Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 16.22
PRESIDENTE. Buonasera onorevoli colleghi, buonasera al Presidente
della Regione.
Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto a
disposizione degli onorevoli deputati che intendano prenderne
visione ed è considerato approvato in assenza di osservazioni in
contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
pubblica utilità
Indirizzo di saluto al neo Assessore per l'energia ed i servizi di
pubblica utilità,
professoressa Daniela Baglieri
PRESIDENTE. Prima ancora di iniziare, do la parola al Presidente
della Regione per la presentazione del nuovo assessore per
l'energia, la professoressa Baglieri. Ha facoltà di parlare.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, ho il piacere di presentare, come vuole la norma ma,
anche al di là dell'aspetto formale, la professoressa Daniela
Baglieri, nuovo assessore per i rifiuti, per l'acqua, per i servizi
pubblici, l'energia. Una delega, particolarmente, un Sssessorato
particolarmente impegnativo.
La professoressa Baglieri è docente di economia aziendale, pro-
rettore dell'Università di Messina. La conosco per essere stata
amministratore attiva, presente, fattiva della società che gestisce
lo scalo aeroportuale di Catania.
Voglio, davvero, augurarle buon lavoro. E' qui, in rappresentanza,
com'è noto, dell'UDC, dell'Unione di centro.
Voglio, al tempo stesso, rinnovare il mio grazie, al dottore
Alberto Pierobon per quello che ha fatto durante la sua permanenza
in Assessorato, con grande competenza, con grande equilibrio, con
tanta prudenza, secondo le linee fornitegli dal Governo.
Buon lavoro, dottoressa Baglieri, assessore Baglieri, e sono
convinto che saprà mettere a profitto la propria competenza ma,
soprattutto, credo di poter dire, il pragmatismo e l'entusiasmo che
lei ha dimostrato nel suo ruolo, nella sua attività accademica.
Grazie, Signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente.
Colleghi, ieri
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, su che cosa? Prima parliamo un
attimo, appena sblocchiamo la situazione ed iniziamo l'articolato,
poi, le do la parola.
della legge regionale 25 dicembre 2020, n. 33
Sull'impugnativa del Presidente del Consiglio dei Ministri
della legge regionale 25 dicembre 2020, n. 33
PRESIDENTE. Come ricordate bene, ieri ci siamo fermati un attimo
su questo problema dell'impugnativa che, a noi è arrivata,
all'Assemblea, venerdì scorso, insieme a 4.000 emendamenti; per
cui, capisco che agli Uffici possa essere sfuggita la
presentazione, ma insomma io ce l'ho qui e, quindi, la comunico
oggi:
Il Presidente del Consiglio dei Ministri, con ricorso dell'1 marzo
2021, notificata a questa Assemblea il 10 marzo 2021, ha impugnato
la legge regionale n. 28 del dicembre 2020, n. 33 Variazioni al
bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario
2020 e per il triennio 2020-2022. Modifiche di norme in materia
di stabilizzazione del personale precario per violazione
dell'articolo 81, comma 3, della Costituzione.
La copia del ricorso è, ovviamente, consultabile presso i nostri
archivi.
Quando ieri abbiamo affrontato questa discussione io ho chiesto ai
miei Uffici di preparare una relazione da potere avere io, leggerla
prima e, comunque, comunicarla anche a voi, leggerla anche a voi,
così come avevo chiesto all'Assessore per l'economia una relazione
da parte degli Uffici del Bilancio in modo che potessimo avere
queste due relazione da leggere all'Aula per capire se si va avanti
tranquillamente coperti da queste due relazioni oppure no.
Noi ad ora, assessore Armao, materialmente ancora... è arrivata
adesso? È arrivata in questo momento, si sta stampando; io però ho
quella che mi è stata scritta dagli Uffici dell'Assemblea che se mi
permettete vi leggo, forse si può anche distribuire, ma in ogni
caso ve la leggo direttamente.
Se facciamo attenzione perché sono cose abbastanza delicate che
vanno capite esattamente. Io posso dire una cosa? Che piuttosto che
leggere tutta la facciamo distribuire. Vi leggo però quelle che
sono le risultanze. Facciamo distribuire tutte e due, vi leggo
quelle che sono le risultanze della relazione dell'Assemblea.
In conclusione - ora, comunque, la distribuiamo in modo che tutti
ne abbiate visione - gli Uffici mi dicono: In conclusione,
considerato che la legge regionale 33/2020 è tuttora vigente,
l'impugnativa in atto non ha refluenza sull'esame del disegno di
legge di Bilancio e Stabilità, però al momento dell'esito
costituzionale, nel caso in cui dovesse essere invece impugnata e,
quindi, dovessero avere ragione loro, sarà necessario intervenire
da parte del legislatore per provvedere alle necessarie
correzioni . Queste correzioni, secondo i miei Uffici,
ammonterebbero a 35 milioni di euro.
Sappiamo che da parte del Bilancio la cifra è diversa e su questo,
ovviamente, bisognerebbe che il Bilancio ci dica qual è la sua
cifra per confrontarla, però non c'è dubbio, assessore Armao, che
nel caso in cui venga dichiarata anche dalla Corte illegittima la
legge che noi abbiamo approvato ne conseguirebbero effetti sulla
gestione del 2020 per la parte relativa a questi impegni di spesa
che sono stati fatti in violazione dei principi costituzionali e
per cui, in qualche maniera, qualche refluenza anche sulla legge
attuale che stiamo andando a portare all'esame dell'Aula ovviamente
ci sarebbero. Fermo restando che però, dobbiamo essere sinceri, in
questo momento la legge è vigente per cui possiamo, come dire, non
c'è una illeceità nell'andare a fare questa nuova legge; diciamo
che se vogliamo salvaguardare il bilancio della Regione non c'è
dubbio che sarebbe il caso di capire, nell'eventualità in cui
quella legge dovesse essere definitivamente dichiarata illegittima,
come si pensa di coprire questi ulteriori 32 milioni.
Assessore Armao, lei la conoscerà immagino, quindi, se lei vuole
intanto dire secondo il Governo, secondo gli Uffici del Bilancio
quali possono essere invece le refluenze e, quindi, come potere
tranquillizzare l'Aula rispetto a quello che ho detto ora, che ho
letto e che hanno detto ora gli Uffici dell'Assemblea,
probabilmente sarebbe già una buona cosa. Io non l'ho materialmente
neanche letta, per cui non so di che cosa parliamo, però se lei
volesse intanto farne cenno, intanto immagino che saprà quello che
c'è scritto in questa relazione. Prego.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, signori
onorevoli, io non ho molto da aggiungere rispetto a quello che ho
già detto ieri e che oggi viene palesato anche dagli Uffici.
Tutti sanno che una legge fino a quando non viene dichiarata
incostituzionale è vigente, quindi peraltro com'è noto e come ho
già detto ieri mi dispiace senza esito per chi aveva dubbi presso
il Ministero della Regione il Dipartimento Affari regionali e il
Mef c'è già da tempo un'interlocuzione per superare questi profili
formali, sostanzialmente formali dell'impugnativa, tranne questi 33
milioni che diciamo ma che comunque, a nostro modo di vedere, come
recita la relazione sono anch'essi coperti tramite FSC, quindi per
noi si può andare avanti. Domani avremo un'ulteriore incontro con
il Dipartimento degli Affari regionali, quindi stiamo lavorando,
poi se si vuol fare speculazione pure sulle virgole, Presidente, si
può fare, ma credo che abbiamo un dovere piuttosto che tergiversare
su questioni di diritto, cosa che tra l'altro a me piace molto
essendo il mio lavoro vero e non questo, credo che sia invece più
opportuno andare celermente ad approvare norme e arrivare
all'approvazione e dare una risposta alla Sicilia che attende
risorse e regole certe. Grazie.
PRESIDENTE. Allora, Assessore, non se l'abbia a male, ma il
problema nasce dal fatto che fino a sei giorni fa sapevamo che
l'impugnativa non c'era ecco, per cui, come dire non è che
possiamo Certo la Sicilia attende questa legge ed è dal primo
giorno che dico che ci dobbiamo sbrigare, però adesso, purtroppo,
va chiarita questa cosa, le chiedo scusa, non è una cosa di cui
possiamo fare finta che non ci sia perché purtroppo c'è, per cui
non so che cosa fare.
Comunque leggo la lettera che viene mandata, questa è la relazione
che è stata fatta da loro, per cui distribuiamo pure questa, però
non c'è dubbio che bisogna un attimo capire, Assessore, se questa
impugnativa dovesse essere approvata dalla Corte, quali sono cioè
noi stiamo andando a fare, già siamo senza una lira, come dire,
senza un euro con mille difficoltà, se ci fossero 30 milioni in più
di disavanzo da coprire dobbiamo sapere come coprirli, perché
purtroppo siamo in una situazione in cui capisco che la colpa non
sia della Regione, il Covid che c'è stato, tutti i casini' che ci
sono stati mi rendo conto che sia una situazione difficile per
tutti, però non è un buon motivo per non chiarire quali siano le
effettive refluenze che potrebbe avere questa impugnativa.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
cogliere una certa insofferenza da parte dell'assessore Armao nel
rispondere ad un adempimento a cui è obbligato, non è né una
facoltà né una concessione che sta facendo all'Aula. Noi stiamo
parlando di una cosa delicata, mi ascolti Presidente, che potrebbe
avere anche profili di responsabilità in capo a coloro che hanno
prodotto adempimenti, ovvero impegni di spesa e liquidazione di
spesa su capitoli del bilancio che è vero che la legge è vigente,
ma il giorno in cui si dovesse pronunciare la Corte, sempre che
l'amministrazione regionale non abbia intenzione di recedere dal
ricorso eventuale, voglio fare presente a proposito della non
influenza che questa è anche un'impugnativa inedita, perché non
solo impugna la legge 33 e impugna tutto il bilancio, mi dispiace
anche per gli Uffici, non è così scontata la visione che è una
questione che riguarda 33 milioni, perché se leggiamo l'ultima nota
che è oggetto dell'impugnativa proposta del Consiglio dei Ministri
e fatta proprio dal Consiglio dei Ministri, leggo l'ultimo
capoverso della lettera I segnalati profili di incostituzionalità
connessi all'inidoneità della copertura finanziaria investono
l'intera legge stante il carattere generico della clausola di
salvaguardia, non direttamente correlabile ad alcun specifico onere
discendente dalla legge in esame, per tale motivo si richiede
l'impugnativa non solo dell'articolo 3, ovvero la così detta
clausola, ma dell'intera legge, atteso che la scopertura
finanziaria si applica pro quota a tutti gli oneri correlati alla
legge medesima .
Vuol dire che qualora l'impugnativa trovasse accoglimento da parte
della Corte Costituzionale, noi avremmo una condizione che non è
solo il bilancio 2020, la variazione appena approvata, che subirà
in tutti i capitoli una variazione per fare fronte agli oneri non
coperti, e quindi saremmo in presenza di un disavanzo laddove ci
sia stata poi efficacia di spesa o impegni prodotti da quella
legge, ma appunto l'inedita impugnativa riguarda il fatto che il
Consiglio dei Ministri, cioè il MEF, nell'impugnare la legge 33 ha
anticipato il giudizio sulla legge 1/2021, che come è noto è
l'esercizio provvisorio che abbiamo approvato il 16 credo gennaio o
18 gennaio. Com'è noto, in quella legge, intervenivamo a correzione
delle coperture della variazione di bilancio 2020.
Quindi, non solo - la battuta che io ieri ho fatto piango quando
mio figlio perde, piuttosto che quando si vuole rifare' - ci viene
contestato il principio dell'annualità nella variazione di bilancio
2020, ma con la stessa legge dell'esercizio provvisorio
interveniamo a ritroso su un esercizio su cui non potevamo
intervenire.
Allora, credo che l'affermazione - mi dispiace essere molto più
dubbioso rispetto ai concetti che sono stati qui espressi - secondo
la quale eventualmente ci sarebbe un impatto di trentatre milioni
di euro. Attenzione, questo eventualmente, innanzitutto va data
copertura ora, laddove , perché è una potenzialità - visto che
siamo in contenzioso - di un'ulteriore parte di debito che, in
questa fase di accantonamento, ne abbiamo previsto solo cento
milioni.
Io qualche giorno fa avevo chiesto pure, visto che
l'Amministrazione già dispone del preconsuntivo 2020, di conoscere
Parliamo però di questioni un po' tecniche.
PRESIDENTE. Io la devo avvertire che sta finendo
CRACOLICI. Io la ringrazio. di conoscere la condizione dal
preconsuntivo dell'eventuale ammontare del disavanzo anche 2020,
che si va ad aggiungere a quello 2019 dove, com'è noto, abbiamo
ancora sub iudice la parifica davanti la Corte dei Conti.
Quindi, tutto quello che è avvenuto, quasi quasi possiamo girarci
la faccia, perché nulla ha a che vedere con la legge di bilancio
2021-2023, io lo contesto alla radice.
Detto ciò, è chiaro che siamo dinanzi ad un contenzioso, ma dai
contenziosi si può uscire o col Governo che in qualche modo
riconosce, ed è abbastanza ovvio, assessore Armao, che dal punto di
vista delle norme contabili in senso stretto non abbiamo ragione,
perché dal punto di vista della contabilità pura abbiamo fatto una
grande sciocchezza, lo dico in italiano, in cui non solo abbiamo
coperto la variazione di bilancio con una norma incerta, ma le
tabelle di copertura che abbiamo dato alla variazione di bilancio,
alla legge 33, sono quelle che sarebbero state conseguenza
dell'accordo firmato entro il 2020.
Quindi, abbiamo fatto una norma di salvaguardia che diceva
qualora il Governo non ci approva l'accordo entro il 2020, si
applicano le altre disposizioni di cui al 2018 - i famosi trecento
e rotti milioni di euro - ma le coperture effettive delle tabelle
sono state date sui quattrocentoventuno milioni, o giù di lì, di
traslazione della quota della rata del debito al 2020
PRESIDENTE. Abbiamo capito.
CRACOLICI. Ora, Presidente, non credo che possiamo liquidarla
soltanto con una
PRESIDENTE. Nessuno la sta liquidando. Stiamo soltanto decidendo
cosa fare, onorevole Cracolici. Per cui il suo ragionamento
l'abbiamo capito perfettamente e stiamo valutando. Io peraltro devo
dire, rispetto a quello che ha detto lei, che la cifra dei 33
milioni che è stata tirata fuori ha assolutamente una sua logica
perché vero è che proprio perché è generica l'eventuale problema
riguarderebbe tanti ma pro-quota ovviamente.
CRACOLICI. Certo. Ma alla fine è un debito sopraggiunto.
PRESIDENTE. Quindi fatto il pro-quota, ci sono comunque una
settantina di milioni che sono in ballo ma siccome 29 sono stati
già accantonati e 6 circa sono stati liberati, in ogni caso quello
su cui potrebbe esserci il problema sono quei 33. Non più di quelli
per cui non facciamo inutili problemi. Dopodiché è inutile fare
anche lì terrorismo sulle responsabilità che abbiamo.
CRACOLICI. Io non sono terrorista. Faccio il parlamentare e mi
pagate per fare l'opposizione.
PRESIDENTE. Non mi riferivo a lei. Perché lei può stare sicuro che
siamo attentissimi e che non si farà una norma non legittima. Per
cui su questo lei stia assolutamente tranquillo. La tranquillizzo
io, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Io di questo, diciamo, sono tranquillo come lo è stato
Letta con Renzi
PRESIDENTE. Aveva chiesto di parlare l'onorevole Di Caro. Dia
spazio anche all'onorevole Di Caro.
Colleghi, siccome vedo che ci sono una serie di richieste di
interventi, parliamo uno per Gruppo perché è inutile che ognuno
dica la sua, altrimenti non ne usciamo più.
DI CARO. Grazie Presidente. Io ho letto il contenuto
dell'impugnativa e devo dire che ci sono scritte nelle parole, nei
termini dell'impugnativa cose gravissime. Mi è venuta
immediatamente in mente una scena del film 47 morto che parla'. La
scena in cui Totò si reca dal macellaio, non avendo una lira,
chiede come resto una lira per comprare la carne. E' quello che
abbiamo fatto noi con le variazioni di bilancio.
Ora, Presidente, lei giusto ieri rassicurava l'Aula sulla bontà
della finanziaria e sulla sua procedibilità d'Aula. Oggi scopriamo
che non è così. Gli Uffici stessi dicono, cito testualmente la nota
che lei poco fa ci ha fatto pervenire secondo una prima stima
suscettibile di successivi approfondimenti, sarebbero
quantificabili in 35 milioni e qualcosa . Ora, a parte il fatto che
questi 35 milioni andrebbero preventivamente accantonati e, quindi,
si dovrebbe approfondire su come accantonare questi 35 milioni di
euro, l'unica soluzione per noi possibile per andare avanti è che
la finanziaria, con l'allegato bilancio, torni in Commissione
perché c'è la necessità impellente di approfondire le modalità di
accantonamento di questi 35 milioni di euro. Diversamente,
Presidente, non possiamo andare avanti e l'abbiamo notato ieri al
primo articolo in cui ci sono tantissime incongruenze. Noi abbiamo
trovato articoli che sono stati modificati in Commissione
Bilancio' da emendamenti e riproposti così come erano allo stato
originale. Quindi c'è necessità di fare chiarezza con il ritorno in
Commissione di questa finanziaria. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha
facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche io ho letto
l'impugnativa e credo che le cose vadano lette tutte, con tutti i
passaggi. Ne cito uno che secondo me è quello fondamentale: in
realtà è evidente che la sopravvenuta indisponibilità della
copertura finanziaria, a valere sulla quota di ripiano del
disavanzo per l'anno 2020 e la conseguente operatività della
clausola di salvaguardia è imputabile non al ritardo
nell'approvazione della norma di attuazione, bensì al fatto che nel
Consiglio dei Ministri del 14 gennaio 2021 è stato approvato un
testo diverso da quello atteso dalla Regione, testo che prevede,
come detto, il rinvio del ripiano del disavanzo del 2021 piuttosto
che di quello del 2020 .
Assessore Armao, forse adesso ha capito che non ha amici a Roma,
o forse lo aveva capito prima. Da questo ha capito che non ha
assolutamente amici, perché se è vero, come è vero, che il punto
relativo alla ripartizione del disavanzo era l'ultimo punto del
Consiglio dei Ministri del 23 dicembre e che non si è ancora
capito, nessuno me l'ha saputo spiegare, per quale motivo quel
punto è stato l'unico punto rinviato dal Consiglio dei Ministri,
perché ancora ad oggi nessuno mi ha dato una risposta, a parte le
scuse formali di qualche ex collega del Movimento, ma è chiaro che
in quella sede si sono giocati, come dire, l'ennesimo cappio per
questa Regione.
A monte di tutto questo, purtroppo, personalmente credo che la
Sicilia neanche dovrebbe restituire allo Stato tutto questo enorme
ammontare del disavanzo, perché quell'enorme disavanzo che abbiamo
definito con la delibera di Giunta del 10 agosto del 2015, che ha
determinato il disastro di questa Regione, 2015, dopo che ci
abbiamo messo ben tre anni per andare a vedere quali erano i
disavanzi, tre anni più tutti gli altri disavanzi successivi che
sono rimasti lì, come dire, come una polpetta avvelenata', come
vogliamo chiamarla?
Questo è l'ultimo atto della mancanza di trasparenza nei
rapporti tra lo Stato e la Regione siciliana, acclarati dalla , c'è
un piccolo passaggio di cui mi sono lamentato più volte: la
Commissione paritetica viene richiamata nella nota dagli Uffici, un
accordo del 14 novembre, in Commissione paritetica. Io avevo
chiesti i verbali della Commissione paritetica, il Presidente
Ilacqua me li ha rifiutati, perché questo Parlamento non è tenuto a
sapere cosa succede in Commissione paritetica Forse se avessimo
saputo cosa succedeva nella Commissione paritetica, qualcuno di noi
avrebbe potuto porre rimedio prima, eppure nessuno, nessuno, ha
preso le difese di questa Regione, nessuno Non c'è nessuno che
difende la Sicilia, nessuno Chi in questo momento, in quest'Aula,
si permette di parlare, ha enormi responsabilità, sia della
maggioranza sia dell'opposizione. Anch'io ho delle responsabilità,
perché forse avrei dovuto alzare la voce un po' prima
Da oggi penso e spero che questa Regione pretenda trasparenza
dallo Stato, trasparenza assoluta, perché sulla nostra
responsabilità ci sono cinque milioni di siciliani in enorme
sofferenza. Questo gioco delle tre carte che è stato fatto con i
rimandi e si è trasferito quella che era la ripartizione al 2021
volontariamente, è stato fatto volontariamente, e spero che non sia
partito da qui, spero che questo giochino non sia partito da questa
Assemblea, perché è un giochino sulla pelle dei siciliani, e spesso
qualcuno si dimentica di essere siciliano Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tancredi. Onorevole Lo Giudice,
prego. Poi ci fermiamo un attimo per una riflessione.
LO GIUDICE. Grazie, Presidente, Assessori, Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, innanzitutto do anche io il benvenuto
al neo Assessore per un proficuo lavoro in questa difficile terra
di Sicilia.
Io volevo essere abbastanza breve, anche perché credo che il
principio della prudenza, in ambito contabile, valga per gli enti
locali così come anche per la Regione siciliana e sicuramente
l'azione portata avanti in questo momento non è un'azione
prudenziale da un punto di vista contabile e, credo, che il
principio della prudenza sia uno degli elementi basilari
all'interno di quella che è la contabilità in generale. E, secondo
questo principio quelle che possono essere le spese o i valori
negativi, cerco di essere abbastanza semplice, vanno sempre
contabilizzati.
Ecco, se qua l'impugnativa ci dice che, cito testualmente: Per
quanto riguarda la manovra di variazioni di bilancio per il 2020
risulta priva di copertura per un ammontare di 70 milioni 135
migliaia di euro, 70 mila 135 migliaia di euro . Dico, è chiaro un
fatto, che il principio di prudenza impone una cosa molto semplice
cioè che noi questi 70 milioni, in questo momento, li dobbiamo
coprire tutti e per intero. Tralasciamo, poi, quello che è stato
fatto perché, se andiamo nel dettaglio di quello che è stato fatto,
noi successivamente andiamo a coprire quella che è la spesa che è
stata effettuata nel 2020. Io mi chiedo e vi chiedo se io da
sindaco posso decidere di spendere cinquecento, seicento,
settecento, ottocento mila euro, anche un milione, e poi
ricordarmi, a distanza di quattro, cinque, sei mesi, che forse devo
coprire questi cinque, seicento mila euro. Questa si chiama finanza
creativa Non c'è altra definizione. Siamo nel mondo della finanza
creativa in cui, signor Presidente, ognuno può fare tutto quello
che vuole e nessuno può dire nulla. Mi permetto di aggiungere.
Nessuno può dire nulla e questa per me, Presidente, è la cosa più
grave perché le dico una cosa: questi aspetti sono notori a tutti
già da settimane. In Commissione Bilancio' queste precisazioni
sono state fatte in maniera puntuale da tutti i Gruppi parlamentari
e mi permetto di dire, caro Presidente, che l'Assessore per
l'economia presente in Commissione Bilancio' non ha mai detto una
parola se non dicendo che questa impugnativa era una pura e
semplice formalità.
Bene, se noi dobbiamo fare i parlamentari tanto per farli e per
sentirci dire che tutto va bene e che non c'è alcun problema, io
non sono disponibile, signor Presidente. A me non mi ritrova in
questo discorso.
Fino a ieri ho chiesto all'assessore Armao, fino a ieri, di
avere un dettaglio dei Fondi Poc che sono stati impegnati nella
scorsa finanziaria e l'assessore Armao che continua a parlare al
telefono mentre il sottoscritto interviene - grande, grande
considerazione del ruolo del parlamentare, grande considerazione
del ruolo del parlamentare che lei assessore Armao ha -, mentre
chiedo in Commissione Bilancio' un riepilogo dei Fondi Poc,
l'assessore Armao dice: Non ci sono problemi. Lo sapete. Ne
parleremo dopo, lo vedremo dopo . Lo chiedo ancora una volta ieri
in Aula e l'assessore Armao dice: Ne abbiamo parlato sempre .
Ora vede, signor Presidente, con tutta la buona volontà che
possiamo avere nel cercare di aiutare la Sicilia ed i siciliani
come credo ed è giusto che dobbiamo fare, però, ci volete mettere
nelle condizioni di essere determinanti in questo ruolo? Possiamo
sapere quello che andiamo a fare? Invece di essere trattati con
assoluta superficialità da chi riveste un ruolo importante, in
considerazione di un fatto: noi in questo momento siamo con
l'esercizio provvisorio, senza bilancio approvato, senza avere la
parifica, senza il consuntivo e con un'impugnativa che ci viene
detto dall'assessore Armao essere semplicemente un fatto formale
Siamo allo sfascio più totale, caro Presidente, e nessuno lo vuole
ammettere e si agisce e si continua ad agire con assoluta
superficialità ed anche rispetto all'approccio che stiamo avendo
nei confronti di questa finanziaria, che dobbiamo andare a varare,
la superficialità è assoluta perché ci sono milioni e milioni che
vengono assegnati senza sapere qual è la sorte capitale iniziale e,
quindi, la copertura che possiamo dare. Dieci milioni di qua,
cinque milioni di qua, otto milioni accontentiamo questo, nove
milioni accontentiamo quest'altro Mi chiedo e le chiedo se è
possibile avere un quadro preciso di tutte le risorse di bilancio,
della situazione economico-finanziaria della Regione siciliana e
dei Fondi extra bilancio perché qui non siamo al mercato, siamo al
Parlamento regionale siciliano ed i parlamentari meritano rispetto
dall'Assessore e da tutti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lo Giudice. Assessore Armao, allora,
prima di darle la parola, perché oggettivamente un minimo in
difficoltà mi ci sento.
Allora, credo che la soluzione a questo problema possa essere
trovata se si individua la possibilità di accantonare queste cifre
perché se domani dovesse succedere che, invece, questa impugnativa
diventi reale, che cosa abbiamo fatto? Ci troveremmo veramente in
grandissime difficoltà, ma in difficoltà veramente
Ora, io non voglio assolutamente rimandare la legge in Commissione
perché altrimenti non ne usciamo più. Ma un accantonamento, anche
fatto a prescindere dalla finanziaria - in qualsiasi momento si può
fare un accantonamento - però, in qualche maniera, mi deve credere,
Assessore, io comincio a dire che hanno ragione quelli che vogliono
le cose più precise e più chiare perché altrimenti, ci troviamo
veramente in difficoltà noi stessi, ed io stesso che cerco di
arrampicarmi sugli specchi, ogni tanto però ho bisogno di
chiarezza, perché altrimenti non so veramente come poter andare
avanti.
Per cui, la prego di darci
Perché la verità è, diciamocelo chiaramente, che se noi la
settimana scorsa, quando eravamo ancora in Commissione, avessimo
saputo che questa impugnativa c'era, era reale, e quello che poteva
produrre, probabilmente, non saremmo oggi qui a parlare di questo e
l'avremmo discussa in Commissione Bilancio' in maniera molto più
concreta, serena e non in Aula, con gli interventi di tutti, ma
nelle Commissioni dove queste cose andrebbero fatte.
Per cui oggi ci troviamo in una situazione, veramente, di
imbarazzo e difficoltà. Non ho problemi sia ad andare avanti, che a
fermarmi due minuti. Faccio quello che il Governo mi chiede, però
effettivamente un minimo di chiarezza abbiamo bisogno di averla.
MUSUMECI, presidente della Regione Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Grazie, signor Presidente.
Leggo dai suoi Uffici un documento formale, penso, che conclude,
dopo un'analisi sull'impugnativa della legge 33 tutt'ora vigente:
L'impugnativa in atto non ha refluenze sull'esame dei disegni di
legge di bilancio e di stabilità per il 2021. Solo all'esito del
giudizio costituzionale, nell'ipotesi di soccombenza della Regione,
sarà necessario intervenire, da parte del legislatore, per
provvedere alle necessarie correzioni contabili . Lei non si deve
arrampicare sugli specchi, Presidente, perché potrebbe anche farsi
male. Cade lei e cadiamo tutti noi. O questa considerazione degli
Uffici dell'Assemblea hanno valore o, altrimenti, ognuno di noi
sarà libero di dare una propria interpretazione.
Il Governo aderisce a questa linea. Se il Presidente
dell'Assemblea intende ascoltare i Capigruppo, per capire se la
linea è questa, possiamo sospendere dieci minuti, un quarto d'ora,
e verificare che cosa dicono i Gruppi. Ma nessuno qui si deve
arrampicare sugli specchi, perché nessuno ha qualcosa da nascondere
o da tacere. Nessuno Stanno solo venendo a galla errori, e mi
limito a dire errori, che certamente non sono ascrivibili a questo
Governo e a questa maggioranza.
Dopodiché, chiedo di sospendere la seduta per un quarto d'ora e
ognuno di noi assuma, per intero, il peso delle proprie
responsabilità. Stare qui, allo spiedo, non serve all'istituzione e
non serve ai siciliani che aspettano risposte, e risposte concrete,
signor Presidente dell'Assemblea.
Quindi, la posizione del Governo è quella che le ho appena
rappresentato: o la Presidenza dell'Assemblea aderisce alla
considerazione che fanno gli Uffici dell'Assemblea stessa, o
altrimenti si faccia una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari - per carità, se lei lo ritiene. Si decida, ma non
possiamo assolutamente andare avanti fra le polemiche, a chi la
spara più alta e più grossa. Grazie, signor Presidente.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, la prego. Allora, Presidente,
chiedo scusa.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)
Onorevole Dipasquale, sta parlando il Presidente. La prego.
La situazione, onorevole presidente Musumeci, non è così semplice
nel senso che: che la legge fino a che la Corte non si pronuncia
sia vigente non c'era dubbio, voglio dire, a prescindere da
chiunque lo abbia scritto. E' scontato e lo sapevamo anche prima.
Però, siamo andati avanti, in Commissione, pensando che
l'impugnativa non ci fosse del tutto.
Nel momento in cui si scopre che c'è l'impugnativa è possibile,
presidente Musumeci, che il Governo dell'Assemblea ritenga, nei
limiti delle proprie disponibilità, nei limiti dei propri poteri e
delle proprie convinzioni sulla finanziaria di inserire una spesa.
Noi oggi sappiamo che la disponibilità per la spesa in finanziaria
è di 100. Bene, sapendo che c'è l'impugnativa, forse è meglio dire
che è di 70, quindi non è che è un problema che la legge è vigente,
è sicuro, ma siccome sappiamo, onorevoli colleghi, onorevole
Cracolici, la prego, non è facile.
Il Presidente della Regione ha preso una posizione molto precisa
che io, come dire, non solo rispetto, ma in parte condivido. Però
dobbiamo arrivare ad una conclusione serena, cioè noi quello che
vogliamo capire per andare avanti non è il fatto se giuridicamente
è possibile o meno portare avanti questa legge, che certamente è
possibile portarla avanti, lo dicevo poco fa all'onorevole
Cracolici, non ci preoccupiamo di fare cose non possibili, non
lecite. E' assolutamente lecito, però Presidente nella situazione
in cui siamo, e nel momento in cui sappiamo che esiste questa
impugnativa e di fatto, diciamoci la verità, che è quello che io
personalmente sono costretto un po' a contestare, lo stiamo sapendo
oggi, con la legge già in Aula, perché fino ad ieri veniva dato per
scontato che non ci fosse, noi dobbiamo capire se valga la pena
prendere 30 milioni e metterli in accantonamento piuttosto che
portarli a spesa in questa finanziaria se poi ci dovesse essere il
problema che la Corte Costituzionale, invece, quella legge la
impugna definitivamente.
Soltanto questo è quello che noi vogliamo capire, non c'è una
scelta giuridica da fare, è una scelta di buonsenso, è una scelta
che mi permetto di dire da padre di famiglia in una situazione in
cui già le difficoltà sono mille, il cui bilancio certamente non è
dei più straordinari che esistono e, quindi, vorremmo evitare di
andarla a peggiorare, soltanto questo.
L'assessore Armao ha chiesto di intervenire. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, credo che il ricorso, come è arrivato, io non ho mai
detto che il ricorso non ci fosse, e mi dispiace che vengano dette
cose del tutto false. Io ho detto che c'era la delibera del
Consiglio dei Ministri e non era stato notificato il ricorso sino
al giorno 10, cosa che è per tabulas dimostrata.
Secondo, oltre alla relazione degli Uffici dell'Assemblea,
apprezzabile e condivisibile e già da ieri lei lo aveva anticipato,
senza bisogno che ci fosse una relazione scritta che gli uffici si
orientavano in questo modo e si orientano opportunamente in questo
modo a corroborare questa posizione assolutamente puntuale,
motivata e articolata, noi abbiamo depositato una relazione di
cinque pagine, molto articolata firmata dal Ragioniere generale e
dall'avvocato generale della Regione, quindi stiamo parlando di
coloro che sono chiamati ad attestare i profili di ordini
finanziario e i profili di ordine giuridico-amministrativo della
Regione. La relazione conclude, conclusivamente sussistendo le
coperture ed avendo posto in essere solo modifiche contabili aventi
neutralità finanziaria, sono allo studio soluzioni legislative,
modificative o abrogative per risolvere la questione, oltre ad
operare contabilmente le relazioni contabili in via amministrativa
per l'importo di euro 33 milioni, ponendo le relative spese a
carico del fondo di sviluppo e coesione, in tal modo si potrebbe
allineare motivi di contestazione dell'impugnativa. Ovviamente
tale percorso per il quale è in corso già il leale confronto con
l'amministrazione dello Stato per il superamento delle ragioni
dell'impugnativa, come precisato su questioni formali, non fa
venire meno nelle more l'approntamento di ogni utile difesa .
Quindi, anche secondo il Ragioniere generale, anche secondo
l'Avvocato dello Stato, nulla osta a proseguire i lavori. Poi
vorrei dire che anche
PRESIDENTE. Assessore, scusi se la interrompo. Per capire, se voi
ritenete di coprirli con queste cose, presentate l'emendamento.
ARMAO, assessore per l'economia. Non c'è nessun emendamento da
presentare, Presidente. Se mi fa concludere io posso esprimere il
motivo per cui non c'è nessun emendamento da presentare.
PRESIDENTE. E li vogliamo coprire
ARMAO, assessore per l'economia. Dobbiamo parlare di emendamenti
che non esistono, Presidente, parliamo di emendamenti che non
esistono.
In bilancio sono appostati 100 milioni di euro per questa
finalità. Quindi ben oltre le sue pessimistiche previsioni, che
spero siano solo pessimistiche e quindi non c'è nessun tipo di
preoccupazione che conferma il Ragioniere generale, perché ci sono
100 milioni all'uopo appostati, in generale, a garanzia.
Quindi, sotto questo profilo, continuiamo a trovare meccanismi
contabili che non necessitano di alcun tipo di emendamento. I 100
milioni sono già appostati.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io mi rivolgo al Presidente della
Regione. Signor Presidente, quello che deve essere certo è che
remiamo tutti dalla stessa parte, che stiamo cercando tutti di
risolvere il problema, però non devono esserci tentativi di
confondere le idee. Dice la relazione che sto leggendo ora, l'ho
letta poco fa per la prima volta e ho sottolineato due punti che mi
sembrano importanti: conclusivamente - scrivono gli Uffici -
sussistendo le coperture e avendo posto in essere solo modifiche
contabili, sono allo studio soluzioni legislative modificative e/o
abrogative delle variazioni di bilancio della legge . .
Allora, come lei giustamente lamenta, tutto quello che è stato
fatto nel passato che ci stiamo piangendo noi oggi per gli errori
che sono stati fatti prima, evitiamo pure di farli noi, se stiamo
cercando, se vogliamo evitare un buco di 30 milioni, di 33 o quello
che siano, visto che ci sono allo studio delle soluzioni
legislative, ma secondo anche quello che io avevo capito, su quello
che aveva dichiarato l'Assessore, evidentemente ci sarà la
possibilità di tranquillizzare tutti facendo un emendamento. Poi,
se il Governo ritiene che si debbano togliere soldi da una parte
all'altra, o che invece sono già accantonati e quindi non si devono
togliere a nessuno, è meglio ancora. Ma non c'è dubbio che noi
approvando questa finanziaria, nel momento in cui la Corte dovesse
dare ragione allo Stato, al Consiglio dei Ministri, noi ci troviamo
un buco di 30 milioni E' inutile, non è che ci sono da fare tante
somme e sottrazioni. E' fin troppo evidente che è così Non
possiamo provare ad evitarlo in modo che tranquillizziamo tutti,
evitiamo che maggioranza ed opposizione vadano avanti su una specie
di battaglia di principio.
Io, ripeto, non ho nessun problema giuridico ad andare avanti. Ma
non c'è dubbio che, nel momento in cui, specialmente nella
situazione in cui siamo, se non copriamo un ulteriore problema di
disavanzo, qual è il problema di risolverlo oggi invece di andare
avanti, perché tanto la soluzione ci sarà? Troviamo questa
soluzione, così come i vostri Uffici dicono. Facciamolo
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo una sospensione di 5
minuti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per 15 minuti
e riprenderà alle ore 17.20.
(L'Aula sospesa alle ore 17.08, è ripresa alle ore 17.35)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, le ho
chiesto la sospensione di qualche minuto e, la ringrazio per averla
accordata, e mi scuso con l'Aula per questa interruzione, per
tentare di trovare una sintesi e uscire da una condizione di
frizione che certamente non aiuta a potere portare avanti il
lavoro. Che ci sia un problema, che ci sia il dubbio circa
l'impugnativa nessuno lo nasconde, abbiamo potuto chiarire anche
con l'intervento del ragioniere generale che al capitolo 1, fase
5.0, esiste un accantonamento prudenziale di 100 milioni di euro.
Tutto questo ci può consentire di affrontare situazioni di
emergenza qualora la Corte dovesse pronunziarsi nel senso che
nessuno di noi si augura.
Quindi, da questo punto di vista io credo, signor Presidente e
colleghi deputati, che possiamo andare avanti con la necessaria
tranquillità, pur difendendo ognuno la propria posizione, i propri
punti di vista sui singoli articoli dello strumento finanziario,
perché credo che i siciliani si attendano da noi risposte, risposte
concrete, e la volontà unanime dell'Assemblea non può che essere
quella, è stato dimostrato anche nei passati esercizi finanziari.
Per cui, signor Presidente, se non ci sono osservazioni, almeno
per quanto riguarda il Governo, le do la massima disponibilità a
proseguire nell'esame dei singoli articoli della legge di
stabilità. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente. Allora, vedo che ci sono alcuni
che chiedono la parola.
Siccome l'interruzione di ieri era stata chiesta dalla Presidenza,
perché era la Presidenza che aveva, in seguito ad alcuni interventi
che c'erano stati, il dubbio su alcune cose dell'impugnativa e
altre cose, comunico formalmente, con le dichiarazioni che ha fatto
il Presidente, che sono state - in questi minuti di interruzione
che abbiamo avuto - verificate anche col Ragioniere generale della
Regione, che abbiamo verificato questo fondo. In questo momento
quanto è il disavanzo, come dire, non lo sappiamo, ma certamente,
secondo le valutazioni del Ragioniere generale della Regione, sono
cifre così basse che comunque, ammesso che la Corte dovesse
approvare questa impugnativa del Governo nazionale, ci sarebbe la
possibilità di coprire questo eventuale maggiore disavanzo
proveniente da questa impugnativa.
A questo punto, comunico che la Presidenza dell'Assemblea ha
avuto, e che vi sto comunicando, i chiarimenti che doveva avere per
iniziare i lavori della legge di stabilità.
Nel momento in cui partiamo, riprendiamo l'articolo 1 della legge
di stabilità, che era quello che era stato fermato per questo tipo
di problemi, ovviamente avete il diritto di intervenire, ma diciamo
che io concludo il dibattito preventivo che abbiamo fatto prima di
iniziare la legge di stabilità, e ne do ufficialmente la partenza,
il via.
e 962/A
Seguito della discussione unificata dei disegni di legge Bilancio
di previsione della Regione siciliana per il triennio 2021/2023
(n. 661/A) e Legge di stabilità regionale 2021/2023 (n. 962/A)
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 1, che abbiamo
visto l'altra volta.
L'onorevole Di Paola sarà il primo a cui darò la parola, pronti
per votare l'articolo 1. Scusate, era segnato a parlare, prima,
l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, mi permetta, non è sull'articolo, ma è
perché resti a verbale una precisazione, perché non vorrei che
quest'Aula passasse sempre come un inutile bivacco di parlamentari
che non si accorgono delle cose che accadono nell'universo mondo.
L'impugnativa è stata pubblicata sul portale del Ministero il 26
febbraio 2021. L'impugnativa è stata trasmessa al Presidente della
Regione siciliana il 1 marzo cioè sedici giorni fa. Non ci siamo
ridotti a dovere affrontare con l'emergenza che lei ha giustamente
sottolineato questo dibattito, soltanto perché oggi ci accorgiamo
di qualcosa che non ci era stata notificata, ma perché si è deciso
per sedici giorni di evitare di affrontare questa contraddizione, e
questo lo dico anche rivolgendomi al Presidente della Regione, che
in questo caso ancora una volta ha ricordato che non c'è alcuna
responsabilità da parte del Governo. Una responsabilità certamente
esiste, il fatto che dal primo marzo questa impugnativa è sottratta
da qualsiasi elemento di discussione con quest'Aula o tentativo di
risolverla prima di arrivare in Aula e scoprire attraverso
l'intervento dell'opposizione che cosa stava accadendo.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, faccio
un ragionamento molto semplice, che è il ragionamento che abbiamo
fatto più volte in Commissione Bilancio e lo rimetto all'Aula,
com'è giusto che sia.
Più volte, signor Presidente, in Commissione Bilancio noi abbiamo
chiesto, come componenti della Commissione Bilancio, di potere
utilizzare i soldi del Fondo contenziosi. Tant'è che il Fondo
contenziosi, signor Presidente, non è di cento milioni di euro per
il 2021, ma è di novantacinque milioni di euro perché già cinque
sono stati impegnati.
Più volte io stesso ho chiesto al Ragioniere generale se quel
Fondo, quei novantacinque milioni di euro potevano essere
utilizzati. La risposta continua, continua e a volte anche un po'
stizzita da parte del Ragioniere generale e dell'assessore è stata
quella che quei Fondi, quei soldi non possono essere utilizzati.
Oggi scopriamo che di quei novantacinque milioni di euro ne
possiamo utilizzare più di trenta Presidente, dove sta la verità
Ed è tutto verbalizzato, ci sono i verbali delle dichiarazioni da
parte del Ragioniere generale e da parte dell'assessore.
Ora, onorevoli colleghi, diciamocelo chiaro, io voglio capire,
vorrei capire ora stesso, signor Presidente, vorrei capire adesso
stesso se gli articoli che sono stati fatti da ogni singolo
deputato di quest'Assemblea regionale hanno coperture per quei
venti milioni di euro che noi abbiamo utilizzato, che sono gli
unici fondi per ristori e gli unici fondi di spesa per i siciliani,
quando poi l'assessore qui dice: Sbrighiamoci ad approvare la
finanziaria perché i siciliani aspettano risposte e ristori. . Sono
quei venti milioni di euro che con molta fatica i deputati di
quest'Assemblea hanno trovato per dare ristori ai siciliani.
Vogliamo capire se quei venti milioni di euro ci sono, signor
Presidente, perché poi non vorremmo che andiamo avanti oggi,
domani, approviamo solo gli articoli di questo Governo regionale,
che sono solo tagli e, poi, scopriamo che quei trenta milioni di
euro del Fondo contenzioso, così com'è stato detto più volte in
Commissione Bilancio, non possono essere utilizzati perché noi di
quei novantacinque milioni di euro, signor Presidente, dobbiamo
pagare i contenziosi e la Regione siciliana ha molti contenziosi, e
con quei novantacinque milioni di euro dobbiamo pure, come dire,
eventualmente pagare il disavanzo che può uscire dalla parifica,
perché noi ad oggi parifica non ne abbiamo.
E, chiudo, signor Presidente, perché voglio essere comunque
propositivo, qui non è una nota di polemica, qui è un discorso di
verità perché noi stiamo cercando di accertare, di far venir fuori
la verità. Più volte, il Ragioniere generale ha detto che quei
soldi non possono essere toccati perché ce lo dice anche la Corte
dei Conti. Quindi, noi abbiamo la Corte dei Conti, più volte i
deputati in Commissione Bilancio chiedono di potere utilizzare quei
novantacinque milioni di euro e la risposta da parte del Ragioniere
generale e dell'assessore è stata quella che quei soldi non possono
essere toccati. Ora scopriamo che nell'arco di quanto, di mezz'ora,
questi trenta milioni di euro escono fuori e possono essere
utilizzati dal Fondo contenziosi.
Signor Presidente, vogliamo la verità perché
PRESIDENTE. Credo che parliamo di cose diverse.
DI PAOLA. No, no, no, non sono cose diverse
PRESIDENTE. Questo è il Fondo accantonamento, che è un Fondo
accantonamento per eventuale disavanzo, mentre il Fondo contenzioso
è un'altra cosa.
DI PAOLA. Non sono due cose diverse, signor Presidente, sono la
stessa, sono molto simili, le cose sono accumunate. Dico, qua noi
vogliamo la verità, signor Presidente, perché il rischio veramente
PRESIDENTE. La verità io le posso dire quello che mi è stato poco
fa segnalato dal Ragioniere generale che mi ha parlato di Fondo
accantonamento per eventuale disavanzo, quindi, non c'entra con il
Fondo contenziosi, che è un'altra cosa.
DI PAOLA. Signor Presidente, il Fondo che riguarda il disavanzo è
sempre lo stesso.
PRESIDENTE. Lo appureremo, però, che sia così.
DI PAOLA. E' sempre lo stesso perché ci sono anche le relazioni da
parte del Centro Studi, signor Presidente. Il Fondo è sempre lo
stesso.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprende l'esame dell'articolo 1.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.1.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Cracolici, stavolta il minuto
in più non glielo do. Una trentina di secondi. Io posso dire quanto
le vorrei dare. Quanto ha sono cinque minuti, io le vorrei dare
trenta secondi.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io continuo a
pensare che la soluzione, che viene qui suggerita, è una soluzione
che, tra l'altro, è in contrasto con quella che suggeriscono gli
Uffici della Regione, non della Presidenza, perché io credo che noi
dovremmo operare, e lo dico come suggerimento positivo - capisco
che, qui, il partito preso però è un modello su cui è difficile
cambiare le corde e l'ascolto - noi dobbiamo far venire meno il
contenzioso, perché se non facciamo venire meno il contenzioso
guardate che ci infiliamo in un tunnel dove non so come potrà
uscirne.
Allora, siccome noi abbiamo usato delle risorse, che erano frutto
del precedente accordo, per coprire il disavanzo che, sicuramente,
avremo nel 2020, cioè le minori entrate causa COVID, gli Uffici ci
suggeriscono, al penultimo capoverso, che sono allo studio
soluzioni legislative, modificative e/o abrogative delle variazioni
del disavanzo della Legge n. 33/2020 e 36/2020.
Allora, la domanda è questa. Se gli Uffici hanno allo studio le
soluzioni legislative, modificative e abrogative, non è opportuno
fare tutto questo nella legge finanziaria? Cioè, non è opportuno
che con la legge finanziaria viene meno il contenzioso con lo Stato
e, quindi, vengono meno le ragioni dell'impugnativa? Cioè, noi
vogliamo tenere in piedi un'impugnativa che pregiudica anche il
bilancio 2021? Io considero questa una follia Una follia
gestionale E non è la soluzione dei trenta milioni che li abbiamo
nei cento, perché i cento sono già figli di un disavanzo presunto
che avremo nel 2020, non nel 2019 di cui, ancora, siamo in attesa
di parifica.
Ricordo che il 2020 è l'anno in cui avremo il peggio introito per
le casse della Regione, sia sull'IVA sull'Irpef e su tutte le tasse
che riscuotiamo come regione, causa COVID e ne abbiamo coperto solo
una parte.
Allora suggerisco e ribadisco che la materia ha bisogno di trovare
soluzione ora, al fine di far cessare il motivo del contenzioso con
lo Stato per salvaguardare sia il 2020, e i funzionari che hanno
fatto i provvedimenti di impegno e di liquidazione, sia il 2021 per
quanto attiene l'esercizio finanziario in corso d'opera.
Dopo di che, se non lo volete fare, ognuno si assume la
responsabilità, ma credo che questa soluzione che gli Uffici
propongono non è la soluzione, mi permetta Presidente della
Regione, che i trenta trovano copertura nei cento. Non sta così la
cosa, non c'entra niente. Quindi, io continuo a pensare che occorre
modificare i meccanismi della legge 20 per evitare che questo
contenzioso ci porti dritti, dritti ad una grave violazione
statutaria secondo i princìpi che lo Statuto prevede, anche come
causa di sanzioni per l'Assemblea regionale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli emendamenti soppressivi sono
ritirati? Permangono? Silenzio assenso significa che sono ritirati?
(Interventi incomprensibili fuori microfono)
PRESIDENTE. Allora rispondetemi. L'emendamento 1.1 di Sammartino,
Cafeo, D'Agostino. Sono presenti? E' ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.8 dell'onorevole Lo Giudice.
LO GIUDICE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.9 dell'onorevole Lupo e altri.
Mantenuto. Ah, scusi, non l'avevo sentito. Quando parlate
togliete, se siamo lontani, la mascherina, sennò non si riesce a
capire. Ovviamente, il Governo e la Commissione sono contrari. Lo
pongo in votazione. Chi resta seduto è contrario, chi è favorevole
si alzi.
(Non è approvato)
(Viene chiesta la votazione per scrutinio nominale)
PRESIDENTE. Dal prossimo, questo lo abbiamo già votato.
Si passa all'emendamento 1.2, soppressivo del comma 1. L'articolo
abbiamo votato.
Siamo all'emendamento 1.14, che è assorbito dal testo.
Si passa all'emendamento 1.3, soppressivo del comma 2. E' ritirato
il soppressivo del comma 2? Onorevole Lupo? No, quindi rimane
valido.
Pongo in votazione l'emendamento 1.11, sempre soppressivo del
comma 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.15 dell'onorevole Marano: Al Comma 2 le
parole 15 giugno sono sostituite dalle parole 15 maggio . Il
parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione è pure contrario. Lo pongo
in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Gli emendamenti soppressivi al comma 3 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.16 dell'onorevole Tancredi, che è
ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 1.
(Viene richiesta la votazione per scrutinio nominale)
Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 65
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 35
Contrari 21
Astenuti 2
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2, che accantoniamo.
Si passa direttamente all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Riduzione spese e maggiori entrate per il patrimonio
regionale
1. Al fine di dare attuazione all'Accordo concluso con lo Stato
in data 14 gennaio 2021 sono introdotte le seguenti disposizioni
per la riduzione delle spese e l'incremento delle entrate
regionali:
a) i canoni per locazioni passive, di cui è onerata
l'amministrazione regionale, in corso alla data della presente
legge, discendenti dal metodo di calcolo di cui all'articolo 27
della legge regionale 15 maggio 2013 n. 9, riguardante anche i
fondi comuni di investimento immobiliare ed i fondi di investimento
alternativo, congruiti o da congruire da parte del dipartimento
regionale tecnico, sono ridotti, dal primo luglio 2021 e sino al
trenta giugno 2024, del 5 per cento annuo anche in deroga alle
eventuali clausole difformi apposte dalle parti, da calcolarsi sul
valore contrattualizzato e congruito secondo il predetto metodo di
calcolo anche in corso di occupazione; è fatta salva la possibilità
per i locatori di recedere dal contratto in essere, a seguito di
preavviso dell'amministrazione in ossequio alla presente legge,
oltre che di non procedere alla stipula di rinnovi in corso. Il
valore economico quantificato al trenta giugno 2024 per ciascuna
locazione che si deve mantenere attiva viene confermato sino alla
scadenza del rapporto o, comunque, sino al trentuno dicembre 2029;
successivamente viene ripristinato, per ciascuna locazione che si
debba mantenere attiva, il valore congruito al trenta giugno 2021
previa riverifica del dipartimento regionale tecnico. In attuazione
di quanto previsto nel periodo precedente le minori spese sono
stimate in euro 1.860.980,18 per l'esercizio finanziario 2022 e in
euro 3.914.635,30 per l'esercizio finanziario 2023;
b) al fine di riprogrammare la spesa dal primo luglio 2024,
acquisendo le congruità del dipartimento regionale tecnico
discendenti dal metodo di calcolo di cui all'art. 27 della legge
regionale 15 maggio 2013 n. 9, entro il trentuno gennaio 2022 i
dirigenti generali comunicano al dipartimento regionale della
funzione pubblica e del personale la consistenza organica per
qualifica in forza al proprio dipartimento; entro il trenta
settembre 2022 il dipartimento regionale della funzione pubblica e
del personale fornisce i dati riconducibili alla ricognizione del
personale regionale che, anno per anno, sarà posto in quiescenza
sino al 2029 e del personale che sino allo stesso termine sarà
mantenuto in lavoro agile, distinto per ciascun dipartimento e sue
articolazioni sul territorio;
c) i canoni per locazioni attive e per concessioni demaniali e
patrimoniali non ad uso governativo, ad eccezione di quelle
relative al demanio marittimo, a decorrere dal 1 gennaio 2022 sono
incrementati del 20 per cento anche in deroga alle eventuali
clausole difformi apposte dalle parti, da calcolarsi sul valore
contrattualizzato e congruito; è fatta salva la possibilità per i
locatari ed i concessionari di recedere dal contratto in essere, a
seguito di preavviso dell'amministrazione in ossequio alla presente
legge, oltre che di non procedere alla stipula di rinnovi in corso.
In attuazione di quanto previsto nel periodo precedente
l'incremento delle entrate viene stimato per l'esercizio
finanziario 2021 in euro 52.626,10 e per gli esercizi finanziari
2022 e 2023 in euro 75.580,48 annui;
d) entro il 31 dicembre 2029 l'amministrazione è autorizzata a
proseguire nelle dismissioni patrimoniali a titolo oneroso per
pubblico incanto dei beni non funzionali alle esigenze della
pubblica amministrazione. I beni individuati con delibera di giunta
regionale dismessi a titolo oneroso con procedure ad evidenza
pubblica, costituiscono un elenco oggetto di pubblicazione nella
sezione Amministrazione trasparente del sito internet
dell'Assessorato regionale dell'Economia e, contestualmente,
trasmesso con gli allegati alla Commissione Bilancio'
dell'Assemblea regionale siciliana;
e) la misura dei canoni dovuti per le concessioni demaniali
marittime è rideterminata, a decorrere dall'1 gennaio 2022, con
decreto del Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore
regionale per il territorio e l'ambiente, d'intesa con l'Assessore
regionale per l'economia, da emanarsi entro sei mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge.
2. L'Assessore regionale per l'economia presenta una relazione
sull'attuazione del presente articolo entro il 31 ottobre alla
Commissione Bilancio. Le presenti disposizioni si applicano agli
enti e le società ricomprese nel gruppo amministrazione pubblica
riferibile alla Regione siciliana ai sensi dell'allegato 4/4 del
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118.
3. Al fine di completare il processo di razionalizzazione e
ottimizzazione dell'utilizzo, a qualunque titolo, degli spazi
destinati all'archiviazione della documentazione cartacea, le
amministrazioni regionali competenti, previa valutazione degli atti
da eliminare, procedono entro il 31 dicembre di ogni anno allo
scarto degli atti di archivio, nel rispetto della normativa
vigente. Le predette amministrazioni comunicano annualmente
l'elenco degli spazi ad uso archivio resisi liberi all'esito della
predetta procedura, per consentire, ove possibile, un processo di
riunificazione degli spazi deputati a tali finalità».
E' stato chiarito, ieri, la lettera c) che aveva dei problemi ed
è stato modificato?
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signore Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intervengo per comodità anche dei lavori dell'Aula una volta sola
sull'articolo 3, non per ogni singolo comma, evidenziando che la
Commissione IV aveva approvato l'emendamento proposto dal Partito
democratico che prevedeva, come sa bene l'assessore Cordaro che era
in Commissione, l'abbattimento dei canoni demaniali relativi alle
concessioni demaniali marittime per l'anno 2021.
Nel testo che poi è arrivato in Aula è scomparsa questa
previsione. Noi abbiamo presentato un emendamento che è stato
rubricato e prevede espressamente la copertura a valere sul Puc
perché, a seguito delle riflessioni che sono state fatte nel corso
della discussione generale, ho capito che c'è questo margine più
ampio sulle coperture non solo sul Poc ma anche sul FESR, e sugli
altri strumenti a valere sui fondi comunitari per garantire le
possibili coperture.
Secondo gli studi che abbiamo fatto noi le coperture per
garantire, anche per quest'anno, l'abbattimento per intero dei
canoni demaniali a valere sul Puc ci sono. Quindi, Presidente, noi
chiediamo che l'Assemblea si pronunci espressamente su questo
emendamento, dopo aver ritualmente preso il parere della
Commissione ed il parere del Governo ricordando che il settore dei
balneari è certamente uno dei settori più colpiti e, come ha avuto
ristoro, lo scorso anno, in finanziaria riteniamo che debba essere
garantito anche nel corso di questo esercizio finanziario.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, il parere è
contrario perché manca la copertura.
PRESIDENTE. Però la copertura su questo emendamento che abbiamo
noi, la copertura sui Poc non è ammissibile. Non si può coprire il
Poc con la minore entrata.
BARBAGALLO. Signor Presidente, io credo se ho capito bene, che sul
POC non ci sono più coperture. C'è questa previsione che ha
cambiato il Governo che è sul PUC. E siccome è sul PUC noi
chiediamo sempre la stessa copertura. Certo che se non c'è
copertura per i balneari non c'è copertura per gli altri 55 milioni
di euro in finanziaria sul PUC.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, in ogni caso, la minore entrata
non può essere coperta su fondi che sono destinati ad investimenti.
Questo è il problema. Quindi se il Governo avesse una sua copertura
io lo metterei in votazione. Ma siccome il Governo ha detto che
copertura non ce n'è
BARBAGALLO. Signor Presidente, sul PUC - come è facile leggere dal
testo della finanziaria - non è che sono coperti solo investimenti.
Sono coperti ristori, sono coperti rimborsi, sono coperti
finanziamenti a teatri, non mi faccia andare oltre Perché è sotto
gli occhi di tutti la copertura con il POC fantasiosa della nottata
PRESIDENTE. La prego, onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Io chiedo che venga messo in votazione. E l'Aula
decide. Perché non capisco qual è il motivo
PRESIDENTE. Gli Uffici mi dicono che non è possibile metterlo in
votazione perché altrimenti lo avrei già fatto, onorevole
Barbagallo. Ma c'è l'inammissibilità dovuta alla copertura.
BARBAGALLO. Quindi ci regoleremo di conseguenza. Questo davanti
all'Aula: se la copertura per i balneari è inammissibile, per la
ragione che il PUC non copre questo tipo di copertura, varrà per
tutti gli altri 15/20 articoli a valere sul PUC, no?
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, il punto è che questa è una
minore entrata, non è qualcosa che si sta spendendo. E quindi la
minore entrata non può essere coperta in questa maniera. Altre cose
sono coperte con questi strumenti. Ma la minore entrata non può
essere coperta da questo.
BARBAGALLO. Bene, allora dico che se su questo tema, visto che la
Commissione di merito si era pronunciata favorevolmente, l'Aula si
intende pronunciare, potremmo trovare un'altra copertura. A meno
che il Governo è contrario, come ha detto ora l'Assessore Armao, e
non ne vuole sapere di coperture.
PRESIDENTE. Se il Governo è contrario all'emendamento, è un conto,
se è perché non ha copertura se vuole lo accantono e poi vediamo
cosa succede se si riesce a trovare un'altra copertura. Ma più di
questo non posso fare.
BARBAGALLO. Se lo accantona, gliene sarei grato.
PRESIDENTE. Allora l'emendamento è accantonato. In fase di
votazione dell'articolo rimane la possibilità di andare a
verificare.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lantieri ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
n. 961/A e n. 962/A
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge n. 961/A e n. 962/A
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io cercherò
di intervenire una sola volta per articolo. Signor Presidente,
posso dire che nella riscrittura sono in parte contento. Perché per
la prima volta, signor Presidente, per la prima volta escono fuori
i totali dei fitti passivi della Regione siciliana.
Finalmente possiamo fare un calcolo certo, perché adesso possiamo
in maniera corretta calcolare la percentuale e quindi l'eventuale
guadagno se diminuisce quella percentuale. Cosa che avevamo chiesto
più e più volte in Commissione Bilancio E adesso in Aula, dopo che
ci siamo accorti tutti che l'articolo 3 nuovamente era stato
scritto in maniera sbagliata, finalmente l'Assessore si presenta
con una riscrittura dove sono inseriti gli stanziamenti per l'anno
2020, 2021, 2022 e 2023.
Signor Presidente, nonostante questo, comunque, rimangono i forti
dubbi su questo articolo. Perché noi - ricordiamoci - stiamo
cercando di diminuire i costi dei fitti passivi, non so come perché
poi si dovrebbe andare a ricontrattare con chi ha fatto l'affitto e
quindi andare a diminuire i costi.
E poi, signor Presidente, ci sono altre due ulteriori
problematiche che voglio esporre all'Aula. La prima che riguarda -
e c'è un emendamento in questa direzione - il censimento della
Regione siciliana, questa volta per fare emergere quali sono gli
immobili di proprietà della Regione siciliana. Visto che abbiamo
fatto emergere, finalmente, i fitti passivi che sono di circa 40
milioni di euro e adesso qua c'è una carta scritta che dice questo,
facciamo emergere, c'è un emendamento molto semplice, che dice che
nelle more del completamento del censimento immobiliare della
Regione siciliana. Censimento immobiliare che è da anni che ci
portiamo dietro e che non abbiamo mai completato. Diamoci almeno
l'impegno di poterlo completare e inseriamolo all'interno
dell'articolo 3.
Chiudo dicendo, onorevoli colleghi, che la diminuzione dei fitti
passivi non può dipendere dalla realizzazione del mega centro
direzionale. Io, qui, lo voglio dire in maniera chiara. Noi stiamo
spendendo, signor Presidente, 14 milioni circa per la progettazione
e poi spenderemo 425 milioni di euro per la realizzazione di questo
mega centro direzionale. E questo articolo 3, per certi versi, così
come l'accordo che è stato fatto con lo Stato, i fitti passivi
diminuiscono solo se c'è la realizzazione di questo mega centro
direzionale.
Ora, colleghi, durante la pandemia è cambiato il mondo. La gente
non si sposta e si sposterà sempre meno anche in futuro. Noi, col
megacentro direzionale, andremo a concentrare in un'unica area
migliaia e migliaia di persone, quando, invece, oggi, si parla di
smart working e si parla di lavoro decentralizzato.
Colleghi, allora, al di là del fatto che, finalmente, sono emersi
i costi dei fitti passivi, questo articolo 3, a lungo andare, non
si regge. E non si regge perché la Regione siciliana, e c'è pure il
soppressivo sull'articolo, perché la Regione siciliana, a lungo
andare, questo megacentro direzionale non riuscirà a realizzarlo,
perché è anacronistico, perché non c'è un piano di mobilità.
Quindi, signor Presidente, chiudo l'intervento dicendo che c'è sia
l'emendamento soppressivo a questo articolo, che chiedo
all'Assemblea di valutare, sia l'emendamento modificativo per
l'inserimento del completamento del censimento immobiliare.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cannata ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
962/A
Riprende la discussione unificata dei disegni di legge n. 961/A e
n. 962/A
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io su questo articolo ho presentato
due emendamenti. Uno è relativo al 1 comma, alla lettera a) e
l'altro è relativo alla lettera c).
Il primo, riduce del 5 per cento i canoni di locazione in essere.
Io ribadisco, tu puoi ridurre tutto quello che vuoi ma, in vigenza
contrattuale, coloro che hanno sottoscritto un contratto con
l'amministrazione regionale possono rivalersi davanti ad un
giudice, è già successo, non sto parlando di cose improbabili,
rispetto ai quali la Regione sarà onorata dai costi giudiziali,
onerata, onerata, dai costi giudiziali. Credo che questa norma sia
illegittima, perché noi, in vigenza di contratto, si applica il
codice civile, non puoi mutare, in vigenza di contratto, le
disposizioni contrattuali. Non può una legge ordinaria cambiare il
codice civile. O il Governo, quindi, scrive la norma dicendo alla
scadenza dei contratti si ridurranno gli oneri di locazione, a
partire dal rinnovo , oppure non puoi cambiare unilateralmente i
contratti.
La seconda norma, è quella invece della lettera c) che stabilisce
che c'è un aumento indiscriminato del 20 per cento dei canoni di
locazione.
La dico così brutalmente: stiamo parlando anche delle case
popolari. Stiamo, cioé, dicendo alle persone che hanno un rapporto
di locazione per patrimonio pubblico regionale o controllato dalla
Regione, che in piena pandemia gli aumentiamo la casa. Questo,
allora, è un fatto politico, cioè il Governo sta scegliendo di
colpire una platea estesissima per fare, come dire, un'operazione
di cassa ma, che non ha un fondamento sociale, ecco perché invito
il Governo a rivedere sia la lettera a) per i profili di
illegittimità della norma, sia la lettera c) per i profili
dell'effetto sociale che questa norma ha.
In pratica, noi d'emblée aumentiamo del 20 per cento i canoni di
locazione. Ma dico, ma per davvero pensate che un Governo in piena
emergenza risolve il problema aumentando il costo di abitazione
delle persone?
Io penso che il Governo dovrebbe riflettere attentamente su
queste, sul combinato disposto delle due norme. Lo invito a fare,
in ogni caso ci sono gli emendamenti che prego l'Aula di valutare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, Governo, colleghi, la lettera a)
dell'articolo 3, oltre a quanto evidenziato correttamente dal
collega Cracolici, tra l'altro predispone non solo la norma a
diverse impugnative, ma impone anche che in caso di rescissioni
contrattuali anche il pagamento di quelle che sono poi le pigioni
derivanti, appunto, da questa causa di rescissione,
conseguentemente l'approvazione di questo articolo comporterà un
aggravio delle spese, in particolare della lettera a), per la
Regione siciliana.
Lo stesso obiettivo si potrebbe ottenere mediante una
interlocuzione tra il Governo sui singoli contratti.
Non è possibile fare una norma per dare copertura, una norma
peraltro regionale, perché se l'idea di questo Governo era quella
di fotocopiare le normative nazionali che hanno ottenuto lo stesso
risultato ma con una norma di pari rango, lo stesso risultato
difficilmente si potrà ottenere con l'approvazione di una norma
regionale, a meno che non consideriamo il Codice civile più come
una mera traccia che non come una legge nazionale.
Per cui, io inviterei il Governo, in particolare sulla lettera a),
o ad accantonarla e a rivederla o, comunque, a utilizzare altri
strumenti di natura amministrativa per ricontrattualizzare gli
affitti e diminuirne il costo, perché questa norma non solo non
produrrà l'effetto desiderato, ma produrrà il moltiplicarsi del
contenzioso e anche il pagamento di diverse clausole rescissorie
che sono contenute in ogni genere di contratto e che possono
ammontare fino a 18 mensilità.
Quindi, pregherei il Governo di rivalutare attentamente la lettera
a) perché ci sono più pericoli che risorse.
PRESIDENTE. Prima del prossimo intervento, volevo un chiarimento
dall'assessore Falcone. Noi stiamo incrementando del 20 per cento i
canoni per avere un risultato complessivo di 75 mila euro? E' 75
mila euro l'incremento annuo, cioè le entrate annue sarebbero di 75
mila euro?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, volevo precisare - per rassicurare l'onorevole
Cracolici, ma anche i colleghi parlamentari - che la lettera c) non
riguarda gli Istituti autonomi case popolari, proprio per la stessa
parola. E, infatti, come ha detto il Presidente Micciché,
giustamente, 75 mila euro ove riguardasse gli Istituti autonomi e
non riguarda, lo dobbiamo anche dire proprio perché hanno
un'amministrazione completamente separata, non è l'amministrazione,
non sarebbe certamente 75 mila euro, non riguarda questo tipo di
patrimonio, dopodiché vorrei anche dire che il Governo regionale ha
proceduto all'esenzione il cui decreto è stato già firmato e già
dalla settimana prossima sarà data attuazione.
Considerate che dall'aprile del 2020 sino all'ottobre del 2020 per
sei mesi saranno esentati tutti gli aventi diritti locatari, cioè
quelli di fascia a), quelli di fascia b) e quelli di fascia c).
Tempo fa il presidente Fava disse che era preoccupato. Ecco che a
distanza di qualche mese, signor Presidente, noi siamo oggi nelle
condizioni - dati alla mano - di poter erogare a tutti gli AICP
partendo da Palermo, che prenderà circa 6 milioni 400 mila euro;
quello di Catania 4 milioni e così via tutti gli altri avranno un
ristoro covid, appunto esentando tutte le 50 mila famiglie in
Sicilia per ben sei mesi.
Questa norma non riguarda il patrimonio dell'Istituto autonomo
case popolari, riguarda tutti coloro...
(Intervento fuori microfono)
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità le
abitazioni relative agli immobili di patrimonio regionale sono dati
in capo ai comuni, quindi anche in questo caso hanno una loro
autonomia.
PRESIDENTE. Insomma, qualche cosa che non mi quadra c'è, cioè noi
stiamo facendo un incremento del 20 per cento per avere 70 mila
euro l'anno di incremento nella casse della Regione? Non lo
capisco. Vabbè, insomma, per carità, andiamo avanti.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, io vorrei
precisare che questo articolo va letto interamente cominciando dal
comma 1.
Il comma 1 dice: al fine di dare attuazione all'accordo concluso
con lo Stato . Questa è una richiesta che è stata puntualmente
indirizzata al Governo regionale dal Governo nazionale; abbiamo
cercato di resistere in tutti i modi, in tutte le condizioni, col
ragioniere generale, con tutti i componenti del tavolo che ha
negoziato con il - lo ricordo per l'Aula - col Viceministro Misiani
del Partito Democratico, e con il Capo di Gabinetto del Ministro
Provenzano, perché sia chiaro, che contiene delle voci che devono
determinare minori uscite e maggiori entrate.
Quindi, non è una idea richiesta dal Governo questa mattina di
cominciare a vessare questo o quell'altro, non stiamo vessando
nessuno. Dobbiamo garantire maggiori entrate e minori uscite per
rispettare quell'accordo; accordo che, ripeto, probabilmente è
superfluo per la gran parte di voi però è importante precisarlo,
senza il quale la Sicilia non sarebbe stata l'unica regione ad
ottenere la possibilità di non accantonare quest'anno 421 milioni
di euro per il disavanzo, ed essere l'unica regione che può
spalmare il disavanzo in dieci anni.
Quindi, questo è il contesto, tant'è che quest'anno come mai
accaduto e il Parlamento lo dovrà approvare ovviamente nelle forme
che riterrà, accanto al bilancio dovrà essere approvato un piano di
rientro, un piano di risanamento, che è stato redatto dagli uffici
e che prevede per quest'anno minori spese per 40 milioni, per
l'anno prossimo per 80 milioni, e per il terzo anno per 120
milioni. Queste sono minime però diamo il segnale che incrementiamo
per il Dipartimento finanze le entrate.
Condivido in pieno quello che ha detto il collega Falcone nel dire
che la normativa sulle case popolari è una disciplina specifica e
in nessun modo intaccata da questa previsione.
Riguardo ai dubbi sul piano tecnico-giuridico che sono stati
svolti circa la applicabilità ai contratti in essere, il
Dipartimento finanze ha elaborato questa proposta sulla base di due
pronunce del Tribunale di Palermo che hanno, con riguardo a
contratti in essere, ritenuto legittima da parte della Regione,
alla stregua del quadro normativo esistente, la possibilità di
intervenire per ridurre gli oneri di locazione.
Quindi, sotto questo profilo il Dipartimento ha proposto questa
norma, sulla base di precedenti giurisdizionali adottati dal
Tribunale di Palermo. Se volete, vi do anche gli estremi in modo da
consentirne la consultazione, ma sono precedenti che fanno
riferimento alla legge regionale che già nel 2013 nella precedente
legislatura era intervenuta in merito e che peraltro conteneva,
appunto, una riduzione, poi noi abbiamo messo una riduzione con una
quantificazione, poi si può valutare condividere o meno questa
quantificazione, però ecco che si possa intervenire sui contratti
in essere è confortato dalla giurisprudenza, ovviamente non stiamo
parlando di cassazione stiamo parlando di Tribunale, però del
Tribunale di Palermo con due pronunce che ho qui con me.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha
facoltà.
CARONIA. Grazie, Presidente. Innanzitutto, devo prendere atto con
grande felicità e con soddisfazione che gli affitti che la Regione
paga per gli immobili non sono di 60 milioni, come da certa stampa
è stato tempo fa diffuso, e sicuramente non sono neanche destinati
ad anonimi possessori di fondi alle Cayman, cosa che devo dire ha
lasciato tutti noi piuttosto sgomenti. Assessore Armao, ci fa
piacere vedere che gli importi sono ben definiti e che le riduzioni
evidentemente si applicano su importi che non penso vadano a fondi
delle Cayman, né tantomeno ad anonimi possessori.
Dopodiché, devo anche dire che io ho presentato un emendamento con
il quale porto al 15 per cento perché, poiché nella voglia di
risparmiare e far sì che questa Regione possa effettivamente
ridurre quelli che sono i costi che possono essere tagliati, io
sono assolutamente favorevole, tanto da avere presentato un
emendamento che porta al 15 per cento, così come è previsto dalla
legge del 2012 dell'allora Presidente Monti che lo applicò agli
enti locali, e poiché non è stata mai applicata, potrebbe essere
oggi una soluzione.
È chiaro che davanti a principi del diritto, io mi metto molto in
una condizione di assoluta inferiorità, perché ritengo che ci siano
delle motivazioni, probabilmente legate al Codice civile, che
probabilmente fanno emergere dei dubbi in merito alla possibilità
che effettivamente si possa fare, ma se questo, così come ha detto
l'assessore Armao, di cui chiedo per piacere di avere l'attenzione,
assessore Armao, grazie assessore - soltanto perché vorrei evitare
di dire cose che magari poi non siano bene comprese - qualora ci
fosse la possibilità, appunto, di fare effettivamente queste
riduzioni in corso d'opera e che comunque non si debba aspettare il
dettato della Corte costituzionale, io ritengo che questa riduzione
vada ampliata e vada portata al 15 per cento, perché la volontà di
volere far risparmiare alla Regione dei soldi che servono per fitti
passivi ce l'abbiamo tutti, ed è chiaro che siccome la costruzione
- per norma, perché lo leggo dalla norma - della costituzione del
centro direzionale, richiede entro trent'anni, trent'anni sono
tanti; ed allora, perché non cominciare in un'opera di risparmio
sin da subito, in maniera incisiva, invece facendo un'azione decisa
e coraggiosa, ammesso che questo si possa fare. Grazie, Presidente.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Grazie Presidente, per consentirmi nuovamente di
intervenire sul punto.
Assessore Armao, avrei bisogno un attimo della sua attenzione.
L'unica normativa a livello nazionale che consente la riduzione dei
canoni per i fitti contratti da amministrazione pubblica, è un
decreto legislativo del 2014, il numero 66, il quale prevede per le
Regioni la possibilità di attivare meccanismi similari, in difetto
di recepimento di questo decreto legislativo che noi non abbiamo
mai recepito, purché la normativa alternativa consenta un risparmio
di spesa non inferiore a questo decreto legislativo, cosa che noi
con il cinque percento non stiamo ottenendo.
Quindi, delle due l'una: o noi portiamo la norma regionale
all'interno delle possibilità contemplate dal decreto legislativo,
oppure stiamo agendo: a) in difetto di recepimento; b) stiamo
addirittura agendo contro legge.
Quindi, Presidente Micciché, io nuovamente la invito ad
accantonare l'articolo, perché la lettera a) del comma 1 è
illegittima in qualunque modo la leggiamo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
assessore Falcone, colleghi parlamentari. Presidente, innanzitutto
sono contento che lei è in Aula e insieme a noi quest'anno può fare
la finanziaria.
A proposito del demanio, lo ha detto bene il mio segretario,
onorevole Barbagallo. Io capisco che questa norma voi l'avete
subìta, quella del demanio. Subìta nel senso che è una norma che è
nata in II Commissione l'anno scorso che prevedeva lo sgravio per
gli oneri del demanio nel 2020 per il 100 per cento e per il 2021
per il 50 per cento.
Ora, si è risolta la crisi economica che riguarda il settore?
Ovviamente no. I balneari quest'anno il problema lo hanno avuto e
lo hanno avuto ancora peggio di quello che noi ci immaginavamo
quando abbiamo fatto la finanziaria. Allora, è necessario che il 50
per cento che avevamo previsto per il 2021 diventi il 100 per cento
e, anzi, dobbiamo prevedere per il 2022 il 50 per cento. E non è
vero che non è possibile intervenire sul Poc, perché sul Poc mi
permetto di ricordarvi che noi abbiamo finanziato anche la
copertura per il pedaggio autostradale. Copertura del pedaggio
autostradale.
Però, io mi permetto di dirle, fermo restando, Presidente, che qui
non viene nessuno a spararla più grossa degli altri, siamo qua per
dare il nostro contributo. E io penso che solo attraverso il
rispetto reciproco possiamo almeno provare a fare un confronto
civile, perché se iniziamo, lei per primo, ad insultarci noi
sicuramente non arriveremo mai a trovare un minimo di sintesi.
Allora, può darsi che non va bene la copertura sul Poc, però io la
prego, considerato che i balneari veramente hanno bisogno, hanno la
necessità di avere questo ulteriore 50 per cento per il 2021 e il
50 per cento per il 2022, io sono sicuro che con un po' di buona
volontà noi questa soluzione attenzionata dall'onorevole
Barbagallo, ma che è patrimonio del Parlamento perché l'ha
condivisa nella scorsa finanziaria, la possiamo portare a termine.
L'altra riflessione che volevo fare era in merito alla lettera c).
la prego Presidente, lo so che è Cracolici che disturba, ma lo fa
in maniera scientifica perché è geloso dei miei interventi, lei
questo non lo sa, Presidente.
Allora, la lettera c). Cracolici ha evidenziato un problema.
L'Assessore è intervenuto, ha detto non è così , Armao al volo.
Purtroppo, non è come dicono loro. Perché non è come dicono loro?
Sono tecnico in materia, perché così come è scritta la norma fa
riferimento ai canoni per locazione attivi. I canoni per locazione
attivi ci sono anche quelli della legge 15 che hanno permesso la
realizzazione degli alloggi popolari regionali.
Allora, siccome è così, siccome è così, noi lo dobbiamo scrivere
meglio, perché a volte noi magari qualcosa in più la diciamo, come
ha detto lei prima nel suo intervento, a chi la spara più grossa,
ma qualche volta anche voi le scrivete alcune cose che non hanno i
piedi per camminare. Quindi, va riscritta bene questa norma, perché
non è vero come è stato detto che non riguarda gli IACP; riguarda
sicuramente quelli relativi alla legge 15. Giusto onorevole
Cracolici?
Detto questo, questo appostamento che stiamo facendo di risorse,
ma guardate che è insignificante. Perché è insignificante? Noi
stiamo prevedendo alla lettera c) l'entrata di 75 mila euro, però
nello stesso tempo diciamo che queste risorse devono venire per
l'incremento del 20 per cento, tranne se non intendono procedere
alla rescissione del contratto.
Quindi, noi stiamo prevedendo 75 mila euro, che sicuramente di
questi 75 mila euro molti non andranno a rinnovarsi i contratti e,
quindi, non solo perdiamo il 20 per cento, perderemo l'intero
canone di affitto.
La verità qual è? Sbaglia l'assessore Armao quando cerca di
scaricare le responsabilità dell'accordo che avete fatto con il
Governo nazionale. Non è qualcosa che ha imposto il cattivo
Provenzano o il cattivo Governo, è qualcosa che Armao ha
determinato e discusso, è un accordo che avete fatto insieme, che
avete fatto insieme. La verità è che quell'accordo non prevede - ed
è la scommessa di tutti noi, ma io sono sicuro che è anche la sua
scommessa - non è quella di abbattere del 20 per cento il canone,
la verità è che il motivo di quell'accordo, nella parte relativa al
risparmio, noi dobbiamo essere capaci a ridurre i fitti, a ridurre
i contratti di affitto, questa è la scommessa. Le locazioni sono la
scommessa che dobbiamo fare, cosa che, invece, non è in questa
lettera c).
Quindi, io vi prego di fermarci e sistemare questa lettera c) e
cercare di trovare le soluzioni per impegnare le risorse per il
demanio.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. Grazie. Prego, assessore Cordaro.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente. Io intervengo perché alla valutazione dell'onorevole
Barbagallo è seguita quella dell'onorevole Dipasquale.
E allora, con riferimento ai canoni demaniali, io invito tutti i
colleghi a leggere l'articolo 3, comma 1, lettera e).
Proprio perché nessuno come questo Governo, in un tempo così
complesso come quello della pandemia, ha tenuto in considerazione
un mondo importante come quello dei balneari in ragione del PIL che
producono e dell'occupazione che determinano, nella scorsa legge di
stabilità avevamo immaginato, appunto, l'esenzione per l'anno 2020
e la riduzione del 50 per cento dell'anno 2021.
Abbiamo approvato questa legge di stabilità. Cosa abbiamo fatto
con grande ragionevolezza e senso di concretezza in questa legge di
stabilità? Dovendo comunque tenere presente, perché non ci dobbiamo
mai discostare da questo principio che è stato il vademecum nella
scrittura di questo disegno di legge, dovendo tenere presente
l'accordo concluso con lo Stato il 14 gennaio 2021 - così come si
legge anche in premessa dell'articolo 3 del disegno di legge sulla
legge di stabilità - abbiamo immaginato al comma e), che invito
tutti i colleghi a leggere, che la misura dei canoni dovuti per la
concessione demaniale marittima è rideterminata, ovviamente a
decorrere dal 1 gennaio 2022, con decreto del Presidente della
Regione su proposta dell'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente, d'intesa con l'Assessore regionale per l'economia, da
emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge.
Ciò significa - e questo credo sia onestà intellettuale, oltre che
una buona norma - che lo decideremo insieme dopo avere approvato
questo disegno di legge e averlo trasformato in legge, perché da
qua a giugno avremo la possibilità di comprendere cosa accadrà
nella nostra terra e, quindi, avremo la possibilità di comprendere
se dobbiamo seguire l'iter intrapreso l'anno scorso e quindi
riaffermare la riduzione del 50 per cento, se magari Iddio, la
stagione riparte, potremmo fare valutazioni diverse, oppure se,
facendo tutti gli scongiuri del caso, nel caso in cui la stagione
non dovesse ripartire, abbatterlo così come oggi viene proposto.
Questa è una norma seria e di buon senso e per questa ragione io
invito il Presidente della Regione così come peraltro già stabilito
dagli Uffici, a non porre in votazione quell'emendamento, ma non
perché non lo condividiamo politicamente, perché è assolutamente
condivisibile, così come però è stato detto dagli Uffici
dell'Assemblea e così come è stato detto dal Presidente
dell'Assemblea, è necessario fare una valutazione che nel merito
abbiamo fatto e che da qui a sei mesi potremo tradurre in norma
concreta.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha
facoltà.
FOTI. Grazie, Presidente. Intanto gradirei ricevere da parte
dell'assessore Armao queste pronunce dei tribunali in merito alla
riduzione, a posteriori, di un contratto perché diciamo con la
massima fiducia questa conversazione è avvenuta anche in
Commissione Bilancio' dove anche noi avevamo rilevato come le
somme complessive dalle disposizioni di quest'articolo appaiano
intanto incerte, incerte perché non sappiamo quali di queste
ricontrattazioni andranno a buon fine. In effetti, diciamo,
normalmente quando si stringe, diciamo si fa un contratto di
affitto, le regole valgono fino alla fine di quel contratto.
D'altronde in queste settimane ci siamo anche, come dire, abbiamo
ragionato sulla richiesta, ad esempio, di chi ha delle attività
commerciali o ristoratori che chiedevano, ci chiedono: Per
piacere, convincete chi ci ha affittato i locali a farci pagare di
meno alla luce delle minori entrate che abbiamo avuto a causa del
Covid. . Però, purtroppo abbiamo dovuto apprendere che questa
ricontrattazione non può avvenire se non nel caso in cui entrambe
le parti siano d'accordo. In questo caso, io mi sarei immaginata,
insomma, che l'assessore Armao avesse potuto verificare contratto
d'affitto per contratto d'affitto, anche per via amministrativa
senza bisogno di una legge.
Però, Presidente, ragionando me ne sono fatta una ragione perché
sempre nel famigerato accordo tra Stato e Regione, all'articolo 2,
lettera g) c'è scritto che noi, la Regione deve razionalizzare
l'utilizzo degli spazi occupati degli uffici pubblici al fine di
conseguire una riduzione di spesa per le locazioni passive della
Regione.
Quindi, cari colleghi, siamo costretti a fare una legge perché,
normalmente, un Assessore sano di mento non sarebbe venuto in Aula
a farsi trivellare dalle nostre obiezioni, si sarebbe fatto il suo
lavoro in Assessorato, ma ha bisogno di una legge.
Lettera h). Tutti vogliamo ridurre il canone, ma ci mancherebbe
Ma, guardi, glielo ridurrei anche a posteriori tanto oramai le cose
si possono ridurre a posteriori, com'è avvenuto con l'impugnativa e
con la modifica del decreto legislativo del 2019, la modifica è
avvenuta nel gennaio 2021. Va bene, si cambiano le regole del gioco
proprio mentre si sta facendo goal, si decide che la porta
dell'avversario ha cambiato posto e, quindi, si fa autogoal. Va
bene.
Lettera h) dice che: La Regione deve valorizzare le entrate ed
io per valorizzare intendo anzitutto verificare che le entrate
siano vere e, poi, aumentarle verosimilmente o, almeno, non
diminuirle se valorizzare le entrate, ricognizione del patrimonio,
canoni di concessione, quindi, tra parentesi, ci specificano anche
come dobbiamo valorizzare. Ora, se questo valorizzare le entrate
della Regione significa diminuire io appongo la firma a questo
emendamento, ma se valorizzare le entrate significa aumentarle,
caro collega Barbagallo, ci piacerebbe tanto ma mi sa che non è
fattibile.
Potremmo distrarci, fare finta che tutto questo non sia avvenuto,
invece no. Nella prescrizione, perché sembra veramente la
prescrizione di un medico, di questo accordo Stato-Regione, ci dice
al punto 6): In caso di mancata attuazione degli impegni di cui al
punto 1) e 2), si rescinde tutta la spalmatura di disavanzo .
Quindi, mi pare che siamo incatenati. Dobbiamo, praticamente, dopo
che hanno ingoiato loro, ingoiare anche noi. Grazie, signor
Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Foti. E' iscritto a parlare
l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.
FAVA. Grazie, Presidente. intervenendo su norme che prevedono
tagli e che li prevedono con un dettaglio di spesa ammirevole che,
però, pretende naturalmente di essere supportato da una assoluta
verità dei conti, credo che ci siano alcune perplessità, che sono
state anche sottolineate dai colleghi. Assessore Armao, vorrei la
sua attenzione perché riguarda uno dei punti sui quali lei si è
impegnato di più.
Leggo che sulla riduzione dei canoni passivi registreremo un
risparmio, per il 2021, di 986 mila 423 euro e dieci centesimi.
Ammirevole che ci sia stata la capacità di individuare anche i
dieci centesimi risparmiati. Tutto ciò, però, partendo da una
presunzione che lei, Assessore, qui ha riferito in base ad una
giurisprudenza del Tribunale di Palermo, che mi permetta di
definire piuttosto parziale, e cioè che se la Regione decidesse, in
autonomia, di rivedere questi canoni, la giurisprudenza dà ragione
a quest'atto, diciamo, di autotutela economica della Regione.
Noi abbiamo, però, una giurisprudenza parallela di segno diverso.
Nel 2020 una sentenza della Corte d'Appello ha dato ragione alla
FINGIAT SRL, una società immobiliare, FINGIAT che col governo
Crocetta aveva avuto una riduzione, in autonomia, del canone di
affitto e la Regione è stata costretta a pagare un milione più le
spese processuali. Le risparmio l'elenco delle altre imprese,
aziende, società immobiliari che, in questi anni, hanno ricevuto,
da parte della Regione, una riduzione in autotutela e che si sono
viste riconoscere le loro ragioni in sede giudiziaria.
Per cui, noi stiamo preferendo al centesimo il risparmio ma, de
iure condito, noi rischiamo che questo risparmio resti
assolutamente aleatorio perché se altri tribunali, altre Corti
d'Appello daranno ragione alle eventuali imprese che dovessero
opporsi a questo taglio del cinque per cento, com'è accaduto in
passato, le cifre che noi qui stiamo evidenziando resterebbero
puramente letterali.
Mi permetta di aggiungere un'altra cosa, Assessore: noi avevamo
chiesto, come Commissione Antimafia', qualche settimana fa,
nell'ambito di un'indagine che stiamo facendo, la possibilità di
conoscere la spesa complessiva della Regione siciliana per le
locazioni passive. Ci è stato risposto dal suo Capo di Gabinetto
che per riscontrare la richiesta occorrono almeno trenta giorni
dato il complesso volume dei dati richiesti. Tutto questo pochi
giorni fa.
Allora, delle due l'una. O il suo Gabinetto mente alla Commissione
Antimafia', assumendo di non possedere i dati che invece ha,
oppure mente all'Aula quando individua il costo esatto, in 39
milioni e cocci, degli affitti passivi. O ha mentito all'Aula oggi,
quando ha dato la cifra madre da cui individuiamo le detrazioni del
cinque per cento, o ha ritenuto di mentire alla Commissione
Antimafia' dicendo: Noi queste cifre non le possediamo e abbiamo
bisogno di almeno trenta giorni che scadrebbero - secondo la
lettera che abbiamo ricevuto - il 10 aprile per poterle dare queste
cifre .
O l'una o l'altra, Assessore.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Fava. E' iscritto a parlare
l'onorevole Cafeo. Ne ha facoltà.
CAFEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ripeto molte
delle considerazioni che sono state già fatte, non ultima quella
dell'onorevole Fava. Non voglio ripetere cose già dette però è
evidente, risulta evidente che un po' tutta la finanziaria, ma
soprattutto questa parte, non è altro che un esercizio per poter
dire: noi abbiamo fatto i compiti poi, se domani succede qualcosa
o vengono impugnate, oppure , tanto domani dobbiamo fare la
finanziaria, poi domani si vede quello che succede e chi pagherà i
cocci .
Anche perché abbiamo visto che, a prescindere dall'approvazione
dei singoli articoli, l'andazzo generale è quello di trasferire
alle prossime, ai prossimi presidenti della Regione, l'onere di
mettere in campo delle politiche diverse perché vede non ho mai
partecipato, assessore Armao, ad una trattativa Stato-Regione,
quindi posso anche dire delle baggianate', però, a mio avviso,
quello che emerge in tutto questo, questa è la quarta legge
finanziaria che questo Governo presenta all'Aula ed io vi
sottolineo questo aspetto perché ritengo che sia giusto che rimanga
agli atti e perché ritengo che non si possa fare politica andando a
cercare responsabilità sempre nei Governi precedenti o nei Governi
nazionali, perché sono convinco, a prescindere se ci sarò nella
prossima legislatura, che il prossimo Governo darà la
responsabilità al Governo precedente.
Il tema principale non è questo, non è una vittoria di una parte
rispetto all'altra, ma il vero tema principale è e lo vorrei sapere
dall'assessore Armao: quali sono le norme che prevedono, anche per
aver previsto lo spalmamento dei 400 milioni nei 10 anni, un
incremento di entrate per sviluppo economico? Perché la verità,
assessore Armao, è che, secondo me, in una trattativa Stato-Regione
oltre ad eventuali tagli la credibilità di un'istituzione regionale
e di un Governo si presenta anche rispetto a quelle che sono le
politiche di investimento o a quelli che sono i lacci e lacciuoli
che noi tutti conosciamo e che questo Governo, fino ad adesso, non
ha fatto niente per risolvere e che bloccano l'economia in Sicilia.
Io non trovo una norma risolutiva che sblocchi la possibilità di
avere nuove entrate vere, reali, non un atto in positivo da parte
della Regione che modifichi le norme riducendo gli affitti o
aumentando i canoni. Il tema vero, caro Presidente, è che, a
prescindere dalle nostre beghe politiche, rimane un tema centrale
per la Sicilia e i siciliani e le imprese, che è la mancanza di una
visione su dove vogliamo andare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cafeo. E' iscritto a parlare
l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie, presidente Di Mauro. Intervengo per
ripristinare la verità sulla vicenda dei balneari perché, in fondo,
con la massima serenità, assessore Cordaro, non è che ha ragione
chi parla per ultimo o chi la dice più grossa. Agli atti
parlamentari dello scorso anno, ma se lo ricorda bene perché era in
Commissione Bilancio', troverà il parere contrario dell'assessore
Armao sull'abbattimento dei canoni proposto dal Partito
Democratico. In Aula l'emendamento di iniziativa parlamentare è
passato contro il parere del Governo. Quest'anno abbiamo proposto
la stessa norma. Noi prendiamo atto, Assessore, ho visto anche il
suo emendamento in Commissione, di quello che lei ha detto e cioè
voi ritenete di ridurre in via amministrativa i canoni che non
riducete per legge. Mi sembra veramente grossa
Io ritengo, come già ha detto l'onorevole Di Pasquale, che
un'amministrazione di buon senso dovrebbe reiterare il
provvedimento che è stato fatto lo scorso anno. A maggior ragione
se si tratta di una copertura sul POC che questa stessa Aula
dovrebbe votare per la riduzione dei pedaggi autostradali per i
mezzi di trasporto pubblico. Quindi, non capisco che se
l'ammissibilità a valere sul POC o sul PUC vale per la riduzione
delle entrate relative al pedaggio autostradale non può valere per
le minori entrate relative al canone demaniale.
Noi prendiamo atto della dichiarazione dell'assessore Armao sul
mio intervento che è contrario all'emendamento e della sua
dichiarazione, assessore Cordaro, che ritiene di non mettere in
votazione l'emendamento. Noi ci appelliamo, invece, all'Assemblea
ed al Presidente dell'Assemblea che se, come dire, fa un atto
esemplare alla luce delle altre coperture l'emendamento lo dovrebbe
mettere in votazione.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo.
Ne ha facoltà. E poi conclude l'onorevole Calderone.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
CATALFAMO. Signor Presidente, volevo ringraziare l'Assessore
Cordaro per l'ultimo intervento in materia di concessionari del
demanio marittimo. Volevo ringraziarlo perché ha ricordato la
sensibilità che questo Parlamento, sin dallo scorso anno, ha
riservato a questa categoria, ha ricordato l'esenzione per il 2020
e il dimezzamento per il 2021 e mi dà la possibilità di introdurre
un emendamento, di discutere un emendamento che con il Gruppo
parlamentare abbiamo presentato all'articolo 3, che è l'emendamento
3.32, proprio perché nell'intervento dell'assessore Cordaro si è
precisato come nei prossimi mesi si vorranno valutare gli effetti
della pandemia, chiederei all'Assessore di dare parere favorevole a
questo emendamento perché, in sede di rideterminazione di quei
canoni, credo che il Parlamento abbia tutto l'interesse, tutta la
voglia di essere in qualche modo parte attiva di questa
rideterminazione. Quindi, mi auguro che vorrà dare un parere
favorevole più tardi quando si passerà alla votazione. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto qualche
osservazione. Assessore Armao, per carità, tanto di cappello alla
pronuncia del Tribunale di Palermo ma, come lei mi insegna, è
sempre una pronuncia di un giudice di merito. Non è il giudice di
legittimità, non è il giudice delle leggi.
Io rassegno soltanto qualche considerazione che riguarda i
principi generali del diritto. Ci sono tanti avvocati, tanti
colleghi in Aula. Un contratto non può essere unilateralmente
modificato. Io non credo che possa essere modificato un contratto
in essere, vigente, nel momento in cui appunto è vigente e nel
momento in cui tra le condizioni di contratto non sia previsto un
aggravio.
Lei ricorderà, assessore Armao, che ci sono delle clausole, quelle
vessatorie, che devono essere addirittura doppiamente sottoscritte
per avere valore. Io mi domando - e lo rassegno e rappresento
all'Aula - come può, perché poi è una norma che noi firmiamo, nel
momento in cui è una norma che passa sottoscriviamo e credo che il
mio maestro di diritto privato mi avrebbe vigorosamente
rimproverato, non dico rispedito al mittente con altrettanto
vigore. Come possiamo noi cambiare unilateralmente una condizione
di contratto nel momento in cui ci sono due contraenti,
indipendentemente se è un contratto di natura pubblicistica o
privatistica, nel momento in cui ci sono due contraenti che
stabiliscono appunto le condizioni di contratto, non è previsto
alcun aggravio per nessuno dei due contraenti e poi,
unilateralmente, uno dei due contraenti dice no, il 5 per cento. Io
credo che questo - a mio parere, da modesto operatore del diritto -
qualche problema me lo pone e io lo rappresento e lo rassegno
all'Aula.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Calderone. E' iscritto a parlare
l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà. Dopo l'onorevole Lupo ci sono gli
onorevoli Assenza, Sunseri e Aricò. Spero che non ci siano altri
interventi così da poter andare avanti.
LUPO. Signor Presidente, intervengo in realtà più sull'ordine dei
lavori ma anche con riferimento all'articolo 3. Siccome già
dall'articolo 1 si cita continuamente - e lo capisco - l'Accordo
con lo Stato del 14 gennaio 2021, e nel testo dell'articolato c'è
un articolo 159 che dice che noi approveremo, come allegato alla
legge di stabilità, il Piano di rientro del disavanzo, la invito
gentilmente a farlo distribuire all'Aula perché dovremmo trovare la
rispondenza tra gli articoli della finanziaria e il Piano di
rientro del disavanzo. Quindi, siccome al momento non ne
disponiamo, se cortesemente lo può fare distribuire. Grazie.
PRESIDENTE. Il Governo l'ha depositato, quindi, lo possiamo
distribuire. Il tempo di farlo, forse non ci arriviamo oggi stesso
ma, già da domani potrà essere distribuito.
E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo sul
comma 1, lettera a).
Tanti illustri colleghi, non solo deputati ma anche avvocati, si
sono premurati di dire la loro.
Premesso che non ritengo di poter pontificare o di potere
impartire lezioni ad alcuno, specialmente in una materia che non è
la mia, però, stiamo dimenticando qualcosa, cari colleghi, che nel
comma a) la Regione è il conduttore. Il conduttore, se mal non
ricordo, sia a norma di Codice Civile, sia a norma delle leggi
speciali in materia di locazione, ha sempre la possibilità di
recedere dal contratto con un preavviso di mesi 6 per gravi motivi.
L'articolo, così come formulato, secondo me, è un po' imperfetto,
perché, in pratica, dice la stessa cosa che sto dicendo io, però,
dando in questo caso al locatore la possibilità, nel momento in cui
la Regione comunica la sua intenzione di ridurre il contratto, di
recedere dal contratto e di risolverlo.
Secondo me, va formulato al contrario. E' la Regione che, sulla
base di questa norma, che indubbiamente può configurare i gravi
motivi, comunica al proprietario locatore la volontà di recedere
qualora non si proceda alla riduzione del canone. In questo caso,
non ci potrà essere alcun tribunale, né di Palermo, né di
vattelappesca che influisca negativamente sull'operato della
Regione.
Basterebbe, quindi, con gli Uffici, modificare questo inciso, per
rendere la norma assolutamente e perfettamente legittima.
Ci saranno i proprietari locatori, io ritengo che, in un periodo
come questo, saranno la totalità, ma questo verrà ad essere
dimostrato perché non è facile trovare e sostituire un inquilino in
tempi di piena pandemia ma, questo inciso renderebbe la norma,
secondo me, assolutamente legittima.
E mi si permetta, assessore Armao, presidente Musumeci e gli
Assessori presenti che, a proposito di fitti passivi, vi è in
questi giorni una polemica sugli uffici relativi alla provincia di
Ragusa. Voi Regione, noi Regione, abbiamo una risorsa enorme che è
costituita dal patrimonio immobiliare dell'ex base Nato di Comiso,
che può essere utilizzata benissimo per ospitare tutti gli uffici
periferici della Regione Sicilia.
Il comune di Comiso, da parte sua, ha già avviato, ha ospitato le
ex condotte agrarie, ha dato la disponibilità per gli uffici del
monopolio e per quant'altro. Qua, se la Regione attenziona questo,
possiamo vitalizzare un compendio immobiliare di primordine che
altrimenti rischia di decadere inutilmente e risparmiare
considerevolmente su tutti gli affitti passivi.
Per quanto riguarda le altre lettere, ne hanno già discusso
ampiamente i colleghi, quindi, mi permetto di dire che se il comma
a) va rettificato in maniera da dare alla Regione la facoltà di
recedere, qualora il proprietario non acconsenta alla richiesta,
abbiamo risolto qualsiasi problema. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, mi permette una domanda? Il fatto
che diceva lei di 6 mesi, significa che, comunque, potrebbe partire
dopo 6 mesi la comunicazione?
ASSENZA. Il preavviso minimo, fissato per legge, è 6 mesi. Su
questo, non credo che la legge regionale possa incidere
modificando.
PRESIDENTE. Mi interessa ai fini della copertura. Nel momento in
cui ci sono questi 6 mesi di anticipo
ASSENZA. Io devo pagare per questi 6 mesi, comunque devo pagare
il canone, anche se me ne vado prima perché, altrimenti, il
proprietario può chiedere
PRESIDENTE. Quindi, in questi sei mesi non ci possono essere
modifiche? Questa cosa voglio capire.
ASSENZA. Per questi sei mesi non si possono fare modifiche.
PRESIDENTE. E quindi è possibile, assessore Armao, che questo
conteggio debba partire dai sei mesi successivi, se è come dice
l'onorevole Assenza.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente. Sul punto
intanto rispondo a quanto precisato dall'onorevole Fava circa la
sua richiesta, abbiamo chiesto trenta giorni per il semplice fatto
che voi avete chiesto la copia di tutti i contratti.
In questo momento tra smart working, domani abbiamo l'Assessorato
chiuso per questioni di pandemia, evidentemente i lavori sono
complessi, i contratti sono tanti, sono molto robusti in termini di
pagine, quindi, non abbiamo preteso chissà quale tolleranza, siamo
assolutamente disponibili a fornire alla Commissione ogni dettaglio
e, se me ne darà l'onore, verrò io stesso quando avrete tutta la
documentazione e vorrete ascoltare l'Amministrazione per dare tutti
i ragguagli del caso. Quindi, sotto questo profilo non c'è alcun
intendimento di sottrarsi al chiarimento sui dati e alla loro
pubblicazione.
Per quanto riguarda quello che dice l'onorevole Cafeo, sono
assolutamente d'accordo con lui, ma assolutamente, ma siamo
talmente d'accordo che anche nel testo che vi sarà distribuito,
cioè il Piano di rientro della Regione in attuazione dell'Accordo
Stato-Regioni, a pagina 5 è scritto: I dati che emergono dalla
grave crisi economica della Sicilia determinata dalla pandemia da
Covid 19, impongono di valutare con cautela e costante monitoraggio
ed eventualmente riconsiderare il Piano di disavanzo che segue ,
quindi non stiamo assolutamente pensando che siamo felici di questo
piano, diciamo che - questo è quello che si è concordato - i 40
milioni di euro di risparmi non sono 40 milioni in più, sono una
parte dei 421 milioni di euro che dovremo comunque risparmiare,
quindi fanno parte di un percorso.
Tenete presente che la proposta dello Stato per quest'anno non era
40, era 80
(Intervento fuori microfono)
Era 80, abbiamo dimezzato, nel senso che il triennio avrebbe
portato ad un raddoppio perché
Ha ragione nel senso che veniva 80, perché era 50, 100 e 150,
quindi più del doppio di quanto abbiamo portato a casa risparmiando
e cercando di contrastare lo Stato, sostanzialmente, veniva
quell'importo. Vedo che lei è molto edotto.
(Intervento fuori microfono)
Conosce nei dettagli anche le proposte dello Stato, lo spiffero è
arrivato; non lo spiffero è arrivato, i sussurri di cui parlava
ieri.
Deve comunque risultare sostenibile per un bilancio regionale,
anche da minori entrate e da un incompleto riconoscimento delle
prerogative finanziarie regionali - quello che diceva lei
onorevole - da parte dello Stato ma, soprattutto, dall'esigenza
di rafforzare interventi di sostegno alle famiglie, alle imprese
che più patiscono gli effetti della crisi e da misure di ripresa
inserite nel Recovery plan .
Non è questa la sede per aprire un dibattito ma ho letto che -
anche alcuni parlamentari sono intervenuti sul punto - le schede
che girano destano più di una preoccupazione sullo spazio e sul
ruolo che alla Sicilia viene dato nel Recovery plan in corso di
elaborazione a livello statale che abbiamo a partire dal Presidente
più volte contestato. In particolare - e vado alla fine -
talune previsioni come quella in materia di preclusione dei
concorsi per la dirigenza, come valutato dalla Giunta regionale ed
emerso nel dibattito in Assemblea, impongono una adeguata
riconsiderazione che tenga conto dell'ineludibile esigenza di
garanzia del ricambio generazionale dell'Amministrazione regionale.
E ciò anche alla luce del patto per l'innovazione del lavoro
pubblico e la coesione sociale appena firmato dal presidente Draghi
e dal ministro Brunetta con le organizzazioni sindacali .
Quindi, lungi dal Governo avere alcun atteggiamento ossequioso
verso un approccio che veda comprimere le prerogative della Regione
e ancor più le sue esigenze finanziarie.
Questo è il risultato di equilibrio che si è riuscito a
raggiungere e quindi conveniamo pienamente su questa linea.
Per quanto riguarda poi - io non credo dobbiamo fare una
dissertazione giuridica - le pronunce invocate dagli onorevole Fava
e Cracolici sulla Fingiat, vorrei precisare che sull'articolo 27
della legge del 2013, quella che prevedeva la riduzione, la
sentenza che ho acquisito dice che sul punto da torto alla
ricorrenti. Il problema era che quei contratti attenevano a dei
sistemi integrati, quindi a una formulazione del contratto non in
relazione all'applicazione della riduzione ma a una organizzazione
del contratto ai moduli organizzativi. In ogni caso, signori, come
diceva bene l'onorevole Calderone, non c'è Cassazione, la Corte
d'Appello che lei invocava, onorevole, non ha sollevato la
questione di illegittimità costituzionale articolo 27, l'ha
ritenuta non conducente.
Dopodiché noi stiamo applicando come possiamo le prescrizioni che
ci ha imposto il Governo nazionale, non quello attuale ma quello
precedente, se le abbiamo proposte, come era nostro dovere, al
Parlamento, cercando come dimostra questo documento di portare a
casa i 40 milioni di risparmio, se vogliamo inserire la previsione
che l'onorevole Assenza ha previsto, che è quella di lasciare gli
immobili, e questa diventa ancor di più che una riduzione al 5%.
Perché in un momento in cui credo, chi conosce Palermo, faccio
l'esempio di Palermo perché è la città dove ci sono più immobili
affittati alla Regione, dove gli immobili in affitto per uffici
credo che vengano offerti a prezzi stracciati pur di avere uffici
occupati, credo che se si vuole non danneggiare i nostri
interlocutori contrattuali, così li danneggeremo molto di più,
perché lasciando gli immobili potremmo ricavare certamente risparmi
ancora più consistenti. Ma immaginate se ci mettiamo a muovere
uffici interi o blocchi di amministrazione intera, quale possono le
conseguenze sul rendimento all'amministrazione. Quindi, io mi
permetto di difendere le norme così come le abbiamo prospettate, mi
dispiace non potere accedere alla proposta dell'onorevole Caronia,
perché 15% l'anno arriverebbe, si dico ma oggi in un momento così
drammatico 15% l'anno in tre anni porterebbe al 45% una falcidia,
qui invece piuttosto che creare nuove falcidie dobbiamo pensare ad
un contenimento del 5% l'anno che è un minimo sacrifico che
consente a noi di fare una spesa, consente a chi ci loca i locali
di mantenere la Regione come interlocutore fino a quando, come ha
annunciato il Presidente, non riusciremo a portare gli uffici
all'interno del Centro direzionale e liberare l'amministrazione
dagli affitti, che è il vero obiettivo che persegue il Governo
regionale.
PRESIDENTE. Mi scusi, assessore, prima di dare la parola agli
altri due colleghi che l'hanno chiesta, può rispondere sul problema
dei sei mesi di tempo?
ARMAO, assessore per l'economia. Quello è un principio generale,
quello della possibilità di lasciare il locali, dovremmo andare a
vedere poi contratto per contratto se ci sono prescrizioni,
previsioni, penali, non sono in condizioni, non potrei essere
preciso come auspicherei di fronte alla questione posta
dall'onorevole.
PRESIDENTE. Quindi comunque lasciamo i dati finanziari.
L'importante è saperlo, volevo sapere se c'erano delle modifiche.
Hanno chiesto di parlare gli onorevoli Sunseri, Aricò e Laccoto.
Ma ragazzi, siamo ancora al primo articolo, tutti voi siete già
intervenuti, ma non è che possiamo uno parla e l'altro risponde, è
il Governo che vi risponde poi non è che c'è la contro risposta.
Parli direttamente con l'assessore Armao, non possiamo dare la
parola continuamente, quelli che mi stanno chiedendo di intervenire
sono già intervenuti prima, tranne l'onorevole Lupo e l'onorevole
Gucciardi.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Sunseri.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premesso che
nell'accordo Stato Regione non si parla di una riduzione in
percentuale dei fitti passivi, ma si parla di razionalizzazione
degli spazi occupati, di valorizzazione della spesa e di
ricognizione del patrimonio, che è quello che noi tutti stiamo
chiedendo già da molto tempo al Governo di questa Regione.
Premesso che questa Assemblea lo scorso anno in legge di
finanziaria ha previsto una riduzione del cento percento dei canoni
di concessione del demanio marittimo per il 2020 e una riduzione
del cinquanta percento dei canoni del demanio marittimo per il
2021.
Ora, io leggendo il testo che è stato modificato dal Governo,
perché l'emendamento è del Governo, mi pare, assessore Cordaro, di
leggere, tranne una riduzione, perché nella sua relazione lei parla
solamente di incrementi, io ce l'ho qui davanti, poi non lo so,
infatti volevo dei chiarimenti e in caso andrebbe scritto bene,
perché l'unico passaggio che a noi pare chiaro oggi è che il
Governo vuole aumentare i canoni di concessione dal 2022 in poi,
non che li vuole ridurre o rideterminare, dal 2022.
Quindi volevamo questo chiarimento da parte dell'assessore, cioè
dal 1 gennaio 2022 il Governo regionale aumenterà i canoni di
concessione, perché dall'intervento precedente dell'assessore
Cordaro sembrava che invece volesse ridurlo. Siccome nella
relazione del Governo c'è scritto questo, noi vorremmo un
chiarimento, perché in quel caso saremmo costretti a votare in
maniera contraria.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Vorrei
rispondere all'onorevole Sunseri cogliendo il senso del suo
intervento, ma invitandolo a leggere il secondo rigo dell'articolo
3, comma 1, la lettera c), laddove si dice che i canoni per
locazioni attive e per concessioni demaniale e patrimoniali non ad
uso governativo, ad eccezione di quelle relative al demanio
marittimo, a decorrere dal 1 gennaio 2022 , quindi è precisato che
è ad eccezione di quelle del demanio marittimo, per le quali
infatti poi si esprime la lettera e).
PRESIDENTE. Assessore, è stato chiarissimo.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, Presidente della Regione, Governo,
onorevoli colleghi, questo articolo lo ritengo un articolo molto
importante e fa sì che la Regione incominci a programmare
sull'andamento del proprio patrimonio immobiliare, ed è anche una
risposta perché ad oggi in Sicilia e a Palermo si parla del nuovo
Centro direzionale, cioè oltre quarantadue milioni di fitti passivi
che la Regione ad oggi paga.
Allora, ricolleghiamoci a questa grande opera che sarà costruita
nei prossimi anni che è il centro direzionale, perché da questo
articolo parte la razionalizzazione degli affitti.
Dopodiché, Presidente, un'altra problematica, i fitti attivi.
Soltanto trecentosettantacinque mila euro, come giustamente diceva
lei, di fitti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendiamo cinque minuti per
risolvere i problemi di audio.
(La seduta, sospesa alle ore 19.10, è ripresa alle ore19.23)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi pare che adesso funzioni tutto.
Potete richiamare Mick Jagger e farlo cantare.
Onorevole Arico, ha facoltà di riprendere il suo intervento.
ARICO'. Signor Presidente, una proposta veloce, non interverrò
sull'articolo, però, vorrei proporre al Governo un emendamento
perché l'articolo 3, al comma 2...
PRESIDENTE. Assessore Scilla, c'è l'onorevole Aricò che sta
parlando al Presidente, se lei non glielo consente Prego.
ARICO'. La decurtazione avverrebbe soltanto per gli enti
controllati e vigilati dagli enti regionali della Regione ma non
anche alle aziende ospedaliere. Quindi, se questa decurtazione,
visto che sappiamo la mole immensa di immobili, di fitti passivi
che le diciassette ospedaliere hanno, al secondo comma, se il
Governo non ritiene di potere dare parere favorevole anche
PRESIDENTE. Onorevole Aricò, però, le devo dire siccome so già le
tabelle di queste cifre.
ARICO'. Si parlerebbe di un risparmio importante, signor
Presidente, quindi, siccome è un risparmio importante per la
Regione, io direi che aggiungere questo articolo, al comma 2, anche
alle aziende sanitarie regionali, ai sensi della legge n. 17 del
2009, potrebbe provocare un ulteriore risparmio per le casse
regionali. Tutto qui.
PRESIDENTE. Questo porta maggiore risparmio?
ARICO'. Assolutamente, sì
PRESIDENTE. Allora, se il Governo è d'accordo, per me lo possiamo
fare. Non c'è Quando passiamo agli articoli, però, questo
emendamento lo deve fare presentare o il Governo stesso o la
Commissione, per favore.
Lo presenta il Governo? Insomma lo curi lei.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, intanto
prendo atto che il Governo con gli emendamenti 3.36 e 3.37 risponde
alle mie osservazioni di ieri, rettificando i valori.
Volevo annunciare la presentazione di un sub-emendamento alla
lettera c) con il quale si chiede di escludere
PRESIDENTE. Scusi, io non sento niente. Se può togliere la
mascherina. Per favore colleghi, se possiamo ascoltare perché non
si sente niente. Onorevole Catanzaro, Fava, Falcone, Dipasquale per
favore.
LUPO. Dicevo, ho presentato un sub emendamento, come gruppo
parlamentare, alla lettera c) con il quale rendiamo esplicito che
l'aumento dei canoni di locazione, comunque, non riguarderebbe le
civili abitazioni, gli IACP e tutto il resto. Però, Presidente, io
vorrei un attimo della sua attenzione.
PRESIDENTE. C'è già un emendamento del Governo che lo ha chiarito.
LUPO. Benissimo, allora lo consideriamo assorbito. Volevo un
attimo la sua attenzione, del Governo e dell'Aula, con riferimento
al fatto che all'articolo 3, al comma 1, si dice Al fine di dare
attuazione all'accordo concluso con lo Stato il 14 gennaio . Dopo
di che io mi sarei aspettato di ritrovare questi risparmi di spesa
nella tabella riassuntiva dei quaranta milioni risparmiati nel
2021, che immagino sia l'allegato al 159 che noi approveremo. E io
non trovo nulla di tutto ciò, Presidente. Cioè questi
novecentottantaseimilaquattrocentroventitre euro/10 di economie che
noi avremmo nel 2021, qualora fosse approvato l'articolo 3, è un
risparmio di spesa da imputare all'accordo con lo Stato? E perché
non è nel piano di rientro del disavanzo?
Perché se non è nel piano di rientro del disavanzo, Presidente,
praticamente sono economie che il Governo può decidere di spendere
come vuole. Allora, se il Governo ha deciso di fare cassa
aumentando le locazioni, è libero di farlo. Noi ci opporremo, ma
non si tiri in ballo l'accordo con lo Stato in maniera impropria
Io per questo le ho chiesto di distribuire l'accordo con lo Stato.
Se così non è, il Governo risponda
PRESIDENTE. Assessore Armao, credo che velocemente questa
obiezione meriti una risposta.
ARMAO, assessore per l'economia. A noi risulta inserito, almeno,
così è e, in ogni caso - siccome poi alla fine la legge, quando
sarà approvata, determinerà i parametri che fanno parte
dell'accordo e l'articolo 1 inizia facendo riferimento,
esclusivamente, all'accordo - non ci può che essere riferimento
all'accordo.
CRACOLICI. Se è un risparmio, perché non si mette nel piano di
rientro? Inserirlo all'articolo 1.
PRESIDENTE. Ma l'atto lo consegniamo domani. Questa è una scelta
che deve fare il Governo, se inserirlo o meno. Assessore, loro
dicono giustamente se è un risparmio perché non si mette nel piano
di rientro?
ARMAO, assessore per l'economia. Parliamo di quello che abbiamo
mandato?
PRESIDENTE. Non lo so Quello che stanno dicendo loro.
ARMAO, assessore per l'economia. Io conosco quello che abbiamo
mandato. Se l'Assemblea non lo ha distribuito non è colpa nostra.
Noi lo abbiamo mandato per tempo, e sono indicate nelle tabelle
allegate.
PRESIDENTE. Il problema non è che non l'abbiamo. Il piano di
rientro è arrivato tre minuti fa, e lo stiamo distribuendo Che
possiamo fare? Non è l'Assemblea che non lo vuole dare Credo che
ci sia una richiesta che riguardi nel merito, il Piano di rientro
nel merito. Poi noi lo abbiamo ricevuto cinque minuti fa, Assessore
Armao E lo stiamo già distribuendo
CRACOLICI. C'è o non c'è?
PRESIDENTE. Assessore, c'è o non c'è come dice, giustamente,
l'onorevole Cracolici? Bisogna capire solo questo. Io credo che i
deputati, ogni tanto, abbiano bisogno di qualche risposta alle cose
che chiedono. Non c'è niente di male, voglio dire. Stanno chiedendo
è inserito o non è inserito nel piano di rientro?
ARMAO, assessore per l'economia. E' inserito.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, meno male che ha la mascherina
così non capisco quello che dice.
Allora assessore Armao, nel piano che ci avete mandato adesso c'è
la cifra complessiva, non specifica per singolo articolo per cui ci
sono lettere f), g), insomma c'è anche questa, ma non c'è la
specifica. E' fatto a cifre complessive, non c'è la specifica su
queste cose qui.
Possiamo andare avanti, se questa cosa qui viene chiarita, così
facciamo almeno l'articolo 3?
Onorevoli colleghi, sospendiamo 10 minuti e riprendiamo appena
abbiamo visto il Piano di rientro.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19.36, è ripresa alle ore 19.50)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, assessore Armao, allora non c'è la specifica
nel piano di rientro, ci sono i totali, per cui dobbiamo andare
avanti, i totali ci sono. Se i deputati chiedono informazioni gli
si daranno, nel senso che ci sono le cifre relative a tutta una
serie di e), f), g), i) e j), tra cui le somme derivanti da questo
articolo 3, se poi volete delle specifiche maggiori le chiedete e
vi saranno date, ma in questo momento è inutile che ci fermiamo,
qua in questo piano di rientro che è arrivato non ci sono.
E allora andiamo avanti, ci sono altri interventi, non credo,
cominciamo a votare. Siamo all'articolo 3, tutti i soppressivi di
questo articolo, essendo tutti commi di entrata, di fatto, per cui
senza se non c'è una copertura alternativa, li devo considerare
inammissibili. Mi sembra che vi sto dando già troppo spazio, il
regolamento dice che ogni emendamento deve essere coperto, nel
momento in cui è soppressivo, e questi sono tutti commi di aumento
di risorse per conto della Regione, se non si coprono diversamente
non c'è altro da fare. Poi si può bocciare l'articolo 3, bene, e
allora ci sarà un problema per la Regione, ma come Presidente
dell'Assemblea il singolo emendamento di soppressione lo devo
considerare inammissibile.
Onorevole Cracolici, prego mi dica, però proprio tre secondi,
dobbiamo andare avanti.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome
l'emendamento dice che alla scadenza dei contratti fa il rinnovo
col taglio, io oggi non sono in grado di sapere quali scadono e
quali no. Io do una disposizione amministrativa con la legge in cui
il Governo, ad ogni scadenza di contratto rinegozia la riduzione,
come faccio io a sapere l'impatto finanziario. E' una norma
ordinamentale, ma dire oggi che possiamo tagliare il 5% dei
contratti in essere, è illegittimo, quindi, ci sarà la copertura,
ma è illegittimo il procedimento, quindi attenzione a che cosa,
tanto più tra l'altro che, come lei ha notato, il piano di rientro
non prevede la spesa
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, questo articolo crea delle cifre
che sono maggiori introiti che sono poi nel piano di rientro,
quindi io non mi posso mettere a discutere, se sarà sbagliato il
Governo ne pagherà le conseguenze, che volete che vi dica, io non
posso su ogni cosa mettermi a discutere. Questa è la proposta del
Governo, e gli emendamenti soppressivi, materialmente, non posso
metterli in votazione, punto.
Si passa all'emendamento 3.23, io se vi ripetessi quello che mi
vanno dicendo, il 3.23 non vuol dire niente mi ha detto, che
significa onorevole Di Paola, non si capisce, vediamo se lo capiamo
così votiamo.
DI PAOLA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ma per capire,
abbiamo eliminato pure i soppressivi all'articolo, perché ho capito
i soppressivi ai commi, non i soppressivi all'articolo, perché ha
saltato i soppressivi all'articolo.
PRESIDENTE. Allora, come emendamento io non lo posso ammettere,
poi si può bocciare la legge, certo poi si può bocciare l'articolo.
DI PAOLA. L'articolo si può votare. No l'emendamento in questione
mirava - posso anche ritirarlo - ad inserire all'interno
dell'articolo il costo totale dei fitti passivi, però lo ritiro
Presidente.
PRESIDENTE. Lo ritiriamo grazie. L'emendamento 3.27, pure è un
ordine del giorno, il 3.27 è questo sono aggiunte con contestuale
completamento del censimento patrimonio , ma che articolo di legge
è questo. Non si può mettere per legge che il Governo deve
presentare un documento, lo presenterà, lo si chiede con ordine del
giorno, non si può mettere per legge scusi, con contestuale
completamento del censimento patrimonio.
DI PAOLA. Signor Presidente, in questo emendamento noi stiamo
solamente inserendo - tra l'altro ho cambiato pure un termine in
base a come l'assessore in Commissione bilancio aveva chiesto -
con contestuale , cioè nel senso noi chiediamo che man mano venga
completato il censimento immobiliare. Se parliamo di immobili, ma
quantomeno inseriamola all'interno
PRESIDENTE. Il Governo è d'accordo a questo emendamento, assessore
Armao? L'emendamento è il 3.27, a pagina 8.
ARMAO, assessore per l'economia. Non crea problemi.
PRESIDENTE. Non crea problemi, quindi è favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 3.24 non si può votare.
Si passa all'emendamento 3.25, dell'onorevole Di Paola. Il parere
del Governo?
DI PAOLA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.20, dell'onorevole Caronia? Il famoso
emendamento che diceva
ARMAO, assessore per l'economia. Ho già detto, Presidente, che
purtroppo diventerebbe troppo oneroso, quindi il Governo è
contrario.
(Viene richiesta la votazione per scrutinio segreto)
PRESIDENTE. Se cominciamo con i segreti, veramente non finiamo
più, ragazzi. Questi sono emendamenti che non hanno , non è che
sono, comunque io per carità non posso dire di no, però
oggettivamente se ci mettiamo a fare i voti segreti.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Presidente, è un emendamento dei deputati di maggioranza,
uno dell'opposizione chiede il voto segreto e lei
PRESIDENTE. Ma io non ne faccio una questione, stia attento. Io ne
faccio una questione di tempi, perché lo so che non è che c'è,
anche il Governo, non è che c'è l'imboscata al Governo, questo io
lo capisco perfettamente, però ognuno si assume la responsabilità,
palesemente dichiara quello che vuole votare, non è che c'è un
fatto di ordine, non ci sono ordini sulla base di queste cose qui.
Facciamo il voto segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.20
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 3.20.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Il Governo non è d'accordo, per cui chi è favorevole insieme al
Governo dovrebbe votare contro, chi è favorevole all'onorevole
Caronia e parte dell'opposizione, vota a favore.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 64
Votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 27
Contrari 27
Astenuti 1
(Non è approvato)
Purtroppo non è approvato; purtroppo si è capito che io ho votato
verde dicendo purtroppo, va bene perché anche a me avrebbe fatto
piacere, ma non volevo che fosse segreto proprio per questo.
Si passa all'emendamento 3.26 degli onorevoli Sunseri e Di Caro. È
mantenuto? C'è un invito al ritiro onorevole Sunseri, che non è
peraltro chiaro.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie Presidente. È semplicemente una formulazione
giuridica che viene utilizzata anche dallo Stato, riguarda il
rinnovo all'interno delle amministrazioni pubbliche, che non può
essere tacito, ma deve essere vincolato ad una serie restrizioni
che vengono previste dalle norme, quindi non so chi proponeva, ma
non ne capisco neanche i motivi.
PRESIDENTE. Però, se fosse così sarebbe già ordinamentale, cioè
sarebbe già nelle cose, perché dobbiamo scriverlo? Se è già
previsto dallo Stato, perché dobbiamo scriverle?
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.36 del Governo. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 3.7 è inammissibile.
Si passa all'emendamento 3.28, degli onorevoli Di Paola ed altri.
E' ritirato.
Si passa all'emendamento 3.30, degli onorevoli Cracolici ed altri.
C'è questo emendamento del Governo relativo all'obiezione che
avevano fatto gli onorevoli Lupo e Cracolici. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 3.37 è relativo a che cosa? La famosa correzione
della lettera c) sul 2021. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Allora, scusate, c'è il parere contrario del Governo, ma lo posso
mettere in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.32, degli onorevoli Catalfamo ed altri.
Con il parere favorevole del Governo e della Commissione, lo pongo
in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.33, degli onorevoli Sunseri e Di Caro
Alla lettera e) del comma 1 dopo le parole della presente legge.
Sono inserite le parole: e comunque in misura non superiore al
20% .
Per quanto riguarda l'emendamento 3.31, l'ho saltato io perché c'è
un invito al ritiro, perché è già così la norma. Sono soggetti ad
una disciplina particolare e quindi è ritirato. Grazie.
Come vedete colleghi, la difficoltà nasce dal fatto che, di fatto,
si stanno guardando momento per momento perché non c'è stato il
tempo. Io normalmente nel mio fascicolo degli emendamenti ho
scritto accanto l'indicazione degli Uffici che dicono qual è il
problema e quale non lo è. Stavolta non c'è perché sono arrivati
talmente tanti emendamenti per cui anche questo, purtroppo, crea un
minimo di problemi nell'andare avanti perché emendamento per
emendamento si sta riguardando...
Onorevole Sunseri, io comunque io l'unica cosa che posso fare,
che però non mi pare corretto, è quello di chiedere il parere e
votare, ma senza neanche capirli. Però, sinceramente non mi pare il
lavoro giusto di un Parlamento.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Come dicevo poco fa, Presidente, siccome nella relazione
presentata dal Governo su questo emendamento del demanio marittimo
si prevedeva un incremento, abbiamo messo così come per tutte le
altre un incremento comunque non superiore al 20 per cento perché
se si parla solamente di rideterminazione non è che sappiamo di
quanto effettivamente vogliono incrementare i canoni del demanio
marittimo. Quindi, abbiamo messo un tetto, proprio per questo.
.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,
ribadisco il parere contrario del Governo per la semplice ragione
che lo decideremo secondo quanto previsto dalla lettera e) del
comma 1 dell'articolo 3, a maggior ragione in considerazione del
fatto che avendo dato parere favorevole del testo che è stato
approvato l'emendamento 3.32 qualunque scelta che verrà adottata
dal Governo, verrà adottata appunto secondo quanto previsto dal
3.32, previo parere della competente Commissione dell'Assemblea
regionale siciliana.
PRESIDENTE. Per cui è ritirato? No. Quindi lo pongo in votazione,
col parere contrario del Governo. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.40, della Commissione. È stato
distribuito? È quello di cui parlava prima l'onorevole Aricò;
quindi, il parere del Governo è favorevole.
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Grazie, Presidente. C'è un piccolo problema, ho fatto una
ricerca veloce: non esiste la legge n. 17 del 17 aprile 2009, c'è
un riferimento errato. In più, stiamo parlando di Aziende sanitarie
la cui autonomia patrimoniale dovrebbe essere garantita. Ho forti
dubbi su questo emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Quello che si può fare è scrivere autorizzare le
Aziende a farlo , non le possiamo costringere, perché hanno una
loro autonomia.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, scusi, noi abbiamo approvato a suo
tempo la legge n. 17 del 2004 che prevedeva la valorizzazione dei
beni immobili e avevamo anche inserito poi con successive modifiche
e integrazioni, nel patrimonio che è stato censito dalla Regione,
anche i beni immobili della sanità. Quindi, se aggiungiamo i beni
che fanno parte del censimento che la Regione ha già fatto, noi
salvaguardiamo questa norma, consentiamo di avere un maggiore
incasso e siamo in regola con le nostre
PRESIDENTE. Avendo una loro autonomia gestionale, possiamo
autorizzarle a farlo.
DI MAURO. Le porto un esempio. Il bene immobile dell'ex ospedale
civile di Agrigento ormai è stato acquisito attraverso un'attività
legislativa che ha compiuto questa Assemblea al patrimonio della
Regione. Come si è fatto, si è fatto. È patrimonio della Regione, è
un bene censito dalla Regione.
PRESIDENTE. Non è utilizzato per
DI MAURO. Possono essere benissimo inseriti in questo emendamento
quelli che sono inseriti nel censimento, di cui alla legge n. 17
del 2004, articolo 9.
PRESIDENTE. In ogni caso va modificato l'emendamento, allora.
DI MAURO. Censiti nell'ambito del patrimonio della Regione
siciliana, che fanno parte del censimento, non sto parlando del
bene immobile che è locato qui
PRESIDENTE. Cioè l'ospedale materialmente, quando c'è un
ospedale, gli possiamo chiedere di avere maggiori Allora se è un
patrimonio, se è una proprietà che hanno al di là dell'uso
sanitario che devono svolgere è un conto
DI MAURO. Presidente, sono stati già acquisiti al patrimonio
della Regione, le assicuro. Per esempio, l'ex ospedale Regina
Margherita di Messina è stato acquisito alla Regione siciliana,
come si è fatto si è fatto, la norma non si è impugnata e fa parte
del patrimonio della Regione.
PRESIDENTE. Io non riesco a capire: se sono di proprietà della
Regione, perché stiamo facendo questo emendamento? Sono già della
Regione, allora che bisogno abbiamo di questo emendamento, scusate
Veramente, non lo capisco bene. Chiariamolo velocemente. Non c'è
nessuno favorevole o contrario per ideologia, stiamo soltanto
cercando di capire che se hanno una loro autonomia non li possiamo
costringere. Se questi sono già di proprietà della Regione lo può
fare comunque la Regione.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Presidente, ha già detto praticamente tutto lei. Il
problema è esattamente questo. Se sono del patrimonio delle Aziende
sanitarie locali, delle Aziende ospedaliere, noi possiamo
intervenire soltanto per trasferire la proprietà del bene alla
Regione, come abbiamo fatto con la legge n. 24, per cui
quell'immobile di Messina è stato trasferito al patrimonio della
Regione. Ma nella misura in cui gli immobili sono ascritti alla
proprietà delle Aziende sanitarie locali, noi possiamo imporre,
Presidente Musumeci, alle Aziende di risparmiare sui fitti
eccetera, ma certamente non è funzionale a questo accordo di cui
stiamo parlando adesso è che è riferibile
PRESIDENTE. Perché hanno, appunto, la loro autonomia, non è che
cambiamo il risultato gestionale della Regione.
GUCCIARDI. Detto questo, che l'Assemblea si determina a fare
risparmiare le aziende ulteriormente, questo lo può fare, ma
rientra nel fondo sanitario regionale...
PRESIDENTE. Sì, è così. Onorevole Aricò, credo che sia
oggettivamente così. Lo ritira?
ARICO'. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.35, degli onorevoli Di
Paola ed altri. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Ho chiesto il parere del Governo, che non ho capito,
assessore Armao.
ARMAO, assessore per l'economia. E' l'emendamento 3.35?
PRESIDENTE. Sì. Però, mi dicono gli Uffici che è un emendamento .
Si può fare, voglio dire. Sono di quelle cose che, ripeto, io
farei come ordine del giorno, piuttosto che fare con legge,
comunque si può fare. Non c'è problema.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Non ci sono altri emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.
LUPO. Chiedo la votazione segreta sull'articolo 3.
PRESIDENTE. Ogni tanto, capisco la logica, mentre quelli di prima
non li capito. Questo, capisco la logica.
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 65
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 35
Contrari 24
Astenuti 0
(E' approvato)
Allora, sono le ore 20.10. Spero con il vostro aiuto di poter
fare...l'articolo 4 è complicato, facciamo gli articoli 5 e 6,
possiamo fare così; l'articolo 4 lo esaminiamo domani.
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Gestione centralizzata acquisti
1. All'articolo 55 della legge regionale del 7 maggio
2015, n. 9 e successive modificazioni, sono apportate le
seguenti modifiche:
a) al comma 2 dopo le parole di beni e servizi sono
aggiunte le seguenti parole per gli acquisti:
- d'importo superiore ad euro 1.000.000 per il 2021;
- d'importo superiore ad euro 750.000 per il 2022;
- d'importo superiore ad euro 500.000 per il 2023;
- d'importo superiore ad euro 100.000 per il 2024. ;
b) dopo il comma 2 bis è aggiunto il seguente comma:
2 ter. Le procedure di acquisto di beni e servizi
attivate in violazione di quanto prescritto al comma 2
sono affette da nullità, determinando, a carico dei
dirigenti responsabili, l'insorgere degli estremi della
responsabilità amministrativa e disciplinare. ;
c) al comma 6 sono aggiunte le seguenti parole Con il
medesimo provvedimento si dispone l'assegnazione del
personale ivi impiegato all'Ufficio speciale. ;
d) al comma 7 le parole entro il 31 dicembre sono
sostituite con le parole entro il 31 marzo ;
e) dopo il comma 7 è aggiunto il seguente comma:
7 bis. Al personale del comparto in servizio a tempo
indeterminato e determinato presso l'ufficio speciale -
C.U.C., oltre al trattamento accessorio di cui al comma 7
dell'articolo 16 della legge regionale 15 maggio 2000, n.
10 e successive modificazioni è riconosciuta, a valere
sul Fondo istituito con delibera di Giunta n. 387 del 24
novembre 2004, una retribuzione annua sostitutiva dei
premi di cui al comma 4 dell'articolo 90 del CCRL
vigente, nelle misure riconosciute dall'articolo 94 del
CCRL vigente al personale del comparto in servizio presso
l'UREGA. Trova, altresì, applicazione il comma 2
dell'articolo 94 del CCRL vigente. ».
Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.
Si passa all'emendamento 5.10, degli onorevole Sunseri e Di Caro.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. E' troppo ristretto, Presidente.
Contrario.
PRESIDENTE. Anche gli Uffici, onorevole Sunseri, hanno invitato al
ritiro.
SUNSERI. Lo ritiro.
Si passa all'emendamento 5.11, a firma degli onorevoli Lentini ed
altri: Alla lettera a) del comma 1 la cifra 100.000 è sostituita
da 275.000 .
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Anche se, onorevole Lentini, anche qui gli Uffici
ritengono che si debba invitare al ritiro per questo emendamento.
Qual è la logica, onorevole Compagnone?
COMPAGNONE. Ci permettiamo di insistere su questo emendamento per
un motivo molto semplice. Intanto, 275 mila come vedete sono il
minimo che sono previste dalla Comunità Europea e non è il caso di
fare gestire tutto a Consip, cioè di portare tutto ciò che si
gestisce al Nord Italia, perché questo di fatto succede,
massacrando ancora di più le piccole aziende siciliane. Quindi,
credo che sia giudizioso approvare questo emendamento.
PRESIDENTE. Secondo me è comunque votabile ed è fattibile.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentati l'emendamento 5.12.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo fatto
qualche verifica sulla lettera e), il comma 7 bis.
Sull'equiparazione, alla fine, non si comprende bene, prego se
l'assessore Armao può chiarire se c'è un risparmio o c'è un
maggiore aumento di costi con questa previsione. E ovviamente,
sempre nell'economia del dibattito ne approfitto, è inspiegabile
il 5.12 proposto ora dal Governo perché, se parliamo di
contenimento della spesa, non si capisce perché le aziende
sanitarie non dovrebbero sottostare allo stesso regime.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Presidente, per quanto riguarda
la modifica proposta, un approfondimento con il Ragioniere generale
ci induce a tenere le Aziende sanitarie, soprattutto in questo
momento, fuori da questi percorsi di restringimento che ci sono
comunque.
Mentre per altro, il 7 bis trova pienamente copertura all'interno
del Bilancio, quindi diciamo lo riteniamo assolutamente
compatibile. E' un leggero incremento dovuto allo svolgimento
dell'attività.
BARBAGALLO. Presidente, noi insistiamo con i soppressivi su tutti
e tre gli
PRESIDENTE. Assessore Armao, sul 5.12 escludere le Aziende
sanitarie
ARMAO, assessore per l'economia Sì, va bene. In costanza di
pandemia...
PRESIDENTE. Ecco, se noi lo facciamo soltanto nei momenti di
emergenza e di pandemia, sono d'accordo.
ARMAO, assessore per l'economia. Possiamo integrarlo fino alla
conclusione del periodo di emergenza.
PRESIDENTE. Nei periodi di emergenza sanitaria.
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, assessore per l'economia funziona sino al perdurare
dell'emergenza.
PRESIDENTE. Fino al perdurare dell'emergenza per me va bene;
diversamente, diventa un problema. C'è qualcuno che può fare
l'emendamento, per favore? Se il Governo può fare un subemendamento
lo aggiungiamo. Va bene, lo aggiustiamo senza bisogno di
emendamento.
(Intervento fuori microfono)
Il 5.12. Qual è il comma 2? Va pure corretto perché,
effettivamente, non è al comma 2, è al comma 1, lettera a). Il
comma 2 non esiste.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Grazie, Presidente. Io credo che l'osservazione che faceva
l'onorevole Barbagallo merita massima attenzione. Cioè, non si può
chiedere all'Aula di votare una norma senza che si capisca se costa
in più o costa in meno e quanto costa. Perché se noi avessimo le
tabelle allegate sulle entrate, potremmo riscontrare dall'articolo
se c'è un costo o se non c'è un costo o se ne deriva una entrata e,
quindi, il deputato può fare una scelta consapevole su quello che
sta votando. Ma così, come facciamo a votare? O ci date le
coperture con le tabelle allegate sugli articoli e i commi, o il
Governo ha il dovere di quantificare quella che è la maggiore spesa
in relazione alla lettera e). Centomila euro, duecentomila euro, un
euro Ma ha il dovere di dirlo al Parlamento Non possiamo votare
alla cieca, una norma di cui non si capisce neppure il senso
Quindi, Presidente, io la invito a chiedere al Governo di
quantificare.
PRESIDENTE. Lo chiediamo immediatamente, anche se immagino che
nelle tabelle ci sia perché sennò non si potrebbe fare. Se non c'è
neanche nelle tabelle, è un problema. Un attimo che l'Assessore si
sta informando.
ARMAO, assessore per l'economia. Costa 36 mila euro questa cosa,
ed è comunque nello stanziamento complessivo del personale.
PRESIDENTE. 33 mila euro è quella complessiva o quella che si dà
in più?
ARMAO, assessore per l'economia Complessiva.
PRESIDENTE. Complessiva. Intanto, votiamo l'emendamento di prima,
che è stato sistemato, al comma 1 lettera a), e non più al comma 2,
esclusivamente per il periodo della pandemia, dell'emergenza e,
quindi, lo possiamo votare. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.7 , la soppressione della lettera e).
Il Governo immagino sia contrario. Stiamo votando l'emendamento
5.7, la soppressione della lettera e), quello dello stipendio del
CUC. Il Governo è contrario alla soppressione dell'articolo. E'
favorevole all'articolo. Lo pongo in votazione.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione per scrutinio segreto.
Ma poi segreto perdete sempre, perché lo chiedete segreto? Può
essere che palese vincete.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 5.7
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 5.7.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 65
Votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 26
Contrari 27
Astenuti 0
(Non e' approvato)
Vedete, il voto segreto porta sfortuna, per un voto soltanto.
Quello di prima e quello di ora, uno per zero voti e uno per un
voto. Non ve lo consiglio.
Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Disposizioni in materia di tributo speciale per il
conferimento dei rifiuti solidi
1. All'articolo 2 della legge regionale 7 marzo 1997,
n. 6 e successive modificazioni sono apportate le
seguenti modifiche:
a) al comma 9, le parole disponendo d'ufficio
l'effettuazione dei rimborsi eventualmente spettanti
nell'ambito degli accreditamenti emessi ai sensi del
comma 18 sono sostituite dalle seguenti: disponendo
d'ufficio l'istruttoria per l'effettuazione da parte del
dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti
dell'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di
pubblica utilità dei rimborsi eventualmente spettanti ;
b) al comma 13, le parole dispone i rimborsi sono
sostituite dalle seguenti: dispone l'istruttoria per
l'effettuazione dei rimborsi da parte del dipartimento
regionale dell'acqua e dei rifiuti dell'Assessorato
regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
utilità ;
c) al comma 16, le parole adotta il provvedimento
formale di rimborso sono sostituite dalle seguenti:
provvede all'inoltro degli atti relativi al rimborso al
dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti
dell'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di
pubblica utilità per l'effettuazione del rimborso ;
d) il comma 18 è abrogato».
Sono stati presentati soltanto emendamenti soppressivi. Sono
ritirati o meno i soppressivi? Sono tutti ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 7 è complicato e lo facciamo domani. Intanto, siamo
arrivati almeno all'articolo 6. Non siamo a buon punto, ma abbiamo
chiarito una serie di cose. Siamo partiti, dopo aver chiarito una
serie di cose che era importantissimo chiarire, per cui non sono
insoddisfatto rispetto ai lavori d'Aula di oggi.
La seduta è sospesa e riprenderà domani, mercoledì 17 marzo 2021,
alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 20.23 del 16 marzo 2021, è ripresa
alle ore 16.17 del 17 marzo 2021)
Presidenza della Vicepresidente FOTI
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Buongiorno, colleghi. La seduta è sospesa e riprenderà
alle ore 16.45.
(La seduta, sospesa alle ore 16.18, è ripresa alle ore 16.44)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
disegno di legge stabilità regionale 2021/2023 (n. 962/A)
Comunicazione concernente la votazione dell'emendamento 3.20 del
disegno di legge stabilità regionale 2021/2023 (n. 962/A)
PRESIDENTE. Comunico che in data odierna è pervenuta nota a firma
dell'onorevole Maria Anna Caronia, protocollata al n. 1704-ARS/2021
del 17 marzo 2021, concernente la votazione dell'emendamento 3.20
del disegno di legge stabilità regionale 2021/2023 (n. 962/A).
La nota verrà allegata in copia al verbale della presente seduta.
L'Assemblea ne prende atto, perché non risultava il voto mentre
l'onorevole Caronia ha regolarmente votato.
Copia della stessa verrà allegata al verbale della presente seduta
d'Aula.
e 962/A)
Seguito della discussione unificata dei disegni di legge Bilancio
di previsione della Regione siciliana per il triennio 2021/2023
(n. 661/A) e Legge di stabilità regionale 2021/2023 (n. 962/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Commissione è arrivata e il
Governo è quasi al completo, per cui possiamo iniziare.
Ieri eravamo arrivati all'articolo 6 e abbiamo accantonato
l'articolo 4. Oggi cerchiamo di fare intanto quelli più veloci, in
modo che ci liberiamo di una serie di articoli che sono un po' più
semplici.
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Interventi finanziari per il sostegno delle piccole e medie
imprese
1. Al fine di garantire l'immediato avvio della misura finanziaria
per le attività aggiuntive relative agli accordi di cui
all'articolo 5 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8 e
successive modificazioni, è autorizzata, per ciascuno degli
esercizi finanziari 2021, 2022 e 2023 la spesa annua massima di 500
migliaia di euro, cui si fa fronte per l'importo di 200 migliaia di
euro annui con la Missione 1, Programma 8, capitolo 612002 e per
l'importo di 300 migliaia di euro annui con parte delle
disponibilità della Missione 1, Programma 11, capitolo 216529. Con
decreto dell'Assessore regionale per l'economia sono emanate entro
30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge le
disposizioni applicative relative alla misura.
2. Il comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 8 maggio 2018,
n. 8 e successive modificazioni è cosi sostituito:
1. Il Fondo di cui al comma 2 dell'articolo 21 della legge
regionale 8/2017 limitatamente ad euro 25 milioni quali quota parte
delle risorse provenienti dal Fondo Jeremie FESR , è conferito
alla Banca europea degli investimenti che ne gestisce le risorse
secondo apposita convenzione da stipularsi con il dipartimento
regionale delle finanze e del credito. Gli oneri di gestione del
Fondo, stabiliti dalla predetta convenzione, sono a carico del
Fondo stesso. ».
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, intervengo sull'articolo 8. Come
abbiamo già detto in sede di discussione generale, inizia la
finanziaria del 2021 senza che la finanziaria del 2020 sia stata
attuata per intero. E l'articolo 8 ha tutte le caratteristiche di
una norma che certamente non verrà attuata velocemente; quindi noi
abbiamo preoccupazioni evidenti, aggravate dalla circostanza che
tutto sembra tranne una norma che sia in grado di dare ristoro alle
imprese siciliane.
Ricordiamo che quest'anno il PIL siciliano ha perso 8 punti,
ammontanti a un calo di produzione di circa 7 miliardi di euro. E a
fronte di questi cali e mancati introiti la risposta della Regione
siciliana e del Governo è stata la mancia di 125 milioni di euro,
pari a 2 mila euro a impresa.
La riteniamo una misura assolutamente inadeguata e cervellotica da
attuare, Presidente.
Riteniamo che in questo momento di crisi servivano ben altre
misure, ben altri ristori, una diversa organizzazione della
capacità di spesa, che certamente esula dall'applicazione di questo
articolo.
La verità, Presidente, è che in Sicilia - e questa è una denuncia
chiara, perché il clima che si respira è questo - il credito non lo
offrono più le istituzioni, ma le organizzazioni criminali che sono
pronte a dare credito alle imprese ai tassi che conosciamo.
Quindi c'è un problema vero che certamente questo articolo non
risolve. Insistiamo, Presidente, con gli emendamenti soppressivi
che abbiamo presentato all'articolo.
PRESIDENTE. Era iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, rivolgendomi all'assessore al
bilancio, al comma 2 leggo questa utilizzazione di parte delle
risorse, di 25 milioni, da parte della BEI. Ora, a mia memoria,
nella norma del 2015 il Fondo Jeremie era di 15 milioni. Adesso, in
parte 25 milioni sono utilizzati per incrementare questo fondo.
Volevo chiederle due cose: quali sono le altre risorse e
soprattutto volevo capire in che cosa si determina questa apposita
convenzione, cioè se - al di là del prestito alle piccole e medie
imprese - nel settore sociale c'è la possibilità di utilizzare il
Fondo Jeremie per altri sistemi di imprese, non so se possono
essere artigiani, se possono essere commercianti, se possono essere
altri e vorremmo che fosse scritto nella Convenzione per
comprendere meglio di che cosa stiamo parlando.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Dipasquale a
meno che l'Assessore non voglia dare una risposta all'onorevole Di
Mauro. Lo facciamo dopo, benissimo. Ha facoltà di parlare
l'onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Presidente della Regione, Governo,
colleghi parlamentari, l'articolo 8 non è un articolo semplice, nel
senso che è un articolo complesso dal punto di vista
dell'importanza che ha: aiuto alle piccole e medie imprese - in
questo momento, in questa fase - della Sicilia.
Prima il mio collega, l'onorevole Barbagallo ha fatto riferimento
al PIL, sono proprio di queste ore le notizie che vedono la Sicilia
su 245 regioni d'Europa essere la 206 regione per povertà, per PIL
ai livelli minimi.
Siamo veramente diventati - proprio in queste ore è uscito questo
studio sulle regioni d'Europa - il fanalino di coda d'Europa e dove
in Europa non ci sono solamente le regioni e gli stati ricchi del
nord, ma dove ci sono tantissime regioni che pensavamo essere più
povere di noi.
Siamo veramente diventati il fanalino di coda per quanto riguarda
occupazione giovanile, per quanto riguarda interventi alle
famiglie, lavoro, PIL, per quanto riguarda tutta una serie di
povertà, esclusione sociale, purtroppo gli elementi che ci vedono
gli ultimi.
Io avevo detto una cosa all'inizio, signor Presidente, questa
finanziaria ovviamente pensare che ci sono le risorse per risolvere
i problemi delle piccole e medie imprese significa dire
sciocchezze. Io che mi trovo a svolgere un ruolo di minoranza - che
non potrei dire una cosa del genere, perché direi una sciocchezza -
però ho detto una cosa all'inizio, ho detto che noi abbiamo poche
risorse certe, sono circa 22 milioni di euro, io avevo lanciato
all'inizio della discussione generale una sfida e lo rifaccio
oggi nell'articolo 8 che, secondo me, è pertinente.
Noi oggi non possiamo risolvere il problema delle piccole e medie
imprese, possiamo dare però un segnale che è quello che abbiamo
pochi soldi e li diamo tutti a voi.
Se noi riuscissimo veramente a fermarci un attimo, a mettere da
parte quelle che sono le nostre esigenze di ogni provincia,
comprese le mie, comprese quelle del mio territorio che non
riguardano interventi essenziali, che non riguardano interventi che
non possono essere rimandati alle variazioni di bilancio, che non
riguardano stipendi, prendiamo tutto quello che è provincialismo e
lo accantoniamo, perché non è giusto dire neanche marchette perché
non ce n'è marchette ci sono esigenze dei territori, ma oggi non
sono esigenze veramente prioritarie.
Allora noi possiamo dare un segnale: togliere tutto quello che non
è essenziale e destinarlo alle partite iva e destinarlo alla
piccola e media impresa.
Mi creda Presidente, lo dico per primo, se noi riuscissimo a fare
una cosa del genere, io per prima sarei disposto a votare la
finanziaria. Glielo dico veramente Presidente, cioè se lei come
Presidente della Regione, se lei per un attimo si ferma e mette in
condizione di dire, caro Parlamento, mettiamo tutto quello che non
è essenziale da parte e prevediamo, mettiamo in salvaguardia,
solamente stipendi, emergenze fragilità e dopo di che i soldi che
ci sono li utilizziamo tutti e venti milioni, quelli che sono, per
la piccola e media impresa, sono disposto e pronto a votare questa
finanziaria. Fermo restando che tutto il resto lo possiamo
rimandare di qualche mese e riempirlo di contenuti se riusciamo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo articolo che
riguarda in modo molto importante la Commissione Attività
produttive, perché poi dico sostegno alle piccole e medie imprese,
sostegno alle piccole e medie imprese che è un articolo molto
importante e molto pregnante e importante, la Commissione Attività
produttive'.
L'iniziativa è sicuramente importante e interessante nella misura
in cui riusciamo, veramente a intercettare le esigenze della
piccola e media impresa.
Da dove nasce il mio dubbio? Nasce quando noi leggiamo dei 25
milioni, quale quota parte delle risorse provenienti dal Fondo
Jeremy Feser è conferito, scusi assessore Armao è conferito alla
Banca Europea degli investimenti, che ne gestisce le risorse
secondo apposita convenzione da stipularsi con il Dipartimento
Regione delle finanze e del Credito.
La domanda che mi faccio è che faccio oggi a Lei, assessore è
questa: ma c'è bisogno di conferire questi fondi ad una banca,
anziché utilizzare le nostre banche, sia l'Irfis che la Crias?
Perché le dico questo? Perché sarebbe più vicino al rapporto sul
territorio, perché la banca deve poi fare una convenzione a sua
volta. E la convenzione ha un costo Le convenzioni hanno un costo.
Poi le spese che ricadranno a sua volta sulle aziende che andranno
ad aderire alla banca avranno un ricalcolo e quindi un
appesantimento e cosa facciamo?
Diminuiamo le cifre a disposizione, mentre noi sia con l'Irfis,
sia con la Crias, potremmo usufruire dei nostri dipendenti e quindi
alleggerire il peso delle pratiche per essere molto chiari e
rispetto a questo percorso se ci sono le condizioni Presidente
Musumeci, andiamo verso questo percorso, perché ci aiuta, perché è
più diretto, perché è vicino al nostro territorio perché si
riuscirebbe a intercettare il compendio di tutte le imprese.
Poi, rispetto all'invito che fa il mio collega, che oggi vive la
sua posizione politica all'opposizione, io la prenderei anche come
importante e buona perché se riuscissimo in questo momento politico
a rimetterci tutti a integrarci rispetto a un percorso positivo
importante per le imprese siciliane dico che però sull'articolo 8
va fatta una riflessione molto importante, perché oggi, noi abbiamo
fatto una norma qui in quest'Aula Presidente che era quello di
alleggerire il peso della burocrazia, mettiamola così, la
semplificazione.
Va bene, intanto è stato un piccolo passo avanti, rispetto ad un
percorso che ci vede già penalizzati sui territori e comunque non
aiuta l'impresa, perché l'impresa quando si rivolge alla burocrazia
a qualche difficoltà e non ultima quella pagata in termini di
tempo, quando le imprese nostre, quindi gli artigiani si rivolgono
alla Crias, non c'è una rapidità nelle risposte ma io preferisco la
Crias e l'Irfis anziché la banca, perché la banca e già distante,
ragiona con una cultura bancaria e quindi oggi, cosa passa
nell'opinione generale, che le banche non sono più vicine alle
imprese come lo erano una volta che le banche erano punto di
riferimento.
Il mio invito è questo: io aspetto che ci sia una risposta
positiva rispetto a questo percorso. Ora, sicuramente l'Assessore
Armao mi metterà davanti uno schema legislativo che questa cosa non
si può fare, però la politica serve ad aiutare e sostenere questi
due ragionamenti che altrimenti il nostro lavoro ha un limite
enorme che non possiamo accettare.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi hanno chiesto di parlare gli
onorevoli Marano, Di Caro, Di Paola, Lupo e Damante.
CRACOLICI. Signor Presidente, lei l'articolo 8 l'ha messo in
discussione perché lo ha considerato un intervento semplice. Io per
la verità lo ritengo così semplice che non l'ho capito, per una
ragione: la questione dei fondi Jeremie trasferiti alla BEI è da
tre anni, da tre anni, che in tre leggi finanziarie diverse, questa
norma entra ed esce. C'è sempre stato però un problema che la norma
di conferimento dei fondi Jeremie alla BEI, ha sempre nascosto un
tema di cui non si è mai data sufficiente chiarezza all'Aula, cioè
delle risorse aggiuntive, che non sono i fondi Jeremie per i quali
nel comma 1 di questo articolo si dice: al fine di garantire
l'immediato avvio della misura finanziaria, stanziamo 500 mila euro
del bilancio della Regione per attivare i fondi Jeremie.
La domanda è: ma che cosa è questo al fine di attivare l'immediato
avvio della misura finanziaria? Poi scopro, Presidente mi segua,
scopro che lo stesso Governo presenta un emendamento a questo testo
in cui i 500 mila euro diventano 200 mila euro perché 300 mila euro
che si coprivano con la missione 1, programma 11, capitolo 216529,
lo stesso Governo presenta un emendamento che lo sopprime; quindi
la norma diventa: al fine di garantire l'avvio immediato di questo
misura, come dire, stanziamo 200 mila euro. Quindi nell'arco di
due, tre giorni dalla Commissione all'Aula, l'immediato avvio ha
già avuto una decurtazione di 300 mila euro.
Ma la domanda, al di là se sono 200, se sono 500, è: questi soldi
che cosa devono avviare se sono fondi Jeremie per i quali i,
diciamo gli oneri di gestione del fondo sono a carico del fondo
stesso? Con tutto il rispetto questa norma sarà semplice per come
appare perché è breve ma è molto insidiosa anche perché per tre
volte quest'Aula ha respinto perché non è mai stata data
sufficiente chiarezza le ragioni per cui dobbiamo mettere risorse
della Regione non per le piccole imprese, qui non stiamo parlando
di piccole imprese. Stiamo parlando di oneri che servono ad
attivare un fondo, che era già della Regione, già nel precedente
FESR.
Io qui non ci vedo chiaro e fino a quando non ci vedo chiaro
continuerò come ho fatto nelle altre precedenti finanziarie a
operare per bocciare questo articolo perché questo articolo con le
imprese non c'entra nulla. E' un articolo che deve dare a qualcuno
prima 500 e poi 200 mila euro se dovesse tra l'altro essere accolto
lo stesso emendamento che il Governo propone a modifica della norma
che ha proposto.
Quindi credo che sia necessaria una esaudiente spiegazione
all'Aula per capire di cosa stiamo parlando perché il titolo di
questo articolo è fuorviante. Questo non è un articolo gli aiuti'
è un articolo che serve a dare soldi a qualcuno o a qualcosa. Ci
dicano per fare cosa.
PRESIDENTE. L'Onorevole Marano ha rinunciato ad intervenire.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, ieri in Piazza Indipendenza abbiamo
ascoltato il grido disperato di tanti operatori che lavorano nel
mondo della ristorazione. La loro richiesta era semplice ed era
sintetizzata in una parola aiuto . I ristoratori così come le
tante categorie colpite dalla crisi causata dalla pandemia ci
chiedono aiuto. Allora, se la domanda è aiuto , la risposta qual
è? L'articolo 8 con il titolo intervento finanziario per il
sostegno delle piccole e medie imprese , ecco, io modificherei
delle piccole e medie imprese con la parola banche perché di
tutto si parla in questo articolo tranne che di piccole e medie
imprese. Al comma 1 da cinquecentomila euro passiamo a duecentomila
euro per attivare un fondo di garanzia, non si capisce come e
perché. Al comma 2 si trasferiscono venticinque milioni di euro
alla BEI, ora voi immaginate un operatore della ristorazione
interfacciarsi con carte, burocrazia e tanti fardelli alla Banca
Europea Investimenti o alle tante banche, per attivare che cosa?
Ecco perché secondo me, Presidente, questo articolo non è semplice,
è semplicemente inutile e va soppresso.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, colleghi, Governo, secondo me questo
articolo è talmente semplice che non lo vuole nemmeno il Governo.
Dico, secondo me, possiamo bocciarlo, sopprimerlo e vi spiego anche
perché. In Commissione Bilancio il Governo, a proposito di
finanziaria creativa, fantasiosa, come copertura a questo articolo,
Presidente, aveva messo l'avanzo di amministrazione del 2020 quindi
questo articolo inizialmente non aveva nemmeno la copertura, perché
noi al momento l'avanzo di amministrazione non possiamo
utilizzarlo, le quote di avanzo di amministrazione. E allora questo
articolo, anche se poi l'Aula, come dire, ad un certo punto lo
votava in maniera favorevole, è molto probabile che veniva
impugnato a Roma, perché sappiamo benissimo che l'avanzo di
amministrazione dell'anno precedente non lo possiamo utilizzare
perché il rendiconto prima non era stato approvato dalla giunta
regionale e poi non è nemmeno ancora parificato.
Dopodiché, Presidente, il Governo mette - e vedo qui - prima delle
coperture su capitoli, uno che riguarda le spese hardware e un
altro che riguarda le spese di una partecipata, la SCPA, sarebbe il
capitolo 216529 e quindi il dubbio è ma noi stiamo togliendo soldi
a che cosa? A stipendi, Presidente, per darli a che cosa, non si
capisce, per creare che tipo di fondo?
Dopodiché il Governo - sto vedendo sempre dal fascicolo - presenta
un altro emendamento da trecentomila euro per togliere nell'anno
2020, poi 2021, 2022 trecentomila euro alla SEUS. Dico, Presidente,
qua si tratta veramente di finanziaria creativa e fantasiosa.
Io credo che questo articolo, in fin dei conti, non lo voglia
nemmeno il Governo regionale quindi propongo ai colleghi e propongo
all'Aula che, se mai ci sono soldi a disposizione, cioè se questi
fondi sono veramente a disposizione e li possiamo togliere dai
capitoli di bilancio in questione, quindi spese per il fondo
hardware piuttosto che per le partecipate, utilizziamoli per darli
ai siciliani veramente e non per fare matriosche finanziarie che
poi questi soldi si perdono. Se noi abbiamo cinquecentomila euro,
seicentomila euro, novecentomila euro dal bilancio, da soldi al
bilancio che possiamo recuperare, utilizziamoli per i bisogni veri
dei siciliani e non per finanza creativa che poi, così come hanno
detto anche altri colleghi, non porta a nulla.
Questo articolo, anche secondo me, secondo il mio modesto parere,
Presidente, non riguarda completamente le imprese siciliane.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo
esplicitare ulteriormente le mie richieste di chiarimenti.
Si è iniziato questo percorso nel 2015, assessore Armao, con il
fondo Jeremie, se ricordo bene, impresa sociale su iniziativa del
Movimento Cinque Stelle che propose questi 15 milioni sotto forma
di medio credito, assessore.
Poi siamo passati alla legge n. 8, articolo 21, in cui le risorse
che venivano recuperate dai fondi comunitari 2007-2013 e 2014-2020
venivano assegnati al Fondo Jessica e al Fondo Jeremie.
Relativamente al Fondo Jeremie sono assegnati alle start-up
giovanili.
Mi chiedo: quante sono queste risorse che sono state assegnate,
dato che c'è il di cui ; e soprattutto questa nuova convenzione a
che cosa è indirizzata.
Sono domande, Presidente Musumeci, specifiche senza con questo
volere capire di che cosa stiamo parlando.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, i colleghi
che mi hanno preceduto hanno già avanzato una serie di richieste di
chiarimento che a questo punto non ripeto.
Credo anch'io che usare espressioni vaghe, generiche, consentitemi
anche ambigue, come per le attività aggiuntive relative agli
accordi non sia corretto se vogliamo perseguire davvero l'idea
della trasparenza reale delle norme che noi approviamo che
finiscono in Gazzetta Ufficiale e che devono essere comprensibili
non agli addetti ai lavori ma ai comuni cittadini.
Io credo che questo articolo abbia, invece, un margine di
ambiguità che è davvero preoccupante.
Con riferimento alla copertura relativa al capitolo SAS poi
rettificata, lo ha già detto il collega che mi ha preceduto penso
che non si possono sottrarre risorse per il pagamento di stipendi o
per obbligazioni giuridicamente vincolanti.
Anche con riferimento al capitolo 612002 se non ricordo male sono
spese per acquisto di hardware, quindi dovrebbero essere anche
spese per investimenti. Io non credo che noi possiamo utilizzare
questo capitolo, invece, per affrontare queste spese relative ad
attività aggiuntive non meglio precisate. Quindi la nostra opinione
è contraria.
DAMANTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAMANTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, altri
colleghi sono già intervenuti sull'argomento. Io ho presentato
l'emendamento soppressivo proprio per chiarire e avere spiegazioni
dal Governo sull'ammontare, perché abbiamo quantificato 25 milioni
del Fondo Jeremie, forse qualche altro collega lo ha già detto, e
soprattutto la quantificazione degli oneri che andrebbero poi a
carico del Fondo emergenza Sicilia che questo articolo già
contempla come già in altre leggi regionali era stato affrontato
l'argomento.
Volevo sentire l'assessore al riguardo come mai si è preferito,
quant'è l'ammontare del Fondo Jeremie e perché solo 25 milioni
vengono dati a questo accordo della . A fronte di questo articolo
e quant'è l'ammontare degli oneri finanziari.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi, do la parola
all'assessore Armao.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, questa norma è
una norma che integra le disposizioni già approvate da questo
Parlamento perché è necessario integrarle con la legge 14 ottobre
2020, all'articolo 4.
L'assegnazione è già effettuata. Si tratta di un fondo che non è
gestito dalla BEI - in Commissione abbiamo più volte svolto queste
precisazioni ed è giusto che siano patrimonio comune per fare una
scelta in favore delle nostre imprese.
In che senso? La misura è una misura Fondo emergenza imprese che
la Banca Europea degli Investimenti ha varato per fare fronte al
dramma delle imprese che non hanno merito bancario e che non
riescono ad accedere al credito.
A queste imprese - purtroppo - cioè quelle prive di merito
bancario non resta altro che accedere ai cosiddetti ristori,
sostegni, chiamiamoli come vogliamo, ma le poche, pochissime
risorse che fino ad oggi sono state assegnate.
E allora è evidente che per sostenere imprese - ho avuto le
richieste esplicite di Confindustria Sicilia che ha applaudito
pubblicamente, basta consultare internet, a questa misura,
Confindustria Sicilia, perché? Noi attraverso questa misura
costituiamo un fondo da venticinque milioni più venticinque, cioè
cinquanta milioni di risorse di provenienza regionale ma di matrice
europea che si collegano con altri 50 milioni che dà la BEI.
Onorevole Ragusa, perché la BEI? Giustamente, lei dice: ma c'è
bisogno di andarsene alla BEI per sostenere le imprese siciliane? .
La BEI ha lanciato questo programma e solo noi e la Sardegna siamo
le Regioni che stanno utilizzando questa misura in termini
pionieristici rispetto alle altre regioni italiane perché i
cinquanta milioni di risorse siciliane, più i cinquanta milioni di
risorse BEI vanno a costituire un Fondo che garantisce un
intermediario bancario - Banca Intesa - al quale potranno
rivolgersi le nostre imprese per accedere al credito senza
interessi, a vent'anni senza merito bancario perché la banca è
garantita dal Fondo.
Quindi funziona non attraverso una erogazione diretta ma funziona
come moltiplicatore.
Se oggi noi queste risorse le dessimo alle imprese potremmo
soddisfarne un numero circoscritto senza attivare un'importante
moltiplicatore in termini economici che invece si attiva, grazie a
questo fondo e alla massa di credito agevolatissimo - non è
agevolato è agevolatissimo - proprio perché chi conosce l'andamento
non tanto dei tassi che sono bassi ma quello delle garanzie e
soprattutto quello del merito bancario che è il vero dramma con le
nuove norme determinate dalla banca di regolazione europea del
credito che ha ristretto fortemente l'accesso.
Attraverso invece questo strumento si garantirà un accesso
agevolatissimo proprio perché la banca non potrà chiedere il merito
bancario ma dovrà, proprio perché garantita dal fondo presso BEI ,
tra Sicilia e BEI , potrà garantire una erogazione del credito più
agevole.
Per quanto riguarda l'osservazione circa il conferimento, con il
Presidente della Commissione Bilancio' abbiamo concordato una
riscrittura del testo per cui non è conferito ma è destinato -
quindi più appropriato far riferimento alla destinazione.
Per quanto riguarda le esigue somme rispetto alla massa che viene
mobilitata fra il fondo e l'erogazione creditizia, queste risorse
di matrice regionale servono a costituire una riserva che possa
essere attivata nel caso di spese da contenzioso e spese di
funzionamento del fondo stesso, tenendo presente che ci sarà un
comitato misto Sicilia-BEI che non ha nessun tipo di gettone e che
viene costituito solo con funzionari dell'Amministrazione
regionale.
Non ci sono quindi emolumenti, non ci sono prebende, non ci sono
gettoni di presenza, non c'è nulla di tutto questo.
E' una misura molto importante che abbiamo già approvato e quindi
questo è un ultimo passaggio per definirne l'attuazione.
La convenzione è pronta per essere firmata, le imprese siciliane
attendono - perché lo hanno detto tramite Confindustria Sicilia -
questa misura.
Sono imprese piccole e medie, per rispondere alla domanda per
rispondere alla domanda dell'onorevole Di Mauro anche micro
imprese, quindi non c'è una destinazione solo alle imprese di
maggiore dimensione, ottocento mila euro è il livello massimo di
prestito ma possono essere prestiti molto più bassi anche per le
micro imprese e per le start-up, quindi è una misura di
agevolazione finanziaria molto importante che risponde ad una
oggettiva necessità che è quella che hanno le imprese di
rifinanziarsi a lungo termine, stiamo parlando di 15-20 anni,
quindi senza l'oppressione di un rientro immediato.
Il Presidente Musumeci è stato promotore della cosiddetta misura
straordinaria di liquidità che abbiamo realizzato con Irfis nei
giorni della pandemia in via amministrativa, ma non si è potuto
prevedere proprio perché i vincoli normativi del fondo Sicilia non
lo consentivano, se non una misura a breve termine, che consentiva
proprio di respirare, mentre invece questa è una misura che,
proprio per il medio e lungo termine che la caratterizza, che dà
ossigeno importante alle nostre imprese. E proprio per questo è
stato oggetto di particolare plauso da parte di Confindustria
Sicilia.
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, brevissimamente e soltanto per un
ulteriore chiarimento assessore Armao rispetto a questo ultimo
intervento e rifacendomi anche all'intervento del collega Ragusa,
perché BEI deve garantire Banca Intesa e non può garantire invece
Crias o Irfis?
ARMAO, assessore per l'economia. L'intermediario, nell'accordo, la
BEI come voi sapete è un'istituzione europea, non è una banca
privata ma una banca dell'Unione europea, quindi stiamo parlando
con l'istituzione finanziaria europea più importante. La BEI, nel
lanciare questa operazione, che ripeto, sta facendo con noi e con
la Sardegna, dovendo metterci dei soldi è la BEI che ha creato lo
strumento e ha dettato le regole. E la scelta dell'intermediario la
fa la BEI, non la fa la Regione, proprio perché giustamente è un
intermediario di livello europeo e sceglie secondo regole che,
essendo una istituzione europea, essa stessa pone.
Se noi vogliamo, come abbiamo voluto, aderire a questa iniziativa,
quello che conta in termini di condizioni o x o y non rileva tanto
l'intermediario, perché l'intermediario opera secondo regole e
parametri fissati dalla convenzione tra BEI e Regione siciliana,
quindi non è più condizionato alle regole proprio del sistema
bancario proprio perché opera in materia di finanza agevolata,
altrimenti non si giustificherebbe né il rilievo dei tassi né il
fatto che non si potrebbe finanziare una impresa senza merito
bancario.
Come voi sapete oggi una banca non è che non lo vuole fare, non
sono qua a difendere le banche di cui ho una considerazione non
diversa da quella della stragrande parte di voi, però è evidente
che oggi con le regole europee che sono state poste in qualche modo
differite nel tempo una banca non può finanziare un progetto che
non ha merito bancario, a meno che, come in questo caso, non si
crei uno strumento peculiare e che, ripeto, ha costituito Banca
Europea degli Investimenti per farlo con la regione, quindi è una
misura molto importante, significativa, molto attesa dalle imprese.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Anche per averlo chiaro tutta l'Aula, col conferimento
di cinquanta milioni ad integrazione dei fondi, cinquanta della BEI
si istituisce un fondo di cento milioni. Questo comma che
approviamo sostituisce integralmente il comma due dell'articolo 21
della legge 8 2017, per cui 25 milioni sono destinati a questo
sistema delle grandi imprese e gli altri 75? Grandi piccoli tutti
quelli che vuole, gli altri 75 a chi sono destinati?
E' una domanda legittima che le faccio. O è scritto male
l'articolo o io non capisco l'articolo.
PRESIDENTE. Assessore, non parliamo tra due. Facciamo parlare e
poi se lei vuole intervenire
Assessore, se vuole intervenire adesso può intervenire.
Possiamo andare avanti?
Ci sono gli interventi degli onorevoli Ragusa, Figuccia e Foti. Se
l'Assessore vuole intervenire prima. E allora, intervenga adesso.
ARMAO, assessore per l'economia. Essendoci una questione che va
precisata c'è il rischio che poi si ripeta.
Allora, il fondo non è una struttura di erogazione. Il fondo è una
struttura di garanzia. L'erogazione la fa la banca. Il fondo serve
a garantire l'erogazione della banca. Cioè non si eroga il credito
sul fondo, come un po' avviene per il fondo Sicilia. Quindi, il
dubbio dell'onorevole Di Mauro è fondato, perché noi abbiamo per
esempio istituito il fondo Sicilia e IRFIS ha fatto le erogazioni
sul fondo Sicilia.
Questo è un altro tipo di fondo. Non è un fondo da erogazione, ma
è un fondo da garanzia.
Quindi, il fondo garantisce l'erogazione che fa la banca con suoi
fondi, non con fondi pubblici dall'integrazione tra BEI e Regione e
questo fondo garantisce le eventuali insolvenze o i mancati rientri
che si possono determinare dall'erogazione in questione. Ecco
perché ha una valenza di moltiplicatore, perché con un fondo di
cento, non presti cento, presti molto di più, perché quel fondo
svolge una funzione di garanzia, non svolge una funzione di
erogazione diretta.
Quindi, non dobbiamo andare a guardare il fondo è integrato,
quindi dà cento e garantirà tutte le operazioni che farà
l'intermediario scelto da BEI per le erogazioni a favore di
microimprese di piccole imprese e di medie imprese. Ovviamente, non
si finanzia la grande impresa ma, al limite, le medie imprese
siciliane.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Poi, però, cerchiamo di votare perché, onorevole Ragusa, lei già è
la seconda volta, forse la terza che parla. Se è per un chiarimento
velocissimo, però.
RAGUSA. Un chiarimento velocissimo.
Signor Presidente, io penso che ancora una volta l'assessore Armao
è stato molto bravo nel delucidare quanto espresso nell'articolo 8.
La mia domanda oggi è questa: preso atto che c'è l'esigenza di
aiutare le piccole e medie imprese, come si pone oggi l'assessore
Armao? Uno.
Due. Le imprese che non sono con le carte in regola avranno di che
penare per raggiungere l'obiettivo di una garanzia data dalla banca
BEI.
Allora, io mi permetto di suggerire una cosa in questo momento a
quest'Aula: o troviamo una soluzione tecnica, economica,
finanziaria che aiuta veramente le piccole e medie imprese o siamo
davanti al solito articolo che avrà difficoltà a passare in
quest'Aula, perché io mi pongo un grande senso di responsabilità,
Presidente Musumeci.
L'atmosfera non è quella giusta. I miei colleghi stanno mettendo
in dubbio che questo articolo possa veramente aiutare le piccole e
medie imprese.
Allora, con grande responsabilità ma con grande onestà
intellettuale, le dico forse è meglio che su questo argomento
riflettiamo per evitare problemi. Grazie.
PRESIDENTE. Io rifletterei, come dice
(Brusìo in Aula)
Stiamo calmi, sto aspettando che finisca questo dialogo
ARMAO, assessore per l'economia. Allora, la questione che pone
l'onorevole Ragusa è correttissima e condivido la preoccupazione.
Allora, onorevole Ragusa, premessa...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, facciamo parlare l'Assessore?
Perché se parliamo tutti non si capisce niente.
ARMAO, assessore per l'economia. Premessa. Il fondo, quindi, è
costituito da 50 più 50 che mette BEI. Se non lo facessimo con BEI
ne avremmo solo 50 e, quindi, si raddoppia la garanzia.
È una misura emergenza imprese, proprio lanciata dalla BEI, per
consentire l'accesso al finanziamento alle imprese che non hanno
merito bancario. Cioè, è mirata alle imprese che oggi non possono
accedere al credito.
Cioè, l'Unione Europea attraverso BEI ha inteso lanciare questa
misura per venire incontro al vero problema del sistema creditizio
italiano ed europeo che è quello che oggi, in virtù di regole
elaborate a livello europeo - conoscete Basilea uno, due, tre, non
vi sto ad annoiare con queste cose - le banche non possono erogare
credito nei confronti di un soggetto che non ha merito bancario.
E allora, proprio per affrontare questo problema che è un vincolo
europeo, che come voi sapete risponde all'esigenza del bail-in,
cioè risponde all'esigenza che ha il sistema bancario di non
saltare perché dopo i derivati, dopo le vicende dei prime, dei sub
prime, della crisi del 2008-2009, le banche rischiavano di andare a
gambe all'aria. E allora, il sistema europeo ha costruito un
meccanismo di sicurezza per il sistema bancario. Ma creando un
sistema di sicurezza, ha inibito la relazione nei confronti di
soggetti che non hanno merito bancario.
Attraverso questa misura si può finanziare proprio perché c'è un
fondo da 100 milioni che garantisce l'imprenditore che non ha
merito bancario, perché nel frattempo ha avuto ritardi nei
pagamenti delle rate di mutuo, ha avuto problemi con la banca, ha
avuto problemi sulle erogazioni sul castelletto, sulle relazioni
ordinarie.
Guardate, io, proprio perché si tratta di una misura che ha il
plauso del sistema imprenditoriale vi leggo una precisazione che ha
fatto Confindustria dicendo: In questo modo le aziende con una
forma di indebitamento sostenibile potranno essere realmente messe
nelle condizioni di ripartire. Questa è davvero una norma che va
nella giusta direzione per agevolare la ripresa del sistema
economico messo al tappeto dalla pandemia .
Quindi, se anche il sistema imprenditoriale la ritiene una misura
conveniente, chi meglio di chi è fruitore di questo prodotto può
giudicare? Quindi, ascoltatemi, non c'è nessuna misura che possa
appesantire, anzi è volta propria a colpire il vero nodo di questo
sistema che è quello per cui oggi se non hai merito bancario sei un
disperato, sei un paria, sei uno destinato a fallire. E invece,
proprio per dare credito a chi non ha merito bancario, si
costituisce questo fondo e si consente l'accesso al credito che
altrimenti non sarebbe sostenibile.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Lentini e
Catanzaro. Sì, Figuccia prima. Onorevole Lentini, scusi, prima
l'onorevole Figuccia. Scusate, facciamo finire gli interventi e poi
si conclude. Prego, Assessore.
ARMAO, assessore per l'economia. Onorevole Figuccia, mi scusi, per
concludere la coda di un ragionamento.
Per quanto riguarda quello che diceva l'onorevole Di Mauro, sono
50 milioni regionali, 25 più 25, più 50 BEI, ma non hanno una
distinzione per questo, per quello, perché fanno parte di un fondo
di garanzia, garanzia, solo garanzia. Ma garantirà l'erogazione di
risorse anche per le start-up anche per le micro imprese.
PRESIDENTE. Non ripetiamoci perché sennò parliamo due ore.
ARMAO, assessore per l'economia. Una cosa vorrei dire con riguardo
all'appello che giustamente muove l'onorevole Ragusa, ma l'ho
sentito anche in altri interventi, anche l'onorevole Dipasquale che
poc'anzi giustamente diceva: C'è una Sicilia che soffre, che ha
bisogno di risorse finanziarie . Per questo - come sapete - è già
stato presentato un ordine del giorno, in merito si potrà operare
per quanto riguarda ristori o sostegni che, come voi sapete, vanno
a compendio di quelli che lo Stato deve erogare nei confronti delle
imprese delle zone gialle, arancioni o rosse che siano e che quindi
sono legate attraverso l'Agenzia delle Entrate, la Regione come ha
fatto con le misure varate nella scorsa legge di stabilità e che
sono o già operative o di immediata operatività.
Il fondo da 75 milioni sarà operativo dal 31 marzo, quindi a
giorni. La riprogrammazione delle politiche unitarie di coesione
per 200 milioni di Euro. Quindi, onorevole Dipasquale, onorevole
Ragusa, voi che vivete in una Provincia produttiva e che, quindi,
sta soffrendo moltissimo, proprio attraverso le imprese i suoi
problemi, anche la riprogrammazione di 200 milioni di Euro
consentirà di intervenire nei confronti degli imprenditori
disagiati, ma quelli saranno interventi di ristoro, di sostegno,
non saranno interventi di finanziamento che, invece, in questo
modo, si consente di erogare.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Per semplificare il dibattito, perché ci osservano anche
al di fuori dell'Aula: noi proponiamo al Parlamento - e
all'opinione pubblica che ci ascolta - un articolo. Assessore, il
titolo è Interventi finanziari per il sostegno delle piccole e
medie imprese . Dopodiché all'ultimo comma diciamo che 25 milioni,
quale quota parte delle risorse provenienti dal Fondo Jeremie, li
conferiamo alla Banca europea. Mi scusi, Presidente, c'è qualcosa
che non ho capito.
In questo momento io viaggio in un'interlocuzione costante con il
mondo delle imprese, come tutti noi parlamentari, e alla luce di
quest'interlocuzione arriva una semplice, costante istanza, che è
quella di dare credito alle imprese. Questo oggi, in Sicilia,
Presidente, assessore, passa attraverso l'Irfis, passa attraverso
l'Ircac. Ci sono migliaia di imprese in questo momento che non
riescono ad accedere al credito, perché vantano l'opportunità di
essere assolutamente solvibili e non riescono ad avere
un'interlocuzione con quegli enti rispetto ai quali vengono poste
una serie di criticità rispetto alla fatturazione. Gli investimenti
non possono essere fatti e io a quelle imprese oggi cosa dico? Noi
stiamo garantendo un fondo di garanzia, intanto, al netto dei tagli
fatti alle partecipate, al netto dei tagli fatti agli istituti che
fanno riferimento anche alla Regione siciliana. Noi abbiamo tolto
il 5 per cento a tutti gli enti, lo abbiamo fatto all'ASCA, lo
abbiamo fatto all'Istituto zootecnico che dovremmo rilanciare come
attività, rispetto al quale Istituto noi abbiamo tolto qualcosa
come un milione di euro, lo abbiamo fatto così, senza neanche
dargli la possibilità di pagare gli stipendi.
E noi prendiamo 25 milioni di euro e li diamo alla Banca europea
degli investimenti Ma io dico queste risorse spalmiamole sugli
enti regionali. Credo che facciamo una cosa gradita alle nostre
strutture, agli enti strumentali e certamente, immediatamente dopo,
alle imprese.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà. Poi l'onorevole Catanzaro e poi basta interventi, perché è
da tre ore che parliamo su questo argomento. Lei aveva chiesto di
intervenire onorevole Lo Curto? Lo facciamo dopo.
LENTINI. Onorevoli colleghi, ormai sul fatto di stabilire fondi,
non fondi, non ci crede più nessuno. Quindi la cosa più importante
da fare oggi è quella che il Governo, il Presidente Musumeci
organizzi questo fondo suo personale con il Governo e con il
Parlamento, fa un tesoretto, che in questo momento serve solo
questo, Presidente. Perché non essendoci idee chiare, questi 25
milioni in questo momento dati così alla BEI perché secondo me,
alla fine, è scritto chiaro: gli oneri di gestione del fondo,
stabiliti dalla predetta convenzione, sono a carico del fondo
stesso .
Voglio dire che dopo un anno di pandemia le imprese che non
possono accedere più al credito, perché hanno problemi seri - uno
di questi è il problema del DURC e quindi ci sono questi problemi
seri, perché in ogni progetto, in ogni cosa che bisogna presentare
il primo documento per l'accesso è il DURC - quindi, considerato
questo, bisogna bloccare questa somma e dare la possibilità domani,
a iniziare dal Governo, e pensare con il Parlamento di lavorare per
spenderli in modo diverso e dare la possibilità appunto a loro, a
queste imprese che sono tantissime, sono così tante che 25 milioni
di euro gli spetteranno mille euro ad azienda, quindi parliamo di
niente.
Ora, considerato che il Governo nazionale parla di ristori e ormai
i DPCM ci stanno riempiendo le tasche con tutti questi danari che
devono arrivare, tra questi fanno parte pure loro.
Non ultimo noi abbiamo pensato, signor Presidente, a un ordine del
giorno che va: nei 200 milioni di euro che i Capigruppo con tutto
il Parlamento hanno destinato per i ristori e ad altre categorie,
tra quelle categorie ci sono pure questi, quindi le cose sono due o
questi 25 milioni vengono inserite nel contesto dei 200 e diventano
225, dove fanno parte pure questi che non hanno la possibilità di
accedere al credito e quindi quantomeno aumentiamo quella somma
ancora di più e facciamo un operazione generale.
PRESIDENTE. Colleghi, il Governo mi ha appena comunicato - per cui
non do la parola ad altri - che ha intenzione di riscriverlo, in
modo che questo emendamento possa essere più chiaro e lo
accantoniamo un attimo.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, se vuole parlare sull'articolo ma è
accantonato, le do la parola quanto lo riprendiamo in carico. Anche
agli onorevoli Catanzaro e Grasso, se è sull'articolo lo
riprenderemo in carico tra poco, quando lo riprendiamo in carico vi
do la parola, sennò è inutile che andiamo avanti.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. E' accantonato, perché lo ritira, ha detto che lo
riscrive. Non so perché tutti vi state agitando. L'articolo è
accantonato.
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Snellimento dei controlli delle Ragionerie centrali
1. La Ragioneria generale della Regione, per il tramite delle
Ragionerie centrali, provvede, entro i termini previsti
dall'articolo 8 del decreto legislativo 30 giugno 2011, n. 123 e
successive modificazioni alla registrazione dei provvedimenti
assunti sotto la piena responsabilità dell'unità organizzativa che
ha emanato l'atto secondo quanto previsto dalla legge regionale 21
maggio 2019, n. 7.
2. Le Ragionerie centrali effettuano il controllo sulla regolarità
contabile degli atti, predisposti secondo i sistemi contabili e gli
schemi di bilancio previsti dal decreto legislativo 23 giugno 2011
n. 118 e successive modificazioni, nel rispetto delle modalità di
cui al comma 2 dell'articolo 6 del d.lgs. 30 giugno 2011, n. 123 e
successive modificazioni.
In caso di esito negativo del controllo, si procede alla
restituzione dell'atto con le osservazioni che ne impediscono la
registrazione.
3. Sulla base di modalità e di criteri determinati dalla Giunta
regionale, nonché della rilevanza dei programmi di spesa, la
Ragioneria generale predispone programmi annuali di controllo
successivo a campione concernente la legalità della spesa. Le
risultanze del controllo effettuato dalle Ragionerie centrali sono
inviate ai centri di responsabilità che hanno emesso l'atto, al
competente organo politico e, nel caso di osservazioni circa la non
legalità della spesa, all'organo giurisdizionale di controllo».
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, siccome ho visto, Assessore Armao,
che l'accordo prevede alcune clausole tra cui i costi per la
traduzione esterna dei documenti necessari, i costi derivanti
dalla cessazione dell'accordo, i costi relativi all'audit, i costi
associati e controversie riguardanti strumenti finanziari ed altri
costi di volta in volta inclusi tra le spese di comune accordo tra
la BEI e la Regione siciliana, io credo che si tratti di
consulenze, traduzioni e quant'altro, se nella nuova formulazione
questi costi possiamo capire esattamente a quanto ammontano, come
si snodano e che cosa succede.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. E' una questione discussa da tempo. Prendiamo atto che
il Governo ha deciso di affrontare la questione con legge;
probabilmente, sarebbe bastato anche un diverso atto normativo
nella scala delle fonti. E' una questione nota, quindi anche per
agevolare il dibattito d'Aula ritiriamo i soppressivi, quindi ci
troviamo d'accordo.
PRESIDENTE. Anche gli altri ritirano i propri soppressivi? Così
andiamo avanti. Si passa all'emendamento 10.11 dell'onorevole
Tancredi.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, l'emendamento 10.11 è mio, forse per
un errore di scrittura è saltata la firma.
Alla fine del comma 1 aggiungo questa frase: Fermo restando la
registrazione ove la Ragioneria centrale ravveda una violazione di
norma invia apposita nota all'unità organizzativa emittente per
l'eventuale esercizio dell'annullamento in autotutela , perché nel
caso ci dovesse essere anche un errore non soltanto una violazione
di norma, in autotutela si dovrebbe segnalare ..
PRESIDENTE. Però, onorevole Palmeri, l'autotutela è già
disciplinata dalla legge, per cui non c'è bisogno di un ulteriore
norma di legge perché c'è già. Diciamo che questo non è necessario
h correttissimo.
PALMERI. Nel caso in cui ci fosse un errore, gli stessi
responsabili potrebbero essere chiamati a rispondere, quindi ..
PRESIDENTE. L'autotutela, il suo intervento è correttissimo,
però...
PALMERI. Se è possibile andare a correggere, a rettificare, senza
andare a bloccare tutto l'iter, secondo me sarebbe opportuno per
andare a intervenire per evitare anche errori successivi.
PRESIDENTE. Ripeto, il concetto di autotutela è previsto dalla
legge, per cui è la legge che già in qualche maniera da questa
garanzia, quindi lo ritiriamo.
Non ce ne sono altri. Possiamo votare.
Pongo in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E'
approvato)
L'articolo 11 è accantonato.
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Norme per lo svolgimento delle procedure concorsuali
1. Per lo svolgimento delle procedure concorsuali per il
reclutamento di personale non dirigenziale, l'amministrazione
regionale può avvalersi delle modalità di cui al comma 6
dell'articolo 3 della legge 19 giugno 2019, n. 56 e successive
modificazioni e trovano applicazione le disposizioni di cui
all'articolo 4, comma 3 septies, del decreto legge 31 agosto 2013,
n. 101 convertito con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2013, n.
125.
2. Le procedure concorsuali di cui al comma 1 possono essere
svolte attraverso l'utilizzo di tecnologia digitale, secondo le
previsioni di cui ai commi 3, 4, 5, e 7 dell'articolo 247 del
decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 convertito con modificazioni
dalla legge 17 luglio 2020, 77 e successive modificazioni.
3. Fino alla revisione organica della disciplina regionale in
materia, la nomina delle commissioni esaminatrici da parte
dell'amministrazione regionale avviene con le modalità di cui al
comma 9 dell'articolo 247 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34
convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 e
successive modificazioni. Alle predette commissioni si applicano le
disposizioni di cui ai commi 11 e 14 dell'articolo 3 della legge 19
giugno 2019, n. 56 e successive modificazioni».
Comunico che sono stati presentati gli emendamenti, ma sono
soppressivi. Sono ritirati? Ritirati. Bene, allora possiamo votare.
Pongo in votazione l'articolo 12. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E'
approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13.
Stabilizzazione personale ex dipartimento foreste
1. Il personale già in servizio presso l'Amministrazione
regionale - dipartimento regionale dello sviluppo rurale alla data
del 28 agosto 2015 a seguito di selezione pubblica con contratto di
lavoro, in possesso dei requisiti richiesti dal comma 1
dell'articolo 20 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75 e
successive modificazioni, è ammesso, a seguito di istanza da
presentare entro il termine perentorio di trenta giorni dalla data
di entrata in vigore della presente legge, alla procedura di
stabilizzazione prevista dalla vigente normativa. Alla relativa
spesa, nel limite massimo di 129.421,44 euro (Missione 1, Programma
10, capitolo 190001), si provvede con le risorse finanziarie
disponibili nell'apposito Fondo costituito presso il dipartimento
regionale bilancio e tesoro di cui all'articolo 3, comma 21, della
legge regionale 29 dicembre 2016, n. 27 (Missione 20, Programma 3,
capitolo 215754)».
Comunico che sono stati presentati gli emendamenti, ma sono
soppressivi. Sono ritirati? Ritirati. Bene, allora possiamo votare.
Pongo in votazione l'articolo 13. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E'
approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
« Art. 14.
Recepimento norme statali in materia di incarichi
dirigenziali
1. Nei limiti del 50 per cento delle facoltà assunzionali di cui
al comma 3 dell'articolo 4 della legge regionale 6 agosto 2019, n.
14 e successive modificazioni, trovano applicazione, ai fini del
conferimento degli incarichi dirigenziali non generali, le
disposizioni di cui al comma 6 dell'articolo 19 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni. Nelle
more della riforma organica della dirigenza della Regione, i limiti
percentuali richiamati al comma 6 del predetto articolo 19 si
intendono riferiti alla dotazione organica della dirigenza
determinata per il 2021 in applicazione del comma 3 dell'articolo
49 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 e successive
modificazioni».
Comunico che sono stati presentati emendamenti. Oltre agli
emendamenti soppressivi, c'è l'emendamento 14.8, dell'onorevole
Zito, che lo invito al ritiro.
L'onorevole Zito, c'è in Aula? No, se lo volete chiamare
velocemente. Gli altri sono tutti soppressivi per cui se questo
viene ritirato.
Onorevole Zito, l'invito al ritiro nasce anche dal fatto che la
limitazione non è prevista dalla normativa statale per cui è già
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi siamo contrari
all'articolo 14 perché così com'è scritto fa scattare circa 90
assunzioni di dirigenti a tempo indeterminato e quindi non possiamo
che esprimere la nostra contrarietà per varie ragioni: primo, non
crediamo che la Regione abbia bisogno di dirigenti a tempo
determinato; secondo, non c'è copertura finanziaria né
nell'articolo né nelle tabelle collegate. Terza questione per me
non secondaria, l'articolo ha subìto una modifica nel corso della
discussione in Commissione Bilancio , laddove è stato approvato
un emendamento, da me proposto ma condiviso da molti colleghi, che
limitava l'applicazione di questo articolo del 165 al personale
interno, quindi la possibilità di affidare a funzionari direttivi,
mansioni da dirigente ma non di ricorrere all'esterno.
A chiusura di seduta è stato approvato, con un emendamento 117, un
testo che praticamente azzerava l'emendamento che fu approvato in
Commissione Bilancio , dopo peraltro, un'ampia discussione, che
registrò il consenso quasi univoco della Commissione stessa, tanto
che, ripeto, l'emendamento fu approvato, notoriamente il PD è in
minoranza, in Commissione Bilancio , grazie al fatto che ci fu il
concorso anche di forze molte forze parlamentari di maggioranza.
Perché dico questo Presidente, perché la formulazione
dell'articolo che al primo periodo riprende quello che prevede il
comma 6 dell'articolo 19 del Decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, questa formulazione è smentita nei fatti dal periodo che segue
perché la norma citata, esattamente il comma 6 dell'articolo 19,
offre questa possibilità, ovviamente come norma nazionale, per il
10 per cento delle dotazioni organiche dei dirigenti di prima
fascia e per l'8 per cento della dotazione organica dei dirigenti
di seconda fascia.
Mentre il secondo periodo nelle more della riforma organica della
dirigenza della Regione , i limiti percentuali richiamati, cioè
quelli di cui prima, il 10 e l'8 per cento, al comma 6 del predetto
articolo 19 si intendono riferiti alla dotazione organica della
dirigenza determinata per il 2021 in applicazione del comma 3
dell'articolo 49 della legge 7 maggio 2015 n. 9 e successive
modificazioni.
La dotazione organica della dirigenza determinata per il 2021 -
recita il Piano di rientro del disavanzo, che lei ieri ha fatto
consegnare all'Aula, a pagina 33 - è di 900 dirigenti, quindi se
quelle percentuali assumendo la massima del 10 si applica sulla
dotazione organica di 900 dirigenti, significa 90 assunzioni di
dirigenti. Io credo che sia contro l'accordo con lo Stato, credo
che la Regione non abbia bisogno di questi 90 dirigenti esterni con
contratto a termine, non vedo la copertura finanziaria né
nell'articolo né nelle tabelle collegate.
Io chiedo al Governo di revocarlo questo articolo, peraltro è
anche contraddittorio rispetto alle affermazioni che il Presidente
della Regione ha fatto più volte, diciamo usiamo un eufemismo,
invitando i dirigenti ad una maggiore produttiva.
Ritengo peraltro, che al di là della fascia dirigenziale, la
dotazione organica della Regione, in particolare mi riferisco ai
funzionari direttivi di categoria D, possono rappresentare una
risorsa vera, laddove ci fossero delle esigenze limitate di
difficoltà di coprire posizioni anche di ambito dirigenziale e di
questo purtroppo l'articolo non tiene alcun conto. Grazie.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E allora, prima di dare la parola
all'onorevole Ciancio, che l'ha chiesto, onorevole Lupo, per quanto
riguarda la copertura, come dire non c'è, per quanto ci riguarda
non c'è problema nel senso che non è che questa è una norma che
prevede assunzioni, è soltanto una norma che dà la possibilità, nel
caso ci siano i soldi, di assumere. E poi se non ci sono, non si
fanno.
Per quanto riguarda il richiamo alla legge questa del 2001, non è
perché dico è stata poi modificata e prevede altre cose. Però,
comunque andiamo avanti intanto con l'onorevole Ciancio e poi chi
sono gli interventi? Ragusa,e Figuccia. Grasso e Cracolici.
CIANCIO. Grazie Presidente, Governo, colleghi, io sottoscrivo
l'intervento fatto dal collega che mi ha preceduto. Credo che
l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno nella Regione siciliana sono
nuovi dirigenti. E mi voglio concentrare esclusivamente, non a
caso, sulla fascia dirigenziale non nel comparto non dirigenziale
perché i numeri ci dicono che sicuramente non c'è una mancanza,
appunto, di queste figure, c'è sicuramente un problema anagrafico,
un problema di ricambio generazionale, per carità che va fatto, ma
non credo sia questo il momento soprattutto considerato -
Presidente vorrei che lei mi ascoltasse perché questo è un
passaggio importante - che noi abbiamo in Commissione, in questo
momento, in discussione, la riforma della dirigenza regionale,
quindi stiamo discutendo anche facendo audizioni e audendo diciamo
tutti i soggetti coinvolti, stiamo discutendo proprio della riforma
della dirigenza a livello regionale.
Io non credo che si possa parlare di nuove assunzioni, ma lo dirò
anche all'articolo 11 quando parliamo dei limiti assunzionali e
delle nuove facoltà assunzionali della Regione. Non credo che
possiamo parlare di nuove assunzioni quando ancora siamo fermi alla
riforma e non sappiamo cosa dobbiamo fare della terza fascia
dirigenziale. Questo non lo diciamo noi, lo dice la Corte dei
conti.
Io vi ho recuperato, diciamo, l'ultimo giudizio di parifica che
chiaramente si riferisce al rendiconto 2018, non abbiamo dati
aggiornati, però la situazione non è cambiata, sicuramente non c'è
stata la riforma del comparto dirigenziale e loro, dopo un'attenta
analisi, dicono che conseguentemente nell'accostarsi ad una
stagione di ricambio generazionale, anche per le figure
dirigenziali, non può prioritariamente che darsi attuazione ad una
compiuta riforma della dirigenza regionale.
Ripeto, non abbiamo bisogno di nuovi dirigenti, in questo momento
siamo ad un rapporto tra comparto non dirigenziale e comparto
dirigenziale di uno a dieci, voglio dirvi che la media delle
regioni a Statuto speciale nel resto d'Italia è uno a tredici e,
addirittura, nelle altre Regioni siamo a uno a sedici, questi sono
sempre dati che mi sono stati forniti dal Dipartimento e
dall'assessorato.
Quindi, anche con i numeri che abbiamo adesso, e anche con le
riduzioni che ci sono state negli anni, e non c'entra
l'attribuzione di competenze alla Regione, perché non stiamo
parlando di numeri assoluti, ma stiamo parlando proprio del
rapporto tra dirigenti e comparto non dirigenziale, quindi anche
analizzando solo questo dato, siamo al di sopra, molto al di sopra,
della media nazionale.
Quindi, io chiedo lo stralcio di questo articolo perché, ripeto,
stiamo analizzando in questo momento un disegno di legge atteso da
vent'anni, e che parla proprio di un problema che se non risolviamo
non possiamo pensare a nuove assunzioni.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, fosse per me io le devo dire
sinceramente che, considerata l'età media dei dirigenti regionali,
io ne vorrei assumere cinquemila non quelli però è ovvio che tengo
in considerazione quello che lei pensa, io devo dire come la penso
io.
Però, prima di andare avanti vorrei dare la parola all'assessore
Zambuto che così chiarisce un attimo il senso dell'articolo prima
che ci siano altre confusioni. Prego assessore Zambuto.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Grazie Presidente. Onorevoli deputati, la norma in questione io la
definirei di carattere ordinamentale, sostanzialmente noi diamo la
possibilità alla macchina regionale di utilizzare quello stesso
strumento che negli enti locali viene definito con l'articolo, il
famoso articolo 110, con il 110 quindi noi e infatti la norma,
diciamo, che prevede questo cioè prevede che nel caso di necessità,
nel caso in cui i dipartimenti, e sappiamo che ci sono tanti vuoti,
in momenti particolari possono utilizzare, possono prendere, ecco,
professionalità dall'esterno. Diciamo che il senso della norma è
questo, anche con riferimento appunto alle obiezioni, assolutamente
legittime che sono venute da parte dei deputati, la definirei anche
di carattere ordinamentale per il fatto che è prevista l'eventuale
assunzione sempre a titolo, diciamo, determinato, a tempo
determinato, nei limiti chiaramente assunzionali previsti dalle
norme di carattere generale quando, diciamo, che riguardano appunto
tutta la materia del personale. Grazie.
PRESIDENTE. E allora, prima di dare la parola all'onorevole
Ragusa ci sono Ragusa, Figuccia, Grasso, Dipasquale e Sunseri,
Lentini che me lo sta dicendo ora Cracolici pure, poi la Foti,
tutti li iscriviamo. Vorrei permettermi mi permetta onorevole
Ragusa, prima di darle la parola, di leggere, perché io credo che
il ruolo del Presidente dell'Assemblea sia anche questo, è quello
di mettere al corrente delle cose che conosce.
Vi leggo la relazione della Corte dei Conti, quella che c'è stata,
l'ultima che è stata fatta per quanto riguarda la parifica nostra
che dice sotto il profilo delle politiche pubbliche di
reclutamento, la sezione delle autonomie nell'ultimo referto sulla
spesa per il personale agli enti territoriali ha evidenziato come
sia stato avviato a livello nazionale un percorso a cominciare
dall'allentamento dei vincoli assunzionali, in toto all'articolo
22 ecc. ecc. senza abbandonare la direzione del contenimento
della spesa d'altro canto la Corte dei Conti non potrebbe scrivere
diversamente, ha ampliato l'autonomia degli enti territoriali
nell'individuazione degli ambiti prioritari d'intervento e
nell'accelerazione, nella capacità di reclutamento intesa a
favorire il ricambio generazionale .
Io vorrei ricordare a tutti, come ho spesso discusso con il
Presidente che ne è più a conoscenza, che l'età media della Regione
è 60 anni. L'età media.
Se noi non reclutiamo dei giovani, siamo destinati al fallimento,
non c'è niente da fare.
Quando poi ci lamentiamo perché non funziona il click-day, ma il
programma nuovo che è arrivato per farlo funzionare, ma chi lo deve
fare funzionare, se l'età media è 60 anni?
Io prego veramente, non sto prendendo, perché non mi spetta fare
le parti del Governo, ma sto cercando di dare un minimo di
ragionevolezza a quello che si fa.
La Regione siciliana non è più in condizione di fare nulla perché
non ha dirigenti. Ce li ha di 60 anni come media. Come media.
Non cerchiamo, veramente lo dico, non cerchiamo dei cavilli o il
pelo nell'uovo, favoriamolo questo cambio generazionale, se no non
ci muoveremo più.
Io vi chiedo scusa per questo mio intervento che non mi è dovuto,
ma che credo fosse necessario.
E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in linea di
principio è quello che tutti cerchiamo, o che vorremmo fare, perché
è chiaro che l'età media aumenta, moltissimi dipendenti sono andati
in quiescenza, oggi c'è bisogna di una linfa nuova.
Presidente Musumeci, mi sarebbe piaciuto leggere in questo
articolo, per esempio, che assumiamo anche a tempo determinato un
pool di tecnici che si mettono a progettare, perché i progetti oggi
servono esecutivi per aderire al recovery fund.
Mi sarebbe piaciuto, per esempio, leggere che oggi nel demanio
marittimo c'è una carenza di personale, che la gente è in
sofferenza perché non riesce ad avere le pratiche in tempo utile
per la stagione che viene.
Io capisco che questo forse per norma non si può fare, in qualche
modo però dall'intervento dei vari assessori, e in particolare
quello di Zambuto, io penso che come me, la platea, ha bisogno di
capire, per non riempire i soliti uffici di gente che magari non sa
come impegnare il suo tempo. Oggi è cosa rara.
Io devo dirle che ho grande rispetto e ammirazione per i
dipendenti regionali tutti, dico tutti, perché oggi fanno tutti
quello che possono fare rispetto alle proprie possibilità.
Così come mi piacerebbe pensare che qualche assessore dicesse che
domani mattina l'assessorato alla formazione si impegnasse,
attraverso fondi pubblici, per formare e portare avanti anche il
dipendente pubblico, perché oggi c'è bisogno proprio di questo.
C'è? Bene. Se c'è io sono contento di questo perché noi in questa
Aula ci vogliamo proporre come soggetto che vuole portare avanti la
nostra Terra in modo intelligente, serio, competente e
professionale, perché oggi il cittadino lamenta proprio questo: che
non ha le risposte giuste proprio rispetto a questo percorso della
pubblica amministrazione.
Ma non è colpa del dipendente pubblico. E' colpa del fatto che noi
oggi non siamo al passo con i tempi e la politica deve avere un
ruolo importante su queste cose perché noi abbiamo il dovere morale
di formare, di aiutare e sostenere il dipendente che poi a sua
volta ribalta questo interesse nei confronti dei cittadini.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io in
realtà riconosco al Governo il merito, ad esempio, in termini di
riforma che guarda al personale di avere istituito l'Ufficio
speciale.
I meriti di aver guardato alle carenze all'interno della Pubblica
amministrazione regionale per trovare assolutamente margini di
miglioramento.
I meriti di aver guardato oltre la barricata, cercando di
individuare quali potessero essere effettivamente gli investimenti
necessari capaci di tracciare una linea di confine tra il merito,
tra il dipendente che lavora, che funziona ad obiettivi, e chi come
talvolta è stato necessario anche evidenziare, invece, quei meriti
probabilmente non li aveva inseguiti sempre durante il corso della
sua vita professionale.
Il tema però di questo articolo 14, è un tema - sono contento
possa ascoltare anche il Presidente della Regione - è ricorrente in
queste fasi della finanziaria.
Quello che rappresenta l'onorevole Lupo è una cosa che stiamo
incominciando a constatare più volte, cioè che gli emendamenti sono
stati portati nella Commissione in un certo modo, e poi sono stati
assolutamente modificati.
Questo spesso riguarda il merito, questo spesso riguarda gli
stanziamenti riferiti ai singoli enti e, se ovviamente questa è la
procedura con la quale noi continuiamo ad andare avanti, è chiaro,
Presidente, che noi troveremo ostacolo ad ogni articolo.
Tutti quanti siamo per l'esigenza dell'allentamento dei vincoli
assunzionali, tutti quanti siamo per il ricambio generazionale,
tutti quanti siamo per individuare in quella prospettiva che premi
il merito e che ben venga la possibilità di rinnovare anche la
presenza dei dipendenti all'interno della Pubblica amministrazione
attraverso degli articoli che hanno questa finalità però quando poi
ci si ritrova con un testo che parte in un modo e che poi,
talvolta, senza che neanche l'Aula ne sia a conoscenza chiaramente
vengono i nodi al pettine.
Anche qui, Presidente, è chiaro che quanto diceva prima il
Presidente Micciché appare quanto meno pleonastico, dice che la
copertura finanziaria c'è - lui ha detto - c'è perché noi non è che
li stiamo assumendo, stiamo prevedendo la possibilità di assumerli
qualora ci fossero i soldi.
O li assumiamo perché abbiamo i soldi o non prevediamo un articolo
che di fatto lascia intravedere una prospettiva che non c'è.
Presidente, anche qui devo dire che purtroppo ci sia un poco di
confusione nel modo in cui l'articolo arriva in Aula rispetto a
come era partito.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, Presidente della Regione, colleghi, ci
sono due aspetti, uno legislativo-giuridico e un aspetto politico.
Dobbiamo capire se questa norma il Parlamento, dal punto di vista
politico, è una scelta, la vuole approvare o non la vuole
approvare. Se non la vuole approvare si stralcia. Dobbiamo però
riportare, leggere e contestualizzare quello che l'articolo
specifica.
Intanto, si tratta dell'applicazione dell'articolo del decreto
legislativo 165 ed è l'articolo 19, comma 6 previsto in tutta
Italia. Abbiamo ragazzi siciliani che oggi lavorano con contratto a
tempo determinato come dirigenti esterni in Lombardia. Che cosa
prevede la norma? Non prevede assunzioni di 90 persone, non ci
vogliono risorse aggiuntive.
Quando si parla del limite del 50 per cento delle facoltà
assunzionali di cui al comma 3, le facoltà assunzionali non le
inventa nessuno, le facoltà assunzionali discendono dalla norma.
Nel caso di specie - nei limiti delle risorse assunzionali - è
stato quantificato nel piano del fabbisogno 2019-2022 mandato con
delibera di giunta, inviato alla Corte dei conti, è il risparmio e
quindi le risorse assunzionali dato dai pensionamenti ordinari
perché noi sappiamo che il blocco delle assunzioni del 2015 aveva
previsto - e il prepensionamento - il divieto di cumulare risorse
assunzionali. Quindi, risorse assunzionali con pensionamenti
ordinari.
Il piano di fabbisogni prevede esattamente il risparmio di 400.000
euro. Questa norma, quindi, che è norma ordinamentale, qualora
venisse applicata non può fare altro che prevedere un'assunzione di
due persone.
Vi dico un'altra cosa. Il comma 6 della dotazione organica prevede
il cumulo delle risorse, si deve quindi anche integrare con questa.
Significa che il 50 per cento lo utilizziamo con il comma 6, e il
50 per cento di un calcolo che è prettamente matematico, che non
può, e questa è una regola, qua non c'è da discutere, quello è e
questo risulta.
Quindi, se poi ci vogliamo arrampicare sugli specchi, perché non
si vuole fare, o perché si torna a dire che la Regione deve
avvalersi di non so quanti dirigenti che prenderanno il posto di
non so quanti funzionari, allora stabiliamo che possono partecipare
sia gli esterni che i funzionari che hanno avuto, che hanno
espletato cinque anni di incarichi dirigenziali, mansioni
superiori, quindi questa norma non è solo rivolta al personale
esterno, ma anche eventualmente al personale interno che abbia i
requisiti.
Non si chiama una persona e si dice: senti domani mattina vieni a
lavorare in Regione, ma si fa un atto di interpello, si fa una
selezione e i curricula devono essere validati e motivati, e questo
è un compito che fa il dipartimento ed è un atto gestionale. Questo
è quello che mi premeva sottolineare, perché è una norma di buon
senso, ed è una norma che in tutta Italia, fino a Reggio Calabria,
si applica, e non capisco perché in un momento in cui la Regione
deve lavorare e applicare tutte le norme o le risorse del Recovery
Fund, perché non può avere un grande manager che in un dipartimento
strategico possa fare volare questa Terra.
Questa è la mia visione, ma ripeto è una questione di natura
politica, se non si vuole fare perché il calcolo è matematico,
quelle sono le risorse assunzionali, quelli sono i numeri per cui
si può procedere.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, Assessori, io conosco bene questo ambiente perché dopo 41
anni figuriamoci se non lo conosco, ci sono delle grandi verità nel
senso che da circa trenta'anni non ci sono né assunzioni né
passaggi di qualifica.
Noi abbiamo la possibilità oggi, ci sono all'interno
dell'amministrazione regionale dei funzionari direttivi - e questo
non sono io, a scanso di equivoci - che hanno capacità, intanto
grazie a queste persone che hanno la buona volontà di andare
avanti, e portare avanti i progetti del Governo e l'aiuto immediato
agli Assessori.
Io ho presentato un emendamento, ha ragione l'onorevole Grasso, il
decreto Madia 75 del 2017, dove prevede che il 30 per cento venga
riservato agli interni. E ha ragione lei, perché per come si stanno
combinando le cose, più di due dipendenti non possono passare.
Se noi già dal 2015 al 2020 se ne sono andati dalla pubblica
amministrazione circa 4000 dipendenti, in questi articoli che avete
organizzato ci sono dei tagli alle piante organiche e per un certo
verso va bene, perché la digitalizzazione, il problema del
cartaceo, il lavoro agile, e quant'altro, ridimensiona di gran
lunga queste categorie, però è assurdo tagliare il 70 per cento dei
dirigenti, il 60 per cento dei funzionari, il 100 per cento
addirittura delle categorie A e B.
Noi dobbiamo fare un'operazione. Questa è una Regione autonoma,
Presidente e lei è il Governatore, e lei risponderà da qua a 5
anni, dirà all'indomani in campagna elettorale tutto il suo operato
e tutto quello che ha fatto. Fra questi ci sono pure i dipendenti
regionali. Se noi non diamo la possibilità a queste persone di
avere quanto meno un occhio di riguardo, perché queste persone ci
aiutano, non è che vogliono fare il passaggio tout court, vogliono
fare un passaggio mettendosi in discussione anche all'esterno con
bandi pubblici, ma con una riserva del 30%. Perché, carissimo
Presidente, e lei sa quanto la stimo, veda che a livello nazionale
non esiste un concorso. Uno
Un concorso, sia nelle pubbliche amministrazioni, in qualsiasi
posto. Ma anche nelle guardie e quant'altro, dove c'è una riserva
abbastanza grossa, abbastanza importante, per tutti coloro che
hanno svolto servizio nella pubblica amministrazione, nel caso
della pubblica amministrazione, o ad esempio nell'esercito, nei
carabinieri, nella guardia di finanza e quant'altro.
Quindi, noi non possiamo firmare un accordo con questi signori e
dare veramente, abbassarci le braghe, mettendo in difficoltà la
pubblica amministrazione regionale. Perché i migliori se ne sono
andati.
Ancora ci sono pochissime persone che sono nelle condizioni di
potere progettare. Se noi a queste persone li mandiamo a quel
paese, questi, non solo non faranno più nulla, perché ormai dice
bene il presidente Micciché, ormai hanno un età, bene o male da
cinquantacinque in poi, quindi questi staranno a bivaccare per
altri cinque anni, se ne vanno in pensione, e i problemi non
saranno solo negli enti locali che non possono progettare, non
possono portare progetti avanti con i cofinanziamenti, neanche
hanno i soldi, ma non possono fare un progetto e presentarlo alla
Comunità Europea. Non saranno solo loro, saremo pure noi.
Quindi, se noi oggi mettiamo un punto e veramente ci mettiamo a
lavorare e fare capire anche a questi signori che non c'è
l'interesse personale, ma ci sono interessi della cittadinanza, dei
siciliani, che abbiamo bisogno di progettare e attingere alle
risorse europee, perché anche noi abbiamo motivo di intercedere a
quelle risorse.
Perché noi all'obiettivo uno, perché siamo stati considerati le
Regioni quelle più basse, le Regioni quelle molto più bisognose, e
cose varie, non voglio dire altro, oggi abbiamo la possibilità con
un Governo che lei rappresenta, di dare una risposta.
Queste persone fanno parte di un progetto politico, non solo di
centrodestra oggi, domani di centrosinistra, ma il progetto
principale è per i siciliani. Si metteranno d'accordo per i
siciliani. Grazie.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Presidente della Regione, onorevoli
colleghi, io penso che questo sia un argomento serissimo affrontato
con un mare di superficialità da tutti.
Il Presidente dell'Assemblea ha detto una cosa che io condivido.
Scusate, Signor Presidente, mi devo sostituire a lei.
PRESIDENTE. Assolutamente, per noi è un privilegio ascoltarla.
DIPASQUALE. Grazie.
Ha detto che la macchina amministrativa è appesantita, ci sono
tante persone che hanno la maggior parte dei dirigenti hanno una
certa età, e quindi bisogna svecchiarla. Non ci sono dubbi su
questo.
Io per esempio lo condivido. Ma io, a proposito della dirigenza,
mi ero permesso, forse sono stato uno dei primi a presentare un
disegno di legge, proprio per rinnovare la dirigenza, e penso anche
che serviva una riforma di tutto il pubblico impiego della macchina
regionale.
Lo so, sono passati quattro anni però Presidente. Non abbiamo
fatto né quello della dirigenza, né quello della macchina
amministrativa regionale tutta. Ma poco importa Presidente.
No, la prego Presidente se mi può seguire, perché non voglio fare
polemica, non mi serve. Il concetto è un altro.
Il Presidente Micciché ha detto una cosa giusta: dobbiamo
svecchiare.
Ma caro ex Assessore per gli enti locali, e cari colleghi che sono
intervenuti per difendere questo articolo 14 come la soluzione allo
svecchiamento, guardate che è aberrante quello che dite. Perché
l'articolo 19, quello che l'assessore ha chiamato il 110 per gli
enti locali è una cosa diversa. Costituzionalmente l'articolo 51
della Costituzione individua solo un meccanismo per rinnovare la
Pubblica Amministrazione, e sono i concorsi pubblici Presidente, il
resto sono deroghe. Il resto sono deroghe. Cioè, quindi, non si può
dire oggi siamo qui per svecchiare, per rinnovare attraverso
l'applicazione dell'articolo 19. E' veramente aberrante, l'articolo
19 io la considero una pezza, volgarmente detto, una pezza.
Alla mancanza di una riforma per la dirigenza, alla mancanza di
una riforma per il pubblico impiego, e prevediamo noi di
individuare attraverso il 110, che è una assunzione assessore
Zambuto, attenzione, è una assunzione a tutti gli effetti, non è
vero che non è una assunzione. E' una assunzione il 110, lo
chiamiamo noi per i Comuni, ma è una assunzione a tempo
determinato. Quindi noi ancora continuiamo ad utilizzare deroghe, a
non fare concorsi pubblici, che sono cosa diversa, onorevole
Lentini, rispetto al bando all'articolo 19.
Io non mi sconvolgo che si utilizzi il meccanismo dell'articolo
19, 110 per gli enti locali che ha utilizzato lei da Presidente
della Provincia ed io da sindaco. Lo abbiamo fatto, sono state
utili, ma per piccole soluzioni. La riforma non si fa con il 110,
mi scusi che faccio riferimento agli enti locali, ma si fa con una
riforma strutturale. Allora, lo volete portare avanti? Secondo me
dobbiamo fare in modo che questi dirigenti, che devono venire da
parte dell'interno e dell'esterno, devono essere davvero pochi.
Devono essere veramente pochissimi, perché così la norma com'è
scritta no. La norma com'è scritta invece a me non mi
tranquillizza.
Così come ha detto l'onorevole Ciancio, che in Commissione abbiamo
già le norme, stiamo discutendo sulle riforme, poi discuteremo
sulla riforma complessiva che finalmente attraverso i concorsi
pubblici, così come vuole la Costituzione all'articolo 51, metterà
in condizione la macchina di svecchiarsi. Sono scorciatoie
veramente non di una classe politica di alto livello che deve avere
questo Governo e questo Parlamento. Cerchiamo di recuperarla,
consideriamolo quello che è una pezza questo articolo 14, dopo di
che dobbiamo lavorare su altro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Se non c'è
nessun altro che chiede di intervenire chiuderei. Ditelo però, sì,
Cracolici l'avevamo già scritto, è scritto sempre, non solo lei del
suo Gruppo siete in due iscritti. Allora scusate un attimo:
onorevole Foti, onorevole Parlmeri. Zito l'ho scritto sì, e
l'onorevole Tancredi. Le iscrizioni sono chiuse. Lo Giudice lo
avevo già scritto. Le iscrizioni a parlare sono chiuse. Grazie.
SUNSERI. Grazie Presidente, Presidente onorevole Musumeci,
onorevoli colleghi. Guardi Presidente, lei 60 giorni fa,
all'incirca a inizio gennaio, ha firmato un accordo con lo Stato
dove riporto puntualmente, è partito da una delibera di Giunta sua,
occorre prevedere una riduzione del numero complessivo delle
posizioni dirigenziali di ogni livello.
Premesso che la riforma organica del comparto dirigenziale è ferma
in I Commissione da tre mesi, ed è ferma in I Commissione perché
mancano le riscritture del Governo, che devono essere portate
all'attenzione dei commissari della I Commissione, a noi, guardando
questa norma, la prima cosa che ci viene in mente, è quella di una
norma assolutamente incostituzionale, Presidente. Questa norma tra
60 giorni verrà sicuramente impugnata. Questa norma prevede
l'assunzione di dirigenti tramite, non un concorso pubblico e,
soprattutto, a tempo determinato.
La Corte Costituzionale più volte sul merito è intervenuta,
dicendo che le deroghe legislative a un percorso del genere, come
quello individuato dal Governo con l'articolo 14, si possono
effettuare solo in casi di gravi interessi pubblici. E a me non
pare che questo sia il caso della previsione di questo articolo di
legge.
Quindi, Presidente, ormai l'appello non lo faccio più neanche al
Governo, è al Presidente dell'Assemblea: gli Uffici dovrebbero
valutare questo articolo come un articolo assolutamente
incostituzionale, che verrà impugnato certamente nei prossimi due
mesi. Perché, uno, viene meno all'Accordo Stato-Regione - questo
non viola certamente la Costituzione, ma è un accordo di leale
collaborazione tra lo Stato e la Regione - ma, due, viola quello
che dovrebbe essere previsto da una riforma organica del comparto
dirigenziale e che noi, invece, attraverso una norma, proviamo
semplicemente a eludere, prevedendo delle assunzioni a tempo
determinato di dirigenti senza un concorso pubblico. Cosa
assolutamente vietata dal nostro ordinamento. Grazie.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, che vi sia un'emergenza Regione
siciliana che riguarda il personale, tutto, sia il personale non
direttivo, sia il personale direttivo, cioè sia i funzionari
direttivi che quelli dirigenziali, questa è cosa nota. Tant'è che
qualche anno fa, anche in quest'Aula, tentammo di approvare una
norma che consentiva di fare almeno cento assunzioni l'anno,
riferite a personale laureato in giurisprudenza. Oggi abbiamo letto
una nota di Repubblica, che ci informava quanti sono i laureati in
legge e in economia che ci sono alla Regione siciliana.
Quindi che l'emergenza è un'emergenza clamorosa, e che fra qualche
anno non avremo per davvero più persone che potranno scrivere un
decreto, o registrare un decreto anche sulla contabilità - abbiamo
visto i problemi che abbiamo sulla capacità di rendicontare spese
europee, i problemi dei residui, eccetera
Ma il tema, purtroppo, non è questo. Lo dico, perché questa
finanziaria rischia di presentarsi come un grande ingorgo
istituzionale. Da un lato abbiamo firmato un accordo. Giusto o
sbagliato, ma lo ha firmato il Governo e lo ha recepito con
l'articolo 1 della legge finanziaria. Dall'altro lato, facciamo non
solo questa, ma tutta un'altra serie di norme che contraddicono
l'accordo che è stato sottoscritto.
Ma cosa volete che vi dirà lo Stato nel momento in cui esaminerà
questa finanziaria? Che cosa potrà dire se non che è in difformità
con l'accordo che abbiamo firmato il 14 gennaio del 2021? Pensiamo
che ci farà gli applausi? Pensiamo che ci aiuterà? Renderà poco
credibile questa Regione e la sua classe politica. Perché
nell'accordo che abbiamo firmato - che è un accordo capestro per
quanto riguarda il personale, ma lo ha firmato il Governo - abbiamo
stabilito che non si faranno assunzioni per i prossimi tre anni.
Guardate che è una norma che è fortemente limitativa, però - ripeto
- è una norma che in qualche modo ha fatto venire in luce anche le
ragioni per cui non si fanno assunzioni per i prossimi tre anni.
Primo: perché abbiamo ritenuto risorse assunzionali i fondi che si
liberavano a seguito del pensionamento del personale; è dovuto
essere lo Stato a ricordarci che il personale di cui al famoso
contratto uno non libera risorse economiche finanziarie per la
Regione, perché la Regione prima li paga come stipendi e poi li
paga come pensioni. Quindi ai fini del risparmio, dal punto di
vista del bilancio della Regione, non c'è nessun risparmio. Quindi
non si può chiamare risparmio una cosa che non è risparmio.
Questa norma, tra l'altro - e concludo - ha un'ambizione: ad oggi,
tra mille difficoltà, problemi con Corte dei conti, processi
attivati, la Regione ha potuto esercitare il diritto di avvalersi
di personale esterno per i dirigenti generali, credo che l'ultimo è
che il Governo della Regione ha sottoscritto un contratto col nuovo
responsabile della programmazione della Regione, che è un dirigente
esterno all'Amministrazione.
Questa norma in realtà, coerente con quella dello Stato,
intenderebbe consentire di poter fare contratti dirigenziali a
dirigenti non per essere utilizzati nei dipartimenti e quindi come
dirigenti generali ma come dirigenti di servizio. Cioè, la novità
di questa norma è quella di prevedere di poter fare contratti per i
dirigenti di servizio, ma la prima questione che si pone, caro
Governo, è come giustifichiamo, non dal punto di vista soltanto
contabile e per l'accordo che ho già detto è in assoluta
contraddizione, a fronte del fatto che stiamo prevedendo di
tagliare 900 dirigenti regionali, stiamo tagliando servizi per i
quali molti dirigenti saranno dirigenti senza responsabilità, né di
servizi, né di unità operative, come lo giustifichiamo che ci
avvaliamo di personale esterno, quando abbiamo personale interno
che rischia di non avere neanche il ruolo funzionariale per cui è
dirigente?
Io credo che ci sia solo una grande confusione, avrei potuto
capire - e chiudo - se prima avessimo fatto la riforma della
dirigenza, così come io avevo suggerito prima dell'accordo con lo
Stato, i miei colleghi della Prima Commissione sanno quale è la
proposta che ho fatto: facciamo la riforma della dirigenza facendo
il ruolo unico della dirigenza, tutti sono dirigenti di pari
livello, poi è l'incarico che tu dai come Governo che differenzia
il profilo, aboliamo cioè la terza fascia.
Ma oggi, avendo mantenuto quel livello di differenziazione, di
fatto tu utilizzi ciò che è consentito per i dirigenti di seconda
fascia - quando in Sicilia ne abbiamo solo due - per consentire di
avvalerti di personale esterno per dare i servizi.
Signor Presidente, io credo che questa norma, oltre che in
difformità con l'accordo con lo Stato, sia non funzionale
all'Amministrazione regionale, ecco perché chiederei al Governo - e
lo dico all'Assessore per la funzione pubblica - di sottrarre il
Parlamento a votare una norma del genere, perché si sappia che è
una norma che non potrà trovare esecuzione se non dopo - lo ha
detto ieri o l'altro ieri l'Assessore Armao - il tentativo di
riaprire il negoziato con lo Stato, anche alla luce dell'accordo
cosiddetto Brunetta sulla rigenerazione amministrativa che, in
quel quadro, potrà in qualche modo riaprire la prospettiva anche
per la Sicilia di una rigenerazione amministrativa sia dei
dirigenti, ma anche dei funzionari.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, questa discussione sull'articolo 14 sta
diventando surreale, ma non per gli interventi che stanno arrivando
da questo scranno, ma anche dalle dichiarazioni che sono state
fatte prima dal Presidente Micciché e poi anche dall'Assessore.
Intanto l'Assessore ha dichiarato E' una norma ordinamentale ,
quindi se già è una norma ordinamentale qua dentro, in finanziaria,
non ci può stare, primo problema. Poi ci sono state tutta una serie
di interventi, soprattutto riferite al mio emendamento, il 14.8,
dove io dicevo di evitare quelli che sono in pensione di farli
rientrare dalla finestra e, giustamente, il Presidente ha fatto
tutto un intervento accorato parlando dei giovani, che dobbiamo
puntare sui giovani, però dice che il mio emendamento non è
inammissibile, perché mette dei limiti, ma loro stessi li ampliamo
i limiti nella seconda parte, proprio dell'articolo 14 e entriamo
in questi paradossi.
Poi che cosa abbiamo sentito nel corso degli anni, anzi dei mesi
scorsi, abbiamo sentito che il Presidente Musumeci diceva: l'80 per
cento dei deputati e dei dirigenti regionali si gratta la pancia .
Ovviamente, se abbiamo dei dirigenti regionali che si grattano la
pancia, cosa facciamo? Noi assumiamo altri, perché quelli si devono
continuare a grattare la pancia e altri devono lavorare.
Ora, sicuramente l'80 per cento non è una cifra, saranno di meno
quelli che si grattano la pancia, però, quello che sicuramente non
ha fatto questo Governo è, qualora ci fosse anche uno solo dei
dirigenti che si gratta la pancia, di licenziarlo.
E invece noi cosa facciamo. I premi obiettivo, sono stati dati a
tutti? Perché se la risposta è sì. Il problema è là, non assumere
nuove persone, perché è vero che andrebbe svecchiata, senza ombra
di dubbio la pubblica amministrazione; ma il problema è: 1) non si
fa la formazione adeguata, allora, a questi dirigenti per
aggiornarsi, se è come diceva il Presidente Miccichè, c'è gente che
arrivano i software nuovi e non li sa utilizzare, e questo è il
primo problema, non si licenzia chi sbaglia, vengono dati premi
obiettivo a tutti.
E' ovvio che la macchina amministrativa regionale diventa un
fallimento e qui, come diceva Napoleone, non ci sono cattivi
reggimenti, ma ci sono solo colonnelli incapaci da questo punto di
vista.
Ovviamente, non si fa di tutta l'erba un fascio, perché ci sono
veramente dirigenti molto bravi, sono anche la maggior parte, ma
per quella piccola fetta, che ovviamente non è in grado di portare
avanti la macchina amministrativa, è un disastro.
Altro problema, anticipato anche da altri colleghi, c'è l'accordo
Stato-Regioni che da l'indicazione totalmente opposta rispetto a
questo emendamento. Concludo Presidente, dicendo evitiamolo questo
articolo 14, andrebbe assolutamente soppresso, perché non è questo
il problema, prima si deve efficientare la macchina amministrativa
regionale per come si deve, e punendo chi merita di essere punito,
e dopo si ragiona.
Concludo dicendo, e qua c'è l'assessore, noi ci siamo incaponiti
nel tenere l'ispettorato del lavoro e tutto il comparto del corpo
forestale, sotto leggi della Regione siciliana, questo non ci ha
permesso di fare i concorsi, quando invece trasferendo queste
competenze allo Stato, lì i concorsi si continuano a fare, e
avremmo avuto l'ispettorato del lavoro, molto più efficiente,
perché non è efficiente, quello regionale, perché sono 4 gatti, e
la stessa cosa per il corpo forestale, che vorrei ricordare è
rimasto solo da noi mentre in tutta Italia, sono passati ai
carabinieri, secondo me ci siamo lasciati sfuggire un'occasione e
l'inefficienza della Regione, secondo me, emerge anche da questo
punto di vista.
PRESIDENTE. E'iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha
facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Volevo fare una
domanda all'assessore Zambuto. Se mi può seguire un attimo
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, per favore, l'onorevole Lo
Giudice non inizia a intervenire se, per favore onorevole
Dipasquale abbandoni il tavolo della Presidenza. Prego.
LO GIUDICE. Grazie Presidente, volevo fare una domanda
all'assessore Zambuto, perché questo articolo, sostanzialmente,
l'articolo 14, ci dà la possibilità di utilizzare una norma
nazionale, e quindi di andare a fare quello che è un atto
considerato straordinario.
Quest'atto straordinario, e quindi la possibilità di fare quelle
che sono delle assunzioni a tempo indeterminato, viene fuori da
quello che è un calcolo matematico, sulla base della
rideterminazione della pianta organica del 2021, mi chiedo e chiedo
all'assessore Zambuto se hanno fatto questo calcolo, e quindi se
possiamo sapere quant'è il numero di eventuali dirigenti che
intendiamo assumere con l'articolo 14, e quindi con questa norma.
Questa è la domanda, e mi auguro di avere una risposta.
In linea di massima non sono contrario a questo articolo, però mi
corre l'obbligo, e credo che corre l'obbligo di fare un
chiarimento, soprattutto a chi ci ascolta, e chi ci segue da casa,
perché altrimenti diamo l'impressione di voler fare una rivoluzione
con un semplice articolo, rivoluzione che con un semplice articolo
non è possibile fare. Questo è un atto straordinario in cui non
potremo assumere nessun giovane, diciamolo chiaramente.
La norma in questione prevede la possibilità, per comprovate
necessità, quindi non così, ma per comprovate necessità di
effettuare delle assunzioni a tempo determinato di personale
dirigente che abbia almeno un quinquennio di esperienza, e che
abbia comunque delle caratteristiche che sono al di fuori di quelli
che sono le figure presenti all'interno dell'amministrazione
regionale.
Non è che se io ho un dirigente che ha le medesime
caratteristiche, ne posso assumere un altro uguale perché mi piace
o perché è bello, quindi questo chiariamolo, perché quando noi
diamo l'impressione che con questo articolo 14 vogliamo fare
l'assunzione di tutti i giovani di questo mondo, diamo una, come
dire, una visione che è assolutamente inesistente. Quindi giovani
non se ne assumerà nessuno, perché se non ci sono dirigenti che
hanno una comprovata esperienza all'interno dell'articolo 14, nel
momento in cui presentano i curricula, vengono scartati
automaticamente. Quindi questo è il primo aspetto.
E' chiaro che questa norma dà comunque una possibilità
all'amministrazione regionale, ma siccome viene fuori il numero dei
dirigenti da assumere da un calcolo, credo che l'Assessore debba
dirci, in base alla dotazione organica, attuale o del 2021, e qui
vengo all'altra domanda, quanti dirigenti intendiamo assumere.
Vengo all'altra domanda che, al di là del numero dei dirigenti che
intendiamo assumere, secondo me l'articolo, per come è formulato,
ci dà comunque qualche dubbio, perché i limiti percentuali
richiamati etc.etc , si intendono riferiti alla dotazione organica
della dirigenza determinata per il 2021. La dirigenza per il 2021
determinata qual è? Non credo che in questo momento
l'Amministrazione regionale abbia approvato la pianta organica e il
piano triennale del fabbisogno del personale. Quindi noi non lo
sappiamo. Quindi, o c'è un errore qui, oppure, se si fa riferimento
alle modifiche, quindi all'articolo 11 che abbiamo in precedenza,
nell'articolo 11 si parla di modificare e quindi di modificare la
norma, per il triennio 2022-2024. Quindi decidiamoci.
Il riferimento alla legge del 7 maggio 2015 arrivano fino al 2020,
le modifiche all'articolo 11 partono dal 2022, noi la
rideterminazione la facciamo sulla base dell'anno 2021, io non ho
capito se possiamo assumere 1, 10, 100 o 1000 persone. Per cui
questo è, credo che sia un doveroso chiarimento, anche perché
altrimenti rischiamo di fare una norma che sostanzialmente è anche
inutile perché, o la recepiamo tout court così com'è, oppure dateci
un elemento preciso e puntuale per capire.
Quello che è il mio auspicio ovviamente è un altro, il mio
auspicio è una riforma del pubblico impiego seria, una riforma che
possa consentire veramente ai giovani siciliani di poter
partecipare a dei concorsi pubblici, e quindi di essere assunti. E'
chiaro che questo è l'ambizione più importante, quella che
dev'essere una visione strategica complessiva. Sicuramente non
possiamo immaginare, con questa norma, di poter risolvere quelli
che sono i problemi atavici che la Regione siciliana ha.
E' pur vero un fatto, ed io ne sono convinto, questa norma può
assolutamente essere d'aiuto alla Regione siciliana, perché
rappresenta comunque un elemento in più, che ci può consentire di
avere delle figure dirigenziali formate, che possono adempiere ad
ulteriori ruoli all'interno della pubblica amministrazione
regionale. Però è chiaro che l'obiettivo principale deve
necessariamente essere quello di fare i concorsi pubblici, per dare
a tutti, nessuno escluso, la possibilità di poter inserirsi
all'interno dell'amministrazione regionale e lavorare sì da giovani
siciliani per il bene e l'interesse della Sicilia. Grazie,
Presidente.
PRESIDENTE. Grazie.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Grazie Presidente, colleghi. Allora, credo che bisogna
partire comunque perché, quando si parla di dirigenti, personale,
nella Regione siciliana, c'è sempre il mito, che viene più volte
rimandato, di una struttura elefantiaca, che non funziona, che ha
grandi problemi. E' questo è sicuramente vero, come è anche vero,
ed è innegabile, che abbiamo probabilmente l'età media dei nostri
dirigenti più alta d'Europa.
Visto e considerato che abbiamo 1.127 postazioni dirigenziali, e
nel 2021 soltanto 896 dirigenti, c'è già una discrepanza tra quelle
che sono le posizioni dirigenziali ed il numero di dirigenti a
disposizione. E visto che sappiamo da dati numerici che abbiamo
potuto riscontrare chiedendoli all'assessorato che, probabilmente
nel prossimo biennio questa quota di 896 scenderà in maniera molto
drastica, quindi delle due l'una. Noi la vogliamo fare funzionare
questa Regione o la vogliamo fare morire definitivamente? Perché è
questa la vera domanda che dobbiamo porci.
Si era avviato un percorso amministrativo di un certo tipo, era
stato anche elaborato il piano dei fabbisogni triennali nel 2018,
c'era un percorso che è stato nettamente fermato dall'accordo che è
stato sottoscritto. Credo che lì sia il nodo, il vero nodo.
Quell'accordo va assolutamente rivisto, possibilmente stralciato e
probabilmente, personalmente, credo che dovremmo puntare su una
nuova classe dirigente, e vedere veramente i concorsi per fare
entrare all'interno della macchina regionale gente giovane, smart,
veloce, per fare in modo che questa Regione non resti indietro
delle opportunità che adesso, nel prossimo settennato, si
configureranno in prospettiva.
Quindi, il mio auspicio qual è? E' quello di trovare una giusta
mediazione per cominciare ad avviare un percorso che, sicuramente,
non può essere quello del cappio messo sulla possibilità di agire
bloccando i concorsi, come è stato fatto con l'accordo, perché,
ripeto, in questo momento, chi si lamenta di questa impossibilità è
tra i fautori del blocco delle assunzioni. Quindi siamo esattamente
all'opposto, diciamo una cosa e poi ne facciamo un'altra totalmente
all'opposto.
Assessore, io le consiglio di avviare anche uno studio che deve
essere quello che sancisca una volta per tutte quali sono le
funzioni aggiuntive che noi facciamo, ed il personale che serve per
queste funzioni aggiuntive, perché credo che qualcuno ogni tanto
dimentichi che noi, come Regione, abbiamo una quantità di funzioni
molto superiori rispetto alle altre Regioni a statuto ordinario, e
c'è un dato che è un dato molto importane, che nessuno qui dallo
scranno ha ricordato, noi siamo al di sotto come percentuale di
tutte le Regioni a Statuto speciale che hanno un parametro di
sedici e sei contro il quattordici e due della Regione siciliana,
rapporto popolazione/personale, dirigenziale e non dirigenziale.
Già noi siamo al di sotto di tutte le altre Regioni a Statuto
speciale come incidenza del personale, e questo è un dato
inoppugnabile, i numeri purtroppo non mentono. Spesso sui numeri,
qui sopra, prendiamo cantonate. Non ce lo possiamo più permettere
perché le cantonate poi ci portano ad andare a sbattere, ed è
qualcosa che non ci possiamo permettere più. Grazie.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Presidente, onorevoli colleghi, io credo che il fatto di
dovere assumere dei giovani non sia un fatto negativo, il problema
è che noi, da uno studio fatto anche proprio in questi giorni,
risulta che in Sicilia mancano alcune figure specializzate quale
gli informatici, quali coloro che praticamente danno
un'accelerazione a quelle che sono le procedure. In un momento in
cui ci sono l'Europa tende alla digitalizzazione, in un momento in
cui molte cose si potrebbero snellire attraverso anche il sistema
di digitalizzazione, se mancano le persone esperte non si riuscirà
ad avviare queste procedure che, tra l'altro, avranno da qui a poco
molti finanziamenti.
E allora io penso che la soluzione sia quella di dare la
possibilità delle assunzioni tramite, sicuramente concorsi, ma
fatte anche individuando le figure specialistiche che servono in
questo momento, perché è inutile fare dei doppioni. Noi lo
sappiamo, la burocrazia è molto lenta, fare una riforma di quella
che è la burocrazia, sia in Sicilia, sia nelle altre Regioni,
sarebbe una cosa molto meritoria, perché vedete che di burocrazia a
volte si muore, e quindi bisogna fare delle procedure molto precise
e molto snelle.
Allora io dico: non siamo assolutamente contrari a fare queste
assunzioni. Facciamole però con concorsi e con figure
specialistiche, che non siano sicuramente doppioni di quelli che
abbiamo tra i dirigenti.
Tra l'altro la norma a livello nazionale prevede il computo di
prima e seconda fascia che in Sicilia non esiste. E allora vediamo
di mettere un punto, vedere quali debbono essere e con quali
sistemi bisogna assumerli. Sistemi trasparenti, ma non cadiamo
sempre nel discorso di fare figure doppione.
Abbiamo bisogno in Sicilia di molti specialisti. Indirizziamo
questa norma a farlo.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo ancora
all'articolo 14, lei era andato via dall'Aula sperando di trovare
la discussione conclusa, ma come vede è appassionata.
La norma nazionale che staremmo recependo, la stiamo recependo,
secondo me, in salsa sicula, perché andando a vedere questo decreto
legislativo n. 165, si parla di altre percentuali il 10 per cento
della dotazione organica dei dirigenti appartenenti alla prima
fascia .
E quindi, oltre all'errore di parlare di 50 per cento, comunque
chiarimento che desidererei si parla di prima fascia, ma noi
sappiamo che la prima fascia in Sicilia non è esattamente così.
Quindi se in I Commissione c'è una proposta, io direi di andare
con ordine, mettendoci a lavoro su questa riforma che, purtroppo,
Presidente lei l'ha ereditata. Insomma chi ha governato prima, e
chi ha governato prima ancora questa prima fascia non l'ha creata,
ha creato la terza fascia, insomma, qualcosa di assolutamente
siculo.
Quindi io chiedo all'assessore questo recepimento come si
incastona con la situazione attuale che abbiamo in Sicilia.
E mi permetto di dare questo suggerimento, anche perché non è
passato inosservato che in effetti negli ultimi anni, tra piano
triennale dei fabbisogni del personale, revisione con il decreto
del Presidente della Regione n. 12 del 2019 delle strutture
dirigenziali, con il deposito di queste tre riforme si era dato una
certa sequenza alle cose.
Una sequenza sensata, apprezzabile. Non ho nascosto da questo
scranno l'apprezzamento per gli sforzi dell'ex assessore Grasso, e
mi auguro di poterlo fare fra qualche mese per l'assessore Zambuto.
Ma questa legge finanziaria inizia con un articolo che è così,
come il prezzemolo, un po' spruzzato su tutti gli articoli, questo
accordo con lo Stato del 2021, di cui qualcuno si fregia, io mi
metterei una maschera alta fino alla fronte, non solo fino al naso,
se mi fosse attribuita quasi la paternità e il benestare su questa
schifezza di accordo che in merito alla dirigenza cosa dice?
Dobbiamo fare una legge sulla riorganizzazione della struttura
amministrativa. Quindi deve andare avanti la norma in I
Commissione.
Ci vieta l'utilizzo, tra il 2021 e il 2029, dei risparmi derivanti
dal personale che andrà in pensione con il contratto, cosiddetto
contratto uno, quindi questi risparmi non li possiamo utilizzare
per le assunzioni. Sempre lo stesso accordo sospende il
reclutamento del personale dirigenziale fino al 2023. In più ci
dice, ovviamente, di istituire la fascia della dirigenza unica.
Tutto questo fa a pugni con questo articolo ma - devo dire - anche
con altri articoli perché più in avanti troveremo una norma voluta,
immagino, dall'Assessorato dei beni culturali che anche in quel
caso prevede assunzioni di personale.
Sul dirigenziale e non dirigenziale vorremmo chiarezza, linearità;
altrimenti, l'articolo si stralcia - mi dispiace dirlo - e non sono
assolutamente d'accordo con alcune, non voglio definire perché
utilizzerei delle parole poco appropriate per quest'Aula, vorrei
ricordare ai colleghi che per quanto riguarda la Regione siciliana
la Corte dei conti ha rilevato che rispetto a tutte le regioni
d'Italia, la Corte evidenzia che la Sicilia è l'ente territoriale
che mostra maggiore coefficiente di decrescita del personale.
Mentre nelle altre regioni il personale è più giovane qui è più
vecchio, fra l'altro virgolettato, quindi non è un'invenzione
dell'onorevole Foti, ma è un virgolettato.
Tali risultanze trovano parziale giustificazione nel maggior
numero di funzioni istituzionalmente attribuite alla Regione a
Statuto speciale rispetto alle Regioni a Statuto ordinario.
Sempre la Corte dei conti, sezioni riunite delle autonomie, che ha
preso in esame queste comparazioni sul rapporto di 5.000 abitanti
si attesta un valore di 2.97 rispetto al 3.73 delle altre Regioni a
Statuto speciale.
Le sezioni autonome della Corte dei conti riunite comparando tutte
quelle a regime ordinario e quelle a statuto speciale, comparando
quelle a statuto speciale, siamo quelli che abbiamo il coefficiente
- Presidente, io lo dico Lei non deve permettere da questo scranno
che si dicano delle fesserie Vogliamo leggere i virgolettati Non
è possibile che alcuni deputati si permettano di dire delle cose
che sono da bar Questo non è il bancone di un bar, questo è uno
scranno di un Parlamento Si parli con i documenti e si dicano le
cose come stanno
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'Assessore Zambuto. Ne ha
facoltà.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli deputati, colgo dagli interventi che
sono venuti dall'Aula la volontà di migliorare il testo.
Da parte del Governo c'è tutta la volontà di volere dare tutti i
chiarimenti necessari per dotare l'Amministrazione regionale di
strumenti importanti.
In questo senso, volevo sottolineare come, rispetto anche agli
interventi fatti, che nel caso specifico - tenuto conto che la
norma parla nei limiti del 50 per cento delle facoltà assunzionali
- parleremmo di due dirigenti in riferimento alle risorse del 2020.
Questo perché? La norma nazionale, articolo 19, comma 6, fa
riferimento alla legislazione nazionale sulla dirigenza che prevede
la prima e la seconda fascia. Non avendo noi questa condizione,
questa situazione da un punto di vista ordinamentale, abbiamo
pensato di fare riferimento al limite delle facoltà assunzionali.
Anche rispetto al Governo nazionale, la norma che avevamo pensato
è ancora più stringente perché fa riferimento ai limiti delle
facoltà assunzionali, quindi alle disponibilità finanziarie che ci
sono. Ma comunque questo ci tenevo per dare le risposte agli
interventi dei deputati che erano venuti fuori durante il
dibattito.
Presidente, c'è da parte del Governo la volontà di recepire gli
interventi e migliorare il testo proprio per dare
all'Amministrazione regionale un testo che sia il più condiviso
possibile.
PRESIDENTE. A questo punto, visto che c'è questa richiesta
dell'Assessore, credo che sia utile perché lo accantoniamo in modo
da poterlo sistemare anche in funzione delle indicazioni che sono
state date dai colleghi e, quindi, ringrazio l'assessore Zambuto
per questa decisione.
Assessore Razza, scusi, l'articolo 20 si può portare avanti
tranquillamente.
Si passa quindi all'articolo 20. Ne do lettura:
«Art. 20.
Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù
1. Al fine di riconciliare le reciproche posizioni di credito e di
debito tra la Regione siciliana, l'Azienda sanitaria provinciale di
Palermo e la Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù (già
Fondazione Istituto San Raffaele Giglio di Cefalù ), l'Assessorato
regionale per la salute è autorizzato a procedere al ripianamento
delle perdite di esercizio, maturate dalla Fondazione nel periodo
della sperimentazione gestionale ex articolo 9 bis del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni,
nel limite massimo di euro 36.400.493,69, da erogare in cinque
annualità di pari importo negli esercizi finanziari 2021-2025,
previa definizione di un apposito accordo finalizzato alla
definitiva chiusura delle posizioni pregresse.
2. Per la copertura della spesa si provvede a valere sugli impegni
assunti dell'Assessorato regionale della salute nei confronti della
medesima sperimentazione gestionale per le prestazioni erogate nel
periodo 2003/2009, oggetto di contestazione e in atto
contabilizzate tra le passività del bilancio della gestione
sanitaria accentrata».
Sono stati presentati soltanto emendamenti soppressivi. Sono
ritirati? Ritirati.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(è approvato)
Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:
«Art. 24.
Interventi in materia di demanio forestale
1. Al comma 1 dell'articolo 26 della legge regionale 6 aprile
1996, n. 16, come modificato dall'articolo 26 della legge regionale
14 aprile 2006, n. 14, le parole Dipartimento regionale delle
foreste sono sostituite con le parole il Dipartimento regionale
dello sviluppo rurale e territoriale .
2. Al comma 2 dell'articolo 26 della legge regionale n. 16/1996,
come modificato dall'articolo 26 della legge regionale n. 14/2006,
le parole dell'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste
sono sostituite con le parole dell'Assessore regionale per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea e le
parole Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste
sono sostituite dalle parole Assessorato regionale
dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca
mediterranea .
3. Al comma 2 dell'articolo 26 della legge regionale n. 16/1996,
come modificato dall'articolo 26 della legge regionale n. 14/2006,
alla fine è aggiunto il seguente periodo E' escluso il tacito
rinnovo e allo scadere del termine, stabilito nel decreto
assessoriale disposto per la loro occupazione temporanea, i
medesimi terreni rientrano direttamente nella disponibilità dei
loro legittimi proprietari, senza alcun onere a carico
dell'Amministrazione regionale. .
4. Al comma 3 dell'articolo 26 della legge regionale n. 16/1996
sono aggiunte le parole ed in ogni caso cessa allo scadere del
termine di cui al comma 2 ».
Sono stati presentati soltanto emendamenti soppressivi. Sono
ritirati? Ritirati.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(è approvato)
Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:
«Art. 25.
Interventi per la Caccia e Caccia di selezione
1. Ai soggetti che hanno pagato la tassa di concessione
governativa regionale per il rilascio dell'abilitazione
all'esercizio venatorio per l'anno 2020 è concessa una riduzione
del 50 per cento della medesima tassa per l'esercizio 2021
relativamente al calendario venatorio 2021-2022.
2. Per effetto del comma 1 la minore entrata del Titolo 1,
tipologia 101, Capitolo 1601 è stimata, per l'esercizio finanziario
2021, in 1.650 migliaia di euro».
L'emendamento 25.16 è inammissibile.
Se anche in per questo articolo gli emendamenti soppressivi sono
ritirati...
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
voler far notare agli Uffici che c'è un errore di impaginazione
perché se andate sul 26, pagina 104, troverete che ci sono il 25.12
e il 25.14 che sono soppressivi dell'articolo 25 che non sono
dall'altra parte. Questo è il primo passo.
PRESIDENTE. Lo può ripetere?
SIRAGUSA. Sì. Noi stiamo trattando l'articolo 25. Nel fascicolo
c'è un errore di impaginazione perché se andiamo all'articolo 26,
quindi se giriamo pagina 104, tra i soppressivi dell'articolo 26
sono riportati un 25.12, a firma Di Caro ed altri, e un 25.14, a
firma Siragusa, ed altri che sono riferiti chiaramente all'articolo
25 e non al 26.
PRESIDENTE. Sì, ha ragione: 25.12, 25.14
SIRAGUSA. Che è un soppressivo che è riferito all'articolo...
PRESIDENTE. Che non sono previsti lì?
SIRAGUSA. Che non sono nell'articolo 25; siccome è mio e io non ho
intenzione di ritirare il soppressivo, è chiaro che...
PRESIDENTE. Non ha importanza perché emendamenti soppressivi
simili a quello ce ne sono altri...
SIRAGUSA. Sì, ma non sono a firma mia.
PRESIDENTE. Quindi, aggiungiamo la sua firma. Quindi, bisogna
eliminare questi due emendamenti dal 26.
SIRAGUSA. Sì, io appongo la firma ad uno qualsiasi degli
emendamenti soppressivi e, chiaramente, non lo ritiro e, in questo
caso, entro anche nel merito del perché non ritiro il soppressivo,
perché di fatto noi ci siamo trovati in questi anni, e parlo di
Commissione Randagismo, a esitare una legge che all'interno ha
ovviamente delle spese, ha dei soldi, che il Governo non ci ha
bollinato.
Anche in questa finanziaria l'onorevole Caputo ha presentato degli
emendamenti molto interessanti di un milione di euro, non cifre
enormi, per la realizzazione e la manutenzione di canili e rifugi
sanitari nelle varie province e non c'è traccia nel testo quindi
vuol dire che il Governo non ha dato copertura economica, però qua
andiamo a togliere 1 milione e 650 mila euro per i cacciatori. Per
cui trovo questa cosa assolutamente un incongruenza, per cui io
voglio che si voti con voto palese il soppressivo.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Volevo, però, chiedere anche un parere all'onorevole Calderone che
è il Presidente. Onorevole Calderone, su questo argomento, visto
che lei è il Presidente della Commissione Randagismo, mi dà qualche
indicazione pure per capire quello che
Prego, onorevole Assenza.
ASSENZA. Signor Presidente, mi dispiace questo intervento
dell'onorevole Siragusa perché mettere in relazione le necessarie
risorse per il randagismo con il giusto ristoro ad una categoria,
quella dei cacciatori, che ha versato la concessione per il 2020
senza poter utilizzare, non dico di un giorno, ma di un periodo
congruo della possibilità di esercitare la facoltà venatoria
concessa nell'ambito del nostro ordinamento credo che veramente sia
un fuor d'opera.
Addirittura, secondo me, noi dovevamo esentare per l'anno 2021 i
cacciatori. Il Governo si è tenuto più basso riducendola del 50 per
cento, ma volere abrogare anche questa riduzione significa
trattenere ingiustificatamente le somme incamerate per il 2020
senza aver consentito il legittimo esercizio di quella facoltà.
Io, pertanto, invito i colleghi, veramente, a ritirare i
soppressivi e a votare questo articolo.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Dipasquale,
Amata e Ragusa e l'onorevole Lo Curto. Dopo l'onorevole Dipasquale
subito l'onorevole Lo Curto e poi Amata.
Prego, onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Signor Presidente, io condivido l'appello che ha fatto
l'onorevole Assenza. Qui non stiamo discutendo se fare una cosa a
favore o contro chi svolge l'attività venatoria. Assolutamente Qui
ci troviamo davanti ad una profonda ingiustizia che hanno subito
migliaia e migliaia di siciliani che pagano o hanno pagato la
concessione per l'attività venatoria e che purtroppo per dei
ricorsi che sono stati favorevoli perché non sono stati fatti
alcuni censimenti non per colpa di chi svolge l'attività venatoria,
si è ridotta l'attività venatoria non del 50 per cento, infatti io
ho presentato un emendamento che porta all'80 per cento, ma non a
caso, perché è l'80 per cento la riduzione dell'attività che c'è
stata da parte di chi svolge l'attività venatoria. Quindi, è
un'ingiustizia.
Poi le battaglie le possiamo fare tutte quelle che vogliamo a
favore e contro l'attività venatoria, su questo non ci sono dubbi;
ma qua ci troviamo davanti a chi ha pagato, ha pagato una tassa e
non di una lira, una tassa di quasi 400 euro l'anno, e non ha
potuto sfruttarla, e non è stata fruibile. E non è stata fruibile
non per colpa di chi l'ha pagata.
Quindi, io non solo non sono d'accordo, non solo ci metto la
faccia, come sono abituato sempre a fare, condivido l'appello che
ha fatto l'onorevole Assenza. Ritirate i soppressivi perché è
un'ingiustizia veramente a queste decine di migliaia di persone che
pagano e hanno pagato la tassa e non solo va portata all'80 per
cento non al 50 perché coincide all'80 per cento del tempo che non
è stato possibile svolgere l'attività. Cioè è davvero un fatto, poi
ci possiamo dividere, possiamo discutere, io mi auguro che vada al
più presto discussa la legge sull'attività venatoria in Commissione
perché ci sono tante cose che vanno modificate, vanno riviste come
in tempi moderni, ci possiamo dividere sul sì, sul no, ma qui si
tratta veramente di una questione di giustizia nei confronti di chi
ha pagato una tassa e purtroppo non ha esercitato una attività.
Quindi, io la condivido questa scelta del Governo, chiedo
solamente che venga adeguata all'80 per cento.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Posso parlare dal banco delle Commissione?
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, lei è padrona di fare quello che
vuole, ma là mi sembra che ci sono tutti i posti occupati, però.
Prego.
LO CURTO. Allora, Presidente, non vorrei che questa fosse una
norma, quella voluta dal collega che ha parlato contro, di
carattere ideologico, perché ho la sensazione che qui se ne voglia
fare una questione di tipo ideologico tra coloro che sostengono la
caccia e l'attività venatoria e coloro che, invece, la vorrebbero
sopprimere.
Fermo restando che i cacciatori sono le persone che più amano e
rispettano la natura, gli animali, il contesto ambientale, e sono
anche utili, utili nell'attività venatoria laddove in alcuni
contesti c'è il proliferare indiscriminato di animali che poi
distruggono, anche e fanno danno al paesaggio ed anche aggrediscono
molto spesso l'uomo. Parlo ovviamente dei grossi cinghiali e
quant'altro.
Allora, questa norma dovrebbe essere ampliata, cioè la tassa che i
cacciatori hanno pagato senza potere esercitare attività venatoria,
perché nessuna, abbiamo anche chiesto, io personalmente ho parlato
con il Presidente, ho parlato con l'Assessore, ma naturalmente
dovendosi accordare a quelle che erano le linee e le indicazioni
dei vari Dpcm nazionali, non hanno potuto concedere nemmeno ai
cacciatori, senza fucile e solo con gli animali di potere andare
così a fare la loro passeggiata la mattina della domenica all'alba
come sono soliti fare. Neanche questo.
Oggi, non volere riconoscere che cittadini che pagano una tassa
per esercitare un loro diritto perché esiste una legge che glielo
consente, ebbene sarebbe veramente un pregiudizio ideologico di cui
questo Parlamento può fare veramente a meno. Anzi, io sostengo,
sottoscrivo, perché me ne ero fatta carico ma poi l'ho dovuto
ritirare, sottoscrivo l'emendamento a firma del collega, dei
colleghi di sinistra, il collega Dipasquale, che aumenta fino ad 80
per cento la riduzione, diciamo, della tassa per il prossimo anno.
Lo ritengo un atto di giustizia e di correttezza. Sapendo anche, e
colgo l'occasione che c'è anche l'assessore Scilla, l'assessore
per l'agricoltura, per dire una cosa su cui ci siamo confrontati,
caro Assessore, ed è quella relativa al fatto che ciò che viene
pagato, come tassa venatoria, come tassa per l'esercizio
dell'attività venatoria, dovrebbe essere rivolto alla cura,
all'ambiente, a quant'altro.
In generale, invece, solitamente, questi soldi vengono distratti
per altre incombenze e necessità non certo impropriamente o con
abuso rispetto a ciò che prevede la legge. Ma la finalità con cui
si fa pagare la tassa dovrebbe prevedere che tale finalità poi
venga anche rispettata da coloro che amministrano questo introito.
Quindi, io le faccio anche questa raccomandazione a nome e per
conto di tante associazioni venatorie che certamente vorrebbero
vedere migliorata con la loro tassa quella che è la natura che noi
e loro anche rispettano.
PRESIDENTE. Se non ho capito male, assessore Scilla qui per
evitare di entrare nell'ambito ideologico, non stiamo discutendo se
fare o meno la legge sulla caccia, ma nel momento in cui questi non
sono andati a cacciare hanno pagato l'ha fatto, cioè è questo che
stiamo discutendo, non è che stiamo discutendo se accettare o no la
caccia ideologicamente. Per quella esiste già una legge. Questi
hanno pagato una tassa e non sono potuti andare a cacciare e non
hanno potuto cacciare.
Assessore prego, se chiariamo in modo che così si evita la
demagogia inutile. Prego.
SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Evitiamo, appunto, di fare demagogia che non serve.
E' soltanto il ripristino di un diritto dei cacciatori.
L'anno scorso hanno pagato, anche due anni fa, tra l'altro,
ripeto, l'impegno doveva essere probabilmente addirittura, per il
2021, di non fare nemmeno pagare. Per una questione di ristrettezze
economiche, per motivi di bilancio, abbiamo dato una prima risposta
per quest'anno con la riduzione del 50 per cento. Ma c'è l'impegno
del Governo di intervenire anche per l'anno 2022.
Ricordo all'Assemblea che l'esercizio della caccia, comunque, è
uno sport che consente un introito notevole alle casse del bilancio
regionale: sono circa 8 milioni di euro che, come diceva
correttamente l'onorevole Lo Curto, vanno ripartiti nella gestione
complessiva del bilancio, quando, invece, realisticamente queste
somme dovrebbe essere utilizzate per alcune finalità specifiche.
Quindi, davvero, mi pare inopportuno l'atteggiamento pretestuoso
contro un mondo che va, comunque, sostenuto e difeso. Quindi il
Governo mantiene fermamente la norma, con l'impegno anche di
postergarlo per il 2021. Grazie.
PRESIDENTE. Assessore Scilla, le chiedo scusa, ma siccome io sono
assolutamente favorevole al concetto che se uno ha pagato una tassa
per fare una cosa e non l'ha potuta fare, la tassa non la doveva
pagare. Ma le chiedo - perché abbiamo costituito in questa
Assemblea una Commissione specifica sul randagismo e abbiamo questa
legge pronta, è una legge peraltro importantissima - possibile che
non si trovi un milione per portare a compimento una legge su cui
ha lavorato tutto il Parlamento? E' stata istituita una speciale
Commissione.
Io capisco che non dipende da lei, per cui lei si può sedere, ho
detto assessore Scilla' riferendomi al Governo in assoluto. Io
credo che se noi da un lato - per carità c'è chi ideologicamente è
contrario alla caccia, però è corretto che chi ha pagato una tassa
debba potere fare quello che era previsto pagando la tassa - però
se al contrario per dimostrare che non c'è certamente un'attenzione
negativa nei confronti degli animali, ma anzi che l'attenzione è
più che positiva, non potrebbe il Governo trovare in questi giorni
in questa finanziaria - e quindi mi rivolgo al Presidente, se
fosse possibile, c'è una legge che è veramente bella, utilissima a
tutti i sindaci, che è quella contro il randagismo, veramente
importante. Ora non voglio fare
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Si Presidente, rispondo
volentieri alla sua domanda, dopo avere ribadito il concetto
espresso da diversi colleghi di vari schieramenti politici e, per
ultimo, dall'assessore per l'agricoltura. Io non sono cacciatore,
non lo sono mai stato, probabilmente non lo diventerò mai. Però,
fino a quando l'attività venatoria in Italia è protetta da una
legge dello Stato, chi esercita funzioni pubbliche ha il dovere di
tutelare e di rispettare questa attività.
Ecco perché la proposta avanzata con l'articolo 25 del disegno di
legge di stabilità credo meriti attenzione e condivisione da parte
dell'Aula, pur nel rispetto delle motivazioni - a volte anche
personali - per chi è contro la caccia o per chi, come è, è
animalista e rispetta i cacciatori. I cacciatori, naturalmente, non
i bracconieri. Sono due categorie dell'essere umano assolutamente
diverse.
Fatto questo appello, che riprende sostanzialmente il concetto
espresso da diversi colleghi, per quanto riguarda il randagismo,
lei sa, signor Presidente dell'Assemblea, che il Governo due anni
fa ha stanziato e impegnato 2 milioni di euro a favore delle
aziende sanitarie provinciali affinché accentuassero i servizi per
la sterilizzazione degli animali d'affezione randagi, soprattutto
dei cani, affinché si potessero liberare dalla schiavitù di restare
in mezzo alla strada, quasi sempre con una sorte segnata che è
quella di finire sotto le ruote di un mezzo oppure avvelenati.
Come bene sa il collega Siragusa, che ho colto con piacere
interessato a questa materia che mi appassiona da quando ero
militante dell'Ente protezione animali, ancora giovane, i canili
sono materie che appartengono quasi sempre alle competenze dei
Comuni.
Io credo che noi abbiamo tutti il dovere in quest'Aula di lavorare
perché i canili non siano più l'ultima tappa di una vita di
sofferenza per questi poveri animali ma perché sia una tappa di
transito.
Nel canile un cane dovrebbe restare qualche giorno, qualche
settimana, ecco perché io sono per condizionare fortemente la
vendita e il commercio degli animali soprattutto dei cani e sono,
invece, per incoraggiare l'adozione dei cani.
E' una campagna che va alimentata affinché soprattutto i giovani,
i ragazzi, possono andare nel canile per rilevare un cane
assumendosi la responsabilità di adottarlo e quindi sottrarlo alla
tristezza di una gabbia che non ha nulla assolutamente di civile.
Detto questo, signor Presidente, per rispondere alla sua
richiesta, io assumo impegno con tutto il mio Governo e se fosse
necessario con l'intervento dei Capigruppo di maggioranza e di
opposizione, affinché il milione che serve a coprire il disegno di
legge - al quale io so per averlo indirettamente eseguito ha
lavorato un'apposita commissione - si possa benissimo trovare.
Mi faccia verificare con l'Assessore Razza, perché la materia si
divide fra ambiente e sanità, mi faccia verificare se fra le pieghe
delle risorse della sanità si possa trovare uno spazio per potere
coprire il disegno di legge con l'impegno che per quanto ci
riguarda, ma credo di poter parlare a nome della maggioranza e in
questo caso a nome anche dell'opposizione, esaurito il calendario
dei due, tre disegni di legge principali che è quello del consorzio
di bonifica, di riforma e quello della forestale, si possa nello
spazio di qualche giorno affrontare e licenziare il disegno di
legge sul randagismo.
Sarebbe una grande attestazione di attenzione civile da parte di
questa nostra tanto bistrattata Regione nel resto della Penisola ma
soprattutto si tratta di rendere omaggio a tanti esseri viventi che
aspettano dall'uomo soltanto un atto di generosità, un atto di
rispetto, perché amare gli animali non è un dovere ma rispettarli è
il dovere di tutti.
Quindi assumo l'impegno, signor Presidente, perché fuori dalla
sessione di questo bilancio si possa trovare la risorsa necessaria.
PRESIDENTE. La ringrazio veramente per l'intervento che lei ha
fatto, che è stato un intervento al di là che è chiarificatore su
alcune cose anche di buona politica, mi permetto di dire.
Un secondo solo, diamo la parola all'onorevole Calderone che è il
Presidente della Commissione Randagismo. Scusatemi questa piccola
digressione, che però è più che utile anche perché avendo parlato
con l'onorevole Siragusa, che è molto attento a questo tipo di
argomento e che è stato insieme all'onorevole Calderone credo uno
dei promotori insieme a tutta la Commissione di questa legge, io
credo che l'intervento del Presidente della Regione, che è persona
seria e credibile nel momento in cui ci ha detto alcune cose noi
non possiamo che prenderle come assolute rispetto a quello che ha
detto.
Per quanto mi riguarda sono più che soddisfatto del suo
intervento, Presidente.
Do la parola al Presidente della Commissione Randagismo perché
possa fare un minuto di intervento e poi riprendiamo esattamente
con chi aveva chiesto di intervenire.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Presidente della Regione, desidero a nome di tutta la Commissione
che ha lavorato, in maniera veramente incessante senza mai avere un
disguido o un argomento, come dire in contraddizione, l'uno con
l'altro.
Ha lavorato all'unanimità per una legge che, signor Presidente è
una grande legge, una legge di riforma, che aiuterà tutti i comuni
siciliani perché i comuni siciliani sono veramente in grande
difficoltà per il problema del randagismo, anche economico, perché
per esempio la mia città paga di canili privati 240 mila euro
l'anno e con 100 mila, 150 mila si fa un canile.
Però desidero evidenziare, questo, che la legge è pronta da tanto
tanto tempo, va e viene perché mancano le relazioni, mancano i
soldi, non è un fatto parlamentare, questo lo devo dire per dare
merito ai miei colleghi e ai colleghi della commissione randagismo.
Noi abbiamo lavorato anche con l'ausilio di un esperto che è il
dott. Giacobbe, che ci ha veramente aiutato in maniera encomiabile,
questa legge non vede la luce o non vede l'alba, soltanto per un
fatto economico, per un fatto di uffici, per un fatto che va avanti
e indietro.
E' vero signor Presidente che sono stati dati dei soldi per la
sterilizzazione però in provincia di Messina, ad esempio,
l'ambulatorio per le sterilizzazioni si è bloccato e sarebbe il
caso che l'assessore Razza si interessi un po' di più di questo
argomento, perché devo dire la verità l'ho visto molto distratto
sull'argomento, che sia più puntuale e si occupi molto più anche
del randagismo.
PRESIDENTE. Noi che ci teniamo tanto, parlo anche a nome suo
onorevole Caputo, noi che ci teniamo tanto a questo fatto della
legge sul randagismo, devo dire, credo di potere credere al
Presidente della Regione a cui affidiamo se mi permette Presidente,
le affidiamo il compito di seguire Lei, direttamente al Governo la
soluzione di questo problema perché la Commissione ha trovato
sempre un po' troppi ostacoli. Siccome invece tutti ci teniamo
affinché questo possa andare in porto, mi permetto di fare una cosa
anomala, mi permetto di dare direttamente se mi posso permettere
Presidente a ché questa cosa possa essere gestita direttamente da
Lei Presidente, perché questa legge possa trovare la luce perché è
troppo importante.
Riprendiamo e vediamo se l'onorevole Siragusa a seguito di questa
proposta ritira l'articolo. E quindi per la soppressione
dell'articolo così per come ci eravamo parlati.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io voglio
dare fiducia e credere alle parole del Presidente della Regione,
quindi il mio non era un intervento ideologico e lo dico alla
collega che lo aveva sostenuto prima, poi se io personalmente
contro la caccia, qua non stiamo parlando della caccia ma era
chiaramente l'unico modo per poter mettere sul tavolo il discorso
che poi, successivamente è stato fatto. Quindi preannuncio il
ritiro dell'emendamento.
PRESIDENTE. Che non venga visto come un ricatto.
SIRACUSA. Parlare del tema era l'unico appiglio che c'era.
PRESIDENTE. Perché in politica si fanno compromessi, questi si
chiamano compromessi ma questo è un compromesso a favore degli
animali, quindi credo che sia un fatto più che positivo.
SIRAGUSA. Quando si trovano soluzioni che possano andare incontro
a tutti quanti non sono compromessi ma sono soluzioni. Voglio dare
fiducia al Presidente della Regione.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Figuccia, Amata,
Catalfamo, Ragusa, sono quasi tutti di maggioranza. E' iscritta a
parlare l'onorevole Amata. Ne ha facoltà.
AMATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche se gli
argomenti non erano attinenti a questo articolo è stato bene
aprire, ringrazio l'onorevole Siracusa, perché sicuramente il tema
del randagismo è un tema molto sentito soprattutto dagli enti
locali. Personalmente ho fatto l'assessore a Messina e questa
problematica l'ho seguita veramente in maniera attenta e da vicino.
E condivido con quanto detto della non necessità del canile-rifugio
che è una cosa assolutamente innaturale.
Certamente, il canile sanitario per la sterilizzazione e
quant'altro però mi auguro che al più presto possa arrivare in
quest'Aula il disegno di legge in maniera tale da approfondire
l'argomento perché è una materia che va sicuramente regolamentata e
quindi mi piacerebbe in quell'occasione magari approfondire meglio
l'argomento.
Per quanto riguarda l'articolo in questione, secondo me è
assolutamente giusto e corretto intervenire, così come abbiamo
fatto per tante altre categorie, trattandosi di una tassa
governativa, evidentemente non sfruttata, non utilizzata, dai
cacciatori e quindi apprezzo l'intervento dell'assessore Scilla
perché francamente secondo me doveva essere il 100 per cento.
Mi rendo conto, sarebbe inutile presentare un emendamento in
questo momento perché la copertura non ci sarebbe, però apprezzo
l'impegno che lei assessore ha preso con quest'Aula di prevedere
anche per il 2022 un abbattimento della tassa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, posso chiedere ai colleghi, per
favore, specialmente quelli della maggioranza, interventi veloci
perché se siamo d'accordo con quello che prevede il Governo
possiamo cercare di fare più velocemente.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo.
CAMPO. Signor Presidente, Governo, colleghi deputati, io capisco
che l'attività venatoria, i cacciatori, sono tutelati da una legge
dello Stato e lo accetto nonostante la caccia non sia nella mia
sensibilità però c'è un'altra legge che è regionale, e mi riferisco
alla legge 33 del 1997 che istituiva qua nella Regione siciliana i
centri di recupero di fauna selvatica, non capisco perché una legge
va presa in considerazione e l'altra via via sta andando
dimenticata. Praticamente questi centri di fauna selvatica
Presidente sono stati, erano parecchi all'inizio
PRESIDENTE. Chiedo scusa. Onorevole Figuccia, credo che
l'onorevole Campo si stia rivolgendo all'assessore Scilla per cui
deve stare attento.
CAMPO. Sì, mi rivolgevo all'assessore Scilla senza dubbio, ma
anche al Presidente Musumeci che ha citato i bracconieri e mi fa
piacere perché questi centri di tutela di fauna selvatica erano
proprio in prima linea per combattere tutti i danni che i
bracconieri fanno alle specie endemiche e autoctone della fauna
selvatica del nostro territorio ossia marina che terrestre e che
facevano un servizio incredibile. Via via sono andati a chiudere
per mancanza di fondi, per mancanza di finanziamenti regionale
perché questa legge è stata disattesa dalla Regione stessa.
E parlo per esempio del centro di Comiso, di Belpasso, di
Valcorrente che hanno chiuso, erano rimasti quello di Messina, di
Agrigento, di Enna e quello di Ficuzza che da solo gestiva tutto il
comprensorio Palermitano curando un sacco di animali feriti dai
bracconieri. Io ogni anno ho presentato un emendamento ed era in
quest'articolo 25 proprio per sostenere questi centri di fauna
selvatica. Non capisco perché è stato accantonato fra gli
aggiuntivi se stiamo tutelando i cacciatori è bene che si tutelino
anche gli animali che vengono feriti dai bracconieri.
Io questo Presidente ci tengo a dirlo affinché non sia il solito
emendamento che è fra gli aggiuntivi e che poi va a finire in
qualche collegato nel dimenticatoio dell'Assemblea e che siano
costretti a chiudere anche gli ultimi centri che sono rimasti in
Sicilia.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. In ordine per favore. C'è l'onorevole
Foti. Cerchiamo veramente tutti di limitarli nel tempo gli
interventi se possibile.
FOTI. Signor Presidente, in merito all'articolo 25 diciamo non
posso che dire ovvio. Ovvio che chi ha pagato per fare qualcosa e
non l'ha potuta fare, causa forza maggiore, debba potere, come
dire, scomputare il beneficio non goduto, anche se in due anni,
pazienza.
In merito ad alcuni interventi, mi ricordo quello dell'onorevole
Lo Curto, immagino lei si riferisse al fatto che la legge nazionale
consentiva alle Regioni di tassare il rilascio dell'autorizzazione
annuale al cacciatore, vincolando quella tassa a beneficio delle
ripartizioni faunistico-venatorie. A tale questione, diciamo che
avevamo affrontato la scorsa legislatura e, parzialmente, durante
l'attività della III Commissione in questa legislatura, avrei
preparato un subemendamento che, e ne stiamo discutendo con gli
Uffici, sul capitolo in entrata delle tasse previste in modo da
destinare gli introiti al finanziamento della attività
istituzionali delle ripartizioni faunistico-venatorie e, per i
centri di recupero, fauna selvatica riallacciandomi anche alla
vicenda, poco fa narrata dalla collega Campo.
Purtroppo, chi gestisce questi centri per l'aiuto della fauna, in
sostanza, accoglie animali, spesso volatici che, diciamo,
erroneamente, sono stati colpiti e quindi hanno bisogno, come dire,
di cure e di riabilitazione, però purtroppo, Presidente, questi
centri ricevono davvero pochi spiccioli.
Ora, dato che la ratio con la quale le Regioni furono autorizzate
a istituire la tassa, e parliamo dell'articolo 23, comma 1, legge I
settembre 1992, n. 157, che è una legge nazionale, autorizza le
Regioni al prelievo faunistico-venatorio esclusivamente per
finanziare la gestione faunistica del territorio. Quindi, la
destinazione di questa tassa non può andare nel cosiddetto
calderone generale, ma deve anzitutto finanziare le attività
istituzionali delle ripartizioni faunistico-venatorie che, vorrei
dire, a volte non hanno neanche i soldi per rilasciare il tesserino
cartaceo, fisicamente stampare, perché la Regione a volte non ha le
somme, nonostante garantiscono importanti introiti e, oltre tutto
non aiutano il ripopolamento o la riabilitazione di quegli animali
selvatici che vengono feriti spesso purtroppo in maniera
volontaria.
E in quel caso parliamo dell'opera di criminali che vanno
assolutamente perseguitati, e quindi sto chiedendo agli Uffici, se
l'assessore può anche darci ragguaglio su questa cosa - non so se
stava seguendo la collega - la tassa fu concessa alla Regione allo
scopo di aumentare il ripopolamento e sostenere economicamente le
ripartizioni faunistiche dei vari territori. Ad oggi è a nostra
conoscenza che invece i soldi che vengono pagati vanno nel
calderone generale.
Io ho proposto qualcosa agli Uffici, vediamo se lo rendono
ammissibile, per vincolare parte di questi soldi fino al
soddisfacimento dei fabbisogni per le ripartizioni faunistiche e
per i centri per il recupero della fauna che si occupano degli
animali. Non so se lei lei annuisce, immagino che sia a conoscenza
della cosa, se lei è favorevole sto proponendo questo
subemendamento insomma. Grazie.
PRESIDENTE. Sono iscritti ancora a parlare gli onorevoli
Catalfamo, Figuccia, Ragusa e Caputo.
E' il primo, ha facoltà di parlare l'onorevole Catalfamo.
CATALFAMO. Grazie Presidente. In effetti non avevo capito le
intenzioni che animavano l'intervento dell'onorevole Siragusa, dopo
di che si è spiegato meglio da questo scranno, e devo dire che in
effetti la legge sul randagismo merita assolutamente di essere
finanziata, anche se probabilmente sarebbe stato meglio non
scendere nella contrapposizione ideologica tra animalisti e
cacciatori.
La caccia, a prescindere da qualsiasi considerazione etica che si
può fare in merito a questo tipo di attività, è normata, e fin
quando è normata e fin quando è consentita deve essere
assolutamente tutelata, devono essere assolutamente tutelati tutti
coloro i quali hanno questa passione.
Tra l'altro ci sono state per le congiunture negative per questi
cacciatori impossibilità oggettive di svolgere questa attività, ma
ancora prima i calendari venatori erano stati, quasi tutti gli
anni, impugnati. Quindi, alla congiuntura pandemica, si è andata ad
aggiungere nel corso degli anni anche qualche altra problematica
per la quale probabilmente, come Governo regionale, abbiamo avuto
anche qualche responsabilità.
Volevo ringraziare il Governo regionale e, soprattutto,
l'assessore Scilla, perché attraverso questo articolo ha dato
seguito a quello che è stato un ordine del giorno che, come Gruppo
parlamentare, abbiamo presentato, credo già un mese e mezzo, due
mesi fa.
Noi avevamo chiesto la totale soppressione di questo onere. Mi
rendo conto che non è stato possibile muoversi pienamente in questa
direzione, ma già questo è un segnale assolutamente importante.
Mi sentirei anche di sottoscrivere l'emendamento che eleva all'80
per cento l'esenzione, ma essendo privo di copertura diventa un
qualcosa di assolutamente superfluo.
Mi sembra invece importante sottolineare un passaggio
dell'intervento del Presidente Musumeci. Quel passaggio in cui il
Presidente Musumeci ha detto che comunque, in ogni caso, la caccia
non può e non deve diventare bracconaggio.
Tra gli emendamenti che come Gruppo parlamentare abbiamo
presentato, vi è anche un emendamento che rimpinguava il capitolo
di bilancio relativa alla Guardia venatoria, perché mi arriva
notizia che questo capitolo è insufficiente per garantire lo
svolgimento del controllo necessario affinché, appunto, la caccia
non degeneri e diventi bracconaggio.
Quindi chiedo al Governo se, assessore non so se mi ha seguito, ho
detto che avevamo presentato tra gli emendamenti aggiuntivi anche
un emendamento per rimpinguare il capitolo sulle guardie venatorie.
Mi rifacevo a quanto detto dal Presidente in materia di lotta al
bracconaggio.
Perché non pensare di riuscire, compatibilmente con le risorse, a
dare una risposta in questo senso che credo possa essere
importante? Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà
intervengo, Presidente dell'Assemblea e Presidente della Regione,
perché prendo spunto da questo articolo 25, perché sono molto
contento che si sia trovata l'occasione, attraverso questo
articolo, di potere coniugare due dimensioni importanti. Da una
parte quella del benessere animale, facendo riferimento anche al
tema del randagismo; e dall'altra al tema della caccia.
Io purtroppo Presidente, lei avrà avuto modo di constatarlo nel
corso di questa seduta, ho avuto talvolta dei toni critici rispetto
a ciò che è accaduto nella Commissione Bilancio, non da parte del
Presidente della Regione. Io ho avuto questa sera dei toni critici
rispetto a ciò che è accaduto in Commissione Bilancio. E l'articolo
25 mi dà la possibilità di portarne una testimonianza evidente.
Lei sa, Presidente dell'Assemblea, come il Governo, e in testa il
Presidente della Regione, si è intestato delle battaglie importanti
sulla razionalizzazione di alcuni enti strumentali. E tra questi,
certamente, nella logica dell'investimento, del rilancio, c'era un
istituto al quale abbiamo dato mandato per fare sperimentazione in
ambito animale, un istituto che fra l'altro in queste settimane è
protagonista di interventi importanti, perché sta divenendo il sito
dove si fa il controllo della produzione in ambito zootecnico di
carni e di latte.
Un istituto che si sta rilanciando e che, sulla scia della linea
di indirizzo politico voluto finalmente da questo Governo, dopo
tanti anni, sta rendendo il mondo della zootecnia siciliana
protagonista nel panorama internazionale rispetto a questo tema al
punto che, paesi come l'Olanda o il Belgio, stanno guardando
all'Istituto zootecnico sperimentale per la Sicilia, grazie ad una
serie di azioni fatte dal Governo, come punto di riferimento sul
tema del benessere animale.
Cosa è successo in questa finanziaria?
Che rispetto ai due milioni di euro che c'erano l'anno scorso,
quest'anno è stato tolto un milione di euro all'Istituto, così,
scomparsi, da tre milioni, siamo passati a due milioni.
Significa, Presidente, che non si possono pagare gli stipendi, non
si può dare da mangiare agli animali che sono stati portati
all'interno dell'Istituto, che sono stati confiscati alla mafia e
che sono stati all'interno di quell'Istituto. Noi quest'anno non
potremo, attraverso quell'ente, neanche dare da mangiare agli
animali presenti all'interno dell'Istituto.
Ho fatto un emendamento per porre rimedio e per recuperare a
questo - certamente - errore di scrittura che sarà accaduto in
finanziaria.
Mi hanno detto no, non è nel bilancio, mettilo alla finanziaria',
ora lo abbiamo rimesso alla finanziaria.
Va avviata un'interlocuzione con il saggio esperto e competente
Assessore per l'agricoltura che sta anch'egli - come la Presidenza
di questa Regione - attenzionando un tema che è fondamentale per il
rilancio di questo settore in Sicilia.
Lo sottopongo nuovamente e chiedo, alla presenza del Presidente
della Regione, dell'Assessore per il bilancio, insieme
all'Assessore al ramo, di trovare una soluzione, altrimenti -
purtroppo - non ci sarà alcuna possibilità di dare continuità a
quell'azione importantissima e di grande livello, Presidente, e lo
garantisco, che l'Istituto ha avviato.
Quindi, così come rispetto a questo articolo 25 si è trovata la
sintesi per trovare la soluzione ad un problema importante, chiedo
che venga trovata soluzione, non per mettere cose in più, ma
quantomeno per ripristinare quello che era lo scorso anno, in modo
da potere mantenere l'azione che era stata posta in essere.
Grazie, Presidente, mi rivolgo anche a lei.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Ragusa e Caputo.
Onorevole Ragusa, ha facoltà di parlare.
RAGUSA. Presidente, l'atmosfera è conciliante, e devo dire che
obiettivamente l'input lanciato dal Presidente dell'Assemblea è
stato agganciato in modo sensibile dal Presidente della Regione
siciliana, e mi riferisco al randagismo, azione nobile, civile,
attenta.
Posso solo prendere atto che stasera si è consumato un atto di
avanzamento sociale, culturale e politico. Sento il bisogno quindi
di ringraziarvi entrambi per l'input e per la risoluzione.
L'Articolo 25 cioè la caccia. Molti colleghi si sono rivolti anche
in questo ragionamento che non avendo potuto fruire della libertà
di potere esprimersi con l'attività venatoria, certamente, non li
possiamo penalizzare.
L'Assessore Scilla comprende questo atteggiamento e dice anch'esso
ok, sono d'accordo anche io , è chiaro che non possiamo vessare
questo tipo di attività perché per via del virus e per l'attività
non gestita, l'Assessore parla del 50 per cento, c'è chi parla
dell'80 per cento, io personalmente farei una sanatoria generale
rispetto a questo percorso, però mi apro - mi scusi, Assessore
Scilla - farei una sanatoria generale.
Così come ho avuto modo assessore Scilla, Presidente Musumeci,
l'assessore Scilla in questa finanziaria è passato alla Terza
Commissione, è passato dalla Seconda Commissione, in modo
comprensibile, ma addirittura le dico si apre sui territori in modo
propositivo che l'azione che ogni assessore dovrebbe fare
attraverso la sua delega e come? Raccoglie l'invito dell'onorevole
Figuccia, lo fa suo, e questo lo comprendiamo e gli diamo atto, poi
intelligentemente cosa fa l'assessore Scilla? Mi parla di una
struttura che si chiama Asca, che fu portata avanti almeno dieci
anni fa. Che cosa è l'Asca? Sono degli strumenti al servizio
dell'agricoltura chiusi in uno scatolo, è una struttura mai
utilizzata. A che cosa servono questi strumenti? Servono per la
ricerca sensoriale per quelle aziende che ne hanno bisogno, per far
sì che i propri prodotti vengano testati, e quindi dà la
possibilità al consumatore di avere la certezza che non c'è nessuna
forma di inquinamento. A cosa serve ciò caro Presidente Musumeci?
Molte aziende agricole siciliane, ed in particolare io parlo
dell'attività ragusana, si rivolgono a centri del nord e del centro
Italia e hanno un costo esagerato. Ma per quale motivo io mi
chiedo? Per quale motivo oggi non dobbiamo rimettere in cammino
questi strumenti e farne anche modello di questa operazione che
serve alle aziende, serve all'agricoltura, è una garanzia per chi
produce e per chi consuma.
Allora, rispetto a questo percorso, l'assessore Scilla ha preso un
impegno importante che trattasi di poche somme, solo un milione di
euro Presidente, che servono a mettere in moto le macchine per
iniziare un percorso, e fare sì che l'assessore Scilla possa essere
promotore della qualità sicura perché, caro Presidente Musumeci
PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, cerchiamo di rimanere al testo
perché è già tardi.
RAGUSA. Ha ragione Presidente, ma ognuno di noi sente il bisogno
di esprimere quello che sente nel momento della finanziaria, perché
sa questi interventi non sono una perdita di tempo, sono valore
aggiunto che servono agli attori del Governo regionale per farli
propri e proporli sul territorio, perché noi che sosteniamo questa
maggioranza quanto meno rappresentiamo i territori, e poi
ribaltiamo in quest'Aula quello che noi percepiamo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo ringraziare
tutti coloro, in primis il collega Siracusa che ha sollevato la
questione e che ha aperto il dibattito, e anche la promessa fatta
dal Presidente Musumeci, che ha oggi preso l'impegno per la
copertura di questa somma relativa all'emendamento.
E' un primo passo importante che premia il lavoro, non solo della
Commissione e di tutti coloro che ogni giorno si spendono, ma anche
di chi, come me, ha girato diversi comuni e alcuni territori, dove
la necessità di costruire un rifugio è fondamentale. Io chiedo
comunque al Governo, non solo che questo primo passo venga al più
presto trovato questo milione di euro, ma chiedo anche che il
Governo possa dare attuazione alla sentenza n. 62 del 2020 della
Corte Costituzionale, che ha dato e ha riconosciuto la validità
della legge di stabilità dell'8 maggio 2018, che all'articolo 99
comma 8 prevedeva un notevole stanziamento di somme che sono poste
sui Poc, che garantirebbero, non solo la creazione di 4-5 rifugi
per cani, perché ricordo a me stesso che un rifugio può costare
all'incirca 250-300 mila euro, ma con quelle somme stanziate e
riconosciute con la sentenza della Corte costituzionale si
eliminerebbe il problema del randagismo in tutta la Regione
siciliana.
Grazie signor Presidente.
PRESIDENTE. E allora, onorevole Dipasquale, l'emendamento da lei
presentato prevede ovviamente una maggiorazione di spesa, per cui
devo chiedere al Governo se è coperto.
Non è coperto. Va quantificato e coperto, onorevole Dipasquale.
Se il Governo può intervenire e dirmi se questa cosa
Allora, siccome c'è un incremento comunque di spesa, se il Governo
lo fa suo io non ho bisogno di chiedere a nessuno, e poi il Governo
se lo sistema. Perché sennò devo fare il voto finale. Soltanto
questo, votiamo questo ed è tutto votato.
Stanno verificando un attimo. Cioè mi sembra di capire che il
Governo lo vorrebbe fare, sta verificando se
Altrimenti, Presidente della Regione, se mi posso permettere un
suggerimento, siccome si tratta di pochissime cifre, se lo fa suo
il Governo, e poi la soluzione se la trova dopo. La proposta è sua,
ma se il Governo lo fa suo, non ci sono problemi.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. È semplicissimo. Siccome è condiviso, e non può essere
dell'80 per cento, perché in questo momento la copertura non è
possibile farla, il Governo lo farà suo per il 70 per cento, che
già abbiamo verificato che ci sono. Quindi il Governo lo fa suo e
lo votiamo.
PRESIDENTE. A me basta che l'emendamento lo faccia il Governo, e
io ho risolto il problema.
DIPASQUALE. Lo fa il Governo, e da 50 per cento passa al 70 per
cento. Non serve che lo presento io.
PRESIDENTE. E allora, diciamo che c'è un emendamento del Governo.
MUSUMECI, presidente della Regione. Il Governo naturalmente
condivide la proposta dell'onorevole Dipasquale, pur nella
ristrettezza delle risorse disponibili e con la condivisione anche
dell'Assessore che ha verificato la copertura.
PRESIDENTE. E allora, se l'Assessore mi fa un emendamento veloce.
MUSUMECI, presidente della Regione. E quindi, aderiamo.
PRESIDENTE. Perfetto. Grazie, Presidente.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Solo trenta secondi, signor
Presidente, la ringrazio, per rassicurare l'onorevole Figuccia che
ha posto il tema del rilancio dell'Istituto zootecnico, istituzione
alla quale il Governo guarda con grande interesse, assieme
all'Istituto zooprofilattico sperimentale e assieme all'Ente per lo
sviluppo agricolo. Sono tre enti che stiamo cooperando nel loro
rilancio.
Voglio assicurare l'onorevole Figuccia che non possiamo erogare
risorse per l'acquisto dei mangimi - si troverà una soluzione
diversa - ma se l'istituto preparerà e presenterà degli appositi
progetti, anche legati alla ricerca animale, noi, utilizzando fondi
extraregionali, possiamo impegnarci a reintegrare la somma che è
venuta meno nello stanziamento dell'esercizio 2021.
PRESIDENTE. Presidente, è come se lo avesse firmato lei, è vero?
C'è una firma che non capiamo, ma insomma per il Governo è come se
ha firmato il Presidente.
Modificare 80 per cento con 70 per cento. No 80 per cento con 70
per cento, qua è 50 per cento. 50 per cento con 70 per cento.
Dobbiamo votare tre volte? Tanto vale che lo presentiamo come
emendamento e l'onorevole Dipasquale ritira il suo. Mi sembra più
semplice.
DIPASQUALE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Quindi, c'è un emendamento del Governo che modifica il 50%
esistente con 70%.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 25. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Bene, ce l'abbiamo fatta alla fine.
Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:
«Articolo 26.
Proroga termini iniziative culturali
1. In considerazione dell'emergenza sanitaria da Covid-19 in atto,
le iniziative a valere sul contributo straordinario di cui
all'articolo 12, comma 5, della legge regionale 12 maggio 2020, n.
9, destinato a tutti i siti Patrimonio dell'UNESCO presenti in
Sicilia possono essere realizzate entro il 30 giugno 2021 e
rendicontate entro i successivi sessanta giorni.
2. Parimenti le iniziative a valere sulle autorizzazioni di spesa
di cui all'articolo 31, comma 6, della legge regionale 8 maggio
2018, n. 8 e successive modificazioni, finanziate per l'anno 2020,
possono essere realizzate entro il 30 aprile 2021 e rendicontate
entro i 60 giorni successivi nonché le iniziative a valere sulle
autorizzazioni di spesa di cui all'articolo 65 della legge
regionale 7 maggio 2015, n. 9 e successive modificazioni,
finanziate per l'anno 2020, possono essere realizzate entro il 30
aprile 2021 e rendicontate entro i 60 giorni successivi».
Gli emendamenti soppressivi all'articolo 26 sono tutti ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 26.12 a firma dell'onorevole Catalfamo.
Il Parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione? Come no? La Commissione
dice no, il Governo dice favorevole. Colleghi, per favore. Va bene,
non lo facciamo, ok. Se era una cosa veloce lo facevamo, ho capito.
No, ma mi sembra di capire che ci sono numerosi interventi. Se
siete tutti d'accordo. No, il mio problema è che già ho chiesto, ho
già visto dieci mani alzate, questo è il mio problema.
Quindi se iniziamo gli interventi come prima, che sono interventi,
come dire, tutti stimolanti, ma che alla fine ci fanno perdere
troppo tempo E allora, scusate, siccome se la Commissione è
favorevole
CAFEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Allora, chieda chiarimento. Vediamo se
il Governo può rispondere velocemente al chiarimento, prego. Dov'è
andato onorevole Cafeo? Ah, è andato a prendere il chiarimento, un
attimo. Articolo 26. Lo so, allora stia tranquillo, stia
tranquillo. Onorevole Cordaro, assessore Cordaro fa rispondere alla
Presidenza per favore? Grazie. Ah, si è spaventata sua moglie, va
bene.
Scusate, non c'è dubbio. Io mi devo rivolgere al lato della
maggioranza. Se noi cerchiamo di fare le cose con un minimo di
velocità e chiediamo all'opposizione i dieci interventi, ha ragione
su questo. Non posso negarlo. Gli interventi della maggioranza
devono essere limitati quanto più è possibile di un minuto, veloci,
perché non c'è dubbio che poi l'opposizione dice siccome ci sono
tutti questi interventi, allora li facciamo pure noi . La
finanziaria è della maggioranza, la maggioranza non deve
intervenire, scusatemi, mi permetto, non voglio fare critiche a
nessuno, però quando poi l'onorevole Barbagallo mi risponde così,
non posso che dire che ha ragione lui, cosa che mi dispiace fare,
sinceramente. Gli interventi di maggioranza devono essere molto
limitati, stringatissimi e velocissimi, perché sennò veramente non
ce ne usciamo più. Prego onorevole Cafeo.
CAFEO. No, Presidente, ho sbagliato articolo.
PRESIDENTE. Come?
CAFEO. Ho sbagliato articolo.
PRESIDENTE. Ha sbagliato articolo, non c'è problema.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, io dico subito che sono d'accordo su questo
articolo. Non capisco però perché il secondo comma stabilisca un
tempo diverso rispetto al primo. Cioè questo articolo, considerata
la stagione Covid, consente sia ai Comuni cosiddetti contributi
dati per i Fondi Unesco, sia i contributi dati con la finanziaria
scorsa per le istituzioni culturali, di potere effettuare le
manifestazioni e rendicontarle nei successivi 60 giorni, entro il
30 giugno. Non capisco perché quelli al 30 aprile e quelli al 30
giugno.
Quindi chiedo al Governo di uniformare la possibilità di fare le
manifestazioni al 30 giugno e le successive rendicontazioni. Tra
l'altro l'abbiamo fatto anche in altri momenti.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie signor Presidente. Volevo evidenziare che per
il secondo anno consecutivo viene in finanziaria questo articolo
che riguarda la proroga della rendicontazione delle iniziative
culturali. Volevo quindi invitare l'assessore Samonà, perché non
può essere che ogni anno dico c'è un meccanismo che non funziona:
o sono ritardi degli Uffici, o sono ritardi di coloro che ottengono
i benefici, o sono le graduatorie che vengono approvate alla fine
dell'anno. Non fa onore all'Assessorato e non fa onore al Governo,
anche nel rapporto con l'Aula, che ogni anno si interviene per
legge su rendicontazioni che sono esclusivamente di competenza
amministrativa.
Le leggi vanno utilizzate per disegnare, come dire, temi generali
e astratti per lo sviluppo della Sicilia e non per correggere
errori degli Uffici.
PRESIDENTE. Ci sono altri interventi?
Allora c'è l'emendamento che era stato previsto, che è il 26.12 a
firma dell'onorevole Catalfamo. Lo pongo in votazione, con il
parere favorevole del Governo e della Commissione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Scusatemi, i due Assessori, uno per il comma 1 e l'altro per il
comma 2, se per favore mi possono dire se parificano le date, o
come se le sono giocate.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Signor Presidente, sono due tipologie di interventi completamente
diversi. Il secondo comma, che riguarda l'Assessorato del turismo,
riguarda la legge
PRESIDENTE. Assessore Messina, mi deve soltanto dire se viene
parificato o rimane com'è. Punto.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Rimane com'è. Posso spiegare perché.
PRESIDENTE. Già ha risposto. Il 26.12 è già stato approvato, ho
detto con il parere favorevole del Governo e della Commissione. Poi
prima di votare l'articolo, ho chiesto questa cosa ai due
assessori.
Scusi onorevole Cracolici, ho chiesto agli assessori se sono
disponibili ad aderire alla sua richiesta, e hanno risposto no. Che
vuole che le dica? Ha già spiegato che sono due tipologie diverse,
lo ha già detto, che devo fare? Che spiegazioni volete?
Onorevole Cracolici, ho chiesto agli assessori se sono disponibili
a venire incontro alla sua richiesta. Mi è stato detto no, perché
sono due tipologie diverse. Io non devo andare a chiedere più
spiegazioni di queste, non se l'abbia a male. Per quanto mi
riguarda siamo alla votazione dell'articolo 26.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Mi sembra che per oggi ne abbiamo abbastanza. La seduta è sospesa
e riprenderà domani, giovedì 18 marzo 2021, alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 20.13 del 17 marzo 2021, è ripresa alle
ore 16.46 del 18 marzo 2021)
La seduta è ripresa.
Coronavirus
Sulla giornata nazionale in memoria delle vittime dell'epidemia da
Coronavirus
PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Stiamo aspettando l'Assessore per
l'economia. Ma, in attesa che arrivi l'assessore Armao - oggi, 18
marzo, è la giornata in memoria delle vittime del Covid.
Mi sembra corretto, visto e considerato che qui, in Sicilia,
stiamo parlando di 4.800 e passa persone, quest'Aula dedichi un
minuto di raccoglimento in memoria di questi nostri concittadini
che sono venuti meno per colpa di questa malattia maledetta.
(Tutti i presenti in Aula, in piedi, osservano un minuto di
raccoglimento)
Grazie, onorevoli colleghi. Ovviamente, un abbraccio affettuoso va
a tutti i familiari di questi nostri concittadini.
n. 961/A e n. 962/A
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge n. 961/A e n. 962/A
PRESIDENTE. L'Assessore Armao è ancora in conferenza con il
Ministro Gelmini e con il Ministro dell'economia, per cui se volete
possiamo cominciare con le norme che non riguardano strettamente
l'Assessorato al bilancio e così andiamo avanti diversamente
aspettiamo.
L'articolo 22, assessore Lagalla, è stato sistemato? Perché
c'erano delle cose da sistemare. Intervenga, Assessore, così
vediamo se è stato sistemato e casomai votiamo questo articolo.
Ha facoltà di parlare l'assessore Lagalla perché c'era qualcosa da
chiarire sull'articolo 22.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Grazie, Presidente. Gli articoli 22 e 23, articoli relativi a norme
di semplificazione e regolazione del funzionamento dei sistemi
rispettivamente della formazione professionale e dell'istruzione,
mi hanno consentito di potere verificare all'interno dell'Aula
alcune preoccupazioni o riserve con particolare riferimento al
comma 5 dell'articolo 22.
Il Governo ha ritenuto di dovere e di potere prendere atto delle
osservazioni che sono state fatte che, sostanzialmente, adombrano
un timore ed una paura, cioè che possa esserci da parte
dell'Amministrazione un eccesso di discrezionalità rispetto
all'applicazione di un principio che noi riteniamo fondamentale e,
soprattutto, strettamente aderente alle previsioni dell'Unione
europea in termini di competitività plurale e di allargamento della
possibilità di competizione.
E Allora, do lettura e, naturalmente, vi farò avere subito la
riscrittura del comma 5, che fa riferimento sia all'atteso criterio
della proporzionalità e, quindi, del volume di attività
storicamente svolto da ogni ente, ma, al tempo stesso, introduce il
fatto di sottoporre i criteri di contenimento di limite del bando
lo prevede di sottoporlo al Comitato per le politiche regionali
della formazione professionale previsto dall'articolo 17 della
legge 23 che, evidentemente, porta a quel tavolo la presenza di
tutte le rappresentanze del sistema della formazione.
Vorrei dire che l'articolo è particolarmente importante per
evitare una situazione che non è tanto e solo la concentrazione di
risorse economiche in mano di pochi, ma è soprattutto evitare anche
la ripetizione iterativa di corsi aventi sempre la stessa
tipologia, perché la norma introduce anche la possibilità che la
Regione sulla base delle proprie politiche di sviluppo
evidentemente, pur rispettando sempre i principi di concorrenza e
proporzionalità, abbia anche la possibilità di richiedere una
diversificazione dell'offerta formativa verso profili e qualifiche
più moderne e più aggiornate, a partire da quelle necessarie tanto
per la transizione digitale quanto per la transizione ecologica.
Tanto volevo dire proprio a spiegazione della riscrittura che
adesso darò agli Uffici.
PRESIDENTE. Assessore, scusi, in funzione di questa riscrittura
che lei ha annunciato cosa facciamo accantoniamo un attimo
l'articolo? È già pronta la riscrittura? La riscrittura è pronta. E
allora, la facciamo fotocopiare, la distribuiamo e così magari la
leggete, quindi è inutile che ..
Sull'ordine dei lavori
BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Colleghi, per favore guardate
l'onorevole Galvagno per gli interventi perché me li sta segnando
lui.
BARBAGALLO. Presidente, sull'ordine dei lavori. Se viene
distribuita la riscrittura siccome la riscrittura del comma 5 e
credo anche il comma 6 erano due commi su cui dalla lettura degli
emendamenti mi pare che ci sono una serie di tensioni con tutte le
forze parlamentari, se magari andiamo avanti - come diceva
l'Assessore Cordaro dal 27 al 31 - così abbiamo il tempo di
analizzare la riscrittura e proporre gli eventuali emendamenti.
PRESIDENTE. No, questa è una scelta... volevo sapere se lo voleva
accantonare. Non lo vuole accantonare, quindi a limite passiamo un
attimo, evitiamo di iniziarlo, iniziamo con un altro articolo e
appena è distribuita la riscrittura ritorniamo a questo.
Assessore Cordaro, quale suggeriva lei? Dal 27 al 31. Il 23 e il
22 non sono collegati, assessore Lagalla?
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Presidente, il 23 è istruzione e il 22 è formazione professionale;
se vuole possiamo partire dall'articolo 23.
n. 961/A e n. 962/A
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge n. 961/A e n. 962/A
PRESIDENTE. Allora, partiamo dall'articolo 23. Ne do lettura:
«Art. 23.
Adozione e revisione di norme relative ad istruzione e diritto allo
studio
1. L'Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione
professionale è autorizzato ad istituire un Fondo di rotazione,
destinato alla anticipazione, in favore degli enti beneficiari,
delle somme necessarie al completamento degli accertamenti tecnici
preliminari e dei vari livelli di progettazione, per come previsti
dall'articolo 23 del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, per la
realizzazione e/o la manutenzione straordinaria di immobili
destinati a istituti scolastici o residenze universitarie. La
dotazione del Fondo, pari a 10.000 migliaia di euro, è individuata
a valere sulle risorse extraregionali nella disponibilità dello
stesso Assessorato. Il Fondo è alimentato attraverso la
restituzione delle anticipazioni erogate a favore dei destinatari,
detratte dai costi di realizzazione delle opere ammesse a
finanziamento. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, con decreto dell'Assessore regionale per
l'istruzione e la formazione professionale, previa deliberazione
della Giunta regionale, sono definiti i criteri di accesso e le
modalità di utilizzazione del Fondo di rotazione.
2. All'articolo 27 della legge regionale 25 novembre 2002 n. 20,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 3 le parole Assessorato regionale dei beni culturali
ed ambientali e della pubblica istruzione sono sostituite dalle
seguenti: Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione
professionale ;
b) al comma 3 è aggiunta la seguente frase: Il trasferimento
delle relative competenze, avviene entro e non oltre 20 dicembre di
ogni anno per le iscrizioni e le immatricolazioni accertate dagli
atenei e dagli istituti entro il 30 novembre dell'anno di
riferimento ed entro e non oltre il 30 marzo dell'anno seguente per
le iscrizioni e le immatricolazioni avvenute successivamente ;
c) al comma 4 le parole Assessorato regionale dei beni culturali
ed ambientali e della pubblica istruzione sono sostituite dalle
parole Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione
professionale .
3. Dopo il comma 1 dell'articolo 10 della legge regionale 5
settembre 1990, n. 34 è aggiunto il seguente:
1 bis. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano, in via
straordinaria e nel rispetto dei principi della legislazione
statale vigente in materia di reclutamento del personale docente
delle scuole statali, anche al personale insegnante in servizio
alla data del 28 febbraio 2021 e da almeno trentasei mesi, in forza
di un contratto di lavoro a tempo determinato su posto in organico
di diritto. .
4. Per le finalità di cui all'articolo 87 della legge regionale 8
maggio 2018, n. 8 e successive modificazioni, è autorizzata, per
ciascuno degli esercizi finanziari 2021, 2022 e 2023, la spesa di
150 migliaia di euro a valere sulla disponibilità complessiva del
capitolo 373314 (Rubrica 2, Missione 4, Programma 2, Titolo 1).
5. Per il triennio 2021-2022-2023, a valere sui trasferimenti di
cui all'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e
successive modificazioni, la somma di 8.000 migliaia di euro da
iscrivere su apposito capitolo di spesa della rubrica Pubblica
istruzione del bilancio della Regione, è destinata ai comuni quale
contributo alle spese sostenute per il trasporto alunni, da
ripartire, per 6.500 migliaia di euro, in proporzione alle spese
effettivamente sostenute da ogni ente nell'anno precedente e, per
1.500 migliaia di euro, in proporzione alle spese effettivamente
sostenute dai comuni in dissesto nell'anno precedente».
All'articolo 23 ci sono...
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Allora, scusi onorevole Cracolici, c'è un suo
emendamento che non trovo?
Se lei lo vuole illustrare vediamo subito di cosa si tratta.
CRACOLICI. Signor Presidente, io avevo presentato questo
emendamento che credo che anche il Governo penso che condiva, né
capisco i limiti dell'azione della vicenda di cui sto parlando.
Le Isole minori cioè Ustica, Egadi, Eolie, Lampedusa, Pantelleria
hanno un regime di trattazione del dimensionamento scolastico pari
a tutte le altre città. Risultato: dopo 70 anni, l'Istituto
comprensivo di Ustica, così al pari di altre Isole, sono state,
come dire, accorpate addirittura l'Istituto comprensivo di Ustica
al Convitto nazionale di Palermo.
Ora, il problema non è solo il dirigente scolastico che per una
piccola comunità come Ustica è una cosa essenziale, perché
significa anche gestire gli insegnanti e, soprattutto, per le Isole
dove c'è un'altissima mobilità la possibilità di non avere
graduatorie dedicate per consentire anche le supplenze c'è il
rischio che i ragazzi vivano, diciamo, una condizione eterna di
mobilità dei docenti.
Allora, avevo proposto un emendamento che, in deroga anche alle
disposizioni nazionali - ma questa è una negoziazione, no? Perché
noi siamo l'unica Regione che ha un arcipelago di isole e
considerare le Isole siciliane, come dire, come un tutt'uno della
Sicilia è una fesseria - allora, il mio emendamento, consapevole
che non siamo noi a poter inserire una norma che deroga alle norme
nazionali, ma vuol essere un appello forte all'Assessore per la
pubblica istruzione affinchè le Isole della Sicilia accorpate
Egadi, Eolie, Ustica, Lampedusa, Pantelleria eccetera, venga
riconosciuto da parte dello stato uno status specifico che ne
consenta l'autonomia scolastica.
Chiudo. Anche perché - ma so che su questo l'Assessore stava
procedendo ad un tentativo di superare il problema - non si può far
fare le graduatorie sugli insegnanti precari al Convitto Nazionale
perché c'è una conseguenza che tutti quelli del Convitto, temendo
di doversene andare ad Ustica, si stanno trasferendo, insegnanti
che da trenta, venticinque o quarant'anni stanno al Convitto
Nazionale e si stanno trasferendo per paura di essere, poi,
obbligati ad andare ad Ustica.
Quindi, su questo credo che l'Assessore stia dividendo le
graduatorie, ma non è sufficiente fino a quando le Isole non hanno
riconosciuto uno status specifico al pari, io dico, delle aree
interne, dove c'è un altro problema, in particolare sulle Madonie,
che l'Assessore conosce bene e dove dobbiamo provare a trovare una
soluzione perché anche lì la condizione delle aree interne che già
vivono mille disgrazie di suo se ci leviamo pure la direzione
didattica alle comunità abbiamo ulteriormente avviato quel processo
di abbandono.
Ecco, il mio era un emendamento civetta affinché l'Assessore
assuma anche l'iniziativa perché questa vicenda delle Isole minori
abbia, così come quella delle aree interne, uno status specifico
che altrimenti la Sicilia si trova penalizzata in maniera
inspiegabile perché Ustica non avrà mai 300 studenti per avere
l'autonomia perché ha già meno di mille abitanti, 300 studenti non
li potrà mai avere, però Ustica è Ustica, così come Pantelleria o
Lampedusa, sono condizioni particolari che non sono assimilabili a
nessun'altra area della Sicilia. Grazie.
PRESIDENTE. Assessore, prima di darle la parola, credo che tutti
condividano quello che ha detto ora l'onorevole Cracolici sui
disagi che vivono le Isole minori onorevole Foti, è già iscritta
a parlare, sto dicendo una cosa all'Assessore e, poi, al momento
opportuno sarà chiamata perché è già nell'elenco. Dicevo,
comprendendo, ovviamente, i disagi che le Isole minori e che gli
abitanti delle Isole minori hanno anche nel mondo dell'istruzione,
probabilmente al di là di quello che ora dirà l'Assessore che farà
quello che potrà fare, potrebbe essere un'idea fare una mozione in
Aula, un ordine del giorno, una mozione, da inviare al Governo
nazionale in modo da fargli capire che questo Parlamento è
interessato e che, quindi, come dire, supporta enormemente l'azione
del Governo e dell'Assessore nella trattativa che si deve fare con
lo Stato per ottenere qualche situazione più favorevole alle nostre
Isole minori.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Grazie. Come desidera il Presidente. Presidente, scusa
PRESIDENTE. Sull'argomento delle Isole minori? Siccome era
intervenuto l'onorevole Cracolici perché aveva un emendamento che
ovviamente non ha trovato perché non lo poteva trovare, ma lo
voleva...
Però evitiamo un dibattito sulle Isole minori, ecco soltanto
questo, tanto sappiamo qual è il problema. Onorevole Lo Curto, però
prima c'erano altri.
Se l'argomento è questo pregherei i colleghi, però, non per dire
sempre le stesse cose che non è che dobbiamo aprire un dibattito
sulle Isole minori. L'onorevole Cracolici ha segnalato un problema,
il Governo sta per rispondere al problema segnalato e poi si parla
di altro, perché altrimenti se su ogni argomento interveniamo tutti
per dire la nostra, finiamo tra sei mesi questa finanziaria. Io ve
lo dico, poi come volete, non posso non darvi la parola se la
chiedete, però vi prego di avere un minimo di responsabilità in
quello che facciamo.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. E' su questo argomento, onorevole Foti? Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, è su questo argomento, sempre su questo
articolo che riguarda l'istruzione e, quindi, l'assessore Lagalla,
anche io avevo inviato degli emendamenti che, evidentemente, sono
stati o messi negli aggiuntivi o altro. In particolare ce n'è uno
che riguarda proprio le Isole minori che avevamo ampiamente
discusso e devo dire anche, praticamente, scritto a quattro mani
con l'assessore in V Commissione che recitava: al fine di favorire
il corretto esercizio dell'attività didattica nei plessi scolastici
situati nelle Isole minori, l'Assessorato regionale all'istruzione
e formazione è autorizzato a raddoppiare i valori economici per il
finanziamento destinato agli stessi, da utilizzare da parte di
questi ultimi anche al fine di sostenere le spese di trasporto
marittimo sostenuto dai docenti e dal personale amministrativo,
tecnico, ausiliario che prestano servizio presso i plessi
scolastici delle Isole minori siciliane. Il relativo impegno
economico grava sul capitolo 343314 che è quello del
funzionamento, quindi non ha maggiori spese ma autorizzerebbe
l'Assessore a dare questo maggiore fondo di funzionamento proprio
per andare incontro a quella triste realtà che è quella di docenti
che, purtroppo, viste le condizioni a cui sono sottoposti, cercano
di fuggire via dalle Isole non dando continuità didattica a questi
studenti che sono doppiamente penalizzati. Ora, Presidente le
chiederei di
PRESIDENTE. Onorevole Foti, il motivo per cui non c'è è perché
comunque prevede spesa, per cui
FOTI. No, all'interno dello stesso Guardi l'Assessore. Lo avevamo
congegnato correttamente proprio per non avere
Adesso le fornirò Presidente il cartaceo, se c'è l'accoglienza da
parte del Governo che, magari, conferma un pochino la logica che ci
aveva fatto scrivere questa cosa, credo che sarebbe una cosa giusta
considerandoci proprio arcipelago e questi territori isole nelle
isole. Grazie.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, giusto riallacciandomi alla questione
posta, molto correttamente, dall'onorevole Cracolici, perché la
Sicilia non è solo un'isola ma un arcipelago di isole e la vita
scolastica all'interno di questo arcipelago - dicevano alcuni
circondati dal mare, esattamente -, quindi, la continuità
dell'azione didattica all'interno di queste piccole isole è davvero
drammatica.
Accade anche, Presidente ed Assessore, che i colleghi presidi,
dirigenti scolastici, gli insegnanti che vanno nelle piccole isole,
ci restano un anno, e cercano poi di fuggire perché, ovviamente,
hanno condizioni di vita un po' complesse per varie ragioni.
Allora quando e se l'Assessore vorrà porre, così come faremo noi,
supportandolo con un ordine del giorno la questione e le questioni
relative
Scusate, allora, vorrei l'attenzione dell'Assessore
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, chiedo scusa, stanno parlando
all'Assessore.
LO CURTO. Capisco che l'Assessore è, come dire, bravo,
bravissimo' a cogliere tutto anche se distratto e mentre parla con
altre persone, però ritengo che nel merito occorra essere veramente
attenti.
Dicevo proprio per vincolare, nel momento in cui faremo questo
ordine del giorno, Assessore Lagalla, a sostengo dell'iniziativa
che lei vorrà portare avanti, anche come Governo, e con il Governo
nazionale, perché venga riconosciuto uno stato particolare, uno
status particolare alle scuole delle piccole isole, quindi
l'autonomia. L'autonomia da sola non basta, occorre vincolare
dirigenti, docenti e personale ATA a restare almeno un triennio
nella piccola isola favorendo il maturare di un punteggio che poi
possono far valere a conclusione del terzo anno. Ma non prima A
Pantelleria è stato il caso l'anno scorso - ed ogni anno è così, ma
è sempre così ovunque - che chi arriva anche come dirigente
scolastico perché trova la possibilità di andare da Trieste a
Pantelleria, ci resta il tempo strettamente necessario, anzi
neanche quello, e poi si trasferisce sulla cosiddetta terraferma.
L'unico modo è vincolare, vincolare la permanenza attraverso
l'attribuzione di un punteggio diverso, come accade nei comuni
montani, come accade in altre realtà. Se questo si fa, allora si
può ovviare al problema che è stato ampiamente posto e condiviso
pienamente. Grazie.
PRESIDENTE. Mi rivolgo un attimo ai Capigruppo. L'emendamento
dell'onorevole Cracolici viene trasformato in ordine del giorno. Io
credo, ovviamente mi è stato anche richiesto dall'onorevole
Cracolici, che per dare forza a questo ordine del giorno da inviare
a Roma la firma dei Capigruppo sarebbe necessaria, di tutti i
Gruppi. C'è bisogno che lo facciamo girare o la considero già
apposta da parte di tutti?
(Intervento fuori microfono)
Lo vuole leggere? Fatelo leggere e mi fate sapere se c'è la firma
di tutti i Capigruppo che poi, a fine giornata, lo facciamo votare
come ordine del giorno da mandare.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo segnalare
che proprio in questi giorni
Se ho l'attenzione anche dell'assessore Lagalla
PRESIDENTE. Per favore, onorevole Zafarana e onorevole Foti,
stanno parlando all'Assessore, per favore. Prego.
PALMERI. Proprio in questi giorni vorrei segnalare - visto che
stiamo parlando di scuole - che
Assessore Lagalla
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, la prego, stanno parlando
all'Assessore. Grazie.
PALMERI. proprio in questi giorni mi è arrivata la segnalazione
che in alcune province, in alcuni comuni, alcuni istituti
scolastici rischiano di essere trasferiti presso altri comuni
limitrofi. Credo che sia opportuno evitare lo smembramento di
queste scuole, evitare disservizi alle famiglie. Ad esempio,
riporto a titolo di esempio, il comune di Alcamo, l'Istituto
Almayer, il Commissario straordinario ha riconfermato la recessione
del contratto di locazione dell'Istituto, quindi si rischia il
trasferimento dell'Istituto ma anche lo smembramento in diversi
edifici. Quindi anche quest'anno, come l'anno scorso, già si era
intervenuti in questo senso.
Visto il poco preavviso che ho avuto, ho presentato un
subemendamento al mio emendamento 23.23 dove parlo di estendere
l'edilizia scolastica alle superfici esterne per creare delle
superfici per fare attività sportiva, visto che abbiamo delle
situazioni di pavimentazioni non idonee per fare attività sportiva
anche all'aperto delle scuole. Segnalazioni ricevute da diversi
dirigenti scolastici. Grazie.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, intervengo
in particolare, e chiedo l'attenzione sia dell'assessore Lagalla
che dell'assessore Zambuto, sul quinto comma dell'articolo 23. Il
quinto comma dell'articolo 23 recita: Per il triennio 2021-2023 a
valere sui trasferimenti di cui all'articolo 6, legge n. 5/2014, la
somma di 8 milioni di euro da iscrivere su apposito capitolo di
spesa della Rubrica istruzione del bilancio della Regione,
destinato ai comuni quale contributo spese per il trasporto
alunni . Mi fermo qua.
Questi soldi, annualmente, vengono già trasferiti dall'Assessorato
alle autonomie locali, essendo, appunto, una riserva a carico del
fondo per le autonomie. Qual è la ragione per la quale viene
trasferita la somma ad un capitolo di spesa, non delle autonomie
locali ma, dell'Assessorato all'istruzione?
Io non lo trovo funzionale, nel senso che quando l'Assessorato
alle autonomie locali fa il piano di riparto annuale, così come
trasferisce i restanti fondi, trasferisce anche questi, d'intesa,
credo, con l'ANCI, ai comuni ed io lo trovo molto più semplice.
Aggiungo, però, a parte questa osservazione, anche un'aspra
critica, Presidente, perché questo Parlamento ha approvato la legge
n. 10 del 2019 sul diritto allo studio che all'articolo 12 prevede
la gratuità del trasporto alunni. E' detto, con chiarezza, che il
trasporto alunni è gratuito. Così ricordo, se ricordo male leggiamo
la norma.
Il trasporto alunni costa ai comuni, mediamente, 27 milioni
l'anno. Noi, con questa finanziaria, stiamo trasferendo 8 milioni.
Non solo, stiamo trasferendo 8 milioni con una finzione perché, di
fatto, sono soldi dei comuni perché la copertura è a carico del
fondo per le autonomie locali.
La mia critica è duplice: intanto non stiamo aiutando i comuni;
secondo, non capisco perché si sta trasferendo una rubrica con un
capitolo a carico del fondo per le autonomie, dall'Assessorato
autonomie locali all'assessorato pubblica istruzione. Se vogliamo
fare passare il concetto che col comma 5, dell'articolo 23, si
assolve all'onere di cui all'articolo 12, della legge n. 10 del
2019, che dice che il trasporto alunni è gratuito, questa è una
finzione che, ovviamente, non accetto.
Chiedo anche al Governo di fare uno sforzo per reperire risorse
aggiuntive da destinare ai comuni per il trasporto alunni, perché
cosa succede, Presidente, che i ragazzi che devono fare
l'abbonamento per il trasporto pubblico per raggiungere la scuola
hanno, di fatto, o un rimborso di 1/3 del costo dell'abbonamento
perché, invece, di 27 milioni gliene stiamo trasferendo 8 e grazie
al lavoro fatto in Commissione, anche un milione, credo sia
sull'articolo 2, quindi 9, al posto di 27, oppure ai comuni si deve
caricare sui bilanci comunali la differenza del costo.
Allora, chiedo di trovare maggiori risorse, ma anche di lasciare
la rubrica ed il capitolo, siccome è alle autonomie locali, perché
non credo che sia più funzionale, perché costringeremmo
l'Assessorato alla pubblica istruzione a fare un ulteriore piano di
riparto, limitatamente al trasporto alunni, sinceramente mi sembra
una perdita di tempo che non serve ad alcuno.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, in realtà, durante la trattazione di
questo articolo, lo ricorderanno i commissari della V Commissione,
è emerso un tema che, ovviamente, non troviamo all'interno del
testo ma che è stato apprezzato dalla Commissione V su cui, in
qualche modo, ci si è interrogati ed anche l'Assessore credo avesse
individuato, comunque, un'esigenza che viene fuori da un problema
legato al fatto che le scuole paritarie che, oggi, ovviamente,
hanno un rapporto di tipo, diciamo, contrattuale, con i genitori,
con le famiglie che mandano i figli in queste scuole che sono a
pagamento, hanno molto spesso una grande difficoltà a riscuotere le
rette perché, nonostante si sia sottoscritto un contratto, a causa
delle difficoltà di chi, effettivamente, all'inizio dell'anno
scolastico aveva una situazione economica diversa ma che a causa di
accertate e verificabili decurtazioni di quello che era il proprio
reddito, si trova nella difficoltà di potere ottemperare ai
pagamenti e questo causa, oggettivamente, delle difficoltà
incredibili per quanto riguarda la continuazione dell'attività da
parte del personale docente, ma anche di chi fa impresa nell'ambito
della scuola. Stiamo, parlando, ovviamente, di scuole parificate
che fanno parte del sistema scolastico regionale.
Nella fattispecie con l'Assessore si era individuata un'ipotesi
per cui si assegnava una sorta di bonus. Io ho presentato un
emendamento aggiuntivo che era stato apprezzato anche
favorevolmente dal Governo che prevedeva, appunto, la possibilità
di erogare alle famiglie che poi li utilizzavano per poter far
fronte al pagamento delle rette, qualora il reddito fosse
dimostrabile, se fosse dimostrato che il reddito avesse avuto una
decurtazione importante, ovviamente, fatto con un decreto
assessoriale, perché una valutazione delle carte va fatta in
maniera assolutamente oggettiva e analitica, per consentire a
quelli che oggi purtroppo sembrano essere delle categorie
privilegiate ma che, in realtà, oggi non lo sono più perché i
professionisti, i liberi professionisti nonché anche le imprese che
avevano la possibilità nel settore anche del food, della
ristorazione che magari avevano appunto un contratto con delle
scuole private, oggi non sono nelle condizioni di pagarle.
Allora se la condizione di difficoltà è accertata e accertabile
attraverso una valutazione ovviamente documentale a quel punto
all'Assessorato veniva data la possibilità di assegnare delle somme
per potere far fronte al pagamento delle rette, tutto questo
ovviamente in relazione all'emergenza pandemica e quindi al Covid.
Con l'Assessore si era individuata in qualche modo un'ipotesi che,
ovviamente, doveva essere corroborata perché si individuavano fondi
delle somme extra-regionali certamente non facendoli gravare sul
bilancio regionale.
Ritengo che sia una norma che possa aiutare anche in questo caso
il proseguimento del diritto allo studio che se pure viene
espletato all'interno delle scuole paritarie, parlo delle scuole
cattoliche, comunque sono una realtà importante nella nostra
Regione e che, quindi, potrebbero essere di ausilio a quelli che
oggi, purtroppo, pur avendo cominciato delle attività, un anno
scolastico in una condizione economica oggi si ritrovano in forte
disagio, quindi, ecco, lo propongo come tema, non è chiaramente nel
testo ma di questa cosa se ne era parlato e la Commissione aveva
apprezzato anche con il parere favorevole del Governo, quindi,
rimetto a questa discussione ecco visto che si parla di diritto
allo studio anche questo tema che, secondo me, non è ininfluente
perché i numeri all'interno della nostra Regione siciliana di chi
porta i propri figli presso delle scuole parificate è un numero non
di poco conto e, purtroppo, le difficoltà documentali sono
praticamente state anche verificate dall'Assessorato. Grazie.
PRESIDENTE. Allora, assessore Lagalla, sono vari temi su cui
intervenire. Sull'emendamento Cracolici è stato deciso che diventa
ordine del giorno e lo stanno firmando tutti; sugli altri
argomenti, invece, credo si aspettino alcune risposte da parte
dell'Assessorato.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, comincio proprio dalla richiesta dell'onorevole
Cracolici che per molti versi condivido e che mi consente anche di
fare alcuni chiarimenti sulla vicenda del dimensionamento
scolastico nelle Isole minori e nelle aree interne che sono
certamente luoghi di particolare difficoltà rispetto all'erogazione
dell'offerta formativa perché subiscono inevitabilmente i
contraccolpi e le disfunzioni di un sistema nazionale che rispetto
al reclutamento dei docenti tende quasi sempre a marginalizzare
questi ambiti geografici.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, Assessore, giusto per capirci, è anche
il problema Scillato, Caltavuturo, questo? E si è trovata una
soluzione?
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Le do subito la risposta.
PRESIDENTE. E' importante perché siccome abbiamo tantissime
richieste su questo, prego.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Le do subito risposta.
PRESIDENTE. Fantastico.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Il dimensionamento scolastico peraltro prevede che al di sotto
delle soglie fissate per legge per la consistenza numerica minima
delle scuole, sia in area interna, sia nelle Isole minori, la
presenza del Dirigente scolastico, cioè del Preside avvenga solo
quando la soglia numerica è comunque raggiunta; questo significa
che questi istituti che chiedono di permanere in autonomia con un
numero di studenti inferiore alla soglia minima sono comunque
istituti scolastici che già da anni non godono della presenza di un
Dirigente scolastico titolare ma solo di supplenze, ecco perché in
questo momento stiamo operando all'interno della Commissione della
Conferenza Stato-Regioni per richiedere a livello nazionale
l'approvazione di una proposta della stessa Conferenza mirata ad
attribuire alle Regioni un contingente numerico stabile di
dirigenti scolastici da potere distribuire utilmente sulla base
delle identità e delle caratteristiche territoriali.
E' assolutamente evidente che questo certamente non potrà
consentire ad ogni borgo di avere un preside, ma certamente rende
necessario un processo di riorganizzazione del dimensionamento per
aggregazioni sostenibili che riteniamo di potere adottare dall'anno
prossimo qualora questo passaggio venga assolto a livello
nazionale.
Per quanto riguarda la vicenda del dimensionamento Madonie- Isola
di Ustica relativo a questo anno, in prospettiva del 2122, diciamo
il dimensionamento al quale abbiamo dato seguito è stato quello
proposto dalle realtà territoriali ed è chiaro che, poi, essendo
intervenuta una variazione della finanziaria nazionale sulla
revisione delle stesse soglie, questo abbia acceso in molti di
questi luoghi delle pretese che non erano possibili alla luce della
transitoria normativa in atto vigente per un solo anno; ecco perché
sono intervenuti richiedendo con forza alcune cose che secondo me
hanno una loro sostenibilità e, però, sono intervenuti in ritardo
rispetto alla chiusura delle piattaforme da parte del Ministero,
per tutta l'Italia, dal Trentino fino alla Sicilia.
Abbiamo oggi preso contatto ulteriormente col nuovo Capo
Dipartimento dell'istruzione che è il dottor Versari e entro domani
dovremmo comprendere cosa si possa fare per un eventuale intervento
in extremis in questa direzione. Naturalmente attendiamo gli esiti
proprio perché non vogliamo sottrarci a una sollecitazione che
viene dai territori.
La cosa che riguarda in particolare Ustica rispetto
all'assegnabilità del personale una volta che questo è aggregato al
Convitto nazionale può essere risolto con uno stratagemma del quale
posso dare valida notizia perché già autorizzato dal Ministero e
che è quello di assegnare al Convitto nazionale due codici
meccanografici, uno per il Convitto stesso e uno per la sede
staccata di Ustica, il che evidentemente consente di potere fare
graduatorie separate per le supplenze e, quindi, garantire ai
docenti, in relazione e in ragione della loro anzianità,
evidentemente un trattamento che non ponga diciamo ingiuste
differenziazioni.
Devo dire che in quell'ottica di dimensionamento diciamo
prospettico e strategico che vorremmo adottare per il nuovo anno,
penserei di dovere assegnare alle Isole minori una dirigenza
scolastica unica di coordinamento perché, secondo me, non a tutte
le Isole ovviamente ma in relazione alla loro posizione geografica
PRESIDENTE. Sono molto lontane tra loro le Isole
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Appunto, è chiaro, è logico non penso uno per tutte le undici
Isole, ma chiaramente almeno avere la possibilità che ci possa
essere chi si interessa in realtà dei territori minori, ma avremo
modo di parlarne e di discuterne.
Per continuità logica vorrei dare risposta tanto all'onorevole Lo
Curto che pone un tema diciamo tanto intelligente quanto
irrealizzabile da parte nostra, perché è chiaro che l'attestazione
del punteggio
PRESIDENTE. Non è sempre che le cose intelligenti siano
irrealizzabili, è vero? Diciamo che è un caso questo
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Beh Però è più grave quando le cose realizzate non sono
intelligenti
PRESIDENTE. Questo è sicuro
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Allora, dicevo sulla base di questo vorrei ricordare
all'onorevole Lo Curto che noi ci muoveremo in Conferenza Stato-
Regioni per potere favorire questa possibilità.
In più, l'onorevole Foti aveva giustamente proposto un
emendamento, che mi sento assolutamente di sostenere, in
Commissione, che però non prevede maggiori costi perché prevediamo
il prelevamento del raddoppio degli oneri di funzionamento della
scuola sul capitolo che già esiste in capo al nostro Assessorato.
Quindi, è sostanzialmente un prelevamento dal capitolo e, pertanto,
mi esprimo favorevolmente rispetto alla possibilità di dare alle
scuole delle Isole minori una provvista economica maggiore per
sostenere anche le attività di trasporto e di trasferimento degli
insegnanti.
Continuo per analogia: l'onorevole Lupo pone il problema dei
trasporti. Sono assolutamente d'accordo con l'onorevole Lupo
sull'opportunità o sull'inopportunità di trasferire all'Assessorato
istruzione, ma debbo dire fu un accordo richiesto dal Dipartimento
delle autonomie locali e non è in applicazione della norma
dell'articolo 12, perché l'articolo 12 prevede che l'Assessore per
le autonomie locali e la funzione pubblica di concerto con
l'Assessore per l'istruzione. L'Assessore per l'istruzione procede
esclusivamente alla formulazione delle linee guida e
all'identificazione delle regole perché, come lei ricorda, la
gratuità del trasporto è riservata esclusivamente a una soglia
ISEE, perché esiste giurisprudenza consolidata per la quale quello
dell'erogazione delle somme di rimborso dei trasporti, da parte dei
comuni, è contributo, e come tale è evidentemente soggetto, in
linea generale, ad una compartecipazione dell'utenza, motivo per il
quale riteniamo di dover intervenire attraverso l'identificazione
della soglia ISEE minima per potere, in qualche modo, inverare il
senso e il significato della norma.
In ultimo, l'onorevole Caronia - non in ultimo, ovviamente, last
but not least - pone un problema concreto. Io ricordo che già nella
legge finanziaria del 2020 esistono delle provvigioni destinate
alle scuole paritarie che sono in fase di erogazione perché
ritardate, trattandosi di aiuti di Stato, così identificati, e però
esiste un problema per il quale mi rivolgo al presidente della
Commissione Bilancio' e all'Assessore per l'economia che non c'è,
di copertura finanziaria su fondi extra regionali, perché ritengo
estremamente opportuno, però dovremo concordarlo con l'Assessore
per l'economia ed eventualmente valutarlo nel momento in cui
quest'Aula ne potrà, secondo me opportunamente, prendere atto.
In ultimo, l'onorevole Palmeri ricorda il tema legato alla legge
finanziaria del 2017 o del 2018, 2017 credo, secondo la quale
venivano erogati dall'Assemblea regionale dei finanziamenti ad hoc
per quegli istituti che dovendo trasferirsi di comune per
indisponibilità economica a sostenere le locazioni attive da parte
dei comuni, diciamo, questi fossero in qualche modo impossibilitati
a farlo.
Ebbene, rispetto a questa vicenda è venuta meno la copertura
finanziaria, nel senso che
PRESIDENTE. Onorevole Palmeri, l'assessore Lagalla sta rispondendo
alla sua richiesta.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
è venuta meno la copertura finanziaria prevista per il triennio,
la vicenda non è stata riproposta dagli enti territoriali e,
quindi, oggi, l'onorevole Palmeri propone un emendamento per
recuperare le previsioni di quella norma, però il riferimento ai
fondi extra regionali o al POC, che avevamo già tentato l'anno
scorso, non può essere applicato perché esplicitamente i fondi
extra regionali non possono essere utilizzati per spesa corrente,
ma esclusivamente per investimenti. Motivo per il quale, ove si
volesse dare seguito alla richiesta, per carità legittima,
dell'onorevole Palmeri, dovremmo evidentemente trovare la copertura
sul bilancio ordinario.
Credo di avere risposto a tutti, Presidente.
PRESIDENTE. Allora, Assessore, lasci che la ringrazi perché ha
risposto in maniera molto puntuale a tutte le richieste che le
erano state fatte. Due sole cose da dire. Cioè la prima che anche
se i soldi vengono presi dallo stesso capitolo, abbiamo bisogno
comunque di avere la garanzia che ci sia la disponibilità, perché i
fondi in questo momento sono destinati ad altro. Per cui comunque
il Bilancio ci deve dare, ora stiamo aspettando che ci dia una
risposta in questo senso, però anche se vengono presi dallo stesso
capitolo, essendo quel capitolo destinato. Prego.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Si, comprendo perfettamente l'aspetto formale di tipo
autorizzativo, però si tratta di un capitolo complessivo del valore
di circa 30 milioni di euro, che è destinato al funzionamento delle
scuole, e viene ripartito con decreto annuale dell'Assessore al
ramo. Quindi
PRESIDENTE. Allora non c'è bisogno di farlo per legge. Allora si
fa un ordine del giorno, e ve lo fate così. Delle due l'una. Cioè,
se rientra nella scelta dell'Assessore come darli.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Rientra la somma, ma io identifico per tipologia di scuola il costo
standard per studente. Quindi il costo standard dello studente di
Palermo, vale per esempio 100 euro, il costo standard per esempio
dello studente di Ustica vale 200 euro. Ecco perché è da ritrovare
l'equilibrio all'interno.
PRESIDENTE. Giustamente mentre lei parla gli Uffici, la mosca che
ho nell'orecchio qua a sinistra, che ogni tanto mi ronza, e mi dice
cose e dice è la motivazione per cui ci sarebbe bisogno di una
relazione'. Però, scusate...
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Scusi, Presidente. La legge tra l'altro è necessaria per un motivo,
perché modifica la finalizzazione del contributo in parte, perché
fino a questo momento è per funzionamento, quindi è fatto anche per
trasferte di docenti.
PRESIDENTE. Siccome è interesse del Parlamento fare sì che la
richiesta dell'onorevole Foti venga accolta, e che quindi possa
trovare spazio all'interno di questa finanziaria, io direi che se
possiamo aspettare un attimo. Purtroppo siamo un attimo in assenza
dell'Assessore per l'Economia, perché altrimenti ci faremmo dare la
copertura dell'Assessorato dell'Economia, e non avremmo problemi.
Perché lo vogliamo assolutamente fare, e le diamo ragione, però
aspettiamo un attimo di capire come è possibile farlo.
Diciamo quindi che c'è la volontà, sia del Parlamento, al momento
del voto lo capiremo, ma credo di sì, e sia del Governo di fare
questa cosa, e vediamo come è possibile sistemarla. Una ultima
cosa. Visto che domani, chiedo scusa, se non ho capito male, c'è
l'interlocuzione per le aree interne, sarebbe credo utile e
importante fare sapere che tutto il Parlamento è interessato
fortemente a che si possa trovare una soluzione, e credo che questo
possa rafforzare la sua azione nei confronti anche del responsabile
governativo.
Assessore, lei ha un altro Assessorato.
Assessore Turano, vuole togliere il mestiere. Già devo essere
sincero, all'inizio mi era sembrato di capire che siccome c'è
l'Assessore alle Autonomie locali nuovo, avevano già tentato di
futtirici un poco di capitoli' e invece il problema non c'è stato.
Si sono capiti. Lei a chi lo vuole fregare il lavoro.
Prego, intervenga.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
non mi posso aspettare niente di diverso. Sull'emendamento
dell'onorevole Palmeri volevo, atteso che conosco molto bene la
vicenda, se è possibile dare il mio piccolo contributo.
Onorevole Cracolici, sono stato Presidente della Provincia e
conosco bene il problema dell'edilizia scolastica in provincia di
Trapani.
Siccome stiamo parlando di una cosa molto seria, e di un istituto
che è stato in affitto alla provincia per decenni interi, la
motivazione che ha indicato l'onorevole Lagalla - che mi convince -
che non si possono utilizzare le risorse del POC per gli affitti,
potrebbe essere destinata ad una spesa, prevista per gli
investimenti, per l'acquisto della scuola.
Poc'anzi, assieme all'onorevole Palmeri, abbiamo parlato con il
Segretario generale della Provincia, il quale ci ha comunicato che,
giusto oggi, l'agenzia delle entrate ha fatto la valutazione
dell'immobile manifestando, da un lato la volontà della provincia
che aveva commissionato l'incarico, e dall'altro la volontà del
proprietario di vendere.
Quindi, io ritengo che l'approvazione di quest'emendamento,
finalizzato all'acquisto, e non più all'affitto, possa trovare
accoglimento, da parte dell'Assessore Lagalla, per risolvere
definitivamente il problema.
PRESIDENTE. Assessore Turano, se lei è venuto qui per fare
confusione - ed io la ringrazio - ma queste sono cose che hanno
bisogno di relazioni, di valutazioni, per cui non è una cosa che
possiamo affrontare ora.
E' chiaro che la richiesta dell'onorevole Palmeri è intelligente,
logica, e che il Governo ha già dichiarato che la tiene fortemente
in considerazione, ma non è l'emendamento sull'acquisto di un
immobile che ci può risolvere il problema.
Scusatemi, sull'articolo tutti gli emendamenti li posso
considerare ritirati? Immagino di sì.
L'emendamento dell'onorevole Palmeri lo dovrei dichiarare
inammissibile. Le chiedo di ritirarlo in modo che, poi, il Governo
- come le ha detto, si impegni a trovare una soluzione. Perché così
è inammissibile, non c'è la copertura. Poco fa le ha risposto
l'Assessore.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, colleghi, l'Assessore faceva
riferimento al sub emendamento, non all'emendamento 23.23 che
faceva riferimento all'utilizzo dei fondi, di cui al comma 1, anche
per la realizzazione di pavimentazioni sportive esterne, negli
spazi esterni nelle scuole.
PRESIDENTE. Lo stesso Assessore ha detto che non sono utilizzabili
quei fondi. Quindi, non lo possiamo considerare. Se lei lo ritira è
meglio, se non lo devo dichiarare inammissibile.
I soppressivi sono ritirati.
L'emendamento 23.24 dell'onorevole Marano, al comma 3, non è
ammissibile perché l'organico di fatto non esiste.
Sull'emendamento Foti c'è il parere dell'Assessorato. Assessore,
sul comma 5 rimane il soppressivo?
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Sì.
PRESIDENTE. Il comma 5 viene soppresso con l'accordo del Governo.
La Commissione è pure favorevole alla soppressione del comma 5. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Il comma 5 è soppresso.
L'onorevole Foti ci tiene a sottolineare che il suo emendamento è
per le Isole minori, ma essendo lei catanese, l'unica provincia
dove non c'è né è Catania, ma non è che tutto si fa per il bene dei
siciliani, non per il bene dei catanesi, che già si fa tantissimo
per il bene dei catanesi, almeno noi palermitani siamo convinti di
questo.
Abbiamo questo parere? In attesa che arrivi questo parere del
bilancio sull'articolo 23 però è stata distribuita la riscrittura
del 22 mi sembra? Per cui se intanto non è stata distribuita?
Allora la distribuiamo un attimo. Ci vuole grande pazienza per
tutto, onorevole Pasqua, sa quanta pazienza devo avere io, lei non
ne ha idea, lei pure dice. Non ho capito una parola. Lo votiamo a
fine seduta. Almeno a fine seduta si dovrebbe votare a voto finale
della legge lo facciamo stasera, oggi lo facciamo votare,
tranquillo, oppure scusate facciamo contento l'onorevole Cracolici
intanto.
L'ordine del giorno lo avete visto tutti? Il Governo è favorevole,
per cui lo consideriamo approvato l'ordine del giorno sul problema
istruzione Isole minori. Benissimo, quindi l'ordine del giorno è
già approvato, perfetto. Andiamo avanti, siamo al 22.50, il 22.50 è
quello riscritto? La riscrittura dell'Assessore questo volevo
capire. E' il 22.50 benissimo diamo tempo di guardarlo un attimo.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola sulla riscrittura? Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, colleghi, cittadini,
Presidente negli anni, sul mondo della formazione professionale
sappiamo tutti che la politica più di qualche errore nel passato lo
ha fatto. In questi ultimi anni, Presidente, riflettendo appunto
sul passato della formazione professionale, io come penso molti
colleghi che sono qui seduti in quest'Aula, ho deciso di mettermi
dalla parte degli studenti siciliani, per prima cosa, e dopo anche
dalla parte dei lavoratori della formazione professionale.
Per certi versi, Presidente, colleghi, ho cercato di non
considerare, o comunque mettere da parte, perché la priorità
appunto è combattere la dispersione scolastica, dare un'opportunità
e di studio e poi di sbocco professionale agli studenti siciliani,
e quindi per certi versi gli enti di formazione, Presidente, li ho
sempre - come dire - non considerati se sono grossi, piccoli, con
gli occhi verdi, con gli occhi azzurri, alti, bassi, gli enti di
formazione li ho sempre messi, ovviamente ricoprono anche un ruolo
importante, ma li ho sempre messi in un secondo livello. Al primo
posto ci sono gli studenti siciliani ed i lavoratori anche poi
della formazione professionale.
Signor Presidente, ho ascoltato le parole dell'assessore che dice
al riguardo al comma 5: Noi stiamo cercando in qualche modo di
migliorare l'offerta formativa, allargando la platea, mettendo un
numero massimo di quello che ho capito, di corsi
Ora, a parte, diciamo che una cosa di questo tipo, secondo me, va
concertata, perché in questi anni ho anche capito che la formazione
professionale, qualunque cosa si fa all'interno della formazione
professionale, diciamo, si deve fare in maniera delicata e
concertando con tutte le parti, e si arriva in Aula, nelle
Commissioni, dopo avere concertato con tutti, di modo tale che
quella norma risulti blindata.
Non mi è piaciuto da parte dell'assessore dire: Intanto facciamo
la norma, poi, concertiamo successivamente. . Cioè, coinvolgiamo
successivamente gli attori di questa situazione.
Veda, signor Presidente, dico per migliorare l'offerta formativa
bastava modificare il catalogo. Se noi abbiamo bisogno di più corsi
per quanto riguarda la transizione ecologica, per quanto riguarda
l'innovazione, modifichiamo il catalogo, aggiorniamo il catalogo.
Questa norma, il comma 5, dico, non riesco a capirlo, o meglio
potrebbe essere anche una norma interessante, ma se c'è dietro - e
l'assessore magari me lo potrà confermare - un'eventuale
concertazione, cioè se si è fatto un percorso in Commissione, un
percorso d'ascolto e si è arrivati qui con una norma che dice che
io ho ascoltato i vari attori e questa è una norma che fa sintesi
indipendentemente se l'interlocutore è altro basso, grosso o
piccolo.
E, quindi, signor Presidente, la richiesta, onde evitare di
inficiare l'intero articolo 5, è quella, e lo chiedo all'assessore
ed al Governo regionale, di ritirare il comma 5 ed il comma 6, di
modo tale che questi due commi possono essere, come dire,
rivalutati nelle sedi opportune, nelle Commissioni in questo caso,
possono essere affrontati con i vari attori e dopodiché possono
essere riportati nuovamente in Aula, ed in caso noi poi andremo a
valutarli, se approvarli oppure bocciarli.
Quindi, la richiesta, onde evitare dico di poi chiedere eventuali
voti per poi sopprimere i commi o sopprimere addirittura
l'articolo, la richiesta è quella di riturare i due commi per
ulteriori approfondimenti, proprio perché credo, colleghi, il
nostro focus devono essere oggi gli studenti siciliani. Noi
dobbiamo dare il massimo della qualità agli studenti siciliani, e
non dobbiamo qui discutere in Aula sugli enti di formazione.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola. Prima di dare la parola
all'onorevole Tancredi, che ha chiesto di intervenire, no, ma
onorevole Lupo, lo chiariamo direttamente qua. Quando l'onorevole
Lupo mi ha chiesto che non ritirava l'emendamento di soppressione
del comma 5, intendeva non di tutto il comma, soltanto della parte
relativa al trasferimento, perché sennò avremmo tolto tutto
l'intervento per il trasporto.
Lo sistemiamo, ho capito perfettamente qual è la volontà del
legislatore, una volta lo sistemiamo. Quindi, sono soppresse, è
soppresso il rigo che parta da iscrivere fino al rigo successivo
Regione . Quindi, soltanto tutto un rigo più una parola del rigo
successivo. Questo per chiarezza di tutti e quindi, lo facciamo con
l'emendamento 117? No, è votato così, diciamo. Perfetto.
E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha facoltà.
Scusi, onorevole Tancredi, mi sembra di avere capito che il
problema dell'emendamento, a firma dell'onorevole Foti, è risolto
per cui, scusatemi, onorevole Tancredi, le chiedo scusa, colleghi,
scusatemi.
Non avevamo votato l'articolo 23 in attesa della risposta
Bilancio, visto che la risposta del Bilancio è
favorevole votiamo distribuiamo l'emendamento. Intanto lo
distribuiamo e poi, casomai, lo votiamo subito dopo. Lo distribuite
questo, per favore.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevole colleghi, assessori.
Assessore, come lei ricorda già in Commissione Bilancio questo
articolo, precedentemente, era l'articolo 24 adesso è diventato il
22, avevo proposto una serie di rilievi su tutti i commi, in
particolare sul comma 5.
Ora questa riscrittura, di fatto, le debbo dire la verità non fuga
i miei dubbi, anzi per certi versi forse li amplia, e mi spiego
immediatamente perché. Perché, in ogni caso, la possibilità di
prevedere il tetto massimo che è una caratteristica precipua
dell'aspetto, diciamo, amministrativo trasfonderlo nella norma,
probabilmente, lo posso dire con una certa percentuale di
possibilità molto vicina al 100 per cento determinerà l'impugnativa
di questo articolo, di questo comma. Fermo restando che io posso
comprendere la necessità di ulteriormente migliorare la norma di
riferimento che, però, non posso non far notare che è una norma
che, bene o male, ha trovato il plauso un po' del mondo generale
della formazione, tra l'altro venuto un risultato, un risultato
raggiunto dopo un grande lavoro di concertazione a più livelli con
numerosissime sedute di Commissione, che hanno permesso di
approfondire al massimo le varie sfaccettature.
Quindi non vorrei che noi ci dovessimo trovare, come dire, a voler
fare un ulteriore miglioramento che poi ci trova a bloccare gli fp
che, come sappiamo benissimo, vale 85 milioni ma non ci possiamo
permettere nemmeno di ipotizzare la possibilità che questo venga
fermato e, quindi, sostanzialmente sono io
PRESIDENTE. Onorevole Tancredi, le chiedo scusa colleghi questi
interventi sono tutti interventi delicati ed importanti, c'è una
tale confusione che io non credo che l'assessore riesca a cogliere
esattamente quello che gli viene detto come? Per cui se, per
favore, facciamo un attimo più di attenzione. Prego.
TANCREDI. Tra l'altro se la ratio del comma 5 è quella un po' di
stringere le maglie, va in contrasto con la ratio del comma 6 che
tende ad ampliarla, soprattutto per quello che riguarda la
sperimentazione. Quindi io sono molto perplesso per questi due
commi, io inviterei al ritiro.
PRESIDENTE. Un attimo, ora tocca a lei, siete scritti qui.
Onorevole Tancredi, dobbiamo c'è una riscrittura come abbiamo visto
del comma 5, per cui si deve vedere quello che è scritto nella
riscrittura non quello che c'è scritto nell'originale abbiamo
distribuito l'emendamento Foti e ci siamo accertati che è coperto,
noi facciamo il lavoro per conto di tutti: dell'Assemblea, del
Governo, dei deputati, per cui almeno dateci il tempo di farli.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Non ho capito, onorevole Calderone su che cosa?
CALDERONE. Presidente, io ho una richiesta e una proposta da fare.
Questo comma ha creato e sta creando correttamente grandissime
preoccupazioni
PRESIDENTE. Onorevole Calderone, non mi faccia essere scorretto
con gli altri, c'è un elenco di
CALDERONE. La proposta è di rimandarlo in Commissione e così
PRESIDENTE. Che cosa? L'articolo il comma
CALDERONE. Il comma 5, stralciarlo e mandarlo in Commissione.
PRESIDENTE. Non è che possiamo mandare in Commissione un comma, o
mandiamo l'articolo o no. Scusatemi, continuiamo con gli interventi
e poi dopo, vediamo l'assessore che ci dice, e poi dopo decidiamo.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Intanto l'onorevole Fava ha chiesto di intervenire, su
che cosa? Quando parlate da lontano non lo capisco quello che mi
dite. Onorevole Fava, ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Vorrei
anche l'attenzione dell'assessore. Presidente, io condivido il
senso e l'intenzione del comma quinto così come è stato indicato
nel testo originario, ho la sensazione che quello che dico non
verrà ascoltato dall'assessore e cadrà nel vuoto. Assessore, devo
chiederle la cortesia di offrirmi un attimo della sua attenzione.
Appena avrete terminato.
Assessore questa riscrittura svuota il senso, lo spirito,
l'intenzione del comma 5. Perché sostituisce una parola che, di
fatto, vanifica tutto il lavoro di buona intenzione, di buon
proposito che sta nella prima scrittura, quella originaria. Perché
lei qui scrive che le procedure possono prevedere . Se al posto di
devono prevedere mettiamo possono prevedere stiamo creando una
discrezionalità totale.
L'intenzione di quel comma è quella di evitare l'accentramento in
capo ad alcuni enti, evitare utilmente così, come per altro
indicato anche nei riferimenti, nei principi di concorrenza e
proporzionalità, che qualcuno si prenda tutto il banco. Lei sa
perfettamente, perché uomo di mondo, che nel momento in cui in una
norma di legge noi togliamo il verbo devono e lo sostituiamo con
il verbo possono abbiamo rivoltato come un calzino questa norma,
che di fatto non esiste più. Perché lasciata nella libera,
volubile, interpretazione degli uffici e degli Assessorati.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
brevissimo. Ritengo che, come si evince dal dibattito d'Aula,
questa tematica comunque deve essere vorrei Assessore Lagalla
lo so
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, per favore stanno parlando
all'Assessore la prego, tutti intervengono cercando l'attenzione
dell'Assessore Lagalla. Se appena uno interviene, e un altro gli va
a parlare, è chiaro che non la potrà mai avere questa attenzione.
Prego.
LO GIUDICE. Grazie Presidente. Assessore Lagalla, con lei in V
Commissione, siamo riusciti sempre, non ultimo la scorsa
finanziaria, ma anche in questa, a fare un ottimo lavoro, frutto di
una sintesi e di una grande collaborazione che nella V Commissione
abbiamo sempre ritrovato.
Rispetto a questo emendamento, sia a quella che era la stesura
originaria, ma anche alla modifica con la riscrittura riproposta
con l'emendamento 22.50, ci sono delle forti perplessità da parte
di un po' di tutti. Ma lo vede anche dall'elenco onorevole
Caronia, mi consenta di avere l'attenzione dell'Assessore Lagalla
ma lo vede anche da quelli che sono i soppressivi presenti.
Per cui, essendo la tematica sicuramente delicata, peraltro
essendo la tematica oggetto di una norma approvata lo scorso anno,
quindi neanche tanto lontano, credo che sia più giusto ed opportuno
che la discussione venga affrontata in V Commissione. Questo ci
consentirà di poter capire quali sono le esigenze di tutti, dei
piccoli, dei grandi, dei medi, perché è giusto che noi affrontiamo
e consideriamo le esigenze di tutto il mondo della formazione
professionale, ma sicuramente, all'interno di quella che è la
finanziaria, andare così ad entrare in questa situazione rispetto
ad una norma approvata l'anno scorso, diventa estremamente
complicato.
Per cui credo che sia sicuramente auspicabile da parte sua il
ritiro del comma 5, che ci consentirebbe poi, con calma, e con
quella che è la necessaria valutazione, da fare nell'ambito della V
Commissione, per altro sentendo le parti, e quindi avendo una
contezza maggiore di quella che è la situazione che si vuole
affrontare. Io non sono né per favorire uno, né per favorire un
altro. Non mi sono mai occupato della formazione professionale, non
è una cosa che mi appassiona tanto. Però quello che le voglio dire
è che credo sia necessario un approfondimento da parte di tutti.
Anche per evitare degli scontri all'interno dell'Assemblea, che non
giovano a nessuno. Grazie signor Presidente.
PRESIDENTE. Scusatemi, è inutile che diamo la parola ad altri se
prima l'Assessore non dà la sua disponibilità a sopprimere il comma
5. Noi non possiamo mandare un comma in Commissione, si manda una
legge in Commissione o, al limite, un articolo che può diventare
legge, non un comma.
Per cui quello che noi possiamo fare, scusatemi colleghi,
onorevole Calderone, anche in risposta a quello che lei diceva
onorevole Turano stiamo parlando con l'Assessore onorevole Turano
sto parlando con l'Assessore
Ma veramente c'è un minimo di logica nelle cose che si fanno
Mentre stiamo parlando lei ci va in mezzo Allora all'Assessore io
posso chiedere solo se sopprimiamo il comma 5. E poi lo
ripresentiamo in un altro momento come lei ritiene. Mandare in
Commissione il comma 5, io non posso. Per cui, se lo togliamo, poi,
può essere pure che, da qui a fine finanziaria, si trova un accordo
e lo si reinserisce con un emendamento successivamente, ma se noi
vogliamo votare l'articolo, dando ragione a quello che dicono i
nostri colleghi, dobbiamo togliere il comma 5. Non lo possiamo né
mandare in Commissione, né altro. Faccia, quindi, un intervento e
vediamo di capire
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, comprendo che possa esservi qualche riserva
rispetto ad un principio che viene posto ma, che viene posto,
ratione materiae. Vorrei, prima di ogni cosa, ricordare
all'onorevole Di Paola che il catalogo dell'offerta formativa non
esiste più dal 2002. E che, evidentemente, l'accesso degli enti
alla richiesta dei corsi per i profili è lasciato, nei fatti, alla
libera scelta degli enti, i quali in moltissimi casi ripropongono
corsi che sono, quasi sempre, l'uno la copia dell'altro.
Noi non riusciamo, quindi, ad incidere in maniera corretta, in
maniera adeguata ad una modificazione dei profili formativi, perché
l'interesse che lei ha verso i giovani della Sicilia, mi creda,
almeno in misura pari sono presenti in chi le parla, ma devo dire
che il punto fondamentale è che non riusciamo a curvare i profili
formativi verso nuove professioni e nuove competenze.
Questo è il tema essenziale e serve ad identificare anche le
riserve tematiche che abbiamo messo, su giusta sollecitazione
dell'onorevole Laccoto, in corso della discussione in V
commissione.
Vi è stata concertazione, perché questa norma è passata da una
lunga disamina della V Commissione che l'ha approvata e, poi, da
una revisione ed integrazione in II Commissione.
Rispondo all'onorevole Fava, il possono non è una via d'uscita.
Il possono è una segnalazione, tant'è che l'avevamo proposta con
entrambe le soluzioni, optando poi per il più, diciamo, convincente
devono , ma il possono è legato spesso all'entità del, perché
siccome riguarda, erga omnes, tutti i provvedimenti, tutti gli
avvisi e tutte le circolari, molto dipende dal monte finanziario o
dal semplice avviso e dalle abilitazioni che gli enti hanno ad
entrare in un determinato avviso.
Mi è stato, quindi, fatto rilevare che, in alcuni casi, questo
potrebbe determinare, diciamo, un effetto peggiorativo rispetto a
quello che si vuole evitare, o per numero di enti partecipanti o
per tipologia degli avvisi.
E' chiaro che è la volontà politica e la volontà amministrativa
che guida in queste cose.
Bene dice l'onorevole Di Paola richiamando ancora una volta il
tema della concertazione ma, proprio la modifica del comma va in
questa direzione, perché l'accordo viene trovato all'interno del
comitato per le politiche regionali della formazione professionale,
che è previsto dall'articolo 17, della legge n. 23 del 2019, la
quale legge trova, in quel comitato, la presenza di tutte le
rappresentanze degli enti di formazione e delle organizzazioni
sindacali, il che, evidentemente, tutela, come sua preoccupazione,
tanto l'aspetto dei lavoratori quanto gli aspetti della formazione
nel suo complesso.
Ritengo che sia cosa ingiusta, quella di perpetuare vicende,
consentitemi, vergognose sul piano etico, come quella dell'Avviso 8
nel quale pochi soggetti concentrano risorse che valgono il 75, 80
percento dell'intera massa disponibile, sarebbe come essere
d'accordo sul fatto che l'uno percento della popolazione
distribuisce tra sé il novanta percento delle risorse esistenti,
ecco perché io ho il dovere di riproporla così corretta, tenendo
assolutamente in cura e in attenzione il profilo della
concertazione, della competitività e, ovviamente, della
proporzionalità che è quella che preoccupa gli enti, diciamo che il
cambiamento normalmente non lo vuole nessuno, dicono gli
anglosassoni che lo vuole solo un bambino bagnato , ecco, io credo
che possiamo essere in una età adulta nella quale accettare qualche
cambiamento oltre che di forma, di sostanza.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Lagalla. Ha facoltà di parlare il
Vicepresidente, onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, volevo
fare una aggiunta, se mi permette l'assessore Lagalla, alla sua
esposizione. Come nasce questo percorso formativo? Nasce attraverso
una delibera di Giunta del 2006 con cui venivano individuati una
serie di enti in Sicilia che erano abilitati a fare questa
esclusiva formazione, che è diversa rispetto alla ex 2476, perché
questa ha soldi che praticamente ricevono regolarmente dal Miur
ogni anno, e i ragazzi e i docenti che frequentano questi corsi
hanno un particolare riconoscimento di punteggio ai fini della
graduatoria del Miur.
Questi enti, che erano tanti, alcuni sono andati in malora, non
sto qui a spiegare le ragioni, e sono rimasti di fatto soltanto tre
enti che gestiscono l'ottanta, novanta percento della formazione in
Sicilia, questo è il tem,a e la norma non fa altro che dall'anno
scorso ad allargare e a tendere a una concorrenza in termini di
tipologia di corsoalità, in termini di offerta formativa e, se mi
permettete, in termini anche di essere un po' tutti più liberi
affinché ci sia una formazione all'altezza della situazione. Questo
è il tema Rispetto a questo tema l'anno scorso si è fatto, due
anni fa anzi, non solo allargamento con legge, perché giustamente
la Giunta, a che titolo modificava un atto del 2002 e 2006, quali
erano le ragioni? E si è pronunciato il Parlamento e il Parlamento
ha fatto questo indicando anche un percorso, ecco, che portava
all'aprirsi di inclusione di altre enti di formazione che in questi
due anni hanno dimostrato tutta la loro validità.
E, allora, con questo emendamento si apre una libera concorrenza
che ovviamente è sempre calata con la contestualità, dice
l'assessore Lagalla, per iscritto, non a parola, sentito il
Comitato per le politiche regionali della formazione professionale
di cui all'articolo 17 della presente legge, cioè attraverso gli
enti stessi che sono lì dentro, per cui i tre enti non potranno
fare la parte del leone come hanno fatto sempre ma ci sarà e credo
che questo sia nell'intendimento del Governo di rispettare chi ha
acquisito una certa professionalità ma anche di fare in modo che
questa formativa sia la più ampia possibile e la più concreta
possibile.
PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, scusatemi, io credo che da
tutti gli interventi mi sembra di capire che l'obiettivo è
abbastanza comune a tutti, perché se ci fosse un fatto ideologico
io voglio che la faccia tutta una sola società di formazione,
mentre gli altri vogliono che la fosse distribuita tra tanti,
capisco che ci sarebbe un problema, ma qui mi sembra di capire che
è ovvio, peraltro, come è ovvio, che l'allargamento di queste
scuole di formazione, di questi enti di formazione è quasi
obbligatorio, oserei dire, perché non ci può essere un grande
importo destinato a due o tre o a cinque soltanto.
E allora voglio capire, piuttosto che mettere a rischio
l'articolo, assessore Lagalla, se c'è qualche cosa che forse vale
la pena chiarire però e, quindi, evitare o sì o no, ma trovare un
minimo di accordo, secondo me, è la cosa migliore per cui la mia è
una proposta che faccio all'assessore e all'Aula, ma prima di tutto
al Governo che l'ha presentato, forse se valesse la pena
accantonarlo e lo riprendiamo domani mattina, domani pomeriggio,
dopo un'ora, perché rischiare di farlo sarebbe un danno se fosse
bocciato, quindi vorrei evitare che questo potesse avvenire, e
quindi nell'accordo un po' di tutti trovare una soluzione condivisa
ecco.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Presidente, a nome del Governo ovviamente non ho alcuna difficoltà
a confrontarci ulteriormente su questo articolo per cercare di
proporre
PRESIDENTE. E' un argomento troppo importante che in Sicilia è
stato un argomento derimente su mille problemi che ci sono stati, e
quindi se si potesse trovare un accordo condiviso, in modo che si
possa cominciare a fare cose meglio di come sono state fatte nel
passato, senza che nel passato lei c'entri minimamente, stiamo
parlando di un vecchio di un altro passato, probabilmente .
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Presidente, una volta che lei fa una proposta, che diciamo non può
che essere, anche in questa circostanza, diciamo seguita, e che
consente un allargamento ulteriore del dialogo del dibattito, noi
siamo d'accordo ad accantonare momentaneamente il comma cinque a
valutare
PRESIDENTE. Accantoniamo l'articolo, perché tanto non lo potremmo
votare senza il comma cinque, se volete mi faccio carico io stesso,
anche domani mattina se volete, di fare una riunione dei Capi
gruppo con l'assessore, perché si possa trovare una soluzione
condivisa che accontenti tutte le parti, quindi facciamo così
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Va bene.
PRESIDENTE. E farò arrivare a tutti i Capigruppo una comunicazione
per domani, se l'assessore è disponibile l'orario lo scopriremo per
poterlo fare.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Presidente, sulla sua
proposta nessuna obiezione, purché sia chiaro quello che noi
andremo a concertare domani e poi a votare, è un ordine del giorno
o una norma di legge.
Perché se è un ordine del giorno, noi possiamo prevedere una legge
che abbia anche la sua area la sua discrezionalità e impegna il
Governo a, ma se noi non intendiamo impegnare questo Governo, ma
prevedere che tutti i Governi da domani in poi devono prevedere ciò
che è nello spirito di questa norma, la differenza tra il verbo
potere e il verbo dovere ...
PRESIDENTE. Sono personalmente d'accordo con lei.
FAVA. Quello è un ordine del giorno ...
PRESIDENTE. Sono personalmente d'accordo con lei, perfetto per cui
domani, quando ci riuniamo per vedere di trovare una soluzione,
credo che da parte mia ci sarà una spinta perché si possa arrivare
a questo tipo di risultato, quindi accantoniamo l'articolo 22 e
dobbiamo votare l'emendamento Foti.
Benissimo l'emendamento voi l'avete avuto, si l'abbiamo
distribuito onorevole Zafarana il 23.25, perfetto prima
dell'intervento dell'onorevole Laccoto c'è un sub che prevede, in
modo che lo valutiamo diciamo insieme, che prevede che al posto di
trasporto marittimo ci sia scritto trasporto del personale poi
se uno, non so se ci siano treni che arrivano a Lampedusa, ma
diciamo che se non è marittimo, ma ci possono pure aerei, ci può
essere pure quello aereo per cui va bene così perfetto.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, guardi noi ci
troviamo molte volte a presentare emendamenti nell'interesse di una
zona eccetera, il problema è partendo da io non sono assolutamente
contrario ma quando si raddoppiano le istanze le risorse economiche
per le scuole delle isole minori, si tolgono ad altre scuole ora il
problema del trasporto del personale non è solo per le isole
minori, vi sono dei docenti che partono da Messina e vanno a
Capizzi, vi sono dei docenti che da Messina partono proprio anche
vanno ad Agrigento, il problema qual è il problema è che noi
quando facciamo questi emendamenti non possiamo fare la guerra dei
poveri, dobbiamo tentare di capire a che cosa andiamo incontro,
quando noi togliamo queste risorse le togliamo ad altre scuole,
così come noi quando parliamo di altre risorse..
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, le chiedo scusa se la interrompo,
perché siccome era il motivo per cui io avevo fatto l'obiezione e
volevo una copertura specifica per questo
LACCOTO. Ma la copertura è dell'ambito del capitolo non è extra.
PRESIDENTE. Ascolti. Siccome mi è stato detto - scusi, mi ascolti
un attimo - siccome la copertura è nell'ambito del capitolo, ci
siamo informati, prima con l'assessore, che ha detto che sarebbe
stato sufficiente, poi direttamente con gli Uffici di bilancio, per
sapere se all'interno del capitolo ci sono le risorse per l'uno e
per gli altri, perché è chiaro che non devono essere tolti a
nessuno. Per cui, per quanto mi riguarda, oggi stiamo votando un
emendamento coperto, cioè non a scapito di un altro viaggiatore.
LACCOTO. Presidente, io ho l'impressione che ognuno qui cerchi
giustamente, ma dobbiamo avere una visione generale della Sicilia.
Mi riferisco, per esempio, anche al discorso dell'acquisto degli
immobili delle scuole superiori, ma tutte le province hanno il
problema degli immobili, degli acquisti delle scuole superiori.
Ora, vedere arrivare qui, improvvisamente, facciamo questi
emendamenti senza avere una visione complessiva e globale
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, devo intervenire, la visione
l'abbiamo ottenuta noi. Abbiamo chiesto le informazioni e ci hanno
detto che è coperto, sennò non l'avremmo fatto, non l'avremmo
passato. L'assessore ha detto che è coperto, ha detto come è
coperto, noi ci siamo informati per capire se nel capitolo c'è
questa disponibilità, c'è la disponibilità e poi sarà un problema
dell'Assessorato, non è che ci possiamo fermare, perché
l'emendamento è stato presentato ed il Governo ha comunicato che è
coperto, punto. Per cui non stiamo lì a cercare i peli nell'uovo,
sennò non ne usciamo più.
Per cui, pongo in votazione prima il subemendamento 23.25.1,
quello col trasporto del personale.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 23.25 così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 23 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Abbiamo accantonato l'articolo 22, di cui però - Assessore, se non
sbaglio - diciamo che nel suo interesse l'abbiamo già quantomeno
esaminato, non votato ovviamente, ma esaminato, e quindi è il punto
5 su cui domani ci dobbiamo confrontare, farò sapere ai Capigruppo
a che ora.
Si passa all'articolo 8, è arrivata la riscrittura del Governo,
quindi possiamo riprendere l'articolo 8, che avevamo accantonato
ieri, era quello della BEI per intenderci.
Assessore, è arrivata la riscrittura dell'8, per cui lo possiamo
affrontare. Certamente sì, mi dice l'assessore, e quindi
distribuiamo la riscrittura dell'articolo 8.
Assessore, riscrive tutto, non ci sono più commi, è tutto un unico
comma, sostituisce tutto l'articolo 8, benissimo.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Aveva chiesto l'onorevole Di Caro di parlare, Di Caro
soltanto. E allora, prego, se l'onorevole Di Caro è così cortese da
cederle la parola, assolutamente ne siamo tutti contenti.
CARONIA. Grazie Presidente, grazie, onorevole Di Caro per la
cortesia. Semplicemente una valutazione, così in merito alle
coperture. Poiché nella precedente stesura, seppure diversa, le
coperture finanziarie erano state emendate dallo stesso Governo in
un emendamento che era parte del testo, vedo che adesso ritornano,
vorrei capire la ragione per la quale in prima versione si era
pensato di far fronte con duecento migliaia di euro, adesso invece
si ritorna cinquecento, rimettendo la copertura dei trecento mila a
discapito della SAS.
Poiché si tratta di un capitolo dedicato alla SAS, che si occupa
di assistenza tecnica, poiché oggi quello che viene maggiormente
lamentato all'interno della Regione, è quello di aver necessità di
un supporto di assistenza tecnica all'interno della macchina
amministrativa, e poiché la Sas è un'attività che svolge da poco,
attraverso una convenzione, e questa convenzione viene appunto
soprattutto viene svolta all'interno dell'Irfis, che in qualche
modo, come tutti noi sappiamo, abbiamo individuato nella scorsa
finanziaria come soggetto che poi distribuisce, valuta le proprie
richieste che abbiamo individuato l'anno scorso a valere sui fondi
Poc e sui fondi extra regionali, proprio per venire incontro alle
esigenze Covid.
Allora io dico, qual è la logica per la quale depauperare la SAS
di 300 mila euro proprio in quella convenzione che riguarda
l'assistenza tecnica, visto che la necessità l'abbiamo rinvenuta
tutti e da più parti, e quindi perché il cambiamento di rotta da
parte del Governo che, in una prima versione aveva emendamento il
testo togliendo queste 300 mila euro, e lasciando soltanto 200
mila.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Mauro. Aveva
chiesto prima di parlare.
DI MAURO. Signor Presidente, intervengo perché ieri con
l'assessore Armao ci siamo più volte confrontati su questo
articolo, e non ci siamo capiti. Ritorno su alcune questioni che a
mio parere sono fondamentali.
La prima questione è la destinazione di questo fondo e a che cosa
serve. La legge è indirizzata verso le start up con delibera di
Giunta regionale, la n. 474 e le risorse sono destinate alle
piccole e medie imprese, il cui importo massimo deve essere di euro
800 mila. I prestiti dovranno essere concessi a tasso zero e avere
la durata massima, come ha detto ieri l'Assessore, di 20 anni, e
che il 50 per cento delle risorse finanziarie disponibili devono
essere riservate alle imprese della filiale turistica.
Bisogna capire qui se dobbiamo revocare, se la Giunta deve
revocare, Presidente Musumeci, per favore. Se la Giunta deve
revocare la delibera oppure se noi dobbiamo cambiare la legge,
perché la destinazione delle risorse che rientravano dal Por
2007/2013 fondi extra regionale 2014/2020 avevano una destinazione,
come ho detto pocanzi, e lo ripeto, destinati alle start up.
Parlare di Confindustria con le start up credo che sia, non voglio
dire ultroneo, ma comunque inutile perché certamente, se mi
permetto, non può una delibera di Giunta cambiare legge. E quindi
in questa sede abbiamo la possibilità di correggere, e ci dica il
Governo quello che vuole fare.
Per quanto ci riguarda, o si revoca la delibera, oppure si sistema
la legge. Perché noi dobbiamo spendere, Presidente Musumeci, quello
che dice il Governo, per quanto mi riguarda sta bene. E qui c'è un
limite di 800 euro che ritengo sia poi ci sono praticamente le
ragioni dell'impegno di spesa che sono di circa, io non so qual è
il costo. Il Governo dice che costa 500 mila euro, e dice sono i
costi sostenuti per la traduzione esterna dei documenti necessari
per lo svolgimento dell'attività del fondo, ai sensi del precedente
accordo etc. e poi i costi derivanti dalla gestazione del presente
accordo e dal trasferimento dei fondi alla Regione siciliana, e
qualunque altro soggetto designato dalla Regione siciliana a tal
fine.
Terzo i costi relativi all'audit esterno del fondo dei fondi e
altri impegni audit, i costi associati a controversie riguardanti
strumenti finanziari oggetto di accordo, e gli altri costi di volta
in volta inclusi tra le spese di comune accordo tra la Be e la
Regione. Allora io pongo al Governo una domanda molto semplice. Noi
abbiamo il dovere di recuperare risorse, e credo che se noi
riusciamo a quantificare queste somme che in questo momento il
Governo quantifica in 500 mila euro. Non ho ben compreso se vanno a
garanzia, per tre anni, è scritto. Premesso che c'è un emendamento
del Governo che parla di 300 e ora ritorna a 500. Ma al di là di
questo, se il Governo dice che costa 500 io ho il dovere di credere
al Governo che attesta che ci vogliono 500 mila euro.
Ma, al di là di questo, la domanda che avevo fatto all'inizio -
per la quale non ho avuto alcuna riposta - è se questo fondo di cui
il 25 per cento serve a coprire, in buona sostanza, - credo da
decifrare se sono le Start up, se sono le piccole imprese - il
resto del fondo, gli altri 50 milioni, che cosa sono destinati a
coprire.
E' una domanda, credo, legittima che, come Parlamento, vogliamo
sapere.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, colleghi, io propongo di ritornare
alla formulazione precedente dell'articolo 8 e bocciarlo con
dignità. Perché ieri era scritto meglio.
Non è che riformuliamo gli articoli come l'oroscopo.
Ora non si capisce quasi nulla, parla, continua a parlare sempre
di banche, ma la domanda: Un'impresa iscritta al CRIF, per cui
non potrebbe nemmeno entrarci in banca, può avere sostegno ed
aiuto? Sì o no? Un'impresa, che non ha nessun tipo di titolo per
ottenere un credito dalle banche oggi e riceve continuamente
telefonate dalle banche per motivi diversi da quelli di ottenere di
un credito, può avere un sostegno? Sì o no? .
Se la risposta è no, ne prendiamo atto e andiamo avanti, ma non si
può continuare a prendere in giro l'Aula e chi è fuori da
quest'Aula con questi emendamenti ed articoli, scritti con le
modalità di un oroscopo
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, le debbo chiedere, intanto, se è
possibile eliminare quest'impalcatura perché, a mio modesto avviso
- non sarò una virologa - questa impalcatura così chiusa mantiene
più facilmente virus e batteri in questo ambito. E, siccome non si
sente niente, e siamo qui costretti ad abbassare la mascherina per
sentirci, diventa ancora più pericoloso.
Io non capisco il genio della lampada che ha voluto metterci
maggiormente a rischio; chi è?
Ieri ho ascoltato con attenzione l'Assessore Armao, e ne ho
condiviso la volontà di sostenere le piccole e medie imprese che,
oggi, hanno difficoltà ad accedere al credito.
Ma quello che io non capisco è che, poi, le parole e l'auspicio
non sono tradotte né nella norma che stiamo approvando, né nella
normativa di riferimento che, giustamente, l'onorevole Di Mauro ha
poc'anzi riportato, e che io mi ero presa la briga di andare a
verificare, e che sono esattamente come il Presidente Di Mauro ha
detto.
Se la volontà è quella di fare un fondo che garantisca il rischio
e permetta alla banca che chiuderà la convenzione Se la volontà
politica del Governo Musumeci è quella di costituire un fondo per
dare la possibilità alle piccole e medie imprese, che non hanno una
solidità tale da avere prestito con facilità da una banca, e
consentire così alla banca di aprire le maglie e, quindi,
permettersi con più leggerezza di dare prestiti perché sono coperti
da quel fondo, allora io sono assolutamente d'accordo ma non ne
vedo garanzia in questa norma scritta che la finalità sia
rispettata.
Perché non vorrei che, piuttosto, poi, questo fondo venga
banalmente utilizzato semplicemente a garantire qualche banca da un
rischio d'impresa che è normale ma nulla arrivi alle imprese
piccole e medie che, invece, debbono avere la possibilità di
richiedere credito senza quelle garanzie che ad oggi, e purtroppo
dopo questa norma, secondo me, anche da domani le banche
continueranno a chiedere - sia essa, non so quale era, Banca
Intesa che chiuderà la convenzione con la BEI e con la Regione
siciliana, come ha detto ieri nell'interlocuzione l'Assessore
Armao, io voglio essere rasserenata che questo fondo sia utilizzato
proprio per permettere alle piccole e medie imprese che non hanno
solidità, in questo momento, di accedere ai prestiti con più
facilità. Questa norma non mi dà questa certezza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà. Onorevole Cracolici lei rinuncia?
CRACOLICI. No
PRESIDENTE. Io ci speravo.
CRACOLICI. Devo dire che l'onorevole Savarino, Segretario,
l'onorevole Savarino ha assolutamente ragione perché questo
parapetto qua è un effetto, diciamo, indotto di virus che ci
trasmettiamo in meno di mezzo metro quadrato, quindi forse è meglio
levarlo.
Presidente, io ho visto la riscrittura, capisco la tecnica
legislativa, dire le stesse cose dicendole in maniera diversa.
Allora, io voglio essere sintetico, per me non è in discussione
che ci possano essere 25 milioni del fondo Jeremie da utilizzare a
favore delle imprese per ristrutturare debiti, tutto quello che si
vuole, tutto quello che possiamo fare per le imprese facciamolo, ma
la mia domanda rimane quella che ho fatto ieri credo, quando ne
abbiamo parlato, questo milione e mezzo - perché il tema non sono
i 25 milioni - questo milione e mezzo che la Regione per attivare
lo strumento che sono i fondi Jeremie li mette dal proprio bilancio
che non c'entra nulla con i fondi Jeremie, questo milione e mezzo a
cosa deve servire? Per cui si parla di oneri della Convezione, ma
la Convenzione di cosa? Cioè se noi stiamo mettendo a disposizione
25 milioni a favore della BEI che cofinanzia lo strumento
finanziario per intervenire, ma da quando in qua noi dobbiamo
utilizzare nostre risorse per attivare uno strumento finanziario?
Tranne che non ci siano oneri connessi alla gestione finanziaria,
che con tutto il rispetto dovrebbero stare dentro il fondo stesso,
cioè all'interno del fondo, laddove ci dovessero essere costi per
l'istruttoria, eccetera, lo si finanzia all'interno del fondo.
Ma io non ho mai visto che attiviamo un fondo e per attivarlo
dobbiamo metterci risorse aggiuntive che non ho ancora capito a chi
e a cosa servono; ecco perché io continuo a ripetere, visto che
questa norma è stata già bocciata due volte dall'Aula, nelle due
precedenti finanziarie e ritorna pedissequamente, siccome ad oggi,
anche ascoltando in questi giorni l'Assessore non l'ho capito,
perché parliamo delle imprese, Confindustria, tutti sono
mobilitati, si tranquillizzi Confindustria, da parte mia non 25, ma
250 milioni a favore delle imprese, se li potessimo utilizzare.
La domanda è un'altra però, la domanda è il trucco che sta dentro
questa norma e rispetto a questo trucco che non è ancora svelato ed
è la ragione per la quale io ritengo che questa norma debba essere,
come diceva il collega anche con una battuta efficace, debba essere
bocciata, senza pasticci, scrivendola come si vuole, ma questo è un
punto su cui nessuno può pensare di prendere in giro un Parlamento
non specificando le cose di cui parliamo.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Amata. Ne ha
facoltà. Poi, si prepari l'onorevole Dipasquale.
AMATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, fermo restando che
ritengo che l'intera Aula, cioè ognuno di noi, ogni singolo
parlamentare, compreso il Governo, vogliamo e desideriamo aiutare
nel miglior modo possibile le nostre imprese, le nostre aziende, su
questo, penso che non c'è bisogno di fare altra chiarezza, però,
rispetto a quest'articolo oltre i dubbi sollevati dalla collega
Savarino, che faccio miei, anche perché l'esperienza, anche
nazionale, di quando si disse che le banche dovevano aiutare le
imprese, poi alla fine le banche non davano assolutamente alcun
finanziamento alle imprese, ma le hanno lasciate, o quanto meno,
prima dovevano rientrare dalla scopertura che avevano e, poi,
forse, probabilmente, avrebbero dato quei soldi invece necessari ad
avere un minimo di ossigeno.
Detto questo, quello che non riesco a comprendere, fatta salva la
questione che la convenzione deve essere fatta con la BEI, in
quanto trattasi di fondi europei, questo è chiarissimo, l'ha
spiegato, però, qua da un lato dice che gli oneri di gestione
derivanti dalla convenzione si pagano attraverso il fondo stesso,
dall'altro, però, dice Per garantire l'avvio della convenzione,
dobbiamo prevedere una spesa annua di 500 mila euro , ma la
convenzione si attiva una volta, perché noi stiamo prevedendo 500
migliaia di euro per il 2021, il 2022 e il 2023? Cioè, questo è un
altro quesito a cui, probabilmente, lei riuscirà a dare risposta.
Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha
facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore...
(interruzione fuori microfono)
LO GIUDICE. Prego, collega.
PRESIDENTE. Ha già parlato lei, o no?
LO GIUDICE. Grazie signor Presidente, Assessore, onorevoli
colleghi, io, rispetto a quest'articolo 8, l'unica cosa di positivo
che individuo è la finalità, la finalità è meritoria, è giusta, è
utile perché nessuno qua dentro può essere contrario a sostenere le
piccole e medie imprese, qualunque esse siano, fossero cento,
fossero mille, penso che tutti le vogliamo aiutare, però, se noi
leggiamo l'articolo 8 per com'era scritto si capisce ben poco, se
guardiamo la riscrittura siamo di male in peggio
Io l'ho fatto un mutuo BEI, con il mio comune, ho avuto anche
questa fortuna, non ho pagato nulla. Mi chiedo, perché la Regione
deve pagare 500 mila Euro ogni anno? Cioè, se io l'ho fatto come
piccolo comune, modesto, una cosa da niente, un comune di diecimila
abitanti, cioè la Regione, che mette in circolo, in moto, qualcosa
come venticinque milioni, non capisco perché per tre anni deve
pagare 500 mila Euro l'anno e, quindi, un milione e mezzo di fondi
propri di un bilancio che già sappiamo essere risicato sotto tutti
i punti di vista.
Ora, la finalità è meritoria e va sicuramente premiata, però,
dobbiamo trovare le formule giuste, le modalità giuste per dare
risposta alla Sicilia ed ai siciliani, ma non con strumenti di
questo tipon peraltro le perplessità in merito all'articolo 8 sono
state sollevate in maniera ampia da parte di tutti i Gruppi
politici, è assurdo, signor Presidente, che noi ci ritroviamo di
nuovo qui, oggi, a discutere la stessa cosa di quella che abbiamo
trattato ieri, perché qua alla fine non è che noi stiamo per
riscaldare la sedia
Noi cerchiamo in qualche modo di dare risposte alla Sicilia ed ai
siciliani, ma quando ci ritroviamo con una riscrittura che è peggio
della prima e che sostanzialmente non cambia nulla, ma soprattutto,
mi permetto di dire, con nessuna risposta alle domande ed agli
interrogativi che vengono posti.
Io, signor Presidente, esigo e pretendo che rispetto ai dubbi che
noi solleviamo, che un parlamentare solleva, ci devono essere delle
risposte serie e concrete, non siamo al mercato, e continuiamo
invece ad essere nell'ambito della finanza creativa, caro
Presidente.
L'ho detto l'altro ieri e lo ribadisco anche oggi: non esiste che
un parlamentare chieda delle spiegazioni, anzi mi permetto di dire
non esiste che l'intera Aula chieda spiegazioni su un intero
articolo dalla A alla Z, ed ogni volta non viene data nessuna
risposta.
Perché, altrimenti, significa venire qui, alzare la mano e
andarsene. Io non vengo qui per alzare la mano, io vengo qui per
sostenere tutte le buone iniziative che stiamo portando avanti e
che tutti vogliamo portare avanti, ma non è possibile che ogni
volta ci ritroviamo in situazioni di questo tipo ed in Commissione
risposte non ne abbiamo, ed in Aula risposte non ne abbiamo Ma
insomma Se questo è modo di legiferare, ditelo chiaramente,
portateci un pacchetto, e dite questo è', noi lo dobbiamo
approvare così e lo facciamo, per carità. Come i muli Ma io non
sono disponibile, io chiedo che ci siano le conoscenze giuste per
approfondire la materia, se poi dobbiamo invece andare dritti come
i muli, allora andiamo dritti votiamo E basta, non discutiamo più
E così una volta che votiamo ci rendiamo conto di quella che è la
situazione, perché è normale che poi, giustamente, l'Aula si
manifesta in maniera contraria, come si può manifestare rispetto a
dieci dubbi che vengono sollevati e a nessuna risposta che viene
data. Si manifesta in maniera contraria.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Allora sono iscritti a parlare
l'onorevole Lentini, Di Paola, Dipasquale, Savona, che mi ha
chiesto di intervenire in qualità di presidente della Commissione,
Zafarana è davanti all'onorevole Grasso. Era prima ma mi aveva
detto dal banco che aveva rinunciato. Ho capito, era una
considerazione.
SAVONA. Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, assessori. A seguito del dibattito
è emerso che abbiamo toccato un capitolo che riguarda la SAS,
vorrei, prima di continuare, accertarmi che, siccome è un capitolo
che riguarda i pagamenti degli stipendi se ci sono le disponibilità
per cercare di portare quindi direi di accantonarlo e poi
ricominciare
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati. Io non credo che la proposta del presidente Savona possa
essere, in questo momento, risolutiva di un nodo che dobbiamo,
necessariamente, sciogliere, è inutile nascondere la sabbia sotto
il tappeto.
C'è una domanda precisa che emerge dall'Aula e a questa domanda
bisogna dare una risposta. Se tutti siamo d'accordo sul fatto che
occorra utilizzare questo strumento che la BEI mette a
disposizione, d'accordo con la Commissione europea, a favore delle
piccole e medie imprese, non sempre bancariamente credibili, e che
questo strumento debba essere affidato alla gestione della Banca
Intesa, il tema qual è? I 500 mila Euro che la BEI ha preteso in
sede di convenzione a che cosa servono? Siccome la riposta che ha
dato la BEI è altrettanto generica, quanto quella che ha fornito il
Governo, perché non possiamo avere creatività sulle cose che non
reggono, io credo sia opportuno inserire nella norma la condizione
che ogni sei mesi venga fornito alla Regione siciliana, quindi al
Governo che si impegna di trasmettere al Parlamento, un report
sull'utilizzo dei 500 mila Euro, ogni sei mesi, in modo che
l'Assemblea possa essere partecipe, se sono traduzioni, se sono
amici del giaguro', se sono consulenze ai compari, consulenze ai
nipoti. Io credo che questa sia una garanzia dal punto di vista
della trasparenza, a patto che venga inserita e formalizzato nella
norma.
Io concordo, e tutto il Governo concorda, sulla necessità di avere
contezza dell'utilizzo dei 500.00,00 Euro. Attenzione, che dice la
BEI in sede di convenzione? Metteteli a disposizione ma non è detto
che li utilizziamo, o che li utilizziamo per intero, quindi, può
darsi che per i primi sei mesi, per i secondi sei mesi, per i terzi
sei mesi, di quei 500 milioni non venga toccato un Euro.
Questa è la proposta, signor Presidente e colleghi e deputati, che
io mi permetto di fare a nome dell'Assessore per l'economia e a
nome del Governo per uscire fuori dalla condizione di stallo in cui
sembriamo esserci addentrati, in modo che così allontaniamo ogni
sospetto, perché il sospetto è legittimo conoscendo la storia di
questa Regione e nessuno, più di me, vi può dare ragione, e sono
convinto che bisogna finalmente cambiare passo.
Questo è un metodo che davvero condivido e condividiamo tutti.
Oltre non possiamo andare altrimenti dite che l'intervento non può
essere fatto, ma diciamolo con chiarezza, siccome non mi sembra
essere questa la volontà di tutti i Gruppi della maggioranza e
dell'opposizione.
Se su questa proposta troviamo l'intesa possiamo votare e andare
avanti. Grazie.
PRESIDENTE. Presidente Savona, lei insiste sull'accertamento? Per
capirlo andiamo avanti.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
ieri avevo dato una soluzione: ai 200 milioni di Euro previsti per
la spesa e per dare la possibilità ai tanti, alle società che sono
rimaste senza un Euro, abbiamo previsto 200 milioni per i ristori,
e io avevo detto la mia proposta che era quella di aggiungere
questi altri 25 milioni di Euro ai 200 così diventano 225.
Ora, siccome ho fatto uno studio particolare riguardo a questi 25
milioni di Euro e vi dico come stanno le cose esattamente. Questi
25 milioni di Euro vengono da JESSICA e JEREMIE, è un progetto
della Comunità europea che risale a circa 10 anni fa, questi soldi
la Comunità europea, appunto perché sono stati spesi - e bene,
allora -li ritorna alla Regione siciliana, quindi, questi 25
milioni di Euro sono regionali, sono soldi regionali.
Se noi diamo la possibilità alla Banca Centrale Investimenti che
poi deve rigirare alla Banca Intesa e poi deve andare a scegliere
quali sono le ditte, le società che non possono accedere al credito
che ancora non si capisce perché non è stato contabilizzato il
numero, non si capisce il numero esatto di queste società che ne
hanno bisogno, praticamente noi che cosa facciamo oggi con questo
emendamento, con questo articolo? Questo articolo stabilisce che
500 mila euro saranno destinati per ogni anno per girarli appunto
alla Banca Centrale per gli investimenti che poi a sua volta li
deve girare. Ma vi rendete conto dove siamo arrivati? Dobbiamo
gestire 25 milioni di euro scusate io sto cercando di portare un
contributo se lo ritenete opportuno.
Ci sono delibere di Giunta che parlano fatte dal Governo Musumeci,
che parlano di questi 25 milioni di Euro da destinare alla Banca
Centrale degli investimenti per poi darli a quelle società, a
quelle piccole e medie imprese che non hanno la possibilità perché
gli manca il DURC, etc. Ma se noi non abbiamo quantificato questo e
non capiamo esattamente quante sono numericamente le società,
l'unica cosa che sappiamo noi del Parlamento è che ci sono 500 mila
Euro l'anno, per l'anno 2021, 2022, 2023, da destinare per questo
progetto. Ora, vi rendete conto di cosa stiamo parlando?
Nelle delibere, intanto, si dice che non è a zero Euro ma i soldi
saranno dati, saranno dati all'8 per cento - è scritto nella
delibera - si aggira a circa l'8 per cento, non parliamo quindi di
cose gratis.
E poi, questo milione e mezzo che noi andiamo a togliere, ha
ragione l'onorevole Savona, perché 200 mila Euro sono spesi per
prodotti informatici, 300 mila Euro vengono sottratti per contratto
aggiuntivo di servizio alla SAS, li destiniamo, poi, per 3 anni,
per 3 anni Ma quanto deve durare questa cosa Per 3 anni usciamo
un milione e mezzo, cioè 500 mila Euro l'anno per gestire 25
milioni. Se noi sappiamo quante sono le società. Ma ci vuole tutto
questo tempo?
Ora, lei, signor Presidente, avanza una proposta per verificare
che ogni 6 mesi possiamo fare una verifica ma, la verifica Guardi
io le dico una cosa, se noi abbiamo contezza, veramente, di quelle
che sono le società che in questo momento sono in stato di
impoverimento, noi siamo nelle condizioni, nell'arco di qualche
mese, di potere soddisfare tutti.
O noi mettiamo 500 mila Euro per un solo anno e, poi, per
iscritto, portateci un emendamento, dove si dice che questa
operazione è a costo zero.
Qualche collega, ieri, parlava di dare queste somme all'IRFIS, che
è la nostra banca, che è un ente in-house e, quindi, la
responsabilità è al 100 per cento della Regione siciliana, se noi,
veramente, dessimo questa somma all'IRFIS e, quindi, diamo,
ulteriore lavoro, e loro stanno gestendo sia nel campo
dell'edilizia che nell'agricoltura ed in altri dipartimenti,
abbiamo la possibilità che questo sia veramente a costo zero,
perché abbiamo dipendenti, ma se noi, ancora, raggiriamo e portiamo
avanti un articolo, una riscrittura inutile che ci deve tenere per
3 anni a depauperarci di 500 mila Euro l'anno, questa è solo
vergogna
Questo problema si deve risolvere urgentemente se, veramente,
crediamo che ci sono queste società che hanno bisogno di questo
denaro, lo dobbiamo fare subito, non in 3 anni. Pensare di dare 3
anni, per gestire 25 milioni, ma quando mai? Se dobbiamo fare
qualche favore a qualcuno qualcuno si assuma la responsabilità. Ma
qui non ci sono persone che firmano o votano documenti inutili.
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, il suo tempo è scaduto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Assessori, colleghi parlamentari.
Volevo esprimere la mia vicinanza all'assessore Armao, davvero,
gli volevo dare la mia solidarietà, ascoltando tutti gli interventi
che ci sono stati, in particolar modo anche quelli della
maggioranza.
Cari colleghi, voi non potete prendervela, però, con l'assessore
Armao. Mi sono sentito proprio in dovere di intervenire a sua
difesa, perché la colpa è vostra. Sì, anzi, la colpa è nostra che
abbiamo pensato, che abbiamo dato un incarico troppo oneroso
all'assessore Armao, che è stato quello di riscrivere l'articolo 8.
Avevamo visto già che l'aveva scritto male quando è arrivato in
Aula. No Noi abbiamo voluto metterlo, ulteriormente in difficoltà,
incaricandolo di riscrivere l'articolo 8.
Quindi, ora che cosa volete? Gli avete dato o gli abbiamo dato
questo compito oneroso di riscrivere l'articolo 8, è chiaro se già
era scritto male all'inizio potevate immaginarvi che poteva essere
scritto meglio ora?
Fatta questa premessa, che mi è venuta spontanea, io penso che la
discussione è serissima e qua siccome - Presidente della Regione -
la discussione è una discussione seria, qui rischiamo comunque di
perderla questa linea di intervento e su questo le assicuro che c'è
la volontà di tutti nel mantenerlo.
Non vogliamo utilizzare la proposta del Presidente della
Commissione, che è quella lì di accantonarla, ulteriormente? Certo,
noi dobbiamo fare innanzitutto una cosa, dobbiamo far riposare
l'Assessore Armao e dobbiamo assumerci l'onere di riscriverlo noi
questo articolo 8, quindi io direi almeno di sospenderlo.
Se noi lo sospendiamo, siccome dobbiamo arrivare al risultato che
a lei e al Parlamento sta a cuore, abbiamo bisogno questa volta,
invece di incaricare di nuovo l'Assessore Armao, di
autoresponsabilizzarci un pochino in modo che attraverso il nostro
contributo riusciamo a mettere su l'articolo 8, perché se dovessimo
continuare invece ad andare avanti, io non ho una grande esperienza
d'Aula, ma sono convinto che se dovessimo andare avanti
difficilmente questo articolo 8 lo portiamo a casa. E il risultato
qual è? Che si perde l'occasione di finanziarlo, ed è sbagliato,
siccome lo dobbiamo salvare non possiamo permettere ad Armao di
imporci un percorso. No, questo non glielo possiamo permettere, il
percorso glielo imponiamo noi tra virgolette.
Quindi, dateci il tempo e dateci la possibilità di accantonare
Armao su tutta questa vicenda e di metterci in condizione di
scrivere l'articolo 8.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, colleghi, cittadini, io ho
apprezzato molto l'intervento del Presidente della Regione. Perché
l'ho apprezzato? Perché io sono convinto che il Presidente della
Regione sa benissimo che all'Assessorato all'economia abbiamo un
problema, un grosso problema, e questo problema ce lo tiriamo
dietro da più tempo, da anni forse, perché più di un anno e mezzo
fa il Presidente della Regione aveva commissariato l'Assessorato
all'economia.
Vi ricordo la nomina del dott. Giaconia, di quella società la
Kibernetes, quindi il Presidente della Regione è cosciente e devo
dire che il suo intervento lo dimostra, che all'Assessorato
all'economia abbiamo un problema, dopodiché per quanto riguarda
questo articolo, signor Presidente e colleghi, io vi ricordo
l'intervento che abbiamo fatto due giorni fa.
Questo articolo ha tre criticità e le abbiamo già avanzate più
volte senza nessuna risposta da parte dell'Assessore per
l'economia.
Il primo problema è la copertura dei fondi, di questi 500 mila
Euro che noi mettiamo per ogni anno, così come ha detto il
Presidente della Commissione Bilancio uno dei capitoli è il
capitolo di una partecipata, la SAS. La domanda è: rischiano gli
stipendi se noi togliamo queste somme? Punto primo. Perché, vi
ricordo colleghi che in Commissione Bilancio - e lo dico pure al
Presidente della Regione - questo articolo era arrivato con
coperture sbagliate, cioè l'Assessore per l'economia che porta uno
degli articoli più importanti, perché io sono convinto che questo
sia un articolo importantissimo che riguarda il sostegno alle
aziende siciliane, con coperture sbagliate?
Cioè, le coperture erano sbagliate e sono state le opposizioni e i
colleghi presenti in Commissione Bilancio a far notare questo
errore e abbiamo cambiato le coperture.
E le coperture le ha trovate sempre l'Assessore per l'economia, ma
ci sono delle criticità.
Le altre criticità sono: 1) questi fondi andranno veramente alle
società alle aziende che sono in difficoltà anche a quelle piccole,
perché noi dobbiamo pensare pure a quelle piccole di aziende e non
solo alle grosse aziende che probabilmente riescono in parte ad
affrontare questa crisi economica, noi dobbiamo pensare ai piccoli
e i dubbi ovviamente sul fatto che noi stiamo investendo un milione
e mezzo di euro di soldi di bilancio, di soldi di bilancio per
gestire questo tipo di contratto.
E infine, Presidente, io ho ascoltato pure come ulteriore
criticità il fatto che noi abbiamo bypassato per motivi che da
quello che ho capito l'Assessore dice che comunque è conveniente
più questo tipo di soluzione, Irfis e Crias, cioè noi li abbiamo
bypassati in qualche modo, non li stiamo utilizzando, non li stiamo
utilizzando, e in qualche modo stiamo venendo meno, Presidente, a
quell'autonomia che ha la Regione siciliana.
E allora, tutte queste domande che abbiamo fatto continuamente nel
corso sia della Commissione Blancio che qui in Aula, l'Assessore
per l'economia non ha risposto. Il Presidente della Regione si fa
carico dell'assessorato all'economia e prova a dare delle
soluzioni? Ben venga; ma, colleghi, noi all'Assessorato
dell'economia in questa fase così critica abbiamo un enorme
problema e prima o poi lo dovremmo affrontare. Grazie.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo dire una
cosa: chiaramente, quando noi ci troviamo il tema del un bel titolo
Interventi finanziari per il sostegno alle piccole e medie
imprese in una finanziaria senza un disegno coerente ci si aprono
gli occhi. Chiaramente, tutti vogliamo contribuire perché le
risorse e gli strumenti che la Regione può attivare possano essere
chiaramente indirizzati in questo senso, a sostegno delle imprese,
a tasso agevolato, così come riporta l'accordo.
Ma, dato già quello che abbiamo visto ieri questo articolo, questa
riscrittura ritorna oggi, come dire, a me viene in mente, io sono
mamma, quando cucino se la salsa è salata, troppo salata io non è
che la posso correggere Ormai c'è troppo sale Cosa intendo dire
Non è stato corretto minimamente né in termini di operatività né in
termini di chiarezza l'intento dell'articolo.
Cosa vuol dire? Innanzitutto, vorrei capire perché si parla di una
convenzione, di un accordo con la BEI che è già in essere e poi, mi
par di capire, perché non c'è chiarezza - e non lo dico solo io
perché potrebbe essere chiaramente un limite mio, ma lo hanno detto
tutti coloro che sono intervenuti sia ieri che oggi su questo tema
- che vi sia appunto una successiva convenzione da doversi
stipulare. Quindi, a quale fine.
Oltre a questo, vi è una limitazione esclusivamente a 25 milioni
rispetto, appunto, alla dotazione generale del fondo, quindi vorrei
capire perché questa limitazione.
Poi, ulteriormente, andando a vedere le modifiche che sono state
fatte all'accordo, si ritrova il fatto che, secondo me questo può
essere anche conducente ai fini della chiarezza, che ripeto però
non dovremmo fare noi deputati, diciamo, anche avendo visto pure
come questo testo sia arrivato diciamo così, lampo e stampo, non ci
sono le Commissioni non c'è approfondimento giusto, le parti
concordano - cito dall'accordo - che qualsiasi spesa aggiuntiva
presente o futura a carico della BEI in relazione al fondo dei
fondi e all'attività dello stesso, comprese in particolare le spese
che in base alla legislazione applicabile non sono ammissibili ai
fini dell'articolo 42 dell'Rrd o delle norme della Regione
siciliana in materia debba essere considerato un importo da
addebitare alla regione siciliana in aggiunta ai contributi
impegnati dalla stessa a titolo delle risorse della Regione .
Quindi, io mi chiedo, se normalmente un fondo ha una operatività
interna al fondo stesso, quali sono queste spese che, a questo
punto, mi sembra debbano essere coperte dalla Regione? A quale
fine? A quale finalità? Perché l'accordo non può muoversi
all'interno di una sua eterogeneità e unitarietà? Perché finora
abbiamo visto sempre così, all'interno dei fondi avviene sia
l'erogazione, sia quello che riguarda le spese di gestione di chi
amministra il fondo. Questo, chiaramente, è il nodo.
Assessore, qua la questione è questa. Catone il Censore diceva
rem tene, verba sequentur . Se uno ha il concetto chiaro in testa,
le cose vengono espresse in maniera chiara. Ieri non abbiamo avuto
chiarezza su questo tema; oggi il Presidente Musumeci ha fatto un
passetto in avanti. Noi prima di potere votare in scienza e
coscienza, vorremmo avere chiarezza e limpidità su questa
operazione. Grazie.
DAMANTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAMANTE. Grazie, Presidente. Io ieri ho fatto una domanda: a
quanto ammonta il fondo Jeremie. Il fondo Jeremie non risulta, a me
non risulta che sia 25 milioni, ma un po' di più. Infatti, nella
prima stesura dell'articolo, l'ex articolo 10, ricordo che si
prevedeva di coprire parte degli oneri per dare attivazione a
questo fondo, proprio da un capitolo che è il 61.68.20, che è il
Fondo Jeremie, che è vincolato fino al 2020.
Questa era la prima domanda: io voglio sapere quanto sia il fondo
Jeremie, che è rientrato, che non è più usato per il Tranched
Cover, ma viene utilizzato come conferimento alla BEI, e qui ci
siamo. Perché 25 milioni e non tutto il fondo? Prima domanda, mi
piacerebbe sapere quanto è il fondo.
Seconda domanda. Sul fondo emergenza - l'ha detto bene anche la
mia collega - non è possibile caricare sul fondo stesso, se c'è la
possibilità e la capienza, di questi costi di attivazione della
convenzione, perché nella prima stesura dell'ex articolo 10 mi era
sembrato così, che il Governo aveva optato per fare..., cioè, se
c'è stato un cambiamento per la copertura, magari ce lo spiega
meglio, visto che in Commissione non l'ho visto spiegato, non l'ho
sentito, mi sarà sfuggito, Assessore.
Quindi, se era possibile farlo a carico - anche ieri ho visto una
sua riscrittura che diceva di rimandarlo al fondo di emergenza,
adesso oggi ne arriva un'altra, era solo per chiarezza, visto che
ci sono state tre riscritture, si può fare o non si può fare?
Perché se si potesse fare, essendo il fondo Jeremie un po' di più
di venticinque milioni, forse potrebbe essere una soluzione.
Grazie, Assessore.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Presidente, Presidente della Regione, colleghi. Allora,
premesso che siamo tutti d'accordo, ed è una misura importantissima
avere il sostegno delle piccole e medie imprese, perché
sostanzialmente se noi volessimo liberare questi 25 milioni di
euro, non potrebbero essere destinati come ristoro alle imprese, ma
semplicemente come investimenti, perché il fondo è il FESR.
Il fondo Jeremie, così come il fondo Jessica, sono dei fondi che
sono stati istituiti nel 2009 e sono stati alimentati, dal 2007 al
2013 con i fondi del PO FESR e fondi FSE, nel 2007 e nel 2013,
invece con fondi dell'OT3. Quindi, da che cosa è costituito il
fondo Jeremie? Il fondo Jeremie è costituito da un fondo e,
all'interno di questo fondo, da più partite finanziarie.
Oggi, qual è il problema? Quindi, si alimenta come un fondo di
rotazione. Nel momento in cui le imprese restituiscono quella parte
alle banche, e quindi è un accordo fra la BEI, la Regione
garantisce, garantisce il credito, è un fondo di garanzia, nel
momento in cui le banche restituiscono i loro prestiti, si alimenta
il fondo. Quindi, questo fondo che oggi è alimentato, pari a 25
milioni di euro, viene riutilizzato attraverso la convenzione che
il Governo fa, ha stipulato con BEI, di nuovo, per dare il ristoro
alle imprese.
Qual è il dubbio che noi dobbiamo avere? Che vogliamo sapere,
perché è quello che sostanzialmente credo che oggi lascia perplessa
l'Aula? Per stipulare la convenzione sono necessarie 500 mila euro
l'anno, non sono 500 mila euro ma è 1 milione e mezzo.
Assessore Armao, io le chiedo è possibile che all'interno del
fondo di garanzia, cioè all'interno dei 25 milioni di euro questo
milione e mezzo possa trovare copertura? Perché altrimenti si dice
che noi stiamo stipulando una convenzione con la BEI e quindi
stiamo garantendo un fondo. Benissimo. E' legittimo e soprattutto è
l'unico modo oggi perché le imprese, anche quelle imprese che non
hanno una sostenibilità dal punto di vista finanziario e dal punto
di vista della banca possono essere sostenute. Però, noi per
stipulare la convenzione che poi sarà assistenza tecnica stiamo
impegnando dal bilancio regionale un milione e mezzo di euro
l'anno, 500 per tutte e tre. Ora dico, se all'interno del fondo è
possibile recuperare questa somma, io credo che tra l'altro il
fondo Jeremie è previsto dai regolamenti comunitari, le linee sono
dettate da quel regolamento e non si può sfuggire. Se la questione
è legata sicuramente a togliere somme e risorse alla Sas o ad
altri capitoli di bilancio in un momento di grande difficoltà può
diventare un problema. Però, non c'è un altro modo o una
riscrittura, questo è l'articolo: o si vuole approvare o non si
vuole approvare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io
intervengo - ovviamente lo hanno fatto colleghi prima di me, io ne
condivido gli interventi - intervengo per dire che la relazione di
accompagnamento del disegno di legge originario in Commissione
Bilancio con riferimento a questo articolo, allora era l'articolo
10, era certamente più chiara di quello che è oggi la relazione di
accompagnamento al disegno di legge che è qui a disposizione
dell'Assemblea.
In particolare, la relazione recita con riferimento a questa norma
che l'accordo prevede tra le clausole contrattuali al punto 8.2 le
seguenti spese aggiuntive . Perché come è stato detto noi non siamo
contrari a sostenere un fondo di fondi, un fondo di garanzia per
aiutare le imprese in difficoltà, anzi, tanto che quella legge è
già in vigore. Non si tratta di approvare quella legge. Perché
quella legge è già stata approvata, la legge n. 8 dell'8 maggio
2018, peraltro così come modificata dall'articolo 4 della legge
regionale n. 23 del 14 ottobre 2020.
Noi contestiamo la natura di queste spese aggiuntive perché non ci
sembrano adeguatamente precisate e ci sembra piuttosto oneroso
l'impegno che si fa ricadere sul bilancio della Regione per
l'attivazione di questo fondo.
Ma, tornando alla relazione fornita dal Governo e in
accompagnamento al disegno di legge che approdò in Commissione
Bilancio , la relazione dice: Al punto 8.2 le seguenti spese
aggiuntive che qui di seguito si elencano:
i costi sostenuti per la traduzione esterna dei documenti
necessari per lo svolgimento dell'attività FdF, credo sia fondo di
fondi, ai sensi dell'accordo o di diversa pattuizione tra le parti;
i costi derivanti dalla cessazione dell'accordo e dal
trasferimento di fondi dell'FdF alla Regione siciliana o a
qualunque altro soggetto designato dalla Regione siciliana a tal
fine;
i costi relativi all'audit esterno dell'FdF e ad altri impegni di
audit;
i costi associati a controversia riguardante strumenti finanziari
oggetto di accordi operativi firmati;
gli altri costi, di volta in volta inclusi tra le spese di comune
accordo tra la BEI e la Regione siciliana.
La scadenza dell'accordo è prevista al 31/12/2023, data di
chiusura della programmazione comunitaria 1420.
Per tali spese aggiuntive, al punto 8.6 dell'accordo, recita la
relazione, è previsto che le stesse non eccederanno annualmente l'1
per cento del contributo impegnato dalla Regione siciliana (50 mila
migliaia di euro) e che, pertanto, potranno eventualmente ammontare
ad un massimo di 1500 migliaia di euro per il triennio .
Penso che ne sappiamo abbastanza per esprimere un giudizio
fortemente critico e consapevole e dire che almeno questa parte
dell'articolo, anche nella riscrittura presentata dal Governo con
l'8.R, va bocciata perché mi sembra che la relazione complichi
ulteriormente le cose, chiarisca che non è per nulla chiaro quello
che si vuole fare entrare, con questi 500 mila euro, a carico del
bilancio della Regione e che - a nostro avviso - l'1 per cento
sulla quota offerta dalla Regione è un onere aggiuntivo davvero
eccessivo.
Disponibile ad approvare anche l'8.R, ma sicuramente non l'ultimo
periodo, che è quello che mette a carico del bilancio della Regione
500 mila euro per tre anni.
Io chiedo di votare, Presidente, perché avrei interesse, come
opposizione, a fare ostruzionismo, ma sinceramente non lo trovo più
sensato perché la Sicilia ha bisogno di risposte concrete che,
sicuramente, non arriveranno dall'approvazione di quest'articolo.
Quindi, noi siamo contrari. Chiediamo di passare al voto.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono convinto -
per lo meno da quello che ho capito io questa sera - che tutti
siamo disponibili a votare questa norma, questo articolo e, devo
dirle, che piano piano, attraverso gli interventi, ci avviciniamo
verso il traguardo. Bisogna solo cercare di abbattere alcune
perplessità che sono legittime. E, a dire il vero, io ho ascoltato
anche interventi più con finalità politica che tecnica. Ma ci sta
tutto.
L'onorevole Grasso che, mi pare, abbia fatto un intervento tecnico
- e forse l'unico che io ho ascoltato da ieri ad oggi - ha cercato
di mettere in chiaro quello che doveva fare, per certi aspetti,
l'Assessore Armao. Ma io lo so che non è colpa sua perchè è
talmente preso da tante cose che magari, in certi momenti, non
riesce ad agganciare il sentimento dell'Aula. E ci sta tutto e
capita.
Il Presidente della Regione, in modo umile ma aperto, disponibile,
fa un passo avanti e dice Signori miei, colleghi deputati, io
vengo qua ogni sei mesi e vi rendiconto, qualora fosse necessario .
Però, cosa dice l'onorevole Grasso? Se questo milione e mezzo
potesse essere reinserito all'interno del contesto già dei 25
milioni, ci leveremmo qualche dubbio e leveremmo qualche dubbio ai
nostri colleghi.
Allora, assessore Armao, qui c'è bisogno del guizzo che
solitamente in politica, in questi momenti di stasi dell'Aula, esce
fuori l'animo dell'assessore per l'economia e dice, rispetto ai
dubbi sollevati da una collega Savarino che diceva è possibile che
un'impresa che ha delle difficoltà rispetto al CRIF, può essere
sostenuta ed aiutata? . Lei ha detto sì, va bene, però non lo
possiamo scrivere . In qualche modo. Benissimo. Lo possiamo
scrivere. Questo, caro Presidente Musumeci, ci aiuta ad abbattere
le perplessità che fino ad oggi ci sono state.
Detto questo, io penso che l'Aula - ho ascoltato i miei colleghi -
ad uno ad uno hanno detto siamo tutti disponibili ad aiutare le
piccole e medie imprese ; e poi, è la verità perché, penso, che nel
profondo del nostro cuore nessuno può dire una cosa diversa oggi,
nessuno se lo sogna
Troviamo il sistema migliore per far sì che sia la coalizione che
sostiene il Governo e chi opera oggi all'opposizione possa essere
messo nelle condizioni ottimali per votare secondo coscienza e
uscendo bene da questo articolo sarà tutto più facile il prosieguo
della finanziaria perché è un articolo chiave rispetto al percorso
che ci è stato finora qua dentro.
Io mi fermo qui, Presidente. Sono convinto che l'Assessore Armao
abbatterà tutti i dubbi con l'aiuto e il sostegno del Governo
Musumeci porteremo in porto questo articolo che noi vogliamo
votare. Lo dico, vogliamo votarlo e così la finiamo con queste
polemiche che non servono a niente e a nessuno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
Assessore Falcone, per favore, l'onorevole Figuccia non inizia
perché gradirebbe essere ascoltato anche dal Presidente.
FIGUCCIA. Grazie, Presidente. Mi sembra che in realtà il dibattito
stia volgendo verso le finalità che chiaramente tutti auspichiamo.
Sono le finalità che d'altra parte ci chiede il mondo delle imprese
di raggiungere. E certamente il confronto di queste ore e di questi
giorni con il mondo delle imprese anche noi come Gruppo
parlamentare - me lo diceva il Capogruppo Catalfamo - abbiamo
ricevuto diverse istanze e abbiamo avuto la possibilità di
approfittare di queste ore per ascoltare tante imprese. Alcune di
queste aziende vengono dal mondo turistico, altre dal mondo della
zootecnia che l'Assessore Scilla ha tanto attenzionato anche in
questa finanziaria, dal mondo dell'agricoltura e abbiamo avuto la
possibilità di comprendere come effettivamente la finalità di tutti
i Gruppi parlamentari, ritengo anche dell'opposizione, altra non
fosse se non che quella di poter andare incontro alle istanze del
mondo delle imprese che, ovviamente, non chiedono semplicemente
contributi a pioggia, ma chiedono la possibilità di accedere ad un
credito e chiedono la possibilità di farlo in maniera strutturata,
ordinata.
Devo dire che il confronto con i componenti della Giunta - a
partire dall'Assessore per l'economia ma continuando davvero con
tutti i componenti - ha consentito di addivenire ad una soluzione.
Fuori dal Palazzo, d'altra parte, e io ritengo molto saggia la
considerazione del Presidente della Regione di potere vincolare
questi passaggi ad un'azione, come dire, di monitoraggio anche nel
tempo, questo certamente consentirà di aprire delle misure
importanti. Perché, diciamocelo chiaramente, la gente fuori da
questo Palazzo sta aspettando, le telefonate sono tutte in una
direzione, la gente sta chiedendoci, Presidente, quando finisce
anche questo lungo dibattito d'Aula perché è chiaro che il mondo
delle Partecipate, di tante categorie attende persino di ricevere
lo stipendio, i ristori, che rischiano di rimanere bloccati se non
andiamo avanti, quindi da parte della Lega, Presidente, che le è
ovviamente assolutamente leale in questo rapporto di coalizione,
grandissima apertura, e la ringraziamo anzi per questo passo in
avanti che lei ovviamente ha voluto fare, rispetto ad un testo che
richiedeva di alcune migliorie. Sono state fatte e, quindi,
certamente noi ci siamo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'Assessore Armao. Ne ha
facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Le questioni che sono state
osservate da chi ha analizzato attentamente il testo meritano ogni
puntualizzazione, perché questo testo - come avete modo ed avete
avuto modo di verificare - nasce dall'ascolto del sistema delle
imprese, tant'è che c'è grande attenzione da parte delle stesse, e
dall'esperienza e dal confronto con l'esperienza di altre Regioni,
in particolare, della Regione Sardegna che insieme a noi fin
dall'inizio ha fatto questo approfondimento ed è partita prima.
La Regione Sardegna, basta consultare il sito per chi vuole farlo
per vedere che cosa sta accadendo in un'altra Regione in modo da
avere un riferimento chiaro, è il sito del Banco di Sardegna che
illustra la misura in tutti i suoi dettagli.
Allora, intanto la misura vale 100 milioni, non vale 25 milioni: i
50 che mette la Regione, attraverso i fondi europei, e i 50 che
mette il sistema bancario.
Ma, voi, pensate che con il direttore Mineo con il quale abbiamo
seguito per mesi questo confronto la BEI e che ha redatto la
relazione, firmato la relazione, che ha fatto il negoziato con la
BEI - non è compito dell'assessore all'economia negoziare con le
banche, è compito dei dirigenti - voi pensate che se avessimo
potuto calare questo milione e mezzo dentro cento milioni di fondo
non lo avremmo fatto e avremmo evitato discussioni di giorni? E'
evidente che questo non si può fare. Il milione e mezzo nel
triennio deve essere preso, offerto dalla Regione all'esterno del
fondo.
Dice bene, lo ha detto l'assessore Grasso, io l'avevo accennato
ieri - la chiamo assessore perché è stata collega per tanto tempo
e, quindi, mi viene naturale chiamarla ancora assessore, resta la
nciuria come si suol dire - che le risorse o vengono orientate
verso questa finalità, oppure devono essere destinate ad
investimenti e quindi non ci troviamo di fronte alla possibilità di
darle alle imprese. L'onorevole Lentini auspicava un intervento a
favore delle imprese, non si può fare. Lo potremo fare con altri
fondi europei riorientati.
Una precisazione molto importante. Si tratta, quindi, di
venticinque milioni che vengono messi adesso più i venticinque che
venivano dai Tranched cover e che insieme formano, quindi, la
dotazione di 50 milioni che fa scattare l'altra dotazione da parte
del sistema bancario.
Io vorrei, e c'è un emendamento che abbiamo concordato con il
Presidente, proprio per rendere chiaro, nessuno intende sottrarsi,
il Presidente Savona sa quanto lo inondiamo di carte
dall'Assessorato, carte che vengono distribuite a tutta la
Commissione e, come ogni volta che viene chiesto un chiarimento
sull'attività dell'Assessorato all'economia, non si sottrae
minimamente, quindi, inserire com'è stato prospettato, un report
semestrale sulle spese è del tutto plausibile, opportuno e
condiviso.
Il punto che vorrei chiarire è che questi 500 mila euro non sono
un programma di spesa, sono un plafond per possibili spese. Le
spese da contenzioso, secondo voi, sono preventivabili? Se
nasceranno dei contenziosi, se ci saranno, se ci saranno dei
problemi di tipo tecnico-legale, oggi non lo sappiamo e comunque le
gestirà BEI con gara ad evidenza pubblica, essendo una istituzione
pubblica, non stiamo affidando queste risorse a zio Pippo , le
stiamo affidando ad un'istituzione pubblica europea come plafond
massimo di esposizione.
Quindi, intanto, non si possono prendere le risorse dal fondo.
L'onorevole Calderone ieri ha chiesto una declinazione delle voci,
dei possibili utilizzi di queste risorse. La declinazione oggi, ma
non .. ma forniremo report semestrale, dicendo quanto è stato speso
per l'audit, quanto è stato speso
(Intervento fuori microfono)
Come? Comunque, cercheremo di essere più puntuali possibili,
d'intesa con la BEI, anzi chiederemo se il Presidente della
Commissione Bilancio è d'accordo, chiederemo al responsabile BEI
per l'Italia, lo inviteremo a venire ad illustrare in Commissione
dettagliatamente questa misura ulteriormente e specificarla.
Quindi, vado alla conclusione, da parte nostra. Ah, quando dicevo
all'onorevole Savarino che ieri precisato ma ribadirlo è
opportuno . Questa misura è esclusivamente, non ipoteticamente o
secondo il buon cuore dell'operatore del caso, ma è esclusivamente
orientata - onorevole Di Caro, se lei vuole accedere a questo
concetto, per cortesia, perché lei mi dice ogni volta che io dico
una cosa diversa da quello che ho detto -, a chi non ha merito
bancario. L'abbiamo messo addirittura nel titolo, cioè chi non ha
merito bancario. Quindi, se bisogna tradurre, quello che non ha il
crip, quello che ha il problema di accesso alla banca, esattamente
quello, questo vuol dire merito bancario. Oggi chi non ha merito
bancario, non può andare in banca, con questa misura potrà avere un
finanziamento fino ad ottocentomila euro a tasso zero fino a venti
anni; ecco perché oggi abbiamo che il sistema imprenditoriale
siciliano è attento a questa cosa perché sanno bene che se una
persona che non ha merito bancario tenta di entrare in banca,
probabilmente neanche lo fanno entrare. Con questa misura potrà
accedere.
Se lei non crede alle mie parole, vada sul sito della regione
Sardegna, del Banco di Sardegna e troverà tasso zero per soggetti
senza merito bancario per venti anni. Quindi, questo vuol dire dare
liquidità al sistema delle nostre imprese che sono asfissiate.
Quindi, l'emendamento che non so se è in corso di distribuzione,
ve l'ho precisato, così dice: L'Assessore per l'economia riferisce
ogni sei mesi alla Commissione Bilancio' dell'Assemblea regionale
del report ufficiale della Bei, sulle spese che deve essere
prodotto sull'utilizzo delle risorse assegnate dalla Regione .
Quindi le risorse in questione devono essere rendicontate
semestralmente alla Commissione Bilancio'. E' evidente che se ci
sono delle contestazioni ci sarà una responsabilità diretta di chi
accerta questo report. Quindi, evidentemente, se ci sono spese non
condivisibili le dovremmo contestare. Secondo
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lentini)
Zero Onorevole Lentini, è un'ora che dico tasso zero, mi scusi
Zero Come devo dire zero Zero, zero Tasso zero
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lentini)
Dopodiché la rubrica è Interventi finanziari per il sostengo
delle piccole e medie imprese senza merito bancario'. Se
l'onorevole, capogruppo dell'MPA, vuole aggiungere senza merito
bancario a tasso zero, rubrichiamo senza merito bancario a tasso
zero, non c'è nulla da nascondere. Lo abbiamo
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lentini)
e ce lo mettiamo. Senza merito bancario, ci siamo?
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, è così scritto nei documenti
Onorevole Lentini Nei documenti del Dipartimento delle Finanze e
la Bei sono sanciti che è a tasso zero e sono indicati cinque punti
che si debbono adempiere, su questo non c'è discussione. L'ho letto
in Aula, che dobbiamo fare? Non è questa la questione, c'è un
documento firmato non dal Governo ma dal dirigente del Dipartimento
delle finanze che stabilisce che il tasso è zero e che, in buon
sostanza, ci sono cinque cose su cui il Governo deve adempiere. Non
so se rendo l'idea. E le ho elencate e le ho lette, tutto questo ha
un costo. Il Governo ha individuato una somma che è pari a
500.000,00 euro. Il Presidente della Regione su questa somma ha
indicato la strada affinché il Parlamento sia a conoscenza. Questo
è il dato reale.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Abbiamo finito con la discussione, la prego onorevole
Calderone. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, solo un chiarimento che chiedo
all'assessore Armao per mia certamente poca conoscenza delle norme.
Sul report credo che sia un pleonasma perché tutte le attività
contabili della Regione devono essere rendicontate, quindi o lo
scriviamo o non lo scriviamo poco importa. Quello, interpretando
come dire il pensiero, il sentimento di alcuni colleghi, quello che
desta qualche perplessità è il concetto relativo ai criteri di
assegnazione delle consulenze.
Parliamoci chiaro, signor Vicepresidente della Regione: lei ha
fatto un riferimento - e su questo io chiedo lumi alla sua signoria
- alle consulenze, stiamo parlando di traduzioni e quant'altro, i
cinque punti cui faceva riferimento testé il presidente Di Mauro e
ha fatto riferimento a gare pubbliche. Se può evidenziarmi il
riferimento alla norma che prevede per le consulenze le gare
pubbliche, perché io non
Solo questo chiarimento per potere votare.
PRESIDENTE. Onorevole Calderone, sono importi
Ogni affidamento di incarico non penso sia 100 mila euro, è un
affidamento di...
CALDERONE. No, mi scusi, Presidente, è importante. E' importante
perché il mio gruppo parlamentare si accinge al voto di una norma e
lo deve fare con scienza e coscienza.
PRESIDENTE. Abbia pazienza, proprio lei onorevole Calderone,
questa considerazione Che sono consulenze di 500 mila euro Sono
consulenze di importi ragionevoli in ordine alla pratica di
prestito. Mi pare una cosa normale questa. E' il complessivo che
raggiunge i 500 mila euro, al massimo, non so se rendo l'idea. Poi
ci sarà la rendicontazione
(Intervento fuori microfono)
Ma noi lo vedremo in Commissione. Sono i 5 punti, lo dico perché
questo è stato un dibattito forse anche duro ma è stato
trasparente. Abbiamo accertato che c'è un percorso. Per questo
percorso il Dipartimento ha individuato un importo e su questo
importo, ovviamente, ci sarà una verifica semestrale. La volete
fare bimestrale? La facciamo bimestrale Che volete che vi dica
Non è che possiamo...
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Abbiamo chiarito, tant'è che c'è
scritto le risorse saranno gestite da BEI , non le gestisce la
Regione. Questo Fondo è gestito da BEI nel rispetto della normativa
sui contratti pubblici. BEI è un'istituzione europea pubblica, deve
applicare il Codice dei contratti pubblici. Quindi, se darà un
incarico sotto soglia, lo darà secondo una procedura ristretta; se
lo darà sopra soglia lo darà con un bando con una asta pubblica,
secondo le regole europee degli affidamenti. Affidamenti diretti
non ce ne potranno essere. Se ci saranno, noi inviteremo - se lo
ritenete - BEI a darci comunicazione di tutte le procedure ad
evidenza pubblica che applica. Ma stiamo parlando della Banca
europea degli investimenti, stiamo parlando di un'istituzione che è
tenuta all'adempimento degli obblighi europei prima di tutto
essendo un'istituzione europea pubblica per eccellenza. Comunque,
su questo il report sarà il più dettagliato possibile. Riferirò
personalmente alla Commissione Bilancio' su tutti i dettagli che
vorrà avere. Non c'è nulla da nascondere, ma questo lo abbiamo
detto subito, è un mio dovere, è un nostro dovere.
PRESIDENTE. Presidente Musumeci e Assessore, volevo ricordarle che
il comma 2 dell'articolo 21 si riferiva soltanto alle start up.
Siccome nella delibera di Giunta avete indicato piccole e medie
imprese, possiamo aggiungere attraverso un emendamento anche
piccole e medie imprese? Così noi siamo in linea con la legge
perché non possiamo con delibera di Giunta cambiare lo prepari, lo
presenti e così abbiamo risolto i nodi perché altrimenti sembra che
le start up siano scartate.
(Intervento fuori microfono)
Bisogna aggiungerlo nella norma qui che c'è al comma 2, ad un
certo punto c'è al comma 2 dell'articolo 21, aggiungere lì bisogna
aggiungere le piccole e medie imprese. Lo prepari e così
(Intervento fuori microfono)
Sospendiamo la seduta per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19.38, è ripresa alle ore 19.41)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Onorevoli colleghi, prendete
posto, per favore. La riscrittura che ha fatto il Governo è
corretta anche rispetto alla conferma del fondo destinato alle
start up. Possiamo, pertanto, procedere alla votazione.
L'emendamento 8.R è stato distribuito. Avete tutti la riscrittura?
Abbiamo, poi, due subemendamenti 8.R.1 e 8.R.2.
Pongo in votazione l'emendamento 8.R.1.
LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, mi scusi, abbiamo avuto un dibattito
trasparente e chiedere il voto segreto su una cosa che è stata
dibattuta in 2 sedute, mi sembra ultroneo.
(Proteste in Aula)
Onorevole Cracolici, ma di fronte alle cose
(Proteste in Aula)
Va bene. Il voto segreto è appoggiato? E' appoggiato.
(Intervento fuori microfono)
Onorevole, siamo in votazione. No, no, è l'ultimo periodo.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. L'emendamento che sopprime
l'ultima parte, è un emendamento, non voglio usare aggettivi che
penso meriterebbe questo emendamento, è un aggettivo, diciamo,
ultroneo, nel senso che smonta completamente la norma senza dire
che la smonta. E, allora, siccome dobbiamo essere chiari e lineari,
bisogna dire che chi non vuole l'articolo, non c'è bisogno che
abroga l'ultima parte, deve avere il coraggio di dire che abroga
l'intero articolo. Va bene? Solo per dovere di chiarezza nei
confronti di chi ci vede.
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito a prendere posto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 8.R.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 8.R.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Vi ricordo come si vota: dopo avere pigiato il tasto che ritiene,
dove estrarre il tesserino e non reinserirlo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 65
Votanti .. 58
Maggioranza . 30
Favorevoli . 32
Contrari . 26
Astenuti . 0
(E' approvato)
Comunico che il subemendamento 8.R.2 viene meno.
Si passa all'emendamento 8.R. Lo pongo in votazione, così come è
stato emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 28. Ne do lettura.
«Articolo 28
Messa in sicurezza beni demaniali marittimi e
Rimozione dei rifiuti abbandonati sul demanio marittimo
1. Al fine di far fronte alle opere necessarie ed urgenti per la
messa in sicurezza di immobili e di aree appartenenti al pubblico
demanio marittimo regionale e di eliminare le conseguenti
condizioni di pericolo per la pubblica incolumità, anche attraverso
interventi di demolizione di edifici pericolanti, ivi comprese le
attività di recinzione e di apposizione della segnaletica
monitoria, è autorizzata per l'esercizio finanziario 2021 e per il
triennio 2021-2023 la spesa annua di 700 migliaia di euro da
iscrivere nella Missione 9, Programma 2, su apposito capitolo di
spesa del bilancio della Regione, dipartimento regionale
dell'ambiente. Gli interventi di cui al presente comma sono
comunicati alla competente commissione dell'Assemblea regionale
siciliana.
2. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma 1 il
dipartimento regionale dell'ambiente è autorizzato ad avvalersi
delle strutture del dipartimento regionale tecnico - uffici del
Genio civile - e/o degli uffici delle amministrazioni comunali
competenti per territorio.
3. Per la rimozione dei rifiuti abbandonati sul demanio marittimo
ai sensi dell'articolo 192 del decreto legislativo 3 aprile 2006,
n. 152 e successive modificazioni, è autorizzata, per il triennio
2021-2023, la spesa annua di 400 migliaia di euro (Missione 9,
Programma 2, capitolo 443312).
4. Per le finalità di cui al comma 3 il dipartimento regionale
dell'ambiente, su richiesta dei comuni interessati, provvede a
trasferire ai comuni le necessarie risorse, ferma restando la
successiva rendicontazione delle spese effettivamente sostenute. .
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Barbagallo per
discussione generale sull'articolo 28. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, in quest'Aula poche settimane fa
non abbiamo votato a favore della legge sul governo del territorio,
per la verità non abbiamo votato a favore contro la legge sul
governo del territorio e contro la norma correttiva al governo del
territorio.
In quella fase, a me non capita nella vita solitamente di essere
profetico, ma se guardiamo la dichiarazione di voto abbiamo detto
che la norma era carente perché mancava una regolamentazione delle
coste, della demolizione degli edifici, non c'era alcuna copertura
relativa alle spese di progettazione per la redazione degli
strumenti urbanistici generali e attuativi che venivano fuori dalla
legge.
Quello che ci aspettavamo, in sostanza, proprio perché si avviava
o era nelle intenzioni del legislatore avviare una nuova fase, una
nuova stagione di governo del territorio e quindi urbanistico,
occorrevano delle risorse per la progettazione.
Puntualmente, secondo il brand coniato dai miei colleghi del
Gruppo parlamentare che abbiamo autorizzato per la finanziaria -
finanziaria netflix, ma potremmo parlare di un'urbanistica netflix
a puntate - arrivano in finanziaria una decina di norme che
riguardano proprio questi aspetti.
Sull'articolo 28, in particolare, ci preoccupano due questioni.
Riteniamo rispetto al tema complessivo di questo problema, ma
questo stesso discorso vale anche per le norme che riguardano la
rubrica dell'assessore Cordaro e che seguono e mi riferisco a
quella del sostegno per le spese di progettazione, a quella per la
demolizione degli edifici, eccetera, riteniamo l'appostamento di
bilancio francamente esiguo, che può andare bene per uno, due, tre,
quattro interventi, quindi ci preoccupano due cose e per questo
abbiamo fatto degli emendamenti specifici: la prima che si proceda
secondo regole di trasparenza pubblica, perché vedere appostazioni
di 150, 200 mila euro sembrano appostazioni ad hoc, ad personam,
per risolvere qualche aspetto clientelare/elettorale.
Quindi, auspichiamo che ci sia un bando pubblico dove i comuni
partecipano, dove gli interessati partecipano, si stabiliscono,
sentita la Commissione parlamentare, dei criteri trasparenti: dove
c'è più spazzatura rimoviamo la spazzatura dal demanio marittimo;
dove l'abuso è più datato lo demoliamo prima; dei criteri
trasparenti come dovrebbe fare qualsiasi amministrazione che si
rispetti, su quei criteri emaniamo una graduatoria e se per caso i
soldi quest'anno non ci bastano per esaurire tutta la graduatoria
vuol dire che faremo voti all'Assemblea affinché nei prossimi anni
si esaurisca tutta la graduatoria e si risolvano alcune questioni
note che riguardano la Sicilia.
L'amarezza qual è? E' che non siamo stati ascoltati, presidente Di
Mauro, perché se su questi stessi interventi, durante il primo
confronto sull'urbanistica ci fosse stato un atteggiamento più
sereno, oggi avremmo raccontato un'altra storia, quindi per quel
che ci riguarda ritiriamo i soppressivi, assessore Cordaro, e
auspichiamo che sia sui temi dei criteri vengano determinati dal
Governo sentendo la Commissione e venga fatto uno specifico avviso
e venga fatta una graduatoria che venga rispettata e resa
trasparente per l'impiego delle risorse pubbliche.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, anch'io su
questa norma ho un appunto da fare: 400 mila euro per rimuovere
tutti i rifiuti del demanio marittimo; chiaramente è una somma
troppo piccola, una somma che riesce a compensare sì e no due, tre
interventi, ma sicuramente non riesce a fare neanche mezzo
intervento in tutta quella parte del Sud Est che è definita fascia
trasformata e che si estende per decine di chilometri dove è
facilmente visibile che vi siano delle scarpate con tutte le
stratificazioni di cinquant'anni di plastica seppellita, tant'è che
la zona è denominata le dune di plastica.
Assessore Cordaro, l'ho invitata tante volte a venire in questo
territorio e ancora la aspetto, con piacere le farò fare un giro
perché sinceramente per mettere delle somme così basse,
evidentemente, te non si conosce bene qual è la situazione di reati
ambientali che si trovano in questo territorio e che si perpetrano
da più di cinquant'anni.
Un'altra cosa ci tengo a dirla: i sindaci non riescono ad
intervenire per il semplice fatto che l'erosione costiera ormai è
tale che non si riesce più a distinguere qual è la fascia di
demanio marittimo da quella privata; abbiamo piloni delle serre in
mezzo al mare e quindi il sindaco non sapendo se può o non può
toccare quella zona non riesce a presentare i progetti e non riesce
a intercettare queste somme.
Io ho chiesto più e più volte alla Regione che uno dei primi
interventi che deve essere proprio preliminare a qualsiasi
presupposto normativo è riconfigurare la fascia, la linea di
demanio, di fascia costiera per poter poi intervenire con delle
bonifiche serie che possano riportare un pochino anche di benessere
e di salubrità in una zona che, comunque, continua ad essere
meravigliosa, perché è la zona che appunto nel Mar Mediterraneo,
grazie alle correnti forma queste dune particolari, anche se ormai
scavando col dito sono appunto ricoperte di plastica.
Spero che non si debba aspettare qualche grossa emittente
nazionale che con qualche inchiesta giornalistica poi ci metta con
le spalle al muro, e si debba sempre poi andare a giustificare
certe situazioni. La politica deve intervenire prima che questo
succeda, la politica deve dare un segnale soprattutto di rispetto
per l'ambiente, di tutela non solo dell'ambiente e della flora e
della fauna che insistono in quel territorio, ma anche della salute
umana.
Un'altra cosa è che durante le piene in inverno, tutta questa
plastica si riversa a mare. Noi abbiamo un inquinamento
incredibile. Io avevo proposto un emendamento che, purtroppo, è
finito fra gli aggiuntivi, che con pochissime somme potevamo avere
i battelli spazzamare di cui già tantissime Regioni si sono dotate,
per rimuovere la plastica che finisce a mare, che finisce in acqua
e questo è importantissimo sia per tutelare l'economia, il turismo,
la balneazione ma anche tutte le specie selvatiche marine che
abbiamo nel nostro Mar Mediterraneo.
Ecco, purtroppo, posso dire 400 mila euro è pur sempre qualcosa,
mi fa piacere che questa somma venga stanziata già dal 2018 fino ad
oggi ma, purtroppo, è insufficiente per la questione grave in cui
ci troviamo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Allora passiamo all'esame dell'articolato.
Onorevole Lupo, ritira
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente. Sento il dovere brevemente di rispondere alle
argomentazioni dei colleghi Barbagallo e Campo.
Per quanto riguarda l'intervento del collega Barbagallo,
certamente, avremmo auspicato, in ragione delle esigenze
territoriali complesse, la possibilità di potere usufruire di
budget diversi e più cospicui. E d'altro canto, sappiamo bene,
anche in relazione alle norme che tratteremo da qui a poco, che la
sede del finanziamento delle norme non può che essere la legge di
stabilità. Per cui, avere costruito una norma, che auspico trovi il
consenso ideologico dell'Aula e che anzi mi porta a ringraziare i
deputati che sono intervenuti perché hanno dimostrato sensibilità e
dispiacere per il fatto che in queste norme non vi sia un maggiore
finanziamento, ci fa auspicare che nel caso in cui, faccio
un'ipotesi, si dovesse rinegoziare il rapporto con lo Stato, con
riferimento alla spalmatura, e si dovessero individuare, si
dovessero liberare, ad esempio, nuove risorse, sono convinto che
tutti insieme riusciremmo ad appostare in questi capitoli che
attenzione, onorevole Campo, non sono simbolici, perché la verità è
anche - e questo è un merito che tutti ci ascriviamo - che nessuno
prima di noi si era occupato di questi temi.
Sono temi, tra virgolette, assolutamente vergini, che stiamo
innestando, e lo stiamo facendo per carità insieme, nella cultura
normativa e giuridica di questa Regione, cominciando ad occuparci
di temi in materia concreta, con le disponibilità economiche che
abbiamo, ma che prima di questa legislatura, e permettetemi di
questo Governo, nessuno aveva ritenuto essere un argomento da
affrontare. E, quindi, volevo dire all'onorevole Barbagallo che lo
ringrazio per il pungolo che ci dà, è un'indicazione che noi
raccogliamo.
Per quanto riguarda, invece, e concludo, l'intervento, e un altro
passaggio importante dell'intervento dell'onorevole Campo, mi piace
sottolineare che proprio la rivalutazione delle linee dividenti che
stabiliscono qual è la competenza del demanio marittimo, che va in
associazione con un lavoro generale che stiamo facendo in tutta la
Sicilia, con riferimento ai PUDM (i Piani di Utilizzo del Demanio
Marittimo), diventano un lavoro assolutamente strategico che milita
proprio in quella direzione da lei auspicata e cioè nella
possibilità, finalmente, di comprendere in tutta la Sicilia cosa è
demanio marittimo, e quindi di chi è competenza, cioè
dell'Assessorato all'ambiente, e cosa non è demanio marittimo, e
quindi eventualmente competenza di altre autorità. Grazie.
PRESIDENTE. I soppressivi sono ritirati.
Si passa all'emendamento 28.16, e nel frattempo distribuiamo il
28.20.
(Intervento fuori microfono)
Il 28.16 è ritirato.
Si passa all'emendamento 28.18, che è ritirato.
Si passa all'emendamento 28.17. Onorevoli Damante e Di Caro,
ritiratelo questo.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
Il 28.18? Il parere vincolante, lo sa onorevole che non è
possibile. Non è possibile.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
Ritirato. Il 28.17 non possiamo ammetterlo questo, tutti i
documenti. La Commissione chiama, quando sarà, il Governo e
approfondisce.
Gli emendamenti 28.3 e 28.10 sono ritirati.
L'emendamento 28.19, me lo vuole spiegare per favore, onorevole
Barbagallo?
L'intervento che aveva fatto poco fa. Si, ci siamo capiti.
Assessore, è l'intervento che ha fatto nella discussione generale
l'onorevole Barbagallo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, io non sono in linea di principio contrario, anche
perché trattandosi di un'evidenza pubblica è un percorso a garanzia
di tutti e soprattutto lo è dell'assessore che poi firma le
procedure.
L'unica cosa che vorrei comprendere dagli Uffici - e mi rivolgo al
Segretario generale - se la necessità di emanare un avviso può
essere delegata ad un successivo decreto dell'Assessore per ragioni
di celerità o se una norma, un emendamento come quello che è stato
sottoscritto dai colleghi del PD può inficiare la norma in sede di
valutazione. Se il Segretario generale mi dice che non c'è nessun
tipo di problema di carattere tecnico io non ho nessuna difficoltà.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, intanto questo emendamento non
comprendo se sostituisce, perché così formulato, considerato che
nella descrizione originaria è indicato su richiesta dei comuni
interessati, invece lei lo cambia emana apposito avviso. Le
istanze pervenute', quindi l'eventuale 28.19 deve sostituire dal
comma 3. C'è una richiesta per l'emendamento 28.19. onorevole
Barbagallo, così come è formulato deve essere indicato che le
parole Dipartimento dell'ambiente' sostituisce. Presenti quindi
l'emendamento e poi il Governo interviene se lo condivide, la
Commissione se lo condivide e si vota regolarmente. Lo corregga.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, prima di intervenire ha facoltà di
parlare l'onorevole Tamajo. Onorevole Barbagallo, è per chiarezza
all'emendamento.
TAMAJO. Signor Presidente, l'articolo 28, qui io vedo scritto,
parliamo di condizioni di pericolo per la pubblica incolumità,
quindi parliamo di casi di eccezionalità. Nel momento in cui lei,
assessore Cordaro, nel momento in cui c'è un caso di incolumità e
un caso di pericolo per l'incolumità pubblica, deve preparare
l'avviso, deve fare il bando, mi fa capire quanto tempo si vuole
per eliminare il pericolo. E' giusto? Quindi noi onorevole
Barbagallo, con tutta la stima che ho per lei, però secondo me
questo emendamento non si sposa bene con il testo e le condizioni
di eccezionalità e di pericolo non possono essere portati avanti
per troppo tempo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso che
siamo arrivati al dunque su quello che stiamo discutendo. Non
stiamo salvando il demanio dalla sporcizia, dalla plastica, e da
tutte quelle cose che vogliamo noi, io aggiungo anche il mare.
Perché purtroppo anche il mare ogni giorno che passa si trova
sempre più plastica proprio sott'acqua.
Non stiamo discutendo nulla di tutto questo e, caro assessore
Cordaro, quando lei parla di situazioni innovative e grandi cose,
cose che non aveva fatto mai nessuno, cattivi, asini tutti quelli
del passato, ora bravissimi, qua siamo
Quando si vende aria fritta poi si arriva al punto che l'aria
fritta si tocca con le mani. L'ha detto bene il collega Tamajo.
Questo articolo è fatto - così com'è sviluppato e per l'entità
delle risorse - per fare qualche piccolissimo e veloce intervento
straordinario in caso di strutture che compromettono la sicurezza.
Noi, per esempio, onorevole Assenza, avevamo a Ragusa, la
Camperìa, buonanima, che era una struttura sulla spiaggia
pericolosa, stava per cadere, allora il comune si occupò di
eliminare il problema.
Invece, la Regione vuole intervenire con questo articolo. Ha un
significato, io lo condivido - non è che non lo condivido - però,
di tutto quello di cui abbiamo parlato noi, di cui hanno parlato i
colleghi e lo stesso Cordaro che lo ha enfatizzato - l'errore di
Cordaro è stato questo - è un piccolo intervento per qualcosa di
straordinario, di immediato che riguarda la messa in sicurezza di
aree sul demanio.
Ancora lo dobbiamo sviluppare un intervento serio, come diceva la
mia collega Campo e come condividiamo tutti, compreso l'Assessore
che, però, faceva riferimento solo a parole.
Ancora deve venire un intervento che metta in condizioni di poter
intervenire sul demanio - io parlo della spiaggia ma parlo anche
dei fondali, del basso fondo che si trova vicino alle coste che è
veramente compromesso, è compromesso dalla plastica, dalle reti,
chi fa immersione, chi fa snorkeling, capisce di cosa sto parlando.
Quindi, non c'è nulla di tutto questo, rimane ancora questo tipo
di intervento assente.
Speriamo di poterlo sviluppare anche nella prossima finanziaria o
non so in quale norma.
Ma questo è proprio un piccolo . un fondo che mette in condizione
l'assessorato di intervenire ed aiutare qualche comune che, a
differenza del comune di Ragusa che allora demolì a proprie spese
per eliminare il pericolo dalla spiaggia, ora lo si vuole fare con
i soldi della Regione.
E qui c'entra Barbagallo e l'intervento di Barbagallo che, secondo
me, è comunque coerente.
Barbagallo dice va bene, siccome può capitare che non sia solo
uno, può capitare che gli interventi siano più di uno e siano
diversi a quel punto non può essere lasciato alla discrezionalità
dell'assessore che siamo sicuri che non guarderà alla possibilità
dell'intervento in base alla vicinanza politica, noi vogliamo
comunque una modalità che sia una modalità quanto più trasparente,
obiettiva ed oggettiva possibile .
Quindi, di questo si tratta e vediamo se riusciamo a trascriverlo
in una norma. Caso mai ci facciamo aiutare da qualcuno e vediamo di
poterlo fare.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, questo emendamento che lei
propone al comma 4 è al limite dell'ammissibilità perché lei chiede
la programmazione dei rifiuti che verranno. Non conosciamo il dove
ed il quantum. Come facciamo il bando prima? Io vorrei capire cosa
c'è da spiegare.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento 28.19 e qualsiasi
altro emendamento vada in linea con il principio che viene
affermato da questo emendamento non va in linea con la ratio della
legge per la semplice ragione - ma, credo, che sia anche abbastanza
evidente da una semplice lettura - che si tratta di opere
necessarie ed urgenti per la messa in sicurezza di immobili ed aree
appartenenti al pubblico demanio marittimo e si tratta poi di
eliminare condizioni di pericolo per la pubblica incolumità.
Questo è un articolo, colleghi, che nasce dall'esigenza rassegnata
da parecchie procure della Repubblica che intervengono ovviamente
in ragione dell'inerzia che esisteva nel passato circa la messa in
sicurezza e la tutela dei litorali sia sotto il profilo degli
immobili che rischiano di cadere, tanti sono sequestrati e vengono
affidati alla custodia del dirigente generale dell'ambiente, quanto
con riferimento ai rifiuti che non sono soltanto i rifiuti che
possono costituire nocumento sotto il profilo ambientale
strettamente inteso, ma che a volte sono anche rifiuti pericolosi
per lo smaltimento dei quali non vi è la possibilità di fare un
bando e di fare una graduatoria perché dobbiamo appostare somme e
dobbiamo attivare procedure che ci permettano con urgenza di
intervenire dalla sera alla mattina. Ed infatti abbiamo individuato
gli uffici del Genio civile che possono intervenire in tal senso e
i comuni interessati che poi così come si prevede al quarto comma
devono provvedere dopo il trasferimento alla successiva
rendicontazione.
Immaginare per le ragioni di urgenza che ho appena rassegnato che
si possa fare un bando che preveda una graduatoria per gli
interventi significa, lo dobbiamo dire onorevole Barbagallo,
proprio perché siamo in democrazia, ma ormai ci conosciamo da tempo
ed è giusto che ce lo diciamo chiaramente che se dovesse passare
l'emendamento proposto dal partito democratico così come è stato
descritto significa che noi non possiamo più fare nessun
intervento in emergenza e dopo di che ve lo dico con estrema
chiarezza, io il mio l'ho fatto, perché il mio dovere è quello di
sottoporre al Parlamento quali sono le emergenze della Sicilia in
tema ambientale, sappiate perché ciascuno di noi a partire da me si
possa assumere la sua responsabilità che rispetto ad una norma così
scritta non porta niente a casa l'assessore Cordaro, portiamo a
casa una risposta ambientale precisa e importante che dimostra
all'esterno ma soprattutto ai siciliani che noi ci stiamo attivando
per eliminare proprio quegli scempi dei quali ad esempio uno fra i
tanti parlava l'onorevole Campo. Quindi vi invito colleghi del PD a
ritirare l'emendamento nel caso contrario esprimo fin da ora parere
contrario.
PRESIDENTE. Hanno chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici
prima, poi l'onorevole Lupo e l'onorevole Barbagallo. C'è un ordine
nelle cose ascoltiamo gli interventi di tutti e poi ci
pronunceremo. Lei deve parlare onorevole Gucciardi?
CRACOLICI. Signor Presidente, secondo me ci stiamo incartando su
una cosa che mi sembra abbastanza lineare.
Se stiamo parlando di rimozione di pericoli il primo comma
giustamente affida credo al primo o al secondo comma, il compito di
rimozione di un pericolo e quindi di non prevedibilità del pericolo
al Genio civile, mette in capo delle risorse e dice: i Geni civili
interverranno per rimuovere il pericolo e mette delle risorse.
Il quarto comma individua una fattispecie che non è connessa a un
pericolo perché se è pericolo le faccio io una proposta, allora
mettiamo tutte le risorse, al primo comma e quindi il Genio civile
con questa norma interviene per rimuovere ogni tipo di pericolo sul
demanio marittimo.
Ma se lei fa un provvedimento che è finalizzato ai Comuni ora e
parliamo però di una fattispecie specifica che è la cosiddetta
rimozione della plastica, rifiuti abbandonati che sono sempre in
demanio allora o lo fa il Genio civile per la condizione di
pericolosità oppure lei non può dire non faccio un bando perché
come si fa ma anche a sua tutela perché io poi voglio capire come
fa l'Assessorato a trasferire risorse ai Comuni sulla base di un
principio che non ci abbia a monte una procedura.
Allora, o sposta tutto sul Genio civile per l'attività di
rimozione del pericolo, dopo di che il Genio civile è un braccio
amministrativo, ma se lei affida ai comuni una parte di questa
attività non può che farlo con un avviso pubblico, perché
altrimenti siamo nella discrezionalità assoluta che, secondo me,
espone di più l'assessorato rispetto alla soluzione che vorrebbe
trovare.
Quindi, delle due l'una o il Governo - ascolti assessore, o il
Governo, parlo a me stesso - o il Governo riformula l'intervento
prevedendo che tutte le attività di rimozione del pericolo sono
affidati ai Geni civili o il Governo se una parte di questa
attività per una fattispecie particolare ne prevede l'utilizzo dei
comuni deve prevedere la possibilità che i comuni possano
partecipare ad un avviso e, quindi, sulla base di una graduatoria.
Lì non c'è un pericolo, c'è una presenza di materiali ingombranti,
c'è la rimozione di materiali ingombranti. Non è il pericolo. Il
pericolo lei lo sta affrontando con il Genio Civile. Quindi, sono
convinto che siccome anche i rifiuti possono costituire un
pericolo, lo affronti con il Genio Civile, prende i quattrocento
mila euro e li mette assieme ai settecento mila euro del comma 1 e
mi pare che risolve il problema.
Se, poi, ci dobbiamo incartare sempre per fare cose complicate che
poi sono di difficile attuazione perché poi ripeto, me lo voglio
vedere il funzionario che firma il decreto a quel comune sì e a
quell'altro no. Cioè lei si predispone ad una serie di ricorsi che
bloccano, poi la misura.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Presidente della Regione, Assessori,
onorevoli colleghi, dalla lettura dell'articolo 28, mi sembra fin
troppo chiaro, come già ha detto bene l'onorevole Cracolici che,
sostanzialmente, il comma 1 ed il comma 2, riguardano
l'eliminazione di stato di pericolo: demolizioni, messa in
sicurezza di immobili o di aree appartenenti al pubblico demanio,
mentre i commi 3 ed il comma 4 riguardano sostanzialmente la
rimozione dei rifiuti abbandonati sul demanio.
Non è un intervento di protezione civile, altrimenti dovrebbe
essere demandata la competenza alla protezione civile e per
l'applicazione del comma 3 e del comma 4, che non riguardano stati
di pericolo perché non c'è scritto, che invece riguardano i commi 1
e 2, che peraltro hanno una copertura a parte, lì ci sono
settecento mila euro e, quindi, già funzionano in autonomia, per
invece dare un'applicazione corretta ai commi 3 e 4, credo che ci
sia un'esigenza di trasparenza di criteri chiari nell'assegnazione
delle risorse ai comuni.
Credo che sia dovuto un avviso pubblico in modo che i comuni
abbiamo la possibilità di far presente che hanno questa esigenza,
che a seguito di un avviso pubblico possa esserci un'istruttoria,
così come di norma le pubbliche amministrazioni fanno, per
l'assegnazione secondo una graduatoria di merito, dei fondi
spettanti ai singoli comuni per l'espletamento degli interventi
richiesti e, quindi, per l'assegnazione dei fondi.
Cosa stiamo dicendo di strano? Io penso nulla. Penso che, invece,
è pericoloso non prevedere un criterio di trasparenza a seguito
dell'avviso pubblico dell'istruttoria, che in maniera chiara
stabilisca come vengano assegnati questi quattrocento mila euro al
momento ai comuni che ne fanno. richiesta secondo quelle che sono
le diverse esigenze perché a quel punto ci sarebbe una
discrezionalità assoluta dell'assessorato nell'assegnare queste
somme ad un comune piuttosto che ad un altro ed io non credo che
questo necessariamente possa corrispondere ad un criterio di equità
perché se penso che il criterio di equità si persegue attraverso
l'avviso pubblico che di possibilità a tutti di partecipare con una
conseguente istruttoria da parte degli Uffici e con l'assegnazione
dei fondi evidentemente alle amministrazioni comunali che
dimostrano di averne maggiormente bisogno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Asessori, hanno
già detto tutto i miei colleghi, presidente, esprimo però grande
rammarico proprio perché all'inizio del mio intervento avevamo
ritirato i soppressivi. Ci aspettavamo un altro atteggiamento del
Governo, soprattutto alla luce dell'inizio della rubrica di tutto
il territorio e ambiente.
Constatiamo che c'è la ferma intenzione di non fare, di non
emanare avvisi, bandi, pubblicazioni e graduatorie, etc., una
regola di trasparenza che dovrebbe accompagnare la pubblica
amministrazione e che rischia di diventare un vizio di questo
Governo. Per tutti grida vendetta la delibera di giunta regionale
n. 62 del gennaio 2021, dove sono stati impiegati ben 50 milioni di
euro per degli interventi specifici senza sentire nessuno e senza
fare una partecipazione pubblica e questi sono i risultati. Si
pensa, cioè, di gestire con lo stesso metodo tutto. Noi siamo
fermamente contrari e insistiamo sull'articolo, Presidente.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, l'articolo
fondamentalmente ci trova d'accordo e riteniamo che sia importante
con le poche risorse che ci sono, intanto, tracciare una linea.
Però non ho capito bene il 28.20, aggiunge dei commi. Il 28.20
aggiunge dei commi, non sostituisce. Il comma 5 sembra quasi
ricalcare il comma 1 con una finalità del tutto simile quando avrei
trovato più funzionale aggiungere al comma 1 semplicemente il
demanio marittimo e non allora immagino che sia quello fluviale o
appartenente al patrimonio, si aggiungono solamente centomila euro.
Il comma 6 ricalca sempre per le esecuzioni di cui degli interventi
e qui poteva essere modificato il comma 2 e ci si avvale, comunque,
del dipartimento tecnico che poi nelle sue periferie è il Genio
civile. Quindi mi sembra una ripetizione anche da un punto di vista
formale, del legislatore, io armonizzerei il 28.20, ma mi permetto
con molta umiltà, perché mi sembra una ripetizione che confonde più
che chiarire.
E poi, insomma, per quanto riguarda i commi 3 e 4, immagino lei
assessore faccia riferimento a rifiuti abbandonati ma vorrei capire
la tipologia, certamente non parliamo del tappo della birra o della
bottiglietta. Il rifiuto che i volontari e colgo l'occasione per
salutare tutti i nuovi volontari che stanno ripulendo le spiagge,
ma immagino lei si riferisca a rifiuti di un certo ingombro, tipo
pezzi di vetro resina, barche distrutte. Secondo me è troppo
generico mettere rifiuti, perché io allora la domenica mi vado a
raccogliere cinque sacchi di spazzatura da una spiaggia e poi
chiedo il contributo regionale. Insomma, solitamente per rifiuto
abbandonato mi sembra che sia troppo generica la definizione,
quindi devi dire rifiuti abbandonati nei porticcioli, rifiuti
pericolosi, rifiuti non urbani, perché insomma mi sembra veramente
una definizione troppo generica che potrebbe come dire confondere.
Mi permetto di suggerire di armonizzare meglio il 28.20. Quindi se
modificate il comma 1 ed estendete demanio marittimo, demanio e
patrimonio della Regione, ci aggiungete centomila euro alle
settecentomila che prevedete, il comma 2 comunque prevede il
coinvolgimento del Genio civile e non capisco perché lo ripetete al
comma 6, tranne che un'altra questione che io non riesco a capire.
Comunque in generale la valutazione è favorevole, però se ce lo
spiegate un pochino meglio e dividete i rifiuti in generale dai
rifiuti che i sindaci e gli assessori all'ambiente che hanno una
costa devono rimuovere perché, oltre ad essere brutti, sono
pericolosi e si devono rivolgere a mille enti, a guardia costiera,
a demanio, a vigili urbani e quant'altro e poi i rifiuti rimangono
lì da una estate all'altra.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà la
collega Foti ha in parte anticipato quello che era il mio
intervento. Più che altro volevo delle informazioni da parte
dell'assessore Cordaro, se è possibile, poiché questo articolo
28.20 sembra un corpo a parte rispetto invece alla previsione che
correttamente l'assessore Cordaro ha fatto.
Ho come la percezione che l'Assessorato all'economia viva di vita
propria. Non comprendo come mai si debba distinguere l'intervento
da una attività complessiva che viene in qualche modo proposta
dall'Assessore al territorio e l'ambiente quando invece si dà poi
addirittura mandato al Dipartimento delle finanze e del credito di
attivare il dipartimento tecnico per poter fare degli interventi. A
mio avviso è completamente ultroneo se non addirittura confonde
notevolmente.
Per cui ritengo, assessore Cordaro, che debba riprendere la
titolarità della programmazione così come è giusto che sia per
quello che riguarda l'attività oggetto dell'articolo e quindi farne
un unico intervento con somme destinate tutte alla stessa causa,
anche in questo caso, così come diceva la collega prima, questi 100
mila euro, siccome stiamo parlando di somme davvero irrisorie
rispetto alla quantità degli interventi necessari, probabilmente
sarebbe utile uniformarli e poi vedere ciò che è effettivamente
maggiormente utile al di là che siano degli interventi nel demanio
pubblico piuttosto che riguardanti il patrimonio della Regione. Per
cui ritengo che debba essere assolutamente rivisto.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intanto ringrazio l'onorevole Foti
e Caronia perché melius repente pensa l'emendamento 28.20, in
questo momento lo accantoniamo ed eventualmente, posto che si
tratta non di demanio marittimo ma di demanio regionale e che
quindi fa riferimento al Dipartimento finanze, verrà semmai
presentato in una fase successiva e con apposito articolo.
Torniamo per questa ragione, non vedo l'onorevole Cracolici al
quale vorrei dare le spiegazioni del caso, dicendo all'onorevole
Barbagallo che non prendo la sua come una minaccia ma che però non
posso arretrare rispetto ad argomentazioni che sono giuridicamente
vincolanti e che per le ragioni che da qui a poco esprimerò, senza
per questo volervi convincere a tutti i costi, io possa recedere da
quello che è un principio che è il cardine della norma che invito
l'Aula a votare.
Come bene ha detto l'onorevole Foti, i principi postulati
nell'articolo 28 sono due. Il primo riguarda il comma 1 e il comma
2 e riguarda manufatti per i quali è giusto ed è assolutamente
necessario che si dica le procure intervengono dalla sera alla
mattina invitandoci ad intervenire perché ci sono dei beni
pericolanti che bisogna rimuovere. I commi 3 e 4, invece, si
occupano di rifiuti e anche in questo caso è storicamente avvenuto
ed accade assai spesso purtroppo in ragione degli eventi che
qualche collega prima di me ha evocato, che venga intimato di
intervenire in ragione di cosa?
Questo Assessore. con due note a partire dal 3 luglio 2018,
rimozione rifiuti abbandonati sul demanio marittimo regionale, ha
scritto a tutti i 126 Comuni costieri della Sicilia reiterando la
circolare il 13 novembre 2018 e reiterandola per la terza volta il
17 settembre del 2019. Un bando aperto, onorevole Gucciardi, non ci
permetterebbe di concentrarci sulle priorità che dalla sera alla
mattina ci mettono nelle condizioni di dovere intervenire con
urgenza. E tuttavia, mentre per quanto riguarda il comma 1 e gli
interventi del Genio civile si tratta di piccoli interventi di
somma urgenza che non hanno bisogno di gara e sono sotto la
responsabilità del genio civile che le pone in essere, per quanto
riguarda gli interventi di cui al comma 3, con i quali si provveda
con il comma 4, , in una delle tre circolari che questo assessore
ha inviato ai sindaci si legge che Posto il principio per cui i
rifiuti debbano essere eliminati dai soggetti concessionari , i
rifiuti ai quali fa riferimento questa norma, che segue quelle
circolari, che molto spesso sono rimaste inapplicate, con gravi
nocumenti anche giuridici, dai sindaci che non avevano le
possibilità economiche per intervenire, avuto riguardo alle altre
aree, non rientranti nelle competenze dei concessionari ed ove
l'attività di raccolta per quantità e tipologia del rifiuto
abbandonato, non sia riconducibile all'ordinario servizio di
pulizia espletato dalle amministrazioni comunali.
Stiamo dunque parlando - e c'è una storia dietro - proprio di quei
rifiuti per i quali sono necessari interventi appositi e, quindi,
vi invito davvero a ritirare, in un'ottica di assoluta
collaborazione, quale è stata e vuole continuare ad essere la mia,
i due emendamenti il 28.19 ed il 28.19.R, perché l'intendimento non
può che essere unico e di tutta l'Aula, rispetto ad un obiettivo
che è troppo importante.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 28.19.R, a firma
dell'onorevole Barbagallo, per capirci, che riscrive il 28.19.
(Viene chiesta la votazione avvenga per scrutinio segreto)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 28.19 R
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 28.19 R.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Chi vuole l'approvazione dell'emendamento 28.19.R, cioè la
riscrittura dell'emendamento 28.19, che è a firma dell'onorevole
Barbagallo, l'onorevole Lupo vota verde, chi è contrario vota rosso.
Vi ricordo come si vota: dopo avere pigiato il tasto che ritiene,
dove estrarre il tesserino e non reinserirlo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 64
Votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 19
Contrari 35
Astenuti 0
(Non é approvato)
Pongo in votazione l'articolo 28, così com'è formulato dal testo
originario del disegno di legge, con il parere favorevole della
Commissione e del Governo. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:
«Art. 29
Interventi conseguenti a contenziosi sul demanio
marittimo e
Fondo per la gestione del porto turistico di Licata
1. Al fine di assicurare la custodia e la gestione delle aree e
delle strutture facenti parte del porto turistico di Licata, fino
alla definizione del contenzioso pendente innanzi agli organi di
giustizia amministrativa, avverso il provvedimento di decadenza
della concessione demaniale marittima, l'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente è autorizzato, previa deliberazione della
Giunta regionale, a nominare un amministratore straordinario.
2. Il compenso per le attività svolte dell'amministratore nominato
ai sensi del comma 1 è determinato nella misura corrispondente a
quella spettante ai custodi giudiziari e, comunque, in misura non
superiore ad 50 migliaia di euro annui, comprensivi di oneri
fiscali e previdenziali.
3. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, per
gli esercizi finanziari 2021 e 2022 la spesa annua 50 migliaia di
euro, da appostare su apposito capitolo di nuova istituzione
(Missione 9, Programma 2)».
Sono ritirati tutti gli emendamenti soppressivi? No.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, colleghi, cittadini, in
questo articolo, andiamo a realizzare un fondo ad hoc di 50 mila
euro per la nomina di un amministratore straordinario per assicurare
la custodia e la gestione delle aree delle strutture facenti parte
del Porto turistico di Licata. C'è dietro un contenzioso, quindi,
serve, serve quest'amministratore.
Colleghi, però, mi sono chiesto e lo chiedo a voi, ma un
amministratore per gestire
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, si rivolga alla Presidenza
DI PAOLA. Signor Presidente, per gestire la custodia del Porto di
Licata, l'amministratore, per prima cosa, a mio modo di vedere, si
deve trovare all'interno dei dirigenti regionali. Si fa un atto di
interpello e si verifica se c'è un dirigente che può andare a fare
l'amministratore e fare la custodia del Porto di Licata.
Non capisco perché si deve creare un fondo nuovo, dico abbiamo
difficoltà enormi, capisco che la somma è bassa, però, noi stiamo
per cercare, per trovare, tramite una delibera di giunta regionale,
un amministratore, in questo caso esterno.
A mio modo di vedere, signor Presidente, prima si fa un atto di
interpello interno, si verifica se c'è un dirigente della Regione e
da lì gli si fa gestire la custodia del Porto di Licata fino a
quando non finisce il contenzioso.
Poi, non capisco perché si deve prevedere l'emolumento,
l'emolumento se noi lo affidiamo a un commissario regionale, a un
dipendente regionale, a un dirigente regionale, perché io devo
andare a prendere l'emolumento dei 50 mila euro?
Ripeto, capisco che la somma è una somma esigua però
PRESIDENTE. Nell'emendamento 29.17 degli onorevoli Pullara, Lo
Giudice e Caronia, che dice preferibilmente tra i Dirigenti della
Regione a seguito di apposito interpello interno , già è inserito,
c'è un emendamento dei colleghi, se il Parlamento lo ritiene .
DI PAOLA. Lo apprezzerò, apprezzerò questo emendamento ma c'è
anche il 29.18, che dice che il compenso c'è se è dovuto e poi
non capisco perché c'è bisogno di una delibera di Giunta regionale
per andare ad individuare l'amministratore, a meno che non debba
per forza prendere dall'esterno e lo si deve per forza remunerare.
PULLARA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, Governo, colleghi, solo per precisare
che in questo momento tra l'altro spendere anche 50 mila euro per
un compenso per la gestione di un porto turistico è una cosa che
probabilmente non è assolutamente in linea col momento.
Pertanto ho proposto tre emendamenti che di fatto modificano ma
risolvono comunque il problema; il primo è quello della delibera di
Giunta, perché se si dovesse decidere di aderire anche al secondo
emendamento che prevede di prendere un dirigente interno, inoltre è
collegato al terzo emendamento cioè a dire il compenso non è
dovuto. Pertanto chiedo al Presidente, al Governo e alla
Commissione di dare parere favorevole ai tre emendamenti e all'Aula
di votarli.
PRESIDENTE. Onorevole Pullara, abbiamo compreso la sua richiesta,
se al termine preferibilmente può presentare un sub emendamento
per indicare prioritariamente .
Comunico che i soppressivi sono ritirati.
DI PAOLA. I soppressivi sono ritirati dopo la risposta del
Governo.
PRESIDENTE. Onorevole Pullara, se presenta l'emendamento.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Onorevole Di
Paola, ci mancherebbe, io siccome avevo visto altre mani alzate
attendevo, volevo dare una risposta unica. Vorrei che mi ascoltasse
l'onorevole Pullara.
Intanto la storia del Porto di Licata è una storia molto complessa
e dopo tanti anni e in ragione dell'attività meritoria posta in
essere non dal sottoscritto ma certamente dal Dipartimento ambiente
e da chi se n'è occupato siamo riusciti a ottenerne il dissequestro
ma adesso siccome non è - con tutto il rispetto per i piccoli
paesini - un porto minore ma un porto importante anche per i
collegamento non soltanto turistici ma anche commerciali con i
paese frontalieri dell'Africa, la gestione di quel porto prevede
figure di profilo che abbisognano di una valutazione a tutto tondo.
Per questa ragione, onorevoli colleghi ma mi rivolgo
fondamentalmente all'onorevole Pullara, l'idea della previa
delibera di Giunta è legata a una valutazione complessiva perché
mentre io darò come Governo, certamente, parere favorevole
all'emendamento con la modifica del preferibilmente in
prioritariamente al 29.17, d'altro canto l'idea che però fra i
dirigenti interni non ci sia un soggetto in grado di gestire il
porto di Licata la devo quanto meno astrattamente prevedere, se non
voglio aspettare un anno e la prossima finanziaria per metterlo in
buona gestione, e quindi devo lasciare. Chiedo all'onorevole
Pullara di ritirare sia l'emendamento 29.16 che l'emendamento
29.18, che in buona sostanza finiscono per modificare una norma che
potenzialmente utilizzeremo così com'è potenzialmente potrebbe
anche non essere, però se vogliamo, dopo averla messa in bonis dal
profilo giudiziario, metterla in bonis sotto il profilo
commerciale, abbiamo la necessità di valutare tutte le opportunità,
e quindi io chiedo all'onorevole Pullara di ritirare gli
emendamenti 29.16 e 29.18 per le ragioni che ho detto, e do parere
favorevole all'emendamento 29.17 come modificato.
PRESIDENTE. Allora, per capirci, all'emendamento 29.17 viene
cambiata la parola preferibilmente con prioritariamente, che non è
arrivato ancora, è arrivato già, perfetto. Il 29.18 non ho compreso
è ritirato, onorevole Pullara, lei lo ritira il 29.18? No scusate
un attimo, per capirci, se no io vorrei un momentino ragionare, se
passa il 29.17 il 29.18 non c'è bisogno più di esaminarlo, non so
se rendo l'idea, va bene procediamo.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato un
emendamento per cassare dell'emendamento 29.17, comunque faccio mio
nel caso in cui fosse ritirato dall'onorevole Pullara, la parola
preferibilmente , quindi lasciando come unica opzione che
l'incarico venga assegnato a uno dei 900 dirigenti della Regione
siciliana.
PRESIDENTE. Ma prioritariamente vuol dire, onorevole Lupo, che
venga praticamente prima di fare le scelte esterna, venga
prioritariamente indicato il dirigente della Regione, questo è il
senso, poi sarà la Giunta a fare la sua valutazione.
LUPO. Allora il prioritariamente, se a seguito di interpello
nessuno ci vuole andare, lo capisco.
PRESIDENTE. E' così, è così, prioritariamente in questo senso.
LUPO. Io credo che comunque avendo 900 dirigenti si possa dire ad
uno occupati di questo .
PRESIDENTE. Infatti.
LUPO. Visto che il Presidente della Regione ama definirli
fannulloni, ed io non son d'accordo, facciamoli lavorare.
PULLARA. Volevo rassicurare l'onorevole Lupo che c'è scritto a
seguito interpello interno.
PRESIDENTE. Un momento onorevole Pullara, abbiamo il 29.17 che
indica sopprimere la parola preferibilmente, scusi dobbiamo
scrivere prioritariamente, come dice?
PULLARA. Diventa un Bronx non lo possiamo fare, fratello mio non
lo possiamo fare un Bronx dobbiamo fare per i dirigenti ma
CORDARO, assessore per il territorio e ambiente. Onorevole
Pullara, sull'articolo 29 io c'è l'ho chiarissimo il percorso, e lo
condivido, però avrei voluto forse voi scrivevate e non mi avete
ascoltato. Perfetto, se noi sostituiamo la parola preferibilmente
del 29.17, con la parola prioritariamente, facendo seguito poi ai
dirigenti della Regione a seguito di apposito interpello interno,
va benissimo.
Io le chiedo di ritirare poi il 29.16 e il 29.18, per due ragioni
che ho spiegato, ma che volentieri le ripropongo, cioè quello in
cui lei vuole eliminare previa deliberazione delibera di Giunta è
ritirato. Grazie. Per quanto riguarda il 29.18, se dovuto, nella
misura in cui io eventualmente dovessi andare all'esterno, per cui
le chiedo di ritirarlo.
PRESIDENTE. Mi scusi.
CORDARO, assessore per il territorio e ambiente. E' pleonastico
però va bene.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Pullara, sono ritirati gli
emendamenti 29.1, 29.10, 29.6 fino al 29.11, sono tutti ritirati.
L'emendamento 29.16 è ritirato.
L'emendamento 29.17 è sostituito col 29.17.2, la parola
preferibilmente è sostituita con prioritariamente .
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 29.17.2. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 29.17, così come subemendato. Chi
h favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 29.3, 29.8, 29.12 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 29.18, onorevole Pullara, è ritirato?
PULLARA. No.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole Lupo il
subemendamento 29.12.1 che recita le parole cinquanta migliaia
sono sostituite dalle parole dieci migliaia .
Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Non ho altre
parole, se non dire parere contrario.
(Viene chiesta la votazione per scrutinio segreto)
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 29.12.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 29.12.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 64
Votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 31
Contrari 20
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 29.18. L'onorevole Pullara insiste
sull'emendamento.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 29.18, così come
subemendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 29, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:
«Articolo 30.
Contributi ai comuni per la redazione dei Piani di
Utilizzo
del Demanio Marittimo
1. Al fine di consentire ai comuni di provvedere alla redazione
dei Piani di Utilizzo del Demanio Marittimo (P.U.D.M.) di cui
all'articolo 4 della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15 e
successive modificazioni, l'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente è autorizzato a concedere un contributo finanziario.
2. Per le finalità di cui al precedente comma è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2021, la spesa complessiva di 300 migliaia
di euro (Missione 9, Programma 2).
3. I criteri di ripartizione ed assegnazione del contributo ai
comuni che ne fanno richiesta sono individuati con decreto
dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, sentita la
competente commissione dell'Assemblea regionale siciliana».
Gli emendamenti 30.4, 30.7, 30.12 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 30. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 31 è rinviato.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà domani,
venerdì 19 marzo 2021, alle ore 16.00. Ricordo che domani, alle ore
12.30, è convocata una riunione informale della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
(La seduta, sospesa alle ore 20.50 del 18 marzo 2021, è ripresa alle
ore 16.21 del 19 marzo 2021)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Allora colleghi, riprendiamo dall'articolo 22.
Ne do lettura:
«Art. 22.
Interventi e semplificazione amministrativa in materia di
formazione professionale
1. Onde garantire la tempestiva erogazione, da parte
dell'Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione
professionale, delle somme dovute a titolo di anticipazione e saldo
per il finanziamento delle attività formative in capo agli enti
regolarmente accreditati, il competente dipartimento provvede, a
richiesta, a rilasciare apposita certificazione del credito
spettante ai destinatari del medesimo finanziamento, utilizzabile
ai fini dell'eventuale ricorso, da parte dello stesso destinatario,
all'istituto della cessione del credito, ai sensi e per gli effetti
dell'articolo 1260 c.c. ovvero della legge 21 febbraio 1991 n. 52,
a favore di istituti bancari o soggetti economici di cui al decreto
legislativo 1 settembre 1993 n. 385 (T.U.B.) e successive
modificazioni. Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, il dirigente generale del competente
dipartimento fissa, con proprio provvedimento, i criteri e le
modalità attuative della procedura, fermo restando che nessun onere
finanziario aggiuntivo, né ulteriore garanzia accessoria sul
credito certificato potrà gravare sull'amministrazione regionale.
2. Per conseguire la semplificazione delle procedure di
rendicontazione e certificazione delle spese sostenute nell'ambito
delle attività di istruzione e formazione professionale, finanziate
dal competente Assessorato regionale, i soggetti beneficiari,
pubblici e privati, possono avvalersi, senza nuovi o maggiori oneri
a carico del bilancio regionale, della certificazione di un
revisore legale che assume la diretta responsabilità dei controlli
amministrativi e di primo livello, previsti dalle norme di
riferimento. È comunque mantenuto l'obbligo, in capo
all'Amministrazione regionale, di effettuare controlli
amministrativi di primo livello per una percentuale non inferiore
al 30 per cento delle operazioni relative ad ogni singola
procedura. Il revisore legale, ove non già previsto sulla base di
altra normativa, è individuato all'interno di un albo appositamente
costituito dall'amministrazione competente. Entro 30 giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, i competenti
dirigenti generali adottano i relativi provvedimenti attuativi,
incluse le modalità di designazione.
3. All'articolo 5, comma 18, della legge regionale 12 maggio
2020, n. 9, le parole, di durata non superiore a tre mesi , sono
sostituite dalle parole, non inferiori a tre mesi e fino a nove
mesi in relazione alla tipologia degli stessi percorsi, .
4. Al comma 26 dell'articolo 49 della legge regionale 7 maggio
2015 n. 9 e successive modificazioni, dopo le parole Ai fini del
calcolo del limite del numero di incarichi del presente comma, non
rilevano le nomine regionali effettuate nell'esercizio del potere
sostitutivo presso gli enti locali sono aggiunte le parole nonché
le nomine relative agli incarichi di presidente di commissione di
esame dei corsi di formazione professionale finanziati e
autofinanziati e dei corsi IeFp . Le nomine dei presidenti e dei
componenti esperti esterni delle commissioni di esame di cui al
presente comma sono di competenza dell'Assessore regionale per
l'istruzione e la formazione professionale, ai sensi dell'articolo
2, comma 1, lettera e), della legge regionale 15 maggio 2000, n.
10.
5. All'articolo 12 della legge regionale 14 dicembre 2019, n. 23
dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
2 bis. Ai fini dell'autorizzazione allo svolgimento delle
attività formative disciplinate dalla presente legge e finanziate
ai sensi dell'articolo 23, le procedure di evidenza pubblica
(Avvisi e Circolari), disposte dai competenti dipartimenti
dell'Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione
professionale, devono prevedere il numero massimo di percorsi
attivabili da ciascun ente ovvero individuarne il limite massimo in
termini orari o finanziari per tipologie corsuali.
6. Al comma 3 dell'articolo 6 della legge regionale 14 dicembre
2019, n. 23, dopo la parola triennale sono aggiunte le parole o
che abbiano in corso la terza annualità ».
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Grazie, Presidente. Alla luce del dibattito che si è
sviluppato ieri durante tutta la giornata sull'articolo, e alla
luce anche delle interlocuzioni che abbiamo avuto tra noi
parlamentari anche con il Governo, riteniamo che anche per
salvaguardare le eventuali potenzialità delle proposte del Governo,
i commi 5 e 6 vengano stralciati, vengano rispediti nella
Commissione di merito e lì si possa iniziare un approfondimento ed
un dibattito sull'argomento che poi possa riportare, eventualmente,
in Aula una proposta che sia ovviamente più confacente agli
obiettivi e soprattutto gradita alla maggioranza dell'Aula. Grazie,
Presidente.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Calderone)
PRESIDENTE. Benissimo. Onorevole Calderone? Quello che diceva
l'onorevole D'Agostino?
E allora, assessore Lagalla, visto che ci sono due presidenti dei
gruppi parlamentari che chiedono questo stralcio, se lei ci dà le
sue indicazioni
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, ovviamente il governo non vuole porre intralcio
ad un sereno dibattito parlamentare e quindi aderisco alla
richiesta rappresentata dall'onorevole D'Agostino e dall'onorevole
Calderone nell'ordine, anche perché, diciamo, la temporanea
sospensione o inibizione dei commi non impedisce l'azione
amministrativa dell'assessorato rispetto alla gestione dei corsi
avendo, tra l'altro, già attuato un contingentamento attraverso
l'avviso 2, quindi lo rivaluteremo in Commissione e lo agganceremo
ad un nuovo provvedimento legislativo eventualmente.
PRESIDENTE Benissimo. Se non ci sono osservazioni allora il
comma 5 ed il comma 6 dell'articolo 22 sono stralciati.
Quindi possiamo iniziare a votare l'articolo 22. Avevamo fatto
votazioni? No.
A questo punto, scusate colleghi, con quest'intesa che c'è stata
sui commi 5 e 6, gli altri emendamenti soppressivi sono ritirati?
Onorevole Barbagallo?
Scusi, parli dal pulpito, per favore. Grazie.
BARBAGALLO. Per comodità espositiva, così interveniamo prima
dell'articolo, abbiamo questo emendamento, che è il 22.44, che
sostituisce il comma 2. E' l'unico emendamento di merito che c'è
nel testo.
Noi riteniamo, Presidente, che rispetto alla legislazione attuale,
proprio questa modifica ha il fine di accelerare i tempi di
rendicontazione dei procedimenti pendenti, dando la possibilità di
eliminare i residui garantendo nell'ambito dell'attività
professionale la rendicontazione certa.
Quindi è un emendamento che viene incontro anche alle esigenze di
funzionalità dell'Amministrazione regionale.
PRESIDENTE. Assessore Lagalla, mi pare di capire dall'intervento
dell'onorevole Barbagallo che se ci fosse una comprensione positiva
di questo emendamento, a firma dell'onorevole Barbagallo, voteremmo
molto velocemente l'articolo.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, ho avuto modo già di interloquire con
l'onorevole Barbagallo.
Il testo proposto in sostituzione è un testo che, praticamente, è
analogo a quello proposto dal Governo con la più ampia visione di
un affidamento di questo principio a tutti i rami
dell'Amministrazione regionale.
Io mi permetto, semplicemente, ma ne avevamo già parlato, di
rassegnare un subemendamento che deve inserire due aspetti. Uno: il
rispetto della disciplina comunitaria di settore. E il secondo, che
fa riferimento alle procedure in corso, sostituire l'obbligatorietà
al possono perché avendo diverse fasi di avanzamento della
procedura e dovendo in questo caso dovere tornare indietro, alcuni
procedimenti potrebbero subirne ritardi anziché agevolazioni.
PRESIDENTE. E su questo ci sarebbe il favore dell'Aula, in linea
di massima?
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Sì.
PRESIDENTE. E allora vengono ritirati gli emendamenti soppressivi,
votiamo i subemendamenti prima, l'emendamento
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
E' un subemendamento all'emendamento.
PRESIDENTE. Mi dicono, giustamente, che il costo del revisore non
può essere a carico della Regione ma deve essere a carico...
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
E' scritto nella relazione. Almeno nella nostra sì.
PRESIDENTE. Qua no. Bisogna chiarirlo.
Onorevole Barbagallo, bisogna inserirla questa cosa. Per cui deve
essere un altro subemendamento che lo modifichi.
Il Governo ha presentato due subemendamenti. Questo è un problema
che hanno gli uffici, che dicono che ci deve essere questa cosa.
Allora, lo scrivono gli Uffici direttamente. Però se c'è questo
accordo generale possiamo tranquillamente votare a questo punto.
Se intanto l'assessore Lagalla ci fa avere i subemendamenti che ha
previsto, in uno possiamo aggiungere questo fatto dei revisori? Lo
aggiungiamo direttamente qui onorevole Lagalla, quello del
revisore, oppure facciamo un altro subemendamento?
Va bene ne facciamo un altro noi.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare un
subemendamento. Va bene la riscrittura, così come l'hanno prevista
l'Assessore e il collega Barbagallo, però, vorrei fare un sub
emendamento, in quanto il revisore dovrebbe essere a sorteggio
dalla long list prevista.
Quindi faccio questo sub emendamento, credo che non ci sia alcun
problema.
PRESIDENTE. Il revisore?
SCHILLACI. Che il revisore sia a sorteggio dalla long list
prevista dall'emendamento del collega Barbagallo.
PRESIDENTE. Ma non c'è una norma per i revisori? Non è che
possiamo fare una norma specifica.
SCHILLACI. No, non c'è
PRESIDENTE. I revisori li scelgono i beneficiari, non li sceglie
l'amministrazione.
SCHILLACI. Ma è sempre per quel principio che il controllato non
può scegliere il controllore, cioè è una cosa che non sta in piedi.
PRESIDENTE. Noi non possiamo prevedere leggi per terzi. Cioè, i
soggetti beneficiari possono avvalersi di un revisore legale, se si
vogliono avvalere se lo scelgono.
Onorevole Schillaci, quello che mi viene chiarito è che non è un
controllo, serve a loro per esercitare il loro Per certificare
l'attività, per rendicontare. Non è quindi un fatto di controllo,
onestamente , per cui lo eviterei questo.
Se distribuite questi subemendamenti, perché tutti gli altri
emendamenti non sono di merito? Qualcuno non soppressivo c'è.
L'emendamento a firma degli onorevoli Lantieri, Calderone è stato
ritirato.
L'emendamento a firma degli onorevoli Barbagallo, Lupo è ritirato
, sono ordini del giorno più che altro.
L'emendamento a firma degli onorevoli Calderone, Savona riguarda
il comma 5 che non c'è più.
(Intervento fuori microfono)
I commi 5 e 6 sono stati stralciati con l'accordo del Governo.
I subemendamenti sono stati distribuiti?
Se avete capito qual è il subemendamento presentato, possiamo
votare.
L'emendamento è sul comma 2, quello di Barbagallo.
Votiamo i subemendamenti presentati dal Governo, 22.44.1 e
22.44.2.
Ci sono due emendamenti uno tecnico al comma 4, il 22.51, che ha
presentato il Governo, in cui le parole nomine sono sostituite da
designazioni .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Al comma 2 è stato presentato l'emendamento 22.44, a firma degli
onorevoli Barbagallo e Lupo, che verrebbe subemendato dal Governo
con i subemendamenti 22.44.1 e 22.44.2.
Pongo in votazione il subemendamento 22.44.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il sub emendamento 22.44.2. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 22 così come emendato e con lo
stralcio del comma 5 e comma 6.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Assessore Zambuto - tra Assessori parlate in Giunta; Qui
lasciateci lo spazio - c'è la riscrittura dell'articolo 14?
ZAMBUTO, assessore per la funzione pubblica e le autonomie locali.
Ancora non è pronta.
PRESIDENTE. Non è ancora pronta. Andiamo avanti e poi lo vediamo
dopo.
Potremmo andare all'articolo 31, ma l'Assessore ci chiede di
aspettare perché stanno aspettando una copertura.
Assessore Zambuto, possiamo trattare l'articolo 11?
Allora colleghi, riprendiamo con l'articolo 11. Ne do lettura:
«Capo II
Personale
Art. 11.
Norme in materia di personale
1. La dotazione organica del personale dell'amministrazione
regionale, rideterminata per il 2021 in applicazione delle
disposizioni dei commi 3 e 4 dell'articolo 49 della legge regionale
7 maggio 2015, n. 9 e successive modificazioni, è ulteriormente
ridotta, per il triennio 2022-2024, con le modalità che seguono:
a) per il comparto non dirigenziale, la relativa dotazione
organica è ridotta, annualmente, del 100 per cento dei soggetti
comunque cessati dal servizio nell'anno precedente per le categorie
A e B, del 60 per cento per la categoria C e del 40 per cento per
la categoria D;
b) per la dirigenza, la relativa dotazione organica è ridotta,
annualmente, del 70 per cento dei soggetti comunque cessati dal
servizio nell'anno precedente.
2. A decorrere dall'anno 2021 e fino all'anno 2029, le facoltà di
assunzione previste dai commi 2 e 3 dell'articolo 4 della legge
regionale 6 agosto 2019, n. 14 e successive modificazioni sono
determinate escludendo dal computo della spesa del personale di
ruolo rispettivamente del comparto non dirigenziale e della
dirigenza cessato dal servizio nell'anno precedente, anche il
personale destinatario delle disposizioni di cui all'articolo 10,
secondo e terzo comma, della legge regionale 9 maggio 1986, n. 21 e
successive modificazioni.
3. A decorrere dall'anno 2021 e fino al 2023, dalle risorse
assunzionali destinate alla dirigenza, determinate
dall'amministrazione regionale in applicazione del comma
precedente, sono altresì detratte le somme trasferite al Fondo di
quiescenza per il pagamento delle indennità di buonuscita del
personale dirigenziale cessato nel triennio 2021-2023. E'
conseguentemente fatto divieto, all'amministrazione regionale di
procedere nel triennio 2021/2023 all'assunzione a tempo
indeterminato di personale dirigenziale.
4. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge, l'amministrazione regionale e gli enti di cui all'articolo 1
della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive
modificazioni adeguano alle disposizioni del presente articolo i
rispettivi Piani triennali del personale e dei fabbisogni per il
triennio 2020-2022. Il divieto di assunzione a tempo indeterminato
di personale dirigenziale si applica, per il triennio 2021-2023,
anche agli enti di cui all'articolo 1 della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10 e successive modificazioni.
5. A decorrere dall'anno 2021 sono estese agli enti pubblici
economici regionali le previsioni di cui ai commi 2, 3 e 4
dell'articolo 4 della legge regionale 6 agosto 2019 n. 14 e
successive modificazioni, secondo una percentuale di assunzioni non
superiore al 50 per cento della dotazione prevista nelle rispettive
piante organiche, purché venga assicurato il conseguimento degli
obiettivi di contenimento della spesa del tre per cento annuo
rispetto a quella sostenuta nell'anno 2020.
6. Al fine di accelerare il ricambio generazionale del personale
del comparto non dirigenziale, previa attuazione delle procedure
previste dal comma 15 dell'articolo 22 del decreto legislativo 25
maggio 2017, n. 75 e successive modificazioni, è consentito il
cumulo delle risorse destinate alle assunzioni di cui al comma 3
dell'articolo 4 della legge regionale 6 agosto 2019, n. 14 e
successive modificazioni con quelle previste dal comma 2 dello
stesso articolo, determinate in applicazione dei commi 1, 2 e 3 del
presente articolo, nel rispetto della programmazione del fabbisogno
e di quella finanziaria.
7. A seguito della definizione delle procedure di stabilizzazione
presso l'amministrazione regionale del personale di cui
all'articolo 32 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e
successive modificazioni il Fondo per garantire i percorsi di
stabilizzazione e le misure di fuoriuscita dei soggetti titolari di
contratti di lavoro subordinato ai sensi dell'articolo 3 della
legge regionale 29 dicembre 2016, n. 27 e successive modificazioni
(Missione 20, Programma 3, capitolo 215754), a decorrere
dall'esercizio 2021, è ridotto annualmente in misura corrispondente
agli oneri relativi agli emolumenti dovuti al personale
stabilizzato, cui si provvede con le disponibilità della Missione
1, Programma 10, capitolo 190001. Per il triennio 2021-2023 la
riduzione è quantificata in euro 16.506.493,50 annui».
All'articolo 11 gli emendamenti sono tutti soppressivi? No,
perché c'è l'11.33 che le parole '70' sostituite da 100' che non
ha obiezione degli uffici, poi l'11.34 dell'onorevole Tancredi che
prevede una, è conseguentemente fatto divieto all'Amministrazione
di procedere nel triennio all'assunzione , la soppressione è
contraria all'accordo Stato-Regione per cui teoricamente non lo
potremmo accettare, l'11.35 e l'11.36, di cui ora discuteremo,
dell'onorevole Tamajo che sono inammissibili per quanto capisco,
ora ne discutiamo magari un attimo, per quanto capisco che
potrebbero essere utilissimi, anzi che sarebbero utilissimi però
modificano la norma statale e quindi non abbiamo che fare. Comunque
ora ne parliamo un attimo.
Quindi, a questo punto, oltre i soppressivi, il primo emendamento
su cui possiamo discutere è questo dell'onorevole Ciancio a cui do
la parola che è l'11.33.
Prego, onorevole Ciancio.
CIANCIO. Grazie, Presidente. L'emendamento mira a trasformare le
parole da 70 a 100 . Praticamente è un modo - lo dico chiaramente
- per azzerare al momento, almeno in questo momento, l'assunzione
di nuovi dirigenti.
Questo perché ieri si è discusso tanto della necessità di ricambio
generazionale e, per carità, ognuno può avere le sue idee ma si è
fatta molta confusione tra comparto non dirigenziale e comparto
dirigenziale, mentre noi sul comparto non dirigenziale non entriamo
nel merito perché si possono fare delle valutazioni, sul comparto
dirigenziale siamo contrari che si facciano nuove assunzioni perché
non riteniamo che la Regione abbia bisogno di nuovi dirigenti.
Oltretutto, l'ho già detto ieri e lo ripeto, noi abbiamo ancora in
Commissione I, è in discussione un disegno di legge sulla riforma
della dirigenza che aspettiamo da vent'anni.
Riporto sempre il Giudizio di parifica, l'ultimo disponibile che
abbiamo, della Corte dei conti che, purtroppo, diciamo la
situazione non è cambiata rispetto all'ultima Parifica, dice sul
limite del 50 per cento che ora stiamo portando al 70 per cento:
Suscita tuttavia non poche perplessità oltre che per le
osservazioni critiche reiteratamente mosse da questa Corte al
numero considerevole di unità dirigenziali operanti in seno
all'ente regionale sia in termini assoluti, sia in relazione al
rapporto tra il numero dei dirigenti e quello degli altri
dipendenti , e questo lo abbiamo trattato ieri. Appare, infatti,
assai problematico procedere all'assunzione di nuovo personale
dirigenziale senza aver prima posto fine alla situazione di stallo
determinata dal mancato superamento della terza fascia dirigenziale
che doveva essere mantenuta solo in una fase di prima applicazione;
invece, la cristallizzazione della terza fascia a quasi vent'anni
dalla sua transitoria continua a perpetrare una grave distonia
rispetto all'ordito normativo eccetera, eccetera. Altra cosa:
Aderendo alla natura transitoria della terza fascia rischia di
crearsi il paradosso di unità dirigenziali neo assunte inquadrate
direttamente in seconda fascia e quindi in posizione prioritaria
rispetto all'attribuzione di incarichi dirigenziali nei confronti
delle pressoché totalità dei dirigenti attualmente in servizio .
Ci stanno dicendo: noi procederemmo all'assunzione di nuovi
dirigenti che non è detto che siano giovani, perché noi stiamo
confondendo il problema generazionale della Regione siciliana con
la necessità di nuovi dipendenti che sono due cose diverse. Quindi,
non è detto che siano giovani i nuovi dirigenti assunti ma questi
potrebbero scavalcare quelli che, giustamente, magari aspettano da
vent'anni un concorso interno, una progressione verticale che non
si è mai fatta.
Quindi, io chiedo che al momento si blocchi aumentando dal 70 al
100 per cento il limite per le facoltà assunzionali della Regione.
PRESIDENTE. Sì, vorrei che fosse chiaro che l'emendamento riguarda
la pianta organica. Cioè, quindi non è che blocca le assunzioni;
modifica proprio la pianta organica, cioè che sarebbe ridotta del
cento per cento dei pensionati.
CIANCIO. Sì, Presidente, al momento siamo al 50 per cento. La
stiamo modificando al 70.
PRESIDENTE. Cento per cento di chi va in pensione.
CIANCIO. Possiamo intervenire non appena risolveremo, anche con la
legge stessa della riforma della dirigenza si può intervenire in
quella sede, al momento
PRESIDENTE. Questa è norma che diciamo che considerata l'età dei
dirigenti bastano quattro-cinque anni e non c'è più nessuno. Cioè
la pianta organica prevede zero più o meno.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Se noi togliamo il cento per cento di
quelli che vanno in pensione significa che si va solo a diminuire.
Visto che c'è una età media di 61 anni vuol dire che nel giro di
cinque anni vanno in pensione tutti e quindi non possiamo metterne
più. Voglio dire, può essere che sbaglio. Poi lo chiariamo questo è
quello che ho capito io.
Prego, onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Presidente, signori del Governo, colleghi
parlamentari, io non so come davvero farlo capire a questo Governo,
ma anche a lei Presidente, non facciamo altro che discutere come la
politica del carciofo, no? Noi parliamo del personale della
macchina amministrativa regionale che è fatta sia dai dirigenti,
oltre che dai non dirigenti, e la affrontiamo come la politica del
carciofo, cioè togliamo un pezzo per volta. Quando, invece, noi
abbiamo veramente la necessità di affrontare la questione in
maniera serie attraverso una riforma che deve essere veloce.
Io la prego, Presidente, ma prego a tutti, accantoniamo gli
articoli che riguardano il personale, che riguardano le assunzioni.
Perché su questo abbiamo la necessità, come ha detto bene ed ha
sbagliato non riprendere il suo primo intervento onorevole Ciancio.
Cioè, quando lei ha richiamato l'Aula e a tutti quanti dicendo ma
signori miei, stiamo discutendo di dirigenza quando il Parlamento
la sta affrontando in Commissione con una riforma . Cioè, l'ha
detto lei, non io, l'ha detto lei e l'ho condiviso, l'ho anche
ripreso.
Cioè, io veramente vi invito, Presidente, cioè è davvero
costruttivo questo intervento. Mettiamo da parte quei pochi
interventi che riguardano la dirigenza, che riguardano il
personale, che riguardano le nuove assunzioni e assumiamo, invece,
noi l'impegno di farlo diventare priorità, perché ne abbiamo
bisogno. Abbiamo veramente bisogno di svecchiare la macchina
regionale. E' molto interessato assessore, me ne sono accorto con
tutta la mascherina. Quindi, siccome noi abbiamo la consapevolezza
e la voglia, tutti, di migliorarla questa macchina amministrativa,
il personale, la macchina regionale, quindi interveniamo così.
A proposito, perché poi esce di tutto, il subemendamento 11.38 -
mi dispiace per i miei colleghi a cui voglio molto bene, che
l'hanno presentato - questo emendamento è incostituzionale, questo
emendamento è inammissibile. Cioè, io voglio vedere come lo
metterete in votazione, ma non per i colleghi
PRESIDENTE. E' già stato dichiarato inammissibile, onorevole.
DIPASQUALE. E a me non era stato detto.
PRESIDENTE. Ne ho parlato ora, ora. Ho detto, fermo restando che
questi emendamenti
DIPASQUALE. Mi fa piacere, mi fa piacere. Quindi, però, io vi
prego, Presidente, possiamo provare a farlo questo ragionamento?
Snelliamo, accantoniamo quello che riguarda il personale, con
l'impegno di maggioranza e di opposizione di riprendere il percorso
in Commissione e chiudere la vicenda riforma dirigenza e non
dirigenza. Faremmo veramente una cosa buona per la Sicilia.
PRESIDENTE. Io sono d'accordo con lei. Su quello dell'onorevole
Tamajo e gli altri, io ho detto all'inizio che ci sono degli
emendamenti che, per quanto sarebbero emendamenti fondamentali -
secondo me, oltre che secondo l'onorevole Tamajo - però così come
sono modificano una norma statale e, quindi, noi non li possiamo
ammettere. Appena ci arriviamo ne parliamo, finiamo per adesso con
questo emendamento dell'onorevole Ciancio, che poi dobbiamo votare.
Poi di quello di quello ne parliamo.
Onorevole Foti su questo qua? Per adesso stiamo parlando
dell'emendamento dell'onorevole Ciancio.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, lei ha fatto un'osservazione. Pensando alla
norma in maniera generale e astratta, dice: ma se riduciamo la
dotazione organica non possiamo fare più assunzioni .
Intanto, stiamo facendo la dotazione organica per il 2021, dove
tra l'altro c'è il blocco delle assunzioni. Quindi le risorse
assunzionali che si liberano dal personale dirigente non possono
essere usate per i dirigenti, perché, come lei ricorda, c'è
l'accordo che blocca fino al 2023 i dirigenti.
Paradossalmente, l'emendamento Ciancio può determinare un effetto,
come dire, liberatorio; perché se noi blocchiamo - così come,
comunque, siamo obbligati a fare - al 100 per cento la dotazione
organica di chi cessa per i dirigenti, secondo me - e lo propongo
al Governo - possiamo tenere più bassa la percentuale sulla
categoria D, che è quella che ci serve. Perché se noi vogliamo fare
le assunzioni in questa Regione, è inutile che pensiamo che
dobbiamo assumere dirigenti, con mille dirigenti. A noi servono
giovani laureati - e si è detto in legge, in economia - per i quali
il percorso di assunzione non può che essere nel comparto, cioè
nella fascia D del comparto.
Quindi, se condividiamo, e secondo me lo dobbiamo condividere,
perché è una finta quella di dire lo tengo al 70 per cento,
mantenendo comunque il blocco delle assunzioni, perché delle due
o c'è il blocco o non c'è il blocco, quindi giocare su questa
percentuale
E poi sono d'accordo con lei, noi dobbiamo risolvere in questo
Parlamento e in questa Legislatura una questione che non si può più
rinviare: la riforma della dirigenza. Dobbiamo abolire la terza
fascia e fare una fascia unica dei dirigenti. Punto. Poi vediamo,
io ho un'idea, diversa da quella che aveva proposto il Governo, che
secondo me è più celere: la fascia è unica, poi a seconda
dell'incarico che hai, hai il primo o il secondo livello. Ma la
fascia è una, il dirigente è unico, non è di prima, seconda o
terza. C'è un dirigente della Regione, che a seconda, se è
dirigente generale è di primo livello, se è di Servizio è di
secondo livello. Perché poi il paradosso è che se noi facciamo
assunzioni esterne, siccome non esiste la terza fascia
nell'ordinamento tranne in Sicilia, se uno venisse assunto alla
regione domani come dirigente entrerebbe di seconda fascia, cioè
quindi si troverebbe in una condizione di vantaggio rispetto a chi
da vent'anni fa il dirigente della Regione; quindi, sono cose
complesse.
Però io dico, fermo restando che dobbiamo affrontare il nodo della
riforma della dirigenza, paradossalmente il Governo modifichi il 40
per cento della fascia del comparto per il settore D, si dia un
margine di manovra più ampio al fine di consentire di avviare le
procedure concorsuali, si mette al 30 per cento e non al 40 per
cento, cioè diamo una speranza pur in un sistema bloccato di poter
immettere nuove competenze e nuove energie nell'amministrazione
regionale.
Il tema non sono in questo momento i dirigenti. Quindi, io sono
d'accordo con l'emendamento Ciancio e dico, però, che l'emendamento
Ciancio ci consente di modificare il famoso il blocco del comparto
per quanto riguarda la fascia D dal 40 al 30 per cento, non so se
sono stato chiaro.
Quindi, se il Governo è d'accordo, lo presenti il Governo col
subemendamento perché libera risorse in favore del comparto ma del
comparto delle fasce più qualificate.
PRESIDENTE. Allora, lei è stato chiarissimo, il problema che io mi
continuo a porre è che, poi per carità non è un fatto ideologico,
il problema che io mi continuo a porre è che questa è una legge che
non riguarda un anno è legge. Cioè, nel momento in cui c'è una
legge che dice che la riduzione è del 100 per cento di chi va in
pensione ...
(Intervento fuori microfono)
Qua non c'è scritto per il 2021 chiedo scusa, è per il triennio
cioè che arriviamo al 2024. Scusi, io parlo di pianta organica
perché il fatto che oggi c'è il blocco delle assunzioni è un conto,
parlo di pianta organica che è un fatto diverso. Io oggi, di fatto,
anniento la pianta organica a prescindere dal fatto che li debba
assumere oggi o no. La pianta organica è quella secondo cui
l'Assemblea Regionale avendo in pianta organica la possibilità di
assumere dieci persone, anche se tre anni dopo ma ha deciso di
assumere. Se io anniento la pianta organica non li posso assumere
manco fra cinque anni, non è il blocco delle assunzioni mi
interessa poco Cioè noi li stiamo togliendo dalla pianta organica.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, non vorrei che sia stato frainteso. Oggi
noi stiamo facendo una norma che dice che tutti quelli che
andranno in pensione nel 2021, 2022, 2023 e che sono dirigenti, le
risorse assunzionali per nuove assunzioni nel settore della
dirigenza si possono recuperare per il 30 per cento perché il 70
non li utilizzi.
Siccome nel 2021, 2022, 2023 con l'accordo che abbiamo fatto non è
possibile comunque assumere dirigenti. Allora, la mia proposta era:
considerato che la dotazione organica la facciamo con legge ogni
anno noi, quindi da qui a tre anni andranno via non lo so cento
persone dirigenti della Regione - non so se sono cento o venti
duemila non ne ho idea - il tema che noi abbiamo oggi è quelle
risorse assunzionali destiniamole prevalentemente alle fasce D,
cosa che in parte fa la proposta del Governo, io dico teniamola
addirittura più bassa in maniera tale che comunque in questo
triennio sia possibile fare le procedure concorsuali per quelle
categorie di giovani - giovani, insomma giovani quelli che sono -
laureati che entrano nel comparto, non stiamo bloccando vita
natural durante la dirigenza.
In più, dico siccome dobbiamo fare la riforma della dirigenza e la
riforma della dirigenza non si potrà che fare partendo dei numeri
che abbiamo, perché non è che possiamo cancellare le persone,
quindi la dotazione organica della dirigenza per questi tre anni
non sarà altro che i dirigenti in forza che operano fino al 2023
per i quali dovremmo fare il ruolo unico. Dal 2024 - poi chi vivrà
vedrà - il processo anche per la nomina di dirigenti, si riattiva
perché non c'è più il blocco delle assunzioni previsto dall'Accordo
Stato-Regioni. Fermo restando, anche l'Accordo - e chiudo -
Brunetta di cui parlava l'assessore Armao non è che prevede
dirigenti, prevede la possibilità di rinnovare, dal punto di vista
digitale e dell'innovazione diciamo generazionale, la Pubblica
Amministrazione. Quindi, saremo in coerenza persino con
quell'Accordo e aumenteremo la dotazione potenziale di nuovi quadri
- si chiamano quadri infatti e non dirigenti - da assumere nella
Pubblica Amministrazione regionale. Poi si può essere d'accordo o
meno.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici e onorevole Ciancio, può essere
che sia io a non capire. Ma una cosa sono le assunzioni, una cosa è
la pianta organica. Nel momento in cui decidiamo di non assumere
perché c'è un impegno con lo Stato, perché c'è il blocco delle
assunzioni, tutto quello che volete, ma con questo emendamento,
secondo me, poi mi sono consultato e mi dicono che è così ma può
essere che sbagliamo tutti, con questo tipo di emendamento, facendo
un calcolo all'ingrosso, avendo la dirigenza della Regione una
media di anzianità che si avvicina ai 61-62 anni e dovendo andare
in pensione nel giro di 4 anni, qui siccome diminuiamo la pianta
organica - ripeto, su questo è inequivocabile, l'italiano è
italiano -, qua viene diminuita, non c'è un problema di assunzioni;
che poi, ferma restando la pianta organica, si possa decidere di
non fare assunzioni è un conto che è l'Accordo fatto con lo Stato,
ma diminuire la pianta organica, ogni anno, del 100 per cento di
coloro che vanno in pensione, vuol dire che nel giro di 5 anni non
ne abbiamo più. Io vorrei che questo fosse chiaro
Dopodiché il concetto delle assunzioni è molto diverso, una pianta
organica è una cosa, le assunzioni sono un'altra cosa. Io determino
la pianta organica, poi se non posso assumere non assumo, ma la
pianta organica è questa.
Io sono arrivato all'Assemblea regionale, abbiamo modificato con
l'Ufficio di Presidenza la pianta organica, l'abbiamo addirittura
abbassata rispetto a come era prima, ma su quella che abbiamo
abbassato c'erano comunque 30 vuoti. Abbiamo iniziato a fare i
concorsi ma questi vuoti c'erano da prima, addirittura prima erano
di più, non è che erano obbligati a fare i concorsi. Man mano che
ci siamo resi conto che era necessario il personale, ma la pianta
organica c'era. La pianta organica è quale sarebbe l'ideale di
funzionamento di una struttura. Non credo che la si possa fare per
legge senza che ci sia un minimo di ragionamento. Non è che
abbassarla del 70, del 100, io ritengo che questo vada fatto per le
assunzioni, ma non sulla pianta organica che è la struttura su cui
la Regione deve funzionare. Fermo restando che, secondo me, non
funziona e quindi andrebbe cambiata tutta, diciamo un'altra cosa,
però, ripeto, mi sembra che ci sia un contrasto tra quello che si
vuole fare e l'emendamento per com'è scritto.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho capito e
condivido, mi ha convinto. Ho capito qual è il problema, perciò le
chiedo, se c'è l'impegno da parte del Governo, di portare avanti
questa riforma in I Commissione entro la fine della legislatura, se
possiamo modificare l'emendamento scrivendo il 100 per cento del
2020, che - dati dell'Assessorato - dotazione organica a regime
per il 2020 con le riduzioni del 2020 sono 806 dirigenti.
Se noi abbiamo l'impegno da parte del Governo di trattare questa
riforma che è ferma non per causa della Commissione perché stiamo
aspettando le riscritture del Governo. Parlavo prima con la collega
Grasso, lei queste scritture le ha presentate, non so dove sta
l'intoppo. Se abbiamo questo impegno possiamo scrivere il 100 per
cento del 2020 dopodiché, con la riforma della dirigenza troviamo
una quadra in uno scenario più organico e complessivo.
PRESIDENTE. Aveva chiesto di parlare l'onorevole Grasso, prima del
Governo e poi l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo un chiarimento
per rispetto al problema che hanno sollevato la collega Ciancio e
l'onorevole Cracolici. Per la dirigenza il 70 per cento quindi si
riferisce solo alla dirigenza, quindi non si liberano posti per il
comparto perché le risorse assunzionali sono distinte. Non possono
essere dirigenza che va al comparto e viceversa. Quindi non liberi
posti per il comparto. Qua significa che c'è un blocco per assumere
dirigenti fino al 2023. Se noi manteniamo e portiamo dal settanta
al cento per cento, significa che nel 2025, quando cioè si potranno
assumere dirigenti - che non sono i dirigenti generali sono, come
diceva l'onorevole Cracolici, giovani laureati categoria D -, nel
2025
(Intervento fuori microfono)
Come? Ma sono i laureati Questi sono Che cosa significa Che nel
2025, quando si liberano, se rimane il blocco del cento per cento,
quando tutti se ne vanno in pensione non si assume nessuno. Quindi
se si potesse trovare, siccome la dotazione organica è nel
triennio, se si potesse trovare, invece, una soluzione così come
diceva la collega Ciancio, cioè vuoi dire siccome tu non puoi
assumere fino al 2023, fai il cento per cento per un anno,
l'ottanta per cento per l'altro e nel 2024 lo porti al settanta per
cento, in modo tale che hai la possibilità poi di potere assumere.
Questo era, solo questa idea.
PRESIDENTE. Benissimo ma se le cose si fanno con la logica sono
assolutamente d'accordo. Vorrei che capissimo bene quello che
stiamo facendo.
E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
(Subbuglio in Aula)
Ma colleghi, credo di avere il diritto se c'è una cosa che capisco
in una determinata maniera, di segnalarlo. Poi posso avere ragione
o torto.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, trovo che la materia
sia talmente seria che, come dire, andrebbe fatto un attimino di
ordine anche nel modo in cui andrebbe trattata. Qua sembra di
essere al mercante in fiera: mettine un po' di più, un po' di meno,
un po' di una categoria, un po' di un'altra. Ma, diciamo, al netto
di quello di cui stiamo discutendo dipende dalla funzionalità e dai
servizi che questa Pubblica Amministrazione riesce a dare ai
cittadini.
Questo intervento posticcio, oltretutto dettato da un Accordo che,
permettetemi non mi vergogno a dirlo, mi immagino veramente una
taverna di quarta categoria, di certo non un tavolo con uno Stato
Mi sembra che questo Accordo, per la parte che riguarda la
mortificazione ulteriore del blocco dei turnover sia figlio di un
pregiudizio e di una visione distorta.
Ora, nell'ideale, la Pubblica Amministrazione dovrebbe essere
davvero snellissima e avere dei costi in modo da rientrare in
criteri di efficienza, efficacia ed economicità. Certamente, non
una visione ideologica ma che risponda, esclusivamente, a questi
criteri.
Invece, Presidente, mi sembra che il frutto partorito sia figlio
di un pregiudizio. Ora, se bisogna fare le cose con ordine,
bisognerebbe che il Governo pianificasse come queste unità
operative devono funzionare. Sulla base di quello, le piante
organiche e, poi, in base al personale che già c'è e quello che
andrà in pensione, potremmo legiferare quando, oltretutto, c'è una
riforma che si attende, la 10 del 2000 è antichissima, insomma
possiamo parlare quasi di un pezzo di antiquariato e questo
Parlamento la stava discutendo in I Commissione.
Con la deliberazione 12 novembre 2020, delibera di Giunta che è
pubblicata sul sito, si evince che 596 dirigenti hanno un'età
maggiore ai sessant'anni.
Ora, Presidente, se quasi 600 - quindi 596 - hanno più di
sessant'anni, lei capisce bene che nell'arco di due, tre anni
andranno in pensione e, quindi, la dirigenza si più che dimezzerà
rispetto a quello che è.
Ora, io penso che più che rispettare l'Accordo con lo Stato che,
tra l'altro non è verosimile neanche nella tempistica. Quale
serietà ha un accordo firmato a gennaio che impone, nell'arco di un
mese e mezzo, una riforma di questa portata?
Io credo che non sia serio, siccome penso che qui ci sia gente
seria, evidentemente, non c'era gente serie a quel tavolo perché
non avrebbe, leggendo questa richiesta che ci veniva fatta, potuto
minimamente pensare che si potesse fare un taglio con l'accetta.
Allora, Presidente, le chiedo, se il Governo è d'accordo - io non
lo so loro quanto siano appassionati a questo contorsionismo
normativo -, la prego di volere valutare di stralciare tutti gli
articoli che riguardano le assunzioni e di rimandarci seriamente
all'indomani. Lei ha visto che noi siamo disponibili tutti a
rimanere qui dal lunedì anche al sabato se è necessario per fare
una riforma però seria perché qui sembra di essere in Commissione.
Noi qui dovremmo arrivare con un prodotto finito, concordato, con
delle voci univoche. Quale serietà diamo, che tipo di immagine?
Io le chiedo ai sensi del Regolamento, non mi ricordo quale
articolo, unendomi alla richiesta anche dell'onorevole Dipasquale e
se vogliono anche gli altri, di assumerci la responsabilità di
organizzare e scrivere qualcosa di giusto e, se è possibile dato
che mi pare che ci sia un nuovo Governo, anche ridiscutere su
questi dati perché non è possibile che la Corte dei Conti, la
sezione riunita, ci dica che siamo al 13,6 rapporto un dirigente
ogni 13,6 dipendenti del comparto non dirigenziale, le altre
Regioni a Statuto ordinario sono un dirigente ogni 14,2, quindi
siamo mezzo punto in più.
Ma di cosa stiamo parlando? Del rapporto, non dei numeri in
assoluto. Quindi, colleghi, penso che per la serietà che c'impone
la questione non possiamo, dato che dobbiamo fare la finanziaria,
dobbiamo permettere alle ragionerie, alla legge di andare in
Gazzetta e pagare gli stipendi ma non per questo mettere tutto nel
calderone e fare male. E' veramente qualcosa di posticcio,
ritagliato male e discusso qui, sembra una partita di ping pong più
che un Parlamento che vuole fare una riforma su un argomento così
importante. Quindi, se vuole porre in votazione la discussione di
stralciare e rimandare in Commissione
PRESIDENTE. Sentiamo gli interventi e poi lo decidiamo.
FOTI. chiaramente evitando di trattare gli emendamenti che poi
discuteremo lì in maniera seria con tutta la rappresentanza in
Commissione.
PRESIDENTE. Okay, onorevoli Foti. Grazie.
Aveva chiesto il Governo, però l'onorevole Aricò vuole intervenire
prima del Governo. Ne ha facoltà.
ARICO'. Sì, signor Presidente, ricordo perfettamente il dibattito
che c'è stato in Commissione, è stato anche un dibattito che ha
assorbito molto tempo ai lavori della Commissione Bilancio' e
ricordo perfettamente quanto detto dall'assessore Zambuto e anche
dal Direttore generale che ci rappresentava che per i prossimi anni
l'Accordo che abbiamo con lo Stato prevede una riduzione fino a 750
dirigenti rispetto agli attuali ed il Governo potrebbe, diciamo,
ribadirci l'Accordo.
Quindi cosa significa? Che probabilmente nel triennio e mi
riferisco nella fattispecie al comma 1 che prevede, diciamo, nel
triennio 2022-2024 la riduzione del comparto dirigenziale,
sicuramente oggi è un obbligo che abbiamo rispetto all'Accordo con
lo Stato e quindi se vogliamo anche, diciamo, azzerare e far sì che
ci sia il 100 per cento del mancato ricambio dirigenziale,
probabilmente almeno da quanto mi ricordo nei lavori di Commissione
Bilancio' fatti, ritengo che sia giusto.
Per quanto riguarda invece la categoria D sono assolutamente
favorevole al fatto che questo 40 per cento si possa ridurre al 30
o addirittura possa essere espunto dal comma perché i funzionari
direttivi - credo che sia il comparto più importante visto che non
possiamo più assumere dirigenti - diventeranno l'ossatura
probabilmente nei prossimi anni della nostra Regione. Quindi, ho
visto un emendamento credo a firma di Lupo, Cracolici che riduce il
comparto della categoria D dal 40 al 30 per cento ma, addirittura,
cari colleghi, sarei per eliminare e far sì che ogni 100 di
categoria D si possano assumere altri 100 per il prossimo triennio
e questa credo che sia una norma di buon senso visto che nel
prossimo triennio non ne potremo assumere neanche uno di dirigenti.
Grazie.
PRESIDENTE. Hanno chiesto di intervenire gli onorevoli Figuccia,
Lentini e Palmeri.
Prima dell'intervento dei colleghi vorrei chiedere: è ovvio che un
articolo che è stato fatto perché c'è un Accordo tra lo Stato e la
Regione, per cui la Regione sta cercando di rispettare i patti
fatti con lo Stato attraverso questo articolo, è chiaro che non lo
posso stralciare.
Si può bocciare, il Parlamento è sovrano e può fare quello che
vuole. Ma non chiedetemi per favore lo stralcio, neanche lo metto
in votazione di rimandarlo in Commissione perché fa parte
dell'Accordo e proprio perché fa parte dell'Accordo tra la Regione
e lo Stato non mi posso permettere di dire non ve lo faccio fare .
Stralciarlo significherebbe non ve lo faccio fare .
Poi se il Parlamento lo boccia, è assolutamente sovrano e può fare
quello che vuole ma non chiedetemi per favore lo stralcio di queste
norme che sono quelle obbligatorie, relativamente all'Accordo che è
stato fatto, che non piace neanche a me, onorevole Foti, per essere
chiari, anzi ho fatto l'inferno quando è stato fatto, però non so
che fare.
Stralciarlo significa che mi sono assunto la responsabilità di non
farlo rispettare. No, questo non lo posso fare. Ripeto, il
Parlamento poi è sovrano, se lo vuole bocciare lo boccia, ma
personalmente, il Presidente non si può permettere di stralciarlo.
Vi prego, quindi, di non chiedermelo più visto che sto dando la
parola ad altri colleghi, se era per chiedere la stessa cosa vi
prego di considerare la mia impossibilità a stralciarlo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Figuccia.
FIGUCCIA. Signor Presidente, vista la sua precisazione non le
chiedo di stralciarlo.
Tuttavia alcune riflessioni vanno fatte.
Mi ripeto, vista la sua precisazione non le chiedo di stralciarlo.
Tuttavia alcune precisazioni vanno fatte nella misura in cui
Vede, quando guardiamo ai dipendenti della Pubblica
Amministrazione
PRESIDENTE. Non per un fatto ideologico, ma istituzionale. Il
Presidente dell'Assemblea non può fare qualcosa che vieti al
Governo di rispettare l'Accordo con lo Stato.
FIGUCCIA. E io nel rispetto istituzionale che ho del suo ruolo ho
detto non glielo chiedo .
D'altra parte, quando si guarda ai dipendenti della Pubblica
Amministrazione, credo che vada fatto uno sforzo. Lo sforzo è
quello di guardare, prima ancora che ai dipendenti, ai servizi,
all'erogazione dei servizi, a quello che accade all'interno delle
Pubbliche Amministrazioni perché vedete stiamo facendo un bel
dibattito sui dipendenti della Pubblica Amministrazione ma credo
che si debba partire dal fatto che allo sportello delle attività
produttive, presso l'Assessorato agricoltura, dal mio amico
assessore Samonà ai beni culturali, dal bravissimo Scilla, alla
fine vanno cittadini, imprenditori, soggetti che sono portatori di
interessi legittimi che finiscono spesso nei meandri della Pubblica
Amministrazione dove diventa più difficile interfacciarsi con
quegli uffici rispetto a qualsiasi altra partita da fare nella
vita.
C'è gente che sogna di non finire negli uffici
dell'amministrazione perché, purtroppo, poi finisce nei meandri di
una serie di ritardi su ritardi.
Allora, il dibattito che ci offre la possibilità dell'articolo 11,
così come di altri articoli, fino all'articolo 16 dove addirittura
immaginiamo di andare a tagliare le pensioni ai dipendenti della
Regione mettendo le mani nelle tasche dei pensionati, è un
dibattito sì interessante dal punto di vista dei dipendenti che,
certamente, tutti vogliamo tutelare, ma è un dibattito fondamentale
a 360 gradi per tutti i siciliani.
Perché mi addentro in questo ragionamento? Perché non rimandare -
e ripeto non glielo chiedo - il testo in Commissione, ma d'altra
parte rendere inammissibili alcuni emendamenti, come l'11.38, io ne
ho uno che è l'11.36, ad esempio Presidente, con l'11.36 alla fine
diamo la possibilità ai dipendenti della Pubblica Amministrazione,
che ne hanno titolo, ne hanno titolo in termini di competenza, di
professionalità, di esperienza acquisita, di titolo di studio, di
potere accedere ad una progressione verticale di carriera alla luce
del fatto che i dipendenti hanno avuto bloccata questa prospettiva,
praticamente dall'inizio della loro esperienza all'interno della
Pubblica Amministrazione.
Presidente, penso che noi veramente abbiamo un'occasione
importante questa sera che è quella che - se non si riesce a
mettere mano alla riforma che i Governi precedenti non hanno fatto
e che noi stiamo provando a fare nella Commissione - quantomeno
apre a degli spiragli di discussione attorno ad una partita
importante che si gioca su un doppio binario: da una parte
l'accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione per cittadini e
imprese, dall'altra i dipendenti della Pubblica Amministrazione che
diventano non beneficiari di un dono, ma destinatari di un
intervento legittimo, alla luce di una riforma che non c'è stata.
Non so quali saranno le sorti, ad esempio, dell'emendamento 11.36.
Auspico, però, che ci sia lo spazio per migliorare questo testo,
altrimenti, nel rispetto pieno delle scelte della Presidenza
dell'Assemblea, che non può fare altrimenti di come giustamente sta
facendo, rischiamo nel sottoporci al giudizio dell'Aula di vedere
scardinato un testo qualora questo non dovesse avere margini di
miglioramento. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, ha fatto un intervento che
certamente mi convince, nel senso che quello che lei dice è quello
che pensiamo tutti.
Quello che mi posso permettere di fare - e dico all'Aula - la
norma statale non la possiamo cambiare, ma in un Accordo Stato-
Regioni che ci penalizza sicuramente, possiamo invitare il Governo
a rivedere questo Accordo chiedendo al Governo nazionale di
consentirci, ad esempio, quello che chiediamo nell'emendamento
11.36, come si chiama, quello a firma dell'onorevole Tamajo ed
altri.
Noi non lo possiamo materialmente fare ma se lo Stato ci autorizza
diventa diverso.
Allora, se nella rinegoziazione di questo Accordo che speriamo
avvenga, anche perché ricordiamo tutti che il Governo quando fece
questo Accordo poi disse: è ovvio che è un Accordo che comunque si
può aggiustare . Ora è cambiato anche il Governo nazionale, per cui
tutti ci auguriamo che si possa in qualche maniera modificare.
Possiamo fare un ordine del giorno con cui invitiamo il Governo a
chiedere al Governo nazionale di metterci nelle condizioni di
potere accettare l'emendamento, a firma Tamajo ed altri, che sono
quelli che ci porterebbero a fare una cosa che però oggi non
possiamo fare perché il Governo nazionale non ce lo consente.
Prima di dare la parola all'onorevole Tamajo - arrivati al suo
emendamento gliela do - per adesso stiamo parlando di altro.
(Intervento fuori microfono)
Mi faccia andare in ordine rispetto a chi aveva chiesto la parola:
Lentini, Palmeri e Siracusa.
Siccome l'argomento è bello ed è importante, cerchiamo di fare
interventi succinti.
(Intervento fuori microfono)
Lo aveva chiesto all'inizio? Pensavo volesse arrivare al suo
emendamento. Le chiedo scusa.
Ha facoltà di intervenire l'onorevole Lentini.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, ho
presentato un subemendamento che riguarda la categoria C'.
Sono proprio queste due categorie, la C' e la D', considerato
che nella categoria della terza fascia dirigenziale sono
tantissimi, si va a dimagrire, quindi già la pianta organica non
viene riconfermata quella uscita al 31 dicembre 2020.
Questo fatto di incidere sulle due categorie C' e D', C' che
sono gli istruttori direttivi, che poi sono la Regione siciliana,
ma la Pubblica Amministrazione tutta, nella sua interezza, ha
bisogno, cioè queste qualifiche sono la scuola della Pubblica
Amministrazione, Presidente.
Lei ha centrato benissimo il problema. Gli ultimi concorsi
risalgono agli anni '80, Presidente, - le do ragione perché ha
azzeccato benissimo -, gli ultimi concorsi espletati nella Pubblica
Amministrazione regionale risalgono al 1986 e 1989. Da quel momento
in poi non ci sono stati più concorsi pubblici.
Morale della favola? Oggi chi ha lavorato per tanti anni, quelle
categorie, carissimi colleghi, le categorie che lavorano oggi
all'interno dell'amministrazione regionale, che preparano i
provvedimenti, i decreti-legge, il supporto fondamentale degli
Assessori e dei dirigenti generali sono queste due categorie: la
C e la D .
Finalmente mi trovo d'accordo con il collega Cracolici che il
taglio di 40 per quanto riguarda la categoria D che la porta a 30 e
la categoria C chiedo da 60 la portiamo a 40 perché tra tre anni,
tra due anni, quando sarà possibile fare le assunzioni con concorsi
pubblici e mettiamo le riserve, non lo dimentichiamo mai,
all'interno della Pubblica Amministrazione, quelli saranno i
momenti più importanti perché non ci sono più persone, quindi se
perdiamo questi 2, 3 anni ci troveremo con le categorie C e D
che vanno anch'essi in pensione e ci troveremo sguarniti al 100 per
cento e, quindi, non so cosa poi bisognerà fare all'interno della
Pubblica Amministrazione.
Pertanto, vi chiedo di votare il subemendamento 11.33.2 che,
anziché tagliare al 60 per cento la categoria C la taglia al 40 per
cento. Grazie.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha
facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io condivido
il fatto che occorra fare un approfondimento sui numeri, anche per
l'estrema cautela del tema e per i rischi di andare a mummificare
ancora di più questa Regione nell'esigenza di andare a svecchiare,
a creare questo ricambio generazionale, nell'esigenza di evitare
dei buchi nelle competenze ed evitare di creare dei buchi in
organico.
Alcuni dati li abbiamo sentiti dalla collega Vicepresidente...
PRESIDENTE. Onorevole Turano, se si può accomodare ai banchi del
Governo oppure uscire.
PALMERI. Alcuni di questi numeri li abbiamo sentiti proprio da le
e il rapporto tra le Regioni a statuto speciale è di un dirigente
ogni 14,2 dipendenti, in particolare nella Regione siciliana ci
attestiamo nella media delle Regioni a statuto speciale. Quindi,
questo sicuramente è un dato importante.
Un dato ancora più importante è il fatto che l'età media è oltre i
60 anni e quindi la conclusione vien da sé. Nel giro di pochi anni
ci potremmo trovare dei vuoti in organico importanti. Fra l'altro,
relativamente ai vuoti in organico, sappiamo tutti, così come
specialmente in questi giorni si legge attraverso i mezzi di
stampa, ma così com'è venuto fuori da molti studi, questi vuoti in
organico già ci sono, in particolare mancano delle competenze
specifiche, specializzate in ambito sanitario, medico, scientifico,
naturalistico.
Oggi si parla tanto di ecosistemi, si parla di Via Vas, in ambito
paesaggistico, nei beni culturali, cioè le competenze moderne, in
ambito statistico, tecnologico sono svariate. E' inutile fare gli
elenchi, però sicuramente dobbiamo porci il problema del rischio di
andare a mummificare ancora di più questa Regione e appesantire
questa situazione.
Fatto salvo l'Accordo Stato-Regione che mi auguro possa essere
rettificato per evitare questa situazione nelle parti che,
sicuramente, è urgente fare e, soprattutto, posto che già dal 2015
al 2019 abbiamo bloccato la sostituzione dei nuovi dirigenti e ora,
in particolare con questa nuova legge, all'articolo 11, si va a
ridurre ancora di più dal 70 per cento la possibilità di fare
queste assunzioni.
E' chiaro che il problema ce lo dobbiamo porre e questa
fattispecie in particolare, in combinato disposto, questo articolo,
in combinato disposto con l'articolo 15 di questa legge, comma 1,
credo che possa pregiudicare ancora di più e possa aumentare alcune
preoccupazioni che non sono solo quelle mie, ma sono quelle di
molti giovani, ad esempio quei giovani estremamente specializzati
che vivono all'estero, che sono stati formati all'estero, che
vorrebbero rientrare in Sicilia, che vedono ad esempio questa norma
e non sono incentivati a tornare in Sicilia. Perché? Perché
chiaramente questa norma, per come è scritta, non va ad aprire la
possibilità di fare dei contratti a tempo indeterminato.
Io, ad esempio, ho presentato un emendamento per il comma 3 che è
stato tolto, ho sentito poco fa dalla Presidenza, che è in
contrasto con l'accordo Stato-Regione; all'emendamento 11.34 vado
ad eliminare al comma 3 le parole E' conseguentemente fatto
divieto all'amministrazione regionale di procedere, nel triennio,
all'assunzione a tempo indeterminato di personale dirigenziale .
Mi rendo conto benissimo che è contrario all'accordo, però era un
po' una forma di provocazione, perché noi andiamo a bloccare
proprio le assunzioni a tempo indeterminato e invece continuiamo a
portare avanti le assunzioni a tempo determinato con il rischio che
poi si facciano i famosi concorsi interni, che sappiamo benissimo
tutti che non sono consentiti, ma sappiamo anche benissimo che
all'interno di questa norma ci sono degli emendamenti che ancora
parlano di fare concorsi interni.
Sappiamo benissimo quello che è successo in questa Regione negli
ultimi anni, ossia il fatto che dei soggetti anche non laureati poi
si sono presi la laurea successivamente con il contratto, con il
concorso interno sono diventati dirigenti. Sappiamo benissimo come
avvengono queste situazioni e come sono avvenute e il rischio che
possa continuare a succedere c'è. Quindi c'è ancora il rischio che
le migliori competenze continuino a non arrivare in Sicilia
Io faccio una provocazione, per noi dare un cambiamento, un salto
di qualità a questa Regione, dovremmo aprire ai concorsi a tempo
indeterminato esclusivamente a giovani e possibilmente a giovani
formati all'estero.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Siragusa. Ne ha
facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, io ho finalmente avuto spiegato il
perché dell'inammissibilità degli emendamenti 11.38, 11.36, 11.34
che sono poi perfettamente uguali quelli di Figuccia-Tamajo e il
mio. Però il problema resta.
Oggi siamo stati qua a parlare più volte, ripetutamente, di
invecchiamento della classe dirigenziale della nostra Regione, dei
dipendenti della nostra Regione, però non curiamo le grandi
professionalità che ci sono all'interno della nostra Regione, nel
comparto e magari nelle categorie più basse A e B. Leggo, per dire,
in categoria A ci sono 112 laureati, in categoria B ce ne sono 382,
in categoria A ci sono 1458 diplomati e in categoria B ci sono 1764
diplomati.
Questo emendamento che è inammissibile dava la possibilità con le
progressioni verticali di potere sfruttare queste professionalità.
Quindi l'impegno che io chiedo in questo caso al Governo che è poi
peraltro quello che aveva detto anche poco fa il Presidente
dell'Assemblea, è d'impegnarsi col Governo nazionale a consentirci
di potere superare certi limiti che legge nazionale impone, vero,
ma che, con qualche deroga, potremmo noi sfruttare per poter
chiudere quel cerchio e quindi avere persone preparate e
qualificate nei ruoli dove servono e non magari dove si trovano a
fare dei compiti e dei ruoli che sono superiori alle loro mansioni
reali, semplicemente perché hanno la laurea o hanno il diploma.
Per cui, se vogliamo veramente iniziare a, non dico svecchiare la
classe, i dipendenti della nostra Regione, perché per quello ci
vogliono i nuovi concorsi, ma per collaborare in questo facendo i
nuovi concorsi e riservando una parte per le progressioni verticali
a chi ha i titoli, a chi ha le capacità, probabilmente riusciremo a
trovare delle persone adeguate anche nei ruoli superiori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tamajo. Ne ha
facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, devo dirle che è sempre molto attuale
il tema del personale della Pubblica Amministrazione regionale.
Però, Presidente, una constatazione che ho fatto oggi io mentre ero
seduto col mio scranno, nessuno è stato mai in grado di fare nulla,
né il Governo precedente, né il Governo attuale.
Abbiamo assistito da tanti anni a tanti proclami, a tanti annunci,
ma queste riforme di cui tanto si parla non è stato mai fatto nulla
e non sono mai state portate a compimento. E allora, il senso del
mio emendamento va proprio in questa direzione, la direzione della
riclassificazione del personale e appunto per questo dico che nelle
more della revisione, della classificazione del personale della
Regione il personale di ruolo del comparto non dirigenziale della
Regione a tempo indeterminato con almeno cinque anni di servizio
eccede a seguito di procedura selettiva alla categoria
corrispondente ed al titolo di studio posseduto.
Ora io dico, questo va nel senso di una riqualificazione, di una
rigenerazione, di una riclassificazione del personale. Perché vede,
caro assessore, il vero problema è il corto circuito che si è
creato tra la politica e la macchina burocratica. Nel momento in
cui la macchina burocratica, il personale non è gratificato, non ha
senso di appartenenza, non ha spirito di appartenenza ed è
demotivato non fa altro che rallentare e creare immobilismo a tutte
le procedure amministrative.
Per cui, al di là del contrasto con le norme nazionali o meno, io
mi auguro che dal momento in cui si vari un nuovo piano di rientro
col Governo nazionale si cominci veramente a creare un tavolo
permanente per iniziare a discutere del tema della
riclassificazione del personale, di quali possono essere le
soluzioni e di quali possono essere le sinergie tra Roma e la
Sicilia per portare avanti un percorso di riclassificazione. Perché
in tutti questi anni, al di là di qualche stabilizzazione e ancora
lottiamo per stabilizzare i PIP, per stabilizzare gli ASU, per
stabilizzare i contrattisti delle ASP, eccetera, eccetera, ma in
tema di personale fino ad oggi è stato fatto ben poco, e secondo me
dobbiamo, veramente, portare avanti un percorso che va verso
un'inversione di tendenza e che possa andare verso una direzione di
riclassificazione e di miglioramento della qualità del personale.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Tamajo. Quindi, mi sembra che ci sia
unanimità nell'idea, poi, di preparare un ordine del giorno con
tutti gli impegni che sono stati spiegati e richiesti durante gli
interventi. Bene, non ci sono altri deputati iscritti a parlare,
quindi do la parola all'assessore Zambuto.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli deputati, apprezzo il dibattito che si
è sviluppato rispetto al tema e mi permetto di fare alcune
considerazioni. Tenuto conto che la dotazione, questo articolo,
diciamo, potremmo interpretarlo secondo l'ottica della dotazione
organica, in linea anche con tutte le norme che sono state fatte
negli ultimi anni anche dai Governi precedenti in linea con un
contenimento di spesa rispetto appunto al personale, rispetto ad un
obiettivo che è quello di un allineamento, che è anche stato voluto
dalla Corte dei Conti, in ultimo, un allineamento con le altre
Regioni a livello nazionale nel rapporto interno al rapporto
dirigenti e rapporto personale.
Diciamo quindi che la norma in questione la dobbiamo vedere in
quest'ottica. A quest'ottica poi va aggiunto, chiaramente, anche il
ragionamento fatto sull'applicazione dell'accordo Stato-Regione.
Rispetto a questo io dico sono venuti dall'Aula espunti di
cambiamento che possiamo assolutamente tenere in considerazione.
Quello di spostare al 30 percento, per esempio, da un lato quello
del comparto non dirigenziale, però io sulla vicenda dirigenziale
non mi taglierei completamente la possibilità, nonostante siamo
comunque sempre in una condizione che non possiamo fare nulla. Però
non mi taglierei completamente la possibilità, dal 70 lo passiamo
all'80, ma comunque secondo me la sintesi la troviamo.
Però io dico di vedere la norma, da un lato in linea con un
ragionamento fatto con le norme su un contenimento di spesa per il
personale, e dall'altro con l'accordo Stato-Regione, rispetto al
quale, devo anche dire, che c'è stato, da parte del Governo della
Regione siciliana, in un'apposita seduta di Giunta, la volontà di
volere intervenire per andare a negoziare nuovamente questo accordo
su questa materia.
Posto questo, io penso che - e quindi se diamo una valutazione in
questo senso dell'articolo - dall'indomani mattina della
finanziaria possiamo andarci a sedere in Commissione, per andare
insieme a ragionare su tutto il tema della dirigenza, della riforma
della dirigenza, tutto il tema complessivo che, appunto, riguarda
l'organizzazione della macchina del personale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli emendamenti soppressivi sono
ritirati. Io chiederei ai colleghi, tipo l'onorevole Ciancio, se
vuole ritirare l'emendamento, dato che il Governo si è espresso con
la volontà di fare la riforma, di chiedere dei margini di
ricontrattazione anche dell'accordo.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, prendo atto delle parole
dell'assessore, ma che comunque non è più rinviabile la discussione
su questo tema, considerato che comunque per i prossimi tre anni
non si potranno fare nuove assunzioni in questo settore, anche a
me, devo dire, non appassiona il dibattito sui numeri, 30, 40, 80,
60. Va bene, ritiro l'emendamento, però è chiaro che questo tema -
e mi fa piacere che si sia affrontato oggi in Aula - è un tema che
ha assoluta priorità rispetto a molti altri.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, chiederei di ritirare l'emendamento
11.22.1.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, considerato che l'onorevole Ciancio ha
ritirato l'emendamento 11.33, a questo punto decadrebbero due
emendamenti, uno presentato dall'onorevole Cracolici, anche a firma
mia, del gruppo parlamentare del PD, che è l'11.33.1, che è un
subemendamento, e l'11.33.2 presentato dall'onorevole Lentini,
rispetto ai quali, invece, nella replica l'assessore Zambuto ha
dato una disponibilità.
Ora, io chiedo, se i subemendamenti hanno una valutazione positiva
e il parere positivo del Governo, di trasformarli in emendamenti
governativi per votarli e applicare queste due variazioni, laddove
noi chiediamo di ridurre il 40 per cento al 30 per cento per le
categorie D, e il collega Lentini, mi sembra, dal 60 per cento al
40 per cento per le categorie C.
Spero di essere stato chiaro. Quindi io chiedo che l'11.31.1 e
l'11.33.2 vengano fatti propri dal Governo e messi in votazione.
PRESIDENTE. Assessore, non so se le sono stati recapitati
l'11.33.1 e l'11.33.2 di cui ci parlava l'onorevole Lupo, primi
firmatari Cracolici, Lupo e Lentini e altri. Se lei ritiene di
poterli fare propri potremmo procedere.
L'11.22.1 lo ritengo ritirato è corretto? Allora sull'11.33.1 e
11.33.2 si sta esprimendo l'assessore. Io le sto chiedendo se
l'11.22.1 lo possiamo ritenere ritirato, anche perché, insomma, è
abbastanza cruciale e chiedo all'Aula di essere molto attenta su
questo passaggio.
LUPO. Signor Presidente, in realtà mi aveva chiesto prima e mi era
sfuggito. Io lo confermo, perché credo che il blocco delle
assunzioni debba riguardare tanto i dirigenti a tempo
indeterminato, quanto i dirigenti a tempo, su questo anzi chiederei
una discussione congiunta dell'articolo insieme all'articolo 14,
rispetto al quale resta il nostro disappunto e la nostra
contrarietà sull'assunzione di dirigenti a tempo determinato.
Quindi, se noi sopprimiamo dal comma 3 le parole a tempo
indeterminato significa che sicuramente per il 2021 non si possono
fare assunzioni ai dirigenti neanche a tempo determinato; questo lo
dico per correttezza, perché dobbiamo capire che se questo fosse
approvato riterrei precluso l'articolo 14, però vorrei sentire il
Goveno.
PRESIDENTE. Assessore, riepilogando, lei ha quindi tre emendamenti
l'11.22.1, 11.33.1 e 11.33.2; se ci può dire come queste tre
proposte eventualmente si incastonano all'interno dell'articolo, ed
eventualmente procedere.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli deputati sull'11.33.1 e 11.33.2 c'è il
parere favorevole del Governo, il Governo lo fa proprio.
PRESIDENTE. L'11.22.1?
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
L'11.22 stiamo valutando.
PRESIDENTE. Allora sul 33.1 e 33.2 il Governo come dire, li
apprezza è favorevole, sull'11.22.1 ancora deve ragionare. Con il
consenso dell'Aula gli emendamenti 11.33.1 e 11.33.2 sono
approvati.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ricordare
al Governo che il rapporto contrattuale con i dirigenti è di tipo
privatistico e quindi è a tempo determinato, cioè quindi dire a
tempo indeterminato è una come dire una illogicità rispetto alla
natura contrattuale del rapporto con i dirigenti, quindi bisogna
approvare l'emendamento come si chiama Lupo proprio perché non può
che essere come dire il contratto per sua natura è a tempo
determinato.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. Prego, assessore Zambuto.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, sull'11.22.1 c'è il parere contrario del
Governo.
PRESIDENTE. E' contrario. Ma c'è anche una logica, perché ci sono
gli articoli 14 e 15 che verrebbero preclusi da questa che invece
discutono di assunzioni non a tempo indeterminato; l'articolo 14 si
potrebbe anche fare, ma il 15. Allora, dovremmo dichiarare precluso
poi il 14, credo che non valga la pena, lo discutiamo, tanto questo
danno non ne fa, e si decide se farlo o meno.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo emendamento
riallacciandomi all'accordo, vorrei capire se nell'accordo è
specificato che non si possono assumere dirigenti per tre anni
questo lo abbiamo capito, ma viene specificato dirigente a tempo
indeterminato o non viene specificato, perché se non viene
specificato direi che per rispettare l'accordo che tutti volete
rispettare, se si deve specificare come insomma diceva l'onorevole
Lupo non vorrei che poi arrivano qua dallo stato e ci impugnano
tutta la finanziaria.
PRESIDENTE. Va bene, ma facciamocelo dire da Roma.
FOTI. No, no, no io vorrei che mi rispondesse il Governo che ha
fatto l'accordo, perché io credo che qui nessuno voglia eludere le
fustigazioni che ci hanno imposto da Roma, a questo punto
prendiamocele tutte. Voglio sapere se l'accordo, dato che non lo
voglio violare, prevede dirigenziale in generale o specifica che è
vietato a tempo indeterminato. Perché semmai chiederemo
PRESIDENTE. Intanto l'onorevole Lupo ha ritirato l'emendamento.
L'Assemblea ne prende atto.
FOTI. Però se questo chiarimento ci può essere dato, sarebbe
comunque gradito.
PRESIDENTE. Ora diamo la parola all'Assessore Zambuto.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Le assunzioni sono a tempo indeterminato.
PRESIDENTE. Assessore Zambuto, nel momento in cui io mancavo è
stato preso questo impegno, allora io vorrei chiedere anche al
Presidente della I Commissione di considerare urgente questa
disponibilità dell'Assessore Zambuto, deve far sì che questa
riforma si faccia velocemente. Quindi la Commissione lo consideri
come se fosse inserita tra le cose urgenti che deve fare.
Allora possiamo votare l'articolo 11 così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Assessore Zambuto, possiamo passare all'articolo 14 o ritiene per
adesso di sospendere?
Allora l'unico che c'è da vedere è l'articolo 4. Onorevole
Cordaro, mi pare complesso, nel fascicolo che abbiamo è l'ultimo
che ci è rimasto, tranne quelli che abbiamo accantonato per motivi
diversi, non sono neanche le 18.00, quindi non ci sarebbe motivo
per non farlo. Io voglio sapere solo se il Governo è pronto per
esaminarlo.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'ordine dei
lavori mi rimetto alle sue decisioni ovviamente. Ma se potessimo
procedere per rubrica evitando di salterellare da un Assessorato ad
un altro, io lo riterrei più conducente. Quindi sull'articolo 14
determiniamoci, è inutile rinviare. Se il Governo ritiene, io
chiedo lo stralcio e il rinvio in Commissione per le cose dette
dall'onorevole Dipasquale e anche da molti colleghi.
PRESIDENTE. Lei ha perfettamente ragione.
LUPO. Diversamente votiamo, signor Presidente, perché altrimenti
ci perdiamo.
PRESIDENTE. Lei ha perfettamente ragione. Purtroppo, come sapete,
i tempi che ci sono stati in qualche maniera imposto su questa
finanziaria e il numero degli articoli, ci hanno costretto a
situazioni un po' approssimative sia da parte nostra che da parte
del Governo da parte di tutti. Per cui ci sono alcune cose che si
devono sistemare.
Infatti ho chiesto all'Assessore se era pronto per l'articolo 14,
mi ha detto che ci sono ancora delle cose da sistemare mi sembra di
capire e quindi sarebbe scortese da parte mia votarlo comunque. Io
credo che le cose le dobbiamo fare sempre per cercare di ottenere
il risultato migliore e quindi se l'Assessore mi dice che ci sono
delle cose che sistemandole possono trovare una maggiore
condivisione in Aula, è giusto che io lo faccia fare. E quindi ci
tentiamo, almeno, poi se non si riescono a raggiungere pazienza.
Spero invece di sì.
Invece, se l'articolo 4 è fattibile, aspetto una decisione
definitiva da parte del Governo.
Assessore Armao sull'articolo 4 siamo pronti, possiamo andare?
Bene, cominciamo con l'analisi dell'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Disposizioni in materia di contenimento e razionalizzazione della
spesa
1. In attuazione dell'Accordo concluso con lo Stato in data 14
gennaio 2021 sono introdotte le seguenti norme in materia di
contenimento della spesa.
2. Le società a totale o maggioritaria partecipazione della
Regione e gli enti di cui all'articolo 1 della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10 e successive modificazioni, devono predisporre
entro il 30 aprile 2021 un piano di rientro che prevede una
riduzione delle spese correnti pari al 3 per cento rispetto a
quelle sostenute nell'anno 2020, con le eventuali deroghe che
possono essere eccezionalmente introdotte dalla Giunta regionale
con delibera motivata, avuto riguardo: alle spese per
sponsorizzazioni, relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità
e rappresentanza e quant'altro non indispensabile allo svolgimento
delle attività sociali, comprese le spese per il salario e le
indennità varie in favore di tutto il personale afferente al
comparto dirigenziale e non dirigenziale. L'inosservanza delle
disposizioni del presente comma ed il mancato raggiungimento degli
obiettivi del piano di rientro comporta la revoca degli organi di
amministrazione delle società.
3. Tutte le somme erogate a titolo di contributo a enti pubblici e
privati, con la sola esclusione dei contributi previsti al fine di
contrastare gli effetti economici dell'espandersi dell'epidemia da
Covid-19 ai sensi della legge regionale 15 maggio 2020, n. 9 e
successive modificazioni, sono sottoposti all'obbligo della
rendicontazione entro il primo semestre dell'anno successivo
all'erogazione. In assenza di rendicontazione validata non è
consentito procedere all'erogazione delle somme a medesimo titolo
nell'anno successivo.
4. Al fine di contenere le spese a carico del bilancio regionale
l'Assessore regionale per l'economia d'intesa con l'Assessore
regionale competente provvedono alla revisione dei contratti e
delle convenzioni in essere all'1 gennaio 2021. Dell'avvenuta
revisione effettuata l'Assessore regionale per l'economia riferisce
alla Commissione Bilancio entro il 31 ottobre 2021.
5. L'Assessore regionale per l'economia, previa delibera della
Giunta regionale e sentita la Commissione Bilancio dell'Assemblea
regionale siciliana, al fine di contenere il costo
dell'indebitamento, è autorizzato a definire operazioni di
revisione, ristrutturazione e rinegoziazione dei contratti di
approvvigionamento finanziario in essere al 31 dicembre 2020, anche
mediante rifinanziamento con altri istituti, nel rispetto dei
seguenti limiti:
a) riduzione del valore finanziario delle passività totali a
carico del bilancio regionale ai sensi dell'articolo 41 della legge
28 dicembre 2001, n. 448 e successive modificazioni;
b) preclusione di allungamento del piano di ammortamento;
c) provvista finanziaria da acquisire per rifinanziare i prestiti
da estinguere di importo non superiore al debito residuo del
prestito originario non dovendo comportare l'effetto di aumentare
il debito nominale residuo della Regione siciliana di spese
straordinarie quali spese istruttorie o penali previste
dall'originario contratto di finanziamento per l'estinzione
anticipata.
6. Il compenso previsto dal comma 1 dell'articolo 17 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modificazioni e
determinato in ragione annuale con il decreto del Presidente della
Regione siciliana n. 613/GAB del 16 novembre 2018 è ridotto del
trenta per cento a decorrere dalla data di entrata in vigore della
presente legge.
7. L'indennità mensile prevista dal comma 2 dell'articolo 57 della
legge regionale 23 maggio 1991, n. 32 e determinata con il decreto
del Presidente della Regione siciliana n. 60/GRI/SG del 4 marzo
1996 è ridotta del venti per cento a decorrere dall'entrata in
vigore della presente legge.
8. All'articolo 8 della legge regionale 6 agosto 2019, n. 14 le
parole del Comitato regionale per le comunicazioni di cui
all'articolo 101 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e sono
soppresse».
Onorevoli colleghi, ci sono tantissimi emendamenti. Vediamo quali
sono gli altri, così vediamo se si trova un accordo sugli altri. Al
di là dei soppressivi, che ora chiediamo se si ritirano o meno, il
4.36 dell'onorevole Foti, Tancredi e altri, noi non possiamo
permetterci di immaginare il danno erariale da parte della Regione,
per cui non lo possiamo ammettere.
Anche il 4.37 dell'onorevole Lentini, noi non possiamo escludere
Riscossione Sicilia. Questo per legge, poi a parte che di
Riscossione Sicilia parleremo con un articolo specifico, ma non lo
possiamo accettare nemmeno. Il 4.38 la stessa cosa. Il 4.39 si può
trattare. Un attimo che me li segno perché, ragazzi, noi stiamo
facendo le cose materialmente in diretta. Io vi chiedo scusa.
Il 4.40, assorbito dal 4.36. Il 4.41 pure. Il 4.43?
Per il 4.46, onorevoli Caronia e Ternullo, invitiamo al ritiro
perché, le parole sentita la Commissione , sono sostituite dal
parere della Commissione come dire, non è che ci dev'essere La
Commissione va sentita soltanto, non ci può essere un parere ma
comunque, lo discutiamo. Poi vediamo, dopo ne parliamo.
Il 4.44 è già previsto nel testo.
(Intervento fuori microfono)
Ora lo vediamo pure allora. Comunque, non è precluso.
Scusate, io sto sistemando il fascicolo con gli Uffici, un attimo
solo per capire quali sono quelli ammissibili o meno. Il 4.49 si
può fare.
Assessore Armao, sul 4.50 del Governo bisognerà dare un
chiarimento. Vabbè poi, quando finisce di parlare, ce lo darà.
Allora, ci son alcuni emendamenti che man mano che li troviamo io
dirò se sono ammissibili o meno. Ce ne sono alcuni, anche di quelli
soppressivi, che sono considerati inammissibili, perché avrebbero
un effetto finanziario e, quindi, non lo possiamo considerare.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, vorrei l'attenzione dell'assessore
Armao, perché in Commissione il comma 8 dell'articolo era stato già
ritirato dall'assessore, e quindi non so perché si trova di nuovo
nel testo.
PRESIDENTE. Ma il 4.8 è un soppressivo. Qual è questo? Non lo
capisco.
LACCOTO. Il 4.9, parlo del comma 8. Noi abbiamo fatto un
soppressivo, il comma 8 dell'art. 4 si trova qua, nonostante
l'assessore l'avesse già ritirato aprioristicamente in Commissione
Bilancio.
PRESIDENTE. Quello che a noi arriva dalla Commissione è questo.
LACCOTO. E va bene, qua c'è l'assessore, ora vediamo. Intanto c'è
il soppressivo, proprio perché l'assessore in quella fase l'aveva
già praticamente ritirato prima di entrare nella discussione.
Assessora può confermare? Il comma 8 lei l'aveva ritirato in
Commissione Bilancio.
Presidente, l'assessore conferma che l'aveva già ritirato.
PRESIDENTE. E quindi, al momento in cui arriveremo al soppressivo,
il Governo darà parere favorevole, e lo sopprimeremo. Io non lo
posso togliere così, perché così mi è arrivato dalla Commissione.
Allora, i primi soppressivi fino al comma 2 sono ritirati,
onorevole Lupo, Sammartino ed altri?
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sull'intero articolo? Prego. Anche l'onorevole
Lentini. Allora poi andiamo agli emendamenti, prima gli interventi
sull'articolo.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, colleghi, cittadini, io
volevo fare una domanda che riguarda questo articolo ma anche altri
articoli.
Presidente, cosa succede se l'Aula non approva un articolo che è
in riferimento dell'accordo Stato-Regione? Cosa succede? Perché
dico noi, come dire, valutiamo articolo per articolo, ovvio che poi
se alcuni articoli hanno delle criticità, al di là che lei ha detto
i soppressivi li ritiro ma poi alla fine l'articolo va votato. La
domanda è cosa succede se uno di questi articoli dove io sto
vedendo c'è sempre la dicitura in accordo con lo Stato, con
l'accordo Stato e Regione ?
PRESIDENTE. Non so accordo dello Stato con la Regione che sia
sovrano al Parlamento.
DI PAOLA. Perfetto.
PRESIDENTE. Per cui rispetto alla sovranità del Parlamento, il
Parlamento vota
DI PAOLA. Perfetto, grazie del chiarimento Presidente. Al riguardo
questo articolo - il chiarimento è importantissimo, quello che ha
fatto - invece le criticità che riscontro sono noi stiamo
chiedendo alle partecipate di fare un piano di rientro e di fare
una riduzione del 3% di varie spese, dico, questo ci può stare
perché stiamo cercando di razionalizzare, dico, non c'era bisogno
di un accordo Stato-Regione per cercare di, come dire, far
razionalizzare le spese alle partecipate e alla Regione siciliana.
La cosa però che non mi convince, e ho chiesto un chiarimento in
Commissione Bilancio, dico, il chiarimento non mi ha convinto del
tutto, è che noi stiamo interessando a queste spese pure le spese
del personale e quindi gli stipendi, cioè quindi le partecipate
entro fine aprile devono presentare un piano di rientro e
all'interno di questo piano di rientro del 3% possono rientrare
pure gli stipendi di tutti i dipendenti delle partecipate, di
questo ne dobbiamo essere consapevoli.
E poi, Presidente, colleghi, io non ho capito l'ammontare della
riduzione di questo articolo, cioè non è prevista una cifra, mentre
invece in altri articoli, ad esempio sui fitti passivi noi abbiamo
messo un importo, su questo articolo noi non stiamo quantificando
un importo, stiamo mettendo così, un 3%, e poi demandiamo ai piani
di rientro delle partecipate e, a mio modo di vedere, questa è una
criticità.
Infine, Presidente, il comma 8, ad esempio, che riguarda - ho
fatto una ricerca - il CORECOM, che è un'autorità indipendente
regionale, ed è un organo decentrato di Agicom, il comma che stiamo
inserendo, mira a togliere poche migliaia di euro, e anche qui
stiamo parlando di stipendi.
Che cosa stiamo facendo? Noi chiediamo, facciamo un articolo,
mettiamo il 3 per cento, non sappiamo nemmeno che cosa stiamo
andando a tagliare, demandiamo spesso alle partecipate per
raccogliere che cosa? Poche migliaia di euro?
Stiamo facendo questo articolo solo perché in qualche modo, in
apparenza, dobbiamo cercare di rispondere ad un accordo Stato-
Regione?
Dico: o la cosa va fatta bene, e quindi la si fa in maniera
concreta, eliminando a mio modo di vedere proprio in questa fase di
crisi economica tutto quello che può interessare gli stipendi delle
persone; oppure, Presidente, noi rischiamo di fare un pastrocchio.
Io ho ascoltato pure gli interventi riguardo all'articolo che
abbiamo approvato poco fa, ci sono tantissime criticità, e non è
che noi possiamo rimanere silenti a tante criticità solo perché
all'inizio dell'articolo c'è in accordo con quanto deciso con
l'accordo Stato-Regione .
Se poi l'articolo non è stato declinato in maniera corretta,
allora l'Assemblea, a difesa dei siciliani, può anche dare un
parere negativo a quell'articolo.
PRESIDENTE. Assessore Armao, chiedo scusa, siccome è una mia idea,
ne discuto ora con gli Uffici, ma l'accordo Stato-Regione prevede
il piano di rientro delle collegate. Noi dobbiamo poi votare il
piano di rientro, ma non la richiesta del piano di rientro.
La Regione chiede il piano di rientro, quando arriva poi passa in
Assemblea, ma noi oggi mettiamo per legge una richiesta del piano
di rientro? Non mi è chiaro come concetto.
Se c'è un accordo Stato-Regione in cui lo Stato chiede alla
Regione di far fare piani di rientro alle collegate. Benissimo.
Fategliele fare. Poi, quando arriva il piano di rientro, noi lo
guardiamo. Non capisco bene perché si debba fare per legge la
richiesta. Assessore, se ce lo può chiarire, perché effettivamente
non capisco la logica.
Mettiamo che oggi il Parlamento, non so per quale motivo, bocci
questa richiesta. Che facciamo voi non potete Ci sono certe cose
la cui responsabilità, almeno nella richiesta è del Governo, e poi
noi valuteremo il piano di rientro. Possiamo accettare o non
accettare.
Mettiamo che oggi lo bocciamo, voi che fate? Non lo potete più
chiedere? E l'accordo che avete con lo Stato che invece va a
chiedere il piano di rientro? Però me lo spieghi, è giusto per
capire quello che stiamo facendo e non per altro.
ARMAO, assessore all'economia. Non capisco che altro ci dovrebbe
essere, Presidente. E' ovvio che per capire, quindi è chiaro che mi
riferisco, ci riferiamo tutti al dato oggettivo delle norme, non ci
riferiamo ad altro.
Con riguardo a questo punto, è chiaro che abbiamo fin dall'inizio
cercato di condividere con il Parlamento alcune opzioni, tant'è che
il numero degli emendamenti dimostra quanta attenzione ci sia da
parte dei parlamentari a regolare le procedure di contenimento
delle spese.
Anche ai fini di strutturare un'attività di informazione nei
confronti della Commissione Bilancio, che qui viene declinata,
riguardo anche alle percentuali di intervento.
Si tratta, ma non è la prima volta, chi conosce bene l'ordinamento
regionale sa che anche nelle precedenti legislature il Governo e
l'Assemblea sono intervenuti più volte a regolamentare con norme
molto corpose, e copiose discipline, la relazione tra la Regione e
le sue partecipate.
Proprio perché ci troviamo, ricordo la legge del 2010, l'onorevole
Di Mauro lo ricorderà, il mio predecessore era l'onorevole Cimino,
che regolamentò in modo pieno e totale la disciplina delle
partecipate, il riordino delle partecipate, tutte le procedure di
rientro, quindi non stiamo assolutamente introducendo una
disciplina nuova, stiamo introducendo una disciplina che viene
offerta al Parlamento per le modifiche e integrazioni che ritiene
che si inserisce nell'alveo di un ordinamento delle partecipate
che, sempre la Regione siciliana, ha avuto la gran parte delle
regole dettate a livello legislativo e non in via amministrativa.
Se il Parlamento ritiene che il Governo debba intervenire
esclusivamente in via amministrativa, a mio avviso, ci sono
problemi anche tecnico-giuridici che inducono a ritenere che sia
più appropriato l'intervento legislativo che quello amministrativo
sono valutazioni - certo per quanto riguarda alcune indennità,
alcuni interventi come quelli di cui al comma 5 circa la riduzione
del valore finanziario delle passività.
E' opportuno che queste scelte siano fatte a livello legislativo.
Vorrei fugare la preoccupazione che è stata poc'anzi articolata,
non avendo ascoltato i precedenti interventi con riguardo al
CORECOM, perché avevo già detto che il Governo autonomamente aveva
ritirato questo articolo, quindi possiamo benissimo sopprimerlo.
Sotto questo profilo, già con gli onorevoli Laccoto e Aricò c'era
stata una interlocuzione.
PRESIDENTE. Del comma 8 soltanto? Parliamo del comma 8.
ARMAO, assessore per l'economia. Sì del comma 8.
Siccome mi veniva criticata la norma, su questo punto siamo
assolutamente di intesa.
Per il resto, ci troviamo in una materia che ha avuto ed ha una
copiosa disciplina legislativa.
Si ritiene di percorrere un iter che è già stato percorso più
volte da questo Parlamento, di disciplinare questi interventi, di
ristrutturazione della spesa in modo tipizzato attraverso leggi.
PRESIDENTE. Mi stanno dicendo gli Uffici che probabilmente una
logica ce l'ha, nel senso che il Governo non potrebbe obbligare le
collegate a fare il piano di rientro se non c'è, mentre in questa
maniera sono obbligate per legge. La motivazione della richiesta
legislativa rispetto alla richiesta del piano di rientro potrebbe
essere questa.
Onorevole Foti, aveva chiesto di intervenire l'onorevole Lentini.
FOTI. Signor Presidente, prima di questo articolo, quando
parlavamo dell'articolo 11 ho fatto una domanda specifica
all'Assessore Zambuto chiedendo se l'accordo specificasse a tempo
indeterminato o a tempo determinato.
Siccome l'accordo, molti l'hanno letto dai post di facebook e
forse non ce l'hanno avuto per mano, per quelli che non l'hanno
avuto per mano, alla lettera e) vengono dette delle cose che non
esistono in questa finanziaria.
Riorganizzare lo snellimento della struttura amministrativa della
Regione al fine di ottenere una riduzione significativa degli
uffici di livello dirigenziale in misura proporzionale.
Noi dunque non stiamo togliendo gli uffici ma i dirigenti, delle
dotazioni organiche, del personale dirigenziale e del comparto
nonché dei contingenti di personale assegnati alle attività
strumentali.
Veniva chiesto nell'accordo un'armonizzazione non un taglio col
macete.
Rafforzamento della gestione unitaria dei servizi strumentali
attraverso la costituzione di uffici comuni, riordino degli
organismi, al fine di evitare le duplicazioni - e in questa
finanziaria non ce n'è - al netto delle spese per i rinnovi
contrattuali dei minimi e di quelli previsti per il medesimo
periodo a livello nazionale del personale in quiescenza.
Ai fini del computo dei risparmi di spesa derivanti dalle
cessazioni del servizio per il personale destinabile a nuove
assunzioni, sono esclusi a decorrere da quest'anno fino al 2029 i
risparmi delle cessazioni del personale al quale si applica il
cosiddetto contratto uno' cessato nel medesimo periodo.
Qui entriamo nel clou. Dalle risorse assunzionali relative al
personale dirigenziale altresì detratto, per il triennio 2021-2023
l'importo dei trasferimenti al fondo di quiescenza per il pagamento
di indennità di buonuscita del personale dirigenziale cessato nel
medesimo periodo, con conseguente sospensione del reclutamento dei
profili dirigenziali per il medesimo triennio.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, lei è Vicepresidente, mi deve dare una
mano. Non è sull'ordine dei lavori.
FOTI. Sono tutti non solo quelli a tempo indeterminato ma anche a
quelli determinato. Quindi, lei ci ha fatto violare l'accordo stato-
regione per il quale prima ha detto io non posso neppure mettere in
votazione lo stralcio, quindi di tutto il papello che ci viene
richiesto di armonizzazione non c'è niente.
Blocchiamo a tempo indeterminato, stiamo dicendo che lo Stato ci
chiede di precarizzare la fascia dirigenziale per tre anni, quindi
secondo me l'assessore ha risposto frettolosamente, non voglio dire
altro. Questo era l'intervento sull'ordine dei lavori.
Io le chiedo, gli altri articoli in cui si parla di assunzioni a
tempo determinato che erano collegati di prenderli e metterli da
parte o addirittura a rivedere se c'è la volontà dell'aula di
introdurre la specifica determinato e indeterminato' come è
nell'accordo. O non si specifica niente e si dice divieto per il
dirigenziale in generale o si mettono entrambe le due specifiche.
Gli uffici, mi dispiace dirlo in questo caso, avete travisato il
tutto. Poi intervengo sull'articolo 4 e in lista appresso gli
altri.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Armao, io sono in difficoltà. Vi prego di seguirmi colleghi.
Articolo 4. In questo articolo noi prevediamo che gli enti di cui
all'articolo 1, gli enti non economici di cui alla legge 10 del 15
maggio, avranno una spesa del 3 per cento che verrà ridotta tra
personale dirigenziale e non da ridursi. Assessore Armao, la invito
a prestarmi attenzione, e poi chiedo anche delle risposte qui in
Aula possibilmente, e non tramite i social.
Detto questo, dobbiamo ridurre del 3 per cento la spesa del
personale, più tutte le spese che sono non essenziali. Che noi
riduciamo le spese per missioni, di rappresentanza, ma non del 3
per cento, le azzeriamo, perché secondo me una cosa seria è questa,
azzerare totalmente le spese non necessarie, auto, straordinari,
missioni, consulenti. E' possibile assessore Cordaro. Io da sindaco
missioni zero, macchine zero. Zero A mie spese quando vado a Roma
o a Palermo. Quindi lo può fare anche il Presidente dell'Istituto
autonomo case popolari, per esempio.
Nell'articolo 1 sono compresi gli IACP, per esempio. Come adesso
noi dobbiamo ridurre la spesa del 3 per cento. Prima avete
incrementato la spesa con la nomina dei consigli di
amministrazione, poi ve lo presenterò il conto su questo,
preparatevi prima che finisce questa barzelletta io vi presenterò
il conto di quanto passiamo dal singolo commissario al consiglio di
amministrazione. Quindi, prima avete nominato i Consigli di
amministrazione ampliando la spesa negli Istituti autonomi case
popolari, e oggi volete tagliare il 3 per cento al personale.
Ma siete scombinati politicamente e amministrativamente
La volete fare una cosa seria, visto che non potete recuperare
l'incremento della spesa che avete determinato con l'individuazione
dei Consigli di amministrazione? Imponete che vengano azzerate, non
del trenta per cento, tutte le spese non necessarie. Ma non che
andate a tagliarli agli enti controllati, il 3 per cento al
personale. Cioè guardate che è una cosa assurda. Capisco che
l'accordo con lo Stato va riempito di contenuto, ma va riempito di
cose serie cioè va riempito di azioni concrete, non può essere
veramente riempito del nulla. E allora fermiamoci un attimo su
questo.
Questo articolo 2 lo dobbiamo riscrivere veramente mettendo in
condizioni, scusate il comma 2, questo comma 2 lo dobbiamo
veramente riscrivere perché vediamo cosa va tolto e quali sono le
spese che dobbiamo eliminare, non del 3 per cento, del 100 per
cento perché ci sono spese, e chi è che ha amministrato lo sa,
possono essere tolte al 100 per cento non facendo gravare il
personale, al personale, le spese che voi stessi avete già
incrementato con la nomina dei commissari.
Prima, per esempio, ho fatto l'esempio dello IACP; prima
nominavamo e pagavamo un commissario, oggi dobbiamo pagare
Presidente, Vicepresidente, Consiglio di amministrazione e così
via. Voi le avete fatte queste cose e oggi volete far pagare il 3
per cento ai dipendenti.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Foti)
PRESIDENTE. Onorevole Foti, la prego, le l'ha chiesto, io mi sono
fatto carico di chiarirlo quando smetteremo qua, non è che possiamo
interrompere l'Aula per avere questo chiarimento. L'assessore
interpellato ha detto indeterminati, i punti, quindi il suo
chiarimento è stato dato, ora lo sto cercando di ottenere io per i
miei fatti, ma non è che posso interrompere l'Aula per farlo.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, intervengo appunto per il comma 2,
infatti ho presentato un emendamento che è precisamente il 4.37. Ho
sentito poco fa che non si volesse trattare, lo vogliamo togliere,
lo togliamo, però è a fin di bene.
E' un emendamento oserei dire tecnico, perché Riscossione Sicilia,
Riscossione Sicilia, c'è il passaggio in AdeR. E se noi, che cosa
possiamo togliere? Il 3 per cento di una società che la stiamo
dando all'Agenzia delle entrate nazionale, ci togliamo il 3 per
cento? Cioè è da non mettere completamente. Quella è una,
Riscossione Sicilia ormai, il Governo ha deciso, ha fatto bene, ha
fatto male, questo lo vedremo nel tempo, di dare Riscossione
Sicilia all'Agenzia delle entrate nazionale. Quindi passerà in
AdeR. Ma se già sta avvenendo questo passaggio, come andiamo a
fare, ci andiamo il togliere il 3 per cento? Fate quello che
volete.
L'altra cosa, la seconda azienda Presidente, l'AST, noi abbiamo
fatto un conteggio della riduzione per l'anno 2020 invece bisogna
farlo per il 2019 perché nel 2019 l'AST ha lavorato, nel 2020 l'AST
non ha lavorato per 4, almeno da 4 a 5 mesi. Se noi facciamo le
riduzioni di queste società che già soffrono maledettamente e sono
indebitate fino in testa, voi mi dovete spiegare ancora di più
andiamo ad aggravare in queste due società in modo particolare.
Quindi io vi chiedo attenzione.
Ora io mi sono messo qua a guardare tutto, ma io dico, devo venire
qua a contrastarmi e litigarmi col Governo? Io faccio parte del
centro-destra, sono col Governo non è che ad ogni articolo, ad ogni
comma, vi devo venire qua a controllare tutte ste cose. A me
piacerebbe votare e via.
Però, dico, non è un'opposizione, è un modo di controllare e
vedere le cose perché così non vanno. Andiamo ancora ad aggravare
di più quelle che sono le cose importanti che, le risorse, per due
società che già partono veramente male.
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, il suo ragionamento non mi sembra
sbagliato, anzi mi sembra giusto, però il motivo per cui avevamo
detto di non votare questo emendamento è perché piuttosto che farlo
per le due società, viene fatto per tutti dall'emendamento Foti che
al comma 2 alla data 2020 è sostituita la data 2019. Quindi
voteremo, per questo abbiamo detto no a fare votare questo, ma
credo che vada esattamente nella direzione che lei aveva suggerito,
e che consideriamo assolutamente corretta.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, Governo, colleghi, vorrei associarmi
alla richiesta di riscrivere totalmente il comma 2 per il semplice
motivo che innanzitutto il Governo dovrebbe specificare come mai
prendiamo come riferimento dei bilanci delle partecipate
esattamente l'anno precedente che è anche a livello di
rappresentanza o di determinate spese da parte di queste società
probabilmente sono anche differenti da quelle degli anni precedenti
dato che c'è stato il Covid e potrebbero essere
PRESIDENTE. Quello che abbiamo appena detto, cioè che c'è
l'emendamento Foti che la prende dal 2019.
DE LUCA. In secondo luogo dobbiamo appunto andare a rivedere
questo discorso della riduzione del tre percento anche per quanto
riguarda le spese salariali, ma soprattutto per ciò che concerne il
potere di concedere delle deroghe in capo alla Giunta regionale.
Questo è un fatto che già è venuto in rilievo in Commissione
Bilancio. Dovremmo capire per quale motivo, dopo che viene
presentato un piano di rientro da parte delle società controllate
dalla Regione dovremmo poi introdurre delle deroghe tramite
delibera.
A questo punto sarebbe più serio innanzitutto andare anche,
dobbiamo dirci la verità, il motivo per cui stiamo facendo questa
norma è quello di conferire il potere e di rimuovere gli
amministratori qualora non presentano questo bilancio nell'arco di
un mese. Altro motivo non c'è. Quindi, chiedo, mi associo alla
richiesta di riscrivere totalmente l'articolo 2 anche rivedendo
questa parte perché non ha altra funzione. Tanto più che
l'Assessorato ha già il potere di indirizzo e di controllo mediante
la nomina ed anche di vigilanza, ragion per cui potrebbe
semplicemente visionare questi piani di rientro, approvarli o
rimandarli indietro con eventuali richieste di correzione anziché
arroccarsi in un potere di concedere deroghe a seconda di
opportunità del momento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Intanto mi voglio congratulare con la Presidenza che ha
immediatamente dato attuazione alla eliminazione della barriera,
diciamo attrattiva di virus.
Io volevo fare due rilievi su questo articolo, chiaro che è un
articolo, come dire, che prende, assume delle decisioni. Suggerirei
di scrivere meglio il comma 2, perché quando si concede il potere
di deroga, così come è scritto, io ne capisco di intendimento, cioè
vuole dire sono comprimibili le spese di sponsorizzazione eccetera,
eccetera. Ma così com'è scritto non è così chiaro.
Allora, dire che non sono comprimibili le spese obbligatorie
mentre lo è tutto il resto, forse è più chiaro, perché le spese
obbligatorie sono gli oneri del personale, i contributi. Eh,
appunto. Quindi basta scrivere al contrario. Cioè, quindi, la
deroga il Governo ce l'ha, fermo restando che non sono comprimibili
i cosiddetti oneri obbligatori, salari, eccetera, eccetera.
PRESIDENTE. Non mi sembra sbagliato.
CRACOLICI. Ma lo dico per l'interpretazione, perché poi c'è sempre
qualcuno che dice no, ma la legge voleva dire, cioè .
Detto questo, per quanto invece attiene al comma 5, che è una
partita complessa la ristrutturazione del debito, assessore, io
vorrei che fosse evidente che qualunque rinegoziazione di debito
fatta con gli istituti di credito laddove la norma prevede la
possibilità di rivolgersi ad altri soggetti, ricordo che siamo una
Pubblica Amministrazione, fermo restando le procedure di evidenza
pubblica.
Cioè non ci possono che essere, come dire, gare pubbliche, anche
per individuare, laddove ci fossero, soggetti disponibili a
erogarci credito per consentirci la rinegoziazione del debito, ma
non può essere una trattativa privata, perché entriamo in un
sistema assolutamente complesso e complicato.
Quindi, io voglio fare queste due obiezioni a questo articolo. Poi
io capisco che volete ridurre tutto e tutti, siete voi il Governo,
ne avete voi gli effetti, però ho la sensazione che a forza di
ridurre gli emolumenti a chi nominate, voi, nelle società
partecipate, state creando un meccanismo per cui per essere
nominati in una società partecipata forse qualcuno vi deve dare dei
soldi, cioè non quanto gli diamo agli amministratori, quanto danno
gli amministratori a chi li nomina, perché a forza di questa
riduzione, credo, che siamo arrivati a livelli particolarmente
inquietanti, perché mi chiedo: ma un professionista che amministra
una società e lo fa per pochi spiccioli è evidente, che se lo ha,
ha altri interessi e può avere altri interessi.
Credo che, d'emblée, un taglio del 30 per cento, in un momento di
fulgore giustizialista, può apparire anche comunicativo, però, ho
la sensazione che se chiediamo a un amministratore di una società
con un capitale amministrato di 10 milioni di euro di prendere 30
mila euro all'anno, 30 mila euro all'anno, mah, io non lo so qual è
il professionista che in qualche modo assume le conseguenti
responsabilità della gestione della cosa pubblica.
Quindi, forse, qualche elemento di maggiore riflessione ve la
suggerirei. E ve lo dice uno che in questo Governo, fortunatamente,
non ha mai nominato manco un capo condominio.
PRESIDENTE. Ma spera per il futuro, lei.
CRACOLICI. Non c'è dubbio, non c'è dubbio.
PRESIDENTE. Lei ha fatto un intervento ed è inutile che io le dica
quanto sono d'accordo su questo, perché noi quando nomineremo
qualche amministratore dovremo scrivere purché sia disonesto o
purché sia scarso, perché se no non si capisce per quale motivo
dovrebbe farlo.
(Intervento fuori microfono)
Ma infatti l'onorevole Cracolici, quando governava li assumeva e
avrebbe avuto piacere a prenderli più bravi se li avesse potuti
pagare di più di quanto non poteva.
Ma questo è un ragionamento per cui la riduzione degli stipendi -
a mio avviso, lo dico da sempre - sta distruggendo una classe
dirigente e stiamo creando la peggiore classe dirigente che questo
Paese abbia mai avuto nella storia, grazie a questa folle ricerca
populista del levare, levare dei soldi a tutti, perché tutti
dobbiamo essere poveri. Ma va bene così. Non mi permetto di fare
polemica, ma è inutile che le dica quanto ne abbiamo discusso fin
troppe volte.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, in effetti questo articolo mi riporta
indietro di qualche anno. Effettivamente il Governo non era questo.
In questo Parlamento sedevano alcune delle persone che oggi
intervengono, una buona parte di loro. E, a proposito di tagli, si
parlava del taglio di quello che finisce, ormai negli ultimi anni,
sempre sotto la lente di ingrandimento ed era il taglio dei costi
della politica con riferimento specifico all'ultimo organismo di
rappresentanza vera dei territori presente nelle Regioni, al di là
dei consigli comunali.
Ormai in questo Paese vengono nominati i parlamentari nazionali
attraverso il sistema elettorale. Organismi di rappresentatività
vera, Presidente dell'Assemblea, erano le province. E, allora,
ricordo come - mi dispiace sentire, ora l'onorevole Cracolici è
andato via - ricordo come qui venne annunciato dall'allora
Presidente della Regione Crocetta con un colpo di mano, con un
colpo di spugna, tagliamo i costi della politica . E così si
eliminarono le province e lo si fece prima che arrivasse la
Delrio , perché dovevamo togliere questo costo.
Bene, ora sapete tutti cosa accade. Accade che le strade
provinciali sono impraticabili sapete che nelle stanze chiuse di un
dirigente si decidono le sorti di tutta la Sicilia, competenze ed
efficientamento di quegli organismo sono andati a farli benedire.
Ora l'articolo 4, io penso che ci stia l'idea di sottoporre
l'obbligo delle rendicontazioni, penso che ci stia l'idea del
contenimento del costo dell'indebitamento, penso che ci stia la
riduzione del valore finanziario delle attività, delle passività,
penso che ci stia l'efficientamento della spesa, ma caspita , il
costo del personale.
Io penso che questo articolo semplicemente, soprattutto al comma
2, diciamo, bisognerebbe riscriverlo perché, probabilmente, devo
dire la verità io non sono un tecnico, diciamo, della materia
contabile, e quindi, ecco, qui mi affido agli esperti presenti
nella Giunta di Governo, ci sono spese che, oggettivamente, sono
incomprimibili, poco fa mi confrontavo con l'assessore, in effetti
è ovvio che ci sono spese che non si possono tagliare e tra queste
c'è quella del personale, allora per non dare segnali, come dire,
equivoci all'esterno se per favore questo comma 2 lo potessimo
riscrivere in modo che evitiamo di scivolare in qualsiasi
fraintendimento. Perché sono certo che nelle scelte di questo
Governo, diversamente da come accaduto in passato in quest'Aula
sostenuta da un altro Governo, mai e poi mai ci può stare l'idea
che noi ce la prendiamo con i dipendenti della SEUS, della SAS,
della RESAIS, di tutte le partecipate controllate dalla Regione
siciliana che sono quelle su cui si regge buona parte del lavoro, e
che invece la Regione in quanto enti strumentali dovrebbe
utilizzare, razionalizzare, potenziare, per il raggiungimento delle
finalità di alcuni settori che sono assolutamente indispensabili, e
che vanno rilanciati, che vanno tutelati e preservati rispetto,
intanto, ai costi del personale andando magari a tagliare se è il
caso quelli che sono i costi eccessivi e superflui.
Quindi mi associo, signor Presidente, alla richiesta di
riscrittura quantomeno del comma 2, e per il resto boh, speriamo
che non si continui con questa idea diciamo di sì razionalizziamo'
ma non perdiamo quello che di buono c'è.
PRESIDENTE. Grazie onorevole, l'assessore Armao ha chiesto di
intervenire prima degli altri interventi per cui chiediamo la
parola.
ARMAO, assessore per l'economia. Io comprendo le preoccupazioni,
che è giusto che quando si interviene a ridurre si interviene sulla
vita di società ed enti, sottolineo anche enti, quindi, questo già
da solo impone l'intervento legislativo, poiché come è noto
l'ordinamento giuridico di un ente è integralmente disciplinato per
legge o atti attuativi applicativi della legge, per cui è chiaro
che l'intervento che comprenda società ed enti debba avere la
latitudine di un intervento legislativo.
Comprendo che è necessario specificare, precisare, proprio perché
non si vuole ed è giusto che non si possa andare in modo generico,
è anche vero che ciascuno può andare a letto la sera dicendo che
scrivendo domani mattina sorgerà il sole, è possibile, ed è
possibile che ogni legislatore decida di dire, salvo restando la
costituzione e il trattato dell'Unione europea è possibile, però è
evidente, ma noi dico se lo vogliamo precisare lo precisiamo ci
mancherebbe, in claris non fit interpretatio dicono i giuristi,
cioè nelle cose chiare non c'è interpretazione così togliamo
l'interpretazione non c'è nessun problema, però, mi dispiace che
non ci sia l'onorevole Cracolici, ma dire che nei negoziati
finanziari si debbano rispettare le procedure ad evidenza pubblica,
che sono obbligatorie per legge e per normativa europea e la cui
violazione comporta reato, lo possiamo fare dico aggiungiamolo non
c'è nessun problema, però ecco il Governo non l'ha messo non per
cercare di fare il furbetto e trovare escamotage, perché sono
regole Presidente della commissione antimafia conosce bene perché
ha approfondito specificatamente questioni concernenti gli appalti,
sono materie che non sono eludibili, sono norme, regole, precetti
non eludibili, stringenti, dove non c'è nessun margine di
discrezionalità, ci sono delle soglie; ci sono tanti avvocati
presenti in Aula, docenti universitari, che sanno che sulle
procedure di evidenza pubblica non c'è discrezionalità alcuna.
Quindi, se vogliamo precisare, nel rispetto delle procedure di
evidenza pubblica, va benissimo. Fermo restando che nessuno pensa
né può, neanche, pensare di farlo, eluderle.
Quindi, va benissimo l'emendamento 4.47.R proposto dall'onorevole
Lupo ed altri perché precisa una cosa che è obbligatoria per legge.
Però, ripeto, in momenti delicati, è necessario effettuare anche
precisazioni proprio per scongiurare libere interpretazioni.
Lo stesso dicasi - e l'onorevole Cracolici lo ha precisato con
riguardo ad altri interventi - la materia dei contratti di lavoro
dei dipendenti è una materia che non può essere in alcun modo
compressa da un intervento legislativo. Ammesso e non concesso che
qui qualcuno impazzisse e decidesse che da domani i contratti di
tutti i dipendenti delle partecipate si riducono del 30 per cento,
sarebbe totalmente illegittimo e incostituzionale questa norma,
perché interverrebbe su rapporti di diritto privato, quindi,
assolutamente incomprimibili dalla legge regionale.
Ripeto, dice l'onorevole Figuccia, precisiamolo che restano
impregiudicati i rapporti in essere, contratti in essere dei
dipendenti delle società e degli enti, precisiamolo, noi non
intendiamo farlo, quindi, figuratevi qual è il problema a
precisarlo Tutto quello che può aiutare la lettura di queste norme
alla non pervasività, alla non aggressività di queste norme ma al
fatto che esse si limitano, alcune fattispecie della vita di una
società e di un ente e non certamente ai rapporti datoriali, va
benissimo.
Quindi per noi se è necessario al comma 2 inserire che non sono in
alcun modo coinvolti i rapporti di lavoro dipendente precisiamolo,
e va bene.
Quindi, possiamo scrivere anche noi l'emendamento signor
Presidente. Per quanto riguarda invece l'emendamento 4.47.R
proposto dall'onorevole Lupo ed altri che chiede che nel momento in
cui si fa riferimento al rifinanziamento si dica, nel rispetto
delle procedure comparative, quindi, procedura ad evidenza
pubblica, ovviamente noi non possiamo che essere d'accordo sul
punto.
Con riguardo alla giusta preoccupazione espressa dall'onorevole
Lentini circa la possibilità di escludere esplicitamente alcune
società, che è ben noto che hanno avuto problemi o hanno problemi,
Riscossione ha problemi pesantissimi perché non può svolgere la sua
attività che è quella riscossione, agente della riscossione, e
l'AST che, peraltro, noi abbiamo aiutato con interventi finanziari
garantendo il vuoto per pieno', che è una società che non può
completare il suo budget con il cosiddetto sbigliettamento e,
quindi, con l'emissione di titoli di trasporto, la norma prevede
che la Giunta svolga, in relazione a casi concreti, delle deroghe.
Quindi, qui tipizzeremmo, cioè specificatamente, nomineremmo il
soggetto destinatario della deroga. Ma è chiaro che nessuno
amministratore serio vuol fare fallire o mettere in difficoltà la
sua società, quindi, è evidente che Riscossione e AST saranno tra
le prime ad essere considerate nell'ambito delle deroghe, onorevole
Lentini. E' ovvio, perché cosa facciamo? Incidiamo pesantemente su
un soggetto che è già gravato da oneri finanziari pesanti connessi
agli effetti economici della pandemia? Sarebbe paradossale.
Però, se l'Assemblea intende precisarlo, lo precisi. E' ovvio che
noi considereremo in Giunta tutti i casi e andremo certamente ad
esentare, ad escludere, le società che hanno maggiori sofferenze e
difficoltà, perché un comportamento diverso le porterebbe al
default e quindi alla necessità di ricapitalizzare, quindi la
necessità di compensare le perdite che sono già molto pesanti.
Sotto questo profilo se si vuole specificare si specifica ma c'è
già nella norma anzi
PRESIDENTE. Si può fare un ordine del giorno su questo, immagino.
Assessore Armao, lei diceva, adesso, che non si possono toccare le
spese del personale. Però la norma dice diversamente, perché dice
comprese le spese per il salario e indennità a favore di tutto il
personale afferente il comparto dirigenziale e non dirigenziale.
ARMAO, assessore per l'economia. Ma non relativa ai contratti.
Quindi tutto quello che è nei contratti
PRESIDENTE. in favore di tutto il personale del comparto,
dirigenziale e non dirigenziale.
ARMAO, assessore per l'economia Ma non relativa ai contratti.
Quindi, tutto quello che è nei contratti è chiaro che, se ci sono
aumenti di spesa, aumenti connessi a premi di rendimento questo sì.
Ma l'attività a meno che non si voglia
PRESIDENTE. Però il salario è quello contrattuale.
ARMAO, Assessore per l'economia Se vogliamo, sotto questo profilo,
precisarlo, non c'è nessun problema. Ma i contratti non si possono,
ovviamente
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi io apprezzo che,
finalmente insomma, anche l'Assessore si sia reso conto che, almeno
al comma 2, ci sono scritte cose che hanno profili di
incostituzionalità evidenti su cui ci sono state anche delle
pronunce, dato che ci sono stati svariati tentativi, da parte di
legislatori, di andare ad intaccare i salari. E, c'è scritto
salario , quindi è ovvio che, non volendo ricorrere ai tribunali,
evitiamo a priori.
Io ho proposto nell'emendamento 4.36, mi pare a pagina 14, un
emendamento omnicomprensivo che modifica, incastonando delle parole
in questo comma capestro, ma vorrei sottolineare che ci sono altri
emendamenti. Uno del collega Tancredi, che esclude l'articolo su
Riscossione, tranne che questa Regione si decida ad aver un ente
che fa l'accertamento e la riscossione, cosa che sarebbe doverosa
per questa Regione che, invece di perdere pezzi, dovrebbe
rafforzare questi strumenti fondamentali e dare dignità a questo
Parlamento e, soprattutto, ai nostri concittadini che ci hanno
eletto per difenderli, non per farsi amputare pezzi di Regione.
Scusate l'inciso.
Vorremmo modificare l'anno di riferimento 2020, perché quest'anno
2020 è ovvio che le spese si sono ridotte.
PRESIDENTE. Questo è stato chiarito, sarà il 2019.
FOTI. Abbiamo tolto la parola salario perché c'è la parola
salario
PRESIDENTE. Sì, anche questo è a posto.
FOTI. Soprattutto personale dirigenziale. Vorremmo aggiungere, tra
l'elenco di cose che le partecipate non devono fare, aggiungere
consulenze, servizi e godimento di beni di terzi e, quindi, dopo
le parole comprese aggiungere delle parole.
Poi se in toto, come dire, il Governo vuole riscrivere, e vuole
prendere il 4.36 ricomprendere le cose che, fortunatamente, sono
entrate nel benestare del Governo, che mi sembrava colpito, un
attimo, da sono rimasta un po' scioccata leggendo questa cosa.
Io, se lei mi dice che riscrivono riprendendo in toto gli
emendamenti, li può considerare ritirati, superati ma, se ancora
ci sono tentativi, io intendo depositare questa relazione,
chiedendo proprio come pregiudiziale di questo articolo perché poi,
secondo me, è ovvio che il buon andamento
dell'Amministrazione siccome poi a capo di queste partecipate voi
ci mettete persone di vostra fiducia, quindi secondo me una legge
per farli lavorare bene e non fargli fare sprechi mi sembra
veramente il paradosso dei paradossi.
Tranne che avete problemi sulle spartizioni di queste poltrone Mi
dispiace dirlo. Perché se non riuscite a fare funzionare le
partecipate, che voi stessi monitorate e voi stessi scegliete chi
mettere a capo, voi avete un problema che non potete portare
all'interno di questo Parlamento facendoci approvare roba
impresentabile.
Signor Presidente, lei ritiene necessario che presento la
pregiudiziale o modificano l'articolo?
PRESIDENTE. Onorevole, lo discutiamo con il Governo. Se il Governo
è disponibile a fare una riscrittura che tiene conto di tutti gli
emendamenti va bene. Sennò si devono votare.
FOTI. Va bene. Per me possono copiare il 4.36 e siamo a posto.
PRESIDENTE. L'onorevole Foti è fondamentale in quest'Assemblea,
per cui se è riuscita anche a fare cambiare idea, all'assessore
Armao, vuol dire che è anche brava.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi con riferimento,
ovviamente all'articolo 4, io anche per dare seguito al dibattito
sul fatto che non si possono comprimere istituti contrattuali da
contratto collettivo nazionale del lavoro proporrei di aggiungere
dopo le parole al comparto dirigenziale
PRESIDENTE. Onorevole Lupo si può togliere la mascherina? Io non
sento una parola di quello che lei sta dicendo.
LUPO. Eh, ma non è la mascherina il problema, Presidente.
PRESIDENTE. E allora parli più vicino al microfono allora, chiedo
scusa.
LUPO. Bisogna fare un po' di silenzio, il problema è diverso.
PRESIDENTE. Per favore, colleghi, mi fate sentire quello che dice
l'onorevole Lupo? Onorevole Dipasquale, per favore. Grazie.
LUPO. Propongo di aggiungere alla fine del primo periodo dopo le
parole afferente tutto il personale al comparto dirigenziale e non
dirigenziale , le parole fatto salvo il rispetto del contratto
collettivo nazionale di lavoro .
PRESIDENTE. Siccome il Governo ha già detto che è favorevole a
questa cosa, ora lo riscriviamo, un attimo.
LUPO. Per quanto pleonastico, ovviamente, però
PRESIDENTE. No, ma siccome ci sono tutta una serie di emendamenti
in questo senso, ora io spero che il governo chieda di riscriverlo
tenendo conto di tutte le osservazioni che sono state fatte.
LUPO. Benissimo. Con riferimento invece al comma 5, che trovo
molto importante di questa finanziaria perché riguarda appunto il
costo dell'indebitamento della Regione, penso che la relazione di
accompagnamento al disegno di legge avrebbe meritato una
spiegazione un po' più attenta perché, sostanzialmente, la
relazione dice meno di quello che dice il comma dell'articolo.
Ora dobbiamo sapere che è un'operazione di rinegoziazione di un
indebitamento, credo, per centinaia e forse per qualche miliardo di
Euro, quindi è uno dei commi che richiede l'attenzione massima di
questo Parlamento e se è possibile avere qualche spiegazione in più
da parte dell'Assessore con riferimento specifico alla partita dei
derivati che credo che siano parte di questo indebitamento di cui
stiamo discutendo e sui quali credo ci siano pure dei giudizi
pendenti, se ricordo bene le cose dette sull'argomento in
Commissione Bilancio.
Peraltro, il comma 5 poi ha le lettere a), b), c) di non
semplicissima comprensione e rispetto alle quali la relazione di
accompagnamento nulla dice.
Per quanto pleonastico abbiamo proposto l'emendamento 4.47 sul
quale il Governo ha dato già parere positivo. Volevo dire,
Presidente, che ho riformulato l'emendamento 4.48 proponendo questa
formulazione, l'introduzione di un comma 5bis, e chiedo su questo
l'attenzione del Presidente Savona perché l'argomento riguarda in
particolare la Commissione Bilancio , la valorizzazione degli
effetti finanziari di cui al comma precedente è comunicata alla
Commissione Bilancio entro 20 giorni dalla definizione dei nuovi
contratti, questa o formula simile, non mi attacco alla parola, ma
io credo che sia corretto che l'Assemblea regionale venga informata
sugli effetti finanziari della definizione dei nuovi contratti a
seguito dell'applicazione del comma 5, quindi, sia con riguardo
alla revisione di ristrutturazione che riguardo alla rinegoziazione
dei contratti di approvvigionamento finanziario in essere al 31
dicembre 2020.
Capisco che è quasi impossibile oggi fare una previsione,
immaginiamo possa esserci ovviamente un contenimento di spesa,
questo è il senso della norma, ma sapere tempestivamente qual è il
contenimento di spesa conseguito in applicazione della norma mano a
mano si vanno rinegoziando i singoli contratti penso che sia
assolutamente dovuto da parte del governo. Grazie.
PRESIDENTE. Prego, assessore Armao.
ARMAO, assessore per l'economia. Grazie onorevole Lupo, per darci
la possibilità di svolgere alcune precisazioni in merito. Intanto
io credo che la stessa previsione
PRESIDENTE. Colleghi, per favore, fatemi sentire perché non si
sente niente.
ARMAO, assessore per l'economia. La stessa previsione delle
declinazioni dei punti a), b), c) al comma 5, non sono altro che
quelli che vengono chiamati in gergo dagli amministrativisti un
auto limite dell'amministrazione cioè l'amministrazione sta dando
al legislatore la possibilità di dettare i limiti entro cui deve
svolgersi il negoziato, quindi sono dei paletti che proprio il
Governo ha ritenuto di offrire all'Assemblea, che ovviamente li può
modificare, irrigidire, integrare e disarticolare o sopprimere
perché è chiaro che una soppressione determinerebbe un range di
discrezionalità ben più consistente, mentre invece questi paletti
dicono entro che limiti può svolgersi questo negoziato.
Un altro profilo importante riguarda, come vedete dai criteri, si
vede la preclusione dell'allungamento del piano di ammortamento,
che è un meccanismo che si utilizza di solito per, apparentemente,
abbassare i tassi ma sostanzialmente allungarli perché nel momento
in cui tu abbassi i tassi ma allunghi di dieci anni c'è il rischio
che il costo complessivo cresca.
Stiamo dando, quindi, proprio dei paletti, stiamo offrendo
all'Assemblea dei paletti per stringere l'Amministrazione anche
perché le norme non sono state fatte per questo Governo, sono fatte
per i governi che verranno, quindi le norme hanno una astrattezza
ed una distanza dal contingente e così deve essere.
Per quanto riguarda la possibilità di riferire in Assemblea, e
soprattutto in Commissione Bilancio , ma se vogliamo tipizzarlo e
precisarlo, il Presidente viene informato quasi in tempo reale di
tutti gli adempimenti che si fanno.
Avevamo in cantiere un'audizione sul tema dei derivati poi siamo
partiti con la trattazione della legge di stabilità ma, ovviamente,
da parte dell'Assessorato all'economia c'è l'assoluta disponibilità
e impegno a riferire alla Commissione su tutti i passaggi che si
faranno, anzi lasciatemi fare una considerazione di ordine
personale, più che un onere, personalmente, lo considero un modo di
sgravarmi anche da responsabilità perché avere la condivisione
della Giunta prima, e la condivisione della Commissione dopo, è un
elemento, quando si tratta di cose di queste dimensioni, non di
poco momento, perché le responsabilità sono enormi e le conseguenze
di errori possono essere ancor più pesanti, e, quindi, siccome
quando tornerò a fare la professione voglio tornare alla Corte dei
conti da avvocato e non da soggetto sottoposto a procedimento,
vorrei evitare in tutti i modi di incorrere in errori, dovendo
escludere il dolo, perché chi mi conosce sa che certamente non sono
alla ricerca di dolo.
Sotto questo profilo, quindi, la condivisione, onorevole Lupo, è
più che auspicata. Se vogliamo mettere, come abbiamo fatto anche
sopra, l'impegno del Governo, di riferire periodicamente alla
Commissione per noi va benissimo, Presidente, lo dico anche agli
Uffici dell'Assemblea, possiamo trasporla perché non facciamo altro
che tipizzare un adempimento che viene affidato alla pratica
costante del rapporto tra Assessorato e Commissione Bilancio .
Per quanto riguarda le partite in gioco la rinegoziazione,
onorevole Lupo, riguarda sostanzialmente Cassa Depositi e Prestiti
che già ci ha proposto alcune rinegoziazioni, perché il legislatore
statale con l'ultima legge di bilancio ha previsto delle
rinegoziazioni e, siccome si tratta di rinegoziazioni dei mutui
sanitari, si tratta di rinegoziazioni che riguardano, appunto,
dimensioni enormi di finanza pubblica, riguarda miliardi di Euro di
contratti, ma Cassa Depositi e Prestiti è un soggetto pubblico e
non abbisognerebbe in nessun caso di un contratto, scusate di una
procedura di evidenza pubblica, perché è un soggetto con il quale
si va in affidamento diretto, però è opportuno, laddove anche
astrattamente si dovesse ricorrere al mercato trovando meccanismi
più convenienti, che ogni ricorso al mercato debba essere
assoggettato alle procedure di evidenza pubblica.
Una considerazione con riguardo ai derivati. Per questo credo che
rinvierò a tutti i dettagli e alla questione che è assai gravosa e
che è costato all'Erario siciliano molto. Come voi sapete la
Sicilia è la Regione pilota, di intesa con il MEF, in una
operazione di rinegoziazione dei derivati che stiamo facendo,
ovviamente d'intesa con l'Avvocatura dello Stato che sta seguendo
tutti i percorsi di rinegoziazione, credo che siamo alla vigilia,
ma non posso . scusate ci sono dei procedimenti in corso in sede
giurisdizionale, e non posso scendere nei dettagli, siamo alla
vigilia di una fase molto importante che potrebbe portare
significativi risparmi nelle casse della Regione.
Quindi, consentitemi qualche altro giorno per potere dare maggiori
dettagli però, appunto, il percorso di rinegoziazione positivo sta
andando avanti e auspichiamo, ripeto, che si possa concludere. Ne
ho dato informazione alla Giunta qualche settimana fa, spero di
poterne dare comunicazione alla Commissione Bilancio entro
qualche giorno.
PRESIDENTE. Assessore, quest'ultima cosa relativamente a che
cosa? Ai dettagli?
ARMAO, assessore per l'economia. Sui derivati.
PRESIDENTE. Vorrei capire una cosa. Assessore, se qualche cosa si
deve sistemare, qualche cosa continua a non essere totalmente
chiara perché anche la provvista finanziaria, si ha un'idea
vagamente di cosa parliamo? Continuo ad essere convinto che non c'è
motivo di fare una legge per consentire all'Assessore per
l'economia di fare una rinegoziazione di un mutuo piuttosto che una
revisione. E' nei suoi compiti, a prescindere dall'autorizzazione
di legge, o è per qualcosa di specifico, che non vedo, oppure
perché lo dobbiamo fare per legge?
Lei da Assessore per l'economia è autorizzato a fare le
negoziazioni per i mutui o rinegoziazione. Può essere che è mia
ignoranza - anzi, lo immagino - però voglio imparare, voglio
capire.
ARMAO, assessore per l'economia. Presidente, credo che i suoi
Uffici potranno confortarla. Noi che facciamo i tecnici del diritto
ci viene più agevole confortarla nella conclusione che già in
precedenza questo Parlamento ha legiferato autorizzando
rinegoziazioni di mutui.
Noi siamo in quel solco rispetto ad una generica autorizzazione
che è stata data in passato, questa volta poniamo dei paletti che -
in qualche modo - basta leggerli.
PRESIDENTE. Sono state autorizzate specifiche operazioni.
ARMAO, assessore per l'economia. Anche di rinegoziazioni.
PRESIDENTE. Qui si parla di una cosa così, abbastanza vaga.
Possono essere rinegoziati mutui, revisionati, non stiamo
parlando di una specifica operazione.
ARMAO, assessore per l'economia. Il Presidente Savona lo sa bene
e ne abbiamo parlato tante volte.
Una delle cose su cui si punta attraverso questa norma è la
rinegoziazione degli accordi che furono fatti tanti anni fa con le
banche che hanno condotto al cosiddetto concorso finanziario in
conto interessi.
Il concorso finanziario in conto interessi per cui la Regione
oggi paga una quota - purtroppo - assai, assai significativa di
interessi che pagano i privati nel settore turismo, agricoltura,
attività produttive in vari settori.
Ci troviamo di fronte a una Regione che, rispetto al tasso che ha
contrattato il privato con l'istituto bancario, concorre con una
cifra che va dal 70, 80, 90 per cento in alcuni casi.
PRESIDENTE. In più?
ARMAO, assessore per l'economia. No, no, percentuale del tasso.
PRESIDENTE. Ah Del tasso.
ARMAO, assessore per l'economia. Si fa carico, è un concorso in
conto interessi. La Regione interviene come pagatore di una quota
dell'interesse che versa, mentre la sorte capitale è a carico del
privato.
Il privato ha chiesto un mutuo, restituisce il capitale e
l'interesse in concorso lo paga la Regione. Si tratta di una forma
di incentivazione che non è, appunto, in conto capitale, ma in
conto interessi.
Cosa è accaduto, purtroppo? Su questo abbiamo avviato già un
approfondimento e intendiamo tracciare una linea e non continuare
in questo modo.
E' accaduto che nel passato la Regione abbia rinunciato a
rinegoziare, per parte sua, mentre lo ha consentito alla parte
privata il tasso di interesse con la conseguenza che, a seguito di
questa rinegoziazione, il privato paga pochissimo mentre la Regione
continua a pagare una quota parte pesante di un interesse che
arriva in alcuni casi - lo abbiamo visto col Presidente Savona -
all'11 per cento.
E' pensabile ancora oggi che si paghino tassi Ma se il privato
paga l'1 e la Regione paga il 10 e, quindi, il totale fa l'11.
PRESIDENTE. Mi viene troppo facile da potere dire e perché la
Regione paga il 10? Allora, si pone il caso che le faccia qualcun
altro.
ARMAO, assessore per l'economia. Perché quando è stata fatta una
rinegoziazione, abbiamo appurato questa cosa.
Quando è stata fatta nel 2007 o 2006 una rinegoziazione, si è
pattuito con gli enti bancari - lo abbiamo scoperto in un'attività
che abbiamo svolto quasi da investigatori perché non si trovavano
carte, non si trovava nulla - la Regione decise unilateralmente che
non voleva rinegoziare questi mutui e che chiedeva una erogazione
di somme. Sostanzialmente, si è trattato di una sorta di mutuo
mascherato perché la Regione ha differito sugli esercizi futuri le
risorse, incassandole direttamente quelle della rinegoziazione, che
avrebbe potuto, invece, differire nel tempo e agevolando i bilanci
futuri. Ha, sostanzialmente, fatto una operazione finanziaria.
L'abbiamo individuata e, quindi, è chiaro che oggi, per uscire da
questo loop, da questa maglia, occorre sedersi con gli istituti e
dire signori...
PRESIDENTE. Sì, le volevo chiedere, nei limiti di quale guadagno?
Cioè, noi siamo in condizione oggi di dire perché lei va a
rinegoziare, Assessore, non potrebbe essere diversamente; ma nel
momento in cui lo autorizza il Parlamento, mi piacerebbe avere i
dati più precisi, in cui il Parlamento le chiede di fare una
revisione perché scenda del 30 per cento il costo,? C'è un'idea
oppure è così? Rinegoziatelo. C'è un minimo a cui il Parlamento può
dire bene abbiamo fatto una cosa che comporta un guadagno di e lo
possiamo utilizzare come guadagno? Da domani, avendo fatto questa
operazione, avremo questi quattrini in più.
Altrimenti rischiamo, io non ho dubbi, Assessore, che sia chiaro,
che la sua persona, peraltro con le capacità che ha lei, le
rinegoziazioni le farebbe certamente non voglio rischiare che
vengano fatte come sono state fatte altre volte in passato, non da
lei. Però, il Parlamento deve avere un minimo di garanzie, dire
rifacciamo le rinegoziazioni e poi si rifà quello che si è fatto
tot anni fa quando si facevano cavolate', il Parlamento ha
autorizzato a fare una cavolata'. Mi piacerebbe di più essere
certo che il Parlamento possa dare delle indicazioni. Cioè,
chiediamo all'assessore per l'economia una rinegoziazione che
arrivi almeno al 20 per cento di guadagno.
Una cosa di questo genere darebbe forza al Parlamento, forza a chi
va a trattare perché dice: Guardate, è inutile che trattiamo o io
ottengo il 20 per cento di guadagno o è inutile che tratto ,
avrebbe un senso. Fatta così non capisco perché deve essere la
Regione, lei dice me lo dicono i miei uffici. I miei uffici mi
dicono che sono state autorizzate alcune operazioni specifiche, non
in assoluto il Parlamento autorizza l'assessore a rinegoziare,
perché questo lo può fare autonomamente per i fatti suoi, non ha
bisogno dell'autorizzazione del Parlamento.
Lo sto dicendo, giuro, senza alcun tipo di polemica, perché credo
che sia utile ottenere più un risultato preciso per cui il
Parlamento fa un'operazione e ne ha ottenuto un beneficio;
altrimenti se si ripete quello che è stato fatto alcuni anni fa,
con chi ha fatto quel tipo di trattativa, di fatto, la Regione ci
ha perso, non ci ha guadagnato. Però, ripeto, parlo da buon padre
di famiglia, non da giurista né economista, però mi sembra di
capire, con la mia media intelligenza, che queste cose possono
essere fatte più precise.
Per cui, volevo sapere, siccome bisogna modificare alcune cose,
prima di dare la parola oper gli altri interventi, se l'assessore
mi dà la disponibilità
(Intervento fuori microfono)
Siamo lavorando Avete dibattuto tra l'Aula e il Governo per due
ore, se io ho qualcosa da chiarire, se permettete, me lo faccio
chiarire; non devo chiedere il permesso a nessuno
Vorrei sapere se il Governo intende fare questa riscrittura o
passiamo alla votazione.
ARMAO, assessore per l'economia. Va benissimo, Presidente, se
vogliamo indicare una soglia minima, noi così riscriviamo l'intero
articolo...
PRESIDENTE. E anche sul comma 2?
ARMAO, assessore per l'economia. Sul comma 2 avrei già una
riscrittura, però se andiamo a riscrittura complessiva...
PRESIDENTE. E la facciamo complessiva. Siccome ha solo quella del
comma 2, facciamo pure questa e rinviamo la seduta a lunedì.
ARMAO, assessore per l'economia. Inserendo anche l'emendamento
4.46.
PRESIDENTE. Inserendo anche tutte le cose di cui si è parlato che
mi sembrano tutte più o meno corrette e che lei stesso ha accettato
ovviamente; quelle su cui lei si è esposto...
ARMAO, assessore per l'economia. 4.47 e recepiamo 4.47 e 4.48.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Di Paola)
PRESIDENTE. Non esageriamo Stiamo migliorando un articolo,
onorevole Di Paola. Siccome discutendo si ragiona, magari fosse
ogni giorno così
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Abbiamo finito. Si va a lunedì con la riscrittura.
(Brusìo in Aula)
Scusate, con calma, non so perché all'improvviso c'è tutta questa
agitazione Siccome il Governo, a mio avviso con grande
correttezza, ha dichiarato di sistemare, di fare una riscrittura,
io intanto... - è inutile che parlate perché con la mascherina
sento rumori ma non sento quello che dite, è inutile, è inutile che
continuiamo gli interventi - per cui concludiamo questa seduta,
riapriamo lunedì mattina perché da lunedì si comincia a lavorare
mattina e pomeriggio. Quindi, lunedì alle ore 11.00.
La seduta è sospesa e riprenderà lunedì, 22 marzo 2021, alle ore
11.00.
(La seduta, sospesa alle ore 19.11 del 19 marzo 2021, è ripresa
alle ore 11.03 del 22 marzo 2021)
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Proseguiamo i lavori,
interrotti venerdì, con il disegno di legge che riguarda la
finanziaria.
In attesa del Governo, della Commissione ed anche di molti
colleghi, sospendo la seduto fino alle ore 12.00.
(La seduta, sospesa alle ore 11.04, è ripresa alle ore 12.43)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Zafarana è in congedo per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Prima di dare la parola al Presidente della
Commissione Bilancio , che me l'ha chiesta, l'onorevole Pasqua ha
chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
PASQUA. La ringrazio Presidente, io vengo qui per chiederle di
calendarizzare al più presto possibile, immediatamente dopo queste
sedute di sessione di legge di stabilità, una serie di sedute, io
spero, almeno una seduta nella quale si tratti della materia
sanitaria.
Perché Presidente le richiedo questo? Perché - e questo è notorio
a tutti - la pandemia non è finita, la pandemia è in piena corsa,
ci troviamo in questo momento nella terza ondata e in questa terza
ondata di contagi che stanno sempre più crescendo da un lato nella
popolazione sta crescendo il contagio, dall'altro lato l'assessore,
il Governo non stanno reagendo nella maniera dovuta. Perché, così
come qualche mese fa chiedemmo, presentammo una mozione di censura
nei confronti dell'assessore e motivavamo quella mozione di censura
con degli argomenti che erano legati alla mancanza di tracciamento,
incapacità di fare un numero consistente di tamponi e quindi di
diagnosi, di prognosi, di come stava andando il contagio, ancora
oggi siamo rimasti nella stessa condizione.
E' cambiata solo una cosa, è cambiato il fatto che adesso ci sono
i vaccini. Bene, avevamo chiesto allora di provvedere, il Governo
si doveva organizzare, la parola organizzazione era fondamentale.
Organizzare i vaccini
PRESIDENTE. Onorevole Pasqua, mi va bene già bene la sua proposta,
lo facciamo.
PASQUA. No, no, me la faccia finire perché la cosa è importante,
perché in questi giorni quello che sta succedendo è sotto gli occhi
di tutti. Sono sotto gli occhi di tutti, le file, gli assembramenti
nei centri vaccinali. Ci sono in questo momento
PRESIDENTE. Onorevole Pasqua, lei ha ragione in tutto quello che
sta dicendo, prendo assolutamente per buona la sua proposta.
PASQUA. La devo motivare. Mi dia qualche minuto, la devo motivare,
la prego.
PRESIDENTE. E' più che motivata, non ha bisogno di motivarla,
onorevole Pasqua, la prego, siamo in finanziaria. Le do altri
trenta secondi.
PASQUA. Ok. Ci sono settantanovenni che sono in fila sotto l'acqua
nei centri vaccinali, mentre i primi di gennaio, quando le
vaccinazioni avvenivano negli ospedali, non c'erano file. Lo sapete
perché? Ve lo devo dire perché. Questo è importante, Presidente
Perché in questo momento ci sono nei centri vaccinali otto spazi
disponibili in ogni centro, mentre medici ce ne sono solo quattro.
E' chiaro che il sistema informatizzato che prende le prenotazioni,
cosa fa? Prende le prenotazioni per otto posti disponibili, quando
poi ci sono solo quattro medici. Questo è un problema di
disorganizzazione Ecco, perché le file ed i settantanovenni in
fila sotto l'acqua.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pasqua.
PASQUA. Provvediamo immediatamente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pasqua, devo dire che io che sono
uno che non lesino critiche quando, secondo me, è giusto farle. La
notizia di ieri è che la Sicilia è stata ieri la prima Regione
d'Italia in numero di vaccini per cui, giusto oggi questa
lamentela Come dire, vediamo se le cose funzionano. Ieri, o sa
guardo i telegiornali come lei, e ieri Sicilia e Lazio erano le
prime due regioni d'Italia. Per cui, godiamoci almeno le cose
buone.
n. 961/A e n. 962/A
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge n. 961/A e n. 962/A
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la volta scorsa ci siamo fermati
per quanto riguarda l'articolo 4, comma 5, sui chiarimenti che
doveva dare l'assessore in quell'occasione.
Noi abbiamo avuto, da parte del Ragioniere generale e quindi anche
dell'assessore, una relazione dettagliata, che vorrei fotocopiare e
dare tutti i componenti dell'Aula, la possibilità di avere così
chiarezza su quel che riguarda il comma 5, la procedura che si deve
autorizzare per cercare di risparmiare due punti passati
percentuali di interessi che l'assessore spiegherà meglio degli
altri come stanno le cose.
Quindi, io vorrei depositare questa relazione da parte degli
uffici, se non è già depositata, che chiarisce quello che poi si
deve fare.
PRESIDENTE. Quindi, presidente Savona, chiedo scusa, la sua
proposta qual' è? Quella di andare avanti sul quattro?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Sul quattro.
PRESIDENTE. Con questo chiarimento che c'è stato, che lei lo dica
all'Aula o lasciamo la parola all'assessore prima di leggerlo,
diciamo, perché se lo dobbiamo leggere dobbiamo interrompere.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Se l'assessore ha
qualche cosa in più da aggiungere?
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, no, no, no, mi scusi l'emendamento va integrato
ulteriormente perché c'era un passaggio, delle proposte emendative
del partito democratico, che non è stato contemplato.
Me ne sono accorto e, quindi, l'ho rimandato al Ragioniere
generale per un approfondimento, proprio per essere coerenti con le
cose che ci eravamo detti che avremmo tenuto in considerazione
delle osservazioni dell'Aula. Quindi, signor Presidente, è
necessario un breve differimento per completezza, quindi, un breve
differimento
PRESIDENTE. Quindi, il quattro non lo possiamo trattare adesso.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, aspetto l'ok
del Ragioniere generale, quindi, dobbiamo andare avanti.
PRESIDENTE. Quindi, mettiamo da parte un attimo l'articolo 4.
L'articolo 14, con la riscrittura, si può trattare, se noi, però,
abbiamo la riscrittura. Non c'è la riscrittura. Sull'articolo 14,
che cosa pensiamo di fare? Quindi, non c'è riscrittura, non che
deve arrivare Non la si fa proprio. Scusi, non l'avevo capito.
Allora si riprende l'esame dell'articolo 14, sul quale c'era stata
la discussione, quindi si deve cominciare a votare.
Ci sono gli emendamenti soppressivi, fatemi capire un attimo che
cosa stiamo facendo. Colleghi, ci sono degli interventi, ma tenuto
presente che sulla discussione generale dell'articolo già siete
intervenuti tutti, dobbiamo cominciare a votare, non ricominciamo
con il dibattito.
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, posto
che questo articolo sarebbe opportuno che si trattasse
compiutamente in Commissione I, ma se si vuole andare avanti
comunque, con i colleghi, il collega Zito e noi altri, abbiamo
presentato l'emendamento 14.8 che vi chiedo, e chiedo all'Aula, di
apprezzare.
Lei, 4 giorni fa, quando abbiamo iniziato, 5 giorni fa, disse al
riguardo di questo articolo che era opportuno svecchiare, eccetera,
eccetera. Però, non ha fatto una considerazione, Presidente, ed ora
sicuro la farà dopo queste mie parole. Con questo articolo così si
permetterebbe a chi è in pensione di poter rientrare dentro
l'amministrazione regionale a tempo determinato. Ecco perché
abbiamo presentato questo emendamento che esclude le persone in
quiescenza per motivi di età. In pratica succederebbe che ciò che è
uscito dalla porta, rientrerebbe dalla finestra.
Presidente era il 6 agosto quando questa Aula ha votato contro
quell'emendamento ad personam, quell'articolo che avrebbe
consentito ad un ben determinato dirigente regionale di rimanere al
lavoro anche oltre i propri limiti di età di quiescenza. Bene,
signori, dobbiamo fare una cosa: o stralciamo tutto l'articolo, lo
portiamo di nuovo in commissione, si rivede con un testo intero,
oppure se volete comunque salvare l'articolo vi chiedo di approvare
questo emendamento il 14.8 che esclude quella possibilità, quella
possibilità su cui questa Assemblea si era già espressa.
PRESIDENTE. Onorevole Pasqua, c'è una norma statale che dice che
chi è stato messo in pensione, non può ottenere altro tipo di
incarichi se non a titolo gratuito e al massimo per un anno, per
cui io escluderei che attraverso la norma di questo genere ci possa
essere il rientro dei dirigenti regionali. Lo chiedo al Governo.
Queste sono le mie conoscenze, ma può essere che il vaglio, volevo
che il Governo intervenisse su questo argomento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, siccome l'intervento
dell'onorevole Pasqua è dirimente, cioè se fosse come dice
l'onorevole Pasqua lo stralcio io l'articolo, ma se non è come dice
l'onorevole Pasqua, così come mi viene detto ed allora è inutile,
per questo volevo che il Governo rispondesse prima. Onorevole
Cracolici, ha facoltà di parlare.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, con
tutto il rispetto per l'onorevole Pasqua che ha usato la variabile
emendamento 14.8 per precisare, io pongo un problema che lo pongo
in questo caso a lei che vale per 14 ma per altri articoli. Noi
vogliamo fare una legge di stabilità coerente con l'accordo che ha
fatto il Governo regionale con lo Stato?
PRESIDENTE. Mi piacerebbe di no, ma credo che sia pubblicato.
CRACOLICI. Se dobbiamo farlo, l'articolo 14, ancorché recepisce
una norma che già contenuta nell'ordinamento nazionale ma, di
fatto, autorizza contratti diciamo con personale esterno alla
Regione che è vietato dall'accordo che ha fatto la Regione. Allora
mettiamoci d'accordo: dobbiamo continuare su una linea che diciamo
che siamo con l'accordo, ma poi facciamo le norme che differiscono,
ma questo vale per il 14? E forse vale per lo snellimento a cui si
vuole lavorare per la legge di stabilità. Se dobbiamo fare norme in
contraddizione con l'Accordo, questa è una di quelle. Ecco perché
le chiedo, signor Presidente, e lo chiedo pure al Governo, di
essere coerente con l'Accordo che ha firmato. Questa norma è in
difformità all'Accordo, al di là se l'ordinamento razionale lo
prevede. Poi se si cambia l'Accordo, cambieremo le norme. Ma ad
oggi è così.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, anche qui, l'Accordo vieta le
assunzioni a tempo indeterminato. Questo è un eventuale
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Non credo, ma in ogni caso io rifiuto di credere che
noi non si possano fare più delle norme che valgono per il futuro,
anche se in questi mesi c'è un Accordo che poi vieterà di assumere.
Io spero sinceramente che questo Accordo possa durare giorni non
mesi perché è un Accordo che va cambiato, assolutamente, perché se
no i disagi creati sono infiniti. Per cui non possiamo fermarci
perché c'è un Accordo che io, spero, venga cambiato Dopo di che se
non si cambierà. c'è un Accordo che vieterà di mettere in atto
questa legge ma in ogni caso la legge è legge, può rimanere per il
futuro. Per cui non stiamo lì a dire che ogni cosa non si può fare
perché per ora sono vietate le assunzioni. Perché, ripeto, sempre
quello che ho continuato a dire, purtroppo la Regione siciliana ha
una età media di impiegati di 61 anni. Se noi non cominciamo a
mettere una serie di paletti per cercare di ringiovanire questa
situazione, non funzionerà mai niente. Poi oggi c'è un Accordo
pazzesco che dice che non possiamo assumere. Non assumiamo ma le
leggi si devono fare comunque, a prescindere da quello che si farà
la settimana prossima.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al netto della
discussione sull'Accordo Stato-Regione, io le chiedo di stralciarlo
questo articolo proprio in virtù della discussione che abbiamo
fatto sull'articolo 11, dell'impegno che c'è stato da parte
dell'Assessore sul disegno di legge che è incardinato in I
Commissione. Stiamo facendo un ragionamento complessivo.
Personalmente ho ritirato un emendamento perché c'era un impegno a
discuterne compiutamente in Commissione. Ora continuare su questo
articolo dopo che abbiamo rimandato perché abbiamo aspettato una
riscrittura che non è arrivata. Evidentemente non c'è
PRESIDENTE. Quello che lei dice ha una logica, per carità se
l'Assessore ritiene con la riforma si può chiarire tutto, per me
non ci sono problemi. Ma lo deve dire l'Assessore.
CIANCIO. Io chiedo a lei e all'Assessore di stralciarlo.
PRESIDENTE. Assessore intervenga, se lei ritiene che poi con la
riforma che si è impegnato a fare possono inserirsi anche queste
cose qui, non è un problema mio, è un problema del Governo. Dica
che devo fare e lo facciamo. L'intervento della Ciancio ha una sua
logica nel senso che l'altro giorno lei ha preso l'impegno,
l'impegno potrebbe essere preso per tutto questo.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli deputati, io sono chiaramente per
confermare la norma che, però, che la ritengo di carattere
ordinamentale, che ritengo che la norma serva per dare alla Regione
siciliana uno strumento importante. Nei limiti in cui è stata
pensata mettendo il limite delle risorse delle facoltà assunzionali
non creeremmo danno.
Però, alla luce del ragionamento che abbiamo aperto in Aula per
andare a ragionare complessivamente sul tema della dirigenza, sono
pronto a trattare questo articolo, questo argomento insieme con
tutto il ragionamento che andremo a fare sulla dirigenza.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Mi sembra una scelta che anche
questa ha una logica. Quindi stralciamo l'articolo 14.
Prima di dare la parola, vediamo su che articolo andiamo, a meno
che non si chiede la parola a prescindere.
Se il Governo è d'accordo possiamo andare all'articolo 9, quello
di Riscossione Sicilia. Assessore Armao, va bene?
Ha facoltà di parlare l'assessore Armao.
ARMAO, assessore per il bilancio. Signor Presidente, ci sono
alcuni emendamenti che, sebbene apprezzabili sul piano degli
auspici, che sono quelli del mantenimento dei livelli occupazionali
che, certamente, la Regione difenderà in tutti i modi e con tutte
le possibilità e, sono convinto, anche, con assoluto esito
positivo, perché non è stato, in alcun modo, palesato all'Agenzia
delle Entrate di volere effettuare contenimenti di personale,
quindi, è una preoccupazione legittima ma, diciamo, in questo
momento, non correlata ad alcuna preoccupazione effettiva.
Sul punto, signor Presidente, mi preme sottolineare una cosa che
riguarda anche la storia economica di questa Regione. Il Governo
Musumeci, che ha seguito questo negoziato assai complesso con
l'Agenzia delle Entrate e Riscossione, e con il Ministero
dell'economia, è riuscito ad ottenere dal legislatore statale lo
stanziamento nell'articolo 1, comma 1090, della legge di bilancio,
di 300 milioni di euro in favore di Riscossione. Un impegno enorme,
di cui va dato atto al Governo del tempo, al Ministro dell'economia
del tempo, al Presidente dell'Agenzia del tempo ed attuale, va dato
atto al lavoro che ha fatto questo Governo regionale nel trattare
con Roma.
Mi piace segnalare che il Banco di Sicilia fu mandato al macero
per una cifra sostanzialmente eguale, cioè, oggi, questo Governo,
insieme al Governo nazionale, è riuscito a fare qualcosa per la
Sicilia che, se si fosse fatto vent'anni fa, quando il Banco di
Sicilia aspettava 700 miliardi per non saltare, probabilmente, il
Banco di Sicilia sarebbe ancora in piedi.
Tanto per avere la percezione di quanta massa finanziaria sia
stata mobilitata, e quanto lavoro ci sia, perché non è che il
Governo nazionale andava cercando qualcuno a cui regalare 300
milioni. E' stato frutto di un confronto leale ma, anche di una
oggettiva disponibilità ed attenzione, di cui debbo dare atto
all'avvocato Ruffini, che mi piace menzionare in questa sede, per
la sua estrema attenzione al tema di Riscossione Sicilia. Proprio
perché Riscossione Sicilia fa un lavoro nell'interesse della
Sicilia ma, fa anche un lavoro nell'interesse del Governo
nazionale, poiché raccoglie risorse finanziarie anche per l'erario
statale, non solo per l'erario regionale.
Pensate la riscossione nell'interesse degli ordini professionali o
dell'INPS, quindi, quanto di attività, che svolge Riscossione
Sicilia, è fatta per conto dello Stato, e non per conto della
Regione.
E' evidente che ci sia stato uno sforzo corale, molto
significativo, e che il risultato sia altrettanto significativo, e
che va rimarcato, perché 300 milioni di euro messi a disposizione
sono importanti. Oggi, l'articolo che vi prego di guardare con
estrema attenzione, perché devo ringraziare, qui, anche il dottor
Mineo, che è il Dirigente generale che ha personalmente seguito
settimanalmente il confronto col Governo nazionale e che, in
qualche modo, ha costruito ed abbiamo costruito questa norma
insieme. Guardiamo, quindi, a questa norma, come ad una norma non
frutto di un'elaborazione regionale ma, come una norma che nasce
dall'esigenza, per chi ama la poesia ricorderà la rima baciata,
cioè la necessità che le disposizioni dello Stato interconnettano
con le disposizioni della Regione correttamente.
Se ci fosse una discrasia, comprendete bene che, il percorso che
stiamo facendo e che dobbiamo fare nel più breve tempo possibile,
per evitare soluzioni di continuità che, comprendete bene, in una
materia come questa, non ci possono essere. Noi dobbiamo avere,
dall'oggi al domani, il passaggio da Riscossione Sicilia ad Agenzia
delle Entrate senza traumi, effetti, problemi di qualsiasi tipo,
anche sul piano informatico, c'è un lavoro dietro assai complesso
e, ripeto, ringrazio tutti i funzionari, i dirigenti, coloro che
sono messi a disposizioni nei due gabinetti e nelle due strutture
amministrative per garantire questo approccio.
Chiederei, per cortesia, a chi ha presentato gli emendamenti, di
considerare che questo testo è il frutto di una concertazione col
MEF e, quindi, non è il frutto di un'elaborazione, per cui,
modifiche od integrazioni significative, e non parziali, rischiano
di diventare un elemento ostativo all'obiettivo che vogliamo
raggiungere, e non un elemento di fluidificazione, fermo restando
che il Governo è pronto ad assumere ogni impegno di difendere i
livelli occupazionali, le garanzie salariali, le garanzie dei
lavoratori che nessuno intende lasciare, anche perché mica stiamo
rivolgendoci al mercato, stiamo parlando con una agenzia che è
l'Agenzia dello Stato.
Quindi, la ringrazio della parola, perché questa precisazione,
Presidente, era molto importante, proprio per sottolineare la
peculiarità, non solo dell'impegno profuso da Stato e Regione e del
risultato raggiunto ma, soprattutto, la peculiarità della norma,
che è una norma frutto di una scrittura che deve consentire che le
disposizioni legislative statali e regionali siano perfettamente
coincidenti, e non ci siano discrasie preclusive della celerità
degli adempimenti.
PRESIDENTE. Peraltro, vorrei dire che questi emendamenti, a cui
faceva riferimento l'assessore, sarebbero emendamenti su cui io
avrei dei dubbi farli passare, perché noi non possiamo, come dire,
prendere, indicare allo Stato quello che deve fare, perché il
trasferimento del personale è gestione statale, noi quello che
possiamo fare è trasformarli in ordini del giorno, fare un ordine
del giorno che venga votato da tutta l'Assemblea, e garantirsi che
il Governo tenga presente di queste obiezioni nel momento in cui va
a fare la trattativa con lo Stato.
Non c'è dubbio che tutto quello che è stato detto è logico, tutti
gli emendamenti sulla salvaguardia occupazionale sono assolutamente
logici, però, ripeto, io sarei molto in difficoltà nell'ammetterli
perché, comunque, riguardano una scelta dello Stato che noi non
possiamo, per legge, condizionare.
Possiamo condizionare, possiamo farne con un ordine del giorno
provare a portare le cose a quello che ci conviene però, ripeto, se
gli emendamenti dovessero rimanere io sarei in difficoltà nel
poterli ammettere, perché comunque si tratterebbe di Cosa aveva
chiesto prima l'onorevole Sunseri, onorevole Savarino?
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, noi come
Diventerà Bellissima abbiamo presentato sia in Commissione che poi
riportato in Aula un emendamento che tende a salvaguardare proprio
e a tutelare i lavoratori di Riscossione Sicilia, sia nella loro
posizione giuridica, che anche economica.
Raccogliamo però l'invito dell'assessore Armao e del Governo
Musumeci, consapevoli che l'impegno preso in questa sede, anche
ufficiale come quella dell'Assemblea regionale siciliana, in una
seduta pubblica, di farsi carico della tutela di questo personale
nelle trattative che il dottore Mineo e il Governo Musumeci stanno
intrattenendo con il Governo nazionale e con l'Agenzia delle
Entrate, per far sì che appunto si possa dare una prospettiva di
sicurezza a questi lavoratori, e a questo compito primo importante
che è quello di Riscossione Sicilia, quindi, una prospettiva di
serenità professionale, lavorativa.
Noi ritiriamo il nostro emendamento, stiliamo un ordine del giorno
che presenteremo e che inviteremo il Governo ad approvare con
parere favorevole.
PRESIDENTE. Probabilmente, onorevole Savarino, la ringrazio se
l'ordine del giorno potete provare a farlo insieme agli altri
Gruppi, in modo che si faccia un ordine del giorno soltanto.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, signori
onorevoli, ovviamente gli ordini del giorno li dovremmo leggere, ma
se tutti gli ordini del giorno sono in questo senso, non potranno
che essere accolti dal Governo, anche perché io mi permetto di
sottolineare che il comma 7 dell'articolo 9, nel richiamare la
norma nazionale che ha previsto quell'ingente stanziamento di
risorse che, ripeto, se fosse arrivato per il Banco di Sicilia
venticinque anni fa non piangeremmo la fine della più grande Banca
siciliana, mentre invece altre banche nazionali sono state
sostenute e sono rimaste in vita, cosa che non dobbiamo mai
dimenticare, dice nelle more dell'attuazione dell'articolo 1 e del
passaggio del personale di Riscossione Sicilia alle dipendenze
dell'Agenzia delle Entrate , quindi, la norma dice chiaramente, non
dice un pezzo o a seguito di negoziato, del passaggio del personale
all'Agenzia, quindi, sotto questo profilo il Governo ha inteso,
anche nella relazione alla norma, scrivere chiaramente che il
personale deve transitare senza rimodulazioni, riduzioni alcuna.
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, intanto se preparate questo ordine
del giorno.
ARMAO, assessore per l'economia. Ovviamente gli ordini del giorno
non potranno che confermare l'intendimento del Governo in questo
senso, grazie.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vabbè diciamo è
stato detto già abbastanza su questa norma, chiaramente fa seguito
alla norma dello Stato che stanzia quella cifra di 300 milioni di
euro per il passaggio a Riscossione Sicilia dell'Agenzia delle
entrate, un lavoro che dura tanti anni, mi permetto di suggerire
due emendamenti.
Uno, raccolgo l'invito dell'assessore, perché gli emendamenti
erano stati anche da parte nostra, riguardavano il personale,
andavano in quella direzione, io ho presentato, assessore, così
come lei già giustamente dicendo al comma 7, dove si parla del
personale in maniera - diciamo - un po' nascosta, ma c'è, cioè è
nelle more del passaggio del personale di Riscossione Sicilia, ho
presentato un emendamento in cui si dice fatti salvi i livelli
occupazionali, che si aggiunge a quella frase nel comma 7, se si
può valutare positivamente.
E l'altra, invece, quello che ritengo più utile per la società
anche nei riversamenti nei confronti della Regione, visto che non
intacca il bilancio, è posticipare il riversamento, cioè il 9.36 in
cui dico che quello previsto dall'articolo 5 al comma 5
dell'articolo 9 dal primo settembre 2021 ed entro il 10 ottobre
2021, lo sposto dal primo novembre 2021 ed entro il 10 dicembre
2021, in modo tale che non abbiamo refluenze sul bilancio, e
permette a riscossione di non dover riversare subito, cosa che ad
oggi neanche ha, perché ha già difficoltà anche nel pagare gli
stipendi ai dipendenti, e c'è il rischio sul serio che a luglio si
ritrovi senza un euro in cassa, e quindi probabilmente questo
potrebbe dare una mano alla società.
PRESIDENTE. Sulla prima parte dico che stiamo preparando l'ordine
del giorno proprio perché non possiamo farli noi salvi i livelli
occupazionali, possiamo solo chiedere che lo facciano, ma non c'è
tutto un ordine Tancredi, Lentini, Cracolici poi Di Paola,
Barbagallo e Lupo.
Poi approfitto, il tempo che arriva l'onorevole Tancredi al
pulpito, che ora tra un pochettino finiremo, dopodiché prima
dell'inizio dell'Aula, nel pomeriggio, convoco una Capi gruppo,
così stabiliamo anche quello che immaginiamo di fare per il dopo,
chiedo scusa onorevole Tancredi e contemporaneamente chiederei
all'assessore Armao, se mi dà i tempi sull'articolo 4, ah è già
arrivato, ah perfetto benissimo.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, allora
Presidente, assessore Armao ci siamo più volte confrontati su
quest'articolo, noi avevamo presentato una serie di emendamenti che
ora ritroviamo anche nel testo, ovviamente tutti i nostri
emendamenti, che sono frutto di un lavoro congiunto, anche di
interlocuzione e di confronto, con diversi sindacati che si
occupano di riscossione, quindi di soggetti che all'interno della
società hanno negli anni cercato di garantire quelle che sono le
figure i livelli occupazionali soprattutto, noi siamo ben lieti di
ritirarli.
Contestualmente abbiamo già preparato un ordine del giorno che
impegna il Governo a trovare il modo di mantenere quelle che sono
le peculiarità e i livelli occupazionali dell'azienda, anche perché
ricordo che Riscossione ha già un contratto che è equivalente a
quello che l'ex Equitalia a livello nazionale ha.
C'è da sottolineare che ovunque l'Agenzia delle entrate ha
assorbito dei soggetti regionali, ha garantito tutti i livelli
occupazionali assorbendo totalmente il personale, auspico
fortemente che il Governo non retroceda di un millimetro da questo
aspetto, perché per come la vedo io sarebbe un elemento anche di
rinuncia al proseguire del percorso.
Io quindi annuncio il ritiro dei nostri emendamenti relativi al
che modificavano in parte quello che era il percorso, ma ci
aspettiamo che tutti gli ordini del giorno che verranno presentati
vengano accolti, perché la salvaguardia del personale che,
ovviamente, non ha alcuna colpa di queste variazioni, deve essere
totalmente assoluto, grazie.
PRESIDENTE. Ripeto anche all'onorevole Tancredi, ordine del giorno
facciamone uno tutti insieme, perché se no perde anche di
efficacia, vabbè poi adesso lo vediamo. Assessore prima degli altri
interventi, perché se lei risponde ogni volta perdiamo.
ARMAO, assessore per l'economia. Era per precisare all'onorevole
Sunseri, che a differenza degli altri che appunto attengono ai
rapporti tra stato e Regione, questo riguarda, invece, i rapporti
tra Riscossione e Regione, quello del 9.36. Su questo, ripeto,
anche in relazione all'interlocuzione che abbiamo avuto col MEF -
e, in particolare, devo anche qui ringraziare il viceministro
Castelli, che è stata estremamente disponibile a valutare le
posizioni di Riscossione - su questo, essendo un rapporto tra noi e
Riscossione, non determinerebbe problemi. Quindi su questo
emendamento si può addivenire ad un recepimento da parte del
Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Grazie, signor Presidente. Stiamo togliendo tutti gli
emendamenti a questa norma, a questo articolo 9, però, dico,
bisogna avere la certezza che effettivamente perché un ordine del
giorno, come noi sappiamo, non è che è tanto semplice che venga
rispettato. E considerato che noi dobbiamo accertarci che i livelli
occupazionali, ma non solo i livelli occupazionali, anche senza
soluzione di continuità, con la salvaguardia dei livelli
occupazionali, giuridico economici e previdenziali.
Considerate una cosa, assessore, che la legge - allora primo
ministro Renzi - praticamente sono stati tutti trasferiti in
Agenzia delle entrate tutte le società, dalla Valle d'Aosta fino
alla Calabria, e tutti hanno avuto lo stesso riscontro: sono
rimasti i livelli occupazionali, sono rimasti alle qualifiche
conseguite, a tutto quello che occorreva per fare il passaggio e
completarlo in modo giusto.
Quindi, se lei, se il Governo ha la certezza che questo avverrà
senza che ci siano problemi, che si creino problemi al personale e
a tutto quello che gli spetta, per me possiamo andare avanti e va
bene così. Però ci vuole la certezza che, insomma, io non lo so, la
certezza un ordine del giorno, Presidente, mi pare un po' così.
Però, Presidente, io vorrei capire una cosa: ma la delega per
trattare Riscossione assessore Turano
PRESIDENTE. Assessore Turano, sta parlando l'onorevole Lentini sta
parlando all'assessore Armao. Grazie.
LENTINI. Ma, mi scusi, la delega a trattare su Riscossione Sicilia
non ce l'ha Musumeci? Quindi mi farebbe piacere che per
quest'ordine del giorno ci fosse anche il Presidente a prendersi
questo incarico da parte nostra, del Parlamento, perché è una cosa
molto molto peregrina messa così, com'è stata messa.
PRESIDENTE. Noi, onorevole Lentini, considerati gli interventi
tutti nella stessa direzione, possiamo chiedere, voi che presentate
l'ordine del giorno, di inserire nell'ordine del giorno che il
Governo venga comunque a riferire in Aula prima della firma
dell'accordo. In modo che così si capisce qual è lo stato della
trattativa, almeno per averne una cognizione noi in Parlamento. Per
cui se preparando l'ordine del giorno inserite anche questo forse è
meglio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Io prendo atto che la norma che è contenuta nella legge
di stabilità prova a salvare il salvabile, nel senso che è evidente
che la Regione sta trasferendo a un ente costituito ad hoc, che si
chiama Agenzia delle entrate Riscossione, le funzioni che sono
proprie della Regione siciliana.
Non so se questo sarà sufficiente si, si, ma lo dicevo in senso
positivo, lei ormai è così prevenuto che anche quando parlo bene di
lei, lei, per si e per no, si mette, come dire, dall'altro lato
della barricata.
Detto questo, voi sapete che io sono uno di quelli che considera
questa una ineluttabile prospettiva, dato il fallimento a cui
abbiamo consegnato Riscossione Sicilia in Regione.
Ora, l'Assessore vantava il fatto che lo Stato ci ha messo 300
milioni in questa operazione. Non ho capito cosa ci stiamo mettendo
noi. Perché in questa norma non è contenuto nulla sulla situazione
debitoria di Riscossione Sicilia che, come è noto, non riguarda i
300 milioni che sostanzialmente era il debito con il Montepaschi
Serit, e per cui io, la dico così a bassa voce, spero che non mi
senta nessuno, questi 300 milioni che lo Stato ha dato a
Riscossione Sicilia in realtà li ha dati a Montepaschi. Perché li
ha dati a Riscossione per darli a Montepaschi? Perché se i 300
milioni avesse dovuto conferirli direttamente a Montepaschi, così
come ha fatto per ripianare la situazione debitoria di Montepaschi,
avrebbe avuto un ulteriore problema con l'Unione europea, visto che
stiamo parlando di aiuti di Stato.
Quindi i 300 milioni non sono una generosità nei confronti di
Riscossione Sicilia, ma mi sembra più nei confronti di Montepaschi.
Detto questo. Siamo in questo stato, ripeto, questa norma ha un
buco. Il buco è, ma rispetto alla situazione debitoria, che rimane
in capo, perché Riscossione Sicilia stiamo trasferendo le funzioni.
Ma non è che stiamo liquidando Riscossione Sicilia. Se Riscossione
Sicilia non è posta in liquidazione, l'Assessore se mi ascoltasse.
Avendo fatto, come dire, un plauso iniziale perché non abbiamo
ceduto una competenza statutaria della Regione, ma stiamo
trasferendo le funzioni, la domanda però che mi pongo è: poiché non
è posta in liquidazione Riscossione Sicilia, la situazione
debitoria di Riscossione Sicilia come la si affronta, c'è una
gestione a stralcio? Perché noi ci stiamo liberando della gestione,
poi con i problemi del personale, che anch'io dico, ci mancherebbe,
il personale deve essere salvaguardato nelle funzioni, nel profilo
di carriera, ma etc. etc.
Ma attenzione che il problema non è il personale in questa
vicenda. Il problema di fondo è la Regione siciliana deve comunque
porre in liquidazione Riscossione Sicilia, e deve dire come
affrontare la parte che, al netto dei 300 milioni che lo Stato ci
dà per onorare il debito di Riscossione Sicilia con il Montepaschi,
rimane in capo a Riscossione Sicilia un debito enorme. Si parla
almeno di 150 milioni. Questo debito, noi stiamo facendo una norma
al buio perché non ce lo stiamo caricando nel bilancio e non stiamo
affrontando il nodo come si pone in liquidazione Riscossione.
Cioè altro che 1 settembre Attenzione colleghi, dal 1 settembre
2021 rischia di non passare nulla allo Stato, proprio perché non
c'è il nodo che va affrontato ora di come gestione la situazione
della liquidazione, visto che affidiamo ad un altro soggetto la
gestione, la liquidazione della società, ripeto, il cui debito si
stima oltre i 150 milioni di euro al netto dei 300 dati a
Montepaschi. Quindi è una domanda che pongo all'Assessore, non è un
ordine del giorno il tema.
PRESIDENTE. Grazie. Ha facoltà di parlare l'Assessore Armao.
ARMAO, assessore per l'economia. Non era alcun tipo di
prevenzione, soltanto che nel diritto amministrativo.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici Lo fa parlare
ARMAO, assessore per l'economia. Io non riesco a litigare con
l'onorevole Lupo. Non ci riesco, per mio limite. Abbiamo troppe
cose in comune per litigare.
Passati in comune.
PRESIDENTE. Colleghi, colleghi
ARMAO, assessore per l'economia. Cose culturali. Non quelle che
immagina lei.
PRESIDENTE. Assessore Armao, se lei si limita alla risposta forse
è meglio.
ARMAO, assessore per l'economia. Serve anche chiarire che
purtroppo, erroneamente, riportano i giornali.
Per quanto concerne questa - capisco che lei ha la possibilità di
ascoltare sussurri che noi non sentiamo - però questa novità che i
300 milioni vadano al Monte dei Paschi, credo che non la sappiano
neanche a Roma.
Evidentemente sono informazioni che noi non abbiamo e che lei ha,
e mi fa piacere.
Ma, allo stato, i 300 milioni - e da qui l'accordo - servono a
risistemare complessivamente la situazione, non ad essere
direttamente riversati a Monte dei Paschi.
Pertanto, per quanto comprendo che gli auspici possano andare
verso una Banca notoriamente radicata in Toscana e che, quindi,
dovrebbe avere queste risorse con grande piacere - il Presidente
della Commissione bilancio ha antiche frequentazioni con la Banca -
però i 300 milioni servono complessivamente alla chiusura delle
posizioni debitorie.
Noi ne stiamo mettendo altri 18 - il comma 4, che mi permetto di
sottolineare, prevede altri 18 milioni - ed in più stiamo abrogando
la norma che prevede la restituzione dei 5.
Quindi, la Regione sta facendo tutto quello che può, ma evidente
che questi 300 milioni devono chiudere e l'idea dell'accordo con lo
Stato è proprio complessiva.
Ma - ripeto - su questo l'interazione, l'interlocuzione è piena,
serenissima e lineare.
Dovranno chiudere la partita, non è pensabile - è chiaro che si
tratta di una SPA e, comunque, eventuali debiti, se si va a
liquidazione, saranno sottoposti ad una procedura liquidatoria con
quello che è .
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, assessore per l'economia. Certo. Ma i 300 milioni sono
stanziati per risolvere complessivamente tutte le questioni.
Quindi, escludo che servono soltanto a restituire le risorse a
Riscossione, a Monte Paschi, anche perché sul punto - come lei
saprò bene - ci sono dei contenziosi.
Quindi, non è che è detto, è pacifico che Riscossione Sicilia sia
debitrice per 300 milioni nei confronti di Monte Paschi.
Anzi, ci sono molti profili di dubbio, anche perché non
dimentichiamo che Monte Paschi - attraverso una sua società -
gestiva il servizio di riscossione in Sicilia.
Quindi, la questione è un po' complessa, anzi molto complessa, e
storicamente risalente.
Sull'ordine dei lavori
BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho chiesto
di intervenire sull'ordine dei lavori perché siamo preoccupati
dalla riflessione che abbiamo sentito dire stamattina, cioè quella
di calendarizzare i lavori, organizzare
Mai come oggi i Siciliani che tutta la finanziaria venga discussa
davanti, non solo ai microfoni, ma che tutti abbiano la possibilità
di prendere atto degli emendamenti, delle riflessioni, delle
proposte di tutte le forze parlamentari.
PRESIDENTE. Ed ha avuto notizie?
BARBAGALLO. Queste operazioni di taglio e cucito ci preoccupano
molto. Noi siamo pronti, il Partito democratico è pronto a lavorare
sedici, diciotto ore al giorno in quest'Aula, fino a quando non
finiremo i lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, non c'è nessun taglio e cucito.
BARBAGALLO. Io volevo questa rassicurazione, Presidente, anche
perché la scorsa settimana abbiamo assistito a dibattiti
stucchevoli - e le diamo atto che lei è venuto incontro alle
richieste dell'opposizione, laddove sono intervenuti spesso diversi
deputati della maggioranza su argomenti che, certamente, non erano
dirimenti per le sorti della Sicilia.
E' un momento delicato, ed i Siciliani hanno diritto ad assistere
ai lavori parlamentari per farsi un'idea di quello che succede in
Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, credo che nessuno abbia mai
proposto di fare sedute d'Aula a cui non possano assistere tutti i
Siciliani. Dopo di che non c'è nessun taglio e cucito.
Alle 15.30 ci vedremo con i Capigruppo, perché non c'è dubbio che
bisogna individuare limitazioni negli interventi, bisogna fare
tutto quello che è necessario perché, comunque, la finanziaria
venga approvata nei tempi utili a che possano essere pagati gli
stipendi di tutte le collegate e le partecipate della Regione.
Punto.
Dopo di che non c'è nessun taglio e cucito, può stare il diritto -
non solo il dovere - ma neanche il diritto né di tagliare né di
cucire.
Non c'è dubbio che si debbano prendere degli accordi fra tutti i
Gruppi parlamentari per far sì che la finanziaria possa essere
completata, ma questo è un argomento che trattiamo con i
Capigruppo.
n. 961/A e n. 962/A
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge n. 961/A e n. 962/A
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Grazie Presidente, Governo, colleghi, io credo che, a
proposito dell'articolo 9, è comprensibile che vi sia una notevole
preoccupazione da parte del personale di Riscossione;
preoccupazioni che noi facciamo nostre e che non troviamo,
francamente, fuori luogo.
Penso che sia necessario garantire a questo personale il massimo
della tutela, il massimo delle garanzie occupazionali e la tutela
dei loro diritti.
Le organizzazioni sindacali lamentano che non hanno mai avuto
l'opportunità di confrontarsi in maniera approfondita con il
Governo su questo tema. Io penso che noi questo impegno al
confronto dobbiamo assumerlo anche come Parlamento e, quindi,
nell'ordine del giorno che presenteremo, Presidente, che assorbirà
l'emendamento 9.30 perché effettivamente di competenza nazionale,
inseriremo anche una richiesta nei confronti del Governo di
informare periodicamente almeno la Commissione Bilancio e di
confrontarsi periodicamente con le organizzazioni sindacali.
Sul tema però, Presidente, siccome questo Governo ha avuto una
interlocuzione nazionale per l'attuazione delle norme di cui stiamo
discutendo, io vorrei sapere il tema personale è stato affrontato
dal Governo regionale con l'allora Governo Conte 2? Si è sviluppato
un confronto? Abbiamo almeno delle garanzie che sono state date
allora per iscritto, verbalmente? Risultano agli atti? Possiamo far
valere oggi nei confronti del Governo Draghi qualcosa di ufficiale
che ci aiuti a tutelare questi lavoratori? Se così, bene. Se non è
così, io credo che si faccia con l'attuale Governo, cioè che ci sia
la formalizzazione dell'impegno alla tutela del personale di
Riscossione Sicilia oggi con questo Governo che dovrà dare
attuazione alle norme di cui stiamo discutendo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Grazie Presidente, Governo, colleghi. Presidente, io
noto un forte imbarazzo. Forte imbarazzo soprattutto, devo dire, da
parte degli autonomisti che negli anni spesso si sono battuti e
spesso hanno fatto vari interventi molto critici qui da questo
scranno.
Un forte imbarazzo, Presidente, perché spesso parliamo di
Commissioni paritetiche e di verbali delle Sommissioni paritetiche.
Spesso parliamo del dislivello tra le Regioni del Nord e le Regioni
del Sud. Parliamo della nostra autonomia e del fatto di far valere
la nostra autonomia ai tavoli che contano, ai tavoli ministeriali.
Però, Presidente, noi oggi stiamo perdendo una delle, come dire,
uno dei focus della nostra autonomia. Cioè ad oggi, ed al di là
delle buone intenzioni, perché capisco la gestione passata che ha
portato, le gestioni passate che hanno portato a questi enormi
buchi, però da oggi si sta avviando un percorso, si sta avviando un
percorso per far perdere alla Sicilia, alla Regione siciliana
l'autonomia della riscossione, perché, anche se noi diciamo che in
questo momento stiamo solo trasferendo le funzioni ma a lungo
andare sarà così.
E allora dico poi, Presidente, non stiamo qui a parlare di LEA, di
livelli di assistenza essenziali, di ponte sullo Stretto e di
tantissime altre cose, perché ad oggi il Governo regionale, capisco
che era, da quello che ha detto anche l'Assessore una sorta di
vicolo cieco, però, dico, in questo momento il Governo regionale
che ha chiesto allo stato di salvare Riscossione Sicilia, cioè, è
stato questo Governo regionale che ha chiesto - come ho anche
ascoltato e condivido - con una pochissima concertazione con le
varie categorie. E, quando quasi tutti i Gruppi parlamentari o
tutti i Gruppi parlamentari ci preoccupiamo dei livelli
occupazionali, la preoccupazione è una preoccupazione certa perché
stiamo parlando di 600 e passa dipendenti che non è sicuro che
verranno, che i livelli occupazionali verranno garantiti.
Allora, signor Presidente, noi gli emendamenti li abbiamo fatti
perché anche con le categorie sindacali non c'è stata
concertazione. Questo risultato che è stato raggiunto dal Governo
regionale è un risultato che ha raggiunto il Governo regionale
senza confrontarsi poi con le categorie d'interesse. E, veda,
signor Presidente, dico che noi abbiamo fatto un emendamento per la
salvaguardia dei livelli occupazionali, lei può anche dire che
questo emendamento, questi emendamenti sono inammissibili, faremo
l'ordine del giorno. Non penso che sarà un ordine del giorno a
potere tutelare i livelli occupazionali, però oggi noi perdiamo
qualcosa, noi stiamo perdendo qualcosa. E, dico che quando si perde
qualcosa, signor Presidente, la responsabilità viene diluita un po'
a tutti; però, principalmente questa responsabilità, a mio modo di
vedere, signor Presidente, la si deve addossare a questo Governo
regionale ed a chi ha fatto le trattative per ottenere questo
risultato al ribasso per la nostra Regione. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Grazie, Signor Presidente, onorevoli colleghi, mentre
ammazzavo il tempo, attendendo un po' gli interventi dei colleghi,
ho visto dal sito dell'Assemblea regionale e della Presidenza
bellissime immagini e, poi, ho cercato lo Statuto della Regione
siciliana. C'è una bella frase che avete messo lì e c'è scritto:
Lo Statuto è la Carta fondamentale, fondamentale - onorevole
Cracolici, l'ho ascoltata con grande interesse e le chiedo di non
distrarre il Presidente - Lo Statuto è la Carta fondamentale della
Regione in quanto, quale fonte di rango costituzionale, ai sensi
dell'articolo 116 della Costituzione, disciplina l'organizzazione e
le funzioni regionali . Invece, ci ritroviamo in un lunedì
qualsiasi, tra gli sbadigli generali, ad interloquire con
l'interlocutore non esattamente delegato a discutere di Riscossione
Sicilia perché manca il Presidente della Regione e con delle
discussioni farcite di condizionali che sono davvero poco, poco,
poco rassicuranti.
Qualcuno dovrebbe fare pace con se stesso. Da questo scranno ho
sentito colleghi, che appartengono allo stesso Gruppo, da una parte
dire che si sono impegnati anni ed anni per questo passaggio di cui
c'è una gran confusione e condizionale, dall'altra altri che
recriminano l'economia e pezzi di questo Statuto che, in parte,
nonostante sia Carta fondamentale - questo c'è scritto nella pagina
della Presidenza dell'Assemblea - ad esempio, per quanto riguarda
l'articolo 37 io mi chiedo com'è che noi faremo - e penso che non
si farà mai - calcoleremo i redditi e le imposte e la quota che ci
spetterebbe delle imprese che, pur operando con i propri impianti e
stabilimenti qui in Sicilia, hanno sede fiscale presso altre parti
d'Italia. Cioè, mi chiedo se, togliendoci anche questo strumento,
stiamo onorando questo Statuto che è Carta fondamentale. Va bene
Io sono abbastanza contrariata da tutta la vicenda. Vorrei
ricordare che se Riscossione è in quelle condizioni ed ha dei
debiti non solo con Monte dei Paschi, ha dei debiti pure con la
Regione, oltre 150 milioni di euro, io vorrei chiedere
all'interlocutore, se è l'assessore Armao, bene, o se è qualcun
altro, caro Presidente, ce lo procuri in fretta, perché vorremmo
capire la Regione se riceverà mai queste somme da Riscossione o da
parte dello Stato, oppure poi se ne parlerà qualche altra volta.
Sui dipendenti, io come dire, non è per essere pessimista ,ma non
è che mi fidi molto da quello che c'è scritto, Presidente. Tra
l'altro, ad esempio, l'ultimo sgambetto bello pesante lo Stato ce
l'ha fatto l'anno scorso, perché da una parte, giustamente, ha
concesso ai cittadini di non pagare più e quindi le riscossioni nel
resto delle regioni sono state, come dire, messe a binario morto
per lasciare in pace i cittadini, chiusi in casa e preoccupati per
la pandemia, e ci ha messo dei soldi, giustamente, per pagare i
dipendenti e, comunque, garantire la sostenibilità delle ADER
regionali; mentre per la Sicilia c'è arrivata soltanto la
comunicazione che non dovevamo più riscuotere, ma i soldi
gliel'abbiamo dovuti mettere noi, Presidente, e, quindi, la
situazione si è maggiormente aggravata.
Io annuncio il mio voto contrario, non so i miei colleghi, non ne
abbiamo parlato, come vorranno, proprio per segnalare la mia
contrarietà a tutta l'operazione, ma desidererei che l'Assessore ci
chiarisse anche la situazione debitoria nei confronti della Regione
successivamente come procederà e vorrei delle risposte chiare e
veritiere, ovviamente, perché insomma non sono abituata agli atti
di fede.
Un inciso, Presidente. Io la scorsa settimana le avevo chiesto in
merito all'accordo Stato-Regione che lei ha detto che non potevamo
stralciare gli articoli che riguardavano il patto con lo Stato
perché dovevamo assolutamente ottemperare; poi, a un altro collega
ha detto che l'Aula era sovrana, quindi se l'Aula decideva di
votare articoli in contrarietà all'attuazione dell'accordo, l'Aula
era sovrana. L'accordo riguarda il blocco delle assunzioni della
dirigenza. Io le ricordo che su un chiarimento abbastanza confuso,
lei ci ha fatto ritirare degli emendamenti sui dirigenti a tempo
determinato e noi siamo andati in fiducia sua e dell'Assessore, per
poi scoprire che nel testo dell'accordo non c'è scritto dirigenza a
tempo indeterminato, ma dirigenza punto. Quindi, è tutta la
dirigenza.
Quindi, io non mi aspetto che lei, come dire, ci serva dei bidoni,
voglio sperare che non ho capito bene io; però, così non si può
procedere. Mi aveva detto che poi arrivavano i chiarimenti.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, per quanta riguarda quello che io
dico, continuo ad esserne convinto nel senso che io da Presidente
dell'Assemblea un articolo che riguarda l'accordo tra lo Stato e la
Regione non lo posso stralciare, ma se poi l'Aula lo boccia è un
problema che non mi appartiene più. Quindi, io non potevo
stralciarlo e continuo a dire che se poi l'Aula lo boccia è
bocciato, ma non posso essere io nei rapporti istituzionali che
esistono tra l'Assemblea e lo Stato a stralciare un articolo che
prevede un accordo che è stato fatto, e di questo continuo ad
essere assolutamente convinto.
Per quanto riguarda la questione determinato e indeterminato,
l'Assessore è intervenuto dando la spiegazione. Non posso che
credere all'Assessore; quindi, quando io le ho detto l'Assessore
ha detto così , per cui evidentemente è così. Non credo che ci sia,
intanto, ovviamente, nessuna volontà di dire cose che non sono
corrette, ma in questo caso credo che, alla fine, siano state dette
le cose più corrette possibili.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha
facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, in
realtà intervengo a fine del dibattito che ampiamente, diciamo, ha
sviscerato le preoccupazioni che, come dire, tutti noi componenti
di questo Parlamento abbiamo più volte, in più sedi, fatto
presente.
Io ritengo che non essendo a favore, ovviamente, della
depauperazione di quelle che sono le nostre competenze statutarie,
anzi, notando una progressiva perdita delle nostre capacità
statutarie e di accordi che sempre più penalizzano la nostra
indipendenza e la nostra autonomia, non ultimo questo Accordo che
trovo assolutamente ingiusto ed iniquo, al quale questo Parlamento
sta in qualche modo cercando di porre dei rimedi, perché una
approvazione tout court sarebbe un inginocchiamento davanti ad una
logica che io non comprendo e che vedo che non è compresa da buona
parte di noi.
Allora, io ritengo che in merito a questa norma che nasce in un
momento in cui io non ero nemmeno in Parlamento, nasce da un
Governo che non era questo, che però da parte del personale è stato
visto come un salvataggio ad una situazione complessa,
contraddittoria se vogliamo, ma sicuramente preoccupante per quello
che è la platea di quasi 700 persone che lavorano presso
Riscossione.
Ovviamente, il tema dibattuto in Commissione Bilancio è stato a
lungo oggetto degli interventi di quasi tutti i Gruppi
parlamentari. Però, io mi chiedo - e ovviamente accolgo l'appello
del Presidente dell'Assemblea Miccichè di esprimere con un ordine
del giorno qual è l'intendimento quindi lo sottoscrivo e chiedo
agli Uffici di sottoscriverlo anch'io - il tema però, a mio avviso,
va compreso in termini più puntuali, rispetto a una domanda che mi
sovviene.
Noi stiamo, tra virgolette, subendo, perché comunque in questo
momento arrivano 300 milioni a Riscossione arrivano per sanare una
situazione difficilmente sanabile al nostro bilancio e quindi
perdere anche la capacità riscossoria che, comunque, è una grande
sconfitta - lo dobbiamo riconoscer al di là di qualsiasi siano le
posizioni ideologiche ma è chiaro che è una grande sconfitta - ma
dall'altra quanto meno il ristoro sarebbe di dare serenità a questi
700 lavoratori che, comunque, hanno una tipologia contrattuale che
ad oggi non è stata discussa rispetto a quello che potrà essere il
loro futuro.
E mi spiego meglio. Io vorrei sapere dall'Assessore due domande.
Innanzitutto, il significato più specifico di questo emendamento
9.41 di cui non comprendo bene i dettagli. Non comprendo perché
bisogna cassare l'articolo 9, non ne comprendo la ragione. Posso
comprendere l'aggiunta del secondo comma, ma non comprendo cassare
il primo. E in seconda battuta, chiedo all'Assessore in quale
tavolo e qual è il tavolo di discussione nel quale si sta
discutendo il passaggio del personale che passa da un contratto
regionale a un contratto dei bancari. E poi mi faccio anche
un'altra domanda: gli immobili di proprietà di Riscossione saranno
anche questi oggetto di un risucchiamento automatico da parte di
ADER? Io questo me lo chiedo perché abbiamo parlato lungamente di
patrimonio ma anche questi sono dei temi che sarebbe opportuno
approfondire. Così come quello del non riscosso.
Allora, queste questioni che riguardano il contro bilanciamento di
una cessione, di una cessione creditoria che comunque è una
sconfitta, dovrebbe essere quanto meno controbilanciato con una
adeguata trattativa che ci vede non soccombenti, almeno per quanto
riguarda il personale ma anche per quello che riguarda il
patrimonio immobiliare di Riscossione, nonché del non riscosso.
Questi temi venendo meno le norme che riguardano il personale,
saranno delegate a un tavolo del quale non ho sentito parlare in
maniera dettagliata in merito a queste puntualizzazioni che ho
appena fatto, vorrei capire bene qual è la volontà del Governo. E
io ritengo opportuno che le Commissioni competenti, quella
Bilancio e forse anche quella Lavoro , avessero anche un ruolo
nella valutazione di quelli che saranno gli step successivi. Perché
non è per mancanza di fiducia però la gente ci chiede delle
spiegazioni e ci chiede anche delle indicazioni chiari in termini
di sostanza ma anche temporali. Perché la variante tempo non è una
variabile indifferente. La norma è del 2016, siamo nel 2021, ancora
questo personale oggi, per ragioni che prescindono dalla pandemia,
vive una condizione di assoluta precarietà.
Allora, ritengo che sono delle problematiche che andrebbero
chiarite in maniera molto chiaro. Grazie, Presidente.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ma è l'ultimo intervento perché poi
l'Assessore deve dare chiarimenti.
FIGUCCIA. La ringrazio, Presidente, sarò veramente brevissimo,
proprio perché, ovviamente, ci accingiamo a votare e, quindi, un
chiarimento rapidissimo da parte dell'Assessore.
Non credo che questo articolo possa diventare l'oggetto di un
dibattito che ruota attorno ai temi della riscossione dei tributi,
attorno ai temi dell'applicazione degli articoli 36 e 37 dello
Statuto. Ci sono cose che sono, ci vedono tutti d'accordo sul tema
della riscossione. Però, siccome in questo momento, in modo
particolare, la vera priorità, al di là delle aziende che
producono, magari, in Sicilia pur avendo sede in altre Regioni che
devono lasciare qui le tasse, e questo è un tema, assolutamente,
atavico. E sono d'accordo con la collega che, meriterebbe, da solo,
una seduta per approfondire alcuni aspetti che riguardano,
certamente, lo Statuto Speciale della Regione siciliana.
La cosa che chiedo all'Assessore, perché questo è quello che
dobbiamo attenzionare attraverso questo articolo, è: i dipendenti,
effettivamente, sono nelle condizioni, attraverso questo transito
da Riscossione ad Agenzia delle Entrare Riscossione, ad avere le
garanzie? Stiamo tutelando il patrimonio delle risorse umane che
sono in capo all'ente? Lo faremo senza incorrere in difficoltà?
Qualcuno, all'indomani dall'approvazione di questo articolo,
potrebbe porre delle questioni di legittimità?
Assessore, questo le chiedo, giusto per contribuire, alla fine di
questo dibattito, a lanciare un messaggio di serenità rispetto a
questa gente che ci ascolta e che, ovviamente, da questo articolo
si aspetta una soluzione definitiva al problema.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Gucciardi, è un chiarimento che deve
chiedere? Perché le iscrizioni a parlare sono chiuse. Se è proprio
un chiarimento di attimo
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lo Curto)
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, lei ha ragione. O andiamo in
Capigruppo e limitiamo gli interventi o io non posso fare
diversamente.
Onorevole Gucciardi, per favore, 30 secondi davvero.
GUCCIARDI. Scusi, onorevole Lo Curto, se deve parlare, chieda di
parlare e parli.
Stiamo parlando di un articolo importante, fondamentale. Ed il mio
intervento è proprio, in attesa che l'Assessore chiarisca alcuni
dei quesiti che sono emersi da questo dibattito interessantissimo,
fondamentale, io credo, per l'Aula di oggi.
E non voglio entrare nel merito delle prerogative statutarie, di
cui abbiamo parlato e su cui tantissimi, o tutti, nutriamo forti
perplessità. Questo è e, in questo momento, questo ci teniamo.
Il problema è un altro. Nell'ultimo comma, assessore, qui credo
che sia necessario dare una parola di chiarezza al Parlamento, nel
momento in cui va ad approvare una norma, rispetto alla quale, poi,
sarà difficile tornare indietro. Tornare indietro per quanto
riguarda i tempi, signor Presidente e vado a concludere.
Il comma 7 che mi pare, al netto delle cose che abbiamo detto,
fondamentale per i tempi di attuazione di questa norma e, quindi,
con tutte le conseguenze che i ritardi o l'attuazione tempestiva
della norma determina in negativo o in positivo, noi vediamo
scritto a chiare lettere, e questo dovremmo approvare e, quindi,
lei l'ha sottolineato, giustamente, che si parli espressamente del
passaggio del personale, su cui si concentrano le nostre
preoccupazione; ma non soltanto sul passaggio del personale e sulle
garanzie del personale ma, anche, sui tempi che riguardano - ripeto
- gli interessi complessivi della nostra Regione, non soltanto di
un comparto e di una categoria. E, quindi, quegli interessi,
eventualmente lesi, andrebbero, ulteriormente, a ledere la
categoria dei dipendenti.
Il comma 7, assessore, dice chiaramente: Nelle more
dell'attuazione dell'articolo 1, comma 1090, della legge n. 178 del
2020 - parliamo, quindi, di una legge di ieri, cioè una legge
recentissima - e del passaggio del personale di Riscossione
Sicilia alle dipendenze dell'Agenzia delle Entrate Riscossione, è
fatto divieto, alla stessa società, di effettuare assunzioni di
personale a qualsiasi titolo. . Nulla, però, ci dice il comma 7 del
disegno di legge, nella parte del disegno di legge che noi stiamo
per andare ad approvare ci dice, Assessore, in maniera perentoria
sui tempi, lasciando tutto in maniera molto eventuale.
Se poi andiamo - ed è questa la preoccupazione che mi ha spinto ad
intervenire - se noi andiamo poi ad esaminare - lo prendo un
attimino, ce l'ho qua - il comma 1090 dell'articolo 1 della legge
n. 178 del 2000 ci rendiamo conto che anche qui parliamo dei 300
milioni, le interpretazioni che vogliamo noi sui 300 milioni e
sull'uso e la destinazione dei 300 milioni, ho ascoltato la sua
interpretazione, non ho motivo per dubitarne ma, Assessore, nulla
ci dice per quanto riguarda i tempi, nelle more , in attesa di
eccetera mentre lei sa bene, quindi, non è il mio un intervento
critico ma un intervento che cercherebbe di capire che dal 1
settembre 2021 praticamente cominciano a svolgersi delle funzioni
che sono delicatissime rispetto all'apparato complessivo
dell'ordinamento regionale, non soltanto per il comparto del
personale.
E allora, rispetto ai tempi, Assessore - questa è la domanda e
chiudo - cioè non pensa che sarebbe necessario che il Parlamento
regionale, in attuazione anche del comma 1090 dell'articolo 1 della
legge del 2020, ponesse dei paletti temporali più precisi per
evitare che anche il personale di Riscossione Sicilia, le cui
funzioni transiteranno eccetera, rimanga nel limbo di date che non
sono assolutamente definite e sulle quali, Assessore, anche il
Governo regionale potrebbe trovarsi in grandi difficoltà se al 1
settembre ci dovessimo trovare nella situazione più o meno nella
quale ci troviamo ora, guardi, siamo già ad aprile, Assessore, non
glielo debba certamente ricordare io, i rischi che può correre la
Regione siciliana complessivamente su questo tema e applicando un
articolo che non detta, Presidente, tempi certi rispetto a quello
che è il passaggio vero delle funzioni a cui è legato anche il
destino evidentemente del personale.
PRESIDENTE. Assessore Armao, ci sono una serie di chiarimenti da
dare. Gliene pongo un altro io, però credo che la risposta sia
scontata ma è bene lasciarla a memoria: il comma 6 di fatto abroga
il comma 2 della legge precedente che era quello relativo al
prestito dei 25 milioni di euro che aveva fatto la Regione. Allora,
ci dà la certezza che questi soldi non sono mai stati dati, quindi,
non devono tornare? Perché se no noi qua abroghiamo anche il fatto
che tornino, ma che non sono stati mai dati. Soltanto questo
chiarimento, in modo che possiamo essere certi anche di questo.
Ha facoltà di parlare.
ARMAO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente, è proprio
così. Per quanto concerne le considerazioni svolte è chiaro che
tutti noi abbiamo una grande attenzione soprattutto chiara
responsabilità dell'economia a che il flusso di risorse finanziarie
verso le casse regionali sia senza soluzione di continuità,
immaginate cosa sarebbe la interruzione delle attività.
Tra l'altro, io devo ufficialmente e pubblicamente ringraziare il
personale della Riscossione Sicilia perché ha svolto, non è stato
mano in mano in questi mesi, ma ha svolto una funzione raccogliendo
le risorse tributarie da chi voleva pagare, perché non è che tutti
hanno utilizzato i differimenti che il legislatore ha consentito;
ci sono state molte persone che hanno continuato a svolgere i loro
pagamenti in pieno e, quindi, anche se in smart working, anche se
con grandi difficoltà, il personale della Riscossione ha svolto il
suo lavoro.
Io sul punto vorrei precisare che, intanto, noi dobbiamo collocare
questo intervento legislativo nell'alveo - lo diceva poc'anzi
l'onorevole Foti - nell'alveo di una iniziativa legislativa che è
stata assunta nella scorsa Legislatura, faccio riferimento
all'articolo 28 della legge n. 16 del 2017, che come voi sapete ha
per la prima volta previsto che in qualche modo si intervenisse
attraverso una liquidazione di Riscossione e il passaggio
all'organizzazione statale.
Quindi, non è questa la sede nella quale, ovviamente, viene
iniziata e avviata questa iniziativa, ma è una sede che, in qualche
modo, una norma che in qualche modo aveva già dato, tra l'altro
offrendo come termine il 31 dicembre 2019, è evidentemente sviato.
E subito si iniziò all'inizio della legislatura a interloquire col
Governo nazionale, dapprima col ministro Tria, poi con il suo
successore, professor Gualtieri, e adesso con il nuovo Governo, col
governo Draghi e col dottor Franco che è il ministro competente.
Il tema è che ad oggi, mentre nella precedente compagine
governativa le deleghe in materia, ma credo che voi lo sappiate
bene, erano assegnate all'onorevole Castelli che ha mostrato
immediatamente grande disponibilità, attenzione a garantire
l'interlocuzione, adesso ancora le deleghe non sono transitate dal
ministro ai sottosegretari, quindi oggettivamente in questo momento
c'è un interlocuzione a livello burocratico, ma non c'è alcuna
interlocuzione di ordine politico proprio perché si attende, ma è
questione di giorno, il conferimento delle deleghe, ma molto
probabilmente l'onorevole Castelli sarà nuovamente la responsabile,
il che consentirà una fortissima accelerazione sul piano delle
intese, intese che già sono state ampiamente prefigurate, però
degli accordi conclusi a livello burocratico.
Per quanto concerne gli immobili, credo che lo chiedesse
l'onorevole Caronia, nel momento in cui andiamo a chiudere la
partita, non credo che potremo mantenere gli immobili nel momento
in cui tutto va all'interno di un calderone che consente di
chiudere la partita debitoria, proprio per quello che diceva
l'onorevole Cracolici pocanzi, anche per la consistente dotazione
debitoria, quindi la Regione non ha interesse a spezzettare, a
distinguere patrimonio mobiliare e immobiliare, debiti, crediti, ha
interesse invece con l'organizzazione nazionale a fare una
conclusione complessiva con quelle disposizioni e nell'ambito di
quelle che abbiamo messe a disposizione noi.
Una precisazione, e lo vorrei chiarire alla stregua degli
interventi fatti dall'onorevole Lentini prima, dall'onorevole
Caronia dopo, e anche dall'onorevole Foti, dall'onorevole
Gucciardi, tutti sono intervenuti esprimendo una legittima e
condivisa da parte del Governo preoccupazione nei confronti del
personale, però due dati credo che vadano sottolineati e che
ricordo un intervento pocanzi svolto ha puntualmente precisato: 1)
in tutte le operazioni di concentrazione che sono state
perfezionate dall'Agenzia delle entrate non si è mai posto un
problema di personale, cioè le operazioni di acquisizione non hanno
determinato fuoriuscite, prepensionamenti, tutto quello che
purtroppo il mondo dei rapporti di lavoro e delle relazioni
industriali determina, quindi credo che ad oggi non ci siano
neanche le premesse per una preoccupazione, poiché è avvenuto
sempre così e ci è stato assicurato che sarà così anche per
Riscossione, non si comprende l'eventuale soluzione di continuità;
ma ancora più importante onorevole Caronia è la circostanza che il
personale di Riscossione ha il contratto sostanzialmente
assimilabile a quello bancario che hanno i dipendenti di Ader,
quindi non c'è una differenziazione, ci sono pattuizioni che fanno
parte dei contratti locali e delle specificazioni territoriali, ma
non c'è una diversa natura per cui prendiamo, che vi posso dire,
dipendenti del settore commercio e li passiamo la settore bancario,
non c'è questa asimmetria contrattuale, stiamo parlando di persone
che svolgono nell'ambito dello stesso contratto collettivo
nazionale l'attività di riscossione, quindi anche sotto il profilo
delle tipologie contrattuali non c'è differenziazione alcuna.
Quindi fermo restando l'ordine del giorno di cui il Governo si
farà carico, l'ordine del giorno che sarà ampiamente dettagliato in
questo senso, l'idea è di sostenere e garantire, come peraltro
prevede l'articolo 28 della legge, perché noi lo abroghiamo ma
l'articolo 28 prevedeva il mantenimento dei livelli occupazionali,
quindi era già una previsione normativa
(Intervento fuori microfono)
sì, ma lo abroghiamo perché è incompatibile con il nuovo assetto
non perché non intendiamo garantire, l'ho menzionato io stesso non
perché non intendiamo garantire il mantenimento dei livelli
occupazionali.
Ma, ripeto, non ci sono precedenti, non c'è alcun elemento che
induca a pensare diversamente, il contratto è omogeneo lo stesso
contratto collettivo nazionale.
PRESIDENTE. Bene. Allora colleghi, quindi devo considerare
ritirati gli emendamenti? Siccome l'onorevole Di Paola dice no.
Ah scusi, Assessore, sul comma 6, perché altrimenti c'è un
subemendamento dell'onorevole D'Agostino che manterrebbe; se lei ci
dice che i 25 milioni non sono mai stati dati, quindi non devono
rientrare e quindi si può abrogare, altrimenti c'è un emendamento
che dobbiamo tenere in considerazione.
(Intervento fuori microfono)
Un attimo, aspetto una risposta intanto da dare all'onorevole
D'Agostino. A uno ad uno.
Un attimo. Una telefonata salva la vita, forse salva anche i 25
milioni Vediamo se li riusciamo
ARMAO, assessore per l'economia. Presidente, le confermo, come
avevo detto, che non sono stati mai dati questi 25 milioni.
PRESIDENTE. Non sono stati mai dati, quindi prendiamo questa
dichiarazione, che è a verbale, e diamo per scontato che
l'emendamento suo
(Intervento fuori microfono)
Come? Non ho capito, scusi. Non la sento.
ARMAO, assessore per l'economia. Che non si possono dare.
PRESIDENTE. Che non si possono dare, questo è sicuro. Questo è
ovvio. Va bene.
Onorevole Di Paola?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Di Paola)
E' il discorso che ho fatto prima. Abbiamo fatto tutto un
dibattito, perché non lo posso accettare.
(Intervento fuori microfono)
No, ma il 9.35 «Al comma tutti gli aspetti di natura tecnica e
amministrativa sono aggiunte le seguenti parole: e di gestione
del personale, facendo salvi gli attuali livelli occupazionali .»,
non lo possiamo mettere per legge noi. Abbiamo fatto gli ordini del
giorno appositamente.
(Intervento fuori microfono)
Certo, lo dichiaro inammissibile e questo l'ho detto.
(Intervento fuori microfono)
Io per evitare di dichiaralo inammissibile avevo chiesto se lo
ritiravate, ma è chiaro che questi
C'è l'emendamento 9.41, a firma del Governo, che è un emendamento
tecnico. E' stato distribuito? Lo conoscete? Ce l'hanno
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
A questo punto possiamo approvare direttamente l'articolo.
(Intervento fuori microfono)
Si passa all'emendamento 9.36 «Al comma sono sostituite dall'1
novembre 2021 .». Così al volo non lo capisco, Assessore.
ARMAO, assessore per l'economia. Sì, il 9.36, a firma
dell'onorevole Sunseri, differisce un termine di restituzione dei 5
milioni. No?
SUNSERI. Sì, dei riversamenti.
ARMAO, assessore per l'economia. Dei riversamenti. Noi, alla
stregua dell'articolo 28 della legge regionale 17 del 2019, abbiamo
previsto che i 68 milioni che Riscossione aveva illegittimamente
incamerato vengano, invece, riversati con una tempistica più
morbida. E questo rende ancora più agevole la restituzione di
queste somme.
Io ho sentito anche il Dipartimento e anche per il Dipartimento
finanze questo non determina problemi.
PRESIDENTE. E quindi lo possiamo comunque votare?
(Intervento fuori microfono)
Appone la firma sul 9.36? Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. La Commissione è favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
A questo punto pongo in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Votiamo anche gli ordini del giorno che sono stati presentati. Non
c'è quello del PD?
LUPO. Lo stanno inviando.
PRESIDENTE. Lo stanno inviando. E allora li votiamo dopo, li
votiamo appena rientriamo in Aula, in modo da potere avere anche
questo del PD.
Ci vediamo alle ore 15.30 in Sala Pompeiana con i Capigruppo e
alle ore 16.00 in Aula con tutti voi. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 14.09, è ripresa alle ore 16.26)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dobbiamo votare gli ordini del
giorno, ed è stato aggiunto quello del PD. L'assessore Armao ha
già dato parere favorevole.
Sono gli ordini del giorno n. 446, a firma dell'onorevole Savarino
ed altri; n. 447, a firma dell'onorevole Lupo ed altri, che sono
approvati.
Speriamo che il Governo ne faccia buon uso di questi ordini del
giorno - assessore Armao - nella trattativa con lo Stato.
C'è anche l'ordine del giorno n. 445, a firma dell'onorevole
Tancredi, sullo stesso argomento per cui è pure approvato.
Onorevoli colleghi all'articolo 4 c'è la riscrittura del Governo.
Al quarto rigo del secondo comma c'è un ovvio errore 2109 che è
stato corretto, si tratta ovviamente del 2019 .
Diamo ulteriori 30 secondi ai colleghi per leggerlo.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE. E' sulla stessa cosa? Intervenga uno. Se dovete dire
la stessa cosa, intervenga uno solo. Prego.
DI CARO. Non per puntualizzare l'ovvio, infatti mi sono fermato al
terzo rigo di questo 4R bis, ma tra le spese correnti rientrano
pure gli stipendi, quindi torniamo al punto di partenza. Assessore,
puntualizziamolo, perché se uno legge spese correnti, non è per
essere pignoli, ma tra le spese correnti rientrano anche gli
stipendi, è un'ovvietà però; capisco che puntualizzare l'ovvio,
spesso è diciamo superfluo, ma quando si tratta di stipendi secondo
me no. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Grazie Presidente. Presidente Musumeci, questo articolo
riscritto dal Governo è la perfetta rappresentazione normativa del
suo Governo, perché quando lei taglia in maniera lineare il 3 per
cento del trasferimento a società o enti lo fa, di fatto, andando
contro qualsiasi regola di buona gestione delle società e degli
enti di questa Regione perché, Presidente, quando parliamo di
questo gruppo di società e di enti, dobbiamo capire che parliamo di
un gruppo di circa 163, all'incirca 164 enti, enti che, di fatto,
perdono ogni anno qualcosa come 70 milioni di euro e hanno un
utile all'incirca di 30 milioni di euro.
A differenza di tutte le altre Regioni d'Italia, la Regione
siciliana si differenzia perché sono assolutamente improduttive,
non vengono ben controllate e, di fatto, sono in sovrannumero
rispetto a quanto effettivamente servono.
Le opere di razionalizzazione presentate dal governo Musumeci,
cioè 2017, 2018, 2019, sono andate sempre vacanti, cioè non si è
mai rispettato quello che si era scritto con delibera di Giunta.
L'unica opera di razionalizzazione messa in atto da questo Governo
è l'accorpamento di Crias e Ircac che ancora oggi non si è
verificato perché ancora aspetta il Cda, a distanza di un anno e
mezzo, quindi quando tagliamo linearmente a tutti, cosa facciamo?
Che alle società e agli enti che non dovevano ricevere le somme o
che ne ricevevano di più di quanto effettivamente ne dovevano
ricevere, facciamo un bene, alle altre facciamo un male, perché se
noi tagliamo a società ed enti che non appena gli tagli il 3 per
cento di spesa crollano, perché crollano, non facciamo certamente
il bene.
Allora, un'opera corretta di razionalizzazione della spesa, da
questo punto di vista, è un'opera programmatoria, vanno tolte le
società che non servono, vanno ridotti gli enti, va fatta un'opera
di razionalizzazione seria che è un po', diciamo in parte, quello
che siete riusciti a scrivere su carta ma che poi, puntualmente, di
fatto viene disatteso, perché le ripeto le sue delibere di
razionalizzazione, presidente Musumeci, sono disattese, cioè tutte
le delibere che riguardano il 17, 18, 19 son rimaste
assolutamente carta straccia e quando oggi l'Assemblea si ritrova a
dover trattare un argomento così importante, perché noi riduciamo
somme anche a società ed enti che, invece, col 3 per cento perdono
una grossa fetta del proprio bilancio e che non sanno più come
coprilo e che, sicuramente, si ritroveranno il prossimo anno con
gravi deficit finanziari economici nel bilancio.
Quindi, ripeto, qui nulla e nessuno si opporrebbe mai a una norma
che prevede un taglio a società ed enti che sperperano quelle
somme, ma il concetto non può essere esteso a tutti.
Quando dico che ci sono società e enti che non fanno quello che
devono fare, mi auguro che un giorno si faccia veramente una due
diligence di tutti questi enti e di queste società per comprendere
che ce ne sono alcuni che non sono mai riusciti a ottenere il
risultato voluto nell'arco dei venti, trent'anni precedenti.
Ci sono società e enti che, le dico, per esempio, presidente
Musumeci, non so dov'è la sede del Mes, lei lo sa? E' uno dei
consorzi di questa Regione e credo che qui dentro nessuno sappia
dove abbia la sede, cioè noi paghiamo qualcosa del quale
probabilmente non conosciamo nemmeno la sede.
Quindi, a mio avviso, ho sparato un caso chiaramente piccolo
rispetto al mondo del gap, delle società e degli enti partecipati,
però il concetto è che è giusto fare un'opera di razionalizzazione
delle società e degli enti che producono tanto deficit e non
producono utili, ma al contrario non facciamolo così in maniera
trasversale. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Presidente, l'assessore Armao si era impegnato, nella
riscrittura dell'articolo, di riscrivere meglio il comma 2,
leggendolo è uguale a quello di prima, ma lo dico anche per la
chiarezza degli obiettivi. Siccome ho capito che c'è un taglio del
3 per cento, poi la Giunta può derogare a questo taglio, ma così
com'è scritto può derogare, alla fine dice, provo a leggerlo in
diretta senza nessuna per le spese dall'anno 2019, con le
eventuali deroghe che possono essere eccezionalmente introdotte
dalla Giunta con delibera motivata, avuto riguardo prioritariamente
delle spese per sponsorizzazione, relazioni pubbliche . Ma questo
avuto riguardo sembra connesso salvaguardando queste spese,
allora scrivetelo un poco più chiaro. Vi ricordo sempre che ognuno
poi le interpreta le norme, se sulla base di una scrittura così
PRESIDENTE. Basta mettere considerando prioritariamente .
CRACOLICI. Per i tagli.
PRESIDENTE. Certo, per i tagli.
CRACOLICI. Altrimenti sembra che è la deroga.
PRESIDENTE. Avuto riguardo potrebbe sembrare che è per
salvaguardarli, vabbè. Se il problema è questo, lo cambiamo
velocemente, invece che avuto riguardo , considerando
prioritariamente queste spese.
CRACOLICI. Ai fini dei tagli.
PRESIDENTE. Va bene, è accolta l'obiezione dell'onorevole
Cracolici, la sistemiamo, ora vediamo esattamente qual è il sistema
migliore.
E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Presidente, Presidente della Regione, Assessori,
colleghi parlamentari, allora, lei si ricorderà, Presidente, che
durante la scorsa discussione sull'articolo 4, ho evidenziato che
il 3 per cento del taglio per le spese correnti tocca, di fatto, le
spese del personale. Perché? Assessore Armao, l'aggregato
PRESIDENTE. Chiedo scusa, al tavolo del Governo, per favore, sta
parlando al Presidente della Regione. Grazie.
DIPASQUALE. l'aggregato, Presidente dell'Assemblea e Presidente
della Regione, non lo dico all'Assessore perché l'ho detto la
scorsa volta, ma l'Assessore non l'ha capito perché l'ha riscritto,
o può darsi che mi sono spiegato male anch'io. Vediamo se riesco a
spiegarmi meglio.
Quando lei scrive che viene ridotta del tre per cento la spesa
corrente, sappiamo che la spesa corrente è fatta per il 90 per
cento dagli stipendi, quindi, automaticamente quando inseriamo il
tre per cento significa che il Consiglio di amministrazione dello
IACP di Catania dovrà tagliare il salario accessorio, non lo faremo
noi attraverso questo intervento legislativo, ma lo dovrà fare il
Consiglio di amministrazione tagliando il tre per cento del salario
accessorio.
Quindi, prima cosa, non è possibile. Gliel'ho detto l'altra volta,
lo ribadisco ora, a meno che non sia un errore e ci sia la volontà
da parte dell'assessore Armao di tagliare il tre per cento anche
degli stipendi. Quindi, non è un problema di riscrittura, ma è una
volontà chiara. Ma non credo che il Presidente della Regione voglia
tagliare il tre per cento degli stipendi.
Quindi, detto ciò, va riscritto. Io ora, fra poco, lo riscriverò
questo articolo togliendo il 3 per cento delle spese correnti e
invece dobbiamo scrivere in maniera chiara dove vogliamo
intervenire noi. Nella riduzione delle spese non essenziali.
Quindi, missioni, spese per convegni, spese di rappresentanza, che
non posso essere del 3 per cento; noi dobbiamo scrivere un articolo
dove, fatto salvo gli stipendi che non devono essere toccati, l'80
per cento di queste spese devono essere tagliate. Io lo sto
scrivendo e lo sto presentando all'Aula. Semplicissimo, senza
deroghe di Giunta, cioè noi riteniamo, noi tutti, ma penso che sia
questo lo spirito che Governo e Parlamento per questo anno almeno
dobbiamo ridurre dell'80 per cento queste spese che non sono
essenziali. Punto.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Presidente, purtroppo mi vedo costretta a dire che la
montagna ha partorito il topolino . Insomma questo week end è
stato abbastanza ingeneroso nella riscrittura del comma 2, anche se
ne ravvedo la buona volontà. Si sostituisce l'anno 2019 col 2020,
viene eliminata quella parte nel terz'ultimo rigo le spese di
salario e indennità a favore del personale afferente al comparto
dirigenziale e non' ed è un minimo di cautela, però la logica non
si è invertita, cioè questo piano che le partecipate devono
predisporre entro il 31 aprile, dovrebbe proprio riguardare quello
che la Giunta si sta riservando come deroga di potere invece
aggiungere. Dovrebbe essere il piano di, come dire, miglioramento
della spesa della partecipata a riguardare sponsorizzazioni,
relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità, rappresentanza e
consulenze. Semmai, diciamo, se c'è bisogno di un professionista
per fare una consulenza, lì che è necessaria come potrebbe essere
nelle liquidazioni indicarla come possibilità, ma che la Giunta
vada a fare una delibera motivata per dire vabbè ti concedo di fare
un convegno, mentre tra l'altro il 2020, purtroppo, si prospetta
che si consumerà comunque con un'emergenza sanitaria dove i
convegni non si possono fare, i catering non si possono fare,
insomma, mostre, cioè teniamo i musei chiusi, però vi riservate in
questa maniera di concedere di potere fare delle mostre. Ma poi
vorrei capire una cosa: le partecipate fanno le mostre?
E, allora, ritengo che tutte queste attività per cui bisogna avere
riguardo devono essere le partecipate ad avere riguardo a
comprimere queste attività. E semmai la Giunta derogare per
straordinarie motivazioni che bloccano le attività quindi va, come
dire, anteposta tutta la parte dell'elenco delle attività che
devono essere predisposte dalle partecipate fermo restando, e vi
ricordo, che i Consigli di amministrazione delle partecipate, i
commissari delle partecipate sono di diretta, come dire,
promulgazione, sono persone fiduciarie da parte del Governo, quindi
devono essere loro e nell'eventualità riservarvi solo deroghe che
siano veramente vitali, senza le quali non si può fare a meno.
Fermo restando che il 3 per cento, comunque, stabilirlo a priori
quando sappiamo che la maggior parte, la maggiore voce di spesa,
sono gli stipendi e si indica spesa corrente, la spesa corrente
credo che siano gli stipendi, anzi sono gli stipendi, quindi, è
veramente poco chiaro, forse più contorto, più subdolo questo comma
2 per come viene riformulato. Grazie.
Anche noi prepareremo un subemendamento da sottoporre
all'attenzione dell'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
E poi lasciamo la parola all'Assessore e votiamo.
MARANO. Signor Presidente, Governo, assessore Armao, volevo
semplicemente fare una domanda ma già qualcuno dei miei colleghi lo
ha detto.
Mi interrogo sul senso delle cose.
La riscrittura è praticamente uguale, a parte l'anno 2019-2020 che
vengono cambiati, viene inserita la parola prioritariamente' al
comma 2 e il comma 8 viene soppresso.
Ci spiega, Assessore, qual è il senso di questa riscrittura
uguale? Così l'ascoltiamo.
PRESIDENTE. Assessore, se vuole replicare e poi votiamo.
ARMAO, assessore per l'economia. Mi dispiace che non si colgano le
differenze
PRESIDENTE. Assessore Scilla, sta parlando il suo collega, per
favore. Grazie.
ARMAO, assessore per l'economia. E' stato eliminato qualsiasi
riferimento al personale, quindi se vogliamo esplicitamente dire
che il personale non è colpito da questa riduzione, non c'è
problema.
Abbiamo tolto il riferimento che, per altro, non poteva mai
riguardare i contratti in corso perché i contratti in corso sono
contratti e non possono essere sottoposti alla riduzione del 3 per
cento.
Se lo vogliamo precisare, il Governo sta presentando un
emendamento che esclude il personale.
Come dicevo l'altra volta, i latini dicevano in claris non fit
interpretatio', togliamo qualsiasi tipo di interpretazione alle
cose chiare.
Abbiamo inserito - come ha richiesto l'emendamento Lupo - il
riferimento alle procedure ad evidenza pubblica proprio per
evitare, e inserito parimenti il parere della Commissione
Bilancio' anche con riguardo alla comunicazione per il quinto
comma della definizione nuovi contratti, quindi abbiamo recepito le
tre richieste che erano state formulate: quella di escludere spesa
del personale, quella di inserire l'obbligo di ossequio alla
procedura ad evidenza pubblica - anche in questo caso è un
comportamento obbligatorio per l'Amministrazione rispettare la
legge ma non ci esimiamo dal confermarlo con legge - e quello di
prevedere che i contratti rinegoziati siano portati a conoscenza
della Commissione Bilancio' entro venti giorni dalla loro stipula.
Mi pare ingeneroso dire che non sono state recepite le modifiche.
Parimenti, ed è la quarta, è stato escluso il Corecom così come
era stato prospettato perché avendo natura giuridica di organo di
garanzia è stato escluso dalla riduzione delle spese con la
conseguenza che tutte e quattro le questioni prospettate, sono
state recepite.
Se si vuole esplicitamente escludere il personale- siccome è
escluso - l'ho già detto la prima volta, lo ribadisco ma lo
scriviamo - mettiamo che in ogni caso sono esclusi i rapporti di
lavoro a tempo indeterminato da questa cosa.
PRESIDENTE. Allora, scusatemi, sul problema del personale, sapete
che mi fido degli Uffici che mi garantiscono al cento per cento che
è così come dice l'Assessore.
Possiamo fare tutto, però abbiamo chiesto una riscrittura sulla
base di alcune indicazioni che sono state date e, oggettivamente,
può essere scritta bene, può essere migliorata, quello che volete,
ma la riscrittura prevede le cose che il Parlamento aveva chiesto
all'assessore Armao di modificare e sono state chiarite.
Per cui, credo che a questo punto si può e si debba mettere
Ci sono due subemendamenti, quello di Cracolici
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)
Cosa dice, onorevole Dipasquale?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)
Va bene, c'è un altro subemendamento.
Quello di Cracolici che mi sembra sia stato accolto. No, Assessore
Armao? E c'è scritto la riduzione effettuata con riferimento'
anziché avuto riguardo' che va benissimo e chiarisce esattamente
le cose.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Il secondo emendamento è a firma dell'onorevole Caronia e
sostituisce sentita la ' con previo parere della '.
Però questo, onorevole Caronia, probabilmente è un appesantimento
procedurale.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)
Un attimo, onorevole Dipasquale, sto parlando. Che dice
l'Assessore?
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, giuridicamente
l'audizione di una Commissione non è altro che un parere della
Commissione, quindi o scrivere parere o scrivere sentito non cambia
poi granché.
PRESIDENTE. Questo non è così. Io ritengo che vada bene il
sentito, però non è così. Se si chiede il parere è un'altra cosa.
ARMAO, assessore per l'economia. Per noi va bene il sentito anche
perché in ogni caso il parere non è vincolante, quindi o sentito o
parere non cambia granché.
PRESIDENTE. Allora, diamo l'ok così evitiamo.
ARMAO, assessore per l'economia. Nessun problema.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole Dipasquale, questo subemendamento riscrive la legge,
riscrive il comma 2 interamente. Il Governo lo ha ricevuto? La
scrittura è arrivata adesso, non mi viene facile spiegarlo così. La
riscrittura è arrivata adesso per cui dobbiamo avere il tempo.
Assessore Scilla, i vostri problemi non li potete risolvere dopo?
Io vorrei che intanto lo ricevesse l'Assessore perché neanche noi
lo abbiamo potuto vedere, non è una cosa semplicissima. Mi viene
difficile porlo in votazione.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)
Avete sentito qual è? Di ridurre dell'ottanta per cento le spese
di rappresentanza, sta a vedere quali sono.
Io credo che se questo emendamento viene trasformato in ordine del
giorno ha più senso, perché come facciamo a dire l'ottanta per
cento, il venti, come si fa a capire se è fattibile o meno. Quello,
il tre per cento, è a seguito di un accordo con lo Stato e quindi,
per quanto complesso, ha una logica, diminuire poi dell'ottanta per
cento le spese di rappresentanza non so bene che significhi. Io le
chiederei di farlo come ordine del giorno, altrimenti lo mettiamo
in votazione, ma immagino che il parere del Governo e della
Commissione siano contrari.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 4R bis, la riscrittura del
Governo, così come emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
(Alcuni deputati, dal proprio posto, dichiarano il loro voto
contrario)
Quindi, l'articolo 4 è approvato.
Si riprende l'esame dell'articolo 7, in precedenza accantonato,
sul revisore unico, assessore Armao, al di là di tutta una serie di
dibattiti interni, mi sembra che possiamo affrontarlo in un momento
diverso che non qua in finanziaria. Non me lo faccia stralciare,
ritiriamolo, mi sembra che sia la cosa migliore perché, altrimenti,
lo dovrei stralciare per cui preferisco che il Governo mi chieda il
ritiro ed evitiamo e poi lo andiamo ad affrontare in separata sede
con la I Commissione. Perfetto. Quindi è ritirato dal Governo.
Benissimo.
Si riprende l'esame dell'articolo 15, in precedenza accantonato.
Perché non l'avevamo esaminato prima? Ah Ecco perché abbiamo
acquisito la relazione tecnica per l'uso dei fondi comunitari.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, condivido questa norma anche perché
avevo presentato un emendamento che, sostanzialmente, era uguale ma
che lo faceva anche in coerenza con la norma dello Stato che è
stata approvata con la legge di stabilità.
Io ho solo una preoccupazione - e vorrei che mi ascoltassero sia
il Governo che gli Uffici dell'Assemblea - la previsione di
copertura che diamo a questa norma è sui Fondi Poc ed è una norma
delicata per la modalità di copertura, perché ancorché sia
un'assunzione a tempo determinato noi usiamo i Fondi Poc per
finalità diverse dai Fondi Poc stessi.
Io avevo suggerito - e c'è un emendamento in tal senso - che la
copertura a questa disposizione venga effettuata con i fondi
dell'assistenza tecnica dei programmi extra regionali.
Ogni programma, sia quelli comunitari ma anche il Fondo di
sviluppo e coesione - tant'è che lo Stato credo che lo finanzi dal
Fondo sviluppo e coesione - prevede una linea di assistenza tecnica
a supporto di quelle misure.
Considero più opportuno, proprio perché quelle risorse sono
finalizzate, noi l'abbiamo sempre fatto affidando all'esterno
l'assistenza tecnica, ma potremmo farlo anche utilizzando quelle
risorse per rapporti di lavoro a tempo determinato con personale
specializzato per l'assistenza tecnica ai vari programmi.
Credo che sia una misura che possa funzionare meglio dal punto di
vista finanziario perché temo che, altrimenti, avremo qualche
rilievo dello Stato a partire dal fatto che deve passare dal Cipe,
quindi con tutto quello che ne consegue.
Quindi, vorrei che il Governo su questa norma, che considero
un'opportunità per l'Amministrazione regionale e anche per il
supporto ai comuni che può essere dato con questa task force di
persone, però attenzione a non incagliare sulla fonte di
finanziamento, quindi chiedo al Governo di esprimersi in tal senso.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei questo intervento l'ha fatto
pur tenendo conto dell'emendamento 15.37 del Governo che
trasferisce gli interi Poc all'FSC? Alla politica di coesione,
comunque. Vale lo stesso quello che lei ha chiesto?
CRACOLICI. Sì.
PRESIDENTE. Vale lo stesso. Allora, se l'Assessore
CRACOLICI. Attenzione non solo l'FSC, io parlo delle fonti di
assistenza tecnica nei programmi extra regionali dove c'è pure
l'FSC
PRESIDENTE. Però, li trasferisce tutti alla politica di coesione.
CRACOLICI. No, non solo all'FSC ma, ad esempio, al Fondo solidale
europeo, al FESR
PRESIDENTE. L'emendamento del Governo è esattamente così.
L'emendamento del Governo sostituisce nell'intero testo i
riferimenti al Poc e all'FSC con quelli alla politica unitaria di
coesione, a pagina 58, è l'emendamento 15.37.
CRACOLICI. Non l'avevo visto.
PRESIDENTE. Infatti, l'avevo capito.
CRACOLICI. Perché c'era un mio emendamento che diceva in maniera
altrettanto chiara, che non trovo più, comunque.
PRESIDENTE. Perfetto. Grazie, onorevole Cracolici.
E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, signori assessori, questa è una norma, è un
articolo che abbiamo condiviso in tanti. Avevo presentato io un
emendamento insieme al Presidente Savona, poi, successivamente, ha
presentato un emendamento l'onorevole Cracolici, l'ononorevole Di
Mauro, tanti Gruppi parlamentari. Io vorrei porre l'attenzione
all'Aula e anche il Governo sul perché nasce questa norma e a che
cosa serve.
Nella mia precedente esperienza, e dopo una serie di
interlocuzioni con il Governo nazionale, avevo anche presentato una
scheda del Recovery plan che prevedeva una incoerenza con quello
che stava facendo e che aveva fatto e che aveva, poi, di fatto,
tradotto in una norma il Governo nazionale, un supporto agli enti
locali. E, quindi, questo era l'intendimento iniziale ed era anche
l'emendamento che, successivamente, ha presentato l'onorevole
Cracolici.
Questa norma è stata poi discussa in prima Commissione e si è
trasformata in un'altra dizione. Abbiamo inserito, per quanto
riguarda la Regione personale non dirigenziale. Onorevole Cracolici
però è un tema delicato. Dico, abbiamo inserito personale non
dirigenziale. Nel frattempo, il Governo nazionale in attuazione a
quanto previsto dal Ministro Provenzano, prima, con questo grande
piano di assunzioni, stabilisce - lo ha annunciato il Ministro
Brunetta - che darà attuazione ai 2800 funzionari che invierà
presso le regioni. Io mi chiedo, noi oggi ai comuni, se mandiamo
personale non dirigenziale, purché abbia le capacità e le
competenze tecniche, non abbiamo risolto nulla perché i comuni da
dieci anni a questa parte, con carenza di personale, con difficoltà
di gestione negli uffici tecnici, con tutti i programmi comunitari
e col Recovery plan che si troveranno ad affrontare, credo che non
sia utile.
PRESIDENTE. Le confermo che mi viene detto anche dai comuni stessi
esattamente quello che sta dicendo lei.
GRASSO. Perfetto. Quindi, se noi vogliamo fare, effettivamente è
una delle norme più qualificanti che ci sono nella Finanziaria, ma
se noi vogliamo dare veramente un supporto in aggiunta a quello che
sta facendo lo Stato, noi dovremmo - ecco perché mi ero permessa di
presentare un modificativo al primo comma - dovremmo impiegare e
inviare presso i comuni figure dirigenziali, cioè quelle figure
tecniche ma che sono importanti. Deve firmare progetti. Abbiamo
visto che le aree interne, oggi, non sono state nelle condizioni di
presentare progetti perché non c'è nessuno che li sappia fare.
Quindi, vorrei un momento di riflessione per potere, eventualmente,
modificare per quanto riguarda gli enti locali, le figure
dirigenziali.
PRESIDENTE. Se devo essere sincero, onorevole Grasso, un gruppo di
sindaci mi ha detto esattamente abbiamo bisogno di gente che
firmi, perché diversamente è inutile questa cosa', per cui non
posso che dare ragione all'onorevole Grasso.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, signori assessori, io ovviamente condivido
questo articolo e condivido anche quanto diceva la collega
Bernadette Grasso, lo condivido da sindaco, come ragionamento ma è
quello che poi è il problema che, sia nei piccoli comuni, ma anche
devo dire nei comuni più grandi, c'è. Ovvero, la mancanza non solo
di figure professionali adeguate e all'altezza, anche, delle sfide
che ci attendono ma, soprattutto, la necessità di avere personale
che possa non solo prendersi la responsabilità di quello che scrive
e va a testimoniare ma anche che possa mettere la firma
materialmente che è il problema che noi abbiamo.
Ovviamente a questo ragionamento e quindi alla bontà di questo
articolo proposto dal Governo, che credo sia da sostenere, insomma,
in maniera trasversale a trecentosessanta gradi e di buon senso,
vorrei fare sempre una riflessione e la faccio all'assessore Armao.
Ma se l'assessore Armao non vuole in qualche modo dare
soddisfazione a queste mie continue domande, che poi sono sempre le
stesse, lo chiedo al Presidente della Regione, lo chiedo a
chiunque, mi piacerebbe sapere in merito ai fondi POC, qual è lo
stato dell'arte.
Assessore Armao io, su questo tema, interverrò instancabilmente
ogniqualvolta si parlerà dei fondi POC, perché credo che sia giusto
e doveroso che noi abbiamo un quadro della situazione. In questo
caso sono altri ventisette milioni che noi andiamo a impegnare per
un fine nobile e condiviso anche dal sottoscritto come tante altre
cose perché, al di là della parte critica che mi ha sempre
riguardato, lei assessore sa bene che io ho sempre sostenuto i
provvedimenti che ha proposto il governo e che ha proposto questa
maggioranza e voglio continuare a farlo e continuerò a farlo. Però
credo, e glielo dico questa volta sommessamente, in maniera molto
pacata, in maniera molto più tranquilla anche delle altre volte,
credo che sia giusto, assessore, che noi abbiamo contezza del
miliardo e quattrocento milioni della scorsa finanziaria, in merito
ai numeri sapere che queste sono le cifre impegnate, queste sono le
cifre impegnate e spese, queste sono le cifre libere.
Questo ci consente, assessore, di fare un'analisi chiara, puntuale
e precisa e di poter decidere in serenità, di potersi esprimere il
Parlamento in assoluta serenità rispetto a quelle che sono le tante
esigenze che dobbiamo affrontare, che ahimè in questa terra non
sono poche, perché oggi per decidere se ventisette milioni possono
essere utilizzati per esempio per la rigenerazione amministrativa e
quindi per l'assunzione di circa duecentocinquanta unità, noi
dobbiamo sapere se poi abbiamo le risorse per dare i ristori alle
attività che in questo momento soffrono piuttosto che dare sostegno
alle famiglie in difficoltà, piuttosto che aiutare il comparto dei
pirotecnici o degli spettacoli viaggianti, dei ristoranti e
quant'altro.
Per fare una valutazione di questo tipo però è necessario che noi
abbiamo un quadro chiaro della situazione ed è chiaro che la
copertura, come giustamente anche in precedenza è stato suggerito,
deve essere evidenziata anche rispetto a quelle che sono o le
risorse extra bilancio o le risorse regionali. La prego assessore,
sommessamente, di darci un quadro a stretto giro ovviamente, prima
della fine della finanziaria perché credo che dopo non ce ne
facciamo nulla o quasi nulla di darci un riepilogo abbastanza
chiaro che ci possa consentire di poter affrontare il resto degli
articoli in maniera serena.
Presidenza del Vicepresidente FOTI
COMPAGNONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, colleghi, su questa norma, di cui
avevo avuto modo di parlare anche con il Presidente della Regione
che aveva assentito in modo abbastanza giudizioso, ne abbiamo
parlato in Commissione UE e ci si è ritrovati d'accordo ed è una
cosa che ci auguravamo da tempo per la verità perché a conforto dei
pochi colleghi rimasti che non ne fossero convinti, il problema che
noi oggi, ogni giorno vediamo è come molto spesso e non ultimo per
esempio quello successo con le aree interne, Presidente, rischiamo,
e molti Comuni rischiano, di perdere i fondi comunitari perché non
sono in condizione di produrre progetti esecutivi.
E' il grande problema per cui molto spesso tutti i Comuni perdono
i fondi comunitari e parlo non solo dei Comuni ma anche delle
Associazioni dei Comuni o per esempio delle ATI. Voi sapete che,
per esempio, le ATI devono produrre, che so, progetti per gli
impianti di depurazione, per le reti idriche o per gli impianti di
compostaggio, si perdono i finanziamenti perché sono
nell'incapacità di produrre progetti esecutivi.
Questa è la tragedia della Sicilia. Allora, immaginare che si
possano, invece, in questo modo aiutare gli enti periferici, quindi
i Comuni, le ATI, ad avere del personale adeguato per produrre
progetti esecutivi è una cosa assolutamente positiva. Ci sono due
perplessità. Una perplessità è quella che ha posto il collega
Cracolici, su cui mi ritrovo d'accordo, ce l'avevo anch'io.
Chiedevo al Governo un attimino lumi in questo senso, cioè la
possibilità di utilizzare i fondi POC o invece di utilizzare i
fondi che abbiamo messo a disposizione nei vari settori con
l'assistenza tecnica. Questo, in modo giudizioso, penso che ne
possiamo fare una riflessione e capire quale sia il sistema
migliore ma non c'è dubbio che la norma è assolutamente positiva.
L'altra perplessità è quella che ha sollevato la collega Grasso e
che mi ritrovo assolutamente d'accordo, credo che sia
indispensabile che soprattutto nei Comuni ci vada personale
dirigenziale, cioè personale che abbia la facoltà di potere
assumersi la responsabilità e firmare perché il problema molto
spesso è anche quello. O troviamo una via di mezzo e diciamo che in
qualche modo sarà poi l'ente pubblico a richiedere se vuole il
personale dirigenziale o non dirigenziale e noi possiamo per
esempio individuare sia l'una che l'altra figura cioè lasciamo poi
alla domanda no? Alla richiesta ci verrà dalla periferia quello che
noi dobbiamo mettere, senza precluderci l'una o l'altra strada.
Ecco questo sarebbe un po' quello che io suggerisco.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Rinuncia.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, io sono veramente stanco ormai di
ripetere le stesse cose. La mancanza di una riforma strutturale che
riguarda il pubblico impiego e comunque la messa in condizione
anche degli enti locali di avere personale, dirigenti, segretari
generali, quello che volete voi, non si risolve. A me dispiace che
i colleghi sindaci vengono qui a dirmi che una soluzione per un
Comune è individuare i dirigenti con questo metodo.
Io condivido la proposta come l'ha fatta il Governo, sono
completamente contrario - l'allergia gli è venuta a qualcuno -
invece ad inserire i dirigenti. Ma lo vogliamo capire che almeno
per i dirigenti negli enti locali dobbiamo fare i concorsi? Ma è
possibile che si cerca sempre un escamotage per evitare che i
dirigenti o alla Regione o per i Comuni, e per i Comuni li vogliamo
fare noi Regione per conto dei Comuni attraverso sempre escamotage
e non concorsi. E' una vergogna Questa cosa è una vergogna Per
chi la vuole, io ho detto che sono d'accordo, ha un significato,
l'assistenza tecnica che avete pensato e che avete sviluppato per
personale non dirigenziale. Proprio per dirle, è costruttiva però
sono stanco perché la sensazione qual è? Che qualcuno si è messo in
testa di andare a sistemare un gruppo, un nutrito gruppo di
dirigenti senza passare dai concorsi. Guardate che gli faremo la
TAC Ma non lo dovete fare, non lo dovete permettere voi, il
Parlamento, non potete essere complici di un'operazione che
continua a vedere questa benedettissima Sicilia individuare le
figure apicali senza concorsi. Vi prego almeno per le figure
apicali con i concorsi.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, colleghi, signor Presidente della
Regione, questa è una norma che Forza Italia condivide, ha
partecipato alla stesura ed è un'ottima norma.
Assessore, però, io ritengo che sia, e questo come suggerimento
visto che c'è qualche emendamento, necessario precisare
innanzitutto che si può accedere a questi posti, che ovviamente
saranno e daranno respiro agli enti locali, soltanto con la laurea
magistrale perché non è specificato bene.
Perché la laurea triennale ha una valenza e un significato; la
laurea magistrale ha un'altra valenza e un altro significato. Noi
dobbiamo fare andare ad occupare questi posti soggetti che
effettivamente hanno le competenze a tutto tondo, magistrale in
giurisprudenza per le altre si fa riferimento ad una laurea
specialistica, in giurisprudenza o titolo specialistico.
Io ho detto che a mio parere, per evitare complicazioni, è una
norma che può essere scritta in maniera più chiara in modo tale che
deve essere necessariamente una laurea magistrale così noi premiamo
le persone che hanno studiato di più ed hanno più competenza e,
dall'altro lato, mettiamo in condizione i comuni di potere
usufruire di personale che ha più competenza come tutti i laureati
con la laurea magistrale.
Vorrei aggiungere, per quanto mi riguarda Presidente escluderei le
università telematiche, magari mi quereleranno, lo so che non si
può fare perché sono parificate, però è giunto il momento, non è
competenza dell'assessore Lagalla, è una competenza nazionale,
bisognerebbe riguardarla questa norma perché una cosa è laurearsi
con la schiena curvata sui libri per cinque anni, signor
Presidente, una cosa è laurearsi per corrispondenza. Sono due cose,
sono come la notte e il giorno, il bianco e il nero, l'oro e il
piombo.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha
facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido
pienamente l'intervento di chi mi ha preceduto, l'onorevole
Calderone.
Volevo spiegare l'emendamento che ho presentato, il 15.28, in
quanto il testo per come è scritto sembrerebbe escludere tutta una
serie di figure fondamentali in ambito scientifico, in ambito
agricolo, sui beni culturali, nell'ambiente, nella sanità. Quindi
così è più generale e cerca di andare a sopperire tutte quelle
figure altamente specializzate che servirebbero.
Con il subemendamento, ossia facendo riferimento al titolo
abilitativo, chiaramente vado incontro a quelle che sono le
prerogative delle norme, in particolare del codice penale in
quanto, ad esempio, si rammenta che un ingegnere per potere firmare
tutta una serie di documenti, come progetti, collaudi, deve essere
in possesso dell'iscrizione all'albo e chiaramente oltre all'esame
di Stato, così come anche l'avvocato non può essere un semplice
laureato in giurisprudenza ma è fondamentale che queste piccole
cose siano magari, anche se possono sembrare scontate, è bene
specificarle.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, assessori, l'articolo di cui parliamo ha avuto già una
discussione approfondita sia in Commissione Affari istituzionali
che in Commissione Bilancio fondamentalmente dove a seguito di un
dibattito che si è protratto non poco si è addivenuti alla
conclusione di limitare il ricorso a queste figure professionali
non dirigenziali ed è stato approvato in quella sede un
emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, purtroppo le assicuro che non si
distinguono le parole. O si mette il microfono attaccato o si
abbassa la mascherina.
LUPO. Risolto. In Commissione Bilancio' fu approvato un
emendamento dopo una lunga discussione che limitava il ricorso a
queste figure esterne per funzioni non dirigenziali, vedo che ora
si torna sull'argomento.
Proporrei di rispettare il lavoro fatto nelle commissioni e di
merito e ovviamente anche della Commissione Bilancio' altrimenti
rischiamo che la discussione su questa finanziaria duri giorni e
giorni.
Penso che se c'è, una deliberazione pressa a poco unanime, se non
ricordo male in Commissione Bilancio', tornare qui a ridiscutere,
per carità è legittimo e forse alcuni colleghi lo riterranno
doveroso, ma certamente non ci si aiuta a guadagnare tempo che
invece penso è un elemento fondamentale in un momento di crisi come
quello che stiamo attraversando.
L'altra considerazione che volevo offrire al Governo e all'Aula, e
ovviamente alla Presidenza, riguarda la necessità di precisare al
comma 4 che il distacco di queste figure professionali ai comuni,
ovviamente non è a carico dei comuni e quindi di prevedere,
esplicitamente nella norma che formalizzerò in subemendamento che
dica, senza oneri al loro carico , così come, forse ne parlerà
meglio di me, dopo, l'onorevole Barbagallo, che sia chiaro, che
almeno una certa percentuale, poi possiamo discutere su quanto,
comunque venga assegnata ai comuni, perché sappiamo che i comuni,
di queste figure professionali hanno attualmente grande bisogno, ne
avranno ancor di più nel momento in cui dovranno progettare
interventi dal recovery plan ad altro.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente, così
come ha già detto qualche altro collega che mi ha preceduto, in
Commissione Bilancio? C'è stato un forte dibattito su questa
norma, ovviamente l'apprezziamo perché sono convinto e siamo
convinti che queste professionalità è meglio avercele dentro
l'amministrazione regionale che non usufruire di queste
professionalità tramite aziende private. Quindi è meglio che queste
professionalità che possono aiutare l'amministrazione regionale e
poi eventualmente i comuni è meglio metterceli dentro, che no, come
spesso accade, Presidente, queste professionalità spesso vengono
come dire, utilizzate tramite aziende private.
Però Presidente in Commissione Bilancio', l'aspetto critico è
stato soprattutto sulle coperture e se non ricordo male e qui
magari mi può smentire il Presidente della Commissione Bilancio' a
un certo punto la Commissione è stata pure sospesa, per la verifica
di queste coperture perché?
Perché intanto le coperture devono essere coerenti con quello che
stiamo andando a fare, altrimenti poi l'articolo, c'è la buona
intenzione, ma poi alla fine non riusciamo ad attuarlo e credo,
Presidente, che la coerenza migliore la dà come copertura, poco fa
ne ha parlato il collega Cracolici, l'emendamento, la pagina 58,
esatto il 15.33. Il 15.33, cosa dice? Con oneri a carico delle
disponibilità del programma operativo complementare e
dell'assistenza tecnica dei programmi comunitari e regionali.
Questa, diciamo è la copertura, coerente a questo tipo di
progettualità. Il problema qual è? Che è quello che emerso il
Commissione Bilancio', che a valere dei fondi 2014 - 2020, questo
tipo di copertura, questo tipo di fondi è stato esaurito. Cioè non
ci sono più fondi per, come dire, utilizzare, questo tipo di
assistenza tecnica che è prevista nel programma comunitario
regionale.
E allora Presidente, quello che chiediamo qui in Aula
all'assessore, perché io poi l'ho visto l'emendamento del Governo,
ma l'emendamento del Governo mette varie coperture, il rischio qual
è? Che poi, di tutte queste coperture, poi magari non ce ne sia
coerente nemmeno uno. L'impegno, o comunque la rassicurazione che
vogliamo da parte dell'assessore qui in Aula, è che i fondi ci sono
e siano coerenti al programma. Perché se non c'è questa coerenza,
c'è la buona intenzione, perché prendere queste duecentocinquanta
unità, anche se a tempo determinato, perché stiamo parlando sempre
di trentasei mesi, stiamo parlando sempre di trentasei mesi, però
la reputo una cosa migliore rispetto che prendere le stesse
professionalità con un'azienda esterna. Quindi meglio, così come
dicevo all'inizio, meglio avercele dentro queste figure.
Ovvio è, così come hanno detto anche altri colleghi, che la
Regione siciliana ha un grosso problema, che è quello che non
riusciamo a fare i concorsi, Presidente, ma non riusciamo a fare i
concorsi nemmeno con fondi già stanziati. Io ricordo sempre il
concorso sui centri per l'impiego, mille trecento persone, mille
trecento persone, ci sono i fondi ed è da più di due anni che
questo concorso non viene espletato.
Quindi da un lato Presidente, ci vuole un'azione forte nell'andare
a snellire queste procedure concorsuali. La Regione siciliana deve,
soprattutto dove abbiamo i fondi, i concorsi devono essere fatti,
dobbiamo spingere i dirigenti, dobbiamo spingere i funzionari
affinché i concorsi pubblici vengano fatti, e dall'altro lato,
Presidente, se può chiedere all'assessore di esplicitare e di dare
rassicurazioni per quanto riguarda la copertura, perché in
Commissione bilancio c'è stata una forte criticità, e da parte del
dirigente che era presente all'interno della Commissione bilancio,
non ci sono state massime rassicurazioni, e allora queste
rassicurazioni le chiediamo oggi in Aula all'assessore, grazie.
PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei sullo snellimento delle
procedure. Per quanto riguarda le coperture, è stata presentata già
una relazione che abbiamo noi qui, si vabbè insomma, la stiamo
acquisendo, ancora non è acquisita.
Andiamo avanti perché abbiamo ancora sette articoli da votare
entro stasera.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, Presidente della Regione, l'onorevole
Pellegrino ha posto poco fa un tema che è molto delicato e
importante. Noi abbiamo bloccati miliardi e miliardi di euro perché
non abbiamo in funzione le ATI, che sono ATI idrici per
l'esattezza. Questa è, in questo momento noi potremmo risolvere gli
ATI idrici, perché in questo momento potremmo risolvere il problema
di mancanza di professionalità presso queste ATI. Perché in
mancanza di professionalità? Perché si sono fatte queste
associazioni creando purtroppo obbligatoriamente, perché obbligati
dalla Comunità Europea e dalla norma nazionale, ma non riusciamo
più a sbloccare queste somme che sono bloccate là.
Per cui noi abbiamo reti idriche che sono fatiscenti, abbiamo
depuratori molte volte che non funzionano al di là del
commissariamento, abbiamo reti fognarie carenti, abbiamo
possibilità di potenziali finanziamenti che sono fermi là perché
per una cultura anche sbagliata da parte di alcuni, dobbiamo
dircelo, sono stati inviati presso questi organismi, non dirigenti
che abbiano la competenza e sappiano veramente fare il piano
d'ambito, le reti come devono essere fatte, non c'è ombra di
questo. Noi ne abbiamo, almeno nella mia provincia, ma io credo in
tante altre province, questa situazione di blocco.
Ora, ci sono delle norme che possono essere qualificanti, questa
lo può essere come norma qualificante, basterebbe, al di là di dare
un problema riguardante comuni di cui ora parlerò, perché bisogna
essere anche dentro al sistema comuni per comprendere che molti
comuni della Sicilia non possono fare concorsi perché le norme
nazionali sono tutte norme che bloccano praticamente nella
percentuale del personale che vi è oggi, rispetto a quello previsto
dalle norme nazionali c'è il blocco dei concorsi e questo è un
problema.
Ma il problema più urgente, Presidente, io credo che su questa
vada fatta una riunione ad hoc dell'Assemblea per il fatto
dell'emergenza idrica e soprattutto lei avrà ricevuto oggi, come il
Presidente dell'Assemblea, una richiesta di circa cento sindaci
della provincia di Messina riguardante un'emergenza rifiuti che di
qua a poco scoppia e di cui nessuno si sta rendendo conto. Noi
avremo la chiusura della discarica di Lentini, per cui non potremo
più non solo avere impianti di compostaggio ma nemmeno gli impianti
che possono ricevere la raccolta indifferenziata.
Tutto questo ci porta fra poco a qui ad avere un'emergenza
nell'emergenza. Ma di questo io chiedo che venga fatto così come si
chiede una riunione ad hoc col Presidente della Regione ma col
nuovo Assessore all'emergenza e ai rifiuti perché forse non si è
resa conto ancora di qual è la situazione grave in cui versiamo.
E allora la mia richiesta al Governo è che questa norma, fatta
anche col personale non dirigente e dirigente, serva soprattutto
per risolvere il problema degli ATO idrico. Per quanto riguarda i
comuni, lo ripeto ancora una volta, è una norma che come classe non
dirigente non serve ai comuni, ai comuni servono persone
qualificate che possono avere la responsabilità, firmare, perché
altrimenti le categorie di qualifiche C, etc., i comuni sono pieni,
non hanno bisogno di questo, hanno bisogno di personale qualificato
in attesa che la norma nazionale sblocchi questi concorsi. Per cui
io pongo all'attenzione del Governo, e ho finito, che questo sia il
momento di potere dare anche un ristoro e una svolta a questa
situazione di paralisi.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Barbagallo. Ma poi
l'onorevole Cracolici ha chiesto di parlare ma è già intervenuto.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE. Bene, ora, ora vediamo. Onorevole Barbagallo, prego.
BARBAGALLO. Signor Presidente, evidentemente la ratio della norma
è quella di sostenere la rendicontazione, la valorizzazione, dei
servizi, della realizzazione delle opere pubbliche attraverso i
fondi comunitari, utilizzando le politiche di coesione. Ed è chiaro
quindi che non c'è soltanto il tema che riguarda da vicino,
Assessore, la rendicontazione e le risorse in capo alla Regione.
C'è evidentemente anche il problema che l'articolo prova a
risolvere al comma 4, quello cioè dell'assegnazione di queste
risorse ai comuni.
E' chiaro, come già ha detto bene e meglio di me, l'onorevole
Dipasquale, che il tema a nostro giudizio riguarda innanzitutto il
personale del comparto, il sostegno proprio alla macchina che ogni
giorno dovrebbe lavorare per garantire risorse e trasferimento agli
enti locali e alla Regione. Quindi il Partito Democratico ha
proposto due sub-emendamenti per migliorare questo aspetto,
segnatamente il 15.35.1, e il punto 2 che sta per essere
distribuito, dove noi poniamo un tema, per noi, in questa
Finanziaria, che sta diventando - come dire - che ci sta
appassionando, quello cioè di stabilire dei criteri certi e una
graduatoria pubblica a cui possono attingere tutti i comuni. Perché
è chiaro che se una parte di questa risorse viene assegnata ai
comuni, dobbiamo capire quali sono i criteri con cui vengono
assegnate questa risorse. A nostro giudizio, ad esempio, Assessore
Zambuto, dovrebbero essere premiati i piccoli comuni, i comuni che
hanno difficoltà ad avere unità di personale di questo settore, con
queste competenze specifiche rispetto a comuni che hanno una
dotazione organica adeguata.
Poi, vanno stabilite - oltre alla graduatoria pubblica per
l'assegnazione certa delle risorse, e fino al concorrere delle
risorse - due questioni: la prima, il numero delle risorse da
assegnare al comune.
Noi nel sub emendamento, il 15.35.1 proponiamo la misura del 20
per cento.
Come già ha detto il Capogruppo noi su questa misura siamo laici,
siamo pronti a discutere, ci sembra francamente una misura minima,
però ci fa piacere se avviamo un confronto col Governo da questo
punto di vista.
L'altro tema, francamente scontato, in questo momento di vacche
magre per gli enti locali - e non solo per la verità - è che
ovviamente il personale venga assegnato senza ulteriori oneri per
gli enti locali, proprio per garantire quel supporto, anche ai
comuni che sono in gravi difficoltà economiche, ai comuni in
dissesto, ai comuni in piano riequilibrio.
Credo che sono quasi cento i comuni nella nostra Regione che
vivono queste difficoltà, fra piano di riequilibrio e dissesto, e
quindi anche a questi Comuni va garantita la possibilità di
utilizzare questo tipo di personale.
Insistiamo su questi emendamenti, Presidente, e chiediamo che
vengano messi in votazione.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, era soltanto una questione di
venti secondi o no?
Credevo che il suo intervento fosse terminato, non l'ho
interrotta
CRACOLICI. Le chiedo scusa perché non avevo letto l'emendamento
del Governo.
Ribadisco che anche quella formulazione che c'è nell'emendamento
del Governo, che si limita alla FSC 14.20 perché sposta dal POC
all'FSC.
PRESIDENTE. Io lo leggo per cui non è così
Sposta
CRACOLICI. Dal POC all'FSC, ma ha ragione
Devo dire tecnicamente è corretto.
PRESIDENTE. Sostituisce i riferimenti al POC e all'FSC con quello
alla politica di coesione
CRACOLICI. Fondo di sviluppo di coesione
E' questo quello che dico
PRESIDENTE. No Politica unitaria di coesione, PUC.
CRACOLICI. Un altro emendamento c'è?
PRESIDENTE. E' questo qua, lo sto leggendo, è sempre lo stesso.
CRACOLICI. Che numero è?
PRESIDENTE. Il 15.37, sempre lo stesso
CRACOLICI. Intendo riaffermare, tra l'altro anche a proposito di
dirigenti o non dirigenti - e lo dico al Governo - il mio voleva
essere un invito di snellimento.
PRESIDENTE. Ma questo è stato Lo abbiamo inteso così.
CRACOLICI. Oggi la Regione affida l'assistenza tecnica a soggetti
esterni.
La mia proposta è che invece di affidarla a soggetti esterni, dal
Formez al Price waterhouse, ecc., la Regione possa dotarsi di un
parco uomini che, oltre a fare il monitoraggio, a valle,
dell'utilizzo dei fondi comunitari, possa essere supporto
amministrativo a monte, sia per la Regione che per i comuni.
Non c'entrano né i dirigenti né perché appena infiliamo tutte ste
variabili, questa norma è morta.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, c'erano queste cose. La passata
legislatura le ha chiuse, esistevano.
C'era lo Sviluppo Sicilia', c'era CERISDI, sono state chiuse per
dare tutto al Formez.
CRACOLICI. Quale CERISDI.
PRESIDENTE. Sono d'accordo Così è
C'erano queste società che supportavano la Regione
nell'assistenza tecnica, e si è deciso di chiuderle per mandare
tutto al Formez - non se l'abbia a male
CRACOLICI. Io dico che lo faccia la Regione.
Lo fanno altre Regioni italiane e lo sta facendo lo Stato con la
norma che ha approvato in finanziaria.
PRESIDENTE. L'onorevole Figuccia vuole intervenire o ha
rinunciato?
Se non è estremamente necessario, già in riunione dei Capigruppo
avevamo auspicato che la maggioranza intervenisse meno possibile -
lo dicevo anche all'onorevole Catalfamo.
FIGUCCIA. Sarò velocissimo, solo per precisare l'opportunità di
individuare le risorse che effettivamente vanno ai comuni, credo
che sia una norma, non solo necessaria, ma addirittura
indispensabile.
Penso a tutti i piccoli comuni che ovviamente non hanno - tante
volte - la possibilità di attingere a risorse di questo tipo e
rischiamo spesso di perdere fondi strutturali, il ciclo della
programmazione 2014-2020, 2021-2027 con tutta una serie di temi, al
di là delle polemiche che si possono fare, che riguardano il tema
della ricerca e dell'innovazione, il tema della green economy, sono
tutte risorse che se noi non individuiamo attraverso i comuni che
diventano beneficiari di questo impegno, attraverso la possibilità
di fare riferimento a queste 250 unità, tutte risorse che
andrebbero perdute.
Quindi, quando si fa riferimento alla riforma per l'assunzione
dei dipendenti, dei concorsi, è una cosa che non c'entra nulla con
questa misura. Una cosa è la riforma della pubblica
amministrazione, una cosa è la possibilità di accedere attraverso i
concorsi pubblici, altra cosa è fare riferimento alla possibilità
di non perdere risorse comunitarie, di cui credo che tutti i comuni
abbiano assolutamente esigenza.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Le iscrizioni sono chiuse onorevole Ciancio, facciamo
molto tardi. Tanto oggi, così come abbiamo deciso in Conferenza dei
Capigruppo, il primo fascicolo va di fatto eliminato.
CIANCIO. Signor Presidente, era semplicemente per quando noi
indichiamo la tipologia di lauree che si devono avere per
partecipare a queste procedure, io anziché fare l'elenco delle
lauree, anche per venire incontro a quello che diceva l'onorevole
Palmeri, che io condivido, quindi anche discipline scientifiche,
scriverei in materia giuridico-economica o tecnico-ambientale,
senza specificare le singole professioni o le singole lauree.
L'unico dubbio è quello che ha espresso poco fa il collega
Calderone, perché lui diceva che la laurea specialistica può essere
anche di tre anni. A me non risulta, perché la laurea specialistica
è la 3+2. Però se abbiamo questo dubbio, e c'è bisogno di un
ulteriore approfondimento, facciamolo, però in questo modo noi lo
scriviamo in maniera generale, senza indicare esattamente quale
tipo di laurea che pur specialistica, pur magistrale, secondo me è
anche più chiara la norma.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Calderone, rispetto a questo intervento
dell'onorevole Ciancio, e poi il Governo e la Commissione mi
dovranno dire se sono favorevoli o contrari.
CALDERONE. Signor Presidente, io sono d'accordo con l'onorevole
Ciancio. Forse non sono stato chiaro, e per questo mi scuso con
l'Aula e con la Presidenza. Io avevo il dubbio di una possibile
interpretazione.
Se siamo tutti sereni, perché alla fine dei conti si può mettere,
comunque va esclusa la laurea cosiddetta breve o triennale. Se
vengo rassicurato, qui c'è il Magnifico Rettore, che per
specialistica si intende comunque la quinquennale, io sono
tranquillo, il mio era solo un dubbio che ponevo all'Aula.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, ai sensi dell'ordinamento statale
vigente per laurea, semplicemente laurea, si intende laurea
triennale. Con l'indicazione laurea magistrale, o magistrale a
ciclo unico, si intendono rispettivamente il conseguito biennio
specialistico, ovvero il ciclo unico come attualmente è la laurea
in giurisprudenza, medicina, architettura.
Quindi, la dizione è indifferente dal punto di vista laurea
specialistica o laurea magistrale, l'importante è che non si lasci
solo laurea, senza aggettivazione, perché coincide ipso facto con
la laurea triennale.
CIANCIO. E quindi ho già presentato un subemendamento per
racchiudere tutte queste lauree. L'ho presentato come
subemendamento al 15.24, ma se non dovesse passare il 15.24 lo
posso presentare anche come emendamento al testo.
PRESIDENTE. Come emendamento non si potrebbe presentare.
Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.
Si passa agli emendamenti 15.20 e 15.21 per i quali ci sarebbe un
invito al ritiro.
Sono ritirati.
Si passa all'emendamento 15.24, che è quello dove l'onorevole
Ciancio ha presentato il sub emendamento. Vi ricordo che con
l'emendamento 15.24 tutto il personale verrebbe distaccato ai
Comuni. E' chiaro che noi stiamo trasferendo tutto il personale ai
Comuni.
L'emendamento 15.38, a firma del Governo che è sullo stesso piano
però, Assessore, se il Governo dà qualche indicazione.
L'emendamento dell'onorevole Grasso è un'altra cosa rispetto al
15.38. Assessore lei è favorevole all'emendamento dell'onorevole
Grasso? Il mio invito è stato quello di ritirarlo.
E' ritirato.
Onorevole Ciancio, se lei presenta il suo sub emendamento qua e
poi questo viene bocciato il suo sub emendamento non c'è più.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, le volevo solo dire che eventualmente
lo presento come subemendamento, sostitutivo del mio stesso
emendamento, che è sulla stessa materia.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 15.39, dell'onorevole
Caronia, che erroneamente non è stato inserito nel fascicolo.
E' ritirato.
Si passa all'emendamento 15.27, a firma dell'onorevole Catalfamo.
Il parere del Governo?
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, stiamo presentando, come Governo, un emendamento
che sia chiarificatore rispetto al titolo che serve. Un emendamento
che vuole essere sostitutivo per ricomprendere gli interventi che
sono stati fatti.
PRESIDENTE. Onorevole Catalfamo, lo ritira il suo emendamento?
CATALFAMO. Signor Presidente, dal momento che c'è l'emendamento
15.38, io ho visto che nella pagina successiva c'è il 15.38, dove
si parla non di 250 unità ma di 300 unità, 50 delle quali da
indirizzare al Dipartimento beni culturali per potenziarne le
attività. Quindi, mi sembrava questo emendamento, il 15.27, anche
di rinforzo rispetto al 15.38.
PRESIDENTE. No, ma qua c'è il problema della triennale.
CATALFAMO. Secondo me il 15.27 va di pari passo col 15.38. Va
bene, ritirato.
PRESIDENTE. Chiedo al Governo. Dobbiamo essere chiari. Le
triennali non sono comprese? Perché sennò facciamo un casino
incredibile. Inutile continuare a presentare emendamenti in questo
senso. Quindi, ritirato Catalfamo. Andiamo avanti.
Si passa all'emendamento 15.19. comunico che è stato presentato
dall'onorevole Ciancio l'emendamento 15.24.2, che sostituisce il
15.19. Il Governo mi sembra che su questo era favorevole? Il parere
del Governo?
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dopo questa votazione, il 15.28 e il 15.26 sono preclusi. Il
15.29 è inammissibile, per cui chiediamo di ritirarlo. È ritirato
dall'onorevole Tamajo che è qui accanto a me.
Si passa all'emendamento 15.38 del Governo, quello di cui avevamo
parlato prima. Il Governo cosa mi dice sul 15.38? E quindi cosa
facciamo? Ci deve essere un subemendamento vostro. Lo preparate al
volo, per favore?
Il Governo sta preparando il subemendamento nel senso voluto dai
colleghi, aspettiamo un secondo solo.
Intanto gli altri. Il 15.30 il parere della Commissione sul bando
non si può fare.
Il 15.38, stanno aggiungendo una cosa e, quindi, l'abbiamo
accantonato un attimo. Il Governo sta specificando i 50, quindi un
attimo solo che arriva. 15.30, invito al ritiro perché comunque non
si potrebbe fare. Il 15.31, è già prevista la facoltà, per cui è
inutile, è superfluo. Il 15.32, non possiamo sostituirci
all'amministrazione, il bando può prevedere, non possiamo obbligare
l'amministrazione a prevederlo, può prevederlo ma non li possiamo
obbligare, quindi prevederà' non lo possiamo scrivere, quindi è
inammissibile. La soppressione del comma 3 è inammissibile.
Il 15.37 è quello di cui abbiamo discusso per un'ora, che mi
sembra vada a posto così, no Presidente? L'assessore Armao non c'è.
Presidente, questa delle coperture, possiamo considerare quelle? Se
ha un calo di glicemia, non è cosa di 30 secondi, io poco fa sono
mancato per 3 minuti per andare in bagno. Siccome, ora col
subemendamento del 15.38, noi saremmo in condizione di votare la
legge, se questo 15.37 e appunto.
Intanto il 15.35? Il 15.35.1, onorevole Lupo, è chiaro che non
sono a carico dei comuni perché sono tutti a carico dei fondi
comunitari. Per cui, è inutile. Fatelo come ordine del giorno. Ma è
scontato. Lo dovrei considerare superfluo, perché tutto si sta
coprendo coi fondi comunitari. Per cui come pensiamo che possa
essere a carico dei comuni?
Onorevole Lupo, potrebbe essere di più o di meno. Noi facciamo un
ordine del giorno in cui impegniamo il Governo a non farlo meno di
venti. Ma, altrimenti, dev'essere il venti fisso.
Ah, non inferiore dice. E' abbastanza superfluo, però lo possiamo
mettere in votazione. Se l'assessore è d'accordo, lo possiamo
mettere in votazione. Quindi, levando però Se è quello degli oneri,
lo leviamo. Quello del venti per cento. Senza oneri lo leviamo e
votiamo il venti per cento.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
della collega Palmeri aveva un significato, perché mentre
PRESIDENTE. Stiamo votando un altro, per ora.
CALDERONE. Sì, però io voglio No, c'è un problema - è importante,
Presidente - che si può porre e io lo voglio segnalare all'Aula.
Cioè, se un laureato in giurisprudenza senza il titolo abilitativo,
nel qual caso il titolo di avvocato, deve sottoscrivere un atto, lo
può fare.
Se un laureato in ingegneria, senza titolo abilitativo, lo può
fare? No Quindi, noi dobbiamo fare una distinzione, sennò
sacrifichiamo e poniamo in essere una disparità di trattamento.
Perché un atto sottoscritto da un laureato in giurisprudenza, o
anche in economia politica, può essere sicuramente redatto e
sottoscritto. Un atto, invece, prettamente tecnico, dev'essere
necessariamente sottoscritto da chi ha il titolo abilitativo.
PRESIDENTE. E non è corretto?
CALDERONE. No, non è così Nella legge non si fa riferimento al
titolo abilitativo. Secondo me dobbiamo inserire, per essere
perfetti - perché la norma noi siamo il legislatore - dobbiamo
inserire che il titolo abilitativo, ovviamente, non è necessario
per il laureato in giurisprudenza, per il laureato in economia
politica e ci mancherebbe, ma per un laureato in architettura o in
ingegneria che aiuto può dare se non può più sottoscrivere gli
atti? Quindi io sottopongo alla valutazione dell'Aula questa
problematica che, a me, obiettivamente
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, lei cosa mi stava facendo vedere?
Onorevole Grasso, ha una soluzione a questo problema.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, qua è stato
spostato il problema. Noi parlavamo di dirigenti. Il dirigente che
va al comune ha bisogno di firmare gli atti e, quindi, deve essere
un soggetto abilitato. La laurea magistrale giù ti abilita a
firmare un atto. Perché tu, per essere ingegnere, devi essere
iscritto ad un albo e, quindi, devi essere abilitato nella
formulazione della norma.
E' stata modificata rispetto allo spirito per il quale mi è stato
chiesto di ritirare l'articolo. Stiamo votando personale non
dirigenziale. Quindi noi, ai comuni stiamo mandando istruttori,
stiamo mandando personale non dirigenziale. Non stiamo mandando
ingegneri, personale che può essere dirigente e, quindi, che deve
firmare
PRESIDENTE. Se non è passato
GRASSO. Presidente scusi, io invece insisto, e mi rivolgo al
Governo, al Presidente della Regione, perché se va bene personale
non dirigenziale alla Regione, se vogliamo dare un supporto ai
comuni, e non togliamo spazi assunzionali, non togliamo posti in
pianta organica, perché queste sono figure tecniche che utilizziamo
fondi comunitari. Vengono assunti e vengono selezionati attraverso
la stessa procedura che si utilizza per l'assistenza tecnica, e
quindi possono tranquillamente andare presso i comuni e firmare.
PRESIDENTE. Colleghi, è indubbio che l'onorevole Grasso abbia
ragione.
GRASSO. per l'assistenza tecnica e, quindi, possano
tranquillamente andare presso i Comuni e firmare. Punto. Siccome è
così
(Intervento fuori microfono)
GRASSO. Presidente, dirigente significa la competenza tecnica
quindi
PRESIDENTE. Io ho ricevuto un gruppo di sindaci che mi hanno detto
che se non gli mandano quelli che possono firmare è inutile che gli
si mandano.
GRASSO. Perfetto. Presidente, i Comuni per i dirigenti utilizzano
il 110 e potrebbero le figure tecniche laureate potrebbero fare;
ma, ripeto, questo problema con la norma non c'è più. Io ho
ritirato il mio emendamento quindi la laurea magistrale e
specialistica per i funzionari è più che sufficiente.
PRESIDENTE. Siccome questo è argomento, mi pare un argomento
dirimente, cioè non è che stiamo parlando di una stupidaggine. Io
ritengo, però può essere che sbaglio, vorrei un attimo fermarmi un
secondo e parlare col Governo, io ritengo che l'onorevole Grasso
abbia totalmente ragione. Cioè, se non lo facciamo come dice lei, è
praticamente inutile fare la legge per quanto mi riguarda. Però,
può essere che mi sbaglio. Vogliamo vedere un attimo? Io vorrei che
il Governo si esprimesse in una maniera Il Governo è assolutamente
convinto di questo. Basta, io che posso fare? Basta, e allora non
ne parliamo più. Se il Governo è convinto va benissimo. Io devo
dire che siccome è una cosa importante
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Dovete fare i concorsi chi? Io li ho fatti ai tempi.
Onorevole, stia tranquillo
Si passa all'emendamento 15.38.1, del Governo, che modifica il
comma 15.38 in cui abbiamo inserito i 50 dei beni culturali.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 15.38, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 15.35.1. Il Governo è favorevole. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 15.35.2, dell'onorevole
Barbagallo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Per chiarirlo, lo scopo dell'emendamento, criteri e
apposita graduatoria , è perché se il 20 per cento delle risorse va
assegnata ai Comuni, i Comuni devono essere scelti in base ad un
criterio, per popolazione, per numero di personale, per esigenze e
va fatta una graduatoria com' è normale che sia; non posso
assegnare la risorsa a chi voglio io o a chi arriva prima. Giusto?
PRESIDENTE. Io aspetto le indicazioni del Governo. Se il Governo è
favorevole votiamo. Il parere del Governo?
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
(Viene richiesta la votazione per scrutinio nominale)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento l5.35.2
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 15.35.2.
Il parere del Governo e della Commissione è contrario.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 65
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 21
Contrari 34
Astenuti 0
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 15.35, così come emendato. Il
parere del Governo?
E' stato emendato con l'emendamento 15.35.1 su cui il Governo ha
dato parere favorevole per cui immagino che per questo è
favorevole? Emendamento 15.35. Avete dato il parere favorevole
all'emendamento.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Parere contrario.
PRESIDENTE. E' contrario. Lo pongo in votazione.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Ha dato parere favorevole al subemendamento, ma
sull'emendamento sono contrari.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, a parte la confusione che è veramente
imbarazzante perché non si sta capendo nulla di tutti questi
emendamenti, subemendamenti in Aula che sembra di essere peggio che
nelle Commissioni. Ma detto questo, poco fa aveva dato parere
favorevole l'Assessore. Se cambiamo ogni cinque minuti non
funziona
Ma oltre questo, la norma è, mi pare, molto di buon senso. Cioè
non c'è nulla di particolare. Si dice che nella ripartizione di
questo personale, dato che sono 250 e i comuni della Sicilia sono
391, purtroppo, basta suddividerla per i comuni e le province.
Mi sembra talmente generale, astratto e di buon senso che non
capisco il perché no.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, io comprendo la logica numerica e si
deve sicuramente dare una progressione in questo senso. La mia
preoccupazione, se ho l'attenzione dell'Assessore, è relativamente
ai piccoli comuni dove abbiamo le maggiori necessità e criticità
relativamente a competenza, assenza di competenze tecniche
specifiche.
Dobbiamo, quindi, trovare anche una soluzione per i piccoli comuni
perché, chiaramente, se lo facciamo in base al numero di abitanti
nei piccoli comuni continuiamo ad avere carenze di professionalità
e l'impossibilità di fare progetti.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, con tutto il rispetto per la proposta dei deputati
Sunseri e Di Caro il tema qui è legato alla reale dotazione di ogni
singolo comune.
La popolazione non può mai essere un parametro perché non tiene
conto della disponibilità di figure specialistiche all'interno dei
singoli comuni.
Ci sono comuni medi e grossi che sono dotati, nell'ufficio
tecnico, di personale particolarmente adeguato e sufficiente a
potere affrontare le richieste e ci sono, invece, piccoli comuni
che non hanno neppure il vigile urbano che possa svolgere le
funzioni essenziali.
Io direi, se una parte di questi tecnici noi con questi tecnici
una parte rimpolpiamo l'ufficio speciale per la progettazione, che
è a disposizione di tutti i comuni, e teniamo conto dei piccoli
comuni del criterio dell'associazionismo, cioè diamo un tecnico,
due tecnici, ma diciamo ai comuni mettetevi assieme, quattro,
cinque piccoli comuni, e condividete . Siamo d'accordo? Questo è lo
spirito.
PRESIDENTE. Benissimo. Come vedete, quando non c'è confusione e si
dà il tempo ...
MUSUMECI, Presidente della Regione. Assumo l'impegno che lo
spirito col quale verrà distribuito il personale tecnico sarà
questo.
PRESIDENTE. Perfetto. Quindi, l'emendamento è ritirato? Al limite
lo trasformate in ordine del giorno, che va benissimo.
A questo punto possiamo votare l'articolo.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, siccome il Governo aveva dato parere
favorevole all'emendamento 15.35.1, che è quello che dice che
almeno il 20 per cento va ai comuni , se continua ad essere di
questa idea, se lo può fare proprio come emendamento al testo
dell'articolo perché è un subemendamento e decadrebbe.
PRESIDENTE. Questo è vero. E' così. Anche questo può essere
inserito nell'ordine del giorno e lo consideriamo anche questo come
ordine del giorno.
Pongo in votazione l'emendamento 15.37. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico per conto terzi il voto favorevole dell'onorevole
Cracolici e di tutto il PD.
Comunico che l'onorevole Cracolici e tutto il PD voterà
favorevolmente a questo emendamento e per cui è stato approvato.
Ringrazio l'onorevole Cracolici e tutto il PD per averlo votato.
Pongo in votazione l'articolo 15. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 16 mi è stato chiesto di votarlo dopo ed anche il 17.
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
«Art. 18.
Comando personale sanità
1. Al comma 10 dell'articolo 1 della legge regionale 5 novembre
2004, n. 15 e successive modificazioni, le parole numero massimo
di 15 unità sono sostituite dalle seguenti numero massimo di 20
unità .
2. Per l'espletamento delle attività contabili relative alla
gestione sanitaria accentrata ed al Fondo sanitario regionale di
competenza del dipartimento regionale bilancio e tesoro -
Ragioneria generale della Regione, presso l'Assessorato regionale
dell'economia può essere disposto, altresì, il comando di personale
delle aziende sanitarie provinciali e delle aziende ospedaliere nel
numero di 5 unità, con specifiche competenze nelle materie trattate
dal dipartimento, da inquadrare con le medesime modalità di cui al
comma 10, dell'articolo 1, della legge regionale 5 novembre 2004,
n. 15 e successive modificazioni. Al personale di cui al presente
comma si applicano le disposizioni di cui al comma 7 dell'articolo
16 della legge regionale 15 agosto 2000, n. 10 e successive
modificazioni.
3. Per le finalità di cui al presente articolo, l'autorizzazione
di spesa di cui al comma 1 dell'articolo 26 della legge regionale
16 ottobre 2019, n. 17 e successive modificazioni è incrementata,
per l'esercizio finanziario 2021, dell'importo di 1.000 migliaia di
euro, di cui 340 migliaia di euro per le finalità di cui al comma
2. Per le medesime finalità, a decorrere dall'esercizio finanziario
2022, la spesa, da quantificare con legge di bilancio ai sensi del
comma 1 dell'articolo 38 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.
118 e successive modificazioni, è quantificata in complessivi 3.000
migliaia di euro, di cui 340 migliaia di euro per le finalità del
comma 2 del presente articolo. Ai relativi oneri si provvede con le
modalità previste dal comma 2 dell'articolo 26 della legge
regionale 17/2019 e successive modificazioni, con decreto del
Ragioniere generale».
Gli emendamenti soppressivi sono ritirati? No. E come mai?
L'emendamento soppressivo del 3 è inammissibile per cui non lo
potremmo fare comunque, gli altri perchè non sono stati
ritirati?che vogliamo fare?
Si passa all'emendamento 18.21, dell'onorevole Caronia.
Onorevole Caronia, vuole illustrarlo?
CARONIA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, in relazione all'emendamento 18.21,
la ratio che mi ha condotto a predisporre questo emendamento è
quella di ovviamente di un risparmio, cioè nel senso che, visto e
considerato che la manovra ha un carattere di ridiminuzione delle
spese, nella logica dell'economicità dell'intera manovra e delle
norme che servono per il contenimento della spesa, l'oggetto
dell'emendamento riserva al personale dipendente, quindi interno,
la possibilità di andare tra i comandati in aggiunta che staremmo
mandando con questa norma presso il Dipartimento regionale del
Tesoro e Bilancio. Nel caso in cui l'appello vada deserto, si può
ricorrere all'esterno.
L'obiettivo è quello ovviamente di una razionalizzazione della
spesa. Poiché stiamo tagliando su tutta una serie di voci variabili
che sono considerate in questo momento non emergenziali, ritengo
che anche questa norma possa andare in tal senso, non precludendo
in maniera assoluta l'utilizzo degli esterni, ma privilegiano
l'utilizzo degli interni. Grazie.
PRESIDENTE. Chi deve intervenire me lo dire ora perché ci dobbiamo
organizzare: gli onorevoli De Luca, Arancio, Cappello, Tamajo,
Dipasquale. Però, chiuse le iscrizioni, non mi chiedete ad uno ad
uno, per favore.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Pasqua.
PASQUA. Grazie, Presidente. Questo articolo lo dobbiamo rubricare
in un'altra maniera, perché il comando personale sanità andrebbe
tradotto spoglia a Cristo e vesti a Maria .
(Intervento fuori microfono)
PASQUA. Spoglia a Cristo e vesti a Maria . Questo detto lo
conosci meglio di me.
In pratica, si chiede di prendere ulteriori cinque unità in
comando dal personale delle ASP, per portarlo al centro, alla
Ragioneria generale della Regione.
Allora, c'è un piccolo problema, signori, le ASP sono già in crisi
a livello di personale, personale che deve essere con una certa
specializzazione, devono essere persone esperte in contabilità e se
voi vi fate un giro nelle vostre ASP di dove risiedete e parlate
con quegli uffici, ve lo sapranno dire benissimo che sono messi
malissimo tutti quanti, hanno sì e no una persona che è capace di
fare bilanci come si deve. Però, bisogna prenderne cinque per
portarli al centro all'Assessorato: spoglia a Cristo, vesti a
Maria .
C'è un problema di fondo qui, che è generale, è più ampio. Questo
articolo va a finire che certifica una cosa, una sola cosa: il
fallimento organizzativo di questo Governo, questo certifica,
perché se non si riesce ancora oggi ad attrezzare cognitivamente
persone all'interno degli assessorati capaci di gestire questo, il
fondo sanitario regionale di competenza, eccetera, eccetera,
evidentemente è un fallimento organizzativo. E allora, questo
emendamento che abbiamo presentato va apprezzato dall'Aula.
Io ho presentato un emendamento col quale, non solo chiedo di non
prendere questi cinque in più, ma di togliere quei cinque in più
che già ci sono e ridurli a dieci, piuttosto che farne venti
comandati, perché il personale serve di più alle ASP.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA. Grazie Presidente, Governo, colleghi. Presidente,
nell'esaminare questa norma in Commissione Bilancio è venuta, da
parte del Ragioniere generale, una legittima necessità di avere
ulteriore personale. Sacrosanto, c'è bisogno di personale con un
determinato tipo di esperienza; però, non si può sottacere che così
facendo stiamo mettendo ulteriormente in crisi le Aziende Sanitarie
Provinciali che non hanno altre risorse, soprattutto in un momento,
come quello che stiamo affrontando della pandemia e del post
pandemia, in cui il personale dirigenziale ASP sarà sempre più
necessario.
Peraltro, è evidente che questo tipo di articolo comporta degli
oneri aggiuntivi per le economie siciliane, per il riconoscimento
delle indennità che questo personale avrebbe diritto. Quindi,
innanzitutto, stiamo andando in senso contrario all'accordo che
abbiamo stipulato con lo Stato di contrarre le spese, ma la
domanda, in particolare, è: all'interno di tutta l'amministrazione
regionale, non riusciamo a rinvenire cinque unità, cioè cinque come
le punta delle dita di una mano, per assolvere alle necessità della
Ragioneria generale? Perché, fermo restando che se un ufficio ha
bisogno di personale, bisogna trovare il modo di darglielo, ma
dobbiamo andarlo a reperire necessariamente nelle ASP, non ci sono
altri uffici anche all'interno dell'Assessorato alla sanità o di
altri collegati, anziché andare a spogliare ulteriormente le ASP?
Allora, da questo punto di vista, sarebbe bene anche avere un
chiarimento da parte del Governo, se è stata effettuata una
ricognizione all'interno dell'amministrazione regionale che ci
porta ad escludere che in altri rami dell'amministrazione siano
reperibili le medesime professionalità, perché oggettivamente
andare a prenderli dalle ASP, a meno che non ci viene comunicato
dall'assessore per la sanità che abbiamo personale dirigenziale con
queste caratteristiche in esubero nelle ASP e quindi ne possiamo
fare a meno, a quel punto ne prendiamo atto e si procederà.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Arancio. Ne ha
facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, Governo, signori colleghi, io non mi
voglio prolungare molto su questo articolo perché sottoscrivo
quello che è stato detto già dai miei colleghi.
Anch'io sono contrario all'aumento dei medici comandati perché in
questo momento storico c'è una carenza enorme nelle ASP, quindi
trasferire questo personale sarebbe già un dramma per le ASP che
sono carenti di queste figure specialistiche. E poi, non ha senso
perché qualche anno precedente, abbiamo diminuito i medici
comandati, ora in questa legislatura li stiamo aumentando.
Potrei essere, e siamo favorevoli, a condizione che ci sia una
ricognizione e si vede che ci sia un esubero, come diceva il
collega che mi ha preceduto, nelle ASP, solo in questa situazione.
Quindi, direi di mettere da parte questo emendamento per
eventualmente prenderlo in visione prossimamente dopo aver fatto
una revisione rispetto alle ASP dove ci sia personale in esubero.
Solo facendo questa considerazione si può pensare di traslare
questo personale a livello dell'Assessorato. Se non c'è questa
precondizione, voteremo sicuramente negativamente a questo
articolo.
PRESIDENTE. Quindi, lei chiede di non trattare l'articolo?
ARANCIO. Se lo trattiamo così com'è noi voteremo negativamente.
Qualora dovesse esserci quello che ho detto prima, possiamo
prendere in considerazione di trattarlo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Grazie Presidente, Governo, colleghi. Badate, questo
articolo è stato già sottoposto all'esame della Commissione
Sanità ed è stato bocciato all'unanimità o quasi all'unanimità
dei presenti, non mi ricordo esattamente chi fossero ma Partito
Democratico e Movimento Cinque Stelle e altre componenti della
Commissione lo hanno bocciato senza mezzi termini giudicandolo
assolutamente iniquo.
Ora, io sono sorpreso che questo emendamento sia stato riproposto
nuovamente dal Governo e non solo per il fatto che il Parlamento
composto è rappresentato in Commissione Sanità l'avesse bocciato,
ma perché oggi noi abbiamo due sanità: quella ordinaria che cola a
picco perché su di quella questo Governo nessun intervento è stato
capace di fare per rimpinguare gli organici ormai striminziti e
quasi allo stremo dei medici che debbono assicurare la sanità
ordinaria ai cittadini che continuano ad ammalarsi, a prescindere
dal Covid, ed una sanità, quella che è dedicata esclusivamente alla
lotta al Covid - e noi siamo grati agli operatori sanitari sia
della prima che della seconda - opulenta, dove si sono fatte
migliaia e migliaia di assunzioni, anche lautamente pagate.
Per carità, sono operatori impegnati nella lotta al contagio, sono
operatori impegnati nella cura ordinaria dei pazienti siciliani,
noi gli siamo grati, su questo non ci piove, eppure abbiamo da un
lato una sanità ordinaria che, evidentemente, non è buona perché i
vari direttori generali sono sostituiti via via da commissari
straordinari in tutti i ranghi, e una sanità Covid gestita da
commissari straordinari nominati dal Governo che pure, per la
contabilizzazione delle spese, viene detto in Commissione
SBilancio , ha bisogno di personale delle ASP.
Beh, c'è qualche cosa che non va. Delle due l'una: o coloro che
operano all'interno delle ASP non sono buoni e quindi meritano di
essere sostituiti da commissari straordinari, oppure coloro che
sono stati assunti o nominati per gestire la lotta al contagio, non
sono buoni e hanno bisogno dei primi che non sono giudicati buoni
allo stesso modo. C'è qualche cosa che non va.
Ma, Presidente, io non posso non approfittare di quest'occasione
per chiedere all'Assessore che cosa è successo in questi due giorni
in cui avete detto ai cittadini di vaccinarsi e poi li avete
costretti a fare la fila sotto la pioggia al freddo, che cosa è
successo? Lei ce lo deve spiegare Sono secoli che non viene in
Commissione Sanità a rendicontare i componenti di qual è e di
quale sia lo stato dell'arte sulla lotta al contagio. Siamo stati
spogliati di ogni tipo di informazione o potestà su questo tema
Brancoliamo nel buio E la vostra disorganizzazione di cui tutti i
giornali parlano, di cui tutti i social parlano, di cui tutti i
cittadini siciliani sono vittime, grida vendetta Quando renderete
conto? Quando, Io mi chiedo; dovremo aspettare la fine della
pandemia per vedervi a casa?
Questo articolo va bocciato senza se e senza ma per tutte le
motivazioni che fino a questo momento tutti coloro che si sono
susseguiti su questo pulpito hanno elencato, una ad una.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale che
rinuncia all'intervento.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Presidente, Governo, colleghi, anche noi non siamo
convinti che sia una soluzione depotenziare la prima linea delle
ASP per rafforzare la presenza di figure apicali in Assessorato,
visto anche, purtroppo, quello che è lo spettacolo di questi
giorni.
Penso che tutti noi, fra ieri e l'altro ieri, abbiamo ricevuto
decine di telefonate di protesta di cittadini costretti a fare
lunghe file di attesa, anche per ore purtroppo sotto la pioggia -
considerate le condizioni atmosferiche - in attesa di ricevere la
somministrazione del vaccino.
Difficoltà di ogni genere e tipo di prenotazione sulla
piattaforma, disorganizzazione nonostante il notevole numero di
assunzioni che è stato effettuato, una sovrapposizione di
competenze che sta introducendo il caos fra ASP e vari direttori
dell'Azienda sanitaria provinciale, per ogni realtà territoriale, e
commissari Covid con una confusione che davvero è spaventosa,
soprattutto fra il personale che non sa più a chi obbedire e quali
procedure seguire nonostante il lodevole impegno del personale
impegnato nel settore. E inspiegabilmente ancora non è stato reso
esecutivo l'accordo che pure l'Assessorato ha chiuso con i medici
di medicina generale. Se non è così, ho letto fino a ieri le
dichiarazioni del segretario dei medici di medicina generale, del
dottore Galvano che lamentava appunto la mancata esecutività. Ma
siccome anche io conosco un po' di medici di famiglia, tutti mi
dicono che sono in attesa di ricevere disposizioni come potersi
occupare pienamente dei vaccini per l'attività di vaccinazione.
Ho anche letto dichiarazioni rese da dirigenti - se non sbaglio -
dell'Assessorato che avrebbero risposto: se volete, venite nei
centri vaccinali e impegnatevi insieme a tutti gli altri medici
dando una mano .
Che io sappia, i medici di medicina generale sono pure disposti a
farlo, ma bisogna farlo in maniera ordinata, in maniera razionale,
in maniera organizzata, ottimizzando tutte le risorse di cui in
questo momento la Regione può disporre.
Colgo l'occasione se il Governo può rispondere anche su questo
punto.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Savarino e
Ragusa.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Savarino.
SAVARINO. Grazie, Presidente. Mi sembra a volte che questa
Assemblea voglia per forza vedere le negatività di un sistema che
non a detta nostra, cioè di una maggioranza che sostiene questo
Governo Musumeci, ma a detta di chi è al Governo nazionale, un
sistema come quello siciliano che non solo ha saputo e sa gestire
una pandemia cui nessuno era preparato e in cui sono emerse falle
anche nelle regioni che sulla sanità - fino a ieri - erano stati
esempi virtuosi ma ha saputo gestirla ed è tra i modelli da
imitare. Questi sono dati che confortano noi siciliani.
Confortano noi siciliani che riceviamo costanti messaggi da chi
arriva negli hub e si vaccina e ha solerte riscontro alle
prenotazioni mentre in altre regioni sono saltati i sistemi di
prenotazione.
Ha riscontri positivi rispetto agli acquisti che questa regione ha
fatto in materia sanità, non credo di essere stata l'unica ad avere
visto in questi giorni trasmissioni televisive nazionali che hanno
messo al dito regioni, anche importanti della nostra nazione, che
invece hanno sprecato milioni e milioni di Euro facendosi truffare
da società che, fino al giorno prima, producevano lampadine e che,
poi, si sono riscoperti produttori di dispositivi di protezione
individuale. Da noi non è successo, anzi, siamo riusciti in piena
pandemia, e questo dà merito a questo Governo e all'assessore
Razza, addirittura attraverso l'ISMETT, ad ottenere una grande
distribuzione di dispositivi individuali bypassando la Centrale
Unica romana che ritardava e, oggi, scopriamo anche perché.
Siamo stati presi a modello, ed è questo il motivo per cui
capisco, e mi dà fastidio da siciliana, non si riesce per una volta
a gioire del fatto che la Sicilia sta rispondendo bene a una
pandemia, che la Sicilia si sta facendo trovare pronta, che la
Sicilia ha messo in campo nove hub
provinciali che funzionano, che la Sicilia ha già chiuso un
accordo con i medici di medicina generale ma che se non arrivano i
vaccini cosa gli deve dare ai medici generali? Ha già chiuso
l'accordo con le farmacie, ma se non arriva Johnson & Johnson, il
vaccino con un'unica dose, come è stato previsto dal commissario
Figliuolo, cosa gli deve dare alle farmacie?
A me sono arrivati i messaggi, Assessore, che il sistema
dell'apertura 8.00-22.00 ha fatto recuperare il gap delle scorse
settimane e, addirittura, domenica sera alcuni miei conoscenti sono
dovuti andare via perché erano esauriti i vaccini AstraZeneca.
Quindi, attendiamo i vaccini La macchina è pronta, è pronta in
tutte le province siciliane, se poi a Palermo - io abito a Palermo
da 30 anni, virtù e pregi li conosco bene, se c'è il vizio di
andare piuttosto che all'orario della prenotazione due ore prima e
addirittura farsi accompagnare non da un unico parente ma da tutta
la famiglia, questo crea caos.
Io personalmente sono stata al Centro vaccinale di Palermo e
faccio i complimenti al commissario Renato Costa, per come lo sta
organizzando nonostante il mal costume e le cattive abitudini che
abbiamo noi siciliani, a Palermo più che altrove.
Il sistema funziona, sta funzionando e per una volta sarebbe bene
che tutti noi ne fossimo orgogliosi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
Ricordo che qui stiamo trattando un articolo, quindi se abbiamo da
chiedere approfondimenti sui commi, facciamolo perché poi
l'Assessore ci deluciderà circa le perplessità di alcuni colleghi.
Non è la discussione di una mozione pro o contro la sanità ma
stiamo parlando di comando del personale di sanità. Non
costringiamoci ad entrare in altri argomenti, concentriamoci
sull'argomento.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è quasi spontaneo,
naturale che si intervenga quando la sanità viene trattata in
questi termini, in questi modi.
Io vorrei dire questo. Oggi il mondo della sanità va trattato con
molta cautela perché alcuni interventi è come se venissero fatti da
un altro posto che non è la Sicilia, può essere una nazione
straniera.
L'Italia sta vivendo un momento di grande crisi e tutto il mondo
della sanità italiana è davanti a delle difficoltà. E rispetto al
primo impatto, devo dire che l'assessorato regionale alla sanità
siciliana ha reagito benissimo, nel modo organizzativo.
Detto questo, sarebbe opportuno che arrivassero i vaccini, perché
oggi si ascolta di tutto.
Io ho capito che la Regione siciliana è organizzata e dà messaggi
chiari ai cittadini siciliani, mentre in altre regioni invitano
tutti ad andarsi a vaccinare per non sprecare il vaccino e poi
spunta il limite dell'età.
Allora, da una parte o dall'altra, mentre qui ci si è organizzati
molto bene, cosa si chiede con questo articolo? Dare la possibilità
all'Assessorato alla sanità di avere a disposizione delle
professionalità specifiche, se poi qualcuno vuole scendere nel
particolare posso dirvi che oggi la Regione siciliana ha vaccinato
più soggetti della regione Lombardia, che è la regione comunemente
conosciuta come la regione all'avanguardia nel mondo della sanità,
che lo riconosciamo e che è anche utile.
Detto questo, io penso che trattare l'argomento sanità debba
essere fatto con delicatezza e non mi porrei il problema di portare
dei dirigenti che saranno utilizzati all'interno dell'Assessorato,
mi porrei un altro problema che è quello che il futuro dei Fondi
comunitari vada investito nel mondo della sanità nel miglior modo
possibile, perché questa è la vera scommessa, caro Assessore:
iniziamo un percorso al contrario, eliminiamo i viaggi della
speranza, in modo tale che i siciliani si possano curare
all'interno del nostro territorio e sarà cosa buona e gradita.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, Assessori, colleghi, sono d'accordo,
la sanità è molto delicata e va affrontata in maniera adeguata e
con i guanti, però non è possibile tollerare le vicende a cui
abbiamo assistito in questi giorni alla Fiera del Mediterraneo, non
è possibile
Noi siamo la quinta città d'Italia
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, stiamo trattando l'articolo 18,
ho già sentito parecchi colleghi discutere anche di materie
ultronee, la prego, finito questo inciso di fare delle domande o
delle osservazioni sull'articolo 18, come richiesto da parte di
tutti, se no poi dovremo avere altri colleghi che diranno l'esatto
opposto.
SCHILLACI. Volevo chiedere la gentilezza di potere agire con
maggiore tempestività per risolvere la questione, perché capisco
che siamo in un momento di rodaggio, però volevo ricordare che
anche in altre regioni, quando la macchina non funziona, vengono
rimossi i commissari.
Presidente, non funziona, quando ci sono chilometri di coda, di
persone, mi creda Presidente non voglio fare polemica, però, non
possiamo dire che funziona, possiamo dire che ci impegneremo a
farla funzionare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tamajo. Ne ha
facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, non volevo intervenire ma, purtroppo,
quando ascolto alcuni miei colleghi poi viene la frenesia anche a
me di intervenire.
Io non sono l'avvocato dell'Assessore Razza, perché già fa
l'avvocato lui, quindi, penso che non ha bisogno, detto questo, io
entro nel cuore della norma, non voglio assolutamente fare delle
considerazioni sull'esito della pandemia, sulla crisi pandemica,
sul momento.
E' un momento difficile per tutti, signor Presidente, e penso che
ultimamente stiamo forse facendo qualche passo avanti nella
gestione della crisi pandemica, ma entro nel cuore della norma.
Io metterei da parte l'ostruzionismo, signor Presidente, metterei
da parte la demagogia, mettiamo da parte la strumentalizzazione.
Questa norma, che riguarda i comandati, a mio avviso, è una norma
di buon senso, è una norma che punta a scegliere le migliori
persone e soprattutto con specifiche competenze e le assegna nei
posti chiavi che, oggi, sono il mondo della sanità e il
Dipartimento Bilancio.
Per cui io penso che questa è una norma utile, indispensabile, che
assegna nella gestione del sistema sanitario, nella gestione del
sistema del bilancio, specifiche competenze a persone che hanno le
competenze e che hanno l'attitudine per poter dare una mano
all'Amministrazione regionale.
PRESIDENTE. Onorevole Tamajo, chiarissimo. Assessore, lei
desidera entrare nel merito dell'articolo 18? Prego.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, io affronterei prima il tema dell'articolo 18 perché,
anzitutto, vorrei sgombrare il dubbio su qualche possibile
ricostruzione.
L'articolo 18 è una richiesta tecnica del Dipartimento della
Ragioneria generale della Regione che tiene conto di una
circostanza che chi mi ha preceduto nell'incarico, con il quale
anche nel corso del dibattito ci siamo scambiati qualche sguardo,
conosce benissimo, e cioè, che la gestione sanitaria accentrata
costituisce una parte significativa del Fondo sanitario nazionale
che equivale, nel bilancio della Regione, a quasi nove miliardi di
Euro. Con un valore in più: che la correttezza della gestione
sanitaria accentrata, secondo il meccanismo di premialità del Fondo
sanitario nazionale, produce, per il bilancio della Regione, una
premialità che può arrivare fino a 300 milioni di Euro.
Quindi, la corretta gestione e il corretto gruppo di lavoro che si
occupi di bilanci del valore di miliardi di Euro, se noi li
immaginassimo in ricaduta, non su una struttura pubblica ma su una
struttura privata, quali professionalità impegnerebbero? E qual è
il valore intrinseco per il bilancio della Regione in termini di
recupero di LEA, che sono i livelli essenziali di assistenza, che
deriva dalla capacità di conquistare premialità?
Allora, se la Ragioneria generale della Regione, preso atto della,
anche, andata in pensione di molte delle persone che si sono
occupate nelle ragionerie centrali del Fondo sanitario nazionale,
ha richiesto delle competenze tecniche in materia sanitaria che
devono determinare premialità e che, quindi, devono restituire
risorse che arrivano in servizi sanitari ai cittadini, ma davvero
stiamo discutendo proprio nel mezzo di una pandemia del valore di
questa proposta che viene in senso tecnico dal Dipartimento?
A me pare di potere cogliere positivamente il riferimento
all'emendamento a firma dell'onorevole Caronia ed altri, perché nel
momento in cui dovesse essere determinato un interpello e, quindi,
una procedura amministrativa per figure specifiche che abbiano
delle competenze specifiche, se si trovano all'interno
dell'Amministrazione della Regione si utilizzeranno quelle che si
trovano all'interno dell'Amministrazione della Regione, ma se non
dovessero esserci all'interno dell'Amministrazione della Regione,
ma possiamo mettere a rischio la possibilità di quasi 300 milioni
di premialità che vanno in servizio sanitario reso ai cittadini? Mi
pare una cosa di assoluto buon senso.
L'argomentazione opposta quale potrebbe essere? L'hanno utilizzata
alcuni, rispondo a loro e non ai loro followers e, quindi, mi
manterrò in maniera più o meno monocorde quanto al tono
dell'intervento: se si fa questa scelta di utilizzo di
professionalità dalle Aziende Sanitarie Provinciali, probabilmente,
indeboliamo quella struttura amministrativa. C'è una differenza
sostanziale tra la Regione e le aziende sanitarie.
PRESIDENTE. Colleghi, in fondo all'Aula, scusi Assessore.
Onorevoli Dipasquale e Turano e altri, siete pregati di
distanziarvi e se dovete chiacchierare fuori ci sono dei bellissimi
divanetti.
RAZZA, assessore per la salute. Dicevo, Presidente, la differenza
sostanziale tra l'Amministrazione della Regione e quella delle
Aziende sanitarie è che loro possono determinare nuovi concorsi per
assunzione di personale anche amministrativo, mentre in questa fase
la Regione no.
Quindi, non regge l'ipotesi che porta a dire spogliamo una parte
dell'amministrazione a beneficio di un'altra'. Perché c'è una parte
dentro la quale esistono competenze che possono essere messe a
disposizione della Regione che a loro le restituisce, perché la
premialità sul Fondo sanitario va verso le aziende che possono
erogare servizi e, ove sarà necessario al tempo stesso le aziende,
nelle forme previste dall'ordinamento giuridico, potranno ricorrere
a professionalità dirigenziali tanto a tempo determinato quanto a
tempo indeterminato.
Quindi, se va nell'orizzonte segnato anche dall'emendamento,
davvero noi priviamo, nel momento della pandemia, il sistema di
difendersi e di difendere la capacità di raggiungere ulteriori
risorse per il nostro sistema.
Io ritengo che questa sia una soluzione di buon senso, che tiene
conto anche delle legittime perplessità che sono state espresse
perché, in ogni caso, introduce il principio che prima si guarda
all'Amministrazione interna e poi, eventualmente, si va
all'esterno. Aggiunge e non leva.
Sul resto, per rimanere nelle regole, non intervengo.
Dico solo grazie a chi, in queste ore, sta vaccinando migliaia di
siciliani. E dico grazie a chi, con il proprio lavoro, ha fatto sì
che sul numero assoluto dei vaccini e sul rapporto di
proporzionalità tra i vaccini inoculati e la popolazione, oggi la
Sicilia, per il terzo giorno di fila, sia tra le prime tre in
Italia. Mi auguro che si possa fare meglio in ogni senso. Si deve
potere fare meglio
Però, attenzione Perché quando si esagera nella critica, chi può
giustamente risentirsi della critica non è il sottoscritto, che ha
il dovere di raccoglierle tutte, ma è chi lavora e che in questo
momento lavora dalle ore 08.00 alle 22.00.
PRESIDENTE. Colleghi, ci sono degli emendamenti. Sul 18.21 mi
permetto di fare notare che l'atto di interpello, in questo caso,
non riguarderebbe i cinque nuovi, o tutti e venti le unità.
Quindi, insomma, si rischia di vanificare l'obiettivo. Non so se
la collega
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Per i nuovi. Quindi, si ritiene esclusivamente per i
nuovi. Però gli Uffici mi dicono che non è esattamente formulato
secondo gli intendimenti espressi.
Onorevole Caronia, le dispiace parlare al microfono? Perché gli
Uffici mi dicono che, per come è formulato, tale atto di interpello
riguarderebbe non le cinque ma tutte le unità.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, allora in realtà,
così come diceva l'assessore Razza, il senso della norma è quello
di procedere per i nuovi, perché la norma riguarda i cinque nuovi,
ovviamente, stiamo normando un'aggiunta, altrimenti non saremmo a
trattare l'argomento perché già i quindici ci sono, per cui,
possiamo intervenire su quelli.
Se non è chiaro, facciamo un subemendamento. Con un 117 la
Presidenza può provvedere, perché credo che sia abbastanza chiara
la volontà, sia per quello che mi riguarda ma anche, credo, da
parte del Governo.
PRESIDENTE. Assessore se lei, nel frattempo che trattiamo i
soppressivi, vuole fare questo chiarimento, perché qui gli Uffici
mi continuano a dire che, per come formulato, il 18.21, che
eventualmente poi voteremo, estenderebbe a tutti. Anche perché non
si capirebbe perché cinque sì e gli altri no. Quindi, vedete.
RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il tema di estenderlo a tutti per me non si pone, perché
già adesso l'interpello è rivolto a tutti. Tutte le posizioni che
sono state fatte, sono state fatte attraverso un interpello anche
perché si tratta di laureati in medicina.
Se siamo arrivati, lo scorso anno, a chiedere all'Assemblea un
aumento del numero di comandati è perché il turnover, derivante dal
prepensionamento o dal pensionamento di alcuni dirigenti, ha di
fatto, quasi, esaurito i laureati in medicina dipendenti
dell'Amministrazione regionale.
PRESIDENTE. Allora se già è così, è un aggravio del testo che,
come dire, non trova necessità.
Si può ritenere superfluo, se già è così che c'è l'atto di
interpello, come ha detto l'assessore, esplicitarlo nuovamente è un
aggravio del testo. Già è come intende l'onorevole Caronia.
Ci sono dei soppressivi, a firma Sammartino, che non vedo.
Intanto facciamo i soppressivi. Onorevole Lo Giudice, il suo
soppressivo lo ritira?
LO GIUDICE. Ritirato.
PRESIDENTE. Il 18.11, a firma Lupo? Onorevole Lupo, lo ritira?
LO GIUDICE. Sì.
PRESIDENTE. L'emendamento 18.11 a firma Lupo? Onorevole Lupo
intende ritirarlo? Ritirato. Grazie.
L'emendamento 18.4 sul comma 3, a firma Sammartino, è giudicato
inammissibile.
L'emendamento 18.1, soppressivo degli onorevoli Sammartino, Cafeo
ed altri è ritirato? Sì.
L'emendamento 18.5, dell'onorevole Lo Giudice è ritirato.
L'emendamento 18.8, dell'onorevole Lupo, è ritirato.
Si passa alla votazione dell'emendamento 18.13.
DIPASQUALE. Chiedo la votazione per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata ai sensi del Regolamento
interno)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 18.13
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 18.13.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione. Vi ricordo che dopo aver pigiato,
mantendo il pulsante, togliere il tesserino senza reinserirlo.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto:
Risultato della votazione
Presenti .. .. 64
Votanti .. .. 59
Maggioranza .. 30
Favorevoli .. 26
Contrari ..33
Astenuti .... ..0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 18.4, a pagina 74, a firma degli
onorevoli Pasqua, Cappello ed altri, I parte.
Assessore, lei ha avuto modo di leggere l'emendamento 18.14?
L'Assessore ha dato parere contrario.
RAZZA, assessore per la salute. Ovviamente è contrario, perché
significherebbe che una parte dei dirigenti che in questo momento,
durante l'emergenza, stanno reggendo i servizi perché medici,
dovrebbero fare ritorno alle ASP con grave nocumento del
coordinamento delle attività sanitarie.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 18.14. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa alla votazione dell'emendamento 18.20 che è definito
inammissibile.
Allora, l'emendamento 18.21 abbiamo detto che è superato dal
fatto che va bene, vale per tutti, il chiarimento c'è stato,
quindi, chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 18.3 soppressivo, era già stato ritirato.
L'emendamento 18.7 era stato ritirato.
L'emendamento 18.11 è ritirato.
Gli emendamenti 18.4 e 18.6 sono preclusi.
Pongo in votazione l'emendamento 18. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Art. 19.
Attività ispettiva su enti vigilati e società partecipate
dell'amministrazione regionale
1. La Regione esercita i controlli sugli enti, gli istituti e le
aziende sottoposte a tutela e vigilanza, ivi incluse le aziende
sanitarie ed ospedaliere, le aziende policlinico ed i consorzi di
bonifica, di norma attraverso gli organi di controllo interno degli
stessi, secondo quanto disposto dall'articolo 53 della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17 ovvero, nei casi previsti dal
comma 3, da soggetti incaricati dalla Ragioneria generale della
Regione.
2. La Regione esercita un sistema di controllo, direzione e
coordinamento sulle proprie società partecipate mediante le
strutture preposte dell'Assessorato regionale dell'economia, che ne
sono responsabili, secondo quanto disciplinato dall'articolo 2
della legge regionale 10 luglio 2018, n. 10 ovvero, nei casi
previsti dal comma 3, da soggetti incaricati dalla Ragioneria
generale della Regione.
3. L'attività ispettiva e di verifica giuridico-contabile,
nell'ambito della più generale attività di controllo esercitata da
parte della Ragioneria generale della Regione nei confronti degli
enti, delle aziende vigilate e delle società partecipate
dell'amministrazione regionale, può essere espletata, nel rispetto
delle prescrizioni della vigente normativa di settore, mediante la
collaborazione, oltre che dei dirigenti o funzionari regionali in
servizio iscritti all'albo regionale degli ispettori contabili,
anche di avvocati, commercialisti, aziendalisti, revisori dei
conti, magistrati e avvocati dello Stato in quiescenza, di
dirigenti o funzionari statali e regionali in quiescenza, di
comprovata esperienza in materia contabile o amministrativa, a
seguito dell'iscrizione nel predetto albo regionale, nominati dal
Ragioniere generale della Regione, di concerto con i dirigenti
generali dei dipartimenti dell'amministrazione regionale che svolge
attività di controllo tutorio.
4. Con decreto dell'Assessore regionale per l'economia sono
determinate le modalità di iscrizione dei soggetti esterni
all'amministrazione regionale all'albo regionale degli ispettori
contabili, nonché la misura del compenso e dei rimborsi spese da
corrispondere, al termine dell'incarico, ai soggetti incaricati di
svolgere le attività ispettive di cui al comma 3.
5. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa
di 50 migliaia di euro per gli esercizi finanziari 2021, 2022 e
2023. Per la quantificazione per gli esercizi successivi si
provvede ai sensi del comma 1 dell'articolo 38 del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118.»
Ci sono degli emendamenti soppressivi. Invito i colleghi che li
hanno presentati al ritiro.
Il 19.1, a firma dell'onorevole Sammartino ed altri?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, questa norma, che considero tutto
sommato una norma che può avere un senso, però, chiedo al Governo
della Regione come si combina il fatto che istituti, enti, società
- penso all'agricoltura, ho davanti l'assessore - per legge
esercitano la vigilanza: l'Istituto zootecnico, l'ESA, eccetera, e
con questa norma sovrapponiamo l'elemento della vigilanza, con il
rischio che nessuno farà più la vigilanza, tra i dipartimenti che
per legge hanno l'obbligo di reggere la vigilanza e questa norma
che affida all'assessorato all'economia, cioè alla Ragioneria, in
aggiunta ai collegi dei revisori, eccetera, che esercita la sua
vigilanza.
Di fatto, oggi, l'Assessorato all'economia nomina per ogni ente
un membro del collegio dei revisori che, tra l'altro credo, se non
ricordo male, è pure il Presidente in molti enti.
Allora mi chiedo: questa sovrapposizione della vigilanza non
finisce per determinare una situazione di paralisi nella macchina
amministrativa in cui alla fine nessuno farà più la vigilanza sugli
enti? O uno la farà al posto di tutti?
Io credo che non sia una norma che semplifica perché o si diceva
con chiarezza che i dipartimenti che per legge hanno la vigilanza
da questo momento non la esercitano più e svolge il tutto la
Ragioneria e l'Economia, che aveva un senso, ma che si sovrapponga
a quello che c'è un ulteriore elemento di un procedimento
aggravato, secondo me è un elemento che non snellisce ma
appesantisce il modello della vigilanza. Ecco perché esprimo molte
perplessità su questo articolo.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Ciancio. Ne ha
facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, Governo, io ho presentato degli
emendamenti che introducono la facoltà del Governo, rispetto a come
è il testo adesso, di avvalersi anche di personale esterno,
comunque, di ispettori incaricati dalla Regione.
Mentre nel testo, in questo momento, mi sembra ci sia una
alternativa, cioè o gli organi di controllo interno, ovvero -
questo i giuristi me lo insegnano ma mi può anche smentire
Assessore - significa che noi o utilizziamo il personale interno o
utilizziamo il personale nominato eventualmente dalla Regione.
Quello che dico io è: fermo restando quello che fanno gli organi
di controllo interno è possibile fare un ulteriore controllo in
aggiunta agli organi di controllo interno. Sia l'emendamento 19.24
che l'emendamento 19.20, quindi al comma 1 e al comma 2,
introducono questa possibilità.
Quindi, non l'alternativa ma l'aggiunta, eventualmente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente della Regione, mi appello
direttamente a lei.
Io, stasera, la vedo particolarmente attento, lucido e anche
risolutivo. E' veramente quello che penso.
Possiamo completare bene le cose che abbiamo già fatto, non
abbiamo avuto difficoltà anche a votare favorevolmente qualche
articolo dove abbiamo notato quest'attenzione e possiamo completare
ritirando questo articolo 19.
Penso che ne possiamo fare veramente a meno, non solo per le
cose che ha detto bene l'onorevole Cracolici, cioé noi andiamo ad
appesantire la macchina... E' un appesantimento non ci sono dubbi,
perché già le Asp, i singoli enti hanno
(Brusio in Aula)
DIPASQUALE. Scusate
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, si rivolga alla Presidenza.
DIPASQUALE. Stanno cercando di togliermi il mio lavoro, gli
Assessori o ci cambiamo di posizione o altrimenti fatemi fare il
mio lavoro.
Quindi, Presidente, vediamo se riesco a convincerla in questo
ragionamento.
Gli enti a cui fa riferimento questa norma, di fatto hanno già
strutture di controllo interne. Lo hanno non solo con i revisori,
non solo con i dirigenti, non solo con i direttori che hanno anche
il compito di verifica e di vigilanza ma anche proprio con chi ha
la responsabilità della vigilanza, già all'interno dei singoli
Assessorati.
E' sicuramente un appesantimento. Ora non voglio pensare che
l'assessore Armao, pensi di voler controllare tutto il lavoro dei
colleghi, questo non lo voglio pensare; non voglio pensare che lo
spirito di questa norma sia un super controllo. Assessore,
ultimamente la vedo un po' permaloso, stia sereno, stia sereno,
stia sereno, guardi, veramente stia sereno, mi creda stia sereno,
stia sereno che sicuramente questa finanziaria la completa.
Detto ciò non solo lo vedo come un appesantimento ma questo è
anche un costo. Con decreto dell'Assessore regionale per
l'economia , fino ad oggi, l'assessore Armao, sono determinate
le modalità d'iscrizione dei soggetti esterni all'amministrazione
regionale all'albo regionale degli ispettori contabili, nonché la
misura del compenso money e dei rimborsi spese da
corrispondere money, al termine dell'incarico .
Presidente la prego di ritirare questo articolo. Ci risparmiamo
un voto segreto e non solo, ci risparmiamo poi la brutta figura che
questo articolo venga bocciato.
PRESIDENTE. Se l'assessore Armao intende dare chiarimenti o
esprimersi sulle proposte emendative dell'onorevole Ciancio, così
possiamo procedere alla votazione.
ARMAO, assessore per l'economia. Evidentemente, su questo tema è
necessario qualche chiarimento che viene dalla Ragioneria generale
che ha chiesto questo tipo di intervento.
E' evidente che la vigilanza amministrativa di ogni Assessorato
è intonsa e in alcun modo incisa da questa previsione perché basta
guardare l'incipit del comma 3 per leggere che l'attività ispettiva
e di verifica giuridico-contabile, quindi questo tipo di attività
non riguarda la vigilanza in senso proprio.
La vigilanza è complessiva in via amministrativa, questa
riguarda esclusivamente il profilo giuridico-contabile, cioè
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
ARMAO, assessore per l'economia. Mi dispiace che lei abbia fatto
l'assessore, onorevole Cracolici, e non ricordi che la vigilanza è
invece una vigilanza sull'amministrazione. Questa riguarda
esclusivamente il profilo contabile.
In questo momento, la norma ha raccolto la richiesta del
Ragioniere generale che non riesce a fare le ispezioni perché non
dispone di strumenti, è necessario svolgere le ispezioni, il
Ragioniere generale ha richiesto espressamente questa norma proprio
per espletare le ispezioni. Sarebbe una disattenzione da parte del
Governo quella di non raccogliere la richiesta che proviene dal
Ragioniere generale, che chiede al Parlamento strumenti per poter
svolgere le ispezioni, ripeto, esclusivamente attinenti al profilo
giuridico-contabile, non attinenti alla vigilanza in senso ampio,
che rimane di assoluta pertinenza degli Assessori, perché oggi non
si è in grado di svolgere le ispezioni.
Allora, di fronte ad una richiesta pressante della Ragioneria che
manifesta una grave difficoltà nell'espletamento delle ispezioni,
anche nei confronti della Corte dei Conti, credo che sia un atto
dovuto da parte del Governo prestare adeguata attenzione e proporre
al Parlamento una norma che consenta di rispondere all'esigenza di
effettuare le ispezioni, perché ad oggi le ispezioni spesso non si
possono svolgere per impossibilità di rinvenire personale
all'interno. È chiaro che le ispezioni non le dispone l'assessore,
ma il Ragioniere generale e d'intesa, quando le ispezioni sono a
più soggetti come avviene sempre, con l'Assessorato vigilante; le
ispezioni non sono mai di esclusiva pertinenza dell'Assessorato
all'economia.
Quindi, sotto questo profilo, fermo restando che esistono i
revisori, ma chi ha amministrato questa Regione sa che le ispezioni
sono necessarie, in alcuni casi sono più che raccomandabili per
accertare eventuali disfunzioni, dopodiché il Parlamento può
decidere che ispezioni non se ne facciano più. Io ho il dovere di
dire quello che mi ha rappresentato il Ragioniere generale, cioé
che in assenza di questa disposizione non si potranno svolgere le
ispezioni.
Poi, siccome siamo in una realtà amministrativa, ognuno si assume
le responsabilità, non lamentiamoci poi se ci sono ruberie, o
comunque mala amministrazione, perché in assenza di disposizioni
non si possono svolgere le ispezioni.
PRESIDENTE. Assessore, ci sono degli emendamenti che erano stati
illustrati da alcuni colleghi. Se lei volesse
ARMAO, assessore per l'economia. Presidente, volevo dire che
sull'emendamento dell'onorevole Ciancio, siamo assolutamente
d'accordo. È evidente che è aggiuntivo, se avessimo il personale,
però siccome il suo emendamento chiarisce ulteriormente, va
benissimo, proprio perché l'intendimento dell'Assessorato non è
realizzare una struttura parallela, è quello di ricorrere
all'esterno solo nel caso in cui non si possa provvedere con
personale interno. Quindi, nessun tipo di sostituzione, ma solo
eccezionale quando non si rinviene il personale interno, quindi il
suo emendamento è assolutamente condivisibile, onorevole.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Grazie Presidente, Presidente Musumeci. A me dispiace,
assessore Armao, anche ripetermi sul tema, però sembra che
veramente non si riesca a trovare una linea sulle società e sugli
enti.
Lo Stato, il Governo, la Corte dei Conti chiede un intervento su
questo tema serio e programmatico, che non sia né di un taglio
lineare, né tantomeno di mettere nuove persone a controllare i
conti di queste società e di questi enti.
Lei, presidente Fonti, sa che le società e gli enti ogni anno
dovrebbero presentare i bilanci al Governo della Regione e ad
ognuno dei loro Dipartimenti, e questo ogni anno non avviene. Su
163, su 164 enti, ogni anno una cinquantina presentano i bilanci,
il resto non li presenta, e quando un Governo della Regione non
applica tutte le misure necessarie, sanzionatorie e utili a far
decadere i CdA, a mettere in liquidazione le società, non è che
servono nuovi revisori, non è che servono nuove persone che debbono
controllare gli enti o le società, serve mettere in atto quello che
prevede la norma perché se abbiamo società ed enti che sono in
perdita da 3, 4, 5 esercizi consecutivi, la norma prevede che
vadano messi in liquidazione. Se noi abbiamo società ed enti che
non inviano i bilanci ai vari dipartimenti per il controllo, vanno
fatti decadere i CdA. Qui l'unico CdA che è stato fatto decadere è
stato quello che dell'ESA, unico, e a me non risulta che sia
l'unico ente che non aveva presentato i bilanci in ordine.
Allora l'ESA è stato fatto decadere per nominare un nuovo CdA che,
tra l'altro ancora oggi, non risulta essere completo, a distanza di
un anno, e gli altri enti e le altre società che, per anni
reiterano il mancato invio dei documenti contabili e finanziari e
per anni continuano a perdere ogni santo anno e vanno in negativo
con i conti, non possiamo pensare che sia necessario nominare nuove
persone per controllare gli esercizi finanziari. Quello già lo
svolge il Servizio 6, bene o male, probabilmente non in maniera
perfetta, ma il problema che manca è la Regione, è il Presidente
della Regione, sono gli Assessori che devono mettere in atto tutte
quelle azioni sanzionatorie già previste da legge. Non dobbiamo
andare a creare nuove entità, tra la quale, tra l'altro così com'è
scritto, mi pare che anche sul metodo dell'imparzialità del
giudizio non mi sembra essere chissà quanto imparziale perché se io
li nomino, io li pago e loro mi devono giudicare sui miei bilanci
non so fino a che punto possono essere imparziali nel giudizio.
Quindi, quello che si chiede al Governo di questa Regione è:
abbiamo riscontrato un problema, tra l'altro stamattina abbiamo
tagliato il 3 per cento dei trasferimenti alle società e agli enti
e adesso gli diciamo di caricarsi di nuova spesa per farsi i
controlli, veramente, anche discutibile come scelta.
Ma quello che si chiede al Governo di questa Regione è di mettere
in atto tutto quello che prevede la legge: liquidazioni,
accorpamenti, piano di razionalizzazione messo in atto, cosa che
invece questo Governo ancora ad oggi non vuole fare.
Per carità non in discontinuità con i precedenti perché anche i
precedenti. Mi auguro che un giorno arriverà un Governo in cui si
metterà da parte il potere di nomina dei presidenti e dei CdA di
queste società e di questi enti e per una volta pensi veramente
alla Sicilia e ai conti della Regione Sicilia.
Tra l'altro aggiungo, Presidente, che è in discussione, è arrivata
già in Commissione Bilancio', una norma paritetica che prevede
l'istituzione di una sezione specifica della Corte dei Conti per il
controllo degli enti e delle società, spingiamo quella, spingiamo
un organo imparziale che finalmente può avere una sezione dedicata
al controllo degli enti e delle società che possa fare realmente
quel lavoro così come la Corte dei Conti. Non creiamo altre, come
dire, stratificazioni ulteriori a quelle che abbiamo in questo
momento.
PRESIDENTE. Bene, onorevole Sunseri. Passiamo alla votazione.
Onorevole Cracolici, vada a posto, stiamo votando. Si passa alla
votazione dell'emendamento 19.1.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 19.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 19.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco. Vi ricordo che dopo avere votato dovete estrarre
la tessera e non reinserirla.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Avete votato tutti? Sì. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 64
Votanti .. .. 52
Maggioranza 27
Favorevoli 36
Contrari 16
Astenuti 0
L'articolo è soppresso. Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:
«Art. 27
Disposizioni per il settore della forestazione
1. Per le finalità di cui al comma 8 dell'articolo 47 della legge
regionale 7 maggio 2015, n. 9 e successive modificazioni, la
relativa spesa è determinata, per gli esercizi finanziari 2021,
2022 e 2023, rispettivamente negli importi massimi complessivi di
238.300 migliaia di euro, 211.800 migliaia di euro e di 207.300
migliaia di euro, di cui per l'esercizio finanziario 2021 112.000
migliaia di euro a valere sulle risorse del POC 2014/2020 e 22.000
migliaia di euro a valere sulle risorse dell'FSC 2014/2020, e per
l'esercizio finanziario 2022, 110.000 migliaia di euro a valere
sulle risorse del POC 2014/2020. Per l'esercizio finanziario 2021,
nell'ambito della spesa di 112.000 migliaia di euro a valere sulle
risorse del POC 2014/2020, la somma di 2.000 migliaia di euro è
destinata a progetti pilota per la prevenzione degli incendi con
uso di mezzi innovativi.
2. Per l'attuazione degli interventi di cui al comma 1 a valere
sulle risorse del POC 2014/2020 e dell'FSC 2014/2020, il Governo
della Regione provvede, entro sessanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, ad avviare, ove necessario, la
modifica dei programmi operativi di attuazione della spesa dei
fondi strutturali europei e dei fondi nazionali di coesione.
3. Le risorse relative ai fondi regionali pari a complessive
104.300 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2021, 101.800
migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2022 e 207.300
migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2023 sono iscritte
nella Missione 16, Programma l, capitolo 156604 per l'importo annuo
di 24.430 migliaia di euro, nella Missione 9, Programma 5, capitolo
150514 per l'importo annuo di 6.900 migliaia di euro, nella
Missione 16, Programma 1, 155802 per l'importo di 11.000 migliaia
di euro per l'anno 2021, di 10.500 migliaia di euro per l'anno 2022
e di 10.000 migliaia di euro per l'anno 2023, nella Missione 9,
programma 5, capitolo 151001 - articolo NI (quota parte) - per
l'importo annuo di 5.800 migliaia di euro e nella Missione 20,
Programma 3, capitolo 215746 per l'importo di 56.170 migliaia di
euro per l'anno 2021, di 54.170 migliaia di euro per l'anno 2022 e
di 160.170 migliaia di euro per l'anno 2023.
4. Per le finalità dell'articolo 6 della legge regionale 16 agosto
1974, n. 36, e successive modificazioni, è autorizzata, per
ciascuno degli esercizi finanziari 2022 e 2023, la spesa annua di
5.000 migliaia di euro (Missione 9, Programma 5) a valere sulle
risorse di cui al comma 3 (Missione 20, Programma 3, capitolo
215746).
Onorevoli colleghi, sono stati presentati degli emendamenti
soppressivi e invito al ritiro.
Siamo all'articolo 27. E' stata distribuita una riscrittura, il
27.24. Ce l'avete?
Chiedo ai collaboratori di distribuire l'emendamento 27.24, che è
una riscrittura a firma del Governo, del comma 1 dell'articolo
articolo 27, che viene interamente sostituito.
L'emendamento 27.24 sostituisce tutte le altre riscritture
presentate dal Governo.
Appena sarà distribuito, lo mettiamo in votazione.
Assessore, vuole illustrarlo nel frattempo?
Pongo in votazione l'emendamento di riscrittura 27.24, a firma del
Governo.
Ancora non è arrivato.
Onorevoli colleghi, se l'emendamento è in vostro possesso, lo
pongo in votazione.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Presidente, le chiedo qualche minuto per potere esaminare
questo emendamento perché, evidentemente, è un argomento importante
che impegna anche centinaia di milioni di euro. Mi dispiace di non
vedere - mi rivolgo al Governo - due emendamenti che ritenevo
qualificanti, per altro approvati all'unanimità dalla Commissione
Attività produttive' che riguardano la possibilità di reinvestire
sul personale in servizio le giornate liberate, resesi disponibili
per effetto dei pensionamenti dell'anno precedente e anche un
emendamento che riguardava gli arretrati contrattuali laddove c'è
un giudizio pendente e, a mio avviso, si poteva rinviare il
recupero - e bisognerebbe rinviare questo recupero - al rinnovo del
prossimo contratto.
Se il Governo lo ritiene, se si può accantonare anche per
valutare questi emendamenti, penso sia importante.
Ritengo
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)
No, no, era sui forestali perché riguarda gli arretrati
contrattuali sia della manutenzione che dell'antincendio.
Ritengo più pertinente trattarlo all'articolo 27.
Se l'impegno del Governo è trattarlo ai consorzi di bonifica, ma
penso che l'articolo giusto sia questo sia per il recupero delle
giornate che per quanto riguarda gli arretrati contrattuali.
Comunque, vorrei sapere se il Governo sugli arretrati contrattuali
è favorevole o contrario, perché l'assessore Scilla in Commissione
diede parere positivo dopodiché in Commissione Bilancio' non fu
approvato e in Aula non trovò neppure l'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con il parere favorevole del
Governo sull'emendamento 27.24, lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 27, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'onorevole Lentini vuole presentare un ordine del giorno.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, soltanto per dire che era stato presentato un ordine
del giorno relativo alla continuità del servizio antincendio
boschivo da parte dell'onorevole Lentini e volevo esprimere il
parere favorevole, così come abbiamo fatto su indicazione della
Presidenza votandoli per non ammassarli alla fine.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno non è stato depositato, acquisito
il parere favorevole del Governo lo numeriamo e lo distribuiamo per
l'apprezzamento dei colleghi. L'onorevole Lentini dice che lo aveva
accompagnato.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, sull'articolo 27 avevo chiesto una
risposta del Governo. Non l'ho sentita e lei ha messo in votazione
l'articolo. Se ritiene inutile il dibattito eviti pure di darci la
parola, ma sappia che lei sta andando contro il Regolamento,
Presidente.
PRESIDENTE. Ormai è superato. Se c'è l'ordine del giorno, lo
possiamo distribuire. Sugli emendamenti che non erano nel fascicolo
gli Uffici mi dicono che è perché avevano bisogno di copertura e
sono su un altro articolo.
Assessore Cordaro, se lei vuole dare dei chiarimenti ulteriori,
fermo restando che...
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)
Prego, assessore Scilla.
SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. In linea di principio il Governo è favorevole, ma nel
caso specifico, nell'articolato che abbiamo discusso e abbiamo
appena votato con l'emendamento all'articolo 27, parliamo di
un'altra cosa che riguarda lo sviluppo finanziario per il 2021 per
quanto riguarda i forestali.
Abbiamo fatto un'operazione straordinaria perché, di fatto,
spostiamo la copertura dai fondi regionali ai fondi extra
regionali, quindi liberiamo risorse, invertiamo la copertura
rispetto al 2020, quindi nel 2021 avremo soltanto 30 milioni di
euro come fondi regionali, il resto è coperto con fondi extra
regionali.
(Intervento fuori microfono)
SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Sì, assolutamente sì. Già gli Uffici hanno
predisposto i progetti e la programmazione a giorni invierà tutto a
Bruxelles. E' un'operazione complicata ma è un'operazione
innovativa e sicuramente vincente rispetto alla situazione
economica che oggi la Regione deve affrontare e, quindi, rispetto
alla questione specifica il Governo sicuramente sta seguendo con
attenzione e quindi ha dato parere favorevole. Questo, il caso
specifico. Quindi, siamo assolutamente disponibili ad affrontare il
tema perché è un tema che sicuramente va ricondotto nella giusta
dimensione perché c'è stato un errore e questo errore va rimediato.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, con riferimento agli arretrati
contrattuali se il Governo è d'accordo l'emendamento si può anche
recuperare ad altro articolo attinente alla rubrica. Io esprimo
però grande preoccupazione per le cose dette, che si sia spostato
quasi interamente tutto il lavoro della forestazione a carico di
fondi extra regionali io lo trovo estremamente preoccupante perché
ho motivo di ritenere che si sia già fortemente in ritardo per la
programmazione. Stento a credere che sarete in grado di fare
persino i viali parafuoco, Assessore.
SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Guardi, io comprendo il suo ragionamento però se
quest'Aula insieme a questo Governo davvero vuole fare qualcosa di
importante per la Sicilia e i siciliani deve apprezzare e deve
sostenere questo nuovo impianto della procedura, perché intanto noi
qualifichiamo la spesa, liberiamo risorse regionali e le ho appena
detto che già gli Uffici hanno predisposto i progetti e questo se
tutti noi - come ci auguriamo - riusciamo a raggiungere questo
obiettivo, capisce bene che è un'inversione notevole.
Poi, per il resto, abbiamo detto che c'è una questione aperta e
anche rispetto alla legge che faremo di riforma dei forestali,
perché finita la finanziaria metteremo mano alla legge, vediamo di
dare risposta - come è giusto che sia, onorevole Lupo - a
quell'impegno preso rispetto alla questione degli adeguamenti
contrattuali.
E' un impegno che il Governo prende con lei e con l'Aula.
PRESIDENTE. Assessore Scilla, mi scusi se la interrompo, ma
l'articolo è già stato votato, ne parleremo un'altra volta.
Comunico che sono stati presentati alcuni ordini del giorno
sull'articolo 27. Se vanno bene li facciamo votare. Il Governo è
d'accordo? Allora gli ordini del giorno sull'articolo 27 sono
approvati con indicazione del Governo.
(Gli ordini del giorno approvati recano rispettivamente il numero
d'ordine 444, 448, 451)
(Intervento fuori microfono)
Gli ordini del giorno non si possono discutere. Basta.
Si passa all'esame dell'articolo 31. Ne do lettura:
«Art. 31.
Contributi per la redazione degli strumenti territoriale e
urbanistici
Istituzione Fondo di rotazione per l'urbanistica
1. L'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente concede
contributi per le spese per la redazione, revisione e
rielaborazione degli strumenti territoriali e urbanistici di
governo del territorio, dei piani attuativi nonché per gli studi di
settore di all'art. 26 della legge regionale 13 agosto 2020, n. 19.
2. Le modalità per la concessione dei contributi, comprendenti
anche i compensi spettanti ai professionisti ovvero le indennità
spettanti ai componenti gli uffici comunali incaricati, che possono
raggiungere il 100 per cento della spesa ritenuta ammissibile,
saranno disciplinati da apposito decreto del dirigente generale del
dipartimento regionale dell'urbanistica.
3. E' istituito un Fondo di rotazione dell'importo di 500 migliaia
di euro (Missione 9, Programma 2), per l'esercizio finanziario
2021, in favore degli enti locali destinato alla copertura
finanziaria delle somme occorrenti per il conferimento degli
incarichi o per la stipula di convenzioni, finalizzato
all'istruttoria delle pratiche di cui alle legge 28 febbraio 1985,
n. 47 e legge regionale 10 agosto 1985, n. 37 e successive
modificazioni e delle ulteriori leggi 23 dicembre 1994, n. 724 e
successive modificazioni e 24 novembre 2003, n. 326.
4. Il Fondo di rotazione eroga le somme a titolo di anticipazione
a sostegno degli enti locali ed è alimentato attraverso lo
stanziamento di risorse regionali e dal rientro delle somme degli
enti che ne hanno beneficiato.
5. Il recupero delle somme anticipate avviene a valere
sull'apposito capitolo delle entrate comunali relative alle somme
versate a titolo di oneri di costruzioni relative alle pratiche di
cui al comma 3.».
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, non ho presentato un ordine del
giorno ma l'assessore Cordaro insieme a me ha preso un impegno con
le comunità di Menfi, Altofonte, Parco dello Zingaro che nella
scorsa estate hanno subito incendi che hanno messo a rischio anche
la vita, per cui questi nuovi progetti con mezzi innovativi per
prevenire gli incendi, quindi droni, sensori, partiranno proprio da
queste comunità che nella scorsa estate sono state particolarmente
colpite. Voglio essere rassicurata di questo impegno preso in
Commissione dall'Assessore, anche in Aula.
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, può rassicurare l'onorevole
Savarino sulla promessa che le ha fatto nei territori di cui ha
parlato?
SAVARINO. In Commissione.
PRESIDENTE. Assessore, se lei stesse attento quando intervengono i
deputati sarebbe meglio
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Scusi,
Presidente, è solo da quindici giorni che sono qui con lei, mattina
e pomeriggio, quindi mi è capitato una volta di non essere attento.
PRESIDENTE. Non dica che è stanco.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, stanco mai
PRESIDENTE. E' molto più giovane di me ed io non sono stanco.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, stanco mai
SAVARINO. Volevo ricordare al Governo Musumeci e all'Assessore che
con me ha ricevuto in IV Commissione le comunità di Menfi, di
Altofonte, del Parco dello Zingaro che nella scorsa estate hanno
subito incendi talmente gravi da mettere a rischio la vita che
questi progetti innovativi che per la prima volta sono finanziati
con la norma che abbiamo appena approvato, che vedranno quindi
l'utilizzo di nuovi mezzi come i droni e i sensori, partiranno
prioritariamente proprio da questi territori colpiti la scorsa
estate. Grazie.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì, questo lo
posso confermare, perché è stato un lavoro fatto in Commissione
urbanistica peraltro condiviso da tutti i colleghi.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, solo per evidenziare come in questa
maniera viene data la possibilità, attraverso questa
sperimentazione di utilizzare finalmente queste risorse attraverso
l'ottima
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, non è che dobbiamo commentare gli
articoli.
FIGUCCIA. Sì, lo so, ma siccome c'era l'ordine del giorno che non
ero arrivato a presentare che, poi ho visto l'assessore Cordaro ha
accolto e, quindi, nell'ottima intuizione dell'assessore Scilla,
avevamo poi agganciato al testo
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, presenti l'ordine del giorno, il
Governo ha dato già parere favorevole.
FIGUCCIA. Cosa prevede l'ordine del giorno? Rapidamente: lo
scorrimento della graduatoria a tutti 191 gli idonei, in modo da
poter supportare così la graduatoria relativa agli agenti
forestali.
PRESIDENTE. Grazie. L'Assessore immagino sia d'accordo anche a
questo ordine del giorno, per cui è approvato.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, quando ci farà parlare dal posto
sarà sempre tardi, creiamo assembramenti. C'è confusione
PRESIDENTE. Questo lo dovete chiedere all'Amministrazione.
Amministrazione, sta sentendo quello che dice l'onorevole
Barbagallo? Quando ci farete parlare dal posto saremo contenti.
BARBAGALLO. Oltretutto non si capisce niente, ed è anche più
ordinato.
PRESIDENTE. Non c'è dubbio, non c'è dubbio che è così e sono
sicuro che il Segretario Generale ha recepito perfettamente questa
esigenza.
BARBAGALLO. Presidente, ci riproviamo, noi non ci arrendiamo.
L'abbiamo già detto in sede di discussione generale.
PRESIDENTE. Giusto per un attimo di riposo.
Il Segretario Generale dice ma forse è meglio che non si capisce
niente', ed allora gli ho detto che non è così. L'importante, in
quest'Aula, è che si capisca tutto, e quindi il microfono da posto
è assolutamente fondamentale perché si evita il passaggio in Aula
di tutti i deputati che ogni volta si devono alzare. Non essendo
potere mio fare queste cose, chiedo al Segretario Generale di farsi
carico di questa esigenza. È già tutto fatto, a posto? Ma lei me lo
promette, Segretario Generale, che prima della fine della
legislatura io potrò avere questa cosa? Va bene.
BARBAGALLO. Quindi, registriamo la promessa, Presidente.
PRESIDENTE. Perché un tempo le promesse le faceva solo il
Governo, stavolta le fa anche la Segreteria generale
dell'Assemblea. Prego, onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Dicevo, ci riproviamo. L'abbiamo detto in sede di
discussione generale, l'abbiamo detto con riferimento agli
interventi sul demanio marittimo, l'abbiamo detto con riferimento
agli interventi riguardanti i comuni. Dove c'è spesa, è giusto che
ci sia un bando ed è giusto che ci sia una graduatoria che
individui i beneficiari in ordine di priorità ed è lo stesso che
chiederemo in questo emendamento che apprezziamo. Anzi, come già
abbiamo detto più volte, riteniamo la misura assolutamente
insufficiente, con 500 mila euro facciamo i piani regolatori di due
comuni. Ce ne sono da fare oltre 200.
Assessore Cordaro, abbiamo detto anche in sede di approvazione
della legge sul governo del territorio che servivano coperture
importanti. Immaginare un'urbanistica diversa, una nuova stagione
di progettazione, di strumenti urbanistici esecutivi, di
realizzazione del PUDM, che mette in circolo energia, risorse,
giovani professionisti, invece mettiamo una pezza su un disegno di
legge che ha natura finanziaria e che, veramente, lascia
all'urbanistica soltanto le briciole.
Ritiriamo i soppressivi, Presidente, ma riteniamo la misura
assolutamente inadeguata. Abbiamo provato a mettere il 20 per cento
in più con un emendamento, confidiamo nelle coperture del Governo
e, soprattutto, auspichiamo che almeno in questo caso il Governo
faccia uno sforzo. Anziché procedere per pugnam, si arrenda a fare
un bando e una bella graduatoria dove tutti possono vedere i
criteri, dove si classificano e capire chi c'era prima e chi c'è
dopo, senza furbizie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà. Poi gli onorevoli Laccoto e Di Caro.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
parlo sull'articolo 31, Presidente Musumeci la prego di prestarmi
un poco di attenzione perché sono sicuro che è sfuggito anche a
lei.
Siccome facciamo norme, queste sono leggi, che hanno un
significato che leggono tutti. L'assessorato regionale del
territorio e dell'ambiente concede contributi per le spese per la
redazione, revisione, rielaborazione di strumenti e così via,
nonché '. Ma a chi? Ma, è possibile scrivere un comma così? Senza
neanche mettere a chi? Le province, i comuni. Lo si può
interpretare, ma che ci vuole a scriverlo meglio?
PRESIDENTE. Immagino a chi li propone, a chi li chiede, a chi li
fa. Immagino, se l'assessore vuole dire diversamente. Se
l'assessore dà i contributi, ovviamente, a chi ha le spese di
redazione, revisione e rielaborazione per farle. Normalmente, un
contributo ha una finalità, non ha il nome e il cognome a chi viene
dato. La finalità è questa. Poi, ovviamente, chi lo presenta, chi
presenta la richiesta gli viene dato.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi l'iniziativa
dell'assessore è apprezzabile sotto tanti punti di vista. C'è un
problema che ho sollevato in commissione bilancio e che,
praticamente, non è stato risolto completamente dall'emendamento
presentato dal Governo.
Perché si trovano cinquecentomila euro, ma bisogna sopprimere il
discorso del fondo di rotazione altrimenti, in commissione
bilancio, noi avevamo detto chiaramente che per quanto riguardava
gli strumenti urbanistici non si poteva fare un fondo di rotazione.
Perché se è vero che per i PUDM si potevano reincassare le somme,
i comuni potevano incassarle, per gli strumenti urbanistici, quindi
bisogna cassare, praticamente, il fondo di rotazione. Questo per il
2021 è interamente un inizio.
La norma che io rappresento, e che io voglio rappresentarle
assessore, è che molti comuni potrebbero fare gli strumenti
urbanistici con i tecnici interni, laddove ci sono i tecnici,
risparmiando notevoli risorse. Però è chiaro che, siccome c'è una
norma nazionale che impedisce a questi tecnici, quando il direttore
generale farà le modalità di erogazione è importante che venga
dato, così come si dice, il cento per cento che non è certo la
somma che viene data ai tecnici esterni. Ma questo risolverebbe
tantissimi problemi.
Chiaramente, io non so quale può essere altra disponibilità che
può dare la Ragioneria o l'assessore all'economia. Sarebbe
auspicabile, chiaramente, un aumento della somma se non, in maniera
anche per incoraggiare e per dare la possibilità a molti comuni che
sono bloccati, di redigere questi benedetti piani urbanistici.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, diciamo che
l'articolo è condivisibile. Avrei, però, un paio di considerazioni
e una proposta.
Sul comma 3, si parla di un fondo di rotazione di cinquecentomila
euro, e devo dire che sono davvero poche. Se il Governo riuscisse a
trovare, o meglio cercare di rimpinguare questo articolo non
sarebbe male. Si parla di istruire pratiche, in poche parole, che
riguardano leggi orientate al condono edilizio. Si fa riferimento
alla vecchia legge dell'85. Quindi leggi di trentasette anni fa.
Ora la considerazione è, se una pratica di condono edilizio non
ha ottenuto la concessione edilizia, in sanatoria, dopo trentasette
anni vuol dire che c'è un problema su determinate pratiche. Senza
considerare il fatto che queste norme, le norme di condono
edilizio, hanno autorizzato in passato assunzione di tecnici che
hanno avuto il tempo necessario per istruire le pratiche di condono
edilizio.
C'è un grande tema che riguarda, assessore Cordaro, l'incasso
delle fideiussioni che nel tempo sono state sottoscritte da chi
presentava le domande di condono edilizio, che non sono mai state
incassate dagli enti e potrebbero costituire un fondo notevole
anche per andare a finanziare l'istruttoria delle pratiche.
Dicevo, la proposta qual è? Noi abbiamo uno strumento,
attualmente, che è quello del super bonus che riguarda gli
incentivi per la riqualificazione energetica e sismica. Ho
presentato un emendamento al comma 3 che
(Intervento fuori microfono)
DI CARO. Ora, ce l'hanno gli Uffici. Dicevo, al comma 3, proprio
ora, un sub emendamento ad un emendamento che riguarda proprio
l'istruttoria, quindi gli incentivi alle istruttorie delle pratiche
relative al super bonus.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, attendo di
poter essere ascoltato dall'assessore.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, per favore. Che facciamo?
Interrompiamo l'Aula perché non possiamo parlare?
LO GIUDICE. Grazie, Presidente. Allora, l'iniziativa, come diceva
anche il collega Di Caro, è sicuramente apprezzabile anche perché
sono molti i Comuni siciliani che hanno la necessità comunque di
redigere gli strumenti urbanistici però è chiaro che, a mio avviso,
sarebbe più utile piuttosto che un fondo di rotazione, avere la
possibilità di dare ai Comuni un contributo a fondo perduto per la
redazione di questi piani urbanistici.
Peraltro, così come è scritto l'articolo, i cinquecentomila euro
sarebbero destinati soltanto alle pratiche inerenti il discorso
delle sanatorie. Ho visto che c'è un emendamento, assessore se lei
non si collega con me semu persi , lo so, lei ha ragione ma io
intervengo per cinque minuti, di cui due li ho trascorsi e lei non
c'era. Allora, si colleghi un attimo con me. Onorevole Laccoto non
disturbi l'assessore.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, la prego.
LO GIUDICE. Allora, proviamo a tornare indietro. In questo
articolo, nei primi due commi si parla di strumenti urbanistici,
dal terzo in poi si parla di cinquecentomila euro da destinare non
agli strumenti urbanistici ma alle sanatorie. C'è un emendamento
del Governo, e arriva il ragionamento, che divide i cinquecentomila
euro in duecentocinquanta, e quindi un ulteriore emendamento che
ancora non è arrivato, cinquecento e cinquecento. Ok.
Quello che volevo capire io, perché l'iniziativa è importante,
ripeto, ed è meritoria e sono tanti i Comuni che hanno questa
necessità. Riusciamo, questi cinquecentomila euro anziché come
fondo di rotazione a darli come contributo a fondo perduto che
avrebbe molto più senso? Questo perché? Perché sicuramente oggi la
necessità che hanno gli enti è quella comunque di avere la certezza
di una somma. Sa bene lei, assessore, che gli iter dei piani
regolatori purtroppo sono degli iter molto lunghi e complessi,
peraltro lei sa bene che abbiamo approvato una norma che modifica
tutta l'urbanistica in Sicilia ed è chiaro che in questo momento le
perplessità anche da parte dei tecnici comunali sono parecchie.
Questo ci consentirebbe di avere la certezza quanto meno di uno
stanziamento che diventa fondamentale ed essenziale per poter
andare avanti perché nei piccoli Comuni purtroppo non c'è la
possibilità di poter attingere a delle risorse per questa finalità
e quindi è chiaro che noi ci ritroviamo spesso a dover utilizzare i
fondi di bilancio che sono sempre più esigui.
Io ho presentato un emendamento di riscrittura ma, ripeto, non è
necessario approvare il mio piuttosto che un altro. Quello che le
chiedo e che chiedo al Governo, se è possibile, di fare uno sforzo
in tale senso e di attuare questo articolo come contributo a fondo
perduto perché è una delle necessità fondamentali e importanti che
molti enti abbiamo anche per trovare una sintesi utile.
Rispetto al discorso delle sanatorie credo che la somma di
cinquecentomila euro sia una somma esosa nel senso che purtroppo
riuscire a trovare, a portare queste pratiche ad una risoluzione è
veramente difficile e complicato, rischieremmo di bloccare e
vincolare delle somme importanti su cui invece, si magari, si può
pensare di fare il fondo di rotazione perché hanno dei tempi anche
complicati e sono sicuramente da un punto di visto proprio
amministrativo, più difficili.
Per cui la prego, assessore, di attenzionare il problema proprio
per dare risposte concrete ai Comuni.
PRESIDENTE. Se il Governo deve replicare a qualcosa, altrimenti
andiamo avanti.
Onorevole Cordaro? Dico, se c'è da replicare, se no andiamo
avanti. Il sì era andare avanti o replicare? Ah perfetto, un
minuto di sospensione. Ne ha tutto il diritto e quindi
assolutamente sospendiamo per cinque minuti, così noi sia qua da
stamattina per cui ci andiamo a prendere anche un caffè - che forse
è un bene per tutti - e riprendiamo fra cinque minuti.
(La seduta sospesa alle ore 19.44, è ripresa alle ore 19.55)
La seduta è ripresa.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, io volevo rivolgermi brevemente all'Aula e ai colleghi
che sono intervenuti e anche a coloro che hanno presentato degli
emendamenti. Intanto, volevo che fosse chiaro come anche in questo
caso noi non stiamo utilizzando nessun meccanismo e, soprattutto,
non stiamo imponendo all'Aula, attraverso questa norma, nessuna
forzatura perché i commi 1 e 2 si rivolgono alla meglio nota
riforma urbanistica, legge sul governo del territorio, e quindi
alla necessità di finanziare i decreti attuativi e tutta l'attività
che deve conseguire e quindi si rivolge a professionisti e a tutti
coloro che si occuperanno di questa redazione.
Era saltato per un errore il finanziamento, che ripristiniamo allo
scopo dei commi 1 e 2, con il 31.27.R, l'emendamento per il quale
invece che duecentocinquanta, così come era accaduto in
Commissione, siamo riusciti a trovare una somma pari a cinquecento
mila euro. Sappiamo che non è il massimo, e siamo d'accordo con i
colleghi che sono intervenuti, però sappiamo anche che questo è un
inizio e che in sede di variazioni o di assestamento, se ci dovesse
essere la possibilità, potremo impinguare questo capitolo per dare
la possibilità appunto di un migliore lavoro, in un'ottica di
condivisione complessiva, così come è stato in buona sostanza la
riforma dell'urbanistica.
Per quanto riguarda poi, invece, gli altri commi, e quindi 3, 4 e
5, si rivolgono appunto alla soluzione di problemi annosi che
riguardano gli enti locali, anche in questo caso abbiamo trovato
una copertura di cinquecento mila euro, anche in questo caso siamo
sicuri, onorevole Di Caro, che non è il massimo di quello che si
poteva fare, però oggi le sostanze economiche sono queste e quindi
io invito, al netto dell'emendamento 31.27.R, a ritirare tutti gli
altri emendamenti.
Lo so, ma questo così, mi appello agli Uffici, perché senza avere
avuto
PRESIDENTE. No, infatti, onorevole Di Caro, così due finalità
completamente diverse.
Se fosse un'estensione a qualcosa di similare, ma il super bonus
con le pratiche sanatorie non c'entrano niente.
DI CARO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, il fondo, così come è costituito, non
potrebbe accogliere tante richieste, perché dicevo poc'anzi, chi
non ha avuto istruita la pratica di condono edilizio, dopo
trentasette anni, difficilmente anche con l'istruzione della
pratica, riuscirà ad avere la concessione edilizia in sanatoria.
Quindi, se non si può utilizzare per l'ottenimento della
concessione edilizia in sanatoria, l'ente locale può utilizzarlo,
lo stesso fondo di rotazione, per istruire le istanze relative al
super bonus. È un beneficio in più che si dà all'ente locale, ecco.
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, se lei è d'accordo, al limite diamo
un tempo utilizzare questi, perché abbiamo interventi dicendo che i
cinquecento mila erano pochi.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, no, no,
aspetti Presidente, io vorrei fare questo. Intanto, vorrei che si
approvasse l'articolo 31 così com'è, valutando poi in una sede
successiva, e sempre all'interno della finanziaria, la possibilità
di utilizzare l'indicazione dell'onorevole Di Caro, però sento la
necessità, per correttezza nei confronti dell'onorevole Di Caro
prima, ma di tutti i parlamentari e soprattutto della necessità di
fare una buona legge, di fare un approfondimento per comprendere se
è possibile collegare gli argomenti.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, insieme agli altri colleghi di Forza
Italia abbiamo presentato un emendamento che reperiva delle altre
somme aggiuntive. Io ritengo che, alla luce del fatto che in
Sicilia abbiamo ancora Comuni che sono dotati dei piani
costruttivi, cioè non hanno neanche l'alba dei piani regolatori.
E poiché la pianificazione del territorio, vorrei ricordare a me
stessa, ovviamente rappresenta anche un principio di legalità,
perché pianificare il territorio significa anche dare certezza,
ritengo che non sono somme, come dire, bastevoli. Io ho rinvenuto
nel capitolo di cui ieri abbiamo parlato, se non ricordo male ieri,
quello che per altro emendamento che poi non è stato apprezzato dal
Parlamento, l'economia disponibile sul capitolo 612002, che era di
preciso il capitolo di pertinenza dell'Assessore Armao, appunto la
cui bocciatura dell'emendamento ha determinato un'economia di 200
mila euro. Ritengo che possa essere utilizzato.
(Intervento fuori microfono)
CARONIA. Sono stati autorizzati quando? Li abbiamo votati ieri. Ma
se sono stati utilizzati per una copertura perché non possono
essere utilizzati ad incrementare l'importo, mi scusi Assessore? Io
non comprendo. Secondo me questi 200 mila euro si sono resi
disponibili poiché abbiamo bocciato l'articolo 8, pertanto queste
somme andrebbero a rimpinguare un capitolo secondo me estremamente
importante che riguarda la redazione dei piani regolatori che per
altro vanno destinati ai comuni.
Se dobbiamo soprattutto incentivare la revisione di piani
regolatori, ormai assolutamente vetusti e addirittura dare vita ai
primi piani regolatori in alcuni comuni, e concludo, io credo che
200 mila euro, rinvenuti da una .
PRESIDENTE. Ma sono immediatamente disponibili?
CARONIA. Nella manovra sono attualmente previsti, Presidente
perché noi abbiamo bocciato l'articolo 8 che ha liberato questi 200
mila euro sicuramente su questa copertura. Per cui, ritengo che non
può esserci stata un impegno perché è chiaro che non siamo, non
credo che si possa essere impegnato nel frattempo. Parliamo di 24
ore.
PRESIDENTE. Se il Governo mi dà un'indicazione. Stanno
verificando, benissimo.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, come aveva preannunciato il mio
capogruppo, il Movimento condivide l'articolo 31 nelle sue due
manifestazione, quindi il fondo per i piani regolatori e il fondo
necessario per le pratiche di condono edilizio. Però noi
continuiamo a sostenere l'idea che portava avanti il collega Di
Caro, cioè la possibilità che quel fondo di 500 mila euro, che in
effetti comunque è abbastanza cospicuo per questo secondo tipo di
operazione, non lo è per i piani regolatori perché 500 mila euro
sono pochi. Però comunque è un inizio, tra l'altro l'avevamo detto
durante la riforma urbanistica, forse sono un po' troppi per le
pratiche di condono edilizio se pensiamo che sono citate tutt'e tre
le pratiche quindi quella dell'80', 90' e del 2004.
Quindi potrebbe verosimilmente essere inserita la proposta del
collega Di Caro.
PRESIDENTE. Ma l'Assessore aveva già trovato una soluzione.
Assessore Cordaro, su questa proposta dell'onorevole Di Caro aveva
già detto qualcosa.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Io ho
manifestato la disponibilità a fare un approfondimento durante la
Finanziaria. Ma intanto invito la Presidenza a mettere in votazione
il 31 così com'è, perché eventualmente se c'è la possibilità di
agganciarlo successivamente. Lo approviamo e lo inseriamo lo stesso
nella norma. Ma non lo possiamo fare adesso, io ho bisogno di una
valutazione, di un approfondimento.
PRESIDENTE. Io sono d'accordissimo con quello che dice l'Assessore
Cordaro, se per voi va bene, evitiamo di presentarlo ora, lo
ritiriamo e il tempo che l'Assessore verifica la disponibilità di
farlo, lo si ripresenta.
TRIZZINO. Se c'è l'impegno del Governo a introdurre un altro
articolo
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Assolutamente
si.
TRIZZINO. Allora condividiamo l'idea di ritirarlo.
PRESIDENTE. Benissimo, perfetto.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Savarino, su che cosa?
SAVARINO. Rispetto alla proposta dei colleghi, del collega
Trizzino, volevo chiedere all'Assessore, intanto volevo ringraziare
perché in questa Finanziaria tra la norma del PUDM che dà 300
migliaia di euro ai comuni per la redazione dei piani di utilizzo
del demanio, e questi ulteriori fondi .
PRESIDENTE. Senza fare troppi complimenti all'assessore Cordaro
che si monta la testa.
SAVARINO. per la pianificazione urbanistica. No, Presidente, è
anche perché l'abbiamo seguita quindi è una cosa che nella nostra
Commissione abbiamo seguito e ne sono particolarmente orgogliosa,
perché va a definire un lavoro che abbiamo fatto sul demanio
marittimo e sulla pianificazione urbanistica, dando la possibilità
ora ai comuni di potere fornirsi di architetti, ingegneri, quindi
dei tecnici .
PRESIDENTE. Quindi, comunque è d'accordo su quello che ha detto
l'Assessore?
SAVARINO. per andare a definizione e mettere così a traguardo la
normativa che abbiamo approvato. No, io volevo chiedere
all'Assessore, nell'approfondimento successivo, quindi intanto
approviamo il 31 così com'è col 31.27 riscritto, di valutare anche
la possibilità, una volta che si esamina la proposta dell'onorevole
Di Caro, anche della proposta della collega Caronia.
PRESIDENTE. Vale quello che è stato detto per Di Caro, se è
possibile.
SAVARINO. Esatto, volevo chiedere questo. Perché magari
rimpinguare anche il capitolo del Fondo di rotazione può essere
utile.
PRESIDENTE. Sarò attento anche io, onorevole Savarino, che questa
possibilità reinseriremo in un altro articolo.
Pongo in votazione l'emendamento 31.27R, a firma del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ovviamente, i soppressivi sono ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 31 così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 16 sul contenimento della spesa
pensionistica. Ne do lettura.
Art. 16.
Misure per il contenimento della spesa pensionistica
e l'efficientamento del sistema previdenziale regionale
1. Ai fini del contenimento della spesa corrente e in esecuzione
dell'Accordo tra Stato e Regione, è istituito, con decorrenza
dall'1 gennaio 2021 e fino al 31 dicembre 2023, un contributo di
solidarietà a carico dei trattamenti di pensione in erogazione o da
erogare al personale di cui ai commi secondo e terzo dell'articolo
10 della legge regionale 9 maggio 1986, n. 21 e successive
modificazioni, nelle seguenti misure:
a) oltre sei e fino a otto volte il minimo Inps: 0,80 per cento;
b) oltre otto e fino a nove volte il minimo Inps: 1,30 per cento;
c) oltre nove e fino a dieci volte il minimo Inps: 1,5 per cento;
d) oltre dieci volte il minimo Inps: 2,2 per cento.
2. Il contributo di solidarietà è applicato sul trattamento lordo
mensile onnicomprensivo di pensione, e non si applica alle pensioni
in erogazione o da erogare:
a) al personale di cui al primo comma dell'articolo 10 della
legge regionale 9 maggio 1986, n. 21;
b) ai trattamenti di reversibilità ed in favore dei superstiti,
salvo il caso in cui il loro importo sia oltre sei volte il
trattamento minimo Inps; in tal caso il contributo di solidarietà
viene applicato con le aliquote di cui al primo comma;
c) ai trattamenti di inabilità;
d) ai trattamenti pensionistici calcolati interamente col sistema
contributivo.
3. Il contributo di solidarietà è applicato anche ai trattamenti
integrativi erogati dal Fondo pensioni della Regione siciliana al
personale in quiescenza proveniente dall'Ente acquedotti siciliani
in liquidazione e dagli enti turistici soppressi, qualora il
trattamento pensionistico complessivo, comprensivo di quello
fondamentale corrisposto da Inps, risulti eccedere i limiti di cui
al primo comma.
4. Le risorse finanziarie derivanti dall'applicazione del
presente articolo sono reimpiegate dal Fondo pensioni della Regione
siciliana esclusivamente per il pagamento dei trattamenti
pensionistici dei comparti al quale è applicato il contributo di
solidarietà.
5. I trasferimenti della Regione siciliana al Fondo pensioni,
destinati al pagamento dei trattamenti pensionistici del personale
di cui ai commi primo e terzo del presente articolo, sono ridotti
annualmente in misura pari al contributo di solidarietà applicato e
riscosso dall'ente di previdenza regionale.
6. All'articolo 1 della legge regionale 9 agosto 2018 n. 16, sono
aggiunti i seguenti commi:
1 bis. Il trattamento di fine servizio o di fine rapporto dei
dipendenti collocati in quiescenza, ai sensi dei commi 3 e 5
dell'articolo 52 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 e
successive modificazioni, è corrisposto con le modalità e i tempi
previsti dalla normativa statale in caso di pensionamenti
anticipati, con decorrenza dalla data in cui il dipendente
maturerebbe il diritto a pensione secondo le disposizioni
dell'articolo 24 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 e
successive modificazioni. 1 ter. La disposizione contenuta al comma
1 bis del presente articolo si applica con decorrenza dalla data di
entrata in vigore della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8. .
7. Per le funzioni di Garante per l'erogazione delle prestazioni
del Fondo per il pagamento del trattamento di quiescenza e
dell'indennità di buonuscita del personale regionale - Fondo
pensioni Sicilia , di cui al decreto del Presidente della Regione
siciliana n. 14 del 23 dicembre 2009, è previsto un gettone di
presenza, in luogo del compenso erogato carico del bilancio del
Fondo pensioni della Regione siciliana, che non può superare
l'importo di trenta euro a seduta giornaliera, fatto salvo il
rimborso delle spese, debitamente documentate nei limiti previsti
per i dirigenti dell'amministrazione regionale. 8. Con decorrenza
dalla data di cessazione del collegio sindacale in carica
all'entrata in vigore della presente legge, le funzioni di cui agli
articoli 2403 e seguenti del codice civile, nonché quelle previste
dall'articolo 2, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno
2011, n. 123 e successive modificazioni, presso il Fondo per il
pagamento del trattamento di quiescenza e dell'indennità di
buonuscita del personale regionale - Fondo pensioni Sicilia , sono
svolte da un revisore unico, scelto tra gli iscritti nel registro
dei revisori contabili istituito presso il Ministero dell'economia
e delle finanze.
9. Per il calcolo degli oneri di riscatto dei periodi di studi
universitari dei dipendenti dell'amministrazione regionale, in
servizio all'entrata in vigore della presente legge, trovano
applicazione le norme in vigore per gli impiegati civili dello
stato. Alle istanze dei dipendenti della Regione siciliana di cui
ai commi 2 e 3 dell'articolo 10 della legge regionale 9 maggio
1986, n. 21 e successive modificazioni, finalizzate al riscatto dei
corsi legali di studio universitario si applica l'articolo 2 del
decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184 e successive
modificazioni. E' abrogato l'articolo 77 della legge regionale n.
41 del 29 ottobre 1985.
10. Al fine di provvedere al riconoscimento dei debiti gravanti
sul Fondo pensioni Sicilia discendenti da sentenze esecutive
concernenti il pagamento del trattamento pensionistico sostitutivo
ed integrativo al personale ex dipendenti dell'Ente acquedotti
siciliano, il Fondo pensioni Sicilia è autorizzato per l'esercizio
finanziario 2021 ad utilizzare gli avanzi di amministrazione
determinatisi da maggiori trasferimenti effettuati
dall'amministrazione regionale a valere sul capitolo 108007 della
rubrica 2 del dipartimento regionale della funzione pubblica e del
personale .
Onorevoli colleghi, sono stati presentati tutti emendamenti
soppressivi, se non vengono ritirati i soppressivi, li mettiamo in
votazione.
Considerando che sono tutti emendamenti soppressivi, basta
mettere in votazione il primo che appunto sopprime l'articolo. Chi
è favorevole all'emendamento resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Quindi, abbiamo soppresso l'articolo 16, che aveva creato tanti
problemi a tutti anche in occasione del bilancio.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, non sono riuscito a chiedere la parola
per parlare sull'articolo 16.
Purtroppo nell'articolo 16 abbiamo bocciato il comma 10, che fa
sì che la Regione dovrà uscire diverse centinaia di migliaia di
euro in più rispetto a quanto ne deve perché riguarda il
contenzioso dei dipendenti dell'Ente Acquedotti Siciliani che hanno
aggredito il Fondo Pensioni regionale, hanno aggredito il conto
corrente e quindi dovevamo dargli l'autorizzazione per pagarli.
PRESIDENTE. Vediamo se c'è un problema di questo genere.
ARICO'. Presidente, soltanto il comma 10.
PRESIDENTE. Ricordo a tutti che in Conferenza dei Capigruppo mi
era stato chiesto all'unanimità di stralciarlo, ho detto a tutti
che non l'avrei stralciato perché c'è un rapporto istituzionale nei
confronti dello Stato.
Per cui siccome era una norma che chiedeva lo Stato nazionale,
sulla base dell'accordo Stato-Regione non l'avrei stralciato ma
messo in votazione e c'era poca volontà di approvarlo.
ARICO'. Lo so, Presidente, ci siamo tutti - o quasi tutti -
soffermati a leggere i primi 9 commi, tranne il decimo.
PRESIDENTE. Vediamo come sistemarlo nel corso della finanziaria.
Lo verificheremo e vediamo come sistemarlo.
ARICO'. A questo punto, Presidente, mi astengo dalla votazione.
Non ho votato positivamente.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta e riprenderà domani, 23 marzo
2021, alle ore 11.00.
(La seduta, sospesa alle ore 20.09 del 22 marzo 2022, è ripresa
alle ore 11.11 del 23 marzo 2021)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è ripresa.
Sospendiamo fino alle ore 12.00 perché stiamo lavorando in
Commissione per fare quello che ci siamo detti ieri, cioè il
raggruppamento degli articoli per vari settori, per le rubriche.
Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 12.00.
(La seduta, sospesa alle ore 11.12, è ripresa alle ore 12.12)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, la seduta è ripresa.
Dobbiamo ancora esaminare l'articolo 17.
Sul problema dei rifiuti in Sicilia
PRESIDENTE. Intanto, ha chiesto un attimo la parola l'onorevole Lo
Giudice. Ne ha facoltà. Le chiedo, però, di intervenire
velocemente.
LO GIUDICE. Signor Presidente, sarò estremamente sintetico. Le ho
chiesto la parola perché ritengo che al di là del momento della
finanziaria sicuramente importante, oggi ci sia una questione che
riguarda i rifiuti in Sicilia che non è più rinviabile.
Presidente, in questo momento abbiamo tutti i comuni siciliani
problemi in merito al conferimento dell'umido. Personalmente, io
con il mio comune, sto conferendo fuori dalla Regione siciliana a
costi esorbitanti. L'umido siamo passati da 110 euro a tonnellata a
260 euro a tonnellata. Non è più un problema rinviabile. Stesso
discorso dicasi per quanto riguarda l'indifferenziato dove c'è
stato comunicato che uno degli impianti più importanti in Sicilia,
ovvero la Sicula Trasporti, chiuderà e, quindi, anche
l'indifferenziato non sappiamo più dove conferirlo.
Chiedo che il Governo si attivi immediatamente; capisco che
l'assessore Baglieri si è insediata da poco, però questo problema
non è più rinviabile. Credo che sia necessario l'intervento del
presidente Musumeci per capire come trovare una soluzione che non è
da trovare domani, ma è da trovare ieri. La situazione è veramente
insostenibile. Noi saremo costretti ad aumentare le tariffe ai
nostri concittadini anche in quei comuni virtuosi dove si
raggiungono i picchi del 75 e dell'80 per cento di raccolta
differenziata. Non ha senso che io continui a far fare la raccolta
differenziata nel mio comune, ma parlo in tutti i comuni della
Sicilia e parlo principalmente della zona ionica messinese che
conosco abbastanza bene, e noi non sappiamo dove portare più la
raccolta differenziata perché non ci sono impianti più disponibili.
E' necessario un intervento immediato e soprattutto che ci siano
delle risposte concrete anche rispetto alle risorse finanziarie
perché ci vuole una quantità di soldi infinita per risolvere il
problema. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lo Giudice. Io quello che posso
fare, poi d'accordo col Governo, qua nel momento in cui il nuovo
assessore Baglieri fosse pronta, avesse le informazioni, di fare
una seduta per vedere perché siccome è un problema che esiste in
tutta la Sicilia, temo che prima o poi lo dovremo affrontare
complessivamente.
(Intervento fuori microfono)
Assolutamente sì. Per cui finita la finanziaria chiederò al nuovo
assessore Baglieri la sua disponibilità per fare una seduta d'Aula
destinata a questo, indirizzata soltanto al problema dei rifiuti.
n. 961/A e n. 962/A
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge n. 961/A e n. 962/A
PRESIDENTE. Allora, se prendiamo un attimo l'articolo 17 del
fascicolo di ieri. Ne do lettura:
«Art. 17.
Disposizioni in materia di accesso al trattamento
di quiescenza dei dipendenti regionali
1. Per l'applicazione ai dipendenti dell'Amministrazione
regionale delle disposizioni di cui all'articolo 14 del decreto
legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla
legge 2 marzo 2019, n. 26, e successive modificazioni, nel rispetto
delle previsioni del comma 6 del medesimo articolo, è autorizzata,
per ciascuno degli esercizi finanziari 2021, 2022, 2023, 2024 e
2025, la spesa annua di euro 4.081.000,00, da trasferire al Fondo
di quiescenza del personale della Regione, in proporzione al numero
effettivo di beneficiari.
2. Ai dipendenti di cui al comma 1 si applicano le disposizioni
di cui all'articolo 23, comma 1 del decreto legge n. 4/2019,
convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n. 26.
3. Ai commi 2 e 3 dell'articolo 4 della legge regionale n.
14/2019 dopo le parole legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 sono
aggiunte le parole e ai sensi dell'articolo 14 del decreto legge
28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28
marzo 2019, n. 26, e successive modificazioni, come recepito
nell'ordinamento regionale .
4. I dipendenti regionali che hanno presentato istanza di
collocamento in quiescenza ai sensi del comma 5 dell'articolo 52
della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 e successive
modificazioni, sono posti in quiescenza al termine del periodo di
maturazione degli incrementi della speranza di vita di cui
all'articolo 12 del decreto legge 30 luglio 2010, n. 78, convertito
con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e comunque non
oltre il 31 maggio 2021. E' fatta salva l'applicazione
dell'articolo 52, commi 6 e 7, della legge regionale n. 9/2015.
5. Per le finalità di cui al comma 4 è autorizzata la spesa di
euro 5.141.000,00 per ciascuno degli esercizi finanziari 2021,
2022, 2023, 2024 e 2025, da trasferire al Fondo di quiescenza del
personale della Regione siciliana, in proporzione al numero
effettivo di beneficiari.
6. Alle spese di cui al presente articolo si provvede per gli
esercizi finanziari 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025 con riduzione di
euro 2.961.000,00 del capitolo 108001 e di euro 6.261.000,00 del
capitolo 190001, da attuare con apposite variazioni di bilancio in
concomitanza con la cancellazione dai ruoli dei dipendenti
interessati».
Ci sono soltanto emendamenti soppressivi. Per cui, pongo in
votazione soltanto il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
SUNSERI. Presidente, l'articolo 17 era stato ritirato.
PRESIDENTE. No, non mi risulta Quello era un altro Quello che
era stato ritirato era un altro.
Benissimo, per cui il fascicolo di ieri tranne un articolo su cui
ancora dobbiamo decidere che cosa fare comunque è stato fatto.
Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:
«Art. 36.
Assegnazioni finanziarie ai comuni, ai liberi Consorzi comunali
ed alle Città metropolitane
1. Per le finalità del comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 è autorizzata, per ciascuno degli
esercizi finanziari 2021, 2022 e 2023, la spesa annua di 320.000
migliaia di euro.
2. Al comma 4 dell'articolo 14 della legge regionale 8 maggio
2018, n. 8, le parole Per l'esercizio finanziario 2020 sono
sostituite dalle parole Per il quadriennio 2020-2023 .
3. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 1 dell'articolo 2
della legge regionale 9 maggio 2017, n. 8 e successive
modificazioni è rideterminata, per ciascuno degli esercizi
finanziari 2021, 2022 e 2023, in 101.000 migliaia di euro».
(Alcuni deputati, dal proprio posto, asseriscono di non avere il
fascicolo degli emendamenti)
Calma, arriva tutto, distribuite i fascicoli per favore.
Allora, onorevoli colleghi, scusate, iniziamo con l'esame
dell'articolo 36, immagino che gli emendamenti soppressivi siano
tutti ritirati, in ogni caso dopo appena finisce l'Aula, vediamo se
prima o dopo pranzo, ho bisogno di una veloce Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per scrivere l'ordine dei
lavori, il programma dei lavori di oggi e di domani, quindi, la
convocheremo immediatamente dopo avere votato alcuni articoli entro
le ore 13.00, 13.30.
Se i soppressivi sono ritirati
(Intervento fuori microfono)
Stiamo parlando dell'articolo 36.
(Alcuni deputati, dal proprio posto, ribadiscono di non avere il
fascicolo degli emendamenti)
Sono stati distribuiti. Perché siete arrivati in ritardo, ditemi
la verità
(Proteste in Aula)
Eccoli, colleghi.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su che cosa, onorevole Laccoto? Dobbiamo partire con
le votazioni. Quindi sull'articolo 36? Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco fa c'è stato
un appello
PRESIDENTE. Questo dei rifiuti
LACCOTO. No, no, non parlo di questo, parlo dei fondi per i
comuni. Abbiamo un problema molto serio. Pregherei, non so di chi è
la competenza su Roma, noi abbiamo ancora praticamente sospese le
somme di cui al decreto del 31 dicembre per quanto riguarda fondi
di investimento e fondo perequativo degli enti locali; teniamo
conto che queste somme sono state praticamente inserite nel
bilancio 2020 da parte degli enti locali e sono le somme che
servono a sollevare le categorie disagiate da questa pandemia con
la chiusura, quindi, commercianti, piccoli imprenditori,
imprenditori di attività turistiche per quanto riguarda l'IMU,
TOSAP e quant'altro riguardante, per esempio, la TARI e altro. In
queste condizioni né i comuni né queste categorie possono
sopravvivere.
Ora, chiedo solamente che sia fatta luce su una certezza di quando
arrivano materialmente queste somme, l'ho chiesto più volte, non so
di chi è a questo punto la competenza, se dell'Assessore per
l'economia o dell'Assessore per la funzione pubblica, ma sapere a
che stato siamo, solo questo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, intervengo sull'articolo 36 per due
aspetti: 1) in variazione di bilancio era stato messo un milione e
mezzo - qua l'Assessore sa di cosa stiamo parlando - per le famose
tredicesime dei dipendenti della provincia; ovviamente, quella
variazione di bilancio su cui pendeva una impugnativa venendo meno,
viene meno anche questo milione e mezzo che secondo me dobbiamo
trovare in questa finanziaria. 2) Poi le volevo chiedere se mi dà
il tempo di predisporre un emendamento su indicazione del MEF,
perché abbiamo avuto una riunione col MEF venerdì, che poi è una
cosa semplicissima. Sono due tavoli, l'istituzione di due tavoli:
uno con UPI e ANCI per la questione della condizione economica
delle province, l'altro invece riguarda un tavolo proprio per
definire il riordino istituzionale stesso delle province, anche
perché visto che si chiamano liberi consorzi, eccetera, eccetera,
ci sono delle, diciamo, vanno in corto circuito spesso con le norme
nazionali e si deve rivedere come riorganizzare al meglio. Quindi,
se mi dà il tempo di sistemare e presentare questo emendamento,
ripeto, è su indicazione del
PRESIDENTE. Però, ne parli direttamente col Governo perché le
indicazioni del MEF, diciamo, noi non le raccogliamo normalmente.
ZITO. Sì, ma se mi dà il tempo, nel senso se si può accantonare in
caso un attimo e poi ci ritorniamo il tempo di
PRESIDENTE. Sì, di fatto, se il Governo è d'accordo perché
diversamente facciamo un ordine del giorno, perché non è che
ARMAO, assessore per l'economia. Scusi, Presidente, ma io concordo
con lei
PRESIDENTE. C'è un tavolo tecnico, verrà fatto con ordine del
giorno non è che possiamo fare per legge un tavolo tecnico.
ARMAO, assessore per l'economia. i rapporti tra esecutivi sono
rapporti tra esecutivi quindi è chiaro che se l'Assemblea esprime i
suoi auspici saranno pienamente rispettati ma i rapporti tra
esecutivi vanno strutturati così.
PRESIDENTE. Quindi, possiamo fare un ordine del giorno, onorevole
Zito, ma metterlo in legge, onestamente, come l'ha detto
ARMAO, assessore per l'economia. Come ordine del giorno va
benissimo. Lei sa i rapporti che ci sono col MEF, quindi non
possono che essere rafforzati da questo ordine del giorno.
PRESIDENTE. Va bene. Allora hanno chiesto di parlare gli onorevoli
Cracolici, Lupo, Campo e Lo Giudice. Ne hanno facoltà.
CRACOLICI. Presidente e Assessore, in questa norma ho riproposto
un emendamento che era già contenuto nella legge di stabilità 2020,
ovvero, nel 2020 a causa Covid avendo previsto, ed era del tutto
evidente, un minore incasso da parte dei comuni degli introiti
propri, oltre alle questioni che ha detto l'onorevole Laccoto il
mancato trasferimento anche delle risorse che la Regione comunque
si è impegnata a trasferire, avevo previsto che per l'anno 2020 le
rate che i comuni, che vengono trattenute ai comuni sia dal
Dipartimento rifiuti, sia dal Dipartimento finanze dell'Assessorato
all'economia per le anticipazioni che gli stessi comuni hanno avuto
negli anni precedenti, fosse, in virtù dell'emergenza Covid,
consentito di non pagare la rata e spostarla di un'annualità. Mi
ascolti Assessore, Assessore mi ascolti, e lei capisco però,
capisco che lei preferisce la collega
PRESIDENTE. No, no, è solo gentilezza nei confronti di un
deputato. Non pensi ad altro
CRACOLICI. No, io penso anche altro
Allora, che cosa è successo? E' successo che questa norma è stata
come al solito interpretata nel senso che il Dipartimento rifiuti,
dopo varie traversie ha dato attuazione sospendendo la rata 2020 ai
comuni. Il Dipartimento legato all'Assessorato all'economia sulla
base di una propria interpretazione ha stabilito che comunque
quella norma non si applicava all'economia. Risultato: i comuni
hanno avuto, di fatto, comunque trattenuta la quota di rata che la
legge in qualche modo aveva posticipato.
Ora, io dico una cosa, Assessore, io ho riproposto la norma. In un
momento nel quale la Regione chiede allo Stato di poter spostare la
propria annualità di copertura del debito regionale al 2029,
proprio a causa dell'emergenza e della situazione di crisi
finanziaria, che noi non ci occupiamo della condizione dei comuni
in cui anche il trasferimento di 100 mila euro, in più o in meno,
cambia la vita di un comune, la ritengo veramente una cosa
illogica.
Allora, c'è l'emendamento, l'Assessorato vuole interpretarlo che
per quanto riguarda i rifiuti si è già fatto e allora lo manteniamo
in itinere, diciamo, ritorniamo a cosa c'era prima? Faccia pure. Ma
per quanto riguarda il Dipartimento dell'Assessorato all'economia,
cioè la rata che non è stata trattenuta nell'anno 2020, ritengo che
sia un atto di equità la possibilità che ai comuni venga spostata
di un'annualità la rata che la Regione trattiene agli stessi. Non
credo che facciamo danni finanziari, consentiamo soltanto ai comuni
di potere avere quella liquidità per l'anno 2021, anche perché
com'è noto il Covid non è finito, non credo che ci saranno grandi
introiti nelle casse dei comuni, stiamo cercando di dare una mano,
effettivamente, senza dover dare soldi in più, ma semplicemente
rinviando di un anno ciò che viene trattenuto da parte della
Regione.
Ecco perché chiedo che l'Aula apprezzi positivamente questo
emendamento, perché credo che stiamo facendo una battaglia di
assoluta equità tra ciò che fa la Regione e chiede la Regione nei
confronti dello Stato e ciò che bisogna anche applicare agli enti a
finanza derivata, nel nostro caso ai comuni, a tutti i comuni
siciliani.
Quindi mi fermo qui. Il mio emendamento credo che sia il 36.15,
adesso non ricordo il numero, ma chiedo all'Aula di poterlo
apprezzare.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Grazie signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
l'articolo 36 ovviamente è uno degli articoli più importanti di
questa legge di stabilità, perché riguarda la vita dei comuni e,
quindi, più direttamente, la vita dei cittadini.
C'è una previsione di 320 milioni di euro per la spesa corrente,
101 milioni per gli investimenti, ma volevo fare presente che,
purtroppo, i comuni continuano a sopportare una serie di costi che,
francamente, diventano assolutamente insostenibili, considerata
l'esiguità delle risorse che vengono loro trasferite, peraltro,
quest'anno ridotte di 10 milioni di euro che sono stati utilizzati
per finanziare la stabilizzazione dei lavoratori ASU. Costi che
riguardano per esempio il trasporto alunni, 8 milioni di euro che
abbiamo già approvato in un articolo precedente, che però vorrei
ricordare vengono presi dal fondo per le autonomie. Costi che
riguardano il ricovero nei centri anti violenza, spesso disposto
dalle autorità giudiziarie, che non trova in questo momento in
bilancio alcuna copertura. Il costo medio è almeno 2 milioni
l'anno. Esprimiamo grande preoccupazione, perché se non viene
rifinanziato il capitolo in maniera adeguata, davvero, quest'anno
sarà un onere insostenibile per i bilanci di molti comuni. Un altro
costo che i comuni sono costretti a sostenere riguarda il ricovero
dei minori disposto dall'autorità giudiziaria. Anche questo è un
costo imprevedibile e che non è certamente preventivabile in via
ordinaria dai bilanci comunali. Io penso che anche su questo serva
una risposta in più da parte della Regione siciliana.
E per ultimo, ma non per incidenza economico-finanziaria, il
fenomeno del randagismo. Ora su questo anche il Presidente
dell'Assemblea, l'onorevole Miccichè, è intervenuto nei giorni
scorsi, chiedendo l'intervento del Presidente della Regione, che lo
ha assunto pubblicamente durante una seduta d'Aula. E anche questo
è un onere non preventivabile che ricade, a mio avviso, anche
impropriamente sui comuni, che rischia di fare saltare molti
bilanci comunali.
Io penso che rispetto a questi temi, che ho riassunto brevemente,
l'Assemblea regionale, il Governo debbano fare uno sforzo in più.
Non si può far finta di nulla, perché in realtà stiamo trasferendo
risorse ai comuni che, in gran parte, sono risorse già impegnate
per spese obbligatorie che dovranno sostenere e che, a mio avviso,
non sono neppure esattamente di loro competenza.
Quindi, penso che su quegli argomenti che citavo prima servono
anche leggi specifiche con un finanziamento diverso e distinto
rispetto al fondo per le autonomie, che è sempre più esiguo e che,
purtroppo, invece, incide direttamente sulla vita dei cittadini, in
termini di servizi sociali e per tutto quello che è il vivere di
tutti i giorni delle amministrazioni comunali.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 36 è un
capitolo di sostanziale importanza, io in particolare entro nel
merito di un emendamento che porta la mia firma, il 36.14 dove si
dà un fondo ai liberi consorzi di Agrigento, Caltanissetta, Ragusa,
Siracusa e Trapani per potere fare fronte e contribuire ai liberi
consorzi universitari delle medesime città.
Capiamo bene che in un periodo di pandemia la dispersione
scolastica è stato un tema reale e concreto che ha investito molti
studenti siciliani e potere evitare, alleggerire alcune situazioni
debitorie di questi consorzi nei confronti dei consorzi
universitari in questo momento è di grande importanza perché
eviterebbe la chiusura di alcuni corsi di laurea che ancora ad oggi
garantiscono una offerta formativa importantissima e indispensabile
per questi territori. Sono le sedi distaccate delle nostre
università, ecco io chiedo all'Aula di apprezzare questo
emendamento perché lo reputo veramente importante soprattutto in
questa fase.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha
facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto
riguarda l'articolo 36, intanto vorrei chiedere all'Assessore come
mai, quindi ancora una volta ci ritroviamo con una decurtazione del
fondo inerente i Comuni che passa da 340 milioni, così cita la
legge di riferimento, a 320 milioni. Quindi nel trasferimento ai
Comuni Assessore, stiamo togliendo ulteriori 20 milioni. Allo
stesso tempo però aumentiamo con il comma 3 dell'articolo 36 di 10
milioni lo stanziamento per le città metropolitane e i liberi
consorzi.
Ecco, io credo che ogni volta ci ritroviamo qui a discutere qui di
questi fondi ai Comuni ma negli anni siamo passati da un fondo di
autonomie locali che era di un miliardo a pochi spiccioli ovvero a
320 milioni, in un momento in cui i Comuni sono al collasso totale,
in un momento in cui i Comuni non sanno come fare.
A questo si aggiunge anche un altro aspetto anche che lo scorso
anno in maniera brillante, e mi permetto di dire, anche geniale
sotto tutti i punti di vista, abbiamo deciso che il fondo
investimenti dei Comuni lo finanziavano con i fondi extrabilancio.
Questo che cosa ha comportato? Che qualcuno si è svegliato a
novembre e ci ha detto che il fondo di investimenti che era un
fondo ordinario in cui non si era mai fatta nessuna rendicontazione
quest'anno dobbiamo rendicontarlo. Io non credo che si possa
continuare ad andare avanti in questi termini perché poi le
difficoltà rimangono in capo sempre a noi Sindaci e quindi
rimangono in capo a chi? Ai cittadini che si trovano decurtati di
servizi quali la mensa, quali il trasporto pubblico eccetera,
eccetera, che non sto qui a citare.
Oggi togliere ulteriori 20 milioni dal fondo, mi creda, è
veramente come dire, deplorevole sotto ogni punto di vista. Perché
è chiaro che i Comuni non saranno più nelle condizioni di potere
garantire quei minimi servizi che alcuni soltanto riescono a
garantire. Per cui anche da questo punto di vista è chiaro che non
è accettabile un discorso di questo tipo. Un'altra riflessione che
le voglio fare riguarda il trasferimento delle risorse che deve
essere immediato perché noi non siamo più nelle condizioni di
potere amministrare il quotidiano.
Al di là di questo c'è un altro aspetto e io presenterò un
emendamento che sto preparando, il sub emendamento perché noi nella
scorsa finanziaria abbiamo assegnato 100 milioni di euro per quanto
riguarda il sostegno e quindi per quelli che abbiamo chiamato in
gergo buoni spesa'. Lasciamo perdere che di questi 100 milioni di
euro ce ne sono stati assegnati soltanto 30. Rinnovo la mia
richiesta all'Assessore Armao per conoscere la rendicontazione dei
fondi Poc assegnati e spesi o non spesi. Di questi 70 milioni,
comunque, rimasti da assegnare ai comuni per buoni spesa soltanto
ventotto comuni - io ho la fortuna di essere tra questi - sono
riusciti a fare la rendicontazione dei primi 30 ed hanno avuto
assegnata la restante parte.
Assessore, mi chiedo e le chiedo, di questi 70 milioni noi che
cosa ne vogliamo fare?
Perché, se è vero come è vero, che soltanto ventotto comuni hanno
fatto la rendicontazione sarà anche vero che, di questi 70 milioni
che ci sono disponibili, che erano destinati ai comuni, noi abbiamo
la disponibilità.
E' chiaro - assessore, su questo non c'è tema di smentita - che
questi 70 milioni erano assegnati ai comuni come fondi extra
bilancio e devono rimanere assegnati ai comuni.
Non mi auguro e spero di non trovare da nessuna parte questi fondi
che dai comuni arrivino altrove.
Perché, diversamente, non dobbiamo annunciare che abbiamo dato 100
milioni ai comuni - ed io da sindaco mi ritrovo le persone sotto
casa che aspettano i buoni spesa - e, poi, i soldi vanno a finire
da qualche altra parte.
Per cui sto presentando un sub emendamento affinché si riporti la
dotazione finanziaria da 320 milioni a 340 milioni, con ulteriori
20 milioni presi dai fondi extra bilancio.
E mi auguro, assessore, di avere il parere favorevole da parte sua
che deve essere il primo difensore di quelle che sono le autonomie
locali, per quelle che sono le esigenze che le ho detto.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i miei colleghi
hanno già illustrato alcuni temi che riguardano la grande
situazione di sofferenza dei comuni.
E' stato ricordato, oggi in Aula, come non sono ancora arrivati,
nelle casse dei comuni siciliani, i 115 milioni di euro relativi al
Fondo per investimenti, i 267 milioni di euro relativi al Fondo
perequativo nonostante l'accordo con lo Stato sia stato siglato ai
primi di dicembre.
E' una situazione di sofferenza che riguarda non soltanto la
situazione di cassa ed il trasferimento delle risorse. Abbiamo nel
testo l'emendamento, con primo firmatario l'onorevole Cracolici,
che risolve una questione annosa, su cui insistiamo, che riguarda
il tema più generale, Presidente Di Mauro.
Insomma, le norme che approviamo in quest'Aula poi dovrebbero
attuarsi.
La norma che venne approvata lo scorso anno prevedeva questa
trattenuta delle anticipazioni, che poi non è avvenuta, da parte
dell'Assessorato all'economia.
Quindi, l'abbiamo riscritta, l'abbiamo presentata in modo più
chiaro.
Speriamo che non serva l'interpretazione, Vice Presidente Armao,
in claris non fit interpretatio
E' un danno evidente per i comuni, abbiamo appreso che, da parte
del dirigente generale, c'è stata un'interpretazione diversa.
Francamente credo che ci sono tutte le condizioni per dare un
segnale, da questo punto di vista, in una situazione veramente
difficile.
L'ultima parte del mio intervento, Presidente, la voglio dedicare
ad una questione su cui il Partito democratico ha fatto una
battaglia.
Interverrà su questo anche l'onorevole Gucciardi.
I sindaci, ogni giorno, hanno un'afflizione che è il tema del
randagismo, sono costretti a trattare detta questione, Assessore
Zambuto, senza le necessarie risorse, senza i mezzi e gli strumenti
adeguati.
Nell'ambito della Regione certamente le aziende territoriali
sanitarie, avendo i veterinari, disponibilità economiche nettamente
superiori a quelle dei comuni sono e sarebbero in grado di
affrontare meglio il tema.
Per questo abbiamo proposto un emendamento che chiediamo venga
messo in discussione con cui trasferiamo le competenze relative al
randagismo dai comuni alle ASP.
Sarebbe una boccato d'ossigeno non solo per i comuni ma sarebbe
una boccata d'ossigeno per tutto il sistema, per i cittadini, per
gli ambientalisti, per gli animalisti e per ognuno di noi.
C'è stato un dibattito accorato l'altro ieri, in quest'Aula, nei
confronti degli animali di affezione.
Trasferire queste competenze all'Aspa che - ripeto - hanno i
veterinari in pianta organica, hanno disponibilità per assumere e
dotarsi di rifugi e di strutture qualificate.
Io credo che sia un atto che in questo momento riavvicinerebbe il
Palazzo con i cittadini e verrebbe apprezzato da un mondo che
spesso l'Assemblea, negli ultimi anni, ha trascurato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi, e poi,
per ultimo, l'onorevole Sunseri, e abbiamo chiuso le iscrizioni a
parlare sull'articolo 36. Prego, onorevole Gucciardi.
GUCCIARDI. Signor Presidente, è sin dai ragionamenti in
Commissione Bilancio che si sta provando, si stava provando ad
intervenire sulle esigenze degli enti di prossimità per eccellenza,
dei Comuni.
La scorsa legge di stabilità dello scorso anno, del 2020,
interveniva in maniera corposa con il fondo di perequazione,
rispetto al quale, assessore Zambuto, i Comuni sono ancora in
attesa. Quella famosa finanziaria di guerra è rimasta
assolutamente lettera morta. Di più, quella finanziaria di
guerra , proprio per le aspettative che sono state, come dire,
costruite rispetto ai sindaci, gli amministratori e i Comuni, ha
creato dei disastri ulteriori anche nei bilanci dei Comuni.
In Commissione Bilancio più volte, Presidente Savona, abbiamo
trattato di questo tema, perché sappiamo perfettamente che in un
momento drammatico come questo, aggravato da una pandemia che
tuttora è fonte di grandissima preoccupazione, o la prima fonte di
preoccupazione davvero, anche per le ricadute economico-finanziarie
e sociali che sta determinando.
Nonostante questo però, tuttavia, questa legge di stabilità,
assessore Armao, mi dispiace sottolinearlo, siamo alle battute
mediane, non dico conclusive perché chissà quando si potrà
concludere questo percorso, nonostante tutto questo, vi assicuro
che per chi come tanti di noi o tutti noi, vive i territori, le
città, le sofferenze dei contesti sociali, si rende conto che i
cittadini, i sindaci, gli amministratori, sentono tutto quello che
sta accadendo da settimane all'interno di Palazzo dei Normanni,
dell'Assemblea regionale siciliana, lo sentono distante e, nella
maggior parte dei casi, Presidente Di Mauro, assolutamente inutile
Ritengono che questa legge di stabilità, i sindaci delle nostre
città e i cittadini, sentono questa legge di stabilità come una
sorta di superfetazione che deve semplicemente adempiere ad un
obbligo statutario, quello di dotare la Regione di un bilancio e
comunque, se è il caso, di una legge di stabilità.
Ma nessuno dei temi e dei problemi che sono stati posti e che ci
trasciniamo dallo scorso esercizio finanziario, nessuno di questi
problemi è stato affrontato, men che meno risolto, e neppure i
problemi che la legge di stabilità dell'anno scorso ha creato, con
buchi di bilancio non soltanto nei grandi Comuni e nelle aree
Metropolitane ma anche nei piccoli Comuni, è stato risolto, e con
questo non sono stati risolti ovviamente i problemi che quei fondi,
quel fondo perequativo avrebbe dovuto consentire ai Comuni di
risolvere.
Per cui, ne approfittiamo per parlare di questo tema che è stato
assolutamente trascurato e quindi, al netto delle cose che sono
state dette e che condivido, dai miei colleghi di gruppo, ci
rendiamo conto come, per esempio, Presidente, l'anno scorso in
pompa magna è stato fissato un finanziamento della legge di
stabilità per i Comuni in zona rossa, i primi Comuni in zona rossa:
Agira, Troina, Villafrati, Salemi, eccetera. Quei fondi rimangono
lettera morta, ma qualcuno dovrebbe avere, Assessore Zambuto, il
coraggio di dirlo ai sindaci che quella legge di stabilità, che è
una legge dell'ordinamento giuridico regionale, rimane inattuata
anche per questi, come dire, segnali, che in un momento drammatico,
nello scorso anno, nel 2020, hanno segnato un po' la linea di
demarcazione anche delle modalità per affrontare la pandemia nei
Comuni che avevano una situazione particolarmente difficile.
Lo stesso discorso per il trasporto degli alunni. L'onorevole Lupo
ha ricordato che è già stata approvata una norma che riguarda il
trasporto degli alunni, ma il trasporto alunni è una norma che
riguarda anche e soprattutto la garanzia di un diritto
costituzionalmente tutelato il diritto allo studio, rispetto a
questo non c'è nulla proposto dal Governo ma c'è un emendamento
proposto da chi vi parla, per esempio, e sostenuto
dall'opposizione, ma comunque votato in Commissione Bilancio, che
aggiunge un milione rispetto, però, agli studenti, ai cittadini,
quindi, che si trovano in grave situazione di disagio economico-
sociale esattamente utilizzando la dizione che la legge sul diritto
allo studio che ha approvato quest'Assemblea sta trattando.
Ultimo, ma non ultimo in termini di importanza, è il problema del
randagismo che ha anticipato l'onorevole Barbagallo. Su questo sono
stati presentati emendamenti in Commissione Bilancio. C'è la
sensibilità anche, come dire, del Presidente Di Mauro con cui
abbiamo affrontato privatamente, congiuntamente questo tema. E' un
problema gravissimo che in un momento drammatico come questo,
credo, sarebbe un segnale preciso a prescindere da quello che sarà
il percorso della legge organica sul randagismo per cui il
Presidente Miccichè e il Presidente Musumeci si sono impegnati,
come dire, a trovare una soluzione definitiva cioè ad approvare
quel a mandare in discussione, ovviamente, più che ad approvare, a
mandare in discussione e quindi trasformare in legge, secondo
quella che sarà la volontà dell'Assemblea regionale siciliana la
legge che è stata tirata fuori dalla Commissione speciale sul
randagismo.
Ma ci sono due interventi, in particolare, che potrebbero
risolvere immediatamente la tematica che affligge pesantemente ed i
comuni - ho finito, signor Presidente -, stiamo parlando del
randagismo, trasferendo le competenze - e c'è già un nostro
emendamento - trasferendo le competenze alle aziende sanitarie, ai
servizi veterinari delle aziende sanitarie che, senza particolare
aggravio di spesa, perché parliamo, come dire, di problematiche che
sono più tecniche. E gli esami per il trasporto, e tutto quello che
vogliamo noi, potrebbe, come dire, dare un respiro di sollievo ai
sindaci che si trovano tutt'ora a combattere con il problema del
randagismo senza avere una soluzione perché è una grande ipocrisia
quella che vuole che i comuni possano essere in grado di risolvere
da soli il problema del randagismo.
Infatti, il randagismo è diventato il problema dei problemi con
gravi drammi. E, accanto a questo c'è un ulteriore emendamento che
risolverebbe - lo dico ai colleghi perché è un tema delicatissimo -
il problema dei randagi, degli animali randagi, non sto parlando
soltanto ovviamente dei cani, vittime di incidenti di qualunque
natura. Tutti noi ogni giorno, come dire, siamo stati costretti ad
assistere ad animali con gambe spezzate, con ferite gravi perché
investiti, ma sono temi che riguardano la sensibilità dei
cittadini, checché nei pensi chiunque e che potrebbe essere risolto
con questo emendamento che prevede in maniera semplice, concordato
peraltro con le autorità sanitarie veterinarie delle aziende
sanitarie, che prevede, a seconda dei distretti, a seconda della
dimensione, un'unità di soccorso che riguarda praticamente la
clinica del cane - signor Presidente, semplicissimo - che ha
bisogno del carrettino oppure deve essere abbattuto.
Credo che questo sia un segnale di civiltà che noi con pochissimo,
con pochissimo e senza oneri, potremmo risolvere approvando due
norme che poi andranno ad essere inserite o eventualmente ad essere
modificate e migliorate nel disegno di legge complessivo sul
randagismo.
PRESIDENTE. Sì. Scusate onorevoli colleghi, avevamo chiuso le
iscrizioni a parlare. Credo che ci sarà un emendamento sul quale
discuteremo. Va bene, intanto c'è l'onorevole Sunseri che deve
intervenire. No, no, va bene, parlerà. Va bene. In questo momento
non c'è nessun emendamento.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo stanno
preparando e presentando, quindi Era tra gli aggiuntivi.
PRESIDENTE. Onorevole, dico, lo leggiamo, vediamo e poi fa il suo
intervento.
CALDERONE. No, siccome l'ho anticipato, io intendo dire qualcosa
su quanto affermato dall'onorevole Barbagallo e anche
dall'onorevole Gucciardi.
Noi abbiamo scritto una legge e da due anni ci lavoriamo anche in
maniera unanime con l'ausilio dei vostri deputati in Commissione,
cioè l'onorevole Arancio, che è una legge veramente di riforma.
Se in questo momento in attesa della legge andiamo a traferire, io
non entro nel merito perché credo non sia neanche opportuno e
necessario se è conveniente attribuire la competenza ai comuni come
è anziché alle ASP. C'è una legge in divenire, in fieri, che da qui
a qualche momento, il Presidente Musumeci ci ha dato ampie
garanzie, verrà portata in Aula e sicuramente votata all'unanimità
perché tutti l'abbiamo voluta, anche con tante sedute di
associazioni animalistiche e quant'altro.
Se si tratta per gli emendamenti e prevede anche quello che
l'onorevole Gucciardi, se mi ascolta, gli interventi, le
argomentazioni certamente condivisibili che lei ha evidenziato sono
già inserite nella legge. Quindi se si tratta soltanto di
finanziare e di dare qualche euro ai comuni per aiutarli in questa
lotta contro il randagismo, certamente il mio Gruppo parlamentare
lo ha già anticipato, c'è un emendamento primo firmatario
l'onorevole Caputo per costruire i canili, secondo firmatario io,
siamo tutti d'accordo. Ma se con emendamenti andiamo a stravolgere
la ratio legis e l'impalcatura di tutto l'apparato normativo della
legge sul randagismo, certamente credo non sia opportuno. Quindi,
ben venga un emendamento che aiuta i comuni, da un punto di vista
finanziario ovviamente, nella lotta al randagismo, ma altri
emendamenti così come annunciati, signor Presidente Di Mauro, credo
che siano in questo momento non convenienti.
Ecco, dico solo questo. Per dovere di chiarezza credo che sia
stato opportuno questo mio intervento.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi l'onorevole Cafeo.
SUNSERI. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, guardi
signor Presidente io credo che alla Sicilia sicuramente i problemi
non mancano, ma abbiamo un problema serio con i comuni. Abbiamo un
problema serio con i bilanci dei comuni.
E devo dire che purtroppo tutte le azioni messe in campo dal
Governo e dall'Assemblea sono andate assolutamente vane e non si
sono realizzate.
A cosa faccio riferimento?
Nella scorsa finanziaria, signor Presidente, lei ricorderà
benissimo che questa Assemblea ha stanziato 300 milioni di euro per
i comuni siciliani, il famosissimo fondo perequativo, poi
successivamente ridotto dalle riserve a 263 milioni circa. Questi
263 milioni di euro ad oggi non sono stati trasferiti, ma decretati
il 31 dicembre dello scorso anno, nemmeno un solo centesimo ai
comuni di questa Regione. E gli impegni che erano stati presi dalla
Regione e dai comuni nei confronti di chi doveva non pagare la
TARI, non pagare tutte le tasse comunali, sono stati completamente
disattesi.
Noi oggi abbiamo cittadini che reclamano, giustamente, questo
fondo che abbiamo deliberato, abbiamo legiferato, vi ricordo, a
maggio dello scorso anno e ad oggi, purtroppo, non hanno visto
nemmeno un centesimo.
Se a questo aggiungiamo che per la prima volta avevamo spostato i
fondi per investimento, 115 milioni di euro, a fondi extraregionali
e che questi 115 milioni di euro ancora oggi, i cosiddetti fondi
per investimenti, sono arrivati nelle casse dei comuni perché è
stata chiesta una rendicontazione, e voi sapete benissimo che sui
fondi per investimenti non si pagano investimenti, purtroppo, e
abbiamo reso difficile, se non impossibile, ai ragionieri di ogni
comune rendicontare queste somme, abbiamo fatto un duplice danno ai
comuni siciliani.
Se a tutto questo aggiungiamo che il trasferimento ogni anno,
anche in questa finanziaria, viene depredato dalle riserve dei
deputati che appongono con legge ulteriori riserve a un già esiguo
fondo, otteniamo che quello che trasferiamo effettivamente dalla
Regione nei confronti dei comuni non è bastevole per far chiudere i
bilanci ai nostri comuni.
E quando non chiudono i bilanci i nostri comuni, ricordatevi che
tagliamo i servizi essenziali ai cittadini siciliani.
Allora dovrebbe essere buon senso, dovrebbe essere un agire
corretto di questa Assemblea evitare le riserve. Quest'anno, signor
Presidente, avremmo dovuto semplicemente fare una norma: cancellare
tutte le riserve per il 2021. Perché anche quei 50, 100 mila euro
in più al singolo Comune avrebbero certamente fatto comodo.
E invece continuiamo ad avere delle riserve alcune, per carità, di
buon senso generale e astratte ma altre certamente non così. Faccio
riferimento Borgo dei borghi, Borgo più bello, bandiera blu,
bandiera gialla, bandiera verde, che probabilmente non sono quello
di cui in questo momento ha bisogno la Regione, né tantomeno i
Comuni siciliani.
Secondo me, a mio avviso, poi dopo tratteremo l'articolo che
riguarda le riserve ai Comuni sarebbe buona cosa se questo Governo
avesse presentato; vi ricordo che l'Assessore Grasso nella prima
finanziaria del 2017-2018 la portò questa norma in cui si diceva
basta con le riserve, almeno per quest'anno diamo un po' di respiro
ai Comuni siciliani e poi il prossimo anno ne discutiamo. Il
problema è che poi si arriva qua in Aula e ogni deputato ovviamente
prova a portare a casa il piccolo risultato che dà qualcosa in più.
Non facendo un discorso generale e non aiutando i sindaci e i
Comuni siciliani.
Intanto la domanda principale è: che fine ha fatto il Fondo
perequativo di 300 milioni, che fine hanno fatto i fondi per
investimenti dello scorso anno per 115 milioni, che fine hanno
fatto i 40 milioni dei 300 che ad oggi non se ne sa assolutamente
nulla? Mentre del Fondo perequativo comunque entro il 31 dicembre
si sa qualcosa, dei 40 milioni di euro non ne sa assolutamente
nulla nessuno. E oltre tutto, perché non utilizzare quelle somme
dei POC che lo scorso anno non sono state utilizzate - faccio
riferimento ai 100 milioni degli aiuti alle famiglie e ai 70
milioni di quei 100 milioni dei buoni spesa tanto raccontati alla
stampa dal Presidente Musumeci poi trasformati in appena 30 milioni
con enormi difficoltà nelle rendicontazioni - perché non utilizzare
quelle somme per dare un ulteriore sostegno e aiuto ai Comuni,
soprattutto in quest'anno di grande difficoltà dove i cittadini
siciliani hanno enormi difficoltà a pagare le tasse comunali.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cafeo che conclude,
al di là di quelle che possono essere ulteriori esigenze di
intervento per cominciare a disaminare l'articolato. E vi prego,
quando le iscrizioni sono chiuse, non insistete a intervenire
ulteriormente. Prego, Onorevole Cafeo.
CAFEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io spero che
l'assessore Armao prima di iniziare a discutere dell'articolato in
qualche modo ci dia qualche delucidazione. Oltre alle tante
osservazioni fatte dai colleghi, anche sui fondi che non ci sono,
io volevo rivolgermi all'assessore Armao e porre una domanda.
Perché ritengo che, comunque, l'Assessorato dell'economia, oltre al
fatto del prestigio dell'assessore Armao, in qualche modo
rappresenta la sintesi di una idea di un Governo. Un Governo dove
sicuramente - anche se qualche volta io l'ho detto, però io sono
opposizione - la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra,
e viceversa, cioè diventa la sintesi di una azione amministrativa.
In questo momento c'è una riunione, come diceva anche il mio
collega Lo Giudice, fra tutti i Sindaci che si trovano in
difficoltà per la mancanza di discariche dove portar ei propri
rifiuti e c'è una riunione in cui stanno partecipando giustamente
il neo Assessore all'energia e ai rifiuti e il Presidente Musumeci.
La domanda che io faccio al Governo tramite, porgendola al Vice
Presidente, all'Assessore Armao, tenuto conto che questa è la
quarta finanziaria e che da 4 anni c'è un Commissario per i rifiuti
e quindi si potevano mettere in campo tante di quelle iniziative
che io mi chiedo come mai non si chiedono a chi avvantaggia il
fatto di non porre in essere nessuna strategia e di avere un mare
di pratiche bloccate. Ma la domanda che faccio io è siccome si
evince da questa riunione che tutti i Comuni dovranno portare
all'estero i rifiuti per mancanza di discariche, non sarebbe il
caso che questo Governo, in quanto è da 4 anni che doveva mettere
in campo la legge sui rifiuti, l'impiantistica, una strategia, come
si fa in una riunione, dopo 4 anni, a parlare oggi, che si deve
fare il termovalorizzatore? Oggi, dopo 4 anni e che, nel frattempo,
i comuni dovrebbero pagare, dove li prendono i soldi per mandare i
rifiuti all'estero? Non le sembra un'opera di buon senso che questo
Governo, considerando la responsabilità che ha nella gestione dei
rifiuti e nel fare programmazione, possa assumersi l'onere di non
scaricare sui comuni i costi aggiuntivi per i rifiuti?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sia passa all'articolo 36, che è
un articolo secco, che prevede trasferimenti ai comuni in ordine
agli investimenti, ai servizi e risorse alle province. Inviterei,
pertanto, i colleghi, i colleghi che hanno presentato emendamenti
soppressivi all'articolo ed ai commi di ritirarli. Se non ci sono
osservazioni, così resta stabilito.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 36.13, che prevede un incremento dei trasferimenti
alle province è dichiarato inammissibile.
Si passa all'emendamento 36.14, sul quale occorre una copertura
del Governo, ma non mi pare che ci siano le condizioni per
incrementare 2 milioni di euro, quindi c'è il parere negativo della
Commissione e del Governo
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Manca la copertura finanziaria, onorevole Cracolici.
L'emendamento, così come è formulato, è inammissibile.
Si passa all'emendamento 36.15, che è l'emendamento che lei ha
avuto modo di illustrare nel suo intervento e determina una minore
entrata. Vorrei sapere cosa nel pensa il Governo, perché altrimenti
è inammissibile, onorevole Cracolici.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Sì, Sì. Come dice? E' una norma che vale 45 milioni e
non è possibile pensare che così, d'emblée, in una finanziaria
simile, noi possiamo trovare
Onorevole Di Paola, non è un problema, siamo tutti d'accordo.
Mancano le risorse.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, solo una precisazione per quanto
riguarda le coperture.
Colleghi, signor Presidente, noi abbiamo, qualche giorno fa,
bocciato un articolo, anzi la copertura di un articolo, mi
riferisco all'articolo 8, dove, tra le coperture, c'era un capitolo
che era il capitolo delle spese che riguardano l'hardware, che
aveva utilizzato il Governo regionale.
Se il Governo regionale l'ha utilizzato quel capitolo, come
copertura all'articolo 8, vuol dire che in quel capitolo ci sono i
fondi. Dico, quindi, noi possiamo fare un subemendamento
all'emendamento e cambiare il capitolo. Il Governo, quindi,
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, è un emendamento che vale 45
milioni e non ci sono. Non ci sono le risorse.
DI PAOLA. No, no, io voglio una risposta da parte del Governo. Se
il Governo lo dichiara, se il Governo dà parere contrario, l'Aula
valuterà il parere contrario del Governo.
Noi, però, il capitolo lo possiamo benissimo cambiare, quindi, non
è un discorso di problemi di copertura.
PRESIDENTE. No, per la verità capitolo non ce n'è.
DI PAOLA. No. Se vuole le do pure il numero del capitolo.
All'articolo 8, all'articolo 8 noi abbiamo bocciato le coperture
dell'articolo 8.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, per come è formulato,
l'emendamento non è nemmeno ammissibile.
DI PAOLA. Signor Presidente, infatti, io ho proposto un
subemendamento.
PRESIDENTE. Lei propone, lei propone, questo è inammissibile.
Ha facoltà di parlare l'assessore Armao.
ARMAO, assessore per l'economia. Io mi chiedo di quale ordinamento
contabile parli l'onorevole Di Paola, probabilmente, uno tutto suo,
per quello lei non ha idea di cosa si sta parlando, perché, le
previsioni, le coperture il Governo le può dare e le dà a tutte le
iniziative che possono accedere a copertura.
Questa non può accedere a copertura perché determina una minore
entrata di 45 milioni. Quel capitolo è tutto preso sino a 200 mila
euro, quel capitolo dell'informatica perché è tutto prenotato per
impegni di spesa. Non è, quindi, assolutamente utilizzabile.
Siccome, ieri, è stato bocciato un articolo che prevedeva 4
milioni di minori entrate, da questo momento in poi, anzi, da ieri
in poi, il Governo darà parere negativo a tutte le maggiori spese,
sino a quando non si conseguono i 4 milioni di euro di minore
entrata che erano previsti dalla norma, che è stata legittimamente
bocciata dal Parlamento, perché ne ha le prerogative ma, mancano 4
milioni nelle entrate, quindi non si potrà dare copertura a nulla
fino a quando non si raggiungono i quattro milioni.
PRESIDENTE. L'emendamento 36.15 è inammissibile.
Si passa all'esame dell'emendamento 36.16. C'è una riscrittura che
è stata distribuita.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
l'emendamento 36.16 indica spese assolutamente necessarie per
l'assistenza socio-sanitaria.
PRESIDENTE. C'è una riscrittura, onorevole Lupo.
LUPO. Sì, è a questo che mi riferisco, mi pare che la riscrittura
per il 2022 - 2023 prevede una spesa di un milione e cinquantamila
euro cui si provvede a valere sull'autorizzazione di spesa di cui
al comma 3, ma al comma 3 non sono investimenti? Chiedo di fare
questa verifica.
PRESIDENTE. Sì
LUPO. È una spesa che può essere finanziata a carico del Fondo per
gli investimenti?
PRESIDENTE. Mi pare corretto, lo sospendiamo un momentino.
Si passa all'emendamento 36.17. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento a firma degli onorevoli
Gucciardi, Barbagallo, Lupo, Arancio, Catanzaro, Cracolici,
Dipasquale. Sono sorte delle considerazioni di carattere diverso,
io aspetterei a rinviarli al pomeriggio quando arriva l'assessore
alla Sanità per discutere su questo argomento, per comprendere qual
è il parere dell'assessore competente.
Si passa all'esame dell'articolo 37. Ne do lettura:
«Articolo 37.
Disposizioni in materia di associazionismo comunale
1. A sostegno ed incentivo delle unioni di comuni previste
dall'articolo 32 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e
successive modificazioni è autorizzata la spesa di 679.535,19 euro,
quale compartecipazione regionale ai contributi statali per gli
esercizi finanziari 2021, 2022 e 2023, cui si fa fronte a valere
sui trasferimenti regionali di parte corrente per gli anni 2021,
2022 e 2023 (Missione 18, Programma 1, Capitolo 540410) di cui al
comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5
e successive modificazioni. I contributi sono concessi in relazione
all'effettivo esercizio associato di funzioni da parte dell'unione
a seguito della delega esclusiva delle medesime da parte di tutti i
comuni aderenti.
2. I contributi regionali e nazionali a sostegno e incentivo delle
unioni di comuni di cui al comma 1 sono destinati anche alla
costituzione di nuove unioni o alla stipula di convenzioni per la
gestione associata tra comuni.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per le autonomie locali e
la funzione pubblica, previo parere della Conferenza Regione -
autonomie locali, sono definiti criteri e modalità per l'erogazione
dei contributi .
Allora ricapitoliamo: sull'articolo 36 abbiamo in sospeso
l'emendamento relativo al trasferimento delle Asp etc., e questo
emendamento 36.16.R.
Gli emendamenti soppressivi all'articolo 37 sono tutti ritirati.
Anche l'emendamento 37.13 è ritirato.
Si passa all'emendamento 37.14. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 37 così come emendato con il parere
favorevole della Commissione e del Governo. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'articolo 36 per chiarire questo emendamento 36.16.
Assessore Armao, vuole chiarirlo? Chi lo chiarisce questo
emendamento?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo chiarito che l'emendamento
36.16 chiarisce sostanzialmente la portata della norma che riguarda
l'estensione per gli anni 2022 - 2023 dei famosi doposcuolisti ,
il comma 3 nel presentare i 101 milioni di copertura finanziaria è
spesa corrente non in conto capitale.
Con il Presidente Lupo ne abbiamo anche parlato, quindi, hanno
fatto bene gli Uffici a rivedere l'emendamento 36.16.R perché si
specifica meglio la copertura finanziaria e la finalizzazione
dell'intervento normativo.
PRESIDENTE. Va bene, grazie. Pongo in votazione l'emendamento
36.16.R. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Resta in sospeso l'emendamento presentato, più tardi verrà
l'assessore per la Salute che ci darà il suo parere.
Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:
«Articolo 41.
Fondo di rotazione in favore dei comuni per gli
interventi di demolizione
1. È istituito il Fondo regionale di rotazione per le spese di
demolizione, con una dotazione iniziale di 500 migliaia di euro,
per concedere ai comuni anticipazioni senza interessi sui costi
relativi agli interventi di demolizione delle opere abusive e di
ripristino dello stato dei luoghi. Le anticipazioni sono rimborsate
al Fondo medesimo utilizzando le somme ricevute dai responsabili
degli abusi ovvero le somme riscosse coattivamente.
2. Qualora le somme anticipate non siano rimborsate entro cinque
anni, la Regione, al fine di reintegrare il Fondo di rotazione,
provvede alla relativa compensazione a valere sui trasferimenti
regionali ai comuni inadempienti.
3. Il Fondo di rotazione è considerato un'anticipazione a sostegno
degli enti locali ed è alimentato attraverso lo stanziamento di
risorse regionali e mediante il rientro delle somme degli enti che
ne hanno beneficiato.
4. La Regione provvede alla gestione del Fondo e stabilisce i
criteri di riparto tra i comuni delle risorse del Fondo e le
modalità di conferimento delle stesse.
5. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2021, la spesa di 500 migliaia di euro
(Missione 9, Programma 2)».
Gli emendamenti soppressivi e i commi soppressivi sono tutti
ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 41.19.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, la questione relativa all'articolo
41 è una questione che abbiamo posto noi sin dalla trattazione
della legge sul governo del territorio. Eravamo rimasti
particolarmente sorpresi dalla circostanza che non c'era un
articolo all'interno del testo che prevedeva una specifica
regolamentazione degli interventi di demolizione.
Io, assessore Cordaro ci riprovo ancora una volta, è la quinta o
la sesta volta che lo diciamo in questa Legislatura, e non vorrei
sentirmi dire che ci sono in corso provvedimenti esecutivi,
iniziative degli organi giudiziari, perché comunque, come lei sa,
di fronte ad atti illegittimi, a provvedimenti oggetto di misure
repressive, a provvedimenti oggetto di misure, di provvedimenti
amministrativi che prevedono espressamente la demolizione se si
prevede un fondo, è giusto che ci sia una regola trasparente di
accesso al fondo.
Quindi vorremmo sapere: A) quali sono i criteri e come demoliamo
questi edifici. Sono, come dire, regole di normale amministrazione.
Iniziamo dagli edifici che si ritrovano ad esempio nelle zone
vincolate, nelle zone oggetto di inedificabilità assoluta, nelle
zone costiere. Ci deve essere un criterio da dove iniziamo. Il
criterio di chi è che è l'ordine progressivo, insomma ci sembrano
ragionamenti non indifferenti.
Siccome questa è un'Aula che ha un certo spessore, ci sono
sindaci, amministratori, avvocati, è chiaro che non possiamo
fuggire da una individuazione chiara e netta della priorità di
questo tipo di interventi. E come ho già detto in altri articoli
una volta che individuiamo i criteri va fatta una graduatoria
perché è chiaro che 500 mila Euro possono bastare anche per una
sola demolizione e delle altre 500-1.000-2.000-10.000 cosa ne
facciamo? E' giusto fare un lavoro di censimento di quelli che sono
gli abusi e gli obbrobri in Sicilia e capire, come dire, quant'è la
somma necessaria, quante sono le risorse necessarie per intervenire
e risolvere definitivamente un problema che francamente imbarazza
la Regione siciliana.
PRESIDENTE. Il Governo mi sta chiedendo di accantonare questo
articolo per un approfondimento. Credo che problemi non ne sorgono
sull'accantonamento in maniera tale che il pomeriggio lo possiamo
riprendere. Siamo d'accordo.
Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:
«Articolo 44.
Rendicontazione dei contributi straordinari erogati agli
Enti locali
1. Dopo il comma 11 dell'articolo 6 della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9 e successive modificazioni è aggiunto il seguente comma:
11 bis. Gli enti locali sono obbligati a rendicontare, nei modi
ed entro i termini previsti dall'articolo 158 del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, anche la quota parte dei
contributi straordinari erogati dalla Regione a titolo di
anticipazione. L'inosservanza del presente comma comporta l'obbligo
di restituzione delle somme erogate».
Ci sono solo emendamenti soppressivi, quindi passiamo direttamente
all'approvazione dell'articolo 44, con il parere favorevole della
Commissione e del Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 45. Ne do lettura:
«Articolo 45.
Personale in sovrannumero comuni in dissesto
1. All'articolo 4 della legge regionale 6 agosto 2019, n. 15 e
successive modificazioni le parole 2011-2020 sono sostituite
dalle parole 2014-2023 .
2. Agli oneri di cui al presente articolo si provvede a valere
sulle risorse di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modificazioni».
Ci sono solo emendamenti soppressivi, quindi passiamo direttamente
all'approvazione dell'articolo 45, con il parere favorevole della
Commissione e del Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 54. Ne do lettura:
«Articolo 54.
Trasferimento risorse Fondo di cui all'articolo 41
della legge regionale 18 febbraio 1986, n. 3
1. A decorrere dall'esercizio finanziario 2021, le risorse
trasferite al bilancio della Regione ai sensi dei commi 1 e 2
dell'articolo 2 del decreto legislativo 10 dicembre 2020, n. 184
confluiscono nel Fondo di cui all'articolo 41 della legge regionale
18 febbraio 1986, n. 3, la cui gestione è assegnata alla Cassa
regionale per il credito alle imprese artigiane siciliane, previa
stipula di apposita convenzione in cui è determinato l'eventuale
compenso da attribuire alla CRIAS da porre a carico del Fondo
medesimo, per un importo non eccedente quello stabilito a livello
nazionale.
2. L'Assessore regionale per le attività produttive, di concerto
con l'Assessore regionale per l'economia, stabilisce con decreto le
modalità per il trasferimento del Fondo di cui al comma 1 e per la
concessione delle agevolazioni, delle destinazioni e le spese
ammissibili ai beneficiari, nell'ambito degli aiuti previsti
all'articolo 55 della legge regionale n. 32/2000. Le agevolazioni
sono concesse entro i limiti previsti dal Regolamento della
Commissione (CE) 18 dicembre 2013, n. 1407/2013/UE, relativo
all'applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea agli aiuti de minimis».
Ci sono solo emendamenti soppressivi, quindi passiamo direttamente
all'approvazione dell'articolo 54, con il parere favorevole della
Commissione e del Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 39.
Lo pongo in votazione, con il parere favorevole del Governo e
della Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Torniamo all'articolo 49. Ci sono quattro emendamenti soppressivi
dell'articolo. Se sono ritirati passiamo all'esame dell'emendamento
49.5, a firma Di Caro, Di Paola, De Luca, Cappello.
E' confermato. Bene.
Onorevole Di Paola, vuole illustrare l'emendamento? Prego.
DI PAOLA. Signor Presidente, è semplice come emendamento.
Aggiungiamo le forze armate, aeronautica. Lo abbiamo fatto anche
l'anno scorso. Penso che per un refuso.
PRESIDENTE. Ci vuole la copertura, onorevole Di Paola.
DI PAOLA. E' all'interno.
PRESIDENTE. E' all'interno di che cosa? Ci vuole la copertura
finanziaria. Qua c'è l'assessore. C'è la copertura finanziaria?
DI PAOLA. Si, all'interno del fondo del trasporto pubblico locale.
PRESIDENTE. Scusi un attimo. Assessore Falcone e assessore Armao,
c'è la copertura finanziaria?
FALCONE, assessore per le infrastrutture, la mobilità e i
trasporti. Signor Presidente, c'è la copertura finanziaria perché è
all'interno del trasporto pubblico locale. Così come l'anno scorso,
anche quest'anno stiamo prorogando una misura utilissima per le
forze dell'ordine e le forze armate come dice il collega.
PRESIDENTE. Assessore Armao, lei è pure d'accordo?
ARMAO, assessore per l'economia. E' nell'ambito del fondo per il
trasporto pubblico locale.
PRESIDENTE. Va bene, noi aumentiamo il numero delle persone che
sono beneficiarie.
(Intervento fuori microfono)
No, nessuna discriminazione. Mi rendo conto che è un numero in più
che si aggiunge che viaggerà, che percorrerà con gli autobus a
titolo gratuito. Comunque il Governo dice che va bene e per me non
ci sono problemi.
Pongo in votazione l'emendamento 49.5, con il parere favorevole
della Commissione e del Governo. Chi è favorevole resti seduto, chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 49 così come emendato, con il parere
favorevole del Governo e della Commissione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 48. Ne do lettura:
Articolo 48
Misure di sostegno alle cooperative dei tassisti
1. Al fine di sostenere l'attività di pubblica utilità esercitata
dalle cooperative dei tassisti con servizio radiotaxi, è
autorizzata la spesa di 700 migliaia di euro per il triennio 2021-
2023 a valere sulle disponibilità della Missione 10, Programma 2,
capitolo 476521).
2. Il dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità
e dei trasporti provvederà ad erogare alle cooperative di cui al
comma 1 l'intervento economico da determinarsi nella misura e con
le modalità previste da decreto dell'Assessore regionale per le
infrastrutture e la mobilità di concerto con l'Assessore regionale
per l'economia. .
Gli emendamenti soppressivi ai commi sono ritirati.
Si passa all'emendamento 48.10, che comporta maggiori oneri ed è
quindi inammissibile.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Comporta maggiori oneri, è ritirato. Comunque prego,
onorevole Ciancio, intervenga.
CIANCIO. No, Presidente, le chiedevo semplicemente di aspettare un
attimo il collega che si era allontanato e magari voleva illustrare
il suo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Zito, deve intervenire? L'emendamento è
stato dichiarato inammissibile perché non ha copertura finanziaria.
Lei vuole intervenire, prego.
ZITO. Sì, più che altro è un tema importante. Allora, parliamo di
questioni piuttosto vecchie, l'assessore già lo sa, erano dei
contributi che la Regione dava ai tassisti per la manutenzione dei
mezzi.
Questa legge, poi, è stata soppressa a maggio del 2015, ma ci sono
ancora soldi che dobbiamo dare a questi tassisti per gli anni 2006,
2008, 2009, comunque fino a maggio del 2015.
Siccome ci sono anche dei contenziosi qui, assessore, onde evitare
quindi ricorsi, condanne bisognerebbe trovare una soluzione per
questi tassisti anche perché questi soldi potrebbero essere anche
una boccata di ossigeno in questo periodo particolarmente di crisi.
Solo per questo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, indubbiamente la
categoria dei tassisti ha particolarmente sofferto in questo
periodo di emergenza Covid anche per il calo del flusso turistico e
credo che sia assolutamente corretto l'Assemblea regionale si
faccia carico di offrire loro un sostegno anche in vista della
ripresa che ci auguriamo possa arrivare quanto prima. Chiedo anche
all'Assessore Falcone e ovviamente all'Assessore all'Economia di
farsi carico di una serie di altre categorie che stanno soffrendo
questa crisi che riguarda il trasporto pubblico locale in generale,
in particolare il settore legato alle attività turistiche perché
anche loro, a mio avviso, hanno diritto di avere un ristoro e un
aiuto che credo, possa venire in particolare dai fondi trasferiti
dallo Stato proprio per l'emergenza Covid. Quindi sono decisioni
che ovviamente il Governo potrà adottare in via amministrativa se
l'Assessore ritiene di volere informare l'Aula.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone.
FALCONE, assessore per le Infrastrutture e la Mobilità. Signor
Presidente, io rispondo al Presidente Lupo in maniera molto chiara.
Intanto, per rassicurare l'Aula, questo articolo riguarda i
tassisti, ma non tutti, riguarda i radio taxi cioè coloro che
vengono chiamati a mezzanotte, alle due di notte, alle tre di notte
e hanno il dovere, l'obbligo di presentarsi alla chiamata e di
accompagnare la persona. Quindi fanno, esercitano, eserciscono
un'attività di trasporto pubblico locale.
Dopo di che, per quello che ha detto l'onorevole Zito, noi
possiamo, stiamo valutando in effetti a quanto ammontano in maniera
puntuale i contenziosi ed eventualmente questa somma la facciamo
rientrare in quel capitolo di spesa fondo contenziosi', perché da
quel fondo noi non dimentichiamo abbiamo un capitolo di 90 milioni
di euro. Da quel fondo poi eventualmente se ci rendiamo conto che
la Regione è soccombente, stiamo facendo una verifica così come io
dissi in Commissione che procederemo.
Dopo di che invece al Presidente Lupo voglio dire che in effetti
quest'anno ma l'ha detto il Presidente Musumeci, lo abbiamo detto
sempre, noi stiamo mettendo in questa finanziaria alcun tipo di
beneficio Covid. Provvederemo in via amministrativa e per i
tassisti, per gli NCC, per i titolari di autobus scoperti daremo un
intervento anno 2021, il secondo intervento Covid. Ma stavolta anno
2021.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Armao.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, in relazione a
quanto precisato dall'onorevole Lupo, mi reme chiarire, cosa che
abbiamo già fatto nei giorni scorsi anche qui in Aula, quindi
onorevole Lupo preciso e specifico quello che abbiamo già detto,
d'intesa con il Presidente, che dopo il confronto con il Ministro
Carfagna che è avvenuto qualche giorno fa e ha acconsentito di
precisare i margini di manovra che il Governo nella
riprogrammazione della FSC si è concordato di provvedere nel più
breve tempo possibile.
Abbiamo già visto e stiamo esaminando l'ordine del giorno di tanti
capigruppo di questa Assemblea che individua molteplici categorie
destinatarie di misure di supporto a seguito del drammatico morso
della crisi. E' evidente che il Governo cercherà di farsi carico,
avuto riguardo delle risorse disponibili, della più ampia mole di
intervento possibile, ben oltre quindi quello che si può fare in
questo e in quella misura. Quindi l'idea è proprio quella di
provvedere in termini sistematici da parte del Governo e in via
amministrativa attraverso la riprogrammazione del fondo di sviluppo
economico ovviamente nel rapporto dialogico col Governo nazionale
che, come voi ben sapete, interviene sull'utilizzo di queste
risorse non in termini soltanto formali.
Quindi, il confronto col Ministero del Sud è aperto, sereno, con
la struttura che accompagna le attività di programmazione e
l'utilizzo delle risorse.
PRESIDENTE. L'emendamento 48.10 è inammissibile.
Con il parere favorevole della Commissione e del Governo, pongo in
votazione l'articolo 48 così come formulato nel testo originale.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che il Partito Democratico esprime voto favorevole.
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 13.26, è ripresa alle ore 16.08)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riprende dall'articolo 36.
L'emendamento degli onorevoli Gucciardi, Barbagallo e Lupo, si deve
votare.
Onorevole Barbagallo, mi rivolgo giusto a lei, su questo
emendamento sul randagismo, oggettivamente, abbiamo fatto un'opera
straordinaria per un anno, si è fatta un disegno di legge che che è
materialmente pronto per l'Aula, si stanno soltanto cercando le
risorse per i canili.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
PRESIDENTE. Assolutamente La portiamo in Aula nel più breve tempo
possibile, anche perché fino a prova contraria, vorrei ricordare
che il sottoscritto decise di fare la Commissione randagismo, tanto
che fui accusato dai giletti' della situazione di avere assunto
per consulente l'addestratore dei miei cani, che non ho,
ovviamente. Non ho cani, per cui non c'è questo problema.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, io sono d'accordo con la sua proposta
PRESIDENTE. Peraltro, onorevole Lupo, onorevole Barbagallo, vorrei
ricordare che, giusto ieri, il Presidente della Regione ha preso
l'impegno sul fatto e, siccome, in ogni caso dipende dall'Assemblea
portarlo velocemente in Aula e l'onorevole Siragusa e il
Vicepresidente della Commissione e l'onorevole Calderone, il
Presidente, sanno tutti quanto ci hanno lavorato.
Il problema è anche su questo, trovare le risorse. Perché noi più
volte abbiamo chiesto alla Bilancio di trovare quelle pochissime
risorse che servono e non ci sono state. Ma a questo punto c'è
l'impegno di tutti di portarlo in Aula immediatamente dopo la
Finanziaria. Prego.
LUPO. Presidente, io sono d'accordo con la sua proposta però temo
che dopo noi avremo problemi di copertura del disegno di legge. Si
potrebbe - valuti lei - istituire il capitolo, prima che chiudiamo
la manovra appostare l'importo e rinviare alla riforma per disegno
di legge. Ma se non troviamo ora le risorse
PRESIDENTE. Però questo emendamento non attiene a copertura.
LUPO. No, no, è una proposta nuova che sto facendo. La affido alla
sua valutazione.
PRESIDENTE. Questo, onestamente, mi piacerebbe se mettessimo già
la copertura su una cosa di questo genere.
LUPO. Si potrebbe istituire il capitolo, decidere che c'è un
milione, due, tre, quello che sia
PRESIDENTE. E, allora, facciamo una cosa. Intanto votiamo, perché
tanto poi per trovare la copertura ci sono mille articoli.
Noi votiamo intanto il 36, aspettiamo che arrivi l'assessore
Armao, appena arriva l'assessore Armao, la prima cosa che gli
chiederemo sarà questa.
LUPO. La nostra proposta riguardava l'utilizzo anche di fondi
della sanità. Per questo aspettavamo l'assessore Razza.
PRESIDENTE. Va bene, la sanità domani si farà, ci sono tanti
articoli sulla sanità.
Pongo in votazione l'articolo 36. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Noi abbiamo sospeso all'articolo 41, stamattina. L'Assessore è
d'accordo con l'ordine del giorno a firma dell'onorevole Zito? L'ha
ricevuto?
Onorevole Zito, glielo approverei volentieri io ma deve essere il
Governo a dirlo.
L'avevamo detto oggi, Assessore. Effettivamente, abbiamo chiesto
noi di trasformarlo in ordine del giorno.
Oggi, l'onorevole Zito aveva presentato un emendamento. Il Governo
e io abbiamo chiesto all'onorevole Zito di trasformarlo in ordine
del giorno, quindi, è approvato così. Perfetto.
(L'ordine del giorno approvato reca il numero d'ordine 452)
Andiamo avanti, quindi, l'ordine del giorno a firma dell'onorevole
Zito è approvato. Abbiamo approvato anche il 36.
Onorevole Savona, gli ASU li facciamo subito dopo, a meno che non
c'è motivo per farli prima.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Non camminiamo in
maniera scomposta perché poi ci perdiamo, perché dobbiamo vedere
quello che c'è dopo.
PRESIDENTE. Quindi, lei ritiene che bisogna votare l'articolo 46,
adesso?
Allora, io do conto al Presidente della Commissione che è quello
che ha messo a posto la Finanziaria, per cui io mi fido di lui, in
tutto questo marasma di articoli.
Lei, che mi aveva chiesto sui numeri, di andare lei è la prova
che non li scelgo a sorteggio.
Assessore e Presidente Savona, 46? ASU? Benissimo.
Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:
«Art. 46.
Norme in materia di stabilizzazione e fuoriuscita personale A.S.U.
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge, ai lavoratori inseriti nell'elenco di cui all'articolo 30,
comma l, della legge regionale 28 gennaio 2014 n. 5 e successive
modificazioni, si applicano le disposizioni di cui ai commi da 292
a 296 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2020, n. 178.
2. I soggetti di cui al comma l sono assunti dagli enti
utilizzatori a tempo indeterminato anche con contratti di lavoro a
tempo parziale, secondo i parametri contrattuali minimi previsti
dalla legge e dal CCNL di riferimento. Entro novanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge il dipartimento
regionale del lavoro dell'impiego, dell'orientamento, dei servizi e
delle attività formative, provvede all'assegnazione dei soggetti di
cui al comma 1 che svolgono attività socialmente utili in virtù di
protocolli o convenzioni.
3. I soggetti inseriti nell'elenco di cui al comma 1 possono
optare, in alternativa alla partecipazione alle attività
socialmente utili per il triennio 2021-2023, per la fuoriuscita
definitiva dal bacino di appartenenza a fronte della corresponsione
di un'indennità onnicomprensiva d'importo corrispondente a cinque
anni dell'assegno di utilizzazione in ASU. La suddetta indennità è
erogata per un periodo non superiore agli anni necessari al
raggiungimento dei requisiti di pensionabilità e per un massimo di
cinque anni, ed è corrisposta in rate annuali. Ai fini
dell'applicazione del presente comma, entro 60 giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, il dipartimento regionale
del lavoro provvede ad effettuare una ricognizione del personale
presenti nell'elenco di cui all'articolo 30, comma l, della legge
regionale n. 5/2014.
4. I soggetti che abbiano optato per la fuoriuscita dall'elenco di
cui all'articolo 30, comma 1 della legge regionale n. 5/2014 ai
sensi del comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre
2016, n. 27 e successive modificazioni, che non abbiano percepito
l'indennità all'uopo prevista, possono a domanda, entro 60 giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, richiedere di
essere riammessi nel citato elenco di cui all'articolo 30, comma 1,
della legge regionale n. 5/2014.
5. Il termine di cui al comma 2 dell'articolo 15 della legge
regionale 17/2019, come modificato dal comma 4 dell'articolo 4
della legge regionale n. 9/2020, è prorogato al 31 ottobre 2021.
6. Per le assunzioni di cui al presente articolo, a decorrere
dalla data di assunzione, è riconosciuto su base annua un
contributo per ciascun soggetto stabilizzato, parametrato
all'importo dell'assegno di utilizzazione in ASU corrisposto alla
data di assunzione, maggiorato per tenere conto del maggior costo
sostenuto per l'assunzione a tempo indeterminato con contratto a
tempo parziale, entro il limite dell'autorizzazione di spesa
prevista dal comma 7.
7. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la
spesa di 10.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2021 e
la spesa annua di euro 54.159.248,56 per ciascuno degli esercizi
finanziari 2022 e 2023 (Missione 20, Programma 3), da iscrivere in
un apposito Fondo del dipartimento bilancio e tesoro. A decorrere
dall'esercizio finanziario 2024 si provvede ai sensi del comma l
dell'articolo 38 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e
successive modificazioni.
8. Per l'anno 2021, la quota parte del contributo di cui al comma
6 parametrato al l'assegno di utilizzazione in ASU è assicurata a
valere sull'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 8, comma 4,
della legge regionale 22 febbraio 2019, n. l. 9. Le risorse
finanziate per gli esercizi finanziari 2022 e 2023 possono essere
utilizzate, altresì, per l'eventuale prosecuzione delle attività
socialmente utili dei medesimi soggetti di cui al comma 1, disposta
nel rispetto della normativa vigente.
10. Con decreto del Ragioniere generale, su proposta del
dipartimento regionale lavoro, previa delibera della Giunta
regionale, sono operate le conseguenti variazioni di bilancio.
11. Al fine di favorire la piena efficacia dell'impianto
regolatorio di cui al comma 1, è altresì incentivata la fuoriuscita
dei soggetti attualmente impegnati in attività socialmente utili
che hanno maturato i requisiti minimi previsti dalla normativa
nazionale per il pensionamento. Per tale finalità, il dipartimento
regionale del lavoro, dell'impiego, dell'orientamento, dei servizi
e delle attività formative è autorizzato ad erogare, a domanda, la
differenza tra quanto erogato dall'INPS a titolo di assegno sociale
e quanto previsto dall'assegno di sussidio per A.S.U. sino al
compimento del settantesimo anno di età.»
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Aveva chiesto prima Barbagallo? Però,
onestamente, ora in Italia i Cinque Stelle sono i più forti.
Diamola prima a loro.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo preso
l'impegno di fare interventi brevi.
PRESIDENTE. O almeno, lo erano.
DI CARO. Cercherò di rispettare al massimo, col mio Gruppo
parlamentare, l'impegno preso poco fa in Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, ma sull'articolo 46 vorrei puntualizzare
alcune cose.
È un articolo di iniziativa parlamentare di tutti i deputati -
tutti i deputati - di maggioranza e di opposizione, della V
Commissione.
Finalmente, siamo nelle condizioni di dare un minimo di
tranquillità e serenità ad una categoria di lavoratori, io la
definisco finora, lavoratori in nero' legalizzati.
Ovviamente è solo l'inizio perché il monte ore, con il quale
iniziano il loro percorso di stabilizzazione - sto parlando degli
ASU - è minimo, però è un buon inizio.
Cominciano a versare i contributi, in ritardo dopo 25 anni,
iniziano il loro percorso reale di lavoratori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi noi la cosa che
ci preoccupa, francamente, in questo articolo e su cui siamo
contrari, riguarda le coperture.
Finalmente, su iniziativa parlamentare arriva in Aula dopo tanti
anni, decenni, e va verso la stabilizzazione del personale che
lavora negli enti locali, gli ASU che con grande generosità, in
questi anni, ha portato avanti, nonostante condizioni lavorative
difficili, con grande dignità, il lavoro di ogni giorno.
Però, certamente, noi proponiamo ai comuni di stabilizzare gli ASU
con i loro soldi. Presidente, l'assessore per l'economia dovrebbe
esserci in questo momento. C'è il tema delle coperture Non
possiamo affrontare questo argomento senza avere certezze delle
coperture a carico della Regione
Insomma, stabilizziamo gli ASU, in alcuni casi dopo trentacinque
anni, e poniamo le coperture a carico degli enti locali Stiamo
dicendo: stabilizzateli voi
Stiamo facendo una finanziaria con impegni consistenti, e non
riusciamo a trovare quindici milioni di euro per stabilizzare una
categoria che aspetta da trentacinque anni.
Ma qual è stato il criterio per distribuire queste coperture in
finanziaria? Il Governo dica da dove si devono prendere questi
quindici milioni di euro, senza addossarli sugli enti locali, che
già soffrono
Stamattina, nel dibattito parlamentare, sono emerse le
problematiche sul mancato reperimento delle risorse dal Fondo
perequativo, dal fondo per investimenti. Tra un poco toglieremo
pure le risorse della tassa di soggiorno, e ci accaniamo a non
trovare quindici milioni di Euro per la stabilizzazione degli ASU,
ponendola a loro carico.
E' una vergogna, Presidente
PRESIDENTE. Intanto, onorevole Barbagallo, noi avremo l'assessore
Armao che mi ha chiesto se possiamo cominciare il dibattito. Sulle
coperture sarà presente. Non si parlerà di coperture se non ci sarà
l'assessore Armao. Per cui, state tranquilli su questo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha facoltà.
In Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari avevamo
chiesto che la maggioranza intervenisse al massimo per un minuto, o
non intervenisse proprio.
Siccome l'onorevole Lo Giudice ogni tanto è maggioranza, ogni
tanto no, glielo
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche per la
natura ibrida del mio ruolo, ma io ritengo essere un deputato di
maggioranza, eletto in maggioranza, che ha sostenuto tutti i
provvedimenti, fino ad ora, presentati dalla maggioranza benché ho
uno spirito critico, ma purtroppo avendo una testa pensante ogni
tanto la devo mettere in funzione. Grazie.
Allora, vado all'articolo, intervengo su questo articolo,
Presidente, perché finalmente, dopo trent'anni riusciamo a dare
dignità a questi lavoratori.
Io sono stato uno dei fautori, già due anni fa, al momento del mio
insediamento di aver eliminato, mi permetto di dire, dalla
schiavitù delle cooperative questi lavoratori, lavoratori Asu, che
da trent'anni sono ridotti, veramente, in una situazione
assolutamente non dignitose e che non possono neanche essere
chiamati, mi permetto di dire, lavoratori.
Oggi, con una norma, l'articolo 46, che è stato voluto fortemente
dalla V Commissione e anche sostenuto dall'assessore Scavone, che è
qui presente e che ringrazio per la sua tenacia e per la sua
determinazione, credo che riusciamo a raggiungere un risultato
storico ed è chiaro che in questo momento l'obiettivo è riuscire ad
approvare questo articolo per come è stato formulato e a seguito
anche del dibattito anche importante avuto sia in V Commissione che
in Commissione Bilancio dove siamo riusciti a trovare le risorse
grazie alla sensibilità del Presidente Savona e grazie alla
convergenza di tutti i Gruppi parlamentari.
Credo che sia un momento storico, credo che sia un momento
importante, per questo mi auguro che il testo dell'articolo 46
venga approvato e sostenuto da tutti i Gruppi parlamentari con
quelle che sono le coperture finanziarie che siamo riusciti a
trovare.
E' chiaro che si può fare sempre di più e meglio ma è chiaro che
questo deve necessariamente essere un punto di partenza
fondamentale e importante per dare dignità a 4.571 lavoratori che
da anni sono allo sbando più totale. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà. Mi raccomando velocissima. Onorevole Laccoto, scusi, c'è
un ordine: Lo Giudice, Grasso, Lupo, Laccoto, Zafarana. Che posso
fare? L'hanno chiesto prima, non c'è motivo che io non gliela dia.
Non faccio a preferenza, scrivo man mano che mi viene chiesto.
GRASSO. Presidente, scusi, era solo un intervento tecnico, ne ho
già parlato col Presidente della Commissione, ma vorrei anche
rassegnarlo all'Assessore.
Sostanzialmente il II comma prevede possono essere assunti e
possono essere assunti è a rischio impugnativa perché si tratta di
nuove assunzioni, quindi, ho proposto e la Commissione sta
lavorando per alcuni emendamenti correttivi. L'altro era le
assunzioni sono , siccome gli ASU vi sono anche delle categorie C,
sarebbe il caso e qui lo spieghiamo - ma la Commissione sta
presentando un emendamento - che si precisi che non viene
consentito l'accesso all'esterno perché altrimenti c'è l'obbligo
del 50%.
Poi, Assessore, questa è norma condivisa a cui abbiamo contribuito
tutti in V Commissione, e lo ha già specificato l'onorevole Lo
Giudice.
Ultima questione, il comma 8, questo comma 8 è vostro, del
Governo, pone il limite anagrafico pari a 70 anni.
Dico, noi stiamo proponendo fino al raggiungimento del requisito
contributivo perché bastano i vent'anni, non fino a 70 anni la
fuoriuscita, quindi, sono questi tre emendamenti, solo questo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Grazie Presidente, Governo, colleghi. Indubbiamente, questo
è uno degli articoli più importanti della legge di stabilità che il
Partito Democratico già in V Commissione ha contribuito ad
elaborare in maniera determinante con il lavoro svolto
dall'onorevole Nello Dipasquale che ha offerto spunti di
riflessione e proposte assolutamente fondamentali per migliorarne
il contenuto.
Noi ravvisiamo ancora delle forti criticità, l'ha detto bene
l'onorevole Barbagallo e, quindi, non mi ripeto.
Intanto la dotazione finanziaria fondamentale per il 2021, dieci
milioni appena è a carico del fondo per le autonomie e quindi si
chieda ai Comuni di farsi carico della stabilizzazione di questi
lavoratori ASU, che sono ASU da oltre 25 anni, ma la cosa che io
trovo davvero assurda, Presidente, è che si mette a carico del
Fondo per le autonomie anche la stabilizzazione dei lavoratori ASU
che prestano loro attività nell'ambito dei musei, cioè nell'ambito
dell'Assessorato ai beni culturali.
Ovviamente, anche loro devono essere stabilizzati come tutti gli
altri ma il Governo avrebbe almeno potuto farsi carico di questa
quota significativa di lavoratori piuttosto che addossarne l'onere
ai comuni e quindi sul fondo per le autonomie.
Noi abbiamo presentato emendamenti migliorativi, ovviamente i
soppressivi sono tutti ritirati, era solo per avere l'opportunità
di intervenire in maniera più organica. Interventi migliorativi per
l'aumento delle risorse da destinare per la stabilizzazione,
tenendo conto che mediamente questi lavoratori ASU oggi svolgono
una prestazione settimanale che va da 18 a 20 ore.
Con queste risorse rischiano di essere stabilizzati per un numero
di ore inferiore e ovviamente messi in regola come è giusto,
dovendo pagare i contributi, di percepire uno stipendio netto
inferiore rispetto all'attuale indennità.
Quindi, veramente serve uno sforzo da parte di tutti per
rimpinguare la dotazione che si è resa ad ora disponibile e,
quindi, in tal senso veramente formuliamo un accorato appello a
tutte le forze parlamentari e al Governo affinché sia possibile
fare di più per garantire a questi lavoratori, dopo 25 anni,
davvero ciò che meritano, cioè il rispetto dei loro diritti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
colleghi, vedete questo è un punto fondamentale e forse uno dei più
qualificanti di questa finanziaria.
Ora, io vorrei dire all'onorevole Barbagallo che noi le somme non
le abbiamo prese dagli enti locali, ma dal fondo di riserva sì
degli enti locali ma per riserve che sicuramente non erano di
ordine generale.
Il problema è questo signor Presidente. Io sono contento che tutti
all'unanimità abbiamo lavorato in V Commissione, in Commissione
Bilancio per arrivare ad una soluzione. Peccato che non c'è
l'assessore Armao. Io avevo presentato pure un disegno di legge,
già incardinato, che poneva questo problema. A seguito di questo si
è iniziato un dibattito che ha portato a questo e di questo sono
felice. Chiaramente nessuno di noi si può arrogare il diritto di
dire l'ho fatto io. L'abbiamo fatto tutti. C'è un piccolo problema.
Noi abbiamo inserito e io avevo fatto allora in Commissione
Bilancio , se voi ricordate, un altro emendamento che era già
stato approvato per cinque milioni. Poi ha detto l'assessore alla
formazione questi 5 milioni in questo momento non li posso toccare.
Il problema che si pone è questo. Che questi, oggi come diceva chi
mi ha preceduto, hanno 18-20 ore in servizio. Sono senza oneri
aggiuntivi. Con questa somma che abbiamo inserito si arriva a circa
14-15 ore massimo con una somma di 580 euro.
Mi sono permesso di fare un emendamento per l'anno prossimo, per
il 2022-2023 di altri 5 milioni. Sarebbe una cosa importantissima
se il Governo con tutta l'Assemblea approvasse questo emendamento
che porterebbe sì a una stabilizzazione ad ore che arriverebbero a
circa 17 e quindi circa quelle ore che oggi stanno espletando.
L'altro problema è questo. La stabilizzazione deve essere poi
seguita dalla storicizzazione della spesa altrimenti non avremmo
risolto il problema, perché così come nel mio disegno di legge
avevo seguito l'iter degli ex precari, nel senso che poi con la
storicizzazione che si è riusciti ad ottenere a livello nazionale,
si è riusciti a dare una copertura fino al 2038.
Lo stesso iter deve seguire questa stabilizzazione degli ASU
altrimenti non avremmo fatto niente perché una cosa oggi dobbiamo
comprendere, noi abbiamo preso le somme dalle riserve, però ci
siamo trovati, così come è stato già detto con 20 milioni in meno
per gli enti locali, in questa finanziaria, non so perché sono
stati tolti 20 milioni e in più abbiamo praticamente visto che le
somme per investimenti sono state diminuite di 10 milioni, ma
questo non per colpa di questa stabilizzazione Asu, lo dobbiamo
chiarire in maniera molto chiara; dagli enti locali sono state
tolte quelle riserve che erano vecchie, obsolete e se andiamo a
guardare bene nelle riserve che poi andremo a fare nell'articolo
che seguirà, voi vedrete che ci sono riserve che niente hanno a che
fare con un discorso generale degli enti locali.
Quindi, faccio un appello al Governo e all'Assemblea tutta
perché si aumenti per l'anno prossimo - perché quest'anno si può
ritardare e quindi 10 milioni potrebbero bastare -, per il 2022,
2023, di altri 5 milioni di euro che metterebbero sicuramente in
una situazione economica sicura gli stabilizzati. Sono 4.800; è
un'operazione importantissima. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Laccoto.
E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
chiaramente questo articolo 46 è fondante di questo testo di
finanziaria, anche avessimo approvato soltanto questo già avremmo
fatto un'importante lavoro per la nostra Terra, perché finalmente
si dà riconoscimento lavorativo a persone che sono - lo abbiamo
detto, almeno negli ultimi anni con vera convinzione - fondamentali
per i comuni e per le istituzioni in cui lavorano e prestano la
loro attività lavorativa.
Chiaramente negli anni precedenti, almeno posso dire di avere otto
anni di attività qui dentro, non sempre c'è stata questa volontà di
volere portare concretamente e seriamente a termine il percorso di
stabilizzazione, quindi, è un punto molto importante e sono felice
di ciò e che il mio Gruppo, in Commissione V, anche con la volontà
impressa, qualora vi era la necessità di presiedere dal mio
Capogruppo e Vicepresidente della Commissione Lavoro', si è data
velocizzazione, proprio a questo percorso.
Rispetto poi alla lettura però nel merito anche poi del
funzionamento successivo della norma rimane per me però ancora un
dubbio, Presidente, che è l'esito e le sorti che toccheranno ai 300
lavoratori Asu nei Beni culturali. Perché dico questo, perché
ancorché il dettato del comma primo sia comprensivo e faccia
riferimento all'articolo 30, della legge 5 del 2014, che tutti li
ricomprende e anche vero che le risorse su cui vanno, chiaramente,
sono allocate all'interno delle riserve dei comuni e, allora,
ricordo che quando vi fu l'utilizzazione di questo personale per i
beni culturali ci siamo trovati a chiedere chiarimenti
all'Assessorato beni culturali e lì intervenne anche il direttore
Alessandro, rispetto a chi dovesse occuparsi della copertura Inail
di questi lavoratori, quindi temi che sono di amministrazione, sono
proprio quei blocchi amministrativi che vorrei venissero, sui quali
vorrei chiarezza in quest'Aula, in questo momento. Purtroppo, però
non vedo l'assessore per i beni culturali e sarebbe fondamentale,
appunto, che di esprimesse in tal senso perché se la macchina
amministrativa deve poi essere ben oliata e arrivare al punto,
questo deve essere con la consapevolezza da entrambe le parti,
perché non ci si debba poi trovare ulteriori casi in cui più
Assessorati, per esempio, non dialogano, parlo per esempio del
caso dei catalogatori, tanto per dirne una e ne abbiamo tanti di
casi che storicamente poi rimangono incastrati.
Ecco la mia richiesta va appunto in questo senso, dell'essere
chiari rispetto all'esito e alla copertura che verrà garantita se
questa verrà garantita per i lavoratori anche per gli Asu nei Beni
Culturali. Grazie.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Grazie, Presidente, ho il dovere di dire che se questo
articolo passa in questa finanziaria, dico in qualsiasi forma,
perché sappiamo che l'ottimo è nemico del bene, del buono, del
possibile, sarà ripagato il tanto lavoro che ho cercato di fare in
questi ormai due anni di responsabilità al lavoro.
L'articolo 46 abbiamo iniziato a costruirlo a partire dalla
finanziaria nazionale. La finanziaria nazionale prevedeva ai commi
292 e 296, dell'articolo 1, la possibilità fino al 31 dicembre del
2001, in deroga ai piani assunzionali, in deroga alla pianta
organica, ai comuni di potere assumere il personale di questa
categoria.
Abbiamo fatto subito nostra questa norma e devo dire che abbiamo
ascoltato tanto perché, evidentemente, avevamo una qualche
preoccupazione visto che è trent'anni che ci trasciniamo in questa
Terra di Sicilia un problema così drammatico di lavoratori appena
sussidiati, che oggi sono l'asse portante della gran parte degli
enti locali e non solo. E abbiamo ascoltato, innanzitutto, i
sindaci. I sindaci ci hanno fatto osservare che, probabilmente,
questo metteva nelle condizioni di disparità quei comuni che
avrebbero potuto, avendo le risorse, assumere e quindi applicare la
norma della finanziaria nazionale, ma la gran parte degli enti
locali, come sappiamo, in Sicilia soffrono di una condizione
finanziaria drammatica.
Pertanto, abbiamo messo insieme un ventaglio di possibilità perché
si arrivasse a questa soluzione. Determinante è stato, e lo devo
dire in questo momento, ringrazio per questo questa Assemblea, i
parlamentari e, in particolare, la V Commissione, il contributo
della Commissione, col suo Presidente e il Vicepresidente, tutti i
componenti e tutte le forze parlamentari.
È venuto fuori un articolo 46 che credo consenta di affrontare una
volta per tutte, resta qualche capitolo aperto, sappiamo di avere
una coperta troppo corta per garantire forse il giusto dopo tanti
anni, ma questo è il possibile, per cui abbiamo previsto, come
dicevo, un ventaglio di possibilità.
All'articolo 2, intanto, sentivo l'osservazione del già assessore
Bernadette Grasso che, tra l'altro, ha tanto lavorato con me nei
mesi scorsi quando aveva questa sua responsabilità, e adesso
l'assessore Zambuto, che ha garantito anche una consapevole
copertura, appunto, al comma 2 c'è scritto sono non possono .
C'è scritto sono , quindi i lavoratori di cui al comma 1,
dell'articolo 30, della legge 5 del 2014, sono assunti dagli enti
utilizzatori. È opportuno, comunque, con l'emendamento
sottolinearlo.
Per quanto riguarda coloro che si trovano nei beni culturali,
abbiamo anche pensato che alcuni enti utilizzatori, per varie
ragioni, c'è una norma che questa Assemblea ha votato e che non
consente l'assunzione all'interno dell'ente regionale. Entro 90
giorni, il dirigente generale del Dipartimento, in situazioni come
questa o analoghe, ha la facoltà, o meglio, abbiamo messo
provvede , all'assegnazione dei soggetti di cui al comma 1, negli
enti che sono nelle condizioni di poterli acquisire e stabilizzare.
Abbiamo previsto un'altra possibilità e cioè la fuoriuscita
definitiva. Coloro che volessero, perché hanno raggiunto
un'anzianità di servizio o perché hanno, per carità, deciso di fare
altro nella vita potendolo fare, hanno la possibilità di una
fuoriuscita definitiva e a loro sarà liquidato un quinquennio di
sussidio, chiaramente nella misura direttamente proporzionale al
numero di anni che restano all'acquisizione della pensione, quindi,
laddove ne restano due anni all'assegno INPS, i cinque anni saranno
ridotti a due, che verranno dati con cadenza annuale.
Ancora, abbiamo previsto, e c'è anche qualche piccolo caso che ci
è stato segnalato, la riammissione per coloro che, pur avendo già
deciso una condizione che non avevamo stabilito, non sono stati
liquidati e quindi sono rimasti al palo. Abbiamo prorogato,
fondamentalmente, una norma che, ricordate, per la quale l'anno
scorso mi sono battuto in quest'Aula, e che ha consentito agli ASU
di potersi spostare dall'ente utilizzatore, laddove vi dovesse
essere, o vi fosse, o vi sarà, una possibilità assunzionale. Penso,
ad esempio, alle tante ASP che hanno grande carenza ancora negli
organici, alcuni di questi processi si sono avviati e alcuni di
questi hanno già trovato ristoro al loro problema e, quindi, il
comma 2 dell'articolo 15 della legge 1719 viene prorogato al 31
ottobre 2021. Il contributo verrà dati ai comuni utilizzatori o
agli enti utilizzatori con una risorsa aggiuntiva che serve per
coprire ovviamente la differenza aggiuntiva contributiva.
Abbiamo fatto sviluppare a lungo, ho fatto sviluppare a lungo,
perché avevo e mantengo ancora, devo dire la verità, qualche
inquietudine sulle coperture, sulla reale possibilità di superare
una volta per tutte, definitivamente, questa condizione e ai 595
euro di sussidio viene aggiunta la risorsa di 273 euro di
integrazione lorda che sono gli oneri previdenziali, sono l'IRAP e
sono l'INAIL con una cifra totale di 868 euro.
Abbiamo previsto ancora che coloro che volessero, avendo maturato
l'età pensionabile dei 65 anni e le condizioni dell'assegno INPS,
visto che il sussidio può essere mantenuto fino al settantesimo
anno di età, quella quota differenziale che consentirà a una larga
parte di loro di poter avere l'assegno INPS e a noi di pagare
solamente la differenza.
Tutte queste condizioni alleggeriranno questo cassetto stretto,
questo cassetto non troppo pieno che ci inquieta e che è la
copertura.
Io credo che, certamente, si potevano trovare migliori coperture,
si potevano trovare maggiori coperture ma questo è stato fino ad
oggi quello che è stato possibile fare e devo dire con la
condivisione consapevole di tutti i parlamentari che hanno avuto
modo di approfondire insieme al Governo, insieme a me, in V
Commissione, questo aspetto.
Quindi, mi auguro davvero che, arricchito dagli eventuali
emendamenti che potessero migliorare ancora questo testo, che
insieme quest'Assemblea possa oggi scrivere questa pagina
definitiva su una delle vicende meno nobili dell'utilizzazione dei
lavoratori in questa Terra che oggi risolviamo con l'articolo 46
della nostra finanziaria.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Scavone.
Allora, possiamo incominciare l'esame degli emendamenti? I
soppressivi sono ritirati? Benissimo.
Sul 46.29, si chiede il ritiro. Ritirato? Va approfondito in
Commissione così com'è non si capisce. Quindi, lo ritiriamo.
C'è un 46.34 della Commissione che dovrebbe essere .
(Intervento fuori microfono)
Quello è ritirato, benissimo. Grazie.
Questo della Commissione le parole sono sostituite con possono
essere stabilizzati'. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Questo emendamento, 46.34 che ho già fatto votare, onorevole
Savona, mi dicono gli Uffici che sembra in contrasto con il testo.
(Intervento fuori microfono)
Come? Non ho capito. E' approvato, va bene, basta così, perfetto.
L'emendamento 46.30 degli onorevoli Pullara ed altri. C'è anche su
questo l'invito al ritiro. Va bene.
L'emendamento 46.28 degli onorevoli Lupo ed altri, ci sono effetti
finanziari e quindi ritiriamo anche questo.
Gli altri sono tutti soppressivi. L'emendamento 46.33 degli
onorevoli Caronia e altri. Ci sono anche qui oneri maggiori per
cui
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Mi raccomando tenga le regole della
maggioranza, parlare velocissimo, anzi normalmente non intervenire
ma se si interviene velocemente.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sto intervenendo
soltanto perché l'emendamento ha ovviamente un obiettivo
chiarificatore rispetto a una cattiva informazione che
probabilmente è stata data
PRESIDENTE. Però ci sono oneri che non sono coperti.
CARONIA. No, no, però vorrei semplicemente precisare che a seguito
del dibattito che è scaturito in Commissione Bilancio', la
copertura che era stata individuata chiaramente aveva posto una
serie di problemi in merito all'opportunità che nessuno di noi ha
caldeggiato, e di questo vorrei essere molto chiara, perché siccome
è uscita fuori una comunicazione non veritiera, almeno per ciò che
mi riguarda, poiché si era detto che, in qualche modo, volevamo
usare le somme dei disabili per coprire la stabilizzazione del
personale Asu. Questo non è, e di fatto la legge lo dice
chiaramente.
E' chiaro, come diceva l'onorevole Laccoto ai colleghi che mi
hanno preceduto, che a postare 15 milioni avevo trovato una
copertura su un capitolo, per carità, sono i farmaci innovativi e
lo abbiamo usato l'anno scorso, comprendo che oggi l'assessore
Razza non è neanche presente, mi rimetto ovviamente a quello che
sarà la volontà del Governo, però ci tenevo a sottolineare un
aspetto: così come avremo modo di esaminare nel prossimo futuro
dell'articolo che verrà a seguire, le riserve da cui noi abbiamo,
come dire, trovato questo tesoretto che ci consente di stabilizzare
il personale, cosa che devo dire è veramente un momento importante
perché stiamo dando la possibilità a questa gente per venticinque
anni di avere un contratto ad oggi non sono lavoratori sono
soggetti utilizzati che è ben altra cosa da essere lavoratori,
allora poiché la copertura finanziaria come dicevamo pocanzi
ovviamente per quest'anno 10 milioni possono essere sufficienti a
garantire le somme di cui ha dato correttamente informazione
l'assessore Scavone, ma per l'anno a venire poiché questa è una
somma che va storicizzata, ovviamente quindi...
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, qua se il Governo ci dà la
disponibilità
CARONIA. Sto concludendo soltanto vorrei precisare che noi abbiamo
utilizzato fondi che provengono dalle autonomie locali, perché è
chiaro che comunque la buona parte dei soggetti che lavorano presso
i comuni sono già come dire utilizzati dagli enti locali.
PRESIDENTE. C'è poi l'emendamento dell'onorevole Laccoto, arrivato
a quel momento vedremo...
CARONIA. Questa è praticamente la stessa ratio, io ho individuato
un capitolo che sono i farmaci innovativi, che è un capitolo che
negli anni passati è stato ampiamente utilizzato per la copertura
non soltanto di cose che riguardano la sanità, ma lo abbiamo
utilizzato anche per coperture che potevano essere diciamo
emergenziali.
PRESIDENTE. Il Governo se non ho capito male sta riscrivendo la
copertura, vediamo quello che fa il Governo, onorevole, ma
l'emendamento io non lo posso accettare perché
CARONIA. Precisiamo che non abbiamo utilizzato somme per
disabilità per coprire alcuna stabilizzazione, questo è un elemento
estremamente importante. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Questo ha fatto benissimo a precisarlo. Gli altri
emendamenti sono tutti inammissibili per cui l'ultimo è quello
dell'onorevole Lentini. Ci sarebbe un invito al ritiro, onorevole
Lentini.
LENTINI. No. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto non
parliamo di spesa. Allora, il problema è questo: ci sono degli enti
che ancora devono definire le procedure, cioè ci sono ex Asu che
non si chiamano, gli Asu che sono stati trasferiti in alcuni enti,
in questi enti sono stati contrattualizzati ma non stabilizzati,
quindi che cosa gli diciamo? Avete questo personale lo dovete
stabilizzare così come stiamo facendo con tutti i precari, quindi,
sono a spese loro con le risorse e con le ore che già hanno a
disposizione; non stiamo aggiungendo ne togliendo nulla. Ci sono
degli enti che hanno bisogno del nostro input per dire da oggi in
poi col decreto Madia potete stabilizzare. Siccome l'abbiamo fatto
con tutto il mondo intero, ci sono alcuni enti. Volete che vi porti
un esempio? Ci sono 81 ex Asu contrattualizzati che lavorano con le
Camere di commercio, a Palermo non ce n'è nemmeno uno, attenzione,
quindi ce ne sono 81. Questi qua le Camere di commercio finalmente
dobbiamo dare la parola magica da questo momento potete
stabilizzare anche loro.
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, chiarissimo. Il Governo mi deve
dire se è, contrario, quindi lo ritira? E' ritirato?
LENTINI. Ma perché è contrario?
PRESIDENTE. Il Governo è contrario, onorevole.
LENTINI. Ma chi lo ha detto che è contrario?
PRESIDENTE. Non ha detto che è contrario? Io ho capito contrario,
chiedo scusa.
LENTINI. Chi l'ha detto?
PRESIDENTE. Il Governo sull'emendamento. Scusi, scusi ho capito
male io.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Assessore, in piedi, al microfono.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. E' solo una sottolineatura ordinamentale che è già
contemplata all'interno dell'articolo 46, quindi non
PRESIDENTE. E, quindi, è assorbito dal testo. Quindi, è contrario
all'emendamento. Lo ritiriamo, onorevole Lentini?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lentini)
SCAVONE, assessore per la famiglia e le politiche sociali. Hai
presentato un emendamento che io non ho forse. No, non me l'hanno
portato.
PRESIDENTE. E' nel testo, è l'ultimo emendamento il 46.26.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Non mi sono espresso bene, questo emendamento completa
l'aspetto ordinamentale del comma 11...
PRESIDENTE. Parli al microfono. Sennò non sentiamo.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Quindi, è favorevole.
PRESIDENTE. E' favorevole, benissimo. Come vede l'insistenza di
Lentini è servita. Allora dobbiamo votare questo emendamento. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Votiamo la legge. No attenzione, stanno preparando la
riformulazione della copertura. Quindi, Assessore, non cambia
sostanzialmente, cioè i fondi che ci sono ci sono, si stanno
coprendo diversamente, onorevole Laccoto. Non credo che sia stato
accolto. C'è stata l'occupazione proletaria da parte dell'onorevole
Laccoto.
Un attimo, voglio capire che cosa sta facendo il Governo in modo
che poi perché dobbiamo soltanto votare e basta e l'abbiamo
chiuso. Non ho capito che cosa
Onorevole Laccoto, allora, c'è da accantonarlo perché il Governo
aspetta del tempo per sapere qual è la copertura.
LACCOTO. Quello che volevo solo ricordare all'Assessore Armao è
che inizialmente noi avevamo fatto una somma di 15 milioni per
quest'anno, giustamente lui ha fatto osservare che siccome la
stabilizzazione parte dopo, e siamo d'accordo, i 15 milioni
corrispondevano a 20 milioni dell'anno prossimo. Quello che ho
chiesto, lui non era in Aula, è importantissimo: che noi dal 2022-
2023 aggiungiamo 5 milioni perché così daremo una, anche se
partiamo quest'anno in ritardo, per l'anno prossimo arriveremo a
una stabilizzazione che consenta un ristoro economico per lo meno
per arrivare a 16 ore.
PRESIDENTE. Va bene. Scusate, qui dobbiamo andare avanti.
L'articolo è accantonato.
Il Governo veda quello che deve fare e me lo fa sapere. Quando
torneremo su questo articolo ne riparleremo. E' inutile continuare
a perderci tempo adesso.
Ora andiamo avanti.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,
l'articolo 46 è stato approvato?
PRESIDENTE. L'articolo 46 è accantonato in attesa di questo
riscrittura di copertura. Appena me la danno saremo pronti per
farlo approvare, però diciamo che è stato valutato, basta solo il
voto finale. Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:
«Art. 43.
Interventi in favore dei comuni in condizione di squilibrio
strutturale di bilancio
1. Per l'esercizio finanziario 2021, è concesso un contributo di
1.000 migliaia di euro ai comuni per i quali sussistano squilibri
strutturali del bilancio in condizioni tali da provocarne il
dissesto finanziario, laddove risulti già presentata dalla
precedente amministrazione, ordinaria o commissariale,
deliberazione consiliare di procedura del piano di riequilibrio
finanziario pluriennale prevista dal comma 1 dell'articolo 243 bis
del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive
modificazioni, per la quale non risulti ancora intervenuta la
delibera della Corte dei Conti di approvazione o di diniego di cui
all'articolo 243 quater, comma 3, che intendano agevolare le
procedure di riequilibrio economico-finanziario e che esercitino,
ad inizio mandato nel corso dell'anno 2021, la facoltà di cui al
comma 5 bis del citato articolo 243 bis del decreto legislativo n.
267/2000 e successive modificazioni di rimodulare il piano di
riequilibrio finanziario pluriennale già presentato dalla
precedente amministrazione.
2. Ai fini della concessione del predetto contributo
straordinario, la delibera di rimodulazione deve prevedere una
durata massima del piano di riequilibrio finanziario pluriennale
rimodulato di complessivi anni 15, decorrenti dall'anno in cui è
stata deliberata l'adesione al precedente piano di riequilibrio
finanziario pluriennale che si intende rimodulare».
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, in modo telegrafico, l'articolo 43
h un articolo di iniziativa parlamentare che viene incontro alle
esigenze dei comuni che sono in condizioni di riequilibrio, di
predissesto.
Abbiamo presentato due emendamenti, uno che prevede l'abrogazione
dell'espressione della precedente amministrazione in modo che il
beneficio vada esteso anche alle amministrazioni che sono andate in
dissesto, predissesto qualche anno prima e, per la maggiore
comodità dei lavori d'Aula, Presidente, ritiriamo l'altro
emendamento che lo estende dai quindici ai vent'anni in modo da
velocizzare tutto il procedimento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Barbagallo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, intervengo solo per dire che sono
d'accordo con l'onorevole Barbagallo per l'emendamento 43.8, dove
al comma 1 la parola precedente è soppressa, perché è ragionevole
quello che dice, quindi voterò il suo emendamento.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 43.11, della Commissione. E'
ritirato? Altrimenti bisogna coprirlo. E' già coperto? Allora, col
parere favorevole del Governo, lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 43.10, sì i soppressivi sono ritirati.
Si passa all'emendamento 43.8 I parte, a firma degli onorevoli
Barbagallo ed altri. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 43.8 II parte è ritirato. Se gli altri sono ritirati
possiamo votare l'articolo.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole De Luca)
Le parole dalle precedente amministrazione sono soppresse. E'
stato soppresso precedente , ma non si può sopprimere
amministrazione , onorevole De Luca.
Pongo in votazione l'articolo 43. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
(Intervento fuori microfono)
Il 43.8 I parte è già stato approvato. Il 43.8 II parte è stato
ritirato. Il 43.10 è stato ritirato adesso, perché non era
necessario.
Quindi, possiamo riprendere l'esame dell'articolo 41, in
precedenza accantonato.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Pullara)
Forse ha ragione, l'emendamento 43.9, non è stato votato: «Al
comma 1 dopo le parole deliberazione consiliare sono aggiunte le
parole di autorizzazione al ricorso .».
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Pullara)
Onorevole Pullara, mi sembra che ci sia una contrarietà generale,
tutti mi dicono no, per cui tanto vale ritirarlo e si vede dopo. Si
deve ritirare, tanto verrebbe bocciato. Tutti dicono di no.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Pullara)
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo nuovamente in votazione l'articolo 43. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 41, in precedenza accantonato.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 41 è
di iniziativa parlamentare. Il Movimento Cinque Stelle è
particolarmente caro a questa norma. Istituisce un Fondo di
sostegno all'istituto dell'articolo 31 del Testo Unico edilizia,
cioè interviene a favore di quei comuni che devono operare nelle
demolizioni con la Regione intervenuta all'ingiunzione di
demolizione da parte del dirigente comunale.
Che cosa avviene in questo momento? Come molti sanno, spesso il
responsabile dell'abuso non ha disponibilità economica per poter
avviare la demolizione e, quindi, si sostituisce dopo i 90 giorni
di inerzia del responsabile, il Comune. Il Comune, a sua volta,
spesso non ha questa disponibilità economica ed ecco che interviene
questo
PRESIDENTE. Colleghi, io vi invito ad allontanarvi dai banchi del
Governo e non chiacchierare in fondo all'Aula. E lei, onorevole
Trizzino, se abbassa la mascherina perché non si distinguono le
parole.
TRIZZINO. Non mi ripeterò perché immagino che quello che si è
detto prima si sia capito. Quindi, interviene il Comune
nell'ipotesi in cui il responsabile dell'abuso dei 90 giorni non
procede alla demolizione. Che cosa accade? Che il Comune spesso non
ha queste risorse, per cui interviene questo Fondo. Tra l'altro non
è una novità perché il Fondo nazionale già esiste con 10 milioni di
euro.
Va detto - questo è un fatto importante - che buona parte di quei
10 milioni di euro nazionali, ben il 60 per cento è utilizzato in
Sicilia. La provincia di Trapani, tra l'altro, ha utilizzato più di
tre milioni di euro per le demolizioni, oltre 160 interventi, se
non erro. Quindi, questo Fondo interviene nella regione più colpita
e tengo a rimarcare il fatto che questa iniziativa già nasce nel
momento in cui avevamo iniziato a lavorare alla riforma
urbanistica.
Per cui, teniamo particolarmente a questa norma, teniamo al fatto
che venga approvata. Nell'elenco degli emendamenti ce n'è uno del
Partito democratico che condividiamo, il 41.19. Però, vorremmo
invitare i proponenti e, magari, potremmo farlo anche noi a
inserire al quarto comma, dopo la parola Regione', con decreto
dell'assessore', in modo tale che i criteri e la graduatoria
vengano stabiliti dall'assessorato.
Tra l'altro, questa disposizione sarebbe utile perché lo stesso
Ministero, a livello nazionale, nel Fondo stabilisce con decreto le
modalità di attuazione del Fondo stesso. E, poi, chiederei al
collega Pullara di ritirare l'emendamento 41.20 perché già lo
stanziamento è abbastanza esiguo, sono 500 mila euro, seppur un
Fondo di rotazione che è comunque esiguo, abbassarlo a 100 mila
euro sarebbe davvero sconfortante anche per l'Aula stessa che deve
approvare una norma di questo tipo.
PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, lei già ha preparato il
subemendamento?
TRIZZINO. Sì.
PRESIDENTE. Se lo può depositare così lo distribuiamo e procediamo
alla votazione. Colleghi, io invito al ritiro dei soppressivi.
Credo che sia unanime la volontà di istituire un Fondo. Posso
ritenere tutti i soppressivi ai commi all'articolo ritirati?
Onorevole Lo Giudice, lei ritira i suoi soppressivi? Grazie.
Per quanto riguarda l'emendamento dell'onorevole Barbagallo,
41.19, sta pervenendo un sub che, comunque, già l'onorevole
Trizzino ha spiegato, che prevede una apposita graduatoria stilata
con criteri stabiliti dall'assessorato del territorio e
dell'ambiente. È stato appena depositato.
Il subemendamento al 41.19 recita: dopo la parola Regione' sono
aggiunte le parole con decreto dell'assessore regionale per il
territorio e l'ambiente . Quindi, al 41.19 adesso lo numeriamo.
Onorevole Trizzino, l'ho siglato per lei. Il 41.19.1 è approvato e
il 41.19 è approvato. Pongo in votazione l'articolo 41. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:
«Articolo 38
Riserve sul Fondo autonomie locali
1. A valere sui trasferimenti regionali di parte corrente per
l'anno 2021 di cui al comma 1dell'articolo 6 della legge regionale
28 gennaio 2014, n. 5 e successive modificazioni, l'Assessore
regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica, in
considerazione delle particolari difficoltà riferite al fenomeno
immigratorio in cui versano i comuni di Lampedusa e Linosa, di
Pozzallo, di Augusta e di Porto Empedocle, riconosce un contributo
straordinario di 1.000 migliaia di euro da erogare in misura pari
al sessanta per cento a titolo di anticipazione ed il restante
quaranta per cento a seguito dell'avvenuta rendicontazione.
2. Per l'esercizio finanziario 2021 è riconosciuto un contributo
straordinario di 2.775 migliaia di euro in favore del comune di
Comiso per la società di gestione aeroportuale Soaco S.p.A., cui si
fa fronte mediante riduzione di pari importo a valere sul capitolo
191301. Il contributo di cui al presente comma è erogato in misura
pari al sessanta per cento a titolo di anticipazione ed il restante
quaranta per cento a seguito dell'avvenuta rendicontazione.
3. A sostegno dei comuni che entro il 2020 hanno ottenuto
l'approvazione da parte della Corte dei Conti del piano di
riequilibrio finanziario pluriennale e che abbiano posto in essere
alla data di entrata in vigore della presente legge tutti gli
obiettivi intermedi previsti nei rispettivi piani, in sede di
riparto previsto dall'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e
successive modificazioni, è garantita, nell'ambito delle
assegnazioni ordinarie per il triennio 2020-2022, una assegnazione
di parte corrente non inferiore a quella dell'anno 2015.
4. L'Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione
pubblica è autorizzato
a concedere i seguenti contributi straordinari:
a) 1.000 migliaia di euro in favore del comune di Agrigento per le
finalità di cui all'articolo 19, comma 2, della legge regionale 8
agosto 1985, n. 34;
b) 1.000 migliaia di euro in favore del comune di Siracusa per le
finalità di cui agli articoli 8, 9 e 10 della legge regionale n.
34/1985 e successive modificazioni;
c) 1.000 migliaia di euro in favore del comune di Ragusa per le
finalità della legge regionale 11 aprile 1981, n. 61 e successive
modificazioni;
d) 1.000 migliaia di euro al comune di Messina ed ai comuni della
riviera Jonica confinanti territorialmente con il comune di Messina
che hanno subito danni a seguito degli
eventi alluvionali del 1 ottobre 2009. Al comune di Messina è
assegnata la somma di 500 migliaia di euro per interventi di
rivitalizzazione urbana nei territori di Giampilieri, Molino,
Pezzolo, Santo Stefano. La rimanente somma è da suddividere
equamente tra i comuni territorialmente confinanti al comune di
Messina della zona Jonica che hanno subìto danni alluvionali;
e) 1.000 migliaia di euro per l'anno 2021 quale contributo
straordinario una tantum in favore dei comuni che hanno concluso i
processi di stabilizzazione del personale titolare di contratto a
tempo determinato nel periodo compreso tra l'1 gennaio 2010 e la
data di entrata in vigore dell'articolo 3 della legge regionale 29
dicembre 2016, n. 27. Il dipartimento regionale delle autonomie
locali provvede a ripartire agli enti interessati le risorse
assegnate in proporzione al costo complessivo sostenuto ed erogato
dall'ente nel periodo 2010-2018.
5. I contributi di cui al comma 4 sono erogati nella misura del 60
per cento a titolo di anticipazione ed il restante 40 per cento a
seguito dell'avvenuta rendicontazione.
6. Agli oneri derivanti dall'applicazione del comma 4,
quantificati complessivamente in 5.000 migliaia di euro, si
provvede a valere sulle assegnazioni di cui al comma 1
dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e successive
modificazioni.
7. Per l'anno 2021 in sede di riparto del Fondo autonomie locali
di cui all'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e successive
modificazioni, ai comuni che hanno conseguito nell'anno precedente
a quello in corso il riconoscimento internazionale Bandiera Blu da
parte della Fondazione per l'educazione ambientale (Fea Italia) è
destinata la somma di 700 migliaia di euro ed ai comuni che hanno
conseguito nell'anno precedente a quello in corso il riconoscimento
Bandiera Verde da parte dei pediatri italiani è destinata la somma
di 300 migliaia di euro. Ai comuni che hanno ottenuto entrambi i
riconoscimenti sono assegnate le somme in relazione solo alla
Bandiera Blu. Tali contributi, per entrambi i riconoscimenti, sono
ripartiti per il 50 per cento in base alla densità demografica dei
singoli comuni e per il restante 50 per cento in base al numero dei
comuni
che hanno ottenuto i suddetti riconoscimenti e devono essere
destinati all'attivazione o al potenziamento di interventi e
servizi di accoglienza e promozione territoriale e turistica.
8. Per l'esercizio finanziario 2021, in sede di riparto del Fondo
autonomie locali di cui all'articolo 6 della legge regionale n.
5/2014 e successive modificazioni, ai comuni che nell'anno
precedente a quello in corso hanno superato la soglia del 65 per
cento di raccolta differenziata in materia di rifiuti solidi
urbani, in conformità all'articolo 205 del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152 e del decreto ministeriale 26 maggio 2016, è
destinata la somma di 3.000 migliaia di euro da ripartirsi per il
50 per cento in base alla popolazione di cui all'ultimo censimento
ISTAT e per il restante 50 per cento in base al numero dei comuni
che hanno superato detta percentuale. Le certificazioni sono a cura
dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente in
considerazione anche del protocollo
d'intesa sottoscritto con l'Assessorato regionale dell'energia e
dei servizi di pubblica utilità.
9. Per l'anno 2021 in favore dei comuni, per le spese delle
comunità alloggio per disabili psichici, è autorizzata la spesa di
5.000 migliaia di euro (Missione 12, Programma 2, Capitolo 183363),
a valere sul Fondo di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modificazioni.
10. Per l'anno 2021, a valere sul Fondo di cui all'articolo 6
della legge regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, la
somma di 6.000 migliaia di euro, da iscrivere su apposito capitolo
di spesa del bilancio della Regione, è destinata ai comuni delle
isole minori quale contributo sulle spese per il trasporto dei
rifiuti via mare, da ripartire in proporzione alle spese
effettivamente sostenute da ogni ente nell'anno precedente.
11. Al comma 4 dell'articolo 2 della legge regionale 30 dicembre
2020, n. 36, le parole e le somme di cui al comma 2, pari a 600
migliaia di euro (Missione 18, Programma 1), sono poste a carico
dell'autorizzazione di spesa per le finalità di cui al comma 1
dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e successive
modificazioni (Missione 18, Programma 1, capitolo 191301) sono
soppresse».
A pagina 21 inizia l'articolo, con i relativi emendamenti.
Possiamo procedere alla votazione dell'articolo 38. Ci sono dei
soppressivi. Si iscrivono a parlare gli onorevoli De Luca e
Dipasquale.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Ci sono, fortunatamente, solo due interventi dei
colleghi De Luca - che, se intende parlare, è pregato di avvicinare
al pulpito - Dipasquale, Lupo, Cracolici, Barbagallo.
Colleghi, come da Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, vi invito ad attenervi all'articolo, ad evitare di
sovrapporre interventi uguali specialmente all'interno dello stesso
gruppo. Quindi ad ottimizzare gli interventi.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi semplicemente per
fare delle osservazioni. Noi in questo articolo stiamo riconoscendo
un contributo straordinario di quasi tre milioni ad un società
privata che, probabilmente, sarà oggetto di impugnativa. Quindi,
nonostante
PRESIDENTE. Può dire il comma, collega?
DE LUCA. Comma 2. Quindi, nonostante la convenzione del buon
intento, c'è questa pecca. Poi stiamo assegnando, nuovamente, un
milione di euro tra bandierine blu e bandierine verdi.
PRESIDENTE. Può dire la lettera del comma?
DE LUCA. Un attimo Presidente, non mi interrompa continuamente.
Questo al comma 7. Dopo di che, nel medesimo articolo vediamo che
diamo solo tre milioni di euro ai comuni per aiutarli nella
differenziata e solo cinque milioni di euro ai comuni per le
comunità alloggio per disabili psichici.
Ora io mi domando, semplicemente, se è opportuno destinare queste
somme, di cui appunto al comma 2 e al comma 7 per questi intenti, e
svilire invece quelli che dovrebbero essere degli obiettivi
prioritari per questa Regione. Quindi faccio, semplicemente, un
invito alla riflessione ma credo che si commentino da soli.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi
sull'articolo 38 ci sono almeno un paio di cose che voglio
evidenziare, anche perché sono scomparsi gli emendamenti, vabbè
saranno tra gli aggiuntivi, però vediamo come li possiamo
recuperare nel caso intendiamo farlo.
Innanzitutto, la prima riflessione riguarda il primo comma. Nel
primo comma il Parlamento aveva individuato una riserva per le
città che si occupano di attività che sono attenzionate dai
fenomeni migratori. E, quindi, Lampedusa, Linosa, Pozzallo. Questo
fondo era stato individuato per due milioni di euro. Purtroppo
viene portato ad un milione di euro. Allora, io ho presentato un
emendamento aggiuntivo e vi prego di recuperarlo perché, veramente,
un milione di euro per tutti questi comuni, che si trovano in prima
linea - dove non è solamente Pozzallo ma sono anche gli altri
comuni a cui ho fatto riferimento - è veramente riduttivo. Quindi
io, Presidente, la prego un attimo di fermarsi per vedere di
trovare una soluzione.
L'altra cosa che volevo evidenziare, il comma E); io lo vorrei
proprio spiegato da questo scienziato che ha scritto il comma E)
dove si prevede un contributo di un milione di euro, un contributo
straordinario per i Comuni che hanno stabilizzato. Benissimo, è
vero, ci sono i Comuni che hanno stabilizzato, che hanno
stabilizzato nel passato, non lo deve dire a me Presidente perché
io sono stato il sindaco che prima in Sicilia ha stabilizzato i
precari nella nostra Regione nel 2008. Lei deve pensare che
l'allora normativa nazionale era appena uscita, anzi l'abbiamo
anticipata, e che tanti Comuni dopo Ragusa andarono a stabilizzarsi
proprio seguendo il percorso di Ragusa, uno dei Comuni che ricordo
era il Comune del Presidente della Regione, di Misterbianco. Allora
lo scienziato che ha previsto questo emendamento prevede, sì perché
è uno scienziato questo, che questo contributo va solamente ai
Comuni che hanno stabilizzato dal 1 gennaio 2010 a dicembre 2016,
cioè tagliando fuori il Comune di Ragusa.
PRESIDENTE. Emendiamo il 2008?
DIPASQUALE. Presidente della Regione, la prego di seguirmi su
questo. E' stato presentato nella finanziaria il comma E) dove si
dà un contributo ai Comuni che hanno stabilizzato nel passato e si
lascia fuori l'unico Comune che è stato il primo in Sicilia che è
il Comune di Ragusa, quindi io vi prego e lo dico in particolar
modo con attenzione ai colleghi ragusani, perché significa
mortificare il Comune di Ragusa, ho presentato un emendamento e non
capisco perché non c'è, perché è un emendamento sostitutivo, ma io
ora ve lo consegno quindi non era aggiuntivo, perché dobbiamo
portarlo dal 2008. Del resto, la legge che mise in condizione di
stabilizzare .
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Devo parlare
PRESIDENTE. No, mi permetta. Le volevo dire che a pagina 26
l'emendamento che forse lei cercava, il 38.69 recita alla lettera E
sostituire I gennaio 2010 con I gennaio 2008 . Quindi lo abbiamo
trovato.
DIPASQUALE. Perfetto, sono contento. Io vi prego perché veramente
chi l'ha scritto gli è venuto e si è sparato, Presidente, 2010
quando la legge che ha permesso E' così Presidente, non c'è un
motivo perché è 2010. La legge che ha permesso le stabilizzazioni,
il suo Comune, è venuto allora da noi a Ragusa per dirci come
avete stabilizzato voi ragusani? perché il primo Comune nel 2008 è
stato il Comune di Ragusa dopo la legge nazionale, la n. 244 che
mise in condizione i Comuni di fare la stabilizzazione quindi a
questo scienziato che l'ha scritto, che l'ha scritto sbagliato, va
corretto e messo 2008.
Poi, dopo di che, ho detto prima, visto che c'è il Presidente,
vediamo se possiamo recuperare un milione perché sono stati tolti
un milione di euro ai Comuni che
PRESIDENTE. Onorevole Di Pasquale
DIPASQUALE. No, guardi, io non sono intervenuto neanche una volta
ancora oggi
PRESIDENTE. Ma deve concludere perché sono passati cinque minuti.
DIPASQUALE. Non sono intervenuto neanche una volta e se sto
occupando qualche minuto, se lei sta zitta Mi permetta, mi mette
in condizione
PRESIDENTE. Allora, lo staccate per piacere il microfono? Bene.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
(Proteste dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, lei non si può rivolgere in
questi termini alla Presidenza e permetta di sanificare lo scranno
e fare intervenire l'onorevole Barbagallo.
(Reiterate proteste dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, il suo intervento è finito.
Grazie Non si può permettere di parlare in questa maniera, forse a
casa sua La smetta Lei non si deve rivolgere in questo modo alla
Presidenza
Prego, onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Signor Presidente, su questo articolo c'è uno dei
punti dirimenti su cui siamo intervenuti già in sede di discussione
generale.
Parliamo del fondo delle riserve in favore degli enti locali e
certamente c'è un fatto che è accaduto nelle ultime settimane in
Sicilia che è sotto gli occhi di tutti. Io credo che
l'atteggiamento dell'Assemblea deve essere rivolto a tendere la
mano ai comuni che sono chiamati a risolvere problematiche non
previste, ad affrontare spese non previste, e certamente l'attività
parossistica dell'Etna e segnatamente la cenere vulcanica che ha
colpito una ventina dei comuni etnei è uno dei temi verso cui, a
giudizio del partito democratico, tutta l'Aula dovrebbe rivolgere
la sua attenzione.
E' una attività che ormai dura da 6-7 settimane. Ci sono stati
comuni più colpiti, altri meno colpiti, la protezione civile sta
censendo quelli che sono i danni. I comuni stanno intervenendo a
spese proprie per la pulizia delle strade, stanno intervenendo a
spese proprie per la pulizia e rimozione della cenere vulcanica
negli edifici pubblici, nelle scuole, nei palazzi comunali, nelle
piazze.
La situazione è in continua evoluzione, ed è particolarmente
grave. Per questo insistiamo sull'emendamento 38.57 signor
Presidente, e ci affidiamo alla copertura che riuscirà a reperire
la Commissione bilancio nei limiti proprio del maggior importo,
tenendo conto del fatto che i comuni interessati sono parecchi, e
che è un evento che - ahimé - ancora oggi non è finito, e
l'attività parossistica è ancora in corso.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. C'è l'emendamento della Commissione? I soppressivi
sono ritirati? Do la parola al Presidente Musumeci per rispondere
all'onorevole Barbagallo.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Credo sia utile, al fine di
evitare cenere anche sulla comunicazione politica, che sulla
tormentata vicenda della cenere vulcanica che investe alcune decine
di comuni non solo del versante etneo, il Governo con la Protezione
civile si è subito impegnato nello stanziamento di una prima
risorsa assolutamente irrisoria, perché speravamo che l'attività
del vulcano si determinasse soltanto in 3-4 giorni, un milione di
euro, e stiamo prevedendo, non appena l'esercizio finanziario sarà
avviato, di mettere da parte altre risorse da fondi extra
regionali.
Al tempo stesso, abbiamo chiesto lo stato di emergenza al governo
nazionale, abbiamo chiesto la mobilitazione nazionale, si tratta di
una mobilitazione di mezzi e di uomini ed io personalmente ho
parlato con il capo della protezione civile, ingegnere Curcio, al
quale ho evidenziato l'esigenza di un contributo straordinario da
parte del dipartimento nazionale per fare fronte alle spese dei
comuni. I comuni sono tenuti, ma credo che abbiano già ricevuto una
circolare da parte della protezione civile, ad affrontare
l'emergenza e a rendicontare la protezione civile per poter
accedere al rimborso. Al tempo stesso stiamo espletando le
procedure per acquistare alcuni mezzi appositamente per intervenire
nel recupero della cenere vulcanica, tenuto conto che secondo gli
scienziati, questo fenomeno è destinato a ripetersi, con tutte le
conseguenze che determina anche sul piano del trasporto, perché se
sbuffa l'Etna, l'aeroporto internazionale di Fontana rossa, per
motivi precauzionali è costretto a chiudere. Quindi, al di là della
buona volontà politica manifestata dalla Commissione, credo di
poter dire che su questo tema, stiamo facendo fronte come Governo e
non tanto perché io viva nella provincia di Catania, ma per essere
direttamente coinvolto in questa tormentata e drammatica per certi
versi vicenda
Stiamo occupandoci con l'assessore Razza, anche di capire se e
fino a che punto la cenere vulcanica possa essere pregiudizievole
alla salute pubblica, qualora dovesse sollevare le polveri sottili
e permanere lungo le strade nelle caditoie, nei tetti, nelle
terrazze a lungo, oltre il tempo necessario ad essere raccolta.
PRESIDENTE. Lo ritira, onorevole Barbagallo?
BARBAGALLO. No.
PRESIDENTE. Non ritira? E non è stato chiaro quello che ha detto
il Presidente?
Va bene per i fatti suoi. Se non lo ritira, non lo ritira.
Comunque onorevole Barbagallo, siccome gli Uffici mi dicono che
l'emendamento non è formulato in maniera corretta.
Mi scusi se mi permetto di insistere, credo che quello che dice il
Presidente sia oggettivamente di garanzia, per cui c'è stata anche
la specifica di tutto quello che si sta facendo. Anche io ho
parlato coi sindaci del catanese, che mi sono venuti a trovare.
BARBAGALLO. Delle dichiarazioni prendiamo atto dell'impegno del
Governo, e vigileremo attentamente sul trasferimento delle risorse
del Governo nazionale, qua c'è un'esigenza cautelare, il milione di
euro serviva come ha detto il Presidente della Regione, per i 4, 5
giorni, sono passate sei settimane.
Ci sono due emendamenti del Partito Democratico, uno per dieci
milioni che ritiro, l'altro per cinque milioni, se per caso la
Commissione Bilancio, non arriva a cinque milioni e arriva a meno,
per voi va bene uguale ed è l'emendamento 38.57.
Quindi io non lo so qual è l'emendamento che lei ha sul tavolo, e
a quale si sta riferendo, c'è sul testo il 38.57.
PRESIDENTE. L'emendamento 38.57, l'ho qua davanti.
BARBAGALLO, E' il 38.57, nelle forme che stabilirà la Commissione
Bilancio .
PRESIDENTE. Gli Uffici mi dicono che se in sede di riparto del
fondo delle autonomie locali ..
BARBAGALLO. Se serve togliamo le prime due righe. Ho capito che è
questo il problema.
Il Presidente Savona credo che aveva fatto le stesse analisi ed
eravamo giunti.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Sulle riserve è
un tema da non trattare, perché non stiamo dando copertura a
nessuno e nessun elemento che possa confluire a toccare le riserve.
Quindi le riserve a prescindere, quindi sull'emendamento che ho in
mano, che abbiamo distribuito, non ci saranno altre riserve da
affrontare, né in più né in meno.
PRESIDENTE. Quindi, lasciamo quello del PUC e lo mettiamo in
votazione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Si esatto.
PRESIDENTE. Poi però bisogna vedere la compatibilità.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Sul 38 com è
l'unico emendamento che stiamo facendo per riscrittura totale.
PRESIDENTE. Questo è l'unico della Commissione, il 38 che si può
votare, della Commissione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Esatto,
Presidente, solo questo dobbiamo mettere in votazione e niente più.
PRESIDENTE. Se l'onorevole Barbagallo non ritira il suo, io lo
devo mettere in votazione. Poi può essere, ovviamente, bocciato ma
lo devo mettere in votazione.
Il parere del Governo è comunque negativo. Onorevole Barbagallo,
mi sembra che non si possa trovare una soluzione. Ecco, perché non
facciamo un ordine del giorno e così si impegna il Governo a
metterli subito?
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, noi ordini del giorno non ne
facciamo, noi chiediamo di votare con palese nominale. Sulla
seconda parte del 38.57, a valere sui fondi POC, la domanda agli
Uffici è: c'è una parte fino a concorrere alla copertura? Due
milioni, due milioni e mezzo, un milione e otto? Questo c'è o no,
per garantire le attività indispensabili questa settimana? Sì o no,
questo è il punto, e chiediamo di votarlo con palese nominale.
PRESIDENTE. Però, ce lo devono dire. Quindi, sul 58, che è quello
da cinque mila diciamo.
BARBAGALLO. Mi pare che era il 57.
PRESIDENTE. 58, quello da cinque è 58.
Onorevole Barbagallo, c'è una nuova riformulazione, che è firmata
anche dalla Commissione, che però non riguarda più il fondo
autonomie locali, e quindi lo facciamo dopo, non viene fatto
adesso, viene fatto dopo quando parliamo della protezione civile.
A questo punto, dobbiamo votare solo il 38 della Commissione, che
avete tutti.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, la ringrazio, ma nella rielaborazione sul
38 della Commissione, ai Comuni che si trovano in prima linea in
tutte le pratiche, le spese e le incombenze per l'accoglienza dei
migranti, si aggiunge un altro Comune. Riteniamo che sia utile se
in quel Comune ci sono problemi e urgenze di questo tipo, quindi i
Comuni diventano cinque, la somma complessiva
PRESIDENTE. Quello che si aggiunge qual è?
FAVA. Siculiana. La somma resta mille euro, quindi scendiamo a
duecento mila euro a Comune, abbiamo ridotto ad un terzo la somma
che era stabilita nella vecchia finanziaria, anche dando seguito ad
un emendamento che era stato da me presentato. Duecento mila euro a
Comune, se veramente assumiamo che questi interventi siano di
emergenza, di urgenza, di necessità, è un contentino che ha
soltanto un valore simbolico negativo. O si ristabilisce una cifra
congrua, in questo senso c'è un mio emendamento che la porta a tre
mila euro, oppure tanto vale dire cari Comuni assumerete a vostre
spese, assumerete a vostre spese le incombenze legate
all'accoglienza dei migranti , ma noi non possiamo dire da
cinquecento mila scendiamo a duecento mila, prendere o lasciare.
PRESIDENTE. C'è modo, Governo, di trovare, che l'intervento di
Fava ha una sua logica.
Io credo che all'interno del fondo queste disponibilità ci sono,
per cui si potrebbero inserire
Cioè se aggiungiamo, assessore Armao, se aggiungessimo 200 mila
euro le disponibilità ci sono?
(Intervento fuori microfono dell'Assessore Armao)
PRESIDENTE. Quanto si può aggiungere? Per portarlo da 5 a 2
milioni, per cui quello non è possibile, non ci sono queste
disponibilità però per quello di Siculiana, cioè aggiungere la
quota almeno per Siculiana e lasciare gli altri per come erano
prima, è già una cosa. No, allora, se potessimo aggiungere
Siculiana con la sua copertura e non togliendola agli altri,
questo, l'unica cosa che forse si può fare è questo.
FAVA. Ma in questo modo noi decurtiamo della metà quello che è
stato dato con la scorsa Finanziaria a questi comuni.
PRESIDENTE. Si, io sto cercando di capire quello che si può fare.
FAVA. Da 500 mila euro a 250 mila euro. E bisognerà spiegare a
questi comuni che i costi sono cresciuti, l'emergenza aumenta, si
fa più incombente e soprattutto legata alle vicende che porta con
sé come eredità la pandemia e noi abbiamo deciso di dimezzare da
500 mila a 250 mila. Diciamo è una scelta
PRESIDENTE. Non è un problema che abbiamo deciso, è che
evidentemente le risorse sono quelle .
FAVA. Lo decidiamo noi, Presidente. Siccome non si tratta di cifre
né stravaganti né eccessive ma per questi comuni, piccoli comuni,
piccole amministrazioni, avere la possibilità di contare su un
fondo congruo è una necessità, altrimenti rischiamo di mettere in
seria difficoltà di fronte un problema che è anche un problema ..
PRESIDENTE. Allora, la disponibilità che chiede lei non c'è da
quello che capisco. Stiamo cercando, se possibile, di evitare che
Siculiana pesi anche sugli altri comuni e quindi mettere quello che
era previsto per i 4 comuni in più per Siculiana senza togliere
altri soldi a loro. Non in quel tetto, aggiungendo 300 mila euro
credo. Cioè dovrebbero andare 300 mila l'una, sono diventati 200
mila perché c'è Siculiana, venivano da 500 dopo di che le
disponibilità sarebbero per 300, ma con l'aggiunta di Siculiana
diventano addirittura 200. Se noi paghiamo Siculiana con altri 300
mila almeno restano a 300 mila.
Quello che si può fare, ma ripeto poi non è che dipende da me,
deve essere il Governo, quello che mi sembra che si può fare è
sostituire 1.000 milione con 1.250. E questo credo che sia
quantomeno un segnale che l'Assemblea sta dando nella cosa. Mi
sembra che ci sia qualche problema su questo argomento. No, e
allora un attimo solo, per lei va bene.
E allora questo lo ha presentato la Commissione, bisogna metterlo
in votazione subito. Allora il 38COM.1 che è questo aumento di 250
mila euro per quei comuni che hanno gli emigrati, da 1.000 a 1.250,
lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Sunseri su che cosa lei deve
intervenire? Sul 38? Prego.
SUNSERI. Signor Presidente, guardi Presidente Musumeci, Assessore
Armao, devo dire che provo un po' anche di imbarazzo a trattare un
argomento così importante per la Sicilia, per i comuni siciliani, e
affrontarlo così anche con l'Aula.
Stiamo parlando dell'unica fonte certa che in questo momento i
comuni hanno da parte della Regione, cioè il trasferimento dei
fondi dalla regione ai comuni, 340, 320 milioni di euro che ogni
anno la regione siciliana trasferisce ai propri comuni. Ma io non
riesco a comprendere la ratio di quello che stiamo facendo perché è
come se un po' un padre di famiglia che a mala pena sa di avere le
risorse necessarie per far pranzare e cenare i propri figli, ne
riserva una parte per comprargli la playstation perché di questo
parlando quando parliamo di riserve.
Ora il concetto è uno, io volevo sapere dall'Assessore Armao,
dagli uffici dell'Assemblea regionale siciliana, se il comma 2 è un
emendamento che noi possiamo affrontare, perché secondo me gli
uffici dovevano fermarlo prima di arrivare qua perché io non credo
che noi possiamo ricapitalizzare società.
Poco fa abbiamo avuto venti minuti di discussione per trovare 200
mila euro, io vorrei un parere da parte dell'assessore e da parte
degli uffici, Presidente lei rappresenta l'Assemblea, per
comprendere se possiamo ricapitalizzare società, perché se non
dovesse essere possibile, attenzione nulla quaestio sulla volontà e
sulla bontà della norma, ma così non è possibile così viene
impugnata e stiamo togliendo somme ai comuni o a altri percorsi
virtuosi che si possono fare nei confronti dei comuni, con una
norma che a mio parere a mio modestissimo parere, pur
riconoscendone la bontà, non è certamente fattibile.
Però, ripeto, vorrei un parere da parte dell'assessore Falcone,
dell'assessore Armao che dà il parere sulla copertura, dagli uffici
dell'Assemblea perché secondo me è così, ma non vorrei ritrovare
tra 60 giorni a intervenire da questo scranno e dire la stessa
identica cosa che sto dicendo oggi.
PRESIDENTE. E allora, ci sono altri interventi, il Governo deve
replicare? No, possiamo votare l'emendamento 38.COM. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
A questo punto gli altri sono tutti superati o ritirati, a meno
che non ce n'è qualcuno quello dell'onorevole Dipasquale, scusate.
Perché non ha impatto finanziario? Cioè è sempre un milione per me
oggettivamente se è sempre un milione perché ha refluenze non ne
ha, perfetto senza gridare per me va benissimo. Il parere del
Governo?
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione con il parere favorevole della
Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevole Dipasquale, non ci credeva neanche lei, vero? Forse,
neanche il Governo.
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo parlare
di uno degli emendamenti all'articolo 38 firmato da me e dai
colleghi del Gruppo parlamentare che è il 38.89 che riguarda i
seguenti comuni ovvero Sambuca, Sutera, Castiglione di Sicilia,
Militello in Val di Catania, Sperlinga, Troina, Castelmola,
Castroreale, Montalbano Elicona, Novara di Sicilia, San Marco
Dalunzio, Savoca, Cefalù, Ganci, Geraci Siculo, Petralia Soprana,
Monterosso Almo, Ferla, Palazzolo Acreide, Erice e Salemi, ossia la
rete siciliana dei borghi.
La riserva prevista per i borghi di Sicilia in questo momento, se
nessuno degli emendamenti presenti nel fascicolo venisse approvato
sarebbe azzerata, siccome io ritengo che queste comunità tramandino
quella che è la nostra identità, quella che è la nostra storia, la
nostra cultura, le nostre tradizioni, e siccome credo che sia
importante come sempre diciamo cercare di fare in modo che in
questi comuni la gente arrivi e non che da questi comuni le persone
vadano via e restino sempre più abbandonati, credo sia importante
da parte del Governo - mi dispiace però non vedere l'assessore, ah
ecco lo vedo - fare uno sforzo in questo senso.
In V commissione eravamo riusciti a fare approvare questo stesso
tipo di predisposizione finanziaria un milione e trecento mila
euro, addirittura trecento mila euro in più rispetto all'anno
scorso, abbiamo riproposto questo emendamento che è il 38.89,
chiedo veramente al Governo uno sforzo per trovare la copertura per
questi Comuni.
PRESIDENTE. Si appunto, il Governo che dice su questo emendamento?
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Ma quale fondo? Onorevole Laccoto di cosa stiamo
parlando, c'è l'emendamento. Chi è favorevole resti seduto; Chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Se è stato dato parere favorevole, basta. Andiamo avanti.
Si passa alla votazione dell'articolo 38, così come emendato. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Io ho bisogno un attimo di fermarmi, perché oggi sono
particolarmente stanco e mi sta venendo un forte mal di testa. Di
che cosa parliamo. E' arrivata la copertura del 46. Benissimo.
Assessore Armao, dobbiamo sospendere un momento perché ci stiamo
confondendo, restando in Aula, un minuto soltanto.
(La seduta è sospesa alle ore 17.41, è ripresa alle ore 17.46)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, volevo comunicare all'Aula e al Governo
che ho presentato un ordine del giorno all'articolo 38 - quando
sarà il momento vorrei sapere se c'è l'apprezzamento da parte del
Governo - che riguarda i Comuni interessati dal sisma del 26
dicembre 2018, in quanto questi Comuni hanno ricevuto minori aiuti
sulle compensazioni covid, perché lo Stato ha preso come anno di
riferimento il 2019 che era un anno, notoriamente, in cui i Comuni
colpiti dal sisma avevano avuto la sospensione della riscossione.
Questo ha causato un gravissimo squilibrio nei bilanci di questi
Comuni già provati dal sisma e oggi provati dalla presenza della
sabbia vulcanica.
Vorrei dire al Governo che si apre una possibilità a livello
statale, qualora riuscissimo ad intervenire, in quanto nel decreto
legislativo Sostegni - quindi quello recentissimo - c'è un
articolo che si intitola Ulteriori aiuti economici ai Comuni dove
potrebbe aprirsi la possibilità di fare questo particolare inciso
sui Comuni colpiti dal sisma, prendere come anno di riferimento il
2018 e non il 2019, in quanto in quell'anno i tributi erano sospesi
e quindi i Comuni hanno avuto minore aiuto.
PRESIDENTE. Il Governo è favorevole?
FOTI. Immagino di sì, spero. Signor Presidente, Le volevo dire
un'altra cosa, lei ha votato e chiuso la discussione sull'articolo
38 anche se avevo tentato di presentare un sub che si agganciava
all'emendamento 38.77 dell'onorevole Fava, parliamo di incentivi,
premialità ai Comuni che fanno la raccolta differenziata.
Ovviamente non si può più votare perché, mi permetta, ogni tanto
si preme il piede sull'acceleratore in fase di votazione e, forse,
sfuggono delle possibilità, in quanto sappiamo che i Comuni che
superano il 65 per cento statisticamente sono tutti Comuni
piccolissimi, invece i Comuni più grandi che fanno sforzi - e ci
sono Comuni che stabilmente nel 2020 hanno superato il 60 per
cento, parlo di Comuni al di sopra dei 50 mila abitanti, quindi
delle mosche bianche - non riceveranno nulla.
Io proponevo una diversa ripartizione delle percentuali.
PRESIDENTE. Però, onorevole Foti, lei sa bene che i subemendamenti
si presentano in tempo, non è che mentre stiamo votando lei può
presentare
FOTI. No, io l'ho presentato in tempo, però è stato ritenuto dagli
Uffici che non mi potevo agganciare all'emendamento dell'onorevole
Fava, perché lo modificavo per intero, anche se poi l'emendamento
non è stato neppure votato, neanche il 38.77 e quindi non è stato
distribuito.
Evidentemente se ci si trasferisce lì sopra si riesce ad avere più
ascolto, poi non chiedo un'approvazione io chiedo solo che l'Aula
prenda coscienza del tema.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, quando a noi arrivano gli emendamenti
li mettiamo in votazione, se non ci arrivano non li possiamo
mettere in votazione.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Siamo già all'articolo nuovo. Su che
cosa vuole intervenire lei?
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è un problema
molto serio. Qua non possiamo essere presi in giro.
Praticamente, sia in V Commissione, sia in Commissione
Bilancio , abbiamo trovato una copertura con fondi di riserva
degli enti locali e ci hanno massacrato anche dicendo che noi
avevamo preso i fondi dei disabili e non era vero. Dopodiché,
abbiamo ridotto - così come ci hanno chiesto - a 10 milioni, e per
l'anno prossimo l'avevamo messo a 15 milioni. Arriva un emendamento
del Governo che è una sfida a tutto il Parlamento. Perché tutto il
Parlamento, unanime, aveva dato già una copertura su 10 milioni per
quest'anno, e su 15 milioni per il 2022 e il 2023.
In sede di coordinamento non può essere fatto, perché gli enti che
devono stabilizzare devono avere la certezza della copertura.
Questa è una sfida al Parlamento. Presidente della Regione, la
prego, intervenga su questo perché è un fatto molto grave. Noi,
Commissione Bilancio, siamo stati una notte a fare questo discorso,
e abbiamo preso somme solamente sui capitoli che si potevano
prendere. Già abbiamo difficoltà, perché noi con queste somme
arriviamo a 14 ore. Se noi diminuiamo queste somme, non vale la
pena fare un discorso che non è fattibile, perché arriveremmo
nemmeno a 12 ore. Quindi, io chiedo, qui si fanno sperperi.
PRESIDENTE. Il Governo mi chiede di accantonarlo per domani.
LACCOTO. No non è accantonato. Lo dobbiamo ritirare. Il problema è
diverso. Non possiamo andare avanti con la Finanziaria se non viene
ritirato questo emendamento.
PRESIDENTE. Stiamo accantonando l'articolo in modo che poi si
discute domani.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Onorevole, noi abbiamo in questo
momento i due Direttori che stanno parlando, il direttore della
Ragioneria che ha dei conti, e il direttore dell'assessorato per il
lavoro, che ne ha altri. La prego, chi governa deve tenere conto
anche delle strutture che hanno un ruolo burocratico importante e,
quindi, nessuno vuole fare il gioco delle tre carte, ci
mancherebbe.
I due direttori hanno una visione, in questo momento, diversa. Si
stanno confrontando nelle sale del Governo, noi non teniamo dare
nessuna appostazione che non sia quella appropriata a perseguire
l'obiettivo che il Parlamento vuole raggiungere.
Quindi, questo accantonamento è giustificato dal fatto che si
stanno facendo degli approfondimenti. Non c'è nessuna fuga in
avanti e nessun tentativo di eludere impegni che il Governo ha già
preso in Commissione. Deve essere chiaro questo. Il Governo questi
impegni li ha già presi in Commissione, quindi intende rispettarli
in sede parlamentare. Pertanto, io chiedo al Presidente, che
ringrazio, questo accantonamento. Daremo la soluzione più
appropriata dopo avere effettuato i confronti con gli Uffici.
PRESIDENTE. Colleghi, il 46 lo facciamo domani perché devo
chiarire alcune cose anche diverse da queste, per cui non
interveniamo più sul 46. Il 46 lo votiamo domani.
DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ma l'ordine dei lavori per parlare del 46? Ne parlate
domani. Non c'è problema. Tutta questa vicenda è molto poco chiara
a tutti, per cui siccome io la voglio capire perché sennò non la
metto in votazione, mi permettete di capirla? Se vi sto dicendo è
inutile intervenire oggi, la portiamo a domani, io più tardi
cercherò di capire. Perché se io non capisco bene quello che
facciamo preferisco non farlo. Non credo che sia un delitto
chiedere una cosa di questo genere. Quindi, è inutile fare
interventi. No, ancora, intervengono. Prego.
DE LUCA. Signor Presidente, è nelle sue prerogative accantonare
l'articolo, perché ci vuole vedere chiaro. Sacrosanto. Però io mi
oppongo - e voglio che resti agli atti - a questo modo di
procedere. Perché non si può spuntare in Aula e rifare i conteggi
Il Direttore generale dell'Assessorato lavoro, il Dott. Gaetano
Sciacca, ha presentato dei conteggi che hanno fermato i lavori
della Commissione Bilancio per un intero pomeriggio. Questi
conteggi sono stati sviscerati dalla Commissione che, a questo
punto, il cui lavoro è quasi inutile se poi si arriva
PRESIDENTE. Allora
DE LUCA. No, un attimo Presidente
PRESIDENTE. No, ma siccome le ho detto che devo capire può essere
che devo capire anche questo. Basta Non insistiamo più. Si passa
all'articolo 42. Ne do lettura:
Articolo 42.
Contributo ai comuni colpiti dall'incendio del 3 ottobre 2020
1. Al fine di fronteggiare lo stato di crisi ed emergenza derivanti
dall'incendio del 3 ottobre 2020, giusta delibera di Giunta
regionale n. 487 del 3 novembre 2020, il dipartimento regionale
della Protezione civile è autorizzato a concedere, per l'esercizio
finanziario 2021, un contributo straordinario di 225 migliaia di
euro da destinare ai comuni colpiti dal suddetto incendio .
Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Caputo mi aveva
anticipato un subemendamento all'articolo 42.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Ancora non è stato distribuito.
PRESIDENTE. E' stato presentato?
CAPUTO. Sì
PRESIDENTE. Allora, scusate. C'è un subemendamento dell'onorevole
Caputo. Se lo possiamo distribuire. All'emendamento 42.12.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi attengo a quelle
che sono le regole di cui lei parlava poco fa, cioè che i deputati
di maggioranza devono essere molto veloci negli interventi.
Io volevo soltanto richiamare l'attenzione dei colleghi per una
questione, anche, di carattere di gravità, ed anche di equità.
E' stato presentato questo articolo che ritengo importantissimo,
relativo all'incendio del 3 ottobre del 2020. Ritengo che,
ugualmente, deve essere data attenzione ad un incendio di
vastissimo dimensioni, durato oltre tre giorni, ed è l'incendio del
30 ottobre del 2020, che ha riguardato i comuni di Monreale,
Altofonte e Piana degli Albanesi.
E proprio l'attenzione del Governo è stata massima, perché il
giorno successivo il Presidente della Regione Musumeci è stato
presente, con il Governo regionale, a rappresentare la vicinanza.
Ritengo importante che, ai sensi dell'articolo 117, venga
modificato il titolo dell'articolo, e quindi inserire anche
l'intervento per l'incendio del 30 ottobre 2020.
(Intervento fuori microfono)
CAPUTO. Sì e io ho chiesto ai sensi, se lei sicuramente non le
sarà sfuggito, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento, chiedo
che venga modificato il titolo dell'articolo e, quindi, questo
contributo chiedo che venga anche erogato ai comuni che hanno
subito l'incendio del 30 ottobre e, quindi, nella specie sono
Altofonte, prima di tutto, Monreale e Piana degli Albanesi.
PRESIDENTE. E'iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per brevità,
condivido l'intervento dell'onorevole Caputo, perché credo che
bisogna avere par condicio in questi casi nei confronti delle
popolazioni colpite.
PRESIDENTE. E'iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà. Se facciamo gli interventi così succinti siamo
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato un
emendamento perché noi dobbiamo darlo sul serio un contributo.
Perché è giusto quello che dice l'onorevole Caputo e quello che
afferma l'onorevole Lupo, estendendo anche ad altri comuni questo
contributo, però il mio emendamento è per aumentare il contributo,
perché altrimenti è inutile dare delle piccole elemosine ai comuni.
I comuni hanno bisogno di somme per cercare di rialzarsi e
rimettersi in piedi. E' questo il senso del mio emendamento, e sono
d'accordo con questo affermato dai colleghi che mi hanno preceduto.
PRESIENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tamajo. Ne ha
facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi sarò veloce anch'io
per esprimere il mio voto favorevole all'emendamento proposto
dall'onorevole Caputo, dove ho apposto anch'io la mia firma.
Volevo chiedere all'assessore Armao, visto che abbiamo inserito -
se non sbaglio - un milione di euro, se c'è la possibilità di
trovare qualche risorsa in più per questi tre comuni che,
veramente, hanno subito ingenti danni, e tante famiglie hanno
subito ingenti danni, per quanto riguarda l'incendio.
Per cui, chiedo ufficialmente all'assessore Armao se è possibile
trovare qualche altra risorsa in più per dare la possibilità a
queste famiglie di trovare ristoro.
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
MARANO. Presidente, velocemente, io avevo depositato un
emendamento appunto per estendere, per la gioia del mio collega,
per estendere, diciamo, il contributo straordinario anche ai Comuni
colpiti dalla cenere dell'Etna. Essendo 252 migliaia di euro pochi
PRESIDENTE. Per la cenere mi sembra che si sta facendo tanto
altro; qua siamo a livello d'incendio. Vero è che quello dell'Etna
è pure fuoco Prego.
MARANO. Se vede il fascicolo, c'è anche un mio emendamento che
aumenta il contributo. Questo aumento di contributo era stato fatto
nell'ottica, quindi più un milione di euro, di estendere anche alla
cenere dell'Etna, se vede nel fascicolo. Bene. Però, non è neanche
nell'allegato, cioè non è stato neanche inserito.
PRESIDENTE. Sulla cenere dell'Etna ci sono tante cose che si
stanno muovendo.
MARANO. Sì, lo so. Anche su Messina.
PRESIDENTE. Anche su Messina. No, ma quello è fatto per Messina,
mi sembra, tutto sommato, corretto visto che contemporaneamente
c'è stato un incendio importante
MARANO. Però, io ho depositato un emendamento ma non me lo sono
trovato neanche nel fascicolo. Apprezzo chiaramente l'impegno del
Presidente
PRESIDENTE. Scusi, onorevole, c'è il suo emendamento.
MARANO. No, non c'è quello per l'estensione del contributo
straordinario alla cenere dell'Etna, ai comuni colpiti dalla
cenere.
PRESIDENTE. Ce n'è uno, al comma 1, le parole 252
MARANO. che aumenta lo stanziamento.
PRESIDENTE. Un milione in più.
MARANO. Sì, c'è quello con l'aumento dello stanziamento, non c'è
quello che amplia il contributo anche ai comuni colpiti dalla
cenere dell'Etna. Manca. Non c'è nel fascicolo. C'è soltanto quello
che aumenta.
PRESIDENTE. Probabilmente, in questa cosa che è sugli incendi è
stato considerato aggiuntivo prima e quindi non è stato messo.
MARANO. Però non c'è. Io l'avevo presentato.
PRESIDENTE. Grazie.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Presidente, faccio riferimento
all'emendamento che è stato presentato dagli onorevoli Caputo,
Caronia, Tamajo e Ternullo e quello che avevano presentato di
analogo tenore gli onorevoli Grasso, Caronia e Caputo,
sottolineando che arriviamo ad 1 milione e 225 quindi non è solo 1
milione, è 1 milione 225. Tenendo presente che si tratta di risorse
extraregionali che auspicabilmente saranno destinate a questo
obiettivo, è chiaro che dobbiamo fare anche poi una verifica con i
competenti dipartimenti, ma è del tutto plausibile che un
intervento di questo tipo che è di tipo infrastrutturale
chiaramente non si daranno risorse se non per interventi ed
investimenti sul territorio per sanare i disastri di questo
drammatico incendio che è stato evocato.
Quindi, sotto questo profilo, non credo che ci siano possibilità
di ulteriori incrementi; però, intanto, si stanzia questo,
eventualmente in sede di assestamento o di variazioni si potrà,
laddove non risultino sufficienti, valutare ipotesi d'incremento.
Grazie.
PRESIDENTE. Quindi, il parere del Governo è favorevole
all'emendamento 42.12 e al subemendamento 42.12.1. Quelli di prima
sono tutti e gli altri sono assorbiti.
La copertura è sui fondi POC per cui sono tutti assorbiti i
precedenti emendamenti
Pongo in votazione l'emendamento 42.12.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 42.12. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 42. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
A che punto siamo? Quanti ne abbiamo approvati oggi? Undici.
Onorevole Savona, ha qualche suggerimento sugli articoli da
trattare? Il 40.
Si passa all'articolo 40. Ne do lettura:
«Art. 40.
Interventi in favore dei comuni impegnati
nell'accoglienza degli immigrati
1. In considerazione delle particolari difficoltà riferite al
fenomeno immigratorio, è autorizzata, per l'esercizio finanziario
2021, la spesa di 200 migliaia di euro da destinarsi ai comuni nei
cui territori, nel 2020, sia stata attiva una delle seguenti
strutture:
a) strutture di primo soccorso e accoglienza, cosiddetti hotspot,
definiti punti di crisi dall'articolo 10 ter del decreto
legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e successive modificazioni;
b) centri di prima accoglienza (CPA), ai sensi dell'articolo 9 del
decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142 e successive
modificazioni;
c) centri di permanenza per il rimpatrio (CPR), ai sensi
dell'articolo 14 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e
successive modificazioni».
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo articolo
noi proponiamo una radicale riscrittura che riformula integralmente
il testo con alcune correzioni che riteniamo siano non di forma ma
di merito, di sostanza.
Intanto, pensiamo che la cifra vada aumentata da 200 a 500 mila
euro perché fondi ai comuni che siano al di sotto di questa soglia
di decenza rischiano di non produrre alcun effetto.
Riteniamo che vadano esclusi i centri di identificazione e di
espulsione che per loro natura non sono assolutamente funzionali
alle politiche di accoglienza, ma vanno esattamente in un'altra
direzione e che, peraltro, non si trovano nemmeno nelle città.
Pensiamo che vada esteso il contributo anche ai centri SPRAR che
si occupano dei richiedenti asilo politico, ai rifugiati politici.
E, infine, proponiamo un intervento di eugenetica linguistica, la
parola immigrati' non ha più una sua leggibilità nella grammatica
politica, va sostituita con la parola migranti'. Immigrati sono
coloro che hanno già trovato una destinazione, qui si parla di
gente che sappiamo soltanto da dove scappa ma non quale sarà il suo
approdo finale, per cui la parola esatta è migranti.
Questa è la riformulazione con un punto di sostanza economica che
fa aumentare da 200 mila a 500 mila la prevenzione e con alcuni
elementi di merito che cercano di reindirizzare la funzione,
obiettivo di questo emendamento.
Per decoro alle istituzioni aspetto che qualcuno assuma la
Presidenza prima di concludere l'intervento.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
Vicepresidente, le consegno il mio intervento e saprà farne buon
uso.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Grazie,Presidente, colleghi, cittadini, questo articolo,
così come il comma che poco fa discutevamo sull'articolo 38, cerca
di modificare i paradigmi culturali, anche nostri: vedere,
immaginare la Sicilia, così come è già nelle vene dei siciliani,
come una terra accogliente ed inclusiva.
Questi sono piccoli interventi che servono, però, a supportare
quei comuni che stanno facendo di più nell'accoglienza e
nell'inclusione.
Sposo anch'io il discorso che faceva poco fa il collega Fava nel
modificare il termine da immigrati a migranti, perché è importante
anche trasmettere dei messaggi che possono essere positivi proprio
per cambiare questo modo di affrontare non un problema, perché
spesso noi lo vediamo come un problema, spesso siamo lì a
sottolineare l'emergenza, però noi questo fenomeno, che è il
fenomeno migratorio, lo dovremmo affrontare anche con delle leggi.
E colleghi, al di là di questi articoli che stiamo approvando in
questa finanziaria, noi abbiamo depositato con vari Gruppi
parlamentari e abbiamo, come dire, lavorato insieme anche con una
rete di associazioni fuori dal Parlamento, una legge, Presidente,
che è la legge sull'accoglienza e l'inclusione. Legge che solo la
Regione siciliana non ha rispetto ad altre regioni d'Italia.
Pensate, la Sicilia che è geograficamente sbarco che è coinvolta
dal fenomeno migratorio non ha una legge sull'accoglienza e
l'inclusione, l'unica regione d'Italia.
E allora, Presidente, questi sono degli articoli che vanno in
quella direzione e concordo anche con l'emendamento 40.11 che hanno
presentato i colleghi Catalfamo, Figuccia e Ragusa che cercano di
aumentare questo Fondo, magari possiamo prendere le somme su altri
articoli che possono essere superflui. Però, Presidente, subito
dopo questa finanziaria, andare a discutere una legge
sull'accoglienza e l'inclusione ci permetterà un domani di
affrontare questo fenomeno non più come un'emergenza, perché poi ci
troviamo ogni qualvolta nel periodo estivo a essere lì, a fare
interviste a scontrarci su un, ripeto, non un problema ma un
fenomeno che dobbiamo normare con una legge, perché non è
possibile che nel 2021 l'unica regione in Italia che non ha una
legge sull'accoglienza e l'inclusione è la regione siciliana.
Allora, Presidente, va bene anche la modifica che proponeva il
collega Fava, quindi la riscrittura, però è importante se
riuscissimo insieme a fare uno sforzo ad aumentare queste somme, di
modo tale che le città che fanno di più in questo momento in
Sicilia sull'accoglienza e l'inclusione vadano premiate, e così i
cittadini possano vedere con occhi diversi anche questo fenomeno
migratorio che è un fenomeno a cui ci dobbiamo abituare e - ripeto
- dobbiamo normarlo con una legge. Grazie, Presidente.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Grazie, Presidente, colleghi, come diceva poc'anzi il
mio collega Nuccio Di Paola, la Sicilia è terra di accoglienza, lo
diciamo sempre, lo difendiamo in ogni contesto e non potrebbe
essere diversamente, sia per ragioni storiche che cultuali, che
anche di collocazione geografica.
Il tema è proprio questo. Nel precedente intervento sulle riserve,
i comuni che diventano destinatari di risorse, quelle che sono le
legittime finalità dei comuni per implementare i sistemi di
accoglienza sono alcuni, e noi ci stavamo dimenticando di centri,
le città in cui sono allocati gli hot spot Messina, Trapani,
Caltanissetta e includendo anche il Cpa, Lampedusa e Pozzallo, che
in questo modo avrebbero ricevuto soltanto la quota parte delle
riserve.
In questo modo includiamo anche Messina, Trapani e Caltanissetta e
direi che se il Parlamento vuole sostenere gli emendamenti che sono
stati fatti, appunto, anche da componenti della maggioranza, di
aumento di queste risorse, chiaramente è accoglibile, e chiaramente
deve essere accolta la parte relativa alla copertura dei comuni che
sono SPRAR, però, nella misura in cui il fondo individuato contenga
la possibilità di dare un giusto contributo e che non diventi
parcellizzato poi perché su 75 SPRAR in Sicilia mi chiedo quanto
poi potrebbe arrivare a fronte di una risorsa che commisurata ad
alcuni comuni ha un senso, commisurata a tanti contesti ne ha
sicuramente un altro.
Mi sono, ulteriormente, proposta con un emendamento, che è il 4.9,
che va sulla falsa riga di quanto fatto a livello nazionale,
perché, come sicuramente saprete anche da Roma, è chiaro che
soprattutto nel periodo estivo quando maggioramente, purtroppo, si
sente l'esigenza di doversi confrontare col fenomeno migratorio,
per cui appunto i Comuni utilizzano il contributo e propongono
realizzazione di interventi e di attività connesse alla presenza di
migranti nel territorio regionale. E, pertanto, vi è anche
istituito per legge un dialogo proficuo, perché appunto il
contributo venga anche, chiaramente, utilizzato in modo noto ed
anche rendicontato, e ci mancherebbe pure insomma, rispetto alle
risorse che sono chiaramente dei cittadini.
Questo l'intento del mio emendamento e il ragionamento che credo
si possa fare in quest'Aula sul tema. Grazie.
PRESIDENTE. Si passa all'esame degli emendamenti.
Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 40.10, che comporta maggiori oneri e,
quindi, non è ammissibile.
L'emendamento 40.11, la stessa cosa; l'emendamento 40.15 la stessa
cosa; L'emendamento 40.4 è ritirato; l'emendamento 40.5 è
ritirato.
L'emendamento 40.12, lo vuole chiarire, onorevole Di Caro? È
ritirato?
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Se si riferisce al 40.12, praticamente si vuole dare il
medesimo sostegno alle strutture adibite a centri accoglienza
migranti che ospitano migranti affetti da Covid. Ce ne sono diverse
in Sicilia; io le faccio l'esempio della mia provincia, Siculiana,
che è una vera e propria polveriera. I cittadini accusano talmente
tante difficoltà, per cui sarebbe opportuno ristorare il Comune che
potrebbe utilizzare queste somme per finalità sociali, sarà
ovviamente l'amministrazione a decidere, ma a mio avviso è
importante dare un messaggio di questo tipo alle collettività che
ospitano migranti affetti da questo terribile virus. Grazie.
PRESIDENTE. Questo emendamento, dobbiamo approfondire se è in
relazione al decreto legislativo 142 del 2015. Quindi, sospendiamo
per un momento questa trattazione, nel frattempo l'Assessore fa un
approfondimento.
Il 40.6 è ritirato; il 40.8 è ritirato; il 40.13...
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Presidente, il 40.8 recupera una delle parti della
riscrittura che non passa, perché mi sembra di capire che non ci
sono risorse finanziarie sufficienti, e che esclude dai Comuni che
ricevono questo finanziamento quelli che hanno centri di
identificazione di espulsione, che nulla hanno a che fare con la
finalità di questo articolo, e che soprattutto non hanno nessun
contatto reale, né spese supplementari che ricadono in capo ai
Comuni.
PRESIDENTE. L'emendamento 40.8, lei vuole la soppressione della
lettera c) I centri di permanenza per rimpatrio (CPR), ai sensi
dell'articolo 14 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e
successive modificazioni . Adesso vediamo il Governo cosa pensa.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Prima che lei procedesse, le volevo dire è talmente ovvio
che c'è il favore sull'articolo, perché, insomma, questi Comuni per
problemi storici, geografici, lo subiscono e lo subiranno, ed è
molto bello che l'Assemblea tenda a colmare il vuoto lasciato dallo
Stato e l'Europa, che dovrebbero veramente dare una marcia in più a
questi territori che soffrono.
Ora, ho visto che c'erano le proposte emendative che, giustamente,
mettevano qualche soldino in più, perché Presidente 200 mila euro è
veramente mortificante, cioè come si fa anche suddividerli?
Allora, mi permettevo di suggerire che visto che l'articolo
precedente, l'articolo 38, abbiamo soppresso il comma 11 con un
emendamento cumulativo della Commissione Bilancio , chiaramente se
c'è la volontà da parte della Commissione Bilancio e dei colleghi
proponenti la copertura che è stata soppressa di 600 migliaia di
euro potrebbe andare ad aumentare le 200 mila euro, che era la
proposta dell'onorevole Fava, e portarla almeno a 500, perché
veramente è indecoroso, come facciamo a dividere 200 mila euro a
comuni importanti come Messina, Trapani, Pozzallo, e quant'altro?
Cioè non vorrei che questa norma, e lo dico veramente senza
infingimenti, passi come una norma spot e una falsa illusione.
Noi vediamo d'estate i sindaci di questi comuni che si recano
personalmente in questi capannoni di lamiera dove vengono ammassate
le persone, fare sforzi enormi per incentivare il turismo e
quant'altro. Ma come facciamo a mandargli 200 mila euro? Cioè, io
fossi un sindaco direi No, grazie deputati, grazie dell'impegno,
ma siamo veramente a una cifra che non si può neanche dividere .
Quindi, dato che proprio appena un attimo fa abbiamo soppresso
quel comma, nel frattempo che lei aveva detto ci fermiamo' secondo
me si può ripescare una copertura decorosa, non sufficiente ma
decorosa, per questo impegno che mi pare che sia assunto da tutti
nel dare un aiuto ai comuni.
PRESIDENTE. Bene, allora
FOTI. Dico se .
PRESIDENTE. Non glielo so dire, il Governo credo che abbia tante
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lentini)
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, per favore
FOTI. Ma io l'ho detto, onorevole Lentini, che lo sta
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, per favore
FOTI. E' un'altra cosa, non è che ci colpo io .
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, per favore
Allora, andiamo avanti. La soppressione della lettera c) è
mantenuta onorevole Fava? E' mantenuta? Perfetto.
Allora, emendamento 40.8 a firma Fava e Lo Giudice. Il parere
della Commissione?
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore. Non siamo in
grado di trovare copertura. Dobbiamo accantonarlo e lo rivediamo
più tardi.
PRESIDENTE. No, un'altra cosa sto dicendo, onorevole. Io parlo
dell'emendamento 40.8. Mi rendo conto che in questo momento, a
seguito di un lavoro che si è fatto in quest'Aula non si �� in
condizioni in pochi minuti di stabilire una copertura finanziaria.
Quindi, in questo momento non lo possiamo dare.
Sull'emendamento 40.8, che è la soppressione della lettera c),
qual è il parere della Commissione?
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; Chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 40.13, a firma degli onorevoli Fava e Lo
Giudice.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Presidente, intervengo sempre per il discorso della
copertura dei fondi. Potrebbe esserci un capitolo, stavamo vedendo
con i colleghi, il 219222 della Missione 14, Capitolo 1, se non
ricordo male. Se il Governo dice che c'è un eventuale copertura
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, dobbiamo recuperare l'incremento
dal 50 al 70 per cento per la
DI PAOLA. Assessore Cordaro, non mi sto riferendo a lei. Mi sto
riferendo alla Presidenza.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola.
DI PAOLA. Quindi, non sto parlando con lei. Non sto parlando con
lei, ma sto parlando con la Presidenza. Eviti di fare queste
faccine
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola.
DI PAOLA. Sono indecorose per quest'Aula Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, dobbiamo recuperare 660 mila euro
a proposito dell'esenzione che abbiamo portato dal 50 al 70 per
cento per la caccia; dobbiamo recuperare altri 4 milioni, non credo
che siamo in condizione in questo momento di potere fare un
ragionamento che porti a un risultato. Glielo dico perché gli
Uffici non hanno questa serenità in questo momento. Quindi, stasera
vedremo se gli uffici domani mattina, che invece di riprendere alle
11.00, lo comunico all'Aula, riprenderemo a mezzogiorno, si faranno
un po' di conti su queste cose.
Allora, sull'emendamento 40.13 ..
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Presidente, allora io chiederei la possibilità di
accantonare, se la Commissione Bilancio è d'accordo, questo
emendamento per vedere assieme al Presidente Savona e alla
Commissione se ci sono risorse per potere prevedere un intervento
finanziario diverso. Mi pare di capire che questa volontà da parte
del Presidente Savona ci sia.
PRESIDENTE. Onorevole Fava, mi scusi, noi stiamo esaminando gli
emendamenti.
FAVA. Sì.
PRESIDENTE. Alla fine di questi emendamenti se la Commissione e il
Governo sono d'accordo sospendiamo per vedere
FAVA. Scusi, ma che senso ha continuare a bocciare gli emendamenti
che prevedono un supplemento di impegno e poi decidere di
accantonare.
PRESIDENTE. Il suo emendamento è un'altra cosa, è il 40.13 e
riguarda lo SPRAR, ma quello l'abbiamo già superato, onorevole
Fava.
FAVA. Infatti, io sto chiedendo se possiamo sospendere,
accantonare questa discussione...
PRESIDENTE. Completiamolo e poi, alla fine, se c'è non lo votiamo.
FAVA. Va bene.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione sull'emendamento 40.13, si
rimette all'Aula cosa fa?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Non c'è
copertura.
PRESIDENTE. Non c'è copertura. E' ritirato. Va bene.
Si passa all'emendamento 40.9. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Parere contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sul 40.9?
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 40.9. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 40.14. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Ci rimettiamo
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Si rimette all'Aula. Pongo in votazione l'emendamento
40.14. Chi è favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Allora, accantoniamo l'approvazione di questo articolo; faremo un
approfondimento sui temi che sono stati sollevati durante i lavori
e domani daremo una risposta.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo
40, siccome ho capito che c'è un problema di coperture, poc'anzi
abbiamo approvato il 38 con
PRESIDENTE. No, onorevole Barbagallo, per essere chiari, non c'è
problema di copertura. Ci sono delle sollecitazioni che sono
pervenute alla Presidenza a cui il Governo in questo momento non è
in grado di dare una risposta. Siccome è interesse di tutti che
questo articolo sia il più comprensivo possibile nei confronti dei
comuni, la Presidenza ha stabilito di accantonare per il voto
finale, perché se si trova una soluzione...
BARBAGALLO. E a tal proposito volevamo evidenziare che siccome
dall'approvazione del 38.COM che prevede l'abrogazione del comma 11
c'è un economia di 600 mila euro, questo potrebbe essere un posto
dove reperire le risorse.
PRESIDENTE. Va bene, grazie, poi questo lo provvederà il Governo.
Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:
«Art. 35.
Misure per il contrasto del conferimento dei rifiuti
nelle strade extraurbane
1. Al fine di contrastare efficacemente il conferimento abusivo
dei rifiuti nelle strade extraurbane, è istituito un apposito Fondo
nel bilancio regionale, con una dotazione per l'esercizio
finanziario 2021 di 200 migliaia di euro (Missione 9, Programma 3),
destinato ad anticipare le risorse necessarie per incrementare gli
interventi di prevenzione, raccolta e smaltimento a carico delle
Città metropolitane e dei liberi Consorzi comunali che ne hanno la
gestione, secondo le specifiche finalità e modalità stabilite con
decreto del Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore
regionale per l'energia e i servizi di pubblica utilità, entro 60
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Il
medesimo decreto disciplina le modalità e i termini per la
restituzione alla Regione delle somme da quest'ultima anticipate».
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo 40
avevo presentato un subemendamento che dava la possibilità di
inserire genericamente oltre alla parola comuni di inserire le
isole di primo approdo . Ne avevo parlato con l'assessore Scavone,
il quale mi aveva dato parere favorevole.
PRESIDENTE. Mi scusi dove, di che cosa stiamo parlando?
SCHILLACI. Andava agganciato ad un subemendamento, se era
possibile inserire le Isole di primo approdo .
PRESIDENTE. Io non ho niente qui sul tavolo.
SCHILLACI. L'avevo presentato, l'avevo dato agli Uffici.
D'accordo? Grazie.
PRESIDENTE. Non lo so, adesso vediamo se c'è questo
subemendamento.
Allora, gli emendamenti soppressivi - stiamo parlano
dell'articolo 35, colleghi - gli emendamenti soppressivi 35.1,
35.4. 35.2 e 35.3 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 35.6, cioè se noi aggiungiamo anche gli
enti parco e altro considerate le risorse non credo che... E'
ritirato. Perfetto.
L'emendamento 35.5 è inammissibile perché determina nuovi onori.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su cosa vuole parlare?
BARBAGALLO. Sull'emendamento 35.7.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, ovviamente riteniamo lo
stanziamento francamente esiguo, quindi lo stesso ragionamento
sulle risorse dovrebbe valere pure per questo articolo e siccome
c'è stato un principio di redenzione, nel senso che nell'ultimo
articolo approvato questo pomeriggio, il Governo ha espresso parere
favorevole sulla graduatoria, magari, speriamo che su questo
articolo, come dire, ci sia voglia di stabilire dei criteri
trasparenti per tutti e approvare una graduatoria, anche perché gli
interventi da fare immaginiamo siano centinaia, se non migliaia.
Quindi, Assessore Baglieri sarebbe bello individuare dei criteri
per tutte le strade siciliane, capire se dipende dalla quantità,
fare una graduatoria che, poi, nel corso degli anni viene seguita
in modo pedissequo.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, intanto, per esprimere, come dire,
soddisfazione per questo articolo perché le strade intercomunali,
interprovinciali, purtroppo, sono oggetto di abbandono di rifiuti
non solo domestici ma anche di lavorazione di tipo artigianale.
Spesso nelle strade periferiche che collegano i Comuni ci sono
moltissimi cani randagi che, purtroppo, si radunano e quello
ulteriormente provoca addirittura incidenti stradali.
Però, Presidente, anche io mi permetto di fare notare che,
purtroppo, la somma che abbiamo appostato, pur nella ristrettezza,
è veramente troppo ristretta perché duecentomila Euro, insomma, non
è decoroso offrire ai territori questo tipo di soluzione.
Io propongo, anche in questo caso, l'approvazione dell'articolo ma
con l'accontamento sulle risorse finanziarie perché, vorrei
ricordare sempre, che in quel comma 11 avendo seicentomila Euro
suddividendole, qui porteremmo a cinquecentomila Euro e credo che
l'Aula sarebbe tutta a favore, idem per i migranti.
Quindi, noi siamo a favore dell'articolo, però le chiediamo come
Gruppo di accantonarlo per rinvenire le coperture individuate nel
soppressivo del comma 11, articolo 38, che si era appena consumato,
diciamo, qualche minuto fa.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà. A seguire gli onorevoli Trizzino, l'onorevole Compagnone.
CAMPO. Signor Presidente, Governo, colleghi deputati, su questo
articolo, lo hanno già detto anche i colleghi, lo ribadisco io, per
far fronte a tutte le migliaia di discariche, io le chiamo le micro-
discariche abusive che ci sono nel territorio siciliano,
chiaramente duecentomila Euro sono una somma irrisoria, potrebbero
far fronte a quelle di un Comune sui 390, e basta; già ne abbiamo
segnalate veramente di queste discariche, tantissime, che fra
l'altro deturpano anche il paesaggio, soprattutto nei mesi estivi.
Io avevo proposto a questo Governo, in Commissione, forse
l'Assessore Cordaro lo ricorderà, di lavorare piuttosto su delle
linee guida da dare agli Enti locali e ai Comuni perché devono
modificare i bandi, devono riuscire a scrivere i bandi in maniera
tale intervenire sulla micro-discarica abusiva e che non
rappresenti un lavoro da fare in somma urgenza spendendo tantissime
somme aggiuntive in più perché poi chiaramente le ditte vanno a
speculare anche su questo.
Noi dobbiamo dare delle linee guida e delle direttive ai Comuni
affinché i bandi per i rifiuti abbiano già a monte l'idea di come
far fronte alle discariche fuori cassonetto, è questa era una delle
proposte.
Era stata anche inserita come emendamento, purtroppo, è finita fra
gli aggiuntivi, però, spero che in Commissione possiamo ritornare a
lavorare su questo perché, chiaramente, con duecentomila Euro non
possiamo di certo risolvere il problema.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Trizzino. Ne ha
facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente anche noi condividiamo lo spirito
dell'articolo 35. Tra l'altro in Commissione Ambiente con il
collega Compagnone abbiamo parlato per tanto tempo.
E' una norma importante anche perché affronta un problema reale.
In effetti i rifiuti extra urbani molto spesso escono fuori dai
contratti di servizio che stipulano i comuni, molto spesso ci sono
dei comuni che non hanno la capacità - ma anche perché è il
contratto stesso che glielo impedisce - di potere gestire gli spazi
urbani che escono fuori dai limiti del perimetro della città e,
quindi, molto spesso le stesse aziende che devono gestire la
raccolta rifiuti non hanno la capacità, poi, in contratto di
aprire questo tipo di servizio, per cui il fondo è assolutamente
giustificato.
Va detto, però, come spiegava anche la collega Foti, ma anche la
collega Campo, che 200 mila Euro servono verosimilmente forse per
tre, quattro comuni, per cui io condivido la proposta di cui
parlava, mi sembra la collega Foti, che diceva di accantonarlo
temporaneamente nelle more di trovare una copertura quantomeno più
sostanziosa, non dico un milione di Euro, perché noi
nell'emendamento abbiamo scritto un milione di Euro, però qualcosa
in più di 200 mila Euro che possa dare sostanza a una norma che, a
nostro modo di vedere, è importante.
PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, non lo possiamo accantonare,
dobbiamo andare avanti e dobbiamo cercare di trovare il modo come
concludere questo faticoso lavoro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone. Ne ha
facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, sono felice che questa sera,
finalmente, dopo due anni che tento di far passare questo
emendamento è arrivato, vero Assessore Armao? ancora non è detto,
forse perché non è un interesse personale.
Questo emendamento da che cosa nasce? Nasce dalla volontà, credo,
e dalla vergogna che io provo - ma penso la dovremmo provare tutti
- di vedere in giro per le strade della Sicilia queste micro
discariche disseminate, una cosa che a me dà tanto fastidio e credo
a tutti voi.
Ne parlai qualche tempo fa con il Presidente Musumeci il quale mi
disse: Caro Pippo, non mi dare problemi, trovami le soluzioni .
La soluzione l'abbiamo trovata in questo emendamento, perché
questo vuole essere, avevamo impostato questa idea di 200 mila Euro
semplicemente per creare un fondo che poi doveva in qualche modo
rifornirsi, perché l'impostazione dell'emendamento è questo: si
postano questi 200 mila Euro a disposizione dei comuni che attuano
dei meccanismi di prevenzione, cioè significa telecamere, controlli
dei vigili urbani, eccetera, per potere fare le multe a chi
trasgredisce e con queste stesse multe si rinnova il fondo, questa
è l'impostazione.
Quindi, in modo da essere un'azione attiva dei comuni e non
passiva di prendersi i soldi e basta, perché già i comuni hanno nel
loro dovere di fare in modo che i cittadini non buttino i rifiuti
per strada o, comunque, nel caso in cui ciò avvenga i comuni poi
hanno l'obbligo di rimuoverli.
Quindi, questo emendamento voleva servire a dare lo stimolo ai
comuni a fare bene, a creare un meccanismo tale che funzioni, poi,
da prevenzione perché ciò non avvenga più, questo è lo spirito
della norma.
E' chiaro è un inizio, sono 200 mila Euro, si potrà integrare, per
carità, però credo che sia intanto un buon inizio, poi le cose si
possono fare pian pianino.
Tra l'altro, un altro paradosso che avviene, che io ho posto in
Commissione Ambiente ma che non ne abbiamo trovato la soluzione e
che andrebbe rivisto, lo avevamo anche messo nel disegno di legge
sui rifiuti, anche lì era previsto, poi il disegno di legge
rifiuti si è fermato, ecco perché lo abbiamo ripresentato nella
finanziaria, è che a molti di questi comuni nel cui territorio ci
sono le micro discariche, noi gli riconosciamo dei benefit, perché
fanno la raccolta differenziata e gli diamo la premialità.
Anche questo - e lo dico all'Assessore - andrebbe in qualche modo
rivisto con meccanismo tale per cui il comune che prende la
premialità, perché fa bene la raccolta differenziata, non è
possibile poi che nel suo territorio ci siano le micro-discariche,
qualcosa non funziona.
Può succedere che i cittadini, nei fatti, non la conferiscono e
poi la buttano per strada, quindi sarebbe il caso, così come noi
riconosciamo le premialità, di decurtare eventuale premialità ai
comuni che non fanno bene il loro mestiere, questa è
l'impostazione.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Signor Presidente, io a questo articolo ho presentato un
emendamento che vuole estendere il contrasto e il conferimento
abusivo dei rifiuti anche ai Parchi della Regione, quindi Nebrodi,
Madonie, Etna, Fluviale dell'Alcantara Minerario Floristella,
Grottacalda e Monti Sicani. Sto presentando anche un subemendamento
per ampliare le riserve al 35.6.
PRESIDENTE. Già l'abbiamo superato. Siamo al 35.7. Stiamo
parlando del 35.7. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Con il parere contrario della Commissione e del
Governo lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 35. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:
«Art. 39.
Sostegno alle imprese ed alle economie nei comuni
dichiarati zona rossa
1. Al fine di fronteggiare i danni economici causati dalla
pandemia dovuta al Covid-19 per le economie dei comuni dichiarati
zona rossa con ordinanza del Presidente della Regione,
l'Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica è autorizzato a concedere, per l'esercizio finanziario
2021, un contributo straordinario ai medesimi comuni, da ripartire
sulla base della popolazione residente, del numero delle imprese
attive e del periodo di chiusura, entro il limite complessivo di
1.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario medesimo.»
Gli emendamenti 39.1, 39.4 e 39.2 sono ritirati? Sono ritirati,
bene.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente si mette gli occhiali per vedermi
meglio o per non vedermi completamente?
Questo articolo riguarda l'aiuto ai comuni che si sono trovati,
con decreto presidenziale, ad affrontare la chiusura per la zona
rossa'. Questo è giusto, ovviamente. Lo condivido, ho detto
all'inizio che, anzi, noi dovevamo fermarci solamente a questo tipo
di interventi. Comunque, siamo andati oltre, va bene così. Però,
prevedere un milione di Euro per questi comuni, per le imprese di
questi comuni che sono stati dichiarati zona rossa', significa
prevedere quasi il nulla.
Perché, consideri che solamente la provincia di Ragusa, che per un
terzo ha subìto la chiusura per le zone rosse e, quindi, in
proporzione io non mi sono mai lamentato, l'ho ritenuto opportuno
e, anzi, forse ne avrei fatto qualcuna in più, però i tre comuni
Agate, Comiso e Vittoria, rappresentano un terzo, non numericamente
in base ai comuni, ma in base alla popolazione, perché i tre comuni
arrivano a centomila e passa abitanti, rispetto ai trecentomila
della provincia, quindi, ha toccato profondamente migliaia di
imprese.
Mettere un milione di Euro, veramente noi daremo un'elemosina.
Quindi, secondo me questo è uno degli articoli che noi dobbiamo
accantonare perché dobbiamo cercare di capire come incrementare.
Io ho fatto emendamenti, provo ad emendarlo già dalla Commissione
Bilancio , ovviamente non è stato possibile incrementarlo. Devo
dire che su questo tutti i parlamentari della provincia di Ragusa e
non solo abbiamo l'esigenza di aumentarlo, perché veramente un
milione di Euro rappresenta il nulla.
Io ho presentato un emendamento, s'immagini che lo porta a venti
milioni, capisco che è una provocazione, la voglio intendere come
tale. Però, se noi ci fermiamo con questo articolo e ne
approfittiamo, e vediamo con quali altre risorse lo possiamo
incrementare, perché, altrimenti, noi consegneremo io ho fatto un
calcolo solo per la provincia di Ragusa che non sono solo i comuni
della provincia di Ragusa, andrebbero circa 20, 30, Euro ad
impresa.
Quindi, cerchiamo di evitare di trovarci nell'imbarazzo, tutti, di
questi interventi e vediamo se possiamo trovare una soluzione che
rafforzi quest'intervento finanziario.
PRESIDENTE. Io, poi, vorrei che il Governo in ordine a tutte
queste richieste di risorse si pronunci, perché qui, Presidente
Musumeci, a breve non solo avremo diversi comuni della Sicilia
zona rossa', ma tutte le richieste che vengono formulate in ogni
articolo bisogna capire se il Governo è in grado, rispetto alle
risorse del bilancio, di dare copertura. Ogni intervento,
giustamente, sollecita ulteriori risorse.
Sono iscritti a parlare gli onorevoli Zafarana, Calderone, Campo,
Caputo, De Luca.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Calderone.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in relazione
all'emendamento - è l'ultimo, io non ho gli occhiali, ma sarà il
39.7 - onorevole Zafarana, siccome riguarda una norma che è stata
impugnata dal Consiglio dei Ministri, una norma che era nella
finanziaria, io direi, se possiamo avere un attimo, lo scriviamo
insieme perché potrebbe essere interessata Forza Italia e, quindi,
credo tutto il Parlamento a rivalutarla.
Quindi la scriviamo insieme se, Presidente, ci dà qualche minuto
per riscrivere questo emendamento o, comunque, subemendarlo in una
qualche maniera.
PRESIDENTE. Ma mi pare che, alla fine, si sarebbe determinato un
ordine del giorno per gli aiuti. E questo
CALDERONE. Questo è un'altra cosa.
PRESIDENTE. Sì, però è sempre un regime di aiuto. Se noi
procediamo facendolo singolarmente, vuol dire che ci impantaneremmo
di più
CALDERONE. No, ma non ci impantaniamo. Noi chiediamo soltanto
cinque minuti.
PRESIDENTE. Intanto, continuiamo la discussione.
E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
cittadini che ci ascoltate, sicuramente il tema di potere dare un
aiuto e un sostegno alle imprese che soffrono, oggi, nel nostro
territorio siciliano, abbiamo detto e stradetto, che è condiviso da
tutti, trasversalmente, soprattutto in quei comuni che sono stati
dichiarati zona rossa' sin dall'inizio dell'emergenza e che,
purtroppo, continuano, poi, a diventare zona rossa.
Allora, il tema qual è? Ricorderete tutti che nella scorsa
finanziaria, la 9 del 2020, abbiamo dato vita a un impianto che non
era, chiaramente, un impianto di previsione triennale ma un
impianto sulla modalità, diciamo, del contributo. Il che vuol dire
che, essendo stata prevista allora, al comma 14 dell'articolo 10
della legge 9/2020 una misura, poi impugnata dalla Presidenza del
Consiglio dei Ministri- che prevedeva diecimila migliaia a valere,
appunto, sulle risorse extra regionali, ho ritenuto opportuno non
disperdere questo patrimonio - ancorché, appunto, non si parlasse
di POC neanche in quella finanziaria e, pertanto, stiamo parlando,
diciamo, di contributi che potrebbero avere, ove riprogrammati in
tal senso, reale concretezza per strutturare un meccanismo che sia
come il bonus Sicilia che si è già realizzato. Già realizzato
dall'assessore Turano nel luglio del 2020 con un contributo a fondo
perduto per le nostre imprese.
Rispetto al funzionamento, quindi, non andrebbe neanche, diciamo,
a distogliere i comuni dalle loro attività amministrative perché
andrebbe, secondo un meccanismo che è lo stesso del bonus
Sicilia , direttamente ad essere erogato alle aziende operanti nei
comuni zona rossa', così come indicati dalle ordinanze del
Presidente della Regione.
Questo è quanto dovevo all'Aula. Accolgo, chiaramente, con favore
la volontà del Capogruppo di Forza Italia, onorevole Calderone, di
volere fare una riscrittura insieme.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Io credo che il Governo abbia
dato ampia disponibilità, attraverso l'assessore per le Autonomie
locali, a rinvenire risorse già tra le riserve, in ordine al tema
dei comuni che sopportano la spinta migratoria con tutto quello che
consegue, anche sul piano della gestione degli effetti della crisi
pandemica, però, ecco, noi oggi su questo articolo, quindi al di là
di quello che già si è potuto fare con grande sforzo in seno al
fondo per le autonomie incrementando gli stanziamenti, non credo
che possiamo, anzi ritengo che non possiamo mettere ulteriori
risorse.
Tra l'altro, signor Presidente, anche lei ha evidenziato come
ancora dobbiamo fare una quadra su alcune risorse venute meno
durante la trattazione della legge di stabilità, pertanto non
possiamo offrire la disponibilità per ulteriori stanziamenti sulla
norma in argomento. Grazie.
PRESIDENTE. Quindi, sospendiamo per un momento la trattazione
dell'articolo 39, il Governo ha dato una risposta all'articolo 40
che non ci sono risorse.
Si passa alla votazione dell'articolo 40. Lo pongo in votazione
con il parere favorevole della Commissione e del Governo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Torniamo all'articolo 39.
E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Sì, grazie Presidente, Governo e colleghi deputati, io non
voglio ripetermi, già i miei colleghi hanno espresso, chiaramente,
quello che pensiamo dell'articolo 39.
Un milione di Euro sono chiaramente insufficienti perché, fra
l'altro, se proporzionati al numero degli abitanti, nel momento in
cui abbiamo grossi comuni in zona rossa', agli altri comuni come
appunto Acate o Comiso poco fa citati, non arriverà pressoché
nulla.
Fra l'altro, Presidente, ci sono comuni che sono entrati in zona
rossa forzata' perché è stata dichiarata la zona rossa per questi
comuni, poi ci sono immediatamente ricaduti per la zona rossa'
nazionale e sono usciti nuovamente dalla zona rossa' passando in
quella arancione per poco tempo per poi rientrare nuovamente in
zona rossa'. Ecco, ci sono veramente comuni che non hanno visto
nessun tipo di spiraglio e di respiro, attività chiuse ormai da
mesi.
La mia proposta è o si trovano risorse aggiuntive, lo abbiamo
scritto anche con vari importi, firmandolo in maniera trasversale,
oppure a questo punto è meglio bocciarlo perché non ha senso
suddividere un milione di Euro che sarà un'elemosina di fatto per
tutti i comuni che potranno accedere a queste risorse.
Quindi, o lo accantoniamo e troviamo una soluzione diversa o non
ha senso assolutamente lavorare su un articolo che doveva essere
uno dei più importanti di questa finanziaria.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Grazie, Presidente. Anch'io volevo fare una precisazione
in merito all'articolo 39 dal quale, da una prima lettura, non si
evince anche la possibilità di poter estendere questo sostegno alle
imprese nei comuni dichiarati zona rossa' anche nel 2021.
Io ho anche letto l'emendamento 39.7 dell'onorevole Zafarana ed
altri che prevede l'estensione di questo sostegno a quelli
dichiarati zona rossa' fino all'aprile 2021.
Ci sono tanti comuni che nell'arco di questi mesi, dall'inizio
dell'anno ad oggi sono stati dichiarati zona rossa subendo
ulteriori danni anche per le proprie economie quindi ritengo, sotto
questo aspetto, di condividere l'emendamento dell'onorevole
Zafarana che sottoscrivo, e preciso anche questa parte temporale
che deve essere reinserita, ed anche dell'onorevole Calderone,
grazie. Sottoscrivo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, è evidente che dagli uffici del
Governo e da Palazzo d'Orléans non si affacciano mai per strada,
altrimenti avrebbero visto le migliaia di siciliani che protestano.
Vorrei capire cosa si intende risolvere con un milione di Euro.
Presidente, le risorse o ci sono e le distribuiamo o è inutile
cercare di attaccarsi al petto delle medagliette per dire che si è
fatto qualcosa, soprattutto se quel qualcosa è inutile ed è lento.
Anche la previsione di dover tenere in considerazione il numero di
imprese attive, il periodo di chiusura, è un qualcosa che ha solo
lo scopo di rallentare un provvedimento inefficiente che non ha
ragione d'esistere, ragion per cui ben venga l'emendamento della
collega, ben venga l'aumento delle risorse, però, o ci mettiamo i
soldi o è inutile prendere in giro i siciliani per come si è fatto
fino ad ora, già con la passata finanziaria.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'organizzazione
di questa questione siccome ho capito che tutta l'Aula chiede
questa cosa, trovo saggio l'intervento del Presidente
dell'Assemblea di vedere se ci sono le condizioni per metterci in
cammino, quindi io l'accantonerei un attimo questo articolo se
siamo d'accordo, mentre il nostro esperto del bilancio vede un
attimo se si può aiutare a sostenere questa causa perché diventa
importante.
Per farle un esempio, cosa è la piccola provincia di Ragusa con
tutti questi comuni contaminati che hanno avuto delle grosse
difficoltà una somma di questa portata diventa anche abbiamo fatto
già diversi incontri sul territorio con tante imprese, con tanta
gente che ha bisogno, con ristoratori, con tantissime persone che
oggi chiedono aiuto e sostegno.
Rispetto a questo percorso io direi, e siccome penso che lo vuole
anche lei, lo volete anche voi, c'è poco da fare su questa storia
nel senso che anche voi avreste piacere che questa cosa andasse a
buon fine per aiutare e sostenere le imprese quindi io mi permetto
di
PRESIDENTE. Mi consenta, onorevole Ragusa, poc'anzi il Governo è
intervenuto facendo una dichiarazione secca. Non ci sono risorse.
Se ci rincorriamo ad indicare cifre impossibili facciamo interventi
che non sono utili al dibattito.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è un onore
parlare dopo il Presidente della mia Commissione perché utilizza
sempre delle parole dolci anche se in questo momento è veramente
difficile, presidente Ragusa, utilizzare.
Lei ha detto bene perché c'è stato l'intervento dell'assessore
Armao per la non disponibilità delle somme su questo articolo. Io,
in questa finanziaria, dopo diversi giorni di dibattimento in Aula,
nel grande rispetto ad ascoltare i colleghi sugli argomenti che si
sono succeduti in questi giorni non ho fatto nessun intervento.
Magari questa sera lo sto facendo e mi prenderò pochissimi minuti
però su questa norma nemmeno volevo intervenire.
Ritengo però Presidente Di Mauro che è doveroso intervenire perché
noi siamo fermi al 2020 su comuni dove si è intervenuti per dare un
sostegno come zona rossa' Troina, Villafrati, Salemi e ancora quei
comuni attendono le somme del 2020.
Adesso noi ci ritroviamo in Sicilia con la terza ondata della
pandemia con diversi comuni di tante province in zona rossa'.
Mettiamo all' articolo 39 un milione di Euro per tutti questi
comuni. Secondo il mio punto di vista, sempre senza la demagogia ma
con grande caratterizzazione delle cose, dico che queste, dal mio
punto di vista, sono norme quasi slogan, nel senso che noi diamo 1
milione di Euro, ma per che cosa? E' come quella dell'articolo 42
di poco fa, per carità, l'argomento è importante, però ci sono i
comuni alluvionati del 2018 che attendono le somme.
Presidente Di Mauro, la prego vivamente di interloquire col
Governo che è qui presente e per favore di accantonare perché di
ordini del giorno non ne abbiamo di bisogno, noi siamo in sede di
finanziaria e dobbiamo dibattere sulle problematiche. Ci sono ogni
giorno le proteste di diverse categorie, quello che chiedo è un
intervento importante del Governo, abbiamo 100 articoli di cui, di
fatto, molti non servono a nulla.
Finiamola con questa pantomima di andare avanti. Per favore lo
dico, abbiamo ancora un altro paio di giorni. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Amata,
poi nell'ordine ci sono Foti, Tancredi e Di Caro. Onorevole
Barbagallo, su questo articolo lei già è intervenuto. Ripeto,
quindi, Amata, Foti, Tancredi e Di Caro. Ci sono altri che devono
intervenire? No. Le iscrizioni a parlare sono chiuse, vi prego di
non insistere dopo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Amata.
AMATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei voluto
evitare di intervenire, visto e considerato che nella Capigruppo di
oggi, si era stabilito per velocizzare i lavori d'Aula, di evitare
interventi e, quindi, responsabilmente, anche se su tanti articoli
avrei voluto dire la mia o esprimere il voto di Fratelli d'Italia,
ho evitato di farlo, però, francamente oggi, in questo momento, non
riesco più a trattenermi, perché quanto sento colleghi che
rimproverano questo Governo per non mettere risorse per le nostre
imprese, per le nostre aziende e che dicono che non vediamo
evidentemnete quello che c'è fuori, a questo punto non posso più
evitare di parlare.
Questo Governo, così come questo Parlamento o comunque la
maggioranza di questo Parlamento, sta cercando in tutti i modi di
andare incontro alle problematiche delle imprese, delle aziende e
dei siciliani tutti ma, evidentemente, le risorse sono queste e,
quindi, la coperta è questa e non possiamo fare molto di più.
Il nostro Stato, il nostro Governo nazionale dovrebbe intervenire
in maniera incisiva e Draghi aveva promesso di intervenire proprio
sulle aziende per consentire gli investimenti, oggi invece
assistiamo a una presa in giro, tant'è che si sollevano e
continuano le manifestazioni di ogni tipo di categoria, perché si
sono sentiti presi in giro ma, certamente, non dalle Regioni ma dal
Governo nazionale che avrebbe dovuto tutelarli. Si parlava di
perdite di fatturato del 60 per cento, del 50 per cento, del 40 per
cento di coperture importanti. Bene, alla fine, si scopre che il
ristoro sarà calcolato sulla media mensile della perdita di
fatturato, cioè un 5 per cento, un 3 per cento, un 2 per cento, un
1 per cento.
Per cui dobbiamo collaborare tutti, dobbiamo andare avanti in
maniera più veloce. Ci sono stati i lavori della Commissione
Bilancio' che ha portato questo disegno di legge in Aula, quindi,
Presidente le chiedo di potere andare avanti più velocemente perché
c'è chi aspetta gli stipendi e, quindi, dovremmo cercare di evitare
le polemiche dall'uno e dall'altro lato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha
facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei intanto
annunciare di avere presentato un ordine del giorno che riguarda i
ristoratori, una previsione che riguarda in particolare l'assessore
Scilla, in quanto questa previsione sulla falsa riga del decreto
ristoratori del Ministero dell'agricoltura prevede un aiuto
economico sulle fatture caricate, fatture di acquisto di prodotti
siciliani di provenienza agricola siciliana a favore dei
ristoratori, comunque del comparto Horeca che risulta essere quello
che ha subito i maggiori danni e che ha avuto delle ripercussioni
sul comparto agricolo che, in un primo momento della pandemia,
sembravano non essere, come imprese, essere state danneggiate.
Quindi, insomma, mi auguro che ci sia il sostegno da parte del
Governo.
Più in particolare, su questo articolo, voglio ricordare,
Presidente, che durante la discussione generale è stata proposta
all'Aula la sottoscrizione e il contributo attivo ad un ordine del
giorno sui ristori, sugli aiuti in generale alle imprese siciliane
colpite dalla crisi Covid. Quindi, mi chiedo, dato che l'articolo
non parla di aiuti ai comuni, ma di aiuti alle imprese, come mai
non si sia provveduto, già in fase di decisione, di trattazione
dell'articolo, a fare quello che ieri si era deciso in Capigruppo,
cioè tutti gli articoli che riguardano aiuti alle imprese di ogni
tipologia si stralcino e si dia indirizzo al Governo preciso, con
un ordine del giorno, mi auguro unanimemente sottoscritto
dall'Aula, sugli aiuti.
Per quanto riguarda le proposte emendative, farei attenzione
all'introduzione dei codici Ateco, perché sui codici Ateco in III
Commissione, ricevendo le categorie di ogni tipologia in questi
mesi, insomma - il Presidente non so se interverrà, potrà
confermarlo -, ci è stato ampiamente prospettato di non fare
l'errore di introdurre criteri sulla base dei codici Ateco che,
purtroppo, già con i pochi ristori nazionali, hanno provocato il
raddoppio di aiuti per alcune categorie, per carità sempre
insufficienti, e l'abbandono di altre categorie che, con i numeri
finali dei codici Ateco, non corrispondevano a alcuna delle
caratteristiche previste dai ristori nazionali.
Quindi, Presidente, le chiedo e chiedo all'Aula, se c'è la
volontà, di stralciare dal testo, come stabilito dalla Capigruppo,
tutto quello che erano aiuti alle imprese, di delegare il Governo
con l'ordine del giorno unanime e, per l'occasione, ho presentato
l'ordine del giorno specifico sugli Horeca che ha ripercussioni
positive sull'agricoltura e le produzioni siciliane. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Governo, mi pare che l'onorevole Foti abbia
fatto una precisazione che io avevo già fatto, se lo vuole ribadire
all'Aula in maniera tale da evitare qualsiasi intervento che possa
riguardare il sistema delle imprese, perché non c'è dubbio che il
39.7 è un contributo alle imprese. I comuni non hanno a che vedere.
Governo. È il 39.7, che riguarda aiuto alle imprese e che è a
valere sui fondi POC, di cui il Governo ha dato notizie per le
disponibilità. Presidente Musumeci?
MUSUMECI, Presidente della Regione. Grazie, Presidente.
L'onorevole Foti ha richiamato l'attenzione di tutti sul nodo della
proposta e della stessa natura dell'articolo 39. Le zone rosse
colpiscono sia il tessuto imprenditoriale, sia le famiglie
indigenti, le famiglie povere, le famiglie che non hanno un reddito
fisso, le famiglie, per capirci, dei lavoratori giornalieri, molti
dei quali lavorano in nero e lavorano nel sommerso. Questa è la
realtà sociale della nostra Isola.
Sul sostegno al tessuto imprenditoriale c'è un impegno da parte
del Governo che è stato reso noto sin dall'inizio dell'elaborazione
del varo del progetto dello strumento contabile, per cui noi
utilizzeremo, già il giorno dopo il voto d'Aula sulla finanziaria,
tutte le risorse programmabili, obbedendo peraltro all'ordine del
giorno dell'Assemblea, affinché almeno con 200 milioni di euro si
possa venire incontro alle categorie e ai comparti all'interno
delle categorie.
Vedremo se utilizzare i codici o, come invece sta facendo il
Governo nazionale, andare oltre i codici perché abbiamo capito che
i codici, molto spesso, costituiscono un freno, un vincolo e creano
disordine.
Se dunque l'articolo 39 è finalizzato alle categorie, credo che la
soluzione sia già a monte ed è nota a tutti i Gruppi parlamentari.
Se, invece, si intende intervenire a favore delle famiglie
indigenti che dalla zona rossa possono avere subito ulteriori
ristrettezze, beh, ricordo che i comuni possono attingere ad una
risorsa ancora rimanente rispetto al primo stanziamento che è di
circa 65 milioni di euro e sono risorse, destinate e ancora ferme,
destinate ai comuni per le attività sociali proprio perché
individuate nel Fondo sociale europeo. E a quel Fondo possono
attingere tanto i comuni in zona rossa quanto i comuni che non
hanno avuto la ventura, dico la cattiva sorte per certi versi,
buona sorte per altra, perché diventa anche una cura, di essere
dichiarati in zona rossa.
Ho appena parlato col direttore del Dipartimento delle politiche
sociali e mi conferma che parecchi comuni ancora non hanno
rendicontato rispetto all'attingimento che hanno operato nel
momento in cui abbiamo messo a disposizione questa risorsa.
Se volete, come Governo farei questa proposta, è chiaro che
parlare di 1 milione, 2 milioni per le zone rosse davvero
significherebbe prenderci in giro. Poco fa lo stesso onorevole
Calderone mi evidenziava l'esigenza di una somma congrua, che fosse
adeguata alle richieste. Pensate che stasera dovrò firmare per
altri 4 comuni in zona rossa. E non è escluso che entro domani o
dopodomani, come l'assessore Razza poco fa mi accennava, potrebbero
esserci altri comuni in zona rossa. Insomma, davvero, dare 50 mila
euro, 100 mila euro ad un comune in zona rossa significa davvero
perdere la faccia.
Ecco perché, se voi siete d'accordo, possiamo verificare di
praticare la strada di un ulteriore utilizzo di quelle risorse, ove
mai il direttore del Dipartimento programmazione ci dovesse dire di
allentare le corde per evitare che la rendicontazione debba essere
dettagliata, pignola dico io, fino al punto da scoraggiare anche i
sindaci animati di buona volontà, ecco potremmo allentare la
rendicontazione, dare un parametro maggiore ai comuni dichiarati in
zona rossa e mantenere il parametro che abbiamo finora mantenuto
per i comuni ordinari, i comuni che non hanno subito la zona rossa.
Così se siamo d'accordo evitiamo di dovere litigare per 1 milione,
500 mila euro, 200 mila euro, 2 milioni. E' la proposta del Governo
che verificheremo con i Dipartimenti programmazione e politiche
sociali e, in questo modo, il Governo sintetizza le istanze di
tutti i Gruppi parlamentari e, quindi, va a merito di questo
Parlamento di avere trovato concordia e convergenza su una proposta
assolutamente ragionevole e sulla quale intendiamo in questo senso
assumere l'impegno.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente. Il chiarimento è stato importante.
Quindi, il 39.7 non si tratta più perchè sarà argomento di un
ordine del giorno.
Pongo in votazione l'articolo 39. Il parere della Commissione è
favorevole, il parere del Governo è favorevole. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Allora, abbiamo completato la rubrica degli enti locali.
La seduta è sospesa e i lavori riprenderanno domani alle ore 12.00
per le ragioni che avevo detto poc'anzi a proposito
dell'accertamento ulteriore sulla situazione finanziaria e,
comunque, delle poste in bilancio che abbiamo indicato finora.
(La seduta, sospesa alle ore 19.15 del 23 marzo 2021, è ripresa
alle ore 12.11 del 24 marzo 2021)
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per assenza del Governo, la seduta
è sospesa e riprenderà alle ore 12.45.
(La seduta, sospesa alle ore 12.12, è ripresa alle ore 12.52)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Siamo al mitico articolo 46, Asu.
Aspettiamo un attimo l'assessore Armao, che ho visto poco fa,
quindi è già qui.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)
Non ho capito.
Allora, in attesa che arrivi l'assessore Armao, ha chiesto di
intervenire l'onorevole Dipasquale.
Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Sì, Presidente, grazie. Mi rivolgo a lei ma, in
particolar modo, agli Uffici e al Segretario generale. Ieri,
durante la discussione dell'articolo 38, alla lettera e), quella
che riguardava la premialità per i comuni che avevano stabilizzato
abbiamo inserito, modificato, 2010 con 2008, però alla fine della
lettera e) abbiamo lasciato per quanto riguarda l'individuazione
delle somme assegnate il periodo 2010-2018, cioè non modificando
anche quel 2010 in 2008. E' un fatto
PRESIDENTE. Bene, allora, ho già parlato con gli Uffici che
provvederanno, in sede di coordinamento formale, a sistemarlo.
DIPASQUALE. Infatti, di coordinamento formale, ecco. Grazie.
PRESIDENTE. Assolutamente sì.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su che cosa? Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, volevo ricordare all'Aula che, forse,
ieri c'è stata una distrazione. Abbiamo votato il borgo dei borghi
e abbiamo estromesso praticamente i due borghi, Ganci e l'altro,
perché sono oltre i 5 anni, oltre il quinquennio. Non so se è
chiaro. Siccome questa idea riguardava invece il borgo dei borghi,
tutti nella loro interezza, ci sono stati due emendamenti, uno che
parlava entro i cinque anni, dell'ultimo quinquennio e l'altro che
era invece aperto. Forse, c'è stata una distrazione e abbiamo
votato quello del quinquennio, ma dovevamo votare l'altro.
PRESIDENTE. Perché abbiamo votato quello del quinquennio, infatti.
Io sul borgo dei borghi, l'ultima settimana, ho votato ogni giorno
per Geraci.
LENTINI. C'è stata questa distrazione, quindi, secondo me dobbiamo
riprendere questa cosa perché rimarrebbero fuori due
PRESIDENTE. Però, distrazione o no, abbiamo votato per l'ultimo
quinquennio, per cui che dobbiamo fare
LENTINI. Ma, io dico, secondo me, non è, diciamo, se siamo
siciliani
PRESIDENTE. Me lo fa verificare?
LENTINI. Prego.
PRESIDENTE. Verifichiamo ciò che dice l'onorevole Lentini e
vediamo se si riesce
LENTINI. Sono due comuni che rimarrebbero fuori.
PRESIDENTE. Me lo guardo un attimo e le faccio sapere.
LENTINI. Grazie.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ancora per distrazioni di ieri? Prego.
Si vede che ieri è stata una giornata confusa.
ZAFARANA. Sì, signor Presidente, soprattutto quando lei è andato
via - ora non me ne voglia il presidente Di Mauro, però - è
successo questo
PRESIDENTE. La prego, il presidente Di Mauro presiede meglio di
me, per cui non diciamo
ZAFARANA. Però, ogni tanto, diciamo così, imprime una
velocizzazione ai lavori dell'Aula che praticamente ha fatto sì che
un emendamento
PRESIDENTE. Ma come? Lamentate sempre che io sono troppo veloce
ZAFARANA. Se vuole, le spiego. Un emendamento che avevo fatto
rispetto alla possibilità di dare delle risorse a fondo perduto -
Presidente, se possibile, vorrei la sua attenzione - alle imprese
operanti nei comuni che erano stati dichiarati temporaneamente in
zona rossa, secondo le ordinanze del Presidente della Regione, con
relativa copertura, perché andavamo a recuperarla su un articolo
impugnato - l'unico articolo impugnato - con la condivisione del
Capogruppo di Forza Italia, onorevole Calderone, con la
condivisione del collega Caputo, quindi vi era stato un percorso
finalizzato alle imprese che è stato, come dire, con
superficialità, neanche me lo ha fatto mettere in votazione.
Almeno, a volte, a un deputato di opposizione si dà anche soltanto
la soddisfazione di potere avere messo in votazione, perché l'Aula
si esprima sul proprio lavoro.
Ora, a prescindere da quello che l'Aula, giustamente, poi può
determinare, si è detto di un ordine del giorno con cui si vorrà
trattare il tema degli aiuti alle imprese. E ritorno sul tema della
zona rossa perché, quando la Sicilia è in zona arancione, se ci
sono comuni in zona rossa, di fatto, il barista della zona rossa
non può neanche alzare la saracinesca per fare quel caffè che,
invece, in zona arancione si può prendere da asporto. Quindi,
andiamo proprio, eventualmente, a sostenere chi si è dovuto
fermare.
Ma il tema dell'aiuto alle nostre imprese siciliane non lo
possiamo così, superficialmente, demandare esclusivamente a un
ordine del giorno, di cui ho avuto notizia soltanto ieri dal
presidente Di Mauro, perché mi riferisce il mio Capogruppo che non
si è parlato di questa cosa e non c'è un intendimento in Conferenza
dei Capigruppo su questo tema.
Pertanto, pongo proprio il tema di non poter uscire da questa
finanziaria, personalmente come opposizione stiamo facendo,
veramente, stiamo avendo un ruolo costruttivo nei temi positivi e
stiamo avendo un ruolo di opposizione lì dove, chiaramente, ci sono
delle forzature e delle cose che non stanno, soprattutto in un
momento di pandemia.
E, allora, dico che non possiamo dire all'esterno, ai lavoratori,
a coloro che in questo momento soffrono perché sono con l'acqua
alla gola, che questo Governo regionale, questa Assemblea porterà
un ordine del giorno, perché l'ordine del giorno, noi lo sappiamo,
ha una qualità in base a cosa dice, cosa programma e io,
sinceramente, oggi, non vedo nulla di scritto e, sinceramente, non
sono tranquilla e credo che nessuno di noi possa essere tranquillo
sul tema.
Poi, se mi permette, Presidente, vorrei completare su un altro
tema. Allora, proprio perché lei ha detto che dobbiamo ricominciare
dall'articolo 46, rispetto ai lavoratori socialmente utili che sono
nei beni culturali, quindi attualmente svolgono il loro lavoro-
funzione, in utilizzazione nelle sedi periferiche dell'Assessorato,
mi si fa notare, rispetto al fatto che noi nell'articolo 11, comma
2, abbiamo votato la impossibilità di potere, anzi la riduzione
della pianta organica del cento percento rispetto ai pensionamenti
dell'anno precedente per le categorie A e B, mi chiedo come si
possa parlare di nuova assunzione, e se si può parlare di nuova
assunzione. Sono trecento nei beni culturali, e noi dobbiamo dare
la serenità a queste persone di potersi sentire all'interno del
bacino ampio individuato dall'articolo 30, della legge 5 del 2014.
Perché, ove così non fosse, bisognerebbe prevedere appunto una
modifica.
Se vuole appunto, assessore Scavone, lo approfondiamo questo tema,
perché se noi abbiamo un blocco per le assunzioni in categoria A e
B, non potremmo considerarle come nuova assunzione e, pertanto, le
chiedo veramente di fare un approfondimento. So bene che riuscirà a
farlo tramite i suoi uffici per poter dare serenità a queste
persone.
PRESIDENTE. Ma mi sembra assessore, questi non sono quelli a tempo
determinato, quelli dei trecento? No? Volete chiarire questo punto
all'onorevole Zafarana, che io poi le chiarisco quello di prima?
Glielo state chiarendo personalmente, intimamente? Ve lo chiarite
intimamente o lo possiamo sapere pure noi, scusi? Onorevole
Zafarana, assessore, ve lo chiarite intimamente o possiamo saperlo
pure noi?.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Conoscevo la sua competenza in politica, non la sua
gelosia, che comunque comprendo.
Allora, l'onorevole Zafarana affronta un tema sul quale abbiamo
ragionato ampiamente, fondamentalmente, noi del Governo insieme
all'assessore Samonà. Lo stanno approfondendo gli uffici, proprio
per evitare che ci fossero precedenti aspetti normativi già votati
dall'Aula, che potessero in qualsiasi maniera condizionare la
serenità anche di questo gruppo di persone. Io sono convinto che
oggi usciremo complessivamente con la soluzione anche per loro, che
comunque, che sia chiaro, è già prevista nella norma così come
formulata, perché i novanta giorni che abbiamo dato al Dirigente
generale per l'eventuale ricollocazione in altri enti che potessero
assorbire, a normativa attuale, tutti coloro che dovessero trovarsi
in una situazione che magari non possiamo conoscere - che questa la
conosciamo - potranno essere dal dirigente generale utilizzati e
stabilizzati ed assegnati ad altri enti. Ma siccome questi lavorano
bene ai beni culturali, l'assessore Samonà è settimane che mi fa
pressioni in questo senso, stiamo chiedendo con gli uffici, sia il
Dipartimento lavoro, che l'ufficio legislativo, la soluzione più
lineare perché questi lavoratori possano essere garantiti nel posto
di lavoro.
PRESIDENTE. Anche perché, assessore, le devo dire, anche
all'assessore Samonà, che il Presidente Micciché, in particolar
modo, ha presentato un solo emendamento in tutta la finanziaria,
che riguarda i beni culturali, che è quello della eliminazione
totale del possibile rinvio del silenzio assenso nelle
sovrintendenze, perché è una vergogna che non possiamo sentire, e
tutte le sovrintendenze mi dicono che sarebbero felici, però se
hanno il personale per potere valutare le pratiche sin dall'inizio
e non aspettare l'ultimo giorno del silenzio assenso prima di
poterle vedere.
Per cui, non c'è dubbio che faremo di tutto perché le
sovrintendenze, quindi i beni culturali, possano avere tutto il
personale che serve. Per cui, se è stato fatto tutto questo, è
stato proprio un percorso che abbiamo chiesto.
Possiamo ricominciare con gli ASU? Che mi hanno detto che quattro
mila e cinquecento persone non hanno dormito stanotte in attesa di
questa nostra riunione?
Approfitto di questa occasione, per segnalare che qualcuno in
maniera secondo me in maniera poco utile alla politica e ai
rapporti tra noi, ha fatto dei comunicati, anche dei video, con cui
si attacca un Assessore, piuttosto che un parlamentare, piuttosto
che qualcuno altro, per cui se gli ASU non saranno stabilizzati la
colpa è di tizio, di caio, di sempronio.
Io vi prego, questo genere di attività, che possono essere non so
quanti utili .
(intervento fuori microfono)
Sto parlando in nome generale e per tutti, sia per gli uni che per
gli altri. Perché sia chiaro E' un sistema che non funziona, sia
da chi attacca, sia da chi difende, sia da chi riattacca, sia da
chi ridifende. E il sistema è generalizzato. Ma non c'è dubbio che
creiamo situazioni di disagio enorme sia alla politica in assoluto,
ma poi anche a queste persone che stanno aspettando risultati se si
sentono dire da uno tranquilli non cè problema , l'altro
tranquilli, Armao ha eliminato tutto , l'altro tranquilli, ho
rimesso tutto io . E' chiaro che gli facciamo soltanto un danno.
Per cui le cose che devono uscire da questa Aula, anche a livello
di comunicazione, ovviamente su questo non posso pretendere nulla,
posso solo chiederlo e tentare di convincervi che è giusto fare
uscire notizie vere per evitare che si possa spaventare gente, o
che si possa esaltare gente o dare sensazioni comunque negative per
tutti noi. Per cui spero che questo sistema posso finire, ne
saremmo tutti più che felici.
A proposito di comunicazioni sbagliate all'articolo 46, il Governo
ha riscrittol'emendamento 46.35. Assessore, mi scusi stiamo
parlando del 46.35 riscritto?
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di poterlo illustrare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, intanto solo
chi è in malafede o che intende fare politica in malafede può
prospettare cose assolutamente false come quella che io avrei
tagliato l'intervento agli ASU.
Chi ha lavorato con me in Commissione, il Presidente Savona lo sa
e tutti i componenti di tutte le forze politiche sanno, che abbiamo
cercato di fare tutto il possibile - l'onorevole Laccoto me ne darà
atto - per portare avanti questa iniziativa a cui crediamo e che
troviamo, come il Governo Musumeci ritiene un elemento di
correttezza e di giustizia dopo tanti anni.
Quindi, io non indugio su certi comportamenti tenuti attraverso
quella diffusione che lei ha detto dicendo delle falsità. Perché
ieri avete ascoltato tutti, dalle mie parole, che ho illustrato un
emendamento in quanto c'erano delle divergenze tra i due
Dipartimenti, tra il Dipartimento Ragioneria e il Dipartimento
Lavoro. Quindi non c'era nessuna voglia di danneggiare questo o
quello. Chi ha bisogno di vendere la sua incapacità invece che
argomenti, dice cose come queste. Chi invece dice le cose come si
sono dette veramente, che c'era una divergenza fra i due
Dipartimenti. E chi governa ha la responsabilità di tenere
l'Amministrazione unita.
L'Amministrazione si è consultata e si è riproposto l'emendamento,
così come è stato depositato cioè con 10 milioni per il 2021, 15 e
15 per il 2022 e 2023, in aggiunta ai 39 milioni 159. Questa è la
dimensione che per i Dipartimenti, sia il Dipartimento Ragioneria
generale bilancio che il Dipartimento lavoro, ho sentito il
Dipartimento lavoro e qui c'è l'Assessore presente adesso, è la
quantificazione esatta per provvedere alle stabilizzazioni.
Quindi restituisco a chi ha cercato, fino a qualche momento fa, di
attaccare su questioni che non esistono. Se ne faccia una ragione.
Noi siamo dalla parte degli ASU, il Governo è dalla parte degli ASU
ed intende andare fino in fondo.
Mio dovere è quello di tenere rispetto dei dipartimenti e dei
computi che devono fare, non per lanciare numeri in libertà ma, per
dire le cose come stanno.
E questo abbiamo fatto ed intendiamo fare, dando voce corretta ad
un'amministrazione che dà risposte e non lancia slogan né fa servi.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, vedete,
questa è una pagina particolare di questo Parlamento e di questa
Assemblea, dopo circa 30 anni che questi soggetti, praticamente,
sono stati, in un certo senso, sfruttati dalla Pubblica
Amministrazione, perché non hanno avuto la possibilità di essere né
stabilizzati con i contributi.
Ora, il mio modo di procedere è quello di portare le istanze da
parte, sicuramente, di chi ha diritto ad essere stabilizzato.
Abbiamo fatto un percorso, prima il disegno di legge, poi gli
emendamenti in V commissione, poi una lunga discussione, un
confronto lunghissimo ed anche duro in commissione bilancio, dove
avevamo trovato, presenti, in effetti, perché in commissione V vi
era anche il direttore del dipartimento lavoro e, poi, in
commissione bilancio il ragioniere generale della Regione, avevamo
trovato una copertura che era la minima, anche perché io avevo
fatto un ulteriore emendamento di 5 milioni, poi mi era stato detto
che per l'anno 2021 non era necessario e per cui abbiamo accettato
di fare 10 milioni: 15 milioni per 2021/2023.
Ieri, quindi, siamo stati tutti sorpresi e colti un poco così,
rispetto ad un impegno, che era un impegno unanime di tutta la
commissione, di tutte le forze politiche ma, su cui si era lavorato
perché questo era, finalmente, l'unico anno in cui, per norma
nazionale, si poteva arrivare alla stabilizzazione dei precari.
Il punto fondamentale, ora, è: approviamo questo emendamento,
anche se riteniamo che sia insufficiente, rispetto anche alle 18
ore a cui noi anelavamo ma, se non è possibile, almeno riusciamo a
chiudere questa vicenda. E, nel contempo, dobbiamo arrivare alla
storicizzazione della spesa, così come ho rappresentato ieri, che è
indispensabile, perché noi dobbiamo seguire lo stesso percorso
degli ex precari.
Una storicizzazione, quindi, della spesa fino al 2038. Ed io credo
che, oggi, il Governo prende formale impegno per questa
storicizzazione.
Le polemiche, ecco, poi passano. A noi serve che, praticamente, si
risolva il problema. Ed è un problema di tutti, mai affrontato un
problema così da parte di tutto il Parlamento.
Io ringrazio veramente tutti per il contributo che è stato dato e
per questa unanimità.
Chiudiamo le polemiche ed andiamo avanti perché questi ASU
aspettano, finalmente, un loro diritto. La possibilità di essere
chiamati anche, non più, così, senza alcuna possibilità ma, avere
un assetto giuridico che consenta loro contributi e diritti come
per tutti gli altri: 27 anni, così, di situazione anomala,
finalmente, oggi deve finire.
Grazie, per questo ed andiamo avanti. Grazie a tutti.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, assessori, colleghi parlamentari,
la questione relativa ai lavoratori ASU è stata una questione
attenzionata veramente da tutto il Parlamento già in Commissione da
tutte le forze politiche insieme all'assessore Scavone che non ho
difficoltà a riconoscere la sua disponibilità e il garbo. Garbo
che, purtroppo, non abbiamo riscontrato fino all'ultimo intervento
dell'assessore Armao perché non ne deve raccontare favole, perché
quando viene a dire noi qua, Musumeci , se avevate a cuore la
situazione la risolvevate in Giunta, l'abbiamo risolta in
Commissione, quindi, favole, demagogia, chiacchiere qua né vogliamo
ascoltare poche. Dopodiché, prima chi gli ha risposto, che sono
stato io, dall'Aula non c'entrava nulla con il video che, secondo
me, non andava neanche attenzionato, è il metodo cioè lei non si
può scandalizzare di un parlamentare, chiunque sia, non l'ho fatto
io, che esprime una posizione quando lei per primo, assessore del
Governo, uomo che dovrebbe gestire questa finanziaria con buon
senso, disponibilità, con sobrietà si è permesso di insultare un
partito, il Partito Democratico, perché ha fatto il suo, sui social
parlo, non faccia finta di nulla perché è stato motivo di
discussione, sui social, perché ha assunto una posizione accettata
e condivisa, anche su voto segreto, dal resto del Parlamento.
Quindi, a che titolo interviene, come fa ad indignarsi su un
atteggiamento, per un atteggiamento di un parlamentare quando lei
per primo che dovrebbe dare l'esempio non lo ha fatto, e ha fatto
diventare bagarre la finanziaria sui social, lei è il primo, la
verità è che lei non fa altro che dimostrare la sua profonda
inadeguatezza nel svolgere questo ruolo, cioè, lei veramente così
ha dimostrato, compreso oggi, sto finendo Presidente
PRESIDENTE. Avevamo fatto appello di calmarci un po' su questo
DIPASQUALE. Assolutamente Presidente, mi dispiace, io non ero
neanche intervenuto per gli ASU e sono stato dodici ore insieme ai
miei colleghi a cercare la soluzione, ne sono testimoni tutti e
nessuno può smentire quello che dico ma veramente mi sono
infastidito di questo atteggiamento che ha l'assessore Armao,
forse, meno parla meglio è, e prima finiamo questa finanziaria
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ho
l'impressione che utilizzando il gergo calcistico stiamo facendo
un po' di melina , stiamo sempre sulla stessa questione. Ieri
quando abbiamo iniziato la discussione dell'articolo 46 abbiamo
posto al Governo due questioni: la prima, assessore Armao, è quella
che per quanto riguarda il Partito Democratico noi riteniamo
vergognosa questo tipo di copertura, la copertura per la
stabilizzazione degli ASU dovrebbe essere di tipo diverso, non a
carico del fondo dei comuni, stiamo dicendo ai comuni stabilizzate
i precari con i vostri soldi, quindi, voglio dire francamente dopo
trent'anni ci doveva essere la parte del Governo e in questo
dell'assessore per l'economia che è tenuto a dare le coperture un
atto di natura diversa e francamente quest'atto se lo aspetta non
solo l'Assemblea ma tutti i comuni e tutta la Sicilia.
L'altra questione, ora dopo magari il mio intervento assessore, se
fa queste precisazioni L'altra cosa su cui sarebbe utile una
precisazione è che per i calcoli che si sono fatti in Commissione
Bilancio arriveremmo, pare, a 14 ore di stabilizzazione, può
confermare questo dato in Aula?
È importante, arriveremo a quattordici, quindici, tredici,
possiamo arrivare a diciotto se riusciamo a ritrovare, reperire
ulteriori coperture che sarebbe l'atto che auspichiamo noi, quindi
credo che queste precisazioni siano importanti per proseguire
proficuamente il dibattito.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, l'emendamento
prevede al comma 9, una sede di coordinamento, onorevole c'è una
seconda parte. Il comma 1 dell'articolo 36 le parole 320 milioni
sono sostituite dalle parole 330 milioni . E quindi, diciamo,
sotto questo profilo c'è un coordinamento formale che serve proprio
a scongiurare questa. Sì, nel senso che con queste risorse noi
dobbiamo andare avanti.
Abbiamo cercato di fare un coordinamento formale per evitare di
dare segnali di riduzione ma certamente preordinato ad affrontare
oggi, in questo momento, diceva bene l'onorevole Laccoto, questo
problema. Di più non si può fare. Il ragioniere generale ha
firmato, si è sentito anche con il direttore, ora sul tema delle
ore lavorative pregherei l'onorevole Scavone di intervenire su
quello che si è fatto e si può fare ma queste sono le risorse
disponibili.
PRESIDENTE. Allora, scusate, per evitare di dare la parola ancora
ad altri. Questo emendamento di fatto ci chiede di sistemare in
coordinamento formale la persona. Allora io direi, la dotazione.
Siccome credo che tutti più di me, appena lo approviamo ovviamente,
siete tutti più esperti di me, se lo approviamo e poi le due, tre
persone che si occupano, lo sistemiamo materialmente tanto lo
dovevamo fare noi.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Certo se fosse fatto prima sarebbe
meglio. Lo fanno però gli uffici, quindi non c'è problema. Da
questo punto di vista la garanzia è massima, non ci possono essere
dubbi.
CRACOLICI. Signor Presidente, mi permetta un fatto tecnico. Il
fondo per le autonomie locali funziona per trimestralità, quindi
quando noi stabiliamo che i dieci milioni li sottraiamo
all'ammontare complessivo dei 330 in qualche modo stiamo dicendo
che i 10 milioni li spalmeremo anch'essi in trimestralità. Allora,
o si fa il fondo per le autonomie locali di 320 e i 10 sono un
finanziamento ad hoc, altrimenti anche questi 10 seguono la
modalità della trimestralità di cui la quarta la eroghiamo nel
2022. Quindi, attenzione perché dire che fa parte del fondo delle
autonomie locali cioè non solo facciamo una riserva ma la facciamo
anche in termini di trimestralità.
PRESIDENTE. Mi fa sentire un attimo l'onorevole Grasso. Che voleva
dire lei, onorevole Grasso? Un attimo, un attimo solo, vorrei
capire.
GRASSO. Signor Presidente, scusi, è solo un fatto tecnico che poi
di ragioneria e di istituzione di capitoli, perché sono due fondi
diversi. Il fondo delle autonomie ed il fondo su cui si attinge per
la erogazione degli atti.
PRESIDENTE. Il suo suggerimento qual è?
GRASSO. Quindi quando viene stabilito alla Ragioneria il capitolo
delle autonomie locali, quello è, e quello è il mandato
proporzionale al capitolo. I dieci milioni non vengono attribuiti
al fondo delle autonomie locali ma vengono attribuiti a questo
fondo e quindi fanno parte, è una questione tecnica.
PRESIDENTE. Noi vorremmo essere tecnicamente certi che poi
arrivino agli
GRASSO. Perfetto, di ragioneria e tecnico, non è un fatto nostro,
ecco.
PRESIDENTE. No, no, infatti, allora qual è la volontà politica sia
del Parlamento che del Governo?
GRASSO. Il problema è questo, che mancano dieci milioni di Euro.
Poi dal punto di vista procedurale le quattro trimestralità, ma
vengono attribuite all'assessore del dipartimento.
PRESIDENTE. Ripeto, caso mai ci fosse bisogno, quando si dice la
volontà del legislatore, la volontà del legislatore mi sembra
chiarissima, sia da parte del Parlamento che da parte del Governo
di mettere questi quattrini. Quindi è corretto così? Se gli uffici
mi dicono che è corretto così, ragazzi, cioè mi sembra pretestuoso
continuare a parlare. Ci penseranno in sede di coordinamento
formale a sistemarlo.
Pongo in votazione la riscrittura dell'emendamento 46.35 R. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 46, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Chiedo scusa, siccome si è tanto parlato di quest'articolo e di
questo problema degli ASU. Mi preme sottolineare, scusate.
Onorevole Catalfamo non si poteva fare, non lo potevamo inserire
qua, ti chiedo scusa, per questo non ti ho dato la parola. Vediamo
come sistemarla ma non si poteva fare.
Invece, mi fa piacere potere segnalare, cosa che è stata fatta già
un po' da tutti, che è stato veramente un lavoro globale la
soluzione di questo problema. Di tutti, di tutti i parlamentari, di
tutti i Gruppi e devo essere sincero, dobbiamo fare anche i
complimenti, anche se oggi non c'è, non lo vedo e mi dispiace, al
Presidente della V Commissione che ha fatto questo lavoro fin
dall'inizio e ci lavora da tanto tempo, come all'onorevole
Sammartino, così come all'assessore che è riuscito a trovare tutti
i punti di convergenza tra i Gruppi.
E' una giornata importante, è stato detto da tutti, e credo che io
possono permettermi di confermarlo, proprio a nome di tutti, è
stata una giornata importante. Dopo tantissimi anni si è risolto un
problema veramente che sembrava irrisolvibile tanti anni per cui un
ringraziamento credo che va assolutamente a tutti.
Onorevole, lei non è l'assessore di riferimento. Che deve dire?
Onorevole Turano, la prego, stiamo facendo perché questa cosa. Come
dire, c'è questo lo faccia sul giornale. Faccia un articolo in
cui si aprirà la pagina del precariato, lo speriamo tutti, ma non
fa parte del dibattito e la ringrazio perché questa è certamente la
volontà, ovviamente, di tutti e speriamo che sia così. Se si sta
chiudendo una pagina, che si è aperta trent'anni fa. Sembrava
all'inizio che fosse la soluzione di tanti problemi. Si è rivelata,
invece, troppo spesso, un appesantimento e non la soluzione dei
problemi. Speriamo che non si riapra più.
La parola, però, perché credo che anche lui voglia ringraziare
tutti, all'assessore Scavone e grazie veramente da parte di tutti a
tutti. Questa è una pagina che abbiamo scritto insieme e di cui
possiamo solo che esserne soddisfatti.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Signor Presidente, grazie, onorevoli deputati, solo pochi
secondi. E' doveroso da parte mia aggiungere poche parole di
gratitudine, il lungo percorso che si è dipanato, voglio ricordare,
da oltre un anno, almeno da quando c'è l'esercizio da parte mia di
questo ruolo, ma fondamentalmente un grande lavoro del Governo. Si
chiude la pagina del precariato. Prima i precari. Abbiamo avviato
in sede romana una definizione di un altro bacino di precariato che
è quello dei Pip, di fibrillazione dei Pip, oggi chiudiamo quello
degli ASU: quattromila cinquecentosettantuno persone che per troppo
tempo sono stati appesi, come dire, per ragioni della politica con
la P maiuscola.
Io dico questo, lo stavo dicendo, all'inizio del mio intervento,
ogni pentagramma ha le sue note. E, allora, voglio dire, oggi
chiudiamo una pagina in grande armonia, una pagina di politica con
la P maiuscola. Devo ringraziare i sindacati con i quali abbiamo
costituito negli ultimi sei mesi il tavolo permanente degli ASU da
cui sono venute alcune dritte. Il Governo nazionale, nella cui
finanziaria, c'è stata data la possibilità di trovare uno spazio
nel quale inserirci, i famosi commi 292, 296 della finanziaria
nazionale.
Ringrazio il neo nominato dirigente generale del dipartimento che
ha fatto un grandissimo lavoro di raccordo e certamente l'assessore
Armao e tutta la componente che ha i cordoni della borsa, che non
sono un privilegio, ma sono spesso, ovviamente, una fatica.
Ringrazio il Presidente della V Commissione e tutti i parlamentari
che in quella sede hanno consentito di costruire questo percorso
normativo che, badata bene, è al limite di alcune difficoltà che
dobbiamo ancora affrontare e superare.
Ho incontrato sabato, e lo posso dire ufficialmente, il
consigliere del Ministro del lavoro, il consigliere tecnico del
Ministro del lavoro perché il problema sarà dal 2024. In Aula è
venuta più volte la voce: Perché non c'è la storicizzazione? . La
storicizzazione non c'è perché non è ovviamente alla nostra
portata. Noi copriamo per un triennio con un contributo che prevede
l'assegno e tra l'altro i diritti che fino ad adesso a questi
lavoratori sono stati negati.
Partiamo, e qui ho il dovere di dirlo, e lo dico a Barbagallo da
14 ore, però avendo previsto un provvedimento articolato, noi
riteniamo che molti di questi accederanno alle altre possibilità
che abbiamo previsto e cioè il prepensionamento o il pensionamento
con il differenziale fino a 70 anni dell'assegno, del sussidio
attualmente acquisito e quant'altro, ci consentirà dia vere ampia
capienza nella risorsa che abbiamo messo che è già capiente per
tutti gli ASU, sono stati individuati uno per uno. Penso che non ne
abbiamo dimenticato nessuno. In questi 25 anni di grossolano
disordine, augurandomi e ringraziando ancora che si è chiuso un
capitolo e come dice Turano speriamo definitivamente di una
utilizzazione veramente deteriore della gente che lavora e
concludendo ancora con un grazie a tutti per essere stato piccola
parte di questa grande soluzione per 4500 persone.
PRESIDENTE. Abbiamo votato l'articolo 46. Si passa all'esame
dell'articolo 34 però sono le 13.30. Facciamo le cose per bene.
Interrompiamo per andare a mangiare un boccone tutti e ci rivediamo
invece che alle 16, alle 15, in modo che l'ora che dovremmo fare
ora la prendiamo dopo però almeno ora ci mangiamo tutti un boccone.
(La seduta, sospesa alle ore 13.32, è ripresa alle ore 15.22)
Presidenza della Vicepresidente FOTI
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prendete posto appena possibile.
Si passa all'articolo 34, che trovate nel fascicolo a pagina 11.
Ne do lettura:
«Art. 34.
Modifiche alla legge regionale 3 novembre 2000, n. 20
1. Dopo l'articolo 24 della legge regionale 3 novembre 2000, n. 20
e successive modificazioni è aggiunto il seguente articolo:
Art. 24 bis.
Fondo di solidarietà dei parchi archeologici
1. Per il triennio 2021/2023 il dieci per cento delle risorse
derivanti dallo sbigliettamento dei Parchi archeologici, di cui ai
Titoli I e II, è versato su apposito capitolo in entrata del
bilancio della Regione, rubrica beni culturali, per finanziare le
spese di funzionamento, fruizione e valorizzazione dei Parchi con
minori entrate economiche di cui alle finalità previste dalla
presente legge regionale.
2. Il piano di utilizzazione del Fondo così costituito è
regolamentato da apposito decreto emanato dall'Assessore regionale
dei beni culturali e dell'identità siciliana entro sessanta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, previo parere
della competente commissione dell'Assemblea regionale siciliana».
Ci sono degli emendamenti già nel fascicolo e un sub emendamento.
Cominciamo da quelli del fascicolo. Ha chiesto di intervenire il
Governo ed anche l'onorevole Campo.
Se il Governo preferisce attendere gli interventi dei deputati,
così eventualmente riepiloga in una risposta unica finale.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo.
CAMPO. Signor Presidente, Governo, assessore Samonà, colleghi
deputati, allora questo articolo lo avevamo caldeggiato anche noi
perché chiaramente è una possibile e immediata soluzione per alcuni
siti archeologici che ad oggi purtroppo, a causa del Covid,
soffrono un crollo degli incassi e quindi poter avere dei siti più
forti che aiutino i più piccoli, io non voglio definirli minori
perché chiaramente ogni sito può continuamente avere nuove scoperte
e diventare all'improvviso anche più importante di altri, però
chiaramente in questo momento è una soluzione importante.
Però io mi aspettavo anche uno sforzo in più perché chiaramente
siamo in pandemia da un anno e ci voleva anche una proposta
innovativa che magari sfruttasse le nuove tecnologie, come per
esempio le foto immersive, le realtà virtuali, le visite e anche i
tour con queste realtà aumentate a fronte di un biglietto, perché
anche quei siti più grandi, anche quei siti come il parco
archeologico di Agrigento, di Selinunte, di Segesta e di Siracusa,
che non hanno mai sofferto problemi per gli incassi, in questo
momento sono fermi.
Quindi, pensare a una soluzione, così come hanno già fatto
importantissimi musei - e mi riferisco, per esempio, ai Musei
Vaticani, alla Pinacoteca di Brera, alla Galleria degli Uffizi, al
Prado di Madrid - e chiaramente i nostri siti archeologici sono tra
i più visitati al mondo e non sono da meno, a un fondo - io avevo
fatto anche un emendamento a tal proposito - per garantire la
ricostruzione, anche storica, con un valore didattico, che permetta
appunto delle visite virtuali, in questo momento potrebbe essere
quella spinta e quella marcia in più per attrarre fruitori nei
nostri siti turistici.
Noi dobbiamo anche pensare a un piano di marketing con queste
cose, perché chiaramente la soluzione, io ora assessore non voglio
parlare di questo, però non può essere la carta di Catania, cioè
prendere dei reperti archeologici e trasferirli,
decontestualizzati, da un percorso di musealizzazione in dei luoghi
che non sono preposti alle visite.
No, dobbiamo far venire i fruitori in loco, li dobbiamo attirare.
E quale maggiore attrattore se non, in questo momento, creare
appunto queste visite virtuali che, in seconda battuta,
resterebbero comunque di proprietà dei siti archeologici e dei
musei e potrebbero avere una funzione didattica e svolgere anche
una funzione di intrattenimento mentre si formano appunto i gruppi
per le guide turistiche direttamente in loco.
Quindi io mi auguro che questo piccolo inizio sia qualcosa che poi
continuerà in futuro, investendo proprio su quello che caratterizza
la Sicilia, cioè la nostra storia e i nostri siti archeologici.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, anche noi esprimiamo apprezzamento
per questo articolo, che viene incontro alle esigenze economiche
dei parchi archeologici, per perequare un po' quelle che sono le
differenze tra i piccoli parchi e i parchi che hanno maggiori
introiti e maggiore affluenza.
Assessore Samonà, noi, però, siamo molto preoccupati di altre
vicende che investono la fruizione dei parchi archeologici
siciliani.
Più volte in quest'Aula e fuori dall'Aula abbiamo fatto presente
che, ad esempio, anche nel periodo estivo; su tutti l'esempio del
sito archeologico di Piazza Stesicoro a Catania che, addirittura,
nel periodo estivo, in pieno agosto, è rimasto chiuso spessissimo,
perché non c'è un'adeguata presenza dei custodi, di chi deve aprire
e chiudere i musei, ecc.
Quindi io credo che di fronte a problematiche così grandi non
possiamo voltarci dall'altra parte. Oggi in Aula parliamo
dell'aspetto perequativo dei parchi, degli incassi, ma qua siamo
all'A, B, C. Manca chi è che apre e chiude i parchi e il previsto
accompagnamento delle visite turistiche.
Si è sempre detto che la Sicilia deve vivere di turismo. Ma come
deve vivere di turismo se in pieno agosto non apriamo i siti
archeologici.
Oltretutto, restando sempre nello stesso argomento - ne approfitto
perché è la prima volta che, come dire, ci confrontiamo anche in
Aula su questi aspetti - noi abbiamo depositato un'interrogazione
urgente sulla vicenda del Santa Marta.
Assessore, per quello che è nelle nostre disponibilità, non
risulta acquisito il parere archeologico da parte della
Sovrintendenza sulla demolizione del Santa Marta. Siccome non è più
una vicenda amministrativa, se per caso fosse vero che la
Sovrintendenza non si è pronunciata per l'aspetto archeologico, non
per quello paesaggistico - siamo nella collina di Montevergine ed è
uno dei siti più sensibili dal punto di vista archeologico - se
fosse confermato ci sarebbero conseguenze che non sono soltanto
quelle amministrative. Quindi la preghiamo di verificare la
regolarità del procedimento, perché siamo molto preoccupati.
PRESIDENTE. Il Governo ha chiesto di parlare sull'articolo 34. Ne
ha facoltà.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana. Io
ringrazio l'onorevole Campo e anche l'onorevole Barbagallo, perché
questa norma è stata fortemente condivisa, lo devo dire a beneficio
anche del Parlamento. È l'introduzione di un importante fondo di
solidarietà che permette, a quelli che vengono chiamati non parchi
minori - e sono d'accordo, mi associo - ma parchi semmai con minori
entrate, permette a questi parchi di potere sviluppare un'azione
gestionale e amministrativa adeguata e di poter attuare delle
azioni che possono essere attrattive di tutti quei visitatori che,
chiaramente, non conoscono o poco conoscono i nostri siti
culturali. Penso ad alcuni siti della Sicilia centrale o in alcune
aree problematiche dal punto di vista dei servizi che in passato,
appunto, erano considerate erroneamente periferiche, che per noi
periferiche non sono. Quindi, l'intendimento del Governo è quello
di sostenere i parchi archeologici, anche con questo fondo di
solidarietà.
Posso dire anche, riprendendo l'intervento dell'onorevole Campo,
che ringrazio ulteriormente, che stiamo lavorando proprio per
adeguare l'offerta museale, non soltanto dei parchi archeologici,
ma anche dei musei regionali e per questo - come ho anche avuto
modo di dire in Commissione anche di recente - il Governo ha un
piano di adeguamento alle nuove tecnologie, anche di questa offerta
culturale. Quindi, è molto importante anche la segnalazione che lei
ha fatto, perché va nella direzione di un'offerta culturale sempre
più moderna e sempre più adeguata alle nuove esigenze.
Voglio sottolineare che noi, a causa dell'emergenza Covid, lo
scorso 30 maggio del 2020, quando è finita la prima fase pandemica,
abbiamo voluto con forza riaprire i musei e i parchi archeologici,
anche dotandoci di un'app di prenotazione, di un'app che
consentisse la prenotazione degli ingressi con il cosiddetto
distanziamento, e quindi con la prenotazione anche delle fasce
orarie, per permettere anche i visitatori di potere entrare nei
musei e nei parchi in sicurezza.
Questo lo dico anche a beneficio del fatto che prima, appunto,
questi sistemi non c'erano. L'adeguarsi alle nuove tecnologie,
appunto, serve a migliorare l'offerta e anche a rendere l'offerta
culturale più sicura.
Quindi, devo dire che entrambi gli interventi mi trovano appunto,
nella parte riguardante l'articolo, assolutamente in linea.
Io, come Governo, ho concluso Presidente.
PRESIDENTE. Colleghi, abbiamo degli emendamenti soppressivi che
intendiamo ritirati.
Si passa all'emendamento 34.6, del Governo.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana. In
realtà, più che sopprimere il parere, noi vorremmo sostituire
appunto sentita la V Commissione , perché mi spiegavano dagli
uffici che si parla del piano di utilizzazione del fondo, non poi
delle singole ripartizioni. Quindi, comunque, noi vogliamo in ogni
caso mantenere il ruolo del Presidente.
Mantenere appunto il ruolo, però gli uffici ci spiegavano che,
essendo il piano di utilizzazione e non le singole poi attribuzioni
dei parchi, basterebbe un aver sentito la V Commissione ,
piuttosto che il parere vincolante.
PRESIDENTE. Allora il parere non è vincolante. Detto questo, prima
che l'Aula si esprima, io chiederei ai membri della Commissione
Bilancio , se è presente in Aula il Presidente o il
Vicepresidente, di prendere posto presso il banco della Commissione
Bilancio .
Pongo in votazione l'emendamento 34.6. Se c'è un subemendamento
fatelo pervenire perché altrimenti non possiamo porre in votazione
neanche l'emendamento. Forse, l'onorevole Caronia lo sta
preparando.
Nel frattempo che pervengono i subemendamenti annunciati
dall'onorevole Caronia e dall'Assessore, comunico che l'emendamento
34.5.1 a firma dell'onorevole Di Caro, che prevede ulteriori quote
di solidarietà per i Comuni ove insistono questi parchi, purtroppo
non è ammissibile. Era stato già proposto in Commissione
Bilancio , ma gli uffici mi dicono che non si possono prevedere
ulteriori quote di solidarietà nei riguardi dei Comuni. Quindi, non
lo distribuiamo e non lo porremo in votazione.
Se sono arrivati i subemendamenti dell'onorevole Caronia e
dell'Assessore, li guardiamo.
Colleghi, qui vedo l'onorevole Sunseri, l'onorevole Gucciardi,
l'onorevole Tancredi, qualche membro della Commissione Bilancio ,
per piacere, si sieda ai banchi della Commissione Bilancio
perché, formalmente, dobbiamo avere qualcuno che fa parte della
Commissione e eventualmente dare il parere anche se non c'è
copertura, perché altrimenti dobbiamo interrompere i lavori. Me lo
chiedono gli Uffici, formalmente ci vorrebbe
(Intervento fuori microfono)
Perfetto. Io questo sto chiedendo, che ci sia almeno qualche
membro o, se è possibile, il Vicepresidente, se l'onorevole Savona
non c'è.
Stiamo aspettando la numerazione dei subemendamenti.
E' stato presentato il subemendamento 34.6.R che recita
All'articolo 34 sostituire le parole previo parere' con le parole
sentite' , quindi una semplificazione.
Il parere del Governo è favorevole. Il parere della Commissione...
(brusio in Aula)
Chiedo all'onorevole Gucciardi, che è Vicepresidente della
Commissione, di sedere al banco della Commissione e dare il parere,
al microfono, sull'emendamento 34.6.R Le parole parere' sono
sostituite con sentita la Commissione'. Per consentire ai lavori
di proseguire, chiaramente, non per imposizione. Dia il parere che
intende dare, in qualità di Vicepresidente.
Onorevole Gucciardi, se si può accomodare per dare il parere sul
subemendamento.
Onorevole Gucciardi, lei non intende ... La seduta è sospesa per
due minuti.
(la seduta, sospesa alle ore 15.42, è ripresa alle ore 16.52)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Allora, colleghi, riprendiamo. Qui c'è il presidente
Savona. Era qua dietro, per cui starà entrando.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Ma a che punto siamo? Scusi, onorevole Lupo, un attimo solo, in
modo tale che facciamo il punto della situazione. Prego, onorevole
Lupo.
LUPO. Signor Presidente, desidero ringraziarla per avere promosso
questo importante incontro con le categorie produttive che si è
appena concluso. Credo, anche a nome di tutti i colleghi, di
potere testimoniare e rappresentare la massima attenzione del
Parlamento rispetto alle istanze e alle proposte che sono emerse.
E' chiaro che dobbiamo fare di tutto per mantenere in vita il
tessuto produttivo. Purtroppo, dobbiamo evitare che si spengano i
motori, che la macchina abbia avuto un rallentamento, era nelle
cose, ma se si spegnessero i motori fino al fallimento delle
imprese sarebbe davvero una tragedia per tutta la Sicilia.
Allora, Presidente, le chiedo, a questo punto, visto che siamo
oramai in vista della fase finale di approvazione della legge, di
stabilità e di bilancio, di verificare con il Governo, di chiedere
al Governo se sono disponibili risorse che, così come si è fatto
l'anno scorso, possano essere riprogrammate, nell'ambito di un
quadro di chiarezza e trasparenza, nella legge finanziaria da
destinare alle categorie produttive.
Perché dico questo Presidente? Abbiamo sentito, credo ieri, il
Presidente della Regione dire che c'è la disponibilità di approvare
un ordine del giorno sulla destinazione di risorse, evidentemente
extra regionali, che si possono riprogrammare, evidentemente, per
via amministrativa. Se il Governo ha fatto la scelta di decidere
per via amministrativa, cioè a Palazzo d'Orleans come riprogrammare
le risorse e a chi destinarle, lasciando all'oscuro il Parlamento
rispetto a queste opportunità lo dica con chiarezza. Io non penso
che sia una scelta responsabile in piena pandemia. Penso che,
invece, dovrebbe prevalere, da parte del Governo, la disponibilità
al confronto con tutte le forze parlamentari per capire se ci sono
ulteriori risorse che si possono mettere in gioco per sostenere le
famiglie, le imprese e i lavoratori. Grazie.
PRESIDENTE. Quello che dice l'onorevole Lupo, alla fine di questa
riunione è abbastanza chiaro e credo ineludibile, cioè tutte le
categorie, abbiamo incontrato veramente una grossa quantità di
rappresentanti di aziende che su questo ordine del giorno di cui
gli abbiamo parlato perché rispetto a quello che abbiamo ascoltato
dal Presidente della Regione, ci dicono: sì, ma noi abbiamo
bisogno di capire; è possibile che ci arrivino 100 euro, è
possibile che ce ne arrivino 5 mila, vale la pena riaprire, vale la
pena fallire, vale la pena non riaprire più . Per cui, come dire,
c'è una richiesta da parte delle categorie di una maggiore certezza
su quello che si potrà fare, in modo che loro possano riprogrammare
la loro vita e devo dire, onestamente, non posso dargli torto.
Allora, gli abbiamo parlato di 200 milioni e voglio dire poi è una
cifra, anche questa, che si sente dire più che altro, ma di cui non
abbiamo certezza; alcuni rappresentanti stessi del Governo hanno
detto si può vedere se si può aumentare.
Allora, probabilmente, assessore Armao, sarebbe importante capire,
proprio perché il Parlamento possa svolgere la sua funzione - che
attenzione la funzione del Parlamento può essere duplice, può
essere quella di programmazione laddove ha la possibilità di farlo,
può essere quella di controllo, sarebbe sicuramente un controllo
molto rigido e con informazioni preventive da parte del Governo nel
caso in cui il Governo dovesse intervenire in via amministrativa,
non nego che possa essere così - però dovremmo sapere sono 200
milioni, sono 400, come si possono dare, come si possono non dare,
cioè la scelta di tipo amministrativo, sulle decisioni di tipo
amministrativo non c'è una negatività di partenza ma potrebbe
esserci in arrivo, cioè dovremmo capire come il Governo
intenderebbe, eventualmente, spendere queste somme ma,
fondamentalmente, avere l'idea di quante sono queste somme, cioè
cercare di capire quante sono le somme che è possibile
riprogrammare in questo momento, perché, a quel punto, sì, il
Parlamento si arroga il diritto di dire che vorremmo essere, in
linea di massima, noi a decidere come. Se ci sono o c'è un miliardo
da riprogrammare non si potrà fare certamente in via
amministrativa. Il Parlamento deve essere informato sulle proposte
e, poi, decidere se quelle proposte vanno bene o no. Questo è
sicuro. Se si tratta di questi 200 milioni che bisogna dare, non so
come, a pioggia, a tutte queste aziende ed alla fine loro fanno i
conti che gli spetterebbero 200, 300 euro ad azienda, non credo che
vada nemmeno la pena andare avanti.
Però, cercare di capire perché questi qua non se ne vanno,
altrimenti, sono qua ed hanno anche diritto di capire il loro
futuro come è combinato, quali sono le speranze di poter ripartire
o quante sono le poche speranze e, quindi, dover chiudere. Ma,
almeno in qualche maniera, gli si deve dire.
Per cui, Assessore, io non so se lei è pronto per fare un
intervento ora stesso, però il Parlamento, certamente, vuole capire
quante sono le risorse che è possibile riprogrammare e poi
ascoltare le indicazioni del Governo e di quello che riterrà
opportuno dirci. Grazie.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, credo che, sin
dall'inizio del dibattito, avevo puntualizzato l'intendimento del
Governo di procedere ad una riprogrammazione dei fondi
extraregionali per orientarli, per quanto possibile e
compatibilmente con alcune tipologie di investimento già
consolidate perché in corso di finanziamento, quindi, non tangibili
da una riprogrammazione.
Abbiamo avuto, peraltro, col Presidente un incontro col ministro
Carfagna che ha rassicurato la Regione sulla tempestività
dell'operazione di riprogrammazione e sulla sua praticabilità.
Quindi, c'è piena sintonia col Governo nazionale in questo senso e
- il Presidente lo ha detto l'altro giorno, l'ho precisato anche io
-, quindi, sotto questo profilo il Governo che ha, peraltro,
ascoltato le categorie produttive, oggi ho incontrato operatori,
alcuni operatori si sono incontrati col Gabinetto del Presidente,
quindi, siamo in assoluta sintonia nell'attenzione verso la parte
produttiva della nostra Regione e convengo - questo lo sosteniamo
da mesi - con l'analisi che la crisi sta mordendo l'economia in
modo così profondo con il rischio di paralizzarla e se si paralizza
è un po' come la desertificazione della Terra. Cioè non è poi
possibile tornare a renderla fertile agevolmente, quindi è
assolutamente necessario evitare, scongiurare con tutti i drammi
che ne sono connessi, che il motore si spenga.
Sotto questo profilo c'è, quindi, assoluta identità di vedute.
Credo che sia pacifico, prescritto dalla normativa vigente e credo,
il Presidente Savona ne è testimone, come tutti i componenti della
Commissione Bilancio, che tutte le riprogrammazioni passano per la
Commissione Bilancio. Finora tutte le riprogrammazioni le abbiamo
fatte insieme, abbiamo raccolto tutte le osservazioni della
Commissione quindi nessuna riprogrammazione viene fatta in termini
solipsistici dal Governo regionale né può essere fatto in questo
momento così drammatico per l'economia siciliana.
PRESIDENTE. Ma c'è, assessore, una idea di quante sono queste
risorse che devono essere riprogrammate?
ARMAO, assessore all'economia. Le ipotesi che finora abbiamo
ventilato sono tra i 200 e i 300 milioni. Queste sono le somme.
Siamo a fine programmazione non abbiamo risorse illimitate.
Le analisi che si sono fatte finora, e si sta facendo con la
programmazione la ricognizione per tirar via tutto quello che si
può sottrarre agli investimenti in corso.
L'assessore Falcone che segue la parte importante, peraltro, di
questa programmazione che è la parte delle infrastrutture può
confermare che non tutte le risorse sono distraibili perché
rischierebbero di paralizzare alcuni investimenti in corso. Altre
si possono spostare alla nuova programmazione o nell'ambito della
politica unitaria
PRESIDENTE. Assessore scusi per un chiarimento. E' ovvio che
quello che lei dice è al netto di quello che c'è dentro la
finanziaria, nella programmazione che c'è nella finanziaria.
ARMAO, assessore all'economia. Certo.
PRESIDENTE. Era soltanto per chiarirlo perché era un dubbio.
Perfetto.
ARMAO, assessore all'economia. Tra l'altro non dimentichiamo che
il nostro bilancio che mobilita una spesa corrente per quasi 14
miliardi è chiaro che fornirà già una grande spinta consentendo
tutti i trasferimenti, consentendo la definizione di tutto, la
spesa corrente e la spesa per investimenti che il bilancio porta
con sé, quindi la preoccupazione .
PRESIDENTE. Però diciamo che quelle comprendono i 200 milioni di
cui si sta parlando.
ARMAO, assessore all'economia. I 200 milioni no. Sono Presidente
di riprogrammazione, di fondi extraregionali. Quindi sono
aggiuntivi rispetto a quelli.
PRESIDENTE. Quindi rispetto agli altri 200-300 che diceva lei.
ARMAO, assessore all'economia. No. I 200-300 sono di
riprogrammazione dei fondi che sono oggetto dell'iter della
riprogrammazione che abbiamo già fatto per alcune voci quest'anno,
per 600 milioni, e passano attraverso una delibera di Giunta, il
confronto con la cabina di regia, con il Ministero del Sud, con il
Ministro del Sud e poi passano per mera conoscenza al CIPE.
Quindi quella riprogrammazione e l'ordine del giorno che è stato
presentato, di cui ha fatto cenno ieri anche il Presidente, è
nell'alveo di questa scelta, cioè di individuare le categorie alle
quali orientare queste risorse.
Non ci siamo finora spinti in avanti poiché era necessario vedere
anche come si articolava il decreto adottato a livello nazionale
perché è inutile che adottiamo misure che vanno in sovrapposizione,
che rischiano di non essere efficaci. E' opportuno diversificarle o
specificarle o concentrarle su alcuni settori che sono, per
esempio, rimasti fuori dagli interventi nazionali.
La scelta è quella di non agganciarsi ai codici ATECO, lo ha detto
ieri già il Presidente, ma è quella di riprogrammare.
Ripeto. Ogni riprogrammazione non potrà che essere concertata con
la Commissione Bilancio perché lo prevede la legge che gli atti di
riprogrammazione passino alla Commissione Bilancio. Quindi è
evidente che ci muoveremo in piena sinergia e sintonia con gli
auspici e gli interventi del Parlamento.
PRESIDENTE. Quello che emerge dall'incontro che abbiamo avuto con
gli imprenditori, con queste categorie, è anche il fatto che hanno
assoluta necessità di snellire le procedure. Questa è una richiesta
che ci viene gridandolo perché è veramente un costo, per tutte
queste aziende, le procedure, le regole, le mille autorizzazioni
sono un costo che sta diventando insopportabile, specialmente in un
momento in cui ci sono pochissimi soldi, in cui queste aziende non
fatturano e quindi hanno difficoltà pure a pagare il
commercialista che gli serve per risolvere i problemi burocratici
che hanno per ogni richiesta che devono fare, per cui mi rendo
conto che da parte loro c'è un momento veramente di disperazione,
di difficoltà che bisogna in qualche maniera cercare di attenuare.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, per questo non
posso che convenire, anche per la mia attività scientifica,
professionale e amministrativista, non posso che convenire sulla
necessità.
Ieri addirittura il Presidente De Luca, come lei sa, ha auspicato
la soppressione del Cipe, perché non dimentichiamo che l'ultimo
Cipe risale a diversi mesi fa.
Il Cipe è diventato un elemento di appesantimento delle procedure,
mentre la cabina di regia il Ministro per il Sud la convoca
velocemente, il Cipe ancora oggi è alle viste, quindi uno dei
problemi - e credo che su questo anche l'Assemblea potrà dare una
spinta - è quella di semplificare le procedure di riprogrammazione.
Lo sapete tutti che il nostro bilancio è un bilancio che non
consente enormi margini di manovra in termini di sostegno alle
imprese e sostegno alle famiglie, dobbiamo e possiamo utilizzare -
grazie al Temporary Framework e alle modifiche che sono state
introdotte dal legislatore europeo - i fondi extra regionali ma lo
possiamo fare nell'alveo delle regole che non fissiamo noi, che non
possiamo cambiare noi, che sono quelle che prevedono alcuni
passaggi come quelli che si sono espletati nella precedente
riprogrammazione.
Per quanto riguarda, invece, le procedure amministrative, cui lei
faceva pocanzi riferimento, è evidente che quest'Aula e questo
Parlamento sono nell'ambito dei canoni che il legislatore e la
giurisprudenza costituzionale hanno delineato sulle competenze
delle regioni in materie di autorizzazioni, concessioni e
provvedimenti ampliativi, sono titolari di una potestà legislativa
primaria che consente di intervenire come si è fatto con la legge
n. 7 del 2019 a semplificare.
PRESIDENTE. Infatti questo che dicevo l'ho riferito più all'Aula
che a lei, proprio il Parlamento dovrebbe farsi carico - ma ce ne
faremo carico sicuramente - di prevedere una norma di
semplificazione vera, però non a spizzichi e bocconi, come si dice
normalmente, ma che sia una vera eliminazione di lacci e lacciuoli
che in questo momento ci stanno uccidendo.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, visto che non
possiamo aprire un dibattito su questo, perché sarebbe un dibattito
che comprende tutto, se possiamo evitare gli interventi.
LO GIUDICE. Signor Presidente, sarò breve, speravo di poter dire
la montagna ha partorito il topolino però, sarò io limitato nella
comprensione, ma mi creda io non ho capito.
Non ho capito di che stiamo parlando e in che senso soprattutto,
cioè noi ci troviamo in questo momento a dovere approvare la
finanziaria e in teoria noi, per quelle che sono le esigenze
relative al pagamento degli stipendi e quanto altro, domani
dovremmo concludere.
Il giorno prima della conclusione non sappiamo se parliamo di 200
o 300 milioni di euro, con un Delta
PRESIDENTE. Stiamo parlando di cose extra finanziarie.
LO GIUDICE. No, aspetti, Signor Presidente, con un Delta che è di
100 milioni, quindi 100 milioni di discostamento, 200 o 300
milioni, quindi stiamo scoprendo oggi che noi non tratteremo
all'interno della finanziaria i fondi extra bilancio, questa è una
notizia. Per cui a tutte quelle categorie che ci hanno chiesto fino
ad oggi all'interno della finanziaria cosa avete immaginato, noi
risponderemo che non se ne occuperà il Parlamento in finanziaria ma
che se ne occuperà il Governo con delibera di Giunta previo parere
della Commissione bilancio.
E' una scelta, l'importante che si sappiano le cose e l'importante
è che tutti sappiano che il Parlamento non sarà nelle condizioni di
poter decidere nulla rispetto a quelli che sono i fondi extra
bilancio.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, non è esattamente così. Tutto
quello che è stato presentato in finanziaria è coperto dai fondi
che ci sono, poi stiamo parlando di un qualcosa che va a favore dei
cosiddetti ristori, di cui si sta discutendo, che fino ad oggi
siamo rimasti d'accordo che sarà oggetto di un ordine del giorno in
cui il Parlamento indicherà le priorità, dopodiché in ogni caso il
Governo lo presenterebbe in Commissione bilancio, quello che
intende fare dovrebbe essere approvato, per cui che il Parlamento
non se ne occupi è assolutamente scorretto ma se ne occupa
perfettamente.
La finanziaria con tutti i suoi articoli è comunque coperta,
stiamo parlando di un qualcosa che riguarda non la normale attività
da finanziaria, quello che normalmente si fa per tutto l'anno, ma
quello che riguarda i ristori, limitati a questa esigenza, a questa
emergenza Covid che, dal livello nazionale al livello regionale si
stanno facendo per le imprese.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, io le ripeto, io sto apprendendo
oggi queste cose e, quindi, le manifesto per quelle che mi dite e
per me va benissimo. Però, ripeto, a mio avviso noi siamo, in
questo momento, in sessione di bilancio da due settimane. Siamo qui
a cercare di sbarcare il lunario e di trovare mille soluzioni
rispetto a miliardi di categorie e di comparti che hanno miliardi
di esigenze, e scopriamo oggi che, comunque, all'interno della
sessione di bilancio non li tratteremo e verranno fatti una serie
di ordini del giorno.
Ma io mi chiedo e le chiedo del miliardo e 400 milioni della
scorsa Finanziaria possiamo avere un dettaglio puntuale e preciso
di questi fondi? Impegnati, spesi e non impegnati. Le faccio una
domanda su tutte. L'ex articolo 99 della Finanziaria del 2018 che
fu una, la prima Finanziaria all'interno della quale venivano dati
degli indirizzi precisi rispetto ai fondi POC, sono delle somme
libere o no? Perché l'anno scorso erano tutte somme impegnate.
Parlo dei venti milioni per le baracche di Messina, parlo dei
cinquanta milioni dell'impiantistica sportiva. Se oggi si sono
liberate per virtù dello Spirito Santo, va bene, ma noi queste cose
le dobbiamo sapere, io credo. È fondamentale che le sappiamo.
Per questo dalla Commissione Bilancio prima, all'Aula poi, in
tutti i miei interventi, ho chiesto nell'ultimo pregando
l'assessore Armao di darci un quadro puntuale e preciso della
situazione, per sapere dove possiamo arrivare e cosa possiamo fare.
Apprendere, veramente, oggi dopo - ripeto - un mese di lavoro fra
Commissioni varie e Aula che noi non ci occuperemo dei fondi extra
bilancio o, meglio, che ce ne occuperemo di traverso e,
probabilmente, dopo la Finanziaria con tempi che si allungano,
benissimo mi sento sollevato da una parte di responsabilità come
deputato, ma non credo che sia corretto e, quindi, lo manifesto per
l'ennesima volta. Non fosse altro che se affrontiamo la sessione di
bilancio credo che sia giusto e doveroso che anche le risorse extra
bilancio di cui siamo competenti vengano impegnate secondo quelle
che sono le nostre indicazioni .
PRESIDENTE. La sua richiesta è chiarissima.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Il prossimo è l'onorevole Di Caro che
ha chiesto di intervenire. Onorevole Figuccia, prego, intervenga.
(brusio in Aula)
FIGUCCIA. Signor Presidente certamente poi interverrà anche
l'onorevole Dipasquale con il quale avevamo condiviso alcune
istanze.
Scusate, l'incontro che c'è stato adesso era in rappresentanza di
tutte le forze politiche, non è che è andato ad incontrare le
categorie produttive un parlamentare o un altro. È stato chiesto un
incontro da parte della maggiore associazione di categoria alla
Presidenza dell'Assemblea e mi sembra opportuno che la Presidenza
dell'Assemblea abbia, di fatto, chiesto - perché questo è il punto
di caduta - all'assessore al bilancio qual è la situazione dal
punto di vista contabile. Io, intanto, la ringrazio, Presidente per
essersi fatto portavoce rispetto a tutto il Parlamento di questo
genere di istanze.
È chiaro che, se da una parte dobbiamo puntare a snellire le
procedure amministrative, dall'altra dobbiamo anche sapere quali
sono le risorse di cui, effettivamente, possiamo disporre. E in
termini di fondi extra bilancio, e in termini, quindi, come punto
di caduta, di quella che sarà la delibera di Giunta attraverso la
quale noi dobbiamo sostenere il mondo produttivo. Perché questa è
l'istanza che c'è arrivata oggi.
Oggi, per chi non se ne fosse accorto, c'erano qualcosa come oltre
mille persone sotto il Palazzo. Tutto il mondo dei ristoratori,
degli albergatori, di gente che vuole sapere. Abbiamo raschiato il
barile , erano queste le loro parole. Qual è lo strumento
attraverso il quale oggi il Governo, il Parlamento, possono venire
in aiuto a questo genere di istanze? E credo che quando il
Presidente dell'Assemblea, di fatto, ha incontrato le categorie
tutte, lo ha fatto certo non a nome del suo partito, a nome di
tutti, anche a nome dell'opposizione.
Per cui io sono felice del fatto che si stia dando, non dico
spazio ad un dibattito perché non serve fare questo, ma quanto meno
ad una prospettiva per trovare una soluzione su come tendere la
mano a questa gente.
Oggi noi abbiamo assistito ad uno spettacolo triste, dove questa
gente ci ha messo la faccia e devo dire che un gruppo di
parlamentari, guidati dal Presidente dell'Assemblea, tutti siamo
andati ad ascoltare le categorie.
Ora, questi fondi extra bilancio, la domanda è, come potranno
essere utilizzati? Certamente, Presidente, io il suggerimento che
vorrei dare, fiducioso del fatto che queste risorse saranno
disponibili, è uno. Non procediamo con misure tipo Click day ,
perché se dovessimo procedere, come purtroppo è accaduto, con lo
strumento del Click day ci ritroveremmo che queste risorse questa
gente non le avrebbe mai.
Dobbiamo, quindi, rendere disponibili le risorse. Sono fondi extra
regionali. Apprendo che con delle modalità queste risorse saranno
date. Certamente, all'interno di quell'incontro saranno state
definite, credo Presidente, le avranno fatto anche un po' un
elenco. Sono riusciti, forse Presidente dell'Assemblea, Presidente
Micciché, a quantificare un po' queste istanze, Presidente? Non so
se sono riusciti a darle un ulteriore documento. Certamente il
Parlamento oggi è sensibile a queste richieste e lo è sensibile in
maniera, assolutamente, unanime.
Adesso noi vogliamo sapere non solo quante sono queste risorse ma,
soprattutto, quando potranno arrivare nelle casse di queste
imprese, perché davvero hanno raschiato il barile e non sono nelle
condizioni di procedere oltre, rispetto a questo vuoto che c'è
stato ormai per troppi mesi.
PRESIDENTE. Scusate, hanno chiesto di intervenire altri deputati
dell'opposizione. Era intervenuto, prima, l'onorevole Lupo per cui
non è che siano stati soltanto della maggioranza. Sono intervenuti
l'onorevole Lupo e un deputato della maggioranza. Chiudiamo
l'argomento. Ce la vedremo successivamente.
Ritorniamo al 34, così lo facciamo votare e andiamo avanti. Con il
parere favorevole della Commissione, pongo in votazione
l'emendamento 34.6.R del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 34. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si altri.
(E' approvato)
DIPASQUALE. Presidente, ma ha votato il 34.5. Prima ha votato il
subemendamento. O no?
PRESIDENTE. Ho votato l'emendamento 34.6.R, che era quello di
riscrittura. Si, era stato discusso mentre noi eravamo là dentro,
ma mi sembra che abbiano trovato una quadra.
Si passa all'articolo 85. Un minuto. Allora, l'articolo 85, che
era quello sul Museo Riso, d'accordo con l'assessore Samonà, è
stralciato. Ne parleremo nei momenti più opportuni.
Io ho una richiesta sul 59, quelli dei veterinari. Fa parte della
sanità, e la sanità la facciamo dopo.
Si passa all'articolo 130. Ne do lettura:
«Art. 130.
Imprese concessionarie dei servizi aggiuntivi nei luoghi
e istituti di cultura
1). Al fine di limitare il danno subito dalle imprese del settore,
le concessioni che abbiano ad oggetto la gestione dei luoghi e
degli istituti della cultura di cui all'articolo 101 del decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, incluse quelle aventi ad
oggetto la gestione dei servizi aggiuntivi di cui all'articolo 117
del medesimo decreto legislativo, in essere alla data dell'11 marzo
2020 e in scadenza non oltre il 31 dicembre 2021, affidate ai sensi
dell'articolo 115 del decreto legislativo n. 42/2004 con procedure
di evidenza pubblica, possono ai sensi dell'articolo 57 del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sussistendo i presupposti
contrattuali, essere rinnovate per un tempo non superiore alla
durata dell'affidamento. Resta ferma, in ogni caso, la proroga
delle medesime concessioni per il tempo necessario per assicurare
l'equilibrio economico finanziario della concessione, comunque non
superiore alla durata originaria della concessione medesima».
Già gridate, pure sul titolo iniziate a gridare, un minuto, cos'è
successo?
Il fascicolo sta arrivando, io l'ho ricevuto in questo istante, un
attimo. Speriamo che da dopo l'estate non ci sia più questa
distribuzione di fascicoli potendoli trasmettere forse
elettronicamente e direttamente sui tablet, che sarebbe la cosa
migliore, però anche questo speriamo che entro l'estate ce lo
facciano. Però mi sembra di sì. Questo dovrebbe essere sicuramente
fatto. Anche i microfoni dice il Segretario, che si sente in colpa.
Questa finanziaria ha gli stessi problemi di emergenza che ha tutta
Italia, il problema Covid. Un momento perché sono pronti, non si
devono ancora fotocopiare, sono pronti, li stanno salendo. Nel giro
di due minuti arrivano. Ne mancavano però dieci.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo se lei ritiene che, nonostante
ancora a qualcuno manchi il fascicolo, lei può intervenire, allora
facciamo intanto intervenire Barbagallo, così prendiamo tempo. Ne
ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, se l'assessore Samonà mi ascolta è
meglio, anche perché l'articolo è della sua rubrica. Non abbiamo
ben capito poi nella nottata in Commissione Bilancio se questo
articolo è frutto d'iniziativa parlamentare o del Governo.
La cosa che sappiamo, Presidente Micciché, che francamente è
incomprensibile la ragione per cui noi chiediamo in piena pandemia
il rinnovo per legge di servizi contrattuali aggiuntivi per tutti i
luoghi della cultura. Non è che c'è un motivo per cui non si
possono fare le gare. Io credo che come tutte le amministrazioni
anche le amministrazioni regionali e anche iniziative, come dire,
particolarmente sensibili come quelle relative alla gestione dei
luoghi più significativi dal punto di vista culturale che
rappresentano anche l'immagine della nostra terra, devono
rispettare le regole. La regola è che se si deve procedere
all'affidamento dei servizi aggiuntivi, si procede attraverso gara
pubblica.
Se c'è, come dire, problema di organizzare eventi nell'imminenza
del periodo estivo si troveranno soluzioni per affidarlo nel modo
più veloce e trasparente possibile, ma procedere per legge al
rinnovo di servizi aggiuntivi è veramente deplorevole.
Aggiungo che, peraltro, con alcuni di questi concessionari ci sono
in diverse parti della Sicilia evidentissimi inadempimenti relativi
alla mancata gestione del contratto, alla mancata gestione
dell'offerta culturale, alla mancata realizzazione di servizi per
cui le imprese aggiudicatarie sono state scelte proprio alla luce
della prestazione di quei servizi come la realizzazione del desk,
come la previsione di itinerari culturali, insomma ci sono dei veri
e propri inadempimenti che non sono stati per altro neanche
sanzionati.
Non solo non sanzioniamo gli inadempimenti, per legge gli
proponiamo pure il rinnovo.
Ma insomma, signor Presidente
Io credo che di tutto ci dovremmo occupare in finanziaria tranne
che di queste porcherie.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io vorrei invitare il
Governo, assessore Samonà, al ritiro di questo articolo.
Perché? È semplicissimo, in parte l'ha detto anche l'onorevole
Barbagallo.
Ma quando noi proroghiamo, rinnoviamo per un tempo non superiore
alla durata dell'affidamento, cioè se uno ha avuto, signor
Presidente, se uno ha avuto una concessione per cinque anni noi
gliela possiamo prorogare per altri cinque anni. Ma ansi sono
ancora di più di cinque anni, perché noi ne stiamo, diciamo ancora,
resta ferma in ogni caso la proroga delle medesime concessioni per
il tempo necessario per assicurare l'equilibrio economico-
finanziario delle concessioni .
Che cosa vuol dire? A dei concessionari abbiamo dato i tre mesi
del lockdown li abbiamo dati di proroga e quindi sono state tutte
aumentate di tre mesi le concessioni. In più ci sono stati degli
accordi tra Assessorato e concessionari dove sono stati prorogati
in alcuni casi per quindici mesi, signor Presidente, tre mesi più
quindici.
Inoltre ora diciamo che gliene diamo altri cinque anni
possibilmente di proroga.
Io vorrei ricordare che noi potremmo gestire per il decreto
legislativo per il codice dei beni culturali potremmo gestirli noi
direttamente per l'articolo 115, non lo facciamo e lo facciamo in
via indiretta, ma questi portano dei soldi.
Che cosa vuol dire? Che per lo sbigliettamento noi possiamo
prendere il 30%, cioè il concessionario può prendere il 30% e il
resto lo prendiamo noi, ma se vanno a gara noi possiamo prendere
anche di più di quel 70%, possiamo quindi incamerare soldi visto
che la Regione.
Presidente Micciché e Presidente Musumeci, non ne abbiamo soldi,
dobbiamo fare le gare per poter riuscire a prendere più soldi. E
invece noi se ci sono anche concessionari inadempienti non lo
sappiamo, perché io ho provato anche a parlare in alcuni casi con
il direttore generale, ma c'è stato un muro da parte
dell'Assessorato dei beni culturali.
Non si riescono ad avere i chiarimenti sulle concessioni,
nonostante PEC, richieste di riunioni, zero Anche nessuna risposta
alle interrogazioni parlamentari.
E questo ovviamente fa accendere tutti gli allert del caso perché
quando non c'è trasparenza da parte del direttore generale e
dell'Assessorato ovviamente i dubbi cominciano a salire.
Quindi facciamo le gare perché questo potrebbe fare entrare nuovi
soldi, ovviamente nuova liquidità alle casse regionali, potrebbe
migliorare i servizi che spesso andrebbero migliorati e ampliati da
questo punto di vista ed evitiamo proroghe assurde perché così
altri cinque anni più l'altro anno e mezzo che gli abbiamo dato mi
sembra una cosa effettivamente eccessiva in un momento in cui le
gare si possono fare tranquillamente.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi l'onorevole Cafeo.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore un
attimo di attenzione.
Io credo che questa norma non sia compatibile con le norme
nazionali ed europee, quindi non può essere votata da quest'Aula
perché le norme nazionali non consentono assolutamente di potere
approvare questa norma. Sarebbe una norma impugnata e in più
faremmo delle figure...
Quindi, invito la Presidenza a dichiararla irricevibile e di
stralciarla perché non è possibile votarla. Mi dispiace per
chiunque l'abbia proposta, nel senso che voi ricordate che quando
abbiamo fatto anche delle norme sui lavori pubblici sono state
impugnate dalGoverno nazionale perché in contrasto con la normativa
nazionale ed europea. E' molto semplice.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Grazie, Presidente, Presidente della Regione, colleghi, solo per
specificare che questo non è un articolo di provenienza governativa
e quindi noi lo stiamo emendando perché, se dobbiamo parlare di
proroga, la possiamo limitare al solo tempo dell'emergenza Covid e
non certamente alla durata della concessione.
PRESIDENTE. Assessore Samonà, chiedo scusa, questa era l'obiezione
che avevamo fatto noi. Scusate...
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Calma tutti, perché gli Uffici avevano fatto
esattamente questa obiezione.
CAFEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAFEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, queste gare sono
delle gare che risalgono al 2010, sono delle gare in cui gli
uffici, assessore Samonà, in cui gli uffici, sono praticamente già
scadute. C'era un'opzione nella gara stessa di un rinnovo per
ulteriori anni, rinnovo che non è stato, dagli uffici
dell'Assessorato, posto in essere e, quindi, comunque violeremmo la
norma.
Tra le altre cose, è stata già fatta una proroga di 14 mesi per il
Covid per il mancato incasso.
Ritengo, Presidente, che non c'è bisogno di una norma nel caso in
cui, per esigenze di piano economico-finanziario di rientrare degli
investimenti, si vuole fare un ulteriore proroga; ma un'ulteriore
proroga che deve essere connaturata.
Ora, non vorrei però una cosa, Presidente, lo abbiamo fatto più
volte, in Commissione abbiamo chiesto più volte di essere presenti
tutti, perchè qua emergono due ordini di problemi a prescindere dal
discorso dell'eventuale proroga per il piano economico per il PEF,
per il piano economico finanziario. E sono di due tipi, uno la
capacità di controllo degli uffici della Regione sui servizi che
vengono forniti, perché alcune volte noi veniamo trattati come,
siccome uno vince una gara sul territorio può fare quello che
vuole.
Secondo aspetto, Presidente. Lei non pensa che con gare del 2010
oggi ci sono condizioni tali per cui si dovrebbe parlare, a
prescindere dalla proroga, di cosa ha funzionato e di cosa non ha
funzionato e di come mettere in campo le nuove gare?
Faccio un esempio, Presidente. Noi abbiamo approvato una norma che
impone la possibilità di destinare risorse dai parchi che
funzionano ai parchi che non hanno entrata economica.
Nella rimodulazione delle nuove gare anziché fare come è stato
fatto nel 2010 che sono andati scoperti diversi lotti, si può
trarre esperienza dall'esperienza precedente e rimodulare i lotti e
chi vuole gestire, faccio un esempio il Teatro Greco, gestirà anche
Lentini e Leontinoi, cioè gestisce sia dove c'è la carne, ma nello
stesso tempo però rende fruibile tutti i percorsi.
Per cui, mi rifaccio a quello che detto dall'onorevole Laccoto. A
mio avviso questo articolo non è votabile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sammartino. Ne ha
facoltà. Poi prendiamo una decisione che mi sembra abbastanza
facile e chiara sull'argomento perché è inutile che perdiamo tempo.
SAMMARTINO. Signor Presidente, semplicemente per chiarire questa
norma non è stata mai trattata in V Commissione, durante i lavori
della Commissione che presiedo durante le fasi della finanziaria.
Vedo un gioco di spallucce; mi fa piacere il Presidente della
Regione annuiva e ne sono davvero contento perché sarebbe davvero
inimmaginabile votare una norma che proroga affidamenti e gare di
servizi per tanti anni, traccerebbe quel solco che sicuramente
dentro quest'Aula tutti vogliamo di trasparenza e di legalità.
Io chiedo formalmente - questa norma non è stata neanche
approfondita nella Commissione di merito, non è stata credo
trattata in Commissione Bilancio , non so come mai è arrivata in
questo fascicolo - che questa norma venga stralciata dal Governo
stesso in modo tale da poterla ritirare.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, io vorrei capire o sapere chi è stato
il deputato che ha proposto questo emendamento in Commissione
Bilancio .
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, non è una indagine E' stata
stralciata la norma.
DI CARO. Sì, mi faccia parlare però perché il Governo ha delle
responsabilità e le spiego perché.
Il 24 settembre 2018 con una interrogazione parlamentare n. 435 io
chiedevo al Governo, visto e considerato che queste concessioni
scadono il 31 dicembre 2020, mi dite per favore anche punto siete
con le gare? Dopo tre anni aspettiamo ancora la risposta. La
risposta è questa? Andare in deroga al codice degli appalti? Le
gare le avete fatte?
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, la prego, l'abbiamo stralciata.
Assessore Samonà, l'articolo 113, di fatto, è già compreso nei
300 che ci sono.
(Intervento fuori microfono dell'assessore Samonà)
PRESIDENTE. E allora, si faccia un ordine del giorno e si risolve.
Non possiamo farlo ora come legge visto che abbiamo votato ieri
l'emendamento. Quindi, stralciamo anche l'articolo 113.
Dobbiamo fare la Sanità , e da oggi che teniamo qui l'assessore
Razza per cui non potremmo non dargli la soddisfazione di tirare
fuori tutti gli articoli della Sanità.
Scusate, l'articolo 137 viene stralciato? Così mi è stato chiesto
ora. Allora, l'articolo 137 è stralciato.
Si sta cercando qualcosa da votare prima della Sanità e poi
passiamo alla Sanità.
L'articolo 117, onorevole Savona? No.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Dobbiamo fare la
Sanità.
PRESIDENTE. Passiamo alla Sanità.
Si passa all'articolo 57. Ne do lettura:
«Art. 57.
Borse di studio mediche
1. Per le finalità di cui al comma 25 dell'articolo 5 della legge
regionale 12 maggio 2020, n. 9 per il triennio 2021/2023 la
relativa spesa annua è incrementata di 3.000 migliaia di euro a
valere sulle risorse del POC 2014/2020.
2. Al fine di attuare gli interventi di cui al presente articolo,
il Governo della Regione provvede, entro sessanta giorni dalla data
di entrata in vigore della presente legge, ad avviare, ove
necessario, la modifica dei programmi operativi di attuazione della
spesa dei fondi strutturali europei e dei fondi nazionali di
coesione».
Gli emendamenti soppressivi sono ritirati?
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Presidente, verrebbe da intervenire sull'ordine dei
lavori, perché siamo un po' confusi con questo avanti e indietro
però
PRESIDENTE. Ho già detto che siamo in fase Covid anche in questa
finanziaria.
BARBAGALLO. Soprattutto per qualche collega più anziano.
Sull'articolo 57 abbiamo presentato un emendamento - quello che
chiediamo è che in questo momento, sicuramente apprezzabile
l'iniziativa di contribuire ad incrementare le borse di studio,
quindi certamente ritiriamo i soppressivi - abbiamo presentato un
emendamento che prevede una riserva specifica delle nuove borse
autorizzate. Noi abbiamo proposto il 50 per cento a valere per le
borse di specializzazione in medicina generale.
Riteniamo, Presidente, che in questo momento così difficile, la
medicina generale anche in prospettiva può offrire uno sforzo, un
supporto in più nell'emergenza pandemica; le regioni che sono
andate meglio sono quelle che hanno negli anni impegnato più
risorse ed hanno concretizzato meglio le iniziative della medicina
del territorio. Noi, assessore Razza, proponiamo il 50 per cento.
Ovviamente, se ci dovesse essere un'altra misura proposta dal
Governo noi saremmo d'accordo; ma certamente una quota parte di
queste borse riservarla alla medicina generale credo che sarebbe
anche un segnale importante nei confronti dei medici di famiglia
che stanno facendo uno sforzo particolare in questo momento così
difficile.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, per quanto sia condivisibile il
suo intervento, però non è una cosa da legge, questo lo possiamo
mettere come ordine del giorno perché noi possiamo mettere nella
legge la creazione di borse di studio, poi la destinazione delle
borse di studio con questa specificità
BARBAGALLO. Presidente Miccichè, insisto perché negli altri anni
PRESIDENTE. Se l'Assessore è d'accordo .
BARBAGALLO. Nelle altre finanziarie noi abbiamo previsto anche una
riserva in alcuni anni sulla medicina dell'emergenza urgenza. Lo
abbiamo fatto altre volte
PRESIDENTE. Normalmente una cosa di questa è oggetto Sentiamo che
dice l'Assessore. Per me, non ci sono problemi; anzi, l'iniziativa
è certamente lodevole.
Prego, Assessore.
RAZZA, assessore per la salute. Grazie, Presidente. L'iniziativa
è certamente lodevole, il meccanismo di finanziamento, però, della
scuola di medicina generale attiene ad un fondo diverso. Quindi
anche il contributo che viene dato nell'ambito del riparto delle
borse di specializzazione viene fatto dalla conferenza Stato-
Regione. Ferma restando l'assoluta lodevolezza dell'iniziativa,
immaginare di fissarne una quota percentuale fino al 50 per cento
che non tenga conto del riparto nazionale che viene fatto in sede
di Conferenza Stato-Regione rischia di bloccare una quota di
risorse che invece potrebbero essere utilizzate.
Se fosse, invece, scritto tenuto conto anche di un incremento
della specializzazione in medicina generale , è più vario e ci
consente di intervenire.
PRESIDENTE. Lo correggiamo così come se fosse stato presentato in
questa maniera.
Se lo vuole riprendere e lo rifirma un attimo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Presidente, ritengo l'iniziativa lodevole, ma sicuramente
faccio un suggerimento sia all'Assessore per la sanità che
all'Assessore per la pubblica istruzione.
L'ho già detto in altri momenti. Dovremmo prevedere di fare
queste borse di studio aggiuntive rispetto a quelle a livello
statale per potere fare delle figure che servono in questo momento
alla sanità, figure specialistiche da anestesisti, radiologi,
rianimatori, sono queste che in questo momento servono.
C'è un problema, Assessore, che mi permetto di sollevare: ogni
volta queste borse di studio vengono decise dalle Università e non
sono mai secondo il fabbisogno regionale. Addirittura, si troverà
un verbale della Commissione Sanità che prevede che queste borse
di studio vengano modulate rispetto a quelle che sono previste
secondo i bisogni del momento.
Noi in Sicilia abbiamo bisogno, in questo momento, anestesisti,
medici di Pronto soccorso nonché radiologi, sono queste le figure
che mancano.
Mi permetto di suggerire di mettere una postilla per far sì che
non siano le Università a deciderle ma che sia la Regione a dare
l'indicazione di quale borsa di studio indicare.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Ciancio che rinvia
il suo intervento.
E' iscritto a parlare l'onorevole Pullara. Ne ha facoltà.
PULLARA. Presidente, abbiamo proposto un emendamento di cui non
ricordo il numero - ma è l'ultimo - in cui prevediamo che
l'utilizzazione per il tirocinio debba essere prevalentemente
presso i presidi ospedalieri dell'Azienda sanitaria.
Questo perché? Perché i piccoli ospedali se non possono contare
su questa forza lavoro saranno destinati a chiudere, invece potendo
contare su questo tirocinio sarà ovviamente più facile riuscire ad
assicurare il servizio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Razza.
RAZZA, assessore per la salute. L'iniziativa dell'onorevole
Pullara ed altri è assolutamente lodevole, il tema è che però che
parliamo di borse di specializzazione quindi devono andare
nell'ambito della rete formativa. Quindi, metterei nell'ambito
della rete formativa tenuto conto anche delle strutture ospedaliere
delle Aziende sanitarie provinciali perché in questi termini non
possono andare.
All'onorevole Laccoto, raccogliendo positivamente il suo rilievo,
devo però rappresentare che la legge dice che le borse di
specializzazione vengono affidate nell'ambito delle indicazioni
dell'Osservatorio regionale.
L'Osservatorio regionale, con una direttiva dell'Assessore
regionale per la salute, è stato chiamato a tenere conto dei
fabbisogni della rete ospedaliera e già dallo scorso anno la
redistribuzione delle borse aggiuntive - di concerto anche con
l'Assessorato dell'Università e dell'istruzione - ha tenuto conto
sia del parametro della esigenza delle specialità mancanti sia
della integrazione, con l'offerta nazionale, perché ad esempio,
penso all'anestesia e rianimazione, negli scorsi due anni sono
quasi raddoppiate le borse nazionali e quindi ci è stato consentito
di andare a colmare specialità che viceversa non avevano ottenuto
lo stesso beneficio da parte dello Stato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Galvagno. Ne ha
facoltà.
GALVAGNO. Grazie, Presidente. Sono molto contento che stiamo
discutendo questo articolo, in quanto lo abbiamo proposto come
Gruppo di Fratelli d'Italia insieme all'onorevole Di Mauro,
all'onorevole Sunseri e sentendo quelle che sono le risposte che ha
dato l'Assessore va bene lasciare tutto. Arrivato a questo punto
sto capendo di lasciare tutto invariato perché se noi dovessimo
allargare un tantino, assessore, a quelle che sono magari i biologi
piuttosto che agli altri, chiederei un'implementazione del fondo
perché i 3 milioni risulterebbero poi forse troppo.., non sarebbe
la cifra congrua ed adeguata.
(Intervento fuori microfono)
GALVAGNO. Va benissimo, va benissimo. Soltanto un chiarimento
sulla questione perché ritengo che momento migliore di ora per
capire l'importanza di questa categoria non credo ci sia.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, la richiesta dell'onorevole Galvagno è più che
mai attenzionata da parte del Governo, tant'è che c'è una richiesta
di integrativa del Governo per aggiungere borse di studio, diaria
medica e sanitaria in modo tale che questo lo estende anche agli
altri.
PRESIDENTE. Benissimo.
L'emendamento presentato dall'onorevole Pullara è stato
modificato? Va bene così?
Intanto, c'è un primo emendamento del Governo, il 57.9.
Comunico che è stato presentato il subemendamento 57.9.1, a firma
dell'onorevole Barbagallo. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 57.9, a firma del Governo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 57.9 II parte, del Governo. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Nell'emendamento 57.8 a firma dell'onorevole Pullara, scusi
Assessore, quello che c'è scritto in questo emendamento non è
quello che ha detto lei, lo può vedere un attimo per capire?
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, oltre ad
esprimere chiaramente apprezzamento per questo articolo che è il
frutto di un lavoro condiviso anche dalla sottoscritta in
Commissione Bilancio , personalmente avevo presentato un
emendamento al disegno di legge bilancio ma lo abbiamo spostato di
comune accordo con i colleghi alla finanziaria.
Io non ho capito bene adesso i subemendamenti come stanno
modificando l'articolo, però ho capito che il fine è comune.
Volevo solo farvi notare che noi stiamo incrementando per 3
milioni un fondo che esiste già e che è quello dell'anno scorso, il
comma 25 della legge n. 9/2020, non ricordo l'articolo, che dice
che per garantire l'avanzamento delle conoscenze di alto livello
culturale e scientifico, anche in relazione alle esigenze di
maggiori competenze derivanti dallo stato di crisi, è autorizzata
la spesa di 5 milioni di euro e di ulteriori 3 milioni di euro da
destinare nell'anno accademico 2020/2021 rispettivamente
all'incremento del numero di borse per le scuole di
specializzazione di area medica e sanitaria , quindi già c'è nel
fondo che stiamo andando a finanziare e all'attivazione di
dottorati di ricerca presso l'Università.
La quota del 30 per cento delle nuove borse di specializzazione
di era medica è riservata alla chirurgia d'urgenza o aree emergenza
urgenza. Quindi stiamo attenti a modificare questo articolo badando
che l'articolo sul quale stiamo intervenendo, il fondo sul quale
stiamo intervenendo, è già disciplinato dalla legge dell'anno
scorso.
PRESIDENTE. Assessore Razza, se quello che dice l'onorevole
Ciancio è giusto, forse stiamo facendo una cosa inutile o
addirittura dannosa perché mettiamo tre milioni laddove ci sono già
invece di utilizzarli altrove che forse ci può servire o comunque
metterli oltre.
RAZZA, assessore per la salute. No, signor Presidente, ringrazio
l'onorevole Ciancio per la sollecitazione. Oggi il sistema di
finanziamento di borse di specializzazione da parte della Regione è
avvenuto ad integrazione di tutte le specialità a valere su risorse
del Fondo sociale europeo, ecco perché si è fatto richiamo anche
parlando con l'Autorità di gestione alle risorse Poc, perché il
programma operativo complementare è complementare al Fondo sociale
europeo.
Queste risorse consentono di aumentare in una quota parte
corrispondente quelle che già oggi hanno determinato le circa 70
borse e, ovviamente, lo hanno fatto alla luce di una pianificazione
che viene dal fabbisogno.
Ecco perché ritengo che anche nella formulazione che è stata
seguita dai presentatori dell'articolo nell'ambito del percorso
parlamentare che ha fatto, questo intervento consente in quota
parte di aumentare ciò che già oggi è previsto come aumento delle
borse di specializzazione.
PRESIDENTE. Assessore, chiedo scusa, perché quello che diceva
l'onorevole Ciancio è, cioè noi queste borse di studio li abbiamo
già date per cui ora ne stiamo dando altre?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Quindi, ogni anno facciamo poi quelle per l'anno
successivo; quindi, quelli dell'anno scorso finanzieranno quelle
che si stanno facendo oggi e queste servono per quelle dell'anno
successivo.
RAZZA, assessore per la salute. Perfetto.
PRESIDENTE. Non stiamo sovrapponendo cifre, mi basta sapere
questo. Se l'Assessore dice così sarà così.
Pongo in votazione l'emendamento di riscrittura a firma
dell'onorevole Pullara. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 57. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 59. Ne do lettura:
«Art. 59.
Disciplina dell'incremento orario medici veterinari
specialisti ambulatoriali
1. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, le Aziende del Servizio Sanitario Regionale e l'Istituto
Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia procedono ad
incrementare le ore di incarico a tempo indeterminato a ciascun
medico veterinario specialista ambulatoriale interno, già titolare
di incarico da almeno 5 anni, per il raggiungimento di almeno
trenta ore di incarico settimanali per medico-veterinario.
2. Gli incrementi di orario eccedenti la quota di almeno trenta
ore settimanali di cui al comma 1 devono essere motivati e
autorizzati dall' Assessorato regionale della Salute, sulla base di
una preventiva ricognizione del fabbisogno delle prestazioni e
delle attività programmate o programmabili, relative alla
specialistica ambulatoriale veterinaria, presso ciascuna Azienda
sanitaria provinciale e presso la sede dell'Istituto
zooprofilattico sperimentale della Sicilia, e possono essere
attribuite nel rispetto del vincolo dell'equilibrio economico del
bilancio aziendale.
3. I direttori generali delle Aziende sanitarie provinciali e
dell'I.Z.S. sulla base delle criticità riscontrate e della
programmazione delle attività, compatibilmente con il titolo di
specializzazione di cui all'allegato 2 dell'A.C.N. del 31 marzo
2020, in possesso di ogni medico veterinario specialista e sulla
base dei criteri di valutazione di cui all'articolo 21 comma 3 del
citato A.C.N., possono disporre una sola volta il passaggio
dell'intero effettivo delle ore di incarico a branche diverse, allo
scopo di ottimizzare e concentrare le risorse sulle attività
prioritarie, previa formale accettazione degli interessati.
4. In caso di transito da una branca all'altra, allo specialista
è riconosciuta l'anzianità di servizio già maturata. Al fine di
garantire l'appropriatezza delle prestazioni, il transito ad altra
branca potrà avvenire a seguito di un adeguato periodo di
affiancamento.
5. Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo,
quantificati in 7.883.103 di euro su base annua, trovano copertura
sui fondi del servizio sanitario regionale, senza nuovi o maggiori
oneri a carico del bilancio regionale.
6. L'articolo 46 della legge regionale 11 agosto 2017, n. 16 è
abrogato».
All'articolo 59 sono stati presentati solo emendamenti
soppressivi. Sono ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 59. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 61. Ne do lettura:
«Art. 61.
Determinazione delle tariffe per l'accreditamento
istituzionale delle strutture sanitarie
1. Con Decreto dell'Assessore regionale per la salute, da
emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono fissate le tariffe dovute dalle strutture
sanitarie per l'effettuazione delle verifiche finalizzate
all'accreditamento istituzionale di cui all'articolo 8 quater del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive
modificazioni. Le tariffe sono definite in funzione della
complessità della struttura e sono soggette ad aggiornamento
periodico biennale.
2. Con decreto dell'Assessore regionale per la salute, da
emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono fissate le tariffe dovute dalle strutture
sanitarie di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 6 novembre
2007 n. 191, per l'effettuazione delle verifiche finalizzate
all'autorizzazione o all'accreditamento all'impiego di tecniche di
procreazione medicalmente assistita nonché all'autorizzazione o
all'accreditamento all'impiego dì tecniche di preservazione della
fertilità dei pazienti oncologici. Le tariffe sono definite in
funzione della complessità della struttura e sono soggette ad
aggiornamento periodico biennale.
3. Le entrate derivanti dal pagamento delle tariffe di cui al
presente articolo sono destinate alla copertura delle spese di
competenza dell'organismo tecnicamente accreditante (O.T.A.)
istituito con decreto presidenziale 27 giugno 2019, n. 12 adottato
ai sensi dell'articolo 13, comma 3, della legge regionale 17 marzo
2016, n. 3».
All'articolo 61 sono stati presentati emendamenti soppressivi,
tranne uno dell'onorevole Pullara che ha maggiori oneri quindi è
inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 61. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 62. Ne do lettura:
«Art. 62.
Operatori socio sanitari
1. Al fine di assicurare i corretti standard qualitativi
nell'erogazione dei servizi di degenza in regime privatistico, i
soggetti privati accreditati con il SSR prevedono nei loro organici
la figura dell'Operatore socio sanitario (O.S.S.). L'Assessore
regionale per la salute adotta le disposizioni attuative del
presente articolo prevedendo un termine entro il quale le strutture
sanitarie devono adeguarsi ai nuovi requisiti».
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, Governo, Assessori, colleghi,
all'articolo 62 abbiamo presentato, insieme ai colleghi,
l'emendamento 62.7 perché riteniamo che sia opportuno migliorare la
qualità dell'assistenza sanitaria anche nelle strutture private. Mi
spiego: la dotazione organica delle strutture private è regolato da
una norma, dalla legge regionale del 1988, n. 39 del 1988, che
ancora, figuratevi, non prevedeva neanche la figura dell'OSS,
immaginiamo questo. Quindi in questo momento nelle cliniche private
non c'è l'OSS, perché per legge non è prevista mentre in una pari
struttura pubblica è necessario ed è previsto, anche nei turni
notturni.
La questione è - e qua succederà di nuovo come l'anno scorso per
la finanziaria con lo stesso emendamento quello che è successo,
l'Assessore se lo ricorda - che ci saranno alcuni che diranno non
dobbiamo fare un danno agli esercenti di clinica privata, mentre io
propongo, sempre, di migliorare questa dotazione con numero
maggiore di infermieri o un numero migliore di O.S.S., perché
l'obiezione che viene fatta è sempre la solita.
Guardate che le nostre tariffe, le tariffe con cui sono rimborsate
le cliniche private per questi servizi, che danno al Servizio
sanitario regionale, sono ferme al 2007. Ma c'è una contro
obiezione, le vostre dotazioni organiche sono ferme alla legge n.
39 del 1988, che seguivano la norma nazionale proposta dall'allora
Ministro Donat-Cattin, stiamo parlando di più di trent'anni fa, di
trentatré anni fa, nel frattempo, però, sono cambiate tantissime
cose.
E vi dico subito qual è la cosa che è cambiata più di tutte: che
si è studiato, nel frattempo, che una delle prime cause di
mortalità in ambito ospedaliero è la sepsi, le infezioni
ospedaliere sono la prima causa di morte negli ospedali, qualunque
ospedale, pubblico o privato.
Per evitare questo, per ridurre la sepsi, bisogna utilizzare dei
protocolli di asepsi, di disinfezione che non possono prescindere
dalla presenza di personale che sia qualificato in questo. Persone
che sappiano farlo. In questo momento, nelle cliniche private non
ci sono. Dobbiamo trovare una soluzione.
Dobbiamo trovarla necessariamente e la dobbiamo trovare il più
presto possibile. Servono anche nelle cliniche private gli O.S.S..
Io ho proposto, nell'emendamento 62.7, di mettere un OSS per ogni
venti posti letto dei privati. Non è una spesa così ingente,
soprattutto se consideriamo che le cliniche private, quelle più
serie, accorte e avvedute, hanno già in dotazione qualcuno di
questi operatori O.S.S..
Qui, dobbiamo fare una discussione seria. Cosa vogliamo? Le
persone morte oppure vogliamo che non abbiano una piccola crisi
economica le cliniche private? È una scelta. È una scelta politica
e la dobbiamo mettere in campo.
PULLARA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, noi in Commissione Salute , invero,
abbiamo condiviso con tutti i colleghi, la necessità che anche le
strutture private si dotino della figura degli O.S.S., per tanti
motivi che non sto qua a dire.
Però, ritengo - e in questo senso ho presentato un emendamento
integrativo, il 62.8 - che sia necessario - lo dico ai colleghi che
fanno parte della Commissione ma a tutti, evidentemente -
innanzitutto, che non risulti essere una cosa contro qualcuno, ma
faccia parte di un tavolo di concertazione, poi, da passare in
Commissione Salute , quindi, per arrivare in un biennio ad avere
finalmente nella Regione Siciliana anche nelle cliniche private gli
O.S.S..
Questo sia sul piano dell'assistenza, ma se mi permettete, anche
sul piano occupazionale, tenuto conto che, tra l'altro, in Sicilia,
questa figura è veramente importante ma anche tanti giovani hanno
investito economicamente per il titolo.
Quindi, se il Governo è d'accordo e i colleghi sono d'accordo,
chiedo di approvare l'emendamento per dare, finalmente, una
risposta dal lato assistenziale e occupazionale.
PRESIDENTE. Onorevole Pullara, anche perché mi sembra che su
questo si sia trovato finalmente un'intesa anche con le cliniche
private.
Onorevole Pasqua, con questo emendamento sono testimone del fatto
che si è trovato un accordo anche con le cliniche private, per cui
credo che finalmente, forse, stavolta si riesce a fare quello che
lei chiede da tempo.
PASQUA una volta per tutte in questa storia
PRESIDENTE. Quello che sembra è questo.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale. Ma prima c'era
l'onorevole Figuccia. Onorevole Figuccia la maggioranza,
velocissima, per favore.
DIPASQUALE. L'onorevole Figuccia sempre prima di me
PRESIDENTE. E se è così, che posso fare? E' sempre lei che chiede
la parola dopo l'onorevole Figuccia, non è il contrario.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi io, in realtà, mi
sono iscritto per un attimo all'opposizione per intervenire a
favore della maggioranza Quindi non era un intervento fuori
No, all'opposizione a favore della maggioranza.
In realtà, soltanto riagganciandomi all'articolo 62, Assessore,
devo dire, in linea, tra l'altro, perfettamente in maniera
coerente, rispetto a quello che è stato fatto in questi mesi.
Perché, devo dire, che da parte dell'assessorato alla Salute sono
stati fatti degli sforzi incredibili, rispetto alla possibilità di
fare riferimento all'integrazione vera, mettendo davanti -
lasciatemi dire - non tanto e solo la figura dell'O.S.S., quanto
davvero il bene vita'.
Perché in questo momento così difficile per la sanità regionale e
per i siciliani, poter disporre di questi operatori è una cosa
assolutamente fondamentale.
In realtà io volevo proporre un subemendamento, assessore Razza,
attraverso il quale prevedere - coerentemente al grande lavoro che
è stato fatto fino ad ora e, devo dire la verità, non soltanto per
le strutture private ma anche nel pubblico - di poter fare
riferimento al rispetto dei contratti collettivi di lavoro. Cioè,
un grande sforzo è stato fatto durante la fase emergenziale, per
cui noi siamo riusciti ad arruolare, all'interno della sanità
pubblica e privata, un certo numero di forza lavoro che, davvero,
salvaguarda il bene vita' parlando degli O.S.S..
L'appello è quello - più che attraverso un subemendamento è una
considerazione che faccio a voce alta durante questo dibattito,
certo che da parte dell'Assessore verrà colto - di guardare a
questi contratti, Assessore, prevedendo la possibilità che non ci
siano le collaborazioni, le prestazioni occasionali facendo,
davvero, in modo che questo personale che, finalmente sta avendo
accesso nella Pubblica Amministrazione, e al privato accreditato,
in ambito sanitario, possa ricevere dei contratti a tempo
indeterminato, perché non è possibile consegnare a questi angeli, a
questi soggetti che aiutano, il bene vita', vincolandoli a delle
prestazioni occasionali. Ecco, questa è la richiesta Assessore che
le faccio.
Sono certo che incontra la sensibilità del Governo e auspico che,
davvero, per i prossimi mesi questo personale O.S.S. , impegnato
all'interno delle amministrazioni pubbliche e private, possa avere
sempre dei contratti a tempo indeterminato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. Io, deve credermi, vado con l'ordine. Lei è prima
dell'onorevole Lupo e, quindi, dopo Cracolici. Ma non so che fare.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. Giuro che non lo faccio
CRACOLICI. La verità è che lei ce l'ha con l'onorevole Dipasquale.
PRESIDENTE. No, l'onorevole Dipasquale lo considero un fratello,
per cui non potrei mai averla con lui. L'onorevole Dipasquale è
nato in politica con me, per cui non potrei mai avercela.
CRACOLICI. E vabbé questa è un'aggravante
Signor Presidente, onorevoli colleghi io condivido anche il senso
delle cose che ha detto l'onorevole Pullara a proposito della
gestione, diciamo, senza furori, ma per consentire un processo di
adeguamento, anche delle strutture private, dell'utilizzazione di
questo personale che, in Sicilia, è stato specializzato, sarà
specializzato e, quindi, è giusto che trovi anche sbocchi
occupazionali, professionalmente adeguati.
Io avevo, anche, avanzato un emendamento che non so - nel marasma
degli emendamenti - che fine abbia fatto, forse, e lo chiedo
all'Assessore per la salute, trovo appropriato anche in virtù della
proposta Pullara.
Cioè, noi abbiamo un tema, che l'anno scorso abbiamo affrontato
consentendo alle aziende accreditate, per quanto riguarda il budget
assegnato alle aziende accreditate, di avere comunque la garanzia
del novanta per cento anche laddove, a causa COVID, non sono state,
come dire, non è stato possibile realizzare le prestazioni previste
dalla convenzione.
Credo che altrettanto problema c'è quest'anno, perché non è che il
COVID è stato superato, mi riferisco, soprattutto, a tutte le
attività di fisiatrìa, di riabilitazione, eccetera, eccetera.
Allora, la mia proposta era questa: consentire, senza ulteriori
spese chiaramente, ma del budget assegnato 2021 e 2021, alle
aziende sanitarie accreditate, di poter utilizzare la parte non
attuata nel corso dei due esercizi entro la fine del 2022.
Questo, perché lo ritengo appropriato perché proprio in quella
logica, come dire, di condivisione - da un lato l'Amministrazione,
come dire, impone un sistema di adeguamento di alcune figure
professionali, dall'altro lato nello stesso tempo riconosce il
fatto che non abbiano potuto realizzare interamente le prestazione
a loro autorizzate, in realtà anche queste sono figlie del Covid,
perché molte persone in questi mesi si sono spaventate ad
utilizzare e a frequentare luoghi sanitari proprio perché la paura
è stata molta alta.
Quindi, credo che la proposta non tanto, come dire, la garanzia
del 90 ma consentire invece che il budget a loro assegnato che,
come è noto, è pluriennale, possa essere comunque rendicontato e
attuato nel corso dell'esercizio fino alla fine del 2022.
Io avevo presentato un emendamento in tal senso, ora non so come
trovarlo perché non ne ho idea ma, se siamo d'accordo, mi pare il
senso della proposta sia abbastanza chiaro, s'insinua nel
meccanismo che proponeva l'onorevole Pullara.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
Lo deve dire all'onorevole Cracolici è lui che lo chiama
Depasquale, non io.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
assessori, Assessore per la salute, parlamentari. Perché assessore
per la salute? Entriamo in merito alla sua delega.
L'articolo 62 prevede la possibilità d'inserire, anzi non la
possibilità, purtroppo prevede l'obbligo, di inserire la figura
dell'O.S.S..
A me l'articolo non è che sconvolge, cioè ha un significato, però
questo articolo non dimentichiamo che va ad inserirsi in quello
che, lo hanno detto i parlamentari che mi hanno preceduto, è la
legge regionale n. 39 del 1988 che, all'articolo 6, prevede
scusate colleghi, Presidente, se disturbo magari intervengo dopo.
PRESIDENTE. E' bastato guardarli che se ne sono andati.
DIPASQUALE. Quindi, l'articolo 6 della legge n. 39 del 1988
prevede quali sono tutte le figure - giusto, Assessore? - che vanno
inserite.
Oggi, che cos'è che noi stiamo dicendo con questo articolo?
Dobbiamo inserire l'O.S.S. ma a differenza delle altre figure
previste nell'articolo 6 della legge n. 39, l'articolo 6 della
legge n. 39 è chiaro, non è che individua: dovete mettere o dovete
prendervi gli infermieri o dovete prendervi , l'articolo 6,
prevede i minuti di assistenza in primi, no? Ogni figura tanti
primi che sono appunto i minuti di assistenza. Ora cos'è che io
ribadisco? Vogliamo inserirla la figura? Ma non è che possiamo
lasciare all'assessore con suo decreto la possibilità di
individuare o decidere, quante devono essere le figure. Per essere
consequenziali a tutte le altre figure, così come lo è stato per
tutte le altre figure, noi lo dobbiamo prevedere un metodo, giusto?
Allora, a me non sconvolge l'emendamento dell'onorevole Pullara.
Può essere una soluzione.
Dopo di me interverrà il Capogruppo, ma ho visto anche il
segretario Barbagallo, quindi saranno loro poi a stabilire qual è
la posizione e quale sarà la posizione del Partito Democratico.
Però, io ritengo che così l'articolo non può essere votato perché
l'obbligo senza individuare è illegittimo. Cioè, se dovesse passare
così questo articolo, signor Presidente, anzi, forse, non poteva
neanche essere inserito nella finanziaria, perché questo articolo è
illegittimo perché va a prevedere una figura e, quindi, l'obbligo
di inserire una figura che di fatto va a modificare l'articolo 6
della legge n. 39 del 1988 che invece per tutte le altre figure
viene contingentato.
Non so se mi sono spiegato bene. Ho messo un po' di tempo, signor
Presidente, per cercare di spiegarmi bene e lei lo sa e mi capisce
bene.
Però, ecco, io penso che noi dobbiamo fermarci, per forza per
trovare una soluzione, altrimenti l'articolo non è votabile, anzi
non è potabile .
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
L'onorevole Pullara ha sentito quello che ha detto? Ci state
lavorando?
LUPO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
assessori, onorevoli colleghi, io per brevità condivido
l'intervento dell'onorevole Nello Dipasquale.
PRESIDENTE. Aspetti onorevole Lupo.
Onorevoli colleghi, onorevole Dipasquale è finito il suo
intervento, non lo continui. È finito il suo intervento.
LUPO. Per brevità sintetizzo.
Condivido l'intervento dell'onorevole Nello Dipasquale e appongo
la firma all'emendamento 62.8 perché, indubbiamente, bisogna
lavorare per migliorare gli standard qualitativi, ma bisogna anche
farlo dando tempo alle aziende sanitarie, in questo caso, di
potersi adeguare, perché se dall'oggi al domani si pone a loro
carico un obbligo di avere personale O.S.S. si possono anche
immediatamente adeguare, temo però licenziando qualche O.S.A. o
qualche altro dipendente perché c'è anche un tema di compatibilità
economico-finanziaria.
Dando loro più tempo attraverso un tavolo di concertazione e di
confronto, il parere della Commissione, per altro, consentiamo loro
anche di potere riqualificare personale per esempio O.S.A. che ha
fatto le 900 ore di corso, se non ricordo male, può assumere le
funzioni degli O.S.S. senza provare shock a carico di queste
imprese.
Quindi, condivido l'obiettivo, ma serve gradualità.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
E, poi, l'Assessore.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche in questo
caso non comprendiamo bene se l'iniziativa è frutto del lavoro
della Commissione, è arrivato dal Governo, dalla Commissione
Bilancio perché, francamente, l'articolo è scritto veramente
male.
Si pone il tema della concertazione con le associazioni di
categoria, con gli accreditati convenzionati che, certamente,
impone una modifica, una trasformazione che non può essere fatta
d'emblée e c'è il tema, a mio giudizio, anche della selezione,
della formazione del personale, della selezione pubblica,
dell'adeguamento del budget.
Quindi, certamente l'emendamento 62.8 viene incontro a queste
esigenze e può essere un buon punto di caduta, ma serve, anche, che
l'Assessorato accompagni prontamente questa modifica soprattutto
anche sui temi che, dicevamo prima, della concertazione, della
formazione, dell'adeguamento del personale.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI, Signor Presidente, onorevoli colleghi, In merito a questo
articolo insieme al mio Gruppo avevamo osservato, anche con un
certo stupore, il fatto che le strutture ancorché private,
comunque, devono rispondere a degli standard, in effetti
l'incidenza del rischio clinico è abbastanza evidente in tantissime
strutture, dove purtroppo, anche la cronaca ci porta a conoscenza
di problematiche e di un servizio che non rientra esattamente
nell'olimpo della qualità del servizio.
Troviamo giusto, assolutamente, che, insomma, siano previste
queste figure che, oramai, sono entrate un po' nel linguaggio di
tuti noi, questo operatore socio sanitario che chiaramente deve
seguire un corso.
Siamo favorevole al criterio della gradualità perché riconosciamo
che, oggi per domani, non può essere la pubblicazione in Gazzetta a
stravolgere anzitutto l'erogazione dei servizi, ma anche delle
realtà lavorative dove ci vuole un minimo di tempo per formare gli
operatori già esistenti, soprattutto in un momento particolare come
questo.
Vorrei ricordare ai colleghi che solo nelle ultime settimane sono
stati sbloccati i tirocini, cioè la parte pratica per i giovani che
avevano seguito i corsi di formazione perché lo scorso anno tutti i
tirocini sono stati letteralmente interrotti dal fatto che questi
giovani praticanti non potevano entrare negli ospedali per via
della diffusione del Covid.
Quindi, se reintroduciamo la temporaneità, ci rimettiamo alla
volontà dell'assessore e della Commissione per la salute, se
ritengano ci debba essere una concertazione, secondo noi la
concertazione deve essere minima, nel senso che va data la
gradualità, però senza cercare altri margini per erodere qualità,
se deve essere una concertazione sulla cronologia, comunque non
oltre i due anni, ci può stare, ma che non diventi un modo per
annacquare la norma che, a questo punto che siamo venuti a
conoscenza del fatto che queste figure professionali, formate,
riconosciute in tutto il Paese, qui in Sicilia sono a macchia di
leopardo e non in tutte le strutture private, non possiamo girarci
dall'altra parte e mettere la polvere sotto il tappeto.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Mi raccomando in qualità di maggioranza, se può fare un intervento
molto veloce.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ripeterò
quello che hanno detto i colleghi che sposo in toto sull'importanza
della figura dell'O.S.S. che anche noi riteniamo basilare, come si
è visto, peraltro, in questo periodo di Covid più che mai, volevo
solo aggiungere che per l'articolo delle genericità che possono
essere migliorate approvando, e questo chiedeva l'Assessore, gli
emendamenti presentati dai colleghi, ma mi chiedevo perché dare un
termine temporale non inferiore a due anni perché significherebbe
sfigurare la norma, mentre è giusto, ritengo che sia il caso di
approvare gli emendamenti dei colleghi, sul termine avrei delle
perplessità, perché, altrimenti, finisce per vanificare il senso
della norma e l'importanza proprio di questa figura in un momento
storico come quello che stiamo vivendo.
RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, intervengo
molto telegraficamente.
Non c'è dubbio che il dibattito consenta di fare un passo avanti
rispetto ad un'esigenza d'impegno degli operatori socio-sanitari in
tutte le strutture accreditate della Regione, mi convince l'idea
che si debba passare attraverso un tavolo di concertazione con le
associazioni di categoria perché, nei fatti, stiamo introducendo
una modifica alle loro posizioni contrattuali e stiamo anche
intervenendo in modifica dei requisiti di accreditamento delle
strutture, quindi il passaggio attraverso un tavolo di
concertazione mi pare obbligato.
Inserirei il termine non di due anni ma di un anno, un po' visto
che non si tratterebbe di un termine perentorio ma serve al tavolo
per addivenire ad una soluzione il più possibile nei tempi rapidi
perché poi, subito dopo c'è l'azione di modifica dei decreti in
punto di accreditamento che quindi anch'essa richiede il suo tempo.
Per quanto riguarda, invece, l'intervento che l'onorevole
Cracolici ha fatto sulla possibilità di utilizzare una quota dei
budget non spesi per erogare prestazioni nell'anno successivo,
voglio soltanto rilevare che questo intervento trova il suo
specchio perfetto in una delibera che la giunta di Governo ha
fatto, che va nell'esatta direzione.
Purtroppo, immediatamente dopo, è intervenuta una norma nazionale
del decreto Ristori' che ha limitato la materia dei budget su
indicazione del Ministero dell'economia e delle finanze.
Tutte le Regioni stiamo lavorando perché nel prossimo intervento
legislativo nazionale, nella prima finestra utile, si possa
affrontare il tema del recupero delle prestazioni perché, quando
verrà via il COVID avremo la necessità, anche, di smaltire liste
d'attese, di erogare prestazioni sanitarie e non dobbiamo mai
dimenticarci che quando noi ci rivolgiamo ad un soggetto
accreditato, in realtà, stiamo acquisendo delle prestazioni
nell'interesse dei cittadini, nei confronti dei quali vengono
erogate.
Quindi, la mia richiesta, che immagino raccolta dall'onorevole
Cracolici, è di trasformare questa sua proposta in ordine del
giorno, ripeto, è indicativa di una delibera di giunta che è stata
votata dal Governo della Regione e so anche essere, per averne
discusso tante volte in Commissione Salute , uno degli elementi di
condivisione che ha unito tutti.
Quindi, unica correzione all'emendamento 62.8: il termine di un
anno.
PRESIDENTE. Onorevole Pullara, che ne dice, perché l'emendamento è
suo. Un anno va bene? Dovete presentare un subemendamento.
PULLARA. Signor Presidente, in realtà alcuni colleghi parlano di
un periodo inferiore, però, vorrei dire, che occorre dare
onestamente il tempo necessario all'Assessorato per le procedure
amministrative e al contempo alle cliniche.
Un anno dalla pubblicazione della norma mi pare un periodo
adeguato.
PRESIDENTE. Onorevole Pullara, siccome è stato fatto un accordo, a
cui ero presente pure io, di due anni, assessore per lei è un
problema? Perché è oggetto di un accordo che è stato fatto in mia
presenza.
RAZZA, assessore per la salute. Ovviamente non posso che essere
favorevole con una piccola chiosa, entro due anni.
PRESIDENTE. Entro due anni va benissimo.
PULLARA. Proveremo ad essere più veloci.
PRESIDENTE. Per adesso è non inferiore a due anni, invece mettiamo
non superiore a due anni.
Lo pongo in votazione. Emendamento 62.8 con all'ultimo rigo
scritto non superiore a due anni' e non inferiore.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 62, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'ordine del giorno lo presentiamo oggi, ovviamente.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che nella seduta odierna l'onorevole La Rocca
è in congedo.
L'Assemblea ne prende atto.
n. 961/A e n. 962/A
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge n. 961/A e n. 962/A
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 63. Ne do lettura:
«Art. 63.
Terapia genica Zolgensma
1. In conformità alle indicazioni espresse dall'Agenzia europea
per i medicinali (EMA), nelle more dell'autorizzazione definitiva
da parte dell'AIFA, è autorizzata la terapia genica Zolgensma ,
già inserita dall'AIFA nell'elenco dei medicinali erogabili a
totale carico del servizio sanitario nazionale ai sensi della legge
23 dicembre 1996, n. 648, per il trattamento dei lattanti e dei
bambini affetti da atrofia muscolare spinale (SMA) fino a 21
chilogrammi di peso, anche oltre i sei mesi di età. Ai relativi
oneri si provvede a valere sulle risorse del capitolo 413374.».
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo sia una
norma molto importante. Desidero precisare che è stata condivisa da
tutta la Commissione e da tutti i Gruppi parlamentari.
In particolare su questa norma ha lavorato non solo Forza Italia
ma tutti i Gruppi parlamentari e anche il Movimento Cinque Stelle,
in particolare i rappresentanti del Movimento che fanno parte della
Commissione Sanità'.
Noi oggi abbiamo la possibilità di colmare un vulnus che è,
veramente, preoccupante. Ed abbiamo la possibilità, non è mia
abitudine abbandonarmi a frasi suggestive, di salvare la vita di
due bambini siciliani. Forse tre. Perché? Perché questo farmaco che
si chiama Zolgensma nel nostro ordinamento, fino a qualche giorno
fa, era somministrabile per i bambini fino all'età di sei mesi,
assessore Falcone, mentre in tutta Europa - e la Commissione
europea in questo ha tracciato la via maestra - questo farmaco è
somministrabile per tutti i bambini fino a 21 chilogrammi di peso.
Ed è ragionevole perché a sei mesi ci può essere un peso, oltre sei
mesi ce ne può essere un altro.
Ed è stato scientificamente provato, viene somministrato in
Germania, negli Stati Uniti d'America che questa somministrazione,
colleghi vi prego un minimo di attenzione, che si dice one shot,
significa si somministra una volta e si risolve il problema, è
somministrata, appunto, in tutto il mondo ed in Italia era in fase
di sperimentazione dall'Aifa, che è l'agenzia del farmaco italiano.
Qualche giorno fa l'Aifa ha fatto un ulteriore step ed ha portato
la possibilità di somministrare questo farmaco fino al peso di 13,5
chilogrammi ed ha stabilito che da 13,5 chilogrammi a 21
chilogrammi, i nostri due bambini siciliani pesano 18 chili, signor
Presidente della Regione, questo farmaco lo stanno somministrando
per setting or trial, significa che ci sono 30 bambini, faccio un
esempio molto spicciolo, lo daranno a 10 a sorte e gli altri 10
verranno abbandonati al loro destino. Capite la drammaticità,
mentre in tutta Europa, in tutto il mondo, perché gli Stati Uniti
hanno tracciato anche loro la via, noi dobbiamo aspettare qualche
giorno in più, qualche giorno in meno.
Tenete conto che in Italia fino a 21 chilogrammi oggi si
somministra, solo che si somministra per trial or setting, così
come mi hanno spiegato, a sorte, sì assessore Cordaro. Quindi, noi
dobbiamo sperare che i nostri due bambini siciliani, di Grammichele
e di Milazzo, siano quasi estratti. E questo è, credetemi,
insopportabile.
Oggi noi in attesa che l'Aifa, speriamolo lo faccia domani, possa
uniformarsi attenzione, non scrivere chissà che cosa, a tutto il
mondo, quindi è solo un problema burocratico e questo fa tremare le
vene e fa battere forte il cuore. Noi dobbiamo sperare che Luca, si
chiama così, non mi ricordo il bambino di Grammichele, mentre noi
indugiamo non superi i 21 chilogrammi, perché questa
somministrazione one shot, signor Presidente, poi non avrebbe
effetto.
Ed, allora, oggi abbiamo la possibilità di salvare due vite umane
e di dare grande dignità al nostro lavoro. Ne ho parlato a lungo
con l'Assessore per la salute, avvocato Razza, che ringrazio. Lo
ringrazio a nome di tutti i siciliani per la disponibilità e per la
sensibilità che ha mostrato per questa vicenda.
E' un farmaco costosissimo, perché ci vuole tanto denaro, 2
milioni di euro per questa somministrazione one shot, sì, signor
Presidente, e affaticandosi questi poveri genitori sono arrivati,
coinvolgendo tutti, a racimolare, se così posso dire, tre o
quattrocentomila euro, quindi ancora sono lontani. Nel frattempo
devono sperare che il bimbo non prenda peso, cioè è una cosa
veramente impressionante per chi è padre e siete tanti mi può
capire ed allora dico che questa è una norma che dà, veramente, un
senso alla finanziaria, che dà un senso al nostro mandato
parlamentare.
Quindi, vi invito tutti a votarla, ma credo non ci siano dubbi
perché tutti i Gruppi parlamentari, dal PD non se la deve intestare
nessuno questa battaglia. E' la battaglia del Parlamento siciliano
e di tutti e 70 i parlamentari.
Quindi, volevo illustrare la norma, volevo rappresentare questo
mio stato d'animo e - scusate non è mia abitudine, i miei
interventi sono frigido pacatoque animo, quasi algidi, signor
Assessore, ma questa volta da padre capirete che è tutta un'altra
storia.
PRESIDENTE. Onorevole Calderone, credo che tutti siano d'accordo e
consapevoli di quello che stiamo facendo.
Hanno chiesto di intervenire, prima l'onorevole Catalfamo e poi
l'onorevole De Luca, e per me possiamo votare, ma se hanno chiesto
di intervenire, non posso
CATALFAMO. Grazie, Presidente. Questo è un passaggio molto
importante di questa finanziaria. Condivido le osservazioni
dell'onorevole Calderone.
E' veramente drammatico quando si verificano situazioni di questo
tipo, ci sono due, forse tre casi, in Sicilia - ahimè - uno dei
quali molto vicino rispetto alla mia realtà, parliamo di un
ragazzino di Milazzo.
Trovo assolutamente giusto che questa norma possa essere
apprezzata. Parliamo sicuramente di un momento di cura rispetto a
un male terribile.
Questo mio intervento voleva anche - e mi rivolgo all'Assessore
Razza - serviva anche per focalizzare l'attenzione su un
emendamento il 63.6 dove si parla di prevenzione.
Attraverso l'emendamento 63.6 è nostro intendimento porre a carico
del sistema sanitario regionale, quindi, conferire gratuità
all'esame prenatale, allo screening prenatale non invasivo appunto
per la precoce diagnosi delle trisomie 13, 18 e 21 che, in questo
momento, invece è un test molto oneroso a carico delle famiglie.
Vi chiedo il parere favorevole del Governo. Grazie.
PRESIDENTE. Vediamo cosa dice l'Assessore e votiamo velocemente.
L'onorevole De Luca ha un altro emendamento su un altro farmaco?
Cosa è? Anche lei, onorevole De Luca, la prego i tempo altrimenti
facciamo mezzanotte.
DE LUCA. Presidente, saremo brevi.
Inizio con un grazie e non con un saluto, grazie anche al Governo
e a tutti i colleghi dell'Aula.
E' per ciò che stiamo facendo relativamente alla prescrivibilità
del farmaco Zolgensma che ha visto unita quest'Aula, in
Commissione Bilancio' e in Commissione Sanità' e la vedrà anche
in questo momento in Aula.
Presidente, abbiamo presentato anche un emendamento a firma di
tutti i Capigruppo, con l'accordo anche dell'assessore Razza e
della Presidenza, che hanno dimostrato sensibilità ancora una volta
per una malattia subdola che ha già visto questo Parlamento unirsi:
parlo dell'endometriosi.
La Sicilia approvando questo emendamento, insieme al Veneto e
all'Emilia Romagna, sarà una delle prime tre Regioni italiane che
consentiranno la prescrivibilità in esenzione, all'interno del
codice 063, dei farmaci antinfiammatori e dei fans.
Questo è un atto importantissimo perché stabiliamo un principio:
che il dolore non ha alcun colore, che si deve potere curare tanto
un uomo, una donna che ha possibilità economica di acquistare il
farmaco, quanto una donna che non ha questa possibilità. Grazie.
PRESIDENTE. Chiediamo il parere all'Assessore così li votiamo
velocemente. Grazie, onorevole De Luca.
RAZZA, assessore per la salute. Grazie Presidente, e intanto
grazie a tutti i presentatori di queste norme che qualificano
davvero in maniera significativa la legge di stabilità di
quest'anno.
Ovviamente, la condivisione del Governo è su tutte e tre le
proposte, con un valore in più: la Sicilia sta dimostrando di
essere davanti, dal punto di vista dell'assistenza, a tutti i
soggetti che hanno le più gravi malattie.
Questo penso deve essere un valore del lavoro comune che stiamo
facendo anche perché queste norme arrivano in un anno particolare
che è quello della più grande crisi sanitaria che il nostro mondo
ha vissuto da 100 anni a questa parte.
Quindi, ringrazio personalmente il presidente Calderone, tutti i
presentatori dell'articolo 63, comma 6, dell'emendamento
sull'endometriosi che, peraltro, si pone in linea di contiguità con
una legge votata da questa Assemblea all'unanimità che ha istituito
la rete dell'endometriosi, così come mi consta particolarmente
importante la proposta dell'onorevole Catalfamo sui test genetici.
Il momento della natalità è importante soprattutto in una fase del
nostro tempo in cui questa si spinge generazionalmente sempre più
avanti e, quindi, non è corretto creare una discriminazione tra chi
può accedere a cure e chi, invece, non può accedervi.
PRESIDENTE. L'assessore Razza nella sua dichiarazione comprende
anche il parere favorevole all'emendamento 63.5, quello
sull'importo di 4 milioni.
Se votiamo gli emendamenti a cui è stato dato parere favorevole
dall'Assessore, il 63.5, 63.6. prima su quello di Catalfamo c'è un
subemendamento tecnico 63.6.1 che è con la riduzione a valere di
pari importo. Approviamo tutto, anche il 63.9, dell'onorevole De
Luca.
Pongo in votazione l'articolo 63, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ringrazio tutti i deputati, la Commissione Sanità e tutti i Gruppi
per questo segnale di grande generosità e di grande disponibilità
che hanno dato e contemporaneamente ringraziamo anche l'assessore e
tutto il Governo Musumeci e andiamo avanti.
Intanto grazie per quello che avete fatto e speriamo che veramente
si possano salvare questi due bambini.
Si passa all'articolo 64. Ne do lettura:
«Art. 64.
Rideterminazione contributo per le partorienti residenti nelle
isole minori
1. Al comma 2 dell'articolo 13 della legge regionale 5 dicembre
2016, n. 24 le parole 3.000 euro sono sostituite dalle parole
5.000 euro .
2. Per le finalità del comma 2 dell'articolo 13 della legge
regionale 24/2016 è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2021,
l'ulteriore spesa di 800 migliaia di euro (Missione 12, Programma
5, capitolo 413741)».
All'articolo ci sono solo degli emendamenti soppressivi che sono
ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 64. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, ringrazio tutti quanti per avere
approvato questa norma che permette di elevare il contributo da 3
mila a 5 mila euro per le donne partorienti delle piccole Isole.
Non avrei neanche preso la parola, signor Presidente, essendo la
norma, appunto, talmente voluta da tutto il Parlamento, condivisa
ampiamente, voglio ringraziare soprattutto la collega della VI
Commissione, la Presidente La Rocca Ruvolo, la collega Bernadette
Grasso che hanno firmato insieme a me questo emendamento, ma non
avrei preso la parola se non fosse per illustrare un ordine del
giorno che presento a corredo della stessa norma.
PRESIDENTE. Per presentare l'ordine del giorno non illustrarlo,
onorevole.
LO CURTO. Un attimo solo Presidente. Solo per dire che non
illustra la norma, perché la norma è secca, è abbastanza semplice.
PRESIDENTE. Le chiedo di non illustrare l'ordine del giorno.
LO CURTO. L'ordine del giorno nasce in ragione di un messaggio che
ho ricevuto da una giovane partoriente di Lipari. Voglio leggere
solo qualche parola: Vivo a Lipari, Isole Eolie. Oggi sono
esattamente a 37+2. Ho i bagagli davanti la porta di casa e il
cuore a pezzi. Alle 17.00 dovrò prendere la nave che mi porterà a
Messina per non so quanto tempo, fra l'altro, in piena pandemia con
il rischio ovviamente di contagio .
Non la leggo tutta questa nota.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, la prego.
Se io chiedo a tutti di non intervenire e poi facciamo altri
interventi mi ammazzano.
LO CURTO. Allora, Presidente, io
PRESIDENTE. Le chiedo scusa perché io lo capisco quello che vuole
dire, ma se avesse visto la faccia di tutti.
LO CURTO. Io però, come credo tutti i colleghi, ho diritto alla
parola. Non sono mai intervenuta proprio per rispondere all'appello
che lei più volte ha rivolto alla maggioranza.
PRESIDENTE. Infatti, non è mai intervenuta mai. Ha ragione.
LO CURTO. E non sono mai intervenuta. In questo caso mi voglio
prendere tre minuti, non più di questi, per dire che questo ordine
del giorno ha un obiettivo e vorrei che tutto il Parlamento poi lo
prendesse a cuore, ma soprattutto il Governo, perché mira ad un
preciso obiettivo che non è un obiettivo che possiamo garantire
alle donne partorienti delle piccole Isole; è un obiettivo che può
essere garantito a condizione che venga rideterminata la rete
ospedaliera, si ottenga una deroga a livello nazionale, dal Governo
nazionale sul decreto Balduzzi che, ovviamente, penalizza le donne
delle piccole Isole proprio perché non hanno più il punto nascita
che è stato soppresso.
Faccio appello alla sensibilità del mio Governo, che so essere
molto attento sulla problematica, soprattutto dell'Assessore che
sarà un neo papà a giorni e a cui vanno ovviamente gli auguri anche
per questo straordinario evento della sua vita privata e familiare,
però dobbiamo farci carico, come Parlamento e come Governo, anche
di rideterminare nell'Accordo Stato-Regione questo punto, perché è
insopportabile, lo dico da donna, perché quello che questa ragazza
di Lipari mi ha scritto è veramente toccante, perché c'è lo stress,
queste donne prendono più tempo di quanto dovrebbero prendere per
partorire, sono fuori da casa loro, dai loro vissuti, dalle loro
esperienze di famiglia, di amore, di condizione agevole alla loro
condizione di vita e di maternità che deve essere un momento
assolutamente gioioso e che tale non è per le questioni che abbiamo
già detto.
Quindi, presento questo ordine del giorno, prego l'Assessore di
volerne fare un punto di orgoglio della nostra Terra. Qui abbiamo
parlato di sanità, sono certa che la deroga debba arrivare, la
Sicilia è un arcipelago di isole, non è solo un'Isola e la
terraferma, cosiddetta, Messina, Agrigento, Trapani, Palermo, dove
vanno a partorire le donne delle piccole Isole, è solo la terra
dell'Isola maggiore. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIEDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, capisco che c'è la stanchezza, però io
non sono uno che parla molto. Volevo solo rappresentare
all'Assessore che negli anni passati c'era un progetto sperimentale
per le Isole minori, che poi questo progetto a livello statale -
perché è chiaro che noi a livello regionale non ci possiamo fare
carico di una richiesta di una deroga se non è concertata a livello
nazionale - e quindi prendo spunto anche da questo emendamento per
dire che in Conferenza Stato-Regioni si dovrebbe risollevare,
assieme alla Campania, rispolverare anche quel progetto
sperimentale per le Isole minori che prevedeva a carico dello Stato
un progetto proprio con la deroga per i punti nascita che è inutile
caricarlo a livello regionale, ma di cui si possa fare carico lo
Stato, la Nazione. Questo solo. Grazie.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIEDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, era per associarmi e condivido
l'ordine del giorno, quindi volevo apprezzarlo e porre pure la mia
firma perché tante volte ho disturbato l'assessore Razza per le
partorienti di Pantelleria - a cui mando un saluto -, per cui
apprezzo l'ordine del giorno e speriamo che possa arrivare presto
questa deroga. Grazie.
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 65. Ne do lettura:
«Art. 65.
Contributo REMESA per la prevenzione di malattie
zoonotiche
1. Al fine di adottare politiche di prevenzione dei rischi
epidemici dovuti all'emergere nel territorio regionale di patologie
animali e zoonotiche provenienti dall'area nordafricana ed al
riemergere di patologie ritenute eradicate nel territorio
regionale, è assegnato a R.E.M.E.S.A. (Rete Mediterranea per la
Salute degli Animali), ufficio costituito presso l'Istituto
zooprofilattico sperimentale della Sicilia sotto l'egida
dell'Organizzazione mondiale della sanità animale e
dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e
l'agricoltura, un contributo pari a 250 migliaia di euro, per
l'esercizio finanziario 2021, per lo svolgimento dell'attività
istituzionale. Agli oneri derivanti dal presente articolo si
provvede nell'ambito delle risorse destinate al finanziamento
dell'Istituto zooprofilattico sperimentale».
Comunico che gli emendamenti soppressivi sono ritirati. Si passa
all'emendamento 65.5. Il parere della Commissione?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. Il 64 lo abbiamo votato, non si deve distrarre,
onorevole Dipasquale, alla sua età
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, per imporre norme che dovrebbero
già di per sé
PRESIDENTE. E infatti, se lei aspettava la Commissione,
probabilmente le dava parere favorevole.
BARBAGALLO. Ma è giusto anche illustrare per i colleghi e per
l'Aula. Noi chiediamo che i contributi vadano regolarmente
rendicontati.
PRESIDENTE. Sull'emendamento 65.5. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
RAZZA, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 65, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Abbiamo approvato l'emendamento a firma dell'onorevole Barbagallo
e così abbiamo approvato l'articolo 65, così come emendato.
Si passa all'articolo 66. Ne do lettura:
«Art. 66.
Modifica all'articolo 6 della legge regionale 21 ottobre 2020, n.
24
1. All'articolo 6 della legge regionale 21 ottobre 2020, n. 24
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 5 la lettera a) è abrogata;
b) dopo il comma 5 sono aggiunti i seguenti:
5 bis. Ai fini di quanto stabilito dal comma 1, la stipulazione
di un nuovo contratto, anche con un differente concessionario, nel
caso di risoluzione o rescissione di un contratto in essere, da
parte dell'impresa già autorizzata alla raccolta delle scommesse,
non costituisce nuova installazione, così come la variazione della
titolarità di esercizi e della ditta proprietaria degli apparecchi.
5 ter. Le disposizioni di cui al comma 5 bis si applicano anche ai
procedimenti in corso .».
C'è una riscrittura da parte del Governo, il 66.18. E' stato
distribuito? No. Un attimo, onorevole Barbagallo, prima di parlare
lei ce l'ha la copia?
BARBAGALLO. No.
PRESIDENTE. Appunto. Intanto, lo guardi.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Io lo dico anche per i colleghi perché se la genesi
fosse quella che a proporre questo emendamento è il Governo,
sarebbe veramente preoccupante.
La legge regionale n. 24/2020 è una legge che quest'Aula ha
approvato per prevenire il gioco d'azzardo. La modifica di questa
norma va esattamente in senso opposto. Quindi, ci stiamo
rimangiando una norma che, soprattutto, per le devianze giovanili,
per la preoccupazione che c'è in questo momento, soprattutto dopo
l'emergenza Covid, dovrebbe imporre restrizioni ulteriori, invece,
a distanza di pochi mesi, invertiamo la rotta, casualmente con una
bella norma ad hoc.
Io ritengo veramente deplorevole questo atteggiamento. Peraltro,
Presidente, ma qual è il problema di metterlo in finanziaria? C'è
un tema economico? Dà nuove risorse alla Sicilia? Chiedo che la
Presidenza lo stralci. È una vergogna
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Bocciamolo
PASQUA. Signor Presidente, la legge n. 24/2020 si rubrica Norme
per la prevenzione e il trattamento del disturbo del gioco
d'azzardo . Dobbiamo prevenire il gioco d'azzardo. Con questo
articolo, purtroppo, si elimina completamente la sua funzione - sì,
è così - in questo articolo 66 c'è scritto che la modifica, al
comma 5, la lettera a) è abrogata. Con questa piccola dicitura si
fa perdere di significato tutta la norma.
Abbiamo presentato un soppressivo anche di questa lettera, del
comma 1 che vorrei fosse anche votato, se possibile. Così come
abbiamo presentato degli emendamenti, il 66.15 che limita, sino ad
un anno dall'entrata in vigore di questa legge. E spiego perché.
Può succedere che un concessionario di gioco d'azzardo debba
cambiare necessariamente, ha venduto la propria attività, eccetera,
e chi subentra andrebbe a risultare come da nuova concessione,
risultando così impossibile da essere impiantato in quella zona
perché non ha superato le distanze dai luoghi sensibili.
Io posso capire che dobbiamo tutelare anche l'attività di impresa,
eventuale che c'è in questo caso, però non possiamo estenderla sine
die, dobbiamo dare un limite. Entro un anno, al massimo,
dall'approvazione di questa legge.
Inoltre, il 5 ter, le disposizioni di cui al comma 5 bis si
applicano' questo farebbe, veramente, rendere inutile l'intera
legge che abbiamo approvato in quest'Aula, quella legge che abbiamo
tutti, tutti i Gruppi parlamentari, salutato come una buona e
ottima legge per impedire ai nostri giovani di cadere nella
trappola del gioco d'azzardo.
Quindi, consideriamo attentamente questo articolo, se possibile
stralciamolo completamente altrimenti vi chiedo di apprezzare gli
emendamenti che abbiamo presentato. Grazie.
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. La Presidenza non può stralciare, perché è stato già
dichiarato ammissibile e, quindi, fa parte del brogliaccio degli
articoli che dobbiamo trattare. Se, però, tutti i Capigruppo
dovessero chiedere alla Presidenza di accantonarlo per valutare
meglio e poi, caso mai, decidere, la Presidenza non può che
rimettersi alla volontà dei Capigruppo. Prego, onorevole Catalfamo,
ha facoltà di parlare.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
Procediamo secondo l'iter. C'è un emendamento soppressivo.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
Non è del Governo. Questo non è un articolo del Governo, per
essere chiari. Questo è un articolo che è venuto
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
Onorevole Barbagallo, la prego, non è un articolo del Governo Io
mi rifiuto di pensare che il presidente Musumeci sostenga un
articolo di questo tipo. Onorevole Catalfamo, prego.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la legge in
questione è una legge che, sicuramente, risponde a delle esigenze
innegabili. Tuttavia, secondo me, rispetto alle congiunture che si
sono venute a verificare nell'ultimo anno, alcuni aspetti di quelle
legge presentano degli effetti eccessivamente negativi per alcuni
operatori economici.
Io volevo parlare di questo emendamento che è il 66.14,
Presidente. La legge dice che, all'interno di una determinata
distanza da luoghi sensibili, non è possibile porre in essere una
nuova installazione, una nuova attività, non è possibile cominciare
una nuova attività di centro scommesse, né installare nuovi
macchinari. Dice anche, a un certo punto ed è questo il punto su
cui si concentra l'emendamento 66.14, che se sono già titolare di
un esercizio di gioco-scommesse, all'interno di quell'area
sensibile non posso, magari trovando un altro locale che mi
permette di pagare un canone inferiore, spostarmi e pagare un
canone inferiore perché comunque la legge me lo vieta.
Non so se, Assessore, non credo che sia normale, in un momento di
difficoltà economica per tutti, impedire di potere eventualmente
trovare un canone inferire perché la legge prevede che tu non ti
possa spostare se già sei all'interno della zona sensibile, anche
di dieci metri, perché viene equiparata a nuova installazione. Ed
ecco perché abbiamo proposto il 66.14, che deroga a questo divieto
che, secondo me, soprattutto in questa fase dov'è sopraggiunta una
crisi economica, è eccessivo e troppo di pregiudizio per gli
operatori economici. Grazie.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'emendamento soppressivo.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne fa facoltà. E poi il Governo ha chiesto di
intervenire.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solamente per dire
che col mio Gruppo siamo contrari a questo articolo perché allarga
le maglie, purtroppo, di una legge che era stata voluta
trasversalmente da tutto il Parlamento.
Se a qualcuno sembra troppo, come dire, opprimente per quelli che
ha chiamato operatori economici, non posso io fare dietrologia,
sono operatori economici non entro nel merito. Se loro pensano di
essere vessati dalla legge che questo Parlamento ha fatto,
purtroppo è così perché in Italia e in Sicilia c'è letteralmente
un'invasione, siamo in overdose di macchinette. Quindi, il
legislatore non è stato morbido, ma è stato abbastanza restrittivo
e a giudicarci è il vaglio costituzionale della norma, che è stata
ritenuta costituzionale se non per la parte che viene modificata da
un emendamento volante, sul quale assolutamente si può discutere.
Ma sull'articolo, Presidente, noi siamo fortemente contrari
Oltretutto, l'aggravante che in questo momento di crisi sociale,
di crisi emotiva i soggetti più fragili, cioè quelli colpiti da una
dipendenza vera e propria, che viene curata nei SERT, nei Servizi
di psicologia, nelle scuole, noi in questa maniera andiamo contro
la volontà e l'operato di chi si spende con le associazioni, o
secondo la propria professionalità, per curare letteralmente delle
persone che sono vittime di una dipendenza.
Ma che messaggio diamo se diamo altre opportunità? Insomma, il
mercato offre tante possibilità di operare sul mercato, su questa
fetta di mercato che tocca le persone e le famiglie più fragili noi
siamo contrari.
RAZZA, assessore per la sanità. Signor Presidente, soltanto per un
chiarimento senza entrare nell'ambito del dibattito parlamentare,
anche perché la norma era nata nell'ambito del dibattito
parlamentare.
L'emendamento che ha proposto il Governo è il recepimento
dell'impegno assunto dal Presidente della Regione con il Governo
nazionale sulla legge sul gioco d'azzardo patologico votata dal
Parlamento. Quella norma, in due punti, è stata oggetto di una pre-
impugnativa da parte del Governo centrale e per non impugnare
l'integrale norma è stato chiesto alla Regione, come sempre accade
in questi casi, di assumere l'impegno a proporre al Parlamento la
modifica della parte ritenuta illegittima da parte del Governo
nazionale.
Quindi l'emendamento è stato individuato in questa sedes materiae
semplicemente perché è affine all'articolo 66 per come presentato.
PRESIDENTE. Assessore Razza, dobbiamo stare attenti perché se
l'intendimento suo è quello di fare approvare questo comma,
dovrebbe essere presentato come sostitutivo dell'articolo perché se
dovesse essere bocciato l'articolo evidentemente questo emendamento
non si può esaminare.
Sono stato chiaro? Quindi sospendiamo un minuto? Cosa facciamo?
RAZZA, assessore per la sanità. Presidente, l'emendamento in
questi termini era presentato come aggiuntivo perché c'è una norma
in essere. Io non ho la sfera di cristallo per sapere se la
volontà
PRESIDENTE. No, sto chiarendo che sarebbe opportuno.
RAZZA, assessore per la sanità. Se il Governo si assume la
responsabilità di sostituire una norma che è passata al vaglio di
due Commissioni parlamentari.
PRESIDENTE. Va bene.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, fermo restando che questo Parlamento
si è espresso in maniera molto chiara con una norma che ovviamente
disincentiva il gioco d'azzardo come una ludopatia e come tutte le
forme ovviamente patologiche, che poi tra l'altro colpiscono, come
già è stato detto, le persone più fragili, soprattutto in questo
periodo in cui ovviamente le persone sono anche isolate, a maggior
ragione il rischio di fragilità aumenta.
Io vorrei che ci fosse la certezza assoluta che l'intervento
chirurgicamente definito dall'assessore Razza non stravolgesse il
senso di quello che è stato operato con molto senso di
responsabilità da quest'Aula, dando un preciso segnale politico ed
una chiara volontà che si è espressa approvando una legge.
Peraltro, voglio dire con tutto il rispetto per l'organo che
impugna le nostre norme, io quasi quasi me la farei impugnare
proprio per portare ad uno scontro anche con lo Stato quella che è
una prerogativa di questa Regione di volere tutelare fortemente le
persone che sono più fragili e che possono cadere vittime di
ludopatia.
Questa, insieme ad altre norme che evidentemente varrebbe la pena
di sostenere di fronte ad uno Stato che molto spesso abusa del suo
potere per imporre anche questioni e decisioni che molto spesso
vanno nella direzione diversa da quella che in Sicilia si vorrebbe
invece mantenere ed esercitare.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 66.1. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RAZZA, assessore per la sanità. Si rimette all'Aula.
(Viene chiesta la votazione per scrutinio nominale)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 66.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento soppressivo 66.1.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 66.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 63
Votanti 40
Maggioranza 21
Favorevoli 35
Contrari 5
Astenuti 4
(E' approvato)
Pertanto, l'articolo 66 è soppresso.
Si passa all'articolo 67. Ne do lettura:
Art. 67.
Avvio progetti per la fornitura di cannabis terapeutica
1. Al fine di sopperire alla richiesta di fornitura di cannabis
terapeutica derivante dal rapporto di fabbisogno accertato dalle
autorità sanitarie nazionali, la Regione è autorizzata all'avvio di
progetti innovativi in convenzione, con oneri a carico del Fondo
sanitario regionale, con le società presenti sul territorio
nazionale e la cui produzione, in termini qualitativi e
quantitativi, soddisfi i parametri richiesti dalle citate
autorità.
Onorevoli colleghi, su questo articolo, al di là del fatto che c'è
un emendamento riscrittura 67.7, gli uffici mi suggeriscono di
chiedere al Governo una quantificazione di questi progetti.
Un attimo, onorevole Barbagallo.
Allora, noi abbiamo diversi emendamenti soppressivi.
Sono ritirati, bene.
Si passa all'emendamento 67.7.
Per il subemendamento è necessaria una quantificazione di questi
progetti.
RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, ferma
assolutamente la ottima intenzione di proseguire con questa norma
che tra l'altro recepisce una innovazione molto grande che è
avvenuta in Sicilia con le linee guida in materia di cannabis
terapeutica, io devo purtroppo ribadire quello che già ho detto in
Commissione perché in questa formulazione si intende finanziare
progetti di realizzazione e di coltivazione sul fondo sanitario
nazionale.
Purtroppo questo non è realizzabile perché mentre la erogazione è
come se si pretendesse di finanziare sul fondo sanitario la
produzione dei farmaci. È l'acquisto del farmaco, semmai, che può
essere coperto dall'esigenza del fondo sanitario, non certamente i
progetti innovativi a carico del fondo sanitario.
Se si trova una formulazione diversa, per carità, grande
disponibilità, ma in questi termini non è possibile.
PRESIDENTE. L'articolo è momentaneamente accantonato.
Si passa all'articolo 70. Ne do lettura:
Art. 70.
Rimborso servizio di emergenza svolto dalle associazioni di
volontariato
1. In considerazione dell'omogeneità di prestazioni, il servizio
di emergenza urgenza già svolto o in itinere dalle associazioni di
volontariato per la gestione delle eccedenze legate all'emergenza
Covid-19 è rimborsato fino al 50 per cento del costo delle
prestazioni rese per pari servizio da parte di SEUS S.c.p.a. .
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi solo per dire che
praticamente qua non c'è impegno di spesa considerato che i
volontari che assumono l'impegno di emergenza urgenza vengono
pagati dal budget del 118.
Assessore, va bene?
PRESIDENTE. È una norma di risparmio?
LENTINI. Sì, sì.
PRESIDENTE. Quindi è una norma di risparmio.
Assessore, può confermare?
Un attimo che vediamo intanto di capire di che cosa parliamo.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, la norma che è
stata discussa anche in Commissione Bilancio punta a remunerare le
prestazioni individuando un tetto massimo. È chiaro che oltre il
valore del 50% del costo non si può andare.
Siccome talvolta questa è stata la preoccupazione manifestata si è
potuto immaginare di caricare il fondo dei costi di SEUS con delle
convenzioni che avessero un valore superiore, mentre in molti altri
casi si va pesantemente sotto il 20 il criterio che ha posto il
proponente è quello lì di stabilire il principio che comunque non
si possa superare questa soglia, mi pare una norma di buon senso
perché è una norma di risparmio.
PASQUA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore la
ringrazio, comprendo le sue motivazioni, però così com'è scritta,
questa norma, fa sorgere dei dubbi perché c'è scritto è rimborsato
fino al 50 per cento del costo delle prestazioni rese per fare
servizio da parte di Seus.
Quant'è il costo di una prestazione di Seus, è in pratica,
normalmente dovrebbe essere l'ammontare del costo annuo, quanti
sono 118 milioni, diviso il numero delle prestazioni, perché a
questo punto non so quanto è quantificato il costo, non è
specificato il costo quindi qualunque cifra stiamo dando è un
numero, allo stato attuale, credo che sia fantasioso.
Sono d'accordo che debba essere remunerata con qualcosa in più,
infatti ho presentato un emendamento apposito rispetto alla normale
remunerazione dell'eccedenza che c'è attualmente perché giustamente
un'ambulanza eccedenza, che sta facendo servizio Covid deve andare
con operatori vestiti in un certo modo, bardati eccetera, che
affrontano dei costi, assessore se mi ascolta, quindi io credo, ho
messo un numero a caso, 15 per cento l'ho buttata lì, perché non
conosco il costo effettivo per un trasporto, di quanto cosata la
bardatura.
Per cui se potete modificarla con numeri certi, cioè voi
assessorato per la salute, vedete quant'è l'importo di una
bardatura intera per la squadra, per l'equipe che è sul mezzo e gli
rimborsate quella quota, ma buttare lì una cifra pari al 50 per
cento dei costi complessivi ecc.. mi sembra un po' troppo grazie.
CRACOLICI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace
che ci sia bisogno di una norma per regolare quello che ad oggi non
è stato regolato e che ha introdotto attraverso l'urgenza e
l'emergenza del Covid, di fatto, stiamo tornando a 15 anni fa.
Purtroppo o per fortuna ho la condizione di essere qui anche 15
anni fa quando siamo riusciti a provare a mettere ordina a un
servizio che in Sicilia era quello denominato del volontariato che
con tutto rispetto in molta parte della Sicilia il volontariato
corrisponde a soggetti privati che facevano anche un altro
mestiere, normalmente l'attività di onoranze funebri.
Allora io dico, stiamo attenti a queste cose Presidente, perché se
il modello è che per rinnovare il servizio urgenza-emergenza
dobbiamo tornare a quello che c'era prima, qualcuno addirittura lo
ha identificato col cosiddetto come il modello lombardo, che mai
come in questi casi è un modello fallimentare.
Allora io dico una cosa, l'assessorato ha gestito in questi mesi
un rapporto con la vicenda, tecnicamente si dice delle eccedenze,
regolando con rapporti contrattuali, non so quanto oggi sta
costando le eccedenze.
Ho fatto una denuncia specifica relativamente a quanto avveniva
nei mesi scorsi a Palermo, quando scoprimmo che, ad esempio il
servizio 118, aveva un unico centro di sanificazione nella
provincia di Palermo, da Gangi a Balestrate, le ambulanze dovevano
arrivare alla Casa del Sole, fare la sanificazione, dopo avere
atteso davanti ai pronto soccorso.
Questo creava le eccedenze, quindi piuttosto che diversificare i
punti di sanificazione e quindi rendere operativa la possibilità di
reimpiegare con celerità le ambulanze - tra l'altro ora mi risulta
che sono arrivate in parte alcune delle ambulanze nuove che erano
state ordinate - noi di fatto le eccedenze le abbiamo create. Il
Covid è come la neve. Appena si scioglierà la neve vedremo i buchi
che avrà lasciato la neve. Per adesso abbiamo il Covid.
Ma adesso che dobbiamo normare su questa vicenda, stabilendo un
limite che in atto è stato relazionato direttamente in via
amministrativa, ma io che ne sono se è il 50, il 40, il 60, non
sono nelle condizioni come Parlamento di stabilire l'entità della
valutazione sulle eccedenze. Questo lo può fare l'assessorato e in
via amministrativa lo deve fare assumendosene le responsabilità.
Ecco perché io sono contrario a questa norma. E' una norma che
apparentemente sembra ovvia, ma non è ovvia, perché il tema delle
eccedenze è un tema che riguarda anche il futuro del 118.
Se qualcuno ha in mente di fare tornare in Sicilia i casciamortari
nella gestione del servizio del 118, lo dica con chiarezza. Ci sono
voluti decenni per mettere fuori da questo sistema, con tutto
quello che c'era dietro, anche nella gestione davanti agli ospedali
sulla gestione dei morti, allora attenzione a come affrontiamo
queste questioni. Sono cose delicate, per cui c'è un assessorato
che ha responsabilità della gestione anche in piena emergenza
Covid, ma non stabiliamo per norma un principio che non può che
essere regolato dalla eccezionalità, non dalla ordinarietà.
Ecco, mi dispiace per il collega Lentini che è il proponente, ma
io non sono d'accordo con questo articolo.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo articolo
davvero in punta di piedi. Il problema non è se essere d'accordo o
essere contrari, il tema è quello delle eccedenze, di un servizio
che viene svolto da volontari e che in qualche modo, in questo
momento, soprattutto emergenziale, risulta essere un servizio
fondamentale. Viene prestato attraverso questi operatori il cui
costo è decisamente inferiore a quello che viene realizzato
rispetto a chi generalmente se ne occupa e quindi al di là della
formulazione, al di là del costo ci può stare, sono d'accordo con
l'onorevole Cracolici che poi possa essere determinato per via
amministrativa, ma credo che nessuno possa dire che il servizio non
è un servizio essenziale.
A tal proposito, assessore, io vorrei approfittare per porle
invece un quesito relativo a una iniziativa parlamentare che risale
all'ultima finanziaria, assessore Razza, uscendo dall'articolo ed è
legata invece a quella indennità che abbiamo dato nell'ultima
finanziaria agli operatori Seus 118.
Lei ricorderà che di pari valore rispetto a questo articolo noi
nella scorsa finanziaria abbiamo dato delle risorse aggiuntive agli
operatori del 118 che erano stati impegnati nell'emergenza Covid.
Rispetto a questo, volevo chiederle a che punto siamo
sull'operatività di quell'indennizzo che quegli operatori si
attendono.
RAZZA, assessore per la salute. Ovviamente il tema della gestione
del servizio di emergenza-urgenza che è stato variamente affrontato
su molti profili, io ho il dovere di muovere l'auspicio che venga
affrontato in maniera organica perché non posso dimenticare che il
governo della regione ha presentato una propria proposta che è
all'esame della valutazione della Commissione salute e che cerca di
abbandonarlo il tema delle eccedenze.
Può non piacere quella proposta, discutiamo su una soluzione
alternativa ma certo è che se il numero delle persone che lavorano
in Seus abili all'attività di trasporto sanitario diminuisce, se
vige il principio di divieto di assunzioni nell'ambito delle
società partecipate e se non si può dare vita né in ordine di
assunzione di nuovo personale nell'ambito della società privata, né
alla costituzione nell'ambito di una società pubblica, è chiaro che
poi bisogna in qualche modo mantenerlo il numero delle postazioni
attive.
Il fenomeno delle eccedenze è periodicamente, progressivamente,
crescente in funzione della diminuzione progressiva delle persone
che vengono impegnate. In questo senso, ed io ovviamente sono
perché si mantenga forte l'impianto attuale, io sono ed il Governo
è perché si mantenga in vita la natura di gestione diretta da parte
del sistema sanitario regionale del servizio dell'emergenza-
urgenza.
L'onorevole Lentini con la sua proposta, nell'ambito dell'attività
di normazione contrattuale dell'eccedenze, chiede di individuare un
limite, se lui si pone il tema del buon padre di famiglia che cerca
di intervenire affinché non venga superato un limite, proprio in
questo potrei dire ponendoci in linea di continuità diretta con le
preoccupazioni che l'onorevole Cracolici andava ad esprimere, che
erano le preoccupazioni legittime di chi poteva ritenere, può
ritenere, a buon vedere che attraverso il sistema delle eccedenze
si potesse agire anche per garantire la tutela di posizioni in
essere. In questo modo la norma introduce un tetto. Il tema che
viene posto, questo tetto va determinato con una legge del
parlamento o questo tetto del 50% che l'onorevole Lentini pone può
nascere da un atto amministrativo? Io devo dire che per il Governo
vale l'una e l'altra posizione. Il Governo non può essere contrario
ad un intervento del Parlamento in una materia propria che dica chi
poi dovrà stipulare gli atti amministrativi, fermati a quel tetto,
ma se l'onorevole Lentini dovesse ritenere di trasformare questa
norma in un invito al Governo di agire in sede amministrativa, il
Governo non potrebbe fare altro che valersi come atto cogente di
una volontà che immagino comune di tutto il Parlamento.
Devo anche una risposta all'onorevole Figuccia, ovviamente la
norma che poneva l'intervento straordinario attraverso un assegno
su personale titolare di contratto di diritto privato era stata
oggetto di una pre-impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri.
Noi abbiamo proposto una soluzione che è in corso di definizione,
ne ho parlato in VI Commissione raccogliendo anche in questo caso
così come unanime era stata la proposta votata da tutto il
parlamento, così unanime è la volontà di dare seguito a quella
proposta nell'unico modo che l'ordinamento consente e cioè a
scadenza del contratto di servizio attraverso un aumento per quota
corrispondente del valore individuato nell'ambito del contratto di
servizio e poi è Seus a dovere disporre. In caso contrario noi
violeremmo la norma, perché introdurremmo del trattamento
lavorativo accessorio ulteriore non utilizzando il fondo sanitario
regionale, non nell'ambito di una contrattazione di diritto
pubblico ma nell'ambito di una contrattazione di diritto privato.
Il mio auspicio, quindi, è che questo possa determinarsi fin dalle
prossime settimane perché il sentimento di gratitudine nei
confronti di tutti gli operatori che, a vario titolo, hanno
garantito dell'emergenza in un momento molto difficile e non ancora
concluso penso che non conosca colore politico.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
Presidente al di fuori di quelle che sono le buone intenzioni del
Governo che apprezza positivamente l'emendamento proposto dal
collega Lentini, io esprimo grandi perplessità e grandi riserve
perché, intanto, con questo tetto cosiddetto ed individuato nel 50%
del costo delle prestazioni, noi stiamo legittimando l'istituzione
di un servizio. Lo stiamo legittimando per norma.
Quando questo Parlamento, lo scorso anno
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, è scritto fino al 50 per cento'.
LO CURTO. Fino al 50 per cento
PRESIDENTE. E' un margine per cui il Governo può decidere.
LO CURTO. Mi perdoni, signor Presidente, ma quando noi lo
scriviamo per norma significa che noi stiamo legittimando
l'esercizio di questa funzione a soggetti che fino a ieri non ce
l'avevano questa funzione.
In questo Parlamento abbiamo adottato una legge lo scorso anno
per evitare appunto la carica selvaggia, l'assalto alla diligenza
che molto spesso accade nei confronti di una persona deceduta o che
sta per morire in ospedale da parte di questi soggetti che non sono
neanche titolati.
Se il Parlamento ha fatto una norma per regolamentare tutto
questo ed è una legge di questo Parlamento, oggi mi sembra
improprio istituire con questo articolo 70 questo tipo di
prestazione, con anche il tetto sebbene sia fino a.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole Lentini, che
sia breve questo chiarimento e successivamente l'onorevole Pullara.
LENTINI. Presidente, ho capito che qualche collega non ha inteso
quale è il mio spirito per l'approvazione di questo articolo che
considero fondamentale.
Poi, per carità, rispetto alle cose che ha detto l'Assessore sono
d'accordissimo anche perché io non vado a fare battaglie.
La battaglia è una semplice, una semplice battaglia.
La Seus 118 - spiego alla collega Lo Curto che non conosce i
fatti - per una postazione riceve da parte dell'ASP 42.000 euro,
42.000 euro al mese.
La Seus 118 attraverso le chiamate non riesce a tutt'oggi
soddisfare i bisogni della gente.
Stiamo parlando di postazioni nelle Madonie, nell'entroterra, ma
parliamo della Sicilia nella sua interezza.
In questo momento, collega Lo Curto, questi volontari accreditati
con ambulanza, con medici, infermieri e quant'altro, ricevono
12.000 euro al mese rispetto ai 42 che paga l'ASP al 118.
Allora, se noi vogliamo che questa categoria di persone, i
volontari, che sono tanti giovani che si impegnano nel lavoro
devono lavorare così come lavorano tutti e portano a casa uno
stipendio rispetto ai volontari che percepiscono un'indennità di
800 euro al mese andando dalla città verso le Madonie e viceversa,
andando da Caltagirone a Catania e viceversa.
Ho pensato che mi sembra giusto che, una volta che le ASP danno
42.000 euro, se danno qualcosa in più rispetto a quello che
concedono che sono i 12.000 euro con l'Assessore abbiamo previsto
che un aumento delle risorse mensili che arrivano fino al 50 per
cento.
Ma questo l'Assessore verificherà, il Governo verificherà se
anziché il 50 sarà il 40.
Se vogliamo che la Sicilia cresca anche sotto questo aspetto non
sfruttando i volontari che vogliono impegnarsi in questa società
con 700 euro al mese, accetto l'argomento che ha intrapreso
l'Assessore.
Se vuole portare - per carità - dicendo che in via
amministrativa risolve il problema, io le sono grato
E' una platea di persone che si sono inserite in questo contesto.
Tenga presente - e lo sa meglio di me, Assessore - sono persone
qualificate, sono persone che hanno diversi titoli per accedere a
questo tipo di attività. Se li vogliamo mantenere sotto questo
aspetto, trattati con i piedi continuiamo così. La mia intesa era
questa.
Se, invece, vogliamo dare una giusta ricompensa a dei volontari
che si impegnano ogni giorno per dare alla società un impegno
lavorativo forte e in questo momento di Covid veramente importante
e allora gli aumentiamo qualcosa che può arrivare fino a 50, 40 ma
questo lo decide il Governo che sicuramente è più preparato di me.
Grazie, Presidente. Io volevo organizzare questo affinché questa
categoria non sia veramente messa al bando.
PULLARA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, mi pare
che la norma non si stia comprendendo appieno.
La connessione nel servizio emergenza-urgenza tra pubblico e
privato non la inventiamo in Sicilia. In Toscana le associazioni di
volontariato sostituiscono appieno quello che oggi fa la SEUS 118.
Se occorre riscrivere con una riscrittura la norma, e quindi
l'articolato, in maniera più chiara ed evitare che ci siano
sperequazioni o cattivi pensieri, per carità. Però, la
interconnessione tra pubblico e privato, e quindi con le
associazioni di volontariato, è assolutamente una risorsa che va
salvaguardata. Se poi va salvaguardata prevedendo, Assessore, dei
paletti, una riscrittura, una norma che eviti, ripeto,
straripamenti in attività che magari non sono assolutamente consone
questa è altra materia.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie Presidente Di Mauro, sono contento che c'è
anche il Presidente Micciché in Aula, ma che dobbiamo fare? Sugli
ultimi sette interventi sei deputati di maggioranza sono
intervenuti. si prenda atto che non c'è più maggioranza, ci
facciamo i conti e regoliamo i rapporti in un altro modo. Mezz'ora
di interventi tra deputati di maggioranza per poi ritirare
l'articolo. Ma non si è visto mai in finanziaria Per poi procedere
in via amministrativa, Presidente Di Mauro, su una materia che
peraltro è prettamente normativa.
Noi prendiamo atto delle affermazioni dell'assessore Razza. Saremo
molto vigili perché, ovviamente, c'è il tema che riguarda il
rapporto con le associazioni di volontariato, Protezione civile. Ma
insomma, credo che dal dibattito di stasera sono emersi spunti
interessanti soprattutto fra i deputati di maggioranza.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo che la proposta
dell'assessore Razza, a nome del Governo, possa essere accettata.
L'articolo se siete d'accordo lo stralciamo. Presenterà un ordine
del giorno chi lo riterrà opportuno, in maniera tale che in via
amministrativa il Governo successivamente potrà assumere le
determinazioni consequenziali.
Passiamo alla Rubrica Famiglia.
Assessore Razza, aspettiamo sempre lei per l'articolo 67.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, per l'articolo
67 o si propone una integrale riscrittura alla quale magari
possiamo lavori più tardi, oppure...
PRESIDENTE. Va bene, lavorateci.
Si passa alla Rubrica Famiglia.
CAFEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Colleghi, abbiamo chiuso. Quando poi faremo l'articolo
67, lei parlerà.
CAFEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAFEO. Signor Presidente, ho chiesto di intervenire adesso perché
avevo concordato, e mi sembra che sia un argomento in qualche modo,
una metodologia di lavoro che se c'erano ordini del giorno da
presentare andavano presentati alla fine della rubrica, così come
concordato anche con l'Assessore Razza.
Io ci tengo e ne approfitto per sottolineare una cosa. Volevo
ringraziare tutti i sindaci che stanno collaborando con le Aziende
sanitarie locali e con il Governo regionale per far fronte alla
macchina organizzativa in merito al discorso sia dei tamponi che
dei vaccini.
Ho appreso dai banchi del Governo, comunque, che Regione siciliana
è tra i primi a livello nazionale per la quantità di vaccini, ma
questo non significa che non esistono delle disfunzioni o che non
esiste la possibilità di poter migliorare il servizio.
Faccio un esempio perché io ringrazio i sindaci. A Siracusa il
Comune ha messo a disposizione una struttura - come penso che hanno
fatto molti Comuni - per rendere più agevole la vaccinazione. La
cosa che, però, poi a volte succede, come è successo anche oggi a
Siracusa, che una mancata consegna di un lotto di vaccini abbia
scaricato poi sull'Amministrazione comunale delle polemiche, anche
di soggetti che sostengono questo Governo, rispetto a inefficienze
che dovrebbero dipendere dal Comune.
I Comuni mettono a disposizione i Vigili urbani, le transenne, le
strutture per cui mi sembra giusto fare chiarezza rispetto ai
sindaci che fanno quello che possono, poi se ci sono delle
disfunzioni illegittime - che possono succedere - da parte della
gestione dell'ASP non ne hanno responsabilità.
In tal senso, mi sono permesso, ai fini di poter rendere più
agevole e di poter mettere in luce alcune disfunzioni, di
presentare due ordini del giorno che ho condiviso anche con
l'Assessore Razza. Un ordine del giorno
PRESIDENTE. Dopo, dopo, gli ordini del giorno, la prego.
CAFEO. Ho concordato con il Presidente Micciché e con l'Assessore.
PRESIDENTE. No, li illustriamo dopo, non è il caso di illustrare
gli ordini del giorno ora, altrimenti noi perdiamo il senso
dell'ordine dei lavori. La prego, onorevole Cafeo, così come è
stato chiesto per gli altri.
CAFEO. Non è vero, Presidente, abbiamo votato ordini del giorno
alla fine di ogni rubrica.
PRESIDENTE. Onorevole Cafeo, la prego, lo presenti poi quando sarà
il momento di illustrarlo se lei lo chiede non possiamo rifiutarci.
Abbiamo concluso con l'eccezione del riesame dell'articolo 67.
Possiamo considerarci soddisfatti e ringraziare, ovviamente, la
Commissione Sanità per il lavoro fatto, l'Assessore
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Gli ordini del giorno dopo, fatemi completare e
ringraziare sia il Governo che il Parlamentato per il lavoro fatto.
Si passa all'articolo 47. Ne do lettura:
«Art. 47.
Modifiche all'articolo 11 della legge regionale 10
agosto 2012, n. 47
1. All'articolo 11 della legge regionale 10 agosto 2012, n. 47,
dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
2 bis. Per l'espletamento delle attività dell'Autorità garante
dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza e dell'Autorità
garante delle persone con disabilità, è autorizzata la spesa di 95
migliaia di euro per ciascuno degli anni 2021-2022-2023 (Missione
20, Programma 3). .
2. Con decreto dell'Assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro di concerto con l'Assessore regionale
per l'economia, è definita la ripartizione delle risorse tra le due
Autorità garanti.
3. Con decreto del Ragioniere generale vengono apportate le
conseguenti variazioni di bilancio».
Gli emendamenti soppressivi, se siete d'accordo, sono tutti
ritirati. Gli articoli e i commi soppressivi sono ritirati.
L'emendamento 47.19 è inammissibile, perché noi non c'entriamo con
la competenza del Comune. Onorevole Barbagallo, lei ha fatto il
sindaco e non è possibile che il Parlamento imponga.
BARBAGALLO. Non li ritiro.
PRESIDENTE. Se non li ritira li esaminiamo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, lo dico per chiarezza, quando lei
ha disposto che si trattasse l'articolo 47 ai deputati che siedono
nei banchi dell'Aula deve dare il tempo di prendere il fascicolo -
perché abbiamo tre fascicoli - di prendere la pagina esatta, di
controllarsi l'emendamento, di verificare per tempo chi è il
titolare dell'emendamento e possibilmente ricordarsi di chi è
l'articolo, c'è il tempo di fare tutto con calma e di affrontare i
temi.
La vicenda del Garante dei diritti dell'infanzia e
dell'adolescenza e del Garante delle persone con disabilità, quello
che ci sorprende - per questo abbiamo presentato i soppressivi -
perché in tanti anni che è istituita questa figura, è stata sempre
una figura a titolo gratuito che non ha avuto alcun compenso per
l'incarico e non ha avuto appannaggi, non ha avuto necessità di
copertura. Perché dopo dieci, undici, dodici anni dall'istituzione
di questa carica è prevista una indennità così cospicua in tempo di
vacche magre, in un momento particolarmente delicato e,
francamente, a noi è parso incomprensibile.
Quindi, queste sono le ragioni del soppressivo, sentiamo
l'Assessore.
PRESIDENTE. Assessore, un attimo. C'è l'onorevole Dipasquale.
Onorevole Dipasquale, intervenga. Ma non possiamo parlare dopo il
Governo? Onorevole Dipasquale, lei illustri i suoi argomenti.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, intervengo semplicemente per
chiedere una delucidazione da parte dell'Assessore, perché abbiamo
altri tipi di garante. Quindi, io non capisco perché si debba fare
una discrepanza di trattamento tra altri tipi di garante. Magari,
l'Assessore sarà così gentile da spiegarci questa differenziazione.
PRESIDENTE. Per favore, vediamo di non fare interventi
ripetitivi. Prego, onorevole Dipasquale. Come? L'onorevole
Dipasquale non intende intervenire. Chi deve intervenire lo faccia,
in modo tale che il Governo dà le risposte e si vota.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione.
Presidente, io ho la sensazione che lei sia un po' stanco.
PRESIDENTE. Facciamo mezzanotte stasera, onorevole Dipasquale. Se
lei deve tornare a Ragusa si prenoti l'albergo, non vorrei che
dorma stasera alla stazione.
DIPASQUALE. Io sono qui già da due settimane e mi dispiace che me
ne devo andare a casa, perché io starei anche fino all'una di
notte.
Fermo restando le cose che ha detto l'onorevole Barbagallo, poi
dopo ascolteremo l'Assessore, io avevo presentato un emendamento
che non so dove è andato a finire - capisco che era un aggiuntivo -
dove a proposito, parliamo del garante dei diritti all'infanzia, io
mi ero permesso di aggiungere un comma, se per caso dovesse
rimanere su questo articolo, vediamo se lo possiamo fare, se è
condiviso, che permetta la possibilità di individuare un momento
per poter istituire la settimana regionale contro il bullismo e il
cyberbullismo.
Perché? Perché ritengo che la materia - visto che stiamo aprendo
questo argomento - c'entra, anche perché la Commissione, questo
Parlamento, la V Commissione, ha votato la legge, una proposta di
legge che deve andare in Aula per il contrasto al bullismo e,
purtroppo, non è potuta arrivare ancora in Aula.
Su queste cose, durante una trasmissione, ci siamo confrontati io,
l'onorevole Aricò e l'onorevole Figuccia, quando è stato purtroppo
per la morte di Antonella, la vicenda Tik Tok - ricordate tutti -
siccome non ce ne dobbiamo poi ricordare di questi argomenti quando
muore qualche ragazzo, qualche bambino o quando succedono questi
eventi.
Allora, io vi prego se intendiamo andare avanti con questo
argomento, di dare un segnale. Poi, quando arriverà la legge e la
norma speriamo che tutti possiamo concretizzarla e concretizzarla
al più presto, faremo la norma contro il bullismo, ma intanto
l'istituzione - io ora glielo consegno, Presidente, questo
emendamento - della settimana regionale contro il bullismo e il
cyberbullismo.
Io penso che sia un segnale che questo Parlamento può dare su
questa materia che è una materia profondamente importante, delicata
e poi, speriamo, che possa arrivare in Aula, al più presto, quella
legge che tutti noi abbiamo voluto e che abbiamo determinato in
Commissione.
Anzi, vi prego i capigruppo, e prego la Commissione Bilancio -
perché è ferma alla Commissione Bilancio - di farla uscire dalla
Commissione Bilancio , perché poi, veramente, ci troviamo in
imbarazzo quando succedono i fatti gravi che riguardano, appunto, i
ragazzi, i bambini, l'infanzia, la scuola poi ci ricordiamo e,
purtroppo, poi ci ricordiamo cose che non abbiamo fatto perché è
assurdo.
Abbiamo la norma pronta e non la portiamo in Aula. Almeno, questa
sera, diamo questo segnale almeno su questo.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, intervengo per ricordare che,
probabilmente, c'è un piccolo equivoco di base. Non si tratta di
indennità, onorevole Barbagallo, perché la legge 47 del 10 agosto
2012, all'articolo 11, specifica la natura onorifica della carica.
Al primo comma sottolinea che il Garante esercita le proprie
funzioni a titolo onorifico, al secondo comma che al Garante non
spetta alcun rimborso spese. Quindi, nessuno vuole dare né carica
onorifica, né rimborso spesa ai garanti che hanno accettato, con
una conoscenza della norma di riferimento. Questa posta serve,
semplicemente, per consentire a questi due garanti l'esercizio
effettivo del loro ruolo.
Io è quasi due anni che sono Assessore. Ho trovato un Garante per
l'infanzia e per l'adolescenza.
Non ho avuto la fortuna di incontrarlo mai, di conoscerlo. Aveva un
plafond di 100 mila euro. Non mi risulta sia stato utilizzato per
eventuali iniziative delle quali io non sono a conoscenza.
Per quanto riguarda il Garante della disabilità, anche lì c'è
stato - ricordate probabilmente anche le notizie mediatiche - un
lungo percorso. Alla fine, questi due Garanti sono di recente
nomina. Ad essi è stato chiesto di fare una programmazione.
La copertura rispetto alla quale l'Assessore si è riservato la
distribuzione, ovviamente, delle risorse in relazione al programma
presentato serve perché sia, effettivamente, come dire, che diventi
efficace quella che è l'azione che viene definita dalla norma, che
sono i poteri dei Garanti, definiti dall'articolo 9 della legge che
ho citato, cioè la 47 del 2012, e il ruolo che è articolato in una
serie di importanti iniziative. Credo che i Garanti abbiano un
ruolo fondamentale.
Pertanto, io credo che questo chiarimento possa essere utile,
probabilmente, per superare le preoccupazioni dell'onorevole
Barbagallo.
Per quanto riguarda l'intervento successivo, credo che
l'istituzione della settimana del cyberbullismo sia una proposta
molto significativa della quale mi faccio carico
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, ascolti l'Assessore
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. E voglio ricordare all'onorevole Dipasquale, del quale
accolgo appunto l'invito alla organizzazione della settimana contro
il cyberbullismo, che noi abbiamo organizzato, l'anno scorso, la
settimana contro la violenza di genere coinvolgendo tutte le
province, 47 scolaresche delle province. Non era previsto per
norma, e lo abbiamo fatto. Ma sono d'accordo che definiamo un
percorso, anche normativamente, costituito proprio per sottolineare
l'importanza di puntare i riflettori, anche per una settimana ed
oltre, su problemi così delicati
PRESIDENTE. Onorevoli Barbagallo, Lo Giudice, Di Caro, Di Paola e
Schillaci che avevano presentato emendamenti soppressivi, sono
ritirati? Scusate, sono ritirati gli emendamenti?
Sono ritirati. Bene.
Onorevole Dipasquale, avvicini un momento al banco della
Presidenza.
La seduta è sospesa per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 19.45, è ripresa alle ore 19.46)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Gli emendamenti soppressivi sono ritirati con
riferimento all'articolo; così come sono ritirati gli emendamenti
soppressivi ai commi.
L'emendamento 47.19 è ritirato.
L'emendamento 42.20 è ritirato.
A questo punto distribuiamo l'emendamento dell'onorevole
Dipasquale, che altro non è che l'istituzione di questa giornata.
Lo leggo per chiarezza: al fine di favorire il contrasto dei
fenomeni del bullismo e del cyberbullismo in tutte le sue
manifestazioni, tutelare la crescita educativa, sociale e
psicologica dei minori e promuovere un uso consapevole della rete
internet e dei network la Regione, senza oneri a carico del
bilancio e con la collaborazione dell'Ufficio scolastico regionale
istituisce la settimana regionale contro il bullismo ed il
cyberbullismo da celebrarsi anche presso le sedi istituzionali
della Regione e nella prima decade di febbraio - e lo dobbiamo
togliere - nella prima decade del mese di febbraio in coincidenza
con la giornata nazionale dedicata al tema prevista per il 7
febbraio di ogni anno .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 47. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 55. Ne do lettura:
«Art. 55
Modifiche all'articolo 27 della legge regionale 9 maggio
1986, n. 22
1. All'articolo 27 della legge regionale 9 maggio 1986, n. 22
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo comma dopo la parola strutture aggiungere di
accoglienza ;
b) dopo il terzo comma sono aggiunti i seguenti:
3 bis. I comuni, avvalendosi della polizia municipale, esercitano
altresì lo vigilanza sull'attività svolta al fine di assicurare che
venga effettuata nel pieno rispetto dei diritti fondamentali degli
ospiti, tramite controlli a campione su almeno il venti per cento
delle strutture iscritte all'albo.
3 ter. I sindaci, entro il 31 dicembre di ogni anno, comunicano
all'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e il
lavora, i controlli disposti in attuazione di quanto previsto al
comma 3 bis. Ai comuni inadempienti sono ridotti nella misura del 2
per cento i trasferimenti di cui all'articolo 6, comma 1 della
legge regionale n. 5/2014.
3 quater. L'Assessore regionale per la famiglia, le politiche
sociali e il lavoro trasmette una relazione e riferisce annualmente
all'Assemblea regionale siciliana sugli esiti dei controlli di cui
al comma 3 ter comunicati dai comuni, con particolare riferimento
al rispetto dei livelli di tutela dei diritti fondamentali degli
ospiti. ».
Abbiamo soltanto emendamenti soppressivi. Sono ritirati onorevole
Barbagallo, onorevole Lo Giudice, onorevole Sammartino? Sono
ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 55. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 56. Ne do lettura:
«Art. 56
Tutela della sicurezza di anziani, minori e disabili
l. La Regione promuove la sicurezza degli infanti e delle persone
anziane e disabili ospitati nelle strutture pubbliche e private
preposte alla loro cura e assistenza come asili nido, scuole
d'infanzia e strutture socio-sanitarie.
2. Al fine di garantire la massima tutela dei soggetti ospitati
nelle strutture di cui al comma 1, che si trovino in condizioni di
incapacità o difficoltà ad esprimersi, l'Assessorato regionale
della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro è autorizzato
a concedere contributi alle medesime strutture che si dotino di
sistemi di videosorveglianza e telecamere a circuito chiuso di
nuova generazione, da installarsi negli ambienti adibiti ad uso
comune.
3. Per la finalità di cui al comma 2 presso l'Assessorato
regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro è
istituito, per l'anno 2021, un Fondo con una dotazione di 1.000
migliaia di euro a valere sulle risorse del POC 2014/2020.
4. Al fine di attuare gli interventi di cui al presente articolo,
il Governo della Regione provvede, entro sessanta giorni dalla data
di entrata in vigore della presente legge, ad avviare, ove
necessario, la modifica dei programmi operativi di attuazione della
spesa dei fondi strutturali europei e dei fondi nazionali di
coesione».
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Presidente, noi abbiamo presentato un solo emendamento
modificativo all'articolo 56 e poniamo anche all'articolo 56 il
solito tema che ha contraddistinto i lavori della finanziaria per
quanto riguarda il Partito Democratico, cioè quello che le somme e
gli emendamenti che prelevano abbiano la garanzia di stabilire dei
criteri, delle procedure di trasparenza e abbiano, come dire, una
graduatoria che stabilisca l'impegno chiaro e certo delle risorse,
Quindi, noi su questo emendamento, sul 56.16, insistiamo,
soprattutto in considerazione del fatto che si tratta di somme
relative ad anziani, minori, disabili, quindi categorie deboli,
socialmente da tutelare; e, quindi, noi insistiamo su questo
emendamento.
PRESIDENTE. Va bene. Allora, lei insiste sul 56.16 quindi tutti
gli emendamenti soppressivi suoi e degli altri colleghi sono
ritirati e il 56.17 non è ritirato. Va bene. Allora, io adesso
consiglierei di ritirarlo perché abbiamo un'interferenza con
l'ordinamento civile, non credo che noi possiamo fare una norma che
imponga Io la invitarei al ritiro, altrimenti lo devo stralciare.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, solo un dubbio ed una domanda
all'Assessore perché mi è sorta una problematica che desidero
rassegnarle.
Ovviamente, il fine è encomiabile e nulla da dire o eccepire;
però, viene concesso un contributo a queste strutture perché si
dotino di sistemi di videosorveglianza e telecamere a circuito
chiuso di nuova generazione da installarsi negli ambienti adibiti
ad uso comune.
Il mio dubbio è questo: sono sempre luoghi di privata dimora. Come
è compatibile questa norma con la legge sulla privacy? Perché una
cosa è mettere una telecamera perché c'è un'indagine in corso e
quindi l'autorità giudiziaria nel caso di maltrattamenti nelle case
di riposo, tanto per fare un esempio, ovviamente ha il potere e la
potestà di installare le telecamere. Qua, signor Assessore, io le
chiedo, per non varare una norma imperfetta, è possibile installare
in un luogo sempre privato perché entriamo nella privacy di
cittadini perché indipendentemente da patologie, età e quant'altro
sono sempre cittadini e che, quindi, godono di tutti i diritti
previsti dal nostro ordinamento.
Quindi, la pregherei di fare un approfondimento. Se è superabile o
superato, per carità, nulla da eccepire, voteremo la norma.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, questa è una norma che abbiamo voluto
con forza e per cui ringrazio anche i colleghi di averla voluto
sottoscrivere insieme al Gruppo di DiventeràBellissima ed è
diventata una norma di tutti e ne sono contenta.
L'onorevole Calderone sottolineava una perplessità, ma io devo
dirle che già ad oggi molte strutture e molti asili e scuole
dell'infanzia hanno all'interno un sistema di videosorveglianza e
in ogni caso è assolutamente superabile, perché siccome è a tutela,
intanto del bilanciamento degli interessi a tutela della
salvaguardia di soggetti che non hanno la facoltà di esprimersi e,
quindi, sono i loro familiari che possono benissimo, se vogliamo
essere certi che non trasgredisca nessuna norma sulla privacy,
anche se io ripeto, nel bilanciamento degli interessi questa è la
tutela del bene primario della salute di persone che non hanno
facoltà di esprimersi perché sono infanti o perché sono anziane o
perché sono soggetti che hanno delle disabilità gravi, possono
anche sottoscrivere un consenso di chi ne ha la rappresentanza
legale e, quindi, in questo modo si mette a garanzia e diventa,
glielo assicuro perché già lo fanno in molte strutture private, un
quid in più e di serenità per i familiari che portano lì i loro
cari.
Per quanto riguarda, invece, l'emendamento degli onorevoli del
Movimento Cinque Stelle, noi possiamo prevedere che per le nuove
autorizzazioni tra le richieste che vengono fatte proprio da noi
come Regione siciliana al fine di rilasciare le autorizzazioni nei
controlli sanitari che ci sono perché quella struttura abbia il via
libera, ci sia che siano dotate proprio di questi sistemi di
videosorveglianza.
Per quelle che sono in essere, invece, l'unica cosa che possiamo
fare è questo: creare un fondo e dare la possibilità che se ne
dotino e sono certa che le famiglie interessate troveranno maggiore
serenità a sapere di portare i loro cari in centri che sono dotati
di questo sistema di video-tutela.
Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha
facoltà. Poi l'onorevole Lupo.
CARONIA. Grazie, Presidente. Io intervengo, in realtà, per un
emendamento aggiuntivo che era stato in una prima fase stralciato
dal testo che poi, però, è stato a lungo dibattuto sia con gli
uffici nonché anche con l'Assessore che riguarda una peculiarità
piuttosto grave che si è verificata su tutte le province che ha a
che vedere con i minori oggetto di violenza e di abuso.
Poiché questi soggetti vengono assegnati alle case che sono,
appunto, adatte al loro ricovero, oggi hanno una difficoltà.
Il numero massimo dei soggetti che possono essere alloggiati è ad
oggi definito a dieci. Poiché con decreto del Presidente della
Regione per i minori non accompagnati, quindi gli extracomunitari,
è stata data una deroga a quindici con questo emendamento di tipo
ordinamentale che non comporta nessun limite - sì è una cosa che
riguarda l'Assessore per la famiglia - noi consentiamo
semplicemente di portare a quindici anche in questo caso i soggetti
che vengono alloggiati nelle case per evitare i ricoveri impropri.
Di questa cosa, Presidente, ne avevo anche a lungo parlato
perché, a oggi, succede una cosa incredibile, i tribunali,
assegnano questi bambini - stiamo parlando della fascia che va da 0
a 18 -, vengono assegnati in maniera impropria a delle strutture
che non sono nelle condizioni di poterli alloggiare, pertanto la
possibilità, anche perché la contrazione del numero delle
attività, delle imprese, delle cooperative che oggi si occupano di
questo si è nettamente ridotta e, di contro, il numero dei bambini,
purtroppo, di questo gravissimo crimine è in notevole aumento,
quindi anche alla luce della nuova normativa sul codice rosso, ha
prodotto, per fortuna una quantità di provvedimenti che mettono a
tutela i minori, ma con la conseguente assegnazione presso dei
ricoveri che non sono spesso adeguati, poiché ad oggi le norme che
consentono il ricovero presso le strutture limita a 10 il numero
massimo dei minori.
Quindi, con questo emendamento di tipo ordinamentale mettiamo,
come dire, semplicemente a riparo quello che è l'attuale normativa
attendendo che, ovviamente, ci sarà una concertazione con le
associazioni, nonché con le cooperative che, chiaramente già so
l'Assessore avere intavolato e sicuramente porterà a termine, così
come molte altre problematiche analoghe, perché sono a conoscenza
di tavoli tecnici che stanno affrontando, da altri punti di vista,
questa problematica.
Ritengo che sia un argomento estremamente delicato e
estremamente serio di cui il Parlamento non può non farsi carico
perché stiamo parlando di bambini abusati che, purtroppo, ripeto
oggi non vengono alloggiati in maniera adeguata. Grazie.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Lupo volevo
che l'emendamento dell'onorevole Caronia fosse distribuito e
soprattutto fosse letto con attenzione dall'assessore Scavone e
anche dall'assessore Armao perché è indicato proprio un aumento di
risorse.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Caronia)
No, è scritto con onere a carico della Regione. Scusi, onorevole
Caronia, questo c'è scritto e questo ho il dovere di
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Caronia)
Onorevole Caronia, la prego. Siccome non è a carico della
Regione
Onorevole Caronia, lei ha scritto con onere a carico della
Regione. Onorevole Caronia, stiamo parlando. Vediamo l'Assessore
che espone la questione.
Se la questione è che sul piano amministrativo lei aumenta ai
sensi della legge 22/86 da 10 a 15 è un atto amministrativo, vuol
dire che invece di due autorizzazioni che hanno 20 ragazzi ne
avranno 30. Se lei, invece, pensa di aumentare secondo
l'impostazione dell'emendamento presentato dall'onorevole Caronia,
occorrono più risorse e occorre la copertura finanziaria.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Caronia)
Onorevole Caronia, la prego. Assessore, vuole dare delucidazioni
al Parlamento prima dell'intervento dell'onorevole Lupo? Prego,
vediamo di cosa si tratta.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Innanzitutto abbiamo lasciato in aria l'emendamento 56.16
dell'onorevole Barbagallo - e una volta che ho chiesto la parola mi
esprimo su tutto - per il quale c'è la posizione favorevole del
Governo.
Per quanto riguarda il problema sollevato dall'onorevole
Calderone della privacy so che l'onorevole Savarino sta presentando
un emendamento, comunque, è un aspetto che abbiamo cercato di
approfondire, non c'è norma; vi sono delle faq rispetto alle quali
il garante per la privacy nazionale risponde secondo criteri di
opportunità e di logica prevedendo il consenso informato dei
familiari...
PRESIDENTE. Non ho capito, forse parlava lontano dai microfoni.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)
E' ritirato l'emendamento dell'onorevole Savarino.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. No, non credo.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)
Ah Va bene.
SAVARINO. Non è necessario.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Non è necessario, perfetto. Ringrazio l'onorevole Savarino
e tranquillizzo l'onorevole Calderone.
Per quanto riguarda l'emendamento 56.18 dell'onorevole Caronia, se
si tratta di modificare gli standard ritengo che sia un atto
amministrativo del quale mi farò carico in Dipartimento per
valutare l'opportunità, che deve essere condivisa, di cambiare i
moduli che sono appunto di dieci bambini, rispetto a 15.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Caronia)
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, lo accoglie come ordine del giorno.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Onorevole Caronia, io non le chiedo di ritirare
l'emendamento, le chiedo di fare un invito al Governo di
approfondimento, se vuole un impegno del Governo che assumo per
verificare gli standard e modificarli sul piano amministrativo
adeguandoli agli altri bambini. Sono tutti figli di Maria.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Assessore, la ragione per quale ho proposto l'emendamento
è relegata alla cogenza e l'urgenza di questo provvedimento che,
ovviamente, non ho alcun dubbio che lei possa attuarlo in via
amministrativa, ma questo consentirebbe, invece, in termini
immediati, di potere evitare i ricoveri impropri di bambini abusati
che oggi non hanno fisicamente dove essere ricoverati.
Oggi noi ai minori non accompagnati lo consentiamo, mentre ai
minori della Sicilia no e mi sembra sinceramente una cosa non è
accettabile poiché, così come ho detto in premessa, oggi, il numero
dei ricoveri che sono necessitati da provvedimenti del tribunale,
che assegna questi bambini alle comunità, è enormemente aumentato a
fronte di una disponibilità delle strutture assolutamente non
adeguata.
Quindi, cosa si crea? Ovviamente, in via amministrativa ci saranno
dei tavoli di concertazione e quant'altro ma questo non è
assolutamente in discussione. Il tema è uno. Già la sua persona,
nella qualità dell'Assessore, con un decreto del Presidente, avete
già derogato alla norma, a questo standard, avendo portato a 15 per
gli extracomunitari. Ha una logica in termini temporali e di buon
senso approvare una norma, ripeto, la parte economica, voglio
essere chiara, signor Presidente, è una norma ordinamentale,
assolutamente senza spese - se è scritto impropriamente lo modifico
subito - perché all'interno delle somme di cui ciascun comune
dispone, poiché queste sono somme che vengono coperte con i bilanci
degli enti locali, non hanno nulla a che vedere con le somme che la
Regione trasferisce ai comuni. Questo lo preciso perché non c'è
alcuna copertura finanziaria.
E' semplicemente un atto, una volontà politica che questo
Parlamento esprime, in termini di risposta immediata perché è
chiaro che se questa legge finalmente arriverà a compimento noi
venerdì avremo in Gazzetta questa norma e, quindi, sarà
immediatamente fruibile. La temporalità non è un fattore che non
conta in questo specifico momento e in questo specifico settore.
Ecco la ragione per la quale ho ritenuto di presentare questo
emendamento.
Credo nella bontà di iniziativa dell'Assessore di cui ho detto già
in premessa avere massima stima, però è chiaro che questa norma, a
mio avviso, andrebbe votata. Grazie.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Sono assolutamente d'accordo nel merito dell'iniziativa
dell'emendamento dell'onorevole Caronia la cui sensibilità trasuda
dalla maniera accorata con cui ci ha voluto sottolineare questa
opportunità.
Io ho il dovere, però, sono il Governo, di fare una riflessione.
Non ho in questo momento la certezza che non cambi, non tanto gli
oneri a carico dell'Amministrazione pubblica.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Caronia)
Le chiedo scusa, mi faccia completare. Ho da aggiungere una cosa,
non oltre dieci giorni fa ho sottoscritto un protocollo di intesa
con il Presidente del tribunale dei minorenni di Palermo che si
estende agli altri tribunali di Palermo su questi aspetti, cioè
valutazione di standard organizzativi ed anche la conoscenza dei
fenomeni che io non ho.
Lei giustamente denuncia una situazione di difficoltà nei ricoveri
che io non ho registrato, pertanto, dico subito che essendo
d'accordo nel merito, non avendo certezza di variazione di
coperture o di aspetti organizzativi che ricadono sui privati che
gestiscono questo aspetto, avendo iniziato un percorso con i
tribunali dei minorenni con i quali, come le ho detto, ho
sottoscritto un impegno, per quanto mi riguarda mi rimetto
all'Aula.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
esprimere apprezzamento sia sull'approvazione dell'articolo 55 che
è una piccola riforma della legge 22 del 1986 che è importante
perché stabilisce un sistema di controlli sulle strutture di
accoglienza per gli anziani dando ai sindaci la possibilità di
intervenire perché, purtroppo, troppo spesso leggiamo di anziani
maltrattati ed io spero che questa previsione normativa possa
risolvere radicalmente questo tipo di problema.
Per la stessa ragione siamo a favore dell'articolo 56. Chiedo,
però, alla Commissione, alla Presidenza, di valutare la possibilità
di adeguare il testo con un richiamo esplicito sia al rispetto
della normativa sulla privacy che al rispetto sulla normativa
prevista dalla legge 300 del 1970 sul controllo dei lavoratori
perché rischiamo
(Intervento fuori microfono)
Io ho il dovere di dirlo, temo che questa
PRESIDENTE. Ma la privacy non ha bisogno di una legge regionale
per essere tutelata.
LUPO. Temo che la norma così possa essere impugnata, ho il dovere
di dirlo, sia alla Commissione che alla Presidenza, esprimendo
parere favorevole per l'approvazione dell'articolo.
PRESIDENTE. Va bene. Questo emendamento
LUPO. Non avevo finito, per questo motivo abbiamo presentato un
disegno di legge, primo firmatario onorevole Catanzaro, che
riguarda proprio una revisione della materia per prevenire e
contrastare fenomeni di maltrattamento e di abusi su minori, su
anziani e su disabili. Io mi auguro che questo disegno di legge
possa essere affrontato quanto prima. Chiedo l'impegno
dell'Assessore competente.
PRESIDENTE. L'emendamento dell'onorevole Caronia, stante le
rassicurazioni dell'Assessore, viene trasformato in ordine del
giorno e
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Caronia)
Onorevole Caronia, ha assicurato che farà, praticamente, un
provvedimento di natura amministrativa, ma prepari l'ordine del
giorno, è un indirizzo, onorevole Caronia.
L'emendamento 56.18, ovviamente, è inammissibile per mancata
copertura. Passiamo alla votazione dell'articolo 56?
(Intervento fuori microfono)
Sì, ha ragione. Allora, il parere della Commissione, onorevole
Savona? Un attimo dobbiamo dare il parere su questo emendamento,
poi lei fa il suo intervento nuovamente.
Allora
(Intervento fuori microfono)
Allora, ma non sto stabilendo Ho detto che il Governo ha
assicurato che farà l'ordine del giorno L'onorevole Caronia non ha
bisogno di essere
(Intervento fuori microfono)
Scusi al 56.18 contrario? Il Governo? E' favorevole. Stiamo
parlando dell'emendamento 56.16, onorevole Savona. Mi scusi, ho
sbagliato ad indicare il numero. Onorevole Savona? Ho sbagliato ad
indicare il numero.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo è favorevole. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione dell'articolo 56, così come emendamento.
Il parere della Commissione?
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, mi spiace, come dire, questo scontro
che non è originato se non dal fatto che credo che sia una cosa di
buonsenso. Siccome l'Assessore si è rimesso all'Aula, io chiedo,
cortesemente, di mettere in votazione l'emendamento 56.18 bis.
Peraltro l'Aula si esprimerà, per carità, in maniera ovviamente
libera, come tutti i parlamentari hanno ovviamente l'obbligo di
fare per cui chiedo, semplicemente, di averlo messo in votazione.
Credo sia una prerogativa che dopo che siamo qui da 20 giorni, mi
sembra anche il minimo che un deputato possa mettere in votazione
un proprio emendamento, poi l'Aula lo boccia, per carità, ma non mi
sembra logico che non venga posto neanche in votazione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento dell'onorevole
Caronia. Onorevole Caronia, vuole eliminare onere a carico ?
Presenti un subemendamento, allora.
L'Abbiamo carcerato, va bene? Senza onere a carico.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Stabilisca lei.
Non si capisce nulla.
PRESIDENTE. Stiamo parlando del 56.18. Ma se lei parla
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
Siamo in sede di votazione, stiamo facendo le fotocopie, non era
stato distribuito il 56.18 e lo stiamo distribuendo.
(Intervento fuori microfono)
Non è ammissibile, gliel'ho detto.
Presidente Savona?
(Intervento fuori microfono del presidente Savona)
La prego, presidente Savona, l'onorevole Caronia ha voluto
chiarire ulteriormente l'emendamento presentato e ho il dovere di
dare la parola.
(Intervento fuori microfono del presidente Savona)
La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta sospesa alle ore 20.18, riprende alle ore 20.20)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Assessore Scavone, mi faccia una cortesia, faccia un
approfondimento su questo emendamento e domani in Aula darà le
opportune delucidazioni.
Onorevole Savona, l'Assessore farà un approfondimento e domani
darà le opportune delucidazioni.
L'articolo lo accantoniamo.
Si passa all'articolo 89. Ne do lettura:
«Art. 89.
Progetti in favore degli studenti con disabilità
1. L'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali ed
il lavoro, per le finalità di cui all'articolo 6 della legge
regionale 5 dicembre 2016, n. 24 e successive modificazioni, è
autorizzato ad avviare progetti integrativi, migliorativi ed
aggiuntivi in favore degli studenti con disabilità.
2. Per assicurare lo svolgimento delle attività di cui al presente
articolo, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2021, la spesa
di 5.000 migliaia di euro da iscrivere in apposito capitolo di
spesa Servizi integrativi migliorativi ed aggiuntivi a favore
degli studenti disabili delle scuole secondarie di secondo grado ,
nella rubrica del dipartimento regionale della famiglia e delle
politiche sociali.
3. Agli oneri di cui al comma 2 si provvede, per l'esercizio
finanziario 2021, quanto a 2.000 migliaia di euro, mediante
riduzione delle disponibilità della Missione 12, Programma 2,
capitolo 183355 e, quanto a 3.000 migliaia di euro, mediante
riduzione delle disponibilità della Missione 12, Programma 2,
capitolo 183808».
I colleghi sono pregati di prendere i fascicoli.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, con
l'articolo 89 cerchiamo di mettere una pezza sulla vicenda degli
assistenti igienico-personali specialistici.
E' un argomento che più Gruppi parlamentari hanno portato nelle
varie Commissioni e con questo articolo cerchiamo, in qualche modo,
di poter fare lavorare gli assistenti igienico-personali
specialistici per questi ultimi mesi dell'anno che rimangono e,
nello stesso tempo, a mio modo di vedere molto importante, diamo
una dovuta assistenza agli alunni con disabilità.
Questo articolo è sposato da più Gruppi parlamentari però, signor
Presidente, ci sono due problemi che chiedo poi all'Assessore di
chiarire.
Il primo: noi con questi fondi, con questi 5 milioni di euro,
riusciamo a soddisfare il fabbisogno delle scuole superiori.
Quindi, questi fondi poi verranno trasferiti ai liberi consorzi e
alle città metropolitane per le scuole superiori.
Rimane sempre la problematica relativa alle scuole elementari e
medie, quelle di primo grado, perché se si ricorda, Presidente, e
mi rivolgo pure ai colleghi, c'è stato il famoso parere del CGA che
ha un po' bloccato questo servizio che da sempre la Regione
siciliana ha erogato. Ripeto, stiamo parlando del servizio igienico-
personale specialistico.
Dopodiché, Presidente, quindi chiedo all'Assessore di potere
chiarire se riusciamo in qualche modo a coprire pure l'igienico-
personale per quanto riguarda le scuole di primo grado, oppure di
apprezzare l'emendamento 89.18 dove andiamo ad inserire fatto
salvo che questo tipo di assistenza viene erogata dai comuni ,
comuni che in questo momento, la maggior parte dei sindaci, sono in
difficoltà sempre per via di questo famoso parere del CGA e,
quindi, molto spesso si trovano in difficoltà perché non sanno se
poi la Corte dei Conti, in qualche modo, come dire, va a
sottolineare il fatto che poi questo servizio viene erogato.
Dopodiché, Presidente, la richiesta è di fare una verifica sulle
coperture perché abbiamo costruito la norma e abbiamo fatto con i
Gruppi parlamentari, sia di maggioranza che di opposizione, abbiamo
costruito la norma e abbiamo portato all'interno delle Commissioni
e all'interno dell'Aula le richieste che vengono e dalle famiglie
degli alunni con disabilità e dai lavoratori.
Però le coperture, Presidente, ho fatto una verifica veloce, noi
andiamo a prendere le somme, cioè questi 5 milioni di euro, una
parte di questi 5 milioni di euro, dall'assistenza alla
comunicazione.
L'assistenza alla comunicazione è un'ulteriore assistenza che
diamo agli alunni con disabilità.
Non vorremmo che, in qualche modo, con il fatto che la coperta è
corta, diamo da una parte e togliamo dall'altra e, quindi, facciamo
una sorta di guerra tra poveri.
Io ho visto che la collega Caronia con l'emendamento 89.13
utilizza un altro capitolo che, a mio modo di vedere, chiedo poi
eventualmente all'Assessore per l'economia, se è un capitolo che
può essere utilizzato, in modo tale da riuscire veramente a dare
una risposta forte, Aula, quindi i deputati di quest'Assemblea
assieme al Governo, riusciamo a dare un segnale, signor Presidente,
perché in questa fase di Covid sia gli alunni con disabilità ma
anche i lavoratori hanno avuto un periodo difficilissimo, hanno
attraversato un periodo difficilissimo.
Tra l'altro, colleghi, vi ricordo che all'interno della
finanziaria, della legge di stabilità di maggio 2020, avevamo
previsto per questi lavoratori - che sono lavoratori stagionali -
un ristoro, perché ricordiamoci che questi lavoratori non hanno
alcuna cassa integrazione, non hanno alcuna copertura economica.
Avevamo previsto un ristoro, però la norma che abbiamo inserito in
finanziaria Covid assieme a tutti i colleghi non è stata attuata,
purtroppo, così come tanti articoli della finanziaria di maggio
2020 di cui continuamente chiediamo al Governo regionale di farci
capire quali di queste norme sono state attuate e quali no, in modo
tale che i fondi che non stati utilizzati possano essere
riutilizzati in questa finanziaria.
Chiudo dicendo, Presidente, sempre per quanto riguarda questo
discorso dei fondi extra regionali, colleghi a mio modo di vedere
non ci sono fondi extra regionali che possano essere veicolati e
indirizzati dall'Aula e fondi extra regionali che possano essere
indirizzati o riprogrammati dal Governo. I fondi regionali se ci
sono cerchiamo di farli venire fuori e li riprogrammiamo insieme.
Grazie.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, esprimiamo anche noi apprezzamento
sull'articolo, che peraltro è condiviso con diverse forze
parlamentari, esprimiamo però preoccupazione perché proprio dopo il
provvedimento del Consiglio di Giustizia Amministrativa la parte di
assistenza igienico-personale, di competenza delle scuole primarie,
oggi non ha copertura.
Io ho ascoltato con molta attenzione l'intervento dell'onorevole
Di Paola, ci preoccupa - assessore Scavone - che queste questioni
vengano posti oggi a carico dei comuni. Ci preoccupa pure il testo
complessivo dell'articolo dove il contributo e il sostegno viene
affidato proprio agli studenti disabili.
Quindi, l'impressione è che forse un attimo ci dovremmo chiarire
le idee, se procediamo a mezzo di progetti specifici, se procediamo
con un avviso pubblico in modo che poi il rapporto diventa con le
scuole, se individuiamo già da subito delle economie a sostegno
delle scuole primarie e passiamo queste risorse attraverso i comuni
- che sono per legge obbligati a garantire il servizio -; io ho
l'impressione che dovremmo chiarirci le idee perché se approviamo
la norma così rischiamo di fare un pasticcio.
Noi, segnatamente, abbiamo presentato poi nello specifico
l'emendamento 89.16. Certamente, ravviso la necessità di fare un
avviso pubblico per capire quali sono le esigenze, sulla
graduatoria assolutamente ne possiamo fare a meno, ma la necessità
che ci sia un avviso per capire, perché ci possono essere scuole
con 15 disabili e scuole con un disabile dove poi le risorse vanno
trasferite in proporzione alle scuole.
Credo che questo sia un altro tema da affrontare.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, questo è un tasto dolente. Più volte
abbiamo incontrato categorie di soggetti che fanno parte di questo
mondo, più volte abbiamo cercato di andare incontro alle loro
richieste ma siamo entrati in un conflitto da un punto di vista
tecnico burocratico enorme che non ha permesso, nel corso dei mesi,
nel corso di questo anno scolastico di far partire il servizio per
ciò che concerne l'attività igienico-personale.
Questo ha creato enormi danni, enormi problemi in tante scuole,
perché molti bambini non hanno il servizio e questo servizio che,
oggi, dovrebbero fare questi soggetti e non è partito viene
affidato a personale statale che non è adeguatamente formato - mi
fa piacere assessore Lagalla che lei mi dia ragione - e non ha le
specializzazioni necessarie per fare questo servizio.
Allora, io volevo capire oggi, dall'assessore competente, perché
in molti casi è insufficiente. Vi faccio un esempio, nel liceo
Mursia di Carini ci sono quest'anno 16 alunni disabili, il prossimo
anno ce ne saranno almeno 26 o 28 e, indubbiamente, non avranno il
servizio.
Io voglio capire qual è - e questo onorevole Caronia, mi
riferisco a lei - desidero capire se questa norma è un modo per
bypassare il conflitto burocratico legato alla questione
dell'attribuzione delle competenze. Perché il CGA sostiene che
questo servizio deve essere fatto da operatori statali, mentre da
trent'anni in Sicilia viene affidato alle province che, attraverso,
le loro cooperative e il personale specializzato attuano il
servizio.
Allora, io desidero capire - e da questo dipenderà anche il mio
voto, io voglio dare questo contributo - se questa norma intende
bypassare o intende trovare un escamotage per fare ripartire il
servizio. Se questo è così io sono pienamente d'accordo a votare
l'articolo, però secondo me, onorevole Caronia, vanno fatte alcune
precisazioni e attraverso il contributo anche di altri colleghi
possiamo, secondo, me correggere anche il tiro e correggere la
norma che deve andare nella direzione di salvaguardare gli
assistenti igienico- personali.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha
facoltà.
Sono iscritti gli onorevoli Foti, Caronia, Lo Giudice, Schillaci
e Laccoto e Figuccia. Però, io ora sono tornato non per evitare gli
interventi della maggioranza però sono tutti di maggioranza, sono
già quasi le nove, se dobbiamo finire alle dieci vi prego
sinceramente quello che ci eravamo detti in Capigruppo, cioè se i
deputati di maggioranza o intervengono per trenta secondi o non
intervengono.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Foti.
FOTI. Signor Presidente, intanto con il mio Gruppo vogliamo
esprimere apprezzamento, in generale, per le buone intenzioni
dell'articolo e abbiamo proposto degli emendamenti di cui annuncio
il ritiro dell'89.15. Sull'89.14 mi rimetterò alla volontà
dell'assessore con il suo parere.
Perché propongo questo emendamento? Perché, colleghi e assessori,
io ritengo che la vera grande assente da questa tematica è la
capacità di dialogare tra assessorati. Quando parliamo di
istruzione, per forza di cose, alunni disabili che frequentano le
scuole, chiaramente c'è un coinvolgimento per gli aspetti relativi
all'istruzione che riguardano tutto il personale che, comunque,
deve accogliere questi ragazzi, chiaramente l'assessorato della
famiglia e poi, il grande assente, l'assessorato della salute.
Perché quando la patologia del ragazzino disabile, accertata
dall'unità multivalutativa evidenzia la necessità di prestazioni
che non sono di carattere sociale ma di carattere sanitario,
abbiamo un vero e proprio corto circuito perché significa che i
genitori, la famiglia, o si devono recare continuamente a scuola a
dare assistenza, oppure fanno rinunciare questi bambini al diritto
di frequentare le attività ordinarie o progetti integrativi, come
in questo caso.
La cosa che ci chiedevamo è se questo personale che verrà
utilizzato è dotato dei titoli formativi appropriati. Ossia, il
corso OSA e, se la disabilità necessita, anche del corso OSS. Come
lo abbiamo chiesto per le cliniche, anche questi ragazzi dovrebbero
avere a disposizione delle figure, ovviamente formate perché a
queste professionalità affidiamo i nostri ragazzi. E, quindi,
chiedo all'assessore se il personale utilizzato, o che sarà
utilizzato è formato per come si deve.
Poi, insomma, sul fatto che la coperta è corta e, soprattutto,
nelle scuole superiori in questi ultimi anni - a dire il vero non
solo quest'anno, direi negli ultimi sei, sette anni - ne abbiamo
viste, veramente, di tutti i colori per le scuole superiori, quindi
le ex province, i consorzi e le città metropolitane il grande
dramma è il fatto che, a livello nazionale attraverso il prelievo
forzoso, le risorse economiche destinate alla nostra regione,
perché è una regione statuto speciale, vengono promesse ma, poi,
non effettivamente erogate.
Vorrei ricordare, colleghi, a proposito di accordi Stato-Regione
che l'accordo del dicembre 2018, nell'accordo - quindi uno dei
famosi accordi - veniva assegnata alla nostra regione, per questi
anni, un trasferimento per dare copertura alle funzioni a noi
assegnate di centoventi milioni, che poi in una finanziaria
nazionale sono diventati cento milioni. Quindi abbiamo ricevuto
venti milioni in meno. In quel caso il Governo, mi sembra, ha
impugnato. Vorrei sapere com'è andata a finire perché quei venti
milioni non erano per fare chissà che cosa, lussi e marchette, ma
servivano proprio anche per erogare servizi agli studenti disabili
delle nostre scuole. Invece, di volta in volta, dobbiamo andare a
raccattare delle somme - io ringrazio, comunque, chi ha presentato
l'articolo e l'assessore - ma veramente somme irrisorie, più un
segnale. Ma la vera battaglia andrebbe fatta a Roma che, proprio
per questi scopi, per le scuole superiori sia per le manutenzioni -
infatti erano vincolati a manutenzioni e servizi per gli studenti
disabili - ci ha dato venti milioni in meno.
A tale proposito, Presidente, io avevo presentato un ordine del
giorno, e concludo, e chiedo l'apprezzamento da parte del Governo
perché proprio si specifica che, nel caso di disabilità la cui
valutazione all'unità multifunzionale delle ASP che siede nei
tavoli di concertazione, valuti che c'è la necessità di
un'assistenza di carattere sanitario al bambino disabile, sia
l'assessore alla sanità a provvedere, tramite le ASP, a fornire
questo tipo di personale.
(Intervento fuori microfono)
FOTI. Assessore, purtroppo non è così. Non è così, perché quando
c'è da sostituire un catetere, ad esempio, o ci va un genitore
oppure, a fare la manovra, non c'è nessuno. Quindi ho presentato un
ordine del giorno, che spero venga apprezzato.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi io vorrei dare un
contributo di pochissimi secondi, spero anche di entrare proprio
nel guinness dei primati, tempi europei. Io ritengo che questo
emendamento sia un emendamento di buon senso, proposto dal Governo
per venire incontro ad un'esigenza. Assessore Scavone, mi scusi
solo questi trenta secondi vorrei la sua attenzione.
PRESIDENTE. Onorevole Tamajo, l'onorevole Caronia sta parlando con
l'assessore Scavone, se lei si mette in mezzo Grazie.
CARONIA. Io credo che questo sia un emendamento di buon senso,
stiamo discutendo dell'89 scusate, no? L'articolo. Poiché si è
creata una situazione di confusione, a mio avviso, rispetto ad
alcuni interventi che ho sentito e mi permetto di dare il mio
contributo.
Ad oggi, la norma serve a colmare un gap poiché, rispetto a questo
tipo di soggetti che si occupano dell'igienico-personale, che non è
l'apposizione del catetere ma è un'altra attività. Quella lo fa un
altro tipo di soggetti. L'igienico-personale si occupa della
pulizia, dell'accompagnare in bagno, di quelle funzioni essenziali
che il ragazzo disabile deve, come dire, fare a scuola e viene
aiutato dall'igienico personale.
Poiché la norma, diciamo, colma un vuoto io ritengo che sia
necessario approvarla perché ad oggi c'è un contenzioso che la
Regione in qualche maniera sta cercando, a mio modo di vedere, in
maniera anche molto corretta sta portando avanti con il Ministero
poiché viene tolta la funzione alla Regione l'assessore ovviamente
si è premurato di trovare una soluzione alternativa cioè dei
servizi integrativi che evitino che i ragazzi vadano a scuola senza
il sostegno di questi operatori.
Ad oggi l'effetto qual è? I ragazzi spesso non vanno a scuola
perché non avendo l'igienico sanitario che li può seguire, non
frequentano la scuola. Ecco perché questi servizi sono integrativi.
Nelle more della conclusione di quello che sarà, come dire, il
dibattito, c'è un parere del CGA che chiaramente dice delle cose
diverse e dovremo appurare se questa è una competenza della Regione
o no, nel frattempo diamo ai ragazzi disabili delle scuole
superiori, e si riferisce precisamente a quello che viene espletato
dalle province, non a tutti quelli di ordine e grado perché
diversamente la copertura non potrebbe essere bastevole,
Presidente.
Allora, queste somme servono a coprire l'attività nelle scuole
superiori che le province fanno col personale igienico sanitario.
Io ho soltanto un punto, diciamo, di criticità. Assessore, io l'ho
detto anche il Commissione, la copertura. La copertura per quello
che riguarda i tre milioni viene preso dal fondo della disabilità e
ritengo che sia in linea con quello che comunque sono le finalità
della norma e della copertura mentre per quello che riguarda i due
milioni, io ho proposto un subemendamento col quale diamo una
copertura diversa.
Se il Governo, e ovviamente l'assessore Armao, fosse d'accordo,
sarebbe come dire semplicemente evitare - Presidente, anche
Presidente Musumeci - uno scontro tra poveri, perché mi spiego
velocemente. Gli Asacom, che sono gli assistenti alla comunicazione
sono i soggetti che verrebbero, tra virgolette, penalizzati per due
milioni di euro. Allora, siccome entrambi, sia gli igienico
sanitari che gli Asacom si occupano del sostegno ai ragazzi
disabili piuttosto che levare soldi agli Asacom per darli
all'igienico sanitario, allora io ritengo che potrebbe essere un
buon compromesso quello di trovare, per questa sola copertura dei
due milioni dei cinque, non dei tutti, una copertura alternativa.
Quella che io ho indicato nel faldone probabilmente non è
bastevole e non è sufficiente, io ne ho individuata un'altra
facendo uno sforzo con le mie modeste capacità cognitive riguardo a
quello che può essere, la disponibilità del bilancio ed io avrei
individuato un capitolo che è il 41.33.74, quello dei farmaci
innovativi che l'anno scorso ha aiutato questo governo a portare
avanti una manovra che, in qualche modo, con le risorse regionali
poteva, come dire, venire incontro.
Questo semplicemente per una ragione, per dare a questi soggetti
la serenità di potere andare a lavorare, ai ragazzi disabili di
avere il sostegno e non penalizzare un'altra categoria che è quella
degli Asacom. Ritengo che sia un intervento soltanto per cercare di
trovare soluzioni positive e non per buttarle in bagarre perché,
credetemi, il mio obiettivo è assolutamente costruttivo e mai
distruttivo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Caronia, grazie tante. E allora,
onorevole Lo Giudice? Sempre maggioranza, super maggioranza.
Dell'opposizione, mi raccomando, vi prego di non intervenire,
perché tanto interviene solo la maggioranza. Rinuncia l'onorevole
Lo Giudice. Menomale.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, assessore Scavone, io apprezzo
moltissimo lo sforzo che l'assessore sta facendo con l'introduzione
di questa norma perché diciamo che per un anno in Commissione V tra
audizioni, interrogazioni, abbiamo parlato moltissimo degli
assistenti igienico personale perché credo che sia un argomento che
sta a cuore di tanti deputati di questo Parlamento siciliano ma
anche perché oggettivamente abbiamo assistito ad una serie di
manifestazioni delle famiglie che sono intervenute più volte sotto
il Parlamento regionale.
Io apprezzo questa norma però, assessore, tuttavia non posso fare
a meno di riferire a proposito dei progetti, come lei dice e
scrive, integrativi, migliorativi ed aggiuntivi perché il nocciolo
sta tutto qua. Assessore, siamo stati più volte in Commissione e le
associazioni non solo dei lavoratori ma soprattutto le associazioni
delle famiglie hanno più volte detto che il nocciolo sta proprio
sulla dicitura dei progetti perché abbiamo assistito ad un rimpallo
di competenze e soprattutto ad un rimpallo dei suoi uffici del
dipartimento che non si mettono assolutamente d'accordo con le
città metropolitane e in particolare mi riferisco alla Città
metropolitana di Palermo.
Noi abbiamo avuto qua in questo Parlamento una seduta dedicata a
questo argomento e Assessore, dalle sue parole, anche tre, ecco ha
ragione, anche tre sedute, lei ha detto proprio in questa sede che
i progetti presentati il più delle volte erano progetti
standardizzati che sembravano fotocopie.
Ma è così, perché noi stiamo parlando di ragazzi, di studenti che
hanno delle patologie che molto spesso sono stesse patologie.
Quindi è normale che i progetti e le schede compilate dagli
operatori specializzati sono spesso delle fotocopie.
Quindi io le chiedo: prima di avviare una norma che si concluderà
e ci riporterà sempre al famoso gioco dell'oca per cui poi non sarà
possibile erogare i contributi, io le chiedo di fare uno sforzo da
parte dei suoi uffici e dei suoi dirigenti e funzionari che si
mettano d'accordo prima con le città metropolitane e con gli enti
locali che devono presentare questi progetti.
Quindi questo per quanto riguardo diciamo formalmente la
strutturazione dell'articolo.
Per quanto riguarda le coperture sono d'accordo perché questo è un
capitolo che va a prendere questa parte di risorse dal capitolo
della disabilità in generale. Quindi le chiedo di fare uno sforzo
anche sul capitolo e rivedere, magari, trovando un'altra copertura
la possibilità di non andare ad intaccare il capitolo della
disabilità in generale.
Grazie.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cerco di essere
molto veloce.
Assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il lavoro,
Assessore per l'istruzione e la formazione professionale, un attimo
di attenzione.
La questione riguardante l'assistente igienico-sanitario, siccome
la vivo giornalmente, è in poche parole questa: c'è una sentenza
del CGA che impone agli istituti comprensivi, agli istituti
superiori di fare l'assistenza igienico-sanitaria.
Che cosa avviene?
Avviene che i dirigenti dicono che non hanno praticamente la
possibilità di fare corsi di formazione per dare la formazione ai
loro collaboratori perché dovrebbero prenderlo tra i loro
collaboratori. In questo discorso avviene praticamente un problema
che ricade sugli enti locali. Perché gli enti locali rischiano di
fronte alla Corte dei Conti, dato che il CGA ha dato questo parere,
perché ci troviamo di fronte a due fuochi: da una parte cerchiamo
di garantire l'assistenza igienico-sanitaria ai bambini e ragazzi
disabili; dall'altra parte con questo parere del CGA ci troviamo a
fare anche, se è possibile, peculato per distrazione perché
praticamente stiamo usando somme e servizi che non dovrebbero
essere erogati dagli enti locali.
E questa è la prima parte.
La seconda parte è che noi in Commissione Bilancio alla fine di
dicembre avevamo fatto una norma che praticamente poneva a carico
della Regione in maniera però totale, non attraverso le forme di
assistenza sociale, i contributi dati ai comuni, agli enti locali,
parlo dell'ASACOM per istituti secondari di primo grado che
praticamente abbiamo sempre a carico noi.
In questa vicenda io credo che con questo articolo si dovrebbe
attraverso un emendamento dei due Assessori cercare di trovare una
soluzione perché in queste condizioni continua la confusione dei
ruoli è sicuramente non c'è chiarezza. Tutto qua
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un
problema di ogni anno. I colleghi hanno tutti ragione è un problema
che si deve risolvere però questo problema si deve risolvere dando
la possibilità alle categorie che si occupano di questi assistenti
di produrre progetti validi affinché possa svolgersi durante l'anno
questa attività.
Gli studenti hanno bisogno, questa categoria di disabili ha
bisogno e quindi aspettiamo, finalmente assessore si impegni perché
questo è un problema veramente grave, quest'anno è passato così,
non si è capito per quale motivo non è stato espletato questo
servizio.
L'onorevole Laccoto sull'argomento che ha girato ha ragione da
vendere.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 89. Ne do lettura:
«Art. 89.
Progetti in favore degli studenti con disabilità
1. L'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali ed
il lavoro, per le finalità di cui all'articolo 6 della legge
regionale 5 dicembre 2016, n. 24 e successive modificazioni, è
autorizzato ad avviare progetti integrativi, migliorativi ed
aggiuntivi in favore degli studenti con disabilità.
2. Per assicurare lo svolgimento delle attività di cui al presente
articolo, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2021, la spesa
di 5.000 migliaia di euro da iscrivere in apposito capitolo di
spesa Servizi integrativi migliorativi ed aggiuntivi a favore
degli studenti disabili delle scuole secondarie di secondo grado ,
nella rubrica del dipartimento regionale della famiglia e delle
politiche sociali.
3. Agli oneri di cui al comma 2 si provvede, per l'esercizio
finanziario 2021, quanto a 2.000 migliaia di euro, mediante
riduzione delle disponibilità della Missione 12, Programma 2,
capitolo 183355 e, quanto a 3.000 migliaia di euro, mediante
riduzione delle disponibilità della Missione 12, Programma 2,
capitolo 183808».
Cominciamo a votare per favore, l'89. I soppressivi credo siano
ritirati.
L'emendamento 89.15 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 89.14 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 89.16, al quale sono
stati presentati due subemendamenti, 89.16.2 e 89.16.1, che sono
nati dal dibattito, per cui li possiamo votare.
Pongo in votazione il subemendamento 89.16.2, con il parere
favorevole del Governo e della Commissione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 89.16.2, con il parere
favorevole del Governo e della Commissione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 89.16. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, l'emendamento 89.14 non era stato ritirato. Lo
pongo in votazione con il parere contrario del Governo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è' approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento 89.17,
dell'onorevole Di Paola.
DI PAOLA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 89.19,
dell'onorevole Di Paola.
DI PAOLA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 89.18, al comma 2,
che è inammissibile perché non si possono mettere a carico dei
comuni.
Se l'Assessore mette la firma possiamo, ci vorrebbe la relazione
veramente.
ARMAO, assessore per l'economia, Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
ARMAO, assessore per l'economia, Signor Presidente, onorevoli
deputati, sulla richiesta formulata da parte dell'onorevole Caronia
di utilizzare lo stanziamento per i farmaci oncologici, cosiddetti,
farmaci innovativi, in carenza di nostra disponibilità da parte del
bilancio, ho sentito l'assessore per la salute, Dott. Razza che mi
ha dato disponibilità fino a un milione, quindi si può captare da
quel capitolo fino a un milione.
PRESIDENTE. Riformulate la copertura con la relazione, perché così
non si può votare. E lo votiamo tranquillamente domani. Ci pensa il
Governo a riformulare la copertura e lo votiamo domani.
Si passa all'articolo 90. Ne do lettura:
«Art. 90.
Azioni per la qualità della vita e
l'inclusione sociale di persone disabili ed anziani
1. La Regione, in attuazione dei principi contenuti nella lettera
c) dell'articolo 3 della Convenzione delle Nazioni Unite del 13
dicembre 2006 sui diritti delle persone con disabilità, favorisce
la piena ed effettiva partecipazione ed inclusione nella società
degli anziani e delle persone con disabilità.
2. Per le finalità di cui al presente articolo, allo scopo di
rimuovere gli effetti di isolamento determinati dalle misure di
contenimento del contagio da Covid 19, l'Assessore regionale per la
famiglia, le politiche sociali ed il lavoro è autorizzato a
promuovere la realizzazione di progetti di ricerca finalizzati ad
individuare aree prioritarie verso cui indirizzare azioni e
interventi per la promozione dei diritti delle persone con
disabilità. A tal fine, l'Assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali ed il lavoro può avvalersi della collaborazione
di istituzioni regionali, Università ed enti di ricerca.
3. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2021, la spesa di 150 migliaia di euro
(Missione 12, Programma 2)».
Gli emendamenti soppressivi sono stati ritirati.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 90.15.
Onorevole Dipasquale, sul 90.15 è un ordine del giorno, non
possiamo farlo votare. Quindi è ritirato. Verrà presentato come
ordine del giorno.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, leggendo questo articolo, cari deputati,
qui l'assessore chiede di essere autorizzato a fare un tavolo, alla
luce delle disposizioni delle Nazioni Unite che ci dicono di
migliorare la vita degli anziani e delle persone con disabilità,
per fare un tavolo dove si stabiliscono quali sono le priorità che
lui poi dovrà attuare per migliorare la vita degli anziani. Ma
questo tavolo costa 150 mila euro. Ora, se mi fa capire, per
carità, le esigenze degli anziani e i bisogni che hanno, se è
meglio fargli vivere la vita all'aria aperta, fargli frequentare
danza, non è il mio mestiere, magari chiameremo dei geriatri però
signor Presidente vorrei capire un tavolo da 150 mila euro a cosa
serve.
Quindi io mantengo il soppressivo e invito i colleghi ad
attenzionare questa cosa perché meglio 150 mila euro spesi per gli
anziani, mandiamogli un abbonamento, mandiamogli un mazzo di fiori
però per fare un tavolo, oltretutto vorrei dire che ha tanti tavoli
l'assessore, magari ci aggiunge una gamba ai tavoli che già ha,
funziona lo stesso e lo sapremo cosa fare degli anziani. Mi spiega
che deve chiamare gli esperti mondiali della terza, della quarta
età.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 90.10 dell'onorevole
Foti. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 90. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 93. Ne do lettura:
«Art. 93.
Contributo straordinario in favore dell'IPAB Giovanni
XXIII di Marsala
1. Per l'esercizio finanziario 2021, è autorizzata la spesa di 130
migliaia di euro (Missione 12, Programma 5), quale contributo
straordinario in favore della istituzione pubblica di assistenza e
beneficienza Giovanni XXIII di Marsala, al fine di garantire
pagamento degli stipendi al personale dipendente dell'istituto
medesimo».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Chiedete il voto segreto sul 93? Ma è già stato votato. Lo potete
chiedere sul 94.
Abbiamo votato il mantenimento dell'articolo.
Si passa all'articolo 97. Ne do lettura:
«Art. 97.
Spazi di aggregazione giovanile
1. La Regione promuove gli spazi di libero incontro tra giovani,
anche attraverso la realizzazione di interventi e proposte che
favoriscano l'aggregazione, tenendo conto della specificità socio-
culturali, della marginalità sociale dei luoghi, con particolare
riguardo ai piccoli centri e alle zone montane.
2. Gli spazi di aggregazione si caratterizzano come luoghi
polifunzionali d'incontro, d'intrattenimento, di acquisizione di
competenze attraverso processi di educazione non formale, di
cittadinanza attiva, di sperimentazione e realizzazione di attività
sul piano educativo, ludico, artistico, culturale, sportivo,
ricreativo e multiculturale, attuate senza fini di lucro, con
caratteristiche di continuità e partecipazione volontaria, senza
discriminazione alcuna.
3. Ai fini di quanto previsto al comma l, la Regione promuove e
sostiene:
a) lo sviluppo, l'infrastrutturazione e la qualificazione degli
spazi attraverso interventi di ristrutturazione dei luoghi adibiti
alle attività, di adeguamento e miglioramento delle strutture sul
piano della funzionalità logistica e organizzativa,
dell'acquisizione di dotazioni strumentali e tecnologiche;
b) le attività realizzate negli spazi di aggregazione giovanile
siti sul territorio regionale gestiti da soggetti pubblici e del
privato sociale, che prevedano tra le loro finalità iniziative
prevalentemente rivolte ai giovani e una partecipazione attiva dei
giovani, con particolare attenzione ai progetti da essi elaborati,
al fine di valorizzarne le competenze e il protagonismo;
c) i progetti integrati a livello territoriale, finalizzati alla
costruzione di reti e di relazioni sistematiche tra gli spazi di
aggregazione sul piano informativo, del monitoraggio degli
interventi, delle metodologie e della comunicazione;
d) i progetti volti a promuovere la qualificazione e la
professionalità degli operatori, degli spazi giovani e forme
significative di collaborazioni tra essi.
4. Le proposte di riqualificazione degli spazi pubblici per
garantire l'aggregazione giovanile sono avanzate dai comuni in
collaborazione con le associazioni del terzo settore ed inserite
nei programmi operativi regionali FESR e FSE 2021/2027, che devono
prevedere rispettivamente un'azione specifica volta alla creazione
di spazi per l'aggregazione giovanile e favorire progettualità che
supportino la partecipazione attiva dei giovani e la loro socialità
quale elemento determinante per la loro crescita.
5. Per le finalità di cui al presente articolo, la relativa spesa
per il finanziamento di almeno venti centri di aggregazione
giovanile in Sicilia, è determinata in 5.000 migliaia di euro a
valere sulle risorse del POC 2014/2020».
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, su
questo articolo ovviamente è un articolo che per me ha una
rilevanza diciamo abbastanza importante perché, per chi mi conosce,
quando io sono entrato
PRESIDENTE. Ma perché è giovane quindi
CATANZARO. Quando io sono entrato in questa Assemblea regionale,
la prima cosa che ho fatto è quella di presentare una legge sui
giovani perché la Regione siciliana era l'unica regione a non
essere dotata di una legge sui giovani. Questa legge, ovviamente,
noi l'abbiamo presentata, è stata discussa in Commissione, arrivata
in Aula nel maggio del 2019, la legge è stata votata all'unanimità
da tutto il Parlamento siciliano, quindi la Regione siciliana è
stata l'ultima regione in Italia ad essere dotata di una legge sui
giovani e per cui è un fatto importante.
E' chiaro che io su questo argomento non posso essere contrario,
però mi domando, Presidente della Regione, che mi sta guardando,
oggi c'è una norma che è del '97, una norma sullo strumento
finanziario regionale dove noi troviamo 5 milioni di euro. Fin qui
diciamo che tutto sembra normale, però man mano che si legge questa
norma, leggendo bene la legge approvata in Aula nel maggio del
2019, ci rendiamo conto che la norma, molti pezzi di questa norma,
si trovano tutti in quella legge, soltanto che quella legge non ha
mai avuto un centesimo messo in quel capitolo.
Allora, io mi domando, Presidente della Regione - e questa sera mi
rivolgo a lei perché ieri sera mi rivolgevo al Presidente
dell'assemblea che è molto sensibile su questo tema - per quale
motivo noi non abbiamo messo un centesimo in quella legge
depositata negli anni e mai attuata? Perché in questa Regione molte
norme vengono votate e poi mai all'attuazione?
Oggi mi ritrovo un articolo 97 con 5 milioni di euro, con un
grande caos in questa finanziaria. Allora, siccome non voglio
parlare a questa Aula dicendo di stralciare la norma, io dico una
cosa: noi poco fa con il Gruppo parlamentare, con il mio collega
Dipasquale, con il Presidente Lupo, abbiamo immaginato di fare una
cosa che riguarda il 97.3, che è il nostro emendamento, di
subemendare perché basta che noi mettiamo questi 5 milioni di euro
in riferimento a quella legge. Quindi, Presidente della Regione, mi
rivolgo a lei con senso di responsabilità, perché quello dei
giovani molte volte è un argomento che viene preso in campagna
elettorale e nei programmi e poi, alla fine, ci si gioca.
Io questa sera non voglio che giochiamo su un argomento con cui
abbiamo condiviso tutti insieme e tutta l'aula una legge che è
molto importante che è quella dei giovani.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
onorevole Catanzaro, scusate, colleghi, la norma è una norma che ho
proposto io e che non ritengo possa andare in contrasto con la
legge che è stata approvata l'anno scorso. Qual era lo scopo di
questa norma? Per me è solo un intervento infrastrutturale, io da
anni inseguivo, e mi sono testimoni il Presidente Musumeci e
l'assessore Falcone, perché sono riuscita ad entrare in un
programma ed ho avuto, onorevole Dipasquale, per chiarezza,
finanziato un progetto che si chiama La città dei ragazzi'.
Che cosa ho inteso fare? Proprio perché parliamo di giovani, ho
inteso presentare questa norma, pensando che ci sia la condivisione
di tutta l'Aula, ma si può anche eliminare se non siete d'accordo,
per realizzare, soprattutto nelle aree interne e nei centri
disagiati, dei centri di aggregazione per i ragazzi. Perché?
Soprattutto in questo anno di pandemia, ma anche prima, in tanti
comuni i giovani non hanno spazi, quindi che cosa prevede la norma
e perché l'ho messa in associazione, in convenzione anche con le
associazioni di terzo settore? Perché non basta realizzare un
centro di aggregazione per i giovani, io per esempio nel mio comune
l'ho denominata La città dei ragazzi', ma all'interno di
aggregazione di fare degli spazi che possono essere spazi studio,
che possono essere spazi legati alla biblioteca, spazi legati ad
auditorium.
Quindi non c'è assolutamente conflitto - scusami collega
Catanzaro, è una norma che ho presentato io - né con le norme che
hai presentato tu né si può dire al Governo che abbiano voluto
eventualmente non mettere risorse alla legge approvata per fare
un'altra norma.
Lo spirito è semplicemente questo
Se siamo d'accordo la approviamo, se non siamo d'accordo,
trasferisco il sentimento e le motivazioni che mi hanno spinto a
presentare la norma e se il Governo troverà le risorse e lo vorrà
fare, lo potrà fare.
Perché fra l'altro è una norma che diventa patrimonio e spazio
per i ragazzi - nulla di che - né mi riguarda personalmente
perché ho già avuto il finanziamento e sto realizzando un progetto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola.
Onorevole Dipasquale lei non me lo aveva chiesto di intervenire.
E' inutile che si lamenta se neanche me lo chiede.
Ha facoltà di intervenire prima l'onorevole Di Paola e poi
l'onorevole Dipasquale.
DI PAOLA. Signor Presidente, intervengo brevemente per
condividere quanto diceva poco fa il collega Catanzaro.
Proprio per questo, Presidente, considerando che molte delle
leggi che facciamo in Aula, molti degli articoli delle nostre leggi
non vengono attuate.
Abbiamo richiesto - e lei ha convocato - una Commissione che deve
andare a valutare l'attuazione delle leggi che man mano facciamo
qui in Aula.
Spesso molti articoli, molte leggi vengono realizzate in Aula con
buona volontà però poi le leggi non vengono attuate.
La richiesta, Presidente, è di votare poi l'Ufficio di Presidenza
di questa Commissione perché al momento questa importante
Commissione è ferma perché non si è ancora votato l'Ufficio di
Presidenza.
Capisco che c'è nel frattempo la legge di stabilità, siamo in
piena finanziaria, però subito dopo - vista anche l'esigenza che
hanno sollevato moltissimi colleghi non solo su questo articolo ma
anche su altri argomenti e su altri articoli - di convocare e far
votare poi l'Ufficio di Presidenza e avviare questa Commissione.
PRESIDENTE. E' già stata formalmente convocata per il martedì
dopo Pasqua.
DI PAOLA. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
colleghi parlamentari, io voglio bene all'onorevole Grasso ma non
si può minimamente pensare che oggi approviamo un articolo, una
mezza paginetta, dove vogliamo realizzare iniziative per i giovani,
finanziamo cinque milioni di euro quando poi ci troviamo una norma
votata nel 2019 da questo Parlamento dove - no le cose che dice
l'onorevole Grasso - ma ovviamente una norma è una cosa diversa
E' una cosa più chiara, dove comprende le cose che dice anche
l'onorevole Grasso perché la norma parla dei centri di
aggregazione, parla di quello che devono fare i comuni.
E' una norma.
Noi ringraziamo l'onorevole Grasso che ci mette in condizione di
individuare le risorse ma se esiste un minimo di coerenza in questo
Parlamento, il Parlamento deve apporre le risorse per finanziare la
norma di legge che già c'è.
Non ci dobbiamo inventare niente perché quella pagina fatta
dall'onorevole Grasso - poi si deve capire come si devono spendere,
chi li deve spendere. E' una legge che va a determinare, definire,
il tipo di intervento.
Ringrazio il mio collega Catanzaro che mi ha messo veramente in
condizioni di potere intervenire su questo argomento perché mi era
veramente sfuggito.
Onorevole Catanzaro, la ringrazio perché mette nelle condizioni
me che ho votato quella legge, ma mette nelle condizioni tutti i
parlamentari di recuperare questi cinque milioni, il ringraziamento
va anche alla collega Grasso, che poi se lo guarda con attenzione
le cose che ha detto, meglio e di più e con le giuste modalità,
vengono individuate nella norma del 2019.
Quindi se noi ci fermiamo e quelle risorse le mettiamo nella
legge, facciamo cosa buona e giusta.
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, rispetto a quello che sta dicendo
l'onorevole Dipasquale se lei ritiene di farlo? O lei ritira questa
norma, così come chiedono gli altri colleghi'
GRASSO. Signor Presidente, io non ho difficoltà. Vorrei
semplicemente chiarire che la norma che io ho presentato prevede la
realizzazione dei centri perché per creare dei centri aggregativi
laddove non c'è una struttura, era questo lo spirito della norma
che si può collegare.
Presidente se lo spirito è lo stesso, ripeto, lì mancavano i
regolamenti attuativi. Se non realizzano le strutture è inutile che
noi parliamo di centri di aggregazione perché non ci sono i luoghi
per creare centri di aggregazione. Poi fate voi.
PRESIDENTE. Ok. E' chiarissimo quello che ha detto.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente tutto
quello che si può fare per i giovani va fatto. Quindi noi sulla
finalità dell'articolo proposto dalla norma presentata in
Commissione dall'onorevole Grasso siamo d'accordo. E' ovvio.
Riteniamo che la legge che questo Parlamento ha approvato
all'unanimità, e voglio sottolinearlo, sia una legge che affronta
il tema dei giovani in maniera organica, probabilmente anche in
maniera più razionale, più organizzata appunto perché ha avuto
PRESIDENTE. Chiedo scusa, è questo quello che dice l'onorevole
Grasso? E' inseribile? E' compresa nella legge?
LUPO. Praticamente quello che dice l'articolo previsto è
l'articolo 4 della legge Catanzaro.
Se serve si accantona e magari domani, se necessario, si scrive
meglio e si condivide tutti insieme. Non si vuole prevaricare
assolutamente l'iniziativa della collega.
PRESIDENTE. Io la ringrazio, onorevole Lupo, per questo intervento
che dimostra che c'è comunque la buona volontà e nessuno scontro.
Quindi che facciamo la ritiriamo, onorevole Grasso? La
accantoniamo.
L'assessore Scavone mi chiede di passare all'articolo 94. Ne do
lettura:
«Art. 94.
Sostegno al Convitto Audiofonolesi di Marsala
1) Al fine di garantire il diritto alla riabilitazione terapeutica
degli alunni del Convitto Audiofonolesi di Marsala e ridurre il
rischio della dispersione scolastica, è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2021, la spesa di 70 migliaia di euro
(Missione 12, Programma 2)».
Ci sono solo articoli soppressivi. Sono ritirati?
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. E' sui soppressivi che lei interviene? Quindi lo
mantiene.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Sunseri.
SUNSERI. Signor Presidente, questo modo di gestire l'Aula nelle
ultime ore della giornata non è che va proprio benissimo perché
l'articolo 93 lei poco fa lo ha messo in votazione, credo, forse in
un nano secondo senza neanche dare la possibilità ai colleghi di
intervenire.
E la stessa identica cosa vorrebbe fare sul 94.
Io non capisco però. Marsala è un'Isola felice nell'Isola della
Regione siciliana?
Ci sono due articoli di fila che riguardano due Istituti su
Marsala che prendono soldi non si capisce per quale motivo, non si
capisce con quale relazione, non si capisce se il Governo è
d'accordo con una cosa del genere.
Perché io veramente non capisco
Poco fa per l'IPAB, come se non ci fossero altre IPAB in Sicilia
che hanno bisogno di soldi. E non capisco, ed ora anche sul
convitto. Ma dico, è chiaro che vorremmo potere aiutare tutti. Ma
qui sembra che veramente Marsala è diventata dentro questa
finanziaria più importante di qualsiasi altro emendamento
dell'Aula.
Quindi, io pregherei i colleghi di valutare la possibilità di
bocciare l'emendamento perché qui non siamo d'accordo ad una
gestione del genere dei fondi del bilancio della Regione,
soprattutto nei momenti in cui l'Aula, dopo dieci ore, viene
trattata con ritirati tutti, approvato .
Poco fa non abbiamo avuto neanche il tempo di aprire il fascicolo.
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, chiedo scusa. Siccome è la terza
volta che lo, mi costringe a rispondere.
Io sono di una chiarezza assoluta, tant'è che così come questa
volta ha chiesto la parola e io glielo data, poco fa la parola non
è stata chiesta da nessuno e quindi ho messo in votazione. Quindi
evitiamo di dire cose che non rispondono a verità, come devo dire
non è una novità per alcuni.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, vorrei fugare il dubbio che si tratti
di un favore fatto all'onorevole Lo Curto. Vorrei rappresentare a
quest'Aula - io sono marsalese e quindi l'ho proposto io e ne sono
orgogliosa, ma è giusto che voi sappiate di che cosa stiamo
parlando - che nel caso dell'Istituto per audiofonolesi di Marsala
si sta parlando dell'unico convitto da Napoli in giù; da Napoli in
giù esiste un solo convitto per bambini e ragazzi delle scuole
superiori e delle scuole di I grado.
PRESIDENTE. Allora è sbagliato dire di Marsala , si scrive
siciliano e così nessuno si crea questo problema, perché se no da
parte di tutti c'è il dubbio.
LO CURTO. Signor Presidente è stato scritto in maniera impropria,
per carità, d'accordo, allora lo rinominiamo, lo possiamo
rinominare ma siciliano . Possiamo fare un sub emendamento.
PRESIDENTE. Questo per il futuro. Io posso, a questo punto, fare
la domanda ai colleghi: visto che è l'unico istituto siciliano che
esiste, e quindi non è quello di Marsala, se c'è un sub emendamento
che sistema questa cosa di Marsala, sono disponibile a votarlo.
LO CURTO. Ma io ero certa che spiegandolo lo avrebbero capito i
colleghi.
PRESIDENTE. Se si prepara questo subemendamento viene votato.
FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, intanto se ci potesse comunicare fino a
che ora ha intenzione di fare proseguire i lavori, perché lei ha
avuto modo di distendere i nervi, mentre noi siamo rimasti in Aula,
quindi vorremmo capire intanto l'orario.
Altra cosa, stiamo trattando il terzo fascicolo e la fine del
secondo fascicolo, questi erano per la maggior parte emendamenti
aggiuntivi e una buona parte assolutamente sconosciuti ai
parlamentari e alle Commissione competenti.
Siccome all'interno sono finite alcune cose decisamente
discutibili, noi le chiediamo, per gli articoli che non hanno avuto
neppure passaggio in Commissione e che hanno necessità di essere
argomentati perché, purtroppo, il lavoro che non si è fatto prima
si dovrà fare qui. E' chiaro collega Sunseri, purtroppo ci sono i
ragazzi che hanno bisogno di progetti, immagino che l'Assessorato
alla salute e alla famiglia si occupino degli audiolesi, perché se
ce ne dobbiamo occupare con un emendamento in Aula ci dobbiamo
preoccupare.
Io penso che l'Assessore poteva provvedere ad aiutare questi
ragazzi, noi non siamo contrari all'aiuto alla persona con
disabilità sensoriale e non ero neanche contraria all'aiuto per i
dipendenti dell'IPAB di Marsala. Sarei stata favorevole se l'aiuto
per i dipendenti fosse stato per tutti i dipendenti, però lei
capisce bene che alcune cose, quando ci sono di mezzo persone che
non prendono aiuti, per noi è importante. Siccome c'è l'aiuto al
lido, l'aiuto al Cral, l'aiuto a dipendenti sconosciuti, io
Presidente le consegno una preghiera. La prego, sulle cose che lei
sa perfettamente, lasciarci tutti con la faccia a punto
interrogativo, di non accelerare, ma anzi di porre l'attenzione.
PRESIDENTE. C'è il subemendamento che parla del centro audiolesi
siciliano. Viene modificato. Io qua ho il subemendamento sul
titolo, però giustamente dicono anche il testo, non soltanto il
titolo. Mi lasciate farlo in coordinamento formale, ci pensiamo
noi.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Quindi, l'articolo 94 è approvato.
Si passa all'articolo 98. Ne do lettura:
«Art. 98.
Parchi gioco inclusivi
l. In attuazione dell'articolo 31 della Convenzione delle Nazioni
Unite del 13 dicembre 2006 sui diritti delle persone con
disabilità, che valorizza la funzione socializzante ed educativa
del gioco riconoscendo al minore con disabilità il diritto a
dedicarsi al gioco e alle attività ricreative proprie della sua
età, la Regione promuove la creazione presso i comuni di parchi
gioco inclusivi, quali spazi idoneamente attrezzati per lo
svolgimento di attività ludiche fruibili contemporaneamente da
bambini normodotati e disabili.
2. Al fine di contrastare gli effetti prodotti dalla pandemia
Covid-19 sul piano emotivo, cognitivo e relazionale dei minori con
disabilità e delle rispettive famiglie, l'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro, ad integrazione delle
iniziative regionali già adottate e finanziate con specifico avviso
regionale a valere sulle risorse del Fondo Nazionale Politiche
Sociali, sostiene la diffusione del parco gioco inclusivo nel più
ampio numero di comuni.
3. Per le finalità di cui al presente articolo, la relativa spesa
è determinata in 1.000 migliaia di euro a valere sulle risorse del
POC 2014/2020».
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, credo che appartenga alla rubrica
dell'assessore Scavone l'articolo 98. Io non lo so se un milione di
euro dei fondi POC finanzieranno 50, 40, 80 parchi giochi
inclusivi. Anche qua, assessore Scavone, noi ci aspettiamo che
vengano fatte delle scelte di trasparenza da parte del Governo. Ci
aspettiamo un avviso. Ci aspettiamo dei criteri condivisi con la
Commissione di merito. Non vedo il Presidente Sammartino, però
credo che un ragionamento, sicuramente, condividendolo con la
Commissione, dando priorità magari ai comuni perché so che già c'è
stato un bando con un avviso che ha riguardato questo stesso
intervento relativo, appunto, ai parchi giochi inclusi, magari un
avviso che preveda i comuni che hanno già ottenuto un finanziamento
non possono ottenerlo nuovamente. Quindi, una riflessione sui
criteri, un tempo congruo per partecipare per tutti, senza
imboscate e una graduatoria che se magari un milione di euro
quest'anno non basta ultimiamo poi la graduatoria l'anno prossimo.
PRESIDENTE. Se i soppressivi sono ritirati, mediante apposito
avviso e conseguente graduatoria , se il Governo è d'accordo?
Va bene, il Governo è d'accordo, per cui lo approviamo. Poi c'è
quello dell'onorevole Foti.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, per quanto riguarda i parchi inclusivi,
una piccola precisazione all'onorevole Barbagallo. Questa è la
misura, è una piccola cosa, stiamo parlando di parchi che sono per
i bambini normali e i bambini che hanno residue abilità. Costano
dai 42 ai 50 mila euro.
Noi abbiamo finanziato come Governo, con una prima posta di 4
milioni di euro, poi ne abbiamo messi altri due e mezzo, 163 parchi
inclusivi su 180 domande circa ammissibili. Questo articolo non è
stato proposto dal Governo ma è stato proposto da uno di voi, da un
deputato a cui va il merito di consentire lo scorrimento di quella
graduatoria e la copertura di quei parchi.
Devo dire, lo dico in questo momento, siccome questa è una
misura, veramente, tra le più gradite dai sindaci noi, come
Governo, vorremmo riuscire a dare un parco inclusivo per ogni
comune della Sicilia perché credo sia doveroso garantire uno spazio
di libertà ai bambini, specie in questo momento, ed alle famiglie
che hanno bambini disabili.
Pertanto questo milione serve per fare scorrere la graduatoria e
completare l'assegnazione ai comuni aventi diritto. Tenteremo in
ogni modo, credo che il Presidente può assentire, a rifinanziare
questa misura per completare l'intervento, e ha ragione Barbagallo,
nei confronti dei comuni che certamente un parco inclusivo ancora
non ce l'hanno.
PRESIDENTE. Quindi la proposta, assessore, qual è?
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. La proposta di un avviso, che queste risorse servono a fare
scorrere una graduatoria in atto, dove vi sono già dei comuni.
PRESIDENTE. Quindi stiamo invitando al ritiro l'emendamento della
Foti? Non l'ho capito.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Faremo un altro bando. Questo è l'impegno.
FOTI. E' ritirato.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Foti.
L'Assemblea ne prende atto.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie assessore
per la condivisione e apprezzo anche l'intervento dell'onorevole
Barbagallo che, nonostante la presentazione dell'emendamento 98.1,
soppressivo, oggi invece apprezza l'articolo e apprezza anche
l'iniziativa. Quindi anche su questo voglio ringraziare il Governo,
perché l'attenzione
PRESIDENTE. Non faccia troppo il doroteo. Ci dica alla fine se
CAPUTO. Soltanto una cosa. Vorrei che, chiedo anche che venga
condiviso e sono d'accordo con l'emendamento 98.13 che ho, tra
l'altro, sottoscritto un sub emendamento che sostituisce il comma
due, fa scorrere la graduatoria con questo milione di euro,
incrementa del quindici per cento i progetti che erano già stati
approvati con questa detrazione e quindi li porta al cento per
cento. Perché se le cose si devono fare, si devono fare bene. Vi è
anche un incremento di un milione di euro per costruirne anche di
nuovi.
PRESIDENTE. Io denuncio il mio limite, mi sono confuso. Per cui,
se l'assessore mi dice sì, se l'assessore è favorevole. Quindi è
favorevole a quale? Chiedo scusa, ditemelo con chiarezza. Quello di
Barbagallo sì, l'abbiamo già votato, quello della graduatoria.
(Interventi fuori microfono)
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io
condivido pienamente questa norma. La condivido pienamente, la
trovo utile tra l'altro comunque facciamo sempre una cosa per i
comuni, insomma, in questo periodo di difficoltà. Però una cosa non
mi è chiara, Presidente, e vorrei la sua attenzione visto anche che
in Aula adesso c'è il Presidente Musumeci.
Noi stiamo utilizzando un milione di euro di fondi POC, che sono
fondi extra regionali e lo stiamo facendo per una cosa che è utile,
che stiamo condividendo tutti i gruppi parlamentari.
Ora io vorrei capire, Presidente, perché questo milione di euro,
così come altri forni extra regionali,
noi li riusciamo a programmare con delle norme che servono ai
cittadini siciliani, mentre da quello che ho capito oggi
pomeriggio, nel primo pomeriggio, duecento/trecento milioni di euro
di fondi extraregionali non possiamo, come dire, non li possiamo
trattare con i colleghi dell'Assemblea.
Ora io vorrei capire, Presidente, qual è la motivazione del
perché questi fondi extra regionali li possiamo discutere nella
legge di stabilità, mentre ci sono duecento/trecento milioni di
euro di fondi extra regionali che non possiamo discutere in legge
di stabilità? Questa è una domanda, Presidente, che chiedo una
risposta da parte del Governo perché è giusto che ci sia una
risposta anche per chiarezza.
PRESIDENTE. Posso risponderle io. Perché quelli sono ristori.
Mentre questa è una legge, si sta creando, si stanno facendo dei
progetti, si stanno facendo delle leggi. Quello è il ristoro che va
diviso, non è che non si possono dare.
DI PAOLA. Presidente, sono d'accordo con lei ma perché questi
ristori non si possono declinare insieme con tutti i Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Così sarà fatto
DI PAOLA. Ma non con un ordine del giorno, Presidente
PRESIDENTE. Ascolti, c'è un ordine del giorno che prevederà,
ovviamente, il fatto che si danno le indicazioni, dopodiché il
Governo dovrà riferire quantomeno in Assemblea, se non in Aula - lo
decideremo domani - su quello che ritiene di fare, e avrà l'ok
del Parlamento o meno. E' chiaro questo. Cioè, non stiamo omettendo
nulla rispetto a quelli che sono i contatti con il Parlamento...
DI PAOLA. Presidente, lo sa perché dico questo? Perché nell'ultima
finanziaria, quella del ...
PRESIDENTE. Perché quello non si può fare per legge; non si può
per legge dire un ristoro a questa azienda piuttosto che a
quell'altra...
DI PAOLA. Va bene. Però, questo glielo dico perché nella
finanziaria del maggio 2020 noi abbiamo messo in finanziaria molti
fondi POC. Molti di questi fondi, declinati nelle norme, non sono
stati utilizzati. Quindi, il dubbio ogni qualvolta vedo fondi
POC...
PRESIDENTE. Questo è un altro discorso.
DI PAOLA. Ma è collegato, Presidente
PRESIDENTE. Molti colleghi l'hanno chiesto e sarà mia cura
informarmi con il Governo per sapere quali di questi fondi è già
stato chiesto da altri. E siccome quando si fanno le richieste io
sono normalmente attento - tranne in qualche momento, ma
normalmente sono attento - mi sono già segnato questa cosa e io tra
stasera e domattina, prima che inizierà l'Aula, cercherò di...
DI PAOLA. Però, Presidente, posso avere una risposta da parte del
Governo? Io la sua risposta l'ho capita. Io voglio una risposta da
parte del Governo sul perché noi non possiamo utilizzare nella
legge di stabilità, in questa legge di stabilità questi 200-300
milioni di euro di fondi extraregionali. Voglio una risposta da
parte del Governo, se possibile. Grazie.
PRESIDENTE. Non credo che il Governo abbia risposte da dare.
Assessore Armao, c'è una risposta che lei può dare all'onorevole Di
Paola? Io credo che sia un argomento che vada affrontato nel
momento in cui ne parleremo, nel momento in cui lo faremo perché
oggi come oggi, ripeto, noi abbiamo l'idea dell'ordine del giorno
in cui si inseriranno queste cose, quell'ordine del giorno sarà
fatto come riterremo di farlo in Aula quindi con tutti i paletti
che saranno necessari e che il Governo deciderà se approvare o
meno. Certo, se non li approva diventerà un problema, ma sono certo
che li approverà.
E allora, finiamo oggi che manca questo articolo e un altro e
andiamo a casa che siamo tutti stanchi.
E allora, l'emendamento dell'onorevole Barbagallo, il 98.12...
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ma credo che l'Assessore abbia già
detto che era d'accordo. Onorevole Foti, questo è quello
dell'onorevole Barbagallo, poi c'è dopo il suo.
BARBAGALLO. Presidente, io sono sensibilmente più giovane e sono
stanco, quindi non immagino voi
A seguito delle riflessioni
PRESIDENTE. Mi permetta di dirle che non è obbligato a prestare
attenzione massima ad ogni intervento, ogni tanto su qualcuno lei
si può pure voltare o andarsene al bar, io no purtroppo
BARBAGALLO. Ci è sfuggito quello di Marsala, Presidente.
A seguito delle precisazioni dell'Assessore, ho capito che i
progetti esclusi sono 15, 16, 18, 20 - quindi condividiamo il
principio dell'emendamento 98.13 dell'onorevole Foti - è chiaro che
se dovessero maturare economie perché sono previsti un milione di
euro con i fondi POC, non sappiamo quando vedremo questo milione di
euro, non sappiamo se in fase di negoziato con lo Stato saranno
tutti ammessi, non sappiamo le economie che ci saranno, è giusto a
quel punto che se dovessero maturare economie vadano ridistribuite
equamente a tutti i soggetti ammessi in graduatoria. Presidente
Micciché lei però se mi ascolta Quindi, presenteremo un
subemendamento all'emendamento 98.13 dell'onorevole Foti in modo da
ridistribuire equamente per tutti i Comuni le eventuali economie e
sto presentando questo subemendamento.
PRESIDENTE. L'Assessore mi ha detto perfetto ; per cui, onorevole
Foti, perché stiamo intervenendo nuovamente. ok, quello
dell'Assessore.
Quindi, onorevole Barbagallo, per intenderci da un punto di vista
formale, poi c'è Sunseri che si lamenta, è stato approvato il
98.12, il suo, perché ho chiesto il parere all'Assessore mi ha
detto favorevole ed io l'ho fatto votare quindi che dobbiamo fare
ora? Il 98.12 è stato approvato. I miracoli Che dobbiamo fare Se
è stato votato
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. No, no Assessore, favorevole mi ha detto Va bene,
voglio dire, visto che c'è la condivisione possiamo lasciare anche
qua il coordinamento? Niente, lo capite e lo cancellate. Il famoso
concetto della volontà del legislatore deve essere apprezzata
sempre, ed è questa. La volontà del legislatore era di non votarlo
e, invece, lo abbiamo votato.
Si passa all'emendamento 98.13. C'è un subemendamento.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se potevo chiarire
una cosa. Allora, già c'è una graduatoria di progetti presentati
che hanno avuto una valutazione. Una grande parte è stata
finanziata, una parte era ammissibile ma non c'erano risorse e già,
nella variazione di bilancio, con l'onorevole Caputo avevamo messo
qualche soldo.
Ora, è chiaro che c'è il bando e c'è l'avviso. Non so io
l'emendamento 98.12, non ho capito se è stato votato o no, ma anche
in precedenza è stato fatto l'avviso, l'istruttoria e tutto.
L'onorevole Caputo ha spiegato l'emendamento 98.13 e ringrazio il
Governo che l'ha apprezzato e anche l'onorevole Barbagallo e volevo
dire che avevamo depositato, a firma di molti parlamentari, un
aumento delle somme a 2 milioni. Ora non so se l'Assessore per
questa giusta causa può autorizzare questa maggiore spesa, però
diciamo senza tavoli con le Università tutti sappiamo che
PRESIDENTE. La spesa non la può autorizzare l'Assessore per la
famiglia.
FOTI. L'assessore Armao.
PRESIDENTE. Però, siccome c'è ormai un accordo, facendo questo
subemendamento ci troviamo d'accordo tutti.
FOTI. Ma parliamo di coperture. Se ci fossero più disponibilità.
PRESIDENTE. Poco fa l'onorevole Barbagallo diceva che c'è un
milione in più. Credo che sia stata trovata una soluzione.
FOTI. Va bene.
PRESIDENTE. C'è il subemendamento 98.13.1, non facciamo in tempo a
distribuirlo, in cui c'è dopo la parola richiesti aggiungere le
seguenti parole: esaurita la suddetta graduatoria le eventuali
economie saranno distribuite equamente a tutti i comuni ammessi in
graduatoria .
Onorevole Turano, troviamo una soluzione.
Allora possiamo fare una cosa? Perché sennò comunque lo lasciamo e
ce ne andiamo perché sono troppo stanco e rimandiamo a domani.
Possiamo trasformarli in ordine del giorno tutti e due e abbiamo
risolto il problema. Fatemi questa cortesia perché sennò non ce ne
usciamo più.
Pongo in votazione l'articolo 98. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avrei voluto votarne un altro. C'è l'ultimo, ma non siamo più in
condizione. Assessore, non siamo più in condizione. Lo votiamo
domani. Ne manca uno soltanto e lo votiamo domani. Uno della sua
rubrica, poi c'è il resto.
(Intervento fuori microfono dell'assessore Scavone)
PRESIDENTE. È inutile che mi spiega che cosa dice l'articolo 116.
Abbiamo finito. L'articolo 116 lo facciamo domani mattina.
La seduta è sospesa e riprenderà domani... volete alle ore 12.00?
Io avevo pensato alle ore 11.00, perché guardate che poi andiamo
avanti ad oltranza.
La seduta è sospesa e riprenderà domani, giovedì 25 marzo 2021,
alle ore 12.00.
(La seduta, sospesa alle ore 21.39 del 24 marzo 2021, è ripresa
alle ore 12.49 del 25 marzo 2021)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo presente in Aula
l'Assessore Scavone, riprendiamo la rubrica sulla famiglia.
L'emendamento 56.18 è stato sistemato. Non ci sono oneri a carico.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 56, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Allora, recuperiamo quelle cose che erano rimaste in piedi ieri,
così poi andiamo avanti liberandoci del passato.
Allora, sull'articolo 89 ci dovrebbe essere una copertura
riformulata, non va bene così com' è.
Dell'89 c'è una riformulazione, che è coperto ora, tranquillo.
L'abbiamo questa riformulazione? E' quello di ieri? Se è quello di
ieri non va bene, quello non va bene, bisogna coprirlo meglio, così
ritengono gli Uffici. Non è che non va bene per gli Uffici, la
Ragioneria generale ha comunicato che non ci sono.
Scusate, potete mettervi d'accordo? Richiamate un attimo la
Ragioneria, se il Governo ci dice che va bene non è che possiamo
metterci a fare indagini. L'importante è che il Governo si metta
d'accordo con la Ragioneria e dite la stessa cosa perché nella
Relazione della Ragioneria non c'è e, quindi, entriamo in
difficoltà.
Onorevole Grasso, dov'è l'onorevole Grasso? Allora, aspettiamo un
attimo pure questo. Un attimo, che aspettiamo questa comunicazione
del Governo, c'era già la riscrittura, dobbiamo capire se è stata
firmata oppure no.
L'onorevole Grasso e l'onorevole Catanzaro erano insieme su questa
riscrittura.
Onorevole Barbagallo, chiedo scusa, sa dove sono l'onorevole
Catanzaro e l'onorevole Grasso? Così, se hanno firmato, non voglio
minimamente dubitare, ma se li troviamo vediamo se hanno trovato
l'accordo sulla riscrittura e così lo votiamo. Va bene,
continuiamo a tenerlo accantonato, che possiamo fare.
Allora, ci sono altre cose che abbiamo tenuto accantonate e che
vanno risolte? No, ho capito, sono soltanto quelle due? Giusto per
comunicazione, sull'emendamento sulla cannabis terapeutica non c'è
la copertura, quindi, è considerato inammissibile.
Si passa all'articolo 116. Ne do lettura:
«Art. 116.
Fondo regionale per la disabilità e per la non autosufficienza
1. Al comma 5 bis dell'articolo 9 della legge regionale 9 maggio
2017, n. 8 e successive modificazioni dopo le parole l'apertura
per la presentazione delle domande per i nuovi soggetti affetti da
disabilità gravissima sono aggiunte le parole le quali devono
essere presentate o nel corso del primo semestre dell'anno e
trasmesse entro il 30 giugno, o nel corso del secondo semestre e
trasmesse entro il 31 dicembre di ogni anno .»
Sono stati presentati emendamenti solo soppressivi.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, ieri l'Assessore Razza aveva annunciato
una riscrittura, quindi io la prego di accantonare
PRESIDENTE. Me l'hanno già detto, io non lo sapevo. Me l'anno
detto, per cui teniamo fermo in attesa che arrivi l'Assessore
Razza.
FOTI. Ecco, tra l'altro, quando deciderà di trattare l'articolo 67
se per piacere può distribuire l'ordine del giorno che io avevo già
depositato a firma di tanti colleghi deputati.
PRESIDENTE. Benissimo, grazie.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sull'articolo 116? Ne ha facoltà.
DE LUCA. Buongiorno, Presidente, Governo, colleghi, sarò
brevissimo.
L'articolo 116 ha lo scopo di introdurre un ulteriore termine
all'interno dell'anno solare per la presentazione delle domande da
parte dei disabili gravissimi per ottenere l'assegno di cura.
Non comporta oneri di spesa perché ovviamente non può aumentare
la platea ma consente a un soggetto che presenta la domanda a
febbraio di poterla fare partire a giugno anziché dovere aspettare
un anno per vedersi riconosciuto un diritto.
Stiamo andando incontro alle esigenze dei disabili gravissimi e
sono sicuro che l'Assemblea ritirerà i soppressivi.
PRESIDENTE. Immagino che siano ritirati tutti i soppressivi.
Se i soppressivi sono ritirati è praticamente approvato.
E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana, ne ha facoltà.
ZAFARANA. Presidente, dato che stiamo entrando nel tema della
disabilità e nel tema della proroga di termini, avevo presentato un
emendamento aggiuntivo che aveva avuto parere favorevole in
Commissione Sanità' che però invece, nel percorso della
Commissione Bilancio' non è stato invece inserito nel ragionamento
generale rispetto alla individuazione di un termine per
l'applicazione della legge 24, dell'articolo 24 quello della legge
finanziaria del 2018 - per cui già siamo in ritardo di quasi tre
anni - relativo al budget di salute, relativo ai progetti
terapeutici
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, che posso fare?
ZAFARANA. Vorrei porre il tema.
Attendiamo e tutte le categorie e tutte le ASP, i DSM attendono
le linee guida che erano una previsione della norma.
Da due anni abbiamo fatto la riserva meritoria da parte di questo
Parlamento, se si potesse mettere un termine.
PRESIDENTE. Assessore, possiamo dare garanzie in questo senso?
ZAFARANA. Avevo presentato l'emendamento, questo termine
perentorio riusciamo a concludere un percorso, dare le linee guida,
dare la operatività alle ASP e far sì che i progetti terapeutici
individualizzati per la disabilità psichica possano partire.
PRESIDENTE. Assessore, possiamo dare una risposta di garanzia?
Così votiamo l'articolo.
ZAFARANA. Eventualmente sub emendare l'emendamento del collega
rispetto ai termini.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Come sa l'onorevole Zafarana, qui c'è una sorta di doppia
competenza.
Il piano individualizzato è la base che definisce il percorso di
assistenza nei confronti della disabilità in genere, in maniera
particolare per le giovani generazioni.
Manca l'Assessore Razza quindi faccio la considerazione per
quanto riguarda la mia competenza, stiamo lavorando proprio a
questo.
Il piano individualizzato, quello che definisce non solo il
percorso ma anche i costi, a brevissimo verranno fuori delle linee
guida vincolanti per omogenizzare le UVM che appartengono
PRESIDENTE. Sentita la raccomandazione, l'assicurazione, lo pongo
in votazione.
(E' approvato)
Onorevole Grasso, la riscrittura sul 97 c'è? Quindi continuiamo a
tenerlo sospeso?
Sull'articolo 89, Assessore, è stato risolto il problema di
copertura?
Teniamolo ancora sospeso.
Le cose che avevamo fatto ieri, e siccome stamattina in
Commissione con il Presidente Savona le sistemiamo le vicende che
abbiamo visto stamattina, onorevole Savona? Quella sui parchi, sui
gestori dei parchi?
Ieri siamo stati informati che probabilmente era - onestamente -
giusto annullare i cinque anni di proroga e, secondo me, abbiamo
fatto bene però se non gli si fa anche un minimo di proroga,
materialmente non possono andare avanti
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Abbiamo detto
solo per il periodo del Covid.
PRESIDENTE. Quello della proroga della concessione per i musei,
per i gestori, quelli di...
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Presidente Miccichè, forse è il caso, visto che ci
sono un po' di articoli accantonati, con calma verificare quando
sono scaduti gli affidamenti, se già sono in proroga, se gli
affidamenti sono uguali per tutti, di chi è la competenza a
procedere per le gare d'appalto, se ci sono omissioni nei parchi
archeologici, se ci sono omissioni dell'Assessorato. Nooi
emendamenti di premura, a scatola chiusa, non ne vogliamo.
PRESIDENTE. Nessuna premura, perché
BARBAGALLO. Si riunisca anche la V Commissione, verificano le
procedure, e poi lo facciamo domani, stasera con calma.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, niente è stato fatto di premura,
è stato verificato Onorevole Barbagallo, mi ascolta un attimo?
Onorevole Turano, mi fa parlare con Barbagallo, per favore?
Onorevole Barbagallo, è stata verificata la situazione ed è stato
deciso, e questa è la proposta che si fa all'Aula, di fare una
proroga esclusivamente limitata, ovviamente per chi la deve avere,
non è che sono tutti scaduti insieme, per cui man mano, ma questo è
ovvio.
BARBAGALLO. Presidente, Noi non abbiamo nulla in contrario, ma è
stato deciso da chi?
PRESIDENTE. È stato deciso di proporre all'Aula, non è stato
deciso
BARBAGALLO. Ieri l'Aula ha bocciato, l'Aula si è pronunciata. Noi
vogliamo vederci chiaro, e abbiamo diritto di vederci chiaro.
Finora non abbiamo visto nulla.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, lei deve sapere che io posso
cercare di mediare sempre, poi ad un certo metto in votazione,
perché non è che posso uscire pazzo.
Per cui, scusate, siccome su questo emendamento, personalmente il
Presidente, stamattina ha verificato la situazione qual era, e
siccome se non facciamo un minimo di proroga, dal mese prossimo
questi non ci sono più, per cui materialmente neanche si possono
aprire i parchi, è quasi obbligatorio fare un minimo di proroga.
Abbiamo individuato, ripeto, da proporre all'Aula, non di imperio,
la possibilità di farlo soltanto per alcuni mesi del periodo Covid.
Credo che più di questo non si possa fare, poi se non lo volete,
l'emendamento c'è, lo metto in votazione, qualcuno lo boccia e
qualcuno lo approva.
Io, ripeto, le mediazioni le posso provare, però ad un certo punto
bisogna essere anche aperti e decidere se una cosa si può fare.
Questa, ripeto, com'era do ragione a chi l'ha bocciato, l'avrei
bocciato anch'io; com'è ora, oggettivamente, invece, credo che sia
assolutamente fattibile.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
PRESIDENTE. Ho capito, lo sta spiegando.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevole Barbagallo, ripeto, onorevole Barbagallo mi guarda un
attimo? Io sto cercando mediazioni su tutto, dopodiché alzata di
voci perché do la parola all'Assessore non ce ne possono essere.
Per cui con grande calma, l'Assessore vuole spiegare la nuova
versione dell'emendamento, la facciamo spiegare, dopodiché darò la
parola a voi. Prego, Assessore.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Presidente, grazie. Solo per dire che, giustamente, dopo i rilievi
fatti dall'Aula ieri, con gli Uffici abbiamo riscritto una norma
che non proroga le concessioni di servizi aggiuntivi - scusate
perché mi si appannano gli occhiali e devo abbassare la mascherina
in qualche modo - ma limitatamente al periodo dell'emergenza Covid,
riesce a prorogare le concessioni, è chiaro, dei servizi aggiuntivi
che gestiscono i luoghi della cultura.
C'è un tema, il tema è penso oggettivo, che i musei e i parchi
archeologici nei periodi dell'emergenza sono chiusi ed è chiaro che
questo comporta che le concessioni, con tutti quelli che sono gli
oneri che derivano da questo, in qualche modo, ne subiscono le
conseguenze, e le imprese, che sono imprese private, ne subiscono
le conseguenze, così come ne subiscono le conseguenze i luoghi
della cultura.
Quindi, ai soli fini e per il solo periodo dell'emergenza Covid,
sono prorogate queste concessioni. È chiaro, e attenzione rispondo
anche all'onorevole Barbagallo, non sono scadute le concessioni
ancora, quindi, è chiaro che gli Uffici dovranno, nel momento in
cui questo si verificherà, il Dipartimento dei beni culturali dovrà
bandire la gara ad evidenza pubblica per la gestione delle
concessioni, ma è anche prioritario e, consentitemi, che i parchi
archeologici che hanno i servizi aggiuntivi dati in concessione,
possano continuare ad essere aperti e a funzionare.
Il tema è che, anzi il rischio è che i parchi archeologici, se non
dovessimo tenere conto dell'emergenza Covid, potrebbero non aprire
anche alla fine dell'emergenza, alla fine, nel momento in cui si
chiedere di potere aprire.
E allora io dico è uno sforzo di coscienza di tutti e non è uno
sforzo soltanto relativo alla pure materia importante dei
lavoratori di queste imprese, ma è per i nostri istituti della
cultura, i nostri luoghi della cultura.
Per questo abbiamo limitato la norma al solo periodo
dell'emergenza Covid che riteniamo essere una norma di buon senso.
E chiedo all'Aula di venire incontro alle esigenze non solo delle
imprese concessionarie ma dei parchi archeologici siciliani che si
troverebbero con il rischio di non potere aprire se venissero a
mancare i servizi aggiuntivi.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessori, colleghi parlamentari,
il tema a cui lei fa riferimento, Assessore, non è quello solo del
problema che si trovano i servizi aggiuntivi dei beni culturali,
perché le società si trovano in scadenza e quindi prevediamo
Però, signor Presidente, ci tengo che mi segua nel ragionamento.
Voglio parlare anche con lei perché la vedo interessato
sull'argomento, legittimamente.
PRESIDENTE. Non personalmente
DIPASQUALE. Il problema però è di ordine diverso. I servizi
aggiuntivi o la concessione di beni e servizi che sono in scadenza,
ora in questo periodo Covid, non è che sono solo quelli dei beni
culturali. Ce ne sono a non finire. La Regione, e non solo la
Regione, nelle varie parti, nelle varie diramazioni della Regione
siciliana si trova ad avere tantissime gare che sono in scadenza,
tantissime.
Allora, dobbiamo utilizzare un principio che deve essere unico.
Non si può pensare che un Parlamento decide che per i beni
culturali la proroga viene fatta per legge per i beni e servizi.
Per quanto riguarda tutto il resto
Io chiedo l'attenzione anche degli amici avvocati che sono
presenti in questa Aula. E' pensabile che per i beni e servizi dei
beni culturali prevediamo per legge la proroga e per tutto il
resto, invece, li lasciamo per aria? Non è possibile Se dovesse
passare, signor Presidente, questo articolo così emendato, domani
chiunque ha un rapporto con le Asp, con la Regione, e si trova ad
avere una gara che è in scadenza, automaticamente gli tocca la
proroga. E se non gliela diamo ci farà ricorso perché la Regione
per i beni culturali già si sta muovendo verso questa direzione.
Quindi, il tema non è il lavoratore dei beni culturali, siamo tutti
d'accordo. Il problema è che non possiamo diversificare il
trattamento delle procedure di gara o di proroga. Vale per tutta la
Sicilia, vale per tutti i nostri servizi e, quindi è completamente
sbagliato, è errato.
PRESIDENTE. Assessore, prima di dare la parola agli altri, quello
che dice l'onorevole Dipasquale ha una assoluta logica - onorevole
Dipasquale, mi ascolti pure lei un attico -, perché effettivamente,
dal punto di vista procedurale, è correttissimo quello che dice
l'onorevole Dipasquale. Quello che noi però dobbiamo considerare,
onorevole Dipasquale, è una cosa: queste società che hanno avuto
queste concessioni è da un anno che, di fatto, non prendono una
lira, perché sono stati tutti chiusi finora. In previsione,
speriamo vaccini o non vaccini, o che comunque entro quest'anno si
possano riaprire, potremmo fare due cose. Teoricamente, noi
potremmo fare due cose: non considerare, quindi lasciare la
concessione così com'è, non considerandola valida per il periodo in
cui sono stati chiusi e quindi alla fine, si ritrovano con ancora
un anno da fare, perché è come se fosse stato annullato l'anno in
cui sono stati chiusi e, pertanto, al ritorno dal Covid, si
continua, devono fare la loro gara, oppure prorogarla per il
periodo Covid. Onestamente, non è che c'è
Devo essere sincero, poi, a queste società avrei da dirne di tutti
i colori, perché non credo che lavorino al meglio della possibilità
perché, comunque, alcuni musei, alcuni parchi che non sono in
condizioni ottimali ci sono. Questo è sicuro. Dobbiamo, però,
trovare una soluzione.
Un attimo e le do la parola. Io dico la mia e poi intervenite voi.
Una soluzione: o quella di tenere, come dire, fermo, bloccato il
periodo in cui sono stati chiusi e, quindi, considerare che la
concessione riparta da questo momento come se ci fosse stata
un'interruzione tipo calcistica e, pertanto, poi, bisogna fare il
recupero; oppure dargli un minimo di tempo di concessione. Qualcosa
si deve fare.
Dice l'assessore Armao che anche per i concessionari delle
autolinee è stato fatto identico così, cioè col blocco del periodo
in cui non hanno lavorato.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, intanto, sull'ordine dei lavori. Se
l'assessore
Noi, oggi, ancora abbiamo 40, 50, 80 articoli, non esaminati,
della finanziaria.
Stamattina, con diversi Assessori e, possiamo procedere con altre
Rubriche, decidiamo di iniziare dai beni culturali su un argomento
che abbiamo affrontato ieri.
Mi faccia finire
PRESIDENTE. Scusi, onorevole, però, se lei dice cose non corrette
Abbiamo iniziato e finito con la famiglia. Prima di andare avanti,
stiamo recuperando le cose che ieri erano rimaste sospese per
chiuderle. Punto. Non abbiamo deciso di iniziare con i beni
culturali.
BARBAGALLO. E' un argomento che necessita approfondimenti.
L'assessore Samonà rispetto al mio intervento - non avrei
richiesto di intervenire nuovamente -, non ha risposto ad alcuna
delle domande che abbiamo posto: a) quante sono le concessioni in
essere; b) sono scadute tutte le concessioni; c) quando scadranno
se non sono scadute? Alcune sono scadute ed altre no?
PRESIDENTE. Non se ne abbia a male, ma è inutile che ci facciamo
l'elenco di tutte
BARBAGALLO. E' un tema da affrontare, non si può arrivare in Aula
con
PRESIDENTE. Sappiamo che fino ad adesso sono stati chiusi.
Dobbiamo trovare, visto che c'è la possibilità della finanziaria,
altrimenti lo facciamo dopo, un minimo di programma per il futuro.
Ripeto, allora, o teniamo ferme le concessioni nel periodo di
chiusura, oppure gli diamo 6 mesi di proroga. Non è che ci sono
alternative. Andare a sapere ora quando scade una, quando scade
l'altra, non mi pare
BARBAGALLO. Signor Presidente, invece, secondo noi è rilevante
perché il tema non è per la tutela occupazionale dei dipendenti,
perché come avviene per altre categorie di lavoratori, nei servizi
essenziali, nei bandi si prevede l'obbligo di assunzione dei
dipendenti dell'impresa cessante. Il tema, quindi, non è quello dei
lavoratori. Il tema che ci preoccupa è che nell'emendamento si
parla di imprese e tutela delle imprese.
Per quel che mi riguarda, senza un'istruttoria dettagliata della
situazione, anche coinvolgendo la Commissione competente, che non
si è pronunciata, un articolo senza un'adeguata istruttoria che
tuteli gli interessi economici delle imprese, in queste condizioni,
non si può fare.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, se non mi interrompe, cerchiamo di
fare chiarezza e vediamo meglio di cosa stiamo parlando.
Stiamo parlando di gare espletate, o meglio pubblicate nel 2011,
affidate, poi, dopo una serie di vicissitudini nel 2017, che
andavano naturalmente a scadere il 31 dicembre 2020.
La prima domanda, quindi, che uno potrebbe porsi è: visto e
considerato che la data di scadenza era nota, sia al Governo che
anche agli Uffici, come mai non si è provveduto ad espletare le
gare per tempo? Visto e considerato che, ancora, non eravamo in
emergenza Covid? Questa è la prima domanda.
Arriva l'emergenza Covid. E c'è una prima proroga delle 7, collega
Barbagallo, concessioni in essere, fino al 30 marzo 2021. Ora,
fermo restando che non si può, per legge, andare in deroga al
codice degli appalti e alle circolari Anac e alle indicazioni Anac,
non si può nemmeno prorogare un affidamento per legge perché qua
leggo per tutto il periodo della durata Covid .
Si potrebbe fare, Presidente, una proroga ma non per norma,
amministrativa, il tempo necessario che richiede l'espletamento
della gara, quindi, pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale,
incarico alla centrale unica di committenza, individuazione
attraverso l'Urega dei Commissari; questo tempo di tre mesi, quello
che è, si può individuare in via amministrativa ma non per norma,
non per norma, perché va in deroga all'universo degli appalti,
quindi, questa è già una soluzione.
PRESIDENTE. Quello è già previsto per tutti, comunque
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, per un
contributo squisitamente giuridico su questo tema. Mi rivolgo
all'onorevole avvocato Barbagallo per considerazioni di ordine
tecnico-giuridico che lui ha svolto poc'anzi.
Noi abbiamo già applicato questa sorta di congelamento per il
periodo delle concessioni anche al settore delle concessioni delle
autolinee.
Sostanzialmente cosa succede? Abbiamo una fase nella quale i
soggetti che sono concessionari non hanno potuto svolgere
l'attività di concessionari. Questo cosa ha determinato? Non per
factum principis, cioè non per determinazione dell'Amministrazione,
ma per determinazione della pandemia, quindi, assolutamente non
prevedibile; ha determinato non solo il mancato completamento del
periodo di concessione, ma anche dell'introito il che altera il
piano economico- finanziario che era alla base della gara, quindi,
proprio perché gli eventuali ristori sono serviti a mantenere i
dipendenti e non certamente a creare l'equilibrio d'impresa.
Quindi, in termini di neminem laedere, come diciamo noi giuristi,
cioè di non portare danno ad alcuno, la correttezza vuole che la
durata della concessione sia effettiva e non solo formale.
Attraverso questo emendamento, onorevole, il Governo non intende
favorire alcuno, intende riconoscere un periodo di impresa, come
quello che è stato posto a gara, in termini di effettività dello
svolgimento dell'attività di impresa, ai concessionari, quindi, non
c'è alcun tipo di favore, c'è soltanto una neutralizzazione del
periodo della pandemia nella quale l'impresa non ha potuto svolgere
l'attività di impresa.
BARBAGALLO. Le concessioni sono scadute
ARMAO, assessore per l'economia. Dico, ma nel momento, si possono
rinnovare per la quota parte
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
No, allora scusi, se le parla nel punto di diritto vorrei
distinguere la rinnovazione dalla proroga, quello che lei dice
attiene alla proroga non alla rinnovazione, cioè non si può
prorogare un contratto scaduto, si può rinnovare per la parte che
l'Amministrazione intende un contratto scaduto; se lo dobbiamo
mettere su questo versante è così
PRESIDENTE. Scusate, io non posso tenere una giornata bloccata su
questo argomento, per cui lo accantono e poi si vedrà dopo che cosa
fare e andiamo avanti. E' da stamattina che discutiamo, di una
permettetemi di dire sciocchezza e non possiamo passare tutta la
giornata così
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
Onorevole Cracolici, lei conosce le regole meglio di me. Il
Presidente ha il compito di portare a termine la finanziaria, è da
due ore che discutiamo di un emendamento. Siccome ho capito che
l'accordo non si trova lo accantoniamo e andiamo avanti con la
finanziaria, non capisco qual è lo scandalo. Lo decido io, punto
Un secondo tanto l'articolo è accantonato
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, sì ma partiamo dal presupposto che qui
nessuno decide niente, la cosa più importante è che non si possono
ripresentare emendamenti che già sono stati esclusi, quindi
PRESIDENTE. Lasciamo stare, non è l'emendamento che è stato
escluso, è stato totalmente cambiato. Va bene così.
Si passa alla riscrittura dell'articolo 97, è stata consegnata? Io
credo, onorevole Cracoloci, che siccome sarà necessario mettere un
po' di calma, ci interrompiamo due ore e finiamo alle cinque di
mattina, non c'è problema State tranquilli, ma io devo finire la
finanziaria stasera. Per cui se capisco che c'è un clima per andare
avanti, andiamo avanti, altrimenti ci interrompiamo. Ne posso
soffrire per l'età che ho ma poi reggo comunque.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
Lei è molto più giovane e regge sicuramente.
E' stata distribuita la riscrittura? Distribuiamola perché
altrimenti ci bloccano. Non li date al Governo per favore, dateli
ai deputati, perché il Governo non ha importanza che ce l'abbia.
(Intervento fuori microfono)
Qual è il problema? Siccome abbiamo premura, l'avete capito o no?
No, lo dico al microfono. Siccome tutta l'Aula sta cercando ogni
minimo pelo nell'uovo per perdere tempo devo cercare di evitarlo,
punto. Quindi, non c'è motivo che diano gli emendamenti riscritti
al Governo che già li conosce. Il parere del Governo su questa
riscrittura? Voglio sapere il Governo che cosa vuole fare?
Favorevole o contrario?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 97. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Abbiamo approvato l'articolo 97. Ragazzi devo andare avanti così,
non ce n'è più per nessuno. C'è la riscrittura dell'89? Assessore
Armao, sì, forse Armao vuole parlare per questo? Sull'89?
ARMAO, assessore per l'economia. Volevo chiedere soltanto sul 97
che abbiamo già votato, però ieri, e siccome è a firma Catanzaro mi
ricordo che si richiamava una norma
PRESIDENTE. No, è a firma di Grasso. Tecnicamente lo deve firmare
la Commissione.
ARMAO, assessore per l'economia. Sì, Catanzaro, Grasso. Sì, dico,
è superato il problema di quel finanziamento della norma che lei
invocava?
PRESIDENTE. Assessore Armao, non ci si metta pure lei, l'abbiamo
votato, basta, non ne parliamo più Andiamo avanti, per favore.
Andiamo avanti. E, allora, sull'89 c'è la copertura, avevamo un
problema di copertura, la riformulazione della copertura.
ARMAO, assessore per l'economia. Questi 2 milioni? L'89.20? Stiamo
parlando dell'emendamento del Governo?
PRESIDENTE. No, l'89.20 va bene. E, allora, perfetto sui farmaci
innovativi il milione c'è per cui la copertura è a posto.
CRACOLICI. Presidente, ci faccia capire di cosa parliamo
PRESIDENTE. Ora, glielo faccio capire.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
Eccolo qua, se per favore lo distribuite, poi possiamo procedere.
Allora, questo subemendamento del Governo 89.20 R risolve i
problemi di 1 milione di copertura.
(Intervento fuori microfono)
Se lo volete spiegato, chiedo al Governo se lo può spiegare.
Assessore Armao, vogliono spiegato l'emendamento 89.20 R. Assessore
Armao, parli così la ascoltano, senza mascherina è meglio.
ARMAO, assessore per l'economia. Allora, sulla base del dibattito
e della richiesta che è venuta dall'Assessore di risorse
aggiuntive, abbiamo sentito, ma ne avevo già parlato ieri, quindi,
questa non è altro che una questione che è stata già affrontata
ieri in tarda serata, e concerne l'approntamento di 1 milione di
euro dai cosiddetti farmaci innovativi del settore e, quindi
(Intervento fuori microfono)
89.20, sì. No, no, 1 milione.
PRESIDENTE. E' un fatto tecnico di copertura questo. Non stiamo
discutendo è stato chiesto 1 milione in più, è stato chiesto dal
Parlamento e l'Assessore lo ha accettato.
ARMAO, assessore per l'economia. All'ulteriore somma di 1 milione
si provvede con riduzione della Missione 13, Programma che sono i
farmaci innovativi. E' compensato.
PRESIDENTE. E' stata completata la copertura per cui, voglio dire,
è un fatto tecnico.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con tutto il
rispetto, quando non capisco ho bisogno di capire, poi, voto più
sereno.
Quest'emendamento, leggo solo questo 89.20 R toglie 1 milione dal
trasferimento per le attività di assistenza agli alunni con
disabilità fisiche e sensoriali. Con tutto il rispetto, i farmaci
non c'entrano nulla Il testo dell'emendamento, Assessore, sta
dando copertura, sottraendo 1 milione di euro dal trasporto alunni
con disabilità. Questo è l'emendamento che leggo, lei parla di
un'altra cosa Con tutto il rispetto, ci volete fare capire Poi,
può essere che sia giusto, io non ho , ma non è un fatto tecnico.
PRESIDENTE. Allora, permette Assessore Armao? Com'era prima, ne
toglieva 2, così ne toglie 1 solo.
CRACOLICI. Ah, ecco, quindi togliamo 2 milioni al trasporto
alunni.
PRESIDENTE. No, erano già tolti, ce ne stiamo rimettendo 1,
onorevole Cracolici. Uno lo stiamo rimettendo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Mettiamo a verbale il voto contrario dell'onorevole Cracolici, del
PD, non c'è problema. Bastava mettersi in piedi.
Pongo in votazione l'articolo 89.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Passiamo alla Rubrica infrastrutture. Non era già stata fatta
l'altro ieri, onorevole Falcone? Delle infrastrutture ce ne sono
ancora molti da fare? Sono quattro articoli, va bene. Che numeri
sono?
Affrontiamo gli articoli 79 e 80. E' il secondo fascicolo. Sono
gli ultimi due articoli del secondo fascicolo.
Si passa all'articolo 79, ne do lettura:
Articolo 79.
Incentivi per l'acquisto di auto elettriche
1. Al fine di ridurre l'inquinamento atmosferico, migliorare la
qualità dell'aria e promuovere una mobilità sostenibile, la Regione
è autorizzata a concedere contributi a persone fisiche per la
rottamazione di veicoli usati di classe da Euro 0 a Euro 3 e per il
conseguente acquisto di veicoli con alimentazione elettrica o
ibrida di classe Euro 6.
2. Con decreto dell'Assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri e le
modalità di erogazione dei contributi.
3. Per le finalità del presente articolo è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2021, la spesa di 200 migliaia di euro.
Se i soppressivi sono ritirati andiamo agli emendamenti di merito.
Sono ritirati i soppressivi? Se no, li votiamo, non c'è problema.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie signor Presidente. Assessore Falcone, noi anche
in Commissione abbiamo espresso apprezzamento sull'articolo. La
cosa che ci lascia, come dire, sorpresi, è che l'importo è
veramente esiguo.
Quindi, voglio dire, come si intende procedere? Perché così si
comprano 20 macchine per tutta la Regione, mi sembra veramente un
intervento
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Cracolici, se vuole parlare
chieda la parola e va a parlare da là, grazie.
MARANO. Grazie signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
volevo precisare che il mio emendamento in origine non prevedeva
200 mila euro, perché, chiaramente, concordo con il collega, 200
mila euro sono davvero irrisori.
Il mio emendamento prevedeva uno stanziamento sull'intero triennio
pari a 6 milioni di euro, 2 milioni per anno.
E quindi, chiaramente, io ho presentato un ulteriore emendamento
al mio stesso emendamento per ampliare di nuovo lo stanziamento.
Magari se è possibile prendere fondi extra regionali, non so
assessore Falcone, se c'è la possibilità.
E ho presentato anche un altro emendamento che toglie anche le
auto ibride, che prevede dal contributo le auto ibride, perché se
no si sarebbe ampliata ulteriormente la platea, e si sarebbe persa
la ratio della norma.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Ora, Presidente, io condivido lo spirito, ma non
condivido il testo. Lo spirito di sostenere il rinnovo del parco
macchine acquistando auto elettriche, va nella direzione della
transizione cosiddetta ecologica dell'economia.
Ma, primo, gli incentivi sull'acquisto delle auto elettriche sono
già previsti dalle misure nazionali. Basta vedere qualunque TV, c'è
una pubblicità per l'acquisto e il rinnovo del parco macchine,
soprattutto nel campo quindi già misura esistente.
Secondo - lo dico alla collega - attenzione Quando si fanno
queste norme, soprattutto con piccoli capitoli, quei soldi da qui a
fine anno non serviranno per le auto elettriche. Serviranno perché
poi, giustamente, la Giunta, nel momento in cui a fine anno ha dei
capitoli non utilizzati, prova a fare delle variazioni di bilancio
in Giunta e li utilizza per altre esigenze all'interno dell'UPB
relativo.
Noi rischiamo di fare norme spot con un meccanismo con cui non
governi neanche i processi finanziari minimi. Ecco perché con 200
mila euro ci prendiamo soltanto in giro.
Io condivido assolutamente lo spirito, ma - ripeto - è già
contenuto nelle misure nazionali di aiuti al rinnovo parco
macchine, non per essere contro la collega, perché non potrei che
condividere la necessità di sostenere. Ma non è che possiamo fare
un incentivo in più in Sicilia perché siamo Siciliani?
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Marano, non possiamo fare un dibattito. Dica
in pochissimi secondi qual è la sua .
MARANO. Onorevole Cracolici, gli incentivi statali, poi, in molte
Regioni, sono cumulati ad incentivi regionali, così come in
Lombardia, che dà ai cittadini lombardi circa 10 mila euro di
incentivi per l'acquisto di auto elettriche.
Se il Governo ha la volontà di sposare questa norma che va in una
scelta ecologica per l'Isola e, comunque, mette in moto anche
l'economia del settore, non so se c'è la possibilità di poter
attingere ai fondi regionali.
Ripeto, non avevo messo 200 mila euro, ma avevo fatto una norma
con un altro criterio.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, velocemente per dire che l'articolo
che è di impulso della Commissione, specificatamente,
dell'onorevole Marano, non può che trovare l'apprezzamento del
Governo.
E' un primo inizio.
Noi possiamo benissimo fare un decreto col quale diciamo in aiuto
ed in aggiunta ai contributi ed ai sostegni nazionali di dare un
contributo di euro 2000 per nuove autovetture, aggiuntivo.
Riusciamo ad ottenere due risultati: il primo, aiutiamo le
persone; il secondo, mettiamo, inneschiamo un circuito virtuoso che
serve, addirittura, domani ad essere implementato, se possiamo, con
risorse nazionali.
Nel frattempo avviamo un dialogo con il Ministero delle
infrastrutture per capire se alcuni fondi che abbiamo per la
mobilità li possiamo utilizzare anche per questo bando, in
aggiunta, senza toccare soldi del bilancio regionale.
Una cosa vi dico: la norma dice che è entro sessanta giorni.
Sessanta giorni saranno sufficienti per fare il bando.
PRESIDENTE. Anche perché trattandosi, di fatto, di cento macchine
il tempo deve essere limitato per forza, se no si dà la speranza a
tanti di poter avere un contributo che, di fatto, poi, non ci
sarebbe più.
Per cui i soppressivi sono soppressi.
Sugli altri, onorevole Falcone, lasciamo la norma così com'è, e
quindi la votiamo senza altro.
Gli altri emendamenti sono tutti ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 79 così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 80. Ne do lettura:
Articolo 80
Interventi in favore della mobilità per i soggetti portatori di
handicap e invalidità civile
1. I cittadini residenti in Sicilia portatori di handicap e con
invalidità civile superiore al 67 per cento hanno diritto al
rilascio di biglietti e abbonamenti a tariffa ridotta per i servizi
di trasporto pubblico locale.
2. La Regione assume l'onere di corrispondere all'impresa
affidataria del servizio l'ammontare del minor introito derivante
dall'applicazione delle agevolazioni tariffarie.
3. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2021, la spesa di 300 migliaia di euro
(Missione 10, Programma 2) .
All'articolo 80 sono stati presentati emendamenti soppressivi.
E' stato presentato l'emendamento 80.13 modificativo
dall'onorevole Barbagallo.
Il parere della Commissione e del Governo?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, io gradirei mantenere l'articolo
così.
L'emendamento dell'onorevole Barbagallo, apprezzabilissimo, che
porta, però, da 67 a 46 per cento estende troppo la platea.
La percentuale di invalidità, onorevole Cracolici, cioè significa
che la platea sarebbe troppo estesa e non faremmo cosa buona.
CRACOLICI. Il 67 per cento non era previsto ...
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Precedentemente era 67 per cento perché l'invalidità civile si
raggiungeva. Successivamente venne stabilità la percentuale del 74
per cento.
Ma la norma, come dire
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io sono d'accordo sulla norma, però,
la domanda è: il 67 è un valore di percentuale di invalidità che
non è regolato da nessuna norma, perché la legge prevede: che sei
invalido civile, e quindi iscritto agli elenchi speciali se superi
il 46%, se invece superi il 74%, hai una serie di prerogative che
non hanno quelli del 47. Ma il 67?
PRESIDENTE. A metà.
CRACOLICI. C'è lo stiamo inventando noi.
PRESIDENTE. E' a metà.
CRACOLICI. Che cosa è? Allora o stabiliamo 74 o 47. Io credo che
sia più giusto fare il 47, cosa?
PRESIDENTE. Ricominciamo l'80 è uscito?
CRACOLICI. Ma quindi restringi la platea. Ma ho capito, se 67 è
una cosa che non sta né in cielo né in terra.
PRESIDENTE. Assessore se c'è un motivo, se si può trovare una
soluzione su questo. Cioè lei dice di portarlo a 74? Ha chiesto di
parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà. Allora siccome nessuno
ha replicato immagino che sia vero, ma prego onorevole Laccoto.
LACCOTO. Signor Presidente, io sull'argomento, guardate stiamo
facendo delle norme che poi hanno un peso anche sul bilancio
regionale e su questo. Il 46 è una platea grandissima di soggetti,
ed è proprio larga, larga, larga. Credetemi, che io lo so per tanti
motivi.
Io credo che in questo caso sia più appropriato il 74. Ma avete un
idea che noi in Sicilia quanti ne abbiamo di 46%? Ne abbiamo una
marea, perché sono tutti coloro che tentano di avere la riserva,
quindi .
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, se i colleghi dicono che esiste il
67, perché non lo dobbiamo fare? E allora onorevole Barbagallo è
ritirato l'emendamento o lo votiamo? Quello del 46? E' ritirato. Si
passa alla votazione dell'articolo. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Non c'è altro? Si passa all'articolo 82. Ne do lettura.
Articolo 82.
Rafforzamento servizi di vigilanza e manutenzione stradale
1. Al fine di elevare gli standard di sicurezza della viabilità
siciliana, anche alla luce della emergenza da Covid-19,
l'Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità è
autorizzato a sostenere la spesa di 600 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2021, al fine di cofinanziare con l'ANAS,
il rafforzamento dei servizi di vigilanza e manutenzione stradale
tramite il personale del bacino ex Keller (Missione 10, Programma
5) .
C'è l'emendamento 82.5 a firma dell'onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Signor Presidente, noi abbiamo proposto questo 82.5
per garantire, tenuto conto anche della natura giuridica ed
economica dell'ANAS, delle procedure di trasparenza pubblica.
Peraltro, vorremmo capire se l'ANAS è stata coinvolta in questo
ragionamento e in questo confronto, perché insomma dalle verifiche
che abbiamo fatto noi, come dire, questo rapporto bilaterale non è
stato assolutamente garantito, quindi insistiamo sull' 82.5
PRESIDENTE. Scusate, chi è che aveva chiesto la parola? Aveva
chiesto la parola l'onorevole Calderone? De Luca e Calderone? Ha
chiesto di parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, nel mostrare apprezzamento
sull'articolo chiedo condivisione dell'82.6 in quanto i bacini ex
SERVIREIL ed ex FEROTEL, non può quest'Aula riconoscere una dignità
inferiore agli ex Keller, quindi inseriamo tutti i tre i bacini,
atteso che le storie sono solamente assimilabili di questi
lavoratori e ricomprendiamo anche queste categorie.
Chiedo all'Aula, all'Assessore l'apprezzamento, evidenziando che è
una battaglia di tutti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Calderone.
CALDERONE. Signor Presidente, signor Assessore Falcone, credo che
questo emendamento dell'onorevole De Luca sia da condividere,
soprattutto per una questione di par condicio.
Non ci sono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B e
chiedo, a tal uopo, di apporre la firma e la sottoscrizione
all'emendamento dell'onorevole De Luca.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'Assessore Falcone.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Presidente, d'accordo sia all'82.5 dell'onorevole Barbagallo che
all'82.6, a firma De Luca, Calderone e tutti gli altri perché?
Perché noi
PRESIDENTE. Perché non c'è bisogno
Onorevole Barbagallo, hanno ragione gli Uffici. Siccome parliamo
che il personale deve essere quello dell'ex Keller ecc., bando
pubblico non ne possiamo fare. Devono essere presi da quelli
Si tratta di un dubbio che avevano gli Uffici ed è stato
chiarito, basta Problema risolto.
Pongo in votazione l'emendamento 82.5, con il parere favorevole.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 82.6, con il parere favorevole.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 82.
(E' approvato)
Mi fate un conteggio su quanti articoli rimangono ancora? Perché
saltando così non mi è chiaro a che punto siamo.
Si passa all'articolo 99, ne do lettura:
Articolo 99.
Contributo per i comuni sedi di porti di transito verso
le isole minori
l. Al fine di rendere funzionali i porti marittimi ed i relativi
collegamenti per le isole minori e la terraferma, e di garantire il
miglior uso possibile degli stessi a fini turistici e di mobilità
interna e locale oltre che di collegamento con la terraferma da
parte degli abitanti delle isole minori, la relativa spesa è
determinata, per l'esercizio finanziario 2021, in 5.000 migliaia di
euro a valere sulle risorse del POC 2014/2020, da ripartire tra i
comuni sedi di porto con transito passeggeri diretto alle isole
minori e con la costa calabrese che registrino annualmente un
flusso non superiore ai duecentomila passeggeri.
2. I comuni investono le risorse ad essi assegnate per la
manutenzione della rete stradale e la relativa segnaletica
orizzontale e verticale che conduce ai porti, per l'impiego
straordinario di personale, anche ausiliario e stagionale, per la
sicurezza stradale e la regolamentazione della viabilità, per la
copertura del costo dei rifiuti prodotti in ambito portuale dal
flusso passeggeri, per la realizzazione di aree di parcheggio ad
uso gratuito o a pagamento che garantiscano una mobilità
sostenibile nelle strade di deflusso e di arrivo alle aree
portuali.
3. La somma di cui al comma 1 è ripartita tra i comuni dei porti
interessati nella misura di quattro euro a passeggero.
E' stato presentato l'emendamento 99.18, a firma dell'onorevole
Lentini.
Scusate ho sbagliato pagina.
Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Presidente, abbiamo proposto due emendamenti che
vorremmo sottoporre all'attenzione dell'Aula, e sono il 99.15 e il
99.16 - Assessore Falcone, perché se no non ci capiamo
Non ho più capito se l'articolo è di iniziativa parlamentare, di
iniziativa del Governo.
E' di iniziativa parlamentare.
A nostro giudizio, se c'è un settore da tutelare e che soffre
particolarmente è proprio quello delle isole minori non dei comuni
che sono oggetto di porto di transito.
Gli emendamenti 99.15 e il 99.16 vengono incontro proprio a
queste esigenze, tutelando i comuni sedi di porto quindi i comuni
delle isole minori e togliamo il riferimento alla terraferma
altrimenti il contributo andrebbe ai comuni che sono oggetto di
terraferma e che sono superiori, c'è un riferimento di popolazione
che mi pare sia 200.000 abitanti.
Se c'è una risorsa, diamola proprio alle isole minori.
PRESIDENTE. Ci sono altri interventi?
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Grazie Presidente. In linea con la proposta che ha fatto
il collega che mi ha preceduto, io vorrei invitare il Governo e i
colleghi a valutare positivamente l'emendamento 90.13, che tende
essenzialmente ad invertire - 99.13, si scusi - ad invertire
l'impegno nei confronti delle isole minori, e reinvestire in
infrastrutture primarie che riguardano appunto queste isole, che
non hanno le autorità portuali, quindi non sono, non hanno impegni
dal punto di vista delle infrastrutture, dei porti e delle singole
attività quotidiane che fanno durante, soprattutto, le stagioni
estive e l'accoglienza dei flussi turistici.
PRESIDENTE. Assessore, a questo punto, è necessaria una sua .
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Grazie,
Presidente. Sostanzialmente, la ratio di questo articolo riguarda
l'incentivo ai Comuni che sostanzialmente hanno, subiscono, un
traffico di passeggeri per il transito con le isole minori, e il
secondo comma è quello che chiarisce la portata dell'articolo, cioè
si dice come ristoro quasi, come indennizzo per questo transito,
vengono destinate queste risorse, per che cosa? Per la segnaletica,
per le strade, per le manutenzioni degli stessi porti, della stessa
portualità.
Ora, in linea di principio, questo non è altro una misura che
interviene al fine di fare delle opere pubbliche, non di dare soldi
così, ma di fare, di realizzare anche infrastrutture, di manutenere
le infrastrutture che ci sono. Quindi, in sé l'articolo va
apprezzato, ci sono gli emendamenti su cui magari ci dobbiamo
confrontare, perché c'è chi ritiene che i duecento mila transiti
vanno aumentati ad un milione, c'è invece chi ritiene altro,
insomma, dal dibattito l'articolo è apprezzabile. Ora vediamo però
se ci sono, dal dibattito emergono degli ulteriori correttivi con
emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, il dibattito teoricamente è finito,
lei ci deve dire se apprezza gli emendamenti oppure no, sennò
dobbiamo accantonarlo se avete qualche cosa da discutere e da
sistemare.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Accantoniamolo un attimo.
PRESIDENTE. Accantoniamo il 99. Ne abbiamo ancora delle
infrastrutture, così poi andiamo a mangiare e poi torniamo dopo.
Si passa all'articolo 100. Ne do lettura:
Articolo 100
Porto rifugio di Gela
l. Per il completamento dei lavori di dragaggio del porto rifugio
di Gela (CL) la relativa spesa è determinata in 2.000 migliaia di
euro a valere sulle risorse del POC 2014/2020.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Grazie, Presidente. Mi rivolgo al Governo perché c'è stata
grande sensibilità da parte dell'assessore Falcone per il porto
rifugi invece di Siracusa. Perché? Perché è importante dare un
contributo al porto rifugio di Gela, per l'amore di Dio, perché so
che ci sono problemi, forse deve essere anche dragato, ma il porto
rifugio di Siracusa serve la zona industriale. Una zona che ci fa
entrare di tasse un sacco di soldi.
Ora, noi ieri, il Presidente della Regione ha fatto una riunione
con gli industriali, per dire cosa gli serve da inserire nel
Recovery Fund, però quello che lui potrebbe fare direttamente, cioè
aiutare il porto rifugio, sistemare il porto rifugio che è stato
danneggiato da una mareggiata di due anni fa che l'ha quasi
distrutto, e invece cosa può fare?
Non si sa, non ha preso nessun impegno il presidente della
Regione. Invece so che l'assessore Falcone è venuto, ha visto con i
suoi occhi le condizioni di questo porto e, secondo me, vedendo
anche tramite gli FSC o il Patto per il Sud, di vedere se ci sono
delle somme per fare i lavori di sistemazione di questo Porto.
Perché ricordiamo che lì in quei porti ci sono delle petroliere,
quindi è importante la sicurezza di quel porto, è importante avere
un porto rifugio che sia nel pieno delle sue funzioni. E lì ci sta
anche la Capitaneria di Porto, che ovviamente si deve ritrovare in
sicurezza.
Quindi spero che l'assessore accolga favorevolmente l'emendamento
presentato.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, per favore, sta parlando
all'Assessore. Assessore ha sentito quello che ha detto?
ZITO. Signor Assessore, l'ultimo impegno che le chiedo è di
ricordarsi sempre della Caserma dei vigili del fuoco di Siracusa,
che è l'altra incompiuta che dobbiamo completare. Grazie.
PRESIDENTE. Mi permetta di dare la parola all'onorevole Damante,
così sento la voce di Gela, oltre quella di Siracusa, e poi do la
parola a lei, che è a metà, e quindi se li può fare tutti e due
tranquillamente.
DAMANTE. Grazie signor Presidente, onorevoli colleghi. L'Assessore
Falcone, come l'Assessore Armao, ma tutto il Governo, conosce le
difficoltà del territorio e del Porto rifugio di Gela. E più volte
sono stati programmati, da parte di questa Regione, interventi
strutturali, ma per diverse vicissitudini di cui abbiamo già
parlato, non è il caso ripetersi, non si è addivenuti ad una
soluzione.
Nel 2014 anche con una intesa con la Regione siciliana, nel 2016
fu fatto un protocollo attuativo, finalmente si è deciso almeno di
dare una possibilità ai pescatori e ai diportisti di uscire da
questo porto eternamente insabbiato che non ha interventi dal 2013,
purtroppo, per alcune vicissitudini, e ha una sua copertura
finanziaria che prevede un drenaggio e un pennello provvisorio.
Dico bene Assessore Falcone? Lei conosce benissimo la problematica.
Purtroppo siamo in area SIN, ci sono state determinate opere,
lavori di preparazione, a carico anche del Dipartimento della
Protezione civile. Parlando con i RUP, si rischia- superata la
fase delle caratterizzazioni - che poi non rimangono soldi per la
realizzazione del pennello che permetterebbe, per quanto
provvisorio sia, di dare al Porto rifugio di Gela - porto regionale
- un certo respiro per qualche anno.
Quindi ho fatto questo emendamento, c'è un subemendamento che lo
riscrivo in correzione, parlando proprio di completamento di un
potenziamento del Porto rifugio di Gela a carico e a capo del
Dipartimento Protezione civile. Ha già la VIA e la VAS questo
progetto, e poiché nei fondi POC c'è una misura dedicata per il
potenziamento dei porti regionali e, come più volte detto
dall'Assessore, ricordo per il mega-porto che si poteva anche
usufruire di quel fondo, ho chiesto una integrazione finanziaria
fino ad un massimo di 2 milioni di euro per permettere il
completamento di questo progetto di potenziamento il prima
possibile, visto che il progetto è già pronto. Grazie signor
Presidente. Grazie Governo.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
in merito a questo articolo che prevede, l'articolo 100, il
finanziamento per due milioni di euro, l'intervento per il Porto
rifugio di Gela. Ora non ci sono dubbi, Gela ha bisogno di questo
intervento, che ben venga.
Però, signor Presidente, così come vale per quanto parliamo dei
centri storici, e così come va finanziata la legge per Ibla, devono
essere finanziate anche le altre leggi, per Ortigia, per Agrigento,
e noi non ci siamo opposti. Per lo stesso principio noi non
possiamo fare questa norma se non mettiamo in conto gli interventi
che riguardano anche Siracusa - come ha detto bene l'onorevole Zito
- ma che riguarda anche il Porto di Donnalucata, che è diventata
una grandissima vergogna, Assessore
Peccato che io non posso far vedere qui un video che possa fare
vedere, appunto, come e in che stato è il Porto rifugio di
Donnalucata. Nonostante alcune risorse spese, signor Presidente,
pochi mesi fa, prima dell'estate, non è servito a nulla aver speso
quelle risorse, sono state spese male, un intervento sbagliato. E
quindi è necessario puntare proprio per Donnalucata, e non farsi
solo le fotografie e gli spot, come qualche collega mio che ogni
tanto lo fa su Donnalucata.
Su questo, quindi, è importante. Vedo che la maggioranza ha chiuso
mettendo il porto di Gela. Non so dov'era il mio collega Ragusa,
quando è stato fatto questo emendamento e per il porto, invece, di
Donnalucata non c'era neanche una lira.
La stessa cosa vale per il porto di Pozzallo, signor Presidente.
Il porto di Pozzallo è importante, importantissimo.
Guardate che, già, solamente, pochi centimetri di differenza,
dovuti alla sabbia, possono compromettere la possibilità di far
scaricare navi commerciali, cioè gli armatori possono decidere di
non andare a Pozzallo.
Il porto di Pozzallo che ha un problema per la cabina della
banchina di Riva, che ha la cabina della banchina commerciale da
rimettere a norma, che ha la strada di collegamento priva della
linea elettrica per 900 metri, che ha un problema per le torri
faro. Il porto di Pozzallo che ha bisogno di rifare tutte le
caditoie raccolte nelle acque bianche, che ha un problema di
parabordi della banchina.
Bisogna prevedere in tempo utile ed anche per un dragaggio. Io,
allora, ho presentato un emendamento che aumenta, non è che io
dico: No, non dobbiamo Gela . Ci mancherebbe Ma da qui dentro,
così come per i centri storici, per Ibla, è uscito anche
l'intervento, già dalla scorsa finanziaria del 2018, Ortigia e
Agrigento, così come per le città che si trovano nel nella
risposta ai fenomeni migratori, abbiamo messo Lampedusa ed abbiamo
messo Pozzallo, ed ora nell'ultimo intervento abbiamo messo anche
Siculiana. Noi dobbiamo uscire mettendo l'intervento per i porti
anche di Siracusa, ma anche Donnalucata ed anche Pozzallo.
PRESIDENTE. Colleghi, allora, avete chiesto, scusatemi. Avete
chiesto di parlare tutti, perché siccome l'onorevole Dipasquale è
troppo bravo, ed è anche spiritoso, avendo citato tutte le
province, tutti avete alzato la mano.
Ma non se ne parla nemmeno Ragazzi, ma stiamo scherzando
Scusatemi, il porto di Non do la parola ad alcuno
Il porto di Gela ha una particolarità: c'è già un progetto. E'
stato chiesto, quindi, dall'onorevole Damante la possibilità di
portarlo avanti ed ha una logica.
Io, allora, chiedo pure quello di Cefalù che ha l'insabbiamento.
Arriva, poi, quello e mi chiede Ma di che cosa stiamo parlando?
Ma per favore Non può diventare una barzelletta quest'Aula Non
posso, pertanto, dare la parola ad alcuno, perché ognuno ha il suo
porto
La Sicilia è piena di porti. Il Governo, poi, scusate Si farà un
ordine del giorno in cui si inviterà il Governo a fare un piano di
ristrutturazione complessiva dei porti, ed ognuno ci metterà il
suo.
Questo riguarda il porto di Gela, perché ha già un progetto in
stato avanzato, mi dicono e, quindi, si deve portare avanti,
dopodiché si può o bocciare o approvare. Punto e basta. Non ne
parliamo più.
I soppressivi sono ritirati? Altrimenti votiamo il soppressivo e
risolviamo l'argomento.
Sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 105.R.1, a firma dell'onorevole Damante,
che risistema di fatto Scusate se dovete parlare di altri porti
vi tolgo la parola. Se parlate di un altro porto, vi tolgo la
parola. Ve lo sto dicendo prima.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, vorrei solo segnalare che avevo
presentato un emendamento che non trovo nel fascicolo, che
aumentava lo stanziamento, sostanzialmente diceva: Per il
completamento dei lavori di dragaggio dei porti a maggiore rischio
di insabbiamento , includendo, ovviamente, anche Gela
PRESIDENTE. Era aggiuntivo, per cui non lo poteva trovare. Sarà
oggetto di un'altra, ripeto
PALMERI. Aumentando la copertura ha .
PRESIDENTE. Invitiamo il Governo a sistemare tutti i porti,
risolviamo il problema.
Pongo in votazione l'emendamento 105.R.1, a firma dell'onorevole
Damante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 105 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 112.
Chiedo scusa, ho eliminato non ammessi gli altri porti , basta, è
una cosa su Gela, se si poteva fare bene sennò niente Questo,
siamo sempre sull'articolo 105, di nuovo, l'abbiamo votato
l'articolo 105, onorevole.
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Pasqua, tranquillamente, le
do la parola però è chiaro che se noi, io ho fatto una scelta,
perché avendo alzato tutti la mano non potevo fare diversamente,
per cui se anche su questa, su Santa Bonagia o altri, ricominciamo,
voglio dire, lei faccia il suo piccolo intervento perché glielo
riconosco come merito alla carriera, non per altro, perché degli
altri porti non ne possiamo parlare.
PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, le devo
dire perché questa è importantissimo, io capisco tutti gli altri
etc, etc però le devo spiegare il motivo: l'onorevole Falcone,
l'assessore, è venuto invitato a verificare esattamente la
situazione del porto Rifugio di Siracusa, Santa Panagia, però le
devo dire che cosa è quel porto Rifugio, quel porto Rifugio e lo
dico ai miei colleghi, è a servizio del molo, del pontile di
attracco delle petroliere che vanno a depositare, a prelevare,
aspetti un attimo, a prelevare greggio, a depositare greggio e a
prelevare prodotti derivati
PRESIDENTE. Ho dato un attimo la parola all'onorevole Pasqua come
se fosse sull'articolo 83, tanto è votato già l'articolo.
PASQUA. La prego una cosa, signor Presidente, però dopo queste
parole, credo che lei cambierà un po' idea, lo sa perché? Perché
questo pontile se non ha il porto Rifugio in servizio rischia di
impedire le attività dell'Isab Lukoil, raffineria con cinquecento
persone e che potrebbe determinare il cosiddetto effetto domino, si
ferma un impianto di raffinazione, si fermano tutti gli impianti
collegati, quindi, stiamo parlando di tutti gli impianti della zona
industriale di Priolo che producono trentasei miliardi annui di
gettito fiscale per l'Italia.
PRESIDENTE. Io credo che sia una cosa talmente importante.
PASQUA. Il 15% del Pil siciliano, praticamente i soldi che noi
abbiamo, Presidente, vengono da quel porto.
PRESIDENTE. Parliamo con l'assessore e vediamo di trovare una
soluzione.
PASQUA. C'era la soluzione così, era questa la soluzione già
concordata con l'assessore, abbiamo verificato con le colleghe
della Commissione, Presidente, la prego, possiamo inserirlo fra gli
aggiuntivi, cortesemente?
PRESIDENTE. Lo discutiamo ora, dopo che abbiamo chiuso questo.
Allora, l'articolo 99 lo avete sistemato? Senno lo facciamo subito
dopo. Sospendo la seduta avvertendo che riprenderà alle ore 15.30.
(La seduta sospesa alle ore 14.08, è ripresa alle ore 16.12)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome c'è questo piccolo
disagio, noi dobbiamo tenere aperto per un problema di obbligo da
Covid.
Se qualcuno sente freddo e si vuole prendere il cappotto, in via
eccezionale, se lo mette, che possiamo fare. Qua non possiamo
chiudere, mi dice l'Amministrazione, però manco posso obbligare
alcune regole formali quali quello del cappotto in un giorno in cui
tra due ore ci sarà certamente più freddo, ora ancora di meno, ma
fra due ore ci sarà certamente freddo, per cui siete autorizzati in
via eccezionale, diciamo in questi giorni, poi non si potrà fare, a
mettere il cappotto per chi lo vuole mettere. Qualche plaid, stufe
a gas non se ne possono mettere.
Un tempo alla Camera davano il plaid, ma in tempi antichi, quando
si votava di notte, alla Camera veniva fornito un plaid ai
deputati, le coperte te le davano in albergo era un'altra cosa.
Possiamo cominciare? Per quanto io faccio sforzi questa volta ho
fallito mi sa che non ce la facciamo a finire stasera, vediamo che
cosa possiamo fare.
Sospendo la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 16.14, è ripresa alle ore 16.22)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, il Governo bene o male lo vedo in
Aula, però vorrei che stesse al posto, in modo che possiamo
cominciare.
Commissione Bilancio. L'onorevole Savona è arrivato? Eccolo qua,
perfetto. L'assessore Falcone c'è in aula? Lo chiamate per favore?
Assessore, eccoci qua.
Faccio una domanda, la posso fare direttamente io, assessore.
Stamattina, ma credo che io qualche indicazione l'ho avuta, però è
bene che la dica lei, c'è questa protesta dei NCC di Ragusa, non ho
capito bene chi sono, che ritengono di non fare parte della
categoria che abbiamo finanziato e che invece noi eravamo tutti
convinti che fosse completa.
Se ci vuole dare qualche spiegazione in modo che, siccome mi è
stato richiesto da tutti i gruppi, perché uno ad uno sono andati a
trovarli, vedere di capire qual è la situazione in modo che ci
chiariamo tutti. Se vuole, se non lo sa dire subito, ce lo dice
dopo e intanto si informa, non è un problema.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. No, nessun
problema.
Signor Presidente, noi all'articolo 110 abbiamo previsto un
sostegno, come ristoro Covid, per gli NCC, cioè i titolari di
autobus e auto a noleggio con conducente. Significa, così come
l'anno scorso, abbiamo stanziato 10 milioni di euro, 7 per l'NCC e
3 per i tassisti, anche quest'anno abbiamo messo i soldi per quanto
riguarda il noleggio con conducente. Stessa cosa sarà fatta anche
per i tassisti. Quindi sotto questo profilo, signor Presidente,
possiamo garantire
PRESIDENTE. Vuole un ordine del giorno che la impegna a sistemarlo
amministrativamente? E' meglio.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Certamente, signor Presidente, sarà comunque tutto precisato sotto
un profilo amministrativo.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, così va bene se gli prepariamo,
lui lo fa amministrativamente però se c'è un ordine del giorno
(Intervento fuori microfono onorevole Barbagallo)
PRESIDENTE. Allora questo è chiaro così? Onorevole Lupo, se
l'Assessore ha bisogno di un ordine del giorno glielo presentiamo e
forse lo rende più sicuro di quello che deve fare.
Aspetti un attimo perché non siamo all'articolo 110, siamo
all'articolo 99 e dobbiamo finire una cosa.
C'è un emendamento del Governo, onorevole Falcone, mi scusi,
questo emendamento nuovo che è stato presentato sull'articolo 99,
su Vittoria, che cos'è? Io non ho notizie.
E' stato presentato da tutti i Gruppi? Il Governo l'ha visto? Se
glielo fate vedere un attimo all'onorevole Falcone, così abbiamo
una idea. Forza Italia mi dice che non ne sa niente di questa cosa,
quindi non tutti i Gruppi, quasi tutti i Gruppi. Se c'è questa
riscrittura globale, se c'è la riscrittura totale dell'articolo,
onorevole Falcone lei intanto mi deve dire qualcosa sulla
riscrittura dell'articolo che è stata presentata dall'onorevole
Aricò.
Chi lo deve spiegare? Io non lo conosco, non so di cosa stiamo
parlando Onorevole Aricò ci chiedono una spiegazione alcuni
deputati perché mi avevano detto firmato da tutti i Gruppi però non
è esattamente così. C'è qualcuno che lo può spiegare intanto?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, in questa riscrittura ci sono anche le firme di Forza
Italia che hanno condiviso la scelta.
PRESIDENTE. Se lo possiamo spiegare, perché ancora l'Aula non l'ha
ricevuto, per capire di cosa si tratta.
GALLUZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALLUZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo è
stato riscritto con il contributo di tutti i Gruppi, Movimento
Cinque Stelle, Partito democratico, ci sono anche
(Intervento fuori microfono)
GALLUZZO. Sì, l'unica copia è quella presentata, poco fa gliel'ho
fatta vedere.
L'articolo, allora, è stato riscritto suddividendo le somme di 5
milioni: 3 milioni per i porti sulla terraferma per gli
investimenti ad infrastrutture come strade, che portano ai porti
per le Isole minori, come strada, segnaletica e parcheggi e 2
milioni per i porti, appunto, per i comuni, non per i porti, per i
comuni che hanno i porti che
PRESIDENTE. 3 milioni, quindi, per i porti di partenza e 2 milioni
per quelli che arrivano.
GALLUZZO. Perfetto Così come è stato
PRESIDENTE. Se l'Assessore dà il suo ok. Assessore, però, a questo
punto, quest'altro emendamento per un altro porto diventa
complicato.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, per dire che la riscrittura è
firmata anche dal Partito Democratico e, sostanzialmente, tiene
conto dei nostri due emendamenti che erano nel testo che, pertanto,
ritiriamo e comunque vogliamo tutti quanti la riscrittura, perché
veniamo incontro, appunto, alle esigenze anche delle Isole minori.
PRESIDENTE. A questo punto, aspetto, solo, la parola
dell'Assessore, se è favorevole e lo possiamo votare. Ha facoltà di
parlare l'assessore Falcone.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, stavo leggendo, lo volevo, dico, se siamo tutti
d'accordo ...
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, lo dovrebbe dire in piedi.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, chiedo scusa, lo stavo leggendo, perché,
obiettivamente, volevo capire, se c'è una condivisione da parte di
tutti e se, come dire, può traguardare i risultati che si propone.
Tra l'altro, una delle cose: fondi POC. I fondi POC non possono
essere utilizzati, possiamo utilizzare forse i fondi PUC.
PRESIDENTE. Ma la copertura non è cambiata, è sempre quella che
era. Per cui, qua, non c'è un problema di copertura, era quella che
era prima. Stanno dividendo soltanto l'importo tra porti in
terraferma e porti nelle Isole minori.
Aspettiamo, intanto, che l'assessore ci dica
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, condivido, chiaramente, questo
emendamento e, qualora dovesse essere condiviso anche
dall'Assessore, ritiro quello che avevo presentato, perché lo
spirito era di assegnare queste risorse alle Isole minori, in
quanto territori fragili. E' chiaro, però, che, se riusciamo a
trovare questo compromesso di assegnare 3 milioni alla terraferma
e 2 milioni alle Isole minori, a noi sta più che bene.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà.
La maggioranza, per favore, ha l'obbligo di parlare 30 secondi.
CALDERONE. Signor Presidente, ovviamente, io ritengo che sia un
buon risultato di mediazione, perché anche i porti delle Isole
minori devono avere un ristoro e non solo, com'è giusto, quelli
sulla terraferma. Per quanto riguarda, quindi, Forza Italia siamo
d'accordo e chiediamo di apporre la firma all'emendamento, tutti e
14 deputati. Anzi, assessori esclusi penso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo. Ne ha
facoltà. Per favore, altrettanto breve, come l'onorevole Calderone.
CATALFAMO. Signor Presidente, sarò brevissimo. Solo per dire che
anche noi, come Gruppo, apponiamo la firma. E dispiace, perché,
probabilmente, per dimenticanza, non eravamo stati coinvolti
precedentemente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà. Altrettanto breve.
LO CURTO. Signor Presidente, come lei sa, mentre si svolgevano,
qui, questi lavori iniziali, ero di là a parlare con le categorie
dei commercianti e delle imprese che, ovviamente, chiedono aiuti e
sostegni. Il Gruppo UDC, pertanto, non ha potuto firmare questa
norma e naturalmente c'è tutto il nostro sostegno, oltre che la
nostra firma. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha
facoltà. 5 secondi.
LO GIUDICE. Signor Presidente, brevissimo. Io, come Capogruppo del
Gruppo Misto, ovviamente, ho apposto la firma anche a questa
proposta di legge. Ringrazio l'onorevole Galluzzo che è stato in
grado, comunque, di fare una sintesi importante con tutti i Gruppi
parlamentari.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà. 5 secondi anche per lei, non di più.
RAGUSA. Signor Presidente, sono favorevole. Per materia omogenea,
però, siccome poc'anzi, qua, è passata una disinformazione su un
piccolo porto della provincia di Ragusa...
PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, la prego. Non possiamo tornare
RAGUSA. Scusi, signor Presidente, non si possono dire certe
sciocchezze così in questo modo. Il collega, quindi, che,
impropriamente, mi ha citato, ritengo che mi debba delle scuse,
anche perché non è aggiornato sui lavori.
PRESIDENTE. No, non mi risulta che sia stato assolutamente offeso,
non ci sono state parole pesanti da parte di nessuno.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, siamo
favorevoli a questa proposta e quindi apponiamo la firma.
PRESIDENTE. Benissimo, a questo punto tutti i Gruppi parlamentari
sono favorevoli.
Pongo in votazione l'articolo 99 così come riscritto. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
(proteste in Aula da parte dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. Siccome è intervenuto il Presidente del suo Gruppo
parlamentare dicendomi questo... No, onorevole. Il Gruppo del PD è
intervenuto. Onorevole Dipasquale, mi dispiace, voglio dire c'è
stato un intervento per Gruppo parlamentare, tutti hanno dichiarato
il proprio voto favorevole all'emendamento e io l'ho fatto votare.
Ho capito, parla di un altro emendamento. Io non avevo capito che
c'era un altro emendamento, avevo capito che la riscrittura era
dell'articolo, quindi, ho fatto votare la riscrittura. Questo
dell'articolo 99.
(proteste in Aula da parte dell'onorevole Dipasquale)
Ho capito, ho sbagliato nel senso che siccome c'era una
riscrittura dell'articolo, non avevo capito che ci fosse un altro
emendamento. Ho fatto votare l'articolo come riscritto perché tutti
i Gruppi erano intervenuti, ho sbagliato io. Non è votato
benissimo Senza gridare e con calma si risolve tutto.
Onorevole Dipasquale, c'è un altro emendamento, il 99.21, le sto
dicendo che è stato votato l'emendamento 99.22, c'è l'emendamento
99.21, se le sto dicendo, onorevole Dipasquale, mi lasci
presiedere, le sto dicendo che ho fatto votare per errore
l'articolo perché avevo capito che era solo l'emendamento 99.22,
visto e considerato che c'è anche l'emendamento 99.21 abbiamo
votato l'emendamento 99.22, c'è da votare anche l'emendamento
99.21, per cui le do la parola.
DIPASQUALE. Signor Presidente, ci siamo perfettamente capiti ed è
il motivo, infatti, dell'infastidimento perché stavamo facendo
saltare 400 mila euro con questo emendamento.
PRESIDENTE. Ma non è stato votato questo
DIPASQUALE. L'ho capito, ma lei aveva votato l'articolo,
Presidente.
PRESIDENTE. Ma riscritto Non lo capisco che cosa vuole, onorevole
Dipasquale, non lo sto capendo veramente.
DIPASQUALE. Lei aveva fatto votare l'articolo 99, ci siamo?
PRESIDENTE. Sì.
DIPASQUALE. Perfetto Ora siamo ritornati indietro perché abbiamo
dimenticato
PRESIDENTE. Perché lei me l'ha chiesto senno non ci saremmo
tornati indietro.
DIPASQUALE. Perfetto Stiamo dicendo la stessa cosa, quindi,
l'emendamento 99.21, io mi fa piacere che
PRESIDENTE. Non è stato votato e non c'è più.
DIPASQUALE. Non è in discussione l'emendamento 99.21?
PRESIDENTE. No. È stato votato l'articolo 99, a questo punto lo
ripeto, visto che me l'ero rimangiato, ripeto che è stato votato
l'articolo 99 così come riscritto dall'emendamento presentato
dall'onorevole Galluzzo. È inutile, non ne discutiamo più; basta
L'articolo 99 è votato così come riscritto.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, soltanto una precisazione, atteso che
abbiamo votato l'articolo 99 così come era riscritto con
l'emendamento 99.22, possiamo e non abbiamo ancora votato
l'emendamento 99.21, possiamo metterlo in un altro articolo come
comma aggiuntivo?
PRESIDENTE. Se non è aggiuntivo lo presenti e poi vediamo; però,
mi sembra che non voleva essere votato, però dal PD poi può essere
che, invece, altri Gruppi lo vogliano votare.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Voleva
essere votato perché trattasi dell'amministrazione dell'autoporto
di Vittoria per chiudere lo stralcio funzionale.
PRESIDENTE. Oggi l'onorevole Dipasquale è riuscito a farmi
confondere realmente Andiamo avanti.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, onorevole Savarino. Però, vorrei
chiedere all'onorevole Savona c'è questo articolo 84, cos'è? Sì,
siamo un attimo alla rubrica entri locali che non capisco bene.
Allora, scusate, siccome ci sarebbero da votare quattro articoli
della rubrica enti locali, però, io, per carità non mi pronuncio,
giusto per capire se su questo articolo interventi in favore del
CRAL Trinacria non riesco a capire bene che cosa. E' stato
ritirato? Bene. Mi sembra, come dire, curioso farlo votare.
Onorevole Savarino, vuole intervenire su questo?
SAVARINO. No, no.
PRESIDENTE. Un attimo solo che stralciamo questo. Ci sono
obiezioni?
SAVARINO. No, no, non ci sono obiezioni.
PRESIDENTE. L'articolo è stralciato.
SAVARINO. Volevo solo riferire alla Presidenza che l'articolo 99
che è arrivato in Aula era stato apprezzato già in Commissione e
poi oggi riscritto perché il collega ha voluto anche coinvolgere i
colleghi e gli altri Gruppi parlamentari che avevano presentato
emendamenti e nella riscrittura quindi è diventato onnicomprensivo.
Ma anche il 99.21 era stato apprezzato in Commissione IV. Quindi,
quando è possibile dica lei, non riguarda la mia Provincia, io lo
dico per onestà intellettuale perché la Commissione se n'è
occupata.
PRESIDENTE. Io sinceramente non so neanche che cosa riguarda.
SAVARINO. Riguarda Vittoria.
PRESIDENTE. Però, ripeto, quando si presenta un emendamento che
sostituisce l'articolo
SAVARINO. Ovviamente, decadono gli altri ed io vorrei sottolineare
alla sua attenzione che questo aveva avuto l'apprezzamento.
PRESIDENTE. Benissimo andiamo avanti.
Siamo alla rubrica enti locali. Si passa all'articolo 115.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Come? E' Finita. Non ce n'è altre, che mi risulti.
L'articolo 110 cos'è? No e allora è quello che abbiamo detto cosa
dovevamo fare con questo? Avevamo pensato, io avevo proposto di
fare un ordine del giorno perché lui lo farà amministrativamente.
Io non l'ho preso apposta per questo perché mi sembrava
(Intervento fuori microfono)
Siamo d'accordo, quindi lo ritiriamo e lui fa e si fa l'ordine del
giorno, oppure lo votiamo, io per me non ho problemi.
(Intervento fuori microfono)
Lo votiamo, benissimo. E allora, si può votare.
Si passa all'articolo 110. Ne do lettura:
«Art. 110.
Ristori per il settore del noleggio con conducente
1. Al fine di assicurare adeguato sostegno in favore delle imprese
del settore del noleggio con conducente mediante auto ed autobus
non soggetti ad obbligo di linea, di cui alla legge 11 agosto 2003,
n. 218, in considerazione degli effetti economici della crisi da
Covid-19, la relativa spesa è determinata in 7.000 migliaia di euro
a valere sulle risorse del POC 2014/2020».
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Stiamo facendo l'articolo 110, assessore Falcone.
Come sanno i miei colleghi l'articolo 110, che riguarda il
noleggio con conducente, è frutto di un lavoro che abbiamo fatto
anche nella scorsa finanziaria dove venne approvato questo
emendamento proposto dal Partito Democratico e poi votato e
apprezzato da tutta l'Aula. Nel corso dei lavori della finanziaria
di quest'anno l'abbiamo riproposto in Commissione Ambiente ,
apprezzato, e oggi è nel testo.
E' un articolo su cui, l'unico aspetto che ci preoccupa, assessore
Falcone, è questo delle coperture: il fatto che siano a valere sul
POC.
Quindi, l'appello accorato è quello che si proceda immediatamente
alla ridistribuzione e alla negoziazione dell'accordo con lo Stato
per l'assegnazione delle risorse POC, evitando quello che è
accaduto lo scorso anno, quando sono state rinegoziate queste somme
a dicembre.
E' una categoria che ha sofferto tanto la crisi, perché è a
cavallo, ovviamente, col mondo del turismo, e a cui serve un
ristoro immediato. Quindi ,l'appello, assessore Falcone, è che si
proceda immediatamente alla rinegoziazione delle somme POC e
vengono trasferite le risorse agli assegnatari.
PRESIDENTE. E allora, scusatemi, io vorrei anche una parola dal
Presidente Savona. Scusate, onorevole Dipasquale, chiedo scusa,
onorevole Savona, chiedo scusa. Se io non ricordo male, però
d'accordissimo ad andare avanti così, ma avevamo deciso che tutto
quello che riguardava i ristori sarebbe andati nell'ordine del
giorno per il Governo. Quindi, questi articoli che riguardano
specificatamente i ristori...
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore. Facciamo un
minimo di chiarezza perché ogni volta sennò ci perdiamo.
Quando noi abbiamo iniziato a fare la finanziaria, abbiamo avuto
disponibilità di 50 milioni dei fondi FESR extraregionali da
utilizzare per questa manovra. Ne abbiamo utilizzati 54,5 con tutti
gli emendamenti che sono stati approvati in Commissione che sono a
disposizione degli Uffici che hanno già operato.
L'ordine del giorno prevedeva un ulteriore utilizzo di 200 milioni
che servivano da fare attraverso un atteggiamento che li vedeva
utilizzati in Giunta ed è stata fatta il martedì successivo
all'approvazione della finanziaria. E questa è già pronta per la
settimana prossima dove all'interno ci andrà all'interno tutta la
logica dei ristori che sono.
PRESIDENTE. Quindi, questi vanno votati tutti.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Sono due cose
diverse.
PRESIDENTE. Perfetto, chiarissimo, quindi, questi vanno votati.
E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà. Poi,
l'onorevole Tancredi.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, semplicemente una domanda all'assessore
che, però, è uscito, perché l'anno scorso il problema che c'era su
questi fondi è che bisognava avere, ovviamente, il Durc in regola
e, quindi, molti non sono entrati ad avere i finanziamenti diretti
ma, poi, se si ricorda, signor Presidente, siamo intervenuti con
fondi proprio regionali per compensare questi che,ovviamente, non
avevano gli NCC che non aveva il Durc in regola.
Quindi, questi saranno solo per quelli che avranno il Durc in
regola e per quelli che non ce l'hanno ci sarà l'intervento
sostitutivo della Regione? Tanto per capire che platea riusciamo a
coprire con questi soldi. Grazie.
PRESIDENTE. Assessore, se lei questo lo vuole chiarire prima di
dare la parola all'onorevole Tancredi?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Sì,
Presidente, allora, noi l'anno scorso, vorrei ricordare, abbiamo
fatto una norma che esentava dalla presentazione del Durc per
motivi di pandemia Covid. La norma, vi devo dire, ha avuto in parte
un'impugnativa, ma in parte c'è stato un suggerimento da parte del
Consiglio dei Ministri per la riscrittura, cioè è stato detto che
noi potremo utilizzare i fondi regionali - così come lo abbiamo già
fatto, ad esempio, per i tassisti - e i fondi strutturali nazionali
anche in assenza di Durc.
Su questo c'è questo indirizzo, stiamo verificando di poter
praticare questo percorso e se così sarà, noi in fatti quest'anno
stiamo imputando questa spesa non sui fondi comunitari per i quali
necessita necessariamente il Durc, ma la stiamo imputando su fondi
nazionali per i quali confidiamo di non dovere utilizzare il Durc
per quelle aziende che, colpite dal Covid, hanno aggravato la
propria posizione finanziaria e non sono nelle condizioni di
produrre il Durc nemmeno con la rateazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha
facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, sull'ordine dei lavori. Allora, su
questo aspetto della quantificazione dei ristori, le chiedo la
massima attenzione perché poi noi andiamo a fare il 2 ed ogni volta
su questi finanziamenti ci sono subemendamenti e quant'altro. Su
questo aspetto noi, io personalmente, il mio Gruppo non abbiamo
intenzione di transigere su nulla, perché ci sono stati degli
accordi ben precisi e chiediamo il massimo rispetto di quello che è
stato il ragionamento che punta a dare i ristori alle categorie
nella maniera compiuta e, quindi, evitare di andare poi ad
appesantire ulteriormente delle norme, sottraendo risorse a quelle
che poi saranno la distribuzione per le categorie che già sono
delle somme insufficienti. Glielo chiedo ufficialmente, Presidente,
perché nel caso interverrò successivamente per stoppare qualunque
altro tipo di iniziativa. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tancredi.
Allora, stiamo votando. Questo era il 110.
PELLEGRINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Pellegrino, 5 secondi come tempo che è
destinata alla maggioranza. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO. Signor Presidente, nelle Isole minori si sa bene che è
inibita in alcune Isole minori la circolazione per cui non ci sono
taxi, non c'è noleggio. Dicevo, in alcune Isole minori non
esistono i taxi, non esiste il noleggio, esistono le barche per cui
per andare da un posto all'altro in un Isola deve essere utilizzata
la barca, quindi, noi abbiamo chiesto con l'emendamento 110.6 che
venisse esteso il sostegno anche alle attività di noleggio di
imbarcazioni di natanti e trasporti marittimi di passeggeri,
indicando anche l'Ateco.
PRESIDENTE. Però, c'è una spesa in più, per cui.
PELLEGRINO. E, lo so, ma dico dovrebbe essere divisa perché si
tratta di un'attività di circolazione.
PRESIDENTE. Se non c'è la copertura non lo posso rendere
ammissibile. Io non lo posso rendere ammissibile, se non c'è la
copertura.
PELLEGRINO. Vediamo cosa dice il Governo. Per le Isole minori non
esiste; nella scorsa finanziaria era stato previsto che il sostegno
venisse esteso anche ai natanti, al noleggio di natanti, perché
nelle isole
PRESIDENTE. Allora, se rimane all'interno dei 7 milioni
PELLEGRINO. Possiamo ascoltare il Governo sul punto?
PRESIDENTE. Sì, ma mi deve dire che rimane all'interno dei 7
milioni. Bisogna cambiarlo questo emendamento allora, perché soldi
in più non ce ne possono essere. Se rimane all'interno dei 7
milioni
Prego, Assessore.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Presidente, i natanti non vengono ricompresi negli NCC. I natanti
vengono ricompresi nei tassisti; li abbiamo ricompresi nei tassisti
perché sono circa 60. E quindi, così come abbiamo fatto nel 2020,
faremo anche nel 2021.
PRESIDENTE. Quindi, non c'è bisogno di questo emendamento?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. L'impegno
che prendiamo è quello che per i tassisti, i natanti, e così via,
sarà rispettato così come lo abbiamo fatto nell'anno 2020 anche per
il 2021.
PRESIDENTE. Quindi, l'emendamento si ritira, non ha senso.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Non c'è
bisogno, non serve, onorevole Pellegrino, non serve; lo prendiamo
come ordine del giorno eventualmente.
PRESIDENTE. Onorevole Pellegrino, ordine del giorno. Perché tanto
è già previsto così.
PELLEGRINO. Allora come ordine del giorno, perché c'era un codice
ATECO che non era previsto nella scorsa finanziaria.
PRESIDENTE. Vedete come farlo con l'Assessore.
Benissimo. A questo punto il resto degli emendamenti sono
soppressivi. Possiamo votare l'articolo 110.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 109. Ne do lettura:
«Art. 109.
Rimborso pedaggi autostradali
1. Al fine di ridurre il rischio di diffusione della pandemia da
Covid-19 dovuto all'intensivo utilizzo dei mezzi del trasporto
pubblico locale e per ridurre l'emissione climalteranti dovuta
all'eccessivo traffico veicolare nel centro urbano, è riconosciuto
un contributo per il rimborso dei pedaggi autostradali sulle tratte
di servizio interamente ricadenti all'interno dei comuni con
popolazione superiore a centocinquantamila abitanti, pari
all'ammontare del costo del pedaggio sostenuto annualmente, fino a
un massimo di 200 euro l'anno, a condizione che l'istante dimostri
l'assolvimento della tassa automobilistica regionale nell'anno
precedente alla presentazione dell'istanza e di essere in regola
con la revisione degli autoveicoli.
2. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, con decreto dell'Assessore regionale per le
infrastrutture e la mobilità, di concerto con l'Assessore regionale
per l'economia, sono disciplinate le modalità di attuazione delle
disposizioni di cui al comma 1, incluse le modalità di
presentazione delle istanze per la concessione del contributo e le
attività di controllo.
3. Per le finalità di cui al presente articolo, la relativa spesa
è determinata in 1.500 migliaia di euro a valere sulle risorse del
POC 2014/2020».
Anche questi sono rimborsi, avevo pensato che fossero fuori e,
invece, sono compresi.
C'è un emendamento, il 109.17, a firma di Catalfamo, che immagino
è ritirato, perché non lo possiamo fare, c'è un aumento, per cui è
inutile
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Assessore Falcone e assessore Armao, vorrei anche
l'attenzione dell'assessore Armao, il 109.17 non lo posso ritirare
e devo chiedere di valutarlo attentamente perché, come sapete
PRESIDENTE. Scusatemi tutti lì, c'è l'onorevole Catalfamo che sta
parlando con l'Assessore Grazie.
CATALFAMO. Io il 109.17, come lei sa, Assessore, non lo posso
ritirare, perché abbiamo verificato assieme che in questo modo la
norma funziona solo a metà, quindi le chiedo, anche magari con
l'assessore Armao, di valutare questo emendamento per salvarlo,
perché altrimenti la norma è monca.
PRESIDENTE. O il Governo mi dice che, non so come, è coperto o è
inammissibile. Non so chi si voglia prendere questa responsabilità
fra i due.
Allora, scusate, non c'è neanche bisogno che me lo dica
l'assessore Armao, nel senso che se la somma disponibile è quella
che diceva l'onorevole Savona, è l'onorevole Savona che mi deve
dire se è coperto. Cioè bisogna levarla da un'altra parte, cioè
bisogna levarla a qualcun altro e, quindi, non credo che
onorevole Savona, non c'è, non ci può essere.
Quindi, onorevole Catalfamo, non abbiamo che fare.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Scusate, siccome l'onorevole Savona ha
detto che ci sono 59 milioni disponibili, dobbiamo trovare qualcuno
a cui levarli. Mi sa che le ultime ore sono state passate a cercare
dove prenderli, dove metterli non dove levare.
CIANCIO. Grazie, Presidente. Io intervengo, invece, nel merito di
questo articolo e vorrei che i colleghi lo leggessero con
attenzione. Perché io leggo - sembra quasi una barzelletta - Per
ridurre le emissioni climalteranti, dovute all'eccessivo traffico
veicolare nel centro urbano noi diamo un rimborso spese per il
pedaggio autostradale. Cioè, praticamente, all'interno del testo ci
contraddiciamo, perché diciamo: per evitare che usiate la macchina,
vi rimborsiamo le somme per usare la macchina.
Io mi rendo conto che in quella notte dai lunghi coltelli in
Commissione Bilancio sono entrate cose allucinanti in questo
testo, però voglio dire, fino a questo punto no Un attimo di
lucidità
PRESIDENTE. Assessore Falcone, quello che dice l'onorevole Ciancio
oggettivamente perché qua dice che per evitare , però lo
facciamo.
CATALFAMO. Rispondo io: per evitare l'utilizzo della macchina
all'interno dei centri abitati, in maniera tale da non riempire di
CO2 i centri abitati, questo è il senso della norma.
PRESIDENTE. E quindi, li facciamo stare in autostrada tutto il
giorno?
CATALFAMO. Si parla di autostrade, che passano fuori dai centri
abitati. Quindi, il senso della norma è questo, per evitare che
(Intervento fuori microfono)
CATALFAMO. E' chiaro Bisogna saperla leggere la norma
PRESIDENTE. No, scusi, onorevole Catalfamo, non è che ci possiamo
prendere in giro? Se c'è una Circonvallazione o un pezzo di
autostrada perché uno deve andare oltre ...
CATALFAMO. Pagano il pedaggio all'interno del loro paese, pagano
il pedaggio Quindi, giustamente, per non pagare il pedaggio
passano all'interno del paese. Per questo la norma è scritta così.
Ma bisogna saperla leggere la norma, non è che si può
strumentalizzare la norma
PRESIDENTE. Cioè, lei dice che c'è qualcuno che entra dentro il
paese e si fa tutto il paese, invece di prendere l'autostrada, per
non pagare il pedaggio?
CATALFAMO. Certo, è normale perché alla fine dell'anno pagano un
sacco di soldi.
PRESIDENTE. Allora prende dalla Statale fino alla fine. Veramente
non lo capisco
CATALFAMO. Ci sono comuni all'interno dei quali si paga il
pedaggio per percorrere un tratto di autostrada all'interno del
territorio dello stesso comune da vent'anni.
Comunque, volevo sapere cosa pensa il Governo su questa cosa.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Vediamo di fare cose oggettivamente
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, per favore, qui non c'è qualcuno
che vuol fare qualcosa contro qualche altro. Qua stiamo cercando di
fare una norma che ha un carattere di giustizia sociale.
Oggi i cittadini messinesi che si devono recare e devono
attraversare la tangenziale di Messina, con tutti i problemi che la
stessa ha: vorrei ricordare che c'è il viadotto Ritiro che è in
costruzione, vorrei ricordare che c'è il problema del viadotto
dello svincolo Giostra, vorrei ricordare ai messinesi che c'è il
problema dello svincolo Annunziata. Si è detto, poiché vogliamo
evitare di creare intasamenti all'interno della città di Messina si
vuole incentivare, invece, l'utilizzo della tangenziale che, a sua
volta, però, è a pagamento e che, a sua volta, ha anche dei
problemi di tipo.
PRESIDENTE. Assessore Falcone, con tutto il bene che le voglio,
non si può fare quest'articolo.
E' un qualche cosa che non si può fare. Intanto, come viene capito
che il costo è un milione e mezzo? Non si può Stralciamolo.
Questo articolo è stralciato.
Onorevole Catalfamo, ci sono cose che si possono fare e cose che
non si possono fare. Con questo finiamo su tutti . Fanno
trasmissioni di Giletti apposta su questo Cioè, non usano quelle
già programmate, ne fanno qualcuna in più Perché dobbiamo fare
questi regali a Giletti noi
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, l'anno scorso è stata anche
approvata una mozione da questo Parlamento perché questa è
un'ingiustizia che va avanti da vent'anni a Messina, dove non solo
i Messinesi ma tutti i cittadini che percorrono quella tratta, che
è una tratta comunale, pagano un pedaggio ingiusto.
Quindi, la norma è scritta in maniera tale da permettere a tutti
coloro i quali pagano questo pedaggio ingiusto, su un tratto di 6
chilometri. che è una mulattiera,
PRESIDENTE. Ma è una legge
Si chiederà all'ANAS o quel che è, al Consorzio di levargli il
pedaggio. Ma noi non lo possiamo fare una legge ...
CATALFAMO. Non lo possiamo fare, abbiamo provato a farlo,
Presidente, ma non è stato possibile perché ci siamo scontrati con
le competenze ministeriali. Quindi, stiamo cercando un escamotage
per ovviare ai limiti che ci impone il fatto che ci scontriamo con
le competenze ministeriali.
Stiamo veramente perdendo l'occasione per dare giustizia ad una
cosa che è da vent'anni un'ingiustizia sociale enorme per Messina.
PRESIDENTE. Io le ingiustizie sociali cerco di risolverle sempre.
Si troverà il sistema per risolverlo ma non può essere questo. Non
ve l'abbiate a male. Perché facciamo pagare il pedaggio e noi diamo
il contributo al cittadino. Allora non lo paghi, punto e basta.
Ma non possiamo fare.
Mi prendo la responsabilità di avere stralciato questo articolo.
Punto.
Dovete intervenire tutti i deputati di Messina? No, basta
Stiamo facendo un lavoro molto faticoso e molto serio, non vi do
più la parola su questa cosa.
Vi chiedo scusa, ma non do più la parola su quest'articolo.
Si passa all'articolo 115. Ne do lettura:
«Art. 115.
Modifica all'articolo 1 della legge regionale 12 maggio
2020, n. 9
1. Alla lettera b) del comma 13 dell'articolo 1 della legge
regionale 12 maggio 2020, n. 9, le parole sette esercizi
finanziari sono sostituite con le parole otto esercizi
finanziari».
Eccetto i soppressivi, c'è soltanto l'emendamento 115.5, a firma
dell'onorevole Calderone.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Praticamente stiamo parlando riguardo ad alcuni comuni per i quali
sono state fatte le stabilizzazioni, per i quali è stato previsto
il contributo da parte della Regione siciliana.
C'è la copertura finanziaria per otto anni. Soltanto che nella
legge precedente la copertura finanziaria era stata prevista per
sette anni. Quindi si tratta di andare a coprire normativamente, a
sistemare la situazione.
PRESIDENTE. Quindi è favorevole all'emendamento presentato
dall'onorevole Calderone.
Sono ritirati i soppressivi. Pongo in votazione l'emendamento
115.5. Chi è favorevole resta seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 115, così come emendato. Chi è
favorevole resta seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 131. Ne do lettura:
«Art. 131.
Modifica all'articolo 20 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 30
1. Al comma 3 dell'articolo 20 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 30 e successive modificazioni, le parole ed il tempo
strettamente necessario per rientrare al posto di lavoro sono
sostituite dalle parole e un'ora dopo la fine della stessa .».
Sono stati presentati solo emendamenti soppressivi. Sono ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 131. Chi è favorevole resta seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 138. Ne do lettura:
«Art. 138.
Commissario straordinario enti locali
1. All'articolo 55 della legge regionale 15 marzo 1963, n. 16 e
successive modificazioni le parole da dell'Assessorato regionale
fino a dell'amministrazione della Regione sono sostituite dalle
parole in servizio presso l'Assessorato regionale delle autonomie
locali e della funzione pubblica che hanno svolto funzioni
ispettive, di vigilanza e di controllo nei confronti degli enti
locali da almeno cinque anni o tra i dirigenti aventi
professionalità amministrative dell'amministrazione della Regione,
nel limite di due incarichi così come previsto dall'articolo 49,
comma 26 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, .».
C'è un emendamento a firma degli onorevoli Cannata, Amata e
Galvagno, il 138.5. Ritirato o rimane valido?
Assessore, è favorevole all'emendamento?
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, c'è un emendamento presentato a
questo articolo che è stato depositato in tarda mattinata. A firma
degli onorevoli Caputo ed altri. Scusate è un subemendamento.
PRESIDENTE. Un subemendamento a questo emendamento?
LO CURTO. A questo articolo. Lo hanno presentato gli onorevoli
Caputo, Gallo e La Rocca Ruvolo.
PRESIDENTE. L'onorevole Caputo ha presentato un subemendamento?
Non ne ho notizia onorevole Lo Curto e neanche gli Uffici.
Lo dobbiamo consegnare al Governo. Il Governo è d'accordo? Perché
se il Governo non è d'accordo è inutile distribuirlo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, le chiedo un attimo di attenzione e
la chiedo anche al neo Assessore per la funzione pubblica, noi
recentemente - e chiedo al Presidente della I Commissione -
abbiamo modificato la norma per consentire non solo ai componenti
del Servizio ispettivo dell'Assessorato alle Autonomie locali ma
anche ai funzionari e dirigenti che sono presenti in
quell'Assessorato, quindi non solo del servizio ispettivo, di
potere essere utilizzati per l'attività ispettiva nei Comuni.
Nell'arco di pochi giorni - perché questo sta avvenendo - stiamo
facendo una ulteriore modifica in cui, oltre ai funzionari
dell'Assessorato alle autonomie locali e alla funzione pubblica
prevediamo che l'attività ispettiva nei comuni venga fatta anche
dai dirigenti con esperienza amministrativa: i dirigenti sono tutti
con esperienza amministrativa.
Noi di fatto stiamo superando una organizzazione della Regione
specialistica sull'attività ispettiva, non sto parlando dei
commissari che sono un'altra cosa.
Io non credo che sia opportuno per l'Amministrazione non avere una
. perché l'ispezione è un atto, si nomina un'ispezione, accede al
comune, acquisisce gli elementi e riferisce all'Assessore, quindi
occorre quel minimo di competenza, di conoscenza.
Così noi più allarghiamo, più il servizio ispettivo perde il senso
della ragione per cui esisteva un servizio ispettivo.
Io non ho capito da dove esca questo emendamento, perché gli
Uffici ci avevano chiesto in Commissione - e chiedo al Presidente
di potere eventualmente intervenire - di consentire ai funzionari
dell'Assessorato e non solo del Servizio ispettivo di poter fare
questa attività, ma così la stiamo estendendo a tutta la Regione.
Quindi, credo, che non sia funzionale all'Amministrazione, chiedo
al Governo di spiegarlo.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Questa norma, al
numero 138, è quella approvata già dall'Assemblea regionale.
Questa norma va a modificare, da un incarico a due incarichi, non
cambia, è una norma in essere, già vigente, da uno passa a due,
solo questo.
Quindi, se siamo a corto di ispettori gli diamo due incarichi
anziché uno, serve solo ad agevolare la macchina che non cammina.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Onorevole Savona, io ritengo che potrebbe essere - in
questa maniera - solo cassando o tra i dirigenti aventi
professionalità amministrative dell'Amministrazione della Regione .
Se noi non cancelliamo o tra i dirigenti aventi professionalità
amministrative
PRESIDENTE quello che dice, probabilmente è corretto.
LACCOTO. Se noi non cancelliamo, o tra i dirigenti aventi
professionalità amministrative dell'amministrazione della Regione
abbiamo creato un caos, perché la materia degli enti locali è una
materia particolare.
PRESIDENTE. La legge vigente è così, scritta così.
LACCOTO. Quindi li possiamo cancellare? Assessore, scusi, non può
essere esteso a tutto l'ambito della Regione. Le ispezioni negli
enti locali portano poi
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, chiedo scusa, perché io devo capire
pure, se l'onorevole Savona ha detto che è soltanto il passaggio da
1 a 2, e la legge scrive così, deve essere scritto così pure
questo.
LACCOTO. E non c'è, c'è un'aggiunta qua.
PRESIDENTE. No, la legge è così. Già quella vigente è così.
LACCOTO. Ma è un errore, scusate.
PRESIDENTE. Ho capito, ma è così la legge.
LACCOTO. E' un errore In questo caso lo possiamo cancellare: fra
i dirigenti amministrativi .
PRESIDENTE. Intanto, l'assessore Zambuto ha dato parere favorevole
a questo emendamento a firma degli onorevoli Cannata e Amata? Sì.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 138. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
L'emendamento dell'onorevole Lo Curto, non era stato distribuito?
Onorevole Lo Curto, il succo del suo emendamento qual era?
LO CURTO. Il subemendamento che ho presentato mira, semplicemente,
in buona sostanza che coloro che, in possesso dei requisiti di
laurea previsti dalla norma, abbiano già fatto i commissari
straordinari, pur non essendo più all'interno del Dipartimento
della funzione pubblica, possono essere nominati commissari
straordinari.
PRESIDENTE. Però, onorevole Lo Curto, le posso dire? Avendo
approvato con l'emendamento a firma dell'onorevole Amata questo
diventa l'opposto per cui non lo possiamo fare.
LO CURTO. Perché?
PRESIDENTE. O si trovava un accordo tra i due, ma così non
possiamo approvare. Non è neanche ammissibile che è l'opposto di
quello che dice l'emendamento Amata.
Per cui, vediamo poi, eventualmente, dove poterlo inserire.
Si passa all'articolo 146. Ne do lettura:
«Art. 146.
Contribuzione aggiuntiva dipendenti regionali collocati
in aspettativa sindacale
1. Le disposizioni di cui all'articolo 3, commi 5 e 6, del decreto
legislativo 16 settembre 1996, n. 564, come integrato dall'articolo
3 del decreto legislativo 29 giugno 1998, n. 278, trovano
applicazione nella Regione e al Fondo di quiescenza dei dipendenti
regionali.»
Il titolo certo è curiosetto. Loro già sono in aspettativa
sindacale, quindi praticamente non lavorano, devono onorevole
Savona è così? Giusto per spiegarmelo.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Si tratta dei
sindacalisti che sono in aspettativa, quindi c'è un problema di
contribuzione degli
PRESIDENTE. Quindi, è stato richiesto dall'Organizzazione. Allora
va bene. Pensavo fosse un'iniziativa nostra.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, purtroppo - come lei sa - in Assemblea
non è che invertendo i fattori il risultato non cambia. Invertendo
i fattori, lei si ritrova tanti soppressivi. Perché questo è un
aggiuntivo che non è passato dalle Commissioni di competenza,
quindi non conoscendone il contenuto e la quantificazione, noi
abbiamo presentato un soppressivo.
In maniera asciutta, il Presidente Savona ha dato una spiegazione,
però, vorremmo capire economicamente in quanto consiste questa
aspettativa sindacale? Vale un milione, due milioni?
PRESIDENTE. Non ha costi aggiuntivi perché non è a carico della
Regione.
FOTI. Non è a carico della Regione, va bene, quindi, per quanto ci
riguarda ritiriamo il soppressivo se c'è una motivazione, non ha
copertura.
PRESIDENTE. No, la copertura non c'entra perché non ha bisogno di
copertura.
FOTI. Dico, se non c'è, noi lo ritiriamo.
PRESIDENTE. Quindi lo ritirate.
Pongo in votazione l'articolo 146. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Finita la rubrica Enti locali', onorevole Savona,
passiamo ad Attività produttive' prima e poi facciamo
Agricoltura'?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Savona)
PRESIDENTE. E' meglio farlo dopo, lei dice, Attività produttive.
Lo facciamo dopo. Allora, l'Agricoltura. L'assessore Scilla c'è?
Onorevole Savona, facciamo una cosa. Sospendiamo cinque minuti i
lavori, che così ci chiariamo alcune cose. Cinque minuti di
sospensione.
(La seduta, sospesa alle ore 17.16, è ripresa alle ore 17.27)
Presidenza del Vicepresidente DIMAURO
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. I deputati sono pregati di prendere posto. Allora,
onorevoli colleghi, iniziamo con la rubrica dello Sport.
Si riprende l'esame dell'articolo 32. Allora l'articolo 32 sono
Iniziative in favore dello sport e Fondo per le trasferte delle
società sportive .
Ci sono una serie di emendamenti soppressivi. Onorevole
Barbagallo, onorevole Lupo, sono ritirati? Sono ritirati, bene,
sono ritirati.
Si passa all'emendamento 32.25. Onorevole Palmeri, è mantenuto
l'emendamento? Onorevole Tancredi, è mantenuto l'emendamento 32.25?
È ritirato, bene.
Il presidente Savona prende posto per favore?
Si passa all'emendamento 32.33 a firma del Governo. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 32.27 a firma degli onorevoli Zito,
Sunseri, Di Paola, Di Caro, Pasqua. È confermato, onorevole Zito?
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Sì, grazie Presidente, perché noi vediamo da dei vincoli che
sono stati imposti nella scorsa finanziaria di distribuire i fondi
alle società e alle federazioni e in base al contributo dell'anno
precedente, quindi il 2019.
Si è imposto anche alle federazioni cosa che, secondo me, anche
per dei pareri legali in mio possesso non si poteva fare, ma anche
alle federazioni si è imposto di fare così.
Ora, dico ci sono società che invece di fare come nel 2019, che ne
so sei campionati ne hanno fatti di meno, quindi avranno lo stesso
contributo rispetto a quella società che prima, ad esempio, non
esisteva ma si era iscritta o ha fatto solo un campionato e l'anno
successivo ne ha fatto più di uno e quindi si verrà a creare una
disparità, secondo me, che non può funzionare.
Inoltre non capisco perché l'80 per cento viene confermato
rispetto a quello che era il 2019 e il 20 per cento va a
discrezionalità dell'Assessore.
Questa cosa secondo me è una stortura che va superata, invece
dobbiamo riportare con i vecchi criteri dove alla fine anche le
federazioni decidono come distribuirle, perché le federazioni sanno
quali sono i problemi, le società meritevoli di avere contributi e
quant'altro. Quindi chi meglio di loro potrebbe distribuire i fondi
che noi distribuiamo ogni anno allo sport. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zito. Il parere della Commissione?
Onorevole Savona?
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, sempre con
riferimento al comma 5, come Gruppo parlamentare del PD, abbiamo
presentato l'emendamento 32.28 che recita dopo le parole con
apposito decreto dell'Assessore regionale per il turismo, sport e
spettacolo sono aggiunte le seguenti parole d'intesa con il
Coni .
Non so quale sia il parere del Governo, evidentemente se fosse
condiviso il 32.27, chiedo di posporre il nostro emendamento, come
subemendamento al 32.27, altrimenti risulterebbe precluso, quindi
intervengo sull'articolo e in particolare su questo comma.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,
chiedo all'Aula di apprezzare il mio emendamento il 32.29, perché
supera un po' le criticità che sono state avanzate dai colleghi.
La legge n. 31 è una legge che già prevede una determinata
procedura e che non può naturalmente essere cambiata con la legge
finanziaria. Come sappiamo le società vivono di contributi, non
vivono di stipendi e le trasferte, il risarcimento previsto dalle
trasferte poiché l'attività si è fermata, allora abbiamo dovuto
inventarci questo piano di riparto riferito al 2019.
abbiamo a lungo dibattuto in V Commissione, con l'assessore
Messina a cui chiedo l'attenzione, Assessore, sono d'accordo sulla
riserva che lei prevede per eventuali richieste future, però le
chiedo di apprezzare il mio emendamento dove si prevede che le
eventuali eccedenze di questo 20 per cento vengano distribuite in
proporzione alle società che si riferiscono alla legge n. 31.
Inoltre non condivido l'emendamento che prevede sentite il Coni
perché quelle che deve essere sentito è il Comitato delle
federazioni. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Savona, come ha avuto modo di ascoltare
quello che ha detto l'onorevole Lupo, c'è eventualmente un'ipotesi
di subemendamento al 32.27, qualora
Il parere?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Se diamo parere
favorevole al 32.27
PRESIDENTE. E al 32.28, giusto?
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Sì,
grazie Presidente, onorevoli deputati. Sull'emendamento 32.27 il
parere del Governo è contrario mentre sull'emendamento
dell'onorevole Lupo è favorevole per cui se va inglobato come
subemendamento rischia di essere bloccato, quindi chiedo di
lasciarlo in questo modo.
PRESIDENTE. Va bene, allora, abbiamo le idee chiare. Ripeto:
sull'emendamento 32.27 c'è...
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Schillaci)
E' già intervenuta. Lei mette in votazione che cosa? Scusi prima
c'è il 32.27.
Allora, sull'emendamento 32.27 c'è il parere contrario del
Governo, la Commissione si è rimessa all'Aula. Lo pongo in
votazione.
(Richiesta di votazione per scrutinio palese nominale)
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 32.27
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 32.27.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 65
Votanti 40
Maggioranza 21
Favorevoli 13
Contrari 27
Astenuti 0
(Non è approvato)
L'emendamento 32.29 è precluso.
Si passa all'emendamento 32.30. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Contrario.
(Viene chiesta la votazione per scrutinio nominale)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 32.30
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 32.30.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 64
Votanti 42
Maggioranza 22
Favorevoli 15
Contrari 27
Astenuti 2
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 32.28. Lo pongo in votazione col parere
favorevole della Commissione e del Governo. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 32.31 è assorbito dal 32.28.
Si passa all'emendamento 32.32. E' un emendamento che prevede
un'ulteriore somma di 300 mila euro. Manca la copertura quindi
l'emendamento è inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 32, così come è stato emendato. Col
parere favorevole della Commissione e del Governo. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:
«Art. 51.
Competenze in materia di imprese turistiche
1. Alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 8 della legge
regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive modificazioni dopo
le parole internazionalizzazione delle imprese sono aggiunte le
parole ad eccezione di quelle turistiche e dopo le parole Aiuti
alle imprese sono aggiunte le parole ad eccezione di quelle
turistiche .
2. Alla lettera n) del comma 1 dell'articolo 8 della legge
regionale n. 28/1962 e successive modificazioni, dopo le parole
Vigilanza enti di settore. sono aggiunte le parole Attività
promozionali all'estero e internazionalizzazione delle imprese
turistiche. Aiuti alle imprese turistiche.
3. Con decorrenza 1 luglio 2021, le competenze relative agli aiuti
alle imprese turistiche, le cui procedure di evidenza pubblica per
la relativa concessione o le procedure negoziali non risultino
avviate alla medesima data, transitano dall'Assessorato regionale
delle attività produttive all'Assessorato regionale del turismo,
dello sport e dello spettacolo».
Abbiamo tutta una serie di emendamenti soppressivi, si, che
credono siano ritirati onorevole Barbagallo. Sono ritirati.
(Intervento fuori microfono)
Come? Sì, lo so, lo so che ha chiesto la parola. Lo so Allora, un
attimo, un attimo e cominciamo
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente, per annunciare il ritiro degli
emendamenti soppressivi. E' un tema dibattuto da anni questo delle
competenze in materia turistica, quindi esprimiamo apprezzamento.
PRESIDENTE. Grazie. Il 51.15 è inammissibile. Passiamo
all'approvazione dell'articolo 51. Ah, scusi.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Presidente, non mi vuole fare parlare, ahi ahi ahi. No,
anch'io esprimo apprezzamento per l'articolo però vorrei fare
semplicemente una domanda all'assessore Messina se mi ascolta.
Questi cambiamenti di competenza negli assessorati comportano
solitamente dei tempi burocratici, diciamo, piuttosto lunghi che,
in una fase come questa in cui il settore turistico ha
assolutamente necessità di interventi di sostegno economico,
rischiano di creare delle complicazioni.
Io vorrei semplicemente una rassicurazione che, in tal senso, ci
siano minori perdite di tempo possibile, proprio per andare
incontro alle esigenze del settore che assolutamente ha necessità.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Presidente, Giunta, colleghi, condivido l'intervento
dell'onorevole Siragusa e mi rivolgo adesso all'assessore Messina.
Ho presentato un emendamento che riguarda una modifica ai criteri
della stagionalità degli alberghi, introduce criteri di
flessibilità.
Voglio sapere qual è il parere del Governo, so che c'è anche una
legge di riforma, una proposta di riforma in itinere che dal
Governo o l'approviamo adesso, come propongo io, o diversamente
qual è l'opinione del Governo stesso.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Grazie, Presidente. Per il primo intervento rassicuro assolutamente
tant'è che nell'articolo è specificato che solo le pratiche da
luglio 2021 saranno seguite dall'Assessorato al turismo, tutto
rimane in carica al vecchio Assessorato, quindi non ci sarà alcun
tipo di ostacolo.
Sull'emendamento dell'onorevole Lupo apprezzo chiaramente
l'iniziativa, l'unica cosa che siccome è molto articolato
l'argomento e proprio oggi abbiamo iniziato con le associazioni di
categoria l'esamina del nuovo disegno di legge, lo tratteremo, se
lei è d'accordo, in quest'occasione per farlo più corretto e più
completo. Grazie.
PRESIDENTE. Bene, allora andiamo avanti. Pongo in votazione
l'articolo 51 col parere favorevole della Commissione e del
Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 72. Ne do lettura:
«Art. 72.
Residenze artistiche
1. Al fine di sviluppare e valorizzare lo spettacolo dal vivo
attraverso progetti relativi all'insediamento, alla promozione e
allo sviluppo del sistema delle residenze artistiche, quali
esperienze di rinnovamento dei processi creativi, della mobilità,
del confronto artistico nazionale e internazionale, di incremento
dell'accesso e di qualificazione della domanda, l'Assessore
regionale per il turismo, lo sport e lo spettacolo è autorizzato ad
erogare per il triennio 2021-2023 un contributo annuale pari a 50
migliaia di euro (Missione 5, Programma 1), secondo modalità
definite con apposito decreto del medesimo Assessore».
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Ma noi abbiamo fortissime perplessità su
quest'articolo 72. Abbiamo presentato gli emendamenti soppressivi.
Francamente, non capiamo la ragione per cui vengano previsti in
finanziaria ulteriori 50 milioni di euro per queste residenze
artistiche quando benissimo si possono
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. 50 migliaia.
BARBAGALLO. Cinquantamila euro, ho sbagliato presidente Savona,
scusi. Cinquantamila euro per ulteriori iniziative relative allo
spettacolo dal vivo, quando già dalle somme previste in bilancio
con il capitolo, mi pare che è 473514, ben l'Assessore può
attingere, o la Giunta di Governo, per questo tipo di iniziative,
quindi se, come dire, rientrano in quello stanziamento va bene,
però se sono ulteriori francamente è incomprensibile.
PRESIDENTE. Certo, sono ulteriori.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io vedo
nella tabella degli emendamenti che c'è un sostitutivo
dell'articolo che pone il tema dei percorsi paesaggistici e dei
cammini. Colgo l'occasione per informare anche l'Aula che sono
anche presentatrice di un testo di legge sui Cammini e sulla
valorizzazione dei Cammini storici e delle Vie francigene, perché
ritengo e riteniamo insomma, c'è un associazionismo molto fervido
in questo momento che si sta sviluppando sul tema, che soprattutto
in tempi di Covid questo serve potenziare i Cammini interni della
Sicilia, i sentieri, i percorsi paesaggistici possa rinforzare il
turismo interno e, pertanto, anche il turismo relazionale e,
quindi, valorizzare quella che è un leva anche tutta siciliana.
Rispetto alla possibilità che si possa pertanto sostituire
l'emendamento 72.8, non so se l'assessore Messina eventualmente
vuole accogliere alcune modifiche che ampliano anche il discorso
dei Cammini e va a inserire le Vie francigene e i Cammini a matrice
storico culturale ponendo pertanto anche la Sicilia in quello che è
un discorso nazionale e anche europeo delle Cultural routes e
pertanto ci permetterebbe di avanzare anche in questo tipo di
valorizzazione. Questa è la mia proposta.
PRESIDENTE. Colleghi, scusate, di questo emendamento 72.6 i primi
due commi erano già stati stralciati ed erano inseriti
nell'articolo 46 del vecchio disegno di legge 962, questo lo dico
perché essendo il terzo comma di questo emendamento lo stesso del
comma 1 dell'articolo 72, di fatto, il 72.6 non potrà essere
trattato.
Poi c'è il 72.8 che prevede maggiori oneri e quindi è
inammissibile. Il 72.9 la stessa cosa, e poi c'è il 72.7 che invece
si può esaminare.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
Allora, restano in vita gli emendamenti soppressivi, che lo ha
ribadito con un intervento l'onorevole Barbagallo.
(Intervento fuori microfono dell'assessore Messina)
Il 72? Parli al microfono non la sento.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Al
72.8 c'è la copertura.
PRESIDENTE. Dov'è? Non c'è, c'è indicata la somma, ma non c'è
indicato il capitolo; non è coperto quindi. Allora, dobbiamo votare
i soppressivi.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego. Le ricordo, onorevole Zafarana, che è stato già
stralciato.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non vorrei,
per carità, come dire permettermi di insegnare niente all'assessore
Messina, anche perché lui conosce le dotazioni finanziarie del suo
fondo. L'emendamento sostitutivo ha una copertura di 100 mila euro
che sono, a quanto riferisce l'assessore Messina, sul suo fondo e,
pertanto, ritengo che debbano essere il Governo e la Commissione
QBilancio' a dire se vi è la copertura economica.
PRESIDENTE. Mi scusi, non ci siamo capiti, non è
un'inammissibilità per mancata copertura finanziaria, è
un'inammissibilità che ha determinato la Presidenza dell'Assemblea,
allorquando avendo in mano il disegno di legge 962 questo era
inserito nell'articolo 46, quindi non è un problema di copertura
finanziaria; la copertura finanziaria riguarda altre cose il 72.8 e
il 72.9. Sono stato chiaro?
ZAFARANA. Sì, ho capito, Presidente.
PRESIDENTE. Eh lo so, però se le dico che è stato stralciato,
purtroppo
ZAFARANA. Allora, poi chiaramente l'assessore Messina deciderà
cosa fare. Il mio era un subemendamento e un suggerimento rispetto
ad un percorso e un suggerimento di tipo culturale per dare una
prospettiva anche; se poi diciamo così questi sono gli
intendimenti, chiaramente, poi il Governo prenderà le decisioni che
vorrà, ci mancherebbe.
PRESIDENTE. Va bene.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io volevo
capire una cosa e ne approfitto che qua c'è l'assessore Messina.
Noi mettiamo 50 migliaia di euro per valorizzare le residenze
artistiche, non so con queste somme quali siano queste residenze,
se già c'è un progetto nella mente dell'Assessore, ma non capisco
perché dobbiamo inventarci una cosa nuova quando, Assessore, due
anni fa questo Parlamento ha votato per il percorso letterario
degli Iblei, per il percorso letterario. Fra l'altro è stato votato
all'unanimità quel percorso e ancora mancano i decreti attuativi.
Perché non mettiamo in funzione, facciamo camminare le cose già
votate, invece, di inventarci cose nuove dove c'è addirittura
impegno di spesa?
Quel decreto attuativo che si doveva fare già due anni fa non
richiedeva alcuna somma e avrebbe valorizzato un sacco di percorsi
letterari nelle varie province siciliane.
Ad oggi, non è stato ancora fatto, però ci dobbiamo inventare una
cosa nuova, con un impegno di spesa tra l'altro irrisorio che non
si capisce a cosa serva.
Io spero che almeno le cose vecchie e passate che possono già
camminare con le proprie gambe vengano messe nella disponibilità
dei siciliani. Grazie.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, riprendo l'intervento che ha fatto
la mia collega Stefania Campo. E' opportuno, così come ha fatto
ieri l'onorevole Michele Catanzaro. Ci troviamo davanti la stessa
tipologia di problema.
Noi facciamo le norme, ieri abbiamo discusso su quella relativi ai
giovani, dopodiché le norme non le finanziamo, non mettiamo le
risorse, quindi diventano norme non attuabili e poi nella
finanziaria, con un articolo, con una paginetta si mettono le
risorse e si rende insignificante quello che è il lavoro delle
Commissioni, del Parlamento. E' veramente mortificante
Secondo me, dobbiamo fare lo stesso lavoro che abbiamo fatto ieri
con l'onorevole Grasso e con l'onorevole Catanzaro, che poi hanno
trovato una sintesi, salvando quello che è appunto la norma.
Dobbiamo cioè prendere i soldi e metterli nella norma perché noi
abbiamo una norma e prima di inventarci altre cose dobbiamo
riempire di contenuti economici le norme che facciamo, altrimenti
le riunioni che facciamo in Commissione, le sedute che facciamo in
Aula, gli atti che produciamo sono sterili, sono privi di
significato perché poi arriva o il deputato di turno o l'Assessore
di turno che con una paginetta azzerano il lavoro di tutti quanti
noi.
Vi prego su questo se possiamo fermarci, raccogliere come ieri
abbiamo raccolto il grido di dolore dell'onorevole Catanzaro, oggi
raccogliamo quello dell'onorevole Campo in modo che quel lavoro
possiamo metterlo in sicurezza.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Messina,
credo che ci sia un'esigenza di chiarimento del significato della
norma che, a mio avviso, non è per niente chiara, perché non si
capisce a chi verrebbe erogato questo contributo annuale di 50
migliaia di euro, né con quali modalità perché non possiamo
approvare una norma al buio che poi rinvia tutto ad un decreto
dell'Assessore e siccome mi rifiuto di credere che si possa pensare
di affrontare la drammaticità della crisi dello spettacolo dal vivo
con 50 migliaia di euro, chiedo al Governo di spiegare meglio qual
è il senso della norma ed eventualmente di riscriverla, se è
necessario, per renderla più chiara e trasparente.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Grazie, Presidente. Le residenze artistiche sono un istituto
giuridico che esiste già da oltre quindici anni ed è finanziato dal
Mibact, quindi dal Ministero della Cultura.
E' un finanziamento a cui si può accedere come Regione, oggi
diciotto Regioni italiane ne fanno parte, la Sicilia da quindici
anni è rimasta fuori da questo circuito, per potere accedere a
questo cofinanziamento delle residenze artistiche del Mibact
bisogna istituire il capitolo e mettere un piccolo contributo
denominato come residenze artistiche. Questo ci consentirà nel 2022
di poter finalmente accedere - nella triennalità del Mibact - ad un
fondo che si aggira intorno ai 250-300 mila euro per le residenze
artistiche siciliane.
E' chiaro che questa è una quota, una piccola quota nostra e la
procedura che poi seguirà dopo sarà quella che chiede il Mibact,
che è quella di finanziamento pubblico. E' chiaro che se volete
specificato e meglio specificare che serve per l'accesso al
finanziamento Mibact per le residenze artistiche lo possiamo
tranquillamente subemendare perché, ribadisco, il fine è questo.
Spero di essere stato, ovviamente, chiaro. Grazie.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
PRESIDENTE. Non ho capito, onorevole Barbagallo.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
Perfetto, siamo d'accordo. Allora è accantonato. Assessore quando
c'è il subemendamento pronto lo riprendiamo.
Si passa all'articolo 86. Ne do lettura:
«Art. 86.
Rassegna Cinema City
1. Al fine di favorire l'incremento dell'offerta turistica e di
promozione sociale mediante una rassegna di proiezioni di film e di
incontri nelle piazze e nei quartieri della città di Palermo
secondo la metodologia del cinema all'aperto cosiddetto cinema
diffuso è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2021, la spesa
di 20 migliaia di euro per la rassegna Cinema City (Missione 5,
Programma 2).».
All'articolo 86 ci sono una serie di emendamenti soppressivi.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, quando abbiamo letto questo
articolo in seno al testo non abbiamo capito qual è la ragione, a
meno che anche in questa ipotesi non ci siano cofinanziamenti,
progetti europei ai quali attingere ma, francamente, visto così,
non si comprendono le ragioni per cui interveniamo con legge e non
stiamo intervenendo nei capitoli di bilancio a favore
dell'Assessore.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Signor Presidente, solo per precisare che non è un articolo del
Governo, quindi non è di competenza nostra.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. Calma, c'è un articolo. Si deve votare. Lo stralcio
Cosa stralcio
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)
Va bene. C'è un emendamento
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, così come dicevo prima, che la
drammaticità della crisi dello spettacolo dal vivo non si può
affrontare e risolvere con 50 mila euro, poi l'Assessore ha fatto
le precisazioni dovute, attendiamo la riscrittura per valutarlo,
ora dico che la crisi del cinema non si può ovviamente affrontare
con 20 mila euro. Quindi, o facciamo norme che hanno un senso e
davvero danno una risposta al settore e alla categoria o diventa
del tutto incomprensibile anche il tempo che stiamo perdendo,
perché dalla lettura dell'articolo non si capisce neppure chi
dovrebbe beneficiare di questo micro finanziamento, 20 mila euro
per la Sicilia è una goccia nell'oceano.
Chiedo al Governo, a chi l'ha proposto, di chiarire, siamo al
sostegno del cinema ma non è questo il modo.
PRESIDENTE. Pare che ci sia un certo orientamento.
Presidente Savona, il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Certamente è
favorevole, se c'è da aggiustarlo lo aggiustiamo.
PRESIDENTE. Allora lo accantoniamo?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Sì.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di accantonarlo, ovviamente la
Commissione lo vuole sistemare per dare un contributo ai lavori
parlamentari.
Andiamo avanti. Si passa all'articolo 91. Ne do lettura:
«Art. 91.
Iniziative a sostegno della Fondazione Taormina Arte
Sicilia
1. Al fine di potenziare e valorizzare le iniziative artistico-
culturali del Taobuk Festival e del Taormina Film Fest, è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2021, la spesa di 400
migliaia di euro in favore della Fondazione Taormina Arte Sicilia
da destinare, in pari quota, al supporto delle relative attività».
BARBAGALLO. Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.
PRESIDENTE. Perfetto.
Passiamo direttamente all'emendamento 91.7 che è una riscrittura
che estende la norma all'INDA. Sempre con 400 mila euro viene
allargata all'INDA. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Mi
rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Quindi, si rimettono all'Aula sia la Commissione che
il Governo. Assessore, c'è un finanziamento a parte per l'INDA? C'è
un altro finanziamento? Per tutte e due, ho capito. Chi è
favorevole all'approvazione dell'emendamento scusate un attimo,
assessore, se lei ha letto l'emendamento adeguatamente c'è una
modifica sostanziale. Vuole intervenire, assessore?
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Sì
Presidente, chiedo scusa, ma purtroppo sto riscrivendo un altro
subemendamento. All'articolo 91, chiaramente, diamo parere
favorevole. Al subemendamento 91.7 diamo parere contrario, in
quanto l'INDA già ha possibilità di altro finanziamento, sia dal
FURS regionale che dal FURS nazionale.
PRESIDENTE. Con il parere contrario del Governo e della
Commissione, lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 91.8 è già coperto dalla manovra. Con il parere
favorevole della Commissione e del Governo, pongo in votazione
l'articolo 91. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 123. Ne do lettura:
Articolo 123
Agenzie di viaggio
1. L'apertura, il trasferimento e le modifiche concernenti
l'operatività delle agenzie di viaggio e turismo sono soggetti alla
segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) di cui
all'articolo 27 della legge regionale 21 maggio 2019, n. 7,
presentata dal titolare o, se persona diversa, dal gestore o dal
suo eventuale legale rappresentante ovvero, in caso di persona
giuridica, dalla persona che ne ha la rappresentanza legale con
menzione del mandato, presso lo sportello unico delle attività
produttive (SUAP) territorialmente competente. .
A pagina 115, onorevole Barbagallo. Gli emendamenti soppressivi
sono confermati? E c'è un emendamento soppressivo anche del
Governo.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Io avevo presentato un emendamento sostitutivo di questo
articolo che, in un certo senso, capisco che è stato probabilmente
catalogato come aggiuntivo, perché aggiungeva due commi che sono
molto importanti. Ed era l'unico articolo nel quale
Aspetti, perché eventualmente, anziché votare l'aggiuntivo, io
chiedere all'assessore di valutare il sostitutivo, perché ho
presentato questo emendamento per quanto riguarda l'organizzazione
di spettacoli sotto i 200 partecipanti, c'è un problema di
chiarezza in Sicilia che manca. Perché non abbiamo recepito delle
norme nazionali, quindi sto parlando di una norma che attiene a
tutto il territorio, tranne la Sicilia, per le quali gli eventi
sotto i 200 partecipanti devono essere richiesti alla Questura e
non al Comune.
Ovvero, in Sicilia bisogna ancora, con la vecchia norma, fare
richiesta alla Questura. Questo determina una grande confusione per
tutte le associazioni, le imprese che fanno spettacolo, perché
spesso capita che sbagliano, ma non per un problema.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, ma cosa c'entra questo con
l'articolo delle agenzie di viaggio?
CIANCIO. Perché riguarda la SCIA, Presidente.
PRESIDENTE. Ma la SCIA è un'appendice, l'argomento qui è Agenzie
di viaggio'
CIANCIO. Presidente, le sto dicendo mi rendo conto che è un po'
forzata l'unione di questi due temi, però ho parlato con
l'assessore che è d'accordo. L'abbiamo analizzato insieme questo
problema, e significa andare incontro a tutte quelle attività, tra
cui quelle che hanno manifestato ieri, per semplificargli la vita.
Non ha onori finanziari.
E', semplicemente dire, anziché fare la richiesta al Questore, si
fa la richiesta al Comune, così come molti comuni già fanno. Però,
siccome non abbiamo recepito la norma nazionale, è capitato che
bloccassero spettacoli, mezz'ora prima dell'inizio dello
spettacolo, perché avevano sbagliato a farla al SUAP anziché al
(Intervento fuori microfono)
CIANCIO. No, no assessore. E' così. Per eventi sotto i duecento
partecipanti.
PRESIDENTE. Ma questo, mi scusi, questo si può mettere
all'articolo 52, che è un articolo di abrogazione e modificazione
di norme. Si può mettere lì.
CIANCIO. Se c'è un impegno a trattarlo all'articolo 52, per me va
benissimo. Semplicemente, io lo avevo presentato a questo articolo
per questo dico, anziché abrogarlo potevamo
PRESIDENTE. Assessore, mi scusi, l'articolo riguarda altre cose.
Riguarda Agenzie di viaggio. L'onorevole Ciancio ha sollevato una
questione importante che può - per favore, per favore - essere
inserito benissimo nell'ambito dell'articolo 52 Abrogazione di
norme e modificazioni'. Se il Governo è d'accordo, assume l'impegno
e proponiamo questo emendamento, credo che l'Aula sia tutta
d'accordo.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Favorevole, il Governo è favorevole.
PRESIDENTE. Allora pongo in votazione l'articolo 123. Abbiamo il
parere negativo della Commissione. Il parere negativo del Governo.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 125. Ne do lettura:
Articolo 125.
Teatri di tradizione
1. Agli enti autonomi regionali riconosciuti quali teatri di
tradizione ai sensi dell'articolo 28 della legge 14 agosto 1967, n.
800 e successive modificazioni non si applicano, in materia di
legale rappresentanza, le disposizioni previste dall'articolo 39,
comma 4, della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 e successive
modificazioni.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi quest'articolo
interviene per modificare una norma regionale che quest'Assemblea
ha approvato nel 2015. La norma che l'Assemblea ha approvato - se
l'assessore Messina mi ascolta - prevedeva, nell'ottica del
contenimento delle spese delle partecipate regionali, una norma
allora concordata con il Governo nazionale, la riduzione da cinque,
Presidente Di Mauro, a tre componenti dei consigli di
amministrazione e, in quest'ottica proprio per rafforzare la
vigilanza, la presidenza dei consigli di amministrazione in capo al
rappresentante della Regione.
Poco dopo arrivò, negli uffici dell'assessorato, una nota del
bilancio che riteneva che questa norma si applicava anche ai
teatri. In particolare al teatro di Catania e al teatro di Messina.
Rispetto ad altre bozze che sono circolate, che prevedevano il
ripristino dei consigli di amministrazione del teatro di Messina e
di quello di Catania a cinque componenti, questa incide soltanto
sulla legale rappresentanza. Come del resto, Presidente Di Mauro,
avviene in altri teatri italiani.
L'unica differenza, ad esempio, rispetto al San Carlo è che il San
Carlo prevede la presidenza in capo al sindaco, o al suo delegato.
In questo caso Catania e Messina, nella norma proposta dal Governo,
la legale rappresentanza sarebbe in capo ai sindaci. Noi non siamo
contrari a quest'ultima previsione. Cioè se i consiglieri di
amministrazione restano tre e, quindi, non proliferano i posti dei
consigli di amministrazione e siccome, è nella legge del 2015, i
posti restano a titolo gratuito, e vorremmo queste rassicurazioni,
noi siamo pronti a ritirare i soppressivi.
Diventa una scelta e, quindi, ha anche una logica che il
presidente coincide con il rappresentante legale dell'ente
proprietario dell'immobile.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Signor Presidente, onorevole Barbagallo assolutamente sì. Il numero
dei componenti rimarrà lo stesso e, in più proprio l'anno scorso,
il sottoscritto ha presentato una norma dove bloccava nuovamente la
possibilità degli emolumenti dei Consigli d'amministrazione, per
cui abbiamo rinnovato nuovamente il principio, per cui sono
assolutamente d'accordo con lei. Grazie.
PRESIDENTE. Allora, bene, a questo punto approviamo direttamente
l'articolo 125 onorevole Barbagallo. Bene.
Si passa alla votazione dell'articolo 125. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
MESSINA, assessore regionale per il turismo, lo sport e lo
spettacolo. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ritorniamo all'articolo 72. Stiamo distribuendo il subemendamento
72.8.1 che è firmato dall'assessore Armao, da Tozzo e
dall'assessore Messina. In buona sostanza andiamo a riprendere -
colleghi scusate - andiamo a riprendere l'articolo 72.8 che con
questo subemendamento trova copertura nell'ambito delle stesse
risorse di quella assegnata al
Allora, colleghi, per avere chiaro, questo 72.8 sostituisce
l'articolo 72 e ha in più un subemendamento che è 72.8.1 che in
buona sostanza è la copertura finanziaria ai
Avete ricevuto il subemendamento?
E il suo subemendamento? Zafarana? Perfetto. Come? Un altro
subemendamento? Se lo rintracciamo, per favore, della collega. E'
arrivato ora. Sospendo l'Aula per un minuto.
(La seduta sospesa alle ore 18.12, è ripresa alle ore 18.13)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, lo abbiamo dichiarato stralciato e
lei ci ritorna. Come devo spiegarglielo che già la Presidenza l'ha
stralciato? Io non posso fare niente, non lo possiamo ammettere.
ZAFARANA. Chiedo di intervenire.
PRESIDENTE. Prego, lo spieghi. Cosa posso fare io? E' stato
dichiarato stralciato.
ZAFARANA. Presidente, allora, sarà stato stralciato, benissimo
però mi permetta di completare il pensiero.
L'emendamento 72.8 è di medesimo contenuto, per le prerogative che
mi sono consentite in qualità di deputato, io vado ad emendare,
rispetto alla definizione dei contenuti, perché poi la norma possa
avere effetti ed esiti sulla materia delle vie francigene, dei
cammini, dei percorsi paesaggistici, non in modo settoriale perché
il 72.8 è pensato esclusivamente per la materia paesaggistica dei
sentieri, mentre vi è tutta altra normativa che è di complemento,
che è appunto quella della valorizzazione delle vie francigene.
Conoscerete bene il cammino di Santiago di Compostela, la via
francigena nazionale, le cultural rules nazionali all'interno delle
quali noi possiamo inserirci. E' una prospettiva che si dà alla
Sicilia in questo momento quindi, perché intervenire in modo
settoriale? Emendando a livello di contenuto io vedo l'assessore
Messina che annuisce con serenità, e anche l'onorevole Amata, mi
sembra di potere dare un mio contributo. Non chiedo coperture, è
soltanto in termini di contenuto. Grazie.
PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per due minuti. Vediamo di
collazionare questi subemendamenti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.15, è ripresa alle ore 18.17)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Assessore Armao, Assessore Razza, prendiamo posto.
Assessore Armao c'è un impegno di spesa. Allora, vediamo se
abbiamo trovato un'intesa.
Presidente Savona e Governo, abbiamo preso atto che ci sono due
subemendamenti all'emendamento 72.8, uno di copertura finanziaria
sul capitolo 473312 che è sempre le risorse destinate all'Assessore
per il turismo; e l'altra è un'aggiunta di parole come culturale,
all'aria aperta, via Francigene e altre cose.
Quindi la sostanza arricchisce, abbellisce questo emendamento
72.8. Se siamo d'accordo, Assessore, cominciamo a votarli.
Si passa al subemendamento 72.8.1. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 72.8.2. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 72.8 così come modificato.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 72.8. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
LANTIERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Manca all'approvazione l'emendamento 72.7 a firma degli onorevoli
Damante e Di Caro.
LANTIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
Assessore, un po' di attenzione. Solamente per precisare che c'è
anche il cammino di San Giacomo che ha inizio nella città di
Caltagirone. È tutto un percorso con dei paesini all'interno,
proprio nelle zone interne, che venga inserito anche questo, per
precisare. Se no presento un ordine del giorno. Solo questo.
Grazie signor Presidente.
PRESIDENTE. Un cammino che porta pure in paradiso.
Le assicuro, Assessore, che approvando questo articolo andremo
tutti in paradiso, stia tranquillo.
LANTIERI. E onorevole di Mauro, anche lei ne ha bisogno. Tutti ne
abbiamo bisogno
PRESIDENTE. Ci mancherebbe altro
Onorevole Di Caro, avendo approvando il 72.8, così emendato,
decade il 72.7.
L'articolo 72 è approvato.
Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:
Articolo 33.
Semplificazione regime fiscale delle agenzie di viaggio
1. Al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 24 agosto
1993, n. 24 e successive modificazioni sono aggiunte alla fine le
parole e a decorrere dall'1 gennaio 2021 della voce della tariffa
n. 23 .
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARABAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevamo un
chiarimento assessore Messina, sull'articolo 33, questa
semplificazione fiscale relativa alle agenzie di viaggio che
modifica una norma regionale del '93, è relativa soltanto alla
tassa governativa che riguarda la Regione.
Non c'è nessuna incidenza sui comuni, perché se così fosse,
Presidente Di Mauro, noi ritireremmo, oltre ai soppressivi, anche
il 33.5, che noi avevamo presentato nell'erroneo convincimento che
incidesse anche sulla tassa di soggiorno dei Comuni.
Quindi, se la modifica che propone il testo in Aula riguarda
esclusivamente l'applicazione della tassa regionale governativa,
noi siamo assolutamente favorevoli.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, c'è una riscrittura del Governo,
il 33.R, la vuole guardare? E' stata distribuita, intanto?
Perfetto è stata distribuita.
Su questa riscrittura ci sono osservazioni?
Confermo che non ha refluenza sui comuni.
Il parere della Commissione sulla riscrittura del 33.R?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 33.R. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 140. Ne do lettura:
Articolo 140.
Riconoscimento della disciplina marziale Koshido Budo'
1. La Regione riconosce come disciplina marziale e come metodo
educativo il Koshido Budo (la via della ricerca dell'equilibrio)
come originario della Sicilia in quanto nato, sviluppato e
divulgato nel territorio della Regione .
Ecco questo è il riconoscimento della disciplina marziale Koshido
Budo
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei fare una
premessa. Il Movimento Cinque Stelle non ha nulla in contrario a
questa disciplina marziale denominata Koshido Budo , né tanto meno
nei confronti di chi la pratica, tant'è vero che non abbiamo fatto
emendamenti soppressivi a questa norma, anche perché non ci
immaginavamo minimamente che il Governo avrebbe portato i deputati
di quest'Aula a valutare questo articolo.
Ora questa cosa che gli articoli che non vanno bene sono della
Commissione o sono dei deputati, e quelli che vanno bene sono del
Governo?
Il Presidente della Regione promulga le leggi e ci mette la firma,
quindi tutte le norme sono del Governo regionale che le promulga.
Ora io però, Presidente, sul serio visto e considerato che questo
articolo è molto più serio di tanti altri proposti dal Governo, noi
abbiamo il cappotto di Napoleone che sono i Fondi POC.
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro non è un emendamento del Governo,
glielo assicuro. E' di iniziativa parlamentare.
DI CARO. Mettiamoci qualcosa e lo riempiamo di contenuti anche
perché noi avremmo nella successiva finanziaria, c'è il gioco della
lippa che è un gioco siciliano, che si fa con delle mazze di legno.
Voi, Presidente, siete autonomisti, quindi credete molto nella
sicilianità dei giochi, istituzionalizziamo il gioco della lippa
dopo la disciplina marziale del ..
PRESIDENTE. Accantoniamolo questo articolo.
Si passa all'articolo 86, Rassegna cinema city'. Mi pare che c'è
una condivisione di stralciarlo. Siamo d'accordo. E' una forma
impropria. E' uno stralcio alla Micciché|
Abbiamo terminato il Turismo. Ringraziamo l'assessore, ringraziamo
la Commissione.
Presidente Savona, ci sono nel settore turismo e spettacolo degli
articoli, 101, 102, 103, 104. 105. 106 e 107, che riguardano
ristori per le sale cinematografiche, per le imprese che gestiscono
sale cinematografiche, esercenti sale cinematografiche, contributo
straordinario per i lavoratori stagionali ed altre cose. Li
facciamo adesso?
Si passa all'articolo 101. Ne do lettura:
Articolo 101.
Contributo ai comuni per interventi sulle sale
cinematografiche
l. Per la realizzazione di opere di manutenzione e
ristrutturazione nonché per l'acquisto di arredi di sale
cinematografiche, la cui gestione non sia stata affidata in
concessione a terzi, è destinata, per l'esercizio finanziario 2021,
in favore dei comuni, la somma di 5.000 migliaia di euro a valere
sulle risorse del POC 2014/2020.
2. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, i comuni trasmettono la relativa istanza al
dipartimento regionale dei beni culturali e dell'identità
siciliana .
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Signor Presidente, agli articoli che lei ha elencato, dal
102 al 107 ho presentato una serie di modificativi, perché siccome
ci sono delle sovrapposizioni di categorie, ho presentato questi
emendamenti modificativi che indicano le classificazioni Ateco, e
non i singoli codici, così da lasciare larghe le maglie della
norma, e non dimenticare categorie produttive.
Quindi, nell'articolo 102, includo a quelle esistenti, le attività
musicali, nell'articolo 103 inserisco la categoria che non è
indicata, che è quella delle agenzie di viaggio, all'articolo 105
aggiungo il settore dell'alloggio e della ristorazione, negozi di
moda e gli ambulanti, nell'articolo 106 inserisco tutte le sezioni
di attività professionali scientifiche e tecniche e altri servizi,
e all'articolo 107 si prevede l'inserimento delle attività
artistiche sportive, in aggiunta a quelle previste di
intrattenimento e spettacolo. Quindi hanno l'obiettivo di non
sovrapporre le categorie e di non lasciarne nessuna esclusa.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi l'onorevole Schillaci.
FOTI. Presidente io, come dire, intervengo in sostanza sull'ordine
dei lavori. E' stato detto più volte in Aula che per quanto
riguarda le categorie più o meno danneggiate dalla crisi pandemica
e sulle, diciamo, politiche di aiuti, si sarebbe proceduto con un
ordine del giorno, dando sostegno, quello che si può, a tutti,
cercando di non dare sovrapposizioni, di non attenersi a dei codici
ATECO incompleti, non aggiornati, che è una delle
problematiche Presidente c'è una distrazione indecorosa rispetto a
quello che stiamo facendo.
PRESIDENTE. Il Presidente Savona ha chiarito che quelli sono in
più; che questi sono coperti diversamente.
FOTI. Allora, noi
PRESIDENTE. e che poi cento milioni per i ristori sono ..
FOTI. noi tenevamo a dire che evidentemente se si dà, se si fa un
intervento ad hoc per le sale cinematografiche all'articolo 101,
vorremmo capire l'articolo 102, che dà di nuovo degli aiuti alle
sale cinematografiche, se sarà modificato. Presidente dico ad
esempio il 101 e il 102 entrambi parlano di sale cinematografiche.
Saranno trattati tutti e due? E poi mi chiedo, cioè le categorie
che non sono negli articoli qui, mi perdoni
PRESIDENTE. Allora onorevole Foti
FOTI. Cioè come dovrebbero prendere che l'Assemblea
PRESIDENTE. E' chiarissimo, è chiarissimo.
FOTI. non gli interessa quell'altra categorie.
PRESIDENTE. Per chiarirci: i ristori vanno tutti in un ordine del
giorno che poi il Governo ha comunicato che tratterà
amministrativamente, o comunque dandocene prima contezza, in modo
che l'Aula sia comunque informata su quello che si sta facendo.
Questo ha spiegato oggi pomeriggio l'onorevole Savona, che fanno
parte di 50 milioni, non mi ricordo quanti, che erano stati
destinati alla Finanziaria e per cui non viene tolto niente agli
altri.
FOTI. Ok, ma dico quelli
PRESIDENTE. Sono assolutamente a parte.
FOTI. Ma dico quelli che, per esempio i due articoli che trattano
le sale cinematografiche, li accorpiamo o saranno due articoli
diversi?
PRESIDENTE. Oh Dio mio, tutto quello che c'è qua dentro è a parte
rispetto a quello che ci sarà nei ristori dei cosiddetti 500
milioni.
FOTI. Si, si, questo l'ho capito. Dico gli articoli invece che
sono uguali
PRESIDENTE. Uguali non potranno essere. Se sono uguali uno .
FOTI. Sale cinematografiche. 101 e 102.
PRESIDENTE. ..si elimina evidentemente. Ma non credo che siano
uguali.
FOTI. O li sommiamo o li .
PRESIDENTE. Vabbé, ora lo vediamo ma, insomma, se dovessero essere
uguali .
FOTI. Intrattenimento
PRESIDENTE. Se sono diversi si votano entrambi.
FOTI. D'accordo.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie, Presidente. Io intervengo a proposito
dell'articolo 102. Desidero accendere un faro su una categoria di
imprese, volevo accendere un faro sulla categoria di imprese che
hanno anche manifestato i giorni .
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci siamo al 101. Se lei interviene
sul 102 è inutile.
SCHILLACI. No, siccome li ha chiamati insieme allora io .
PRESIDENTE. Ho detto 101, e poi 102, ma per adesso facciamo il
101, al 102 le do la parola.
SCHILLACI. Ok.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Presidente, colleghi, Governo, questo è un articolo che
in generale dà una possibilità a tutti i cinema degli enti locali
della Sicilia di potere essere messi in funzione, perché finora c'è
stato un bando riguardante le associazioni che gestiscono, o le
imprese che gestiscono, in cinema degli enti locali. Non ha niente
a che vedere con l'altra seconda, che è praticamente il 102 è un
ristoro alle società.
Il 101 è semplicemente, dà la possibilità agli enti locali che non
hanno dato in concessione i loro cinema, di poterlo mettere in
funzione. E quindi è un articolo che si rivolge a tutti gli enti
locali della Sicilia, e io credo che in questo senso vada
appoggiato e condiviso da tutta l'Aula. Grazie.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. In quanto deputato di maggioranza la
prego brevissimo.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ha anticipato
l'onorevole Laccoto proprio soffermandosi sulla differenza tra gli
aiuti alle imprese cinematografiche, e invece gli aiuti ai comuni
per la manutenzione e la ristrutturazione delle sale di proiezione
di film e anche teatrali, io ritengo che sia di fondamentale
importanza, e quindi anche da questo punto di vista sosteniamo e
votiamo favorevolmente la norma.
AMATA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Amata, non cominciamo con la maggioranza che
deve dire che è d'accordo per favore, prego proprio dieci secondi.
AMATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo avere il
piacere di esprimere il voto favorevole del partito di Fratelli
D'Italia.
PRESIDENTE. Lo sappiamo, la maggioranza sempre deve votare
favorevole.
AMATA. nella considerazione che le sale cinematografiche presenti
nei comuni effettivamente possono essere per gli stessi
un'opportunità non trattandosi di ristori, ma appunto di aiuti per
la ristrutturazione.
PRESIDENTE. Se possiamo votare i due emendamenti del Governo.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
della Regione, ovviamente io non è che sono contrario a questi
interventi, non è uno solo gli interventi sono due e va tenuto
conto che sia per il settore stiamo mettendo 10 milioni di euro,
che è un intervento sicuramente utile.
La cosa che mi dispiace è che per le zone rosse abbiamo messo un
milione di euro per le attività e le imprese produttive di questa
Isola, Presidente, e siccome poi i pareri non è che gli emendamenti
sono dei parlamentari, come si voleva far passare prima, quando
passa o non passa un emendamento è perché c'è il parere favorevole
del Governo e il parere favorevole della Commissione, questo vale
per tutti gli emendamenti.
Non ci sono emendamenti che non sono figli di questo Governo e di
questa Commissione, perché se si trovano nell'articolato è perché
hanno avuto il parere favorevole del Governo e della Commissione.
Vale per questo e vale anche per quelli che abbiamo accantonato che
poi riprenderemo.
Detto questo, mi dispiace veramente è un rammarico, caro onorevole
Ragusa, vedere un milione di euro che avete messo, lei e la sua
maggioranza, per le zone rosse, e 10 milioni di euro per i cinema e
per i teatri, poi glielo racconteremo a casa.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome ha parlato
solo degli emendamenti del Governo, ma c'è anche un mio emendamento
dove si aggiungono oltre ai comuni i liberi consorzi comunali,
penso che questo non porti nessuno scompenso, a meno che questa
cifra non è dedicata a qualche comune in particolare.
PRESIDENTE. No, ma non ci sono cinema nei liberi consorzi, ci sono
nei comuni.
ZITO. No, no ci sono anche nei liberi consorzi.
PRESIDENTE. Ho capito, ma il libero consorzio è un gruppo di
comuni.
ZITO. No il libero consorzio sono le ex province, Presidente.
PRESIDENTE. Ho capito, ma non c'è cinema provinciale, ogni comune
ha il cinema, non è provinciale.
ZITO. Ma se è di proprietà del liberi consorzi, non avrà le stesse
possibilità di quelle dei comuni, secondo me non cambia niente.
PRESIDENTE. E' così assessore?
ZITO. E' assolutamente così, è assolutamente così, e deve
giustificare perché non è così però, perché se le province sono
sempre di enti pubblici.
PRESIDENTE. Io non credo che ci siano cinema di proprietà
pubblica.
ZITO. Cinema Verga di Siracusa non è di proprietà ad esempio del
comune, ma è del libero consorzio comunale, quindi ex provincia.
PRESIDENTE. Io non l'ho capito, è la prima volta che sento parlare
di cinema provinciale, non li conosco veramente, che posso fare.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per dire
che condivido totalmente quanto affermato dall'onorevole Laccoto,
quindi siamo pronti a votare.
PRESIDENTE. Va bene, ma questo era già superato.
Scusate, assessore ha verificato questa cosa che diceva
l'onorevole Zito?
I soppressivi sono ritirati?
Per l'emendamento a firma dell'onorevole Zito, la invito a
ritirarlo.
Dobbiamo fare una norma per un cinema provinciale? Non ne capisco
neanche il significato.
Lo pongo in votazione con il parere contrario del Governo e della
Commissione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga
seduto.
(Non è approvato)
Quello dell'onorevole Zito.
Poi c'è l'emendamento n. 101.13, a firma del Governo. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 101.12 è ritirato.
Pongo in votazione l'emendamento 101.11 del Governo. Chi è
favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo così come emendato. Chi è favorevole
rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 102. Ne do lettura:
Articolo 102.
Contributo straordinario per le imprese che gestiscono
sale cinematografiche
e per le imprese dello spettacolo
l. In via straordinaria per l'anno 2021, per le imprese che
gestiscono sale cinematografiche e per le imprese del settore
dell'organizzazione, distribuzione, coorganizzazione e produzione
di spettacoli dal vivo, ad eccezione dei soggetti beneficiari della
quota del Fondo unico regionale per lo spettacolo (FURS) di cui al
comma 3 dell'articolo 20 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3,
il Fondo di cui all'articolo 16, commi 2 della legge regionale 12
maggio 2020, n. 9 e successive modificazioni, è incrementato di
5.000 migliaia di euro. Le risorse sono erogate secondo gli
standard medi dei due anni precedenti la pandemia.
2. Per le finalità di cui al presente articolo, la relativa spesa
è determinata in 5.000 migliaia di euro a valere sulle risorse del
POC 2014/2020 .
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
desideravo, a proposito dell'articolo 102, porre l'attenzione su
una categoria di imprese che afferiscono al mondo dello spettacolo,
e che hanno manifestato giorni fa proprio davanti a Palazzo
d'Orleans.
Sono degli operatori del mondo dello spettacolo che possiamo
definire assolutamente invisibili, perché lavorano dietro le
quinte, sono coloro che allestiscono gli spettacoli.
Vorrei porre l'attenzione sulle sartorie teatrali, che sono un
fiore all'occhiello del nostro territorio siciliano che rischiano
di sparire e che hanno un'elevata professionalità.
Io chiedo di apprezzare il sub emendamento che ho presentato
perché pone, appunto, l'attenzione su queste categorie che sono
state fortemente penalizzate dalla pandemia in atto e quindi
aumento con questo sub emendamento la platea delle imprese che
possono beneficiare di queste risorse.
PRESIDENTE. Il parere del Governo su questo sub emendamento?
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Contrario.
PRESIDENTE. Se gli emendamenti soppressivi sono ritirati
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, siamo
molto preoccupati per questo settore.
Assessore Messina, come lei sa in finanziaria l'anno scorso passò
la norma sostanzialmente identica a questa che stiamo per
approvare, spero con il voto dell'Assemblea, oggi.
Ancora oggi, come abbiamo detto in sede di discussione generale,
nessuna delle imprese interessate a seguito dell'approvazione della
graduatoria ha percepito un euro. Quindi l'appello accorato, credo
da parte di tutti, è che venga liquidato al più presto il ristoro
già dello scorso anno.
E poi, dico anche per comodità, una volta che la norma
sostanzialmente è quasi uguale allo scorso anno, per quest'anno
speriamo che le procedure siano quanto più veloci possibili.
Il settore dello spettacolo dal vivo, il settore della gestione
delle sale cinematografiche certamente rientra tra i settori più
colpiti e occorre pronto ed immediato ristoro per far sentire la
mano e il conforto dell'amministrazione pubblica in un momento così
difficile per i privati.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ovviamente
condivido interamente l'intervento dell'onorevole Barbagallo a
sostegno dello spettacolo dal vivo e delle attività
cinematografiche particolarmente colpite dall'emergenza Covid, ma
condivido anche l'intervento dell'onorevole Dipasquale sulla
esigenza di dare più aiuti alle aree più colpite e cioè alle zone
rosse, in particolare a tutte le attività produttive ricadenti
nelle zone rosse perché è chiaro che lì la penalizzazione subita
dalle imprese è stata maggiore.
Vorrei rivolgermi, allora, al Presidente della Regione. Se è
possibile, signor Presidente, nell'ambito dell'ordine del giorno di
cui lei ha riferito all'Aula di volere approvare a fine seduta,
avere una particolare attenzione per gli aiuti da dare proprio alle
imprese che hanno operato e operano nelle zone rosse.
Se è possibile dare un aiuto in più a coloro che hanno sofferto di
più. Io penso che è un atto di equità e di giustizia sociale.
PRESIDENTE. Assessore Messina, quando si parla di settore,
organizzazione, distribuzione, produzione di spettacoli dal vivo,
il service è compreso o no? Questo bisogna capire.
Se il service non è compreso, secondo me, è corretto aggiungerlo
come prevede l'emendamento dell'onorevole Schillaci, perché se si
parla di organizzazione di spettacolo dal vivo, il service credo
sia fondamentale.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, giusto perché così, eventualmente,
l'Assessore risponde anche a me.
Siccome noi, chiaramente, siamo per includere tra i contributi e
tra gli aiuti anche i service e le agenzie, insomma coloro che ieri
ci hanno allietato con quel fantastico impianto audio qua in Piazza
Indipendenza, riteniamo che debbano essere inseriti.
Però volevo chiedere all'Assessore: siccome ci sono diversi
articoli che riguardano il sostegno a queste categorie, prima che
facciamo la guerra tra poveri e ci facciamo la guerra fra di noi,
se abbiamo l'intenzione di inserire queste aziende in un altro
articolo ce lo dica chiaramente in modo tale che noi presentiamo il
sub all'articolo sulle imprese che operano, appunto, nella
distribuzione e nella produzione degli spettacoli, quindi anche i
service.
PRESIDENTE. Se sono escluse da queste dette questo mi sembra
l'articolo giusto.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Signor Presidente, intanto una precisazione per l'onorevole
Barbagallo che, giustamente, faceva un appunto, ma solo per
precisare che su quel bando che è stato emesso l'anno scorso vigono
in questo momento due ricorsi, uno al Tar e uno all'Antitrust,
fatto da due aziende diverse, e per questo motivo siamo bloccati, e
non stiamo potendo elargire le risorse.
Effettivamente noi siamo pronti già da circa un mese a poterlo
fare, questi due ricorsi ci hanno attualmente ancora bloccato,
speriamo si possano risolvere molto velocemente.
I service, siamo contrari non alla figura dei service ovviamente,
perché come Governo questa categoria l'abbiamo già inserita tra gli
aiuti nella riprogrammazione del Fondi POC che stiamo facendo.
Questo significa che se li inseriamo anche qui, ciò comporterebbe
una riduzione del capitolo in questione, e quindi andrebbero meno
soldi a tutti, invece qui garantiamo questa categoria, il settore,
i tecnici e tutti quelli del comparto del teatro sono già nella
riprogrammazione dei 300 milioni cui faceva riferimento l'Assessore
Armao.
PRESIDENTE. Vi va bene questa precisazione? E' tra quelli da
inserire nel famoso ordine del giorno? Se c'è da inserirli, tanto
l'ordine del giorno lo facciamo noi, per cui per questa volta lo
inseriamo nell'ordine del giorno per i ristori che deve fare il
Governo, e abbiamo risolto il problema. Credo che così basti.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, io vorrei sottoporre all'Assessore
Messina l'opportunità di allargare la platea includendo anche le
scuole musicali e le orchestre da camera, che sono un punto di
eccellenza per la Sicilia.
Immaginare spettacoli dal vivo escludendo un ristoro per queste
due significative esperienze siciliane sarebbe grave, siccome la
coperta è corta, c'è anche un secondo emendamento che prevede di
raddoppiare la cifra disponibile a dieci milioni, però insisto
sulla opportunità anche dal punto di vista del buon senso di
allargare la platea dei beneficiari.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, dal momento che c'è anche
l'emendamento dell'onorevole Fava che allarga la platea, a questo
punto se è possibile Assessore allarghi anche le risorse.
PRESIDENTE. Le risorse non si possono allargare. Le risorse non
sono allargabili.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, chiedo all'assessore se è possibile
inserire queste categorie, come ha detto anche lei, Presidente, è
importante inserirle anche negli articoli successivi.
Assessore, c'è, eventualmente, l'articolo 107. È anche per dare un
segnale a queste categorie. Visto che stiamo trattando più articoli
e per dare un segnale, magari, inseriamo la categoria in uno di
questi articoli, perché ce n'è più di uno, magari non lo inseriamo
in questo articolo, ma li inseriamo negli articoli successivi, se è
possibile.
PRESIDENTE. Assessore, chiedo scusa, perché sennò si fa
confusione. Oggettivamente, il fatto che nello stesso settore
merceologico una parte dei ristori vadano in Finanziaria, una parte
fuori, può creare, sinceramente, un po' di problemi.
Se volessimo chiarire questo fatto, perché tanto vale, per
assurdo, se bisogna mettere un milione qua lo si prende dai 200, si
mette qua e là non si mettono proprio, perché sennò diventa
veramente un po'schizofrenico il lavoro nostro. O una categoria
merceologica va nell'ordine del giorno perché se ne occupa
amministrativamente il Governo, oppure va in Finanziaria, allora va
coperta tutta. Sennò veramente rischiamo la schizofrenia. Sia da
parte di chi riceve questi finanziamenti che, appunto, non sa se
una cosa la può fare per intero, o senza service, o senza costumi.
Un attimo solo, giusto perché così con l'assessore ci capiamo.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Vorrei anche aggiungere che poi è la gestione di questi fondi, cioè
gli avvisi che gli uffici poi sono costretti a fare. Più categorie
ci sono, più si ingolfa, più si perde tempo.
Quindi, riduciamo le risorse per tutti, ingolfiamo anche il
sistema con i codici Ateco, con le diverse tipologie, prendiamo
l'impegno come all'ordine del giorno di inserire l'altra categoria.
Quella dei service già c'è. Prendo l'impegno di metterli
tranquillamente.
PRESIDENTE. Assessore, chiedo scusa, oggi e ieri pure, con altri
nostri colleghi, Capigruppo di maggioranza e di opposizione,
abbiamo incontrato diverse volte le categorie che sono veramente
spaventate e sofferenti. Lo dobbiamo dire sinceramente. Bisogna
dargli qualche messaggio un minimo chiaro.
Se noi diciamo che il mondo del cinema viene ristorato, ristoriamo
il mondo del cinema. No i costumisti sì, quegli altri no, quegli
altri sì, quelli in una maniera, una cosa che ci chiedono è la
chiarezza. Ci chiedono di sapere come possono ripartire, se non
hanno un minimo di chiarezza su questo veramente stiamo aumentando
il disagio. Dobbiamo evitarlo.
Per cui, se volete ci fermiamo, anche cinque minuti, su questo
argomento, perché mi sembra la cosa migliore. Decidiamo come farlo,
però noi comunichiamo che il settore del cinema è ristorato, ma per
intero. Non posso fare una poltrona sì e una no, perché sennò
diventa veramente un problema. Io capisco pure che il Governo aveva
correttamente detto il mondo del cinema con i ristori dei 200
milioni nell'ordine del giorno'.
Si sono presentati, però, degli emendamenti che l'onorevole
Savona, correttamente, ci ha detto che possono essere coperti e,
quindi, il disagio è nato in questo momento, nel momento in cui
alcune cose sono coperte, altre no, alcune cose sono mandate
all'ordine del giorno, altre no. Però, io a questo punto chiederei
al Presidente Savona e anche con la cortesia del Presidente della
Regione, se è d'accordo, se si potesse rivedere un attimo questa
questione. Perché, ripeto, oggi l'abbiamo notato tutti e tutti
quelli che erano presenti hanno sentito le categorie, sanno che
soldi non ce ne sono, sanno che ce ne sono pochi, ma almeno un
minimo di certezze su quello che possono fare e che non possono
fare ce l'hanno chiesto.
Per cui, assessore, se lei è d'accordo e se l'Aula è d'accordo,
andiamo avanti e questo articolo lo accantoniamo cinque minuti e
vediamo come potere ristorare con chiarezza. Vi chiederei di
intervenire fuori Aula per suggerire come fare, piuttosto che
intervenire ora in Aula.
CAFEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi basta, poi passiamo agli altri
articoli.
CAFEO. Signor Presidente, io volevo solamente intervenire da un
lato dopo l'intervento dell'assessore Manlio Messina, in merito al
discorso dei due ricorsi sui bandi precedenti. Siccome il ricorso
del TAR, a quanto ho capito, basta accantonare delle somme che già
ci sono.
Io pregherei l'assessore Messina - che so che si sta impegnando -
e il Presidente Musumeci di utilizzare tutta la delicatezza
possibile, la diplomazia con l'Antitrust perché è impossibile di
fare fallire dei settori per un'impugnativa dell'Antitrust Perché
vi ricordo che, oltre a questo, c'è il settore dei parchi.
Ora, io non so se in questo stanziamento c'è il discorso dei
parchi tematici e dei parchi acquatici. Perché, sicuramente, anche
quelli sono dei settori che sono a rischio di non riuscire a rifare
neanche questa stagione. Quindi non posso fare altro, considerando
i lavori che sono stati fatti, di affidarmi alla sensibilità del
Governo, del Presidente e dell'assessore Messina, per tenere conto
sia dell'urgenza di sbloccare le somme della volta precedente, e
sia anche quella di prevedere dei ristori anche per i parchi
tematici e i parchi acquatici.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, io non mi
sottraggo all'appello che lei ha rivolto al Presidente della
Commissione e al Governo, a proposito del dibattito in corso.
Credo sia necessario, per nostra chiarezza, ma soprattutto per gli
operatori economici, chiarire un criterio essenziale. I comparti e
le categorie che dovessero ricevere ristori attraverso la
finanziaria, non potranno ricevere altri ristori in funzione
dell'ordine del giorno che è stato presentato e sottoscritto da
tutti i gruppi parlamentari. Prima cosa.
Quindi, qui potete emendare e proporre qualunque tipo di comparto.
Man mano che voi proponete, il Governo li deve togliere da questo.
Perché, in base alle proposte che ha fatto l'Aula, ogni operatore e
ogni impresa potrebbe ricevere millecinque, due mila euro. Nella
migliore delle ipotesi. Certo, se guardiamo la media dei tremila
euro di quelli che arrivano dallo Stato, diciamo che siamo Banca
d'Italia.
Ma teniamo conto che più categorie noi inseriamo, meno sarà la
quota perché la risorsa che stiamo riprogrammando si ricava
attraverso una serie di impegni che sono stati, già, assunti prima
ancora della pandemia e, quindi, bisogna eliminare destinazioni già
concordate, per dirottare tutto all'interno e nel crogiolo della
post-pandemia.
Ecco perché, mi permetto di dire che il Governo farà tesoro
dell'ordine del giorno. C'è un impegno formale, già la
programmazione sta lavorando. Voi ponete, l'Aula pone almeno un
limite da cui partire di duecento milioni. Noi stiamo lavorando,
sperando di arrivare oltre i duecento milioni.
Però è chiaro che se l'Aula pensa di integrare sul fronte dei
ristori, altre categorie e altri comparti, è chiaro che noi non
possiamo consentire che ricevano due diversi ristori.
Io credo che il buon senso, e la legge dell'equità, lo imponga a
ciascuno di noi qui in quest'Aula.
Mi sembrava giusto, signor Presidente, dovere chiarire questo.
PRESIDENTE. Assolutamente.
MUSUMECI, presidente della Regione. Rimane l'impegno che noi
dobbiamo, poi, studiare quale formula burocratica per far arrivare
prima possibile le risorse agli imprenditori. E qui ne voi ne noi
possiamo assumere impegno, perché fra noi e gli operatori economici
c'è di mezzo una sequela di norme, di leggi, di regolamenti e di
burocrati con i quali dobbiamo fare i conti necessariamente.
PRESIDENTE. A questo punto, una sola cosa Presidente. Io chiederei
che su questo ordine del giorno, che è stato presentato da quasi
tutti credo, si faccia alla fine di questa finanziaria. Vediamo
quello che è stato votato e quello che no, perché se per caso
qualche cosa fosse saltato, invece, nella finanziaria bisogna
inserirlo, in modo che tutti abbiano una garanzia di essere
considerati.
Per cui, poi vediamo se il service, tanto per usare l'argomento di
cui stavamo parlando prima, a un certo punto qua dentro non c'è, va
in quell'altro. Sono due cose separate. Benissimo.
L'assessore mi suggeriva una cosa, che non ha dubbi: noi l'ordine
del giorno lo rivediamo e quindi lo votiamo a fine finanziaria,
cioè dopo che sappiamo tutto
(Intervento fuori microfono)
Sì, appunto, quindi è tutto da controllare. C'è un ordine del
giorno che poi va verificato e votato alla fine quando saremo tutti
nelle condizioni di poterlo votare.
COMPAGNONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COMPAGNONE. Io non intervengo molto, però mi piace lavorare in
modo ordinato e vedo che qua, purtroppo, l'ordine non esiste.
Allora, non può funzionare così perché se leggiamo gli articoli
che stiamo andando ad approvare si parla in tre articoli sempre di
cinema, poi parliamo sempre di fotografia, cioè non funziona così.
Se non ci si ferma cinque minuti e si fa un po' di chiarezza sulle
cose che si vogliono finanziare con questi 50 milioni, perché di
questo stiamo parlando, va a finire a confusione. Mi permetta,
Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Compagnone, noi abbiamo portato in Aula
quello che è uscito dalla Commissione.
COMPAGNONE. Io non ho nessun emendamento, nessun interesse però
credo che si faccia solo confusione. Ed io vi pregherei se cinque
minuti ci si ferma, Assessore, e chiarite. Perché se tu finanzi con
questi articoli la ristrutturazione dei cinema, è un conto, ma se
tu poi finanzi il gestore, eccetera, è un'altra storia perché poi
la rifinanzi con un altro articolo. Non funziona così. Io vi
pregherei di mettere un po' di ordine. Ha ragione il Presidente
Musumeci.
PRESIDENTE. Io chiedo al Presidente della Commissione se ritiene
Presidente della Commissione, ritiene di dovere fermarsi cinque
minuti e mettere tutto il cinema in un unico articolo e vedere di
farlo...
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Purtroppo, Presidente Micciché, la la rubrica degli
articoli è infelice perché parla in entrambi i casi di sale
cinematografiche.
Io pregherei i colleghi di non fermarsi alla rubrica ma di leggere
il testo perché sono due cose nettamente diverse.
Con l'articolo che abbiamo approvato poco fa, anche a seguito
dell'intervento dei colleghi, abbiamo finanziato le sale
cinematografiche ed anche a seguito dell'approvazione
dell'emendamento del Governo che sono nella gestione del Comune
quindi i teatri comunali, i cinema comunali e su quello
interveniamo.
Questi, Presidente Micciché, dell'articolo 102 sono, invece, i
gestori privati delle sale cinematografiche, quelli che più di
tutti pagano la crisi perché da un anno sono chiusi e quelli che
non hanno preso una lira perché c'è il bando bloccato e noi, per
giunta, ancora non gli approviamo l'articolo quindi sono quelli che
pagano di più la crisi
Quindi, non è che il cinema è tutto il settore, il cinema è
questo, quelle sono le sale cinematografiche pubbliche ed i teatri
pubblici, questo è un altro settore, sono gli esercenti privati.
PRESIDENTE. Quindi, non è sbagliato fare un attimo di chiarezza,
forse.
BARBAGALLO. Certo, però, voglio dire, tenendo conto di queste
riflessioni. Non è sbagliata la successione degli articoli; poi,
facciamo tutta la chiarezza che vogliamo
PRESIDENTE. Però, se oggi come oggi non sappiamo nessuno voglio
dire siamo tutto che c'intendiamo di tecniche parlamentari visto
che siamo qua, minimo minimo, da tre anni e mezzo, tanti di più.
Scusate, siccome sono tre articoli i cui titoli sono identici
contributo straordinario per le imprese che gestiscono sale
cinematografiche , contributo straordinario per le imprese che
gestiscono sale cinematografiche , e allora, è bene che si faccia
un attimo di chiarezza, ci si ferma un momento, se ci sono delle
cose da cambiare perché sennò si confondono quelli che li devono
ricevere, figuriamoci noi Cioè le persone
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. E' giusto fare
chiarezza ma i tre articoli che stabiliscono
PRESIDENTE. Sono distinti e separati.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Quindi, ci
fermiamo un attimo, li accantoniamo e li rivediamo tra qualche
minuto.
PRESIDENTE. E probabilmente, bisogna solo cambiare il titolo
perché poi siccome nei giornali va il titolo
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Abbiamo le idee
chiare su quello che vuol dire e quello che va detto poi
nell'eventuale ordine del giorno.
PRESIDENTE. Questo lo dico anche agli uffici sia della Commissione
che di qua. Poi sui giornali vanno i titoli degli articoli. Se uno
che ha Service, Service non se lo trova scritto da nessuna parte,
gli viene l'infarto perché pensa che non gli abbiamo dato una lira
e, quindi, è questo quello che dobbiamo chiarire. Poi, chi in una
maniera o nell'altra
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Presidente, l'abbiamo già detto, ci sono delle
sovrapposizioni però io ero intervenuta però c'era il
vicepresidente Di Mauro, poi avete fatto il cambio.
Presidente Micciché, io avevo fatto degli emendamenti. Ora a
prescindere dai miei emendamenti, dico, se si fa un articolo, non
lo so ora come si procede, per fare chiarezza sarebbe anche una
strada quella percorribile quella d'inserire le classificazioni
anziché i singoli codici ATECO, cosicché non si esclude nessuno. È
una strada che potrebbe semplificare.
PRESIDENTE. Assessore, ha sentito l'onorevole Marano? Forse no.
Sì? Che mi dice? Perché la Commissione la sta rivedendo solo nei
titoli e quindi li riporta. Quando li riporta ne parliamo.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ma se è un suggerimento da dare a loro,
sennò è inutile.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho apprezzato
l'intervento del Presidente della Regione. Dico, però, noi dobbiamo
e condivido il discorso un attimino di fermarci per inquadrare la
situazione perché poi non possiamo rischiare di fare, tra
virgolette, figli e figliastri, nel senso che noi dobbiamo cercare
in maniera coordinata con questo ordine del giorno, con quello che
stiamo mettendo nella legge di stabilità, dobbiamo cercare di
coordinare le cose per non dimenticare nessuno ed evitare poi, come
dire, pastrocchi.
PRESIDENTE. La mia voglia è proprio questa, fare le cose in
maniera tale che poi, alla fine, che una cosa sia da una parte o
dall'altra, ma tutti abbiano o possano avere i ristori che
vogliono.
Allora, se la Commissione sistema un attimo queste cose, io, non
ve ne abbiate a male ma, sono uno anche molto spiritoso ma quando
fanno ridere, ma sull'articolo Koshido Budo ci torno perché mi
sembra che ci sia stato un atteggiamento un pochettino, come dire,
confuso sull'argomento.
Si passa, pertanto, all'articolo 140. Ne do lettura:
«Art. 140.
Riconoscimento della disciplina marziale Koshido Budo'
1. La Regione riconosce come disciplina marziale e come metodo
educativo il Koshido Budo (la via della ricerca dell'equilibrio)
come originario della Sicilia in quanto nato, sviluppato e
divulgato nel territorio della Regione».
Gli emendamenti sono tutti soppressivi, se sono ritirati io
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, per quanto riguarda l'articolo 140 io
pongo qualche riflessione e la rassegno ovviamente alla Presidenza,
ai colleghi, in particolare a chi ha proposto la norma, e anche al
Governo. Proporrei una modifica. Intanto, di non dire disciplina
marziale ma sportiva che mi sembra che sia la cosa più corretta.
PRESIDENTE. Quella di disciplina marziale è il titolo vero della
disciplina o la possiamo chiamare disciplina sportiva?
LUPO. Perché è una disciplina sportiva. Che poi aderisca al
settore delle arti marziali è un altro discorso.
PRESIDENTE. Mi sembra più che corretto. Se lo possiamo correggere.
LUPO. L'altra cosa, signor Presidente, dubito che noi possiamo
scrivere e come metodo educativo . I metodi educati - chiamo in
causa l'Assessore per l'istruzione e la formazione professionale
nonché già rettore dell'Università di Palermo - sono un'altra cosa.
Allora, se l'intento è dire che in Sicilia è nata una nuova
disciplina sportiva, che io personalmente non conosco, ma non
perché io non la conosca significa che non sia degna di attenzione,
non c'è bisogno né di tirare in ballo i metodi educativi, né altro.
Diciamo che chi l'ha proposta, il Governo, i deputati, c'è una
nuova disciplina sportiva che è nata in Sicilia, punto.
Dopodiché, la disciplina sportiva per avere un riconoscimento vero
deve avere l'autorizzazione dal CIO internazionale per potere poi
aderire alla federazione come disciplina propria delle arti
marziali e poi alla federazione, attraverso la federazione
ovviamente al CONI sia a livello nazionale che a livello
territoriale. Quella è un'altra cosa, non è competenza nostra.
Però io, almeno chiarire cosa significa metodo educativo,
sinceramente mi sembra che sia assolutamente necessario.
Propongo di togliere le parole metodo educativo e di sostituire
marziale con sportiva .
PRESIDENTE. Chiederei solo, prima di dare la parola ad altri,
all'onorevole Mancuso che è l'esperto di questa materia, onorevole
Mancuso, se può venire un attimo così ci chiarisce un secondo una
cosa.
Volevo capire soltanto una cosa: questi che fanno questo sport
hanno bisogno del riconoscimento della Regione? Poi che cosa
significa? Perché riconoscimento non è quello che gli arriva dal
CONI?
MANCUSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, la norma
viene concepita, sebbene possa andar bene questo ragionamento del
collega Lupo sull'aspetto prettamente sportivo, la norma viene
concepita, a me dispiace che probabilmente non sia stata colta da
qualcuno ma sicuramente dalla maggioranza, e si parla di metodo
educativo, più come sistema metodologico di aggregazione e come una
proposta che, finalmente, anche se può sembrare sui generis in una
finanziaria, diventa invece, forse una delle cose più apprezzate,
perché se noi oggi avessimo proposto, signor Presidente, di
diminuire il tasso alcolico dei giovani o di aumentare il numero
dei punti della patente o di parlare di tossicodipendenza, era un
tema serio.
Siccome stiamo parlando di valorizzare veramente la sicilianità,
che è quella di un metodo sportivo educativo che, assieme a quella
del karate piuttosto che del Judo, in Sicilia. Io ho una scheda con
dei numeri che non potevo ovviamente allegare ma che nella
relazione in Commissione Bilancio' c'era, dove addirittura in
Sicilia, conta più 12.800 ragazzi giovanissimi dai 4 anni ai 60
anni ma soprattutto giovanissimi delle scuole medie e delle scuole
elementari che sono stati coinvolti in questa disciplina.
Questo per dire cosa? E si parla, appunto, di metodo educativo e
di proposta socio-culturale, perché è un metodo che non ha mai
impegnato nessuna scuola.
Sono state coinvolte tante scuole, quattro università, cinque
province, senza mai chiedere un soldo, esattamente come stiamo
facendo qui. Non stiamo proponendo una norma che chiede un sostegno
economico, stiamo proponendo una norma che riconosce come il Grana
padano in Emilia Romagna il Koscido Budo in Sicilia come, se
vogliamo, arte marziale, ma in realtà è un modus vivendi, un modus
operandi di utilizzo anche di sistemi e di cose. Per esempio,
l'ippoterapia, che fanno all'interno la fanno con cavalli tipici
siciliani. Non c'è dubbio che manca nella norma il contenuto per
esprimere esattamente quello che voglio dire io, perché in tre
righe non puoi andare a raccontare tutto.
PRESIDENTE. Credo che lei sia stato chiarissimo e abbia dato
l'idea che questo non è un gioco, è un qualcosa che serve ai
ragazzi, ai bambini; forse è il nome giapponese che ha messo un po'
in confusione.
MANCUSO. Sì, il nome giapponese perché si ispira, appunto,
all'arte giapponese.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Presidente, intanto la mia ammirazione per l'onorevole
Mancuso, perché qualunque sostegno allo sport...
Presidente, avrei bisogno che quando interveniamo nessuno le
chieda altra attenzione. Per cui, riconosciamo l'utilità a
prescindere che serva a diffondere disciplina e pratica sportiva.
Però, mi pongo una domanda che purtroppo si pongono in tanti,
fuori da qui, soprattutto alla fine di un percorso di approvazione
di questa finanziaria che è andata avanti per diverse settimane e
con una comunità che soffre in attesa di questa finanziaria che
produca i propri esiti conclusivi.
Perché noi dobbiamo prevedere nel corpo di una legge di spesa il
riconoscimento, da parte della Regione, di una disciplina sportiva?
Perché noi potremmo riconoscere questa disciplina sportiva e allo
stesso considerare il vino dop prodotto dalla provincia di Ragusa
come un marchio che va tutelato rispetto al mercato nazionale e
internazionale e potremmo aggiungerne mille di queste idee, tutte
di buon senso.
Allora, c'è un punto che riguarda anche la credibilità di
quest'Assemblea. Siamo d'accordo sull'utilità di sostenere,
ampliare, diffusione, pratica sportiva, è uno strumento educativo
fondamentale, viva lo sport. Però, non Presidente Miccichè, in
questa finanziaria che è una finanziaria faticosa in una comunità
affaticata, e riconoscere la funzione educativa di questa
disciplina sportiva nel contesto di questa finanziaria, fuori da
qui non lo capirebbe nessuno
PRESIDENTE. Veda, onorevole Fava, sostengo una cosa, che questa è
sicuramente una finanziaria, particolare, molto difficile, che
viene in una situazione di grandissima e reale crisi economica e
non solo economica, ma certamente economica, ma che rappresenta in
questo momento una profondissima crisi anche di valori: la
mascherina, nessuno che si riconosce più, un allontanamento di
tutti, il distanziamento sociale, che è una frase che io spero che
i miei nipotini possano non dover mai usare nella loro vita, tutto
quello che di brutto sta creando il Covid.
Allora, io credo che anche in una finanziaria in cui purtroppo
soldi non ce ne sono e quindi abbiamo dato spazio certamente a
molte iniziative procedurali, perché in questa finanziaria in cui
teoricamente si dovrebbe parlare di soldi, di quanto diamo all'uno
e di quanto diamo all'altro, abbiamo dato spazio un po' a tutti - e
l'ho spiegato più volte - ad attività anche di miglioramenti
procedurali delle varie attività di questa regione e lo abbiamo
visto in tantissimi articoli. Io credo che su tutti questi articoli
quelli che prevedono spesa reale, con soldi reali si possono
contare sulle dita delle due mani.
Questa è una proposta che, intanto, permette di fare conoscere una
nuova realtà e una nuova attività sportiva a tutti proprio perché
se ne parliamo qua dentro, se ne parlerà pure fuori.
E' una cosa che in tanti hanno chiesto, che tante famiglie che
hanno i ragazzini, che hanno la possibilità di avere uno sbocco di
valori, valori di comunità per poter stare insieme agli altri.
Quando non ci si sta mai anche questo è un qualcosa che può aiutare
e allora non capisco perché non farlo.
Spetta a me decidere se farlo o no e io capisco quello che lei
dice, capisco che nella crisi qualcuno ci può anche sorridere. Io
ho ritenuto, invece, di metterlo dentro perché credo che oggi come
oggi dovremo andare, e a partire da qui in avanti e ancora molto ma
molto di più, alla ricerca di qualche valore, perché il Covid ce li
sta annientando tutti, proprio tutti Questa maledettissima
mascherina che io odierò per tutta la mia vita che ha annientato
l'identità di ognuno di noi Quante volte mi capita di sorridere
sotto la mascherina e mi sento un cretino perché è ovvio che non
sto sorridendo a nessuno e nessuno sta guardando il mio sorriso
Io credo che se c'è una cosa che è utile ai bambini, ai ragazzi
per potere socializzare, vivaddio, la mettiamo dentro senza che
nessuno possa stupirsi, senza che nessuno possa preoccuparsi.
Le due le correzioni, se sono accettate sostituire la parola
marziale, sono d'accordissimo, anche a scopo educativo va tolta la
parola marziale, con sportiva e poi come metodo educativo invece la
lascerei perché secondo me è utile che ci sia, però se è stato
presentato così lo possiamo togliere, non ho nessun problema. Il
metodo educativo lo lascerei, perchè secondo me questo è
l'obiettivo di questa cosa, mettiamo sportivo invece che marziale.
(Intervento fuori microfono)
Proposte educative , va benissimo. Ora lo sistemiamo.
Diciamo ufficialmente, perché sia chiaro a tutti, che è una cosa
che non costa un solo euro; è solo un riconoscimento formale di
questa cosa qua, mi sembra che si possa tranquillare votare.
Pongo in votazione l'articolo 140. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Con il voto contrario del Movimento Cinque Stelle.
A questo punto, ci dobbiamo fermare dieci minuti per capire un
poco quello che stiamo facendo, sennò ci confondiamo.
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 19.30.
(La seduta, sospesa alle ore 19.19, è ripresa alle ore 19.48)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Completiamo questa cosa sui cinema, facciamo Attività
produttive' e poi andiamo a casa. La Commissione Bilancio' è stata
con me tutto il tempo, la fate entrare? Ecco il presidente Savona.
Siccome ce ne sono un poco di questi, di ristori tipo cinema. Ci
finiamo tutti questi? Finiamo questi, va bene.
Si passa all'articolo 102. Ne do lettura:
«Art. 102.
Contributo straordinario per le imprese che gestiscono sale
cinematografiche e per le imprese dello spettacolo
l. In via straordinaria per l'anno 2021, per le imprese che
gestiscono sale cinematografiche e per le imprese del settore
dell'organizzazione, distribuzione, coorganizzazione e produzione
di spettacoli dal vivo, ad eccezione dei soggetti beneficiari della
quota del Fondo unico regionale per lo spettacolo (FURS) di cui al
comma 3 dell'articolo 20 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3,
il Fondo di cui all'articolo 16, commi 2 della legge regionale 12
maggio 2020, n. 9 e successive modificazioni, è incrementato di
5.000 migliaia di euro. Le risorse sono erogate secondo gli
standard medi dei due anni precedenti la pandemia.
2. Per le finalità di cui al presente articolo, la relativa spesa
è determinata in 5.000 migliaia di euro a valere sulle risorse del
POC 2014/2020».
A pagina 60. Abbiamo trovato una soluzione per questi tre articoli
sul cinema? Se l'Aula ha capito esattamente - non capito, ha letto,
perché per capire capiscono ovviamente - le differenze che ci sono
anche se il titolo è uguale, li votiamo e poi diamo in
coordinamento agli Uffici di sistemare poi i titoli dopo. Va bene?
Avevamo votato il 101. Abbiamo approvato il 102.12, quello del
Governo. Onorevole Savona.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. La modifica va
fatta sul 103, dove dobbiamo levare le sale cinematografiche. E'
solo per i fotografi.
PRESIDENTE. Il 102.8 è stato ritirato dall'onorevole Galvagno che
lo aveva presentato. Quindi possiamo votare. Questi altri due,
onorevole Fava e onorevole Lo Giudice, si sistemano sul 103. Sono i
vostri emendamenti, li sistemiamo sul 103.
(Intervento fuori microfono)
Anche quello del service, assessore Messina? Ah No, il service
abbiamo detto che va dentro l'ordine del giorno.
(Intervento fuori microfono)
Sì, pure quello.
Allora, pongo in votazione l'articolo 102. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 103. Ne do lettura:
«Art. 103.
Misure di sostegno a favore degli esercenti sale cinematografiche
ed attività fotografiche
1. Al fine di contrastare gli effetti economici conseguenti
all'emergenza epidemiologica da Covid-19, la Regione è autorizzata
ad erogare contributi a Fondo perduto a favore degli esercenti sale
cinematografiche ed attività fotografiche.
2. Con decreto dell'Assessore regionale per le attività
produttive, di concerto con l'Assessore regionale per l'economia,
da adottarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, sono stabiliti i criteri e le modalità di
attuazione del presente articolo, privilegiando gli esercenti che
presentino una riduzione del proprio fatturato pari ad almeno il
cinquanta per cento nel periodo compreso tra l'inizio e la fine
dell'attività svolta nel corso del 2020.
3. Per le finalità di cui al presente articolo, la relativa spesa
è determinata in 2.000 migliaia di euro a valere sulle risorse del
POC 2014/2020».
Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Dobbiamo
eliminare misure e cinematografiche resta soltanto fotografiche.
PRESIDENTE. Benissimo, dove lo dobbiamo eliminare?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Sul titolo e sul
corpo dell'emendamento.
PRESIDENTE. A favore delle attività fotografiche?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Esatto.
PRESIDENTE. E anche nell'articolato.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Sì.
PRESIDENTE. Quindi, al comma 1 dobbiamo levare questo. Lo facciamo
noi o presentate un emendamento? Facciamo un emendamento.
(Intervento fuori microfono)
Non ho capito niente. Ma di soldi non ne possiamo parlare proprio.
Di questo non ho idea. Non ho fatto valutazioni di questo tipo.
All'onorevole sembrano troppi 2 milioni.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Io volevo esprimere apprezzamento per il lavoro che ha
fatto il presidente Savona perché, con equilibrio, ha trovato
questa soluzione che rispecchia credo anche quello che è stato il
susseguirsi degli interventi in Commissione Bilancio'. Quindi,
credo che sia apprezzabile, quindi con equilibrio così garantiamo e
ristoriamo tutte le categorie, anche i fotografi peraltro che hanno
subito ovviamente la chiusura degli eventi relativamente alle
cerimonie.
PRESIDENTE. Assolutamente. L'onorevole Savona dovrebbe essere
ringraziato su ogni cosa, poi alla fine lo ringrazieremo bene.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi, onorevole Savona, l'onorevole Di
Mauro le farà un bel regalo alla fine anche per conto
dell'Assemblea.
DI CARO. Sì, è stato fatto un bel lavoro dal Presidente della
Commissione Bilancio', nel senso che ha fatto un lavoro di
scrematura includendo ed escludendo chi era compreso o no nei due
articoli ma, Presidente, siccome poco fa il Presidente della
Regione ha detto, dico, giustamente che chi è inserito
nell'articolato della finanziaria e godrà dei benefici, pochi,
inseriti nella finanziaria, non sarà inserito nell'ordine del
giorno, questo ordine del giorno si può avere? Possiamo averne
visione? Così da capire che tipo
PRESIDENTE. L'ordine del giorno che si dovrà votare alla fine,
dovrà essere visto e dovrà essere sistemato proprio in funzione di
tutto questo. Certo.
DI CARO. Siccome sarà combinato alla finanziaria
PRESIDENTE. Assolutamente. Assolutamente sì. L'avevo già detto
prima che poi quando si finirà la finanziaria, faremo un momento in
cui parleremo praticamente solo dell'ordine del giorno per capire
cosa ci va dentro e cosa no.
E allora, il 103.12 della Commissione che elimina sale
cinematografiche sia dal titolo che dal testo. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
E quindi gli altri emendamenti sono ritirati. Pongo in votazione
l'articolo 103. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 104. Ne do lettura:
«Art. 104.
Contributo straordinario per i lavoratori stagionali
l. Al fine di destinare un contributo una tantum ai lavoratori
stagionali siciliani, è istituito un Fondo di 10.000 migliaia di
euro a valere sulle risorse del POC 2014/2020.
2. Con decreto dell'Assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali ed il lavoro sono definiti modalità e criteri di
assegnazione del contributo».
Ci sono gli emendamenti soppressivi, poi c'è un emendamento del
Governo, il 104.11.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. C'è un subemendamento dell'onorevole
Ciancio.
CIANCIO. Presidente, mentre finora abbiamo parlato di imprese, io
ho presentato un subemendamento che invece parla di lavoratori.
Siccome l'articolo 104 parla di lavoratori stagionali e parla di
contributo una tantum, io chiedo di inserire in questo articolo i
lavoratori delle imprese, diciamo, che abbiamo trattato poco fa,
quindi i tecnici e le maestranze iscritti al fondo lavoratori dello
spettacolo. Non faccio una distinzione, tra i 10 milioni non dico
quanto deve andare all'uno e quanto deve andare all'altro, mi
affido al lavoro che può fare l'Assessore su criteri e modalità di
erogazione di questi contributi. Però, è importante inserire anche
questi lavoratori che non hanno un contratto di lavoro, ma versano
al fondo per lo spettacolo ogni anno un tot di giornate lavorative.
Ora, mi sono rifatta, diciamo, al criterio nazionale perché a
livello nazionale nel decreto ristori hanno inserito almeno sette
giornate lavorative per questi lavoratori, coloro che hanno almeno
sette giornate lavorative in moto tale di avere un criterio univoco
sia per la misura nazionale che per quella regionale, però chiedo
che venga valutato positivamente.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sul subemendamento
dell'onorevole Ciancio?
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi l'onorevole Zafarana.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 104
riguarda i lavoratori stagionali che rappresentano una delle
categorie che purtroppo nel tempo sono state totalmente lasciate
sole e abbandonate.
Noi peraltro nella scorsa finanziaria avevamo previsto proprio un
articolo inerente gli stagionali che poi, purtroppo, a causa
dell'impugnativa non abbiamo potuto ristorare e dare un aiuto.
Ora parliamo di un comparto, quello dei lavoratori stagionali, che
è un comparto molto ampio che fino ad ora non è riuscito a ricevere
alcun tipo di ristori.
Io avevo presentato la scrittura, così come riportata
nell'articolo 104.
Ho visto che c'è una riscrittura da parte del Governo che meglio
dettaglia quello che è l'intendimento sia da parte dell'Aula che
anche del Governo e credo che sia apprezzabile quello che è stato
riscritto da parte del Governo e che peraltro si possa lasciare
così com'è anche per non entrare troppo nello specifico perché,
come ricorderete, nella scorsa finanziaria, volendo entrare in
quella che era stata una situazione di dettaglio, poi ci siamo
ritrovati con il testo che è stato impugnato.
Credo che sia un provvedimento che vada condiviso all'unanimità,
ma condiviso da tutte le forze politiche anche perché peraltro su
questo già un ragionamento lo avevamo fatto nella scorsa
finanziaria.
I lavoratori stagionali ovviamente sono quelli che mandano avanti
le località turistiche principalmente della nostra terra di Sicilia
ma non solo quello. Sono tutta una serie di lavoratori che
purtroppo si trovano svantaggiati per un duplice motivo: uno perché
a causa della pandemia non stanno svolgendo più il ruolo di
stagionali...
PRESIDENTE. La maggioranza deve parlare pochissimo.
LO GIUDICE. Sì, concludo subito, signor Presidente.
Dicevo, svantaggiati perché non stanno svolgendo il ruolo di
stagionali ma, al contempo, non possono accedere neanche alla
disoccupazione non avendo effettuate le giornate lavorative.
Per questo, per quanto mi riguarda, va bene la riscrittura fatta
dal Governo e mi auguro ovviamente che ci sia un apprezzamento.
Ringrazio l'assessore Scavone per la sensibilità mostrata sul
tema, così come il presidente Musumeci e tutto il Governo.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Però se intanto il Governo mi fa sapere se sul subemendamento
dell'onorevole Ciancio è d'accordo.
Assessore Scavone? È d'accordo su quello?
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Sì.
PRESIDENTE. Benissimo.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
dall'articolo 104 al 107 o 108 che, diciamo, è la Rubrica delle
Attività produttive', ovviamente, faccio un intervento pur non
essendo di maggioranza, però per accorciare i tempi e, quindi,
voglio parlare per tutti gli articoli dico che non si può non
essere favorevoli.
Non si può non essere favorevoli perché si parla di categorie
produttive, di cuore pulsante della nostra Regione.
Ora però la cosa che voglio, ovviamente evidenziare, come il
collega che mi ha preceduto, noi l'anno scorso in Aula ci siamo
ritrovati a votare degli articoli, dove abbiamo dato ristori a
delle categorie. Fino a poco fa ho ricevuto delle telefonate, di
queste categorie, parlando proprio di lavoratori stagionali, dove
da quello che mi dicono, un centesimo non l'hanno avuto. Noi ci
ritroviamo in questi articoli ad avere 10 milioni di euro per gli
stagionali, tre milioni di euro per il reading
In Commissione Attività produttive in esame di valutazione degli
articoli, prima di arrivare al bilancio, ho avuto il piacere di
confrontarmi sia con l'assessore Turano che con l'assessore Armao,
il quale assessore Armao arrivato ad un certo punto del mio
intervento dopo che lui è intervenuto mi ha detto che io forse non
avevo compreso bene quello che il governo aveva fatto in fase di
ristori
Ovviamente, di quello che stava facendo con i bandi. Ovviamente
all'assessore Armao dico assessore, secondo me in questa
finanziaria mi devi consentire la battuta, che è una battuta
diciamo storica, noi abbiamo un'antica, un rapporto, io ero
all'università: però secondo me un po' di volte impreparato lo sei
stato assessore, te lo dico con il cuore in mano, perché su molti
articoli noi abbiamo grandi lacune.
Ora quello che dico è noi abbiamo in questo momento tantissime
categorie che dobbiamo aiutare e che aspettano ristori, ieri
abbiamo fatto un incontro con diversi settori, di intrattenimento,
reading c'era un incontro con il Presidente Miccichè, qual'era quel
tesoretto? Oggi ci doveva essere un incontro con il Presidente
Miccichè.
Presidente, lei dopo, finito quell'incontro, è arrivato in Aula e
ha chiesto al Governo. Qual era quel tesoretto, perché abbiamo
saputo del tesoretto, oggi ci doveva essere una risposta da parte
del Governo per quel tesoretto, perché è chiaro che la finanziaria
se, ovviamente non vede la presenza del Governo su questi articoli,
di che finanziaria stiamo parlando, di che finanziaria stiamo
parlando?
Siamo attraversati da una pandemia dove ci sono tutte queste
categorie che aspettano i ristori e io le dico che ho dovuto
concentrare gli articoli, su tutti questi articoli, Presidente
Miccichè, chiedo che lei, garante di quest'Aula, si faccia garante
non di quest'ordine del giorno che io ancora non ho capito quante
cose saranno inserite in quest'ordine del giorno e dove siamo
arrivati ad ordine del giorno ma con i soldi alla mano, noi che
tipo di ristori possiamo dare a tutte queste categorie che vengono
previsti in questi articoli, perché anche io ho contribuito come
tanti colleghi ad essere colui il quale si preoccupa di tutte
queste categorie e portarle in quest'Aula.
Quindi Presidente Miccichè, su questi articoli, con la presenza
anche dell'assessore Turano, del Governo tutto, del Presidente
della Regione, questa sera si deve fare chiarezza.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, fermo restando
che il mio Gruppo è favorevole alla materia di questo articolo e
quindi chiaramente siamo d'accordo come lo eravamo l'anno scorso,
perché appunto il comparto degli stagionali avesse un ristoro.
Pongo ulteriormente e nuovamente il tema del famoso articolo
impugnato nella scorsa finanziaria poiché, questa norma fu
erroneamente oggetto dell'impugnativa poiché legato all'articolo
impugnato non diviso da indicazioni di comma, parlo soprattutto con
gli uffici, che sicuramente in questo mi seguiranno e pertanto è
rimasta la copertura che era sulla copertura generale della manovra
finanziaria dell'anno scorso era la comma 2 dell'art. 5 e dove noi
abbiamo coperto il bonus vacanze, il fondo artigiani, i ristori per
le edicole, i ristori per i librai, i ristori per il comparto
floricolo, perché man mano l'assessorato, gli assessorati, anche se
parzialmente, per un 30 per cento, la finanziaria dell'anno scorso
in qualche modo sta andando avanti. E sta andando avanti ancora,
quindi non legata chiaramente ad una annualità.
Dico anche che il percorso che vorrei fare per rilevare la
copertura è il medesimo fatto all'articolo 52 per le somme sull'FSC
che servono per le ristrutturazioni straordinarie degli immobili
per cui l'operazione finanziaria, economica, tecnica, chiamiamola
come volete, la si sta già facendo al 52. La richiesta mia quale è?
Va benissimo la formulazione del Governo, il 104.11, che anche
l'onorevole Lo Giudice ha accolto, però se noi riuscissimo, dato
che si parla di un comparto di 15 mila persone e più che non ha
visto nulla, né l'anno scorso né sta vedendo nulla adesso, del
resto noi questo ordine del giorno non lo conosciamo, non lo
abbiamo visto, ancora per quanto ci riguarda è nulla, è soltanto un
intendimento, una pia intenzione.
Io dico, facciamo un ragionamento sulle coperture perché
altrimenti io credo che non si possa andare avanti in questo
momento, non è POC, non è PUC, che sono appunto le sigle a cui ci
stiamo abituando, sono risorse sul fondo sociale, sull'SFC
dell'anno scorso, usato, riprogrammato ampiamente da questo governo
negli atti di giunta che si sono susseguiti e l'impegno nostro
credo che debba anche contemplare questo tipo di operazione per
dare concretezza e dare finalmente una possibilità di ristoro a
queste persone che finora hanno sofferto e basta.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche noi siamo
favorevoli alla proposta dell'onorevole Lo Giudice, alla
riscrittura del Governo che è un po' più sintetica. Mi chiedevo
assessore, tra le categorie che non hanno avuto completamente gli
aiuti, quindi non hanno percepito sostegno economico, ci sono
quelli del comma 14, articolo 5, legge regionale 9 maggio. Parliamo
dei lavoratori degli IPAB per i quali lo scorso anno avevamo
destinato un contributo da 700 euro per un massimo di un tot di
tempo.
Durante l'anno, rapportatami con l'assessore alla famiglia Scavone
e l'assessore Armao, avevamo evidenziato come il problema nella
impossibilità di erogare era la fonte finanziamento POC definita
come anticipazione di mensilità proprio nell'articolato che avevamo
approvato qui in Aula. Quindi, avevo presentato un emendamento al
52 come modifica di norma con una riscrittura ma se fosse
possibile, c'è l'accordo del governo, avrei pensato ad un comma che
recita che per le finalità di cui al comma 1 sono destinati aiuti
economici ai dipendenti degli IPAB sulla base delle interruzioni
delle attività o comunque mancata percezione di retribuzione
durante l'emergenza Covid, trovando copertura, ovviamente non dagli
stagionali, ma dal vecchio articolo, dal comma 14, articolo 5,
legge regionale 9 del 2020.
Se possiamo valutare questa proposta emendativa o la vuole fare
propria il Governo, io l'ho scritta così a mano, se la vuole
sottoscrivere qualcuno, io lo depositerei comunque per trovare una
finestra perché anche questa è una categoria che purtroppo non può
avere aiuti di alcun genere se non da parte della regione. Non so
se il Governo si può esprimere o gli Uffici.
PRESIDENTE. Va bene. Facciamo parlare gli altri e poi gli
chiediamo.
CAFEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAFEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo un
chiarimento anche dall'Assessore Scavone se tra i lavoratori
stagionali che di solito comunque sono, appunto, dei lavoratori
saltuari e lavorano solamente nei periodi legati soprattutto
all'attività turistica, considerando che l'anno scorso comunque
l'attività si può dire che non c'è stata, come si fa ad individuare
il bacino rispetto al 2019 non rispetto al 2020? E se è prevista
una misura, se avete pensato a una misura anche per i lavoratori
del settore degli spettacoli che comunque non stanno lavorando.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, colleghi, un attimo di
attenzione, dico, io ho ascoltato anche gli interventi dei
colleghi. Noi qui stiamo trattando degli articoli che riguardano i
ristori e il Presidente Musumeci poco fa, nel suo intervento,
giustamente ha detto le categorie che inseriamo all'interno della
legge di Stabilità non possiamo inserirle poi successivamente negli
eventuali ordini del giorno dove ci sono questi ulteriori fondi per
quanto riguardano i fondi extraregionali.
Però, Presidente, noi qui dobbiamo cercare di fare un attimo di
chiarezza. Perché? Se noi qui inseriamo delle categorie e poi la
quantificazione economica di ristori che serve a quella categoria
non è una quantificazione corretta rischiamo, visto che qui
ovviamente stiamo intervenendo tutti per cercare in qualche modo di
dare risposte all'esterno a tutte le categorie che ci hanno
sollecitato, rischiamo di inserire delle categorie all'interno
della legge di Stabilità ma con importi non sufficienti per coprire
poi tutta la Sicilia perché faccio un esempio dei lavoratori
atipici stagionali ma i lavoratori sono tantissimi Presidente.
Dieci milioni di euro potrebbero essere non sufficienti.
Allora il rischio qual è che se noi non conosciamo quali sono le
categorie che sono inserite nei ristori di questo ordine del giorno
cioè rischiamo veramente un pastrocchio. E poi Presidente, così
come diceva pure la collega Zafarana, ma se l'articolo relativo
alla Finanziaria del 2020 è stato impugnato, quei dieci milioni di
euro, a valere sempre dei fondi POC, si sono liberati o comunque
sono liberi.
E allora qui anziché utilizzare i dieci milioni, ne possiamo
utilizzare venti, cioè li andiamo ad aggiungere, dieci più dieci
visto che noi a questa categoria l'anno scorso non abbiamo dato
nessun ristoro a livello regionale.
Dopo di che ci sono altri articoli, me lo facevano notare altri
colleghi, ad esempio il 105 dove noi andiamo ad inserire altre
categorie che sono più categorie, i fotografi e tutti quelli che
lavorano nel settore del wedding ma se noi mettiamo lì solo due
milioni di euro e poi queste categorie non possiamo, non vengono
inserite nell'ordine del giorno, capisce bene Presidente che qui
rischiamo veramente di fare, come dire, un pastrocchio e delle
disuguaglianze.
Allora Presidente, la richiesta è io ho visto poco fa che il
Presidente Musumeci giustamente ha già pronto qualcosa, c'è già un
documento scritto, possiamo vederlo così facciamo, così trattiamo i
ristori come un'unica categoria, quelli che sono inseriti già
nell'ordine del giorno previsto dal Governo che ancora i gruppi
parlamentari non conoscono più quelli che abbiamo inserito
all'interno della legge di Stabilità di modo tale colleghi da fare
un discorso complessivo ed evitare che ci possono essere
disuguaglianze dopo avere approvato la legge di Stabilità e dopo
avere approvato l'ordine del giorno Presidente.
Quindi la richiesta è, gliela ripeto perché comunque l'avevo già
fatta, l'avevo già formulata nel precedente intervento, visto che
comunque stasera non riusciremo a completare la legge di Stabilità,
perché qui faremo tantissimi interventi perché dobbiamo dare
risposte a tutte le categorie economiche che abbiamo incontrato in
questi giorni e ci sono difficoltà enormi, li abbiamo visti tutti.
Possiamo fare un discorso ragionevole, un discorso ragionevole su
tutti i fondi e su tutte le categorie, di modo tale che il capitolo
ristori venga inquadrato in maniera globale e non in maniera come
dire di singole categorie o di pochi articolo della legge di
stabilità per poi trovarci altre categorie nell'ordine del giorno,
questa è la richiesta, Presidente, che faccio a lei. Noi in questi
giorni abbiamo fatto il massimo penso, lei è stato garante anche di
quest'Aula, si faccia garante anche nei confronti del governo di
poter concertare sia i fondi e le categorie dell'ordine del giorno,
sia i fondi e le categorie che sono inserite all'interno della
legge di stabilità.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
abbiamo presentato un emendamento a firma del Capogruppo Lentini,
dell'onorevole Compagnone e del sottoscritto, a proposito di due
realtà molto significative che sono la Torre di Ventimiglia sita
nel sito di Montelepre e il castello di Lombardia nel territorio di
Enna, che Presidente Musumeci già sono in gestione
PRESIDENTE. C'è già un articolo sulla Torre di Ventimiglia.
DI MAURO. Guardi possiamo anche stralciarlo di qua o approviamo
questo emendamento, perché qui c'è il Castello della Lombardia e la
Torre per me non è un problema.
PRESIDENTE. Per me nemmeno. Se approviamo questo stralciamo
quello, va bene.
DI MAURO. Allora i comuni ce l'hanno in gestione ma è una gestione
parziale, perché in realtà non sono in una condizione tale da poter
essere funzionali, se riusciamo ad approvare questo emendamento
l'immobile diventa di proprietà del comune, e il comune potrà
ovviamente attivare tutte le procedure progettuali affinché possa
essere finanziata la relativa ristrutturazione e sono opere
importanti che in un contesto ecco di sviluppo turistico culturale
credo che possano essere un buon segnale non solo ai siciliani ma a
chi visita la Sicilia e può avere in queste due realtà
un'opportunità anche di conoscere questi siti.
PRESIDENTE. Quindi onorevole Di Mauro che cosa dobbiamo fare lo
votiamo qua va benissimo. Onorevole Di Mauro scusi, onorevole
Compagnone l'emendamento dobbiamo avere.
PAPALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAPALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente volevo
chiedere all'assessore Falcone una cortesia, se poteva attenzionare
praticamente i centri di revisione auto non sono stati inclusi in
tutta questa operazione di ristoro, a livello nazionale è stata
data una proroga per quanto concerne il rinnovo della revisione
degli autoveicoli, ed è stato spostato da ottobre del 2020 è stato
spostato da giugno in poi del 2021, praticamente tutti questi
centri di revisione rimangono senza lavoro ma c'hanno gli impiegati
a loro carico, se si poteva prendere in esame la possibilità di
tenerne conto di questo e di dare il giusto che si possa dare così
come si sta dando alle altre categorie, grazie.
PRESIDENTE. L'intervento dell'onorevole Di Mauro ha anticipato un
intervento che deve fare per un altro articolo va bene, non gli do
più la parola quando parliamo di questo articolo.
Allora, scusate, il Governo deve dare alcune risposte sugli
emendamenti credo, perché c'è questo del Governo il 104.11 che noi
vorremmo capire però abbiamo bisogno di specificare quali sono
questi destinatari, perché dire stagionali in assoluto eh già c'è
la preoccupazione che sono tanti così diventano infiniti, cioè di
quali stagionali stiamo parlando di tutti tutti? Cioè chiunque sia
stagionale? Come? E appunto dico per cui vorremmo capire chi sono
esattamente gli stagionali perché altrimenti sono un numero
infinito.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sì, scusi onorevole Lo Giudice siccome questo è un
emendamento del Governo, mi faccio rispondere intanto per capire.
Sono loro che mi devono dire di quali stiamo parlando.
Prego ha facoltà di parlare.
LO GIUDICE. Grazie signor Presidente, solo un brevissimo
chiarimento.
I lavoratori stagionali vengono individuati attraverso dei codici
ATECO che sono già comunque ben prestabiliti.
E' chiaro che poi possiamo decidere di ampliare la platea ovunque,
da quelli dello spettacolo, chiunque. Però siccome lo scorso anno
siamo entrati nel dettaglio della norma, specificando lavoratori
stagionali, discontinui, atipici, ecc., ecc. e la norma è stata
impugnata, nel raccordo con il Governo e con il dipartimento
famiglia abbiamo parlato di lavoratori stagionali in maniera
generica, poi con decreto dell'assessore, ovviamente, verranno
individuati.
Però è chiaro che non entriamo nel dettaglio.
PRESIDENTE. Se mi dice che è giusto così, per me non ci sono
problemi.
LO GIUDICE. I codici ATECO nella tipologia di assunzioni, nel
momento in cui tu vieni assunto c'è un codice ATECO che ti
individua come lavoratore stagionale e quindi noi a quelli ci
dobbiamo rifare. Entrare nel dettaglio oggi significherebbe .
PRESIDENTE. Significherebbe farselo impugnare di nuovo
LO GIUDICE. Rischiare. Solo per questo chiarimento.
PRESIDENTE. Benissimo. Basta che qui chiarite questo.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su questo? Se è così come dice l'onorevole Lo Giudice
è inutile ripeterlo.
Onorevole De Luca ha facoltà di intervenire.
DE LUCA. Signor Presidente, io vorrei invitarla eventualmente ad
accantonarlo. Se domani siamo ancora qua, invitiamo le categorie e
vediamo.
PRESIDENTE. Non esageriamo convocare le categorie per capire
questa cosa. Questo non lo possiamo fare. Se il Governo è convinto
che sia così, che sia giusto così, per me possiamo andare avanti.
Io mi creo soltanto il problema se poi lo impugnano.
I codici ATECO individuano le imprese non certamente i lavoratori,
questo è ovvio.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, a seconda dell'attività produttiva che noi stiamo
immaginando sappiamo qual è la categoria dei lavoratori stagionali
che dobbiamo utilizzare, se è quello per lo spettacolo, se è quello
per l'agricoltura. Ci sono tante categoria a seconda del codice
ATECO. Quindi è facile l'individuazione. Non c'è bisogno.
Se noi abbiamo l'elenco allora sì, altrimenti andiamo a caso e non
abbiamo risolto niente.
Io direi di aspettare, considerare i codici e poi alla fine
trovare la soluzione perché se no andiamo a sbattere. Quindi
agevoliamo categorie che non hanno bisogno e agevoliamo altre.
PRESIDENTE. E quindi la sua proposta?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Di accantonare
questo e andare avanti. Abbiamo ancora due rubriche importanti da
fare, più abbiamo l'articolo 52 e l'articolo 2 che ci impegneranno
per diverse ore.
PRESIDENTE. Intanto andiamo avanti su questa rubrica? Presidente
Savona lei dice di accantonare tutta la rubrica?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Accantoniamolo.
PRESIDENTE. E passiamo all'attività produttiva.
Si passa all'esame dell'articolo 87. Ne do lettura:
Art. 87.
Interventi in favore delle imprese dell'Area Industriale di
Dittaino,
danneggiate dal nubifragio del 23 settembre 2020
1. Al fine di sostenere le imprese dell'area industriale della
Valle del Dittaino gravemente danneggiate dal nubifragio del 23
settembre 2020, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2021, la
spesa di euro 300 migliaia di euro (Missione 14, Programma 1).
Comunico che gli emendamenti soppressivi presentati all'articolo
87 sono ritirati.
COMPAGNONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, all'articolo 87 c'è una riscrittura
nostra e le spiego perché: inizialmente avevamo preparato un
emendamento
PRESIDENTE. Per nostra che intende? Del Partito?
COMPAGNONE. Avevamo preparato con la collega Lantieri un
emendamento più complesso, per la verità con la Protezione Civile,
per i danni sulla Valle del Dittaino e sulla zona di Misterbianco.
Per una serie di disguidi che non so spiegare questo emendamento
non si trovò più, quindi ho fatto una riscrittura - di cui abbiamo
parlato lungamente con il collega Savona - la riscrittura prevede,
appunto, la possibilità di dare dei fondi sia per la Valle del
Dittaino dove hanno avuto questi danni e per la zona di
Misterbianco dove avevano avuto dei danni con una tromba d'aria che
non erano stati ristorati.
Ci sono delle aziende e dei privati che hanno avuto dei danni
seri, ingenti e si sono poi rivolti alle banche per ristrutturare e
riparare i danni e adesso le banche li stanno mettendo con le
spalle al muro.
Si chiedeva la possibilità di inserire lì circa 400 mila euro per
poterli, attraverso poi la Protezione Civile, poterli ristorare.
PRESIDENTE. Onorevole Compagnone, la copertura c'è? Poi c'è
Misterbianco e non altri per quale motivo? Perché se no
ricominciamo con le corrette osservazioni dell'onorevole
Dipasquale.
SAVONA, presidente della commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della commissione e relatore. Nella sua
dichiarazione ha ragione. E' un emendamento considerato aggiuntivo
che è stato inserito. Se troveremo la copertura lo faremo, ma in
questo momento non possiamo metterci mano.
PRESIDENTE. Quindi non lo possiamo inserire ora.
SAVONA, presidente della commissione e relatore. E' aggiuntivo, lo
aggiusteremo più avanti.
PRESIDENTE. Lo vedremo tra gli aggiuntivi.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, lo sa com'è? Abbiamo tanta
pazienza, interveniamo al minimo, ascoltiamo tanti deputati di
maggioranza, dopodiché a noi rimane possibilmente di occuparci
delle posizioni politiche, se lei ci vuole togliere anche questo
diventa un problema.
PRESIDENTE. Non gliele voglio togliere.
DIPASQUALE. E quando a me arriva un articolo che prende in
considerazione - voluto dalla maggioranza, con il voto favorevole
del Governo, con il voto favorevole della Commissione - il
nubifragio di Dittaino, raggiungiamo Misterbianco, io gli dico
bravi, però mi permetto di dire che c'erano anche altri emendamenti
che sono arrivati in Commissione e non hanno avuto il parere
favorevole ne del Governo e neanche della Commissione e
riguardavano, per esempio, Ispica dove il Presidente della Regione
quando c'è stato il nubifragio c'è andato, gli ha fatto una bella
visita, ha incontrato le imprese e aspettano i contributi.
Che fa mi vuole evitare di dire anche questo?
Se gli emendamenti non ce li accogliete, vengono messi da parte,
vi fate le cose che volete, ma permettete che almeno vi possiamo
dire politicamente che è sbagliato, che non lo condividiamo perché
sono interventi ad hoc di porzioni del territorio e ci sono altri
territori che vengono mortificati. Questo ci rimane Presidente, è
politica, almeno questo poter portare
PRESIDENTE. Nessuno ve lo vieta.
DIPASQUALE territori che vengono mortificati, questo ci rimane,
Presidente. E' politica, almeno questo, poter portare qui il grido
di dolore che ha un territorio che viene dimenticato, Presidente.
Io mi auguro, Presidente della Regione, siccome lei è andato in
quel territorio, è andato a Ispica e ha preso impegni per il
nubifragio che c'è stato a Ispica che ha riguardato tantissime
aziende, quindi io mi auguro che lei trovi la possibilità, siccome
solo gli emendamenti c'erano, ci sono, sono ancora tra gli
aggiuntivi, che mette in condizioni anche Ispica di poter rientrare
o, sennò, ve ne andate là a fare delle belle passerelle senza
portare nulla.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, sa che a me piacerebbe fare come
si fa a livello nazionale tra nord e sud. Facciamo, poi, alla fine
della Finanziaria, un calcolo per poter distribuire i denari in
maniera equilibrata tra tutte le province, le faccio vedere che
cosa succederà. E vediamo chi sono quelle favorite e quelle no.
Per cui certi interventi diventano, per carità, io ancora un
emendamento su Palermo non l'ho visto, perché sono di Palermo? No,
me ne frego. Non ha importanza. Se è una Finanziaria, ma è inutile
su ogni cosa tiriamo l'acqua al mulino della nostra città, perché -
ripeto - ancora su Palermo, ce n'era uno che non conoscevo nemmeno
su non so che cosa e io stesso l'ho stralciato. Ma insomma non ha
importanza.
Quindi il subemendamento dell'onorevole Compagnone è aggiuntivo e,
quindi, non lo trattiamo. Il resto possiamo già votarlo? Sono tutti
soppressivi gli altri? Se sono ritirati i soppressivi possiamo
votare, perché quello con maggiori oneri non si può fare.
Pongo in votazione l'articolo 87. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 144. Ne do lettura:
«Art. 144
Proroga di termini per le cooperative giovanili
1. Al comma 1 dell'articolo 46 della legge regionale 14 maggio
2009, n. 6 e successive modificazioni, le parole al 31 dicembre
2018 sono sostituite dalle parole al 31 dicembre 2027 ».
È iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, sull'articolo votato siamo favorevoli,
avevo proprio visitato alcuni siti produttivi enormemente
danneggiati. Chiaramente, 300 mila euro è un piccolo aiuto, amen,
che ben venga. Però, avevo presentato anche un emendamento -
qualora si riuscissero a trovare le coperture - in merito al
nubifragio di Catania di ottobre. Ricorderete le immagini di alberi
divelti, anche attività produttive danneggiate.
Quindi, se alla fine si farà un pacchetto aiuti per queste
emergenze, calamità naturali, io volevo segnalare che ce n'era uno
anche per l'emergenza di Catania dello scorso 23 ottobre, mi pare.
Poi lo metterò anche io negli aggiuntivi. E poi se possiamo fare
una carezza in più alla Valle produttiva Dittaino perché, in
effetti, Presidente 300 mila euro forse ci bastano per mezzo
capannone.
PRESIDENTE. Assessore Armao, avremmo chiesto, ma non abbiamo
ricevuto risposta su eventuali maggiori oneri, perché non abbiamo
relazione, purtroppo, per cui non siamo in condizioni di andare
avanti.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, questo è un articolo che permette
alle residue venti cooperative giovanili di sopravvivere. Tra
l'altro, segnalo che c'è un refuso, 2018 doveva essere 2020 perché
al 31/12/2020 scadevano i benefici.
Questi benefici sono quelli relativi al Fondo unico di gestione
separata dell'IRCAC, che permetteva a queste cooperative di
spostare in coda e avere gli interessi pagati da parte di questo
Fondo che nel 2009 e nel 2010 aveva visto la Regione mettere tre
milioni di euro.
In questo momento, sul Fondo specifico c'è una dotazione di oltre
600 mila euro. Nell'ultimo triennio, visti gli interessi molto
bassi che queste cooperative hanno sopportato, fortunatamente, gli
importi sono stati intorno a cinquantamila euro l'anno. Quindi il
residuo che è attualmente disponibile nel fondo dell'IRCAC, è
sufficiente per undici anni a partire dal 2020.
Io l'ho portato al 2027, che è un tempo congruo e molto
compatibile con le disponibilità economiche. Tra l'altro in
Commissione bilancio, io ho prodotto la relazione.
PRESIDENTE. Il Governo conferma che sono fondi IRCAC, e quindi non
della Regione?
ARMAO, assessore per l'economia. Sì, Presidente, non sono a carico
del bilancio regionale. E' dell'IRCAC e da quello che abbiamo
appreso dall'IRCAC, sono sostenibile.
PRESIDENTE. Allora lo possiamo votare. Pongo in votazione
l'articolo 144. Chi è favorevole resti seduti, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 151. Ne do lettura:
«Art. 151
Fondo mutualistico regionale per la promozione e lo sviluppo della
cooperazione
1. E' istituito presso il dipartimento regionale delle attività
produttive il Fondo mutualistico regionale di cui alla legge 31
gennaio 1992, n. 59 per la promozione e lo sviluppo della
cooperazione.
2. Con apposito decreto dell'Assessore regionale per le attività
produttive, da emanarsi entra 60 giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, sono stabilite le modalità di
funzionamento, gestione e controllo del Fondo di cui al comma 1».
Onorevoli colleghi, c'è un sub emendamento dell'onorevole Siracusa
ed altri, che è ritirato.
Si passa all'emendamento 151.13,che supera tutti gli altri.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 151 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
FOTI. Presidente, ma cos'ha approvato?
PRESIDENTE. L'articolo 151.
FOTI. E c'erano degli emendamenti.
PRESIDENTE. No, quello della riscrittura, mi è stato detto, che li
ha superati tutti. Preclude tutti gli altri.
FOTI. Dov'è?
PRESIDENTE. Nel fascicolo.
Si passa all'articolo 154. Ne do lettura:
«Art. 154
Modifiche all'articolo 19 della legge regionale 12 gennaio 2012,
n. 8
in materia di IRSAP
1. Al comma 9 dell'articolo 19 della legge regionale 12 gennaio
2012, n. 8 sono apportate
le seguenti modifiche:
a) le parole non strumentali all'organizzazione ed al
funzionamento degli stessi, nonché i capannoni industriali ed i
centri direzionali sono soppresse;
b) le parole da parte degli Uffici del Genio Civile competenti
per territorio, trascorso il termine di cui al comma 2 sono
sostituite dalle parole fornite a titolo gratuito dall'IRSAP entro
il termine di quindici giorni dalla richiesta del commissario
liquidatore ;
c) alla fine è aggiunto il seguente periodo Per le finalità di
cui al presente articolo e con le medesime procedure i commissari
liquidatori possono destinare una quota non superiore al 20 per
cento dei beni immobili da alienare a favore di microimprese, di
imprese giovanili di cui al decreto legge n. 786/1985, convertito
con modificazioni dalla legge 28 febbraio 1986, n. 44, start up di
cui al decreto legge 12 ottobre 2012, n. 179, imprenditoria
femminile di cui alla legge 25 febbraio 1992, n. 215, imprese
vittime di usura e estorsione di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 16 agosto 1999, n. 455 e alla legge 23 febbraio
1999, n. 44. A tal fine, le suddette categorie scontano
un'agevolazione sul prezzo di aggiudicazione pari al 30 per cento,
purché non si pregiudichino le ragioni del ceto creditorio e nel
rispetto della normativa vigente in materia di aiuti di Stato. ; d)
la cifra 120 è sostituita dalla cifra 30 .
2. Il comma 9 bis dell'articolo 19 della legge regionale n. 8/2012
è sostituito dal seguente:
9 bis. I liquidatori dei singoli Consorzi ASI procedono alla
vendita dei beni all'incanto mediante lo svolgimento di una gara al
prezzo più alto rispetto alla base d'asta, alla quale sono ammessi
a partecipare gli imprenditori i cui progetti di utilizzazione del
bene sono stati preliminarmente giudicati positivamente dall'IRSAP
secondo criteri fissati dallo stesso Istituto. Il provvedimento
commissariale con cui si dispone la vendita indica il prezzo, le
modalità, le condizioni, i criteri di valutazione dei progetti
fissati dall'IRSAP e i termini di presentazione dei progetti e
delle offerte di acquisto ed è pubblicato sul sito internet di ogni
singolo Consorzio ASI, dell'IRSAP e sul sito istituzionale di
Unioncamere. Nel caso in cui ad esito di tale bando non si dovesse
procedere alla vendita del bene il liquidatore, entro trenta giorni
dall'esito, procede a bandire una nuova asta aperta alla
partecipazione di chiunque voglia licitare e, in caso di mancata
aggiudicazione, si procede, entro i successivi trenta giorni, a
nuovi bandi previa riduzione del prezzo a base d'asta in misura
comunque
non superiore alle previsioni di cui all'articolo 591, secondo
comma, del codice di procedura civile. Le verifiche della
conformità delle iniziative da realizzare agli strumenti
pianificatori vigenti sono, successivamente alla vendita,
attribuite alla competenza dell'IRSAP nell'ambito delle funzioni al
medesimo ascritte. .
3. Al comma 9 quater dell'articolo 19 della legge regionale n.
8/2012 le parole dal competente Ufficio del Genio Civile sono
sostituite dalle parole dall'IRSAP».
Questa è la riscrittura completa dell'articolo? C'erano degli
emendamenti, mi aveva anticipato l'onorevole Zafarana. Sono già
previsti qua?
Posso fare una proposta? Facciamo una proposta, onorevole Turano.
Siccome questo almeno il tempo di poterlo leggere bene tutti per
capire, perché è un disegno di legge, io direi che questo lo
votiamo domani in modo che i nostri colleghi abbiano almeno il
tempo di poterselo vedere e poi lo votiamo domani mattina o
pomeriggio. Diciamo che lo votiamo domani.
Allora, dobbiamo fare uno sforzo però a votarlo anche a fine
mattinata, perché di pomeriggio l'assessore non c'è.
Credo che oggi siamo veramente tutti stanchi e ce ne andiamo a
casa.
La seduta è sospesa e riprenderà domani, 26 marzo 2021, alle ore
11.00.
(La seduta, sospesa alle ore 20.39 del 25 marzo 2021, è ripresa
alle ore 11.35 del 26 marzo 2021)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, attendiamo un attimo che arrivi
l'onorevole Savona.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 11.35, è ripresa alle ore11.56)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi riprendiamo l'Aula, ieri ci siamo
fermati all'articolo 154, ne do lettura:
Art. 154.
Modifiche all'articolo 19 della legge regionale 12
gennaio 2012, n. 8
in materia di IRSAP
1. Al comma 9 dell'articolo 19 della legge regionale 12 gennaio
2012, n. 8 sono apportate le seguenti modifiche:
a) le parole non strumentali all'organizzazione ed al
funzionamento degli stessi, nonché i capannoni industriali ed i
centri direzionali sono soppresse;
b) le parole da parte degli Uffici del Genio Civile competenti
per territorio, trascorso il termine di cui al comma 2 sono
sostituite dalle parole fornite a titolo gratuito dall'IRSAP
entro il termine di quindici giorni dalla richiesta del
commissario liquidatore ;
c) alla fine è aggiunto il seguente periodo Per le finalità di
cui al presente articolo e con le medesime procedure i commissari
liquidatori possono destinare una quota non superiore al 20 per
cento dei beni immobili da alienare a favore di microimprese, di
imprese giovanili di cui al decreto legge n. 786/1985, convertito
con modificazioni dalla legge 28 febbraio 1986, n. 44, start up di
cui al decreto legge 12 ottobre 2012, n. 179, imprenditoria
femminile di cui alla legge 25 febbraio 1992, n. 215, imprese
vittime di usura e estorsione di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 16 agosto 1999, n. 455 e alla legge 23 febbraio
1999, n. 44. A tal fine, le suddette categorie scontano
un'agevolazione sul prezzo di aggiudicazione pari al 30 per cento,
purché non si pregiudichino le ragioni del ceto creditorio e nel
rispetto della normativa vigente in materia di aiuti di Stato. ;
d) la cifra 120 è sostituita dalla cifra 30 .
2. Il comma 9 bis dell'articolo 19 della legge regionale n.
8/2012 è sostituito dal seguente:
9 bis. I liquidatori dei singoli Consorzi ASI procedono alla
vendita dei beni all'incanto mediante lo svolgimento di una gara
al prezzo più alto rispetto alla base d'asta, alla quale sono
ammessi a partecipare gli imprenditori i cui progetti di
utilizzazione del bene sono stati preliminarmente giudicati
positivamente dall'IRSAP secondo criteri fissati dallo stesso
Istituto. Il provvedimento commissariale con cui si dispone la
vendita indica il prezzo, le modalità, le condizioni, i criteri di
valutazione dei progetti fissati dall'IRSAP e i termini di
presentazione dei progetti e delle offerte di acquisto ed è
pubblicato sul sito internet di ogni singolo Consorzio ASI,
dell'IRSAP e sul sito istituzionale di Unioncamere. Nel caso in
cui ad esito di tale bando non si dovesse procedere alla vendita
del bene il liquidatore, entro trenta giorni dall'esito, procede a
bandire una nuova asta aperta alla partecipazione di chiunque
voglia licitare e, in caso di mancata aggiudicazione, si procede,
entro i successivi trenta giorni, a nuovi bandi previa riduzione
del prezzo a base d'asta in misura comunque non superiore alle
previsioni di cui all'articolo 591, secondo comma, del codice di
procedura civile. Le verifiche della conformità delle iniziative
da realizzare agli strumenti pianificatori vigenti sono,
successivamente alla vendita, attribuite alla competenza
dell'IRSAP nell'ambito delle funzioni al medesimo ascritte. .
3. Al comma 9 quater dell'articolo 19 della legge regionale n.
8/2012 le parole dal competente Ufficio del Genio Civile sono
sostituite dalle parole dall'IRSAP .
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, l'articolo 154 è stato più volte
presentato in III Commissione, abbiamo fatto diverse audizioni con
diversi attori presenti sui territori regionali.
L'Assessore Turano ha più volte presentato, rendendosi disponile
ai vari emendamenti, sollecitazioni, cambiamenti, insomma è stato
un lavoro concertato, condiviso un po' da parte di tutti.
Certamente in questo articolo sono presenti alcuni emendamenti
che l'Aula potrà valutare come riterrà più opportuno.
Detto questo, ritengo che la norma sia importante proprio per il
comparto cui è interessato.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, assessori, colleghi, la Commissione
credo abbia esaminato l'articolo che è nel testo.
PRESIDENTE. Anche la riscrittura, è proprio quello che ho
chiesto all'onorevole Ragusa e lo ha appena confermato nel suo
intervento.
LUPO. Siccome la riscrittura, fermo restando che l'ha esaminata
la Commissione, noi l'abbiamo ricevuta un paio di giorni fa, ma
siamo stati qui ovviamente a lavorare su altro, se l'Assessore può
illustrare le novità introdotte dalla riscrittura sia all'assetto
vigente, che rispetto al testo originariamente inserito nel
disegno di legge.
PRESIDENTE. Se ricorda, l'altro ieri, quando è stato? Ieri? Che
eravamo arrivati alla sera, abbiamo detto facciamola domani proprio
per dare il tempo di poterla riguardare.
Ho chiesto all'onorevole Ragusa se fosse stato visto dalla
Commissione, che mi ha garantito di sì e lo ha confermato qua, per
cui credo che ora, prima, onorevole Sunseri, facciamo intervenire
l'assessore.
Prego assessore, se lei intanto fa la sua relazione sulla norma,
per spiegare la nuova riscrittura.
TURANO, assessore per le attività produttive. Si, certo, certo
Presidente, sono contento dell'opportunità che mi viene data di
potere illustrare la riscrittura dell'emendamento, perché è un
argomento che quest'Aula ha già trattato più volte, trattato più
volte perché il Governo più volte si è impegnato a presentarla qua
e più volte abbiamo chiesto un rinvio in Commissione perché si
potesse fare un approfondimento complessivo e generale.
Si tratta di una riscritta dell'articolo 154, che introduce alcuni
principi che sono per ora di tutta attualità e, segnatamente,
Presidente, la riscrittura si compone di tre diverse, di due
diversi temi. Il primo comma riguarda le ZES, ovverosia la
semplificazione che dobbiamo attuare come Regione siciliana per
attuare le stesse ZES. Quando abbiamo approvato le ZES, quando col
Ministero abbiamo approvato le ZES, al punto sei, al paragrafo sei
dell'articolo 5, abbiamo detto che la Regione si impegnava a fare
una serie di semplificazioni in aggiunta a quelle già esistenti.
Con questo meccanismo introduciamo il principio della Conferenza
di servizio.
La Conferenza di servizio è l'unico, la Conferenza di servizio per
i progetti che vanno allocati all'interno delle ZES, e voglio
ricordare a tutta l'Aula che il novanta percento delle aree ZES
sono all'interno delle aree ASI, quindi non hanno bisogno della
conferenza di servizio, ma il dieci percento è poi dislocato su
tutto il territorio, mi permette di manifestare la volontà, fermo
rimanendo i principi assolutamente invariati del rispetto
urbanistico.
Qualora, nel comma 2, c'è una variante urbanistica, la stessa va
presentata sempre al consiglio comunale, ma introduciamo il
principio del commissario provveditore, del commissario ad acta che
ha, qualora il consiglio non dovesse approvare quella variante, la
possibilità di intervenire per decidere. Alla conferenza di
servizio, chiaramente, l'amministrazione regionale partecipa con un
solo soggetto, così facendo riteniamo di dovere onorare l'impegno
con lo Stato, che ci siamo impegnati a semplificare le procedure e
di costruire un meccanismo che sia assolutamente trasparente, che
rispetti tutti i vincoli urbanistici e ambientali che ci siano, ma
che contenga anche i tempi per l'approvazione delle modifiche, che
diventano quindici e quarantacinque giorni.
Con la seconda parte della riscrittura, Presidente, si incide
sull'IRSAP e si fa diventare l'IRSAP una vera agenzia di
investimento semplificando gli organi di controllo, semplificando
il consiglio di amministrazione, permettendo all'IRSAP, ove
riconosciuta società in house, di potere ottenere finanziamenti
diretti, e prevedendo il principio, per evitare le tensioni che
abbiamo avuto con tutti i sindaci riguardo, per esempio, quello di
Carini, che tutti gli investimenti che si fanno in un'area,
immediatamente dopo l'investimento il Comune diventa proprietario
dei siti ammodernati - sto parlando chiaramente degli impianti che
riguardano l'ammodernamento dell'infrastruttura viaria,
dell'infrastruttura delle illuminazioni, delle infrastrutturazioni
primarie.
Con il consiglio di amministrazione diventa di cinque membri, con
lo stesso principio dell'IRCAC, con la rappresentanza di genere, e
la possibilità di avere due rappresentanti, uno del mondo
confindustriale e uno del mondo artigianale.
Con il comma successivo, si permette la semplificazione del
collegio dei revisori dei conti. Allo stato, il collegio dei
revisori dei conti viene fatto con un bando pubblico, e il bando va
pubblicato sulla Gazzetta e non sulla sezione Per estratti , ma
sulla sezione Bandi e Concorsi .
Arrivano due mila partecipanti, ci sono dei ricorsi, a distanza di
anni ancora non siamo riusciti ad insediarlo. Il Collegio dei
revisori segue le regole del Collegio dei revisori ordinario con la
nomina fatta dal Governo della Regione e con le tariffe stabilite
dalla legge regionale. Avremmo il Collegio dei revisori composto da
tre membri.
Le altre parti prevedono: la semplificazione della vendita dei
terreni, le agevolazioni date agli imprenditori e la valutazione
dei siti che viene fatta dalla stessa Irsap. Questo perché? Perché
proprio sapendo l'Irsap quali sono gli investimenti che fa, può
valutare in maniera diversa gli appezzamenti di terreno. Faccio un
esempio, l'area industriale di Carini, con l'investimento che c'è
per ora, tanto di Ri.med, quanto di ISMETT, diventa appetitosa
rispetto ad altre aree industriali che, invece, classificate
secondo la tabella del genio civile, con una visione
ragionieristica, hanno prezzi spropositati e nessuno può
acquistare.
L'ultimo comma riguarda la possibilità degli imprenditori che
allocano le loro istanze di potere intervenire in tre anni, di
potere realizzare l'investimento nel tempo previsto e di potere
ottenere una proroga di 18 mesi e di mantenere i livelli
occupazionali per tre anni. Qualora l'attività, dopo tre anni, non
dovesse più essere funzionale all'investimento perché il mercato è
cambiato, perché l'impresa è andata male, viene data la possibilità
di potere vendere quell'immobile che, chiaramente, appartiene al
privato e, a questo punto, però, chi acquista l'immobile deve
mantenere il vincolo di destinazione urbanistica e non di
destinazione d'uso.
L'ultima riforma riguarda la parcellizzazione delle attività
commerciali per ogni singolo immobile. Di tal che, chi produce può
anche vendere i propri prodotti nella percentuale del 15 per cento
del capannone stesso.
Mi sembra di avere esposto, in maniera esaustiva, tutte le parti
che abbiamo indicato. Non ci sono altri elementi. L'ultimo punto,
avendo cambiato le regole del Consiglio si abroga la consulta che
allo stato è composta da 19 membri e che esprime parere vincolante
su tutte le delibere del Consiglio. Il Consiglio lo abbiamo ridotto
in maniera tale che lo stesso possa funzionare tenendo conto delle
necessità confindustriali, in senso lato, come piccole e medie
imprese.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi gli onorevoli Sunseri e Cracolici.
TURANO, assessore per le attività produttive. Scusi, Presidente,
volevo soltanto illustrare l'ultimo pezzo che ho dimenticato, sulle
procedure di vendita con evidenza pubblica degli immobili.
PRESIDENTE. Va bene, se qualcuno lo chiede poi lo facciamo. Prego
onorevole Foti.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
nel mese di dicembre la Commissione Attività produttive si è
riunita per esaminare anche l'893, forse si chiamava, comunque era
una proposta di legge, come proponente l'onorevole Savona, che
aveva come titolo Interventi a favore dello sviluppo e delle
imprese .
In quella occasione ho sottoposto - seppur non depositandola -
alla III commissione, una risoluzione, in cui chiedevo
l'attivazione per la procedura per la valutazione della
liquidazione coatta delle ex ASI. Signor Presidente, si tratta di
una di quelle liquidazioni sulle quali Giletti o altri presentatori
farebbero tantissime puntate.
Questa liquidazione nasce nello scorso decennio e di liquidazione
e di capannoni non se n'è visti. Si è visto, semplicemente,
lievitare, prima di sgabelli e sgabellini, come commissari e poi
l'aumento dei debiti. Tra l'altro, non si è mai sanata la vergogna
del mancato pagamento delle integrazioni dei pensionati. Tantissimi
pensionati, che avevano versato i contributi della pensione
integrativa, ieri ho parlato col dottore, mi pare, Collura, proprio
che fa il commissario in questo momento dell'IRSAP, chiedendo se
per caso questi contributi di pensione erano stati accantonati ma,
non si trovano più, ecco. E' nato, quindi, un debito con questi
pensionati e, poi, magari ne parleremo quando presenteremo un
emendamento firmato trasversalmente da quasi tutti i Gruppi.
L'assessore portò questa lunga, chiamiamola, riforma vera e
propria.
Io ho presentato degli emendamenti, che in particolare riguardano,
cominciamo dalla fine: la soppressione del comma 14, dove si
abrogano norme che, in commissione ci era stato garantito, non
sarebbero state più presentate, perché, dopo discreto dibattito, ed
il fatto che quasi tutti i commissari si sono sollevati contro
questa previsione, ce la siamo ritrovata. L'abrogazione toglie
l'obbligo, di cui la legge citata, quindi, 22 dicembre 2005, che
dice che in nessun caso, le aree possono essere assegnate ad
imprese di costruzione ed immobiliari, che abbiano lo scopo di
rivendere o dare in locazione i lotti, anche edificati da altre
imprese. .
Signor Presidente, io trovo questa abrogazione molto pericolosa,
andrebbe fortemente motivata, andrebbe relazionata prima alla
commissione sulla base di problematiche.
L'assessore dice: C'è l'impossibilità di vendere, c'è
l'impossibilità di fare altro, comunque rimarrebbe questo,
quest'altro
Signor Presidente, io ritengo molto pericolosa questa abrogazione
al buio, la chiamo così.
Ho presentato, poi, un emendamento soppressivo per quanto riguarda
la valutazione da parte del Genio Civile che, invece, viene passata
agli uffici dell'IRSAP, perché ritengo che il compito istituzionale
dell'IRSAP sia quello di invogliare gli imprenditori, migliorando
le aree industriali; migliorando le segnaletiche; migliorando la
promozione della nostra Regione, anche all'estero ed altre
iniziative ma non, certamente, creando una valutazione immobiliare
che sia più conveniente e, soprattutto, difforme da quella che
farebbe il dipartimento tecnico.
Oggi, colleghi, la valutazione avviene tramite il dipartimento
tecnico, che è incardinato all'assessorato infrastrutture, che si
occupa della valutazione degli immobili della Regione in generale.
Non capisco perché per le ASI bisogna creare una deroga. Secondo
me, si crea una deriva molto pericolosa, uno scostamento che non
troverebbe alcuna giustificazione, dato che il dipartimento
tecnico, mi permetto di salutarlo e devo dire che è abbastanza
efficiente. La motivazione sarebbe che il Genio civile si attiene a
rigorose tabelle e parametri oggettivi.
Ed, allora, io mi chiedo, perché non dovrebbe
PRESIDENTE. Onorevole Foti, è finito il tempo. Quando, poi, lei
presiede non gliela può togliere la parola agli altri, se anche lei
se la prende
FOTI. D'accordo. Stavo illustrando gli emendamenti. Ho concluso.
Chiedo, quindi, assessore, fondamentalmente, questi 2 emendamenti
soppressivi. Sugli altri, poi, man mano che lei si esprime
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, prima una
questione di metodo.
Credo che la legge finanziaria serva a fare altro che approvare
con emendamenti una legge di riforma, che qui nessuno possa dire il
contrario. E' ovvio che sia utile sicuramente per l'Irsap, visto il
blocco che in questo momento si ha sia nelle liquidazioni delle ASI
che come ricordava la collega procedono da tanti anni sia per
quanto riguarda l'Irsap, nel mio territorio ce ne sono diverse.
Capisco perfettamente le difficoltà che si fanno avanti però
ritengo, Presidente, che una riforma del genere non possa essere
trattata con un emendamento al testo del Governo e inserita in una
legge di finanziaria, cioè ritengo che non sia opportuno e non sia
il luogo idoneo per affrontare una legge di riforma del genere
perché non ha nulla a che vedere con la legge finanziaria.
Quindi, in primis la richiesta che mi sento di farle, Presidente,
è di rimandarla e domattina vederci in Commissione, domani mattina
quando finiamo la legge finanziaria e trattare una legge di riforma
dell'Irsap giustamente dalla Commissione, col tempo di valutare con
attenzione tutta la riscrittura presentata dal Governo e non come
ha fatto lei dire la rinviamo a domani mattina, stasera ve la
studiate e domani la guardiamo .
Assessore, lei è in maggioranza, Presidente Micciché, mi scusi,
c'è una maggioranza che domani mattina può portare questa norma
tranquillamente in Commissione Attività Produttive, dare il termine
per la presentazione degli emendamenti di una settimana e la
settimana successiva portarla in Aula. Non capisco dove sta la
difficoltà nell'affrontare un tema così importante perché una legge
di riforma del genere poteva essere presentata ad inizio 2018 e,
invece, ci svegliamo ad un anno dalla conclusione della
legislatura, mi stupisco come il Presidente Ragusa non richieda
un'attenzione particolare su una riforma del genere, avremmo potuto
inserire la riforma della legge sui rifiuti, la riforma dei
Consorzi di bonifica, tutte leggi che questo Parlamento attiene e
spetta e, soprattutto, che non si immagina di ritrovarsele con un
emendamento dal Governo e legge finanziaria, tra l'altro credo che
non si possa nemmeno fare ma poi, diciamo, lo scopriremo
successivamente.
Ora, entrando nel merito della proposta ci sono delle cose che non
tornano e non quadrano, intanto il Cda degli Irsap, di fatto,
diventa a trazione esclusivamente governativa, cioè, il Presidente
della Regione ne nomina uno, l'assessore ne nomina due e il resto
viene la minoranza rilasciato alle categorie, quindi, le piccole,
medie imprese e artigiani, viene cancellata la Consulta, un organo
che comunque poteva dare una pluralità di immagine, di percorso che
si poteva condividere e, soprattutto, il passaggio che non ci
convince è sulla valutazione dei beni e dei terreni.
Presidente Micciché, come diceva poco fa la collega, di fatto si
passa dall'Ufficio tecnico regionale a una collocazione dell'Irsap,
la prima domanda che sorge spontanea è l'Irsap ha in capo, in seno,
a sé dei tecnici che possono valutare in maniera oggettiva la
valutazione del bene?
Perché rischiamo di dare delle valutazioni che non sono più
oggettive ma che sono date in merito ad una serie di parametri che
a quel punto diventano assolutamente discrezionali e questo non
credo che sia corretto e poi non si affronta in alcun modo le aree
di crisi complesse di questa Regione. Cioè, l'Irsap ha due aree in
questo momento che sono le aree di Termini Imerese e le aree di
Gela, che a seguito degli anni hanno avuto un abbandono totale da
parte dell'industria ma, soprattutto, vent'anni fa i terreni
venivano venduti a quattro, cinque euro al metro quadrato e oggi,
invece, ce li ritroviamo quasi a trenta con una speculazione che
non permette a chi vuole investire di entrare nel territorio e se
noi apriamo questa possibilità di valutare il terreno direttamente
dall'Irsap non oso immaginare cosa possa succedere.
Allora, se lei intende portare avanti una legge di riforma nella
legge finanziaria cosa che io non condivido e non lo ritengo
neanche corretta da un punto di vista formale, che ben venga,
perché se ne deve prendere la responsabilità, però anche su questo
ci si è concentrati esclusivamente su una suddivisione di potere in
cui il Governo si prende la fetta grossa del CDA e, invece, il
resto viene lasciato il minimo e non si affrontano i veri problemi
che sono il valore dei terreni, le infrastrutture.
Le ricorderò, Presidente, che lo scorso anno questa Assemblea ha
approvato delle norme che vedono il trasferimento delle strade e
dell'illuminazione ai comuni, io non conosco comune felice di avere
preso chilometri e chilometri di strade con tutte le difficoltà che
hanno già i comuni a sistemare ed asfaltare le strade interne al
proprio territorio.
Le faccio un esempio, il mio territorio ha acquisito 12 chilometri
di strade in più e già un comune ha difficoltà a sistemare le
proprie pensi, pensi quelle delle zone industriali. Allora io,
veramente, le chiedo di riportare questo testo in Commissione,
successivamente valutarlo con le attenzioni che merita.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Onorevole
Cracolici faccio affidamento alla sua esperienza per mantenere,
vediamo se uno riesce a mantenersi nei tempi dei cinque minuti,
grazie. Non lo spero, me lo auguro.
CRACOLICI. Signor Presidente, io devo dire, ho cercato di leggere
questa norma tra ieri ed oggi considerata la complessità non sono
sicuro che tutto quello che ho capito sia quello che è contenuto in
questo testo. Io, però, parto da un elemento che mi colpisce e mi
preoccupa.
Poi mi spiegherete qual è questo consiglio di amministrazione che
dovrà gestire un ente dove l'elemento di arbitrarietà e tale che
più che fare gli amministratori devono dotarsi, diciamo, di una
serie di avvocati per difendersi da tutti i procedimenti che
saranno, Presidente mi ascolti, che saranno inevitabilmente insiti
in una procedura che rischia di aprire una condizione di - come
dire - di arbitrarietà e quindi di abuso. Faccio un esempio: in
questa procedura di vendita - che poi, non ci prendiamo in giro,
consiglio di amministrazione, cioè da un lato c'è il Governo che
vuole controllare, diciamo, l'Irsap - la riforma dell'Irsap che fu
fatta anni fa aveva l'obbiettivo di mettere in capo alle
associazioni dei produttori la gestione di quelle aree e anche i
procedimenti per valorizzarne gli immobili, qui stiamo rovesciando
il modello. Il modello è che il Governo nomina la maggioranza degli
amministratori e di fatto diventa una, come dire, un ente in house
del Governo per tutte le procedure della eventuale
industrializzazione.
Ma non è questo quello che mi colpisce. Mi colpisce ai colpisce ad
esempio la nomina dei revisori. Io non capisco, assessore, perché a
tutti gli altri gli facciamo fare i sorteggi per nominare i
revisori, all'Irsap il revisore lo nomina il Presidente della
Regione. Cioè, io credo che dobbiamo avere una coerenza, non si può
introdurre un principio, come dire, concorrenziale e di
imprevedibilità. Il revisore è un revisore perché è iscritto
all'albo, non è che ci vuole il revisore fedele a qualcuno. Quindi
io le chiedo di applicare la stessa coerenza. Ma questo è marginale
rispetto alla legge. Io leggo il comma K di questa legge, assessore
mi ascolti, che lei rischia di passare alla storia, dove è prevista
la procedura di vendita dei terreni e dei siti all'interno delle
aree Irsap secondo una procedura che è la seguente: il prezzo più
alto. La vendita al prezzo più alto.
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, la prego, già è complicata la cosa.
CRACOLICI. E lì, diciamo, ci sta bene. Però i soggetti che possono
comprare devono essere valutati preliminarmente dall'Irsap. Quindi,
io faccio un pubblico incanto ma ad una procedura chiusa in cui
stabilisco io a chi vendere. In più, una volta che stabilisco a chi
vendere e stabilisco il prezzo e lo diceva qualche collega, poi mi
fate capire le valutazioni, le differenze tra Carini, l'assunzione
di responsabilità amministrativa. Non stiamo parlando dei principi
astratti, l'assunzione di responsabilità amministrativa che poi
qualcuno deve mettere una firma su un atto piuttosto che su un
altro. Ma la cosa simpatica è, stabiliti i soggetti che possono
comprare, se la procedura a primo livello va deserta, quindi
l'Irsap decide che può comprare Turano: Turano, Cracolici
PRESIDENTE. Assessore, faccia parlare e poi lei prende la parola
sennò non si capisce.
CRACOLICI. Turano e Cracolici che sono individuati dall'Irsap come
soggetti compratori potenziali si mettono d'accordo e non
partecipano alla gara.
Bene, la seconda gara è prevista con il dimezzamento del valore al
50 per cento. Scusa, alla lettera k) questo c'è scritto. Allora,
assessore, le dico con grande amicizia, noi a volte scriviamo le
norme, dimenticandoci che c'è qualcuno che le deve applicare e
quanto qualcuno le deve applicare il sistema, ormai conosciamo
abbastanza diffusamente, che il sistema si difende on facendo
nulla. Altro che snellimento Noi produciamo la paralisi
amministrativa perché c'è poi il pericolo della responsabilità in
cui, prima o poi, qualcuno ti chiama a rispondere.
Credo che queste procedure vada non no solo dettagliate e affinate
perché così fatte introducono elementi di preoccupazione, ripeto,
innanzitutto sia da parte delle strutture tecniche ma poi del
consiglio di amministrazione che dovrà assumersi la responsabilità
della valutazione, della vendita e delle procedure di vendita così
come sono contenute.
PRESIDENTE. Non ce l'abbiamo fatta.
CRACOLICI. Lei è sicuro che questa norma può funzionare così?
Credo che lei debba sinceramente avere - ho finito Presidente -
diciamo la consapevolezza che tutte le riforme che si possono
scrivere sull'acqua finiscono per rimanere sull'acqua com'è stata
l'Irsap fino ad oggi perché l'Irsap è una riforma iscritta
sull'acqua così come questa rischia di essere la seconda riforma.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà
CAPPELLO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
Presidente Miccichè intanto prendiamo atto che quest'Assemblea
prima delle ore 12,00 non possa cominciare a lavorare. Ora, è vero
che è nostro dovere stare qui dentro ma non capisco perché non si
possa cominciare ad occuparsi dei problemi dei siciliani magari
intorno alle 9,00. Io ancora questa cosa non l'ho capita ma non mi
rassegno
Dopodichè, signor Presidente, non ho capito qual è la direzione
che noi vogliamo dare a questa mega tabella h) in cui si è
trasformato un disegno di legge che doveva contenere norme di
spesa. Addirittura oggi dovremmo trattare una legge di riforma
fatta da quattordici articoli che dovrebbero rivoluzionare e
mettere ordine in un settore che è quello dell'Irsap.
Presidente Miccichè, le consegno tutto il mio disagio perché non
faccio parte della III Commissione, non mi occupo di Irsap se non
parlando con gli imprenditori della zona industriale a partire da
quelli di Caltagirone ed oggi noi dovremmo cimentarci nel fare una
legge, esaminando ed approfondendo comma per comma e articolo per
articolo in quanto tempo? Abbiamo il nodo dell'articolo 2, abbiamo
l'ordine del giorno che dovrà contenere tutti i ristori, abbiamo le
persone che sono alla porta e che muoiono di fame, abbiamo milioni
di euro da erogare cercando di non escludere nessuno e noi ci
impantaniamo in un disegno di legge, signor Presidente, che viene
contenuto dentro un altro disegno di legge di cui la maggioranza
assoluta dell'Aula non conosce una sola parola.
Signor Presidente, sarò il primo a votare questo progetto di
riforma dell'assessore Turano, il primo, ma facciamolo per bene,
facciamolo nella sede opportuna che è quella della Commissione dove
tutti i componenti possono cimentarsi, approfondire, condividere.
Non facciamolo in questa legge finanziaria
Dopodichè, presidente Miccichè, non ho capito se le richieste che
avanzano i componenti del Movimento Cinque Stelle siano aria fritta
oppure meritino di essere ascoltate. Ieri il collega Di Paola ha
chiesto che ai componenti di quest'Assemblea e, quindi, ai deputati
venisse dato l'ordine del giorno di cui ha parlato il Governo per
capire se in questo ordine del giorno tutte le categorie degli
operatori economici siciliani sono comprese ed hanno diritto al
ristoro e lo ha chiesto perché abbiamo una parte della finanziaria
che potenzialmente, duplicando il contenuto di quell'ordine del
giorno, contiene già degli operatori economici. Quest'ordine del
giorno, signor Presidente, quando ci sarà dato, quando lo
conosceremo?
Immagino, per esempio, della categoria dei ceramisti di cui non ha
parlato nessuno; immagino della categoria dei venditori ambulanti
di cui non ha parlato nessuno. Eppure, signor Presidente, invece di
parlare dei ristori oppure fare interventi strappa lacrime sul
Koshido Budo, noi parliamo d'altro.
E allora, Presidente, noi chiediamo con forza che questo articolo
venga stralciato, che venga consegnato alla Commissione III e dalla
Commissione III torni in Aula per un esame serio e sereno.
Ma oggi, Presidente Miccichè, occupiamoci di ristorare le
migliaia, se non i milioni di Siciliani che da questo Parlamento
stanno attendendo una risposta. Perché, altrimenti, diteci che
questa legislatura è finita, diteci che questo disegno di legge è
semplicemente un assalto alla diligenza e la facciamo subito
finita.
PRESIDENTE. Onorevole Cappello, intanto per quanto riguarda
quest'ordine del giorno, vorrei che quello che io dico, però, venga
ascoltato. Ho già detto ieri che per quanto mi riguarda l'ordine
del giorno lo faremo; quindi non mi risulta Sì, ci sono dei pezzi
di carta. Non li considero come tali.
L'ordine del giorno si farà, finita la finanziaria, si capirà
tutto quello che è stato inserito in finanziaria e si capirà quello
che è rimasto fuori. E l'ordine del giorno verrà scritto da questa
Assemblea, non da altre assemblee. Da questa Assemblea, alla fine
della finanziaria.
Per cui, continuo a ripetere che esistono delle proposte di ordine
del giorno, che io ancora non ho neanche guardato e che non prendo
in considerazione, nel senso che tutti insieme perché
quest'ordine del giorno o si fa tutti e c'è l'accordo di tutti, o
ognuno fa il suo. Ma non ci sarà un ordine del giorno che viene
passato senza che gli altri lo abbiamo visto.
Per cui, da questo punto di vista - ripeto per la quinta volta e
spero di non doverlo ridire più -non esiste un ordine del giorno da
darvi. Se qualcuno lo ha scritto, fatevelo dare, ma non dalla
Presidenza, fatevelo dare da chi lo ha scritto.
Per quanto mi riguarda, io considererò ordine del giorno così
importante, che riguarda questa finanziaria, quello che verrà
scritto dentro quest'Aula, in quest'Aula, quando finirà la
finanziaria e scopriremo quali sono le cose che mancano dalla
finanziaria - onorevole Palmeri, l'ho già segnata, ci sono altre
persone - quindi, lo scriveremo dopo. Questo per quanto riguarda la
richiesta che mi ha fatto sull'ordine del giorno.
Su questo fatto dell'IRSAP, è la terza volta che noi lo
affrontiamo in Aula e per due volte io l'ho rimandato in
Commissione - come sapete - addirittura con qualche protesta da
parte di chi lo aveva presentato.
Oggi abbiamo ascoltato il Presidente Ragusa, che è il Presidente
della III Commissione, che ci ha comunicato che è stato visto, è
stato analizzato in Commissione, anche il testo riscritto.
Per cui, a questo punto, che sia giusto o meno - scusi io ascolto
con grande interesse e molta serietà quello che lei dice, per cui
le rispondo con altrettanta serietà - se è corretto o meno metterlo
in finanziaria ne possiamo discutere, ma siccome questa è una
finanziaria molto anomala - questo lo abbiamo già detto più volte -
se ci sono delle cose che le Commissioni hanno già visto e che
effettivamente possono essere importanti e anche urgenti, io ho
detto vediamole , ma - ripeto - già questa Presidenza, nelle due
volte precedenti in cui il Governo ha presentato questa norma, l'ha
rimandata regolarmente in Commissione.
Oggi il Presidente Ragusa ha fatto un intervento in cui ha detto
che la Commissione lo ha visto, però non c'è dubbio - lo dico
all'onorevole Turano come a tutti - le riforme per intestarsele
perché poi è bello io credo che un giorno, il fatto che si possa
dire la riforma Turano non sarebbe bello? Così non ci sarà mai la
riforma Turano . Tanto per essere chiari. Credo che anche il
lavoro che ognuno fa, non c'è dubbio che se si fa in maniera seria,
in Commissione, e si tira fuori una riforma, e ha un successo.
Fatta così sarà sempre sconclusionata, onorevole Turano.
Però, siccome capisco che è importante, la Commissione lo ha visto
e l'assessore Turano ritiene che sia molto importante, è mio dovere
portarla all'attenzione dell'Aula. Ma non c'è dubbio, le riforme si
fanno in Commissione E' molto più corretto. E' meglio per chi le
fa, non soltanto per chi le riceve, perché chi le fa in Commissione
ha una blindatura di tutta la Commissione che l'ha accettata, che
l'ha analizzata, che l'ha ampiamente analizzata, in modo che appena
finisce, se c'è qualcosa che non va - se non altro - è una
responsabilità comune.
Le riforme fatte così, lo sanno tutti che non mi piacciono. Però è
la terza volta che mi viene portata e questa volta, però, io ho
l'onorevole Ragusa che mi dice che la Commissione l'ha vista,
quindi vi prego, lo so che non è finita la legislatura, per cui è
mio obbligo portarlo in Aula, poi l'Aula è sovrana e decide quello
che fa, non c'è dubbio e l'ho ripetuto cento volte, quel disagio ce
l'ho pure io nel non potere portare all'esterno l'informazione che
abbiamo fatto una riforma, perché se è dentro la finanziaria non è
una riforma, dentro la finanziaria si possono fare aggiustamenti
non si può certamente immaginare la riforma, ma siccome è
importante e l'onorevole Assessore e il Governo ci tiene, il mio
obbligo è portarlo in Aula, e per quanto mi riguarda se me ne
convinco voto sì, a prescindere dalle formalità di questa cosa,
però, dieci volte l'abbiamo mandata in Commissione, ad un certo
punto è stata vista e quindi non posso fare a meno.
Sono iscritti gli onorevoli Di Paola, Lentini, Marano e Laccoto, e
Fava, l'aveva chiesto prima, io non l'ho segnata, chiedo scusa
gliela do dopo la parola, e Palmeri pure, avevo scritto pure
Palmeri.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, governo,
cittadini.
Presidente io l'ho ascoltata in questi giorni e anche adesso ha
ripetuto che questa è una finanziaria particolare, dove abbiamo
inserito anche degli articoli di natura ordinamentale, però
l'imbarazzo in questo articolo è il fatto che non solo è un
articolo ordinamentale ma è pure una riforma, anche abbastanza
importante.
Vero, Presidente, che lei ha detto guardate che più volte questo
articolo, questa riforma è arrivata in Aula e molto spesso lo
abbiamo nuovamente rinviato in Commissione e, quindi, è stata
analizzata più volte dalla commissione III; però, Presidente, lei
mi insegna che una cosa è l'analisi all'interno della commissione
un'altra cosa è la votazione Presidente, cioè in Commissione III io
non credo che questa riforma sia stata votata, e il rischio qual è
colleghi, e sta già accadendo perché io ho visto ogni singolo
collega che sta scrivendo dei subemendamenti, perché man mano
stiamo scrivendo dei sub emendamenti da inserire all'interno della
riscrittura da parte del Governo.
Il rischio è che i vari subemendamenti che poi verranno votati, e
verranno votati o con votazione palese o con votazione segreta, la
mia preoccupazione Presidente, e che esterno all'Aula, è che tutta
questa serie di subemendamenti andranno in qualche modo poi a
bloccare l'eventuale intento della riforma, andando a fare poi dei
pastrocchi, e dico, Presidente, in questa fase proprio perché
stiamo parlando di una riforma molto particolare, perché al momento
l'economia in Sicilia è bloccata lo ha detto più volte anche
l'Assessore all'economia il prodotto interno lordo della Sicilia,
per via anche di questa pandemia è in forte recessione, e allora
noi dovremmo dare delle risposte e dei segnali forti, io capisco
che la riforma sia passata, ho ascoltato pure il Presidente della
Commissione III che ha detto noi l'abbiamo valutata , però
Presidente non è stata votata, in Commissione non c'è stata la
votazione.
Ora noi possiamo trasformare l'Aula, oggi, per qualche ora, la
possiamo trasformare in Commissione III, e quindi inizieremo a
valutare tutti i subemendamenti Assessore perché tutti i sub
emendamenti, al di là poi del parere che darà il Governo verranno
votati uno per uno, ed uno per uno per ogni subemendamento ogni
Gruppo politico chiederà la votazione segreta o la votazione
palese, e il rischio è quello di andare a inficiare questa
riforma; all'interno, poi, della riforma mi sarei aspettato dei
segnali concreti per le zone di crisi industriale per le aree di
crisi industriale: ci sono dei territori, interi territori che sono
in difficoltà assoluta, dove lì le aziende vanno via, stanno
chiudendo e stanno andando via da quelle zone. E non stiamo facendo
nulla per cercare di costruire, di fare in modo che altre attività
si possano aprire all'interno di quelle aree industriali.
Non è che abbiamo tutte queste aree di crisi complesse in Sicilia
Ne abbiamo poche, ma in quelle poche aree, non stiamo dando nessun
segnale ed all'interno di questa riforma - che io ho provato ad
approfondire, così come tanti altri colleghi, in queste poche ore -
non ci sono dei segnali concreti nemmeno per le aree di crisi
industriale complessa, nemmeno per quelle, figuriamoci per gli
altri territori.
Ora, Presidente, il segnale è questo: per me, possiamo anche
andare avanti con questa riforma, però, il rischio concreto è con
tutti i subemendamenti, che man mano si stanno presentando e che
tratteremo ad uno ad uno, che qui non solo andremo a bloccare
l'iter della finanziaria, che più volte è stato detto che dobbiamo
approvare, perché ci sono tantissime categorie che aspettano
risposte, ma il rischio è, se poi passa qualche subemendamento
anche con parere contrario da parte del Governo, di bloccare anche
l'intento, che può essere nobile da parte del Governo, di portare a
termine questa riforma.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, io voglio essere chiaro e lo dico, sapendo i
colleghi, il profondo rispetto che nutro per quest'Aula e per i
componenti, aggiungo, in maniera forse inusuale, per le forze
politiche, tutte, tutte , che sono qua presenti. Nessuno può dire
che il contenuto della riforma dell'IRSAP è una cosa nuova, atteso
che in Commissione, per ben tre volte, con tutti, abbiamo trattato
l'argomento e lo abbiamo approvato, non apprezzato, onorevole
Pasqua.
Ma lo dico perché, prima di approvare l'argomento in Commissione,
è stata mia cura parlare con i Gruppi parlamentari e, in
un'occasione, col gruppo del Movimento 5 Stelle che mi chiese
espressamente di non approvare l'emendamento in Commissione e di
rinviarlo all'indomani. Io l'indomani andai presso il gruppo e
spiegai tutto, per filo e per segno. Ecco perché mi stupisce.
Poi state attenti: la politica vuole il suo spazio ed ha le sue
regole ed io non mi sottraggo né alle critiche né alle
contestazioni, ma dire che qualcuno porta una legge di riforma come
un blitz in un'Aula parlamentare è inaccettabile.
Detto questo, Presidente, mi deve permettere, l'onorevole
Cracolici - che ha fatto un'obiezione corretta, ma sbagliata -
corretta, perché lui si è preoccupato di un problema, sbagliata
perché, entrando nel merito, ha rappresentato il problema in
maniera diametralmente opposta a come il Governo l'ha pensato. E,
su questo punto, ho avuto un confronto con le categorie
confindustriali perché sono state loro a dirmi qual è - onorevole
Cracolici, mi segua per cortesia - il vero pericolo che per ora
abbiamo.
Quando c'è un ente in liquidazione l'unica cosa che può fare il
commissario liquidatore è di porre in vendita il bene, secondo le
procedure della liquidazione, che sono le procedure del Codice di
procedura civile, che prevede la messa all'asta del bene stesso.
Le organizzazioni confindustriali mi hanno detto che, per la crisi
del mercato e per il disagio momentaneo che le imprese registrano,
c'è la possibilità che organizzazioni malavitose, malavitose in
senso lato, organizzazioni di usurai, organizzazioni mafiose,
possano, alle aste presentarsi per acquistare il bene.
Allora, si è pensato di introdurre un doppio meccanismo, cioè di
dire quali sono i beni che vengono messi all'asta per permettere
agli imprenditori di presentare, loro - sempre con il prezzo del
massimo rialzo - la proposta progettuale, così l'IRSAP possa
conoscere chi è il beneficiario, qual è l'investimento che vuole
fare e qual è la forza occupazionale che garantisce.
Qualora in questa procedura di evidenza pubblica nessuno dovesse
partecipare non rimane altro che partecipare all'asta pubblica dove
si può presentare un delinquente qualunque che acquista il bene.
Sono stato chiaro? La procedura .
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
TURANO, assessore per le attività produttive. No, no, onorevole
Cracolici, la prego, è scritta dai consulenti e dall'Ufficio in
maniera corretta e lo spirito è questo.
Detto questo, signor Presidente, io non ho difficoltà a rinviare
in Commissione la riscrittura dell'articolo 154 nel suo complesso,
a due condizioni: io non pongo condizioni, vi prego non intendete
male il mio pensiero, il primo che tutte le forze politiche si
impegnino dalla prossima settimana in Commissione a esaminare il
testo e, nella prossima settimana, ancora riportarlo; il secondo,
poiché nel testo dell'articolo 154 è limitato esclusivamente alle
procedure di vendita che io ho poc'anzi indicato - e questa è una
procedura che va fatta tempestivamente per permettere ai commissari
liquidatori di potere vendere i beni - io vi chiedo di apprezzare
soltanto il testo dell'articolo 154 e di approvarlo, e la prossima
settimana poi in Commissione parliamo della riforma nel suo
complesso. L'articolo 154 non il 154. 24 ma solo il 154, il testo
inserito nella legge finanziaria.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
TURANO, assessore per le attività produttive. No, onorevole
Cracolici, io non l'ho sostituito, l'ho integrato con gli altri
pezzi di riforma che riguardano le procedure di semplificazione per
attrarre gli investimenti all'interno delle ZES e le procedure di
modifica dell'IRSAP.
Su questi due punti se l'Aula chiede una settimana di tempo non ho
difficoltà, ma il testo base, per cortesia, lo approviamo in
maniera tale che già mettiamo un punto sulle procedure di vendita.
Su questo, signor Presidente, io non ho neppure bisogno
dell'impegno delle forze politiche, mi basta l'impegno della
Presidenza che ha fatto la mediazione.
FOTI. Assessore non ho sentito l'ultimo
PRESIDENTE. Assessore, può ripetere un attimo la sua proposta. Io
intanto non posso che ringraziare l'onorevole Turano che mi sembra
che abbia, come sempre, colto il clima dell'Aula e da persona seria
e per bene quale è ha capito quali erano le difficoltà.
Quindi, intanto lo ringrazio personalmente ma, credo, a nome di
tutta l'Aula, dopodiché Assessore mi faccia capire una cosa: se noi
lasciamo il testo è comunque un testo nuovo rispetto a quello che
esiste oggi, quindi dovrebbe essere approvato.
Volevo capire soltanto se nel momento in cui lo approviamo, lo
approviamo soltanto eliminando l'emendamento di riscrittura ma
mantenendo gli altri emendamenti, perché mi dicono, per esempio,
che l'articolo 154.23 sarebbe
TURANO, assessore per le attività produttive. Tagliamo la testa al
toro, chiedo un impegno formale a tutte le forze politiche che da
mercoledì 9 aprile la legge possa essere ritrattata in Aula e mi
impegno da oggi al 9 aprile, in Commissione, a dare tutte le
spiegazioni.
PRESIDENTE. Benissimo .
TURANO, assessore per le attività produttive . in Commissione, a
dare tutte le spiegazioni. Su questo, per cortesia.
PRESIDENTE. Benissimo, allora scusatemi, scusatemi un attimo, per
favore, perché mi dice l'onorevole Di Mauro, che chiede la parola e
ora gliela do, che l'emendamento .23 riguarda tutt'altra cosa e che
lui aveva presentato perché c'era questa cosa. Però, ora un attimo
solo però, prima perché dobbiamo capire.
Onorevole Turano, chiedo scusa, lei quindi sta proponendo il
rinvio totale.
TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente, io sto
proponendo quello che la politica chiede, ovverosia, un impegno
politico ad affrontare la riqualificazione delle ASI, la riforma
dell'IRSAP, e la semplificazione delle ZES, con uno testo organico
che si chiama 154.24, che può diventare un autonomo disegno di
legge.
PRESIDENTE. Che deve diventare la riforma.
TURANO, assessore per le attività produttive. Però, poiché,
Presidente, su questo argomento per otto mesi - otto mesi
Presidente - dal mese di agosto abbiamo presentato per la prima
volta l'emendamento, si continua a dire Aula o Commissione,
Commissione e approvazione all'unanimità, Aula, Aula rinvio in
Commissione.
PRESIDENTE. Assessore, lei ha la mia garanzia su questo, non ha
bisogno di chiederlo ad altri.
TURANO, assessore per le attività produttive. Le chiedo,
Presidente, di poter sapere un tempo certo per poter trattare
l'argomento, poi l'Aula è sovrana.
PRESIDENTE. Basta, onorevole Turano non chieda, se le sto dicendo
che c'è voglio capire soltanto se, al di là di tutto quello che è
stato detto, l'emendamento di cui parla l'onorevole Di Mauro, e su
cui sta chiedendo la parola, può inserito a prescindere dal resto
del disegno legge facendolo diventare
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Grazie, sì un attimo onorevole Turano, permette?
L'emendamento 154.23 è un'altra cosa completamente. Allora, le cose
sono due: o si fa un disegno di legge, come dice l'assessore
Turano, che ha ragione quando dice che l'argomento è stato
trattato, io sono stato testimone in diverse sedute in questo
senso, e si fa un provvedimento legislativo in cui viene indicata
una dizione diversa rispetto all'attuale, come testo,
Provvedimento in ordine all'IRSAP , in cui ovviamente c'è da un
lato la riforma, e l'altro una risposta alle imprese che spesso si
trovano in una zona IRSAP satura, oppure, questo emendamento si può
trattare come articolo da solo. Io mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. No, però, io per poterlo fare ho bisogno di capire
bene di che cosa parliamo, per cui chiedo, lo facciamo tutto dopo.
DI MAURO. Lo posso spiegare, Presidente.
PRESIDENTE. No, l'assessore mi chiede di farlo tutto dopo insieme
in Commissione, basta così.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente, posso
chiudere con una valutazione personale?
PRESIDENTE. No, scusate, è inutile che do la parola ad altri,
siccome l'assessore Turano, credo che abbia fatto anche uno sforzo,
perché lo so io da quanti mesi lavora su questa cosa, per cui se
ora vuole chiedere la parola per una sua valutazione, credo che sia
corretto dargliela, ma l'articolo ormai è stralciato, non chiediamo
più cose, ed è rimandato, prima di darle la parola, interamente,
compresi gli emendamenti, in Commissione.
Prego l'onorevole Ragusa di considerare questo testo che le viene
rimandato in Commissione, come prioritario in assoluto, per cui se
fosse possibile a partire da martedì prossimo, iniziare a valutarlo
già in Commissione, in modo che nel giro di una settimana possa
essere rimandato come disegno di legge autonomo.
Non c'è bisogno che interviene, basta che mi fa cenno col dito
così e per me è a posto.
Assessore, prego.
TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente,
onorevole Dipasquale mi ascolta un attimino?
PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, fatelo parlare. Onorevole Marano.
TURANO, assessore per le attività produttive. Lo dico con
franchezza, ma non perché mi appassiono al lavoro che faccio. Io
ritenevo che questo argomento, cioè la semplificazione delle
procedure per valorizzare le ZES, la semplificazione delle
procedure per vendere i beni in liquidazione, e la riforma
dell'IRSAP, fossero un argomento che qualificava, non solo questo
disegno di legge, ma l'argomento che abbiamo trattato.
Capisco, però, che in una finanziaria siamo appesantiti da
valutazioni di ogni genere, sulle quali io - onorevole Lupo, non è
una polemica politica ma mi lasci sfogare - capisco, però, che
quest' Aula è stata impegnata in valutazioni, non di riforme
strutturali, ma di interessi minori, dobbiamo dire la verità.
PRESIDENTE. Assessore Turano, non rovini tutto.
Fate parlare l'onorevole Di Mauro, per favore
DI MAURO. Che cosa sarà trattato, martedì prossimo, in
Commissione?
PRESIDENTE. Tutto.
DI MAURO. Tutto, che significa Presidente, per capirlo io, noi
abbiamo un emendamento del Governo, il 154.24 e il 154.23 che sono
due cose diverse ma che trattano sempre argomento IRSAP. Se lei mi
dice che c'è un disegno di legge fatto di due parti, il prossimo,
lei lo riannoda così, io non ho problemi. Potrebbe essere trattato
anche ora, io sarei disponibile, però io mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Sarei disponibile, assolutamente. Ho chiesto, però,
all'Assessore che cosa ritiene di fare lui. L'assessore, devo dire,
che sta dando una disponibilità massima che di meglio non si
potrebbe chiedere e, in questa occasione, mi ha chiesto rimandiamo
tutto e ci vediamo tutti in Commissione'. Tutte e due. Tanto che io
ho comunicato che sto mandando in Commissione - e di questo ho
avvertito l'onorevole Ragusa - tutto il testo, con tutti gli
emendamenti, in modo che poi la Commissione - come diceva poco fa
qualcuno - l'onorevole Di Paola diceva trasformiamo l'Aula in
Commissione - no, la Commissione non ha bisogno di venire in Aula,
si faccia in Commissione, materialmente valuti tutto.
DI MAURO. Presidente, il testo di questo disegno di legge deve
cambiare, deve essere Provvedimenti in ordine all'IRSAP' o una
cosa simile, con la relazione che deve essere cambiata.
PRESIDENTE. Perfetto, lo vedrà la Commissione. Hanno chiesto di
intervenire gli onorevoli Lupo, Cafeo e Tancredi. Su che cosa?
Sull'argomento?
Onorevole Marano tutti gli emendamenti relativi all'articolo li ho
stralciati tutti, insieme all'articolo, perché sennò non avrebbe
senso.
L'onorevole Lupo ha chiesto di intervenire non su questo, ha
chiesto di fare un intervento a prescindere da questo. Non
discutiamo più dell'articolo.
LUPO. Signor Presidente, in realtà volevo rivolgermi alla
presidenza per una breve considerazione sull'articolo che è la
seguente. Noi riteniamo che l'IRSAP debba essere migliorata e che
debba diventare un grande attrattore di investimenti.
Ciò premesso, quindi siamo aperti ad ipotesi di riforma
PRESIDENTE. Non mi faccia rimproverare dall'onorevole Marano.
Abbiamo detto che sul 154 non parliamo.
LUPO. No, concludo. Devo dirlo adesso, altrimenti, poi, in
Commissione diventa più complicato. Concludo, c'è la disponibilità
alla riforma, alla verifica, ovviamente, dei testi.
Credo che il Governo abbia fatto una scelta saggia accettando
l'idea di un approfondimento. La domanda che rivolgo al Governo,
ovviamente ai miei colleghi e a lei come Presidenza: può una
società per azioni sostituirsi alla Pubblica Amministrazione?
PRESIDENTE. E' un fatto di valutazione tecnica che poi se la vede
la Commissione.
LUPO. Presidente, non è banale la domanda. Mi riferisco alle
varianti ai Piani urbanistici e al fatto che l'IRSAP, in alcuni
passaggi si sostituisce pure al Genio civile.
PRESIDENTE. Ho capito, ma ve lo potete andare a vedere in
Commissione? Perché sennò non abbiamo fatto niente. Anzi, io vorrei
soltanto approfittare, invece prego, onorevole Lupo.
LUPO. Non sono stato chiaro. Chiedo una valutazione anche degli
Uffici della Presidenza dell'Assemblea. Questo è il senso. Per
questo sono intervenuto adesso.
PRESIDENTE. Perfetto. Io, invece, approfitto, è l'occasione per
dire, onorevole Turano - ora sospendiamo, fra dieci minuti - vorrei
approfittare dell'occasione per chiedere al Governo e a tutti i
deputati che questo tipo di mattinata, come la stiamo passando, che
regolarmente avviene per poi regolarmente rimandare in Commissione
le cose, lo si possa evitare per il futuro.
Lo dico al Governo, più che altro. Questi testi di legge che sono
leggi vere e proprie, di riforma, per favore fatele in Commissione.
Questo fatto che, ogni volta, si tenti di inserire dentro
qualsiasi legge, qualche riforma importante, ne viene meno, anche a
livello di comunicazione, ne viene meno l'importanza della riforma
che, invece, deve essere comunicata come grande riforma, come
riforma.
Guardate, questa degli ASU, ovviamente, doveva andare in
finanziaria, ma, di fatto, sta avendo, a livello mediatico, un
riscontro, sperando che non sia un boomerang, che è assolutamente
straordinario.
Per favore, pertanto, evitiamo. Per il futuro, non mettete sempre
la Presidenza nelle condizioni di dovere aprire questi dibattiti.
LUPO. L'IRSAP, evidentemente, è un ente pubblico strumentale,
quindi, non è società. Questa è la correzione rispetto
all'intervento.
PRESIDENTE. Perfetto.
CAFEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAFEO. Presidente, intervengo, anche a nome dell'ufficio di
Presidenza della III Commissione, per dire che la III Commissione
non si è mai sottratta a discutere alcun testo, soprattutto
sull'IRSAP. Noi lo aspettavamo da tanto tempo questo disegno di
legge. Lo aspettiamo in Aula per iniziare il lavoro.
Aggiungo a questo, comunque, che ho apprezzato molto l'ammissione
di colpa dell'assessore Turano, rispetto agli articoli che abbiamo
trattato fino ad oggi e che lui ha sminuito.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Signor Presidente, Governo, colleghi, volevo solo
intervenire rispetto al fatto che, lei, Assessore, diceva, poco fa,
ha citato il mio Gruppo parlamentare, dicendo che aveva parlato con
dei componenti e avevamo dialogato su questa cosa.
E' chiaro che c'è tutta la buona volontà da parte del mio Gruppo a
fare le riforme importanti, a semplificare, a migliorare e tutto
quanto. E' chiaro, però, che, in questo caso, è un problema di
metodo. Abbiamo tutta la volontà di andare avanti e lavorare
insieme. Il metodo, però, è importante.
Ci sono settimane in cui in Aula c'è soltanto all'ordine del
giorno Comunicazioni . E' bene che questo Governo, da ora in poi,
se vuole fare qualche riforma importante, oltre a questo, si
organizzi e noi siamo assolutamente disponibili.
PRESIDENTE. Passiamo, adesso, alla rubrica Territorio . Avviso i
colleghi che tratteremo gli articoli 117, 118, 92 e 78.
I colleghi, quindi, sono pregati di prendere posto. Ripeto: gli
articoli 117, 118, 92 e 78. Non sono numeri del lotto, sono
articoli di un disegno di legge.
Ho detto che tratteremo il resto della rubrica Territorio , gli
articoli 117, 118, 92 e 78.
Si passa all'articolo 117. Ne do lettura:
«Art. 117.
Modifica all'articolo 2 della legge regionale del 16
dicembre 2020, n. 32
1. Il comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale del 16
dicembre 2020, n. 32 è soppresso».
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Assessore, un attimo di attenzione. Veda, io, purtroppo,
questo articolo non lo posso condividere, perché là noi stiamo
sopprimendo la norma che dice di dare le concessioni demaniali
coerenti e con l'attestazione coerente col PUDM.
Ora, se noi togliamo questo, diventa, praticamente, un fatto di
anarchia nei diversi comuni. Se si vuole togliere, perché c'è
qualche comune che non ce l'ha, laddove non esistono ed in ogni
caso, ci dovrebbe essere un attestato di coerenza dell'ufficio
tecnico, mentre lì non c'è. Lì, poi, togliamo la norma e finisce.
Dobbiamo trovare una soluzione. O mettiamo che non vale laddove
non si sono adottati, praticamente, i PUDM, oppure qualche
soluzione. Diventa un'anarchia, guardate.
L'incidenza sul territorio, sulle spiagge, di questo articolo che
noi vogliamo approvare è devastante, dal punto di vista, perdonate.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, secondo
me questo articolo è superato perché quando è stato presentato con
la relazione da parte dell'assessore Cordaro, la relazione diceva
che l'articolo serviva per superare un'impugnativa che non è mai
arrivata e mai arriverà perché i sessanta giorni sono
abbondantemente passati; in più, l'impugnativa diceva che Non si
può procedere a provvedimenti autorizzatori prima che il PUDM passi
dal vaglio della valutazione ambientale strategica , quindi,
l'impugnativa in ogni caso parlava di altro.
Ora, la soluzione che ha trovato il Governo è stata abrogare di
netto l'articolo 2 che prevede la conformità ai piani demaniali, ma
non era certo questa la soluzione ad una impugnativa, -ripeto - che
non è mai arrivata e mai arriverà, purtroppo, per certi versi.
Quindi, io chiedo che questo articolo venga o bocciato o
stralciato perché - ripeto - è superato dal fatto che la necessità
che si tratti questa soppressione è superata dagli atti. In più,
entrando nel merito, è paradossale, Assessore, che noi chiediamo ai
comuni di fare i piani demaniali, gli stiamo dando pure i soldi per
fare i piani demaniali e poi gli diciamo comunque, qualsiasi cosa
facciate non ci interessa perché tanto noi le concessioni le diamo
senza l'adeguamento e la conformità al PUDM .
Presidente, è una contraddizione ed è un insulto anche nei
confronti di quei comuni che, magari, stanno facendo il possibile
per approvare questo benedetto atto programmatorio.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, credo che
siamo, circa l'articolo 117, un attimo fuori da quella che è la
valutazione schietta che, peraltro, com'era ovvio che fosse,
prevede soltanto degli emendamenti soppressivi perché non può
prevedere emendamenti di natura diversa.
La necessità dell'approvazione dell'articolo 117 nonostante - ed è
l'unica parte corretta dell'intervento dell'onorevole Ciancio - i
sessanta giorni siano decorsi per l'impugnativa, nasce dalla
ragione della mancata impugnativa e la ragione della mancata
impugnativa è l'impegno del Presidente della Regione ad approvare
questo articolo in questi termini e ad eliminare la possibilità che
i PUDM possano essere applicati e che le concessioni possano essere
rilasciati anche se non vi è la valutazione di impatto ambientale.
È questo che noi ci siano impegnati con il Governo nazionale ad
eliminare, è questo che ha portato il Governo nazionale credendoci,
stiamo parlando del Governo precedente a quello attuale, a non fare
l'impugnativa, ed è questa la conseguenza che ci vuole portare ad
approvare una norma che prevede nient'altro che il rispetto di un
impegno istituzionale preso dal Presidente della Regione con il
Governo nazionale.
Questo è l'articolo 117, punto e basta. Poi l'Aula se ritiene di
determinarsi di contrario avviso è evidente che io, o meglio, che
il Governo regionale il nostro dovere l'abbiamo già portato a
compimento. Se l'Aula dovesse bocciare l'articolo faremo presente a
Roma che il Governo ha mantenuto l'impegno con il Governo Conte 2 e
che l'Aula ha ritenuto di bocciare l'articolo. Ma non c'è altro
sotto questo articolo, non ci sono sotterfugi, non ci sono
situazioni diverse.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
abbiamo parlato di finanziaria Netflix questa sta diventando la
legislatura Netflix , a puntate Facciamo avanti e indietro, non
sappiamo cosa succederà il prossimo mese.
Io l'ho detto altre volte durante la trattazione della finanziaria
quest'anno, non mi capita di essere profetico, prevedere il futuro,
ma l'avevamo detto ed è agli atti parlamentari che la norma voluta
dal Governo pochi mesi fa che prevedeva la possibilità di
rilasciare le concessioni demaniali senza l'espletamento delle
procedure di valutazione ambientale era aria fritta.
A distanza di due mesi, siccome non è che abbiamo tempo da perdere
Presidente Di Mauro, io credo che anche da parte degli uffici, i
lavori della Commissione dovrebbero procedere, come dire, con un
supporto tecnico più autorevole. Non possiamo perdere tempo quando
in questo momento la Sicilia è sul lastrico. Abbiamo difficoltà in
tantissime categorie e noi ci mettiamo a perdere tempo per abrogare
la norma che già era, come dire, illegittima palesemente poche
settimane fa.
In Sicilia, come in nessun'altra parte di Italia, si possono
approvare concessioni demaniali se non si definisce la procedura
ambientale. Non è che serve uno scienziato E' così E questo
dibattito non fa onore neanche a questo Parlamento. Il Governo
quando arriva con una norma in Aula dovrebbe avere una istruttoria
diversa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cafeo. Non è
presente in Aula.
E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Veda di essere breve,
così passiamo alla votazione.
LACCOTO. Presidente, perdonatemi, ma qui c'è qualcosa che non
funziona. L'articolo 117 dice testualmente il comma 2,
dell'articolo 2, dell'articolo 32, comma due, recita così, perché
noi lo stiamo praticamente cancellando: le richieste inerenti -
per favore, Assessore, scusatemi - il comma due recita così di
questa legge: le richieste inerenti all'occupazione di nuove aree
demaniali sono corredate dall'attestazione di coerenza con le
previsioni del PUDM approvato ovvero già adottato ed in corso di
approvazione definitiva rilasciata dall'amministrazione comunale
competente per territorio. Le istanze non corredate dalla predetta
attestazione sono inammissibili .
Non capisco cosa c'entra qua la VAS e le altre cose. Quindi, c'è,
perdonatemi, qui c'è un equivoco, perché qui noi stiamo solamente
cancellando l'attestazione di coerenza del PUDM definitivo e così
comma 2, articolo 32. Qui è, la legge, lo volete vedere?
(Intervento fuori microfono)
E allora non dobbiamo, scusatemi, no. Se noi togliamo quello non
abbiamo messo altro. L'articolo ma è così chiaro Ma stiamo
scherzando? Se noi approviamo quella norma non è che stiamo vedendo
ci vuole la VAS. Lì dice che praticamente lo cassiamo e basta. Non
è che c'è scritto mettiamo la VAS , lasciamo quello.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole, va bene, ha chiarito abbastanza.
Onorevole Cafeo l'avevo chiamata. Poi è iscritto a parlare
l'onorevole Ragusa ed abbiamo concluso. Non ci sono altri che
chiedono di intervenire. No, vi prego, una volta sola dovete
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)
No, no, onorevole Ciancio, una volta sola potete intervenire. Ma
non è possibile che pensate di rispondere continuamente
L'assessore è chiamato a dare chiarimenti, perché voi li
sollecitate. Ma voti contro, onorevole Ciancio Ma votate contro,
fate intervenire un altro collega per dire altre cose
CAFEO. Presidente, io l'unica cosa per dire, a parte questo
discorso della VIA-VAS secondo me il vero problema assessore
Cordaro è che noi non abbiamo messo, inserito, all'interno della
normativa di riforma del discorso del demanio delle norme
transitorie. Allora, se dobbiamo inserire, allora basta quello, il
117, la commissione VIA-VAS. Io ritengo che sia giusto l'intervento
fatto dall'onorevole Laccoto.
PRESIDENTE. Va bene, allora. Passiamo alla votazione.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, prenda posto per votare.
Il parere della Commissione? Favorevole alla bocciatura...
CIANCIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Che sia una dichiarazione di voto. Ne ha facoltà
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima che si voti,
votare quest'articolo o mantenere l'articolo perché evitiamo che
arrivi l'impugnativa non è vero perché l'impugnativa dopo sessanta
giorni - stiamo parlando di dicembre - non può più arrivare, me lo
ha confermato anche, me l'hanno confermato anche gli Uffici.
Quindi, dire che serve approvare quest'articolo per non fare
arrivare l'impugnativa è una bugia.
PRESIDENTE. Assessore Armao, vuole chiarire?
ARMAO, assessore per l'economia. Sì, signor Presidente...
(Brusìo in Aula)
ARMAO, assessore per l'economia. Per cortesia onorevole, posso
dare una precisazione? scusate
PRESIDENTE. Ma che modo è di muoversi Lei, onorevole Laccoto, è
intervenuto già due volte e ancora insiste
Assessore Armao, per favore, tiriamo le conclusioni.
(Alcuni deputati chiedono di parlare)
PRESIDENTE. No, no, basta Con il Governo che fa la sua
dichiarazione abbiamo concluso. Abbiamo concluso, chi vuole votare
vota Collega, per ripetere sempre le stesse cose
Prego, assessore Armao.
ARMAO, assessore per l'economia. Per la verità dei fatti e
nient'altro, i rapporti con il Governo nazionale sono rapporti che
si dispiegano durante il termine, come lei ben diceva,
dell'impugnativa.
Se si raggiunge, come abbiamo raggiunto per esempio per
l'esercizio provvisorio - e ne parleremo più avanti - un'intesa, il
Governo non è che dice: Intanto impugno e quando approvi la norma,
ritiro l'impugnativa . Il Governo nazionale concorda con il Governo
regionale qual è la formula giuridica che va inserita in una norma
come contraltare rispetto all'impugnativa, cioè, si è scongiurata
l'impugnativa ma tu devi approvare questa cosa. E' un impegno
sull'onore e sul rapporto istituzionale che c'è tra Governo
nazionale e Governo regionale. Noi non possiamo tradire un impegno
preso con il Governo nazionale.
Il suo argomento - e concludo - milita in senso opposto a quello
che lei intende sostenere perché il suo argomento è proprio volto a
dire che la rinuncia all'impugnativa dà un onere ed una
responsabilità a chi deve decidere di inserire quella formula che è
stata concordata con il Governo nazionale.
PRESIDENTE. Assessore Armao, grazie.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)
PRESIDENTE. No, no, basta onorevole Ciancio, basta
Allora, sono stati presentati diversi emendamenti soppressivi.
Quindi, votiamo, gli emendamenti riguardano solo la soppressione.
Pongo in votazione l'articolo 117.
CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 117
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
117.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 57
Votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 23
Contrari 27
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 118.
In attesa di un approfondimento sull'articolo 118, esaminiamo
l'articolo 92. Ne do lettura:
«Art. 92.
Utilizzo del personale in comando del Corpo di Vigilanza
degli Enti Parco
1. All'articolo 3 della legge regionale 10 luglio 2018, n. 10 e
successive modificazioni sono apportate le seguenti modifiche:
a) il comma 2 è soppresso;
b) il comma 4 è sostituito dai seguenti:
4. Per il trattamento fondamentale ed accessorio del personale
comandato, secondo le qualifiche, le categorie e le posizioni
economiche possedute all'atto del comando, è autorizzata a carico
dell'Amministrazione regionale la spesa per il salario accessorio
nel limite annuo di 350 migliaia di euro per ciascuno degli anni
del triennio 2021-2023. Ai relativi oneri, per ciascuno degli anni
del triennio 2021-2023 da iscriversi in appositi capitoli del
Comando del Corpo forestale, si fa fronte mediante riduzione di
pari importo delle disponibilità della Missione 9, Programma 5,
Capitolo 150001.
4 bis. Per il trattamento economico fondamentale è autorizzata la
spesa di 691 migliaia di euro per il 2021, 1.185 migliaia di euro
per il 2022 e 1.185 migliaia di euro per il 2023, cui si provvede,
per ciascuno degli esercizi finanziari del triennio 2021-2023,
mediante corrispondente riduzione delle disponibilità della
Missione 9, Programma 5, capitolo 443305.
4 ter. La cessazione della posizione di comando, oltre che per la
scadenza del termine, è disposta per il venire meno delle esigenze
di cui al comma l. ».
Gli emendamenti soppressivi sono ritirati? Sono ritirati.
Allora si vota direttamente l'articolo 92. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Assessore Cordaro, possiamo fare l'articolo 76? Sì; bene. Si
passa all'articolo 76. Ne doo lettura:
«Art. 76.
Interventi in favore del canale Galermi
1. Al fine di consentire interventi di manutenzione straordinaria,
valorizzazione e messa in sicurezza del canale Galermi in provincia
di Siracusa è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2021, la
spesa di 200 migliaia di euro (Missione 16, Programma 1)».
Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.
CAFEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAFEO. Presidente, mi corre l'obbligo di spiegare anche l'esigenza
di questo articolo, partendo da un presupposto. Più volte
assessore Scilla, stiamo parlando dell'articolo 76.
Il canale Galermi è un canale, è un acquedotto del periodo
ellenico, che ancora oggi viene utilizzato e fornisce acqua agli
agricoltori. Da due anni, nonostante le dichiarazioni del
precedente assessore all'agricoltura, gli agricoltori sono senza
acqua. E in un anno, nonostante diversi interventi, anche in
Commissione, l'unica cosa che si è riuscita a stabilire è la
competenza, che è del Consorzio di bonifica.
(Brusìo in Aula)
Presidente Di Mauro, se può fare
PRESIDENTE. Per favore, onorevoli colleghi.
CAFEO. In un anno e mezzo la macchina amministrativa è stata
solamente in grado di stabilire di chi è la competenza, che è del
Consorzio di bonifica.
Avevamo previsto inizialmente un emendamento con una cifra di 500
mila euro per le manutenzioni, come avevamo anche chiesto
l'inserimento in un bilancio pluriennale.
Però, capiamo che le disponibilità economiche non ci sono.
Chiediamo al Governo e alla macchina amministrativa e a tutta
l'Aula non solo di appoggiare questo emendamento, ma anche di fare
in modo che i finanziamenti già previsti come intervento della
Protezione civile e che anche questo articolo votato in finanziaria
possa al più breve risolvere il problema per gli agricoltori, visto
che già la situazione è in crisi e la campagna irrigua è già
iniziata.
Sto presentando un subemendamento firmato non solo da tutti i
deputati dell'ufficio di Siracusa, ma anche dell'Ufficio di
Presidenza della III Commissione che prevede l'impegno di 1 milione
di euro dai fondi POC, e chiedo se possibile apprezzarlo, per
interventi di natura straordinaria quindi non la manutenzione
normale ma di natura straordinaria.
Faccio presente anche che questo canale molto probabilmente sarà
anche candidato ad essere inserito fra i beni siti Unesco e che è
oggetto di studio di diverse università internazionali, per cui ha
una valenza non solo irrigua, ma anche storica e dei beni
culturali. Le presento il subemendamento.
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, ha chiesto di intervenire?
CORDARO, assessore per il territorio e ambiente. Sì, Presidente,
il subemendamento quando? Onorevole Cafeo il subemendamento dov'è?
Perché se si può votare lo votiamo, altrimenti lo accantoniamo.
(Intervento fuori microfono)
CORDARO, assessore per il territorio e ambiente. Si può votare? E
dove è il subemendamento?
PRESIDENTE. Lo accantoniamo? Che facciamo, onorevole Cafeo? Che
facciamo? Aspettiamo. L'articolo 76 è accantonato.
E allora, mi dicono che c'era l'articolo 67 su cui c'era un
accordo; mi riferisco a quello della Cannabis se me lo date per
favore. Manca l'assessore Razza, allora aspettiamo che venga
l'assessore Razza.
(Intervento fuori microfono)
E' pure firmato dall'assessore Razza? E allora me lo date per
favore? Stiamo appurando se è firmato pure dall'assessore Razza, ma
ci vuole la sua firma comunque.
Lo stiamo cercando colleghi se lo troviamo, bene.
Non è firmato dall'assessore Razza. Attendiamo che venga
l'assessore Razza...
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Pullara)
Non lo posso mettere in votazione; non è firmato dall'assessore
Razza; non c'è la firma dell'assessore Razza Ma cosa le devo dire
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Pullara)
No, onorevole Pullara, mi scusi, c'è la firma dell'assessore
Razza?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Pullara)
Allora aspettiamo. Va bene, aspettiamo .
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, su richiesta dell'Assessore
Cordaro, si passa all'articolo 118.
Ne do lettura:
Art. 118.
Concessioni demanio marittimo
1. Dopo il comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 16
dicembre 2020, n. 32 è aggiunto il seguente:
1 bis. Attesa l'emergenza epidemiologica da Covid-19, al fine di
consentire all'amministrazione concedente la conclusione dei
procedimenti amministrativi, la coerenza con le previsioni del
piano di utilizzo del demanio marittimo, di cui al comma 1, non è
prevista per le istanze per le quali, alla data di entrata in
vigore della presente legge, erano state avviate le procedure di
cui all'articolo 18 della legge regionale 21 maggio 2019, n. 7. ».
All'articolo 118 sono stati presentati due emendamenti:
l'emendamento 118.6, su cui mi sembra che sia favorevole tutta
l'Aula e quindi lo possiamo approvare e poi c'è l'emendamento
118.5, a firma dell'onorevole Pullara, su cui il Governo si rimette
all'Aula.
PULLARA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, con l'emendamento intendiamo
salvaguardare tutte le istanze presentate, perché il termine
sburocratizzazione non possiamo pensare di aspettare i termini,
quindi il cittadino è tutelato dal protocollo.
PRESIDENTE. Mi sembra corretto per cui lo pongo in votazione.
L'onorevole D'Agostino chiede di apporre la firma sull'emendamento.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 118. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'articolo è stato approvato col voto contrario
dell'onorevole Ciancio.
C'è ancora un articolo della Rubrica Territorio il n. 108. Ne do
lettura:
«Art. 108.
Risanamento costiero tratto Santa Margherita-Galati
Marina Messina
l. Per l'integrazione del finanziamento per il Progetto di
risanamento costiero e difesa dell'erosione nel tratto S.
Margherita - Galati Marina Messina (ME) , la relativa spesa è
determinata in 1.000 migliaia di euro a valere sulle risorse del
POC 2014/2020».
E' un'iniziativa parlamentare assolutamente corretta che è stata
fatta, che riguarda il progetto di risanamento costiero, secondo me
è fattibile. C'è un problema del Governo che dice ha presentato un
soppressivo ma non lo consideriamo.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, Governo, l'articolo 108 ha una
funzione molto semplice, quella di completare il finanziamento di
un'opera già iniziata.
PRESIDENTE. Datemi notizie su come risolvere il problema.
DE LUCA. Occorre però approvare anche l'emendamento presentato
dall'onorevole Lentini, il 108.6, in quanto si tratta di un
finanziamento che rientra nel Patto per il Sud.
Quindi, noi non stiamo integrando il finanziamento, ma stiamo
completando, poiché le profondità rilevate in sede di progetto
esecutivo erano maggiori.
PRESIDENTE. Apposto, ho capito. Allora, noi dobbiamo votare, per
rendere tutto a posto, il 108.6, però, tanto per cambiare,
onorevole Catalfamo, c'è un subemendamento che scombina di nuovo
tutte cose, questo è un finanziamento già esistente.
È esattamente la cosa di Gela di ieri, cioè se noi nelle cose che
hanno una loro logica ci inseriamo altre città, tanto per
mettercele, è chiaro che scombiniamo tutto, non si possono fare. E
allora lo facciamo a parte, lo mettiamo in aggiuntivo, questa è una
cosa che è già un progetto esistente.
Scusatemi, sul 108 è un progetto di risanamento che riguarda
Galati Mamertino, come si chiama? Dopodiché, se noi a questo ci
inseriamo anche un qualche cosa per Barcellona, è chiaro che
ricominciamo con le solite discussioni, vi prego, lo facciamo a
parte.
Onorevole Calderone, mi capisca, io non cerco di bocciare le sue
cose, anzi al contrario, ma se le dico che qua non si può inserire,
inseriamolo a parte.
AMATA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AMATA. Signor Presidente, fermo restando quanto detto dal collega
De Luca rispetto all'emendamento, io volevo un chiarimento sui
fondi. Perché dobbiamo andare ad intervenire su quelli POC, quando
dovrebbero essere utilizzati quelli FSC, assessore Armao? Possiamo
un attimo metterlo da parte e verificare l'articolo 52, lettera c,
che prevede proprio risorse per questo tipo di investimenti? Qua si
tratta del completamento, terzo stralcio, di un progetto che
comunque è già in itinere.
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, intervengo per illustrare un
subemendamento che abbiamo presentato insieme al collega Calderone,
che riguarda il lungomare della contrada Spinesante - Cantoni di
Barcellona, che purtroppo a causa delle recenti mareggiate è
completamente collassato.
PRESIDENTE. Io vorrei chiedere scusa anche all'onorevole
Calderone, questo di cui stiamo parlando è il completamento di un
qualcosa di già esistente, che si deve completare. In ogni pezzo
della Sicilia c'è un problema come quello che avete fatto notare.
CATALFAMO. Mi rendo conto, però si sarebbero
PRESIDENTE. Ma questa è esattamente la storia di Gela di ieri, è
inutile che siccome c'è una cosa che si deve completare, tutti ne
approfittiamo per infilarci cinquanta metri di costa.
CATALFAMO. Non ricordo la storia di Gela di ieri, però siccome la
copertura si potrebbe trovare, credo che infatti l'assessore Armao
PRESIDENTE. Ma è un'altra cosa, presentate un aggiuntivo e lo
facciamo.
CATALFAMO. Lo presentiamo aggiuntivo e lo facciamo?
PRESIDENTE. Che lo facciamo si fa per dire, lo valutiamo Questo è
un completamento, è inutile aggiungerci altre cose, ragazzi, perché
scombiniamo veramente tutto così, vi prego. Poi se volete
presentare un altro emendamento su una cosa diversa lo vediamo.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Posso dirle che è come dice lei? Ci siamo resi conto,
io e l'onorevole Catalfamo, l'abbiamo visto e ora verificheremo
dover poterlo inserire. Era tutto molto più semplice.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Parliamo di qualche altro pezzo della
Sicilia?
FOTI. Non ne ho porti danneggiati, per fortuna. No, Presidente, io
volevo dire che, in generale, purtroppo, gli eventi calamitosi sono
sempre più frequenti. La Giunta, questa e la precedente, sulla
scorta delle valutazioni dei danni, hanno fatto tante delibere e
quindi è anche giusto andare a fare queste riparazioni.
In particolare ieri, se si ricorda, ne avevamo discusso. Io e
anche il collega Compagnone avevamo fatto delle proposte. Vorremmo
proporre ai colleghi che si riferiscono a questo evento calamitoso
che ha danneggiato le coste messinesi, che sulla scorta del
discorso di ieri abbiamo preparato quell'aggiuntivo di cui
parlavamo.
Quindi, se si vuole fare un aggiuntivo insieme, perché noi avremmo
rinvenuto le risorse nell'FSC 14/20 che proprio si riferisce,
rispetto ai POC, a interventi di risanamento di infrastrutture,
deliberati da delibera di Giunta.
Siccome la delibera di Giunta per questo evento di Messina c'era,
secondo me possiamo unire le forze con la proposta emendativa che
depositiamo e a cui diamo copertura con il comma 2 dell'articolo
52, dove con la capienza enorme che c'è, abbiamo preso 10 milioni
proprio per gli eventi calamitosi avvenuti dal 2014 al 2020 che
sono, ovviamente, distribuiti sul tutto il territorio purtroppo
regionale e che riguardano infrastrutture da risanare.
Quindi, come il caso di Misterbianco o il caso di Galati Marina
Messina e tutte le catastrofi naturali che hanno riguardato la
nostra Regione dal 2014 al 2020, quindi l'anno appena trascorso, in
cui c'è incluso anche l'evento calamitoso di Catania di cui parlavo
ieri. Secondo me, sull'aggiuntivo troveremo una sintesi su questa
proposta.
PRESIDENTE. Intanto votiamo l'articolo 108, il punto 6. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 108 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 78. Ne do lettura:
«Art. 78
Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale Via e Vas
1. In considerazione delle rinnovate esigenze di innovazione e
sviluppo delle politiche ambientali nazionali e comunitarie ed in
sintonia con i principi fondamentali dettati dalle leggi statali ed
europee in materia ambientale, la Commissione tecnica di verifica
dell'impatto ambientale VIA e VAS di cui all'articolo 91 della
legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 e successive modificazioni, è
composta da 60 commissari ed è articolata in tre sottocommissioni
distinte per materia.
2. Con decreto dell'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente, da emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, sono disciplinati:
a) le tre sottocommissioni di cui al comma 1;
b) il funzionamento della commissione con le tre sottocommissioni
e la previsione di sottogruppi individuati per aree tematiche di
competenza;
c) i requisiti dei componenti per ogni singola sottocommissione
documentati dall'esercizio, nel tempo, di attività specifiche;
d) le incompatibilità, anche temporali, per l'esercizio
dell'attività di componente della commissione VIA e VAS;
e) la possibilità di stipulare convenzioni al fine di avvalersi
del supporto scientifico di altri enti pubblici per le attività
della commissione.
3. In sede di prima applicazione delle disposizioni di cui al
presente articolo, tutti gli attuali componenti della Commissione
tecnica di verifica dell'impatto ambientale VIA e VAS di cui
all'articolo 8 del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006
così come modificato dall'articolo 6, comma l del decreto
legislativo n. 104 del 16 giugno 2017, già nominati con decreto
dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, permangono
fino a naturale scadenza. Con apposito decreto dell'Assessore
regionale per il territorio e l'ambiente sono nominati i nuovi
componenti sino al raggiungimento del numero stabilito per ogni
sottocommissione di cui al presente articolo.
4. Per le finalità del presente articolo è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2021, la spesa di 1.000 migliaia di euro
(Missione 9, Programma 2)».
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. In quanto maggioranza 10 secondi, per
favore.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, come è noto questo articolo parte dal nostro Gruppo
parlamentare e dall'attenzione che abbiamo avuto rispetto ad una
tematica che è stata più volte sollevata nella Commissione che
presiedo e che - come è agli atti - in molte tematiche di nostra
competenza è stata sollevata la necessità di dare una mano d'aiuto
a questa Commissione perché si possa eliminare l'arretrato e
autorizzare le pratiche in giacenza con maggiore celerità.
Da questa sollecitazione - ripeto - venuta in Commissione su temi
diversi che noi trattiamo, quindi dalle competenze che sono della
IV Commissione, per cui legate all'ambiente, alla pianificazione,
alle tematiche quali il problema che c'è stato ad Eraclea, che c'è
stato in altre realtà sui depuratori delle acque e quant'altro,
abbiamo immaginato - però Presidente, io non riesco a parlare -
PRESIDENTE. Colleghi, per favore, sta parlando la vostra collega,
sennò non si capisce niente.
SAVARINO. Se è il caso che vogliono fare una pausa, facciamo una
pausa. Se dobbiamo stare in Aula dobbiamo starci per lavorare.
PRESIDENTE. Non si preoccupi, vada avanti col suo intervento.
SAVARINO. Come dicevo, noi abbiamo registrato diverse segnalazioni
e sollecitazioni, rispetto alle tematiche che trattiamo e, quindi,
come dai verbali della commissione che presiedo, ed abbiamo
immaginato di risolvere queste problematiche con l'emendamento che,
oggi, è qui in Aula.
L'emendamento prevede, la norma prevede di raddoppiare il numero
dei componenti della commissione, in modo tale che ognuno di loro,
che è, normalmente, responsabile di un'istruttoria, di cui poi si
fa relatore in commissione, abbia meno pratiche da istruire. Ci
siano, pertanto, più soggetti con la facoltà di fare le istruzioni
ed in più, è importante signor Presidente, in più abbiamo
immaginato di organizzare - chiedendo di farlo, poi, all'assessore
che ne ha competenza per materia fino ad oggi - i lavori in
sottocommissioni, divise per materie tematiche.
Questa è la soluzione che noi abbiamo immaginato, senza alcuna
dietrologia ma, solo nel tentativo di dare una risposta alla
tematica che è all'ordine del giorno.
Se c'è necessità di ulteriori approfondimenti, posso fornire i
verbali delle commissioni, ogni qualvolta queste sollecitazioni
sono arrivate. Se qualcuno immagina che lo spirito che ha animato
il nostro Gruppo parlamentare sia diverso da quello di trovare una
soluzione ad un problema, sbaglia enormemente, perché proprio la
commissione, lo vorrei ricordare ai più distratti e, soprattutto,
lo vorrei ricordare ai componenti della commissione che, forse, a
volte, non hanno capito o sono distratti, nella nostra commissione
ci siamo più volte occupati di tematiche scomode ed abbiamo preso
posizione, molto prima che quelle tematiche diventassero argomento
del palazzo di giustizia, assumendo posizioni con risoluzioni
pubbliche votate tutti insieme ed assumendo posizioni che hanno
portato la sottoscritta a mandare, nelle procure, atti per cui si
erano sollevate le nostre preoccupazioni.
Questo lo voglio ribadire a verità dei fatti, sia per la
legittimità dell'operato della sottoscritta che della commissione
che ho l'onore di presiedere.
PRESIDENTE. Era iscritto a parlare l'onorevole Foti, poi Fava e
Trizzino. L'onorevole Cracolici, l'onorevole Palmeri, tutti ci
sono.
Facciamo una cosa, assessore, ci sono 60 interventi su questa cosa
qua. La facciamo più tardi.
Onorevoli colleghi, l'assessore deve andare via e, quindi, chiede
di farlo più tardi. Ha bisogno di mezz'ora.
Ed allora, possiamo fare una cosa, la mezz'ora dell'assessore ce
la prendiamo tutti. Prendiamo un boccone e ci rivediamo in Aula
alle 15.30.
(La seduta, sospesa alle ore 13.53, è ripresa alle ore 15.58)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo.
Si passa all'articolo 147. Ne do lettura:
«Art. 147.
Trattamento economico portavoce
1. Al comma 3 dell'articolo 127 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 e successive modificazioni le parole da quello sino ad
Assessori regionali sono sostituite dalle parole al limite di
cui al secondo periodo del comma 3 dell'articolo 13 della legge
regionale 11 giugno 2014, n. 13 e successive modificazioni .».
Ci sono solo emendamenti soppressivi. Se sono ritirati lo poniamo
in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Riprendiamo l'esame dell'articolo 78. L'articolo 76 non si doveva
fare pure?
(Subbuglio in Aula)
All'articolo 78
(Subbuglio in Aula)
L'articolo 78 è quello del VIA-VAS.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Hanno chiesto di parlare gli onorevoli
Trizzino, Fava e chi altri?
TRIZZINO. Io vorrei parlare sull'articolo 78.
PRESIDENTE. Sì, su quello.
CIANCIO. Chiedo la verifica della votazione sull'articolo 147,
Presidente.
TRIZZINO. Ho chiesto di parlare sull'articolo 78.
CIANCIO. No, perché ha appena approvato l'articolo 147. Chiedo la
verifica della votazione, Presidente.
PRESIDENTE. Siamo ormai all'articolo 78, poi ne parliamo.
CIANCIO. Voglio chiedere la controprova della votazione
sull'articolo 147. Posso chiederla per Regolamento.
PRESIDENTE. Cos'è questa controprova? Non capisco cosa sia la
controprova.
CIANCIO. Lo dice il Regolamento dell'Assemblea, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, ci faccia andare avanti, altrimenti
non finiamo oggi.
Onorevole Trizzino, prenda la parola, per favore sull'articolo 78.
(Intervento fuori microfono)
Dopo l'intervento dell'onorevole Trizzino ne parliamo, scusate.
TRIZZINO. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Trizzino. Al tavolo del Presidente
possiamo fare un poco di silenzio.
Onorevole Trizzino, prego, prenda la parola, per favore,
sull'articolo 78. Dopo l'intervento dell'onorevole Trizzino ne
parliamo.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
preliminarmente, visto che c'è stato un dibattito sull'articolo 147
e non ho visto nessun intervento, nessuna votazione, vorrei capire
PRESIDENTE. Saranno passati, in questa finanziaria, almeno 20
articoli che, avendo solo emendamenti soppressivi, ho chiesto se
erano ritirati, erano ritirati per cui ho fatto votare.
(Interruzione, fuori microfono, dell'onorevole Pasqua)
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, scusi, su qualsiasi articolo
votato ci sono state discussioni
(Interruzione, fuori microfono, dell'onorevole Pasqua)
PRESIDENTE. Onorevole Pasqua stia tranquillo. Io sono disponibile
a fare quello che volete. Siccome dobbiamo completare, diamo la
parola sull'articolo 78, e, poi, torniamo indietro su quello che mi
dite voi, ne parliamo e vediamo di capire che cosa è, perché io
non ho capito bene qual è il problema. Siamo alla rubrica
Agricoltura andiamo, e poi ne parliamo.
Prego onorevole Trizzino.
TRIZZINO. L'articolo 78 introduce un tema molto importante, che è
la Commissione tecnica di verifica o Commissione specialistica che
dir si voglia. L'articolo riscrive il funzionamento di questa
Commissione.
Vorrei che l'Aula portasse un po' di attenzione perché è un tema
molto delicato, perché questa Commissione, a parte essere lo snodo
di tutti i procedimenti amministrativi che hanno a che fare con le
autorizzazioni ambientali, è l'estensione, nella Regione siciliana,
delle Direttive europee in materia di ambiente. Però è davvero
difficile discutere con questo
PRESIDENTE. Colleghi, per favore, state tranquilli due minuti e
poi facciamo quello che volete. Intanto, finiamo questo articolo
per favore.
PASQUA. Facciamo il 128.
TRIZZINO. Io riprendo il discorso sull'articolo 78. Come le
dicevo, Presidente, è un articolo sul quale vorrei particolare
attenzione da parte dell'Aula perché la Commissione tecnica di
verifica, la Commissione specialistica, è lo snodo di tutti i
procedimenti amministrativi su piani, programmi
PRESIDENTE. Chiedo scusa. Onorevole Foti, io non riesco a sentire
quello che dice l'onorevole Trizzino.
TRIZZINO. Ricomincio per la terza volta.
L'articolo 78 introduce un tema importante - mi sono mangiato un
minuto ma io non ho mai parlato finora - questa Commissione è lo
snodo di tutti i procedimenti amministrativi che hanno a che fare
con l'ambiente, dai piani, ai programmi, agli impianti industriali.
La Commissione, non a torto, non si chiama soltanto VIA-VAS ma
Commissione tecnico specialistica, perché tiene conto anche della
valutazione di incidenza e l'autorizzazione integrata ambientale
per impianti industriali.
Quindi, già c'è un limite all'articolo 78, ma questo si può
correggere molto semplicemente.
Il nostro emendamento soppressivo non nasce a caso ma con una
volontà ben specifica.
Noi capiamo lo spirito positivo dell'articolo 78, cioè quello di
snellire gli iter amministrativi, nessuno potrebbe essere contrario
allo snellimento degli iter amministrativi, il nostro soppressivo
nasce dalla necessità, penso sia un fatto condiviso, di conoscere
nel dettaglio quali sono le criticità della Commissione Tecnico
Specialistica in sede di Commissione Ambiente.
Per cui noi chiederemmo, prima di discutere dell'articolo 78, di
interloquire, quantomeno, con il responsabile dell'Ufficio tecnico,
in modo tale da acquisire quelle necessarie informazioni al fine di
evitare di produrre delle modifiche che possono essere
controproducenti.
Va detta una cosa. Le modifiche che vengono introdotte
nell'articolo 78 possono anche andarci bene, per esempio, l'aumento
da 30 a 60 unità nella CTS, sono un dato estremamente positivo.
Per cui, da questo punto di vista è condivisibile ma va anche
detto che, da notizie che abbiamo appreso qua e là, perché non
abbiamo ancora avuto la possibilità di confrontarci in Commissione
per tutto il 2020, sembrerebbe che le unità che hanno partecipato
alla Commissione Tecnico Specialistica non abbiano percepito lo
stipendio. Per cui se vogliamo aumentare da 30 a 60, quanto meno
garantiamo la copertura degli stipendi per il pregresso, e poi
aumentiamo a 60 unità.
A noi preoccupa una cosa più delle altre, nell'articolo 78, che è
il carattere terzo della commissione tecnica. Cioè questa
commissione, proprio per la sua specialistica, caratteristica che
possiede, perché tra l'altro si occupa anche di piani pubblici
come, ad esempio, un programma comunale deve mantenersi terzo e
superiore rispetto alla Pubblica Amministrazione.
Ecco perché lo spirito della legge originaria individua nella
delibera di Giunta il documento che giustifica il funzionamento di
questa struttura. L'articolo 78, invece, demanda un decreto
assessoriale che, chiaramente, fa venire meno il carattere di
soggetto indipendente.
Noi siamo dell'idea che debba continuare ad essere la Giunta con
sua deliberazione a mantenere il funzionamento di questa struttura,
per cui, qualora non dovesse passare l'idea di sopprimere
l'articolo chiederemmo di modificare, nel comma 2, la parte in cui
si prevede il decreto dell'assessore regionale con la deliberazione
della Giunta.
Sottolineiamo il fatto che è positivo l'incremento a 60 unità,
però, rimarchiamo il fatto che ad oggi, a quanto pare, il personale
per il 2020 non ha percepito gli emolumenti che sono stati
necessari per potere svolgere l'attività. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fava. Ne ha
facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento si
rivolge in modo particolare al Presidente della Regione al quale so
che il tema sta particolarmente a cuore dal momento che si tratta
di una iniziativa che ha assunto dopo che lo scandalo aveva
attraversato la vicenda del vecchio CTS. Sappiamo che quel comitato
terzo non era stato, che le pratiche corruttive che lo avevano
attraversato avevano avuto anche un rilievo penale particolarmente
grave, la vicenda Arata-Nicastri.
C'è stato un intervento che abbiamo apprezzato del Presidente
della Regione che ha intanto individuato una persona di competenza
assoluta e di indiscussa autonomia, come il professore Angelini,
che era stato, peraltro, anche consulente della Commissione
Antimafia nella scorsa legislatura e ha ritenuto di attribuire al
CTS una funzione di assoluto rigore: fare in modo cioè che
l'esperienza che era maturata venisse definitivamente archiviata e
che questo comitato tecnico specialistico ci fosse la garanzia che
tutti i processi autorizzativi avrebbero rispettato implacabilmente
la legge.
Siamo di fronte ad una norma, peraltro abbastanza surrettizia,
perché non credo che la collocazione ideale sia una legge
finanziaria che rivolta come un calzino la funzione di questo CTS e
che parte da alcune considerazioni, alcuni appunti che la collega
Savarino a cui ribadite che aveva già anticipato in alcuni
interventi.
Diceva la collega Savarino: «abbiamo ricevuto diverse
preoccupazioni, cito tra l'altro in primis il professore Giugni
commissario nazionale per la depurazione che è preoccupato per la
lentezza con cui opera il CTS».
Il professore Giugni 48 ore dopo questa preoccupazione spesa sulle
pagine facebook ha spiegato, ha dichiarato l'importante lavoro che
sta svolgendo il professore Angelini, alla guida della Commissione
tecnica e specialistica per rendere tempestivamente i pareri che
consentono di portare avanti le procedure e aprire i cantieri.
«E' vero che ho parlato di lentezza, ma riguarda, da una parte,
l'espletazione delle gare» - professor Angelini, non c'entra -
«dall'altra l'esame della documentazione da un punto di vista
amministrativo» professore Angelini, il CTS, non c'entra.
Quindi, un primo elemento non corretto su cui si è costruita la
necessità di questo intervento.
Un secondo elemento poco corretto. La Commissione VIA-VAS è
diventata un imbuto, 900 pratiche pendenti. Chi lo dice? Lo dice
Confindustria, lo dice Confindustria riproponendo alcuni dossier
vecchi di 8/9 mesi, lo dice a fronte di un lavoro che questa
Commissione ha fatto e che ha dimezzato nel tempo da 600 a 300
l'arretrato che si era accumulato.
Quindi, con una intenzione assolutamente opposta rispetto a quella
che era stata apposta a premessa di questo intervento.
Il professore Angelini, peraltro, che poteva essere audito in
Commissione anche per sentirlo rispetto alla controparte che
considero il lavoro terzo, fondamentale nella sua autonomia di
questa CTS, un imbuto, non è mai stato ascoltato.
La mia preoccupazione, signor Presidente, è che qui ci si
preoccupi per la garanzia che questa Commissione ha offerto dal
punto di vista della propria autonomia.
Alla vigilia di una stagione di spesa importante, come ci segnala
anche l'ultimo rapporto della DIA, ci sono mille milioni di
progetti già presentati per quanto riguarda i progetti delle
energie alternative. Mille milioni di progetti, più altri 500
milioni di progetti che riguardano due ipotesi di
termovalorizzatori da costruire nella provincia di Catania.
La posizione del CTS è stata sempre di assoluto rigore, cioè vanno
avanti i progetti che stanno dentro le norme di legge che sono
previste.
E siccome ci dice la DIA fate attenzione perché gli investimenti
che venivano fatti sull'eolico, oggi rischiano di prendere altri
affluenti, considerando la disponibilità di denaro che arriverà con
il Recovery fund, occorre un supplemento di attenzione.
Noi temiamo che questo supplemento di attenzione venga azzerato,
anche perché sul merito di questa norma ci sono alcune obiettive
perplessità. Viene meno l'autonomia del CTS, viene rimesso
all'Assessore il compito di nominare tre sottocommissioni, le
competenze, fissare i poteri deliberanti, viene meno la
collegialità che era una degli strumenti delle garanzie che hanno
permesso a questo CTS di essere una certezza di legalità.
Viene inserita un elemento di novità giuridica che è
l'incompatibilità anche temporanea.
Premesso che le incompatibilità sono stabilite da norme di legge
nazionale, anche per i rilievi penali che possono avere, che cos'è
l'incompatibilità anche temporanea? Cosa vuol dire che l'Assessore
può stabilire quando ci sia temporaneamente una incompatibilità? In
questo momento, tutti i commissari del CTS sono incompatibili, nel
senso che la loro attività professionale non può mai confliggere
con quello a cui vengono chiamati a lavorare per conto del CTS. Se
viene meno questo elemento, noi rischiamo di fare di questo organo
- che è stato fino adesso garanzia di cambio di rotta radicale
rispetto alle esperienze, abbiamo conosciuto all'epoca Arata e
Nicastri -uno strumento che alla fine sarà permeabile a molte
interferenze. Questa è la ragione per cui vorremmo che venisse
ritirata.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlar l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà. Poi gli onorevoli Palmeri e Barbagallo.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, non entro nel merito ai professori, ai grandi luminari.
E neanche entro nel merito dell'articolo perché poi lo farà, meglio
di me, l'onorevole Barbagallo perché su questo ci ha lavorato e ha
sviluppato la sua convinzione che poi sarà la posizione di tutti
quanti noi.
Mi permetto, però, di dire una cosa. Qui è come se non ci sia un
problema per il rilascio della VIA-VAS. Se io non avessi vissuto in
prima persona alcune circostanze indecorose, ma non per
responsabilità di qualcuno, c'è sicuramente un sistema che non
funziona, collega Fava.
Secondo me qui non dobbiamo non è il problema difendere un
comitato che, sicuramente, fa la sua parte, la fa in maniera
onesta, la fa con impegno. Questo è indiscutibile, che sia meglio
di quello di prima. Cioè lei ha, sicuramente un'idea molto più
chiara, ne prendo atto.
Però, che per ottenere la Valutazione di Impatto Ambientale per il
porto di marina, che deve togliere la sabbia dall'imboccatura del
porto, per spostarla, per fare uscire le imbarcazioni da un porto
turistico di novecento posti barca - novecento posti barca - dove
non poter uscire è un problema o dove non poter entrare è un
problema. Un anno, un anno E' cattivo il CTS Sono cattivi i
componenti? No. Però, c'è qualcosa che non funziona, c'è qualcosa
che non funziona.
Cioè se arriviamo a questo punto, il problema c'è E, allora,
fermo restando le persone, fermo restando i professori, fermo
restando tutti coloro che vanno rispettati e che rispettiamo,
abbiamo un problema ed è un problema serio perché cose del genere,
secondo me, non possono accadere.
Così come tantissimi imprenditori, persone serie, persone
laboriose, persone che vogliono investire nel nostro territorio si
sono trovati fermi nelle loro procedure di investimento di risorse,
per realizzare importanti interventi, e sono fermi perché ancora la
VIA-VAS non c'è C'è qualcuno che non fa il suo dovere, o c'è
qualcuno che va sostituito? No E' un sistema che non funziona
Ora io, sinceramente, non lo so se questa ipotesi che è stata
sviluppata, lo dico con grande sincerità, ho qualche preoccupazione
che forse allargare e ampliare la struttura mi fa un po'
preoccupare. Dice, ma non credo che stiamo andando ad appesantire
ancora di più? Sinceramente, io questo non lo so. Lo dirà meglio di
me, sicuramente, l'onorevole Barbagallo che su questo ha messo un
particolare impegno.
Però, questo sistema è stato un sistema fallimentare, Presidente
dell'Assemblea e Presidente della Regione, fin quando noi non
riusciremo ad evitare che per togliere la sabbia davanti ad un
porto, a spese del porto, noi gli diamo l'autorizzazione dopo un
anno - e ancora non è arrivata - o non mettiamo in condizione gli
imprenditori seri - perché fino a quando blocchiamo i mafiosi, fino
a quando blocchiamo coloro che fanno atti illegittimi io ci sono e
siamo tutti d'accordo - ma quando noi blocchiamo le persone serie,
quando noi blocchiamo chi vuole investire seriamente, allora è un
problema.
Io mi auguro che su questo, veramente, si possa trovare una
soluzione perché altrimenti facciamo tantissimi bei proclami, tante
belle riflessioni ma, poi, concretizziamo poco.
Oggi questo sistema a me non piace
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale. Anche perché un anno lo
passano per la VIA-VAS, ma poi ci sono le altre cose che devono
avere approvate per potere liberare dalla sabbia. Sono iscritti a
parlare gli onorevoli Palmeri, Barbagallo, Lo Curto.
Onorevole Palmeri, ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi cercando di non
ripetere considerazioni valide e condivisibili, come quelle del
collega Fava o del collega Trizzino, vorrei ribadire un concetto su
questo articolo, assolutamente, delicato ossia il fatto che la
Corte di giustizia europea ha ribadito che questa commissione
tecnico-specialistica dev'essere un organo, assolutamente,
indipendente, autonomo oltre che competente in materia di tutela
ambientale e tutela della salute, perché ricordiamo, appunto, la
doppia competenza di questa Commissione in tema, oltre che di
salute, di ambiente.
E, quindi, in particolare è il caso di ricordare come alcune
lettere, come ad esempio le a), b) ed e) diciamo che prefigurano
alcuni rischi relativamente alla possibilità e alla necessità di
mantenere autonoma e libera questa Commissione, inoltre la
modifica, ecco, la rivisitazione di questi commi, in particolare,
non l'ho vista nelle riscritture del governo, quindi, vorrei, ecco,
che si mantenesse, si andasse a rivedere alcuni commi, alcune
riscritture e ovviamente sarebbe anche opportuno sentire delle
disfunzioni, se esistono, di questa Commissione, appunto, i
responsabili relativamente quindi la Commissione stessa, in
Commissione Ambiente.
Quindi, credo che anche relativamente a questa possibilità di fare
queste modifiche, io credo che ci possa essere il rischio che una
futura Giunta, surrettiziamente, possa mettere mano a questa
Commissione, proprio con un decreto assessoriale, alla Commissione
stessa, minandone la sua libertà, quindi, senza pensar male, ecco,
relativamente alla necessità, alla volontà di modificare questa
Commissione, però, possiamo pensare che una futura Giunta possa
rischiare di modificare e di rendere meno indipendente questa
Commissione?
Quindi, ad oggi, l'impostazione attuale della Commissione e,
quindi, la sua autonomia credo che sia garanzia delle opposizioni,
delle minoranze ma anche delle minoranze e delle opposizioni
future, oltre che della giustizia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Grazie Presidente.
Più volte, in questi anni, ci siamo occupati dei temi relativi
alla Commissione VIA-VAS.
Io vorrei provare a leggere le cose che, come dire, che arrivano
oggi in Aula dopo diversi anni di dibattito.
C'è un emendamento proposto dal Presidente della Commissione, dopo
una lunga istruttoria, che raddoppia il numero dei componenti.
Credo che l'esigenza sia quella, negli intendimenti, anche dopo
aver sentito il Presidente Savarino di dare un contributo alla
velocità, all'istruttoria delle pratiche.
Quindi, noi accogliamo favorevolmente questa riflessione proprio
perché il sentimento è quello, credo, di dare un contributo alla
velocità, all'istruttoria delle pratiche, agevoliamo anche, come
dire, il percorso dell'articolo, ritiriamo i soppressivi,
insistiamo su due subemendamenti, in particolare il 78.38. che
viene incontro ai temi del lavoro nero, che è un tema che ci sta a
cuore particolarmente, e speriamo che, come dire, questa modifica
se dovesse essere approvata dall'Aula possa venire incontro a
questi auspici che sono stati frutto del dibattito di oggi.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Grazie, Presidente.
Con la legge regionale 9 del 2015, l'articolo 91, ci siamo dotati
di uno strumento che con successiva delibera di Giunta è stato
regolamentato per quanto riguarda le incompatibilità, le funzioni,
l'organizzazione, le materie da trattare.
In questo articolo, ed io ringrazio chi ha voluto portare il tema
all'interno dell'Assemblea, e quindi il Presidente della
Commissione, che nell'arco di questo mese, ha anche apportato delle
sostanziose modifiche.
Diciamo, si è introdotto il discorso, ed oggi ci sono
oggettivamente delle migliorie.
Io, con il 78.34 che ho anche condiviso con la stessa Presidente e
poco fa con il Presidente Musumeci, apporto delle piccole modifiche
che tendono a superare alcune distorsioni che nel testo, purtroppo,
ancora permangono.
Anzitutto, il titolo e nel primo paragrafo non le indicazioni
specifica VIA-VAS perché questa commissione si occupa di altro
tipo, io prego per piacere i colleghi di permettere all'Assessore,
se mi bloccate il tempo perché l'Assessore in questo momento sta
intrattenendo un'altra conversazione e desidererei poter essere
ascoltata, Presidente.
Come stavo dicendo mi sono permessa di apportare delle migliorie,
intanto, nel titolo eliminare la specifica VIA-VAS perché, andando
a guardare sul sito, sappiamo che le autorizzazioni ambientali sono
anche altre e di indicare che può essere articolata, perché questo
gruppo, chiamiamoli, di esperti deve essere modulato sulle varie
esigenze ma, chiaramente, non ingessato ed anche il presidente
della commissione è d'accordo, e poi mantenere la delibera di
Giunta, perché chiaramente solo attraverso la delibera di Giunta
tra l'altro ho qui proprio la 189 che regola, a tutt'oggi, il
funzionamento. E sul funzionamento non c'è nulla da ridire.
E' chiaro che le autorizzazioni ambientali riguardano anche
l'assessorato all'energia, l'Assessorato all'agricoltura, alle
attività produttive e proprio questa la ratio del legislatore ha
introdotto la delibera di giunta con successivo decreto attuativo
da parte dell'Assessore all'ambiente.
Quindi, assolutamente, le incompatibilità temporanee. Questi
professionisti hanno, come dire, un patto con la nostra Regione,
non si occupano contemporaneamente della stessa materia che poi
devono giudicare. Ma l'incompatibilità temporanea, la promiscuità
della propria prestazione d'opera, Presidente, sarebbe veramente un
attirarci addosso la derisione da parte di chi si occupa della
materia, purtroppo è una svista, certamente, ma c'è stata ampia
condivisione anche su questo argomento.
Per quanto riguarda l'ingessatura, come ho detto, non possono
essere calibrate a seconda delle esigenze. Per quanto riguarda le
coperture io ho visto la scrittura da parte del Governo
considerando che riguarda la seconda parte dell'anno, la trovo
sufficiente; vorrei dire ai colleghi che questa commissione lo
scorso anno, non sappiamo esattamente quanto ha incassato ed ho
fatto una richiesta per avere queste informazioni. Però, nel
previsionale sono previsti tre milioni e sei. Quindi la commissione
ha fatto incassare alla Regione più di quanto non sia costata.
Quindi io chiedo l'apprezzamento in primis, insomma, dei membri
della Commissione e della Presidente sulla riscrittura 78.34 e poi
di tutta l'Aula dove vorrei dire cioè si sono apportate delle
correzioni e tolta la parte sulle incompatibilità, perché la parte
sulle incompatibilità, colleghi, è già normata e regola attualmente
con delibera di Giunta, quindi con tutti gli assessori che sono
interessati ed autorizzazioni ambientali, non solo Assessorato
all'ambiente ma agricoltura, energia ed attività produttive.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Brevissimamente, intanto ritengo che qualcosa bisogna fare per
accelerare queste pratiche, in un momento in cui abbiamo sospeso
molti lavori a causa della pandemia, c'è necessità di accelerare
tutti gli investimenti e tutte le possibilità di investimenti e
poi, Assessore, se mi vuole ascoltare c'è questo emendamento 78.38
che, a mio avviso, è un appesantimento inutile perché già,
praticamente, quando si presenta la SCIA o la CILA, il Comune deve
avere da parte del privato l'indicazione del DURC e della
regolarità contributiva.
Quindi, io ritengo che non possiamo appesantire tutti i
procedimenti. Solo questo.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Presidenti dell'Assemblea e della Regione, l'esigenza
dello snellimento burocratico delle pratiche che giacciono e che
impediscono alle imprese di sviluppare economia è un'esigenza
assolutamente avvertita e assolutamente condivisibile.
Più e più volte il Presidente Miccichè ha posto l'accento su
questa necessità di una sorta di delegificazione, lo dice lui, per
quanto riguarda il settore dei beni culturali che sono fortemente
ingessati, le sovrintendenze e quant'altro, ma indubbiamente in
questi giorni che abbiamo sentito crescere la morsa della povertà
in tante categorie che povere non erano, a maggior ragione, oggi,
l'esigenza di essere più veloci nelle risposte è un'esigenza
ineludibile. Sarebbe, altresì, colpevole ritenere che appesantendo,
come qualcuno pensa, questa Commissione VIA-VAS si voglia in
qualche maniera aiutare qualcuno a far ciò che non deve fare.
In realtà, in Commissione Ambiente - ne sono orgogliosa - sin
dall'inizio abbiamo disoccultato pratiche davvero poco affidabili
che poi sono state anche oggetto di investigazione della
Magistratura e oggetto di grande e meritevole attenzione da parte
della Commissione Antimafia regionale.
Noi oggi siamo qui per sostenere quest'iniziativa parlamentare,
per sostenere l'emendamento presentato dalla Presidente Giusy
Savarino, che è stato già apprezzato ed è oggetto di questa norma
in Commissione Bilancio e oggi in Parlamento, perché io ritengo
che nelle mani lente della burocrazia - e lo abbiamo visto in tante
circostanze - si annidi il malaffare, velocizzare una cosa che ci
chiede la Corte dei conti, i Tribunali che ce lo chiedono proprio i
cittadini e le imprese, in questo caso non si tratta né di
un'operazione di delegificazione che salta i controlli e neanche di
altro genere, è semplicemente l'estensione di una Commissione che
può meglio lavorare.
Abbiamo audito, in diverse e più occasioni, emeriti
professionisti, professori universitari, il professore Giugni, ne
abbiamo trattato quando si è trattato del Porto di Eraclea, così
come delle cave, non è possibile che per ottenere una
autorizzazione passi più di un anno, lo ha detto il collega
Dipasquale. Quando va bene un anno
Allora, oggi noi abbiamo questa opportunità di dare una risposta e
credo che l'emergenza Covid impegni questo Parlamento nel darla e
velocemente la risposta.
Quindi, il mio Gruppo sostiene questa iniziativa e sostiene con
forza questa norma.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
su questa norma perché avevo presentato un emendamento, sia su
questa che sull'articolo 52, che non vedo.
E' un tema che - l'assessore Cordaro ricorderà - abbiamo discusso
sia l'anno scorso che in occasione della finanziaria, ma anche
quando discutemmo un'altra norma in cui c'era la possibilità di
inserire questo emendamento che serve semplicemente ad un fatto; la
maggior parte dei progetti che vengono presentati dai Comuni,
assessore Cordaro - non so se mi segue - la maggior parte dei
progetti che vengono presentati dai Comuni e che richiedono una
valutazione di impatto ambientale sono tutti a valere su
finanziamenti di natura nazionale ed europea.
Uno su tutti, ad esempio, tutti i progetti della misura 5.1.1
dell'Assessorato del Territorio e l'Ambiente, la maggior parte di
questi hanno necessità della valutazione di impatto ambientale.
Quello che avviene in questo momento secondo quella che è la norma
è che i comuni, prima ancora di avere il progetto esecutivo e
quindi prima ancora di potere appaltare le opere ovviamente devono
versare alla regione, per avere questo parere, 25, 30, 40 mila
euro, cioè gli oneri istruttori. Quello che io avevo chiesto che
lei sa era non che non venissero versate queste somme perché è
giusto che le somme debbano essere versate, però che ci fosse un
impegno nella fase iniziale al momento di presentazione del
progetto da parte del rappresentante legale dell'ente, quindi del
sindaco, a versare le somme nel momento in cui si arriva alla fase
finale ovvero il decreto di finanziamento da parte dell'assessorato
e quindi la disponibilità delle somme è già nelle casse del comune.
Vede assessore questo non è un problema da poco, è un problema
veramente importante perché come lei sa, con la 5.1.1, ma con tante
altre misure, siamo riusciti veramente a fare un lavoro
straordinario in Sicilia risolvendo problemi atavici rispetto al
dissesto idrogeologico e a problemi di natura legati ai numerosi
torrenti che abbiamo in tutta la Sicilia.
E' pur vero però un fatto che molti comuni non sono nelle
condizioni poi di portare avanti queste procedure perché si tratta
di piccoli comuni che non hanno sempre nella loro disponibilità 30-
40 mila euro per poter fare le istruttorie per questi progetti. Si
immagini io come comune di Santa Teresa li ho versati e li continuo
a versare, ho quattro progetti, dovrei avere qualcosa come 160 mila
euro pronto cassa. Ce li ho, l'ho fatto e vado avanti ma non tutti
sono nelle condizioni di poterlo fare, per cui, non so se è
possibile e se è nelle sue volontà riprendere l'emendamento che
avevo presentato e che non c'è, non so per quale motivo. Però la
prego di volerlo attenzionare questo problema che non significa
variare gli introiti per la regione, la regione comunque continuerà
ad introitare sempre gli stessi importi. Significa semplicemente
chiedere le risorse ai comuni per il pagamento dell'istruttoria
soltanto nella fase finale, ovvero sia quando lo hanno già
incassato il finanziamento e quindi non hanno un problema di cassa
benché la competenza rimane invariata.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il senso di
questo emendamento lo comprendo. Abbiamo un problema e proviamo a
trovare una soluzione. Temo, però, che affrontiamo il problema da
una parte che non risolverà il problema perché credo che ci sia un
problema nella struttura del dipartimento, nel senso che c'è tutto
un lavoro di istruttoria che inevitabilmente è paralizzato. Questo
accumula ritardi e potremo fare una Commissione anche di mille
membri, ma non caveremo un ragno dal buco.
Quindi, capisco anche le obiezioni che ho sentito fare
all'onorevole Fava - non ho sentito Trizzino, immagino le stesse
cose -. Cioè, noi abbiamo una situazione tra l'altro molto delicata
perché siamo in una fase nella quale ci sono una serie di progetti,
una serie di investimenti nel settore della depurazione, nel
settore delle fonti alternative.
Io faccio solo un'osservazione intanto sul numero. Lo dico al
Governo, capisco che l'iniziativa della Commissione ha questo
auspicio, però vi pongo un tema e credo che più che altro lo pongo
al Presidente della Regione: ma come giustifichiamo che in Sicilia
raddoppiamo i componenti della Commissione VIA-VAS fino a portarli
a 70 quando al Ministero dell'ambiente la Commissione VIA-VAS è
composta da 50 membri? Credo che il tema su cui dobbiamo
interrogarci è sulla dimensione numerica prevalentemente per non
farci ridere sopra. Quindi, io credo che sia opportuna anche una
valutazione di equilibrio per evitare che la Sicilia appaia la
solita Sicilia che in qualche modo sbraca sui numeri.
Quindi, forse, una riflessione che ci consenta di dare maggiore
snellimento, di consentire di ampliare i soggetti che fanno l'esame
e l'istruttoria anche se la Commissione funziona poi, alla fine, in
sede collettiva, cioè l'istruttoria la fanno alcuni componenti, ma
si deve mantenere il presupposto che è la Commissione che dà il
parere non il singolo o i singoli tre istruttori della singola
pratica. Quindi, riportare tutto sempre alla dimensione collettiva.
Ritengo corretto l'emendamento che dà alla delibera di Giunta
proprio per quella dimensione di terzietà da garantire alla
Commissione. sottopongo questo elemento della dimensione numerica
alla riflessione del Governo perché una qualche misura equilibrata
ci eviti di apparire, come dire, una Regione che, addirittura, è
oltre a quanto sono i componenti dello Stato.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi l'onorevole Pasqua sull'ordine
dei lavori.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Intanto, ho
ascoltato con il dovuto interesse l'argomentazione dei colleghi che
si sono succeduti e che sono intervenuti sull'argomento in oggetto
e cioè sull'articolo 78 che prevede alcune modifiche alla
Commissione tecnico-specialistica per le valutazioni ambientali,
com'è correttamente scritto nell'emendamento al quale, io già
premetto, do il parere positivo del Governo.
Sapete questo essere un articolo di iniziativa parlamentare che
coglie, a parere del Governo, nel segno per molti punti che adesso
velocemente cercherò di rassegnare, rispondendo alle argomentazioni
dei colleghi.
Intanto, è giusto dire che quando noi - e quando dico noi mi
riferisco evidentemente al Governo Musumeci - ci siamo insediati e
chi vi parla ha assunto l'onere e l'onore di fare l'Assessore
all'ambiente, le pratiche pendenti in Commissione VIA-VAS erano
oltre mille, di queste alcune centinaia dimenticate in alcuni
cassetto del dipartimento urbanistica, ovviamente non per dolo ma,
ma, ovviamente, per ragioni che forse un giorno si scopriranno, di
questi alcuni progetti datati anche 2006-2008 non del pur
rispettabilissimo privato che propone un piano di lottizzazione, ma
per fare un esempio, un progetto straordinario di ENI che
finalmente con noi è stato valutato, apprezzato ed esitato.
I numeri che vi do sono oggettivi e, quindi, controllabili.
Rispetto a quello che accadeva prima, i pareri emessi nell'anno
2020 sono stati 513 tra pareri istruttori, pareri definitivi. Non
dimentichiamo che una delle innovazioni più importanti che prevede,
fra l'altro, il fatto che una volta ottenuto il via libera
dall'Assessorato dopo il parere della Commissione attraverso il
PAUR non si devono ottenere ulteriori autorizzazioni perché è una
Conferenza di servizi allargata che esita in un'unica soluzione,
con i tempi necessari, tutti i progetti.
Ebbene, 513 pareri ad oggi, con la nostra gestione, le istanze, e
lo possiamo dire anche perché siamo stati noi, e mi rivolgo
all'onorevole Fava che ha tanto a cuore, insieme a molti se non a
tutti i colleghi, i temi della legalità e alla trasparenza, siamo
stati noi a istituire il portale e quindi a dare sacralità alla
pubblicità delle istanze presentate presso la Commissione, è tutto
consultabile, abbiamo chiuso il pascolo abusivo negli Assessorati,
fermo restando anche in questo caso il rispetto di una procedura
negoziata che, quindi, può vedere il privato confrontarsi con la
Commissione sul merito dei progetti presentati.
Ebbene, complessivamente dall'agosto 2019, anno in cui si è
insediata la nuova Commissione, ad oggi, le pratiche esitate sono
state 679con una produttività che ha superato il 50 per cento in
più rispetto al passato. Restano tuttavia - ed è questa la ragione
alla quale ci agganciamo per dare il nostro consenso all'ipotesi
dell'onorevole Savarino, ma non solo - 220 pratiche arretrate.
A queste 220 pratiche arretrate, che quindi sono 780 in meno
delle mille che abbiamo trovato, ovviamente si aggiunge la
quotidianità, si aggiunge l'attualità, quelle che vengono
presentate che continuano ad essere presentate.
In ragione di questo, noi abbiamo valutato positivamente la
possibilità di dare una mano alla Commissione e al professore
Angelini - attenzione, anche questo ribadito peraltro pubblicamente
in una intervista dell'1 marzo - che non è presidente di quella
commissione perché ha vinto un concorso che pure avrebbe meritato
di vincere, se avesse fatto perché certamente il più bravo. Il
professore Angelini è lì perché ce lo abbiamo messo noi. Lo abbiamo
scelto noi, lo ha scelto il Governo Musumeci riconoscendogli quella
professionalità e quella trasparenza che ha portato il Presidente
Musumeci prima, in qualità di presidente della Commissione
Antimafia, a sceglierlo come consulente, a fargli redigere la
relazione sui rifiuti e poi lo abbiamo scelto anche per la
competenza acquisita in questi anni come presidente della
Commissione VIA-VAS.
Rispetto a questo non può che essere chiaro, e lo dice la nostra
storia e i fatti di questi tre anni, che sull'autonomia e sulla
terzietà della commissione non si torna indietro, ma non perché ce
lo debba dire qualcuno, ma perché lo abbiamo deciso noi e lo
abbiamo fatto già da tempo.
Mi rendo conto, onorevole sindaco, Danilo Lo Giudice, che sarebbe
meglio fare pagare gli oneri in una fase successiva quando si ha la
certezza dell'esito della pratica, ma questo non possiamo farlo
perché ce lo impedisce il Testo unico ambientale che ci impone,
come dipartimento ambiente, di valutare - non appena viene
presentato un progetto - la ammissibilità e, quindi, se il
procedimento è ammissibile, e quindi procedibile, di richiedere
immediatamente gli oneri. Applichiamo anche in questo caso soltanto
la legge.
Così come è altrettanto importante fare una valutazione legata ad
una assoluta terzietà dell'attività svolta, ma - e questo è
altrettanto importante e rispondo a chi ha fatto una valutazione
sui pagamenti - anche su questo non mi sottraggo, non perché voglia
ostentare temi che sono valutabili diversamente, ma per ragioni
anche in questo caso oggettive.
Mi spiego. Abbiamo, rispetto all'impegnato per la commissione VIA-
VAS di 928.000 per il 2020, effettuato pagamenti per 188.000 euro.
I 617.000 conteggiati a fine dicembre, perché il conteggio degli
emolumenti viene fatto anche secondo criteri di meritocrazia legato
al numero delle pratiche esitate, non possiamo che farlo al 31
dicembre.
Il bilancio è stato approvato qualche settimana fa, ma non è
stato ancora pubblicato, immediatamente dopo la restante parte per
il 2020 - come è giusto e sacrosanto che sia - verrà corrisposta.
Ancora. Noi abbiamo la ferma volontà come Governo Musumeci - e
finisco - di dare massima trasparenza anche ai progressi, in
termini numerici che, auspichiamo, possano venire fuori
dall'ampliamento del numero dei commissari.
Per questa ragione, premettendo il parere favorevole del Governo
all'emendamento 78.30.1, a firma Trizzino, Barbagallo, Di Caro,
Fava, che prevede la delibera di Giunta perché sono assolutamente
d'accordo, onorevole Foti - anche voi avevate presentato un
emendamento in tal senso - che l'attività della commissione debba
essere decisa, così come già previsto nel 2015, dalla delibera di
Giunta, della quale faccio parte anch'io, non ho nessuna voglia di
scrivere un decreto da solo, sono felice di farlo condividere alla
Giunta.
Quindi, questo per me è un punto molto importante nel quale mi
trovate concorde. Devo, però - e mi duole onorevole Barbagallo -
esprimere parere contrario all'emendamento 78.38 perché
nell'emendamento 78.38 si fa riferimento a tutta una serie di
attività operative nei cantieri che non riguardano la nostra
competenza perché ciò di cui si occupa l'Assessorato all'ambiente,
e soprattutto nel caso che ci occupa, ciò di cui si occupa la
Commissione tecnico specialistica è la valutazione di progetti e
non la valutazione della messa in esercizio.
Sapete bene che in Sicilia esiste questa duplicazione. Per un
verso, c'è la valutazione dei progetti, che è competenza
dell'Assessore che vi parla, la messa in esercizio riguarda un
altro Assessorato, che è l'Assessorato all'energia o rifiuti, a
seconda delle competenze, e quindi una fase successiva che è quella
dell'AIA, cioè dell'Autorizzazione Integrata Ambientale, che
riguarda progetti che passano, appunto, dalla fase tecnica e dalla
fase cartacea alla fase attiva.
Per questa ragione, in conclusione, Presidente, il Governo dà la
sua valutazione positiva intanto alla modifica del titolo, così
come previsto dall'emendamento 78.34, perché evidentemente la
Commissione è Commissione tecnica-specialistica per le valutazioni
ambientali.
Dà parere favorevole all'emendamento che modifica il decreto
dell'Assessore in delibera di Giunta per quanto riguarda la
modifica sull'organigramma e sulla modalità operativa della
Commissione.
E poi, dicevo, con riferimento alla trasparenza, se l'Aula lo
condivide io proporrei un subemendamento o un emendamento che
proprio per valutare ogni sei mesi i progressi, anche con
riferimento all'arretrato della Commissione che andiamo a nominare,
ogni sei mesi venga in Aula l'Assessore e porti una relazione per
comprendere qual è lo stato dell'arte.
Lo pongo alla valutazione dell'Aula. Se l'Aula lo ritiene, io
scriverò questo subemendamento, se lo ritenete, e ogni sei mesi, a
partire dalla data di pubblicazione della legge, ci ritroveremo qui
per confrontarci su quello che è accaduto nel semestre precedente.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
La firma dell'onorevole Savarino all'emendamento Barbagallo.
PASQUA. Signor Presidente, prima di procedere al voto, ormai
mezz'ora fa, prima che iniziasse il dibattito su questo articolo
78, io e il mio Gruppo abbiamo urlato dai banchi che volevamo la
verifica del voto sul 147, ai sensi del 128 del Regolamento interno
dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Onorevole Pasqua, il fatto che lei non è più
Capogruppo non significa che non c'è un Capogruppo.
Ho già comunicato al Capogruppo dei Cinque Stelle e al Capogruppo
del PD che, se c'è stato qualche problema, finito questo articolo
tornerò indietro su quello. Per cui, il suo intervento è
perfettamente inutile. Grazie.
Può iscriversi a parlare, però si informi con il suo Capogruppo
quando interviene perché credo che sia più ordinata la cosa.
Onorevoli colleghi, comunico che gli emendamenti soppressivi sono
ritirati.
Assessore Cordaro, il 78.38 sono perfettamente d'accordo con lei
sul fatto che non c'entra con la materia. Però, proporrei all'Aula
non di non approvarlo o di renderlo inammissibile, lo teniamo da
parte, vediamo dove lo possiamo inserire perché comunque è un
emendamento che serve.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente, mi
dà la parola perché colgo il senso.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Questo è un
ordine del giorno perfetto per l'Assessore all'energia.
PRESIDENTE. No, non è soltanto per l'energia, è per tutto. Per
evitare il lavoro nero non è che c'è soltanto .
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente, se
si parla di Commissione VIA-VAS, io...
PRESIDENTE. Ho capito. assessore Cordaro, forse non mi ha sentito.
Ho detto: d'accordissimo che non c'entra niente, ma lo
accantoniamo, non lo stiamo rendendo inammissibile, perché siccome
è comunque un qualcosa di importante, lo inseriremo, ora vediamo
dove in qualche altro articolo oppure lo mettiamo come aggiuntivo
dopo, ma perché credo che sia un qualcosa utile da fare.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Va bene.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Grazie, Presidente, che mi concede di parlare perché prima
ho voluto sentire l'Assessore che ringrazio per avere raccolto le
principali sollecitazioni, solo che ho presentato un mini
subemendamento che al comma 1 modifica che le Commissioni possono
essere articolate e non è articolata proprio per non ingessare
l'attività che può essere così giostrata a secondo della tipologia
di richieste autorizzative che arrivano e potere utilizzare al
meglio il personale che ci sarà.
Io l'ho scritto, non lo so se lei lo distribuisce.
PRESIDENTE. Non ce l'ho tra gli emendamenti.
FOTI. L'ho depositato. Non lo so se arriverà a distribuirlo. Già
ce l'hanno gli Uffici, però siccome non è nella disponibilità dei
colleghi.
PRESIDENTE. Intanto, lo consegni all'Assessore.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, solo per dire che ho presentato un
subemendamento che prevede la soppressione della lettera d); queste
presunte incompatibilità anche temporali, come dire, è un mostro
giuridico non possiamo immaginare che sia l'assessore o la Giunta
che determina quali sono le incompatibilità anche temporali. Vorrei
abolire la lettera d).
PRESIDENTE. E' un subemendamento.
FAVA. Deve essere solo la lettera d), perché le incompatibilità
anche temporali rispetto alla priorità della normativa nazionale
non ci permettono di intervenire. Quindi, se siete d'accordo lo
togliamo.
PRESIDENTE. Ora li dobbiamo votare tutti. Quindi un attimo solo,
con calma mettiamo ordine.
Questo della Foti, assessore Cordaro?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente, se
è la Commissione che decide l'articolazione come pare dal I comma è
inutile che noi mettiamo possono . O è articolata o non lo è,
salvo a non volere interpretare il I comma come una delle parti che
costituirà il corpo della delibera di Giunta che regolerà
l'attività della Commissione.
Allora, siccome io propendo più per la seconda ipotesi, io
lascerei è articolata perché in un confronto che faremo, e non
potrebbe essere altrimenti, da parte della Giunta dell'Assessore,
con il Presidente della Commissione prima di immaginare un nuovo
percorso questo credo possa essere una soluzione.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ma due secondi, perché è da un'ora che
siamo su questo. E' importante. Questo è sicuro.
BARBAGALLO. Signor Presidente, non me ne voglia l'onorevole Foti.
Se ho capito bene io le cose, rifletto a voce alta perché può
essere Presidente che sono stanco. Abbiamo deciso dopo 4 anni di
raddoppiare il numero dei componenti della commissione VIA-VAS per
velocizzare l'iter. Se anziché la Commissione la facciamo di 30
componenti e la facciamo di 60 ma decidono sempre nello stesso modo
non è che risolviamo il problema. Ha senso se l'articoliamo in più
sottocommissioni. Non lo so: 3 da 20, 4 da 15, se lo spirito è
questo. Almeno che io non ho capito niente e quindi. Credo che il
tema è questo. Una sola commissione di 60 non ce ne facciamo
niente.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, lo ritira questo emendamento?
Ritirato. Perfetto.
Sono ritirati gli emendamenti soppressivi.
L'emendamento 78.33 è ritirato perché ci sono anche problemi di
copertura.
Anche il 78.34.
Pongo in votazione l'emendamento 78.36R del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 78.35 presentato dal Governo, che
modifica la denominazione. Come si chiamerà adesso?
(voce fuori microfono).
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo 78.12 a firma dell'onorevole
Fava. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo 78.30.1. Lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 78.30, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 78 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, l'emendamento 78.38 lo accantoniamo per
poterlo inserire onorevole Lupo sull'emendamento 78.38 ci sta
attento anche lei dove lo possiamo fare? E ci diamo una mano
reciprocamente. Così resta stabilito.
Onorevoli colleghi, c'è stata confusione sull'articolo di prima
dove, evidentemente, per premura, sono stato troppo veloce. Mi
scusi, onorevole Pasqua, stia tranquillo, non discutiamo sul perché
l'ho messo in votazione, perché mi sembrava quindi se entriamo
nel merito bene, se no niente.
Ci sono degli articoli che abbiamo fatto durante la finanziaria
che, avendo solo soppressivi, ho chiesto di ritirare i soppressivi,
possiamo votarle e votiamo. Sarà successo almeno per 20 articoli.
Però, mi rendo conto, che su questo, pare, che ci sia stato una
presa di posizione, perché evidentemente io non ero stato chiaro su
che cosa stavamo votando. Non ci sono problemi.
Vorrei chiarire però, siccome ogni volta che si parla di
quattrini, di stipendi, c'è sempre la levata di scudi popolare,
vorrei soltanto dare un dato. E cioè che la proposta che è stata
fatta su questo emendamento, è una proposta enormemente limitativa
rispetto a quello che in tutto il resto d'Italia viene fatto. Nel
senso che la Campania, che ha un Presidente della Regione di
sinistra ha, comunque, una cifra che è di 148. La Regione . Ora ve
li posso dare tutte comunque . Sono tutte più alte.
Vorrei che non ci facessimo prendere dalla inutile demagogia per
cui è tutto sbagliato, se uno guadagna 10 mila euro in più. La
norma nazionale dice che, comunque, è il 90 per cento del dirigente
di fascia A, per cui non c'è nessuno scandalo. Pare che io ho fatto
un imbroglio per regalare soldi a qualcuno. Certamente non è così
Ripeto, questo adeguamento che è stato presentato a me sembra
assolutamente opportuno rispetto al resto del Paese dove nessuno ce
l'ha così basso. Ed è un adeguamento ancora limitativo rispetto a
quello che si fa altrove. Dopo di che l'Aula ha il diritto, se io
non avevo fatto capire che si trattava di questo e quindi mi sono
permesso di darlo per votato, senza che questo fosse avvenuto, ne
chiedo ovviamente scusa all'Aula. Però è un qualche cosa di
talmente normale che mi sembrava che si potesse fare più
facilmente. Se ci sono degli interventi, però ripeto comunque
doveva essere votato velocemente, quindi non darò la parola a 40
persone.
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo.
Lei la dà per una cosa normale. Per me non è normale, non è
assolutamente normale. E poco fa sbraitavo dai banchi per
permettere ai deputati di esprimere la propria considerazione su
questo articolo, proprio perché non lo riteniamo normale in un
momento nel quale, in Sicilia, ci sono migliaia di liberi
professionisti, imprenditori
PRESIDENTE. Tutto quello che vuole.
PASQUA. .persone, lavoratori autonomi che non riescono a mettere
assieme il pranzo e la cena, e noi aumentiamo uno stipendio. E
aumentiamo lo stipendio di un dipendente - che è un giornalista -
del portavoce del Presidente della regione, lo aumentiamo ad una
cifra che è superiore a quella di un primario di ospedale che, in
questo momento sta combattendo contro il COVID, quasi quanto un
Direttore generale che ha delle responsabilità patrimoniali e
penali incredibili, nella lotta anche al COVID.
Bene, io voglio che sia chiaro e che sia scritto in questo verbale
che io e il mio gruppo parlamentare non votiamo questa norma, in
questo momento specifico
PRESIDENTE. Non c'è problema Ora, con grande chiarezza, metto in
votazione la norma. Ci sono solo soppressivi. Sono ritirati?
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Prego. E' mantenuto. Non faccio parlare. Metto in
votazione. Era già stato già votato.
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Ho capito. Sto dicendo all'onorevole Sunseri che era
già stato approvato. Sto tornando indietro, rispetto ad una
decisione, però non apro il dibattito.
Pongo in votazione l'articolo 147, in maniera più chiara, in modo
che tutti siate tranquilli.
(Viene chiesta la votazione per scrutinio nominale)
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 147
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 147.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 65
Votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 27
Contrari 26
Astenuti 0
(E' approvato)
(Dai banchi, alcuni deputati gridano vergogna Vergogna )
PRESIDENTE. Niente di meno, niente di meno. Onorevole Zito, non mi
costringa ad allontanarla dall'Aula, grazie. E' inutile che gridate
qua, tanto farete una quarantina di video adesso, e di post, per
cui non c'è bisogno di farlo qua in Aula
Si passa all'articolo 119. Ne do lettura:
«Art. 119.
Istituzione dell'Agenzia regionale per la difesa del territorio
1. Al fine di assicurare una efficiente, efficace e coordinata
gestione del territorio è istituita l'Agenzia regionale per la
difesa del territorio, denominata Sicilia Sicura , quale ente
strumentale della Regione, con sede in Palermo, che può dotarsi di
strutture territoriali.
2. L'Agenzia è dotata di personalità giuridica pubblica, di
autonomia tecnica, organizzativa, gestionale, amministrativa e
contabile ed è posta sotto la vigilanza ed il controllo della
Presidenza della Regione, da cui promanano gli indirizzi
programmatici.
3. L'Agenzia, quale ente di gestione del territorio, svolge
attività di supporto tecnico amministrativo al Commissario di cui
alla legge 11 agosto 2014, n. 116 e alla legge 11 novembre 2014, n.
164 e successive modificazioni e pertanto assolve a funzioni di
indirizzo e coordinamento nel settore della difesa del suolo e del
territorio, esercitando altresì forme di controllo efficienti ed
efficaci, provvedendo in particolare:
a) a promuovere la creazione e la diffusione del rispetto del
territorio per un uso responsabile e sostenibile, in quanto bene
pubblico primario e fattore fondamentale di civiltà e di sviluppo,
di salvaguardia del patrimonio ambientale;
b) alla elaborazione ed attuazione degli interventi dello stato
qualitativo e quantitativo;
c) a sviluppare azioni per la mitigazione del dissesto
idrogeologico;
d) alla programmazione, assistenza alla progettazione e
realizzazione delle opere di mitigazione
del rischio idrogeologico.
4. Nell'esercizio delle proprie competenze all'Agenzia sono
riconosciuti poteri di acquisizione
della documentazione, di ispezione e di accesso, nonché poteri
sostitutivi.
5. L'Agenzia è articolata in una struttura centrale che svolge i
compiti di cui al comma 3.
6. Sono organi dell'Agenzia:
a) il direttore generale, che assume le funzioni di soggetto
attuatore del Commissario straordinario contro il rischio
idrogeologico della Regione siciliana ai sensi della legge n.
116/2014 e della legge n. 164/2014, nominato con decreto del
Presidente della Regione tra i
soggetti in possesso di diploma di laurea e di comprovata
esperienza in materia di dissesto idrogeologico. Al direttore
generale competono i poteri di gestione, amministrazione e
rappresentanza dell'ente. Lo stesso è assunto con contratto di
diritto privato di durata quinquennale
non immediatamente rinnovabile. Il rapporto di lavoro è a tempo
pieno e allo stesso si applica il principio di esclusività di cui
alla legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive
modificazioni e al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e
successive modificazioni;
b) il Collegio dei revisori dei conti, composto da tre membri
effettivi e da due supplenti, nominati con decreto del Presidente
della Regione tra gli iscritti al registro previsto dall'articolo 1
del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88. La durata del
collegio è fissata in cinque anni. I poteri dei membri del collegio
sono prorogati fino alla nomina del nuovo collegio. I componenti
possono essere riconfermati. Ai membri del collegio spetta un
gettone di presenza il cui ammontare è determinato con
deliberazione della Giunta regionale, sulla base di quelli
spettanti ai revisori di analoghi enti.
7. Per assicurare la necessaria continuità dell'azione
amministrativa, in sede di prima attuazione, il soggetto attuatore
del Commissario straordinario contro il rischio idrogeologico della
Regione siciliana ai sensi della legge n. 116/2014 e della legge n.
164/2014 svolge le funzioni di direttore generale dell'Agenzia e il
personale già utilizzato dal Commissario delegato per il dissesto
idrogeologico con contratto di collaborazione coordinata e
continuativa da almeno due anni dalla data di entrata in vigore
della presente legge è assunto con contratto di diritto privato di
durata triennale. Allo stesso compete il trattamento giuridico ed
economico previsto, in relazione al titolo di studio posseduto per
i funzionari e per gli istruttori dal CCRL per il personale con
qualifica non dirigenziale della Regione. In sede di prima
attuazione il personale di ruolo dell'amministrazione regionale e
di altre amministrazioni in servizio alla data di entrata in vigore
della presente legge presso l'ufficio del commissario delegato
contro il dissesto idrogeologico nella Regione transita, a domanda,
nei ruoli
dell'Agenzia. Per il personale di ruolo della Regione sono fatti
salvi gli effetti, per gli aventi diritto, ai fini del trattamento
di quiescenza e previdenza, delle disposizioni della legge
regionale 23 febbraio 1962, n. 2.
8. L'assetto organizzativo, la pianta organica ed ogni altro
aspetto relativo alla funzionalità dell'Agenzia sono definiti e
disciplinati con uno o più regolamenti della stessa Agenzia,
approvati dal Presidente della Regione, previa deliberazione della
Giunta Regionale.
9. Agli oneri derivanti dal presente articolo si fa fronte, fino
al 31 dicembre 2023, utilizzando le somme già allocate nel Patto
per il Sud - Regione Sicilia, Area tematica 2 Ambiente , Obiettivo
strategico Dissesto idrogeologico - Piano di Rafforzamento
Amministrativo.
10. Dall'attuazione del presente articolo non derivano per il
triennio 2021-2023 nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio
regionale».
Ci sono solo soppressivi? C'è la riscrittura del Governo. Piano
siamo qua, nessuno sta scappando. C'è troppa confusione. Se
possiamo fare un attimo di serenità, cominciamo a dare la parola a
chi la chiede.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo 119
io ho presentato l'abrogativo, perché vorrei capire alcuni aspetti
dall'assessore. Innanzi tutto l'agenzia che dovrebbe essere un
organo per facilitare le funzioni in capo al Dipartimento
dell'ambiente, per come è scritto all'interno di questo articolo,
sembrerebbe, invece è difficile parlare.
PRESIDENTE. Colleghi deputati, è necessario che io interrompa
l'Aula o possiamo continuare? Colleghi deputati? Allora, l'Aula è
sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.09, è ripresa alle ore 17.23)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dobbiamo riprendere e a questo
punto chiedo proprio ai deputati di maggioranza di non intervenire,
ve lo dico sinceramente, non vi do la parola perché se no non
riusciamo a fare niente e prego anche, siamo già all'agricoltura,
prego anche i deputati dell'opposizione la cortesia.
Perché altrimenti non riusciamo a fare questa finanziaria.
Si passa all'articolo 74. Ne do lettura:
«Art. 74.
Interventi in favore del personale del Consorzi di bonifica
1. I Consorzi di bonifica, al fine di garantire la funzionalità
delle attività istituzionali, sono autorizzati, in misura non
superiore al 50 per cento dei posti disponibili, ad assumere a
tempo indeterminato, previo espletamento di procedure concorsuali
riservate, i soggetti che abbiano prestato servizio in favore dei
suddetti consorzi con contratto a tempo determinato, ai sensi
dell'articolo 3 della legge regionale 30 ottobre 1995, n. 76 e
successive modificazioni o del decreto legislativo 6 settembre
2001, n. 368 e successive modificazioni, per un periodo di 36 mesi.
2. I soggetti interessati devono presentare istanza entro 60
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con
espressa rinunzia alla prosecuzione del giudizio, da parte di
coloro che abbiano in essere un contenzioso per la trasformazione
del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, nonché una
dichiarazione a non intraprendere alcun giudizio, per coloro che
non abbiano presentato ricorso avente ad oggetto la stessa
finalità.
3. Al personale di cui al comma 1 si applicano le disposizioni di
cui al comma l dell'articolo 2 della legge regionale 30 dicembre
1977, n. 106 e successive modificazioni, come sostituito
dall'articolo l della legge regionale 6 aprile 1981, n. 49.
4. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2021, la spesa di 550 migliaia di euro
(Missione 16, Programma 1)».
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARABAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'articolo 74. Noi siamo sorpresi perché abbiamo visto girare un
emendamento soppressivo del Governo, vorremo capire qual è il
criterio che si è scelto in questa finanziaria perché abbiamo visto
categorie di precari tutelati, abbiamo previsto alcuni percorsi di
stabilizzazione con il coinvolgimento in alcuni casi dell'Anas, in
altri casi dei Comuni.
Qua c'è un percorso di stabilizzazione che riguarda la
funzionalizzazione.
PRESIDENTE. Non mi risultano emendamenti soppressivi del Governo.
BARBAGALLO. Meglio così. C'è un percorso di rifunzionalizzazione
del percorso di bonifica di Catania, ci sono dei lavoratori che nel
passato hanno subito tagli pesanti alla retribuzione e
l'interruzione brusca del contratto di lavoro, io credo che ci
dovrebbe essere un unico filo conduttore che accompagna questa
finanziaria per cui credo che debba trovare accoglimento
nell'apprezzamento di questo articolo.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io farò un
intervento unico sui consorzi di bonifica per evitare di essere
ripetitiva. Ci fa molto piacere e sono certa che i vari dipendenti
del consorzio ci seguono dall'inizio di questa giornata aspettando
queste norme dedicate alle loro stabilizzazioni e quindi ci fa
piacere che un calvario che si protrae da decenni finalmente, anche
se non per tutti, ma per una parte del personale, possa avere un
felice epilogo e che qualcuno possa passare a tempo indeterminato.
Con il successivo articolo si propone anche il turn-over quindi
uno scorrimento dei centocinquantunisti a tempo indeterminato, dei
centunisti a centocinquantunisti, dei settantisti a centunisti e
così via. Su questo c'è un apprezzamento da parte nostra, però
siccome c'era una riforma in essere non capiamo comunque come
questi consorzi debbano risolvere la maggior parte dei loro
problemi.
Io mi riferisco per esempio al consorzio di bonifica di Ragusa
dove noi con i Pov, con la pianta organica, prevedremo 179 persone,
quindi 179 posizioni lavorative con 70 posti vacanti, però ci sono
ancora stipendi che vanno pagati dal 2018, i sentenziati che
aspettano 18 mesi di stipendi.
Sappiamo anche ci sono alcune situazioni debitorie molto pesanti,
che addirittura c'è un contenzioso con l'Enel per 2,5 milioni di
euro, che Banca Agricola ha bloccato praticamente la possibilità di
erogare somme perché c'è una scopertura di 1,6 milioni di euro.
Ecco, noi non capiamo come tutte queste situazioni debitorie si
possano risolvere nel momento in cui, con un successivo articolo,
il 136, si prevede la liquidazione di questo ente.
Quindi, va benissimo il turn-over, va benissimo la stabilizzazione
di alcune figure lavorative, però vorremmo anche capire quando
arriverà la riforma dei consorzi di bonifica qua in Aula che penso
che ormai sia imprescindibile trovare una soluzione definitiva che
metta finalmente ordine in questi consorzi che non capiamo più a
quale gestione sono lasciati.
PRESIDENTE. Il 136 è stralciato comunque, non c'è più, per cui
abbiamo risolto perché c'era un problema. Tutto risolto.
CAMPO. Apprendo quindi che il 136 è stato stralciato quindi la
questione della liquidazione si è risolta. Comunque restano le
pesanti situazioni debitorie dell'ente che vanno, sembra ombra di
dubbio, sistemate, tenendo anche conto di un altro fattore. Gli
agricoltori, siccome non usufruiscono più del servizio irriguo che
veniva offerto, si rifiutano di pagare e poi abbiamo anche un
contenzioso per il servizio idraulico degli agricoltori di Ispica
che anche loro si rifiutano di pagare.
Quindi, questi consorzi materialmente non hanno entrate e tante
persone aspettano stipendi su stipendi. Questo chiaramente è un
altro aspetto molto importante oltre a quello del personale -
faccio gli auguri a tutti coloro che finalmente troveranno una
stabilizzazione a tempo indeterminato - che comunque si deve
risolvere e non dimentichiamo la pesante situazione dei
sentenziati.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. L'onorevole Ciancio prima? No, prima
Lupo, Dipasquale, Catanzaro e Cafeo. Io vi chiedo la cortesia
proprio di limitare gli interventi al massimo per favore perché
sennò siamo veramente nei guai. Quando avremo i microfoni dal banco
sarà tutto più veloce.
LUPO. Signor Presidente, Governo, colleghi, più in generale sul
tema dell'agricoltura, se mi è consentito Presidente perché sul
tema consorzi di bonifica interverrà dopo di me l'onorevole
Dipasquale, io mi limito a dire che le nostre aspettative erano ben
altre. Innanzitutto la riforma, e propongo comunque al Governo
sull'articolo 73, assessore, una modifica laddove si dice, sì, nel
limite dei posti resisi liberi negli anni 2019 e 2020'. I posti
resisi liberi sarebbe meglio dire resisi vacanti.
PRESIDENTE. Siamo al 74 per ora.
LUPO. Signor Presidente, io propongo che venga accorpato al 73.
PRESIDENTE. Si, infatti, onestamente sono molti legati.
LUPO. Vorrei fare una discussione unica sui tre articoli per
semplificare, Presidente.
PRESIDENTE. Perfetto, ha ragione, va benissimo, va benissimo, è
così, è giusto così.
LUPO. Parliamo di consorzi di bonifica. Condivido lo stralcio del
136 perché la liquidazione non si sa neppure chi l'avesse proposta.
Sul 74 è già intervenuto l'onorevole Barbagallo. Io parlo del 73,
facciamo una discussione congiunta sul tema. Dire anni 2019 e 2020
equivale a dire il nulla perché i posti resisi vacanti .
PRESIDENTE. Assessore Scilla, scusi, siccome parlano con lei,
forse è bene che lei stia attento in modo da potere rispondere.
Grazie.
LUPO. Grazie Presidente. Dicevo che i posti resisi vacanti più che
liberi, userei l'espressione più corretta, mi sembra vacanti, nel
2019-2020, ma si contano più o meno sulle dita di una mano. Cioè io
credo che su questo serve fare un ampliamento, non so se c'è una
riscrittura
PRESIDENTE. Onorevole Scilla, per favore visto che è da poco che è
qua. Faccia parlare e poi lei risponde dopo.
LUPO. altrimenti diventa veramente una presa in giro e penso che
non è intenzione di nessuno di noi fare una presa in giro nei
confronti dei lavoratori che invece meritano attenzione.
Però su questo interverrà, ripeto, l'onorevole Dipasquale. Sul 74
ha già parlato l'onorevole Barbagallo.
Più in generale un minuto sul tema dell'agricoltura. Uno dei
settori più colpiti purtroppo dalla crisi per varie ragioni che
sono sotto gli occhi di tutti, non parliamo degli agriturismo
ovviamente massacrati; il settore floricolo, florovivaistico in
generale.
Date attuazione alle previsioni dello scorso anno perché
l'azzeramento degli eventi ha ulteriormente colpito un settore già
in crisi, non so a che punto siamo col bando della Finanziaria
dello scorso anno, accelerate perché è un settore in estrema
sofferenza. Il settore del vino Presidente, ovviamente ristoranti,
pub chiuso, c'è un calo di vendite spaventoso. Altrettanto per
quanto riguarda l'olio anche legato alla difficoltà di movimento
sul territorio. Tiene un po' la produzione agricola agganciata alla
grande distruzione organizzata per ovvie ragioni perché i
supermercati sono rimasti aperti ma soffre molto tutto il settore
della piccola-media impresa del settore agricolo e anche il settore
in generale vitivinicolo ovviamente ha bisogno di un aiuto.
Quindi l'appello che rivolgo al Governo è di fare il massimo sul
tema dei ristori nel famoso Ordine del giorno di cui più volte si è
parlato.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
colleghi parlamentari. Io non ripeto le cose che ha detto
l'onorevole Barbagallo e neanche quelle che ha detto ovviamente il
mio capogruppo l'onorevole Lupo. Mi auguro che finalmente si possa,
cioè non ci rimane molto tempo di questa legislatura.
L'Assessore si è insediato da poco, lo vediamo che ha tanto
entusiasmo e speriamo veramente che i temi dell'agricoltura e della
zootecnia diventino concreti, tangibili, in quelle che sono le
iniziative e la pagina politica di questo Governo perché - devo
dire - che ad oggi sono state veramente testimonianze.
Non possiamo solamente vivere di PSR. Il PSR c'è, il PSR - e prima
i PON - ci sono stati da tempo. I finanziamenti europei sono stati
presenti da tantissimi anni, non hanno risolto il problema
dell'agricoltura.
Per risolvere i problemi dell'agricoltura e della zootecnia
servono anche lì riforme strutturali.
Sono fiducioso.
Voglio darle, Presidente della Regione, davvero quest'apertura di
credito che prima che si concluda questa esperienza parlamentare,
nell'agenda politica di questo Governo, ci possa essere una svolta
concreta per l'agricoltura.
Ancora non abbiamo nulla E' una fiducia che le do e la voglio
constatare nei prossimi mesi.
Per quanto riguarda i consorzi di bonifica, così come ci sono le
pillole di saggezza, così come ci sono le pillole letterarie, le
pillole d'arte, così noi in questa finanziaria abbiamo le pillole
di riforma.
Lo abbiamo visto con l'IRSAP.
PRESIDENTE. Ci si lamenta se uno porta la riforma e l'abbiamo data
in Commissione.
Ora che non c'è, chiedetecela
DIPASQUALE. Magari fosse una riforma
PRESIDENTE. La riforma di poco fa l'abbiamo rimandata in
Commissione, qui abbiamo evitato di metterla.
DIPASQUALE. Noi abbiamo veramente delle pillole di riforma che
arrivano in questa finanziaria.
Anche su questo, sui consorzi di bonifica, ci sono delle pillole
di riforma.
Non ripeto le cose che ha detto l'onorevole Campo che sono state
abbastanza chiare.
Noi abbiamo una situazione drammatica nel comune di Ragusa, nella
provincia di Ragusa, perché non si è riusciti a garantire un
contributo straordinario per una situazione tipica, particolare,
che ha la provincia di Ragusa e che aveva già avuto un contributo
straordinario alla fine della scorsa legislatura.
Peccato che i nostri emendamenti, il nostro impegno non è servito
a nulla per far determinare questa Assemblea per un sostegno e per
un ulteriore contributo straordinario.
Mi dispiace che a soffrirne sono proprio i lavoratori.
Aspettano con ansia questo turn over. Noi siamo non d'accordo,
d'accordissimo
Sappiamo che non si risolveranno purtroppo i problemi dei
lavoratori con il turn over.
Infatti i problemi dei lavoratori - e non solo dei lavoratori - i
problemi degli agricoltori si risolvono solo con la riforma perché
poi il consorzio di bonifica non è fatto solamente delle esigenze,
delle problematiche dei lavoratori del consorzio di bonifica.
Da una parte ci sono i lavoratori e da una parte ci sono gli
agricoltori, gli allevatori che sono coloro che della non riforma
pagheranno il prezzo più alto.
Noi fino a quest'anno abbiamo avuto la possibilità di bloccare le
cartelle esattoriali per i canoni idrici, lo abbiamo fatto con
riforma.
Da quest'anno, Presidente, le cartelle che noi abbiamo bloccato
per più anni - da quest'anno - queste cartelle che erano state
sospese non solo non sono state azzerate, da quest'anno
ritorneranno ad essere attive nei confronti degli allevatori e
degli agricoltori.
Quindi sappiate che agricoltori e allevatori siciliani si
ritroveranno le cartelle per i canoni idrici sul groppone per
decine e decine di migliaia di euro e, in alcuni casi, per qualche
centinaio di migliaia di euro.
I problemi sono di duplice tipo e se non intervenite veramente,
seriamente sulla questione e sulla materia rischiamo veramente di
combinare un macello.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
assessore Scilla lei è da poco subentrato all'assessore Bandiera
come assessore all'agricoltura.
Il tema dei consorzi di bonifica in questi anni è stato un tema
discusso e, quindi, non è un tema di un mese, due mesi, ma è un
tema che proviene da tanti e tanti anni.
Noi in questo periodo, perché io intervengo dopo i miei colleghi
parlamentari, i miei colleghi del Partito Democratico, intervengo
anche come Vicepresidente della Commissione Attività produttive.
E' chiaro che in questi mesi i lavoratori che attendono il turn
over hanno protestato, hanno fatto degli incontri, correttamente
perché è ovvio che ognuno attende di capire quale sia la
prospettiva del domani.
Io gradirei, se il Presidente della Regione mi ascoltasse,
gradirei che questo articolo fosse condiviso dall'Aula perché in
questi mesi io ho potuto constatare, anche per una questione di
frasi che sono uscite, di social, come qualcuno qualche settimana
fa diceva, perché è un tema che nessuno si può intestare come forza
politica. E' un tema che si può intestare soltanto questa Aula con
la voglia e la volontà di potere portare avanti una cosa che è di
fondamentale importanza.
Assessore Scilla, lei ovviamente arriva adesso però c'è una cosa
che noi l'anno scorso, come Partito Democratico e come Parlamento,
abbiamo fatto già una cosa anche in più non soltanto per i consorzi
di bonifica ma anche per gli agricoltori perché abbiamo approvato
l'esenzione del canone irriguo rispetto a quelle che sono le
bollette che arrivavano.
E' chiaro, noi siamo qua, abbiamo questo articolo però per noi è
fondamentale una cosa. Non è possibile che negli anni che noi
abbiamo portato avanti questo mandato si è arrivati subito con uno
slogan della riforma dei consorzi di bonifica ed è licenziata dalla
Commissione Attività produttive , qua c'è anche il Presidente
della Commissione Attività produttive , e questa riforma a cui noi
come Commissione abbiamo lavorato per diversi mesi è bloccata.
Io rispetto a quella riforma per come è stata concepita,
purtroppo, l'ho detto anche in Commissione, ci sono tantissime
falle e lacune per cui bisogna, bisogna reintervenire perché non è
quello il modo di poter procedere per una riforma dei consorzi di
bonifica.
Quindi assessore Scilla, lei aldilà del credito di cui parlava il
mio collega Dipasquale, io dico una cosa. Abbiamo pochissimo tempo
e non possiamo continuare ad illudere nessuno attraverso magari
delle cose che gli facciamo pervenire ai lavoratori.
Dobbiamo portare in questa Aula la riforma dei Consorzi di
bonifica perché è quella la vera battaglia come è stato fatto,
assessore Scilla, sulla riforma della pesca dove tutto il
Parlamento ha votato, anche quella dei consorzi di bonifica, e
perché no, anche quella dei forestali.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cafeo. Ne ha
facoltà.
CAFEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sarò
velocissimo anche perché è stato detto molto.
Io intervengo in quanto deputato relatore della legge di riforma
dei consorzi di bonifica che, devo dire, attraverso questa
esperienza in Commissione e anche come relatore ho avuto modo di
conoscere nella sua complessità e nel suo essere uno di quegli
argomenti che questa Aula e la Sicilia si porta dietro e rimanda
sempre ai posteri la risoluzione. Per cui io mi sento di fare
solamente alcune osservazioni in generale.
La prima, anche sulla base delle altre osservazioni, questa
riforma, migliorabile, ci sarà l'Aula che la migliorerà, ma deve
arrivare in Aula al più presto perché altrimenti diventa una cosa
insopportabile.
Appunto per questo vi dico: non capisco alcuni articoli di questa
finanziaria che prevedono di liquidare i consorzi di bonifica oggi
quando noi abbiamo è una cosa che si dovrebbe fare in maniera
contestuale.
Sugli aspetti legati alle stabilizzazioni e legati anche al
turnover, la mia unica preoccupazione è il fatto che ci sono poche
risorse messe e che queste risorse non bastano con tutti. Siccome
già è stato argomento anche di alcuni miei interventi quando lei
non c'era rispetto ad alcune spese che sono state fatte, fra cui
anche i dirigenti che sono stati fatti dei nomi di dirigenti, che
non era lei qua come Assessore, e che ho sentito anche l'assessore
Armao ultimamente con alcune uscite pubbliche che mentre quando
intervenivo io non si sapeva chi è che aveva fatto queste nomine di
questi dirigenti all'interno dei consorzi di bonifica.
Poi ho visto l'assessore al bilancio e il vice Presidente che
invece ha denunciato lui stesso queste nomine di dirigenti. Per cui
la sensazione che noi diamo all'esterno è che ci siamo riempiti la
bocca che volevamo fare la riforma dei consorzi di bonifica e non
l'abbiamo fatta, stiamo stabilizzando solo alcuni e stiamo facendo
dei turnover solo per alcuni, spero che questo non succeda come è
stato fatto anche per le nomine di dirigenti seguendo dei criteri
poco chiari e in maniera, sui dirigenti abbiamo fatto in eccesso e
invece stiamo riducendo sulle stabilizzazioni e sui turnover.
Perdiamo la fiducia di tutti gli agricoltori.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Galvagno. Trenta
secondi giusto perché l'articolo è suo e deve chiarire una cosa,
veramente pochissimo per favore.
GALVAGNO. Signor Presidente, io intervengo per tre minuti esatti.
Penso che saranno occorrenti e sufficienti per esprimere alcuni
concetti. Punto numero uno: intervengo sia sul 73 che sul 74.
L'articolo 74 è un articolo che interessa alcuni lavoratori che
hanno prestato servizio al consorzio di bonifica e c'è una
distinzione da fare rispetto all'articolo 73. Loro hanno prestato
servizio per un periodo superiore a 36 mesi ai sensi della legge 30
del 1995.
Ora sul discorso dei consorzi di bonifica credo che esista questa
problematica da quando credo io ero a scuola. Se pur la mia giovane
età, un ventennio penso che sia un periodo di tempo anche
abbastanza esagerato. E' passato un anno di tempo Presidente
Miccichè quando lei ha avuto la pazienza di ascoltare me e i
lavoratori rispetto alla problematica. Ora bisogna fare un
pochettino di chiarezza perché ho sentito dire diverse cose in Aula
rispetto alla questione del turnover.
Esistono due capitoli per quanto concerne i consorzi. Uno che è il
47320 che è quello dove all'interno ci sono gli OTD (operai a tempo
determinato) e l'altro che è il 147303 che interviene su quelli a
tempo indeterminato. All'incirca si tratta di un migliaio di
lavoratori in un bacino e un migliaio di lavoratori nell'altro
bacino. La differenza è che quelli a tempo determinato sono
classificati tra settantottisti, centunisti, e centocinquantunisti,
gli altri sostanzialmente appartengono ad un bacino differente. Ci
sono diverse problematiche rispetto alla questione. Il primo che
molte volte è che i lavoratori a tempo determinato hanno un'età,
sono in età avanzata rispetto a coloro i quali sono invece a tempo
indeterminato.
Quindi come dovrebbero fare mai ad andare in pensione o ad
aspettare che qualcuno più piccolo di lui possa sostanzialmente
raggiungere l'età pensionistica. Quindi loro in questa maniera non
avrebbero futuro. Talvolta si trovano anche scavalcati da che cosa?
Da quelli che sono dei lavori che vengono dati a ditte esterne
quando invece se si potesse dare la possibilità di dargli qualche
giornata in più potrebbero lavorare.
PRESIDENTE. Onorevole Galvagno, la prego.
GALVAGNO. Noi con questo articolo, ci tengo a dire due cose. Noi
abbiamo presentato come gruppo di Fratelli d'Italia due
emendamenti. Abbiamo parlato con il Governo, negli emendamenti ci è
stato chiesto di cassare le parole 2019 e 2020 perché sarebbe
veramente irrisoria l'influenza che si avrebbe sulla questione
perché si tratterebbe di liberare non più di 30 o 35 persone. E per
di più abbiamo chiesto una finanziaria un tantino maggiore rispetto
a quella di prima. Io ci tengo però a ringraziare veramente il
Governo Musumeci.
Un secondo, Presidente, devo dire le cose come stanno perché
altrimenti passa un messaggio differente. Il Governo Musumeci ha
già investito su quelle che sono, su quella che è la rete idrica,
ha investito decine di milioni di euro. Oggi sta facendo un altro
investimento perché sta coniugando la rete idrica.
PRESIDENTE. Onorevole Galvagno, la maggioranza non può fare
complimenti all'onorevole Musumeci, solo opposizione può fare.
GALVAGNO. Faccio i complimenti meritati all'Assessore Scilla,
perché in pochissimo tempo è riuscito a togliere il problema.
PRESIDENTE. Onorevole Palmeri su che cosa era? Lo comunico io.
L'onorevole Tamaio voleva comunicare che ha votato l'articolo 147 e
ha votato a favore anche se non risulta il voto. Benissimo. Anche
Lagalla.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Campo doveva dare un chiarimento di 30 secondi? Perché
poi dobbiamo dare la parola all'Assessore e votare.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie Presidente
per questa possibilità, volevo chiarire un ultimo aspetto che
riguarda il personale dei Consorzi di bonifica.
Ci sono circa 20 funzionari che hanno ricevuto una denuncia da
parte dell'Associazione dei dirigenti siciliani perché all'interno
degli 11 Consorzi di bonifica siciliani si trovano in una posizione
di contratto transitorio senza il Collegio dei revisori dei conti
costituito, e sono stati promossi in massa con il metodo
comparativo.
So che l'Assessore Armao si stava informando su questa questione e
stava facendo chiarezza. Mi piacerebbe giusto per dare risposta
ormai in maniera complessiva al personale.
PRESIDENTE. Appena arriva l'Assessore gliela facciamo dare. Grazie
onorevole Campo.
SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Signor Presidente, soltanto per chiarire alcune cose
perché mi rendo conto che l'agricoltura essendo di fatto il motore
dell'economia siciliana
PRESIDENTE. Onorevole Scilla, non parta da troppo lontano per
favore, perché abbiamo bisogno di tempi veloci. Grazie.
SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Solo tre minuti, non di più. Abbiamo cercato di
armonizzare tutto il ragionamento che c'è attorno appunto
all'agricoltura e alla riforma dei Consorzi di bonifica.
Noi abbiamo - voi lo sapete meglio di me - da quasi due anni ferma
in Commissione Bilancio la riforma organica.
PRESIDENTE. Onorevole Tamajo, sta parlando a 20 centimetri da lei
l'Assessore. Grazie.
SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Quindi noi la partita la giochiamo, come Governo
Musumeci, proprio sulla riforma che vedo è di assoluto interesse di
tutto il Parlamento regionale.
Finito il momento finanziario, approvato il bilancio della
Regione, onorevole Lupo, c'è stato anche l'impegno del Presidente
Musumeci, noi come punto essenziale della nostra azione politica
metteremo proprio la riforma del Consorzio di bonifica, la riforma
organica. Tanto è vero che l'articolo 136 è stato già tolto dalla
discussione perché noi dobbiamo inquadrare il ragionamento
complessivo. Nelle more della riforma, ci sono alcune cose che
abbiamo potuto sistemare, comprendiamo che non è il massimo, ma c'è
una attenzione da parte del Governo rispetto a questo punto
importante dei lavoratori.
Quindi quello che abbiamo potuto fare, in linea con le risorse
finanziarie, lo abbiamo fatto. E quindi ecco da dove escono fuori
due articoli, il 74 e il 73. Il 74 viene a sanare una posizione che
riguarderebbe 19-20 dipendenti del Consorzio poiché alcuni già sono
e godono delle garanzie occupazionali, non c'è bisogno quindi della
differenza.
E quindi è stato preparato, a tal proposito, lì mi vado ad
agganciare al discorso che ha fatto prima l'onorevole Lupo e poco
fa l'onorevole Galvagno, c'è un emendamento nostro, del Governo, a
firma del Presidente Savona, che riduce di 550 mila euro che erano
stati previsti per l'articolo 74, diventa di 300 mila euro. I 250
mila euro che rimangono servono ad incrementare la dotazione
finanziaria dell'articolo 73 che è un turn over di quello
intelligente. Perché senza creare nuova occupazione consente, di
fatto, ai 151sti prima di poter coprire chi va in pensione, e
quindi le fasce vengono coperte dal passaggio dei 101sti ai 151sti
e dai 78sti ai 101sti.
Sappiamo che non è il massimo ma pensiamo di aver fatto una
operazione intelligente, sono contento che è in linea con le
esigenze di tutto il Parlamento, di tutte le forze politiche.
Perché, ripeto, sappiamo di poter parlare al cuore dell'economia
siciliana e quindi penso che due articoli, prima il 74 con
l'emendamento in questione, e poi il 73 con una riscrittura che già
il Presidente dovrebbe avere. Perché lì abbiamo tolto - e chiudo
perché è importante - l'aspetto che poco fa l'onorevole Lupo ha
voluto sottolineare, che il riferimento alle annualità 2019 e 2020
è troppo riduttivo, non ha assolutamente nessuna prospettiva.
Allora l'abbiamo agganciato ad una misura massima al cinquanta per
cento dei posti resisi vacanti al 31 dicembre 2020, fermo restando
però, Presidente Savona, la copertura finanziaria che, a questo
punto diventa da cinquecentomila euro a settecentocinquantamila
euro. Quindi Presidente, possiamo votare l'articolato.
PRESIDENTE. Andiamo al 74. I soppressivi penso che siano ritirati.
Come, no? Sono ritirati. Dobbiamo votare quale? Perché ce ne sono
alcuni che sono inammissibili, quelli che prevedono maggiore spesa.
E quindi il 74.19, quello di Lantieri-Calderone pure. Il 74.20 è
pure ritirato.
C'è il 74.25 che è aggiuntivo, quello della dotazione finanziaria
che passa da cinquecento a trecento.
Scusatemi, onorevoli. Che passa da cinque e cinquanta a trecento,
che vengono poi inseriti immediatamente dopo. Per cui, se non ci
sono altre obiezioni pongo in votazione l'emendamento 74.25.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 74 così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 73. Ne do lettura:
«Art. 73.
Modifiche all'articolo 30 della legge regionale 25 maggio 1995, n.
45
1. All'articolo 30 della legge regionale 25 maggio 1995, n. 45 e
successive modificazioni i commi 5 bis e 5 ter sono sostituiti dai
seguenti:
5 bis. Conseguono altresì l'assunzione a tempo indeterminato, nel
limite dei posti resisi liberi negli anni 2019 e 2020 all'interno
di ogni singolo POV, gli operai, i braccianti agricoli e gli altri
soggetti non rientranti nel comma l, già iscritti nella fascia di
garanzia di centocinquantuno giornate lavorative, secondo una nuova
graduatoria elaborata per ogni singolo consorzio che tiene conto
della maggiore anzianità di servizio nella suddetta fascia di
garanzia e, in caso di parità, della maggiore anzianità anagrafica.
Esaurito il contingente degli operai già iscritti alla fascia delle
centocinquantuno giornate lavorative, si provvede al completamento
del contingente a tempo indeterminato con gli operai che
per effetto del turn over transitano a scorrimento nella fascia
superiore delle centocinquantuno giornate, dalle fasce di garanzia
dei centunisti e a seguire dei settantottisti, secondo la predetta
graduatoria unica di cui sopra.
5 ter. Al completamento del contingente a tempo determinato per la
fascia dei centocinquantunisti, relativamente ai posti resisi
disponibili, si provvede attingendo dalla fascia di garanzia dei
centunisti e a seguire dei settantottisti come da graduatoria unica
elaborata, per ogni singolo consorzio, in base ai criteri di cui al
comma 5 bis.
5 quater. Le medesime procedure, nei limiti di 500 migliaia di
euro per l'anno 2021, si applicano annualmente al personale di cui
ai commi 5 bis e 5 ter (Missione 16, Programma1).
5 quinquies. Gli scorrimenti hanno luogo nel limite della spesa
sostenuta per l'anno 2020 ed in assenza di nuove immissioni in
servizio di unità di personale nelle fasce del contingente a tempo
determinato. ».
L'articolo 73 ha soltanto la riscrittura, anche quello sulla parte
finanziaria soltanto, perché diventa il settecentocinquanta mila
euro, no? Il 73, segretario, era messo per cinquecentomila. E'
diventato settecentocinquanta con i duecentocinquanta. Fatemi
capire com'è. Allora, un attimo.
Avevo capito così dall'intervento dell'onorevole Scilla, può
essere che ho sbagliato. Ce l'avete tutti la riscrittura? La
conoscete? Possiamo consegnare, velocemente, la riscrittura?
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. La maggioranza non può intervenire, onorevole Figuccia
la prego. Ma proprio dieci secondi, le tolgo la parola. La prego,
non se la faccia togliere che è scortese farlo. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi era solo per
capire se, effettivamente, nel passaggio vengono dati
settecentocinquanta mila euro e, se così è, Presidente soltanto per
dirle che questo assessore merita di fare il ministro. Perché noi
stiamo davvero sbloccando, finalmente, il turn over, stiamo
garantendo il concetto del lavoro stabile e poi con il cinquanta
per cento. Una bella cosa.
PRESIDENTE. Lo proponga a Draghi. Basta, basta è chiarissimo. E'
stato distribuito? Onorevole Lupo e assessore Scilla, lo possiamo
votare il 73.R?
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, anche lei per dieci secondi. Siccome
stiamo correggendo una cosa, se vuole intervenire ora. Proprio
dieci secondi.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi però io desidero
avere l'attenzione da parte sia dell'assessore Scilla che
dell'assessore Armao.
Io ho proposto qui un emendamento per quanto riguarda il personale
dei consorzi di bonifica che, per quanto riguarda il distacco, il
comando o il trasferimento del personale all'interno tra consorzi
di bonifica di diverse province.
Quindi, i dipendenti dei consorzi di bonifica possono essere
distaccati o comandati a prestare servizio presso altri consorzi di
bonifica operanti nel territorio regionale, presso altri enti
pubblici ed enti locali della Regione o presso altre strutture
della Regione siciliana stessa qualora le esigenze di servizio lo
permettano su specifica e immotivata deliberazione dei consorzi di
appartenenza e degli enti destinatari che devono avere le figure
professionali libere in pianta organica previa assenso dei
dipendenti. Nel provvedimento di distacco o di comando deve essere
indicata la durata del distacco del comando stesso, i comandi del
distacco possono avere la durata di un biennio e possono essere
rinnovati, gli oneri a carattere economico e previdenziale
concernenti il comando del distacco sono a carico degli enti presso
i quali vengono comandati o distaccati i dipendenti di cui al comma
1. C'è anche la copertura finanziaria. Presidente, io desidero
sapere dall'Assessore...
PRESIDENTE. No, non c'entra l'Assessore. La Presidenza non lo può
accettare perché è inammissibile, perché non può un ente pubblico
prendere da un ente privato, per cui
TAMAJO. Però, Presidente, guardi qui che alla fine i soggetti da
quanto previsto dall'articolo 30 del decreto legislativo
PRESIDENTE. Continuo a farla parlare soltanto perché stanno
sistemando...
Onorevole Tamajo non è fattibile questa cosa. Lei sa quanto bene
le voglio ma questo è proprio totalmente inammissibile per cui non
c'entra l'Assessore, è una decisione della Presidenza ma
obbligatoria.
Allora, gli Uffici hanno bisogno di qualche minuto perché c'è da
fare una correzione sulla riscrittura per cui andiamo avanti e
ritorniamo Onorevole Savona, l'altro articolo per l'agricoltura?
83?
Si passa all'articolo 83. Ne do lettura:
«Art. 83.
Interventi in favore del personale ex Arra
1. Il comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale 16 dicembre
2008, n. 19 si interpreta nel senso che alle 34 unità di personale
trasferito per mobilità si applicano le disposizioni di cui
all'articolo 10 della legge regionale 9 maggio 1986, n. 21, ed è
riconosciuta, anche ai fini giuridici ed economici, l'anzianità di
servizio maturata presso le amministrazioni di provenienza. Tale
servizio è equiparato al servizio prestato presso l'amministrazione
regionale.
2. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2021, la spesa di 215 migliaia di euro
(Missione 9, Programma 3)».
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)
Sì lo possiamo fare anche ora perché non riguarda l'agricoltura in
realtà. Allora, su quell'emendamento dell'onorevole Lupo che
avevamo accantonato un attimo, quello sul lavoro nero che non
c'entrava col Via Vas, siccome non si trova un'altra norma dove
inserirlo, il 78.38, se l'Aula è d'accordo, lo votiamo. Siccome
avevo stralciato una norma perché doveva essere riscritta, la
riscriviamo in questa maniera e l'approviamo
Era l'articolo 139, è la riscrittura dell'articolo 139 che stiamo
recuperando per inserire questa norma. Siete tutti d'accordo?
Perché è un'anomalia che stiamo facendo. Allora siete tutti
d'accordo?
Pongo in votazione l'articolo 139. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
E quindi abbiamo approvato l'articolo 139 che è stato riscritto
così come il 78.38.
Benissimo. Grazie.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Foti)
Il 139 era stato stralciato, siccome dovevamo inserire un
emendamento che non avevamo fatto, abbiamo utilizzato una norma
stralciata, l'abbiamo riscritta così come l'emendamento ma non
hanno alcuna attinenza fra di loro.
Si passa alla votazione dell'emendamento 73R, così come riscritto
e aggiustato dagli Uffici. Il 73R è quello che avete visto e che è
stato modificato dal 73R1 perché per un errore che c'era stato, il
667 del penultimo rigo viene corretto con 350, perché questa è la
cifra giusta da inserire.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 73 è approvato come emendato. Perfetto.
(Intervento fuori microfono)
Gli altri erano inammissibili, è inutile che perdiamo tempo.
L'Assessore mi ha detto quelli su cui era a favore e quelli no,
però ne spunta sempre qualcun altro all'improvviso, io che posso
fare
Mi fate vedere qual è quello di Savona, perché poi
Onorevole Savona, così come abbiamo detto all'onorevole Tamajo
però
Ho capito ma dico che cosa è questa dell'Ashingbank? Ah, è la
stessa società del consorzio, allora questo è un fatto diverso. Lo
dobbiamo fare per legge? Non si può passare amministrativamente?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Savona)
Se è consorzio, consorzio, perché dobbiamo fare questa legge? Ci
vuole la legge per farlo?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
E, allora Loro l'hanno ricevuto Allora lo leggo: è il personale
dell'Ashingbank, non so cosa sia, che è una persona di una società
del consorzio stesso che entra direttamente al Consorzio.
Benissimo, per cui se non ci sono obiezioni è approvato.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)
Onorevole Ciancio, io nemmeno l'ho capita bene però sono tutti
d'accordo.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)
Sul 73. Perché prima avevo pensato che potesse essere di un'altra
società e così come aveva detto no a Tamajo, avrei detto a loro, ma
nel momento in cui mi spiegano che è all'interno della stessa
società, dello stesso consorzio, non so perché non l'abbiano fatto
in via amministrativa, l'onorevole Cracolici dice che c'è bisogno
della legge e quando parla Cracolici è legge per tutti.
Si passa all'articolo 83. Ne do lettura:
«Art. 83.
Interventi in favore del personale ex Arra
1. Il comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale 16 dicembre
2008, n. 19 si interpreta nel senso che alle 34 unità di personale
trasferito per mobilità si applicano le disposizioni di cui
all'articolo 10 della legge regionale 9 maggio 1986, n. 21, ed è
riconosciuta, anche ai fini giuridici ed economici, l'anzianità di
servizio maturata presso le amministrazioni di provenienza. Tale
servizio è equiparato al servizio prestato presso l'amministrazione
regionale.
2. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2021, la spesa di 215 migliaia di euro
(Missione 9, Programma 3)».
Vedi se intanto lo possiamo fare, non c'è problema. Onestamente è
una bella riunione, io ho l'onorevole Foti che mi doveva parlare di
una cosa, dico l'83 e mi ha detto per noi va bene, lo puoi fare
votare.
Siamo all'articolo 83, ci sono soppressivi e poi c'è una
riscrittura della Commissione che hanno tutti?
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro su che cosa? Nel merito? Ne ha
facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, c'è un emendamento della Commissione,
credo sia questo che vorrei mi fosse spiegato. L'anzianità di
servizio prestato presso altre amministrazioni di provenienza, che
vuol dire? Cioè l'anzianità di servizio è riconosciuta a
prescindere. Non capisco cosa voglia dire questo emendamento che
poi anche contenuto nell'articolato, se qualcuno me lo può
spiegare. Grazie.
PRESIDENTE. Ci sono altri interventi? Io purtroppo non ho sentito
quello che ha detto l'onorevole Di Caro.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Di Caro)
Allora, scusate, l'83.9 è modificato, dall'83.9.1 della
Commissione. L'onorevole Savona
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Per la questione
della copertura.
PRESIDENTE. E ora c'è.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Quello che dice
il collega parla dell'anzianità che questi signori avevano già
acquisito nell'ente di provenienza che prima non era stata
riconosciuta. Con quest'emendamento si riconosce e si dà la
copertura per la differenza.
PRESIDENTE. Si va bene. Pongo in votazione l'emendamento 83.9.1,
che è la modifica dell'83.9. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 83.9, così come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli altri sono tutti soppressivi. Abbiamo approvato così
l'articolo 83.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Facciamo
l'articolo 81 che è il consorzio di Caltanissetta.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 81. Ne do lettura:
«Art. 81
Interventi per il consorzio agrario provinciale di
Caltanissetta
1. E' autorizzata, per l'esercizio finanziario 2021, la spesa di
127.301,43 euro in favore del Consorzio agrario provinciale di
Caltanissetta in liquidazione, da destinare in favore degli ex
lavoratori del Consorzio per la mancata erogazione degli emolumenti
(Missione 16, Programma 1)».
Ci sono solo soppressivi. Sono ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 81.
(Intervento fuori microfono)
Che devo fare? Cosa sta succendendo?
(Intervento fuori microfono)
Non ho capito niente.
(Intervento fuori microfono)
Io ho chiesto se sono soppressivi lo posso mettere in votazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. E' la
liquidazione del consorzio di Caltanissetta che si chiude. Quindi
c'è la differenza che hanno i dipendenti, dopodiché si pone la
chiusura perché hanno pagato tutti i debitori.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Bene. Ritirati, onorevole Di Caro?
DI CARO. Li ritiro.
PRESIDENTE. Sono ritirati. Benissimo.
Pongo in votazione l'articolo 81. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 77. Ne do lettura:
«Art. 77.
Interventi in favore di ASCA
1. Al fine di garantire i necessari controlli per la sicurezza
alimentare sull'intera filiera agro-industriale, senza alcun onere
a carico delle aziende con sede in Sicilia, favorendo la migliore
collocazione dei prodotti ortofrutticoli e vinicoli siciliani sui
mercati internazionali, è autorizzata, per l'esercizio finanziario
2021, la spesa di 500 migliaia di euro in favore dell'Agenzia per
la sicurezza e il controllo degli alimenti di Ispica (ASCA)
(Missione 16, Programma 1)».
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
colleghi parlamentari, l'articolo 77 prevede un intervento di 500
mila euro in favore dell'Asca che è una vecchia struttura che è
stata finanziata tanti anni fa nel 2013, se non sbaglio 2012, ma
forse anche prima e si prevedono questi 500 mila euro a favore
dell'agenzia.
Mi farebbe, innanzitutto, siccome ricade nel mio territorio, non
sono contrario, sono favorevole ma vorrei sapere innanzitutto per
cosa servono queste risorse, Assessore; poi vorrei capire in quale
capitolo vanno queste risorse, perché l'Asca è stata trasferita al
Corfilac, quindi vorrei capire, vanno al capitolo del Corfilac? E
quindi ho bisogno che lei lo chiarisca.
Altra cosa, qua fa riferimento alla collocazione dei prodotti
ortofrutticoli e vinicoli in Sicilia. Mi permetto di dire che in
Sicilia noi abbiamo il Corfilac che si occupa del latte e dei
prodotti trasformati del latte: formaggi. L'Istituto vite e vino
che si occupa del vino e dell'olio e poi l'istituto che si occupa
della carne, Chiofalo, non ricordo esattamente qual era la
dicitura; ora l'Asca che cosa c'entra con il vino, quando abbiamo
già l'istituto?
Qua si sta facendo un po' di confusione. E' scritto sicuramente
male, quindi, intanto lo dobbiamo scrivere bene, dobbiamo mettere
in conto quelli che sono i prodotti ortofrutticoli e poi io lo dico
perché altrimenti creiamo un po' di confusione, scriviamo delle
cose che non sono corrette perché di vino in Sicilia se ne occupa
l'Istituto vite e vino - vino e olio -, quindi, già questo è
sbagliato, è scritto male, va corretto.
Mi dispiace che però da una parte mettiamo 500 mila euro per
l'Asca, dall'altra parte lasciamo il Corfilac che si occupa dei
formaggi di tutta la Sicilia e gli mettiamo a mala pena i soldi
degli stipendi. Per il Corfilac non ci sono le risorse neanche per
gli stipendi. Mi auguro che vengano messe le risorse per gli
stipendi, perché ancora non ci sono, ci sono 550 mila euro non
sufficienti, 54,5, mancano ancora 300-400 mila euro per arrivare ad
1 milione e 300 mila euro e abbiamo pagato gli stipendi solo per il
Corfilac, non mettendo in condizione il Corfilac
Mi ascolti Assessore, pagare gli stipendi per il Corfilac non
significa nulla, gli dobbiamo mettere, oltre gli stipendi le
risorse per fare l'attività, altrimenti facciamo tante belle
chiacchere e non solo.
E' assurdo che mettiamo le risorse per l'Asca per 500 mila euro
che ancora dobbiamo capire e lei dopo ce lo spiegherà per cosa
servono, ma sono contento e bene fa, ma dobbiamo mettere le risorse
per il Corfilac anche per l'attività del Corfilac. Queste sono le
cose che volevo dire dicendo che sono, ovviamente, favorevole, che
lo voterò, però dobbiamo essere anche un minimo conseguenziali con
le altre cose. Grazie.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Savona, mi sembra che i fondi
del Corfilac siano stati aggiunti adesso? Quattrocentomila euro,
quelli che vanno oltre gli stipendi, diciamo?
CAMPO. Signor Presidente, Governo, colleghi deputati, apprendo di
questo ente che si occupa dei controlli per la sicurezza alimentare
dell'intera filiera agro-industriale e che fra l'altro ricade
proprio nel mio territorio, a Ispica. Certamente, andrò a fare
visita a questo ente ma, in questo momento, volevo capire una cosa
e mi riaggancio a un decreto dirigenziale di cui sicuramente
l'assessore Scilla mi potrà dare conto. Si tratta del 907. E' stato
emanato con questo decreto dirigenziale un contributo regionale per
la lotta al virus Tomato Brown Rugose Fruit Virus.
Io vorrei capire, visto che c'è un ente preposto, perché non
facciamo qualcosa di reale e di concreto per contrastare un virus
che sta mettendo in ginocchio tutta la filiera dell'agro-alimentare
della fascia trasformata, un virus che distrugge completamente
interi raccolti di pomodoro, melenzane, peperoni e quant'altro,
invece di fare un decreto dirigenziale del genere dove si dice agli
agricoltori questo: - ci tengo a citarlo - devono disinfettare
tutto comprese le serre con delle soluzioni acquose con ipoclorito
di sodio allo 0,025 per cento e poi devono dare fuoco a tutto.
Ma ci rendiamo conto di che cosa significa questo? Noi abbiamo gli
stralci che sono legati con le plastiche e questa è la principale
causa delle fumarole nel territorio, lo denunciamo da anni ormai.
Gli enti preposti hanno fatto multe a tempesta e noi diamo
consiglio agli agricoltori di bruciare gli stralci con tutte le
fascette di plastica per prevenire il Tomato Brown Rugose Fruit
Virus? Cioè è una situazione che veramente non sta né in cielo né
in terra, qua ci vogliono aiuti concreti per tutti questi
agricoltori che sono in ginocchio e soprattutto dobbiamo
individuare chi sono gli untori perché vengono venduti dei semi che
dovrebbero essere certificati al 100 per cento e vengono venduti
dalle grandi distribuzioni che, in realtà, sono semi contaminati.
Dobbiamo investire anche sul controllo di questi semi, i nostri
laboratori potrebbero sicuramente fare un lavoro concreto,
controllando il seme in partenza per evitare che si infettino tutte
le coltivazioni serricole.
Quindi mi riaggancio a questo contributo affinché si trovi una
reale soluzione e non un decreto dirigenziale che è solo una pacca
sulle spalle agli agricoltori come per dire andatevi a fare
benedire, cioè non può essere assolutamente. E che in più incita la
formazione delle fumarole nella provincia. Grazie.
PRESIDENTE. Assessore Scilla, l'intervento dell'onorevole Campo mi
sembra un intervento da tenere in considerazione rispetto a quello
che diceva. Se magari lei lo può
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Grazie Presidente. Volevo rivolgermi un attimo
all'Assessore Scilla. Condivisibile sicuramente questo articolo che
destina a quest'Agenzia per il controllo che neanch'io conoscevo
sinceramente, tutta la filiera agroalimentare
PRESIDENTE. Ragazzi, però non lo conoscevate voi, ma è una cosa
che esiste da tanto tempo, io che non sono di Ragusa lo conosco da
tanto tempo ed è una bellissima realtà.
PALMERI. Va bene, sto dicendo che è condivisibile
PRESIDENTE. No, no, assolutamente.
PALMERI. ...l'interesse al controllo, però vorrei fare
un'osservazione, ossia il fatto che c'è una sproporzione enorme tra
il livello di contraffazione, livelli di mancati controlli e quello
che realmente circola tra i falsi pomodori pachino, i falsi limoni
siciliani, il falso biologico, quindi credo che il tema della una
riforma, ecco, organica, relativamente ai controlli, sia oggi una
cosa fondamentale.
Nel mio piccolo ho presentato, come sappiamo nel disegno di legge
sull'agro-ecologia che è già stato votato in Commissione Attività
produttive' e che entra nel merito dei controlli nella fase di
importazione, nelle fasi, nelle aree, nelle attività pubbliche,
quindi mi auguro che si possa mettere mano in maniera organica
anche in Aula arrivando all'approvazione di questa materia.
Giornalmente riceviamo delle segnalazioni da parte di apicoltori
soprattutto che denunciano le morie delle api perché ancora si fa
un uso assolutamente scorretto delle sostanze chimiche. Vengono
utilizzate sostanze chimiche bandite e le sostanze, invece,
concesse vengono utilizzate in quantitativi e modalità
assolutamente erronee. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Palmeri. Sono iscritti gli onorevoli
Sunseri e Cracoli.
Se anche voi potete essere abbastanza veloci per favore. Ha
facoltà di parlare l'onorevole Sunseri.
SUNSERI. Grazie Presidente, presidente Musumeci, colleghi.
Presidente ma noi possiamo finanziare una cosa che è chiusa da 5
anni? Cioè questo ASCA non esiste più, è chiuso. Basta. Sono chiusi
da anni. I macchinari li abbiamo dati direttamente a Irvos, li
abbiamo dati a Corfilac, cioè diamo le somme ai consorzi di ricerca
che hanno bisogno di fare ricerca, non diamole a cose chiuse, cioè
è chiuso. Ma io non capisco, cioè nel momento in cui ci sono 8
consorzi di ricerca, 8 consorzi di ricerca che non riescono a fare
ricerca perché non hanno le somme necessarie per affrontarle,
abbiamo proposto un accorpamento tra questi consorzi, tra quelli
che se lo possono fare, ci sono 8 CdA, ci sono 8 revisori dei conti
e noi dobbiamo dare soldi a una cosa che è chiusa da anni, che non
ha più i macchinari, che non ha il personale per ripartire. Ma come
è possibile? Presidente Musumeci ma dove stiamo andando? Cioè,
chiedo veramente un intervento del Governo a stralciare una cosa
del genere. Non possiamo più permettercelo. Puntiamo sulle
strutture, sui consorzi di ricerca che hanno volontà, voglia,
personale, a puntare, diamogli la possibilità di accedere a quelle
misure del PSR che gli permettono di avere i fondi necessari per
fare ricerca per la Regione siciliana. Non finanziamo cose che sono
già morte da anni.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici. E Poi
interviene l'Assessore. Prego.
CRACOLICI. Assessore ho sentito che l'ASCA sarebbe stato
trasferito per l'attività gestionale al Corfilac. Non si può fare.
L'ASCA è una struttura pubblica, il Corfilac non è una struttura
pubblica. Corfilac ha un contributo da parte della Regione per le
attività di ricerca eccetera, eccetera. Quindi, l'ASCA è una
struttura della Regione che, in atto, era affidato all'Irvo,
quindi, dovete quanto meno affidarlo a un soggetto pubblico per la
gestione, non potete affidare un bene pubblico
E' una cosa, io non voglio aggiungere altro, è una cosa delicata,
evitate di andare a sbattere la faccia al muro.
PRESIDENTE. Se interviene l'Assessore Scilla su tutti gli
argomenti.
RAGUSA . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, lei non potrebbe intervenire, trenta
secondi, velocemente.
RAGUSA. Grazie, Presidente. Penso che questa sera potremmo
cogliere una grande occasione che è quella di mettere in funzione
dei macchinari che sono stati fermi per tanti anni che, per grande
responsabilità, a cui non siamo neanche interessati chi siano i
responsabili.
Cosa chiede oggi la catena di distribuzione a chi produce? Ai
produttori? Le analisi sensoriali.
Se per la carota di Ispica i produttori mandano fuori dalla
Sicilia a fare queste ricerche ed hanno un costo esagerato. Se chi
produce pomodoro in Sicilia ha bisogno di queste analisi va sempre
fuori e queste analisi hanno un costo.
Qui sono due le cose, caro presidente Micciché, presidente
Musumeci e assessore Scilla, se in questa cosa ci crediamo, se
vogliamo veramente aiutare e sostenere le imprese siciliane andiamo
avanti.
Per rispondere al mio amico e collega Cracolici, non la stiamo
dando al Corfilac. I ricercatori del Corfilac che sono stati
preparati e formati con i fondi pubblici, oggi si possono mettere
nelle condizioni di usufruire e mettere in cammino questa struttura
a sostegno delle imprese siciliane, siano essi pomodori, patate,
carote di Ispica, di Marsala, di tutta la Sicilia.
Perché poi viene facile strumentalizzare anche le cose semplici e
buone perché ho ascoltato tante di quelle fesserie in questa
finanziaria e lei ci ha bloccati.
Non possiamo neanche parlare.
PRESIDENTE. Non sono io che l'ho bloccata, onorevole Ragusa.
RAGUSA. Presidente, mi scusi, siccome vogliamo collaborare tutti
per le cose buone dalla Sicilia e non per la demagogia che non
serve a alcuno in questo momento storico.
Chiaramente il Parlamento può fare quello che vuole, però con
dignità e con grande onestà intellettuale vi dico che questa cosa
serve.
PRESIDENTE. E credo che il suo intervento abbia chiarito
immediatamente tutto.
Mi creda, onorevole Ragusa, non sono io che vi voglio vietare di
parlare.
Purtroppo, nel momento in cui i tempi sono quelli che dobbiamo
essere velocissimi, devo chiedere alla maggioranza di limitare gli
interventi.
Ha facoltà di intervenire l'assessore Scilla.
SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Comprendo tutto, comprendo il ruolo
dell'opposizione, però arrivare a fare delle affermazioni
completamente fuori luogo, perché vero è che l'ASCA è dentro la
struttura Corfilac, ma c'è qualcuno che ce lo ha messo dentro la
struttura Corfilac, non c'è andato da solo. Non dimentichiamo -
qualcuno che è presente in questi banchi da qualche anno - perché è
stata fatta questa cosa.
Siccome per il governo Musumeci l'agricoltura è una cosa seria,i
ntanto stiamo dando un segnale al mondo dell'ortofrutta che
rappresenta un importante settore economico. L'ortofrutta per
l'agricoltura siciliana è una produzione di PIL notevole. Dà posti
di lavoro veri.
Sostenere quindi la struttura all'interno del Corfilac, poi
vedremo, onorevole Cracolici, se con atto amministrativo possiamo
riportare l'ASCA ad essere una struttura autonoma. Intanto, serve
ora dare risposte vere agli agricoltori.
Ho ricevuto tutti gli imprenditori della Sicilia orientale che si
occupano di ortofrutta e tutti hanno voluto la rimessa in moto di
questa struttura che certifica la qualità dell'ortofrutta
siciliana.
E le risposte si danno con atti veri.
Quindi, rispetto alla gestione di tutta la finanziaria, volere
dare all'interno del Corfilac dove già abbiamo appostato 400 mila
euro per potere garantire il pagamento degli stipendi e, quindi, la
struttura è un ente di ricerca e deve lavorare per dare sostegno
alle imprese dell'agricoltura, abbiamo voluto specificare che
all'interno di questa gestione del Corfilac prevediamo 500 mila
euro che vanno direttamente alla gestione dell'ASCA.
Per quanto riguarda l'intervento che ha fatto l'onorevole Campo, a
proposito di questo decreto - di cui lei parla, in cui noi avremmo
impegnato non so quanti euro, quante migliaia di euro -, le posso
assicurare che non abbiamo impegnato nemmeno un euro, che è un
obbligo di legge che ci impone la Comunità europea, perché nel
momento in cui c'è un attacco fito-sanitario, in cui c'è un virus
che può creare danno alle colture dell'agricoltura, abbiamo
l'obbligo di intervenire affinché venga rimossa la pianta che ha
subìto l'attacco sanitario.
Rispetto a tutto questo, io sono davvero contento, però siccome il
Parlamento è sovrano e bisogna avere rispetto di tutti, ma
facciamolo con una logica politica, e guardando soltanto ad una
cosa, però, gli interessi della Sicilia e dei Siciliani.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è un emendamento, il 77.9, che
stanno distribuendo, a firma del Governo. Se l'onorevole Scilla lo
vuole illustrare.
SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Questo non c'entra.
PRESIDENTE. Onorevole Scilla facciamo una cosa. Come abbiamo fatto
con l'onorevole Lupo. Siccome non c'entra niente con l'articolo 77,
lo mettiamo in una cosa a parte. Ci penso io.
E' una cosa che non c'entra con il 77.
Ora recuperiamo un emendamento, esattamente come abbiamo fatto con
l'onorevole Lupo. Lo facciamo subito, state tranquilli.
Andiamo avanti. Pongo in votazione l'articolo 77. Sono tutti
soppressivi, votiamo il soppressivo 77.1. Verifichiamo se risulta
appoggiato.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento soppressivo 77.1
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento soppressivo 77.1.
L'emendamento 77.9 è stato stralciato perché non ha niente a che
vedere con questo articolo, quindi se anche fosse bocciato questo
noi mettiamo immediatamente in votazione il 77.9.
Chiarisco il significato del voto: chi vota per il mantenimento
dell'articolo deve votare no; chi lo vuole sopprimere deve votare
sì.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 66
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 23
Contrari 33
Astenuti 0
(Non è approvato)
Quindi, l'articolo rimane in vita. Per cui non c'è bisogno di
votarlo a questo punto.
Di fatto è stato votato l'articolo 77.
Pongo in votazione l'articolo 77.9. Se non ci sono emendamenti e
non ci sono obiezioni possiamo metterlo in votazione, il 77.9,
quello che abbiamo tirato fuori da questa cosa.
Lo stavamo votando come emendamento. Abbiamo detto che siccome non
aveva a che fare con il 77, lo votavamo dopo.
Avevo chiesto all'onorevole Scilla di spiegare di cosa si
trattava, per cui se l'onorevole Scilla, se le chiedono una
spiegazione, gliela dia 77.9, quello dell'organismo pagatore.
SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Io penso che sia un argomento davvero importante,
strategico, e vorrei che tutta l'Assemblea comprendesse l'utilità
di fare in modo che si possa istituire in Sicilia l'ente pagatore'
per quanto riguarda appunto l'erogazione in agricoltura.
Tutte le varie problematiche che spesso noi incontriamo, nella
fase sia propedeutica e anche quella di rendicontazione rispetto al
PSR e a tutte le misure che vanno nell'interesse dell'agricoltura
siciliana, purtroppo spesso incappano in contrasti di situazione
con l'ente erogatore nazionale.
Già in atto lo prevede la Comunità europea proprio per cercare di
territorializzare le varie misure rispetto alle esigenze specifiche
di ogni singola regione, noi, il Parlamento siciliano l'aveva già
trovata questa soluzione, mi pare nel 2008, poi non se ne fece più
nulla, l'ARSEA, secondo me è arrivato il momento affinché si possa
ritornare ad avere in Sicilia l'ente pagatore.
Ripeto, in Lombardia, in Emilia Romagna, in Toscana, sono davvero
tante le Regioni e in Europa sono la maggior parte. E', diciamo
così, il giusto atteggiamento che bisogna avere a difesa degli
agricoltori siciliani perché è assurdo quello che spesso questo
ente fa in maniera unilaterale senza il contraddittorio con
l'azienda, magari facendo dei rilevamenti con delle foto e a quel
punto modifica i parametri rispetto alla misura e blocca i
pagamenti e tutti voi, essendo voglio dire, soggetti che lavorate e
difendete l'agricoltura siciliana nelle nove province, penso sia
davvero opportuno affinché il Parlamento possa davvero votare
questa norma, questo articolo perché consentirebbe davvero alla
Sicilia di potere governare meglio il percorso per dare sostegno
economico alle varie imprese agricole.
PRESIDENTE. Benissimo. E' stato chiarito?
Ha facoltà di parlare l'onorevole Sunseri. E poi l'onorevole
Cracolici.
SUNSERI. Signor Presidente, intanto per una questione di forma non
si può trattare una riforma del genere con un emendamento
presentato cinque minuti prima all'Aula, senza avere neanche la
possibilità di guardarlo. Sarebbe stato opportuno, quanto meno,
farlo arrivare nel testo della finanziaria e avremmo avuto modo e
tempo per studiarlo.
Due: ma lei Assessore crede che riuscirà la Regione siciliana a
metterlo in atto facilmente? Nell'ultimo bando dei laghetti che
avete fatto l'Assessorato è entrato in palla per una pec cioè noi
abbiamo dovuto riallungare i termini delle pec perché non siamo
stati in grado di riceverle tutte, per un bando.
Sul PSR ci sono bandi che sono fermi da anni. Non ci state
mettendo un centesimo, non ci sono le strutture, non ci sono i
macchinari informatici per portare avanti una riforma del genere.
Qui stiamo trasformando, per carità una cosa legittima, altre
Regioni lo hanno fatto e ci sono riuscite. Quello che è l'organismo
pagatore che in questo momento è la AGEA all'interno della Regione
siciliana senza un centesimo, senza una struttura, senza il
personale, senza le apparecchiature informatiche, con un
emendamento in finanziaria che non dà possibilità all'Aula né di
studiarlo né di leggerlo e né di emendarlo.
Quindi, io veramente rimango stupito sia delle modalità con le
quali viene proposto una cosa del genere all'Aula e non passa
neanche dalla Commissione di pertinenza e secondo anche perché sono
veramente stupito dal fatto che l'Assessore sia così positivo. Le
faccio una previsione: secondo me per i prossimi 3, 4, 5 anni
questa cosa non entrerà in funzione, perché non siamo in grado di
farla entrare in funzione, soprattutto non mettendoci neanche un
centesimo.
Quindi, se fosse stato opportuno e veramente la volontà del
Governo era quello di crearlo l'avrebbe portato in Commissione, ne
avremmo discusso, l'avremmo emendato, sarebbe arrivata qua in Aula,
avremmo avuto una copertura finanziaria, avremmo capito come
poterlo fare.
In caso contrario, così, credo che sia una di quelle norme spot
che non produrrà nulla di buono per gli agricoltori siciliani.
PRESIDENTE. Onorevole Scilla, quello che dico è questo, siccome mi
pare invece importantissima che questa cosa si faccia, non c'è
dubbio che qua si sta approvando l'idea di farla sorgere questa
cosa, perché è chiaro che non c'è niente. Io credo, o c'è già tutto
pronto? Appunto non c'è riforma da fare.
Per cui, io direi all'Aula che noi intanto oggi noi diamo - che è
la cosa importante - facciamo nascere l'organismo pagatore, dopo di
che io pregherò l'Assessore, lo faccio immediatamente, l'Assessore
Scilla, che per quanto riguarda il funzionamento, in Commissione si
possa fare una riunione in cui lei spiega esattamente qual è il
funzionamento di questo organismo pagatore, ma intanto lo facciamo
nascere che è una cosa estremamente importante e credo utile a
tutti gli agricoltori siciliani.
SCILLA, assessore per l'agricoltura, sviluppo rurale e pesca
mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA, assessore per l'agricoltura, sviluppo rurale e pesca
mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assolutamente
sì, ma lo davo per scontato.
E' evidente che noi oggi stiamo istituendo soltanto l'organismo.
E' evidente che poi la gestione .
PRESIDENTE. Si deve costruire tutto, certo
SCILLA, assessore per l'agricoltura, sviluppo rurale e pesca
mediterranea. Quindi a quel punto si attiverà con la Commissione
parlamentare, tutto quello che serve, affinché si possa sviluppare
tutta la costituzione. Ma oggi che l'Aula voti l'istituzione per
dare un segnale anche politico importante, secondo me è
assolutamente indispensabile, proprio per le motivazioni che
diceva, non mi ricordo il nome del parlamentare, poco fa.
Siccome noi subiamo un atteggiamento da parte dell'AGEA, anche
romano, in questo senso, che spesso ci crea delle situazioni che,
rispetto alle esigenze nostre, in loco, abbiamo delle difficoltà
rispetto ai nostri agricoltori. E quindi
PRESIDENTE. Io credo che questo sia l'iter giusto. Oggi, si fa
nascere l'organismo e poi la Commissione vedrà, assieme
all'Assessore, quali sono tutti gli organismi di funzionamento.
Questo mi pare un iter assolutamente corretto.
CAFEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAFEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato pure
un disegno di legge per rimettere in vita l'ARSEA, o come lo
vogliamo chiamare. Da due anni gli uffici hanno creato io quello
che vi dico è, quindi, che non posso che votarlo favorevolmente.
Però a garanzia di tutti, perché lavoriamo, non ci considerate, in
Commissione non è passato.
Aggiunga un comma in cui dice che questo Regolamento deve avere un
parere obbligatorio e che prima passa dalla Commissione, cioè, noi
vogliamo sapere come viene organizzata l'Agenzia. Che cosa ci vuole
a rendere obbligatorio un parere della Commissione? Perché
diversamente veniamo esautorati da qualsiasi forma di attività come
Assemblea.
Votiamo l'idea e poi il Presidente con il Regolamento fa tutto.
Noi vogliamo sapere come funziona. Deve essere obbligatorio.
PRESIDENTE. Certo, lo possiamo anche aggiungere. Il Presidente
dell'Assemblea vi sta dicendo che l'Assessore Scilla in Commissione
- discuterete in Commissione - sul funzionamento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io considero la creazione di un
organismo pagatore regionale una necessità per la Sicilia,
considerato che l'esperienza AGEA ci ha consegnato una serie di
difficoltà primo conoscitive.
Noi ad oggi non sappiamo quanti e quante risorse sono distribuite
in Sicilia per la Pac, il cosiddetto primo pilastro, che è gestita
direttamente da AGEA.
Secondo, nel passato e credo anche ora, ci sono una serie di
difficoltà per quanto riguarda le misure del PSR, a seguito di
sistemi informatici che con le diverse programmazioni mutano,
determinando una condizione, faccio un esempio, mi scusi qualche
minuto, lo dico anche ai colleghi, poi dirò nel merito
dell'emendamento cosa penso.
Noi abbiamo avuto il caso di un ricorso sul biologico, soprattutto
il blocco del biologico 2015. Questo blocco è stato creato dal
fatto che la Regione ha fatto il bando nel 2015, con le misure del
vecchio PSR, con i criteri del vecchio PSR autorizzate dal
Ministero. Ma AGEA, nel definire la piattaforma informatica, aveva
nel frattempo mutato i criteri, per cui migliaia e migliaia di
agricoltori siciliani sono stati scartati dalla procedura
automatizzata. Migliaia e migliaia, quasi l'ottanta per cento delle
istanze.
Quindi, io la considero una opportunità per la Sicilia anche
perché le altre regioni lo hanno fatto.
Temo che, però, con questo emendamento - che io capisco come idea,
se è un'idea la condividiamo, almeno io la condivido - però, temo
che nel momento in cui facciamo una legge, non basta un'idea.
Allora, probabilmente, il Governo, nella istituzione
dell'organismo pagatore deve prevedere, intanto, una copertura per
costituirlo, perché altrimenti questa è una norma che non ha né
capo né coda. Aggiungo
PRESIDENTE. Io credo che sia quello che la Commissione dovrà
vedere. E' un emendamento previo parere della Commissione.
CRACOLICI. No Qui, qui Secondo. Suggerisco al Governo l'ipotesi
che si attui con un regolamento, ai sensi dell'articolo 12 dello
Statuto - lo dico al Presidente della Regione -, ricordo che il
Regolamento ai sensi dell'articolo 12, deve andare al CGA. Cioè ci
vediamo fra un anno, se va bene
PRESIDENTE. Sì, ma poi si vede.
CRACOLICI. No ma, allora dico, se vogliamo snellire troviamo le
modalità in cui si dà una copertura, non so quale, simbolica
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, se ci fosse ora una copertura non
lo potremmo ammettere. Per cui, oggi passa l'idea. Poi, siccome c'è
un emendamento secondo me assolutamente corretto e che bisogna
passare, che è stato presentato.
CRACOLICI. Allora, è uno spot. Non è un'idea, è uno spot.
Purtroppo è uno spot
PRESIDENTE. Siccome è stato messo previo parere della
Commissione', in Commissione si studierà quanto metterci di soldi,
quando farlo passare al CGA. Voglio dire, credo che sia tutto
quello che lei dice è assolutamente corretto.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. E' una norma. Nasce l'organismo. Dobbiamo votare,
però.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io sono contento
stasera perché ho ascoltato il compagno Cracolici che non sempre è
cattivo. Ogni tanto ricorda gli errori fatti nel passato e ci
consente di fare una norma che è assolutamente interessante per la
Sicilia.
L'avevamo fatta nel 2008, abbiamo resistito 2012, 2013, 2014, poi
il Governo Crocetta la voleva togliere, Presidente, perché era una
cosa inutile
CRACOLICI. No
DI MAURO. Stasera l'onorevole Cracolici, finalmente, ci dà ragione
che è una cosa interessante.
PRESIDENTE. Scusate, capisco che ci stiamo riposando con quattro
battute.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Dico a - non lo definisco compagno - all'onorevole Di
Mauro perché, diciamo, potrei - vorrei ricordare all'onorevole Di
Mauro, che fa finta di non sapere poiché è stato anche assessore
per il bilancio, che ARSEA nata in Sicilia, e mai costituita, è
costata a questa Regione due milioni e mezzo di euro. Due milioni e
mezzo di Euro, per un organismo che non è mai nato Allora farebbe
bene a ricordare l'onorevole Di Mauro, che quella vicenda è una
delle pietre miliari del sacco della Sicilia
PRESIDENTE. Non ci sono repliche.
Sono iscritti a parlare gli onorevoli Laccoto e Foti.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, soltanto
per aggiungere qualche considerazione e un chiarimento in più, mi
auguro, a quanto già in maniera compiuta, detto dall'assessore
Scilla.
Va richiamato subito il concetto, io ho avuto modo di potere fare
cenno all'ex assessore Cracolici col quale, peraltro, da assessore
all'agricoltura mi sono più volte incontrato per rappresentare
alcune esigenze del territorio e l'ho trovato, devo dire,
interessato all'ascolto.
La Sicilia è l'unica regione italiana, l'unica grande regione
italiana a non avere un suo organismo pagatore. In questi tre anni
ho incontrato varie delegazioni di agricoltori, vi prego di
credermi onorevoli colleghi, in comune in tutte le delegazioni
coglievo l'amarezza verso l'AGEA, verso l'ente pagatore nazionale,
quasi un senso di frustrazione per un ente che, a volte anche con
atteggiamenti improntati ad arroganza, crede, dall'alto, di potere
definire in maniera negativa, vicende e aspettative, ansie e
speranze degli agricoltori siciliani.
Vi porto solo un esempio. Attraverso una intercettazione video
dall'alto, pensano di potere determinare la destinazione culturale
di un'azienda che magari sarà un'azienda di arbusti, un'azienda
orticola, e la fanno diventare pascolo senza avere neppure il
buonsenso di verificare col l'Ispettorato provinciale per
l'agricoltura o, direttamente, con i propri uomini attraverso un
sopralluogo, la reale consistenza dell'azienda, e ogni opposizione,
ogni ricorso a Roma sbatte contro un muro di gomma.
Ecco, perché, questa proposta che, lo riconosco, poteva benissimo
seguire l'iter dei tanti disegni di legge che, mi auguro, - hanno
avuto felice sorte nel passato e potranno averne anche entro la
fine di questa legislatura - però, ci creda il Parlamento, non è
stato un atto per sottovalutare il ruolo dell'Assemblea, è stata
l'opportunità di potere rispondere intanto ad una legittima
richiesta che arriva dal territorio, con l'impegno che il
regolamento sarà fatto dalla Commissione, quindi dal Parlamento.
Noi proporremo una bozza di regolamento, la sottoporremo alla
Commissione Agricoltura' e sarà il Parlamento nella sintesi della
Commissione a decidere quale struttura, magari guardando
all'esperienza dell'Emilia Romagna o del Lazio o della Toscana o
della Lombardia o del Piemonte o della Calabria, quale regolamento
noi possiamo imitare.
Certamente, andremo a trovare una copertura per consentire al
Dipartimento, non c'è bisogno di strutture nuove, basta il
dipartimento, il dipartimento di potere cominciare a gestire l'ente
erogatore, bisogna chiedere - come sapete - l'autorizzazione
ministeriale che dovrà preventivamente essere concessa, quindi, si
tratta soltanto, oggi, assieme ai lavoratori del Consorzio di
bonifica e agli sforzi che abbiamo ritenuti, tutti assieme, di
compiere nei confronti del settore primario di dare questo
ulteriore segnale. Non è una riforma, non è neanche una grande
riforma ma è un punto d'inizio assai significativo, forse molto più
importante di una riforma. Vi ringrazio.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Io penso che la norma sia assolutamente da votare al di
là delle modalità, ma questa è una riforma che è nell'interesse
veramente della Sicilia.
Quello che io, così come diceva l'onorevole Cracolici, pongo
all'attenzione del Governo è che se invece di fare le lungaggini
del regolamento si possa inserire che le norme di attuazione
vengano previste con un decreto previo passaggio in Commissione
Agricoltura', snellirebbe molto di più i tempi e le possibilità.
PRESIDENTE. E' argomento della Commissione. Grazie infinite.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Grazie, Presidente. Io annuncio il voto favorevole da parte
del mio Gruppo in particolare l'attenzione che si è rivolta al
ruolo della Commissione che, però, non è stata a guardare perché
noi in questi anni abbiamo raccolto questa sensazione, il fatto che
l'AGEA neppure risponde al telefono, tra l'altro c'è una
interessante relazione della Corte dei conti che la dice lunga
sull'attività dell'Agenzia.
Vorrei ricordare a tutti i colleghi che noi siamo la Regione che
ha più produttori, ha più produttori biologici e che ha, comunque,
raggiunto una buona performance della spesa. Il problema è poi del
pagamento, perché l'erogatore sta molto lontano. Anche noi siamo
per l'idea non so se già è stato depositato qualcosa, lo può fare
direttamente il Governo che riteniamo un passaggio in CGA di un
regolamento.
PRESIDENTE. C'è già tutto, onorevole Foti.
FOTI. E' la modificabilità del regolamento, oltretutto,
estremamente complessa. In ultimo volevo annunciare che avevamo
depositato un ordine del giorno sull'Asca che vorremmo fare vedere
all'assessore, ne stiamo preparando uno perché in questi mesi si
sta preparando la nuova programmazione anche sul psr e, proprio sui
fondi che dovrà erogare questa futura agenzia, siamo potenzialmente
a rischio di un furto di 400 milioni di euro che, in particolare,
alcune regioni del nord vogliono vedersi ripartiti questi 400
milioni che abbiamo avuto in più per la nostra virtuosità in
agricoltura, vogliono spartirlo tra le varie regioni. Noi vorremmo
con l'ordine del giorno incoraggiare il Governo e tenere la barra
dritta, perché non possiamo essere ulteriormente derubati.
PRESIDENTE. Dobbiamo votare il subemendamento presentato
dall'onorevole Pasqua e altri che è il 77.9.1 quello con cui viene
inserito dopo le parole Presidente della Regione sono aggiunte le
parole previo parere della Commissione parlamentare permanente di
merito . C'è l'ok ... Non c'è bisogno, aspettiamo quell'emendamento
e facciamo così e poi se la vedono in Commissione, sennò dobbiamo
ricominciare.
Dunque, l'organismo si avvale del personale della Regione... ,
questo. Forse non c'era neanche bisogno di scrivere, l'aveva già
detto poco fa il Presidente che sarebbe stato all'interno del
Dipartimento e, quindi, con le persone del Dipartimento, ha voluto
segnalare io non la metterei in legge perché, se un domani dovesse
Presidente, scusi, credo che lei lo ha già dichiarato. Se lo
mettiamo in legge fra 3 anni ne vogliono prendere uno fuori devono
fare la legge
Calma, allora voglio dire se è un motivo tecnico, basta che
qualcuno me lo dice non c'è problema.
Allora, intanto abbiamo votato il 77.9.1 dell'onorevole Pasqua,
quello previo Commissione . Poi per motivi chiedo più tecnici che
altro abbiamo sistemato un attimo il 77.9, con l'aggiunta di
personale e locali della Regione, del Dipartimento, per evitare che
possa essere impugnata. Quindi, ora gli uffici la scriveranno bene,
però credo che abbiamo votato il 77.9.1, possiamo votare il
77.9.1,così come modificato e possiamo votare l'articolo77.9 che è
approvato.
Trovate la formula esatta da inserire e lo sistemiamo. Andiamo
avanti.
Se è una cosa che non trova obiezioni c'è questa norma, onorevole
Cafeo, c'è questa norma di Galermi, se non ci sono obiezioni da
parte dell'Aula. Un attimo, se dobbiamo iniziare un dibattito non
ce la facciamo.
C'è un subemendamento? L'articolo è il 76, così ci togliamo un po'
di cose, perché se no poi non lo possiamo fare. Questo
subemendamento me lo fa vedere?
L'articolo è il 76. Il subemendamento aggiunge quattrini, per cui
sono maggiori oneri e non lo possiamo fare.
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Cioè lo deve dire il bilancio e diventa una
complicazione. Non è detto che ci siano disponibilità, quindi il
subemendamento non lo possiamo accettare. Possiamo votare il 76.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Però, non ci possiamo aggiungere soldi
non c'è n'è
PALMERI. Presidente, volevo aggiungere, dare un carattere più
generale facendo riferimento a questi acquedotti storici che ci
sono sia in provincia di Palermo che in provincia di Catania.
PRESIDENTE. Se mettiamo aumento di risorse deve avere tutto un
iter nel bilancio, deve essere coperto.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Presidente, acquedotti storici siciliani, c'è solo
Siracusa o ce ne sono altri, perché rischiamo così di fare
un'eccezione o li finanziamo tutti, quelli attivi, attenzione
oppure qua c'è un eccezione e sinceramente non va bene.
PRESIDENTE. Cioè io voglio dire, c'è questo articolo che era un
emendamento dell'onorevole Cafeo, che consente gli interventi di
manutenzione straordinaria per la messa in sicurezza, immagino che
sia utile. Poi di tutti gli altri, possiamo votarlo, dai.
Pongo in votazione l'articolo76. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 88. Ne do lettura:
«Art. 88.
Interventi in favore del personale del disciolto
Consorzio I.TE.S
1. Al fine di non disperdere l'attività tecnico-scientifica posta
in essere dal disciolto consorzio di ricerca Innovazione
Tecnologica per la Serricoltura (I.TE.S.), costituito ai sensi
dell'articolo 5 della legge regionale 5 agosto 1982, n. 88 e
successive modificazioni, il consorzio di ricerca Gian Pietro
Ballatore è autorizzato a subentrare nelle funzioni e nei rapporti
di lavoro del personale reclutato mediante avviso pubblico.
2. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2021, la spesa di 180 migliaia di euro da
destinare in favore del consorzio di ricerca Gian Pietro
Ballatore , cui si fa fronte con le disponibilità della Missione
16, Programma 1, capitolo 147314».
(Brusio in Aula)
C'è un motivo speciale per cui state gridando tutti o è un momento
di rilassamento?
Allora, siamo all'articolo 88. E stato presentato l'emendamento
88.R di riscrittura. E' stato distribuito? Il parere del Governo
sull'88.R?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. E' stato chiesto di accantonarlo perché la riscrittura
è fatta male, ma non so in che cosa? Accantoniamolo.
Si ritorna all'articolo 119.
Comunico che è stata presentata la riscrittura 119.R. del Governo.
E' stata distribuita e dovreste avere tutti la riscrittura del
Governo dell'articolo 119.
L'articolo 119 è stato riscritto, per cui gli emendamenti validi
rimangono quelli soppressivi, mentre gli altri se viene approvato
questo tutti gli emendamenti sono preclusi. Quindi, iniziamo questo
dibattito.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha facoltà.
Se mi dite chi intende intervenire, ne prendo nota. Allora, Di
Paola, Schillaci, Lupo e Cracolici. Sono chiuse le iscrizioni a
parlare.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avevo
presentato il soppressivo perché avevo alcuni dubbi che, devo
essere sincera, permangono anche leggendo la riscrittura che è
sicuramente molto lunga e richiederebbe un approfondimento punto
per punto.
Andando ai dubbi, questa agenzia che dovrebbe essere un ente che
dovrebbe svolgere delle funzioni di facilitatore del dipartimento
dell'ambiente, in realtà sembra che si sostituisce in alcune
decisioni, anche in alcune competenze stesse del governo ed in
particolare del dipartimento dell'ambiente ma anche di altri enti,
come ad esempio l'autorità di bacino, in quanto si porrebbe
all'esterno, in maniera autonoma, dal punto di vista decisionale,
appunto nelle decisioni.
Fra l'altro, un altro dubbio che avevo era relativamente alla
nomina del direttore, nella scelta del direttore. Mentre per legge
c'è una selezione ben precisa per l'individuazione delle competenze
e delle esperienze specifiche, in questo caso sembrerebbe che i
criteri seguano un percorso diverso, più legato alle preferenze,
come se già ci fosse una figura individuata, ma probabilmente è
solo una mia sensazione.
Inoltre, mi sembra una riproposizione della disastrosa ARRA che fu
sciolta dopo pochi anni. Un altro dubbio, il comma 3 tra l'altro è
in pieno contrasto in quanto si sostituisce alle funzioni del
governo.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'era una volta
un film che si chiamava La Cosa' del 1982, film che inizialmente
non ha riscosso molto successo ma poi negli anni è stato
rivalutato.
Io, appena ho visto questo articolo, senza la riscrittura, già
come titolo, accanto all'articolo 119, ho messo La Cosa'. Perché
vedete colleghi, Presidente, questo articolo - e mi può smentire
eventualmente la presidente della commissione ambiente - non penso
che sia passato dalla commissione di merito. E così come abbiamo
fatto questa mattina con una riforma che poteva essere anche
importante per la Sicilia che era quella relativa all'Irsap e al
discorso delle zone industriali, anche questa cosa che potrebbe
anche essere utile, io non entro nel merito specifico
dell'articolo, però anche questa cosa, a mio modo di vedere signor
Presidente, doveva fare un iter quanto meno in commissione
ambiente, doveva essere discussa, doveva essere valutata e poi
portata in Aula.
Entrando nel merito signor Presidente, io vedo anche nella
riscrittura, che già è strano che un articolo così lungo, visto che
c'erano già degli emendamenti all'interno dell'articolo, dico io,
come dire, sono di prima Legislatura, ma solitamente quando si
riporta una riscrittura lunga è per fare decadere tutti gli
articoli che erano presenti nel primo articolo; quindi dico si
ripresenta una nuova riscrittura di un paio di pagine, di un
articolo di un paio di pagine, per far decadere tutti gli
emendamenti che erano presenti, che erano presenti nell'articolo
inserito nel testo. Nella riscrittura, vista velocemente, dico la
prima cosa che mi è saltata all'occhio è il discorso del direttore
generale che poi viene nominato, che dev'essere in possesso di
diploma di laurea e di comprovate esperienza in materia di dissesto
idrogeologico.
Dico a me questa cosa Presidente, e mi rivolgo anche ai colleghi,
mi sembra molto ma molto strana. Trattarla all'interno di una
Finanziaria che ci ha visti impegnati giorni, siamo stati qui per
ore, questa mattina abbiamo fatto una lunga discussione, oggi
pomeriggio abbiamo approvato il discorso del Comitato tecnico
scientifico della VIA-VAS, poco fa abbiamo approvato pure un altro
articolo ordinamentale che riguardava il discorso dell'agricoltura.
Attenzione, tutte cose che possono essere meritevoli e che noi man
mano ci siamo impegnati a modificare e a migliorare ma questa cosa
Presidente, questa cosa Presidente, io direi e chiedo al Governo
perché a questo punto chiedo se è un articolo che, come dire, vuole
fortemente il Governo, chiedo di motivare perché questa cosa deve
essere fatta all'interno di una Finanziaria e con pochissime
discussione ed argomentazioni all'interno delle commissioni
altrimenti invito il Governo, invito il Governo, visto la
delicatezza anche di questa Agenzia regionale per la difesa del
territorio, poi gli mettono i nomi carini proprio per fare passare
le cose, come dire, che possono essere un po' particolari.
Chiedo il ritiro di quest'articolo, onde evitare poi di iniziare
una bagarre d'Aula perché a questo 119R Presidente, anche a questo
119R, inizieremo a presentare sub-emendamenti dico e poi
rischieremo di fare veramente un pastrocchio oltre al fatto che non
ho ben capito di cosa si tratta visto che già abbiamo un
Commissario per il dissesto idrogeologico, noi stiamo andando ad
inserire un'Agenzia con revisori, cioè una cosa, come dire,
pachidermica visto che abbiamo già il commissario, non capisco a
cosa serve l'Agenzia regionale per la difesa del territorio.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie Presidente, Assessori e colleghi deputati,
condivido le perplessità dei colleghi che mi hanno preceduto perché
mi sembra che noi stiamo andando ad appesantire l'apparato
amministrativo ma vorrei intervenire principalmente sul comma 6 e a
tal fine vorrei leggere alcune parole: soprattutto oggi, in questo
contesto emergenziale, occorre assicurare rapidità dell'azione
amministrativa che però non può prescindere da un adeguato ed
efficace sistema di controllo, pena una non efficace impiego delle
risorse disponibili e uno sviamento della spesa per le finalità
pubbliche'; Queste sono parole prese dalla relazione del Presidente
della sezione giurisdizionale, Lo Presti, all'inaugurazione
dell'anno giudiziario.
Presidente, io chiedo che questa Regione debba puntare sulla
professionalità delle persone, dei revisori, che devono effettuare
i controlli in questa Regione ecco perché oggi, più che parlare di
revisione contabile, si deve parlare di revisione pubblica perché
bisogna tutelare e garantire le poche risorse che questa Regione ha
e devono essere indirizzate per il bene comune. Proprio per questo
chiedo all'Aula di apprezzare qualora dovesse il Governo mantenere
l'articolo, apprezzare il subemendamento che parla di revisore
unico sulla stregua degli altri revisori unici che ci sono in tutta
Italia; non vedo perché la Regione siciliana debba avere
caratteristiche completamente diverse nella modalità della nomina
di questi revisori. Non si è mai vista che viene nominata dagli
organii e soprattutto dal Presidente della Regione.
Chiedo, quindi, che venga apprezzato il mio subemendamento dove
si prevede il sorteggio dall'albo, ai sensi del decreto legislativo
n. 39/2010 e che prevede una serie di criteri proprio sul solco dei
suggerimenti fatti dalla Corte dei conti.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Lupo. Ne ha
facoltà.
Poi seguono gli interventi degli onorevoli Cracolici, Foti e Di
Caro.
Se non ci sono altri, abbiamo chiuso le iscrizioni a parlare.
LUPO. Presidente, Governo, colleghi, le chiedo di accantonare
questo articolo perché ha bisogno di qualche approfondimento.
Anche la riscrittura, rispetto al testo esaminato e approvato in
Commissione, presenta delle novità di non poco conto che saltano
agli occhi da una prima lettura superficiale.
Credo che è corretto dare tempo a tutti i colleghi.
Certamente ne ho bisogno io, avere tempo dunque per una lettura
ben più attenta anche rispetto ai possibili sviluppi, rischi di
impugnativa, profili di coerenza rispetto all'accordo con lo Stato
del 14 gennaio.
C'è una formale richiesta di accantonamento perché abbiamo
bisogno di tempo per esaminare il testo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici, ne
ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, non entro nel merito perché già la parola
Agenzia mi fa venire l'orticaria, visto quello che è successo in
questa Regione con la costituzione di agenzie nel passato e con gli
effetti che hanno avuto le agenzie.
Voglio porre solo un problema.
Ma l'Assessore Armao ha deciso assieme al Presidente Musumeci di
cancellare la firma all'accordo che hanno sottoscritto nei primi di
gennaio con lo Stato per consentire i 481 milioni di rinvio della
?
Perché se non l'hanno fatto, vorrei ricordare che questa norma -
ma assieme ad altre norme - è in assoluto contrasto con quello che
voi avete sottoscritto con lo Stato dove non è possibile istituire
nuovi organismi, anzi.
Nell'accordo che avete sottoscritto c'è scritto che la Regione si
impegna a razionalizzare l'apparato amministrativo esistente
riducendo l'apparato e quindi le funzioni connesse.
Lo dico perché sul piano del principio, stiamo facendo una gara
per cercare di avere il più possibile tante norme impugnate - non
in violazione della Costituzione - ma in violazione dell'accordo
che voi avete sottoscritto.
Delle due, l'una
Volete portare a una finanziaria di guerra per dire poi che lo
Stato è brutto e cattivo perché prima firmate l'accordo per, in
qualche modo, razionalizzare il sistema dell'organizzazione
amministrativa e poi autorizzate l'approvazione di norme che - di
fatto - contraddicono quell'accordo.
Devo prendere atto che quell'accordo non c'è più Perché se non
c'è più, ci regoliamo tutti di conseguenza.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Foti. Ne ha
facoltà.
FOTI. Presidente, Governo, colleghi, devo dire che siamo un po'
stanchi e a corto - di solito qui si dice di copertura - ma siamo a
corto di fantasia.
Questa agenzia del territorio è denominata Sicilia sicura .
Ma mi pare che Sicilia sicura sia figlia anche di questo Governo
perché ha creato un'applicazione, un sito che si occupa di Covid
che oggi è - come dire - nel cardiopalmo di tutti i cittadini che
vanno sempre lì a cercare informazioni e dati e quindi mi sembra
veramente inappropriata questa denominazione perché infonde
confusione.
Poi abbiamo Qualità Sicura Sicilia che è il marchio di qualità con
cui abbiamo certificato il latte di capra, i cereali e quant'altro.
Quindi, siamo a corto di idee. Stiamo riciclando le parole.
Ma a parte questa nota di colore, Presidente è un mattone questa
proposta e questa proposta io mi sarei aspettata un incipit in Aula
dove gli assessori competenti, magari, prima ne spiegavano
ampiamente i contenuti perché io le dico che ho seguito i lavori
della IV Commissione, anche se non sono membro, e francamente non
me lo ricordo neppure tra gli aggiuntivi. Poi in queste settimane
siamo stati oberati di lavoro.
Sappiamo quanto è importante la tutela del territorio, della
risorsa acqua, del dissesto idrogeologica ma signor Presidente, mi
scusi, noi già avevamo fatto una legge sulla autorità di bacino nel
2018 che è stato un elemento qualificante. Peccato che poi l'ing.
Greco a volte non è messo in condizione. Però tante delle
competenze, delle finalità, io le ritrovo sovrapponibili.
Allora colleghi aboliamo l'autorità di bacino e la trasformiamo in
Agenzia non Sicura Sicilia ma un altro nome, non rubiamo
all'assessore Ruggero Razza questo mantra.
La sovrapponibilità con un'altra autorità sempre incardinata nella
Presidenza.
E poi, cari colleghi, qui si parla anche di personale, piante
organiche. Ma vi ricordate che cinque minuti fa abbiamo approvato
un articolo per sistemare i dipendenti della ex Arra che era sempre
una Agenzia del territorio, che tra i suoi scopi aveva pure questo.
Allora colleghi io credo che ci sia, come abbiamo chiesto
all'onorevole Turano di riportare in Commissione, nonostante una
volta già l'avesse discussa, nonostante già fosse nel testo e poi
una volta era in isolamento di quarantena quindi per colpa non sua
ha dovuto rinunciare.
Oggi lui ha acconsentito per andare a spiegare alcuni particolari
perché quando si tratta di materia delicata è materia delicata. E
poi io non trovo che ci sia alcuna urgenza perché noi attualmente
abbiamo un Commissario che ha un ufficio che, nel suo piccolo, sta
lavorando, sta facendo delle progettualità, sta spendendo. Quindi
non stanno scappando i buoi e dobbiamo chiudere con urgenza una
cosa di questa portata.
Già la collega Palmeri si è espressa. Io non vorrei aggiungere
altro oltre a quello che ho detto, ma fondamentalmente io invoco il
Governo affinché lo tratti in maniera compiuta in IV Commissione, a
partire veramente dalla prossima settimana, non c'è alcuna
questione ideologica contro. Come avete visto il Gruppo Attiva
Sicilia per le cose che riteneva opportune si è prestato
assolutamente al voto e al dibattito costruttivo, ma in questo caso
non possiamo che dirci contrari proprio alla trattazione perché nel
merito non possiamo entrare, non abbiamo gli strumenti. Ce ne
scusiamo ma non siamo così capaci di, in pochi minuti, affrontare
una materia così complessa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha
facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
innanzitutto si tratta, nella forma originale dell'articolo, di un
articolo aggiuntivo che è stato presentato in Commissione Bilancio
e non è nemmeno stato discusso.
Questo senza entrare nel merito della riscrittura.
Poi, per quanto riguarda la riscrittura, ho dato una lettura in
maniera veloce, nei vari commi ci sono diverse criticità. Per
esempio: il Commissario straordinario diventa, così d'amblé,
direttore generale di questa Agenzia in barba a qualsiasi cosa
anche all'accordo sottoscritto dal Presidente della Regione
recentemente con lo Stato centrale.
Ma c'è di più. Nei commi 10 e 11 ci sono circa 2 milioni, dal
punto di vista di impegno di spesa, a carico del bilancio della
Regione.
Signor Presidente, siccome noi non abbiamo nulla in contrario alla
norma in sé, ma il numero delle criticità che contiene ci
consigliano, e lo dico a nome del gruppo del movimento 5 stelle di
proporre il rinvio di questa norma di riforma in Commissione, nella
commissione di merito. Anche perché, Presidente, io sto notando una
sorta di disparità di trattamento nei confronti degli assessori
stessi del Governo. Cioè poco fa, qualche ora fa l'Assessore Turano
con l'articolo che riguardava l'Irsap si è proposto il rinvio in
Commissione e ora all'improvviso ci si propone una riscrittura
abbastanza complessa che non siamo nelle condizioni di trattare e
lo si propone come articolo da approvare in questa finanziaria.
Ripeto è il caso che l'articolo torni come norma separata in
Commissione. Grazie.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, volevo soltanto dire, per dare un contributo al
dibattito che se pure questa norma perviene all'attenzione
dell'Aula come norma di iniziativa parlamentare e, tuttavia, il
Governo ha ritenuto fosse una buona norma che potesse dare un
contributo allo sviluppo di un percorso che ha visto grazie a
questo Governo e a quest'Aula che l'ha votata attraverso
l'istituzione, appunto, dell'autorità di bacino e il buon lavoro,
che se ne dica a parere del Governo che sta portando avanti il suo
Segretario generale, cioè l'ingegnere Franco Greco, però io chiedo
soltanto all'Aula di fare una valutazione semplice che è una
valutazione sostanziale. Perché mentre è fuori di ogni dubbio che
l'autorità di bacino si occupa di pianificazione per un verso e di
controllo per un altro verso, l'agenzia che si vuole istituire
invece si occuperebbe così come sta facendo a spot sul dissesto
idrogeologico di progettazione, gestione e realizzazione di quelle
opere che sono state e che saranno con una struttura più funzionale
e qualificata stanno per essere realizzate in questi mesi, in
questi anni in Sicilia con grande riconoscimento generale e
pubblico per l'opera meritoria che si sta svolgendo appunto da
parte di quegli uffici.
Quindi, senza volere creare condizioni di tifo in nessuna misura,
io vorrei che fossero però chiari i ruoli perché non esiste nessuna
contrapposizione ma non esiste neanche una superfetazione. Stiamo
parlando di due strutture funzionali che svolgono due ruoli diversi
ma che si incrociano nell'attività importante attraverso competenze
di pianificazione e di concreta realizzazione. Per questo noi
esprimiamo il parere favorevole all'articolo 119.R.
PRESIDENTE. Grazie. Assessore siamo nelle condizioni di votare?
Sì?
Ci sono i subemendamenti. A poco a poco, vediamo di che cosa si
parla. Soppressivo dell'articolo. Quindi della riscrittura, non
dell'articolo. I soppressivi sono sull'articolo. Se non c'è
l'articolo, non c'è neanche la riscrittura. E' inutile parlarne.
(Viene richiesta la votazione per scrutinio segreto)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 119.1
PRESDIENTE. Se per favore prendete posti tutti perché poi c'è
qualcuno che dice che non ha votato. Onorevole Lo Curto, c'è il
voto segreto. Come prima, chi è favorevole a che l'articolo
continui deve votare rosso, chi vuole che l'articolo muoia deve
votare verde. E' chiaro a tutti? E' aperta la votazione. Diciamo il
centrodestra è rosso, per intenderci.
Ho capito che c'è questa divisione, per questo l'ho detto. Sta
votando l'onorevole Tancredi. La votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 66
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 35
Contrari 20
Astenuti 2
(E' approvato)
Non c'è più l'articolo, abbiamo perso tempo, un'ora, per discutere
questa cosa
Torniamo all'articolo 88, è stata presentata una riscrittura,
l'88Rbis.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, ma c'è una riscrittura su questo
articolo?
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, sto dicendo che è l'88Rbis, R
significa riscrittura.
SUNSERI. Allora prima leggiamo la riscrittura.
PRESIDENTE. Ma lei su che cosa voleva intervenire se manco l'aveva
visto?
Questa formulazione non va bene. Avevamo detto che la copertura
non poteva essere autorizzata e con questa formulazione non
possiamo esaminarlo. Qual è il problema? Perché se così 2126,
dobbiamo verificare la disponibilità del capitolo. Accantoniamolo.
Onorevole Savona, l'articolo 137 è stato stralciato. Il 77? Il 67,
le aree interne sono state fatte?
Scusatemi, fermiamoci un secondo. L'88R così com'è non si può
fare. Per cui viene di nuovo cambiato? Anzi, viene accantonato.
L'Assemblea ne prende atto.
L'articolo 119, con mio grande dispiacere, è stato bocciato.
Il capitolo dell'agricoltura è finito. La norma sull'ILVO, così
com'è non si può fare. Onorevole Savona, la norma sull'ILVO la
dobbiamo fare dopo, per adesso non si può fare.
Le rubriche ancora da fare quali sarebbero? L'economia. Possiamo
fare intanto il 67 della sanità, un attimo, che devo vedere se è
possibile. Il 67, anche per gli Uffici è tutto a posto. Per cui si
può fare.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento di
riscrittura 67.7.R. Per favore, se potete distribuire il 67.7.R.
Per favore, prima ai deputati e poi al Governo.
Scusate colleghi, intanto eliminiamo l'ultima cosa che era rimasta
della sanità, che è il 67.
FOTI. C'è un ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, per favore, quando ci sono gli ordini
del giorno basta presentarli. Poi li vediamo dopo. Ho capito, ora
si vota la finanziaria. Poi gli ordini del giorno li vediamo dopo.
Assessore Razza, siamo in condizioni di votare, è giusto? Cioè, è
stata fatta la riscrittura, che va bene?
RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, se mi è
consentito volevo spiegare le ragioni della riscrittura perché è
frutto di un approfondimento giuridico. Com'è noto la materia della
produzione, o della diffusione anche a fini terapeutici, di
sostanze stupefacenti è disciplinata dal comma1, dell'articolo 17
del decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del '90.
La norma, per avviare in Sicilia una richiesta di produzione di
cannabis ai fini terapeutici, può essere avviata o da un ente o da
un soggetto privato. La volontà manifestata nell'emendamento, che è
stato sottoposto anche alla mia attenzione, serve per consentire
all'assessorato regionale all'agricoltura, per il tramite dei
propri enti strumentali, di avviare anche in partenariato, se lo si
riterrà, con soggetti privati, una procedura al Ministero della
salute per chiedere l'autorizzazione alla produzione o alla
commercializzazione. Scritto in altri termini, siccome contrasta
con l'articolo 17, comma 1 del DPR 309 del '90 non sarebbe
possibile.
L'elemento di forte novità che viene da questa norma, che è stata
proposta dall'onorevole Pullara, dall'onorevole Caronia ma che è
stata, vedo, sottoscritta nello spirito da tutti i Gruppi
parlamentari, serve a garantire un elemento in più, cioè quello che
anche la Regione siciliana attraverso i propri enti possa
partecipare alle richieste di autorizzazione finalizzate alla
produzione di cannabis ad uso terapeutico. Altro strumento
giuridico non esiste.
Peraltro devo dire che dal punto di vista dell'intervento che la
Regione ha compiuto sul tema della cannabis terapeutica, il decreto
che io ho adottato all'inizio del 2020 sta già consentendo di far
ritenere la nostra regione, una regione benchmark a livello
nazionale, quindi l'elemento in più non può che essere
l'autorizzazione alla Regione per il tramite dell'assessore
regionale dell'agricoltura e degli enti ad esso strumentali, di
partecipare in prima persona ad una richiesta autorizzativa che
potrà essere fatta o solamente dalla Regione o in partenariato
nelle forme previste dalla legge con soggetti di diritto privato.
La battaglia, lo dico soprattutto perché ho incontrato tante volte
il Comitato, esistono diritti e con loro tantissimi familiari di
pazienti che chiedono di fare ricorso alla cannabis ad uso
terapeutico, la vera battaglia è riuscire ad ottenere
l'autorizzazione dal ministero della salute per avviare questo iter
virtuoso.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, velocissimamente, volevo
semplicemente chiedere di apporre la firma all'emendamento perché
mi sono accorto che non c'è. Grazie.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, intanto esprimo soddisfazione perché
finalmente anche in questa Assemblea s'inizia a parlare di un tema
molto interessante che dovrebbe vedere coinvolta la Regione
siciliana sotto tanti aspetti che riguarda quello medico, che
riguarda quello industriale, che riguarda tanti aspetti anche che
abbiamo affrontato in Commissione Agricoltura con il Presidente, e
per questo motivo ci sarà anche un disegno di legge che mi auguro
approderà presto in Aula.
E' chiaro che è una sorta di atto d'indirizzo nei confronti del
governo perché, in questo, si traspone nel senso che ad oggi
nessun'altra regione è in grado di produrre la cannabis terapeutica
perché tutto è stato concentrato in un istituto a Firenze, ma
accogliamo di buon occhio, ed a questo sono a conferma le firme di
questo emendamento, che finalmente s'inizia a parlare di un tema
che è sempre stato esclusivamente relegato a un dogma culturale che
riguarda la droga e che invece riguarda una medicina, che potrà
essere molto utile ma soprattutto riguarda una pianta che va
valorizzata perché può dare tanto a questa Regione.
Quindi apprezziamo sicuramente la volontà dell'Assemblea e del
governo e ci auguriamo che possa servire a qualcosa del genere.
PRESIDENTE. Ha chiesto di apporre la firma all'emendamento
l'onorevole Cracolici e l'onorevole Catalfamo, l'onorevole Ragusa,
l'onorevole Figuccia. Tutta l'Aula appone la sua firma.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Grazie Presidente, io ringrazio
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. Onorevole Foti, ho una comunicazione da dare e non
posso farla parlare. Se c'è questo soltanto da votare, lo votiamo
velocemente.
Si passa alla votazione dell'articolo 67. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, devo dare una comunicazione che
credo creerà qualche problema. Prendete tutti posto per favore.
Come avete visto, ho chiesto al Presidente della Regione di
raggiungermi qua dietro perché, purtroppo, ci è stata data notizia
che alcune delle persone che hanno lavorato in questi giorni in
Commissione Bilancio per la creazione, il lavoro sulla finanziaria,
sono positive al Covid, sono in quarantena, in quanto uno di essi è
positivo, quindi gli altri in quarantena.
Quando qualcuno continuerà a lamentare quando dicevo che i
politici si devono fare il vaccino è perché sono uno stronzo
capitalista che devo ammazzare i giovani e gli altri, poi ne
parliamo, delle altre categorie. Affronteremo il problema in un
altro momento.
Oggi come oggi dobbiamo prendere una decisione, la cosa che
teoricamente, scusatemi mi date un attimo di ascolto perché credo
che sia importante, mi date un attimo di ascolto, onorevole Ragusa,
sto parlando anche a lei. Grazie.
Siccome sono cose che mi preoccupano, che ci lasciano enormemente
preoccupati, abbiate almeno la cortesia di ascoltarmi, perché io ho
67 anni, se ho il Covid sono fortemente a rischio, per cui vi prego
di avere almeno la bontà, ed il Presidente della regione ha qualche
mese in più di me, ed altri di voi, per cui un attimo solo. Ho
parlato con il Segretario generale, ci siamo riuniti un secondo
come avete visto adesso con il Presidente della Regione, dobbiamo
capire perché poi arrivano le informazioni e, come sempre, si crea
immediata confusione.
Io devo capire bene che cosa sta succedendo, abbiamo una certezza
soltanto: che l'autista del ragioniere generale ha il Covid
sicuramente, è positivo sicuramente. Ora, mi hanno detto che si sta
facendo il tampone il ragioniere generale per capire qual è la
situazione, ma in quella macchina con il ragioniere generale,
diciamoci chiaramente c'è un forte rischio che sia stato trasmesso
all'interno di questo Palazzo il maledettissimo Covid.
Per cui, intanto, prego tutti di iniziare un momento di prudenza
massima anche nell'uscire e nell'incontrare altre persone, non
posso che dirvi, intanto, di difendere tutto il resto della nostra
comunità il più forte possibile, come tipo di attenzione, del resto
attenzione massima. Non vi posso dire, però, mettiamoci tutti in
quarantena come ha fatto da oggi il Ragioniere generale della
Regione, che si è messo, appena ha saputo questa cosa, in
quarantena. Dobbiamo aspettare, purtroppo, martedì perché martedì,
che avremo il responso del Ragioniere generale.
Intanto, inutile dirvi, che tutti voi, se fosse possibile far un
tampone, come dire che il giorno dopo, lo stesso giorno non so
quanto può servire, però questo per avere attenzione, avere
scoperto oggi di essere positivo è possibile che se l'ha trasmesso,
l'ha trasmesso quattro giorni fa, cinque giorni fa, per cui
comunque io pregherei tutti, lo dico anche ai dipendenti
dell'Assemblea, specialmente a tutti coloro e ne sono fortemente
preoccupato - scusi onorevole mi lascia libero il Presidente della
Regione - ed ho la grande preoccupazione anche per il Presidente
Savona, tutti quelli che hanno fatto parte, che hanno frequentato
in questi giorni la Commissione Bilancio, ancor più degli altri, ma
di fatto se è entrato un contagio, non è che possiamo dire qui si e
qui no, per cui deve essere un fatto generalizzato.
Ho dato mandato al Segretario generale dell'Assemblea regionale di
far effettuare, a partire da domani mattina una enorme
sanificazione del Palazzo, più forte e costosa possibile, spero che
qualcuno non si lamenti per il costo, che sia un qualcosa di fatto
veramente bene. Io poi non so come si possa fare bene, sinceramente
non ho questo tipo di ci sono delle macchine, mi dicono. Per cui
dobbiamo far sanificare tutta la zona dell'Aula e della
Commissione, tutto il Palazzo.
Sicuramente, colleghi, fino a martedì ognuno di noi dovrà stare a
casa, non avremo possibilità di continuare questo lavoro. Lo dico
con grande rammarico per tutti, ma non abbiamo che cosa inventarci.
Inutile che ora vi do la parola, prendo la decisione io da solo,
senza discuterne, sperando che sia quella giusta. Ne ho parlato,
ovviamente, con il Presidente della Regione che, a malincuore, mi
ha dato il suo ok perché non avrebbe voluto interrompere e nemmeno
io, anche perché sappiamo cosa comporta l'interruzione della
finanziaria.
Vi prego sin da adesso di evitare, anche nell'uscita,
assembramenti di tutti i tipi. Cerchiamo di fare le cose, come
dire, evitiamo di creare preoccupazioni al di là di quella che è
necessaria, ma purtroppo è necessaria. Non ho che cosa dirvi. Non
posso dare la parola a tutti.
Ho capito, Presidente, noi abbiamo un impegno, però se il
Presidente vuole fare due telefonate a Roma lo facciamo, prima di
martedì non ci possiamo rivedere. Dobbiamo aspettare il risultato
del Ragioniere Tozzo, per avere questa
Sono talmente incazzato per il fatto che quando ho detto che
dovevamo vaccinarci siamo stati presi per il culo Se ve lo posso
dire, sono talmente incazzato su questo argomento che vorrei
ammazzare qualcuno Parliamo serenamente non possiamo fare altro
che questo, perché era sicuro che con questo tipo di lavoro noi
saremmo stati contagiati Era matematico, non ci potevano essere
dubbi Ma siamo la casta E guai chi tocca la casta Ci sono i
poveri avvocati, ci sono gli altri, ci sono i magistrati, ci sono
tutti, ma noi che siamo la casta di merda non possiamo ottenere
niente
Scusate se ve lo dico, io rischio la vita, rischia il Presidente
della Commissione Bilancio , onorevole Savona, e tanti di voi
La seduta è conclusa.
(La seduta, sospesa alle ore 19.52, è ripresa alle ore 20.18)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Scusate, vorrei che venisse corretto quanto detto poco
fa. Avevo detto poco fa la seduta è conclusa. Era sospesa non
conclusa, ovviamente.
Io, intanto, chiedo scusa a tutti per la reazione che ho avuto,
era anche giustificata. Non dico altro. E' stata una reazione
giustificata di cui comunque chiedo sinceramente scusa a tutti per
primo al Presidente della Regione e poi a tutti voi deputati.
provvisorio
Sull'approvazione del disegno di legge di proroga dell'esercizio
provvisorio
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, alla luce
dei fatti che lei ha reso noti all'Assemblea, ho ritenuto di
riunire il Governo d'urgenza che si è pronunciato per formalizzare
l'esercizio provvisorio fino al 30 aprile.
Rimane l'appello che rivolgiamo a tutti i parlamentari affinchè,
ragionevolmente la prossima settimana si possa, con lo stesso ritmo
che abbiamo avuto in questi giorni, procedere alla definizione per
restituire serenità alla comunità siciliana e soprattutto alle
categorie che dallo strumento finanziario potranno trarre qualche
pur minimo vantaggio.
Sono sicuro che il senso della responsabilità continuerà a
prevalere in tutto. Mi auguro intanto che il timore alimentato
giustamente questa sera possa presto risultare vano perché ognuno
di noi possa essere pienamente restituito alla propria funzione.
PRESIDENTE. La ringrazio, Presidente.
E' ovvio che è inutile dirvi che non la mando in Commissione, ma
la Commissione qua stesso
SAVONA, presidente della Commissione. Riuniti qua stesso, abbiamo
espresso all'unanimità parere favorevole per l'approvazione
dell'esercizio provvisorio.
PRESIDENTE. Quindi lo possiamo approvare?
Chiedo scusa ,il Segretario mi chiede cinque minuti perché
comunque deve guardare le carte.
Intanto, l'onorevole Savona, per la Commissione Bilancio , ci
deve dare un suo ok formalmente.
Gli Uffici hanno bisogno di cinque minuti e ci vediamo tra cinque
minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 20.18, è ripresa alle ore 20.58)
La seduta è ripresa.
per l'esercizio finanziario 2021" (n. 974/A)
Proroga dell'esercizio provvisorio del bilancio della Regione
per l'esercizio finanziario 2021 (n. 974/A)
PRESIDENTE. In Commissione Bilancio è stato già approvato. Per
cui, colleghi, prendete posto, sperando che ci sia il numero
legale, ma - in linea di massima - credo di sì.
n. 974/A
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Proroga dell'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario 2021 (n. 974/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Proroga dell'esercizio provvisorio del
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2021» (n.
974/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 61
Votanti 30
Maggioranza 16
Favorevoli 30
Contrari 0
Astenuti 16
(L'Assemblea approva)
Fissiamo la seduta per martedì mattina perché è possibile che
l'esito del tampone del Ragioniere Tozzo lo avremo già e, quindi,
riprenderemo di mattina. Come Aula ci vediamo martedì 30 marzo
2021, alle ore 11.00, i tamponi verranno fatti qua.
RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
RAZZA, assessore per la salute. Presidente, come ho anticipato i
tamponi si effettueranno, come concordato in Sala Gialla, sta
arrivando il personale medico, in pochi minuti è già qui.
Hanno già prelevato tutto.
PRESIDENTE. C'è un minimo di organizzazione per evitare gli
assembramenti, farlo per lettera.
Si può fare, Assessore?
Cominciamo per ordine alfabetico, anche per i dipendenti.
Non è obbligatorio, ovviamente, per chi voglia farlo. E' quello
rapido?
RAZZA, assessore per la salute. Rapido di seconda generazione.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa e riprenderà martedì, 30 marzo
2021, alle ore 11.00.
(La seduta, sospesa alle ore 21.00 del 26 marzo 2021, è ripresa
alle ore 11.57 del 30 marzo 2021)
La seduta è ripresa.
circa i fatti legati alla situazione pandemica in Sicilia
Sulle notizie apprese dagli organi di stampa
circa i fatti legati alla situazione pandemica in Sicilia
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, hanno chiesto di parlare
l'onorevole Di Caro e, poi, l'onorevole Aricò, ma hanno chiesto
anche l'onorevole Lupo, e l'onorevole Fava.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Caro.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi avremmo
voluto, oggi, continuare i lavori legati a una finanziaria che
purtroppo procede a passo di...
PRESIDENTE. Dobbiamo continuare i lavori della finanziaria.
DI CARO. Ora vediamo, a passo di lumaca, ma sono accadute delle
cose di una gravità tale che ci mettono nelle condizioni e mettono
nelle condizioni tutti i deputati di quest'Aula, in quanto
rappresentanti del popolo siciliano, di chiedere innanzitutto
chiarezza, mi riferisco alle recentissime dimissioni dell'assessore
Razza, dimissioni causate
PRESIDENTE. Lei ha notizie di queste dimissioni perché
DI CARO. Ha chiesto le dimissioni il Presidente della Regione.
PRESIDENTE. La ringrazio, prego.
DI CARO. Cioè si è dimesso, ed ha sottoposto le proprie dimissioni
al Presidente della Regione siciliana, che è commissario
straordinario dell'emergenza COVID. ma ora ci arriviamo.
Facevo riferimento poco fa a fatti gravissimi, legati alla salute
dei siciliani, abbiamo letto tutti le intercettazioni telefoniche
che parlano di spalmatura di dati legati ai morti, cioè si è
cercato qualche mese fa di diluire i dati numerici per cambiare il
colore attribuito alla regione ed apparire più bravi; con la
finalità di apparire più bravi si è arrecato alla Sicilia
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, le chiedo scusa, capisco il suo
intervento ma io credo che se noi, oggi, senza i diretti
interessati affrontiamo il dibattito d'Aula sarebbe da parte mia
veramente sconveniente senza che ci siano coloro che si possono
difendere, per cui io
DI CARO. Devono venire per difendersi non è che noi...
PRESIDENTE. Ecco, appunto, proprio per questo io le ho dato la
parola perché, immagino, è scontato, che lei chieda un dibattito e
chieda che il Governo venga a riferire, però, non entriamo nel
merito, perché senza i diretti interessati io non lo posso fare.
DI CARO. Io devo leggere, semplicemente, una dichiarazione del
Presidente della Regione Musumeci, del 4 novembre scorso: «La
scelta del Governo nazionale di relegare la Sicilia a zona
arancione appare assurda e irragionevole; l'ho detto e ripetuto
stasera al Ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha voluto
adottare la grave decisione senza alcuna preventiva intesa con la
Regione Siciliana, al di fuori di ogni legittima spiegazione
scientifica .
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, lei sa che io sono uno
DI CARO. Presidente, alla luce di questi dati
PRESIDENTE. Se l'intervento è per chiedere al Presidente se il
Governo
DI CARO. Ma se lei non mi fa terminare, Presidente
PRESIDENTE. Tutto quello che lei sta dichiarando, a parte che da
quel poco che io ho letto il Presidente della Regione, anche per
conto di chi ha fatto i provvedimenti, era all'oscuro di tutto e,
quindi, aveva il diritto di parlare con chi voleva. Ma poi, al di
là di questo, vi prego se noi dobbiamo entrare nel merito io devo
chiudervi, perché non mi posso permettere di entrare nel merito di
cose che non solo non conosco io, ma che non ha presente le persone
che possono risponderle.
DI CARO. Perfetto. Noi chiediamo, formalmente, che il Presidente
della Regione venga a riferire immediatamente, magari domani
pomeriggio stesso in Aula, su quello che è successo in Sicilia,
legato all'emergenza Covid. Questa cosa è dirimente e deve avvenire
durante la trattazione della legge Finanziaria, perché noi non
siamo nelle condizioni di serenità e di tranquillità per andare
avanti.
Quindi, al più domani pomeriggio, noi chiediamo che venga il
Presidente della Regione a riferire urgentemente in Aula. Questo è
necessario e sufficiente per cui si proseguano i lavori legati alla
Finanziaria. Grazie.
PRESIDENTE. Ovviamente, quello che lei chiede è più che legittimo.
Però, io dico che noi oggi siamo tornati in Aula, dopo il famoso
venerdì nero che abbiamo avuto la settimana scorsa, per finire la
Finanziaria.
Non c'è dubbio che le notizie di oggi sono notizie che non possono
essere considerate di scarso rilievo; questo ve lo dico io per
primo. Ma io parlerò col Presidente della Regione che ho provato a
chiamare poco fa e che non sono riuscito a trovare, lo farò
immediatamente ancora adesso. Però, la preghiera che io vi faccio è
questa: il Presidente della Regione, ovviamente - e credo che non
abbia nessuna intenzione di tirarsi indietro - dovrà venire in Aula
a riferire sulle vicende che sono oggi oggetto di notizie
giornalistiche, per cui lo farà certamente. Se lo farà domani
pomeriggio, domani mattina o dopodomani mattina, anche in funzione
delle notizie che lui deve avere, perché credo che le informazioni
che ho io non saranno tante di meno rispetto a quelle che ha lui in
questo momento, per cui diamogli il tempo, materialmente, di farsi
dare le carte e avere tutte le informazioni necessarie e io,
ovviamente, chiederò al Presidente della Regione di venire in Aula
a riferire, questo è fin troppo scontato.
Vi prego, nei limiti del possibile, con la serenità che ci ha
contraddistinti in alcuni momenti, in altri momenti meno, partendo
da me - cosa di cui ho già chiesto scusa, cercherò di evitare altri
momenti di poca serenità come quello di venerdì sera - andiamo
avanti con la Finanziaria. Vi garantisco, ve lo garantisco, ma lo
garantisco anche a nome del Presidente senza averlo sentito, che
appena il Presidente sarà nelle condizioni di farlo verrà in Aula a
riferire. Se lo potrà fare quando ancora manca qualcosa alla fine
della Finanziaria, lo farà durante la Finanziaria, diversamente lo
farà immediatamente dopo la Finanziaria.
Vi prego su questo, aveva chiesto la parola anche l'onorevole
Aricò, mi permetto di non dargliela perché è inutile che iniziamo
un dibattito adesso sull'argomento che, veramente, senza i
presenti, senza che siano presenti le persone che devono rispondere
sarebbe per me di grandissimo imbarazzo. Non saprei quando
fermarvi, che cosa consentirvi di dire. Per cui, me l'avevano
chiesto anche l'onorevole Fava e l'onorevole Lupo. Però, se la
richiesta è di fare venire il Governo a riferire l'ho recepita e
garantisco che sarà così in tempi brevissimi. Non mi chiedete
l'orario perché devo parlare col Presidente e farvelo sapere. Però,
se potessimo andare avanti con la Finanziaria credo che sia troppo
importante.
Siamo tornati oggi in Aula nonostante il pericolo, diciamoci la
verità, tanti colleghi mi hanno chiamato pregandomi di non
convocare per oggi l'Aula ma a tutti ho risposto che è troppo
importante che si finisca la Finanziaria. Vi chiedo la cortesia, ma
credo di potermelo permettere, di andare avanti con i lavori,
finire la Finanziaria. Vi faccio sapere, nel corso della mattinata
se posso, non del pomeriggio, quando il Presidente verrà in Aula a
riferire. Grazie infinite.
n. 961/A e n. 962/A
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge n. 961/A e n. 962/A
PRESIDENTE. Si passa all'esame della finanziaria. Onorevole
Savona, a che punto eravamo?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Mancano una
ventina di articoli e la Rubrica Economia ; poi ci sono gli
articoli 2 e 52 da rivedere assieme al 53. Questo è il succo di
tutto quello che è rimasto.
PRESIDENTE. Quindi, si passa alla Rubrica Economia .
Si passa all'articolo 50. Ne do lettura.
«Art. 50.
Ritorno in Sicilia
l. Al fine di favorire l'attrattività della Regione ed
incrementare i flussi internazionali di capitale umano e
finanziario, oltre a quanto già previsto dagli articoli 24 bis e 24
ter del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n.
917 e successive modificazioni e dall'articolo 5 del decreto legge
30 aprile 2019, n. 34 e successive modificazioni, alle persone
fisiche che non svolgono attività economica e che trasferiscono,
successivamente alla data di entrata in vigore della presente
legge, la propria residenza fiscale in Italia, ai sensi
dell'articolo 2, comma 2, del decreto del Presidente della
Repubblica n. 917/1986 e successive modificazioni, in uno dei
comuni ricadenti nel territorio della Regione, è riconosciuto per
gli anni 2021, 2022 e 2023, a titolo di incentivo, un contributo
parametrato alle imposte di spettanza della Regione, versate nel
corso degli anni 2021, 2022 e 2023, a titolo di addizionale
regionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), di
tassa automobilistica per i veicoli di loro proprietà, di imposta
di registro, ipotecaria, catastale per l'acquisto di beni immobili
ricadenti nel territorio regionale.
2. Le disposizioni di cui al comma l si applicano esclusivamente
in favore dei soggetti che non siano stati fiscalmente residenti in
Italia ai sensi dell'articolo 2, comma 2, del decreto del
Presidente della Repubblica n. 917/1986 e successive modificazioni
nei due periodi d'imposta precedenti il trasferimento in Sicilia di
cui al comma l e che si impegnino, a pena di decadenza dal
contributo col recupero dell'importo indebitamente fruito, a
risiedere in Sicilia per almeno l'intera durata del riconoscimento
del contributo di cui al comma l.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per l'economia di concerto
con l'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali ed
il lavoro, sono disciplinate le modalità di attuazione delle
disposizioni di cui al presente articolo, le modalità di
presentazione delle istanze di accesso al contributo nonché quelle
relative ai controlli.
4. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa di
500 migliaia di euro per l'anno 2021, di l.000 migliaia di euro per
l'anno 2022 e di 2.000 migliaia di euro per l'anno 2023 (Missione
14, Programma l).
5. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 17, comma 4,
della legge regionale 12 maggio 2020, n. 9 è ridotta per
l'esercizio finanziario 2021 dell'importo di 500 migliaia di euro e
per l'esercizio finanziario 2022 dell'importo di l.000 migliaia di
euro (Missione 14, Programma 1, capitolo 219222)».
Se in Aula c'è un Segretario, per favore, chiedo che venga al
banco della Presidenza per aiutarmi.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, in relazione
agli emendamenti presentati, al di là dei soppressivi ovviamente,
in relazione a due emendamenti sostanzialmente integrativo-
modificativi, l'emendamento a firma degli onorevoli Fava,
Barbagallo, Lupo, è perfettamente compatibile con l'impianto della
norma approvata dalla Giunta e, pertanto, esprimo parere favorevole
all'inserimento.
PRESIDENTE. Assessore, però ci sono maggiori oneri.
ARMAO, assessore per l'economia. Sì, abbiamo ...
PRESIDENTE. Avete trovato la soluzione?
ARMAO, assessore per l'economia. Abbiamo trovato una copertura
minima, però intanto c'è...
PRESIDENTE. Però, lo dovreste fare sapere anche a noi.
ARMAO, assessore per l'economia. Sì, la stanno elaborando in
Commissione Bilancio - la dottoressa Pizzo - e la presentiamo
nell'emendamento.
Per entrambi gli emendamenti 50.22 e 50.24 c'è la condivisione
da parte del Governo.
PRESIDENTE. Allora, io mi devo fermare in attesa della
quantificazione, perché manca sia la quantificazione che la
copertura, quindi dobbiamo avere sia l'una che l'altra.
ARMAO, assessore per l'economia. Ci stiamo attrezzando per darle
entrambe.
PRESIDENTE. Diciamo che il suo intervento è per comunicare che
saranno approvati, però dobbiamo ricevere
ARMAO, assessore per l'economia. Li condividiamo entrambi e li
inseriamo.
PRESIDENTE. E' inutile che chiedo a lei, i soppressivi sono
ritirati?
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, colleghi, cittadini, non
nascondo la difficoltà nell'andare avanti su questa finanziaria
dopo quanto successo questa mattina.
PRESIDENTE. E' una difficoltà di tutti.
DI PAOLA. A me quello che è successo ha scosso perché, comunque,
in piena pandemia noi in questo momento rischiamo di avere un
Assessore dimissionario, dirigenti che in questo momento sono sotto
indagine, stiamo vivendo una situazione veramente paradossale e,
quindi, andare avanti con la finanziaria nel frattempo che sta
succedendo tutto questo - i siciliani sono fortemente scossi - lo
trovo veramente surreale; però, abbiamo deciso così, andiamo
avanti.
Signor Presidente, l'articolo 50. Partiamo intanto dalle coperture
dell'articolo 50 che, a mio modo di vedere, è il solito articolo
spot di questo Governo regionale.
Le coperture di questo articolo partono da uno stesso articolo
della passata finanziaria, se vi ricordate era un articolo che
riguardava il potenziamento della misura Resto a Sud .
Colleghi, io all'epoca quando fu presentato questo articolo dissi
qui da questo scranno che quella misura era una misura spot e che
non si sarebbe mai concretizzata. E così è stato, Presidente, di
quell'articolo dove dovevamo potenziare Resto al Sud praticamente
hanno partecipato solo 6 aziende e i soldi che noi stiamo
utilizzando per questa articolo sono soldi di bilancio che non sono
stati attuati in quell'articolo relativo al Resto al Sud ;
infatti, i 500 mila euro che noi siamo prendendo sono i 500 mila
euro che sono rimasti dall'articolo spot del Resto al Sud .
Ma andiamo a questo articolo. Noi praticamente cosa stiamo
dicendo, Presidente? Stiamo dicendo a chi durante questa fase di
pandemia è tornato qui in Sicilia a lavorare qui in Sicilia, noi
diamo degli sgravi fiscali, degli sgravi fiscali per quanto
riguarda l'Irpef regionale e la tassa sul bollo. Ma a quale persone
e a quali stipendi noi stiamo dando questi sgravi fiscali? Ma vi
immaginate una persona che percepisce, che è venuta a lavorare qui
in Sicilia, che percepisce uno stipendio di 100 mila euro noi
andiamo a fare lo sgravio fiscale sul bollo? Magari, ha una
Ferrari, una Bmw, un Mercedes e noi in fase di pandemia andiamo a
fare lo sgravio fiscale sul bollo Non c'è nessun limite a questa
misura.
Quindi, io ho fatto piccoli calcoli praticamente questa misura è
rivolta solo a un centinaio di persone, a un centinaio di persone,
sempre che faranno la domanda, perché noi stiamo andando a sgravare
dell'Irpef regionale e del bollo auto senza un tetto di stipendio;
praticamente noi stiamo facendo una misura per super ricchi in
piena pandemia, io non so se i colleghi di maggioranza hanno ben
capito la finalità di questo articolo perché come titolo Ritorno
in Sicilia c'è lo spot, così come c'era lo spot del ritorno dei
pensionati nelle passate finanziarie.
Cioè, noi stiamo utilizzando centinaia di migliaia di euro di
bilancio e noi abbiamo difficoltà enormi a trovare fondi per quanto
riguarda il bilancio della Regione siciliana, noi andiamo a
prendere questi fondi e li andiamo a utilizzare per un centinaio di
persone. Attenzione, potrebbe essere, se fatta in un altro periodo
e se fatta in modo organico, potrebbe essere una misura valida
perché per come l'ha rappresentata l'assessore noi proviamo ad
intercettare persone che hanno ingenti capitali e che vengono qui a
vivere in Sicilia, ma non in questa fase, colleghi.
In questa fase come andiamo a spiegare che stiamo mettendo da
parte 500 mila euro per quest'anno e un milione di euro per i
prossimi anni, per il 2022 e 2023 per un centinaio di persone, per
chi magari ha il Mercedes e, quindi, andiamo a fare lo sgravio
fiscale del bollo auto a chi ha un Mercedes, una Ferrari nel
frattempo che i siciliani sono in difficoltà Come la spieghiamo
questa cosa?
Noi abbiamo difficoltà a coprire misure che possono risollevare
chi in questo momento è in difficoltà perché non abbiamo fondi
regionali ed utilizziamo fondi non utilizzati sempre dalle stesse
misure che ha portato l'assessore per l'economia nei passati
documenti finanziari e anche qui noi l'avevamo denunciato,
l'avevamo denunciato che quella misura del Resto al Sud che
doveva potenziare il Resto al Sud non sarebbe servita a nulla e
così è stato. Qua io ho in mano, Presidente, i decreti del
Dirigente generale e hanno partecipato a quella misura solo sei
aziende, ora noi cosa andiamo a fare? Andiamo a fare una misura
spot per quanti? Per un centinaio di persone, Presidente? Per un
centinaio di persone?
Allora io chiedo fortemente che questo articolo venga stralciato
perché poi possiamo modificarlo, possiamo fare quello che vogliamo
ma, alla fine, Presidente, rimarrà una misura spot, una misura che
non verrà attuata.
Allora, io chiedo fortemente all'Assessore di stralciare questo
articolo, perché noi abbiamo provato anche con i modificativi a
cercare di migliorarlo, a mettere la misura massima di cilindrata
per quanto riguarda le automobili, ma come possiamo stabilire lo
stipendio delle persone che possono usufruire di questa misura?
È una misura in questa fase anacronistica, se è stata pensata è
stata pensata prima della pandemia ma non adesso, adesso ci sono
siciliani che non lavorano, ci sono siciliani che non hanno nemmeno
la cassa integrazione e noi andiamo a dire che mettiamo i soldi per
cento persone che ritornano in Sicilia che hanno un lavoro e noi
andiamo a fare lo sgravio fiscale sul bollo auto?
Non sta in piedi questa misura e, quindi, chiedo, Presidente,
chiedo fortemente al Governo della Regione di ritirare questa
articolo e di utilizzare le somme per i siciliani che in questo
momento sono in difficoltà. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, diceva
bene poco fa il collega Di Paola che si tratta di una norma che in
ogni finanziaria praticamente si ripropone. Ritorna in Sicilia e
ritorna in finanziaria nel senso che già, credo di ricordare, credo
sia la terza volta che la leggiamo in finanziaria. Ma il tema non è
questo.
Noi, Presidente, abbiamo e dobbiamo, abbiamo il dovere di farlo,
un grande tema in Sicilia che è quello dello spopolamento. Più di
20 mila giovani ogni anno lasciano la nostra Sicilia. Lasciano la
nostra Sicilia possibilmente con un titolo di studio di laurea,
quindi le famiglie di queste persone, di questi giovani hanno
investito in termini di speranza, di futuro in Sicilia, però poi
vanno ad investire con il loro titolo di studio al Nord.
Quindi, il grande tema dello spopolamento è stato affrontato nelle
commissioni di merito, mi riferisco alla V Commissione di questa
Assemblea regionale siciliana, con un disegno di legge che ha come
obiettivo quello di contrastare, appunto, lo spopolamento in
Sicilia.
Ora, il consiglio che mi sento di dare al Governo, anche per
seguire una sorta di perequazione con il trattamento che abbiamo
riservato a tutti gli assessorati di questo Governo, è il seguente:
si stralci l'articolo e si inserisca come emendamento, poi si vedrà
in Commissione Bilancio , nel disegno di legge che è in itinere e
credo sia approdato già in Commissione Bilancio da trattare in
maniera riservata e come disegno di legge a sé.
Quindi, chiediamo come gruppo parlamentare lo stralcio della
norma. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Caro.
E' iscritto a parlare l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.
FAVA. Grazie, Presidente. Nessuna obiezione alla proposta del
collega Di Caro, ma una riflessione su questo articolo che
rappresenta, secondo me, il manifesto più compiuto di questa
finanziaria e lo dico apprezzando la disponibilità dell'Assessore a
raccogliere l'emendamento mio e del collega Lupo.
Rappresenta lo spirito di rassegnazione che arriva da questa legge
di spesa. E la rassegnazione non è legata come si potrebbe
immaginare al fatto che i soldi sono pochi, le risorse sono quelle
che sono, le esigenze, le urgenze sono tante e non saremmo in
condizione di assecondarle tutte. La rassegnazione riguarda lo
spirito profondo di questa legge e di questo Governo. Cioè, per
dirla con il poeta, noi in questo momento possiamo dire ciò che non
siamo e ciò che non vogliamo.
Un articolo che s'intitola orgogliosamente Ritorno in Sicilia e
che dovrebbe raccontare il senso, il profilo di una intera
legislatura, dell'intera azione di questo Governo, io chiedo e vi
chiedo a chi si rivolge?
Con l'emendamento che viene accolto si rivolge anche alle
intelligenze perdute, ai nostri ragazzi che sono andati a studiare
altrove che non possono tornare per ragioni patriottiche, ma devono
tornare perché avranno in questa Terra, in questa Regione, in
queste istituzioni un punto di riferimento che offre opportunità;,
è la ragione di un emendamento in cui diciamo vogliamo che
tornino?'. Bene finanziamo le start up innovative, aiutiamoli,
facciamo in modo di accompagnare coloro che hanno una intenzione
positiva per entrare in Sicilia.
Invece, questo articolo proposto dal Governo dice facciamo
tornare i pensionati , quelli che magari non sono nemmeno cittadini
italiani e che però trasferiscono la residenza in Sicilia e gli
promettiamo che non gli facciamo pagare il bollo, che gli facciamo
un piccolo taglio all'irpef.
Sono due filosofie, Presidente, lo dico anche all'Assessore per
l'economia, ripeto, accogliendo la disponibilità di questo Governo
sul nostro emendamento che sono inconciliabili O noi pensiamo
davvero che torneranno in Sicilia perché gli offriamo uno sconto
sul bollo auto? O pensiamo di creare le condizioni perché si torni
in Sicilia orgogliosamente, per lavorare, non per un'elemosina Per
produrre, per essere cittadini in senso compiuto
Per questo, Presidente, penso che questo articolo, comunque vada
la votazione, che venga votato o meno, rappresenta lo spirito
dimesso, rassegnato, sconfitto, non di questa legge di spesa, ma di
questa intera stagione di Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Grazie, signor Presidente. Governo, onorevoli colleghi,
siamo arrivati alla rubrica del Vicepresidente della Regione. Una
rubrica che, Vicepresidente, era molto attesa da quest'Aula.
Certo, Presidente Di Mauro, tutta l'Italia oggi parla di noi, ma
noi non possiamo parlare di quello che sta succedendo con la
sanità, con questo terremoto, con tutto quello che ciò comporterà.
Pazienza Ce ne facciamo una ragione, ma non ci rassegniamo.
Parliamo di finanziaria. E anche sulla finanziaria, piuttosto che
riprendere un ragionamento che abbiamo lasciato venerdì, cioè
quello di concentraci sui ristori, riprendiamo un ragionamento che
si basa su una serie di micro interventi, che sono - a mio avviso -
inopportuni, inefficaci e non necessari.
Questa misura si chiara Ritorno in Sicilia ed è una misura che,
da questa punto di vista, è posta in essere da molti Stati europei,
da molti Stati extraeuropei - certo non Ritorno in Sicilia , ma il
ritorno in quegli Stati - ma con un respiro totalmente differente
e, probabilmente, come ha detto il mio collega Di Paola, in un
momento totalmente differente.
Assessore, il tema dello spopolamento delle aree interne, che
citava il mio collega Di Caro, o il ritorno in Sicilia da parte dei
giovani, che è citato dal collega Fava, sono due temi che, a mio
avviso, sono complementari e che possono e debbono trovare una
ragione in quest'Aula di Parlamento, ma non certamente con questo
emendamento, Vicepresidente. Può considerarsi una iniziativa
assolutamente meritoria, ma in un altro contesto storico, in un
altro momento storico e, soprattutto, con ben altre risorse.
Qui stiamo parlando di ristorare con pochissime risorse gli
operatori economici siciliani. Io dico: fermiamoci a questo.
Piuttosto che continuare nell'esame di questi micro interventi, che
poi non ci porterebbero a nulla, fermiamoci.
Abbiamo parlato di questo ordine del giorno, di cui ancora non si
vede assolutamente la luce, abbiamo parlato di individuare tutte le
categorie economiche che avranno diritto a questo.
E allora, Vicepresidente della Regione, accolga l'invito
dell'onorevole Di Caro, mio capogruppo, e cioè di prendere questa
norma e di inserirla in un contesto molto più ampio, ma di
inserirne la disamina all'interno di un disegno di legge più
organico che riguardi il ritorno al Sud dei Siciliani - quindi il
ritorno in Sicilia dei Siciliani - ma anche il tema che lei oggi ci
propone, che sicuramente è di grandissima attualità, ma che, a mio
avviso, oggi non può essere discusso. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'assessore Armao per dei
chiarimenti rispetto agli interventi che poc'anzi si sono svolti.
Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente. Prima che la
questione si avviti su direttrici che nulla hanno a che vedere con
lo spirito di questo articolo, ricordo gli interventi in
Commissione sul punto dell'onorevole Foti, dell'onorevole Savarino,
che, in qualche modo inquadravano nel corretto alveo questa
iniziativa.
Questa iniziativa non è volta ad attrarre miliardari o Ronaldo in
Sicilia ...
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, assessore per l'economia. Perché già Ronaldo utilizza
questa normativa a livello nazionale, perché questa normativa è
stata introdotta a livello nazionale ed è stata introdotta a
livello nazionale rafforzata dall'ultima legge di bilancio.
Il tema non è questo. E se fosse questo, quello di attrarre
investimenti o pensionati in Sicilia, avrebbe un contesto -
concordo con quello che si diceva prima - non è l'emergenza. E,
invece, è vero tutto il contrario perché questa norma intende
rispondere ai moltissimi, moltissimi Siciliani, che lavoravano
presso uffici tecnici, imprese, uffici legali, banche - non parlo
di direttori generali, parlo di clerks, cioè impiegati che
lavoravano nelle banche in Francia o in Germani o in Spagna o negli
Stati Uniti - ai quali è stato detto: tornate nei posti da dove
venite .
Questo ha contribuito anche ad una riduzione dei costi delle
imprese perché, evidentemente, non hanno costi di affitto, non
debbono sopportare per i propri impiegati costi che, altrimenti,
appesantirebbero il costo del lavoro e, quindi, oggi questa gente è
qui. Non so quanti ne conoscete voi, ma ci sono centinaia,
centinaia e centinaia di Siciliani che, oggi, non verranno a fare
se c'è un'impresa, oggi per continuare a fare il lavoro che
facevano all'estero e che possono svolgere, invece, da Milazzo,
Erice, qualcuno è a Pantelleria.
Basta andare sui social e trovate gente che qualche anno fa viveva
in Europa, in questo momento è a Pantelleria perché fa lo smart
working da Pantelleria o da Lampedusa o da Marettimo.
Quindi, cosa succede? Noi abbiamo da un lato una legislazione che
il Governo nazionale, non questo quello precedente, ha varato.
Quindi, non è una misura di esenzione fiscale della Regione, è una
misura di esenzione fiscale dello Stato che porta a ridurre fino al
90 per cento il reddito ai fini IRPEF per chi torna, prenda
residenza nella propria regione di origine. Ovviamente dall'estero,
non stiamo parlando del resto d'Italia, dall'estero.
Dopodiché noi aggiungiamo, rafforziamo questa misura con quello
che possiamo con la potestà legislativa regionale, cioè con
l'esenzione del bollo.
Ho parlato con alcuni esponenti del Movimento Cinque Stelle prima
di cominciare, con l'onorevole Cappello ed altri, e sono
assolutamente d'accordo.
Se vogliamo introdurre una limitazione sino a 1800, 2000 di
cilindrata - poi troveremo la formulazione - a noi va benissimo,
non intendiamo favorire né le concessionarie Ferrari né le
concessionarie Lamborghini, non è questo il tema né lo spirito di
questo disegno di legge. Ma è solo che chi viene qui può avere un
ulteriore incentivo sapendo che torna qui e viene in qualche modo
incentivato fiscalmente attraverso il bollo, attraverso
l'addizionale IRPEF ma, anche, attraverso - e mi dispiace che il
primo intervento abbia volutamente sottaciuto questo profilo - a
fari riferimento alle imposte ipotecarie e catastali che vuol dire
comprare casa, investire in Sicilia.
Quindi, a nostro modo di vedere, questa norma è importante oggi
perché intercetta un fenomeno in atto, al di là di quella che, poi,
auspichiamo si possa costruire per portare qui gente che ha vissuto
altrove e può venire a risiedere qui, magari pensionati o altro.
Questo riguarda, in questo momento, chi lavora, i tanti che sono a
Londra come a Parigi come a Madrid come negli Stati Uniti, gli
hanno detto: Signori, tornatevene a casa perché qui non potete
stare . La professoressa ne conosce tanti anche a Messina perché
sono tanti nostri laureati, bravissimi, che erano all'estero che,
in questo momento, li vedi girare: che ci fai qui? Sono venuto
perché la mia banca mi tiene qua. .
Allora, se è così aiutiamolo perché aiutandoli possiamo pensare,
puntare che - ecco perché intendiamo accogliere l'emendamento 50.24
degli onorevoli Fava, Barbagallo e Lupo - dargli una proiezione
perché no, perché possano diventare imprenditori, diventare motori
oltre che comprare casa, comprare macchina, comprare una villa e
magari avere il giardiniere, fare degli investimenti, fare lavorare
imprese.
Quindi, l'obiettivo è intercettare un fenomeno che è in corso ed è
in corso durante la pandemia.
Scusate se mi sono dilungato, ma è una misura importante. Capisco
che avremmo dovuto aumentare 5 milioni di euro non 500 mila euro
per il primo anno, ma è una misura di cui dobbiamo vedere il
tiraggio. E' evidente che, se ci sarà un buon tiraggio, saremo i
primi a venire qui a chiedervi l'integrazione.
Per quanto, poi, ha detto surrettiziamente l'onorevole Di Paola,
come se fosse il manifesto di un fallimento di una misura, vorrei
sottolineare che quella misura, che ha avuto 6 domande nel 2020,
riguarda l'ultimo mese perché, sostanzialmente, per svolgere
l'accordo con l'Agenzia delle entrate, definire tutti i
procedimenti applicativi, ha riguardato un mese soltanto.
(Intervento fuori microfono)
Quando amministrerà lei, farà cose eclatanti Noi lavoriamo, con
fatica, cercando di mettere a disposizione tutta l'energia che
cerchiamo di mettere. I tempi per definire
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, per favore, chieda di
intervenire. Onorevole Dipasquale, chieda di intervenire e le sarà
data la parola.
ARMAO, assessore per l'economia. per cercare di dare attuazione
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, chieda di intervenire e le sarà
data la parola. Onorevole Dipasquale, non è necessario intervenire
ed interrompere mentre l'Assessore parla.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)
Basta, onorevole Dipasquale Basta
ARMAO, assessore per l'economia. ma cosa dice? Quali schifezze?
Abbiamo svolto, nei tempi più brevi possibili, l'attuazione della
disposizione ed ha avuto applicazione nel mese di dicembre. Ed è
una misura che è stata fortemente apprezzata dalle associazioni
datoriali e dagli imprenditori. Non la trovo assolutamente un
fallimento.
E' una misura che è già partita e nel 2021 avrà un ottimo
risultato. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie. Assessore. Hanno chiesto di intervenire gli
onorevoli Cracolici, Barbagallo, Foti, Palmeri, De Luca, Marano e
Caronia. Ci sono altri che desiderano intervenire? Così chiudiamo
le iscrizioni. L'onorevole Catanzaro. Ci sono altri che desiderano
intervenire? Dichiaro chiuse le iscrizioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Signor Presidente, io non contesto la norma, contesto
l'opportunità.
Oggi, siamo in una fase nella quale dovremmo occuparci come
evitare che vadano via i siciliani. Considerata la situazione che,
per la verità, viene da lontano e considerato che siamo in una fase
in cui le imprese, le società, come dire, smobilitano.
La prima questione che mi pongo, con tutto il rispetto, avrei
capito meglio una norma che si riferisse non alle persone fisiche
ma alle persone giuridiche, che consentisse, appunto, di allocare
in Sicilia aziende, società, per avere un beneficio fiscale, dà la
possibilità di delocalizzazione delle proprie attività nella nostra
Regione.
Avrei capito, ancora di più, se una misura, cosiddetta relativa
alle persone fisiche, avesse come finalità il ripopolamento delle
aree a rischio desertificazione demografica. E, mi riferisco alle
aree interne dove, com'è noto, il numero di cittadini residenti si
assottiglia sempre di più ed il rischio che siano luoghi solo dove
vivono solo anziani, con tutte le conseguenze che questo comporta,
è uno dei problemi che ha la Sicilia, considerato che la nostra
Regione ha la stragrande maggioranza dei comuni, sono comuni sotto
i 5 mila abitanti, alcuni dei quali sotto i 3 mila abitanti, i cui
processi di abbandono demografico sono sinceramente preoccupanti.
Da qui, in una visione progressiva, avremo il depauperamento
sociale di molti di questi comuni.
Questa è una norma che, capisco le misure nazionali, che sono
benefici fiscali ma, l'anno scorso abbiamo fatto quella per i
pensionati, mutuando il modello portoghese, in cui dovevamo
attrarre, dal punto di vista fiscale, coloro che volevano venire a
vivere in una zona, in un'area, la cosiddetta Florida del
Mediterraneo .
Mi pare che gli effetti siano stati quelli che sono stati qui
dichiarati, perché, purtroppo, le norme spot possono servire a
stare un giorno sui giornali, ma non hanno efficacia economica,
alcuna efficacia economica. Ecco perché appare come un pugno in un
occhio, nel giorno in cui abbiamo il problema di garantire ai
nostri commercianti, alle nostre imprese, un modo per sopravvivere
a questa che è la più dura pandemia, forse l'unica pandemia che la
nostra generazione ha conosciuto di una certa gravità sociale,
oltre che sanitaria, come dire, ci occupiamo delle brioches, siamo
come Maria Antonietta: di fronte al popolo che ha fame, noi gli
diciamo dategli le brioches, pensando che tutti mangiamo brioches.
Il popolo ha bisogno di pane.
Allora, credo che in politica esista un principio che è
l'opportunità degli atti che si fanno. Io considero questa norma,
con tutto il rispetto di chi si delocalizzerà grazie allo smart
working, ma con tutto il rispetto, chi tonerà in Sicilia grazie
allo smart working ci viene perché è nato, perché è cresciuto,
perché preferisce vivere nel luogo che conosce, quindi, non credo
che abbiamo il problema di garantire benefici fiscali aggiuntivi.
Il ritorno in Sicilia è già un ritorno connesso ad uno stato
sentimentale, ad uno stato di ricongiungimento familiare, ma non
c'entra nulla con una misura che riduca il bollo auto, piuttosto
riduciamo il bollo auto ai nostri commercianti, leviamo una serie
di tassazioni regionali per coloro che hanno il problema di come
poter mandare avanti le imprese e garantire un modello economico
possibile.
Ripeto, avrei capito se questa misura si fosse concentrata alle
imprese che volevano delocalizzare la propria attività nel
territorio siciliano, perché questo sì che creava un effetto
moltiplicatore, ma questa norma così com'è non serve a niente. Ecco
perché, personalmente, ritengo che l'Aula debba bocciarla, perché
non è tempo di demagogia, dobbiamo affrontare i problemi seri, duri
che stanno dinanzi a noi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici, per essersi attenuto ai
tempi che le erano stati assegnati. Una volta all'anno succede e io
l'ho voluto puntualizzare per il suo rispetto nei confronti dei
colleghi. Quest'anno già ha esaurito il suo budget, quindi, se
eccede un minuto non ci fa niente. Tutto quest'anno.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la giornata
odierna l'onorevole Ternullo.
L'Assemblea ne prende atto.
n. 961/A e n. 962/A
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge n. 961/A e n. 962/A
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente Di Mauro. Insomma, il clima di
stamattina è quello di orchestra del Titanic, la sedia del
Presidente della Regione resta vuota, la Sicilia oggi, ahimè, è al
centro di uno scandalo di portata nazionale e noi ci accaniamo a
continuare la discussione su un articolo che francamente ha poco
rilievo. Ha poco rilievo perché in questo momento i siciliani si
aspettano altro, si aspettano risposte, risposte ad una crisi che
continua a mordere sempre di più, ad una crisi che non è soltanto
economica, per cui questa Regione non è stata in grado di fornire
risposte adeguate, ma una crisi che è anche sanitaria e su cui le
risposte, se vogliamo, sono ancora peggio.
Occorreva dare risposte concrete in termini di trasferimento delle
risorse, di trasferimento delle risorse alle categorie che stanno
peggio e, invece, inseriamo in finanziaria l'ennesima norma spot.
Il modello per cui questo Governo ormai è diventato celebre, quello
degli annunci.
Io, assessore Armao, ho sentito parlare di tiraggio nel suo
intervento. Certo che se il tiraggio sono le sei domande che hanno
partecipato al bando pubblicato nel 2021, e a valere sulla
finanziaria 2020, siamo messi veramente male. È un intervento che
contestiamo sia nel merito, sia nel metodo. Nel metodo, perché
abbiamo già detto che tutto è certamente il momento, tranne quello
di interventi di questo tipo; e nel merito, perché non è il tema
della cilindrata, del bollo auto, certo che non è così che
attraiamo nuove persone in Sicilia e consentiamo il ritorno dei
siciliani nell'Isola.
Il tema vero è quello di incidere sulle persone giuridiche, quello
di valorizzare le aree interne, bisognava fare degli interventi
mirati. Insomma, il tempo passa ma siamo sempre a parlare delle
stesse cose, mentre fuori dal Palazzo c'è una Sicilia che aspetta
risposte, aspetta concretezza e non vede l'ora di uscire fuori da
questa situazione. Purtroppo, le risposte del Governo continuano ad
essere sempre deludenti e sconfortanti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Barbagallo.
E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, Governo e colleghi, insieme al mio Gruppo
esprimiamo il favore nei riguardi di questo articolo, lo avevamo
già fatto in Commissione Bilancio' e, a maggior ragione in questo
momento, che vediamo accolti favorevolmente due emendamenti dallo
spirito propositivo.
Vorrei ricordare che i dati Svimez ci dicono che dal 2002 al 2017
quasi due milioni di siciliani lavoratori formati, si sono spostati
nel Nord Italia e nel resto del mondo e le politiche di inversione
di questa tendenza nei riguardi dei giovani sono assolutamente di
buon auspicio, soprattutto cogliendo anche quello che è successo
durante lo scorso anno e che sta continuando quest'anno, che ha
visto naturalmente dare lo start a questo rientro.
Voglio ricordare che sono per la maggior parte, ci sono anche dei
gruppi social, delle associazioni che hanno interloquito anche con
il Ministero del lavoro richiedendo politiche efficaci di rientro
dei lavoratori al Sud con il mantenimento del posto di lavoro in
smart-working. Prima, diciamo, è stata ed è una costrizione in
alcuni casi, ma è una enorme opportunità. Vorrei ricordare che la
maggior parte di questi rientri avvengono proprio non tanto nelle
città metropolitane ma nei piccoli comuni, perché è da quelli dai
quali sono dovuti fuggire.
Non parlerei di miliardari, di milionari che rientrano, perché
anche, come dire, guardando alla categoria si parla di al massimo
neo trentenni alla prima occupazione, trovata proprio
nell'immediato, anzi che ha invogliato a lasciare la Sicilia. E'
chiaro che le risorse sono limitate e, poi, vorrei dire che altre
Regioni hanno aggiunto agli aiuti statali, agli incentivi statali,
con misure regionali, le somme sono poche, ma si sa siamo in braghe
di tela, per questo dovremmo rivolgerci con la stessa veemenza a
Roma per queste ed altre questioni.
Quanto alla questione della norma spot, Presidente, pochi giorni
fa abbiamo approvato un articolo che nel merito, per carità nessuno
batte ciglio, ma abbiamo messo 200 mila euro per l'acquisto di auto
elettriche, mi sembra veramente patetico dire che mezzo milione più
quello che riusciranno a racimolare, spero il più possibile, per
gli emendamenti che richiedono ovviamente copertura, siano cifre,
pensiamo ad altre norme spot che abbiamo prodotto e mi auguro
insomma che ci sia il voto favorevole, poi ben venga anche la
proposta della V Commissione che prevede, però, altro genere di
interventi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Foti.
E' iscritta a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, forse nei tanti interventi che mi
hanno preceduto questa cosa è stata detta, però, ugualmente vorrei
soffermarmi su un passaggio di questa norma sul quale, in
particolare, le argomentazioni dell'Assessore non mi hanno
convinto, ossia dove si dice che ad esclusione dei soggetti che
svolgono attività economica, quindi per com'è stata scritta questa
norma, ad oggi, si escludono da questi incentivi dei soggetti che,
ad esempio, vorrebbero delocalizzare la propria attività economica
nella nostra Isola. Quindi, chiedo di valutare di stralciare questa
frase. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne
ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, Governo, onorevole colleghi e
soprattutto siciliani premesso che desidero accostarmi alla corale
richiesta che il presidente Musumeci oggi stesso venga a riferire
sui fatti che hanno visto interessare dall'inchiesta della procura
di Trapani, oggi delegata quella di Palermo, praticamente tutto il
management dell'Assessorato che non è rinviabile, quindi,
Presidente, le chiedo di farsi portavoce nelle sue funzioni di
questa richiesta pressoché unanime dell'Aula.
Andando all'articolo credo che questo articolo sarebbe anche
andato bene se fosse stato proposto dieci o venti anni fa, infatti
non ha alcun tipo di visione, a nulla vale il richiamo o la
giustificazione che va a ricalcare, a rafforzare una norma
nazionale, infatti mi chiedo quale sia l'effetto moltiplicatore in
termini economici di questa norma, se pure attirasse cento,
duecento, trecento siciliani a ritornare qui a comprare casa o a
spendere quello che guadagnano in Sicilia, quale sarebbe l'effetto
moltiplicatore all'interno dell'economia. Capirei se mettessimo del
soldi per avviare nuove start up, per incrementare l'e-commerce, ma
non ha senso; c'era anche una norma che aveva proposto il collega
Catalfamo, quindi proprio della parte politica opposta alla mia, ma
quanto meno ha un senso perché tu dici nel mondo di Amazon,
nell'era del commercio digitale tu vai a implementare, a favorire
la nascita di nuove imprese, che vanno ad occupare posti
all'interno di quello che è il mercato reale e, invece no, stiamo
cercando di andare a mettere risorse per far tornare qualcuno di
cui non conosciamo neppure il reddito, perché sono soggetti che
lavorano all'estero e, quindi, non abbiamo nemmeno i dati
reddituali.
Poi vorrei capire qual è quella che sembra quasi un'esca, perché
non conosciamo neanche la misura dell'incentivo perché,
fondamentalmente, è determinata da quelli che saranno poi gli
acquisti che questo soggetto andrà a fare, quindi nemmeno li
conosciamo perché il fatto che facciamo trasferire la residenza ad
un lavoratore che, oggi, ce l'ha all'estero, poi non conosciamo né
la misura né quale sarà la destinazione dei suoi investimenti
perché, ovviamente, non l'andiamo a regolamentare all'interno della
norma, non andiamo ad inserire dei vincoli, quindi, vorrei capire
la prospettiva di questo articolo su cosa si basa, su quale
visione, su quale prospettazione, cosa state immaginando di
ricavare e, quindi, qual è l'effetto moltiplicatore. Noi andiamo ad
investire 500 mila euro ma per ottenere poi che cosa esattamente,
in un momento in cui i commercianti quelli che già hanno la
residenza in Sicilia, nel momento in cui le persone che già
dovrebbero pagare le tasse in Sicilia sono affamate dalla crisi
economica che è scaturita dalla crisi sanitaria che, oggi,
scopriamo essere stata gestita malissimo, non lo scopriamo oggi
perché lo abbiamo visto ma oggi abbiamo l'ulteriore conferma.
Allora, mi chiedo ma in questo momento storico che senso ha
approvare questo articolo o mantenerlo. Assessore, la invito
caldamente a ritirarlo, invece che farselo bocciare, perché questo
articolo non ha ragione di esistere in questa finanziaria, andava
bene trent'anni fa perché voi avete una visione che è di trenta
anni fa, non solo su questa materia ma su tutte le materie, voi
gestite la Sicilia male non guardate trent'anni avanti, la state
gestendo guardando a trent'anni fa. E' questo il vostro più grande
limite, il bello che siete pure convinti di essere degli innovatori
quando, invece, state facendo tutto quello che un amministratore
illuminato mai farebbe e mai si permetterebbe di proporre
all'interno di una finanziaria, in un periodo Covid, nel 2021. E'
un articolo da ritirare.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne
ha facoltà.
MARANO. Signor Presidente, Governo, colleghi, volevo intervenire
sull'articolo però, poi, mi guardo attorno, leggo le agenzie, leggo
le intercettazioni e mi chiedo com'è che si sta facendo finta di
nulla, oggi in quest'Aula; questo clima così come se non fosse
successo niente è scandaloso.
Venerdì il Presidente Miccichè ha bloccato l'Aula per paura del
Covid, perché abbiamo lavorato in condizioni magari non totalmente
di sicurezza e abbiamo bloccato i lavori perché eravamo implicate
qua duecento persone e dovevamo accertarci che nessuna di noi fosse
contagiata. Oggi, sono implicati tutti i siciliani di quest'Isola e
si fa finta di niente. Si va avanti, parliamo della finanziaria,
parliamo degli articoli successivi che rimangono per finire e nel
frattempo leggiamo le notizie che sono scandalose, Presidente Di
Mauro.
Quindi, per favore, visto che non possiamo fare finta di nulla,
perché qui parliamo della perdita della fiducia nelle Istituzioni
da parte dei siciliani, perché, non mi interessa, la cosa è molto
grave. Quindi, la prego di farsi portavoce con il Presidente
Miccichè e di dire al Presidente Musumeci di venire in Aula, di
lasciare tutto quello che sta facendo in questo momento e di
degnare questo Parlamento e spiegarci e dirci qualcosa, perché non
è per fare sceneggiate o fare teatrini, la questione è gravissima.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.
E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha facoltà.
CARONIA. Grazie, Presidente, molto brevemente. Io ho apposto la
firma all'emendamento dell'onorevole Fava, secondo il quale
indirizziamo delle somme, l'emendamento parla di 10 milioni e io
sarei ben felice se fosse così, chiaramente aspettiamo da parte del
Governo quella che sarà la volontà di coprire questo emendamento,
che ritengo sia assolutamente una norma di stimolo perché,
ovviamente, la possibilità di creare delle start up, nonché di dare
impulso alle nuove imprese, oggi è, assolutamente, importante,
indispensabile. E favorire le start up è una mission che, secondo
me, non possiamo non intestarci proprio in un momento storico come
questo. Quindi, appongo la firma. Poi, ovviamente, attendo lumi
rispetto a quello che il Governo vorrà fare in merito alle
coperture e al soggetto erogatore. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caronia.
E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.
Abbiamo terminato gli interventi.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, intervengo soltanto pochissimi minuti perché sulla
norma, assessore Armao, per carità, come impostazione e come
filosofia ineccepibile, però, il problema è la realizzazione e il
contenuto. E le dico subito il motivo: se ho capito bene lei vuole
interpretare con la norma, anzi dire con questa norma del ritorno
del lavoro in Sicilia. Quindi, parlare di South working.
Questa è una domanda che io mi sto facendo, per quale motivo?
Perché, se fosse così come South working, le volevo leggere alcuni
punti che sono dei punti programmatici di lavorare al Sud South
working, di una bellissima idea di giovani palermitani che,
ovviamente, da diversi mesi hanno fatto delle riunioni al Ministero
a Roma, prima con il ministro Provenzano, adesso giorno 23 con il
ministro Carfagna, proprio perché questi giovani hanno un'idea ben
chiara che, sicuramente, non è l'idea che viene prevista con 3, 4,
commi in questo articolo.
Ed io, non appena finirò, sicuramente lei che è un Assessore
autorevole e preparato avrà questo documento, ma io vorrò dare a
lei una copia di questo documento proprio per farle comprendere che
questa norma, dal mio punto di vista, soprattutto in questo
momento, è una norma che non dice nulla, assessore Armao. C'è
soltanto poca roba. Lei, invece, dovrebbe e se volesse realmente
costruire un qualcosa di importante che è in discussione, a Roma
prima e anche ora sul South working, dovrebbe ritirare questa
norma, per prevedere, facendo degli incontri importanti, un disegno
di legge apposito, perché è un argomento che non può essere
affrontato in una finanziaria, in un momento così particolare, con
un articolo.
Questo è un argomento che deve essere dettagliato e disquisito nei
minimi particolari.
Bene, mi prenderò un altro minuto proprio per leggere quali sono i
punti, cioè la finalità di questa associazione del progetto South
working è la promozione della coesione economica, sociale e
territoriale, cose che ci sono. Lo smart working, la diffusione e
la promozione dei contratti di lavoro agili o smart working, il Sud
relativo, cioè sono tutti punti, caro assessore Armao, che vengono
previsti in questi documenti che da mesi ci sono e, ovviamente,
questi giovani sono stati auditi anche a Roma.
Quindi, Assessore, la prego, è un argomento così importante, così
bello, che riguarda lo sviluppo dei giovani che, secondo me,
farebbe bene - proprio per non annacquare un tale argomento - a
ritirare la norma e anch'io sarò lì, il primo, a darle una mano e a
lavorare per potere costruire una norma che riguarda davvero i
giovani.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, intanto stiamo
facendo un'analisi per definire le coperture. credo che
segnatamente poi il Partito Democratico e il Movimento Cinque
Stelle dovrebbero mettersi d'accordo anche con la Delegazione
nazionale perché, vedete, questa norma è direttamente collegata con
una norma approvata a dicembre scorso, nella legge di stabilità
denominata il rientro dei cervelli che, se non ricordo male, è
stata votata dal
Ma siccome questo Governo non ha alcun tipo di preclusione
culturale o politica di fronte alle buone cose - come purtroppo
alcune volte sembra non essere e non avvenire in Sicilia - cosa
succede?
C'è un ottimo strumento, perché il ritorno dei cervelli è un
ottimo strumento elaborato dal governo Conte. Noi che cosa abbiamo
detto? Utilizziamo il rientro dei cervelli o il ritorno dei
cervelli , noi non abbiamo voluto
PRESIDENTE. Colleghi, chiedo scusa, mi fate sentire quello che
dice l'Assessore? Onorevole Caronia, onorevole Damante, per favore,
non si sente niente.
ARMAO, assessore per l'economia. utilizzare questa espressione
perché noi parliamo alle persone non solo ai cervelli e quindi il
ritorno in Sicilia vuole essere un messaggio a tutti coloro che
sono già rientrati, che stanno rientrano per effetto della pandemia
sulla base di normativa nazionale che già dà dei benefici, noi li
rafforziamo.
Quindi, la norma non è altro che il rafforzamento di una norma che
a Roma è stata approvata dal PD e dai Cinque Stelle, di una norma
fatta bene e che stiamo approvando migliorandola con la nostra
autonomia finanziaria, dopodiché per quanto concerne le coperture
dei due emendamenti, il primo lo possiamo coprire - si stanno
definendo gli emendamenti Presidente - con la manovra, mentre il
secondo lo copriremmo a valere sul Fondo Sicilia presso Irfis con
questa finalità, quindi l'idea di appostare uno massimo un milione
e mezzo in questa prima fase e poi vedere l'evoluzione. Quindi,
signor Presidente, chiederei proprio il tempo materiale di redigere
gli emendamenti.
Un'ultima cosa, l'onorevole Marano ne aveva già parlato e sono
assolutamente convinto: limitare a duemila di cilindrata
l'esenzione per l'acquisto dell'auto va benissimo o se si ritiene
anche più bassa, chi viene a vivere qua per lavorare in Sicilia in
smart working con una banca o uno studio legale o uno studio di
architetti o telefonia o qualsiasi altra attività amministrativa
non lo fa per venirsi a comprare la macchina, gli serve una
macchina per andare in giro, non certamente per pavoneggiarsi con
una super car.
Quindi, sotto questo profilo va benissimo limitare a duemila la
cilindrata, poi perché non facciamo riferimento - mi rivolgo al
Capogruppo dei Movimento Cinque Stelle - alle imprese, perché è una
misura che calza rispetto a una misura adottata a livello nazionale
che non riguarda le imprese; su quello e posso dare l'annuncio con
grande piacere all'Assemblea, abbiamo già l'intesa raggiunta con il
MEF di una norma di attuazione che consentirà alla Sicilia di
ridurre l'imposizione fiscale con le imprese che verranno a mettere
la sede in Sicilia.
Articolo 6, Schema di Attuazione, sulla quale c'è già l'intesa,
intanto dico di approvarla e farla andare in Gazzetta Ufficiale, ma
questa è un'altra, questa è la misura adottata a livello nazionale
denominata Rientro dei Cervelli , che noi potenziamo per i
siciliani che sono già rientrati in Sicilia, questa è la scelta. Ci
sono altre misure importanti per sviluppare, per non fare andare
via i nostri giovani, ma sono altre misure, questa è una prima
risposta, ma poi scusate, l'ottimo è nemico del buono, cominciamo
con una misura che è una misura importante, e su questa si potrà
andare avanti.
Presidente, ho bisogno di ancora un'oretta per definire il testo
e, quindi, subito dopo pranzo potrò depositare gli emendamenti
integrativi.
PRESIDENTE. La proposta, invece, quella dell'onorevole Catanzaro,
è fattibile o no? Perché siccome con l'onorevole Catanzaro avevamo
parlato anche con delle
ARMAO, assessore per l'economia. No, questa misura è qualificante,
Presidente, questa è una misura che ha un'altra finalità, quella di
cui parla l'onorevole Catanzaro è altra cosa.
E' un South Working strutturato, noi qui stiamo pensando a chi è
già venuto a vivere in Sicilia, può essere una prima misura che è
qualificante per il Governo, tant'è che stata inserita nella
delibera di Giunta, quindi, subito dopo pranzo potrà dare gli
emendamenti.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, volevo
solo precisare che non è che siamo contrari all'impostazione
dell'articolo, dicevo poco fa all'assessore, e lei non c'era, che
noi già in V Commissione abbiamo esitato il disegno di legge ad hoc
per contrastare lo spopolamento, e abbiamo anche parlato del South
Working, ora se questo articolo venisse inserito, proprio
strutturalmente all'interno del disegno di legge, sarebbe un modo
per cominciare a parlare di norme ordinamentali che vengono
trattate fuori dalla finanziaria, e non approfittare della
finanziaria per inserire qualsiasi cosa.
PRESIDENTE. Però, questo è un articolo che è giusto da
finanziaria, questo non lo so, poi decide l'assessore.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, signori
onorevoli, decide il Governo intero confrontandosi con l'Aula, ci
mancherebbe Però, ripeto, comprendo l'esigenza di un intervento
organico, e mi metto a disposizione, attenzione, vorrei dirlo ma
dispiace che manca l'assessore Scavone, ma abbiamo messo nelle
proposte fatte dal Governo sul Recovery Fund un capitolo dedicato
esclusivamente al South Working, quindi, ci vogliono misure molto
strutturate.
Questa, in questo momento, è una misura che risponde ad una
esigenza delle migliaia di persone che stanno o sono rientrate, o
stanno rientrando, e continuano a lavorare per dargli un sostegno,
per dargli una mano e, oltretutto, per sperare di poterli fare
stare qui, e che non rientrino a lavoro.
Signori, come voi ben sapete, onorevoli, il lavoro a distanza sarà
il futuro e resterà nel futuro, non è una congiuntura connessa alla
pandemia, quindi, dobbiamo strutturarci in questo senso, questo è
un modo di venire avanti ai tanti siciliani che lavorano per
soggetti terzi.
PRESIDENTE. Assessore, in definitiva, quindi gli emendamenti, poi
a parte che ci dobbiamo fermare per la copertura, ma gli
emendamenti quali sono quelli che lei accetterebbe?
Intanto mi sto facendo dire quelli su cui è d'accordo l'assessore,
poi votiamo tutto.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, signori
onorevoli, ho bisogno, proprio perché gli emendamenti provengono
dall'opposizione, di formularli e poi confrontarmi con loro,
quindi, chiedo l'accantonamento dell'articolo, Presidente.
PRESIDENTE. Benissimo L'articolo è accantonato
Si passa all'articolo 53. Ne do lettura:
Articolo 53.
Contratti Irfis-Finsicilia
1. L'Assessorato regionale dell'economia, dipartimento del
bilancio e del tesoro, è autorizzato a stipulare contratti con
Irfis-Finsicilia, società in house iscritta nell'albo unico degli
intermediari finanziari di cui all'articolo 106 del decreto
legislativo l settembre 1993, n. 385 e successive modificazioni,
per l'affidamento alla stessa di servizi di supporto
amministrativo, organizzativo ed assistenza tecnica ad alto
contenuto professionale in favore dell'amministrazione regionale.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per il
triennio 2021-2023, la spesa annua di 1.000 migliaia di euro.
3. Per le finalità di cui al presente articolo e nei limiti del
fabbisogno di personale approvato con decreto del Presidente della
Regione, su proposta dell'Assessore regionale per l'economia,
previo parere della Commissione bilancio dell'Assemblea regionale
siciliana, Irfis-FinSicilia è autorizzata a reclutare il personale
necessario, nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto
legislativo 19 agosto 2016, n. 175, attraverso l'utilizzo di
procedure ad evidenza pubblica, anche già avviate.
4. Tutti i rientri di cui alle misure gestite da Irfis-FinSicilia
previste dalla legge regionale del 12 maggio 2020, n. 9 e
successive modificazioni nonché quelli derivanti dalla gestione di
ulteriori assegnazioni a valere su risorse regionali ed
extraregionali confluiscono periodicamente nelle disponibilità del
Fondo Sicilia di cui all'articolo 2 della legge regionale del 22
febbraio 2019, n. l e successive modificazioni .
Stiamo facendo ora l'articolo 52? Onorevole Cracolici la sua
proposta è sacrosanta. L'articolo 52 ora non si può. Il 53 com'è,
di quelli che si può. Perché poi questo dipende anche dalla
sensibilità di chi li ha presentati, se sono del Governo o se sono
dell'Aula. Perché io non è che glieli posso togliere senza che ci
sia, da parte di chi li ha presentati, un'accettazione.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Grazie Presidente. Noi abbiamo accolto con difficoltà
quello che lei ha detto all'inizio dell'Aula, nel senso che andiamo
avanti nonostante tutto quello che sta succedendo fuori. Però non
possiamo fare due ore di discussioni su un articolo, e poi lo
accantoniamo. Che figura è, Presidente? Il Governo regionale che mi
fa fare due ore di discussione, e poi mi chiede l'accantonamento
dell'articolo.
PRESIDENTE. Accantonarlo è perché sta cercando delle coperture,
non è che per chissà cosa.
DI PAOLA. Le coperture sono per un emendamento che riscrive del
tutto l'articolo. Stiamo riscrivendo la finanziaria però, dico che
il Governo regionale ammetta le sue colpe e dica noi
PRESIDENTE. Io non credo che accettare i consigli dell'Aula sia
una colpa. Onorevole Di Paola.
DI PAOLA. Signor Presidente, noi possiamo anche, stiamo andando
avanti con enorme difficoltà, visto quello che sta succedendo
fuori. Però dico, facciamo due ore di discussione e poi l'assessore
mi dice accantoniamo l'articolo'. O l'accantoniamo all'inizio, e
non facciamo la discussione, oppure dal momento in cui si fa la
discussione, si vota.
PRESIDENTE. Ma, onorevole Di Paola, le chiedo scusa, nel momento
in cui l'Assessore sta valutando le proposte che gli erano state
fatte dall'Aula, e su alcune di queste è disponibile ad accettarle,
ma deve andare a guardare la copertura, qual è il problema? E'
esattamente il lavoro che bisogna fare.
DI PAOLA. Presidente, vogliamo capire quali sono tra i 20 articoli
che mancano, quelli che possiamo discutere, votare e non
accantonare?
PRESIDENTE. Intanto sulla rubrica del Bilancio non ce ne sono.
Forse c'è questo, ma non ce ne sono altri. Ce ne sono altri, ma
sulla rubrica Bilancio non ci sono tanti articoli da accantonare.
Non sono proposte di piccole cose, per cui quelle del bilancio le
dobbiamo fare. Si sta lavorando per vedere quali si possono
togliere dal resto dei 20 articoli che rimangono.
DI PAOLA. Però il 52, lo abbiamo saltato proprio perché, appena
inizia la discussione, lo accantoneremo.
PRESIDENTE. Non lo so se lo accantoneremo.
DI PAOLA. Perché nel 52 ci sono commi.
PRESIDENTE. Però è un articolo che io certamente non mi posso
permettere di accantonare, perché è un articolo complesso. Non
stiamo proponendo una gita in campagna.
DI PAOLA. Non è rivolto a lei, è rivolto al Governo. Se il Governo
ci può dire tra i 20 articoli che mancano quali sono quegli
articoli che possiamo discutere e votare.
PRESIDENTE. Onorevole, se noi andiamo avanti le garantisco che
tanto si toglieranno, ma dobbiamo discutere un attimo. Non è che li
possiamo togliere a sorteggio, né ognuno di quelli che ha
presentato un articolo ritiene di doverlo togliere. Dopo qualche
dibattito, dopo che si parla in Aula, si capisce quali si devono
togliere o meno. Nessuno mi dirà il mio toglilo, né il Governo, né
i rappresentanti parlamentari nel momento in cui hanno presentato
un articolo.
Per cui andiamo avanti, cercheremo di fare prima possibile.
Eviteremo di dare la parola a troppi, alla maggioranza mi faccio
carico di non darla più, o di darla per 30 secondi, quando c'è
qualcosa di urgente da dire, in modo che si possano velocizzare i
rapporti e i lavori d'Aula, e dopo di che vedremo di capire cosa si
può fare. La sua è la stessa che diceva Cracolici, e sono
d'accordissimo. Dobbiamo velocizzare. Quindi cercheremo di farlo in
tutte le maniere.
Allora scusate. Siamo all'articolo 53. Poi, prima della
sospensione, vi dico, avendo parlato a lungo con il Presidente
Musumeci, qual è l'organizzazione dei lavori che immaginiamo di
fare.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.
Ancora sul 50? Il 50 è accantonato. Se è un problema tecnico ne
parli con l'assessore. Se è accantonato non possiamo ritornare al
50.
Allora, onorevole De Luca, gli emendamenti soppressivi si
presentano nel momento in cui una legge, così com'è, non piace. Nel
momento in cui il Governo, ascoltata l'Aula, la sta variando in
funzione di quello che ha proposto l'Aula, io non posso dire
allora votiamo comunque il soppressivo .
Poi, se continua a non piacere, si voterà il soppressivo e si
boccia la legge. Ma siccome c'è stata una disponibilità ad
accettare alcune proposte dell'Aula, io non posso fare votare il
soppressivo prima, lo facciamo votare dopo. Aspettiamo le risposte
del Governo e poi, se necessario, si votano i soppressivi.
CRACOLICI. Signor Presidente dell'Assemblea, assessore e Governo,
questo articolo 53 ha gli stessi problemi di molti articoli della
finanziaria che, con ogni probabilità, saranno impugnati.
Perché? Perché avendo sottoscritto un accordo con lo Stato in cui,
tra le clausole dell'accordo, c'è quella di fare divieto di nuove
assunzioni per gli enti e le società partecipate - o sbaglio
assessore? - questa norma prevede un milione di euro per tre anni
all'Irfis, è scritto, per consentire lo scorrimento di una
graduatoria . E quindi nuove assunzioni.
Ora, io non sto a giudicare se all'Irfis servono o non servono le
persone che dovrebbero essere chiamate. Probabilmente sì. Ma la
domanda è: ma come facciamo a fare una norma in cui, avendo
sottoscritto un accordo che fa divieto di assunzioni, prevediamo di
dare delle risorse per fare le assunzioni?
Ecco la coerenza che manca a questo Governo. Io non ho nulla in
contrario se dobbiamo dare un milione di euro all'Irfis per le
attività gestionali. Intanto non possiamo farlo per un triennio,
perché il triennio nasconde il presupposto della pluriannualità. Ma
rimane il fatto che non possiamo scrivere in una norma della
finanziaria che quelle risorse che servono per fare nuove
assunzioni, perché in contrasto con l'accordo che ha voluto
sottoscrivere il Governo della Regione.
Ecco perché, assessore e Presidente, come dobbiamo procedere con
questa finanziaria? Io, adesso, non voglio fare la Cassandra, ma
questa finanziaria avrà una quantità di impugnative che mai nella
storia ha avuto una finanziaria della Regione.
Allora, noi vogliamo continuare a farci del male? O è più
opportuno che il Governo, con serietà, affronti le questioni di
fondo che sono necessarie a chiudere questa finanziaria, e stralci
quelle norme che sono state volute per interessi, i più diffusi e i
più particolari, ma che non potranno trovare accoglimento nello
stesso tempo in cui ha vigenza l'accordo 2021-2024 sottoscritto,
fino a quando non sarà cambiato l'accordo. Ma fino a quando c'è
quell'accordo, è evidente che non possiamo far finta che non ci
sia.
Ecco perché io chiedo al Governo, se ritiene coerente questa norma
con l'accordo che l'assessore Armao ha sottoscritto.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Cracolici, ora do la parola al
Governo, ma l'accordo che è stato fatto con lo Stato dalla Regione
siciliana non è che rende illegittima questa norma, per cui io mi
posso permettere no, la rende intanto temporalmente e poi non è
che la rende illegittima.
Il Governo ha fatto un accordo che - io spero - evidentemente, per
avere presentate tutte queste norme, stanno rinegoziando, perché
diversamente Ma siccome non è che c'è un problema di legittimità
della norma, la norma è legittima. Ho capito, ma dal punto di
vista del Presidente dell'Assemblea, la norma è legittima. E' un
problema del Governo e degli accordi che ha con lo Stato. Ho
capito, è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
Assessore, prego.
ARMAO, assessore per l'economia. Io credo che sarebbe opportuno,
quando si cita una fonte, che la si citi anche con riguardo al
punto specifico. Perché è vero che l'accordo prevede una riduzione
delle posizioni dirigenziali e il contenimento delle risorse umane,
ma lo prevede riguardando, se parliamo - onorevole Cracolici - del
punto j) o del punto e), che sono i due punti che riguardano
l'apparato amministrativo; per quanto riguarda i GAP, cioè il
gruppo amministrazione pubblica, a cui lei, opportunamente, faceva
riferimento, e nel quale rientrano le società regionali - è
previsto - e noi, al riguardo, abbiamo approvato un articolo,
sebbene a maggioranza, ma abbiamo approvato un articolo che prevede
misure che rientrano, l'abbiamo riscritto, rivisto, abbiamo
discusso a lungo su questo tema - ed è il punto M che riguarda le
partecipate, dove c'è scritto la riduzione dei compensi degli
organi di amministrazione e controllo .
Come voi sapete, il Governo ha dovuto ritirare la norma sugli
organi di controllo e della dirigenza, nonché delle spese per
consulenza e degli incarichi professionali degli enti e società
rientranti nel GAP, restando, ai fini del punto . gli impegni di
spesa corrente nel consuntivo della Regione, la riduzione di
trasferimenti correnti agli enti pubblici ed alle società del GAP.
Questo è nell'accordo.
Cosa vuol dire? Che, se una società per svolgere funzioni
crescenti che questo Parlamento gli ha conferito, non è che l'IRFIS
è venuta da noi a dire noi vorremmo sviluppare un processo di
assistenza tecnica in Slovenia, quindi, avremo idea di prendere
cento consulenti ed andarcene in Slovenia .
A quel punto sarebbe del tutto incompatibile.
Ma qui il Parlamento ha conferito all'IRFIS significativi impegni
aggiuntivi che, oggi, l'IRFIS fa fatica a svolgere, anche perché
con quei concorsi che sono stati espletati ha soltanto garantito il
turn over, cioè ha ripianato posizioni che la stessa Banca d'Italia
- il Presidente della Commissione Bilancio mi farà, certamente,
l'onore di condividere questa affermazione - aveva preteso perché,
essendo un soggetto vigilato, si sensi del Testo unico bancario,
deve assicurare alcune funzioni, alcune postazioni assolutamente
delicate con personale qualificato, che non si rinviene in modo
posticcio.
Dopo di che, attenzione, questa è una norma che nasce dal
confronto in Commissione, non è una norma che il Governo ha
inserito nel disegno di legge di bilancio e stabilità.
Quindi, potremmo dire è frutto del lavoro in Commissione, ma il
Governo la considera assolutamente importante, primo perché -
ripeto - non stiamo facendo assunzioni, ma stiamo soltanto
rafforzando una società partecipata per funzioni delicatissime che
gli abbiamo attribuito.
Ma la cosa più importante, onorevole Cracolici - che non le sarà
certamente sfuggita, in considerazione anche della sua lunga
esperienza parlamentare - riguarda il comma 4, cioè la possibilità
di assicurare, attraverso i rientri, nuova linfa finanziaria alle
misure che vanno in favore delle nostre imprese.
Quindi, l'orientamento è quello .
Il comma 4 dell'articolo 53 tutti i rientri, nonché quelli
derivanti dalla gestione di ulteriori . Valere su risorse regionali
ed extraregionali confluiscono nelle disponibilità del Fondo
Sicilia. Cioè noi col comma 4 - e non voglio riprendere il
precedente, onorevole Miccichè, perché tengo fede alla
sottolineatura che lei ha fatto all'onorevole De Luca, e la
condivido - non per riprendere l'articolo 50, ma un obiettivo è
proprio quello di finanziare una norma, auspicata dalle
opposizioni, a valere sul Fondo Sicilia.
E questo può funzionare se il Fondo Sicilia funziona come un fondo
che si rialimenta perché, altrimenti ... ed è necessaria questa
norma, assolutamente necessaria, per garantire a questo polmone
finanziario di funzionare come un polmone vero e proprio, e non
solo come una entità dalla quale escono risorse.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Sunseri.
Presidente Savona, essendo - come diceva l'assessore - una norma
che è nata in Commissione, se anche la Commissione, poi, volesse
dire la sua in modo che così chiariamo
Ne ha facoltà, onorevole Sunseri.
SUNSERI. Signor Presidente, colleghi, assessori, certo è difficile
e surreale continuare a discutere della finanziaria mentre fuori
tutti ci chiedono se il Presidente della Regione ha firmato o meno
le dimissioni dell'Assessore Razza in un momento così difficile.
Detto ciò, Presidente, anche questa domanda che ha fatto al
Presidente Savona, non è che possiamo far passare una norma del
genere come se fosse una norma presentata da un deputato? Io non
credo che un deputato abbia presentato una norma, senza il consenso
del Governo, comunque, averla condivisa col Governo, nel momento in
cui si stanzia 1 milione di euro, per far scorrere una graduatoria.
Se ci vogliamo prendere in giro, possiamo anche farlo, ma lo
ritengo, sul serio, surreale.
Detto ciò, signor Presidente, prima di tutto, affronterei
l'articolo 52, perché il 53 è, assolutamente, propedeutico e
collegato al 52. Noi, quindi, affrontiamo, prima il 52, in cui si
stanziano ingenti somme per il provvedimento in house di IRFIS e,
successivamente, trattiamo il 53, perché il 53, al comma 3, in cui
diciamo che stanziamo queste somme, per reclutare il personale
necessario attraverso l'utilizzo di procedure ad evidenza pubblica,
anche già avviate, prima di tutto, vorremmo capire quante sono
queste persone? Quante ne scorrono? Quante ci rientrano? Quali sono
le procedure avviate? Sono, cioè, le 11 che sono già state prese e
ne aggiungiamo delle altre? Fino a quando arriviamo? Quante ne
prendiamo? Queste sono le domande che l'Assemblea regionale
siciliana dovrebbe porre, non so, alla Commissione o al Governo.
Perché quello che stiamo facendo, che è quello che poco fa
denunciava il mio collega, sono nuove assunzioni all'interno di
società della Regione siciliana.
Dovremmo, quindi, capire, questi enti che continuano a fare sempre
assunzioni, e lo hanno fatto con evidenza pubblica, adesso, noi
stanziamo somme per procedere, nuovamente, allo scorrimento di
queste graduatorie? Arrivano fino alla fine? Quante persone sono
state selezionate? Queste somme a quante persone serviranno per
fare entrare all'interno di IRFIS? E, soprattutto, signor
Presidente, prima di trattare IRFIS come una società in house, e
stanziare le somme per avviare le procedure di reclutamento,
dovremmo trattare l'articolo 52, perché l'averlo accantonato, prima
di trattare il 53, non ci permette di capire quali somme dovrà
andare a gestire IRFIS, perché se lei legge il 52, c'è un esplicito
riferimento in cui si dice che l'80% delle somme servirà a
rifinanziare il bonus Sicilia imprese ed il 20%, invece, a
finanziare questa procedura in house di IRFIS, ed il personale
dovrà servire a questo.
Noi, quindi, non possiamo trattare prima di tutto, o meglio lo
comprendo, ma non dovremmo farlo, prima di tutto il personale di
IRFIS e dopo gli diamo le somme. Prima trattiamo e vediamo se
questa Assemblea vuole portare avanti quella legge e l'articolo 52
e, successivamente, vediamo sul 53 come farlo.
PRESIDENTE. Onorevole Savona, chiedo scusa, cosa diceva?
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore.
PRESIDENTE. Non capisco niente, se parlate al microfono.
DI MAURO. Signor Presidente, vorrei parlare prima del Presidente
Savona. Brevemente.
PRESIDENTE. C'erano altri iscritti a parlare. Lo dicevo, soltanto,
per chiarire se dobbiamo andare avanti o meno, soltanto questo.
Poi, per carità
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore. L'esigenza che
acclara l'assessore è veritiera, perché corrisponde ad un dettame
della Banca d'Italia che aveva bisogno l'IRFIS, perché non può
andare avanti, e ha bisogno del personale. Da qui, nasce il
concorso da fare, cercando di allargare i numeri, perché hanno
avuto nuove iniziative da portare avanti, e hanno bisogno del
personale.
Quello che manifestava l'onorevole Sunseri fa parte dell'articolo
52. In effetti, ci sono prima le risorse per nuovi incarichi, e
questa è la parte seconda per il personale.
PRESIDENTE. Presidente Savona, la coerenza con l'accordo Stato-
Ragione, esiste, non esiste?
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore. E' coerente
perché c'è della Banca d'Italia dove si dice avete se no dovete
chiudere, non avete il personale adatto per potere andare avanti.
Questo è in sintesi quello che dice la Banca d'Italia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Governo, colleghi. Credo che quello che
prevede l'accordo del 14 gennaio 2021, interessa, ovviamente, tanto
il Governo quanto questo Parlamento.
Ci dobbiamo ricordare, infatti, che la violazione dell'accordo, fa
venir meno la spalmatura decennale del disavanzo, con conseguenze
drammatiche per il bilancio della Regione.
Noi abbiamo il dovere, quanto il Governo, di osservare e
rispettare le previsioni dell'accordo 14 gennaio 2021.
Non è un elemento che è di esclusivo interesse del Governo e,
quindi, rispetto al quale noi possiamo non avere la massima
attenzione, tanto che in allegato a questo bilancio ci sarà
l'approvazione del piano di rientro per i 40 milioni.
Ora, se il piano di rientro, e quindi l'accordo 14 gennaio,
prevede l'obbligo di riduzione dei trasferimenti alle partecipate,
e con l'articolo 53 si fa un trasferimento aggiuntivo di un milione
di euro, è chiaro che la norma è in contrasto con l'accordo
nazionale, questo mi sembra di tutta evidenza.
Aggiungo, la formulazione del comma 1, non mi convince per niente,
perché l'idea non di potenziare IRFIS per le proprie attività
istituzionali, che già attualmente svolge, ma con il comma 1,
dell'articolo 53, si attribuiscono ad IRFIS nuove funzioni
istituzionali di supporto amministrativo, organizzativo, assistenza
tecnica ad alto contenuto professionale in favore
dell'amministrazione regionale. Cioè, la norma ha il sapore di
volere esternalizzare funzioni proprie della pubblica
amministrazione regionale, attribuendole ad IRFIS, funzioni che ad
oggi IRFIS non svolge.
Se la Banca d'Italia ha chiesto di potenziare l'organico
dell'IRFIS, evidentemente è per lo svolgimento delle attività
istituzionali, ma se si potenziasse l'organico dell'IRFIS per
attribuire ad IRFIS attività nuove e diverse rispetto a quelle che
attualmente svolge, è come se questo potenziamento non avvenisse,
nel senso che ad assunzioni corrisponderebbero nuovi carichi di
lavoro per attività ad oggi non svolte da IRFIS.
Allora, io credo che l'articolo 53, non solo aumenta i
trasferimenti ad IRFIS, in violazione dell'accordo 14 gennaio, ma
non ne condivido proprio lo spirito e la logica e la politica di
esternalizzazione di funzioni proprie della pubblica
amministrazione regionale, ad una società, ancorché in house.
A mio avviso è surrettiziamente una previsione normativa che
esternalizza funzioni proprie della PA, aggirando perfino il
divieto di assunzioni previsto dall'accordo 14 gennaio, sia per il
comparto che, a maggior ragione, per la dirigenza. Perché se si
dice ad alto contenuto professionale , evidentemente si fa
riferimento a funzioni altamente professionalizzate, che
normalmente vengono svolte da dirigenti.
Quindi, noi siamo contrari all'impostazione, perché riteniamo per
le ragioni anzidette, e fondamentalmente perché contraddice
l'accordo 14 gennaio, esponendo la Regione siciliana tutta a
conseguenze gravissime.
PRESIDENTE. Scusatemi un attimo, è già l'una e mezza, io vi dico
quello che mi ha detto il Presidente della Regione poco fa,
dopodiché andremo a pranzo, ma in questo frattempo, in queste due
ore, ho bisogno poi di parlare sia col Governo che con la
Commissione per decidere come andare avanti nei lavori.
Ho parlato col Presidente della Regione, che mi ha detto che c'è
una disponibilità totale a venire in Aula a riferire, tanto che
anche oggi lui verrà in Aula per la finanziaria, però mi ha chiesto
un minimo di tempo - ma è qua, fare un dibattito senza che si possa
rispondere a quelle che sono le cose, mi sembra sciocco, sarebbe un
dibattito che poi domani possiamo andarlo ad affrontare di nuovo,
con i nuovi elementi.
Per cui, io credo che il Presidente sarà qui in Aula, nel momento
in cui capiremo che c'è un'ora di tempo disponibile, oppure mi dice
di avere tutte le informazioni possibili per potere intervenire,
interverrà, non ha nessun problema. Mi ha detto che alle tre ha
convocato la Giunta, credo per le dimissioni dell'assessore Razza,
quindi per le conseguenti pratiche che si devono svolgere,
dopodiché, immediatamente dopo, mi ha chiesto di cominciare alle
quattro, per cui lui alle quattro sarà qua in Aula, intanto per
seguire la finanziaria e poi decidere insieme, con assoluta
serenità, perché ha tutta la disponibilità di questo mondo ad
intervenire sull'argomento e a parlare di quello.
Vuole soltanto, e credo che l'avevamo detto già prima, credo che
sia assolutamente opportuno che sia così, tutte le carte per
capirese ci sono novità, perché è inutile che poi stasera escono
fuori novità, e rifacciamo il dibattito d'Aula.
Credo che quando succedono queste cose, fare il dibattito a
distanza di tre-quattro ore non sia mai avvenuto, proprio perché
non è normale, lo si farà comunque domani, nel corso della
finanziaria, lui non ha nessuna intenzione di aspettare
Onorevole Pasqua, oggi con questo atteggiamento, è un fatto
assolutamente ridicolo, se mi posso permettere, oggi si discuterà,
intanto basta dirgli allora di non venire in Aula e lei è contento?
Lui vuole venire in Aula proprio perché c'è la finanziaria, e si
vuole continuare a discutere la finanziaria, dopo di che essendo
qua il Presidente, onorevole Pasqua, il mio compito è fare ordine
in Aula, il mio compito è finire la finanziaria, dopo di che esiste
l'assoluta disponibilità del Presidente a riferire in Aula sulla
vicenda che è successa, non tentate di obbligarmi sui minuti, le
ore, perché ve lo potete levare dalla testa, l'ordine dei lavori
viene stabilito dalla Presidenza insieme ai Presidenti dei Gruppi
parlamentari, se volete possiamo andare a fare una riunione dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, ma non c'è dubbio che noi siamo
in Aula per finire la finanziaria.
Mi ha detto il Presidente che nel caso in cui dovessimo decidere
durante i lavori della finanziaria, se dovessimo interromperci per
due ore per qualche motivo, di fare il dibattito, lui a partire da
domani sarà pronto, pur venendo oggi stesso - non si apre il
dibattito su questo - pur venendo oggi stesso in aula a seguire i
lavori della finanziaria, come tutti noi.
(Brusio in Aula)
CRACOLICI. Ha deciso che finiamo la finanziaria.
PRESIDENTE. Silenzio
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, la ringrazio, apprezziamo il suo
legittimo tentativo di tenere tutto dentro un ragionamento
condiviso e ordinato. Mi permetto di porgerle un suggerimento,
perché lo rivolgo al Presidente. E' del tutto legittimo che il
Presidente sia qui alla ripresa dei lavori a partecipare alla
discussione al voto sulla finanziaria. E' irreale che il Presidente
qui si presenti e senza che in quel momento stesso venga indicato
quando con lui discuteremo delle cose accadute, perché naturalmente
l'intero dibattito sulla finanziaria finirà per poi pretendere
questa risposta al Presidente, quindi il nostro consiglio, alle
16:00 ricominciamo? Con il Presidente Musumeci sia quello il
momento, senza lasciarlo alla genericità e alla discussione in cui
si decide quando si discute, oggi pomeriggio troviamo tre ore, una
parentesi? Ne parliamo domani mattina? Però decidiamo subito alla
ripresa.
PRESIDENTE. La discussione è quasi obbligatoria, e cioè nel
momento in cui si vota la finanziaria. Ma nel caso in cui fosse
disponibile un periodo di tempo sufficiente per poterlo dibattere
prima, il Presidente è assolutamente disponibile, ma è chiaro che
noi dobbiamo finire la finanziaria, per cui la cosa normale è che
il dibattito avvenga un minuto dopo che è stata votata la
finanziaria.
Speriamo che questo avvenga in tempi brevi, non possiamo stabilire
l'orario, perché non so se per la finanziaria serva ancora un
giorno o due, un'ora o cinque, per cui credo che tutti sia
assolutamente normale, andiamo avanti sulla finanziaria, il
Presidente è disponibilissimo a fare qualsiasi intervento.
La mia richiesta è fine finanziaria, quando finisce la
finanziaria, punto. Se poi il Presidente volesse discuterne prima,
ma l'ordine del giorno che io prevedo e che proporrò ai Presidenti
dei Gruppi parlamentari è questo.
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 13.34, è ripresa alle ore 16.49)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, aspettiamo un secondo che sta per
entrare il Presidente della Regione, il quale mi ha chiesto di
intervenire.
Presidente, Buonasera.
dell'Assessore per la salute
Comunicazioni del Presidente della Regione in ordine alle
dimissioni
dell'Assessore per la salute, avvocato Ruggero Razza
MUSUMECI, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, ho chiesto la parola perché mi sembrava giusto informare
l'Aula delle conseguenze che ha avuto l'azione della Magistratura,
su disposizione della Procura della Repubblica di Trapani, a carico
di tre dipendenti del Dipartimento Sanità, che hanno subìto misure
restrittive, e a carico dell'assessore per la salute, avv. Razza,
che ha ricevuto un avviso di garanzia per falso ideologico.
Stamattina ho incontrato l'Assessore, visibilmente provato, e mi
ha anticipato l'inoltro di una lettera, certamente sofferta, della
quale - se lei è d'accordo, signor Presidente - io vorrei dare
lettura all'Aula, lettera già protocollata alcuni minuti fa.
Signor Presidente, nella mattinata di oggi ho appreso di essere
sottoposto ad indagini da parte della Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Trapani a seguito della notifica di una
ordinanza custodiale a carico di più persone, nell'ambito di una
attività investigativa compiuta nella disamina delle attività di
contenimento dell'epidemia nel territorio della Regione.
Benché abbia piena la consapevolezza di avere operato in questi
difficili mesi nel rispetto del mandato affidatomi e che la nostra
Regione abbia sempre anticipato provvedimenti di contenimento
dell'epidemia senza mai attardarsi nelle scelte più adeguate per
proteggere i siciliani, ho il dovere, proprio perché il momento
della pandemia lo impone, di sottrarre il Governo da qualsiasi
ombra affinché si possa adeguatamente operare in questo
difficilissimo momento.
Per questa ragione, Le chiedo di accogliere, con immediata
efficacia, le mie dimissioni dall'Ufficio di assessore regionale
della salute.
Le sono grato per avermi considerato per un ruolo così
impegnativo, al quale ritengo di avere atteso con senso del dovere
e delle istituzioni. Ma proprio questo senso del dovere, oltre che
gli insegnamenti ricevuti ai quali ho sempre uniformato la mia
condotta, mi impongono di considerare che prima degli uomini
vengono le istituzioni.
Nel rinnovarle i sensi della mia incondizionata stima, sento di
dovere ringraziare tutti gli operatori della Sanità siciliana che
hanno dimostrato in questa dolorosa pandemia di non essere secondi
a nessuno per competenza, capacità e senso della loro missione.
Con i più deferenti saluti, avvocato Ruggero Razza .
E' un atto di grande responsabilità che fa onore all'avvocato
Razza che non mi sorprende conoscendone la formazione politica,
culturale, l'integrità morale.
So che da più parti è emersa l'esigenza di un dibattito in
quest'Aula sulla vicenda giudiziaria di cui stiamo parlando.
Voglio assicurare l'Assemblea che il Governo, e in particolare il
Presidente, non intende assolutamente sottrarsi al confronto.
Vorrei solo lanciare un appello. In questo momento, proprio in
coerenza con il rispetto verso le istituzioni, prima ancora che
verso le persone e quindi verso i partiti, proporrei di definire lo
strumento contabile, la finanziaria che è un atto indispensabile
per la comunità siciliana, ed un minuto dopo - se lo si ritiene -
possiamo, signor Presidente, dare vita al dibattito, pur non avendo
né io né altri potuto procedere all'acquisizione di atti e, quindi,
alla lettura degli atti stessi, però, se il dibattito politico
viene chiesto non saremo certamente noi a doverci sottrarre.
Nel frattempo, voglio comunicare all'Assemblea che ho assunto
l'interim dell'Assessorato per la sanità e lo terrò fino a quando
lo riterrò necessario ed opportuno farlo proprio perché voglio
assicurare i siciliani che non defletterà il Governo di un solo
centimetro dal percorso fin qui fatto con l'assessore Razza e con
tutto il Governo. Quindi, andremo avanti dritti senza una tregua di
un solo minuto, lo impone la pandemia, lo impone la volontà dei
siciliani, lo impone il nostro dovere istituzionale.
Vi ringrazio e grazie anche a lei, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente.
Allora, io comunico all'Aula che, così come peraltro eravamo
rimasti in qualche maniera senza che ci fosse stata una Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, però, negli incontri che
abbiamo avuto con alcuni Capigruppo e con alcuni colleghi, ritengo
la decisione del Presidente Musumeci, ovviamente, la più corretta e
sono convinto come lui che noi oggi lo dedichiamo interamente alla
finanziaria, cercando di andare più avanti possibile. Domani
mattina continuiamo, se non dovessimo finire prima, questa
finanziaria e appena avremo fatto il voto sulla finanziaria,
immediatamente, poi dipenderà dall'orario, insomma a questo punto
senza più nessuna limitazione sentirò i Capigruppo per convocare
immediatamente la riunione per il dibattito d'Aula, per le
informazioni che il Presidente Musumeci vorrà dare anche a seguito
delle carte, come dire, che arriveranno e per cui che renderanno
anche più chiara a tutti qual è la questione, quali sono i fatti in
questione con maggiore esattezza.
Per cui, ringrazio il Presidente anche per la sua presenza in
finanziaria, nonostante il momento così complicato, e ritengo di
andare avanti.
n. 961/A e n. 962/A
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge n. 961/A e n. 962/A
PRESIDENTE. Colleghi, avrei pensato di fare, intanto, gli articoli
della finanziaria che sono quelli più urgenti, per cui anche
l'articolo 50 in questo momento lo terrei accantonato; anche
l'articolo 53 di cui stavamo discutendo prima di chiudere lo
riterrei accantonato.
Intanto, oggi dobbiamo provare a fare i ristori e poi l'articolo
52 e l'articolo 2. Vediamo cosa riusciamo a fare per oggi e poi
decideremo che cosa fare successivamente; però, intanto, dobbiamo
certamente ultimare quelli che sono obbligatori per la finanziaria.
Poi decideremo insieme ai Capigruppo, ovviamente, che cosa fare,
come comportarci.
Per cui, teniamo accantonati quelli che avevamo pure iniziato a
dibattere ed andiamo direttamente all'articolo 104.
Si passa all'articolo 104. Ne do lettura:
«Art. 104.
Contributo straordinario per i lavoratori stagionali
l. Al fine di destinare un contributo una tantum ai
lavoratori stagionali siciliani, è istituito un Fondo di
10.000 migliaia di euro a valere sulle risorse del POC
2014/2020.
2. Con decreto dell'Assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali ed il lavoro sono definiti modalità e criteri di
assegnazione del contributo.
L'ordine del giorno prevedeva un ulteriore utilizzo di duecento
milioni che servivano da fare attraverso un atteggiamento che li
vedeva utilizzati in Giunta ed è stata fatta e sarebbe stata fatta
il martedì successivo all'approvazione della finanziaria. E questa
è già pronta per la settimana pronta dove all'interno ci andrà
all'interno tutta la logica dei ristori che sono».
Intanto, prima di dare la parola all'onorevole Ciancio, i colleghi
che devono intervenire, faccio veramente, questa volta, una
preghiera, un invito alla responsabilità di tutti, se riusciamo a
finire presto, quindi, senza troppi interventi, è chiaro che la
cosa sarebbe meglio per tutti. Invito, ancora, i Presidenti della
maggioranza che sono stati per quanto possibile bravissimi finora
ad evitare gli interventi o di continuare ad evitarli se non quando
sono assolutamente obbligatori per un tempo limitatissimo di minuti
o addirittura di secondi.
Scusi, onorevole Ciancio. C'è una riscrittura di chi? Chi ha
mandato la riscrittura il Governo o la Commissione? Ci è arrivata
una riscrittura non firmata, se non c'è la riscrittura è inutile
parlare. Il tempo che ci pensate passiamo all'articolo 105. E poi
riprendiamo il 104, però intanto diteci di chi è questa
riscrittura.
Si passa all'articolo 105. Ne do lettura:
«Art. 105.
Ristori per i settori della ristorazione,
dell'organizzazione wedding
e delle cerimonie e della moda
l. Al fine di ristorare le imprese e le attività commerciali dei
settori della ristorazione, del wedding, delle cerimonie,
dell'abbigliamento e delle calzature, particolarmente colpiti dalla
crisi economica conseguente all'epidemia da Covid-19, la Regione è
autorizzata a concedere agevolazioni, in forma di sovvenzioni
dirette, di contributi a Fondo perduto, sulla base dei regimi di
aiuto applicabili, compreso il nuovo quadro di riferimento
temporaneo come da comunicazione della Commissione 2020/C 91 I/01.
2. Con decreto dell'Assessore regionale per le attività produttive
sono individuati, sentite le associazioni di categoria maggiormente
rappresentative, i codici ATECO delle imprese aventi diritto alla
misura di cui al comma 1.
3. Per le finalità di cui al presente articolo, la relativa spesa
è determinata in 2.000 migliaia di euro, comprensiva degli oneri
derivanti dalle attività di gestione delle agevolazioni, a valere
sulle risorse del POC 2014/2020».
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
della Regione, si è detto più volte che chi rientra nei ristori
all'interno della finanziaria
Presidente, è abbastanza delicato il capitolo dei ristori perché
abbiamo detto che chi non rientra qua dentro
Io mi fermo
PRESIDENTE. Ma se devo dire una parola non è che posso...
ZITO. L'ho capito, però stiamo parlando di una cosa delicata.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, prego.
ZITO. Abbiamo detto che chi entra all'interno della finanziaria
non avrà gli altri ristori, quelli previsti nell'ordine del giorno.
Siccome all'interno dell'articolo 105, abbiamo stanziato una cifra
che è solo di 2 milioni di euro, dove all'interno mettiamo tutti
quelli che rientrano nella ristorazione, quelli del wedding, le
cerimonie, la moda, le calzature, vorrei ricordare che, ad esempio,
i ristoratori ma anche il settore cerimonie e wedding sono una
grossa fetta che sono rimasti totalmente fermi da fine ottobre ad
oggi. Quindi, inserendo 2 milioni di euro stiamo dando solamente le
briciole e li stiamo escludendo possibilmente dai ristori previsti
da un ordine del giorno che, comunque sia, ancora non abbiamo
visto, pertanto non sappiamo all'interno di questo ordine del
giorno che cosa ci sia, cosa riguarderà e soprattutto quanti soldi
sono stanziati.
Io inviterei a riflettere bene su questi articoli perché non
possiamo mettere briciole su chi è stato chiuso completamente e non
ha avuto ovviamente gli introiti dell'attività. E invece tutto un
ordine del giorno che non sappiamo com'è composto e cosa ci sarà
all'interno. Quindi. ragioniamo con calma e facciamo le cose per
bene. Grazie.
PRESIDENTE. Assessore, in effetti l'altro girono abbiamo detto
questo, l'ho detto pure io. Questi cosa sono? Ristori a che cosa?
Perché altrimenti rischiamo di tenerli fuori dall'ordine del
giorno Se il Governo può chiarire un attimo questa cosa,
altrimenti ce lo diciamo 100 volte.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome
ciclicamente, quasi per ogni articolo, torna in discussione questo
ordine del giorno, direi di non ingessarci dicendo fin da ora che
chi riceve i finanziamenti della finanziaria non sono le categorie
che rientrano nell'ordine del giorno
PRESIDENTE. Forse dire che se ne tiene conto, senza
CIANCIO. Esattamente. In modo tale che non apriamo un dibattito su
ogni articolo dicendo che se li inseriamo in finanziaria non li
mettiamo nell'ordine del giorno. Altrimenti è un continuo
PRESIDENTE. Noi diciamo che nell'ordine del giorno si terrà conto
di quello che è stato dato comunque nella finanziaria Vedo che il
Presidente è d'accordo, per cui lo consideriamo assolutamente così
e la ringrazio per il suo intervento.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Chiedo ai deputati, se devono intervenire, di attirare
l'attenzione dell'onorevole Tamajo perché è lui che scrive le
richieste di intervento, altrimenti non posso stare attento ad
altre cose. Grazie. Anche se all'onorevole Tamajo per farlo stare
attento bisognerebbe togliergli il telefonino Caso mai tra un po'
glielo sequestriamo
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la scorsa settimana
quando abbiamo iniziato a trattare l'articolo 104 sugli aiuti ai
lavoratori stagionali, avevo depositato la riscrittura del comma
14, articolo 5, legge n. 9/2020, sui ristori ai lavoratori delle
IPAB, con la firma del Ragioniere generale dottore Tozzo. Quindi,
desideravo sapere se sarà distribuito. Grazie.
PRESIDENTE. Sì, per adesso stiamo facendo i ristori e poi può
essere inserito poi nell'articolo 52. Lo vediamo, adesso lo
verifico e glielo faccio sapere.
Se l'onorevole Foti dice che è firmato da Tozzo, nessuno lo può
mettere in dubbio.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha facoltà.
Onorevole Lo Giudice, rimaniamo nei limiti della regola degli
interventi di maggioranza per favore.
LO GIUDICE. Signor Presidente, Assessori, Presidente della Regione
e onorevoli colleghi, come ricorderete
PRESIDENTE. Già metà intervento se lo è preso a salutare.
Evitiamo. Dobbiamo sbrigarci.
LO GIUDICE. Questo è il minimo, visto che siamo all'inizio. Con
l'assessore Scavone, la settimana scorsa, e anche con il Presidente
della Commissione Bilancio' avevamo evidenziato, come ricorderete,
che in merito all'articolo 104 c'era la necessità di entrare più
nel dettaglio e di fare un approfondimento, proprio al fine di
fugare eventuali dubbi in merito
PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, siamo al 105 per ora. Siamo al
105. Il 104 lo abbiamo fermato un attimo e, quindi, siamo al 105.
LO GIUDICE. Chiedo scusa.
PRESIDENTE. Chi ha chiesto di intervenire? Nessun altro ha chiesto
di intervenire. I soppressivi sono ritirati?
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo
anche perché, la scorsa settimana, ero intervenuto su questi
articoli, però al 105, diciamo, diamo noi una particolare
importanza perché quello del wedding è un settore dove noi l'anno
scorso, a fine finanziaria, come Partito Democratico, siamo
intervenuti ed abbiamo presentato un disegno di legge in
Commissione che prevedeva, su questo settore che era stato
dimenticato dalla finanziaria del 2020, un disegno di legge con un
articolo, in Commissione Attività produttive' con dieci milioni di
euro, proprio per dare un segnale, anche se poco, ad una categoria
che dal nostro punto di vista è una categoria che viene
abbandonata.
Le voglio ribadire un concetto, che questa categoria del wedding -
Presidente dell'Assemblea, se mi dà un attimo di attenzione perché
è un argomento a cui tengo in maniera particolare - è una categoria
che, dal nostro punto di vista, non possiamo lasciare indietro.
Quindi, in Commissione abbiamo condotto un articolo, che è il 105,
mettendo tre milioni di euro dove sono forse milleduecento le
aziende che in Sicilia attengono a questo settore. E' chiaro che
questa somma non è sufficiente per la categoria, però è un segnale.
Certo, l'auspicio sarebbe quello che se, magari, su questo famoso
ordine del giorno e con quella somma di soldi che ci dovrebbe
essere proprio su altri fondi si potesse incrementare, però è un
articolo al quale teniamo in modo particolare e, quindi, su questo
settore chiedo un'attenzione sia del Governo ma anche dai colleghi
e dall'Aula.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Catanzaro, al di là dell'attenzione del
Governo, vedo che ci sono tutta una serie di emendamenti che
aumentano la spesa. Per cui, chiedo al Governo, ma non credo ci
possano essere disponibilità. Per cui, nei limiti degli importi
indicati dall'articolo possiamo fare tutte le modifiche di questo
mondo, ma importi in più non credo. Assessore, se mi vuole dire
perché credo che sia onestamente impossibile trovarli, è così? E,
quindi, li dobbiamo considerare inammissibili a meno che i
presentatori non vogliano limitare, cioè ma proprio neanche un euro
in più. L'importo che c'è nell'articolo, qua in questo caso sono 2
milioni di euro, questo c'è nell'articolo Ci sono addirittura
emendamenti che aumentano di 50 milioni. Se volete li dichiaro
inammissibili tutti, quelli con maggiore onere, però se invece
qualcuno volesse fare qualche cosa di utile. Va bene, allora li
dobbiamo dichiarare inammissibili.
I soppressivi sono ritirati? Sono ritirati. Allora l'emendamento
dell'onorevole Lo Giudice, lo devo dichiarare inammissibile. Il
105.4 era il soppressivo. Il 105.11, Assessore? L'onorevole Marano
lo mantiene? Sostituisce il codice Ateco
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Assessore Armao, il mio emendamento, il 105.11,
praticamente per evitare che vengano escluse attività e codici
Ateco inserisco la sezione e le divisioni, il 47.7 e il 47.8,
quindi mantiene le categorie che sono all'interno del testo, però
cerca di ampliare la platea per evitare che vengano escluse altre
categorie come gli ambulanti e altre attività.
PRESIDENTE. Assessore Armao?
ARMAO, assessore per l'economia. Presidente, traendo dalla mia
lunga esperienza di avvocato e da insegnamenti che ho ricevuto, in
questa materia credo che sia come per gli scritti difensivi, più si
scrive, peggio è, più danno si fa, qua soprattutto quando non si ha
ragione.
Siccome siamo in una materia molto sdrucciolevole dove una parola
in più può determinare esclusioni, se si esclude del tutto, visto
che c'è una Rubrica molto ampia, la Rubrica dice Ristori nel
settore della ristorazione, dell'organizzazione wedding e delle
cerimonie e della moda , credo che sia talmente ampio che più ci
mettiamo Ateco, non Ateco, sezione, sub sezione, più rischiamo di
creare costrizioni.
PRESIDENTE. Sì, peraltro Assessore, l'individuazione dei codici
Ateco li fa l'Assessore sentendo le categorie no?
ARMAO, assessore per l'economia. Sì ma noi daremo, l'ha detto
anche il Presidente l'altro giorno nel suo intervento,
probabilmente è meglio ribadirlo...
PRESIDENTE. Sì, quindi l'emendamento è riassorbito, onorevole
Marano.
ARMAO, assessore per l'economia. che non faremo riferimenti ad
Ateco.
PRESIDENTE. Basta, basta Assessore. L'emendamento è stato
assorbito, quindi non lo possiamo fare votare. Poi c'è
l'emendamento 105.12 che estende la norma però a tutte le attività
commerciali e quindi vi inviterei a ritirarlo perché non possiamo
farlo, onorevole Foti, perché è troppo ampio, cioè estende la norma
a tutte le attività commerciali e quindi questi soldi finirebbero
FOTI. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Bravissima.
L'emendamento 105.13 è assorbito.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Presidente, la invito di nuovo a guardare gli articoli 105,
106 e 107 perché nel 105, leggo solo il titolo, ha ristori per il
settore della ristorazione, dell'organizzazione wedding e delle
cerimonie e della moda , poi se va nel 106 ristori per il settore
organizzazione eventi .
PRESIDENTE. Ma quello è soltanto locazione però, attenzione, sono
diversi nella finalità.
ZITO. Sì, però sono ripetuti. Io dico
PRESIDENTE. No, il 106 è per locazione utenze elettrice, il 105 è
un ristoro ed il 107 è sul fatturato.
ZITO. Sì, però secondo me vanno riorganizzati meglio, secondo me
andrebbero riuniti i tre articoli, 105, 106 e 107 scritti in uno,
però poi non so se l'Aula è d'accordo.
PRESIDENTE. Accetto il consiglio perché gli Uffici poi, alla fine,
quando li avremo votati cercheranno di capire se è il caso di
rimetterli tutti insieme e di farlo in fase di coordinamento
formale.
ZITO. Per dare un'armonia.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Grazie, Presidente. Mi sembra, come dire, una buona
idea quello di considerare complessivamente queste norme, tuttavia
il problema è quello che qualche istante fa lei, come dire, ha
posto, ovviamente ha posto al Governo e dal Governo non c'è stata
una risposta, in qualche modo, positiva.
PRESIDENTE. C'è stata tant'è che l'ho detta pure io. Il Presidente
mi ha dato un'occhiata per dirmi va bene così , cioè non esclusi
dall'ordine del giorno ma di cui si tiene conto.
GUCCIARDI. Presidente Miccichè, ho appena finito di dire
esattamente quello di cui lei ha parlato, tuttavia essendoci la
tematica dell'ordine del giorno che, come dire, è una sorta di
facciamo il tre e sette col morto , cioè l'ordine del giorno è
qualcosa di essenziale rispetto ai temi che stiamo trattando perché
anche se la proposta dell'onorevole Zito che io condivido, cioè di
trattare insieme i tre articoli passa, cioè andiamo verso questa
soluzione, poi ci potremmo trovare con dei temi che nell'ordine del
giorno avranno un trattamento migliore rispetto ad un tema come
questo che occupa in Sicilia, Presidente, migliaia di persone. Non
è un problema che abbiamo
PRESIDENTE. Onorevole Gucciardi, non so se lei era presente quando
l'altro giorno io ho detto che ho ricevuto un ordine del giorno ma
che quest'ordine del giorno appena finiamo, in modo da capire
esattamente che cos'è che abbiamo votato in finanziaria, lo
rivediamo in Conferenza dei Capigruppo in modo che tutti possano
chiedere - e il mio piacere è che poi venga firmato da tutta l'Aula
e non soltanto da una parte - per cui, o ne presenta un'altra parte
l'opposizione o le varie opposizioni, ma credo che non si
interessi
GUCCIARDI. Non è un problema di maggioranza o di opposizione,
Presidente.
PRESIDENTE. Per cui finita la finanziaria dobbiamo vedere quello
che abbiamo votato, mi farò fare un conto delle varie categorie,
dopodiché rivedremo insieme, l'ho già detto l'altro giorno, questo
ordine del giorno che verrà sistemato e aggiustato in funzione di
quello che è stato fatto.
GUCCIARDI. Presidente Miccichè, per quanto mi riguarda è una
garanzia ciò che lei sta dicendo.
PRESIDENTE. E lo può considerare come una garanzia. Andiamo
avanti. Il 105.16 dell'onorevole Galvagno e altri è inammissibile;
quello dell'onorevole Assenza e altri, il 105.14, pure.
Pongo in votazione l'articolo 105. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dobbiamo riprendere il 104? Facciamo il 106, poi al 104 ci
torniamo dopo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie Presidente, sul 106 ritiriamo naturalmente i
soppressivi ed i modificativi. Insistiamo sul 106.10 che è un
emendamento che fa giustizia, Presidente, perché sono rimasti fuori
dai ristori la categoria degli organizzatori di eventi, quindi
quelli che organizzano le fiere. L'articolo che è rivolto
all'organizzazione degli eventi matrimoniali è una sotto categoria
dell'organizzazione di eventi, quindi il 106.10 rende giustizia
sotto questo profilo.
PRESIDENTE. E allora, le posso garantire che se dovesse essere
escluso lo voterei pure. Assessore Armao possiamo inserire anche
gli eventi? Ne abbiamo già discusso l'altra volta?
ARMAO, assessore per l'economia. Più ampi sono gli ambiti, più
saremo pronti ad intervenire. E' nell'ambito delle iniziative che
il Governo intende assumere.
PRESIDENTE. Allora c'è l'ok. Quindi, pongo in votazione
l'emendamento 106.10 dell'onorevole Barbagallo.
(E' approvato)
Tutti gli altri sono inammissibili perché estendono importi. Scusi
stiamo votando l'articolo. E' stato approvato l'emendamento
Barbagallo. Pongo in votazione l'articolo 106. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 107. Ne do lettura:
«Art. 107.
Misure di sostegno a favore delle imprese dell'intrattenimento
1. Al fine di contrastare gli effetti economici conseguenti
all'emergenza epidemiologica da Covid-19, la Regione è autorizzata
ad erogare contributi a Fondo perduto a favore delle imprese
operanti nel settore dell'intrattenimento e del pubblico
spettacolo.
2. Con decreto dell'Assessore regionale per le attività produttive
di concerto con l'Assessore regionale per l'economia, da adottarsi
entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, sono stabiliti i criteri e le modalità di attuazione del
presente articolo, privilegiando le imprese che presentino una
riduzione del proprio fatturato pari ad almeno il cinquanta per
cento, nel periodo ricompreso tra l'inizio e la fine attività
svolta nel corso del 2020.
3. Per le finalità di cui al presente articolo, la relativa spesa
è determinata in 1.000 migliaia di euro a valere sulle risorse del
POC 2014/2020».
C'è lo stesso emendamento dell'onorevole Marano, la invito al
ritiro esattamente come quello di prima. Se c'è qualcosa che non
funziona poi la sistemiamo, onorevole Turano, tranquillo.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Io voglio essere
chiaro. L'articolo 106 apposta 3 milioni di euro per il mondo di
chi organizza eventi ed intrattenimenti e vorrei dire all'Aula
avete voi cognizione del danno che hanno avuto? Perché poi non
voglio che qualcuno dica che il Governo ha presentato una norma
scrivendo un ristoro che non può essere elargito perché non
raggiunge l'obiettivo. Allora, o sul tema dei rimborsi si fa una
riflessione
PRESIDENTE. Assessore Turano, le posso dire, siccome poi c'è
l'ordine del giorno, se c'è qualche disfunzione su queste cose lo
sistema dopo, non c'è problema. All'articolo 107 tutti gli
emendamenti sono inammissibili.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. C'è quello della Marano, uguale a
quello di prima, per cui c'è
BARBAGALLO. Sul 107, non ho capito bene l'assessore Turano a cosa
fa riferimento. Noi siamo laici, cioè voglio dire è chiaro che
siamo per garantire il maggior contributo possibile. Se c'è
un'altra strada rispetto a questa il Governo lo dica e la
valutiamo. Però, dico, senza mezze parole.
Assessore Turano diteci qual è secondo il Governo il modo migliore
per ristorare la categoria degli organizzatori di eventi. Noi
specificamente abbiamo, presidente Miccichè, presentato il 107.12,
che è l'unico su cui insistiamo, specifichiamo la categoria per il
codice Ateco che era l'82.30, quindi se c'è questa riscrittura
complessiva dei tre articoli di cui si farà carico la Commissione
Bilancio' o gli Uffici facendo seguito anche alle riflessioni
dell'assessore Turano, si faccia chiarezza, certamente è una delle
categorie colpite ed ha quel codice.
PRESIDENTE. Non c'è dubbio su questo assessore Turano, nel senso
che comunque l'allargamento a questa categoria ci deve essere,
ripeto, noi possiamo tranquillamente andare avanti così, dopo in
sede di ordine del giorno, se c'è questa categoria che ha bisogno
di un minimo di ristoro in più, gli si darà in sede di ordine del
giorno, non c'è alcun problema.
Cioè la stessa cosa dobbiamo darla a tutta la categoria sia a
quelli che organizzano Difendevo con il Segretario generale la sua
posizione, nel senso che è corretta perché anch'io ho avuto
tantissimi di questi organizzatori che hanno chiesto un aiuto, per
cui è corretto che si metta, dopodiché se invece, a questo punto,
gli altri che sono organizzatori di matrimoni, vengono penalizzati
perché una parte dei soldi verrebbero presi da questi, al momento
dell'ordine del giorno metteremo un milione in più di ristoro, per
questo è senza problemi, onorevole Turano. Le chiedo la cortesia
altrimenti non andiamo avanti.
Metterei in votazione lo stesso emendamento, dell'onorevole
Barbagallo e altri, il 107.12, così come nel 106.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 107. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si torna all'articolo 104.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo presentato
un subemendamento per l'articolo 107, vorrei delle rassicurazioni
su quelle di categorie di operatori e di intrattenitori di
spettacolo invisibili che lavorano dietro le quinte, per cui se
l'Assessore mi dà rassicurazione...
PRESIDENTE. Credo che gliele posso dare io stesso, nel seno che
l'altra volta avevamo già votato su un argomento simile, non
ricordo cosa era
SCHILLACI. Parlo di coloro che allestiscono gli spettacoli.
PRESIDENTE. Il Governo si era impegnato a inserirli nell'ordine
del giorno e me ne farò garante.
SCHILLACI. Posso stare tranquilla.
PRESIDENTE. Può stare tranquilla. Se alla fine non sarò credibile,
vi ho fregato a tutti. Sto tranquillizzando tutti, ma le garantisco
che sarà così.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mentre la mia
collega si riferiva alle imprese ho presentato un subemendamento a
questa riscrittura, il 104.R, che include il contributo alla
persona, quindi non all'impresa, ai lavoratori, un contributo una
tantum che lo estende ai lavoratori di quelle imprese per lo
spettacolo dal vivo, quindi parliamo di tecnici e maestranze;
questi non hanno dei contratti stagionali, per questo hanno
bisogno, a mio avviso, di un riferimento normativo che possa dare
il requisito minimo per il quale possano accedere a questo tipo di
contributo perché il rischio è, facendo solo l'ordine del giorno,
che non siano inquadrati in una categoria che ha un contratto
PRESIDENTE. Questi sono solo gli stagionali e loro non sono
stagionali.
CIANCIO. No, Presidente, questo è l'unico articolo che parla di
contributo una tantum e siccome sono dieci milioni, non ho detto
quanto deve dare l'Assessore agli uni e agli altri.
PRESIDENTE. Però questo è solo per gli stagionali.
CIANCIO. No, Presidente. Questo è un contributo una tantum che si
può estendere anche ad altre categorie, ripeto perché stiamo
parlando di contributo al lavoratore e non all'impresa. Quindi
chiedo di votare il subemendamento, ripeto, ho messo un requisito
minimo che è quello dei 7 giorni lavorativi, ma nulla toglie
PRESIDENTE. Qua mi deve dire il Governo, perché non so, questi
sono solo stagionali
CIANCIO. Sì, però, per concludere anche a sostegno del
ragionamento per il Governo, do un requisito minimo appunto che è
quello dei 7 giorni lavorativi, ma nulla toglie che l'Assessore con
decreto possa stabilire ulteriori criteri quali, eventualmente, il
reddito, oppure altri criteri nazionali, tra l'altro è la stessa
dicitura che è riportata nel DL ristori il 41 del 2021.
Quindi, questo è l'unico articolo in cui possiamo inserire questi
lavoratori e l'unico articolo in cui possiamo inserire un
riferimento normativo per questi lavoratori che, ripeto, non hanno
un contratto ma sono riconoscibili proprio su questa dicitura; poi
sarà il Governo a stabilire quanto e come dare. Grazie.
PRESIDENTE. Allora, colleghi, anche questo emendamento
dell'onorevole Foti va bene di principio, ma prevede un aumento di
disponibilità che non c'è. Per cui o lo si mette all'interno dei 10
milioni oppure non so come fare.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Grazie, Presidente. Finalmente, siamo all'articolo 104
che riguarda i lavoratori stagionali. Come stavo accennando prima,
sia con l'assessore Scavone che con il presidente Savona, abbiamo
previsto una riscrittura che entra più nel dettaglio della
questione, ma abbiamo avuto modo anche di approfondirla nel merito.
Prevediamo, quindi, l'istituzione di un fondo di 10 milioni con un
contributo una tantum da dare ai lavoratori dipendenti stagionali e
ai lavoratori in somministrazione nell'ambito del settore del
turismo che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro.
E' previsto anche che abbiano svolto un minimo di giornate
lavorative di almeno 30, proprio perché altrimenti diventerebbe un
poco più complicato. Queste 30 giornate lavorative consecutive
devono essere svolte nel periodo che va dall'1 gennaio 2019 alla
data attuale di entrata in vigore della norma perché? Perché ci
sono stagionali che hanno svolto l'attività solo, per esempio, nel
2019, altri che l'hanno svolta solo nel 2020, per cui cerchiamo di
ricomprendere tutti.
Voglio però specificare un fatto: la dotazione finanziaria che
istituisce questo fondo è una dotazione finanziaria di 10 milioni,
possiamo decidere di allargare a tutto il mondo. Tenete conto e
teniamo conto che, ovviamente, questi lavoratori del comparto solo
del turismo sono circa 35 mila, per cui capite bene che 10 milioni
riescono a soddisfare quelle che sono le esigenze già con grandi
difficoltà. Sarebbero necessarie sicuramente ulteriori risorse.
All'interno della relazione illustrativa sono stati inseriti anche
quelli che sono nello specifico i codici Ateco delle imprese e
quindi, nello specifico il codice statistico contributivo che viene
assegnato al lavoratore e rientreranno i lavoratori quindi degli
alberghi, dei villaggi turistici, dei rifugi di montagna, gli
affitta camere, tutti quelli inerenti la ristorazione e le attività
di ristorazione dei bar, degli stabilimenti balneari, le agenzie di
viaggio, le attività di tour operator e quant'altro. Parliamo,
quindi, di turismo e commercio in ambito complessivo e tutti coloro
i quali hanno svolto attività di lavoro stagionale sia come
dipendente, sia in somministrazione possono rientrare all'interno
di questo contributo una tantum che, poi, entro 60 giorni
dall'entrata in vigore della norma verrà erogato dal Dipartimento
famiglia.
E' chiaro che, ripeto, la platea può essere ampliata in qualunque
momento e nessuno è contrario, anzi tutt'altro. Però, è chiaro che
se aumentiamo la platea è necessario e fondamentale che sia
aumentata anche la dotazione finanziaria o che, come diceva lei
Presidente, un eventuale aumento della platea venga fatto in
considerazione di quello che sarà l'ordine del giorno e, quindi,
aggiungere eventuali ristori all'interno dell'ordine del giorno
perché già i 10 milioni, per come è stato impostato, riescono ad
essere bastevoli, forse, per questa categoria. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. La riscrittura?
LO GIUDICE. Sì, sì.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà. Poi gli onorevoli Sunseri e Lupo.
CATANZARO. Grazie, Presidente. Soltanto un appunto sulla
riscrittura fatta del 104.R, come impianto ci siamo, però non
capisco per quale motivo l'onorevole Lo Giudice parla dei
lavoratori stagionali che abbiano svolto 30 giorni lavorativi
consecutivi.
Le dico subito il motivo perché soprattutto nel 2020, proprio per
la vicenda della pandemia, noi ci siamo ritrovati ad avere le
strutture alberghiere, perché i lavoratori stagionali si trovano là
dentro, a lavorare a singhiozzo, cioè hanno fatto sì, però anche
nel 2019, sì però, per carità, i 30 giorni consecutivi per i
lavoratori non vanno bene.
Quindi su questa cosa io chiedo ovviamente una revisione del
punto.
PRESIDENTE. Però, questo me lo deve dire il Governo, più che
l'onorevole Lo Giudice.
Se per il Governo va bene questa soluzione? Quindi dobbiamo
togliere i 30 giorni consecutivi?
Però me lo dovete sistemare.
Ma poi c'è scritto 30 giornate nel medesimo periodo, non c'è
scritto consecutive.
Chi l'ha detto consecutive? Qua nella riscrittura c'è 30 giorni
nel medesimo periodo, non c'è scritto consecutive. La relazione ha
detto una cosa, il Governo e il Parlamento ne ha fatta un'altra.
Non c'è bisogno di toccare niente.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
E poi l'onorevole Lupo, che così se concludiamo poi andiamo
all'articolo 52.
SUNSERI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi a me
dispiace molto come stiamo trattando questa rubrica dei ristori e
dei sostegni perché così diamo risposte assolutamente non idonee e
non adatte ad affrontare l'emergenza.
Cioè noi stiamo dando, non so neanche come definirli, cioè non
possono essere definiti ristori.
Se lei fa una divisione talmente banale con i numeri portati
dall'onorevole Lo Giudice, cioè 10 milioni diviso 35 mila persone
sono 280 euro a persona.
Ma di che stiamo parlando? Ma perché dobbiamo prendere in giro i
siciliani che in questo momento stanno subendo sul serio una crisi
economica?
Perché dobbiamo affrontarla con questa banalità? Stiamo
banalizzando una legge finanziaria.
Io non credo che sia questo il modo per affrontare la finanziaria.
Avevamo detto, non a nostro favore, di fare un ordine del giorno
in cui si includeva tutto: il 104, il 105, il 106, il 107.
Se non vogliamo fare un ordine del giorno, vogliamo renderlo legge
come abbiamo fatto l'anno scorso? Facciamo una legge che include
tutti i ristori, ci mettiamo dentro tutto quello che abbiamo, i
fondi che non abbiamo utilizzato nella scorsa finanziaria, i fondi
che sono disponibili in questa finanziaria Ma se noi banalizziamo
così i ristori, ci facciamo prendere giro. A me passa pure la
voglia di intervenire.
Se dobbiamo dividere 10 milioni di euro per gli stagionali che
sono 30 mila e neanche specifichiamo che sono solo turismo, quindi
domani si può aprire la platea, di che parliamo? Diamo 100 euro a
testa?
Io rimango sul serio allibito, perché affrontiamo con una
leggerezza che non è propria di questa Assemblea e che non è idonea
ad affrontare i problemi della Sicilia.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
assessori, onorevoli colleghi come spesso accade con le
riscritture, signor Presidente, una prima lettura già fa saltare
all'occhio tutta una serie di cose che a mio avviso non vanno.
Io manifesto le mie perplessità.
Fermo restando che siamo d'accordo sul fatto che bisogna garantire
ogni aiuto possibile ai lavoratori stagionali, non so però che
senso abbia dire che per avere diritto al contributo devono avere
almeno lavorato per 30 giornate nel periodo primo gennaio fino alla
data di entrata in vigore della presente legge.
Mi chiedo: se un lavoratore non ha avuto la possibilità di
lavorare almeno 30 giornate ma 10, 20, 25, 29 cosa facciamo? Lo
escludiamo dall'erogazione del contributo?
Qual è il criterio delle 30 giornate?
Se un lavoratore stagionale ha lavorato due settimane, è impedito
dal percepire il contributo perché non ha raggiunto le trenta
giornate, qual è la logica? Non lo capisco
Così come non capisco che senso ha dire che non devono essere
titolari di pensioni - questo mi è del tutto chiaro - né di
rapporto lavoro dipendente né di NASPI alla data di entrata in
vigore della presente legge.
Se uno domani riceve una proposta di lavoro e sono due anni e
mezzo che non lavora, cosa dovrebbe fare? Non accettare il
contratto di lavoro altrimenti perde il contributo? Che senso ha
questa penalizzazione?
A maggior ragione con riferimento alla NASPI. Se ha lavorato
qualche mese e sta percependo la NASPI, non gli diamo questi pochi
euro perché sta percependo la Naspi?
A mio avviso la norma è scritta male e così com'è avrà enormi
difficoltà applicative.
Anche l'ultimo comma, dire che entro sessanta giorni
dall'entrata in vigore della presente legge, il dipartimento
regionale per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro
provvederà all'emanazione di apposito avviso', mi chiedo con quali
criteri.
Posso dire che non vorrei essere nei panni dell'Assessore che
deve applicare la norma.
Come la applica? A sportello? In relazione ai carichi familiari?
In relazione ai redditi percepiti negli ultimi due anni?
Rischiamo, Presidente, ancora una volta di approvare una norma
buona nelle intenzioni ma - di fatto - inapplicabile non potendo
neppure riconoscere ai lavoratori che ne hanno bisogno quel minimo
di risorse di cui oggi si dispone.
Chiedo al Governo di riconsiderare l'impianto complessivo della
norma, alla luce delle considerazioni che ho fatto perché rischiamo
- diversamente - di approvare una norma che invece di andare
incontro a chi ha più bisogno, rischia perfino di penalizzarlo.
PRESIDENTE. Se il Governo non ha risposte da dare, pongo in
votazione l'emendamento 104.R.
Onorevole Ciancio, già è intervenuta
Vuole estendere a questi che non sono stagionali? Devo chiedere
parere al Governo e alla Commissione. Non sono io che decido,
chiedo il parere.
Laddove alcune cose non sono ammissibili lo dico io, ma se sono
ammissibili il Governo e la Commissione mi devono dare parere. Il
parere del Governo sull'emendamento 104.R.1, dell'onorevole
Ciancio?
ARMAO, assessore per l'economia. Presidente, ci rimettiamo
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Ci rimettiamo
all'Aula.
PRESIDENTE. Ho chiesto al Governo se aveva qualcosa da rispondere
e non ho ricevuto risposta.
Pongo in votazione l'emendamento 140 R1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 104 R. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Questo è quello dell'onorevole Foti, che non sono cifre in più
ovviamente.
Si tratta di una dotazione già esistente. Mi riferisco
all'emendamento 104.11.2. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 104. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 96. Ne do lettura:
Art. 96
Clausola di copertura POC
1. Al fine di attuare gli interventi di cui al presente Capo, il
Governo della Regione provvede, entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, ad avviare, ove necessario,
la modifica del programma operativo complementare 2014/2020 (POC).
2. Gli aiuti di cui al presente Capo sono concessi secondo quanto
previsto dal Regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18
dicembre 2013 ovvero ai sensi della comunicazione della Commissione
Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno
dell'economia nell'attuale emergenza del Covid-19 (2020/C 91 I/01)
e successive modificazioni e proroghe.
Sono stati presentati degli emendamenti.
Si passa all'emendamento 96.14 a firma del Governo Interventi a
valere sul POC 2014-2020. Clausola di copertura .
Si tratta di una clausola di copertura che dovrebbe essere
approvata così com'è, ma c'è un emendamento del Governo stesso.
Assessore Armao, l'emendamento 96.14 del Governo.
I miei uffici mi dicono che sarebbe il caso di approvarlo così
com'è senza emendamenti di nessun tipo.
C'è una riscrittura del comma 2. Assessore può illustrare
l'emendamento 96.14?
ARMAO, assessore all'economia. Signor Presidente, per informare
opportunamente chi ha chiesto chiarimenti che legittimamente ha
chiesto di capire di più.
Sostanzialmente cosa accade? Accade che dopo l'operazione svolta
dal Ministero del Sud con l'ultima legge di bilancio,
sostanzialmente i fondi sono confluiti all'interno di un sistema
che viene definito delle politiche unitarie di coesione sicché la
distinzione POC - FSC mal si concilia con l'evoluzione
dell'ordinamento.
Ecco perché da un lato il Governo ha proposto, ovviamente su
relazione specifica e tecnica del dott. Lasco, che è il dirigente
generale della programmazione, l'emendamento 96.14 mentre
nell'emendamento 96.15 vengono riprese anche ai fini del cosiddetto
Temporary Framework for State aid , cioè del regime introdotto
dalla Commissione europea che ha allungato sino al 31 dicembre la
possibilità di utilizzare in deroga al regime degli aiuti le
risorse europee con finalità di sostegno alle imprese.
PRESIDENTE. Bene, Assessore. Gli uffici mi dicono che vanno votati
questi emendamenti del Governo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, dalla precisazione dell'assessore
Armao, quindi, abbiamo inteso che insiste il Governo sul 96.14 del
Governo e sul 96.15. su entrambi, anche il 96.15 seconda parte con
quelle specifiche.
PRESIDENTE. Sul 96.
BARBAGALLO. Noi abbiamo presentato l'emendamento 96.11 e il 96.13
ponendo un tema, assessore Armao, su cui ci aspettiamo delle
rassicurazioni.
I progetti esecutivi finanziati a valere sul POC per cui i comuni
nel corso di questi anni hanno sostenuto ingenti spese di
progettazione, sono andati avanti, hanno affidato gli incarichi. E
i progetti che fanno parte di graduatorie pubbliche e ammessi in
quelle graduatorie, per cui si è generato un legittimo affidamento,
sono salvi da questa nuova definizione dell'articolo 96 o sono
preclusi?
ARMAO, assessore all'economia. Onorevole, noi non abbiamo
assolutamente modificato l'impianto della legge dello scorso anno.
La legge dello scorso anno ha delimitato lo spazio entro cui si
può intervenire e quello rimane. Non c'è una rimodulazione di
quella actio finium regundorum, di quella azione delimitazione dei
confini tra le aree in cui si può intervenire e le aree in cui non
si può intervenire. Quindi su questo
BARBAGALLO. Quindi i progetti esecutivi.
ARMAO, assessore all'economia. I progetti esecutivi che sono in
graduatoria assolutamente rimangano.
BARBAGALLO. Noi abbiamo il 96.11 in questo senso.
PRESIDENTE. E' chiarissimo il Governo per cui diciamo che è
precluso. Nel momento in cui il Governo garantisce che è così non
c'è motivo di fare emendamenti.
Pongo il votazione il 96.15, prima parte. Chi è favorevole rimanga
seduto; chi è contrari si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il 96.14. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrari si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il 96.15, seconda parte. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrari si alzi.
(E' approvato)
BARBAGALLO. Chiedo che si metta in votazione l'emendamento 96.11.
PRESIDENTE. Nonostante le assicurazioni che le ha dato il Governo?
Assessore lo possiamo votare l'emendamento 96.11 visto che c'è
questa garanzia da parte sua?
E' una cosa tecnica. Farlo diventare legge non capisco cosa
significa.
Facciamo un ordine del giorno? Già il Governo in Aula ha dato le
assicurazioni. Facciamo un ordine del giorno. E' inutile farlo come
legge.
Io mi sto fidando del Governo. Non sono cose che so io ma se il
Governo mi dice così, se non dovesse essere così bacchettate .
Pongo in votazione l'articolo 96, così come emendato. Chi è
favorevole rimanga seduto; chi è contrari si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 52. Ne do lettura:
«Art. 52.
Abrogazioni e modifiche di norme
1. Al comma 2 bis dell'articolo 2 della legge regionale 11 agosto
2015, n. 16 e successive modificazioni sono soppresse le seguenti
parole per il triennio 2017-2019 .
2. All'articolo 13 della legge regionale 12 maggio 2020, n. 9,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 le parole appartenenti al patrimonio e al demanio
regionale, ivi compresi i bacini di carenaggio, nonché degli
immobili di interesse storico, artistico e monumentale sono
soppresse e dopo le parole enti locali. sono aggiunte le seguenti
parole e loro infrastrutture. ;
b) al comma 3 le parole valutati in 50.000 migliaia di euro sono
sostituite dalle parole valutati in 100.000 migliaia di euro ;
c) i commi 4, 5 e 6 sono soppressi.
3. Dopo il comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 9 maggio
2017, n. 8, è aggiunto il seguente:
1 bis. Il decreto del Presidente della Regione che dà luogo alla
liquidazione coatta amministrativa in armonia con le previsioni di
cui al comma precedente, può prevedere facoltà di delega
all'Assessore regionale per l'economia ed eventualmente anche
all'Assessore regionale al ramo per lo svolgimento delle attività
di vigilanza e controllo della procedura e per la concessione delle
relative autorizzazioni al commissario liquidatore. .
4. Al comma 2 dell'articolo 15 della legge regionale 9/2020, la
parola 2022 è sostituita da 2023 .
5. Al termine del comma 1 dell'articolo 61 della legge regionale
28 dicembre 2004, n. 17 e successive modificazioni, dopo le parole
ridotti del 10 per cento. sono aggiunte le seguenti: Per il
triennio 2021-2023 i rientri netti di cui al presente comma
confluiscono, quanto all'80 per cento, nel Fondo di cui
all'articolo 2 della legge regionale 22 febbraio 2019, n. 1,
mentre, la rimanente parte pari al 20 per cento, è destinata a far
fronte all'avvio ed a tutti gli oneri per la piena implementazione
del piano industriale della società in house providing IRFIS
FinSicilia .
6. In considerazione dell'emergenza sanitaria da Covid-19 in atto,
le iniziative a valere sulle autorizzazioni di spesa di cui al
comma 6 dell'articolo 31 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8
finanziate per l'anno 2020, possono essere realizzate entro il 30
aprile 2021 e rendicontate entro i 60 giorni successivi. 7. Al
comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 5 dicembre 2016, n.
24 sono sostituite le parole possono incrementare con le parole
garantiscono , dopo le parole con fondi propri sono aggiunte le
parole a valere delle assegnazioni finanziarie di cui all'articolo
2 della legge regionale 9 maggio 2017, n. 8. .
8. Al comma 8 dell'articolo 6 della legge regionale 11 agosto
2017, n. 15 dopo le parole dall'anno 2018 sono aggiunte le
seguenti: e fino all'anno 2020 .
9. Il comma 6 dell'articolo 53 della legge regionale 8 maggio
2018, n. 8 è abrogato.
10. Al comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 30 dicembre
2020, n. 36 le parole ed in corso sono sostituite dalle parole
durante la programmazione PAC 2014/2020 .
11. Alla fine del comma l dell'articolo 39 della legge regionale 5
novembre 2004, n. 15 è aggiunto il seguente periodo I centri per
l'impiego, le cui sedi ed ambiti territoriali restano confermati
come da decreto dell'Assessore regionale per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione del
26 marzo 1993, possono essere strutturati in unità operative nei
capoluoghi di provincia ed in uffici semplici nelle restanti
sedi. . Con decreto dell'Assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali ed il lavoro sono stabilite le modalità di
attuazione del presente comma.
12. Al comma 1 dell'articolo 16 della legge regionale 30 marzo
1998, n. 5 e successive modificazioni, le parole quattro
dodicesimi sono sostituite dalle parole tre dodicesimi .
13. All'articolo 7 della legge regionale 30 dicembre 2020, n. 36
le parole da tutti gli interventi fino alla fine sono sostituite
dalle parole le agevolazioni regionali non cofinanziate con fondi
comunitari, che siano concesse nel corso del 2021 a favore delle
attività economiche in forma di contributo a Fondo perduto e/o di
finanziamento agevolato, non sono subordinate alla regolarità
contributiva in deroga a quanto disposto dalle disposizioni in
materia. La disposizione di cui al presente articolo si applica
anche alle procedure in corso alla data di entrata in vigore della
presente legge. .
14. Al comma 9 dell'articolo 6 della legge regionale 20 gennaio
2021, n. 1 le parole Valgono per i revisori nominati le ipotesi di
incompatibilità previste all'articolo 2399, primo comma, del codice
civile sono sostituite dalle parole Non possono essere nominati
alla carica di revisore coloro che si trovino nelle ipotesi
previste all'articolo 2399, primo comma, del codice civile .
15. Al comma 1 dell'articolo 41 della legge regionale 20 giugno
2019, n. 10 la parola specializzato è sostituita dalle parole
all'autonomia e comunicazione e dopo le parole servizio stesso
sono aggiunte le parole secondo le linee guida trasmesse
dall'Assessorato regionale il cui mancato rispetto è causa di
commissariamento da parte della Regione .».
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente Di Mauro, dieci secondi sull'ordine
dei lavori. Sull'articolo 52, come ci regoliamo? Procediamo per
commi o facciamo un'unica discussione però ci deve dare il tempo,
perché è uno degli articoli più importanti della norma. Quindi,
vorremmo capire come regolarci perché sennò facciamo una
discussione unica sull'articolo e ci dà un po' più tempo, sennò
facciamo una discussione per commi, ci regoliamo procedendo per
commi.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, dobbiamo fare la discussione
unica sull'articolo.
BARBAGALLO. E non ci conta il tempo, allora? Ce lo conta, ma è
magnanimo.
PRESIDENTE. E' una discussione generale sull'articolo, direi, a
breve. Poi, ovviamente, si tratta di un articolo di commi
importanti per cui ciascuno di voi potrà intervenire una volta su
tutti i commi, così come prevede il Regolamento.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in
particolare sul comma 2. Sul comma 2 ci sono appostati cento
milioni di euro. Il comma 2 viene dall'articolo che abbiamo
approvato nella scorsa finanziaria dove l'Aula appostò una
copertura di cinquanta milioni di euro.
La Giunta di Governo, con delibera n. 62 del 29 gennaio 2021, ha
speso, anziché cinquanta milioni di euro per cui c'era la copertura
in finanziaria, sessantotto milioni di euro per manutenzione
straordinaria degli edifici regionali.
Credo, signor Presidente, che in questo momento così difficile in
cui i siciliani attraversano il momento più difficile dal
dopoguerra ad oggi, queste risorse così importanti andavano
distribuite verso altre destinazioni, guardando gli ultimi, i più
deboli, le famiglie siciliane che pagano di più questa crisi,
investendole anche per dare copertura certa a quelle coperture che,
invece, no sono ballerine', traballano.
Mi riferisco in particolare a quella che dovrebbe essere la
diligenza vera del buon padre di famiglia in un momento così
difficile. E' come se il buon padre di fronte ad una difficoltà
grave anziché pensare di fare la spesa per i propri figli pensa,
invece, di ristrutturare la casa in campagna che ha ottenuto con
l'eredità. Ma che ragionamento è?
Abbiamo cento milioni di euro, potevamo benissimo garantire la
copertura a trentasei ore per gli ASU che era un segnale atteso da
tutta la Sicilia. Impegnare veramente le risorse che, invece, sono
rimaste inattuate l'anno scorso in finanziaria a valere sulle
famiglie, il pagamento delle bollette per cui non si è proceduto ad
impegnare neanche un euro. Per non parlare, poi, del sostegno ai
comuni che continuano a pagare questa crisi e peraltro continuano
ad avere difficoltà ad erogare servizi essenziali come il trasporto
agli alunni e l'erogazione dei servizi ai bisognosi.
Ci ritroviamo, invece, sessantotto milioni di euro già impegnati,
udite, udite, per la manutenzione straordinaria degli edifici
regionali con una distribuzione, Presidente Di Mauro, che non
rispecchia per niente la proporzione per popolazione tra le
provincie siciliane. Ci sono province, e invito i colleghi a
guardare la deliberazione n. 62 del 21, dove ci sono uno/due
interventi per provincia, la provincia di Messina con un solo
intervento finanziario. E noi spendiamo 68 milioni di euro e
chiediamo di utilizzare i 100 per la manutenzione straordinaria
degli Uffici del Genio civile in Sicilia Oppure, peggio, cose che
fanno ancora più male in questo momento, come l'istituzione della
mensa a Palazzo d'Orleans.
Ma insomma quale buon padre di famiglia in un momento così
difficile, pensa di finanziare questi interventi piuttosto che
concentrarsi e a tendere la mano verso chi sta peggio
Io so che in Commissione Bilancio la norma ha subito una parte
emendativa che è quella che riguarda la copertura residua, quindi i
32 milioni di euro, verso i Comuni, gli Enti locali e le
infrastrutture.
Io, onorevole Laccoto, credo che una riflessione vera vada fatta
sulla garanzia, sulla certezza del finanziamento, sulla trasparenza
in questo momento così difficile, quanto decidiamo di investire per
le infrastrutture e quanto diamo a coloro che ne hanno più bisogno.
E' scoppiata una polemica che, probabilmente, è quella che in
questa legislatura ha avuto, ha fatto più male fuori da questo
Palazzo per 100 mila euro. E riguarda il trattamento economico del
portavoce del Presidente della Regione. Con questo comma 2
impegniamo 100 milioni di euro. Io credo che nei confronti dei
siciliani la gestione in modo equilibrato e con il buon senso di
queste risorse, è il minimo che la Sicilia si aspetta in un momento
così complicato. Certamente oggi non abbiamo bisogno né della mensa
a Palazzo d'Orleans, né di soddisfare appuntamenti elettorali di
sindaci amici (ho visto anche qualche piazza che, francamente, è
fuori dal mondo), né di ristrutturare il prestigiosissimo Convito
Cutelli della facciata della mia città che, forse, può benissimo
aspettare. In questo momento la Sicilia ha altre priorità.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, lei è un parlamentare attento.
Non è che possiamo con i fondi del FSC dare copertura alle 36 ore
per i lavoratori ASU Possiamo fare investimenti ma non dare
copertura ai fondi degli ASU.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
della Regione, brevemente. Ho presentato, insieme ad altri
colleghi, un aggiuntivo al comma 1. Perché lo scorso anno è stata
prevista l'esenzione per la tassa automobilistica, il cosiddetto
bollo auto, per tutte le categorie. Quest'anno si chiede che solo a
presentazione di istanza e per le associazioni onlus che in questo
anno di pandemia sono state a servizio delle comunità e che hanno
trasportato e che trasportano anziani, disabili, anche in queste
ore, per i vaccini, che ci possa essere l'esenzione. Solo per le
categorie, solo per le associazioni onlus. Il Direttore delle
finanze dott. Mineo ha quantificato l'importo massimo in 130 mila
euro. Noi abbiamo trovato una copertura sul capitolo 147701 ma io
rimetto tutto questo alla valutazione del Governo.
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, può avvicinare qui al banco della
Presidenza? Grazie
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, interverrò molto
brevemente e in merito a due commi, al comma 6 e al comma 15,
prevalentemente al comma 15. Entrambe le norme riguardano le
categorie degli ASACOM ossia il personale che è addetto alla
comunicazione e all'assistenza dei ragazzi disabili delle scuole
superiori. Ad ulteriore tutela non soltanto dei lavoratori ma
soprattutto del servizio reso, al comma 6, il Governo - e penso che
sia una norma di buon senso - ha previsto che con i fondi propri
delle ex province si garantisca il servizio qualora ancora non sia
stata appostata la somma da parte della Regione.
Cosa che noi, normalmente, anzi quest'anno in maniera virtuosa
posso dirlo abbiamo fatto per tempo, destinando per ciascuna
provincia la somma, secondo quello che è il numero dei disabili
presenti nelle scuole superiori. L'articolo 15, il comma 15 mi sta
particolarmente a cuore poiché, a seguito delle linee guida che
sono state emanate prontamente dalla Regione, dall'assessore alla
famiglia dopo una lunga concertazione con le associazioni e dopo
avere individuato quelli che erano i punti di criticità di questa
categoria e del servizio che rendono, è successo, purtroppo,
succede che spiacevolmente prendiamo coscienza del fatto che alcune
ex province non hanno dato attuazione a queste norme, a queste
linee guida, scusate. Linee guida che fluidificano e rendono più
chiaro il percorso, d'altronde lo abbiamo voluto noi con una legge
del Parlamento che le linee guida fossero adottate. Sono state
prontamente adottate ma non sono state adottate da tutte le
province.
Allora con questa norma, sostanzialmente, la Regione si
attribuisce la possibilità di commissariare quell'ente provinciale,
ex provincia, nel caso in cui queste linee guida non fossero
attuate. Diversamente non avrebbe avuto un senso che noi , come
Parlamento, avessimo fatto la norma né tanto meno che l'assessorato
si fosse premurato insieme alle categorie di dare luogo.
Tutto questo comporta una migliore qualità del servizio reso al
disabile e, soprattutto, anche una certezza in merito al fatto che
la gara, che viene fatta dalle province, ovviamente abbia una
durata quanto più lungo possibile, in base alla dotazione che noi
diamo e che non ci siano interruzioni del servizio in modo tale
che, e anche di economicità, perché una gara sola, evidentemente,
anche all'ente locale darà la possibilità di fare delle economie e,
quindi, di potere garantire un numero maggiore di mesi.
Quindi, ritengo che siano due norme di buon senso che vanno
nell'ottica di un'attenzione a queste categorie fragili che da
questa finanziaria, devo dire, stanno avendo un'attenzione che,
secondo me in un momento anche così delicato, ha un valore forse un
po' speciale.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Di Paola e
Compagnone.
Prego, onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
cittadini questa mattina abbiamo fatto una lunga discussione per
quanto riguardava l'articolo 50, sul ritorno in Sicilia.
L'assessore, al termine della discussione, ha chiarito all'Aula
dicendo che le cinquecentomila euro servivano come effetto
moltiplicatore su una misura nazionale. Quindi il Governo
regionale, in questo caso l'assessore all'economia, dice noi stiamo
stanziando questi cinquecentomila euro come effetto moltiplicatore,
cinquecentomila euro, su una misura nazionale.
Ora Presidente, noi nella scorsa finanziaria, quest'Assemblea
regionale aveva stanziato cinquanta milioni di euro per la
ristrutturazione delle case dei siciliani. Quindi quest'Aula aveva
trovato cinquanta milioni di euro da destinare alle
ristrutturazioni, per dare in aiuto ai siciliani le
ristrutturazioni delle case, degli immobili siciliani. E gli
ulteriori cinquanta milioni di euro erano stati destinati per la
ristrutturazione degli immobili regionali.
In Commissione Bilancio, l'assessore dichiara che i cinquanta
milioni di euro, che quest'Aula aveva destinato nella passata
finanziaria come ristrutturazione degli immobili dei cittadini
siciliani, non sono stati utilizzati perché già c'era una misura
nazionale che era il super bonus.
Ora dico, colleghi per una misura dove mettiamo solo cinquecento
mila euro l'assessore parla di effetto moltiplicatore. Per una
misura dove, invece, noi troviamo cinquanta milioni di euro
l'effetto moltiplicatore non c'è e non vengono attuati i cinquanta
milioni di euro che per i siciliani
Ovvio che c'è una differenza immane, tant'è che in questa
finanziaria l'assessore all'economia viene in commissione bilancio,
stanziando gli ulteriori cinquanta milioni di euro che erano
rimasti inizialmente per gli immobili dei comuni e della Regione.
Tant'è, così come ha detto il collega Barbagallo, arriva in
Commissione Bilancio con una delibera dove stanzia già sessantadue
milioni di euro per gli immobili della Regione, per la
ristrutturazione degli immobili della Regione.
Ora, Presidente, la domanda che noi ci facciamo è questa: in
questa fase di pandemia e di crisi economica noi pensiamo a
ristrutturare gli immobili della Regione e non quelli dei
siciliani?
In Commissione Bilancio abbiamo fatto di tutto per cercare di
sistemare la norma però quello che mi chiedo è ma gli immobili
comunali in base a che cosa verranno scelti ? Ci sarà l'assessore
che telefonerà al sindaco e dirà ma tu hai un progetto, tu il
progetto ce l'hai, tu il progetto non ce l'hai ? Cioè, funziona in
questo modo, Presidente?
Noi vorremmo capire se c'è una graduatoria, se c'è, come dire, un
iter che possa essere trasparente, che possa essere trasparente.
E poi, Presidente, la domanda è perché i cinquanta milioni di
Euro non sono stati utilizzati per ristrutturare le case dei
cittadini siciliani ? E' lì che l'effetto moltiplicatore sarebbe
stato, come dire, importante e forte perché da un lato davamo un
impulso all'economia dell'edilizia e dall'altro lato davamo un
aiuto ai siciliani perché davamo una tantum due, tremila,
quattromila, cinquemila euro per ristrutturazione delle proprie
abitazioni.
Ecco, Presidente, questa è la dimostrazione chiara e lampante di
come questo Governo regionale e in particolare, mi dispiace dirlo,
l'assessore per l'economia va, come dire, a fare investimenti
differenti rispetto a quello che si aspettano i cittadini
siciliani, poi dico, vero che sono fondi extraregionali ma,
colleghi, con i fondi extraregionali noi abbiamo finanziato di
tutto, di tutto stiamo finanziando con i fondi extraregionali,
quindi, io non capisco perché ad un certo punto alcuni fondi
extraregionali li possiamo, come dire, riprogrammare per qualunque
cosa mentre altri fondi extraregionali non possono essere
riprogrammati e devono essere per forza utilizzati per
ristrutturare gli immobili della Regione siciliana che ha un
effetto moltiplicatore solo per un discorso di dare un impulso
all'edilizia ma non va ad aiutare i cittadini siciliani.
Presidente noi, in Commissione Bilancio , abbiamo cercato di
modificare e di migliorare la norma, io ho visto che ci sono
ulteriori emendamenti però, dico, io vorrei capire dal Governo
regionale se l'intento del Governo è utilizzare i cinquanta milioni
di Euro che sono rimasti dalla passata finanziaria e che avevano
tutt'altra finalità, tra l'altro, la proposta era venuta da tutti i
Gruppi dell'Assemblea in maniera trasversale. Io voglio capire se
questi cinquanta milioni di Euro li vogliamo utilizzare in questo
modo tradendo le aspettative dei siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone. Ne ha
facoltà.
COMPAGNONE. Presidente, c'è un emendamento che ancora credo debba
essere distribuito e non numerato che proprio in riferimento a
questo ragionamento che ha fatto qualcuno che mi ha preceduto
intende spostare, ed è firmato da parecchi deputati tra l'altro,
dieci milioni di questa cifra per investimenti per, appunto
sopperire ai danni che hanno ricevuto aziende, cittadini e
operatori economici che possono in qualche modo ristorarli di danni
subiti e quindi non aggravare la loro situazione e potere di contro
creare degli investimenti, appunto, per recuperare i danni che
hanno subìto e per un periodo abbastanza vasto e che comprende
tutta una serie di danni che sono stati, tra l'altro, declarati,
quindi, sono stati elencati dalla Protezione Civile e quindi
dimostrabili e già, come dire, noti all'Amministrazione regionale
che non hanno mai ottenuto ristoro da parte della Regione o del
Governo nazionale.
Pertanto, in questo modo noi possiamo recuperare, mettere una
pezza a tutti questi danni che, magari, non comprenderanno tutti i
danni subìti nel loro complesso ma, quanto meno, saranno un piccolo
ristoro a questi operatori economici.
Ecco, questo emendamento spero che possa essere distribuito,
opportunamente numerato, io non ce l'ho, a firma di Catalfamo,
Lantieri, Compagnone ed altri ma penso che possa essere apprezzato
un po' da tutti i colleghi anche perché si rivolge a tutta la
Regione siciliana e un po' a tutte le province.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io ho fatto in
Commissione Bilancio un emendamento, postando quelle somme che
erano già previste a livello di immobili regionali ed altro,
solamente per immobili e strutture degli enti locali. Perché ho
fatto questo? Perché gli enti locali, sicuramente, rappresentano in
questo momento l'avamposto di quella che è l'istituzione prima, ed
in questo momento non vi sono possibilità per gli enti locali di
riparare immobili, di riparare infrastrutture che sono fatiscenti e
per cui i sindaci molte volte si trovano in una situazione di
carenza anche attraverso ispezioni degli ispettorati che non hanno
la possibilità di verificare gli enti locali. I sindaci non possono
mettere a norma nemmeno i singoli edifici.
Ora il problema bisogna chiarirlo. Il mio emendamento mira
solamente a spostare queste somme verso gli enti locali. Qual è il
problema in cui si trovano gli enti locali oggi? Guardate,
assessore la prego, assessore Turano, la prego, è un argomento
importantissimo. Perdonatemi, c'è un problema. Noi in questo
momento non abbiamo i fondi perequativi dell'anno scorso, ancora,
agli enti locali devono arrivare.
I fondi di investimento dell'anno scorso ancora agli enti locali
devono arrivare.
Abbiamo tolto in finanziaria venti milioni agli enti locali, date
la possibilità almeno con progetti cantierabili di potere mettere
in moto anche l'economia nelle singole realtà. Perché, vedete, le
grandi opere di cui si parla non so se le faremo mai in Sicilia e
quando le faremo. La vera economia si mette in moto mettendo in
moto, praticamente, tutte le infrastrutture e gli immobili degli
enti locali. Quella è l'economia immediata, anche perché i fondi
POC - lo dobbiamo sapere - sono fondi che vanno rendicontati
entro il 2023. Per cui la spesa può essere fatta solamente con
fondi e con progetti cantierabili.
Vedete, noi ci stiamo, praticamente, barcamenando, dicendo,
chiedendo, grandi infrastrutture. Le grandi infrastrutture del
Recovery fund sappiamo che devono essere fatte nel 2026, per
rilanciare l'economia, per dare un aiuto agli enti locali che si
trovano in gravi difficoltà bisogna sicuramente dare la possibilità
di usare somme immediatamente e quindi il problema, caro assessore,
io le pongo un problema che è quello da una parte di dare risposte
certe per i fondi di investimento dell'anno scorso che, ancora,
devono arrivare per i fondi perequativi, ma nel contempo di dare
immediata attuazione a livello nazionale e richiedere la
spendibilità immediata di questi fondi POC.
La Sicilia ha bisogno. Gli enti locali hanno bisogno di queste
somme non per fare, o restaurare monumenti regionali che poi
lasciano in questo momento il tempo che trovano, ma per dare ad
ogni ente locale la possibilità di mettere in sicurezza sia gli
immobili e sia le infrastrutture.
Vedete, ci sono strade che franano, ci sono immobili che non hanno
la idoneità sismica e gli enti locali in questo momento sono alla
fine, perché non riescono ad avere un solo centesimo.
Da qui a poco se non si interviene, veramente, l'80 percento degli
enti locali della Sicilia andranno in dissesto e questa è anche una
responsabilità da parte delle classi dirigenti. Vedete? Noi in
questo Palazzo, in questo momento che viviamo una crisi al di là
del momento non ci rendiamo conto di qual è la realtà nei nostri
territori.
Quindi, io prego l'Assessore, il Governo, il Presidente, ma anche
i colleghi di tenere conto di questa situazione particolare in cui
si trovano gli enti locali.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà. Chiedo scusa, nei prossimi cinque interventi quattro sono
della maggioranza. Io vi invito a limitare al massimo i vostri
interventi.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato che
qua vogliamo spendere bene questi fondi, questi 100 milioni di
euro, leggo qua nel dibattito che c'è in questo momento in Aula.
Ho presentato un emendamento per quanto riguarda due progetti a
Palermo che sarebbero l'Asse viale Regione siciliana-ponte
Corleone, e sotto passo Perpignano, sono due cantieri a progetto
definitivo, sono già cantierabili e si possono aprire i lavori
benissimo.
Ho presentato questo emendamento che riguarda Palermo, Presidente,
e lei conosce bene Palermo, il 40 per cento di questo somme
potrebbero essere utilizzate per il progetto di Ponte Corleone e
viale Regione siciliana, l'asse, praticamente, il sotto passo
Perpignano.
Le dico questo perché siccome sono due progetti già pronti, se
veramente vogliamo portare sviluppo in questa Isola, questa è
l'occasione giusta per dare la possibilità
PRESIDENTE. E' un emendamento già esistente?
LENTINI. Sì, è un mio emendamento. Consideri che l'assessore
Cordaro, immediatamente dopo il fallimento della ditta che si era
accreditata i due progetti è stato l'Assessore per i lavori
pubblici a Palermo che per motivi burocratici si sono perse le
risorse.
Questi sono due progetti che secondo me, meglio di così, dico di
utilizzarli al meglio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo. Ne ha
facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, intervengo perché in questi giorni,
diversi colleghi hanno avanzato delle proposte per il ripristino di
situazioni antecedenti rispetto al verificarsi di eventi
calamitosi, giustamente la Presidenza ha fatto evidenziare come
questi eventi impostati in maniera specifica ed individuale non
rispondevano ad una logica corretta dei lavori d'Aula.
Quindi, a valere su questa riserva di cento milioni di Euro per le
ristrutturazioni insieme a molti altri colleghi, abbiamo condiviso
e ringrazio questi colleghi un emendamento che verrà distribuito
per cercare di trovare una riserva di dieci milioni a valere su
questi 100 milioni da utilizzare per tutta una serie di eventi
calamitosi che si sono verificati negli ultimi anni e che sono
stati oggetto di declaratoria. Chiedo al Governo di potere dare,
pertanto, parere favorevole e all'Aula di poter apprezzare questo
emendamento.
PRESIDENTE. E' già presentato, poi al momento opportuno il Governo
ci dirà quello che pensa.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in
merito al comma 9 di questo articolo omnibus dove si parla del
reddito di libertà. Sono veramente indignata e su questo mi
raccomando al Presidente della Regione che so che su questo
argomento è molto sensibile.
Con questo comma 9, Presidente, si abolisce completamente lo
stanziamento, perché si fa riferimento al comma 6 dell'articolo 53
della legge n. 8 del 2018 che prevede lo stanziamento annuale per
il reddito di libertà.
Presidente Miccichè, avevo già presentato in bilancio un
emendamento per mettere delle cifre per il reddito di libertà per
potere rimpinguare il capitolo, perché credo che la Regione
siciliana debba dare a tutte le donne che ci guardano e che sono in
estrema difficoltà, in un momento tra l'altro ancora più difficile
per questa pandemia, dobbiamo dare come Regione siciliana un
segnale.
Io voglio ricordare a questo Parlamento che ogni 72 ore una donna
viene uccisa in Italia. Noi dobbiamo assolutamente dare un segnale,
non possiamo chiudere una finanziaria con reddito di libertà a
zero, è vergognoso ed io voglio rivolgermi a tutte le donne che
sono qua in questo Parlamento siciliano, che sia un atteggiamento
corale, non solo delle donne, ma di tutti i deputati della Regione
siciliana.
Ecco, perché, Presidente, io ho presentato un emendamento e vorrei
che questo emendamento venisse apposto al comma 9 e non chiudere
questo articolo 52 con il reddito di libertà a zero Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Damante. Ne ha
facoltà.
DAMANTE. Signor Presidente, grazie. Io volevo intanto porre
l'attenzione su un fatto: ho presentato due emendamenti che
probabilmente sono stati considerati aggiuntivi, anche se non
avevano nessun impegno di spesa, tra l'altro ne avevamo parlato
anche in Commissione Attività produttive', uno era relativo
all'articolo 39, il fondo di solidarietà della pesca che è un
aggiunta solamente, probabilmente verrà trattato dopo, cosa succede
se sono stati stralciati questi emendamenti?
Uno era relativo all'articolo 39 della legge regionale 20 giugno
2019, n. 9 e un altro era relativo all'articolo 45 della legge
regionale 6 agosto 2020, n. 9, soprattutto su questo, era un
emendamento - a mio avviso - importante, tra l'altro ho presentato
pure un disegno di legge in merito a questa situazione. Sto
parlando di imprese che hanno avuto finanziamenti, soprattutto nel
comparto turistico, con la programmazione 7/13, che rischiano di
perdere dei loro finanziamenti, volevo sapere soltanto perché
questi emendamenti non erano nel fascicolo
PRESIDENTE. Onorevole Damante, perché sono aggiuntivi.
DAMANTE. Li trattiamo in una fase successiva?
PRESIDENTE. Non sono trattabili in questo articolo.
DAMANTE. Allora ritornando invece all'articolato così com'è
arrivato in Aula, il comma 5, specificatamente, non voglio entrare
tanto nel merito che forse sarebbe anche opportuno, ma credo che
sia, Assessore Armao, un po' inopportuno vista l'emergenza, non
solo sanitaria, ma anche economica e sociale, che stiamo
attraversando, perché la seconda parte del comma 5 riserva il 20%
del fondo dedicato al credito alle imprese per la piena
implementazione del piano industriale.
A me risulta che questo fondo sia stato totalmente utilizzato
perché credo che le imprese siciliane abbiano necessità e
utilizzino questi fondi. Cioè, da dove nasce questa volontà di
questo Governo di togliere il 20% di questo fondo, in che senso?
Volevo sapere la spiegazione, perché credo che le imprese siciliane
abbiano un vantaggio da questo fondo, se il 20% lo distogliamo e lo
diamo per il piano industriale dell'Irfis credo che le nostre
imprese non riescano ad avere risultati positivi. Grazie, attendo
una risposta.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Damante. L'onorevole Caputo ha
facoltà di parlare. Per favore trenta secondi se ce la fa.
CAPUTO. Grazie Presidente, sarò molto veloce. Volevo richiamare
l'attenzione dell'Aula, del Governo, per quanto riguarda un
emendamento che ritengo che sia aderente e soprattutto
nell'interesse dell'articolo 2 lettera b).
Ho ritenuto opportuno dare anche una minima attenzione in
particolare a destinare il 5% di questi 100 milioni di Euro che
sono destinati a delle infrastrutture per gli enti locali.
Questo 5% che io ritengo invece dare anche un'attenzione a quelle
che sono le opere di riqualificazione e adeguamento degli impianti
sportivi di progetti che già sono stati presentati.
Ritengo che così come si possano realizzare delle strade, degli
acquedotti, delle fognature, quindi opere di interesse collettivo,
anche le infrastrutture di natura sportiva ritengo che meritino
PRESIDENTE. Ma per come è scritto è sui progetti esecutivi,
secondo me potrebbe essere una cosa
CAPUTO. Già, ritegno che si potrebbero sicuramente destinare
questi 5 milioni di Euro anche per dare la possibilità agli enti
locali, quindi ai comuni, di non rifare soltanto le piazze o altro,
ma di dare un'attenzione agli impianti sportivi.
PRESIDENTE. Chiedo all'Assessore per le infrastrutture.
Onorevole Falcone, potrebbe essere utile? Perché se è così io
credo se però è definitivo, se dobbiamo buttare i soldi
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Certamente, signor Presidente, assolutamente.
PRESIDENTE. Lei sarebbe favorevole?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Allora, c'è l'emendamento in questo senso?
CAPUTO. Sì, c'è un emendamento all'articolo 52, comma 2.
PRESIDENTE. C'è già, c'è già. Lo conosciamo già, va bene.
CAPUTO. Poi un altro, velocemente, è un emendamento senza oneri di
spesa che garantisce la presenza di alcuni lavoratori esattamente
dell'articolo 65, legge regionale n. 8 del 2018, che per un
triennio hanno svolto delle mansioni presso l'Assessorato
dell'agricoltura e si chiede che possano continuare a svolgere le
stesse mansioni per il triennio 2020-2023, senza oneri di spesa.
PRESIDENTE. Questo lo deve dire il Governo.
Non mi sento di intervenire perché poi mi dirà il Governo che cosa
vuole fare.
CAPUTO. Sono senza oneri di spesa.
Se il Governo vuole eventualmente anche sotto questo aspetto
PRESIDENTE. Va bene, ne parliamo di questo al momento opportuno.
CAPUTO. Va benissimo. Grazie signor Presidente.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
Poi gli onorevoli Di Caro e Lupo.
DI MAURO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi
intervengo su questo articolo che riporta nel testo Abrogazioni e
modifiche di norme , in realtà contiene una serie di cose
interessanti. E al di là di quello che dice l'opposizione, signor
Presidente, io credo che il Governo abbia il diritto e il dovere di
impegnare le risorse che ritiene, assumendosi la responsabilità su
alcune opere che ritiene opportune.
Tant'è che qui sono indicate anche una serie di infrastrutture che
sono funzionali, ovviamente, anche in termini di interventi
finanziari, per esempio appartenenti al patrimonio, al demanio
regionale, ivi compresi i bacini di carenaggio nonché degli
immobili di interesse storico, artistico e monumentale.
Noi sappiamo che c'è tutta una vertenza aperta da diversi anni qui
al porto di Palermo che necessita un'attenzione particolare.
Apprezziamo anche l'intervento a proposito del comma 13 che
consente alle imprese che non hanno avuto finanziamenti con i fondi
comunitari della possibilità che le imprese non possano anche
incassare senza presentare la regolarità contributiva.
Manifestiamo però delle perplessità, signor Presidente, in ordine
al comma 5 perché a fronte di un impegno che è stato assunto nel
tempo a copertura di una serie di iniziative legislative in cui
trovavano ristoro le imprese, parte di queste risorse per quanto
riguarda l'80% vengono trasferite al fondo Sicilia e ci troviamo
d'accordo, e non ci troviamo d'accordo invece per quanto riguarda
l'utilizzazione del 20% per quanto riguarda l'implementazione. Ciò
significa che risorse destinate allo sviluppo delle imprese sono
destinate invece al pubblico impiego.
E quindi sotto questo punto di vista, signor Presidente, noi la
invitiamo a soprassedere sul comma 5, mentre per tutto il resto c'è
un'intesa che ci sembra quanto mai opportuna affinché il Governo
possa portare a compimento la propria azione.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli ultimi due onorevoli: Di
Caro e Lupo. nHa facoltà di intervenire l'onorevole Di Caro.
DI CARO. Signor Presidente, sull'articolo 52, se è possibile
distribuire con una certa velocità gli emendamenti visto che sono
tanti.
Sul comma 2 volevo chiedere l'attenzione del Governo su una
questione che riguarda il patrimonio immobiliare degli enti locali.
Gli enti locali hanno sul loro stato patrimoniale degli immobili
che non riescono, per esigenze e per problemi economico-finanziari,
a ristrutturare, ad adeguare e spesso e volentieri caricano sul
bilancio i fitti passivi. Pagano quindi degli affitti, pur avendo
un patrimonio immobiliare notevole. Faccio riferimento, per
esempio, alle ex carceri, agli ex mattatoi comunali che potrebbero
essere riadeguati, ai canili comunali.
Tutto questo patrimonio immobiliare quindi che non riesce ad
essere ultimato, adeguato per carenze finanziarie. Ecco perché,
secondo noi, è importante destinare tutto l'intervento di cento
milioni di Euro per i beni immobili comunali. In questo senso,
sosteniamo l'emendamento 52.68.
In modo particolare, abbiamo appena depositato un subemendamento
che riguarda le procedure ad evidenza pubblica rivolte appunto alla
ristrutturazione dei beni immobili comunali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole Lupo.
LUPO. Presidente, Governo, colleghi, intanto appongo la firma
all'emendamento 52.69 di cui ha già parlato l'onorevole Lentini.
Condivido il ragionamento fatto dall'onorevole Caputo con
l'esigenza di prevedere anche la possibilità di investire su
impianti sportivi.
La norma va scritta bene, nel senso che se ci sono impianti,
progetti esecutivi già presentati in Assessorato, ovviamente hanno
una priorità. Se non dovessero però raggiungere la capienza di
cinque milioni, lasciamo aperta la possibilità di presentazione di
ulteriori progetti esecutivi altrimenti i fondi andrebbero persi.
Condivido anche l'intervento dell'onorevole Schillaci, con
riferimento al comma 9, per il quale mantengo il soppressivo che
riguarda il reddito di libertà. Perché, Assessore? Perché il comma
9 così come è scritto sopprime la norma sostanziale che poi
consente alla Regione annualmente di appostare nel capitolo
relativo al reddito di libertà il quantum che la Regione ritiene di
dovere appostare.
Non ne capisco la ragione. Intanto la norma sostanziale va
lasciata per lasciare la possibilità al Governo e al Parlamento di
rifinanziare questa legge.
Ovviamente, c'è anche la richiesta, per l'anno 2021 di mettere
risorse adeguate sul capitolo. Eliminare completamente la
possibilità di rifinanziamento è l'ultima delle cose da fare.
Ho sottolineato questi tre aspetti.
Mi fermo, Presidente, con riferimento a ulteriori emendamenti e
mi riservo - ovviamente - di intervenire considerato che ho parlato
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, avendo l'onorevole Zafarana qui
dietro, c'è un conflitto tra l'abrogazione e la non abrogazione del
comma 9, del cosiddetto reddito di libertà. Mettetevi d'accordo
C'è chi lo vuole abrogare, chi no Dovete spiegare le logiche,
bene.
Per me, bisogna fare in modo che arrivino dei quattrini poi qual
è la cosa migliore
LUPO. Ovviamente, l'intendimento sarà lo stesso. Parlo con
l'onorevole e invito anche gli uffici a fare una verifica.
PRESIDENTE. Perfetto. Io immagino che il Governo non abbia nessuna
intenzione di non dare più soldi a questo capitolo.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, vorrei semplificare anche il
passaggio.
Con questa norma si abroga la previsione annuale. Che vuole dire?
Che questa diventa strutturale. Però, nella misura in cui noi ci
troviamo oggi il capitolo a zero, poi ci vuole chiaramente una
sensibilità da parte di qualcuno dell'Aula che vada a fare
l'emendamento per coprire. Infatti, ci troviamo all'articolo 2 la
copertura per questa legge, del reddito di libertà, che tutti
quanti noi vogliamo perché è un ottimo provvedimento di 500 mila
euro.
Quindi delle due l'una: o diventa strutturale e così noi non
abbiamo più la preoccupazione annualmente di cosa prevedere...
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, io dell'esperienza dell'onorevole
Lupo mi fido, però parlatevi, insieme all'assessore Scavone.
Secondo i miei Uffici è giusto abrogarlo. Però, decidete voi.
ZAFARANA. Però, poi intendiamoci rispetto, invece, alla
presentazione delle tabelle all'interno del bilancio.
PRESIDENTE. Assessore Scavone, le possa affidare il problema? Non
spetta a me.
Gli emendamenti soppressivi sono ritirati?
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, io per un buon andamento dei lavori, sono
d'accordo sul discorso del reddito per le donne, per ridare
dignità, tutte le discussioni sugli eventi calamitosi, va tutto
benissimo.
Per un buon e ordinato andamento dei lavori, signor Presidente, le
chiedo di distribuire gli emendamenti e di procedere alle
operazioni di voto solo dopo che c'è stato un congruo tempo per
poterli verificare, perché ho visto moltissimi colleghi che
giustamente hanno indirizzato le loro proposte agli uffici, e
immagino che bisognerà analizzare le interferenze con il testo e le
conflittualità tra emendamenti.
Quindi, prima di iniziare le operazioni di voto, le chiedo che
vengano distribuiti e che sia dato un tempo congruo. Poi lei
riterrà se fare una pausa o accantonare la votazione semplicemente
per farla tra un pochino appena ce li leggiamo e, magari, trattare
qualche articolo più light.
PRESIDENTE. Ci sono alcuni subemendamenti che si devono
distribuire. Ci sono una serie di emendamenti aggiuntivi. Alcuni
sono stati distribuiti, però la media di presentazione è stata in
linea di massima uno ogni sette secondi. Immagino, quindi, che si
tratta di quelli a cui fa riferimento l'onorevole Foti. Io dovevo
valutare se prenderli in considerazione o meno.
Se li dobbiamo tenere in considerazione sarà il caso di fermarci
non pochi minuti ma almeno mezz'ora.
(Intervento fuori microfono)
Alcuni erano stati già dati. Questi sono altri, perché se ne
presentano in continuazione. Ma questo che state distribuendo è uno
soltanto? Ad uno, ad uno, andiamo alle calende greche Un attimo
solo, un attimo solo.
E allora, facciamo una cosa, dobbiamo sospendere 20 minuti perché
dobbiamo fare il fascicolo e distribuirlo sennò non ci capiamo. Se
lo continuiamo a fare ad uno, ad uno, non ne usciamo.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, interrompiamo 20 minuti per fare il
fascicolo.
Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, sul comma 2 noi saremmo disposti
anche a ritirare il soppressivo, però, c'è l'esigenza, visto il
numero dei subemendamenti che sono stati presentati, di fermarsi un
attimo e riscriverlo; così facciamo le cose fatte bene.
PRESIDENTE. Benissimo, assolutamente favorevole.
DI CARO. Anziché votare il soppressivo.
PRESIDENTE. Assolutamente, favorevole, per cui ci fermiamo. Sono
le ore 18.35, ci vediamo, almeno fino alle 19.30. Intanto, vediamo
se ce la facciamo a farlo per le 19.30. Quanti sono più o meno? Una
cinquantina.
E, allora, intanto, onorevoli colleghi, Presidente, glielo
comunico pure a lei, sospendiamo un'ora per vedere tutti gli
emendamenti all'articolo 52, sperando di farcela stasera, sennò
andiamo a domani mattina.
Noi, stasera, non appena li avremo dobbiamo cominciare a votarli.
Quindi, sperando
(Interruzione fuori microfono)
Tranquillo, benissimo. Intanto, sospendiamo un'ora. Grazie.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.37, è ripresa alle ore 20.05)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Commissione Bilancio ha
finito il lavoro che doveva fare. Si stanno fotocopiando gli
emendamenti.
Onorevole Savona, è stato fatto un emendamento da votare o
diversi?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Gli emendamenti
che sono arrivati nel termine utile con la presentazione, ci sono
cinque emendamenti collegati all'articolo 52. Il resto sono
considerati tutti aggiuntivi e saranno spostati - a mio avviso - in
Commissione Bilancio per fare un esame di progetti cantierabili.
PRESIDENTE. Su richiesta dei colleghi, però, mi sento di poterlo
fare, su due emendamenti di cui già avevamo discusso e che erano
stati accantonati, benchè avessi detto che avremmo fatto i ristori
- articoli 52 e il 2 - mi sembra corretto che ce ne sono due o tre
di cui avevamo già discusso in Aula, li abbiamo accantonati. Se mi
date la possibilità di farlo, li riporterei qui.
Il fascicolo lo stanno fotocopiando e poi verrà distribuito.
Questi due articoli di cui avevamo discusso sono uno che avevamo
discusso - e che io stesso avevo consigliato di accantonare - però
mi sono reso conto, con dei documenti che mi hanno poi portato, che
riguarda i pedaggi di Messina che credo bisogna fare perché c'è
molta confusione - e c'è una riscrittura. L'altro è quello
dell'onorevole Caronia su Villa Deliella che avevamo messo da parte
e che invece possiamo recuperare adesso.
Devo chiedere di considerare questi come un'eccezione. Se poi
ognuno vuole messo il proprio non possiamo finire più. Se me li
potete dare, così li votiamo.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Mi rendo conto, Presidente, della complessità del
momento, però all'articolo 123 - non presiedeva lei, presiedeva
l'onorevole Di Mauro - mi era stato detto di presentare un
emendamento all'articolo 52 che non è un emendamento di spesa.
Ho avuto modo in questi giorni di vedere una sua intervista in cui
lei diceva che proprio perché soldi non ce ne sono, cerchiamo di
fare delle norme che, quantomeno, semplificano la vita alle
imprese. Una di queste norme l'avevo presentata all'articolo 123.
All'articolo 123 volevo fare un emendamento sostitutivo. Avevo già
parlato con l'Assessore Messina che era d'accordo perché anche lui
si è reso conto
PRESIDENTE. Se l'Aula è d'accordo ed è una cosa senza emendamenti
che possiamo votare per alzata e seduta in un secondo...
CIANCIO. L'avevo già sottoposta al Presidente
PRESIDENTE. L'articolo 123 era stato bocciato, ma è quello che lei
dice?
CIANCIO. Avevo fatto un sostitutivo perché avevo chiesto
all'Assessore anziché bocciarlo, considerato che riguardava sempre
la scia, è un problema di fare chiarezza nell'autorizzazione degli
eventi sotto i 200 partecipanti.
PRESIDENTE. Onorevole Savona, è stato attento all'intervento
dell'onorevole Ciancio?
CIANCIO. Mi sa di no
PRESIDENTE. Perché c'è l'onorevole Di Mauro che dà fastidio come
sempre
CIANCIO. Presidente, lei l'ha firmato questo emendamento perché ne
avevamo discusso e l'Assessore era anche d'accordo.
PRESIDENTE. Se l'Aula non è contraria, per me non ci sono
problemi.
CIANCIO. Si tratta semplicemente di fare chiarezza su una
procedura che già molti comuni fanno, però siccome non abbiamo
recepito una norma nazionale, capita che ci siano degli intoppi per
cui la comunicazione viene fatta in Questura anziché
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, gli Uffici mi dicono che, al di là
del merito, mentre questi altri due che dobbiamo votare sono due
articoli, questo materialmente non c'è niente.
Se lei questa sera lo scrive e domani potremmo inserirlo
all'articolo 2?
In effetti, non ho capito nemmeno di cosa si tratta, una cosa di
natura procedurale
CIANCIO. Signor Presidente, io l'avevo già presentato. E' già
fascicolato tra gli emendamenti all'articolo 52 perché era una
questione tecnica da risolvere.
Poco fa ho chiesto agli Uffici e mi avevano detto che l'avevano
anche cartaceo. Magari, se si può fare questa verifica?
Eventualmente lo ripresento ora stesso perché ce l'ho a portata di
mano.
PRESIDENTE. Colleghi, ci sono questi 2-3 articoli che erano stati
cominciati. Se, intanto, questi li finiamo e li portiamo a casa.
La cosa migliore da fare sarebbe non accettare nessun emendamento.
Io sarei felice di farli tutti ma se abbiamo stabilito determinate
cose perché non c'è lo spazio e non c'è il tempo per farlo, vi
prego. E' chiaro che tutti i vostri emendamenti hanno tutti
un'importanza enorme. Io lo capisco, non è che abbiamo scelto
quelli belli e quelli brutti Non c'è una scelta di questo tipo.
Stiamo soltanto facendo quelli che materialmente possiamo
completare per potere finire domani la finanziaria.
Vi supplico tutti. Anche l'onorevole Cannata. Li portiamo tutti
questi articoli, li portiamo materialmente la settimana prossima;
ora spieghiamo come si deve fare e io ho dato la garanzia assoluta
che si faranno, anche perché chiederemo in finanziaria e al Governo
di mettere un fondo proprio per coprire tutti questi articoli che
voi avete presentato in modo che se possono passare sono anche
coperti. Più di questo che posso fare? Vi prego, perché veramente
ci troviamo in una situazione di difficoltà. Ognuno ha ragione,
però bisogna prendere una decisione e l'abbiamo presa.
E Allora, se mi date quello di Villa Deliella, quell'altro di
Catalfamo.
(Intervento fuori microfono)
Io vorrei che fosse chiaro che se ognuno prende ad offesa il fatto
che non mettiamo il loro articolo, io non so più come comportarmi.
A questo punto mi fate togliere pure quelli che ci sono e chiudiamo
la seduta, quello che c'è, c'è e quello che non c'è, non c'è Vi
dovete rendere conto che ad un certo punto un limite ci deve
essere
Io prego i Capigruppo di farlo sapere perché sennò finisce che
chiudiamo, quello che è stato fatto è stato fatto e abbiamo finito
Ma credo che non sia corretto. Per favore
A me dispiace perché poi, Presidente Musumeci, si offendono con me
come se fossi io a dirgli di no Vi prego di capire che c'è un
limite e che comunque qualsiasi articolo sarà fatto.
Se vi dico che qualsiasi articolo sarà fatto, non provate a fare
questa forzatura oggi invece di domani e dopodomani. Vi prego
Articolo 112. Ci sono degli emendamenti soppressivi che se sono
stati ritirati...
Sull'ordine dei lavori
LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori. Per
favore possiamo riepilogare qual è il programma dei lavori d'Aula?
PRESIDENTE. Sì. Il programma è quello che avevo detto già prima,
cioè quegli emendamenti che ha valutato la Commissione Bilancio
sull'articolo 52; poi votare l'articolo 52, andare a domani mattina
per l'articolo 2 e poi di pomeriggio, se il Presidente è
disponibile, dopodomani mattina, questo lo decideremo, fare il
dibattito d'Aula sulla Sanità. Punto.
LUPO. E gli altri articoli che rimangono?
PRESIDENTE. In questa ora che siamo stati sospesi, io ho ricevuto
duemila richieste e mi è sembrato che poteva essere corretto
portare in Aula oggi, quegli articoli che erano già stati dibattuti
e che poi erano stati accantonati, quindi, su quelli io mi sento,
mi pare corretto poterlo fare e, quindi, sono due o tre, non mi
ricordo quali.
LUPO. Sui rimanenti articoli? Gli altri articoli che fine fanno?
PRESIDENTE. Gli altri, allora, credo che poi, se anche il
Presidente Savona mi dà una mano, tutti gli altri articoli, fatta
la finanziaria, ottenuto dal Governo, questa è l'idea, io avrei
dovuto spiegarli in una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, dopo, però ad un certo punto la spiego ora. Tutti
questi articoli già dalla settimana prossima si torna in Aula e si
continua con la legge che è identica a questa, ma non si chiama più
finanziaria, che comprende tutti questi articoli.
LUPO. Non sono d'accordo, Presidente. Le chiedo di votare tutti
gli articoli così come previsto.
PRESIDENTE. Questa, ripeto, questa è la proposta che avrei dovuto
fare ai Capigruppo
LUPO. Io non sono d'accordo, Presidente.
PRESIDENTE finito quest'articolo.
LUPO. Non si capisce perché si procede a saltare a questo punto.
Si proceda con ordine, con la Rubrica Economia. Non c'è una
priorità negli articoli.
PRESIDENTE. Noi abbiamo, onorevole Lupo...
LUPO. Oppure si possono apprezzare, bocciare...
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, lei lo sa ed è stato d'accordo con me
sul fatto che noi abbbiamo.
LUPO. No, Presidente, su questo non siamo d'accordo. Noi di queste
ipotesi di lavoro non abbiamo mai parlato, né in Commissione, né in
Aula, né in Conferenza dei Capigruppo.
PRESIDENTE. Lo so che non ne abbiamo mai parlato.
PRESIDENTE. Abbiamo parlato della necessità...
LUPO. Se lei alle 20.16, di giorno 30, si inventa questa proposta,
sappia che avrà la nostra totale contraria.
PRESIDENTE. No, no m'invento. Scusi, onorevole Lupo, non mi
mettete in difficoltà. Io avevo già detto che finito l'articolo 52,
avrei convocato una Conferenza dei capigruppo per sapere che cosa
fare.
LUPO. Per favore, convochi la Conferenza dei Capigruppo. Allora,
convochi la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
PRESIDENTE. E' quello che dobbiamo fare, per cui se possiamo
votare.
LUPO. Le chiedo formalmente di convocare la Conferenza dei
Capigruppo. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, lei mi conosce ed io conosco lei. Io
non ho deciso, farò in Conferenza dei Capigruppo una proposta che,
poi, ovviamente, deve essere dibattuta. Io non ho deciso niente.
Oggi abbiamo deciso di fare l'articolo 52 e domani l'articolo 2
perché qualsiasi cosa poi si decida, comunque, almeno abbiamo
votato i pilastri della legge finanziaria. Dopodichè, in Conferenza
dei Capigruppo decideremo serenamente che cosa fare, senza
problemi. Se è possibile andare stasera, appena finiamo di votare
l'articolo 52, andiamo in Conferenza dei Capigruppo, pPrima di
tornare domani con l'articolo 2. Punto.
DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Desidererei sapere come si procede sull'articolo 52
perché per quanto ci riguarda non ritiriamo gli emendamenti. La
Commissione esprime il suo parere a maggioranza, ci mancherebbe
altro, ma noi abbiamo fatto la nostra valutazione sul comma 5.
PRESIDENTE. Dobbiamo votare questo.
DI MAURO. Sull'ordine dei lavori, c'è riscrittura dell'articolo
52?
PRESIDENTE. Non credo, non c'è nessuna riscrittura. La Commissione
ha valutato gli emendamenti che erano stati presentati; ora siamo
qua per votare questi.
Avevo immaginato di potere fare votare un paio di articoli che
erano stati fatti prima, basta, non è possibile. Che volete che vi
dica? Mi dispiace ero convinto che si potessero fare e andavamo
avanti su delle norme che potevano essere utili.
962/A
Riprende la discussione unifica dei disegni di legge n. 961/A e n.
962/A
PRESIDENTE. Ritorniamo all'articolo 52.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Presidente della Regione, Assessori, io intervengo in merito
all'articolo 52, ma intervengo in particolar modo relativamente ad
un emendamento il 52.80.
Il 52.80, che è a firma di tutta una serie di colleghi, fa
riferimento all'aumento delle risorse già disponibili per 50
milioni di euro che li porta a 100 milioni di euro, di cui almeno
10 milioni da utilizzare per ripristino di immobili di proprietà
degli operatori economici ed enti pubblici territoriali per i danni
subìti da eventi calamitosi che hanno avuto riconosciuta la
declaratoria per il periodo dal mese di novembre 2014 e poi anche
per il biennio 2020.
Su questo emendamento, ovviamente, non sono contrario - l'hanno
preparato i colleghi, fanno bene - va a risanare una questione che
avevo sollevato che riguardava Ispica che era rimasta fuori quando
- vi ricorderete - durante i lavori della scorsa settimana e quindi
questo rientra. Però, questo emendamento così come è stato fatto,
partendo solo dalle declaratorie del 2014, lascia fuori la
declaratoria del 2012, l'unica, che ha riguardato la provincia di
Agrigento, di Catania, di Ragusa e di Siracusa.
A cosa faccio riferimento? Alla delibera di Giunta, la n. 137 del
21 maggio 2018 - me la porto sempre appresso- riguarda ATOS che
allora colpì 5 province, tra cui la provincia di Ragusa ed in
particolare modo Vittoria. Se dovesse passare questo emendamento
così, ovviamente, l'unica declaratoria che rimane fuori, che tocca
non solo la provincia di Ragusa quindi un minimo di indignazione
complessiva qui la dobbiamo avere, perché ritorno a dire tocca
Agrigento, Catania, Ragusa e Siracusa.
Quindi, io mi sono permesso, Presidente, di presentare un
subemendamento a questo emendamento presentato dai colleghi dove
sposto il mese di novembre 2014 lo sposto, giustamente, al mese di
gennaio 2012 in modo che la declaratoria del 2012
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Ragusa)
DIPASQUALE. Consigliere Ragusa, anche lei lo ha firmato questo
emendamento
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Ragusa)
DIPASQUALE. No, lei lo ha firmato e non si è reso conto di aver
firmato un emendamento che riguarda un emendamento che, purtroppo,
lascia fuori
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Ragusa)
PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, sta parlando
DIPASQUALE. lascia fuori la provincia di Ragusa.
Allora, 2014 è sbagliato. Io ho avuto modo di parlarne anche con
l'onorevole Assenza e con l'onorevole Campo, che è giusto riportare
al 2012 questo emendamento perché così lasciamo fuori la provincia
di Ragusa. Questo emendamento così com'è scritto danneggia la
provincia di Ragusa. Quindi, ho presentato un subemendamento, la
prego di metterlo in votazione.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, non è che qua possiamo giocare al
massacro
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)
RAGUSA. Scusi, qua si gioca al massacro, perché da una parte, in
modo responsabile, noi non possiamo intervenire perché dobbiamo
andare avanti con i lavori; dall'altra parte si concede un modo,
secondo me anche scabroso, di portare avanti ragionamenti politici.
E l'onorevole Ragusa non è il Governo Non è il Presidente
dell'Assemblea Io sono un deputato come tutti gli altri Allora
detto questo, è anche normale
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, lei ha parlato senza che nessuno
la interrompeva. Prego, onorevole Ragusa.
RAGUSA. Detto questo, io penso che bisogna rientrare in un
ragionamento etico, di correttezza, all'interno di questa
Assemblea, perché uno può strumentalizzare tutto quello che vuole,
tutto quello che piace, però bisogna avere rispetto degli altri
Presidente Miccichè, mi scusi.
Detto questo, l'intervento sulla provincia di Ragusa ci sta tutto.
Ora, non so se l'Assessore per l'agricoltura è a conoscenza di
questa storia. Se lo è, deve prendere atto che c'è un problema
nella provincia di Ragusa. Perché non si può ragionare per
territori Agrigento, Siracusa. Presidente, mi scusi, non è corretto
questo Perché veda nel coinvolgimento della strumentalizzazione
politica, c'è un prezzo che non si può più pagare Perché io esigo
rispetto e quando l'onorevole Dipasquale
PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, tra la maggioranza e opposizione,
ognuno fa le sue cose
RAGUSA. No, signor Presidente Lei è qui arbitro di questa storia,
non è spurio a questa storia L'onorevole Dipasquale, quando ha
qualcosa, si rivolga a chi di competenza e lasci stare l'onorevole
Ragusa perché può fare scuola a lui e a quelli come lui Perché
questa storia è scorretta E lei
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, la devo pregare di non
intervenire. L'onorevole Ragusa è stato, davanti a lei, in silenzio
mentre lei parlava. La prego di fare altrettanto
RAGUSA. E lei, mi scusi Presidente, lei ha l'obbligo di mantenere
l'organizzazione dell'Aula nel rispetto reciproco di tutti Questa
cosa è inaccettabile, perché io questo prezzo non lo pago per la
ignominia di un soggetto che viene qui a dire che cosa? Che sono
responsabile io perché non viene messo qua il finanziamento alla
provincia di Ragusa? No Lui si deve rivolgere agli attori
principali, se vuole
E da questo momento, Presidente Micciché, io le dico un'altra cosa,
mi scusi, io non sono più disposto a non intervenire, perché
anch'io so come si fa la politica e come si può fare a scapito di
altri Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Allora, scusatemi, la Commissione Bilancio ha deciso
quali sono gli emendamenti che possono essere Io, a questo punto,
non do più la parola a nessuno. Votiamo gli emendamenti, punto. Si
può votare a favore, si può votare contro. Ognuno faccia quello che
vuole. Votiamo tutti gli emendamenti, uno per uno, e non ne
parliamo più
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su che cosa?
SUNSERI. Sull'articolo 52, comma 2.
PRESIDENTE. E' da due ore che parliamo del 52. Ci sono gli
emendamenti, basta. Abbiamo chiuso. Ci sono gli emendamenti. Li
votiamo.
Voglio sapere se e quali soppressivi sono ritirati. Volevo capire
quali soppressivi sono ritirati, se sono ritirati?
Nessuno. Bene. Iniziamo.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Il PD nemmeno?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Nessuno. Pongo in votazione l'emendamento 52.1
dell'onorevole Lupo. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 52.18, il comma 1. Io l'ho scritto come
18. L'onorevole Lo Giudice li ritira i suoi? Vabbé, ma è uguale.
Ritirati. Benissimo.
Comma 2, ritirato onorevole Lo Giudice?
Ritirati. Emendamento a firma dell'onorevole Di Paola, ritirato?
No.
Pongo in votazione l'emendamento 52.47.
(Viene chiesta la votazione per scrutinio segreto)
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 52.47
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 52.47.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco. Vi ricordo sempre come si vota. Senza reinserire il
tesserino.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 63
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 24
Contrari 33
Astenuti 0
(Non è approvato)
Il comma 2 rimane in vita.
Si passa all'emendamento 52.20. La lettera a) è ritirata? Lo
Giudice l'ha ritirata.
Si passa all'emendamento 52.68.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. C'è un suo subemendamento?
BARBAGALLO. Sì, Presidente, c'è un mio subemendamento. Io mi
rendo conto, Presidente, che per le procedure il parere vincolante
della Commissione, Presidente Savona, sarebbe complicato. Però, il
parere della Commissione Bilancio sarebbe auspicabile, così come,
certamente, un avviso per mettere tutti i comuni siciliani nelle
condizioni di partecipare.
PRESIDENTE. E il subemendamento prevede l'eliminazione di
vincolante'?
BARBAGALLO. No, c'è il parere della Commissione, credo, che
prevede l'eliminazione di vincolante'.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 52.68.1, a firma
dell'onorevole Barbagallo. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
È approvato
L'emendamento 52.68, con tolta la parola vincolante'. Quindi,
togliendo la parola vincolante', poi lo sistemeranno gli uffici.
Pongo in votazione l'emendamento 52.68. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 52.69: «Alla lettera a) del comma 2, dopo
le parole e loro infrastrutture aggiungere le parole il quaranta
per cento delle somme è prioritariamente destinato agli
interventi . E' ritirato. Benissimo. Questi sono ritirati.
C'è un fuori sacco, l'emendamento 52.80. Ci sono due
subemendamenti dell'onorevole Dipasquale. Il primo è l'emendamento
52.80.1.
No scusate, intanto ho l'okay del Governo? Il parere favorevole
del Governo o no?
Sì, credo che sia stato concordato prima.
Non li avete questi? Perché altrimenti bisogna distribuirli,
chiedo scusa. La date la voce all'onorevole Savona? Prego.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. I due emendamenti
sono il 52.80.1 e il 52.80.2. Quest'ultimo prevede la copertura per
un milione e mezzo, non per cinque milioni.
PRESIDENTE. L'onorevole Caputo è intervenuto e aveva chiesto il 5
per cento, poi non lo so se Non c'è la copertura?
SAVONA presidente della Commissione e relatore, Non abbiamo la
copertura per 5 milioni.
PRESIDENTE. E allora possiamo fare un sub in cui ci mette un
milione e mezzo. E questo è quello che è possibile.
SAVONA presidente della Commissione e relatore. Avevamo già
concordato con gli Uffici di preparare un emendamento per un
milione e mezzo.
PRESIDENTE. Benissimo.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su che cosa? Su questo emendamento? Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie Presidente, Assessore, Presidente Musumeci,
colleghi. Io, Presidente, non capisco perché questa Assemblea non è
in grado di fare una sola norma che sia generale ed astratta.
Abbiamo cento milioni di euro da mettere per gli edifici dei
comuni, ma perché ci dobbiamo vincolare in progetti che sono già
stati presentati, progetti che riguardano la provincia, progetti
che vengono gestiti in maniera diversa. Abbiamo cento milioni di
euro? Cento milioni di euro, bastava un emendamento, semplicissimo,
quasi banale, mi sembra stupido anche doverlo dire in Aula. Si
faceva semplicemente un avviso pubblico, una graduatoria pubblica,
previo parere della Commissione Bilancio'. Punto. Cioè qua ci
stiamo nuovamente scervellando per provare a trovare quale sarà il
progetto da cinque milioni di euro, un milione e mezzo di euro già
presentato presso l'Assessorato regionale al turismo, sport e
spettacolo per finanziare la legge. Ma perché ci dobbiamo inventare
le leggi che servono a finanziare un progetto specifico? Perché ci
dobbiamo inventare le leggi che servono a finanziare una provincia
o un evento calamitoso piuttosto che un altro? Ma porca miseria
quest'Assemblea per una volta una norma astratta e generale riesce
a farla? Serve una norma che prende cento milioni di euro, fa un
avviso pubblico, partecipano tutti 390 comuni siciliani, quelli che
hanno i progetti definitivi si aggiudicano il progetto e si
realizza il progetto. Punto. Perché non riusciamo ad essere così
semplici? Perché dobbiamo sempre puntare ad avere il piccolo
ritorno elettorale all'interno della propria provincia nella nostra
Regione? Io sono veramente mortificato dall'atteggiamento, dal
messaggio che stiamo lanciando ai cittadini siciliani con
quest'Assemblea.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 52.80.1
dell'onorevole Dipasquale.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione dell'emendamento 52.80.2 dell'onorevole
Caputo. Anziché cinquemila è stato messo mille e cinque perché non
ci sono cinquemila. Comunque, onorevole Caputo, è con mille e
cinquecento, non con cinquemila. Vale la pena lo stesso farlo?
Questo me lo dica lei.
(Intervento fuori microfono)
C'è il voto segreto, questo l'ho capito.
Allora, scusate, c'è un subemendamento che porta da 5 mila a
1.500, però siccome loro vogliono
Va bene, insomma, votiamo il 52.80.2.1 che è quello che è quello
che da 5 mila lo porta a 1.500.
(E' approvato)
DI CARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Ma voto segreto su questo? E' approvato, è chiaro.
Onorevole Di Caro. Se non fosse approvato non potremmo approvare
poi l'altro perché al massimo ci sono 1.500. Per cui, la prego. E
poi votiamo invece con voto segreto, se mi date i richiedenti il
52.80.2, che è quello di portare 1.500 a questo punto, non può
5.000 sugli impianti sportivi. Non so perché deve essere bocciato,
ma insomma proviamoci.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di
Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 52.80.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 52.80.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 63
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 22
Contrari 34
Astenuti 1
(Non è approvato)
E' ovvio che il subemendamento a quello di Caputo non ha più
valore e quindi pongo in votazione l'emendamento 52.80. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Quello che è stato subemendato con voto Quello il cui
subemendamento era quello di Dipasquale, ne abbiamo parlato, è
venti minuti che ne parliamo, onorevole Barbagallo. Onorevole Lupo
la soppressione del comma 3 è mantenuta?
LUPO. Ritirato.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Certamente, se ci
riferiamo al 52.80 sul testo originario c'è una anomalia, perché lì
parliamo di 10 milioni. Quindi, è una cosa ben diversa. Noi non
abbiamo approvato né 10 milioni, né 5 milioni, ma avevamo chiesto
solo 1 milione e mezzo. Se un milione e mezzo non c'è, non c'è
copertura altrimenti rientriamo nello stesso ragionamento per
tutti.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, noi abbiamo bocciato il subemendamento
che da 5 passava ad uno, no, quello
Il fatto che il 5 percento anche se era uno e mezzo andava quindi
l'uno e mezzo ritorna dov'era, e questo è troppo ovvio. Quindi
rimane 10. Dieci era e dieci rimane.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Il 10 non doveva
essere approvato, al contrario.
PRESIDENTE. Come non è stato approvato?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. C'è la copertura
per tutti e dieci.
PRESIDENTE. Che cos'è che non abbiamo mai votato, scusate? Visto
che abbiamo l'emendamento di Caputo.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Noi abbiamo
PRESIDENTE. Se la toglie questa mascherina, io non lo capisco cosa
dice, se potete stare zitti e dargli la parola. Prego.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Un milione e
mezzo si muoveva sul 52.80.2, quindi non passando il milione e
mezzo andava ad essere votato il 52.80.2 Non il 52.80 che era la
base di tutto questo.
PRESIDENTE. Scusi onorevole, il 52.80.2 è stato bocciato con voto
segreto.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. No.
PRESIDENTE. Come no?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. E' stato
bocciato.
PRESIDENTE. Glielo posso garantire.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. E' stato bocciato
quello di un milione e mezzo. No il 52.80.2.
PRESIDENTE. Quello del milione e mezzo era stato approvato. E'
stato bocciato il 52.80.2, onorevole Savona, mi creda. Posso
garantirvi che è così, non ci sono dubbi. Quindi, non cambia
niente.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Quindi, alla
fine, che cosa resta approvato?
PRESIDENTE. Il 52.80 com'era prima, cioè erano 10 milioni.
Rimangono 10 milioni, punto. Ma scusate quale non abbiamo votato?
Ma ragazzi, mi prendete per rincoglionito? L'abbiamo votato
benissimo. Scusate, mi date i verbali per favore?
(Subbuglio in Aula)
Questo è quello che abbiamo votato subito dopo che è stato
bocciato l'emendamento 52.80.2, ho messo in votazione l'emendamento
52.80 ed è stato approvato.
(Proteste
dall'onorevole Dipasquale)
Ma non è così. Mi dovete fare ripetere una votazione che è stata
fatta? Mi date per favore i verbali. Onorevole Calderone, mi creda
l'abbiamo votato; l'ultimo voto è stato l'emendamento 52.80 che è
avvenuto dopo la bocciatura dell'emendamento 52.80.2. State dicendo
vero?
(Proteste in Aula)
Scusatemi, non do la parola a nessuno, dai verbali risulta
approvato il subemendamento 52.80.1, quello che passa dal mese di
gennaio e il 52.80. Punto.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Calderone)
Ma come no, onorevole Calderone, ci sono i verbali, li vogliamo
andare a vedere? Ma vogliamo stare tutta la notte a decidere se una
cosa è votata o meno, ci sono i verbali, vedetevi i verbali
l'emendamento 52.80 è stato votato, ed è stato approvato. Che posso
fare?
Per favore siamo tutti stanchi ma vi prego di limitare questo tipo
di obiezioni, altrimenti ci ricoverano stanotte.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. L'emendamento
52.80, peraltro, siccome si tratta di finanziamenti ad attività
private, a opere private, che dovrebbe essere considerato
inammissibile, quindi noi dovremmo votare il 52.80.2 che è un'altra
cosa.
(Subbuglio in Aula)
PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto segreto ed è stato bocciato,
che cosa volete che faccia, signori? Non ho come risolvere il
problema. E' stato bocciato con voto segreto richiesto al solito
dal Movimento Cinque Stelle.
Non ho che cosa fare, che cosa mi posso inventare
Scusi, onorevole Savona, lei poco fa ha detto che i 5 milioni che
erano stati richiesti dall'onorevole Caputo diventavano 1,5,
benissimo e i 5 milioni che erano stati richiesti dall'onorevole
Caputo erano sull'emendamento 52.80.
(Intervento fuori microfono)
Come no? Scusatemi, colleghi, così rischiamo che, alla fine,
facciamo qualche scemenza, per cui mi lasciate lavorare, stasera
vedremo con gli Uffici e con la Commissione se è stato combinato
qualche guaio. Sospendo, pertanto, la seduta e riprenderà domani,
mercoledì 31 marzo 2021, alle ore 11.00.
(La seduta, sospesa alle ore 20.44 del 30 marzo 2021, è ripresa
alle ore 11.32 del 31 marzo 2021)
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, poiché mancano sia il Governo che la
Commissione, ci aggiorniamo alle 11.50.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 11.33, è ripresa alle ore 12.04)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Invito i componenti della II Commissione a prendere
posto, così il Governo che, tra l'altro, è stato impegnato in una
riunione di Giunta ed è appena arrivato, c'è l'assessore Armao, c'è
l'assessore Cordaro.
Iniziamo intanto con un riepilogo di quello che è successo ieri.
Onorevoli colleghi, ieri è stato presentato l'emendamento 52.80, a
firma degli onorevoli Catalfamo, Compagnone, Foti ed altri.
A questo emendamento sono stati presentati dei sub emendamenti:
52.80.1, che è quello che modifica la data dal novembre 2014 al
gennaio 2012, è stato presentato poi un successivo sub emendamento
52.80.2, a firma dell'onorevole Caputo, e poi a questo sub
emendamento è stato presentato dalla Commissione il sub emendamento
52.80.2.1. Sono stato chiaro?
Rispetto a questo ieri è successo quanto segue: è stato approvato
il 52.80.2.1 della Commissione che riduceva l'impegno di spesa da 5
milioni a 1 milione e mezzo.
Poi è stato messo in votazione il sub emendamento 52.80.2, così
come è stato sub emendato ed è stato bocciato; poi abbiamo
esaminato il sub emendamento 52.80.1 a firma dell'onorevole
Dipasquale ed altri, ed è stato approvato; poi abbiamo approvato
l'emendamento 52.80 così come è stato sub emendato. Questo è il
dato che è emerso dalla votazione per il quale abbiamo fatto
chiarezza.
A questo punto proseguono i lavori.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Scusate, è un di cui che era all'interno della somma
originaria che, se ricordate, era 50 milioni, cioè era 100 milioni
ed è stato approvato. Io sto riferendo quello che è successo ieri,
quindi sono cose approvate.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ieri lei non era presente ma è
una parte dei 100 milioni, cioè è un di cui è copertissimo, già
sin dal disegno di legge presentato dal Governo poi approvato dalla
Commissione e poi portato in Aula sono sempre le stesse somme.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Di Paola, su questo non c'è da
intervenire. Oggi dobbiamo cercare di lavorare per completare
questa benedetta finanziaria. Intervenire su cose votate, mi
consenta, non è il caso. Io l'ho fatto per un chiarimento, perché
ieri il Presidente si è alzato e ha aggiornato la seduta.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Caputo non può intervenire.
Onorevole Di Paola lei non si rende conto, su questi emendamenti
che noi abbiamo approvato ieri, così come sono stati modificati, ci
sono dei dubbi legittimi da parte di alcuni deputati.
Io non ho fatto altro che riportare quello che va a verbale, non
ho detto né una parola di più né una in meno, quindi chiudiamo
l'argomento.
Non ce ne sono chiarimenti, perché i chiarimenti sono stati già
superati non solo dall'impegno di spesa determinato dalla Giunta
ma, a sua volta, in Commissione bilancio.
Continuiamo con l'esame degli emendamenti.
Onorevoli colleghi, scusate un attimo, vediamo di procedere con
ordine e con serenità. Presidente della Commissione, siamo a pagina
74, al comma 3.
BARBAGALLO. Si deve approvare tutto l'articolo
PRESIDENTE. Tutto l'articolo approviamo dopo, onorevole
Barbagallo. Presidente Savona, lei è già pronto?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Sì
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo a pagina 74, iniziamo con il
comma 3. Gli emendamenti soppressivi sono mantenuti, onorevole
Lupo?
LUPO. Sono mantenuti.
PRESIDENTE. Sono mantenuti e chiede chiarimenti. Da parte della
Commissione?
LUPO. Dal Governo.
PRESIDENTE. L'onorevole Lupo vuole spiegato questo comma 3 dal
Governo. Dov'è il Governo? Dov'è l'assessore Armao?
Assessore Armao, è stato sollecitato un chiarimento in ordine al
comma 3, più che altro una illustrazione.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, signori
onorevoli, sostanzialmente è una norma che è stata inserita al fine
di agevolare, semplificare le procedure di liquidazione proprio per
dare una più diretta interlocuzione con lo svolgimento delle
attività liquidatorie che come è noto vanno accelerate in relazione
all'accordo che abbiamo concluso con lo Stato, sul punto posso
anticipare all'Assemblea che certamente quest'anno, entro l'estate
immagino, penso proprio di sì, liquideremo ESPI, liquideremo anche
quest'anno CAPE, un altro organismo questo primo ente la seconda
società che sono in partecipazione regionale e che pertanto
obiettivo è proprio quello di semplificare il più possibile le
procedure di liquidazione, questo era l'intendimento del Governo e
per questo abbiamo inserito questa disposizione.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, ritira? Bene, sono ritirati, quindi,
gli emendamenti soppressivi del comma 3.
Si passa all'esame del comma 4. Onorevole Lupo lo ritira?
LUPO. Dichiaro di ritirarlo
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'esame del comma 5.
COMPAGNONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, su
questo comma 5 noi abbiamo presentato l'emendamento soppressivo che
non intendiamo ritirare per un motivo molto semplice perché è
impostato in modo tale che una quota parte di questi fondi, sono il
20 per cento se non ricordo male, vadano ad implementare il
personale dell'IRFIS, sottraendo a nostro parere questa somma dai
fondi invece che vanno alle aziende ed è esattamente in contrasto a
quello per cui serve l'IRFIS.
Quindi, noi riteniamo che questo comma vada ritirato in modo che
tutti questi fondi vadano alle aziende per come è giusto che sia
Molto semplice. In alternativa si possono spostare questa quota
parte del 20% che è stato posto per altri scopi all'implementazione
del personale e riportarlo sulla massa finanziaria complessiva in
modo che sembra vadano alle aziende. Questa è una nostra
impostazione che proprio entra nel merito del comma.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, chiederei e
proporrei all'onorevole Compagnone, ovviamente propongo all'intera
Assemblea, una riflessione e anche una proposta perché dobbiamo
uscire da un loop che altrimenti rischia di bloccare la norma.
Sostanzialmente cosa è accaduto? E' accaduto che quando è stato
istituito il Fondo Sicilia, IRFIS non era una società ancora in
house. Abbiamo ottenuto dall'ANAC la declaratoria di organismo in
house cioè di riconoscimento della società come ente in house
soltanto l'estate scorsa.
L'organizzazione in house postula una serie di adempimenti
amministrativi non proprio irrilevanti. E quindi, anzi molto
rilevanti, e quindi oggi questa disposizione risponde all'esigenza
di una complessità gestionale più pesante, più gravosa di quanto
fosse quando il Fondo Sicilia è stato assegnato all'IRFIS.
Ora, onorevole Compagnone, io comprendo bene che in questa momento
la priorità è alle imprese e questo sposa in pieno la posizione del
Governo, abbiamo tenuto una Giunta fino a qualche minuto fa ma poi
sarà il Presidente a illustrarne gli esiti che è proprio rivolta a
far fronte alla domanda che viene dall'economia siciliana di
sostegni, di interventi, sia nei confronti di soggetti che sono
bancabili sia soprattutto nei confronti di soggetti non bancabili,
ma di questo, ripeto, parleremo, ne parlerà il Presidente più
diffusamente.
Quindi ovviamente questo argomento non può che incontrare il
favore del Governo. Io chiederei diciamo però di considerare anche
l'esigenza dell'IRFIS, esatto, di fatto io mi accingo a proporre un
mutamento di percentuale. Piuttosto che una soppressione
dell'articolo, se lei vuol proporre, lo potrei proporre pure io ma
non voglio spogliare l'organismo Parlamentare della sua capacità di
proposta; se volete proporre voi una diversa percentuale perché
ripeto è necessario rispondere ad un'esigenza che non c'era quando
è nato il Fondo Sicilia, e che c'è adesso, di risorse finanziarie
per l'organizzazione dell'ente.
Ieri l'onorevole Lupo ha citato una parte dell'accordo che
riguarda il trasferimento sulla quale poi credo che anche per
esigenze di celerità abbiamo rinviato a dopo Pasqua per
l'approfondimento e quindi non ci concentriamo adesso. Però è anche
vero che se occorre sostenere gli enti per far di più e far presto
e far prima, dobbiamo dargli anche un minimo di disponibilità
finanziaria.
L'IRFIS di per sé sul Fondo Sicilia una disponibilità finanziaria
ce l'ha già per convenzione quindi non è che lavora gratis anche
perché sarebbe illegittimo che noi chiedessimo ad una società
partecipata di lavorare gratis per la Regione perché ne
determineremmo automaticamente l'impoverimento e quindi
determineremmo in qualche modo le precondizioni per il default ma
una percentuale che in qualche modo dia sostegno all'attività della
società può aiutare quindi la potrei proporre io però credo che
anche d'intesa col presidente della Commissione, la proponga lei
visto che per rimuovere questo, con un sub-emendamento. Sì.
(voci fuori microfono)
ARMAO, assessore per l'economia. Non c'è?
(voci fuori microfono)
ARMAO, assessore per l'economia. Ah.
PRESIDENTE. Aspetta un momento.
ARMAO, assessore per l'economia. L'onorevole Lupo l'ha detto
ovviamente per me perché si preoccupava che non .la ringrazio
pubblicamente. Che poi mi scusi, mi aiuta onorevole, non lo trovo.
52.71, 52.72. Non lo trovo, scusate Però, dico, è totalmente
abrogativo. Si, la proposta è quella che vi sto dicendo. La
proposta che vuole fare, credo d'intesa con la Commissione, il
Governo è: se non va bene il 20 per cento, che può essere ritenuta
una percentuale eccessivamente ridondante, facciamola del 10, del
5, ma un riconoscimento facciamolo comunque ad IRFIS.
Presidente, vuoi intervenire tu? La proposta - volevo farmi
sentire dal Presidente della Commissione Bilancio' - è: visto che
il 20 è ritenuto da alcune forze politiche, anche di maggioranza, è
ritenuto ridondante, possiamo fare una proposta di mediazione
perché si vada avanti e che comunque consente un riconoscimento ad
IRFIS di un apporto finanziario che tenga conto dell'attività
svolta?
D'intesa con la Commissione, io volevo sentire la Commissione.
Anche per noi va bene il 10 per cento. Se il 10 cento può essere
accettabile, il Governo stesso propone. Certo quindi diventa 90,
non è più 10. Cioè non è 80, ma diventa 90.
PRESIDENTE. Scusate, c'è un ordine. Un attimo, onorevole Lentini.
Hanno chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici, poi l'onorevole
Caronia e poi l'onorevole Lentini.
CRACOLICI. Signor Presidente e Assessore, questo comma 5 ha un
merito: quello di far rientrare le risorse che l'IRFIS ha erogato
negli anni e utilizzare i rientri del fondo, dei fondi che ha
utilizzato l'IRFIS, per finanziare il Fondo Sicilia.
E quindi estende, però, Presidente, mi ascolti pure lei
Presidente Di Mauro, chiuda il telefono, mi ascolti perché la
questione è un po' delicata.
Allora, per essere chiari, da parte nostra non c'è nessuna
obiezione al fatto che le risorse che rientrano all'IRFIS vengano
utilizzate per le imprese, tanto più in un momento come questo.
Il nodo non è, quindi, cosa facciamo del Fondo Sicilia. Fondo
Sicilia deve vivere a lungo.
Il nodo è questa distinzione che si fa tra l'80 e il 20 per cento.
Anche perché, assessore, così com'è scritto il comma, si fa
riferimento a un generico piano oneri per il piano industriale e,
quindi, per il rafforzamento dell'IRFIS, immagino.
Ma lei ha appena detto che già l'IRFIS, sull'istruttoria delle
singole pratiche, ha - come è giusto che sia - un riconoscimento
per la gestione della singola pratica.
Allora io credo che la vicenda va risolta in un solo modo: che
tutti gli oneri, che tutte le risorse che rientrano da prestiti
concessi dall'IRFIS confluiscono nel Fondo Sicilia e, così come
IRFIS, gestendo il Fondo Sicilia ha degli oneri grazie al fatto che
gestisce il Fondo Sicilia, anche queste pratiche saranno onorate da
una percentuale, secondo la convenzione che ha fatto l'Assessorato
con l'IRFIS.
Ecco perché io sono d'accordo con l'emendamento Lentini, che
abolisce il 20 per cento e ribadisce che l'IRFIS dall'istruttoria
delle pratiche relative al Fondo mantenga il rapporto del costo in
convenzione, perché altrimenti questi onori aggiuntivi per il piano
industriali da rafforzare si presta ad altre interpretazioni.
Quindi condivido l'emendamento Lentini, ho fatto un sub
emendamento in cui si limita a dire che queste risorse del fondo
Sicilia servono pure a far fronte agli onori della gestione
dell'istruttoria da parte dell'IRFIS per la singola pratica, quindi
non facciamo tanto e tanto ma il tanto è 100% all'interno del 100
per cento c'è il costo in convenzione riconosciuto dall'IRFIS che
consenta loro di avere una remunerazione dall'attività che svolgono
per conto della regione, spero di essere stato chiaro.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Caronia e poi si
prepari l'onorevole Lentini.
Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rapidissimamente
così come è giusto che abbiamo concordato, io ritengo che questa
sia una norma estremamente importante di questa finanziaria, perché
vorrei precisare che queste somme che non sono somme da poco,
vengano destinate alle imprese e alle aziende.
Poiché all'interno di questa norma abbiamo lamentato, e
personalmente anch'io diciamo non sono particolarmente felice del
fatto che le aziende siamo state diciamo piuttosto non troppo
valorizzate allora ritengo che invece è una norma che va
esattamente in quella direzione.
Quindi è assolutamente utile, importante, sottolineo tre volte
importante, però ritengo assessore che le sue giuste considerazioni
rispetto alla capacità operativa dell'ente mi convincono, però
l'articolo 53 ancora è in essere e poiché lì abbiamo stanziato un
milione io ritengo che sarebbe un ottimo buon proposito quello di
lasciare integro il fondo, e se dà il caso poi aumentare quella
somma che è destinata all'assistenza tecnica per evitare che passi
anche un messaggio che non è quello che secondo me il governo vuole
dare, cioè quello che si vogliono in qualche modo non utilizzare le
somme tutte per le imprese. Allora io questo fondo lo lascerei
intonso e poi sull'articolo 53 così come avete previsto a passare
le somme, se dà il caso aumentarle in base alle disponibilità per
prevedere l'assistenza tecnica di soggetti che dovranno essere
selezionati.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Caronia ha chiesto di intervenire
l'onorevole Lentini, se non ci sono altri che hanno chiesto di
intervenire dichiariamo chiusa ah l'onorevole Amata, l'onorevole
Lupo, ci sono altri che debbono intervenire l'onorevole Di Caro.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per il momento
difficile che stiamo attraversando è diciamo anche come via una
scappatoia per dare ancora più ossigeno alle imprese in questo
momento fondamentale, perché noi parliamo di ristori parliamo di
tutto e però le imprese che vogliamo che nel territorio regionale
resistano a tutte le incombenze a tutte le difficoltà che stanno
attraversando, mi sembra diciamo l'emendamento 52.71 mi sembra
proprio che vada in questa direzione e sono circa 18 milioni di
euro che li diamo ancora di più e riempiamo ancora quel fondo per
le imprese.
AMATA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AMATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevissima solo per
esprimere il voto favorevole all'emendamento presentato
semplicemente perché ritengo che oggi sia un momento per le nostre
imprese davvero delicato quindi anche fosse una percentuale del 5
per cento ritengo che tutti i fondi possibili debbano essere
inseriti nel Fondo Sicilia per dare possibilità alle nostre imprese
di poterle utilizzare.
Del resto esiste questa la convenzione con l'IRFIS che consente di
avere una percentuale da ogni pratica lavorata e quindi ritengo che
per quanto riguarda la gestione possa in questo momento almeno
essere sufficiente quella.
PRESIDENTE. Allora per favore i colleghi della maggioranza se
possono esimersi dall'intervenire, l'onorevole Lupo ha chiesto di
intervenire. Ne ha facoltà. A seguire interverranno gli onorevoli
Di Caro e Dipasquale. Le iscrizioni a parlare sono chiuse.
LUPO. Signor Presidente, Governo, colleghi, solo al fine di
determinarci sulle votazioni che seguiranno, chiedo di sapere se è
possibile qual è il parere del Governo sull'emendamento 52.71, a
firma dell'onorevole Lentini, Compagnone.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Caro.
DI CARO. Signor Presidente, con la Presidenza eravamo
informalmente rimasti di contingentare, almeno, i tempi di
intervento dei colleghi che fanno parte della maggioranza ma, a
quanto pare, verso di andare a ridurre i tempi non ne troviamo.
Quello che noto è, in funzione degli interventi dei colleghi di
maggioranza, che questo comma non è stato condiviso con alcuno, né
con i deputati di maggioranza, tanto meno con quelli di
opposizione, perché dagli interventi che hanno fatto, non ho idea
da dove esca fuori questo comma.
Per cui, così come ha fatto poco fa il collega che mi ha
preceduto, vorrei sapere, il Gruppo parlamentare del Movimento
Cinque Stelle vorrebbe sapere, cosa pensa il Governo
dell'emendamento 52.71, a firma dell'onorevole Lentini ed altri.
Questo è dirimente per il fatto di ritirare gli emendamenti
soppressivi al comma o meno.
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, onorevole Lupo, mi pare che il
Governo si sia, in giusto qual modo, espresso, quindi, è inutile
insistere a chiedere.
L'onorevole Dipasquale rinuncia al proprio intervento.
Gli emendamenti soppressivi sono ritirati?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Sia breve, per favore, lei è già
intervenuto una volta.
CRACOLICI. Rapidissimo. Chiedo ai colleghi del Movimento Cinque
Stelle di fare una valutazione. Questo è un emendamento che ridà
soldi che la Regione ha già erogato, in prestito, e li mette nel
fondo Sicilia per le imprese. Giusto?
Io eviterei, quindi, di bocciare in questo momento un emendamento
che evita di concedere credito alle imprese.
La questione, ed è la domanda che hanno fatto i miei colleghi,
Lupo e Di Caro, il Governo dà parere positivo al 52.71? Se è sì,
gli emendamenti soppressivi non ci sono più. Se, però, il Governo
non si pronuncia
PRESIDENTE. Si è pronunciato il Governo.
CRACOLICI. Dove si è pronunciato?
PRESIDENTE. Ha detto una percentuale diversa, questa è la
posizione del Governo.
CRACOLICI. Ho capito, però, dobbiamo saperla prima. Non è un
problema di percentuale, perché la questione della convenzione,
l'Assessore ha detto che c'è già una convenzione tra l'IRFIS e la
Regione, quindi, agli oneri connessi alla gestione
dell'istruttoria, si provvede con i costi della convenzione, che è
dentro il fondo Sicilia. Ecco perché io sono per l'emendamento
Lentini che dice il 100%. Quindi, vogliamo saperlo.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei è stato abbastanza chiaro.
Siamo già in corso di votazione.
C'è richiesta di voto segreto.
CRACOLICI. Ma sul soppressivo.
PRESIDENTE. L'ho capito. Lei l'ha spiegato.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, io sul punto,
intanto, ringrazio l'onorevole Cracolici per lo sforzo di analisi
che si sta facendo.
Signori, qui, è molto importante, non buttiamo l'acqua sporca con
il bambino, cioè, andare a sopprimere tutto, poi, ognuno si assume
la responsabilità che vuole, fa quello che vuole, ci mancherebbe,
non siamo noi a poterlo giudicare, però mi sembra uno sforzo che va
a pregiudicare una misura che, credo, trovi il favore dell'Aula
come misura opportuna, poi il tema è la percentuale che viene
lasciata ad IRFIS.
Io vi chiederei, se possibile, un momento di sospensione su questa
cosa, perché vorrei parlare col presidente dell'IRFIS, che ho
cercato di contattare e che, purtroppo, ha il telefono occupato e
non riesco a parlargli.
Quindi, se possiamo passare all'articolo successivo, fermo
restando che il Governo, da un lato è disponibile a ragionare sul
tema del venti percento, e dall'altro che è apprezzata la norma nel
suo impianto complessivo, salvo questo profilo marginale.
Quindi, dateci il tempo di parlare col presidente dell'IRFIS e tra
un quarto d'ora
PRESIDENTE. Accantoniamo un attimo il comma 5 e passiamo, se siete
d'accordo, colleghi, accettiamo la proposta del Governo di
accantonare tutti gli emendamenti relativi al comma 5, che così
come dice il Governo è di straordinaria importanza in ordine al
sostegno alle imprese.
Si passa al comma 6.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Col comma 6, proroghiamo il
termine per la realizzazione dei festival cinematografici che
avrebbero dovuto tenersi nel 2020, ma che evidentemente non si sono
tenuti perché c'è stata l'emergenza Covid.
I festival cinematografici, mi riferisco in particolare a quelli
sostenuti con legge regionale, sono quelli del circuito
tradizionale, dal festival del Cinema di Frontiera di Marzamemi, al
Sole Luna, insomma è un circuito di una quindicina di festival.
La norma, per come proposta nel testo che arriva in Aula, prevede
il termine del 30 aprile per la realizzazione di questi festival
che non si sono potuti tenere lo scorso anno, con l'obbligo di
rendicontazione nei sessanta giorni successivi. Francamente, tenuto
conto che saremo zona rossa per una parte del mese di aprile, zona
arancione, e non è semplicissimo organizzare i festival, Presidente
Di Mauro, noi abbiamo proposto l'emendamento che abbiamo lasciato
agli Uffici, che prevede lo spostamento dal 30 aprile al 31 maggio,
per la realizzazione, fermo restando la rendicontazione nei
sessanta giorni successivi.
Ci dispiace che non c'è in Aula l'assessore Messina, ma c'è il
Presidente della Regione, ci sembra un tema sensibile per venire
incontro ad un circuito che nel corso degli anni ha dato onore e
prestigio al cinema siciliano.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 52.88, a firma degli
onorevoli Barbagallo, Lupo, che è stato distribuito. I soppressivi,
naturalmente, sono tutti ritirati, questo è chiaro, bene.
Allora, sul 52.88 se il presidente Savona è in condizioni di avere
il documento. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo su questo slittamento dal 30
aprile al 31 maggio?
ARMAO, assessore per l'economia. Ci rimettiamo all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
I Soppressivi al comma 7 sono ritirati. Si passa ai soppressivi al
comma 8, sono ritirati.
Si passa ai soppressivi al comma 9, sono ritirati. Siamo
d'accordo.
Comma 10, sono ritirati. Comma 11, sono ritirati. Comma 12, sono
ritirati. Comma 13, sono ritirati. Comma 14.
LUPO. Chiedo di parlare sul comma 8.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Lo abbiamo superato. Lo spieghi. Io,
però, quando leggo, se non siete d'accordo me lo dite.
LUPO. Confermo che è ritirato. Volevo dire anche il motivo, perché
il reddito di libertà - rispondo anche al sentimento che ieri
veniva posto - è finanziato per cinquecentomila Euro, poco, ma è
finanziato, all'articolo 2, mi pare comma 18.
PRESIDENTE. Sì, c'è un apposito articolo, all'articolo 2.
Perfetto, d'accordo, grazie.
Il comma 13, è ritirato. Il comma 14 - sempre soppressivi, mi
riferisco ovviamente - sono ritirati. Il soppressivo del comma 15.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
avere maggiori chiarimenti sul comma 15. Dico, ammesso che a grandi
linee siamo favorevoli al comma 15, però, vorremmo ulteriori
delucidazioni, e poi per chiedere all'Assessore: noi in Aula
abbiamo approvato, durante questa finanziaria, se non ricordo male,
l'articolo 89 relativo agli assistenti igienico-personale.
Ci giunge voce - e vorrei eventualmente una conferma da parte
dell'Assessore o una smentita - che quelle somme che abbiamo
stanziato con tantissima difficoltà, per quanto riguarda l'igienico-
personale, per far ripartire il servizio e tra l'altro ci sono pure
i sindaci delle città metropolitane ed i liberi consorzi che sono
pronti ad anticipare le somme per far partire il servizio, ci
giunge voce che lo stanziamento che abbiamo fatto, all'interno di
quell'articolo, è prioritariamente assegnato agli assistenti alla
comunicazione.
Questa è la voce che ci giunge durante queste ore, perché i
sindaci metropolitani erano pronti ad anticipare le somme,
considerando che la finanziaria avrà un tempo di attuazione un po'
più lungo, per far partire il servizio.
Da quello che sembra dagli Uffici regionali, del Dipartimento
regionale, gira questa voce che sta bloccando i sindaci
metropolitani ed i liberi consorzi per far partire il servizio
perché sembrerebbe che nell'articolo 89, prioritariamente, le somme
vengono destinate agli assistenti alla comunicazione.
Allora, Presidente, quello che chiediamo al Governo è di fare un
minimo di chiarezza su questo discorso perché se noi lavoriamo per
stanziare delle somme sull'igienico-personale specialistico e poi
gli Uffici del Dipartimento in qualche modo smentiscono la cosa,
mettendo uno stop ai sindaci metropolitani che stavano per
anticipare queste somme, io poi mi ritrovo questo comma e dico che
possiamo essere anche favorevoli, però riusciamo a fare un minimo
di chiarezza? Perché se la politica stanzia le somme per un fine e
poi gli uffici smentiscono la politica stessa è ovvio che c'è
qualcosa che non va.
Sia gli operatori che i genitori degli alunni con disabilità vanno
in confusione.
Quindi, Presidente, un minimo di chiarezza se può darlo
l'Assessore, fermo restando che comunque sul comma 15 siamo
favorevoli. Grazie.
PRESIDENTE. Quindi ritirate l'emendamento soppressivo.
Ricordo che sono iscritti a parlare gli onorevoli Tamajo,
Schillaci e Tancredi. Ha facoltà di parlare l'onorevole Tamajo.
TAMAJO. Grazie, Presidente. Intanto, preannuncio il mio voto
favorevole al comma 15.
Questa è una vicenda che noi trattiamo da molto tempo, parliamo di
due cose distinte e separate perché sono due argomenti diversi, sia
l'argomento che riguarda l'assistenza igienico-personale e
l'assistenza alla comunicazione; sono due figure professionali
diverse che svolgono attività con gli alunni disabili, però, sono
due argomenti diversi.
Ora, io capisco qual è l'intendimento di questo comma, cioè di
commissariare le province nel momento in cui non si adeguano alle
linee guida varate dalla Regione siciliana, ed è un argomento che
da più tempo noi affrontiamo, un argomento che abbiamo sostenuto
insieme alle associazioni degli assistenti e all'autonomia.
Però io desidero sapere, in merito a questa vicenda, Assessore
Scavone mi scusi, vorrei essere confortato da parte sua su qual è
il percorso, il percorso che la Regione Sicilia e, quindi, il suo
Assessorato, il suo Dipartimento vuole attuare per garantire questo
servizio, visto che, ripeto, le linee guida da lei emanate alcuni
mesi fa, forse più di alcuni mesi fa, forse un anno fa addirittura,
non sono tenute in considerazione da alcune province o città
metropolitane,
Quindi, gradirei sapere da lei quali sono i tempi, i modi ed il
percorso che lei vorrà attuare.
Dopo di che - ripeto - esprimo il mio voto favorevole sul comma
15.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Signor Presidente, colleghi, assessori, l'argomento
dell'assistenza ai nostri ragazzi diversamente abili ha preso
tantissimo tempo sia in Aula che in Commissione.
Assessore, anch'io oggi ho ricevuto una serie di telefonate che
allarmano gli operatori del settore, allarmano le famiglie, le
associazioni che le sorreggono.
Quindi, da parte sua, vogliamo un chiarimento perché l'articolo 89
deve diventare un faro e non vorrei che fosse come la famosa tela
di Penelope che viene costruita, viene fatta e, poi, disfatta la
notte. Evitiamo questi messaggi e questi segnali negativi
all'esterno, alle famiglie che da tanto tempo soffrono e,
soprattutto, soffrono i ragazzi che non hanno potuto usufruire del
diritto allo studio.
Assessore, sul punto noi vogliamo essere chiari. Il Movimento
Cinque Stelle è per entrambe le assistenze: per gli assistenti
igienico-personali e per gli ASACOM. Sono entrambe due figure
fondamentali affinché i nostri ragazzi diversamente abili possano
andare a scuola ed avere erogato il loro diritto allo studio.
Quindi, vogliamo un chiarimento sull'articolo 89, che queste somme
vengano erogate per gli assistenti igienico-personale e che non
vengano sottratte a questa misura e per questa emergenza.
Per quanto attiene, invece, il comma 15 siamo assolutamente
soddisfatti di questo articolo perché vogliamo che ci siano delle
linee di indirizzo che possano omogeneizzare l'intero territorio
siciliano.
Quindi, da parte nostra il voto favorevole sul comma 15.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha
facoltà. E poi conclude l'onorevole Lupo se non ci sono altri
iscritti a parlare.
TANCREDI. Signor Presidente, colleghi, io credo che sia necessario
fare chiarezza perché ogni volta noi associamo gli ASACOM con
l'igienico-sanitario. Sono due cose completamente differenti: il
primo è un servizio che è garantito dalla Regione; il secondo è in
capo ai comuni.
Quindi, sono due cose totalmente separate, anche sotto il profilo
della fonte di finanziamento che è quella di cui stiamo parlando.
Per cui, Assessore, forse sarebbe il caso che magari lei, con una
circolare per la deputazione, spiegasse, perfettamente, questa cosa
perché è da due anni che questa cosa non è chiara. Tra l'altro, il
comma 15, sana un refuso della norma di riferimento dove, per un
mero errore, non si inserì direttamente la definizione della
figura, che è quella della figura specialistica dell'assistenza
alla comunicazione.
E, quindi, noi ovviamente siamo assolutamente concordi che venga
approvato questo comma 15.
Inoltre, le linee guida, che sono già operative da diverso tempo e
sulle quali ci siamo confrontati più volte con l'Assessore Scavone,
è necessario che diventino il faro al quale debbono riferirsi tutti
i comuni e tutte le città metropolitane nonché le province.
Questo, credo, sia un aspetto prioritario e che sia messo in
norma; è un aspetto molto importante per far finire quella che è
l'interpretazione, da parte dei dirigenti, della norma di
riferimento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, per
esprimere condivisione sul comma 15 ed anche per dare atto
all'Assessore per il lavoro e per la famiglia che, opportunamente,
ha diramato queste linee guida che, purtroppo, non vengono
osservate omogeneamente da parte di tutti i liberi consorzi e città
metropolitane.
Certo, ci auguriamo che non sia necessario arrivare al
commissariamento perché garantire l'assistenza per l'autonomia e la
comunicazione è un dovere.
Quindi, penso che la cosa si possa risolvere con una corretta
collaborazione istituzionale tra la Regione e i presidenti dei
liberi consorzi e delle città metropolitane, ma se fosse necessario
ben venga il commissariamento, perché è un servizio, assolutamente,
da garantire ai nostri giovani.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Scavone.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, ringrazio gli onorevoli deputati che
sono intervenuti, tra l'altro, esprimendo il voto favorevole per
questo comma.
Riaprire qui tutta la storia che ci ha impegnato, e me
personalmente, ogni giorno nella mia responsabilità assessoriale,
in uno dei problemi più delicati, forse non è la sede.
Però, voglio ricordare che in questa Finanziaria, piuttosto che
circolari, linee guida etc., abbiamo messo norme e norme che spero
possano consentire a tutti di fare un passettino avanti
nell'ordine, nelle responsabilità, nella definizione delle
competenze di una condizione così delicata.
L'articolo 89 nasce per completare quello che era stato un
intervento della Giunta del 23 luglio e che anticipava quello che
poi sarebbe successo. C'è un po' di confusione, un po' di
preoccupazione, se mi consentite un po' di speculazione da parte di
dirigenti dei vari enti locali, nella difficoltà di assumersi le
loro responsabilità e lo definiamo.
Sappiamo - perché ce lo dice l'ufficio legislativo del MIUR, e
perché ce lo dice il CGA - che l'assistenza igienico-personale è a
carico degli ATA, è di competenza del Ministero della Pubblica
Istruzione, nella responsabilità individuata negli ATA.
Sappiamo, è ancora aperto in questi giorni un bando che il
Ministero ha fatto per arruolamento di personale ATA, con una
declinazione di tutte le figure.
Quindi, il Ministero assume in sé una responsabilità ulteriore.
Sappiamo dell'insufficienza del numero degli ATA e cioè degli ex
bidelli nelle scuole e della loro formazione.
Ecco perché nasce a luglio quell'atto di Giunta, ed oggi, questo
articolo 89 che destina una somma per servizi - abbiamo detto da
sempre - migliorativi, integrativi, rispetto ad una competenza che
non è la nostra, ma è una responsabilità alla quale noi non ci
vogliamo sottrarre, di dare là dove possibile i servizi che
servono.
E questo articolo 89 nasce con l'istituzione di un nuovo capitolo
dalla volontà di fare ulteriore chiarezza separando la
responsabilità degli ASACOM da quella del servizio, appunto, che è
legato al mondo igienico-personale.
Quindi, noi abbiamo - e passiamo agli ASACOM - fatto già le linee
guida e siamo stati - lo voglio ricordare - i primi in Italia e
altre regioni ci hanno copiato, lo abbiamo fatto con una
condivisione generale di tutti, e credo che abbiamo fatto un buon
lavoro.
È vero, alcuni enti locali non li applicano o li applicano
parzialmente.
Questo articolo, anche se è sgradevole, mette un ulteriore
puntello alla obbligatorietà da parte degli enti locali di
rispettare le linee guida e di applicarle a favore degli assistenti
alla comunicazione.
Poi, sento dire di voci, di telefonate, eccetera, non ne sono a
conoscenza se non per alcune cose che ho sentito a margine in
quest'Aula, in queste ore, è chiaro che la norma traccia la strada,
l'assessore fa rispettare la norma, e i funzionari, se si fossero
avventurati in voli pindarici rispetto all'applicazione della norma
saranno richiamati alla rigorosa applicazione delle norme.
PRESIDENTE. Abbiamo completato.
Presidente Savona e Governo, passiamo a questo punto, dopo essere
stati ritirati gli emendamenti soppressivi del comma 15,
all'emendamento 52.72, rispetto al quale sono stati distribuiti due
subemendamenti, il 52.72.1 e il 52.72.2. Non li avete? Va bene.
Se gli Uffici, per favore, si attivano a predisporre la consegna
degli emendamenti.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sull'emendamento 52.72 e i subemendamenti, giusto? Ne
ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, io non entro nel merito
dell'emendamento, perché molto sinceramente non è la mia materia,
quindi non lo conosco, però leggo che è un aggiuntivo al testo.
Ora, nulla in contrario sul fatto di discutere l'aggiuntivo al
testo, però vorrei capire secondo quali criteri tutti gli altri
aggiuntivi al testo sono stati messi in un altro fascicolo e sono
stati messi a parte e, invece, questo lo ritroviamo nel fascicolo
degli emendamenti e del testo.
Gli aggiuntivi o si discutono tutti o non se ne discute nessuno, a
maggior ragione rispetto a quello che è successo ieri, quando
ognuno di noi ha legittimamente posto delle questioni al Presidente
della Commissione e al Presidente dell'Assemblea perché non c'erano
i nostri emendamenti aggiunti.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, in realtà la norma era stata
stralciata, c'è stata una riscrittura che, a parere della
Presidenza, è confacente al testo e l'abbiamo riammessa.
E' una norma che ha anche una certa scadenza.
Onorevole Savona, sul subemendamento 52.72.1.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Non li abbiamo
ancora ricevuto.
PRESIDENTE. Attendiamo la distribuzione dei subemendamenti.
Portateli anche all'Assessore Armao. Sono due i subemendamenti.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, io intervengo sull'emendamento 52.72,
non voglio entrare nel merito dell'emendamento, però, leggendolo
velocemente, è un aggiuntivo.
Io chiedo agli Uffici, tutti gli aggiuntivi che finora abbiamo
fatto ai vari articoli
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, c'è la riscrittura e la Presidenza
lo ha riammesso e, come lei vede, è nel fascicolo del testo,
dobbiamo esaminarlo e se è il caso, se sono cose scritte
nell'interesse generale
DI PAOLA. Ma noi dobbiamo considerare tutti gli aggiuntivi, le
riscritture le possiamo fare su tutti.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, intanto facciamolo, perché l'ho
spiegato quello che è scritto qui, in questo testo, era una norma
stralciata quindi passata dalla Commissione, stralciata e riscritta
e l'abbiamo inserita.
DI PAOLA. Presidente, io ho premesso che non sono entrato nel
merito della bontà dell'emendamento - non sono entrato nel merito
- perché può essere un emendamento utile, assolutamente, però il
ragionamento è: o lo facciamo su tutti gli emendamenti aggiuntivi,
perché ce ne sono tantissimi altri. Ma abbiamo stralciato pure
degli articoli, Presidente, poi dico, per me possiamo proseguire.
PRESIDENTE. Abbiamo detto che la finanziaria non finirà oggi, nel
senso che giorno 15 quando riprenderemo avremo tutti gli articoli
che non saranno trattati e poi nel caso eventualmente la
Commissione e il Governo valuteranno di sottoporre al Parlamento
anche articoli aggiuntivi importanti.
DI PAOLA. Signor Presidente, per me possiamo anche trattarlo. Tra
l'altro, il mio Gruppo non ha presentato aggiuntivi, dico è un
problema più che altro della maggioranza a mio modo di vedere, cioè
o si fa una linea guida uguale per tutti. Poi, dico, andate avanti
come meglio credete. Grazie.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 52.72.1. a firma degli
onorevoli Pasqua e Di Paola. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 52.72.2, a firma degli onorevoli Lo
Curto, Caputo, Tamajo. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa, quindi, alla votazione dell'approvazione
dell'emendamento 52.72 così come è stato emendato. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Siamo in condizione di trattare l'Irfis, assessore Armao? Oppure
sospendiamo e lo trattiamo dopo pranzo?
ARMAO, assessore per l'economia. Come preferisce.
PRESIDENTE. Io aspetto il Governo.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, ho sentito il
Presidente dell'Irfis, per l'Irfis è molto importante questa fonte
finanziaria, il Governo si era dichiarato disponibile a ridurla ma
eliminarla del tutto è per noi pregiudizievole per gli equilibri
anche economico - finanziario dell'ente, della società. Quindi,
insisteremmo per una mediazione su una percentuale del 10 per cento
almeno. Se su questa non si riesce a trovare una sintesi, il
Governo non può che essere contrario, Presidente.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Però, dopo l'intervento dell'onorevole
Lupo dichiarerei chiusa la discussione perché le idee sono state
sviluppate a tutto il Parlamento.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, la nostra
contrarietà al comma 5, così com'è scritto, tra l'altro nasce dal
fatto che sottrae il 20 per cento delle somme che rientrano a
finanziamenti alle imprese, trasformando questo 20 per cento di
fatto in un contributo aggiuntivo a favore dell'Irfis.
Ora, dire una cosa del genere in percentuale, il 20, il 15, il
10, il 5, senza sapere di cosa parliamo, a quanto ammonta l'1 per
cento, il 2 per cento, il 5 per cento, cioè se non si sa qual è il
rientro totale degli importi che si recuperano, come si fa a dire
destiniamo l'1 per cento, il 10 per cento, il 20 per cento, cos'è?
Procediamo a sorteggio? Io lo trovo scorretto proprio dal punto di
vista anche della contabilità pubblica. Va quantificato il
contributo che eventualmente il Governo ritiene di dovere erogare
in termini aggiuntivi all'IRFIS, si vota, si approva ed,
evidentemente, va anche adeguato il contratto che la Regione ha con
l'IRFIS per il trasferimento se serve; ma non sapere qual è
l'entità del contributo che si eroga, a mio modo di vedere, è un
limite che noi non possiamo superare.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego.
ARMAO, assessore per l'economia. Colgo l'occasione posta
dall'onorevole Lupo con riguardo al profilo che egli ha evidenziato
circa l'entità di questo beneficio per IRFIS per quantificare, ho
sentito appena gli organi di IRFIS che mi hanno confermato, che
vale, il 20 per cento vale 4 milioni di euro l'anno. Quindi
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, per favore, siamo in Aula
ARMAO, assessore per l'economia. Il 20 per cento vale 4 milioni di
euro l'anno quindi il 10 sarebbero 2 milioni. Così mi ha riferito
il Presidente dell'IRFIS e questo, questo riferisco.
Quindi, 2 milioni di euro l'anno per un'azienda così complessa che
gestisce tante risorse, che gestisce ha responsabilità enormi di
tempestività in questo momento, non credo che sia un modo..., anche
perché è una società che deve rendicontare come li usa mica gli
stiamo prendendo, li stiamo mettendo nell'ascensore, no? Sono
risorse che la società dovrà rendicontare con un Collegio
sindacale, un'approvazione di Bilancio, un controllo in-house,
perché è un controllo in-house cioè rispondiamo e risponde
l'Assessore di fronte all'Assemblea come se fosse un
amministratore.
La circostanza che oggi l'in-house faccia sì che l'amministratore
della società è fortemente correlato con l'ente pubblico perché in
qualche modo secondo la giurisprudenza della Corte dei conti
l'amministratore dell'ente pubblico che controlla la società è come
se fosse un amministratore e ne risponde in pieno, ciò si ribalta
nei rapporti tra Governo e Assemblea, cioè noi siamo chiamati, e lo
facciamo con gran piacere, a rispondere di ogni euro che si spende
dentro l'IRFIS non del 20 o 10 o 5 per cento che decide
l'Assemblea.
Quindi, noi ribadiamo che siamo disponibili, il Governo è
disponibile ad una riduzione fino al 10 per cento, ma, ecco, una
azzeramento rischierebbe di pregiudicare gli equilibri economico-
finanziari dell'azienda. Grazie.
PRESIDENTE. Allora, stiamo discutendo del 52.71.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Cracolici, sul 52.71?
CRACOLICI. Per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, io a volte mi pento del tentativo di usare
il buon senso per risolvere i problemi, però devo dire che
l'argomentazione dell'Assessore non mi ha convinto per una ragione,
ma proprio per quello che aveva detto prima.
In atto l'IRFIS gestisce il Fondo Sicilia, in atto l'IRFIS ha un
rapporto in convenzione in quanto ente in house della Regione, dal
2020 e riceve una Commissione connessa alla gestione di una singola
istruttoria. Con questo fondo noi andiamo a rifinanziare il Fondo
Sicilia che dovrebbe, se ho capito bene, essere rivolto ai
ristoratori e agli albergatori con procedure meno selettive
rispetto a quelle dell'ammissibilità a finanziamento, cioè con
criteri diciamo un po' più larghi per consentire di potere far
accedere a gente che altrimenti è fuori dal sistema del credito
finanziario.
Allora, lo dico anche per ragione, qui non è in discussione che
l'IRFIS non ha una remunerazione. Dico di più: se l'IRFIS dalla
convenzione, la remunerazione è più bassa, è bassa, così come
gliel'avete fatta prima, modificatela, lo fa con la Giunta è gli
date il giusto compenso alla remunerazione dell'istruttoria, ma
ridurre il fondo in questo momento particolare che va alle imprese
decidendo, come giustamente dice l'onorevole Lupo, il 20 per cento
che tra l'altro essendo un fondo di rotazione in teoria è 4 milioni
perché non sappiamo quanto rientra nel corso dell'esercizio, può
rientrare di più o di meno e, quindi, il 20 per cento è o di più o
di meno, ma stabilire che invece tutto il fondo di rotazione va al
credito di cui l'IRFIS ha una remunerazione valutata dalla Giunta,
quanto gli deve dare lo valuti lo Giunta, ma lo ritengo un errore
politico dire in una legge che una parte dei fondi alle imprese va
all'IRFIS, proprio dal punto di vista della disciplina politica.
Ecco perché se c'è l'emendamento Lentini io lo voto
favorevolmente. Se l'emendamento Lentini non c'è, devo dire con
rammarico, avendo spiegato fino all'ultimo che questa è una norma
che serve alle imprese, ma siccome quando vedo un'insistenza a
volte illogica rispetto agli obiettivi delle norme, io ho il dovere
di dire che qualora dovesse prevalere un'altra ipotesi, non voterò
a favore di quel comma.
PRESIDENTE. Grazie, va bene. Allora, Presidente, sul 52.71 il
parere della Commissione? 52.71.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. 52.72?
PRESIDENTE. 52.71.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Ma già lo abbiamo
fatto questo.
PRESIDENTE. Non lo abbiamo fatto, onorevole Savona. Assolutamente.
Pagina 74, onorevole Savona.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Parere
favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
A questo punto ci sono alcuni emendamenti che vengono sollecitati
dal Governo: uno è il 52.84 - un attimo onorevole, che illustro gli
emendamenti - che è in corso di distribuzione e che riguarderebbe
una modifica ai commi, agli articoli 4, 5 e 7 della legge 36 del
2020, che sarebbe relativa alle licenze edilizie; questo è del
Governo.
Un altro, il 52.85, è funzionale a superare le eventuali
impugnative del Governo alle leggi regionali 32 del 2020, 36 del
2020, le variazioni.
(Intervento fuori microfono)
Li sto distribuendo, poi . Mi faccia illustrare gli argomenti,
poi si decide se esaminarlo o non esaminarlo
Il 52.86 è un altro emendamento che riguarda l'abbattimento e la
gestione del daino. Un altro è un emendamento che riguarda, in
buona sostanza, l'esenzione bollo associazioni di volontariato e un
altro è un emendamento che riguarderebbe i consigli di
amministrazione allorquando le società sono in passivo da più di
tre anni.
(Intervento fuori microfono)
Un attimo, onorevole Barbagallo, mi faccia illustrare Ha chiesto
prima l'onorevole Ciancio.
Sono emendamenti che sono stati trasmessi, i primi due dal
Governo, e sono importanti da esaminare, il terzo è del Governo,
quello del parco per la gestione del daino, e gli altri due sono
parlamentari. Provvedete a distribuire gli emendamenti.
E' iscritta a parlare l'onorevole Ciancio. Ne ha facoltà.
Onorevole Barbagallo, abbiamo dato incarico di distribuire per
ogni emendamento 50 emendamenti a lei.
CIANCIO. Allora, signor Presidente, io ancora non ho avuto modo di
leggere gli emendamenti. Quindi, le chiedo o di accantonare
l'articolo, o di sospendere per il tempo di andare a pranzare, se
vogliamo fare una pausa. Ci leggiamo con calma questi emendamenti,
dopodiché ritorniamo in Aula.
Oltre a questo voglio chiedere agli Uffici di applicare l'articolo
111 del Regolamento, che dice che non possono proporsi, sotto
qualsiasi forma, articoli aggiuntivi o emendamenti contrastanti con
precedenti deliberazioni dell'Assemblea .
Quindi, qualora il Governo stesse proponendo un articolo che è già
stato bocciato da questa Assemblea, non può essere rimesso in
discussione. Su questo, Presidente, non possiamo transigere.
PRESIDENTE. Stiamo parlando di emendamenti che arrivano in questo
momento. Non sono stati bocciati durante il lavoro di questa
finanziaria.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)
Lo verificheremo se questo è corretto lo verificheremo.
Hanno chiesto di parlare l'onorevole Lupo, l'onorevole Caputo,
l'onorevole Barbagallo; prima, chiedo scusa, Barbagallo, Lupo poi
Caputo.
Scusate, su questi emendamenti del Governo e dei singoli
parlamentari hanno chiesto di intervenire l'onorevole Barbagallo,
l'onorevole Lupo e l'onorevole Caputo.
Siete pregati di prendere posto, colleghi; onorevole Sunseri, per
favore; accomodatevi, intervenite ognuno di voi intervenga ma ci
mancherebbe altro.
(Brusìo in Aula)
Possiamo ascoltare l'intervento dell'onorevole Barbagallo?
Colleghi, onorevole Tancredi, onorevole Lo Giudice, per favore,
accomodatevi; vogliamo ascoltare gli interventi dei colleghi?
Prego, onorevole Barbagallo, ha facoltà di parlare.
BARBAGALLO. Signor Presidente, siamo sorpresi ed amareggiati.
Sorpresi ed amareggiati - e lo dico all'assessore Cordaro - perché
ci ritroviamo l'ultima puntata dell'urbanistica netflix dove mi
pare che il sentimento era un altro, quello di approfondire. Anche
perché l'impugnativa non è arrivata sulla vicenda relativa alla
fascia di rispetto, quindi mi sembra veramente incomprensibile il
terzo punto del 52.84, e mi sembra ancora più incomprensibile ma
torniamo - Presidente di Mauro, la prego di ascoltarmi - ma
torniamo al tema che abbiamo annunciato in fase di discussione
generale alla finanziaria, che io non capisco perché non riusciamo
a censire con serenità quelle che sono le esigenze dei siciliani.
Assessore Cordaro, c'è quell'emendamento che è stato approvato in
IV Commissione, sostenuto dai deputati del Catanese anche
dall'onorevole Foti, approvato dall'unanimità della IV Commissione
che riguarda la ricostruzione nelle zone colpite dal terremoto, ma
può essere che c'è un Aula che non guarda alle zone colpite dal
terremoto e pensa a sistemare un articolo o un comma? Io spero che
con un minimo di serenità utilizzando la pausa pranzo, riusciamo a
trovare il perimetro per tracciare quelle che sono le priorità di
tutti, perché in questi temi non dovrebbe valere la maggioranza o
la minoranza, la destra o la sinistra, dovrebbe prevalere il buon
senso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo al
Presidente della Regione, onorevole Musumeci.
Presidente Musumeci, mi rivolgo a lei. Io credo che al punto in cu
siamo, tranne che gli emendamenti aggiuntivi non siano davvero
necessari. Capisco il 52.85 perché è evidente che è un emendamento
necessario, ma presentare aggiuntivi a tutti gli articoli che
ancora ci attendono io credo che sia da irresponsabili, Presidente.
Allora, io la invito, Presidente, a farsi lei filtro e garante di
ciò che sarà presentato nelle prossime ore perché altrimenti noi
richiamo davvero di non chiuderla più questa finanziaria. Peraltro,
siamo in presenza di aggiuntivi presentati o dal Governo o da
deputati di maggioranza che hanno avuto modo di partecipare
all'elaborazione della finanziaria, dei lavori in Commissione e dei
lavori in Aula, non credo che si possano aspettare le 13.19 del 31
marzo per presentare altri aggiuntivi.
Diversamente, se è questo l'orientamento della Presidenza, sia del
Presidente della Regione che del Presidente dell'Assemblea, ne
prendiamo atto, presenteremo aggiuntivi anche noi.
Chiediamo di sospendere la seduta, anzi un pronunciamento del
Governo e della Presidenza dell'Assemblea per poterci regolare di
conseguenza.
Si convochi una Conferenza dei Capigruppo, se c'è spazio per gli
aggiuntivi ne parliamo. Presentiamo tutti gli aggiuntivi, tenendo
conto che molti nostri aggiuntivi non li abbiamo visti, sono stati
messi in coda, ma diamoci regole uguali per tutti.
PRESIDENTE. Allora, a chiarimento delle cose che sono state dette.
In ordine al 52.84, onorevole Ciancio - scusate, ho da dare delle
risposte all'onorevole Ciancio - relativamente al penultimo comma,
dell'articolo 7, le parole da tutti gli interventi , già è stato
approvato con il comma 13, dell'articolo 52. Il Governo, quindi, di
fatto ha ripetuto una cosa che noi abbiamo approvato.
Relativamente, alla premessa, cioè, alla questione della legge n.
36 del 2020, noi abbiamo bocciato all'articolo 117, la n. 32 del
2020 e non la n. 36, non c'è, quindi, preclusione sul piano
regolarmente. Questo lo dico per dovere d'ufficio e per essere
anche in condizioni
Relativamente al 52.85, è tutto il tema di evitare le impugnative
a proposito del testo sull'edilizia, mi riferisco ai permessi, su
cui già una parte dell'opposizione è pure d'accordo. Variazioni di
bilancio, il 52.85 riguarda le variazioni di bilancio. Il 52.84
riguarda la questione dell'edilizia.
Cominciamo. Assessore Cordaro, vuole illustrare questo emendamento
52.84, per favore? Tenga conto che l'ultimo comma è stato già
approvato.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, invece, prima vorrei - propongo a lei ma, lo propongo
all'Aula, in ragione anche della bontà delle argomentazioni che
sono state sviluppate da alcuni colleghi che sono intervenuti -
chiederle la sospensione di un'ora, un'ora e mezza, in modo da
poter valutare se a questi emendamenti che, evidentemente, per chi
li ha presentati ma, anche per il Governo costituiscono materia
assolutamente necessaria, si possono aggiungere, eventualmente,
degli altri emendamenti che devono essere emendamenti valutabili
nello stesso ambito di materia, in modo da poter portare avanti
un'attività conclusiva dell'articolo 52, in tempi assolutamente
brevi, che possa mettere l'intera Aula nelle condizioni di votare.
Le chiedo, quindi, una sospensione fino alle ore 15.00.
PRESIDENTE. Assessore, se noi sospendiamo, ci troveremo con una
serie di emendamenti che verranno presentati, altri e gli
aggiuntivi, ma anche quelli presentati. Mettiamo ulteriore carne a
fuoco. Per me, poi, come dice il Governo, io mi rimetto al Governo,
per carità
(Intervento fuori microfono)
Chi l'ha chiesta la sospensione? L'ha chiesta lei. Tenete conto
che questo aprirà un file di diversi emendamenti presentati.
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.30.
(La seduta, sospesa alle ore 13.24, è ripresa alle ore 15.47)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Comunico al Governo e al Presidente della Commissione,
onorevole Savona, che giungono a questa Presidenza diverse
sollecitazioni in ordine ad emendamenti attinenti al testo e anche
articoli che sono aggiuntivi, e in più abbiamo due emendamenti che
sono proposti dal Governo finalizzati ad evitare impugnative, uno
la legge sull'edilizia e l'altro sulle variazioni di bilancio.
Noi dobbiamo stabilire, presidente Savona e Governo, il percorso
che dobbiamo adottare, siamo qui da giorno 16, non abbiamo
concluso, ancora, la finanziaria ci attende non solo l'approvazione
dell'articolo 52 ma l'approvazione di questi due emendamenti,
l'approvazione dell'articolo 2, che non so se c'è una riscrittura
del Governo. E poi possiamo decidere di rinviare il resto delle
cose a giorno 15. Ditemi quello che dobbiamo fare un ordine delle
cose lo dobbiamo avere.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Onorevoli
colleghi, ieri sera con il Presidente dell'Assemblea siamo rimasti
che facevamo l'articolo 52 nella sua interezza e l'articolo 2.
Se c'era una esigenza del Governo, eravamo pronti a riceverla,
tutto il resto va messo, per il rispetto di tutti, in quello che
faremo da giorno 15 in avanti.
PRESIDENTE. Governo, l'accordo su questa ipotesi?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Noi non
possiamo che essere d'accordo, nella misura in cui se queste sono
le indicazioni il Governo ne prende atto, e individuerà la priorità
o al massimo le due priorità da proporre all'Aula fermo restando
che il voto dell'Aula è quello che decide.
PRESIDENTE. Hanno chiesto di parlare gli onorevoli Barbagallo e
Lupo.
BARBAGALLO. Signor Presidente, siamo sorpresi, le opposizioni
hanno avuto un atteggiamento di grande responsabilità, intervenendo
poche volte non formulando emendamenti aggiuntivi, ci siamo
ritrovati sul 52 a fine mattinata quando benissimo potevamo
votarlo, e non ho capito bene se ha riaperto i termini per gli
emendamenti aggiuntivi, due emendamenti che non sono a firma del
Governo, sono a firma dei deputati di maggioranza il 52.82 e il
52.83, e non si capisce da dove vengono, per quale ragione, se
dalla Luna o da Marte comprese le norme che abbiamo approvato poco
fa che non erano nel testo, e poi 3 emendamenti del Governo.
Non solo le opposizioni siamo responsabili non allunghiamo i tempi
procedimentali, non presentiamo emendamenti aggiuntivi e ci si
vuole togliere la possibilità di intervenire.
Noi l'abbiamo detto sin dall'inizio non rinunceremo ad un minuto
del dibattito sulla finanziaria, ci sono tutte le condizioni per
procedere velocemente e non espungere, mi faccia finire Presidente
Di Mauro, nessun articolo da testo.
Noi eravamo qui stamattina e siamo pronti a definire tutto quanto
prima senza aggravare le procedure d'Aula, ora interverrà il nostro
Capogruppo, non è che possiamo subire i capricci della maggioranza.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, forse, non sono stato abbastanza
chiaro. L'Assessore Cordaro ha chiesto una sospensione poc'anzi per
fare il punto della situazione tenendo conto che ci sono 2 priorità
che il Governo ha ribadito che sono il 52.84 e il 52.85 che sono
del Governo che servono a scongiurare una quasi impugnativa e sono
una sulla variazione del bilancio e l'altro sul disegno di legge.
Da questo momento, il resto delle cose vengono rinviate, tutte
assieme agli altri articoli a giorno 15.
Sospendiamo la seduta, facciamo una Conferenza dei Capigruppo fra
un quarto d'ora, alle 16.05, e vediamo cosa dobbiamo fare.
(La seduta, sospesa alle ore 16.52, è ripresa alle ore 17.21)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. I colleghi sono pregati di prendere posto, il Governo
è al suo posto, Il Presidente della Commissione Bilancio è al suo
posto.
PRESIDENTE. Così come concordato in sede di Conferenza dei Gruppi
parlamentari, abbiamo due emendamenti presentati dal Governo che
sono il 52.84 e il 52.85.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
chiarezza dei rapporti anche nei confronti del Governo.
L'emendamento 52.84 che, sostanzialmente, prende atto di quelle
che sono delle impugnative che ha fatto il Governo nazionale sulla
vicenda della proroga dei permessi edilizi, sul Piano casa e su un
aspetto relativo al finanziamento dei fondi comunitari, per cui
esclude il DURC per i professionisti, cioè è un atto dovuto, quasi:
ma perché questi atti dovuti non si concordano con i Gruppi
parlamentari, cioè, arrivare al sedicesimo giorno di finanziaria e
presentare un emendamento aggiuntivo, senza che è concordato con
nessun, infilato quando siamo tutti stanchi, ritengo che nel merito
non sia condivisibile, nel metodo; nel merito lo riteniamo un atto
dovuto e lo voteremo, però, certamente in questo momento così
complicato dovremmo avere tutti maggiore responsabilità.
PRESIDENTE. Allora, in ordine all'emendamento 52.84 è soppressa la
parte del penultimo comma dove indica all'articolo 7, le parole da
tutti gli interventi perché è inserito già nel comma 13 dell'art.
52.
Pongo in votazione l'emendamento 52.84.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 52.85. E' l'emendamento che
riguarda le variazioni di bilancio.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio è un
intervento di servizio, se lo possiamo così chiamare, perché,
onestamente, qualche sassolino dalla scarpa me lo devo levare.
Ricorderà, signor Presidente, non presiedeva lei l'Aula in quei
giorni che, dall'opposizione - ricordo gli interventi
dell'onorevole Lupo, l'onorevole Cracolici, l'onorevole Di Paola e
altri colleghi che sono intervenuti proprio in quei giorni, -
sottolineavamo due principi cardine di quella legge di variazione:
1) veniva meno il principio di annualità, cioè noi con una norma,
nel 2021, modificavamo il bilancio del 2020; 2) dicevamo che le
coperture, con quella pseudo clausola di salvaguardia presentata
dal Governo, poi ritirata, poi ripresentata in Aula, difesa dal
presidente Miccichè che col suo sempre modo di fare poco garbato,
anche nei confronti dell'opposizione, zittiva dicendo che
sbagliavamo, che invece era giusto portarla avanti; adesso ci
ritroviamo a marzo a modificare quella legge perché è stata messa
in atto una impugnativa proprio su quei due principi che
richiedevamo da forze di opposizione all'interno di quella legge di
variazione.
Cioè, avevamo stanziato delle somme che non potevamo stanziare per
un anno corrente e, quindi, veniva meno il principio
dell'annualità, previsto dal decreto 118, cioè da quello che regola
tutto l'equilibrio di bilancio e, soprattutto, mettevamo un freno a
quelle che erano le coperture di quella legge che invece risultava
non essere una copertura veritiera, che è quello che urlavamo da
quest'Aula, e nel frattempo, però, abbiamo fatto perdere tre mesi,
nel frattempo non sono arrivati gli stipendi, nel frattempo non
abbiamo fatto le variazioni necessarie, nel frattempo ancora non
abbiamo la legge finanziaria, nel frattempo non abbiamo approvato
la legge di bilancio, nel frattempo ci sono migliaia di dipendenti
che, fuori, aspettano che noi con molta comodità ritorniamo in
Aula, approviamo gli emendamenti ad esercizio provvisorio scaduto,
che anziché iniziare alle nove del mattino iniziamo a mezzogiorno,
anziché iniziare alle sedici iniziamo alle diciassette.
Tutto questo, semplicemente per non ascoltare chi aveva letto,
studiato la legge di bilancio e la legge di variazione
precedentemente e ne analizzava i punti di criticità, tra l'altro,
poi sottolineati anche dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri
e con quel solito suo modo di fare del Presidente Micciché, e
diceva che noi dicevamo corbellerie, che non era vero, salvo poi, a
distanza di sessanta giorni, confermare tutto quello che avevamo
denunciato in Aula e, purtroppo, dopo tre mesi ci ritroviamo a
dover modificare la legge di variazione di bilancio per evitare che
la stessa venga impugnata dallo Stato.
PRESIDENTE. Abbiamo concluso la discussione. Si passa
all'emendamento 52.85, c'è un emendamento che è stato presentato al
52.85, ed è inammissibile.
Il Parere della Commissione?
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Passiamo all'approvazione finale dell'articolo 52, così com'è
stato emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Col voto contrario del Movimento Cinque Stelle. Approvato a
maggioranza.
Cominciamo ad approvare, nelle more di una attenta riflessione
sull'articolo 2, perché credo che la Commissione presenti una
riscrittura, passiamo agli articoli del testo del disegno di legge.
Si passa all'articolo 75. Ne do lettura:
«Art. 75
Interventi per la mobilità studentesca internazionale
1. L'Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione
professionale promuove e finanzia in favore di fondazioni culturali
aventi finalità di dialogo tra le culture e gli scambi giovanili
internazionali, la realizzazione di progetti e la stipula di
convenzioni di mobilità studentesca internazionale, che prevedono
l'assegnazione di borse di studio per lo svolgimento di un periodo
all'estero a studenti delle scuole superiori secondarie di secondo
grado, residenti nel territorio della regione, meritevoli e
appartenenti a famiglie meno abbienti. Per le finalità di cui al
presente articolo è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2021,
la spesa di 50 migliaia di euro (Missione 16, Programma 2).»
Ci sono soltanto emendamenti soppressivi. Gli emendamenti
soppressivi sono ritirati.
(Intervento fuori microfono)
Scusate, è mantenuto l'emendamento soppressivo? Perfetto.
Allora, votiamo direttamente l'approvazione dell'articolo 75.
Onorevole Savona, abbiamo l'articolo 75 a pagina 129. Ci sono
degli emendamenti soppressivi. E' un articolo del testo che prevede
un impegno di 50 mila euro per quanto riguarda le gite scolastiche
fuori dalla Regione siciliana. Su questo articolo ci sono
emendamenti soppressivi. Allora, votiamo direttamente
l'approvazione dell'articolo 75.
(Viene richiesta la votazione per scrutinio segreto)
Scusate, stiamo parlando di un articolo di appena 50 mila euro. Ma
questo significa volere perdere tempo Questo significa volere
creare ostruzionismo ad un'attività Va bene.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 75
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
75.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Onorevole Galluzzo si accomodi, onorevole Figuccia si accomodi.
Colleghi, per favore vi ricordo come si vota: si pigia il tasto che
ritenete opportuno e poi estraete la scheda. Un attimo che vota pure
l'onorevole Caronia. Votiamo direttamente la conferma dell'articolo
75.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 63
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 25
Contrari 32
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 88, in precedenza accantonato.
Abbiamo una riscrittura, 88.R.ter, che distribuiamo. Un attimo che
facciamo le fotocopie e lo distribuiamo. Colleghi, avete tutti
l'emendamento di riscrittura? Onorevole Galluzzo, ha l'emendamento
di riscrittura? Va bene.
Presidente Savona, stiamo parlando dell'emendamento 88.R.ter.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. E' una
riscrittura dell'articolo 88 e la Commissione è favorevole a
questa riscrittura.
PRESIDENTE. Va bene. Il parere della Commissione è favorevole.
Sospendiamo la trattazione dell'articolo 88.
Stiamo distribuendo la riscrittura dell'articolo 2.
Sospendo la seduta per un quarto d'ora in attesa di una
consultazione.
(La seduta, sospesa alle ore 17.35, è ripresa alle ore 18.23)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il presidente Savona all'assessore
Cordaro ha chiesto che ha ancora bisogno di venti minuti. Purtroppo
non è responsabilità di nessuno, stiamo cercando di risolvere un
po' di problemi.
La seduta è rinviata alle ore 19.00.
(La seduta, sospesa alle ore 18.24, è ripresa alle ore 18.57)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, diamo un attimo il tempo a tutti
di rientrare, la Commissione Bilancio per prima.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Mancuso e Ternullo sono in
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Mancuso
Messaggio di cordoglio per la scomparsa del padre dell'onorevole
Mancuso
PRESIDENTE. Lasciate che possa fare pubblicamente le condoglianze
all'onorevole Mancuso a cui è venuto a mancare il papà, oggi, da
parte di tutta l'Assemblea un grande abbraccio a Michele Mancuso.
siciliana collocati in quiescenza
Indirizzo di saluto a tre dipendenti dell'Assemblea regionale
siciliana collocati in quiescenza
PRESIDENTE. Approfitto di questi istanti per fare una cosa, per
fortuna non così triste, almeno secondo come la si vede, che sono
gli auguri da parte nostra, da parte mia, sicuramente, ma credo da
parte di tutti, a tre dipendenti dell'Assemblea, tre donne, che
oggi vanno in pensione. Tre impiegate storiche dell'Assemblea
Regionale che sono Melina Licari, Mimma Costanza ed Enza Butera.
Peraltro, non sono così anziane da dover fare solo le nonne, sono
giovani e possono, spero, - nemmeno bambine, questo lo sappiamo -
peraltro, una di queste è stata nel mio Gabinetto, la prima volta
che fui Presidente, parliamo di quindici anni fa, per cui sono tre
persone a cui sono particolarmente affezionato.
Sono andato a salutarle personalmente, ci siamo visti poco fa, ma
voglio che loro sappiano che tutta l'Assemblea fa loro un mondo di
auguri, che mancheranno a tutti ma, spero, possano divertirsi negli
anni futuri post-lavoro.
n. 961/A e n. 962/A
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge n. 961/A e n. 962/A
PRESIDENTE. In attesa che giunga in Aula, l'onorevole Savona e i
componenti della Commissione Bilancio , invito gli Uffici a
distribuire il fascicolo degli emendamenti, quelli ufficiali
diciamo, quelli del fascicolo, per cui se cominciamo a distribuire
anche quelli.
Sì, sì, articolo 2.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Rifinanziamento e modifiche leggi di spesa
1. Per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 59 della legge
regionale 12 agosto 2014, n. 21 e successive modificazioni
l'autorizzazione di spesa è rideterminata in 1.000 migliaia di euro
per l'esercizio finanziario 2021 ed in 500 migliaia di euro annui
per ciascuno degli esercizi finanziari 2022 e 2023 (Missione 7,
Programma 1, capitolo 473312).
2. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 4 dell'articolo 15
della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6 e successive
modificazioni, pari a complessivi 570.000 migliaia di euro per gli
anni dal 2021 al 2026, è rideterminata nelle annualità e per gli
importi di seguito specificati (Missione 1, Programma 11, capitolo
511603):
- anno 2021 29.000 migliaia di euro;
- anno 2022 59.000 migliaia di euro;
- anno 2023 59.000 migliaia di euro;
- anno 2024 85.000 migliaia di euro;
- anno 2025 85.000 migliaia di euro;
- anno 2026 85.000 migliaia di euro;
- anno 2027 85.000 migliaia di euro;
- anno 2028 83.000 migliaia di euro.
3. L'autorizzazione di spesa per le finalità di cui al comma 9
dell'articolo 4 della legge regionale 11 agosto 2017, n. 16, è
rideterminata, a decorrere dall'esercizio finanziario 2021, in 720
migliaia di euro annui (Missione 1, Programma 10, capitolo 212039).
4. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 8 dell'articolo 6
della legge regionale 11 agosto 2017, n. 15, è rideterminata in
euro 378.501,56 per l'esercizio finanziario 2021, in euro
352.006,46 per l'esercizio finanziario 2022 ed in euro 334.406,14
per l'esercizio finanziario 2023 (Missione 1, Programma 11,
capitolo 344127).
5. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 4 dell'articolo 8
della legge regionale 22 febbraio 2019, n. 1 e successive
modificazioni è rideterminata in euro 39.402.907,36 per l'esercizio
finanziario 2021 (Missione 15, Programma 3, capitoli 313318, 313728
e 313325).
6. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 6 dell'articolo 8
della legge regionale 22 febbraio 2019, n. 1 e successive
modificazioni è rideterminata, per l'esercizio finanziario 2021 in
euro 30.149.760,00 (Missione 12, Programma 4, capitoli 183799 e
313727).
7. Per le finalità di cui al comma 9 dell'articolo 13 della legge
regionale 8 maggio 2018, n. 8 e successive modificazioni è
autorizzata, per ciascuno degli esercizi finanziari 2021, 2022 e
2023, la spesa annua di 50 migliaia di euro (Missione 9, Programma
2, capitolo 842074).
8. Per le finalità di cui all'articolo 67 della legge regionale 8
maggio 2018, n. 8 e successive modificazioni, l'autorizzazione di
spesa, per ciascuno degli esercizi finanziari 2021, 2022 e 2023, è
rideterminata in 90 migliaia di euro annui (Missione 9, Programma
3, capitolo 443313).
9. Per le finalità di cui al comma 6 dell'articolo 10 della legge
regionale 8 maggio 2018, n. 8 e successive modificazioni è
autorizzata, per ciascuno degli esercizi finanziari 2021, 2022 e
2023, la spesa annua di 100 migliaia di euro (Missione 4, Programma
3, capitolo 372556).
10. Per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 10 della legge
regionale 8 maggio 2018, n. 8 e successive modificazioni è
autorizzata, per ciascuno degli esercizi finanziari 2021, 2022 e
2023, la spesa annua di euro 184.245,14 (Missione 4, Programma 6,
capitolo 372555).
11. Per le finalità di cui all'articolo 3 della legge regionale 8
maggio 2018, n. 8 e successive modificazioni è autorizzata, per
ciascuno degli esercizi finanziari 2021, 2022 e 2023, la spesa
annua di 200 migliaia di euro (Missione 9, Programma 6, capitolo
130025).
12. Per le finalità di cui alla legge regionale 2 luglio 2014, n.
16 e successive modificazioni è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2021, la spesa di 200 migliaia di euro e, per ciascuno
degli esercizi finanziari 2022 e 2023, la spesa annua di 190
migliaia di euro (Missione 5, Programma 2, capitolo 377913).
13. Per le finalità di cui all'articolo 58 della legge regionale
17 marzo 2016, n. 3 e successive modificazioni è autorizzata, per
ciascuno degli esercizi finanziari 2021, 2022 e 2023, la spesa
annua di 200 migliaia di euro (Missione 12, Programma 2, capitolo
183350).
14. L'autorizzazione di spesa per le finalità di cui al comma 12
dell'articolo 26 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 e
successive modificazioni è rideterminata, per ciascuno degli
esercizi finanziari 2021, 2022 e 2023 in euro 281.526,57 annui
(Missione 1, Programma 3, capitolo 212025).
15. Per le finalità di cui all'articolo 54 della legge regionale
8 maggio 2018, n. 8 è autorizzata, per gli esercizi finanziari
2021, 2022 e 2023, la spesa annua di 250 migliaia di euro (Missione
5, Programma 2, capitolo 377892).
16. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 1 dell'articolo 16
della legge regionale 11 agosto 2017, n. 16 e successive
modificazioni è rideterminata, per ciascuno degli esercizi
finanziari 2021, 2022 e 2023, in 600 migliaia di euro annui
(Missione 4, Programma 4, capitolo 373356).
17. Per le finalità di cui all'articolo 39 della legge regionale
20 giugno 2019, n. 9 e successive modificazioni, è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2021, la spesa di 400 migliaia di euro
(Missione 16, Programma 2, capitolo 348123).
18. Per le finalità di cui all'articolo 53 della legge regionale 8
maggio 2018, n. 8 è autorizzata, per ciascuno degli esercizi
finanziari 2021, 2022 e 2023, la spesa annua di 500 migliaia di
euro (Missione 12, Programma 4, capitolo 183813).
19. Per le finalità di cui alla legge regionale 13 agosto 2020, n.
19 e successive modificazioni è autorizzata, per ciascuno degli
esercizi finanziari 2021, 2022 e 2023, la spesa annua di 500
migliaia di euro (Missione 8, Programma 1, capitolo 447304).
20. Per le finalità di cui al comma 2 dell'articolo 8 della legge
regionale 8 maggio 2018, n. 8 è autorizzata, per ciascuno degli
esercizi finanziari 2021, 2022 e 2023, la spesa annua di euro
736.980,56 (Missione 5, Programma 1, capitolo 777311).
21. Per le finalità di cui al comma 4 dell'articolo 4 della legge
regionale 11 agosto 2017, n. 16 e successive modificazioni,
l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 2 della legge
regionale 20 gennaio 2021, n. 1, è rideterminata, per gli esercizi
2021, 2022 e 2023, rispettivamente in euro 5.727.438,06, in euro
5.652.438,06 ed in euro 5.310.000,00 (Missione 1, Programma 3,
capitolo 214107).
22. Il contributo concesso all'Istituto regionale del vino e
dell'olio ai sensi del comma 2 quinquies dell'articolo 23 della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modificazioni è
rideterminato, per ciascuno degli esercizi finanziari 2021, 2022 e
2023, in euro 182.554,98 annui (Missione 16, Programma 1, capitolo
147325).
23. Il contributo concesso all'Istituto regionale per lo sviluppo
delle attività produttive ai sensi del comma 2 quinquies
dell'articolo 23 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e
successive modificazioni è rideterminato in euro 900.000,00 per
l'esercizio finanziario 2021 ed in euro 815.837,48 per ciascuno
degli esercizi finanziari 2022 e 2023, (Missione 14, Programma 2,
capitolo 343315).
24. Il contributo concesso agli Enti regionali per il diritto allo
studio universitario ai sensi del comma 2 quinquies dell'articolo
23 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive
modificazioni è rideterminato, per ciascuno degli esercizi
finanziari 2021, 2022 e 2023 in 2.000 migliaia di euro annui
(Missione 4, Programma 4, capitolo 373347).
25. Per le attività di manutenzione ordinaria, urgenza e somma
urgenza di cui al comma 4 dell'articolo 13 della legge regionale 8
maggio 2018, n. 8 è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2021,
la spesa di 1.000 migliaia di euro (Missione 9, Programma 6,
capitolo 442555).
26. Per le finalità di cui all'articolo 46 della legge regionale 8
maggio 2018, n. 8 e successive modificazioni è autorizzata, per
ciascuno degli esercizi finanziari 2021, 2022 e 2023, la spesa
annua di 1.000 migliaia di euro (Missione 6, Programma 1, capitolo
473741).
27. Per le finalità di cui all'articolo 67 della legge regionale 7
maggio 2015, n. 9 e successive modificazioni l'autorizzazione di
spesa, per ciascuno degli esercizi finanziari 2021, 2022 e 2023, è
rideterminata in 2.020 migliaia di euro (Missione 1, Programma 10,
capitolo 108170).
28. Per le finalità di cui al comma 5 dell'articolo 48 della legge
regionale 17 marzo 2016, n. 3, al fine di assumere l'onere dell'IVA
sui corrispettivi dovuti alla società Trenitalia S.p.A. per
l'esercizio dei servizi di trasporto ferroviario regionale, è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2023, la spesa di euro
11.153.592,00 (Missione 10, Programma 2, capitolo 273708).
29. All'articolo 15 della legge regionale 11 agosto 2017, n. 16
sono apportate le seguenti modifiche (Missione 10, Programma 2,
capitolo 273710):
a) la cifra 83.380 è sostituita dalla cifra 85.380 ;
b) le parole 10.560 migliaia di euro, per l'esercizio finanziario
2022 sono sostituite dalle seguenti: 11.560 migliaia di euro, per
l'esercizio finanziario 2022 ;
c) le parole 12.540 migliaia di euro, per l'esercizio finanziario
2023 sono sostituite dalle seguenti: 13.540 migliaia di euro, per
l'esercizio finanziario 2023 .
30. Per le finalità previste dall'articolo 13 della legge
regionale 6 agosto 2019, n. 14 è autorizzata la spesa annua di euro
1.829.770,00 per ciascuno degli esercizi finanziari 2021 e 2022 e
di euro 1.625.114,44 per l'esercizio finanziario 2023 (Missione 7,
Programma 1, capitolo 474102).
31. Le finalità previste dall'articolo 13 della legge regionale 6
agosto 2019, n. 14 sono estese all'aeroporto di Comiso e
all'aeroporto di Lampedusa. Per le medesime finalità
l'autorizzazione di spesa di cui al richiamato articolo 13 è
incrementata di 2.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario
2021, di cui 1.500 migliaia di euro per l'aeroporto di Comiso e 500
migliaia di euro per l'aeroporto di Lampedusa (Missione 7,
Programma 1, capitolo 474102).
32. Per le finalità di cui al comma 5 dell'articolo 4 della legge
regionale 6 agosto 2019, n. 14 e successive modificazioni è
autorizzata, per ciascuno degli esercizi finanziari 2022 e 2023, la
spesa annua di 100 migliaia di euro (Missione 20, Programma 3,
capitolo 215768).
33. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 10 dell'articolo 9
della legge regionale 9 maggio 2017, n. 8 e successive
modificazioni, per le finalità di cui alle lettere a) e b) del
comma 2 del medesimo articolo, è incrementata, per l'esercizio
finanziario 2021, di 47.000 migliaia di euro e, per ciascuno degli
esercizi finanziari 2022 e 2023, di 23.000 migliaia di euro
(Missione 12, Programma 2, capitolo 183808).
34. Per le finalità di cui all'articolo 5 della legge regionale 11
giugno 2014, n. 13 è autorizzata, per ciascuno degli esercizi
finanziari 2021, 2022 e 2023, la spesa annua di 8.795 migliaia di
euro (Missione 16, Programma 3, capitolo 147326).
35. Per le finalità di cui al comma 3 dell'articolo 4 della legge
regionale 11 giugno 2014, n. 13 è autorizzata, per ciascuno degli
esercizi finanziari 2021, 2022 e 2023, la spesa annua di 12.790
migliaia di euro (Missione 16, Programma 1, capitolo 147320).
36. Per le finalità di cui all'articolo 2 della legge regionale 30
dicembre 1977, n. 106 e successive modificazioni e dei commi 2 e 3
dell'articolo 6 della legge regionale 9 maggio 2017, n. 8 è
autorizzata, per ciascuno degli esercizi finanziari 2021, 2022 e
2023, la spesa annua di 47.924.228,41 (Missione 16, Programma 1,
capitolo 147303) di cui 14.000 migliaia di euro per l'anno 2021 a
valere sulle risorse della sottomisura 4.3 del Programma di
Sviluppo Rurale Sicilia 2014/2020 (PSR). Per consentire l'avvio di
un procedimento di definizione concordata dell'esposizione
debitoria dei consorzi di bonifica accorpati ai sensi dell'articolo
13, comma 2, della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 è
istituito un apposito fondo con una dotazione finanziaria di 6.000
migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2021 (Missione 16,
Programma 1).
37. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 21 dell'articolo 3
della legge regionale 29 dicembre 2016, n. 27 e successive
modificazioni è rideterminata, per ciascuno degli esercizi
finanziari dal 2021 al 2038, in euro 201.281.709,57 annui,
comprensivi della riduzione operata ai sensi del comma 7
dell'articolo 11 e dell'articolo 13 (Missione 20, Programma 3,
capitolo 215754).
38. Per le finalità di cui all'articolo 116 della legge regionale
16 aprile 2003, n. 4, è autorizzata, per l'esercizio finanziario
2021, la spesa di 150 migliaia di euro da iscrivere in apposito
capitolo del dipartimento regionale dell'istruzione,
dell'università e del diritto allo studio (Missione 4, Programma
4).
39. Per le finalità di cui alla legge regionale 6 luglio 1990, n.
10 e successive modifiche ed integrazioni è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2021, la spesa di 500 migliaia di euro in
favore dell'Agenzia comunale per il risanamento e la
riqualificazione urbana della città di Messina (A.Ris.Me) (Missione
8, Programma 2).
40. Per le finalità di cui alla lettera b) del comma 1
dell'articolo 1 della legge regionale 30 dicembre 1960, n. 50 e
successive modificazioni, è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2021, la spesa di 5 migliaia di euro (Missione 16,
Programma 2, capitolo 346514) e per le finalità di cui al comma 1
dell'articolo 7 della legge regionale 20 novembre 2008, n. 16 e
successive modificazioni, è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2021, la spesa di 50 migliaia di euro, per le attività
dell'Osservatorio della pesca mediterranea Giovanni Tumbiolo
(Missione 16, Programma 2, capitolo 348111).
41. Per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 12 della legge
regionale 20 giugno 2019, n. 10 e successive modificazioni è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2021, la spesa di 1.000
migliaia di euro.
42. Per le finalità di cui al comma 5 dell'articolo 12 della legge
regionale 12 maggio 2020, n. 9 e successive modificazioni è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2021, la spesa di 2.000
migliaia di euro, da ripartire tra i relativi destinatari nel
rispetto della proporzione e sulla base dei criteri e delle
modalità indicati nel comma 5 del predetto articolo 12 della legge
regionale n. 9/2020 (Missione 5, Programma 2, capitolo 377355 per
1.000 migliaia di euro e capitolo 377356 per 1.000 migliaia di
euro).
43. Per le finalità di cui al comma 14 dell'articolo 25 della
legge regionale n. 9/2020 e successive modificazioni è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2021, la spesa di 200 migliaia di euro
(Missione 5, Programma 2, capitolo 377727).
44. Per le finalità di cui al comma 3 dell'articolo 2 della legge
regionale n. 9/2020 è autorizzata, per l'esercizio finanziario
2021, la spesa di 150 migliaia di euro (Missione 6, Programma,
capitolo 182583).
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Siamo passati all'articolo 2, gli emendamenti
rimangono quelli. Poco fa è stato un momento di confusione perché
io ho detto in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
abbiamo detto finito il 52, si passa al 2.
E' aperto, si vede, ma lo possiamo cancellare, siamo all'articolo
2.
Siamo all'articolo 2. Il testo dell'articolo 2 è a parte. Un
attimo stiamo distribuendo tutto. L'articolo 2 che è extra
fascicoli, quindi non è più tra i fascicoli.
L'articolo del testo è distribuito, questo è un emendamento della
Commissione. Non è la riscrittura.
Sta arrivando anche il Presidente della Commissione Bilancio ,
onorevole Savona.
Se io ho la certezza che se dalla Commissione, onorevole Aricò,
anche lei è della Commissione Bilancio , ecco allora se potessimo
avere almeno la copia dell'emendamento, quello della Commissione.
Penso di sì. Credo che c'era un'ultima correzione che abbiamo fatto
poco fa e che non ce n'erano altre. Almeno finché ci sono stato io
non ce n'erano altre. Vediamo se è così.
Scusi, onorevole Aricò, ci stanno comunicando che non è pronta,
quindi abbiamo scherzato, mi avevano detto che era pronta. Cioè io
ero stato lì fino a pochi minuti fa e mi avevano detto che era
pronta, quindi dobbiamo aspettare ancora qualche minuto.
Gli altri articoli li dobbiamo fare dopo il 2 perché sennò ci
incasiniamo enormemente. Aspettiamo il 2.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima della pausa ci
è stata distribuita la riscrittura parziale dell'articolo 2.
Per quanto ci riguarda, quanto alle modifiche delle lettere a) e
b) del comma 30 lettera c) e d), 38 e questi qui fino alla lettera
e), non abbiamo nulla da dire, abbiamo confrontato con il testo ed
evidentemente queste sistemazioni hanno un loro perché; però,
Presidente, la stessa cosa non posso dire per l'articolo a partire
dalla lettera f), perché mi sembra che sia totalmente al contrario
di quello che ci siamo detti in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari.
Perché, Presidente, senza entrare nel merito del valore del Centro
Studi Filologici, dell'Istituto Whitaker o del valore
dell'Associazione Nazionale vittime civili di guerra o del
programma Mito' della città di Agrigento o, tantomeno,
dell'Istituto Gramsci, chi li conosce ne potrà apprezzare
l'attività e quant'altro,;però, Presidente, sono letteralmente
delle aggiunzioni che in Capigruppo avevamo detto: se hanno una
copertura, se hanno lo star bene dell'Assessore al ramo si
tratteranno domani come venire incontro all'Aula, ovviamente da
sottoporre a votazione, poi l'Aula si esprime se sì o no .
Questo mi sembra un po' - come dire - volere bypassare quello che
ci siamo detti pochi minuti prima in Capigruppo, caro Presidente,
perché non sono degli aggiustamenti che legittimamente la
Commissione fa su sollecitazione degli assessori se serve qualche
euro in più o qualche euro in meno per i consorzi di bonifica o gli
aeroporti come nei commi precedenti.
Io mi sento presa in giro, perché avevo presentato aggiuntivi
senza aumento di spesa, con il benestare dell'assessore competente
e dell'Assessore Armao e la firma del Ragioniere generale Tozzo,
pericolosamente raccolta la scorsa settimana, Presidente con la
firma di Tozzo pericolosamente raccolta, anzi gli mando i miei
auguri. Quindi, da una parte ci siamo i fessi e dall'altra ci sono
quelli a cui sono concesse forzature, vengono distribuite
forzature.
Quindi, per quanto ci riguarda chiediamo al votazione per parti
separate, perché le cose serie siamo abituati a voltarle, le prese
in giro per tutti, anzi per alcuni, non siamo disposti.
Quindi, chiediamo il soppressivo della leggera f), salvaguardando
tutte le disposizioni che sono state correttamente valutate dalla
Commissione. Poi, se c'è una ulteriore riscrittura la prego di
volerci dare il tempo perché l'articolo 2, come vede, già di suo
presenta ben 44 commi, quindi per la serietà a cui tutti siamo
abituati a lavorare, desideriamo poi del tempo per poterlo
analizzare, com'è giusto che faccia un legislatore.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie, io vorrei
attirare l'attenzione dell'Assessore Falcone perché nella
riscrittura
PRESIDENTE. Onorevole Ragusa scusi, onorevole Foti, visto che ha
citato l'articolo, quello lo abbiamo fatto approvare ieri. Io
infatti ero convinto, sono andato a guadare, quello cosiddetto
firmato da Tozzo è stato approvato ieri, a me sembra di sì, se ce
lo fa vedere lo verifichiamo. Siccome ha detto Non possiamo
presentare questi e faceva riferimento a quell'emendamento,
quello lo abbiamo approvato ieri, se ce n'erano altri non so, ma
quello è stato approvato.
Chiedo scusa, onorevole Ragusa, prego.
RAGUSA. Grazie per la parola. Vado alla dicitura del 2.COMM, la
riscrittura, dove nel 2021 si assegnano 3 milioni e 800
all'aeroporto di Trapani Birgi, 1 milione e 800 nel 2022 e 1
milione e 600 nel 2023. Poi, scorrendo sempre, vado a leggere che
all'aeroporto di Comiso vengono assegnati solo un milione e mezzo.
Non so per quale arcano fatto all'aeroporto di Trapani Birgi
vengono assegnate queste cifre e all'aeroporto di Comiso solo un
milione e mezzo.
Io penso questo, caro Assessore e caro Presidente Micciché, la
Sicilia è una, abbiamo due piccoli aeroporti, no? Che devono essere
sempre più potenziati, che devono essere sempre sostenuti perché
vorrei ricordare che nel caso in cui l'aeroporto di Catania, per
esempio, ha qualche difficoltà i voli vengono dirottati su Comiso.
Ed è un aspetto, tutti parliamo di turismo, tutti parliamo di
ripartenza, tutti parliamo di sostenere l'economia siciliana, ma un
fatto così importante in modo negativo non avevo avuto modo di
notarlo nelle passate finanziarie.
Ora, ritengo che questo milione e mezzo sia insufficiente perché
la società di gestione, la Soaco, con questa somma non sarà messa
in condizione di svolgere la propria attività. Allora delle cose,
Presidente Miccichè, o l'una o l'altra: o il Governo ci spiega come
dovrà fare l'aeroporto di Comiso o il Governo prende impegni per il
futuro o l'assessore Falcone, che è direttamente interessato come
rubrica, potrà spiegarci come dovrà fare la Soaco a mandare avanti
i servizi dell'aeroporto di Comiso, fermo restando che 2,7 milioni
per il Comune di Comiso vanno bene perché lo aiutano a sostenere
questo intervento sul territorio.
Trattasi di infrastrutture importanti in cui noi tutti crediamo e
che penso che sia indispensabile il potenziamento economico per far
fronte alle esigenze della gestione dell'aeroporto di Comiso
attraverso la Soaco. Se in questa infrastruttura non ci si crede
bisogna avere il coraggio di dirlo, perché c'è una comunità che
crede in questa infrastruttura, perché non è possibile che possiamo
ancora assistere a questa sperequazione, fermo restando che sono
soddisfatto per le somme assegnate all'aeroporto di Trapani, ma non
lo sono per l'aeroporto di Comiso.
Detto ciò, io vi lascio alle vostre riflessioni. Tenete presente
una cosa: siccome è una finanziaria molto stringata, siccome
abbiamo avuto modo di vedere un po' tutti che le economie a
disposizione sono poche, io vi dico stasera una cosa molto
importante quanto grave: Presidente Miccichè, o si rivedere la
somma assegnata all'aeroporto di Comiso o io mi pongo in
riflessione rispetto al proseguo dei lavori.
PRESIDENTE. Io per adesso sto dando la parola a qualche collega
che vuole parlare, soltanto perché aspettavamo il Presidente, ma se
siamo pronti si inizia.
Ancora le carte non ci sono, per cui ancora un paio di interventi,
l'onorevole Dipasquale e l'onorevole Schillaci, ma finchè non
arrivano le carte, stiamo così passando il tempo. Appena arrivano
le carte si inizia immediatamente a votare.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
purtroppo stiamo occupando diversamente il tempo, il tempo non lo
passiamo e stiamo intervenendo su cose che hanno un significato e
non a caso io sto intervenendo sulla riscrittura dell'articolo 2.
L'articolo 2 fa riferimento ad una serie di interventi tra cui gli
aeroporti. Sugli aeroporti, per gli aeroporti, abbiamo avuto un
incontro a Ragusa, insieme ai vertici della Soaco, e dove eravamo
presenti quattro parlamentari. Perché gli aspetti erano due
importanti, uno che riguardava la ricapitalizzazione, l'altro che
riguardava il sostegno alle coste.
Io non ho difficoltà a ringraziare l'onorevole Assenza che in
quella sede si è fatto carico per me e per la Campo perché
parlamentari, ovviamente, di opposizione, ma facevamo la stessa
cosa quando noi dovevamo farci carico, io dovevo farmi carico che
ero in maggioranza, la scorsa legislatura.
Per quanto riguarda questa vicenda, se n'è fatto carico per la
compagine per i parlamentari l'onorevole Assenza, devo dire che si
è trasferito in Commissione, ha svolto il nostro ruolo nella
Commissione parlamentare, garantendo quell'impegno che noi
c'eravamo assunti tutti che era relativo alla ricapitalizzazione.
Risultato? Ottenuto Le cose si devono dire e si devono
riconoscere. Però, c'è un problema. In questa riscrittura al 2
della Commissione, si prevedono un milione e mezzo invece per il
sostegno, un milione e mezzo a Comiso, 500 a Lampedusa, un milione
e otto a Birgi. E qui cade l'asino E si fa anche male, Presidente
Perché? Perché veda, questo milione e mezzo, Presidente, non è un
regalo che si sta facendo a Comiso.
Avevamo un milione e sette nel capitolo e come è finita? Avevamo
un milione e sette e dal milione e sette passiamo a un milione e
mezzo quindi c'è qualcosa che non funziona.
Non mi ingelosisco di nessuno, non mi ingelosisco di Birgi, però
che stiate prevedendo un milione e 800 mila euro per Birgi così
come state riconoscendo delle somme in più a Birgi - penso dobbiate
riconoscere le somme in più anche a Comiso. Non possiamo partire,
quindi, dal milione e mezzo, ma dobbiamo partire dal milione sette
e quaranta che erano le risorse che già avevamo.
Questo articolo va riscritto perché noi dobbiamo mettere, se non
vogliamo trattare male Comiso, almeno tre milioni di euro.
Perché, Presidente? Un milione e sette già ce lo avevamo, dovete
togliere allora i soldi a Birgi perché altrimenti qui il meccanismo
è che si fanno figli e figliastri e non è giusto. Se volete
rilasciare un milione e otto a Birgi, dovete mettere tre milioni di
euro a Comiso perché già un milione e sette c'era. Non potete da
una parte togliere un milione e settecento mila euro e riconoscere
un milione e mezzo. Rischiamo di commettere un atto ingiusto.
Ha provato a spiegarlo l'onorevole Ragusa, ma non ha detto una
cosa fondamentale e cioè che noi avevamo già un milione e
settecento mila euro che erano risorse che ha portato il
sottoscritto a Ragusa perché il milione e settecento mila euro
apparteneva ai 6 milioni di euro del finanziamento delle corse che
avevamo fatto durante la scorsa legislatura.
Oramai, purtroppo, era rimasto quel milione e settecento mila
euro, mentre sono stati spesi a Birgi - perché lì il meccanismo era
diverso - purtroppo non si sono potuti spendere per Comiso e siamo
rimasti con il milione e settecentomila euro che rappresenta una
mortificazione rispetto alle somme che abbiamo appostato per Birgi.
Vi prego di rivederlo anche perché nel piano industriale - e
concludo - della SOACO erano stati previsti tre milioni di euro.
Quindi, attenzione Commettiamo anche un danno alla SOACO.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Le carte sono arrivate in tutto questo?
SCHILLACI. Presidente, Assessori e colleghi deputati, dopo una
lunga giornata di stop and go, ci ritroviamo sullo scranno questa
riscrittura, in parte, dell'articolo 2 elaborato dalla Commissione.
Mi soffermo sul comma che riguarda gli aeroporti. Non possiamo
assolutamente trattare gli aeroporti minori, così definiti -
Assessore Falcone, mi rivolgo principalmente a lei - trattando e
facendo figli e figliastri.
Ecco perché ho presentato un subemendamento che introduce anche
l'aeroporto di Pantelleria. Non vedo perché dobbiamo sostenere
l'aeroporto di Lampedusa e dimenticarci invece dell'aeroporto di
Pantelleria che, in egual misura, soffre, ha una situazione
altrettanto difficile e ci auguriamo che possa invece partire
rapidamente, passata la pandemia, e accogliere finalmente i turisti
per questa estate.
Quindi, io pregherei l'Aula di apprezzare il subemendamento che
riscrive le somme per i vari aeroporti introducendo Pantelleria.
Per quanto riguarda, invece, tutti gli altri commi a seguire io
leggo sin anche un sostegno all'Associazione delle vittime di
guerra.
Presidente, attualmente l'unica guerra che in questo momento siamo
chiamati a combattere è quella del Covid.
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, se lei sapesse che ci sono
ancora 500 mila mine sotterranee Le 500 mila mine l'anno scorso,
2020, hanno provocato 20 mila feriti quasi tutti bambini.
Mi dispiace che lei non voglia tenere in considerazione questo
nella storia di questo Paese, ma abbiamo ancora 500 mila mine
sotterrate nel territorio italiano. Una parte enorme in Sicilia. In
Italia, l'anno scorso, 20 mila feriti quasi tutti bambini che sono
quelli che vanno a giocare e gli scoppia la mina.
Non credo che se si dà attenzione anche a questo tipo di argomento
ci sia niente di scandaloso.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, a me duole intervenire però è giusto
che qui dobbiamo mettere delle regole che siano regole per tutti.
C'è un mondo fuori che aspetta questa finanziaria. C'è un mondo
che è bloccato. Imprese bloccate. Enti locali bloccati.
Io capisco che si possa parlare di questioni di ordine generale
che interessano tutti, tutta la Sicilia. Ma andare qua a cercare
ognuno per difendere qualche piccola cosa a mio avviso non facciamo
PRESIDENTE. Lei mi ha preceduto. Avrei detto la stessa cosa.
LACCOTO. Io ricordo che l'onorevole Assenza ha fatto la battaglia.
Noi abbiamo tolto dalle riserve degli enti locali 2 milioni 770
mila euro per l'aeroporto di Comiso. Abbiamo postato con
l'assessore Falcone un'altra somma e questa è la terza che postiamo
e ancora ci si lamenta.
Ma guardate che così noi non andremo da nessuna parte. Noi abbiamo
bisogno di andare avanti con questa benedetta finanziaria e
chiuderla.
Signor Presidente, a lei il compito di fare rispettare le regole e
finiamola con le minacce.
PRESIDENTE. Non do più la parola a nessuno perché ce ne sarà uno
di Lampedusa, uno di Palermo, uno di Agrigento, basta. Abbiamo
parlato degli aeroporti e basta così.
Io non è che quando le persone chiedono di parlare posso sapere se
per difesa dell'aeroporto di Comiso o di quello di Lampedusa. Per
cui, appena l'onorevole Ragusa ha chiesto di parlare, ha parlato di
Comiso e sette mani si sono alzate, erano quelle riferite a tutti
gli aeroporti. Ma è corretto che sia così. Ma siccome ho detto che
stavamo occupando questi minuti in cui dovevano arrivare le carte
facendo degli interventi, le carte sono arrivate e si passa
all'articolo 2 senza più titubanze.
Stanno distribuendo le carte. Io ho tolto la parola a chi voleva
parlare ancora di aeroporti.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Vi devo dire sinceramente, colleghi, che è troppo
facile demagogicamente intervenire su ogni singolo problema dicendo
mentre qua muoiono tutti Mentre l'aeroporto muore Mentre c'è
l'altro aeroporto che vive, questo che muore non si fa così, vi
devo dire la verità
E' chiaro che quelli del vostro collegio puntano di più
all'aeroporto di Comiso che a quello di Pantelleria. Ma se ognuno
dovesse intervenire per avere due voti in più per dire Comiso fa
schifo. Pantelleria è grande. Trapani viva, abbasso Comiso .
Colleghi, vi devo dire sinceramente che dovremmo cercare di
aumentare il livello qualitativo di questa Assemblea.
Si sta distribuendo l'emendamento 2.COMM. Voi avete avuto l'ultima
versione? Il 2.COMM bis che sostituisce interamente il 2.COMM.
Sapevate che l'onorevole Savona era nel suo ufficio per fare questo
lavoro, per cui ora lo stiamo distribuendo, non capisco qual è lo
stupore.
(Intervento fuori microfono)
Onorevole Ciancio, ognuno può dire che non gli va bene, ma
aspettavamo che la Commissione finisse il lavoro per presentare
questo documento e l'hanno presentato, ora ognuno di noi dirà la
sua.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, io vorrei capire ma gli articoli si
fanno in Aula o nell'ufficio del Presidente Savona? Basta che siamo
chiari Se si fanno nell'ufficio del Presidente Savona io vado con
tanto piacere dal Presidente e porto i miei aggiuntivi, perché
sennò faccio come si dovrebbe fare: lo presento in Aula, presento
un subemendamento e presento anche gli emendamenti aggiuntivi. Non
ci prendiamo in giro
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, abbiamo fatto una Conferenza dei
Capigruppo nella quale abbiamo chiesto all'onorevole Savona di
provare a dare una sistemata ad alcuni emendamenti che c'erano e
lui è tornato con questo lavoro.
Le regole sono quelle, dopodiché questi emendamenti possono
piacere o no, se non piacciono si bocciano. Non c'è nessuna
assurdità, è tutto regolare rispetto a quello che si fa
normalmente. Io non l'ho visto nemmeno questo emendamento, qui ho
ancora quello vecchio, il bis non ce l'ho neanche io, figuratevi
Presidente Savona, vuole spiegare come si è pervenuti a questa
formulazione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. L'articolo 2 del
Governo, che è pieno di contenuti, abbiamo cercato di
ridimensionare levando tutta una serie di articoli e facendo
emergere quello che c'è in questo emendamento aggiuntivo che è la
riscrittura e la modifica di quello che c'era messo in quello del
Governo, quindi c'è qualche cosa in più, c'è qualche cosa in meno,
abbiamo lasciato quello che il Governo come traccia aveva fatto.
Questa è la sintesi che abbiamo fatto: c'è qualche cosa in più che
è stata aggiunta perché è arrivata in Commissione, altri sono
arrivati in Aula, quindi sono interessi che riguardano tutta
l'Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è stato fatto un lavoro poi ognuno
ora, se vuole, dichiara se è contento o non contento, poi si vota e
ognuno vota a favore o contro secondo quello che ritiene giusto,
non è che possiamo discutere su ogni cosa.
Il 2.COMMbis lo dobbiamo mettere in votazione così com'è?
Ovviamente, non ci sono emendamenti. I subemendamenti che erano
stati presentati al 2.COMM stanno verificando se sono validi anche
sul 2.COMMbis. Ma il 2.COMMbis contiene delle cose che non erano
contenute prima?
Un momento con calma, senza gridare, non c'è motivo, un attimo che
lo stiamo vedendo.
Colleghi scusate, ci sono degli emendamenti. Le modifiche che sono
state fatte dal 2.COMM bis rispetto al 2.COMM, che era quello a cui
erano già stati presentati gli emendamenti, non so perché è stato
fatto l'intervento perché i commi sono rimasti quelli che erano, ma
è stata aggiunta la possibilità di utilizzare quelle somme anche
per necessari interventi funzionali al miglior utilizzo. Non so
bene cosa significa, ma in linea di massima è questo.
Poi il 44 ter è stato limitato di 50 mila euro, ed un altro è
stato riportato a 250, ed è su fondi extra regionali. Il Comando
del Corpo forestale che era quella che avevo chiesto il Governo, è
il 44 octies e il 44 novies è pure nuovo, non so chi l'ha
presentato. Questo è pure del Governo? Si è del Governo.
Quest'altro è nuovo pure, i medullolesi è pure nuovo? Sto vedendo
quelli che sono nuovi, posso saperlo pure io? Li sto guardando. E
il decies è quello di Scicli-Villa Romana. E l'undecies è pure
nuovo. Complessivamente, l'emendamento, che era un milione si
riduce a 850 mila euro.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a cosa serve
questo emendamento è abbastanza chiaro a tutti. E' una tabella H
che serve per chiudere la finanziaria il primo possibile.
Questo ce lo possiamo dire a microfoni spenti, anche a microfoni
accesi lo diciamo che è un po' un'elargizione per piccoli comparti
di voto che serviranno per i prossimi anni, per le regionali,
distribuiamo 100 mila qua, 50 dall'altra parte, 200 dall'altra
parte ancora, facciamo contenti alcuni deputati e la finanziaria
può andare avanti serena.
Ma questo non credo sia il metodo di lavorare di quest'Assemblea,
o meglio forse è il suo, Presidente, o è il vostro ma, certamente,
non è il nostro modo di lavorare.
Perché questa è una Tabella H a tutti gli effetti Noi finanziamo
a destra e a manca. Io, per la prima volta - sono, devo dire, un
deputato molto giovane - vedo, per la prima volta, un
accantonamento di un disegno di legge. E' una cosa che non avevo
mai visto, non so se gli uffici avevano mai vista una cosa del
genere. Onestamente, è la prima volta che lo leggo.
Cioè, noi accantoniamo somme
PRESIDENTE. Al 2.COMM bis? Non credo che l'abbia letto.
SUNSERI. Sì, sì, sì poi ci dà il tempo per leggerlo con
attenzione, Presidente Visto che aveva detto che non l'aveva
ancora letto, lei Noi accantoniamo, di fatto, delle somme per un
disegno di legge e poi diamo alcune somme date a associazioni
varie, alla promozione e all'esecuzione del programma Il mito' ad
Agrigento, l'associazione nazionale vittime civili di guerra. Poi
facciamo delle altre piccole, come dire, prebende distribuite nelle
varie province della Sicilia.
E, allora, la prima richiesta che le faccio, a nome del Gruppo, è
quella di procedere con una votazione per parti separate, e quindi
comma per comma, cortesemente, se fosse possibile quanto meno
votarli così, almeno, andiamo avanti in maniera ordinata.
E, purtroppo, non posso che notare che questo è un modo di fare
che non ci appartiene, e che vi appartiene invece che mi provoca
abbastanza disdegno e non lo ritengo neanche corretto nei confronti
di chi, purtroppo, segue i lavori di quest'Assemblea da fuori e si
aspetta che quest'Assemblea dia dei risultati alla pandemia e,
invece, ci ritroviamo a dover distribuire piccole prebende, a
destra e a manca, semplicemente per portare avanti i lavori
dell'Assemblea che, ancora oggi, risultano ancorati e che, per
un'intera giornata, non hanno visto approvare neanche un articolo.
E adesso, quello che lei poco fa ha detto, è che prima approviamo
il 2 e poi, successivamente, tutti gli altri perché questo serve
per portare un po' di pace all'interno della maggioranza.
E, allora, la richiesta è votiamolo - se lei intende procedere in
questo modo - votiamolo per parti separate, così l'Assemblea se ne
prenderà la responsabilità con voto palese e segreto di ogni comma
per comma e, successivamente, vedremo come andrà a finire questa
finanziaria.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi io non
voglio entrare nel merito di ogni singolo emendamento aggiuntivo,
che è stato inserito all'interno di questo comma perché reputo che,
poi, ogni deputato presente in quest'Aula, ogni assessore porti,
all'interno di quest'Aula, delle istanze che arrivano dal
territorio.
Presidente, quello che contesto è la modalità con cui viene fatto
questo 2 Comm bis. E' la modalità, colleghi, che non va bene.
Perché Presidente, e lo chiedo a lei, con chi bisogna parlare per
inserire qui all'interno di questo 2 Comma Bis delle cose che
possono essere utili per i siciliani e che possono essere generali
e astratte?
Cioè, fatemi capire perché noi siamo stati qui, fermi per un paio
di ore. Io ascoltavo, man mano, i colleghi, sia di maggioranza che
di opposizione, e molti dei colleghi si chiedevano: ma chi
stabilisce quali sono le priorità considerando che, comunque, in
questo momento ci sono tantissime priorità.
Ad esempio, poco fa parlavo col collega Pasqua. Il collega Pasqua
aveva presentato un aggiuntivo per andare ad inserire delle
centraline di monitoraggio della qualità dell'aria sui siti
industriali, dove c'è presente inquinamento, che riguarda tutta la
Regione siciliana. Tutta la Regione siciliana Norma generale e
astratta.
Presidente, se posso, perché è rivolta a lei la domanda. Non la
posso rivolgere al Governo.
PRESIDENTE. Perché no? La finanziaria è del Governo.
DI PAOLA. Io vorrei capire, questo 2.COMM bis, chi lo stabilisce?
Da cosa viene fuori? Queste lettere che sono messe all'interno, con
degli emendamenti aggiuntivi, lo ha detto lei poco fa. Lei in
questi giorni ci ha sempre detto Colleghi, mi sono arrivati un
fascicolo enorme di emendamenti aggiuntivi' che, attenzione,
possono essere tutti importanti, uno per uno. Allora, poi, io non
capisco, dopo che qui siamo stati giorni e giorni, noi abbiamo
sempre chiesto di fare una finanziaria più snella possibile, con
pochi articoli, quelli importanti, lei stesso si è fatto garante
nel dire guardate, non trattiamo gli emendamenti aggiuntivi perché
poi li rinviamo successivamente .
E allora, Presidente, se li stiamo trattando, Governo, se stiamo
trattando questi emendamenti aggiuntivi ma è possibile capire con
quale criterio questi emendamenti aggiuntivi sono entrati in questo
2 Comm Bis? Se c'è un criterio ed è un criterio logico, non lo so
si è fatta un'estrazione con i bussolotti? Si è fatta un'estrazione
tipo tombola che si sono usciti fuori i numeri? Se c'è un criterio
oggettivo e che può essere condiviso dall'Aula, allora va bene ma
se un criterio non c'è allora è normale che poi il mio Gruppo
parlamentare chiede la votazione per parti separate.
E dico, Presidente, il rischio qual è? Se noi andiamo a votare per
parti separate l'intero 2.COMM bis, il rischio è che qua non ce ne
usciamo più. Da un lato stiamo cercando di velocizzare l'iter della
finanziaria e dall'altro lato se noi ci mettiamo a votare
E poi, Presidente, non ci si deve in qualche modo sorprendere se
poi ad un certo punto noi chiediamo la votazione sia
dell'emendamento che, eventualmente, del comma. Non ci si deve
sorprendere perché se si vanno a trattare degli emendamenti
aggiuntivi che non sono passati nemmeno dalle Commissioni,
Presidente, è normale che poi il mio gruppo parlamentare, il
Movimento Cinque Stelle, va a chiedere la votazione anche segreta,
Presidente, e la chiediamo segreta per un discorso di libertà, di
modo tale che tutti si possono esprimere su un emendamento
aggiuntivo, su emendamenti aggiuntivi che non sono passati dalle
Commissioni. E, Presidente, io glielo dico, se noi siamo arrivati a
questo livello è perché la gestione economica e finanziaria
dell'intera finanziaria ha fatto acqua da tutte le parti.
Noi colleghi abbiamo stralciato la maggior parte degli articoli
che riguardavano la parte economica perché sarebbero stati bocciati
tutti. Sarebbero stati bocciati tutti. E allora, Presidente, dico
da parte nostra c'è stata sempre la massima disponibilità però, o
c'è un criterio oggettivo e che sia, come dire, uguale per tutti,
oppure emendamenti aggiuntivi, Presidente, non ne trattiamo,
votiamo quello che dobbiamo votare e basta.
PRESIDENTE. Presidente Savona - onorevole Foti, la prego, mi
faccia lavorare - le posso chiedere due minuti d'interruzione? Ci
possiamo vedere un secondo qua dietro?
La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta sospesa alle ore 19.43, è ripresa alle ore 19.48)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, colleghi mi date un attimo di
attenzione che credo che interessi tutti, onorevole Di Caro, un
attimo di attenzione per favore.
Allora, ho chiesto motivazione, perché io stesso avevo chiesto che
gli aggiuntivi fossero considerati poi a parte, e fare un lavoro
per vedere quali, tra gli aggiuntivi, potessero avere una logica
per essere inseriti. E quindi ho detto al Presidente Savona, e
quindi d'accordo col Presidente Savona, che noi gli aggiuntivi li
togliamo dal testo. Gli aggiuntivi si faranno con gli aggiuntivi.
Erano stati inseriti per delle motivazioni, per carità, non era una
cosa fatta né col bussolotto, né coi dadi e su ognuno di questi
c'era una precisa motivazione, ma io ho chiesto al Presidente
Savona la cortesia, e quindi il Presidente Savona stesso mi ha dato
il suo ok su questo argomento.
Quindi, il 2 Comm Bis, scusatemi, sarebbe votato fino alla lettera
e , quindi il resto lo togliamo già di Presidenza, di fatto dalla
lettera f in poi non c'è più, viene stralciato.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Schillaci per favore, sennò
non riusciamo a fare niente.
SCHILLACI. Velocemente. Io avevo presentato un subemendamento e
vorrei che gli Uffici mi spiegassero per quale motivo non c'è.
PRESIDENTE. Gli Uffici non lo possono spiegare. Prevedeva maggiore
spesa.
SCHILLACI. No, Presidente, io ho presentato un subemendamento che
non prevede maggiori spese perché nel capitolo ci sono due milioni.
PRESIDENTE. Colleghi, se noi, ad ogni deputato dovessimo dare la
spiegazione non ne usciamo più, vi prego.
SCHILLACI. Presidente, mi ascolti. C'erano due milioni di euro ed
io non ho aumentato, è soltanto una ripartizione delle somme.
PRESIDENTE. Mi ascolti. Allora, anche su questo argomento vi do la
mia parola e prendo le mie garanzie, se ci dovesse essere un
motivo, di dimenticanza
SCHILLACI. Ah Dimenticanza; probabilmente sarà stata una
dimenticanza.
PRESIDENTE. Le garantisco che lo mettiamo tra gli aggiuntivi.
SCHILLACI. Insisto sull'emendamento oppure mi dite perché è
inammissibile, dal momento che non c'è un aumento di spesa. E mi
appello al Regolamento.
PRESIDENTE. Senza la copertura del Ragioniere generale della
Regione o dell'assessore per il Bilancio non si può votare. Per cui
tutti quelli che avevano movimenti di spesa sono stati esclusi,
quindi da questo momento tutte le altre cose saranno riviste tra
gli aggiuntivi.
Pongo in votazione il 2.COMM bis.
Il subemendamento soppressivo alla lettera a) è ritirato.
Si passa al soppressivo della lettera c).
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevole Cracolici, sta parlando il suo capo gruppo.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
leggendo l'emendamento 2.COMM bis, in particolare alla lettera d),
scopro che i tre milioni di euro sono accantonati per la
liquidazione dei consorzi di bonifica.
Ora su questo l'Aula si era già espressa, d'accordo peraltro con
il Governo. In questo momento l'assessore Scilla è impegnato,
quindi non mi segue, ma farebbe bene a seguirmi.
PRESIDENTE. Abbiamo comunque stralciato l'articolo e dobbiamo
comunque accantonare i fondi se no poi non si può fare, siccome
quello per com'era scritto non piaceva.
LUPO. Si poteva non accettarli oggi. Il 136 l'abbiamo escluso.
PRESIDENTE. Esattamente così.
LUPO. Non sono d'accordo.
PRESIDENTE. Assolutamente d'accordo. Tant'è che questo
accantonamento è stato fatto proprio perché abbiamo stralciato
quella norma e quindi devono essere messi da parte in modo che
quando arriverà in Aula la norma descritta, così come sarà
d'accordo il Parlamento ci saranno i soldi per poterla
LUPO. Le suggerisco di mettere per l'attuazione della riforma, per
la riforma, perché parlare di liquidazione senza stabilire, il
personale come transita, desta un allarme generale in maniera
immotivata.
PRESIDENTE. Allora prima era scritto per il disegno di legge e c'è
sembrato ancora più scombinato per cui l'avevamo messo così, però
la motivazione è questa.
Comunque, cambiamo, se la dizione si può cambiare in modo che la
si può mettere più chiara e più precisa sono d'accordo con
l'onorevole Lupo. Sui subemendamenti dell'onorevole Dipasquale,
onorevole Lupo?
LUPO. Sono mantenuti.
PRESIDENTE. Sulla lettera a) c'è stato qualcuno che ha detto
ritirato. Benissimo.
Sulla lettera c)?
LUPO. Ritirati.
PRESIDENTE. Scusi onorevole Dipasquale, mettiamo per il riordino?
E quindi è ritirato, anche questo. Perfetto.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo un
chiarimento sulla lettera b), è un subemendamento della collega
Schillaci che non aggiunge spesa ma ridistribuisce le somme in
questo modo: 1.300 Comiso, 350 Lampedusa e 350 Pantelleria. Visto e
considerato che Pantelleria è stata totalmente dimenticata in
questo tipo di interventi. Questo per chiarire che non ci sono
ulteriori spese.
PRESIDENTE. Bene. Abbiamo ora tolto gli aggiuntivi, questo
emendamento, anche se non lo consideriamo aggiuntivo, gli uffici mi
dicono - se gli uffici mi dicono una cosa io non posso dire: no,
state sbagliando - che comunque, anche se non prevede maggiori
spese, ci vuole una comunicazione da parte del Governo sul fatto
che così si possa fare, se me lo dice l'assessore, ma così com'è
non si può fare. L'assessore mi dice già di no. Prego, assessore
Falcone.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signore
Presidente, onorevoli colleghi c'è un motivo. L'aeroporto di
Pantelleria è l'unico aeroporto che è gestito dall'Enac cioè è
l'unico aeroporto in cui interviene direttamente lo Stato, quindi
non è a debito di ossigeno.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Falcone.
A questo punto possiamo votare il 2.COMM bis senza le lettere
dalla f) in poi, che sono stralciate. Lo pongo in votazione. Chi è
contrario si alzi; chi è favorevole resti seduto.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, così come emendamento. Chi è
contrario si alzi; chi è favorevole resti seduto.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, siccome gli impegni che io prendo li mantengo
ed è la cosa a cui tengo di più, se noi abbiamo il tempo stasera
per votare, no, sono già le 20.00, votiamo domattina questi
articoli che ci sono da fare e così domani chiudiamo.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, c'è l'articolo 95 che parla del fondo pensioni.
L'articolo 95 è una riscrittura.
PRESIDENTE. La riscrittura dove non c'è apertura di dibattito,
insomma.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. E poi c'era
l'articolo 88 in una nuova riscrittura.
PRESIDENTE. L'articolo 88 me lo hanno detto già gli Uffici.
Cominciamo con questi. Quelli normali c'è tutto domani per votarli
uno per uno, stiamo votando le riscritture, state tranquilli poi me
lo chiedete tutti di Forza Italia almeno questo me lo permetterò.
Quindi possiamo votare l'articolo 88, dove non ci sono emendamenti
da discutere. Non cominciamo con questi voti segreti, devo capire
di che cosa si tratta.
Quando sono tornato ho parlato col vostro capogruppo e mi ha
comunicato il problema su questo emendamento, abbiamo spiegato che
non c'è niente di particolare, per questo voglio discuterlo prima,
quindi se è necessario al limite lo votiamo domani e ve lo spiego
meglio di come non lo abbia fatto prima, ma si tratta di un gruppo
di tre persone, peraltro scienziati, che lavorano all'interno di
una società che non esiste più come società ma che servono
enormemente a questo Centro di ricerca, che è uno dei Centri di
ricerca migliori che abbiamo in Sicilia.
Si tratta di sistemare un fatto amministrativo, così mi è stato
perfettamente spiegato dagli interessati, è soltanto una
sistemazione amministrativa: non c'è da assumere, non c'è da fare
niente. C'è soltanto il consorzio che li deve assumere e non
pagarli più come società a parte. Questo è il tutto, per cui vorrei
chiedervi, se vogliamo approfondirlo e lo votiamo domani, lo
facciamo domani, ma è una di quelle cose che mi è stata detta
essere assolutamente importante. Ripeto, se ci sono dubbi lo
votiamo domani, sennò lo votiamo adesso. Ditemi voi. Io spero
sinceramente che non venga bocciato perché creiamo dei problemi.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Voto segreto. Mi fido. Io quando parlo con delle
persone parlo con persone intelligenti che hanno una coscienza, per
cui...
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, presidente Musumeci, assessore Scilla,
onorevoli colleghi, i consorzi di ricerca sono ritornati in auge in
questa finanziaria, in qualche modo non si vedevano da un po' di
tempo, devo dire che sono stati belli attivi in questa finanziaria.
Ora, la domanda è una: se noi a 6 consorzi assegniamo 300 mila
euro l'anno, noi stiamo dando 180 mila euro per tre persone che
PRESIDENTE. Sono di un'altra società che lavora là dentro, questo
ve lo voglio dire, ma insomma fate voi
SUNSERI. Noi stiamo dando 180 mila euro per tre persone che
dall'I.TE.S. che non esiste più passano al Ballatore. Lasciamo
stare il merito della vicenda, ma la prima domanda è: se questo
personale lo mettiamo in consorzi che non hanno personale? Cioè il
Bes non ha personale, e noi lo stiamo facendo passare, invece, al
Ballatore che il personale ce l'ha e che già si sostiene con enormi
difficoltà.
Allora, perché dare più della metà di quanto già diamo a sei
consorzi, a uno solo per tre persone? Quando già quello non esiste
più, cioè entrando proprio nel merito, vi sto dicendo.
I consorzi di ricerca
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri
SUNSERI. No, Presidente, mi scusi, mi fa terminare?
PRESIDENTE. No scusi, è bene che tutti sappiano le cose per come
sono.
SUNSERI. Perché io ho detto qualcosa di falso?
PRESIDENTE. 60 mila euro lorde per tre persone. Sono scienziati
che, di fatto, guadagnano 2.500 euro al mese. Punto. Io non so se
poi tutto è uno scandalo, perché qualsiasi cosa
SUNSERI. Ma, non è tutto uno scandalo. Scusi, Presidente, io ho
affermato qualcosa di falso?
PRESIDENTE. Io, voglio dire, non è che me lo devo discutere io? Io
neanche so dov'è questo mi è stato detto che è importante
SUNSERI. Io lo so e le sto dicendo quello che so, io non le sto
dicendo
PRESIDENTE. Io lo metto in votazione
SUNSERI. Noi paghiamo ogni anno
Scusi, presidente Miccichè, mi fa terminare e poi mette in
discussione e in votazione quello che vuole.
Io sto dicendo che noi finanziamo ogni anno 300 mila euro sei
consorzi di ricerca di questa Regione, con sei CdA, con sei
revisori dei conti e gli diamo 300 mila euro. Qui stiamo
stanziando, Assessore, 180 mila euro per prendere tre persone
Io neanche li conosco...
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, lei però o si guarda gli
emendamenti: sono 180 mila euro per tre anni. Sono 60 mila euro
l'anno, per tre persone che peraltro sono super laureati e persone
che hanno anche una competenza scientifica. Poi basta, dobbiamo
pagare tutti 200 euro al mese, facciamo così e basta.
SUNSERI. Lei
PRESIDENTE. Allora basta, togliete la parola. Io lo metto in
votazione, se lo volete bocciare lo bocciate. Io non ho che fare.
Pongo in votazione.
(Alcuni deputati, dal loro posto, richiedono la votazione per
scrutinio segreto)
Voto segreto. Benissimo, ognuno si assume le sue responsabilità,
io non ho che cosa fare. Vediamo se è appoggiato, per favore? Se
voi pensate che io possa uscire pazzo
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
Onorevole Cracolici, se su ogni voto devo fare un quarto d'ora
La ringrazio perché sarebbe stato utile, ma pazienza.
L'emendamento è questo, non è soppressivo.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 88.R. ter
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 88.R.ter.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 62
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 33
Contrari 23
Astenuti 0
(E' approvato)
L'articolo 88 è approvato.
Si passa all'emendamento 95.R. Ce l'avete? E poi chiudiamo, poi mi
vedo con l'onorevole Savona per gli aggiuntivi.
Quale c'è?
Se il Presidente Savona è d'accordo.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Io farei un'altra
riscrittura che è il 111 e poi parlerei, se possibile, delle aree
interne che era già nel testo, che poi l'abbiamo levato e poi
modificato e riscritto per riportarlo in votazione.
PRESIDENTE. Lei dice di votare il 95 e poi il 111?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. E le aree interne
e chiudiamo la serata.
PRESIDENTE. Onorevole Savona, chiedo scusa a tutti, perché poi
tutti giustamente chiedono di votare gli articoli che sono di
interesse.
Li votiamo domattina, non succede niente
Votiamo l'ultimo, il 95, che c'è la riscrittura e basta. Poi si va
a domattina per tutti.
Pongo in votazione l'emendamento 95.R. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ho detto tre volte votiamo il 95.R. Basta. Domani mattina votiamo
dall'articolo 111 in poi.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 20.06 del 31 marzo 2021, è ripresa
alle ore 11.59 dell'1 aprile 2021)
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. I deputati sono pregati di prendere posto. Per favore,
chiamate il presidente Savona, così cominciamo a lavorare.
Comunico all'Aula che abbiamo da esaminare i seguenti articoli.
Scusate, colleghi, ho una comunicazione da fare all'Aula. Ci
avviamo a completare l'esame della Finanziaria ponendo
all'attenzione vostra i seguenti articoli: 21, 50, 53, 111, 112,
114, 141, 149, 156, 157, 158, 159, 160 e 161.
Sono 14 articoli, in tutto, vedo che c'è l'onorevole Cracolici che
è ben predisposto.
Dove eravamo arrivati con l'articolo 50? Solo il voto finale? Mi
dice il Governo che su questi emendamenti deve chiedere il parere
al Ragioniere generale, e quindi lo rinviamo a tra poco.
Cominciamo con l'articolo 53.
(Intervento fuori microfono)
Onorevole Barbagallo stiamo cominciando a lavorare secondo gli
obiettivi che ci siamo prefissi.
Aspettiamo il presidente Savona. Chiamatelo, per favore.
Onorevole Barbagallo, siamo in un Parlamento, stiamo attendendo
che arrivi il presidente Savona.
Onorevole Cracolici.
(Brusio in Aula)
Ho capito Abbiamo detto che cominciamo col 53. Voteremo, non si
preoccupi.
Siamo qui per fare le cose per bene, onorevole Barbagallo. L'Aula
è sospesa cinque minuti.
(La seduta sospesa alle ore 12.04, è ripresa alle ore 12.32)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori, io speravo nella mia
infinità generosità di accontentare un po' tutti, non è fattibile,
per cui non siamo in condizioni e non certamente per colpa della
Presidenza, che era andata a sistemare tutti gli aggiuntivi, ma non
siamo in condizione di votarli, per cui non ci sono aggiuntivi, gli
aggiuntivi vengono tutti eliminati, non ammissibili.
Peraltro, vi devo dire che io vorrei che si facesse anche un
minimo di attenzione con i nostri Uffici, con i nostri assistenti,
perché la metà di questi aggiuntivi che sono stati presentati non
hanno motivo di essere presentati, sono cose che non si fanno per
legge, per cui noi continuiamo ad avere un impegno enorme nel
valutare situazioni che sono, oggettivamente, inutili perché la
metà di questi aggiuntivi, vi posso garantire, che si fanno per via
amministrativa, sono tutte situazioni che si risolvono per via
amministrativa.
Se qualcuno di voi, parlo specialmente con la maggioranza ma,
ovviamente, anche con l'opposizione, avesse qualche problema a non
riuscire a risolvere delle cose per via amministrativa, noi siamo a
disposizione, diamo una mano, gli Uffici possono spiegare come si
deve fare ma, ripeto, una marea di questi emendamenti non sono
emendamenti legislativi, sono richieste amministrative, per cui,
credetemi, con ognuno di voi ne parlerò, e in ogni caso avevo
sperato di potere in una finanziaria senza soldi, come avevo detto
all'inizio, di potere accontentare tutta una serie di iniziative
dei singoli parlamentari perché, è da tempo che si lavora su alcune
cose e, quindi, non avendo danari da spendere, almeno su alcune
situazioni di tipo procedurale potevano essere accontentati, ma non
c'è la possibilità di farlo perché, come dire, sono troppi, non ci
si mette d'accordo, per cui è inutile che continuiamo a perdere
tempo, per cui vi prego di scusarmi, ma emendamenti aggiuntivi non
ce ne è più.
Ricominciamo, invece, quello che a questo punto sono sicuramente
portato a chiedervi, ma non c'è neanche bisogno, perché è nella
richiesta che era stata fatta ieri di completare il fascicolo con
tutti gli articoli che sono stati presentati.
Colleghi, se prendiamo posto iniziamo. C'era una cosa in sospeso,
anzi due, con l'altra, avete rifatto la riscrittura? C'era una cosa
in sospeso, che era un emendamento di tre giorni fa, un articolo
dell'onorevole Catalfamo, che io stesso non avevo capito, e che,
comunque, non era scritto bene, che è quello famoso dei pedaggi di
Messina. Lo distribuiamo, un attimo.
Onorevole Ciancio, le chiedo scusa, si vota, o sì o no, perché se
ricominciamo il dibattito, è chiaro. Si vota o sì o no, senza
problemi. Lo distribuiamo, io non sono più in condizione di
riaprire dibattiti su ogni argomento, per cui quello che è, o sì o
no. Se vince, passa, se perde, non passa. Perché sennò stiamo altri
due giorni qua, e non possiamo.
Gli interventi, per favore, soltanto se c'è qualcuno che deve
suggerire una modifica; se è per dire no o per dire sì, è inutile.
Dicevo, prima all'onorevole Ciancio, e vorrei che fosse così, io
non posso riaprire il dibattito su ogni cosa, si deve votare, si
vota, chi è favorevole vota a favore. Era un articolo, che io
avevo è scritto aggiuntivo per sbaglio.
Colleghi, anche gli uffici sono stressati, non vi credete. Anche
gli uffici sono stressati.
È riscrittura, che peraltro è fatta proprio dalla Commissione. Si
vota, a chi piace, piace, a chi non piace, non piace.
Non è aggiuntivo, ma è riscrittura, è un errore materiale.
Siamo al 109.R. Lo pongo in votazione.
(Viene chiesta la votazione per scrutinio segreto)
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 109.R
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 54
Votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 26
Contrari 25
Astenuti 0
(E' approvato)
Finalmente i messinesi, dall'onorevole Catalfamo, all'onorevole
Calderone, l'Amata e tutti gli altri, credo che siano contenti.
C'è il voto a favore, anche se segreto, dell'onorevole Bernadette
Grasso, ovviamente.
L'articolo 50, lo accantoniamo. Il Governo sta valutando se
ritirarlo, per cui, senza gridare, non è che ogni cosa che dico
potete gridare, c'è un motivo su quello che dico, grazie.
Si passa all'articolo 53, che invece non si può ritirare e si deve
votare. L'articolo 53 non è ritirabile perché una cosa invece che
non si può ritirare e si deve votare. Ne do lettura:
«Art. 53.
Contratti Irfis-Finsicilia
1. L'Assessorato regionale dell'economia, dipartimento del
bilancio e del tesoro, è autorizzato a stipulare contratti con
Irfis-Finsicilia, società in house iscritta nell'albo unico degli
intermediari finanziari di cui all'articolo 106 del decreto
legislativo l settembre 1993, n. 385 e successive modificazioni,
per l'affidamento alla stessa di servizi di supporto
amministrativo, organizzativo ed assistenza tecnica ad alto
contenuto professionale in favore dell'amministrazione regionale.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per il
triennio 2021-2023, la spesa annua di 1.000 migliaia di euro.
3. Per le finalità di cui al presente articolo e nei limiti del
fabbisogno di personale approvato con decreto del Presidente della
Regione, su proposta dell'Assessore regionale per l'economia,
previo parere della Commissione bilancio dell'Assemblea regionale
siciliana, Irfis-FinSicilia è autorizzata a reclutare il personale
necessario, nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto
legislativo 19 agosto 2016, n. 175, attraverso l'utilizzo di
procedure ad evidenza pubblica, anche già avviate.
4. Tutti i rientri di cui alle misure gestite da Irfis-FinSicilia
previste dalla legge regionale del 12 maggio 2020, n. 9 e
successive modificazioni nonché quelli derivanti dalla gestione di
ulteriori assegnazioni a valere su risorse regionali ed
extraregionali confluiscono periodicamente nelle disponibilità del
Fondo Sicilia di cui all'articolo 2 della legge regionale del 22
febbraio 2019, n. l e successive modificazioni.»
Come detto prima ha una importanza di tipo amministrativo,
evidentemente.
C'è un emendamento della Commissione. C'è l'emendamento della
Commissione da votare? Mi faccia capire, l'emendamento della
Commissione, tanto se non c'è l'emendamento è un voto o sì o no,
soppressivo o non soppressivo è uguale.
Allora c'è qualche soppressivo particolare? Voto segreto su tutto?
Sulla legge? Sull'articolo? Benissimo. Allora vediamo i
richiedenti.
Stiamo votando l'emendamento 53.1. Stiamo vedendo se la richiesta
di voto segreto è appoggiata, anche se prima o poi sulle norme
finanziarie il voto segreto non si potrà dare più perché, non è una
cosa su cui non è una cosa normale, diciamo, in tutti i Parlamenti
del mondo sulle norme finanziarie, onestamente, il voto segreto è
proprio un errore.
(Viene richiesta la votazione per scrutinio segreto)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 53.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 53.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme i
l pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione, stiamo votando il soppressivo.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 51
Votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 26
Contrari 23
Astenuti 0
(E' approvato)
PRESIDENTE. E' annullato l'articolo, è soppresso l'articolo 53.
Onorevole Caronia, onorevole Schillaci, avete trovato una
riformulazione e l'avete presentata?
No, non do la parola mi dovete dire solo sì o no. E' stata
presentata, o no? Ce l'abbiamo noi? La possiamo distribuire?
Sto aspettando che venga distribuita la riscrittura che è stata
fatta dall'onorevole Schillaci e dall'onorevole Caronia insieme, e
vedere se troviamo un accordo, grazie.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su che cosa? Ha parlato con il suo Capo Gruppo? E ci
parli un minuto, la sta cercando.
Onorevole Schillaci e onorevole Caronia, l'onorevole Aricò
chiedeva, se non ho capito male è quello che avete fatto,
l'inserimento di Villino Ida su questo argomento, parlatevi fra di
voi, onorevole si sta facendo un polo museale a Palermo, se lei
permette, se possiamo non fare tutto a Catania e Siracusa, stiamo
tentando di fare un polo museale a Palermo, grazie.
(Brusìo in Aula)
Congedi
PRESIDENTE. Gli onorevoli Ternullo e Mancuso sono in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
n. 961/A e n. 962/A
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge n. 961/A e n. 962/A
PRESIDENTE. L'articolo 112 viene accantonato. Si passa
all'articolo 114. Ne do lettura:
«Art. 114
Pubblicazione dei bilanci della Regione e degli enti
regionali su testate giornalistiche
1. In attuazione del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, la
Regione, gli enti, gli istituti e le aziende dipendenti della
Regione, nonché le società partecipate, gli enti locali
territoriali ed istituzionali nonché gli enti, gli istituti, le
aziende da questi dipendenti o comunque sottoposti a controllo,
tutela o vigilanza, sono tenuti a pubblicare ogni anno il proprio
bilancio sul proprio sito istituzionale e su rete telematica
nonché, per estratto, su un periodico e su un quotidiano pubblicati
con continuità da almeno 10 anni e che abbiano diffusione nelle
edicole della maggioranza delle province siciliane.
2. In caso di omessa tempestiva pubblicazione, l'Assessore
regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica nomina un
commissario straordinario per l'attuazione del provvedimento. Il
mancato adempimento degli obblighi di pubblicazione previsti dal
presente articolo da parte degli enti di cui al comma 1 comporta la
decadenza dei relativi organi di amministrazione.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per l'economia sono
emanate le disposizioni attuative del presente articolo.»
E, allora, scusate sull'articolo 114 ci sono due problemi uno,
onorevole Zafarana se mi fate parlare, onorevole Zafarana onorevole
Sunseri fatemi parlare, ci sono due problemi che, come dire,
esistono gli emendamenti soppressivi che li sistemano, ma che per
me sono, come dire, obbligatori, cioè a prescindere dai
soppressivi; il primo, è che noi, certamente, non possiamo
prevedere la decadenza degli organi di amministrazione di giornali
che sono delle aziende che non pubblicano un bilancio sui giornali,
perché, onestamente non è una cosa fattibile. Secondo, che se ci
mettiamo gli enti e gli istituti eccetera, è un maggiore costo per
cui deve essere coperto, per cui se c'è un emendamento della
Commissione e uno dell'onorevole Ciancio che sopprimono - onorevole
Foti non le do la parola scusi un attimo - che sopprimono sia il
comma 2, che secondo me va soppresso per intero, sia le parole gli
enti e gli istituti per quanto riguarda l'obbligo, perché se no
sarebbe un maggiore onere che dovremmo coprire, per cui se deve
essere?
Se noi leviamo enti locali e istituti che è l'emendamento
dell'onorevole Ciancio non è più maggiori oneri, questo, infatti io
dico che è obbligatorio, cioè, l'emendamento della Ciancio non deve
essere neanche un emendamento, è obbligatorio levarli, perché se no
sono maggiori oneri.
Non c'è bisogno, no non le do la parola, è esattamente quello che
dice lei, esattamente, ma non possiamo presentare emendamenti,
onorevole Foti, di questo? Alla Commissione, lo dia alla
Commissione.
Abbiamo deciso di non fare interventi perché dobbiamo chiudere.
Lo può fare vedere alla Commissione? Scusi onorevole Foti, c'è
prima l'onorevole Ciancio, non se l'abbia a male.
Io se ho chiesto di non prendere la parola, sistemiamo quello che
c'è da sistemare, altrimenti bisogna levarlo per intero. È inutile
che prendiamo la parola, ho chiesto se, per favore, lo fa vedere
alla Commissione, non lo deve spiegare all'Aula, la faccia vedere
alla Commissione la riscrittura, se si può fare, bene,
diversamente, no.
Onorevole Ciancio, se sul suo emendamento - io neanche glielo
faccio presentare, le stralcio io quelle parole - perché è talmente
corretto che è obbligatorio. Non sono stato a passeggiare,
onorevole Ciancio.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Cerchi di essere il più veloce
possibile.
CIANCIO. Sì, certo, Presidente. Noi siamo qua dalle ore 11.00, lo
so che non è colpa sua, però noi siamo stati qui tutti i giorni
puntuali, poi se iniziamo con un'ora e mezza di ritardo e poi
dobbiamo correre, non è neanche corretto.
PRESIDENTE. Onestamente, siamo stati in Commissione per cercare
CIANCIO. Presidente, io apprezzo la sua decisione di non trattare
gli aggiuntivi, perché ci toglie a tutti dall'imbarazzo e ci libera
da una discussione che poteva durare giorni.
Però, ora quello che abbiamo non diamo questa accelerata finale
che può creare problemi. Vediamo, noi siamo pronti a lavorare qua
fino a stasera, fino a stanotte e fino a domani se c'è bisogno.
PRESIDENTE. Anche io.
CIANCIO. Sull'articolo 114, noi abbiamo un disegno di legge che
abbiamo trattato ed esitato nella prima Commissione, parla
esattamente di questo articolo. Questo articolo è una parte di quel
disegno di legge.
Se noi lo vogliamo fare, facciamolo e anche la decadenza degli
amministratori l'abbiamo trattata anche con gli Uffici. È una
riscrittura, un testo che ha passato il vaglio anche
dell'Assessorato, perché anche con l'Assessore abbiamo deciso di
mettere questa dicitura, dopodiché uno dei problemi che era sorto
in Commissione, era quello degli enti locali perché noi,
certamente, non possiamo dare questo onere in più agli enti locali,
mentre per le società partecipate si fa tutto all'interno dei
bilanci delle partecipate.
Volevo dire solo questo, che, comunque, è un testo che ha passato
il vaglio della I Commissione, senza le parole enti locali', ma
così come lo vedete. Solo questo.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, io ho delle motivazioni che mi
vengono portate dai miei Uffici, secondo cui noi non ci possiamo
permettere di prevedere la decadenza di un organo di
amministrazione, perché non viene fatta una pubblicazione su una
cosa.
Non credo che questa sia una cosa fattibile, però se i miei Uffici
mi dicono questo, come voi sapete
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Presidente, tra la V e la III Commissione, già sul finire
dello scorso anno, parliamo prima del COVID, avevamo trattato una
proposta di legge proprio in un'ottica di miglioramento
dell'informazione e, in qualche modo, aiuto delle testate
giornalistiche, fermo restando che non si vuole drogare il mercato,
e che anche i gusti dei lettori sono cambiati.
Alla luce della difficoltà economica, noi troviamo, in qualche
modo, un senso per trovare un modo di dare un aiuto, anche alle
testate giornalistiche di larga diffusione che abbiano delle
caratteristiche. E ho presentato una riscrittura, dove prevedo,
però, un diverso tipo di attività, nel senso che, Presidente,
pubblicare gli estratti dei bilanci sui giornali mi sembra una
forzatura enorme.
Quindi, proponevamo
PRESIDENTE. Onorevole Foti, se dobbiamo cambiare l'articolo,
basta, lo leviamo e si farà meglio in un'altra occasione, che vuole
che le dica.
FOTI. Proponevamo un'attività
PRESIDENTE. Ma non possiamo ricambiare tutto. Qua possiamo
aggiustare una cosa. Se la sua proposta - che secondo me è anche
corretta - vuole essere fatta, la si faccia in Commissione e qua le
stralciamo questo.
FOTI. Signor Presidente, per come è formulato purtroppo il mio
Gruppo non può che esprimere, pur volendo capire tutte le
motivazioni, anche perché è scritto veramente .
PRESIDENTE. Chiedo velocemente ai Capigruppo: se intendono votarlo
lo votiamo se no si stralcia.
Che volete che dica, non c'è dubbio che questo articolo nasce da
una esigenza degli editori che sono in forte difficoltà, però non
siamo nelle condizioni di cambiarlo completamente.
Per cui se c'è un emendamento che modifica una parola, se c'è una
veloce riscrittura è un conto ma cambiarne completamente
l'impostazione e le finalità non credo che possiamo farlo.
Se volete lo mettiamo in votazione diversamente lo stralciamo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, in discussione non c'è il tentativo
di aiutare i giornali, in un momento tra l'altro di crisi, per
quanto ci riguarda quello che si può fare si fa, però in
discussione c'è un principio: se io obbligo un ente vigilato dalla
Regione, non posso obbligarlo senza la corrispettiva misura
finanziaria, e non riguarda solo i comuni, perché se io faccio una
disposizione legislativa in cui faccio diventare un obbligo una
cosa che, fino ad ieri, era al limite una facoltà, allora o io ci
metto i soldi o quell'obbligo non lo posso esercitare.
Quindi, attenzione a quello che facciamo, anche perché, ricordo ai
colleghi che queste norme sono entrate più volte nell'ordinamento
della Regione, e più volte sono state oggetto di impugnativa.
Quindi, attenzione a come esercitiamo una facoltà che la facciamo
diventare obbligo.
PRESIDENTE. Lei dice che noi siamo qua per aiutare gli editori, ma
è fin troppo ovvio che la volontà di dare una mano a chi è in
difficoltà è fondamentale, ma certamente se continuiamo a parlare
di pubblicità delle cose quando ormai esistono i siti, esistono
altri centomila possibilità di informare i cittadini, non ce ne
usciamo.
Ormai, ci sono i siti che sono gratuiti, come fai ad andare a dire
a un'azienda di andare a spendere soldi su un giornale per
pubblicizzare quello che tutti i giorni fai col tuo sito?
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, si può essere
d'accordo o contrari alle norme, ma lo si deve essere in relazione
al merito delle stesse.
Sul punto, quello che vorrei spiegare - chiaramente la gran parte
di parlamentari lo sa bene - è che ogni ente ha nel suo bilancio
delle spese per la comunicazione che utilizza per fare una pagina
con un bel paesaggio, o fare una pagina con un calendario, o con
iniziative promozionali dell'ente, per dire cosa ha fatto e,
allora, tutti sanno che i bilanci di tutti gli enti, compresi gli
enti locali, ma l'emendamento che rimuove gli enti locali intende
offrire un elemento di mediazione, ogni ente ha le sue spese,
quindi, non andiamo a gravare di oneri ulteriori rispetto a quello
che già è appostato nei bilanci per spese di comunicazione.
Poi, signor Presidente, è chiaro che - soprattutto chi ha la
responsabilità del digitale - siamo tutti convinti che i siti siano
ormai il preminente, ma non esclusivo, mezzo di comunicazione.
Per una comunicazione, alla cittadinanza, vera noi dobbiamo
raggiungere tutti i cittadini non solo quelli che hanno accesso
alla rete, che hanno confidenza con la rete ma anche coloro che
acquisiscono le informazioni tramite il mezzo più antico di
comunicazione che è il giornale.
Pertanto, l'idea è quella di accompagnare in una fase che,
ovviamente, è transitoria, nessuno pensa che sia sine die.
PRESIDENTE. Assessore Armao, dobbiamo trovare una soluzione, dire
che questi clienti, gli istituti hanno un loro capitolo per la
comunicazione, certo è così anche l'Assemblea ce l'ha, però noi
decidiamo se metterci diecimila euro o cinquantamila in funzione di
quello che si deve fare, se li obblighiamo a fare tutto questo
saranno obbligati a mettercene di più, per cui, come dire, non è
che è senza costi questa cosa qui.
Peraltro, ammesso e non concesso tutto il resto, noi stiamo
obbligando le aziende a comunicare come gli stiamo dicendo noi
attraverso la carta stampata quando teoricamente ci sono mille
altre possibilità.
Per cui, io dico, onestamente, con tutto l'aiuto che si vuole dare
agli Editori, sono il primo a volerli dare, però o noi votiamo
questo così com'è, lo votiamo con i due emendamenti correttivi
obbligatori e lo votiamo o se ci mettiamo a discutere su come dare
questo mano
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Però, come temevamo, sul primo articolo
stiamo parlando tutti e, quindi, è inutile che continuiamo,
eliminiamo tutto e basta
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, questo
articolo potrebbe anche essere impugnato perché va in contrasto con
il decreto legislativo n. 82 del marzo 2005, perché noi non
possiamo imporre a una struttura benché pubblica ma che ha
PRESIDENTE. E' esattamente quello che ho detto io senza citare la
legge.
TANCREDI. C'è un decreto e, quindi, rischiamo anche l'impugnativa.
Segnalo questo rischio.
PRESIDENTE. E' così È esattamente così Scusate onorevoli
colleghi, senza gridare, io chiedo al Governo o lo si ritira e lo
si rifà in un'altra maniera oppure lo votiamo, punto Non posso più
dare la parola, non possiamo per un articolo perché sennò li
leviamo tutti e si fa il voto finale e basta, datemi la possibilità
di votare tutti gli articoli, se ogni deputato interviene su ogni
articolo non lo possiamo fare.
Io voglio solo sapere dal Governo se lo vuole messo in votazione o
se lo ritira e lo ripresenta dopo, basta Non voglio sapere altro
Non possiamo su ogni articolo dare la parola a 20 deputati perché
sennò abbiamo chiuso.
Possiamo fare votare? Intanto, con gli emendamenti comunque
obbligatori. Se gli emendamenti soppressivi sono ritirati io
personalmente stralcio...,
(Intervento fuori microfono)
Un attimo Stiamo esaminando gli emendamenti soppressivi tranne
l'emendamento a firma dell'onorevole Ciancio che secondo me è
obbligatorio.
(Intervento fuori microfono)
Non possiamo aprire un dibattito sennò rimandiamo in Commissione e
la Commissione li sistema, che volete che vi dica
Non possiamo presentare riscritture ancora È da 16 giorni che
siamo chiusi qua, basta Io lo metto in votazione, punto Basta
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. No, onorevole Foti, sennò voi mi costringete a
chiedere la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e a
comunicare che è finita la finanziaria Quello che si è votato si è
votato, gli altri articoli no Allora, dovete avere la bontà di
farmi andare avanti, per favore Basta, basta Ma possiamo uscire
pazzi su ogni articolo, con 700 interventi
Onorevole Foti, ha facoltà di parlare.
FOTI. Signor Presidente, io ho chiesto di intervenire sull'ordine
dei lavori. Io posso capire tutto e in maniera ostruzionistica non
siamo mai intervenuti però lei non può mortificare la prerogativa
parlamentare.
Io ho presentato una riscrittura e l'avevo anche annunciato
durante la discussione generale che mi sarei agganciata ad un
emendamento, come dire, palesemente stupidino scritto da me per
presentare una riscrittura che avevo annunciato in fase di
discussione generale.
Noi vogliamo aiutare l'editoria, ma con cose costruttive che siano
rispettose anche dei decreti legislativi nazionali che impongono la
digitalizzazione. Per cui, le chiedo di distribuire la riscrittura
oppure di inviare questo testo alla III Commissione dove già c'è
una legge per la quale sono stati già presentati gli emendamenti,
una legge sulla Editoria, voluta anche quella dai portatori di
interesse. Quindi, o si distribuiscono gli emendamenti, le
riscritture legittimamente presentate, ragionevoli, oppure se ne
discutano in altra parte, perché in nome della premura non possiamo
legiferare, possiamo legiferare in nome di portatore di interesse,
in nome di interessi localistici, non è mancata questa possibilità,
ma in nome della premura ancora non si può legiferare.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
FOTI. Presidente Di Mauro, benvenuto.
PRESIDENTE. Prego.
FOTI. Siccome è cambiato il Presidente, quindi, mi sento in dovere
di farle comprendere l'intervento sull'ordine dei lavori. Stavo
dicendo che avevo annunciato ed ho presentato una riscrittura.
Fermo restando che la III Commissione ha una proposta di legge
presentata - però se uno non ha
PRESIDENTE. Prego, onorevole Foti, sto ascoltando.
FOTI. Dico, in III Commissione c'è una legge con gli emendamenti
già presentati. Io ho presentato una riscrittura nell'ottica
dell'aiuto a questa categoria che, giustamente, sta soffrendo come
le altre. La copertura c'è perché è rinvenuta ed è indicata nella
scrittura. La prego, in ordine a quello che sono le sue
prerogative, di non farci legiferare con il criterio della premura
perché questo criterio non è contemplato.
Però, Assessore Cordaro, la prego, se stiamo parlando di ordine
dei lavori, credo che possa interessare al Presidente che è
l'unico
PRESIDENTE. La sto seguendo.
FOTI. Ecco. Quindi, o si stralcia e si manda in III Commissione,
oppure si fa una discussione compiuta su una questione delicata,
perché spendere delle risorse per pubblicare delle cose veramente
senza senso quando, invece, ci sono altre cose che si possono
pubblicare, che sono i programmi di promozione culturale e delle
eccellenze siciliane.
Credo che l'Assemblea abbia tutto il diritto di valutare una
proposta che abbia un senso, però, non in nome della premura,
semplicemente. Grazie.
PRESIDENTE. No, non è un problema di premura, è un problema dei
ammissibilità dell'emendamento, onorevole Foti.
Allora, questa riscrittura deve essere firmata dalla Commissione,
dal Governo. Non è firmata dalla Commissione, non è firmata dal
Governo e, onorevole Foti, questo è messo da parte.
Allora, emendamento 114...
Ah, della Commissione. Intanto, gli emendamenti soppressivi sono
ritirati? L'emendamento 114.1? E, allora, va bene, procediamo alla
votazione.
Presidente Savona, cominciamo con l'emendamento 114.1, ovvero sia,
la soppressione dell'intero articolo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
(Viene chiesta la votazione per scrutinio segreto)
(la richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Onorevole Turano, assessore Turano, si accomodi. Onorevole Tamajo,
si accomodi al suo posto. L'onorevole Galvagno dov'è? Non c'è.
Volete guardare dov'è l'onorevole Galvagno, per favore? Aspettiamo
l'onorevole Galvagno che è qui dietro che sta salendo.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 114.1
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 114.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Stiamo parlando dell'emendamento 114.1, che è un emendamento
soppressivo dell'intero articolo. Avete votato tutti?
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 56
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 24
Contrari 31
Astenuti 0
(Non è approvato)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 114.14, a firma
dell'onorevole Ciancio.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 114.17, a firma della Commissione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Votiamo l'articolo 114. Chi è favorevole
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Che è successo? Ce n'è un altro. Chiedo scusa.
(Intervento fuori microfono)
Abbiamo soppresso il comma 2. Non siete d'accordo, ma è stato
votato, onorevole Ciancio. Che cosa dice? Non l'ho capito. Basta
chiederlo con tranquillità.
Si passa all'emendamento 114.18, che hanno tutti ed è a firma
della Commissione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 114.16, a firma dell'onorevole
Barbagallo. Il parere della Commissione e il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dobbiamo votare l'articolo 114.
(Viene chiesta la votazione per scrutinio segreto)
(la richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 114
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
114.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 56
Votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 22
Contrari 29
Astenuti 0
(Non è approvato)
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lantieri)
PRESIDENTE. Ancora non sappiamo neanche che articolo facciamo, su
che cosa deve intervenire? Non sento. Onorevole Lantieri, non
sento Deve togliere la mascherina.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. No, è stato bocciato l'articolo, per cui il problema è
risolto. Ma di quale parliamo, onorevole?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. E allora, nel momento in cui parleremo dell'articolo
ne parliamo.
Colleghi, io veramente non riesco a capire qual è l'atteggiamento
dell'Aula, su cosa volete fare. A questo punto, non mi rimane che
chiudere la finanziaria, non abbiamo cosa fare Andare avanti così
è perfettamente inutile Per cui, ora interrompiamo mezz'ora il
tempo di prendere una decisione, ma non credo che si possa andare
avanti; per cui la finanziaria va chiusa.
C'è un atteggiamento, sia di opposizione che di maggioranza,
perché poi quando passa il voto segreto contro è perché la
maggioranza che.... Quindi, è inutile, non ci prendiamo in giro
Inutile che andiamo avanti. Interrompiamo un'ora, il tempo che
parlo con il Governo e con i Presidenti dei Gruppi parlamentari e
decidiamo se chiudere il tutto.
Per favore, che i deputati - vi supplico - non mi inseguano perché
ognuno deve fare passare il suo articolo, perché tanto non c'è da
discutere questo. C'è da discutere se chiudere o andare avanti.
Punto Quindi, non vi presentate con emendamenti da passare, con
articoli da fare votare, perché la situazione è questa. Andando
avanti, viene bocciato tutto Non so se valga la pena.
Intanto, interrompiamo un'ora e riprenderemo tra un'ora.
La seduta è sospesa.
(la seduta, sospesa alle ore 13.17, è ripresa alle ore 15.53)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ha chiesto di intervenire per
tempi brevissimi l'onorevole Luisa Lantieri e l'onorevole Caronia,
però per pochissimo così poi diamo le comunicazioni su quello che
abbiamo immaginato di fare, e stavolta non solo immaginato, ma su
quello che abbiamo deciso di fare e poi si va avanti.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Lantieri.
LANTIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, Assessori, io avevo presentato un emendamento che riguarda
i medici inidonei della Regione Sicilia. Questi sono medici assunti
a tempo indeterminato e per trentotto ore settimanali, però per una
patologia momentanea sono stati dichiarati inidonei all'attività
ospedaliera. Successivamente qualcuno di loro per fortuna ha
risolto questa patologia e adesso potrebbe essere dichiarato
idoneo.
Cosa dice il mio emendamento? Dice che tutti i medici che hanno
avuto prima l'inidoneità e adesso hanno risolto la patologia,
possono fare richiesta alla propria Asp, fare la visita medica e
ritornare a dare una mano all'interno degli ospedali. Anche perché
sappiamo tutti che ci sono difficoltà con i medici che mancano,
tutto quello che c'è dietro, c'è la quota cento, la mancanza di
medici eccetera. Perciò questo potrebbe essere una mano che noi
possiamo dare all'interno dell'ospedale.
Volevo in ogni caso, siccome questo emendamento era stato
condiviso dall'Assessore Razza, o va in porto, o non va in porto,
lo volevo ringraziare per la disponibilità che ha dato, perché
aveva dato un parere favorevole perché riteneva che questa norma è
molto opportuna in questo momento di carenza di medici. Perciò in
ogni caso io ringrazio l'Assessore perché ha visto la bontà di
questo emendamento e che può dare un aiuto a tutti gli ospedali
della Sicilia. Grazie, se i colleghi si associano a poterlo votare
bene, se no ringrazio lo stesso.
PRESIDENTE. Onorevole Lantieri, ancora una volta lei ha
dimostrato, come dire, che persona è con questo suo intervento, di
cui almeno personalmente la ringrazio, non so se qualche altro la
ringrazierà.
La decisione, onorevole Caronia, è che andiamo alle tabelle e si
fa il voto finale, perché non c'è alternativa, non è più una cosa
su cui dibattere, è una decisione che ha preso la Presidenza,
perché non è possibile fare diversamente.
Onorevole Lantieri, perché siccome, ripeto, come dicevo prima,
ogni emendamento ha una sua importanza reale, non per scherzo eh,
se ne faccio votare uno, è come se non avessimo fatto niente.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, devo dire che con grandissimo
rammarico apprendo la sua determinazione, anche perché, devo essere
molto franca, non comprendo le ragioni per le quali questa norma -
io mi riferisco in questo momento all'articolo 112, che è un
articolo della legge, non sto parlando di un emendamento
aggiuntivo, fuori sacco, qualcosa che non è stato vagliato dalle
commissioni di merito - io ho seguito come è giusto fare, le
regole.
Le regole significa presentare un emendamento, addirittura, nella
fattispecie questa norma ha una sua storia. Due finanziarie fa,
questo Parlamento ha appostato quarantacinque mila euro per dare
vita ad un momento di democrazia, capisco che non è più tanto di
moda parlare di democrazia, ebbene questo Parlamento ha fatto
questa norma, con la quale noi abbiamo consentito la cittadinanza
agli ordini professionali, a tutti i soggetti che potevano essere
gli stakholders cosiddetti, abbiamo dato la possibilità di
confrontarsi, ovviamente tutto questo è stato fatto all'interno del
dipartimento beni culturali, l'assessore Samonà sicuramente potrà
dare conferma, anche perché è stato reso poi un documento con delle
valutazioni credo molto importanti, anche l'Università ha
partecipato. Per cui, a seguito di quello, che era un primo step,
si è valutata l'importanza di un'iniziativa, iniziativa che io ho
presentato nelle commissioni di merito, Commissione V, Commissione
bilancio, poi è approdata, è stata ovviamente approvata anche in
Commissione bilancio, dove appunto è stata rinvenuta la copertura,
sennò non sarebbe nel testo, dopodiché lo ritrovo appunto
all'articolo 112.
Noi abbiamo trattato la Rubrica dell'assessore Samonà, ossia la
Rubrica dei beni culturali, su vari articoli, e purtroppo questo
articolo non so perché, e me lo chiedo, anzi lo chiedo a lei
Presidente, non comprendo come mai non è stato messo all'interno di
quella Rubrica, che era quella ovvia, era quello il momento in cui
parlarne. È chiaro che adesso siamo arrivati alla fine, stremati,
la volontà peraltro, la sua è una volontà che io non posso
contestare, è una sua prerogativa di doverla stralciare, però io
ritengo di fare una valutazione di merito.
Stiamo parlando, la norma che verrà non votata, perché non verrà
messa neanche in votazione, è una norma che riguardava la città di
Palermo.
Io credo che questa finanziaria, non abbia dedicato nessuna
risorsa in maniera specifica alla città di Palermo, ma poiché non
si fa il campanilismo, noi siamo deputati regionali, normiamo per
la Regione Sicilia, non per le città di provenienza, eppure io di
campanilismo ne ho visto tanto. Io non ne faccio un problema di
campanile, la norma in questione non è una norma solo per Palermo,
certamente è una norma importante per Palermo. Una Palermo che è in
ginocchio, una Palermo che ha delle difficoltà strutturali
incredibili, una città che tutti voi deputati, anche non di
Palermo, vedete quando arrivate dalle proprie province, chiaramente
non essere uno spettacolo edificante, e questo è sotto gli occhi di
tutti, non dico una bugia se affermo quello che sto dicendo.
Nella fattispecie, questa norma aveva un significato che va ben
oltre la costruzione e realizzazione di un museo del liberty, aveva
anche un significato. Questa è un'area, la cosiddetta Villa
Deliella, è un'area che ha rappresentato l'emblema del sacco di
Palermo. Ripristinare oggi, in quell'area, un museo - peraltro il
piano regolatore della città di Palermo - avere previsto che fosse
quella l'area, ha un valore che, appunto, come dicevo pocanzi va
ben oltre. È un messaggio di legalità, è un messaggio di forza, di
ricostruzione per una città che ha subito il sacco di Palermo, una
città che è stata depredata. Nel '59 questa villa è stata distrutta
nell'arco di una notte - contro il volere di un consiglio comunale
che si era espresso in maniera assolutamente contraria, e che poi
purtroppo ha portato a tutto quello che la storia ormai, ci ha
dettagliatamente regalato in negativo.
Oggi, non volere mettere in votazione questo articolo, a mio
avviso, è un grande affronto che si fa alla Città di Palermo, a un
momento culturale, alla possibilità di vedere, all'interno di una
norma, anche dei segnali di ripresa, perché è chiaro che quando si
introduce una norma che prevede anche dei percorsi che riguardano
non soltanto Palermo, ma tutta la Sicilia, collega Schillaci, noi
non avevamo previsto una norma che fosse soltanto per Palermo ma
che mettesse in circuito, anzi che creasse un circuito di tutti
quelli che sono i siti rappresentativi del Liberty , che è stato
importante come evento culturale ed economico per questa Regione.
Due anni fa, in Parlamento nazionale, il Basile, al centenario
della sua morte, è stato ricordato con una solenne manifestazione,
alla quale incredibilmente a Palermo non è stata data eco,
Presidente.
Io ritengo che oggi non mettere in votazione questa norma sia
avere decretato che Palermo non è tra le priorità di quest'Aula, e
non faccio distinzioni, mi dispiace dirlo, Palermo non è una
priorità per questo Governo e per quest'Aula, e lo dico con
grandissimo dispiacere, perché, ripeto, questa è una norma che
cammina da quattro anni sulle mie gambe ma anche sulle gambe di
altri deputati.
Si parlava, soltanto, di portare avanti un'iniziativa che
guardava al tessuto culturale che ha dato vista all'esperienza dei
Florio in questa Città, e che è diventato anche nel mondo un grande
richiamo economico e culturale e turistico.
Oggi, non metterlo in votazione, a mio avviso, è un grandissimo
affronto ai Palermitani che come me avevano visto in questa norma
l'inizio di una ricrescita e di una rinascita, che sono certa che,
comunque, comunque ci sarà. Di questo ne sono assolutamente certa.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, mi ascolti perché il suo
intervento è un intervento serio, che ha una logica, e che viene
anche, ovviamente, dall'impegno che lei ha profuso per questa
norma.
Lei sa che per questa norma, tutte le volte che mi ha chiesto,
io stesso mi sono attivato per cercare di dare una mano. Fino
all'altro ieri, quando l'ho recuperata, visto che se ne era
discusso in altre occasioni, ma come lei ha potuto notare,
purtroppo, non sono stato in condizione di farla votare, perché
l'Aula ha reagito in maniera, come dire, oserei dire scomposta.
Stamattina l'avevamo iniziata a esaminare, ed ero ben felice che
insieme alla deputata Schillaci voi aveste trovato, anche insieme
all'onorevole Aricò, una sintesi perché questo potesse, in qualche
maniera, risolvere i problemi che c'erano.
Io oggi mi trovo in una situazione in cui quello che lei mi dice
è per me un dispiacere, intanto perché sono di Palermo, ma al di là
del campanilismo, perché sono Presidente di questa Assemblea, e
questa la ritengo una di quelle norme che andavano esaminate, però
non siamo più in condizioni di farlo, e non certamente per un
problema di Palermo o di Villa Deliella, ma perché, se volete poi
non lo posso fare in Aula mi dovete scusare, ma con qualcuno di voi
posso affrontare l'argomento separatamente, su quello che è
avvenuto, cioè quest'Aula non risponde più, non risponde più al
Governo, la parte che dovrebbe rispondere al Governo, non risponde
all'Assemblea la parte che dovrebbe rispondere all'Assemblea, non
risponde, parlo fondamentalmente della maggioranza, è inutile
negarlo, purtroppo non siamo più in condizioni di votare, perché è
come se fosse saltato il banco , come si diceva una volta, cioè
non si capisce più niente, non si sa per cui qualsiasi norma io
metto in votazione viene matematicamente bocciata, io credo che
andare avanti con questo sistema è un qualche cosa che non può
funzionare, ne dovremo prendere atto e dovremo anche interrogarci,
dovremo interrogarci noi su che cosa è successo, del perché si è
arrivati a questo punto, se dipende dalla classe dirigente, se
dipende da errori che sono stati fatti, se dipende
dall'organizzazione, non lo so, sono il primo che si deve
interrogare sul perché è avvenuto tutto quello che sta avvenendo,
in questo momento; ma io non mi posso neanche permettere - proprio
perché ho una responsabilità - di fare bocciare tutto, perché vi
posso garantire che non c'è bisogno di chiederlo all'Aula, possiamo
mettere il risultato della votazione senza bisogno di fare votare.
Tutto è stato bocciato stamattina, tutto continuerà ad essere
bocciato nel pomeriggio, tutto continuerà ad essere bocciato
domani.
Posso mettere in votazione le tabelle, se le bocciamo è saltata
la finanziaria - che volete che vi dica, a un certo punto ognuno si
assumerà le sue responsabilità ma più di quelle non posso mettere
in votazione perché non siamo nelle
Ognuno decide liberamente. Io sto parlando alla maggioranza di
quest'Aula di cui sono parte fondamentale, onorevole Assenza, mi
deve credere, non c'entra il Governo. Non difendete cose di cui non
sto parlando. Non c'entra il Governo, sto parlando della
maggioranza, non del Governo.
Il Governo nel suo corso fa ciò che vuole. Per quanto riguarda
questa maggioranza ormai onorevole Savarino, vogliamo mettere in
votazione? Facciamo la prova? Me lo dica lei. Se lei mi dice sì,
giuro che metto in votazione Vuole provare Mettiamo in votazione
così ci togliamo il pensiero. Io sto dicendo che ognuno prenda le
decisioni che vuole - su questo non c'è dubbio. Ma non c'è dubbio
che in un'Assemblea normalmente ci sono maggioranza e opposizione.
La maggioranza risponde a una logica, l'opposizione risponde a
un'altra logica. Mi sembra che qualche logica è saltata, per cui,
continuare a votare significa fare bocciare tutto.
Se la maggioranza me lo chiede, metto in votazione tutto. Sto
facendo ciò per salvaguardare, non certamente cose mie - che non ce
n'è manco una - per salvaguardare alcune norme che così possiamo
fare domani perché essendo bocciate non mi chiedete più di rifarle.
Se volete, metto in votazione tutto però vedremo. Può essere che ho
sbagliato io, vuol dire che non capisco niente. Chiedetemelo e lo
faccio. Mi dovete solo chiedere di mettere in votazione e io metto
in votazione tutto
Non mi sbaglio su queste cose. Se dico che è meglio che non
votiamo più niente, votiamo le tabelle e facciamo il voto finale
perché non c'è alternativa.
Ha chiesto di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Signor Presidente, senza
entrare nel merito dell'intervento suo e delle domande che lei si è
posto con amarezza, con angoscia, alle quali c'è sola una risposta,
naturalmente che lei conosce, che conoscono i siciliani, che
conosce quest'Aula ma sulla quale non credo sia il momento di
attardarsi.
Con l'Assessore per i beni culturali, Alberto Samonà, fin dal
primo momento abbiamo espresso all'onorevole Caronia
l'apprezzamento della condivisione per la sua proposta, quella cioè
di recuperare nella Villa Deliella un modello, un'identità ma anche
un simbolo di rivincita per le devastazioni che ha subìto la città
di Palermo.
La sua iniziativa andava certamente approvata dal Parlamento e
non può lasciarsi cadere nel vuoto un messaggio così denso di
significato.
Voglio rassicurare lei e l'Aula che con l'Assessore per i beni
culturali assumiamo l'impegno che subito dopo la finanziaria, con
un atto amministrativo, saranno adottate tutte le iniziative
necessarie affinché la sua proposta - nei tempi che ragionevolmente
la burocrazia imporrà - sarà trasformata in realtà.
La sua amarezza può benissimo essere stemperata da questo impegno
che ci sentiamo di potere assumere assieme ad altre iniziative
lodevoli che quest'Aula, con il voto segreto e con l'ascarismo di
qualcuno della maggioranza, ha ritenuto di dovere bocciare.
Questo è l'impegno formale.
PRESIDENTE. Andiamo avanti con il voto.
(Interruzione fuori microfono dell'onorevole Lantieri)
È intervenuta poco fa, onorevole Si faccia dare l'impegno pure
per la sua
Presidente Musumeci, l'intervento che aveva fatto l'onorevole
Lantieri, anche quello credo che fosse degno, per cui se ci fosse
un impegno a recuperare anche quella
MUSUMECI, Presidente della Regione. Signor Presidente, l'onorevole
Lantieri sa, ma lo sanno tutti i deputati che intendono sapere e
capire, che questo Governo non ha mai opposto resistenza alla bontà
delle iniziative, al di là della geografia politica cui apparteneva
il proponente.
Quindi, l'onorevole Lantieri sa che nel Palazzo dirimpettaio, cioè
in Presidenza, la sua proposta, articolata possibilmente, troverà
il consenso e l'adesione del Governo come tutte le altre iniziative
che riteniamo meritevoli di essere sostenute.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Se vuole intervenire sulle tabelle,
perché andiamo a votare le tabelle.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi prendiamo atto
dell'intervento della Presidenza dell'Assemblea che ha disposto,
sostanzialmente, lo stralcio degli ultimi dieci articoli con una
procedura inusuale.
Mi ha tolto la possibilità di intervenire, signor Presidente,
perché quello che avrei dovuto dire io, invece, le riconosciamo che
l'ha detto lei con grande obiettività.
Francamente, non ci sono le condizioni per procedere perché c'è
una maggioranza che si è dissolta.
Prendiamo atto delle dichiarazioni del Presidente della Regione.
Prendiamo atto pure che si vuole far finta di nulla e che il
Governo pensa di continuare ad andare avanti in questa legislatura
in queste condizioni, come dire, che hanno imposto anche lo
stralcio degli articoli con una procedura assolutamente inusuale.
Nell'interesse dei siciliani, signor Presidente, le comunichiamo
che il Partito Democratico avrà un atteggiamento di assoluta
responsabilità sulle tabelle per consentire di definire nel più
breve tempo possibile la finanziaria e liquidare le risorse, i
trasferimenti e gli stipendi ai Siciliani.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, non c'è nessun metodo inusuale
perché più volte la Presidenza dell'Assemblea ha preso delle
decisioni per potere arrivare a completare alcune norme.
Se io non prendessi questa decisione, metterei a rischio il
completamente di questa norma finanziaria, non c'è assolutamente
nulla di inusuale, anzi, credo che sia molto responsabile da parte
della Presidenza l'atteggiamento che ha avuto durante tutta la
finanziaria, avere dato più spazio possibile, come avete visto
quest'anno non c'è stato contingentamento dei tempi, e forse quello
può essere dove ho sbagliato, pure, ma che abbiamo accettato il
dialogo su qualsiasi tipo di emendamento e lo abbiamo fatto proprio
per responsabilità.
(Interruzione fuori microfono dell'onorevole Trizzino)
PRESIDENTE. Lo abbiamo fatto, anche questo, con grande
responsabilità perché abbiamo cercato di dare corpo e senso
all'Assemblea e a tutti i deputati dell'Assemblea e a tutte le
proposte dell'Assemblea, quindi ho preso questa decisione non in
maniera inusuale, l'ho presa soltanto per garantire ai siciliani di
potere ricevere, prima o poi, lo stipendio che devono ricevere,
visto e considerato che se andavamo avanti potevamo stare un altro
mese qua come quello che abbiamo passato senza arrivare a nessun
risultato. E deve essere ovvio che io ho il dovere di dare una
responsabilità alla maggioranza, ma l'opposizione non è esente da
responsabilità, questo tanto perché sia chiaro a tutti.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi votiamo, non do più la parola a
nessuno.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi noi del Gruppo
Attiva Sicilia la ringraziamo per questo momento di chiarezza, lo
dico sinceramente perché lo stralcio di alcune parti è una sua
prerogativa e probabilmente mette un punto su una situazione che
stava diventando paradossale.
Ovviamente, il mio Gruppo sulle tabelle non farà nessun tipo di
problema, le voteremo tranquillamente, perché, come lei sa, già da
diversi giorni noi spingevamo perché questa finanziaria venisse
chiusa in tempi rapidi, visto e considerato che già siamo in
ritardo nell'erogazione degli stipendi e non ci possiamo,
assolutamente, permettere di perdere un altro minuto prima di dare
un adempimento formale a questa finanziaria.
Grazie.
PRESIDENTE. Allora, se mi date il fascicolo delle tabelle. Si
passa all'articolo 156. Ne do lettura:
«Art. 156.
Rifinanziamento autorizzazioni di spesa
1. Gli interventi individuati nell'allegato 1 - Parte A della
presente legge sono determinati, per ciascuno degli anni del
triennio 2021-2023, negli importi dallo stesso indicati.
2. Gli interventi individuati nell'allegato 1 - Parte B della
presente legge sono determinati, per ciascuno degli anni del
triennio 2021-2023, negli importi dallo stesso indicati.»
PRESIDENTE. E' stato presentato un emendamento. In questo
emendamento, gli anni sono sbagliati. Quindi, li dovete
considerare, per favore, anni 21, 22 e 23. Lo possiamo fare,
così, correggendolo a penna, altrimenti dobbiamo ristampare. Gli
anni sono 21, 22 e 23 e non 20, 21 e 22.
Se lo possiamo votare. Intanto lo possiamo votare, il 21, 22 e
23.
Chi è favorevole
(Interruzione fuori microfono dell'onorevole Figuccia)
PRESIDENTE. Ma se è stato corretto già, onorevole Figuccia.
Allora, la Commissione ha presentato un subemendamento che dice
che all'emendamento allegato 1.COMMbis: 2020, 2021, 2022 sono
sostituiti con 2021, 2022, 2023. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione dell'Allegato 1. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione dell'articolo 156, con questo allegato 1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 157. Ne do lettura:
«Art. 157
Fondi speciali e tabelle
1. Gli importi da iscrivere nei Fondi speciali di cui all'articolo
49, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, per il
finanziamento dei provvedimenti legislativi che si perfezionano
dopo l'approvazione del bilancio, destinati ad interventi di spese
correnti, restano determinati per ciascuno degli anni 2020, 2021 e
2022 nelle misure indicate nella tabella A .
2. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera g), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modificazioni, gli
stanziamenti autorizzati in relazione a disposizioni di legge la
cui quantificazione è demandata alla legge di stabilità sono
determinati nell'allegata tabella G .».
Onorevole Dipasquale, non so se voleva intervenire su questo
perché mi dicono che - siamo al 157 - alla tabella A1, la terza
riga, onorevole Dipasquale con lei sto parlando, se è questo Nuove
norme in materia bisogna scrivere di riordino dei consorzi di
bonifica . Punto, non c'è è l'accantonamento per la nuova legge
che si deve fare perché è nuove norme in materia di riordino .
Quindi, questo lo cambiate voi Ufficio, lo fate voi da qui.
Dopodiché possiamo votare questo. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione dell'articolo 157. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 158. Ne do lettura:
«Art. 158
Ripristino autorizzazioni di spesa
1. Nelle more della determinazione, congiunta con lo Stato entro
il 31 ottobre 2021, degli importi a carico del bilancio regionale
per il rimborso del prestito contratto con lo Stato ai sensi
dell'Accordo stipulato in data 31 luglio 2007, per l'approvazione
del piano di rientro del settore sanità, destinato all'estinzione
dei debiti finanziari e commerciali, transatti e non transatti per
l'importo di 50 milioni di euro, delle somme annualmente iscritte
per far fronte alla copertura dei debiti delle aziende sanitarie
(gestione stralcio) per l'importo di 5 milioni di euro, nonché
dell'importo da reiscrivere delle somme cancellate per perenzione
amministrativa della quota integrativa, a carico della Regione,
delle assegnazioni di parte corrente del Fondo sanitario nazionale
a favore delle Aziende sanitarie per la quota di novembre e
dicembre 2012 per l'importo di 10 milioni di euro, le relative
risorse, per l'importo complessivo di 65.000 migliaia di euro per
l'anno 2021, sono accantonate in un apposito Fondo in cui sono
iscritte le somme derivanti dalle riduzioni delle autorizzazioni di
spesa di cui all'Allegato 2 della presente legge.
2. In attesa della determinazione del conguaglio definitivo
spettante alla Regione siciliana ai sensi dell'articolo 111 del
decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 convertito con modificazioni
con la legge 17 luglio 2020, n. 77, degli anni 2020 e 2021 da
effettuarsi ai sensi rispettivamente del punto 6 dell'Accordo tra
lo Stato e le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano del
20 luglio 2020 e del punto 3 dell'Accordo tra lo Stato, le Regioni
e le Province autonome di Trento e di Bolzano del 5 novembre 2020,
con la conseguente riduzione del concorso della regione al
raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica per un importo
complessivo pari ad euro 923.644.853,32 per l'esercizio finanziario
2022, ad euro 545.010.543,24 per l'esercizio finanziario 2023, sono
accantonate in un apposito Fondo in cui sono iscritte le somme
corrispondenti alle riduzioni delle autorizzazioni di spesa
indicate nell'Allegato 2, per gli importi nello stesso indicati.
3. Eventuali maggiori risorse riconosciute dallo Stato per il
triennio 2021, 2022 e 2023, in assenza di specifica destinazione,
sono destinate prioritariamente a compensare le minori entrate del
bilancio della Regione a seguito degli effetti finanziari negativi
della pandemia Covid-19.
4. Il Ragioniere generale è autorizzato ad apportare al bilancio
della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, previo
parere della Commissione Bilancio' dell'Assemblea regionale
siciliana, le variazioni discendenti dall'attuazione del presente
articolo.
5. La Giunta regionale, previo parere della Commissione Bilancio'
dell'Assemblea regionale siciliana, nel prendere atto della
determinazione degli importi di cui ai commi 1 e 2 nel caso in cui
le relative risorse risultino inferiori all'ammontare di cui al
medesimo comma l, individua la destinazione del ripristino delle
relative autorizzazioni di spesa.»
E' stato presentato un emendamento di riscrittura il 158.R,
l'avete tutti? Se lo ha l'onorevole Siracusa, che me lo fa vedere,
evidentemente l'avete tuti, non è che lo danno solo a lui e agli
altri non lo distribuiscono, se si distribuisce, si distribuisce a
tutti.
Aspettiamo un attimo se ci sono osservazioni sull'emendamento
158.R. E' quello che aveva l'onorevole Siracusa poco fa, per cui,
ora è arrivato. I commessi evidentemente ne danno uno sì, uno no,
perché metà di voi lo hanno.
Ripeto, se ci sono obiezioni noi ne parliamo, se non ce n'è
valutiamo, è inutile che
Mi dicono gli Uffici che tutti gli emendamenti sono stati
consegnati con il fascicoletto per cui li avete tutti, basta
sfogliare il fascicolo e ci sono. Va bene, benissimo.
Si passa all'emendamento 158.R, a questo punto mi posso permettere
di metterlo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Allegato 2.2 e 2.1 del Governo. Onorevole Ciancio, che dice? Li
avete distribuiti questi?
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, vorremmo un chiarimento sull'allegato
3.1 dall'assessore Armao, se è possibile. Qui dice l'allegato 3,
dell'articolo 159 è sostituito dalla seguente .
PRESIDENTE. Ancora non ci siamo, siamo al 158. Appena ci
arriviamo. Se intanto vuole guadagnare tempo e glielo chiede, così,
bene, altrimenti quando ci arriviamo.
Siamo all'allegato 1 e 2, ed ora c'è il 3 che è arrivato ora. Ma
intanto quelli distribuiti sicuramente sono 1 e 2 che se non ci
sono problemi possiamo votare.
Pongo in votazione l'allegato 1. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'allegato 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Assessore Armao, vuole intervenire sull'allegato 2.3? Sul 3.1
quando ci arriviamo.
Siamo all'allegato 2.3, c'è qualcuno che può spiegarlo?
Un attimo perché non mi è chiaro, vorrei che qualcuno lo
spiegasse.
E' arrivato ora e lo sto distribuendo, l'ho già detto. Ce n'è uno
nuovo che è il 2.3 che si sta distribuendo, ma io stesso non l'ho
capito bene, per cui lo vorrei capire.
Assessore Armao, è quello sui teatri, allegato 2.3, è questo per
cui viene tolto e viene distribuito tra tutti. Mi faccia capire.
ARMAO, assessore per l'economia. Abbiamo cercato di assicurare su
richiesta dell'assessore ed è intendimento del Presidente
PRESIDENTE. Scusi assessore, un attimo solo.
Allora, si sta distribuendo. Intanto l'assessore lo spiega in modo
che il tempo che vi arriva sappiamo di che cosa parliamo. Grazie,
assessore.
ARMAO, assessore per l'economia. Riguarda l'esclusione dei teatri
dai limiti della triennalità. Cioè, noi garantiamo, è una
valutazione fatta col Presidente, con l'assessore competente, la
triennalità ai teatri proprio per garantire la programmazione in un
momento nel quale sino ad oggi, fino al precedente bilancio abbiamo
provveduto per anno ed invece proprio al fine di garantire più
respiro, la triennalità, fermo restando che la triennalità ad oggi
è annunciata, e andrà guadagnata con gli equilibri di bilancio,
però è un gesto di attenzione al sistema dei teatri che sta
particolarmente soffrendo per il morso della crisi per avere una
capacità di programmazione.
E'chiaro che tutto dipenderà dall'andamento della pandemia, dagli
effetti economici della stessa, però abbiamo inteso rispondere a
quest'esigenza, che ha trovato poi voce nell'assessore Messina che
ha espresso a nome dei teatri questa posizione.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, perdoni, avevo chiesto la parola
prima per attenzionare una cosa molto importante.
Noi agli enti locali avevamo nello scorso dato in conto corrente
330 mila, dalla finanziaria è uscito 320 mila. Con questa tabella
fatta all'ultimo secondo abbiamo tolto, altri circa 10 milioni di
euro, il che significa che già la sofferenza dei Comuni è quella
che è, non capiamo perché viene tolta una somma di 10 milioni di
euro all'ultimo secondo sulle spese correnti. Così i comuni vanno
veramente a sbattere e avevo fatto un appello rispetto a prima.
Io credo che il Governo possa prendere l'impegno di integrare
anche successivamente queste somme per arrivare a 330 milioni,
altrimenti avremmo, praticamente, circa il 5 per cento in meno
rispetto a quello che erano le somme dell'anno scorso.
Questo è un fatto, Assessore, che ci lascia molto molto perplessi,
perdonatemi.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Presidente, devo rispondere
all'onorevole Laccoto che da sindaco, giustamente esprime
l'attenzione nei confronti delle autonomie locali, che non è più
veloce di quella del Governo, siamo insieme attenti alle autonomie
locali, proprio perché sono, in questo momento di drammatica crisi,
la prima linea è la frontiera delle istituzioni per affrontare
questo dramma che stiamo vivendo tutti e che vive, soprattutto, la
Sicilia.
Non è una sottrazione, è un congelamento, un blocco che è connesso
a una serie di blocchi che dobbiamo comunque fare.
Ovviamente, l'impegno del Governo, che abbiamo già espresso con
l'assessore Zambuto in sede di Conferenza Regioni-Autonomie locali
e che il Presidente ha più volte indirizzato all'ANCI, è quella di
rispettare i distanziamenti. Con l'ANCI l'interlocuzione è piena e
diretta. Certo, rimane la questione del fondo straordinario che lo
scorso anno, il cosiddetto fondo perequativo, ma aspettiamo la
delibera del CIPE.
Credo che sia interesse comune del Governo, il Presidente lo ha
più volte fatto in via informale ma è necessario che anche l'ANCI,
che anche le forze parlamentari si esprimano tutte, affinché il
CIPE arrivi prima possibile a sanzionare definitivamente la
decisione adottata in cabina di regia di utilizzare le risorse
della finanza extraregionale per orientarle verso i comuni così
come deliberato da questa assemblea nella precedente legge di
stabilità. Quindi, gli adempimenti sono solo formali a questo
punto.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, su questa iniziativa lodevole di
consentire ai teatri che tanto hanno subìto gli effetti della
pandemia, di potere programmare per il triennio, vorrei richiamare
l'attenzione di tutti noi, del Governo in particolare, ma anche
della Commissione Bilancio e della Commissione Cultura sulla
vicenda ormai inquietante, oserei dire, della FOSS. Inquietante
perché ancora una volta si rivela essere un verminaio, non più la
prestigiosa Orchestra sinfonica del Teatro Politeama di Palermo,
prestigiosa nel tempo, ma luogo nel quale fatti e misfatti segnano
il declino di questa grandissima e grandiosa istituzione.
Voglio sperare, e qui annuncio anche la richiesta di audizione dei
vertici attuali, ormai residui, perché il CdA dovrebbe essere
totalmente commissariato, so che ci sono ispettori inviati
dall'Assessore per l'economia e dall'Assessore per il turismo, lo
sport e lo spettacolo, Manlio Messina, mi auguro, non voglio
ovviamente profetizzare cose negative, ma certamente faremo le
audizioni in Commissione Bilancio e in Commissione Cultura ,
chiederemo i bilanci della FOSS perché ovviamente la FOSS
amministra soldi pubblici, voglio accendere i riflettori -
cortesemente, colleghi, cortesemente - dobbiamo accendere i
riflettori proprio perché non possiamo rassegnarci all'idea che la
mala gestio passi inosservata sotto gli occhi di noi tutti, e
questa è una cosa sulla quale da tempo parlo, questo Parlamento mi
ha sentito più volte parlare nel merito della FOSS, abbiamo fatto
audizioni nel passato a cui non è seguito nulla, se non - come dire
- quello che oggi è sotto gli occhi di tutti.
Allora, io credo che è un atto di responsabilità, il Governo in
primis, perché al Governo competono determinate scelte, ma anche
alle Commissioni competenti a questo Parlamento, spetti di
intervenire per comprendere, per accendere luci non su un teatro,
che purtroppo non funziona più, ma sulla gestione
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, se possiamo rimanere
sull'argomento, per piacere...
LO CURTO. Sono sull'argomento, signor Presidente, perché i soldi
che noi diamo dobbiamo sapere a quale fine vengono destinati e
prima di noi lo il popolo siciliano. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, io vi prego, dopo il suo
intervento chiedono di parlare in dodici. Io vi supplico, proprio
vi supplico Non si può intervenire sugli argomenti, perché tutti
vogliono intervenire Ma come posso farvelo capire, onorevole Come
posso farvelo capire? Io vi supplico nella maggioranza, non
chiedete la parola Vi supplico per l'ultima volta, sennò si riapre
il dibattito su tutto Per favore, onorevole Lo Curto, le voglio un
bene che lei sa quanto, ma non si può mentre parliamo delle Tabelle
aprire l'argomento sulla FOSS e tutti ora vogliono la parola sulla
FOSS Vi prego, fateci finire questa finanziaria, sta diventando
veramente uno strazio Vi prego, fatecela finire No, onorevole
Schillaci, la prego, no, ci manca che do la parola a lei
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Possiamo chiudere? Basta, onorevole Lo Curto, la
supplico Stia seduta La prego Ora basta Sennò rinvio a domani
Si passa all'Allegato 2.3. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione dell'articolo 158. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 159. Ne do lettura:
«Art. 159.
Piano di rientro del disavanzo
1. Ai sensi del punto 3 dell'Accordo stipulato tra la Regione e lo
Stato il 14 gennaio 2021 in attuazione dell'articolo 7 del decreto
legislativo 27 dicembre 2019, n. 158, il piano di rientro del
disavanzo costituisce allegato alla presente legge (Allegato 3)».
L'Assessore Armao doveva dare un chiarimento all'onorevole Di
Caro. Ha facoltà di parlare.
ARMAO, assessore per l'economia. Presidente, questo documento è un
documento molto importante che certamente è stato fornito sin
dall'inizio del confronto parlamentare. E' il Piano di rientro che
abbiamo concordato con lo Stato e che era stato declinato in prima
fase, in prima stesura, tenendo presente dell'impostazione
originaria della legge di stabilità e che adesso tiene conto delle
modifiche d'Aula.
E' un Piano dove la Regione intende dimostrare, col contributo di
tutti, la sua serietà nel rispetto degli accordi con il Governo
nazionale. Sono stati accordi conclusi non con questo Governo, non
con il Governo Draghi, ma col Governo precedente.
Sono stati accordi che, per molti spunti, vanno stretti, e il
Presidente l'ha già espresso, abbiamo addirittura scritto chiedendo
al Governo - è già nel corpo del documento - di rivedere alcuni
vincoli che sono stati posti e che oggi sono addirittura in
contrasto con le nuove linee guida del Governo nazionale, faccio
riferimento al Patto per l'innovazione del lavoro pubblico e della
coesione sociale che il Ministro Brunetta e il Presidente Draghi
hanno stipulato con le forze sindacali proprio per un rilancio
della Pubblica amministrazione.
Il turnover, di cui ha già parlato il collega Scilla nell'ambito
dei consorzi di bonifico, è un elemento essenziale per garantire il
rilancio della Sicilia, il rispetto degli impegni sugli
investimenti, per garantire la rimessa in moto di
un'Amministrazione che dovrà essere il traino della ripresa del
territorio della Repubblica intera. Il Presidente della Repubblica
l'ha chiamato il volto delle istituzioni, il volto della
Repubblica la Pubblica amministrazione. Ebbene, oggi questo volto
è stanco, oggi questo volto è provato, oggi questo volto per molti
versi è anziano quindi dobbiamo rivedere l'accordo in ordine al
turnover della dirigenza, il ordine al turnover del pubblico
impiego. E' chiaro che attraverso questo piano quindi, onorevole Di
Caro
PRESIDENTE. Assessore, solo un chiarimento voleva il
ARMAO, Assessore per l'economia. Esatto, dico ma è un modo anche
brevemente di illustrarlo, è un documento importante. Concludo.
PRESIDENTE. Scusate un chiarimento ve lo devo dare io che è
sbagliato 21 e 22 ed è 22 e 23.
ARMAO, assessore per l'economia. Abbiamo adeguato quindi il piano
che avevamo presentato insieme alla manovra con gli effetti della
manovra perché nel frattempo, come voi sapete, sono venute meno le
norme sulle pensioni, sono venute le norme sul revisore unico
quindi non potevamo non adeguare il piano presentato a quello che,
nel frattempo, è accaduto in Aula per volontà parlamentare. Grazie.
PRESIDENTE. E allora, c'è da correggere, per favore, anche qua
quando dice per gli esercizi nell'allegato 23 per quando dice
esercizi 21 e 22 bisogna intendere 22 e '23. se lo potete
correggere.
Benissimo, è tutto chiaro? Possiamo votare? Pongo in votazione
l'emendamento. Chi è favorevole resti seduto; Chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Quindi, possiamo votare l'articolo 159. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 160. Ne do lettura:
«Art. 160.
Effetti della manovra e copertura finanziaria
1. Gli effetti della manovra finanziaria della presente legge e la
relativa copertura sono indicati nel prospetto allegato.
2. Le disposizioni della presente legge si applicano, ove non
diversamente disposto, a decorrere dall'1 gennaio 2021».
L'articolo 160 lo possiamo votare, però dobbiamo . pure
all'articolo 160 c'è emendamento? E' nel fascicolo che è stato
distribuito. Va bene, quindi l'avete nel fascicolo. Lo possiamo
votare. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 160. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 161. E' quello dell'entrate in vigore. Ne do lettura:
«Art. 161.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
E allora, abbiamo bisogno di 10 minuti perché ci sono dei 117'
sulla Finanziaria che gli Uffici devono verificare, poi dobbiamo
fare il voto finale sul
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Si distribuiscono sempre prima di cominciare, per cui
ora li stanno distribuendo. Dopodichè dobbiamo fare il voto, poi ci
deve essere la variazione di bilancio fatta dal Governo e poi
votiamo anche il Bilancio e speriamo stasera di andare
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. I conti li facciamo con una calcolatrice che ho io in
ufficio che è di quelle, si ricorda quelle calcolatrice che
bisognava fare così per poter fare.... Va bene, abbiamo bisogno
almeno Quanto abbiamo bisogno? Un quarto d'ora? Mezz'ora? Alle ore
17.15 riprendiamo i lavori. Grazie. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.44, è ripresa alle ore 17.51)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, intanto devo comunicare quali sono
gli articoli che non abbiamo esaminato e che quindi, ovviamente,
sono stralciati. Ne erano rimasti veramente pochi: 21, 50, 111,
112, 141 e 149.
Questi sono inviati alla Commissione Bilancio.
Comunico che il piano di rientro in attuazione dell'accordo Stato-
Regione del 14 gennaio 2021 costituirà allegato alla legge di
bilancio. Le quantificazioni della tabella allegata allo stesso
saranno adeguate agli effetti finanziari della manovra acquisiti
mediante la nota di variazione.
(L'Assemblea ne prende atto)
Poi, ai sensi dell'articolo 117 sono stati distribuiti degli
emendamenti. Se avete avuto modo di esaminarli, li possiamo votare.
Si passa all'emendamento 117.10.
(Interventi fuori campo)
Ci dobbiamo fermare di nuovo? Sono emendamenti tecnici, non sono
valutazioni politiche.
Certo, se c'è qualche spiegazione, assessore. Quali sono?
Sotto ci sono le relazioni.
(Interventi fuori campo)
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi abbiamo
approvato l'emendamento del Governo su questo articolo che prevede
le procedure semplificate per l'affidamento di forniture e servizi
per le aziende ospedaliere e sanitarie durante il periodo
dell'emergenza Covid.
Quindi con questo emendamento stiamo limitando la possibilità di
intervenire con le procedure semplificate solo per l'emergenza
Covid? Che era il senso dell'emendamento.
PRESIDENTE. È stato approvato così. Così è stato approvato.
BARBAGALLO. E allora non c'è bisogno di intervenire ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento Interno.
PRESIDENTE. È stato messo alla fine del comma, soltanto questo.
È proprio un fatto squisitamente tecnico, non cambia assolutamente
niente.
Allora nessuna di queste modifiche ai sensi dell'articolo 117
cambia qualche cosa nella sostanza rispetto alle cose che abbiamo
votato. Questo potete stare assolutamente certi.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi l'articolo 117 ha
la funzione di correggere le norme qualora le stesse non siano
conformi al dettato costituzionale o all'interno delle norme quadro
della legislazione nazionale, quindi per evitare che
PRESIDENTE. No, non è così onorevole.
DE LUCA. Un attimo, mi faccia concludere.
Oppure per chiarirne il significato a patto che quel significato
sia emerso dal dibattito d'Aula.
Alcuni di questi articoli, faccio presente il 107.5, non mi sembra
che noi abbiamo teso di escludere gli acquisti in materia durante
il periodo Covid.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, perché sia chiaro. Scusi la
interrompo. Perché sia chiaro, tutte le volte che noi in Aula, vi
potete andare a prendere i verbali, abbiamo detto, il Presidente ha
detto, rivolgendosi agli Uffici, questo lo possiamo sistemare con
il 117, gli Uffici mi hanno detto sì, questi sono il 117.
Sono cose di cui avevamo discusso, c'era qualche cosa da cambiare,
una parola piuttosto che una frase. Io mi sono voltato verso gli
Uffici e ho chiesto se potevamo farlo con il 117 e mi è stato detto
sì. Non può cambiare nulla, ma nulla significa nulla rispetto a
quello che abbiamo discusso e votato. Questo è matematico.
DE LUCA. Presidente, le norme che stiamo approvando, è implicito
che valgono per il futuro. Nel momento in cui noi con il 117.5
diciamo che le disposizioni del Presidente non si applicano agli
enti e alle aziende in servizio sanitario regionale durante il
periodo di emergenza da Covid 19, non ci stiamo riferendo al
passato ma al futuro e a me non sembra che sia emersa la volontà
parlamentare di inserire questa limitazione.
PRESIDENTE. Allora, onorevole De Luca, se lei prende l'emendamento
che abbiamo approvato, è esattamente quello che viene riportato nel
117. E' stato spostato soltanto all'ultimo comma. Se viene qua
glielo facciamo vedere.
DE LUCA. Si, la mia questione non è polemica, è per capire.
PRESIDENTE. No, per chiarirci. Questo è il 5.12 che fu votato e
votando questo io ho dovuto chiedere agli uffici di sistemarlo ed è
stato sistemato.
Possiamo stare più che certi. Si passa all'emendamento 117.10.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.4.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.5.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.6.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.7.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.2.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.8.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.9.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
E' stato inserito come 117, ma questo diversamente a quelli che vi
ho detto finora è un qualcosa che invece l'Aula deve essere
d'accordo. Dò la parola all'Assessore Cordaro perché è stato
commesso un errore, quindi è stata votata una cosa che l'Assessore
Cordaro chiede di correggere ma questo lo dovete valutare perché è
l'Assessore Cordaro che lo chiede e quindi deve essere l'Aula
d'accordo. Perché io non l'avrei potuto fare e non lo potrei fare
se l'Aula non è d'accordo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Siccome avevo
parlato con i capigruppo e mi avevano detto. Risolto Presidente,
grazie.
PRESIDENTE. E' inutile parlarne. Discorso chiuso. Se già non sono
d'accordo è inutile. Perché ripeto, mentre quelli di prima
insistevo sul fatto che erano solo fatti tecnici, e quindi era
assurdo aprire un dibattito, su questo ho avvertito subito che era
un cambio per cui doveva essere accettato dall'Aula. Assessore, non
ha importanza. Andiamo avanti.
Qui poi c'è una sistemazione che hanno fatto gli Uffici, chiedo
scusa, ma ricorderete il tutto perché quando fu approvato
l'emendamento 38.89, furono soppresse le parole nell'ultimo
quinquennio. Questo lo abbiamo dovuto sistemare però sempre, se
siete d'accordo perché comunque è stato votato, quello del borgo
dei borghi, avevamo votato il 38.89 che diceva le parole
nell'ultimo quinquennio' sono soppresse. Non era materialmente
stato fatto e quindi nel testo adesso sono soppresse, ma è stato
l'emendamento che abbiamo votato ma anche questo dovevo metterlo a
conoscenza.
Poi io inviterei invece i capigruppo. Facciamo il voto finale
della finanziaria. Poi anche se normalmente impiega poco tempo il
Governo a fare la variazione però nel momento in cui il Governo va
a fare la variazione di bilancio, io convoco una Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Colleghi, ho nelle mani uno schema di ordine del giorno che è
quello famoso che deve essere poi votato, ognuno mi dice quali sono
le sue riflessioni rispetto all'ordine del giorno che sa, lo schema
di ordine del giorno che è stato preparato e poi, quando saremo
d'accordo, lo voteremo in Aula.
Le dichiarazioni di voto le facciamo dopo, alla fine, quando
votiamo il bilancio, si fanno tutte insieme, le facciamo quando
voteremo il bilancio così andiamo a lavorare sull'ordine del
giorno, onorevole Di Caro, e allora possiamo materialmente, se
siete seduti tutti, inserite i tesserini
Un attimo solo che stiamo vedendo se sono tutti, ci siamo tutti,
possiamo iniziare?
Prima del voto finale di bilancio, noi sistemeremo l'ordine del
giorno. Non siete interessati, quindi vi basta quello di
maggioranza? Allora lo posso fare votare subito. E allora intanto
votiamo questo e poi me lo dici. Benissimo.
Votazione finale del disegno di legge Legge di stabilità
regionale 2021/2023 (962/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Legge di stabilità regionale 2021/2023»
(962/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 61
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 35
Contrari 24
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Ora il Governo dovrà andare a fare la variazione di bilancio.
Intanto, diamo la parola sul problema dell'ordine del giorno
perché se anche gli altri Capigruppo non sono interessati e,
quindi, basta quello che ho ricevuto dalla maggioranza, è inutile
che ci andiamo a sedere per parlarne.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Grazie Presidente, colleghi, noi abbiamo appreso in
quest'Aula che era stato presentato un ordine del giorno sul tema
dei ristori.
Prendiamo atto che l'ordine del giorno è stato presentato, devo
ritenere, dai Presidenti dei Gruppi parlamentari di maggioranza,
considerato che quest'anno il Governo ha fatto la scelta di non
mettere a disposizione dell'Aula, per la finanziaria, i fondi
extraregionali, così come lo scorso anno, noi riteniamo
perfettamente inutile aprire una discussione su un ordine del
giorno che non vale nulla perché, comunque, non è vincolante nei
confronti del Governo ed il Governo già in passato ha dimostrato di
non tener fede agli atti d'indirizzo politico espressi da
quest'Aula.
Quindi, se è per questo, non ha attuato neanche le leggi quindi,
se è possibile, faccia distribuire l'ordine del giorno ma noi non
siamo interessati a partecipare impropriamente a Conferenze dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari su ordini del giorno già scritti
e sottoscritti.
PRESIDENTE. Benissimo. E' arrivato l'ordine del giorno. Il
problema è risolto.
Io volevo soltanto essere convinto che tutti fossero d'accordo ma
se c'è questo tipo di
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, se è per l'ordine del giorno
parliamone se lo dovete modificare, non c'è dibattito d'Aula. Se la
veda con chi l'ha presentato.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Grazie, Presidente. In merito all'ordine del giorno anche
noi non siamo d'accordo alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari anche perché si tratterebbe di un ordine del giorno
scritto dal governo e alcuni deputati di maggioranza che
impegnerebbe il Governo stesso, scritto tra l'altro in un Palazzo
che non è questo, e secondo me è già una cosa che bloccherebbe le
azioni da intraprendere in funzione delle categorie da proteggere
nell'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Però, onorevole Di Caro, vorrei essere chiaro.
Quando io ho ricevuto questo ordine del giorno ho comunicato
subito al governo e alla maggioranza che la consideravo una
proposta da parte della maggioranza, e sin dal primo giorno ho
detto che l'ordine del giorno si sarebbe fatto qua dentro con il
contributo di tutti.
Ora, avevo chiesto se volevate venire in una riunione dove io
consideravo quello che mi era arrivato, una traccia, come ho detto
all'inizio, e che invece mettevamo a disposizione tutto il tempo
che volevate per, come dire, fare un ordine del giorno che fosse
dell'Aula.
Se non lo volete fare a questo punto è inutile che andate a dire
non è stato fatto in questo Palazzo, Perché, per quanto mi
riguarda, io ho ricevuto un ordine del giorno che avevo
considerato
Oggi, ed oggi si deve fare l'ordine del giorno, quando lo volete
fare? L'ordine del giorno si fa alla fine, siccome c'è il tempo, ed
avevo già comunicato al Governo che poi ci saremmo presi il tempo
necessario per fare l'ordine del giorno, se voi non volete, questo
è un problema che non potete caricare né al Presidente
dell'Assemblea, né agli altri, nel senso che loro, ognuno ha
presentato l'ordine del giorno, loro hanno presentato, io l'ho
considerato come limitativo rispetto alla globalità dell'Aula,
perché ho detto sin dal primo giorno in cui abbiamo iniziato a
discutere la finanziaria che l'ordine del giorno si sarebbe fatto
qui.
Quindi, vorrei che su questo ci sia chiarezza assoluta. Se poi non
lo volete fare è un altro tipo di discorso ma, questa volta, su
questo non ritengo di potere assumere responsabilità sui ruoli che
non sono avvenuti.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Su che cosa? Non sul tema dell'ordine
del giorno.
Se c'è qualcosa sull'ordine del giorno siete pregati di vederlo
con chi l'ha firmato. Dibattito sull'ordine del giorno non se ne
può fare. L'ho detto anche all'onorevole Lo Giudice, su che cos'è?
LO GIUDICE. No, non entro nel merito dell'ordine del giorno.
Solo per una precisazione, Presidente, che la ritengo chiara e
fondamentale. Io sono Capogruppo e faccio parte della maggioranza,
perché sono stato eletto in maggioranza. Io questo ordine del
giorno non l'ho visto e non l'ho firmato, e ci tengo a precisarlo,
perché? Perché, Presidente, su una cosa dobbiamo essere chiari, io
da un mese - da un mese, in Commissione Bilancio prima, e qui in
Aula, ho chiesto al Governo e nello specifico all'assessore Armao
di avere contezza e conoscenza dei fondi POC, Presidente. Io a
distanza di un mese non conosco nulla di tutto ciò ed è chiaro che
non mi assumo, come ho detto Presidente, la responsabilità di dire
che ho contribuito con un Euro a quelli che sono i ristori, perché
il sottoscritto non ci ha messo nulla, e quindi è bene che questa
cosa si sappia.
PRESIDENTE. Ripeto quello che ho detto prima. Per me è una
procedura sbagliata quella che è stata attuata. L'ho detto dal
primo giorno, l'ho fatto presente al Presidente della Regione e
l'ho fatto presente a tutti, però ora siete voi che non la volete,
che non volete che il Presidente faccia la cosa che sembrava
corretta e cioè che l'ordine del giorno si scrivesse qui tra di noi
tutti.
E' ovvio che non posso chiedere a tutto il Parlamento di venire,
ma l'avevo chiesto soltanto ai Capigruppo perché non c'è dubbio che
un ordine del giorno si fa in Parlamento, non si fa nelle stanze
del Governo, e il Governo accoglie o non accoglie l'ordine del
giorno, non può scriverlo perché è fin troppo ovvio che è un
errore. Mi dispiace che i Capigruppo di maggioranza l'abbiano Ma
l'ho detto anche a loro dal primo giorno, però a questo punto state
dando ragione a loro, perché, se non lo volete vedere e allora vale
quello che mi hanno dato, punto.
Ma, ho detto, ripeto, dal primo giorno che gli ordini del giorno
impegnano il Governo a fare qualche cosa, non può essere lo stesso
Governo ad impegnarsi a fare qualche cosa. Deve essere l'Aula che
lo impegna a fare qualcosa. E così ho tentato, fino a tre minuti fa
di organizzare. Se volete evitare invece che questo venga fatto ne
avete assolutamente il diritto, ma a questo punto è inutile
continuare con altri interventi.
I comizi, onorevole Cracolici, si fanno nelle piazze. Lei si
prenoti qualche piazza e si faccia il suo comizio. Aspettiamo che
torni il Governo per il voto del bilancio.
(La seduta, sospesa alle ore 18.09, è ripresa alle ore 18.41)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Ci sono due emendamenti ai sensi dell'articolo 117 del
Regolamento interno sul disegno di legge di bilancio. Anche questi
sono emendamenti tecnici.
Li abbiamo distribuiti? Li avete visti?
È quello che io avevo comunicato poco fa sul piano di rientro che
doveva essere allegato ed è materialmente al disegno di legge di
bilancio.
Allora uno è un emendamento ai sensi dell'articolo 117 che ha
chiesto il Governo. L'altro è, avevo detto poco fa che il piano di
rientro doveva essere allegato al disegno di legge di bilancio e di
fatto è quello che stiamo facendo. Niente di particolare.
Non sorgendo osservazioni, li pongo entrambi in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Pongo in votazione la nota di Variazione del Governo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Sì, se vuole per dichiarazione di voto.
Vorrei avvertire che il Presidente della Regione, così come aveva
garantito già l'altro giorno, mi chiede immediatamente dopo di
iniziare il dibattito sulla sanità.
Ora, immediatamente. Fatto il voto finale inizia il dibattito
sulla sanità perché il Presidente ha intanto premura, come dire, di
fare sapere all'Aula quali sono le verità che ha da dire e quelle
che sono le sue sensazioni e, quindi, di farlo immediatamente e non
lasciare che per altri giorni possano andare sulla stampa notizie
che non sono esattamente quelle che riteniamo vere.
CRACOLICI. Rinuncio alla dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Rinuncia alla sua dichiarazione di voto per ascoltare
il Presidente.
Bene, spero che lo facciano anche altri.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
2021-2023» (n. 961/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Bilancio di previsione della Regione
Siciliana per il triennio 2021-2023» (n. 961/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 58
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 32
Contrari 23
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
A questo punto, Presidente della Regione, mi lasci ringraziare un
attimo tutti quelli che hanno, con fatica quest'anno devo dire,
lavorato per questa finanziaria.
Ringrazio anche il Presidente della Regione che, nonostante i
momenti anche difficili, a prescindere dalla finanziaria, ha avuto
la cortesia e la pazienza e la forza di rimanere qua in Aula per
tutto il tempo della finanziaria, cosa per la quale lo ringrazio.
Ringrazio il Presidente Savona che ha fatto un lavoro Io e il
Presidente Savona credo che in questa finanziaria un cinque anni a
testa siamo invecchiati. Ma vuol dire che viviamo cinque anni di
più, non si preoccupi Questo non significa niente
Ringrazio tutta l'Aula e ringrazio tutti gli Uffici per il lavoro
che è stato fatto.
Colleghi, mi stava dicendo ora l'onorevole Cordaro che il
Presidente preferirebbe, intanto, sentire quali sono le vostre
indicazioni. Lui parla e poi voi potete, ovviamente, rispondere. E
mi sembra anche corretto, scusate, perché il dibattito è stato
chiesto da noi, dall'Assemblea, dall'Aula e per cui inizia il
dibattito. E' ovvio che il Presidente interverrà ed è ovvio che una
volta che interviene il Presidente, se qualcuno vuole riferire
qualche altra cosa, fermo restando che l'ultima parola, fino a
prova contraria, come in tutte le audizioni di questo mondo, viene
data nuovamente al Presidente.
Allora, se intanto inizia l'onorevole Lupo. Se prendiamo nota di
coloro che vogliono intervenire.
Sull'ordine dei lavori
LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. L'ordine dei lavori, cosa?
LUPO. Sulla vicenda sanitaria. Noi abbiamo chiesto che il
Presidente intanto riferisse all'Aula, ovviamente a seguito delle
dichiarazioni del Presidente seguirà il dibattito, non il
contrario.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, non discutiamo su ogni cosa che si
decide.
LUPO. Presidente, non c'è niente da discutere. Noi avevamo chiesto
questo; se il Governo non è disponibile, lo dica.
PRESIDENTE. No, no. Allora scusate, abbiamo chiesto un dibattito
d'Aula. Se il Presidente.... Scusate, onorevole Zito, se il
Presidente ritiene di avere qualcosa da dirvi prima lo fa. Se non
ritiene di avere qualcosa da dirvi si apre il dibattito e poi lui
interviene. Qual è il problema?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Ma non è così rispetto a quale regola mondiale?
Io non sono disponibile a discutere ogni cosa che viene decisa.
Ci sono una serie di iscritti a parlare. Ho aperto il dibattito.
E' ovvio che dopo che il Presidente della Regione parla voi avete
il diritto di rispondere e se ci sono cose che non vi convincono di
chiedere chiarimenti.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Signor Presidente, io
sull'ordine dei lavori mi permetto di dissentire dal suo programma.
Il Governo in qualunque Assemblea chiude i dibattiti.
PRESIDENTE. Il mio programma era questo, Presidente.
MUSUMECI, Presidente della Regione. No, lei ha detto se dopo .
PRESIDENTE. Poi ho detto che il Presidente, alla fine, comunque ha
l'ultima parola. E' quello che ho detto e che comunque avrà
l'ultima parola.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Io quello che avevo da
anticipare al dibattito l'ho anticipato nella giornata di ieri
l'altro quando ho reso note le dimissioni dell'Assessore Razza. Non
ho nulla da aggiungere. Se il Parlamento ha considerazioni da fare
e domande da porre, le faccia e le ponga. Alla fine, il Presidente
della Regione replicherà a tutte le domande che riterrà pertinenti
con il tema all'ordine del giorno.
Io sono qua; ho detto che un minuto dopo il voto della finanziaria
mi sarei offerto di partecipare al dibattito. Il dibattito,
naturalmente, lo alimenta l'Aula non lo può alimentare il
Presidente. Sono qui a disposizione.
PRESIDENTE. Allora, Presidente, io avevo già avvertito che, per
quanto mi riguarda, è aperto il dibattito. Ci sono già delle
persone iscritte a parlare. Dopodichè, colleghi parlamentari, mi
sembra che stiamo entrando in un clima per cui ogni parola c'è
qualcuno che la può e la deve discutere. Non è così. Si prendono
delle decisioni. Il Presidente ha comunicato qual è l'ordine di
questo dibattito e il Presidente è qui in Aula ed è pronto a
rispondere a tutti gli interventi dei parlamentari. Se ci sono gli
interventi dei parlamentari, bene altrimenti ce ne andiamo a casa.
alle dimissioni dell'assessore per la salute
Dibattito sulle comunicazioni del Presidente della Regione in
ordine alle dimissioni dell'assessore per la salute, avvocato
Ruggero Razza
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà. Ritira la richiesta.
PRESIDENTE. Allora se non ci sono interventi, la serata...
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Caro, ma non
sull'ordine dei lavori. Ormai, c'è un ordine dei lavori che viene
stabilito fino a prova contraria dal Presidente dell'Assemblea. Le
verrà comunicato se vogliamo andare avanti, andiamo avanti,
altrimenti chiudiamo e andiamo a casa.
DI CARO. Signor Presidente, a parte il fatto che non capiamo come
mai, visto e considerato che il Presidente non ha nulla da dire,
questo nulla che aveva da dire non ce l'ha detto qualche giorno fa.
Sinceramente perdere tutto questo tempo.
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, il Presidente è intervenuto 3
giorni fa e dopo di che siamo rimasti d'accordo che avremmo fatto
il dibattito.
DI CARO. Io avrei delle considerazioni da fare. Il Presidente, o
almeno, quello che c'è dato sapere, ha detto fino ad oggi che non
era stato mai informato su alcune vicende che riguardano lo
scandalo della sanità in Sicilia in merito all'emergenza Covid.
Ora, io, a chi tra i cittadini spesso mi chiede ma com'è
possibile che il Presidente della Regione, nonché Commissario
straordinario per l'emergenza Covid, non era a conoscenza di quello
che praticamente accadeva sotto ai suoi occhi? , io ho fatto un
esempio molto semplice e l'ho ricondotto a quelli che sono i
cantieri.
Ora, noi abbiamo un grande cantiere che è il cantiere della Sanità
che è il capo cantiere, è un direttore dei lavori. Il capo cantiere
sappiamo che si è dimesso perché sotto ai suoi occhi gli operai
hanno falsato dei dati numerici, hanno taroccato i numeri legati
alla quantità di ferro su una costruzione, sul cemento, hanno fatto
danno e sono morte delle persone. Il capo cantiere del cantiere
sanità risponde al direttore dei lavori, il direttore dei lavori
che è il Presidente della Regione è tenuto a sapere ed è
responsabile di tutto quello che accade in quel cantiere e si
assume le responsabilità innanzitutto politiche. Le responsabilità
politiche quali sono? Sono quelle di aver mentito sistematicamente,
reiteratamente, spesso e volentieri inconsapevolmente ai siciliani.
Ora, non lo so se il Presidente era o non era al corrente di
quello che accadeva, il problema è se non era al corrente, non è
adeguato a svolgere il compito di Presidente della Regione, se era
al corrente ha una responsabilità innanzitutto politica per quello
che è successo in questi mesi in merito all'emergenza pandemica ma
che è di più, nei giorni in cui abbiamo saputo, si sono verificati
questi, diciamo, trattamenti numerici in maniera falsata, il
Presidente della Regione accusava il Governo nazionale di aver
attribuito una zona arancione anziché gialla quando invece, forse,
eravamo in zona rossa.
Ecco qual è, innanzitutto, la colpa e la responsabilità politica
del Presidente della Regione. Ma poi c'è un'altra cosa. Se nel
periodo in cui, grazie ai dati falsati, la Regione siciliana aveva
attribuita una etichetta che era zona gialla o zona arancione,
quando invece dovevamo essere in zona rossa, se in questo frangente
a causa dell'allargamento delle maglie legate alla mobilità delle
persone qualcuno ha contratto il virus e qualcun altro è morto, le
responsabilità di chi sono? Sono del Presidente della Regione
siciliana.
Noi, poco fa, abbiamo assistito alla rappresentazione plastica del
fatto che il Presidente non ha né una maggioranza, né una
coalizione che lo sostiene. Se a questo sommiamo il fatto che ci
sono delle responsabilità gravissime secondo noi, Presidente,
imputabili in capo al Governo e, in maniera particolare, al
Presidente della Regione, noi siamo direttamente davanti ad una
realtà, nella vostra rappresentazione del popolo siciliano in
quest'Aula, perché tutti i deputati rappresentano il popolo
siciliano che è stato ingannato, che ha subìto delle menzogne.
In qualità di rappresentanti del popolo siciliano, in nome e per
conto del popolo siciliano, noi chiediamo le dimissioni del
Presidente della Regione siciliana.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Presidente Di Mauro, mi dispiace che non ci sia in
questo momento il Presidente Micciché perché credo che anche quella
di oggi sia una grandissima farsa.
Nessuno di chi siede sui banchi del Parlamento ha responsabilità
politiche sulla Sanità per non essere componente di questo Governo
o assessore alla Sanità stessa.
Nessuno di noi è stato raggiunto da misure cautelari da parte
della Magistratura per non essere, appunto, burocrate di questa
Regione, eppure si chiede al Parlamento oggi di dibattere su un
tema sul quale il Presidente della Regione deve venire a riferirci,
deve dire quali sono i provvedimenti che ha adottato, deve
scagionarsi da una responsabilità politica ed oggettiva Perché
ella è il Presidente di questo Governo; ella oggi detiene questa
delega e su quella delega detenuta dall'ex assessore ha una
responsabilità, oltre ad essere io commissario delegato
straordinario dello Stato per la lotta all'emergenza al Covid
Eppure siamo noi che dobbiamo imbeccare il Presidente per poi
fungere da pungiball, perché si sa come finirà questo dibattito: si
alzerà, dirà che è il più onesto di tutti, dirà che è il migliore
di tutti e che vedrà pidocchi dappertutto. No Io a questo gioco al
massacro non ci sto
Siamo ancora una volta davanti ad un Presidente che ha fatto della
irresponsabilità politica la propria bandiera. Non sono bastati gli
arresti di Candela, di Damiani, di persone che avete nominato, gli
arresti dei tre burocrati, le indagini sull'ex assessore. Per farvi
abbassare la testa continuate a guardarci con aria di spocchia
mentre dovete ai siciliani tutto quello che avete combinato in
sanità sino a questo momento, ma continuate a non assumervi alcuna
responsabilità. Che vergogna Che vergogna Come siete caduti così
in basso Con una sanità ordinaria che cola a picco, con una sanità
Covid piena zeppa di assunzioni, di commissari straordinari Una
sanità parallela fatta dagli uomini del Presidente
Risultato? Siamo ancora in una zona di colorazione incerto. La
Sicilia non è uscita dal Covid, non è Covid free per le risorse
impiegate, per la mole degli uomini che noi ringraziamo, perché,
grazie a Dio ci sono gli operatori sanitari che ci hanno salvato
dal Covid, grazie a Dio abbiamo operatori sanitari che resistono
negli ospedali pur essendo pochi. Abbiamo pochissime persone nei
pronto soccorsi, abbiamo pochissime persone nelle unità dei vari
ospedali che fronteggiano da soli una guerra che avete dimenticato
che è quella della cura dei siciliani.
Allora, Presidente, io non la farò lunga, perché, ripeto, questa
non è altro che l'ennesima farsa di una persona che non vuole
assumersi alcuna responsabilità per tutto ciò che ha compiuto dal
primo giorno del suo mandato sino ad oggi.
Si dimetta, si dimetta Ci liberi Ci liberi
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Grazie, Presidente, Governo e colleghi deputati. Io ricordo
nei mesi addietro quando i miei colleghi della sanità chiedevano
chiarezza, chiedevano a questo Governo, all'Assessore ed al
Presidente di riferire in Commissione ed in questo Parlamento i
dati reali dell'emergenza Covid. Ma questo non c'era mai dato
saperlo, perché noi avevamo le notizie grazie alle tante presenze
televisive del Presidente Musumeci, le presenze nei vari talk show
nazionali, nei salotti buoni della televisione. Lo ricordo a La 7,
all'Aria che tira, su Rai 3, a Titolo Quinto, Rai 1, a Oggi è un
altro giorno, Rai News 24, TG COM 24, Sky, TG 24, e tutte queste
presenze televisive avevano l'unico obiettivo di una permanente
campagna elettorale per screditare il Governo Conte.
Io voglio leggere soltanto alcune delle frasi che ci facevano
veramente raccapricciare in quel periodo.
Il 4 novembre il Presidente dichiara, in una di queste
trasmissioni: la scelta del Governo nazionale di relegare la
Sicilia a zona arancione appare assurda ed irragionevole. Hanno
voluto adottare una grave decisione senza alcuna preventiva intesa
con la Regione ed al di fuori di ogni legittima spiegazione
scientifica .
Ed ancora, in un'altra trasmissione dichiara: perché questa
spasmodica voglia di colpire anzi tempo centinaia di migliaia di
imprese siciliane. Al Governo Conte chiediamo di modificare il
provvedimento perché ingiusto ed ingiustificato. Le furbizie non
pagano .
Il 12 novembre ancora dichiara: una scelta politica del Governo
Conte assurda e irragionevole, un provvedimento ingiusto e
ingiustificato; tutte le zone penalizzate sono Regioni che
appartengono al centro destra .
E ancora il 23 gennaio: il mio compito non è agire con l'occhio
al termometro del consenso popolare, ma scongiurare la conta
tragica delle tante vittime di ogni giorno e mentre si
dichiaravano queste cose che accusavano il governo Conte di agire,
solo per finalità politiche, di agire in malafede nei confronti dei
siciliani o di una certa destra e truccare i dati, in Sicilia si
faceva il make-up ai dati dell'emergenza Covid peccato che il make-
up non ci rende solo belli ma è anche un trucco, è un inganno.
E questi dati sono stati manipolati e contraffatti anche nella mia
provincia, anche a Ragusa, dove chiedevamo con insistenza una zona
rossa, quando era giusto averla, perché i morti li conoscevamo
personalmente, tanti di loro, e ogni giorno si presentavano
innumerevoli casi e in quel momento non ci fu data la zona rossa
perché i dati, a quanto pare, venivano purtroppo spalmati.
Qua i ho anche segnato le dichiarazioni della dirigente Di
Liberti, dei 5 casi di Ragusa, ok mettiamone uno qua e uno là, li
spalmo io.
Questo metodo Conte di colorare le Regioni aveva una finalità ben
precisa e cioè di responsabilizzare le Regioni, di fare in modo che
le Regioni stesse abbassassero il numero dei contagi con delle
strategie efficaci, con degli effetti reali sulla popolazione; mai
e poi mai ci potevamo aspettare che la regione Sicilia abbassasse i
contagi con un barbatrucco. Ricordo un cartone animato i Barbapapà,
alla fine resta di stucco, questo è una barbatrucco. Così siamo
rimasti. Siamo rimasti di stucco.
Voleva pieni poteri, li ha avuti ma, certamente, non li merita,
perché qua c'è molta capacità, inefficienza.
Noi abbiamo depositato grazie ai nostri parlamentari nazionali,
un'interpellanza al Ministero per la salute per chiedere al Governo
nazionale di procedere alla revoca dell'incarico di Commissario
emergenza Covid in Sicilia al presidente Musumeci.
Sinceramente ben poco ci interessa se è coinvolto in prima persona
o se è stato raggirato dal suo stesso Assessore, queste sono cose
di cui si occuperà la Magistratura, a cui noi non ci vogliamo di
certo sostituire. Ci interessa più che altro un dato politico e un
dato morale: sono stati vilipesi i morti, sono stati contraffatti i
dati quando le zone rosse erano necessarie e non venivano
dichiarate, mettendo a rischio e a repentaglio la salute pubblica,
la salute dei nostri cittadini. E tutto questo solo per usare dei
superlativi, diventerà bellissima, potentissima, fortissima; eh no,
è diventata truccatissima, un'arancione tarocco piuttosto che un
rosso intenso
Proprio per questo, noi già, queste intercettazione risalgono al 4
novembre e noi proprio il 26 novembre avevamo presentato una
mozione di censura all'assessore Razza, già allora avevamo sentore
di quello che stava succedendo, già allora sapevamo che non
corrispondevano i numeri delle terapie intensive, dei posti letto,
dei tamponi, dei malati...
PRESIDENTE. Onorevole Campo, per favore.
CAMPO. Sì, chiudo, chiudo.
Presidente, noi quella volta abbiamo chiesto le dimissioni
dell'assessore Razza ma forse avremmo dovuto chiedere le sue,
sarebbe stato sicuramente più giusto perché non c'è più sordo di
chi non vuol vedere e non vuol sapere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, Presidente della Regione, colleghi,
non possono nascondere lo stupore che, in un momento complesso, per
certi versi tragico della vita della Sicilia, perché c'è in gioco
la credibilità di questa Regione agli occhi dei siciliani e agli
occhi del Paese - non so chi l'ha consigliata -, ma fare diventare
o tentare di fare diventare questo momento che in un'Assemblea
parlamentare è un momento naturale, in qualunque Assemblea
parlamentare di fronte a quello che è avvenuto il Governo riferisce
e riferisce all'Aula e consente anche un confronto civile,
democratico, ma questa scelta di trasformare il Parlamento in un
luogo in cui chi doveva riferire ascolta e chi doveva ascoltare
deve riferire, è il teatro dei pupi della politica siciliana.
Io per quanto mi riguarda mi sottrarrò a questo tentativo di
trasformare questa discussione in una farsa, anche perché veda,
Presidente, il mio giudizio politico sul suo Governo era già chiaro
all'inizio della finanziaria, l'ho definito nella discussione
generale un Governo che non c'è più, proprio perché un Governo cha
arriva in questo Parlamento con 170 articoli nel momento più
tragico dell'economia e della pandemia, dimostrava di non essere
più un Governo che poteva fare argine anche ai legittimi interessi
dei singoli deputati, ma in un momento così complesso il Governo
aveva il dovere di dare la tenuta e di dare una linea.
Proprio per l'assenza di una linea l'Assemblea e la finanziaria è
diventata, come dire, una pantomima che ci ha costretto a stare
qui, infatti, un tempo che a mia memoria non era mai stato
utilizzato per approvare una legge finanziaria. Ma questo è un dato
della politica.
Quello che, però, mi preoccupa è la sua, probabilmente ancora
preso dalla botta, inconsapevolezza della gravità della crisi che
stiamo vivendo anche perché, Presidente, questa crisi non è
arrivata come un fulmine a ciel sereno, non parlo della vicenda
giudiziaria, sono garantista e rimango garantista; la vicenda
giudiziaria avrà una sua evoluzione, avrà un suo corso e ci
auguriamo che chi deve chiarire possa chiarire, anche per eliminare
le ombre che gravano sull'istituzione Regione siciliana.
Ma qui c'è un dato tutto amministrativo e politico. Sulla vicenda
Covid questo è il terzo grave incidente. Fu così a giugno quando
scoprimmo che per settimane, se non per mesi, mentre noi invocavamo
l'esercito per le strade - anzi lei invocava l'esercito per le
strade - noi mantenevamo oltre 800, pur non essendo la fase 1 un
momento che ha colpito fortunatamente la nostra Regione, avevamo
oltre 800 cosiddetti malati immaginari; quei numeri, in qualche
modo, dovevano servire a giustificare il fatto che anche in Sicilia
avevamo il Covid e, quindi, dovevamo mostrare i muscoli.
Una Commissione d'indagine, già in quel momento, determinò un
giudizio: il caos amministrativo. Il caos. E questo era già chiaro
nel momento più basso dell'evento della pandemia.
Fu così a novembre quando il dottore La Rocca in un racconto de la
La Sicilia di Catania diceva, anche con una certa approssimazione
formale - chiaramente, la mia è una considerazione ironica -,
imponeva o sollecitava i dirigenti delle ASP a caricare dei dati
relativamente alla rete ospedaliera per impedire che la Sicilia
fosse dichiarata zona rossa, dati che, inevitabilmente, nel giorno
in cui lo chiedeva, era evidente che non c'erano, tanto che il
Governo, successivamente, ha mandato i NAS e, purtroppo, ancora non
abbiamo notizia pubblica di quella indagine.
Fino a quello che è avvenuto l'altro ieri che è una cosa grave,
dal punto di vista giudiziario, ripeto, è una questione che non mi
riguarda; certo, però, che quelle intercettazioni ci danno uno
spaccato, lo spaccato di un'amministrazione che piega all'interesse
politico i dati di realtà perché quando si utilizza l'argomento di
poter spalmare persino i morti per evitare che la Sicilia venga
percepita come una Terra a rischio alto, beh, questo, come dire,
chi lo fa, fa una grave violazione diciamo di aver giurato di
essere fedele alla Repubblica e di essere, invece nei fatti,
infedele; ecco perché stamattina ho chiesto che venga rimossa, non
sospesa, la funzione della dirigente che ha assolto e che è stata
intercettata con queste dichiarazioni.
Però, c'è un punto politico: lei è il Commissario del Covid in
Sicilia, non è solo il Presidente della Regione; lei non è un
problema se sa o non sa, lei ha la responsabilità della gestione.
Queste vicende ci mostrano, come dire, i gravi buchi e le gravi
lacune che si sono determinate in questa nostra Regione. Io non so
se quei buchi e se quelle lacune sono state causa, ad esempio, per
non aver preso per tempo alcune misure restrittive, del fatto che
possano essere aumentati i morti in Sicilia. Per la verità ancora
non sappiamo quanti sono i morti. Persino oggi, persino oggi, la
pubblicazione dei dati sul virus in Sicilia non è certa, persino
oggi, non quelli di ieri che alle 6 abbiamo dato un dato e alle 10
ne abbiamo comunicato un altro. Oggi.
Allora, questi elementi ci dicono che i buchi amministrativi fanno
parte di un'incapacità di direzione politica di questa Regione su
una delle questioni più gravi che la storia della nostra
generazione sta conoscendo e ha conosciuto, che è l'epidemia, a cui
si aggiunge tutta l'altra vicenda economica, sociale, non voglio
qui -le chiedo scusa un minuto in più - ricordare che abbiamo fatto
una finanziaria di guerra un anno fa e ancora aspettiamo che la
guerra venga in qualche modo combattuta perché, nel frattempo,
quella guerra che abbiamo pensato di combattere, non è stata
combattuta con la finanziaria dell'anno scorso.
E, allora Presidente, il punto politico è che questa vicenda e
anche questo suo atteggiamento, che devo dire con grande onestà,
manifesta ancora una volta il suo disprezzo per il Parlamento
perché se lei arriva in Aula e dice: parlate che poi vi ascolto,
che poi rispondo , è la conferma di un suo atteggiamento, che per
la verità ha manifestato più volte, di un suo disprezzo per
quest'Aula considerandola un luogo dove si perde tempo, inutile,
che non capisce, che non ha contezza delle cose. Questa purtroppo,
come dire, la democrazia ha purtroppo questa ritualità
dell'ascolto, del parlarsi, del convincersi e del convincere; lei
invece con questo atteggiamento sta mostrando, ancora una volta, di
essere inadeguato.
Vede Presidente, e chiudo, molti anni fa, di fronte a un'altra
crisi, che fu quella dei cannoli, venne qui un Presidente della
Regione un po' sbeffeggiando anche l'Aula, dicendo chi mi chiede,
perché c'era una mozione di sfiducia, dicendo ma di che parlate,
insomma si liquidò con un momento quasi di anche di teatrino;
l'Aula respinse la sfiducia. Tutto finiva a tarallucci e vino salvo
cinque giorni dopo, quel Presidente della Regione, essere costretto
a dimettersi.
Io non le auguro questo. Io le auguro che lei abbia contezza della
sua inadeguatezza. Lei oggi può costituire un problema per questa
nostra Regione perché quello che è avvenuto ci ha colpito su un
punto che è delicatissimo, che è la credibilità. Noi da oggi
qualunque cosa faremo non è certo che è quella che sia, non avremo
più certezza delle cose che devono dare certezze ai cittadini. Ecco
perché mi sono convinto che se lei non prenderà atto della sua
inadeguatezza dovremo, assieme ai siciliani, convincerla a lasciare
il passo e consentire a una nuova classe dirigente di governare
questa Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Assessori, colleghi parlamentari, devo dire che io sono stato
quello che, in quest'ultimo anno non ha mai risparmiato le parole,
le riflessioni all'assessore Razza.
Ovviamente. non ne parlo oggi. Per me si conclude quell'esperienza
e si concludono tante cose negative che ha visto questo anno.
Mi viene di pensare a quando all'inizio cercavate di far passare
un messaggio: il Covid non esiste in Sicilia perché c'è il governo
Musumeci.
Lo ha fatto lei, lo ha fatto la buonanima, politicamente, di
Razza, l'hanno fatto i parlamentari di maggioranza.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale
DIPASQUALE. Buonanima politicamente, politicamente. Non si
innervosisca che con me non ne fa punti, lo sa. Quindi, stia
sereno.
Detto questo, stia sereno.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, soprattutto nei confronti di
persone che non sono presenti in Aula. Lei usi tutti i toni
politici che ritiene opportuno ma
DIPASQUALE. Assolutamente, lei non faccia
PRESIDENTE. Io non faccio niente.
DIPASQUALE. I minuti passano, lei vuole togliermi tempo.
PRESIDENTE. Mi sto attenendomi a quello che lei ha detto. Quindi,
continui.
DIPASQUALE. Quindi, la buonanima politicamente dell'assessore
Razza
PRESIDENTE. La smetta di parlare così, onorevole Dipasquale
DIPASQUALE. Voi potete cercare di difendere quella posizione
vergognosa, una posizione vergognosa
(Proteste in Aula)
Lei, Presidente, si doveva dimettere, lei, Presidente, si doveva
presentare dimissionario a quest'Aula.
Lei doveva avere solo questo coraggio. Concludere definitivamente
un percorso che è stato fallimentare.
PRESIDENTE. Colleghi, lasciamo concludere l'intervento, per
favore.
DIPASQUALE. Lei è quello che già, l'anno scorso, cercava di far
passare il messaggio che il Covid non c'era in Sicilia grazie a
Musumeci, dopodiché siamo passati da duecento morti a quattromila
morti ed il Covid, purtroppo, è arrivato e, quindi, non c'è stato
un bravo Musumeci allora ed un cattivo Musumeci oggi. Purtroppo,
era sbagliato quell'atteggiamento.
Siete riusciti a far morire persone. Il vostro sistema sanitario
quando nei reparti non c'era nessuno, purtroppo è successo questo.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, non esageri nell'intervento,
onorevole Dipasquale.
Non esageri, si attenga al tema.
DIPASQUALE. Vedi Capo Rizzuto, a Siracusa, e di quello che dico mi
assumo le responsabilità.
PRESIDENTE. Si attenga al tema ed abbia contenuti politici,
onorevole Dipasquale.
Nessuno ha fatto morire alcuno, onorevole Dipasquale.
La smetta di aizzare l'Assemblea, onorevole Dipasquale, la smetta
DIPASQUALE. Voi siete riusciti a far morire la sanità siciliana.
Voi non riuscirete a bloccare i siciliani, non riuscirete a
bloccare i siciliani, non ci riuscirete.
PRESIDENTE. E' indecoroso il suo intervento, onorevole Dipasquale.
E' indecoroso il suo intervento
DIPASQUALE. Voi avete solo una possibilità...
PRESIDENTE. Si attenga ai temi politici, onorevole Dipasquale. La
smetta
DIPASQUALE. Voi avete la possibilità di presentarvi dimissionari
alla Sicilia, ai siciliani e voi siete complici - lei per primo,
Presidente, gli Assessori che siedono accanto, i parlamentari che
sostengono questo Governo - perché caro Assessore, cari Assessori,
non è possibile assistere a questa vergogna che avete e che state
rappresentando in questi momenti.
La Sicilia piange, la Sicilia piange, la Sicilia è vergognata per
queste intercettazioni, per questo scandalo che ha coperto
PRESIDENTE. Basta, chiuda il microfono, chiuda il microfono
Scenda da quel banco, scenda immediatamente La smetta di
insultare i parlamentari, la smetta
Fatelo scendere subito La smetta
E' un provocatore lei Lo faccia scendere subito. Lei è un
provocatore, lei è un provocatore Dipasquale Lei è un provocatore
Provocatore, aizzatore è
(Tumulti in Aula)
Cose da pazzi Provocatore
Questo non è un dibattito politico.
Onorevole Cracolici, lei può contestare e può intervenire com'è
intervenuto ed ha superato abbondantemente i cinque minuti.
L'onorevole Dipasquale è un provocatore, è un aizzatore Lo fa
continuamente nei confronti del Governo ed il Parlamento
(Applausi in Aula)
Continuamente lo fa Basta Andiamo avanti.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà
LUPO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Assessori, colleghi, intervengo esprimendo la preoccupazione, penso
non solo mia e del Gruppo parlamentare Partito Democratico, ma la
preoccupazione dei siciliani che avrebbero volute ascoltare da lei,
Presidente, in quest'Aula, parole rassicuranti su come lei intende
gestire la sanità in Sicilia nella triplice veste di Presidente, di
Assessore ad interim e di Commissario Covid per la nostra Regione.
I siciliani vorrebbero sentire da lei quali scelte strategiche, in
questo momento, lei intende adottare per imprimere alla campagna
vaccinale l'accelerazione che è stata richiesta dal generale
Figliuolo, che ci ha chiesto di raddoppiare gli hub vaccinali, che
ci ha chiesto, vi ha chiesto, di aumentare il numero di vaccini da
ventimila a cinquantamila. Queste sono le preoccupazioni che noi in
quest'Aula oggi vogliamo esprimere.
Ci saremmo aspettati che il presidente Musumeci oggi aprisse
questa discussione, che non può essere ovviamente una discussione
basata sulle cose lette sui giornali, avremmo voluto sentire da lei
qual è la sua versione sui fatti accaduti e quali sono le sue
risposte per recuperare, purtroppo, i disagi che si stanno
provocando a carico dei cittadini della nostra Regione, come veniva
detto, purtroppo ancora non sappiamo neppure quanti sono
esattamente i contagiati da Covid-19 di ieri, di oggi, c'è un caos.
Lei ha il dovere di tirare fuori questa Regione dal caos, per
garantire la salute a 5 milioni di cittadini di questa Regione. Io
trovo preoccupante che lei abbia voluto accentrare tre incarichi
delicatissimi, certamente il Presidente della Regione non poteva
fare diversamente, certamente è anche il Commissario Covid, ma su
questo si potevano fare scelte diverse, ha assunto anche l'interim
dell'Assessorato sanità e attribuito l'interim dell'altra direzione
della sanità all'unico direttore di cui, in questo momento,
l'Assessorato dispone. La sanità siciliana, in questo momento,
risponde complessivamente a lei e al dottore La Rocca.
Io penso che lei debba sentire, ovviamente, la responsabilità che,
in questo momento, sta assumendo e io penso anche tentare, nella
drammaticità del momento che viviamo, di aprire un confronto
positivo col Parlamento della Regione che esprime grande
preoccupazione, innanzitutto, per le cose dette ascoltando,
appunto, i cittadini sul territorio, i sindaci che vivono un
momento di smarrimento, che non sanno più esattamente a chi
riferirsi, che si sentono tutti i giorni, che raccolgono tutti i
giorni, purtroppo, lamentele da persone che hanno fatto ore e ore
di fila in attesa, ad esempio, alla Fiera del Mediterraneo,
cittadini che continuano ad aspettare due settimane prima di
ricevere un tampone a casa, cittadini che non riescono ad avere
risposte adeguate dall'USCA, lo sottolineo, nonostante lo sforzo e
l'impegno del personale sanitario ma, purtroppo, per gravissime
responsabilità e disfunzioni di natura organizzativa del suo
Governo.
Noi abbiamo presentato, da quando è iniziata la pandemia, oltre
cinquanta interrogazioni parlamentari, credo una settantina,
abbiamo sollevato dubbi sul numero di ammalati Covid, sul numero di
ricoverati Covid, sul numero di posti letto in terapia intensiva.
Non abbiamo presentato interpellanze e interrogazioni sul numero di
deceduti Covid, ritenendo che un errore di conteggio, almeno sul
numero di deceduti non si potesse verificare, e abbiamo espresso la
preoccupazione che l'analisi epidemiologica che portavate avanti
fosse falsata dal fatto che, purtroppo, alcuni dati non
rispondevano al vero.
Allora penso, Presidente, che lei avesse il dovere e ha il dovere
di rispondere a queste oltre cinquanta interpellanze parlamentari.
Noi non abbiamo ricevuto risposta quasi a nessuna di queste.
Penso che aveva il dovere di pretendere che gli Uffici
dell'Assessorato, che l'Assessore, aveva il dovere lei stesso di
rispondere a queste interpellanze, a queste interrogazioni.
Presidente, ci ha ascoltato tante volte - o forse è meglio dire ha
sentito tante volte - che noi abbiamo denunciato queste e tante
altre disfunzioni, tanti altri errori che abbiamo attribuito al suo
Governo. Devo ritenere che lei abbia sentito senza volere ascoltare
e lei non abbia voluto verificare l'esattezza delle cose che
dicevamo e lei invece ne aveva il dovere e la responsabilità
politica.
Queste sono le responsabilità che oggi le attribuiamo: di avere
adottato non volendo verificare le cose che abbiamo detto e
scritto, non volendo rispondere, un comportamento omissivo,
Presidente, un comportamento omissivo che ha messo a rischio la
salute dei siciliani.
Recuperi, Presidente Vada a vedere le nostre interpellanze Dia
una risposta - anche scritta - se non c'è il tempo di rispondere in
Aula perché abbiamo avuto la finanziaria o altro.
Concludo. Credo, signor Presidente che, in questo momento,
drammatico per la vita della nostra Regione, dovrebbe davvero
prendere atto del fatto di essere assolutamente inadeguato a
gestire non solo questa crisi sanitaria del Covid ma anche la crisi
finanziaria.
Condivido l'opinione espressa ieri dalla direzione regionale del
mio Partito che lei dovrebbe dimettersi.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Presidente Musumeci, in questi anni ho sempre espresso
giudizi politici nei suoi confronti, non ho mai proceduto a
formulare accuse, in particolare, insulti come quelli che poc'anzi
abbiamo ricevuto; la considero una parentesi spiacevole anche per
la storia di quest'Aula.
C'è un punto politico - presidente Musumeci, mi riferisco agli
insulti nei miei confronti - nella vicenda che riguarda lo scandalo
della sanità siciliana ed è la credibilità delle istituzioni, la
credibilità dell'istituzione Regione vilipesa da quello che era
nell'aria ormai da mesi. Non a caso c'è un sottile filo conduttore
che segna le ben cinquanta interrogazioni e interpellanze che ha
presentato il Partito Democratico durante l'emergenza Covid. C'è
poco da fare I conti non tornano Non torna il numero dei tamponi,
non torna il numero dei morti, non torna il rapporto fra tamponi e
determinazione del colore in ordine all'emergenza.
E' un'onda lunghissima. Lo abbiamo evidenziato anche nel corso dei
dibattiti d'Aula parlamentari.
Se da un lato c'è lo sforzo sovraumano, insopportabile dei medici,
degli infermieri, di coloro che lottano ogni giorno in prima linea
- abbiamo parlato di eroi in quest'Aula -, ci sono medici che fanno
ore e ore di straordinario per garantire un tampone in più, una
visita domiciliare in più, un'assistenza della continuità sanitaria
a un malato in più e lo sforzo di quei medici, di quegli operatori
viene vanificato dai burocrati che decidono di spalmare,
modificare, sostituire, sotto il controllo della gestione politica.
Questa è la cosa che oggi fa più rabbia E' questa la ferita più
profonda: la mancanza di credibilità e l'incapacità e
l'inadeguatezza di chi è chiamato a gestire la cosa pubblica in un
momento così delicato e invece non riesce a cavare un ragno dal
buco e pensa di coprire errori e omissioni con i soliti annunci,
con il solito spot, con la solita pubblicità e pratica sulla
stampa, on line e cartacea.
Non è questa la ricetta per uscire da questo momento così
difficile, l'abbiamo detto più volte.
Purtroppo il tempo delle pezze è finito e ancora una volta, ci
dispiace, la magistratura è arrivata prima della politica.
In quest'Aula abbiamo denunciato le nefandezze con una mozione di
sfiducia eloquentissima. Il centrodestra, la maggioranza e il
Presidente della Regione hanno pensato di risolvere quel problema
battendoci a colpi di maggioranza, rispondendo agli ordini del
capo.
Purtroppo, il problema era molto più grosso e molto più ampio.
Parliamoci chiaro, qua c'è una Regione che non è in grado di dare i
dati, di trasmettere i dati.
Neanche oggi le comiche. Ieri escono di dati, di nuovo smentiti a
tarda sera.
Oggi i dati francamente ci lasciano di stucco perché evidentemente
non c'è un rapporto e una proporzione che coincide con quello delle
scorse settimane.
E un altro aspetto che fa ancora più male, signor Presidente, è
quello che sulla luce di quei dati che sono falsi, come emerge in
modo chiaro, questo sì siamo garantisti, ma certo emerge dal quadro
indiziario che quello che erano i nostri sospetti, sono le
conferme: che i conti non tornano. E quei conti hanno determinato
una diversa classificazione sul rischio e sulla pelle dei
siciliani.
Questo è un altro aspetto particolarmente doloroso di questa
vicenda.
Si è continuato ad andare avanti come se si stesse parlando di
altro e non di sanità e non della salute dei cittadini.
E poi, Presidente Musumeci, c'è la responsabilità politica che per
chi amministra è una cosa seria. E la responsabilità politica
imponeva, alla luce degli atti ispettivi delle opposizioni, alla
luce del contenuto della mozione di sfiducia, di verificare anche
l'operato del suo Assessore e non di fidarsi perché era un caro
amico o una persona di fiducia.
Avrebbe dovuto avere uno scrupolo in più nel verificare l'operato
dell'Assessore e l'operato di quell'Assessorato.
E quindi c'è una responsabilità politica e le conseguenze della
responsabilità politica si pagano, signor Presidente della Regione.
Non ci si può voltare dall'altra parte e non si può fare quello che
si è provato a fare oggi in quest'Aula quando di fronte
all'incapacità del centro destra e della maggioranza di andare
avanti si è scelto comunque di far finta di niente.
In politica ci sono delle responsabilità.
C'è un'inadeguatezza che è evidentissima.
C'è stato il tentativo per mesi di speculare sull'inadeguatezza
della sanità siciliana per accusare pure il Governo nazionale ed è
stato un tema all'ordine del giorno in modo quotidiano.
La conseguenza della responsabilità politica, signor Presidente
della Regione, è che lei rassegni le dimissioni. Non è adeguato a
gestire né l'emergenza Covid né a guidare la Regione in questo
momento così difficile.
I siciliani e le giovani generazioni che guardano con fiducia, che
meritano di restare in questa terra, hanno bisogno di un Governo
diverso, di un Governo migliore.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
cittadini, Presidente non le nascondo che sono molto preoccupato.
Intervenire con questo clima aumenta ancora di più le
preoccupazioni che ci sono qui tra i rappresentanti dei siciliani e
che ci sono fuori tra i siciliani.
Veda, signor Presidente, dire che qualcosa non va non è una
sconfitta.
E noi nei mesi passati abbiamo suonato dei campanelli a questo
Governo e a questo Presidente della Regione.
Nei mesi passati le opposizioni hanno presentato una mozione di
sfiducia prima al Presidente e poi di censura all'Assessore alla
Sanità. Ed erano dei campanelli, erano dei campanelli d'allarme per
dire guardi Presidente che c'è qualcosa che non va'.
Veda Presidente, nei giorni, soprattutto nei giorni difficili,
quando si ritorna a casa, ci si guarda allo specchio e ci si dice
sicuramente oggi ho sbagliato qualcosa, domani proverò a fare
meglio'. L'impressione che c'è stata durante questi mesi e
soprattutto durante l'inizio della pandemia, il periodo della
pandemia, è che questo Governo, questo Presidente della Regione in
qualche modo si guardano allo specchio, si guarda allo specchio e
dicono, o dice, quanto sono bello e quanto sono bravo. Così non si
superano le pandemie, Presidente. Perché non è che le pandemie si
vivono periodicamente. Le pandemie avvengono, sono degli eventi
eccezionali e noi stiamo attraversando sia una crisi sanitaria, che
una crisi economica.
E dietro queste crisi, Presidente, non c'è una regia perché quello
che è venuto a mancare in quest'ultimo anno e mezzo è una regia. Lo
si è visto anche durante la finanziaria. Se noi siamo stati qui un
mese e mezzo è perché non c'è stata una regia. La regia deve essere
fatta dal Presidente della Regione.
Se a livello sanitario si sta sbagliando qualcosa, si è sbagliato
qualcosa e c'è questa inchiesta che man mano sta facendo venire
fuori cose che i siciliani non riescono a capire perchè sta
succedendo questo, è perché anche lì non c'è una regia. Perché
colleghi, Presidente della Regione, durante una crisi sanitaria ed
economica, non si può pensare al consenso, non si può pensare alla
ricerca del consenso.
Io nei mesi passati ho visto varie dichiarazioni. Prima dovevamo
chiudere tutto, poi dovevamo aprire tutto. Nel frattempo non
riuscivamo a fare i tamponi, facevamo sempre meno tamponi dopo di
che i pieni poteri. Poi dovevamo lasciare aperto come Trento e
Bolzano. Cioè io ricordo di cambi continui, di posizioni, di cambi
continui di regia così anche come per la finanziaria. Se io cambio
continuamente e continuamente e continuamente, dico che cosa si
conclude. Si conclude che poi la regia non c'è e ogni assessore che
è delegato dallo stesso Presidente della Regione si stacca
completamente.
Dico, ma è possibile mai che il Presidente della Regione non abbia
contezza di quello che fa l'assessore alla Sanità, di quello che fa
l'assessore all'economia? E'possibile mai che un Presidente della
Regione non vede, non sente, non parla di queste cose? Senza regia
non si va da nessuna parte. Senza regia ci si dimette e si dice io
non sono in grado di gestire questo Governo, di gestire questa
situazione' e se ne prende atto.
Perché, veda Presidente, io ho assistito anche nei mesi passati a
continue esposizioni da parte del Presidente della Regione in tv,
tra i giornali, alla ricerca del consenso. Quello che sta
emergendo, almeno per quello che sto leggendo dai giornali, che
tutta questa storia è frutto del consenso, della ricerca del
consenso. Ma quando si governa una Regione, quando si governa una
Regione, soprattutto in piena pandemia non si può pensare al
consenso. Si lascia perdere il consenso e si governa e non si fa da
professori, non si vola alto, si vola basso, si vola tra la gente,
non ci si stacca dal Parlamento, non ci si tacca da quest'Aula.
Veda, Presidente, e concludo, anche negli atteggiamenti. Io
durante le discussioni ho visto poi un Presidente rispondere a
quest'Aula sempre con toni di superiorità, a volte anche
bistrattando i rappresentanti dei siciliani e l'atteggiamento di
molti dei suoi assessori è identico. Vedo continue faccine,
continue mimiche quando invece, in questa fase, un Governo
regionale dovrebbe ascoltare, dovrebbe concertare.
Allora, la domanda è semplice, Presidente, e chiudo, la domanda da
fare al Presidente della Regione è questa: Presidente, se lei non è
in grado lo ammetta, se lei non è in grado di fare da regia, si
dimetta, si dimetta, dia questa soddisfazione ai siciliani perché
ha perso al momento tutta la sua credibilità.
PRESIDENTE. Eè iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà.
A seguire gli onorevoli Sunseri, De Luca, Aricò, Siragusa,
Figuccia, Lentini, Lo Curto. Colleghi, io vi prego, vista la
delicatezza del tema, di contenere davvero il più possibile entro
massimo i cinque minuti dell'intervento. Grazie.
CALDERONE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
signori assessori, colleghi parlamentari, devo dire e lo dico con
grande preoccupazione che la labiale affermazione di essere
garantisti non trova nessuna rispondenza fattuale negli interventi
che ho avuto modo di ascoltare con attenzione e credo e ritengo con
compostezza.
E' accaduto all'alba di qualche giorno fa che è stata aperta
un'indagine o meglio l'atto iniziale che è costituito da una misura
custodiale che certamente non ha coinvolto alcun membro né del
Parlamento, né del governo siciliano e che soltanto, lo ricordo a
me stesso - ci sono tanti colleghi avvocati tra le fila del
Parlamento, dei banchi del Parlamento - che è soltanto un atto
iniziale.
Sembra si sia celebrato già il processo, signor Presidente
Musumeci, e che non soltanto sia stata emessa una sentenza di primo
grado ma, addirittura, una sentenza che ha acquisito autorità di
cosa aggiudicata.
Questo, per noi che siamo gli eredi di Beccaria, gli eredi di De
Marsico, gli eredi di Calamandrei, gli eredi di Carnelutti,
indegnamente, è veramente un fatto inaccettabile.
Sento parlare di dimissioni, signor Presidente Musumeci, vada
avanti, continui nel suo lavoro. Certamente l'autorità giudiziaria
a cui va il massimo rispetto perché noi siamo un organo
istituzionale avrà tutto il tempo d'indagare, come avranno tutto il
tempo di difendersi e di chiarire coloro che sono stati coinvolti
in questo procedimento.
Ho l'impressione che stiamo, in maniera grave e colpevole, mi sia
consentito, anticipando volgarmente i tempi. E, si badi, stiamo
parlando di fatti che, se accertati, hanno certamente una
connotazione di gravità, ma mentre parlo di cos'è? E allora io vi
dico, e ve lo dico con grande umiltà ma anche con grande fermezza,
che questo è il tempo di aspettare, di vedere, di verificare, di
dare il tempo agli organi istituzionali, a tal uopo preposti, di
verificare che cosa è successo.
Oggi, ho l'impressione di assistere ad un processo senza regole,
senza limiti che credo che la nostra civiltà giuridica, noi siamo
la culla del diritto, non abbia ragion d'essere.
Allora io invito tutti ad una riflessione. Signor Presidente
Musumeci lei, e lo dico da Presidente del Gruppo parlamentare di
Forza Italia, continui a dare credibilità al suo Governo,
certamente dovrà operare una sostituzione, mi permetto dire, agisca
sempre in continuità dando al suo Governo una grande figura di
grandissimo spessore istituzionale di grande competenza.
Se lei deciderà di tenere e di avocare a sé, come ha fatto qualche
giorno fa, i poteri e le competenze dell'assessore alla sanità, io
sono convinto che il Governo Musumeci, degnamente rappresentato da
Forza Italia - abbiamo l'orgoglio e l'onore di avere quattro grandi
assessori nel Parlamento siciliano - sicuramente continuerà a fare
bene questo Governo. Aspettiamo gli eventi, certamente saremo i
primi, non i secondi a criticare e anche a censurare se dovessero
emergere delle responsabilità, ma credo che ancora tempisticamente
non è il momento opportuno.
Continui Presidente, ha la fiducia mia e del mio Gruppo
parlamentare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, Presidente Musumeci, onorevoli
colleghi, di ciò che emerge, Presidente Musumeci da questa triste
vicenda se ne occuperà ben altro Palazzo. Il dato che invece emerge
è quello politico ed è un dato politico che a me preoccupa, perché
lei o sapeva, e quindi ne sarà responsabile, o non sapeva, o il suo
braccio destro le mentiva.
Queste ultime due opzioni sono quelle che solitamente si usano nei
confronti di un anziano affetto da demenza senile, non certamente
ad un Presidente di Regione che deve sapere sia da Presidente della
Regione, sia da commissario Covid quello che avviene all'interno
della propria Regione.
La prima domanda che mi viene quasi naturale chiederle,
Presidente, lei sapeva dei numeri di Palermo? Lei sapeva che
Palermo rischiava di essere zona rossa? E se lo sapeva, perché non
ha avvisato il sindaco di Palermo? Perché, vede Presidente, quello
che viene meno in tutta questa vicenda è la credibilità. Lei
avrebbe dovuto difendere i cittadini siciliani ed invece oggi i
cittadini siciliani non si fidano più di lei, del suo Governo e
dell'istituzione della Regione siciliana.
Vede Presidente, oggi il Presidente Micciché nel suo ultimo
intervento alla fine della legge finanziaria ha cantato il de
profundis al suo Governo. In tre giorni è crollato, è caduto il
Governo Musumeci.
Lei non si dimetterà, Presidente Musumeci, continuerà ancora per
quest'anno, quest'anno e mezzo a governare la Sicilia, ne sono
certo di questo, così come sono certo che tra un anno e mezzo lei
non sarà più il Presidente di questa Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Siragusa. Ne ha
facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, io ammetto di provare un certo
imbarazzo nell'intervenire oggi e mi spiace che non c'è l'onorevole
Calderone, io non mi iscrivo al partito dei giustizialisti, ci sarà
ben altra sede, la questione penale non riguarda questo Parlamento.
Anzi, io auguro a tutte le persone coinvolte di riuscire a
dimostrare la loro estraneità.
E nemmeno mi iscrivo al partito dei vogliaristi delle
intercettazioni andando a leggere, andando a cercare di capire qual
è la frase più scabrosa spalmi qua o spalmi là , certo, il tono
di quelle intercettazioni a prescindere da quello che poi è lo
scopo finale, è un tono che lascia trasparire comunque un disprezzo
verso tutto quello che sta succedendo fuori nel momento in cui si
stanno scambiando questi messaggi.
E proprio per questo c'è una cosa che mi stupisce e che mi fa
provare imbarazzo, che io non ho sentito nel Presidente della
Regione una parola, una parola che probabilmente già avrebbe potuto
mettere un punto, o comunque un senso a tutto questo. Non l'ho
sentito chiedere scusa ai siciliani. Non l'ho sentito chiedere
scusa ai siciliani per quello che è successo, perché in questi
giorni tutti i telegiornali, tutti i giornali ci stanno dipingendo
come un qualche cosa che è o non è, non sta a noi dipingerlo, non
sta a noi stabilirlo, ma che comunque mette in imbarazzo me e mette
in imbarazzo i siciliani. Chiedere scusa probabilmente avrebbe
fatto sì che qualche cosa poteva andare anche in modo diverso. E
manca l'umiltà.
Noi abbiamo sempre detto in tutti gli interventi che ci sono
stati, che nessuno ha il manuale di gestione della pandemia.
Ma abbiamo lanciato dei messaggi, abbiamo detto delle cose e non
siamo stati mai ascoltati, anzi con una certa spocchia, con una
certa arroganza, consentitemi queste parole, siamo sempre stati
considerati come quelli che stanno dando fastidio, stanno rompendo
le scatole, lo hanno già detto alcuni colleghi prima di me.
Certi atteggiamenti non sono costruttivi in un rapporto tra un
governo e un parlamento, noi stiamo esprimendo le nostre opinioni,
chi magri in maniera più corretta, chi in maniera, magari, più
scorretta ma abbiamo diritto di dirlo, soprattutto quando viene
riconosciuto che non esiste un manuale di gestione della pandemia.
E invece no. Invece poi scopriamo che tutto questo, vero o non vero
che sia alla fine è servito solo a una cosa, a coprire la totale
inadeguatezza e la totale incapacità nella gestione della pandemia
e questo non tanto per i numeri taroccati ma per altre cose che si
evincono dalle intercettazioni.
Leggere che una signora di 52 anni di Lascari è morta d'infarto
perché l'ambulanza ci ha impiegato due ore per andarla a prender
perché tutte le ambulanze erano occupate chissà dove è una cosa che
fa preoccupare, perché vuol dire che oltre la sanità Covid che non
sta funzionando, non funziona nemmeno la sanità ordinaria ed è
questo che deve preoccupare i cittadini.
Ed è anche per questo che, mi dispiace dirlo, ma lei è inadeguato
a questo ruolo perché non riesce a riconoscere umilmente i limiti,
le difficoltà ai problemi che ci sono stati nonostante nessuno
abbia il manuale di gestione della pandemia ma proprio per questo,
magari, evitare di utilizzare la pandemia per far propaganda
politica, per fare consenso o per cercare di fare sembrare qualcosa
che non è.
Sarebbe stata una soluzione più congeniale e probabilmente avrebbe
trovato anche nel Parlamento un supporto e un aiuto nella gestione
della pandemia stessa.
PRESIDENTE. E'iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi sono molto
amareggiato, molto amareggiato perché ritengo che in quest'Aula sia
scritta una brutta pagina, di questo glorioso Parlamento.
Tanti di noi che sono venuti qui per la prima volta, io nel 2008,
eravamo orgogliosi di far parte di un Parlamento che dicevamo
essere il più antico d'Europa; oggi da questo pulpito gli
interventi non sono stati tutti all'altezza del ruolo che ognuno di
noi dovrebbe rappresentare. Quanto meno per il mandato che i propri
elettori gli hanno affidato per il consenso, per avergli affidato
nelle mani il loro futuro politico e sociale, anche di una Regione
che ha le dimensioni per essere una nazione.
Questo lo considero un Parlamento di una nazione, perché tale lo
siamo. A me dispiace pure che, ad appena 48 ore ci siano state le
dimissioni di quello che ritengo uno degli assessori migliori che
il Governo Musumeci fino ad oggi abbia avuto.
Una persona, l'avvocato Razza che ritengo abbia fatto uno
splendido lavoro in questi tre anni e due mesi di mandato,
raggiungendo dei traguardi strabilianti perché il piano di rientro,
le nuove costruzioni, non ultima quella di Siracusa, la rete
ospedaliera, tutti obiettivi raggiunti in pochi anni e molto
velocemente e non ultima, quanto ci ha detto il Commissario
dell'Emergenza Covid Nazionale, la Sicilia essere stata poco prima
che succedesse, che fosse raggiunto il giorno prima dall'avviso di
garanzia, la Sicilia era la prima Regione d'Italia per vaccini in
rapporto a quelli consegnati.
Allora, questi sono degli obiettivi importanti. Io ero tra quelli
che riteneva che l'assessore Razza non si dovesse dimettere perché
questo Governo aveva bisogno di lui e avrebbe bisogno ancora di
lui.
Ma è stata così alta la sua sensibilità politica e istituzionale,
io ho sentito due giorni fa - quando il Presidente della Regione ha
letto la lettera di dimissioni - dire che le istituzioni vengono
prima degli uomini.
Ed è alto il senso di responsabilità del Presidente della Regione
e dell'assessore Razza, Presidente della Regione che è stato qui e
ha detto che un minuto dopo la finanziaria sono disponibile per un
confronto con il Parlamento; e così è stato.
E ci ha messo la faccia, ci ha messo la faccia avocando a sé
l'interim, facendo subito una riunione di Giunta per dare l'interim
dell'altro dipartimento, quello guidato dalla dottoressa Di
Liberti.
L'onorevole Cracolici parlava di tre episodi e hanno parlato anche
di consenso elettorale, quasi tutti negli interventi
dell'opposizione. Io vorrei fare una domanda, però: ma è possibile
chiedere, modificare i dati per evitare la zona rossa quando poi lo
stesso Presidente della Regione ed il Governo chiedevano la zona
rossa al Governo nazionale? Ma diciamoci la verità Com'è
possibile?
E quando tutti dicevano: ma perché il Presidente della Regione
vuole la zona rossa? Che ci lasci lavorare, perché il Presidente
della Regione ha messo come primo punto all'ordine del giorno la
salute dei siciliani.
E ricordo a gennaio, quando i dati sembravano, ed erano, di zona
gialla il Presidente della Regione chiedeva con fermezza la
possibilità di entrare in zona rossa, molti dell'opposizione
dicevano: ma Musumeci vuole bloccare la Sicilia.
E allora, colleghi, decidetevi, decidete cosa fare, finanche è
stato tirato in ballo quel messaggio WhatsApp carpito non si sa
come, e mi fa piacere che già l'onorevole Cracolici sappia anche
della relazione dei NAS se c'è stata, se non c'è stata, se sono
stati raggiunti gli obiettivi; a me, purtroppo, onorevole
Cracolici, non è dato sapere, non me le fanno vedere le relazioni
dei NAS, lei già sa che gli obiettivi non sono stati raggiunti
quando gli stessi ispettori, ritornando a quell'episodio che lei
ricordava, quegli stessi ispettori del Ministero non hanno
sollevato obiezioni in tal senso, anzi, nel dato aggregato
siciliano, sembrerebbero aver verificato più posti rispetto a
quelli dichiarati.
Allora io ritengo, naturalmente, non possiamo, Presidente, che
andare avanti, il Governo fino ad oggi ha fatto bene, naturalmente
gli errori ci sono stati e si è parlato anche di umiltà; ricordo
l'ultimo dibattito con l'assessore Razza avere chiesto scusa per
alcuni errori fatti proprio perché, come qualcuno ha detto, non c'è
un manuale per affrontare la pandemia, però se si fanno le cose
qualcosa si dovrà sbagliare.
E allora, Presidente, ritengo che questo sia un atto di
responsabilità del Presidente della Regione che oggi ha voluto
affrontare immediatamente il dibattito, poi, naturalmente,
risponderà alle richieste fatte dell'opposizione, riteniamo che si
debba andare avanti verso il solco segnato in questi tre anni e
mezzo per proseguire il tanto lavoro che si è fatto già sino ad
oggi.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, colleghi e soprattutto siciliani,
presidente Musumeci, secondo me sarebbe stato molto importante che
lei parlasse per primo.
Innanzitutto perché avremmo voluto ascoltare se avete letto, se
avete nuovi elementi su ciò che è accaduto, ma soprattutto perché
avrei voluto ascoltare come intende portare avanti i tre incarichi
che lei attualmente ricopre: quello di Presidente della Regione,
quello di soggetto attuatore dell'emergenza Covid delegato e da
ultimo, in seguito alle dimissioni dell'assessore Razza, di
assessore alla sanità.
La campagna di vaccinazioni, infatti, Presidente, non è un tema
che può essere portato avanti part-time e neppure la gestione
ordinaria della sanità.
In merito poi ai fatti che hanno condotto alle dimissioni
dell'Assessore Razza, io non possono omettere di contestarle alcune
condotte. Innanzitutto, che avete fatto politica con il Covid,
perché quando il Governo Conte dichiarava rosso voi dicevate che
dovevamo essere gialli, quando ci dichiarava arancioni dovevamo
essere rossi e, contrariamente a quello che è stato appena detto,
quando c'erano questi fatti, quando accadeva che il direttore La
Rocca sull'audio Whatsapp andava a redarguire i dirigenti generali
per il caricamento dei posti, beh quello è proprio il periodo in
cui noi eravamo arancioni e ci si lamentava che era stato
contestato, che c'era stata assegnata questa categoria, questo
colore.
Avete cercato la realtà e di rappresentare una condizione, una
situazione migliore di quella che è perché voi avete un difetto,
proprio è un difetto intrinseco nella vostra personalità, voi avete
una cultura dell' Io smisurata, non accettate la critica, non
accettate la critica politica. Quando qualcuno vi fa riscontare un
difetto, santiddio, è la cosa più brutta che vi possa capitare, a
quel punto scoppiate, peccate di superbia, vi sentite onnipotenti e
lì sbagliate.
Vede, Presidente, lei in occasione della mozione di censura
all'Assessore Razza dichiarò, o quanto meno si seppe che lei
dichiarò, che tutto ciò che riguarda dalla sanità passava da lei,
l'ultima parola ce l'aveva lei, però poi da queste intercettazioni
viene fuori che lei non sapeva nulla di ciò che accadeva sotto i
vostri occhi.
Avete nominati personaggi improbabili, Damiani, Candela, Costa,
Bertolaso. Ancora qua nessuno ha capito che cosa ha fatto
Bertolaso, che cosa c'è venuto a fare. Avete finanziato app che non
funzionavano, ve ne siete fregati di Sicilia Digitale, tutti i
sistemi digitali e informatici che avete utilizzato durante questo
periodo sono andati sistematicamente in tilt. E lei non sapeva
nulla, non sapeva perché succedeva, non succedeva, come mai.
Allora, io mi domando se tutto questo caos le è passato sotto gli
occhi senza che neppure se ne accorgesse, mentre l'Assessorato alla
sanità era sotto l'egida del suo uomo più fedele, della persona su
cui lei avrebbe messo la mano sul fuoco ad occhi chiusi.
Io vorrei capire come può in futuro, in questi mesi che abbiamo
davanti, gestire la sanità, la campagna vaccinale, l'emergenza
Covid, i ristori e tutto quello che abbiamo davanti con questa
maggioranza e con questo Governo.
E allora, questa domanda me la devo fare, perché vede, Presidente,
i siciliani sono più preoccupati per quello che li attende che non
per quello che è capitato. C'è paura e c'è sfiducia, Presidente.
Avete creato una totale sfiducia nella politica, nelle istituzioni
e nella sanità e lei non ha più gli strumenti per andare avanti, la
gente ha paura e lei non ha più risposte da dargli.
In questo momento le dimissioni sono un atto di dignità, di
consapevolezza e di coerenza. Anche le sue, Presidente Musumeci. La
invito veramente a riflettere, perché la serietà che dobbiamo
dimostrare nei prossimi mesi agli imprenditori e ai siciliani e al
nostro corpo sanitario, è veramente tanto e voi non siete più in
grado di garantirlo, in questi giorni ne avete data piena, ampia,
dimostrazione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Presidente, Governo e colleghi, ho chiesto di
intervenire per chiedere scusa, intanto, per il mio intervento
scomposto poc'anzi, ma, Presidente, io dico le mie, io dico le cose
che mi spettano
PRESIDENTE. Assessore Turano
DI MAURO. ..perchè, vede, in un momento così complicato, come
quello di oggi che riguarda la salute delle persone si può
discutere, si può dibattere, si può andare al di là dei minuti
consentiti, come ha fatto l'onorevole Cracolici, che lo ho
ascoltato, ovviamente dissentendo sulle cose che lui ha detto, ma
le provocazioni non mi sembrano il caso.
E, chiusa questa parentesi, intervengo per dire due cose,
Presidente. Noi siamo stati riuniti in Commissione Bilancio
quindici giorni, è entrata una Finanziaria di 51 articoli, è uscita
con 161 articoli e credo che se non sono 101 che appartengono,
circa 100 appartengono alla maggioranza, comunque un'ottantina
appartengono alla maggioranza.
Cioè, grazie ad un'attività che è stata posta in essere in
Commissione Bilancio e, poi, qui, in sede di Aula, abbiamo
approvato una finanziaria - credo la più corposa degli ultimi anni
- col consenso del Governo proprio a testimonianza che la sua
maggioranza ha retto.
E se avessimo concluso i lavori due giorni or sono, se non fosse
capitato l'incidente per il quale abbiamo dovuto sospendere i
lavori, noi avremmo potuto portare in porto una finanziaria che era
scevra dal condizionamento che c'è stato in queste ultime giornate
a causa della vicenda giudiziaria, sulla quale io ovviamente non
sono in condizioni di entrare nel merito, non ho letto le carte,
non conosco le carte, non faccio attività giudiziaria.
Faccio l'attività di chi fa politica, di chi ha assistito
all'impegno che ha assunto questo Governo essendo la Sicilia,
soprattutto, una realtà che ha avuto, come regione, meno persone
che sono state colpite dal Covid rispetto al resto d'Italia. E
credo che questo Governo qualche merito ce l'abbia in ordine a
tutte le cose che ha messo in campo perché così è stato e così è
registrato e se questo Governo ha il risultato - lo diceva poc'anzi
il capogruppo di DiventeràBellissima - di essere la prima regione
in Italia in termini di vaccini, anche questo è un grande
risultato.
Se pensiamo che la Germania l'altro giorno ha sospeso
l'AstraZeneca, se pensiamo quello che succede in Brasile, se
pensiamo quello che succede in altre regioni, se pensiamo quello
che è successo in Lombardia a proposito del Covid, qui si è
abituati a guardare il bicchiere mezzo vuoto perché è un - mi
permetto di dire - un rituale, Presidente, che si ripete in ogni
legislatura, allorquando succede un incidente giudiziario ad uno
dei componenti della Giunta, immediatamente l'opposizione si
sveglia per chiedere le dimissioni per mandare a casa, per
l'occasione, il Governo. Ovviamente, questo non succederà.
Noi abbiamo fatto - ripeto ancora una volta - una finanziaria
importante e, mi permetto di dire, la questione di natura sanitaria
questo Governo ha fatto il massimo.
Io non so quali saranno gli esiti della vicenda giudiziaria, ma
credo di poter affermare che errori umani possono essere compiuti,
che mai si sono falsificati dati, che si è messa in campo
un'attività straordinaria che ha avuto molto consenso nel
territorio, che - ripeto - le persone vaccinate sono, in termini di
percentuale, i primi in Italia e che importanti risultati il
Governo ha raggiunto e che, però, c'è una vicenda giudiziaria in
corso per cui qualcuno, qui stasera, ha già emesso sentenze dalle
quali traggono, ovviamente, la cosa che interessa e che è la
conclusione politica che il Governo si deve dimettere.
Presidente Musumeci, se lei accenna a dimettersi guardi che
andranno a Palazzo D'Orlèans a dirle che non si deve dimettere,
questo è chiaro, Presidente Musumeci.
E' un rituale che si ripete ogni volta, gliel'hanno detto anche
qui. E va bene, lo sappiamo, lo facevano con Cuffaro, lo facevano
con Lombardo, poi l'hanno fatto con Crocetta perché aveva paura di
dimettersi.
Allora, qui bisogna ristabilire la verità delle cose e bisogna
essere, soprattutto, sereni ad esaminare le cose. Un conto è la
vicenda giudiziaria che si terrà in un altro Palazzo e che avrà il
suo corso e che dividerà le responsabilità, ma credo di dover
affermare che né i dirigenti né tanto meno l'assessore o il Governo
operava con una complicità organizzata per mettere in atto una
strategia di nascondere a chi? Se il Governo continuamente
chiedeva, preoccupato, la zona rossa
Perché la verità, poi, è questa: abbiamo chiesto, attraverso il
Governo, diverse volte e se è stata commessa qualche ingenuità che
può avere anche risvolti penali - io non lo so, non lo saprò mai se
ci saranno risvolti penali - io credo che l'Aula debba avere la
forza di fare silenzio e di accettare l'excursus di questo fatto
giudiziario per vedere alla fine, quanto meno, se ci sarà un rinvio
a giudizio.
Già qui sin dall'inizio si chiede la testa di chi? Di chi si è già
dimesso? Di chi già si è assunto le responsabilità vere o non vere?
Qui c'è stato un esempio di democrazia condotto dall'Assessore
Razza che, appena ricevuto il documento da parte dell'autorità
giudiziaria, dopo quattro ore si era già dimesso perché,
ovviamente, aveva necessità di confrontarsi con il Presidente della
Regione perché - come tutti sappiamo - il Presidente della Regione
ha insistito perché le dimissioni non fossero prese, ma l'uomo
Razza, soprattutto l'uomo di legge, un uomo che vive la sua
attività professionale della professione di avvocato, resosi conto
che ogni giorno che stava qui poteva essere il bersaglio delle
opposizioni, ha deciso di rassegnare le dimissioni, e credo che sia
questo un atto di maturità politica che meritava rispetto e
apprezzamento da parte di tutti, e aspettare religiosamente la
prosecuzione delle indagini.
Chiedere le dimissioni è lo stesso modus operandi che le
opposizioni - io sono qui da diversi anni, Presidente - ogni volta
chiedono, e rinvigoriscono quando succede un fatto giudiziario, per
poi dopo dieci, quindici giorni, dimenticare tutto e continuare.
Abbiamo, Presidente, condotto una finanziaria che è la più
importante di questi ultimi anni, a fronte di una disponibilità
finanziaria, tolta la manovra dell'articolo 2, molto irrisoria.
Molte norme sono state inserite e - come dicevo poco fa - anche
norme dell'opposizione e abbiamo, credo, condotto un lavoro. Mi
auguro che questo possa essere apprezzato, a prescindere dal
momento politico e giudiziario che viviamo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Presidente, Assessori, intanto lasciatemi esprimere
apprezzamento nei confronti dell'uomo Ruggero Razza, che, volendo
che le indagini si potessero svolgere in maniera libera, serena,
fuori da ogni condizionamento, ha fatto un atto di grande
generosità. Lo ha fatto anzitempo, consegnando ovviamente piena
fiducia, come tutti noi, alla Magistratura, rispetto alla quale,
Presidente della Regione, ad oggi l'unica dichiarazione del GIP,
così come riportata ne Il Sole 24 Ore di ieri, fa del Presidente
della Regione, uomo, che nelle dichiarazioni del GIP che
ovviamente, dal quale tutti noi uomo ingannato , così dice,
riporta Il Sole 24 Ore di ieri, riprendendo le parole del GIP.
Ora, ovviamente nessuno
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Figuccia. Colleghi, siete
quattro disposti su un'unica fila. Siete pregati di mettervi nei
posti assegnativi.
FIGUCCIA. Ovviamente, nessuno può anticipare, perché come diceva
giustamente il collega prima, nessuno di noi può conoscere i
contenuti delle indagini, e nessuno di noi, almeno certamente io,
ha avuto la possibilità di andare a sbirciare o conoscere atti.
Però, senza volere davvero entrare nel merito, se quei dati che
fanno riferimento a quei giorni avessero avuto una reazione
diversa, invece di dire, così come è stato raccolto, dividiamoli ,
spalmiamoli , avesse detto qualcuno carichiamo tutto oggi , non
lo so, quale sarebbe stata l'interpretazione?
Questo racconta che cosa, Presidente? Che una frase,
decontestualizzata ed estrapolata, in un contesto di indagini e di
intercettazioni, può assumere ovviamente il significato che gli si
può attribuire, soprattutto se la stampa la racconta in maniera -
prestandosi, mi dispiace, alle strumentalizzazioni - in maniera
così caotica.
Io dico caotica, ritengo a ragione, perché, Presidente, io
stasera ho sentito delle parole davvero tristi, per le quali ho
provato persino vergogna.
Io ribadisco la mia solidarietà e apprezzamento nei confronti
dell'uomo Razza, rispetto al quale oggi ho sentito parole come
buon'anima , ho sentito parole rispetto al Presidente addirittura,
con riferimento a demenza senile . Onorevoli colleghi, non vi
sembra che stiamo esagerando e che, chi ci ascolta, comprende il
senso profondo del desiderio di una strumentalizzazione pura?
Devo dirvi la verità, in giro la gente dice esattamente questo, a
me in giro la gente dice ma questa storia così come è stata
raccontata non mi torna .
Vedete, per ogni cosa c'è un tempo. Io invece, Presidente della
Regione, onorevole Musumeci, la voglio ringraziare per la
prontezza, l'immediatezza con la quale lei ha deciso di mettere la
faccia subito in questo dibattito.
Così come l'Assessore Razza, con quel passo indietro, ha evitato
di far scivolare tutto in un contenitore mediatico dove tutto si
poteva dire e raccontare e lei, alla stessa maniera, Presidente
Musumeci, mettendoci la faccia e venendo subito in quest'Aula credo
che stia stoppando le facili strumentalizzazioni.
Penso che la dimensione etica anche nel dibattito dovrebbe
prevalere. L'invito a tutti i componenti di questo Parlamento è che
così possa essere anche in una giornata così difficile.
Presidente della Regione, oggi avrei potuto avere un
atteggiamento critico nei confronti della finanziaria che ci ha
visti - talvolta - troppo aperti all'opposizione che era lì, messa
a mettere emendamenti su emendamenti. Presidente della Regione,
perfino potevo essere critico verso il suo atteggiamento
chiusurista. Lei ha fatto delle dichiarazioni, ha creato le
condizioni perché quando eravamo in zona arancione, con questo
atteggiamento chiusurista, si finisse in zona rossa.
Tutto le si può rimproverare, Presidente, di avere un
atteggiamento severo, di avere un atteggiamento di chi vuole
tutelare a tutti i costi il bene vita, ma oggettivamente,
Presidente della Regione, questa accusa sul piano politico non
regge.
Io che mi sento un uomo libero, di giudicare al netto di quello
che farà correttamente la Magistratura nella quale tutti noi
abbiamo assolutamente fiducia, mi sono fatta una mia personale
opinione. Credo che la stessa personale opinione che si sono fatti
tanti siciliani. Ma poi, sa com'è? Il tempo è galantuomo e discerne
tutto, perfino fra falchi e aquile che volano liberi nei cieli e
iene e sciacalli che vogliono continuare a sguazzare nella palude.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pasqua. Ne ha
facoltà.
Vi chiedo di rispettare i tempi perché ci sono tantissimi
interventi che dobbiamo accogliere, però l'ora è anche tarda.
PASQUA. Presidente, cercherò di essere il più rapido possibile,
innanzitutto rassicurando il Vicepresidente Di Mauro che qualora il
Presidente dovesse rassegnare le dimissioni non andremo sicuramente
a fermarlo lì, a Palazzo d'Orleans.
Detto questo, devo intervenire perché non voglio fare un
intervento che abbia dei risvolti giudiziari eccetera; però,
l'azione giudiziaria portata avanti dalla Procura di Trapani ha
messo in evidenza una cosa importante che quest'Aula, questi
deputati e i siciliani hanno ricevuto una serie infinita di bugie.
Ed è un fatto E' un fatto Abbiamo sentito bugie su bugie Bugie
che ci venivano dette in Commissione Salute quando chiedevamo i
dati del Covid che o non ci venivano dati o ci venivano dati dei
numeri che non riportavano a nulla.
Erano quelli che potevamo recuperare online come tutti quanti,
eppure noi chiedevamo molto di più. Chiedevamo dati più attenti per
permetterci di svolgere il nostro compito.
Bugie su bugie. Ma queste bugie a cosa servivano? Servivano solo
allo scopo di sembrare, sembrare, capaci, migliori. Sembrare Una
bugia detta per prendersi al petto una medaglietta di plastica. Una
medaglietta di plastica che mostra che cosa? Che cosa mostra questa
medaglietta di plastica senza valore? Che siamo i più bravi. Siamo
stati bravissimi e siamo bravi. No, mi dispiace
In psicologia le bugie sono interpretate in un'altra maniera, sono
intese come si dice una bugia per non dimostrare la propria
incapacità, la propria inadeguatezza. Questo è una bugia. E quelle
bugie che hanno dovuto subire i siciliani e le cui conseguenze le
hanno dovute pagare anche quegli operatori sanitari che negli
ospedali hanno lottato contro il Covid, contro i siciliani che ne
hanno sofferto e ne hanno patito le conseguenze.
Le bugie. Guardate che sono proprio le bugie a rendervi inadeguati
a gestire la sanità in Sicilia. Non ne siete capaci, perché lo
dimostrate voi stessi con queste menzogne. E per dimostrarvelo
prendo a prestito le parole di Aristotele: la punizione dei
bugiardi è non essere creduti anche quando dicono la verità .
Bene, signor Presidente della Regione, lei ha preso l'interim di
questo dicastero, di questa delega dell'Assessorato della salute,
ma da domani, anzi già da quarantottore tutto ciò che direte sul
tema sanità, sui numeri del Covid, su qualunque cosa che cercherete
di portare avanti non sarete credibili. Non sarete credibili. E in
politica, nel suo ruolo, signor Presidente della Regione, la
credibilità è tutto.
I siciliani vogliono una guida credibile alla guida della sanità.
Non siete stati e non siete in grado di gestire la sanità
siciliana. Ne prenda atto, signor Presidente della Regione, che non
ha più la fiducia dei siciliani e non ha neanche la fiducia di
parte della sua maggioranza. Ne prenda atto. È emerso in questi
ultimi giorni di trattazione di legge di bilancio e di legge di
stabilità. Ne prenda atto, signor Presidente della Regione.
Non prolunghi ulteriormente la lunga agonia che stanno subendo i
siciliani perché lei non saprà come andare avanti non essendo più
credibile. Ne prenda atto e faccia l'unica cosa sensata, signor
Presidente della Regione, rassegni le sue dimissioni. I siciliani
meritano ben altro che le bugie.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
della Regione ho detto più volte nel corso di questo ultimo anno
nel quale ci siamo imbattuti nella pandemia che questa è la crisi e
l'emergenza sanitaria più grave che ha colpito l'umanità e ha
colpito anche il nostro Paese negli ultimi cento anni. E, di fronte
a questa drammaticità, è chiaro che tutti i sistemi sanitari di
tutti i Paesi sono stati posti sotto stress, nessuno aveva
calibrato le proprie azione e le proprie intenzioni di fronte ad un
mostro sconosciuto come questo Covid.
Eppure la Sicilia è stata meta, al contrario, di turismo, se così
lo possiamo chiamare, sanitario. Il nostro sistema sanitario ha
retto. Nessuno dei pazienti ammalati di Covid è stato abbandonato a
se stesso. È stato messo in campo tutto un meccanismo che ha
permesso che le cure venissero date, da quelle domiciliari a quelle
nelle terapie intensive. Nessuno è rimasto da solo ad affrontare
questa emergenza.
E in questa emergenza tante volte mi sono espressa nel dire che,
seppure avremmo potuto criticare il Governo nazionale per scelte
che abbiamo dovuto subire, soprattutto nella prima fase quando un
lockdown che non aveva senso in Sicilia è stato pure subìto, lo
abbiamo accettato, abbiamo accettato la scelta senza colpo ferire
pensando che le istituzioni dovevano insieme andare avanti,
collaborare, il senso di responsabilità era quello che doveva
prevalere.
Questo dibattito, Presidente, non è tra coloro che si scontrano
perché ci sono due civiltà differenti, da un lato i giustizialisti
e dall'altro lato i garantisti. No, signor Presidente, questo non è
un dibattito tra due modelli culturali, tra due approcci politici a
problemi importanti e gravi come quelli che stanno emergendo.
Quest'Aula è stata trasformata, signor Presidente, qualcuno lo ha
detto prima di me in modo diverso, io lo voglio dire come lo sento,
con il mio linguaggio, con la chiarezza con la quale sempre dico in
assoluta libertà ciò che penso. Non mi sento in una Aula del
Parlamento, mi sento per le urla, per gli ululati, per il ringhiare
feroce, con cui questa problematica che oggi è stata non affrontata
- e su questo poi intervengo un secondo - ma per il modo in cui è
stato accredito, non l'avversario politico, ma il nemico, il nemico
da sbranare. Qui non un dialogo serrato, un confronto dialettico,
una richiesta con il sangue e gli occhi di chiarimenti rispetto a
quello che sarà la sanità, perché è quello che è stato in fondo, al
di là e al netto delle inchieste sulle quali noi non dovremmo dire
parola.
Ho sentito dire in uno dei primi interventi che i morti si
sarebbero potuti evitare in Sicilia. Vorrei sapere con quale
scientifico e oggettivo sistema di rilevamento di questo dato
sarebbe stato possibile evitare o quale correlazione.
(Intervento fuori microfono)
Onorevole, ho sentito urlare; adesso io devo avere il diritto di
essere ascoltata Non sto urlando.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, si rivolga alla Presidenza.
LO CURTO. Certo, certo ma c'è qualcuno che disturba.
Detto questo, signor Presidente, io avrei voluto sinceramente
appassionarmi al dibattito per comprendere come meglio tutti
insieme possiamo tutelare la salute dei cittadini, istituzioni e
soprattutto quelli che sono in prima linea, operatori sanitari,
infermieri, medici, tutti quelli che stanno affrontando insieme
agli ammalati il Covid. Avrei voluto sentire questo ragionamento.
Ma qui, signor Presidente, nulla di politicamente rilevabile, nulla
di seriamente interessato a comprendere quale sarà la sorte della
sanità in Sicilia, semplicemente un atto di accusa inappellabile
contro il nostro Governo, contro il Presidente, perché Razza non
c'è più. Razza si è dimesso e ha fatto bene, secondo me, proprio
per rendere possibile una migliore e più serena vita al Governo
senza che si appesantisse con ombre che non incidono e non devono
incidere sull'operato del nostro Presidente, in questo caso.
Allora i, nel riconfermare la stima politica dell'UDC a sostegno
del Presidente Musumeci e della sua irreprensibile azione morale...
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, la prego di concludere.
LO CURTO. Presidente, si dice anche nelle intercettazioni, no?
Nelle intercettazioni, nelle pagine dei giornali lo dicono i
magistrati. Se vero fosse quello che si scrive sui giornali, il
Presidente insieme a tutti noi, insieme a tutti i siciliani sarebbe
la prima parte lesa in questa vicenda.
Allora, questi giudizi sommari che oggi sono stati espressi che
non sono solo giudizi politici, sono giudizi veramente perpetrati
con l'atteggiamento del killer che chirurgicamente seleziona il
proprio obiettivo. E il proprio obiettivo è politico, non avendo
mai sentito in quest'Aula e neanche fuori da questa Aula qualcuno
che parlasse e dicesse e intervenisse sulle inchieste che saltano
all'occhio...
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, deve concludere.
PRESIDENTE. Che saltano all'occhio di tutti sulla vicenda
Montante. Oggi questa strumentalizzazione drammatica e l'uso
strumentale di queste vicende è la sanità.
PRESIDENTE. Deve concludere.
LO CURTO. Ho concluso. Sono l'espressione che la politica è la
grande assente perché è la politica che deve riuscire a governare
e, in questo caso, la credibilità ormai minacciata
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, deve concludere.
LO CURTO. Ho chiuso. Chiudo. Chiudo. Se posso concludere La
politica di chi è stato al Governo, nel centro sinistra sia a
livello regionale, sia a livello nazionale
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, non mi costringa a staccarle il
microfono. Deve concludere.
LO CURTO. Se non m'interrompe ho già concluso.
PRESIDENTE. Lei ha avuto già due minuti di tempo in più, non posso
fare diversamente che dirle di concludere e significa concludere,
non proseguire.
LO CURTO. E ho concluso, Presidente. Ho concluso dicendo che
questa credibilità minata non sarà così che la potrete
riconquistare.
PRESIDENTE. Grazie.
E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Grazie, Presidente. Oggi abbiamo assistito tutti al
festival dell'ipocrisia perché coloro che si sono succeduti in
questo scranno hanno esordito dicendo: la vicenda giudiziaria farà
il suo corso ; però, guarda caso, poi estrapolano a piacimento da
quella vicenda giudiziaria di cui ancora non conosciamo nulla, se
non i contorni apparsi nel solito processo mediatico che ormai
caratterizza l'Italia di questi giorni ed è una vergogna mondiale
perché i processi si fanno in tribunale, non si fanno né nei
giornali, né nelle aule parlamentari, utilizzano elementi tratti a
piacimento da quel poco che si sa di questa indagine giudiziaria
riportando frasi estrapolate, frasi collegate con altre che nulla
c'entrano a fini biecamente politici, dicendo da questo fatto che
dovrebbe essere solo giudiziario, noi traiamo una condanna politica
ad un Assessore per la sanità che, secondo me, senza tema di
smentita è stato il migliore assessore per la sanità che da decenni
questa Regione ha avuto e al quale va tutta la mia piena,
incondizionata solidarietà perché sulle sue spalle, apparentemente
fragili, si è scatenato il peso di una pandemia enorme e mondiale
ed ha saputo fronteggiarla assieme al presidente Musumeci, assieme
al Governo, assieme a tutte le strutture sanitarie, ai medici, agli
infermieri di quest'Isola, in maniera assolutamente encomiabile.
Rapporto contagiati-decessi-numero di abitanti della Sicilia è fra
i migliori in assoluto in Italia, lo è stato nella prima fase, è
rimasto così anche nella seconda fase.
Vaccinazioni. Abbiamo ricevuto i complimenti, non io, il Governo,
l'azione del Governo, dal generale Figliuolo, credo sabato scorso.
Ieri sera, per chi ha avuto la ventura di ascoltare Porta a Porta,
il presidente Musumeci è stato pubblicamente elogiato dal
governatore De Luca che credo abbia la vostra tessera di partito,
non quella di DiventeràBellissima o di Forza Italia, e dal
governatore Zaia. Tutti coloro che hanno avuto maniera di
confrontarsi con l'assessore Razza e col presidente Musumeci su
questa triste vicenda hanno solo elogiato l'azione del Governo
siciliano.
Ma io potrei dirvi che cosa? Che il 16 agosto la regione Emilia
Romagna comunica 154 decessi che erano stati omessi nella
comunicazione dall'Asl di Parma risalenti ai mesi di marzo, aprile
e maggio? O tutti gli altri casi simili avvenuti in tutte le
Regioni d'Italia? Non lo faccio, anche perché quei dati non hanno
alcuna influenza, quei dati dei decessi non hanno alcuna influenza
sul cambio dei colori, cioè non capite che è tutto fondato sul
nulla ed io mi sono arrabbiato con l'assessore Razza perché non
doveva dimettersi e, caro Presidente, gliel'ho detto in privato ma
lo dico anche in pubblico, non doveva accettare le dimissioni
perché l'assessore Razza non ha nulla di cui rimproverarsi. Come
questo Governo non ha nulla di cui rimproverarsi.
Però, fatemi finire, Presidente mi perdoni, ma trenta secondi
glieli devo rubare. In questa finanziaria sono stato veramente
rattristato da alcuni comportamenti perché, cari colleghi, la lotta
politica è una cosa e chi mi conosce sa che non lesinavo al governo
Crocetta ed a quant'altro e quando qualcosa non mi convince non lo
lesino, cerco di non lesinarlo nemmeno a mio fratello, Nello
Musumeci, ma una cosa è la critica politica, una cosa è additare al
pubblico ludibrio il comportamento dei deputati.
Vi faccio un esempio per tutti. E' stato vergognoso. La votazione
sull'adeguamento dello stipendio del portavoce a quello delle altre
Regioni d'Italia. Avete dato una notizia in parte falsa, perché
parlate di cifre che non corrispondono alla realtà, senza sapere
come il Governo intenderà applicare quella norma e poi, voi che
siete subdolamente i maestri del voto segreto e col voto segreto
forse quella norma sarebbe stata forzata e voi lo sapevate, invece
avete chiesto il voto nominale e poi avete fatto le foto e avete
detto: Assenza, Figuccia, Compagnone, Savarino hanno votato per
questa vergogna, trasmettendola in tutti i social, in un momento
come questo, come se noi singolarmente fossimo responsabili di
chissà cosa. O quando si parla così, qualche amico che viene sul
podio e addita altri membri del Parlamento, come ha fatto qualcuno
in questi dibattiti personalmente, ma non capisce che scherziamo
col fuoco?
PRESIDENTE. Onorevole Assenza
ASSENZA. Caro Presidente, ho finito.
PRESIDENTE. Manteniamoci sul tema e deve concludere.
ASSENZA. Ho finito, ho finito. Ma credo che anche questo sia tema,
sia tema importante. E quindi veramente riacquistiamo, dobbiamo
veramente essere rappresentanti del popolo, nell'interesse del
popolo, non nemico contro nemico, perché questo non porta a nulla
perché, poi, quando la notte si fa nera state tranquilli che non ci
sono i buoni o i cattivi, siamo tutti rappresentanti della casta
odiosa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa che so avere
il dono della sintesi. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Grazie Presidente, intervengo in questo dibattito perché
l'altra sera, praticamente, in un momento particolare dell'Aula,
sono intervenuto per richiamare l'attenzione sugli atteggiamenti
che ognuno di noi, in modo responsabile ed intelligente, deve
assumere quando si sta in Aula e noto un continuo deterioramento
degli atteggiamenti tra colleghi. Non c'è, è saltata l'etica. Io da
un po' di anni vivo questa esperienza, ma non ho mai visto questi
atteggiamenti scabrosi, brutti, violenti e fuori luogo.
Dall'opposizione mi posso aspettare un'altra cosa, quello che
stanno facendo è il proprio ruolo. C'è chi lo fa in modo elegante e
intelligente, c'è chi lo fa in modo maleducato e non è bene fare
questa cosa, perché poi su questa storia del virus, insomma, c'è
l'Italia, c'è il mondo che è caduto.
Io in televisione ho ascoltato famosissimi virologi che dicevano
non c'è bisogno della maschera . Il giorno dopo ne ascoltavi un
altro no, è solo una semplice influenza , e la gente moriva. Ma, o
si capisce che stiamo affrontando un problema talmente pesante.
Io sfido chiunque, tutte le Regioni italiane sono state colpite e
non ho visto un Presidente, ad eccezione di alcuno, trovare la via
giusta.
Ho apprezzato e faccio una separazione bella, netta, pratica. E'
sorto un problema? Bene, l'assessore Razza si è dimesso e davanti a
questa scelta penso che nessuno possa alzare un dito per accusare,
per dire tante cose strane, brutte. Stasera io ho ascoltato parole
brutte in questo Parlamento e voglio prendere le distanze da questo
atteggiamento che fa proprio schifo Fa e provo già disagio a dire
questa parola perché non ho mai ascoltato queste cose. E' chiaro
che se in un rapporto di contrapposizione politica ho ascoltato
poche parole positive, nessuno parla di aumentare la di
vaccinazione, nessuno parla di costruire insieme.
Mattarella ha dato un segnale importante a tutta l'Italia, ha
fatto condividere un percorso di nuova Italia insieme a tutti i
partiti, io mi aspetto che in questa circostanza ci debba essere
solidarietà, altro che accanimento contro l'uomo e gli uomini.
Siccome penso che se continuiamo così poi toccheremo veramente il
fondo, spero che in quest'Aula il Presidente possa riordinare e
riorganizzare gli atteggiamenti perché non sono più disponibile ad
ascoltare e a subire attacchi di un certo tipo perché denuncerò,
minuto per minuto, quello che accadrà in quest'Aula e penso anche
di potermelo permettere perché sono eletto del popolo e non ho mai
mancato di rispetto a nessuno, né qui dentro e né fuori, perché
nella vita c'è una cosa chiamata stile e ognuno di noi è portatore
del suo stile. Gradirei che per la mia provincia lo stile che passa
è quello dell'eleganza, della sobrietà e non dell'accanimento che è
fuori luogo in un momento come questo.
Io la ringrazio Presidente. Presidente Musumeci, quando sento che
lei si deve dimettere, penso che è giusto che le chiedano questo,
ma le chiedo di continuare così come ha fatto fino a oggi. Anche
oggi abbiamo fatto una finanziaria importante con grande
difficoltà, con grande contrapposizione ma, alla fine, esce fuori
una finanziaria anche solidale che pensa alla gente che ha avuto
solo 30 giorni di rapporto di lavoro, ma se allarghiamo questo
spettro, abbiamo cercato di raccogliere tutto e tutti rispetto a
quello che abbiamo, rispetto ai fondi che abbiamo. E' chiaro che in
cuor mio, in cuor suo, nel cuore di tutti penso che ci possa
passare il sentimento dell'aiutare. Ma a chi vuoi negare oggi un
aiuto, a chi?
Oggi noi abbiamo fatto una grande prova di democrazia e di aiuto
e di sostegno alla nostra Terra, caro Presidente, per cui per
quanto mi riguarda oltre a dare la mia solidarietà a Ruggero Razza,
che riconosco un ragazzo in gambe e brillante, le dico andiamo
avanti insieme, insieme.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà. A seguire, gli onorevoli Tancredi, La Rocca Ruvolo,
Catalfamo, Savarino, Bulla.
SCHILLACI. Grazie, Presidente, Assessori e colleghi deputati, ma
soprattutto cittadini da casa. Presidente Musumeci, esprimo una
profonda delusione, dapprima come cittadina, ancor prima che da
deputata, perché veda lei è il Presidente di tutti i cittadini, ed
io qui oggi, così come credo tutti i cittadini da lei si
aspettavano una relazione dettagliata su cosa questo Governo
regionale e soprattutto il Commissario dell'Emergenza vorrà
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi, vi prego di seguire l'intervento della
collega in maniera rispettosa concedendole di parlare con il dovuto
silenzio. Grazie.
SCHILLACI. Grazie, Presidente. Dicevo che mi sarei aspettata una
relazione da parte del Presidente su cosa il Presidente, in qualità
di Commissario dell'Emergenza Covid intende fare per i prossimi
mesi. Questo non è avvenuto e sono profondamente delusa perché,
veda Presidente, noi da deputati abbiamo presentato diverse
interrogazioni e non le presentiamo per capriccio, dietro le
interrogazioni ci sono bisogni, ci sono disagi e soprattutto ci
sono segnalazioni ben precise da parte dei cittadini.
Il punto non è raggiungere il guinnes del primato delle
vaccinazioni, il punto è come si raggiunge questo primato e,
quindi, mi riferisco ai tanti disagi che abbiamo causati ai
cittadini, più fragili tra l'altro all'hub di Palermo, alla Fiera
del Mediterraneo, con ore e ore di code con assembramenti, davvero
lì c'era la possibilità di prendere il Covid. E quindi, abbiamo
creato dei disagi a persone fragili.
Ecco, lei all'inizio di questo lungo dibattito ha detto che voleva
ascoltare noi deputati, ecco, Presidente, io una richiesta ce l'ho
da fare e si parla di dati: le chiedo di liberare i dati, di fare
un grande investimento sugli Open Data che rappresentano, oltre che
una bella battaglia di civiltà, un potente strumento per combattere
anche la pandemia ed è al centro del dibattito anche nazionale
questo sugli Open Data.
Varie Commissioni hanno creato, addirittura, una campagna, il 6
novembre è stata aperta a livello nazionale la campagna sui dati
bene comune dove centosessanta organizzazioni, rappresentanze
politiche trasversali hanno capito, finalmente, quanto sia
veramente strategico investire sui dati, i dati che devono essere
accessibili a tutti, devono essere accessibili alle associazioni
del terzo settore, ai ricercatori e devono essere accessibili anche
ai liberi cittadini.
Ecco perché le chiedo di apprezzare un ordine del giorno,
Presidente, dove chiedo un impegno preciso a questo Governo
regionale, che si investa da questo momento in Open Data e le
voglio suggerire che ci sono diverse organizzazioni, tra cui una in
particolare, anzi due l'On Data e Open data Sicilia che le avevano,
addirittura, a marzo dell'anno scorso, offerto gratuitamente il
loro supporto per la gestione dei dati.
Veda, Presidente, le soluzioni ci possono essere e, quindi, chiedo
a tutta l'Aula di apprezzare quest'ordine del giorno e dare
finalmente una svolta a questo Governo ma, soprattutto,
all'emergenza Covid. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie collega, lo depositi, io stessa apporrò la mia
firma.
È iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Grazie Vostro Onore, Presidente, colleghi. No, mi sono
quasi sbagliato perché dal tono di tanti interventi pensavo fossimo
in un tribunale e, quindi, uno viene portato subito a porsi in
quella maniera.
Io, preliminarmente, voglio rivolgere, come dire, la mia
solidarietà all'uomo Ruggero Razza perché la politica pubblica ha
degli aspetti, ma poi c'è anche l'aspetto personale e mi pregio di
poter dire di essere amico di Ruggero Razza e di averne potuto
apprezzare l'enorme impegno in questi anni, anche a rischio della
propria salute, per certi versi, con i ritmi spaventosi che hanno
dovuto tenere in quest'ultimo anno. E credo che questo, al netto di
quella che sarà la questione giudiziaria che avrà il suo corso,
fosse doveroso dirlo e che sia necessario che tutti sappiano
l'impegno dell'uomo che, ripeto, a parer mio, a parte questi
aspetti paradossali per come li ho potuti leggere, ha sicuramente
cercato di dare il massimo.
È chiaro che quando si lavora non si è esenti da errori. A tal
proposito, è paradossale quello che ascolto perché se l'attacco che
arriva a un presunto errore, dolo, quello che sia, mi chiedo: ma
noi viviamo in una Nazione che non aveva un piano pandemico,
l'hanno fatto adesso, era vecchio del 2006, eppure governi se ne
sono succeduti tanti. Poi, analizzo i dati generali, credo che
l'Italia sia la Nazione con l'incidenza più alta di mortalità,
credo che siamo, in questo momento, la Nazione di questo pianeta
che ha chiuso più volte le proprie Regioni, creando un danno
economico spaventoso.
E' notizia di oggi che il ministro Speranza è contento che
rimarremo zona rossa fino a fine aprile quando nella stessa
giornata la Corte costituzionale austriaca mette in dubbio
l'attendibilità dei tamponi e il Belgio punta a riaprire tutto.
Contestualmente 4 stati americani stanno aprendo tutto e hanno
visto calare i contagi in maniera drastica.
Questo per dire cosa? Che non c'era il manuale della pandemia e
sicuramente nessuno era pronto a gestire una situazione totalmente
nuova e, quindi, se errori ci sono stati, sarà la Magistratura a
dirlo, di sicuro non è mancato l'impegno.
Poi, si parla di senso di responsabilità. Sì, è giusto
l'opposizione fa il suo lavoro ma, siccome ho la possibilità di
parlare in maniera, come dire, totalmente libera, totalmente,
rabbrividisco all'idea di sei mesi di campagna elettorale in questo
momento visto che non abbiamo alcun riferimento su come andrà nei
prossimi mesi. E, quindi, nel caso il Presidente volesse
dimettersi, rabbrividisco all'idea di essere gestito da chi sta
gestendo a livello nazionale quest'emergenza, lo dico con
sincerità.
E poi chi dovrebbe venire a commissariare questo Regione? Quel
generale Figliuolo che è arrivato in Sicilia e ha fatto i
complimenti? E' paradossale E' veramente paradossale
Quindi, oggi, sono molto sorpreso del tono che ha tenuto l'Aula
perché mi sarei aspettato che, nel momento in cui il Presidente
assume un onore ulteriore, ci fosse un dialogo costruttivo e si
puntasse a cercare di dare risposte ai siciliani che sicuramente in
questo momento, per le notizie che arrivano, sono sicuramente
disorientati.
E a tal proposito, Presidente, la sollecito su una questione
perché l'assessore Razza aveva avuto da parte del nostro Gruppo,
sulla base di un ordine del giorno d'avviare il percorso per i
protocolli domiciliari. So per cento, perché ho sentito una
telefonata diretta, che aveva contattato il suo collega del
Piemonte, che ha avviato i protocolli, e siccome credo che possa
essere molto importante per salvare la vita di molti cittadini
siciliani, potrebbe essere un percorso da continuare con forza e
spero che sia utile per mettere in sicurezza la Regione ancor di
più di quanto non lo sia stata.
Spero veramente che si possa andare oltre e spero veramente che
tutti i protagonisti di questa vicenda possano uscire in maniera
chiara, trasparente e senza alcuno strascico giudiziario. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tancredi. E' iscritta a parlare
l'onorevole La Rocca Ruvolo. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Grazie, Presidente. Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, è uno dei momenti più difficili dove prendere
la parola non è una cosa facile, dove fuori i cittadini, confusi
quanto noi, stanno attendendo che sia fatta chiarezza su una
vicenda che è piombata a ciel sereno, credo, in ognuna delle nostre
vite, per motivi diversi.
Solidarietà all'uomo Razza, a quello che è stato per tre anni e
mezzo l'Assessore per la salute di questa Regione, che ha dato e ha
fatto tantissimo. Oggi, ce ne siamo dimenticati e stiamo trattando
questa pandemia come se fosse una cosa normalissima, lo dico in
termini di approccio alla patologia, lo dico in termini di risposte
che si possono dare e lo dico anche in termini personali.
I morti, i 4.500 morti della nostra Regione chiedono rispetto, non
queste urla e questo vociare sconsiderato di una politica che ha
sempre e solo l'obiettivo di lavorare a scombinare le carte, ad
ammazzare gli altri, la gente non ne può più, non ne può più di
vedere questi balletti che riusciamo a fare.
Quello di oggi poteva essere un confronto sereno su quanto sta
avvenendo; la Magistratura farà il suo corso, seguirà i suoi
percorsi, analizzerà le carte e farà altro.
Noi siamo chiamati a fare altro ancora, a dare a questi cittadini
siciliani quella serenità che meritano, in un momento in cui ogni
famiglia, in maniera diversa, è stata colpita da una patologia che
nessuno riesce ancora a capire come trattare.
Prima il collega Tancredi parlava del piano pandemico. Anche
quello è stato falsificato nella nostra Nazione o meglio si
chiedeva di falsificarlo e non è stato fatto.
Anche a livello nazionale abbiamo visto la scarsa adeguatezza che
c'è stata nell'affrontare la pandemia. Centoventimila morti deve
dare l'idea del rispetto e del silenzio.
Chi parla ha vissuto il Covid nella propria famiglia. Non potrò
scordare quando mio marito, dall'ospedale, dal Policlinico Tor
Vergata, alle 03.40 di un lunedì mi ha chiamata di notte per dire:
forse non ti potrò più sentire perché sto andando in terapia
intensiva , con le mie figlie con febbre alta a casa a Roma ed io
da sola in Sicilia.
Questa pandemia merita quel rispetto che quest'Aula non ha saputo
dare perché sa fare solo una politica da urlo. Urlare non risolve i
problemi dei nostri concittadini.
Sicuramente dagli stralci di quelle telefonate, e non dalle parole
dell'assessore Razza, che non ho visto assolutamente né volgare,
saranno altri a dirlo, ma sicuramente c'è qualcosa che non
funziona, che non ha funzionato, c'è
L'idea che si ha è un'idea di confusione, quella confusione nel
disallineamento dei dati che già erano emersi a maggio.
Ho voluto prendere, qui, la relazione che l'onorevole Cracolici,
responsabile della sotto commissione che è stata istituita in
Commissione Sanità' a maggio, ha dato ed ha fatto a conclusione,
ad agosto, delle audizioni che sono state fatte.
In quella sede - e qui lo dico ora al presidente Musumeci, il cui
senso istituzionale è noto - ho conosciuto, e con me molti altri
qua dentro, l'onorevole Musumeci nella legislatura passata da
Presidente della Commissione Antimafia', ognuno di noi lo ha visto
all'opera per cinque anni e lo ha visto all'opera in questi tre
anni e mezzo - oggi a lei, Presidente, a lei Assesore per la
salute, è chiesto questo rasserenare gli animi dei siciliani con i
dati alla mano. Io sono certa che lei questo lo farà.
E concludo dicendo che, nella relazione fatta dall'onorevole
Cracolici, venivano fatte delle premesse. L'assessore Razza, in
quella sede, ha detto che lo scostamento era di circa un 10 per
cento e spiegava anche i motivi.
Poi, a conclusione, si dice: si ritiene, altresì, per il futuro,
in caso di una ripresa epidemiologica, necessario prevedere un
maggiore e più rigoroso coordinamento delle procedure di raccolta
dei dati da incardinare nel Dipartimento competente .
Ecco, oggi, secondo me, serve un rigoroso coordinamento per capire
quali sono, non quali sono stati perché lo verificheranno altri ma,
da questo momento in poi, qual è la fotografia della nostra Regione
in termini di tamponi, fatti o non fatti, di contagi, reali o
presunti, di vittime, se ce ne sono, speriamo non più.
Questi sono gli elementi per cui oggi la Sicilia chiede chiarezza,
chiede di potersi affidare alle istituzioni e noi tutti le
rappresentiamo insieme non scaglionati per partito. Chiede di
potersi fidare di questo sistema politico che amministra la Regione
siciliana, che è presente in questo Parlamento con 70
rappresentanti che hanno portato qua.
Io questo do e rassegno al presidente Musumeci come Assessore per
la salute, quello che, secondo me, chiedono oggi i siciliani.
Tutto il resto saranno altri a doverlo fare. Grazie.
(Applausi)
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Rocca Ruvolo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo. Ne ha facoltà. A
seguire, gli onorevoli Savarino e Bulla.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, è già
stato evidenziato - e io sono perfettamente d'accordo - il fatto
che non dobbiamo, non possiamo assolutamente entrare nel merito
della vicenda giudiziaria, dispiace sicuramente che siano emerse
alcune notizie ma è chiaro che non siamo noi a dovere fare i
processi e istituzionalmente dobbiamo avere un atteggiamento
garantista.
Per il resto io sono in difficoltà, Presidente Musumeci, ma non
per la situazione in sé o per l'argomento, sono in difficoltà
perché non ritenevo e non ritengo che da questa Tribuna, in questa
Aula, si possa scadere a un tale livello di volgarità, io odio la
volgarità fuori da questo Palazzo, figuriamoci all'interno di
questa Aula.
Una volgarità tra l'altro assolutamente immeritata per una persona
ancora prima che per un professionista, ancora prima che per un
assessore che, Presidente mi creda, è stata forse la migliore
scelta che lei ha fatto nel 2017, gli indicatori di ciò non vanno
ricercati poi così lontano, basta andare a prendere il plico degli
articoli, cento, non so quanti, che abbiamo approvato.
Sa una cosa, Presidente? Le norme migliori di quelle cento e passa
che abbiamo approvato si trovano all'incirca tra gli articoli
cinquanta e sessanta, e sono quelli della Rubrica dell'assessore
Razza che a quegli articoli ha lavorato insieme alla deputazione,
segno evidente del fatto che c'è un rapporto molto stretto in
questo momento tra il Governo e la sua maggioranza che lei ha a
fianco, Presidente. Perché noi abbiamo lavorato non so per quanto
tra Commissione di merito, Commissione Bilancio e Aula per oltre un
mese a una finanziaria che mi dicono, perché io sono tre anni che
sono qui, che sia forse la più enorme degli ultimi venti o
venticinque, e il fatto che oggi siano saltati degli articoli che
erano chiaramente di iniziativa parlamentare non significa
assolutamente nulla
All'interno di una pandemia che non si era mai verificata, nessuno
poteva pensare di dover gestire una pandemia, ci sono alti e ci
sono bassi, lasciamo stare la vicenda giudiziaria, ed è chiaro che
per tutti, non soltanto per la Sicilia, in tutto il mondo, ci sono
momenti in cui sembra che le cose vadano meglio e ci sono momenti
in cui sembra che le cose vadano peggio. Questo è fisiologico, ma
non credo sia giusto attaccarsi ai momenti in cui le cose sembrano
andare peggio o attaccarsi agli aspetti negativi della gestione
della pandemia per chiedere le dimissioni di Tizio, Caio o
Sempronio ogni settimana, ogni quindici giorni. Credo che sia
meglio stringerci e cercare di risolvere o cercare di risolvere il
meglio possibile questa situazione.
Ho sentito che le hanno chiesto le dimissioni, Presidente. Io
credo che lei non abbia bisogno di suggerimenti di questo tipo, non
ha bisogno neanche dei miei di suggerimenti, se lei dovesse
decidere di dimettersi, ma sono certo che non lo farà, lo farà
probabilmente solo perché potrebbe pensare che non sia stato fatto
il massimo per gestire questa situazione, ma io sommessamente le
dico che ho osservato e credo che sia stato fatto il massimo e so
che sarà fatto il massimo, per cui la invito ad andare avanti,
Presidente.
Ha la fiducia mia e credo di potere parlare anche, ho questo
presunzione, di potere parlare anche a nome dei miei colleghi di
maggioranza.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha
facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io sono
un po' stanca e da settimane che siamo qui a lavorare a un disegno
di legge sulla legge di stabilità che da sessanta articoli che ha
presentato il vostro Governo è diventato di centotrentacinque e noi
abbiamo lavorato, articolo per articolo, emendamento per
emendamento, e dispiace poi che cinque, gli ultimi cinque sui
centotrentacinque, siano stati stralciati perché poi il lavoro è
veramente stancante.
Sono stanca anche di trovare parole per definire il lavoro che è
stato fatto sulla sanità, lo abbiamo fatto anche in questi giorni,
anche durante l'esame della legge finanziaria e lo abbiamo fatto
non per difendere l'amico Ruggero Razza, ma per difendere una linea
politica del Governo Musumeci che aveva dimostrato nei fatti, e sta
dimostrando nei fatti, un successo e una serenità che è data agli
occhi di tutti ed è riconosciuta fuori dai nostri confini.
Sono stanca e non ho parole, tanto che mi affido alle parole di
altri. Due raccomandazioni, la prima evitiamo di fare il processo
prima che si sia concluso, come sempre succede in Italia prima che
ci sia stata una sentenza di un magistrato giudicante il processo
lo abbiamo già finito.
Nello Musumeci è un Presidente di grande rigore, di grande
serietà, di grande correttezza e peraltro si è battuto sempre su
una linea di rigore, si è battuto per avere una zona rossa a tutela
dei cittadini della Sicilia, per cui sarei estremamente prudente.
Il problema, vedete, è enormemente complesso a volte per capire se
il decesso è causato del Covid o da altre patologie, le Asl hanno
ritardi nella registrazione, quindi si possono determinare anche
anomalie di questo tipo. E allora vediamo bene di che si tratta, se
ci sono responsabilità si vada avanti senza guardare in faccia a
nessuno, ma aspettiamo prima di capire bene quello che succede. E
queste sono le parole che ha utilizzato qualche ora fa il
Presidente della Regione Campania, lontano politicamente da lei e
da tutti noi, ma che con grande onestà intellettuale ha
riconosciuto questa serietà nell'agire e queste difficoltà nel
governare questa pandemia.
Un ultima citazione, nota di comunicazione dei dati del bollettino
Ministero della Salute Istituto Superiore di Sanità; sono del 15
agosto 2020 per questo molti di noi non li hanno mai viste, perché
il 16 agosto i giornali non escono: la Regione Emilia Romagna
comunica che a seguito di un verifica interna sui dati sui decessi
la Asl di Parma ha comunicato 154 decessi avvenuti in marzo, aprile
e maggio e finora non conteggiati . Marzo, aprile e maggio, 154
decessi mai conteggiati, succede, può succedere, non credo che a
Bonaccini abbiano chiesto le dimissioni.
Ultima citazione perché le parole mie sono finite lo stile è il
vestito dell'anima . Razza con le sue dimissioni ha rappresentato
tutto il suo stile e la sua anima, oggi in questa sede abbiamo
visto uno stile indecoroso che ha rappresentato un'anima
all'altezza di quello stile indecoroso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Bulla. Ne ha
facoltà.
BULLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente Musumeci,
io intervengo sia da parlamentare ma anche da medico. Io pensavo
che oggi bisognava parlare anche della vicenda Razza, ma prima di
tutto dovevamo parlare anche della gratitudine che il popolo
siciliano deve all'assessore Razza, al Presidente Musumeci e al suo
Governo. Perché non dobbiamo dimenticare che l'emergenza Covid non
è un'emergenza siciliana, ma è un'emergenza mondiale che ci ha
trovati impreparati e dobbiamo dire grazie all'assessore Razza per
l'impegno, per la rapidità con il quale ha affrontato l'emergenza
Covid in Sicilia.
Forse qualcuno dimentica che l'assessore Razza ha messo su, in
modo rapido, veloce, una macchina sanitaria per garantire ai
siciliani una situazione sanitaria che potesse farli uscire da
questa pandemia. Non dobbiamo dimenticare che abbiamo raschiato il
fondo del barile per quanto riguarda gli operatori sanitari in
Sicilia e oltre la Sicilia. Non dobbiamo dimenticare che abbiamo
messo in campo anche i giovani medici appena laureati, a luglio e
ad agosto sono stati contrattualizzati all'USCA per dare quella
opportunità, per dare ai siciliani una speranza di poter essere
curati.
Chi vi parla, sulla propria pelle, ha vissuto il Covid. E io
ringrazio perché ho trovato nei miei colleghi, in tutti gli
operatori sanitari, oltre alla professionalità anche una rapidità
nell'intervento.
Dobbiamo ringraziare l'assessore Razza per quello che ha dato ai
siciliani, per questa opportunità. Presidente, le devo dire che da
operatore sanitario, quale ancora oggi mi sento, ho preso delle
informazioni. Ho fatto mente locale. Scusate, i pazienti che
venivano ricoverati in rianimazione e poi per colpa di questa grave
pandemia perdevano la vita, quando le salme venivano consegnate
alle famiglie, ma non si emette un certificato necroscopico dove si
mette quale è stata la causa del decesso, la data, l'ora?
E, allora, di che cosa stiamo parlando? Ma quali sono i dati che
noi, che l'assessore Razza o i dirigenti hanno messo o fuorviato?
Ma quali sono? Se c'è già una dimissione, una consegna di una salma
alle famiglie che è certificata. Di che cosa stiamo parlando?
E, allora, io le dico, Presidente, per tutto quello che ha fatto
il suo Governo nell'emergenza Covid, sia nel campo sanitario, sia
anche sul piano economico, siamo stati qua tre settimane a dare
opportunità, ristori a tutti gli operatori siciliani. E, quindi, io
Presidente le dico grazie, ancora, a lei, al suo Governo,
all'assessore Razza, che con grande onestà e lealtà a lei e al suo
Governo si è messo da parte con le dimissioni.
Ed io, Presidente, le consiglio - lei non ha bisogno di consigli -
di continuare nell'azione di Governo perché i siciliani hanno
bisogno della sua figura per superare questo momento di emergenza
Covid. Presidente, continuiamo
PRESIDENTE. L'ultimo iscritto a parlare è l'onorevole Savona, che
può intervenire direttamente dal banco della Commissione.
SAVONA. Grazie Presidente, grazie colleghi, grazie Governo. Il mio
è un ringraziamento a 360 gradi. Non solo per gli Uffici che ci
hanno permesso di fare una Finanziaria, l'assessore è testimone,
tutte le fasi che abbiamo subito, aspettando attese devo
ringraziare anche l'opposizione, perché loro ci hanno consentito di
fare una Finanziaria corposa, con poche liquidità a disposizione.
Abbiamo dovuto allargare per dare un senso e una serenità a tutti
i territori che aspettavano che ci fossero novità da questa
finanziaria per cercare di evitare un sistema che era in
difficoltà.
E' per questo dico grazie a tutti che siamo riusciti a portare a
casa una finanziaria e non è vero che non c'è una maggioranza, c'è
una maggioranza che è coesa e che ha permesso di arrivare a fare
140 articoli, non pochi.
Io devo ringraziare i funzionari che ci hanno permesso, ci hanno
garantito, ci hanno aiutato con la loro pazienza, perseveranza,
professionalità, a partire dal Segretario generale all'ultimo dei
dipendenti. Io devo ringraziare ancora di più due funzionari, che
sono i migliori secondo me, che hanno contributi con la loro
capacità e sono Michele Balistreri e Daniele Marino, che sono per
me le colonne portanti per quanto riguarda il legislativo.
Mi spiace Segretario Generale, ma è quello che io vedo e quindi
vedo l'impegno che questi signori ci hanno messo per concludere
questa manovra.
E dico grazie anche all'opposizione, ripeto, ma questo incidente
che è successo al nostro amico Ruggero Razza è stato quello che ha
cambiato, ha modificato. Io conoscendo Razza - e ha detto bene un
collega - ci sono una serie di articoli che riguardano la sanità
che con la sensibilità che è dovuta a Ruggero Razza siamo riusciti
in poco, ed abbiamo aiutato dei bambini, non lo dimentichiamo, ha
avuto una sensibilità, non mi ha fatto neanche aprire bocca, mi ha
detto Si, certo, prendili di qua i soldi .
Abbiamo trovato quattro milioni, quattro milioni in questa
finanziaria era un'enorme somma, ma tuttavia siamo riusciti a
concludere in pochi momenti tutto quello che non si è fatto in
parecchi articoli di questa finanziaria.
Io esprimo per lui tanta solidarietà e mi auguro che tutto quello
che è successo si concluda in una bolla di sapone. Grazie a tutti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli interventi si sono conclusi.
Il Presidente Musumeci aveva manifestato la volontà di esporre una
sua relazione, quindi Presidente se lei è pronto iniziamo, oppure
colleghi abbiamo gli ordini del giorno, compreso l'ultimo
depositato dall'onorevole Schillaci. Intanto li riteniamo accolti
da parte del Governo come raccomandazione, così possiamo procedere
ad ascoltare il Presidente della Regione.
(Gli ordini del giorno accettati come raccomandazione recano i
seguenti numeri d'ordine: dal n. 436 al n. 443; i nn. 449 e 450;
dal n. 453 al n. 538. L'ordine del giorno n. 528 risulta ritirato.)
Prego, Presidente Musumeci.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Grazie, signora Presidente.
Onorevoli deputati, quello che è accaduto in questi tre giorni è
noto. Credo che sia anche noto il silenzio col quale ho
caratterizzato le mie giornate di impegno qui assieme ai colleghi
della Giunta di Governo, che ringrazio di cuore, perché ritenevo
doveroso per rispetto nei confronti della Magistratura evitare
qualunque esternazione, qualunque considerazione che potesse
determinare una sbavatura o una frase sopra le righe o, peggio
ancora, una parola destinata ad alimentare speculazioni politiche.
E quando il Presidente dell'Assemblea, l'onorevole Micciché, che
ringrazio anche per l'impegno profuso in questa lunga, estenuante,
dura, complicata, articolata sessione di bilancio, mi ha comunicato
la volontà dell'Aula di dare vita a un dibattito non mi sono
sottratto neppure per un secondo.
Ho detto subito sì perché ritenevo giusto accostarmi al sacramento
dell'ascolto, capire quali fossero le considerazioni, le richieste
dell'Aula e tentare di rispondere ad ognuna delle richieste.
Non è un atto di irriverenza nei confronti di quest'Aula avere non
svolto una relazione all'inizio, io non ho nulla da relazionare su
una vicenda giudiziaria che ancora rimane o dovrebbe rimanere nel
riserbo degli inquirenti. I fatti politici assumono una dimensione
amara, quella di un processo e questo processo si è celebrato sul
web, si è celebrato nei luoghi pubblici, si è celebrato nei
capannelli, nelle strade, perché è ormai abitudine di una certa
politica siciliana, la peggiore certamente, la più volgare
certamente, quella di dovere cogliere le occasioni dei fatti
giudiziari per imbastire processi sommari ed sentenze di condanna.
E' un'abitudine ormai assai prevalente anche in quest'Aula nella
quale non ci sono forse Gruppi parlamentari che possano dirsi
esenti da vicende giudiziarie che abbiano colpito un proprio
iscritto. In quest'Aula ci sono deputati indiziati, ci sono
deputati rinviati a giudizio, ma mai, mai da parte del centro
destra, cioè della maggioranza che sostiene il mio Governo, mai
dalla parte di chi vi parla è stata tentata, neppure a denti
stretti, una manovra speculativa, mai un apprezzamento, mai un
aggettivo, mai una battuta, mai.
E' la politica della responsabilità, è la politica del garantismo,
è la politica di chi ritiene che chi la pensa in maniera diversa
non è un nemico ma è un avversario. E' la politica di chi
responsabilmente ritiene che quello che oggi può capitare
all'avversario domani potrebbe capitare a se stesso o a un suo
collega di Gruppo. Nessuno si convinca di poter dire in politica
mai'. Mai' è una parola che in politica non si può assolutamente
pronunciare.
Basterebbe già questo precedente che distingue la moda dallo stile
per potere suggerire ad alcuni colleghi, dico, sprovveduti, di
tentare di fare quello che è stato fatto.
Io sono stato rappresentato alcune settimane fa persino in un
manifesto grondante di sangue, un fenomeno assolutamente estraneo
alla cultura della buona politica. Lo ricordano i veterani di
quest'Aula, ed io veterano non sono, ma sono stato un attento
osservatore delle vicende di questa sacra navata', una navata
pagana, sacra perché celebra l'esercizio più nobile che è quello
della politica. Ecco, non è mai accaduto nel passato che un uomo
politico potesse inveire sull'avversario nel momento della
difficoltà.
E non capita dover chiedere ad un uomo di Governo: dimettiti dalla
carica; è un argomento, dal mio punto di vista, che mostra una
carenza di argomenti politici perché un avversario va combattuto
giorno dopo giorno sul terreno del confronto politico, dire
dimettiti ad un uomo che è stato eletto dal popolo è davvero una
scelta assolutamente di debolezza.
E in questi tre anni non sono mancati processi imbastiti in
quest'Aula contro un Presidente della Regione che ha tanti difetti,
che ha tanti limiti, anche caratteriali perché non riconoscerlo,
che può apparire ad alcuni simpatico, a tanti altri antipatico, ma
che ha il merito di essere una persona per bene.
Lo so, non basta essere persona per bene per guidare questa
Regione, che è la più complessa fra le regioni italiane, per fatti
anche antropologici, lo so, e però lasciatemelo dire colleghi
deputati, se alla onestà - credo sia un dato incontrovertibile,
almeno agli atti giudiziari e fino a prova contraria -si accompagna
l'efficienza di un Governo che ha speso oltre quattro miliardi di
euro in tre anni e mezzo e ha cercato di mettere le carte in regola
in strutture dove non mancavano le carte in regola, ma mancavano
persino le carte, beh, io credo che un pizzico di rispetto debba
meritarlo.
Ma non bisogna dare mai vantaggio all'avversario, quindi non mi
aspetto apprezzamenti dall'avversario politico, ma rispetto sì.
Mi aspetto rispetto, perché altrimenti la politica diventa
barbarie, diventa un brutto mestiere. E chi vi parla si è formato
alla scuola di uomini politici che hanno frequentato quest'Aula e
che hanno sempre invitato ciascuno di noi giovani allora ad avere
grande rispetto per le istituzioni e per l'avversario e quegli
insegnamenti mi sono preoccupato di trasmetterli ai pochi giovani
che in maniera forse assai poco saggia hanno ritenuto di dovermi
seguire in questi anni di maturità.
Bene, io non volevo e non dovevo svolgere alcuna relazione
iniziale, perché non avevo considerazioni politiche da fare, non
perché fosse una mia idea ma perché l'ho letto negli atti della
indagine.
Non c'era alcun interesse personale dal quale mi sarei dovuto
difendere e non avevo motivo di presentarmi a quest'Aula per
rendere conto del mio operato. Ecco, il Magistrato lo ha detto con
chiarezza: non si perseguivano interessi personali, ma ci
arriveremo e non sarò particolarmente prolisso, assolutamente.
I fatti sono noti, inutile riepilogarli, l'attività investigativa
della Procura della Repubblica di Trapani ha portato il Gip di quel
Tribunale ad emettere una ordinanza di custodia cautelare a carico
di un dirigente generale del dipartimento delle attività sanitarie
e di alcuni suoi collaboratori.
Nello stesso procedimento è indagato l'avvocato Ruggero Razza che,
come tutti sapete e come io stesso ho riferito in quest'Aula, ha
presentato il 30 marzo scorso le proprie dimissioni dalla carica di
assessore regionale per la salute. Dimissioni che sono state da me,
in maniera molto sofferta, accolte subito dopo ed ho assunto
l'interim di quell'Assessorato. Non so per quanti giorni, per
quanti mesi.
Secondo l'accusa, la Regione siciliana, mediante la trasmissione
di dati non veritieri, avrebbe indotto in errore l'Istituto
Superiore di Sanità, che svolge il monitoraggio dell'andamento
dell'epidemia da Covid-19 sul territorio nazionale.
Lo ripeto, non è mio compito entrare nelle valutazioni di natura
giuridica, che attengono alle magistrature inquirenti -e lo voglio
dire - nei confronti delle quali valutazioni, come del resto in
ogni occasione, esprimo il sereno auspicio che i fatti oggi
contestati possano, da parte di tutti gli indagati, essere chiariti
nelle sedi opportune.
Tuttavia - ed è una questione che inevitabilmente è stata
sollevata qui, in sede politica - viene posta quale possibile
refluenza delle condotte contestate la circostanza che questa
Regione abbia voluto tardare l'adozione delle indispensabili misure
di contenimento del contagio. Lo ha chiarito l'avvocato Enrico
Trantino, che ha assunto la difesa dell'avvocato Razza e che io
voglio richiamare con le sue stesse parole.
La vicenda è stata strumentalizzata, per fare leva sull'opinione
pubblica. C'è stato un fraintendimento di dati oggettivi.
L'Assessorato non c'entra nulla nel caricamento dei dati, sulla
base dei quali si determinano per le varie zone con restrizioni
nelle Regioni. Il caricamento dei dati non spetta all'Assessorato,
spetta alle strutture periferiche.
Si è giocato molto sull'espressione spalmatura , espressione
assolutamente infelice, anche se utilizzata nel gergo abituale che
ogni giorno si utilizza fra colleghi o nel rapporto fra uomini di
responsabilità e propri dipendenti. Una espressione che può anche
suscitare, giustamente, indignazione. Se si fosse detto
distribuiamola , invece che spalmiamola , se si fosse detto
accreditiamola , invece che spalmiamola , forse avrebbe suscitato
- e a buona ragione - meno reazione.
Ma veniamo alla sostanza di quello che si voleva dire in quella
telefonata. Quel termine si riferiva al fatto che i dati erano
arrivati dalle strutture periferiche con cinque giorni di ritardo.
Dunque, non avrebbe avuto senso caricarli tutti in un solo giorno,
perché - quello sì - sarebbe stato un atto falso. Tu non puoi dire
che in un giorno ci sono stati 26 morti, quando invece i 26 morti
sono stati in quattro o cinque giorni. Ma alla fine, alla fine,
comunque li collochi nelle giornate, il saldo finale della
settimana - lo dico a chi ci segue da casa - il saldo finale non
cambia, sempre 26 restano i morti Purtroppo
Voglio citare alcune indicazioni sul modello attuato all'inizio di
questa epidemia, anche perché suggeriscono alcune considerazioni in
chi ci ascolta.
Primo: il modello per la ricognizione dei dati. Il modello non è
mai formato sul dato giornaliero e neppure sulla refertazione dei
test diagnostici. Esso è il risultato di un aggregato che, a
seconda dell'indicatore, tiene conto del cumulo dei dati su 7, 14 o
30 giorni consecutivi.
Secondo: la maggior parte di questi indicatori che formano
l'algoritmo dal quale dipende l'individuazione dell'area di rischio
sono direttamente introdotti nel sistema informatico dalle Aziende
sanitarie, poiché il flusso dati dell'Istituto Superiore di Sanità
è alimentato da tutti gli operatori autorizzati.
Terzo: l'attribuzione dell'area di rischio alla Regione dalla
quale dipende il contenimento della diffusione del contagio non ha
mai visto ritardare l'adozione di misure, anche sui singoli
territori. Più di recente con un decreto legge si è stabilito che
talune misure debbano essere adottate dal Presidente della Regione
non appena il flusso dati evidenzia il rapporto di 250 casi
accertati ogni 100.000 abitanti nel volgere di 7 giorni. In questo
caso, le Aziende sanitarie o, alternativamente, l'Osservatorio
epidemiologico propongono, sentita l'amministrazione comunale, di
emanare una ordinanza presidenziale per stabilire il protocollo
della cosiddetta zona rossa'. Fino a questa sera ne ho firmati 22.
Ogni volta che un sindaco o un Dipartimento di prevenzione ha
proposto questa misura essa è stata da me immediatamente adottata
e, in questi mesi, sono stati come sapete in tutte le provincie
decine i comuni di ogni dimensioni, piccoli e grandi, nei quali si
è disposta la zona rossa' per la durata prevista dalla normativa
vigente.
Dice il magistrato che l'obiettivo per nascondere i dati ed
abbiamo appena compreso che i dati non erano nè nascosti nè
falsati, il motivo era quello di far apparire efficiente la
Regione, il Governo, il sistema sanitario, per non creare allarme,
per dire beh, Musumeci è stato bravo nell'epidemia; l'assessore
Razza è stato bravo; il Governo è stato bravo; quindi alle
elezioni, cioè dopo due anni, noi ce ne ricorderemo .
Ma che tipo di ricerca di consenso è quella di un Presidente che
invece di dire apriamo tutto dice chiudiamo tutto? . Ma che tipo
di ricerca di consenso è quella di un Presidente della Regione che
in Sicilia impedisce l'accessibilità delle persone per il 94 per
cento cancellando voli aerei, viaggi, tappe di treni, ferrovie,
impedendo alle navi di attraccare nei porti? E l'ho fatto alla fine
di febbraio dello scorso anno. Che tipo di ricerca è che va tutto
all'opposto rispetto a quello che, con tanto ossequio, dice il
magistrato?
Abbiamo adottato sempre misure restrittive e costanti e quando
eravamo nella zona gialla o potenzialmente nella zona gialla ero il
primo a dire ma perché Roma ci vuole nella zona arancione quando
noi potremmo stare per due settimane, tre settimane, nella zona
gialla? . E qualcuno dalla tribuna mi ha accusato di essere
schizofrenico, incoerente, perché tre volte dice chiudi e una volta
dice apre. Un po' di ignoranza, consentitemelo; perché in questa
pandemia l'unica cosa che chi la gestisce può fare è quella di non
determinare scenari. La pandemia si gestisce non con una
prospettiva di 3, 4, 5 settimane, ma valutando l'incidenza
quotidiana del dato del contagio. Ecco perché in una settimana
puoi dire chiudi e nella settimana successiva, se i dati te lo
alimentano, puoi dire apri . E' normale, lo dicono tutti, persino
gli scienziati.
Che ricerca di consenso è - vorrei chiedere, con tutto rispetto al
magistrato - se dopo la condotta irresponsabile da parte di una
minoranza delle feste natalizie i dati del contagio sono arrivati a
due mila al giorno, i morti oltre 50 ed io chiedo al Governo
nazionale, telefono personalmente al Ministro Speranza e lo
scongiuro di accogliere la mia proposta di dichiarare la Sicilia
zona rossa e chiudere tutto, per due settimane, per due settimane
Io ho cercavo il consenso? L'Assessore Razza cercava il consenso?
Noi che abbiamo improntato dal primo momento la nostra condotta a
misure costanti, restrittive Ed è un atteggiamento è stato il mio
peraltro noto ai componenti colleghi della Conferenza Stato-
Regione, è stato ricordato dall'onorevole Assenza e da altri
colleghi, ieri sera mi dicono che il Presidente della Regione
Campania, esponente di primo piano del Partito Democratico, ha
detto: andateci piano con questi processi mediatici, Musumeci è
sempre stato per la linea dura, per la linea del rigore . Ma che
dite? Ma quale ricerca di consenso?
Lo dico senza alcuno spirito di polemica, ma ho anche il dovere di
dire o di sperare che i siciliani debbono sapere che il mio
Governo, accusato talvolta all'opposto di avere in questi mesi
applicato eccessive restrizioni, non ha mai lasciato o tralasciato
una sola iniziativa pur di contenere la pandemia.
Chi è stato sfiorato dal morbo della morte sulla propria carne sa
cosa significa, anche se fosse un congiunto di ottanta,
novant'anni, cento anni, sa cosa significa evitare o scongiurare o
allontanare la morte.
Sarebbe fin troppo scortese nei vostri confronti se io dicessi, ma
ho il dovere di confessarlo a titolo personale, io non ho
conosciuto i miei genitori anziani. Oggi mi accontenterei della
loro ombra in un angolo di casa. Ho perso la mamma che avevo 14
anni e il papà a 20 anni. Non li ho visti invecchiare e so cosa
significa, so cosa significa abbracciare un vecchio genitore o
nonno e dargli il conforto del calore umano.
Non si può speculare su queste cose Non si può processare la
sensibilità di ognuno di noi che appartiene al vissuto di ognuno di
noi, non è più politica questa E' altro
Non abbiamo perso una sola occasione, basterebbe pensare ai posti
letto per la terapia intensiva che abbiamo trovato attivi del
numero di 360, 360 posti di terapia intensiva al nostro
insediamento, nel volgere di 12 mesi abbiamo molto più che
raddoppiato.
Non esisteva una rete delle terapie sub intensive; oggi ne sono
dotate tutte le Aziende.
Nello scorso mese di ottobre sono stato nominato Commissario per
la realizzazione della rete Covid per la quale da Roma sono stato
nominato l'8 di ottobre, i nostri progetti erano partiti nel mese
di giugno, fine giugno credo, o primi di luglio. Il Governo mi ha
nominato commissario, da allora, per 79 cantieri, ne abbiamo aperti
una trentina, alcuni ne abbiamo già chiusi, altri sono in corso,
per altri si aspetta il progetto esecutivo. 230 milioni di euro
dello Stato ricadenti sul territorio siciliano per riqualificare la
rete dell'edilizia sanitaria.
Abbiamo fatto un grandissimo sforzo nel costituire, a supporto
delle Aziende sanitarie più grandi, degli uffici commissariali che
hanno cercato, con uno straordinario incremento di personale, di
rafforzare la medicina del territorio. Sì, finalmente la medicina
del territorio, che rappresenta il più avanzato presidio per una
sanità di prossimità. La medicina del territorio con la quale
dobbiamo necessariamente - onorevole Gucciardi, che lei sa bene più
di qualche altro collega di cosa parliamo - abbiamo la necessità di
dovere raggiungere intese proficue perché la medicina del
territorio diventi il filtro fra le famiglie e il pronto soccorso
di un ospedale.
Ma non è di questo che si parla in questi giorni e neppure del
lavoro straordinario che tutti gli operatori stanno compiendo nella
campagna di vaccinazione. Oggi si parla in Sicilia di falsari e
spalmatori, e l'immagine che ne esce - questo sì che fa male - è
di una Sicilia irredimibile, nella quale la furbizia ha il
sopravvento sulla sostanza e riesce ad offuscare le tante pagine
belle, che pure sono state scritte per merito di tanti.
Lasciatemi fare una breve considerazione. Nella mia storia
personale, che è anche quella dell'avvocato Ruggero Razza, c'è
sempre stato il principio della piena assunzione delle proprie
responsabilità. Non capita spesso che chi è destinatario di
un'indagine preliminare decida, in piena autonomia, di dimettersi
dal proprio incarico per liberare, in un momento di emergenza
nazionale, l'istituzione che si rappresenta e tenerla lontana da
qualsiasi ombra. È un vizio; è un vizio quasi congenito.
Chi c'era nella scorsa legislatura in quest'Aula ricorderà che con
sette mesi di anticipo il sottoscritto, indicato quale candidato
alla Presidenza della Regione, ha ritenuto di rassegnare le
dimissioni da Presidente della Commissione Antimafia. È una
questione di stile, è una questione di regola, è una questione di
rispetto per le istituzioni e per il Parlamento.
Ma è, appunto, in un momento di emergenza nazionale e mentre verrà
accertata anche in sede amministrativa su nostra iniziativa se
sussistono responsabilità personali, il mio dovere di Presidente
della Regione di condurre quest'Isola fuori dalla pandemia.
Vi assicuro, vi assicuro che il gesto compiuto dall'assessore
Razza, non è un gesto assai diffuso in Italia. L'ultimo esempio -
lo cito per dovere di cronaca - il Presidente della Regione Lazio,
Zingaretti, non ha ritenuto di doversi dimettere - e, a mio avviso,
ha fatto bene - quando è stato raggiunto due mesi fa da un avviso
di garanzia per una vicenda legata alle nomine di alcuni dirigenti
delle ASL; non ci si può sentire colpevoli se si è raggiunti da un
avviso di garanzia in uno Stato di diritto.
E, tuttavia, voglio dire al magistrato che sta compiendo le
indagini una considerazione la vorrei fare e la faccio, credetemi,
con grande rispetto.
Prendo atto, per carità, che il magistrato inquirente abbia
escluso ogni mia responsabilità da questa vicenda, ma non è questo
il tema. Politicamente io mi sono sempre assunto le responsabilità
di quello che fanno i miei assessori, come sapete, da
responsabilità penali quando ci sono, sono sempre personali.
Lasciatemi esprimere un auspicio per i magistrati che si stanno
occupando di questa vicenda: più sobrietà, serve maggiore sobrietà,
meno vetrine, meno interviste. Un magistrato nella fase iniziale
delle indagini deve avvertire la necessità di evitare
sovraesposizione mediatiche. E se fossi avvocato, ma nella vita
faccio altro mestiere, direi che non si indaga per sapere se c'è
una notizia di reato; si indaga perché c'è una notizia di reato
Gli avvocati sanno di cosa sto parlando.
Voglio essere più chiaro. Un magistrato deve muoversi se c'è una
precisa notizia di reato, non perché c'è un sospetto di notizia di
reato e non deve esprimere valutazioni di carattere morale o etico
su una persona che ricopre cariche pubbliche, non è compito del
magistrato. Il magistrato si deve occupare dei reati, non può
essere maestro di etica, perché la politica riafferma il suo
primato su tutto. Sul piano delle responsabilità penali tutti siamo
uguali di fronte alla legge e nessuno può considerarsi al di sopra
della legge, e quello è il compito del magistrato.
Al deputato Cracolici, veterano di questa Aula da qualche
trentennio, poco meno - io le auguro di restare per altri
cinquant'anni - è preoccupato l'onorevole Cracolici perché questa
vicenda ha fatto perdere credibilità alla Regione.
Davvero, lo dico senza tono polemico, ma si crede davvero che i
siciliani siano tutti affetti da amnesie? Ma si crede davvero che i
siciliani siano tutti smemorati? Ma come si può pensare che su un
episodio del genere c'è il rischio che si perda la credibilità
della Istituzione, proprio nei giorni in cui sulle cronache dei
giornali torna alla ribalta il sistema Lumia più Montante, che ha
visto per cinque anni il Governo passato della Regione siciliana
ostaggio di un gruppo di potere e di un cerchio magico che ha fatto
cose incredibili Ha fatto le cose peggiori e le fa ha fatte nel
modo migliore
Ma come si può pensare di mettere in discussione la credibilità
di questo Governo Come se i siciliani avessero dimenticato, solo
per restare in campo sanitario, la squallida vicenda dello
sbiancamento anale, non mi interessa se presunta o vera, voglio
sperare nell'interesse di tutti falsa, inventata. Ma come si può
pensare a una cosa del genere Come si può non ricordare le parole
pronunciate, agghiaccianti, da parte dell'assessore per la sanità,
la dottoressa Borsellino, che se ne è andata sbattendo la porta, e
a chi chiedeva perché se dimetteva dall'Assessorato alla sanità
rispondeva: Prevalenti ragioni di ordine etico e morale . E
aggiungeva: Vi sono stati accadimenti che hanno aggredito la
credibilità dell'istituzione sanitaria . Ma veramente siamo
convinti che tutte le stagioni siano uguali? E si parla qui di
perdita di credibilità
Io credo che il buonsenso dovrebbe suggerire di evitare di fare
accostamenti per una vicenda di falso ideologico che in quest'Aula
ha visto coinvolti personaggi anche con ruoli di deputato - se non
ricordo male - si pensa di poter mettere in discussione la
credibilità delle Istituzioni regionali qui in questa Regione, dove
la sanità è stata negli ultimi cinquant'anni il luogo preferito da
politici corrotti, da imprenditori famelici, da mediatori senza
scrupoli Ma che abbiamo dimenticato tutti Veniamo tutti dal
Venezuela, dall'Australia o da Marte?
Gli appalti truccati, le promozioni di primari pilotate, le
tangenti sulle forniture, le truffe dei farmaci o dei pannoloni o
dei pannolini La sanità è stata per decenni un verminaio E
nessuno ha mai messo in discussione la credibilità
dell'istituzione, nessuno, che strano Gli scrupoli si pongono
adesso? Siamo tutti preoccupati, sentivo dalla tribuna, preoccupati
per la credibilità. Tranquilli, la credibilità della Regione
siciliana è garantita del prestigio plurisecolare di questo
Parlamento e - se mi consentite - dalla dirittura morale di
ciascuno di noi in questi banchi. Statene tranquilli o sereni come
qualcuno ama dire.
Noi abbiamo guidato questa pandemia con grande senso di
responsabilità. Quindici giorni fa la Sicilia era tra le prime
regioni italiane per somministrazione di vaccini, ma nessuno fra i
parlamentari regionali ha sottolineato questo dato fra quelli
dell'opposizione. Sabato scorso il commissario, generale Figliolo,
ha visitato alcuni nostri hub ha detto: Non credevo che in Sicilia
ci potesse essere tanto ordine, tanta bella organizzazione , e ha
giudicato la Sicilia, parlando con la stampa, fra le migliori
regioni d'Italia .
No, no, vedete il merito non è del Presidente o dell'assessore
Razza o del Governo, il merito è di un sistema sanitario e
amministrativo che non aveva mai fatto, mai fatto, una sola
esercitazione per gestire una fase così drammatica; mai, mai
Quando mai si pensava di potere vivere un momento così memorabile.
Noi Presidenti di Regioni abbiamo il compito di metterci la faccia;
tutti, tutti, di tutte le regioni italiane, abbiamo il compito di
metterci la faccia, perché quando le cose vanno bene il merito è di
tutti, quando le cose vanno male la colpa è del Presidente della
Regione. Ma era tutto nel conto, ed è successo e succede ogni
giorno con tutti i miei colleghi, con i Presidenti di Regione di
centro sinistra e con i Presidenti di Regione di centro destra.
Certo, vorrei tanto confrontarmi con i Presidenti di Regione del
Movimento Cinque Stelle, per tentare non di fare un paragone, ma di
far capire che anche loro possono sbagliare, che anche loro possono
essere portatori di errori e, purtroppo, gli italiani non hanno mai
eletto un grillino Presidente di Regione. Ma gli italiani sanno,
sanno giudicare molto meglio e molto più di quanto crediamo noi.
Vado alla conclusione e vi chiedo scusa se vi ho trattenuti più
del necessario, ma prendevo appunti mentre voi parlavate.
Questo Governo va a testa alta. Dimissioni Solo i vili si
dimettono, solo i fuggiaschi si dimettono Noi abbiamo offerto il
cuore oltre l'ostacolo, noi non siamo qui per essere iscritti
nell'elenco degli altri, assieme agli altri, siamo qui perché
questa Terra la vogliamo cambiare.
Il percorso della rivincita della Sicilia è ancora lungo e
faticoso, ma l'abbiamo cominciato, siamo qui per dire ai siciliani
che vogliamo riqualificare, in questi due anni, poco meno di due
anni che rimangono, l'edilizia sanitaria, vogliamo aprire nove hub
vaccini, nove ne abbiamo promessi al generale Figliuolo, dove
somministrare, quando arriveranno, tutte le quantità di fiale di
vaccino che da tanto tempo aspettiamo.
Lo siamo mobilitati con tutto il personale sanitario, col
personale della Protezione civile, con gli infermieri, con i
medici, sì con quelli che abbiamo assunto, perché ce lo ha chiesto
il governo Conte, ci ha dato la possibilità di assumere a tempo
determinato, centinaia e centinaia di unità e lo abbiamo fatto con
graduatorie, con bandi pubblici, oltre ad avere stabilizzato
migliaia e migliaia di precari che operavano nella sanità, senza
una prospettiva di progetto futuro.
I siciliani sanno di essere rappresentati da un Presidente del
quale non debbono più vergognarsi. I siciliani sanno di avere un
Presidente di cui possono fidarsi, perché è un Presidente che non
ha mai taciuto la verità, anche quella più amara.
In questa vicenda, in tutta questa amara vicenda, in attesa che la
Magistratura faccia il proprio corso e nella consapevolezza che
abbiamo commesso tanti errori e, purtroppo, altri ne dovremo
commettere nei prossimi mesi perché siamo esseri umani e perché non
abbiamo conseguito alcun attestato di specialista per la gestione
di epidemie, in tutta questa vicenda - lasciatemelo dire - la
migliore lezione di stile istituzionale l'ha data questo ragazzo di
40 anni, Ruggero Razza, dato in pasto alla folla.
(Applausi)
La folla, sì. La folla è cosa diversa dal popolo. La folla è
quella che ha detto a morte Cristo, liberate Barabba . Il popolo
no. Il popolo è quello che della parola di Cristo ne ha fatto un
messaggio per duemila anni.
La lezione di Ruggero Razza, di questo ragazzo cresciuto nelle
caserme, formatosi sotto l'insegnamento del padre generale
dell'Arma, addestrato alla Scuola militare dell'Annunziatella,
avvocato fra i più apprezzati per la sua fascia anagrafica nel Foro
in cui opera, questo ragazzo che è cresciuto accanto a me e al
quale voglio bene come se fosse un figlio mio, senza mai avergli
nascosto e risparmiato contestazioni e critiche, mai Questo
ragazzo sta vivendo giornate difficili, potrebbe capitare a
ciascuno di voi per un documento firmato, per una parola mal detta,
per avere compiuto un atto senza la dovuta meditazione.
Prudenza, colleghi, prudenza serve in questi casi. La gente è
disperata, la gente è affamata, molta gente ormai non ce la fa più
ed è facile aizzare le persone per dire Mandiamo a casa questo
Governo .
Non si risolve niente, non si risolve niente così, perché assieme
alla folla che grida c'è un popolo che pensa, c'è un popolo che
ragiona. Divertitevi, divertitevi
In questi giorni ho visto tanti sciacalli ballare sui leoni in
difficoltà, divertitevi, tanto - per usare un noto aforisma -, i
leoni resteranno leoni, gli sciacalli resteranno sciacalli. Grazie
Presidente.
(Applausi)
PRESIDENTE. Grazie, Presidente.
Collegh,i sarete raggiunti da una mail che vi aggiornerà sulla
ripresa dei lavori.
La seduta è conclusa. Auguri, buona Pasqua.
La seduta è tolta alle ore 22.07
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Comunicazione di impugnativa di legge regionale da parte
del Presidente del Consiglio dei Ministri
Si comunica che il Presidente del Consiglio dei Ministri, con
ricorso dell'1 marzo 2021, notificato a questa Assemblea regionale
in data 10 marzo 2021, ha impugnato la legge regionale 28 dicembre
2020, n. 33 Variazioni al bilancio di previsione della Regione per
l'esercizio finanziario 2020 e per il triennio 2020-2022. Modifiche
di norme in materia di stabilizzazione del personale precario , per
violazione dell'articolo 81, comma 3 della Costituzione.
Copia del ricorso è consultabile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Allegato B
- Nota interna degli Uffici dell'Assemblea regionale siciliana
sull'impugnativa della legge regionale n. 33/2020.
- Relazione dell'Assessorato regionale dell'Economia
sull'impugnativa della legge regionale n. 33/2020, trasmessa al
Presidente della Commissione Bilancio con nota prot. n. 1715
del 16 marzo 2021.
Intervento corretto dall'oratore.