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Resoconto d'Aula della Seduta n. 276 di mercoledì 07 luglio 2021
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 16.10

   PRESIDENTE. Colleghi, la seduta è aperta.
   Mi  hanno  chiesto  dalla  Commissione  Salute ,  di  rinviare  di
  mezz'ora  perché  stanno  ancora  lavorando  e  hanno  delle   cose
  importanti  da  definire.  Per  cui, aspettiamo  che  finiscano  in
  Commissione e ritorniamo in Aula.
   Sono le ore 16.10, vediamo se per le ore 16.30 ce la fanno, ma  mi
  sembra  difficile. Comunque, sospendiamo sino alle ore  16.30,  poi
  vediamo se è possibile iniziare i lavori oppure se dovremo rinviare
  ancora qualche minuto.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.11, è ripresa alle ore 16.54)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi la seduta è ripresa, ma  la  stiamo
  per  risospendere perché la VI Commissione  onorevole  Laccoto  che
  posso fare io?
   Ognuno  di  noi ha le proprie urgenze, se la Commissione   Sanità
  sta  finendo una cosa, mi hanno comunicato che stanno finendo ed  è
  urgente  io non li interrompo per cui, credo, che così come abbiamo
  fatto  in altre occasioni possiamo tranquillamente aspettare  anche
  oggi per cui siccome mi hanno chiesto fino alle ore 17.15

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Laccoto)

   Onorevole  Laccoto, quando c'è Aula le Commissioni interrompono  i
  lavori a meno che il Presidente non ritenga di farle continuare per
  qualche  motivo particolare; non mi sembra che se stiamo un  quarto
  d'ora in più succeda nulla.


                        Sull'ordine dei lavori

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Volevo dare un contributo, Presidente, sull'ordine dei
  lavori.  Siccome io vengo dalla Commissione  Sanità  e tutto mi
  sembra tranne che la Commissione finisca entro un quarto d'ora,
  venti minuti

   PRESIDENTE. No, me l'hanno detto ora. Ho detto loro che alle 17.15
  comincia l'Aula.

   BARBAGALLO. Dico, anche per regolarci sui lavori perché

   PRESIDENTE.  Se  io  alle ore 17.15 riapro  i  lavori  d'Aula,  la
  Commissione deve chiudere obbligatoriamente. Siamo già rimasti così
  con  la  Presidente La Rocca Ruvolo, per cui non credo che  ci  sia
  motivo di fare diversamente.
   Pertanto, la seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.56, è ripresa alle ore 17.23)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Fava sarà in missione  il  19
  luglio 2021.

   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Compagnone, Mangiacavallo,
  Sunseri,  Di  Paola,  Di Caro, Pasqua, Marano, Zafarana  e  Ciancio
  hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   per la scomparsa del padre dell'onorevole Marano

   Messaggio di cordoglio per la scomparsa dell'ex sindaco  di  Enna,
  Peppino Mancuso, e per la scomparsa del padre dell'onorevole Marano

   PRESIDENTE. Abbiamo al primo punto le Disposizioni per la  povertà
  però  prima di iniziare, scusate colleghi se mi date un  attimo  di
  attenzione,   in   questi   giorni   sono   successi   due   eventi
  particolarmente negativi. Qualche giorno fa è venuto a mancare l'ex
  Sindaco  di Enna, Peppino Mancuso, che tutti ricordiamo con  grande
  affetto,  ma  ieri  è venuto a mancare anche il papà  della  nostra
  collega  Jose  Marano, e mi piacerebbe che per queste due  persone,
  per   la  Jose  in  particolare,  potessimo  fare  un  momento   di
  raccoglimento  prima  dell'inizio dell'Aula,  quindi  vi  prego  un
  minuto di raccoglimento.

      (Tutti i presenti in Aula, in piedi, osservano un minuto di
                            raccoglimento)

   Ovviamente,  tutta  l'Assemblea manda  alla  famiglia  Mancuso  un
  affettuoso   abbraccio,  ma  tutti  noi,  credo,  con   particolare
  emozione,  mandiamo  un  fortissimo abbraccio  a  Jose  per  questa
  improvvisa mancanza che ha avuto ieri, particolarmente dolorosa.


                          Per fatto personale

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Prima di cominciare l'esame del disegno di legge sulla
  povertà,  ha  chiesto di parlare, per pochissimo credo, l'onorevole
  Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, ho chiesto la parola per  dare  una
  comunicazione  all'Aula, perché credo che la  vicenda  di  ieri  in
  qualche modo investa, non perché mi ha riguardato personalmente,  e
  provo  a spiegare di cosa sto parlando, ma perché credo che investa
  la  disciplina, l'onore  devo toglierla? Io col microfono ho paura,
  perché  ho capito che forse per Dipasquale la causa del contagio  è
  stata il microfono.
   Vado alla sintesi. Ieri sono stato raggiunto da una telefonata  in
  cui mi si chiedeva come commentavo, da parte del nuovo direttore di
   Live Sicilia , una foto che sarebbe stata inviata a  Live Sicilia
  durante  i  lavori  della Commissione  Salute,  servizi  sociali  e
  sanitari .  Io  non  conoscevo chiaramente la  foto,  non  avendola
  fatta,  non essendomi fatto un selfie, ma mi si annunciava  che  la
  foto mi riprendeva mentre in quel momento avevo aperto dal mio iPad
  un  videogioco,  tutti  sanno  che  lo  utilizzo,  il  burraco.  Ho
  commentato come potevo commentare.
   Non  volevo  dare,  e non voglio dare a questa notizia,  a  questo
  fatto,  particolare  risalto,  una  notizia  forse  di  colore,  un
  pettegolezzo, ma quello che mi ha colpito, ed è la ragione per  cui
  sto  parlando, e non di quello che mi ha riguardato, è il fatto che
  mezz'ora  dopo quella telefonata è stata pubblicata la  notizia  su
   Live  Sicilia ,  e  tre  minuti dopo sono stato  raggiunto  da  un
  messaggio  whatsapp  in  cui  mi si  girava  la  notizia  di   Live
  Sicilia , a firma del dottor Tuccio D'Urso, dandomi notizia,  forse
  pensava  che  io non lo sapessi, di questa notizia che  in  qualche
  modo veniva pubblicata da  Live Sicilia .
   Ho  appurato, nel corso delle ore successive, che assieme a me  il
  dottor Tuccio D'Urso lo ha inviato, non so, a qualche centinaio

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lentini)

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, chiedo scusa, se può uscire grazie,
  la ringrazio molto.
   Continui, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Quindi,  altre  centinaia  di  persone,  non   so   se
  centinaia, migliaia, non ho la più pallida idea.
   Ma  come diceva una volta Andreotti,  a pensar male si fa peccato,
  ma  spesso  ci si azzecca : io ho imparato una lezione antica,  che
  spesso  chi ti porta, il primo a farti le condoglianze, è  l'autore
  del  fatto.  Ho avuto anche modo di riferirlo, in qualche  modo  di
  farglielo comprendere al dottore D'Urso, non è stato smentito,  non
  ho  la  prova  che  sia stato effettivamente  lui  -  anche  se  in
  Commissione  era  l'unico presente esterno  -  visto  che  tutti  i
  colleghi  della  Commissione mi conoscono,  sanno  che  normalmente
  faccio contemporaneamente diverse cose.
   Non  credo  che  sia  una  notizia per nessuno  dei  colleghi  qui
  presenti, al di là degli schieramenti politici. Perché sto  ponendo
  questa questione?
   Perché penso che sia in corso, o ci sia un tentativo - non se  poi
  è  in  corso, non so a che punto arriverà - di provare a screditare
  questo Parlamento e la funzione dei parlamentari.
   Mi  sono  ricordato poi le parole che ha usato  il  dottor  D'Urso
  quando  l'Aula,  con  voto democratico per due volte,  ha  respinto
  l'ipotesi che veniva proposta di estendere il suo contratto fino ai
  settant'anni,  dopo  i 67 per i quali c'è l'obbligo  di  andare  in
  pensione.
   Ricordo  le parole - come dire di disprezzo verso il Parlamento  -
  addirittura  le  allusioni verso un collega che  era  assente,  era
  presente,  chiedeva  le indagini, il Presidente  dell'Assemblea  fu
  tirato dentro come se fosse un collaboratore di un falso.
   Quelle  parole fanno il paio con questo tentativo di dare all'idea
  della  rappresentanza un ruolo quasi offensivo, che non faccia  gli
  interessi dei siciliani.
   Per  la  verità  ho ricordato pure che qualche settimana  fa  sono
  stato autore, non solo di un'interrogazione parlamentare ma -  come
  ho  avuto  modo  di  dire anche pubblicamente -  di  avere  portato
  fisicamente,  la  prima volta che lo faccio  in  vita  mia,  quella
  interrogazione parlamentare presso la Procura della  Repubblica  di
  Palermo  per  valutare  se ci sono eventuali reati  nella  gestione
  degli  affidamenti  degli  incarichi  professionali  da  parte  del
  delegato  dal  commissario, cioè il Presidente della  Regione  che,
  avendo  delegato  D'Urso  alla  gestione  dei  cosiddetti   appalti
  covid ,  ha  operato  secondo un principio di affidamento  diretto,
  secondo me fuori le regole.
   E'  la  mia  opinione,  ho  chiesto  ai  Magistrati  di  fare  una
  valutazione.
   Le tre cose: il caso iniziale, quella storia dell'interrogazione e
  la  vicenda di ieri mi dicono che probabilmente - non so con quanti
  sostegni esterni - qualcuno pensa di potere intimidire, con  me  ha
  sbagliato indirizzo
   Mi può beccare a giocare, non a burraco, a sette e mezzo, in tutti
  i  giochi  che  vuole,  ma l'idea di potere intimidire  con  questi
  strumenti  l'esercizio  della libertà di un  parlamentare  la  dice
  lunga su qual è la filosofia o l'ideologia che sta dietro spesso ai
  comportamenti umani.
   Ho il dovere di dirlo all'Assemblea.
   I fatti sono questi.
   Ognuno  li  valuterà  però,  siccome credo  che  le  cose  che  mi
  riguardano  non  sono  mai  fatti privati,  ho  sempre  vissuto  in
  maniera,  persino eccessivamente, trasparente la mia vita pubblica,
  e  avevo  il dovere di volerlo raccontare e trasmettere a  tutti  i
  colleghi,  perché ognuno si faccia la sua opinione  -  fra  l'altro
  nell'esercizio  di  un'attività di Commissione  in  cui  era  stato
  chiamato per spiegare quello che stava facendo, e non per venire  a
  fare eventualmente foto ai deputati.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
   Credo che una situazione di questo genere non vada commentata, non
  so  se è stato il dottor D'Urso a fare quella foto, ma mi interessa
  poco,  nel  senso  che se anche fosse stato qualcun  altro  la  mia
  critica  nei  confronti di chi è stato non può che essere  comunque
  molto severa.
   E'  inaudito  che  si facciano fotografie per mandarle  fuori  per
  screditare. Cosa volete che si screditi?
   Si  scredita  alla  fine il sistema generale  della  politica,  il
  sistema intero del Parlamento di quest'Assemblea.
   Devo  dire che è ancor più grave se cose di questo genere  vengono
  fatte da persone che vengono chiamate in audizione.
   Se  fosse un parlamentare sarebbe grave, ma il fatto che sia forse
  una  persona che è venuta, chiamata dalla Commissione, per fare  la
  sua audizione, lo considero ancora peggio.
   Speriamo  che  non  sia stato, ma io, come dire,  prendo  atto  di
  quello che ha raccontato l'onorevole Cracolici, certamente non  con
  piacere.


   Sulla  vicenda che ha riguardato l'onorevole Cracolici in sede  di
  Commissione  Salute, servizi sociali e sanitari

   LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ne  ha  facoltà.  Però,  su  questo  argomento   non
  interveniamo tutti.
   L'onorevole  La Rocca Ruvolo ha chiesto per prima di  intervenire,
  poi  hanno  chiesto di intervenire gli onorevoli Caronia  e  Aricò.
  Anzi,  scusate, dopo l'onorevole La Rocca Ruvolo aveva  chiesto  di
  intervenire l'onorevole Lantieri.
   Però  scusate,  forse il suo intervento, onorevole  Lantieri,  era
  diverso da questo.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Diverso. E allora lo facciamo dopo, perché  credo  che
  loro  intervengano,  l'onorevole La Rocca  Ruvolo  sicuramente,  su
  questo argomento.

   LA  ROCCA  RUVOLO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi.
  Quanto  è  accaduto il 3 giugno in Commissione la reputo  una  cosa
  gravissima,  di  cattivo  gusto e di basso profilo,  perché  voglio
  precisare  una  cosa: intanto io ieri ho chiamato il  direttore  di
  Live  Sicilia perché lui correggesse l'articolo, e non parlasse  di
  onorevoli  deputati che avevano fotografato l'onorevole  Cracolici,
  perché  così  non  era,  prima cosa, perché abbiamo  visionato  gli
  elenchi  dei presenti e degli ospiti di quella giornata. Questo  il
  primo punto.
   Il secondo punto di quell'articolo, su cui dissentiamo fortemente,
  è  che  commentava pure e la diceva lunga sul clima in Commissione;
  bene,  sul  clima in Commissione non avevamo nulla da sottolineare,
  perché   il   clima  in  Commissione  è  sempre  stato   un   clima
  collaborativo  e  di  grande intesa tra tutte  le  forze  politiche
  presenti in Commissione  Salute'.
   Detto  questo, voglio aggiungere una cosa, Presidente, noi da  due
  anni  lavoriamo in maniera terribile nelle Commissioni, e credo  di
  parlare  anche  a  nome  degli  altri  Presidenti  e  delle   altre
  Commissioni,  con dei collegamenti che spesso non sono  per  niente
  buoni,  con una fatica impressionante, e non abbiamo mai  avuto  in
  presenza né il Governo, perché sempre da remoto, né ospiti vari con
  una difficoltà non indifferente.
   Io  la  inviterei  oggi  a dare una disposizione  chiara,  non  ne
  possiamo più del remoto, almeno per quanto riguarda il Governo,  lo
  vogliamo   in   presenza,  perché  lavoriamo  in  maniera   brutta,
  bruttissima.
   Secondo  punto. L'ospite a cui fa riferimento, e  non  so  se  sia
  questo  o  meno,  noi  già  ad  ottobre  lo  avevamo  invitato   in
  Commissione  per potere capire come si stava muovendo  la  macchina
  dell'emergenza Covid per l'aspetto strutturale, per le risorse  che
  venivano date per l'emergenza Covid, e ci è stato risposto che  non
  rispondeva   a   noi  in  maniera  assoluta,  aveva   soltanto   un
  interlocutore.
   Questa  risposta,  che  noi non abbiamo polemizzato,  non  abbiamo
  fatto  nulla, oggi, a distanza di mesi, chiarisce anche quello  che
  si  è permesso di dire l'ingegnere D'Urso alla Commissione  Salute'
  quando.  ad  ottobre, ha ritenuto di non dovere venire perché  alla
  Commissione non doveva nulla.
   Io dico: la Commissione rappresenta i siciliani. Bene, i siciliani
  non  hanno  il diritto di sapere come vengono allocate le  risorse,
  quali sono i centri per l'emergenza Covid e, soprattutto, che costi
  stanno sostenendo questi centri per l'emergenza Covid.
   Ribadisco  ancora una volta: quello che è accaduto il 3 giugno  in
  Commissione   Salute'  è  una  cosa gravissima  nei  confronti  del
  Parlamento,  non soltanto nei confronti dell'onorevole Cracolici  o
  della Commissione  Salute'.

   PRESIDENTE. Onorevole La Rocca Ruvolo aspetti un attimo, non se ne
  vada.
   Due  cose.  Per quanto riguarda l'organizzazione dei lavori  della
  Commissione,   quelli  dipendono  esclusivamente  da   lei,   dalla
  presidenza, io non do nessuna direttiva, tranne su quelle  generali
  ovviamente.    Quindi  quando  lei  vuole   fare   le   sedute   in
  videoconferenza le fa, quando non le vuole fare non le fa,  dipende
  direttamente  da lei. Però le devo dire, quindi da  questo  momento
  lei non le faccia ed il problema è già risolto.
   Sulla non presenza fisica del Governo, e su altre cose di cui  lei
  ha parlato, la devo pregare: me lo dica subito. Cioè, perché se voi
  chiedete  al Presidente, che io a nome della Presidenza faccia  una
  lettera  al  Presidente della Regione chiedendo che  i  membri  del
  Governo  siano presenti nelle Commissioni, così come l'ho fatto  in
  altre occasioni, lo farei tranquillamente anche in occasione in cui
  ci dovesse essere qualche non volontà di essere presente, ecco, poi
  credo che finché è possibile farlo da remoto quando l'assessore non
  può  venire  non succede niente, credo che sia più che  normale  ma
  laddove, invece, lei ritenesse questo deve chiedere la presenza.
   Per  quanto  riguarda, invece, la risposta che  il  dottor  D'Urso
  avrebbe  dato  alla Commissione sul fatto che lui  non  aveva,  non
  doveva nulla alla Commissione, vi posso dire che ha sbagliato a non
  dirmelo prima, perché se io avessi saputo il giorno in cui è  stata
  data  questa risposta, io avessi saputo dalla Commissione  che  era
  stata  data questa risposta, sarei intervenuto, e in maniera  molto
  sollecita e anche molto pesante perché nessuno, nessun siciliano si
  può  permettere di dire, se convocato in Commissione,  che  non  ha
  motivo  di  essere  convocato perché nulla  deve  alla  Commissione
  parlamentare, perché io credo che tra i compiti del Parlamento, tra
  i  compiti  delle Commissioni più ancora che dell'Aula, ovviamente,
  c'è   quello   ispettivo,  per  cui,  ovviamente,   chiunque   deve
  obbligatoriamente  rispondere a una chiamata di  audizione  in  una
  qualsiasi Commissione.
   Per  cui, ora lei me lo sta dicendo, dovrò segnalarlo con notevole
  ritardo al Presidente della Regione ma, ovviamente, lo farò, perché
  nessuno  si  può  permettere,  nessun  Direttore  generale,  nessun
  delegato,  nessun  Presidente o Direttore  di  Aziende  partecipate
  della Regione, si potrà permettere di dire che non viene perché non
  ha nulla da rispondere alla Commissione, questo è poco ma sicuro  e
  spero che non succeda mai più
   Al  Governo presente non posso che dire, e lo dico con dispiacere,
  però non posso non dirlo, le dichiarazioni del dottor D'Urso in più
  di  un'occasione sono state dichiarazioni che hanno lasciato un po'
  a  bocca  aperta, come dire, quanto diciamo in maniera  eufemistica
  questa Presidenza, lo ha fatto quando ha comunicato che qua ci sono
  imbrogli continui, perché il suo voto era stato negativo quello che
  riguardava la sua persona, lo ha fatto in altri occasioni, per  cui
  questo  io devo dire, mi riferisco all'onorevole Cordaro, perché  è
  l'assessore  che  ha  la  delega dei rapporti  con  il  Parlamento,
  sarebbe  il caso che questa persona venisse richiamata dal Governo,
  dalla Presidenza della Regione, e gli si dicesse esattamente quello
  che  lui può fare e non può fare, perché alcune cose oggettivamente
  non sono consentite.


   Su un emendamento presentato in Commissione  Bilancio  riguardante
  le indennità degli amministratori degli enti locali

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  io  sarà
  molto  breve, in realtà il mio intervento coglie soltanto la  parte
  iniziale  dell'introduzione fatta dall'onorevole Cracolici,  quando
  si dice che probabilmente la politica, attraverso queste azioni che
  chiaramente nessuno può avallare, viene in qualche modo screditata,
  però   io  vorrei  sottolineare  un  evento  che  si  è  verificato
  stamattina in Commissione  Bilancio .
   Presidente,   la  Commissione   Bilancio   ci  ha  sottoposto   un
  emendamento ad un disegno di legge stralcio che avverrà per i tempi
  giusti, io però vorrei sollecitare la sua attenzione, è stata molto
  sempre  attenta  a questo aspetto, si è proposto  di  aumentare  in
  maniera  anche veramente minimale, così come ci propone l'Anci,  le
  indennità  date ai sindaci nonché agli assessori che, come  abbiamo
  visto  anche  dalle  cronache  degli ultimi  giorni,  sono  davvero
  irrisori rispetto alla quantità di responsabilità e di impegno  che
  un sindaco di una città, qualunque essa sia, debba affrontare.
   Lo  abbiamo  visto quando il bambino ha avuto quel  problema  alla
  mano nella scuola, addirittura il sindaco è stato identificato come
  il  responsabile,  per  cui è chiaro che la responsabilità  di  chi
  amministra  gli  enti locali davvero oggi è un  problema  serio,  e
  quasi  è  diventato un suicidio fare il sindaco, è difficile  quasi
  trovare addirittura chi si vuole candidare.
   E  allora,  io  ritengo  che sia assolutamente  corretto,  proprio
  rispetto  a  quello che noi facciamo, dare valore a ciò  che  viene
  fatto  agli  enti locali dei ruoli soprattutto di chi amministra  e
  chi  assume  maggiori,  dico  io,  responsabilità,  però  io  trovo
  assolutamente  improponibile  che la  copertura  finanziaria  possa
  essere fatta col fondo delle autonomie, Presidente, perché noi  non
  possiamo  togliere ai sindaci le somme con cui devono  amministrare
  per  poterle  mettere  alle proprie indennità,  allora  io  chiedo,
  perché non venga svilito ancora una volta il significato di chi  si
  impegna  in  politica, e lo fa con servizio,  che  le  indennità  è
  corretto che vengano almeno un po', come dire, riviste alla luce di
  queste enormi responsabilità, ma che non si faccia sulla pelle  dei
  cittadini,  perché è chiaro che questo diventa un boomerang  contro
  la politica.

   PRESIDENTE.  Onorevole Caronia, però questo è un  argomento  della
  Commissione Bilancio.

   CARONIA. Mi permetto, l'argomento probabilmente  esco, sono uscita
  un  po'  fuori  tema  però, quando l'onorevole Cracolici  ha  detto
   qualcuno  evidentemente ce l'ha con la classe dirigente politica ,
  non  dobbiamo farci male da soli, perché è pur vero che, come dire,
  il  nostro  ruolo  è  importante,  perché  lo  facciamo  con  piena
  convinzione,  ed  i  sindaci  oggi  stanno  soffrendo  in   maniera
  particolare, e lo sappiamo tutti. Grazie.

   PRESIDENTE.  Quando  poi questa legge verrà in  Aula,  lei  questo
  intervento lo farà

   CARONIA. Ho voluto sottolinearlo perché oggi è stato approvato  in
  Commissione e mi sembra, come dire, non congruo.

   PRESIDENTE.  Le è stato consentito. Perfetto. La ringrazio  molto.
  Aveva  chiesto l'onorevole Lo Curto, poi ci sono altri  interventi?
  Perché  dobbiamo  cominciare. Tutti volete  intervenire,  tutti  su
  questo argomento. Io veramente lo vorrei chiudere questo argomento,
  perché dobbiamo fare le leggi. Prego onorevole Lo Curto.

   LO CURTO. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE.  Ah  no,  scusi, prima c'era l'onorevole  Lantieri  da
  tempo. Prego.


   Sulla vicenda che ha riguardato l'onorevole Cracolici in sede di
   Commissione  Salute, servizi sociali e sanitari  e sull'emergenza
                          incendi nell'ennese

   LANTIERI.  Presidente,  scusi, non è un  intervento,  a  parte  la
  solidarietà   all'onorevole   Cracolici,   ma   parla   la   storia
  dell'onorevole  Cracolici, perciò non penso che  abbia  bisogno  di
  altri interventi in Aula.
   Io  volevo solamente due secondi porre l'attenzione sull'emergenza
  incendi  che c'è in tutta la Sicilia. Tutti abbiamo letto,  abbiamo
  ascoltato,  non sono qua per fare polemica, per dire  che  è  stato
  fatto  male,  non  c'è stata prevenzione, perché tutto  questo  non
  serve  a  niente,  serve solamente dire che ogni anno  gli  incendi
  aumentano sempre di più, e qualsiasi cosa si faccia, vuol dire  che
  da  parte  nostra il primo colpevole magari siamo  anche  noi,  c'è
  qualcosa che non va perché gli incendi aumentano e devastano ettari
  ed ettari di terreno.
   Cos'è  accaduto? Principalmente nell'ennese, nella parte nord,  ci
  sono  stati incendi disastrosi. A parte distruggere i boschi  nelle
  zone  di Troina, Gagliano, Nicosia, Regalbuto, ed anche nella parte
  sud, hanno distrutto diverse aziende e masserie. Indubbiamente,  si
  ritrovano  tantissime centinaia di persone, non più di un centinaio
  di  aziende,  si  ritrovano  al lastrico,  perché  non  sanno  come
  affrontare  questa problematica, perché non hanno più  il  foraggio
  per dare da mangiare agli animali, ci sono problemi anche di acqua,
  con  la diga a Pozzillo dove ho coinvolto anche l'assessore, se  mi
  ascolta  l'assessore all'agricoltura che è un argomento  importante
  che riguarda

   PRESIDENTE. Onorevole, chiedo scusa, mentre c'è chi parla  se  voi
  vi mettete là a parlare col Governo  grazie. Onorevole Lantieri, la
  prego di essere breve, perché questo è un intervento da articolo 83
  che  dovrebbe  essere fatto dopo, glielo sto facendo fare  però  la
  supplico di essere più breve possibile. Grazie.

   LANTIERI. Allora, Presidente, chiedo solamente l'intervento  degli
  assessori, ma chiedo un intervento vero che vengano a vedere  com'è
  la situazione, per dare un contributo vero, perché è inutile che ci
  pigliamo in giro e diciamo  unità di crisi, cose nazionali , perché
  questi  contributi non arriveranno, arriveranno  tra  tre,  quattro
  anni. L'emergenza è adesso, perciò questo Parlamento, scusate, deve
  dare una risposta adesso.
   Che  cosa  si  può  fare  per  questi imprenditori,  per  tutti  i
  cittadini  che  hanno  avuto  dei  danni?  Poi  l'emergenza  boschi
  l'andiamo  ad affrontare, perché c'è pure un disegno  di  legge  da
  parte  mia e penso da parte di altri. Però se gli assessori debbono
  venire per fare la passerella prima della campagna elettorale se ne
  stiano  tranquillamente  al Governo con il  loro  Presidente  e  si
  facciano le passeggiate a casa loro. Grazie.

   Sulla  vicenda che ha riguardato l'onorevole Cracolici in sede  di
  Commissione  Salute, servizi sociali e sanitari

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  E'  sull'argomento  Cracolici?  Vi  prego   veramente
  soltanto  la  brevità  perché dobbiamo  iniziare  a  votare  se  no
  facciamo soltanto

   ARICO'.  Signor  Presidente, le prometto che non  parlerò  più  di
  sessanta  secondi  però, rispetto all'input che ci  dà  l'onorevole
  Cracolici,  e  non  voglio entrare nel merito  delle  dichiarazioni
  fatte,  ma  se  non manifestargli la mia solidarietà per  una  foto
  subita non si sa da chi, e non voglio difendere l'ingegnere D'Urso,
  perché tutti sanno quanto io lo possa stimare, ed ero uno di quelli
  che  ha  sottoscritto  l'emendamento che, come  lei  si  ricorderà,
  risulta un voto in più perché c'è stato un voto in più rispetto  ai
  presenti, quindi non voglio entrare in questo meccanismo.
   Però,  proprio  per  questo, proprio per evitare  che  si  possano
  screditare  le  istituzioni  ed  il  Parlamento  è  la   più   alta
  istituzione  della Sicilia io le chiedo, Presidente,  una  riunione
  apposita  a porte chiuse, perché probabilmente servirà  a  noi  per
  capire  come  vogliamo continuare il prossimo anno e mezzo,  perché
  rispetto soprattutto un Gruppo parlamentare che ha chiesto la testa
  di  alcuni  di noi, me compreso, per chi ha subito un'indagine,  un
  procedimento  nei mesi passati che oggi per fortuna  c'è  stato  un
  Tribunale  che ha sentenziato ed ha decretato una sentenza  di  non
  luogo  a  procedere, ci sono stati degli attacchi nei  mesi  scorsi
  che,  addirittura alcuni parlamentari volevano che io mi dimettessi
  dal ruolo, io ed altri colleghi in Aula ma, voglio dire, non voglio
  prendere la parola per i colleghi presenti.
    Quindi,  signor  Presidente,  la  prego,  se  si  screditano   le
  istituzioni a tutti i livelli, e per tutti i casi e tutti i  Gruppi
  parlamentari  Perché è giusto dare oggi solidarietà  per  quanto  è
  accaduto  all'onorevole Cracolici per una fotografia,  però  signor
  Presidente,  forse  sarebbe il caso di parlare a  porte  chiuse  di
  quando  si utilizzano le vicende giudiziarie che riguardano  ognuno
  di  noi  per  fare  politica  e  attacchi  strumentali  screditando
  l'intera istituzione, signor Presidente

   PRESIDENTE. Questo è un argomento che andrebbe affrontato  non  in
  una  riunione.  Basta  così,  per  favore.  È  iscritta  a  parlare
  l'onorevole  Lo  Curto, poi l'onorevole Cappello e  poi  basta  che
  dobbiamo  iniziare  a  votare. Eh lo so, sono sull'83,  però  ormai
  siccome c'è stata una discussione iniziale dell'onorevole Cracolici
  si  è  voluto  rispondere a quello. Onorevole Lo Curto,  la  prego,
  trenta secondi, dica la sua.

   LO  CURTO.  Spero  anche meno. Ricordo quella seduta,  perché  era
  un'audizione  da  me  richiesta  sulle  vicende  dell'ospedale   di
  Marsala,  il  costruendo nuovo padiglione previsto per  l'emergenza
  Covid.
   Esprimo  ovviamente  tutto  il  mio disappunto  nell'aver  anch'io
  ricevuto  quella  notizia rispetto a cui si  diceva,  appunto,  che
  l'onorevole Cracolici era stato fotografato mentre giocava  con  il
  suo Ipad, e mi sembra doveroso non esprimere solidarietà al collega
  che tutti conosciamo, e al di là delle posizioni politiche, nessuno
  può   ignorare  che  si  tratti  di  un  deputato  che,  con  molta
  competenza, segue e con molta attenzione le vicende parlamentari  e
  tutte  le  iniziative che sono di suo, e non solo di suo interesse,
  certamente, ma della Regione siciliana.
   Però  indubbiamente questa vicenda lascia l'amaro in bocca, perché
  tutti noi siamo sempre soliti rispondere al telefono, parlare con i
  colleghi   mentre   altri  intervengono,  mentre   ci   sono   atti
  parlamentari  che  si  discutono  e  tutto  questo  ha  il  sapore
  veramente un sapore amaro, che non fa bene a nessuno. È giusto  che
  qui  si  difendano  le istituzioni, quindi non difendo  l'onorevole
  Cracolici,  che  non ha certo bisogno di me per essere  difeso,  ma
  indubbiamente difendo anche il prestigio dell'Istituzione  che  noi
  rappresentiamo, un'Istituzione che va difesa anche  dagli  attacchi
  pregiudiziali  con i quali certa politica si muove e  si  è  sempre
  mossa,  anzi  nel  solco  dell'anti politica  piuttosto  che  della
  politica.
   Vorrei  dire  soltanto una cosa, signor Presidente, rispetto  alla
  presenza  in Aula dei direttori generali. Il Presidente  Savona  sa
  quante  volte abbiamo richiesto - e l'Assessore Scavone altrettanto
  -  la  presenza  di  un direttore generale in  particolare,  che  è
  Rosolino Greco che non si è mai presentato per rendere un parere ad
  una  norma che questo Parlamento, e parecchi colleghi di  tutte  le
  classi politiche, di tutti i partiti, hanno presentato più volte, e
  mi riferisco proprio all'emendamento

   PRESIDENTE. Però ripeto onorevole Lo Curto, su questo avvertite la
  Presidenza e ci pensa la Presidenza.

   LO CURTO. E io lo voglio stigmatizzare qui perché veramente non se
  ne può più dell'assenza, come dire ormai impossibile


                 Sui gravi fatti accaduti nel Calatino

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.  Anche  lei cerchi di essere il più veloce  possibile  per
  favore.

   CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  io  non
  mi  voglio  soffermare su ciò che poc'anzi ha affermato l'onorevole
  Aricò,  perché  non  intendo affatto alimentare polemiche  che  non
  esistono, e certamente non sarà il mio Gruppo ad avere il bavaglio,
  a mettersi il bavaglio per quello che ha detto l'onorevole Aricò.
   Signor  Presidente,  lunedì mattina, nel Calatino  è  successo  un
  fatto di una gravità inaudita. Lunedì mattina, parrebbe con un atto
  doloso,  è  stato  appiccato l'incendio ad uno dei  pochi  impianti
  pubblici  di compostaggio dei rifiuti che si chiama Kalat Ambiente.
  Nelle  prime  mattinate il sindaco di Granmichele e il  sindaco  di
  Palagonia  si  sono recati immediatamente sui luoghi per  dare  una
  mano  ai  Vigili del Fuoco, e soprattutto constatare  quanto  stava
  accadendo.
   Il  giorno  dopo c'è stata la visita dell'assessore  Baglieri  sui
  luoghi, insieme al sindaco di Caltagirone ed altre autorità. Allora
  Presidente,  questi  fatti  sono notori perché  chiaramente  è  una
  notizia di cronaca che riguarda l'intera Regione. Il mio intervento
  vuole  consistere, Presidente, in un appello sia all'Aula che  alla
  Commissione Ambiente, con cui Presidente ho già parlato, perché  il
  giorno  stesso, il sottoscritto insieme ai componenti del Movimento
  5  Stelle ed ai componenti della Commissione Ambiente ha rivolto al
  suo  Presidente una richiesta di audizione urgente dei vertici  dei
  Kalat,  dell'Assessore  e  dei Sindaci  del  Calatino  perché  come
  parrebbe, Presidente, essendo questo un atto doloso, essendo  stato
  appiccato  l'incendio dolosamente, io faccio un appello al  Governo
  della  Regione e all'Assemblea affinché vi sia una pronta  reazione
  da   parte  della  Regione  siciliana  e  dell'Assemblea  regionale
  siciliana.  Perché questi atti dolosi meritano una pronta  risposta
  da parte delle istituzioni.
   Occorre   che  il  signor  Presidente  della  Regione,  e   quindi
  l'Assemblea  regionale  siciliana, mettano mani  al  portafoglio  e
  ripristinino nel più breve tempo possibile questi impianti,  perché
  mettono in seria discussione quel circuito virtuoso di raccolte, di
  rifiuti che Kalat Ambiente rappresenta.
   Presidente Miccichè, concludo dicendo che questo per il  Movimento
  Cinque Stelle è l'unico modo di onorare le Istituzioni.


                Sulle tematiche sollevate dai deputati

   PRESIDENTE. Grazie, su questo forse sono venuto meno anche  io  ad
  una  immediata  comunicazione che avrebbe dovuto condannare  questo
  tipo  di  azioni,  però sinceramente non me  ne  ero  accorto,  non
  l'avevo saputo. Per cui questo lo faccio ora in diretta.
   Onorevole assessore, solo un minuto per favore.

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie,
  Presidente.

   PRESIDENTE. Non è una difesa, così, d'ufficio per il dott. D'Urso.
  Quello  se la vedrà lui, tanto non c'entra il Governo, è la persona
  che ha fatto qualche cosa che secondo me non andava.

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.    Signor
  Presidente,  io  il  difensore di fiducia lo  faccio  in  tribunale
  quando  esercito  la professione di avvocato,  che  poi  è  la  mia
  professione, quindi si figuri se posso fare il difensore  d'ufficio
  in Parlamento.
   Non  ho  ben  capito,  semmai, ironizzo conoscendo  l'intelligenza
  dell'onorevole  Cracolici,  se la  sua  denuncia  in  Aula  era  un
  intervento per farsi fare la solidarietà, lo penserei se non  fosse
  altro  che ho visto quella sceneggiata che definisco davvero, forse
  meglio  non  definirla, perché credo che lei  abbia  fatto  bene  a
  svolgere in Aula l'intervento che ha svolto, e quindi certamente  e
  senza  infingimenti,  aggiungo  a  quella  dei  colleghi  che  sono
  intervenuti, la solidarietà mia e del Governo, non fosse altro  che
  per il fatto che ci capita oramai da anni.
   Forse  a  lei,  che è un deputato che ha qualche  anno  e  qualche
  legislatura in più degli altri, di stare 3, 4, 5 o 6 ore a  seguire
  un  dibattito, e anche a me è capitato di continuare a seguirlo con
  grande  attenzione, nonostante magari lo sguardo fosse  rivolto  ad
  altro.  Immaginare  poi da questo che ne possa  derivare  un  clima
  particolare  in  Commissione Sanità, diventa davvero  la  ciliegina
  sulla   torta  e  quindi,  ecco  credo  Presidente  Miccichè,   che
  probabilmente  una nota potrebbe essere fatta sotto questo  profilo
  nell'interesse della credibilità del Parlamento tutto.
   Desidero  invece rispondere, dopo avere manifestato la  mia  stima
  nei  confronti  dell'onorevole Cracolici,  alla  collega  Lantieri.
  Perché  vede,  interverrò  per  30  secondi  sull'argomento,   però
  colleghi  proprio per evitare quelle argomentazioni che  spesso  ci
  portano  ad inseguire fantasmi che non ci appartengono,  credo  che
  presto si debba fare una seduta verità sull'antincendio boschivo in
  Sicilia.
   Io  oggi preannuncio quelli che sono i dati dell'ultima settimana,
  Presidente Miccichè. Perché se per primi noi da parlamentari  della
  Regione siciliana, non comprendiamo qual è la competenza del  Corpo
  forestale  della  Regione  siciliana, che  riguarda  interventi  su
  boschi e su incendi di interfaccia, noi finiamo per farci del  male
  senza  motivo, perché proprio con riferimento a Enna -  Presidente,
  mi  rivolgo  all'onorevole Lantieri anche se non è  in  Aula  -  la
  superficie boscata attinta da fuoco in queste ultime due  settimane
  rispetto alla totalità fatto massimo del 100  per cento è  pari  al
  14,69   per  cento. Abbiamo province come Trapani  nelle  quali  la
  superficie boscata attinta dal fuoco è pari allo 0 per cento.
   Allora,  Presidente,  il  problema è  che  dobbiamo  occuparci  di
  attivare  un  percorso serio con i comuni, perché  spesso  sono  la
  vegetazione e i terreni incolti che sono la vera causa dei drammi.
   Sono,  quindi, responsabilità delle quali io mi faccio carico,  ma
  di  cui non si può fare carico certamente il Corpo forestale  della
  Regione siciliana; io me ne faccio carico

   PRESIDENTE. Assessore, non apriamo un altro argomento che già sono
  in dieci che vogliono chiedere la parola, la prego

   CORDARO,  assessore per il territorio e ambiente.  Presidente,  ho
  finito,  ma io penso che il Governo debba finire un dibattito,  c'è
  stata una collega che è intervenuta sto rispondendo; ho finito.

   PRESIDENTE. Ho chiesto soltanto che gli assessori vadano

   CORDARO,  assessore  per  il territorio  e  ambiente.  Ho  finito.
  Concludo dicendo, Presidente, per quanto è mia notizia e certamente
  accade  in  IV  Commissione, gli Assessori  sono  sempre  stati  in
  presenza,  lo  dico alla collega La Rocca Ruvolo.  Io  non  ho  mai
  partecipato per una volta in tre anni e mezzo ad una Commissione da
  remoto, Covid o non Covid. E' chiaro che se la cartina di tornasole
  è  il tempo in cui il Presidente della Regione ha assunto l'interim
  dell'Assessorato per la salute questo è un altro discorso, ma  sono
  sicuro  e  comunque  mi farò latore delle legittime  richieste  dei
  Presidenti  delle Commissioni nei confronti di tutti gli Assessori,
  che  se in qualche caso ciò si fosse verificato -   maggior ragione
  in  un momento come questo in cui, diciamo, il tema del Covid è  un
  po'  più sotto controllo anche se non del tutto debellato - che  si
  possa essere in presenza
   Per cui, Presidente, ho concluso.


   Discussione  del  disegno di legge n. 990/A  Disposizioni  per  il
  coordinamento  degli  interventi contro la povertà  e  l'esclusione
  sociale  approvato in sede redigente ai sensi dell'articolo 64  bis
  del Regolamento interno

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   Allora, procediamo con l'ordine del giorno della seduta.  Invito i
  componenti La Commissione  Salute  a prendere posto al banco  della
  Commissione  e  iniziamo velocemente il disegno di legge  n.  990/A
   Disposizioni  per  il  coordinamento degli  interventi  contro  la
  povertà  e  l'esclusione  sociale ,  avvertendo  che,  com'è  noto,
   siccome  è  stato  approvato in sede redigente, voteremo  soltanto
  articoli.  Non  sono  previsti  emendamenti,  quindi  articolo  per
  articolo e votazione finale; quindi, lo facciamo velocemente.
   Si passa all'articolo 1. Nel do lettura:

                               «Art. 1.
                               Finalità

   1.   In   armonia  coi  principi  e  con  gli  obiettivi  indicati
  dall'ordinamento dell'Unione europea e dagli articoli 2,  3  e  118
  della Costituzione, la Regione promuove azioni ed interventi contro
  l'indigenza,  l'esclusione  sociale  e  la  povertà,  operando   il
  coordinamento delle politiche regionali, delle autonomie  locali  e
  del  terzo  settore e promuovendone l'integrazione  con  le  misure
  statali   e   dell'Unione  europea,  nell'ottica  di  un  approccio
  orientato  all'inclusione, alla resilienza ed  alla  valorizzazione
  della persona.

   2.  Nell'ambito  delle  proprie competenze, la  Regione  promuove,
  anche  in regime di sussidiarietà, avvalendosi degli enti del terzo
  settore  riconosciuti  ed operanti a favore dei  soggetti  indicati
  dalla  presente  legge,  l'erogazione di interventi  in  favore  di
  singole  persone  e nuclei familiari in condizioni  di  particolare
  disagio  socio-economico,  di marginalità  ed  esclusione  sociale,
  anche  con  particolare  riferimento  ai  casi  per  i  quali   gli
  interventi  già  previsti da altre disposizioni risultino  inidonei
  e/o insufficienti.

   3.  Per  le  finalità  di cui alla presente legge,  gli  organismi
  rappresentativi   degli   enti  del  terzo  settore   costituiscono
  riferimento  essenziale  per  la  rilevazione  e  la  sintesi   dei
  fabbisogni sociali emergenti».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                   Interventi a titolarità regionale

   1.  Nell'ambito delle finalità previste dalla presente legge ed ad
  integrazione   degli  strumenti  già  previsti  dalla  legislazione
  vigente, la Regione promuove e sostiene, mediante un bando pubblico
  destinato  a  sostenere  il potenziamento o l'avvio  di  iniziative
  territoriali a favore di nuclei o persone in condizioni di povertà:

   a)  misure  d'intervento straordinario per i  casi  di  indigenza,
  bisogno ed emergenza alimentare;

   b)  azioni di sostegno per il ricovero di indigenti e soggetti  in
  condizione di marginalità sociale estrema;

   c)  azioni a sostegno delle persone in condizione di isolamento ed
  esclusione sociale.

   2.  Gli  interventi di cui al comma 1, lettera a) sono  realizzati
  dagli  enti  elencati dall'articolo 4, commi  1  e  3  del  decreto
  legislativo 3 luglio 2017 n. 117 operanti nel territorio  regionale
  da  almeno  10  anni e già operanti nella distribuzione  alimentare
  realizzata nell'ambito del Programma Operativo del Fondo  di  aiuti
  Europei  agli indigenti (FEAD) e possono consistere nell'erogazione
  diretta  di  pasti nonché di generi alimentari a favore di  singole
  persone  e  nuclei  familiari  ovvero nell'organizzazione  e  nella
  gestione di reti di raccolta e redistribuzione dei predetti  generi
  agli enti impegnati direttamente nell'erogazione.

   3.  Gli  interventi di cui al comma 1, lettera b) sono  realizzati
  dagli  enti  elencati dall'articolo 4, commi  1  e  3  del  decreto
  legislativo  3  luglio  2017  n.  117  operanti  nel  settore   nel
  territorio   regionale   e   possono  consistere   nell'accoglienza
  temporanea a carattere residenziale e semiresidenziale ove rilevata
  l'oggettiva  e contingente condizione di bisogno degli interessati,
  nelle  more  della presa in carico da parte dei competenti  servizi
  sociali.

   4.  Gli  interventi di cui al comma 1, lettera c) sono  realizzati
  dagli  enti  elencati dall'articolo 4, commi  1  e  3  del  decreto
  legislativo  3  luglio  2017  n.  117  operanti  nel  settore   nel
  territorio regionale e possono consistere in iniziative ed attività
  di  promozione socio-educativa e socio-culturale anche in  funzione
  di  orientamento per l'accesso ai servizi sociali e socio-sanitari,
  compresi  quelli  di  assistenza  domiciliare,  di  contrasto  alla
  devianza   ed   alla  dispersione  scolastica  e   di   inserimento
  nell'ambito dei programmi di inclusione sociale esistenti.

   5.  Per le finalità di cui al presente articolo la Regione,  anche
  in  accordo  con altri enti pubblici, promuove la valorizzazione  e
  l'assegnazione  in  comodato  d'uso  di  immobili  appartenenti  al
  patrimonio   regionale,  degli  enti  ed  organismi   del   settore
  regionale,  e  di immobili confiscati alla criminalità  organizzata
  assegnati alla Regione nel rispetto della normativa vigente, nonchè
  gli immobili non utilizzati dalle IPAB.

   6.  Con  decreto  del  Presidente  della  Regione,  emanato  entro
  quarantacinque  giorni dall'entrata in vigore della presente legge,
  su  proposta dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche
  sociali  ed  il  lavoro,  previo parere della  Commissione  salute,
  servizi sociali e sanitari dell'ARS, sono determinati i criteri per
  l'attribuzione dei benefici finanziari a sostegno degli  interventi
  di   cui  ai  precedenti  commi  nonché  le  relative  modalità  di
  erogazione e rendicontazione coerenti con le previsioni relative al
  Programma operativo complementare (POC) 2014-2020.

   7.  Entro  quindici  giorni dal decreto di  cui  al  comma  6  del
  presente  articolo, con decreto del Presidente  della  Regione,  su
  proposta  dell'Assessore regionale per la  famiglia,  le  politiche
  sociali ed il lavoro, è adottato l'avviso generale di selezione».

  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                «Art. 3
                             Immobili Ipab

   1. Nell'ambito delle azioni di cui al punto b) dell'articolo 2, le
  IPAB  siciliane,  secondo le modalità previste dall'art.  31  della
  L.R.  n.  22  del  9 maggio 1986, possono stipulare  contratti  per
  diritti  reali di godimento, locazioni e comodato d'uso, o  possono
  disporre  donazioni  dei  propri  immobili  non  strumentali,   non
  utilizzati  per  gli scopi sociali dell'IPAB e  non  produttivi  di
  reddito,  a favore della Regione siciliana e degli enti locali,  al
  fine  di promuovere azioni di sostegno per il ricovero di indigenti
  e  di soggetti in condizione di marginalità sociale estrema e/o per
  i fini istituzionali dell'ente ricevente.

   2. Le disposizioni di cui al comma precedente sono applicabili per
  gli  immobili in favore dell'amministrazione regionale e dei comuni
  per  il  ricovero  degli indigenti e di soggetti in  condizione  di
  marginalità sociale estrema.

   3. Ogni IPAB del territorio siciliano, entro il 31 gennaio di ogni
  anno,  deve  trasmettere all'assessorato competente  ed  al  comune
  della  propria  sede  l'elenco degli  immobili  che  rispondono  ai
  criteri  di  cui  ai  commi precedenti e, inoltre,  l'elenco  degli
  immobili  strumentali  all'attività istituzionale  dell'IPAB  e  di
  quelli non destinati al raggiungimento delle finalità dell'ente.

   4.  La  mancata  applicazione del comma 4  del  presente  articolo
  comporta l'intervento sostitutivo da parte della Regione».

   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                                «Art. 4
                           Norme finanziarie

   1.  Per le finalità di cui alla presente legge la relativa  spesa
  è determinata in 15.000 migliaia di euro, di cui 5.000 migliaia di
  euro  per  le  finalità di cui al comma 2, 5.000 migliaia  per  le
  finalità di cui al comma 3 e 5.000 migliaia per le finalità di cui
  al  comma  4,  cui si fa fronte mediante parte delle disponibilità
  degli  interventi di cui al comma 2 dell'articolo  9  della  legge
  regionale n. 9 del 2020. Il Governo della Regione è autorizzato ad
  avviare le eventuali conseguenti modifiche del Programma operativo
  complementare (POC) 2014-2020».

  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                «Art. 5
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Invito tutti i Deputati a prendere posto per la votazione finale.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Tancredi è in congedo.

   L'Assemblea ne prende atto.


            Votazione finale del disegno di legge n. 990/A

   PRESIDENTE.  Le  dichiarazioni  di  voto  basta  che  le  chiedete
  ovviamente si possono fare, anzi, immaginavo che proprio su  questo
  disegno  di legge ogni Gruppo avesse voluto chiedere la parola  per
  fare le dichiarazioni di voto.

   FOTI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo   per
  dichiarazione  di voto per dire che il mio Gruppo  è  a  favore  di
  questa iniziativa, nei limiti che essa ha e per il tempo che  potrà
  sostenere le persone che in questo momento hanno bisogno; non è  un
  segreto  che  la questione della povertà occupi pagine,  report  di
  Banca d'Italia, Istat e quant'altro.
   Chiaramente,  dovremo  procedere  con  ulteriori  aiuti  e  vorrei
  comunicare  che  sto per presentare un ordine del  giorno,  rivolto
  all'Assessore  Scavone,  in  merito  ad  una  questione   di   chi,
  probabilmente, povero lo era già prima della pandemia e  continuerà
  ad esserlo anche dopo della pandemia. Non solo povero in termini di
  economia, ma povero di solitudine, povero ai margini della  società
  e, soprattutto, con scarsa efficacia nel tentativo di comunicazione
  con le istituzioni.
   Presidente,  io mi riferisco ai caregiver, quelle persone  che  si
  occupano  del parente, congiunto, convivente e disabile, così  come
  da  definizione di una norma nazionale che solo nel 2017  ha  fatto
  entrare  nel dizionario quello che è il pane quotidiano di migliaia
  di  persone  che  qui  in Sicilia si occupano di  persone  con  una
  disabilità  gravissima che, al netto degli aiuti dati  dai  servizi
  sociali,  piuttosto  che  con l'assegno  di  cura,  vivono  in  una
  situazione di emarginazione e che si sentono molto incomprese.
   Purtroppo, Presidente, a seguito dell'assegnazione da parte  dello
  Stato  di somme da spalmare sui tre anni 2018, 2019 e 2020,  ancora
  non erogate, ma parliamo di cifre simboliche, circa 350 euro l'anno
  destinati a queste persone definite come familiari, affini entro il
  secondo  grado,  che si occupano, diciamocelo chiaramente,  h24  di
  queste persone, spesso sono genitori o fratelli.
   Purtroppo,  Presidente,  abbiamo appreso che  sembrerebbe,  e  con
  l'ordine  del  giorno  impegniamo  l'Assessore,  che  l'Assessorato
  intenderebbe  per comodità, perché trattandosi di molte  persone  e
  trattandosi di cifre irrisorie intenderebbe sommare all'assegno  di
  cura come un una tantum le famose 350 euro da dare a queste persone
  che chiaramente meriterebbero molto di più.
   Io,  Assessore,  mi  rivolgo a lei perché  dobbiamo  prendere  una
  decisione, dovete fare uno sforzo. Quelle somme non possono  essere
  messe  nell'assegno  di cura perché significherebbe  farle  passare
  dall'autorizzazione di una persona nominata dai giudici come tutore
  che deve autorizzare la spesa.
   Io  credo  che  un  caregiver,  un  genitore,  possa  decidere  di
  utilizzare quella somma simbolica per farci quello che gli pare,  e
  sia  giusto  in  questa  maniera;  ma  se  noi  mettiamo  la  somma
  nell'assegno di cura, nella quasi totalità dei casi dovranno subire
  l'ulteriore umiliazione di potere spendere quella somma, dico,  non
  si  sputa  mai sul pane e sulle risorse economiche, ma è una  somma
  davvero  che fa quasi sorridere se non si trattasse di  un  dramma;
  farla  passare da un assegno e da un'autorizzazione di un  giudice.
  Se  noi ci trovassimo nei panni di queste persone e decidessimo  di
  comprare la qualsiasi cosa, di decidere di fare una cena fuori,  di
  comprarci un abito, possiamo farli passare dal tutore? Io credo che
  questa cosa sia simbolica ma veramente significativa.
   Assessore,  io  riconosco che l'Assessorato  pur  con  penuria  di
  personale  con  la  crisi della pandemia si  è  occupato  tanto  di
  sociale,  ci  siamo,  ma questa cosa non può  passare  così,  sotto
  gamba.
   Le  chiederò  anche  -  e  mi dispiace  farlo  -  un'audizione  in
  Commissione  Salute  affinché qualora lei non riuscisse a  superare
  il  problema  se  ne  possa  occupare il  Parlamento  che,  magari,
  insomma, impegnato in altre cose, come dire, si è distratto su  una
  vicenda che sta veramente facendo arrabbiare tantissimi genitori.

   PRESIDENTE.  Per quanto importante sia quello che sta dicendo,  la
  ringrazio perché il tempo è finito.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Siccome siamo in dichiarazione di voto,  io  prego  i
  Gruppi  parlamentari di mettersi d'accordo e intervenga uno  perché
  sono troppe persone che chiedono di parlare. Del PD interviene solo
  Cracolici.
   De Luca. Va bene così. Uno per Gruppo parlamentare.
   Onorevole D'Agostino, ha facoltà di parlare.

   D'AGOSTINO.  Grazie,  signor  Presidente.  Io  credo   che,   dopo
  l'approvazione  rapida dell'articolato, sia  adesso  una  formalità
  approvare  l'intero disegno di legge e, quindi, vorrei  ringraziare
  innanzitutto  lei,  Presidente, per la capacità  che  ha  avuto  di
  intuire  la  potenzialità di questo disegno di legge e  di  avergli
  dato  l'onore di essere assegnato alla Commissione  Salute  in sede
  redigente e, quindi, potere andare avanti con molta celerità.
   A  dire  il  vero,  potevamo fare anche prima,  ma  una  serie  di
  accidenti che hanno riguardato un po' l'iter di questa Assemblea ha
  ritardato  di  qualche settimana l'approvazione di  un  disegno  di
  legge che siccome viene incontro a quella che è una emergenza,  che
  è   l'emergenza  dell'emergenza,  che  è  l'indigenza,  che  è   la
  sofferenza,  che  è  la povertà nel senso più pieno  della  parola,
  credo  che  adesso  noi abbiamo la necessità di  andare  avanti  in
  maniera quanto più rapida possibile.
   E  allora,  io  l'appello lo faccio adesso  all'Assessore  Scavone
  perché  quando  questo disegno di legge diventerà legge,  cioè  fra
  pochi  minuti  il  tempo  della pubblicazione,  noi  ci  auguriamo,
  Assessore  Scavone  che  il  suo Assessorato  e  la  sua  direzione
  generale sappiano interpretare questo auspicio dell'Aula in maniera
  quanto, anche qui, più celere possibile.
     E'  vero  che  siamo arrivati ad una soluzione,  come  dire,  di
  compromesso   in   Commissione  e  credo  anche  dignitosamente   e
  correttamente  equilibrata che è quella di mettere  a  disposizione
  queste  somme a tutti coloro che potranno farlo secondo  i  criteri
  che  abbiamo stabilito, ma l'asticella è molto alta per evitare che
  ci siano gli avventori che arrivano di corsa, è anche vero però che
  occorre  far  sì che queste procedure siano trasparenti,  ma  siano
  quanto più rapidi e possibile.
   Vorrei inoltre dire, Presidente - e concludo perché non credo  che
  ci  sia molto da fare - che questo disegno di legge ha avuto  anche
  il  piacere  di  avere  una  proposta  che  era  quella  che  avevo
  presentato  di circa 10 milioni di euro, ma di avere  invece  dalla
  Commissione    Bilancio   una  dotazione  finanziaria   addirittura
  aumentata  fino  a  15 milioni di euro, e questa  è  una  cosa  che
  ovviamente  ci  rende felice, anche se i fondi  vengono  ovviamente
  prelevati dai capitoli particolari debbono essere rendicontati  con
  delle procedure molto, molto rigorose.
   Gli  interventi previsti in questo disegno di legge sono  tre,  lo
  dico  per  la cronaca e lo dico per chi ci ascolta. Il  primo  sono
  quelle misure di intervento straordinario per i casi di indigenza e
  bisogno  ed  emergenza  alimentare.  Praticamente,  noi  conferiamo
  materialmente  del denaro a quelle associazioni del  terzo  settore
  che  già  oggi  intervengono a favore del  bisogno  alimentare  nei
  confronti di famiglie bisognose.
   La  seconda azione è quella di sostegno a ricovero di indigenti  e
  soggetti  in condizione di marginalità sociale estrema.  Anche  qui
  interveniamo  con delle risorse a favore di quegli enti  del  terzo
  settore che verranno poi scelti dall'Assessorato della famiglia che
  già  oggi  operano  a  favore di quanti  clochard,  barboni  oppure
  persone che sono diventate a causa della pandemia ancora più poveri
  hanno  addirittura bisogno di un posto letto, di una doccia, di  un
  momento di ricovero.
   La terza azione - e lo dico anche a favore della collega che mi ha
  preceduto  - è a sostegno delle persone in condizione di isolamento
  ed  esclusione  sociale; e questo è un altro  elemento  innovativo,
  cioè non soltanto la povertà estrema, ma anche quella povertà che è
  povertà, in questo caso culturale, legata appunto alla asocialità e
  alla incapacità di poter stare all'interno della società in maniera
  come  dire,  corretta, coerente e sana. E anche qui  verranno  date
  dotazioni finanziarie a favore di strutture e a favore di enti  che
  riescono a creare condizione all'interno delle proprie comunità  di
  inclusione sociale.
   Io credo che questo disegno di legge possa essere un buon punto di
  partenza per dare anche una risposta che deve essere di civiltà, di
  dignità  e  che si somma agli interventi che già questo Governo  ha
  predisposto e che attraverso, ovviamente, delle procedure ordinarie
  che poi afferiscono anche al lavoro che fanno i servizi sociali nei
  vari  comuni,  è  già una risposta importante nei  confronti  della
  nostra  comunità.  Questo  si aggiunge, e  speriamo  che  possa  in
  parallelo  riuscire ad alleviare sofferenze e a dare anche  dignità
  al nostro lavoro. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Lo  Curto.  Ne  ha
  facoltà.

   LO  CURTO. Molto brevemente, Presidente, volevo annunciare il voto
  favorevole del Gruppo parlamentare UDC a questo disegno di legge  a
  cui,  con la presenza dell'onorevole Bulla in Commissione  in  fase
  redigente,   anche  il  nostro  Partito  ha  fornito   il   proprio
  contributo.  L'emergenza  Covid  ha  reso  tutti  più   poveri,   e
  certamente   i  poveri  sono  diventati  estremamente  vulnerabili,
  insieme a una classe media che è stata quasi spazzata via.
   Oggi,  con questo disegno di legge - per questo ringrazio  sia  la
  sua  Presidenza, onorevole Micciché, ma anche quella della  collega
  La Rocca Ruvolo che ha guidato i lavori della Commissione - oggi si
  cerca  di  dare  una risposta, non dico la migliore, ma  certamente
  quella  che  questo  Parlamento poteva dare, ed  è  bello  che  sia
  unanimemente condiviso da tutte le forze politiche, perché  nessuno
  si  può  dividere su temi così cogenti, importanti e urgenti,  come
  quello  di  dare ristoro a quelle famiglie  e a quelle persone  che
  hanno  bisogno, e certamente gli enti no profit, gli enti del terzo
  settore, le chiese, hanno sopperito a questa esigenza di far fronte
  a questi bisogni.
   Oggi il Parlamento, approvando questa norma, fa il proprio dovere,
  e  lo fa con la sensibilità che le Istituzioni elette dai cittadini
  debbono poter interpretare e svolgere. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  De  Luca.  Ne  ha
  facoltà.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   DE  LUCA. Grazie, Presidente. Intervengo per dichiarazione di voto
  del  Gruppo   Movimento Cinque Stelle , che sarà  favorevole.  Sarà
  favorevole  nonostante si sarebbe potuto fare di più;  è  stato  un
  percorso, abbiamo dialogato tanto in Commissione.
   Questo disegno di legge sicuramente interviene su una tematica che
  necessita  di  importanti interventi, ma interventi  ben  studiati.
  Avremmo gradito maggiormente che questi soldi andassero a tutte  le
  associazioni che si occupano in Sicilia di povertà, e non solo alle
  più grandi. Abbiamo qualche timore che riguarda poi la capacità  di
  rendicontazione; quindi, l'Assessorato, l'assessore Scavone,  dovrà
  lavorare  con  grande  attenzione ai  bandi  e  a  tutti  gli  atti
  amministrativi  che seguiranno, anche perché non vorremmo  trovarci
  nella  spiacevole situazione che buona parte di questi denari siano
  sprecati  in  strutture amministrative. Quindi, sarà importante  la
  vigilanza,  il  controllo  e la verifica  della  capacità  e  delle
  modalità  di  spesa, affinché le elargizioni siano  distribuite  in
  maniera  uniforme sul territorio, raggiungendo anche  quelle  parti
  più  periferiche  della Sicilia che non sempre  sono  assistite  da
  queste grandi associazioni.
   È  un  punto  di partenza, perché il disegno di legge  ancora  non
  arriva  a contemplare quelle che sono definite le cosiddette  nuove
  povertà :  chi ha perduto il lavoro, chi ha visto l'azienda  andare
  in  fallimento,  chi  ha  avuto, ha subìto  l'espropriazione  della
  propria  casa o del proprio compendio aziendale; però, è  un  primo
  passo  che questa Assemblea fa, e ne occorreranno sicuramente degli
  altri.
   Il  Movimento  Cinque  Stelle da questo  punto  di  vista,  che  è
  sicuramente  una  forza politica all'avanguardia  nel  mondo  delle
  politiche sociali e della solidarietà, sicuramente sarà presente  e
  compatto sull'argomento. Però, ribadisco, Assessore, mi raccomando,
  prestiamo particolare attenzione nella redazione dei decreti  e  di
  tutti gli atti amministrativi che seguiranno.
   Noi   monitoreremo,  collaboreremo,  saremo  tutti  insieme,  però
  dobbiamo  cercare di pensare a tutti, di arrivare a tutti,  di  non
  lasciare nessuno indietro e, soprattutto, di verificare che  queste
  grandi   associazioni  non  disperdano  eccessive   risorse   nelle
  strutture   amministrative  che  servono,  in   questo   caso,   al
  funzionamento delle associazioni stesse. Grazie.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.
   Assessore,  se lei desidera poi fare delle considerazioni,  magari
  alla fine, così sentiamo tutti i colleghi.

   DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
  in  Commissione   Bilancio   si era tenuta  una  lunga  discussione
  sull'approvazione   di  questo  articolo  di  legge,   perché   pur
  apprezzando  lo sforzo che i parlamentari, e anche il  Governo,  la
  stessa  Commissione, ha messo in atto, avevo  registrato  -  a  mio
  parere  - l'indicazione in questo disegno di legge dell'articolo  3
  che  trattava  l'argomento delle IPAB, che  porta  erroneamente  il
  titolo   Immobili IPAB , in realtà si tratta anche di immobili  dei
  comuni e della Regione.
   Abbiamo  scritto una norma che ha riguardo rispetto alle strutture
  che  sono l'IPAB, che soggetti privati e che possono, a prescindere
  dalla  legge  -  e  ne  ho  avuto modo di parlare  con  l'onorevole
  Cracolici  - e stipulare contratti per diritti reali di  godimento,
  per locazioni, comodato d'usc e possono disporre, non so fino a che
  punto,   donazione   dei  propri  immobili  non  strumentali,   non
  utilizzati  per  gli scopi sociali dell'IPAB e  non  produttivi  di
  reddito a favore della Regione siciliana e degli enti locali per il
  semplice  motivo  che  le  IPAB - lo  ripeto  -  ai  sensi  di  una
  recentissima  sentenza  della  Corte Costituzionale  sono  soggetti
  privati. Poi, per carità
   Il  secondo comma è ancora più particolare, perché addirittura con
  questa  norma potrebbero essere utilizzate strutture dei  comuni  e
  strutture  sempre  dell'Amministrazione  regionale  che  potrebbero
  essere donati o locati - e in questo caso non c'è bisogno di  norma
  -  né  tantomeno  c'è bisogno di una norma affinché  una  struttura
  privata come l'IPAB o un ente pubblico del comune di   o la Regione
  siciliana doni praticamente gli immobili a uno dei gruppi  di  cui,
  credo, all'articolo 2.
   Avevo  sollevato  una  questione relativa all'opportunità  e,  pur
  essendo  questo  disegno  di legge in sede  redigente,  che  a  mio
  parere, pur apprezzando lo sforzo del Presidente della Regione, del
  Presidente  dell'Assemblea e della Conferenza dei Capigruppo  mi  è
  sembrato   che   questo  articolo  dovesse  trovare  argomento   di
  riflessione  da  parte  di  tutti noi, non  volendo  però  bloccare
  assolutamente il disegno di legge. Anzi, ripeto, lo sforzo  che  ha
  compiuto la Commissione  Bilancio' individuando risorse per  potere
  mettere in atto questa iniziativa.
   Dico,  allora, all'Assessore e al Governo che è qui  presente,  di
  essere  molto vigile. Perché, veda, Assessore, quando qui  si  dice
  pure   possano  regalare' da domattina ognuno si  presenta  in  una
  struttura di questo tipo - che fra l'altro è in deficit -  le  IPAB
  lo sappiamo tutti o i comuni versano in una condizione disagiata  o
  la  Regione  versa in condizioni, domattina l'Albergo delle  Povere
  può  essere  donato  ad  una delle associazioni  di  cui  ai  punti
  all'articolo 3, comma 2.
   Concludo  il mio intervento, Presidente, esprimendo a nome  mio  e
  del   Gruppo   politico  ovviamente  il  voto  favorevole,   perché
  l'iniziativa è lodevole, il bisogno c'è, l'esigenza c'è ma,  a  mio
  parere,  sarebbe stato molto più opportuno non indicare  in  questo
  testo  del disegno di legge il cosiddetto articolo 3, perché  sotto
  certi  punti di vista, considero l'articolo 3 ultroneo e  considero
  anche - mi permetto di dire - il colpo finale al sistema delle IPAB
  perché laddove ci sono immobili che hanno un certo valore, che sono
  le   uniche  cose  che  messe  a  valore  potrebbero  risolvere  la
  condizione  debitoria,  poteva essere un'opportunità.  Non  capisco
  come i debiti non si pagano perché c'è un contratto che trattandosi
  di poveri si conclude un contratto con prezzi di un certo tipo.
   E'  una riflessione che rimetto al Parlamento. Il disegno di legge
  si  deve  approvare.  Non so se in futuro su  questo  articolo,  su
  questo comma 3 potremmo ritornarci. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.   Presidente,  anch'io, a nome  del  PD,  annuncio  che
  voteremo a favore di questo disegno di legge che, credo,  mai  come
  in  questa  occasione  -  questa è una delle  rarissime  leggi  che
  facciamo con la redigente - credo che nel lavoro di Commissione  si
  sia  in qualche modo fatto un approfondimento che ha consentito  di
  migliorare il testo che era stato sottoscritto da tutti i  colleghi
  Capigruppo  con anche l'obiettivo di dare, in maniera semplificata,
  il   più  possibile  semplificata,  un  contributo  effettivo  alle
  organizzazioni  che più di altre sono impegnate  nella  lotta  alla
  povertà  in  Sicilia. Dico, perché al di là, spesso, degli  intenti
  che  sono tutti, come dire, sicuramente intenti condivisibili senza
  possibilità di avere dubbi, però a volte le norme che scriviamo - e
  la  Sicilia  ha  un enciclopedia di norme scritte  ma  che  non  si
  applicano  -  abbiamo  cercato di evitare  di  fare  una  norma  di
  difficile applicazione; anche se, devo dirlo con grande onestà,  la
  fonte  finanziaria  finale con la quale diamo  copertura  a  questa
  legge rischia di avere, comunque di produrre l'effetto che  abbiamo
  provato  a correggere nel testo della legge stessa, perché non  c'è
  dubbio  che  avere previsto, sì 15 milioni di euro  dei  fondi  non
  extraregionali  è  come dire, abbiamo   del  resto  la  Commissione
   Bilancio , anche nella generosità di passare da 10 a 15 milioni ha
  dimostrato  che,  in  realtà,  non  ci  crede  neanche  la   stessa
  Commissione dell'attualizzabilità di quelle risorse.
   Sarebbe  stato  corretto che il Governo, che  aveva  condiviso  la
  stessa scelta, trovasse - come si sono trovati, ad esempio, qualche
  settimana fa per i forestali - 3, 4 milioni, 5 milioni di euro  per
  consentire con fondi propri di poter far fronte effettivamente alla
  norma sulla povertà.
   Comunque, noi siamo qui per sostenere tutto ciò che vada a  favore
  degli   ultimi,  dei  poveri  disgraziati  e,  soprattutto,   delle
  associazioni che in qualche modo sono impegnate a far sì che questa
  terra  sia  una  terra di solidarietà e di accoglienza  e  non  una
  terra, come dire, di emarginazione.
   Visto  l'intervento del collega che mi ha preceduto, Di Mauro,  io
  non  so  perché  se  l'è presa così tanto con  questo  articolo  3,
  continuo  a  non capirlo; anche perché, tra l'altro, ha  detto  una
  cosa che non è contenuta nella legge, nessuna IPAB donerà a privati
  i  propri  beni. Eventualmente la cessione è rivolta  o  agli  enti
  locali  o  alla  Regione  per le attività  connesse  alla  funzione
  sociale. Cioè, la proposta ha un solo scopo: tutte quelle IPAB  che
  dispongono di beni che non utilizzano per le finalità sociali e che
  non  hanno,  come  dire,  reddito, adesso non  voglio  fare  troppe
  discussioni,  ma non vorrei che in Sicilia a forza di continuare  a
  guardare  il  mondo così com'è, non vorrei - lo dico  all'Assessore
  che  ha  il compito della vigilanza e qualche responsabilità anche,
  non lei persona ma l'Assessorato - non vorrei che in questa terra a
  forza  di  far  finta  di  non vedere ad esempio  non  vediamo  che
  tantissimi  beni  sia  agricoli, ma anche  beni  immobili,  vengono
  utilizzati  in  alcuni casi senza alcun titolo da  altri  soggetti,
  senza  remunerazione alcuna per le IPAB stesse e prima  o  poi  con
  qualcuno  che  addirittura prima o poi può accampare i  diritti  di
  usucapione su beni che sono stati donati agli enti.
   Ecco perché, spero - Di Mauro non lo vedo più - ecco perché questa
  norma,  che  è  una norma se volete banale, dice le  IPAB  che  non
  utilizzano  i  beni  li diano ai comuni ed alla  Regione  per  fare
  attività: i ricoveri per senza dimora, le mense, eccetera eccetera.
  Ma  dice  una  cosa  importante, ed è la prima volta  che  lo  dice
  Assessore, e chiudo

                     (Intervento fuori microfono)

   CRACOLICI. No, dice una cosa importante.

                      (Intervento fuori microfono)

   CRACOLICI.  Ci  mancherebbe   Come tutte  le  leggi  sono  sempre,
  diciamo,  sono le medaglie con due facce, una A ed  una  B,  ma  la
  norma importante che stabilisce che ogni 12 mesi l'Assessorato deve
  pretendere dalle IPAB, visto che esercita la vigilanza e ne  ha  la
  responsabilità, anche esercitando il potere sostitutivo, pretendere
  lo stato di utilizzo degli immobili delle IPAB in maniera che esca,
  come dire, si renda trasparente un percorso di tipo amministrativo-
  patrimoniale  -  ripeto  - l'onorevole Di Mauro alcune osservazioni
  me  le  aveva  fatte,  sulla necessità di dare eventualmente  delle
  risorse ma stavamo parlando di risorse ai poveri più che alle IPAB.
   Detto questo, io credo che la norma senza nessuna pesantezza,  non
  è  una  legge che dà ai privati niente, quindi, non vorrei  che  ci
  siano  dubbi, i beni non utilizzati dalle IPAB e per le  quali  non
  hanno  un  reddito connesso al possesso di quei beni  possono,  tra
  l'altro,   possono   essere trasferiti  agli  enti  locali  e  alla
  Regione per farne un uso sociale, punto  Poi vedremo come andrà ma,
  intanto,  è  un modo per cominciare a mettere a regime  il  sistema
  Sicilia nella sua complessità.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare l'onorevole  Caronia.  Ne  ha
  facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, devo dire
  che  poiché in questa legislatura credo che sia la prima  occasione
  in  cui  il Parlamento legifera in sede redigente, ovviamente,  non
  posso  che  accogliere favorevolmente la volontà del Parlamento  di
  essere  proattivo rispetto a un tema gravissimo che è  la  povertà,
  soprattutto, in un momento storico come quello in cui noi viviamo.
     Però, non posso non fare alcuni flashback salti nel passato,  un
  passato recente e di preciso al marzo del 2020 quando la Giunta  di
  Governo  Musumeci attraverso, appunto, un decreto diede luce  a  un
  bando  attraverso il quale, appunto, erano destinati cento  milioni
  di  Euro,  le prime somme che furono messe a disposizione da  parte
  del  Governo  Musumeci ancor prima addirittura  della  Finanziaria,
  quella   chiamata  famosa   Finanziaria  Covid :  i  cento  milioni
  venivano destinati proprio all'emergenza alimentare e alla povertà,
  ai bisogni primari dei soggetti che risiedevano in Sicilia.
   Ricordo  bene le difficoltà di quei giorni per cercare di  rendere
  più operativo ovviamente l'adattare un fondo di tipo comunitario  a
  una esigenza primaria che è appunto quella di soddisfare un bisogno
  essenziale, alimentarsi, per chi non ha la possibilità o trovare un
  alloggio per chi chiaramente ne è sfornito.
   La  cosa  che,  purtroppo, devo dire oggi mi rattrista  è  che  il
  provvedimento,  individuato per tempo, oggi debba  essere,  invece,
  nuovamente riportato alla ribalta di un disegno di legge che se pur
  voluto   dal   Parlamento  e,  quindi,   per   carità   lo   voterò
  favorevolmente  perché l'oggetto è assolutamente condivisibile,  la
  volontà del Parlamento io la assecondo ovviamente, però devo  anche
  dire  che  io  mi  sarei  aspettata,  da  chi  lo  ha  proposto  in
  quest'Aula,  che  ci fosse, come dire, una maggiore  duttilità  nel
  cercare, nel pretendere delle somme altre, perché noi queste somme,
  sostanzialmente, le avremmo potute lasciare a quello  obiettivo  o,
  meglio,  avremmo  potuto lasciare che il Governo  definisse  con  i
  comuni  in  maniera più lineare quel percorso, perché io ritengo  e
  continuo  a pensare e mi sembra ripetitivo oggi rispetto  a  quello
  che  ho detto nel mio primo intervento, che gli enti locali,  oggi,
  sembrino  quasi  diventati un orpello rispetto  alle  esigenze  del
  territorio.
   Io  continuo, invece, a credere che la funzione degli enti  locali
  sia  fondamentale  perché un ente locale, un sindaco  e,  comunque,
  l'amministrazione  di  un  comune dovrebbe,  dovrebbe,  utilizzerei
  anche il condizionale, però ad ogni modo dovrebbe essere l'ente che
  con   maggiore  peculiarità  conosce  le  difficoltà  del   proprio
  territorio  e  dei propri cittadini, per cui è chiaro  che  io  non
  ostacolerò il percorso di una legge che sicuramente, ripeto, guarda
  a  un  elemento  di grande criticità, bisogna alimentare,  chi  può
  farsi  da  parte rispetto a questa chiamata, a un bisogno primario,
  però  è  pur  vero che l'impianto di questa legge,  a  mio  avviso,
  sarebbe  stata probabilmente più utile in quel momento o  comunque,
  per  carità, magari sarà anche utile, però, ritengo che  non  avere
  voluto  inserire  i  comuni e non avere voluto dare  ai  comuni  la
  possibilità  di  poter  spendere quelle somme  che  invece  avevamo
  individuato -  il Governo le aveva individuate già un anno e  mezzo
  fa -  probabilmente quella era una strada che andava percorsa, fino
  in  fondo,  e ritengo anche che queste somme saranno complicate  da
  spendere,  anche  per gli enti che sono stati qui indicati,  e  non
  vorrei  che, così com'è avvenuto in altre occasioni, a distanza  di
  due  anni, magari, vedessimo il risultato di un'iniziativa che  noi
  fortemente  oggi riteniamo necessaria adesso, possa  invece  essere
  differita  a tempo indeterminato e quindi, come dire, i  frutti  di
  quest'iniziativa, magari, non li vedremo e questo ci dispiacerebbe,
  chiaramente a tutti perché ovviamente qui il Parlamento  si  unisce
  su una volontà comune.
   Presidente, io penso che quando si fa del bene si fa sempre bene a
  farlo.  Il  tema  è: in quanto tempo riusciamo a farlo?  Riusciremo
  realmente con questo disegno di legge a risolvere i bisogni primari
  di  chi versa in condizioni sfortunatissime? Io me lo auguro, però,
  nutro  dei  dubbi e con questa onestà intellettuale non potevo  non
  dirlo.
   Io  mi auguro che questo sia soltanto l'inizio di un comportamento
  nei  confronti  di  quelle che saranno le  politiche  sociali,  nei
  confronti  degli  ultimi e dei penultimi, perché  ricordiamoci  che
  oggi  noi  ancora siamo in attesa di un famoso bando che serviva  a
  dare  credito  a quelle famiglie in difficoltà con  un  Isee  molto
  basso,  che avevano necessità di fare accesso al credito e  ancora,
  dopo  due  anni,  questa norma voluta durante la finanziaria  Covid
  ancora   non  ha  avuto  un  esito  amministrativo  perché   ancora
  l'erogazione delle somme non è disponibile.
   E allora, che il buono sia nemico dell'ottimo questo è risaputo.
   Io  voterò favorevolmente, però, rimango molto perplessa sui tempi
  di  attuazione  e  soprattutto  sugli  enti  che  poi  dovranno   o
  dovrebbero  fare l'attività di ricognizione dei veri  bisogni  che,
  credo, siano sempre gli enti locali. Grazie.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cannata è in congedo  per  la
  seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Riprendono le dichiarazioni di voto sul disegno di legge n. 990/A

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'. Signor Presidente, Governo, non possiamo che annunciare un
  voto  favorevole  a questa norma che riteniamo una  norma  di  buon
  senso,  un  inizio,  io  sono  stato anche  tra  coloro  che  hanno
  sottoscritto la norma e tutto il gruppo di DiventeràBellissima l'ha
  anche sostenuto.
   Però,  dobbiamo anche valutare l'impegno di questi anni  da  parte
  del  Governo  che ha iniziato un percorso a sostegno degli  ultimi,
  quelli  che hanno bisogno di una reale inclusione sociale, e questa
  norma  è una norma ad adiuvandum rispetto alle iniziative che  fino
  ad oggi il Governo ha posto in essere.
   E   allora,   signor  Presidente,  abbiamo  anche  noi,   diciamo,
  manifestato  alcune  perplessità pur sapendo che  la  norma  non  è
  modificabile  né  in Aula né nelle Commissioni,  nella  Commissione
   Bilancio ,  perché ritenevamo che potesse avere anche  un'esigenza
  importante,  quello  di mettere gli enti locali  centrali  rispetto
  alla norma che stiamo trattando.
   Purtuttavia   capiamo   l'importanza  di   approvare   una   norma
  velocemente per dare una risposta importante e dobbiamo però capire
  se  in prosieguo si potrà migliorare questa norma ponendo, diciamo,
  maggiore attenzione per gli enti locali.
   Per quanto riguarda l'IPAB anche qui lo sforzo sappiamo importante
  del  governo  che sta redigendo la riforma delle IPAB,  che  già  è
  stata approvata, e qui si poteva anche iniziare una collaborazione.
  Sappiamo che le risorse sono esigue, sono quindici milioni,  ma  ce
  ne  vorrebbero  di più però, anche in questo caso,  avremmo  potuto
  dare  alle IPAB un valore aggiunto, invece, oggi sembrerebbe questa
  norma  quasi  sottrarre quei beni non strumentali per  le  finalità
  delle stesse IPAB che dovrebbero poi, ogni 31 gennaio di ogni anno,
  stilare  un inventario da inviare ai comuni affinché questi locali,
  queste  proprietà immobiliari possano essere messe a  disposizione,
  anche in comodato d'uso gratuito, per le finalità.
   Quindi,   sappiamo  che  le finalità sono assolutamente  lodevoli,
  però, sappiamo anche che ci sono diverse IPAB che attualmente hanno
  difficoltà a chiudere il bilancio, a pagare gli stipendi ai  propri
  dipendenti  e  dovremmo, anche in quel caso, trovare una  soluzione
  per le stesse.
   E poi, sapendo che l'asse di intervento sarà su tre livelli, anche
  l'accoglienza,  finanche  l'accoglienza  temporanea  che  riteniamo
  molto  importante  e  sappiamo quanto lavoro svolgano  e  dedizione
  svolgano  le associazioni presenti sul territorio regionale  che  a
  vario titolo danno assistenza ai meno abbienti.
   Ma  anche  qui  capire  come verranno scelte le  associazioni  che
  dovranno  gestire il denaro pubblico, perché sappiamo perfettamente
  che  ci potranno essere, così come sappiamo, associazioni del terzo
  settore molto conosciute, che magari conoscono meno un territorio e
  magari  ci  sarà quell'associazione locale che conoscerà meglio  le
  caratteristiche  di  quel  centro  urbano  e  capire  come  possano
  collaborare  insieme le associazioni più grandi, quelle  che  hanno
  anche una dimensione di tipo nazionale, con quelle più piccole che,
  invece, si occupano di territori molto più ristretti.
   Quindi,  signor Presidente, noi annunciamo con grande  piacere  il
  voto favorevole a questa norma che in tempi record è stata non solo
  redatta,  presentata, approvata in Commissione e  che  tra  qualche
  minuto avrà anche il voto dell'intera Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Amata.  Ne  ha
  facoltà.

   AMATA.  Grazie  Presidente, per dichiarare il voto  favorevole  di
  Fratelli  d'Italia  ad  un disegno di legge per  il  quale  abbiamo
  lavorato  in VI Commissione, abbiamo dedicato a questo  disegno  di
  legge  diverse  sedute  e ritengo che tutti i  Gruppi  parlamentari
  abbiano  partecipato per migliorare un testo che  inizialmente  era
  arrivato  in Commissione e siamo giunti a questo disegno  di  legge
  dove  ritengo che, veramente, si sia raggiunto l'obiettivo che  era
  quello di prevedere delle misure di intervento straordinario, delle
  azioni di sostegno concrete per gli indigenti, per gli ultimi,  per
  i nuovi poveri che purtroppo sono aumentati a causa di questa forte
  crisi economica dovuta alla pandemia.
   Certo  avremmo potuto farlo prima, però Assessore, ora  rivolgo  a
  lei  un  invito affinché riesca a far lavorare in maniera veloce  i
  dirigenti   che  dovranno  occuparsi  della  parte  amministrativa,
  soprattutto quella in riferimento alle risorse perché -  ricordo  a
  me  stessa,  a lei e all'Aula tutta -  questi ultimi, questi  nuovi
  poveri  hanno  bisogno  di aiuto adesso, in questo  momento  e  non
  domani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Calderone.  Ne  ha
  facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, ovviamente il voto del mio  partito,
  di Forza Italia, sarà un voto favorevole.
   Questa  norma,  elaborata,  programmata  e  strutturata  in   sede
  redigente, è un motivo di riflessione, perché mette un paletto, una
  netta  distinzione non soltanto sociale, politica ed economica,  ma
  anche da un punto di vista filosofico, oserei dire, tra quella  che
  è la differenza tra lo Stato sociale e lo Stato assistenziale.
   Questa  è  un'ottima legge che rappresenta plasticamente che  cosa
  possa significare lo Stato sociale, aiutare le categorie e le fasce
  più deboli.
   Soltanto  per citare alcuni passaggi di questa norma,  io,  signor
  Presidente,  mi  rivolgo a lei non soltanto  perché  Presidente  di
  questa  Assemblea e di questo Parlamento, ma soprattutto perché  ha
  voluto  fortemente questa legge, è stato in prima linea Presidente,
  e  per questo la ringrazio non soltanto a nome del mio partito  per
  questo suo costante e stringente impegno.
   Questo disegno di legge prevede misure di intervento straordinario
  per  i  casi di indigenza e bisogno di emergenza alimentare. Azioni
  di  sostegno per il ricovero di indigenti e soggetti di  condizione
  di  marginalità sociale estrema. Azioni a sostegno delle persone in
  isolamento ed esclusione sociale.
   Un  legislatore  non  si deve preoccupare di  quello  che  accadrà
  dell'applicazione  postuma,  della  burocrazia.   E'   un   pessimo
  esercizio  quello  di  preoccuparci o di  esprimere  preoccupazione
  sull'applicazione concreta della legge. La funzione del legislatore
  h  quella  di  legiferare. Noi oggi votando  favorevolmente  questo
  disegno  di legge, credo stiamo dando un esempio di buona politica,
  perché stiamo aiutando tutti, senza distinzione di bandiere, colori
  o partiti.
   Stiamo  dando esempio di come la politica se lo vuole può  aiutare
  le  fasce  più  deboli. Ed è questo il significato  sociale  e  non
  assistenziale; abbiamo visto, signore Assessore Scavone,  lo  Stato
  assistenziale a che cosa ha portato, come dire l'esempio  è  quello
  del  reddito  di cittadinanza dove abbiamo migliaia,  centinaia  di
  migliaia  di cittadini italiani sul divano di casa, e ristoranti  e
  supermercati, aziende alla disperata ricerca di manodopera, bisogna
  invertire  questo  trend  perché è un trend  pericolosissimo  ed  è
  questo che io auspico.
   Io   non   mi  preoccuperei,  onorevole  Di  Mauro,  perché   veda
  all'articolo  3, credo, si fa riferimento alle IPAB  però  le  IPAB
  siciliane,  perché  il  legislatore è  stato  attento  anche  nella
  espressione letterale di iscrizione della norma: le IPAB  siciliane
  possono stipulare contratti, possono disporre donazioni cioè non  è
  una norma cogente.
   Fa  bene ad allertare l'assessore di competenza, però, non  è  una
  legge scritta male, se poi nelle pieghe della legge si annida,  non
  voglio  dire il malaffare, ma la mala politica è un altro discorso,
  non deve riguardare né il legislatore né il Governo.
   Il  potere  sostitutivo soltanto sostitutivo che viene  attribuito
  alla Regione in taluni casi -  credo sia il comma 3 dell'articolo 3
  -   è  soltanto la volontà di vigilare su argomenti e temi che,  lo
  devo  dire,  le  IPAB siciliane rappresentano -  direi  -   non  un
  bellissimo  esempio  di  gestione,  è  un  modo  per  potere   fare
  intervenire l'Assessorato e quindi la Regione, ma sempre con potere
  sostitutivo  e nel caso di inerzia o di pessima applicazione  delle
  norme.
   Quindi,  signor Presidente, Forza Italia voterà con convinzione  e
  in maniera favorevole perché credo che questa sia una buona legge e
  non  si deve preoccupare, lo ribadisco, ovviamente e concludo,  non
  ci  si  deve  preoccupare dell'applicazione postuma  o  della  mala
  politica  o  della mala burocrazia postuma, bisogna  soltanto  fare
  delle  buone  leggi, ovviamente come dico sempre io, le  leggi  non
  sono mai perfette, sono perfettibili dunque sempre migliorabili.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Calderone.
   Prima  di  dare  la  parola  al Governo,  ha  chiesto  di  parlare
  l'onorevole La Rocca Ruvolo, Presidente della VI Commissione. Ne ha
  facoltà.

   LA  ROCCA RUVOLO, presidente della Commissione e relatore. Grazie,
  Presidente. Io intervengo innanzitutto per dire che le tre linee di
  intervento  di  questa  norma sono anche una novità,  perché  oltre
  all'erogazione  diretta di generi alimentari e che in  questa  fase
  pandemica in altri momenti sono arrivati, quindi, non è una novità,
  è   invece   una  novità  l'accoglienza  temporanea   a   carattere
  residenziale  e semiresidenziale, e da qui il collegamento  con  la
  possibilità  di utilizzare per esempio le IPAB di cui  tanto  si  è
  parlato  prima   e  il  punto  importante  di  questa  norma  è  la
  promozione socio-culturale e socio-educativa, ed è un intervento  a
  trecentosessanta  gradi, da questo punto di  vista,  pensando  alle
  famiglie  con  figli  piccoli o che hanno grosse  difficoltà,  alla
  dispersione scolastica e a tantissime altre, diciamo, forme.
   Voglio  però ringraziare, in particolar modo, lei per avere voluto
  fortemente  questa  norma nel più breve tempo  possibile,  e  avere
  coinvolto  in  Commissione  Salute tutti  i  colleghi  presenti  le
  rappresentanze  di tutti i gruppi parlamentari presenti  in  questo
  Parlamento;  il  lavoro è stato anche celere e abbiamo  cercato  di
  fare   in   maniera  veloce,  per  questo  voglio  ringraziare   la
  Commissione al completo, così come è stata composta per l'esame  di
  questo disegno di legge.
   Voglio ringraziare l'assessore Scavone per la disponibilità che ha
  dato,  per cui credo che oggi questa norma, veramente, possa essere
  un  orgoglio  di questo Parlamento e del Governo regionale,  perché
  tutti  insieme  si  è  lavorato per  averla  nel  più  breve  tempo
  possibile  anche se le risorse sono poche, ma in ogni  caso  stiamo
  dando  in  un  momento  particolarmente  disagiato  di  quest'epoca
  storica, un segnale forte e veloce, grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Rocca Ruvolo.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore Scavone.

   SCAVONE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro.  Presidente,  onorevoli deputati, un brevissimo  intervento
  per  sottolineare il valore di questo atto normativo,  innanzitutto
  nel  suo percorso parlamentare: ottenere la sede redigente  per  un
  atto  di questo tipo sottolinea la determinazione e la convinzione,
  la  coesione  il  senso etico che il Parlamento tutto  ha  ritenuto
  nell'affrontare una problematica così complessa, nasce una  cornice
  normativa  tra  l'altro a un percorso amministrativo già  tracciato
  dal Governo.
     Ricordo  che  nei  primi  mesi di quest'anno  in  Giunta  avendo
  recuperato delle risorse arretrate e non pervenute alla  Regione  -
  del 2016 e del 2017 -  fondi nazionali delle politiche sociali,  la
  Giunta  deliberò  la  distribuzione,  l'assegnazione  di  quasi  19
  milioni   di  Euro,  cinquanta  percento  dei  quali  di  immediata
  disponibilità  ai  distretti socio-sanitari  e  quindi  ai  comuni,
  proprio per affrontare quelli che sono i tre temi che questa  norma
  mette a regime.
   Voglio  sottolineare, quindi, che questa norma è una risposta  che
  va  al  di là dell'emergenza Covid, come dire, si ha consapevolezza
  che  con  questo  percorso si riesce, ed è stato detto  molto  bene
  dall'avvocato  Calderone,  dall'onorevole  Calderone,  a  dare  una
  risposta sociale a quelli che sono gli ultimi nella nostra terra, i
  fragili, coloro che sono alla deriva di una società che li  rifiuta
  e  che non sa accoglierli; tra l'altro il disegno di legge riprende
  i  commi 1, 3 credo e l'articolo 4 comunque la legge 117 nazionale,
  che  individuava  il  profilo degli enti che potevano  fare  alcune
  cose,  in  quell'atto che io avevo proposto alla Giunta, e  che  la
  Giunta ha adottato.
   Ci siamo assunti la responsabilità di individuare enti di un certo
  livello, cioè di alzare l'asticella, gli enti che avessero attività
  riconosciute -  si dice FEAD a livello europeo -  enti che avessero
  un'anzianità e una solidità di organizzazione, anzianità  di  dieci
  anni  e  una  solidità di organizzazione, e fu in quel momento  una
  scelta  molto  difficile, perché, certamente,  si  puntava  per  la
  necessità  di  avere  certezza di copertura  sul  territorio  e  di
  qualità  dell'intervento  su  enti  di  un  certo  livello,   nella
  consapevolezza che era un intervento che certamente escludeva altre
  realtà territoriali.
   Con questa norma si riprende quel principio, si estende alle altre
  realtà  che  hanno attività sociale sul territorio,  certamente  ci
  sono  alcune criticità, non ce lo nascondiamo, lo abbiamo detto  in
  Commissione   Bilancio , lo abbiamo detto nel nostro confronto,  in
  maniera  particolare sui due aspetti, che sono già stati ampiamente
  sviluppati e che ho il dovere di ricordare per la serietà  con  cui
  io cerco di affrontare le cose.
   Innanzitutto  la  copertura finanziaria. I fondi europei,  sapete,
  determinano   una   problematica   complessa   sul   piano    della
  rendicontazione.
   Quell'atto votato, la legge n. 9 del 2020, cioè la finanziaria,  i
  famosi  100 milioni per il bonus alimentare -  l'ha ricordato  bene
  l'onorevole Caronia -  ci consentì nel giro di 15 giorni di dare ai
  comuni 30 milioni di Euro recuperati dal Fondo Sociale Europeo, gli
  FSE,  e  abbiamo  dovuto  faticare tantissimo  per  potere  rendere
  disponibili altri 70 milioni che venivano dai fondi POC. Lo abbiamo
  fatto   in   relazione   a  quella  che   è   stata   la   risposta
  all'autorizzazione  dei  comuni:  siamo  a  regime  oggi  ad  avere
  impegnato  circa  50  milioni di Euro perché  altre  richieste  non
  arrivano,  tanto  che  abbiamo  annunciato  che  la  somma  residua
  rispetto  a  quella dotazione finanziaria verrà utilizzata  per  un
  intervento  di  tipo  finanziario  nei  confronti  delle  famiglie,
  parliamo  di  microcredito, lo abbiamo già annunciato e  detto  più
  volte.
   E  poi  certamente c'è il problema dell'utilizzazione delle  IPAB,
  che non è una novità.
   Ricordo  sempre a mente, credo di parlare dell'articolo  34  della
  legge n. 22 dove era già previsto dai comuni, e gli enti locali  in
  genere,  potessero stipulare anche accordi di gratuità  con  quelle
  strutture  di  assistenza e beneficienza che non  utilizzavano  per
  fini sociali, istituzionali, le strutture stesse.
   Vi  era  un altro aspetto, ho il dovere di ricordare che i  comuni
  avevano  l'obbligo di una programmazione triennale degli interventi
  sociali  preferendo l'utilizzazione di queste strutture  pubbliche,
  cosa  che  non  è  avvenuta perché se fosse avvenuta  probabilmente
  avremmo   ereditato  un  sistema  di  istituti  di   assistenza   e
  beneficienza del tutto diverso.
   Cosa  voglio  dire? I comuni avevano l'obbligo  di  utilizzare  le
  strutture non utilizzate a fini sociali anche dalle IPAB e  abbiamo
  invece un'immagine dove i comuni sono rivolti troppo spesso  ad  un
  mercato  del privato sociale e comunque del privato economico,  per
  carità,   sociale ,  tanto  che abbiamo  avuto  un  proliferare  di
  strutture,   in  maniera  particolare  di  assistenza  per   alcune
  fragilità, per gli anziani in maniera particolare che ha scavalcato
  le  IPAB  e impoverito le IPAB che sono arrivate come sono arrivate
  ai  giorni nostri. È per questo che abbiamo a lungo lavorato  sulla
  riforma delle IPAB.
   Da  Crispi ad oggi, probabilmente, nessuno era intervenuto con  un
  profilo  normativo  che guardasse, come dire, ad  un  ventaglio  di
  possibilità,  pensando  al migliore rilancio  possibile  di  queste
  strutture. Abbiamo fatto tesoro del lavoro legislativo fatto  nelle
  Commissioni: c'erano tre disegni di legge che in Commissione  erano
  stati   sintetizzati,  siamo  partiti  da  quel  lavoro  e  abbiamo
  approvato,  il  10 giugno, pubblicato il 15 giugno, il  disegno  di
  legge   della   riorganizzazione  del  sistema  di   assistenza   e
  beneficienza delle IPAB che prevede tutta una serie di soluzioni.
   Faccio  una  sintesi: su tre livelli. Quelle cotte e  decotte  che
  comunque   erano   state   avviate   all'estinzione   e   che    la
  incostituzionalità dell'articolo 34 ha bloccato in questo in questo
  percorso,  verranno ovviamente alienate e il fondo che si  recupera
  da  queste  strutture  verrà utilizzato per rilanciare  quelle  che
  hanno  attività. La terza categoria di IPAB, quelle che hanno nelle
  tavole fondative una storia della Chiesa, in rapporto con le  curie
  verranno,  sempre nel principio di strutture che  sono  private  di
  diritto  pubblico,  perché le IPAB hanno questa  figura  giuridica,
  consegnate  complessivamente, laddove le curie  lo  riterranno,  al
  mondo ecclesiale. Stiamo lavorando per questo.
   I  dipendenti di quelli in via di estinzione faranno parte  di  un
  elenco unico da utilizzare nel rilancio della seconda categoria.
   Stiamo   lavorando  per  questo  e  spero,  tra  l'altro,   signor
  Presidente confido molto nella sua forza e nella sua passione, così
  come ha dimostrato nell'avere impresso una velocità straordinaria a
  un  percorso  veramente di valore a questo disegno  di  legge,  che
  presto  possa essere assegnato nella Commissione, e con  la  stessa
  velocità possa essere poi offerto all'attenzione dell'Aula.
   Quindi,  ringraziando  il Parlamento intero,  a  partire  dal  suo
  Presidente,  per  il  lavoro  fatto,  certamente  so  che  dovremmo
  affrontare sul piano amministrativo l'applicazione di una norma che
  è  nobile  nei  principi  ed  è un poco controversia  nel  percorso
  amministrativo da applicare.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   Prima  della votazione finale del disegno di legge voglio  anch'io
  ringraziare  tutti,  a partire dai Presidenti  di  tutti  i  Gruppi
  parlamentari  che  hanno consentito la sede  redigente  per  questo
  disegno di legge.
   Voglio  ringraziare  -  me lo consentirete -  il  dottor  Emiliano
  Abramo,  che è stato consulente della Commissione e che ci ha  dato
  certamente una grande mano, voglio ringraziare veramente tutti voi,
  perché è un momento difficilissimo. Io dico sempre, pur essendo uno
  normalmente ottimista, che la situazione che troveremo  in  autunno
  non  so quale sarà, e comunque non solo i dati che ci arrivano  non
  sono  favorevoli  perché  abbiamo  la  forte  preoccupazione  nello
  sblocco dei licenziamenti, abbiamo forte preoccupazione proprio per
  l'impoverimento  generalizzato che c'è  stato  a  causa  di  questo
  Covid.
   Per  cui, ringrazio veramente tutti. E' un segnale importantissimo
  quello  che questo Parlamento sta dando oggi, e ringrazio anche  il
  Governo  che  è  stato oggettivamente disponibile, sia  l'Assessore
  Scavone,  che nella disponibilità anche dell'Assessore all'economia
  nei  confronti  di  questa  possibilità  che  avevamo  e  l'abbiamo
  sfruttata  al  meglio.  Poi, come diceva prima  qualcun  altro,  al
  meglio non c'è fine, come dire, tutto sarebbe possibile fare meglio
  di  come  è  stato  fatto però credo che intanto abbiamo  dato  una
  dimostrazione importante da parte di tutti i Gruppi,  da  parte  di
  tutti  i  deputati,  di  un momento di grande  serietà,  di  grande
  disponibilità di tutti per cui, veramente, sono molto contento.
   Alcuni giorni non sono contento di essere Presidente di Assemblea,
  altri  giorni, come oggi, invece ne sono particolarmente  contento.
  Se prendete tutti posto.


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli  Catanzaro  e  Dipasquale
  hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


        Votazione  finale  per scrutinio nominale  del  disegno  di
      legge  "Disposizioni  per il coordinamento  degli  interventi
      contro la povertà e l'esclusione sociale.  (n. 990/A)

     PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di  legge
    Disposizioni  per  il  coordinamento degli interventi  contro  la
   povertà e l'esclusione sociale.  (n. 990/A).
     Il voto è sempre lo stesso, premere e poi togliere la tessera  e
   senza reinserirla.
     Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

     Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
   nominale:

   Presenti  .         46
   Votanti             39
   Maggioranza         20
   Favorevoli          39
   Contrari            0
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)


         Presentazione degli ordini del giorno n. 562 e n. 565

   PRESIDENTE.    Onorevoli  colleghi,  non  abbiamo  finito   perché
  dobbiamo  andare avanti. Gli ordini del giorno, Assessore  Scavone,
  li accettate come raccomandazione? Quindi, ovviamente vanno bene.

   (Gli ordini del giorno, accettati come raccomandazione, recano i
                      numeri d'ordine 562 e 565)


   Seguito della discussione del disegno di legge  Termine ultimo per
  la   presentazione  delle  istanze  di  proroga  delle  concessioni
  demaniali marittime . (n. 1018/A)

   PRESIDENTE.  Assessore Cordaro, credo che iniziare il  disegno  di
  legge sull'edilizia oggi diventerebbe un problema. Invece, ci  sono
  due  punti  all'ordine del giorno, disegni di  legge  con  un  solo
  articolo,  per cui chiederei all'Aula se posso fare il prelievo  di
  questi due disegni di legge.
   Vedo  che  c'è un sì generale, per cui procediamo con  il  seguito
  della  discussione del disegno di legge posto al numero 2 del terzo
  punto  dell'ordine del giorno  Termine ultimo per la  presentazione
  delle  istanze  di proroga delle concessioni demaniali  marittime .
  (n. 1018/A).
   Che cosa è successo, onorevole?

   BARBAGALLO.  Posso, Presidente? Siccome vedo  che  c'è  una  certa
  fretta,  su  questo  disegno  di legge noi  vogliamo  ascoltare  il
  Governo, abbiamo delle perplessità.

   PRESIDENTE. Sì, questo è normale, però trattandosi di un  articolo
  che  non ha emendamenti lo possiamo fare velocemente, tutto qua.  È
  ovvio che ogni disegno di legge può essere approvato, bocciato,  ci
  possono  essere favorevoli e contrari, quello fa parte, ovviamente,
  dell'attività  del  Parlamento.  Per  cui,  vorrei   soltanto   che
  iniziassimo.
    La Commissione è già insediata.
    Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
      Termine per la presentazione delle istanze di proroga delle
                    concessioni demaniali marittime

   1.  Atteso il protrarsi dell'emergenza epidemiologica da Covid-19,
  i soggetti, pubblici e privati che non abbiano presentato richiesta
  di  proroga delle concessioni demaniali marittime entro il  termine
  di cui al comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 14 dicembre
  2019,  n.  24,  e successive modificazioni, possono  presentare  la
  stessa entro il 30 luglio 2021».

    Non sono stati presentati emendamenti, per cui, salvo che non  ci
  siano interventi contrari, io

    BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO.  Signor  Presidente, io intanto  credo  che  dovremmo
  procedere    normalmente    con    la    relazione    del    testo,
  l'approfondimento, poi la discussione articolo per articolo.

    PRESIDENTE. Tutto, bisogna fare tutto  Siccome lei ha chiesto  la
  parola  prima  di  iniziare, gliela sto dando, le chiedo  anche  di
  essere abbastanza breve, perché sennò non ce la facciamo.
    La Presidente della Commissione?

    SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto  al
  testo della relazione scritta.

    PRESIDENTE.  Si rimette alla relazione scritta. Va benissimo.  Ci
  sono  interventi?  Non  ci sono interventi,  possiamo  iniziare  la
  votazione dell'articolo 1

    BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Presidente,  se vuole, noi possiamo  anche  fare  una
  discussione  complessiva. Il tema, per noi, per cui siamo  contrari
  al  testo,  è  quello che francamente la pandemia ha causato  tanti
  problemi,  ma  dare  la  proroga del  termine  per  le  istanze  di
  concessioni demaniali, senza che ci sia stato un fatto concreto, il
  privato  non  è riuscito a presentare la domanda per quale  motivo?
  Perché non ha potuto recarsi negli uffici, perché non funzionava il
  terminale di accesso informatico? Ci sono delle questioni oggettive
  e  di  forza maggiore per cui vanno rimesse in termine c'è  qualche
  amico  degli  amici,  invece,  che siccome  non  ha  presentato  la
  domanda,  gli  dobbiamo  dare una mano  e  presentiamo  questo  bel
  disegno di legge?
   Anche  perché,  Presidente,  poi arriveranno  le  domande,  quindi
  concretamente  sapremo chi saranno i beneficiari, gli  assegnatari,
  ci  saranno  nomi e cognomi, quindi noi siamo contrari  per  queste
  preoccupazioni e per queste perplessità.
   Se il Governo, o il Presidente della Commissione, che ha seguito i
  lavori,  sono in condizioni di fugare i nostri dubbi, facciamo  una
  discussione   più   veloce,  altrimenti  continueremo   a   nutrire
  perplessità. Siamo contrari e, come dire, un approfondimento  anche
  sulla questione della conformità al PUDM la vogliamo.

   GALVAGNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO. Grazie Presidente. Dico, il disegno di legge che avevamo
  presentato,  che prevedeva soltanto un articolo, era  semplicemente
  rispetto  alla  proroga delle concessioni demaniali  per  coloro  i
  quali  non  erano riusciti, o anche - rispondo all'amico  onorevole
  Barbagallo  - ci sono stati dei casi di soggetti che,  a  parte  la
  sfiducia  in questa fase della pandemia, non è la prima  volta  che
  noi  facciamo una proroga, era già stata fatta al 31 dicembre,  era
  stata fatta a febbraio.
   Ci  sono  stati  dei casi oggettivi per i quali ci hanno  chiamato
  persone  che  non  sono riusciti per problemi reali,  per  problemi
  oggettivi  ripeto,  addirittura  c'è  stato  un  geometra  che   in
  provincia di Catania, avendo le carte da dover istruire per  alcune
  pratiche, si è tolto la vita, si è suicidato, quindi, se  non  sono
  questi dei motivi oggettivi
   È  chiaro che non saranno un migliaio nella Regione siciliana,  ma
  ci   è  stata  sottoposta  questa  problematica,  e  noi  ci  siamo
  adoperati.  Poi  l'Aula si determinerà per come  meglio  crede,  se
  ritiene  che  sia  una cosa assolutamente da non  fare,  voterà  in
  maniera  contraria o, diversamente, se si ritiene che in un periodo
  di  crisi  pandemica,  in un periodo dove  c'è  stata  sfiducia  in
  qualsiasi genere di investimento, in un periodo così difficile, noi
  dobbiamo condannare qualcuno perché non è riuscito, per un motivo o
  per  un  altro, a presentare la pratica, lo diciamo, votiamo  e  ci
  determiniamo per come vorrà l'Aula.

   PRESIDENTE.  Quello che devo dire è questo, onorevole  Barbagallo,
  io non ho nessun amico che deve presentare la domanda, però

                     (intervento fuori microfono)

   Siccome  non  c'è  dubbio, che io pure ho  avuto  informazioni  di
  questo  tipo,  c'è stato qualcuno che per un fatto  di  ore  non  è
  riuscito a farlo nei tempi previsti. In una situazione come  quella
  attuale,  io sono sempre favorevole a fare vivere la gente,  non  a
  farla morire.
   Se  non  dessimo  questa proroga, con la legge  Europea  che  c'è,
  questi   qua  perderebbero  tutto,  dovrebbero  andare  a  gara   e
  successivamente  saremmo tre anni senza che questi  lidi  venissero
  utilizzati, e quindi dovrebbero licenziare le persone che ci  sono,
  se ci sono è ovvio
   Imbrogli, prego chiunque se ne debba occupare, di occuparsene.
   Non  conosco materialmente persone, nomi e cognomi di persone  che
  le  devono  fare, però proroghe di questo tipo ne sono  state  date
  tante,  in  questo  momento in cui - secondo me -  proprio  per  il
  motivo  della legge sulla povertà che abbiamo approvato prima,  c'è
  una  situazione  di disagio reale in tutta l'Isola,  credo  che  se
  aiutiamo  qualcuno a evitare di chiudere non è qualcosa che  ci  fa
  male.
   Lo  dico perché il mio pensiero, e che quello che bisogna  fare  è
  cercare di aiutare tutti a evitare di chiudere.
   E so che molti hanno avuto anche problemi con gli uffici che hanno
  continuato a chiedere cose in più, e qualcuno non ce l'ha fatta.
   Non  voglio minimamente mettere o contrastare quello che ha  detto
  l'onorevole Barbagallo che ha tutta la sua motivazione di esistere,
  e  quindi ha fatto bene a dirlo, però cercherei di essere un attimo
  favorevole a questo tipo di iniziative.


                                Congedi

    PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Schillaci   ha   chiesto
  congedo per la seduta odierna.

    L'Assemblea ne prende atto.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1018/A

    PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 1.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             Art. 2.
         Modifiche alla legge regionale 29 novembre 2005, n. 15

    1.  Alla  legge regionale 29 novembre 2005, n. 15,  e  successive
  modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:

    a)   al  comma  l  quater  dell'articolo  1,  le  parole  da   Al
  concessionario è fatto' a affezione.  sono
    soppresse;

    b)  dopo  il  comma  l  quater dell'articolo  1,  è  aggiunto  il
  seguente:

    1-quinquies.  Per  la realizzazione dei corridoi  di  lancio,  il
  limite  di  mille  metri  quadrati di specchio  acqueo  può  essere
  incrementato  fino alla misura prevista dalle specifiche  ordinanze
  emanate dalla competente autorità marittima».

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Anche  per  confutare  le  cose  dette   dall'amico,
  onorevole Galvagno, il testo è entrato con un solo articolo. Adesso
  ci ritroviamo con quattro articoli, Presidente.
   L'articolo  2 riguarda la modifica di una norma che quest'Aula  ha
  approvato, su proposta del Partito democratico. La norma  prevedeva
  l'obbligo per i titolari delle strutture balneari di fare  accedere
  gli animali di affezione sulla spiaggia.
   Non  lo so. Ci saranno colleghi favorevoli, colleghi contrari,  la
  norma è stata approvata.
   Arriva  dopo  dieci,  dodici, quattordici mesi,  la  richiesta  di
  abrogazione della norma.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, questa legge però è  passata  in
  Commissione. Non l'abbiamo inventata oggi qui

   BARBAGALLO. Certo.

   PRESIDENTE. Vorrei che questo fosse chiaro.

   BARBAGALLO.  Se  la maggioranza ha i numeri, si vota  la  legge  e
  andrà avanti.
   In  democrazia  esprimiamo  non solo il nostro  parere  contrario,
  Presidente Micciché, ma tutte le nostre perplessità su questo  modo
  di procedere, di fare, di andare avanti e indietro, le proroghe per
  qualcuno, cambiare le leggi quando invece non conviene applicarle.
   Questo  per  farle la fotografia di quello che accade  con  questo
  testo.
   L'articolo  2  modifica  dopo pochi mesi una  norma  che  è  stata
  approvata in finanziaria perché non conviene a qualcuno. Noi  siamo
  contrari

   PRESIDENTE. Onorevole Savarino, vuole intervenire su questo?
   Non  so  cosa  sta facendo, ma ci sarà un motivo per cui  è  stata
  fatta questa modifica.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  è una norma, il primo comma l'ha proposto  l'Assessore
  perché, a quanto pare, ci sono delle difficoltà ad individuare aree
  così  grandi  destinate  ad animali d'affezione  all'interno  delle
  concessioni. Non sempre è possibile.
   Ci   hanno  chiesto  dal  Governo,  il  collega  era  presente  in
  Commissione, di rimettere alla valutazione la possibilità di creare
  queste  aree,  ma  non  di  vincolare in tutte  le  concessioni  la
  presenza  di  aree  destinate  ad animali  d'affezione  in  maniera
  categorica, perché c'erano delle difficoltà obiettive.
   Il secondo comma invece

   PRESIDENTE.  Onorevole  Barbagallo, quello  che  dice  l'onorevole
  Savarino  -  secondo  me  - che sia stata fatta  in  finanziaria  è
  sicuro,  se  poi nell'applicazione si è capito che  ci  sono  delle
  impossibilità
   Onorevole Barbagallo, che questa Assemblea abbia votato una  norma
  è    assolutamente   scontato,   che   però   dopo   alcuni   mesi,
  nell'applicazione di questa norma, si sia visto  che  ci  sono  dei
  problemi  di applicazione - onorevole Cordaro se lo vuole  spiegare
  lei.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Volevo
  rassicurare l'onorevole Barbagallo perché da oggi sono il suo capo,
  perché  nessuno  più di me qui tutela gli interessi dell'Assemblea,
  non  pensi  di  prendersi tutto il merito per tutelare l'Assemblea,
  perché più di me non la tutela nessuno

   PRESIDENTE.  Veramente  c'è chi la tutela  meglio  di  voi   Però,
  andiamo avanti.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Bravo   Me  lo
  aspettavo e speravo che lei intervenisse, Presidente Miccichè, dopo
  di che vorrei dire

   PRESIDENTE. Diciamo che era scontato il mio intervento  perché  ci
  credo, non per altro. Prego.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Dopodiché
  voglio   dire,  onorevole  Barbagallo,  non  è  che  il  Presidente
  dell'Assemblea  o  ciascun  deputato  tutela  le  priorità   e   le
  prerogative  dell'Assemblea quando va nel verso di  una  norma  che
  piace a lei, perché qui sempre norme noi stiamo facendo.
   Presidente  Miccichè  e  colleghi,  è  molto  semplice:  in  buona
  sostanza,  dalla data di una norma che è stata approvata,  come  ha
  giustamente detto l'onorevole Barbagallo su iniziativa parlamentare
  sua,  e  quindi  non  su  iniziativa  del  Governo,  lei  parla  di
  schizofrenia,  ma schizofrenia di chi? Schizofrenia  se  io  avessi
  posto un tema in finanziaria e dopo sei mesi lo avessi cambiato.
   Lei  ha posto legittimamente un tema che il Governo ha visto  come
  una  buona  opzione  di principio, cioè che tutti  gli  animali  da
  affezione,  in ragione della sua norma, potessero avere  gli  spazi
  all'interno  dei  lidi,  dopo  di che abbiamo  incontrato  tutti  i
  rappresentanti  di  categoria  dei  balneari,  dall'estrema  destra
  all'estrema  sinistra,  e ci hanno spiegato  che,  al  netto  della
  grande  sensibilità che tutti hanno rispetto all'argomento,  non  è
  possibile  che  una  tal  norma possa avere applicazione  e  quindi
  stiamo, in ragione dell'applicazione di un principio di buon senso,
  trasformando  l'imposizione in un tema  legato,  appunto,  al  buon
  senso.
   In  secondo  luogo  stiamo  correggendo  un  errore  che  è  stato
  concordato  con  le  autorità marittime e con  le  Capitanerie  per
  quanto  riguarda l'1 quinquies, e cioè i corridoi di lancio, perché
  mille  metri  non  sono prevedibili, e li abbiamo concordati.  Cioè
  stiamo  apportando  delle  modifiche a delle  norme  di  iniziativa
  parlamentare che, nel momento dell'applicazione, essendo il Governo
  che  le  deve  fare applicare, l'assessore con i  suoi  decreti,  o
  comunque  le  autorità competenti, ad esempio come nel caso  dell'1
  quinquies   le  Capitanerie  di  Porto,  hanno  trovato   obiettive
  impossibilità oltre che difficoltà ad essere applicate, e quindi le
  stiamo correggendo. Il Governo  .

   PRESIDENTE. Mi sembra assolutamente coerente, voglio dire.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Facendo seguito alle esternazioni del Presidente della
  Commissione e dell'Assessore, io rilevo semplicemente che la  norma
  se  aveva delle difficoltà applicative, l'iniziativa di buon  senso
  sarebbe  stata,  non  per ogni singola concessione,  per  ogni  100
  chilometri, ogni 50 chilometri è previsto un obbligo di accesso per
  gli  animali di affezione. Invece, Presidente Miccichè, non c'è  la
  voglia  di  applicarla questa norma, ed io vorrei che fosse  chiaro
  questo  aspetto, perché se ogni Governo in democrazia,  ogni  volta
  che passa una norma, decide di non applicarla e dopo sei mesi torna
  in Aula e a colpi di maggioranza

   PRESIDENTE. Allora in Sicilia non l'applichiamo

   BARBAGALLO. Per favore mi faccia finire, la prego Presidente.

   PRESIDENTE.  Mi  sembra  di  capire  solo  che  ha  difficoltà  ad
  applicarla.

   BARBAGALLO. No Presidente.

   PRESIDENTE. E quindi sta cercando di modificarla.

   BARBAGALLO. Questa è la sua rispettabilissima opinione. La  nostra
  opinione  è  che non la vuole applicare, e che c'è  un  metodo  del
  Governo  Musumeci  che quando le cose non vanno  bene  si  utilizza
  questo metodo. Non si fa.

   PRESIDENTE.  Ma non vanno bene perché? A chi è che non  dovrebbero
  andare bene, voglio dire.

   BARBAGALLO.  Basta, Presidente Miccichè, guardare il lungo  elenco
  di  norme  non  applicate in questa legislatura,  le  consiglio  di
  verificare, l'elenco è lunghissimo.

   PRESIDENTE.  Noi abbiamo costituito una Commissione  apposita  che
  sta verificando questo, e devo dire che l'onorevole Pullara è molto
  attento, sta verificando.
   Onorevole  Savarino,  che  dobbiamo  fare?  Perché  a  me   sembra
  assolutamente normale che si faccia.

   SAVARINO,  presidente della Commissione e relatore. No, io  volevo
  sottolineare che quando il Governo ha proposto di abrogare la norma
  all'onorevole   Barbagallo  io  ho  chiesto   se,   piuttosto   che
  l'abrogazione  tout  court, riuscisse ad immaginare  una  norma  di
  mediazione che potesse anche salvare la volontà e la ratio del  suo
  emendamento  approvato pochi mesi fa, perché  noi  in  Commissione,
  onestamente, studiando e cercando di trovare una soluzione mediana,
  abbiamo avuto difficoltà tecniche ad individuarla. Quindi ho detto:
  se  lei ci riesce, bene, la porti in Aula; altrimenti la abroghiamo
  come propone il Governo.
   I  corridoi  di  lancio  sono  una cosa  che  ci  segnalano  molti
  balneari, molti lidi che hanno la necessità di dare questi corridoi
  di lancio per fare entrare ed uscire i gommoni in sicurezza per i

   PRESIDENTE. Allora, io posso dire una cosa? Scusatemi.

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Sono tutte cose
  assolutamente di buon senso.

   PRESIDENTE. Onorevole Savarino e onorevole Cordaro, chiedo  scusa.
  Posso  chiedere una cosa? Questa legge qui ha un fatto  di  estrema
  urgenza,  cioè  se  non si dà la proroga a questi  signori,  questi
  perdono  materialmente il lavoro, tutte le altre cose  le  possiamo
  rivedere e ripresentarle con una nuova cosa o no?
   Però,  mentre  quella ha un problema di urgenza vera,  ho  capito,
  onorevole  stia  tranquillo, io cerco di trovare sempre  mediazioni
  possibili, assessore, se non ci riesco pazienza, la mia proposta  è
  questa  che  la  legge  che  era stata  presentata,  era  il  primo
  articolo,  che secondo me a questo punto siccome ha un problema  di
  urgenza vero.

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore   per  il  territorio  e   ambiente.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, io la ringrazio. L'articolo 1 è  di
  iniziativa parlamentare e, quindi, il Governo ha dato il suo parere
  favorevole,  sugli altri articoli, Presidente, siccome  sono  tutti
  articoli assolutamente legati ad esigenze del territorio,  noi  non
  abbiamo  amici  degli  amici, onorevole Barbagallo,  tutta  al  più
  abbiamo amici, e credo che anche lei non disdegni gli amici, perché
  gli amici li abbiamo tutti, bravo. Questo per essere chiaro.
   In  ogni  caso  dico,  sia  l'articolo  2  che  l'articolo  3  che
  l'articolo   4,   che  invece  sono  gli  articoli  di   iniziativa
  governativa, sono articoli che hanno una ricaduta sulla  generalità
  del  territorio, le rispondo e poi chiedo al Presidente di metterlo
  al   voto,   io  mi  rimetterò  all'Aula  senza  nessun   ulteriore
  argomentazione.
   La  sua  possibilità,  anche la stessa  possibilità  di  stabilire
  astrattamente che ogni quaranta, cinquanta chilometri  ci  sia  uno
  stabilimento che accolga gli animali di affezione, ci riporta ad un
  criterio assolutamente astratto, e le posso garantire che così come
  è  formulata,  la  norma  garantirà la presenza  degli  animali  di
  affezione  nei  lidi, perché probabilmente non le  è  noto  che  la
  stragrande  maggioranza dei titolari dei lidi accoglie già  clienti
  con  gli  animali di affezione. Noi stiamo stabilendo che,  laddove
  non è possibile per ragioni geografiche, per ragioni di tutela, per
  interessi  terzi, ciò non si debba ordinare, così com'era previsto,
  essendo una legge prevista per tutti i lidi della Sicilia, ci  sono
  ragioni oggettive che creano condizioni di pericolo che con  questa
  norma  noi  andiamo  a sanare, e per queste ragioni  io  chiedo  al
  Presidente dell'Assemblea di metterla al voto.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2.

   BARBAGALLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Segreto? Addirittura  Siamo tutti  qua,  che  c'è  di
  segreto.  Onorevole Barbagallo, il voto segreto è  complicatissimo,
  votiamo  palese,  palese lo capisco, il segreto  a  che  serve?  Lo
  facciamo palese? Segretissimo allora.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


            Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 2

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'articolo 2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti  .         42
   Votanti             35
   Maggioranza         18
   Favorevoli          21
   Contrari            14
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                «Art. 3
   Proroga termini mancata previsione di coerenza delle concessioni
                               demaniali
     marittime con i Piani di utilizzo del demanio marittimo (PUDM)

    1.  Il  comma  1-bis,  dell'articolo 2 della legge  regionale  16
  dicembre 2020, n. 32, è sostituito dal seguente:

    1-bis. Attesa l'emergenza epidemiologica da Covid-19, al fine  di
  consentire   all'amministrazione  concedente  la  conclusione   dei
  procedimenti  amministrativi, la coerenza  con  le  previsioni  del
  Piano  di utilizzo del demanio marittimo, di cui al comma 1, non  è
  prevista  per le istanze già protocollate alla data di  entrata  in
  vigore della presente legge.'».

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore,
  quest'Aula, nel corso di questa Legislatura più volte ha affrontato
  il  tema del PUDM, con l'articolo 3 noi diamo, io guardo anche agli
  Uffici  perché,  a  mio giudizio, qualche problema  di  legittimità
  sull'articolo  3,  Presidente,  c'è.  Perché  noi  proroghiamo   le
  concessioni  demaniali  che  non sono coerenti  col  PUDM,  quindi,
  Presidente, siamo contrari nel merito, è veramente fuori dal  mondo
  prorogare  le  concessioni che sono non coerenti col  PUDM,  allora
  perché le dobbiamo fare il PUDM, mi sembra veramente una pazzia.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Scusi onorevole
  Barbagallo,  io  mi rivolgo ovviamente all'Aula,  perché  credo  di
  dovere,  in  questo  caso, correggerla, ma correggerla  seriamente,
  perché  qui noi non stiamo prorogando un bel niente. Lei  ha  detto
  che  noi  proroghiamo  le concessioni in difformità  ai  PUDM.  Noi
  stiamo   stabilendo,  con  l'articolo  3,  che  tutte  le   istanze
  precedentemente presentate, non quindi che proroghiamo  picchì , si
  figuri  se noi possiamo prorogare le concessioni, tutte le  istanze
  precedentemente  presentate e non esitate per  ragioni  soprattutto
  legate  al  Covid, e quindi all'impossibilità di affrontare  queste
  istanze  possano  essere,  per  un  fatto  di  parità  rispetto  ai
  cittadini,  valutate con la stessa procedura di  tutti  coloro  che
  sono stati valutati prima che fosse presentato il PUDM. Quindi, noi
  stiamo   facendo   un'azione  di  modifica  e  d'integrazione   per
  rispettare,   Presidente   Micciché  e   colleghi,   il   principio
  d'eguaglianza fra tutti i cittadini che è previsto dall'articolo  3
  della Costituzione.

   PRESIDENTE.  Mi sembra assolutamente ovvio. Onorevole  Barbagallo,
  prego.

   BARBAGALLO.  Noi nutriamo fortissime perplessità sulla legittimità
  della norma. Per noi è fuori dal mondo, vedremo se verrà impugnata,
  andate avanti, io

   PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'articolo 3

   BARBAGALLO.   certamente non voglio fare la Cassandra, Presidente,
  ma  è  chiaro però voglio dire, il Governo sta chiedendo di  andare
  avanti, si sta assumendo una responsabilità anche nei confronti dei
  legittimi  interessati, perché nel caso che  arrivi  l'impugnativa,
  aggraviamo ulteriormente il procedimento. Ci sembra veramente fuori
  dal mondo.

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla  votazione  dell'articolo  3.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
         Modifiche alla legge regionale 15 aprile 2021, n. 9 .

    1.  L'articolo 66, della legge regionale 15 aprile 2021, n. 9,  è
  così modificato:

    a)  al  comma  2  dopo le parole competenti per  territorio  sono
  aggiunte  le  seguenti:  nonché  dell''Agenzia  Regionale  per   la
  Protezione dell'Ambiente', ovvero ad affidare, in house, i relativi
  lavori  alla  Servizi  ausiliari  Sicilia  società  consortile  per
  azioni' ;

    b)  il comma 4 è sostituito dal seguente: Per le finalità di  cui
  al  comma  3,  il Dipartimento regionale dell'ambiente  provvede  a
  trasferire  ai  Comuni  che  ne facciano  richiesta  o  all'Agenzia
  Regionale  per la Protezione dell'Ambiente, le necessarie  risorse,
  ferma   restando   la   successiva  rendicontazione   delle   spese
  effettivamente sostenute'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                             Norma finale

    1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana.

    2.  È  fatto  obbligo  a chiunque spetti di  osservarla  e  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


    Rinvio  della votazione finale per scrutinio nominale del disegno
  di legge n. 1018/A

   PRESIDENTE. Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
   C'è  qualcuno  che deve inserire la tessera perché manca  qualcuno
  per  il numero legale. Se non c'è il numero legale non si vota, non
  è  un problema. Voglio dire  io sto aspettando che ci sia, se no la
  votiamo  domani.  Bisogna  dare il tempo.  Stanno  vedendo  se  c'è
  qualcuno  che è andato fuori, lo facciamo rientrare, se no  non  si
  vota e chiudiamo l'argomento. Basta.
   È una proroga fino al 30 luglio. Io vorrei chiedere ai presenti se
  fosse  possibile  già che io potrei fare il cattivo e dire  che  ci
  siete,  per cui dare il numero legale lo stesso. E allora evitiamo,
  non mi faccia fare il cattivo, perché ci siete 32, teoricamente  ci
  siete.
   Va  bene,  va  bene così. Ovviamente evitiamo cattiverie  per  una
  norma che non è così
   Gli  articoli  2, 3 e 4 sono già stati votati, è sulla  legge  che
  stiamo  votando,  non  c'è il numero legale per  cui  la  seduta  è
  conclusa.
   Ci  sono,  scusate,  degli interventi ai sensi  dell'articolo  83,
  comma 2, del Regolamento interno.
   La seduta si terrà domani alle 16.00 perché dobbiamo assolutamente
  continuare a votare, ci sono queste e altre due leggi che sono pure
  di  un  articolo  e  le  dobbiamo fare, tra cui  questa  del  gioco
  d'azzardo  che  va fatta. Domani non ci siete  no, allora  scusate,
  primo  ha  ragione l'assessore Cordaro, noi dobbiamo  assolutamente
  finire  la legge sul riordino dell'edilizia, su questo non ci  sono
  dubbi,  perché è una legge che è già stata votata per la stragrande
  maggioranza  degli articoli e ne mancano soltanto  alcuni.  Poi  ci
  sono  un paio di leggi che sono enormemente importanti che sono  di
  un  articolo,  io le vorrei fare votare. Ma perché  domani  non  ci
  siete? Onorevole Lo Curto, se manca lei, per carità, l'Aula si  può
  convocare  lo  stesso,  se  ne  mancano  tanti  è  inutile  che  la
  convochiamo.
   Scusatemi, posso fare una cosa velocissima? L'Aula non è  conclusa
  perché  ci sono alcuni interventi ai sensi dell'articolo  83,  però
  intanto  se  io  posso  avere i Capigruppo qua  dietro  un  attimo,
  verifichiamo la disponibilità dei Gruppi, se si può fare  bene,  se
  non  si può fare la rinviamo alla settimana prossima. Cinque minuti
  qua dietro per una velocissima Conferenza dei Capigruppo.
   Onorevole  Foti, la prego, se mi può sostituire io  faccio  questa
  veloce Conferenza dei Capigruppo.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

     PRESIDENTE.  Ai  sensi dell'articolo 83, chi  aveva  chiesto  di
  intervenire?  L'onorevole Lupo, l'onorevole De Luca  e  l'onorevole
  Barbagallo.
   Onorevole Lupo, ha facoltà di parlare.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, intervengo
  facendo seguito a quanto già detto dal Presidente della Commissione
   Salute, servizi sociali e sanitari', onorevole Margherita La Rocca
  Ruvolo,   che   garbatamente  ha  lamentato  la  ripetuta   assenza
  dell'Assessore  ai  lavori  della Commissione.  Non  ci  riferiamo,
  Assessore  Cordaro,  al  periodo in cui il Presidente  Musumeci  ha
  assunto  l'interim, ci riferiamo al periodo in cui  successivamente
  l'Assessore Razza è tornato Assessore.
   Oggi  c'è  stata  un'importante audizione  che  ha  riguardato  in
  particolare  l'assetto  della struttura commissariale  Covid  della
  provincia  di Palermo, avevamo chiesto con insistenza  la  presenza
  dell'Assessore Razza, oggi l'Assessore Razza non era  presente.  La
  Commissione   si  è  determinata  di  aggiornarsi   alla   prossima
  settimana, ci auguriamo e chiediamo che l'Assessore Razza partecipi
  ai lavori della Commissione Salute, servizi sociali e sanitari.
   Signor  Presidente io lancio un allarme, io noto un  atteggiamento
  del   Governo  di  scarsa  attenzione  nei  confronti  dei   lavori
  parlamentari delle Commissioni. Troppi disegni di legge sono  fermi
  perché  mancano  le  relazioni, troppe  volte  gli  Assessori  sono
  sostituiti  dai  direttori,  troppe volte  non  vengono  neppure  i
  direttori   e   mandano   capi  servizio  a  rappresentare   interi
  Assessorati,  questo non è un atteggiamento, un modo  di  fare  che
  questo Parlamento può più accettare.
   Quindi   io  la  invito,  signor  Presidente,  a  farsi  veramente
  portatore delle legittime istanze di questo Parlamento, affinché il
  Parlamento possa svolgere a pieno le proprie prerogative.  Aggiungo
  che  purtroppo ancora troppi atti ispettivi non hanno  risposta.  E
  allora, se a questo si aggiunge che perfino le norme che il Governo
  non vuole applicare, poi torna in Aula per modificarle, questo modo
  di    fare    è   assolutamente   inaccettabile,   questo   Governo
  sistematicamente si impegna a mortificare il ruolo del  Parlamento.
  Noi non siamo disponibili ad accettare tutto ciò.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, io come lei ritengo che nessuno si può
  permettere   di  mortificare  il  Parlamento,  e   non   lo   sento
  mortificato,  questo è sicuro. Non c'è dubbio  che  ci  sono  state
  alcune  situazioni  per  cui il Governo avrebbe  dovuto  avere  più
  attenzione, sia nelle relazioni che devono accompagnare  le  leggi,
  sia nelle presenze in Commissione.
   Ho  già  scritto al Presidente della Regione chiedendo per  favore
  una  maggiore attenzione a questo tipo di situazione, anche  perché
  se  io  domani decidessi che le proposte di legge del Governo senza
  le  relazioni,  neanche le accetto in Presidenza  quando  arrivano,
  cosa  che  teoricamente dovrei addirittura fare, è  chiaro  che  il
  Governo  non  potrebbe operare più. Per cui questa situazione  l'ho
  già fatta presente.
   E'  una  situazione che va certamente migliorata, non c'è  nessuna
  intenzione  di fare danno, come dire, c'è soltanto un super  lavoro
  che  si  sta svolgendo, e quindi capisco che ci possano essere  dei
  momenti  di  deficit.  Però approfitto che è  arrivato  l'assessore
  Razza per chiedere una cosa importante.
   La  Commissione   Salute  troppo spesso lamenta  la  non  presenza
  dell'assessore, quindi sua personalmente in Commissione. Quindi, io
  la  invito  sinceramente, con l'educazione che  mi  è  propria,  ma
  sapendo quella che è propria a lei, con lo stesso affetto, la prego
  di  essere  sinceramente  più  impegnato  nelle  discussioni  nelle
  Commissioni, perché troppo spesso ricevo questa lamentela da  parte
  del Presidente La Rocca Ruvolo e di tutta la Commissione.
   Per  cui,  io  dirò ancora oggi al Presidente Musumeci,  gli  farò
  ancora   una   telefonata  chiedendo  le   relazioni   che   devono
  accompagnare  le  leggi,  e quindi sono i suoi  Uffici  che  devono
  lavorare  con  maggiore celerità, questo lo  farò,  e  anche  sulle
  risposte scritte alle interrogazioni parlamentari.
   Assessore  Cordaro,  lei sa che delle interrogazioni  noi  abbiamo
  dato  un  dato rispetto a quello che viene materialmente  risposto,
  però  troppe interrogazioni non ricevono risposta praticamente mai.
  Allora,  se  c'è  motivo per cui non si risponde  basta  scriverlo,
  basta  dirlo.  Se ci sono motivi particolari, lo si comunica  e  si
  evitano  questi problemi. Però vi prego sinceramente di essere  più
  attenti  a  tutto  il Parlamento, che come vedete  è  sempre  molto
  attento  alle  iniziative del Governo, ed è  sempre  disponibile  a
  votare  tutto quello che c'è da votare, però è giusto  che  ci  sia
  anche  la  parte contraria, e cioè che ci sia questa  disponibilità
  del Governo verso l'Assemblea.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Cordaro.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Molto  veloce,
  Presidente.   Soltanto per garantire quello che è anche  abbastanza
  visibile, e cioè la presenza di tutti gli assessori in Commissione.
  Io  mi  sono  informato  nel frattempo, a  cominciare  da  oggi  in
  commissione  Bilancio, dove è stato presente l'Assessore  Armao,  a
  cominciare  dalle  mie presenze costanti, c'è presente  l'Assessore
  Razza che risponderà per quanto riguarda la sanità.
   D'altro  canto Presidente, io tendo, con lo stesso  garbo  che  ha
  utilizzato   lei   a  smentire  l'assenza  degli  assessori   dalle
  Commissioni,  sono pronto a fare un ragionamento e  a  confrontarci
  con  numeri e presenze alla mano, e concludo. Devo dire che  se  ci
  sono  delle  interrogazioni, saremo pronti come  Governo,  come  lo
  siamo stati sempre, a calendarizzare la presenza degli assessori il
  martedì  pomeriggio  alle  15, come mi pare  lei  avesse  un  tempo
  stabilito,  possiamo  fin d'ora stabilire uno  o  due  assessori  a
  settimana,  ed  evidentemente l'assessore che viene  in  Aula  deve
  essere  pronto, così come sono certo sarà, a rispondere a tutte  le
  interrogazioni.  Sarà cura della Segreteria generale,  memoria  del
  deputato,  quello  di inviare all'Assessore qual è  l'elenco  delle
  interrogazioni alle quali deve rispondere, e certamente l'Assessore
  verrà a rispondere. Quindi siamo pronti ad aderire all'invito della
  Presidenza e lo stabiliamo.

   PRESIDENTE. Sono molto soddisfatto; ma tenga presente che ci  sono
  una  serie di interrogazioni che non sono a risposta orale, ma sono
  a  risposta  scritta, quindi l'assessore non deve venire  in  Aula,
  dobbiamo    ricevere   soltanto   dall'Assessorato   la    risposta
  all'interrogazione scritta.
   Siccome,  parlo  con la Segreteria Generale, da  quello  che  dice
  l'Assessore probabilmente ce ne sono alcune, anche più antiche, che
  non sono più nei tavoli degli Assessori o degli Uffici, se possiamo
  fare  l'elenco delle interrogazioni che non hanno ricevuto ad  oggi
  risposta e la mandiamo alla Segreteria generale della Regione, così
  loro  possono  rivedere e rifare un elenco di quelle a  cui  devono
  dare risposta scritta.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.  Signor  Presidente,  è  importante  la  sua  presenza,
  Presidente Miccichè. L'intervento riguarda un argomento che abbiamo
  trattato  in  finanziaria, ed è quello dei  patti  di  cura  per  i
  disabili  gravissimi. Nel mese di aprile abbiamo  fatto  una  norma
  molto importante che consentiva l'apertura di una nuova finestra al
  30  giugno,  purtroppo durante il periodo di vacatio dell'assessore
  Razza,  e  di gestione ad interim da parte del Presidente Musumeci,
  non  è  stata fatta la circolare inter assessoriale per  consentire
  alle Asp di ricevere queste domande, con la conseguenza nefasta che
  questa  circolare  è  stata firmata solo  il  22  giugno,  è  stata
  comunicata  alle Asp in pari data e, conseguentemente,  i  disabili
  gravissimi   della  Sicilia  hanno  avuto  solo  otto  giorni   per
  presentare queste domande.
   E'  evidente  che  otto  giorni non sono sufficienti  neppure  per
  comunicare  dall'Asp  alle famiglie, tanto  meno  per  istruire  le
  pratiche. L'unico modo per porre rimedio a questo devastante errore
  è  quello di fare una norma che, solo per il primo anno, post  pone
  questo  termine del 30 giugno al 31 agosto, motivo per il  quale  è
  stato  depositato  un  testo  di legge che  sarà  questa  settimana
  trasmesso  alla Commissione Sanità, che appunto post  pone  per  il
  2021  questo  termine dal 30 giugno al 31 agosto.  Ragion  per  cui
  vorrei   raccomandare  alla  Presidenza,  la   settimana   prossima
  sicuramente in Commissione sanità ci sarà un percorso agevolato per
  questo   disegno  di  legge,  immagino  che  anche  la  Commissione
  bilancio,  che  dovrà  esprimere solo un  parere,  atteso  che  non
  comporta  alcun  tipo di impegno di spesa, però sarebbe  importante
  che  il disegno di legge venisse calendarizzato e trattato in  Aula
  già  la prossima settimana, perché diversamente anche il post porre
  questo termine sarebbe vanificato dalla lentezza dell'Aula.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   Ecco perché, Presidente, le raccomando anche con gli uffici e  col
  Presidente Miccichè di farsi portavoce, Presidente Foti, di  tenere
  in  considerazione questo disegno di legge, perché questa  norma  o
  l'approviamo  la  settimana prossima o a  farne  le  spese  saranno
  migliaia di famiglie di disabili gravissimi.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, utilizzo un po'
  di  filo  di  voce  che mi è rimasto per denunciare  la  gravissima
  situazione  in cui si trovano in questo momento i comuni dell'Etna,
  che sono vittima del cinquantesimo evento parossistico.
   Ricorderà che nel corso della finanziaria avevamo evidenziato  che
  la  situazione  era particolarmente grave, avevamo  proposto  degli
  emendamenti che davano copertura ai fondi relativi alla  protezione
  civile  per  intervenire immediatamente, da allora e  sono  passati
  quattro  mesi,  ci  sono soltanto annunci, ribalzi  di  competenza,
  scarica barile, responsabilità ad altri. Il tempo è scaduto, non ci
  sono più possibilità di differire ne termini ne interventi, occorre
  intervenire   prontamente,  tanti  dei   comuni   dell'Etna   hanno
  anticipato  somme che non gli permettono di chiudere i bilanci,  la
  situazione   è   veramente  grave,  stanotte   l'evento   è   stato
  particolarmente   consistente,  ci  sono  strade   che   non   sono
  praticabili, in alcuni punti la cenere ha raggiunto i  dieci  chili
  al  metro quadrato, non ci sono stati interventi di pronta urgenza,
  non  ci  sono  attrezzature della protezione civile che  in  questo
  momento stanno operando nel territorio.
   Io credo che il Governo Musumeci debba prendere atto della gravità
  della situazione e intervenire prontamente, non convocando tavoli o
  scaricando  la responsabilità ad altri, assumendo impegni  concreti
  dal punto di vista economico, per essere chiari reperendo risorse e
  trasferirle  ai  comuni e assegnarli alla protezione  civile,  così
  come  vengono  reperite risorse come ad esempio  per  Ambelia,  per
  attivare iniziative volute dal Governo regionale, su questa vicenda
  occorre  un  intervento cautelare da subito, perché i comuni  e  le
  amministrazioni  dell'Etna, come lei ben sa Presidente  Foti,  sono
  veramente in ginocchio.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Barbagallo. Anch'io  mi  associo  a
  questo  appello  conoscendo i territori e vivendo proprio  in  quei
  luoghi  sulla insostenibilità di quello che sta accadendo. Che  sia
  la Regione o sia lo Stato o sia la Protezione Civile, la Polizia  a
  cavallo,  ma  che  si faccia qualcosa. E qui parlo con  l'assessore
  Cordaro e con l'assessore Ruggero Razza, anche perché in termini di
  respirabilità  dell'aria si pongono seri problemi. Giustamente  non
  tutti  riescono  a spazzare, non tutte le famiglie si  spazzano  il
  fronte strada, e le polveri sono veramente insopportabili.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, molto brevemente perché già lunedì mattina abbiamo  con
  il Presidente della Regione svolto una riunione in collegamento con
  la  Protezione  Civile  nazionale, con  l'ingegnere  Curcio  e  con
  l'unità  di  crisi che appunto è stata costituita su richiesta  del
  Presidente della Regione.
   Proprio  in  riferimento preciso al tema  cenere  dell'Etna  si  è
  stabilito di istituire un tavolo permanente che si aggiornerà  ogni
  quindici   giorni   per   comprendere   l'evoluzione,   perché    è
  un'evoluzione  parossistica  assolutamente  imprevedibile,  ma   in
  questa  fase, assolutamente costante, ed è stato assunto un impegno
  da  parte della protezione civile nazionale, in particolare del suo
  capo appunto, ingegnere Curcio, su una misura pari a 5 milioni  che
  verranno  trasferiti  alla Regione siciliana per  far  fronte  alle
  prime  esigenze  derivanti dall'emergenza  cenere.  Di  questo  nei
  prossimi  giorni,  ma proprio nell'imminenza,  daremo  notizie  più
  dettagliate  nel  momento  in cui il trasferimento  sarà  un  fatto
  avvenuto.
   Grazie, signor Presidente.

   RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAZZA,  assessore  per la salute. Signor Presidente,  soltanto  un
  intervento  rapidissimo,  perché  era  stata  richiamata  da  parte
  dell'onorevole Lupo la mia assenza dalla Commissione  di  oggi,  ed
  era  potuto  quasi sembrare che ci fosse da parte mia personale,  o
  del  Governo della Regione, una mancanza di rispetto nei  confronti
  di  una Commissione, nella quale invece mi parte di poter dire  che
  io  non  solo sono sempre molto presente, ma dal momento della  mia
  nuova nomina sono stato presente due volte.
   Non  c'è  dubbio  che cerco di assicurare anche il  massimo  della
  collaborazione.  In  questi  giorni, dovendo  adottare  un  decreto
  importante  come quello dell'assistenza domiciliare  integrata,  ho
  ritenuto   di   raccogliere  la  richiesta  della   Commissione   e
  preventivamente mandarlo per un dibattito, nonostante dal punto  di
  vista strettamente normativo non fosse un atto sottoposto a parere.
  Questo  perché?  Perché il confronto dal quale scaturiscono  sempre
  delle  migliori  valutazioni, non solo lo  ritengo  utilissimo,  ma
  quando   si   tratta  di  elementi  nuovi,  non  è  certamente   un
  rallentamento.
   Non  sfugge  a  nessuno che non sempre l'ordine del  giorno  della
  Commissione è da me conosciuto con molto anticipo. Nel  caso  della
  interessante audizione di oggi, io per altro sapevo che la proposta
  di  audizione dell'onorevole Lupo era stata dallo stesso  ritirata.
  Poi solo successivamente ho appreso, così mi era stato riferito  da
  parte  del  commissario. Ma in ogni caso consideriamo ciascuno  gli
  impegni anche istituzionali degli altri.
   Per  cui,  nel  momento  in  cui c'è una  richiesta  di  audizione
  dell'Assessore,  se magari si concorda anche  con  me  la  data  di
  quell'audizione io non ho nessuna difficoltà, come è sempre  stato,
  ad  essere  presente  in ogni occasione in cui  la  Commissione  ha
  ritenuto  importante,  utile  o  se  non  importante  quanto   meno
  necessaria la mia presenza. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la breve Conferenza dei Capigruppo
  che  si  è  tenuta  qualche  minuto  fa  ha  stabilito  che  l'Aula
  riprenderà  l'attività  lunedì 12 luglio 2021,  alle  ore  16.00  e
  martedì  mattina  e  pomeriggio per le  seguenti  attività:  lunedì
  completeremo il disegno di legge sul demanio marittimo e il disegno
  di  legge  sul  gioco d'azzardo e martedì mattina e  pomeriggio  ci
  dedicheremo al completamento del disegno di legge sull'edilizia.
   La seduta è tolta.

                 La seduta è tolta alle ore 19.52 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                       XXIII SESSIONE ORDINARIA


                         277a SEDUTA PUBBLICA
                   Lunedì 12 luglio 2021 - ore 16.00
                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

         - Termine ultimo per la presentazione delle istanze di proroga
            delle concessioni demaniali marittime . (n. 1018/A)

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016,
         n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni
         legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con
         decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380 .
         (nn. 669-140-453/A) (Seguito)

                 Relatore: on. Lo Curto

       2)  Legge regionale per l'accoglienza e l'inclusione . (nn. 773-
         951/A) (Seguito)

         Relatore: on. Siragusa

       3)  Modifica all'articolo 6 della legge regionale 21 ottobre 2020,
         n. 24  Norme per la prevenzione ed il trattamento del disturbo da
         gioco di azzardo . (n. 953/A) (Seguito)

         Relatore: on. Calderone

       4)  Interventi per la prevenzione ed il contrasto ai fenomeni del
         bullismo e del cyberbullismo sul territorio della Regione . (nn.
         239-372-426-701-742/A) (Seguito)

         Relatore: on. Dipasquale

       5)  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
         per la gestione integrata dei rifiuti.  (nn. 290-49-76-179-267
         bis/A) (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

       6)   Disposizioni n materia di agroecologia, di  tutela  della
         biodiversità e dei prodotti agricoli siciliani e di innovazione
         tecnologica in agricoltura.  (nn. 394-533/A)

         Relatore: on. Foti

    IV -VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 984/A)

  2)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
  D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 985/A)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

     Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
                        competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Norme per la valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità
  organizzata  ed il rilancio economico delle aziende confiscate  (n.
  1028).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 25 giugno 2021.
   Inviato il 6 luglio 2021.
   Parere Commissione Antimafia.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   -  Interventi per il risanamento delle aree degradate di  Messina.
  Modifiche della legge regionale 6 luglio 1990, n. 10 (n. 1025).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 25 giugno 2021.
   Inviato il 6 luglio 2021.
   Parere VI.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -   Sostegno  alle  iniziative  integrate  di  riqualificazione  e
  valorizzazione  dei  borghi e dei centri storici  della  Sicilia  e
  promozione e sviluppo del turismo diffuso e sostenibile (n. 1026).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 25 giugno 2021.
   Inviato il 6 luglio 2021.
   Parere III.

   -  Istituzione  della  figura  dello  psicologo  scolastico  nella
  Regione siciliana (n. 1027).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 25 giugno 2021.
   Inviato il 6 luglio 2021.
   Parere VI.

              Comunicazione di ritiro di disegno di legge

   Si  comunica  che  l'onorevole Trizzino con nota  prot.  n.  3583-
  ARS/2021  del 29 giugno 2021, ha ritirato il disegno  di  legge  n.
  1031  Misure per la realizzazione di impianti fotovoltaici o solari
  su terreni agrari coltivabili , presentato il 25 giugno 2021.

       Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Disposizioni per il riconoscimento di operatore di  agricoltura
  sociale (n. 184/III).
   Reso in data 23 giugno 2021.
   Inviato in data 1 luglio 2021.

             Comunicazione di approvazione di risoluzioni

   Si comunica che:

   - la III Commissione  Attività produttive' nella seduta n. 191 del
  23  giugno  2021  ha  approvato  la risoluzione   Azioni  volte  ad
  ampliare  l'offerta  di polizze assicurative e la  costituzione  di
  fondi  mutualistici per le coltivazioni certificate  di  pistacchio
  nella Regione siciliana' (n. 2/III);

   - la IV Commissione  Ambiente, territorio e mobilità' nella seduta
  n.  284  del  22  giugno 2021 ha approvato la  risoluzione   Misure
  urgenti per garantire l'accesso al mare per i soggetti diversamente
  abili' (n. 19/IV).

         Comunicazione di deliberazione della Corte dei conti

   Si  comunica che è pervenuta la deliberazione n. 6/2021/SS.RR/PARI
  relativa al giudizio di parificazione del Rendiconto generale della
  Regione  siciliana  per l'anno finanziario 2019, pronunciata  dalle
  Sezioni  riunite  della Corte dei Conti per  la  Regione  siciliana
  nell'udienza del 18 giugno 2021.

   Si   comunica,  altresì,  che  la  stessa  è  disponibile   presso
  l'archivio del Servizio Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   - Con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  2252 - Chiarimenti sull'assegnazione dei benefici concessi  ai
  conduttori degli alloggi in locazione - Contributi integrativi  per
  l'anno 2018.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Cracolici Antonino

   N.  2257  -  Iniziative urgenti dirette a garantire  i  regimi  di
  tutela previsti per salvaguardare l'area di contrada Timpazzo  sita
  a Gela (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Arancio   Giuseppe   Concetto;   Cracolici   Antonino;   Gucciardi
  Baldassare; Lupo Giuseppe; Barbagallo Anthony Emanuele;  Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - Con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  2253  -  Chiarimenti in merito al mancato completamento  delle
  procedure  relative all'attivazione delle zone franche  montane  in
  Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Schillaci  Roberta; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri  Luigi; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola  Nunzio;
  Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N.  2254 - Interventi per scongiurare la chiusura del centro  Nemo
  di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lo Giudice Danilo

   N. 2255 - Iniziative per assicurare la continuità assistenziale ai
  pazienti  del  Centro  Nemo Sud presso il Policlinico  di  Messina,
  scongiurandone la chiusura.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare;  Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele

   N.  2256 - Attuazione dell'ordine del giorno n. 557 in merito alla
  revoca  dell'Avviso esplorativo per la manifestazione di  interesse
  ai  fini della progettazione, costruzione e gestione di impianti di
  termovalorizzazione dei rifiuti in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare;  Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele

   N.   2258   -  Provvedimenti  urgenti  per  la  cessazione   dello
  sversamento  dei  canali  Arci e Forcile  (CT),  che  inquinano  il
  litorale   marino   della  Plaia  di  Catania,  con   grave   danno
  all'economia  turistica  del territorio  e  nocumento  alla  salute
  pubblica dei bagnanti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   - Assessore Salute
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  2259 - Notizie in merito alle dimissioni del Presidente  della
  SEUS e all'iter di trasformazione in AREUS.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare;  Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   N.  416  -  Notizie  in  merito alle attività  di  tracciamento  e
  prevenzione dei contagi da Covid-19 a causa della variante 'Delta'.
   - Assessore Salute
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare;  Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia   fatto  alcuna  dichiarazione,  l'interpellanza  si  intende
  accettata  e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere  svolta
  al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   N.  562  -  Iniziative urgenti per la definizione delle  rette  da
  corrispondere alle strutture di cui al D.P. Reg. n. 96 del 31 marzo
  2015 (Case di accoglienza per gestanti e madri con figli).
   Zafarana  Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
  Salvatore;   Trizzino  Giampiero;  Zito  Stefano;  Sunseri   Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta
   Presentata il 22/06/21

   N.  563  -Interventi  per il sostegno e lo sviluppo  del  comparto
  degli eventi privati, delle cerimonie e dei matrimoni in Sicilia.
   Zafarana  Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
  Salvatore;   Trizzino  Giampiero;  Zito  Stefano;  Sunseri   Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta
   Presentata il 23/06/21

   N.  564  -  Denuncia presso la Commissione europea  in  merito  al
  riparto,  su  base  regionale, dei fondi assegnati  all'Italia  nel
  settore  dello sviluppo rurale (Fondo FEASR) per gli  anni  2021  -
  2022.
   Foti  Angela;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri  Valentina;  Tancredi
  Sergio; Pagana Elena
   Presentata il 23/06/21

   N.  565  -  Misure  per  scongiurare l'accorpamento  degli  uffici
  dell'Agenzia delle Entrate in Sicilia.
   Figuccia Vincenzo; Ragusa Orazio; Catalfamo Antonio
   Presentata il 24/06/21

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

                          Repubblica Italiana

                    ASSEMBLEA  REGIONALE  SICILIANA


            DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE APPROVATI DALLA
                     COMMISSIONE IN SEDE REDIGENTE
                     (ART. 64 BIS, REG. INT. ARS)

            DISCUSSIONE  DI  DISEGNI  DI  LEGGE  APPROVATI
                DALLA  COMMISSIONE  IN  SEDE  REDIGENTE

                     (ART. 64 BIS, REG. INT. ARS)

        Ai  sensi  dell'art. 64 bis del Regolamento interno dell'Ars,
       la  Commissione  ha  deliberato gli articoli  del  disegno  di
       legge,  essendo  riservata all'Assemblea la votazione  finale,
       con   le  sole  (eventuali)  dichiarazioni  di  voto  a  norma
       dell'articolo 131 del Regolamento medesimo.
        Si  avverte preliminarmente che, per quanto non espressamente
       previsto   all'articolo  64  bis  del   Regolamento   interno,
       troveranno  applicazione le consuete regole  del  procedimento
       legislativo in Aula previsto per la sede referente, così  come
       puntualmente   esplicitato  nella  circolare  del   Presidente
       dell'Assemblea del 2 ottobre 2008.
        Occorre,  poi,  tenere  conto di quanto  previsto  dal  primo
       comma, ultima parte, dell'articolo 72 della Costituzione, come
       peraltro  espressamente recepito nei regolamenti dei due  rami
       del  Parlamento  nazionale  per  il  procedimento  legislativo
        misto  per Commissione in sede redigente.
        Si  ricorda,  infatti,  in proposito  che  l'art.  72,  primo
       comma,  della  Costituzione dispone in via generale  che  ogni
       disegno   di  legge  sia  approvato  dall'Assemblea   plenaria
        articolo  per  articolo e con votazione  finale ,  precisando
       poi,  al successivo terzo comma, che financo per i disegni  di
       legge  approvati  con il procedimento  decentrato   (ovverosia
       interamente in Commissione in sede  deliberante ) sussiste  la
       possibilità, fino al momento dell'approvazione definitiva, che
       il  testo  di  legge  sia  discusso  e  votato  dall'Assemblea
       plenaria, e dunque  articolo per articolo .
        E  che  il  principio della votazione  articolo per articolo
       si   applichi  pure  al  procedimento  in  sede  redigente  lo
       testimoniano intanto gli stessi lavori preparatori del vigente
       articolo  64  bis  del Regolamento interno dell'Ars  che  oggi
       disciplina il procedimento legislativo  misto .
        Nella  seduta  n.  162  del  1   ottobre  2003,  invero,   la
       Presidenza   pro-tempore,  nel  replicare   all'oratore,   on.
       Spampinato,  faceva  osservare che  l'emendamento  interamente
       sostitutivo,  proposto  al testo dell'articolo  esitato  dalla
       Commissione   per  il  Regolamento  (emd.  64   bis.1),    non
       modifica[va] la procedura di voto dei disegni di legge in Aula
       e,  quindi,  la  votazione articolo per articolo permane[va] .
       Seguiva replica dell'on. Spampinato, il quale così concludeva:
        Se  questa  è  l'interpretazione che diamo alla norma,  siamo
       d'accordo .
        E  lo stesso Presidente aveva poi modo di evidenziare che  la
        Commissione in sede redigente, appunto, predispone un testo e
       lo  consegna all'Aula che dovrà votarlo. Dunque, il diritto di
       esprimersi in un senso o nell'altro, relativamente al  disegno
       di  legge,  deve  avvenire in Aula. La  Commissione  non  lede
       nessun diritto, ma predispone esclusivamente un testo che  poi
       l'Aula approverà o meno .
        Ma v'è di più.
        Siffatta  interpretazione è in linea con l'autorevole  avallo
       della   Corte   costituzionale,  la  quale  ha  affermato   il
       diritto/dovere  dell'Aula  di  votare  (senza  discussione   e
       possibilità  di  emendamento)  i singoli  articoli  deliberati
       dalla Commissione in sede redigente.
        Con  sentenza  n.  262 del 1998, il Giudice  delle  leggi  ha
       infatti   statuito,   in   occasione   dello   scrutinio    di
       costituzionalità  di  una  legge  approvata  alla  Camera  dei
       Deputati con il procedimento  misto  in sede  redigente ,  che
       le   norme sul procedimento legislativo contenute nell'art. 72
       della  Costituzione ( ) richiedono, per quanto qui  interessa,
       soltanto  che  il progetto [di legge] sia approvato   articolo
       per articolo e con votazione finale' ( ) .
        E  tanto  ciò è vero che il Senato della Repubblica,  con  le
       ultime  modifiche  regolamentari  del  dicembre  2017,  si   è
       uniformato   al   Regolamento  della  Camera   dei   Deputati,
       prevedendo  appunto  che  i  progetti  di  legge  definiti  in
       Commissione  in sede redigente siano sottoposti  all'Assemblea
       plenaria, che procede a votare anche i singoli articoli, senza
       possibilità di emendamento (cfr. artt. 96 R.C. e 42 R.S.).
        A  seguito di tale esplicita modifica regolamentare, come  ha
       osservato  la  migliore dottrina (Dickmann), risulta  non  più
       attuato  (perché  divenuto,  di fatto,  ultroneo)  il  secondo
       periodo del terzo comma dell'art. 72 della Costituzione, nella
       parte  in  cui  consente all'Assemblea di approvare  con  sola
       votazione finale e dichiarazione di voto i progetti  di  legge
       definiti in Commissione.
                             ************
        In  conclusione, per il combinato disposto dei commi primo  e
       terzo dell'art. 72 della Costituzione e alla luce di tutte  le
       considerazioni  fin qui rassegnate, la Presidenza  fa  propria
       l'interpretazione  costituzionalmente orientata  dell'art.  64
       bis del Regolamento interno di questa Assemblea regionale,  in
       forza della quale il procedimento legislativo  misto  richiede
       la   votazione,  da  parte  dell'Aula,  di  ciascun   articolo
       deliberato dalla Commissione in sede redigente.
        Tanto  premesso,  dopo  che  la  Commissione  prenderà  posto
       nell'apposito  banco  ad essa riservata ed  il  relatore  avrà
       svolto  la  relazione, si passerà alla votazione  dei  singoli
       articoli,   nel   testo  deliberato  dalla  Commissione   fino
       all'approvazione dell'ultimo articolo da essa deliberato.
        Quindi,  esaurita  la votazione dell'intero articolato,  dopo
       le  eventuali dichiarazioni di voto, si passerà alla votazione
       finale del testo nel suo complesso.

        Il Presidente

     Sulla procedura parlamentare concernente il disegno di legge  n.
  990/A,   vedasi  nota  della  Presidenza  dell'Assemblea  riportata
  nell'allegato B.
      Nota   predisposta  dalla  Vicesegreteria  generale   dell'Area
  Istituzionale  - Servizio dei Lavori d'Aula e fatta  propria  dalla
  Presidenza dell'Assemblea.