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Resoconto d'Aula della Seduta n. 267 di mercoledì 26 maggio 2021
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   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 16.16

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, buonasera. Avverto che il processo
  verbale  della  seduta  precedente è  posto  a  disposizione  degli
  onorevoli deputati che intendano prenderne visione ed è considerato
  approvato  in  assenza di osservazioni in contrario nella  presente
  seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Gucciardi e Tamajo.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Chiamate, per favore, dovrebbe esserci l'Assessore Armao  fuori  o
  qualche rappresentante del Governo.
   Onorevole  Savarino, secondo lei possiamo iniziare a discutere  il
  disegno  di  legge sull'edilizia? Per cui, se voi siete  d'accordo,
  facciamo velocemente i disegni di legge concernenti i debiti  fuori
  bilancio  che tanto si possono fare in pochissimi minuti,  poi,  se
  dovesse  mancare  il  numero legale al limite  rimandiamo  il  voto
  finale; però, intanto, il testo lo vediamo e poi, così, passiamo al
  disegno  di legge sull'edilizia in modo che lo iniziamo e,  a  quel
  punto, lo dobbiamo portare avanti.
   Ecco  l'assessore  Cordaro, grazie; stavo per sospendere.  Allora,
  assessore Cordaro, noi vorremmo fare i  disegni di legge sui debiti
  fuori bilancio, anche se probabilmente non sarà possibile procedere
  alla votazione finale, e passare immediatamente al disegno di legge
  sull'edilizia  in modo che, da questo momento, in qualche  maniera,
  lo portiamo avanti.


    Seguito della discussione del disegno di legge «Riconoscimento
  della legittimità dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo
  73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.
   118 e successive modifiche ed integrazioni. D.F.B. 2021 - mese di
                         febbraio.» (n. 984/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  I  dell'ordine   del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Riconoscimento  della  legittimità dei debiti  fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
  23  giugno  2011,  n. 118 e successive modifiche  ed  integrazioni.
  D.F.B. 2021 - mese di febbraio.» (n. 984/A), posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Onorevole  Lo  Curto,  chiedo scusa, siccome manca  il  presidente
  Savona,  può  prendere posto al banco della Commissione.  Onorevole
  Calderone,  lei è pure in Commissione  Bilancio ? No.  Ha  ragione,
  scusi. L'onorevole Grasso pure.
   Onorevoli  colleghi,  non ci sono emendamenti,  per  cui  possiamo
  iniziare a votare l'articolo 1.
   Pertanto, si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
           Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori
        bilancio della Regione Siciliana ai sensi dell'articolo
       73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 23 giugno
          2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni

   1.  Ai  sensi  dell'articolo 73, comma 1, lettera a)  del  decreto
  legislativo  23  giugno  2011, n. 118  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni  è  riconosciuta  la  legittimità  dei  debiti   fuori
  bilancio   della  Regione  derivanti  da  sentenze  esecutive   e/o
  provvedimenti  giudiziari esecutivi per il  valore  complessivo  di
  euro 5.830.156,32 di cui all'Allegato 1 alla presente legge».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   E'  approvato  con  il voto contrario del Gruppo Movimento  Cinque
  Stelle.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                         Coperture finanziarie

   1.  All'onere  di  cui  all'articolo 1  di  euro  5.830.156,32  si
  provvede  nell'esercizio finanziario 2021 mediante riduzione  della
  Missione 20, Programma 3, capitolo 215740 (Fondo rischi contenzioso
  spese legali) per euro 5.830.156,32».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   E'  approvato  con  il voto contrario del Gruppo Movimento  Cinque
  Stelle.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                       Disposizioni finanziarie

   1.   Nello   stato  di  previsione  della  spesa  per  l'esercizio
  finanziario  2021 sono introdotte le variazioni di cui all'Allegato
  1  discendenti dall'applicazione dell'articolo 1 e dell'articolo  2
  della  presente legge per i capitoli indicati rispettivamente nelle
  colonne  A e D e gli importi indicati rispettivamente nelle colonne
  C ed E.

   2.  All'adozione  dei  provvedimenti di  spesa  dei  debiti  fuori
  bilancio riconosciuti con la presente legge provvedono le strutture
  regionali   competenti   nell'ambito  delle  specifiche   dotazioni
  finanziarie  iscritte,  a valere sull'esercizio  finanziario  2021,
  nelle  rispettive missioni e programmi di spesa,  a  seguito  delle
  variazioni di bilancio di cui alla presente legge».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   E'  approvato  con  il voto contrario del Gruppo Movimento  Cinque
  Stelle.

   Si  passa  all'articolo  4, che è la norma  finale,  per  cui  non
  possono  che essere d'accordo anche i colleghi del Gruppo Movimento
  Cinque  Stelle.  Comunque  sui primi tre articoli  i  deputati  del
  Gruppo Movimento Cinque Stelle hanno votato contro.
   Ne do lettura:
                               «Art. 4.
                            Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Il numero legale non c'è, per cui rinviamo la votazione finale del
  disegno di legge n. 984/A alla prossima seduta.


    Seguito della discussione del disegno di legge «Riconoscimento
  della legittimità dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo
  73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.
   118 e successive modifiche ed integrazioni. D.F.B. 2021 - mese di
                         febbraio.» (n. 985/A)

    PRESIDENTE   Si  procede  con il seguito  della  discussione  del
  disegno di legge «Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori
  bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto
  legislativo  23  giugno  2011, n. 118  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni.  D.F.B. 2021 - mese di febbraio.» (985/A),  posto  al
  numero 2).
   Anche  in  questo  disegno  di legge  non  sono  stati  presentati
  emendamenti.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
           Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori
        bilancio della Regione Siciliana ai sensi dell'articolo
       73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno
          2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni

   1.  Ai  sensi  della lettera e) del comma 1 dell'articolo  73  del
  decreto  legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive  modifiche
  ed  integrazioni  è riconosciuta la legittimità  dei  debiti  fuori
  bilancio  della Regione per il valore complessivo di euro 58.272,61
  derivanti  da  acquisizioni  di  beni  e  servizi  in  assenza  del
  preventivo  impegno di spesa di cui all'Allegato  1  alla  presente
  legge».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   E'  approvato  con  il voto contrario del Gruppo Movimento  Cinque
  Stelle.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                         Coperture finanziarie

   1.  All'onere di cui all'articolo 1 di euro 58.272,61 si  provvede
  nell'esercizio  finanziario 2021 mediante riduzione della  Missione
  20,  Programma  3, capitolo 215740 (Fondo rischi contenzioso  spese
  legali) per euro 58.272,61».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   E'  approvato  con  il voto contrario del Gruppo Movimento  Cinque
  Stelle.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                       Disposizioni finanziarie

   1.   Nello   stato  di  previsione  della  spesa  per  l'esercizio
  finanziario  2021 sono introdotte le variazioni di cui all'Allegato
  1, discendenti dall'applicazione dell'articolo 1 e dell'articolo  2
  della presente legge, per i capitoli indicati rispettivamente nelle
  colonne  A  e  D  e per gli importi indicati rispettivamente  nelle
  colonne C ed E.

   2.  All'adozione  dei  provvedimenti di  spesa  dei  debiti  fuori
  bilancio   riconosciuti  con  la  presente  legge,  provvedono   le
  strutture   regionali  competenti  nell'ambito   delle   specifiche
  dotazioni finanziarie iscritte, a valere sull'esercizio finanziario
  2021,  nelle  rispettive missioni e programmi di spesa,  a  seguito
  delle variazioni di bilancio di cui alla presente legge».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   E'  approvato  con  il voto contrario del Gruppo Movimento  Cinque
  Stelle.
   Si  passa  all'articolo  4.  Anche sull'articolo  4  c'è  il  voto
  favorevole  dei  deputati del Gruppo Movimento Cinque  Stelle.  Per
  cui,  i  primi  tre  col  voto contrario dei  deputati  del  Gruppo
  Movimento Cinque Stelle.
   Ne do lettura:
                               «Art. 4.
                            Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Abbiamo  finito anche questo. Il voto finale su questi due disegni
  di  legge  lo  rimandiamo alla prossima seduta quando  ci  sarà  il
  numero  legale  o,  se  più tardi dovessimo  arrivare  ad  esserci,
  proviamo a farlo.


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Caronia ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   La  Commissione   Bilancio  si può alzare e lasciamo  spazio  alla
  Commissione presieduta dell'onorevole Savarino.
   Onorevoli colleghi, assessore Cordaro, dobbiamo comunque  fermarci
  dieci minuti perché la I Commissione ha bisogno di dieci minuti per
  concludere  i  suoi lavori e, quindi, non possiamo che  aspettarla.
  Per cui, sospendiamo la seduta. Chi fa parte della I Commissione  e
  deve andare a votare vada a votare. Sospendiamo un quarto d'ora  in
  attesa che finiscano i lavori della I Commissione.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.24, è ripresa alle ore 17.00)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Assessore, ma noi per i debiti fuori bilancio  abbiamo
  avuto   Cordaro   e  ora  per  l'edilizia  abbiamo  Armao?   Dicevo
  all'assessore  Armao, per i debiti fuori bilancio li abbiamo  fatti
  con  Cordaro,  l'edilizia con Armao, invece no. Invece ricostruiamo
  tutto esattamente com'era previsto.


   Seguito  della  discussione del disegno di  legge   Modifiche  ed
   integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016, n.  16  recante
   Recepimento  del  testo  unico delle disposizioni  legislative  e
   regolamentari  in materia di edilizia approvato con  decreto  del
   Presidente della Repubblica 6 giugno 211, n. 380.  (nn.  669-140-
   453/A)

   PRESIDENTE.  Invito i componenti della IV Commissione  a  prendere
  posto  nell'apposito banco. Colleghi, passiamo  all'articolato  del
  disegno di legge sull'edilizia.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
   Modifiche all'articolo 1 della legge regionale 10 agosto 2016, n.
                                 16 1.

   Il comma l, dell'articolo l, della legge regionale 10 agosto 2016,
  n. 16, è così sostituito:

    1.  Dalla  data di entrata in vigore della presente legge,  fatto
  salvo  quanto  previsto al Titolo II, si applica nella  Regione  il
  decreto  del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001,  n.  380  e
  successive modificazioni .

   2.  La rubrica del Titolo II della legge regionale 10 agosto 2016,
  n. 16 è così sostituita:

    TITOLO II
   Recepimento con modifiche degli articoli 4, 6, 9, 10, 15, 16,  17,
  19,  22,  23 bis, 32, 34, 36, 63, 85, 86, 89 e 100 del decreto  del
  Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. ».

   Lo accantoniamo perché dipende da quello che viene approvato dopo.
  L'articolo 1 lo votiamo poi alla fine dell'articolato.


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Lantieri e Zafarana  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 669-
                               140-453/A

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
     Modifiche agli articoli 2, comma 2, e 17, comma 3, della legge
   regionale 10 agosto 2016, n. 16  Regolamenti edilizi comunali' e
                   Istituzione dello STARS e del MUE

   l.  I termini di cui all'articolo 2, comma 2, ed all'articolo  17,
  comma  3,  della  legge regionale 10 agosto 2016, n.  16  decorrono
  dalla data di entrata in vigore della presente legge.

   2.  Al comma 2, dell'articolo 2, della legge 10 agosto 2016 n. 16,
  dopo  le  parole   dei  tecnici abilitati alla progettazione   sono
  aggiunte  le seguenti  degli ordini professionali istituzionalmente
  riconosciuti ».

   Gli  emendamenti soppressivi sono mantenuti? Ritirati. Non mi sono
  fatto  la domanda e mi sono dato la risposta, la risposta  è  stata
  data dall'Aula.
   Si  passa all'emendamento 2.2 dell'onorevole Cracolici. Il  parere
  del Governo?

   CORDARO,  assessore per il territorio per l'ambiente.  Presidente,
  il  Governo  è  contrario.  Se  l'onorevole  Cracolici  lo  potesse
  spiegare.  Perché,  in realtà, rispetto alla filosofia  dell'intero
  articolo,    l'eliminazione   di   questo   comma   creerebbe    un
  disallineamento rispetto alla normativa allegata.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, vuole intervenire in  proposito?
  Ritirato,   benissimo.   Si   passa   all'emendamento   2.7   della
  Commissione?
   Il  parere  del  Governo  immagino che sia  favorevole.  Assessore
  Cordaro,  una cosa alla volta possiamo fare, se mi dà  soltanto  il
  parere sull'emendamento 2.7 della Commissione.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 2.3 dell'onorevole Lo Curto.

   LO CURTO, relatore. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2.

   DI PAOLA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Voto segreto sull'articolo 2, niente meno  E  facciamo
  il voto segreto sull'articolo 2. Vediamo se è appoggiato.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,  io
  ho  chiesto  la parola perché, vede, questo disegno di legge  è  un
  disegno   di   legge   molto   atteso.   Non   dentro   quest'Aula,
  evidentemente,  non  dalla  parte  politica  che  è   rappresentata
  dall'onorevole Di Paola.
   Perché,  evidentemente, se così fosse nella sua  interezza,  fermo
  restando  che ci sono dei punti sui quali ci confronteremo,  e  sui
  quali  potremo  anche trovare condizioni di assoluta sintesi,  così
  come è accaduto in Commissione, e considerato a maggior ragione che
  il  Governo  non vorrà fare le barricate su nessuno degli  articoli
  presenti,  io ho il dovere, Presidente Micciché, però  di  ribadire
  all'Aula un concetto.
   Proprio  dal  Movimento Cinque Stelle è venuta una indicazione  in
  Commissione Ambiente da parte, ah ecco, del collega Trizzino che  è
  qua - non la vedevo e, quindi, non la volevo citare, ma visto che è
  qua la cito, perché ha, ovviamente, ampia possibilità di replica  -
  ci  siamo sempre detti che, rispetto a un paio di articoli, ci sono
  delle  ragioni  di  contrasto che vedranno un  dibattito  franco  e
  libero, ma rispetto all'impostazione della norma - considerato, fra
  l'altro,  che proprio, Presidente Micciché, questi primi  articoli,
  altro  non sono che il recepimento del D.L.  Semplificazione  della
  norma  nazionale.  Per una volta mi permetto di  rivolgermi  io  ai
  cittadini e di dire, ai cittadini che ci ascoltano, che se dobbiamo
  cominciare  dal  voto dell'articolo 2 che - posto che  non  abbiamo
  votato  l'articolo 1 - è il primo articolo che poniamo in votazione
  con  il voto segreto spiegateci - lo dico ai colleghi del Movimento
  Cinque  Stelle senza tono polemico - che non volete fare  la  legge
  noi ne prenderemo atto e, dopo di che, ci determineremo
   Ma  questo tipo di impostazione, e mi rivolgo al Capogruppo, è una
  novità  assoluta rispetto al lavoro che si è fatto in  Commissione,
  dove si è sempre trovata una sintesi, dove siamo tornati più volte,
  dove   si  sono  apprezzati  gli  emendamenti  di  tutti  i  Gruppi
  parlamentari, nessuno escluso, fermo restando ripeto  due  articoli
  che,  è noto urbi et orbi, essere il 12 e il 20 sui quali si aprirà
  un dibattito franco.
   Chiedo  pertanto  all'onorevole Di Paola, e per  chi  per  lui  al
  Capogruppo, se non ritenga di ritirare la richiesta di voto segreto
  posto,  ripeto, che stiamo parlando di articoli che  sono  un  mero
  recepimento, questa volta sì definitivo rispetto a quanto fatto nel
  2016, del Decreto Semplificazione.

   PRESIDENTE. Credo che l'intervento dell'Assessore sia stato  molto
  cortese e molto sereno e ha detto qualche cosa che, effettivamente,
  se  non  lo  vogliamo fare non lo facciamo il disegno di legge  ma,
  devo  essere sincero, non ha torto l'assessore Cordaro nel chiedere
  lo  scontro, dove c'è da scontrarsi, ma la possibilità di  lavorare
  dove c'è un parere, complessivamente, favorevole di tutti.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo sulla
  dichiarazione  che ha fatto il Governo - assessore  Cordaro  -  per
  precisare  che,  evidentemente,  questo  è  un  disegno  di   legge
  sicuramente  atteso dai cittadini, sicuramente atteso  dal  Partito
  Democratico  che  predica,  Presidente  Micciché,  affinché   venga
  trattato  questo testo che è fermo all'ordine del giorno  dell'Aula
  dal  20  settembre che è una data importante per  l'Italia  e,  per
  questo, la ricordiamo facilmente.
   Quindi,  rispetto alla sua dichiarazione, assessore  Cordaro,  non
  credo che abbia avuto la maggioranza o il Governo la stessa premura
  a trattare un testo che è fermo dal 20 settembre. Per puntualizzare
  l'atteggiamento  del  Partito Democratico sul  testo,  noi  abbiamo
  ritirato  i  soppressivi. Lo continueremo a  fare.  La  Sicilia  ha
  bisogno  di questa legge di semplificazione. E' un testo urgente  e
  indifferibile. Non abbiamo ben capito quali sono le  ragioni  della
  richiesta del voto segreto e noi, certamente, voteremo - non  è  un
  articolo  fondamentale  -  ma comunque  voteremo  per  il  sostegno
  all'articolo.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   PAOLA.   Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli   colleghi,
  cittadini,  da  parte del nostro Gruppo, ma lo ha ben  detto  anche
  l'assessore,  da parte del nostro Gruppo c'è stata,  e  c'è,  ampia
  disponibilità.
   C'è  stato  un lavoro fatto dalla Commissione dove,  man  mano,  è
  stato  affinato il disegno di legge su molti articoli.  Su  alcuni,
  ovviamente,  si entrerà in un dibattito serrato. Però,  Presidente,
  l'atteggiamento  di  scaricare  ogniqualvolta  i   ritardi   e   le
  incombenze sulle opposizioni o su chi, in questo momento, sta dando
  ampia disponibilità.
   Io  la  richiesta  di  voto  segreto  l'ho  fatta  per  capire  se
  quest'Aula,  se  questo Governo regionale - al di  là,  poi,  delle
  opposizioni  che danno, il mio Gruppo, il Movimento Cinque  Stelle,
  ampia disponibilità - se da parte della maggioranza c'è, come dire,
  un  sostegno  a questo disegno di legge. Perché è da capire  se  la
  maggioranza questo disegno di legge lo sostiene.
   Poi  da  parte  delle  opposizioni, Presidente,  noi  facciamo  le
  opposizioni all'interno di quest'Aula, così come all'interno  delle
  Commissioni. La nostra disponibilità - e lo abbiamo dimostrato  non
  solo su questo disegno di legge, ma su molti altri disegni di legge
  -  è massima nel migliorare i disegni di legge che possono arrivare
  dal Governo e dai colleghi dell'Assemblea.
   Però,  Presidente, questo disegno di legge deve essere  per  prima
  supportato  dalla maggioranza. Ci deve essere una  maggioranza  che
  supporta questo disegno di legge.
   Dopodiché  il  dibattito  in Aula da parte  del  Movimento  Cinque
  Stelle,  ma così come dagli altri Gruppi parlamentari, il dibattito
  sarà franco.
   Però venire qui e dire approviamo così, d'emblée, dieci articoli e
  poi  all'articolo  12  o all'articolo 20 facciamo  la  discussione,
  secondo  me  non  diamo, come dire, non facciamo quello  che  siamo
  chiamati a fare da parte dei cittadini siciliani.
   Quindi   la   mia   richiesta  di  voto  segreto,   che   confermo
  sull'articolo  2, è per verificare se questo Governo  regionale  ha
  una maggioranza in Aula per portare avanti questo disegno di legge.
  Grazie.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Grazie, signor Presidente. Un triste déjà-vu, sotto i colpi
  di  queste  giustificazioni infantili, è caduta sotto il colpo  del
  voto segreto anche la riforma dei rifiuti.
   Io  la  invito,  visto  la  serietà dell'argomento,  che  riguarda
  moltissimi  cittadini che stanno aspettando, a  verificare  che  ci
  siano   i  numeri.  E  già  dico  che  il  mio  Gruppo  contribuirà
  all'approvazione  almeno di quest'articolo 2, e poi  dove  ci  sarà
  qualcosa da dire la diremo. Fermo restando che in Commissione si  è
  fatto  un  lavoro,  come dire, di apertura, di  partecipazione,  il
  Governo  ha  assorbito tantissimi emendamenti. E  questa  scusa  di
  utilizzare  il termometro per capire se la maggioranza  c'è  o  non
  c'è,  mi  sembra veramente patetica. Finiamola di giocare  Ci  sono
  persone che hanno esigenza, che aspettano un Parlamento e non, come
  ci canticchia Vasco Rossi, che i bambini dell'asilo la finiscano di
  fare  ..., perché veramente è indecoroso tirare fuori la scusa  del
  voto segreto.
   Quattro  conti.  I  numeri ci sono o non ci  sono.  Li  faccia  la
  Presidenza   e   non  ci  faccia  cadere  nel  tranello   e   nella
  vigliaccheria,  che  già abbiamo subito, anche su  questa  riforma.
  Grazie.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor Presidente, concordo con l'onorevole  Foti.  E'
  una  legge  di  riforma. Su questa legge, e per questa  legge,  c'è
  stato  un  grande  impegno  da parte della  Commissione  presieduta
  dall'ottimo Presidente Savarino.
   Così  come  diceva l'assessore Cordaro, tutti ci siamo  impegnati,
  anche  con  il contributo, perché no, delle opposizioni, che  hanno
  dato fattivamente il loro contributo.
   Quindi,  devo  dire la verità, mi sorprende, e  non  poco,  questa
  richiesta  di  voto segreto, che sembra essere un  fulmine  a  ciel
  sereno, perché è una buona legge, certamente migliorabile, e  siamo
  qui  per  questo. L'assessore, addirittura, fa prontezza di  grande
  disponibilità per audire e ascoltare tutte le parti di  quest'Aula.
  Quindi, veramente, ovviamente, dico che Forza Italia - ma è  in  re
  ipsa  - vota certamente favorevole, però inviterei anche i colleghi
  dei  Cinque Stelle, come dire, melius re perpensa, a verificare  la
  possibilità  di  procedere  in maniera  diversa,  per  carità,  nel
  rispetto - ci mancherebbe altro - delle prerogative parlamentari di
  ogni  singolo  parlamentare e di ogni gruppo. Però, ripeto,  è  una
  legge che ci chiedono tutti; abbiamo parlato con gli ingegneri, con
  gli  architetti, con i geometri, con le altre categorie sociali  ma
  soprattutto ce la chiedono i siciliani quindi, Presidente, io, come
  dire, per dichiarazione di voto ma veramente inviterei tutta l'Aula
  ad una seria e serena riflessione.

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, vorrei comunque chiarire che non è
  stato  chiesto  un  qualcosa  di  tremendo,  è  stata  chiesta   la
  possibilità di un voto segreto, per carità, ci sono motivazioni per
  cui  si  può volere il voto segreto o meno, non c'è dubbio  che  le
  motivazioni  che ha posto l'onorevole Di Paola hanno  anche  quelle
  una sua logica, cioè se la maggioranza c'è si vota la legge, se non
  c'è, è inutile che si vota.
   Nell'occasione,  onorevole Di Paola, delle  riforme  come  questa.
  perché  se  è sul debito fuori bilancio ha un senso, se  è  su  una
  riforma su cui lavoriamo da un anno e mezzo, ma io non ritengo  che
  l'onorevole Di Paola non abbia chiesto il voto segreto per bocciare
  la legge ma soltanto per fare una comparazione di tipo politico che
  è  assolutamente  consentita e su cui nessuno deve  avere  dubbi  o
  problemi.  Se  poi la ritira è meglio anche per me  ma  se  non  la
  ritira non è successo niente.

   LO CURTO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO, relatore. Signor Presidente, la ringrazio perché lei ha
  interpretato  perfettamente anche il mio sentire  ed  il  mio  dire
  perché  non  v'è  dubbio che su questa riforma  voluta  dall'intero
  Parlamento, richiesta da tutti gli ordini professionali ma anche da
  tutti  i cittadini e che si attende già da troppo tempo e sul piano
  della  responsabilità  abbiamo veramente  condiviso  tante  scelte,
  senza pensare a chi esercita il ruolo di maggioranza e a chi quello
  dell'opposizione.
   Oggi  non  ci  possiamo dividere per cui, davvero,  pur  ritenendo
  legittimo   e  corretto  l'invito  e  l'appello  fatto  e   rivolto
  dall'onorevole   Nuccio  Di  Paola  alla  maggioranza   di   essere
  maggioranza e ad essere presente in Aula perché questo è quello che
  è  dovuto  da  parte  di chi si è, come dire, imbarcato  in  questa
  avventura  legislativa sostenendo un governo che  ha  voluto  tante
  riforme  e questa certamente è una tra le migliore e le più attese,
  allora  non  c'è dubbio che questo richiamo alla responsabilità  io
  non  posso non apprezzarlo perché è di tutti la responsabilità.  Ed
  il  fatto stesso che l'onorevole Barbagallo abbia anche valutato ed
  espresso positivamente la posizione del Partito Democratico la dice
  lunga  sul  fatto che su questo DDL, a prescindere da due  articoli
  che  possono essere un tantino più, come dire, discussi e  divisivi
  magari,  non  c'è  dubbio  che c'è la  volontà  unanime  di  questo
  Parlamento a farlo.
   Per  cui  il  mio  invito  sereno è  quello  di  chiedere  appunto
  all'onorevole  Di Paola, che per il suo Gruppo ha chiesto  il  voto
  segreto,  di  rinunciare a questo voto segreto proprio perché  sono
  certa che

   PRESIDENTE. Onorevole, è stato confermato, non facciamo

   LO CURTO, relatore. E' un invito.

   PRESIDENTE.   Ripeto,  io  avrei  dispiacere  se   ci   fosse   un
  ostruzionismo  per evitare che la legge si faccia, sulla  richiesta
  di  un  voto  segreto per una valutazione politica,  come  dire,  è
  inutile  che stiamo a discutere. Io spero che nel voto  segreto  il
  Gruppo  dei  Cinque  Stelle, proprio per  evitare  rischi,  voti  a
  favore.
   Allora,   hanno  parlato  i  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari
  soltanto  sull'argomento. Dunque, il voto è già pronto  perché  già
  era stato verificato prima.
   Scusate, dobbiamo rifare un attimo la verifica perché ci sono  due
  congedi in più. Ha ragione, onorevole Calderone. Chiedo scusa.


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli onorevoli  Gallo  e  Savona  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


                      Verifica del numero legale

   PRESIDENTE. Procediamo con la verifica del numero legale, se tutti
  inserite il tesserino. Sono 37 e quindi il numero legale è 32,  non
  ho  bisogno  di fare votare perché lo vedo qui quanto è  il  numero
  legale,  il numero legale è 32 e ci sono 37 presenti per cui  siamo
  in  numero  legale. Possiamo andare avanti. Non c'è più bisogno  di
  votare  perché  spunta qual è il numero dei tesserini  rispetto  al
  numero legale e l'ho comunicato.
                           (brusio in Aula)

   Non lo voglio complicare, qual è la complicazione? E allora volete
  votare? Non ho problemi.

                           (brusio in Aula)

   Chiedo scusa, sa qual è stato il mio errore? Pensare che spuntasse
  anche  sul tabellone, siccome non potete vederlo - ma lo vedo  solo
  io  -  ha ragione, chiedo scusa, non avevo capito che non spuntasse
  nel  tabellone  e  che quindi potevo vederlo solo  io  e  questo  è
  scorretto,   per  cui  assolutamente  torno  indietro  e   dobbiamo
  materialmente verificare il numero legale.

   Essendo  la richiesta appoggiata a termini di Regolamento,  invito
  gli  onorevoli deputati a registrare la loro presenza con la scheda
  di votazione.
   Chiarisco  le modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti 40.

   L'Assemblea è in numero legale.
   A  questo  punto  il voto non è più segreto, onorevole  Di  Paola?
  Stavolta  è  spuntato anche sul tabellone, non  mi  sono  inventato
  nulla, anzi addirittura il numero è aumentato.


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole La Rocca Ruvolo  ha  chiesto
  congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 669-
                               140-453/A

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI PAOLA. Signor Presidente, la richiesta che è stata fatta prima,
  noi  -  e  lo  ribadisco nuovamente - concordiamo sul discorso  che
  questo  disegno  di  legge è importante e lo  stanno  aspettando  i
  siciliani  da  più  di un anno e ho visto i vari interventi.  Però,
  Presidente,  noi  qui dobbiamo evitare che ad un  certo  punto  una
  legge  aspettata dai siciliani possa, a seconda poi delle votazioni
  che  andiamo  a fare, attenzione non sull'articolo 2, ma  su  altri
  articoli, non diventi un pastrocchio.
   Quando   io   ho   chiesto   -   e  mi  dispiace   dell'intervento
  dell'Assessore che ringrazio per la sua precisazione - la votazione
  segreta  e ribadisco qui sullo scranno che ci deve essere  comunque
  una maggioranza che porta avanti questa legge, e mi dispiace che in
  Aula  sento  il Vicepresidente dell'ARS che continua ad  urlare  da
  Vicepresidente  dell'Assemblea, ci  deve  essere  una  maggioranza,
  perché il rischio qual è? E faccio l'appello al Governo, il rischio
  che  poi  ad  un  certo punto, a seconda degli emendamenti,  questa
  legge  possa  diventare,  se non c'è una maggioranza  che  sostiene
  questa  legge,  un  pastrocchio e questa cosa non  ce  la  possiamo
  permettere  considerando tutto il tempo che è stato  impiegato  per
  realizzare  questo disegno di legge e l'attesa  che  c'è  fuori  da
  questo  Palazzo  da  parte dei siciliani.  Penso  di  essere  stato
  chiaro. Grazie.

   PRESIDENTE.  Diciamo  un'ultima cosa  e  poi  iniziamo  a  votare,
  onorevole Di Paola, lei ha perfettamente ragione ma dobbiamo anche,
  come  dire,  capire che questa legge era arrivata qua in  Aula  più
  volte,  più  volte avevamo iniziato e di fatto non era  iniziata  a
  essere  esaminata, per cui tanti colleghi non erano così  preparati
  al fatto che si cominciasse a votare oggi e quindi magari erano qua
  stamattina  li  ho  visto  io poi probabilmente  sono  andati  via,
  diciamo  che  oggi su 60 siamo 44 e tanti altri ci sarebbero  stati
  per cui la responsabilità comunque c'è.
   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
   Modifiche all'articolo 3 della legge regionale 10 agosto 2016, n.
                                  16
                       Attività edilizia libera'

   1.  L'articolo 3, della legge regionale 10 agosto 2016, n.  16,  è
  così sostituito:

    l.  Fatte  salve  le  prescrizioni delle norme  antisismiche,  di
  sicurezza,  antincendio,  igienico-sanitarie,  di  quelle  relative
  all'efficienza  energetica,  di tutela  dal  rischio  idrogeologico
  nonché  delle  disposizioni contenute nel  decreto  legislativo  22
  gennaio  2004,  n. 42 e di quelle di cui al decreto legislativo  n.
  152 del 2006 relative alla valutazione di impatto ambientale, della
  vigente  normativa regionale sui parchi e sulle riserve naturali  e
  della  normativa  relativa alle zone pS1C,  SIC,  ZSC  e  ZPS,  ivi
  compresa  la fascia esterna dì influenza per una larghezza  di  200
  metri, e comunque nel rispetto delle disposizioni di cui al Decreto
  del  Presidente  della  Repubblica  8  settembre  1997,  n.  357  e
  successive modificazioni, i seguenti interventi sono eseguiti senza
  alcun titolo abilitativo:

   a) gli interventi di manutenzione ordinaria di cui all'articolo 3,
  comma 1, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica  6
  giugno 2001, n. 380, come introdotto dall'articolo 1;

   b)    gli    interventi   volti   all'eliminazione   di   barriere
  architettoniche, compresa la realizzazione di ascensori esterni  se
  realizzati su aree private non prospicienti vie e piazze pubbliche;

   c)  le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che
  abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca
  di  idrocarburi,  e  che siano eseguite in aree esterne  al  centro
  edificato;

   d)  i  movimenti  di  terra strettamente pertinenti  all'esercizio
  dell'attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi
  gli interventi su impianti idraulici agrari;

   e)  le serre da realizzare con struttura precaria suscettibili  di
  facile  rimozione,  sprovviste di opere  in  muratura,  strumentali
  all'attività agricola;

   f)  l'installazione dei depositi di gas di petrolio liquefatti  di
  capacità complessiva non superiore a 13 metri cubi;

   g) le recinzioni di fondi rustici;

   h) le strade poderali;

   i) le opere di giardinaggio;

   l)  il  risanamento e la sistemazione dei suoli agricoli anche  se
  occorrono strutture murarie;

   m)  le  cisterne  e le opere connesse interrate,  ivi  compresi  i
  vasconi in terra battuta per usi irrigui;

   n) le opere di smaltimento delle acque piovane;

   o)  le  opere di presa e distribuzione di acque di irrigazione  da
  effettuarsi in zone agricole;

   p)  le  opere di ricostruzione e ripristino di muri a secco  e  di
  nuova costruzione con altezza massima di 1,30 metri;

   q)  le  opere di manutenzione ordinaria degli impianti industriali
  di cui alla circolare del Ministero dei Lavori pubblici 16 novembre
  1977, n. 1918;

   r)   l'installazione  di  pergolati,  pergotende   ovvero   gazebi
  costituiti da elementi assemblati tra loro di facile rimozione;

   s)  la  realizzazione  di opere interrate  di  smaltimento  reflui
  provenienti  da  immobili  destinati a civile  abitazione  compresa
  l'installazione di fosse tipo Imhoff o a tenuta, per immobili privi
  di fognatura dinamica comunale;

   t) gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria
  di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW;

   u) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti  e
  temporanee  e  ad  essere immediatamente rimosse al  cessare  della
  necessità e, comunque, entro un termine non superiore a centottanta
  giorni complessivi nell'anno;

   v)  le  opere  di  pavimentazione e di finitura di spazi  esterni,
  anche per aree di sosta, che siano contenute entro l'indice di  ove
  stabilito  dallo  strumento urbanistico comunale, ivi  compresa  la
  realizzazione   di  intercapedini  interamente  interrate   e   non
  accessibili, vasche dì raccolta delle acque, bacini, pozzi di  luce
  nonché  locali  tombati nei casi dei Comuni privi degli  indici  di
  permeabilità, va applicato il rispetto dell'indice di  permeabilità
  del 40% della superficie del lotto di terreno al netto della sagoma
  dell'immobile;

   z)  i  pannelli solari, solare termico e fotovoltaico, a  servizio
  degli  edifici, da realizzare al di fuori della zona A  di  cui  al
  decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444;

   aa)  le  aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo
  delle aree pertinenziali degli edifici;

   ab)  i  sistemi  per la produzione e l'autoconsumo di  energia  da
  fonti   rinnovabili  a  servizio  degli  edifici,   da   realizzare
  all'interno  della  zona A di cui al decreto  del  Ministro  per  i
  lavori  pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, e nelle zone sottoposte  a
  vincolo  paesaggistico, che non comportino pregiudizio alla  tutela
  del  contesto  storico, ambientale e naturale,  in  relazione  alle
  linee  guida  impartite  dall'Assessore  per  i  Beni  culturali  e
  l'identità siciliana;

   ac)  la modifica del sistema di adduzione esistente di acqua,  sia
  in  ambito condominiale, che per singole unità abitative  con  reti
  duali di adduzione al fine dell'utilizzo di acque meno pregiate per
  usi compatibili;

   ad)  la  modifica, il miglioramento di superfici impermeabili,  da
  intendersi  quale  spazio  di qualsiasi natura,  che  impedisce  il
  drenaggio   planimetrico  orizzontale  del  deflusso  delle   acque
  meteoriche  ai  fini  del raggiungimento dell'invarianza  idraulica
  complessiva  dell'edificio,  purché il miglioramento  dei  drenaggi
  esterni  e  delle  pertinenze esterne, quali parcheggi,  strade  di
  accesso,  giardini, coperture, sia almeno del 40 per cento rispetto
  al preesistente;

   ae)  l'esecuzione delle opere necessarie al recupero dell'immobile
  mediante  la  realizzazione di intervento edilizio  finalizzato  al
  ripristino  della  conformità edilizia ed alla  eliminazione  delle
  opere realizzate in assenza di titolo abilitativo.

   2. Nel rispetto dei medesimi presupposti di cui al comma 1, previa
  comunicazione  asseverata anche per via telematica dell'inizio  dei
  lavori  all'amministrazione comunale, nelle  more  dell'attivazione
  delle  previsioni  di  cui all'articolo 17, i  seguenti  interventi
  possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo:

   a)   gli   interventi   di  manutenzione  straordinaria   di   cui
  all'articolo  3,  comma 1, lettera b), del decreto  del  Presidente
  della  Repubblica n. 380/2001 come introdotto dall'articolo 1,  ivi
  compresa  l'apertura  di porte interne o lo spostamento  di  pareti
  interne,   sempre   che   non  riguardino  le   parti   strutturali
  dell'edificio compreso il frazionamento o accorpamento delle  unità
  immobiliari urbane purché aventi la stessa destinazione  d'uso.  In
  caso  di  frazionamento  di unità immobiliari  aventi  destinazione
  residenziale  l'area  già  vincolata a parcheggio  in  applicazione
  della  legge  6  agosto 1967, n. 765, come integrata  e  modificata
  dalla  legge  24  marzo  1989; n. 122, dovrà essere  asservita  con
  vincolo  permanente di destinazione ad una delle unità  immobiliari
  derivate;

   b)  le opere interne alle costruzioni che non comportino modifiche
  della  sagoma della costruzione, dei fronti prospicienti  pubbliche
  strade  o  piazze, né aumento delle superfici utili  e  del  numero
  delle  unità  immobiliari, non modifichino  la  destinazione  d'uso
  delle  costruzioni e delle singole unità immobiliari,  non  rechino
  pregiudizio  alla  statica dell'immobile. Per quanto  riguarda  gli
  immobili   compresi   nelle   zone  indicate   alla   lettera   a),
  dell'articolo 2, del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, è
  fatto  salvo  l'obbligo delle autorizzazioni previste  dal  decreto
  legislativo  n.  42/2004. Ai fini dell'applicazione della  presente
  lettera   non   è   considerato  aumento  delle   superfici   utili
  l'eliminazione o lo spostamento di pareti interne  o  di  parte  di
  esse;

   c)  le  modifiche  interne  di carattere edilizio  dei  fabbricati
  adibiti  ad  esercizio d'impresa, comprese quelle sulla  superficie
  coperta, che non comportino un cambio di destinazione d'uso  e  non
  riguardino parti strutturali;

   d)  gli impianti dì energia rinnovabile di cui all'articolo 6  del
  decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, come specificati al  punto
  12  dell'allegato del decreto interministeriale 10  settembre  2010
  recante  Linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati
  da  fonti  rinnovabili',  da realizzare  al  di  fuori  della  zona
  territoriale   omogenea  A  di  cui  al  decreto  ministeriale   n.
  1444/1968,  con esclusione degli immobili sottoposti  a  tutela  in
  applicazione  del decreto legislativo n.42/2004. Negli  immobili  e
  nelle aree ricadenti all'interno di parchi e riserve naturali o  in
  aree  protette  ai sensi della normativa relativa alle  zone  pSIC,
  SIC, ZSC e ZPS, ivi compresa la fascia esterna di influenza per una
  larghezza dì 200 metri., e comunque nel rispetto delle disposizioni
  di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997,
  n.  357  e  successive modificazioni, i suddetti  impianti  possono
  essere  realizzati previa valutazione dì incidenza ed  espletamento
  delle  procedure di verifica di assoggettabilità a  valutazione  di
  impatto  ambientale sul progetto preliminare, qualora prevista,  di
  cui  al  decreto  legislativo 3 aprile 2006, n.  152  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

   e) gli impianti tecnologici al servizio di edifici già esistenti;

   f)  l'impianto di prefabbricati ad una sola elevazione  adibiti  o
  destinati  ad uso non abitativo, di modeste dimensioni,  assemblati
  in  precedenza,  rimovibili,  di  uso  precario  e  temporaneo  non
  superiore a sei mesi;

   g)  la  costruzione di recinzioni, con esclusione  di  quelle  dei
  fondi rustici di cui al comma l, lettera g) e di quelle di cui alla
  lettera i);

   h) la realizzazione di strade interpoderali;

   i)  la  nuova  realizzazione di opere murarie  di  recinzione  con
  altezza  massima  di  1,70  metri; per  altezze  superiori  trovano
  applicazione le disposizioni di cui all'articolo 10;

   l)  la  realizzazione  di  nuovi impianti tecnologici  e  relativi
  locali tecnici;

   m)  le  opere di ricostruzione e ripristino di muri a secco  e  di
  nuova costruzione con altezza superiore a 1,50 metri;

   n)  la  realizzazione  di opere interrate  di  smaltimento  reflui
  provenienti  da singoli immobili destinati a strutture ed  attività
  diverse  dalla  residenza  appartenenti alle  categorie  funzionali
  previste  alle lettere a-bis), b), c) e d) di cui all'articolo  23-
  ter del DPR 380/2001 come recepito dinamicamente dall'articolo 1;

   o)  installazione di linee vita negli edifici esistenti, ricadenti
  anche  in  aree vincolate ai sensi del D. Lgs. 42/2004 e successive
  modificazioni;

   p)  la  chiusura  con  vetri scorrevoli su binario  di  balconi  o
  verande di immobili destinati ad abitazione senza alterazione delle
  superfici,  dei  volumi e delle destinazioni  d'uso  assentite  con
  regolare titolo abilitativo.

   3.  Per gli interventi di cui al comma 2, nonché per quelli di cui
  alla  lettera  b) del comma 2, così come disciplinati dall'articolo
  20  della  legge  regionale  16 aprile  2003,  n.  4  e  successive
  modificazioni,    l'interessato    trasmette    all'amministrazione
  comunale,  anche  in forma telematica, nelle more  dell'attivazione
  delle previsioni di cui all'articolo 17, l'elaborato progettuale  e
  la  comunicazione  di inizio dei lavori asseverata  da  un  tecnico
  abilitato, il quale attesta, sotto la propria responsabilità, che i
  lavori  sono  conformi agli strumenti urbanistici approvati  ed  ai
  regolamenti  edilizi  vigenti nonché che sono  compatibili  con  la
  normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico
  nell'edilizia e che non vi è interessamento delle parti strutturali
  dell'edificio.   La  comunicazione  contiene,   altresì,   i   dati
  identificativi  dell'impresa  alla quale  si  intende  affidare  la
  realizzazione dei lavori.

   4.  Per  gli  interventi soggetti a CILA, ove la comunicazione  di
  fine lavori sia accompagnata dalla prescritta documentazione per la
  variazione catastale, quest'ultima è inoltrata tempestivamente,  da
  parte   dell'amministrazione   comunale,   ai   competenti   uffici
  dell'Agenzia delle entrate.

   5.  La mancata comunicazione asseverata dell'inizio dei lavori  di
  cui  al comma 3, comporta la sanzione pecuniaria pari a mille euro.
  Tale  sanzione  è  ridotta  di  due terzi  se  la  comunicazione  è
  effettuata  spontaneamente  quando  l'intervento  è  in  corso   di
  esecuzione.

   6.  Le  disposizioni  di  cui al presente articolo  prevalgono  su
  quelle  contenute  negli strumenti urbanistici  e  nei  regolamenti
  edilizi vigenti».

   La Commissione ha presentato una riscrittura di tutto l'articolo 3
  che conoscete tutti, perché è già nel testo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Onorevole Savarino, chiedo  scusa,  la
  riscrittura  era  stata  fatta d'accordo con  tutti  perché  stanno
  arrivando  ora  i sub? Che dobbiamo fare? Così si crea  confusione
  Comunque, onorevole Barbagallo prego.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, voglio essere chiaro, rispetto alla
  riscrittura  che  ha  fatto la Commissione,  perché  noi  ci  siamo
  lasciati  con l'obiettivo di, al di là delle valutazioni di  ordine
  politico,  certamente  io  credo  che  il  compito  era  quello  di
  rimuovere,  e guardo gli uffici, le questioni che avrebbero  potuto
  produrre  e che possono ancora produrre impugnative e quindi  siamo
  nel  campo  non  più  dell'opportunità ma  siamo  nel  campo  della
  legittimità.
   Dalla  nota  di lettura che hanno tutti i colleghi, pagina  4,  il
  testo  della  Commissione rimuove gli aspetti relativi all'articolo
  3,  comma  1, lettera b) ma certamente non rimuove quanto sostenuto
  dagli uffici stessi a proposito, Presidente Micciché, della lettera
  e) sulle serre mobili e della lettera r).
   A proposito della lettera r), Presidente è un tema particolarmente
  sensibile su cui se volete apriamo il dibattito perché riguarda  la
  possibilità  di,  come  dire,  sanare,  di  installare   pergolati,
  pergotende,  anche  negli  immobili  che  non  sono  espressamente,
  regolarmente assentiti, ed è chiaro che è un problema perché se  io
  ho  un immobile che è abusivo non posso chiedere di installare  una
  struttura  precaria  su  un immobile che è  abusivo  quindi  a  mio
  giudizio,  probabilmente - mi rivolgo al Presidente  -  nei  lavori
  della  Commissione,  perché  è stata  una  riscrittura  corposa,  è
  sfuggita  ma  certamente, come dire, noi non  vorremmo  mai  essere
  d'accordo  su questa riscrittura dell'articolo 3, comma 1,  lettera
  r)  che  non  rimuove  gli  ostacoli già evidenziati  dagli  uffici
  dell'Assemblea.
   La  stessa cosa vale per l'articolo 1, per l'articolo 3, comma  1,
  lettera e) a proposito delle serre mobili dove, anche come dire, le
  riflessioni degli uffici sono piuttosto eloquenti. Io Presidente in
  base  alla risposta dei colleghi, ovviamente, chiedo di intervenire
  successivamente.

   PRESIDENTE. Allora, chiedo scusa, prima che rispondano i  colleghi
  un attimo di verifica con gli uffici per capire qual è la posizione
  degli uffici. Sulla lettera e) il problema è assolutamente superato
  perché  c'è  una  norma statale, c'è un nuovo decreto  statale  che
  supera il problema.
   Ma  sulla  lettera  s) e sulla r) un attimo,  perché  c'è  qualche
  dubbio  invece. Fate sentire un attimo gli uffici. Giustamente  gli
  uffici   dicono   che  bisognerebbe  chiarire  le   ragioni   della
  soppressione, se lei può chiarire questo, presidente Savarino?

   SAVARINO,  presidente della Commissione. Spiego  un  attimino:  in
  questa  legge sono divise, cioè l'edilizia libera che è  l'articolo
  3,  primo comma, nelle zone in cui è possibile, ovviamente,  alcune
  possono  essere  fatte direttamente in edilizia libera  senza  dare
  nessun tipo di comunicazione; nel secondo comma, invece, indichiamo
  sempre  nell'articolo 3 quelle che debbono essere fatte  con  Cila,
  cioè  ci  vuole una comunicazione da parte di un professionista  da
  fare al Comune, senza bisogno di riscontro ma il professionista  fa
  delle valutazioni ovviamente sulla congruità di quei lavori.

   PRESIDENTE.   Prendendosene  la  responsabilità,  una   sorta   di
  autocertificazione.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione. Esatto  e  quindi  vanno
  divise.  Ora  noi  sui  pergolati abbiamo diviso  alcune  cose  che
  possono  andare in edilizia libera, cioè questo articolo lo abbiamo
  lasciato, perché sono esattamente quelle senza nessun tipo di opera
  muraria, totalmente amovibili.
     Per  capirci, sono quelle nuove strutture in vetro che non hanno
  bisogno neanche dei profilati in alluminio e quindi sono totalmente
  amovibili,  non  fanno cubatura e sono un'altra categoria  rispetto
  alle  verande  e ai pergolati che hanno invece delle  strutture  in
  alluminio e fanno cubatura perché diventano fisse, che sono  invece
  in  Cila e che poi hanno bisogno anche del pagamento di una piccola
  quota.

   PRESIDENTE.  Quindi, la soppressione è dovuta  esattamente  a  che
  cosa?

   SAVARINO, presidente della Commissione. Sto giustificando il fatto
  del  permanere della lettera r) perché poi invece in  Cila  abbiamo
  messo  i  pergolati con struttura in alluminio. Queste sono  quelle
  assolutamente amovibili, senza nessun tipo di struttura fissa né in
  alluminio né in muratura, quindi è una diversificazione che abbiamo
  fatto.
   Vi  spiego: anche su altre cose sono diversificate, le piscine che
  non  erano  mai  state organizzate e in qualche modo  normate,  noi
  abbiamo  messo  che  le piscine quelle che sono sopra  il  terreno,
  quindi queste strutture che vanno messe sopraelevate che ormai sono
  autorizzate ovunque, anche dalla Soprintendenza, vanno in  edilizia
  libera; quelle che invece sono in strutture già precostituite,  già
  preparate, già pronte, che vanno nel terreno, interrate,  vanno  in
  Cila.
   Le  piscine  che  sono costruite con strutture in  cemento  armato
  vanno  in  permesso da costruire, quindi noi abbiamo  diversificato
  anche  le tipologie come per i pergolati, così anche per le piscine
  e con altre realtà.
   Quindi  c'è  una divisione di alcuni tipi di opere che sono  molto
  elementari  che vanno in edilizia libere, altre che  hanno  bisogno
  invece di una comunicazione da parte del tecnico.

   PRESIDENTE. Onorevole Savarino, è questo il motivo per  cui  viene
  soppresso   al servizio di immobili regolarmente   .  Questo  è  il
  motivo per cui viene soppresso.

   SAVARINO,   presidente   della  Commissione.   Sì,   perché   sono
  assolutamente  strutture amovibili che non fanno  cubatura,  quindi
  non danno niente in più.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, noi abbiamo  presentato  due  sub
  emendamenti,  guardo  sempre gli uffici perché  per  noi  non  sono
  assolutamente  risolte  né  le difficoltà  né  le  questioni  sulla
  lettera.  Per  noi  non  sono  - anche dopo  questa  riflessione  -
  assolutamente  risolte né sulla lettera e)  né  sulla  lettera  r),
  quindi abbiamo presentato due sub emendamenti all'emendamento della
  Commissione.

   PRESIDENTE. La lettera e) gli uffici mi danno garanzia che è stato
  risolto con un decreto nazionale.

   BARBAGALLO. E' stato risolto come, signor Presidente? Mi scusi, la
  lettera   e)   gli   uffici  ritenevano  che  il  carattere   della
  stagionalità  era  essenziale  per la caratteristica  dell'edilizia
  libera. Che è successo?

   PRESIDENTE. Invece, c'è un recente decreto che elimina il problema
  della stagionalità. C'è un recentissimo decreto nazionale, statale,
  che  elimina il problema della stagionalità. Ovviamente lei  se  lo
  può fare confermare guardando le carte, nessuno vuole.

   BARBAGALLO. No, ancora ci fidiamo di lei, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Il fatto che ancora vi fidate di me sarebbe  la  prima
  volta.

   BARBAGALLO.  La lettera r) certamente non si può superare,  non  è
  che  possiamo  istallare  pergolati,  pergotende  a  copertura   di
  immobili abusivi.

   PRESIDENTE. Io su questo non prendo responsabilità.

   BARBAGALLO. No, io prego anche gli uffici, mi sembra evidentemente
  non  solo  inammissibile questa riflessione  ma  chiedo  che  venga
  stralciata la previsione della lettera r).

   PRESIDENTE.  Se  c'è motivo di inammissibilità gli  uffici  me  lo
  dicano  e,  al limite, lo accantoniamo un secondo in modo  che  gli
  uffici facciano questa verifica.
   No,  onorevole  Savarino,  non  votiamo  se  c'è  un  problema  di
  inammissibilità.  Molto  serenamente,  se  c'è   un   problema   di
  inammissibilità della proposta del Governo io lo devo sapere perché
  non  metto  in  votazione niente, se invece c'è la  possibilità,  è
  ammissibile, e poi la scelta politica deve essere fatta con  l'Aula
  h  chiaro  che  la  metto in votazione. Ma  io  devo  capire  se  è
  ammissibile  o  non  ammissibile. Se non è  ammissibile,  onorevole
  Palmeri, io lo devo sapere ed è quello che si sta facendo.
   Intanto,  l'onorevole  Palmeri chiede di intervenire,  gli  Uffici
  stanno  lavorando per capire la ammissibilità o meno  della  norma.
  Prego, onorevole Palmeri, ha facoltà di parlare.

   PALMERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  anche
  io  sto  ricevendo alcune segnalazioni di criticità. L'emendamento,
  rispetto   alla  versione  indicata  nel  testo,  presenta   alcune
  criticità, in particolare sul fatto che non vengono specificate  le
  norme ambientali, quando invece all'inizio vengono specificate.  In
  particolare  si  diceva   fatte salve le  prescrizioni  in  materia
  antisismiche, di sicurezza ambientale, ecc', mentre qui no.
   Considerando  che  molte  lettere  si  riferiscono  a  norme   che
  richiedono la vinca, molte prescrizioni diciamo, molte lettere  che
  ricadono  in  sic-zps  evidentemente sarebbe necessario  indicarle,
  così  come  erano  indicate  nella versione  iniziale.  Inoltre  mi
  segnalano   tecnicamente  anche  la  lettera  f)  che   sembrerebbe
  tecnicamente   sbagliata,  perché  più  che  privi  non   sarebbero
  tecnicamente  collegabili  e  altre lettere  dove  ci  sono  alcuni
  tecnicismi  che,  invece,  nella  riscrittura  iniziale  al   testo
  sembrava più funzionale.

   PRESIDENTE.  Un  attimo onorevole Cracolici,  prima  di  darle  la
  parola.
   Onorevole  Savarino,  chiedo scusa,  io  voglio  capire  una  cosa
  soltanto prima, non la prendiate a male, perché sennò ricominciamo.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione.  Signor  Presidente,  ho
  parlato con i colleghi e se il tema è che questi pergolati siano di
  supporto   ad   immobili  con  concessioni  edilizia,   aggiungiamo
  semplicemente   ad   immobili  con  concessione  edilizia,   quindi
  regolarmente.

   PRESIDENTE. Io vorrei fare un'obiezione di carattere generale,  se
  mi  ascoltate  un attimo. Onorevole Savarino, nel  momento  in  cui
  esula  la riscrittura della Commissione vuol dire che è stata fatta
  in  Commissione, allora mi dovete fare  altrimenti ha  ragione  poi
  l'onorevole  Di  Paola quando dice che facciamo pastrocchi,  perché
  c'è questo rischio.
   Se  queste cose devono essere viste in Commissione, perché  non  è
  che  ci  possiamo fermare, prendere i testi di legge per capire  se
  una  cosa  è  giusta  o  sbagliata,  lo  dico  anche  agli  uffici,
  segretario generale, e ai funzionari della Commissione. Cioè questi
  problemi non li possiamo risolvere in Aula, chiedo scusa, onorevole
  Savarino,  se  questi  problemi vengono  affrontati  e  risolti  in
  Commissione, non li possiamo riportare di nuovo in Aula  perché  io
  ho  la responsabilità, vi dico sinceramente, di fare leggi che  non
  prevedano   motivi  di  impugnative.  Questa  è  la  responsabilità
  principale del Presidente dell'Assemblea.
   E'  ovvio  che  ora su tutte queste cose io non  è  che  mi  posso
  prendere  i  codici  e cominciare a guardare  tutte  le  leggi  per
  sapere,  immagino che gli uffici in Commissione siano in  grado  di
  capire se una cosa è passabile o no, se può arrivare in Aula o no.
   Ecco  io  vorrei, segretario, che questa cosa, già  detta  l'altra
  volta,  lo ripeto oggi, in Aula devono arrivare testi su cui questi
  dubbi  non  ci  sono  più,  perché diversamente  noi  qui  in  Aula
  diventiamo matti nel cercare soluzioni e, troppe volte, il  rischio
  di fare queste cose è quello di fare pastrocchi.

   SAVARINO,  presidente della Commissione. Abbiamo già approfondito,
  noi  abbiamo  lavorato  in Commissione non  da  soli  ma  studiando
  articolo per articolo insieme agli uffici.

   PRESIDENTE. Però mi sembra di capire che qui ci sono dei dubbi

   SAVARINO, presidente della Commissione. Se il PD oggi ha sollevato
  delle  perplessità  perché  magari alcuni  colleghi  non  erano  in
  Commissione,  noi glieli spieghiamo e, se vogliono ulteriori,  come
  dire,  sicurezze  per  evitare che ci siano  delle  interpretazioni
  erronee,  che  io  non credo, però possiamo anche  aggiungere  alla
  lettera  r)  che  i  pergolati sono ammissibili  solo  su  immobili
  regolarmente  concessi, quindi concessione edilizia e  basta,  così
  siamo più realisti del re.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, io faccio una premessa, mi  ascolti,
  e  anche  l'Assessore.  Io e i miei colleghi siamo  interessati  al
  fatto  che il D.P.R. n. 380 venga recepito anche in Sicilia, quindi
  la premessa è questa.
   Questa   legge,   in  particolare  l'articolo  3,  distingue   tre
  tipologie:  l'edilizia libera, la CILA, e la SCIA; SCIA è  un'altra
  cosa, poi il permesso di costruire, che hanno modalità non solo  di
  inoltro  diverso,  ma anche autorizzativi di tipo diverso.  Allora,
  proprio sull'esempio della lettera r), se mi ascolta il Presidente
  Ma  io  perché  voglio  dare una soluzione, perché  secondo  me  ha
  ragione  lei,  perché  il rischio qual è? Non  so  se,  l'Assessore
  sicuramente  sa,  che abbiamo cercato di dare una  mano  sul  piano
  tecnico, mettendo a disposizione anche poi gli operatori sul campo,
  cioè funzionari che, ad esempio al Comune di Palermo, rilasciano le
  autorizzazioni e i permessi relativi, proprio per vedere sul  campo
  qual è poi l'applicazione di norme che regolano questa materia  che
  è  complessa, e che appena sbagliamo, lo dobbiamo sapere, non è che
  vince uno e perde l'altro, blocchiamo tutto
   Perché  di  fronte  a norme, come dire, che si contrappongono,  ad
  esempio  se non abroghiamo norme precedenti, lasciando in  vita  le
  vecchie e le nuove

   CALDERONE. C'è l'abrogazione tacita.

   CRACOLICI. Sì, c'è l'abrogazione tacita, c'è poi la responsabilità
  del  funzionario, onorevole, e quindi noi rischiamo di  determinare
  il blocco e la paralisi dell'attività edilizia in Sicilia.
   Allora,  proprio  la  lettera r) è un esempio,  il  Presidente  ha
  detto:  noi  consentiamo  le verande, i  porticati  ed  altro  come
  edilizia  libera,  se non hanno alluminio, se  non  hanno  infissi,
  eccetera.
   Tutto  questo non c'è scritto, ma al di là di questo che  non  c'è
  scritto,  nella lettera p) del secondo comma si fa, che  poi  è  un
  emendamento  recepito  mio, si fa riferimento  ai  porticati,  alle
  questioni in alluminio, e si fa in CILA

   CALDERONE. Che lettera è?

   CRACOLICI.  La  lettera  p) del secondo comma,  che  individua  la
  stessa  tipologia che è regolata dalla lettera r) del primo  comma,
  però  con  una  differenza: che si porta  in  CILA  l'attività  dei
  porticati  e  quindi delle verande, eccetera, in quel  caso,  ecco,
  differentemente da quello che ha detto Lei, assentite  da  regolare
  concessione e quindi, sì, lo vada a leggere

         (intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)

   CRACOLICI. Legga bene la lettera p).

   PRESIDENTE. Onorevole Savarino, la prego, se parlate tra  di  voi,
  non  si capisce più niente, poi lei interviene e dice le sue  cose.
  Onorevole  Cordaro, anche lei, per favore, fate finire l'intervento
  dell'onorevole Cracolici e poi intervenite. Così fate confondere me
  però,  perché io non capisco più cosa vi dite. Onorevole Cracolici,
  prego.

   CRACOLICI. In particolare, c'è una condizione che, ad esempio,  mi
  hanno  posto  i tecnici: che succede con la norma della  legge  del
  2013,  che  prevede praticamente la sanatoria delle verande  previo
  pagamento? Perché c'è un obolo che è a carico del soggetto  che  ha
  realizzato  una veranda, e tra l'altro, ma quanto si può  estendere
  questa  veranda,  rispetto  alla norma  che  prevede  che  sia  non
  superiore al 20% della cubatura, ed è una norma che vige, noi tutto
  questo non lo affrontiamo. Lo lasciamo a che cosa? Non al fatto che
  stiamo  regolando  in  altra  maniera,  all'indefinito.  Quindi  si
  determinano condizioni in cui poi nei fatti, non solo con  la  CILA
  non  determiniamo e quindi c'è un minore introito  da  parte  degli
  enti  locali,  non è diversa è la stessa cosa perché la  legge  del
  2003,  consente  il  risanamento delle verande e  dei  pagando,  ma
  quella cubatura diventa. Ma come no? Diventa cubatura.

   PRESIDENTE.  Va bene scusate, onorevole Cracolici, va  bene  così.
  Perché  come  sempre  in questi casi, poi vi debbo  dire  che  devo
  capire io.
   Facciamo  parlare un attimo commissioni e governo  che  mi  dicono
  quello   che,   un  attimo  solo  onorevole  Trizzino,   preferisco
  sospendere,  andare  a  capire quello  che  stiamo  facendo  perché
  rischio di fare cose che veramente poi riguardano tutti i cittadini
  siciliani ed è un rischio che non mi voglio assumere.
   Sentiamo  un  attimo cosa ha da dire l'onorevole Savarino.  E  poi
  l'onorevole  Cordaro  e  poi decidiamo cosa  fare.  Ha  facoltà  di
  parlare l'onorevole Savarino.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  noi finora abbiamo, non solo  recepito,  come
  onestamente è stato detto poco fa, alcuni emendamenti o anche delle
  opposizioni  di  bontà  che tecnicamente  erano  recepibili  perché
  alcuni  erano  ovviamente  inammissibili  valutati  tecnicamente  e
  giuridicamente non appropriati. Abbiamo cercato di andare  incontro
  anche alle sollecitazioni che sono arrivate dal Servizio Studi,  lo
  abbiamo  fatto  coi  funzionari, quindi  abbiamo  messo  dentro  le
  sollecitazioni  delle  opposizioni, quelle  ammissibili  e  abbiamo
  cercato   di   rispondere  a  un  mantra,  che   è   quello   della
  semplificazione nei confronti del cittadino.
   Ora se tu non fai cubatura perché queste strutture sono totalmente
  amovibili perché gli dobbiamo fare pagare al cittadino 100 euro  al
  comune rispetto a una veranda che chiudi e che ti fa una stanza  in
  più? Quella è la differenza tra edilizia libera e Cila.

   PRESIDENTE.  Quello che sta dicendo e che io capisco perfettamente
  h  una  motivazione  politica, quindi è  una  scelta,  la  proposta
  politica che apprezzo e su cui sarei d'accordissimo, però il dubbio
  che  mi sono non credo creato dal nulla ma dagli interventi che  ci
  sono   stati   e  di  ordine  non  specificatamente   politico   ma
  squisitamente  tecnico,  cioè se alcune  cose  sono  fattibili  non
  tecniche.

   SAVARINO, presidente della Commissione. Ci sono sentenze  del  Tar
  perché,  proprio per queste vetrate totalmente amovibili,  ci  sono
  state delle impugnative e il Tar si è già espresso dicendo che  non
  fanno cubatura che non sono considerate come ulteriori spazi chiusi
  ma  sono totalmente, quindi noi ci siamo rifatti ad un orientamento
  anche giurisprudenziale.
   Dopo  di  che  il mantra della commissione dicevo  era  quello  di
  semplificare   e  aiutare  il  cittadino  era  quello   di   fargli
  risparmiare  qualche euro, rispetto  a quello  di  complicargli  la
  vita  e  nella  riscrittura siamo stati  attenti  al  massimo,  poi
  ovviamente  anche il PTR con valenza paesaggistica  era  già  stato
  utilizzato  in  Emilia  Romagna ma è stato impugnato  dal  Ministro
  Franceschini  che  è  di Ferrara, quindi emiliano,  quindi  io  non
  posso,  da questo assicurarne niente. Ma noi lo studio approfondito
  con  gli  uffici  lo  abbiamo fatto, ora  dico  io  se  l'onorevole
  Barbagallo  che  è  stato  presente  in  Commissione  a  differenza
  dell'onorevole  Cracolici  che quindi  non  conosce  i  lavori  che
  abbiamo  fatto  vuole che aggiungiamo su immobili  che  però  hanno
  concessione  edilizia capisco che è una precisazione  che  possiamo
  aggiungere alla lettera r) che quindi va a chiarire meglio.

   PRESIDENTE. Nel volere chiedere poi a Barbagallo perché  non  l'ha
  chiesto  prima mentre era in commissione questa cosa, do un secondo
  la  parola al Governo e poi all'onorevole Trizzino. Prego assessore
  Cordaro, ha facoltà di intervenire.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  non  ho  altro  da  aggiungere,
  rispetto  a quello che ha detto la Presidente Savarino. Il  tema  è
  legato  alla  volontà di fare una buona legge ma soprattutto,  come
  tutti  i colleghi abbiamo detto, una legge che non venga impugnata,
  proprio  perché  l'obiettivo di tutti è quello di recepire  il  ddl
  semplificazioni del Parlamento nazionale, quindi dico che tutto ciò
  che può inficiare la struttura portante della legge.
   Invito   i   colleghi  a  trasferirla  in  un  disegno  di   legge
  eventualmente  successivo,  ma  quello  che  ha  detto  l'onorevole
  Savarino  è da me confermato nella misura in cui anche  ciò  che  è
  aggiunto  eventualmente  rispetto  al  lavoro  originario  è  stato
  concordato  con gli Uffici è stato valutato sotto il profilo  della
  legittimità costituzionale, è stato approfondito sotto  il  profilo
  della  coerenza  col sistema che regola queste  norme.  Quindi,  il
  lavoro che è stato fatto è stato un lavoro veramente serio rispetto
  al  quale, poi, il Governo non può che - essendo d'accordo  con  la
  Presidente della Commissione - rimettersi alla decisione dell'Aula.
  L'unica  preghiera  che rivolgo ai colleghi,  preghiera  ovviamente
  laica, è quella di non colpire, di non abrogare, di non incidere su
  parti  fondamentali, strutturali delle norme che possono  prevedere
  non  già,  cosa già grave, l'eventuale impugnativa della legge  ma,
  soprattutto  il fatto che nella sua totalità tutta la  parte  sulle
  semplificazioni non venga recepita.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Signor  Presidente,  cerchiamo  di  comporre  la  lite.
  Partiamo  da un presupposto. Questa non è una riforma, deve  essere
  chiaro.  La  riforma, casomai, era quella che abbiamo approvato  ad
  agosto  dell'anno scorso. Questa è una modifica di una riforma.  Il
  DPR  380  del  2001 esiste in Sicilia dal 2016, da quando  è  stata
  recepita  quella legge 16. Non stiamo facendo nessuna riforma.  Non
  c'è   nessuna   novità  particolare  se  non  quella   che   diceva
  l'assessore, cioè il decreto legislativo semplificazioni  che  deve
  essere   introdotto  necessariamente  in  Sicilia  perché   abbiamo
  l'obbligo  di  dovere  recepire  questa  norma  che  è  una   norma
  regionale. Questo è l'unico impegno che ha questo Parlamento. Tutto
  il   resto  è,  tecnicamente,  superabile.  Così  come  la   doppia
  conformità,  perché come sappiamo è intervenuta una sentenza  della
  Corte  Costituzionale  che ha fatto rivivere la  doppia  conformità
  così  come  stabilito  dal  DPR 380.  Quindi,  potremmo  anche  non
  pronunciarci   sull'articolo  12.   Tutti   gli   altri   articoli,
  tecnicamente, sono a scendere.
   Ora,  andiamo  a  noi. L'articolo 3, come dicevano  il  Presidente
  Savarino,  l'assessore e chi è intervenuto prima di  me,  introduce
  nei due commi la Cil e la Cila, cioè l'attività libera e l'attività
  libera asseverata, cioè quella che si fa con la comunicazione. Ora,
  in  Commissione più volte abbiamo detto  abbiamo due strade, una  è
  recepire il glossario nazionale che altro non è che l'elenco  delle
  attività libere e asseverate che sono presenti in tutte le  regioni
  d'Italia   e,   quindi,   anche   in  Sicilia.   Oppure   avvalerci
  dell'articolo 14 dello Statuto siciliano che ci dà la  possibilità,
  nei limiti della cornice della Costituzione di muoverci in un certo
  modo'.
   Ora,  io  condivido l'emendamento di riscrittura, noi condividiamo
  l'emendamento di riscrittura della Commissione. Però, ad  onor  del
  vero,  ci  sono  dei piccoli passaggi che possono essere  non  dico
  pericolosi però potrebbero far accendere la vista al Consiglio  dei
  Ministri  come avvenuto in passato. Uno di questi è la  lettera  r)
  che  individua questi pergolati, quello che è, sull'attività libera
  e non asseverata.
   Noi  chiediamo la soppressione perchè siamo dell'idea questo  così
  come  altri  che hanno sollevato gli altri colleghi,  che  potrebbe
  essere motivo di possibile impugnativa. Siccome la vogliamo evitare
  la   seconda   impugnativa  sulla  stessa  legge,  consigliamo   al
  Parlamento  di  apprezzare l'articolo riscritto,  però  con  questi
  correttivi  che  ha  presentato il Partito democratico  insieme  al
  Movimento  e  chi  altri. Solo questo, poi la volontà  politica  di
  portare  avanti  questa modifica alla legge 16 ce  l'abbiamo  tutti
  perché non c'è motivo di non votarla, anche perché in qualche  modo
  il  decreto  semplificazione  in  Sicilia  deve  arrivare,  se  non
  arriverà oggi, arriverà domani.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Anche lei velocemente così capiamo  che
  cosa dobbiamo fare.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, io per chiarezza, perché  poi  nel
  susseguirsi  degli interventi credo che un aspetto  non  sia  stato
  evidenziato.  Nel testo vigente, Presidente, senza  il  disegno  di
  legge,  ad  oggi,  è  consentita  l'installazione  di  pergolati  e
  pergotende a servizio di immobili regolarmente assentiti.  Oggi  la
  legislazione  vigente  è  così.  Quindi,  per  questo  noi  abbiamo
  presentato il 3.106.4 che prevede la soppressione della lettera r).
  Quindi,   è   inutile  rimodificare  per  inserire  concessioni   e
  autorizzazioni.
   Noi,  Presidente, insistiamo su questo articolo  e  chiediamo  che
  venga  votato  così  ognuno  vota  secondo  coscienza,  certamente,
  Presidente,  lei  lo capisce che se oggi la norma  prevede  che  si
  possano  realizzare  le strutture precarie a servizio  di  immobili
  regolarmente assentiti e noi modifichiamo la norma, io ritengo  che
  non siamo nel tema e nel campo dell'opportunità, ma nel campo delle
  legittimità. Dopo di che, insistiamo affinché venga votato.

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Caro, come ultimo  intervento,  che  poi
  votiamo  spero più velocemente possibile. Voglio soltanto fare  una
  domanda  agli  uffici, se è possibile. Segretario generale,  vorrei
  soltanto  chiedere se l'onorevole Barbagallo pone problemi  non  di
  opportunità  ma  di  legittimità,  voglio  capire  da  voi,  questo
  problema  è  reale  o  meno?  Cioè, c'è realmente  un  problema  di
  legittimità?
   Onorevole  Barbagallo,  chiedo scusa, gli  uffici,  che  come  voi
  sapete  per  me  sono  certezza perché se non  lo  fossero  saremmo
  rovinati  e anche perché si dimostrano sempre assolutamente  bravi,
  mi  dicono che se dovesse essere votato il suo emendamento  non  ci
  sarebbe  più  certezza  di come vengono disciplinati  i  pergolati.
  Cioè,   verrebbe  meno  la  disciplina  dei  pergolati.   Onorevole
  Savarino,  un  minuto solo. Questa legge sostituisce,  per  intero,
  quello.
   Perfetto,  benissimo. Chiedo scusa. Siccome c'è  un  dubbio  degli
  uffici   e,  probabilmente,  guardando  un  attimo  la  legge   16,
  originaria,  con  questo  si  chiarisce tutto,  sospendiamo  cinque
  minuti in modo che gli uffici la possano vedere.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)

   PRESIDENTE. Onorevole Savarino, io non la capisco; però, credo che
  si stia trovando la soluzione.

   SAVARINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  avevo già trovato la  soluzione.  Ne  ho  già
  parlato con Barbagallo che è d'accordo.

   PRESIDENTE.  No, io mi fido dei miei uffici  Di lei e  Barbagallo,
  potete combinare quello che volete.

   SAVARINO, presidente della Commissione. Ho già depositato ai  suoi
  uffici,  basterà  aggiungere  alla  lettera  r)   su  immobili  con
  regolare titolo abilitativo . Così non ci sono dubbi

   PRESIDENTE. E l'onorevole Barbagallo ritira? Va bene così?

   SAVARINO, presidente della Commissione. Sì, ritira.

   PRESIDENTE. Allora, basta così. Va bene. Perfetto.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Siccome l'onorevole Di  Caro,  finora,
  non  è  entrato nel tecnicismo della legge, volevo finire di capire
  come dev'essere.

   DI  CARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima ancora  di
  arrivare  nel  tecnicismo,  Presidente, io  vorrei  intervenire  da
  deputato prima e da iscritto all'ordine degli ingegneri poi. Ordine
  che  mi  ha,  più volte, sollecitato per questo disegno  di  legge,
  orientato com'era prima alla semplificazione.
   Ma  io,  se posso dire una cosa Presidente, in commissione  quarta
  non è stato fatto un buon lavoro. Cioè, noi eravamo fermi al giorno
  in  cui  lei  aveva  pregato, giustamente,  io  l'ho  condiviso  la
  Commissione  ambiente a riguardare un attimo gli emendamenti,  fare
  il  punto della situazione e ritornare in Aula. Bene, è stata fatta
  un'operazione  di  copia  e incolla. Cioè  hanno  preso  tutti  gli
  emendamenti,  li hanno rituffati dentro il disegno di  legge  e  lo
  ritroviamo, di nuovo, in Aula.
   Ora  io  inviterei i miei colleghi dell'ordine,  infatti  lo  farò
  leggere  ai miei colleghi, al pastrocchio che oggi è stato  portato
  in  Aula.  Io  mi  chiedo, quando facciamo i disegni  di  leggi  ci
  mettiamo  nei  panni  di  chi, dopo, li  deve  interpretare,  o  li
  facciamo così, tanto per fare copia e incolla? Questa cosa non  può
  andare, non può continuare in aula ed essere votata così.

   PRESIDENTE.  Non  c'è  bisogno  di chiarirlo  questo,  era  ovvio.
  Ovviamente, la Commissione ha preso tutti gli emendamenti che erano
  coerenti col testo e li ha messi dentro. Benissimo, va bene.
   Onorevole Lo Curto, cerchiamo di andare avanti, non ha importanza.
  L'opposizione ha diritto di fare i suoi interventi da  opposizione.
  Se  su ogni intervento poi intervengono dieci della maggioranza per
  chiarire, diventiamo matti.
   Onorevole Savarino, possiamo votare? Lo dobbiamo distribuire?
   Io  devo  istituire un nuovo Servizio per la verifica della  legge
  fatta in Commissione da mandare in Aula, così tutti questi problemi
  li  chiariamo  prima,  perché veramente mi mettete  in  difficoltà,
  perché rischiamo di fare, peraltro

   SAVARINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO, presidente della Commissione. Purtroppo, il problema  si
  pone   quando   forse   i  colleghi  non  si   sentono   abbastanza
  rappresentati   dai  loro  colleghi  di  Gruppo   parlamentare   in
  Commissione.  Perché  noi questo lavoro  lo  abbiamo  fatto  con  i
  colleghi  in  Commissione, mi spiace dirlo, però  e,  tra  l'altro,
  sono  molto  competenti, perché l'onorevole Trizzino e  l'onorevole
  Barbagallo sono molto competenti, sono colleghi che danno  supporto

   PRESIDENTE.  Onorevole Savarino, non entriamo nei  meccanismi  dei
  singoli Gruppi, ognuno fa il lavoro che deve fare, punto. Per  cui,
  la prego.
   Avete  tutti  l'emendamento 3.106.6.R? Senza dire no  senza  avere
  neanche abbassato gli occhi per vedere se lo avete.
   Pongo in votazione l'emendamento 3.106.6.R, della Commissione. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Il problema è risolto con questo emendamento. Benissimo.
   Si passa all'emendamento 3.106.2 a firma dell'onorevole Cracolici.
  Sopprime le parole  aria aria . Il parere del Governo?

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 3.106.3, sempre a firma degli onorevoli
  Cracolici, Barbagallo,  Sopprime la lettera p) del comma 2 .

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Onorevole  Cracolici,   pensi   che
  l'assessore  Cordaro ha praticamente dato parere  favorevole  senza
  neppure  avere  letto  il  suo emendamento,  si  è  fidato  di  lei
  ciecamente

   CRACOLICI.  La  lettera p). Il tema è proprio  questa  storia  dei
  balconi  e  delle verande. Ribadisco: la norma consente  di  sanare
  questi   manufatti,  ancorché  mobili,  realizzati  successivamente
  all'edificazione.
   Questa  norma  che  è  contenuta  qui,  che  ha  recepito  un  mio
  subemendamento   relativo  ai  porticati,  ma  mantenendo   balconi
  eccetera,  pone  un  problema. Il problema è: primo,  che  non  c'è
  un'estensione  massima consentita, quindi si possono fare  balconi,
  verande  e  porticati a dismisura rispetto al manufatto.  La  norma
  vigente consente un'estensione fino a 50 metri quadri.
   Secondo:  attualmente  la  disposizione prevede  una,  come  dire,
  sanzione  pecuniaria  a  carico di colui  che  ha  realizzato  quel
  manufatto, in qualche modo, che paga ai comuni.
   Con questa disposizione noi stiamo non solo, diciamo, trasformando
  in  CILA  l'intervento  sui balconi, eccetera,  non  prevediamo  un
  limite di dimensionamento - attenzione, è molto pericoloso questo -
  e  non  prevediamo, come dire, un effetto - come  si  dice?  -  una
  remunerazione  per  superare  il  danno  prodotto  dell'aumento  di
  cubature. La penalità. Allora, poiché questo, ripeto, modifica  una
  norma  vigente  senza modificarla perché di fatto noi  lasciamo  in
  piedi  la  legge 16, la legge del 2003 l'articolo 4 e  però  stiamo
  disciplinando in diversa maniera.
   Allora, io ho fatto un emendamento soppressivo sperando, e lo dico
  al Governo, che il Governo sentendo i suoi uffici possa, in qualche
  modo,  correggere anche modificando e quindi consentendo  a  me  di
  ritirare  il soppressivo, anche modificando così com'è  scritta  la
  lettera  p)  prevedendo  un  limite e mantenendo,  riducendo,  fate
  quello  che  volete, ma prevedendo un meccanismo sanzionatorio  per
  evitare  che  la  presenza di due norme blocchi qualunque  attività
  concessoria.

   PRESIDENTE.  Assessore Cordaro, ha sentito l'onorevole  Cracolici?
  Sta parlando sull'argomento, immagino.
   Mentre l'assessore Cordaro parla al telefono, posso fare a  chi  è
  esperto  di  questa materia una domanda? Che cosa sta succedendo  a
  Licata?  Cioè  stanno  abbattendo case, una  l'abbattono  e  quella
  accanto  costruita  nello  stesso anno o addirittura  qualche  anno
  addietro invece viene lasciata in piedi, cioè chi le ha fatte prima
  gliele  fanno  abbattere, chi le ha fatte dopo  no.  Posso  capire?
  Perché  la Presidenza, lo dico sinceramente, come dire, è  sommersa
  di  lamentele  ma  di  proteste e anche di disperazione  di  alcune
  famiglie  a cui stanno abbattendo le case che mi dicono  ma  quella
  accanto a me è stata fatta dopo di me non gliel'abbattono e  quella
  mia che era stata da vent'anni che era così l'abbattono? .
   C'è  qualcuno che mi può dare una spiegazione su questo argomento?
  Perché  credo che bisognerebbe chiedere, finché non è chiaro tutto,
  proprio all'autorità anche giudiziaria e di polizia di fermarsi  un
  attimo,  perché  quello  che mi dicono è allucinante,  cioè  stanno
  creando situazioni veramente di grandissimo disagio.
   Do  la  parola  all'assessore Cordaro sia per la prima  questione,
  questa  seconda  non  fa  parte  di  questa  giornata,  poi  me  la
  chiarirete dopo. Prego, assessore Cordaro.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Allora
  Presidente, per quanto riguarda questa volta no melius, proprio  re
  perpensa rispetto all'impostazione dell'onorevole Cracolici  invito
  a  ritirare l'emendamento, perché la nuova impostazione  redatta  e
  sottoscritta dalla Commissione, se lei la va a leggere  all'interno
  degli  emendamenti nel fascicolo, prevede alla fine, ma mi  rivolgo
  soprattutto al Presidente e agli Uffici per la coerenza del  lavoro
  che  stiamo  svolgendo  di semplificazione,  e  quindi  mi  oppongo
  all'emendamento  del  deputato  Cracolici  qualora  non  intendesse
  ritirarlo perché si dice  assentite con regolare titolo abilitativo
  ad  eccezione  delle  opere  di  cui all'articolo  20  della  legge
  regionale  4/2003 .  Stiamo  parlando,  quindi,  di  chiusura   con
  manufatti leggerissimi di vetro senza strutture di sorta che hanno,
  quindi  una  tutela assolutamente maniacale di quelli  che  sono  i
  principi  di  diritto che regolamentano l'articolo e  la  norma  in
  questo senso. Peraltro

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Vada  alla
  riscrittura del punto p) del secondo comma dell'articolo 3,  quello
  della  Commissione, le posso garantire che è stata una  valutazione
  fatta  anche  in  questo  caso in maniera molto  seria,  io  me  la
  ricordavo e avevo peraltro ascoltato anche la Presidente

   PRESIDENTE. E' a pagina 14, onorevole Cracolici.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  Perfetto.  Me
  l'ha  confermata anche il dirigente generale. La prego di credermi,
  è  garantita la totale serenità sul punto; stiamo parlando  di  una
  situazione  assolutamente lineare con quelli che  sono  i  principi
  ispiratori della Legge nazionale che noi stiamo recependo.

   PRESIDENTE. Mi pare, dalla faccia dell'onorevole Cracolici che  si
  stia convincendo.

   CRACOLICI. No, no

   PRESIDENTE.  Stia  tranquillo  Onorevole  Cracolici,  l'ho  sempre
  pensata come uomo libero

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Presidente, a dispiace esercitare  in  quest'Aula  il
  ruolo  di  guastafeste,  però ci tocca fare delle  precisazioni  su
  questa lettera p).
   Gli Uffici, che sono i suoi Uffici dell'Assemblea, hanno scritto a
  pagina  5 una riflessione eloquente dicendo che in questa norma  la
  lettera p) intanto è viziata perché non ha i requisiti della  norma
  generale  e astratta, perché c'è questa espressione che di generale
  e astratto non ha nulla, Presidente, che quella di vetri scorrevoli
  su binario.

   PRESIDENTE. Però, onorevole Barbagallo, la nota che hanno  scritto
  gli  Uffici è precedente. La riscrittura della Commissione  risolve
  il problema.

   BARBAGALLO. Non lo risolve Presidente, perché alla lettera p)  c'è
  rimasto  vetri scorrevoli su binario .

   PRESIDENTE. Sia chiaro che quello che hanno scritto gli  Uffici  è
  precedente   alla  riscrittura.  Mi  dicono  che  invece   con   la
  riscrittura  si  risolve. E' il coordinamento  con  l'articolo  20,
  quello di cui ha appena parlato l'Assessore.

   BARBAGALLO. Non è così, Presidente. Poi l'Aula si regola e voterà,
  ma  vogliamo  essere  chiari  qual è  lo  spirito  dell'emendamento
  dell'onorevole Cracolici e, quindi, del partito Democratico.
   Con  l'articolo  20  della  legge  regionale  4/2003  i  cittadini
  siciliani hanno avuto un limite nell'esecuzione di alcune  opere  e
  hanno  pagato  un  importo per metro quadrato. Oggi,  se  passa  la
  lettera p) così come è prevista, sarebbero ammissibili, rispetto al
  passato,  la chiusura con vetri scorrevoli su binario,  che  non  è
  ammessa e gli Uffici hanno già detto che è una previsione che non è
  né  generale  né  astratta e serve a fare forse  qualche  favore  a
  qualcuno,  e  distingue le ipotesi che regolarizziamo oggi  con  la
  lettera p) rispetto a quelle dell'articolo 20.
   Non  possiamo  fare  figli  e  figliastri;  i  siciliani  meritano
  l'adozione  di  un  unico  criterio. Se  si  vogliono  estendere  i
  benefici  della  legge  regionale 4/2003  anche  alla  disposizione
  attuale  lo si faccia, altrimenti noi insistiamo nella soppressione
  del  comma e poi l'Aula voti, però certamente siamo sempre nel tema
  della legittimità.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, io penso che comunque  devono  essere
  norme  di  semplificazione  ben chiare.  Probabilmente  gli  Uffici
  quando  volevano  dire  che non è una norma di  carattere  generale
  volevano  forse allargare, non è solo per quanto riguarda i  binari
  che  devono  essere  vetri  scorrevoli. Guardate  che  noi  poi  ci
  troviamo anche nei comuni a dovere applicare queste norme:  più  le
  complichiamo  e  più  ci troviamo in difficoltà,  quindi  cerchiamo
  tutti anche di avere un quadro molto più generale e di semplificare
  le norme.
   Ora,  io chiedo al Segretario Generale, che lì non è che si voleva
  dire,  perché  quando  si dice non è che è una  norma  particolare,
  penso  che  lì  volevano  dire anche a  vetri,  senza  nessun'altra
  condizione.

   PRESIDENTE.  Mi  hanno chiarito gli Uffici che è esattamente  come
  dice  l'onorevole Laccoto, cioè non è possibile che se la  finestra
  si  apre così ha una norma e se invece è scorrevole ne ha un'altra
  Ma  di  che  stiamo  parlando?  Sennò, altro  che  semplificazione,
  diventa  da psicanalisi tutto  Per cui, se è questo quello  su  cui
  stiamo  discutendo  Mettiamo in votazione, tanto ho capito che  non
  si  tratta  né di legittimità né cose che possono essere  impugnate
  per cui a questo punto l'Aula si determina...

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

   PRESIDENTE. Votazione per scrutinio nominale. Perfetto.
   Onorevole  Barbagallo, quello che mi dicono gli Uffici è  che  sul
  suo  emendamento  se  noi  eliminiamo la parola   vetri'  e  rimane
   scorrevole su binario'

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   PRESIDENTE. Quello viene disciplinato dall'articolo 20,  onorevole
  Barbagallo,  quello è disciplinato dall'articolo 20.  Per  cui,  io
  voglio dire siccome a un certo punto bisogna trovare una soluzione

   CRACOLICI. Di cosa stiamo parlando, il soppressivo o .

   PRESIDENTE. C'è un emendamento dell'onorevole Barbagallo che  dice
   Al  comma 2, alla lettera p) le parole vetri scorrevoli su  binari
  sono  soppresse ,  invece se eliminasse  la  parola   vetri'  e  si
  scrivesse soltanto

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.   Sì,  poi  votiamo però, se  lo  facciamo  così  come
  suggeriscono gli Uffici bene, sennò votiamo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Io una cosa non capisco però, Presidente, non  è  nel
  merito,  ma  se  la nota del Servizio Studi dice queste  cose  e  i
  deputati l'abbiamo studiata

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, questa nota viene fatta  prima,
  poi c'è stato l'emendamento sostitutivo

   BARBAGALLO.  Ma  non è così, Presidente, non  è  così   La  prego,
  Presidente  La prego Presidente, non è così

   PRESIDENTE. E allora, onorevole Barbagallo, posso pregarla di  una
  cosa?  Siccome  io  ho  peraltro l'assoluta necessità,  tre  minuti
  esatti,  cosa di cui non posso fare a meno per vari motivi,  quelli
  fisiologici  prima di tutto, se lei avvicina, parla col  Segretario
  generale che le spiega esattamente qual è il problema così evitiamo
  altra confusione e sospendiamo cinque minuti esatti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.17, è ripresa alle ore 18.32)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  onorevole  Barbagallo,  va  bene  per   la
  Commissione con l'emendamento di Barbagallo?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Che è successo?  Non ho capito niente.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Gli uffici dell'Assessore mi dicono che  Dove sono gli
  uffici  degli assessori? Perché non ci danno notizie? Passando  dal
  mio  ufficio  ho  visto il mio staff, e gli  ho  detto  che  questi
  pensano  di  mandarmi al manicomio, perdono. Questa  norma  qua  mi
  sembra  che  ci manda al manicomio, sul serio. Tutto il disegno  di
  legge  è  così, siamo messi bene, speriamo, entro fine legislatura,
  di approvarla.
   Onorevole  Savarino, le dico invece, in attesa  del  Governo,  che
  sono cose che mi fa piacere dire pubblicamente anche nei resoconti.
  Noi  dobbiamo assolutamente trovare una soluzione con i  funzionari
  perché  i  disegni di legge escano dalla Commissione senza  che  ci
  possano  essere dubbi. Chi vuole presentare un emendamento lo  deve
  presentare per motivi politici, ma non ci possono essere  dubbi  su
  problemi tecnici, perché l'Aula non è in condizione di farlo.
   Mentre  in  Commissione, tra venti persone, con gli uffici,  tutti
  sono  in condizione -  si è in pochi - di risolvere i problemi;  in
  Aula  questa  possibilità  non c'è. Qua dietro  succede  l'inferno,
  sembra il far-west con le carrozze e gli indiani che scappano, ogni
  deputato chiede la parola, certamente non si risolvono i problemi.
   Poco  fa  ho  parlato anche con i funzionari della Commissione,  e
  siccome io capisco pure che da parte dei politici c'è un minimo  di
  resistenza  a  fare  quello  che gli  dicono  i  funzionari,  dalla
  prossima volta ho detto ai funzionari se incontrerete resistenze di
  chiamarmi, così verrò direttamente io in Commissione. Arrivando  in
  Aula  con  questi dubbi, veramente si rischia di non fare  un  buon
  servizio alla cittadinanza.

   SAVARINO,  presidente della Commissione. Signor  Presidente,  come
  lei  ben  sa,  gli uffici e i nostri dirigenti dell'Assemblea  sono
  preparatissimi,  e noi in Commissione facciamo un lavoro  veramente
  sulle  sudate  carte,  per  ore  e ore,  poi  capita  l'emendamento
  dell'ultimo  minuto, capita anche la volontà di volere accontentare
  al  massimo,  quindi  si  va fuori  e probabilmente,  ecco  la  mia
  proposta,  Presidente,  se  funziona bene,  abbiamo  ora  il  primo
  esempio di Commissione in seduta redigente per il disegno di  legge
  sulla  povertà,  se  funziona, su alcuni  disegni  di  legge  molto
  tecnici,  come  per esempio questo, si potrebbe  studiare  la  sede
  redigente.

   PRESIDENTE. Onorevole, stia attenta, altrimenti diamo una  cattiva
  informazione.
   La  Commissione  in  seduta redigente, può  essere  rarissimamente
  utilizzata, soltanto

   SAVARINO,  presidente della Commissione. Dovrebbe essere  ampliato
  invece  l'utilizzo  proprio quando ci sono  norme  tecniche,  anche
  perché  vede, Presidente io sono un avvocato e posso dare  al  volo
  giudizio anche giuridico, per quanto è nelle mie competenze, ma  ci
  sono  colleghi che magari hanno delle sensibilità ma non  hanno  la
  stessa  preparazione  che  possiamo  avere  noi  e  quindi  qualche
  difficoltà in più nel fare comprendere i passaggi.

     PRESIDENTE. Chiedo scusa onorevole Savarino, chiederò  anche  un
  dibattito  con  i  Capigruppo cioè ogni Partito,  perché,  poi  noi
  stiamo  attenti, le pare che non lo so che abbiamo il problema  che
  se  prendiamo un consulente, per questa cosa specifica poi la Corte
  dei conti, ci dice che spendiamo soldi che non possiamo spendere, i
  problemi ci sono su tutto per cui se fossi libero di poter prendere
  un  consulente  che  mi  dice la cosa a  scorrimento  oppure  sarei
  felicissimo, però non si può fare, però non c'è dubbio che le leggi
  le  dobbiamo fare bene e che quando arrivano qui in Aula, comunque,
  è più complicato sistemare le cose che non in Commissione.
   Aveva  chiesto  di parlare l'onorevole Palmeri, e poi  l'onorevole
  Cracolici. Prego onorevole Palmeri.

   PALMERI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Relativamente  a
  questa lettera p), durante la pausa ho visto che ci sono pure delle
  sentenze di Cassazione che superano quelle del Tar, sentivo  citare
  alcune  sentenze  del  Tar  e  sono chiarissime,  la  chiusura  dei
  balconi,  vani, verande con ante e a prescindere dalle modalità  di
  chiusura è la realizzazione di un nuovo vano.
   Quindi, la lettera p) sembrerebbe che dovrebbe saltare per intero.

   PRESIDENTE.  Spero  che anche gli Uffici dell'Assessore  che  sono
  stati consultati abbiano le idee chiare su questo argomento.
   Diamo  la  parola  all'onorevole Cracolici, poi  diamo  la  parola
  all'assessore  se ha qualcosa da comunicarci e poi  andiamo  avanti
  con la votazione.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Presidente  le
  chiedo a lei l'attenzione, lo dico perché vorrei dimostrare che  da
  parte mia non c'è emendamento.

   PRESIDENTE. Nessuno lo ha mai messo in dubbio.

      CRACOLICI.  No,  per  specificare  di  cosa  stiamo   parlando.
  Giustamente  l'assessore  poco  fa  mi  ha  replicato  dicendo  che
  l'emendamento  di  riscrittura così come è stato riscritto  prevede
  una  clausola di tutela e, ovvero, l'articolo 20 della legge 4  del
  2003.
     Cosa  prevede l'articolo 20? Che si possono fare i  balconi,  le
  verande,  eccetera, e si fanno col procedimento di  concessione  in
  sanatoria, c'è una sanzione, c'è un limite, c'è ad esempio che  non
  si possono fare nei prospetti. Pensate un palazzo che nel prospetto
  uno  si  fa la veranda col vetro, quindi c'è la salvaguardia  della
  norma dell'art. 4.
   Con  questa  norma cosa stiamo dicendo? Che se  tu  hai  il  vetro
  scorrevole,  superi  la dimensione dell'art. 4,  e  paradossalmente
  puoi  farla con metri quadri, forse illimitati, lo puoi fare  anche
  nel prospetto.
   Vorrei  sapere qual è il tecnico che assevererà con relazione  una
  disciplina  in  cui non sa se si applica l'art. 4 o se  si  applica
  l'art.  3, lettera p) del , cioè con questa norma, ve lo metto  per
  iscritto  bloccheremo, non semplificheremo, perché  si  determinerà
  una  condizione in cui, chi è quel pazzo che mette a rischio la sua
  professione dal punto di vista tecnico di asseverare una  cosa  che
  neanche lui stesso sa quale si deve applicare.
   Ecco   perché  insisto,  e  ho  chiesto  all'assessore   di   fare
  un'ulteriore verifica, io l'emendamento soppressivo l'ho fatto e lo
  ripeto  nell'auspicio  che il Governo ne riformulasse,  in  maniera
  tale  che la norma possa essere concretamente applicata, ma  ripeto
  vano  fissati i limiti di metri quadri, proprio anche alla luce  di
  quello  che diceva la collega Palmeri, vanno definiti i limiti  che
  si   devono  fare  in  prospetto,  cioè  tutte  queste  cose   sono
  fondamentali  in  una norma di edilizia, non  sono  cose  che  puoi
  lasciare in sospeso, perché poi si devono applicare.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, poco fa, quando abbiamo  sospeso,
  la  domanda  che  mi  sono fatto, peraltro  su  suggerimento  degli
  Uffici, è che senso ha una norma che se chiudi scorrendo ha un tipo
  di  norma,  invece  se  la apri così ha un  altro  tipo  di  norma,
  ovviamente, non può esistere.
   Sono  andato  via  da qui dando per scontato che questo  fosse  il
  problema  che  bisognava  risolvere.  Mi  dicono  gli  Uffici   che
  togliendo la parola  vetri', non so bene qual è il marchingegno per
  cui  sia così, ma sarebbe stato sufficiente e mi dicono che ora gli
  Uffici  dell'Assessore hanno preparato una modifica ulteriore,  non
  so  se sia vero o meno, però non c'è dubbio che - ripeto ancora una
  volta  - io o questa norma che è veramente troppo importante e  che
  tutti  stanno  aspettando, non è soltanto un fatto  -  come  diceva
  l'onorevole Cracolici prima - non è una partita per cui uno  vince,
  uno perde, qua facciamo perdere tutti.
   È troppo importante che la cosa si faccia bene.
   La  proposta  del  Governo  è  che aspettiamo  che  arrivi  questa
  riscrittura,  intanto  andiamo  avanti  sugli  altri  articoli  per
  tornare  successivamente  al  3  nel  momento  in  cui  arriva   la
  riscrittura.
   Se  l'Aula  è d'accordo facciamo così. E, quindi, accantoniamo  un
  secondo questo articolo 3 e andiamo all'articolo 4. L'articolo 3 lo
  riprendiamo  immediatamente, però, perché non lo possiamo  lasciare
  così   in  piedi,  per  cui  lo  riprendiamo  subito  appena  torna
  l'Assessore con la modifica che loro ritengono corretta.
   All'articolo 3 ci sono seimila emendamenti, non è che ce  ne  sono
  pochi.  Approvando quello si chiude tutto. Questo è comunque  utile
  per chi si lamentava.
   Onorevole  Di Caro, lei poco fa diceva una cosa, che  però  se  si
  approva  questo saltano cento emendamenti, capisce bene che sarebbe
  una bella soluzione.
   Si passa all'articolo 4.  Ne do lettura:

                              «Articolo 4
   Modifiche all'articolo 4 della legge regionale 10 agosto 2016, n.
                                  16
       Attività edilizia in assenza di pianificazione urbanistica

   1.  All'articolo 4, comma 3, primo periodo, della legge  regionale
  10 agosto 2016, n. 16, le parole  lettera f)' sono sostituite dalle
  seguenti:  lettera d).»

   2.  All'articolo 4, comma 4, della legge regionale 10 agosto 2016,
  n.  16  prima  delle  parole  alla lettera  f)   sono  aggiunte  le
  seguenti:  alla lettera d) e  e alla fine del periodo sono inserite
  le  seguenti  parole:   La ristrutturazione  edilizia  avviene  nel
  rispetto della precedente destinazione d'uso. .

   3.  All'articolo 4, della legge regionale 10 agosto 2016,  n.  16,
  dopo il comma 4 è aggiunto il seguente comma:

    5.  Nelle  aree  di  cui  al comma 4, sono  altresì  ammessi  gli
  interventi  di  iniziativa privata volti  alla  pubblica  fruizione
  secondo  le  funzioni  specificamente individuate  negli  strumenti
  urbanistici  comunali  per  la realizzazione  delle  urbanizzazioni
  previste  dall'articolo  3  e dall'articolo  4  comma  5  del  D.M.
  1444/68,   secondo  i  parametri  tecnici  delle   norme   tecniche
  d'attuazione  dello strumento urbanistico, attraverso  permesso  di
  costruire  convenzionato, con il procedimento di cui al  successivo
  articolo 20.»

   Gli emendamenti soppressivi sono ritirati? Il silenzio è assenso.
   L'emendamento  4.2  è uguale al testo base, invitiamo  al  ritiro,
  onorevole Laccoto.
   Sia il 4.2 che il 4.7. Sono identici al testo.
   Se vuole la spiegazione precisa gliela danno ma è uguale al testo.
  Non cambia niente.
   Aspettiamo che l'onorevole ci dia l'okay.
   Il  richiamo  al Codice dei contratti è assolutamente  necessario,
  quindi invitiamo al ritiro, onorevole Palmeri, il 4.7.
   E il 4.8, che è quello della Commissione.
   Vediamo se l'onorevole Laccoto mi dà l'okay al ritiro per il 4.2.
   Onorevole Palmeri, il 4.7 lo possiamo ritirare?
   L'Assessore mi chiede sul 4.2 che l'onorevole Laccoto ritirerebbe,
  però, assessore. È uguale al testo, per cui non c'è problema.
   Onorevole  Palmeri, è un invito della Presidenza  al  ritiro.  Qua
  parere  ancora non ne abbiamo chiesto, è un invito al ritiro  della
  Presidenza  perché  richiama  il  Codice  dei  contratti,  la   cui
  applicazione  è  necessaria. Per cui, come dire,  è  un  invito  al
  ritiro  della  Presidenza,  non  lo  metto  neanche  in  votazione,
  preferirei che fosse ritirato.
   Possiamo  votare direttamente quello della Commissione?  Onorevole
  Barbagallo, non ce ne sono suoi.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Interviene sull'articolo?

   BARBAGALLO.   L'emendamento   della   Commissione    ammette    le
  destinazioni a verde pubblico anche attrezzato e sportivo, i parchi
  urbani - e fino a qua ci siamo - e le isole ecologiche.
    Io non capisco qual è

   PRESIDENTE. Ecologiche?

   BARBAGALLO.  Un attimo, Presidente. Le destinazioni  a  servizi  è
  chiaro  che rientrano quella a verde pubblico, le attrezzature,  le
  strutture sanitarie, ospedaliere, scolastiche, i parchi urbani,  ma
  l'assimilazione  delle  isole  ecologiche  che  è   un   intervento
  prettamente  di  natura, che tendenzialmente nei  piani  regolatori
  andrebbe  nelle  aree  industriali perché è  un  intervento  di  un
  impianto per rifiuti. Quindi non c'entra proprio nulla, Presidente.
  Quindi,  io  sono per toglierlo. Certamente non c'è nesso.  Siccome
  non  so  le ragioni che hanno spinto ad inserire questo riferimento
  alle  isole ecologiche, in una destinazione a servizi che,  invece,
  andrebbe  assegnato  ad una destinazione naturalmente  industriale,
  abbiamo presentato l'emendamento e chiediamo

   PRESIDENTE. Sentiamo la spiegazione dell'onorevole Savarino.

   SAVARINO, presidente della Commissione. A noi hanno sollecitato la
  possibilità, oltre al verde attrezzato sportivo perché  soprattutto
  in questo periodo COVID molti fanno, ormai, attività sportiva nelle
  aree  verdi  e  ci sono queste attrezzature in legno,  e  quindi  è
  utile.
   Piccole isole ecologiche che servono a tenere pulite quelle aree.
   Quindi, sono delle isole ecologiche a servizio dello stesso  verde
  pubblico,  per  tenerle pulite in un angolo  mettono  le  cose sono
  delle isole ecologiche circoscritte.
   Possiamo anche circoscrivere, se volete, per essere più, dico  io,
  realisti del Re, a supporto

   PRESIDENTE.  Onorevole  Savarino le devo dire,  sinceramente,  che
  sono molto dubbioso su questa cosa. Cioè non capisco

   SAVARINO,  presidente della Commissione. A supporto  dello  stesso
  parco,  della stessa area, ci sono degli angoli di isole ecologiche
  dove tu puoi buttare la carta, la plastica

   PRESIDENTE.  No, no. Allora, isola ecologica è una  cosa  l'angolo
  del parco asservito a mettere la spazzatura è un'altra

   SAVARINO, presidente della Commissione. No, a supporto. Se  l'idea
  è quella che possono fare

   PRESIDENTE. Se per isola ecologica si crede quella dove io vado  a
  buttare l'immondizia, le garantisco che è molto diversa rispetto  a
  questo.

   SAVARINO,  presidente della Commissione.  aggiungere   e  relative
  isole  ecologiche, o isole ecologiche a supporto . E, comunque,  le
  circoscriviamo.

   PRESIDENTE.  Se  sono le piccole isole ecologiche  a  supporto  di
  queste  cose  qui,  ma  non possiamo pensare le  isole  ecologiche,
  quelle  dove  il  signore Micciché va a buttare  l'immondizia  alla
  stessa stregua di queste.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione.  Certo,  ci  mancherebbe
  altro  No, non vogliamo fare una discarica.

   PRESIDENTE. Perfetto.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  volevo  fare
  riflettere l'Aula su questo termine  isole ecologiche  perché  sono
  stata  proprio protagonista di una riunione - in una circoscrizione
  di  Palermo, proprio sull'istituzione di queste isole ecologiche ed
  è   successo   un  manicomio  perché  i  cittadini  si   oppongono,
  assolutamente, per istituire le isole ecologiche ci  vogliono  pure
  delle  conferenze di servizi, un minimo di condivisione dal  basso,
  quindi, io eviterei di inserire.
   Se, poi, lei vuole inserire le isole dell'acqua.

   PRESIDENTE.  Mi  sembrerebbe di capire che  l'onorevole  Savarino,
  vuole chiudere, vuole tagliare la testa al topo, diceva Frassica.

   SCHILLACI. No, no semmai

   PRESIDENTE.  Un attimo, perché se lo togliamo abbiamo  risolto  il
  problema.

   SAVARINO,  presidente della Commissione. Agevoliamo il percorso  e
  cassiamo  isole ecologiche .

   SCHILLACI.  Se vuole inserire, invece io volevo suggerire,  volevo
  suggerire  di  inserire le isole dell'acqua  pubblica,  che  quella
  sarebbe una cosa interessante.

   PRESIDENTE.  Benissimo,  eliminiamo  isole ecologiche .  Perfetto.
  Basta così per favore.
   Quindi, prima votiamo il 4.8.1, che è:  sopprimere le parole isole
  ecologiche  - su cui siamo d'accordo tutti - e poi votiamo, e siamo
  d'accordo pure su questo, l'emendamento 4.8 che è approvato.
   Pongo  in  votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Torniamo  all'articolo  3.  Se non l'abbiamo  ancora  distribuito,
  dobbiamo aspettare un momento.

   CRACOLICI. Alle 20.00 scende il Palermo in campo.

   PRESIDENTE. Alle 20.00 c'è il Palermo ad Avellino, già  quest'anno
  l'onorevole Cracolici si è preso fin troppe soddisfazioni, speriamo
  che si prenda almeno pure questa del Palermo.
   Mi  chiedono se ho pensato a qualche maxischermo per gli  Europei,
  non c'è motivo. Ne mettiamo uno a testa piccolo.
   A  proposito dei microfoni dal posto, il Segretario generale mi ha
  portato da firmare la spesa per questi microfoni, per cui io ve  la
  firmo  in diretta. La firmo qua al Segretario generale, sono tablet
  e microfoni.

                     (Intervento fuori microfono)

   Fatevi  i  fatti  vostri,  voi avete i vostri  rappresentanti  nel
  Consiglio di Presidenza che hanno votato per questa norma e  io  la
  firmo a nome di tutti. Vi posso dire che avendola vista ora, è  una
  cifra assolutamente logica visto che per tutti i posti ci saranno i
  tablet,  i  microfoni  su  cui bisogna  fare  anche  una  serie  di
  percorsi: è una cifra assolutamente legittima. In ogni caso, non la
  posso dire pubblicamente, perché capite che è un problema, ma ve la
  possono  dire  i vostri rappresentanti in Consiglio di  Presidenza.
  Questo  è  l'importo che abbiamo messo da parte, poi c'è  la  gara,
  bisogna  vedere quanto offrono al ribasso, per cui sarà  certamente
  di meno.
   Assessore   Cordaro,  lei  ha  risolto  i  suoi  problemi?   Vuole
  intervenire per questa riscrittura?

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  io credo che ci sia poco da illustrare,  perché  si  è
  cercato  di contemperare le questioni poste, in maniera utile,  dal
  collega Cracolici.
   Io  vorrei,  invece,  più  che  illustrarlo,  che  i  colleghi  lo
  leggessero  per comprendere e per dirci, a loro parere,  se  questa
  edizione della lettera p) risolve i problemi oppure no.
   Nel  caso  in cui dovessero restare dei dubbi, Presidente,  io  le
  dico  fin da subito che siccome non mi piace questo modo di operare
  e,  comunque, noi non dobbiamo ultimare stasera, noi ci fermiamo un
  attimo  sull'articolo  3  e  lo  ridiscutiamo  domani,  perché   io
  preferisco  rinviare  a domani su un tema così delicato,  piuttosto
  che sbagliare per arrivare a una soluzione pur che sia.

   PRESIDENTE. L'assessore Cordaro sta facendo una proposta: guardate
  quello che è stato fatto dagli Uffici dell'Assessorato, se ritenete
  che   così   possa   essere  approvato  lo  votiamo,   diversamente
  l'onorevole  Cordaro, con grande correttezza, siccome non  vogliamo
  rischiare  di  fare cose negative rispetto a quelle  che  ci  siamo
  prefissi  di  fare,  sospendiamo e  riprendiamo  domani,  dopo  che
  l'Assessorato,  insieme  a  chi  di  dovere...  L'avete  letta   la
  riscrittura prima di parlare?

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Da un primo esame dell'emendamento
  olografo  del  Governo    assessore  Cordaro,  lo  lasci  stare   a
  Cracolici.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei ogni tanto parla del suo capo
  e  poi se ne frega altamente. Onorevole Cracolici lasci parlare  il
  suo capo, non l'ha definito così lei? Prego onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO. Dicevo, da un primo esame, siccome, assessore Cordaro,
  c'è questa espressione  senza alterazione della superficie , quindi
  in  questo momento di riflessione non si capisce bene se è riferita
  alla  superficie  totale  dell'immobile  o  alla  superficie  utile
  dell'immobile e secondo me una verifica, un approfondimento.

   PRESIDENTE. Avendo capito l'antifona la seduta è tolta, ci vediamo
  domani, sperando, con delle soluzioni.

                           (Brusìo in Aula)

   Domani  è  un problema per tutti? Colleghi, ma vi viene l'ernia  a
  lavorare?  Se non è possibile, allora a martedì. No martedì  è  l'1
  giugno,  colleghi,  rischiamo di rimandarla   perché  non  possiamo
  domani? Se il Governo lo chiede, andiamo a domani così ci chiariamo
  bene  su  alcune  cose  è inutile che cominciamo  ad  infilarci  un
  articolo  di  qua ed un articolo di là  Andiamo avanti  con  calma;
  abbiamo fatto il 4 in attesa che si risolvesse il problema e domani
  se  tutti  state dicendo che domani non è possibile non  andremo  a
  domani,  andremo alla prossima settimana, che volete che  vi  dica?
  Senza problemi, tanto non sono due giorni a cambiare il senso della
  legge. Giorno 3 possiamo essere qua

                           (Brusìo in Aula)

   Ma  colleghi, perché non il 3? Il 2 è festivo ed il 3 ci  possiamo
  riunire.

                     (Intervento fuori microfono)

   Certo, il 3 e 4, ma, intanto, rinvio la seduta al 3 giugno, poi  è
  ovvio che ci vedremo anche il 4.
   E  allora,  buona  Festa  della Repubblica  e  ci  aggiorniamo  al
  prossimo 3 giugno per portare avanti il disegno di legge e sappiate
  che  questo  disegno  di legge va completato  cioè  finché  non  si
  completerà  andremo  avanti  e questa settimana  abbiamo  proceduto
  così, la prossima il 3 ed il 4, dall'altra in poi si va ad oltranza
  a  conclusione  di questo disegno di legge, perché diversamente  io
  non  posso  fare brutta figura si dice, non  malafiura , ma  brutta
  figura  con  tutte le persone che stanno aspettando  queste  giuste
  semplificazioni sull'edilizia.
   La seduta è rinviata a giovedì, 3 giugno 2021, alle ore 16.00.

                 La seduta è tolta alle ore 18.57 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XXII SESSIONE ORDINARIA


                         268a SEDUTA PUBBLICA
                   Giovedì 3 giugno 2021 - ore 16.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016,
         n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni
         legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con
         decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380 .
         (nn. 669-140-453/A) (Seguito)

                 Relatore: on. Lo Curto

       2)  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
         per la gestione integrata dei rifiuti.  (nn. 290-49-76-179-267
         bis/A) (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

    III - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 984/A)

  2)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
  D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 985/A)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio