Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 16.16
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, buonasera. Avverto che il processo
verbale della seduta precedente è posto a disposizione degli
onorevoli deputati che intendano prenderne visione ed è considerato
approvato in assenza di osservazioni in contrario nella presente
seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Gucciardi e Tamajo.
L'Assemblea ne prende atto.
Chiamate, per favore, dovrebbe esserci l'Assessore Armao fuori o
qualche rappresentante del Governo.
Onorevole Savarino, secondo lei possiamo iniziare a discutere il
disegno di legge sull'edilizia? Per cui, se voi siete d'accordo,
facciamo velocemente i disegni di legge concernenti i debiti fuori
bilancio che tanto si possono fare in pochissimi minuti, poi, se
dovesse mancare il numero legale al limite rimandiamo il voto
finale; però, intanto, il testo lo vediamo e poi, così, passiamo al
disegno di legge sull'edilizia in modo che lo iniziamo e, a quel
punto, lo dobbiamo portare avanti.
Ecco l'assessore Cordaro, grazie; stavo per sospendere. Allora,
assessore Cordaro, noi vorremmo fare i disegni di legge sui debiti
fuori bilancio, anche se probabilmente non sarà possibile procedere
alla votazione finale, e passare immediatamente al disegno di legge
sull'edilizia in modo che, da questo momento, in qualche maniera,
lo portiamo avanti.
Seguito della discussione del disegno di legge «Riconoscimento
della legittimità dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo
73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.
118 e successive modifiche ed integrazioni. D.F.B. 2021 - mese di
febbraio.» (n. 984/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto I dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di febbraio.» (n. 984/A), posto al numero 1).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Onorevole Lo Curto, chiedo scusa, siccome manca il presidente
Savona, può prendere posto al banco della Commissione. Onorevole
Calderone, lei è pure in Commissione Bilancio ? No. Ha ragione,
scusi. L'onorevole Grasso pure.
Onorevoli colleghi, non ci sono emendamenti, per cui possiamo
iniziare a votare l'articolo 1.
Pertanto, si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori
bilancio della Regione Siciliana ai sensi dell'articolo
73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 23 giugno
2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni
1. Ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni è riconosciuta la legittimità dei debiti fuori
bilancio della Regione derivanti da sentenze esecutive e/o
provvedimenti giudiziari esecutivi per il valore complessivo di
euro 5.830.156,32 di cui all'Allegato 1 alla presente legge».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
E' approvato con il voto contrario del Gruppo Movimento Cinque
Stelle.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Coperture finanziarie
1. All'onere di cui all'articolo 1 di euro 5.830.156,32 si
provvede nell'esercizio finanziario 2021 mediante riduzione della
Missione 20, Programma 3, capitolo 215740 (Fondo rischi contenzioso
spese legali) per euro 5.830.156,32».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
E' approvato con il voto contrario del Gruppo Movimento Cinque
Stelle.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Disposizioni finanziarie
1. Nello stato di previsione della spesa per l'esercizio
finanziario 2021 sono introdotte le variazioni di cui all'Allegato
1 discendenti dall'applicazione dell'articolo 1 e dell'articolo 2
della presente legge per i capitoli indicati rispettivamente nelle
colonne A e D e gli importi indicati rispettivamente nelle colonne
C ed E.
2. All'adozione dei provvedimenti di spesa dei debiti fuori
bilancio riconosciuti con la presente legge provvedono le strutture
regionali competenti nell'ambito delle specifiche dotazioni
finanziarie iscritte, a valere sull'esercizio finanziario 2021,
nelle rispettive missioni e programmi di spesa, a seguito delle
variazioni di bilancio di cui alla presente legge».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
E' approvato con il voto contrario del Gruppo Movimento Cinque
Stelle.
Si passa all'articolo 4, che è la norma finale, per cui non
possono che essere d'accordo anche i colleghi del Gruppo Movimento
Cinque Stelle. Comunque sui primi tre articoli i deputati del
Gruppo Movimento Cinque Stelle hanno votato contro.
Ne do lettura:
«Art. 4.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Il numero legale non c'è, per cui rinviamo la votazione finale del
disegno di legge n. 984/A alla prossima seduta.
Seguito della discussione del disegno di legge «Riconoscimento
della legittimità dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo
73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.
118 e successive modifiche ed integrazioni. D.F.B. 2021 - mese di
febbraio.» (n. 985/A)
PRESIDENTE Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge «Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori
bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni. D.F.B. 2021 - mese di febbraio.» (985/A), posto al
numero 2).
Anche in questo disegno di legge non sono stati presentati
emendamenti.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori
bilancio della Regione Siciliana ai sensi dell'articolo
73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno
2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni
1. Ai sensi della lettera e) del comma 1 dell'articolo 73 del
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche
ed integrazioni è riconosciuta la legittimità dei debiti fuori
bilancio della Regione per il valore complessivo di euro 58.272,61
derivanti da acquisizioni di beni e servizi in assenza del
preventivo impegno di spesa di cui all'Allegato 1 alla presente
legge».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
E' approvato con il voto contrario del Gruppo Movimento Cinque
Stelle.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Coperture finanziarie
1. All'onere di cui all'articolo 1 di euro 58.272,61 si provvede
nell'esercizio finanziario 2021 mediante riduzione della Missione
20, Programma 3, capitolo 215740 (Fondo rischi contenzioso spese
legali) per euro 58.272,61».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
E' approvato con il voto contrario del Gruppo Movimento Cinque
Stelle.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Disposizioni finanziarie
1. Nello stato di previsione della spesa per l'esercizio
finanziario 2021 sono introdotte le variazioni di cui all'Allegato
1, discendenti dall'applicazione dell'articolo 1 e dell'articolo 2
della presente legge, per i capitoli indicati rispettivamente nelle
colonne A e D e per gli importi indicati rispettivamente nelle
colonne C ed E.
2. All'adozione dei provvedimenti di spesa dei debiti fuori
bilancio riconosciuti con la presente legge, provvedono le
strutture regionali competenti nell'ambito delle specifiche
dotazioni finanziarie iscritte, a valere sull'esercizio finanziario
2021, nelle rispettive missioni e programmi di spesa, a seguito
delle variazioni di bilancio di cui alla presente legge».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
E' approvato con il voto contrario del Gruppo Movimento Cinque
Stelle.
Si passa all'articolo 4. Anche sull'articolo 4 c'è il voto
favorevole dei deputati del Gruppo Movimento Cinque Stelle. Per
cui, i primi tre col voto contrario dei deputati del Gruppo
Movimento Cinque Stelle.
Ne do lettura:
«Art. 4.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Abbiamo finito anche questo. Il voto finale su questi due disegni
di legge lo rimandiamo alla prossima seduta quando ci sarà il
numero legale o, se più tardi dovessimo arrivare ad esserci,
proviamo a farlo.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Caronia ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
La Commissione Bilancio si può alzare e lasciamo spazio alla
Commissione presieduta dell'onorevole Savarino.
Onorevoli colleghi, assessore Cordaro, dobbiamo comunque fermarci
dieci minuti perché la I Commissione ha bisogno di dieci minuti per
concludere i suoi lavori e, quindi, non possiamo che aspettarla.
Per cui, sospendiamo la seduta. Chi fa parte della I Commissione e
deve andare a votare vada a votare. Sospendiamo un quarto d'ora in
attesa che finiscano i lavori della I Commissione.
(La seduta, sospesa alle ore 16.24, è ripresa alle ore 17.00)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Assessore, ma noi per i debiti fuori bilancio abbiamo
avuto Cordaro e ora per l'edilizia abbiamo Armao? Dicevo
all'assessore Armao, per i debiti fuori bilancio li abbiamo fatti
con Cordaro, l'edilizia con Armao, invece no. Invece ricostruiamo
tutto esattamente com'era previsto.
Seguito della discussione del disegno di legge Modifiche ed
integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016, n. 16 recante
Recepimento del testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di edilizia approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 6 giugno 211, n. 380. (nn. 669-140-
453/A)
PRESIDENTE. Invito i componenti della IV Commissione a prendere
posto nell'apposito banco. Colleghi, passiamo all'articolato del
disegno di legge sull'edilizia.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Modifiche all'articolo 1 della legge regionale 10 agosto 2016, n.
16 1.
Il comma l, dell'articolo l, della legge regionale 10 agosto 2016,
n. 16, è così sostituito:
1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge, fatto
salvo quanto previsto al Titolo II, si applica nella Regione il
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 e
successive modificazioni .
2. La rubrica del Titolo II della legge regionale 10 agosto 2016,
n. 16 è così sostituita:
TITOLO II
Recepimento con modifiche degli articoli 4, 6, 9, 10, 15, 16, 17,
19, 22, 23 bis, 32, 34, 36, 63, 85, 86, 89 e 100 del decreto del
Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. ».
Lo accantoniamo perché dipende da quello che viene approvato dopo.
L'articolo 1 lo votiamo poi alla fine dell'articolato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lantieri e Zafarana hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 669-
140-453/A
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Modifiche agli articoli 2, comma 2, e 17, comma 3, della legge
regionale 10 agosto 2016, n. 16 Regolamenti edilizi comunali' e
Istituzione dello STARS e del MUE
l. I termini di cui all'articolo 2, comma 2, ed all'articolo 17,
comma 3, della legge regionale 10 agosto 2016, n. 16 decorrono
dalla data di entrata in vigore della presente legge.
2. Al comma 2, dell'articolo 2, della legge 10 agosto 2016 n. 16,
dopo le parole dei tecnici abilitati alla progettazione sono
aggiunte le seguenti degli ordini professionali istituzionalmente
riconosciuti ».
Gli emendamenti soppressivi sono mantenuti? Ritirati. Non mi sono
fatto la domanda e mi sono dato la risposta, la risposta è stata
data dall'Aula.
Si passa all'emendamento 2.2 dell'onorevole Cracolici. Il parere
del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio per l'ambiente. Presidente,
il Governo è contrario. Se l'onorevole Cracolici lo potesse
spiegare. Perché, in realtà, rispetto alla filosofia dell'intero
articolo, l'eliminazione di questo comma creerebbe un
disallineamento rispetto alla normativa allegata.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, vuole intervenire in proposito?
Ritirato, benissimo. Si passa all'emendamento 2.7 della
Commissione?
Il parere del Governo immagino che sia favorevole. Assessore
Cordaro, una cosa alla volta possiamo fare, se mi dà soltanto il
parere sull'emendamento 2.7 della Commissione.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 2.3 dell'onorevole Lo Curto.
LO CURTO, relatore. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2.
DI PAOLA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Voto segreto sull'articolo 2, niente meno E facciamo
il voto segreto sull'articolo 2. Vediamo se è appoggiato.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente, io
ho chiesto la parola perché, vede, questo disegno di legge è un
disegno di legge molto atteso. Non dentro quest'Aula,
evidentemente, non dalla parte politica che è rappresentata
dall'onorevole Di Paola.
Perché, evidentemente, se così fosse nella sua interezza, fermo
restando che ci sono dei punti sui quali ci confronteremo, e sui
quali potremo anche trovare condizioni di assoluta sintesi, così
come è accaduto in Commissione, e considerato a maggior ragione che
il Governo non vorrà fare le barricate su nessuno degli articoli
presenti, io ho il dovere, Presidente Micciché, però di ribadire
all'Aula un concetto.
Proprio dal Movimento Cinque Stelle è venuta una indicazione in
Commissione Ambiente da parte, ah ecco, del collega Trizzino che è
qua - non la vedevo e, quindi, non la volevo citare, ma visto che è
qua la cito, perché ha, ovviamente, ampia possibilità di replica -
ci siamo sempre detti che, rispetto a un paio di articoli, ci sono
delle ragioni di contrasto che vedranno un dibattito franco e
libero, ma rispetto all'impostazione della norma - considerato, fra
l'altro, che proprio, Presidente Micciché, questi primi articoli,
altro non sono che il recepimento del D.L. Semplificazione della
norma nazionale. Per una volta mi permetto di rivolgermi io ai
cittadini e di dire, ai cittadini che ci ascoltano, che se dobbiamo
cominciare dal voto dell'articolo 2 che - posto che non abbiamo
votato l'articolo 1 - è il primo articolo che poniamo in votazione
con il voto segreto spiegateci - lo dico ai colleghi del Movimento
Cinque Stelle senza tono polemico - che non volete fare la legge
noi ne prenderemo atto e, dopo di che, ci determineremo
Ma questo tipo di impostazione, e mi rivolgo al Capogruppo, è una
novità assoluta rispetto al lavoro che si è fatto in Commissione,
dove si è sempre trovata una sintesi, dove siamo tornati più volte,
dove si sono apprezzati gli emendamenti di tutti i Gruppi
parlamentari, nessuno escluso, fermo restando ripeto due articoli
che, è noto urbi et orbi, essere il 12 e il 20 sui quali si aprirà
un dibattito franco.
Chiedo pertanto all'onorevole Di Paola, e per chi per lui al
Capogruppo, se non ritenga di ritirare la richiesta di voto segreto
posto, ripeto, che stiamo parlando di articoli che sono un mero
recepimento, questa volta sì definitivo rispetto a quanto fatto nel
2016, del Decreto Semplificazione.
PRESIDENTE. Credo che l'intervento dell'Assessore sia stato molto
cortese e molto sereno e ha detto qualche cosa che, effettivamente,
se non lo vogliamo fare non lo facciamo il disegno di legge ma,
devo essere sincero, non ha torto l'assessore Cordaro nel chiedere
lo scontro, dove c'è da scontrarsi, ma la possibilità di lavorare
dove c'è un parere, complessivamente, favorevole di tutti.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo sulla
dichiarazione che ha fatto il Governo - assessore Cordaro - per
precisare che, evidentemente, questo è un disegno di legge
sicuramente atteso dai cittadini, sicuramente atteso dal Partito
Democratico che predica, Presidente Micciché, affinché venga
trattato questo testo che è fermo all'ordine del giorno dell'Aula
dal 20 settembre che è una data importante per l'Italia e, per
questo, la ricordiamo facilmente.
Quindi, rispetto alla sua dichiarazione, assessore Cordaro, non
credo che abbia avuto la maggioranza o il Governo la stessa premura
a trattare un testo che è fermo dal 20 settembre. Per puntualizzare
l'atteggiamento del Partito Democratico sul testo, noi abbiamo
ritirato i soppressivi. Lo continueremo a fare. La Sicilia ha
bisogno di questa legge di semplificazione. E' un testo urgente e
indifferibile. Non abbiamo ben capito quali sono le ragioni della
richiesta del voto segreto e noi, certamente, voteremo - non è un
articolo fondamentale - ma comunque voteremo per il sostegno
all'articolo.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
cittadini, da parte del nostro Gruppo, ma lo ha ben detto anche
l'assessore, da parte del nostro Gruppo c'è stata, e c'è, ampia
disponibilità.
C'è stato un lavoro fatto dalla Commissione dove, man mano, è
stato affinato il disegno di legge su molti articoli. Su alcuni,
ovviamente, si entrerà in un dibattito serrato. Però, Presidente,
l'atteggiamento di scaricare ogniqualvolta i ritardi e le
incombenze sulle opposizioni o su chi, in questo momento, sta dando
ampia disponibilità.
Io la richiesta di voto segreto l'ho fatta per capire se
quest'Aula, se questo Governo regionale - al di là, poi, delle
opposizioni che danno, il mio Gruppo, il Movimento Cinque Stelle,
ampia disponibilità - se da parte della maggioranza c'è, come dire,
un sostegno a questo disegno di legge. Perché è da capire se la
maggioranza questo disegno di legge lo sostiene.
Poi da parte delle opposizioni, Presidente, noi facciamo le
opposizioni all'interno di quest'Aula, così come all'interno delle
Commissioni. La nostra disponibilità - e lo abbiamo dimostrato non
solo su questo disegno di legge, ma su molti altri disegni di legge
- è massima nel migliorare i disegni di legge che possono arrivare
dal Governo e dai colleghi dell'Assemblea.
Però, Presidente, questo disegno di legge deve essere per prima
supportato dalla maggioranza. Ci deve essere una maggioranza che
supporta questo disegno di legge.
Dopodiché il dibattito in Aula da parte del Movimento Cinque
Stelle, ma così come dagli altri Gruppi parlamentari, il dibattito
sarà franco.
Però venire qui e dire approviamo così, d'emblée, dieci articoli e
poi all'articolo 12 o all'articolo 20 facciamo la discussione,
secondo me non diamo, come dire, non facciamo quello che siamo
chiamati a fare da parte dei cittadini siciliani.
Quindi la mia richiesta di voto segreto, che confermo
sull'articolo 2, è per verificare se questo Governo regionale ha
una maggioranza in Aula per portare avanti questo disegno di legge.
Grazie.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Grazie, signor Presidente. Un triste déjà-vu, sotto i colpi
di queste giustificazioni infantili, è caduta sotto il colpo del
voto segreto anche la riforma dei rifiuti.
Io la invito, visto la serietà dell'argomento, che riguarda
moltissimi cittadini che stanno aspettando, a verificare che ci
siano i numeri. E già dico che il mio Gruppo contribuirà
all'approvazione almeno di quest'articolo 2, e poi dove ci sarà
qualcosa da dire la diremo. Fermo restando che in Commissione si è
fatto un lavoro, come dire, di apertura, di partecipazione, il
Governo ha assorbito tantissimi emendamenti. E questa scusa di
utilizzare il termometro per capire se la maggioranza c'è o non
c'è, mi sembra veramente patetica. Finiamola di giocare Ci sono
persone che hanno esigenza, che aspettano un Parlamento e non, come
ci canticchia Vasco Rossi, che i bambini dell'asilo la finiscano di
fare ..., perché veramente è indecoroso tirare fuori la scusa del
voto segreto.
Quattro conti. I numeri ci sono o non ci sono. Li faccia la
Presidenza e non ci faccia cadere nel tranello e nella
vigliaccheria, che già abbiamo subito, anche su questa riforma.
Grazie.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, concordo con l'onorevole Foti. E'
una legge di riforma. Su questa legge, e per questa legge, c'è
stato un grande impegno da parte della Commissione presieduta
dall'ottimo Presidente Savarino.
Così come diceva l'assessore Cordaro, tutti ci siamo impegnati,
anche con il contributo, perché no, delle opposizioni, che hanno
dato fattivamente il loro contributo.
Quindi, devo dire la verità, mi sorprende, e non poco, questa
richiesta di voto segreto, che sembra essere un fulmine a ciel
sereno, perché è una buona legge, certamente migliorabile, e siamo
qui per questo. L'assessore, addirittura, fa prontezza di grande
disponibilità per audire e ascoltare tutte le parti di quest'Aula.
Quindi, veramente, ovviamente, dico che Forza Italia - ma è in re
ipsa - vota certamente favorevole, però inviterei anche i colleghi
dei Cinque Stelle, come dire, melius re perpensa, a verificare la
possibilità di procedere in maniera diversa, per carità, nel
rispetto - ci mancherebbe altro - delle prerogative parlamentari di
ogni singolo parlamentare e di ogni gruppo. Però, ripeto, è una
legge che ci chiedono tutti; abbiamo parlato con gli ingegneri, con
gli architetti, con i geometri, con le altre categorie sociali ma
soprattutto ce la chiedono i siciliani quindi, Presidente, io, come
dire, per dichiarazione di voto ma veramente inviterei tutta l'Aula
ad una seria e serena riflessione.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, vorrei comunque chiarire che non è
stato chiesto un qualcosa di tremendo, è stata chiesta la
possibilità di un voto segreto, per carità, ci sono motivazioni per
cui si può volere il voto segreto o meno, non c'è dubbio che le
motivazioni che ha posto l'onorevole Di Paola hanno anche quelle
una sua logica, cioè se la maggioranza c'è si vota la legge, se non
c'è, è inutile che si vota.
Nell'occasione, onorevole Di Paola, delle riforme come questa.
perché se è sul debito fuori bilancio ha un senso, se è su una
riforma su cui lavoriamo da un anno e mezzo, ma io non ritengo che
l'onorevole Di Paola non abbia chiesto il voto segreto per bocciare
la legge ma soltanto per fare una comparazione di tipo politico che
è assolutamente consentita e su cui nessuno deve avere dubbi o
problemi. Se poi la ritira è meglio anche per me ma se non la
ritira non è successo niente.
LO CURTO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO, relatore. Signor Presidente, la ringrazio perché lei ha
interpretato perfettamente anche il mio sentire ed il mio dire
perché non v'è dubbio che su questa riforma voluta dall'intero
Parlamento, richiesta da tutti gli ordini professionali ma anche da
tutti i cittadini e che si attende già da troppo tempo e sul piano
della responsabilità abbiamo veramente condiviso tante scelte,
senza pensare a chi esercita il ruolo di maggioranza e a chi quello
dell'opposizione.
Oggi non ci possiamo dividere per cui, davvero, pur ritenendo
legittimo e corretto l'invito e l'appello fatto e rivolto
dall'onorevole Nuccio Di Paola alla maggioranza di essere
maggioranza e ad essere presente in Aula perché questo è quello che
è dovuto da parte di chi si è, come dire, imbarcato in questa
avventura legislativa sostenendo un governo che ha voluto tante
riforme e questa certamente è una tra le migliore e le più attese,
allora non c'è dubbio che questo richiamo alla responsabilità io
non posso non apprezzarlo perché è di tutti la responsabilità. Ed
il fatto stesso che l'onorevole Barbagallo abbia anche valutato ed
espresso positivamente la posizione del Partito Democratico la dice
lunga sul fatto che su questo DDL, a prescindere da due articoli
che possono essere un tantino più, come dire, discussi e divisivi
magari, non c'è dubbio che c'è la volontà unanime di questo
Parlamento a farlo.
Per cui il mio invito sereno è quello di chiedere appunto
all'onorevole Di Paola, che per il suo Gruppo ha chiesto il voto
segreto, di rinunciare a questo voto segreto proprio perché sono
certa che
PRESIDENTE. Onorevole, è stato confermato, non facciamo
LO CURTO, relatore. E' un invito.
PRESIDENTE. Ripeto, io avrei dispiacere se ci fosse un
ostruzionismo per evitare che la legge si faccia, sulla richiesta
di un voto segreto per una valutazione politica, come dire, è
inutile che stiamo a discutere. Io spero che nel voto segreto il
Gruppo dei Cinque Stelle, proprio per evitare rischi, voti a
favore.
Allora, hanno parlato i Presidenti dei Gruppi parlamentari
soltanto sull'argomento. Dunque, il voto è già pronto perché già
era stato verificato prima.
Scusate, dobbiamo rifare un attimo la verifica perché ci sono due
congedi in più. Ha ragione, onorevole Calderone. Chiedo scusa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Gallo e Savona hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Procediamo con la verifica del numero legale, se tutti
inserite il tesserino. Sono 37 e quindi il numero legale è 32, non
ho bisogno di fare votare perché lo vedo qui quanto è il numero
legale, il numero legale è 32 e ci sono 37 presenti per cui siamo
in numero legale. Possiamo andare avanti. Non c'è più bisogno di
votare perché spunta qual è il numero dei tesserini rispetto al
numero legale e l'ho comunicato.
(brusio in Aula)
Non lo voglio complicare, qual è la complicazione? E allora volete
votare? Non ho problemi.
(brusio in Aula)
Chiedo scusa, sa qual è stato il mio errore? Pensare che spuntasse
anche sul tabellone, siccome non potete vederlo - ma lo vedo solo
io - ha ragione, chiedo scusa, non avevo capito che non spuntasse
nel tabellone e che quindi potevo vederlo solo io e questo è
scorretto, per cui assolutamente torno indietro e dobbiamo
materialmente verificare il numero legale.
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento, invito
gli onorevoli deputati a registrare la loro presenza con la scheda
di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 40.
L'Assemblea è in numero legale.
A questo punto il voto non è più segreto, onorevole Di Paola?
Stavolta è spuntato anche sul tabellone, non mi sono inventato
nulla, anzi addirittura il numero è aumentato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole La Rocca Ruvolo ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 669-
140-453/A
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, la richiesta che è stata fatta prima,
noi - e lo ribadisco nuovamente - concordiamo sul discorso che
questo disegno di legge è importante e lo stanno aspettando i
siciliani da più di un anno e ho visto i vari interventi. Però,
Presidente, noi qui dobbiamo evitare che ad un certo punto una
legge aspettata dai siciliani possa, a seconda poi delle votazioni
che andiamo a fare, attenzione non sull'articolo 2, ma su altri
articoli, non diventi un pastrocchio.
Quando io ho chiesto - e mi dispiace dell'intervento
dell'Assessore che ringrazio per la sua precisazione - la votazione
segreta e ribadisco qui sullo scranno che ci deve essere comunque
una maggioranza che porta avanti questa legge, e mi dispiace che in
Aula sento il Vicepresidente dell'ARS che continua ad urlare da
Vicepresidente dell'Assemblea, ci deve essere una maggioranza,
perché il rischio qual è? E faccio l'appello al Governo, il rischio
che poi ad un certo punto, a seconda degli emendamenti, questa
legge possa diventare, se non c'è una maggioranza che sostiene
questa legge, un pastrocchio e questa cosa non ce la possiamo
permettere considerando tutto il tempo che è stato impiegato per
realizzare questo disegno di legge e l'attesa che c'è fuori da
questo Palazzo da parte dei siciliani. Penso di essere stato
chiaro. Grazie.
PRESIDENTE. Diciamo un'ultima cosa e poi iniziamo a votare,
onorevole Di Paola, lei ha perfettamente ragione ma dobbiamo anche,
come dire, capire che questa legge era arrivata qua in Aula più
volte, più volte avevamo iniziato e di fatto non era iniziata a
essere esaminata, per cui tanti colleghi non erano così preparati
al fatto che si cominciasse a votare oggi e quindi magari erano qua
stamattina li ho visto io poi probabilmente sono andati via,
diciamo che oggi su 60 siamo 44 e tanti altri ci sarebbero stati
per cui la responsabilità comunque c'è.
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Modifiche all'articolo 3 della legge regionale 10 agosto 2016, n.
16
Attività edilizia libera'
1. L'articolo 3, della legge regionale 10 agosto 2016, n. 16, è
così sostituito:
l. Fatte salve le prescrizioni delle norme antisismiche, di
sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di quelle relative
all'efficienza energetica, di tutela dal rischio idrogeologico
nonché delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42 e di quelle di cui al decreto legislativo n.
152 del 2006 relative alla valutazione di impatto ambientale, della
vigente normativa regionale sui parchi e sulle riserve naturali e
della normativa relativa alle zone pS1C, SIC, ZSC e ZPS, ivi
compresa la fascia esterna dì influenza per una larghezza di 200
metri, e comunque nel rispetto delle disposizioni di cui al Decreto
del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 e
successive modificazioni, i seguenti interventi sono eseguiti senza
alcun titolo abilitativo:
a) gli interventi di manutenzione ordinaria di cui all'articolo 3,
comma 1, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 6
giugno 2001, n. 380, come introdotto dall'articolo 1;
b) gli interventi volti all'eliminazione di barriere
architettoniche, compresa la realizzazione di ascensori esterni se
realizzati su aree private non prospicienti vie e piazze pubbliche;
c) le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che
abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca
di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro
edificato;
d) i movimenti di terra strettamente pertinenti all'esercizio
dell'attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi
gli interventi su impianti idraulici agrari;
e) le serre da realizzare con struttura precaria suscettibili di
facile rimozione, sprovviste di opere in muratura, strumentali
all'attività agricola;
f) l'installazione dei depositi di gas di petrolio liquefatti di
capacità complessiva non superiore a 13 metri cubi;
g) le recinzioni di fondi rustici;
h) le strade poderali;
i) le opere di giardinaggio;
l) il risanamento e la sistemazione dei suoli agricoli anche se
occorrono strutture murarie;
m) le cisterne e le opere connesse interrate, ivi compresi i
vasconi in terra battuta per usi irrigui;
n) le opere di smaltimento delle acque piovane;
o) le opere di presa e distribuzione di acque di irrigazione da
effettuarsi in zone agricole;
p) le opere di ricostruzione e ripristino di muri a secco e di
nuova costruzione con altezza massima di 1,30 metri;
q) le opere di manutenzione ordinaria degli impianti industriali
di cui alla circolare del Ministero dei Lavori pubblici 16 novembre
1977, n. 1918;
r) l'installazione di pergolati, pergotende ovvero gazebi
costituiti da elementi assemblati tra loro di facile rimozione;
s) la realizzazione di opere interrate di smaltimento reflui
provenienti da immobili destinati a civile abitazione compresa
l'installazione di fosse tipo Imhoff o a tenuta, per immobili privi
di fognatura dinamica comunale;
t) gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria
di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW;
u) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e
temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della
necessità e, comunque, entro un termine non superiore a centottanta
giorni complessivi nell'anno;
v) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni,
anche per aree di sosta, che siano contenute entro l'indice di ove
stabilito dallo strumento urbanistico comunale, ivi compresa la
realizzazione di intercapedini interamente interrate e non
accessibili, vasche dì raccolta delle acque, bacini, pozzi di luce
nonché locali tombati nei casi dei Comuni privi degli indici di
permeabilità, va applicato il rispetto dell'indice di permeabilità
del 40% della superficie del lotto di terreno al netto della sagoma
dell'immobile;
z) i pannelli solari, solare termico e fotovoltaico, a servizio
degli edifici, da realizzare al di fuori della zona A di cui al
decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444;
aa) le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo
delle aree pertinenziali degli edifici;
ab) i sistemi per la produzione e l'autoconsumo di energia da
fonti rinnovabili a servizio degli edifici, da realizzare
all'interno della zona A di cui al decreto del Ministro per i
lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, e nelle zone sottoposte a
vincolo paesaggistico, che non comportino pregiudizio alla tutela
del contesto storico, ambientale e naturale, in relazione alle
linee guida impartite dall'Assessore per i Beni culturali e
l'identità siciliana;
ac) la modifica del sistema di adduzione esistente di acqua, sia
in ambito condominiale, che per singole unità abitative con reti
duali di adduzione al fine dell'utilizzo di acque meno pregiate per
usi compatibili;
ad) la modifica, il miglioramento di superfici impermeabili, da
intendersi quale spazio di qualsiasi natura, che impedisce il
drenaggio planimetrico orizzontale del deflusso delle acque
meteoriche ai fini del raggiungimento dell'invarianza idraulica
complessiva dell'edificio, purché il miglioramento dei drenaggi
esterni e delle pertinenze esterne, quali parcheggi, strade di
accesso, giardini, coperture, sia almeno del 40 per cento rispetto
al preesistente;
ae) l'esecuzione delle opere necessarie al recupero dell'immobile
mediante la realizzazione di intervento edilizio finalizzato al
ripristino della conformità edilizia ed alla eliminazione delle
opere realizzate in assenza di titolo abilitativo.
2. Nel rispetto dei medesimi presupposti di cui al comma 1, previa
comunicazione asseverata anche per via telematica dell'inizio dei
lavori all'amministrazione comunale, nelle more dell'attivazione
delle previsioni di cui all'articolo 17, i seguenti interventi
possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo:
a) gli interventi di manutenzione straordinaria di cui
all'articolo 3, comma 1, lettera b), del decreto del Presidente
della Repubblica n. 380/2001 come introdotto dall'articolo 1, ivi
compresa l'apertura di porte interne o lo spostamento di pareti
interne, sempre che non riguardino le parti strutturali
dell'edificio compreso il frazionamento o accorpamento delle unità
immobiliari urbane purché aventi la stessa destinazione d'uso. In
caso di frazionamento di unità immobiliari aventi destinazione
residenziale l'area già vincolata a parcheggio in applicazione
della legge 6 agosto 1967, n. 765, come integrata e modificata
dalla legge 24 marzo 1989; n. 122, dovrà essere asservita con
vincolo permanente di destinazione ad una delle unità immobiliari
derivate;
b) le opere interne alle costruzioni che non comportino modifiche
della sagoma della costruzione, dei fronti prospicienti pubbliche
strade o piazze, né aumento delle superfici utili e del numero
delle unità immobiliari, non modifichino la destinazione d'uso
delle costruzioni e delle singole unità immobiliari, non rechino
pregiudizio alla statica dell'immobile. Per quanto riguarda gli
immobili compresi nelle zone indicate alla lettera a),
dell'articolo 2, del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, è
fatto salvo l'obbligo delle autorizzazioni previste dal decreto
legislativo n. 42/2004. Ai fini dell'applicazione della presente
lettera non è considerato aumento delle superfici utili
l'eliminazione o lo spostamento di pareti interne o di parte di
esse;
c) le modifiche interne di carattere edilizio dei fabbricati
adibiti ad esercizio d'impresa, comprese quelle sulla superficie
coperta, che non comportino un cambio di destinazione d'uso e non
riguardino parti strutturali;
d) gli impianti dì energia rinnovabile di cui all'articolo 6 del
decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, come specificati al punto
12 dell'allegato del decreto interministeriale 10 settembre 2010
recante Linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati
da fonti rinnovabili', da realizzare al di fuori della zona
territoriale omogenea A di cui al decreto ministeriale n.
1444/1968, con esclusione degli immobili sottoposti a tutela in
applicazione del decreto legislativo n.42/2004. Negli immobili e
nelle aree ricadenti all'interno di parchi e riserve naturali o in
aree protette ai sensi della normativa relativa alle zone pSIC,
SIC, ZSC e ZPS, ivi compresa la fascia esterna di influenza per una
larghezza dì 200 metri., e comunque nel rispetto delle disposizioni
di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997,
n. 357 e successive modificazioni, i suddetti impianti possono
essere realizzati previa valutazione dì incidenza ed espletamento
delle procedure di verifica di assoggettabilità a valutazione di
impatto ambientale sul progetto preliminare, qualora prevista, di
cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive
modifiche ed integrazioni;
e) gli impianti tecnologici al servizio di edifici già esistenti;
f) l'impianto di prefabbricati ad una sola elevazione adibiti o
destinati ad uso non abitativo, di modeste dimensioni, assemblati
in precedenza, rimovibili, di uso precario e temporaneo non
superiore a sei mesi;
g) la costruzione di recinzioni, con esclusione di quelle dei
fondi rustici di cui al comma l, lettera g) e di quelle di cui alla
lettera i);
h) la realizzazione di strade interpoderali;
i) la nuova realizzazione di opere murarie di recinzione con
altezza massima di 1,70 metri; per altezze superiori trovano
applicazione le disposizioni di cui all'articolo 10;
l) la realizzazione di nuovi impianti tecnologici e relativi
locali tecnici;
m) le opere di ricostruzione e ripristino di muri a secco e di
nuova costruzione con altezza superiore a 1,50 metri;
n) la realizzazione di opere interrate di smaltimento reflui
provenienti da singoli immobili destinati a strutture ed attività
diverse dalla residenza appartenenti alle categorie funzionali
previste alle lettere a-bis), b), c) e d) di cui all'articolo 23-
ter del DPR 380/2001 come recepito dinamicamente dall'articolo 1;
o) installazione di linee vita negli edifici esistenti, ricadenti
anche in aree vincolate ai sensi del D. Lgs. 42/2004 e successive
modificazioni;
p) la chiusura con vetri scorrevoli su binario di balconi o
verande di immobili destinati ad abitazione senza alterazione delle
superfici, dei volumi e delle destinazioni d'uso assentite con
regolare titolo abilitativo.
3. Per gli interventi di cui al comma 2, nonché per quelli di cui
alla lettera b) del comma 2, così come disciplinati dall'articolo
20 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 e successive
modificazioni, l'interessato trasmette all'amministrazione
comunale, anche in forma telematica, nelle more dell'attivazione
delle previsioni di cui all'articolo 17, l'elaborato progettuale e
la comunicazione di inizio dei lavori asseverata da un tecnico
abilitato, il quale attesta, sotto la propria responsabilità, che i
lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati ed ai
regolamenti edilizi vigenti nonché che sono compatibili con la
normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico
nell'edilizia e che non vi è interessamento delle parti strutturali
dell'edificio. La comunicazione contiene, altresì, i dati
identificativi dell'impresa alla quale si intende affidare la
realizzazione dei lavori.
4. Per gli interventi soggetti a CILA, ove la comunicazione di
fine lavori sia accompagnata dalla prescritta documentazione per la
variazione catastale, quest'ultima è inoltrata tempestivamente, da
parte dell'amministrazione comunale, ai competenti uffici
dell'Agenzia delle entrate.
5. La mancata comunicazione asseverata dell'inizio dei lavori di
cui al comma 3, comporta la sanzione pecuniaria pari a mille euro.
Tale sanzione è ridotta di due terzi se la comunicazione è
effettuata spontaneamente quando l'intervento è in corso di
esecuzione.
6. Le disposizioni di cui al presente articolo prevalgono su
quelle contenute negli strumenti urbanistici e nei regolamenti
edilizi vigenti».
La Commissione ha presentato una riscrittura di tutto l'articolo 3
che conoscete tutti, perché è già nel testo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Savarino, chiedo scusa, la
riscrittura era stata fatta d'accordo con tutti perché stanno
arrivando ora i sub? Che dobbiamo fare? Così si crea confusione
Comunque, onorevole Barbagallo prego.
BARBAGALLO. Signor Presidente, voglio essere chiaro, rispetto alla
riscrittura che ha fatto la Commissione, perché noi ci siamo
lasciati con l'obiettivo di, al di là delle valutazioni di ordine
politico, certamente io credo che il compito era quello di
rimuovere, e guardo gli uffici, le questioni che avrebbero potuto
produrre e che possono ancora produrre impugnative e quindi siamo
nel campo non più dell'opportunità ma siamo nel campo della
legittimità.
Dalla nota di lettura che hanno tutti i colleghi, pagina 4, il
testo della Commissione rimuove gli aspetti relativi all'articolo
3, comma 1, lettera b) ma certamente non rimuove quanto sostenuto
dagli uffici stessi a proposito, Presidente Micciché, della lettera
e) sulle serre mobili e della lettera r).
A proposito della lettera r), Presidente è un tema particolarmente
sensibile su cui se volete apriamo il dibattito perché riguarda la
possibilità di, come dire, sanare, di installare pergolati,
pergotende, anche negli immobili che non sono espressamente,
regolarmente assentiti, ed è chiaro che è un problema perché se io
ho un immobile che è abusivo non posso chiedere di installare una
struttura precaria su un immobile che è abusivo quindi a mio
giudizio, probabilmente - mi rivolgo al Presidente - nei lavori
della Commissione, perché è stata una riscrittura corposa, è
sfuggita ma certamente, come dire, noi non vorremmo mai essere
d'accordo su questa riscrittura dell'articolo 3, comma 1, lettera
r) che non rimuove gli ostacoli già evidenziati dagli uffici
dell'Assemblea.
La stessa cosa vale per l'articolo 1, per l'articolo 3, comma 1,
lettera e) a proposito delle serre mobili dove, anche come dire, le
riflessioni degli uffici sono piuttosto eloquenti. Io Presidente in
base alla risposta dei colleghi, ovviamente, chiedo di intervenire
successivamente.
PRESIDENTE. Allora, chiedo scusa, prima che rispondano i colleghi
un attimo di verifica con gli uffici per capire qual è la posizione
degli uffici. Sulla lettera e) il problema è assolutamente superato
perché c'è una norma statale, c'è un nuovo decreto statale che
supera il problema.
Ma sulla lettera s) e sulla r) un attimo, perché c'è qualche
dubbio invece. Fate sentire un attimo gli uffici. Giustamente gli
uffici dicono che bisognerebbe chiarire le ragioni della
soppressione, se lei può chiarire questo, presidente Savarino?
SAVARINO, presidente della Commissione. Spiego un attimino: in
questa legge sono divise, cioè l'edilizia libera che è l'articolo
3, primo comma, nelle zone in cui è possibile, ovviamente, alcune
possono essere fatte direttamente in edilizia libera senza dare
nessun tipo di comunicazione; nel secondo comma, invece, indichiamo
sempre nell'articolo 3 quelle che debbono essere fatte con Cila,
cioè ci vuole una comunicazione da parte di un professionista da
fare al Comune, senza bisogno di riscontro ma il professionista fa
delle valutazioni ovviamente sulla congruità di quei lavori.
PRESIDENTE. Prendendosene la responsabilità, una sorta di
autocertificazione.
SAVARINO, presidente della Commissione. Esatto e quindi vanno
divise. Ora noi sui pergolati abbiamo diviso alcune cose che
possono andare in edilizia libera, cioè questo articolo lo abbiamo
lasciato, perché sono esattamente quelle senza nessun tipo di opera
muraria, totalmente amovibili.
Per capirci, sono quelle nuove strutture in vetro che non hanno
bisogno neanche dei profilati in alluminio e quindi sono totalmente
amovibili, non fanno cubatura e sono un'altra categoria rispetto
alle verande e ai pergolati che hanno invece delle strutture in
alluminio e fanno cubatura perché diventano fisse, che sono invece
in Cila e che poi hanno bisogno anche del pagamento di una piccola
quota.
PRESIDENTE. Quindi, la soppressione è dovuta esattamente a che
cosa?
SAVARINO, presidente della Commissione. Sto giustificando il fatto
del permanere della lettera r) perché poi invece in Cila abbiamo
messo i pergolati con struttura in alluminio. Queste sono quelle
assolutamente amovibili, senza nessun tipo di struttura fissa né in
alluminio né in muratura, quindi è una diversificazione che abbiamo
fatto.
Vi spiego: anche su altre cose sono diversificate, le piscine che
non erano mai state organizzate e in qualche modo normate, noi
abbiamo messo che le piscine quelle che sono sopra il terreno,
quindi queste strutture che vanno messe sopraelevate che ormai sono
autorizzate ovunque, anche dalla Soprintendenza, vanno in edilizia
libera; quelle che invece sono in strutture già precostituite, già
preparate, già pronte, che vanno nel terreno, interrate, vanno in
Cila.
Le piscine che sono costruite con strutture in cemento armato
vanno in permesso da costruire, quindi noi abbiamo diversificato
anche le tipologie come per i pergolati, così anche per le piscine
e con altre realtà.
Quindi c'è una divisione di alcuni tipi di opere che sono molto
elementari che vanno in edilizia libere, altre che hanno bisogno
invece di una comunicazione da parte del tecnico.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, è questo il motivo per cui viene
soppresso al servizio di immobili regolarmente . Questo è il
motivo per cui viene soppresso.
SAVARINO, presidente della Commissione. Sì, perché sono
assolutamente strutture amovibili che non fanno cubatura, quindi
non danno niente in più.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, noi abbiamo presentato due sub
emendamenti, guardo sempre gli uffici perché per noi non sono
assolutamente risolte né le difficoltà né le questioni sulla
lettera. Per noi non sono - anche dopo questa riflessione -
assolutamente risolte né sulla lettera e) né sulla lettera r),
quindi abbiamo presentato due sub emendamenti all'emendamento della
Commissione.
PRESIDENTE. La lettera e) gli uffici mi danno garanzia che è stato
risolto con un decreto nazionale.
BARBAGALLO. E' stato risolto come, signor Presidente? Mi scusi, la
lettera e) gli uffici ritenevano che il carattere della
stagionalità era essenziale per la caratteristica dell'edilizia
libera. Che è successo?
PRESIDENTE. Invece, c'è un recente decreto che elimina il problema
della stagionalità. C'è un recentissimo decreto nazionale, statale,
che elimina il problema della stagionalità. Ovviamente lei se lo
può fare confermare guardando le carte, nessuno vuole.
BARBAGALLO. No, ancora ci fidiamo di lei, signor Presidente.
PRESIDENTE. Il fatto che ancora vi fidate di me sarebbe la prima
volta.
BARBAGALLO. La lettera r) certamente non si può superare, non è
che possiamo istallare pergolati, pergotende a copertura di
immobili abusivi.
PRESIDENTE. Io su questo non prendo responsabilità.
BARBAGALLO. No, io prego anche gli uffici, mi sembra evidentemente
non solo inammissibile questa riflessione ma chiedo che venga
stralciata la previsione della lettera r).
PRESIDENTE. Se c'è motivo di inammissibilità gli uffici me lo
dicano e, al limite, lo accantoniamo un secondo in modo che gli
uffici facciano questa verifica.
No, onorevole Savarino, non votiamo se c'è un problema di
inammissibilità. Molto serenamente, se c'è un problema di
inammissibilità della proposta del Governo io lo devo sapere perché
non metto in votazione niente, se invece c'è la possibilità, è
ammissibile, e poi la scelta politica deve essere fatta con l'Aula
h chiaro che la metto in votazione. Ma io devo capire se è
ammissibile o non ammissibile. Se non è ammissibile, onorevole
Palmeri, io lo devo sapere ed è quello che si sta facendo.
Intanto, l'onorevole Palmeri chiede di intervenire, gli Uffici
stanno lavorando per capire la ammissibilità o meno della norma.
Prego, onorevole Palmeri, ha facoltà di parlare.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, anche
io sto ricevendo alcune segnalazioni di criticità. L'emendamento,
rispetto alla versione indicata nel testo, presenta alcune
criticità, in particolare sul fatto che non vengono specificate le
norme ambientali, quando invece all'inizio vengono specificate. In
particolare si diceva fatte salve le prescrizioni in materia
antisismiche, di sicurezza ambientale, ecc', mentre qui no.
Considerando che molte lettere si riferiscono a norme che
richiedono la vinca, molte prescrizioni diciamo, molte lettere che
ricadono in sic-zps evidentemente sarebbe necessario indicarle,
così come erano indicate nella versione iniziale. Inoltre mi
segnalano tecnicamente anche la lettera f) che sembrerebbe
tecnicamente sbagliata, perché più che privi non sarebbero
tecnicamente collegabili e altre lettere dove ci sono alcuni
tecnicismi che, invece, nella riscrittura iniziale al testo
sembrava più funzionale.
PRESIDENTE. Un attimo onorevole Cracolici, prima di darle la
parola.
Onorevole Savarino, chiedo scusa, io voglio capire una cosa
soltanto prima, non la prendiate a male, perché sennò ricominciamo.
SAVARINO, presidente della Commissione. Signor Presidente, ho
parlato con i colleghi e se il tema è che questi pergolati siano di
supporto ad immobili con concessioni edilizia, aggiungiamo
semplicemente ad immobili con concessione edilizia, quindi
regolarmente.
PRESIDENTE. Io vorrei fare un'obiezione di carattere generale, se
mi ascoltate un attimo. Onorevole Savarino, nel momento in cui
esula la riscrittura della Commissione vuol dire che è stata fatta
in Commissione, allora mi dovete fare altrimenti ha ragione poi
l'onorevole Di Paola quando dice che facciamo pastrocchi, perché
c'è questo rischio.
Se queste cose devono essere viste in Commissione, perché non è
che ci possiamo fermare, prendere i testi di legge per capire se
una cosa è giusta o sbagliata, lo dico anche agli uffici,
segretario generale, e ai funzionari della Commissione. Cioè questi
problemi non li possiamo risolvere in Aula, chiedo scusa, onorevole
Savarino, se questi problemi vengono affrontati e risolti in
Commissione, non li possiamo riportare di nuovo in Aula perché io
ho la responsabilità, vi dico sinceramente, di fare leggi che non
prevedano motivi di impugnative. Questa è la responsabilità
principale del Presidente dell'Assemblea.
E' ovvio che ora su tutte queste cose io non è che mi posso
prendere i codici e cominciare a guardare tutte le leggi per
sapere, immagino che gli uffici in Commissione siano in grado di
capire se una cosa è passabile o no, se può arrivare in Aula o no.
Ecco io vorrei, segretario, che questa cosa, già detta l'altra
volta, lo ripeto oggi, in Aula devono arrivare testi su cui questi
dubbi non ci sono più, perché diversamente noi qui in Aula
diventiamo matti nel cercare soluzioni e, troppe volte, il rischio
di fare queste cose è quello di fare pastrocchi.
SAVARINO, presidente della Commissione. Abbiamo già approfondito,
noi abbiamo lavorato in Commissione non da soli ma studiando
articolo per articolo insieme agli uffici.
PRESIDENTE. Però mi sembra di capire che qui ci sono dei dubbi
SAVARINO, presidente della Commissione. Se il PD oggi ha sollevato
delle perplessità perché magari alcuni colleghi non erano in
Commissione, noi glieli spieghiamo e, se vogliono ulteriori, come
dire, sicurezze per evitare che ci siano delle interpretazioni
erronee, che io non credo, però possiamo anche aggiungere alla
lettera r) che i pergolati sono ammissibili solo su immobili
regolarmente concessi, quindi concessione edilizia e basta, così
siamo più realisti del re.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io faccio una premessa, mi ascolti,
e anche l'Assessore. Io e i miei colleghi siamo interessati al
fatto che il D.P.R. n. 380 venga recepito anche in Sicilia, quindi
la premessa è questa.
Questa legge, in particolare l'articolo 3, distingue tre
tipologie: l'edilizia libera, la CILA, e la SCIA; SCIA è un'altra
cosa, poi il permesso di costruire, che hanno modalità non solo di
inoltro diverso, ma anche autorizzativi di tipo diverso. Allora,
proprio sull'esempio della lettera r), se mi ascolta il Presidente
Ma io perché voglio dare una soluzione, perché secondo me ha
ragione lei, perché il rischio qual è? Non so se, l'Assessore
sicuramente sa, che abbiamo cercato di dare una mano sul piano
tecnico, mettendo a disposizione anche poi gli operatori sul campo,
cioè funzionari che, ad esempio al Comune di Palermo, rilasciano le
autorizzazioni e i permessi relativi, proprio per vedere sul campo
qual è poi l'applicazione di norme che regolano questa materia che
è complessa, e che appena sbagliamo, lo dobbiamo sapere, non è che
vince uno e perde l'altro, blocchiamo tutto
Perché di fronte a norme, come dire, che si contrappongono, ad
esempio se non abroghiamo norme precedenti, lasciando in vita le
vecchie e le nuove
CALDERONE. C'è l'abrogazione tacita.
CRACOLICI. Sì, c'è l'abrogazione tacita, c'è poi la responsabilità
del funzionario, onorevole, e quindi noi rischiamo di determinare
il blocco e la paralisi dell'attività edilizia in Sicilia.
Allora, proprio la lettera r) è un esempio, il Presidente ha
detto: noi consentiamo le verande, i porticati ed altro come
edilizia libera, se non hanno alluminio, se non hanno infissi,
eccetera.
Tutto questo non c'è scritto, ma al di là di questo che non c'è
scritto, nella lettera p) del secondo comma si fa, che poi è un
emendamento recepito mio, si fa riferimento ai porticati, alle
questioni in alluminio, e si fa in CILA
CALDERONE. Che lettera è?
CRACOLICI. La lettera p) del secondo comma, che individua la
stessa tipologia che è regolata dalla lettera r) del primo comma,
però con una differenza: che si porta in CILA l'attività dei
porticati e quindi delle verande, eccetera, in quel caso, ecco,
differentemente da quello che ha detto Lei, assentite da regolare
concessione e quindi, sì, lo vada a leggere
(intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)
CRACOLICI. Legga bene la lettera p).
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, la prego, se parlate tra di voi,
non si capisce più niente, poi lei interviene e dice le sue cose.
Onorevole Cordaro, anche lei, per favore, fate finire l'intervento
dell'onorevole Cracolici e poi intervenite. Così fate confondere me
però, perché io non capisco più cosa vi dite. Onorevole Cracolici,
prego.
CRACOLICI. In particolare, c'è una condizione che, ad esempio, mi
hanno posto i tecnici: che succede con la norma della legge del
2013, che prevede praticamente la sanatoria delle verande previo
pagamento? Perché c'è un obolo che è a carico del soggetto che ha
realizzato una veranda, e tra l'altro, ma quanto si può estendere
questa veranda, rispetto alla norma che prevede che sia non
superiore al 20% della cubatura, ed è una norma che vige, noi tutto
questo non lo affrontiamo. Lo lasciamo a che cosa? Non al fatto che
stiamo regolando in altra maniera, all'indefinito. Quindi si
determinano condizioni in cui poi nei fatti, non solo con la CILA
non determiniamo e quindi c'è un minore introito da parte degli
enti locali, non è diversa è la stessa cosa perché la legge del
2003, consente il risanamento delle verande e dei pagando, ma
quella cubatura diventa. Ma come no? Diventa cubatura.
PRESIDENTE. Va bene scusate, onorevole Cracolici, va bene così.
Perché come sempre in questi casi, poi vi debbo dire che devo
capire io.
Facciamo parlare un attimo commissioni e governo che mi dicono
quello che, un attimo solo onorevole Trizzino, preferisco
sospendere, andare a capire quello che stiamo facendo perché
rischio di fare cose che veramente poi riguardano tutti i cittadini
siciliani ed è un rischio che non mi voglio assumere.
Sentiamo un attimo cosa ha da dire l'onorevole Savarino. E poi
l'onorevole Cordaro e poi decidiamo cosa fare. Ha facoltà di
parlare l'onorevole Savarino.
SAVARINO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, noi finora abbiamo, non solo recepito, come
onestamente è stato detto poco fa, alcuni emendamenti o anche delle
opposizioni di bontà che tecnicamente erano recepibili perché
alcuni erano ovviamente inammissibili valutati tecnicamente e
giuridicamente non appropriati. Abbiamo cercato di andare incontro
anche alle sollecitazioni che sono arrivate dal Servizio Studi, lo
abbiamo fatto coi funzionari, quindi abbiamo messo dentro le
sollecitazioni delle opposizioni, quelle ammissibili e abbiamo
cercato di rispondere a un mantra, che è quello della
semplificazione nei confronti del cittadino.
Ora se tu non fai cubatura perché queste strutture sono totalmente
amovibili perché gli dobbiamo fare pagare al cittadino 100 euro al
comune rispetto a una veranda che chiudi e che ti fa una stanza in
più? Quella è la differenza tra edilizia libera e Cila.
PRESIDENTE. Quello che sta dicendo e che io capisco perfettamente
h una motivazione politica, quindi è una scelta, la proposta
politica che apprezzo e su cui sarei d'accordissimo, però il dubbio
che mi sono non credo creato dal nulla ma dagli interventi che ci
sono stati e di ordine non specificatamente politico ma
squisitamente tecnico, cioè se alcune cose sono fattibili non
tecniche.
SAVARINO, presidente della Commissione. Ci sono sentenze del Tar
perché, proprio per queste vetrate totalmente amovibili, ci sono
state delle impugnative e il Tar si è già espresso dicendo che non
fanno cubatura che non sono considerate come ulteriori spazi chiusi
ma sono totalmente, quindi noi ci siamo rifatti ad un orientamento
anche giurisprudenziale.
Dopo di che il mantra della commissione dicevo era quello di
semplificare e aiutare il cittadino era quello di fargli
risparmiare qualche euro, rispetto a quello di complicargli la
vita e nella riscrittura siamo stati attenti al massimo, poi
ovviamente anche il PTR con valenza paesaggistica era già stato
utilizzato in Emilia Romagna ma è stato impugnato dal Ministro
Franceschini che è di Ferrara, quindi emiliano, quindi io non
posso, da questo assicurarne niente. Ma noi lo studio approfondito
con gli uffici lo abbiamo fatto, ora dico io se l'onorevole
Barbagallo che è stato presente in Commissione a differenza
dell'onorevole Cracolici che quindi non conosce i lavori che
abbiamo fatto vuole che aggiungiamo su immobili che però hanno
concessione edilizia capisco che è una precisazione che possiamo
aggiungere alla lettera r) che quindi va a chiarire meglio.
PRESIDENTE. Nel volere chiedere poi a Barbagallo perché non l'ha
chiesto prima mentre era in commissione questa cosa, do un secondo
la parola al Governo e poi all'onorevole Trizzino. Prego assessore
Cordaro, ha facoltà di intervenire.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, non ho altro da aggiungere,
rispetto a quello che ha detto la Presidente Savarino. Il tema è
legato alla volontà di fare una buona legge ma soprattutto, come
tutti i colleghi abbiamo detto, una legge che non venga impugnata,
proprio perché l'obiettivo di tutti è quello di recepire il ddl
semplificazioni del Parlamento nazionale, quindi dico che tutto ciò
che può inficiare la struttura portante della legge.
Invito i colleghi a trasferirla in un disegno di legge
eventualmente successivo, ma quello che ha detto l'onorevole
Savarino è da me confermato nella misura in cui anche ciò che è
aggiunto eventualmente rispetto al lavoro originario è stato
concordato con gli Uffici è stato valutato sotto il profilo della
legittimità costituzionale, è stato approfondito sotto il profilo
della coerenza col sistema che regola queste norme. Quindi, il
lavoro che è stato fatto è stato un lavoro veramente serio rispetto
al quale, poi, il Governo non può che - essendo d'accordo con la
Presidente della Commissione - rimettersi alla decisione dell'Aula.
L'unica preghiera che rivolgo ai colleghi, preghiera ovviamente
laica, è quella di non colpire, di non abrogare, di non incidere su
parti fondamentali, strutturali delle norme che possono prevedere
non già, cosa già grave, l'eventuale impugnativa della legge ma,
soprattutto il fatto che nella sua totalità tutta la parte sulle
semplificazioni non venga recepita.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, cerchiamo di comporre la lite.
Partiamo da un presupposto. Questa non è una riforma, deve essere
chiaro. La riforma, casomai, era quella che abbiamo approvato ad
agosto dell'anno scorso. Questa è una modifica di una riforma. Il
DPR 380 del 2001 esiste in Sicilia dal 2016, da quando è stata
recepita quella legge 16. Non stiamo facendo nessuna riforma. Non
c'è nessuna novità particolare se non quella che diceva
l'assessore, cioè il decreto legislativo semplificazioni che deve
essere introdotto necessariamente in Sicilia perché abbiamo
l'obbligo di dovere recepire questa norma che è una norma
regionale. Questo è l'unico impegno che ha questo Parlamento. Tutto
il resto è, tecnicamente, superabile. Così come la doppia
conformità, perché come sappiamo è intervenuta una sentenza della
Corte Costituzionale che ha fatto rivivere la doppia conformità
così come stabilito dal DPR 380. Quindi, potremmo anche non
pronunciarci sull'articolo 12. Tutti gli altri articoli,
tecnicamente, sono a scendere.
Ora, andiamo a noi. L'articolo 3, come dicevano il Presidente
Savarino, l'assessore e chi è intervenuto prima di me, introduce
nei due commi la Cil e la Cila, cioè l'attività libera e l'attività
libera asseverata, cioè quella che si fa con la comunicazione. Ora,
in Commissione più volte abbiamo detto abbiamo due strade, una è
recepire il glossario nazionale che altro non è che l'elenco delle
attività libere e asseverate che sono presenti in tutte le regioni
d'Italia e, quindi, anche in Sicilia. Oppure avvalerci
dell'articolo 14 dello Statuto siciliano che ci dà la possibilità,
nei limiti della cornice della Costituzione di muoverci in un certo
modo'.
Ora, io condivido l'emendamento di riscrittura, noi condividiamo
l'emendamento di riscrittura della Commissione. Però, ad onor del
vero, ci sono dei piccoli passaggi che possono essere non dico
pericolosi però potrebbero far accendere la vista al Consiglio dei
Ministri come avvenuto in passato. Uno di questi è la lettera r)
che individua questi pergolati, quello che è, sull'attività libera
e non asseverata.
Noi chiediamo la soppressione perchè siamo dell'idea questo così
come altri che hanno sollevato gli altri colleghi, che potrebbe
essere motivo di possibile impugnativa. Siccome la vogliamo evitare
la seconda impugnativa sulla stessa legge, consigliamo al
Parlamento di apprezzare l'articolo riscritto, però con questi
correttivi che ha presentato il Partito democratico insieme al
Movimento e chi altri. Solo questo, poi la volontà politica di
portare avanti questa modifica alla legge 16 ce l'abbiamo tutti
perché non c'è motivo di non votarla, anche perché in qualche modo
il decreto semplificazione in Sicilia deve arrivare, se non
arriverà oggi, arriverà domani.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Anche lei velocemente così capiamo che
cosa dobbiamo fare.
BARBAGALLO. Signor Presidente, io per chiarezza, perché poi nel
susseguirsi degli interventi credo che un aspetto non sia stato
evidenziato. Nel testo vigente, Presidente, senza il disegno di
legge, ad oggi, è consentita l'installazione di pergolati e
pergotende a servizio di immobili regolarmente assentiti. Oggi la
legislazione vigente è così. Quindi, per questo noi abbiamo
presentato il 3.106.4 che prevede la soppressione della lettera r).
Quindi, è inutile rimodificare per inserire concessioni e
autorizzazioni.
Noi, Presidente, insistiamo su questo articolo e chiediamo che
venga votato così ognuno vota secondo coscienza, certamente,
Presidente, lei lo capisce che se oggi la norma prevede che si
possano realizzare le strutture precarie a servizio di immobili
regolarmente assentiti e noi modifichiamo la norma, io ritengo che
non siamo nel tema e nel campo dell'opportunità, ma nel campo delle
legittimità. Dopo di che, insistiamo affinché venga votato.
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, come ultimo intervento, che poi
votiamo spero più velocemente possibile. Voglio soltanto fare una
domanda agli uffici, se è possibile. Segretario generale, vorrei
soltanto chiedere se l'onorevole Barbagallo pone problemi non di
opportunità ma di legittimità, voglio capire da voi, questo
problema è reale o meno? Cioè, c'è realmente un problema di
legittimità?
Onorevole Barbagallo, chiedo scusa, gli uffici, che come voi
sapete per me sono certezza perché se non lo fossero saremmo
rovinati e anche perché si dimostrano sempre assolutamente bravi,
mi dicono che se dovesse essere votato il suo emendamento non ci
sarebbe più certezza di come vengono disciplinati i pergolati.
Cioè, verrebbe meno la disciplina dei pergolati. Onorevole
Savarino, un minuto solo. Questa legge sostituisce, per intero,
quello.
Perfetto, benissimo. Chiedo scusa. Siccome c'è un dubbio degli
uffici e, probabilmente, guardando un attimo la legge 16,
originaria, con questo si chiarisce tutto, sospendiamo cinque
minuti in modo che gli uffici la possano vedere.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, io non la capisco; però, credo che
si stia trovando la soluzione.
SAVARINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, avevo già trovato la soluzione. Ne ho già
parlato con Barbagallo che è d'accordo.
PRESIDENTE. No, io mi fido dei miei uffici Di lei e Barbagallo,
potete combinare quello che volete.
SAVARINO, presidente della Commissione. Ho già depositato ai suoi
uffici, basterà aggiungere alla lettera r) su immobili con
regolare titolo abilitativo . Così non ci sono dubbi
PRESIDENTE. E l'onorevole Barbagallo ritira? Va bene così?
SAVARINO, presidente della Commissione. Sì, ritira.
PRESIDENTE. Allora, basta così. Va bene. Perfetto.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Siccome l'onorevole Di Caro, finora,
non è entrato nel tecnicismo della legge, volevo finire di capire
come dev'essere.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima ancora di
arrivare nel tecnicismo, Presidente, io vorrei intervenire da
deputato prima e da iscritto all'ordine degli ingegneri poi. Ordine
che mi ha, più volte, sollecitato per questo disegno di legge,
orientato com'era prima alla semplificazione.
Ma io, se posso dire una cosa Presidente, in commissione quarta
non è stato fatto un buon lavoro. Cioè, noi eravamo fermi al giorno
in cui lei aveva pregato, giustamente, io l'ho condiviso la
Commissione ambiente a riguardare un attimo gli emendamenti, fare
il punto della situazione e ritornare in Aula. Bene, è stata fatta
un'operazione di copia e incolla. Cioè hanno preso tutti gli
emendamenti, li hanno rituffati dentro il disegno di legge e lo
ritroviamo, di nuovo, in Aula.
Ora io inviterei i miei colleghi dell'ordine, infatti lo farò
leggere ai miei colleghi, al pastrocchio che oggi è stato portato
in Aula. Io mi chiedo, quando facciamo i disegni di leggi ci
mettiamo nei panni di chi, dopo, li deve interpretare, o li
facciamo così, tanto per fare copia e incolla? Questa cosa non può
andare, non può continuare in aula ed essere votata così.
PRESIDENTE. Non c'è bisogno di chiarirlo questo, era ovvio.
Ovviamente, la Commissione ha preso tutti gli emendamenti che erano
coerenti col testo e li ha messi dentro. Benissimo, va bene.
Onorevole Lo Curto, cerchiamo di andare avanti, non ha importanza.
L'opposizione ha diritto di fare i suoi interventi da opposizione.
Se su ogni intervento poi intervengono dieci della maggioranza per
chiarire, diventiamo matti.
Onorevole Savarino, possiamo votare? Lo dobbiamo distribuire?
Io devo istituire un nuovo Servizio per la verifica della legge
fatta in Commissione da mandare in Aula, così tutti questi problemi
li chiariamo prima, perché veramente mi mettete in difficoltà,
perché rischiamo di fare, peraltro
SAVARINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione. Purtroppo, il problema si
pone quando forse i colleghi non si sentono abbastanza
rappresentati dai loro colleghi di Gruppo parlamentare in
Commissione. Perché noi questo lavoro lo abbiamo fatto con i
colleghi in Commissione, mi spiace dirlo, però e, tra l'altro,
sono molto competenti, perché l'onorevole Trizzino e l'onorevole
Barbagallo sono molto competenti, sono colleghi che danno supporto
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, non entriamo nei meccanismi dei
singoli Gruppi, ognuno fa il lavoro che deve fare, punto. Per cui,
la prego.
Avete tutti l'emendamento 3.106.6.R? Senza dire no senza avere
neanche abbassato gli occhi per vedere se lo avete.
Pongo in votazione l'emendamento 3.106.6.R, della Commissione. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Il problema è risolto con questo emendamento. Benissimo.
Si passa all'emendamento 3.106.2 a firma dell'onorevole Cracolici.
Sopprime le parole aria aria . Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.106.3, sempre a firma degli onorevoli
Cracolici, Barbagallo, Sopprime la lettera p) del comma 2 .
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Cracolici, pensi che
l'assessore Cordaro ha praticamente dato parere favorevole senza
neppure avere letto il suo emendamento, si è fidato di lei
ciecamente
CRACOLICI. La lettera p). Il tema è proprio questa storia dei
balconi e delle verande. Ribadisco: la norma consente di sanare
questi manufatti, ancorché mobili, realizzati successivamente
all'edificazione.
Questa norma che è contenuta qui, che ha recepito un mio
subemendamento relativo ai porticati, ma mantenendo balconi
eccetera, pone un problema. Il problema è: primo, che non c'è
un'estensione massima consentita, quindi si possono fare balconi,
verande e porticati a dismisura rispetto al manufatto. La norma
vigente consente un'estensione fino a 50 metri quadri.
Secondo: attualmente la disposizione prevede una, come dire,
sanzione pecuniaria a carico di colui che ha realizzato quel
manufatto, in qualche modo, che paga ai comuni.
Con questa disposizione noi stiamo non solo, diciamo, trasformando
in CILA l'intervento sui balconi, eccetera, non prevediamo un
limite di dimensionamento - attenzione, è molto pericoloso questo -
e non prevediamo, come dire, un effetto - come si dice? - una
remunerazione per superare il danno prodotto dell'aumento di
cubature. La penalità. Allora, poiché questo, ripeto, modifica una
norma vigente senza modificarla perché di fatto noi lasciamo in
piedi la legge 16, la legge del 2003 l'articolo 4 e però stiamo
disciplinando in diversa maniera.
Allora, io ho fatto un emendamento soppressivo sperando, e lo dico
al Governo, che il Governo sentendo i suoi uffici possa, in qualche
modo, correggere anche modificando e quindi consentendo a me di
ritirare il soppressivo, anche modificando così com'è scritta la
lettera p) prevedendo un limite e mantenendo, riducendo, fate
quello che volete, ma prevedendo un meccanismo sanzionatorio per
evitare che la presenza di due norme blocchi qualunque attività
concessoria.
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, ha sentito l'onorevole Cracolici?
Sta parlando sull'argomento, immagino.
Mentre l'assessore Cordaro parla al telefono, posso fare a chi è
esperto di questa materia una domanda? Che cosa sta succedendo a
Licata? Cioè stanno abbattendo case, una l'abbattono e quella
accanto costruita nello stesso anno o addirittura qualche anno
addietro invece viene lasciata in piedi, cioè chi le ha fatte prima
gliele fanno abbattere, chi le ha fatte dopo no. Posso capire?
Perché la Presidenza, lo dico sinceramente, come dire, è sommersa
di lamentele ma di proteste e anche di disperazione di alcune
famiglie a cui stanno abbattendo le case che mi dicono ma quella
accanto a me è stata fatta dopo di me non gliel'abbattono e quella
mia che era stata da vent'anni che era così l'abbattono? .
C'è qualcuno che mi può dare una spiegazione su questo argomento?
Perché credo che bisognerebbe chiedere, finché non è chiaro tutto,
proprio all'autorità anche giudiziaria e di polizia di fermarsi un
attimo, perché quello che mi dicono è allucinante, cioè stanno
creando situazioni veramente di grandissimo disagio.
Do la parola all'assessore Cordaro sia per la prima questione,
questa seconda non fa parte di questa giornata, poi me la
chiarirete dopo. Prego, assessore Cordaro.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Allora
Presidente, per quanto riguarda questa volta no melius, proprio re
perpensa rispetto all'impostazione dell'onorevole Cracolici invito
a ritirare l'emendamento, perché la nuova impostazione redatta e
sottoscritta dalla Commissione, se lei la va a leggere all'interno
degli emendamenti nel fascicolo, prevede alla fine, ma mi rivolgo
soprattutto al Presidente e agli Uffici per la coerenza del lavoro
che stiamo svolgendo di semplificazione, e quindi mi oppongo
all'emendamento del deputato Cracolici qualora non intendesse
ritirarlo perché si dice assentite con regolare titolo abilitativo
ad eccezione delle opere di cui all'articolo 20 della legge
regionale 4/2003 . Stiamo parlando, quindi, di chiusura con
manufatti leggerissimi di vetro senza strutture di sorta che hanno,
quindi una tutela assolutamente maniacale di quelli che sono i
principi di diritto che regolamentano l'articolo e la norma in
questo senso. Peraltro
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Vada alla
riscrittura del punto p) del secondo comma dell'articolo 3, quello
della Commissione, le posso garantire che è stata una valutazione
fatta anche in questo caso in maniera molto seria, io me la
ricordavo e avevo peraltro ascoltato anche la Presidente
PRESIDENTE. E' a pagina 14, onorevole Cracolici.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Perfetto. Me
l'ha confermata anche il dirigente generale. La prego di credermi,
è garantita la totale serenità sul punto; stiamo parlando di una
situazione assolutamente lineare con quelli che sono i principi
ispiratori della Legge nazionale che noi stiamo recependo.
PRESIDENTE. Mi pare, dalla faccia dell'onorevole Cracolici che si
stia convincendo.
CRACOLICI. No, no
PRESIDENTE. Stia tranquillo Onorevole Cracolici, l'ho sempre
pensata come uomo libero
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Presidente, a dispiace esercitare in quest'Aula il
ruolo di guastafeste, però ci tocca fare delle precisazioni su
questa lettera p).
Gli Uffici, che sono i suoi Uffici dell'Assemblea, hanno scritto a
pagina 5 una riflessione eloquente dicendo che in questa norma la
lettera p) intanto è viziata perché non ha i requisiti della norma
generale e astratta, perché c'è questa espressione che di generale
e astratto non ha nulla, Presidente, che quella di vetri scorrevoli
su binario.
PRESIDENTE. Però, onorevole Barbagallo, la nota che hanno scritto
gli Uffici è precedente. La riscrittura della Commissione risolve
il problema.
BARBAGALLO. Non lo risolve Presidente, perché alla lettera p) c'è
rimasto vetri scorrevoli su binario .
PRESIDENTE. Sia chiaro che quello che hanno scritto gli Uffici è
precedente alla riscrittura. Mi dicono che invece con la
riscrittura si risolve. E' il coordinamento con l'articolo 20,
quello di cui ha appena parlato l'Assessore.
BARBAGALLO. Non è così, Presidente. Poi l'Aula si regola e voterà,
ma vogliamo essere chiari qual è lo spirito dell'emendamento
dell'onorevole Cracolici e, quindi, del partito Democratico.
Con l'articolo 20 della legge regionale 4/2003 i cittadini
siciliani hanno avuto un limite nell'esecuzione di alcune opere e
hanno pagato un importo per metro quadrato. Oggi, se passa la
lettera p) così come è prevista, sarebbero ammissibili, rispetto al
passato, la chiusura con vetri scorrevoli su binario, che non è
ammessa e gli Uffici hanno già detto che è una previsione che non è
né generale né astratta e serve a fare forse qualche favore a
qualcuno, e distingue le ipotesi che regolarizziamo oggi con la
lettera p) rispetto a quelle dell'articolo 20.
Non possiamo fare figli e figliastri; i siciliani meritano
l'adozione di un unico criterio. Se si vogliono estendere i
benefici della legge regionale 4/2003 anche alla disposizione
attuale lo si faccia, altrimenti noi insistiamo nella soppressione
del comma e poi l'Aula voti, però certamente siamo sempre nel tema
della legittimità.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, io penso che comunque devono essere
norme di semplificazione ben chiare. Probabilmente gli Uffici
quando volevano dire che non è una norma di carattere generale
volevano forse allargare, non è solo per quanto riguarda i binari
che devono essere vetri scorrevoli. Guardate che noi poi ci
troviamo anche nei comuni a dovere applicare queste norme: più le
complichiamo e più ci troviamo in difficoltà, quindi cerchiamo
tutti anche di avere un quadro molto più generale e di semplificare
le norme.
Ora, io chiedo al Segretario Generale, che lì non è che si voleva
dire, perché quando si dice non è che è una norma particolare,
penso che lì volevano dire anche a vetri, senza nessun'altra
condizione.
PRESIDENTE. Mi hanno chiarito gli Uffici che è esattamente come
dice l'onorevole Laccoto, cioè non è possibile che se la finestra
si apre così ha una norma e se invece è scorrevole ne ha un'altra
Ma di che stiamo parlando? Sennò, altro che semplificazione,
diventa da psicanalisi tutto Per cui, se è questo quello su cui
stiamo discutendo Mettiamo in votazione, tanto ho capito che non
si tratta né di legittimità né cose che possono essere impugnate
per cui a questo punto l'Aula si determina...
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
PRESIDENTE. Votazione per scrutinio nominale. Perfetto.
Onorevole Barbagallo, quello che mi dicono gli Uffici è che sul
suo emendamento se noi eliminiamo la parola vetri' e rimane
scorrevole su binario'
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
PRESIDENTE. Quello viene disciplinato dall'articolo 20, onorevole
Barbagallo, quello è disciplinato dall'articolo 20. Per cui, io
voglio dire siccome a un certo punto bisogna trovare una soluzione
CRACOLICI. Di cosa stiamo parlando, il soppressivo o .
PRESIDENTE. C'è un emendamento dell'onorevole Barbagallo che dice
Al comma 2, alla lettera p) le parole vetri scorrevoli su binari
sono soppresse , invece se eliminasse la parola vetri' e si
scrivesse soltanto
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Sì, poi votiamo però, se lo facciamo così come
suggeriscono gli Uffici bene, sennò votiamo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Io una cosa non capisco però, Presidente, non è nel
merito, ma se la nota del Servizio Studi dice queste cose e i
deputati l'abbiamo studiata
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, questa nota viene fatta prima,
poi c'è stato l'emendamento sostitutivo
BARBAGALLO. Ma non è così, Presidente, non è così La prego,
Presidente La prego Presidente, non è così
PRESIDENTE. E allora, onorevole Barbagallo, posso pregarla di una
cosa? Siccome io ho peraltro l'assoluta necessità, tre minuti
esatti, cosa di cui non posso fare a meno per vari motivi, quelli
fisiologici prima di tutto, se lei avvicina, parla col Segretario
generale che le spiega esattamente qual è il problema così evitiamo
altra confusione e sospendiamo cinque minuti esatti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.17, è ripresa alle ore 18.32)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, onorevole Barbagallo, va bene per la
Commissione con l'emendamento di Barbagallo?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Che è successo? Non ho capito niente.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Gli uffici dell'Assessore mi dicono che Dove sono gli
uffici degli assessori? Perché non ci danno notizie? Passando dal
mio ufficio ho visto il mio staff, e gli ho detto che questi
pensano di mandarmi al manicomio, perdono. Questa norma qua mi
sembra che ci manda al manicomio, sul serio. Tutto il disegno di
legge è così, siamo messi bene, speriamo, entro fine legislatura,
di approvarla.
Onorevole Savarino, le dico invece, in attesa del Governo, che
sono cose che mi fa piacere dire pubblicamente anche nei resoconti.
Noi dobbiamo assolutamente trovare una soluzione con i funzionari
perché i disegni di legge escano dalla Commissione senza che ci
possano essere dubbi. Chi vuole presentare un emendamento lo deve
presentare per motivi politici, ma non ci possono essere dubbi su
problemi tecnici, perché l'Aula non è in condizione di farlo.
Mentre in Commissione, tra venti persone, con gli uffici, tutti
sono in condizione - si è in pochi - di risolvere i problemi; in
Aula questa possibilità non c'è. Qua dietro succede l'inferno,
sembra il far-west con le carrozze e gli indiani che scappano, ogni
deputato chiede la parola, certamente non si risolvono i problemi.
Poco fa ho parlato anche con i funzionari della Commissione, e
siccome io capisco pure che da parte dei politici c'è un minimo di
resistenza a fare quello che gli dicono i funzionari, dalla
prossima volta ho detto ai funzionari se incontrerete resistenze di
chiamarmi, così verrò direttamente io in Commissione. Arrivando in
Aula con questi dubbi, veramente si rischia di non fare un buon
servizio alla cittadinanza.
SAVARINO, presidente della Commissione. Signor Presidente, come
lei ben sa, gli uffici e i nostri dirigenti dell'Assemblea sono
preparatissimi, e noi in Commissione facciamo un lavoro veramente
sulle sudate carte, per ore e ore, poi capita l'emendamento
dell'ultimo minuto, capita anche la volontà di volere accontentare
al massimo, quindi si va fuori e probabilmente, ecco la mia
proposta, Presidente, se funziona bene, abbiamo ora il primo
esempio di Commissione in seduta redigente per il disegno di legge
sulla povertà, se funziona, su alcuni disegni di legge molto
tecnici, come per esempio questo, si potrebbe studiare la sede
redigente.
PRESIDENTE. Onorevole, stia attenta, altrimenti diamo una cattiva
informazione.
La Commissione in seduta redigente, può essere rarissimamente
utilizzata, soltanto
SAVARINO, presidente della Commissione. Dovrebbe essere ampliato
invece l'utilizzo proprio quando ci sono norme tecniche, anche
perché vede, Presidente io sono un avvocato e posso dare al volo
giudizio anche giuridico, per quanto è nelle mie competenze, ma ci
sono colleghi che magari hanno delle sensibilità ma non hanno la
stessa preparazione che possiamo avere noi e quindi qualche
difficoltà in più nel fare comprendere i passaggi.
PRESIDENTE. Chiedo scusa onorevole Savarino, chiederò anche un
dibattito con i Capigruppo cioè ogni Partito, perché, poi noi
stiamo attenti, le pare che non lo so che abbiamo il problema che
se prendiamo un consulente, per questa cosa specifica poi la Corte
dei conti, ci dice che spendiamo soldi che non possiamo spendere, i
problemi ci sono su tutto per cui se fossi libero di poter prendere
un consulente che mi dice la cosa a scorrimento oppure sarei
felicissimo, però non si può fare, però non c'è dubbio che le leggi
le dobbiamo fare bene e che quando arrivano qui in Aula, comunque,
è più complicato sistemare le cose che non in Commissione.
Aveva chiesto di parlare l'onorevole Palmeri, e poi l'onorevole
Cracolici. Prego onorevole Palmeri.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Relativamente a
questa lettera p), durante la pausa ho visto che ci sono pure delle
sentenze di Cassazione che superano quelle del Tar, sentivo citare
alcune sentenze del Tar e sono chiarissime, la chiusura dei
balconi, vani, verande con ante e a prescindere dalle modalità di
chiusura è la realizzazione di un nuovo vano.
Quindi, la lettera p) sembrerebbe che dovrebbe saltare per intero.
PRESIDENTE. Spero che anche gli Uffici dell'Assessore che sono
stati consultati abbiano le idee chiare su questo argomento.
Diamo la parola all'onorevole Cracolici, poi diamo la parola
all'assessore se ha qualcosa da comunicarci e poi andiamo avanti
con la votazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente le
chiedo a lei l'attenzione, lo dico perché vorrei dimostrare che da
parte mia non c'è emendamento.
PRESIDENTE. Nessuno lo ha mai messo in dubbio.
CRACOLICI. No, per specificare di cosa stiamo parlando.
Giustamente l'assessore poco fa mi ha replicato dicendo che
l'emendamento di riscrittura così come è stato riscritto prevede
una clausola di tutela e, ovvero, l'articolo 20 della legge 4 del
2003.
Cosa prevede l'articolo 20? Che si possono fare i balconi, le
verande, eccetera, e si fanno col procedimento di concessione in
sanatoria, c'è una sanzione, c'è un limite, c'è ad esempio che non
si possono fare nei prospetti. Pensate un palazzo che nel prospetto
uno si fa la veranda col vetro, quindi c'è la salvaguardia della
norma dell'art. 4.
Con questa norma cosa stiamo dicendo? Che se tu hai il vetro
scorrevole, superi la dimensione dell'art. 4, e paradossalmente
puoi farla con metri quadri, forse illimitati, lo puoi fare anche
nel prospetto.
Vorrei sapere qual è il tecnico che assevererà con relazione una
disciplina in cui non sa se si applica l'art. 4 o se si applica
l'art. 3, lettera p) del , cioè con questa norma, ve lo metto per
iscritto bloccheremo, non semplificheremo, perché si determinerà
una condizione in cui, chi è quel pazzo che mette a rischio la sua
professione dal punto di vista tecnico di asseverare una cosa che
neanche lui stesso sa quale si deve applicare.
Ecco perché insisto, e ho chiesto all'assessore di fare
un'ulteriore verifica, io l'emendamento soppressivo l'ho fatto e lo
ripeto nell'auspicio che il Governo ne riformulasse, in maniera
tale che la norma possa essere concretamente applicata, ma ripeto
vano fissati i limiti di metri quadri, proprio anche alla luce di
quello che diceva la collega Palmeri, vanno definiti i limiti che
si devono fare in prospetto, cioè tutte queste cose sono
fondamentali in una norma di edilizia, non sono cose che puoi
lasciare in sospeso, perché poi si devono applicare.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, poco fa, quando abbiamo sospeso,
la domanda che mi sono fatto, peraltro su suggerimento degli
Uffici, è che senso ha una norma che se chiudi scorrendo ha un tipo
di norma, invece se la apri così ha un altro tipo di norma,
ovviamente, non può esistere.
Sono andato via da qui dando per scontato che questo fosse il
problema che bisognava risolvere. Mi dicono gli Uffici che
togliendo la parola vetri', non so bene qual è il marchingegno per
cui sia così, ma sarebbe stato sufficiente e mi dicono che ora gli
Uffici dell'Assessore hanno preparato una modifica ulteriore, non
so se sia vero o meno, però non c'è dubbio che - ripeto ancora una
volta - io o questa norma che è veramente troppo importante e che
tutti stanno aspettando, non è soltanto un fatto - come diceva
l'onorevole Cracolici prima - non è una partita per cui uno vince,
uno perde, qua facciamo perdere tutti.
È troppo importante che la cosa si faccia bene.
La proposta del Governo è che aspettiamo che arrivi questa
riscrittura, intanto andiamo avanti sugli altri articoli per
tornare successivamente al 3 nel momento in cui arriva la
riscrittura.
Se l'Aula è d'accordo facciamo così. E, quindi, accantoniamo un
secondo questo articolo 3 e andiamo all'articolo 4. L'articolo 3 lo
riprendiamo immediatamente, però, perché non lo possiamo lasciare
così in piedi, per cui lo riprendiamo subito appena torna
l'Assessore con la modifica che loro ritengono corretta.
All'articolo 3 ci sono seimila emendamenti, non è che ce ne sono
pochi. Approvando quello si chiude tutto. Questo è comunque utile
per chi si lamentava.
Onorevole Di Caro, lei poco fa diceva una cosa, che però se si
approva questo saltano cento emendamenti, capisce bene che sarebbe
una bella soluzione.
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Modifiche all'articolo 4 della legge regionale 10 agosto 2016, n.
16
Attività edilizia in assenza di pianificazione urbanistica
1. All'articolo 4, comma 3, primo periodo, della legge regionale
10 agosto 2016, n. 16, le parole lettera f)' sono sostituite dalle
seguenti: lettera d).»
2. All'articolo 4, comma 4, della legge regionale 10 agosto 2016,
n. 16 prima delle parole alla lettera f) sono aggiunte le
seguenti: alla lettera d) e e alla fine del periodo sono inserite
le seguenti parole: La ristrutturazione edilizia avviene nel
rispetto della precedente destinazione d'uso. .
3. All'articolo 4, della legge regionale 10 agosto 2016, n. 16,
dopo il comma 4 è aggiunto il seguente comma:
5. Nelle aree di cui al comma 4, sono altresì ammessi gli
interventi di iniziativa privata volti alla pubblica fruizione
secondo le funzioni specificamente individuate negli strumenti
urbanistici comunali per la realizzazione delle urbanizzazioni
previste dall'articolo 3 e dall'articolo 4 comma 5 del D.M.
1444/68, secondo i parametri tecnici delle norme tecniche
d'attuazione dello strumento urbanistico, attraverso permesso di
costruire convenzionato, con il procedimento di cui al successivo
articolo 20.»
Gli emendamenti soppressivi sono ritirati? Il silenzio è assenso.
L'emendamento 4.2 è uguale al testo base, invitiamo al ritiro,
onorevole Laccoto.
Sia il 4.2 che il 4.7. Sono identici al testo.
Se vuole la spiegazione precisa gliela danno ma è uguale al testo.
Non cambia niente.
Aspettiamo che l'onorevole ci dia l'okay.
Il richiamo al Codice dei contratti è assolutamente necessario,
quindi invitiamo al ritiro, onorevole Palmeri, il 4.7.
E il 4.8, che è quello della Commissione.
Vediamo se l'onorevole Laccoto mi dà l'okay al ritiro per il 4.2.
Onorevole Palmeri, il 4.7 lo possiamo ritirare?
L'Assessore mi chiede sul 4.2 che l'onorevole Laccoto ritirerebbe,
però, assessore. È uguale al testo, per cui non c'è problema.
Onorevole Palmeri, è un invito della Presidenza al ritiro. Qua
parere ancora non ne abbiamo chiesto, è un invito al ritiro della
Presidenza perché richiama il Codice dei contratti, la cui
applicazione è necessaria. Per cui, come dire, è un invito al
ritiro della Presidenza, non lo metto neanche in votazione,
preferirei che fosse ritirato.
Possiamo votare direttamente quello della Commissione? Onorevole
Barbagallo, non ce ne sono suoi.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Interviene sull'articolo?
BARBAGALLO. L'emendamento della Commissione ammette le
destinazioni a verde pubblico anche attrezzato e sportivo, i parchi
urbani - e fino a qua ci siamo - e le isole ecologiche.
Io non capisco qual è
PRESIDENTE. Ecologiche?
BARBAGALLO. Un attimo, Presidente. Le destinazioni a servizi è
chiaro che rientrano quella a verde pubblico, le attrezzature, le
strutture sanitarie, ospedaliere, scolastiche, i parchi urbani, ma
l'assimilazione delle isole ecologiche che è un intervento
prettamente di natura, che tendenzialmente nei piani regolatori
andrebbe nelle aree industriali perché è un intervento di un
impianto per rifiuti. Quindi non c'entra proprio nulla, Presidente.
Quindi, io sono per toglierlo. Certamente non c'è nesso. Siccome
non so le ragioni che hanno spinto ad inserire questo riferimento
alle isole ecologiche, in una destinazione a servizi che, invece,
andrebbe assegnato ad una destinazione naturalmente industriale,
abbiamo presentato l'emendamento e chiediamo
PRESIDENTE. Sentiamo la spiegazione dell'onorevole Savarino.
SAVARINO, presidente della Commissione. A noi hanno sollecitato la
possibilità, oltre al verde attrezzato sportivo perché soprattutto
in questo periodo COVID molti fanno, ormai, attività sportiva nelle
aree verdi e ci sono queste attrezzature in legno, e quindi è
utile.
Piccole isole ecologiche che servono a tenere pulite quelle aree.
Quindi, sono delle isole ecologiche a servizio dello stesso verde
pubblico, per tenerle pulite in un angolo mettono le cose sono
delle isole ecologiche circoscritte.
Possiamo anche circoscrivere, se volete, per essere più, dico io,
realisti del Re, a supporto
PRESIDENTE. Onorevole Savarino le devo dire, sinceramente, che
sono molto dubbioso su questa cosa. Cioè non capisco
SAVARINO, presidente della Commissione. A supporto dello stesso
parco, della stessa area, ci sono degli angoli di isole ecologiche
dove tu puoi buttare la carta, la plastica
PRESIDENTE. No, no. Allora, isola ecologica è una cosa l'angolo
del parco asservito a mettere la spazzatura è un'altra
SAVARINO, presidente della Commissione. No, a supporto. Se l'idea
è quella che possono fare
PRESIDENTE. Se per isola ecologica si crede quella dove io vado a
buttare l'immondizia, le garantisco che è molto diversa rispetto a
questo.
SAVARINO, presidente della Commissione. aggiungere e relative
isole ecologiche, o isole ecologiche a supporto . E, comunque, le
circoscriviamo.
PRESIDENTE. Se sono le piccole isole ecologiche a supporto di
queste cose qui, ma non possiamo pensare le isole ecologiche,
quelle dove il signore Micciché va a buttare l'immondizia alla
stessa stregua di queste.
SAVARINO, presidente della Commissione. Certo, ci mancherebbe
altro No, non vogliamo fare una discarica.
PRESIDENTE. Perfetto.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo fare
riflettere l'Aula su questo termine isole ecologiche perché sono
stata proprio protagonista di una riunione - in una circoscrizione
di Palermo, proprio sull'istituzione di queste isole ecologiche ed
è successo un manicomio perché i cittadini si oppongono,
assolutamente, per istituire le isole ecologiche ci vogliono pure
delle conferenze di servizi, un minimo di condivisione dal basso,
quindi, io eviterei di inserire.
Se, poi, lei vuole inserire le isole dell'acqua.
PRESIDENTE. Mi sembrerebbe di capire che l'onorevole Savarino,
vuole chiudere, vuole tagliare la testa al topo, diceva Frassica.
SCHILLACI. No, no semmai
PRESIDENTE. Un attimo, perché se lo togliamo abbiamo risolto il
problema.
SAVARINO, presidente della Commissione. Agevoliamo il percorso e
cassiamo isole ecologiche .
SCHILLACI. Se vuole inserire, invece io volevo suggerire, volevo
suggerire di inserire le isole dell'acqua pubblica, che quella
sarebbe una cosa interessante.
PRESIDENTE. Benissimo, eliminiamo isole ecologiche . Perfetto.
Basta così per favore.
Quindi, prima votiamo il 4.8.1, che è: sopprimere le parole isole
ecologiche - su cui siamo d'accordo tutti - e poi votiamo, e siamo
d'accordo pure su questo, l'emendamento 4.8 che è approvato.
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Torniamo all'articolo 3. Se non l'abbiamo ancora distribuito,
dobbiamo aspettare un momento.
CRACOLICI. Alle 20.00 scende il Palermo in campo.
PRESIDENTE. Alle 20.00 c'è il Palermo ad Avellino, già quest'anno
l'onorevole Cracolici si è preso fin troppe soddisfazioni, speriamo
che si prenda almeno pure questa del Palermo.
Mi chiedono se ho pensato a qualche maxischermo per gli Europei,
non c'è motivo. Ne mettiamo uno a testa piccolo.
A proposito dei microfoni dal posto, il Segretario generale mi ha
portato da firmare la spesa per questi microfoni, per cui io ve la
firmo in diretta. La firmo qua al Segretario generale, sono tablet
e microfoni.
(Intervento fuori microfono)
Fatevi i fatti vostri, voi avete i vostri rappresentanti nel
Consiglio di Presidenza che hanno votato per questa norma e io la
firmo a nome di tutti. Vi posso dire che avendola vista ora, è una
cifra assolutamente logica visto che per tutti i posti ci saranno i
tablet, i microfoni su cui bisogna fare anche una serie di
percorsi: è una cifra assolutamente legittima. In ogni caso, non la
posso dire pubblicamente, perché capite che è un problema, ma ve la
possono dire i vostri rappresentanti in Consiglio di Presidenza.
Questo è l'importo che abbiamo messo da parte, poi c'è la gara,
bisogna vedere quanto offrono al ribasso, per cui sarà certamente
di meno.
Assessore Cordaro, lei ha risolto i suoi problemi? Vuole
intervenire per questa riscrittura?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, io credo che ci sia poco da illustrare, perché si è
cercato di contemperare le questioni poste, in maniera utile, dal
collega Cracolici.
Io vorrei, invece, più che illustrarlo, che i colleghi lo
leggessero per comprendere e per dirci, a loro parere, se questa
edizione della lettera p) risolve i problemi oppure no.
Nel caso in cui dovessero restare dei dubbi, Presidente, io le
dico fin da subito che siccome non mi piace questo modo di operare
e, comunque, noi non dobbiamo ultimare stasera, noi ci fermiamo un
attimo sull'articolo 3 e lo ridiscutiamo domani, perché io
preferisco rinviare a domani su un tema così delicato, piuttosto
che sbagliare per arrivare a una soluzione pur che sia.
PRESIDENTE. L'assessore Cordaro sta facendo una proposta: guardate
quello che è stato fatto dagli Uffici dell'Assessorato, se ritenete
che così possa essere approvato lo votiamo, diversamente
l'onorevole Cordaro, con grande correttezza, siccome non vogliamo
rischiare di fare cose negative rispetto a quelle che ci siamo
prefissi di fare, sospendiamo e riprendiamo domani, dopo che
l'Assessorato, insieme a chi di dovere... L'avete letta la
riscrittura prima di parlare?
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Da un primo esame dell'emendamento
olografo del Governo assessore Cordaro, lo lasci stare a
Cracolici.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei ogni tanto parla del suo capo
e poi se ne frega altamente. Onorevole Cracolici lasci parlare il
suo capo, non l'ha definito così lei? Prego onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Dicevo, da un primo esame, siccome, assessore Cordaro,
c'è questa espressione senza alterazione della superficie , quindi
in questo momento di riflessione non si capisce bene se è riferita
alla superficie totale dell'immobile o alla superficie utile
dell'immobile e secondo me una verifica, un approfondimento.
PRESIDENTE. Avendo capito l'antifona la seduta è tolta, ci vediamo
domani, sperando, con delle soluzioni.
(Brusìo in Aula)
Domani è un problema per tutti? Colleghi, ma vi viene l'ernia a
lavorare? Se non è possibile, allora a martedì. No martedì è l'1
giugno, colleghi, rischiamo di rimandarla perché non possiamo
domani? Se il Governo lo chiede, andiamo a domani così ci chiariamo
bene su alcune cose è inutile che cominciamo ad infilarci un
articolo di qua ed un articolo di là Andiamo avanti con calma;
abbiamo fatto il 4 in attesa che si risolvesse il problema e domani
se tutti state dicendo che domani non è possibile non andremo a
domani, andremo alla prossima settimana, che volete che vi dica?
Senza problemi, tanto non sono due giorni a cambiare il senso della
legge. Giorno 3 possiamo essere qua
(Brusìo in Aula)
Ma colleghi, perché non il 3? Il 2 è festivo ed il 3 ci possiamo
riunire.
(Intervento fuori microfono)
Certo, il 3 e 4, ma, intanto, rinvio la seduta al 3 giugno, poi è
ovvio che ci vedremo anche il 4.
E allora, buona Festa della Repubblica e ci aggiorniamo al
prossimo 3 giugno per portare avanti il disegno di legge e sappiate
che questo disegno di legge va completato cioè finché non si
completerà andremo avanti e questa settimana abbiamo proceduto
così, la prossima il 3 ed il 4, dall'altra in poi si va ad oltranza
a conclusione di questo disegno di legge, perché diversamente io
non posso fare brutta figura si dice, non malafiura , ma brutta
figura con tutte le persone che stanno aspettando queste giuste
semplificazioni sull'edilizia.
La seduta è rinviata a giovedì, 3 giugno 2021, alle ore 16.00.
La seduta è tolta alle ore 18.57 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XXII SESSIONE ORDINARIA
268a SEDUTA PUBBLICA
Giovedì 3 giugno 2021 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016,
n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380 .
(nn. 669-140-453/A) (Seguito)
Relatore: on. Lo Curto
2) Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
per la gestione integrata dei rifiuti. (nn. 290-49-76-179-267
bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
III - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di febbraio. (n. 984/A)
2) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di febbraio. (n. 985/A)
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio