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Resoconto d'Aula della Seduta n. 277 di lunedì 12 luglio 2021
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   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 16.23

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli onorevoli  Barbagallo,  Gucciardi,
  Tamajo,  Fava,  Arancio,  Zitelli,  Marano,  Di  Caro,  Di   Paola,
  Dipasquale hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Onorevole Lupo, come sta l'onorevole Dipasquale? Meglio. E'  ancora
  in Sardegna ricoverato in ospedale?

           (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, noi avremmo  alcuni  disegni  di
  legge  che attendono il voto finale, ma non c'è bisogno di guardare
  i  numeri  sul  monitor  per capire che  il  numero  legale  non  è
  facilissimo.
   Quindi, potremmo iniziare a discutere alcuni disegni di legge come
  quello  sulla ludopatia, per esempio, o se ce ne fossero altri  che
  qualcuno  preferisce,  perché sul disegno di legge   accoglienza  e
  inclusione  manca l'onorevole Di Paola, quindi, lo rinviamo ancora;
  si  potrebbe  iniziare con il disegno di legge  sulla   ludopatia ,
  onorevole Calderone.

   Seguito   della   discussione  del  disegno  di  legge   "Modifica
  all'articolo 6 della legge regionale 21 ottobre 2020, n. 24  'Norme
  per  la  prevenzione  ed il trattamento del disturbo  da  gioco  di
  azzardo". (n. 953/A)

   PRESIDENTE. Si passa III punto dell'ordine del giorno: Discussione
  dei disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  "Modifica all'articolo 6 della legge regionale 21 ottobre 2020,  n.
  24  'Norme  per  la prevenzione ed il trattamento del  disturbo  da
  gioco di azzardo". (n. 953/A), posto al numero 3).
   Invito  i  componenti la VI Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Procediamo,  oggi,  con  l'articolato,  poi  sul  voto  finale  ne
  parliamo.
   Intanto ci sono pochissimi emendamenti - se non ricordo male -  se
  mi date il fascicolo verifico.
   Al  di là delle presenze e delle assenze, vediamo di capire se  ci
  sono  emendamenti  che  servono,  effettivamente,  a  migliorare  o
  correggere il disegno di legge. Tutti mi dite di no.
   I soppressivi sono ritirati? Non sono ritirati, bene.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mi  era  stato
  preannunciato un emendamento tecnico da parte del Presidente  della
  Commissione, onorevole Margherita La Rocca Ruvolo, che però

   PRESIDENTE. Lo abbiamo.

   CAPPELLO. Lo abbiamo? Siccome non lo vedo.

   PRESIDENTE. Sì, lo possiamo distribuire. È un emendamento  vero  e
  proprio   e   non  di  riscrittura.  Intanto  possiamo   votare   i
  soppressivi, cominciamo dall'emendamento 1.5.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei motivare le
  ragioni  di  questi emendamenti soppressivi, perché si comprendesse
  il  senso della loro presentazione, che peraltro è composto  da  un
  solo articolo.
   Avendo  quest'Aula già normato la materia, io ritengo che  sia  un
  messaggio  che noi dobbiamo dare, più che altro, senza  penalizzare
  nessuno,   però   io  temo,  cosa  che  peraltro  è   stata   anche
  stigmatizzata  da  dei comitati che sono nati  addirittura  proprio
  opportunamente per la bocciatura di questo disegno di legge, e devo
  dire  che  mi  lascia effettivamente perplessa  la  possibilità  di
  abrogare il comma 5, lettera a) della norma che noi avevamo già  di
  fatto  votato, perché il rischio è quello di vanificare gli effetti
  del   distanziometro', cioè il fatto di non posizionare  in  luoghi
  sensibili, questi centri scommesse, per evitare che ci possa essere
  una facilità, soprattutto nei soggetti giovani e fragili, di potere
  utilizzare il gioco in maniera costante.
   Personalmente,  ritengo  che  comprendo  le  preoccupazioni  degli
  operatori  del  settore, però se devo mettere  su  una  bilancia  i
  benefici  ed i costi di questa norma, ritengo che siano maggiori  i
  danni che i benefici.
   Io   sono  contraria,  ecco  perché  ho  pensato  di  proporre  un
  emendamento abrogativo, poiché conosco - purtroppo -giovani ragazzi
  che   si  sono   imbrigliati   nelle  maglie  di  questo  tipo   di
  dipendenza,  causando dei disagi e dei disastri  familiari  non  da
  poco,  e  porto come esperienza questa mia conoscenza  rispetto  ai
  possibili nocumenti dell'incremento di quest'attività.
   Per  carità,  rispetto ai lavoratori non ho nulla da  dire  perché
  comprendo  che  ciascuno fa il proprio mestiere,  però  se  c'è  un
  distanziamento che è stato stabilito e c'è una norma che in qualche
  modo ha già stabilito quali possano essere i criteri, non penso sia
  opportuno ritornarci oggi come Aula.
   Questo è il mio intendimento, Presidente. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Caronia, credo che le risponderà l'onorevole
  Calderone.
   Volevo  soltanto  sottolineare una cosa, cioè che  quando  abbiamo
  fatto  questa  norma, ovviamente l'abbiamo fatta come  contrasto  a
  quello  che  lei  dice, e credo che da tante parti  siano  arrivate
  informazioni  sul fatto che si tratta di una buona legge,  rispetto
  al contrasto alla ludopatia, per l'appunto.
   Questa  piccola  modifica  che si sta apportando  è  una  modifica
  perché è stata fatta, come dire una legge ma, come sempre capita  o
  spesso   capita,   ci  sono  dei  casi  particolari   che   bisogna
  assolutamente chiarire ed è per questo, nel senso che  la  distanza
  deve rimanere quella che è stata stabilita nella legge e questo non
  si  discute, qui è soltanto il problema per chi ci ha già il locale
  per  il  gioco  nel momento in cui dovesse cambiare il  nome,  come
  dire,  da una società ad un'altra, ma rimane esattamente così com'è
  e,  quindi,  pensare  che  se uno dovesse  cambiare  gestore  debba
  chiudere  diventa un problema e questo sì, sinceramente sarebbe  un
  problema per alcuni. Per cui, è soltanto questo. Non si vuole  dare
  un  segnale che si cambia la distanza tra un locale da gioco ed  un
  altro,  anzi, assolutamente no. Questa legge è stata fatta  proprio
  per  dare  un  ordine e per garantire un ordine a  questo  tipo  di
  situazione  e, più o meno, credo avendo letto la legge,  penso  che
  sia questa la motivazione reale.

   CALDERONE, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE,  relatore. Signor Presidente, lei  ha  detto  bene,  ho
  veramente  poco da aggiungere. La legge sulla ludopatia, ricordo  a
  me  stesso,  è  stata  votata all'unanimità da  questo  Parlamento.
  Ovviamente,  come  dico  spesso io, tutte le  leggi  non  sono  mai
  perfette,  sono perfettibili ed è stato individuato,  perché  siamo
  stati  contattati  tanti  parlamentari di tutti  gli  schieramenti,
  tanto è vero che in Commissione  Sanità  ci abbiamo lavorato

   PRESIDENTE.  Mi  permetto di dire anche da tutta  la  Sicilia,  in
  tanti  posti è emerso questo problema per cui risolverlo credo  che
  sia quasi un dovere.

   CALDERONE,  relatore. Sì, Presidente, ci abbiamo  lavorato  perché
  c'era un problema che lei ha individuato ed ha riassunto, io non ci
  ritorno  e  perché rischierei di rovinare le sue osservazioni,  qui
  nessuno vuole aprire nuove sale slot a meno di 300 metri così  come
  previsto dalla legge.
   Ci sono soltanto dei problemi tecnici perché, lo dico a me stesso,
  perché  un  caso  concreto - ne abbiamo parlato in Commissione  più
  volte - se un'impresa che ha una sala, una slot, ameno di 300 metri
  prima dell'entrata in vigore della legge e, quindi, legittimamente,
  così  come  prevede  la  legge che abbiamo  varato,  poteva  e  può
  esercitare  l'impresa e per una ragione o per un'altra è necessaria
  una  voltura  perché, ad esempio - e questo è un esempio  veramente
  ricorrente - ha un contenzioso con Snai per andare ad Eurobet, ecco
  magari  ha  comprato anche un immobile, ed anche questo è  un  caso
  concreto, un immobile a meno di 300 metri e, quindi, con  la  legge
  previgente poteva averlo, si trova veramente nei guai.
   Quindi,    noi   con   questo   articoletto,   ripeto,   condiviso
  all'unanimità  in   Commissione  e  siamo  stati  stimolati,  tutti
  allertati  da  questa insidia sociale perché noi dobbiamo  pensare,
  per  carità,  e  ci  abbiamo pensato, io per primo  ricorderanno  i
  colleghi  mi  sono battuto per il distanziometro,  abbiamo  un  po'
  perfezionato  i  300 metri, i 500 metri a seconda,  ed  era  giusto
  così,  del numero di abitanti di una città, credo 50 mila  mi  pare
  che  sia  il  termine, tutti abbiamo lavorato perché è un  fenomeno
  sociale, purtroppo, che ha danneggiato tante famiglie.
   Qui  non  c'entra niente con il fenomeno sociale,  però,  dobbiamo
  soltanto  modificare una norma per rispondere ad un'altra  esigenza
  sociale.
   Quindi,  invito  tutto il Parlamento ed anche la collega  Caronia,
  spero  di essere stato chiaro, a ritirare gli emendamenti così  non
  li mettiamo in voto.

   PRESIDENTE.  Se  ci  fosse questa legge a  Las  Vegas,  rimarrebbe
  deserta,  perché  comunque è una limitazione non  è  certamente  un
  aiuto alla ludopatia. Comunque, direi di iniziare con l'articolato.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Genovese è in congedo.

   L'Assemblea ne prende atto.


         Riprende la discussione del disegno di legge n. 953/A

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
           Modifica all'articolo 6 della legge regionale 21
                          ottobre 2020, n. 24

   1.  La  lettera  a),  del comma 5, dell'articolo  6,  della  legge
  regionale 21 ottobre 2020, n. 24, è abrogata.

   2.  All'articolo 6, della legge regionale 21 ottobre 2020, n.  24,
  è aggiunto il seguente comma:
    10  bis.  Ai  fini di quanto stabilito dal comma 1  del  presente
  articolo,   la  stipulazione  di  un  nuovo  contratto   da   parte
  dell'originario  contraente  già autorizzato  alla  raccolta  delle
  scommesse,  anche  con un differente concessionario,  nel  caso  di
  risoluzione,  scadenza, voltura della licenza o rescissione  di  un
  contratto   in   essere,   non  costituisce  nuova   installazione.
  Costituisce nuova installazione la cessione della licenza ad  altro
  soggetto .».

   Gli   emendamenti   soppressivi  rimangono   anche   dopo   questo
  chiarimento?  Onorevole Caronia, l'emendamento  soppressivo  rimane
  valido, comunque?
   Pongo   in  votazione  l'emendamento  soppressivo  1.5,  a   firma
  dell'onorevole  Caronia.  Chi  è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 1.3 è precluso.
   L'emendamento 1.2, a firma degli onorevoli Catalfamo e Figuccia, è
  decaduto per assenza dall'Aula dei firmatari.
   L'emendamento 1.4 al comma 2 è anche questo precluso.
   L'emendamento  1.7  al  comma  2   sopprimere   costruisce   nuova
  installazione  la  licenza  ad  altro  soggetto',  a  firma   degli
  onorevoli Di Mauro ed altri, è ritirato.
   C'è   l'emendamento   a  firma  della  Commissione   che   abbiamo
  distribuito:   All'articolo 1 comma due  dopo  le  parole   volture
  della  licenza'  aggiungere  le  parole     tra  parenti  in  linea
  diretta' .  C'era scritto  discendenti', è un errore, è   parenti'.
  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resta  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che per la giornata odierna  hanno  chiesto
  congedo gli onorevoli Foti, Mangiacavallo e Laccoto.

   L'Assemblea ne prende atto.


      Rinvio della votazione finale del disegno di legge n. 953/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, l'articolato è stato votato.  Non
  siamo nelle condizioni di fare la votazione finale. Per cui, votato
  l'articolato, accantoniamo in attesa del voto finale anche questo.
   Il disegno di legge successivo quale potrebbe essere? L'inclusione
  abbiamo  detto che non c'è l'onorevole Di Paola e il Gruppo  ci  ha
  chiesto  di  rinviarlo ancora. Il bullismo ci è  stato  chiesto  di
  rinviarlo perché manca il relatore.


  Discussione  del  disegno  di  legge  Disposizione  in  materia  di
  agroecologia, di tutela della biodiversità e dei prodotti  agricoli
  siciliani  e di innovazione tecnologica in agricoltura.  (nn.  394-
  533/A)

  PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, incardiniamo il disegno  di  legge
   Disposizione   in  materia  di  agroecologia,  di   tutela   della
  biodiversità  e  dei prodotti agricoli siciliani e  di  innovazione
  tecnologica  in agricoltura.  (nn. 394-533/A). Diamo tempo  fino  a
  venerdì, 16 luglio 2021, alle ore 12.00 per la presentazione  degli
  emendamenti.

                     (Intervento fuori microfono)

  Abbiamo dato tempo per la per la presentazione degli emendamenti  a
  venerdì prossimo alle ore 12.00.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, bonus Covid per  il
  personale del 118.
   Un  anno fa questo Parlamento ha votato una norma che prevedeva la
  corresponsione di un bonus agli autisti soccorritori del  118  e  a
  tutti  gli  operatori della SEUS 118. Ad oggi, a più  di  un  anno,
  hanno  visto  solamente  una mensilità,  nonostante  abbiamo  fatto
  riunioni   in   Commissione   Salute ,  riunioni   in   Commissione
   applicazione  delle leggi , abbiamo fatto più e più  riunioni  col
  Governo  e  il  Governo  ancora oggi non ha  trovato  i  soldi  per
  corrispondere questo bonus agli operatori.
   Ricordiamo chi sono queste persone. Sono autisti soccorritori  del
  118  che  noi  abbiamo  chiamato eroi, che li abbiamo  costretti  a
  vivere  in  piena  pandemia lontano dalle  case,  cioè  io  conosco
  personalmente  operatori che hanno affittato una casa  lontano  dai
  propri  cari  e  sono stati più di tre mesi lontani dai  familiari.
  Queste  somme servono a loro quasi come un ristoro di quelle  spese
  in  più  che hanno avuto. Ma non è soltanto questo; qui non  stiamo
  chiedendo che gli vengano dati i soldi, la cosa semplice come tutti
  possono  pensare,   chisti  vonnu i  soldi',  non  è  così   Questi
  operatori  vogliono  che  gli  venga riconosciuto  l'impegno  e  il
  sacrificio  fatto in piena emergenza. Vogliono pure  poter  credere
  ancora a queste istituzioni perché c'è un vero problema.
   Questo  Parlamento, quando votò quella norma, tutto il Parlamento,
  nel  momento del voto di quella norma, siamo saliti tutti qui e  da
  questo microfono abbiamo detto tutti la stessa cosa, che era  santo
  e sacrosanto quel bonus che stavamo dando agli autisti soccorritori
  del 118.
   Quindi,  la  volontà del Parlamento si è fermata  di  fronte  alla
  inefficienza  del  Governo.  A questi operatori  non  dobbiamo  far
  perdere  la fiducia nelle istituzioni. Musumeci dovrebbe  fare  più
  presto  possibile, raschiare il fondo del barile, trovare le  somme
  necessarie e corrispondere loro le altre rate di questo  bonus;  ma
  non  lo dico per una questione di aiutare l'immagine del Presidente
  Musumeci,  io  lo faccio per l'istituzione. Gli operatori  del  118
  devono  poter  continuare a credere nell'istituzione Governo  della
  Regione,  che quando prende un impegno la politica, questa  parola,
  questo impegno, venga mantenuto. Sbrigatevi

   PRESIDENTE.  Allora,  su  questo argomento  -  ora  non  c'è  però
  l'Assessore per l'economia - perché se è stato, come è stato fatto,
  per  legge, c'era anche la copertura evidentemente, quindi  bisogna
  capire - ora do la parola all'onorevole Pullara - bisogna capire se
  quella  copertura  non c'è più oppure se, come  purtroppo  è  stato
  fatto  in  finanziaria,  fosse una copertura  di  quelle  non  così
  garantite come si sarebbe dovuto.

   PULLARA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PULLARA.  Presidente, prendo la parola solo per dire due  battute.
  Da  qualche  mese,  nella qualità di presidente  della  Commissione
   Verifica norme , abbiamo potuto accertare che numerosissime  norme
  non  hanno  avuto applicazione. Tra l'altro, io mi sono ripromesso,
  alla  ripresa dopo la pausa estiva, di evidenziare al Parlamento  e
  quindi al Governo, quello che è lo stato dell'arte, perché in  soli
  tre  mesi  -  e lo dico come vanto per tutti i colleghi  che  hanno
  partecipato  -  abbiamo  verificato  una  quantità  di  norme   non
  applicate  notevole,  ed  inoltre una incapacità  di  veicolazione,
  collaborazione, colloquio, tra i vari Assessorati.
   Aggiungo, Presidente, noi ci troviamo spesso in questa Commissione
  a  parlare  esclusivamente  con  i dirigenti  o  i  direttori;  gli
  Assessori   stanno  boicottando  questa  attività,  mentre   invece
  dovrebbero  i  primi  verificare che dopo una norma,  questa  venga
  pedissequamente approvata.
   Le faccio un esempio: mi voglio staccare dalla sanità e parlare di
  IPAB.  Le  rubo e rubo ai colleghi altri due minuti.  Noi  oggi  in
  Commissione  ci siamo dovuti preoccupare di dare a due  Assessorati
  le  note partite dall'Assessorato famiglia, cioè abbiamo dovuto noi
  veicolare  la  documentazione;  un  fatto  gravissimo   Noi,   come
  Commissione,   ci  siamo  occupati,  Presidente,   di   trasmettere
  documentazione vecchia di un anno e due mesi.
   Questo  è  giusto  che si sappia, anche perché questa  Commissione
  onestamente, nata da un'intuizione dei colleghi dei Cinque Stelle e
  portata avanti da lei, ha effettivamente un valore notevole  perché
  la  gente  fuori ci guarda e pensa che siamo tutti responsabili  di
  questo stato di cose.

   PRESIDENTE. Onorevole Pullara, io ho segnalato più volte, sia agli
  Assessori che al Presidente della Regione, che questa Commissione è
  stata  evidentemente  da alcuni male interpretata,  perché  non  mi
  sarei mai permesso di costruire una Commissione per controllare  il
  Governo  ovviamente, e questo deve essere ovvio, chiaro, ma proprio
  palese  che  non  può  essere certamente questo  il  compito  della
  Commissione, ma questa è una Commissione, secondo me, fondamentale,
  importantissima,  di cui infatti mi stanno cominciando  a  chiedere
  informazioni  a livello nazionale perché credo che sia  Camera  che
  Senato  abbiano intenzione di replicarla, perché è una  Commissione
  che  garantisce  al  popolo  italiano garantendolo  al  Parlamento,
  l'applicazione delle leggi così come state votate dal Parlamento.
   Troppo spesso - ora lei ha fatto un accenno a un qualcosa a cui io
  non  avevo  comunque  messo la testa, e mi fa piacere  che  l'abbia
  detto, che è quello del rapporto fra Assessorati - troppo spesso le
  leggi  nazionali, tanto per cominciare, fino ad arrivare  a  quelle
  regionali,  hanno  un'applicazione molto,  come  dire,  non  sempre
  vicina a quello che è stato stabilito in Aula.
   Un  tempo  si  diceva la volontà del legislatore e poi  quando  si
  andava in Tribunale bisognava riuscire a convincere il giudice  che
  la  volontà del legislatore era diversa e che, quindi, un'eventuale
  sentenza,  nei  confronti di qualcuno, di  un  certo  tipo  sarebbe
  stata, sarebbe stata sbagliata, ma è fin troppo ovvio, che ne siamo
  accorti fin troppe volte che poi io credo gli uffici, ma è anche un
  fatto organizzativo che non dipende certamente da questo Governo  o
  da  questa  Legislatura,  stiamo  parlando  di  fatti  atavici  che
  esistono  dalla costituzione di questa Regione, da quel  giorno  ad
  andare  avanti,  che  evidentemente per mille  motivi  si  sono  in
  qualche   maniera,  rapporti  che  si  sono  in   qualche   maniera
  incancreniti  per  cui ci sono alcuni dirigenti, alcuni  direttori,
  che  si  permettono  di dirci che la legge non  la  mandano  avanti
  perché  ritengono che sia incostituzionale. Fino a prova  contraria
  c'è  un  iter molto preciso sulle leggi che se dovesse risultare  a
  qualcuno incostituzionale può essere il Consiglio dei Ministri  non
  certamente  il  Consiglio dei direttori della Regione  o  di  altri
  enti.
   Se  il  Consiglio  dei  Ministri  la  impugna  perché  la  ritiene
  incostituzionale, noi ovviamente ne prendiamo atto e  se  la  Corte
  dovesse  ritenere  che sia incostituzionale lo facciamo  altro  che
  disapplicarla,  ma  troppo spesso e, ripeto,  per  chi  ha  la  mia
  esperienza e per chi ha la possibilità, tutti i giorni, di  parlare
  con  qualcuno  che  racconta le cose che succedono,  le  leggi  non
  vengono applicate. E sono leggi la maggior parte, non di iniziativa
  parlamentare, di iniziativa governativa, per cui il  Governo  è  il
  primo, come dire, la prima Istituzione che viene danneggiata  dalla
  non  applicazione di norme che vengono scritte appositamente, posso
  funzionare  o  non funzionare, oggi abbiamo visto che quello  sulla
  ludopatìa  c'era  un  errore,  ovviamente  torniamo  in  Aula   per
  sistemarla  e  non succede niente, è fin troppo ovvio.  Ma  che  le
  leggi,   ripeto,  tutte,  anzi  molto  più  spesso  di   iniziativa
  governativa,   non   vengano   poi   applicate   dalla    struttura
  amministrativa della Regione, è un fatto palese.
   Per  cui,  io  intanto  la ringrazio per il  lavoro  che  lei  sta
  svolgendo perché mi risulta e vedo, ricevo, tutti i giorni l'ordine
  del  giorno della Commissione e vedo che ci sono una serie  di  poi
  che  sta  spaziando a 360 gradi su tutti gli argomenti possibili  e
  immaginabili.  E  ha detto bene, non c'è dubbio che  un  giorno  di
  questi,  e  probabilmente sarà prima il caso di fare  un  confronto
  prima  di  ancora  di  venire in Aula, ma non  c'è  dubbio  che  va
  comunicato quali sono le norme che non vengono applicate perché noi
  comunichiamo  sulla  Gazzetta ufficiale  una  norma,  il  cittadino
  riceve  la nostra comunicazione per poi sapere che è stata cambiata
  e  da  chi non si capisce, da un decreto assessoriale o assessorile
  che dir si voglia.
   L'altro giorno un italianista mi ha bacchettato dicendo che non si
  dice assessoriale ma assessorile. Può essere, ora mi devo informare
  bene  su  qual è il termine esatto in questione, ma non c'è  dubbio
  che   decreti  degli  Assessorati  non  sempre  corrispondono  alla
  cosiddetta  volontà del Legislatore. Infatti, uno dei  compiti  che
  questa  Commissione dovrebbe avere è quello di intanto  sollecitare
  perché  se  una  legge ai nostri amici non va bene, il  decreto  di
  attuazione non lo fanno proprio.
   Quindi, intanto cominciare a sottolineare eventuali ritardi  sulla
  presentazione dei decreti attuativi e poi il controllo  per  vedere
  se  il  decreto  attuativo è quello che la volontà del  legislatore
  aveva preteso oppure  no.
   Per  cui, io la ringrazio, è la prima volta che parliamo di questa
  Commissione qua in Aula, ma lei sa quanto interesse ho io su questo
  argomento, ripeto, e vorrei che fosse veramente chiaro, non è fatta
  per danneggiare qualcuno, è fatta per avere chiarezza di quello che
  si  fa, e quello che fa il Parlamento 90 su 100 è quello che  viene
  proposto dal Governo, quindi il danno che viene fatto non è  a  uno
  sì e a uno no, è un danno collettivo che viene fatto a tutti.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Savarino. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Grazie,  Presidente. Io mi associo alla  richiesta  dei
  colleghi affinché al 118 arrivi il saldo perché già un anticipo  lo
  hanno avuto del bonus Covid. Volevo ricordare immaginavo lo facesse
  l'Assessore  qui  presente che molte di quelle  norme  avevano  una
  copertura che però non era del bilancio regionale, attenzione,  era
  una  copertura che doveva essere autorizzata con fondi europei  dal
  Governo nazionale.
   L'iter  è stato abbastanza lungo perché la proposta parte da  noi,
  il Governo l'autorizza e poi vengono riprogrammate le spese secondo
  una  disciplina che noi abbiamo approvato qui in Aula,  tant'è  che
  proprio  nelle  scorse settimane si sono sbloccati i  fondi  per  i
  fiorai,  si sono sbloccati i fondi per il bonus matrimoni, si  sono
  sbloccati  i  fondi,  e  credo  che  siamo  stati  l'unica  Regione
  d'Italia,  ad  avere pensato ad aiutare le partite  Iva,  quindi  i
  professionisti, penso ai miei colleghi avvocati, ai  commercialisti
  che  durante  questo periodo di Covid hanno avuto serie  difficoltà
  anche  gli  studi  più  solidi,  le  partite  Iva  anche  d'imprese
  artigiane, dei piccoli artigiani, dei piccoli imprenditori e questo
  è  proprio  di questi giorni, nelle scorse settimane, è  stata  una
  boccata d'ossigeno che è arrivata e sta arrivando in Sicilia.
   Il  bonus  Covid  per gli autisti soccorritori fa parte  anche  di
  questo  sistema  di  finanziamento che ci è stato  permesso  grazie
  appunto all'utilizzo dei fondi europei.
   Quello  che  invece  voglio  attenzionare  alla  Presidenza  è   a
  proposito  se si ha a cuore il servizio del 118, è la  riforma  che
  bisogna fare, perché molti di questi soccorritori che lavorano  nel
  118  hanno  un'età tale, per cui se non si approva una riforma,  se
  non  piace  quella  proposta  al Governo  Musumeci  si  può  sempre
  migliorare l'abbiamo detto e lo diciamo sempre, ma non può rimanere
  nei  cassetti,  perché  questi signori,  questi  operatori,  domani
  potranno  avere dei deficit fisici per non potere più espletare  il
  loro  lavoro, bisogna immaginare un percorso per cui possano essere
  utilizzati  in  altro modo e, quindi, pensare  a  una  riforma  del
  servizio 118 che abbia anche un respiro, una prospettiva,  sia  per
  questi  lavoratori che anche in una visione di sanità che  oggi  il
  Covid  ci  ha  dimostrato  che  deve  essere  molto  più  ampia   e
  complessiva.
   Per cui, io chiedo e faccio appello a lei perché venga sollecitata
  la Commissione che si metta mano a questa importante riforma.

   PRESIDENTE. Commissione  Sanità ?

   SAVARINO. Sì.

   PRESIDENTE. Ora mi sto informando adesso.

   SAVARINO. Grazie e buon lavoro.

   PRESIDENTE. Mi stavo proprio informando ora con gli uffici.

   PULLARA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà.  Utilizziamo questo tempo  anche  una
  chiacchierata.

   PULLARA.  La riforma è in Commissione da circa un anno  e  qualche
  mese.  Ad un certo punto ci si è fermati. Ritengo che la colpa  non
  sia,  ad  onor del vero, solo della Commissione ci sia  stata  come
  dire probabilmente altre emergenze, il Covid e quant'altro.
   Aggiungo  e  apro  una  parentesi ma non è  polemica  e  prego  di
  prenderla  così  anche  l'onorevole  Savarino.  Noi  appoggiamo  un
  Governo; se la gente le persone, i siciliani, non vedono nei  fatti
  le  norme approvate applicate hanno ragione di ritenerci inermi. E'
  vero  che  delle cose sono state fatte, ma per esempio la  SEUS  ad
  oggi non è pagata, la SAS, gli stagionali, le IPAB, sono tutte cose
  che hanno, come dire, una platea d'interessi variegata.
   Allora,  qual è il concetto secondo me? Da questa Commissione,  io
  vengo  da un'esperienza lavorativa, non va preso il caso perché  il
  caso  ha  base ad un problema. Se io oggi sono dovuto  ricorrere  a
  trasmettere,  io,  le  carte  a  due diversi  dipartimenti  di  due
  Assessorati,   qualcosa   in  termini  di   veicolazione   cartacea
  dell'informazione non funziona; inevitabilmente.

   PRESIDENTE. Qualche problema c'è, è così. E allora, io  direi  che
  intanto su questo problema del 118, lo chiedo all'assessore Zambuto
  ma  comunque  sarà cura della Presidenza avere questa  informazione
  perché   quello  che  dice  l'onorevole  Savarino  è  assolutamente
  sacrosanto e cioè sapevamo che si trattava di coperture che avevano
  comunque  delle,  come  dire, non certezze 100  per  cento  finché
  perché  erano tutti fondi extraregionali. Non è così? Se non  erano
  fondi extraregionali e allora c'è un problema.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Era una questione di bilancio. Va bene, allora  io  mi
  informerò  adesso  anche  personalmente; invito  anche  l'assessore
  Zambuto  a  prendere  delle informazioni  in  modo  che  poi  possa
  riferire  in Aula qual è lo stato dell'arte. Però, anche su  quello
  che diceva l'onorevole Savarino, su tutte quelle somme che si vanno
  man  mano  sbloccando forse sarebbe il caso, ma sarà  anche  questo
  compito della Presidenza chiederlo al Governo, di avere intanto  un
  minimo  di elenco su quelle che sono state già sbloccate  e  quelle
  che  si devono ancora andare a sbloccare in modo che, quanto  meno,
  si  possano avvertire le varie categorie che una legge che è  stata
  fatta ancora non è applicata non per mancanza di volontà ma per  un
  fatto  specifico  e  fargli sapere più o meno quand'è  che  si  può
  immaginare  di  applicarle perché la gente,  purtroppo,  in  questo
  momento, come ben sapete tutti, sta soffrendo dei problemi di crisi
  veramente  notevole;  per cui, fargli sapere  che  per  i  prossimi
  cinque mesi, per esempio, è inutile che fanno affidamento su queste
  risorse  oppure  dirgli  che  la settimana  prossima  possono  fare
  affidamento, per loro credo che sia importantissimo per la gestione
  delle loro aziende. Va bene.


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Catalfamo e Figuccia  sono
  in congedo.

   L'Assemblea ne prende atto.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Grazie, Presidente. In realtà, ai sensi dell'articolo 83,
  volevo   fare  una  dichiarazione  in  merito  all'audizione   che,
  peraltro,  stamattina  abbiamo fatto anche in Commissione  verifica
  delle  norme, ha a che vedere con un altro argomento e precisamente
  ad un dato piuttosto preoccupante che è venuto fuori dall'audizione
  della Commissione con l'Assessorato dell'economia.
   E'  venuto  fuori,  su  nostra richiesta,  un  elemento  piuttosto
  incredibile.  Il famoso progetto  Resto al Sud  di  cui  tutti  noi
  conosciamo,  diciamo, un po' attraverso la pubblicità che  è  stata
  fatta  anche dalla Regione Siciliana, rispetto alla norma  che  noi
  come  Parlamento abbiamo fatto in aiuto alla norma  del   Resto  al
  Sud   che  non è una norma nostra ma è chiaramente un provvedimento
  nazionale  che  gestisce Invitalia, ebbene, la norma regionale  che
  esenta  dal  pagamento dell'Irpef, della tassa sull'automobile  per
  quelle aziende che accedono a questo tipo di finanziamento ha avuto
  un  tiraggio  pressoché inesistente e mi spiego  meglio:  nel  2020
  soltanto  sei  aziende hanno fatto richiesta ed hanno avuto  questo
  tipo di agevolazione, nel 2021 quattro aziende.
   Allora,  è  chiaro  che è sorto a tutti noi un  quesito  piuttosto
  inquietante, cioè se questa misura del  Resto al Sud  la cui,  come
  dire,   capienza   è  sostanziosa,  notevole,  si   parla   di   un
  finanziamento  che va oltre il miliardo, ha avuto un  tiraggio,  ci
  siamo  anche  chiesti ed è un argomento che secondo  me  quest'Aula
  dovrà,  come  dire, approfondire perché oggi il vero  tema  è  come
  frenare  la  fuga  dei  cervelli e questo è un  tema  assolutamente
  congruo  rispetto  a  queste fonti economiche che  se  non  vengono
  congruamente  utilizzate,  come  dire,  rimangono  soltanto   degli
  aspetti pubblicitari che poi non sortiscono effetti.
   Adesso, non conosco in maniera dettagliata perché non sta  a  noi,
  Invitalia  ovviamente  non  è  un organo  regionale,  bensì  è  una
  partecipata dello Stato, ma sarebbe opportuno, alla luce di  questo
  scarsissimo  tiraggio della norma regionale,  comprendere  a  monte
  quali  siano  le  motivazioni.  Se è  Invitalia,  così  come  molti
  lamentano,    effettivamente    a    essere    molto    farraginosa
  nell'approvazione dei progetti, per cui dai 60 giorni  che  vengono
  pubblicizzati    come   tempi   necessari    per    potere    avere
  l'autorizzazione o meno, invece poi ne passano 12, 10. Tutto questo
  creando,  chiaramente,  nel  soggetto  che  ne  fa  richiesta,   lo
  sconforto più totale e l'emigrazione sicura.
   Allora,  io  credo  che  questo tema sia  estremamente  importante
  perché quando parliamo di

   PRESIDENTE. Chiedo scusa, lei ha notizie di un tiraggio  regionale
  diverso  da  quello  nazionale o è  un  problema  che  il  tipo  di
  strumento abbia funzionato

   CARONIA. Non abbiamo informazioni, ho guardato il portale per  cui
  le  informazioni sono oggettivamente quelle che leggo sul  portale.
  Sembra  che sia un tiraggio inferiore però quello che era  il  dato
  che  oggi abbiamo assunto è che il tiraggio della misura a  corredo
  regionale ha un tiraggio pari a zero, si può dire perché  in  tutta
  la  Regione, in due anni, soltanto dieci aziende hanno  chiesto  di
  avere delle decurtazioni dalle tasse.

   PRESIDENTE. Allora, su questo, assessore Zambuto, abbiamo assoluto
  bisogno  di  sapere  qual è la situazione,  anche  perché  se  quel
  tiraggio non sta spendendo i soldi che sono comunque stabiliti  per
  quel tipo di spesa, si cambia, specialmente se sono risorse reali e
  risorse  esistenti  e  per  quel tipo di strumento  credo  che  non
  possano  essere che così per cui, al limite, sappiamo che  c'è  una
  disponibilità  di  un tot che non posso sapere quant'è,  per  altro
  tipo di strumenti che si possono utilizzare.

   CARONIA.  Noi  oggi  abbiamo assunto un dato  che  è  sicuramente,
  Presidente,  23 mila euro, le uniche somme di tutta  questa  misura
  sono 23 mila euro nel 2020 e 12 mila euro nel 2021, sostanzialmente
  meno di 50 mila euro che, onestamente, sono una cifra piuttosto

   PRESIDENTE. Su una previsione?

   CARONIA.  Su una previsione, la misura di Invitalia da quello  che
  chiaramente sono dati che ho assunto dal portale, è un  miliardo  e
  tre  la dotazione nazionale dei progetti. A caduta, credo che siano
  tre  milioni e sette quelli che abbiamo appostato nella finanziaria
  per  dare  sostegno  a queste imprese. Ora, è  chiaro  che  noi  in
  Commissione,  Presidente, lo dicevo anche  al  Presidente,  sarebbe
  opportuno  convocare Sviluppo Italia per capire qual è  la  ragione
  anche di questi grandi ritardi.

   PRESIDENTE. Perché non viene fatto? Qual è il problema?

   CARONIA.  E  poi,  però, secondo me, il Parlamento  tutto,  a  mio
  avviso,  deve  occuparsi  di  questo  tema  perché  credo  che  sia
  estremamente importante.

   PRESIDENTE.  Onorevole Caronia, non c'è dubbio che  abbiamo  fatto
  funzionare  questa  Commissione per un  periodo,  anche  per  avere
  un'idea di quello che stesse facendo. L'onorevole Pullara sa quante
  volte ci sentiamo per capire alcune cose come si stanno attivando o
  meno.  Non c'è dubbio che, fatta la chiusura estiva, immediatamente
  dopo dobbiamo cominciare a fare delle valutazioni sul funzionamento
  o  meno  della  Commissione che ci devono far capire e  portare  al
  funzionamento o meno dell'intera struttura. Per cui sono  dati  fin
  troppo importanti.
   Aveva chiesto di intervenire un attimo l'onorevole Cappello.
   È  comunque  una discussione importante questa che si sta  facendo
  perché  credo  che tutti, non solo il Presidente,  dobbiamo  capire
  quali sono le cose che si possono fare e che si devono migliorare o
  le proposte che si devono portare avanti.
   Prego, onorevole Cappello.

   CAPPELLO.   Signor   Presidente,  Governo,   onorevoli   colleghi,
  cittadini,  la  denuncia  che testé è stata  posta  in  essere  dal
  presidente  Pullara  non  può  né deve lasciarci  indifferenti.  Il
  presidente  Pullara  ha detto che in questi mesi,  mesi  durante  i
  quali  la  Commissione  che lei presidente Miccichè  per  primo  ha
  voluto,  ha verificato che molte norme di leggi non sono applicate.
  Quindi,  noi  stiamo  dicendo  ai siciliani  che  questa  Assemblea
  potrebbe riunirsi mille volte, produrre centinaia di leggi che però
  poi nessuno è chiamato, nessuno ha la responsabilità, nessuno ha il
  dovere di mettere in pratica. Presidente Pullara, questa cosa è  di
  una gravità inaudita. Ed è una cosa

   PRESIDENTE. Onorevole Cappello, ne eravamo sicuri.

   CAPPELLO. Mi perdoni, Presidente, è una cosa che questo Parlamento
  non  può  permettersi di tollerare. Presidente, auspico che  questa
  discussione che oggi è stata sollecitata dal presidente  Pullara  e
  da  lei  stesso, Presidente, che ha colto e ha raccolto la denuncia
  del   presidente  Pullara,  sia  oggetto  di  una  Conferenza   dei
  Presidenti   dei   Gruppi  parlamentari,   perché   dobbiamo   fare
  un'operazione  verità di fronte all'Assemblea  regionale  siciliana
  per  capire  chi non applica le leggi: se è il Governo,  nella  sua
  totalità,  se sono gli Assessori, se sono i Direttori generali,  se
  sono  gli  Uffici. Presidente, qua ne va dell'onore dell'Assemblea.
  Non  possiamo sfornare leggi che rischiano di tradursi in una presa
  in giro nei confronti dei destinatari a cui debbono applicarsi.
   Il  Parlamento  è sovrano e, come lei mi insegna,  rappresenta  la
  volontà  popolare. Se questa si traduce, come si  traduce,  in  una
  legge,   poi  queste  leggi  devono  essere  applicate.  Per   cui,
  Presidente, chiederò al mio Capogruppo di farsi portatore di questa
  richiesta affinché vi sia una Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari monotematica dove si decida, come ha detto prima  lei,
  qual  è  il  tempo  nel quale questa Commissione dovrà  verificare,
  diciamo, ciò che sta ad ogni seduta verificando e mettendo in  luce
  e  che  poi, però, questo Parlamento sia messo nelle condizioni  di
  verificare quali norme sono state applicate e quali no.  Le  chiedo
  semplicemente,  presidente Miccichè, un'operazione verità  che  sia
  conseguenziale a quello che lei stesso ha voluto dal momento in cui
  questa Commissione è stata istituita.

   PRESIDENTE. Allora, onorevole Cappello, credo che quello  che  sta
  venendo  fuori  dalla  costituzione di questa  Commissione  sia  un
  problema  di  dignità,  non  per il  Parlamento  ma  per  chi  deve
  applicare  le leggi che questo Parlamento fa, perché il  Parlamento
  fa  le leggi dopodiché, come dire, teoricamente noi, fino a che non
  veniva formata questa Commissione, non sapevamo più niente
  delle leggi che venivano sfornate da qui e andavano a chi di dovere
  per essere, poi, applicate.
   Bene, è stata proprio l'attenzione di tanti di noi, come dire, che
  mi  hanno  suggerito,  mi hanno fatto capire che  bisognava  creare
  qualcosa  di  controllo  e di verifica rispetto  a  quello  che  il
  Parlamento fa, che è stato fatto con questa Commissione.
   Io  ho già detto più volte al presidente Pullara che, alla fine di
  questa  sessione, per cui diciamo a partire dal giorno dopo in  cui
  andremo, ci prenderemo quel periodo di vacanza di cui tutti abbiamo
  bisogno,   che  io  e  Pullara  sicuramente  con  gli   Uffici   ci
  incontreremo  diverse  volte proprio perché  io  possa  fornire  al
  Parlamento i dati che questa Commissione tirerà fuori.
   Dopodiché, come dire, non c'è bisogno neanche della Conferenza dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari. E' matematico che, appena  avrò
  questi  dati  nelle mani, proporrò una seduta d'Aula sull'argomento
  perché è un problema, perché ritengo che sia  il problema . Lo dico
  da  tempo,  ormai continuo a ripeterlo in ogni mia  intervista,  in
  ogni   occasione,   il  problema   è  quello  che  non  esiste   un
  collegamento   reale   tra  la  scelta  politica   e   l'attuazione
  amministrativa di una qualsiasi legge, di una qualsiasi cosa che si
  faccia.
   Io  continuo,  purtroppo,  a  fare nervi  quotidiani.  Io  ricevo,
  purtroppo, perché ne farei volentieri a meno, centinaia di  persone
  ognuna  delle  quali  lamenta  dei fatti  inauditi.  Inauditi   Non
  lamenta  il  fatto  che il dirigente non gli ha firmato  nei  tempi
  giusti la concessione com'è sempre stato, se vogliamo. Io ho sempre
  pensato  che nasceva la tangente dal fatto che uno non  firmava  la
  licenza o la concessione, finché quello non si presentava a dire di
  che  cosa  ha  bisogno o c'era quello che gli diceva che  bisognava
  oleare  le  ruote. Qua il problema è totalmente diverso,  cioè,  le
  leggi  non vengono applicate. Le aziende in Sicilia chiudono perché
  si  ritiene  che una concessione non la si possa avere,  quando  la
  legge prevede che invece la si possa avere, perché quello che viene
  deciso, tutto, in alcune stanze è senza controllo neanche da  parte
  -  e  questa  è  stata, onorevole Assenza, la cosa che  mi  ha  più
  colpito  -,  senza  idea da parte delle strutture  politiche  degli
  Assessorati,  senza che l'Assessore sia mai stato  interpellato  se
  una  cosa  si può fare oppure no, quando la legge, anche regionale,
  la  legge 10 prevede con assoluta chiarezza che siano gli Assessori
  a    dare    l'indirizzo   all'amministrazione,   alla    struttura
  amministrativa  sul  come operare e sul come fare  una  determinata
  cosa.
   Io  questo lo cominciai a notare tempo fa quando c'era ai tempi la
  Sovrintendenza  di  Ragusa che faceva fare l'eolico,  e  quella  di
  Trapani no, e dicevo ma c'è un indirizzo politico sul fatto che  si
  possano  o  non si possano fare gli impianti fotovoltaici piuttosto
  che  eolici? No, ognuno ragionava con la sua testa, per cui  in  un
  posto si dava l'ok, in un altro no; la cosa più incredibile avvenne
  quando   un   ok   dato  da  un  sovrintendente  fu  revocato   dal
  sovrintendente  che venne dopo, cioè ma così la  gente  impazzisce,
  così  la gente impazzisce ma non solo impazzisce la gente,  ma  non
  creiamo niente di nuovo, niente di sviluppo, e nel momento  in  cui
  vi  faccio  presente  che  siamo stati  costretti  alla  legge  sul
  contrasto alla povertà che mentre qualcuno di voi parlava io  stavo
  firmando  - firmata proprio adesso per cui andrà in Gazzetta  spero
  in   questa   settimana  e  speriamo  possa  essere  immediatamente
  operativa -, noi firmiamo la legge sulla povertà perché la gente si
  impoverisce,  man mano che la gente si impoverisce non  c'è  dubbio
  che  nelle casse della Regione entrano meno risorse; se ci mettiamo
  il  fatto che a tutti coloro che vorrebbero aprire un negozio,  che
  vorrebbero aprire un lido - l'onorevole Lentini ne sa quanto me per
  quello  che succede a Cefalù -, e che vogliono aprire una cosa  non
  c'è  verso  di  potere ottenere un ok da parte  degli  Assessorati,
  signori  miei credo che non sto facendo un ragionamento prodomomea,
  perché  non  ho  né strutture imprenditoriali né di alcun  tipo  ma
  faccio  tutto  per cercare di salvare questa Terra, perché  abbiamo
  ricevuto una batosta micidiale dal Covid, micidiale.
   Ricordo  a tutti che ci hanno fatto chiudere, ci hanno considerato
  zona  rossa  quando tutta la Sicilia aveva meno contagi della  sola
  provincia  di Como e, invece, di chiudere le frontiere hanno  fatto
  zona  rossa, ci hanno distrutto, undici punti percentuali  di  Pil,
  continuo  a  ripetere  che  non  è  così  facile  che  si   possano
  recuperare,  che non è così sicuro che la Sicilia ce  la  faccia  a
  riprendersi, ve lo dico sinceramente, lo continuo a dire, oggi,  lo
  dico  anche  da  questo  scranno assumendomi la  responsabilità  di
  quello che dico.
   Allora,  voglio  capire  come  è  che  c'è  una  classe  dirigente
  all'interno  degli  Assessorati  che  vive  per  cercare  il   pelo
  nell'uovo  su  tutte  le pratiche per evitare  che  queste  possano
  essere  realizzate,  che queste possano essere  portate  avanti  in
  maniera positiva.
   Ora, viva Dio, credo che sia veramente giunto il momento serio  di
  verificare  questo  tipo  di  situazione.  La  nascita  di   questa
  Commissione  ha questa logica, ha questo senso e il lavoro  che  si
  deve  fare,  onorevole Pullara, deve essere ancora  più  importante
  rispetto  a  quello che si è fatto fino ad oggi,  perché  lei  dice
  giustamente non possiamo poi prendere il caso, ma dobbiamo studiare
  il  fenomeno, però non c'è dubbio che questi fenomeni possano avere
  varie  motivazioni;  uno  è  sicuro che l'Amministrazione  pubblica
  passa  la  giornata a cercare la possibilità di  dire  no,  anziché
  cercare  tutte le soluzioni possibili laddove ci siano dei problemi
  per potere dire sì.
   Questa  è una certezza che ormai ho e che nessuno mi leverà  dalla
  testa, per cui quanto meno verificare se questi no sono dei  no  da
  abuso  e,  allora,  cominciamo a ragionare anche  diversamente  nei
  confronti  di  chi  deve attrezzarsi perché  la  Regione  siciliana
  funzioni, e non soltanto da parte nostra credetemi perché, a questo
  punto,  la  politica può fare la sua parte, può fare la  legge  sul
  contrasto  alla  povertà, può fare veramente mille cose  perché  le
  stiamo facendo, perché mi dovete credere lo verifico, arrivano ogni
  giorno  delle  cose  in  Presidenza,  delle  proposte  di  legge  e
  cerchiamo  di fare tutto quello che è possibile fare, però  poi  mi
  rendo conto che troppo spesso questo nostro lavoro rimane fine a se
  stesso,  rimane accademia e abbiamo solo fatto esperienza, ma  oggi
  come oggi non è più l'esperienza che serve ma è la concretezza  dei
  fatti ed è il recupero di tutti questi soldi che abbiamo perso. Per
  cui veramente da parte nostra ci deve essere un impegno e ringrazio
  ancora  l'onorevole Pullara e tutti quelli che stanno lavorando  in
  questa Commissione.
   Ci vediamo domani alle ore 11.30, abbiamo detto.
   Proprio per dare una dimostrazione, in un momento in cui c'è  vera
  difficoltà,  chiedo fermamente a tutti i Capigruppo di  chiamare  i
  propri  iscritti al partito o al Gruppo perché in questi giorni  si
  possano  almeno ultimare queste leggi e dare il voto definitivo  ad
  alcune  leggi  che  hanno  importanza  vitale  per  alcune  singole
  strutture e per alcune categorie. Grazie. La seduta è tolta.

                 La seduta è tolta alle ore 17.16 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                       XXIII SESSIONE ORDINARIA


                         278a SEDUTA PUBBLICA
                  Martedì 13 luglio 2021 - ore 11.30
                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

         - Termine ultimo per la presentazione delle istanze di proroga
            delle concessioni demaniali marittime . (n. 1018/A)

  - Modifica all'articolo 6 della legge regionale 21 ottobre 2020, n.
  24  Norme per la prevenzione ed il trattamento del disturbo da
  gioco di azzardo . (n. 953/A)
    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016,
         n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni
         legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con
         decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380 .
         (nn. 669-140-453/A) (Seguito)

                 Relatore: on. Lo Curto

       2)  Legge regionale per l'accoglienza e l'inclusione . (nn. 773-
         951/A) (Seguito)

         Relatore: on. Siragusa

       3)  Interventi per la prevenzione ed il contrasto ai fenomeni del
         bullismo e del cyberbullismo sul territorio della Regione . (nn.
         239-372-426-701-742/A) (Seguito)

         Relatore: on. Dipasquale

       4)  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
         per la gestione integrata dei rifiuti.  (nn. 290-49-76-179-267
         bis/A) (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

       5)   Disposizioni n materia di agroecologia, di  tutela  della
         biodiversità e dei prodotti agricoli siciliani e di innovazione
         tecnologica in agricoltura.  (nn. 394-533/A) (Seguito)

         Relatore: on. Foti

    IV -VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 984/A)

  2)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
  D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 985/A)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio