di  proprietà
  degli operatori economici ed enti pubblici territoriali per i danni
  subìti  da  eventi  calamitosi  che  hanno  avuto  riconosciuta  la
  declaratoria per il periodo dal mese di novembre 2014 e  poi  anche
  per il biennio 2020.
   Su  questo  emendamento, ovviamente, non sono contrario -  l'hanno
  preparato i colleghi, fanno bene - va  a risanare una questione che
  avevo  sollevato che riguardava Ispica che era rimasta fuori quando
  - vi ricorderete - durante i lavori della scorsa settimana e quindi
  questo  rientra. Però, questo emendamento così come è stato  fatto,
  partendo  solo  dalle  declaratorie  del  2014,  lascia  fuori   la
  declaratoria  del 2012, l'unica, che ha riguardato la provincia  di
  Agrigento, di Catania, di Ragusa e di Siracusa.
   A  cosa faccio riferimento? Alla delibera di Giunta, la n. 137 del
  21  maggio  2018 - me la porto sempre appresso- riguarda  ATOS  che
  allora  colpì  5  province, tra cui la provincia di  Ragusa  ed  in
  particolare  modo  Vittoria. Se dovesse passare questo  emendamento
  così,  ovviamente, l'unica declaratoria che rimane fuori, che tocca
  non  solo  la  provincia di Ragusa quindi un minimo di indignazione
  complessiva  qui  la dobbiamo avere, perché ritorno  a  dire  tocca
  Agrigento, Catania, Ragusa e Siracusa.
   Quindi,  io  mi  sono  permesso,  Presidente,  di  presentare   un
  subemendamento  a questo emendamento presentato dai  colleghi  dove
  sposto il mese di novembre 2014 lo sposto, giustamente, al mese  di
  gennaio 2012 in modo che la declaratoria del 2012

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Ragusa)

   DIPASQUALE.  Consigliere Ragusa, anche lei lo  ha  firmato  questo
  emendamento

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Ragusa)

   DIPASQUALE.  No, lei lo ha firmato e non si è reso conto  di  aver
  firmato  un emendamento che riguarda un emendamento che, purtroppo,
  lascia fuori

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Ragusa)

   PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, sta parlando

   DIPASQUALE.   lascia fuori la provincia di Ragusa.
   Allora,  2014 è sbagliato. Io ho avuto modo di parlarne anche  con
  l'onorevole Assenza e con l'onorevole Campo, che è giusto riportare
  al  2012 questo emendamento perché così lasciamo fuori la provincia
  di  Ragusa.  Questo  emendamento così com'è  scritto  danneggia  la
  provincia  di  Ragusa. Quindi, ho presentato un subemendamento,  la
  prego di metterlo in votazione.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, non è che  qua  possiamo  giocare  al
  massacro

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)

   RAGUSA.  Scusi, qua si gioca al massacro, perché da una parte,  in
  modo  responsabile,  noi non possiamo intervenire  perché  dobbiamo
  andare  avanti con i lavori; dall'altra parte si concede  un  modo,
  secondo me anche scabroso, di portare avanti ragionamenti politici.
  E  l'onorevole  Ragusa  non  è  il Governo   Non  è  il  Presidente
  dell'Assemblea   Io sono un deputato come tutti gli  altri   Allora
  detto questo, è anche normale

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, lei ha parlato senza che nessuno
  la interrompeva. Prego, onorevole Ragusa.

   RAGUSA.  Detto  questo,  io  penso che  bisogna  rientrare  in  un
  ragionamento   etico,   di  correttezza,  all'interno   di   questa
  Assemblea, perché uno può strumentalizzare tutto quello che  vuole,
  tutto  quello  che piace, però bisogna avere rispetto degli  altri
  Presidente Miccichè, mi scusi.
   Detto questo, l'intervento sulla provincia di Ragusa ci sta tutto.
  Ora,  non  so  se l'Assessore per l'agricoltura è a  conoscenza  di
  questa  storia.  Se lo è, deve prendere atto che  c'è  un  problema
  nella  provincia  di  Ragusa.  Perché  non  si  può  ragionare  per
  territori Agrigento, Siracusa. Presidente, mi scusi, non è corretto
  questo   Perché  veda  nel coinvolgimento della strumentalizzazione
  politica, c'è un prezzo che non si può più pagare  Perché io  esigo
  rispetto e quando l'onorevole Dipasquale

   PRESIDENTE.  Onorevole Ragusa, tra la maggioranza  e  opposizione,
  ognuno fa le sue cose

   RAGUSA. No, signor Presidente  Lei è qui arbitro di questa storia,
  non  è  spurio a questa storia  L'onorevole Dipasquale,  quando  ha
  qualcosa,  si rivolga a chi di competenza e lasci stare l'onorevole
  Ragusa  perché  può fare scuola a lui e a quelli come  lui   Perché
  questa storia è scorretta  E lei

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)

  PRESIDENTE.   Onorevole  Dipasquale,  la  devo   pregare   di   non
  intervenire. L'onorevole Ragusa è stato, davanti a lei, in silenzio
  mentre lei parlava. La prego di fare altrettanto

  RAGUSA.  E  lei, mi scusi Presidente, lei ha l'obbligo di mantenere
  l'organizzazione dell'Aula nel rispetto reciproco di tutti   Questa
  cosa  è  inaccettabile, perché io questo prezzo non lo pago per  la
  ignominia  di un soggetto che viene qui a dire che cosa?  Che  sono
  responsabile  io  perché non viene messo qua il finanziamento  alla
  provincia  di  Ragusa?  No   Lui  si  deve  rivolgere  agli  attori
  principali, se vuole
  E da questo momento, Presidente Micciché, io le dico un'altra cosa,
  mi  scusi,  io  non  sono  più disposto a non  intervenire,  perché
  anch'io  so come si fa la politica e come si può fare a scapito  di
  altri  Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Allora, scusatemi, la Commissione  Bilancio  ha deciso
  quali  sono gli emendamenti che possono essere Io, a questo  punto,
  non do più la parola a nessuno. Votiamo gli emendamenti, punto.  Si
  può votare a favore, si può votare contro. Ognuno faccia quello che
  vuole.  Votiamo  tutti  gli emendamenti, uno  per  uno,  e  non  ne
  parliamo più

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Su che cosa?

   SUNSERI. Sull'articolo 52, comma 2.

   PRESIDENTE.  E'  da  due ore che parliamo  del  52.  Ci  sono  gli
  emendamenti,  basta.  Abbiamo chiuso. Ci sono gli  emendamenti.  Li
  votiamo.
   Voglio  sapere se e quali soppressivi sono ritirati. Volevo capire
  quali soppressivi sono ritirati, se sono ritirati?
   Nessuno. Bene. Iniziamo.

        (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Il PD nemmeno?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.   Nessuno.  Pongo  in  votazione  l'emendamento   52.1
  dell'onorevole  Lupo.  Chi è favorevole si alzi;  chi  è  contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 52.18, il comma 1. Io l'ho scritto  come
  18. L'onorevole Lo Giudice li ritira i suoi? Vabbé, ma è uguale.
   Ritirati. Benissimo.
   Comma 2, ritirato onorevole Lo Giudice?
   Ritirati.  Emendamento a firma dell'onorevole Di Paola,  ritirato?
  No.
   Pongo in votazione l'emendamento 52.47.

           (Viene chiesta la votazione per scrutinio segreto)

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 52.47

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 52.47.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco. Vi ricordo sempre come si vota. Senza reinserire il
  tesserino.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            63
   Votanti             57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          24
   Contrari            33
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Il comma 2 rimane in vita.
   Si  passa  all'emendamento 52.20. La lettera  a)  è  ritirata?  Lo
  Giudice l'ha ritirata.
   Si passa all'emendamento 52.68.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. C'è un suo subemendamento?

   BARBAGALLO.  Sì,  Presidente,  c'è un mio  subemendamento.  Io  mi
  rendo  conto, Presidente, che per le procedure il parere vincolante
  della Commissione, Presidente Savona, sarebbe complicato. Però,  il
  parere della Commissione  Bilancio  sarebbe auspicabile, così come,
  certamente,  un  avviso per mettere tutti i comuni siciliani  nelle
  condizioni di partecipare.

   PRESIDENTE.   E   il  subemendamento  prevede  l'eliminazione   di
   vincolante'?

   BARBAGALLO.  No,  c'è  il  parere della  Commissione,  credo,  che
  prevede l'eliminazione di  vincolante'.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 52.68.1, a  firma
  dell'onorevole  Barbagallo. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                              È approvato

   L'emendamento  52.68,  con tolta la parola   vincolante'.  Quindi,
  togliendo  la parola  vincolante', poi lo sistemeranno gli  uffici.
  Pongo  in  votazione  l'emendamento 52.68. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 52.69: «Alla lettera a) del comma 2, dopo
  le parole  e loro infrastrutture  aggiungere le parole  il quaranta
  per   cento   delle   somme  è  prioritariamente   destinato   agli
  interventi   . E' ritirato. Benissimo. Questi sono ritirati.
   C'è   un   fuori   sacco,  l'emendamento  52.80.   Ci   sono   due
  subemendamenti dell'onorevole Dipasquale. Il primo è  l'emendamento
  52.80.1.
   No  scusate,  intanto ho l'okay del Governo? Il parere  favorevole
  del Governo o no?
   Sì, credo che sia stato concordato prima.
   Non  li  avete  questi?  Perché altrimenti  bisogna  distribuirli,
  chiedo scusa. La date la voce all'onorevole Savona? Prego.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. I due emendamenti
  sono il 52.80.1 e il 52.80.2. Quest'ultimo prevede la copertura per
  un milione e mezzo, non per cinque milioni.

   PRESIDENTE. L'onorevole Caputo è intervenuto e aveva chiesto il  5
  per cento, poi non lo so se  Non c'è la copertura?

   SAVONA  presidente della Commissione e relatore,  Non  abbiamo  la
  copertura per 5 milioni.

   PRESIDENTE.  E  allora possiamo fare un sub in  cui  ci  mette  un
  milione e mezzo. E questo è quello che è possibile.

   SAVONA presidente della Commissione e relatore. Avevamo già
  concordato con gli Uffici di preparare un emendamento per un
  milione e mezzo.

   PRESIDENTE. Benissimo.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Su che cosa? Su questo emendamento? Ne ha facoltà.

   SUNSERI.   Grazie  Presidente,  Assessore,  Presidente   Musumeci,
  colleghi. Io, Presidente, non capisco perché questa Assemblea non è
  in  grado  di  fare  una sola norma che sia generale  ed  astratta.
  Abbiamo  cento  milioni  di euro da mettere  per  gli  edifici  dei
  comuni,  ma perché ci dobbiamo vincolare in progetti che  sono  già
  stati  presentati,  progetti che riguardano la provincia,  progetti
  che  vengono gestiti in maniera diversa. Abbiamo cento  milioni  di
  euro? Cento milioni di euro, bastava un emendamento, semplicissimo,
  quasi  banale,  mi sembra stupido anche doverlo dire  in  Aula.  Si
  faceva  semplicemente un avviso pubblico, una graduatoria pubblica,
  previo  parere  della Commissione  Bilancio'. Punto.  Cioè  qua  ci
  stiamo nuovamente scervellando per provare a trovare quale sarà  il
  progetto da cinque milioni di euro, un milione e mezzo di euro  già
  presentato  presso  l'Assessorato regionale  al  turismo,  sport  e
  spettacolo per finanziare la legge. Ma perché ci dobbiamo inventare
  le  leggi che servono a finanziare un progetto specifico? Perché ci
  dobbiamo  inventare le leggi che servono a finanziare una provincia
  o  un  evento  calamitoso piuttosto che un altro? Ma porca  miseria
  quest'Assemblea per una volta una norma astratta e generale  riesce
  a  farla? Serve una norma che prende cento milioni di euro,  fa  un
  avviso pubblico, partecipano tutti 390 comuni siciliani, quelli che
  hanno  i  progetti  definitivi  si aggiudicano  il  progetto  e  si
  realizza  il  progetto. Punto. Perché non riusciamo ad essere  così
  semplici?  Perché  dobbiamo  sempre puntare  ad  avere  il  piccolo
  ritorno elettorale all'interno della propria provincia nella nostra
  Regione?  Io  sono  veramente mortificato  dall'atteggiamento,  dal
  messaggio   che   stiamo  lanciando  ai  cittadini  siciliani   con
  quest'Assemblea.

   PRESIDENTE.   Pongo   in   votazione  il  subemendamento   52.80.1
  dell'onorevole Dipasquale.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  alla  votazione dell'emendamento 52.80.2 dell'onorevole
  Caputo. Anziché cinquemila è stato messo mille e cinque perché  non
  ci  sono  cinquemila. Comunque, onorevole Caputo,  è  con  mille  e
  cinquecento,  non  con cinquemila. Vale la pena  lo  stesso  farlo?
  Questo me lo dica lei.

                     (Intervento fuori microfono)

   C'è il voto segreto, questo l'ho capito.
     Allora,  scusate, c'è un subemendamento che porta da  5  mila  a
  1.500, però siccome loro vogliono
   Va  bene, insomma, votiamo il 52.80.2.1 che è quello che è  quello
  che da 5 mila lo porta a 1.500.

                            (E' approvato)

   DI CARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Ma  voto segreto su questo? E' approvato,  è  chiaro.
  Onorevole  Di  Caro. Se non fosse approvato non potremmo  approvare
  poi  l'altro perché al massimo ci sono 1.500. Per cui, la prego.  E
  poi  votiamo  invece con voto segreto, se mi date i richiedenti  il
  52.80.2,  che  è  quello di portare 1.500 a questo punto,  non  può
  5.000  sugli impianti sportivi. Non so perché deve essere bocciato,
  ma insomma proviamoci.

                      (La richiesta risulta appoggiata a termini di
      Regolamento)


      Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 52.80.2

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 52.80.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            63
   Votanti             56
   Maggioranza         29
   Favorevoli          22
   Contrari            34
   Astenuti            1

                           (Non è approvato)

   E'  ovvio  che  il subemendamento a quello di Caputo  non  ha  più
  valore  e  quindi  pongo in votazione l'emendamento  52.80.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Quello   che  è  stato  subemendato  con  voto   Quello   il   cui
  subemendamento  era  quello di Dipasquale, ne  abbiamo  parlato,  è
  venti minuti che ne parliamo, onorevole Barbagallo. Onorevole  Lupo
  la soppressione del comma 3 è mantenuta?

   LUPO. Ritirato.

   SAVONA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Certamente, se ci
  riferiamo al 52.80 sul testo originario c'è una anomalia, perché lì
  parliamo  di  10 milioni. Quindi, è una cosa ben diversa.  Noi  non
  abbiamo  approvato né 10 milioni, né 5 milioni, ma avevamo  chiesto
  solo  1  milione e mezzo. Se un milione e mezzo non  c'è,  non  c'è
  copertura  altrimenti  rientriamo  nello  stesso  ragionamento  per
  tutti.

   PRESIDENTE.  Chiedo scusa, noi abbiamo bocciato il  subemendamento
  che da 5 passava ad uno, no, quello
   Il fatto che il 5 percento anche se era uno e mezzo andava  quindi
  l'uno  e  mezzo  ritorna dov'era, e questo è troppo  ovvio.  Quindi
  rimane 10. Dieci era e dieci rimane.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Il 10 non  doveva
  essere approvato, al contrario.

   PRESIDENTE. Come non è stato approvato?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore. C'è la copertura
  per tutti e dieci.

   PRESIDENTE.  Che cos'è che non abbiamo mai votato, scusate?  Visto
  che abbiamo l'emendamento di Caputo.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Noi abbiamo

   PRESIDENTE. Se la toglie questa mascherina, io non lo capisco cosa
  dice, se potete stare zitti e dargli la parola. Prego.

   SAVONA,  presidente  della Commissione e relatore.  Un  milione  e
  mezzo  si  muoveva sul 52.80.2, quindi non passando  il  milione  e
  mezzo  andava ad essere votato il 52.80.2 Non il 52.80 che  era  la
  base di tutto questo.

   PRESIDENTE. Scusi onorevole, il 52.80.2 è stato bocciato con  voto
  segreto.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. No.

   PRESIDENTE. Come no?

   SAVONA,   presidente  della  Commissione  e  relatore.  E'   stato
  bocciato.

   PRESIDENTE. Glielo posso garantire.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. E' stato bocciato
  quello di un milione e mezzo. No il 52.80.2.

   PRESIDENTE.  Quello  del milione e mezzo era stato  approvato.  E'
  stato  bocciato  il  52.80.2, onorevole  Savona,  mi  creda.  Posso
  garantirvi  che  è  così,  non ci sono dubbi.  Quindi,  non  cambia
  niente.

   SAVONA,  presidente  della Commissione e  relatore.  Quindi,  alla
  fine, che cosa resta approvato?

   PRESIDENTE.  Il  52.80  com'era  prima,  cioè  erano  10  milioni.
  Rimangono  10 milioni, punto. Ma scusate quale non abbiamo  votato?
  Ma   ragazzi,  mi  prendete  per  rincoglionito?  L'abbiamo  votato
  benissimo. Scusate, mi date i verbali per favore?

                          (Subbuglio in Aula)

   Questo  è  quello  che  abbiamo votato subito  dopo  che  è  stato
  bocciato l'emendamento 52.80.2, ho messo in votazione l'emendamento
  52.80 ed è stato approvato.

                                                            (Proteste
  dall'onorevole Dipasquale)

   Ma  non è così. Mi dovete fare ripetere una votazione che è  stata
  fatta? Mi date per favore i verbali. Onorevole Calderone, mi  creda
  l'abbiamo votato; l'ultimo voto è stato l'emendamento 52.80  che  è
  avvenuto dopo la bocciatura dell'emendamento 52.80.2. State dicendo
  vero?

                          (Proteste in Aula)

   Scusatemi,  non  do  la  parola  a nessuno,  dai  verbali  risulta
  approvato il subemendamento 52.80.1, quello che passa dal  mese  di
  gennaio e il 52.80. Punto.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Calderone)

   Ma  come  no, onorevole Calderone, ci sono i verbali, li  vogliamo
  andare a vedere? Ma vogliamo stare tutta la notte a decidere se una
  cosa  è  votata  o  meno,  ci sono i verbali,  vedetevi  i  verbali
  l'emendamento 52.80 è stato votato, ed è stato approvato. Che posso
  fare?
   Per favore siamo tutti stanchi ma vi prego di limitare questo tipo
  di obiezioni, altrimenti ci ricoverano stanotte.

   SAVONA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  presidente  della Commissione e  relatore.  L'emendamento
  52.80,  peraltro,  siccome si tratta di finanziamenti  ad  attività
  private,   a   opere  private,  che  dovrebbe  essere   considerato
  inammissibile, quindi noi dovremmo votare il 52.80.2 che è un'altra
  cosa.

                          (Subbuglio in Aula)

   PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto segreto ed è stato  bocciato,
  che  cosa  volete  che faccia, signori? Non ho  come  risolvere  il
  problema.  E' stato bocciato con voto segreto richiesto  al  solito
  dal Movimento Cinque Stelle.
   Non ho che cosa fare, che cosa mi posso inventare
   Scusi, onorevole Savona, lei poco fa ha detto che i 5 milioni  che
  erano  stati  richiesti  dall'onorevole  Caputo  diventavano   1,5,
  benissimo  e  i  5 milioni che erano stati richiesti dall'onorevole
  Caputo erano sull'emendamento 52.80.

                     (Intervento fuori microfono)

   Come  no?  Scusatemi, colleghi,  così rischiamo  che,  alla  fine,
  facciamo  qualche  scemenza, per cui mi lasciate lavorare,  stasera
  vedremo  con  gli Uffici e con la Commissione se è stato  combinato
  qualche  guaio. Sospendo, pertanto, la seduta  e riprenderà domani,
  mercoledì 31 marzo 2021, alle ore 11.00.

   (La  seduta, sospesa alle ore 20.44 del 30 marzo 2021,  è  ripresa
  alle ore 11.32 del 31 marzo 2021)

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  poiché  mancano  sia  il  Governo  che  la
  Commissione, ci aggiorniamo alle 11.50.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.33, è ripresa alle ore 12.04)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Invito i componenti della II Commissione  a  prendere
  posto,  così il Governo che, tra l'altro, è stato impegnato in  una
  riunione di Giunta ed è appena arrivato, c'è l'assessore Armao, c'è
  l'assessore Cordaro.
   Iniziamo intanto con un riepilogo di quello che è successo ieri.
   Onorevoli colleghi, ieri è stato presentato l'emendamento 52.80, a
  firma degli onorevoli Catalfamo, Compagnone, Foti ed altri.
   A  questo  emendamento sono stati presentati dei sub  emendamenti:
  52.80.1,  che  è quello che modifica la data dal novembre  2014  al
  gennaio  2012, è stato presentato poi un successivo sub emendamento
  52.80.2,  a  firma  dell'onorevole  Caputo,  e  poi  a  questo  sub
  emendamento è stato presentato dalla Commissione il sub emendamento
  52.80.2.1. Sono stato chiaro?
   Rispetto  a questo ieri è successo quanto segue: è stato approvato
  il 52.80.2.1 della Commissione che riduceva l'impegno di spesa da 5
  milioni a 1 milione e mezzo.
   Poi  è  stato messo in votazione il sub emendamento 52.80.2,  così
  come  è  stato  sub  emendato  ed è  stato  bocciato;  poi  abbiamo
  esaminato   il  sub  emendamento  52.80.1  a  firma  dell'onorevole
  Dipasquale  ed  altri, ed è stato approvato; poi abbiamo  approvato
  l'emendamento  52.80 così come è stato sub emendato.  Questo  è  il
  dato  che  è  emerso  dalla votazione per il  quale  abbiamo  fatto
  chiarezza.
   A questo punto proseguono i lavori.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Scusate, è un  di cui  che era all'interno della somma
  originaria che, se ricordate, era 50 milioni, cioè era 100  milioni
  ed  è stato approvato. Io sto riferendo quello che è successo ieri,
  quindi sono cose approvate.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, ieri lei non era presente  ma  è
  una  parte dei 100 milioni, cioè è un  di cui  è copertissimo,  già
  sin dal disegno di legge presentato dal Governo poi approvato dalla
  Commissione e poi portato in Aula sono sempre le stesse somme.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Mi scusi, onorevole Di Paola, su questo  non  c'è  da
  intervenire.  Oggi  dobbiamo  cercare di  lavorare  per  completare
  questa  benedetta  finanziaria.  Intervenire  su  cose  votate,  mi
  consenta,  non è il caso. Io l'ho fatto per un chiarimento,  perché
  ieri il Presidente si è alzato e ha aggiornato la seduta.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Caputo non può intervenire.
   Onorevole  Di Paola lei non si rende conto, su questi  emendamenti
  che noi abbiamo approvato ieri, così come sono stati modificati, ci
  sono dei dubbi legittimi da parte di alcuni deputati.
   Io  non ho fatto altro che riportare quello che va a verbale,  non
  ho  detto  né  una  parola di più né una in meno, quindi  chiudiamo
  l'argomento.
   Non  ce  ne sono chiarimenti, perché i chiarimenti sono stati  già
  superati  non  solo dall'impegno di spesa determinato dalla  Giunta
  ma, a sua volta, in Commissione bilancio.
   Continuiamo con l'esame degli emendamenti.
   Onorevoli  colleghi, scusate un attimo, vediamo di  procedere  con
  ordine e con serenità. Presidente della Commissione, siamo a pagina
  74, al comma 3.

   BARBAGALLO. Si deve approvare tutto l'articolo

   PRESIDENTE.   Tutto   l'articolo   approviamo   dopo,    onorevole
  Barbagallo. Presidente Savona, lei è già pronto?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Sì

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo a pagina 74, iniziamo con il
  comma  3.  Gli  emendamenti soppressivi sono  mantenuti,  onorevole
  Lupo?

   LUPO. Sono mantenuti.

   PRESIDENTE.  Sono mantenuti e chiede chiarimenti. Da  parte  della
  Commissione?

   LUPO. Dal Governo.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Lupo vuole spiegato questo  comma  3  dal
  Governo. Dov'è il Governo? Dov'è l'assessore Armao?
   Assessore  Armao, è stato sollecitato un chiarimento in ordine  al
  comma 3, più che altro una illustrazione.

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  signori
  onorevoli, sostanzialmente è una norma che è stata inserita al fine
  di agevolare, semplificare le procedure di liquidazione proprio per
  dare  una  più  diretta  interlocuzione con  lo  svolgimento  delle
  attività liquidatorie che come è noto vanno accelerate in relazione
  all'accordo  che  abbiamo concluso con lo Stato,  sul  punto  posso
  anticipare all'Assemblea che certamente quest'anno, entro  l'estate
  immagino, penso proprio di sì, liquideremo ESPI, liquideremo  anche
  quest'anno  CAPE, un altro organismo questo primo ente  la  seconda
  società  che  sono  in  partecipazione  regionale  e  che  pertanto
  obiettivo  è  proprio quello di semplificare il  più  possibile  le
  procedure di liquidazione, questo era l'intendimento del Governo  e
  per questo abbiamo inserito questa disposizione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lupo, ritira? Bene, sono ritirati,  quindi,
  gli emendamenti soppressivi del comma 3.
   Si passa all'esame del comma 4. Onorevole Lupo lo ritira?

   LUPO. Dichiaro di ritirarlo

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'esame del comma 5.

   COMPAGNONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COMPAGNONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  su
  questo comma 5 noi abbiamo presentato l'emendamento soppressivo che
  non  intendiamo  ritirare  per un motivo molto  semplice  perché  è
  impostato in modo tale che una quota parte di questi fondi, sono il
  20  per  cento  se  non  ricordo male, vadano  ad  implementare  il
  personale  dell'IRFIS, sottraendo a nostro parere questa somma  dai
  fondi invece che vanno alle aziende ed è esattamente in contrasto a
  quello per cui serve l'IRFIS.
   Quindi,  noi riteniamo che questo comma vada ritirato in modo  che
  tutti  questi fondi vadano alle aziende per come è giusto che  sia
  Molto  semplice.  In alternativa si possono spostare  questa  quota
  parte del 20% che è stato posto per altri scopi all'implementazione
  del  personale e riportarlo sulla massa finanziaria complessiva  in
  modo   che  sembra  vadano  alle  aziende.  Questa  è  una   nostra
  impostazione che proprio entra nel merito del comma.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Signor Presidente,  chiederei  e
  proporrei  all'onorevole Compagnone, ovviamente propongo all'intera
  Assemblea,  una  riflessione e anche una proposta  perché  dobbiamo
  uscire da un loop che altrimenti rischia di bloccare la norma.
   Sostanzialmente cosa è accaduto? E' accaduto che  quando  è  stato
  istituito  il  Fondo Sicilia, IRFIS non era una società  ancora  in
  house.  Abbiamo ottenuto dall'ANAC la declaratoria di organismo  in
  house  cioè  di  riconoscimento della società come  ente  in  house
  soltanto l'estate scorsa.
   L'organizzazione  in  house  postula  una  serie  di   adempimenti
  amministrativi  non  proprio  irrilevanti.  E  quindi,  anzi  molto
  rilevanti,  e quindi oggi questa disposizione risponde all'esigenza
  di  una  complessità gestionale più pesante, più gravosa di  quanto
  fosse quando il Fondo Sicilia è stato assegnato all'IRFIS.
   Ora, onorevole Compagnone, io comprendo bene che in questa momento
  la priorità è alle imprese e questo sposa in pieno la posizione del
  Governo, abbiamo tenuto una Giunta fino a qualche minuto fa ma  poi
  sarà il Presidente a illustrarne gli esiti che è proprio rivolta  a
  far  fronte  alla  domanda  che viene  dall'economia  siciliana  di
  sostegni,  di  interventi, sia nei confronti di soggetti  che  sono
  bancabili  sia soprattutto nei confronti di soggetti non bancabili,
  ma  di  questo,  ripeto, parleremo, ne parlerà  il  Presidente  più
  diffusamente.
   Quindi  ovviamente  questo argomento non  può  che  incontrare  il
  favore del Governo. Io chiederei diciamo però di considerare  anche
  l'esigenza dell'IRFIS, esatto, di fatto io mi accingo a proporre un
  mutamento   di   percentuale.  Piuttosto   che   una   soppressione
  dell'articolo, se lei vuol proporre, lo potrei proporre pure io  ma
  non voglio spogliare l'organismo Parlamentare della sua capacità di
  proposta;  se  volete proporre voi una diversa  percentuale  perché
  ripeto  è necessario rispondere ad un'esigenza che non c'era quando
  è  nato  il Fondo Sicilia, e che c'è adesso, di risorse finanziarie
  per l'organizzazione dell'ente.
   Ieri  l'onorevole  Lupo  ha  citato  una  parte  dell'accordo  che
  riguarda  il  trasferimento sulla quale poi  credo  che  anche  per
  esigenze   di   celerità  abbiamo  rinviato  a  dopo   Pasqua   per
  l'approfondimento e quindi non ci concentriamo adesso. Però è anche
  vero  che se occorre sostenere gli enti per far di più e far presto
  e  far  prima,  dobbiamo  dargli anche un minimo  di  disponibilità
  finanziaria.
   L'IRFIS  di per sé sul Fondo Sicilia una disponibilità finanziaria
  ce  l'ha  già per convenzione quindi non è che lavora gratis  anche
  perché  sarebbe  illegittimo  che noi chiedessimo  ad  una  società
  partecipata   di   lavorare  gratis  per  la  Regione   perché   ne
  determineremmo    automaticamente    l'impoverimento    e    quindi
  determineremmo in qualche modo le precondizioni per il  default  ma
  una percentuale che in qualche modo dia sostegno all'attività della
  società  può  aiutare quindi la potrei proporre io però  credo  che
  anche  d'intesa col presidente della Commissione, la  proponga  lei
  visto che per rimuovere questo, con un sub-emendamento. Sì.

                        (voci fuori microfono)

   ARMAO, assessore per l'economia. Non c'è?

                        (voci fuori microfono)

   ARMAO, assessore per l'economia. Ah.

   PRESIDENTE. Aspetta un momento.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. L'onorevole  Lupo  l'ha  detto
  ovviamente  per  me  perché si preoccupava  che  non .la  ringrazio
  pubblicamente. Che poi mi scusi, mi aiuta onorevole, non lo  trovo.
  52.71,  52.72.  Non  lo trovo, scusate  Però,  dico,  è  totalmente
  abrogativo.  Si,  la  proposta è quella  che  vi  sto  dicendo.  La
  proposta  che  vuole  fare, credo d'intesa con la  Commissione,  il
  Governo  è: se non va bene il 20 per cento, che può essere ritenuta
  una  percentuale eccessivamente ridondante, facciamola del 10,  del
  5, ma un riconoscimento facciamolo comunque ad IRFIS.
   Presidente,  vuoi  intervenire tu?  La  proposta  -  volevo  farmi
  sentire dal Presidente della Commissione  Bilancio' - è: visto  che
  il 20 è ritenuto da alcune forze politiche, anche di maggioranza, è
  ritenuto  ridondante,  possiamo fare  una  proposta  di  mediazione
  perché si vada avanti e che comunque consente un riconoscimento  ad
  IRFIS  di  un  apporto  finanziario che tenga  conto  dell'attività
  svolta?
   D'intesa  con  la  Commissione, io volevo sentire la  Commissione.
  Anche  per  noi va bene il 10 per cento. Se il 10 cento può  essere
  accettabile,  il Governo stesso propone. Certo quindi  diventa  90,
  non è più 10. Cioè non è 80, ma diventa 90.

   PRESIDENTE. Scusate, c'è un ordine. Un attimo, onorevole  Lentini.
  Hanno chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici, poi l'onorevole
  Caronia e poi l'onorevole Lentini.

   CRACOLICI.  Signor Presidente e Assessore, questo comma  5  ha  un
  merito:  quello di far rientrare le risorse che l'IRFIS ha  erogato
  negli  anni  e  utilizzare i rientri del fondo, dei  fondi  che  ha
  utilizzato l'IRFIS, per finanziare il Fondo Sicilia.
   E   quindi  estende,  però,  Presidente,  mi  ascolti  pure   lei
  Presidente  Di  Mauro,  chiuda il telefono, mi  ascolti  perché  la
  questione è un po' delicata.
   Allora,  per  essere  chiari,  da parte  nostra  non  c'è  nessuna
  obiezione  al fatto che le risorse che rientrano all'IRFIS  vengano
  utilizzate per le imprese, tanto più in un momento come questo.
   Il  nodo  non  è,  quindi, cosa facciamo del Fondo Sicilia.  Fondo
  Sicilia deve vivere a lungo.
   Il nodo è questa distinzione che si fa tra l'80 e il 20 per cento.
  Anche  perché,  assessore,  così com'è  scritto  il  comma,  si  fa
  riferimento  a un generico piano oneri per il piano industriale  e,
  quindi, per il rafforzamento dell'IRFIS, immagino.
   Ma  lei  ha  appena detto che già l'IRFIS, sull'istruttoria  delle
  singole  pratiche,  ha - come è giusto che sia - un  riconoscimento
  per la gestione della singola pratica.
   Allora  io  credo che la vicenda va risolta in un solo  modo:  che
  tutti  gli  oneri, che tutte le risorse che rientrano  da  prestiti
  concessi  dall'IRFIS confluiscono nel Fondo Sicilia  e,  così  come
  IRFIS, gestendo il Fondo Sicilia ha degli oneri grazie al fatto che
  gestisce il Fondo Sicilia, anche queste pratiche saranno onorate da
  una  percentuale, secondo la convenzione che ha fatto l'Assessorato
  con l'IRFIS.
   Ecco  perché  io  sono  d'accordo con l'emendamento  Lentini,  che
  abolisce  il  20 per cento e ribadisce che l'IRFIS dall'istruttoria
  delle pratiche relative al Fondo mantenga il rapporto del costo  in
  convenzione, perché altrimenti questi onori aggiuntivi per il piano
  industriali da rafforzare si presta ad altre interpretazioni.
   Quindi   condivido  l'emendamento  Lentini,  ho   fatto   un   sub
  emendamento  in cui si limita a dire che queste risorse  del  fondo
  Sicilia  servono  pure  a  far fronte  agli  onori  della  gestione
  dell'istruttoria da parte dell'IRFIS per la singola pratica, quindi
  non  facciamo tanto e tanto ma il tanto è 100% all'interno del  100
  per  cento c'è il costo in convenzione riconosciuto dall'IRFIS  che
  consenta loro di avere una remunerazione dall'attività che svolgono
  per conto della regione, spero di essere stato chiaro.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Caronia e poi si
  prepari l'onorevole Lentini.
   Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, rapidissimamente
  così  come  è giusto che abbiamo concordato, io ritengo che  questa
  sia una norma estremamente importante di questa finanziaria, perché
  vorrei  precisare  che queste somme che non  sono  somme  da  poco,
  vengano destinate alle imprese e alle aziende.
   Poiché   all'interno   di  questa  norma  abbiamo   lamentato,   e
  personalmente anch'io diciamo non sono particolarmente  felice  del
  fatto  che  le  aziende  siamo state diciamo piuttosto  non  troppo
  valorizzate  allora  ritengo  che  invece  è  una  norma   che   va
  esattamente in quella direzione.
   Quindi  è  assolutamente utile, importante, sottolineo  tre  volte
  importante, però ritengo assessore che le sue giuste considerazioni
  rispetto  alla  capacità operativa dell'ente  mi  convincono,  però
  l'articolo  53 ancora è in essere e poiché lì abbiamo stanziato  un
  milione  io ritengo che sarebbe un ottimo buon proposito quello  di
  lasciare  integro  il fondo, e se dà il caso poi  aumentare  quella
  somma  che è destinata all'assistenza tecnica per evitare che passi
  anche un messaggio che non è quello che secondo me il governo vuole
  dare, cioè quello che si vogliono in qualche modo non utilizzare le
  somme  tutte  per  le imprese. Allora io questo fondo  lo  lascerei
  intonso  e poi sull'articolo 53 così come avete previsto a  passare
  le  somme, se dà il caso aumentarle in base alle disponibilità  per
  prevedere  l'assistenza  tecnica di soggetti  che  dovranno  essere
  selezionati.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Caronia ha chiesto  di  intervenire
  l'onorevole  Lentini,  se non ci sono altri che  hanno  chiesto  di
  intervenire  dichiariamo chiusa ah l'onorevole  Amata,  l'onorevole
  Lupo, ci sono altri che debbono intervenire l'onorevole Di Caro.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  per  il  momento
  difficile  che stiamo attraversando è diciamo anche  come  via  una
  scappatoia  per  dare ancora più ossigeno alle  imprese  in  questo
  momento  fondamentale, perché noi parliamo di ristori  parliamo  di
  tutto  e  però le imprese che vogliamo che nel territorio regionale
  resistano  a tutte le incombenze a tutte le difficoltà  che  stanno
  attraversando,  mi  sembra diciamo l'emendamento  52.71  mi  sembra
  proprio  che  vada in questa direzione e sono circa 18  milioni  di
  euro  che li diamo ancora di più e riempiamo ancora quel fondo  per
  le imprese.

   AMATA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AMATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevissima solo  per
  esprimere    il   voto   favorevole   all'emendamento    presentato
  semplicemente perché ritengo che oggi sia un momento per le  nostre
  imprese davvero delicato quindi anche fosse una percentuale  del  5
  per  cento  ritengo  che  tutti i fondi  possibili  debbano  essere
  inseriti nel Fondo Sicilia per dare possibilità alle nostre imprese
  di poterle utilizzare.
   Del resto esiste questa la convenzione con l'IRFIS che consente di
  avere una percentuale da ogni pratica lavorata e quindi ritengo che
  per  quanto  riguarda  la gestione possa in questo  momento  almeno
  essere sufficiente quella.

   PRESIDENTE.  Allora  per favore i colleghi  della  maggioranza  se
  possono  esimersi dall'intervenire, l'onorevole Lupo ha chiesto  di
  intervenire.  Ne ha facoltà. A seguire interverranno gli  onorevoli
  Di Caro e Dipasquale. Le iscrizioni a parlare sono chiuse.

   LUPO.  Signor  Presidente,  Governo, colleghi,  solo  al  fine  di
  determinarci sulle votazioni che seguiranno, chiedo di sapere se  è
  possibile  qual è il parere del Governo sull'emendamento  52.71,  a
  firma dell'onorevole Lentini, Compagnone.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Caro.

   DI   CARO.   Signor   Presidente,  con   la   Presidenza   eravamo
  informalmente  rimasti  di  contingentare,  almeno,  i   tempi   di
  intervento  dei  colleghi che fanno parte della maggioranza  ma,  a
  quanto pare, verso di andare a ridurre i tempi non ne troviamo.
   Quello  che  noto è, in funzione degli interventi dei colleghi  di
  maggioranza, che questo comma non è stato condiviso con alcuno,  né
  con   i   deputati  di  maggioranza,  tanto  meno  con  quelli   di
  opposizione, perché dagli interventi che hanno fatto, non  ho  idea
  da dove esca fuori questo comma.
   Per  cui,  così  come  ha  fatto poco fa  il  collega  che  mi  ha
  preceduto,  vorrei  sapere,  il Gruppo parlamentare  del  Movimento
  Cinque    Stelle   vorrebbe   sapere,   cosa   pensa   il   Governo
  dell'emendamento 52.71, a firma dell'onorevole Lentini ed altri.
   Questo  è  dirimente  per  il fatto di  ritirare  gli  emendamenti
  soppressivi al comma o meno.

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Caro, onorevole Lupo,  mi  pare  che  il
  Governo  si sia, in giusto qual modo, espresso, quindi,  è  inutile
  insistere a chiedere.
   L'onorevole Dipasquale rinuncia al proprio intervento.
   Gli emendamenti soppressivi sono ritirati?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Sia breve, per  favore,  lei  è  già
  intervenuto una volta.

   CRACOLICI.  Rapidissimo. Chiedo ai colleghi del  Movimento  Cinque
  Stelle  di fare una valutazione. Questo è un emendamento  che  ridà
  soldi  che  la Regione ha già erogato, in prestito, e li mette  nel
  fondo Sicilia per le imprese. Giusto?
   Io  eviterei, quindi, di bocciare in questo momento un emendamento
  che evita di concedere credito alle imprese.
   La  questione,  ed è la domanda che hanno fatto i  miei  colleghi,
  Lupo  e Di Caro, il Governo dà parere positivo al 52.71? Se  è  sì,
  gli  emendamenti soppressivi non ci sono più. Se, però, il  Governo
  non si pronuncia

   PRESIDENTE. Si è pronunciato il Governo.

   CRACOLICI. Dove si è pronunciato?

   PRESIDENTE.  Ha  detto  una  percentuale  diversa,  questa  è   la
  posizione del Governo.

   CRACOLICI.  Ho  capito, però, dobbiamo saperla  prima.  Non  è  un
  problema  di  percentuale, perché la questione  della  convenzione,
  l'Assessore ha detto che c'è già una convenzione tra l'IRFIS  e  la
  Regione,    quindi,    agli    oneri   connessi    alla    gestione
  dell'istruttoria, si provvede con i costi della convenzione, che  è
  dentro  il  fondo  Sicilia. Ecco perché io sono  per  l'emendamento
  Lentini che dice il 100%. Quindi, vogliamo saperlo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, lei è stato  abbastanza  chiaro.
  Siamo già in corso di votazione.
   C'è richiesta di voto segreto.

   CRACOLICI. Ma sul soppressivo.

   PRESIDENTE. L'ho capito. Lei l'ha spiegato.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, io sul punto,
  intanto,  ringrazio l'onorevole Cracolici per lo sforzo di  analisi
  che si sta facendo.
   Signori, qui, è molto importante, non buttiamo l'acqua sporca  con
  il  bambino, cioè, andare a sopprimere tutto, poi, ognuno si assume
  la  responsabilità che vuole, fa quello che vuole, ci  mancherebbe,
  non siamo noi a poterlo giudicare, però mi sembra uno sforzo che va
  a  pregiudicare  una misura che, credo, trovi il  favore  dell'Aula
  come  misura  opportuna,  poi il tema è la  percentuale  che  viene
  lasciata ad IRFIS.
   Io vi chiederei, se possibile, un momento di sospensione su questa
  cosa,  perché  vorrei  parlare col presidente  dell'IRFIS,  che  ho
  cercato  di contattare e che, purtroppo, ha il telefono occupato  e
  non riesco a parlargli.
   Quindi,   se  possiamo  passare  all'articolo  successivo,   fermo
  restando  che il Governo, da un lato è disponibile a ragionare  sul
  tema del venti percento, e dall'altro che è apprezzata la norma nel
  suo impianto complessivo, salvo questo profilo marginale.
   Quindi, dateci il tempo di parlare col presidente dell'IRFIS e tra
  un quarto d'ora

   PRESIDENTE. Accantoniamo un attimo il comma 5 e passiamo, se siete
  d'accordo,   colleghi,  accettiamo  la  proposta  del  Governo   di
  accantonare  tutti gli emendamenti relativi al comma  5,  che  così
  come  dice  il Governo è di straordinaria importanza in  ordine  al
  sostegno alle imprese.
   Si passa al comma 6.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Grazie,  Presidente.  Col  comma  6,  proroghiamo  il
  termine  per  la  realizzazione  dei festival  cinematografici  che
  avrebbero dovuto tenersi nel 2020, ma che evidentemente non si sono
  tenuti perché c'è stata l'emergenza Covid.
   I  festival cinematografici, mi riferisco in particolare a  quelli
  sostenuti   con   legge   regionale,  sono  quelli   del   circuito
  tradizionale, dal festival del Cinema di Frontiera di Marzamemi, al
  Sole Luna, insomma è un circuito di una quindicina di festival.
   La  norma, per come proposta nel testo che arriva in Aula, prevede
  il  termine  del 30 aprile per la realizzazione di questi  festival
  che  non  si  sono potuti tenere lo scorso anno, con  l'obbligo  di
  rendicontazione nei sessanta giorni successivi. Francamente, tenuto
  conto che saremo zona rossa per una parte del mese di aprile,  zona
  arancione, e non è semplicissimo organizzare i festival, Presidente
  Di  Mauro, noi abbiamo proposto l'emendamento che abbiamo  lasciato
  agli Uffici, che prevede lo spostamento dal 30 aprile al 31 maggio,
  per   la  realizzazione,  fermo  restando  la  rendicontazione  nei
  sessanta giorni successivi.
   Ci  dispiace che non c'è in Aula l'assessore Messina,  ma  c'è  il
  Presidente  della Regione, ci sembra un tema sensibile  per  venire
  incontro  ad un circuito che nel corso degli anni ha dato  onore  e
  prestigio al cinema siciliano.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  52.88,  a  firma   degli
  onorevoli Barbagallo, Lupo, che è stato distribuito. I soppressivi,
  naturalmente, sono tutti ritirati, questo è chiaro, bene.
   Allora, sul 52.88 se il presidente Savona è in condizioni di avere
  il documento. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Il  parere del Governo su questo slittamento  dal  30
  aprile al 31 maggio?

   ARMAO, assessore per l'economia. Ci rimettiamo all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   I Soppressivi al comma 7 sono ritirati. Si passa ai soppressivi al
  comma 8, sono ritirati.
   Si   passa  ai  soppressivi  al  comma  9,  sono  ritirati.  Siamo
  d'accordo.
   Comma  10, sono ritirati. Comma 11, sono ritirati. Comma 12,  sono
  ritirati. Comma 13, sono ritirati. Comma 14.

   LUPO. Chiedo di parlare sul comma 8.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Lo abbiamo superato. Lo  spieghi.  Io,
  però, quando leggo, se non siete d'accordo me lo dite.

   LUPO. Confermo che è ritirato. Volevo dire anche il motivo, perché
  il  reddito  di  libertà - rispondo anche al  sentimento  che  ieri
  veniva  posto - è finanziato per cinquecentomila Euro, poco,  ma  è
  finanziato, all'articolo 2, mi pare comma 18.

   PRESIDENTE.   Sì,  c'è  un  apposito  articolo,  all'articolo   2.
  Perfetto, d'accordo, grazie.
   Il  comma  13,  è  ritirato. Il comma 14 - sempre soppressivi,  mi
  riferisco ovviamente - sono ritirati. Il soppressivo del comma 15.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  avere maggiori chiarimenti sul comma 15. Dico, ammesso che a grandi
  linee  siamo  favorevoli  al  comma 15,  però,  vorremmo  ulteriori
  delucidazioni,  e  poi  per  chiedere all'Assessore:  noi  in  Aula
  abbiamo approvato, durante questa finanziaria, se non ricordo male,
  l'articolo 89 relativo agli assistenti igienico-personale.
   Ci  giunge  voce  - e vorrei eventualmente una conferma  da  parte
  dell'Assessore  o  una  smentita - che  quelle  somme  che  abbiamo
  stanziato con tantissima difficoltà, per quanto riguarda l'igienico-
  personale, per far ripartire il servizio e tra l'altro ci sono pure
  i  sindaci delle città metropolitane ed i liberi consorzi che  sono
  pronti  ad  anticipare  le somme per far partire  il  servizio,  ci
  giunge  voce che lo stanziamento che abbiamo fatto, all'interno  di
  quell'articolo,  è prioritariamente assegnato agli assistenti  alla
  comunicazione.
   Questa  è  la  voce  che ci giunge durante queste  ore,  perché  i
  sindaci   metropolitani  erano  pronti  ad  anticipare  le   somme,
  considerando che la finanziaria avrà un tempo di attuazione un  po'
  più lungo, per far partire il servizio.
   Da  quello  che  sembra dagli Uffici regionali,  del  Dipartimento
  regionale,   gira   questa  voce  che  sta  bloccando   i   sindaci
  metropolitani  ed  i  liberi consorzi per far partire  il  servizio
  perché sembrerebbe che nell'articolo 89, prioritariamente, le somme
  vengono destinate agli assistenti alla comunicazione.
   Allora,  Presidente, quello che chiediamo al Governo è di fare  un
  minimo di chiarezza su questo discorso perché se noi lavoriamo  per
  stanziare delle somme sull'igienico-personale specialistico  e  poi
  gli  Uffici del Dipartimento in qualche modo smentiscono  la  cosa,
  mettendo  uno  stop  ai  sindaci  metropolitani  che  stavano   per
  anticipare queste somme, io poi mi ritrovo questo comma e dico  che
  possiamo  essere anche favorevoli, però riusciamo a fare un  minimo
  di chiarezza? Perché se la politica stanzia le somme per un fine  e
  poi  gli  uffici  smentiscono la politica stessa è  ovvio  che  c'è
  qualcosa che non va.
   Sia gli operatori che i genitori degli alunni con disabilità vanno
  in confusione.
   Quindi,   Presidente,  un  minimo  di  chiarezza  se   può   darlo
  l'Assessore,  fermo  restando  che  comunque  sul  comma  15  siamo
  favorevoli. Grazie.

   PRESIDENTE. Quindi ritirate l'emendamento soppressivo.
   Ricordo   che  sono  iscritti  a  parlare  gli  onorevoli  Tamajo,
  Schillaci e Tancredi. Ha facoltà di parlare l'onorevole Tamajo.

   TAMAJO.   Grazie,  Presidente. Intanto, preannuncio  il  mio  voto
  favorevole al comma 15.
   Questa è una vicenda che noi trattiamo da molto tempo, parliamo di
  due cose distinte e separate perché sono due argomenti diversi, sia
  l'argomento   che   riguarda  l'assistenza   igienico-personale   e
  l'assistenza  alla  comunicazione; sono  due  figure  professionali
  diverse  che svolgono attività con gli alunni disabili, però,  sono
  due argomenti diversi.
   Ora,  io  capisco qual è l'intendimento di questo comma,  cioè  di
  commissariare  le province nel momento in cui non si adeguano  alle
  linee  guida varate dalla Regione siciliana, ed è un argomento  che
  da  più  tempo noi affrontiamo, un argomento che abbiamo  sostenuto
  insieme alle associazioni degli assistenti e all'autonomia.
   Però  io  desidero  sapere, in merito a questa vicenda,  Assessore
  Scavone mi scusi, vorrei essere confortato da parte sua su  qual  è
  il  percorso, il percorso che la Regione Sicilia e, quindi, il  suo
  Assessorato, il suo Dipartimento vuole attuare per garantire questo
  servizio,  visto che, ripeto, le linee guida da lei emanate  alcuni
  mesi fa, forse più di alcuni mesi fa, forse un anno fa addirittura,
  non  sono  tenute  in  considerazione da alcune  province  o  città
  metropolitane,
   Quindi,  gradirei sapere da lei quali sono i tempi, i modi  ed  il
  percorso che lei vorrà attuare.
   Dopo  di  che - ripeto - esprimo il mio voto favorevole sul  comma
  15.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'onorevole Schillaci.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente, colleghi,  assessori,  l'argomento
  dell'assistenza  ai  nostri  ragazzi diversamente  abili  ha  preso
  tantissimo tempo sia in Aula che in Commissione.
   Assessore,  anch'io oggi ho ricevuto una serie di  telefonate  che
  allarmano  gli  operatori del settore, allarmano  le  famiglie,  le
  associazioni che le sorreggono.
   Quindi, da parte sua, vogliamo un chiarimento perché l'articolo 89
  deve  diventare un faro e non vorrei che fosse come la famosa  tela
  di  Penelope  che viene costruita, viene fatta e, poi, disfatta  la
  notte.   Evitiamo   questi  messaggi  e  questi  segnali   negativi
  all'esterno,  alle  famiglie  che  da  tanto  tempo   soffrono   e,
  soprattutto, soffrono i ragazzi che non hanno potuto usufruire  del
  diritto allo studio.
   Assessore,  sul  punto  noi vogliamo essere chiari.  Il  Movimento
  Cinque  Stelle  è  per entrambe le assistenze: per  gli  assistenti
  igienico-personali  e  per  gli ASACOM. Sono  entrambe  due  figure
  fondamentali  affinché i nostri ragazzi diversamente abili  possano
  andare a scuola ed avere erogato il loro diritto allo studio.
   Quindi, vogliamo un chiarimento sull'articolo 89, che queste somme
  vengano  erogate per gli assistenti igienico-personale  e  che  non
  vengano sottratte a questa misura e per questa emergenza.
   Per  quanto  attiene,  invece,  il comma  15  siamo  assolutamente
  soddisfatti  di questo articolo perché vogliamo che ci siano  delle
  linee  di  indirizzo che possano omogeneizzare l'intero  territorio
  siciliano.
   Quindi, da parte nostra il voto favorevole sul comma 15.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Tancredi.  Ne  ha
  facoltà.  E  poi  conclude l'onorevole Lupo se non  ci  sono  altri
  iscritti a parlare.

   TANCREDI. Signor Presidente, colleghi, io credo che sia necessario
  fare  chiarezza  perché  ogni volta noi associamo  gli  ASACOM  con
  l'igienico-sanitario.  Sono due cose completamente  differenti:  il
  primo è un servizio che è garantito dalla Regione; il secondo è  in
  capo ai comuni.
   Quindi,  sono due cose totalmente separate, anche sotto il profilo
  della fonte di finanziamento che è quella di cui stiamo parlando.
   Per  cui, Assessore, forse sarebbe il caso che magari lei, con una
  circolare per la deputazione, spiegasse, perfettamente, questa cosa
  perché è da due anni che questa cosa non è chiara. Tra l'altro,  il
  comma  15, sana un refuso della norma di riferimento dove,  per  un
  mero  errore,  non  si  inserì direttamente  la  definizione  della
  figura,  che  è  quella della figura specialistica  dell'assistenza
  alla comunicazione.
   E,  quindi, noi ovviamente siamo assolutamente concordi che  venga
  approvato questo comma 15.
   Inoltre, le linee guida, che sono già operative da diverso tempo e
  sulle quali ci siamo confrontati più volte con l'Assessore Scavone,
  è necessario che diventino il faro al quale debbono riferirsi tutti
  i comuni e tutte le città metropolitane nonché le province.
   Questo,  credo,  sia un aspetto prioritario e  che  sia  messo  in
  norma;  è un aspetto molto importante per far finire quella  che  è
  l'interpretazione,  da  parte  dei  dirigenti,   della   norma   di
  riferimento.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   per
  esprimere  condivisione  sul  comma  15  ed  anche  per  dare  atto
  all'Assessore  per il lavoro e per la famiglia che, opportunamente,
  ha   diramato  queste  linee  guida  che,  purtroppo,  non  vengono
  osservate omogeneamente da parte di tutti i liberi consorzi e città
  metropolitane.
   Certo,   ci   auguriamo  che  non  sia  necessario   arrivare   al
  commissariamento perché garantire l'assistenza per l'autonomia e la
  comunicazione è un dovere.
   Quindi,  penso  che la cosa si possa risolvere  con  una  corretta
  collaborazione  istituzionale tra la Regione  e  i  presidenti  dei
  liberi consorzi e delle città metropolitane, ma se fosse necessario
  ben venga il commissariamento, perché è un servizio, assolutamente,
  da garantire ai nostri giovani.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Scavone.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor  Presidente, ringrazio gli onorevoli  deputati  che
  sono  intervenuti, tra l'altro, esprimendo il voto  favorevole  per
  questo comma.
   Riaprire  qui  tutta  la  storia  che  ci  ha  impegnato,   e   me
  personalmente,  ogni giorno nella mia responsabilità  assessoriale,
  in uno dei problemi più delicati, forse non è la sede.
   Però,  voglio  ricordare che in questa Finanziaria, piuttosto  che
  circolari, linee guida etc., abbiamo messo norme e norme che  spero
  possano   consentire   a  tutti  di  fare  un   passettino   avanti
  nell'ordine,   nelle   responsabilità,  nella   definizione   delle
  competenze di una condizione così delicata.
   L'articolo  89  nasce  per  completare quello  che  era  stato  un
  intervento  della Giunta del 23 luglio e che anticipava quello  che
  poi  sarebbe  successo.  C'è  un  po'  di  confusione,  un  po'  di
  preoccupazione, se mi consentite un po' di speculazione da parte di
  dirigenti  dei vari enti locali, nella difficoltà di  assumersi  le
  loro responsabilità e lo definiamo.
   Sappiamo  -  perché ce lo dice l'ufficio legislativo del  MIUR,  e
  perché ce lo dice il CGA - che l'assistenza igienico-personale è  a
  carico  degli  ATA,  è di competenza del Ministero  della  Pubblica
  Istruzione, nella responsabilità individuata negli ATA.
   Sappiamo,  è  ancora  aperto in questi  giorni  un  bando  che  il
  Ministero  ha  fatto  per arruolamento di personale  ATA,  con  una
  declinazione di tutte le figure.
   Quindi,  il  Ministero assume in sé una responsabilità  ulteriore.
  Sappiamo  dell'insufficienza del numero degli ATA e cioè  degli  ex
  bidelli nelle scuole e della loro formazione.
   Ecco  perché nasce a luglio quell'atto di Giunta, ed oggi,  questo
  articolo  89 che destina una somma per servizi - abbiamo  detto  da
  sempre - migliorativi, integrativi, rispetto ad una competenza  che
  non  è  la  nostra, ma è una responsabilità alla quale noi  non  ci
  vogliamo  sottrarre,  di  dare  là dove  possibile  i  servizi  che
  servono.
   E  questo articolo 89 nasce con l'istituzione di un nuovo capitolo
  dalla   volontà   di   fare   ulteriore  chiarezza   separando   la
  responsabilità degli ASACOM da quella del servizio, appunto, che  è
  legato al mondo igienico-personale.
   Quindi, noi abbiamo - e passiamo agli ASACOM - fatto già le  linee
  guida  e  siamo stati - lo voglio ricordare - i primi in  Italia  e
  altre   regioni  ci  hanno  copiato,  lo  abbiamo  fatto  con   una
  condivisione generale di tutti, e credo che abbiamo fatto  un  buon
  lavoro.
   È  vero,  alcuni  enti  locali non li  applicano  o  li  applicano
  parzialmente.
   Questo  articolo,  anche  se  è  sgradevole,  mette  un  ulteriore
  puntello  alla  obbligatorietà  da  parte  degli  enti  locali   di
  rispettare le linee guida e di applicarle a favore degli assistenti
  alla comunicazione.
   Poi,  sento dire di voci, di telefonate, eccetera, non ne  sono  a
  conoscenza  se  non  per alcune cose che ho sentito  a  margine  in
  quest'Aula, in queste ore, è chiaro che la norma traccia la strada,
  l'assessore fa rispettare la norma, e i funzionari, se  si  fossero
  avventurati in voli pindarici rispetto all'applicazione della norma
  saranno richiamati alla rigorosa applicazione delle norme.

   PRESIDENTE. Abbiamo completato.
   Presidente Savona e Governo, passiamo a questo punto, dopo  essere
  stati   ritirati  gli  emendamenti  soppressivi   del   comma   15,
  all'emendamento 52.72, rispetto al quale sono stati distribuiti due
  subemendamenti, il 52.72.1 e il 52.72.2. Non li avete? Va bene.
   Se  gli  Uffici, per favore, si attivano a predisporre la consegna
  degli emendamenti.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Sull'emendamento 52.72 e i subemendamenti, giusto?  Ne
  ha facoltà.

   CIANCIO.   Signor   Presidente,   io   non   entro   nel    merito
  dell'emendamento, perché molto sinceramente non è la  mia  materia,
  quindi  non  lo conosco, però leggo che è un aggiuntivo  al  testo.
  Ora,  nulla  in  contrario sul fatto di discutere  l'aggiuntivo  al
  testo,  però  vorrei capire secondo quali criteri tutti  gli  altri
  aggiuntivi al testo sono stati messi in un altro fascicolo  e  sono
  stati  messi a parte e, invece, questo lo ritroviamo nel  fascicolo
  degli emendamenti e del testo.
   Gli aggiuntivi o si discutono tutti o non se ne discute nessuno, a
  maggior  ragione  rispetto a quello che  è  successo  ieri,  quando
  ognuno di noi ha legittimamente posto delle questioni al Presidente
  della Commissione e al Presidente dell'Assemblea perché non c'erano
  i nostri emendamenti aggiunti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ciancio, in  realtà  la  norma  era  stata
  stralciata,   c'è  stata  una  riscrittura  che,  a  parere   della
  Presidenza, è confacente al testo e l'abbiamo riammessa.
   E' una norma che ha anche una certa scadenza.
   Onorevole Savona, sul subemendamento 52.72.1.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore. Non  li  abbiamo
  ancora ricevuto.

   PRESIDENTE.   Attendiamo  la  distribuzione  dei   subemendamenti.
  Portateli anche all'Assessore Armao. Sono due i subemendamenti.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI PAOLA. Signor Presidente, io intervengo sull'emendamento 52.72,
  non  voglio  entrare nel merito dell'emendamento, però,  leggendolo
  velocemente, è un aggiuntivo.
     Io  chiedo agli Uffici, tutti gli aggiuntivi che finora  abbiamo
  fatto ai vari articoli

   PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, c'è la riscrittura e la Presidenza
  lo  ha  riammesso  e,  come lei vede, è nel  fascicolo  del  testo,
  dobbiamo  esaminarlo  e  se  è  il  caso,  se  sono  cose   scritte
  nell'interesse generale

   DI  PAOLA.  Ma  noi dobbiamo considerare tutti gli aggiuntivi,  le
  riscritture le possiamo fare su tutti.

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Paola, intanto facciamolo,  perché  l'ho
  spiegato  quello che è scritto qui, in questo testo, era una  norma
  stralciata quindi passata dalla Commissione, stralciata e riscritta
  e l'abbiamo inserita.

   DI  PAOLA.  Presidente, io ho premesso che non  sono  entrato  nel
  merito  della bontà dell'emendamento -  non sono entrato nel merito
  -   perché può essere un emendamento utile, assolutamente, però  il
  ragionamento è: o lo facciamo su tutti gli emendamenti  aggiuntivi,
  perché  ce  ne  sono tantissimi altri. Ma abbiamo  stralciato  pure
  degli articoli, Presidente, poi dico, per me possiamo proseguire.

   PRESIDENTE. Abbiamo detto che la finanziaria non finirà oggi,  nel
  senso  che giorno 15 quando riprenderemo avremo tutti gli  articoli
  che   non  saranno  trattati  e  poi  nel  caso  eventualmente   la
  Commissione  e  il Governo valuteranno di sottoporre al  Parlamento
  anche articoli aggiuntivi importanti.

   DI  PAOLA. Signor Presidente, per me possiamo anche trattarlo. Tra
  l'altro,  il  mio Gruppo non ha presentato aggiuntivi,  dico  è  un
  problema più che altro della maggioranza a mio modo di vedere, cioè
  o  si fa una linea guida uguale per tutti. Poi, dico, andate avanti
  come meglio credete. Grazie.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  52.72.1.  a  firma  degli
  onorevoli Pasqua e Di Paola. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  52.72.2, a firma  degli  onorevoli  Lo
  Curto, Caputo, Tamajo. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si     passa,    quindi,    alla    votazione    dell'approvazione
  dell'emendamento 52.72 così come è stato emendato. Il parere  della
  Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Siamo  in condizione di trattare l'Irfis, assessore Armao?  Oppure
  sospendiamo e lo trattiamo dopo pranzo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Come preferisce.

   PRESIDENTE. Io aspetto il Governo.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, ho sentito  il
  Presidente dell'Irfis, per l'Irfis è molto importante questa  fonte
  finanziaria, il Governo si era dichiarato disponibile a ridurla  ma
  eliminarla  del tutto è per noi pregiudizievole per  gli  equilibri
  anche  economico  - finanziario dell'ente, della  società.  Quindi,
  insisteremmo per una mediazione su una percentuale del 10 per cento
  almeno.  Se  su  questa  non si riesce a trovare  una  sintesi,  il
  Governo non può che essere contrario, Presidente.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Però, dopo l'intervento dell'onorevole
  Lupo  dichiarerei chiusa la discussione perché le idee  sono  state
  sviluppate a tutto il Parlamento.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  la  nostra
  contrarietà al comma 5, così com'è scritto, tra l'altro  nasce  dal
  fatto  che  sottrae  il 20 per cento delle somme  che  rientrano  a
  finanziamenti  alle imprese, trasformando questo 20  per  cento  di
  fatto in un contributo aggiuntivo a favore dell'Irfis.
   Ora,  dire  una cosa del genere in percentuale, il 20, il  15,  il
  10,  il 5, senza sapere di cosa parliamo, a quanto ammonta l'1  per
  cento, il 2 per cento, il 5 per cento, cioè se non si sa qual è  il
  rientro totale degli importi che si recuperano, come si fa  a  dire
  destiniamo l'1 per cento, il 10 per cento, il 20 per cento,  cos'è?
  Procediamo a sorteggio? Io lo trovo scorretto proprio dal punto  di
  vista   anche  della  contabilità  pubblica.  Va  quantificato   il
  contributo  che eventualmente il Governo ritiene di dovere  erogare
  in   termini   aggiuntivi  all'IRFIS,  si  vota,  si  approva   ed,
  evidentemente, va anche adeguato il contratto che la Regione ha con
  l'IRFIS  per  il  trasferimento se serve;  ma  non  sapere  qual  è
  l'entità  del contributo che si eroga, a mio modo di vedere,  è  un
  limite che noi non possiamo superare.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego.

   ARMAO,   assessore   per  l'economia.  Colgo   l'occasione   posta
  dall'onorevole Lupo con riguardo al profilo che egli ha evidenziato
  circa  l'entità di questo beneficio per IRFIS per quantificare,  ho
  sentito  appena  gli organi di IRFIS che mi hanno  confermato,  che
  vale, il 20 per cento vale 4 milioni di euro l'anno. Quindi

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, per favore, siamo in Aula

   ARMAO, assessore per l'economia. Il 20 per cento vale 4 milioni di
  euro  l'anno quindi il 10 sarebbero 2 milioni. Così mi ha  riferito
  il Presidente dell'IRFIS e questo, questo riferisco.
   Quindi, 2 milioni di euro l'anno per un'azienda così complessa che
  gestisce  tante risorse, che gestisce ha responsabilità  enormi  di
  tempestività in questo momento, non credo che sia un modo..., anche
  perché  è  una società che deve rendicontare come li usa  mica  gli
  stiamo  prendendo,  li  stiamo mettendo  nell'ascensore,  no?  Sono
  risorse   che  la  società  dovrà  rendicontare  con  un   Collegio
  sindacale,  un'approvazione  di Bilancio,  un  controllo  in-house,
  perché   è  un  controllo  in-house  cioè  rispondiamo  e  risponde
  l'Assessore   di   fronte   all'Assemblea   come   se   fosse    un
  amministratore.
   La  circostanza che oggi l'in-house faccia sì che l'amministratore
  della società è fortemente correlato con l'ente pubblico perché  in
  qualche  modo  secondo  la giurisprudenza  della  Corte  dei  conti
  l'amministratore dell'ente pubblico che controlla la società è come
  se  fosse un amministratore e ne risponde in pieno, ciò si  ribalta
  nei rapporti tra Governo e Assemblea, cioè noi siamo chiamati, e lo
  facciamo con gran piacere, a rispondere di ogni euro che si  spende
  dentro  l'IRFIS  non  del  20  o  10  o  5  per  cento  che  decide
  l'Assemblea.
   Quindi,  noi  ribadiamo  che  siamo  disponibili,  il  Governo   è
  disponibile  ad una riduzione fino al 10 per cento, ma,  ecco,  una
  azzeramento  rischierebbe di pregiudicare gli equilibri  economico-
  finanziari dell'azienda. Grazie.

   PRESIDENTE. Allora, stiamo discutendo del 52.71.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Cracolici, sul 52.71?

   CRACOLICI. Per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Presidente, io a volte mi pento del tentativo di  usare
  il  buon  senso  per  risolvere  i problemi,  però  devo  dire  che
  l'argomentazione dell'Assessore non mi ha convinto per una ragione,
  ma proprio per quello che aveva detto prima.
   In  atto l'IRFIS gestisce il Fondo Sicilia, in atto l'IRFIS ha  un
  rapporto in convenzione in quanto ente in house della Regione,  dal
  2020 e riceve una Commissione connessa alla gestione di una singola
  istruttoria. Con questo fondo noi andiamo a rifinanziare  il  Fondo
  Sicilia  che  dovrebbe,  se  ho  capito  bene,  essere  rivolto  ai
  ristoratori  e  agli  albergatori  con  procedure  meno   selettive
  rispetto  a  quelle  dell'ammissibilità a finanziamento,  cioè  con
  criteri  diciamo  un po' più larghi per consentire  di  potere  far
  accedere  a  gente che altrimenti è fuori dal sistema  del  credito
  finanziario.
   Allora,  lo  dico anche per ragione, qui non è in discussione  che
  l'IRFIS  non  ha una remunerazione. Dico di più: se  l'IRFIS  dalla
  convenzione,  la  remunerazione è più bassa,  è  bassa,  così  come
  gliel'avete  fatta prima, modificatela, lo fa con la Giunta  è  gli
  date  il  giusto  compenso alla remunerazione dell'istruttoria,  ma
  ridurre  il fondo in questo momento particolare che va alle imprese
  decidendo, come giustamente dice l'onorevole Lupo, il 20 per  cento
  che tra l'altro essendo un fondo di rotazione in teoria è 4 milioni
  perché  non  sappiamo quanto rientra nel corso dell'esercizio,  può
  rientrare di più o di meno e, quindi, il 20 per cento è o di più  o
  di  meno, ma stabilire che invece tutto il fondo di rotazione va al
  credito  di cui l'IRFIS ha una remunerazione valutata dalla Giunta,
  quanto  gli deve dare lo valuti lo Giunta, ma lo ritengo un  errore
  politico dire in una legge che una parte dei fondi alle imprese  va
  all'IRFIS, proprio dal punto di vista della disciplina politica.
   Ecco   perché   se   c'è   l'emendamento  Lentini   io   lo   voto
  favorevolmente.  Se l'emendamento Lentini non c'è,  devo  dire  con
  rammarico, avendo spiegato fino all'ultimo che questa è  una  norma
  che  serve  alle  imprese, ma siccome quando vedo  un'insistenza  a
  volte illogica rispetto agli obiettivi delle norme, io ho il dovere
  di  dire che qualora dovesse prevalere un'altra ipotesi, non voterò
  a favore di quel comma.

   PRESIDENTE.  Grazie,  va bene. Allora, Presidente,  sul  52.71  il
  parere della Commissione? 52.71.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. 52.72?

   PRESIDENTE. 52.71.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Ma già lo abbiamo
  fatto questo.

   PRESIDENTE. Non lo abbiamo fatto, onorevole Savona. Assolutamente.
  Pagina 74, onorevole Savona.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Parere
  favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   A  questo punto ci sono alcuni emendamenti che vengono sollecitati
  dal Governo: uno è il 52.84 - un attimo onorevole, che illustro gli
  emendamenti  -  che è in corso di distribuzione e che riguarderebbe
  una  modifica ai commi, agli articoli 4, 5 e 7 della legge  36  del
  2020,  che  sarebbe relativa alle licenze edilizie;  questo  è  del
  Governo.
   Un   altro,  il  52.85,  è  funzionale  a  superare  le  eventuali
  impugnative  del Governo alle leggi regionali 32 del 2020,  36  del
  2020, le variazioni.

                     (Intervento fuori microfono)

   Li  sto  distribuendo, poi  . Mi faccia illustrare gli  argomenti,
  poi si decide se esaminarlo o non esaminarlo
   Il  52.86 è un altro emendamento che riguarda l'abbattimento e  la
  gestione  del  daino. Un altro è un emendamento  che  riguarda,  in
  buona sostanza, l'esenzione bollo associazioni di volontariato e un
  altro   è   un   emendamento  che  riguarderebbe  i   consigli   di
  amministrazione allorquando le società sono in passivo  da  più  di
  tre anni.

                     (Intervento fuori microfono)

   Un  attimo, onorevole Barbagallo, mi faccia illustrare  Ha chiesto
  prima l'onorevole Ciancio.
   Sono  emendamenti  che  sono  stati trasmessi,  i  primi  due  dal
  Governo,  e  sono importanti da esaminare, il terzo è del  Governo,
  quello  del parco per la gestione del daino, e gli altri  due  sono
  parlamentari. Provvedete a distribuire gli emendamenti.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Ciancio. Ne ha facoltà.
   Onorevole  Barbagallo, abbiamo dato incarico  di  distribuire  per
  ogni emendamento 50 emendamenti a lei.

   CIANCIO. Allora, signor Presidente, io ancora non ho avuto modo di
  leggere  gli  emendamenti.  Quindi,  le  chiedo  o  di  accantonare
  l'articolo,  o di sospendere per il tempo di andare a pranzare,  se
  vogliamo  fare una pausa. Ci leggiamo con calma questi emendamenti,
  dopodiché ritorniamo in Aula.
   Oltre a questo voglio chiedere agli Uffici di applicare l'articolo
  111  del  Regolamento,  che dice che  non possono  proporsi,  sotto
  qualsiasi forma, articoli aggiuntivi o emendamenti contrastanti con
  precedenti deliberazioni dell'Assemblea .
   Quindi, qualora il Governo stesse proponendo un articolo che è già
  stato  bocciato  da  questa Assemblea, non può  essere  rimesso  in
  discussione. Su questo, Presidente, non possiamo transigere.

   PRESIDENTE. Stiamo parlando di emendamenti che arrivano in  questo
  momento.  Non  sono  stati bocciati durante  il  lavoro  di  questa
  finanziaria.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)

   Lo verificheremo se questo è corretto lo verificheremo.
   Hanno  chiesto  di  parlare l'onorevole Lupo, l'onorevole  Caputo,
  l'onorevole Barbagallo; prima, chiedo scusa, Barbagallo,  Lupo  poi
  Caputo.
   Scusate,   su  questi  emendamenti  del  Governo  e  dei   singoli
  parlamentari  hanno chiesto di intervenire l'onorevole  Barbagallo,
  l'onorevole Lupo e l'onorevole Caputo.
   Siete pregati di prendere posto, colleghi; onorevole Sunseri,  per
  favore;  accomodatevi, intervenite ognuno di voi intervenga  ma  ci
  mancherebbe altro.

                           (Brusìo in Aula)

   Possiamo   ascoltare   l'intervento   dell'onorevole   Barbagallo?
  Colleghi,  onorevole  Tancredi, onorevole Lo Giudice,  per  favore,
  accomodatevi; vogliamo ascoltare gli interventi dei colleghi?
   Prego, onorevole Barbagallo, ha facoltà di parlare.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  siamo sorpresi  ed  amareggiati.
  Sorpresi ed amareggiati - e lo dico all'assessore Cordaro -  perché
  ci  ritroviamo  l'ultima puntata dell'urbanistica netflix  dove  mi
  pare  che il sentimento era un altro, quello di approfondire. Anche
  perché  l'impugnativa  non è arrivata sulla vicenda  relativa  alla
  fascia  di rispetto, quindi mi sembra veramente incomprensibile  il
  terzo  punto  del 52.84, e mi sembra ancora più incomprensibile  ma
  torniamo  -  Presidente  di  Mauro, la prego  di  ascoltarmi  -  ma
  torniamo  al  tema  che abbiamo annunciato in fase  di  discussione
  generale  alla finanziaria, che io non capisco perché non riusciamo
  a censire con serenità quelle che sono le esigenze dei siciliani.
   Assessore Cordaro, c'è quell'emendamento che è stato approvato  in
  IV   Commissione,  sostenuto  dai  deputati  del   Catanese   anche
  dall'onorevole Foti, approvato dall'unanimità della IV  Commissione
  che riguarda la ricostruzione nelle zone colpite dal terremoto,  ma
  può  essere  che c'è un Aula che non guarda alle zone  colpite  dal
  terremoto e pensa a sistemare un articolo o un comma? Io spero  che
  con un minimo di serenità utilizzando la pausa pranzo, riusciamo  a
  trovare  il perimetro per tracciare quelle che sono le priorità  di
  tutti,  perché in questi temi non dovrebbe valere la maggioranza  o
  la  minoranza, la destra o la sinistra, dovrebbe prevalere il  buon
  senso.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Grazie  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  rivolgo   al
  Presidente della Regione, onorevole Musumeci.
   Presidente Musumeci, mi rivolgo a lei. Io credo che al punto in cu
  siamo,  tranne  che  gli emendamenti aggiuntivi non  siano  davvero
  necessari.  Capisco il 52.85 perché è evidente che è un emendamento
  necessario,  ma  presentare aggiuntivi a  tutti  gli  articoli  che
  ancora ci attendono io credo che sia da irresponsabili, Presidente.
   Allora, io la invito, Presidente, a farsi lei filtro e garante  di
  ciò  che  sarà presentato nelle prossime ore perché altrimenti  noi
  richiamo davvero di non chiuderla più questa finanziaria. Peraltro,
  siamo  in  presenza di aggiuntivi presentati o  dal  Governo  o  da
  deputati  di  maggioranza  che  hanno  avuto  modo  di  partecipare
  all'elaborazione della finanziaria, dei lavori in Commissione e dei
  lavori in Aula, non credo che si possano aspettare le 13.19 del  31
  marzo per presentare altri aggiuntivi.
   Diversamente, se è questo l'orientamento della Presidenza, sia del
  Presidente  della  Regione  che del Presidente  dell'Assemblea,  ne
  prendiamo atto, presenteremo aggiuntivi anche noi.
   Chiediamo  di  sospendere la seduta, anzi  un  pronunciamento  del
  Governo  e della Presidenza dell'Assemblea per poterci regolare  di
  conseguenza.
   Si  convochi una Conferenza dei Capigruppo, se c'è spazio per  gli
  aggiuntivi  ne parliamo. Presentiamo tutti gli aggiuntivi,  tenendo
  conto  che molti nostri aggiuntivi non li abbiamo visti, sono stati
  messi in coda, ma diamoci regole uguali per tutti.

   PRESIDENTE. Allora, a chiarimento delle cose che sono state dette.
  In  ordine al 52.84, onorevole Ciancio - scusate, ho da dare  delle
  risposte all'onorevole Ciancio - relativamente al penultimo  comma,
  dell'articolo 7, le parole  da tutti gli interventi , già  è  stato
  approvato con il comma 13, dell'articolo 52. Il Governo, quindi, di
  fatto ha ripetuto una cosa che noi abbiamo approvato.
   Relativamente, alla premessa, cioè, alla questione della legge  n.
  36  del  2020, noi abbiamo bocciato all'articolo 117, la n. 32  del
  2020  e  non  la  n.  36,  non c'è, quindi, preclusione  sul  piano
  regolarmente.  Questo  lo dico per dovere d'ufficio  e  per  essere
  anche in condizioni
   Relativamente al 52.85, è tutto il tema di evitare le  impugnative
  a  proposito del testo sull'edilizia, mi riferisco ai permessi,  su
  cui già una parte dell'opposizione è pure d'accordo.  Variazioni di
  bilancio,  il  52.85 riguarda le variazioni di bilancio.  Il  52.84
  riguarda la questione dell'edilizia.
   Cominciamo. Assessore Cordaro, vuole illustrare questo emendamento
  52.84,  per  favore? Tenga conto che l'ultimo  comma  è  stato  già
  approvato.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  invece, prima vorrei - propongo a lei ma, lo  propongo
  all'Aula,  in  ragione anche della bontà delle  argomentazioni  che
  sono  state  sviluppate da alcuni colleghi che sono  intervenuti  -
  chiederle  la  sospensione di un'ora, un'ora e mezza,  in  modo  da
  poter valutare se a questi emendamenti che, evidentemente, per  chi
  li  ha  presentati  ma, anche per il Governo costituiscono  materia
  assolutamente  necessaria,  si possono  aggiungere,  eventualmente,
  degli  altri  emendamenti che devono essere emendamenti  valutabili
  nello  stesso  ambito di materia, in modo da poter  portare  avanti
  un'attività  conclusiva  dell'articolo 52, in  tempi  assolutamente
  brevi, che possa mettere l'intera Aula nelle condizioni di votare.
   Le chiedo, quindi, una sospensione fino alle ore 15.00.

   PRESIDENTE.  Assessore, se noi sospendiamo, ci troveremo  con  una
  serie   di  emendamenti  che  verranno  presentati,  altri  e   gli
  aggiuntivi, ma anche quelli presentati. Mettiamo ulteriore carne  a
  fuoco. Per me, poi, come dice il Governo, io mi rimetto al Governo,
  per carità

                     (Intervento fuori microfono)

   Chi  l'ha  chiesta la sospensione? L'ha chiesta lei. Tenete  conto
  che questo aprirà un file di diversi emendamenti presentati.
   La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.24, è ripresa alle ore 15.47)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Comunico al Governo e al Presidente della Commissione,
  onorevole   Savona,  che  giungono  a  questa  Presidenza   diverse
  sollecitazioni in ordine ad emendamenti attinenti al testo e  anche
  articoli che sono aggiuntivi, e in più abbiamo due emendamenti  che
  sono  proposti dal Governo finalizzati ad evitare impugnative,  uno
  la legge sull'edilizia e l'altro sulle variazioni di bilancio.
   Noi  dobbiamo stabilire, presidente Savona e Governo, il  percorso
  che  dobbiamo  adottare,  siamo  qui  da  giorno  16,  non  abbiamo
  concluso, ancora, la finanziaria ci attende non solo l'approvazione
  dell'articolo  52  ma  l'approvazione di  questi  due  emendamenti,
  l'approvazione  dell'articolo 2, che non so se c'è una  riscrittura
  del  Governo.  E poi possiamo decidere di rinviare il  resto  delle
  cose  a giorno 15. Ditemi quello che dobbiamo fare un ordine  delle
  cose lo dobbiamo avere.

   SAVONA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Onorevoli
  colleghi, ieri sera con il Presidente dell'Assemblea siamo  rimasti
  che facevamo l'articolo 52 nella sua interezza e l'articolo 2.
   Se  c'era  una  esigenza del Governo, eravamo pronti a  riceverla,
  tutto il resto va messo, per il  rispetto di tutti,  in quello  che
  faremo da giorno 15 in avanti.

   PRESIDENTE. Governo, l'accordo su questa ipotesi?

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Noi  non
  possiamo  che essere d'accordo, nella misura in cui se queste  sono
  le indicazioni il Governo ne prende atto, e individuerà la priorità
  o  al  massimo le due priorità da proporre all'Aula fermo  restando
  che il voto dell'Aula è quello che decide.

   PRESIDENTE.  Hanno chiesto di parlare gli onorevoli  Barbagallo  e
  Lupo.

   BARBAGALLO.   Signor  Presidente, siamo sorpresi,  le  opposizioni
  hanno avuto un atteggiamento di grande responsabilità, intervenendo
  poche   volte  non  formulando  emendamenti  aggiuntivi,  ci  siamo
  ritrovati  sul  52  a  fine  mattinata  quando  benissimo  potevamo
  votarlo,  e  non  ho capito bene se ha riaperto i termini  per  gli
  emendamenti  aggiuntivi, due emendamenti che non sono a  firma  del
  Governo,  sono a firma dei deputati di maggioranza il  52.82  e  il
  52.83,  e  non  si capisce da dove vengono, per quale  ragione,  se
  dalla Luna o da Marte comprese le norme che abbiamo approvato  poco
  fa che non erano nel testo, e poi 3 emendamenti del Governo.
   Non solo le opposizioni siamo responsabili non allunghiamo i tempi
  procedimentali,  non presentiamo emendamenti  aggiuntivi  e  ci  si
  vuole togliere la possibilità di intervenire.
   Noi  l'abbiamo detto sin dall'inizio non rinunceremo ad un  minuto
  del  dibattito  sulla finanziaria, ci sono tutte le condizioni  per
  procedere  velocemente e non espungere, mi faccia finire Presidente
  Di Mauro, nessun articolo da testo.
   Noi  eravamo qui stamattina e siamo pronti a definire tutto quanto
  prima senza aggravare le procedure d'Aula, ora interverrà il nostro
  Capogruppo, non è che possiamo subire i capricci della maggioranza.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, forse, non sono stato abbastanza
  chiaro. L'Assessore Cordaro ha chiesto una sospensione poc'anzi per
  fare il punto della situazione tenendo conto che ci sono 2 priorità
  che  il  Governo ha ribadito che sono il 52.84 e il 52.85 che  sono
  del  Governo che servono a scongiurare una quasi impugnativa e sono
  una sulla variazione del bilancio e l'altro sul disegno di legge.
   Da  questo  momento, il resto delle cose vengono  rinviate,  tutte
  assieme agli altri articoli a giorno 15.
   Sospendiamo la seduta, facciamo una Conferenza dei Capigruppo  fra
  un quarto d'ora, alle 16.05, e vediamo cosa dobbiamo fare.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.52, è ripresa alle ore 17.21)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. I colleghi sono pregati di prendere posto, il  Governo
  è al suo posto, Il Presidente della Commissione  Bilancio  è al suo
  posto.

   PRESIDENTE. Così come concordato in sede di Conferenza dei  Gruppi
  parlamentari,  abbiamo due emendamenti presentati dal  Governo  che
  sono il 52.84 e il 52.85.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  chiarezza dei rapporti anche nei confronti del Governo.
   L'emendamento  52.84 che, sostanzialmente, prende atto  di  quelle
  che  sono delle impugnative che ha fatto il Governo nazionale sulla
  vicenda della proroga dei permessi edilizi, sul Piano casa e su  un
  aspetto  relativo  al finanziamento dei fondi comunitari,  per  cui
  esclude il DURC per i professionisti, cioè è un atto dovuto, quasi:
  ma  perché  questi  atti  dovuti non si  concordano  con  i  Gruppi
  parlamentari, cioè,  arrivare al sedicesimo giorno di finanziaria e
  presentare  un  emendamento aggiuntivo, senza che è concordato  con
  nessun, infilato quando siamo tutti stanchi, ritengo che nel merito
  non sia condivisibile, nel metodo; nel merito  lo riteniamo un atto
  dovuto  e  lo  voteremo, però, certamente in  questo  momento  così
  complicato dovremmo avere tutti maggiore responsabilità.

   PRESIDENTE. Allora, in ordine all'emendamento 52.84 è soppressa la
  parte del penultimo comma dove indica all'articolo 7,  le parole da
  tutti  gli interventi  perché è inserito già nel comma 13 dell'art.
  52.
   Pongo in votazione l'emendamento 52.84.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 52.85. E' l'emendamento  che
  riguarda le variazioni di bilancio.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  il  mio  è  un
  intervento  di  servizio,  se lo possiamo  così  chiamare,  perché,
  onestamente, qualche sassolino dalla scarpa me lo devo levare.
   Ricorderà,  signor Presidente, non presiedeva lei l'Aula  in  quei
  giorni    che,   dall'opposizione   -    ricordo   gli   interventi
  dell'onorevole Lupo, l'onorevole Cracolici, l'onorevole Di Paola  e
  altri  colleghi  che sono intervenuti proprio  in  quei  giorni,  -
  sottolineavamo due principi cardine di quella legge di  variazione:
  1)  veniva meno il principio di annualità, cioè noi con una  norma,
  nel  2021,  modificavamo il bilancio del 2020; 2) dicevamo  che  le
  coperture,  con  quella pseudo clausola di salvaguardia  presentata
  dal  Governo,  poi ritirata, poi ripresentata in Aula,  difesa  dal
  presidente  Miccichè che col suo sempre modo di fare poco  garbato,
  anche   nei   confronti  dell'opposizione,  zittiva   dicendo   che
  sbagliavamo,  che  invece  era giusto portarla  avanti;  adesso  ci
  ritroviamo  a marzo a modificare quella legge perché è stata  messa
  in   atto  una  impugnativa  proprio  su  quei  due  principi   che
  richiedevamo da forze di opposizione all'interno di quella legge di
  variazione.
   Cioè, avevamo stanziato delle somme che non potevamo stanziare per
  un   anno   corrente   e,   quindi,  veniva   meno   il   principio
  dell'annualità, previsto dal decreto 118, cioè da quello che regola
  tutto l'equilibrio di bilancio e, soprattutto, mettevamo un freno a
  quelle  che erano le coperture di quella legge che invece risultava
  non  essere  una copertura veritiera, che è quello che urlavamo  da
  quest'Aula, e nel frattempo, però, abbiamo fatto perdere tre  mesi,
  nel  frattempo  non sono arrivati gli stipendi, nel  frattempo  non
  abbiamo  fatto le variazioni necessarie, nel frattempo  ancora  non
  abbiamo  la legge finanziaria, nel frattempo non abbiamo  approvato
  la  legge di bilancio, nel frattempo ci sono migliaia di dipendenti
  che,  fuori,  aspettano  che noi con molta comodità  ritorniamo  in
  Aula,  approviamo gli emendamenti ad esercizio provvisorio scaduto,
  che  anziché iniziare alle nove del mattino iniziamo a mezzogiorno,
  anziché iniziare alle sedici iniziamo alle diciassette.
   Tutto  questo,  semplicemente per non ascoltare chi  aveva  letto,
  studiato   la   legge  di  bilancio  e  la  legge   di   variazione
  precedentemente e ne analizzava i punti di criticità, tra  l'altro,
  poi  sottolineati anche dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri
  e  con  quel  solito  suo modo di fare del Presidente  Micciché,  e
  diceva che noi dicevamo corbellerie, che non era vero, salvo poi, a
  distanza  di  sessanta giorni, confermare tutto quello che  avevamo
  denunciato  in  Aula e, purtroppo, dopo tre mesi  ci  ritroviamo  a
  dover modificare la legge di variazione di bilancio per evitare che
  la stessa venga impugnata dallo Stato.

   PRESIDENTE.   Abbiamo   concluso   la   discussione.   Si    passa
  all'emendamento 52.85, c'è un emendamento che è stato presentato al
  52.85, ed è inammissibile.
   Il Parere della Commissione?

   SAVONA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Passiamo  all'approvazione  finale dell'articolo  52,  così  com'è
  stato emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Col  voto  contrario  del Movimento Cinque Stelle.  Approvato  a
  maggioranza.

   Cominciamo  ad  approvare, nelle more di una  attenta  riflessione
  sull'articolo  2,  perché  credo che la  Commissione  presenti  una
  riscrittura, passiamo agli articoli del testo del disegno di legge.
   Si passa all'articolo 75.  Ne do lettura:

                               «Art. 75
         Interventi per la mobilità studentesca internazionale

   1.  L'Assessorato  regionale dell'istruzione  e  della  formazione
  professionale promuove e finanzia in favore di fondazioni culturali
  aventi  finalità  di dialogo tra le culture e gli scambi  giovanili
  internazionali,  la  realizzazione di  progetti  e  la  stipula  di
  convenzioni  di mobilità studentesca internazionale, che  prevedono
  l'assegnazione di borse di studio per lo svolgimento di un  periodo
  all'estero a studenti delle scuole superiori secondarie di  secondo
  grado,  residenti  nel  territorio  della  regione,  meritevoli   e
  appartenenti a famiglie meno abbienti. Per le finalità  di  cui  al
  presente articolo è autorizzata, per l'esercizio finanziario  2021,
  la spesa di 50 migliaia di euro (Missione 16, Programma 2).»

   Ci   sono   soltanto  emendamenti  soppressivi.  Gli   emendamenti
  soppressivi sono ritirati.

                     (Intervento fuori microfono)

    Scusate, è mantenuto l'emendamento soppressivo? Perfetto.
   Allora, votiamo direttamente l'approvazione dell'articolo 75.
   Onorevole  Savona,  abbiamo l'articolo 75 a pagina  129.  Ci  sono
  degli emendamenti soppressivi. E' un articolo del testo che prevede
  un  impegno di 50 mila euro per quanto riguarda le gite scolastiche
  fuori   dalla  Regione  siciliana.  Su  questo  articolo  ci   sono
  emendamenti     soppressivi.    Allora,    votiamo     direttamente
  l'approvazione dell'articolo 75.

         (Viene richiesta la votazione per scrutinio segreto)

   Scusate, stiamo parlando di un articolo di appena 50 mila euro. Ma
  questo  significa  volere  perdere tempo  Questo  significa  volere
  creare ostruzionismo ad un'attività   Va bene.
      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 75

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  75.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Onorevole  Galluzzo  si accomodi, onorevole Figuccia  si  accomodi.
  Colleghi, per favore vi ricordo come si vota: si pigia il tasto  che
  ritenete opportuno e poi estraete la scheda. Un attimo che vota pure
  l'onorevole  Caronia. Votiamo direttamente la conferma dell'articolo
  75.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            63
   Votanti             57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          25
   Contrari            32
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 88, in precedenza accantonato.
   Abbiamo una riscrittura, 88.R.ter, che distribuiamo. Un attimo che
  facciamo  le  fotocopie  e lo distribuiamo. Colleghi,  avete  tutti
  l'emendamento  di riscrittura? Onorevole Galluzzo, ha l'emendamento
  di riscrittura? Va bene.
   Presidente Savona, stiamo parlando dell'emendamento 88.R.ter.

   SAVONA,   presidente  della  Commissione   e  relatore.   E'   una
  riscrittura  dell'articolo  88 e la  Commissione   è  favorevole  a
  questa riscrittura.

   PRESIDENTE. Va bene. Il parere della Commissione è favorevole.
   Sospendiamo la trattazione dell'articolo 88.
   Stiamo distribuendo la riscrittura dell'articolo 2.
   Sospendo  la  seduta   per  un  quarto  d'ora  in  attesa  di  una
  consultazione.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.35, è ripresa alle ore 18.23)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il presidente Savona all'assessore
  Cordaro ha chiesto che ha ancora bisogno di venti minuti. Purtroppo
  non  è  responsabilità di nessuno, stiamo cercando di risolvere  un
  po' di problemi.
   La seduta è rinviata alle ore 19.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.24, è ripresa alle ore 18.57)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, diamo un attimo il tempo  a  tutti
  di rientrare, la Commissione  Bilancio  per prima.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Mancuso e Ternullo sono  in
  congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Mancuso

   Messaggio di cordoglio per la scomparsa del padre dell'onorevole
                                Mancuso

   PRESIDENTE.  Lasciate che possa fare pubblicamente le condoglianze
  all'onorevole  Mancuso a cui è venuto a mancare il papà,  oggi,  da
  parte di tutta l'Assemblea un grande abbraccio a Michele Mancuso.

    siciliana collocati in quiescenza

     Indirizzo di saluto a tre dipendenti dell'Assemblea regionale
                   siciliana collocati in quiescenza

   PRESIDENTE.  Approfitto di questi istanti per fare una  cosa,  per
  fortuna  non così triste, almeno secondo come la si vede, che  sono
  gli auguri da parte nostra, da parte mia, sicuramente, ma credo  da
  parte  di  tutti, a tre dipendenti dell'Assemblea, tre  donne,  che
  oggi  vanno  in  pensione.  Tre impiegate  storiche  dell'Assemblea
  Regionale che sono Melina Licari, Mimma Costanza ed Enza Butera.
   Peraltro, non sono così anziane da dover fare solo le nonne,  sono
  giovani e possono, spero, -  nemmeno bambine, questo lo sappiamo  -
  peraltro,  una di queste è stata nel mio Gabinetto, la prima  volta
  che  fui Presidente, parliamo di quindici anni fa, per cui sono tre
  persone a cui sono particolarmente affezionato.
   Sono andato a salutarle personalmente, ci siamo visti poco fa,  ma
  voglio che loro sappiano che tutta l'Assemblea fa loro un mondo  di
  auguri, che mancheranno a tutti ma, spero, possano divertirsi negli
  anni futuri post-lavoro.

    n. 961/A e n. 962/A

   Riprende  il  seguito della discussione unificata dei  disegni  di
  legge n. 961/A e n. 962/A

   PRESIDENTE. In attesa che giunga in Aula, l'onorevole Savona  e  i
  componenti  della  Commissione   Bilancio ,  invito  gli  Uffici  a
  distribuire  il  fascicolo  degli  emendamenti,  quelli   ufficiali
  diciamo,  quelli del fascicolo, per cui se cominciamo a distribuire
  anche quelli.
   Sì, sì, articolo 2.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
              Rifinanziamento e modifiche leggi di spesa

   1.  Per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 59 della legge
  regionale   12  agosto  2014,  n.  21  e  successive  modificazioni
  l'autorizzazione di spesa è rideterminata in 1.000 migliaia di euro
  per  l'esercizio finanziario 2021 ed in 500 migliaia di euro  annui
  per  ciascuno  degli esercizi finanziari 2022 e 2023  (Missione  7,
  Programma 1, capitolo 473312).

   2.  L'autorizzazione di spesa di cui al comma 4  dell'articolo  15
  della   legge   regionale  14  maggio  2009,  n.  6  e   successive
  modificazioni, pari a complessivi 570.000 migliaia di euro per  gli
  anni  dal 2021 al 2026, è rideterminata nelle annualità e  per  gli
  importi  di seguito specificati (Missione 1, Programma 11, capitolo
  511603):

   - anno 2021 29.000 migliaia di euro;
   - anno 2022 59.000 migliaia di euro;
   - anno 2023 59.000 migliaia di euro;
   - anno 2024 85.000 migliaia di euro;
   - anno 2025 85.000 migliaia di euro;
   - anno 2026 85.000 migliaia di euro;
   - anno 2027 85.000 migliaia di euro;
   - anno 2028 83.000 migliaia di euro.

   3.  L'autorizzazione di spesa per le finalità di cui  al  comma  9
  dell'articolo  4 della legge regionale 11 agosto  2017,  n.  16,  è
  rideterminata, a decorrere dall'esercizio finanziario 2021, in  720
  migliaia di euro annui (Missione 1, Programma 10, capitolo 212039).

   4.  L'autorizzazione di spesa di cui al comma  8  dell'articolo  6
  della  legge  regionale 11 agosto 2017, n. 15, è  rideterminata  in
  euro   378.501,56  per  l'esercizio  finanziario  2021,   in   euro
  352.006,46  per l'esercizio finanziario 2022 ed in euro  334.406,14
  per   l'esercizio  finanziario  2023  (Missione  1,  Programma  11,
  capitolo 344127).

   5.  L'autorizzazione di spesa di cui al comma  4  dell'articolo  8
  della   legge  regionale  22  febbraio  2019,  n.  1  e  successive
  modificazioni è rideterminata in euro 39.402.907,36 per l'esercizio
  finanziario 2021 (Missione 15, Programma 3, capitoli 313318, 313728
  e 313325).

   6.  L'autorizzazione di spesa di cui al comma  6  dell'articolo  8
  della   legge  regionale  22  febbraio  2019,  n.  1  e  successive
  modificazioni è rideterminata, per l'esercizio finanziario 2021  in
  euro  30.149.760,00 (Missione 12, Programma 4,  capitoli  183799  e
  313727).

   7.  Per le finalità di cui al comma 9 dell'articolo 13 della legge
  regionale  8  maggio  2018,  n.  8  e  successive  modificazioni  è
  autorizzata,  per ciascuno degli esercizi finanziari 2021,  2022  e
  2023,  la spesa annua di 50 migliaia di euro (Missione 9, Programma
  2, capitolo 842074).

   8. Per le finalità di cui all'articolo 67 della legge regionale  8
  maggio  2018, n. 8 e successive modificazioni, l'autorizzazione  di
  spesa, per ciascuno degli esercizi finanziari 2021, 2022 e 2023,  è
  rideterminata in 90 migliaia di euro annui (Missione  9,  Programma
  3, capitolo 443313).

   9.  Per le finalità di cui al comma 6 dell'articolo 10 della legge
  regionale  8  maggio  2018,  n.  8  e  successive  modificazioni  è
  autorizzata,  per ciascuno degli esercizi finanziari 2021,  2022  e
  2023, la spesa annua di 100 migliaia di euro (Missione 4, Programma
  3, capitolo 372556).

   10. Per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 10 della legge
  regionale  8  maggio  2018,  n.  8  e  successive  modificazioni  è
  autorizzata,  per ciascuno degli esercizi finanziari 2021,  2022  e
  2023,  la spesa annua di euro 184.245,14 (Missione 4, Programma  6,
  capitolo 372555).

   11. Per le finalità di cui all'articolo 3 della legge regionale  8
  maggio  2018,  n.  8 e successive modificazioni è autorizzata,  per
  ciascuno  degli  esercizi finanziari 2021, 2022 e  2023,  la  spesa
  annua  di  200 migliaia di euro (Missione 9, Programma 6,  capitolo
  130025).

   12. Per le finalità di cui alla legge regionale 2 luglio 2014,  n.
  16  e  successive  modificazioni  è  autorizzata,  per  l'esercizio
  finanziario 2021, la spesa di 200 migliaia di euro e, per  ciascuno
  degli  esercizi  finanziari 2022 e 2023,  la  spesa  annua  di  190
  migliaia di euro (Missione 5, Programma 2, capitolo 377913).

   13.  Per  le finalità di cui all'articolo 58 della legge regionale
  17  marzo 2016, n. 3 e successive modificazioni è autorizzata,  per
  ciascuno  degli  esercizi finanziari 2021, 2022 e  2023,  la  spesa
  annua  di  200 migliaia di euro (Missione 12, Programma 2, capitolo
  183350).

   14.  L'autorizzazione di spesa per le finalità di cui al comma  12
  dell'articolo  26  della legge regionale 16 aprile  2003,  n.  4  e
  successive  modificazioni  è  rideterminata,  per  ciascuno   degli
  esercizi  finanziari  2021, 2022 e 2023 in  euro  281.526,57  annui
  (Missione 1, Programma 3, capitolo 212025).

     15. Per le finalità di cui all'articolo 54 della legge regionale
  8  maggio  2018,  n.  8 è autorizzata, per gli esercizi  finanziari
  2021, 2022 e 2023, la spesa annua di 250 migliaia di euro (Missione
  5, Programma 2, capitolo 377892).

   16.  L'autorizzazione di spesa di cui al comma 1 dell'articolo  16
  della   legge  regionale  11  agosto  2017,  n.  16  e   successive
  modificazioni   è  rideterminata,  per  ciascuno   degli   esercizi
  finanziari  2021,  2022  e  2023, in 600  migliaia  di  euro  annui
  (Missione 4, Programma 4, capitolo 373356).

   17.  Per  le finalità di cui all'articolo 39 della legge regionale
  20 giugno 2019, n. 9 e successive modificazioni, è autorizzata, per
  l'esercizio  finanziario 2021, la spesa di  400  migliaia  di  euro
  (Missione 16, Programma 2, capitolo 348123).

   18. Per le finalità di cui all'articolo 53 della legge regionale 8
  maggio  2018,  n.  8  è  autorizzata, per ciascuno  degli  esercizi
  finanziari  2021, 2022 e 2023, la spesa annua di  500  migliaia  di
  euro (Missione 12, Programma 4, capitolo 183813).

   19. Per le finalità di cui alla legge regionale 13 agosto 2020, n.
  19  e  successive modificazioni è autorizzata, per  ciascuno  degli
  esercizi  finanziari  2021, 2022 e 2023,  la  spesa  annua  di  500
  migliaia di euro (Missione 8, Programma 1, capitolo 447304).

   20.  Per le finalità di cui al comma 2 dell'articolo 8 della legge
  regionale  8  maggio 2018, n. 8 è autorizzata, per  ciascuno  degli
  esercizi  finanziari  2021, 2022 e 2023, la  spesa  annua  di  euro
  736.980,56 (Missione 5, Programma 1, capitolo 777311).

   21.  Per le finalità di cui al comma 4 dell'articolo 4 della legge
  regionale  11  agosto  2017,  n.  16  e  successive  modificazioni,
  l'autorizzazione  di  spesa  di  cui  all'articolo  2  della  legge
  regionale 20 gennaio 2021, n. 1, è rideterminata, per gli  esercizi
  2021,  2022 e 2023, rispettivamente in euro 5.727.438,06,  in  euro
  5.652.438,06  ed  in euro 5.310.000,00 (Missione  1,  Programma  3,
  capitolo 214107).

   22.  Il  contributo  concesso all'Istituto regionale  del  vino  e
  dell'olio  ai  sensi del comma 2 quinquies dell'articolo  23  della
  legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modificazioni  è
  rideterminato, per ciascuno degli esercizi finanziari 2021, 2022  e
  2023,  in euro 182.554,98 annui (Missione 16, Programma 1, capitolo
  147325).

   23.  Il contributo concesso all'Istituto regionale per lo sviluppo
  delle   attività  produttive  ai  sensi  del  comma   2   quinquies
  dell'articolo  23 della legge regionale 27 aprile  1999,  n.  10  e
  successive  modificazioni è rideterminato in  euro  900.000,00  per
  l'esercizio  finanziario  2021 ed in euro 815.837,48  per  ciascuno
  degli  esercizi finanziari 2022 e 2023, (Missione 14, Programma  2,
  capitolo 343315).

   24. Il contributo concesso agli Enti regionali per il diritto allo
  studio  universitario ai sensi del comma 2 quinquies  dell'articolo
  23  della  legge  regionale  27 aprile 1999,  n.  10  e  successive
  modificazioni   è  rideterminato,  per  ciascuno   degli   esercizi
  finanziari  2021,  2022  e 2023 in 2.000  migliaia  di  euro  annui
  (Missione 4, Programma 4, capitolo 373347).

   25.  Per  le attività di manutenzione ordinaria, urgenza  e  somma
  urgenza di cui al comma 4 dell'articolo 13 della legge regionale  8
  maggio 2018, n. 8 è autorizzata, per l'esercizio finanziario  2021,
  la  spesa  di  1.000  migliaia di euro (Missione  9,  Programma  6,
  capitolo 442555).

   26. Per le finalità di cui all'articolo 46 della legge regionale 8
  maggio  2018,  n.  8 e successive modificazioni è autorizzata,  per
  ciascuno  degli  esercizi finanziari 2021, 2022 e  2023,  la  spesa
  annua  di 1.000 migliaia di euro (Missione 6, Programma 1, capitolo
  473741).

   27. Per le finalità di cui all'articolo 67 della legge regionale 7
  maggio  2015,  n. 9 e successive modificazioni l'autorizzazione  di
  spesa, per ciascuno degli esercizi finanziari 2021, 2022 e 2023,  è
  rideterminata in 2.020 migliaia di euro (Missione 1, Programma  10,
  capitolo 108170).

   28. Per le finalità di cui al comma 5 dell'articolo 48 della legge
  regionale 17 marzo 2016, n. 3, al fine di assumere l'onere dell'IVA
  sui   corrispettivi  dovuti  alla  società  Trenitalia  S.p.A.  per
  l'esercizio  dei  servizi  di trasporto  ferroviario  regionale,  è
  autorizzata,  per l'esercizio finanziario 2023, la  spesa  di  euro
  11.153.592,00 (Missione 10, Programma 2, capitolo 273708).

   29.  All'articolo 15 della legge regionale 11 agosto 2017,  n.  16
  sono  apportate  le seguenti modifiche (Missione 10,  Programma  2,
  capitolo 273710):

   a) la cifra  83.380  è sostituita dalla cifra  85.380 ;

   b) le parole  10.560 migliaia di euro, per l'esercizio finanziario
  2022  sono sostituite dalle seguenti:  11.560 migliaia di euro, per
  l'esercizio finanziario 2022 ;

   c) le parole  12.540 migliaia di euro, per l'esercizio finanziario
  2023  sono sostituite dalle seguenti:  13.540 migliaia di euro, per
  l'esercizio finanziario 2023 .

   30.   Per  le  finalità  previste  dall'articolo  13  della  legge
  regionale 6 agosto 2019, n. 14 è autorizzata la spesa annua di euro
  1.829.770,00 per ciascuno degli esercizi finanziari 2021 e  2022  e
  di  euro 1.625.114,44 per l'esercizio finanziario 2023 (Missione 7,
  Programma 1, capitolo 474102).

   31. Le finalità previste dall'articolo 13 della legge regionale  6
  agosto   2019,  n.  14  sono  estese  all'aeroporto  di  Comiso   e
  all'aeroporto    di    Lampedusa.   Per   le   medesime    finalità
  l'autorizzazione  di  spesa  di cui al  richiamato  articolo  13  è
  incrementata di 2.000 migliaia di euro per l'esercizio  finanziario
  2021, di cui 1.500 migliaia di euro per l'aeroporto di Comiso e 500
  migliaia  di  euro  per  l'aeroporto  di  Lampedusa  (Missione   7,
  Programma 1, capitolo 474102).

   32.  Per le finalità di cui al comma 5 dell'articolo 4 della legge
  regionale  6  agosto  2019,  n.  14 e  successive  modificazioni  è
  autorizzata, per ciascuno degli esercizi finanziari 2022 e 2023, la
  spesa  annua  di  100 migliaia di euro (Missione 20,  Programma  3,
  capitolo 215768).

   33.  L'autorizzazione di spesa di cui al comma 10 dell'articolo  9
  della   legge   regionale  9  maggio  2017,  n.  8   e   successive
  modificazioni,  per le finalità di cui alle lettere  a)  e  b)  del
  comma  2  del  medesimo articolo, è incrementata,  per  l'esercizio
  finanziario 2021, di 47.000 migliaia di euro e, per ciascuno  degli
  esercizi  finanziari  2022  e  2023, di  23.000  migliaia  di  euro
  (Missione 12, Programma 2, capitolo 183808).

   34. Per le finalità di cui all'articolo 5 della legge regionale 11
  giugno  2014,  n.  13  è autorizzata, per ciascuno  degli  esercizi
  finanziari  2021, 2022 e 2023, la spesa annua di 8.795 migliaia  di
  euro (Missione 16, Programma 3, capitolo 147326).

   35.  Per le finalità di cui al comma 3 dell'articolo 4 della legge
  regionale  11 giugno 2014, n. 13 è autorizzata, per ciascuno  degli
  esercizi  finanziari 2021, 2022 e 2023, la spesa  annua  di  12.790
  migliaia di euro (Missione 16, Programma 1, capitolo 147320).

   36. Per le finalità di cui all'articolo 2 della legge regionale 30
  dicembre 1977, n. 106 e successive modificazioni e dei commi 2 e  3
  dell'articolo  6  della  legge regionale 9  maggio  2017,  n.  8  è
  autorizzata,  per ciascuno degli esercizi finanziari 2021,  2022  e
  2023,  la  spesa annua di 47.924.228,41 (Missione 16, Programma  1,
  capitolo 147303) di cui 14.000 migliaia di euro per l'anno  2021  a
  valere  sulle  risorse  della  sottomisura  4.3  del  Programma  di
  Sviluppo Rurale Sicilia 2014/2020 (PSR). Per consentire l'avvio  di
  un   procedimento   di   definizione  concordata   dell'esposizione
  debitoria dei consorzi di bonifica accorpati ai sensi dell'articolo
  13,  comma  2,  della  legge regionale 28  gennaio  2014,  n.  5  è
  istituito un apposito fondo con una dotazione finanziaria di  6.000
  migliaia  di  euro per l'esercizio finanziario 2021  (Missione  16,
  Programma 1).

   37.  L'autorizzazione di spesa di cui al comma 21 dell'articolo  3
  della  legge  regionale  29  dicembre  2016,  n.  27  e  successive
  modificazioni   è  rideterminata,  per  ciascuno   degli   esercizi
  finanziari  dal  2021  al  2038,  in  euro  201.281.709,57   annui,
  comprensivi   della  riduzione  operata  ai  sensi  del   comma   7
  dell'articolo  11  e dell'articolo 13 (Missione  20,  Programma  3,
  capitolo 215754).

   38.  Per le finalità di cui all'articolo 116 della legge regionale
  16  aprile  2003, n. 4, è autorizzata, per l'esercizio  finanziario
  2021,  la  spesa di 150 migliaia di euro da iscrivere  in  apposito
  capitolo     del     dipartimento    regionale     dell'istruzione,
  dell'università  e del diritto allo studio (Missione  4,  Programma
  4).

   39. Per le finalità di cui alla legge regionale 6 luglio 1990,  n.
  10  e  successive  modifiche  ed integrazioni  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2021, la spesa di 500 migliaia di  euro  in
  favore   dell'Agenzia   comunale   per   il   risanamento   e    la
  riqualificazione urbana della città di Messina (A.Ris.Me) (Missione
  8, Programma 2).

   40.  Per  le  finalità  di  cui  alla  lettera  b)  del  comma   1
  dell'articolo  1 della legge regionale 30 dicembre 1960,  n.  50  e
  successive    modificazioni,   è   autorizzata,   per   l'esercizio
  finanziario  2021,  la spesa di 5 migliaia di  euro  (Missione  16,
  Programma 2, capitolo 346514) e per le finalità di cui al  comma  1
  dell'articolo  7 della legge regionale 20 novembre 2008,  n.  16  e
  successive    modificazioni,   è   autorizzata,   per   l'esercizio
  finanziario 2021, la spesa di 50 migliaia di euro, per le  attività
  dell'Osservatorio  della  pesca  mediterranea   Giovanni  Tumbiolo
  (Missione 16, Programma 2, capitolo 348111).

   41. Per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 12 della legge
  regionale  20  giugno  2019,  n. 10 e  successive  modificazioni  è
  autorizzata,  per l'esercizio finanziario 2021, la spesa  di  1.000
  migliaia di euro.

   42. Per le finalità di cui al comma 5 dell'articolo 12 della legge
  regionale  12  maggio  2020,  n.  9 e  successive  modificazioni  è
  autorizzata,  per l'esercizio finanziario 2021, la spesa  di  2.000
  migliaia  di  euro,  da  ripartire tra i relativi  destinatari  nel
  rispetto  della  proporzione  e sulla  base  dei  criteri  e  delle
  modalità indicati nel comma 5 del predetto articolo 12 della  legge
  regionale  n. 9/2020 (Missione 5, Programma 2, capitolo 377355  per
  1.000  migliaia  di  euro e capitolo 377356 per 1.000  migliaia  di
  euro).

   43.  Per  le  finalità di cui al comma 14 dell'articolo  25  della
  legge regionale n. 9/2020 e successive modificazioni è autorizzata,
  per  l'esercizio finanziario 2021, la spesa di 200 migliaia di euro
  (Missione 5, Programma 2, capitolo 377727).

   44.  Per le finalità di cui al comma 3 dell'articolo 2 della legge
  regionale  n.  9/2020  è  autorizzata, per l'esercizio  finanziario
  2021,  la  spesa  di 150 migliaia di euro (Missione  6,  Programma,
  capitolo 182583).

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.   Siamo  passati  all'articolo  2,   gli   emendamenti
  rimangono  quelli. Poco fa è stato un momento di confusione  perché
  io  ho  detto in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
  abbiamo detto finito il 52, si passa al 2.
   E'  aperto, si vede, ma lo possiamo cancellare, siamo all'articolo
  2.
   Siamo  all'articolo 2. Il testo dell'articolo  2  è  a  parte.  Un
  attimo  stiamo  distribuendo  tutto.  L'articolo  2  che  è   extra
  fascicoli, quindi non è più tra i fascicoli.
   L'articolo del testo è distribuito, questo è un emendamento  della
  Commissione. Non è la riscrittura.
   Sta  arrivando  anche il Presidente della Commissione   Bilancio ,
  onorevole Savona.
   Se  io  ho la certezza che se dalla Commissione, onorevole  Aricò,
  anche  lei è della Commissione  Bilancio , ecco allora se potessimo
  avere  almeno  la copia dell'emendamento, quello della Commissione.
  Penso di sì. Credo che c'era un'ultima correzione che abbiamo fatto
  poco fa e che non ce n'erano altre. Almeno finché ci sono stato  io
  non ce n'erano altre. Vediamo se è così.
   Scusi,  onorevole Aricò, ci stanno comunicando che non  è  pronta,
  quindi abbiamo scherzato, mi avevano detto che era pronta. Cioè  io
  ero  stato  lì  fino a pochi minuti fa e mi avevano detto  che  era
  pronta, quindi dobbiamo aspettare ancora qualche minuto.
   Gli  altri  articoli li dobbiamo fare dopo il 2  perché  sennò  ci
  incasiniamo enormemente. Aspettiamo il 2.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima della pausa  ci
  è stata distribuita la riscrittura parziale dell'articolo 2.
   Per  quanto ci riguarda, quanto alle modifiche delle lettere a)  e
  b)  del comma 30 lettera c) e d), 38 e questi qui fino alla lettera
  e), non abbiamo nulla da dire, abbiamo confrontato con il testo  ed
  evidentemente  queste  sistemazioni hanno  un  loro  perché;  però,
  Presidente, la stessa cosa non posso dire per l'articolo a  partire
  dalla  lettera f), perché mi sembra che sia totalmente al contrario
  di  quello  che  ci  siamo detti in Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari.
   Perché, Presidente, senza entrare nel merito del valore del Centro
  Studi    Filologici,   dell'Istituto   Whitaker   o   del    valore
  dell'Associazione  Nazionale  vittime  civili  di  guerra   o   del
  programma    Mito'   della   città  di  Agrigento   o,   tantomeno,
  dell'Istituto   Gramsci,  chi  li  conosce  ne   potrà   apprezzare
  l'attività  e  quant'altro,;però,  Presidente,  sono  letteralmente
  delle  aggiunzioni che in Capigruppo avevamo detto:  se  hanno  una
  copertura,  se  hanno  lo  star  bene  dell'Assessore  al  ramo  si
  tratteranno  domani  come venire incontro all'Aula,  ovviamente  da
  sottoporre a votazione, poi l'Aula si esprime se sì o no .
   Questo mi sembra un po' - come dire - volere bypassare quello  che
  ci  siamo  detti pochi minuti prima in Capigruppo, caro Presidente,
  perché   non   sono  degli  aggiustamenti  che  legittimamente   la
  Commissione  fa su sollecitazione degli assessori se serve  qualche
  euro in più o qualche euro in meno per i consorzi di bonifica o gli
  aeroporti come nei commi precedenti.
   Io  mi  sento  presa  in giro, perché avevo presentato  aggiuntivi
  senza  aumento di spesa, con il benestare dell'assessore competente
  e  dell'Assessore Armao e la firma del Ragioniere  generale  Tozzo,
  pericolosamente  raccolta la scorsa settimana,  Presidente  con  la
  firma  di  Tozzo pericolosamente raccolta, anzi gli  mando  i  miei
  auguri. Quindi, da una parte ci siamo i fessi e dall'altra ci  sono
  quelli   a   cui  sono  concesse  forzature,  vengono   distribuite
  forzature.
   Quindi,  per quanto ci riguarda chiediamo al votazione  per  parti
  separate, perché le cose serie siamo abituati a voltarle, le  prese
  in giro per tutti, anzi per alcuni, non siamo disposti.
   Quindi,  chiediamo il soppressivo della leggera f), salvaguardando
  tutte  le disposizioni che sono state correttamente valutate  dalla
  Commissione.  Poi,  se c'è una ulteriore riscrittura  la  prego  di
  volerci  dare il tempo perché l'articolo 2, come vede, già  di  suo
  presenta  ben  44  commi, quindi per la serietà a cui  tutti  siamo
  abituati  a  lavorare,  desideriamo  poi  del  tempo  per   poterlo
  analizzare, com'è giusto che faccia un legislatore.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie, io  vorrei
  attirare   l'attenzione   dell'Assessore   Falcone   perché   nella
  riscrittura

   PRESIDENTE. Onorevole Ragusa scusi, onorevole Foti, visto  che  ha
  citato  l'articolo,  quello lo abbiamo  fatto  approvare  ieri.  Io
  infatti  ero  convinto,  sono andato a guadare,  quello  cosiddetto
  firmato da Tozzo è stato approvato ieri, a me sembra di sì,  se  ce
  lo  fa  vedere  lo  verifichiamo. Siccome ha  detto   Non  possiamo
  presentare  questi    e  faceva  riferimento  a  quell'emendamento,
  quello  lo abbiamo approvato ieri, se ce n'erano altri non  so,  ma
  quello è stato approvato.
   Chiedo scusa, onorevole Ragusa, prego.

   RAGUSA.  Grazie per la parola. Vado alla dicitura del  2.COMM,  la
  riscrittura,   dove  nel  2021  si  assegnano  3  milioni   e   800
  all'aeroporto  di  Trapani Birgi, 1 milione e  800  nel  2022  e  1
  milione  e 600 nel 2023. Poi, scorrendo sempre, vado a leggere  che
  all'aeroporto di Comiso vengono assegnati solo un milione e  mezzo.
  Non  so  per  quale  arcano fatto all'aeroporto  di  Trapani  Birgi
  vengono  assegnate queste cifre e all'aeroporto di Comiso  solo  un
  milione e mezzo.
   Io  penso  questo, caro Assessore e caro Presidente Micciché,   la
  Sicilia è una, abbiamo due piccoli aeroporti, no? Che devono essere
  sempre  più  potenziati, che devono essere sempre sostenuti  perché
  vorrei  ricordare che nel caso in cui l'aeroporto di  Catania,  per
  esempio, ha qualche difficoltà i voli vengono dirottati su  Comiso.
  Ed  è  un  aspetto,  tutti parliamo di turismo, tutti  parliamo  di
  ripartenza, tutti parliamo di sostenere l'economia siciliana, ma un
  fatto  così  importante in modo negativo non avevo  avuto  modo  di
  notarlo nelle passate finanziarie.
   Ora,  ritengo che questo milione e mezzo sia insufficiente  perché
  la  società di gestione, la Soaco, con questa somma non sarà  messa
  in  condizione di svolgere la propria attività. Allora delle  cose,
  Presidente Miccichè, o l'una o l'altra: o il Governo ci spiega come
  dovrà fare l'aeroporto di Comiso o il Governo prende impegni per il
  futuro  o l'assessore Falcone, che è direttamente interessato  come
  rubrica, potrà spiegarci come dovrà fare la Soaco a mandare  avanti
  i  servizi dell'aeroporto di Comiso, fermo restando che 2,7 milioni
  per  il  Comune di Comiso vanno bene perché lo aiutano a  sostenere
  questo intervento sul territorio.
   Trattasi di infrastrutture importanti in cui noi tutti crediamo  e
  che penso che sia indispensabile il potenziamento economico per far
  fronte  alle  esigenze  della  gestione  dell'aeroporto  di  Comiso
  attraverso  la Soaco. Se in questa infrastruttura non ci  si  crede
  bisogna  avere  il coraggio di dirlo, perché c'è una  comunità  che
  crede in questa infrastruttura, perché non è possibile che possiamo
  ancora  assistere a questa sperequazione, fermo restando  che  sono
  soddisfatto per le somme assegnate all'aeroporto di Trapani, ma non
  lo sono per l'aeroporto di Comiso.
   Detto  ciò, io vi lascio alle vostre riflessioni. Tenete  presente
  una  cosa:  siccome  è  una  finanziaria molto  stringata,  siccome
  abbiamo  avuto  modo  di  vedere un po' tutti  che  le  economie  a
  disposizione  sono  poche,  io  vi  dico  stasera  una  cosa  molto
  importante  quanto grave: Presidente Miccichè,  o  si  rivedere  la
  somma   assegnata  all'aeroporto  di  Comiso  o  io  mi  pongo   in
  riflessione rispetto al proseguo dei lavori.

   PRESIDENTE.  Io  per adesso sto dando la parola a qualche  collega
  che vuole parlare, soltanto perché aspettavamo il Presidente, ma se
  siamo pronti si inizia.
   Ancora le carte non ci sono, per cui ancora un paio di interventi,
  l'onorevole  Dipasquale  e  l'onorevole Schillaci,  ma  finchè  non
  arrivano  le carte, stiamo così passando il tempo. Appena  arrivano
  le carte si inizia immediatamente a votare.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,
  purtroppo stiamo occupando diversamente il tempo, il tempo  non  lo
  passiamo  e stiamo intervenendo su cose che hanno un significato  e
  non a caso io sto intervenendo sulla riscrittura dell'articolo 2.
   L'articolo 2 fa riferimento ad una serie di interventi tra cui gli
  aeroporti.  Sugli  aeroporti, per gli aeroporti, abbiamo  avuto  un
  incontro  a Ragusa, insieme ai vertici della Soaco, e dove  eravamo
  presenti  quattro  parlamentari.  Perché  gli  aspetti  erano   due
  importanti,  uno che riguardava la ricapitalizzazione, l'altro  che
  riguardava il sostegno alle coste.
   Io  non  ho  difficoltà a ringraziare l'onorevole Assenza  che  in
  quella  sede  si  è  fatto carico per me  e  per  la  Campo  perché
  parlamentari,  ovviamente, di opposizione, ma  facevamo  la  stessa
  cosa  quando noi dovevamo farci carico, io dovevo farmi carico  che
  ero in maggioranza, la scorsa legislatura.
   Per  quanto  riguarda questa vicenda, se n'è fatto carico  per  la
  compagine per i parlamentari l'onorevole Assenza, devo dire che  si
  è  trasferito  in  Commissione, ha svolto  il  nostro  ruolo  nella
  Commissione   parlamentare,  garantendo   quell'impegno   che   noi
  c'eravamo  assunti  tutti che era relativo alla ricapitalizzazione.
  Risultato?   Ottenuto   Le  cose  si  devono  dire  e   si   devono
  riconoscere.  Però,  c'è un problema. In questa  riscrittura  al  2
  della  Commissione, si prevedono un milione e mezzo invece  per  il
  sostegno, un milione e mezzo a Comiso, 500 a Lampedusa, un  milione
  e otto a Birgi. E qui cade l'asino  E si fa anche male, Presidente
  Perché? Perché veda, questo milione e mezzo, Presidente, non  è  un
  regalo che si sta facendo a Comiso.
   Avevamo  un milione e sette nel capitolo e come è finita?  Avevamo
  un  milione e sette e dal milione e sette passiamo a un  milione  e
  mezzo quindi c'è qualcosa che non funziona.
   Non  mi ingelosisco di nessuno, non mi ingelosisco di Birgi,  però
  che  stiate  prevedendo un milione e 800 mila euro per  Birgi  così
  come state riconoscendo delle somme in più a Birgi - penso dobbiate
  riconoscere  le somme in più anche a Comiso. Non possiamo  partire,
  quindi, dal milione e mezzo, ma dobbiamo partire dal milione  sette
  e quaranta che erano le risorse che già avevamo.
   Questo  articolo va riscritto perché noi dobbiamo mettere, se  non
  vogliamo trattare male Comiso, almeno tre milioni di euro.
   Perché,  Presidente? Un milione e sette già ce lo avevamo,  dovete
  togliere allora i soldi a Birgi perché altrimenti qui il meccanismo
  è  che  si  fanno  figli e figliastri e non  è  giusto.  Se  volete
  rilasciare un milione e otto a Birgi, dovete mettere tre milioni di
  euro  a  Comiso perché già un milione e sette c'era. Non potete  da
  una  parte togliere un milione e settecento mila euro e riconoscere
  un milione e mezzo. Rischiamo di commettere un atto ingiusto.
   Ha  provato  a spiegarlo l'onorevole Ragusa, ma non ha  detto  una
  cosa  fondamentale  e  cioè  che  noi  avevamo  già  un  milione  e
  settecento   mila  euro  che  erano  risorse  che  ha  portato   il
  sottoscritto  a  Ragusa perché il milione e  settecento  mila  euro
  apparteneva ai 6 milioni di euro del finanziamento delle corse  che
  avevamo fatto durante la scorsa legislatura.
   Oramai,  purtroppo,  era rimasto quel milione  e  settecento  mila
  euro, mentre sono stati spesi a Birgi - perché lì il meccanismo era
  diverso - purtroppo non si sono potuti spendere per Comiso e  siamo
  rimasti  con  il milione e settecentomila euro che rappresenta  una
  mortificazione rispetto alle somme che abbiamo appostato per Birgi.
   Vi  prego  di  rivederlo anche perché nel piano  industriale  -  e
  concludo  - della SOACO erano stati previsti tre milioni  di  euro.
  Quindi, attenzione  Commettiamo anche un danno alla SOACO.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Le carte sono arrivate in tutto questo?

   SCHILLACI.  Presidente, Assessori e colleghi  deputati,  dopo  una
  lunga  giornata di stop and go, ci ritroviamo sullo scranno  questa
  riscrittura, in parte, dell'articolo 2 elaborato dalla Commissione.
   Mi  soffermo  sul comma che riguarda gli aeroporti.  Non  possiamo
  assolutamente  trattare  gli  aeroporti  minori,  così  definiti  -
  Assessore  Falcone, mi rivolgo principalmente a lei -  trattando  e
  facendo figli e figliastri.
   Ecco  perché  ho presentato un subemendamento che introduce  anche
  l'aeroporto  di  Pantelleria. Non vedo  perché  dobbiamo  sostenere
  l'aeroporto  di  Lampedusa e dimenticarci invece dell'aeroporto  di
  Pantelleria  che,  in  egual  misura,  soffre,  ha  una  situazione
  altrettanto  difficile  e  ci auguriamo che  possa  invece  partire
  rapidamente, passata la pandemia, e accogliere finalmente i turisti
  per questa estate.
   Quindi,  io  pregherei l'Aula di apprezzare il subemendamento  che
  riscrive le somme per i vari aeroporti introducendo Pantelleria.
   Per  quanto  riguarda, invece, tutti gli altri commi a seguire  io
  leggo  sin  anche  un sostegno all'Associazione  delle  vittime  di
  guerra.
   Presidente, attualmente l'unica guerra che in questo momento siamo
  chiamati a combattere è quella del Covid.

     PRESIDENTE.  Onorevole Schillaci, se lei  sapesse  che  ci  sono
  ancora  500 mila mine sotterranee  Le 500 mila mine l'anno  scorso,
  2020, hanno provocato 20 mila feriti quasi tutti bambini.
   Mi  dispiace  che  lei non voglia tenere in considerazione  questo
  nella  storia  di  questo Paese, ma abbiamo ancora  500  mila  mine
  sotterrate nel territorio italiano. Una parte enorme in Sicilia. In
  Italia, l'anno scorso, 20 mila feriti quasi tutti bambini che  sono
  quelli che vanno a giocare e gli scoppia la mina.
   Non credo che se si dà attenzione anche a questo tipo di argomento
  ci sia niente di scandaloso.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, a me duole intervenire però è  giusto
  che qui dobbiamo mettere delle regole che siano regole per tutti.
   C'è  un  mondo fuori che aspetta questa finanziaria. C'è un  mondo
  che è bloccato. Imprese bloccate. Enti locali bloccati.
   Io  capisco  che si possa parlare di questioni di ordine  generale
  che  interessano tutti, tutta la Sicilia. Ma andare qua  a  cercare
  ognuno per difendere qualche piccola cosa a mio avviso non facciamo

   PRESIDENTE. Lei mi ha preceduto. Avrei detto la stessa cosa.

   LACCOTO. Io ricordo che l'onorevole Assenza ha fatto la battaglia.
  Noi  abbiamo  tolto dalle riserve degli enti locali 2  milioni  770
  mila   euro   per  l'aeroporto  di  Comiso.  Abbiamo  postato   con
  l'assessore Falcone un'altra somma e questa è la terza che postiamo
  e ancora ci si lamenta.
   Ma guardate che così noi non andremo da nessuna parte. Noi abbiamo
  bisogno  di  andare  avanti  con  questa  benedetta  finanziaria  e
  chiuderla.
   Signor Presidente, a lei il compito di fare rispettare le regole e
  finiamola con le minacce.

   PRESIDENTE. Non do più la parola a nessuno perché ce ne  sarà  uno
  di  Lampedusa,  uno  di Palermo, uno di Agrigento,  basta.  Abbiamo
  parlato degli aeroporti e basta così.
   Io non è che quando le persone chiedono di parlare posso sapere se
  per  difesa dell'aeroporto di Comiso o di quello di Lampedusa.  Per
  cui, appena l'onorevole Ragusa ha chiesto di parlare, ha parlato di
  Comiso  e sette mani si sono alzate, erano quelle riferite a  tutti
  gli  aeroporti. Ma è corretto che sia così. Ma siccome ho detto che
  stavamo  occupando questi minuti in cui dovevano arrivare le  carte
  facendo  degli  interventi,  le carte  sono  arrivate  e  si  passa
  all'articolo 2 senza più titubanze.
   Stanno  distribuendo le carte. Io ho tolto la parola a chi  voleva
  parlare ancora di aeroporti.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Vi  devo dire sinceramente, colleghi,  che  è  troppo
  facile demagogicamente intervenire su ogni singolo problema dicendo
   mentre  qua  muoiono tutti  Mentre l'aeroporto muore   Mentre  c'è
  l'altro  aeroporto che vive, questo che muore  non si fa  così,  vi
  devo dire la verità
   E'   chiaro  che  quelli  del  vostro  collegio  puntano  di   più
  all'aeroporto di Comiso che a quello di Pantelleria. Ma  se  ognuno
  dovesse  intervenire per avere due voti in più per dire  Comiso  fa
  schifo.  Pantelleria  è  grande.  Trapani  viva,  abbasso  Comiso .
  Colleghi,  vi  devo  dire  sinceramente  che  dovremmo  cercare  di
  aumentare il livello qualitativo di questa Assemblea.

   Si sta distribuendo l'emendamento 2.COMM. Voi avete avuto l'ultima
  versione?  Il  2.COMM  bis che sostituisce interamente  il  2.COMM.
  Sapevate che l'onorevole Savona era nel suo ufficio per fare questo
  lavoro, per cui  ora lo stiamo distribuendo, non capisco qual è  lo
  stupore.

                     (Intervento fuori microfono)

   Onorevole  Ciancio,  ognuno può dire  che  non  gli  va  bene,  ma
  aspettavamo  che  la Commissione finisse il lavoro  per  presentare
  questo  documento e l'hanno presentato, ora ognuno di noi  dirà  la
  sua.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente, io vorrei capire ma gli  articoli  si
  fanno in Aula o nell'ufficio del Presidente Savona? Basta che siamo
  chiari  Se si fanno nell'ufficio del Presidente Savona io vado  con
  tanto  piacere  dal  Presidente e porto i miei  aggiuntivi,  perché
  sennò  faccio come si dovrebbe fare: lo presento in Aula,  presento
  un  subemendamento e presento anche gli emendamenti aggiuntivi. Non
  ci prendiamo in giro

   PRESIDENTE.  Onorevole Ciancio, abbiamo fatto una  Conferenza  dei
  Capigruppo  nella  quale  abbiamo chiesto all'onorevole  Savona  di
  provare  a  dare una sistemata ad alcuni emendamenti che c'erano  e
  lui è tornato con questo lavoro.
   Le  regole  sono  quelle,  dopodiché  questi  emendamenti  possono
  piacere  o  no,  se  non  piacciono si bocciano.  Non  c'è  nessuna
  assurdità,  è  tutto  regolare  rispetto  a  quello   che   si   fa
  normalmente. Io non l'ho visto nemmeno questo emendamento,  qui  ho
  ancora quello vecchio, il bis non ce l'ho neanche io, figuratevi
   Presidente  Savona,  vuole spiegare come si è pervenuti  a  questa
  formulazione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. L'articolo 2  del
  Governo,   che   è   pieno  di  contenuti,   abbiamo   cercato   di
  ridimensionare  levando  tutta una  serie  di  articoli  e  facendo
  emergere quello che c'è in questo emendamento aggiuntivo che  è  la
  riscrittura e la modifica di quello che c'era messo in  quello  del
  Governo, quindi c'è qualche cosa in più, c'è qualche cosa in  meno,
  abbiamo lasciato quello che il Governo come traccia aveva fatto.
   Questa è la sintesi che abbiamo fatto: c'è qualche cosa in più che
  è  stata  aggiunta  perché  è arrivata in Commissione,  altri  sono
  arrivati  in  Aula,  quindi  sono interessi  che  riguardano  tutta
  l'Aula.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è stato fatto un lavoro poi ognuno
  ora, se vuole, dichiara se è contento o non contento, poi si vota e
  ognuno  vota  a favore o contro secondo quello che ritiene  giusto,
  non è che possiamo discutere su ogni cosa.
   Il   2.COMMbis  lo  dobbiamo  mettere  in  votazione  così  com'è?
  Ovviamente,  non  ci sono emendamenti. I subemendamenti  che  erano
  stati  presentati al 2.COMM stanno verificando se sono validi anche
  sul  2.COMMbis. Ma il 2.COMMbis contiene delle cose che  non  erano
  contenute prima?
   Un momento con calma, senza gridare, non c'è motivo, un attimo che
  lo stiamo vedendo.
   Colleghi scusate, ci sono degli emendamenti. Le modifiche che sono
  state fatte dal 2.COMM bis rispetto al 2.COMM, che era quello a cui
  erano  già stati presentati gli emendamenti, non so perché è  stato
  fatto l'intervento perché i commi sono rimasti quelli che erano, ma
  è  stata  aggiunta la possibilità di utilizzare quelle somme  anche
  per  necessari  interventi funzionali al miglior utilizzo.  Non  so
  bene cosa significa, ma in linea di massima è questo.
   Poi  il  44  ter è stato limitato di 50 mila euro, ed un  altro  è
  stato  riportato a 250, ed è su fondi extra regionali.  Il  Comando
  del Corpo forestale che era quella che avevo chiesto il Governo,  è
  il  44  octies  e  il  44  novies è pure nuovo,  non  so  chi  l'ha
  presentato.   Questo  è  pure  del  Governo?  Si  è  del   Governo.
  Quest'altro  è nuovo pure, i medullolesi è pure nuovo? Sto  vedendo
  quelli  che sono nuovi, posso saperlo pure io? Li sto guardando.  E
  il  decies  è  quello di Scicli-Villa Romana. E l'undecies  è  pure
  nuovo.  Complessivamente, l'emendamento,  che  era  un  milione  si
  riduce a 850 mila euro.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  a  cosa  serve
  questo  emendamento è abbastanza chiaro a tutti. E' una  tabella  H
  che serve per chiudere la finanziaria il primo possibile.
   Questo  ce  lo possiamo dire a microfoni spenti, anche a microfoni
  accesi  lo diciamo che è un po' un'elargizione per piccoli comparti
  di  voto  che  serviranno per i prossimi anni,  per  le  regionali,
  distribuiamo  100  mila  qua, 50 dall'altra parte,  200  dall'altra
  parte  ancora,  facciamo contenti alcuni deputati e la  finanziaria
  può andare avanti serena.
   Ma  questo non credo sia il metodo di lavorare di quest'Assemblea,
  o  meglio forse è il suo, Presidente, o è il vostro ma, certamente,
  non è il nostro modo di lavorare.
   Perché  questa è una Tabella H a tutti gli effetti  Noi finanziamo
  a  destra  e a manca. Io, per la prima volta - sono, devo dire,  un
  deputato   molto   giovane  -   vedo,  per  la  prima   volta,   un
  accantonamento di un disegno di legge. E' una cosa  che  non  avevo
  mai  visto,  non so se gli uffici avevano mai vista  una  cosa  del
  genere. Onestamente, è la prima volta che lo leggo.
   Cioè, noi accantoniamo somme

   PRESIDENTE. Al 2.COMM bis? Non credo che l'abbia letto.

   SUNSERI.  Sì,  sì,  sì  poi  ci  dà  il  tempo  per  leggerlo  con
  attenzione,  Presidente   Visto che aveva  detto  che  non  l'aveva
  ancora  letto, lei  Noi accantoniamo, di fatto, delle somme per  un
  disegno  di  legge  e  poi diamo alcune somme date  a  associazioni
  varie, alla promozione e all'esecuzione del programma  Il mito'  ad
  Agrigento,  l'associazione nazionale vittime civili di guerra.  Poi
  facciamo delle altre piccole, come dire, prebende distribuite nelle
  varie province della Sicilia.
   E, allora, la prima richiesta che le faccio, a nome del Gruppo,  è
  quella  di procedere con una votazione per parti separate, e quindi
  comma  per  comma,  cortesemente, se fosse  possibile  quanto  meno
  votarli così, almeno, andiamo avanti in maniera ordinata.
   E,  purtroppo, non posso che notare che questo è un modo  di  fare
  che  non  ci appartiene, e che vi appartiene invece che mi  provoca
  abbastanza disdegno e non lo ritengo neanche corretto nei confronti
  di  chi, purtroppo, segue i lavori di quest'Assemblea da fuori e si
  aspetta  che  quest'Assemblea dia dei risultati  alla  pandemia  e,
  invece,  ci  ritroviamo  a dover distribuire  piccole  prebende,  a
  destra  e  a  manca,  semplicemente per  portare  avanti  i  lavori
  dell'Assemblea  che,  ancora oggi, risultano ancorati  e  che,  per
  un'intera  giornata, non hanno visto approvare neanche un articolo.
  E  adesso,  quello che lei poco fa ha detto, è che prima approviamo
  il  2  e poi, successivamente, tutti gli altri perché questo  serve
  per portare un po' di pace all'interno della maggioranza.
   E,  allora, la richiesta è votiamolo - se lei intende procedere in
  questo modo - votiamolo per parti separate, così l'Assemblea se  ne
  prenderà la responsabilità con voto palese e segreto di ogni  comma
  per  comma  e, successivamente, vedremo come andrà a finire  questa
  finanziaria.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi  io  non
  voglio  entrare nel merito di ogni singolo emendamento  aggiuntivo,
  che è stato inserito all'interno di questo comma perché reputo che,
  poi,  ogni  deputato presente in quest'Aula, ogni assessore  porti,
  all'interno   di  quest'Aula,  delle  istanze  che   arrivano   dal
  territorio.
   Presidente, quello che contesto è la modalità con cui viene  fatto
  questo  2  Comm  bis. E' la modalità, colleghi, che  non  va  bene.
  Perché  Presidente, e lo chiedo a lei, con chi bisogna parlare  per
  inserire  qui  all'interno di questo 2 Comma  Bis  delle  cose  che
  possono  essere utili per i siciliani e che possono essere generali
  e astratte?
   Cioè, fatemi capire perché noi siamo stati qui, fermi per un  paio
  di  ore. Io ascoltavo, man mano, i colleghi, sia di maggioranza che
  di  opposizione,  e  molti  dei  colleghi  si  chiedevano:  ma  chi
  stabilisce  quali sono le priorità considerando che,  comunque,  in
  questo momento ci sono tantissime priorità.
   Ad  esempio, poco fa parlavo col collega Pasqua. Il collega Pasqua
  aveva  presentato  un  aggiuntivo  per  andare  ad  inserire  delle
  centraline  di  monitoraggio  della  qualità  dell'aria  sui   siti
  industriali, dove c'è presente inquinamento, che riguarda tutta  la
  Regione  siciliana. Tutta la Regione siciliana   Norma  generale  e
  astratta.
   Presidente,  se posso, perché è rivolta a lei la domanda.  Non  la
  posso rivolgere al Governo.

   PRESIDENTE. Perché no? La finanziaria è del Governo.

   DI  PAOLA. Io vorrei capire, questo 2.COMM bis, chi lo stabilisce?
  Da cosa viene fuori? Queste lettere che sono messe all'interno, con
  degli  emendamenti  aggiuntivi, lo ha detto lei  poco  fa.  Lei  in
  questi  giorni  ci ha sempre detto  Colleghi, mi sono  arrivati  un
  fascicolo   enorme  di  emendamenti  aggiuntivi'  che,  attenzione,
  possono essere tutti importanti, uno per uno. Allora, poi,  io  non
  capisco,  dopo  che  qui siamo stati giorni e giorni,  noi  abbiamo
  sempre  chiesto  di fare una finanziaria più snella possibile,  con
  pochi  articoli, quelli importanti, lei stesso si è  fatto  garante
  nel dire  guardate, non trattiamo gli emendamenti aggiuntivi perché
  poi li rinviamo successivamente .
   E  allora, Presidente, se li stiamo trattando, Governo, se  stiamo
  trattando  questi emendamenti aggiuntivi ma è possibile capire  con
  quale criterio questi emendamenti aggiuntivi sono entrati in questo
  2  Comm Bis? Se c'è un criterio ed è un criterio logico, non lo  so
  si è fatta un'estrazione con i bussolotti? Si è fatta un'estrazione
  tipo  tombola che si sono usciti fuori i numeri? Se c'è un criterio
  oggettivo e che può essere condiviso dall'Aula, allora va  bene  ma
  se  un  criterio  non c'è allora è normale che poi  il  mio  Gruppo
  parlamentare chiede la votazione per parti separate.
   E dico, Presidente, il rischio qual è? Se noi andiamo a votare per
  parti separate l'intero 2.COMM bis, il rischio è che qua non ce  ne
  usciamo più. Da un lato stiamo cercando di velocizzare l'iter della
  finanziaria e dall'altro lato se noi ci mettiamo a votare
   E  poi, Presidente, non ci si deve in qualche modo sorprendere  se
  poi   ad   un   certo   punto  noi  chiediamo  la   votazione   sia
  dell'emendamento  che, eventualmente, del comma.  Non  ci  si  deve
  sorprendere  perché  se  si  vanno  a  trattare  degli  emendamenti
  aggiuntivi   che  non  sono  passati  nemmeno  dalle   Commissioni,
  Presidente,  è  normale  che  poi il mio  gruppo  parlamentare,  il
  Movimento Cinque Stelle, va a chiedere la votazione anche  segreta,
  Presidente,  e la chiediamo segreta per un discorso di libertà,  di
  modo  tale  che  tutti  si  possono  esprimere  su  un  emendamento
  aggiuntivo,  su emendamenti aggiuntivi che non sono  passati  dalle
  Commissioni. E, Presidente, io glielo dico, se noi siamo arrivati a
  questo  livello  è  perché  la  gestione  economica  e  finanziaria
  dell'intera finanziaria ha fatto acqua da tutte le parti.
   Noi  colleghi  abbiamo stralciato la maggior parte degli  articoli
  che riguardavano la parte economica perché sarebbero stati bocciati
  tutti.  Sarebbero stati bocciati tutti. E allora, Presidente,  dico
  da  parte nostra c'è stata sempre la massima disponibilità però,  o
  c'è  un  criterio oggettivo e che sia, come dire, uguale per tutti,
  oppure   emendamenti  aggiuntivi,  Presidente,  non  ne  trattiamo,
  votiamo quello che dobbiamo votare e basta.

   PRESIDENTE.  Presidente  Savona - onorevole  Foti,  la  prego,  mi
  faccia  lavorare - le posso chiedere due minuti d'interruzione?  Ci
  possiamo vedere un secondo qua dietro?
   La seduta è sospesa per due minuti.

     (La seduta sospesa alle ore 19.43, è ripresa alle ore 19.48)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, colleghi mi  date  un  attimo  di
  attenzione  che credo che interessi tutti, onorevole  Di  Caro,  un
  attimo di attenzione per favore.
   Allora, ho chiesto motivazione, perché io stesso avevo chiesto che
  gli  aggiuntivi fossero considerati poi a parte, e fare  un  lavoro
  per  vedere  quali, tra gli aggiuntivi, potessero avere una  logica
  per  essere  inseriti.  E quindi ho detto al Presidente  Savona,  e
  quindi  d'accordo col Presidente Savona, che noi gli aggiuntivi  li
  togliamo  dal testo. Gli aggiuntivi si faranno con gli  aggiuntivi.
  Erano stati inseriti per delle motivazioni, per carità, non era una
  cosa  fatta  né col bussolotto, né coi dadi e su ognuno  di  questi
  c'era  una  precisa  motivazione, ma io ho  chiesto  al  Presidente
  Savona la cortesia, e quindi il Presidente Savona stesso mi ha dato
  il suo ok su questo argomento.
   Quindi, il 2 Comm Bis, scusatemi, sarebbe votato fino alla lettera
   e ,  quindi il resto lo togliamo già di Presidenza, di fatto dalla
  lettera  f  in poi non c'è più, viene stralciato.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Onorevole Schillaci per favore,  sennò
  non riusciamo a fare niente.

   SCHILLACI.  Velocemente. Io avevo presentato un  subemendamento  e
  vorrei che gli Uffici mi spiegassero per quale motivo non c'è.

   PRESIDENTE. Gli Uffici non lo possono spiegare. Prevedeva maggiore
  spesa.

   SCHILLACI. No, Presidente, io ho presentato un subemendamento  che
  non prevede maggiori spese perché nel capitolo ci sono due milioni.

   PRESIDENTE. Colleghi, se noi, ad ogni deputato dovessimo  dare  la
  spiegazione non ne usciamo più, vi prego.

   SCHILLACI. Presidente, mi ascolti. C'erano due milioni di euro  ed
  io non ho aumentato, è soltanto una ripartizione delle somme.

   PRESIDENTE. Mi ascolti. Allora, anche su questo argomento vi do la
  mia  parola  e  prendo  le mie garanzie, se ci  dovesse  essere  un
  motivo, di dimenticanza

   SCHILLACI.   Ah   Dimenticanza;  probabilmente  sarà   stata   una
  dimenticanza.

   PRESIDENTE. Le garantisco che lo mettiamo tra gli aggiuntivi.

   SCHILLACI.  Insisto  sull'emendamento  oppure  mi  dite  perché  è
  inammissibile, dal momento che non c'è un aumento di  spesa.  E  mi
  appello al Regolamento.

   PRESIDENTE.  Senza  la  copertura del  Ragioniere  generale  della
  Regione o dell'assessore per il Bilancio non si può votare. Per cui
  tutti  quelli  che avevano movimenti di spesa sono  stati  esclusi,
  quindi  da  questo momento tutte le altre cose saranno riviste  tra
  gli aggiuntivi.
   Pongo in votazione il 2.COMM bis.
   Il subemendamento soppressivo alla lettera a) è ritirato.
   Si passa al soppressivo della lettera c).

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevole Cracolici, sta parlando il suo capo gruppo.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  perché
  leggendo l'emendamento 2.COMM bis, in particolare alla lettera  d),
  scopro  che  i  tre  milioni  di  euro  sono  accantonati  per   la
  liquidazione dei consorzi di bonifica.
   Ora  su questo l'Aula si era già espressa, d'accordo peraltro  con
  il  Governo.  In  questo momento l'assessore  Scilla  è  impegnato,
  quindi non mi segue, ma farebbe bene a seguirmi.

   PRESIDENTE.  Abbiamo  comunque stralciato  l'articolo  e  dobbiamo
  comunque  accantonare i fondi se no poi non si  può  fare,  siccome
  quello per com'era scritto non piaceva.

   LUPO. Si poteva non accettarli oggi. Il 136 l'abbiamo escluso.

   PRESIDENTE. Esattamente così.

   LUPO. Non sono d'accordo.

   PRESIDENTE.   Assolutamente   d'accordo.   Tant'è    che    questo
  accantonamento  è  stato  fatto proprio perché  abbiamo  stralciato
  quella  norma  e quindi devono essere messi da parte  in  modo  che
  quando  arriverà  in  Aula  la  norma  descritta,  così  come  sarà
  d'accordo il Parlamento ci saranno i soldi per poterla

   LUPO. Le suggerisco di mettere per l'attuazione della riforma, per
  la  riforma,  perché  parlare di liquidazione senza  stabilire,  il
  personale  come  transita,  desta un allarme  generale  in  maniera
  immotivata.

   PRESIDENTE. Allora prima era scritto per il disegno di legge e c'è
  sembrato  ancora più scombinato per cui l'avevamo messo così,  però
  la motivazione è questa.
   Comunque, cambiamo, se la dizione si può cambiare in modo  che  la
  si  può  mettere  più  chiara  e più  precisa  sono  d'accordo  con
  l'onorevole  Lupo.  Sui  subemendamenti dell'onorevole  Dipasquale,
  onorevole Lupo?

   LUPO. Sono mantenuti.

   PRESIDENTE.  Sulla  lettera a) c'è stato  qualcuno  che  ha  detto
  ritirato. Benissimo.
   Sulla lettera c)?

   LUPO. Ritirati.

   PRESIDENTE. Scusi onorevole Dipasquale, mettiamo per il  riordino?
  E quindi è ritirato, anche questo. Perfetto.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   CARO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   solo   un
  chiarimento  sulla  lettera b), è un subemendamento  della  collega
  Schillaci  che  non aggiunge spesa ma ridistribuisce  le  somme  in
  questo modo: 1.300 Comiso, 350 Lampedusa e 350 Pantelleria. Visto e
  considerato  che  Pantelleria  è stata  totalmente  dimenticata  in
  questo  tipo  di interventi. Questo per chiarire che  non  ci  sono
  ulteriori spese.

   PRESIDENTE.  Bene.  Abbiamo  ora  tolto  gli  aggiuntivi,   questo
  emendamento, anche se non lo consideriamo aggiuntivo, gli uffici mi
  dicono  - se gli uffici mi dicono una cosa io non posso dire:   no,
  state  sbagliando   - che comunque, anche se non  prevede  maggiori
  spese,  ci  vuole una comunicazione da parte del Governo sul  fatto
  che  così  si possa fare, se me lo dice l'assessore, ma così  com'è
  non  si  può fare. L'assessore mi dice già di no. Prego,  assessore
  Falcone.

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la  mobilità.  Signore
  Presidente,  onorevoli  colleghi  c'è  un  motivo.  L'aeroporto  di
  Pantelleria  è  l'unico aeroporto che è gestito  dall'Enac  cioè  è
  l'unico  aeroporto in cui interviene direttamente lo Stato,  quindi
  non è a debito di ossigeno.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore Falcone.
   A  questo  punto  possiamo votare il 2.COMM bis senza  le  lettere
  dalla f) in poi, che sono stralciate. Lo pongo in votazione. Chi  è
  contrario si alzi; chi è favorevole resti seduto.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 2, così come emendamento.  Chi  è
  contrario si alzi; chi è favorevole resti seduto.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, siccome gli impegni che io prendo li  mantengo
  ed  è  la  cosa a cui tengo di più, se noi abbiamo il tempo stasera
  per  votare,  no,  sono  già  le 20.00,  votiamo  domattina  questi
  articoli che ci sono da fare e così domani chiudiamo.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  c'è  l'articolo  95  che  parla  del  fondo  pensioni.
  L'articolo 95 è una riscrittura.

   PRESIDENTE.  La  riscrittura dove non c'è apertura  di  dibattito,
  insomma.

   SAVONA,  presidente  della Commissione e  relatore.  E  poi  c'era
  l'articolo 88 in una nuova riscrittura.

   PRESIDENTE.  L'articolo  88  me lo hanno  detto  già  gli  Uffici.
  Cominciamo con questi. Quelli normali c'è tutto domani per  votarli
  uno per uno, stiamo votando le riscritture, state tranquilli poi me
  lo chiedete tutti di Forza Italia almeno questo me lo permetterò.
   Quindi possiamo votare l'articolo 88, dove non ci sono emendamenti
  da  discutere. Non cominciamo con questi voti segreti, devo  capire
  di che cosa si tratta.
   Quando  sono  tornato ho parlato col vostro  capogruppo  e  mi  ha
  comunicato il problema su questo emendamento, abbiamo spiegato  che
  non  c'è niente di particolare, per questo voglio discuterlo prima,
  quindi  se è necessario al limite lo votiamo domani e ve lo  spiego
  meglio  di come non lo abbia fatto prima, ma si tratta di un gruppo
  di  tre  persone, peraltro scienziati, che lavorano all'interno  di
  una  società  che  non  esiste  più come  società  ma  che  servono
  enormemente  a  questo Centro di ricerca, che è uno dei  Centri  di
  ricerca migliori che abbiamo in Sicilia.
   Si  tratta di sistemare un fatto amministrativo, così mi  è  stato
  perfettamente   spiegato   dagli  interessati,   è   soltanto   una
  sistemazione amministrativa: non c'è da assumere, non c'è  da  fare
  niente.  C'è  soltanto  il consorzio che li  deve  assumere  e  non
  pagarli più come società a parte. Questo è il tutto, per cui vorrei
  chiedervi,  se  vogliamo  approfondirlo e  lo  votiamo  domani,  lo
  facciamo  domani,  ma è una di quelle cose che  mi  è  stata  detta
  essere  assolutamente  importante. Ripeto,  se  ci  sono  dubbi  lo
  votiamo  domani,  sennò lo votiamo adesso.  Ditemi  voi.  Io  spero
  sinceramente che non venga bocciato perché creiamo dei problemi.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Voto  segreto. Mi fido. Io  quando  parlo  con  delle
  persone parlo con persone intelligenti che hanno una coscienza, per
  cui...

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, presidente Musumeci, assessore Scilla,
  onorevoli colleghi, i consorzi di ricerca sono ritornati in auge in
  questa  finanziaria, in qualche modo non si vedevano da un  po'  di
  tempo, devo dire che sono stati belli attivi in questa finanziaria.
   Ora,  la  domanda è una: se noi a 6 consorzi assegniamo  300  mila
  euro l'anno, noi stiamo dando 180 mila euro per tre persone che

   PRESIDENTE. Sono di un'altra società che lavora là dentro,  questo
  ve lo voglio dire, ma insomma fate voi

   SUNSERI.  Noi  stiamo  dando 180 mila euro  per  tre  persone  che
  dall'I.TE.S.  che  non  esiste più passano al  Ballatore.  Lasciamo
  stare  il  merito della vicenda, ma la prima domanda è:  se  questo
  personale lo mettiamo in consorzi che non hanno personale? Cioè  il
  Bes  non ha personale, e noi lo stiamo facendo passare, invece,  al
  Ballatore che il personale ce l'ha e che già si sostiene con enormi
  difficoltà.
   Allora,  perché  dare più della metà di quanto  già  diamo  a  sei
  consorzi, a uno solo per tre persone? Quando già quello non  esiste
  più, cioè entrando proprio nel merito, vi sto dicendo.
   I consorzi di ricerca

   PRESIDENTE. Onorevole Sunseri

   SUNSERI. No, Presidente, mi scusi, mi fa terminare?

   PRESIDENTE. No scusi, è bene che tutti sappiano le cose  per  come
  sono.

   SUNSERI. Perché io ho detto qualcosa di falso?

   PRESIDENTE.  60  mila euro lorde per tre persone. Sono  scienziati
  che,  di fatto, guadagnano 2.500 euro al mese. Punto. Io non so  se
  poi tutto è uno scandalo, perché qualsiasi cosa

   SUNSERI.  Ma, non è tutto uno scandalo. Scusi, Presidente,  io  ho
  affermato qualcosa di falso?

   PRESIDENTE. Io, voglio dire, non è che me lo devo discutere io? Io
  neanche so dov'è questo mi è stato detto che è importante

   SUNSERI.  Io lo so e le sto dicendo quello che so, io non  le  sto
  dicendo

   PRESIDENTE. Io lo metto in votazione

   SUNSERI. Noi paghiamo ogni anno
   Scusi,  presidente  Miccichè,  mi fa  terminare  e  poi  mette  in
  discussione e in votazione quello che vuole.
   Io  sto  dicendo che noi finanziamo ogni anno 300  mila  euro  sei
  consorzi  di  ricerca  di questa Regione,  con  sei  CdA,  con  sei
  revisori  dei  conti  e  gli  diamo  300  mila  euro.  Qui   stiamo
  stanziando, Assessore, 180 mila euro per prendere tre persone
   Io neanche li conosco...

   PRESIDENTE.   Onorevole  Sunseri,  lei  però  o  si   guarda   gli
  emendamenti:  sono 180 mila euro per tre anni. Sono  60  mila  euro
  l'anno,  per tre persone che peraltro sono super laureati e persone
  che  hanno  anche  una competenza scientifica. Poi basta,  dobbiamo
  pagare tutti 200 euro al mese, facciamo così e basta.

   SUNSERI. Lei

   PRESIDENTE.  Allora  basta, togliete la parola.  Io  lo  metto  in
  votazione, se lo volete bocciare lo bocciate. Io non ho  che  fare.
  Pongo in votazione.

     (Alcuni deputati, dal loro posto, richiedono la votazione per
                          scrutinio segreto)

   Voto  segreto.  Benissimo, ognuno si assume le sue responsabilità,
  io  non  ho che cosa fare. Vediamo se è appoggiato, per favore?  Se
  voi pensate che io possa uscire pazzo

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   Onorevole Cracolici, se su ogni voto devo fare un quarto d'ora
   La   ringrazio   perché   sarebbe  stato   utile,   ma   pazienza.
  L'emendamento è questo, non è soppressivo.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


      Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 88.R. ter

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 88.R.ter.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            62
   Votanti             56
   Maggioranza         29
   Favorevoli          33
   Contrari            23
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   L'articolo 88 è approvato.
   Si passa all'emendamento 95.R. Ce l'avete? E poi chiudiamo, poi mi
  vedo con l'onorevole Savona per gli aggiuntivi.
   Quale c'è?
   Se il Presidente Savona è d'accordo.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Io farei un'altra
  riscrittura che è il 111 e poi parlerei, se possibile,  delle  aree
  interne  che  era  già nel testo, che poi l'abbiamo  levato  e  poi
  modificato e riscritto per riportarlo in votazione.

   PRESIDENTE. Lei dice di votare il 95 e poi il 111?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. E le aree interne
  e chiudiamo la serata.

   PRESIDENTE.  Onorevole Savona, chiedo scusa a  tutti,  perché  poi
  tutti  giustamente  chiedono di votare gli  articoli  che  sono  di
  interesse.
   Li votiamo domattina, non succede niente
   Votiamo l'ultimo, il 95, che c'è la riscrittura e basta. Poi si va
  a domattina per tutti.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 95.R. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Ho  detto tre volte votiamo il 95.R. Basta. Domani mattina votiamo
  dall'articolo 111 in poi.
   La seduta è sospesa.

   (La  seduta, sospesa alle ore 20.06 del 31 marzo 2021,  è  ripresa
  alle ore 11.59 dell'1 aprile 2021)

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. I deputati sono pregati di prendere posto. Per favore,
  chiamate il presidente Savona, così cominciamo a lavorare.
   Comunico all'Aula che abbiamo da esaminare i seguenti articoli.
   Scusate,  colleghi,  ho una comunicazione  da  fare  all'Aula.  Ci
  avviamo    a   completare   l'esame   della   Finanziaria   ponendo
  all'attenzione vostra i seguenti articoli: 21, 50,  53,  111,  112,
  114, 141, 149, 156, 157, 158, 159, 160 e 161.
   Sono 14 articoli, in tutto, vedo che c'è l'onorevole Cracolici che
  è ben predisposto.
   Dove  eravamo arrivati con l'articolo 50? Solo il voto finale?  Mi
  dice  il Governo che su questi emendamenti deve chiedere il  parere
  al Ragioniere generale, e quindi lo rinviamo a tra poco.
   Cominciamo con l'articolo 53.

                     (Intervento fuori microfono)

   Onorevole  Barbagallo  stiamo cominciando a lavorare  secondo  gli
  obiettivi che ci siamo prefissi.
   Aspettiamo il presidente Savona. Chiamatelo, per favore.
   Onorevole  Barbagallo, siamo in un Parlamento,  stiamo  attendendo
  che arrivi il presidente Savona.
   Onorevole Cracolici.

                           (Brusio in Aula)

   Ho  capito  Abbiamo detto che cominciamo col 53. Voteremo, non  si
  preoccupi.
   Siamo  qui per fare le cose per bene, onorevole Barbagallo. L'Aula
  è sospesa cinque minuti.

     (La seduta sospesa alle ore 12.04, è ripresa alle ore 12.32)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.

     PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori, io speravo nella mia
  infinità  generosità di accontentare un po' tutti, non è fattibile,
  per  cui  non siamo in condizioni e non certamente per colpa  della
  Presidenza, che era andata a sistemare tutti gli aggiuntivi, ma non
  siamo in condizione di votarli, per cui non ci sono aggiuntivi, gli
  aggiuntivi vengono tutti eliminati, non ammissibili.
   Peraltro,  vi  devo  dire che io vorrei che si  facesse  anche  un
  minimo  di attenzione con i nostri Uffici, con i nostri assistenti,
  perché  la metà di questi aggiuntivi che sono stati presentati  non
  hanno  motivo di essere presentati, sono cose che non si fanno  per
  legge,  per  cui  noi  continuiamo ad avere un impegno  enorme  nel
  valutare  situazioni che sono, oggettivamente,  inutili  perché  la
  metà di questi aggiuntivi, vi posso garantire, che si fanno per via
  amministrativa,  sono  tutte situazioni che si  risolvono  per  via
  amministrativa.
   Se  qualcuno  di  voi, parlo specialmente con la  maggioranza  ma,
  ovviamente, anche con l'opposizione, avesse qualche problema a  non
  riuscire a risolvere delle cose per via amministrativa, noi siamo a
  disposizione, diamo una mano, gli Uffici possono spiegare  come  si
  deve  fare  ma,  ripeto, una marea di questi emendamenti  non  sono
  emendamenti  legislativi, sono richieste amministrative,  per  cui,
  credetemi,  con  ognuno di voi ne parlerò, e  in  ogni  caso  avevo
  sperato di potere in una finanziaria senza soldi, come avevo  detto
  all'inizio,  di potere accontentare tutta una serie  di  iniziative
  dei singoli parlamentari perché, è da tempo che si lavora su alcune
  cose  e,  quindi, non avendo danari da spendere, almeno  su  alcune
  situazioni di tipo procedurale potevano essere accontentati, ma non
  c'è la possibilità di farlo perché, come dire, sono troppi, non  ci
  si  mette  d'accordo, per cui è inutile che continuiamo  a  perdere
  tempo, per cui vi prego di scusarmi, ma emendamenti aggiuntivi  non
  ce ne è più.
   Ricominciamo,  invece, quello che a questo punto sono  sicuramente
  portato  a  chiedervi, ma non c'è neanche bisogno, perché  è  nella
  richiesta  che era stata fatta ieri di completare il fascicolo  con
  tutti gli articoli che sono stati presentati.
   Colleghi, se prendiamo posto iniziamo. C'era una cosa in  sospeso,
  anzi due, con l'altra, avete rifatto la riscrittura? C'era una cosa
  in  sospeso,  che era un emendamento di tre giorni fa, un  articolo
  dell'onorevole  Catalfamo, che io stesso non avevo capito,  e  che,
  comunque, non era scritto bene, che è quello famoso dei pedaggi  di
  Messina. Lo distribuiamo, un attimo.
   Onorevole Ciancio, le chiedo scusa, si vota, o sì o no, perché  se
  ricominciamo  il  dibattito, è chiaro. Si vota o  sì  o  no,  senza
  problemi.  Lo  distribuiamo,  io non  sono  più  in  condizione  di
  riaprire dibattiti su ogni argomento, per cui quello che è, o sì  o
  no. Se vince, passa, se perde, non passa. Perché sennò stiamo altri
  due giorni qua, e non possiamo.
   Gli  interventi,  per favore, soltanto se c'è  qualcuno  che  deve
  suggerire una modifica; se è per dire no o per dire sì, è inutile.
   Dicevo,  prima all'onorevole Ciancio, e vorrei che fosse così,  io
  non  posso  riaprire il dibattito su ogni cosa, si deve votare,  si
  vota,  chi  è  favorevole vota a favore. Era un  articolo,  che  io
  avevo è scritto aggiuntivo per sbaglio.
   Colleghi,  anche gli uffici sono stressati, non vi credete.  Anche
  gli uffici sono stressati.
   È  riscrittura, che peraltro è fatta proprio dalla Commissione. Si
  vota, a chi piace, piace, a chi non piace, non piace.
   Non è aggiuntivo, ma è riscrittura, è un errore materiale.
   Siamo al 109.R. Lo pongo in votazione.

          (Viene chiesta la votazione per scrutinio segreto)

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 109.R

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti  .         54
   Votanti             51
   Maggioranza         26
   Favorevoli          26
   Contrari            25
   Astenuti            0
                            (E' approvato)

   Finalmente  i  messinesi, dall'onorevole Catalfamo,  all'onorevole
  Calderone, l'Amata e tutti gli altri, credo che siano contenti.
   C'è  il voto a favore, anche se segreto, dell'onorevole Bernadette
  Grasso, ovviamente.
   L'articolo  50,  lo  accantoniamo. Il  Governo  sta  valutando  se
  ritirarlo,  per cui, senza gridare, non è che ogni  cosa  che  dico
  potete gridare, c'è un motivo su quello che dico, grazie.
   Si passa all'articolo 53, che invece non si può ritirare e si deve
  votare.  L'articolo 53 non è ritirabile perché una cosa invece  che
  non si può ritirare e si deve votare. Ne do lettura:

                               «Art. 53.
                      Contratti Irfis-Finsicilia

   1.   L'Assessorato   regionale  dell'economia,  dipartimento   del
  bilancio  e  del  tesoro, è autorizzato a stipulare  contratti  con
  Irfis-Finsicilia, società in house iscritta nell'albo  unico  degli
  intermediari  finanziari  di  cui  all'articolo  106  del   decreto
  legislativo  l  settembre 1993, n. 385 e successive  modificazioni,
  per    l'affidamento   alla   stessa   di   servizi   di   supporto
  amministrativo,  organizzativo  ed  assistenza  tecnica   ad   alto
  contenuto professionale in favore dell'amministrazione regionale.

   2.  Per  le  finalità  di  cui al comma 1 è  autorizzata,  per  il
  triennio 2021-2023, la spesa annua di 1.000 migliaia di euro.

   3.  Per  le finalità di cui al presente articolo e nei limiti  del
  fabbisogno di personale approvato con decreto del Presidente  della
  Regione,  su  proposta  dell'Assessore  regionale  per  l'economia,
  previo  parere della Commissione bilancio dell'Assemblea  regionale
  siciliana, Irfis-FinSicilia è autorizzata a reclutare il  personale
  necessario,  nel  rispetto delle disposizioni  di  cui  al  decreto
  legislativo  19  agosto  2016,  n. 175,  attraverso  l'utilizzo  di
  procedure ad evidenza pubblica, anche già avviate.

   4.  Tutti i rientri di cui alle misure gestite da Irfis-FinSicilia
  previste  dalla  legge  regionale  del  12  maggio  2020,  n.  9  e
  successive modificazioni nonché quelli derivanti dalla gestione  di
  ulteriori   assegnazioni   a  valere  su   risorse   regionali   ed
  extraregionali confluiscono periodicamente nelle disponibilità  del
  Fondo  Sicilia di cui all'articolo 2 della legge regionale  del  22
  febbraio 2019, n. l e successive modificazioni.»

   Come  detto  prima  ha  una  importanza  di  tipo  amministrativo,
  evidentemente.
   C'è  un  emendamento della Commissione.   C'è l'emendamento  della
  Commissione  da  votare?  Mi  faccia  capire,  l'emendamento  della
  Commissione, tanto se non c'è l'emendamento è un voto o  sì  o  no,
  soppressivo o non soppressivo è uguale.
   Allora c'è qualche soppressivo particolare? Voto segreto su tutto?
  Sulla   legge?   Sull'articolo?   Benissimo.   Allora   vediamo   i
  richiedenti.
   Stiamo  votando l'emendamento 53.1. Stiamo vedendo se la richiesta
  di  voto  segreto  è appoggiata, anche se prima o poi  sulle  norme
  finanziarie il voto segreto non si potrà dare più perché, non è una
  cosa su cui  non è una cosa normale, diciamo, in tutti i Parlamenti
  del  mondo sulle norme finanziarie, onestamente, il voto segreto  è
  proprio un errore.

         (Viene richiesta la votazione per scrutinio segreto)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 53.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indico   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 53.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  i
  l pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione, stiamo votando il soppressivo.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

   Presenti  .         51
   Votanti             49
   Maggioranza         25
   Favorevoli          26
   Contrari            23
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. E' annullato l'articolo, è soppresso l'articolo 53.
   Onorevole   Caronia,  onorevole  Schillaci,  avete   trovato   una
  riformulazione e l'avete presentata?
   No,  non  do  la  parola mi dovete dire solo sì  o  no.  E'  stata
  presentata, o no? Ce l'abbiamo noi? La possiamo distribuire?
   Sto  aspettando che venga distribuita la riscrittura che  è  stata
  fatta dall'onorevole Schillaci e dall'onorevole Caronia insieme,  e
  vedere se troviamo un accordo, grazie.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Su che cosa? Ha parlato con il suo Capo Gruppo?  E  ci
  parli un minuto, la sta cercando.
   Onorevole   Schillaci  e  onorevole  Caronia,  l'onorevole   Aricò
  chiedeva,  se  non  ho  capito  male  è  quello  che  avete  fatto,
  l'inserimento di Villino Ida su questo argomento, parlatevi fra  di
  voi,  onorevole  si sta facendo un polo museale a Palermo,  se  lei
  permette,  se possiamo non fare tutto a Catania e Siracusa,  stiamo
  tentando di fare un polo museale a Palermo, grazie.

                           (Brusìo in Aula)


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Gli onorevoli Ternullo e Mancuso sono in congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

    n. 961/A e n. 962/A

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
                       legge n. 961/A e n. 962/A

   PRESIDENTE.   L'articolo   112   viene   accantonato.   Si   passa
  all'articolo 114.  Ne do lettura:

                               «Art. 114
         Pubblicazione dei bilanci della Regione e degli enti
                  regionali su testate giornalistiche

   1.  In attuazione del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82,  la
  Regione,  gli  enti,  gli  istituti e le aziende  dipendenti  della
  Regione,   nonché   le  società  partecipate,   gli   enti   locali
  territoriali  ed  istituzionali nonché gli enti, gli  istituti,  le
  aziende  da  questi dipendenti o comunque sottoposti  a  controllo,
  tutela  o vigilanza, sono tenuti a pubblicare ogni anno il  proprio
  bilancio  sul  proprio  sito istituzionale  e  su  rete  telematica
  nonché, per estratto, su un periodico e su un quotidiano pubblicati
  con  continuità  da almeno 10 anni e che abbiano  diffusione  nelle
  edicole della maggioranza delle province siciliane.

   2.   In  caso  di  omessa  tempestiva  pubblicazione,  l'Assessore
  regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica nomina  un
  commissario  straordinario per l'attuazione del  provvedimento.  Il
  mancato  adempimento degli obblighi di pubblicazione  previsti  dal
  presente articolo da parte degli enti di cui al comma 1 comporta la
  decadenza dei relativi organi di amministrazione.

   3.  Con  decreto  dell'Assessore  regionale  per  l'economia  sono
  emanate le disposizioni attuative del presente articolo.»

   E,  allora,  scusate sull'articolo 114 ci sono due  problemi  uno,
  onorevole Zafarana se mi fate parlare, onorevole Zafarana onorevole
  Sunseri  fatemi  parlare,  ci sono due  problemi  che,  come  dire,
  esistono gli emendamenti soppressivi che li sistemano, ma  che  per
  me   sono,   come   dire,  obbligatori,  cioè  a  prescindere   dai
  soppressivi;   il  primo,  è  che  noi,  certamente,  non  possiamo
  prevedere la decadenza degli organi di amministrazione di  giornali
  che sono delle aziende che non pubblicano un bilancio sui giornali,
  perché,  onestamente non è una cosa fattibile. Secondo, che  se  ci
  mettiamo gli enti e gli istituti eccetera, è un maggiore costo  per
  cui  deve  essere  coperto,  per cui se c'è  un  emendamento  della
  Commissione e uno dell'onorevole Ciancio che sopprimono - onorevole
  Foti  non le do la parola scusi un attimo -  che sopprimono sia  il
  comma 2, che secondo me va soppresso per intero, sia le parole  gli
  enti  e gli istituti  per quanto riguarda l'obbligo, perché  se  no
  sarebbe  un  maggiore onere che dovremmo coprire, per cui  se  deve
  essere?
   Se  noi  leviamo  enti  locali  e  istituti  che  è  l'emendamento
  dell'onorevole Ciancio non è più maggiori oneri, questo, infatti io
  dico che è obbligatorio, cioè, l'emendamento della Ciancio non deve
  essere neanche un emendamento, è obbligatorio levarli, perché se no
  sono maggiori oneri.
   Non  c'è bisogno, no non le do la parola, è esattamente quello che
  dice  lei,  esattamente,  ma non possiamo  presentare  emendamenti,
  onorevole   Foti,  di  questo?  Alla  Commissione,  lo   dia   alla
  Commissione.
     Abbiamo  deciso di non fare interventi perché dobbiamo chiudere.
  Lo  può  fare  vedere alla Commissione? Scusi onorevole  Foti,  c'è
  prima l'onorevole Ciancio, non se l'abbia a male.
   Io  se ho chiesto di non prendere la parola, sistemiamo quello che
  c'è  da sistemare, altrimenti bisogna levarlo per intero. È inutile
  che  prendiamo la parola, ho chiesto se, per favore, lo  fa  vedere
  alla  Commissione, non lo deve spiegare all'Aula, la faccia  vedere
  alla   Commissione   la  riscrittura,  se  si   può   fare,   bene,
  diversamente, no.
   Onorevole  Ciancio,  se sul suo emendamento -  io  neanche  glielo
  faccio presentare, le stralcio io quelle parole - perché è talmente
  corretto   che  è  obbligatorio.  Non  sono  stato  a  passeggiare,
  onorevole Ciancio.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Cerchi  di  essere  il  più  veloce
  possibile.

   CIANCIO. Sì, certo, Presidente. Noi siamo qua dalle ore 11.00,  lo
  so  che  non è colpa sua, però noi siamo stati qui tutti  i  giorni
  puntuali,  poi  se  iniziamo con un'ora e mezza di  ritardo  e  poi
  dobbiamo correre, non è neanche corretto.

   PRESIDENTE. Onestamente, siamo stati in Commissione per cercare

   CIANCIO.  Presidente, io apprezzo la sua decisione di non trattare
  gli aggiuntivi, perché ci toglie a tutti dall'imbarazzo e ci libera
  da una discussione che poteva durare giorni.
   Però,  ora  quello che abbiamo non diamo questa accelerata  finale
  che  può creare problemi. Vediamo, noi siamo pronti a lavorare  qua
  fino a stasera, fino a stanotte e fino a domani se c'è bisogno.

   PRESIDENTE. Anche io.

   CIANCIO.  Sull'articolo 114, noi abbiamo un disegno di  legge  che
  abbiamo   trattato  ed  esitato  nella  prima  Commissione,   parla
  esattamente di questo articolo. Questo articolo è una parte di quel
  disegno di legge.
   Se  noi  lo  vogliamo fare, facciamolo e anche la decadenza  degli
  amministratori  l'abbiamo trattata anche  con  gli  Uffici.  È  una
  riscrittura,   un   testo   che  ha   passato   il   vaglio   anche
  dell'Assessorato,  perché anche con l'Assessore abbiamo  deciso  di
  mettere  questa dicitura, dopodiché uno dei problemi che era  sorto
  in   Commissione,  era  quello  degli  enti  locali   perché   noi,
  certamente, non possiamo dare questo onere in più agli enti locali,
  mentre  per  le  società  partecipate si fa tutto  all'interno  dei
  bilanci delle partecipate.
   Volevo  dire solo questo, che, comunque, è un testo che ha passato
  il  vaglio  della I Commissione, senza le parole  enti locali',  ma
  così come lo vedete. Solo questo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ciancio, io ho delle  motivazioni  che  mi
  vengono  portate dai miei Uffici, secondo cui noi non  ci  possiamo
  permettere   di   prevedere   la  decadenza   di   un   organo   di
  amministrazione,  perché non viene fatta una pubblicazione  su  una
  cosa.
   Non credo che questa sia una cosa fattibile, però se i miei Uffici
  mi dicono questo, come voi sapete

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Presidente, tra la V e la III Commissione, già  sul  finire
  dello  scorso anno, parliamo prima del COVID, avevamo trattato  una
  proposta   di   legge   proprio  in  un'ottica   di   miglioramento
  dell'informazione   e,  in  qualche  modo,  aiuto   delle   testate
  giornalistiche, fermo restando che non si vuole drogare il mercato,
  e che anche i gusti dei lettori sono cambiati.
   Alla  luce  della difficoltà economica, noi troviamo,  in  qualche
  modo,  un  senso per trovare un modo di dare un aiuto,  anche  alle
  testate  giornalistiche  di  larga  diffusione  che  abbiano  delle
  caratteristiche.  E  ho presentato una riscrittura,  dove  prevedo,
  però,  un  diverso  tipo  di attività, nel senso  che,  Presidente,
  pubblicare  gli  estratti dei bilanci sui giornali  mi  sembra  una
  forzatura enorme.
   Quindi, proponevamo

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti,  se  dobbiamo  cambiare  l'articolo,
  basta, lo leviamo e si farà meglio in un'altra occasione, che vuole
  che le dica.

   FOTI. Proponevamo un'attività

   PRESIDENTE.  Ma  non  possiamo  ricambiare  tutto.  Qua   possiamo
  aggiustare  una cosa. Se la sua proposta - che secondo me  è  anche
  corretta - vuole essere fatta, la si faccia in Commissione e qua le
  stralciamo questo.

   FOTI.  Signor  Presidente, per come è formulato purtroppo  il  mio
  Gruppo  non  può  che  esprimere,  pur  volendo  capire  tutte   le
  motivazioni, anche perché è scritto veramente .

   PRESIDENTE. Chiedo velocemente ai Capigruppo: se intendono votarlo
  lo votiamo se no si stralcia.
   Che  volete che dica, non c'è dubbio che questo articolo nasce  da
  una  esigenza degli editori che sono in forte difficoltà, però  non
  siamo nelle condizioni di cambiarlo completamente.
   Per  cui se c'è un emendamento che modifica una parola, se c'è una
  veloce   riscrittura   è   un  conto  ma  cambiarne   completamente
  l'impostazione e le finalità non credo che possiamo farlo.
   Se volete lo mettiamo in votazione diversamente lo stralciamo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, in discussione non c'è il  tentativo
  di  aiutare  i  giornali, in un momento tra l'altro di  crisi,  per
  quanto  ci  riguarda  quello  che  si  può  fare  si  fa,  però  in
  discussione c'è un principio: se io obbligo un ente vigilato  dalla
  Regione,  non  posso  obbligarlo  senza  la  corrispettiva   misura
  finanziaria, e non riguarda solo i comuni, perché se io faccio  una
  disposizione  legislativa in cui faccio diventare  un  obbligo  una
  cosa  che, fino ad ieri, era al limite una facoltà, allora o io  ci
  metto i soldi o quell'obbligo non lo posso esercitare.
   Quindi, attenzione a quello che facciamo, anche perché, ricordo ai
  colleghi  che  queste norme sono entrate più volte nell'ordinamento
  della  Regione,  e  più  volte sono state oggetto  di  impugnativa.
  Quindi,  attenzione a come esercitiamo una facoltà che la  facciamo
  diventare obbligo.

   PRESIDENTE. Lei dice che noi siamo qua per aiutare gli editori, ma
  è  fin  troppo ovvio che la volontà di dare una mano  a  chi  è  in
  difficoltà è fondamentale, ma certamente se continuiamo  a  parlare
  di  pubblicità  delle cose quando ormai esistono i  siti,  esistono
  altri  centomila possibilità di informare i cittadini,  non  ce  ne
  usciamo.
   Ormai, ci sono i siti che sono gratuiti, come fai ad andare a dire
  a  un'azienda  di  andare  a  spendere soldi  su  un  giornale  per
  pubblicizzare quello che tutti i giorni fai col tuo sito?

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Signor Presidente, si può essere
  d'accordo  o contrari alle norme, ma lo si deve essere in relazione
  al merito delle stesse.
   Sul  punto, quello che vorrei spiegare - chiaramente la gran parte
  di  parlamentari lo sa bene - è che ogni ente ha nel  suo  bilancio
  delle  spese per la comunicazione che utilizza per fare una  pagina
  con  un bel paesaggio, o fare una pagina con un calendario,  o  con
  iniziative  promozionali  dell'ente, per  dire  cosa  ha  fatto  e,
  allora,  tutti sanno che i bilanci di tutti gli enti, compresi  gli
  enti  locali, ma l'emendamento che rimuove gli enti locali  intende
  offrire  un  elemento di mediazione, ogni ente  ha  le  sue  spese,
  quindi, non andiamo a gravare di oneri ulteriori rispetto a  quello
  che già è appostato nei bilanci per spese di comunicazione.
   Poi,  signor  Presidente, è chiaro che -  soprattutto  chi  ha  la
  responsabilità del digitale - siamo tutti convinti che i siti siano
  ormai il preminente, ma non esclusivo, mezzo di comunicazione.
   Per  una  comunicazione,  alla  cittadinanza,  vera  noi  dobbiamo
  raggiungere  tutti  i cittadini non solo quelli che  hanno  accesso
  alla  rete,  che hanno confidenza con la rete ma anche  coloro  che
  acquisiscono  le  informazioni  tramite  il  mezzo  più  antico  di
  comunicazione che è il giornale.
   Pertanto,  l'idea  è  quella  di accompagnare  in  una  fase  che,
  ovviamente, è transitoria, nessuno pensa che sia sine die.

   PRESIDENTE. Assessore Armao, dobbiamo trovare una soluzione,  dire
  che  questi  clienti, gli istituti hanno un loro  capitolo  per  la
  comunicazione,  certo è così anche l'Assemblea ce  l'ha,  però  noi
  decidiamo se metterci diecimila euro o cinquantamila in funzione di
  quello  che  si  deve fare, se li obblighiamo a fare  tutto  questo
  saranno  obbligati a mettercene di più, per cui, come dire,  non  è
  che è senza costi questa cosa qui.
   Peraltro,  ammesso  e  non concesso tutto  il  resto,  noi  stiamo
  obbligando  le  aziende a comunicare come gli  stiamo  dicendo  noi
  attraverso  la  carta stampata quando teoricamente  ci  sono  mille
  altre possibilità.
   Per cui, io dico, onestamente, con tutto l'aiuto che si vuole dare
  agli  Editori,  sono il primo a volerli dare, però  o  noi  votiamo
  questo  così  com'è,  lo  votiamo con i due emendamenti  correttivi
  obbligatori e lo votiamo o se ci mettiamo a discutere su come  dare
  questo mano

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Però, come temevamo, sul primo articolo
  stiamo  parlando  tutti  e,  quindi,  è  inutile  che  continuiamo,
  eliminiamo tutto e basta

   TANCREDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  questo
  articolo potrebbe anche essere impugnato perché va in contrasto con
  il  decreto  legislativo  n.  82 del marzo  2005,  perché  noi  non
  possiamo imporre a una struttura benché pubblica ma che ha

   PRESIDENTE. E' esattamente quello che ho detto io senza citare  la
  legge.

   TANCREDI. C'è un decreto e, quindi, rischiamo anche l'impugnativa.
  Segnalo questo rischio.

   PRESIDENTE.  E'  così   È  esattamente  così   Scusate   onorevoli
  colleghi, senza gridare, io chiedo al Governo o lo si ritira  e  lo
  si rifà in un'altra maniera oppure lo votiamo, punto  Non posso più
  dare  la  parola,  non  possiamo per un articolo  perché  sennò  li
  leviamo tutti e si fa il voto finale e basta, datemi la possibilità
  di  votare tutti gli articoli, se ogni deputato interviene su  ogni
  articolo non lo possiamo fare.
   Io voglio solo sapere dal Governo se lo vuole messo in votazione o
  se  lo ritira e lo ripresenta dopo, basta  Non voglio sapere altro
  Non  possiamo su ogni articolo dare la parola a 20 deputati  perché
  sennò abbiamo chiuso.
   Possiamo  fare  votare?  Intanto,  con  gli  emendamenti  comunque
  obbligatori.  Se  gli  emendamenti  soppressivi  sono  ritirati  io
  personalmente stralcio...,

                     (Intervento fuori microfono)

   Un  attimo   Stiamo esaminando gli emendamenti soppressivi  tranne
  l'emendamento  a  firma dell'onorevole Ciancio  che  secondo  me  è
  obbligatorio.

                     (Intervento fuori microfono)

   Non possiamo aprire un dibattito sennò rimandiamo in Commissione e
  la Commissione li sistema, che volete che vi dica
   Non  possiamo  presentare riscritture ancora  È da 16  giorni  che
  siamo chiusi qua, basta  Io lo metto in votazione, punto  Basta

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  No,  onorevole  Foti,  sennò  voi  mi  costringete  a
  chiedere la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  e  a
  comunicare che è finita la finanziaria  Quello che si è votato si è
  votato,  gli  altri articoli no  Allora, dovete avere la  bontà  di
  farmi  andare avanti, per favore  Basta, basta  Ma possiamo  uscire
  pazzi su ogni articolo, con 700 interventi
   Onorevole Foti, ha facoltà di parlare.

   FOTI. Signor Presidente,  io ho chiesto di intervenire sull'ordine
  dei  lavori. Io posso capire tutto e in maniera ostruzionistica non
  siamo  mai  intervenuti però lei non può mortificare la prerogativa
  parlamentare.
   Io  ho  presentato  una  riscrittura e  l'avevo  anche  annunciato
  durante  la  discussione  generale che mi sarei  agganciata  ad  un
  emendamento, come dire, palesemente  stupidino  scritto da  me  per
  presentare  una  riscrittura  che  avevo  annunciato  in  fase   di
  discussione generale.
   Noi vogliamo aiutare l'editoria, ma con cose costruttive che siano
  rispettose anche dei decreti legislativi nazionali che impongono la
  digitalizzazione. Per cui, le chiedo di distribuire la  riscrittura
  oppure  di inviare questo testo alla III Commissione dove  già  c'è
  una  legge  per la quale sono stati già presentati gli emendamenti,
  una  legge  sulla  Editoria, voluta anche quella dai  portatori  di
  interesse.   Quindi,  o  si  distribuiscono  gli  emendamenti,   le
  riscritture  legittimamente presentate, ragionevoli, oppure  se  ne
  discutano in altra parte, perché in nome della premura non possiamo
  legiferare, possiamo legiferare in nome di portatore di  interesse,
  in nome di interessi localistici, non è mancata questa possibilità,
  ma in nome della premura ancora non si può legiferare.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   FOTI. Presidente Di Mauro, benvenuto.

   PRESIDENTE. Prego.

   FOTI. Siccome è cambiato il Presidente, quindi, mi sento in dovere
  di  farle  comprendere l'intervento sull'ordine dei  lavori.  Stavo
  dicendo che avevo annunciato ed ho presentato una riscrittura.
   Fermo  restando  che la III Commissione ha una proposta  di  legge
  presentata - però se uno non ha

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Foti, sto ascoltando.

   FOTI.  Dico,  in III Commissione c'è una legge con gli emendamenti
  già  presentati.  Io  ho  presentato  una  riscrittura  nell'ottica
  dell'aiuto a questa categoria che, giustamente, sta soffrendo  come
  le  altre. La copertura c'è perché è rinvenuta ed è indicata  nella
  scrittura.  La  prego,  in  ordine  a  quello  che  sono   le   sue
  prerogative, di non farci legiferare con il criterio della  premura
  perché questo criterio non è contemplato.
   Però,  Assessore Cordaro, la prego, se stiamo parlando  di  ordine
  dei  lavori,  credo  che  possa interessare  al  Presidente  che  è
  l'unico

   PRESIDENTE. La sto seguendo.

   FOTI.  Ecco.  Quindi, o si stralcia e si manda in III Commissione,
  oppure  si  fa una discussione compiuta su una questione  delicata,
  perché  spendere delle risorse per pubblicare delle cose  veramente
  senza  senso  quando,  invece, ci sono altre cose  che  si  possono
  pubblicare,  che sono i programmi di promozione culturale  e  delle
  eccellenze siciliane.
   Credo  che  l'Assemblea  abbia tutto il diritto  di  valutare  una
  proposta  che  abbia  un senso, però, non in  nome  della  premura,
  semplicemente. Grazie.

   PRESIDENTE.  No, non è un problema di premura, è un  problema  dei
  ammissibilità dell'emendamento, onorevole Foti.
   Allora,  questa riscrittura deve essere firmata dalla Commissione,
  dal  Governo.  Non è firmata dalla Commissione, non è  firmata  dal
  Governo e, onorevole Foti, questo è messo da parte.
   Allora, emendamento 114...
   Ah,  della Commissione. Intanto, gli emendamenti soppressivi  sono
  ritirati? L'emendamento 114.1? E, allora, va bene, procediamo  alla
  votazione.
   Presidente Savona, cominciamo con l'emendamento 114.1, ovvero sia,
  la soppressione dell'intero articolo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

          (Viene chiesta la votazione per scrutinio segreto)

      (la richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   Onorevole Turano, assessore Turano, si accomodi. Onorevole Tamajo,
  si  accomodi  al  suo posto. L'onorevole Galvagno dov'è?  Non  c'è.
  Volete  guardare dov'è l'onorevole Galvagno, per favore? Aspettiamo
  l'onorevole Galvagno che è qui dietro che sta salendo.


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 114.1

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento  114.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
   Stiamo  parlando  dell'emendamento 114.1,  che  è  un  emendamento
  soppressivo dell'intero articolo. Avete votato tutti?

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  56
   Votanti             55
   Maggioranza         28
   Favorevoli          24
   Contrari            31
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE.   Si   passa   all'emendamento   114.14,    a    firma
  dell'onorevole Ciancio.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 114.17, a firma della Commissione.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Votiamo l'articolo 114. Chi è favorevole

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Che è successo? Ce n'è un altro. Chiedo scusa.

                     (Intervento fuori microfono)

   Abbiamo  soppresso  il comma 2. Non siete d'accordo,  ma  è  stato
  votato,  onorevole Ciancio. Che cosa dice? Non l'ho  capito.  Basta
  chiederlo con tranquillità.
   Si  passa  all'emendamento 114.18, che hanno tutti ed  è  a  firma
  della Commissione.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa   all'emendamento  114.16,   a   firma   dell'onorevole
  Barbagallo. Il parere della Commissione e il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Dobbiamo votare l'articolo 114.

          (Viene chiesta la votazione per scrutinio segreto)

      (la richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 114

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  114.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            56
   Votanti             51
   Maggioranza         26
   Favorevoli          22
   Contrari            29
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lantieri)

   PRESIDENTE. Ancora non sappiamo neanche che articolo facciamo,  su
  che  cosa  deve  intervenire? Non sento.  Onorevole  Lantieri,  non
  sento  Deve togliere la mascherina.

                      (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. No, è stato bocciato l'articolo, per cui il problema è
  risolto. Ma di quale parliamo, onorevole?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  E  allora, nel momento in cui parleremo dell'articolo
  ne parliamo.
    Colleghi, io veramente non riesco a capire qual è l'atteggiamento
  dell'Aula,  su cosa volete fare. A questo punto, non mi rimane  che
  chiudere la finanziaria, non abbiamo cosa fare  Andare avanti  così
  è  perfettamente  inutile  Per cui, ora interrompiamo  mezz'ora  il
  tempo  di prendere una decisione, ma non credo che si possa  andare
  avanti; per cui la finanziaria va chiusa.
   C'è  un  atteggiamento,  sia di opposizione  che  di  maggioranza,
  perché  poi  quando  passa  il  voto segreto  contro  è  perché  la
  maggioranza  che.... Quindi, è inutile, non ci prendiamo  in  giro
  Inutile  che  andiamo avanti. Interrompiamo un'ora,  il  tempo  che
  parlo  con il Governo e con i Presidenti dei Gruppi parlamentari  e
  decidiamo se chiudere il tutto.
   Per favore, che i deputati - vi supplico - non mi inseguano perché
  ognuno  deve fare passare il suo articolo, perché tanto non c'è  da
  discutere  questo. C'è da discutere se chiudere  o  andare  avanti.
  Punto   Quindi, non vi presentate con emendamenti da  passare,  con
  articoli  da  fare votare, perché la situazione è  questa.  Andando
  avanti, viene bocciato tutto  Non so se valga la pena.
   Intanto, interrompiamo un'ora e riprenderemo tra un'ora.
   La seduta è sospesa.

     (la seduta, sospesa alle ore 13.17, è ripresa alle ore 15.53)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, ha chiesto  di  intervenire  per
  tempi  brevissimi l'onorevole Luisa Lantieri e l'onorevole Caronia,
  però  per pochissimo così poi diamo le comunicazioni su quello  che
  abbiamo immaginato di fare, e stavolta non solo immaginato,  ma  su
  quello che abbiamo deciso di fare e poi si va avanti.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Lantieri.

   LANTIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione, Assessori, io avevo presentato un emendamento che riguarda
  i medici inidonei della Regione Sicilia. Questi sono medici assunti
  a tempo indeterminato e per trentotto ore settimanali, però per una
  patologia  momentanea  sono stati dichiarati inidonei  all'attività
  ospedaliera.  Successivamente  qualcuno  di  loro  per  fortuna  ha
  risolto  questa  patologia  e  adesso  potrebbe  essere  dichiarato
  idoneo.
   Cosa  dice  il mio emendamento? Dice che tutti i medici che  hanno
  avuto  prima  l'inidoneità  e adesso hanno  risolto  la  patologia,
  possono  fare richiesta alla propria Asp, fare la visita  medica  e
  ritornare a dare una mano all'interno degli ospedali. Anche  perché
  sappiamo  tutti  che ci sono difficoltà con i medici  che  mancano,
  tutto  quello  che c'è dietro, c'è la quota cento, la  mancanza  di
  medici  eccetera. Perciò questo potrebbe essere una  mano  che  noi
  possiamo dare all'interno dell'ospedale.
   Volevo  in  ogni  caso,  siccome  questo  emendamento  era   stato
  condiviso  dall'Assessore Razza, o va in porto, o non va in  porto,
  lo  volevo  ringraziare per la disponibilità che  ha  dato,  perché
  aveva dato un parere favorevole perché riteneva che questa norma  è
  molto  opportuna in questo momento di carenza di medici. Perciò  in
  ogni  caso  io ringrazio l'Assessore perché ha visto  la  bontà  di
  questo  emendamento  e che può dare un aiuto a tutti  gli  ospedali
  della  Sicilia. Grazie, se i colleghi si associano a poterlo votare
  bene, se no ringrazio lo stesso.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Lantieri,  ancora  una   volta   lei   ha
  dimostrato, come dire, che persona è con questo suo intervento,  di
  cui  almeno personalmente la ringrazio, non so se qualche altro  la
  ringrazierà.
   La  decisione, onorevole Caronia, è che andiamo alle tabelle e  si
  fa  il voto finale, perché non c'è alternativa, non è più una  cosa
  su  cui  dibattere,  è  una decisione che ha preso  la  Presidenza,
  perché non è possibile fare diversamente.
   Onorevole  Lantieri, perché siccome, ripeto,  come  dicevo  prima,
  ogni  emendamento ha una sua importanza reale, non per scherzo  eh,
  se ne faccio votare uno, è come se non avessimo fatto niente.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor  Presidente,  devo  dire  che  con   grandissimo
  rammarico apprendo la sua determinazione, anche perché, devo essere
  molto franca, non comprendo le ragioni per le quali questa norma  -
  io  mi  riferisco  in questo momento all'articolo  112,  che  è  un
  articolo   della   legge,  non  sto  parlando  di  un   emendamento
  aggiuntivo,  fuori sacco, qualcosa che non è stato  vagliato  dalle
  commissioni  di  merito  - io ho seguito come  è  giusto  fare,  le
  regole.
   Le  regole significa presentare un emendamento, addirittura, nella
  fattispecie  questa  norma ha una sua storia. Due  finanziarie  fa,
  questo  Parlamento ha appostato quarantacinque mila euro  per  dare
  vita  ad  un momento di democrazia, capisco che non è più tanto  di
  moda  parlare  di  democrazia, ebbene questo  Parlamento  ha  fatto
  questa  norma, con la quale noi abbiamo consentito la  cittadinanza
  agli  ordini professionali, a tutti i soggetti che potevano  essere
  gli   stakholders  cosiddetti,  abbiamo  dato  la  possibilità   di
  confrontarsi, ovviamente tutto questo è stato fatto all'interno del
  dipartimento  beni culturali, l'assessore Samonà sicuramente  potrà
  dare conferma, anche perché è stato reso poi un documento con delle
  valutazioni   credo   molto  importanti,  anche   l'Università   ha
  partecipato. Per cui, a seguito di quello, che era un  primo  step,
  si  è valutata l'importanza di un'iniziativa, iniziativa che io  ho
  presentato  nelle commissioni di merito, Commissione V, Commissione
  bilancio,  poi è approdata, è stata ovviamente approvata  anche  in
  Commissione bilancio, dove appunto è stata rinvenuta la  copertura,
  sennò   non  sarebbe  nel  testo,  dopodiché  lo  ritrovo   appunto
  all'articolo 112.
   Noi  abbiamo trattato la Rubrica dell'assessore Samonà,  ossia  la
  Rubrica  dei  beni culturali, su vari articoli, e purtroppo  questo
  articolo  non  so  perché, e me lo chiedo, anzi  lo  chiedo  a  lei
  Presidente, non comprendo come mai non è stato messo all'interno di
  quella Rubrica, che era quella ovvia, era quello il momento in  cui
  parlarne.  È chiaro che adesso siamo arrivati alla fine,  stremati,
  la  volontà  peraltro,  la  sua è una  volontà  che  io  non  posso
  contestare,  è una sua prerogativa di doverla stralciare,  però  io
  ritengo di fare una valutazione di merito.
   Stiamo  parlando, la norma che verrà non votata, perché non  verrà
  messa neanche in votazione, è una norma che riguardava la città  di
  Palermo.
   Io  credo  che  questa  finanziaria, non  abbia  dedicato  nessuna
  risorsa  in maniera specifica alla città di Palermo, ma poiché  non
  si  fa il campanilismo, noi siamo deputati regionali, normiamo  per
  la  Regione Sicilia, non per le città di provenienza, eppure io  di
  campanilismo  ne ho visto tanto. Io non ne faccio  un  problema  di
  campanile, la norma in questione non è una norma solo per  Palermo,
  certamente è una norma importante per Palermo. Una Palermo che è in
  ginocchio,   una  Palermo  che  ha  delle  difficoltà   strutturali
  incredibili,  una  città  che  tutti voi  deputati,  anche  non  di
  Palermo, vedete quando arrivate dalle proprie province, chiaramente
  non essere uno spettacolo edificante, e questo è sotto gli occhi di
  tutti, non dico una bugia se affermo quello che sto dicendo.
   Nella  fattispecie, questa norma aveva un significato che  va  ben
  oltre la costruzione e realizzazione di un museo del liberty, aveva
  anche  un  significato.  Questa  è  un'area,  la  cosiddetta  Villa
  Deliella,  è  un'area che ha rappresentato l'emblema del  sacco  di
  Palermo.  Ripristinare oggi, in quell'area, un museo - peraltro  il
  piano  regolatore della città di Palermo - avere previsto che fosse
  quella  l'area, ha un valore che, appunto, come dicevo  pocanzi  va
  ben oltre. È un messaggio di legalità, è un messaggio di forza,  di
  ricostruzione per una città che ha subito il sacco di Palermo,  una
  città che è stata depredata. Nel '59 questa villa è stata distrutta
  nell'arco di una notte - contro il volere di un consiglio  comunale
  che  si era espresso in maniera assolutamente contraria, e che  poi
  purtroppo  ha  portato a tutto quello che la storia  ormai,  ci  ha
  dettagliatamente regalato in negativo.
    Oggi,   non  volere mettere in votazione questo articolo,  a  mio
  avviso, è un grande affronto che si fa alla Città di Palermo, a  un
  momento culturale, alla possibilità di vedere, all'interno  di  una
  norma, anche dei segnali di ripresa, perché è chiaro che quando  si
  introduce  una norma che prevede anche dei percorsi che  riguardano
  non  soltanto Palermo, ma tutta la Sicilia, collega Schillaci,  noi
  non  avevamo previsto una norma che fosse soltanto per  Palermo  ma
  che  mettesse  in circuito, anzi che creasse un circuito  di  tutti
  quelli  che sono i siti rappresentativi del  Liberty , che è  stato
  importante come evento culturale ed economico per questa Regione.
    Due  anni  fa, in Parlamento nazionale, il Basile, al  centenario
  della  sua morte, è stato ricordato con una solenne manifestazione,
  alla  quale  incredibilmente  a  Palermo  non  è  stata  data  eco,
  Presidente.
    Io  ritengo  che oggi non mettere in votazione questa  norma  sia
  avere decretato che Palermo non è tra le priorità di quest'Aula,  e
  non  faccio  distinzioni,  mi dispiace dirlo,  Palermo  non  è  una
  priorità  per  questo  Governo e per  quest'Aula,  e  lo  dico  con
  grandissimo  dispiacere, perché, ripeto, questa  è  una  norma  che
  cammina  da  quattro anni sulle mie gambe ma anche sulle  gambe  di
  altri deputati.
    Si   parlava,  soltanto,  di  portare  avanti  un'iniziativa  che
  guardava al tessuto culturale che ha dato vista all'esperienza  dei
  Florio in questa Città, e che è diventato anche nel mondo un grande
  richiamo economico e culturale e turistico.
    Oggi,  non  metterlo in votazione, a mio avviso, è un grandissimo
  affronto  ai Palermitani che come me avevano visto in questa  norma
  l'inizio di una ricrescita e di una rinascita, che sono certa  che,
  comunque, comunque ci sarà. Di questo ne sono assolutamente certa.

    PRESIDENTE.   Onorevole  Caronia,  mi  ascolti  perché   il   suo
  intervento  è un intervento serio, che ha una logica, e  che  viene
  anche,  ovviamente,  dall'impegno che lei  ha  profuso  per  questa
  norma.
    Lei  sa  che per questa norma, tutte le volte che mi ha  chiesto,
  io  stesso  mi  sono attivato per cercare di dare  una  mano.  Fino
  all'altro  ieri,  quando  l'ho recuperata,  visto  che  se  ne  era
  discusso  in  altre  occasioni,  ma  come  lei  ha  potuto  notare,
  purtroppo,  non  sono stato in condizione di farla  votare,  perché
  l'Aula ha reagito in maniera, come dire, oserei dire scomposta.
    Stamattina l'avevamo iniziata a esaminare, ed ero ben felice  che
  insieme  alla deputata Schillaci voi aveste trovato, anche  insieme
  all'onorevole Aricò, una sintesi perché questo potesse, in  qualche
  maniera, risolvere i problemi che c'erano.
    Io  oggi mi trovo in una situazione in cui quello che lei mi dice
  è per me un dispiacere, intanto perché sono di Palermo, ma al di là
  del  campanilismo,  perché sono Presidente di questa  Assemblea,  e
  questa la ritengo una di quelle norme che andavano esaminate,  però
  non  siamo  più  in  condizioni di farlo, e non certamente  per  un
  problema  di Palermo o di Villa Deliella, ma perché, se volete  poi
  non lo posso fare in Aula mi dovete scusare, ma con qualcuno di voi
  posso  affrontare  l'argomento  separatamente,  su  quello  che   è
  avvenuto,  cioè quest'Aula  non risponde più, non risponde  più  al
  Governo,  la parte che dovrebbe rispondere al Governo, non risponde
  all'Assemblea  la parte che dovrebbe rispondere all'Assemblea,  non
  risponde,  parlo  fondamentalmente  della  maggioranza,  è  inutile
  negarlo, purtroppo non siamo più in condizioni di votare, perché  è
  come  se  fosse  saltato il banco , come si diceva una volta,  cioè
  non  si  capisce più niente, non si sa per cui qualsiasi  norma  io
  metto  in  votazione viene matematicamente bocciata, io  credo  che
  andare  avanti  con questo sistema è un qualche cosa  che  non  può
  funzionare,  ne dovremo prendere atto e dovremo anche interrogarci,
  dovremo interrogarci  noi su che cosa è successo, del perché  si  è
  arrivati  a  questo  punto, se dipende dalla classe  dirigente,  se
  dipende    da   errori   che   sono   stati   fatti,   se   dipende
  dall'organizzazione,  non  lo  so,  sono  il  primo  che  si   deve
  interrogare  sul perché è avvenuto tutto quello che sta  avvenendo,
  in  questo momento; ma io non mi posso neanche permettere - proprio
  perché  ho una responsabilità -  di fare bocciare tutto, perché  vi
  posso garantire che non c'è bisogno di chiederlo all'Aula, possiamo
  mettere il risultato della votazione senza bisogno di fare votare.
   Tutto  è  stato  bocciato stamattina, tutto continuerà  ad  essere
  bocciato  nel  pomeriggio,  tutto  continuerà  ad  essere  bocciato
  domani.
   Posso  mettere in votazione le tabelle, se le bocciamo  è  saltata
  la finanziaria - che volete che vi dica, a un certo punto ognuno si
  assumerà  le sue responsabilità ma più di quelle non posso  mettere
  in votazione perché non siamo nelle
   Ognuno  decide  liberamente. Io sto parlando alla  maggioranza  di
  quest'Aula  di cui sono parte fondamentale, onorevole  Assenza,  mi
  deve credere, non c'entra il Governo. Non difendete cose di cui non
  sto   parlando.   Non  c'entra  il  Governo,  sto  parlando   della
  maggioranza, non del Governo.
   Il  Governo  nel  suo corso fa ciò che vuole. Per quanto  riguarda
  questa  maggioranza ormai onorevole Savarino, vogliamo  mettere  in
  votazione?  Facciamo la prova? Me lo dica lei. Se lei mi  dice  sì,
  giuro  che metto in votazione  Vuole provare  Mettiamo in votazione
  così  ci togliamo il pensiero. Io sto dicendo che ognuno prenda  le
  decisioni che vuole - su questo non c'è dubbio.  Ma non c'è  dubbio
  che  in un'Assemblea normalmente ci sono maggioranza e opposizione.
  La  maggioranza  risponde  a una logica, l'opposizione  risponde  a
  un'altra  logica. Mi sembra che qualche logica è saltata, per  cui,
  continuare a votare significa fare bocciare tutto.
   Se  la  maggioranza  me lo chiede, metto in votazione  tutto.  Sto
  facendo ciò per salvaguardare, non certamente cose mie - che non ce
  n'è  manco  una - per salvaguardare alcune norme che così  possiamo
  fare domani perché essendo bocciate non mi chiedete più di rifarle.
  Se volete, metto in votazione tutto però vedremo. Può essere che ho
  sbagliato io, vuol dire che non capisco niente. Chiedetemelo  e  lo
  faccio. Mi dovete solo chiedere di mettere in votazione e io  metto
  in votazione tutto
   Non  mi  sbaglio  su queste cose. Se dico che  è  meglio  che  non
  votiamo  più  niente, votiamo le tabelle e facciamo il voto  finale
  perché non c'è alternativa.
   Ha chiesto di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  Presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,  senza
  entrare nel merito dell'intervento suo e delle domande che lei si è
  posto con amarezza, con angoscia, alle quali c'è sola una risposta,
  naturalmente  che  lei  conosce, che  conoscono  i  siciliani,  che
  conosce  quest'Aula  ma sulla quale non credo  sia  il  momento  di
  attardarsi.
   Con  l'Assessore  per i beni culturali, Alberto  Samonà,  fin  dal
  primo    momento    abbiamo    espresso    all'onorevole    Caronia
  l'apprezzamento della condivisione per la sua proposta, quella cioè
  di recuperare nella Villa Deliella un modello, un'identità ma anche
  un  simbolo di rivincita per le devastazioni che ha subìto la città
  di Palermo.
   La  sua  iniziativa andava certamente approvata dal  Parlamento  e
  non  può  lasciarsi  cadere nel vuoto un messaggio  così  denso  di
  significato.
   Voglio  rassicurare lei e l'Aula che con l'Assessore  per  i  beni
  culturali  assumiamo l'impegno che subito dopo la finanziaria,  con
  un  atto  amministrativo,  saranno  adottate  tutte  le  iniziative
  necessarie affinché la sua proposta - nei tempi che ragionevolmente
  la burocrazia imporrà - sarà trasformata in realtà.
   La  sua amarezza può benissimo essere stemperata da questo impegno
  che  ci  sentiamo  di potere assumere assieme ad  altre  iniziative
  lodevoli  che quest'Aula, con il voto segreto e con l'ascarismo  di
  qualcuno della maggioranza, ha ritenuto di dovere bocciare.
   Questo è l'impegno formale.

   PRESIDENTE. Andiamo avanti con il voto.

        (Interruzione fuori microfono dell'onorevole Lantieri)

   È  intervenuta  poco fa, onorevole  Si faccia dare l'impegno  pure
  per la sua
   Presidente  Musumeci,  l'intervento che  aveva  fatto  l'onorevole
  Lantieri, anche quello credo che fosse degno, per cui se  ci  fosse
  un impegno a recuperare anche quella

   MUSUMECI, Presidente della Regione. Signor Presidente, l'onorevole
  Lantieri  sa, ma lo sanno tutti i deputati che intendono  sapere  e
  capire, che questo Governo non ha mai opposto resistenza alla bontà
  delle iniziative, al di là della geografia politica cui apparteneva
  il proponente.
   Quindi, l'onorevole Lantieri sa che nel Palazzo dirimpettaio, cioè
  in  Presidenza, la sua proposta, articolata possibilmente,  troverà
  il consenso e l'adesione del Governo come tutte le altre iniziative
  che riteniamo meritevoli di essere sostenute.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Se vuole intervenire  sulle  tabelle,
  perché andiamo a votare le tabelle.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi prendiamo  atto
  dell'intervento  della Presidenza dell'Assemblea che  ha  disposto,
  sostanzialmente,  lo stralcio degli ultimi dieci articoli  con  una
  procedura inusuale.
   Mi  ha  tolto  la  possibilità di intervenire, signor  Presidente,
  perché quello che avrei dovuto dire io, invece, le riconosciamo che
  l'ha detto lei con grande obiettività.
   Francamente,  non ci sono le condizioni per procedere  perché  c'è
  una maggioranza che si è dissolta.
   Prendiamo atto delle dichiarazioni del Presidente della Regione.
   Prendiamo  atto  pure che si vuole far finta di  nulla  e  che  il
  Governo  pensa di continuare ad andare avanti in questa legislatura
  in  queste  condizioni,  come  dire, che  hanno  imposto  anche  lo
  stralcio degli articoli con una procedura assolutamente inusuale.
   Nell'interesse  dei siciliani, signor Presidente, le  comunichiamo
  che  il  Partito  Democratico  avrà un  atteggiamento  di  assoluta
  responsabilità  sulle tabelle per consentire di  definire  nel  più
  breve  tempo  possibile la finanziaria e liquidare  le  risorse,  i
  trasferimenti e gli stipendi ai Siciliani.

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, non c'è nessun metodo  inusuale
  perché  più  volte  la  Presidenza dell'Assemblea  ha  preso  delle
  decisioni per potere arrivare a completare alcune norme.
   Se  io  non  prendessi  questa decisione, metterei  a  rischio  il
  completamente  di  questa norma finanziaria, non c'è  assolutamente
  nulla  di inusuale, anzi, credo che sia molto responsabile da parte
  della  Presidenza  l'atteggiamento che ha avuto  durante  tutta  la
  finanziaria,  avere  dato più spazio possibile,  come  avete  visto
  quest'anno non c'è stato contingentamento dei tempi, e forse quello
  può  essere  dove ho sbagliato, pure, ma che abbiamo  accettato  il
  dialogo su qualsiasi tipo di emendamento e lo abbiamo fatto proprio
  per responsabilità.

        (Interruzione fuori microfono dell'onorevole Trizzino)

   PRESIDENTE.   Lo   abbiamo  fatto,  anche   questo,   con   grande
  responsabilità  perché  abbiamo  cercato  di  dare  corpo  e  senso
  all'Assemblea  e a tutti i deputati dell'Assemblea  e  a  tutte  le
  proposte  dell'Assemblea, quindi ho preso questa decisione  non  in
  maniera inusuale, l'ho presa soltanto per garantire ai siciliani di
  potere  ricevere,  prima o poi, lo stipendio che  devono  ricevere,
  visto  e considerato che se andavamo avanti potevamo stare un altro
  mese  qua  come quello che abbiamo passato senza arrivare a  nessun
  risultato.  E  deve essere ovvio che io ho il dovere  di  dare  una
  responsabilità alla maggioranza, ma l'opposizione non è  esente  da
  responsabilità, questo tanto perché sia chiaro a tutti.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi votiamo, non do più la  parola  a
  nessuno.

   TANCREDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi  noi  del  Gruppo
  Attiva  Sicilia la ringraziamo per questo momento di chiarezza,  lo
  dico  sinceramente perché lo stralcio di alcune  parti  è  una  sua
  prerogativa  e  probabilmente mette un punto su una situazione  che
  stava diventando paradossale.
   Ovviamente,  il mio Gruppo sulle tabelle non farà nessun  tipo  di
  problema, le voteremo tranquillamente, perché, come lei sa, già  da
  diversi  giorni  noi  spingevamo perché questa finanziaria  venisse
  chiusa  in  tempi  rapidi, visto e considerato  che  già  siamo  in
  ritardo   nell'erogazione  degli  stipendi  e  non   ci   possiamo,
  assolutamente, permettere di perdere un altro minuto prima di  dare
  un adempimento formale a questa finanziaria.
   Grazie.

   PRESIDENTE.  Allora,  se mi date il fascicolo  delle  tabelle.  Si
  passa all'articolo 156. Ne do lettura:

                              «Art. 156.
                Rifinanziamento autorizzazioni di spesa

   1.  Gli  interventi individuati nell'allegato 1 -  Parte  A  della
  presente  legge  sono  determinati, per  ciascuno  degli  anni  del
  triennio 2021-2023, negli importi dallo stesso indicati.

   2.  Gli  interventi individuati nell'allegato 1 -  Parte  B  della
  presente  legge  sono  determinati, per  ciascuno  degli  anni  del
  triennio 2021-2023, negli importi dallo stesso indicati.»

   PRESIDENTE.  E'  stato  presentato  un  emendamento.   In   questo
  emendamento,   gli   anni  sono  sbagliati.   Quindi,   li   dovete
  considerare,  per  favore, anni  21,  22 e  23. Lo  possiamo  fare,
  così,  correggendolo a penna, altrimenti dobbiamo  ristampare.  Gli
  anni sono  21,  22 e  23 e non  20,  21 e  22.
   Se  lo possiamo votare. Intanto lo possiamo votare, il  21,  22  e
   23.
   Chi è favorevole

        (Interruzione fuori microfono dell'onorevole Figuccia)

   PRESIDENTE. Ma se è stato corretto già, onorevole Figuccia.
   Allora,  la Commissione ha presentato un subemendamento  che  dice
  che  all'emendamento  allegato 1.COMMbis:  2020,  2021,  2022  sono
  sostituiti con 2021, 2022, 2023. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  alla votazione dell'Allegato 1. Lo pongo in  votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa alla votazione dell'articolo 156, con questo allegato 1.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 157. Ne do lettura:

                               «Art. 157
                       Fondi speciali e tabelle

   1. Gli importi da iscrivere nei Fondi speciali di cui all'articolo
  49,  del  decreto  legislativo  23 giugno  2011,  n.  118,  per  il
  finanziamento  dei  provvedimenti legislativi che  si  perfezionano
  dopo  l'approvazione del bilancio, destinati ad interventi di spese
  correnti, restano determinati per ciascuno degli anni 2020, 2021  e
  2022 nelle misure indicate nella tabella  A .

   2.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera g),  della  legge
  regionale  27  aprile 1999, n. 10 e successive  modificazioni,  gli
  stanziamenti autorizzati in relazione a disposizioni  di  legge  la
  cui  quantificazione  è  demandata alla  legge  di  stabilità  sono
  determinati nell'allegata tabella  G .».

   Onorevole  Dipasquale,  non  so se voleva  intervenire  su  questo
  perché  mi dicono che - siamo al 157 -  alla tabella A1,  la  terza
  riga, onorevole Dipasquale con lei sto parlando, se è questo  Nuove
  norme  in  materia  bisogna scrivere  di riordino dei  consorzi  di
  bonifica .  Punto, non c'è  è l'accantonamento per la  nuova  legge
  che  si  deve  fare perché è  nuove norme in materia di  riordino .
  Quindi, questo lo cambiate voi Ufficio, lo fate voi da qui.
   Dopodiché possiamo votare questo.  Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa alla votazione dell'articolo 157. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 158. Ne do lettura:

                               «Art. 158
                  Ripristino autorizzazioni di spesa

   1.  Nelle more della determinazione, congiunta con lo Stato  entro
  il  31  ottobre 2021, degli importi a carico del bilancio regionale
  per  il  rimborso  del prestito contratto con  lo  Stato  ai  sensi
  dell'Accordo  stipulato in data 31 luglio 2007, per  l'approvazione
  del  piano  di rientro del settore sanità, destinato all'estinzione
  dei  debiti finanziari e commerciali, transatti e non transatti per
  l'importo  di 50 milioni di euro, delle somme annualmente  iscritte
  per  far  fronte alla copertura dei debiti delle aziende  sanitarie
  (gestione  stralcio)  per l'importo di 5 milioni  di  euro,  nonché
  dell'importo  da reiscrivere delle somme cancellate per  perenzione
  amministrativa  della  quota integrativa, a carico  della  Regione,
  delle  assegnazioni di parte corrente del Fondo sanitario nazionale
  a  favore  delle  Aziende  sanitarie per la  quota  di  novembre  e
  dicembre  2012  per  l'importo di 10 milioni di euro,  le  relative
  risorse,  per l'importo complessivo di 65.000 migliaia di euro  per
  l'anno  2021,  sono accantonate in un apposito Fondo  in  cui  sono
  iscritte le somme derivanti dalle riduzioni delle autorizzazioni di
  spesa di cui all'Allegato 2 della presente legge.

   2.  In  attesa  della  determinazione  del  conguaglio  definitivo
  spettante  alla  Regione siciliana ai sensi dell'articolo  111  del
  decreto  legge  19 maggio 2020, n. 34 convertito con  modificazioni
  con  la  legge  17 luglio 2020, n. 77, degli anni 2020  e  2021  da
  effettuarsi  ai sensi rispettivamente del punto 6 dell'Accordo  tra
  lo  Stato e le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano  del
  20  luglio 2020 e del punto 3 dell'Accordo tra lo Stato, le Regioni
  e  le Province autonome di Trento e di Bolzano del 5 novembre 2020,
  con  la  conseguente  riduzione  del  concorso  della  regione   al
  raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica per  un  importo
  complessivo pari ad euro 923.644.853,32 per l'esercizio finanziario
  2022, ad euro 545.010.543,24 per l'esercizio finanziario 2023, sono
  accantonate  in  un  apposito Fondo in cui sono iscritte  le  somme
  corrispondenti  alle  riduzioni  delle  autorizzazioni   di   spesa
  indicate nell'Allegato 2, per gli importi nello stesso indicati.

   3.  Eventuali  maggiori risorse riconosciute dallo  Stato  per  il
  triennio  2021, 2022 e 2023, in assenza di specifica  destinazione,
  sono destinate prioritariamente a compensare le minori entrate  del
  bilancio  della Regione a seguito degli effetti finanziari negativi
  della pandemia Covid-19.

   4.  Il  Ragioniere generale è autorizzato ad apportare al bilancio
  della  Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, previo
  parere   della  Commissione   Bilancio'  dell'Assemblea   regionale
  siciliana,  le variazioni discendenti dall'attuazione del  presente
  articolo.

   5. La Giunta regionale, previo parere della Commissione  Bilancio'
  dell'Assemblea  regionale  siciliana,  nel  prendere   atto   della
  determinazione degli importi di cui ai commi 1 e 2 nel caso in  cui
  le  relative risorse risultino inferiori all'ammontare  di  cui  al
  medesimo  comma  l, individua la destinazione del ripristino  delle
  relative autorizzazioni di spesa.»

     E'  stato  presentato  un emendamento di riscrittura  il  158.R,
  l'avete tutti?  Se lo ha l'onorevole Siracusa, che me lo fa vedere,
  evidentemente l'avete tuti, non è che lo danno solo a  lui  e  agli
  altri non lo distribuiscono, se si distribuisce, si distribuisce  a
  tutti.
   Aspettiamo  un  attimo  se  ci sono osservazioni  sull'emendamento
  158.R.  E' quello che aveva l'onorevole Siracusa poco fa, per  cui,
  ora  è arrivato. I commessi evidentemente ne danno uno sì, uno  no,
  perché metà di voi lo hanno.
   Ripeto,  se  ci  sono obiezioni noi ne parliamo,  se  non  ce  n'è
  valutiamo, è inutile che
   Mi  dicono  gli  Uffici  che  tutti  gli  emendamenti  sono  stati
  consegnati  con  il  fascicoletto per cui  li  avete  tutti,  basta
  sfogliare il fascicolo e ci sono. Va bene, benissimo.
   Si passa all'emendamento 158.R, a questo punto mi posso permettere
  di metterlo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Allegato  2.2 e 2.1 del Governo. Onorevole Ciancio, che  dice?  Li
  avete distribuiti questi?

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO. Signor Presidente, vorremmo un chiarimento sull'allegato
  3.1  dall'assessore Armao, se è possibile. Qui dice  l'allegato  3,
  dell'articolo 159 è sostituito dalla seguente .

   PRESIDENTE.  Ancora  non  ci  siamo,  siamo  al  158.  Appena   ci
  arriviamo. Se intanto vuole guadagnare tempo e glielo chiede, così,
  bene, altrimenti quando ci arriviamo.
   Siamo all'allegato 1 e 2,  ed ora c'è il 3 che è arrivato ora.  Ma
  intanto  quelli distribuiti sicuramente sono 1 e 2 che  se  non  ci
  sono problemi possiamo votare.
   Pongo  in  votazione l'allegato 1. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'allegato 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Assessore  Armao, vuole intervenire sull'allegato  2.3?   Sul  3.1
  quando ci arriviamo.
   Siamo all'allegato 2.3, c'è qualcuno che può spiegarlo?
   Un  attimo  perché  non  mi  è  chiaro,  vorrei  che  qualcuno  lo
  spiegasse.
   E'  arrivato ora e lo sto distribuendo, l'ho già detto. Ce n'è uno
  nuovo  che è il 2.3 che si sta distribuendo, ma io stesso non  l'ho
  capito bene, per cui lo vorrei capire.
   Assessore  Armao, è quello sui teatri, allegato 2.3, è questo  per
  cui viene tolto e viene distribuito tra tutti. Mi faccia capire.

   ARMAO, assessore per l'economia. Abbiamo cercato di assicurare  su
  richiesta dell'assessore ed è intendimento del Presidente

   PRESIDENTE. Scusi assessore, un attimo solo.
   Allora, si sta distribuendo. Intanto l'assessore lo spiega in modo
  che  il tempo che vi arriva sappiamo di che cosa parliamo.  Grazie,
  assessore.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Riguarda l'esclusione dei teatri
  dai   limiti  della  triennalità.  Cioè,  noi  garantiamo,  è   una
  valutazione  fatta col Presidente, con l'assessore  competente,  la
  triennalità ai teatri proprio per garantire la programmazione in un
  momento nel quale sino ad oggi, fino al precedente bilancio abbiamo
  provveduto  per  anno ed invece proprio al fine  di  garantire  più
  respiro, la triennalità, fermo restando che la triennalità ad  oggi
  è  annunciata,  e andrà guadagnata con gli equilibri  di  bilancio,
  però  è  un  gesto  di  attenzione al sistema dei  teatri  che  sta
  particolarmente soffrendo per il morso della crisi  per  avere  una
  capacità di programmazione.
   E'chiaro che tutto dipenderà dall'andamento della pandemia,  dagli
  effetti  economici della stessa, però abbiamo inteso  rispondere  a
  quest'esigenza, che ha trovato poi voce nell'assessore Messina  che
  ha espresso a nome dei teatri questa posizione.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente,  perdoni, avevo  chiesto  la  parola
  prima per attenzionare una cosa molto importante.
   Noi  agli  enti locali avevamo nello scorso dato in conto corrente
  330  mila, dalla finanziaria è uscito 320 mila. Con questa  tabella
  fatta  all'ultimo secondo abbiamo tolto, altri circa 10 milioni  di
  euro,  il  che significa che già la sofferenza dei Comuni è  quella
  che  è,  non capiamo perché viene tolta una somma di 10 milioni  di
  euro  all'ultimo secondo sulle spese correnti. Così i comuni  vanno
  veramente a sbattere e avevo fatto un appello rispetto a prima.
   Io  credo  che  il Governo possa prendere l'impegno  di  integrare
  anche  successivamente  queste somme per arrivare  a  330  milioni,
  altrimenti  avremmo, praticamente, circa il 5  per  cento  in  meno
  rispetto a quello che erano le somme dell'anno scorso.
   Questo è un fatto, Assessore, che ci lascia molto molto perplessi,
  perdonatemi.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia.  Presidente,  devo  rispondere
  all'onorevole   Laccoto   che  da  sindaco,   giustamente   esprime
  l'attenzione nei confronti delle autonomie locali, che  non  è  più
  veloce  di quella del Governo, siamo insieme attenti alle autonomie
  locali, proprio perché sono, in questo momento di drammatica crisi,
  la  prima  linea  è la frontiera delle istituzioni  per  affrontare
  questo dramma che stiamo vivendo tutti e che vive, soprattutto,  la
  Sicilia.
   Non è una sottrazione, è un congelamento, un blocco che è connesso
  a una serie di blocchi che dobbiamo comunque fare.
   Ovviamente,  l'impegno del Governo, che abbiamo già  espresso  con
  l'assessore Zambuto in sede di Conferenza Regioni-Autonomie  locali
  e  che il Presidente ha più volte indirizzato all'ANCI, è quella di
  rispettare i distanziamenti. Con l'ANCI l'interlocuzione è piena  e
  diretta. Certo, rimane la questione del fondo straordinario che  lo
  scorso  anno,  il  cosiddetto fondo perequativo, ma  aspettiamo  la
  delibera del CIPE.
   Credo  che sia interesse comune del Governo, il Presidente  lo  ha
  più  volte fatto in via informale ma è necessario che anche l'ANCI,
  che  anche  le forze parlamentari si esprimano tutte,  affinché  il
  CIPE  arrivi  prima  possibile  a  sanzionare  definitivamente   la
  decisione  adottata  in  cabina di regia di utilizzare  le  risorse
  della  finanza  extraregionale per orientarle verso i  comuni  così
  come  deliberato  da  questa assemblea nella  precedente  legge  di
  stabilità.  Quindi,  gli adempimenti sono  solo  formali  a  questo
  punto.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Signor  Presidente, su questa iniziativa  lodevole  di
  consentire  ai  teatri  che tanto hanno subìto  gli  effetti  della
  pandemia,  di potere programmare per il triennio, vorrei richiamare
  l'attenzione  di  tutti noi, del Governo in particolare,  ma  anche
  della  Commissione  Bilancio  e della Commissione   Cultura   sulla
  vicenda  ormai  inquietante, oserei dire, della  FOSS.  Inquietante
  perché  ancora una volta si rivela essere un verminaio, non più  la
  prestigiosa  Orchestra sinfonica del Teatro Politeama  di  Palermo,
  prestigiosa nel tempo, ma luogo nel quale fatti e misfatti  segnano
  il declino di questa grandissima e grandiosa istituzione.
   Voglio sperare, e qui annuncio anche la richiesta di audizione dei
  vertici  attuali,  ormai  residui, perché il  CdA  dovrebbe  essere
  totalmente   commissariato,  so  che  ci  sono  ispettori   inviati
  dall'Assessore per l'economia e dall'Assessore per il  turismo,  lo
  sport  e  lo  spettacolo, Manlio Messina,  mi  auguro,  non  voglio
  ovviamente  profetizzare  cose negative, ma  certamente  faremo  le
  audizioni  in  Commissione  Bilancio  e in Commissione    Cultura ,
  chiederemo  i  bilanci  della  FOSS  perché  ovviamente   la   FOSS
  amministra   soldi  pubblici,  voglio  accendere  i  riflettori   -
  cortesemente,  colleghi,  cortesemente   -  dobbiamo  accendere   i
  riflettori proprio perché non possiamo rassegnarci all'idea che  la
  mala  gestio  passi inosservata sotto gli occhi  di  noi  tutti,  e
  questa è una cosa sulla quale da tempo parlo, questo Parlamento  mi
  ha  sentito più volte parlare nel merito della FOSS, abbiamo  fatto
  audizioni nel passato a cui non è seguito nulla, se non - come dire
  - quello che oggi è sotto gli occhi di tutti.
   Allora,  io  credo che è un atto di responsabilità, il Governo  in
  primis,  perché al Governo competono determinate scelte,  ma  anche
  alle   Commissioni  competenti  a  questo  Parlamento,  spetti   di
  intervenire per comprendere, per accendere luci non su  un  teatro,
  che purtroppo non funziona più, ma sulla gestione

   PRESIDENTE.    Onorevole   Lo   Curto,   se   possiamo    rimanere
  sull'argomento, per piacere...

   LO  CURTO. Sono sull'argomento, signor Presidente, perché i  soldi
  che  noi  diamo  dobbiamo sapere a quale fine vengono  destinati  e
  prima di noi lo il popolo siciliano. Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lo  Curto,  io  vi  prego,  dopo  il   suo
  intervento  chiedono di parlare in dodici. Io vi supplico,  proprio
  vi  supplico  Non si può intervenire sugli argomenti, perché  tutti
  vogliono intervenire  Ma come posso farvelo capire, onorevole  Come
  posso  farvelo  capire?  Io  vi  supplico  nella  maggioranza,  non
  chiedete la parola  Vi supplico per l'ultima volta, sennò si riapre
  il dibattito su tutto  Per favore, onorevole Lo Curto, le voglio un
  bene che lei sa quanto, ma non si può mentre parliamo delle Tabelle
  aprire l'argomento sulla FOSS e tutti ora vogliono la parola  sulla
  FOSS   Vi  prego, fateci finire questa finanziaria, sta  diventando
  veramente  uno  strazio  Vi prego, fatecela finire   No,  onorevole
  Schillaci, la prego, no, ci manca che do la parola a lei

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Possiamo  chiudere? Basta,  onorevole  Lo  Curto,  la
  supplico  Stia seduta  La prego  Ora basta  Sennò rinvio a domani
   Si passa all'Allegato 2.3. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa alla votazione dell'articolo 158. Lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 159. Ne do lettura:

                              «Art. 159.
                    Piano di rientro del disavanzo

   1. Ai sensi del punto 3 dell'Accordo stipulato tra la Regione e lo
  Stato  il 14 gennaio 2021 in attuazione dell'articolo 7 del decreto
  legislativo  27  dicembre 2019, n. 158, il  piano  di  rientro  del
  disavanzo costituisce allegato alla presente legge (Allegato 3)».

   L'Assessore  Armao  doveva  dare un chiarimento  all'onorevole  Di
  Caro. Ha facoltà di parlare.

   ARMAO, assessore per l'economia. Presidente, questo documento è un
  documento  molto  importante che certamente  è  stato  fornito  sin
  dall'inizio del confronto parlamentare. E' il Piano di rientro  che
  abbiamo concordato con lo Stato e che era stato declinato in  prima
  fase,   in   prima   stesura,  tenendo  presente  dell'impostazione
  originaria della legge di stabilità e che adesso tiene conto  delle
  modifiche d'Aula.
   E'  un Piano dove la Regione intende dimostrare, col contributo di
  tutti,  la  sua serietà nel rispetto degli accordi con  il  Governo
  nazionale. Sono stati accordi conclusi non con questo Governo,  non
  con il Governo Draghi, ma col Governo precedente.
   Sono  stati  accordi che, per molti spunti, vanno  stretti,  e  il
  Presidente l'ha già espresso, abbiamo addirittura scritto chiedendo
  al  Governo  -  è già nel corpo del documento - di rivedere  alcuni
  vincoli  che  sono  stati  posti e che  oggi  sono  addirittura  in
  contrasto  con  le nuove linee guida del Governo nazionale,  faccio
  riferimento al Patto per l'innovazione del lavoro pubblico e  della
  coesione  sociale  che il Ministro Brunetta e il Presidente  Draghi
  hanno  stipulato  con le forze sindacali proprio  per  un  rilancio
  della Pubblica amministrazione.
   Il  turnover, di cui ha già parlato il collega Scilla  nell'ambito
  dei consorzi di bonifico, è un elemento essenziale per garantire il
  rilancio   della   Sicilia,  il  rispetto   degli   impegni   sugli
  investimenti,    per   garantire   la   rimessa    in    moto    di
  un'Amministrazione  che dovrà essere il traino  della  ripresa  del
  territorio  della Repubblica intera. Il Presidente della Repubblica
  l'ha   chiamato   il  volto  delle  istituzioni,  il  volto   della
  Repubblica  la Pubblica amministrazione. Ebbene, oggi questo  volto
  è  stanco, oggi questo volto è provato, oggi questo volto per molti
  versi  è  anziano quindi dobbiamo rivedere l'accordo in  ordine  al
  turnover  della  dirigenza,  il ordine  al  turnover  del  pubblico
  impiego. E' chiaro che attraverso questo piano quindi, onorevole Di
  Caro

   PRESIDENTE. Assessore, solo un chiarimento voleva il

   ARMAO,  Assessore per l'economia. Esatto, dico ma è un modo  anche
  brevemente di illustrarlo, è un documento importante. Concludo.

   PRESIDENTE.  Scusate  un chiarimento ve lo  devo  dare  io  che  è
  sbagliato  21 e  22 ed è  22 e  23.

   ARMAO, assessore per l'economia. Abbiamo adeguato quindi il  piano
  che  avevamo presentato insieme alla manovra con gli effetti  della
  manovra perché nel frattempo, come voi sapete, sono venute meno  le
  norme  sulle  pensioni,  sono venute le norme  sul  revisore  unico
  quindi non potevamo non adeguare il piano presentato a quello  che,
  nel frattempo, è accaduto in Aula per volontà parlamentare. Grazie.

   PRESIDENTE.  E  allora, c'è da correggere, per favore,  anche  qua
  quando  dice  per  gli esercizi nell'allegato 23  per  quando  dice
  esercizi   21  e   22 bisogna intendere  22 e  '23.  se  lo  potete
  correggere.
   Benissimo,  è  tutto chiaro? Possiamo votare? Pongo  in  votazione
  l'emendamento.  Chi è favorevole resti seduto; Chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Quindi,  possiamo  votare l'articolo 159. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 160. Ne do lettura:

                              «Art. 160.
             Effetti della manovra e copertura finanziaria

   1. Gli effetti della manovra finanziaria della presente legge e la
  relativa copertura sono indicati nel prospetto allegato.
   2.  Le  disposizioni  della presente legge si applicano,  ove  non
  diversamente disposto, a decorrere dall'1 gennaio 2021».

   L'articolo   160   lo  possiamo  votare,  però   dobbiamo .   pure
  all'articolo  160  c'è emendamento? E' nel fascicolo  che  è  stato
  distribuito.  Va  bene, quindi l'avete nel fascicolo.  Lo  possiamo
  votare. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 160. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 161. E' quello dell'entrate in vigore. Ne do lettura:

                              «Art. 161.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   E  allora,  abbiamo bisogno di 10 minuti perché ci sono dei   117'
  sulla  Finanziaria che gli Uffici devono verificare,  poi  dobbiamo
  fare il voto finale sul

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Si distribuiscono sempre prima di cominciare, per  cui
  ora li stanno distribuendo. Dopodichè dobbiamo fare il voto, poi ci
  deve  essere  la  variazione di bilancio fatta dal  Governo  e  poi
  votiamo anche il Bilancio e speriamo stasera di andare

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. I conti li facciamo con una calcolatrice che ho io  in
  ufficio  che  è  di  quelle,  si ricorda  quelle  calcolatrice  che
  bisognava  fare  così per poter fare.... Va bene,  abbiamo  bisogno
  almeno  Quanto abbiamo bisogno? Un quarto d'ora? Mezz'ora? Alle ore
  17.15 riprendiamo i  lavori. Grazie. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.44, è ripresa alle ore 17.51)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, intanto devo comunicare quali sono
  gli  articoli  che non abbiamo esaminato e che quindi,  ovviamente,
  sono  stralciati. Ne erano rimasti veramente pochi:  21,  50,  111,
  112, 141 e 149.
   Questi sono inviati alla Commissione Bilancio.
   Comunico che il piano di rientro in attuazione dell'accordo Stato-
  Regione  del  14  gennaio 2021 costituirà allegato  alla  legge  di
  bilancio.  Le  quantificazioni della tabella allegata  allo  stesso
  saranno  adeguate  agli effetti finanziari della manovra  acquisiti
  mediante la nota di variazione.

                     (L'Assemblea ne prende atto)

   Poi,  ai  sensi  dell'articolo 117 sono  stati  distribuiti  degli
  emendamenti. Se avete avuto modo di esaminarli, li possiamo votare.
   Si passa all'emendamento 117.10.

                       (Interventi fuori campo)

   Ci  dobbiamo fermare di nuovo? Sono emendamenti tecnici, non  sono
  valutazioni politiche.
   Certo, se c'è qualche spiegazione, assessore. Quali sono?
   Sotto ci sono le relazioni.

                       (Interventi fuori campo)

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi   abbiamo
  approvato l'emendamento del Governo su questo articolo che  prevede
  le  procedure semplificate per l'affidamento di forniture e servizi
  per   le   aziende  ospedaliere  e  sanitarie  durante  il  periodo
  dell'emergenza Covid.
   Quindi  con questo emendamento stiamo limitando la possibilità  di
  intervenire  con  le  procedure semplificate solo  per  l'emergenza
  Covid? Che era il senso dell'emendamento.

   PRESIDENTE. È stato approvato così. Così è stato approvato.

   BARBAGALLO.  E  allora  non c'è bisogno di  intervenire  ai  sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento Interno.

   PRESIDENTE. È stato messo alla fine del comma, soltanto questo.
   È proprio un fatto squisitamente tecnico, non cambia assolutamente
  niente.
   Allora  nessuna  di  queste modifiche ai sensi  dell'articolo  117
  cambia  qualche cosa nella sostanza rispetto alle cose che  abbiamo
  votato. Questo potete stare assolutamente certi.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi l'articolo 117  ha
  la  funzione  di  correggere le norme qualora le stesse  non  siano
  conformi al dettato costituzionale o all'interno delle norme quadro
  della legislazione nazionale, quindi per evitare che

   PRESIDENTE. No, non è così onorevole.

   DE LUCA. Un attimo, mi faccia concludere.
   Oppure  per  chiarirne il significato a patto che quel significato
  sia emerso dal dibattito d'Aula.
   Alcuni di questi articoli, faccio presente il 107.5, non mi sembra
  che  noi  abbiamo teso di escludere gli acquisti in materia durante
  il periodo Covid.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Luca,  perché  sia  chiaro.  Scusi  la
  interrompo. Perché sia chiaro, tutte le volte che noi in  Aula,  vi
  potete andare a prendere i verbali, abbiamo detto, il Presidente ha
  detto,  rivolgendosi agli Uffici, questo lo possiamo sistemare  con
  il 117, gli Uffici mi hanno detto sì, questi sono il 117.
   Sono cose di cui avevamo discusso, c'era qualche cosa da cambiare,
  una  parola piuttosto che una frase. Io mi sono voltato  verso  gli
  Uffici e ho chiesto se potevamo farlo con il 117 e mi è stato detto
  sì.  Non  può cambiare nulla, ma nulla significa nulla  rispetto  a
  quello che abbiamo discusso e votato. Questo è matematico.

   DE  LUCA.  Presidente, le norme che stiamo approvando, è implicito
  che  valgono  per il futuro. Nel momento in cui noi  con  il  117.5
  diciamo  che  le disposizioni del Presidente non si applicano  agli
  enti  e  alle  aziende in servizio sanitario regionale  durante  il
  periodo  di  emergenza  da Covid 19, non  ci  stiamo  riferendo  al
  passato  ma  al futuro e a me non sembra che sia emersa la  volontà
  parlamentare di inserire questa limitazione.

   PRESIDENTE. Allora, onorevole De Luca, se lei prende l'emendamento
  che abbiamo approvato, è esattamente quello che viene riportato nel
  117.  E'  stato spostato soltanto all'ultimo comma.  Se  viene  qua
  glielo facciamo vedere.

   DE LUCA. Si, la mia questione non è polemica, è per capire.

   PRESIDENTE.  No, per chiarirci. Questo è il 5.12 che fu  votato  e
  votando questo io ho dovuto chiedere agli uffici di sistemarlo ed è
  stato sistemato.
   Possiamo stare più che certi. Si passa all'emendamento 117.10.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.4.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.5.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.6.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.7.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.2.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.8.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.9.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   E' stato inserito come 117, ma questo diversamente a quelli che vi
  ho  detto  finora  è  un  qualcosa che invece  l'Aula  deve  essere
  d'accordo.  Dò  la  parola all'Assessore  Cordaro  perché  è  stato
  commesso  un errore, quindi è stata votata una cosa che l'Assessore
  Cordaro chiede di correggere ma questo lo dovete valutare perché  è
  l'Assessore  Cordaro  che  lo chiede e quindi  deve  essere  l'Aula
  d'accordo.  Perché io non l'avrei potuto fare e non lo potrei  fare
  se l'Aula non è d'accordo.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Siccome  avevo
  parlato  con  i capigruppo e mi avevano detto. Risolto  Presidente,
  grazie.

   PRESIDENTE. E' inutile parlarne. Discorso chiuso. Se già non  sono
  d'accordo  è  inutile.  Perché  ripeto,  mentre  quelli  di   prima
  insistevo  sul  fatto che erano solo fatti tecnici,  e  quindi  era
  assurdo aprire un dibattito, su questo ho avvertito subito che  era
  un cambio per cui doveva essere accettato dall'Aula. Assessore, non
  ha importanza. Andiamo avanti.
   Qui  poi  c'è una sistemazione che hanno fatto gli Uffici,  chiedo
  scusa,   ma   ricorderete  il  tutto  perché  quando  fu  approvato
  l'emendamento   38.89,  furono  soppresse  le  parole   nell'ultimo
  quinquennio.  Questo lo abbiamo dovuto sistemare  però  sempre,  se
  siete  d'accordo perché comunque è stato votato, quello  del  borgo
  dei   borghi,  avevamo  votato  il  38.89  che  diceva   le  parole
  nell'ultimo  quinquennio'  sono soppresse.  Non  era  materialmente
  stato  fatto e quindi nel testo adesso sono soppresse, ma  è  stato
  l'emendamento che abbiamo votato ma anche questo dovevo metterlo  a
  conoscenza.
   Poi  io  inviterei invece i capigruppo. Facciamo  il  voto  finale
  della  finanziaria. Poi anche se normalmente impiega poco tempo  il
  Governo a fare la variazione però nel momento in cui il Governo  va
  a  fare  la  variazione di bilancio, io convoco una Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.
     Colleghi,  ho nelle mani uno schema di ordine del giorno  che  è
  quello famoso che deve essere poi votato, ognuno mi dice quali sono
  le sue riflessioni rispetto all'ordine del giorno che sa, lo schema
  di  ordine  del  giorno che è stato preparato e poi, quando  saremo
  d'accordo, lo voteremo in Aula.
   Le  dichiarazioni  di  voto le facciamo dopo,  alla  fine,  quando
  votiamo  il  bilancio, si fanno tutte insieme, le  facciamo  quando
  voteremo  il  bilancio  così  andiamo a  lavorare  sull'ordine  del
  giorno,  onorevole  Di  Caro, e allora possiamo  materialmente,  se
  siete seduti tutti, inserite i tesserini
   Un  attimo solo che stiamo vedendo se sono tutti, ci siamo  tutti,
  possiamo iniziare?
   Prima  del  voto finale di bilancio, noi sistemeremo  l'ordine  del
  giorno.   Non   siete  interessati,  quindi  vi  basta   quello   di
  maggioranza?  Allora lo posso fare votare subito. E  allora  intanto
  votiamo questo e poi me lo dici. Benissimo.


   Votazione   finale  del  disegno  di  legge   Legge  di   stabilità
  regionale 2021/2023  (962/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge  «Legge  di stabilità  regionale  2021/2023»
  (962/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti  .         61
   Votanti             59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          35
   Contrari            24
   Astenuti            0

                        (L'Assemblea  approva)

   Ora il Governo dovrà andare a fare la variazione di bilancio.
   Intanto,  diamo  la  parola sul problema  dell'ordine  del  giorno
  perché  se  anche  gli  altri Capigruppo non  sono  interessati  e,
  quindi,  basta quello che ho ricevuto dalla maggioranza, è  inutile
  che ci andiamo a sedere per parlarne.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Grazie  Presidente,  colleghi,  noi  abbiamo  appreso   in
  quest'Aula che era stato presentato un ordine del giorno  sul  tema
  dei ristori.
   Prendiamo  atto  che l'ordine del giorno è stato presentato,  devo
  ritenere,  dai  Presidenti dei Gruppi parlamentari di  maggioranza,
  considerato  che quest'anno il Governo ha fatto la  scelta  di  non
  mettere  a  disposizione  dell'Aula, per la  finanziaria,  i  fondi
  extraregionali,   così   come  lo  scorso   anno,   noi   riteniamo
  perfettamente  inutile  aprire una discussione  su  un  ordine  del
  giorno  che  non vale nulla perché, comunque, non è vincolante  nei
  confronti del Governo ed il Governo già in passato ha dimostrato di
  non   tener  fede  agli  atti  d'indirizzo  politico  espressi   da
  quest'Aula.
   Quindi,  se è per questo, non ha attuato neanche le leggi  quindi,
  se  è possibile, faccia distribuire l'ordine del giorno ma noi  non
  siamo  interessati a partecipare impropriamente  a  Conferenze  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari su ordini del giorno già scritti
  e sottoscritti.

   PRESIDENTE.  Benissimo.  E'  arrivato  l'ordine  del  giorno.   Il
  problema è risolto.
   Io  volevo soltanto essere convinto che tutti fossero d'accordo ma
  se c'è questo tipo di

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lo Giudice, se è per  l'ordine  del  giorno
  parliamone se lo dovete modificare, non c'è dibattito d'Aula. Se la
  veda con chi l'ha presentato.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI CARO. Grazie, Presidente. In merito all'ordine del giorno anche
  noi  non siamo d'accordo alla Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari  anche perché si tratterebbe di un ordine  del  giorno
  scritto   dal   governo  e  alcuni  deputati  di  maggioranza   che
  impegnerebbe il Governo stesso, scritto tra l'altro in  un  Palazzo
  che  non è questo, e secondo me è già una cosa che bloccherebbe  le
  azioni  da  intraprendere in funzione delle categorie da proteggere
  nell'ordine del giorno.

   PRESIDENTE. Però, onorevole Di Caro, vorrei essere chiaro.
   Quando  io  ho  ricevuto questo ordine del  giorno  ho  comunicato
  subito  al  governo  e  alla maggioranza  che  la  consideravo  una
  proposta  da  parte della maggioranza, e sin dal  primo  giorno  ho
  detto  che l'ordine del giorno si sarebbe fatto qua dentro  con  il
  contributo di tutti.
   Ora,  avevo  chiesto se volevate venire in una  riunione  dove  io
  consideravo quello che mi era arrivato, una traccia, come ho  detto
  all'inizio,  e che invece mettevamo a disposizione tutto  il  tempo
  che  volevate per, come dire, fare un ordine del giorno  che  fosse
  dell'Aula.
   Se  non lo volete fare a questo punto è inutile che andate a  dire
  non  è  stato  fatto  in  questo Palazzo,  Perché,  per  quanto  mi
  riguarda,   io  ho  ricevuto  un  ordine  del  giorno   che   avevo
  considerato
   Oggi,  ed oggi si deve fare l'ordine del giorno, quando lo  volete
  fare? L'ordine del giorno si fa alla fine, siccome c'è il tempo, ed
  avevo  già comunicato al Governo che poi ci saremmo presi il  tempo
  necessario per fare l'ordine del giorno, se voi non volete,  questo
  è   un   problema   che  non  potete  caricare  né  al   Presidente
  dell'Assemblea,  né  agli  altri, nel senso  che  loro,  ognuno  ha
  presentato  l'ordine  del giorno, loro hanno  presentato,  io  l'ho
  considerato  come  limitativo rispetto  alla  globalità  dell'Aula,
  perché  ho  detto  sin dal primo giorno in cui abbiamo  iniziato  a
  discutere  la finanziaria che l'ordine del giorno si sarebbe  fatto
  qui.
   Quindi, vorrei che su questo ci sia chiarezza assoluta. Se poi non
  lo  volete  fare è un altro tipo di discorso ma, questa  volta,  su
  questo non ritengo di potere assumere responsabilità sui ruoli  che
  non sono avvenuti.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Su che cosa? Non sul tema  dell'ordine
  del giorno.
   Se  c'è  qualcosa sull'ordine del giorno siete pregati di  vederlo
  con  chi l'ha firmato. Dibattito sull'ordine del giorno non  se  ne
  può fare. L'ho detto anche all'onorevole Lo Giudice, su che cos'è?

   LO GIUDICE. No, non entro nel merito dell'ordine del giorno.
   Solo  per  una precisazione, Presidente, che la ritengo  chiara  e
  fondamentale. Io sono Capogruppo e faccio parte della  maggioranza,
  perché  sono  stato  eletto in maggioranza. Io  questo  ordine  del
  giorno  non l'ho visto e non l'ho firmato, e ci tengo a precisarlo,
  perché? Perché, Presidente, su una cosa dobbiamo essere chiari,  io
  da  un mese - da un mese, in Commissione  Bilancio  prima, e qui in
  Aula,  ho chiesto al Governo e nello specifico all'assessore  Armao
  di  avere  contezza e conoscenza dei fondi POC,  Presidente.  Io  a
  distanza di un mese non conosco nulla di tutto ciò ed è chiaro  che
  non  mi assumo, come ho detto Presidente, la responsabilità di dire
  che  ho contribuito con un Euro a quelli che sono i ristori, perché
  il  sottoscritto non ci ha messo nulla, e quindi è bene che  questa
  cosa si sappia.

   PRESIDENTE.  Ripeto  quello  che ho detto  prima.  Per  me  è  una
  procedura  sbagliata  quella che è stata attuata.  L'ho  detto  dal
  primo  giorno,  l'ho fatto presente al Presidente della  Regione  e
  l'ho  fatto presente a tutti, però ora siete voi che non la volete,
  che  non  volete  che  il Presidente faccia la  cosa  che  sembrava
  corretta e cioè che l'ordine del giorno si scrivesse qui tra di noi
  tutti.
   E'  ovvio che non posso chiedere a tutto il Parlamento di  venire,
  ma l'avevo chiesto soltanto ai Capigruppo perché non c'è dubbio che
  un  ordine  del giorno si fa in Parlamento, non si fa nelle  stanze
  del  Governo,  e  il Governo accoglie o non accoglie  l'ordine  del
  giorno,  non  può  scriverlo perché è fin troppo  ovvio  che  è  un
  errore.  Mi dispiace che i Capigruppo di maggioranza l'abbiano   Ma
  l'ho detto anche a loro dal primo giorno, però a questo punto state
  dando ragione a loro, perché, se non lo volete vedere e allora vale
  quello che mi hanno dato, punto.
   Ma,  ho  detto, ripeto, dal primo giorno che gli ordini del giorno
  impegnano il Governo a fare qualche cosa, non può essere lo  stesso
  Governo  ad impegnarsi a fare qualche cosa. Deve essere l'Aula  che
  lo impegna a fare qualcosa. E così ho tentato, fino a tre minuti fa
  di  organizzare. Se volete evitare invece che questo venga fatto ne
  avete  assolutamente  il  diritto, ma  a  questo  punto  è  inutile
  continuare con altri interventi.
   I  comizi,  onorevole  Cracolici, si fanno nelle  piazze.  Lei  si
  prenoti  qualche piazza e si faccia il suo comizio. Aspettiamo  che
  torni il Governo per il voto del bilancio.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.09, è ripresa alle ore 18.41)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Ci sono due emendamenti ai sensi dell'articolo 117 del
  Regolamento interno sul disegno di legge di bilancio. Anche  questi
  sono emendamenti tecnici.
   Li abbiamo distribuiti? Li avete visti?
   È  quello che io avevo comunicato poco fa sul piano di rientro che
  doveva  essere allegato ed è materialmente al disegno di  legge  di
  bilancio.
   Allora  uno  è un emendamento ai sensi dell'articolo  117  che  ha
  chiesto il Governo. L'altro è, avevo detto poco fa che il piano  di
  rientro doveva essere allegato al disegno di legge di bilancio e di
  fatto è quello che stiamo facendo. Niente di particolare.
   Non  sorgendo osservazioni, li pongo entrambi in votazione. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Pongo  in  votazione  la nota di Variazione  del  Governo.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Sì, se vuole per dichiarazione di voto.
   Vorrei avvertire che il Presidente della Regione, così come  aveva
  garantito  già  l'altro  giorno, mi chiede immediatamente  dopo  di
  iniziare il dibattito sulla sanità.
   Ora,  immediatamente.  Fatto il voto finale  inizia  il  dibattito
  sulla sanità perché il Presidente ha intanto premura, come dire, di
  fare  sapere all'Aula quali sono le verità che ha da dire e  quelle
  che sono le sue sensazioni e, quindi, di farlo immediatamente e non
  lasciare  che per altri giorni possano andare sulla stampa  notizie
  che non sono esattamente quelle che riteniamo vere.

   CRACOLICI. Rinuncio alla dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Rinuncia alla sua dichiarazione di voto per  ascoltare
  il Presidente.
   Bene, spero che lo facciano anche altri.


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
                         2021-2023» (n. 961/A)

    PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
  del   disegno  di  legge  «Bilancio  di  previsione  della  Regione
  Siciliana per il triennio 2021-2023» (n. 961/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti  .         58
   Votanti             55
   Maggioranza         28
   Favorevoli          32
   Contrari            23
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

   A  questo punto, Presidente della Regione, mi lasci ringraziare un
  attimo  tutti  quelli che hanno, con fatica quest'anno  devo  dire,
  lavorato per questa finanziaria.
   Ringrazio  anche  il Presidente della Regione  che,  nonostante  i
  momenti anche difficili, a prescindere dalla finanziaria, ha  avuto
  la  cortesia e la pazienza e la forza di rimanere qua in  Aula  per
  tutto il tempo della finanziaria, cosa per la quale lo ringrazio.
   Ringrazio  il Presidente Savona che ha fatto un lavoro   Io  e  il
  Presidente Savona credo che in questa finanziaria un cinque anni  a
  testa  siamo invecchiati. Ma vuol dire che viviamo cinque  anni  di
  più, non si preoccupi  Questo non significa niente
   Ringrazio tutta l'Aula e ringrazio tutti gli Uffici per il  lavoro
  che è stato fatto.
   Colleghi,  mi  stava  dicendo  ora  l'onorevole  Cordaro  che   il
  Presidente  preferirebbe, intanto, sentire  quali  sono  le  vostre
  indicazioni. Lui parla e poi voi potete, ovviamente, rispondere.  E
  mi  sembra  anche  corretto, scusate, perché il dibattito  è  stato
  chiesto  da  noi,  dall'Assemblea, dall'Aula e per  cui  inizia  il
  dibattito. E' ovvio che il Presidente interverrà ed è ovvio che una
  volta  che  interviene  il Presidente, se qualcuno  vuole  riferire
  qualche  altra  cosa, fermo restando che l'ultima  parola,  fino  a
  prova  contraria, come in tutte le audizioni di questo mondo, viene
  data nuovamente al Presidente.
   Allora,  se intanto inizia l'onorevole Lupo. Se prendiamo nota  di
  coloro che vogliono intervenire.


                        Sull'ordine dei lavori

   LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. L'ordine dei lavori, cosa?

   LUPO.  Sulla  vicenda  sanitaria.  Noi  abbiamo  chiesto  che   il
  Presidente  intanto riferisse all'Aula, ovviamente a seguito  delle
  dichiarazioni   del  Presidente  seguirà  il  dibattito,   non   il
  contrario.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lupo, non discutiamo su ogni  cosa  che  si
  decide.

   LUPO. Presidente, non c'è niente da discutere. Noi avevamo chiesto
  questo; se il Governo non è disponibile, lo dica.

   PRESIDENTE.  No, no. Allora scusate, abbiamo chiesto un  dibattito
  d'Aula.  Se  il  Presidente....  Scusate,  onorevole  Zito,  se  il
  Presidente ritiene di avere qualcosa da dirvi prima lo fa.  Se  non
  ritiene  di avere qualcosa da dirvi si apre il dibattito e poi  lui
  interviene. Qual è il problema?

                     (Intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. Ma non è così rispetto a quale regola mondiale?
   Io non sono disponibile a discutere ogni cosa che viene decisa.
   Ci  sono  una serie di iscritti a parlare. Ho aperto il dibattito.
  E'  ovvio che dopo che il Presidente della Regione parla voi  avete
  il diritto di rispondere e se ci sono cose che non vi convincono di
  chiedere chiarimenti.

   MUSUMECI, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,   Presidente  della  Regione.  Signor   Presidente,   io
  sull'ordine dei lavori mi permetto di dissentire dal suo programma.
  Il Governo in qualunque Assemblea chiude i dibattiti.

   PRESIDENTE. Il mio programma era questo, Presidente.

   MUSUMECI, Presidente della Regione. No, lei ha detto  se dopo .

   PRESIDENTE. Poi ho detto che il Presidente, alla fine, comunque ha
  l'ultima  parola.  E'  quello che ho  detto  e  che  comunque  avrà
  l'ultima parola.

   MUSUMECI,  Presidente  della  Regione.  Io  quello  che  avevo  da
  anticipare  al  dibattito l'ho anticipato nella  giornata  di  ieri
  l'altro quando ho reso note le dimissioni dell'Assessore Razza. Non
  ho  nulla da aggiungere. Se il Parlamento ha considerazioni da fare
  e  domande da porre, le faccia e le ponga. Alla fine, il Presidente
  della  Regione replicherà a tutte le domande che riterrà pertinenti
  con il tema all'ordine del giorno.
   Io sono qua; ho detto che un minuto dopo il voto della finanziaria
  mi  sarei  offerto  di  partecipare  al  dibattito.  Il  dibattito,
  naturalmente,   lo  alimenta  l'Aula  non  lo  può  alimentare   il
  Presidente. Sono qui a disposizione.

   PRESIDENTE.  Allora, Presidente, io avevo già avvertito  che,  per
  quanto  mi  riguarda,  è aperto il dibattito.  Ci  sono  già  delle
  persone  iscritte  a parlare. Dopodichè, colleghi parlamentari,  mi
  sembra  che  stiamo entrando in un clima per cui  ogni  parola  c'è
  qualcuno  che la può e la deve discutere. Non è così.  Si  prendono
  delle  decisioni. Il Presidente ha comunicato qual  è  l'ordine  di
  questo  dibattito  e  il Presidente è qui in Aula  ed  è  pronto  a
  rispondere a tutti gli interventi dei parlamentari. Se ci sono  gli
  interventi dei parlamentari, bene altrimenti ce ne andiamo a casa.

    alle dimissioni dell'assessore per la salute

     Dibattito sulle comunicazioni del Presidente della Regione in
     ordine alle dimissioni dell'assessore per la salute, avvocato
                             Ruggero Razza

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà. Ritira la richiesta.

   PRESIDENTE. Allora se non ci sono interventi, la serata...

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole Di  Caro,  ma  non
  sull'ordine dei lavori. Ormai, c'è un ordine dei lavori  che  viene
  stabilito fino a prova contraria dal Presidente dell'Assemblea.  Le
  verrà   comunicato  se  vogliamo  andare  avanti,  andiamo  avanti,
  altrimenti chiudiamo e andiamo a casa.

   DI  CARO. Signor Presidente, a parte il fatto che non capiamo come
  mai,  visto e considerato che il Presidente non ha nulla  da  dire,
  questo nulla che aveva da dire non ce l'ha detto qualche giorno fa.
  Sinceramente perdere tutto questo tempo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di  Caro, il Presidente  è  intervenuto  3
  giorni  fa e dopo di che siamo rimasti d'accordo che avremmo  fatto
  il dibattito.

   DI  CARO. Io avrei delle considerazioni da fare. Il Presidente,  o
  almeno,  quello che c'è dato sapere, ha detto fino ad oggi che  non
  era  stato  mai  informato  su alcune  vicende  che  riguardano  lo
  scandalo della sanità in Sicilia in merito all'emergenza Covid.
     Ora,  io,  a  chi  tra i cittadini spesso mi  chiede   ma  com'è
  possibile  che  il  Presidente  della Regione,  nonché  Commissario
  straordinario per l'emergenza Covid, non era a conoscenza di quello
  che  praticamente accadeva sotto ai suoi occhi? , io  ho  fatto  un
  esempio  molto  semplice e l'ho ricondotto  a  quelli  che  sono  i
  cantieri.
   Ora, noi abbiamo un grande cantiere che è il cantiere della Sanità
  che è il capo cantiere, è un direttore dei lavori. Il capo cantiere
  sappiamo  che  si è dimesso perché sotto ai suoi occhi  gli  operai
  hanno  falsato  dei dati numerici, hanno taroccato i numeri  legati
  alla quantità di ferro su una costruzione, sul cemento, hanno fatto
  danno  e  sono  morte delle persone. Il capo cantiere del  cantiere
  sanità  risponde al direttore dei lavori, il direttore  dei  lavori
  che  è  il  Presidente  della  Regione  è  tenuto  a  sapere  ed  è
  responsabile  di  tutto quello che accade in  quel  cantiere  e  si
  assume  le responsabilità innanzitutto politiche. Le responsabilità
  politiche quali sono? Sono quelle di aver mentito sistematicamente,
  reiteratamente, spesso e volentieri inconsapevolmente ai siciliani.
   Ora,  non  lo  so  se il Presidente era o non era al  corrente  di
  quello  che accadeva, il problema è se non era al corrente,  non  è
  adeguato a svolgere il compito di Presidente della Regione, se  era
  al  corrente ha una responsabilità innanzitutto politica per quello
  che è successo in questi mesi in merito all'emergenza pandemica  ma
  che  è di più, nei giorni in cui abbiamo saputo, si sono verificati
  questi,  diciamo,  trattamenti  numerici  in  maniera  falsata,  il
  Presidente  della  Regione accusava il Governo  nazionale  di  aver
  attribuito una zona arancione anziché gialla quando invece,  forse,
  eravamo in zona rossa.
   Ecco  qual è, innanzitutto, la colpa e la responsabilità  politica
  del  Presidente  della Regione. Ma poi c'è un'altra  cosa.  Se  nel
  periodo in cui, grazie ai dati falsati, la Regione siciliana  aveva
  attribuita  una  etichetta che era zona gialla  o  zona  arancione,
  quando invece dovevamo essere in zona rossa, se in questo frangente
  a  causa dell'allargamento delle maglie legate alla mobilità  delle
  persone qualcuno ha contratto il virus e qualcun altro è morto,  le
  responsabilità  di  chi  sono? Sono del  Presidente  della  Regione
  siciliana.
   Noi, poco fa, abbiamo assistito alla rappresentazione plastica del
  fatto  che  il  Presidente  non  ha  né  una  maggioranza,  né  una
  coalizione  che lo sostiene. Se a questo sommiamo il fatto  che  ci
  sono  delle  responsabilità  gravissime  secondo  noi,  Presidente,
  imputabili  in  capo  al  Governo e,  in  maniera  particolare,  al
  Presidente  della Regione, noi siamo direttamente  davanti  ad  una
  realtà,  nella  vostra  rappresentazione del  popolo  siciliano  in
  quest'Aula,  perché  tutti  i  deputati  rappresentano  il   popolo
  siciliano che è stato ingannato, che ha subìto delle menzogne.
   In  qualità di rappresentanti del popolo siciliano, in nome e  per
  conto  del  popolo  siciliano,  noi  chiediamo  le  dimissioni  del
  Presidente della Regione siciliana.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO.  Presidente Di Mauro, mi dispiace  che  non  ci  sia  in
  questo momento il Presidente Micciché perché credo che anche quella
  di oggi sia una grandissima farsa.
   Nessuno  di  chi siede sui banchi del Parlamento ha responsabilità
  politiche sulla Sanità per non essere componente di questo  Governo
  o assessore alla Sanità stessa.
   Nessuno  di  noi  è stato raggiunto da misure cautelari  da  parte
  della  Magistratura  per non essere, appunto, burocrate  di  questa
  Regione,  eppure  si chiede al Parlamento oggi di dibattere  su  un
  tema sul quale il Presidente della Regione deve venire a riferirci,
  deve  dire  quali  sono  i  provvedimenti  che  ha  adottato,  deve
  scagionarsi  da  una responsabilità politica ed  oggettiva   Perché
  ella  è  il Presidente di questo Governo; ella oggi detiene  questa
  delega  e  su  quella  delega detenuta  dall'ex  assessore  ha  una
  responsabilità,   oltre   ad   essere   io   commissario   delegato
  straordinario dello Stato per la lotta all'emergenza al Covid
   Eppure  siamo  noi  che dobbiamo imbeccare il Presidente  per  poi
  fungere da pungiball, perché si sa come finirà questo dibattito: si
  alzerà,  dirà che è il più onesto di tutti, dirà che è il  migliore
  di tutti e che vedrà pidocchi dappertutto. No  Io a questo gioco al
  massacro non ci sto
   Siamo ancora una volta davanti ad un Presidente che ha fatto della
  irresponsabilità politica la propria bandiera. Non sono bastati gli
  arresti di Candela, di Damiani, di persone che avete nominato,  gli
  arresti dei tre burocrati, le indagini sull'ex assessore. Per farvi
  abbassare  la  testa continuate a guardarci con  aria  di  spocchia
  mentre  dovete  ai  siciliani tutto quello che avete  combinato  in
  sanità  sino a questo momento, ma continuate a non assumervi alcuna
  responsabilità. Che vergogna  Che vergogna  Come siete caduti  così
  in basso  Con una sanità ordinaria che cola a picco, con una sanità
  Covid  piena  zeppa di assunzioni, di commissari straordinari   Una
  sanità parallela fatta dagli uomini del Presidente
   Risultato?  Siamo  ancora in una zona di colorazione  incerto.  La
  Sicilia  non  è uscita dal Covid, non è Covid free per  le  risorse
  impiegate,  per  la mole degli uomini che noi ringraziamo,  perché,
  grazie  a  Dio ci sono gli operatori sanitari che ci hanno  salvato
  dal  Covid,  grazie a Dio abbiamo operatori sanitari che  resistono
  negli  ospedali pur essendo pochi. Abbiamo pochissime  persone  nei
  pronto  soccorsi, abbiamo pochissime persone nelle unità  dei  vari
  ospedali  che fronteggiano da soli una guerra che avete dimenticato
  che è quella della cura dei siciliani.
   Allora,  Presidente, io non la farò lunga, perché, ripeto,  questa
  non  è  altro  che l'ennesima farsa di una persona  che  non  vuole
  assumersi  alcuna responsabilità per tutto ciò che ha compiuto  dal
  primo giorno del suo mandato sino ad oggi.
   Si dimetta, si dimetta  Ci liberi  Ci liberi

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Campo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMPO. Grazie, Presidente, Governo e colleghi deputati. Io ricordo
  nei  mesi  addietro quando i miei colleghi della sanità  chiedevano
  chiarezza,  chiedevano  a  questo  Governo,  all'Assessore  ed   al
  Presidente  di  riferire in Commissione ed in questo  Parlamento  i
  dati  reali  dell'emergenza Covid. Ma questo  non  c'era  mai  dato
  saperlo,  perché noi avevamo le notizie grazie alle tante  presenze
  televisive del Presidente Musumeci, le presenze nei vari talk  show
  nazionali, nei salotti buoni della televisione. Lo ricordo a La  7,
  all'Aria  che tira, su Rai 3, a Titolo Quinto, Rai 1, a Oggi  è  un
  altro  giorno, Rai News 24, TG COM 24, Sky, TG 24, e  tutte  queste
  presenze  televisive avevano l'unico obiettivo  di  una  permanente
  campagna elettorale per screditare il Governo Conte.
   Io  voglio  leggere soltanto alcune delle frasi  che  ci  facevano
  veramente raccapricciare in quel periodo.
   Il   4   novembre  il  Presidente  dichiara,  in  una  di   queste
  trasmissioni:   la  scelta  del Governo nazionale  di  relegare  la
  Sicilia  a  zona  arancione appare assurda ed irragionevole.  Hanno
  voluto  adottare una grave decisione senza alcuna preventiva intesa
  con  la  Regione  ed  al  di  fuori di ogni  legittima  spiegazione
  scientifica .
   Ed  ancora,  in  un'altra  trasmissione dichiara:   perché  questa
  spasmodica  voglia di colpire anzi tempo centinaia di  migliaia  di
  imprese  siciliane.  Al Governo Conte chiediamo  di  modificare  il
  provvedimento  perché ingiusto ed ingiustificato. Le  furbizie  non
  pagano .
   Il  12  novembre ancora dichiara:  una scelta politica del Governo
  Conte   assurda  e  irragionevole,  un  provvedimento  ingiusto   e
  ingiustificato;  tutte  le  zone  penalizzate  sono   Regioni   che
  appartengono al centro destra .
   E  ancora  il 23 gennaio:  il mio compito non è agire con l'occhio
  al  termometro  del  consenso popolare,  ma  scongiurare  la  conta
  tragica   delle  tante  vittime  di  ogni  giorno   e   mentre   si
  dichiaravano queste cose che accusavano il governo Conte di  agire,
  solo per finalità politiche, di agire in malafede nei confronti dei
  siciliani  o di una certa destra e truccare i dati, in  Sicilia  si
  faceva il make-up ai dati dell'emergenza Covid peccato che il make-
  up non ci rende solo belli ma è anche un trucco, è un inganno.
   E questi dati sono stati manipolati e contraffatti anche nella mia
  provincia, anche a Ragusa, dove chiedevamo con insistenza una  zona
  rossa,  quando  era  giusto averla, perché i morti  li  conoscevamo
  personalmente,  tanti  di  loro,  e  ogni  giorno  si  presentavano
  innumerevoli  casi e in quel momento non ci fu data la  zona  rossa
  perché i dati, a quanto pare, venivano purtroppo spalmati.
   Qua  i  ho  anche  segnato  le dichiarazioni  della  dirigente  Di
  Liberti, dei 5 casi di Ragusa, ok mettiamone uno qua e uno  là,  li
  spalmo io.
   Questo metodo Conte di colorare le Regioni aveva una finalità  ben
  precisa e cioè di responsabilizzare le Regioni, di fare in modo che
  le  Regioni  stesse  abbassassero il numero dei contagi  con  delle
  strategie efficaci, con degli effetti reali sulla popolazione;  mai
  e poi mai ci potevamo aspettare che la regione Sicilia abbassasse i
  contagi con un barbatrucco. Ricordo un cartone animato i Barbapapà,
  alla  fine  resta di stucco, questo è una barbatrucco.  Così  siamo
  rimasti. Siamo rimasti di stucco.
   Voleva  pieni poteri, li ha avuti ma, certamente, non  li  merita,
  perché qua c'è molta capacità, inefficienza.
   Noi  abbiamo  depositato grazie ai nostri parlamentari  nazionali,
  un'interpellanza al Ministero per la salute per chiedere al Governo
  nazionale  di  procedere alla revoca dell'incarico  di  Commissario
  emergenza Covid in Sicilia al presidente Musumeci.
   Sinceramente ben poco ci interessa se è coinvolto in prima persona
  o  se  è stato raggirato dal suo stesso Assessore, queste sono cose
  di  cui  si occuperà la Magistratura, a cui noi non ci vogliamo  di
  certo sostituire. Ci interessa più che altro un dato politico e  un
  dato morale: sono stati vilipesi i morti, sono stati contraffatti i
  dati   quando  le  zone  rosse  erano  necessarie  e  non  venivano
  dichiarate, mettendo a rischio e a repentaglio la salute  pubblica,
  la  salute dei nostri cittadini. E tutto questo solo per usare  dei
  superlativi, diventerà bellissima, potentissima, fortissima; eh no,
  è  diventata truccatissima, un'arancione tarocco piuttosto  che  un
  rosso intenso
   Proprio per questo, noi già, queste intercettazione risalgono al 4
  novembre  e  noi  proprio  il 26 novembre  avevamo  presentato  una
  mozione  di censura all'assessore Razza, già allora avevamo sentore
  di  quello  che  stava  succedendo, già  allora  sapevamo  che  non
  corrispondevano i numeri delle terapie intensive, dei posti  letto,
  dei tamponi, dei malati...

   PRESIDENTE. Onorevole Campo, per favore.

   CAMPO. Sì, chiudo, chiudo.
   Presidente,  noi  quella  volta  abbiamo  chiesto  le   dimissioni
  dell'assessore  Razza  ma  forse avremmo dovuto  chiedere  le  sue,
  sarebbe  stato sicuramente più giusto perché non c'è più  sordo  di
  chi non vuol vedere e non vuol sapere.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, Presidente della Regione,  colleghi,
  non possono nascondere lo stupore che, in un momento complesso, per
  certi  versi tragico della vita della Sicilia, perché c'è in  gioco
  la  credibilità di questa Regione agli occhi dei siciliani  e  agli
  occhi  del Paese - non so chi l'ha consigliata -, ma fare diventare
  o  tentare  di  fare diventare questo momento che  in  un'Assemblea
  parlamentare   è  un  momento  naturale,  in  qualunque   Assemblea
  parlamentare di fronte a quello che è avvenuto il Governo riferisce
  e   riferisce  all'Aula  e  consente  anche  un  confronto  civile,
  democratico,  ma questa scelta di trasformare il Parlamento  in  un
  luogo  in  cui  chi doveva riferire ascolta e chi doveva  ascoltare
  deve riferire, è il teatro dei pupi della politica siciliana.
   Io  per  quanto  mi  riguarda mi sottrarrò a questo  tentativo  di
  trasformare  questa  discussione in una farsa, anche  perché  veda,
  Presidente, il mio giudizio politico sul suo Governo era già chiaro
  all'inizio  della  finanziaria,  l'ho  definito  nella  discussione
  generale un Governo che non c'è più, proprio perché un Governo  cha
  arriva  in  questo  Parlamento con 170  articoli  nel  momento  più
  tragico  dell'economia e della pandemia, dimostrava di  non  essere
  più  un Governo che poteva fare argine anche ai legittimi interessi
  dei  singoli deputati, ma in un momento così complesso  il  Governo
  aveva il dovere di dare la tenuta e di dare una linea.
   Proprio per l'assenza di una linea l'Assemblea e la finanziaria  è
  diventata,  come  dire, una pantomima che ci ha costretto  a  stare
  qui,  infatti,  un  tempo  che a mia  memoria  non  era  mai  stato
  utilizzato per approvare una legge finanziaria. Ma questo è un dato
  della politica.
   Quello  che,  però,  mi  preoccupa è la sua, probabilmente  ancora
  preso  dalla botta, inconsapevolezza della gravità della crisi  che
  stiamo  vivendo  anche  perché,  Presidente,  questa  crisi  non  è
  arrivata  come  un fulmine a ciel sereno, non parlo  della  vicenda
  giudiziaria,  sono  garantista  e rimango  garantista;  la  vicenda
  giudiziaria  avrà  una  sua evoluzione, avrà  un  suo  corso  e  ci
  auguriamo che chi deve chiarire possa chiarire, anche per eliminare
  le ombre che gravano sull'istituzione Regione siciliana.
   Ma  qui c'è un dato tutto amministrativo e politico. Sulla vicenda
  Covid  questo  è il terzo grave incidente. Fu così a giugno  quando
  scoprimmo che per settimane, se non per mesi, mentre noi invocavamo
  l'esercito  per  le  strade - anzi lei invocava l'esercito  per  le
  strade  - noi mantenevamo oltre 800, pur non essendo la fase  1  un
  momento  che  ha colpito fortunatamente la nostra Regione,  avevamo
  oltre  800  cosiddetti malati immaginari; quei numeri,  in  qualche
  modo, dovevano servire a giustificare il fatto che anche in Sicilia
  avevamo il Covid e, quindi, dovevamo mostrare i muscoli.
   Una  Commissione  d'indagine, già in quel  momento,  determinò  un
  giudizio: il caos amministrativo. Il caos. E questo era già  chiaro
  nel momento più basso dell'evento della pandemia.
   Fu così a novembre quando il dottore La Rocca in un racconto de la
   La Sicilia  di Catania diceva, anche con una certa approssimazione
  formale  -  chiaramente,  la  mia è una considerazione  ironica  -,
  imponeva  o sollecitava i dirigenti delle ASP a caricare  dei  dati
  relativamente  alla rete ospedaliera per impedire  che  la  Sicilia
  fosse  dichiarata zona rossa, dati che, inevitabilmente, nel giorno
  in  cui  lo  chiedeva, era evidente che non c'erano, tanto  che  il
  Governo, successivamente, ha mandato i NAS e, purtroppo, ancora non
  abbiamo notizia pubblica di quella indagine.
   Fino  a  quello che è avvenuto l'altro ieri che è una cosa  grave,
  dal punto di vista giudiziario, ripeto, è una questione che non  mi
  riguarda;  certo,  però, che quelle intercettazioni  ci  danno  uno
  spaccato, lo spaccato di un'amministrazione che piega all'interesse
  politico i dati di realtà perché quando si utilizza l'argomento  di
  poter  spalmare  persino i morti per evitare che la  Sicilia  venga
  percepita  come una Terra a rischio alto, beh, questo,  come  dire,
  chi  lo  fa,  fa  una grave violazione diciamo di aver  giurato  di
  essere  fedele  alla  Repubblica e di  essere,  invece  nei  fatti,
  infedele; ecco perché stamattina ho chiesto che venga rimossa,  non
  sospesa, la funzione della dirigente che ha assolto e che  è  stata
  intercettata con queste dichiarazioni.
   Però,  c'è  un punto politico: lei è il Commissario del  Covid  in
  Sicilia,  non  è solo il Presidente della Regione;  lei  non  è  un
  problema  se sa o non sa, lei ha la responsabilità della  gestione.
  Queste  vicende ci mostrano, come dire, i gravi buchi  e  le  gravi
  lacune che si sono determinate in questa nostra Regione. Io non  so
  se  quei buchi e se quelle lacune sono state causa, ad esempio, per
  non  aver preso per tempo alcune misure restrittive, del fatto  che
  possano  essere aumentati i morti in Sicilia. Per la verità  ancora
  non  sappiamo quanti sono i morti. Persino oggi, persino  oggi,  la
  pubblicazione  dei dati sul virus in Sicilia non è  certa,  persino
  oggi, non quelli di ieri che alle 6 abbiamo dato un dato e alle  10
  ne abbiamo comunicato un altro. Oggi.
   Allora, questi elementi ci dicono che i buchi amministrativi fanno
  parte  di un'incapacità di direzione politica di questa Regione  su
  una   delle  questioni  più  gravi  che  la  storia  della   nostra
  generazione sta conoscendo e ha conosciuto, che è l'epidemia, a cui
  si  aggiunge tutta l'altra vicenda economica, sociale,  non  voglio
  qui -le chiedo scusa un minuto in più - ricordare che abbiamo fatto
  una  finanziaria  di guerra un anno fa e ancora aspettiamo  che  la
  guerra  venga  in  qualche modo combattuta perché,  nel  frattempo,
  quella  guerra  che  abbiamo pensato di  combattere,  non  è  stata
  combattuta con la finanziaria dell'anno scorso.
   E,  allora  Presidente, il punto politico è che questa  vicenda  e
  anche  questo  suo atteggiamento, che devo dire con grande  onestà,
  manifesta  ancora  una  volta il suo disprezzo  per  il  Parlamento
  perché  se lei arriva in Aula e dice:  parlate che poi vi  ascolto,
  che  poi rispondo , è la conferma di un suo atteggiamento, che  per
  la  verità  ha  manifestato più volte,  di  un  suo  disprezzo  per
  quest'Aula  considerandola un luogo dove si perde  tempo,  inutile,
  che  non capisce, che non ha contezza delle cose. Questa purtroppo,
  come   dire,   la   democrazia   ha  purtroppo   questa   ritualità
  dell'ascolto,  del parlarsi, del convincersi e del convincere;  lei
  invece con questo atteggiamento sta mostrando, ancora una volta, di
  essere inadeguato.
   Vede  Presidente,  e chiudo, molti anni fa, di fronte  a  un'altra
  crisi,  che  fu  quella dei cannoli, venne qui un Presidente  della
  Regione  un po' sbeffeggiando anche l'Aula, dicendo chi mi  chiede,
  perché  c'era  una mozione di sfiducia, dicendo ma di che  parlate,
  insomma  si  liquidò  con un momento quasi di  anche  di  teatrino;
  l'Aula respinse la sfiducia. Tutto finiva a tarallucci e vino salvo
  cinque giorni dopo, quel Presidente della Regione, essere costretto
  a dimettersi.
   Io non le auguro questo. Io le auguro che lei abbia contezza della
  sua  inadeguatezza. Lei oggi può costituire un problema per  questa
  nostra  Regione perché quello che è avvenuto ci ha  colpito  su  un
  punto  che  è  delicatissimo, che è la  credibilità.  Noi  da  oggi
  qualunque cosa faremo non è certo che è quella che sia, non  avremo
  più certezza delle cose che devono dare certezze ai cittadini. Ecco
  perché  mi  sono  convinto che se lei non prenderà atto  della  sua
  inadeguatezza dovremo, assieme ai siciliani, convincerla a lasciare
  il  passo  e  consentire a una nuova classe dirigente di  governare
  questa Regione.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  Assessori,  colleghi  parlamentari, devo dire  che  io  sono  stato
  quello  che, in quest'ultimo anno non ha mai risparmiato le parole,
  le riflessioni all'assessore Razza.
   Ovviamente. non ne parlo oggi. Per me si conclude quell'esperienza
  e si concludono tante cose negative che ha visto questo anno.
   Mi  viene di pensare a quando all'inizio cercavate di far  passare
  un  messaggio: il Covid non esiste in Sicilia perché c'è il governo
  Musumeci.
   Lo  ha  fatto  lei,  lo ha fatto la buonanima,  politicamente,  di
  Razza, l'hanno fatto i parlamentari di maggioranza.

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale

   DIPASQUALE.   Buonanima  politicamente,  politicamente.   Non   si
  innervosisca  che  con  me non ne fa punti,  lo  sa.  Quindi,  stia
  sereno.
   Detto questo, stia sereno.

   PRESIDENTE.  Onorevole Dipasquale, soprattutto  nei  confronti  di
  persone  che  non  sono  presenti in Aula. Lei  usi  tutti  i  toni
  politici che ritiene opportuno ma

   DIPASQUALE. Assolutamente, lei non faccia

   PRESIDENTE. Io non faccio niente.

   DIPASQUALE. I minuti passano, lei vuole togliermi tempo.

   PRESIDENTE. Mi sto attenendomi a quello che lei ha detto.  Quindi,
  continui.

   DIPASQUALE.  Quindi,  la  buonanima  politicamente  dell'assessore
  Razza

   PRESIDENTE. La smetta di parlare così, onorevole Dipasquale

   DIPASQUALE.  Voi  potete  cercare di  difendere  quella  posizione
  vergognosa, una posizione vergognosa

                          (Proteste in Aula)

   Lei,  Presidente, si doveva dimettere, lei, Presidente, si  doveva
  presentare dimissionario a quest'Aula.
   Lei  doveva avere solo questo coraggio. Concludere definitivamente
  un percorso che è stato fallimentare.

   PRESIDENTE.   Colleghi,  lasciamo  concludere  l'intervento,   per
  favore.

   DIPASQUALE.  Lei è quello che già, l'anno scorso, cercava  di  far
  passare  il  messaggio che il Covid non c'era in Sicilia  grazie  a
  Musumeci,  dopodiché siamo passati da duecento morti a  quattromila
  morti  ed il Covid, purtroppo, è arrivato e, quindi, non c'è  stato
  un  bravo  Musumeci allora ed un cattivo Musumeci oggi.  Purtroppo,
  era sbagliato quell'atteggiamento.
   Siete  riusciti a far morire persone. Il vostro sistema  sanitario
  quando nei reparti non c'era nessuno, purtroppo è successo questo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Dipasquale, non  esageri  nell'intervento,
  onorevole Dipasquale.
   Non esageri, si attenga al tema.

   DIPASQUALE. Vedi Capo Rizzuto, a Siracusa, e di quello che dico mi
  assumo le responsabilità.

   PRESIDENTE.  Si  attenga  al  tema ed  abbia  contenuti  politici,
  onorevole Dipasquale.
   Nessuno ha fatto morire alcuno, onorevole Dipasquale.
   La smetta di aizzare l'Assemblea, onorevole Dipasquale, la smetta

   DIPASQUALE. Voi siete riusciti a far morire la sanità siciliana.
   Voi  non  riuscirete  a  bloccare i siciliani,  non  riuscirete  a
  bloccare i siciliani, non ci riuscirete.

   PRESIDENTE. E' indecoroso il suo intervento, onorevole Dipasquale.
   E' indecoroso il suo intervento

   DIPASQUALE. Voi avete solo una possibilità...

   PRESIDENTE. Si attenga ai temi politici, onorevole Dipasquale.  La
  smetta

   DIPASQUALE.  Voi avete la possibilità di presentarvi  dimissionari
  alla  Sicilia, ai siciliani e voi siete complici - lei  per  primo,
  Presidente,  gli Assessori che siedono accanto, i parlamentari  che
  sostengono  questo Governo - perché caro Assessore, cari Assessori,
  non  è  possibile assistere a questa vergogna che avete e che state
  rappresentando in questi momenti.
   La  Sicilia piange, la Sicilia piange, la Sicilia è vergognata per
  queste intercettazioni, per questo scandalo che ha coperto

   PRESIDENTE. Basta, chiuda il microfono, chiuda il microfono
   Scenda  da  quel  banco,  scenda  immediatamente   La  smetta   di
  insultare i parlamentari, la smetta
   Fatelo scendere subito  La smetta
   E'  un  provocatore  lei   Lo faccia scendere  subito.  Lei  è  un
  provocatore, lei è un provocatore Dipasquale  Lei è un provocatore
  Provocatore, aizzatore è

                           (Tumulti in Aula)

   Cose da pazzi  Provocatore
   Questo non è un dibattito politico.
   Onorevole  Cracolici, lei può contestare e può  intervenire  com'è
  intervenuto ed ha superato abbondantemente i cinque minuti.
   L'onorevole  Dipasquale è un provocatore, è un  aizzatore   Lo  fa
  continuamente nei confronti del Governo ed il Parlamento

                          (Applausi in Aula)

   Continuamente lo fa  Basta  Andiamo avanti.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevole  Presidente  della  Regione,
  Assessori, colleghi, intervengo esprimendo la preoccupazione, penso
  non  solo mia e del Gruppo parlamentare Partito Democratico, ma  la
  preoccupazione dei siciliani che avrebbero volute ascoltare da lei,
  Presidente, in quest'Aula, parole rassicuranti su come lei  intende
  gestire la sanità in Sicilia nella triplice veste di Presidente, di
  Assessore ad interim e di Commissario Covid per la nostra Regione.
   I siciliani vorrebbero sentire da lei quali scelte strategiche, in
  questo  momento, lei intende adottare per imprimere  alla  campagna
  vaccinale  l'accelerazione  che  è  stata  richiesta  dal  generale
  Figliuolo, che ci ha chiesto di raddoppiare gli hub vaccinali,  che
  ci  ha chiesto, vi ha chiesto, di aumentare il numero di vaccini da
  ventimila a cinquantamila. Queste sono le preoccupazioni che noi in
  quest'Aula oggi vogliamo esprimere.
   Ci  saremmo  aspettati  che il presidente  Musumeci  oggi  aprisse
  questa  discussione, che non  può essere ovviamente una discussione
  basata sulle cose lette sui giornali, avremmo voluto sentire da lei
  qual  è  la  sua versione sui fatti accaduti e quali  sono  le  sue
  risposte  per  recuperare,  purtroppo,  i  disagi  che  si   stanno
  provocando a carico dei cittadini della nostra Regione, come veniva
  detto,   purtroppo   ancora  non  sappiamo  neppure   quanti   sono
  esattamente i contagiati da Covid-19 di ieri, di oggi, c'è un caos.
   Lei  ha  il  dovere di tirare fuori questa Regione dal  caos,  per
  garantire la salute a 5 milioni di cittadini di questa Regione.  Io
  trovo  preoccupante che lei abbia voluto accentrare  tre  incarichi
  delicatissimi,  certamente il Presidente della Regione  non  poteva
  fare  diversamente, certamente è anche il Commissario Covid, ma  su
  questo  si potevano fare scelte diverse, ha assunto anche l'interim
  dell'Assessorato sanità e attribuito l'interim dell'altra direzione
  della  sanità  all'unico  direttore  di  cui,  in  questo  momento,
  l'Assessorato  dispone.  La sanità siciliana,  in  questo  momento,
  risponde complessivamente a lei e al dottore La Rocca.
   Io penso che lei debba sentire, ovviamente, la responsabilità che,
  in  questo  momento, sta assumendo e io penso anche tentare,  nella
  drammaticità  del  momento  che viviamo,  di  aprire  un  confronto
  positivo   col   Parlamento  della  Regione  che   esprime   grande
  preoccupazione,   innanzitutto,  per  le  cose  dette   ascoltando,
  appunto,  i  cittadini  sul territorio, i  sindaci  che  vivono  un
  momento  di  smarrimento,  che  non sanno  più  esattamente  a  chi
  riferirsi,  che si sentono tutti i giorni, che raccolgono  tutti  i
  giorni, purtroppo, lamentele da persone che hanno fatto ore  e  ore
  di  fila  in  attesa,  ad  esempio, alla  Fiera  del  Mediterraneo,
  cittadini  che  continuano  ad aspettare  due  settimane  prima  di
  ricevere  un  tampone a casa, cittadini che non riescono  ad  avere
  risposte adeguate dall'USCA, lo sottolineo, nonostante lo sforzo  e
  l'impegno  del  personale sanitario ma, purtroppo,  per  gravissime
  responsabilità  e  disfunzioni  di  natura  organizzativa  del  suo
  Governo.
   Noi  abbiamo  presentato, da quando è iniziata la pandemia,  oltre
  cinquanta   interrogazioni  parlamentari,  credo  una   settantina,
  abbiamo sollevato dubbi sul numero di ammalati Covid, sul numero di
  ricoverati  Covid, sul numero di posti letto in terapia  intensiva.
  Non abbiamo presentato interpellanze e interrogazioni sul numero di
  deceduti  Covid, ritenendo che un errore di conteggio,  almeno  sul
  numero di deceduti non si potesse verificare, e abbiamo espresso la
  preoccupazione  che l'analisi epidemiologica che  portavate  avanti
  fosse   falsata   dal  fatto  che,  purtroppo,  alcuni   dati   non
  rispondevano al vero.
   Allora  penso, Presidente, che lei avesse il dovere e ha il dovere
  di  rispondere a queste oltre cinquanta interpellanze parlamentari.
  Noi non abbiamo ricevuto risposta quasi a nessuna di queste.
   Penso   che   aveva  il  dovere  di  pretendere  che  gli   Uffici
  dell'Assessorato, che l'Assessore, aveva il dovere  lei  stesso  di
  rispondere a queste interpellanze, a queste interrogazioni.
   Presidente, ci ha ascoltato tante volte - o forse è meglio dire ha
  sentito  tante  volte - che noi abbiamo denunciato queste  e  tante
  altre disfunzioni, tanti altri errori che abbiamo attribuito al suo
  Governo. Devo ritenere che lei abbia sentito senza volere ascoltare
  e  lei  non  abbia  voluto verificare l'esattezza  delle  cose  che
  dicevamo  e  lei  invece  ne aveva il dovere  e  la  responsabilità
  politica.
   Queste  sono le responsabilità che oggi le attribuiamo:  di  avere
  adottato  non  volendo  verificare le  cose  che  abbiamo  detto  e
  scritto,   non  volendo  rispondere,  un  comportamento   omissivo,
  Presidente,  un comportamento omissivo che ha messo  a  rischio  la
  salute dei siciliani.
   Recuperi,  Presidente  Vada a vedere le nostre interpellanze   Dia
  una risposta - anche scritta - se non c'è il tempo di rispondere in
  Aula perché abbiamo avuto la finanziaria o altro.
   Concludo.  Credo,  signor  Presidente  che,  in  questo   momento,
  drammatico  per  la  vita  della nostra Regione,  dovrebbe  davvero
  prendere  atto  del  fatto  di  essere assolutamente  inadeguato  a
  gestire non solo questa crisi sanitaria del Covid ma anche la crisi
  finanziaria.
   Condivido  l'opinione espressa ieri dalla direzione regionale  del
  mio Partito che lei dovrebbe dimettersi.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO. Presidente Musumeci, in questi anni ho sempre espresso
  giudizi  politici  nei  suoi confronti,  non  ho  mai  proceduto  a
  formulare accuse, in particolare, insulti come quelli che  poc'anzi
  abbiamo  ricevuto; la considero una parentesi spiacevole anche  per
  la storia di quest'Aula.
   C'è  un  punto  politico - presidente Musumeci, mi riferisco  agli
  insulti nei miei confronti - nella vicenda che riguarda lo scandalo
  della  sanità  siciliana ed è la credibilità delle istituzioni,  la
  credibilità  dell'istituzione Regione vilipesa da  quello  che  era
  nell'aria  ormai da mesi. Non a caso c'è un sottile filo conduttore
  che  segna le ben cinquanta interrogazioni e interpellanze  che  ha
  presentato  il Partito Democratico durante l'emergenza  Covid.  C'è
  poco da fare  I conti non tornano  Non torna il numero dei tamponi,
  non torna il numero dei morti, non torna il rapporto fra tamponi  e
  determinazione del colore in ordine all'emergenza.
   E' un'onda lunghissima. Lo abbiamo evidenziato anche nel corso dei
  dibattiti d'Aula parlamentari.
   Se da un lato c'è lo sforzo sovraumano, insopportabile dei medici,
  degli  infermieri, di coloro che lottano ogni giorno in prima linea
  - abbiamo parlato di eroi in quest'Aula -, ci sono medici che fanno
  ore  e  ore di straordinario per garantire un tampone in  più,  una
  visita domiciliare in più, un'assistenza della continuità sanitaria
  a  un malato in più e lo sforzo di quei medici, di quegli operatori
  viene   vanificato   dai  burocrati  che  decidono   di   spalmare,
  modificare, sostituire, sotto il controllo della gestione politica.
   Questa  è la cosa che oggi fa più rabbia  E' questa la ferita  più
  profonda:   la   mancanza   di   credibilità   e   l'incapacità   e
  l'inadeguatezza di chi è chiamato a gestire la cosa pubblica in  un
  momento  così  delicato e invece non riesce a cavare un  ragno  dal
  buco  e  pensa di coprire errori e omissioni con i soliti  annunci,
  con  il  solito  spot,  con la solita pubblicità  e  pratica  sulla
  stampa, on line e cartacea.
   Non  è  questa  la  ricetta  per uscire  da  questo  momento  così
  difficile, l'abbiamo detto più volte.
   Purtroppo  il  tempo delle pezze è finito e ancora una  volta,  ci
  dispiace, la magistratura è arrivata prima della politica.
   In  quest'Aula abbiamo denunciato le nefandezze con una mozione di
  sfiducia  eloquentissima.  Il centrodestra,  la  maggioranza  e  il
  Presidente  della Regione hanno pensato di risolvere quel  problema
  battendoci  a  colpi di maggioranza, rispondendo  agli  ordini  del
  capo.
   Purtroppo,  il  problema era molto più grosso e molto  più  ampio.
  Parliamoci chiaro, qua c'è una Regione che non è in grado di dare i
  dati, di trasmettere i dati.
   Neanche oggi le comiche. Ieri escono di dati, di nuovo smentiti  a
  tarda sera.
   Oggi i dati francamente ci lasciano di stucco perché evidentemente
  non c'è un rapporto e una proporzione che coincide con quello delle
  scorse settimane.
   E  un  altro aspetto che fa ancora più male, signor Presidente,  è
  quello  che sulla luce di quei dati che sono falsi, come emerge  in
  modo chiaro, questo sì siamo garantisti, ma certo emerge dal quadro
  indiziario  che  quello  che  erano  i  nostri  sospetti,  sono  le
  conferme:  che i conti non tornano. E quei conti hanno  determinato
  una   diversa  classificazione  sul  rischio  e  sulla  pelle   dei
  siciliani.
   Questo  è  un  altro  aspetto particolarmente doloroso  di  questa
  vicenda.
   Si  è  continuato ad andare avanti come se si stesse  parlando  di
  altro e non di sanità e non della salute dei cittadini.
   E poi, Presidente Musumeci, c'è la responsabilità politica che per
  chi  amministra  è  una  cosa seria. E la  responsabilità  politica
  imponeva,  alla  luce degli atti ispettivi delle opposizioni,  alla
  luce  del contenuto della mozione di sfiducia, di verificare  anche
  l'operato  del suo Assessore e non di fidarsi perché  era  un  caro
  amico o una persona di fiducia.
   Avrebbe  dovuto avere uno scrupolo in più nel verificare l'operato
  dell'Assessore e l'operato di quell'Assessorato.
   E  quindi  c'è una responsabilità politica e le conseguenze  della
  responsabilità politica si pagano, signor Presidente della Regione.
  Non ci si può voltare dall'altra parte e non si può fare quello che
  si   è   provato  a  fare  oggi  in  quest'Aula  quando  di  fronte
  all'incapacità  del  centro destra e della  maggioranza  di  andare
  avanti si è scelto comunque di far finta di niente.
   In politica ci sono delle responsabilità.
   C'è un'inadeguatezza che è evidentissima.
   C'è  stato  il  tentativo per mesi di speculare sull'inadeguatezza
  della sanità siciliana per accusare pure il Governo nazionale ed  è
  stato un tema all'ordine del giorno in modo quotidiano.
   La  conseguenza  della responsabilità politica, signor  Presidente
  della  Regione, è che lei rassegni le dimissioni. Non è adeguato  a
  gestire  né  l'emergenza Covid né a guidare la  Regione  in  questo
  momento così difficile.
   I siciliani e le giovani generazioni che guardano con fiducia, che
  meritano  di restare in questa terra, hanno bisogno di  un  Governo
  diverso, di un Governo migliore.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI   PAOLA.   Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli   colleghi,
  cittadini, Presidente non le nascondo che sono molto preoccupato.
   Intervenire   con   questo  clima  aumenta  ancora   di   più   le
  preoccupazioni che ci sono qui tra i rappresentanti dei siciliani e
  che ci sono fuori tra i siciliani.
   Veda,  signor  Presidente, dire che qualcosa  non  va  non  è  una
  sconfitta.
   E  noi  nei mesi passati abbiamo suonato dei campanelli  a  questo
  Governo e a questo Presidente della Regione.
   Nei  mesi  passati le opposizioni hanno presentato una mozione  di
  sfiducia  prima  al Presidente e poi di censura all'Assessore  alla
  Sanità. Ed erano dei campanelli, erano dei campanelli d'allarme per
  dire  guardi Presidente che c'è qualcosa che non va'.
   Veda  Presidente,  nei giorni, soprattutto nei  giorni  difficili,
  quando  si ritorna a casa, ci si guarda allo specchio e ci si  dice
   sicuramente  oggi  ho sbagliato qualcosa, domani  proverò  a  fare
  meglio'.  L'impressione  che  c'è  stata  durante  questi  mesi   e
  soprattutto  durante  l'inizio della  pandemia,  il  periodo  della
  pandemia, è che questo Governo, questo Presidente della Regione  in
  qualche  modo si guardano allo specchio, si guarda allo specchio  e
  dicono, o dice, quanto sono bello e quanto sono bravo. Così non  si
  superano  le pandemie, Presidente. Perché non è che le pandemie  si
  vivono  periodicamente. Le pandemie avvengono,  sono  degli  eventi
  eccezionali e noi stiamo attraversando sia una crisi sanitaria, che
  una crisi economica.
   E dietro queste crisi, Presidente, non c'è una regia perché quello
  che è venuto a mancare in quest'ultimo anno e mezzo è una regia. Lo
  si  è visto anche durante la finanziaria. Se noi siamo stati qui un
  mese e mezzo è perché non c'è stata una regia. La regia deve essere
  fatta dal Presidente della Regione.
   Se  a livello sanitario si sta sbagliando qualcosa, si è sbagliato
  qualcosa  e  c'è  questa inchiesta che man mano sta facendo  venire
  fuori  cose  che  i  siciliani non riescono  a  capire  perchè  sta
  succedendo  questo,  è perché anche lì non c'è  una  regia.  Perché
  colleghi, Presidente della Regione, durante una crisi sanitaria  ed
  economica, non si può pensare al consenso, non si può pensare  alla
  ricerca del consenso.
   Io  nei  mesi passati ho visto varie dichiarazioni. Prima dovevamo
  chiudere  tutto,  poi  dovevamo aprire  tutto.  Nel  frattempo  non
  riuscivamo a fare i tamponi, facevamo sempre meno tamponi  dopo  di
  che  i  pieni  poteri. Poi dovevamo lasciare aperto come  Trento  e
  Bolzano. Cioè io ricordo di cambi continui, di posizioni, di  cambi
  continui di regia così anche come per la finanziaria. Se io  cambio
  continuamente  e continuamente e continuamente, dico  che  cosa  si
  conclude. Si conclude che poi la regia non c'è e ogni assessore che
  è   delegato  dallo  stesso  Presidente  della  Regione  si  stacca
  completamente.
   Dico, ma è possibile mai che il Presidente della Regione non abbia
  contezza di quello che fa l'assessore alla Sanità, di quello che fa
  l'assessore  all'economia? E'possibile mai che un Presidente  della
  Regione non vede, non sente, non parla di queste cose? Senza  regia
  non si va da nessuna parte. Senza regia ci si dimette e si dice  io
  non  sono  in  grado di gestire questo Governo, di  gestire  questa
  situazione' e se ne prende atto.
   Perché, veda Presidente, io ho assistito anche nei mesi passati  a
  continue esposizioni da parte del Presidente della Regione  in  tv,
  tra   i  giornali,  alla  ricerca  del  consenso.  Quello  che  sta
  emergendo,  almeno  per quello che sto leggendo dai  giornali,  che
  tutta  questa  storia  è  frutto del consenso,  della  ricerca  del
  consenso.  Ma quando si governa una Regione, quando si governa  una
  Regione,  soprattutto  in piena pandemia  non  si  può  pensare  al
  consenso. Si lascia perdere il consenso e si governa e non si fa da
  professori, non si vola alto, si vola basso, si vola tra la  gente,
  non ci si stacca dal Parlamento, non ci si tacca da quest'Aula.
   Veda,  Presidente,  e  concludo,  anche  negli  atteggiamenti.  Io
  durante  le  discussioni  ho visto poi un Presidente  rispondere  a
  quest'Aula   sempre  con  toni  di  superiorità,  a   volte   anche
  bistrattando  i  rappresentanti dei siciliani e l'atteggiamento  di
  molti  dei  suoi  assessori  è  identico.  Vedo  continue  faccine,
  continue  mimiche  quando  invece,  in  questa  fase,  un   Governo
  regionale dovrebbe ascoltare, dovrebbe concertare.
   Allora, la domanda è semplice, Presidente, e chiudo, la domanda da
  fare al Presidente della Regione è questa: Presidente, se lei non è
  in  grado  lo ammetta, se lei non è in grado di fare da  regia,  si
  dimetta,  si dimetta, dia questa soddisfazione ai siciliani  perché
  ha perso al momento tutta la sua credibilità.

   PRESIDENTE.  Eè  iscritto a parlare l'onorevole Calderone.  Ne  ha
  facoltà.
   A  seguire  gli  onorevoli  Sunseri,  De  Luca,  Aricò,  Siragusa,
  Figuccia,  Lentini,  Lo  Curto. Colleghi, io  vi  prego,  vista  la
  delicatezza  del tema, di contenere davvero il più possibile  entro
  massimo i cinque minuti dell'intervento. Grazie.

   CALDERONE.  Signor  Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  signori  assessori, colleghi parlamentari, devo dire e lo dico  con
  grande   preoccupazione  che  la  labiale  affermazione  di  essere
  garantisti  non trova nessuna rispondenza fattuale negli interventi
  che ho avuto modo di ascoltare con attenzione e credo e ritengo con
  compostezza.
   E'  accaduto  all'alba di qualche giorno fa  che  è  stata  aperta
  un'indagine o meglio l'atto iniziale che è costituito da una misura
  custodiale  che  certamente non ha coinvolto alcun  membro  né  del
  Parlamento, né del governo siciliano e che soltanto, lo  ricordo  a
  me  stesso  -  ci  sono tanti colleghi avvocati  tra  le  fila  del
  Parlamento,  dei  banchi del Parlamento - che è  soltanto  un  atto
  iniziale.
   Sembra  si  sia  celebrato  già  il  processo,  signor  Presidente
  Musumeci, e che non soltanto sia stata emessa una sentenza di primo
  grado  ma,  addirittura, una sentenza che ha acquisito autorità  di
  cosa aggiudicata.
   Questo, per noi che siamo gli eredi di Beccaria, gli eredi  di  De
  Marsico,  gli  eredi  di  Calamandrei,  gli  eredi  di  Carnelutti,
  indegnamente, è veramente un fatto inaccettabile.
   Sento  parlare  di  dimissioni, signor Presidente  Musumeci,  vada
  avanti,  continui nel suo lavoro. Certamente l'autorità giudiziaria
  a   cui   va  il  massimo  rispetto  perché  noi  siamo  un  organo
  istituzionale avrà tutto il tempo d'indagare, come avranno tutto il
  tempo  di  difendersi e di chiarire coloro che sono stati coinvolti
  in questo procedimento.
   Ho  l'impressione che stiamo, in maniera grave e colpevole, mi sia
  consentito,  anticipando volgarmente i tempi. E,  si  badi,  stiamo
  parlando   di  fatti  che,  se  accertati,  hanno  certamente   una
  connotazione di gravità, ma mentre parlo di cos'è? E allora  io  vi
  dico,  e ve lo dico con grande umiltà ma anche con grande fermezza,
  che  questo  è il tempo di aspettare, di vedere, di verificare,  di
  dare  il  tempo agli organi istituzionali, a tal uopo preposti,  di
  verificare che cosa è successo.
   Oggi,  ho l'impressione di assistere ad un processo senza  regole,
  senza  limiti che credo che la nostra civiltà giuridica, noi  siamo
  la culla del diritto, non abbia ragion d'essere.
   Allora  io  invito  tutti  ad una riflessione.  Signor  Presidente
  Musumeci  lei,  e lo dico da Presidente del Gruppo parlamentare  di
  Forza   Italia,  continui  a  dare  credibilità  al  suo   Governo,
  certamente dovrà operare una sostituzione, mi permetto dire, agisca
  sempre  in  continuità dando al suo Governo una  grande  figura  di
  grandissimo spessore istituzionale di grande competenza.
   Se lei deciderà di tenere e di avocare a sé, come ha fatto qualche
  giorno fa, i poteri e le competenze dell'assessore alla sanità,  io
  sono convinto che il Governo Musumeci, degnamente rappresentato  da
  Forza Italia - abbiamo l'orgoglio e l'onore di avere quattro grandi
  assessori nel Parlamento siciliano - sicuramente continuerà a  fare
  bene  questo  Governo. Aspettiamo gli eventi, certamente  saremo  i
  primi,  non i secondi a criticare e anche a censurare se  dovessero
  emergere  delle responsabilità, ma credo che ancora tempisticamente
  non è il momento opportuno.
   Continui   Presidente,  ha  la  fiducia  mia  e  del  mio   Gruppo
  parlamentare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI.   Signor   Presidente,  Presidente  Musumeci,   onorevoli
  colleghi,  di ciò che emerge, Presidente Musumeci da questa  triste
  vicenda se ne occuperà ben altro Palazzo. Il dato che invece emerge
  è  quello politico ed è un dato politico che a me preoccupa, perché
  lei o sapeva, e quindi ne sarà responsabile, o non sapeva, o il suo
  braccio destro le mentiva.
   Queste ultime due opzioni sono quelle che solitamente si usano nei
  confronti  di un anziano affetto da demenza senile, non  certamente
  ad un Presidente di Regione che deve sapere sia da Presidente della
  Regione,  sia  da commissario Covid quello che avviene  all'interno
  della propria Regione.
   La   prima   domanda  che  mi  viene  quasi  naturale   chiederle,
  Presidente,  lei  sapeva  dei numeri di  Palermo?  Lei  sapeva  che
  Palermo rischiava di essere zona rossa? E se lo sapeva, perché  non
  ha  avvisato il sindaco di Palermo? Perché, vede Presidente, quello
  che  viene  meno  in  tutta questa vicenda è  la  credibilità.  Lei
  avrebbe  dovuto difendere i cittadini siciliani ed  invece  oggi  i
  cittadini  siciliani non si fidano più di lei, del  suo  Governo  e
  dell'istituzione della Regione siciliana.
   Vede  Presidente,  oggi  il Presidente  Micciché  nel  suo  ultimo
  intervento  alla  fine della legge finanziaria  ha  cantato  il  de
  profundis  al suo Governo. In tre giorni è crollato,  è  caduto  il
  Governo Musumeci.
   Lei  non si dimetterà, Presidente Musumeci, continuerà ancora  per
  quest'anno,  quest'anno e mezzo a governare  la  Sicilia,  ne  sono
  certo  di questo, così come sono certo che tra un anno e mezzo  lei
  non sarà più il Presidente di questa Regione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Siragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   SIRAGUSA.  Signor  Presidente, io  ammetto  di  provare  un  certo
  imbarazzo nell'intervenire oggi e mi spiace che non c'è l'onorevole
  Calderone, io non mi iscrivo al partito dei giustizialisti, ci sarà
  ben altra sede, la questione penale non riguarda questo Parlamento.
  Anzi,  io  auguro  a  tutte  le persone  coinvolte  di  riuscire  a
  dimostrare la loro estraneità.
   E   nemmeno   mi   iscrivo  al  partito  dei   vogliaristi   delle
  intercettazioni andando a leggere, andando a cercare di capire qual
  è  la frase più scabrosa  spalmi qua  o  spalmi là , certo, il tono
  di  quelle  intercettazioni a prescindere da quello che  poi  è  lo
  scopo finale, è un tono che lascia trasparire comunque un disprezzo
  verso  tutto quello che sta succedendo fuori nel momento in cui  si
  stanno scambiando questi messaggi.
   E  proprio  per questo c'è una cosa che mi stupisce e  che  mi  fa
  provare  imbarazzo,  che  io non ho sentito  nel  Presidente  della
  Regione una parola, una parola che probabilmente già avrebbe potuto
  mettere  un  punto, o comunque un senso a tutto  questo.  Non  l'ho
  sentito  chiedere  scusa ai siciliani. Non  l'ho  sentito  chiedere
  scusa  ai  siciliani per quello che è successo,  perché  in  questi
  giorni  tutti i telegiornali, tutti i giornali ci stanno dipingendo
  come  un qualche cosa che è o non è, non sta a noi dipingerlo,  non
  sta a noi stabilirlo, ma che comunque mette in imbarazzo me e mette
  in  imbarazzo  i  siciliani. Chiedere scusa  probabilmente  avrebbe
  fatto  sì  che qualche cosa poteva andare anche in modo diverso.  E
  manca l'umiltà.
   Noi  abbiamo  sempre  detto in tutti gli interventi  che  ci  sono
  stati, che nessuno ha il manuale di gestione della pandemia.
   Ma  abbiamo lanciato dei messaggi, abbiamo detto delle cose e  non
  siamo  stati  mai ascoltati, anzi con una certa spocchia,  con  una
  certa  arroganza,  consentitemi queste parole, siamo  sempre  stati
  considerati come quelli che stanno dando fastidio, stanno  rompendo
  le scatole, lo hanno già detto alcuni colleghi prima di me.
   Certi  atteggiamenti non sono costruttivi in un  rapporto  tra  un
  governo  e un parlamento, noi stiamo esprimendo le nostre opinioni,
  chi  magri  in  maniera più corretta, chi in maniera,  magari,  più
  scorretta  ma  abbiamo diritto di dirlo, soprattutto  quando  viene
  riconosciuto che non esiste un manuale di gestione della  pandemia.
  E invece no. Invece poi scopriamo che tutto questo, vero o non vero
  che  sia  alla fine è servito solo a una cosa, a coprire la  totale
  inadeguatezza e la totale incapacità nella gestione della  pandemia
  e  questo non tanto per i numeri taroccati ma per altre cose che si
  evincono dalle intercettazioni.
   Leggere  che  una signora di 52 anni di Lascari è morta  d'infarto
  perché  l'ambulanza ci ha impiegato due ore per andarla  a  prender
  perché tutte le ambulanze erano occupate chissà dove è una cosa che
  fa  preoccupare, perché vuol dire che oltre la sanità Covid che non
  sta  funzionando,  non funziona nemmeno la sanità  ordinaria  ed  è
  questo che deve preoccupare i cittadini.
   Ed  è anche per questo che, mi dispiace dirlo, ma lei è inadeguato
  a  questo ruolo perché non riesce a riconoscere umilmente i limiti,
  le  difficoltà  ai  problemi che ci sono stati  nonostante  nessuno
  abbia  il manuale di gestione della pandemia ma proprio per questo,
  magari,  evitare  di  utilizzare la  pandemia  per  far  propaganda
  politica, per fare consenso o per cercare di fare sembrare qualcosa
  che non è.
   Sarebbe stata una soluzione più congeniale e probabilmente avrebbe
  trovato  anche nel Parlamento un supporto e un aiuto nella gestione
  della pandemia stessa.

   PRESIDENTE. E'iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha facoltà.

   ARICO'.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, oggi  sono  molto
  amareggiato, molto amareggiato perché ritengo che in quest'Aula sia
  scritta una brutta pagina, di questo glorioso Parlamento.
   Tanti  di noi che sono venuti qui per la prima volta, io nel 2008,
  eravamo  orgogliosi  di  far parte di un  Parlamento  che  dicevamo
  essere  il  più  antico  d'Europa;  oggi  da  questo  pulpito   gli
  interventi non sono stati tutti all'altezza del ruolo che ognuno di
  noi dovrebbe rappresentare. Quanto meno per il mandato che i propri
  elettori  gli hanno affidato per il consenso, per avergli  affidato
  nelle  mani il loro futuro politico e sociale, anche di una Regione
  che ha le dimensioni per essere una nazione.
   Questo  lo considero un Parlamento di una nazione, perché tale  lo
  siamo.  A me dispiace pure che, ad appena 48 ore ci siano state  le
  dimissioni  di quello che ritengo uno degli assessori migliori  che
  il Governo Musumeci fino ad oggi abbia avuto.
   Una   persona,  l'avvocato  Razza  che  ritengo  abbia  fatto  uno
  splendido  lavoro  in  questi  tre anni  e  due  mesi  di  mandato,
  raggiungendo dei traguardi strabilianti perché il piano di rientro,
  le  nuove  costruzioni,  non ultima quella  di  Siracusa,  la  rete
  ospedaliera,  tutti  obiettivi raggiunti  in  pochi  anni  e  molto
  velocemente  e  non  ultima,  quanto ci  ha  detto  il  Commissario
  dell'Emergenza Covid Nazionale, la Sicilia essere stata poco  prima
  che succedesse, che fosse raggiunto il giorno prima dall'avviso  di
  garanzia,  la Sicilia era la prima Regione d'Italia per vaccini  in
  rapporto a quelli consegnati.
   Allora, questi sono degli obiettivi importanti. Io ero tra  quelli
  che  riteneva che l'assessore Razza non si dovesse dimettere perché
  questo  Governo  aveva bisogno di lui e avrebbe bisogno  ancora  di
  lui.
   Ma  è stata così alta la sua sensibilità politica e istituzionale,
  io ho sentito due giorni fa - quando il Presidente della Regione ha
  letto  la  lettera di dimissioni - dire che le istituzioni  vengono
  prima degli uomini.
   Ed  è alto il senso di responsabilità del Presidente della Regione
  e  dell'assessore Razza, Presidente della Regione che è stato qui e
  ha  detto che un minuto dopo la finanziaria sono disponibile per un
  confronto con il Parlamento; e così è stato.
   E  ci  ha  messo  la faccia, ci ha messo la faccia avocando  a  sé
  l'interim, facendo subito una riunione di Giunta per dare l'interim
  dell'altro   dipartimento,  quello  guidato  dalla  dottoressa   Di
  Liberti.
   L'onorevole Cracolici parlava di tre episodi e hanno parlato anche
  di    consenso    elettorale,   quasi   tutti   negli    interventi
  dell'opposizione. Io vorrei fare una domanda, però: ma è  possibile
  chiedere, modificare i dati per evitare la zona rossa quando poi lo
  stesso  Presidente della Regione ed il Governo chiedevano  la  zona
  rossa   al  Governo  nazionale?  Ma  diciamoci  la  verità    Com'è
  possibile?
   E  quando  tutti dicevano: ma perché il Presidente  della  Regione
  vuole  la  zona rossa? Che ci lasci lavorare, perché il  Presidente
  della  Regione ha messo come primo punto all'ordine del  giorno  la
  salute dei siciliani.
   E  ricordo a gennaio, quando i dati sembravano, ed erano, di  zona
  gialla  il  Presidente  della  Regione  chiedeva  con  fermezza  la
  possibilità  di  entrare  in  zona  rossa,  molti  dell'opposizione
  dicevano: ma Musumeci vuole bloccare la Sicilia.
   E  allora,  colleghi, decidetevi, decidete cosa fare,  finanche  è
  stato  tirato in ballo quel messaggio WhatsApp carpito  non  si  sa
  come,  e  mi fa piacere che già l'onorevole Cracolici sappia  anche
  della  relazione dei NAS se c'è stata, se non c'è  stata,  se  sono
  stati   raggiunti   gli  obiettivi;  a  me,  purtroppo,   onorevole
  Cracolici,  non è dato sapere, non me le fanno vedere le  relazioni
  dei  NAS,  lei  già sa che gli obiettivi non sono  stati  raggiunti
  quando  gli stessi ispettori, ritornando a quell'episodio  che  lei
  ricordava,  quegli  stessi  ispettori  del  Ministero   non   hanno
  sollevato   obiezioni  in  tal  senso,  anzi,  nel  dato  aggregato
  siciliano,  sembrerebbero  aver verificato  più  posti  rispetto  a
  quelli dichiarati.
   Allora  io  ritengo, naturalmente, non possiamo,  Presidente,  che
  andare  avanti, il Governo fino ad oggi ha fatto bene, naturalmente
  gli  errori  ci sono stati e si è parlato anche di umiltà;  ricordo
  l'ultimo  dibattito con l'assessore Razza avere chiesto  scusa  per
  alcuni errori fatti proprio perché, come qualcuno ha detto, non c'è
  un  manuale  per affrontare la pandemia, però se si fanno  le  cose
  qualcosa si dovrà sbagliare.
   E   allora,  Presidente,  ritengo  che  questo  sia  un  atto   di
  responsabilità  del  Presidente della Regione che  oggi  ha  voluto
  affrontare   immediatamente   il  dibattito,   poi,   naturalmente,
  risponderà alle richieste fatte dell'opposizione, riteniamo che  si
  debba  andare avanti verso il solco segnato in questi  tre  anni  e
  mezzo  per  proseguire il tanto lavoro che si è fatto già  sino  ad
  oggi.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  De  Luca.  Ne  ha
  facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente, colleghi e  soprattutto  siciliani,
  presidente Musumeci, secondo me sarebbe stato molto importante  che
  lei parlasse per primo.
   Innanzitutto  perché avremmo voluto ascoltare se avete  letto,  se
  avete  nuovi elementi su ciò che è accaduto, ma soprattutto  perché
  avrei  voluto ascoltare come intende portare avanti i tre incarichi
  che  lei  attualmente ricopre: quello di Presidente della  Regione,
  quello  di  soggetto attuatore dell'emergenza Covid delegato  e  da
  ultimo,  in  seguito  alle  dimissioni  dell'assessore  Razza,   di
  assessore alla sanità.
   La  campagna di vaccinazioni, infatti, Presidente, non è  un  tema
  che  può  essere  portato avanti part-time e  neppure  la  gestione
  ordinaria della sanità.
   In  merito  poi  ai  fatti  che  hanno  condotto  alle  dimissioni
  dell'Assessore Razza, io non possono omettere di contestarle alcune
  condotte.  Innanzitutto, che avete fatto  politica  con  il  Covid,
  perché  quando il Governo Conte dichiarava rosso voi  dicevate  che
  dovevamo  essere  gialli, quando ci dichiarava  arancioni  dovevamo
  essere  rossi e, contrariamente a quello che è stato appena  detto,
  quando  c'erano questi fatti, quando accadeva che il  direttore  La
  Rocca  sull'audio Whatsapp andava a redarguire i dirigenti generali
  per  il  caricamento dei posti, beh quello è proprio il periodo  in
  cui  noi  eravamo  arancioni  e  ci  si  lamentava  che  era  stato
  contestato,  che  c'era  stata assegnata questa  categoria,  questo
  colore.
   Avete  cercato  la realtà e di rappresentare una  condizione,  una
  situazione  migliore di quella che è perché voi avete  un  difetto,
  proprio è un difetto intrinseco nella vostra personalità, voi avete
  una  cultura  dell' Io  smisurata, non accettate  la  critica,  non
  accettate la critica politica. Quando qualcuno vi fa riscontare  un
  difetto,  santiddio, è la cosa più brutta che vi possa capitare,  a
  quel punto scoppiate, peccate di superbia, vi sentite onnipotenti e
  lì sbagliate.
   Vede,  Presidente,  lei  in  occasione della  mozione  di  censura
  all'Assessore  Razza  dichiarò, o quanto  meno  si  seppe  che  lei
  dichiarò, che tutto ciò che riguarda dalla sanità passava  da  lei,
  l'ultima  parola ce l'aveva lei, però poi da queste intercettazioni
  viene  fuori che lei non sapeva nulla di ciò che accadeva  sotto  i
  vostri occhi.
   Avete  nominati  personaggi improbabili, Damiani, Candela,  Costa,
  Bertolaso.  Ancora  qua  nessuno  ha  capito  che  cosa  ha   fatto
  Bertolaso, che cosa c'è venuto a fare. Avete finanziato app che non
  funzionavano,  ve  ne siete fregati di Sicilia  Digitale,  tutti  i
  sistemi digitali e informatici che avete utilizzato durante  questo
  periodo  sono  andati sistematicamente in tilt. E  lei  non  sapeva
  nulla, non sapeva perché succedeva, non succedeva, come mai.
   Allora, io mi domando se tutto questo caos le è passato sotto  gli
  occhi senza che neppure se ne accorgesse, mentre l'Assessorato alla
  sanità era sotto l'egida del suo uomo più fedele, della persona  su
  cui lei avrebbe messo la mano sul fuoco ad occhi chiusi.
   Io  vorrei  capire come può in futuro, in questi mesi che  abbiamo
  davanti,  gestire  la  sanità, la campagna  vaccinale,  l'emergenza
  Covid,  i  ristori  e tutto quello che abbiamo davanti  con  questa
  maggioranza e con questo Governo.
   E allora, questa domanda me la devo fare, perché vede, Presidente,
  i  siciliani sono più preoccupati per quello che li attende che non
  per  quello  che è capitato. C'è paura e c'è sfiducia,  Presidente.
  Avete  creato una totale sfiducia nella politica, nelle istituzioni
  e nella sanità e lei non ha più gli strumenti per andare avanti, la
  gente ha paura e lei non ha più risposte da dargli.
   In  questo  momento  le dimissioni sono un  atto  di  dignità,  di
  consapevolezza e di coerenza. Anche le sue, Presidente Musumeci. La
  invito  veramente  a  riflettere, perché la  serietà  che  dobbiamo
  dimostrare nei prossimi mesi agli imprenditori e ai siciliani e  al
  nostro  corpo sanitario, è veramente tanto e voi non siete  più  in
  grado  di garantirlo, in questi giorni ne avete data piena,  ampia,
  dimostrazione.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.   Presidente,  Governo  e  colleghi,  ho  chiesto   di
  intervenire  per  chiedere scusa, intanto, per  il  mio  intervento
  scomposto poc'anzi, ma, Presidente, io dico le mie, io dico le cose
  che mi spettano

   PRESIDENTE. Assessore Turano

   DI  MAURO.  ..perchè,  vede, in un momento così  complicato,  come
  quello  di  oggi  che  riguarda  la salute  delle  persone  si  può
  discutere,  si  può dibattere, si può andare al di  là  dei  minuti
  consentiti,  come  ha  fatto  l'onorevole  Cracolici,  che  lo   ho
  ascoltato, ovviamente dissentendo sulle cose che lui ha  detto,  ma
  le provocazioni non mi sembrano il caso.
   E,   chiusa  questa  parentesi,  intervengo  per  dire  due  cose,
  Presidente.  Noi  siamo  stati riuniti  in  Commissione   Bilancio
  quindici giorni, è entrata una Finanziaria di 51 articoli, è uscita
  con  161  articoli  e credo che se non sono 101  che  appartengono,
  circa  100  appartengono  alla maggioranza,  comunque  un'ottantina
  appartengono alla maggioranza.
   Cioè,  grazie  ad  un'attività che è  stata  posta  in  essere  in
  Commissione   Bilancio   e, poi, qui,  in  sede  di  Aula,  abbiamo
  approvato una finanziaria - credo la più corposa degli ultimi  anni
  -  col  consenso  del Governo proprio a testimonianza  che  la  sua
  maggioranza ha retto.
   E  se  avessimo concluso i lavori due giorni or sono, se non fosse
  capitato  l'incidente  per  il quale abbiamo  dovuto  sospendere  i
  lavori, noi avremmo potuto portare in porto una finanziaria che era
  scevra  dal condizionamento che c'è stato in queste ultime giornate
  a  causa  della vicenda giudiziaria, sulla quale io ovviamente  non
  sono  in  condizioni di entrare nel merito, non ho letto le  carte,
  non conosco le carte, non faccio attività giudiziaria.
   Faccio  l'attività  di  chi  fa  politica,  di  chi  ha  assistito
  all'impegno  che  ha  assunto questo Governo  essendo  la  Sicilia,
  soprattutto,  una realtà che ha avuto, come regione,  meno  persone
  che  sono  state  colpite dal Covid rispetto al resto  d'Italia.  E
  credo  che  questo Governo qualche merito ce l'abbia  in  ordine  a
  tutte  le cose che ha messo in campo perché così è stato e  così  è
  registrato e se questo Governo ha il risultato - lo diceva poc'anzi
  il  capogruppo di DiventeràBellissima - di essere la prima  regione
  in  Italia  in  termini  di  vaccini,  anche  questo  è  un  grande
  risultato.
   Se   pensiamo   che   la  Germania  l'altro  giorno   ha   sospeso
  l'AstraZeneca,  se  pensiamo  quello che  succede  in  Brasile,  se
  pensiamo  quello  che succede in altre regioni, se pensiamo  quello
  che  è  successo  in  Lombardia a proposito del  Covid,  qui  si  è
  abituati  a  guardare il bicchiere mezzo vuoto perché  è  un  -  mi
  permetto  di dire - un rituale, Presidente, che si ripete  in  ogni
  legislatura,  allorquando succede un incidente giudiziario  ad  uno
  dei  componenti  della  Giunta,  immediatamente  l'opposizione   si
  sveglia  per  chiedere  le  dimissioni  per  mandare  a  casa,  per
  l'occasione, il Governo. Ovviamente, questo non succederà.
   Noi  abbiamo  fatto  - ripeto ancora una volta -  una  finanziaria
  importante e, mi permetto di dire, la questione di natura sanitaria
  questo Governo ha fatto il massimo.
   Io  non  so quali saranno gli esiti della vicenda giudiziaria,  ma
  credo  di poter affermare che errori umani possono essere compiuti,
  che  mai  si  sono  falsificati dati,  che  si  è  messa  in  campo
  un'attività   straordinaria  che  ha  avuto  molto   consenso   nel
  territorio, che - ripeto - le persone vaccinate sono, in termini di
  percentuale,  i  primi  in  Italia e che  importanti  risultati  il
  Governo  ha  raggiunto e che, però, c'è una vicenda giudiziaria  in
  corso  per cui qualcuno, qui stasera, ha già emesso sentenze  dalle
  quali  traggono,  ovviamente, la cosa che  interessa  e  che  è  la
  conclusione politica che il Governo si deve dimettere.
   Presidente  Musumeci,  se  lei accenna  a  dimettersi  guardi  che
  andranno  a  Palazzo D'Orlèans a dirle che non si  deve  dimettere,
  questo è chiaro, Presidente Musumeci.
   E'  un  rituale che si ripete ogni volta, gliel'hanno detto  anche
  qui.  E  va bene, lo sappiamo, lo facevano con Cuffaro, lo facevano
  con Lombardo, poi l'hanno fatto con Crocetta perché aveva paura  di
  dimettersi.
   Allora,  qui  bisogna ristabilire la verità delle cose  e  bisogna
  essere,  soprattutto, sereni ad esaminare le cose. Un  conto  è  la
  vicenda giudiziaria che si terrà in un altro Palazzo e che avrà  il
  suo  corso  e  che dividerà le responsabilità, ma  credo  di  dover
  affermare che né i dirigenti né tanto meno l'assessore o il Governo
  operava  con  una complicità organizzata per mettere  in  atto  una
  strategia  di  nascondere   a  chi?  Se  il  Governo  continuamente
  chiedeva, preoccupato, la zona rossa
   Perché  la  verità, poi, è questa: abbiamo chiesto, attraverso  il
  Governo, diverse volte e se è stata commessa qualche ingenuità  che
  può avere anche risvolti penali - io non lo so, non lo saprò mai se
  ci  saranno  risvolti penali - io credo che l'Aula debba  avere  la
  forza  di  fare silenzio e di accettare l'excursus di questo  fatto
  giudiziario per vedere alla fine, quanto meno, se ci sarà un rinvio
  a giudizio.
   Già qui sin dall'inizio si chiede la testa di chi? Di chi si è già
  dimesso? Di chi già si è assunto le responsabilità vere o non vere?
   Qui  c'è  stato  un esempio di democrazia condotto  dall'Assessore
  Razza  che,  appena  ricevuto il documento da  parte  dell'autorità
  giudiziaria,   dopo  quattro  ore  si  era  già   dimesso   perché,
  ovviamente, aveva necessità di confrontarsi con il Presidente della
  Regione  perché - come tutti sappiamo - il Presidente della Regione
  ha  insistito  perché le dimissioni non fossero prese,   ma  l'uomo
  Razza,  soprattutto  l'uomo di legge,  un  uomo  che  vive  la  sua
  attività professionale della professione di avvocato, resosi  conto
  che  ogni  giorno  che stava qui poteva essere il  bersaglio  delle
  opposizioni, ha deciso di rassegnare le dimissioni, e credo che sia
  questo  un  atto  di  maturità politica  che  meritava  rispetto  e
  apprezzamento  da  parte  di tutti, e aspettare  religiosamente  la
  prosecuzione delle indagini.
    Chiedere  le  dimissioni  è  lo  stesso  modus  operandi  che  le
  opposizioni - io sono qui da diversi anni, Presidente - ogni  volta
  chiedono, e rinvigoriscono quando succede un fatto giudiziario, per
  poi dopo dieci, quindici giorni, dimenticare tutto e continuare.
    Abbiamo,  Presidente,  condotto una  finanziaria  che  è  la  più
  importante  di  questi ultimi anni, a fronte di  una  disponibilità
  finanziaria,  tolta  la manovra dell'articolo 2,  molto  irrisoria.
  Molte  norme sono state inserite e - come dicevo poco  fa  -  anche
  norme  dell'opposizione e abbiamo, credo, condotto  un  lavoro.  Mi
  auguro  che  questo  possa  essere apprezzato,  a  prescindere  dal
  momento politico e giudiziario che viviamo.

    PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

    FIGUCCIA.  Presidente,  Assessori, intanto  lasciatemi  esprimere
  apprezzamento nei confronti dell'uomo Ruggero Razza,  che,  volendo
  che  le  indagini si potessero svolgere in maniera libera,  serena,
  fuori   da  ogni  condizionamento,  ha  fatto  un  atto  di  grande
  generosità.  Lo  ha fatto anzitempo, consegnando  ovviamente  piena
  fiducia,  come tutti noi, alla Magistratura, rispetto  alla  quale,
  Presidente  della Regione, ad oggi l'unica dichiarazione  del  GIP,
  così  come riportata ne  Il Sole 24 Ore  di ieri, fa del Presidente
  della   Regione,  uomo,  che  nelle  dichiarazioni  del   GIP   che
  ovviamente,  dal  quale  tutti noi   uomo  ingannato ,  così  dice,
  riporta  Il Sole 24 Ore  di ieri, riprendendo le parole del GIP.
    Ora, ovviamente nessuno

    PRESIDENTE.  Chiedo  scusa, onorevole Figuccia.  Colleghi,  siete
  quattro  disposti su un'unica fila. Siete pregati di  mettervi  nei
  posti assegnativi.

    FIGUCCIA. Ovviamente, nessuno può anticipare, perché come  diceva
  giustamente  il  collega  prima, nessuno di  noi  può  conoscere  i
  contenuti  delle indagini, e nessuno di noi, almeno certamente  io,
  ha avuto la possibilità di andare a sbirciare o conoscere atti.
    Però,  senza volere davvero entrare nel merito, se quei dati  che
  fanno  riferimento  a  quei  giorni  avessero  avuto  una  reazione
  diversa, invece di dire, così come è stato raccolto,  dividiamoli ,
   spalmiamoli , avesse detto qualcuno  carichiamo tutto  oggi ,  non
  lo so, quale sarebbe stata l'interpretazione?
    Questo   racconta   che   cosa,  Presidente?   Che   una   frase,
  decontestualizzata ed estrapolata, in un contesto di indagini e  di
  intercettazioni, può assumere ovviamente il significato che gli  si
  può  attribuire, soprattutto se la stampa la racconta in maniera  -
  prestandosi,  mi dispiace, alle strumentalizzazioni  -  in  maniera
  così caotica.
    Io  dico  caotica,  ritengo  a ragione,  perché,  Presidente,  io
  stasera  ho  sentito delle parole davvero tristi, per le  quali  ho
  provato persino vergogna.
    Io  ribadisco  la mia solidarietà e apprezzamento  nei  confronti
  dell'uomo  Razza,  rispetto al quale oggi ho  sentito  parole  come
   buon'anima , ho sentito parole rispetto al Presidente addirittura,
  con  riferimento  a  demenza senile . Onorevoli  colleghi,  non  vi
  sembra  che  stiamo esagerando e che, chi ci ascolta, comprende  il
  senso profondo del desiderio di una strumentalizzazione pura?
   Devo dirvi la verità, in giro la gente dice esattamente questo,  a
  me  in  giro  la  gente dice  ma questa storia così  come  è  stata
  raccontata non mi torna .
   Vedete,  per  ogni cosa c'è un tempo. Io invece, Presidente  della
  Regione,   onorevole  Musumeci,  la  voglio  ringraziare   per   la
  prontezza, l'immediatezza con la quale lei ha deciso di mettere  la
  faccia subito in questo dibattito.
   Così  come l'Assessore Razza, con quel passo indietro, ha  evitato
  di  far  scivolare tutto in un contenitore mediatico dove tutto  si
  poteva  dire  e  raccontare e lei, alla stessa maniera,  Presidente
  Musumeci, mettendoci la faccia e venendo subito in quest'Aula credo
  che stia stoppando le facili strumentalizzazioni.
   Penso  che  la  dimensione  etica  anche  nel  dibattito  dovrebbe
  prevalere. L'invito a tutti i componenti di questo Parlamento è che
  così possa essere anche in una giornata così difficile.
   Presidente   della   Regione,   oggi   avrei   potuto   avere   un
  atteggiamento  critico nei confronti della finanziaria  che  ci  ha
  visti  - talvolta - troppo aperti all'opposizione che era lì, messa
  a  mettere  emendamenti su emendamenti. Presidente  della  Regione,
  perfino   potevo   essere  critico  verso  il   suo   atteggiamento
  chiusurista.  Lei  ha  fatto  delle  dichiarazioni,  ha  creato  le
  condizioni  perché  quando eravamo in zona  arancione,  con  questo
  atteggiamento chiusurista, si finisse in zona rossa.
   Tutto   le   si   può  rimproverare,  Presidente,  di   avere   un
  atteggiamento  severo,  di  avere un  atteggiamento  di  chi  vuole
  tutelare   a  tutti  i  costi  il  bene  vita,  ma  oggettivamente,
  Presidente  della  Regione, questa accusa sul  piano  politico  non
  regge.
   Io  che  mi sento un uomo libero, di giudicare al netto di  quello
  che  farà  correttamente  la Magistratura  nella  quale  tutti  noi
  abbiamo  assolutamente  fiducia, mi sono fatta  una  mia  personale
  opinione. Credo che la stessa personale opinione che si sono  fatti
  tanti siciliani. Ma poi, sa com'è? Il tempo è galantuomo e discerne
  tutto,  perfino fra falchi e aquile che volano liberi nei  cieli  e
  iene e sciacalli che vogliono continuare a sguazzare nella palude.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Pasqua.  Ne  ha
  facoltà.
   Vi  chiedo  di  rispettare  i  tempi  perché  ci  sono  tantissimi
  interventi che dobbiamo accogliere, però l'ora è anche tarda.

   PASQUA.  Presidente, cercherò di essere il più  rapido  possibile,
  innanzitutto rassicurando il Vicepresidente Di Mauro che qualora il
  Presidente dovesse rassegnare le dimissioni non andremo sicuramente
  a fermarlo lì, a Palazzo d'Orleans.
   Detto   questo,  devo  intervenire  perché  non  voglio  fare   un
  intervento  che  abbia  dei  risvolti  giudiziari  eccetera;  però,
  l'azione  giudiziaria portata avanti dalla Procura  di  Trapani  ha
  messo  in  evidenza  una  cosa importante  che  quest'Aula,  questi
  deputati e i siciliani hanno ricevuto una serie infinita di  bugie.
  Ed  è  un fatto  E' un fatto  Abbiamo sentito bugie su bugie  Bugie
  che  ci venivano dette in Commissione  Salute  quando chiedevamo  i
  dati  del  Covid che o non ci venivano dati o ci venivano dati  dei
  numeri che non riportavano a nulla.
   Erano  quelli  che potevamo recuperare online come  tutti  quanti,
  eppure noi chiedevamo molto di più. Chiedevamo dati più attenti per
  permetterci di svolgere il nostro compito.
   Bugie  su bugie. Ma queste bugie a cosa servivano? Servivano  solo
  allo  scopo di sembrare, sembrare, capaci, migliori. Sembrare   Una
  bugia detta per prendersi al petto una medaglietta di plastica. Una
  medaglietta di plastica che mostra che cosa? Che cosa mostra questa
  medaglietta di plastica senza valore? Che siamo i più bravi.  Siamo
  stati bravissimi e siamo bravi. No, mi dispiace
   In psicologia le bugie sono interpretate in un'altra maniera, sono
  intese  come   si  dice  una bugia per non  dimostrare  la  propria
  incapacità, la propria inadeguatezza. Questo è una bugia. E  quelle
  bugie  che hanno dovuto subire i siciliani e le cui conseguenze  le
  hanno  dovute  pagare  anche quegli operatori  sanitari  che  negli
  ospedali hanno lottato contro il Covid, contro i siciliani  che  ne
  hanno sofferto e ne hanno patito le conseguenze.
   Le bugie. Guardate che sono proprio le bugie a rendervi inadeguati
  a  gestire  la  sanità in Sicilia. Non ne siete capaci,  perché  lo
  dimostrate  voi  stessi con queste menzogne.  E  per  dimostrarvelo
  prendo  a  prestito  le  parole di Aristotele:   la  punizione  dei
  bugiardi è non essere creduti anche quando dicono la verità .
   Bene,  signor Presidente della Regione, lei ha preso l'interim  di
  questo  dicastero, di questa delega dell'Assessorato della  salute,
  ma  da  domani, anzi già da quarantottore tutto ciò che direte  sul
  tema sanità, sui numeri del Covid, su qualunque cosa che cercherete
  di  portare avanti non sarete credibili. Non sarete credibili. E in
  politica,  nel  suo  ruolo,  signor Presidente  della  Regione,  la
  credibilità è tutto.
   I  siciliani vogliono una guida credibile alla guida della sanità.
  Non  siete  stati  e  non  siete in  grado  di  gestire  la  sanità
  siciliana. Ne prenda atto, signor Presidente della Regione, che non
  ha  più  la  fiducia dei siciliani e non ha neanche la  fiducia  di
  parte  della  sua maggioranza. Ne prenda atto. È emerso  in  questi
  ultimi  giorni di trattazione di legge di bilancio e  di  legge  di
  stabilità. Ne prenda atto, signor Presidente della Regione.
   Non  prolunghi ulteriormente la lunga agonia che stanno subendo  i
  siciliani  perché lei non saprà come andare avanti non essendo  più
  credibile.  Ne  prenda atto e faccia l'unica cosa  sensata,  signor
  Presidente  della Regione, rassegni le sue dimissioni. I  siciliani
  meritano ben altro che le bugie.

   PRESIDENTE.  È  iscritta a parlare l'onorevole  Lo  Curto.  Ne  ha
  facoltà.

   LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
  della  Regione ho detto più volte nel corso di questo  ultimo  anno
  nel quale ci siamo imbattuti nella pandemia che questa è la crisi e
  l'emergenza  sanitaria  più grave che ha  colpito  l'umanità  e  ha
  colpito anche il nostro Paese negli ultimi cento anni. E, di fronte
  a  questa  drammaticità, è chiaro che tutti i sistemi  sanitari  di
  tutti  i  Paesi  sono  stati  posti  sotto  stress,  nessuno  aveva
  calibrato le proprie azione e le proprie intenzioni di fronte ad un
  mostro sconosciuto come questo Covid.
   Eppure la Sicilia è stata meta, al contrario, di turismo, se  così
  lo  possiamo  chiamare, sanitario. Il nostro sistema  sanitario  ha
  retto. Nessuno dei pazienti ammalati di Covid è stato abbandonato a
  se  stesso.  È  stato  messo in campo tutto un  meccanismo  che  ha
  permesso che le cure venissero date, da quelle domiciliari a quelle
  nelle  terapie  intensive. Nessuno è rimasto da solo ad  affrontare
  questa emergenza.
   E  in  questa emergenza tante volte mi sono espressa nel dire che,
  seppure  avremmo potuto criticare il Governo nazionale  per  scelte
  che  abbiamo dovuto subire, soprattutto nella prima fase quando  un
  lockdown  che  non aveva senso in Sicilia è stato pure  subìto,  lo
  abbiamo  accettato, abbiamo accettato la scelta senza colpo  ferire
  pensando  che  le  istituzioni  dovevano  insieme  andare   avanti,
  collaborare,  il  senso  di responsabilità era  quello  che  doveva
  prevalere.
   Questo  dibattito, Presidente, non è tra coloro che  si  scontrano
  perché  ci sono due civiltà differenti, da un lato i giustizialisti
  e dall'altro lato i garantisti. No, signor Presidente, questo non è
  un dibattito tra due modelli culturali, tra due approcci politici a
  problemi importanti e gravi come quelli che stanno emergendo.
   Quest'Aula è stata trasformata, signor Presidente, qualcuno lo  ha
  detto prima di me in modo diverso, io lo voglio dire come lo sento,
  con il mio linguaggio, con la chiarezza con la quale sempre dico in
  assoluta  libertà  ciò  che penso. Non mi sento  in  una  Aula  del
  Parlamento, mi sento per le urla, per gli ululati, per il ringhiare
  feroce, con cui questa problematica che oggi è stata non affrontata
  -  e su questo poi intervengo un secondo - ma per il modo in cui  è
  stato accredito, non l'avversario politico, ma il nemico, il nemico
  da  sbranare. Qui non un dialogo serrato, un confronto  dialettico,
  una  richiesta con il sangue e gli occhi di chiarimenti rispetto  a
  quello che sarà la sanità, perché è quello che è stato in fondo, al
  di  là e al netto delle inchieste sulle quali noi non dovremmo dire
  parola.
   Ho  sentito  dire  in  uno dei primi interventi  che  i  morti  si
  sarebbero  potuti  evitare  in Sicilia.  Vorrei  sapere  con  quale
  scientifico  e  oggettivo  sistema di rilevamento  di  questo  dato
  sarebbe stato possibile evitare o quale correlazione.

                     (Intervento fuori microfono)

   Onorevole,  ho sentito urlare; adesso io devo avere il diritto  di
  essere ascoltata  Non sto urlando.

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, si rivolga alla Presidenza.

   LO CURTO. Certo, certo ma c'è qualcuno che disturba.
   Detto  questo,  signor  Presidente, io avrei  voluto  sinceramente
  appassionarmi  al  dibattito  per  comprendere  come  meglio  tutti
  insieme  possiamo tutelare la salute dei cittadini,  istituzioni  e
  soprattutto  quelli  che sono in prima linea,  operatori  sanitari,
  infermieri,  medici,  tutti quelli che stanno  affrontando  insieme
  agli  ammalati  il Covid. Avrei voluto sentire questo ragionamento.
  Ma qui, signor Presidente, nulla di politicamente rilevabile, nulla
  di  seriamente interessato a comprendere quale sarà la sorte  della
  sanità  in  Sicilia, semplicemente un atto di accusa  inappellabile
  contro  il  nostro Governo, contro il Presidente, perché Razza  non
  c'è  più.  Razza si è dimesso e ha fatto bene, secondo me,  proprio
  per  rendere  possibile una migliore e più serena vita  al  Governo
  senza  che si appesantisse con ombre che non incidono e non  devono
  incidere sull'operato del nostro Presidente, in questo caso.
   Allora  i,  nel riconfermare la stima politica dell'UDC a sostegno
  del Presidente Musumeci e della sua irreprensibile azione morale...

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, la prego di concludere.

   LO  CURTO.  Presidente, si dice anche nelle  intercettazioni,  no?
  Nelle  intercettazioni,  nelle pagine  dei  giornali  lo  dicono  i
  magistrati.  Se  vero fosse quello che si scrive sui  giornali,  il
  Presidente insieme a tutti noi, insieme a tutti i siciliani sarebbe
  la prima parte lesa in questa vicenda.
   Allora,  questi giudizi sommari che oggi sono stati  espressi  che
  non  sono  solo giudizi politici, sono giudizi veramente perpetrati
  con  l'atteggiamento  del killer che chirurgicamente  seleziona  il
  proprio  obiettivo. E  il proprio obiettivo è politico, non  avendo
  mai  sentito in quest'Aula e neanche fuori da questa Aula  qualcuno
  che  parlasse e dicesse e intervenisse sulle inchieste che  saltano
  all'occhio...

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, deve concludere.

   PRESIDENTE.   Che  saltano  all'occhio  di  tutti  sulla   vicenda
  Montante.  Oggi  questa  strumentalizzazione  drammatica  e   l'uso
  strumentale di queste vicende è la sanità.

   PRESIDENTE. Deve concludere.

   LO  CURTO.  Ho concluso. Sono l'espressione che la politica  è  la
  grande  assente perché è la politica che deve riuscire a  governare
  e, in questo caso, la credibilità ormai minacciata

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, deve concludere.

   LO  CURTO.  Ho  chiuso.  Chiudo. Chiudo. Se posso  concludere   La
  politica  di  chi  è stato al Governo, nel centro  sinistra  sia  a
  livello regionale, sia a livello nazionale

   PRESIDENTE.  Onorevole Lo Curto, non mi costringa a  staccarle  il
  microfono. Deve concludere.

   LO CURTO. Se non m'interrompe ho già concluso.

   PRESIDENTE. Lei ha avuto già due minuti di tempo in più, non posso
  fare  diversamente che dirle di concludere e significa  concludere,
  non proseguire.

   LO  CURTO.  E  ho  concluso, Presidente. Ho concluso  dicendo  che
  questa   credibilità   minata  non  sarà  così   che   la   potrete
  riconquistare.

   PRESIDENTE. Grazie.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Grazie,  Presidente. Oggi  abbiamo  assistito  tutti  al
  festival  dell'ipocrisia perché coloro che  si  sono  succeduti  in
  questo scranno hanno esordito dicendo:  la vicenda giudiziaria farà
  il  suo corso ; però, guarda caso, poi estrapolano a piacimento  da
  quella  vicenda giudiziaria di cui ancora non conosciamo nulla,  se
  non  i  contorni  apparsi nel solito processo mediatico  che  ormai
  caratterizza  l'Italia di questi giorni ed è una vergogna  mondiale
  perché  i  processi  si fanno in tribunale, non  si  fanno  né  nei
  giornali, né nelle aule parlamentari, utilizzano elementi tratti  a
  piacimento  da  quel poco che si sa di questa indagine  giudiziaria
  riportando frasi estrapolate, frasi collegate con altre  che  nulla
  c'entrano  a fini biecamente politici, dicendo da questo fatto  che
  dovrebbe essere solo giudiziario, noi traiamo una condanna politica
  ad  un  Assessore  per la sanità che, secondo  me,  senza  tema  di
  smentita è stato il migliore assessore per la sanità che da decenni
  questa  Regione  ha  avuto  e  al quale  va  tutta  la  mia  piena,
  incondizionata  solidarietà perché sulle sue spalle, apparentemente
  fragili,  si è scatenato il peso di una pandemia enorme e  mondiale
  ed  ha saputo fronteggiarla assieme al presidente Musumeci, assieme
  al Governo, assieme a tutte le strutture sanitarie, ai medici, agli
  infermieri di quest'Isola, in maniera assolutamente encomiabile.
   Rapporto contagiati-decessi-numero di abitanti della Sicilia è fra
  i  migliori in assoluto in Italia, lo è stato nella prima  fase,  è
  rimasto così anche nella seconda fase.
   Vaccinazioni. Abbiamo ricevuto i complimenti, non io, il  Governo,
  l'azione del Governo, dal generale Figliuolo, credo sabato  scorso.
  Ieri  sera, per chi ha avuto la ventura di ascoltare Porta a Porta,
  il   presidente  Musumeci  è  stato  pubblicamente   elogiato   dal
  governatore  De Luca che credo abbia la vostra tessera di  partito,
  non  quella  di  DiventeràBellissima  o  di  Forza  Italia,  e  dal
  governatore  Zaia.  Tutti  coloro  che  hanno  avuto   maniera   di
  confrontarsi  con  l'assessore Razza e col presidente  Musumeci  su
  questa  triste  vicenda hanno solo elogiato  l'azione  del  Governo
  siciliano.
   Ma  io  potrei dirvi che cosa? Che il 16 agosto la regione  Emilia
  Romagna   comunica  154  decessi  che  erano  stati  omessi   nella
  comunicazione dall'Asl di Parma risalenti ai mesi di marzo,  aprile
  e  maggio?  O  tutti  gli altri casi simili avvenuti  in  tutte  le
  Regioni  d'Italia? Non lo faccio, anche perché quei dati non  hanno
  alcuna  influenza, quei dati dei decessi non hanno alcuna influenza
  sul  cambio  dei  colori, cioè non capite che è tutto  fondato  sul
  nulla  ed  io mi sono arrabbiato con l'assessore Razza  perché  non
  doveva dimettersi e, caro Presidente, gliel'ho detto in privato  ma
  lo  dico  anche  in  pubblico, non doveva accettare  le  dimissioni
  perché  l'assessore  Razza non ha nulla di cui rimproverarsi.  Come
  questo Governo non ha nulla di cui rimproverarsi.
   Però,  fatemi  finire, Presidente mi perdoni,  ma  trenta  secondi
  glieli  devo  rubare.  In questa finanziaria sono  stato  veramente
  rattristato da alcuni comportamenti perché, cari colleghi, la lotta
  politica è una cosa e chi mi conosce sa che non lesinavo al governo
  Crocetta ed a quant'altro e quando qualcosa non mi convince non  lo
  lesino,  cerco  di  non  lesinarlo nemmeno a  mio  fratello,  Nello
  Musumeci, ma una cosa è la critica politica, una cosa è additare al
  pubblico ludibrio il comportamento dei deputati.
   Vi  faccio un esempio per tutti. E' stato vergognoso. La votazione
  sull'adeguamento dello stipendio del portavoce a quello delle altre
  Regioni  d'Italia.  Avete dato una notizia in parte  falsa,  perché
  parlate  di  cifre che non corrispondono alla realtà, senza  sapere
  come  il  Governo intenderà applicare quella norma e poi,  voi  che
  siete  subdolamente i maestri del voto segreto e col  voto  segreto
  forse  quella norma sarebbe stata forzata e voi lo sapevate, invece
  avete  chiesto il voto nominale e poi avete fatto le foto  e  avete
  detto:  Assenza,  Figuccia, Compagnone, Savarino hanno  votato  per
  questa  vergogna, trasmettendola in tutti i social, in  un  momento
  come  questo,  come  se noi singolarmente fossimo  responsabili  di
  chissà  cosa. O quando si parla così, qualche amico che  viene  sul
  podio  e addita altri membri del Parlamento, come ha fatto qualcuno
  in  questi  dibattiti personalmente, ma non capisce che  scherziamo
  col fuoco?

   PRESIDENTE. Onorevole Assenza

   ASSENZA. Caro Presidente, ho finito.

   PRESIDENTE. Manteniamoci sul tema e deve concludere.

   ASSENZA. Ho finito, ho finito. Ma credo che anche questo sia tema,
  sia  tema  importante.  E quindi veramente riacquistiamo,  dobbiamo
  veramente  essere  rappresentanti del  popolo,  nell'interesse  del
  popolo,  non nemico contro nemico, perché questo non porta a  nulla
  perché, poi, quando la notte si fa nera state tranquilli che non ci
  sono  i  buoni o i cattivi, siamo tutti rappresentanti della  casta
  odiosa.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa che so  avere
  il dono della sintesi. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Grazie Presidente, intervengo in questo dibattito  perché
  l'altra  sera,  praticamente, in un momento particolare  dell'Aula,
  sono  intervenuto  per richiamare l'attenzione sugli  atteggiamenti
  che  ognuno  di  noi,  in modo responsabile ed  intelligente,  deve
  assumere  quando  si sta in Aula e noto un continuo  deterioramento
  degli atteggiamenti tra colleghi. Non c'è, è saltata l'etica. Io da
  un  po'  di anni vivo questa esperienza, ma non ho mai visto questi
  atteggiamenti   scabrosi,   brutti,   violenti   e   fuori   luogo.
  Dall'opposizione  mi  posso  aspettare un'altra  cosa,  quello  che
  stanno facendo è il proprio ruolo. C'è chi lo fa in modo elegante e
  intelligente, c'è chi lo fa in modo maleducato e non  è  bene  fare
  questa  cosa,  perché poi su questa storia del virus, insomma,  c'è
  l'Italia, c'è il mondo che è caduto.
   Io  in  televisione ho ascoltato famosissimi virologi che dicevano
   non  c'è  bisogno della maschera . Il giorno dopo ne ascoltavi  un
  altro  no, è solo una semplice influenza , e la gente moriva. Ma, o
  si capisce che stiamo affrontando un problema talmente pesante.
   Io sfido chiunque, tutte le Regioni italiane sono state colpite  e
  non  ho visto un Presidente, ad eccezione di alcuno, trovare la via
  giusta.
   Ho  apprezzato e faccio una separazione bella, netta, pratica.  E'
  sorto un problema? Bene, l'assessore Razza si è dimesso e davanti a
  questa  scelta penso che nessuno possa alzare un dito per accusare,
  per  dire tante cose strane, brutte. Stasera io ho ascoltato parole
  brutte in questo Parlamento e voglio prendere le distanze da questo
  atteggiamento che fa proprio schifo  Fa e provo già disagio a  dire
  questa  parola perché non ho mai ascoltato queste cose.  E'  chiaro
  che  se  in  un rapporto di contrapposizione politica ho  ascoltato
  poche   parole   positive,  nessuno  parla  di  aumentare   la   di
  vaccinazione, nessuno parla di costruire insieme.
   Mattarella  ha  dato  un segnale importante a tutta  l'Italia,  ha
  fatto  condividere un percorso di nuova Italia insieme  a  tutti  i
  partiti,  io  mi aspetto che in questa circostanza ci debba  essere
  solidarietà, altro che accanimento contro l'uomo e gli uomini.
   Siccome penso che se continuiamo così poi toccheremo veramente  il
  fondo,  spero  che in quest'Aula il Presidente possa  riordinare  e
  riorganizzare gli atteggiamenti perché non sono più disponibile  ad
  ascoltare  e  a subire attacchi di un certo tipo perché  denuncerò,
  minuto  per minuto, quello che accadrà in quest'Aula e penso  anche
  di  potermelo permettere perché sono eletto del popolo e non ho mai
  mancato  di  rispetto a nessuno, né qui dentro e né  fuori,  perché
  nella  vita c'è una cosa chiamata stile e ognuno di noi è portatore
  del suo stile. Gradirei che per la mia provincia lo stile che passa
  è quello dell'eleganza, della sobrietà e non dell'accanimento che è
  fuori luogo in un momento come questo.
    Io la ringrazio Presidente. Presidente Musumeci, quando sento che
  lei  si  deve dimettere, penso che è giusto che le chiedano questo,
  ma  le  chiedo di continuare così come ha fatto fino a oggi.  Anche
  oggi   abbiamo   fatto  una  finanziaria  importante   con   grande
  difficoltà, con grande contrapposizione ma, alla fine,  esce  fuori
  una  finanziaria anche solidale che pensa alla gente che  ha  avuto
  solo  30  giorni  di  rapporto di lavoro, ma se allarghiamo  questo
  spettro,  abbiamo cercato di raccogliere tutto e tutti  rispetto  a
  quello che abbiamo, rispetto ai fondi che abbiamo. E' chiaro che in
  cuor  mio,  in  cuor  suo, nel cuore di tutti penso  che  ci  possa
  passare  il sentimento dell'aiutare. Ma a chi vuoi negare  oggi  un
  aiuto, a chi?
     Oggi noi abbiamo fatto una grande prova di democrazia e di aiuto
  e  di  sostegno  alla nostra Terra, caro Presidente,  per  cui  per
  quanto mi riguarda oltre a dare la mia solidarietà a Ruggero Razza,
  che  riconosco  un ragazzo in gambe e brillante,  le  dico  andiamo
  avanti insieme, insieme.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.  A  seguire,  gli onorevoli  Tancredi,  La  Rocca  Ruvolo,
  Catalfamo, Savarino, Bulla.

   SCHILLACI.  Grazie, Presidente, Assessori e colleghi deputati,  ma
  soprattutto  cittadini  da casa. Presidente Musumeci,  esprimo  una
  profonda  delusione, dapprima come cittadina, ancor  prima  che  da
  deputata, perché veda lei è il Presidente di tutti i cittadini,  ed
  io  qui  oggi,  così  come  credo  tutti  i  cittadini  da  lei  si
  aspettavano  una  relazione  dettagliata  su  cosa  questo  Governo
  regionale e soprattutto il Commissario dell'Emergenza vorrà

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Colleghi,  vi  prego di  seguire  l'intervento  della
  collega in maniera rispettosa concedendole di parlare con il dovuto
  silenzio. Grazie.

   SCHILLACI.  Grazie, Presidente. Dicevo che mi sarei aspettata  una
  relazione da parte del Presidente su cosa il Presidente, in qualità
  di  Commissario  dell'Emergenza Covid intende fare per  i  prossimi
  mesi.  Questo  non è avvenuto e sono profondamente  delusa  perché,
  veda   Presidente,  noi  da  deputati  abbiamo  presentato  diverse
  interrogazioni  e  non  le  presentiamo per  capriccio,  dietro  le
  interrogazioni  ci sono bisogni, ci sono disagi  e  soprattutto  ci
  sono segnalazioni ben precise da parte dei cittadini.
   Il   punto  non  è  raggiungere  il  guinnes  del  primato   delle
  vaccinazioni,  il  punto  è  come si raggiunge  questo  primato  e,
  quindi,  mi  riferisco  ai  tanti disagi  che  abbiamo  causati  ai
  cittadini,  più fragili tra l'altro all'hub di Palermo, alla  Fiera
  del  Mediterraneo, con ore e ore di code con assembramenti, davvero
  lì  c'era  la  possibilità di prendere il Covid. E quindi,  abbiamo
  creato dei disagi a persone fragili.
   Ecco, lei all'inizio di questo lungo dibattito ha detto che voleva
  ascoltare noi deputati, ecco, Presidente, io una richiesta ce  l'ho
  da  fare e si parla di dati: le chiedo di liberare i dati, di  fare
  un grande investimento sugli Open Data che rappresentano, oltre che
  una bella battaglia di civiltà, un potente strumento per combattere
  anche  la  pandemia  ed è al centro del dibattito  anche  nazionale
  questo sugli Open Data.
   Varie  Commissioni hanno creato, addirittura, una campagna,  il  6
  novembre  è stata aperta a livello nazionale la campagna  sui  dati
  bene   comune  dove  centosessanta  organizzazioni,  rappresentanze
  politiche   trasversali  hanno  capito,  finalmente,   quanto   sia
  veramente  strategico investire sui dati, i dati che devono  essere
  accessibili  a  tutti, devono essere accessibili alle  associazioni
  del terzo settore, ai ricercatori e devono essere accessibili anche
  ai liberi cittadini.
   Ecco  perché  le  chiedo  di  apprezzare  un  ordine  del  giorno,
  Presidente,  dove  chiedo  un  impegno  preciso  a  questo  Governo
  regionale,  che  si investa da questo momento in  Open  Data  e  le
  voglio suggerire che ci sono diverse organizzazioni, tra cui una in
  particolare, anzi due l'On Data e Open data Sicilia che le avevano,
  addirittura,  a  marzo dell'anno scorso, offerto  gratuitamente  il
  loro supporto per la gestione dei dati.
   Veda, Presidente, le soluzioni ci possono essere e, quindi, chiedo
  a  tutta  l'Aula  di  apprezzare quest'ordine  del  giorno  e  dare
  finalmente   una   svolta   a  questo  Governo   ma,   soprattutto,
  all'emergenza Covid. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie collega, lo depositi, io stessa apporrò la  mia
  firma.
   È iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha facoltà.

   TANCREDI. Grazie Vostro Onore, Presidente, colleghi. No,  mi  sono
  quasi sbagliato perché dal tono di tanti interventi pensavo fossimo
  in  un  tribunale e, quindi, uno viene portato subito  a  porsi  in
  quella maniera.
   Io,   preliminarmente,  voglio  rivolgere,  come  dire,   la   mia
  solidarietà  all'uomo Ruggero Razza perché la politica pubblica  ha
  degli aspetti, ma poi c'è anche l'aspetto personale e mi pregio  di
  poter  dire  di  essere amico di Ruggero Razza e di  averne  potuto
  apprezzare  l'enorme impegno in questi anni, anche a rischio  della
  propria  salute, per certi versi, con i ritmi spaventosi che  hanno
  dovuto tenere in quest'ultimo anno. E credo che questo, al netto di
  quella  che  sarà la questione giudiziaria che avrà il  suo  corso,
  fosse  doveroso  dirlo  e  che sia necessario  che  tutti  sappiano
  l'impegno  dell'uomo  che,  ripeto, a parer  mio,  a  parte  questi
  aspetti  paradossali per come li ho potuti leggere, ha  sicuramente
  cercato di dare il massimo.
   È  chiaro  che quando si lavora non si è esenti da errori.  A  tal
  proposito, è paradossale quello che ascolto perché se l'attacco che
  arriva  a  un presunto errore, dolo, quello che sia, mi chiedo:  ma
  noi  viviamo  in  una  Nazione che non aveva  un  piano  pandemico,
  l'hanno  fatto adesso, era vecchio del 2006, eppure governi  se  ne
  sono  succeduti  tanti. Poi, analizzo i dati  generali,  credo  che
  l'Italia  sia  la  Nazione con l'incidenza più alta  di  mortalità,
  credo  che  siamo, in questo momento, la Nazione di questo  pianeta
  che  ha  chiuso  più  volte le proprie Regioni,  creando  un  danno
  economico spaventoso.
   E'  notizia  di  oggi  che  il ministro Speranza  è  contento  che
  rimarremo  zona  rossa  fino  a fine  aprile  quando  nella  stessa
  giornata   la  Corte  costituzionale  austriaca  mette  in   dubbio
  l'attendibilità  dei tamponi e il Belgio punta  a  riaprire  tutto.
  Contestualmente  4  stati americani stanno aprendo  tutto  e  hanno
  visto calare i contagi in maniera drastica.
   Questo  per  dire cosa? Che non c'era il manuale della pandemia  e
  sicuramente nessuno era pronto a gestire una situazione  totalmente
  nuova  e,  quindi, se errori ci sono stati, sarà la Magistratura  a
  dirlo, di sicuro non è mancato l'impegno.
   Poi,   si   parla  di  senso  di  responsabilità.  Sì,  è   giusto
  l'opposizione  fa  il suo lavoro ma, siccome ho la  possibilità  di
  parlare  in  maniera,  come  dire, totalmente  libera,  totalmente,
  rabbrividisco all'idea di sei mesi di campagna elettorale in questo
  momento  visto che non abbiamo alcun riferimento su come andrà  nei
  prossimi   mesi.   E,  quindi,  nel  caso  il  Presidente   volesse
  dimettersi,  rabbrividisco all'idea di essere gestito  da  chi  sta
  gestendo   a  livello  nazionale  quest'emergenza,  lo   dico   con
  sincerità.
   E  poi  chi  dovrebbe venire a commissariare questo Regione?  Quel
  generale  Figliuolo  che  è  arrivato  in  Sicilia  e  ha  fatto  i
  complimenti? E' paradossale  E' veramente paradossale
   Quindi,  oggi,  sono molto sorpreso del tono che ha tenuto  l'Aula
  perché  mi  sarei aspettato che, nel momento in cui  il  Presidente
  assume  un  onore ulteriore, ci fosse un dialogo costruttivo  e  si
  puntasse a cercare di dare risposte ai siciliani che sicuramente in
  questo  momento,  per  le  notizie che arrivano,  sono  sicuramente
  disorientati.
   E  a  tal  proposito, Presidente, la sollecito  su  una  questione
  perché  l'assessore Razza aveva avuto da parte del  nostro  Gruppo,
  sulla  base  di  un ordine del giorno d'avviare il percorso  per  i
  protocolli  domiciliari.  So  per  cento,  perché  ho  sentito  una
  telefonata  diretta,  che  aveva  contattato  il  suo  collega  del
  Piemonte,  che ha avviato i protocolli, e siccome credo  che  possa
  essere  molto  importante per salvare la vita  di  molti  cittadini
  siciliani,  potrebbe essere un percorso da continuare con  forza  e
  spero  che sia utile per mettere in sicurezza la Regione  ancor  di
  più di quanto non lo sia stata.
   Spero  veramente che si possa andare oltre e spero  veramente  che
  tutti  i  protagonisti di questa vicenda possano uscire in  maniera
  chiara, trasparente e senza alcuno strascico giudiziario. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Tancredi. E'  iscritta  a  parlare
  l'onorevole La Rocca Ruvolo. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA  RUVOLO. Grazie, Presidente. Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi, è uno dei momenti più difficili dove  prendere
  la  parola  non è una cosa facile, dove fuori i cittadini,  confusi
  quanto  noi,  stanno  attendendo che sia  fatta  chiarezza  su  una
  vicenda che è piombata a ciel sereno, credo, in ognuna delle nostre
  vite, per motivi diversi.
   Solidarietà all'uomo Razza, a quello che è stato per  tre  anni  e
  mezzo l'Assessore per la salute di questa Regione, che ha dato e ha
  fatto  tantissimo. Oggi, ce ne siamo dimenticati e stiamo trattando
  questa  pandemia come se fosse una cosa normalissima,  lo  dico  in
  termini di approccio alla patologia, lo dico in termini di risposte
  che si possono dare e lo dico anche in termini personali.
   I morti, i 4.500 morti della nostra Regione chiedono rispetto, non
  queste  urla e questo vociare sconsiderato di una politica  che  ha
  sempre  e  solo l'obiettivo di lavorare a scombinare le  carte,  ad
  ammazzare  gli altri, la gente non ne può più, non ne  può  più  di
  vedere questi balletti che riusciamo a fare.
   Quello  di  oggi poteva essere un confronto sereno su  quanto  sta
  avvenendo;  la  Magistratura farà il  suo  corso,  seguirà  i  suoi
  percorsi, analizzerà le carte e farà altro.
   Noi  siamo chiamati a fare altro ancora, a dare a questi cittadini
  siciliani quella serenità che meritano, in un momento in  cui  ogni
  famiglia, in maniera diversa, è stata colpita da una patologia  che
  nessuno riesce ancora a capire come trattare.
   Prima  il  collega  Tancredi parlava del  piano  pandemico.  Anche
  quello  è  stato  falsificato  nella nostra  Nazione  o  meglio  si
  chiedeva di falsificarlo e non è stato fatto.
   Anche a livello nazionale abbiamo visto la scarsa adeguatezza  che
  c'è  stata  nell'affrontare la pandemia. Centoventimila morti  deve
  dare l'idea del rispetto e del silenzio.
   Chi  parla  ha vissuto il Covid nella propria famiglia. Non  potrò
  scordare  quando  mio  marito, dall'ospedale, dal  Policlinico  Tor
  Vergata, alle 03.40 di un lunedì mi ha chiamata di notte per  dire:
   forse  non  ti  potrò più sentire perché sto  andando  in  terapia
  intensiva , con le mie figlie con febbre alta a casa a Roma  ed  io
  da sola in Sicilia.
   Questa  pandemia merita quel rispetto che quest'Aula non ha saputo
  dare perché sa fare solo una politica da urlo. Urlare non risolve i
  problemi dei nostri concittadini.
   Sicuramente dagli stralci di quelle telefonate, e non dalle parole
  dell'assessore  Razza, che non ho visto assolutamente  né  volgare,
  saranno  altri  a  dirlo,  ma  sicuramente  c'è  qualcosa  che  non
  funziona, che non ha funzionato, c'è
   L'idea  che  si ha è un'idea di confusione, quella confusione  nel
  disallineamento dei dati che già erano emersi a maggio.
   Ho  voluto  prendere, qui, la relazione che l'onorevole Cracolici,
  responsabile  della  sotto commissione che  è  stata  istituita  in
  Commissione   Sanità' a maggio, ha dato ed ha fatto a  conclusione,
  ad agosto, delle audizioni che sono state fatte.
   In  quella sede - e qui lo dico ora al presidente Musumeci, il cui
  senso  istituzionale è noto - ho conosciuto, e con me  molti  altri
  qua  dentro,  l'onorevole  Musumeci nella  legislatura  passata  da
  Presidente della Commissione  Antimafia', ognuno di noi lo ha visto
  all'opera  per  cinque anni e lo ha visto all'opera in  questi  tre
  anni  e  mezzo  -  oggi a lei, Presidente, a lei  Assesore  per  la
  salute, è chiesto questo rasserenare gli animi dei siciliani con  i
  dati alla mano. Io sono certa che lei questo lo farà.
   E  concludo  dicendo  che,  nella relazione  fatta  dall'onorevole
  Cracolici,  venivano  fatte delle premesse. L'assessore  Razza,  in
  quella  sede, ha detto che lo scostamento era di circa  un  10  per
  cento e spiegava anche i motivi.
   Poi,  a conclusione, si dice:  si ritiene, altresì, per il futuro,
  in  caso  di  una ripresa epidemiologica, necessario  prevedere  un
  maggiore  e più rigoroso coordinamento delle procedure di  raccolta
  dei dati da incardinare nel Dipartimento competente .
   Ecco, oggi, secondo me, serve un rigoroso coordinamento per capire
  quali sono, non quali sono stati perché lo verificheranno altri ma,
  da questo momento in poi, qual è la fotografia della nostra Regione
  in  termini  di  tamponi, fatti o non fatti, di  contagi,  reali  o
  presunti, di vittime, se ce ne sono, speriamo non più.
   Questi sono gli elementi per cui oggi la Sicilia chiede chiarezza,
  chiede  di  potersi  affidare  alle  istituzioni  e  noi  tutti  le
  rappresentiamo  insieme  non scaglionati  per  partito.  Chiede  di
  potersi fidare di questo sistema politico che amministra la Regione
  siciliana,   che   è   presente  in  questo   Parlamento   con   70
  rappresentanti che hanno portato qua.
   Io  questo do e rassegno al presidente Musumeci come Assessore per
  la salute, quello che, secondo me, chiedono oggi i siciliani.
   Tutto il resto saranno altri a doverlo fare. Grazie.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Rocca Ruvolo.
     E'  iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo. Ne ha  facoltà.  A
  seguire, gli onorevoli Savarino e Bulla.

   CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  è  già
  stato  evidenziato - e io sono perfettamente d'accordo -  il  fatto
  che  non  dobbiamo, non possiamo assolutamente entrare  nel  merito
  della  vicenda giudiziaria, dispiace sicuramente che  siano  emerse
  alcune  notizie  ma  è chiaro che non siamo noi  a  dovere  fare  i
  processi   e  istituzionalmente  dobbiamo  avere  un  atteggiamento
  garantista.
   Per  il  resto io sono in difficoltà, Presidente Musumeci, ma  non
  per  la  situazione  in sé o per l'argomento,  sono  in  difficoltà
  perché  non ritenevo e non ritengo che da questa Tribuna, in questa
  Aula,  si possa scadere a un tale livello di volgarità, io odio  la
  volgarità  fuori  da  questo  Palazzo, figuriamoci  all'interno  di
  questa Aula.
   Una volgarità tra l'altro assolutamente immeritata per una persona
  ancora  prima che per un professionista, ancora prima  che  per  un
  assessore  che,  Presidente mi creda, è  stata  forse  la  migliore
  scelta  che lei ha fatto nel 2017, gli indicatori di ciò non  vanno
  ricercati poi così lontano, basta andare a prendere il plico  degli
  articoli, cento, non so quanti, che abbiamo approvato.
   Sa una cosa, Presidente? Le norme migliori di quelle cento e passa
  che  abbiamo  approvato  si trovano all'incirca  tra  gli  articoli
  cinquanta  e  sessanta, e sono quelli della Rubrica  dell'assessore
  Razza  che  a quegli articoli ha lavorato insieme alla deputazione,
  segno  evidente  del  fatto che c'è un rapporto  molto  stretto  in
  questo  momento tra il Governo e la sua maggioranza che  lei  ha  a
  fianco,  Presidente. Perché noi abbiamo lavorato non so per  quanto
  tra Commissione di merito, Commissione Bilancio e Aula per oltre un
  mese  a una finanziaria che mi dicono, perché io sono tre anni  che
  sono  qui,  che  sia  forse  la più enorme  degli  ultimi  venti  o
  venticinque,  e il fatto che oggi siano saltati degli articoli  che
  erano   chiaramente  di  iniziativa  parlamentare   non   significa
  assolutamente nulla
   All'interno di una pandemia che non si era mai verificata, nessuno
  poteva  pensare di dover gestire una pandemia, ci sono  alti  e  ci
  sono bassi, lasciamo stare la vicenda giudiziaria, ed è chiaro  che
  per  tutti, non soltanto per la Sicilia, in tutto il mondo, ci sono
  momenti  in cui sembra che le cose vadano meglio e ci sono  momenti
  in  cui sembra che le cose vadano peggio. Questo è fisiologico,  ma
  non  credo sia giusto attaccarsi ai momenti in cui le cose sembrano
  andare  peggio  o attaccarsi agli aspetti negativi  della  gestione
  della  pandemia  per  chiedere  le  dimissioni  di  Tizio,  Caio  o
  Sempronio  ogni  settimana, ogni quindici  giorni.  Credo  che  sia
  meglio stringerci e cercare di risolvere o cercare di risolvere  il
  meglio possibile questa situazione.
   Ho  sentito  che  le hanno chiesto le dimissioni,  Presidente.  Io
  credo che lei non abbia bisogno di suggerimenti di questo tipo, non
  ha  bisogno  neanche  dei  miei  di suggerimenti,  se  lei  dovesse
  decidere  di  dimettersi, ma sono certo che non lo  farà,  lo  farà
  probabilmente solo perché potrebbe pensare che non sia stato  fatto
  il  massimo  per gestire questa situazione, ma io sommessamente  le
  dico  che ho osservato e credo che sia stato fatto il massimo e  so
  che  sarà  fatto  il massimo, per cui la invito ad  andare  avanti,
  Presidente.
   Ha  la  fiducia  mia e credo di potere parlare  anche,  ho  questo
  presunzione,  di potere parlare anche a nome dei miei  colleghi  di
  maggioranza.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a parlare l'onorevole  Savarino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io  sono
  un  po' stanca e da settimane che siamo qui a lavorare a un disegno
  di  legge sulla legge di stabilità che da sessanta articoli che  ha
  presentato il vostro Governo è diventato di centotrentacinque e noi
  abbiamo   lavorato,   articolo  per   articolo,   emendamento   per
  emendamento,  e  dispiace poi che cinque,  gli  ultimi  cinque  sui
  centotrentacinque, siano stati stralciati perché poi  il  lavoro  è
  veramente stancante.
   Sono  stanca anche di trovare parole per definire il lavoro che  è
  stato  fatto sulla sanità, lo abbiamo fatto anche in questi giorni,
  anche  durante  l'esame della legge finanziaria e lo abbiamo  fatto
  non per difendere l'amico Ruggero Razza, ma per difendere una linea
  politica del Governo Musumeci che aveva dimostrato nei fatti, e sta
  dimostrando nei fatti, un successo e una serenità che è  data  agli
  occhi di tutti ed è riconosciuta fuori dai nostri confini.
   Sono  stanca e non ho parole, tanto che mi affido alle  parole  di
  altri.  Due raccomandazioni, la prima evitiamo di fare il  processo
  prima che si sia concluso, come sempre succede in Italia prima  che
  ci  sia  stata una sentenza di un magistrato giudicante il processo
  lo abbiamo già finito.
   Nello  Musumeci  è  un  Presidente di  grande  rigore,  di  grande
  serietà,  di grande correttezza e peraltro si è battuto  sempre  su
  una linea di rigore, si è battuto per avere una zona rossa a tutela
  dei  cittadini della Sicilia, per cui sarei estremamente  prudente.
  Il  problema, vedete, è enormemente complesso a volte per capire se
  il  decesso è causato del Covid o da altre patologie, le Asl  hanno
  ritardi  nella  registrazione, quindi si possono determinare  anche
  anomalie di questo tipo. E allora vediamo bene di che si tratta, se
  ci  sono  responsabilità si vada avanti senza guardare in faccia  a
  nessuno,  ma aspettiamo prima di capire bene quello che succede.  E
  queste  sono  le  parole  che  ha  utilizzato  qualche  ora  fa  il
  Presidente della Regione Campania, lontano politicamente da  lei  e
  da   tutti   noi,  ma  che  con  grande  onestà  intellettuale   ha
  riconosciuto  questa  serietà nell'agire e  queste  difficoltà  nel
  governare questa pandemia.
   Un ultima citazione, nota di comunicazione dei dati del bollettino
  Ministero  della Salute Istituto Superiore di Sanità; sono  del  15
  agosto  2020 per questo molti di noi non li hanno mai viste, perché
  il  16  agosto  i  giornali non escono:  la Regione Emilia  Romagna
  comunica che a seguito di un verifica interna sui dati sui  decessi
  la Asl di Parma ha comunicato 154 decessi avvenuti in marzo, aprile
  e  maggio  e  finora non conteggiati . Marzo, aprile e maggio,  154
  decessi  mai conteggiati, succede, può succedere, non credo  che  a
  Bonaccini abbiano chiesto le dimissioni.
   Ultima citazione perché le parole mie sono finite  lo stile  è  il
  vestito  dell'anima . Razza con le sue dimissioni ha  rappresentato
  tutto  il  suo  stile e la sua anima, oggi in questa  sede  abbiamo
  visto   uno   stile   indecoroso  che  ha  rappresentato   un'anima
  all'altezza di quello stile indecoroso.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Bulla.  Ne  ha
  facoltà.

   BULLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente Musumeci,
  io  intervengo sia da parlamentare ma anche da medico.  Io  pensavo
  che  oggi bisognava parlare anche della vicenda Razza, ma prima  di
  tutto  dovevamo  parlare  anche della  gratitudine  che  il  popolo
  siciliano deve all'assessore Razza, al Presidente Musumeci e al suo
  Governo. Perché non dobbiamo dimenticare che l'emergenza Covid  non
  è  un'emergenza  siciliana, ma è un'emergenza mondiale  che  ci  ha
  trovati impreparati e dobbiamo dire grazie all'assessore Razza  per
  l'impegno,  per la rapidità con il quale ha affrontato  l'emergenza
  Covid in Sicilia.
   Forse  qualcuno dimentica che l'assessore Razza ha  messo  su,  in
  modo  rapido,  veloce,  una  macchina sanitaria  per  garantire  ai
  siciliani  una  situazione sanitaria che potesse  farli  uscire  da
  questa pandemia. Non dobbiamo dimenticare che abbiamo raschiato  il
  fondo  del  barile  per quanto riguarda gli operatori  sanitari  in
  Sicilia  e  oltre la Sicilia. Non dobbiamo dimenticare che  abbiamo
  messo  in campo anche i giovani medici appena laureati, a luglio  e
  ad  agosto  sono stati contrattualizzati all'USCA per  dare  quella
  opportunità,  per dare ai siciliani una speranza  di  poter  essere
  curati.
   Chi  vi  parla,  sulla propria pelle, ha vissuto il  Covid.  E  io
  ringrazio  perché  ho  trovato  nei miei  colleghi,  in  tutti  gli
  operatori  sanitari, oltre alla professionalità anche una  rapidità
  nell'intervento.
   Dobbiamo ringraziare l'assessore Razza per quello che ha  dato  ai
  siciliani, per questa opportunità. Presidente, le devo dire che  da
  operatore  sanitario, quale ancora oggi mi sento,  ho  preso  delle
  informazioni.  Ho  fatto  mente locale.  Scusate,  i  pazienti  che
  venivano ricoverati in rianimazione e poi per colpa di questa grave
  pandemia  perdevano  la vita, quando le salme  venivano  consegnate
  alle famiglie, ma non si emette un certificato necroscopico dove si
  mette quale è stata la causa del decesso, la data, l'ora?
   E,  allora, di che cosa stiamo parlando? Ma quali sono i dati  che
  noi,  che  l'assessore Razza o i dirigenti hanno messo o fuorviato?
  Ma quali sono? Se c'è già una dimissione, una consegna di una salma
  alle famiglie che è certificata. Di che cosa stiamo parlando?
   E,  allora, io le dico, Presidente, per tutto quello che ha  fatto
  il  suo Governo nell'emergenza Covid, sia nel campo sanitario,  sia
  anche  sul  piano economico, siamo stati qua tre settimane  a  dare
  opportunità, ristori a tutti gli operatori siciliani. E, quindi, io
  Presidente  le  dico  grazie,  ancora,  a  lei,  al  suo   Governo,
  all'assessore Razza, che con grande onestà e lealtà a lei e al  suo
  Governo si è messo da parte con le dimissioni.
   Ed io, Presidente, le consiglio - lei non ha bisogno di consigli -
  di  continuare  nell'azione di Governo  perché  i  siciliani  hanno
  bisogno  della sua figura per superare questo momento di  emergenza
  Covid. Presidente, continuiamo

   PRESIDENTE. L'ultimo iscritto a parlare è l'onorevole Savona,  che
  può intervenire direttamente dal banco della Commissione.

   SAVONA. Grazie Presidente, grazie colleghi, grazie Governo. Il mio
  è  un  ringraziamento a 360 gradi. Non solo per gli Uffici  che  ci
  hanno  permesso di fare una Finanziaria, l'assessore  è  testimone,
  tutte   le   fasi  che  abbiamo  subito,  aspettando  attese   devo
  ringraziare anche l'opposizione, perché loro ci hanno consentito di
  fare una Finanziaria corposa, con poche liquidità a disposizione.
   Abbiamo dovuto allargare per dare un senso e una serenità a  tutti
  i  territori  che  aspettavano  che ci  fossero  novità  da  questa
  finanziaria  per  cercare  di  evitare  un  sistema  che   era   in
  difficoltà.
   E'  per questo dico grazie a tutti che siamo riusciti a portare  a
  casa una finanziaria e non è vero che non c'è una maggioranza,  c'è
  una  maggioranza che è coesa e che ha permesso di arrivare  a  fare
  140 articoli, non pochi.
   Io  devo ringraziare i funzionari che ci hanno permesso, ci  hanno
  garantito,  ci  hanno  aiutato con la loro pazienza,  perseveranza,
  professionalità, a partire dal Segretario generale  all'ultimo  dei
  dipendenti.  Io devo ringraziare ancora di più due funzionari,  che
  sono  i  migliori  secondo me, che hanno  contributi  con  la  loro
  capacità  e sono Michele Balistreri e Daniele Marino, che sono  per
  me le colonne portanti per quanto riguarda il legislativo.
   Mi  spiace Segretario Generale, ma è quello che io vedo  e  quindi
  vedo  l'impegno  che questi signori ci hanno messo  per  concludere
  questa manovra.
   E  dico  grazie anche all'opposizione, ripeto, ma questo incidente
  che è successo al nostro amico Ruggero Razza è stato quello che  ha
  cambiato, ha modificato. Io conoscendo Razza - e ha detto  bene  un
  collega  -  ci sono una serie di articoli che riguardano la  sanità
  che  con la sensibilità che è dovuta a Ruggero Razza siamo riusciti
  in  poco, ed abbiamo aiutato dei bambini, non lo dimentichiamo,  ha
  avuto una sensibilità, non mi ha fatto neanche aprire bocca, mi  ha
  detto  Si, certo, prendili di qua i soldi .
   Abbiamo  trovato  quattro  milioni,  quattro  milioni  in   questa
  finanziaria  era  un'enorme  somma, ma tuttavia  siamo  riusciti  a
  concludere  in  pochi momenti tutto quello che non si  è  fatto  in
  parecchi articoli di questa finanziaria.
   Io  esprimo per lui tanta solidarietà e mi auguro che tutto quello
  che è successo si concluda in una bolla di sapone. Grazie a tutti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, gli interventi si sono  conclusi.
  Il  Presidente Musumeci aveva manifestato la volontà di esporre una
  sua  relazione, quindi Presidente se lei è pronto iniziamo,  oppure
  colleghi   abbiamo   gli  ordini  del  giorno,  compreso   l'ultimo
  depositato  dall'onorevole Schillaci. Intanto li riteniamo  accolti
  da  parte del Governo come raccomandazione, così possiamo procedere
  ad ascoltare il Presidente della Regione.

    (Gli ordini del giorno accettati come raccomandazione recano i
   seguenti numeri d'ordine: dal n. 436 al n. 443; i nn. 449 e 450;
  dal n. 453 al n. 538. L'ordine del giorno n. 528 risulta ritirato.)

   Prego, Presidente Musumeci.

   MUSUMECI,  Presidente della Regione. Grazie,  signora  Presidente.
  Onorevoli  deputati, quello che è accaduto in questi tre  giorni  è
  noto.   Credo  che  sia  anche  noto  il  silenzio  col  quale   ho
  caratterizzato le mie giornate di impegno qui assieme  ai  colleghi
  della  Giunta  di Governo, che ringrazio di cuore, perché  ritenevo
  doveroso  per  rispetto  nei confronti della  Magistratura  evitare
  qualunque   esternazione,  qualunque  considerazione  che   potesse
  determinare  una  sbavatura o una frase sopra le  righe  o,  peggio
  ancora, una parola destinata ad alimentare speculazioni politiche.
   E  quando il Presidente dell'Assemblea, l'onorevole Micciché,  che
  ringrazio  anche per l'impegno profuso in questa lunga, estenuante,
  dura, complicata, articolata sessione di bilancio, mi ha comunicato
  la  volontà  dell'Aula  di dare vita a un  dibattito  non  mi  sono
  sottratto neppure per un secondo.
   Ho detto subito sì perché ritenevo giusto accostarmi al sacramento
  dell'ascolto, capire quali fossero le considerazioni, le  richieste
  dell'Aula e tentare di rispondere ad ognuna delle richieste.
   Non è un atto di irriverenza nei confronti di quest'Aula avere non
  svolto una relazione all'inizio, io non ho nulla da relazionare  su
  una  vicenda giudiziaria che ancora rimane o dovrebbe rimanere  nel
  riserbo  degli inquirenti. I fatti politici assumono una dimensione
  amara,  quella di un processo e questo processo si è celebrato  sul
  web,  si  è  celebrato  nei luoghi pubblici,  si  è  celebrato  nei
  capannelli,  nelle strade, perché è ormai abitudine  di  una  certa
  politica   siciliana,  la  peggiore  certamente,  la  più   volgare
  certamente,  quella  di  dovere cogliere  le  occasioni  dei  fatti
  giudiziari per imbastire processi sommari ed sentenze di condanna.
   E'  un'abitudine ormai assai prevalente anche in quest'Aula  nella
  quale  non  ci  sono  forse Gruppi parlamentari che  possano  dirsi
  esenti  da  vicende  giudiziarie che  abbiano  colpito  un  proprio
  iscritto.  In  quest'Aula  ci  sono  deputati  indiziati,  ci  sono
  deputati  rinviati  a  giudizio, ma mai, mai da  parte  del  centro
  destra,  cioè  della maggioranza che sostiene il mio  Governo,  mai
  dalla  parte  di  chi  vi parla è stata tentata,  neppure  a  denti
  stretti,  una  manovra  speculativa, mai un apprezzamento,  mai  un
  aggettivo, mai una battuta, mai.
   E' la politica della responsabilità, è la politica del garantismo,
  è  la  politica di chi ritiene che chi la pensa in maniera  diversa
  non  è  un  nemico  ma  è  un avversario. E'  la  politica  di  chi
  responsabilmente   ritiene  che  quello  che  oggi   può   capitare
  all'avversario  domani potrebbe capitare a se stesso  o  a  un  suo
  collega  di  Gruppo. Nessuno si convinca di poter dire in  politica
   mai'.   Mai' è una parola che in politica non si può assolutamente
  pronunciare.
   Basterebbe già questo precedente che distingue la moda dallo stile
  per  potere  suggerire  ad alcuni colleghi, dico,  sprovveduti,  di
  tentare di fare quello che è stato fatto.
   Io  sono  stato  rappresentato alcune settimane fa persino  in  un
  manifesto  grondante di sangue, un fenomeno assolutamente  estraneo
  alla  cultura  della  buona politica. Lo ricordano  i  veterani  di
  quest'Aula,  ed  io  veterano non sono, ma sono  stato  un  attento
  osservatore  delle  vicende di questa  sacra  navata',  una  navata
  pagana,  sacra perché celebra l'esercizio più nobile che  è  quello
  della  politica. Ecco, non è mai accaduto nel passato che  un  uomo
  politico   potesse  inveire  sull'avversario  nel   momento   della
  difficoltà.
   E non capita dover chiedere ad un uomo di Governo: dimettiti dalla
  carica;  è  un  argomento, dal mio punto di vista, che  mostra  una
  carenza  di  argomenti politici perché un avversario va  combattuto
  giorno  dopo  giorno  sul  terreno  del  confronto  politico,  dire
  dimettiti  ad un uomo che è stato eletto dal popolo è  davvero  una
  scelta assolutamente di debolezza.
   E  in  questi  tre  anni  non sono mancati processi  imbastiti  in
  quest'Aula contro un Presidente della Regione che ha tanti difetti,
  che  ha  tanti  limiti, anche caratteriali perché non riconoscerlo,
  che può apparire ad alcuni simpatico, a tanti altri antipatico,  ma
  che ha il merito di essere una persona per bene.
   Lo  so,  non  basta  essere persona per bene  per  guidare  questa
  Regione, che è la più complessa fra le regioni italiane, per  fatti
  anche  antropologici,  lo  so, e però  lasciatemelo  dire  colleghi
  deputati,  se  alla  onestà - credo sia un dato  incontrovertibile,
  almeno agli atti giudiziari e fino a prova contraria -si accompagna
  l'efficienza di un Governo che ha speso oltre quattro  miliardi  di
  euro in tre anni e mezzo e ha cercato di mettere le carte in regola
  in  strutture  dove non mancavano le carte in regola, ma  mancavano
  persino  le  carte, beh, io credo che un pizzico di rispetto  debba
  meritarlo.
   Ma  non  bisogna dare mai vantaggio all'avversario, quindi non  mi
  aspetto apprezzamenti dall'avversario politico, ma rispetto sì.
   Mi   aspetto  rispetto,  perché  altrimenti  la  politica  diventa
  barbarie,  diventa un brutto mestiere. E chi vi parla si è  formato
  alla  scuola di uomini politici che hanno frequentato quest'Aula  e
  che  hanno sempre invitato ciascuno di noi giovani allora ad  avere
  grande  rispetto  per  le istituzioni e per l'avversario  e  quegli
  insegnamenti  mi sono preoccupato di trasmetterli ai pochi  giovani
  che  in  maniera forse assai poco saggia hanno ritenuto di  dovermi
  seguire in questi anni di maturità.
   Bene,  io  non  volevo  e  non  dovevo svolgere  alcuna  relazione
  iniziale,  perché non avevo considerazioni politiche da  fare,  non
  perché  fosse  una mia idea ma perché l'ho letto negli  atti  della
  indagine.
   Non  c'era  alcun  interesse personale dal quale mi  sarei  dovuto
  difendere  e  non  avevo  motivo di presentarmi  a  quest'Aula  per
  rendere conto del mio operato. Ecco, il Magistrato lo ha detto  con
  chiarezza:   non  si  perseguivano  interessi  personali,   ma   ci
  arriveremo e non sarò particolarmente prolisso, assolutamente.
   I  fatti sono noti, inutile riepilogarli, l'attività investigativa
  della Procura della Repubblica di Trapani ha portato il Gip di quel
  Tribunale ad emettere una ordinanza di custodia cautelare a  carico
  di  un dirigente generale del dipartimento delle attività sanitarie
  e di alcuni suoi collaboratori.
   Nello stesso procedimento è indagato l'avvocato Ruggero Razza che,
  come  tutti  sapete e come io stesso ho riferito in quest'Aula,  ha
  presentato il 30 marzo scorso le proprie dimissioni dalla carica di
  assessore regionale per la salute. Dimissioni che sono state da me,
  in  maniera  molto  sofferta, accolte subito  dopo  ed  ho  assunto
  l'interim  di  quell'Assessorato. Non so  per  quanti  giorni,  per
  quanti mesi.
   Secondo  l'accusa, la Regione siciliana, mediante la  trasmissione
  di  dati  non  veritieri,  avrebbe  indotto  in  errore  l'Istituto
  Superiore  di  Sanità,  che  svolge il monitoraggio  dell'andamento
  dell'epidemia da Covid-19 sul territorio nazionale.
   Lo  ripeto, non è mio compito entrare nelle valutazioni di  natura
  giuridica, che attengono alle magistrature inquirenti -e lo  voglio
  dire  -  nei confronti delle quali valutazioni, come del  resto  in
  ogni  occasione,  esprimo  il sereno  auspicio  che  i  fatti  oggi
  contestati possano, da parte di tutti gli indagati, essere chiariti
  nelle sedi opportune.
   Tuttavia  -  ed  è  una  questione  che  inevitabilmente  è  stata
  sollevata  qui,  in  sede politica - viene  posta  quale  possibile
  refluenza  delle  condotte  contestate la  circostanza  che  questa
  Regione abbia voluto tardare l'adozione delle indispensabili misure
  di  contenimento  del  contagio. Lo ha chiarito  l'avvocato  Enrico
  Trantino,  che ha assunto la difesa dell'avvocato Razza  e  che  io
  voglio richiamare con le sue stesse parole.
   La  vicenda  è stata strumentalizzata, per fare leva sull'opinione
  pubblica.   C'è   stato  un  fraintendimento  di  dati   oggettivi.
  L'Assessorato  non c'entra nulla nel caricamento  dei  dati,  sulla
  base  dei  quali  si determinano per le varie zone con  restrizioni
  nelle  Regioni. Il caricamento dei dati non spetta all'Assessorato,
  spetta alle strutture periferiche.
   Si  è  giocato  molto  sull'espressione  spalmatura ,  espressione
  assolutamente infelice, anche se utilizzata nel gergo abituale  che
  ogni  giorno si utilizza fra colleghi o nel rapporto fra uomini  di
  responsabilità e propri dipendenti. Una espressione che  può  anche
  suscitare,   giustamente,   indignazione.   Se   si   fosse   detto
   distribuiamola ,  invece  che  spalmiamola ,  se  si  fosse  detto
   accreditiamola , invece che  spalmiamola , forse avrebbe suscitato
  - e a buona ragione - meno reazione.
   Ma  veniamo alla sostanza di quello che si voleva dire  in  quella
  telefonata.  Quel  termine si riferiva al fatto che  i  dati  erano
  arrivati  dalle strutture periferiche con cinque giorni di ritardo.
  Dunque,  non avrebbe avuto senso caricarli tutti in un solo giorno,
  perché - quello sì - sarebbe stato un atto falso. Tu non puoi  dire
  che  in un giorno ci sono stati 26 morti, quando invece i 26  morti
  sono  stati  in quattro o cinque giorni. Ma alla fine,  alla  fine,
  comunque  li  collochi  nelle  giornate,  il  saldo  finale   della
  settimana  - lo dico a chi ci segue da casa - il saldo  finale  non
  cambia, sempre 26 restano i morti  Purtroppo
   Voglio citare alcune indicazioni sul modello attuato all'inizio di
  questa epidemia, anche perché suggeriscono alcune considerazioni in
  chi ci ascolta.
   Primo: il modello per la ricognizione dei dati. Il modello  non  è
  mai  formato sul dato giornaliero e neppure sulla refertazione  dei
  test  diagnostici.  Esso  è il risultato di  un  aggregato  che,  a
  seconda dell'indicatore, tiene conto del cumulo dei dati su 7, 14 o
  30 giorni consecutivi.
   Secondo:  la  maggior  parte  di  questi  indicatori  che  formano
  l'algoritmo dal quale dipende l'individuazione dell'area di rischio
  sono  direttamente introdotti nel sistema informatico dalle Aziende
  sanitarie, poiché il flusso dati dell'Istituto Superiore di  Sanità
  è alimentato da tutti gli operatori autorizzati.
   Terzo:  l'attribuzione  dell'area di rischio  alla  Regione  dalla
  quale dipende il contenimento della diffusione del contagio non  ha
  mai  visto  ritardare  l'adozione  di  misure,  anche  sui  singoli
  territori.  Più di recente con un decreto legge si è stabilito  che
  talune  misure debbano essere adottate dal Presidente della Regione
  non  appena  il  flusso  dati evidenzia il  rapporto  di  250  casi
  accertati ogni 100.000 abitanti nel volgere di 7 giorni. In  questo
  caso,  le  Aziende  sanitarie  o, alternativamente,  l'Osservatorio
  epidemiologico propongono, sentita l'amministrazione  comunale,  di
  emanare  una  ordinanza presidenziale per stabilire  il  protocollo
  della cosiddetta  zona rossa'. Fino a questa sera ne ho firmati 22.
   Ogni  volta  che  un sindaco o un Dipartimento di  prevenzione  ha
  proposto  questa misura essa è stata da me immediatamente  adottata
  e,  in  questi  mesi, sono stati come sapete in tutte le  provincie
  decine i comuni di ogni dimensioni, piccoli e grandi, nei quali  si
  è  disposta la  zona rossa' per la durata prevista dalla  normativa
  vigente.
   Dice  il  magistrato  che l'obiettivo per  nascondere  i  dati  ed
  abbiamo  appena  compreso  che i dati  non  erano  nè  nascosti  nè
  falsati,  il  motivo  era  quello di  far  apparire  efficiente  la
  Regione,  il Governo, il sistema sanitario, per non creare allarme,
  per  dire   beh, Musumeci è stato bravo nell'epidemia;  l'assessore
  Razza  è  stato  bravo;  il  Governo è  stato  bravo;  quindi  alle
  elezioni, cioè dopo due anni, noi ce ne ricorderemo .
   Ma  che tipo di ricerca di consenso è quella di un Presidente  che
  invece di dire  apriamo tutto  dice  chiudiamo tutto? . Ma che tipo
  di  ricerca di consenso è quella di un Presidente della Regione che
  in  Sicilia impedisce l'accessibilità delle persone per il  94  per
  cento  cancellando  voli aerei, viaggi, tappe di  treni,  ferrovie,
  impedendo alle navi di attraccare nei porti? E l'ho fatto alla fine
  di  febbraio dello scorso anno. Che tipo di ricerca è che va  tutto
  all'opposto  rispetto  a quello che, con tanto  ossequio,  dice  il
  magistrato?
   Abbiamo  adottato  sempre misure restrittive e costanti  e  quando
  eravamo nella zona gialla o potenzialmente nella zona gialla ero il
  primo  a dire  ma perché Roma ci vuole nella zona arancione  quando
  noi  potremmo  stare per due settimane, tre settimane,  nella  zona
  gialla? .   E  qualcuno  dalla tribuna mi  ha  accusato  di  essere
  schizofrenico, incoerente, perché tre volte dice chiudi e una volta
  dice  apre. Un po' di ignoranza, consentitemelo; perché  in  questa
  pandemia l'unica cosa che chi la gestisce può fare è quella di  non
  determinare   scenari.  La  pandemia  si  gestisce  non   con   una
  prospettiva   di  3,  4,  5  settimane,  ma  valutando  l'incidenza
  quotidiana  del  dato del contagio.  Ecco perché in  una  settimana
  puoi  dire  chiudi  e nella settimana successiva, se i dati  te  lo
  alimentano, puoi dire  apri .  E' normale, lo dicono tutti, persino
  gli scienziati.
   Che ricerca di consenso è - vorrei chiedere, con tutto rispetto al
  magistrato  -  se dopo la condotta irresponsabile da parte  di  una
  minoranza delle feste natalizie i dati del contagio sono arrivati a
  due  mila  al  giorno,  i morti oltre 50 ed io  chiedo  al  Governo
  nazionale,  telefono  personalmente  al  Ministro  Speranza  e   lo
  scongiuro  di accogliere la mia proposta di dichiarare  la  Sicilia
  zona rossa e chiudere tutto, per due settimane, per due settimane
   Io  ho cercavo il consenso? L'Assessore Razza cercava il consenso?
  Noi  che abbiamo improntato dal primo momento la nostra condotta  a
  misure costanti, restrittive  Ed è un atteggiamento è stato il  mio
  peraltro  noto  ai  componenti  colleghi  della  Conferenza  Stato-
  Regione,  è  stato  ricordato dall'onorevole  Assenza  e  da  altri
  colleghi,  ieri  sera  mi  dicono che il Presidente  della  Regione
  Campania,  esponente  di  primo piano del Partito  Democratico,  ha
  detto:   andateci piano con questi processi mediatici,  Musumeci  è
  sempre  stato per la linea dura, per la linea del rigore .  Ma  che
  dite? Ma quale ricerca di consenso?
   Lo dico senza alcuno spirito di polemica, ma ho anche il dovere di
  dire  o  di  sperare  che i siciliani debbono  sapere  che  il  mio
  Governo,  accusato  talvolta all'opposto di avere  in  questi  mesi
  applicato  eccessive restrizioni, non ha mai lasciato o tralasciato
  una sola iniziativa pur di contenere la pandemia.
   Chi è stato sfiorato dal morbo della morte sulla propria carne  sa
  cosa   significa,   anche  se  fosse  un  congiunto   di   ottanta,
  novant'anni, cento anni, sa cosa significa evitare o scongiurare  o
  allontanare la morte.
   Sarebbe fin troppo scortese nei vostri confronti se io dicessi, ma
  ho  il  dovere  di  confessarlo  a  titolo  personale,  io  non  ho
  conosciuto  i  miei  genitori anziani. Oggi mi accontenterei  della
  loro  ombra  in un angolo di casa. Ho perso la mamma che  avevo  14
  anni  e  il papà a 20 anni. Non li ho visti invecchiare e  so  cosa
  significa,  so  cosa  significa abbracciare un vecchio  genitore  o
  nonno e dargli il conforto del calore umano.
   Non  si  può  speculare su queste cose  Non si può  processare  la
  sensibilità di ognuno di noi che appartiene al vissuto di ognuno di
  noi, non è più politica questa  E' altro
   Non  abbiamo perso una sola occasione, basterebbe pensare ai posti
  letto  per  la  terapia intensiva che abbiamo  trovato  attivi  del
  numero   di   360,  360  posti  di  terapia  intensiva  al   nostro
  insediamento,  nel  volgere  di  12  mesi  abbiamo  molto  più  che
  raddoppiato.
   Non  esisteva una rete delle terapie sub intensive; oggi  ne  sono
  dotate tutte le Aziende.
   Nello  scorso mese di ottobre sono stato nominato Commissario  per
  la  realizzazione della rete Covid per la quale da Roma sono  stato
  nominato  l'8 di ottobre, i nostri progetti erano partiti nel  mese
  di  giugno, fine giugno credo, o primi di luglio. Il Governo mi  ha
  nominato commissario, da allora, per 79 cantieri, ne abbiamo aperti
  una  trentina, alcuni ne abbiamo già chiusi, altri sono  in  corso,
  per  altri  si aspetta il progetto esecutivo. 230 milioni  di  euro
  dello Stato ricadenti sul territorio siciliano per riqualificare la
  rete dell'edilizia sanitaria.
   Abbiamo  fatto  un grandissimo sforzo nel costituire,  a  supporto
  delle Aziende sanitarie più grandi, degli uffici commissariali  che
  hanno  cercato, con uno straordinario incremento di  personale,  di
  rafforzare  la medicina del territorio. Sì, finalmente la  medicina
  del  territorio, che rappresenta il più avanzato presidio  per  una
  sanità  di  prossimità.  La medicina del territorio  con  la  quale
  dobbiamo necessariamente - onorevole Gucciardi, che lei sa bene più
  di qualche altro collega di cosa parliamo - abbiamo la necessità di
  dovere   raggiungere  intese  proficue  perché  la   medicina   del
  territorio  diventi il filtro fra le famiglie e il pronto  soccorso
  di un ospedale.
   Ma  non  è  di questo che si parla in questi giorni e neppure  del
  lavoro straordinario che tutti gli operatori stanno compiendo nella
  campagna  di  vaccinazione. Oggi si parla in Sicilia di  falsari  e
  spalmatori, e l'immagine che ne esce  - questo sì che fa male  -  è
  di  una  Sicilia  irredimibile,  nella  quale  la  furbizia  ha  il
  sopravvento  sulla sostanza e riesce ad offuscare le  tante  pagine
  belle, che pure sono state scritte per merito di tanti.
   Lasciatemi  fare  una  breve  considerazione.  Nella  mia   storia
  personale,  che  è  anche quella dell'avvocato Ruggero  Razza,  c'è
  sempre  stato  il  principio della piena assunzione  delle  proprie
  responsabilità.  Non  capita  spesso  che  chi  è  destinatario  di
  un'indagine  preliminare decida, in piena autonomia, di  dimettersi
  dal  proprio  incarico  per liberare, in un  momento  di  emergenza
  nazionale,  l'istituzione che si rappresenta e tenerla  lontana  da
  qualsiasi ombra. È un vizio; è un vizio quasi congenito.
   Chi c'era nella scorsa legislatura in quest'Aula ricorderà che con
  sette  mesi  di anticipo il sottoscritto, indicato quale  candidato
  alla  Presidenza  della  Regione,  ha  ritenuto  di  rassegnare  le
  dimissioni  da  Presidente  della  Commissione  Antimafia.  È   una
  questione  di stile, è una questione di regola, è una questione  di
  rispetto per le istituzioni e per il Parlamento.
   Ma è, appunto, in un momento di emergenza nazionale e mentre verrà
  accertata  anche  in  sede amministrativa su nostra  iniziativa  se
  sussistono  responsabilità personali, il mio dovere  di  Presidente
  della Regione di condurre quest'Isola fuori dalla pandemia.
   Vi  assicuro,  vi  assicuro che il gesto  compiuto  dall'assessore
  Razza,  non è un gesto assai diffuso in Italia. L'ultimo esempio  -
  lo  cito per dovere di cronaca - il Presidente della Regione Lazio,
  Zingaretti, non ha ritenuto di doversi dimettere - e, a mio avviso,
  ha  fatto bene - quando è stato raggiunto due mesi fa da un  avviso
  di  garanzia per una vicenda legata alle nomine di alcuni dirigenti
  delle ASL; non ci si può sentire colpevoli se si è raggiunti da  un
  avviso di garanzia in uno Stato di diritto.
   E,  tuttavia,  voglio  dire al magistrato  che  sta  compiendo  le
  indagini  una considerazione la vorrei fare e la faccio, credetemi,
  con grande rispetto.
   Prendo  atto,  per  carità,  che il  magistrato  inquirente  abbia
  escluso ogni mia responsabilità da questa vicenda, ma non è  questo
  il  tema. Politicamente io mi sono sempre assunto le responsabilità
  di   quello   che   fanno  i  miei  assessori,  come   sapete,   da
  responsabilità penali quando ci sono, sono sempre personali.
   Lasciatemi  esprimere un auspicio per i magistrati che  si  stanno
  occupando di questa vicenda: più sobrietà, serve maggiore sobrietà,
  meno  vetrine,  meno interviste. Un magistrato nella fase  iniziale
  delle   indagini   deve   avvertire   la   necessità   di   evitare
  sovraesposizione  mediatiche. E se fossi avvocato,  ma  nella  vita
  faccio  altro mestiere, direi che non si indaga per sapere  se  c'è
  una  notizia di reato; si indaga perché c'è una notizia  di  reato
  Gli avvocati sanno di cosa sto parlando.
   Voglio  essere più chiaro. Un magistrato deve muoversi se c'è  una
  precisa notizia di reato, non perché c'è un sospetto di notizia  di
  reato  e non deve esprimere valutazioni di carattere morale o etico
  su  una  persona che ricopre cariche pubbliche, non è  compito  del
  magistrato.  Il  magistrato si deve occupare  dei  reati,  non  può
  essere  maestro  di  etica,  perché la politica  riafferma  il  suo
  primato su tutto. Sul piano delle responsabilità penali tutti siamo
  uguali di fronte alla legge e nessuno può considerarsi al di  sopra
  della legge, e  quello è il compito del magistrato.
   Al   deputato  Cracolici,  veterano  di  questa  Aula  da  qualche
  trentennio,  poco  meno  -  io  le  auguro  di  restare  per  altri
  cinquant'anni  - è preoccupato l'onorevole Cracolici perché  questa
  vicenda ha fatto perdere credibilità alla Regione.
   Davvero,  lo dico senza tono polemico, ma si crede davvero  che  i
  siciliani siano tutti affetti da amnesie? Ma si crede davvero che i
  siciliani siano tutti smemorati? Ma come si può pensare che  su  un
  episodio  del  genere  c'è il rischio che si perda  la  credibilità
  della  Istituzione,  proprio nei giorni in cui sulle  cronache  dei
  giornali torna alla ribalta il sistema Lumia più Montante,  che  ha
  visto  per  cinque anni il Governo passato della Regione  siciliana
  ostaggio di un gruppo di potere e di un cerchio magico che ha fatto
  cose  incredibili  Ha fatto le cose peggiori e le fa ha  fatte  nel
  modo migliore
     Ma  come si può pensare di mettere in discussione la credibilità
  di  questo Governo  Come se i siciliani avessero dimenticato,  solo
  per   restare  in  campo  sanitario,  la  squallida  vicenda  dello
  sbiancamento  anale, non mi interessa se presunta  o  vera,  voglio
  sperare  nell'interesse di tutti falsa, inventata. Ma come  si  può
  pensare a una cosa del genere  Come si può non ricordare le  parole
  pronunciate, agghiaccianti, da parte dell'assessore per la  sanità,
  la dottoressa Borsellino, che se ne è andata sbattendo la porta,  e
  a  chi  chiedeva perché se dimetteva dall'Assessorato  alla  sanità
  rispondeva:   Prevalenti  ragioni di  ordine  etico  e  morale .  E
  aggiungeva:   Vi  sono  stati accadimenti che  hanno  aggredito  la
  credibilità   dell'istituzione  sanitaria .  Ma   veramente   siamo
  convinti  che  tutte le stagioni siano uguali? E si  parla  qui  di
  perdita di credibilità
   Io  credo che il buonsenso dovrebbe suggerire di evitare  di  fare
  accostamenti per una vicenda di falso ideologico che in  quest'Aula
  ha  visto coinvolti personaggi anche con ruoli di deputato - se non
  ricordo  male  -  si  pensa  di poter  mettere  in  discussione  la
  credibilità delle Istituzioni regionali qui in questa Regione, dove
  la  sanità è stata negli ultimi cinquant'anni il luogo preferito da
  politici  corrotti,  da imprenditori famelici, da  mediatori  senza
  scrupoli   Ma  che  abbiamo dimenticato tutti   Veniamo  tutti  dal
  Venezuela, dall'Australia o da Marte?
   Gli  appalti  truccati,  le promozioni  di  primari  pilotate,  le
  tangenti  sulle forniture, le truffe dei farmaci o dei pannoloni  o
  dei  pannolini   La  sanità è stata per  decenni  un  verminaio   E
  nessuno    ha    mai   messo   in   discussione   la    credibilità
  dell'istituzione,  nessuno, che strano   Gli  scrupoli  si  pongono
  adesso? Siamo tutti preoccupati, sentivo dalla tribuna, preoccupati
  per  la  credibilità.  Tranquilli,  la  credibilità  della  Regione
  siciliana  è  garantita  del  prestigio  plurisecolare  di   questo
  Parlamento  e  -  se  mi  consentite - dalla  dirittura  morale  di
  ciascuno di noi in questi banchi. Statene tranquilli o sereni  come
  qualcuno ama dire.
   Noi   abbiamo  guidato  questa  pandemia  con  grande   senso   di
  responsabilità.  Quindici giorni fa la Sicilia  era  tra  le  prime
  regioni italiane per somministrazione di vaccini, ma nessuno fra  i
  parlamentari  regionali  ha sottolineato  questo  dato  fra  quelli
  dell'opposizione. Sabato scorso il commissario,  generale Figliolo,
  ha visitato alcuni nostri hub ha detto:  Non credevo che in Sicilia
  ci  potesse essere tanto ordine, tanta bella organizzazione , e  ha
  giudicato  la  Sicilia, parlando con la stampa,   fra  le  migliori
  regioni d'Italia .
   No,  no,  vedete   il merito non è del Presidente o dell'assessore
  Razza  o  del  Governo,  il  merito è di  un  sistema  sanitario  e
  amministrativo  che  non  aveva mai  fatto,  mai  fatto,  una  sola
  esercitazione per gestire una fase così drammatica;  mai, mai
   Quando mai si pensava di potere vivere un momento così memorabile.
  Noi Presidenti di Regioni abbiamo il compito di metterci la faccia;
  tutti,  tutti, di tutte le regioni italiane, abbiamo il compito  di
  metterci la faccia, perché quando le cose vanno bene il merito è di
  tutti,  quando  le cose vanno male la colpa è del Presidente  della
  Regione.  Ma  era  tutto nel conto, ed è successo  e  succede  ogni
  giorno  con  tutti i miei colleghi, con i Presidenti di Regione  di
  centro sinistra e con i Presidenti di Regione di centro destra.
   Certo,  vorrei tanto confrontarmi con i Presidenti di Regione  del
  Movimento Cinque Stelle, per tentare non di fare un paragone, ma di
  far capire che anche loro possono sbagliare, che anche loro possono
  essere portatori di errori e, purtroppo, gli italiani non hanno mai
  eletto  un  grillino Presidente di Regione. Ma gli italiani  sanno,
  sanno giudicare molto meglio e molto più di quanto crediamo noi.
   Vado  alla  conclusione e vi chiedo scusa se vi ho trattenuti  più
  del necessario, ma prendevo appunti mentre voi parlavate.
   Questo  Governo  va  a  testa alta. Dimissioni   Solo  i  vili  si
  dimettono,  solo i fuggiaschi si dimettono  Noi abbiamo offerto  il
  cuore  oltre  l'ostacolo,  noi non siamo qui  per  essere  iscritti
  nell'elenco  degli  altri, assieme agli  altri,  siamo  qui  perché
  questa Terra la vogliamo cambiare.
   Il  percorso  della  rivincita della  Sicilia  è  ancora  lungo  e
  faticoso,  ma l'abbiamo cominciato, siamo qui per dire ai siciliani
  che  vogliamo riqualificare, in questi due anni, poco meno  di  due
  anni che rimangono, l'edilizia sanitaria, vogliamo aprire nove  hub
  vaccini,  nove  ne  abbiamo  promessi al generale  Figliuolo,  dove
  somministrare, quando arriveranno, tutte le quantità  di  fiale  di
  vaccino che da tanto tempo aspettiamo.
   Lo   siamo  mobilitati  con  tutto  il  personale  sanitario,  col
  personale  della  Protezione civile,  con  gli  infermieri,  con  i
  medici,  sì con quelli che abbiamo assunto, perché ce lo ha chiesto
  il  governo  Conte, ci ha dato la possibilità di assumere  a  tempo
  determinato, centinaia e centinaia di unità e lo abbiamo fatto  con
  graduatorie,  con  bandi  pubblici,  oltre  ad  avere  stabilizzato
  migliaia  e  migliaia di precari che operavano nella sanità,  senza
  una prospettiva di progetto futuro.
   I  siciliani  sanno di essere rappresentati da un  Presidente  del
  quale  non debbono più vergognarsi. I siciliani sanno di  avere  un
  Presidente di cui possono fidarsi, perché è un Presidente  che  non
  ha mai taciuto la verità, anche quella più amara.
   In questa vicenda, in tutta questa amara vicenda, in attesa che la
  Magistratura  faccia  il proprio corso e nella  consapevolezza  che
  abbiamo  commesso  tanti  errori e,  purtroppo,  altri  ne  dovremo
  commettere nei prossimi mesi perché siamo esseri umani e perché non
  abbiamo  conseguito alcun attestato di specialista per la  gestione
  di  epidemie,  in  tutta questa vicenda - lasciatemelo  dire  -  la
  migliore lezione di stile istituzionale l'ha data questo ragazzo di
  40 anni, Ruggero Razza, dato in pasto alla folla.

                              (Applausi)

   La  folla,  sì.  La folla è cosa diversa dal popolo.  La  folla  è
  quella  che ha detto  a morte Cristo, liberate Barabba . Il  popolo
  no.  Il  popolo è quello che della parola di Cristo ne ha fatto  un
  messaggio per duemila anni.
   La  lezione  di  Ruggero Razza, di questo ragazzo cresciuto  nelle
  caserme,   formatosi  sotto  l'insegnamento  del   padre   generale
  dell'Arma,  addestrato  alla  Scuola  militare  dell'Annunziatella,
  avvocato fra i più apprezzati per la sua fascia anagrafica nel Foro
  in  cui  opera, questo ragazzo che è cresciuto accanto a  me  e  al
  quale  voglio bene come se fosse un figlio mio, senza  mai  avergli
  nascosto  e  risparmiato  contestazioni  e  critiche,  mai   Questo
  ragazzo  sta  vivendo  giornate  difficili,  potrebbe  capitare   a
  ciascuno di voi per un documento firmato, per una parola mal detta,
  per avere compiuto un atto senza la dovuta meditazione.
   Prudenza,  colleghi, prudenza serve in questi  casi.  La  gente  è
  disperata, la gente è affamata, molta gente ormai non ce la fa  più
  ed  è  facile  aizzare le persone per dire  Mandiamo a casa  questo
  Governo .
   Non  si risolve niente, non si risolve niente così, perché assieme
  alla  folla  che grida c'è un popolo che pensa, c'è un  popolo  che
  ragiona. Divertitevi, divertitevi
   In  questi  giorni ho visto tanti sciacalli ballare sui  leoni  in
  difficoltà,  divertitevi, tanto - per usare un noto aforisma  -,  i
  leoni  resteranno leoni, gli sciacalli resteranno sciacalli. Grazie
  Presidente.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE. Grazie, Presidente.
   Collegh,i  sarete  raggiunti da una mail che vi  aggiornerà  sulla
  ripresa dei lavori.
   La seduta è conclusa. Auguri, buona Pasqua.

                   La seduta è tolta alle ore 22.07

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
  Allegato A

       Comunicazione di impugnativa di legge regionale da parte
               del Presidente del Consiglio dei Ministri

   Si  comunica  che  il Presidente del Consiglio dei  Ministri,  con
  ricorso  dell'1 marzo 2021, notificato a questa Assemblea regionale
  in  data 10 marzo 2021, ha impugnato la legge regionale 28 dicembre
  2020, n. 33  Variazioni al bilancio di previsione della Regione per
  l'esercizio finanziario 2020 e per il triennio 2020-2022. Modifiche
  di norme in materia di stabilizzazione del personale precario , per
  violazione dell'articolo 81, comma 3 della Costituzione.

   Copia  del  ricorso è consultabile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

  Allegato B

  -  Nota  interna  degli Uffici dell'Assemblea regionale  siciliana
   sull'impugnativa della legge regionale n. 33/2020.

  -     Relazione     dell'Assessorato    regionale    dell'Economia
   sull'impugnativa della legge regionale n. 33/2020,  trasmessa  al
   Presidente  della Commissione  Bilancio  con nota prot.  n.  1715
   del 16 marzo 2021.


    Intervento corretto dall'oratore.