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Resoconto d'Aula della Seduta n. 272 di mercoledì 16 giugno 2021
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   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.17

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Barbagallo e Arancio  sono
  in  congedo  per  la seduta odierna. Comunico, altresì,  che  è  in
  congedo il 16 e 17 giugno 2021 l'onorevole Catanzaro.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.   Facendo  seguito a quanto  anticipato  nella  seduta
  d'Aula  n.  271 del 15 giugno 2021, preciso che, con  nota  del  15
  giugno  2021,  protocollata  al  n.  3315-ARS/2021  di  pari  data,
  l'onorevole Maria Anna Caronia ha comunicato di aderire, a far data
  dal 15 giugno 2021, al Gruppo parlamentare  Misto .
   Conseguentemente, con pari decorrenza, lo stesso deputato cessa di
  far parte del Gruppo parlamentare  Forza Italia .

   L'Assemblea ne prende atto.


   Discussione della mozione n. 558  Iniziative in ordine alle gravi
       criticità finanziarie dei Comuni siciliani ed interventi
          strutturali di carattere finanziario e normativo.

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione della mozione n. 558  Iniziative in ordine  alle  gravi
  criticità   finanziarie   dei  Comuni   siciliani   ed   interventi
  strutturali  di carattere finanziario e normativo .  La  mozione  è
  firmata  dai parlamentari del Partito Democratico e anche  vedo  da
  altri deputati.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, Assessore, credo che lo specchio  di
  quest'Aula,  in  qualche modo, conferma il  rischio  di  una  grave
  disattenzione  sul tema che io considero in questo momento,  forse,
  il tema più grave della crisi della Sicilia.
   Noi non stiamo parlando di una legge da fare, da discutere, stiamo
  parlando  di  una  condizione di crisi strutturale  del  principale
  avamposto  della  democrazia rappresentativa e  amministrativa  che
  sono appunto gli enti locali.
   Siamo  dinanzi  ad una crisi finanziaria palese.  Basti  ricordare
  che su 391 comuni siciliani, ad oggi, 81 sono in dissesto e in pre-
  dissesto,  cioè  circa  il  25  per  cento.  Ma  questo  numero   è
  inevitabilmente   destinato  a  crescere  e  l'iniziativa   assunta
  dall'Anci  siciliana di sospendere l'approvazione  dei  bilanci  di
  previsione  relativi al triennio 2021/2023 non è solo un  gesto  di
  protesta,  ma  è  anche un gesto di disperazione perché  moltissimi
  comuni  non  sono  in  grado di chiudere i bilanci  a  causa  della
  gravissima  condizione in cui da anni accumulano una condizione  di
  difficoltà  aggravata dal fatto che una serie  di  norme  nazionali
  hanno finito per applicare in maniera eguale in territori diseguali
  e, quindi, accentuando le diseguaglianze del  Sistema Italia .
     Fondi  di accantonamento che sono sempre più corposi nei bilanci
  comunali   per  i  cosiddetti  crediti  inesigibili  e   fondi   di
  accantonamento  per  i  crediti  commerciali  stanno  generando  un
  paradosso  che  ad  una  difficoltà  di  riscossione  crescente   e
  accresciuta che va oltre la vicenda Covid si determina il paradosso
  che  la  parte  della fiscalità che comunque, ancorché  ridotta,  è
  nella  disponibilità dei comuni, una parte di questa  disponibilità
  della fiscalità generale, viene in qualche modo congelata per  fare
  fronte  ai  cosiddetti  crediti  inesigibili  per  un  sistema   di
  riscossione  che è certamente saltato per aria, ma anche  perché  -
  diciamocelo  con  grande onestà - la platea  degli  incapienti  che
  opera  e che vive nel nostro territorio è certamente di gran  lunga
  superiore al rapporto percentuale tra contribuenti e incapienti che
  c'è  nel resto d'Italia. Non è un caso che la Sicilia è tra le  più
  grandi  Regioni che utilizza in maniera accentuata e  numericamente
  rilevante  la  prestazione  di assistenza  qual  è  il  reddito  di
  cittadinanza.
   Quindi,  noi  abbiamo  da  un  lato  un'altissima  percentuale  di
  cittadini   che   ricorrono  agli  strumenti  di  tutela   sociale,
  dall'altro lato questi cittadini, che sono cittadini residenti  nei
  nostri comuni, finiscono per essere, come dire, i non contribuenti,
  ma  non solo, perché c'è poi un altissimo tasso di elusione e anche
  di disabitudine al pagamento dei tributi locali. Quindi, da un lato
  una  fiscalità  cosiddetta generale che è affidata  al  federalismo
  fiscale  che,  lo  dico  con nettezza, mai  norma  dello  Stato  ha
  prodotto  un elemento di diseguaglianza così grave che sta mettendo
  in discussione l'unicità dei servizi nei confronti dei cittadini.
   A questo si aggiunge - lo dico all'Assessore, mi dispiace che come
  al  solito non c'è l'Assessore per l'economia che in questa materia
  ha  più  responsabilità dell'Assessore per  gli  enti  locali  -  a
  questo,  dicevo, si aggiunge la condizione per la  quale  i  comuni
  siciliani,  essendo comuni di una regione a statuto speciale,  oggi
  sono  esclusi  dalla  possibilità di accesso al  fondo  perequativo
  nazionale sui LEP. Quindi, mentre lo stato in qualche modo prova  a
  ricucire  le  differenze territoriali tra comuni che, a  parità  di
  condizioni e di numero di abitanti, hanno una spesa sociale diversa
  perché  storicamente diversa e, quindi, lo Stato  in  qualche  modo
  prova  a  correggere quelle distorsioni che si  sono  prodotte  nel
  tempo,  in Sicilia i nostri comuni, a causa di una grave negligenza
  della  Regione siciliana che non ha dato rappresentanza e voce  nel
  rapporto  con  lo  stato sulla condizione in  cui  anche  i  comuni
  siciliani potessero accedere al fondo perequativo sui LEP.
   Ma questo è solo uno degli aspetti; c'è il dato più strutturale  e
  il dato più strutturale è dato da queste cifre: 10 anni fa i comuni
  siciliani avevano un trasferimento di circa 11 miliardi di euro  da
  parte  dello  Stato,  ad  oggi sono stati sostanzialmente  azzerati
  questi trasferimenti riversando il tutto nel federalismo fiscale  e
  prevalentemente nell'addizionale comunale. A questo si aggiunge che
  questa   Regione,  io  ricordo  che  quando  iniziai  a   fare   il
  parlamentare in questa Regione -  non è nella preistoria,  potresti
  ambire  anche  tu  a   ,  eh,  sì   E  chi  schifiu,  dammi  n'atra
  anticchia  , potresti ambire anche tu, adesso non voglio stare alla
  polemica  -  questa Regione, dicevo, trasferiva  agli  enti  locali
  circa un miliardo di euro.
   Oggi,  l'ultimo bilancio che abbiamo approvato, ha trasferito  320
  milioni  di  euro  di  cui 60 milioni sono cosiddetti  fondi  delle
  cosiddette  quote di riserva, ma ancora peggio è  che,  malgrado  i
  fondi  che  noi  assegniamo  ai comuni, questi  fondi  non  vengono
  trasferiti.
   Pensate,  per  un  attimo,  che  ci siamo  battuti  in  quest'Aula
  affinché  il fondo perequativo per i comuni fosse aumentato  a  300
  milioni  nella  finanziaria 2020, più i 115 milioni  per  il  fondo
  investimenti.  Bene,  ad  oggi, né il fondo  di  perequazione,  265
  milioni, né la quota della cosiddetta quota investimenti, circa 115
  milioni  ai  comuni è stata fisicamente erogata con una  situazione
  ulteriormente  aggravante.  Quando  ai  comuni  non   gli   vengono
  trasferite  le  disponibilità  ancorché  previste  dalla  legge   è
  evidente  che  sono  costretti a ricorrere  alle  anticipazioni  di
  tesoreria e le anticipazioni di tesoreria costano perché sono oneri
  finanziaria a carico degli stessi comuni.
  A questo paradosso se ne aggiunge un altro, e lo dico all'Assessore
  per   gli   enti  locali:  i  comuni  hanno  annunciato   che   non
  approveranno,  come ho ricordato, i bilanci di previsione  previsti
  entro  la data del 31 maggio. Mi risulta che l'Assessorato starebbe
  per  inviare i commissari. Eh no, Assessore  Non la si risolve  con
  una strizzata d'occhio  Non solo starebbe per inviare i commissari,
  ma  i  commissari che invia, le spese per il commissario,  cioè  il
  trattamento del commissario, la trasferta eccetera, è a carico  dei
  comuni. Cioè, oltre il danno la beffa
  Quindi, intanto, dico subito al Governo noi non sia una controparte
  dei  comuni.  La Regione è costituita dai 391 comuni più  le  9  ex
  province, oggi 3 città metropolitane e 6 liberi consorzi,  arriverà
  anche  Misiliscemi, e noi abbiamo il dovere di essere,  come  dire,
  parte del problema non sentirci, in qualche modo, estranei come  se
  la cosa non ci riguardasse.
   Voglio ricordare che in questa vicenda della pandemia se c'è stato
  un  luogo delle istituzioni democratiche che ha fatto fronte, quasi
  da  Pronto  soccorso, all'emergenza drammatica che si è determinata
  in  tanti  comuni  della Sicilia, questi sono  stati  i  comuni,  i
  sindaci e gli amministratori locali.
   E,  allora,  non  possiamo continuare a  girarci  la  faccia,  Non
  possiamo  pensare  che il problema dei comuni  è  un  problema  dei
  comuni,  va,  immediatamente, lo dico all'assessore al  bilancio  -
  anche  se lui si offende perché io lo chiamo al  bilancio   ma,  in
  questo  caso,  è al bilancio - va immediatamente aperto  un  tavolo
  Stato-Regione siciliana- Enti locali e non lasciare gli enti locali
  siciliani  soli  e  nudi nei confronti di uno Stato  che  pensa  di
  lavarsi  le  mani col federalismo fiscale. Questo è il senso  della
  mozione.
   La  mozione chiede un impegno, un impegno vero, serio, di fare  in
  modo  che  la  Regione non venga vissuta come un luogo  neutro,  un
  luogo  estraneo  alla  drammaticità che  stanno  vivendo  gli  enti
  locali, assumiamola come tema della riorganizzazione dello Stato in
  Sicilia.
   Se  falliscono  i  comuni,  al di là  del  fatto  tecnico,  ma  se
  falliscono sul piano finanziario, istituzionale i comuni, è fallita
  la  Sicilia.   Non  ci sarà una regione che si salva  se  i  comuni
  crollano.
   Allora,  o  assumiamo  tutti questa vertenza nei  confronti  dello
  Stato,  sulle  modalità  di  riscossione,  io  credo  che  dobbiamo
  interrogarci  -  anche se la proposta dell'ANCI - ed  io  sono  per
  sostenerla,  debba  trovare  nuove modalità  di  riscossione  anche
  attraverso  una bollettazione che carica sui servizi  essenziali  i
  costi  dei  tributi  locali che, altrimenti, difficilmente  saranno
  riscuotibili da parte degli stessi comuni, così come si è fatto per
  il  canone  RAI  -  da prevedere anche nella bollettazione,  o  per
  l'energia elettrica, prevalentemente per l'energia elettrica, gas e
  altro -  di caricare sulla bollettazione perché chi paga avrebbe il
  beneficio  di rateizzarla in almeno sei rate. Chi non paga  avrebbe
  il problema di pagarla.
   Noi,  in qualche modo, dobbiamo fare anche una battaglia di equità
  perché  - e chiudo -  c'è un ulteriore paradosso della vicenda  dei
  tributi  locali  se  penso  alla tariffa dei  rifiuti.  Bene,  cosa
  succede  con la TARI ogni anno? A fronte di una crescente  quantità
  di  cittadini che non paga la tassa sui rifiuti - e, come tutti noi
  sappiamo,  oggi la TARI è costituita dalla tariffa che va applicata
  in  ragione al costo del servizio integralmente coperto con la TARI
  - quando una parte degli stessi cittadini non paga la TARI non solo
  si  determina  che c'è il fondo di accantonamento  sui  crediti  di
  dubbia   esigibilità,  ma  quando  è  reiterata  la   capacità   di
  riscossione  molto  più  bassa rispetto agli  accertamenti,  quella
  parte  di  chi  non paga, negli esercizi successivi,  dovrà  essere
  scaricata nei confronti di chi paga.
   Quindi,  è un sistema, come dire, un circolo vizioso che  grava  e
  che  scarica  anche sulle persone che, in qualche  modo,  fanno  da
  cittadini  il  loro  dovere,  contribuendo  ai  costi  dei  servizi
  pubblici  locali, si trovano in qualche modo ulteriormente  beffati
  dal  fatto che devono caricarsi anche la quota di chi non  paga,  e
  noi questo non lo possiamo più consentire
   Quindi, va affrontato il tema della riscossione, oggi c'è il  tema
  della  riforma di Riscossione Sicilia e del fatto che  sia  entrata
  nell'orbita dell'Agenzia delle entrate nazionale, ci auguriamo  che
  questo  possa dare maggiore efficienza anche se, parliamoci chiaro,
  il tema dei tributi locali non riguarda il soggetto che gestisce la
  riscossione   dei   tributi,   riguarda   il   reale   potere   che
  l'Amministrazione pubblica ha di sanzionare coloro che, in  qualche
  modo, si sottraggono al pagamento di una tassa o di una tariffa,  e
  questo  potere sanzionatorio è estremamente labile nei casi diffusi
  di incapienza dei soggetti che devono pagare.
   Oggi  la  questione che noi poniamo non è una questione di  parte,
  non  è una questione che pone il PD, io nel proporre questa mozione
  -  che  mi  è stata sollecitata dall'Anci - ho chiesto  a  tutti  i
  Capigruppo  di  sottoscriverla,  perché  la  vertenza  dei   comuni
  siciliani  è  una  vertenza di tutta la politica  siciliana,  anche
  perché   è   evidente   ormai  che  c'è  anche   una   fuga   dalle
  responsabilità, c'è il rischio che più tempo passa più nei  comuni,
  principalmente, ci sarà una fuga dalla voglia di cimentarsi con  il
  governo  dei  problemi  locali  sia per  la  situazione  drammatica
  istituzionale e finanziaria ma, aggiungo, anche per una  condizione
  sempre  più crescente in cui le responsabilità penali, contabili  e
  amministrative  si stanno scaricando in maniera  indegna  -   basta
  ricordare  la  vicenda  Crema - per ultimo, ma  potremmo  fare  una
  enciclopedia   di   quello   che  è  oggi   il   tema   del   ruolo
  dell'amministratore  e della responsabilità dell'amministratore,  e
  tutto questo sta determinando una fuga.
   Quindi cosa rimarrà nei nostri Comuni?

                     (Intervento fuori microfono)

   CRACOLICI.  E con compensi irrisori.  Com'è noto, io  sono  sempre
  stato   uno   di   quelli  che  ritiene  che  sui   compensi   agli
  amministratori locali abbiamo il dovere di dare giusto valore anche
  alla responsabilità.
   Ricordo  che  tanti  sindaci  percepiscono  quattrocento  Euro  di
  indennità  a  fronte di assicurazioni che devono sottoscrivere  per
  eventuali  responsabilità contabili da mille a duemila Euro  l'anno
  per   far  fronte  alle  responsabilità  cui  sono  chiamati   come
  amministratori.
   Tutto  questo  è diventato veramente insopportabile,  ecco  perché
  chiedo  al Governo e a tutto il Parlamento di assumere questa  come
  una vertenza della Sicilia.
   Dobbiamo affrontare, anche con autorevolezza, il rapporto  con  lo
  Stato,  perché non è sempre detto che le leggi dello Stato  siccome
  sono   leggi  dello  Stato  hanno  efficacia  perché  si  applicano
  indistintamente  da  Lampedusa a Bolzano. A Bolzano  può  avere  un
  effetto,  a  Lampedusa ne può avere un altro, e la politica  ha  il
  dovere  di  correggere  gli effetti distorsivi  di  leggi  ingiuste
  perché  applicate  in  maniera  formalmente  eguale  ma  in  realtà
  diseguali e, quindi, aumenta le ingiustizie e le disuguaglianze.


                                Congedi

    PRESIDENTE  Comunico che gli onorevoli Compagnone e Grasso  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


             Riprende la discussione della mozione n. 558

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, io vivo
  in trincea, praticamente, quali sono i problemi dei Comuni, lo vivo
  come  sindaco  ma  lo vivo assieme a tanti altri colleghi  che  non
  sanno  più come andare avanti. La situazione è ancora più desolante
  di  quella che ha descritto l'onorevole Cracolici, parto dalle cose
  minime.
   Veda, Assessore, noi ad oggi non abbiamo ancora percepito le somme
  per  i  precari,  il che significa sei mesi di anticipazione  fatta
  dagli  Enti  Locali,  ci  sono comuni che hanno  sessanta  precari,
  trenta  precari, e lo sapete qual è il danno? La beffa,  nel  senso
  che  magari  l'Assessorato  agli enti locali  manda  una  ispezione
  perché non sono pagati alcuni stipendi, cioè il paradosso è questo:
  noi  abbiamo  anticipato tutte le somme - non mi riferisco  al  mio
  comune  -  per pagare i precari, in molti comuni sono tante  queste
  somme, poi abbiamo avuto solo un acconto sulla prima trimestralità;
  un  acconto  minimo, mentre noi siamo a giugno  e  naturalmente  si
  aspettava  - così come per legge - che tutta la prima trimestralità
  fosse pagata e, chiaramente, la seconda trimestralità a luglio.
   Si   aggiunga,  Assessore,  il  problema  non  secondario  a   cui
  accennava,  ma  che  io,  poi,  vorrò  sviluppare  con  l'assessore
  all'energia: oggi abbiamo il canone unico, beh, sapete, io  ho  qui
  un'indagine  precisa, noi in un anno abbiamo raddoppiato  l'importo
  per  poter  conferire in impianti di smaltimento o a discarica.  Ci
  sono  delle  situazioni  paradossali, in queste  condizioni,  oltre
  quello  che chiedo da alcuni mesi, per quanto riguarda i  fondi  di
  investimento  bilancio  2020,  poi  fondi  del  fondo  perequativo,
  purtroppo  siamo oggi a giugno e non c'è ancora nessun  mandato  in
  tal senso. Ne abbiamo parlato poco fa in Commissione  Bilancio , ma
  io spero che ci sia una risposta certa.
   Vedete,  affrontare il problema dei tributi in queste  condizioni,
  con  la  pandemia,  con la gente che non ha più la  possibilità  di
  pagare, che non ha la possibilità, né i piccoli commercianti, né  i
  piccoli  imprenditori,  né gli artigiani, né  le  famiglie  se  non
  vivono di stipendio fisso, non è una cosa semplice, per cui noi  ci
  troviamo  nelle condizioni, Presidente, che la Corte costituzionale
  ha  bloccato  la  divisione in trenta anni delle somme  per  quanto
  riguarda  le  anticipazioni di cassa. Anticipazioni di cassa  fatte
  per pagare i crediti commerciali nei tempi previsti dallo Stato.
   Bene, in corso d'opera, mentre noi stavamo facendo il bilancio già
  per approvarlo, la Corte costituzionale dice che è incostituzionale
  spalmarla  in  tanti  anni  e  che bisogna  coprirla  nell'anno  di
  riferimento.
   E allora, c'è stata una norma - assessore per le autonomie locali,
  mi segua un attimo - che ha portato al 31 luglio l'approvazione dei
  bilanci,  approvazione  dei bilanci che,  naturalmente,  in  questo
  momento sono in sofferenza: con sei dodicesimi noi non possiamo più
  fare  amministrazione, questo è un grido di  allarme  che  si  deve
  levare forte da parte di tutti.
   Guardate, non è concepibile, io capisco che ogni volta che  faccio
  la  battaglia per aumentare le somme per gli enti locali, forse  si
  ha  l'effetto  contrario e si diminuiscono le somme, a  partire  da
  quella rimodulazione di oggi che ha detto che le somme per gli enti
  locali erano troppo poche, la verità è che in un momento in cui  si
  deve  andare  incontro agli enti locali che stanno  affrontando  in
  mille  difficoltà - tutti i servizi legati alla pandemia, tutte  le
  emergenze  legate  alla pandemia - praticamente  noi  diminuiamo  i
  soldi  e  il  fondo unico degli enti locali viene sempre  diminuito
  attraverso  riserve per uno o altro ente locale ledendo quelle  che
  sono le prerogative generali.
   In  queste  condizioni io ho chiesto più volte,  ma  vorremmo  una
  risposta  ben precisa da tutti e due gli assessori, intanto  perché
  -il Ragioniere generale mi dice che non ci sono problemi di cassa -
  non  è  stata  pagata l'integrazione, il saldo  della  prima  rata,
  perché  l'acconto  è una cosa minima, la seconda  rata  cercate  di
  anticiparla  in  queste  condizioni, i fondi  dei  precari:  non  è
  possibile  che  un  comune che ha trenta o sessanta  precari  debba
  anticipare queste somme.
   In  queste  condizioni  va  fatta anche  un'analisi,  come  diceva
  l'onorevole  Cracolici,  per tentare  di  dare  un  aiuto.  Oggi  i
  siciliani, almeno nei nostri territori, non hanno la possibilità di
  pagare i tributi.
   Aggiungiamo  che  noi,  rispetto all'anno scorso,  come  ho  detto
  prima, col canone unico, con i costi che abbiamo per il trasporto o
  per  andare,  per  esempio, da Brolo a Trapani  e  poi  da  Trapani
  mandano il conferimento a Catania, abbiamo raddoppiato le somme  da
  pagare per tonnellata.
   L'anno scorso avevamo 130 Euro a tonnellata, oggi ne abbiamo  256,
  più  spese  di  viaggio fino a Trapani che sono  altre  17  Euro  a
  tonnellata.
   Non  è  un  problema  che si può così far finta  di  niente  quasi
  annoiati   in   questa  situazione,  i  comuni,  i   sindaci,   gli
  amministratori locali sono coloro che ogni giorno vedono quali sono
  le esigenze, i servizi della povera gente e di tutti.
   Non  possiamo  continuare  così,  bisogna  assolutamente  prendere
  coscienza  di  questo  e  trovare soluzioni  idonee,  perché  anche
  attraverso un incremento delle somme si possono fare variazioni  di
  bilancio per altri, ma facciamole pure per gli enti locali.  Questo
  è il problema.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Caro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  CARO.  Signor Presidente, io approfitto di questa mozione  per
  puntualizzare  alcuni  fattori che in  questi  giorni  hanno  avuto
  risalto anche con articoli di stampa.
   Io  ho letto alcune dichiarazioni di qualche deputato che fa parte
  della  maggioranza di questo Governo dire che i comuni amministrati
  dal  Movimento Cinque Stelle e dal Partito Democratico  in  Sicilia
  hanno  o  stanno  lasciando  delle  macerie.  Stanno  lasciando   i
  cittadini siciliani sopra le macerie.
     Bene,  io  non  sono  assolutissimamente  d'accordo  con  queste
  affermazioni che oserei definire squallide, penso che i sindaci non
  abbiano colore politico, non ci sono sindaci che appartengono,  una
  volta   eletti,  ad  una  particolare  forza  politica,   ci   sono
  semplicemente  sindaci  che amministrano bene  e  sindaci  che  non
  amministrano bene. E prima di reclamare giustamente i  diritti  dei
  nostri  comuni allo Stato e al Governo, dobbiamo vedere se  abbiamo
  fatto  bene i compiti a casa, perché mi sa che non li abbiamo fatti
  tanto bene.
   Faccio  alcuni  esempi.  I sindaci amministrano  le  nostre  città
  prevalentemente  su  tre  colonne  principali:  rifiuti,  strade  e
  servizio idrico. Sui rifiuti sappiamo bene qual è la situazione, il
  Governo non ha messo mano in quattro anni agli impianti, questo  fa
  lievitare  la tassa sui rifiuti che porta i cittadini a non  pagare
  la  TARI,  che sistematicamente fa entrare in crisi le imprese  che
  prestano  il  servizio  di smaltimento di  rifiuti,  gli  operatori
  ecologici   entrano   in  sciopero  e  le   città   si   riempiono,
  clamorosamente, di rifiuti. In questo senso ho appena depositato un
  ordine del giorno che vi invito a valutare.
   Le  strade,  l'acqua, signor Presidente, abbiamo una  rete  idrica
  colabrodo,  più del cinquanta per cento delle dispersioni  in  rete
  che  fanno lievitare il canone idrico e danno un servizio  pessimo:
  io  sono della provincia di Agrigento, ormai nelle nostre città, lo
  Skyline  delle  nostre città è anche disegnato dai serbatoi  idrici
  che  sono  messi  sui tetti delle nostre abitazioni  ed  è  davvero
  scandaloso nel 2021 assistere ancora a questo tipo di fenomeni.
   Abbiamo  quasi  87  comuni tra dissesto  finanziario  e  piano  di
  riequilibrio  a  comprova del fatto che non  c'entra  assolutamente
  nulla il colore politico di un sindaco che amministra una città.
     Vorrei anche evidenziare un fatto che mi ha sconcertato e deluso
  soprattutto  nei  confronti del neo assessore per gli  enti  locali
  Zambuto.
   Noi  abbiamo  votato  all'articolo 11 della finanziaria  del  2020
  l'istituzione  di  un  fondo perequativo destinato  agli  operatori
  economici  per  il recupero della TARI che dovrebbe andare,  perché
  ancora non tutti i comuni hanno ricevuto il fondo perequativo, anzi
  quasi  nessun comune lo ha ricevuto, dovrebbe andare nelle casse  e
  nelle tesorerie comunali che, come diceva bene un collega che mi ha
  preceduto  continuano ad anticipare e continuano a pagare interessi
  sulle anticipazioni.
   Bene, io ho visto in giro l'Assessore accompagnato da un deputato,
  girare  i  comuni  della  provincia  di  Agrigento  quasi  come  se
  distribuissero i buoni della spesa.
   Assessore,  io la invito caldamente a non prestarsi a questo  tipo
  di politica becera, anche perché diversamente dovrebbe girare tutti
  i 391 comuni della Regione siciliana.
   Ci  siamo  tutti  meravigliati quando qualche sindaco  dei  nostri
  comuni   ha  firmato  i  bonus  alimentari  concessi  dal   Governo
  nazionale.
   Ecco,  cerchiamo di non meravigliarci e di comportarci in  maniera
  degna, soprattutto quando si parla di tutti i comuni siciliani e di
  tutti i sindaci. Grazie.

   PRESIDENTE.  Sono iscritti a parlare gli onorevoli  Lo  Curto,  Di
  Paola e Lupo.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Lo Curto.

   LO   CURTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  innanzitutto  vorrei esprimere il mio compiacimento  personale,  ma
  soprattutto politico, per il nuovo prestigioso incarico che è stato
  conferito  al  nostro Vice Presidente, avvocato Armao.  Come  tutti
  ormai  sappiamo è anche coordinatore della Commissione degli affari
  europei  della  Conferenza  delle  Regioni  e  questo  nel   segno,
  evidentemente, di una ritrovata autorevolezza presso le istituzioni
  europee  che  la Sicilia ha finalmente riguadagnato  dopo  anni  di
  inconsistenza e, forse, anche di ridicoli esempi che dava di  sé  e
  della sua triste politica.
   Io  sono  firmataria,  nella  qualità  di  Presidente  del  Gruppo
  parlamentare UDC, della mozione che è stata, veramente  in  maniera
  esemplare  e molto ben articolata, illustrata dal collega Cracolici
  il quale ha esordito ragionando su quelle che sono evidenze non più
  rinviabili  e  su  cui la politica siciliana  è  chiamata  tutta  a
  riflettere e a fare sintesi.
   In  più  di un'occasione mi sono ritrovata in questo Parlamento  a
  rivendicare  l'esigenza  che la Sicilia  avesse  un  solo  partito,
  quello dei siciliani, e mi è sembrato di sentire con orgoglio anche
  questa stessa tensione morale nelle parole dell'onorevole Cracolici
  che  richiamava all'unità tutta quanta la Sicilia e tutti quanti  i
  partiti  che per altro abbiamo anche sottoscritto e firmato  questa
  mozione  che  richiede un surplus di impegno al nostro Governo  per
  farsi  carico  di un ragionamento senza più tergiversare,  che  non
  ammette  nessuna via di fuga, e non lo dico certo per  rimproverare
  il  nostro  Governo, lo dico caso mai, perché ad  oggi  il  Governo
  nazionale  continua e in maniera imperterrita, da  sempre  possiamo
  dire,  ad  essere  latitante  sulle questioni  che  ormai,  insomma
  nessuno più dice, la questione meridionale, ma certamente sotto gli
  occhi di tutti, quanto anche questo Governo, sia latitante.
   Oggi,  un  collega lo ha anche denunciato formalmente lo ha  anche
  scritto con un suo comunicato stampa, salvo poi naturalmente,  come
  dire,  sentire un po' di noi che criticavano il fatto che  ci  sono
  partiti che governano questo Paese in questo momento che sono tutti
  tra  loro  alleati  ma  tutti in maniera indifferenti  rispetto  ai
  problemi  reali  di  una  Sicilia che sta  morendo  e  sta  morendo
  letteralmente di fame.
   La  pandemia  oggi è un'aggravante su una condizione  storica  che
  tormenta  la vita, la storia, il destino dei siciliani. Io  non  ci
  sto, signor Presidente, Governo, colleghi, non ci sto ad essere tra
  quelli  che  si piange addosso, ho sempre cercato di  capire  quale
  fosse il mio ruolo e che cosa potrei fare io e che cosa posso  fare
  io.
   Insieme  a  questo Parlamento abbiamo anche votato una legge  voto
  proprio  per modificare il nostro Statuto introducendo un  articolo
  che permettesse di avere riconosciuto lo svantaggio derivante dalla
  insularità,  dalla condizione di insularità che non può  essere  in
  alcun  modo compensata semplicemente con la continuità territoriale
  -   guai  a  confonderla  con  la  continuità  territoriale  -   lo
  svantaggio  è una condizione, una condizione generale  che  implica
  diversi  fattori  e  che  in  qualunque  maniera  crea  divario   e
  diseguaglianza,  sappiamo quanto costa,  cinque  miliardi  di  euro
  l'anno,  non è una cifra da poco conto e non è cosa a cui  possiamo
  essere  insensibili, lo dico soprattutto a quei  partiti  che  sono
  ampiamente  rappresentati al Governo nazionale, partiti che,  oggi,
  governano come hanno governato nel quinquennio che non si è  ancora
  concluso,  con  i  diversi Conte I, Conte  II,  che  prima  avevano
  governato con altri Governi; la disattenzione, il menefreghismo, la
  latitanza,  l'indifferenza, non lo so come la  devo  definire,  con
  quali  aggettivi, è storica nei confronti della Sicilia, è storica,
  rendiamocene conto
   Veramente,  dico, mi fa piacere questo spirito  di  unità  con  il
  quale  il  collega  Cracolici ha voluto condividere  con  tutto  il
  Parlamento la responsabilità di assumere una visione diversa che  è
  quella   di   essere  Popolo  siciliano,  il  Popolo  è  l'elemento
  rappresentativo di uno Stato, questa Regione in virtù  del  proprio
  Statuto è Stato/Regione ma non lo è Stato/Regione solo sulla carta,
  lo dobbiamo diventare sul principio dell'eguaglianza, sul principio
  della  capacità di essere rappresentati con dignità  ed  onore  nel
  Parlamento nazionale.
   Io  volevo  dire  queste cose perché mi è sembrato raccapricciante
  poi  sentire ancora la solita melina, sindaci grillini, sindaci non
  grillini,  insomma qualcuno che lascia macerie, le  macerie  quando
  c'è  l'incompetenza si aggravano, si aggravano non c'è  dubbio,  se
  qualcuno  si  è  preso  la responsabilità e la  briga  di  eleggere
  incompetenti, immagino e spero che i cittadini a qualsiasi  livello
  poi possano esercitare il loro diritto di scelta e di cambio di una
  classe  dirigente  incompetente, ma non c'è dubbio  che  in  questa
  vicenda, onorevole Di Caro, separarsi, individuare ancora una volta
  forme  di  contrapposizione politica rendono tutto  molto  fragile,
  molto  debole, molto strumentale, anche la firma di questa  mozione
  può  diventare solo un fatto strumentale, facciamolo  diventare  un
  atto  di  orgoglio,  di dignità, un atto di responsabilità  comune,
  prendiamocela    questa    responsabilità,    signor    Presidente,
  prendiamocela, spingiamo e domani quando ci sarà  - assessore Armao
  -   quando  ci sarà questa conferenza con la Commissione Paritetica
  Stato-Regione chiediamo che venga istituito veramente questo tavolo
  con  gli  enti  locali, gli enti locali di qualunque colore  siano,
  sono  gli amministratori, sono rappresentanti dei nostri cittadini,
  dei  siciliani io voglio immaginare che non ci sia la divisione  di
  colore per rappresentare diritti e non solo bisogni.

   PRESIDENTE.  Ai  colleghi  che  devono  intervenire:  cercate   di
  mantenervi  entro  i cinque minuti assegnati dalla  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.
    E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  io
  comincio  dalla fine, cioè dal ragionamento che ha fatto,  qui,  il
  collega  Cracolici, istituire un tavolo con Stato, Regione ed  enti
  locali,  quindi,  visto  che siamo in una  crisi  economica  immane
  dobbiamo cercare di condividere le forti responsabilità che possono
  esserci  se i comuni vanno letteralmente a  gambe all'aria ;  però,
  Presidente,  tutto questo a mio modo di vedere doveva essere  fatto
  pure  prima,  cioè,  noi stiamo cercando di  condividere  la  crisi
  economica che sta attanagliando la Regione siciliana  - e sono  659
  mila  siciliani  che  al momento vanno avanti  con  il  reddito  di
  cittadinanza, 659 mila siciliani che hanno difficoltà,  ovviamente,
  a  pagare  pure  le tasse. Perché è normale che c'è una  difficoltà
  enorme nel pagare le tasse.
   Però,   Presidente,   l'assessore  per  l'economia,   perché   poi
  l'Assessorato  all'economia  e  gli  enti  locali  sono  tra   loro
  collegati,  e  mi  dispiace che l'assessore Armao  sia  andato  via
  dall'Aula.  Però  già  due anni fa questo  percorso  poteva  essere
  fatto, perché alcune responsabilità non sono state condivise  ed  a
  mio  modo  di vedere sono a capo dell'Assessorato all'economia  per
  quello che sta succedendo.
   Noi,   colleghi,   abbiamo  congelato  delle  somme   durante   le
  finanziarie,  abbiamo  congelato  delle  somme,  e  per  quest'anno
  abbiamo 65 milioni di euro di fondi congelati, 923 milioni  per  il
  2022 e 545 per il 2023. Sembrerebbe, da indiscrezioni di stampa che
  il  Ragioniere dello Stato dice al Governo regionale  guardate  che
  avete  sbagliato a fare i conti , che probabilmente quei fondi  che
  avete  previsto come mancati introiti non sono corretti,  e  quindi
  avremo gravissimi problemi o potremmo avere gravissimi problemi sui
  fondi  congelati. Che significa? Che a pagarne le spese  potrebbero
  essere  i Comuni, perché la maggior parte di questi fondi congelati
  devono  andare  verso  i  Comuni,  devono  andare  verso  i  liberi
  consorzi. E poi cosa faremo se ad un certo punto effettivamente  si
  è  sbagliato e ci saranno dei minori trasferimenti dallo Stato alla
  Regione?  Chi  pagherà tutto questo? Gli enti locali?  E  quindi  i
  Comuni? E quindi i liberi consorzi? Perché andremo a dare meno.
   Perché  è  ovvio  che  abbiamo congelato  pure  fondi  per  quanto
  riguarda  i  disabili  e per tante altre categorie  fragili.  E  mi
  preoccupa  anche il rendiconto, mi preoccupa anche  il  rendiconto,
  perché  è  tutto  collegato.  Probabilmente  venerdì  ci  sarà   la
  parifica, probabilmente, rendiconto che è stato ritirato, forse non
  era  mai  successo  che  un  rendiconto  venisse  in  qualche  modo
  deliberato e dopo di che ritirato e nuovamente presentato.
   Ora,   qui   ci   sono   delle  responsabilità   evidenti,   delle
  responsabilità che non devono ricadere nei confronti dei cittadini,
  perché poco fa si parlava pure sul discorso della tassa dei rifiuti
  che  i  Comuni non riescono più a riscuotere, la tassa dei rifiuti,
  la  cosiddetta TARI. Ma perché non la riescono più a riscuotere? Al
  di  là del problema di riscossione che c'è, ma Presidente, la tassa
  sui  rifiuti,  negli  anni,  è aumentata vertiginosamente,  cioè  è
  aumentata  in  maniera  drastica,  esponenziale,  questo  perché  i
  rifiuti fanno il viaggio, la crociera in giro per la Sicilia, ma di
  continuo, perché negli anni non sono stati realizzati gli impianti.
  E  quindi  a  pagarne le spese non possono essere poi alla  fine  i
  cittadini  siciliani perché dici  vabbè, a causa delle inefficienze
  del  Governo  regionale,  perché  non  riusciamo  ad  imporre,  non
  riusciamo  a  far  realizzare  gli  impianti  alle  SRR,  che  cosa
  facciamo?  Aumentiamo  la tassa sui rifiuti,  tanto  a  pagare  poi
  saranno  i  cittadini siciliani . Queste sono responsabilità,  così
  come sono delle responsabilità, ci sono delle responsabilità quando
  un domani dovremmo tagliare ai Comuni i trasferimenti dalla Regione
  agli  enti  locali  perché  lo Stato ci dirà   guardate  che  avete
  sbagliato  i  conti ,   guardate che quegli  introiti  che  avevate
  previsto e che io vi devo ridare per il discorso del Covid  non  ve
  li posso dare perché li avete sbagliati .
   Presidente, questo è grave. Ed è grave, e concludo, ed è grave che
  non  se  ne  parli, che sia poi una indiscrezione di stampa  a  far
  uscire  che  il  Ragioniere  dello Stato  dice   guardate  che  c'è
  qualcosa che non va . Perché dico, poi possiamo fare tutti i tavoli
  possibili ed immaginabili tra Stato, Regione ed enti locali, ma chi
  si  siede Presidente, deve essere credibile, chi rappresenta poi il
  Governo  regionale  deve essere credibile  se  vuole  ottenere  dei
  risultati per quanto riguarda la Sicilia, perché altrimenti  stiamo
  solo  ed esclusivamente traslando il problema nei prossimi  mesi  o
  nei  prossimi  anni, ma prima o poi questo problema  ci  travolgerà
  letteralmente e non ci sarà distinzione tra Governo, tra assessore,
  tra  deputati,  tra  sindaci  e tra consiglieri  comunali,  verremo
  letteralmente travolti.


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per la seduta odierna gli
  onorevoli Pasqua, De Luca e Palmeri.

   L'Assemblea ne prende atto.


             Riprende la discussione della mozione n. 558

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Grazie Presidente, Assessore, colleghi. I colleghi  che  mi
  hanno preceduto hanno già esposto quelle che sono le criticità  che
  riguardano  gli  enti locali, io quindi aggiungo  poco,  ma  vorrei
  ricordare a tutti, intanto al Governo e a tutti noi, che i problemi
  che riguardano gli enti locali, noi li abbiamo affrontati con molta
  attenzione,  anche  in occasione dell'ultima  legge  di  stabilità.
  Perché  abbiamo  denunciato, per esempio, che gli  enti  locali,  i
  Comuni,  si  fanno carico di una serie di oneri a mio avviso  anche
  impropri, che sono costretti a sopportare, per esempio per le rette
  dei minori non accompagnati, per esempio per le rette che si pagano
  ai  centri  anti  violenza per le donne che subiscono  violenza  in
  famiglia,  per  esempio per il trasporto degli alunni,  considerato
  che  i  fondi  messi  a  disposizione dal bilancio  regionale  sono
  insufficienti,  il  rimborso degli abbonamenti per  i  ragazzi  dei
  comuni  dell'entroterra che devono raggiungere la scuola e  che  la
  differenza viene pagata a carico dei bilanci comunali.
   Abbiamo anche dedicato qualche, una buona ora forse, nel dibattito
  sulla  finanziaria, alla vicenda che riguarda il randagismo, che  è
  un  costo  enorme,  soprattutto  per  i  piccoli  comuni  che  sono
  costretti  pure a pagare le rette per il ricovero dei cani  randagi
  nei  canili,  che  purtroppo sono canili privati.  C'era  stato  un
  impegno,  sollecitato anche dal Presidente dell'Assemblea regionale
  siciliana,  assunto dal presidente Musumeci, che avrebbe  dato  una
  copertura specifica al disegno di legge per la lotta al randagismo.
  Bene, tutto ciò non si è fatto.
   I  comuni  stanno  letteralmente scoppiando  perché,  a  parte  le
  difficoltà  che  hanno,  a  parte il Covid,  continuano  ad  essere
  gravati  di un'infinità di costi che le casse comunali non potranno
  mai  sopportare. Allora su questo bisogna intervenire, non  si  può
  far  finta  di  nulla,  perché questi sono costi  che  incidono  in
  maniera pesante sui bilanci comunali.
   Per  il resto è stato fatto un riferimento alla continua riduzione
  dei  trasferimenti  in conto spesa corrente, che  si  è  verificata
  negli ultimi anni, ma ci sono alcune cose Presidente che io davvero
  non  posso  accettare. Non è tollerabile che  ad  oggi  la  Regione
  siciliana  debba dare ai comuni della nostra Regione qualcosa  come
  mezzo  miliardo  di  euro  per  spese  in  conto  investimenti.   È
  inaccettabile.
   I  comuni  siciliani  aspettano ancora  centoquindici  milioni  di
  trasferimenti per investimenti, che sono fondo sviluppo e  coesione
  della  finanziaria del 2020; aspettano ancora centoquindici milioni
  di  investimenti, che sono stati stanziati con la finanziaria 2021,
  e  sono duecentotrenta milioni; i comuni siciliani aspettano ancora
  circa 265-270 milioni del fondo perequativo. Se li sommate sono 500
  milioni  di  euro,  che devono andare ai comuni siciliani  per  gli
  investimenti,  per  il  pagamento  di  rate  dei  mutui,   per   le
  manutenzioni stradali, per tutto quello che è il vivere  quotidiano
  e anche la realizzazione di un minimo di infrastrutture all'interno
  dei  comuni per migliorare il decoro urbano. Ma perché tutto questo
  non si fa? Perché non si interviene?
   Io su questo voglio essere chiaro, non intendo su questo addossare
  ogni   responsabilità  neanche  all'Assessorato  per  le  autonomie
  locali,  perché  il problema è complessivo. Se con  la  finanziaria
  2020,   il   fondo  perequativo  e  i  centoquindici   milioni   di
  investimenti  con  fondo  sviluppo  e  coesione,  è  stato   deciso
  dovessero essere ripartiti dall'Assessorato autonomie locali, ma  è
  chiaro  che non essendo l'Assessorato Autonomie locali autorità  di
  gestione dei fondi comunitari ha bisogno di assistenza tecnica.
   Perché  se  la  Regione,  se la Giunta non  interviene  garantendo
  all'Assessorato autonomie locali l'assistenza tecnica adeguata  per
  attivare  il  sistema Caronte e un riparto rapido di  questi  fondi
  arriveranno prima gli investimenti 2021 ai Comuni piuttosto che gli
  investimenti del fondo perequativo del 2020.
   Ma  perché  non si interviene. Possibile che la Giunta,  possibile
  che il Presidente della Regione, possibile che è il vice Presidente
  della  Regione, che è anche Assessore all'Economia, non riescano  a
  trovare rimedi adeguati, efficaci, pronti per fare fronte a  quelle
  che  sono  le esigenze dei Comuni, che sono esigenze dei cittadini?
  Perché  270  milioni  di fondo perequativo servono  ai  Comuni  per
  compensare  le  minori  entrate,  per  riconoscere  un  minimo   di
  beneficio  sui tributi agli esercenti commerciali e a tutti  coloro
  che  hanno  sofferto  in  maniera  particolare  gli  effetti  della
  pandemia, del Covid anche sul piano economico.
   Quindi  io  mi  rivolgo davvero al Presidente della  Regione,  che
  anche oggi non c'è, e al vice Presidente della Regione che c'era ma
  che  si è assentato nel momento più inopportuno, all'intero Governo
  e  anche  alla  Presidenza  dell'Assemblea,  oltre  che  ovviamente
  all'intero Parlamento affinché si trovino le soluzioni adeguate  in
  maniera rapida; parte dei 100 milioni di euro stanziati per  andare
  incontro alle esigenze urgenti che riguardavano le famiglie di tipo
  alimentare  o  il pagamento delle bollette, ancora non  sono  stati
  trasferiti in gran parte ai Comuni. Tutto questo non è accettabile.
   Se  è  utile,  se  è  necessario si faccia anche  una  commissione
  speciale,  forse una congiunta tra affari istituzionali e  bilancio
  per  trovare rapidamente soluzioni perché i comuni non possono  più
  aspettare.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lupo.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  prima  avevo
  intravisto l'Assessore Armao, forse è stata una visione. Ma insomma
  si  è allontanato dall'Aula. Ma mi rivolgo agli altri Assessori, in
  particolare   all'Assessore  Zambuto,  che  da  ex   amministratore
  certamente  non ha bisogno di sentire l'elenco delle  problematiche
  che  riguardano gli enti locali e gli eroici sindaci  che  insomma,
  durante  l'arco della loro vita, desiderano avventurarsi in  questo
  campo di ortiche, perché solo così si può definire l'esperienza  di
  un sindaco.
   A  parte  tutte  le problematiche generali, io ravvedo  una  delle
  principali  criticità nel fatto generale, trasversale che  riguarda
  tutti  i  Comuni che i trasferimenti da parte della  Regione  negli
  ultimi  6 o 7 anni si sono ridotti da questo fondo leggendario  che
  prima  sfiorava  il  miliardo  e che  oggi  corrisponde  a  qualche
  manciata di centinaia di milioni che tra l'altro purtroppo arrivano
  a  singhiozzo.  Ma  cari colleghi, a volte ci si concentra  su  uno
  degli  aspetti, nel particolare senza guardare cosa c'è all'interno
  di una cornice.
   La  cornice  ci  consegna,  un po' come  ci  ricordava  prima  una
  collega, che il riconoscimento dell'insularità finalmente in Europa
  ci  si è accorti che siamo un'isola a seguito delle attività con un
  tavolo  delle  isole principali della comunità europea,  noi  siamo
  praticamente la più grande.
   Allora  a  presiedere  fu  Armao, con delibera  di  Giunta  l'anno
  scorso,   in  relazione  di  qualche  settimana  fa  questo   costo
  dell'insularità  ci  costa  5  o 6  miliardi  che  non  ci  vengono
  riconosciuti in nessuna maniera dall'Europa e quando l'Europa ce li
  riconosce  ci  vengono sapientemente sottratte  dallo  Stato,  vedi
  l'ultima  esperienza,  quella  per il  piano  di  resilienza  e  di
  ripartenza  che nel calcolo dei coefficienti ha visto aumentare  la
  quota  di  Italia  e  Spagna proprio per via del  reddito  pessimo,
  scarso, minimo della nostra regione in particolare. Anche in questo
  caso  abbiamo  aiutato lo Stato, ma purtroppo, in fase  di  riparto
  nazionale, sia il precedente governo che quello attuale sono  stati
  molto  generosi  con le regioni del nord ovviamente  attingendo  da
  quello che era il nostro potenziale portafoglio, soprattutto quello
  dei  fondi  perduti, perché è chiaro che con i prestiti  vedremo  a
  lungo  andare  qualche altro masso andremo a poggiare sulle  spalle
  sempre degli enti locali.
   Altre  violenze,  perché solo così si possono  chiamare,  atti  di
  forza, di antipaticissimo senso di superiorità ci provengono  anche
  dal  fatto  che nonostante la nostra regione, e saluto  l'assessore
  Scilla  dandogli  il  bentornato dopo il  periodo  di  problemi  di
  salute,  sulla  questione dei fondi PAC perché il  signor  Ministro
  Patuanelli  non avendo raggiunto l'intesa probabilmente  in  queste
  ore  tronfio, con al seguito paggetti, senatori e parlamentari  che
  gli fanno da paggetto annunciano che oggi in Consiglio dei ministro
  questo  atto assolutamente di non autorevolezza ma di spocchia  che
  mi  auguro  sarà punito dagli elettori, vogliono forzare dicendo  a
  questi  poveri plebei siciliani vi togliamo dei soldi se  siete  al
  sud, ma ve li diamo da altri fondi.
   Purtroppo i maggiordomi non mancano, caro Presidente, ed è  facile
  sparare  su  una  parte  politica ma io vorrei  sentire  anche,  ad
  esempio,  i colleghi leghisti che siedono in questo Parlamento  che
  hanno un sottosegretario, ex ministro Centinaio dire qualcosa  alla
  loro  parte politica, mi piacerebbe sentire i colleghi del  PD  che
  dicono   qualcosa  alle  regioni  il  cui  capofila,   la   regione
  dell'Emilia Romagna, con il presidente di cui non ricordo il  nome,
  si  è fatto propositore e ha trovato terreno fertile - per rimanere
  in  tema di agricoltura - col Patuanelli che si è piegato, anzi  ha
  colto la palla al balzo.
   Altri  torti  di questa regione ce li ha detti e ce li  ridirà  la
  Corte  dei  conti  dopo domani, quando ci darà questo  giudizio  di
  parifica,  ben otto volte dall'ultima relazione che ci  è  data  di
  conoscere,  sono  state  violate le prerogative  finanziarie  della
  nostra  regione  e  qui, a questo punto, sui comuni  non  dico  più
  niente.
   Dico  solo grazie ai sindaci, grazie ai sindaci in particolare  di
  montagna che ancora aspettano che lor signori in Parlamento  dicano
  sì  o  no  alla legge voto che abbiamo votato all'unanimità  e  poi
  vorrei  chiedere di ricordare all'assessore è passato  poco  tempo,
  però  durante  la finanziaria, con ordine del giorno  477,  abbiamo
  chiesto di calcolare il costo, il tariffario dei livelli essenziali
  di  prestazione in modo da sapere quando l'assessore Armao prenderà
  possesso di questa importante carica, portare il conto a coloro che
  tengono il portafoglio anche della Sicilia e lo terranno sempre  di
  più  grazie  all'azione scellerata di consegnare allo  stato  anche
  Riscossione Sicilia.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Cappello.

   L'Assemblea ne prende atto.


             Riprende la discussione della mozione n. 558

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Tancredi.  Ne  ha
  facoltà.

   TANCREDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  questa  mozione
  che  fa  un  elenco puntuale di tante situazioni critiche negative,
  problemi vari legati ovviamente all'aspetto finanziaria, mi fa dire
  una  cosa molto semplice, visti i proponenti. L'abbiamo poi firmata
  un poco tutti.
   Ben  svegliati, benvenuti nella realtà  Perché tutto quello che  è
  elencato  qui,  non  è che è calato come dire  dalle  tavole  della
  legge.  E'  frutto  di  scelte politiche ben  precise,  di  mancati
  accordi  maturati dal 2000 in poi, oserei dire, dall'incapacità  di
  portare le nostre ragioni nei tavoli corretti, dalla incapacità  di
  fare gli interessi della regione  Fermo restando che, è chiaro,  in
  particolare  in  comuni  sono  i  principali  soggetti   massacrati
  sistematicamente dal governo nazionale che ricordo  -  e  non  sono
  dati   che  porto,  io  sono  dati  ufficiali  dei  conti  pubblici
  territoriali - a parità di popolazione, un comune della Sicilia ha,
  in  media, trasferimenti che sono un decimo dell'omologo comune del
  centro nord. Un decimo
   Io  l'ultima cosa che vorrei fare, in questa regione, è il sindaco
  perché  debbo dire che sono eroici e mi stupisco come,  nell'ultimo
  decennio,  non  siano  falliti tutti.  È  un  miracolo   I  sindaci
  siciliani,  probabilmente,  sono  i  migliori  in  assoluto  perché
  riescono a restare in vita nonostante quello che gli è capitato tra
  capo e collo  Una tragedia
   Quindi ben vengano queste sollecitazioni  Ma queste sollecitazioni
  che, ovviamente, vengono fatte al Governo regionale attualmente  in
  carica, non possono prescindere da una seria, reale, efficace presa
  di  posizione verso gli omologhi di ognuno di noi a livello romano.
  Perché  non  è  possibile che colleghi che, nello  scorso  governo,
  avevano  ruoli  importanti  di governo  e  che  hanno  permesso  di
  ridurre,  con accordi, le entrate di questa regione una  su  tutte,
  non  smetterò  mai  di  ricordarlo perché  grida  vendetta,  l'aver
  accettato  di  subire il taglio dell'IVA a 3.64 su  10,  quando  un
  punto  di  IVA è cinquecento cinquanta milioni  Non l'ho  fatto  io
  quell'accordo e c'era un altro governo
   Quindi  se,  veramente,  vogliamo che queste  iniziative,  che  io
  considero   iniziative   importanti    facciamo   una   delegazione
  trasversale,  andiamo a cercare ogni singolo nostro  rappresentante
  romano.  Andiamoci  ad  infilare nei  Ministeri.  Andiamo  a  farci
  spiegare  perché,  per  quale motivo nessuno risponde  alle  nostre
  sollecitazioni, nessuno  Facciamoci spiegare perché  il  ragioniere
  generale, nella scorsa legislatura, non ha avuto risposta quando  è
  stato  costretto  a  cancellare undici miliardi di  residui  attivi
  perché    non    c'era   amministrazione   che   gli    rispondeva
  L'amministrazione   romana,   nei  confronti   dell'amministrazione
  siciliana   Perché  noi, purtroppo, restiamo sempre  quelli  brutti
  sporchi e cattivi, chiunque sia che governa. Con l'acquiescenza  di
  chi,  purtroppo, spesso siede in questo parlamento e che non  è  in
  grado di portare le proprie ragioni. Tutti
   E  poi,  chi  ne  fa primariamente le spese? I sindaci   Perché  a
  prescindere  dal  colore  politico  che  rappresentano  come  parte
  politica,  poi sono loro che debbono andare ad aumentare  la  TARI,
  aumentare  le  varie tasse locali, a trovare il modo  di  fare  dei
  lavori  pubblici, e sottolineo pubblici, magari andando a sopperire
  a quello che, come regione, non riusciamo a fare perché non abbiamo
  risorse adeguate per fare una strada provinciale, per esempio
     E  questa  è  la  politica che, ad oggi, non  riesce  a  portare
  concretamente  un  risultato  vero  perché  continuiamo  ad  andare
  divisi.
   Da  questo scranno due anni fa dissi  Facciamo una sorta di tregua
  di  due  anni,  lavoriamo tutti per dare risorse e  nella  prossima
  legislatura chi sarà il Presidente della Regione potrà  fare  delle
  cose concrete . E' caduto nel vuoto  E continuiamo ancora a parlare
  e  farci  la  guerra su stupidaggini quando le cose importanti  non
  vengono mai, mai dette.
   Quindi va bene, io la voto, è normale, l'ho anche firmata, il  mio
  Gruppo   voterà  la  mozione,  ci  mancherebbe,  ma   deve   essere
  conseguenziale  anche il comportamento politico successivo,  perché
  io fino a un certo punto a quelli che avevo come riferimento a Roma
  -  scusate  il  termine - glieli ho rotte le scatole  potentemente,
  fatelo anche voi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, finalmente la condizione  di  povertà
  porta  questo Parlamento a stilare un documento bipartisan  firmato
  da  tutti  i  Capigruppo  presenti  in  questa  legislatura,  dalla
  Sinistra alla Destra al Centro.
   La  grande responsabilità che noi abbiamo nei confronti degli Enti
  Locali,   perché  già  fin  dal  2008  11  miliardi  di   euro   di
  trasferimenti nazionali siamo ridotti a zero.
   La Regione siciliana considerato il fatto che le imprese chiudono,
  i  lavoratori  sono chi in reddito di cittadinanza, chi  ancora  in
  Naspi e quindi con quei pochi centesimi che rimangono, che sono 330
  milioni  di euro trasferite agli Enti Locali, è rimasto  solo  quel
  lumicino  per dare ancora speranza che le cose da un anno all'altro
  possono cambiare.
   Ha  detto bene il collega Tancredi quando dice che i sindaci  sono
  meritevoli, perché oggi candidarsi a sindaco è la cosa  più  brutta
  che  possa  fare  un politico considerato anche il  fatto  che  non
  avendo  risorse né da parte dello Stato, né da parte della  Regione
  con  le tasse che ogni anno sono sempre meno, materialmente le cose
  sono in difficoltà.
   Quindi ormai siamo arrivati al punto che finalmente questa mozione
  dà  un indirizzo ben preciso, non è vero che non ha una valenza, ha
  una  valenza  molto  fondamentale perché finalmente  un  Parlamento
  tutto  all'unanimità  vota senza discrasie, vota  una  mozione  che
  avverte  il  Governo  nazionale, lo  Stato,  che  la  Regione  così
  continuando tra qualche mese può chiudere i battenti. E  questo  lo
  dico  perché  è  la  realtà  dei fatti,  perché  abbiamo  visto  la
  finanziaria che abbiamo approvato qualche mese fa, abbiamo detto no
  a  tanti progetti meritevoli e quindi questo non ci permette a  noi
  parlamentari  di dare risposte nei propri territori e  quindi  dare
  beneficio a quella che è la richiesta che arriva dai cittadini.
   Ormai siamo arrivati al punto di non ritorno, quindi materialmente
  questo  Governo  regionale,  con  responsabilità,  deve  accingersi
  immediatamente    a   incontrare   in   Conferenza   Stato-Regioni,
  interpellando  i Ministeri che bisogna rispettare lo Statuto,  così
  come loro ci chiedono di intervenire e di tagliare spese perché  si
  deve  tagliare  il  debito  pubblico,  perché  dobbiamo  recuperare
  risorse, perché non sappiamo più da dove iniziare, perché ormai  le
  rubriche  sono tagliate e sono al lumicino non ci rimane altro  che
  l'articolo  37  e  38 dello Statuto e il Fondo di perequazione  che
  l'ultimo  aiuto, l'ultima goccia ci è stata consegnata  a  dicembre
  del  2020,  263  milioni ma questo significa che  hanno  acceso  un
  lumicino, ma questo per una Regione così grande come la nostra  non
  può, sicuramente, soddisfare i bisogni dei comuni.
   Quindi  io  insisto, Presidente, che il Governo, anche noi  stessi
  parlamentari,  se  occorre,  una  comune  forza  di  mettere  tutti
  insieme, anche considerato che abbiamo un Governo rappresentato  da
  diversi partiti di destra e di sinistra, forse è il momento  giusto
  per fare svegliare ed iniziare, finalmente, una battaglia per farci
  riconoscere quelle che sono le nostre ragioni.
   Abbiamo,  grazie a Dio, per iscritto, uno Statuto, degli articoli,
  e  delle cose che possono essere, sicuramente, di grande aiuto alla
  nostra  richiesta  e  facciamolo  bene,  tenendo  presente,   anche
  rappresentando  a  livello nazionale, che  ci  sono  tante  imprese
  nazionali che non hanno la residenza in Sicilia e quindi pagano  le
  tasse  nelle  loro sedi, quindi anche questa è una delle  cose  più
  rappresentative,  più  importanti da  mettere  in  atto  in  questo
  confronto  che  da qui in poi si metterà in atto  per  risolvere  i
  problemi di questa Sicilia.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lentini.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Grazie, Presidente. A margine di questa seduta io voglio
  approfittare,  certamente,  della  presenza  di  questa  autorevole
  Presidenza,  onorevole Di Mauro, perché proprio in  funzione  della
  sua esperienza lei possa farsi portavoce di un messaggio importante
  che fa proprio riferimento ai rapporti con il Governo nazionale.
   Questo aspetto fa il paio con un'altra istanza, se possibile anche
  legata  ad un chiarimento, invece che fa riferimento alla  presenza
  dell'assessore  Scilla al quale do il benvenuto e  sono  felice  di
  poterlo  ritrovare qui insieme a noi dopo questo periodo  che  l'ha
  posta  ad  un momento difficile, siamo felici, assessore,  che  lei
  abbia passato questa fase Covid e, davvero, benvenuto.
   Procedo  per  gradi.  Intanto partendo,  appunto,  dalla  presenza
  dell'uomo di esperienza, Presidente Di Mauro: c'è una questione che
  attiene  ai rapporti con il Ministero dell'economia e delle finanze
  che  viene, certamente, coinvolto come lei sa, Presidente, rispetto
  ai temi dell'Agenzia delle entrate.
   È in atto un processo di razionalizzazione, non solo delle risorse
  umane  ma,  evidentemente,  anche  delle  risorse  finanziarie  che
  coinvolgono  l'Agenzia  delle  entrate  e  abbiamo  già   i   primi
  indicatori  di questo processo che sta svolgendosi. Il processo  di
  razionalizzazione  parte,  ad  esempio,  da  Palermo  e   vede   la
  possibile,  e  ormai  imminente, chiusura della  sede  dell'Agenzia
  delle  entrate del territorio che a Palermo è rappresentata dall'ex
  catasto.  A  questo si aggiunge l'esperienza che pone a rischio  la
  sede  della  direzione provinciale di viale Campania, e lei  capirà
  bene, Presidente, e mi rivolgo a tutti gli onorevoli colleghi,  che
  questo  presta  il fianco rispetto al rischio di vedere  cadere  un
  presidio importante di legalità, perché dall'Agenzia delle  entrate
  passa il tema dell'evasione fiscale, della riscossione dei tributi,
  dei servizi legati ai cittadini.
   Pensi,   Presidente,  che  questo  processo  di  razionalizzazione
  vedrebbe ricondurre tutto all'unica sede periferica che insiste nel
  territorio di Cruillas: questo significa, tra l'altro in un momento
  come  questo,  esporre la popolazione a rischi  legati  anche  alla
  pandemia  che non abbiamo ancora superato, a rischi che  riguardano
  anche la gestione delle risorse umane.
   Io  penso che, invece, il Ministero dovrebbe venirci incontro  con
  un  piano  di  assunzioni serie, proprio in questo momento  in  cui
  disponiamo  delle  risorse del Recovery, e che questo  percorso  di
  razionalizzazione così inteso, che si traduce in meri tagli,  è  un
  processo  che  va assolutamente scongiurato. Questo  per  la  prima
  parte del ragionamento, signor Presidente Di Mauro, sono certo  che
  insieme potremo farci portavoci di una battaglia importante che  da
  qui a breve coinvolgerà tutta la Sicilia.
   La  seconda  parte del ragionamento, invece, attiene appunto  alla
  presenza dell'Assessore per l'agricoltura. Noi oggi dovevamo votare
  e  so che c'è un suo impegno, Assessore, una variazione di bilancio
  che  è  non soltanto il mondo della forestazione, ma il mondo degli
  imprenditori  agricoli, il mondo di chi guarda con grande  rispetto
  al  tema  della  produttività  del  bosco,  degli  allevatori,  dei
  produttori  agricoli. Una variazione di bilancio con la  quale  con
  quei  66  milioni di euro noi chiediamo che possa darsi  continuità
  alla  campagna  antincendio,  chiediamo  che  vengano  garantiti  i
  centunisti,   i   centocinquantunisti   e   avviare   gli    stessi
  settantottisti.  Lei  sa  che  ci  siamo  fatti  portavoce  di  una
  battaglia importante che è quella del trasferimento di competenze e
  risorse affinché si possa finalmente coinvolgere il personale nella
  dimensione degli OTI.
   Noi  siamo perché davvero i forestali non rimangano fermi  neanche
  un  giorno.  Capisco  - e certamente il suo  impegno  non  è  fuori
  discussione  - che purtroppo oggi non siano riusciti  a  farla,  io
  chiedo,  Assessore,  ci sia un impegno perché  inderogabilmente  la
  prossima   seduta   d'Aula  calendarizzi  questa   azione,   questa
  variazione  di  bilancio e si possano velocizzare i  tempi,  perché
  capisce bene che purtroppo i forestali stanno aspettando da  tempo,
  e  devo  dire che mi arriva una sollecitazione rispetto all'assenza
  di 14 milioni di euro circa che riguardano i consorzi di bonifica.
   Devo  dire, per rassicurare chi ci ascolta, che l'Assessore mi  ha
  garantito  che  in  realtà i 33 più 14 sono risorse  certe,  e  che
  quindi anche rispetto non solo alla campagna antincendio, ma  anche
  rispetto alla campagna irrigua, potranno essere garantite certezze.
  Però  Assessore se lei ritiene che su questo, quello  che  è  stato
  detto  a me possa passare in termini di rassicurazione rispetto  ad
  un mondo intero che ci guarda e aspetta risposte, certamente gliene
  sarei grato.
   Io   in   fiducia,   perché  conosco  il  suo  impegno,   la   sua
  determinazione, sono certo che non potrà che essere in questo  modo
  e ovviamente tutti si aspettano, perché vede la sua fama la precede
  e  il merito questo Parlamento glielo sta dando, e siamo certi  che
  in  questa direzione si potranno continuare a dare garanzie, perché
  questo viene richiesto all'esterno del palazzo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Savarino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di apporre
  la  mia  firma  alla  mozione  presentata  perché,  ovviamente,  ne
  condivido le richieste e il grido di allarme che arriva dai  nostri
  comuni.  Grido  d'allarme  che va accompagnato  con  una  serie  di
  misure, alcune le avevamo prese nella scorsa finanziaria, e  quello
  ha  dato  vita  al  fondo  perequativo che adesso  sta  per  essere
  distribuito  ai vari comuni secondo dei canoni prestabiliti  e  che
  dovrebbe  -  e  chiedo  all'Assessore  di  controllare  che  questo
  avvenga,  o emanare una circolare perché questo venga regolamentato
  -  che i comuni utilizzino questi fondi perché danno uno sgravio ai
  cittadini, agli esercizi commerciali alle attività comunali, perché
  c'è  una  minore  entrata  nei tributi  locali  e  perché  c'��  una
  scontistica,  se non un'esenzione, come noi abbiamo previsto  nella
  finanziaria  rispetto ai canoni, per esempio  ai  canoni  di  suolo
  pubblico.
   Io  non sono certissima che tutti i comuni si stiano adeguando  in
  questo  senso,  che  stiano dando questo tipo di agevolazione  alle
  attività  commerciali  che sono in essere, quindi  accompagnare  la
  distribuzione  di fondi che non è una regalia, ma  è  un'attenzione
  che  questa  Assemblea ha voluto dare di concerto  con  il  Governo
  nazionale  e  i fondi che eventualmente riusciranno ad ottenere  da
  Roma,  con  un'attenzione a che questi comuni diano  risposta  alle
  attività  locali, alle attività imprenditoriali, ai  cittadini,  in
  questo  momento di crisi, accompagnando con uno sgravio di  tributi
  locali  e  di  canoni, è assolutamente indispensabile  se  vogliamo
  essere  certi  che  questi aiuti attraverso i  comuni  arrivano  ai
  nostri  cittadini siciliani. E non si fermino nelle casse di alcuni
  comuni,  che  piuttosto  preferiscono poi in  totale  libertà  fare
  festini e giardinetti perché possono anche essere utili, ma  in  un
  momento  di  crisi  la priorità deve essere quella  di  aiutare  le
  attività imprenditoriali e di aiutare i nostri cittadini.
   Per  esempio, in provincia di Agrigento, abbiamo avuto  più  volte
  incontri  perché ci sono stati degli aumenti nei canoni idrici,  se
  ne è occupato l'Assessore, ce ne siamo noi occupati in Commissione,
  in   un  momento  di  crisi  così  lampante  è  inammissibile   che
  addirittura  si  chiedano  dei  conguagli  dei  canoni  idrici  non
  riscossi degli anni passati proprio in periodo COVID, quando noi ci
  sforziamo  di fare arrivare ai comuni dei fondo in più proprio  per
  evitare  che  i cittadini vengano tartassati, per non  parlare  poi
  della  difficoltà che questa dotazione idrica sia all'altezza delle
  necessità, ma anche questo è un tema che tratteremo, che già stiamo
  trattando,  che  domani  tratteremo  ulteriormente  con   tutti   i
  competenti organi in commissione e l'Assessore Baglieri.
   Chiedo  all'Assessore delucidazioni su quello che  è  la  tematica
  degli  Asu,  altro tema da noi trattato, che ha subito dal  Governo
  nazionale  alcune rivendicazioni e dubbi di legittimità,  questa  è
  un'importante  tema da seguire,  ricordo allora l'Assessore  Grasso
  seguì  il  tema  della stabilizzazione dei precari facendo  fino  a
  ventisette tavoli tecnici con Roma, se è necessario ne faremo anche
  trenta,  le  chiedo all'Assessore di farli, purché  gli  Asu,  come
  abbiamo   voluto  tutti  in  maniera  unanime  arrivano  a  trovare
  serenità.  E le chiedo di attenzionare anche un altro  tema:  è  di
  recente  la sentenza della Corte Costituzionale che ha imposto,  ha
  ritenuto  illegittima la parte della norma della Legge dell'85  che
  prevedeva  che  i  dipendenti  delle  IPAB  poste  in  liquidazione
  venissero assorbiti dai comuni perché i comuni non sempre hanno una
  dotazione  economica che è congrua al pagamento di questi ulteriori
  dipendenti.
   Di  fatto  dall'oggi al domani abbiamo una serie  di  persone,  di
  dipendenti, anche prossimi alle pensioni, che si stanno  ritrovando
  non  più  negli enti locali e non più nelle IPAB perché sono  state
  considerate  dismesse e liquidate. Diamo una  prospettiva  anche  a
  questa  gente,  diamogliela trovando delle  convenzioni  o  con  le
  nostre  società  miste, le nostre società di ausiliari,  in  house,
  come  la SASS o all'interno delle ASP visto che tanto personale  in
  questo momento COVID serve anche amministrativo. Ma occupiamoci  di
  questi  temi e portiamoli a soluzione, non è possibile che da  anni
  le IPAB una riforma voluta dal Governo sia ancora ferma e non trovi
  sbocco qui in Aula, lasciando una platea di gente senza risposte  e
  che  hanno  amplificato i loro bisogni e la  loro  crisi  economica
  proprio in questo momento di COVID.
   In  ultimo,  approfitto della presenza della dottoressa  Baglieri,
  insieme all'Assessore Zambuto, fate un focus sulla trasparenza  dei
  bilanci dei comuni rispetto ai bilanci delle loro società in  house
  che  si  occupano di rifiuti perché mi dicono i nostri  consiglieri
  comunali  nelle  varie  realtà che è difficile  avere  contezza  di
  questi conti e di questi bilanci. Non vorrei ritrovarmi fra qualche
  anno  con  situazioni  esplosive nei comuni  in  cui  questi  costi
  lievitano   perché  stanno  comprando  mezzi  a  costi,  ovviamente
  maggiori,  rispetto  a una centrale di acquisto  regionale,  stanno
  facendo  assunzioni in maniera un pochino fantasiosa, con contratti
  di tutti i tipi, hanno CDA da mantenere, revisori dei conti, questi
  bilanci  di queste società in house prima o poi qualcuno  le  dovrà
  pagare. Ebbene, facciamo attenzione.
   Chiedo  trasparenza,  chiedo al Governo regionale,  nell'Assessore
  per  le  Autonomie  locali, di avere attenzione  anche  rispetto  a
  queste spese fantasiose che alcune amministrazioni, per carità, non
  tutte  ovviamente,  stanno perpetrando. E allora  la  mia  firma  e
  quella  del gruppo Diventerà Bellissima su questa mozione,  massimo
  impegno  per  aiutare le amministrazioni comunali,  ma  contezza  e
  certezza  che questi aiuti arrivino veramente ai loro  cittadini  e
  alle società e alle imprese che operano in quei territori.

   PRESIDENTE. E allora, abbiamo in Aula intanto l'Assessore  Zambuto
  che se vuole rispondere

                     (intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Certamente,  l'Assessore Armao  è  impegnato  in  una
  conversazione,  nel  frattempo, interviene  l'assessore  Zambuto  e
  contemporaneamente attraverso gli Assistenti avviseremo l'assessore
  Armao  che  fra  cinque minuti, quanto tempo ha bisogno,  assessore
  Zambuto?

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Dieci minuti.

   PRESIDENTE.  Dieci  minuti. Va bene, fra dieci minuti  l'assessore
  Armao può essere in Aula, se lo avvisate per favore.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Zambuto.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente,  onorevoli  deputati,  la  mozione  che   viene
  presentata oggi viene interamente condivisa dal Governo, perché  la
  situazione  che vivono i comuni è una situazione che  è  sotto  gli
  occhi di tutti, ed è una situazione che ha visto i comuni dal  2015
  in  poi  doversi  confrontare  con nuovi  principi  di  contabilità
  finanziaria che sono stati istituiti con normativa nazionale e che,
  sostanzialmente, hanno posto ai comuni tanti vincoli e tanti  freni
  da porre una condizione veramente di grandissima difficoltà.
   È  questo è sotto gli occhi di tutti, perché così come è sotto gli
  occhi  di  tutti ed è evidente, è il contributo che i comuni  hanno
  dato  e stanno dando al risanamento finanziario dello Stato, questo
  è  lì,  ecco,  il  perché  anche della condivisione  della  mozione
  rispetto ai temi, al tema del federalismo fiscale così come è stato
  concepito  e così come purtroppo è stato attuato, che  ha  posto  a
  fronte  di  una  formale,  ecco,  di  un  formale  trattamento   di
  uguaglianza  nei  confronti  dei comuni italiani,  una  sostanziale
  disuguaglianza  nei  confronti  dei  comuni  e,  soprattutto,   nei
  confronti dei comuni del Sud.
   A  questo  proposito una utile lettura per tutti noi è  quella  di
   Zero  al Sud  dell'ex Direttore del Mattino che fa una radiografia
  molto  lucida  che  ha  riguardato, rispetto al  tema  proprio  del
  federalismo  fiscale,  partiti  di destra,  di  centrodestra  e  di
  centrosinistra,  non si è guardato lì al colore ma  si  è  guardato
  soltanto  proprio  alla ubicazione geografica e  che  di  fatto  ha
  portato ad una condizione quella soprattutto dei nostri comuni, dei
  comuni  del  Sud  ad una condizione veramente di grave,  gravissima
  sopravvivenza.
   Tant'è  che  ci  troviamo  con  più  di  ottanta  comuni  in   una
  condizione,  nella  nostra  Regione,  di  dissesto  finanziario,  e
  altrettanti  in una condizione da dovere ricorrere alla  situazione
  di  bilanci  equilibrati,  ecco, questa  perché  a  fronte  di  una
  condizione  che  sostanzialmente ha visto ridurre  i  trasferimenti
  dello  Stato  e  poi i trasferimenti della Regione  dall'altro,  ha
  fatto  sì  che,  quindi,  ogni  comune dovesse  autoregolamentarsi,
  dovesse autofinanziarsi e a tempo di Covid venendo a mancare  anche
  il  tema,  il  momento  della riscossione ci  siamo  trovati  e  ci
  troviamo, quindi, con comuni in gravissima situazione finanziaria.
   Questo  è  purtroppo  il  quadro  determinato  da  un  lato  dalla
  condizione  normativa,  dall'altro da una condizione  che  è  stata
  quella  pandemica che ha portato, appunto, i nostri comuni  ad  una
  situazione  di  insostenibilità, per cui  la  vertenza  da  portare
  avanti  nei confronti dello Stato è condivisa, devo dire che  anche
  stata iniziata da questo Governo con alcuni interlocuzioni che sono
  state avviate da parte del Vice Presidente, dell'assessore Armao, e
  che  ve ne parlerà lui subito dopo di me e che ha bisogno, non  c'è
  dubbio  che  ha bisogno di un sostegno corale da parte di  tutti  i
  Gruppi politici, da parte di tutti i partiti politici a difesa  dei
  nostri territori e dei nostri comuni.
   Dicevo,  battaglia a livello nazionale per la modifica di principi
  di  contabilità  finanziaria che sono assolutamente  necessari  per
  fare  ripartire  e  per  ridare ossigeno alle  finanze  degli  enti
  locali, perché ci troviamo veramente in condizioni paradossali  nei
  Comuni, che devono fare fronte con gli accantonamenti da un lato  e
  dall'altro  lato,  con la impossibilità reale di  potere  garantire
  servizi  e  poi  quindi  di  dovere anche  dichiarare  il  dissesto
  finanziario.
   Per  quanto  riguarda  poi  la  nostra,  la  condizione,  diciamo,
  relativa alla legge di stabilità ed ai trasferimenti effettuati nei
  confronti  dei  Comuni da parte del Governo sono  stati  trasferiti
  fondi  2020, diciamo, ordinari, è stato trasferito il primo acconto
  dell'anno  2021,  nella giornata di domani si terrà  la  conferenza
  Regione  autonomie locali che esprimerà il parere obbligatorio  sul
  riparto   della   somma   proposto  agli   uffici   a   conclusione
  dell'istruttoria.
   Quindi, per questo ancora non si è provveduto alla definizione,  e
  d'altronde   voglio   anche  dirvi  questa  Assemblea   ha   finito
  l'approvazione della legge di stabilità nel mese di aprile,  questo
  per  quanto riguarda quindi la prima rata 2021. Per quanto riguarda
  il  trasferimento  agli enti locali relativo al fondo  sui  precari
  proprio  la  settimana scorsa la Giunta ha fatto  una  delibera  di
  variazione  di  bilancio,  e quindi il decreto  nei  confronti  dei
  Comuni  è  in fase, a seguito della delibera di Giunta la settimana
  scorsa,  è  in fase di definizione, per cui ai Comuni  arriverà  il
  contributo sui precari.
   Per  quanto  riguarda  il  fondo  perequativo  2020,  innanzitutto
  rispetto  alla  sollecitazione che veniva dall'onorevole  Savarino,
  voglio, rispetto a quello del 2020 appunto, rassicurarla, sul fatto
  che  andremo a trasferire i fondi sulla base già del rendiconto che
  i Comuni hanno dato delle minori entrate che hanno avuto in ragione
  dello  sgravio  che  hanno fatto nei confronti dei  cittadini,  ok?
  Quindi  è  questo,  diciamo, il parametro di  confronto  e  che  ha
  determinato  l'importo da versare nei confronti dei Comuni,  questo
  chiaramente nei confronti del 2020, rispetto al 2021 chiaramente ci
  sarà la stessa attenzione.
   Per  quanto  riguarda  il  fondo perequativo  ed  il  fondo  degli
  investimenti 2020, è una procedura che abbiamo seguito  tutti,  che
  avete  seguito  voi, con grande attenzione anche dall'Aula  e  che,
  diciamo, siamo proprio nella fase del completamento delle procedure
  finali che hanno avuto di tanti accorgimenti. Una procedura che  ha
  avuto  bisogno dell'approvazione del CIPE prima, che poi arrivando,
  dopo  l'approvazione da parte del CIPE, ha avuto bisogno  anche  di
  alcuni  accorgimenti di natura tecnica, così come  aveva  sollevato
  l'onorevole  Lupo  nel  suo  intervento,  e  cioè  quello  di  fare
  diventare  l'Assessorato  alle  autonomie  locali  autorità   anche
  competente, diciamo, nella gestione, e quindi l'assistenza tecnica.
   Rispetto a questo, l'ufficio si sta adoperando nel caricamento dei
  dati  nel sistema Caronte, cosa che sta avvenendo proprio in questi
  giorni,  per  cui mi sento di potere dire che entro il mese  questi
  fondi,  il  fondo degli investimenti ed il fondo perequativo  2020,
  possano, con decreto, essere trasferiti ai Comuni. Questo  mi  pare
  anche  quanto  raccolto rispetto agli appunti che  ho  preso  dagli
  interventi che ci sono stati, voglio ribadire l'impegno politico da
  parte  del Governo nel venire incontro alle esigenze dei  Comuni  e
  nel  fare  insieme a questo Parlamento una battaglia  importante  a
  difesa degli enti locali.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore Zambuto.
   La  seduta è sospesa per sette minuti perché l'assessore  Armao  è
  impegnato fino alle ore 18.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.55, è ripresa alle ore 18.08)

   La seduta è ripresa.

      PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore  Armao   per
  concludere la discussione della mozione a cui seguirà la votazione.

   ARMAO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente, scusate se ho
  dovuto  lasciare  l'Aula,  ma c'era la presentazione  del  rapporto
  sull'economia della Sicilia di Banca d'Italia e ho dovuto  dare  un
  saluto  introduttivo che era programmato e, quindi, per  motivi  di
  cortesia   nei  confronti  della  Banca  d'Italia  ho  chiesto   di
  allontanarmi qualche minuto e di questo chiedo scusa. Tra  l'altro,
  rapporto  che  in  qualche  modo  ci  prefigura  una  ripresa  che,
  attestata dalla Banca d'Italia, non può che essere una prima  lenta
  ripresa,  ma  una  ripresa  si registra già,  quindi  questo  è  un
  elemento  importante  e,  in relazione a questo,  volevo  dare  una
  informativa sebbene fugace.
   Con  riguardo  alla  mozione,  la  mozione  sposa  pienamente   le
  iniziative che sono state assunte dal Governo; iniziative che hanno
  guardato  al rapporto con l'Anci. Il rapporto con l'Anci Sicilia  è
  di   assoluta  e  piena  collaborazione,  oltre  che   per   antica
  frequentazione  tra  il  suo Presidente, me,  il  Presidente  della
  Regione e altri componenti del Governo e per comunanza di intenti.
   In  questo momento si deve fare fronte comune. Ecco perché, quando
  l'ANCI  lo ha richiesto io ho immediatamente prospettato al Governo
  nazionale  la  necessità di rivedere questa assurda formazione  dei
  cosiddetti crediti di dubbia esigibilità e la incidenza  che  hanno
  sui conti comunali.
   Ho scritto al Ministro dell'Economia, già il 23 aprile, sulla base
  di  una  proposta  e  di una relazione prospettata  dal  Professore
  Orlando,  e  il  Ministro dell'Economia ha inviato  gli  atti  alla
  Ragioneria  generale che, il 17 maggio, si è pronunciata  scrivendo
  una nota - che certamente potremo produrre, Presidente, e che potrà
  essere  distribuita - con la quale, sostanzialmente, la  Ragioneria
  ha  allargato  le braccia dicendo  se non interviene  una  modifica
  legislativa,   a  normativa  vigente,  non  si  può  accettare   la
  prospettazione  di  una imputazione diversa  per  il  Fondo  per  i
  crediti  di dubbia esigibilità . Quindi, sostanzialmente, a diritto
  vigente non si può andare avanti.
   Ecco  perché,  sempre  d'intesa con  l'ANCI,  abbiamo  chiesto  al
  viceministro  Castelli una urgente riunione  di  un  tavolo  Stato,
  Regione  e  autonomie locali che il viceministro  Castelli  ha  già
  comunicato  di  voler  convocare. Doveva  convocarlo  la  settimana
  scorsa,  a  quanto  pare, c'è una questione  interna  col  Capo  di
  gabinetto,   però  a  giorni  sarà  convocato.   Quindi,   con   il
  viceministro Castelli ci sentiamo periodicamente, cosa che fa anche
  col  Presidente dell'ANCI. E l'esigenza, che l'onorevole  Cracolici
  aveva  illustrato  poc'anzi - ma anche i  parlamentari  dei  Cinque
  Stelle - di una correlazione tra Regione, ANCI e Governo nazionale,
  che  affronti  i  nodi  delle questioni dell'equilibrio  economico-
  finanziario  dei comuni e delle città metropolitane  e  dei  liberi
  consorzi, è alle liste.
   Un'ultima   considerazione  riguarda,  invece,   una   più   ampia
  considerazione che deve riguardare l'equilibrio degli investimenti,
  deve  riguardare  i  fondi strutturali, deve  riguardare  il  Fondo
  sviluppo  e coesione e i fondi SIE, cioè la programmazione  che  si
  avvia.
   Io  ringrazio  l'onorevole Lo Curto di aver  voluto  ricordare  la
  responsabilità  alla  quale la Sicilia -  io  pro  tempore,  ma  la
  Sicilia  è  stata  chiamata - che è quella di  guidare  le  Regioni
  italiane  in questa fase nella nuova programmazione europea,  nella
  nuova programmazione dei fondi di sviluppo e coesione e soprattutto
  nell'attuazione  del  PNRR. Quindi, un luogo cruciale,  qual  è  la
  Commissione   per  gli  affari  europei  ed  internazionali   della
  Conferenza delle regioni.
     E  proprio  in  questo  senso, su proposta  dell'ANCI,  è  stato
  richiesto  al  Ministro Gelmini, che vedrò domani -  anche  per  le
  questioni attinenti alle impugnative prospettate e, in taluni casi,
  erroneamente interpretate come catastrofiche, ma vorrei rassicurare
  che  nessuna  catastrofe  è alle liste,  come  peraltro  avevo  già
  preannunciato  - per convocare un tavolo presso il Ministero  delle
  regioni  e  le autonomie, non a caso il ministero ha  un  nome  più
  articolato, lo chiamiamo Ministro per le regioni, ma è Ministro per
  le  regioni e le autonomie proprio per mettere insieme le autonomie
  locali,  la  Regione siciliana e lo Stato e guardare allo  sviluppo
  della  Sicilia.  Quindi, non solo ad una situazione contingente  di
  equilibrio economico-finanziario precario, ma guardare come mettere
  insieme  i  PON, i PON-Metro, le misure di cui godono i comuni  sul
  piano  infrastrutturale ma, soprattutto, le risorse che la  Regione
  si attende di ricevere nei prossimi anni, che sono risorse ingenti.
  Pensate che dal PNRR dovrebbero venire quanto meno tra i 20 e i  25
  miliardi  di  euro da qui al 2026. Se aggiungiamo  anche  la  nuova
  programmazione, si prospetta una fase nella quale occorre  lavorare
  sodo per utilizzare al meglio queste risorse.
   Dicevo, sul punto anche della  - visto che sono chiamato, anche, a
  dare una informativa complessiva sulle questioni finanziarie - che,
  ripeto,  la prospettazione catastrofica che era stata fatta  di  46
  articoli  impugnati  della  legge di  stabilità  e  dopo  un  ampio
  articolato   negoziato   sostanzialmente  archiviata   perché   non
  raggiungeranno  neanche 10 gli articoli che saranno impugnati,  che
  dovrebbero essere impugnati. Domani c'è il Consiglio dei  Ministri,
  vediamo se riusciamo ad abbassarne ancora il numero, ma rispetto  a
  una  legge  che ha superato ampiamente i 100 articoli si tratta  di
  una  quota  assolutamente limitata. Se pensiamo che ci  sono  state
  finanziarie  impugnate per 1/3 e 1/4 e ovviamente  ad  oggi  almeno
  nelle  interlocuzioni che abbiamo avuto sinora col Governo  non  ci
  dovrebbero  essere  problemi  sul  bilancio,  che  è  la  cosa  più
  importante, però aspettiamo il Consiglio dei Ministri di domani per
  gli  ultimi  dettagli, ma il confronto finora con  il  Ministero  è
  andato  molto bene e di questo credo che sia importante  effettuare
  una sottolineatura.
   Chiudo invocando una questione - che credo l'onorevole Tancredi ha
  accennato  -  che è quella, io la definisco la madre  di  tutte  le
  battaglie  nei rapporti tra Stato e Regioni, cioè la determinazione
  dei  LEA e dei LEP; se noi non definiamo conclusivamente il livello
  dei  LEA e dei LEP, soprattutto dei LEP, e quindi determiniamo  gli
  elementi  per  contrastare quella degradazione dei diritti  sociali
  che i siciliani hanno vissuto negli ultimi vent'anni.
   Il professore Signorino qualche minuto fa in Banca d'Italia - sarà
  utile  ottenere  la  sua relazione - delineava  come  negli  ultimi
  trent'anni, attraverso la sostituzione dei finanziamenti aggiuntivi
  a  finanziamenti  che hanno in qualche modo compensato  i  migliori
  investimenti dello Stato, si sia abbassata la quotazione dei nostri
  diritti, dei diritti sociali dei siciliani fino a degradarli  a  un
  livello  quasi da Terzo Mondo. E proprio questo dobbiamo combattere
  pretendendo,  ma  il  Ministro  Giannini  e  il  Ministro  Carfagna
  entrambi  l'hanno già detto che è un impegno del Governo Draghi  di
  arrivare  alla  quantificazione di LEA e LEP e, quindi,  consentire
  quel livello minimo, inderogabile, che è il livello dei diritti  di
  cittadinanza al di sotto dei quali mai nessun cittadino può  andare
  senza sentirsi un cittadino di serie b.
   Signor  Presidente, per quanto riguarda la mozione  ovviamente  il
  Governo  è assolutamente favorevole, anche perché ripeto  sposa  le
  iniziative  che sono state in questi mesi intrapresi  dal  Governo.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  mi  sembra  ci  sia  un   ampio
  consenso.  Pongo in votazione la mozione n. 558. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   L'ordine del giorno è sui rifiuti quindi lo facciamo dopo.


  Discussione del disegno di legge «Disposizioni per il settore della
                       forestazione» (n. 1024/A)

   PRESIDENTE.  Volevo  pregare i colleghi se prendono  atto  che  la
  Commissione   Bilancio  ha approvato il disegno di  legge  n.  1024
  «Disposizioni per il settore della forestazione», che  riguarda  la
  variazione  di  bilancio e, in buona sostanza,  la  possibilità  di
  avviare al lavoro i forestali.
   Se  non sorgono osservazioni, io lo vorrei incardinare sin da ora,
  tra  l'altro non possono essere presentati emendamenti  perché  nel
  corso  dei lavori della Commissione non ne sono stati presentati  e
  passare  alla  discussione  sin da  ora  in  maniera  tale  che  se
  potessimo    votarlo   sarebbe,   credo,   una   cosa    importante
  nell'interesse dei boschi, dei lavoratori e di quant'altro.
   Non sorgendo osservazioni, è inserito all'ordine del giorno.
   La  discussione generale, qualcuno intende intervenire?  Assessore
  Armao,  trattasi di una variazione di bilancio, se  per  favore  la
  illustra all'Aula.

   CRACOLICI. E' la garanzia della

   PRESIDENTE. L'Assessore per l'economia mi pare che sia la  massima
  espressione.

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Io  la  ringrazio  onorevole
  Cracolici,  sollecita  per  l'ennesima  volta  questo  mio  compito
  ingrato

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Lo so, è  un  compito  ingrato,
  appassionante  ma  ingrato,  vorrei  definirlo  così,  un   compito
  appassionante ma ingrato e dovuto.
   Io  devo  precisare,  come  la relazione  peraltro  illustra,  che
  avevamo  tentato un'operazione che credo fosse e che sono  convinto
  che  sia assolutamente benemerita, cioè che è quella di alleggerire
  il  bilancio con un trasferimento delle risorse necessarie, facendo
  riferimento   alle   risorse  finanziarie  extraregionali   ed   in
  particolare a quelle europee.
   Alcune  difficoltà che sono state registrate in via amministrativa
  -  ne  parlavamo con l'onorevole Sunseri questa mattina - in taluni
  casi  anche prospettate e cautelativamente avvistate, però dovevamo
  fare  lo  sforzo, dovevamo tentare questa operazione perché sarebbe
  stata  una operazione che avrebbe consentito di rendere risorse  di
  bilancio invece disponibili per altre voci, perché, com'è noto, non
  tutto  si  può  trasferire alla finanza extraregionale,  ma  queste
  erano tra le risorse che erano trasferibili.
   Gli  uffici  non  ce  l'hanno fatta e,  pertanto,  abbiamo  dovuto
  prendere atto di questa difficoltà e siamo intervenuti come Governo
  individuando  le  risorse che, nel frattempo, si  sono  liberate  a
  livello  nazionale  con  un  decreto  legge  che  è  all'esame  del
  Parlamento  e che libera, il decreto legge numero 41 del  2021,  63
  milioni   di   euro  ai  quali  si  aggiungono  ulteriori   risorse
  provenienti, per un milione e mezzo dall'ESA e per un altro milione
  e  quattrocentomila dalle risorse che erano state appostate per  il
  Corpo  forestale  che  non  saranno  utilizzate  poiché  ancora  le
  procedure  concorsuali non sono espletate e, quindi,  non  potranno
  essere  utilizzate sino a quando saranno completate le procedure  e
  si procederà all'assunzione del personale.
   Questa è la sintetica prospettazione dell'impianto finanziario del
  disegno  di legge  Disposizioni per il settore della forestazione ,
  sarebbe meglio dire  Disposizioni finanziarie per il settore  della
  forestazione ,  con  questo si riuscirà a  completare  il  percorso
  come,  tra l'altro, evidenziato dagli Assessori competenti  che  si
  sono  confrontati in Giunta, sia l'assessore Scilla che l'assessore
  Cordaro, e quindi sotto questo profilo riusciremo a garantire,  non
  solo  la tutela del territorio e delle nostre foreste e boschi,  ma
  anche  il lavoro a tanti lavoratori che annualmente prestano questa
  attività secondo una organizzazione che via via riesce ad avere  un
  incremento di qualità e che, auspichiamo, possa essere sottoposta a
  nuova riforma che è già stata prospettata dal Governo. Grazie.

   SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea.   Grazie,  Presidente,  innanzitutto  perché   volevo
  ringraziare la Commissione  Bilancio  che, insomma, ha compreso  le
  motivazioni di questa variazione di bilancio, che non è per avviare
  la   campagna   che  è  già  partita,  è  già  stata   avviata,   i
  centocinquantunisti  stanno  lavorando  già,  in  alcune   province
  addirittura i centunisti e in qualche altra dove c'è stata e  c'era
  la possibilità normativa anche i settantottisti.
   Abbiamo voluto in maniera precauzionale evitare, appunto,  che  si
  potesse  interrompere  questa prevenzione che  -  ripeto  -  è  già
  partita.
   Devo  dire  che  dopo  l'approvazione nella Giunta  di  Governo  e
  l'approvazione  di  oggi, del parere favorevole  della  Commissione
   Bilancio ,  è  già  partita - ho qui il  documento  da  parte  del
  dirigente generale del dipartimento regionale dello sviluppo rurale
  e  territoriale  - proprio la chiamata dei centunisti,  quindi  già
  saranno immediatamente avviati al lavoro.
   Quindi,  è  un momento importante, lo spiegava l'assessore  Armao,
  che  serve proprio per rimodulare, nelle more che possa passare  la
  nuova  programmazione,  impostazione, con  i  fondi  extraregionali
  proprio  per evitare che su una tematica così importante ci possano
  essere   problemi,  abbiamo  voluto  insieme  a  voi,  insieme   al
  Parlamento,  prevedere questa variazione che mi auguro questa  sera
  stessa  possa  essere  votata, proprio  per  dare  tranquillità  al
  settore e al comparto. La richiesta che fa il Governo in maniera

                     (Intervento fuori microfono)

   SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea.  Non c'è il numero legale, allora non la facciamo, ma
  voglio dire è un tema talmente importante che bisogna passare dalle
  parole ai fatti.
   Mi  dispiace  che  manca l'onorevole Figuccia perché  rispetto  al
  profitto,  anche  se  vado  fuori  tema,  per  quanto  riguarda  la
  questione dei consorzi di bonifica, perché sono temi importanti, il
  Governo  sta  lavorando  in maniera seria, compatibilmente  con  le
  difficoltà  finanziarie che abbiamo ereditato  e,  quindi,  bisogna
  evitare   di  fare  ragionamenti  che  possano  innescare   inutili
  polemiche.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea.  Non  è vero, onorevole Cracolici,  lei  può  gridare
  quanto vuole, ma c'è una dimostrazione storica che dimostra che  se
  c'è  qualcuno di incapace è il Governo dove lei ha avuto  un  ruolo
  importante   E  noi  abbiamo dovuto fare  questo  tipo  di  lavoro.
  Comunque,  siccome siamo qui per risolvere i problemi,  però  serve
  che ci sia responsabilità politica rispetto a temi così importanti.
   Detto  questo,  attenzione,  oggi non era  all'ordine  del  giorno
  l'approvazione  di  questo  disegno di  legge,  assolutamente,  non
  c'entra  nulla; ho voluto evidenziare che mi auguro che l'Assemblea
  insieme  comprenda  la delicatezza del momento  e  prima  possibile
  possa  esitare  e  dare  risposte concrete all'intero  comparto  in
  questo  caso  che  riguarda, appunto, sia lo  sviluppo  rurale  sia
  l'Assessorato Territorio e ambiente.
   Ritornando  alla  questione invece del consorzio di  bonifica,  ci
  sono  14  milioni di euro che in finanziaria hanno avuto  copertura
  con fondi anche lì extraregionali, abbiamo la certezza che fino  al
  mese  di  agosto,  forse anche di settembre, con i fondi  regionali
  riusciamo  a fare fronte ai trasferimenti per pagare gli  stipendi,
  al  trasferimento  dei  consorzi di bonifica,  augurandoci  che  in
  questi mesi decisivi si possa chiudere la partita con Bruxelles per
  rendere operativi ed utilizzabili i fondi extraregionali.
   Quindi,  mi  sembrava,  diciamo, importante portare  a  conoscenza
  l'Assemblea rispetto a questi temi. Nessuno ha mai nascosto che  ci
  sono  delle  difficoltà oggettive rispetto all'utilizzo  dei  fondi
  extraregionali,  ma  è  una procedura nuova  che  se  riusciamo  ad
  incanalarla  consentirà per gli anni successivi la  possibilità  di
  liberare  risorse nel bilancio regionale rispetto invece  a  queste
  risorse comunitarie.
   Questo  era  quello che ho voluto dire senza volere  offendere  la
  sensibilità di nessuno, ma c'è una verità storica che parla e parla
  per tutti.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Grazie,  Presidente, la massima  disponibilità  del  Gruppo
  parlamentare   del   Partito   Democratico   a   sostenere   questo
  provvedimento   necessario  a  stanziare  un  po'   delle   risorse
  necessarie per il settore della forestale.
   Noi  siamo  per votare subito, purtroppo la maggioranza  non  c'è,
  temo che non sarà possibile per l'assenza della maggioranza dare il
  voto finale alla legge.
   Sono  134  milioni, se non ricordo male, le risorse  stanziate  in
  finanziaria  di fondo sviluppo e coesione per coprire  parte  della
  spesa del settore della forestazione.
   Noi  dicemmo  subito che questa copertura era  incerta  e  avrebbe
  pregiudicato fortemente la stagione della tutela dei nostri boschi,
  dell'antincendio  e  il sostegno al settore  della  forestale.  Non
  siamo  stati  ascoltati  e il Governo in quell'occasione  è  andato
  avanti con molta arroganza, dichiarando che non c'era problema, che
  i  fondi  erano disponibili, che erano pronti e che non si  sarebbe
  verificato  nessun inconveniente, quando noi dicemmo con  chiarezza
  che  non si sarebbero fatti in tempo neanche i viali parafuoco  che
  servono  per  evitare il diffondersi di incendi e  di  roghi  e  la
  devastazione dei nostri boschi.
   Qui  ci sono 64 milioni di Euro. Il Governo per trovare gli  altri
  cosa intende fare? Perché servono almeno altri 70 milioni di Euro e
  in tempi rapidi se non immediati.
   Chiedo,  anche,  al  Governo, anche se non è presente  l'Assessore
  Cordaro,  di  sapere  se conferma la volontà  -   anche  di  volere
  svolgere in tempi rapidi il concorso per il Corpo forestale -  e se
  sono  impregiudicate  e quindi disponibili le  risorse  che  furono
  stanziate e denuncio che mancano 14 milioni di Euro per pagare  gli
  stipendi dei lavoratori dei consorzi di bonifica.
   Il  30  di  aprile  le organizzazioni sindacali hanno  chiesto  un
  incontro   all'Assessorato,  il  21  di  maggio  le  organizzazioni
  sindacali  del  settore  forestale hanno  proclamato  lo  stato  di
  agitazione; noi siamo terribilmente preoccupati perché questo metta
  a rischio la stagione irrigua nel momento in cui bisogna garantire,
  assolutamente,  l'irrigazione  dei  nostri  campi  e  delle  nostre
  campagne per tutelare l'agricoltura siciliana.
   Massima  disponibilità a votare subito questo  disegno  di  legge,
  anzi  lo  chiediamo, ma grande preoccupazione per tutto quello  che
  sta  accadendo che mette in ginocchio un settore strategico per  lo
  sviluppo della nostra Regione, come l'agricoltura.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor Presidente, Assessori, colleghi parlamentari,
  noi  siamo  pronti a votare, di senso di responsabilità,  Assessore
  all'agricoltura, noi ne abbiamo da vendere.
   Qua  il  problema è chi manca, ed è propria la maggioranza  che  è
  completamente assente, quindi prima di parlare  .

                  (Interruzioni dai banchi di destra)

   DIPASQUALE.   È Assente. Abbiate almeno il pudore   Lei  prima  ha
  fotto  un errore proprio di grammatica. Le voglio bene, lei lo  sa,
  parlo sempre bene di lei, fino a ieri, non era presente in Aula, ma
  ha  fatto un errore di grammatica. Ha aperto un contenzioso di tipo
  politico  sulle  responsabilità  del  precedente  Governo  che  non
  c'entrava, completamente. E' stato fuori luogo, lei l'ha aperta. Si
  può  sbagliare. Non c'entrava completamente niente, in  un  momento
  dove  c'è l'opposizione pronta a votare un disegno di legge e  dove
  invece manca la maggioranza.
   Detto questo, quindi, per quanto riguarda

                     (Intervento fuori microfono)

   DIPASQUALE. Noi ci siamo, più del 50 per cento, è la nostra parte.
  Ma come fate a parlare, siete assenti -  la maggioranza -  chi deve
  garantire  il  numero legale è la maggioranza, e riuscite  anche  a
  lamentarvi e a insultarci quando non ci siete.

                     (Intervento fuori microfono)

   DIPASQUALE.  Detto questo, dopo questa riflessione sui  ruoli  che
  deve  avere  la maggioranza e le garanzie che dovrebbe  portare  al
  Governo, sui consorzi di bonifica, veda Assessore, non si può  dire
  le   responsabilità  sono  della  precedente  Amministrazione,  dei
  precedenti governi.
   Voi  avere  governato quattro anni, io lo capisco, lei è  arrivato
  ora  e  responsabilità  non gliene vuole addebitare  nessuno,  però
  avete  governato quattro anni, chi è che ha fatto le cose prima  ha
  già  pagato,  le responsabilità del Governo Crocetta le  ha  pagate
  Crocetta,  le  hanno  pagate i parlamentari che  abbiamo  sostenuto
  quella esperienza, dopodiché siete arrivati voi, non siete riusciti
  a  garantire  neanche il contributo straordinario che  noi  avevamo
  fatto  nell'ultimo scorcio di legislatura per mettere in condizione
  i  lavoratori dei consorzi di bonifica di avere almeno  pagati  gli
  stipendi.
   Lei  sa  che  ci sono lavoratori che hanno mensilità arretrate  di
  cinque,  sei, sette mesi, otto mesi, si informi, perché è così,  si
  informi  su  Ragusa,  faccia una riunione su Ragusa  e  vedrà  che,
  proprio  perché se ci fosse un contributo straordinario, così  come
  noi  avevamo  dato  a  Ragusa, Agrigento  e  Siracusa,  eravamo  in
  condizione di tamponare. Non sono state messe queste risorse, ma lo
  sa qual è la più grande responsabilità che avete voi? Quella lì che
  parlate  della riforma da quattro anni, la riforma, è là, l'abbiamo
  discussa,  in  Aula  non  c'è  Non c'è   Domani,  dopodomani,  sono
  passati quattro anni, quando arriverà questa riforma in Aula io per
  primo  salirò  e le dirò c'è un fatto concreto, nel frattempo  sono
  passati quattro anni e non siete riusciti a portare questa riforma,
  allora  decoro  vuole  che  fin quando  non  ci  saranno  risultati
  concreti è meglio non parlarne perché si fanno brutte figure
   Per  quanto riguarda, in merito al disegno di legge questo qui sui
  forestali,  ovviamente, noi ci siamo, così come ne approfittiamo  e
  la  risollecitiamo per spingere a massimo l'adozione della  riforma
  in  Commissione  affinché  possa  venire  questa  riforma  organica
  perché,  oggi,  non  è  che  soffrono  e,  concludo,  solamente   i
  lavoratori,  soffrono  gli agricoltori, stanno  arrivando  cartelle
  esattoriali per migliaia e migliaia, decine di migliaia  in  alcuni
  casi  anche qualche centinaia di migliaia di richieste, le cartelle
  esattoriali, assessore -  non serve una risposta in Aula  -   serve
  che le cartelle vengano bloccate perché lei quando mi risponde e mi
  dice  ci  sono  le  risorse per i lavoratori  e  gli  stipendi  non
  arrivano,  quando le cartelle le bloccheremo e arrivano, invece,  i
  ruoli,  serve  la  riforma  che mette in  condizione  tutto  questo
  meccanismo  che  da una parte vede i lavoratori senza  stipendio  e
  dall'altra  vede i produttori agricoli e gli allevatori con  questi
  ruoli,  purtroppo che stanno arrivando con costi notevoli, dobbiamo
  bloccare questo meccanismo, ad oggi l'unico meccanismo che  lo  può
  bloccare  è  la riforma, lei non mi deve rispondere  ora,  mi  deve
  portare la riforma.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  da  parte
  nostra c'è tutta la volontà di raggiungere l'obiettivo, cioè quello
  di  dare  la  giusta considerazione ad un comparto  che  in  questo
  momento   come  tanti  altri,  insomma,  sta  soffrendo  e   questo
  aggiustamento in tempi tempestivi, scusate il gioco  di  parole,  è
  arrivato in Aula.
   Spiace  vedere  che  gran parte dell'Aula è vuota,  oggi  c'è  una
  seduta  della Commissione  Salute  a Catania, ci sono  quanto  meno
  dei  deputati che mancano, c'è qualcosa a Cefalù, allora o facciamo
  un  giro  di  chiamate e ci contiamo perché sono certa  che  se  si
  raggiungono   i  numeri  anche  dopo  la  relazione  dell'assessore
  Baglieri non ci sarà alcun  Pierino  che si alzerà chiedendo numero
  legale perché questa è una questione serissima e sappiamo tutti che
  è  un  settore sensibile e un lungo weekend in più sul  groppone  e
  l'incertezza di ricevere delle somme diventerebbe insopportabile.
  In  merito  ai  problemi  degli  agricoltori,  sentivo  l'onorevole
  Dipasquale che riferiva a proposito di cartelle esattoriali  -   un
  fuori programma, un richiamo all'assessore Zambuto su una cosa  che
  avevo  dimenticato -  assessore Zambuto, tantissimi  comuni  stanno
  mandando   delle   cartelle  agli  agricoltori   perché   intendono
  riscuotere l'IMU agricola, lei ricorderà che tra il 2014 e il  2015
  il  Governo  Renzi  impose a posteriori l'IMU agricola  dicendo  ai
  comuni   Vi  tolgo  delle somme ma applicando  l'IMU  agricola  sui
  terreni anche di montagna  cosa per la quale c'era sempre stato  un
  esonero.
   Bene,  a  colpi  di  ANCI, a colpi riduzioni,  contestazioni  alle
  commissioni  tributarie  sul 2014 ce ne  siamo  usciti,  ma  ancora
  tantissimi comuni, uno per tutti Caltagirone, Grammichele  e  altri
  sono  costretti, visto che le somme sono iscritte nei  bilanci  dei
  Comuni  come crediti certi esigibili, a dovere fare essi stessi  da
  aguzzini a quegli agricoltori che governano quei territori.
   Quindi io le chiedo, ho anche sentito l'ANCI qualche settimana fa,
  e  mi  dicevano   Ormai ci abbiamo perso le speranze  però  abbiamo
  delle  relazioni che abbiamo portato in Conferenza Stato-Regioni  a
  quei  tempi , se riuscissimo con questo Governo, diciamo  che  gran
  parte  del  Parlamento  in  quel momento  storico  che  si  trovava
  all'opposizione si era scagliata contro questa azione  capestro  da
  parte   dell'allora  Governo  Renzi,  diciamo,  oggi  quella  parte
  parlamentare  si  trova  alla maggioranza  quindi  potrebbe  magari
  rifondare  l'IMU agricola e così i comuni non dovrebbero  fare  gli
  aguzzini  degli  agricoltori e avremmo preso due piccioni  con  una
  fava.
   Quindi,  Presidente,  io  le  propongo  di  eventualmente  passare
  all'agenda  Baglieri e verificare se questo numero  c'è  perché  da
  parte  nostra non abbiamo emendamenti e siamo in questo  caso,  tra
  virgolette,  per  interpretare  le  regole  del  Regolamento  nella
  direzione del buon senso.
   Su questo argomento, e mi prendo ancora un minuto, una riflessione
  sul Regolamento: stiamo trattando e doveva essere una cosa cotta  e
  mangiata,  velocissima, una legge sulla povertà. Ora, a  causa  dei
  tempi   stringenti   e  dell'elaborazione  a  volte,   come   dire,
  farraginosa di alcune proposte io ho sottoposto un ragionamento  al
  Presidente  Micciché intorno alla possibilità di -   Presidente  se
  qualcuno  vuole  chiacchierare fuori, mi pare che avete  messo  dei
  divani -  non si può parlare con

   PRESIDENTE. Onorevole, si attenga al tema del disegno di legge.

   FOTI. E se non si

   PRESIDENTE.   Sta  inserendo  un'altra  cosa,  è  in   Commissione
   Bilancio  quella.

   FOTI.  No,  no,  stiamo parlando sull'ordine  dei  lavori,  perché
  altrimenti non dovremmo parlare di votazione.

   PRESIDENTE. Stiamo parlando sul disegno di legge, onorevole  Foti,
  lei lo sa.

   FOTI. Sì, e allora, anche in questo caso, io in quel caso chiederò
  e  formalizzerò  attraverso  il mio  Capogruppo  una  richiesta  di
  riunione dei capigruppo perché questa legge sulla povertà, diciamo,
  venga  arricchita di contenuti che vadano un po'  oltre  quello  di
  dare  buoni  pasto  e  posti  letto  che  certamente  servono,   ma
  soprattutto   risollevare   le   persone   dall'emergenza   povertà
  attraverso la ristrutturazione del debito.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.  Poi  l'onorevole  Sunseri.  Onorevole  Laccoto,  dobbiamo
  completare questo lavoro, dobbiamo approvare gli articoli e poi  il
  voto  finale si farà caso mai martedì, se non c'è il numero legale,
  intanto  approviamo  l'articolato, può  darsi  che  arrivi  qualche
  collega che è stato chiamato.
   Prego, onorevole Di Paola.

   DI   PAOLA.   Grazie   Presidente,   Governo,   colleghi.   Volevo
  sottolineare  che poco fa c'è stato un intervento da  parte  di  un
  componente  della  Lega  e poi in Aula non vedo  nessun  componente
  della Lega proprio perché se è importante bisognava restare in Aula
  o quanto meno essere presenti.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)

   DI   PAOLA.  Certo,  certo,  l'intervento  abbiamo  visto  che  ha
  sdoganato, le ha detto Assessore, pure, che insomma parla benissimo
  di  lei, però, poi i Leghisti in Aula non ci sono, dico, poi  siamo
  sempre gli stessi che con responsabilità approviamo le cose che poi
  servono  ai siciliani, e che servono ai siciliani, Assessore,  dopo
  errori  del  Governo regionale. Perché qua c'era  uno  stanziamento
  diverso,   lo stanziamento - lo dice pure il disegno di  legge  che
  adesso  avete  portato in Aula -  perché poi  c'è  l'Assessore  per
  l'economia che dice sempre che va tutto bene.
   Però,  qui  c'è  scritto,  lo dico testualmente,   Considerate  le
  relazioni  del  corpo forestale e del dipartimento regionale ,  che
  dicono guardate c'è un problema,  che evidenziano, rispettivamente,
  maggiori  oneri  rispetto  agli stanziamenti  di  bilancio,  nonché
  l'impossibilità  di utilizzare al momento le risorse  extra   ,  al
  momento,  e dico ma, assessore se siete Governo, io mi aspetto  che
  avete fior di tecnici che vi sedete lì a tavolino e quando andate a
  fare  una  finanziaria, capite dove si possono utilizzare  i  fondi
  extra   regionali  e  dove  non  si  possono  utilizzare,  con   le
  opposizioni  che  puntualmente ve le evidenziano  queste  cose,  in
  Commissione  Bilancio , in Aula, però voi continuamente - dico  voi
  inteso come Governo regionale, perché giustamente lei non è che  si
  occupa  di  fondi o di riprogrammazione della parte  economica,  si
  occupa un'altra parte del Governo sotto questo punto di vista.  Voi
  venite  in  Aula rassicurando i deputati: poi che succede?  Che  ci
  troviamo,  qualche  mese dopo, a fare una variazione  di  bilancio,
  perché  questa  è una variazione di bilancio vera  e  propria,  non
  essendo  ancora  conclusa  la  procedura  di  riprogrammazione  dei
  predetti fondi all'uopo prevista nella manovra finanzia 2021.
   Quindi,  Assessore,  a  fronte di un errore  di  previsione  dello
  stanziamento dei fondi al Governo regionale, voi state  presentando
  questa  variazione di bilancio per mettere una  toppa  e  i  Gruppi
  parlamentari,  non  tutti  perché  non  vedo  la  Lega,  nonostante
  sbandieri il discorso dell'agricoltura, siamo presenti, e per me si
  può anche votare, votiamo.
   Votiamo, vediamo chi è presente, facciamo una votazione nominale e
  vediamo che cosa esce fuori, così facciamo capire ai siciliani e ai
  forestali, che in questo momento sono in difficoltà, chi si  assume
  le  responsabilità  e  chi invece dice è  tutto  a  posto,  poi  fa
  comunicati,  va tutto bene', e poi abbiamo degli errori incredibili
  che  riguardano  i fondi regionali, perché qui col  discorso  delle
  riprogrammazioni  e  col  discorso degli stanziamenti,  che  spesso
  divengono errati, noi ci troviamo a mettere toppe su toppe. Prima o
  poi  tutte  queste  toppe che stiamo mettendo,  perché  la  coperta
  quella è, prima o poi tutte queste toppe verranno a galla, verranno
  a   galla  e  non  riusciremo  più  a  mettere  nessuna  toppa,   e
  probabilmente non ci sarà più questo Governo regionale, non ci sarà
  più  chi  in questo momento sta gestendo tutto questo discorso  dei
  conti  della  Regione. Perché veramente è incredibile, i  forestali
  devono  sapere  dall'altra  parte che qui  c'è  una  responsabilità
  chiara e netta -  al di là del passato assessore, perché il passato
  è  passato  -   ci sono delle responsabilità, io non  lo  metto  in
  dubbio,  però qui c'è una responsabilità chiara e netta del Governo
  della Regione, che non solo non ha portato ancora alla riforma,  ha
  sbagliato  pure  lo stanziamento dei fondi durante la  finanziaria,
  durante  l'ultima  finanziaria che è  stata  fatta,  con  Movimento
  Cinque Stelle e gli altri Gruppi parlamentari delle opposizioni che
  ve  lo hanno sottolineato più volte, in Commissione  Bilancio  e in
  Aula, grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI.  Grazie, Presidente, Assessore, colleghi.  Assessore,  sa
  che  c'è? Che il Presidente Musumeci, nel 2017, con le promesse  ai
  forestali  ci ha vinto una campagna elettorale. Promesse  che  sono
  state  del  tutto  disattese da questo Governo,  e  a  distanza  di
  quattro  anni  ci ritroviamo con una finanziaria approvata  a  fine
  aprile,  con  una  conferenza stampa indetta dal  Presidente  della
  Regione   a  fine  maggio  in  cui  si  dice  che  sarebbe  partito
  l'antincendio  a  giugno,  e  ci ritroviamo  il  16  di  giugno  in
  Assemblea, a fare una variazione di bilancio perché i soldi  per  i
  forestali,  quelli stanziati ad aprile, non ci sono, e li  troviamo
  solo grazie ad un decreto legge del Governo nazionale che ad aprile
  stanzia risorse per la Sicilia.
   Questo è il quadro, è la differenza tra una conferenza stampa,  in
  cui  si  annuncia una cosa, e la realtà - fine marzo, il  DL  è  di
  marzo, ha ragione, il 41 del 2021 - ora però la correggo, perché il
  milione  e  quattro che ha annunciato dell'ESA  non  c'è,  era  nel
  disegno di legge, ma non c'è più in quello portato in Aula.
   Quindi,  questo per dire che tra la realtà e la conferenza stampa,
  passano  settantasette  milioni,  di  cui  sessantaquattro,   oggi,
  portati in variazione di bilancio in Assemblea regionale siciliana.
   E  questa  Assemblea,  durante  la finanziaria  l'aveva  previsto,
  perché  aveva  detto  che  i  tempi  che  dovevano  permettere   la
  riprogrammazione  non erano utili e necessari  per  affrontare  una
  spesa così imminente come quella dei forestali.
   Oggi,  arriva  in  Commissione  Bilancio , anzi l'altro  ieri,  le
  opposizioni  sempre  presenti, oggi sempre  presenti,  mancavano  i
  numeri  della maggioranza, è stata approvata poco prima dell'inizio
  dell'Aula.  Arriva in Aula, le opposizioni presenti. La maggioranza
  continua ad essere assente.
   Io  mi auguro che non tutti i forestali, ma uno dei forestali  che
  ha  votato  Musumeci si renda conto che non solo tutte le  promesse
  che  erano  state fatte in campagna elettorale ma anche le  risorse
  destinate  ai  forestali  per fare partire l'antincendio  oggi,  16
  giugno 2021, non ci sono.
   E' responsabilità di questo Parlamento approvare una variazione di
  bilancio  che gli permetta di avere gli stipendi. Perché di  questo
  stiamo parlando. Stipendi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Savarino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente, solo per dire, è  quasi  da  scuola
  elementare ribadire che il Gruppo DiventeràBellissima è  tutto  qui
  presente,  ma  volevo  chiedere  alla  Presidenza  di  evitare   di
  autorizzare nelle prossime settimane missioni delle Commissioni nei
  giorni  di  attività parlamentare, perché oggi è stata  autorizzata
  una Commissione, capisco le necessità, della Commissione Salute  di
  andare  a  Caltagirone, quindi sono 13 componenti  più  i  deputati
  eletti  in  quella  provincia che hanno  sentito  la  necessità  di
  seguire  la  Commissione,  in  un  presidio  ospedaliero  nel  loro
  territorio  e  ci ritroviamo assenti una ventina di  deputati  solo
  perché  autorizzati ad andare in missione a Caltagirone  presso  il
  presidio ospedaliero.
   Questa è poi, oggi, una colpevole mancanza per cui non riusciamo a
  terminare,  i  lavori parlamentari come è giusto  che  sia  e  come
  chiedono   i   siciliani  e  l'Assessore  che  oggi   ha   portato,
  giustamente,  una  emergenza che tutti  noi  riteniamo  tale  e  da
  portare a definizione in tempi brevissimi. Grazie.

       PRESIDENTE. Mi pare corretta la sua precisazione.
   Onorevoli   colleghi,  si  passa  alla  votazione  del   passaggio
  all'esame  degli  articoli. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'approvazione dell'articolato.

                   (Proteste dai banchi di sinistra)

   Lo  rinviamo.  Ma  non  c'è  il numero legale?  Abbiamo  fatto  la
  discussione generale.
   Abbiamo  votato  il  passaggio all'esame degli articoli,  che  sia
  chiaro.  Gli articoli saranno esaminati nel corso della  seduta  di
  martedì.
   Abbiamo chiuso, perché dobbiamo capirci nelle cose. Questo  non  è
  metodo di lavorare. Io ho preso il disegno di legge, l'ho inserito,
  d'accordo  con  voi. Purtroppo manca il numero legale,  lo  abbiamo
  detto in mille modi e quindi non si tratta.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO.  Signor  Presidente, perché ho chiesto il  voto  palese?
  Perché  ad  un  certo  punto  qualcuno si  deve  pure  prendere  la
  responsabilità di chi è, oggi, in Aula e di chi non è oggi in Aula.
   Il  Governo  Musumeci  è sostenuto da una maggioranza.  Giusto?  O
  pseudo  tale. I deputati di maggioranza oggi presenti in Aula  sono
  gli  onorevoli: Pullara, Lo Curto, Caputo, Assenza, Zitelli, Bulla,
  Lentini,  Savarino e Di Mauro. Gli altri dove sono?  E  l'onorevole
  Caronia.

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Caro, è una precisazione inutile  perché
  ci sono partiti - i Gruppi parlamentari -  in cui in questo momento
  sono meno della metà.

   DI CARO. I partiti sono partiti.

   PRESIDENTE. Allora in quest'Aula, ci sono Gruppi parlamentari meno
  della metà.
   Lasciamo perdere perché è una polemica inutile.
   Onorevoli  colleghi,  sono le ore 19.00, la seduta  è  rinviata  a
  martedì  prossimo  con  la  trattazione  della  discussione   sulle
  comunicazioni del Governo sui rifiuti.

                           (Brusìo in Aula)

   La seduta è rinviata a martedì, 22 giugno 2021, alle ore 16.00.

                 La seduta è tolta alle ore 18.54 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XXII SESSIONE ORDINARIA


                         273a SEDUTA PUBBLICA
                  Martedì 22 giugno 2021 - ore 16.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

         - Disposizioni per il settore della forestazione . (n. 1024/A)
            (Seguito)

                 Relatore: on. Savona

    III - COMUNICAZIONI DEL GOVERNO SUL SISTEMA DI RACCOLTA DEI RIFIUTI

    IV -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)   Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016,
         n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni
         legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con
         decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380 .
         (nn. 669-140-453/A) (Seguito)

                 Relatore: on. Lo Curto

       2)  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
         per la gestione integrata dei rifiuti.  (nn. 290-49-76-179-267
         bis/A) (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

    V -VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 984/A)

  2)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
  D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 985/A)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

     Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
                        competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   Riordino   delle  istituzioni  pubbliche   di   assistenza   e
  beneficienza (n. 1023).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 15 giugno 2021.
   Inviato il 15 giugno 2021.
   Parere VI.

                             BILANCIO (II)

   - Disposizioni per il settore della forestazione (n. 1024).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 15 giugno 2021.
   Inviato il 15 giugno 2021.

  Allegato B

    Mozione  n.  558   Iniziative  in  ordine  alle  gravi  criticità
  finanziarie  dei  Comuni  siciliani ed  interventi  strutturali  di
  carattere finanziario e normativo .  (testo)