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Resoconto d'Aula della Seduta n. 278 di martedì 13 luglio 2021
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 11.53

   PRESIDENTE. Colleghi, buongiorno.
   Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto  a
  disposizione  degli  onorevoli  deputati  che  intendano  prenderne
  visione  ed  è considerato approvato in assenza di osservazioni  in
  contrario nella presente seduta.

   Il  preavviso di 30 minuti per il voto elettronico è inutile darlo
  perché rinvieremo.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Genovese e Cafeo  sono  in
  congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Di Mauro è in missione dal 13
  al 14 luglio 2021.

    L'Assemblea ne prende atto.

   Assessore Cordaro, buongiorno, siccome la Commissione  Bilancio  è
  ancora  riunita, io direi che è inutile che stiamo qui,  rimandiamo
  direttamente alle ore 15.00.

                     (Intervento fuori microfono)

   Sì,  dobbiamo fare tutto; sto soltanto rinviando in funzione della
  Commissione  perché rinviare alle ore 13.00 mi sembra perfettamente
  inutile.  Il  Governo chiede il rinvio alle ore 15.30,  invece  che
  alle ore 15.00.

                     (Intervento fuori microfono)

   E allora, aspettiamo;  il bello della diretta , come si diceva una
  volta.  Vediamo se è possibile che venga l'Assessore  Scavone  alle
  ore 15.00 e riprendiamo alle ore 15.00.

   CRACOLICI. Insomma, a che ora riprendiamo?

   PRESIDENTE.  Deve stare calmo lei, onorevole Cracolici.  Il  tempo
  che  l'Assessore Cordaro ci conferma l'orario delle ore  15.00.  Un
  attimo solo.

          (Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)

   E allora, l'assessore Scavone sarà qui alle ore 15.00. Per cui, la
  seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.55, è ripresa alle ore 15.16)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Seguito  della  discussione del disegno di legge  Legge  regionale
  per l'accoglienza e l'inclusione.  (nn. 773-951/A)

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  sul  disegno  di   legge   per
  l'accoglienza   e  l'inclusione  il  Presidente  Pellegrino   vuole
  svolgere la relazione?

   PELLEGRINO,  presidente della Commissione. No,  ci  rimettiamo  al
  testo,  Presidente. Tra l'altro è un testo condiviso  da  tutte  le
  forze politiche poi, dobbiamo anche ringraziare l'impegno di Nuccio
  Di Paola e di Totò Lentini che non vedo, quindi.

   PRESIDENTE. Va bene perché il relatore era Siragusa, va bene così?
   Allora,  scusate,  siccome  proprio  quello  che  diceva  ora   il
  Presidente,  che  era  la cosa che anche io  sapevo,  quella  della
  condivisione  generale, pensavo infatti si potesse fare  un  lavoro
  molto veloce, però ora l'assessore ha depositato degli emendamenti.
   Però, assessore, io non la rimando la legge in Commissione, quindi
  ora  li  stiamo vedendo un attimo, ed eventualmente li  affrontiamo
  direttamente qua in Aula, perché la richiesta era stata  di  questo
  tipo.
   Facciamo  una cosa, se gli Uffici mi fanno il regalo di  fare  una
  operazione veloce, intanto cominciamo a fare delle fotocopie  così,
  eventualmente, si consegnano; però vediamoli prima noi, per  vedere
  se sono tutti discutibili.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. L'ho discusso poco fa con l'assessore Scavone,  perché
  in  effetti  ho  detto  all'assessore che per noi  ricevere  adesso
  questi emendamenti, dopo che la legge è in Aula da venti giorni,  è
  stata  prima  in Commissione, oggettivamente sarebbe  stato  meglio
  farlo prima.
   Facciamo  una  cosa assessore, visto e considerato che  sul  testo
  uscito  dalla  Commissione c'era questa condivisione generale,  lei
  perché non illustra questi, che sono i suoi emendamenti, in modo da
  capire di che cosa si tratta, e vediamo la reazione dell'Aula  qual
  è, per potere decidere cosa fare.
   Li  facciamo illustrare direttamente dall'assessore e poi diamo la
  parola su questo. Prego.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor Presidente, sono emendamenti di formale  correzione
  al   testo,  fondamentalmente  per  la  nuova  organizzazione   del
  Dipartimento con la costituzione e il rinnovo dell'ufficio speciale
  immigrazione,  un emendamento integrativo all'articolo  3,  lettera
  c),  comma  2,  dopo  la  parola  discriminazioni    istituito  per
  competenza  dall'assessore regionale per la famiglia, le  politiche
  sociali  e  il  lavoro  presso  l'ufficio  speciale  immigrazione ;
  l'altro  emendamento  riguarda  l'articolo  13,  comma  1,   stessa
  precisazione   dipartimento regionale famiglia  e  delle  politiche
  sociali  è curato dall'ufficio speciale immigrazione  quindi  sono,
  come  vedete, degli emendamenti assolutamente formali rispetto alla
  norma e all'organizzazione degli uffici.
   Il  terzo  emendamento riguarda l'articolo 19, comma 2  La  Giunta
  regionale,   sentite   le  organizzazioni  sindacali   maggiormente
  rappresentative  sulla base di quanto previsto dal piano  triennale
  di  cui  all'articolo 6 e all'articolo 7 definisce annualmente  gli
  interventi  prioritari  e le risorse per sostenere  i  processi  di
  emersione  del lavoro non regolare, di intermediazione illecita  di
  manodopera  soprattutto nel settore agricolo nonché  gli  standards
  delle  prestazioni in materia di tutela, sicurezza  e  qualità  del
  lavoro da raggiungere sul territorio regionale.
    Quarto  emendamento  che riguarda sempre l'articolo  14,  lettera
  d),    comma    3,    Iniziative   finalizzate   alla   protezione,
  all'assistenza,  all'integrazione sociale rivolta alle  vittime  di
  violenza,  di tratta e di grave sfruttamento'. L'ultimo emendamento
  riguarda   l'articolo   8,   comma  2   L'osservatorio   presieduto
  dall'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e il
  lavoro,  o  da  suo delegato, è composto dal dirigente dell'Ufficio
  speciale  immigrazione,  dai dirigenti  generali  dei  dipartimenti
  regionali   competenti,  o  loro  delegati,  da  un  rappresentante
  dell'ANCI  Sicilia,  nonché  dai rappresentanti  delle  istituzioni
  locali, degli enti del terzo settore, delle comunità e associazioni
  rappresentative  dei destinatari della presente legge,  individuati
  don  decreto dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche
  sociali e il lavoro. Alle riunioni dell'osservatorio possono essere
  invitati    i    rappresentanti   di   istituzioni   nazionali    e
  internazionali,  la  partecipazione  all'osservatorio  è  a  titolo
  gratuito e non dà diritto a compensi o rimborsi.'
    Come  vedete  sono  quattro emendamenti  che  spero  siano  stati
  distribuiti,   che   sono   solo   di   puntualizzazione   rispetto
  all'organizzazione del Dipartimento.

    PRESIDENTE.    Si   stanno   distribuendo   questi   emendamenti?
  Assessore,  soltanto una curiosità mia in modo  da  potere  capire,
  questo  ufficio  speciale  immigrazione  esiste  da  tempo   ed   è
  esistente?

    SCAVONE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. È stato rinnovato cinque mesi fa.

    PRESIDENTE. Quindi, cioè, è comunque esistente.

    SCAVONE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Sì.


                                Congedi

    PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Mangiacavallo,  Gucciardi
  e Dipasquale hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

    L'Assemblea ne prende atto.

   773-951/A

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 773-
                                 951/A

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  non
  ho   rilievi   da   fare  agli  emendamenti  in  quanto,   diciamo,
  precisazione.  Un'obiezione però di fondo  la  faccio.  Gli  Uffici
  speciali sono istituiti con atto di Giunta.
   Attenzione  perché  se  noi  introduciamo  nella  legislazione  il
  concetto  di  specialità di un ufficio abbiamo due conseguenze,  la
  prima  è  che  dobbiamo prevedere un apposito capitolo di  bilancio
  specifico.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, è stato istituito nel 2015.

   CRACOLICI. Appunto, è stato istituito con atto di Giunta. Cioè, io
  non  contesto  l'ufficio  speciale, perché  l'ufficio  speciale  si
  costituisce  come  si  suol  dire  al  bisogno,  cioè  rispetto  ad
  un'emergenza,   eccetera  eccetera.  Se  noi  lo  inseriamo   nella
  legislazione  ordinaria,  noi  stiamo  stabilendo   che   il   tema
  dell'immigrazione  ha  permanentemente un ufficio  speciale  che  è
  sganciato  dal dipartimento delle politiche sociali,  perché  è  un
  sistema parallelo, quindi che non si incrocia.
   Allora io credo che la Giunta può benissimo decidere di istituire,
  di   far   funzionare,   di  attribuire  competenze   proprie   del
  dipartimento famiglia.

   PRESIDENTE. Però la legge le affida al Dipartimento.

   CRACOLICI.  Appunto, è il Dipartimento che poi assegna  i  compiti
  all'ufficio speciale, non è la legge, perché attenzione che noi  se
  non introduciamo un precedente, noi per legge, ai sensi credo della
  legge  - dottore Scimè mi corregga se sbaglio - è la 9 del 2009,  o
  2008,  la  legge  che istituisce i dipartimenti, introduce  che  il
  compito   della   legge  è  appunto  definire   l'ordinamento   dei
  dipartimenti  dell'amministrazione regionale. Gli  uffici  speciali
  sono  strumenti  che  di volta in volta la Giunta  di  governo  può
  istituire,  ma all'interno, come dire che non può comportare  nuove
  spese.

   PRESIDENTE.  Assessore,  quello che dice l'onorevole  Cracolici  è
  confermato anche dagli Uffici. Totalmente, ha ragione lui. Cioè, se
  noi  istituiamo per legge, parliamo di ufficio speciale, quindi noi
  dobbiamo   comunque   assegnarli  al  Dipartimento,   poi   se   il
  Dipartimento,  per  propria organizzazione, decide  attraverso  una
  delibera  di  Giunta di fare un ufficio speciale  lo  utilizza,  ma
  metterlo  in  legge, ha ragione l'onorevole Cracolici,  sarebbe  un
  problema.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.   Io dico non ho nessuna osservazione particolare  da  fare
  però  per precisare che l'ufficio speciale esiste dal 2015,  è  nel
  funzionigramma   della   Regione  e   così   è   regolamentato,   è
  interlocutore  diretto  del  Ministero  degli  Interni,   sia   del
  Ministero  del  Lavoro  negli uffici competenti,  nei  dipartimenti
  competenti

   PRESIDENTE. Il problema è che deve essere l'assessorato a  dare  a
  questo  Ufficio speciale. Il Dipartimento darà all'Ufficio speciale
  questi compiti, ma che lo si faccia per legge diventa un problema.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Io ovviamente, mi rimetto all'Aula  .

   PRESIDENTE. Credo che non cambi la sostanza della questione,  però
  è formalmente un problema reale quello che ha sollevato l'onorevole
  Cracolici.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  D'accordo,  io ripeto, mi rimetto alle considerazioni  che
  sono normative e regolamentari.

   PRESIDENTE.  Allora,  se l'Ufficio speciale è  stato  fatto  dalla
  Giunta,  nel  momento in cui l'Assemblea dovesse decidere  di  dare
  competenza  all'Ufficio speciale, bisognerebbe capire che  cosa  è,
  noi sappiamo che cosa è l'Assessorato e che cosa è il Dipartimento,
  poi  l'Assessorato si organizza e il Dipartimento si organizza  con
  l'Ufficio   speciale,  è  un  problema  nostro,   che   noi   diamo
  direttamente  la  competenza all'Ufficio  speciale,  per  legge,  è
  praticamente impossibile perché per noi non esiste. E' come se  noi
  dessimo competenze a uno specifico ufficio del Dipartimento.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Perfettamente, siccome l'Ufficio speciale fu costituito sei
  anni fa, non so se è stato fatto con atto di Giunta.

   PRESIDENTE. Ho capito, quale è il suo problema, poi lei dopo dà la
  competenza  al  Dipartimento,  poi il Dipartimento  glielo  assegna
  all'Ufficio speciale. Non esiste nessun problema.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. D'accordo.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE.  Ma  non  vale la pena anche questo,  perché  non  c'è
  motivo.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Se è così è pleonastico, io non so, ripeto

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE.  Se è uno strumento del Dipartimento, il  Dipartimento
  lo userà come suo strumento. Voglio dire.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Concordo perfettamente con il Presidente, questo  non  c'è
  dubbio.

   PRESIDENTE.  Facciamo  così,  quindi  lo  togliamo,  parliamo   di
  Dipartimento  e  non di ufficio speciale. Quindi l'emendamento  era
  per passare dal Dipartimento all'Ufficio speciale?
   Allora,  colleghi,  il discorso è assolutamente  preciso.  Noi  se
  vogliamo  dare  competenze  a un ufficio speciale  dobbiamo  capire
  quali sono le competenze precise che ha l'Assessorato, vedere quali
  possono  essere  spostati  il  dipartimento,  etc.,  cosa  che  non
  possiamo  fare, per cui noi continuiamo a mantenere  la  competenza
  all'Assessorato   e  al  Dipartimento  dell'Assessorato,   poi   il
  Dipartimento  dell'Assessorato si strutturerà come meglio  ritiene,
  con  le  delibere  di  Giunta  che  gli  costituiscono  un  ufficio
  speciale,  ma  non  lo  possiamo mettere in legge  per  cui  questa
  dobbiamo modificarla assolutamente.
   Quindi  questo  emendamento, secondo me, può  saltare  del  tutto,
  Assessore.
   Questo emendamento non lo teniamo in considerazione?
   Cioè  l'emendamento 3.1 io non lo dichiaro ammissibile, Assessore.
  Lo possiamo considerare ritirato?

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. È ritirato.

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla discussione  della  legge.  Si  passa
  all'articolo 1, ne do lettura:

                               «Art. 1.
                          Principi e finalità

   1.  La Regione, nell'esercizio delle proprie competenze, concorre,
  anche  attraverso un sistema integrato di interventi,  alla  tutela
  dei  cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea e degli
  apolidi  presenti  sul proprio territorio, assicurando  l'effettivo
  godimento  dei  diritti fondamentali della persona  umana  previsti
  dalle  norme di diritto interno e sovranazionale, dalle convenzioni
  internazionali   e   dai   principi   di   diritto   internazionale
  generalmente riconosciuti.

   2.  La legislazione regionale si ispira a principi di uguaglianza,
  alla  costruzione di una società multiculturale ed inclusiva,  alla
  garanzia   della  pari  opportunità  di  accesso  ai  servizi,   al
  riconoscimento ed alla valorizzazione delle differenti culture e al
  contrasto di ogni forma di discriminazione.

   3.  La  Regione  e  gli enti locali, nell'ambito delle  rispettive
  competenze, definiscono politiche di intervento finalizzate:

   a)  alla realizzazione del primato della persona indipendentemente
  dalla  cittadinanza,  attraverso  l'effettivo  riconoscimento   dei
  diritti inviolabili;

   b) alla realizzazione di una società plurale ed inclusiva, volta a
  favorire  la  valorizzazione delle culture e  delle  tradizioni  di
  origine   delle   persone  straniere  dimoranti   in   Sicilia   e,
  contestualmente, il rafforzamento della coesione sociale intorno ai
  principi  e  alle  regole costituzionali, al fine di  garantire  il
  rispetto  dei  diritti  di  ciascuno  e  l'adempimento  dei  doveri
  individuali e collettivi;

   c)  all'istituzione di un sistema regionale di monitoraggio  volto
  ad  acquisire elementi di conoscenza utili a orientare le politiche
  pubbliche sulle materie oggetto della presente legge;

   d)  alla partecipazione alla vita pubblica delle persone straniere
  dimoranti   in   Sicilia  ed  alla  valorizzazione   dei   rapporti
  interculturali  come elementi fondamentali per  la  crescita  della
  società e delle comunità, anche favorendo l'associazionismo tra  le
  comunità di migranti;

   e)   al   contrasto   dei   fenomeni   di   razzismo,   xenofobia,
  discriminazione   e   allo  sviluppo  di  azioni   positive   volte
  all'inclusione  sociale  e  al  superamento  delle  condizioni   di
  marginalità,  di  sfruttamento e di violenza relative  ai  soggetti
  vulnerabili quali, in particolare, le donne e i minori;

   f)  alla  corretta informazione sui diritti e sui doveri  previsti
  dalla  legislazione italiana e sugli strumenti di  tutela  previsti
  dall'ordinamento italiano ed europeo;

   g) alla promozione di azioni e iniziative atte al mantenimento del
  legame  con  il  Paese di origine e con le famiglie,  favorendo  il
  rientro assistito nei Paesi di origine».

   All'articolo non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA. Signor Presidente, Governo, colleghi, cittadini  faccio
  un  breve intervento anche per, come dire, fare un excursus di come
  questa  legge è nata, cresciuta e per capire un po', come dire,  la
  collegialità che c'è stata durante questo percorso, durante questo

   PRESIDENTE.  Anche  se,  onorevole  Di  Paola,  non  possiamo  non
  considerare oggettivamente la primogenitura. Nel senso  che  questa
  legge è qua da un po' di tempo, non l'abbiamo, finora, fatta perché
  lei  non  era  presente,  per cui questo non  glielo  può  togliere
  nessuno.

   DI  PAOLA.  Per  questo, la ringrazio. Colleghi,  questo  percorso
  nasce  a fine anno 2018, siamo nell'ottobre del 2018. Nasce  questo
  percorso  e nasce questa legge, grazie ad una rete di associazioni,
  che  è  L'isola che c'è , che raggruppa più associazioni sparse nel
  territorio  siciliano che, come dire, incontrano  più  deputati  di
  vari  Gruppi  parlamentari, indistintamente,  senza  nessun  colore
  politico  e si porta avanti un problema: la Sicilia che è terra  di
  migrazione continua, dove ci sono stati vari popoli che, come dire,
  hanno vissuto negli anni nella nostra isola e questo palazzo  ne  è
  la dimostrazione.
   La  Sicilia non aveva ancora realizzato una legge sull'accoglienza
  e  l'inclusione.  E, allora, da lì parte un percorso,  un  percorso
  comune  fatto di persone che si incontrano, di volta in  volta,  in
  giro per la Sicilia.
   Io  ricordo uno di questi primi incontri, perché è anche un  luogo
  simbolo,  che  è  la Chiesa di S. Saverio, qui all'Albergheria.  E,
  allora, lì inizia un confronto con forze politiche diverse  che  si
  guardano  e  dicono   Noi riusciremo a realizzare  e  a  dare  alla
  Sicilia una legge così importante? .
   E, fin da quel momento, si è detto:  Noi riusciremo se c'è massima
  partecipazione, se c'è massima condivisione.  E così è stato.
   E  devo  dire,  poi, un grazie particolare al Presidente  della  I
  Commissione  e  agli  Uffici che hanno fatto  un  lavoro  veramente
  importante,  dopo  che  il  Presidente  dell'Assemblea  assieme  ai
  Capigruppo hanno deciso che questa legge doveva avere una priorità.
  Perché  non  è  possibile che la Sicilia non abbia una  norma  che,
  finalmente,   aiuta   i   sindaci,  che   finalmente   faccia   una
  programmazione  tutti insieme con la Regione,  le  associazioni,  i
  sindacati  e  i  sindaci  stessi e, quindi,  con  i  territori  per
  programmare,  a  livello  annuale  e  triennale,  l'accoglienza   e
  l'inclusione nella nostra terra.
   E  all'interno  di questo disegno di legge non  si  parla  più  di
  migranti,  ma  si parla di dimoranti, di gente che  dimora  in  via
  temporanea nel nostro Territorio, e a loro diamo dei diritti. Diamo
  dei  diritti,  è una legge che dà dei diritti  E, tra  questi,  c'è
  sicuramente  quello  alla lotta al caporalato.  Questo  disegno  di
  legge  è  stato  presentato qualche giorno dopo la morte  di  Adnan
  Siddique,  che è un sindacalista pakistano, è stato un sindacalista
  pakistano  che è stato ucciso perché aveva denunciato il caporalato
  nel territorio di Caltanissetta.
   E, allora, all'interno della legge - che è sicuramente un punto di
  partenza,  attenzione, è sicuramente un inizio - all'interno  della
  legge   andiamo  a  mettere  delle  soluzioni  che  possono  essere
  utilizzate per il contrasto al caporalato. All'interno della  legge
  andiamo  ad istituire l'elenco dei mediatori culturali, una  figura
  importantissima,  una  figura che serve sia alla  Prefettura,  alla
  Polizia,  ma  serve  anche all'interno degli  ospedali,  perché  il
  mediatore  culturale è l'interfaccia che c'è tra il dimorante,  che
  si  trova  in  un  territorio  completamente  diverso  rispetto  al
  territorio di partenza, e poi i sanitari che devono prestare  primo
  soccorso,  o  Polizia  e  Carabinieri che  devono  dare  le  giuste
  indicazioni.
   Presidente, questa è una legge importante. È una legge  che  mette
  la  Sicilia  tra  le prime Regioni adesso, in Italia  cioè  noi  ci
  portiamo  avanti  rispetto ad altre Regioni. Invece  prima  eravamo
  indietro.
   Ringrazio  anche  il  collega Lentini che ha  apportato  ulteriori
  miglioramenti  al  disegno di legge e tutti i  Gruppi  parlamentari
  che, poi, in prima Commissione, hanno espresso voto favorevole.
   Questa  è una legge che dà - non ci sono soldi, Presidente  -  non
  possiamo  fare  spese,  oggi  in Commissione   Bilancio'  parlavamo
  proprio  di questo che la spesa della Regione in questo  momento  è
  rimandata ai fondi extraregionali, ai fondi europei.
   È  una legge che mette dei pilastri per quanto riguarda diritti  e
  per  quanto riguarda la collegialità nell'affrontare quello che non
  deve  essere visto come un problema perché negli anni i  popoli  si
  sono spostati.
   È  un  fenomeno più che un problema. È un fenomeno che oggi giorno
  va affrontato e va regolamentato per le competenze che può avere la
  Regione siciliana e una legge così importante la si poteva  fare  -
  abbiamo  impiegato  più  di due anni - per  poterla  scrivere,  per
  poterla man mano migliorare.
   Una  legge  di questo tipo si poteva fare solo con la collegialità
  da  parte  di tutti i Gruppi parlamentari dell'Assemblea  regionale
  siciliana perché ogni Gruppo parlamentare ha partecipato  dando  il
  proprio contributo.
   Un  ringraziamento, Presidente, anche per il  fatto  che  ci  sono
  pochissimi  emendamenti sta a significare che  è  stata  fatta  una
  grande  concertazione  sia  all'interno  della  Commissione  I  sia
  durante  gli incontri avvenuti in giro per la Sicilia, proprio  per
  cercare di trovare la sintesi migliore.
   Spero che questa legge possa vedere luce quanto prima.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare l'onorevole  Caronia.  Ne  ha
  facoltà.
   Onorevoli  colleghi,  eravamo nella fase emendativa.  Se  vogliamo
  parlare sull'articolo, parliamo sugli emendamenti perché magari poi
  la   dichiarazione   finale  di  voto  si  riserva   un   approccio
  complessivo.

   CARONIA.  Signor  Presidente,  facendo  salve  buona  parte  delle
  affermazioni fatte dall'onorevole Di Paola in merito ad  un  lavoro
  di  concerto fatto per dare regolamentazione a un fenomeno che  noi
  come  siciliani  conosciamo  meglio di altri,  fatte  salve  queste
  considerazioni complessive di base che sono condivisibili,  ritengo
  che  in  merito soprattutto agli emendamenti che sono stati  appena
  presentati  e  di cui chiaramente non abbiamo avuto possibilità  di
  leggerne il contenuto in maniera compiuta, ne prendo uno per  tutti
  che è quello che ha presentato l'Assessore, il 14.1.
   Nella   relazione  si  specifica  che  si  tratta  di   competenze
  dell'Assessore  per  la  famiglia, e  pertanto  risulta  ridondante
  essendo   già   dichiarato   nelle  attività   che   sono   proprie
  dell'Assessorato.
   Ritengo che questa norma perché sia efficace deve essere snella.
   Noi   purtroppo   assistiamo   -  e   questo   nella   Commissione
   Monitoraggio' un po' emerge - che la quantità di norme che noi con
  grande fatica portiamo avanti poi spesso rimangono lettere morte.
   Per  far sì, questo ovviamente non è dovuto all'attività soltanto,
  delegificare non è una cattiva pratica, anzi.
   Ritengo  che  ci  siano  una serie di cose che  potrebbero  essere
  eliminate,     perché    sono    già    proprie    dell'ordinamento
  dell'Assessorato,  fanno  parte delle  competenze  dell'Assessorato
  nonché  degli  uffici, dei dipartimenti e ancor di più dell'ufficio
  speciale.
   A  tal proposito, l'emendamento all'articolo 8, che ribadisco  con
  forza  che  non è chiaramente legato al fatto che non si  vuole  il
  confronto - ci mancherebbe  - ma è perché questo già avviene.
   Ci  stupiremmo  parecchio se questo non fosse già stato  messo  in
  opera e lo è perché ne sono testimone.
   L'Assessore ha più volte partecipato a riunioni col Terzo settore,
  con le associazioni, dove comunque c'è stato un dibattito.
   L'Ufficio  speciale  già  l'attività dell'osservatorio  la  svolge
  nelle proprie funzioni ordinamentali.
   Poiché  l'Ufficio speciale, uno degli ultimi creati dalla  Regione
  siciliana  perché  poi  l'orientamento della  Corte  dei  conti  in
  qualche  modo ha ristretto il campo d'azione limitandolo  a  quelle
  che    sono    le   funzioni   oggettivamente   carenti    rispetto
  all'organigramma  della Regione ha fatto sì che questo  Ufficio  si
  desse delle competenze nonché delle risorse come il Fondo FAMI.
   Queste  attività  che l'Osservatorio, secondo l'articolo  8  della
  legge,  dovrebbero essere fatte, sono già in essere attuate con  la
  presenza dell'Assessore, con la presenza delle associazioni.
   L'attività  di contrasto alla violenza nei confronti delle  donne,
  che  siano autoctone o che siano straniere, già si svolge.  C'è  il
  soppressivo, ma io ritengo che su una serie di emendamenti che sono
  stati  presentati  andrebbe sub emendato perché  ci  sono  comunque
  delle ripetizioni che secondo me non giovano. Rispetto per esempio,
  a  quello che qui avete chiamato  Elenco dei mediatori , che  trovo
  estremamente importante perché comunque diamo finalmente  ordine  a
  una  materia  che  è  stata  lungamente  dibattuta  negli  anni  in
  quest'Aula.
   Però,  esiste  già  l'Ufficio che si occupa degli  Albi  e  quindi
  perché,   come   dire,   appesantirlo   ulteriormente   dando   una
  connotazione politica a qualcosa che invece non c'è l'ha? Io  sarei
  dell'idea  che  questa  è una norma che, proprio  perché  nasce  in
  Commissione  con un lungo dibattito, secondo me deve essere  tenuta
  ai limiti.
   Oggi   l'appesantimento  di  alcune  cose  potrebbe  anche  essere
  ridondante,  così  come la relazione dell'Assessore  ha  riportato,
  quando  dice,  ci  sono  alcuni articoli che sono  ridondanti  sono
  oggettivamente in più.
   Quindi io mantengo l'abrogativo al comma 8 per quello che riguarda
  l'Osservatorio  perché  - ripeto - già fa  parte  delle  competenze
  dell'ufficio  speciale, e poi invito anche l'Assessore  a  rivedere
  quelle  che non sono priorità assolute perché di questo disegno  di
  legge,  come  dire, è un disegno di legge ampiamente condiviso  che
  non    deve    avere    una    connotazione     politicizzata     o
  amministrativizzata   e   penso  che  sia   giusta   l'impostazione
  originaria.
   Ultima cosa così poi darò soltanto il voto finale. Con l'onorevole
  Di  Paola  abbiamo  seguito  durante  i  lavori  della  Commissione
  bilancio  un  emendamento che chiediamo alla Presidenza  di  volere
  ammettere.  E'  un  emendamento aggiuntivo che ha semplicemente  un
  obiettivo,  quello  di stralciare, adesso lo produciamo,  perché  è
  presentato  da aggiuntivo a tutti i disegni di legge  che  ci  sono
  incardinati.
   Io   e  l'onorevole  Di  Paola  lo  abbiamo  presentato  a  tutti.
  Sostanzialmente  è quell'emendamento che scorpora  dalla  copertura
  finanziaria  della  norma  art. 41 dell'ultima  finanziaria  di  un
  milione che è stato considerato da parte dello Stato, a mio  avviso
  non del tutto congruamente. Ad ogni modo è stato considerato questo
  milione  utilizzato  dal  Fondo  della  sanità  improprio  per   la
  copertura di quella norma.
   Poiché  questa  norma afferisce ai servizi che  verranno  fatti  a
  settembre  ai  ragazzi che vanno alle scuole, l'attività  igienico-
  sanitaria, nel momento in cui noi con norma eliminiamo quella che è
  stata  considerata  una parte oggetto dell'impugnativa  daremmo  la
  possibilità  agli  operatori, soprattutto  ai  dirigenti,  di  dare
  seguito al percorso che si stava facendo, ma soprattutto daremo  la
  possibilità agli alunni disabili da settembre di avere l'assistenza
  igienico-sanitaria  per la quale ci siamo tutti  battuti,  Governo,
  Parlamento,  deputazione  che  è bipartisan  perché,  come  vedete,
  l'abbiamo  firmato  io  e  l'onorevole Di  Paola.  L'abbiamo  anche
  sottoposta   al   vaglio   della   Commissione   Bilancio    perché
  correttamente, anche se è in decurtazione, però è stato approvato a
  maggioranza,  non a maggioranza ad unanimità dalla Commissione  per
  cui   noi   riteniamo  che,  tutto  sommato  non  è   assolutamente
  disomogeneo rispetto al testo che oggi portiamo in Aula.

   PRESIDENTE. Onorevole Caronia, abbiamo compreso quello di cui  sta
  parlando, io la prego di farci pervenire il testo eventuali sub che
  vuole  la  fare  la  Commissione sugli  emendamenti  dell'assessore
  Scavone, se non intende ritirarli. Eventualmente la Commissione può
  proporre di sub emendare.
   Per   quanto   riguarda  l'aggiuntivo  vediamolo,  conosciamo   la
  tematica,   tutti  abbiamo  a  cuore  che  possa  iniziare   l'anno
  scolastico,  però  è  chiaro che va presentato,  poi  eventualmente
  prima  del voto finale se i Gruppi sono d'accordo e questa modifica
  è stata ritenuta dalle Commissioni utili per attivare i servizi nei
  confronti  della  disabilità i Capi Gruppo se non  hanno  nulla  in
  contrario e ci sono i pareri delle Commissioni si vota.


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Di Caro e Marano.

   L'Assemblea ne prende atto.

   773-951/A

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 773-
                                 951/A

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, eravamo in fase di votazione e  si
  era  iscritto  a parlare l'onorevole Lentini. Gli chiedo  se  è  in
  merito  all'articolo o se è una dichiarazione di voto  la  facciamo
  alla  fine,  così andiamo avanti. Faccia un cenno  o,  ecco  grazie
  onorevole Lentini.
   L'onorevole  Lentini  vuole  parlare  sugli  emendamenti.  Ne   ha
  facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, questo disegno di legge è stato voluto
  fortemente  dalla  I  Commissione lavorandoci bene  sia  il  centro
  sinistra che io che ho presentato, insieme al mio Gruppo, il  951/A
  -  poi diventò /A perché è stato integrato con il 773, e ne abbiamo
  fatto un unico disegno di legge che abbiamo sposato con i colleghi.
   Io  volevo  responsabilizzare il Parlamento, perché  questo  è  un
  momento particolare.
   Nessuno  si  è  mai messo nelle condizioni di mettere  mano  sugli
  immigrati.
   Ormai  è  sotto gli occhi di tutti, ascoltiamo i media,  giornali,
  telegiornali,  arrivano sulle nostre coste migliaia e  migliaia  di
  persone.
   Queste   persone,  cristianamente  parlando,  io  le  devo  sempre
  accogliere ed è giusto che sia così.
   Ma,  siccome  abbiamo parlato di inclusione e di  accoglienza,  io
  l'accoglienza   e  l'inclusione  la  intendo  in  un   modo   molto
  particolare.
   Se  qualcuno intende far arrivare queste persone, quindi, salvarle
  in  offshore, portarle nella terra ferma e, poi, farle bivaccare in
  città  e  dare  quei 20 centesimi all'uscita di  un  bar  o  di  un
  panificio e, quindi, si sentono la coscienza a posto per aver fatto
  un'opera  di  bene  per  queste persone, io, invece,  aggiungo  che
  queste persone sono oro, sono oro colato.
   L'oro  colato  io  lo intendo - siccome ormai in  Italia,  ma  nel
  Meridione  d'Italia forse, più che nel Settentrione  e  dell'Italia
  centrale,  è  più operativo, è più dove si procrea di più  rispetto
  agli altri.
   Ormai,  le  coppie  procreano poco, pochissimo.  Quindi,  noi  non
  possiamo  soddisfare tutti i bisogni di cui la Nazione ha  bisogno.
  Ha  bisogno  sicuramente  che il popolo cresca,  che  gli  Italiani
  crescano.
   Però, a questo punto, abbiamo bisogno anche di questa gente che se
  viene,  se  approda, se fa il viaggio della fortuna  per  approdare
  sulle nostre coste lo fa esclusivamente perché crede in un progetto
  di  una società civile, dove ognuno ha il giusto diritto di portare
  avanti l'idea della famiglia.
   Quindi, queste persone hanno bisogno
   Il  mio  disegno di legge entra in questa direzione, va in  questa
  direzione perché con le parole abbiamo detto di tutto e di più  ma,
  nei fatti, non abbiamo, nella concretezza non siamo mai scesi.
   Quindi,  questo disegno di legge che - a mio avviso -  ha  bisogno
  anche  di  qualche spesuccia - però, con i colleghi, siamo  rimasti
  che  successivamente  all'approvazione  avremo  la  possibilità  di
  integrare  alcune  risorse per fare dei progetti  mirati  e  questa
  gente possa essere veramente accolta sotto tutti gli aspetti.
   Il  disegno  di  legge parla di abitazioni, parla di integrazione,
  parla di lavoro, ed in particolare,  no allo sfruttamento .
   Quindi, Presidente, questo disegno di legge deve andare in  questa
  direzione, ma io dico - che, poi, è stato sposato dalla Commissione
  -  responsabilizzo tutti i deputati, come ognuno di noi, che questo
  non  è un disegno di legge di Lentini, di Di Paola, di Aricò  e  di
  chicchessìa, questo è un disegno di legge che deve essere approvato
  solo ed esclusivamente per darci finalmente una legge, per dare una
  legge  quadro, per mettere quanto meno insieme alcuni articoli  che
  vanno a dare la possibilità a queste persone, finalmente, di essere
  integrate ed integrate per bene.
   Avete visto negli hotspot tutto quello che accade ogni giorno?  Ad
  iniziare da Lampedusa con 300, 350 persone, ne arrivano migliaia  e
  sono  veramente  al  lumicino anche le forze  degli  operatori  che
  lavorano in quel settore.
   Quindi, noi su questo dobbiamo concentrare le nostre forze, perché
  ormai  dobbiamo  capire  che  gli immigrati  sono  persone  che  si
  vogliono integrare.
   Accettiamo quelli che veramente vogliono essere integrati,  e  gli
  altri li mandiamo a quel paese.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'esame degli articoli.  Procediamo  con
  l'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                              Destinatari

   1. Destinatari degli interventi previsti dalla presente legge sono
  i  cittadini  di Stati non appartenenti all'Unione  europea  e  gli
  apolidi dimoranti sul territorio della Regione.

   2.  La  legge  si applica anche ai richiedenti ed ai  titolari  di
  protezione  internazionale, speciale o  per  casi  speciali,  fatte
  salve le competenze dello Stato.

   3.  Gli interventi previsti dalla presente legge sono estesi anche
  ai cittadini dell'Unione europea, laddove non siano già destinatari
  di norme statali e regionali più favorevoli».

   All'articolo  2 è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
  2.1. Il parere del Governo?

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE. È un emendamento tecnico. Lo pongo in votazione. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo  2  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'articolo  3.  Abbiamo  alcuni  emendamenti.  Ne  do
  lettura:

                               «Art. 3.
                        Funzioni della Regione

   1.  La Regione, nell'ambito delle proprie competenze, contribuisce
  alla programmazione e alla gestione delle politiche di accoglienza,
  al  fine  di favorire l'inclusione sociale, culturale e civile  dei
  destinatari della presente legge.

   2. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione:

   a)  promuove, in raccordo con lo Stato e gli enti locali, progetti
  a supporto degli interventi di prima accoglienza;

   b)  adotta  il  Piano  triennale degli  interventi  e  i  relativi
  Programmi annuali;

   c)  valuta l'efficacia e l'efficienza degli interventi attuati nel
  territorio  regionale, garantendo nell'intero territorio  regionale
  omogeneità  e pari opportunità di accesso alle diverse  prestazioni
  ed   effettuando   l'analisi  ed  il  monitoraggio   del   fenomeno
  migratorio,   al   fine  di  evitare  episodi   e   situazioni   di
  discriminazione,   anche  avvalendosi  del  Centro   regionale   di
  coordinamento   per   la   prevenzione  ed   il   contrasto   delle
  discriminazioni;

   d)  promuove la formazione e l'aggiornamento degli operatori della
  pubblica  amministrazione e delle associazioni ed enti che svolgono
  servizi specifici in materia di accoglienza ed inclusione;

   e)  promuove  ed  attua progetti e politiche  attive  mirati  alla
  diffusione  fra i destinatari della presente legge  dei  doveri  di
  cittadinanza,  del rispetto del pluralismo culturale  e  religioso,
  della  difesa  e  della  tutela dei diritti dell'infanzia  e  delle
  donne;

   f) attua gli interventi di settore di cui al Capo III».

   L'emendamento 3.1 è stato ritirato dal Governo. Pongo in votazione
  l'articolo  3, che non ha ulteriori emendamenti. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 4, che non ha emendamenti. Ne do lettura:

                                «Art. 4
                      Funzioni degli enti locali

   1. Gli enti locali promuovono e attuano, nell'ambito delle proprie
  competenze,  anche avvalendosi dei soggetti di cui all'articolo  5,
  interventi  diretti  a rimuovere gli ostacoli  che  impediscono  il
  pieno  riconoscimento dei diritti sociali e civili dei  destinatari
  della  presente  legge,  con particolare  riguardo  alle  politiche
  abitative   e  del  lavoro,  alla  valorizzazione  e  alla   tutela
  dell'identità  culturale,  all'integrazione  sociale,   alle   pari
  opportunità  di  genere ed alla partecipazione alla  vita  pubblica
  locale».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                 Funzione degli enti del Terzo settore

   1.  La Regione riconosce la funzione sociale svolta dagli enti del
  Terzo  settore, favorendo i progetti promossi per la  realizzazione
  di   iniziative   finalizzate   all'accoglienza,   all'integrazione
  culturale  e all'inclusione sociale dei destinatari della  presente
  legge».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
           Piano triennale per l'accoglienza e l'inclusione

   1.   La   Regione  si  dota  di  un  Piano  per  l'accoglienza   e
  l'inclusione,  con validità triennale, con il quale  sono  definiti
  gli  indirizzi  e  le  linee strategiche relativi  agli  interventi
  idonei  a  favorire  l'accoglienza e l'inclusione  dei  destinatari
  della presente legge.

   2.  Il  Piano  triennale individua altresì  le  eventuali  risorse
  regionali  ed  extraregionali  che  possono  essere  destinate   al
  finanziamento degli interventi.

   3.  Per l'elaborazione del Piano triennale e del Programma annuale
  di  cui  all'articolo 7, al fine di favorire la  partecipazione  al
  processo di programmazione degli interventi previsti dalla presente
  legge,  l'assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali
  ed  il lavoro promuove e coordina apposite conferenze regionali con
  la  collaborazione  e la partecipazione dei dipartimenti  regionali
  interessati,  dell'Anci,  degli  enti  istituzionali  e  del  terzo
  settore coinvolti nelle politiche di accoglienza ed inclusione e di
  quelli iscritti al registro di cui all'articolo 52 del decreto  del
  Presidente  della  Repubblica 31 agosto 1999, n. 394  nonché  delle
  comunità e delle associazioni rappresentative dei destinatari della
  presente legge. Possono essere convocate periodicamente anche delle
  sessioni  tecniche su diverse aree tematiche che possono sostituire
  una o più conferenze di programmazione.

   4.  Su  proposta  dell'assessore regionale  per  la  famiglia,  le
  politiche  sociali  ed  il lavoro, la Giunta regionale  approva  il
  piano  triennale,  previo  parere delle commissioni  dell'Assemblea
  regionale  siciliana  competenti per  materia  e  per  gli  aspetti
  finanziari.

   5.  In  sede di prima applicazione il Piano triennale è  approvato
  entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
                           Programma annuale

   1.  Sulla  base degli indirizzi contenuti nel Piano triennale,  su
  proposta  dell'assessore regionale per la  famiglia,  le  politiche
  sociali ed il lavoro, elaborata con le procedure di cui al comma  3
  dell'articolo 6, la Giunta regionale approva il Programma  annuale,
  il  quale definisce le azioni di settore, stabilisce le modalità di
  attuazione  delle  stesse ed individua le  priorità  e  le  risorse
  finanziarie disponibili.

   2.  La Regione, attraverso il Programma annuale, promuove l'azione
  dei  comuni  che, anche in forma associata, favoriscono l'esercizio
  dei   diritti  dei  destinatari  della  presente  legge,  la   loro
  partecipazione  alla  vita pubblica e, in particolare,  attivano  i
  seguenti  servizi al fine di garantire certezza e uniformità  degli
  interventi su tutto il territorio regionale:

   a)  attività di informazione su diritti, doveri e opportunità  dei
  destinatari della presente legge;

   b)  iniziative di informazione sui temi connessi all'immigrazione,
  dirette a favorire una corretta conoscenza delle cause del fenomeno
  migratorio;

   c)  realizzazione di centri interculturali, intesi come luoghi  di
  mediazione  e di confronto tra culture, finalizzati a  favorire  lo
  sviluppo    delle   relazioni   interculturali   e   del    dialogo
  interreligioso, nonché di iniziative di tipo culturale,  artistico,
  sportivo finalizzate a promuovere l'inclusione sociale;

   d)  interventi di assistenza e di prima accoglienza per coloro che
  versano in condizioni di vulnerabilità;

   e)  interventi  di promozione della cittadinanza e  di  inclusione
  sociale,  con  particolare attenzione ai  processi  di  inserimento
  sociale, scolastico e lavorativo rivolti a donne e minori;

   f)   orientamento  e  supporto  nei  rapporti  con   la   pubblica
  amministrazione, in particolare nelle procedure per il rilascio, il
  rinnovo o la conversione dei titoli di soggiorno o la richiesta  di
  cittadinanza;

   g) servizi di mediazione linguistico-culturale;

   h)   servizi   integrati   per  la  protezione,   l'assistenza   e
  l'integrazione  per le vittime di violenza, di tratta  o  di  grave
  sfruttamento o in condizione di vulnerabilità.

   3. Nell'ambito del Programma annuale, la Regione promuove percorsi
  di formazione e aggiornamento rivolti ai dipendenti delle pubbliche
  amministrazioni locali nonché agli operatori dei servizi pubblici e
  privati operanti in materia di accoglienza ed inclusione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
              Monitoraggio delle politiche di accoglienza

   1.  Presso l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche
  sociali  e  del  lavoro  è istituito l'Osservatorio  regionale  sul
  fenomeno migratorio, incaricato di effettuare il monitoraggio e  di
  sviluppare analisi del fenomeno sul territorio regionale.

   2.   L'Osservatorio   è  composto  dai  dirigenti   generali   dei
  dipartimenti   regionali  competenti  o  loro   delegati,   da   un
  rappresentante  dell'Anci Sicilia nonché  da  rappresentanti  delle
  istituzioni locali, degli enti del terzo settore e delle comunità e
  associazioni rappresentative dei destinatari della presente  legge,
  individuati  con decreto dell'assessore regionale per la  famiglia,
  le  politiche sociali ed il lavoro. Alle riunioni dell'Osservatorio
  possono essere invitati rappresentanti di istituzioni nazionali  ed
  internazionali.  La  partecipazione  all'Osservatorio  è  a  titolo
  gratuito e non dà diritto a compensi o rimborsi.

   3. L'Osservatorio svolge in particolare le seguenti funzioni:

   a)  predispone  un rapporto annuale sulla presenza  delle  persone
  straniere  dimoranti  sul  territorio regionale,  contenente  anche
  l'analisi dell'evoluzione del fenomeno migratorio;

   b)   raccoglie   ed  elabora,  anche  in  raccordo  con   analoghi
  osservatori  presenti  sul territorio, dati ed  informazioni  utili
  all'attività   di  monitoraggio  dei  flussi  migratori   e   della
  condizione   delle  persone  straniere  dimoranti  sul   territorio
  regionale,   con   particolare  riguardo  alla  valutazione   delle
  politiche   regionali  e  locali  per  l'inclusione   sociale   dei
  destinatari della presente legge.

   4. L'Osservatorio provvede a rendere disponibili ed accessibili  i
  dati  raccolti  ed  elaborati mediante la  pubblicazione  sul  sito
  istituzionale  del dipartimento regionale della  famiglia  e  delle
  politiche sociali.

   5.  Alla  istituzione  ed  al funzionamento  dell'Osservatorio  si
  provvede   con   le  risorse  umane,  strumentali   e   finanziarie
  disponibili a legislazione vigente».

   Onorevoli   colleghi,  abbiamo  l'emendamento  8.1  dell'onorevole
  Caronia,  che  lo  mantiene  come ha annunciato  poco  fa  nel  suo
  intervento.  Il  Governo  come  si esprime  sull'8.1  che  sopprime
  l'articolo 8?

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il Governo si rimette all'Aula. La Commissione?

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 8.1,  dell'onorevole
  Caronia. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

     Si  passa  all'emendamento 8.2 del Governo che è stato ritirato.
   Pongo  in  votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti  seduto;
   chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

     Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
                               «Art. 9.
              Conferenza annuale sul fenomeno migratorio

   1.  Il Presidente della Regione convoca annualmente una Conferenza
  sul  fenomeno migratorio quale luogo aperto di confronto e  scambio
  fra  i  cittadini e le persone straniere dimoranti in  Sicilia  sui
  temi  legati  alle  migrazioni e alle politiche  di  accoglienza  e
  inclusione.

   2.  La  Conferenza  è presieduta dall'assessore regionale  per  la
  famiglia,  le politiche sociali ed il lavoro o da un suo  delegato.
  Alla  Conferenza  sono invitati i rappresentanti delle  istituzioni
  locali, degli enti del terzo settore, delle comunità e associazioni
  rappresentative  dei  destinatari  della  presente  legge  e  delle
  organizzazioni sindacali nonché esponenti delle Università e  degli
  Istituti di ricerca».
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

     Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
         Interventi a sostegno dei richiedenti e dei titolari
                 di protezione internazionale, speciale
                          o per casi speciali

   1.   La  Regione,  nell'ambito  delle  proprie  competenze  e  con
  particolare  riguardo  alle situazioni di vulnerabilità,  favorisce
  l'accoglienza  e  l'inclusione dei richiedenti e  dei  titolari  di
  protezione  internazionale, speciale o per casi  speciali  presenti
  sul territorio regionale.

   2.  Ai fini di cui al comma 1, la Regione partecipa all'attuazione
  delle  strategie  operative definite dallo Stato e all'elaborazione
  di strategie regionali, garantendo il costante coinvolgimento degli
  enti  locali, degli enti del servizio sanitario regionale  e  degli
  enti del terzo settore.

   3.  La  Regione, nell'ambito delle azioni previste  dal  Programma
  annuale  di  cui  all'articolo  7,  promuove  progetti  rivolti  ai
  soggetti  di  cui  al  comma  1 finalizzati  all'inserimento  nelle
  comunità  locali,  anche attraverso programmi di  orientamento  per
  l'accesso al lavoro ed ai servizi territoriali».

   ASSENZA. Chiedo di parlare sull'articolo 10.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, io non ho presentato emendamenti, e me
  ne  scuso, perché non avevo visionato attentamente questo articolo.
  Però  credo che il comma 1 di questo articolo contenga uno svarione
  cui l'Aula debba porre rimedio, perché se noi parifichiamo tutte le
  iniziative  riguardano  sia  i  richiedenti,  che  i  titolari   di
  protezione  internazionale non abbiamo  fatto  un  bel  servizio  a
  nessuno.
   Un  discorso sono i soggetti che hanno già ottenuto lo  status  di
  rifugiato, e quindi il concetto di protezione internazionale, altro
  discorso è coloro che hanno fatto la richiesta, l'esame della quale
  è  sottoposto ad un iter particolarmente farraginoso che può durare
  mesi,  ma  può  tante volte anche arrivare ad occupare  uno  spazio
  temporale ancora più ampio. E se noi tout court parifichiamo le due
  figure,  rischiamo  di  favorire eventuali  interventi,  anche  per
  esempio si parla nelle pratiche abitative anche a soggetti che dopo
  sei mesi magari hanno avuto il rifiuto dell'iter della pratica, del
  rigetto  dell'iter della pratica avviata, e come tale  poi  vengono
  automaticamente sottoposti al decreto di espulsione.
   È   una  norma  che  tra  l'altro  credo  che  contrasti  con  una
  previsione,  che contrasti anche con principi del diritto  statale,
  credo   quindi,  che  si  debba  necessariamente  intervenire   per
  eliminare   l'inciso  che  riguardi  i  soli  richiedenti,   perché
  veramente  stiamo  facendo  sennò  un  obbrobrio  anche  giuridico.
  Scusatemi

   PRESIDENTE. Allora lei chiede che al comma 1 dell'articolo 10  sia
  eliminato l'inciso  l'inclusione dei richiedenti . Allora, non  c'è
  alcun  emendamento  presentato,  se  la  Commissione  ritiene   che
  l'osservazione  sia degna di approfondimento ci  faccia  un  cenno,
  eventualmente  accantoniamo  l'articolo  se  lo  si  vuole   meglio
  specificare. Ditemi voi se no devo procedere

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO,   presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, Governo, la Commissione aveva discusso e votato
  in  tal  senso,  nel  senso di estendere anche  ai  richiedenti  la
  possibilità  di  tutela,  oltre che ai  titolari  della  protezione
  internazionale, quindi, io mi rimetto a quello che era stato deciso
  in  Commissione perché l'abbiamo sviscerato, sono stati sentite  le
  Associazioni di questo settore, ci hanno richiesto

   PRESIDENTE.  Quindi,  la Commissione non  ritiene  di,  hanno  già
  approfondito questo passaggio.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Però, onorevoli colleghi, siamo in fase
  di  votazione, se è sempre su questo argomento la Commissione si  è
  già espressa.

   LO  CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  chiedo
  alla  Commissione di chiarire rispetto al comma 2,  ai fini di  cui
  al  comma  1  la  Regione partecipa all'attuazione delle  strategie
  operative  definite  dallo  Stato e all'elaborazione  di  strategia
  regionali, eccetera
   Ora  io  mi  chiedo,  sulla  base di  quale  diritto  acquisito  e
  consolidato, la Regione decide con legge di partecipare a  ciò  che
  lo   Stato  fa  per  attuare  le  strategie  operative  in   favore
  dell'inclusione,  sono stata chiara? Onorevole  Pellegrino,  vorrei
  cortesemente che mi fosse chiarito questo punto, dico  noi  abbiamo
  un  consolidato di norme che ci permette di sederci con lo Stato  e
  di  legiferare  perché  politiche  attuative,  strategie  operative
  certamente  definite dallo Stato sono atti che  vengono  posti  sul
  piano  con  decreti,  con  norme  che,  anche  secondarie,  ma  che
  certamente  non so fino a che punto noi siamo abilitati  a  sederci
  con lo Stato, vorrei che mi fosse chiarito questo dubbio.

   PRESIDENTE.  E' chiaro, onorevole Lo Curto. Parliamo del  comma  2
  sempre dell'articolo 10. La collega chiede ecco

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO,   presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli   colleghi,  Governo,  quello  che  è   previsto   è   la
  partecipazione all'attuazione della norma, è ovvio che non possiamo
  legiferare  a livello nazionale però, il fatto che siamo  in  prima
  linea,  specialmente la Sicilia, in prima linea per quanto riguarda
  i  flussi migratori, è normale che come è avvenuto regolarmente  la
  Sicilia  e  il Governo regionale siano spesso invitati  nei  tavoli
  tecnici per la soluzione dei problemi dei flussi migratori stessi.
   Quindi,  quello che si vuole fare in questo momento, è  affrancare
  dalla  straordinarietà  il  flusso migratorio  facendolo  diventare
  strutturale,  cioè facendo diventare ordinario ciò  che  in  questo
  momento è eccezionale, questa è la ratio della norma e su questo la
  Commissione ha di già dibattito e deciso.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, un conto
  è  l'auspicio,  ma  per legge definire un auspicio  come  se  fosse
  possibile,  e  renderlo  quasi  strutturale,  mi  sembra   un   po'
  azzardato, ecco, anche come dire presuntuoso, se vogliamo, non  che
  sia sbagliato in linea di principio, ma non so quanto realizzabile.

   PRESIDENTE.  Ma già si era capito, è chiaro che è  un  augurio  di
  essere  invitati, dovrebbe essere lo Stato a prendersi un  attimino
  più cura di questo aspetto che fino ad oggi abbiamo subito.
   Si  è iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Io collega siccome
  le avevo lasciato in sospeso che lei mi aveva chiesto se ci fossero
  emendamenti, quando mi sono rivolta a lei le ho detto  che  non  ci
  sono emendamenti in questo senso.

   CRACOLICI. Ci sono?

   PRESIDENTE. No, non ci sono. Le ho confermato che non ci sono.  Ha
  facoltà di parlare.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, se posso contribuire  a  chiarire,
  vorrei,  a  difesa del lavoro che ha fatto la Commissione rileggere
  il comma 1 e il comma 2.
    La  Regione  nell'ambito  delle proprie competenze ,  noi  stiamo
  ribadendo che nell'ambito delle proprie competenze, con il comma 2,
   partecipa  all'attuazione, eccetera , quindi,  non  è  che  stiamo
  andando oltre le competenze della Regione.
   Vorrei  dire alla collega Lo Curto che è quello che già  facciamo.
  Vorrei  ricordare che, ad esempio, nel sistema sanitario la Regione
  siciliana,  che ricordo essere un sistema misto rispetto  al  fondo
  sanitario nazionale, noi contribuiamo e partecipiamo alla  gestione
  della tutela della salute pubblica degli immigrati intesi, io credo
  che questa norma, la cosa importante che fa è una. Lo dico anche  a
  proposito del collega che è intervenuto prima.
   Qui si stabilisce un principio che io condivido assolutamente,  il
  diritto delle persone, che non è uguale al diritto di cittadinanza.
  La cittadinanza è una procedura amministrativa che deve riconoscere
  lo  Stato,  bla, bla, bla  Qui stiamo dicendo che un immigrato  che
  sbarca  in  qualche  modo  nel nostro  territorio,  la  Sicilia  lo
  considera  una persona e, in quanto tale, deve avere  la  tutela  e
  deve  essere  nelle condizioni di potere vivere per  il  tempo  che
  vivrà,   che  gli  è  consentito potere stare nel territorio  della
  Regione, che non è questa competenza della Regione stabilire quanto
  tempo può risiedere nel territorio della Regione ma per quel tempo,
  al  di  là  del fatto se è cittadino italiano o europeo o meno,  ha
  diritto  ad  avere  tutele sociali, quindi l'assistenza,  il  terzo
  settore, la salute.
   Cioè  io la considero. No, qui stiamo parlando del principio della
  casa  come  lei  sa, onorevole, è un principio che va  garantito  a
  tutti  ma  va  garantito a chi ha anche una residenza. Cioè  stiamo
  parlando   di   principi  che  poi  hanno  un  iter  amministrativo
  assolutamente   diverso.  Può  essere  anche  non   cittadino   ma,
  sicuramente,  deve essere residente da almeno cinque anni.  Intanto
  stiamo  parlando  dell'articolo 10. Siccome tra l'altro  non  avevo
  visto emendamenti, mi sembrava assolutamente ovvio.

   PRESIDENTE. Pacifico che possiamo.
   Volevo   informare  che  è  pervenuto  un  emendamento   a   firma
  dell'onorevole  Aricò.  Vorrei  ricordare  che,  a  meno   che   la
  Commissione  non  lo  faccia proprio, o  si  faccia  proponente  il
  Governo, non lo possiamo numerare e distribuire.
   Quindi,   se   vogliamo   ulteriormente  approfondire    Io   l'ho
  comunicato. Se me lo dice l'Assessore, gli Uffici provvedono, fermo
  restando  che  si  può  votare  a favore  o  in  maniera  contraria
  dell'articolo.  E' iscritta a parlare l'onorevole Savarino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVARINO. Signor Presidente, io ovviamente raccolgo con  favore  i
  principi  sostenuti dal disegno di legge che sono  a  tutela  della
  persona  umana  qualsiasi essa sia di origine, di  provenienza,  di
  colore,  in  qualunque modo arrivi nel nostro territorio siciliano.
  Questo  è indiscutibile, però se di una legge ne vogliamo fare  una
  occasione vera che non si limiti ad elencare principi e quindi  non
  si  limiti  a  dare  quelle leggi che poi come  diceva  la  collega
  poc'anzi  finiscono per non essere applicate mai,  ma  perché  sono
  fatte  solo di buoni propositi per il futuro e se invece di  questa
  legge, come qualche collega ha detto, in futuro possiamo anche dare
  una  copertura finanziaria in più magari utilizzando fondi europei,
  o in futuro fondi di bilancio, come ho sentito dire ai colleghi, in
  prospettiva,  quindi,  di renderla anche  più  incisiva  dei  buoni
  propositi   che   oggi  si  presentano  a  questa   Assemblea   per
  l'approvazione, io ho delle domande.
   La  prima è: abbiamo idea di quanti sono i richiedenti, quindi  la
  platea  dei  richiedenti  quanto  è  vasta  perché  poi  si   possa
  immaginare  che  questi  buoni  propositi  diventino  degli   aiuti
  concreti in favore di questa platea?
   Perché  se  noi ci limitiamo, come è stato suggerito  dal  collega
  Assenza,  ad  individuare  i titolari di protezione  internazionale
  speciale  o  i  casi  speciali presenti  nel  territorio  regionale
  abbiamo certezza di un numero.
   I  richiedenti  sono  talmente tanti ed  in  evoluzione,  per  cui
  immaginare  alcune  politiche di interventi  di  settore  che  sono
  immaginati  in  questo disegno di legge che vanno  dalle  politiche
  abitative,  come  è  stato  sottolineato,  anche  all'accesso   per
  l'educazione  dell'infanzia, al diritto allo  studio,  a  misure  a
  tutela  del  lavoro,  all'autoimprenditorialità:  come  si   fa   a
  sostenere e ad avere una quantificazione di oneri rispetto  ad  una
  platea   che  è  assolutamente  indefinibile,  che  è  quella   dei
  richiedenti.
   E allora, io dico, con la concretezza che voi sapete mi distingue,
  e senza per questo inficiare la mia domanda di coloritura razzista,
  perché  non è assolutamente nelle mie corde, io sono una  cattolica
  moderata,  per  cui, se vogliamo che una legge sia concreta,  abbia
  senso  e  arrivi  a dare degli aiuti la platea di riferimento  deve
  essere quanto meno una platea riconoscibile, limitata, che abbia un
  numero di persone individuabili.
   Se  includiamo richiedenti, per come purtroppo la Sicilia, per  in
  numeri  che abbiamo all'ordine del giorno, diventa o una  legge  di
  buoni  principi,  di  buoni  propositi per  il  futuro  e,  quindi,
  assolutamente inutile.

   PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Amata. Ne ha facoltà.

   AMATA. Grazie Presidente, mi associo assolutamente a quanto  detto
  adesso dalla collega Savarino, nel senso che è un disegno di  legge
  che  apparentemente, come dire, potrebbe dare tantissimo  ma  nella
  realtà  non riuscirà a dare un servizio rispetto a quelli che  vedo
  scritti nei vari articoli, assolutamente a nessuno.
   Innanzitutto,  appunto, perché questa platea  di  richiedenti  non
  capiamo  quanto  sia,  né possiamo comprenderlo:  collega  Savarino
  anche  se  oggi  ci  danno un numero, domani  già  il  numero  sarà
  differente; per cui capiamo i titolari di protezione internazionale
  speciale,  i  casi  speciali, eccetera, perché,  chiaramente,  sono
  numericamente  contingentati ed effettivamente  su  questi  si  può
  andare ad intervenire, ma certamente se noi pensiamo di attuare una
  serie   di   iniziative   che  vanno  dalla  soluzione   abitativa,
  all'inserimento  nel mondo del lavoro attraverso delle  convenzioni
  con   le  Università  per  capire  cosa  vuole  il  mercato,  dico,
  francamente mi sembra pura utopia.
   È  come  se  noi in questo momento volessimo pulirci la  coscienza
  capendo   che,   ovviamente,  la  Sicilia  non  riesce   ad   avere
  un'accoglienza  di  questa  portata e allora  facciamo  una  legge-
  quadro;  ma non è una legge-quadro applicabile che può dare davvero
  soluzione, anche perché oggi in Sicilia i problemi, come dire,  sia
  lavorativi  sia  di  mancanza di abitazioni, eccetera,  li  abbiamo
  anche   nei  confronti  dei  siciliani,  quindi  significa  davvero
  prendere in giro, volendo approvare.
   Quindi  io invito i colleghi che realmente hanno pensato a  questo
  disegno  di legge con uno spirito di solidarietà, se effettivamente
  questa  solidarietà  la si vuole esprimere in termini  pratici,  di
  rivederla,  magari  riportandola in  Commissione  dove  può  essere
  attenzionata  in maniera differente se vogliamo veramente  dare  un
  risultato concreto.
    Sinceramente  io  non  mi  sento  di  poter  esprimere  un   voto
  favorevole  ad un qualcosa che mi sembra assolutamente  utopistico,
  per dirla breve.

   PRESIDENTE.  Sono  iscritti  a  parlare  l'onorevole  Galluzzo   e
  l'onorevole  Barbagallo. Io, colleghi, leggendo l'articolo  10,  al
  comma  3  si  dice  che  queste persone,  compresi  i  richiedenti,
  usufruirebbero  dei servizi resi dall'articolo 7,  mi  permetto  di
  fare  notare  che si parla di attività di informazione su  diritti,
  doveri  e  opportunità, quindi fare conoscere anche la  realtà  del
  territorio  in  cui temporaneamente o stanzialmente  inizieranno  a
  vivere.
   Informazione sui temi connessi all'immigrazione diretta a favorire
  una  corretta conoscenza delle cause del fenomeno migratorio perché
  tante  di  queste persone travolte dagli eventi non si rendono  più
  neanche  conto  di  dove  sono  arrivate  e  sono  alienate   dalla
  condizione  umana.  Orientamento e supporto  nei  rapporti  con  la
  Pubblica  Amministrazione. In tanti non sanno cosa è  un  posto  di
  polizia,  cosa  è  la  divisa dei carabinieri,  insomma  mi  sembra
  un'informazione giusta da dare. Mediazione linguistico - culturale,
  assistenza  all'integrazione per le vittime di violenza, ovviamente
  sia   donne  che  fragili.  Insomma,  a  prescindere  che  si   sia
  richiedenti o rifugiati politici, penso che questo tipo di  diritti
  siano appartenenti all'umanità.
   Onorevole  Galluzzo,  prego.  Onorevole  Assenza,  stavo  leggendo
  l'articolo 7.
   Onorevole  Pellegrino,  c'erano  iscritti  a  parlare  altri   due
  colleghi,  se l'onorevole Galluzzo lo concede, il Presidente  della
  Commissione voleva dare un chiarimento.
   Onorevole Pellegrino, ne ha facoltà.

   PELLEGRINO,  presidente della Commissione.  Noi  abbiamo  trattato
  l'argomento  in Commissione, la Convenzione di Ginevra  equipara  i
  richiedenti, è stato inserito  richiedenti' in Commissione  proprio
  perché  nella  Convenzione di Ginevra, che  siamo  tenuti  tutti  a
  rispettare,  compreso  le Regioni, ovviamente,  perché  sono  delle
  norme  di  diritto europeo, prevede l'equiparazione dei richiedenti
  ai già titolari della protezione civile.
   Quindi,  è la Convenzione di Ginevra che ci obbliga, comunque,  ad
  equiparare  e  quindi c'è una norma di diritto  europeo  che  siamo
  tenuti a rispettare.
   Peraltro, ed è questo che mi preme anche sottolineare, noi abbiamo
  ascoltato in Commissione la rappresentante della UNCHR,  e mi  pare
  che  nel  1950,  se  non ricordo male, l'Assemblea  generale  delle
  Nazioni  Unite  ebbe  a  istituire  l'Alto  commissariato  per  gli
  immigrati e in relazione a questa istituzione che è dell'Onu e  che
  sarebbe  l'istituzione che dovrebbe proteggere solo i titolari,  ha
  ritenuto   che   sia  assolutamente  opportuno   inserire   -    la
  rappresentante  dell'istituzione  dell'Onu  ha  ritenuto  che   era
  importante inserire nella norma -  non solo i titolari che dovrebbe
  proteggere comunque istituzionalmente, ma anche i richiedenti.
   Quindi,  abbiamo due ragioni assolutamente incontestabili  che  ci
  obbligano  ad equiparare nella norma i richiedenti ai titolari  già
  di protezione.
   Peraltro,  la  qualità di richiedenti si ha  nel  momento  in  cui
  costoro magari arrivano nelle nostre coste e chiedono l'asilo.  Nel
  momento  in  cui  chiedono  l'asilo ancora  non  sono  titolari  di
  protezione  e,  quindi, andrebbero ad essere esclusi i  richiedenti
  che  magari poi avranno la protezione istituzionalmente perché  gli
  viene data poi successivamente.
   D'altra  parte  i richiedenti non sono coloro che hanno  avuto  il
  decreto  di  espulsione da parte della Prefettura perché  quella  è
  un'altra categoria e non rientra ovviamente tra i richiedenti.
   Noi  non  chiediamo che gli espulsi dal nostro territorio  vengano
  tutelati,  qui si tratta di richiedenti che potrebbero avere  anche
  il diritto d'asilo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Galluzzo.  Ne  ha
  facoltà.

   GALLUZZO.  Grazie Presidente, ma i principi che sono a corredo  di
  questa norma che è all'attenzione del Parlamento regionale, non del
  Parlamento  italiano,  del  Parlamento  regionale  siciliano,  sono
  sacrosanti, ma per il semplice fatto che questa norma è  al  vaglio
  del  Parlamento regionale siciliano ha solo una utilità e può avere
  solo un utilità, fare una dichiarazione all'interno della norma che
  i   governi  italiani  e  l'attuale  Governo  italiano,  i  governi
  precedenti     italiani,    hanno    fallito    sulle     politiche
  dell'immigrazione. Solo così può avere un senso. Solo così  ha  una
  direzione  ben  specifica  perché è un  messaggio  lanciato  a  chi
  dovrebbe  fare ed attuare tutta questa roba qui ed è evidentemente,
  se  c'è  una  esigenza dentro questa Aula di legiferare  su  questo
  tema,  evidentemente  chi  lo ha fatto sentiva  l'esigenza  proprio
  perché  i  governi italiani hanno fallito proprio  su  queste  cose
  verso  la quale avevano la maggior non solo, attribuzioni, ma anche
  responsabilità politiche e morali.
   E  allora, se noi sanciamo insieme con un emendamento da parte  di
  tutti  il  fallimento del Governo italiano e dei  governi  italiani
  sulle politiche dell'immigrazione, io su questa norma ci sto, ma  è
  un  messaggio  che  lanciamo a un Governo che  ci  ha  abbandonato,
  diversamente è una norma inutile. Grazie.

   PRESIDENTE.   E'  iscritto a parlare l'onorevole Siragusa.  Ne  ha
  facoltà. A seguire sono iscritti gli onorevoli Barbagallo e Grasso.

   SIRAGUSA, relatore.  Sì, grazie Presidente.
   Forse  stiamo facendo noi un poco di confusione anche nella  norma
  perché  è  bello dire  i principi li condivido  però,  poi,  quando
  questi   principi  diventano  qualche  cosa  di  pratico   non   si
  condividono più.
   Noi  all'articolo  1,  con  i principi  e  le  finalità,  parliamo
  chiaramente  di  godimento  di diritti fondamentali  della  persona
  umana, previsti dalle norme di diritto interno, sovranazionale;  al
  comma  3  lettera  a) parliamo di realizzazione  al  primato  della
  persona,  indipendentemente  dalla  cittadinanza,  quindi,   quando
  andiamo  all'articolo  10,  noi  facciamo  una  distinzione  tra  i
  richiedenti e i non richiedenti, praticamente chi ha già avuto  una
  protezione  internazionale  è  una  persona,  chi  richiede  invece
  evidentemente ancora per alcuni non è una persona. Se  parliamo  di
  diritti  della  persona sono tutte persone umane e non  soltanto  a
  seguito di domanda scritta e domanda accettata.
   Poi,  relativamente  anche  all'ultimo  intervento  dell'onorevole
  Galluzzo,  se la Regione non avesse alcuna competenza e non  avesse
  alcuno  interesse nella gestione del fenomeno, non  esisterebbe  un
  ufficio speciale sull'immigrazione creato nel 2015 eccetera.
   Quindi, evidentemente noi abbiamo delle competenze e abbiamo anche
  degli  interessi nel cercare di far sì, come diceva all'inizio,  lo
  ha  detto  l'onorevole Lentini all'inizio, che queste  persone  che
  arrivano  sulle  nostre coste magari non vadano  ciondolando  città
  città,   non   vadano   cercando  un  modo  qualsiasi   per   avere
  dell'accoglienza, perché poi dobbiamo anche capire cosa  intendiamo
  per  accoglienza:  per queste persone la prima  accoglienza  è  già
  avere  un tetto sotto il quale dormire, riuscire ad avere un pasto,
  riuscire ad avere dell'assistenza sanitaria, non stiamo parlando di
  chissà quale tipo di accoglienza.
   Come  diceva giustamente lei, conoscere anche le regole del nostro
  Paese,  dove è un ufficio di polizia, come funziona un  ufficio  di
  polizia,  per  cui  dobbiamo semplicemente  metterci  d'accordo,  o
  consideriamo  queste  persone,  e  quindi  le  accogliamo,   oppure
  facciamo qualcosa altro e allora sì che ci prendiamo in giro.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.   Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io ho  ascoltato
  con  molta  attenzione il dibattito. Conosciamo bene il testo  che,
  come  Partito  Democratico, abbiamo accompagnato non  soltanto  nei
  lavori  della Commissione ma, direi, anche fuori dall'Aula  con  un
  percorso   che   è   stato  volto,  soprattutto,   all'ascolto   di
  associazioni  e  volto anche a risolvere le tante questioni  aperte
  che ci sono in questo settore.
   Noi  riteniamo,  Presidente, che oggi  l'Assemblea,  discutendo  e
  mandando  avanti  il  testo  che  parla  e  che  affronta  il  tema
  dell'accoglienza, dell'inclusione e dell'immigrazione  in  Sicilia,
  sta  toccando  uno  dei  punti più alti di questa  legislatura.  E,
  quindi, troviamo francamente stonati alcuni degli ultimi interventi
  perché  oggi io credo che sia importante che l'Assemblea stabilisca
  un principio.
   Io  ho  apprezzato  molto  il lavoro che ha  fatto  il  presidente
  Pellegrino,  non soltanto in Commissione ma nelle esternazioni  che
  ha avuto oggi in Aula.
   Come  è  giusto che sia la norma sancisce dei principi  che,  poi,
  affidiamo alla parte amministrativa. Non esistono, e lo abbiamo più
  volte  affrontato  in  questa  legislatura,  leggi  che  non  hanno
  applicazioni difficili, complicate.
   Io credo che oggi, non soltanto per noi siciliani ma anche per chi
  guarda  la Sicilia nella sua storia, nella sua tradizione, nel  suo
  incrocio  di  culture, storie di uomini, persone, stiamo  toccando,
  come  dicevo prima, un punto alto e, quindi, abbiamo il compito  di
  andare  avanti e, man mano, nella parte amministrativa  risolveremo
  tutte quelle che sono le questioni pratiche che verranno, man mano,
  in evidenza.
   Certamente  c'è  un  punto da cui non possiamo prescindere  che  è
  quello dell'accoglienza, dell'inclusione, dell'uguaglianza ma anche
  della  garanzia  dell'assistenza sanitaria, delle questioni  legate
  all'istruzione,  delle  questioni  legate  alla  conoscenza,   alla
  conoscibilità dei luoghi, alle integrazioni. Ecco, quello  che  per
  noi  è  all'ordine  del  giorno nel rispetto, nell'accoglienza  del
  prossimo.
   Io  credo  che  con  questo  spirito,  Presidente  Micciché,  vada
  affrontata la parte residua del dibattito che ci porterà,  poi,  al
  voto  finale  del disegno di legge come un contributo che,  magari,
  ogni  forza parlamentare vorrà dare ma con la necessità di  portare
  in porto la norma, evitando punti di frattura e strumentalizzazioni
  che,   mai  come  in  questo  momento,  devono  restare  fuori   da
  quest'Aula.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi la Sicilia
  è   una  terra  di  accoglienza,  però  dobbiamo  avere  anche   la
  consapevolezza di quello che approviamo e degli effetti delle norme
  che, poi, hanno sui cittadini e sulle ricadute.
   Sappiamo  tutti  che la materia dell'immigrazione è  regolata  dal
  Diritto internazionale, dal Diritto comunitario e dallo Stato.
   Le  regioni  hanno, semplicemente, nessuna competenza  tranne  che
  quella  del  coordinamento.  Per cui soffermarci  sui  richiedenti,
  sull'inclusione e quant'altro non lo può stabilire  né  l'assessore
  Scavone, con tutta la sua buona volontà con i decreti attuativi, né
  possiamo  pensare  che dal punto di vista amministrativo  si  possa
  correggere qualche cosa.
   Io  direi,  semplicemente,  che  l'unica  cosa  che  noi  potremmo
  correggere,  per fare un buon lavoro da legislatore,  al  comma  10
  dell'articolo  1,  potremmo  dire   Nell'ambito  delle  prerogative
  riservate allo Stato .
   Quindi,  nel  momento  in  cui la Regione  si  muove  all'interno,
  nell'ambito  delle prerogative riservate allo Stato poi  favorisce,
  integra  e  quant'altro  perché gli immigrati  hanno  diritto  allo
  studio,  gli immigrati hanno diritto ad iscriversi alle Università,
  perché ci sono dei posti riservati per gli immigrati, gli immigrati
  hanno  diritto ad avere l'assistenza sanitaria perché  l'assistenza
  sanitaria è obbligatoria nel momento che sono qua.
   Quindi,  voglio dire, soffermarci su un dibattito  e  pensare  che
  stiamo  facendo chissà che cosa, assolutamente no, ma  ci  muoviamo
  nell'ambito  di  una materia che non è regolata, né  di  competenza
  della Regione.
   Per  cui, secondo me, se correggiamo e diciamo  Nell'ambito  delle
  prerogative  riservate  allo Stato  abbiamo  fatto  tutti  un  buon
  lavoro e nessuno può dire che abbiamo discriminato o fatto altro.
   Questo è il mio pensiero.

   PRESIDENTE. Onorevole Grasso, che noi si faccia una legge  dicendo
  che  interveniamo nelle cose che sono di prerogativa  dello  Stato,
  noi abbiamo anche le nostre prerogative.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza.  Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Presidente, evidentemente non mi sono  saputo  esprimere
  nel  mio intervento di poc'anzi, mi dispiace che qualcuno lo  abbia
  interpretato in maniera errata.
   Ricordo solo all'Aula, per evitare dubbi di sorta su chi vi parla,
  che  io, come presidente dell'ordine degli avvocati di Ragusa, sono
  stato l'unico in Italia a sottoscrivere lo Statuto della formazione
  dell'OGIM,  Osservatorio giuridico internazionale sulla  migrazione
  nel  2000  quando ancora di questi problemi ne parlavano  solo  gli
  addetti. Questo per chiarire
   Insieme all'ordine di Barcellona, di Marsiglia e di Tolosa,  unici
  ordini  che  abbiamo  sottoscritto  questo  per  chiarire  la   mia
  posizione sul tema della migrazione.
   Presidente  Pellegrino, mi perdoni, la convenzione  di  Ginevra  o
  quant'altro  la  conosciamo anche noi, il diritto alla  salute,  il
  diritto ad essere curati, il diritto all'accoglienza, il diritto ad
  avere   un   tetto  attraverso  le  strutture  di   accoglienza   o
  quant'altro. Questo è fuori discussione. Mi riferisco al Capo III.
   Quel Capo III, cari colleghi, parla di interventi di settore.  Tra
  gli  interventi  di settore prevede tutta una serie  di  interventi
  anche  in  materia  abitativa, in materia di imprenditorialità,  in
  materia di accesso al lavoro e in materia di quant'altro.
   Voi   mi  spiegate  come  in  queste  materie  si  può  parificare
  operativamente la figura del richiedente con la figura del titolare
  invece del diritto? Me lo spiegate?
   Può  partecipare il richiedente ai bandi per l'assegnazione  delle
  case   popolari?  Può  partecipare  il  semplice  richiedente  alle
  iniziative sull'autoimprenditorialità? Vogliamo specificarle con un
  po' di buon senso queste cose
   E'  chiaro che per l'accesso al Pronto soccorso ma non c'è bisogno
  della legge, lo facciamo già ora.
   Addirittura  è  stata estesa anche la possibilità di  vaccinazione
  per gli abusivi, per gli irregolari.
   Se  dobbiamo  vendere come al solito - o come spesso ci  accade  -
  aria fritta, facciamolo
   Se  dobbiamo  entrare nel concreto, chiariamo che la parificazione
  per  quanto riguarda tutta l'assistenza, il diritto alla  salute  e
  quant'altro, il diritto di avere un alloggio dignitoso è chiaro che
  va  esteso  a  tutti.  Ma  sugli interventi in  materia  economica,
  produttiva e abitativa non può essere
   Non  può  essere  perché  è nelle cose,  sarebbe  un  assurdo,  un
  controsenso, senza scendere poi nella facile demagogia che verrebbe
  chiaro  con  tanti  italiani  che non hanno  un  tetto  presso  cui
  ricoverarsi,  magari  potremmo  entrare  in  un  certo  vincolo  di
  priorità. Non voglio - ripeto - fare questo.
   Intendo  solo invitare a dire che sulle iniziative che  riguardano
  alcune  provvidenze  o  alcuni diritti di  natura  socio-abitativa,
  economiche,    imprenditoriali    la    distinzione    va     fatta
  necessariamente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO.  Presidente, Governo, colleghi, non voglio  dire  che  i
  colleghi  intervenuti  prima  di me  vogliono  strumentalizzare  la
  vicenda  anche perché qualche tentazione purtroppo c'è   Anche  gli
  applausi che provengono dal fondo mi pare che siano in tal senso.
   Non  voglio fare polemica perché l'interesse del Movimento  Cinque
  Stelle,  l'interesse di tutti coloro che hanno sottoscritto  questo
  disegno  di legge è semplicemente di regolamentare ciò che  già  la
  Regione fa nell'ambito delle proprie competenze.
   Presidente,  svolgo  un ragionamento semplicissimo  perché  stiamo
  facendo  finta di sottovalutare una cosa: se il richiedente  asilo,
  dal  momento in cui fa la richiesta ottiene, un istante  dopo,  una
  risposta  da  parte  dello Stato, allora hanno ragione  coloro  che
  dicono  che  a questa norma va espunta la parola  richiedente ,  ma
  purtroppo non è così
   Io  provengo  dal  Calatino Sud Simeto, dopo per anni,  per  anni,
  prima che chiudesse, abbiamo avuto il CARA di Mineo, con migliaia e
  migliaia e migliaia di persone abbandonate a loro stesse per  tutto
  l'arco della giornata e sottoposte anche a sfruttamento da parte di
  certa  imprenditoria  agricola, che però non aveva  alcun  diritto,
  questo è il punto.
   Allora,   noi   cosa  diciamo  con  questa  norma?  Semplicemente,
  nell'ambito delle competenze della Regione, di ciò che  già  fa  di
  fatto  -  e  questo è innegabile - di ciò che fa questa Regione  di
  fatto,  di concedere solo per il tempo, solo per il tempo di durata
  della  richiesta  del  richiedente per  le  ragioni  che  avanzerà,
  rispetto   ovviamente   allo  Stato  che  ne   è   competente,   di
  regolamentare  semplicemente  la  propria  condizione  rispetto  le
  istituzioni  della Regione, e solo ed unicamente per  questioni  di
  cui  la Regione è competente, né più né meno. Dopodiché, Presidente
  Micciché, che lo Stato abbia un problema in ordine di tempi per  il
  rilascio  dei  permessi  di soggiorno per  ragioni  umanitarie,  di
  guerra  e compagnia bella, questo è evidente ed inequivocabile,  ma
  nel  frattempo  non possiamo girarci dall'altra  parte  e,  proprio
  nell'interesse dei siciliani e in particolar modo  di  chi  non  ha
  nulla,  abbiamo  il  dovere di dare una regolamentazione  giuridica
  esclusivamente  per  il tempo che va dalla proposta  della  domanda
  alla  risposta da parte dello Stato, né più e né meno. E vi  prego,
  si tratta semplicemente di una questione di ordine pratico, in modo
  tale di mettere nelle condizioni la Regione di fare quello che  già
  fa.

   PRESIDENTE.   Grazie,   onorevole  Cappello.   Manca   un   attimo
  l'assessore Scavone, se lo potete chiamare.

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO,  presidente della Commissione. Signor  Presidente,  in
  merito  alla  competenza  dello Stato,  nessuna  questione,  perché
  effettivamente è lo Stato ad avere competenza massima in materia di
  migrazione.  Però,  quello che mi premeva  sottolineare  in  questo
  momento,  è  che  la  nostra Regione, la  Regione  siciliana,  deve
  comunque  prevedere,  e  tutto  ciò  è  regolare  soprattutto,  sia
  l'inclusione  che  l'accoglienza.  Quindi,  non  siamo   i   primi,
  purtroppo  siamo  gli  ultimi, perché  siamo,  insieme  al  Molise,
  l'unica  Regione che non si è dotata di alcuna legge che  regola  i
  flussi migratori.
   Quindi, stiamo arrivando per ultimi, non è che stiamo facendo  una
  cosa  assolutamente  innovativa, importante  e  siamo  antesignani,
  siamo  gli  ultimi insieme al Molise, io spero che  il  Molise  nel
  frattempo  non l'abbia approvato, perché fino a quando noi  stavamo
  lavorando  in  Commissione, il Molise, insieme a noi,  era  l'unica
  Regione  che non si era dotata di una legge che regolasse i  flussi
  migratori  e  i  rifugiati, richiedenti, titolari di  protezione  e
  tutto il resto.

   PRESIDENTE. Assessore Scavone, se mi può ascoltare un attimo  solo
  su questo argomento. Di fatto, anche quello che diceva prima

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ne   ha   facoltà.   Direi   -   dopo   l'intervento
  dell'onorevole Foti - di arrivare a una conclusione sull'argomento.
  Avevamo  detto di finire gli interventi, onorevole, sennò  parliamo
  tutti.  Tanto il concetto è abbastanza chiaro, bisogna trovare  una
  mediazione.
   Prego, onorevole Foti.

   FOTI.  Onorevole  Pellegrino, immagino che  il  Molise  non  abbia
  urgenza  come  invece  l'abbiamo noi in  Sicilia,  che  per  motivi
  geografici, insomma, diciamo che di flussi migratori ne subiamo  un
  tantinello di più.
   Noi non è che regoliamo i flussi migratori, perché è chiaro che lo
  Stato deve fare un'azione di politiche di pace nel Mediterraneo, di
  stabilità  nei  Paesi  che ci circondano,  per  prevenire,  semmai,
  l'immigrazione.  Qui  parliamo delle persone  che  giungono  e  che
  cominciano ad essere stanziali, per una serie di motivi o perché si
  ricongiungono  alle famiglie che già ci sono, che arricchiscono  le
  nostre comunità.
   Mi  viene  in mente, insomma, Mazzara del Vallo, ad esempio,  dove
  vive  il  mio  collega  Sergio Tancredi. Una volta  sono  andata  a
  trovarlo  e mi sono trovata immersa in una realtà davvero ricca  di
  cultura, di testimonianze architettoniche, linguistiche, culinarie,
  dovute  alla  stratificazione di persone che poi nell'ambito  della
  pesca,  dell'edilizia  e di tutti i settori si  sono  perfettamente
  integrati arricchendo la cultura e non facendo venir meno niente  a
  nessuno,  e mi immagino, insomma, quella città svuotata  di  quella
  storia sarebbe molto meno bella di quanto oggi lo è.
   E'  chiaro  che se noi lasciamo queste persone sole a  se  stesse,
  anche  in questa fase transitoria che, chiaramente, dovrebbe essere
  velocissima,  ma  sappiamo i tempi che ci sono,  sappiamo  che  non
  stiamo parlando della primissima accoglienza che avviene nei porti.
  Io  ricordo,  pochi  anni  fa,  ad  esempio,  il  comune  di  Porto
  Empedocle,  lo  Stato  si è limitato a costruire  un  baraccone  di
  lamiera  mettendoci  dentro  le persone  in  maniera  inumana,  noi
  dovremmo  cercare di essere un attimino più ferrati  e  strategici,
  con  azioni;  azioni  che  possano far sentire  queste  persone  un
  tantino  in  una  società  civile, quindi l'alfabetizzazione,  fare
  conoscere i servizi.
   Io,   cari   colleghi,  ho  sentito  parlare  di  case   popolari.
  Francamente,   se  mi  aiutate  a  capire  dove  si  trova   questa
  possibilità per i richiedenti, magari mi sembra un po'  strano  che
  chi  ancora  non sa se si stabilirà o meno, se poi  ha  avuto  quel
  riconoscimento andrà dai parenti che magari si trovano in Sicilia o
  in  altre  regioni  d'Italia, in altre  regioni  d'Europa,  vada  a
  chiedere  la  casa.  Qui  parliamo di quei diritti,  piccoli  aiuti
  umanitari,  chiamiamoli così, dell'articolo 7 che mi  sembrano  non
  solo  giusti per queste persone, ma utili per noi. Utili  per  noi,
  perché  le  persone che ciondolano e non sanno  cosa  fare,  a  chi
  rivolgersi, a prescindere che siano italiani o che siano  di  altre
  nazionalità è molto probabile che vadano, magari, a confondersi  un
  po'  e  a  fare  danno.  Se, invece, sono  impegnati  ed  integrati
  certamente l'investimento iniziale darà meno problemi di  controllo
  e sicurezza.
   Per  quanto riguarda il diritto internazionale, come ha  detto  il
  Presidente, già dai primi articoli, la ratio della legge  si  fonda
  sul  recepimento  e mettere in fila qualcosa che  ci  faccia,  come
  dire,   attuare   quelle  convenzioni  che  il  nostro   Paese   ha
  sottoscritto da decenni, da ventenni e se mi si dice  è  una  legge
  spot ,  allora  diciamocelo chiaro: ho più  di  40  anni  e  ancora
  aspetto  che la Costituzione, che è stata fatta prima che  nascessi
  io e di molti di noi, venga pienamente attuata.
   Io  non  mi  aspetto  che  questa legge  domani  venga  pienamente
  attuata, ma mi aspetto che tra un anno ci sia un passetto, fra  tre
  anni  ce ne siano un altro, fra cinque ce ne sia un altro. E quando
  lo  Stato  non  ci chiamerà a sederci nei tavoli e a  stabilire  la
  programmazione   delle   azioni  da  fare,   probabilmente   questo
  Presidente  della Regione, quello che ci sarà dopo, quella  che  ci
  sarà dopo, avrà un pezzo di carta e dire:  quello sporco parlamento
  mi  ha  fatto  una legge che dice che io ho pienamente  diritto  di
  venire a parlare di questo argomento perché non sono cavoli vostri,
  sono  cavoli  della  mia  regione  '; a chiunque  forniremo  questo
  strumento.
   Non  c'è da dire sì o no, c'è da essere giusti e io spero che  non
  ci  siano ulteriori contrasti ed un voto unanime per una legge  che
  previene dal territorio, da persone molto più preparate di me,  che
  hanno fatto sociologia, pedagogia e tutte le altre cose.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Foti.
   Assessore Scavone, noi stiamo facendo una legge non certamente per
  regolare  l'immigrazione  che non spetta  a  noi  fare,  ma  stiamo
  facendo qualcosa che la Regione può fare, ovviamente, sulla base di
  quello   che   è   già  regolamentato  a  livello,   oserei   dire,
  internazionale, non italiano.
   La  Convenzione  di Ginevra prevede che i richiedenti  abbiano  lo
  stesso  diritto di quelli che hanno avuto già il permesso, per  cui
  andare  a toglierli significherebbe volerci distinguere rispetto  a
  quello che in tutto il resto dell'Europa viene fatto.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Assenza)

   PRESIDENTE. Onorevole Assenza, attenzione, io non sto prendendo le
  parti  l'uno  dell'altro,  sto  soltanto  dicendo  che  siccome  la
  Convenzione  di Ginevra, che esiste ovunque, e per cui l'Italia,  è
  ovvio   quando  poco fa l'onorevole Grasso diceva  facciamo  quello
  secondo  le  regole  dello  Stato ,  ma  le  regole  dello   Stato,
  ovviamente,  lo  prevedono,  perché la Convenzione  di  Ginevra  lo
  prevede.  Per  cui,  andare a togliere le parole  ai  richiedenti',
  secondo  me,  è soltanto un volere andare a fare qualcosa  che,  di
  fatto,  mantiene l'isola come isola, cioè unica, rispetto al  resto
  d'Europa che non mi pare il massimo.
   Assessore, siccome so già che - perché mi è stato comunicato -  la
  Commissione  si  dichiarerà  contraria a  questo  emendamento,  io,
  sinceramente, per evitare di creare il voto che possa  fare  questa
  distinzione,  la  inviterei al ritiro. Se poi lei  non  lo  ritira,
  ovviamente, lo mettiamo in votazione.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)

   PRESIDENTE. Lo sto chiedendo all'Assessore. Ho capito; ho  chiesto
  all'Assessore, se l'Assessore mi dice la sua.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)

   PRESIDENTE.  Ma l'assessore non si imbarazza, onorevole  Savarino.
  Se l'Assessore mi dice sì o no

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor Presidente, la sottoscrizione dell'assessore  è  un
  fatto tecnico per consentire in questa fase dei lavori parlamentari
  la  presentazione  di  un  emendamento da  parte  di  alcune  forze
  politiche.
   Pertanto,  io non lo ritiro e non lo posso ritirare sul piano  dei
  rapporti  con  i  Gruppi che mi hanno chiesto di  applicare  questa
  prerogativa ma mi rimetto, ovviamente, al voto d'Aula.

   PRESIDENTE. E allora, a questo punto è evidente che è un  problema
  di  tipo politico e, quindi, va messo, ovviamente, in votazione. Il
  parere del Governo è ovviamente favorevole.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Quello del Governo in cui bisogna cassare  la  parola
   dei richiedenti', il 10.1.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.  Signor Presidente, avevo posto l'attenzione all'Assessore
  con  un nostro emendamento. Purtroppo il Regolamento non ci  dà  la
  possibilità  di  presentarlo se non attraverso o la  Commissione  o
  l'assessore, chiediamo il ritiro all'Assessore, in questo caso, che
  l'ha fatto proprio.

   PRESIDENTE.  Benissimo, ottimo. Secondo me  l'onorevole  Aricò  ha
  fatto  una  cosa saggia e importante che rende l'Aula  serena  così
  come, secondo me, dovrebbe essere e la ringrazio.
   Andiamo,  allora,  avanti. A seguito della richiesta,  ovviamente,
  l'Assessore  lo  ritira e, quindi, possiamo andare avanti.  Bisogna
  votare  l'articolo  10.  Chi  è  favorevole  resta  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Art. 11.
  Iniziative per il rientro ed il reinserimento nei Paesi di origine

   1.  La  Regione, nell'ambito di programmi nazionali, comunitari  e
  internazionali, favorisce, anche in collaborazione con le  comunità
  e  le  associazioni rappresentative dei destinatari della  presente
  legge   interventi,  a  sostegno  del  rientro  volontario  e   del
  reinserimento nei Paesi di origine delle persone straniere presenti
  sul territorio regionale».

   Ci   sono  emendamenti?  Io  non  ho  il  fascicolo  però,  perché
  l'onorevole  Foti se l'è portato. La ringrazio onorevole  Foti.  Se
  magari me lo fa riavere non è male.
     Non ci sono emendamenti. Pongo in votazione l'articolo 11. Chi è
  favorevole resta seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Io  però ho bisogno del fascicolo, altrimenti vado secondo  quello
  che  mi dice il Segretario, se mi dice cose sbagliate sbaglio  pure
  io.
   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                               «Art. 12.
          Interventi per i minori stranieri non accompagnati

   1.  Al  fine  di  assicurare forme efficaci di tutela  dei  minori
  stranieri  non  accompagnati, il Piano triennale  ed  il  Programma
  annuale  prevedono modalità di sostegno degli interventi realizzati
  dagli enti locali, anche in forma associata, per l'accoglienza,  la
  tutela  e  l'inserimento sociale dei minori presenti sul territorio
  regionale,  anche  con  il  coinvolgimento  del  garante  regionale
  dell'infanzia e dell'adolescenza.

   2.  Al fine di sostenere la conclusione dei percorsi scolastici  e
  formativi  e  di integrazione sociale, gli interventi indicati  nel
  comma  1,  avviati  durante  la  minore  età,  proseguono  fino  al
  completamento del percorso.».

   Non  ci sono emendamenti. Pongo in votazione l'articolo 12. Chi  è
  favorevole resta seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

  Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
                               «Art. 13.
               Elenco regionale dei mediatori culturali

   1.  È  istituito  presso l'assessorato regionale  della  famiglia,
  delle  politiche  sociali  e del lavoro e  l'elenco  regionale  dei
  mediatori culturali.

   2.  L'iscrizione all'elenco è subordinata al possesso di  adeguata
  professionalità  in  materia di mediazione  culturale  attestata  a
  seguito  del  conseguimento  di  una  formazione  specifica  o   di
  comprovate esperienze lavorative.

   3.  L'assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali ed
  il  lavoro  e disciplina con decreto i requisiti e le modalità  per
  l'inserimento nell'elenco.».

   All'articolo   13   c'è   l'emendamento   13.1   già    comunicato
  all'assessore che l'ha ritirato.
   Pongo  in votazione l'articolo 13. Chi è favorevole resta  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                               «Art. 14.
                      Assistenza socio-sanitaria

   1.  La  Regione  garantisce ai destinatari  della  presente  legge
  l'accesso  ai servizi sanitari e socio-assistenziali in  condizioni
  di parità e di uguaglianza rispetto ai cittadini italiani.

   2.  Alle  persone  di  cui  al comma  1  in  condizione  di  grave
  marginalità  o  a  rischio  di  vulnerabilità  sociale  è  comunque
  garantito l'accesso:

   a)  alle  cure  ambulatoriali  e ospedaliere  urgenti  o  comunque
  essenziali,  anche  di  carattere  continuativo,  per  malattia   e
  infortunio   nonché   ai   programmi  di  medicina   preventiva   a
  salvaguardia della salute individuale e collettiva;

   b)  agli  interventi di natura sociale e a carattere  emergenziale
  per   il  soddisfacimento  dei  bisogni  primari  anche  attraverso
  soluzioni temporanee di accoglienza.

   3. L'assessore regionale per la salute promuove:

   a)  l'adozione di strumenti per il riconoscimento e la valutazione
  dei  bisogni di salute specifici delle persone di cui al  comma  1,
  per  il  monitoraggio della situazione sanitaria e degli interventi
  attuati  dagli  enti  competenti, anche al fine  di  promuovere  la
  diffusione delle migliori pratiche;

   b)  attività  di  informazione, formazione ed aggiornamento  degli
  operatori   del   servizio  sanitario  regionale   finalizzata   al
  miglioramento dell'assistenza;

   c)   l'organizzazione  presso  gli  enti  del  servizio  sanitario
  regionale  e in particolare presso le strutture di pronto soccorso,
  di  servizi  di mediazione linguistica e culturale,  anche  in  via
  sperimentale;

   d)  iniziative  finalizzate  alla  protezione,  all'assistenza   e
  all'integrazione  sociale  rivolte alle  vittime  di  violenza,  di
  tratta o di grave sfruttamento;

   e)  iniziative  per la prevenzione delle pratiche  di  mutilazione
  genitale  femminile e delle pratiche clandestine di  circoncisione,
  anche con il coinvolgimento delle comunità di appartenenza;

   f)  iniziative finalizzate all'assistenza delle donne in stato  di
  gravidanza e nei sei mesi successivi al parto;

   g)  l'adozione di piani mirati alla prevenzione ed alla  sicurezza
  sui luoghi di lavoro.».

   Pongo in votazione l'emendamento 14.1, dell'assessore Scavone.  Il
  parere della Commissione?

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 14. Chi è favorevole resta  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

  Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                               «Art. 15.
                          Politiche abitative

   1. La Regione promuove l'edilizia abitativa sociale come strumento
  per  la  salvaguardia della coesione sociale e la  rimozione  degli
  ostacoli  all'accesso  ad  un abitare adeguato  e  promuove  azioni
  specifiche  finalizzate  a  garantire parità  di  condizioni  nella
  ricerca  di  soluzioni abitative per i destinatari  della  presente
  legge,  favorendone  l'integrazione e  tenendo  conto  anche  delle
  esigenze di ricongiungimento familiare.

   2.  La Regione, in collaborazione con gli enti locali, promuove la
  messa  in  rete delle associazioni e degli enti che si occupano  di
  mediazione   nella   ricerca  di  soluzioni  abitative,   favorendo
  l'inclusione delle persone straniere in condizioni di marginalità.

   3.  La  Regione e gli enti locali, per favorire la ricerca di  una
  soluzione  abitativa  a  beneficio dei destinatari  della  presente
  legge, promuovono l'utilizzo ed il recupero del patrimonio edilizio
  disponibile.».

   Non  ci sono emendamenti. Pongo in votazione l'articolo 15. Chi  è
  favorevole resta seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                               «Art. 16.
   Accesso ai servizi educativi per l'infanzia e diritto allo studio

   1.  Ai  minori  dimoranti sul territorio regionale sono  garantite
  pari  condizioni di accesso ai servizi per l'infanzia,  ai  servizi
  scolastici  ed  agli interventi previsti dalla legge  regionale  20
  giugno 2019, n. 10.

   2.  La Regione e gli enti locali promuovono azioni finalizzate  al
  superamento delle difficoltà linguistiche e formative degli  alunni
  stranieri  e  al  contrasto di qualsiasi forma  di  discriminazione
  nonché dell'abbandono e della dispersione scolastica.

   3.   L'Assessore  regionale  per  l'istruzione  e  la   formazione
  professionale promuove ed attua iniziative che favoriscano:

   a)  l'alfabetizzazione ed il perfezionamento della lingua italiana
  per minori ed adulti;

   b) l'educazione interculturale;

   c)  la piena integrazione dei bambini e delle loro famiglie, anche
  attraverso la valorizzazione delle culture di origine;

   d)  l'elaborazione di modelli regionali di accoglienza plurilingue
  per le scuole.

   4.  La  Regione  favorisce la mobilità studentesca  internazionale
  come fattore di sviluppo e di innovazione, promuovendo la messa  in
  rete  di  attività  di  orientamento ed accoglienza  per  studenti,
  dottorandi e ricercatori stranieri nonché l'attrazione di  studenti
  stranieri  nel  territorio regionale mediante il raccordo  con  gli
  istituti culturali all'estero e con le Università.».

   Non ci sono emendamenti.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Grazie, Presidente. Chiaramente io comprendo  l'assoluta
  buona  fede  con  la quale questo articolo è stato  scritto,  però,
  proprio  perché  ritengo  che questa  norma  se  deve  essere  solo
  un'enunciazione  di principi, per carità, credo che  per  la  buona
  parte,  diciamo,  la possiamo condividere quasi tutti,  però,  devo
  anche dire che a me risulta piuttosto complicato, come dire, da una
  che ha amministrato gli enti locali, pensare che i minori dimoranti
  del  territorio possano essere garantite condizioni di  accesso  ai
  servizi per l'infanzia.
   Voglio  solo  ricordare un dato per tutti. Il  Comune  di  Palermo
  quest'anno ha dovuto rifiutare le istanze dei cittadini  dei  figli
  dei  cittadini  palermitani, intendo per cittadini anche  coloro  i
  quali  hanno una cittadinanza straniera, anche diciamo non soltanto
  i nativi a Palermo, ma ha dovuto purtroppo lasciare fuori un numero
  considerevole  di  richiedenti, perché purtroppo le  strutture  non
  riescono  ad  accogliere, tant'è che si fa  ricorso  agli  istituti
  privati  con  i quali il Comune fa una convenzione per  pagare  una
  retta ridotta.

   PRESIDENTE.  Immagino che sia riferito solo a quegli  enti  locali
  che hanno la possibilità di farlo.

   CARONIA. Sì, però, Presidente, ma che senso ha  dimoranti'.  Cioè,
  voglio dire, si allarga in maniera così grande la platea senza  una
  copertura minima finanziaria che rende di fatto un'ottima volontà.
   Tutti  vogliamo  la  pace  nel mondo, ma questa  comunque  sembra,
  siccome  è una legge, a mio avviso, rimane un po', diciamo,  eterea
  se  così  vogliamo  dire, pur condividendo il  principio  perché  è
  chiaro  che  nessuno vuole negare ai bambini di tutto il  mondo  la
  possibilità di andare a scuola, ma se noi stiamo facendo una  norma
  la dobbiamo fare che abbia anche un minimo di possibilità di essere
  applicata.
   Faccio  l'esempio di ciò che è avvenuto nel mio Comune quest'anno.
  I  bambini  della città di Palermo, e l'Assessore lo sa  perché  ne
  abbiamo discusso, purtroppo la difficoltà delle strutture di potere
  accogliere i richiedenti per i cittadini dei comuni è complessa.
   Allora, la parola  dimoranti' mi lascia perplessa. Per carità, non
  ci  sono  emendamenti, lo sto dicendo come una  considerazione  che
  rassegno  all'Aula, ma dico, per carità, in qualche modo  è  troppo
  generico.  A mio avviso, questa era una cosa che, forse, andava  un
  attimo  circostanziata  per  non  renderla  del  tutto,  come  dire
  soltanto un manifesto al quale tutti possiamo aderire o nessuno, ma
  se sono reali le cose le facciamo sennò no. Grazie,

   PRESIDENTE.  Allora,  scusate, in ogni  caso,  non  sono  previsti
  emendamenti per cui devo mettere in votazione l'articolo 16. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:

                               «Art. 17.
                Orientamento e formazione professionale

   1.  La  Regione promuove l'accesso dei destinatari della  presente
  legge, che abbiano conseguito il titolo di cui all'articolo 4 comma
  1,  lettera  c),  del  decreto del Presidente della  Repubblica  29
  ottobre  2012,  n.  263,  ad interventi di tirocinio  e  formazione
  finalizzati  all'acquisizione di nuove competenze  professionali  o
  alla  valorizzazione di quelle acquisite nel Paese di  origine,  ai
  fini  dell'inserimento lavorativo, anche in collaborazione con  gli
  enti locali e sentite le organizzazioni sindacali dei lavoratori  e
  le associazioni dei datori di lavoro.

   2.  La  Regione promuove la stipula di protocolli d'intesa con  le
  Università  e  con  l'Ufficio  scolastico  regionale  per  favorire
  iniziative  di  informazione,  di orientamento,  di  tirocinio,  di
  formazione e di formazione continua a favore dei destinatari  della
  presente  legge, volte a consentire l'acquisizione di competenze  e
  professionalità congruenti alla domanda del mercato del lavoro.

   3. La Regione promuove altresì la formazione dei destinatari della
  presente legge in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro,  anche
  in collaborazione con le organizzazioni sindacali dei lavoratori  e
  le associazioni dei datori di lavoro.».

   Non sono stati presentati emendamenti.
   Pongo  in votazione l'articolo 17. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:

                               «Art. 18.
     Misure per l'inserimento lavorativo e l'autoimprenditorialità

   1.  La  Regione favorisce l'inserimento lavorativo  e  l'avvio  di
  attività autonome ed imprenditoriali dei destinatari della presente
  legge.

   2.  La Regione, nell'ambito delle competenze e degli interventi di
  politica   del  lavoro  disciplinati  dalla  normativa   regionale,
  favorisce  l'inserimento lavorativo stabile delle persone straniere
  dimoranti  in Sicilia, anche mediante la qualificazione della  rete
  dei servizi per il lavoro e la formazione degli operatori.

   3.  La  Regione  e  gli enti locali promuovono lo  svolgimento  di
  attività  promozionali  e  informative volte  ad  agevolare,  anche
  attraverso  la  promozione  di  accordi  con  le  associazioni   di
  categoria  delle imprese e le camere di commercio, lo  sviluppo  di
  attività  di  tipo  autonomo  anche  imprenditoriale  o  in   forma
  cooperativa.

   4.  La  Regione  promuove interventi volti  ad  assicurare  idonee
  condizioni  di  lavoro  ai  destinatari della  presente  legge  con
  particolare riferimento alla prevenzione degli infortuni sul lavoro
  e iniziative volte all'informazione sui diritti dei lavoratori.».

   Non sono stati presentati emendamenti.
   Pongo  in votazione l'articolo 18. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                               «Art. 19.
                  Misure a tutela del lavoro regolare

   1.  La  Regione,  nell'ambito delle proprie competenze,  favorisce
  l'emersione   del  lavoro  irregolare  e  di  forme   illecite   di
  intermediazione  di  manodopera  e svolge  azioni  di  monitoraggio
  sull'attuazione della normativa vigente in materia di  sicurezza  e
  regolarità del lavoro.

   2.  La  Giunta  regionale,  sentite  le  organizzazioni  sindacali
  maggiormente  rappresentative, definisce annualmente gli  obiettivi
  specifici,  gli interventi prioritari e le risorse per sostenere  i
  processi  di emersione del lavoro non regolare e di intermediazione
  illecita  di  manodopera, soprattutto nel settore agricolo,  nonché
  gli  standard delle prestazioni in materia di tutela,  sicurezza  e
  qualità del lavoro da raggiungere sul territorio regionale.

   3.  Al  fine  di  rafforzare l'attività ispettiva  sul  territorio
  regionale,  la  Regione favorisce il coordinamento e l'integrazione
  tra  le  funzioni  ispettive svolte dagli  organismi  istituzionali
  statali e comunali e promuove lo scambio di informazioni e forme di
  sperimentazione  di modelli integrati di ispezioni  tra  i  diversi
  enti a ciò preposti.

   4.  Al  fine di favorire le attività di contrasto al caporalato  e
  allo sfruttamento lavorativo in agricoltura, la Regione promuove:

   a)  la  stipula di convenzioni per l'introduzione del servizio  di
  trasporto  gratuito per le lavoratrici e i lavoratori agricoli  che
  copra l'itinerario casa-lavoro e viceversa;

   b)   l'istituzione,  anche  su  iniziativa  dei  soggetti  di  cui
  all'articolo  5, di presidi medico-sanitari mobili  per  assicurare
  interventi di prevenzione e di primo soccorso;

   c) l'utilizzo di beni immobili disponibili a centri di servizio  e
  di   assistenza   socio-sanitaria  organizzati   dalle   competenti
  istituzioni anche in collaborazione con gli enti del terzo  settore
  e con le parti sociali;

   d) l'adozione di misure per assicurare l'ospitalità dei lavoratori
  stagionali in condizioni dignitose e salubri;

   e)  l'attivazione di servizi di orientamento al lavoro mediante  i
  centri per l'impiego;

   f)  la  stipula  di  intese o protocolli volti a sensibilizzare  e
  incentivare  le  aziende  agricole alla creazione  di  una  filiera
  produttiva eticamente orientata nonché alla promozione, alla tutela
  e  al  riconoscimento di prodotti agricoli  etici  per i quali  sia
  possibile escludere qualsiasi forma di sfruttamento lavorativo o di
  intermediazione illecita di manodopera.».

   Comunico  che è stato presentato l'emendament0 19.1, a  firma  del
  Governo.  Mi  pare che sia assolutamente votabile. Il parere  della
  Commissione?

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 19, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:

                               «Art. 20.
                   Misure contro la discriminazione

   1.  La  Regione e gli enti locali, nell'erogazione dei servizi  ai
  destinatari della presente legge, informano la propria attività  ai
  principi di adeguatezza e personalizzazione delle prestazioni.

   2.  La Regione e gli enti locali promuovono azioni per favorire il
  corretto  svolgimento dei rapporti tra le pubbliche amministrazioni
  e i destinatari della presente legge, con particolare riguardo alla
  trasparenza e all'uniformità delle procedure.

   3.  La  Regione  e gli enti locali favoriscono il recupero  ed  il
  reinserimento  sociale  delle  persone  assoggettate  a  forme   di
  schiavitù  o vittime di violenza, anche promuovendo l'azione  degli
  enti  del  terzo  settore  e  delle  associazioni  e  comunità   di
  migranti.».

   Non sono stati presentati emendamenti
   Pongo  in votazione l'articolo 20. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:

                               «Art. 21.
                          Clausola valutativa

   1.  Con cadenza triennale, prima della presentazione del Piano  di
  cui  all'articolo  6,  la  Giunta regionale presenta  all'Assemblea
  regionale  siciliana una relazione sull'attuazione  della  presente
  legge.».

   Non sono stati presentati emendamenti.
   Pongo  in votazione l'articolo 21. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:

                               «Art. 22.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.».

   Pongo  in votazione l'articolo 22. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Allora,   scusate,  siccome  sarebbe  necessario  anche  perché...
  Allora,  scusatemi, evitiamo discussioni inutili. Intanto,  c'è  un
  problema di importo, per cui comunque

   CARONIA. E' passato dalla Commissione  Bilancio .

   PRESIDENTE. E' passato dalla Commissione  Bilancio  quando? Io non
  ce l'ho dall'assessorato del bilancio.
   Allora,  scusatemi,  onorevole Caronia, siccome  la  mia  proposta
  adesso,  scusi  un attimo, siccome la mia proposta  adesso,  avendo
  trovato credo un minimo di accordo sull'edilizia, è quello  di  non
  fare  il voto finale, comunque, perchè così vediamo se riusciamo  a
  fare,  perché  altrimenti tanti vanno via e dobbiamo a  fare  anche
  l'edilizia.  Accantoniamo un secondo e così gli Uffici  lo  possono
  vedere  bene  e  vedere  di  che cosa si tratta  perché  è  materia
  totalmente estranea.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Le do la parola con piacere, però, si tratta -  e  lei
  sa  quanto  io ci tengo all'argomento -  di disabili  che  con  gli
  immigrati prego, onorevole Caronia.

   CARONIA.  Onorevole Di Paola, noi abbiamo seguito questa  cosa  in
  prima  persona,  ma dico quasi tutta l'Aula - si può  dire  -  anzi
  tutta l'Aula.
   Se  l'onorevole Lo Curto si ricorderà, in Commissione   Bilancio ,
  io la prego di informarsi perché non vedo l'onorevole Savona, ma la
  Commissione  all'unanimità  ha votato  questo  emendamento  con  il
  Governo, perché l'ha presentato il Governo, l'Assessore Scavone può
  smentirmi se dico qualcosa di inesatto. Semplicemente questa  norma
  è  chiaro  che  l'argomento non è esattamente calzante,  ma  poiché
  stiamo   parlando   di  diritti  di  soggetti   fragili   l'abbiamo
  assimilata,  perché è chiaro che stiamo tentando di far  sì  che  a
  settembre i ragazzi abbiano l'assistenza a scuola.
   Con  questa  modifica, che di fatto sottrae  un  milione,  non  lo
  aggiunge,   ma  che  comunque  è  stata  varata  dalla  Commissione
   Bilancio

   PRESIDENTE. Onorevole Caronia, chiedo scusa

   CARONIA.   se  noi l'approviamo abbiamo i ragazzi a settembre  con
  l'assistenza; diversamente, non so.

   PRESIDENTE.  Siccome il problema, per quanto mi  riguarda,  non  è
  certamente  di adesione politica all'emendamento, ma è soltanto  di
  tipo  tecnico, mi ascolti, noi intanto accantoniamo  un  attimo  la
  votazione  finale del disegno di legge che faremo comunque,  non  è
  che  è un problema, proviamo, prima ancora di iniziare il dibattito
  su  qualche  articolo dell'edilizia, di fare il voto  finale  sulle
  leggi che, in ogni caso, erano precedenti a questa per cui comunque
  lo  devo  fare  per  un fatto di correttezza, fare  votare  cioè  i
  disegni di leggi già valutati dall'Aula e che mancano solo del voto
  finale, dopodiché - casomai - ci fermiamo dieci minuti e vediamo di
  capire. Non è certamente mia volontà non farlo, però bisogna creare
  le  condizioni perché si possa fare. Intanto gli uffici  si  stanno
  informando  su  questo  fatto  della  Commissione  perché  qua  non
  risulta. Va benissimo.
    Scusatemi, prima di andare avanti su altro, chiederei all'Aula se
  possiamo  dare  il voto finale ai disegni di legge  che  erano  già
  stati  valutati precedentemente. Sono i disegni di legge n.  1018/A
   Termine ultimo per la presentazione delle istanze di proroga delle
  concessioni  demaniali marittime  e n. 953/A  Modifica all'articolo
  6  della  legge  regionale 21 ottobre 2020, n.  24   Norme  per  la
  prevenzione ed il trattamento del disturbo del gioco di azzardo'. .


   Votazione  finale  per  scrutinio nominale del  disegno  di  legge
   Termine ultimo per la presentazione delle istanze di proroga delle
  concessioni demaniali marittime.  (n. 1018/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge n. 1018/A  Termine ultimo per la presentazione
  delle istanze di proroga delle concessioni demaniali marittime. .
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti  .         49
   Votanti             40
   Maggioranza         21
   Favorevoli          24
   Contrari            16
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)


   Votazione  finale  per  scrutinio nominale del  disegno  di  legge
   Modifica all'articolo 6 della legge regionale 21 ottobre 2020,  n.
  24   Norme  per la prevenzione ed il trattamento del  disturbo  del
  gioco di azzardo'.  (n. 953/A)

   Si  passa alla votazione finale per scrutinio nominale del disegno
  di  legge n. 953/A A  Modifica all'articolo 6 della legge regionale
  21  ottobre 2020, n. 24  Norme per la prevenzione ed il trattamento
  del disturbo del gioco di azzardo'. .
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

   Ormai  è  chiusa,  tanto è tutto a favore. Il mio  tesserino  c'è?
  Perché  forse  non ho votato neanche io. Scusate, siccome  non  c'è
  problema  di  risultato rifacciamo la votazione perché mancano  una
  serie  di  voti. Chiudiamo un attimo, tanto nessuno potrà lamentare
  il risultato perché è palese qual è il risultato finale.
   Dichiaro  aperta la votazione. Perché non spunta qui che è  aperta
  la   votazione?  Un  attimo,  finché  non  lo  vedete  scritto  sul
  tabellone  Scusate, annulliamo un attimo tutto, perché il  problema
  di  prima è stato che io ho dichiarato aperta la votazione  ma  per
  motivi tecnici non lo era, per cui aspettiamo che sia pronto. Siamo
  pronti.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti  .         50
   Votanti             39
   Maggioranza         20
   Favorevoli          37
   Contrari            2
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

   Così  abbiamo approvato altri due disegni di legge. Bene.  Andiamo
  avanti.


   Seguito  della  discussione del disegno di  legge   Modifiche  ed
   integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016, n.  16  recante
   Recepimento  del  testo  unico delle disposizioni  legislative  e
   regolamentari  in materia di edilizia approvato con  decreto  del
   Presidente della Repubblica 6 giugno 211, n. 380.  (nn.  669-140-
   453/A)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome, come sapete io faccio  le
  cose  secondo  giustizia e secondo quello  che  mi  pare  corretto,
  abbiamo  questo  problema della Caronia  che  si  sta  valutando  e
  l'Assessore  mi ha correttamente chiesto, prima che qualcuno  possa
  andare via, di votare se è possibile qualche articolo dell'edilizia
  che dobbiamo finire comunque entro l'inizio delle ferie estive, per
  cui, è importante.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Intanto, scusate,  stiamo  valutando
  l'emendamento  aggiuntivo dell'onorevole Caronia per  vedere  se  è
  possibile  inserirlo oppure no e prego gli uffici di darmi  qualche
  notizia.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,  io
  desidero  ritornare  al  punto  in cui  c'eravamo  fermati  e  cioè
  all'articolo 21, c'era un emendamento a firma Pasqua ed  altri.  La
  riscrittura  di  questo emendamento, il 21.7.1,  è  stato  valutato
  dagli  Uffici ammissibile e chiude, diciamo, il vulnus d'incertezza
  giuridica  che  si  era  creato nella  precedente  seduta.  Quindi,
  Presidente, per chiudere l'articolo 21 dobbiamo votare il 21.7.1 al
  quale il Governo dà parere favorevole.

   PRESIDENTE. Benissimo. Mentre, da quello che mi diceva lei  prima,
  viene ritirato dal Governo un articolo, se non ricordo male.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì, Presidente,
  c'è  il  problema  legato all'articolo 12.  Lo  dico  all'Aula,  la
  sentenza  della  Corte costituzionale 24 marzo-21  aprile  2021  ha
  stabilito,  senza purtroppo margine di confronto,  che  l'eventuale
  intervento sulla doppia conformità è di pertinenza esclusiva  dello
  Stato.
   Quindi,  la valutazione che fa il Governo e che affida all'Aula  è
  quella  di  una prudente valutazione di ritiro della stessa  norma,
  fermo  restando  che, per quanto ci riguarda,  come  Governo  della
  Regione,  i  principi di diritto e sostanziali che  erano  proposti
  nell'articolo  12  sono  di assoluto buon senso  e  soprattutto  di
  assoluta semplificazione sotto il profilo dell'autorizzazione

   PRESIDENTE. Però abbiamo poco da fare, diciamo.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Questa  è  una
  valutazione che io rimetto agli Uffici della Segreteria generale ed
  alla Presidenza

   PRESIDENTE. Perfetto. Chiedo scusa, quindi lei ora ci  ha  chiesto
  intanto di votare l'emendamento che hanno tutti o no?

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  Il  21.7.1,
  Presidente.

   PRESIDENTE.   .R ,  ce n'è un altro. E allora,  tranquilli  tutti.
  Distribuiamo per favore le carte.
   E allora, vi stanno distribuendo il 21.7.1.R.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  La ringrazio, Presidente. Ho soltanto necessità  di  un
  chiarimento,  perché l'Assessore pocanzi esprimeva parere  positivo
  ad un subemendamento, che è il 21.7.1

   CRACOLICI. Che non abbiamo.

   TRIZZINO.   che è stato distribuito nella precedente seduta,  ecco
  perché l'onorevole Cracolici non ce l'ha, mentre quello che è stato
  distribuito  adesso, sebbene per certi versi rientri nello  spirito
  di  quell'emendamento è un po' più esteso ed è il 21.7.1.R,  quindi
  volevo  sapere  dall'Assessore a quale emendamento si  riferiva  il
  parere.

   PRESIDENTE. Noi abbiamo messo in votazione il punto R.

   TRIZZINO. Il parere è sul punto R.

   PRESIDENTE. Sissignore.

   TRIZZINO. Grazie.

   PRESIDENTE. Il punto 1.R.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Ribadisco,
  l'emendamento  che risolve il problema per gli  Uffici  -  lo  dico
  anche  a  beneficio  della Segreteria generale  perché  me  ne  dia
  conforto - è il 21.7.1.R, quindi punto 1.

   PRESIDENTE. Sì, e quindi è quello che stiamo mettendo...  E  quale
  stavo mettendo invece?

                     (Intervento fuori microfono)

   Scusate, il 21.7.1.R quando era stato presentato?
   Allora,  c'è  un dibattito sul fatto se è scritto meglio  l'uno  o
  l'altro,  se lo vedete un attimo insieme, decidete qual  è  scritto
  meglio e votiamo quello che è scritto meglio.
   Allora,  chiarito l'argomento, chiarito il tutto, per cui  poniamo
  in votazione il 21.7.1.R.

   BARBAGALLO. Avevo chiesto di intervenire.

   PRESIDENTE.  Ha  ragione onorevole Barbagallo, le  do  la  parola.
  Grazie, chiedo scusa.

   BARBAGALLO. Grazie Presidente. Io le ho chiesto con insistenza  la
  parola  perché  siamo rimasti sgomenti di fronte alla dichiarazione
  del Governo.

          (Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)

   BARBAGALLO. No, Assessore c'è poco da avere coraggio.
   Francamente  guardi, presidente Miccichè, mai come ora confermiamo
  di  non  avere  alcuna fiducia nei confronti di questo  Governo.  E
  veda,  le  questioni che la Presidenza, gli Uffici, il  Palazzo,  i
  funzionari  hanno  posto nei confronti di questo disegno  di  legge
  ormai  da  mesi riguardano, com'è noto, l'articolo 12 e  l'articolo
  20.  Su entrambi gli articoli pende evidentemente, e non serve  uno
  scienziato  o un fine giurista - se i colleghi mi fanno finire,  mi
  fanno  fare  l'intervento -, non serve un fine giurista per  capire
  che  sia  sul  12  che  sul  20 ci sono  questioni  di  legittimità
  costituzionale, più sul 20 che sul 12, perché come tutto  il  mondo
  sa, presidente Miccichè mi faccia finire per favore, i condoni sono
  di competenza del legislatore

   PRESIDENTE. Però stiamo parlando del 21, dobbiamo votare il 21.

   BARBAGALLO.  No,  Presidente, non  è  così  perché  il  Governo  è
  intervenuto  in Aula chiedendo all'Aula di ritirare l'articolo  12,
  facendo  finta di nulla sull'articolo 20. La questione è la stessa,
  sia sul 12 che sul 20.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Barbagallo, non  se  l'abbia  a  male.  Il
  Governo ha intanto ritirato il 12; ora dobbiamo finire il voto  sul
  21, dopodiché tratteremo il 20. Non se l'abbia a male.

   BARBAGALLO. E poi sul 12 non abbiamo votato, Presidente.

   PRESIDENTE. Il Governo lo ha ritirato

   BARBAGALLO. E il Governo non dispone il ritiro, vota l'Aula  sulla
  proposta  del Governo, credo. No, Presidente? E quindi  sull'ordine
  dei lavori c'è un problema quanto una casa.

   PRESIDENTE.  Se il Governo mi chiede il ritiro di un  articolo,  è
  ovvio che lo stralcio. Per cui ha chiesto il ritiro. Stiamo facendo
  il 21. Mi fate fare le cose con ordine?
   Sul  12  il  Governo ha chiesto il ritiro, quindi,  probabilmente,
  anzi  sicuramente,  lo  stralcerò  io.  Ora  facciamo  il  21.  Poi
  affrontiamo il 20.

   BARBAGALLO. E' come il 12, Presidente, il 20.

   PRESIDENTE.  Ho capito, ma lo vedremo dopo  Onorevole  Barbagallo,
  non  se  l'abbia a male, facciamo le cose con un minimo di  ordine.
  Già  è  una  legge incasinata di suo, se poi facciamo tutto  questo
  balletto.

   BARBAGALLO.  Presidente,  però la legge  è  incasinata  perché  la
  maggioranza la tiene in Aula dal 20 settembre, non è che  la  colpa
  può essere delle opposizioni.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'emendamento  21.7.1.R.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli altri emendamenti sono preclusi.
   Pongo  in votazione l'articolo 21. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Allora, andiamo all'argomento del 12.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Io non avevo finito sul 12.

   PRESIDENTE. Stavamo parlando del 21, onorevole Barbagallo, lei non
  può  chiedere la parola per parlare di pomodori mentre parliamo  di
  patate. Non se l'abbia a male, poi gliela darò per riparlare.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Allora, intanto
  il  fatto che l'onorevole Barbagallo, segretario del PD, non  abbia
  fiducia in questo Governo mi addolora, ma non mi sorprende.  Questo
  è giusto che lo dica.
   Fatta  questa  premessa, circa l'articolo 12  -  poi  affronteremo
  anche   l'articolo  20  -,  circa  l'articolo  12   ho   sottoposto
  all'attenzione    dell'Aula,   perché   la   Segreteria    generale
  dell'Assemblea mi dia, o meno, supporto circa l'intendimento  della
  sentenza della Corte costituzionale che è andata in decisione il 24
  marzo  2021, le cui motivazioni sono state rese note il  21  aprile
  del  2021,  nella quale si dice con esclusivo, precipuo riferimento
  all'articolo 12 e al tema sul quale stiamo dibattendo,  che  è,  in
  relazione  al  tema  doppia  conformità,  pertinenza  e  competenza
  esclusiva   dello   Stato.  Qualsiasi  ulteriore   interpretazione,
  estensiva  o  restrittiva,  a  seconda  del  tipo  di  impostazione
  politica  che  c'è, è assolutamente fuori dal campo previsto  dalla
  sentenza che sto rassegnando all'Aula.
   Fatta questa premessa, ho il dovere morale, prima che giuridico  e
  politico,   di   sottoporre   all'Aula  questo   novum   giuridico.
  Sottopongo, quindi, alla valutazione dell'Aula, ma prima  di  tutto
  della Segreteria generale, la possibilità di votare o meno. Secondo
  me facciamo

   PRESIDENTE. Secondo lei il Presidente non conta proprio, eh

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  No,  no,  no,
  perché  secondo me, Presidente - stavo finendo -, in buona sostanza
  finiremmo per

   PRESIDENTE.  No, giusto per sapere. Il Presidente questo  articolo
  lo  stralcia.  Per  cui,  è inutile che lei  continua  a  riferirsi
  all'Aula o alla Segreteria generale.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Le  chiedo
  scusa, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Un attimo, devo vedere come andare avanti. Sull'ordine
  dei lavori assolutamente, prego.
   Intanto, onorevole Caronia, siccome si sta risolvendo quella cosa,
  comunico  che  subito  dopo faremo il voto finale  dell'inclusione,
  penso,  spero, risolvendo anche il problema dell'onorevole Caronia.
  Quindi, di questo avverto l'Aula.

   CRACOLICI. Presidente, la mia è una domanda. Noi abbiamo votato il
  21.7.1.R, che era un emendamento aggiuntivo al 21.7.1. Lei ha fatto
  votare il 21.7.R.1 e poi l'articolo 21. Il 21.7.1 che fino ha fatto
  visto che era una riscrittura

   PRESIDENTE. E' stato assorbito da quello R.

   CRACOLICI. Assorbito da cosa?

   PRESIDENTE. Sostituito, non assorbito. Sostituito da quello R.

   CRACOLICI. E mi permetto di dire, scusate, attenzione perché forse
  abbiamo commesso una
   Il  21.7.1  del Governo era di riscrittura dell'articolo  21  che,
  secondo me, aveva un senso.
   Il 21.7.1.R era un emendamento aggiuntivo a quello di riscrittura.
   Noi abbiamo votato l'aggiuntivo ma

   PRESIDENTE.  E'  stato votato come sostitutivo. Tant'è  che  stato
  discusso

   CRACOLICI. E, quindi, non c'è più la riscrittura, Presidente.

   PRESIDENTE.   con  l'onorevole Trizzino e l'assessore  Cordaro  se
  votare l'uno o l'altro e, d'accordo con gli Uffici, hanno convenuto
  di votare quello che abbiamo votato.

   CRACOLICI. Ed abbiamo fatto - glielo posso dire in italiano -  una
   stronzata

   PRESIDENTE.  Onorevole, se lei ha ragione, cercheremo di  riparare
  alla  stronzata  fatta
   Intanto, onorevoli Trizzino e Cordaro, rispetto a quello che dice

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Trizzino)

                           (Brusio in Aula)

   Silenzio, per favore.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)

   Per  favore, mi fa parlare con la Segreteria? Ogni tanto, ci  sono
  momenti
   Un  attimo  soltanto, mi faccia parlare e poi le do la parola.  Un
  momento.
   Siccome, gli Uffici ammettono che c'è stato un errore - quindi, ha
  ragione l'onorevole Cracolici -, ma pazienza quando loro stanno qui
  a  parlare  e mi dicono che bisogna votare un emendamento piuttosto
  che un altro, ovviamente mi devo fidare.
   Ma  non c'è niente di grave per cui, così come detto all'onorevole
  Cracolici, proviamo a rimediare alla  stronzata .
   La  ringrazio  per aver sollevato il problema perché,  altrimenti,
  sarebbe  stato un problema più grave, per cui il problema  è  stato
  risolto.
   Spero  che l'Aula sia d'accordo con questa anomala votazione  dopo
  che abbiamo già votato il 21, ma dobbiamo votare l'emendamento 21.7
  del Governo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Rivotiamo  l'articolo  21, così come rivotato  alla  fine.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Grazie, onorevole Cracolici.

   SAVARINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO, presidente della Commissione. Signor Presidente,  volevo
  proprio  farle notare che era saltata la votazione del 21.7  ma  fa
  niente, gliel'hanno detto gli Uffici.
   Se  lei ogni tanto mi onora dello sguardo, io non parlo mai - come
  si  dice dalle mie parti -  a matula , se parlo è perché ho  motivo
  ed è nel mio ruolo di Presidente di Commissione che su queste carte
  ci ha studiato e ci ha lavorato.
   Tornando al 12, volevo solo dare a quest'Aula una precisazione: il
  12  non è un articolo che è arrivato dal testo del Governo,  è  una
  norma  del  Parlamento,  nata  in  Commissione  anche  su  proposta
  dell'onorevole Barbagallo. Che nelle more ci sia stata, poi, questa
  sentenza della Corte costituzionale del 21 aprile pone la norma  in
  dubbio   di  costituzionalità  sopravvenuta,  per  cui  anche   noi
  invitiamo questa Presidenza a stralciarla.
   Ma  volevo  sottolineare, all'attenzione di  quest'Assemblea,  che
  questa  norma  è  di natura parlamentare ed uno degli  emendamenti,
  approvati in Commissione, era proprio dell'onorevole Barbagallo.

   PRESIDENTE.  Io, però, la prego di una cosa: non è  che  per  ogni
  cosa  che votiamo dobbiamo comunicare al mondo di chi è e  da  dove
  nasce

   SAVARINO,  presidente  della  Commissione.  Io,  però,  con  tutto
  l'affetto  e  la stima che posso avere per i colleghi,  lezioni  di
  morale no. Grazie, grazie, grazie.

   PRESIDENTE.  Attenzione  Da noi, ogni legge parte dal  Governo  e,
  poi,  viene modificata nelle Commissioni. Per cui questo è un fatto
  assolutamente  normale.  Non è che ogni volta  possiamo  comunicare
  quello che stiamo votando chi l'aveva scritto?
   Ha fatto benissimo, comunque, a sottolinearlo.
   In  ogni caso, ripeto, l'articolo 12, da chiunque sia nato, è  già
  stralciato.
   Ora,  onorevole  abbiamo votato il 21. C'è una riscrittura  sempre
  del  Governo  che  è  stata distribuita? Che  è  stata  distribuita
  sull'articolo  20,  e  allora  siccome  ho  necessità  assoluta  di
  chiudere alcune situazioni non le possiamo tenere aperte a vita, se
  lo  avete  ricevuto lo pongo in votazione, chi lo vuole  votare  lo
  vota, chi non lo vuole votare non lo vota, punto.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Come?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  E' la riscrittura dell'articolo 20, per  cui  non  ci
  sono  più  emendamenti,  votiamo questo se  abbiamo  votato  questo
  votiamo l'articolo.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Sul  12  dopo, un attimo, votiamo  questo,  onorevole
  Assenza, le chiedo scusa.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   PRESIDENTE. La riscrittura dell'articolo 20. Come?

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Certo che può intervenire. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, però  credo  che  non  ci  stiamo
  capendo al di là delle ripicche, glielo dico, Presidente, dico  che
  l'articolo  12  era  proposto dal Partito Democratico  anche  -  ma
  nessuno  l'ha  mai negato, Presidente, quindi non  è  che  qua  c'è
  qualcuno
   No  il  punto  politico  e  di rapporto istituzionale,  presidente
  Miccichè,  e  mi  rivolgo  alla Presidenza  perché  riguarda  nello
  specifico la Presidenza dell'Assemblea: l'articolo 20 è un articolo
  illegittimo, anche con questa riscrittura che toglie -  lo  dico  a
  beneficio  dei  colleghi - il comma 3 che faceva  ridere  tutto  il
  mondo,   che  prevedeva  il  parere  per  silenzio  assenso   sulla
  compatibilità paesaggistica e prevede nuovamente, al  comma  2,  il
  termine  perentorio  sul  rilascio dei pareri  che  è  notoriamente
  illegittimo,  e  sull'articolo  1 continua  a  normare  un  condono
  edilizio  che, presidente Miccichè, come sanno bene gli Uffici  non
  solo  dell'Assemblea ma gli uffici di tutto il mondo, la competenza
  dei   condoni   è  di  esclusiva  del  legislatore  nazionale.   La
  responsabilità,  proprio  perché  tornando  al  discorso  di  prima
  presidente  Savarino, non abbiamo alcuna fiducia nel  Governo,  noi
  non  avevamo  dubbi  che, dopo nove mesi, ci sarebbe  stata  questa
  trappola,  che non è una trappola, assessore Cordaro, nei confronti
  del  Parlamento, è una trappola nei confronti dei siciliani di  cui
  vi dovete vergognare.
   Presidente  Miccichè,  noi  ci  vergogniamo  di  questo   Governo,
  speriamo  di  non vergognarci anche nei confronti della Presidenza.
  Presidente Miccichè?

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo se lei non ha finito
   Onorevole  Barbagallo, lei ha finito di parlare, se non ha  finito
  continui io l'ascolto.

   BARBAGALLO.  Presidente,  francamente mi sono  fermato  resistendo
  alle  accuse squallide dell'assessore Cordaro, perché dico lei  non
  mi ascoltava, è un punto non indifferente su cui la Sicilia e la IV
  Commissione e l'Aula
   No, presidente Miccichè, mi deve ascoltare

   PRESIDENTE.  Onorevole  Barbagallo, so e ho  capito  perfettamente
  quello  che  lei sta dicendo, contemporaneamente sto  parlando  con
  Uffici per capire la valutazione che dobbiamo fare, per cui lei  se
  vuole continuare a parlare continui, altrimenti diamo la parola  ad
  un altro, non è che lei si può fermare perché mi sono fermato io.

   BARBAGALLO. Gli Uffici diranno quello che dicono tutti gli uffici:
  che    la    norma    è   illegittima,   però   la   responsabilità
  sull'integrazione   di   inammissibilità   è    della    Presidenza
  dell'Assemblea e credo che si stia consumando uno scandalo  davanti
  a tutti oggi.

   PRESIDENTE. Non c'è alcuno scandalo. Mi sto

   BARBAGALLO. Invece, secondo noi c'è

   PRESIDENTE.  Mi  sto consultando con la Segreteria  generale,  per
  capire questo tipo di articolo, ho anche già detto più di una volta
  però,  e  lo  ripeto  questa volta, che  se  ci  sono  problemi  di
  illegittimità o di incostituzionalità di una norma o di un articolo
  andrebbe scoperto prima di arrivare in Aula, perché non posso  ogni
  volta   che   arriviamo  in  Aula  convocare  gli  scienziati   dei
  costituzionali   per   sapere   se   una   norma   è   o   non    è
  anticostituzionale, per cui il mio problema, ed è  quello  che  sto
  discutendo,  è  questo, allora in Aula non posso,  regolarmente  su
  ogni  legge,  avere  qualcuno che si alza e mi  dice  che  ci  sono
  problemi  di incostituzionalità, perché se così è in Aula non  deve
  arrivare  questa  norma se ci sono problemi di  incostituzionalità,
  per cui la prego di andare
   Se  ci  sono altri che devono intervenire? Onorevole Trizzino,  la
  prego  di  intervenire, io intanto sto facendo una valutazione  sul
  come mi dovrò comportare.
   Prego, onorevole Trizzino.

   TRIZZINO. Grazie, Presidente. Le dispiace se rubo qualche  minuto,
  altri  cinque  in  più rispetto a quelli canonici  che  mi  vengono
  concessi?  Le rubo qualche minuto in più dei cinque, le dicevo,  se
  mi fa questa cortesia.
   Allora,  ho  letto velocemente questa riscrittura, il 20.R  ed  ha
  ragione  l'onorevole Barbagallo, perché salta soltanto il  comma  3
  sul   silenzio  assenso  dubbio della Soprintendenza,  tra  l'altro
   silenzio  assenso   che  non potrebbe nemmeno  starci  in  materia
  paesaggistica.  Quindi, in punto di diritto, la  questione  non  si
  risolve, a nostro modo di vedere.
   Allora,  faccio  una  premessa, perché  questo  articolo  è  stato
  dibattuto talmente tante volte fuori da quest'Aula, forse in questa
  assise non si è mai affrontato in modo compiuto.
   Allora, io vorrei partire dalle competenze dello Stato, quello che
  diceva  prima l'onorevole Barbagallo, perché sono quelle dirimenti,
  sulle  quali  poi dovrebbe essere la Corte costituzionale,  qualora
  venisse chiamata a pronunciarsi su questa norma, a stabilire  se  è
  incostituzionale o meno. E lo faccio citando sentenze  della  Corte
  costituzionale stessa. Il giudice delle leggi ha più volte chiarito
  che  le  determinazioni delle tipologie sono attribuite allo Stato,
  nel  senso  che  il  condono edilizio straordinario  -  non  quello
  ordinario  dell'articolo  12 - può essere  individuato  solo  dallo
  Stato.   Alle   Regioni   compete  la  gestione   della   procedura
  amministrativa e norme a maggiore favore del paesaggio,  nel  senso
  che   le  Regioni  possono  estrapolare  dalle  tipologie  edilizie
  condonabili determinate specie, cioè può solo fare norme a  favore,
  e non a restringere l'ambito operativo.
   Questo  non lo dice, ovviamente, Giampiero Trizzino, non  lo  dice
  l'Ufficio legislativo dell'Assemblea regionale siciliana, lo  dice,
  lo  dicono le numerose batterie di sentenze, che non dico qui tanto
  per  riempire e colorare l'Aula, ma dico perché voglio che  vengano
  verbalizzate: sono la sentenza n. 233 del 2015, la n. 196 del 2004,
  la  n. 48.956 del 2004, poi ce ne sono successive, fino ad arrivare
  al 2015.
   Cosa  è  avvenuto in Italia? In Italia ci sono stati  tre  condoni
  edilizi  straordinari, negli anni '80, negli anni '90, e nel  2003.
  Nessuno  di  questi  permette la condonabilità  per  opere  che  si
  trovano  in  area  a  vincolo assoluto, i 150 metri  dal  mare.  Su
  questo, non ci sono questioni rilevanti.
   I  primi due condoni, diversamente dal terzo, danno la possibilità
  di  condonare  immobili che insistono in aree a  vincolo  relativo,
  cioè   quelle   per  le  quali  è  necessario  un   parere,   della
  Soprintendenza se si tratta del paesaggio, del Genio civile  se  si
  tratta di dissesto idrogeologico.
   Il  terzo  condono, quello di Berlusconi, è più restrittivo,  cioè
  garantisce la condonabilità soltanto per opere minori che insistono
  su aree a vincolo relativo, questo vale dovunque.
   A  stabilirlo non è sempre Giampiero Trizzino, l'avvocato Cordaro,
  ma sono tantissime batterie di sentenze, sulle quali tra l'altro fa
  anche   menzione  l'Ufficio  legislativo  dell'Assemblea  regionale
  siciliana.
   A  dire  questo, in realtà, e questo lo cito, perché è importante,
  perché   esce   fuori  da  questi  Uffici,  è  anche  l'Assessorato
  regionale,  non nell'amministrazione Musumeci, ma in  passato,  che
  più  volte  si  è  espressa  in  questo  senso.  Cito  testualmente
  l'Ufficio   consultivo  dell'Assessorato  urbanistica   che   dice,
  interpellato  sulla  questione nel 2005:  le opere  abusive  devono
  considerarsi  non  sanabili   secondo  il  terzo  condono  edilizio
   qualora sussistono vincoli imposti da leggi statali e regionali  a
  tutela  di  interessi idrogeologici, ambientali  e  paesaggistici .
  Dello  stesso avviso è anche l'Ufficio legislativo della Presidenza
  della Regione, che dice:  l'articolo 24 della legge 15 del 2004   -
  cioè  quello che recepisce il terzo condono edilizio -,  con questa
  legge il legislatore regionale ha manifestato la volontà di aderire
  negli   stessi   termini  di  come  ha  stabilito  il   legislatore
  nazionale .  In  parole  molto  più  semplici,  il  terzo   condono
  edilizio, come è normale che sia, in Sicilia si applica allo stesso
  modo  di  come si applica nelle altre Regioni. Questo è tranciante,
  lo dicono anche le sentenze del TAR, ce n'è una del TAR Catania del
  2007  che  in  modo tranciante dice: non ci sono mezze  misure,  in
  Sicilia  il  terzo  condono edilizio, perché è materia  penale,  si
  applica allo stesso modo di come avviene in altre Regioni.
   Che  cosa  è  successo nel 2010? È arrivato questo benedetto,  tra
  virgolette  maledetto  parere del CGA. È un parere, attenzione, chi
  mastica diritto sa bene che il parere del CGA ha valore legale solo
  tra  le  parti,  cioè  tra  soggetti che  sono  chiamati  in  causa
  specificatamente  all'interno di quel procedimento.  Non  ha  alcun
  valore  normativo,  giudiziario o alcun valore di  sentenza  per  i
  soggetti che sono esterni a quel procedimento.
   Con  questo  parere  che  cosa si fa?  Viene  prima  recepita  una
  circolare,  adesso non mi ricordo se era la 2013  o  la  2014,  poi
  quella circolare viene ritirata, poi viene riproposta.
   Abbiamo sostenuto più volte che quelle circolari si basavano su un
  parere  che ha soltanto carattere vincolante tra le parti e che  si
  pone  in antitesi con tutte le sentenze che citavo precedentemente,
  con  l'orientamento dell'Ufficio legislativo della Regione ed anche
  con l'Ufficio consultivo dell'Assessorato urbanistica.
   Ecco  perché - vengo al dunque e chiudo - noi in questo  specifico
  articolo  ci  siamo  impegnati  a  presentare  un  emendamento  che
  immagino  verrà  stralciato qualora dovesse passare  questo,  ma  è
  giusto  che  lo  esponga. A nostro modo di vedere il terzo  condono
  edilizio non può che interpretarsi negli stessi termini di  come  è
  stato   concepito  dal  governo  Berlusconi  nel  2003,   cioè   la
  condonabilità in area vincolo relativo si applica solo per le opere
  minori.   Questa   è  l'unica  interpretazione  autentica,   perché
  attenzione  qui lo dico ai giuristi: stiamo normando una  legge  di
  interpretazione che ha un effetto retroattivo di 17 anni e  io  non
  voglio  nemmeno  immaginare  gli  effetti  che  potrebbe  avere  su
  situazioni  per le quali già c'è stata la demolizione di  un'opera.
  Stiamo normando una legge che ha questi effetti retroattivi, quindi
  l'unica  interpretazione, a mio modesto modo di vedere,  è  che  la
  norma  venga  interpretata negli stessi termini  di  come  è  stata
  concepita   nel   2003,  altre  interpretazioni  sono   pericolose,
  danneggiano  il paesaggio e, lo dico soltanto alla fine,  rischiano
  davvero di subire la scure della Corte Costituzionale.

   PRESIDENTE.  Allora, colleghi, ho ricostruito insieme agli  Uffici
  l'iter  di  tutta  questa  vicenda. Nell'ottobre  2020  gli  Uffici
  dell'Assemblea hanno scritto alla Commissione ed hanno  evidenziato
  i  loro  forti dubbi sia sull'articolo 12 che sull'articolo 20.  La
  Commissione,  nonostante questa segnalazione, ha comunque  ritenuto
  legittimamente  di mandare avanti comunque in votazione  l'articolo
  12  e  l'articolo 20 che sono stati approvati e che,  quindi,  oggi
  fanno parte di questo fascicolo.
   Per  quanto riguarda l'articolo 12 l'ultima sentenza è tranciante,
  come dire, è inutile che ne parliamo, per cui se anche non ci fosse
  stato  l'intervento dell'assessore Cordaro o quello  di  tutti  gli
  altri, comunque sarebbe stato un obbligo della Presidenza quello di
  stralciarlo.
   Sul  20  non è così tranciante, per cui è molto probabile, scusate
  lo  sto  dicendo  all'Assemblea, che  sia  un  articolo  che  verrà
  impugnato, ma non avendo la certezza del fatto che verrà impugnato,
  perché, comunque, qualche dubbio almeno ai miei Uffici rimane,  non
  mi posso permettere autonomamente di eliminarlo, di stralciarlo, lo
  comunico,  comunico  al  Governo che questa  responsabilità  ce  la
  prendiamo,  voglio  dire, insieme, ma che non posso  stralciarlo  a
  meno   che  non  mi  viene  richiesto  ripeto  perché  secondo   le
  valutazioni degli Uffici non è così tranciante come la sentenza per
  l'articolo 12, per cui queste sono le valutazioni della Presidenza.
   Le  valutazioni  che dovrà prendere il Governo, la  Commissione  e
  l'Aula durante il voto sono le vostre e rispetterò, ovviamente,  le
  valutazioni che verranno prese.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Se  non  vuole intervenire  prima  il  Governo  o  la
  Commissione, ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente,  non  voglio  che  questa  discussione  si
  trasformi  in  rissa, in dibattito anche perché - lo dico  ai  miei
  colleghi che sono più giovani di legislature - questo è un tema che
  c'è  da anni, dentro questa Assemblea Regionale, e che ad oggi  non
  siamo riusciti a risolvere perché il nodo di fondo è che gli organi
  di  cosiddetta vigilanza non hanno mai voluto esprimere  un  parere
  sulla richiesta di sanatoria in presenza di pareri obbligatori  che
  erano  in  capo alla Sovrintendenza, prevalentemente,  o  al  Genio
  civile  in  altri casi. E, quindi, queste sanatorie - lo diceva  il
  collega Trizzino - sono da anni appese.
   L'intento  della  legge  che  era  stata  proposta  e   che   era,
  sicuramente, illegittima, rendeva obbligatorio il parere, quando la
  legge  nazionale non lo prevede. E perché ci richiamiamo alla legge
  nazionale?  Non per furbizia. Perché la stessa sentenza  a  cui  ha
  fatto  riferimento lei, giustamente l'ultima, questa pubblicata  ad
  aprile 2021, relativamente al problema della doppia conformità,  al
  di  là della tipizzazione che stabilisce con nettezza che su quella
  fattispecie la competenza è esclusiva dello Stato, ma lo  dice  con
  un'argomentazione che, sostanzialmente, è la seguente. Tra  l'altro
  ribadita  da parte della Corte Costituzionale. E, in parte,  quella
  sentenza mette in discussione - diciamocelo con grande onestà -  il
  tentativo che abbiamo provato a fare con l'articolo 12.
   L'articolo  12  cos'è?  Avevamo copiato -  in  parte,  secondo  me
  bisognava copiarla tutta - la legge dell'Emilia Romagna, che non  è
  stata  impugnata dal Consiglio dei Ministri e che  è  vigente.  Con
  l'articolo  12  avevamo  provato a dire  facciamo  come  in  Emilia
  Romagna' sul tema della doppia conformità. Cioè, di mantenere  vive
  le  sanzioni  penali  risolvendo i procedimenti amministrativi.  La
  Corte  Costituzionale, nel dire  non si può fare  ha detto  in  più
  un'altra   cosa,  che  per  tutte  le  norme  che   hanno   effetti
  sanzionatori  di  tipo  penale  non ci  può  essere  nessuna  legge
  regionale  che, risolvendo il problema amministrativo, fa  decadere
  gli effetti penali di una norma.
   Presidente,  l'articolo  20 è questo.  Non  si  può  dire  che  la
  sentenza riguardo all'articolo 12 è chiara e, invece, sull'articolo
  20  non  è  così  chiara.  Lo dico a tutti noi.  Perché  tutti  noi
  vorremmo  trovare una soluzione a un problema che  da  17  anni  ci
  troviamo  sul groppone, ma non possiamo pensare di usare  soluzioni
  che  avranno  come  effetto  un  ulteriore  incasinamento  per  due
  ragioni.  E  chiudo.  Primo, perché lo  stesso  Governo,  nel  fare
  l'emendamento  di riscrittura che ha predisposto oggi,  si  è  reso
  conto  di  non poter obbligare sia la Soprintendenza, sia il  Genio
  civile   in   assenza   di  parere  entro   90   giorni   vige   il
  silenzio/assenso.  Questo non lo poteva fare.  Ed  era,  pur  nella
  illegittimità, l'unico modo per risolvere il problema. Era evidente
  che era illegittimo ma non c'era un'alternativa a quella soluzione.
  E siccome lo stesso Governo si è reso conto di non poterlo fare, ha
  dovuto  scrivere  una norma, che dice e non dice nulla,  perché  si
  limita  a  dire  entro 90 giorni, riaprendo i termini e sulla  base
  della richiesta di riesame tu mi devi dare il parere'. E se non  te
  lo  do  che  cosa succede? Seconda questione. La norma  che  stiamo
  prevedendo,  comunque,  supera il tema della  sanzione  penale,  se
  diamo  una  risoluzione sul piano amministrativo. E, su questo,  la
  sentenza  della  Corte Costituzionale ha ribadito che  non  si  può
  fare.  Ecco perché, Presidente, evitiamo di dividerci su cose sulle
  quali,  al  di là delle buone volontà di ognuno di noi  ma  non  si
  potrà andare avanti.

   PRESIDENTE.  Ma  non  c'è  da dividerci.  Perfetto,  io  prima  di
  mettere  in  votazione vorrei leggere la relazione che mi  è  stata
  fatta sull'argomento, in modo che, così come l'ho letta io prima di
  dire  quello  che avevo detto poco fa, la leggo a voi in  modo  che
  ognuno  di  voi si possa fare una precisa valutazione di quello  di
  cui discutiamo.
   La  sentenza  ha  ribadito come in tema di  condono  edilizio,  la
  giurisprudenza della Corte ha più volte chiarito che spettano  alla
  legislazione  statale  oltre  ai  profili  penalistici,  ovviamente
  interamente  sottratti alla legislazione regionale,  le  scelte  di
  principio, in particolare quelle relative all'ante, al quando ed al
  quantum.  Ossia,  la decisione su se disporre un  titolo  abitativo
  edilizio  straordinario  quelle relative  all'ambito  temporale  di
  efficacia della sanatoria.
   Infine, l'individuazione delle volumetrie massime condonabili, per
  cui  non  c'è  dubbio  alcuno che dei rischi di  incostituzionalità
  siano  anche forti, ma io, ripeto, mentre sull'articolo  12  ho  la
  garanzia che è incostituzionale, su questo la garanzia non ce l'ho,
  però, sto ribadendo più volte all'Aula ed al Governo che, comunque,
  il  rischio che sia impugnata questa norma, è altissimo, non  alto,
  però,  se  il Governo, così come è successo prima e mi ha  dato  la
  possibilità   di   stralciarlo,  io  la  metto  tranquillamente   e
  serenamente in votazione.
   Onorevole  assessore,  la  prego  di  intervenire.  Chiedo  scusa,
  assessore, siccome la Presidente della Commissione prima di lei  mi
  aveva chiesto la parola, vediamo se possiamo trovare, anche se  poi
  sarà il Governo a dovermi dire quello che deve fare.

   SAVARINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  ma ci mancherebbe, noi in  Commissione  siamo
  stati   molto  attenti  rispetto  a  questo  tema  ed  anche   alle
  sollecitazioni del Servizio Studi.
   Voglio fare una premessa. Non è che non si comprende e non  si  ha
  la  sensibilità di capire che alcune storture in Sicilia  ci  sono,
  che  ci  sono  stati  acquirenti in buona fede che  hanno  comprato
  pensando  che  alcuni vincoli fossero direttamente imputabili  agli
  enti  locali e non direttamente ai cittadini. Ci sono storture come
  quelle che in Emilia Romagna, quella norma che noi abbiamo copiato,
  aveva  risolto,  cioè la possibilità che tu ieri hai  costruito  un
  capannone  in un'area agricola, signor Presidente, oggi  nel  Piano
  regolatore   prevede  che  quell'area  è  un  are   artigianale   o
  commerciale,  quel capannone lo deve abbattere  ma  lo  puoi  anche
  ricostruire  identico. Quindi, questa è la doppia conformità,  cioè
  ci  sono  storture  enormi  nella  nostra  normativa  edilizia,  ma
  purtroppo,  ha  detto bene lei, molte di queste cose  non  sono  di
  competenza  più  siciliana,  ma sono direttamente  imputabili  alla
  competenza statale.
   Ecco  perché, probabilmente, è utile anche un intervento di questo
  Parlamento  siciliano  a sensibilizzare il Governo  nazionale;  per
  esempio,  su  Ischia  una risposta concreta  è  stata  trovata  per
  risolvere le tante incongruità che in quel territorio c'erano e che
  in Sicilia ci sono ma che noi non possiamo risolvere.
   Noi, in Commissione, non abbiamo fatto una sola audizione di tutti
  i comitati per la casa, gli abusivi che ci hanno fatto richiesta, e
  lei  lo  sa  perché hanno chiesto anche a lei, per  non  alimentare
  false  speranze, e glielo dico con la sofferenza nel cuore,  perché
  conosco i disagi di quel territorio, li conosco benissimo,  ma  non
  abbiamo  voluto alimentare, con i colleghi, false speranze, sapendo
  che  quello che è la nostra competenza è un rivolo strettissimo  su
  cui  il  Governo, nello specifico l'assessore Cordaro,  con  questa
  riscrittura vorrebbe infilarsi.
   Noi abbiamo fatto presente all'assessore queste limitazioni che ci
  arrivano,   e  che  ci  arrivano  da  ultimo  da  questa  sentenza.
  Probabilmente  avrà  ragione,  non  lo  so.  E'  rimessa   ad   una
  valutazione  di una riscrittura che oggi è alla nostra  attenzione,
  ma  quello che io voglio ribadire, e lo faccio per l'onorabilità di
  quest'Assemblea, probabilmente se non fossi stata presidente  della
  Commissione  Ambiente  e  Territorio mi  sarei  anche  divertita  a
  portare  qui la voce dei tanti bisogni e delle tante criticità  che
  ci  sono,  ma  ho  voluto  preservare  questa  istituzione,  questa
  Commissione  e  questo  Parlamento, evitando di  trascinare  tante,
  tante  e  tante  di quelle necessità, criticità  e  disagi  che  in
  Sicilia ci sono, ma a cui la risposta, purtroppo, deve arrivare  da
  un  coraggioso  atto  parlamentare  del  Governo  nazionale  e  del
  Parlamento  nazionale,  come hanno già  fatto,  lo  ribadisco,  per
  Ischia. Lì il coraggio lo hanno trovato e lo hanno risolto. Qui  il
  territorio è più ampio, ma le esigenze non sono minori, anzi, e non
  valgono di meno.
   Ora,  sul  12, quando noi abbiamo approvato, insieme ai  colleghi,
  quella norma, c'era un vulnus di possibilità, c'era una possibilità
  che  era  appunto quella dettata da una normativa in Emilia Romagna
  identica,  che noi abbiamo copiato. La stessa normativa,  identica,
  l'ha fatta la Regione Veneto, e quella della Regione Veneto è stata
  impugnata,  e  la sentenza che è stata trasmessa  il  21  aprile  è
  proprio  quella  della  Regione Veneto. Paradossalmente  la  stessa
  normativa in Emilia Romagna, dove non è stata impugnata, è tutt'ora
  vigente,  quindi  in Italia abbiamo anche discipline  sulla  doppia
  conformità  che sono diverse da Regione a Regione e questo  non  si
  capisce e non ha proprio senso e crea delle disparità che non hanno
  ragione di esistere.
   Ecco  perché mi permetto di nuovo di ribadire l'esigenza che anche
  da  questo  Parlamento passi una voce unica a chiedere  a  Roma  di
  trattare questo tema e dare con autorevolezza - che solo il Governo
  Draghi  può  dare  -  una risposta alle tante incongruenze  che  su
  questo  tema  vigono in tutta Italia e nello specifico in  Sicilia.
  Volevo solo, Presidente, darle questo punto di chiarezza.

   PRESIDENTE. Il suo intervento, onorevole Savarino, è un intervento
  -  mi  permetto di dire - molto intelligente, puntuale  e  preciso.
  Quindi  la  posizione oggi della Commissione qual è? Si rimette  al
  Governo? Normalmente è il Governo che si rimette all'Aula.

   SAVARINO,  presidente della Commissione. Si rimette all'Aula.  Noi
  abbiamo  fatto  presente le difficoltà e il Governo  ha  fatto  una
  riscrittura e la ripropone all'Aula e noi ci rimettiamo all'Aula.

   PRESIDENTE.  Diamo  la  parola  al  Governo  e  vediamo  che  cosa
  decidiamo.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,   io   non  rifarò  tutta  la  storia,   anche   perché
  parzialmente l'ha fatta - con correttezza - il collega Trizzino; ma
  il collega Trizzino si è dovuto fermare ad una certa data. Perché è
  vero  che  nel  2005,  nel  2007 in quegli  anni  vi  furono  delle
  sentenze,  seppur  in  primo  grado  come  nel  caso  del  TAR  che
  affrontavano  la situazione in una versione che contraddice  quello
  che  oggi  il  Governo Musumeci sta ponendo in essere, ma  l'intera
  valutazione scioglierà, Presidente Miccichè, ogni dubbio  circa  la
  correttezza dell'impostazione del Governo.
   E  mi  dispiace se l'onorevole Barbagallo, che non riesce ad avere
  in  Aula  un rapporto sereno con me come quello che invece  abbiamo
  fuori  dall'Aula, arriva addirittura ad attribuire a questo Governo
  nove   mesi   fa   la  possibilità  di  prevedere  che   la   Corte
  Costituzionale, nell'aprile 2021, si sarebbe espressa sull'articolo
  12 così come ha fatto. Io resto ai fatti e rispetto ai fatti che io
  narrerò  non c'è tema di discussione, perché sono fatti  oggettivi
  Senza  possibilità di interpretazione alcuna, perché  al  netto  di
  tutto  quello  che  era  successo  prima,  Presidente  e  onorevoli
  colleghi,  la famosa - com'è stato da qualcuno detto -  sentenza  a
  Sezioni  riunite del Consiglio di Giustizia Amministrativa  per  la
  Regione siciliana del 31 maggio 2012 - onorevole Trizzino, non 2010
  - afferma la tassatività dell'applicazione della legge  326/2003, e
  cioè  del  recepimento del condono nazionale, spingendosi  fino  al
  punto  di  sostenere che in caso di mancata applicazione i  sindaci
  potranno essere perseguiti in sede penale. Ed è tanto cogente  quel
  parere   della   Sezione   riunita   della   Corte   di   Giustizia
  amministrativa, onorevole Cracolici, che qualche mese dopo l'allora
  vicepresidente  della  Regione  e mia  predecessore,  Assessore  Lo
  Bello,  emanerà  una  circolare che è assolutamente  in  linea  nel
  Governo  Crocetta  con quanto sostiene questo parere.  Ci  sarà  un
  momento  di  impasse  perché  l'Assessore  Sgarlata  per  due  mesi
  ritirerà quella circolare.
   Presidente Micciché, appena due mesi dopo verrà redatta nuovamente
  e rimessa in circuito, nel circuito normativo e quindi applicativo,
  seppur   circolare  e  quindi  di  rango  inferiore  della  Regione
  siciliana,  da  parte dell'assessore al territorio e  ambiente  pro
  tempore Maurizio Croce.
   Ad  oggi,  Presidente Micciché, i sindaci non  sanno  quale  leggi
  applicare  perché  sono  fermi ad una dicotomia  che  i  parlamenti
  precedenti  non  hanno  avuto il coraggio di  affrontare,  come  io
  chiedo  e  tutti  noi  chiediamo come Governo a  questo  Parlamento
  d'affrontare, per cui siamo al paradosso che in Sicilia  -  e  bene
  faceva  la Presidente Savarino a parlare di storture - le sanatorie
  le  possono decidere i giudici ma non le possiamo decidere noi  che
  siamo  il  legislatore, e ci mancherebbe, perché una  sentenza  che
  parte dal presupposto della 326/2003 finisce per dettare una regola
  che  non  avendo  norme  di contrario avviso  non  può  che  essere
  applicata.
   Ma  c'è  di più. Finiamo per trovarci nel paradosso che non avendo
  una  legge di riferimento, in Sicilia accade in questi giorni e  da
  circa  vent'anni  si viene condannati in sede  penale  e  si  viene
  assolti  in  sede  amministrativa ottenendo  la  sospensione  della
  demolizione oppure assolutamente il contrario. Ebbene,  rispetto  a
  questo, come chiamarlo, a questa confusione istituzionale che mette
  in   difficoltà   spesso   insormontabili  gli   amministratori   e
  soprattutto  i  primi cittadini tante volte indagati  e  processati
  rispetto  ad  una  norma  che non c'è, noi come  Governo  chiediamo
  all'Aula  in maniera serena perché, vedete, io ho molto  apprezzato
  l'intervento  della  Presidente Savarino la  quale  ha  detto   noi
  avremmo  potuto immaginare di fare incontri, di fare riunioni?  No,
  perché  noi  sappiamo bene   e ne ha parlato il  collega  Trizzino,
    che rispetto all'inedificabilità assoluta non c'è tema che tenga,
  quella  c'è  e  quella  resta fino a che non  dovesse  decidere  il
  legislatore  nazionale  d'intervenire.   Ma  rispetto  ai   vincoli
  relativi è davvero, colleghi, e v'invito consapevole e certo  della
  vostra  onestà intellettuale, un fuor d'opera parlare di sanatoria,
  perché  non  vi può essere nessuna sanatoria se non c'è  il  parere
  dell'autorità preposta al controllo.
   Allora, la sanatoria è: tu approvi una legge, dal momento  in  cui
  la  legge è approvata tu automaticamente hai sanato il tuo bene. Ma
  quando  noi  approviamo una legge che dice al Corpo  Forestale,  al
  Genio  Civile, alle soprintendenze, a seconda dei casi, rispetto  a
  quel caso, a quell'altro caso, a quell'altro caso ancora, dimmi  se
  va  bene o non va bene perché c'è un vincolo relativo e soltanto  a
  seguito  di  quello si stabilisce cosa fare, ma di quale  sanatoria
  stiamo parlando? Ma di quale retroattività stiamo parlando?  Ma  di
  quale  applicazione  di norma nazionale stiamo parlando?  La  norma
  c'è, è la 326, è la legge n.  326 del 2003, norma nazionale, non  è
  cambiato  più nulla da quando, da ultimo, l'assessore regionale  al
  territorio e ambiente della Regione siciliana del governo Crocetta,
  Maurizio Croce, sulla base di quel parere delle sezioni riunite del
  CGA  ha emesso la circolare del 2015 e noi che insieme a voi tutti,
  in  linea  di  principio, vogliamo fare certezza del  diritto,  non
  possiamo   perché   siamo   il   legislatore,   sottrarci   da   un
  diritto/dovere  che è davvero per la prima volta nella  storia  dal
  2003 trovare condizioni che ci diano la possibilità di mettere  per
  primi  gli  amministratori che devono applicare le leggi  e  poi  i
  cittadini   che  attendono,  tutti,  nella  stessa  condizione   di
  uguaglianza dinanzi alla legge.

   PRESIDENTE.  Onorevole  assessore, non per  interromperla,  lei  è
  stato  chiarissimo su tutto quello che ha detto, e io ho  ascoltato
  gli interventi di tutti.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Ho  quasi
  finito, Presidente.

   PRESIDENTE. Prego, prego, finisca.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Ho quasi finito
  perché  volevo dire semplicemente che noi, rispetto a questa norma,
  manteniamo  l'impostazione perché riteniamo che questa  legge,  che
  questa  norma,  non  verrà  impugnata dalla  Corte  Costituzionale,
  perché  è  una  norma  che  non è stata  mai,  nei  suoi  principi,
  sottoposta a valutazioni tassative, così come invece è accaduto  in
  maniera  precipua per l'articolo 12. Non c'era motivo di  occuparsi
  solo  per  l'articolo  12, e tutti i temi trattati  nella  sentenza
  della  Corte  Costituzionale, che si occupa dell'articolo  12,  non
  hanno   alcuna   refluenza   neanche  indiretta   sulle   tematiche
  dell'articolo  20, per le ragioni che ho spiegato,  perché  non  si
  tratta  di  una nuova legge che finisce per esorbitare la  capacità
  del legislatore regionale.
   Concludo  Presidente,  io sono convinto che  questo  articolo  non
  verrà  impugnato, mi permetto di dire insieme allapresidente  della
  Commissione  Savarino,  che male che vada, qualora  dovesse  essere
  impugnato,  avremmo  costretto la Corte Costituzionale,  finalmente
  dopo circa vent'anni, a darci un indirizzo giuridico.

   PRESIDENTE.  Quest'ultima battuta dell'Assessore  era  quella  che
  avevo  in mente, chiedo scusa, è inutile che continuiamo a dare  la
  parola  a  tutti,  perché  tanto a questo punto  sappiamo  qual  è,
  abbiamo  fatto tutti un dibattito, ognuno ha detto la  sua.  Io  ho
  chiesto  alla  Commissione  e  al  Governo  quale  fosse  la   loro
  posizione,  ho  riferito quella che è la posizione  dell'Assemblea,
  quindi  onorevole Barbagallo, onorevole Lentini,  a  meno  che  non
  avete  qualche  cosa  di nuovo da suggerire,  riprendere  di  nuovo
  scandali e cose, è inutile.
   Dobbiamo mettere in votazione, con tutti i dubbi che ci sono, così
  come  detto dall'onorevole Savarino, avendo la Commissione  portato
  all'Aula  questa  norma, e sapendo benissimo  -  perché  questo  lo
  sappiamo  tutti e non ci dobbiamo prendere in giro  nessuno  -  che
  l'aspettativa  in  Sicilia, su qualche cosa che  possa  aiutare  la
  gente  a  non abbattere le proprie case è enorme, questo è  inutile
  che ce lo diciamo, perché tanto lo sappiamo. Le associazioni per la
  salvezza delle case credo che abbiano superato il numero di  cento,
  per  cui  in  questo momento, davanti agli schermi dei computer  ci
  saranno  non  so  quante  persone  che  stanno  aspettando   questa
  valutazione.
   Io   dico   che   essendo  il  dibattito  avvenuto   tutto   sulla
  costituzionalità o incostituzionalità della norma, ma non mi sembra
  che  ci sia stato da parte di nessuno una contrarietà di base sulla
  norma  stessa, una contrarietà politica, etica, o di quello  che  è
  stato,  il  mio suggerimento - è soltanto un suggerimento,  ma  può
  essere  preso - comunque in ogni caso la devo mettere in votazione,
  è  facciamocelo dire dalla Corte. Facciamoci dire no, come dire, ma
  se  c'è  una possibilità che la legge possa sistemare una serie  di
  cause  pendenti, di sanatorie appese, di gente che non sa bene  che
  cosa  fare e come uscirne da questa situazione, ma il non  portarla
  alla Corte - ammesso che il Governo la impugni, ma è probabile  che
  lo faccia - a questo punto diventa anche un volere tenere appesa la
  questione  a vita, almeno facciamocelo dire una volta e  per  tutte
  dalla  Corte  Costituzionale  che questa  cosa  non  si  può  fare.
  Facciamo  sì che chi si deve prendere le proprie responsabilità  se
  le  prenda,  perché  diversamente noi ogni anno,  ogni  anno,  ogni
  legislatura, abbiamo sto problema della sanatoria. C'è chi dice sì,
  c'è  chi  dice no, c'è chi dice che è giusto, c'è chi  dice  che  è
  legittimo, c'è chi dice che non è legittimo.
   Il  mio parere è questo e quindi, assessore, io non devo fare  una
  dichiarazione  di voto, ma le dico sinceramente che mi  auguro  che
  questa  norma  possa  arrivare alla Corte  e  quindi  possa  essere
  approvata e che la Corte ci dica quello che dobbiamo fare.
   Se ci dirà che non la possiamo fare sapremo chi ci ha obbligato  a
  non farla. Ecco, questa è la mia posizione.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, ho chiesto di intervenire perché il
  dibattito  si è concentrato sulla prima parte dell'emendamento.  Io
  volevo  far notare, anche agli Uffici, che il punto 2, che è quello
  di  cui  non abbiamo parlato finora, che prevede il termine per  il
  rilascio  dei pareri da parte degli enti sottoposti a compatibilità
  paesaggistica nel termine di 90 giorni dall'entrata in vigore della
  legge,  è  palesemente  in contrasto non  con  una,  con  tutte  le
  sentenze della Corte, che hanno sempre detto che gli enti che  sono
  chiamati a esprimere il parere di compatibilità paesaggistica, come
  ad  esempio la Soprintendenza, non possono essere sottoposti  a  un
  termine  perentorio. E noi gli stiamo dando qua un  termine  di  90
  giorni, che è palesemente in contrasto con la norma.
   Per  chiudere, Presidente, affinché sia chiaro - perché ho  capito
  che   forse  nella  sovrapposizione  degli  interventi,  in  alcuni
  interventi  accorati,  non  si è capito  evidentemente  qual  è  lo
  spirito  da  parte  nostra, in particolare - noi  siamo  fermamente
  contrari sia eticamente che politicamente alla norma. Riteniamo  la
  ricostruzione dell'assessore falsa e tendenziosa e riteniamo che si
  sta  per  scrivere  la  peggiore  pagina  nella  storia  di  questa
  legislatura.

   PRESIDENTE. Rispondo io, onorevole Cordaro.
   Ha   chiesto  di  intervenire  l'onorevole  Cracolici.   Dopodiché
  l'onorevole Barbagallo, visto che abbiamo discusso su un tema,  nel
  momento  in  cui  deve fare un'affermazione relativa  ad  un  altro
  problema,  ha  tutto  il diritto di farlo. E anzi,  se  quest'altro
  punto può essere sistemato, io farò in modo di sistemarlo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, io vorrei tentare in tutti i modi di
  salvare il salvabile.
   Noi  abbiamo  un  recepimento  del  decreto  semplificazione   col
  decreto regolamento edilizio. Ed è un testo per il quale, dico  con
  grande onestà, se fosse un testo così come è stato, pur con qualche
  elemento  di  differenza,  non avrei nessun  problema  a  votare  a
  favore. Quindi per chiarirci, perché possa essere messo agli atti.
   Poi  abbiamo  una norma che, come lei stesso dice, è ad  altissima
  probabilità  di impugnativa e che comunque andiamo  avanti  un  po'
  quello  che abbiamo fatto per la legge sui vitalizi; abbiamo  fatto
  una legge dicendo: bene, ci dica la Corte costituzionale qual è  il
  confine entro il quale possiamo operativamente agire.
   Allora,  Presidente, la prima proposta che le faccio è  scorporare
  le  due  questioni.  Si  voti il regolamento edilizio  con  decreto
  semplificazione  recepito  così come abbiamo  votato.  E  con  atto
  separato.
   Secondo  me  la  materia, come diceva la collega Presidente  della
  Commissione,  che il caso Ischia merita ed è un precedente  per  il
  quale  in  Commissione paritetica dovremmo far sentire  le  ragioni
  della  legislazione siciliana, purtroppo non lo facciamo sentire  e
  ci  nascondiamo  nelle circolari, perché l'assessore  ha  fatto  la
  storia  delle  circolari del precedente Governo, diciamocelo  pure:
  circolari   Con  grande responsabilità da parte  dei  soggetti  che
  l'hanno fatto, ma che ad oggi non abbiamo risolto il problema.
   Quindi, così come rischiamo di fare ora, per onestà  Perché quando
  noi   diciamo   al  comma  2  che  gli  organi  di  vigilanza,   le
  Soprintendenze, entro 90 giorni devono dare il parere - addirittura
  riapriamo  i  termini,  perché è previsto il  riesame,  istanza  di
  riesame  - stiamo dicendo che entro 90 giorni devi dare il  parere.
  Se  non lo dai che succede? Quello che è successo fino ad ora. Cioè
  le  Soprintendenze non si sono espresse  E non c'è la sanzione. Non
  c'è  né il silenzio-assenso né il silenzio-dissenso. C'è  nulla   e
  noi stiamo scrivendo una norma che dice  nulla .
   Presidente, la mia proposta - se il Governo  scusi, posso chiedere
  all'Assessore la cortesia di ascoltare, anche se uno dice fesserie?
   Io  vorrei  che  noi salvassimo il fatto che stiamo  recependo  un
  decreto nazionale sull'edilizia con il decreto semplificazione  dal
  resto.
   Poi,  se  il  Governo  o la maggioranza intendono  portare  questo
  provvedimento  con  atto separato, per il bene  di  tutti  e  della
  credibilità  del  sistema Regione, con atto separato  davanti  alla
  Corte  costituzionale, faccia un atto, lo voti,  il  Consiglio  dei
  ministri  se  lo approverà tutto a posto - secondo me, non  risolve
  nulla, anche se lo approverà - ma, qualora non lo dovesse approvare
  e  mandare davanti alla Corte costituzionale, a quel punto  c'è  un
  provvedimento ad hoc che è quest'articolo 20 riscritto come è stato
  riscritto.
   Questa  è  la mia proposta che cercherebbe di salvare, come  dire,
  anche il senso istituzionale di questa discussione.

   PRESIDENTE.   Assessore  Cordaro,  mi  risponda   sulla   proposta
  dell'onorevole Cracolici.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevole colleghi, sulla proposta di  Cracolici  dico
  che  è  fuori dalla realtà giuridica dei fatti perché il termine  è
  previsto  dall'articolo 167, comma 5, del Codice dei beni culturali
  e, quindi, va applicato perché è perentorio e normativo.

   PRESIDENTE. Questo è quello che diceva l'onorevole Barbagallo?

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. No,  questo  è
  quello che diceva l'onorevole Cracolici.
   Per  quello che dice l'onorevole Barbagallo - io non rispondo alle
  offese,  evidentemente  ha  pochi argomenti  -  il  termine  non  è
  perentorio, quindi, anche nel caso dell'intervento di Barbagallo, è
  un fuor d'opera, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, io le chiedo una posizione formale,
  sulla   quale  io  devo  prendere  una  decisione,  sulla  proposta
  dell'onorevole Cracolici, di votare separatamente le due cose.
   Qui  non c'è né giuridico né non giuridico. L'articolo 20 da solo,
  in modo che oggi domani, ci dovessero essere impugnative.
     L'Aula ci dice che sul disegno di legge complessivamente c'è una
  condivisione, mentre sull'articolo 20 ci sono dei problemi.
   Allora,  l'onorevole Cracolici ha fatto una proposta  che  io  non
  posso  non valutare. La deve valutare l'Aula, ovviamente, ma dietro
  il  suo  parere che dice: per evitare di creare danni  a  tutta  la
  legge  che, invece, noi vorremmo che passasse, possiamo  votare,  e
  noi - ho chiesto agli uffici - siamo in condizioni di farlo stasera
  stesso, se l'Aula è d'accordo - per parti separate, facendone leggi
  separate.

   SAVARINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, la proposta è una proposta intelligente perché,
  anche  se  viene impugnata, non inficia tutto il disegno  di  legge
  che, invece, abbiamo fretta di approvare.

   PRESIDENTE.  Ho  chiesto all'Assessore se  mi  dà  un  suo  parere
  formale perché è una proposta che io intendo sottoporre all'Aula.
   Però, ci vuole il parere del Governo.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,  mi
  adeguo.

   PRESIDENTE. Bravo  Bene, allora facciamo una cosa.
   Noi  ora  abbiamo  bisogno  di cinque  minuti,  quindi,  chiudiamo
  l'argomento  del disegno di legge precedente votando  l'emendamento
  aggiuntivo  Caronia  e diamo il voto finale  al  disegno  di  legge
  sull'inclusione.
   Dobbiamo  dare il voto finale al disegno di legge sull'inclusione,
  sull'immigrazione diciamo. Dopo di che ho bisogno di cinque minuti,
  insieme  all'Assessore,  insieme  alla  Presidente  vedere  come  è
  possibile  -  in maniera corretta - separare le due  cose,  ma,  da
  parte   mia,  c'è  questa  disponibilità  a  far  mia  la  proposta
  dell'onorevole Cracolici.

   SAVARINO, presidente della Commissione. Usciamo con il disegno  di
  legge sull'edilizia già approvato.

   PRESIDENTE.  Sì,  ho  bisogno di cinque  minuti  per  studiare  la
  situazione.

   SAVARINO, presidente della Commissione. E prendiamoli adesso.
   Il voto finale lo diamo a tutti alla fine.
   Presidente,  votiamo il disegno di legge  edilizia'  così  abbiamo
  chiuso, non abbiamo bisogno di esaminare nient'altro, dobbiamo solo
  approvare l'articolo.

   PRESIDENTE. Scusate, siccome il disegno di  legge nel  suo  intero
  mancano altri articoli ci sono gli aggiuntivi, la mia proposta  che
  io  faccio è questa, che votiamo come voto finale sì o no, che  sia
  l'articolo 20 come disegno di legge, quindi un disegno di  legge  a
  cui dobbiamo aggiungere gli articoli di pubblicazione, gli articoli
  quelli  normali e quindi abbiamo bisogno di questo minuto,  però  è
  così  onorevole  Ciancio credo che l'onorevole Cracolici  ci  abbia
  dato un suggerimento che non possiamo non cogliere, nel momento  in
  cui  c'è  anche  la disponibilità di commissione e Governo  sarebbe
  onestamente   da   parte  mia  una  follia  non   cogliere   questa
  opportunità.
   Scusatemi,  la  proposta è votare il 20.R con la mia dichiarazione
  immediatamente  successiva,  è ovvio  di  stralcio  del  20.R,  dal
  disegno di legge esistente, e poi facciamo i due voti finali,  però
  nel  20  c'è  anche  un articolo 1 altre cose  non  ha  importanza,
  benissimo.
   Vi  chiedo, se è chiaro a tutti, onorevole Barbagallo, se è chiaro
  a  tutti sulla proposta Cracolici, votiamo chi vuole votare si vota
  sì,  ovviamente  chi  vuole votare no vota no,  il  20.R  che  però
  siccome nel momento in cui diventa disegno di legge deve avere  poi
  il  voto  palese,  eccetera, ora lo votiamo come  articolo  che  io
  immediatamente stralcio, quindi, credo che abbiate fiducia  in  me,
  che  io  immeditatamente stralcio dopo di che lo dobbiamo  rivotare
  come  disegno  di  legge,  non so se è chiaro  il  concetto,  prego
  onorevole  Ciancio  ma  questo è;  un  attimo,  chiede  la  parola,
  l'assessore Cordaro è  tinto'.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sull'ordine  dei
  lavori  dico mi è sembrato di capire che la cosa urgente  fosse  la
  legge non l'articolo 20,

   PRESIDENTE.  Sì,  sì,  e tutto si fa tutto,  è  un  fatto  tecnico
  glielo

   CIANCIO.  No,  no,  ho capito, sulla proposta sono  d'accordo  non
  capisco perché stiamo mettendo diciamo avanti a tutto l'articolo 20
  quando era esattamente l'opposto il

   PRESIDENTE. Mi permetta di rispiegarglielo, è un problema tecnico,
  se  l'articolo 20 diventa legge deve essere votato come disegno  di
  legge,  per poterlo stralciare e farlo votare, perché se non  viene
  approvato è chiaro che è inutile che ne facciamo un'altra legge, lo
  votiamo, se viene approvato immediatamente io lo stralcio e  se  ne
  parlerà  dopo, e continuiamo con la 20, e continuiamo con la  legge
  quella   che   esiste  non  col  20,  continuiamo  con   la   legge
  sull'edilizia non so se è chiaro, poi questo

   CIANCIO.  Visto  che hanno distribuito l'emendamento  Caronia  per
  chiudere  la votazione della legge accoglienza, possiamo votare  il
  disegno di legge  accoglienza' che ancora era in coda rispetto alle
  altre

   PRESIDENTE.  Allora, basta interventi, perché ci  confondiamo,  io
  per  potere fare quello che ha proposto l'onorevole Cracolici, devo
  interrompere  dieci minuti, e quindi votare prima dell'interruzione
  la  norma  della  Caronia,  metto  in  votazione  il  20.R,  chi  è
  favorevole

                              (Proteste)

   PRESIDENTE.  il  numero  legale c'è perché  lo  vedo  io,  appello
  nominale va bene, il nominale va bene, su che cosa? Però, un minuto
  solo  onorevole  Trizzino,  non so se è chiaro  la  mia   onorevole
  Ciancio  la  mia  è una proposta per potere votare  il  disegno  di
  legge,  questo  io lo stralcio e poi lo voteremo,  prego  onorevole
  Trizzino.

   TRIZZINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  nelle   mie
  prerogative  ho  depositato un sub emendamento al  20.R  che  è  la
  riproposizione  di un'interpretazione autentica del  terzo  condono
  edilizio,  siccome  io  condivido la preoccupazione  dell'Assessore
  secondo  cui dobbiamo chiudere questa partita, quello che  propongo
  io   è   la   mia  soluzione,  quella  del  20.R  è  la   soluzione
  dell'Assessore, e le votiamo.

   PRESIDENTE. Assessore, lei ha visto il subemendamento?

   TRIZZINO. Ovviamente non lo condividerà.

   PRESIDENTE. Scusatemi, c'è un emendamento dell'onorevole  Trizzino
  che  di  fatto  è di riscrittura, quindi non è un subemendamento  a
  quello  del Governo, io posso fare votare prima il suo e poi quello
  del  Governo, questo posso fare, non come subemendamento, perché  è
  un emendamento di riscrittura dell'articolo 20. Ed è nel fascicolo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Se è utile sì, finora lo è stato, veramente. Prego.

   CRACOLICI. Mi rivolgo al Segretario generale, più che a lei.

   PRESIDENTE. Parli con lui, allora.

   CRACOLICI. Lo chiamo al telefono.
   Attenzione,  perché  la gattina frettolosa fa gattini  no  ciechi,
  proprio orbi.
   Presidente,  lei  deve - se vuole un consiglio -   visto  che  c'è
  un'intesa,  fermo restando che chi, come me, ha proposto  la  cosa,
  voterà  contro quella norma, e c'è un'intesa a fare due disegni  di
  legge, lei deve stralciarlo, iscrivere all'ordine del giorno

   PRESIDENTE. Io la apprezzo, ma quando vuole fare il furbetto

   CRACOLICI. No, attenzione, la forma è sostanza

   CRACOLICI. Mi faccia finire. Il voto alla fine sarà congiunto, qui
  furbetti  un cinn'è  .
   Io  sto dicendo che sul piano del rispetto delle procedure, perché
  se   lei  fa  votare  a  favore,  con  quale  potere  lo  stralcia?
  Attenzione, lei non pensi che

   PRESIDENTE.  Perché  c'è il consenso su una precisa  proposta,  la
  sua.

   CRACOLICI. Appunto. Quindi lo stralci e lo faccia diventare  testo
  all'ordine  del  giorno e lo fa votare, nella  stessa,  come  dire,
  chiusura di seduta, attenzione, se no facciamo, come dire, modalità
  di Regolamento fai da te.

   PRESIDENTE.  Se io ho il parere favorevole dell'Aula  posso  farlo
  anche senza questa procedura.
   Per cui, siccome il parere favorevole dell'Aula l'ho chiesto e  mi
  è  sembrato  di capire che ci fosse, siccome dobbiamo  arrivare  al
  risultato, dobbiamo fare tre votazioni: il voto finale sul  disegno
  di  legge  sull'edilizia,  il  voto finale  sul  disegno  di  legge
  sull'inclusione,  e il voto finale sull'articolo  20,  che  diventa
  disegno di legge.
   Siccome,  anche  cambiando l'ordine dei fattori il  risultato  non
  cambia,  e  gli obiettivi sono questi tre, senza che ci sia  nessun
  problema, io faccio votare -  perché ho una preoccupazione  -   che
  abbiamo  fatto un accordo di tipo politico, ma che per esempio,  se
  faccio  votare prima la norma dell'onorevole Caronia c'è il rischio
  che  poi  magari  qualcuno vada via, per cui credetemi,  io  voglio
  arrivare  al  risultato,  però,  se  abbiamo  trovato  un  accordo,
  onorevole Ciancio, l'accordo va rispettato, per cui, datemi  cinque
  minuti di tempo, io arrivo qui, dopo cinque minuti, con le tre cose
  da  votare  e le votiamo. Vi prego di darmi questa fiducia,  cinque
  minuti precisi e torniamo.
   Scusatemi,  l'emendamento 20.R lo dobbiamo votare, se  l'onorevole
  Trizzino ritira il suo, che è il 20.3.
   Il   parere  del  Governo  sull'emendamento  20.3,  dell'onorevole
  Trizzino?

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,   la  proposta  dell'onorevole  Trizzino   è   l'esatto
  contrario del nostro punto di vista, quindi è contrario.

   PRESIDENTE.  Scusatemi, in ordine cronologico  qual  è  il  primo?
  L'emendamento 20.3 dell'onorevole Trizzino.
   Pongo in votazione l'emendamento 20.3 dell'onorevole Trizzino, col
  parere contrario del Governo.

   CIANCIO voce femmi. Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini del Regolamento
                               interno)


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 20.3

     PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 20.3
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

     PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti  .         47
   Votanti             34
   Maggioranza         18
   Favorevoli          16
   Contrari            18
   Astenuti            1

                           (Non è approvato)

   Si passa alla votazione dell'emendamento 20.R, del Governo.

   CIANCIO.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per
  scrutinio nominale.


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 20.R

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 20.R.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

     PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti  .         47
   Votanti             37
   Maggioranza         19
   Favorevoli          19
   Contrari            18
   Astenuti            2

                             (E' approvato)

    Ma che volete da me? Me lo dite dopo che non avete votato  C'è in
  più  il voto favorevole dell'onorevole Lo Curto, io do il tempo per
  votare, ma perché non votate? Adesso se mi date questi 5 minuti  io
  mi ripresento da voi con le tre votazione da fare.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.16, è ripresa alle ore 18.42)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, abbiamo terminato il  lavoro  che
  bisognava fare: giornata stancante.


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli  Gallo  e  Mancuso  hanno
  chiesto congedo.

   L'Assemblea ne prende atto.

   669-140-453/A

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge 669-140-
                                 453/A

   PRESIDENTE.  Allora,  colleghi, visto  che  abbiamo  ripreso  ora,
  chiudiamo  la  vicenda  del disegno di legge dell'edilizia  votando
  l'articolo  1,  con  l'emendamento  1.7,  che  è  di  coordinamento
  complessivo - non so se lo avete avuto, per favore, distribuitelo -
  comunque è quello fatto per il coordinamento, per cui non credo che
  ci siano problemi ideologici.
   Lo  date all'onorevole Ciancio? Se lo vedono i Capigruppo, così mi
  danno un'occhiata d'intesa e lo facciamo votare.
   Onorevole   Lupo,   ha   visto  l'emendamento   1.7,   quello   di
  coordinamento? E' un emendamento tecnico, per cui credo che non  ci
  siano dubbi.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 1.7. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:

                               «Art. 38.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto  obbligo  a chiunque spetti di  osservarla  e  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Ora  ci sono gli aggiuntivi. Scusate, visto che stanno facendo  il
  lavoro  di preparazione, io ho un aggiuntivo che è veramente  super
  aggiuntivo, nel senso che non ha niente a che vedere con la  norma,
  chiedo  scusa,  ma  è firmato De Luca, Di Mauro,  Aricò,  Tancredi,
  Pellegrino, Lo Curto, cioè, voglio dire, praticamente da tutti.
   Se  l'Aula  è  assolutamente d'accordo   E'  una  cosa  che  nasce
  dall'onorevole De Luca, ma siccome io gli ho detto che

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Lo avete ricevuto o no? Siccome questo non è  numerato
     non  c'è  bisogno che lo   rischi che qualcuno non è  d'accordo,
  così sono d'accordo tutti.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Su  che cosa? Come? Ancora da presentare?  E  allora,
  quando ci arriviamo lei lo comunica, un attimo.
   Questo  di  De Luca, che è super super aggiuntivo, che  neanche  è
  numerato   Segretario, chiedo scusa, c'è un super aggiuntivo di  De
  Luca, che però hanno firmato tutti i capigruppo, perché è una  cosa
  che riguarda i disabili ed è purtroppo un'esigenza

   CRACOLICI. Nell'inclusione sociale

   PRESIDENTE.  Lo  inseriamo  nell'inclusione?  Va  benissimo;  sono
  d'accordo.  Perfetto.  Tanto sempre super aggiuntivo  sarà,  ma  lo
  mettiamo  nell'inclusione, perché qua effettivamente non  c'entrava
  veramente nulla.
   Se mi date questi aggiuntivi

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Li stiamo distribuendo, sono presentati da tempo  E ve
  li stiamo distribuendo, onorevole, un momento
   Onorevole  Trizzino,  scusi, lei che  mi  pare  il  più  informato
  sull'argomento,   questo   problema  dell'abusivismo   di   Licata,
  chiamiamolo così, che è facile da capire, esiste una possibilità di
  risolverlo  in  qualche  maniera?  Perché  è  veramente  un   fatto
  incredibile.  Come  dire,  se lo vedo  dal  punto  di  vista  della
  giustizia  umana,  veramente è incredibile  che  a  questi  vengano
  abbattute le case. Noi non possiamo   però ovviamente gli Uffici mi
  dicono che c'è il dubbio forte di incostituzionalità.

                     (Intervento fuori microfono)

   Sì,  venga  un  attimo, parliamo un secondo,  perché  alla  gente,
  comunque,  una  risposta gliela dobbiamo dare, un qualcosa  gli  si
  deve  dire. Su questo ho alcuni  due di voi, che me lo pongono ogni
  volta. E allora vediamo se è possibile trovare

   TRIZZINO.  Le  rispondo, Presidente. E' inusuale che io  risponda,
  però la ringrazio della parola.
   E'   un  tema  interessantissimo.  Tra  l'altro,  con  l'assessore
  Cordaro, all'inizio della Legislatura, abbiamo fatto un convegno al
  quale   ho  avuto  il  piacere  di  partecipare,  che  si  chiamava
   L'abusivismo è un reato . Giusto? Esatto. Che è una cosa  che  non
  si può che condividere, tra l'altro da un ambientalista come me.
   Però,  la  Sicilia  è  l'unico caso in  Italia  -  gli  Uffici  mi
  conforteranno  -  che  ha  recepito una  norma,  anzi  no,  che  ha
  utilizzato  una norma che inserisce il diritto di abitazione  quale
  condizione per la quale evitare l'abbattimento della casa,  qualora
  venga dimostrato che sia la prima abitazione.
   Questa  norma, che è stata dibattuta per lungo tempo  ed  è  stata
  anche  oggetto  di  argomento nel convegno che abbiamo  tenuto  con
  l'Assessore,  può essere la chiave di volta solo nei casi  in  cui,
  però,  vi  sia riconosciuta la necessità del diritto di abitazione,
  cioè  potrebbe fare salve soltanto quelle ipotesi per le  quali  la
  persona sfrattata non ha più la possibilità di avere un luogo  dove
  vivere con il proprio nucleo familiare.
   E'  l'unico  caso  italiano - credo, a scanso di  equivoci  -  che
  preveda, e non è stato impugnato fra l'altro, questa possibilità.
   E'  una legge siciliana che andrebbe utilizzata in tutti quei casi
  limite, perché chiaramente va, poi, integrata con la pianificazione
  comunale, che, però, potrebbe permettere di salvare tutti quei casi
  che  giustamente  lei menzionava e va al netto di  quella  che  può
  essere  la tutela del paesaggio e la tutela del territorio che  va,
  chiaramente, salvaguardata.
   Ed è una norma, ripeto, che non è stata mai impugnata.

   PRESIDENTE.  Noi non possiamo provare, siccome io  vi  dico  molto
  sinceramente  -  sapete che quando ho delle cose da  comunicare  le
  comunico in maniera serena e molto tranquillamente -  ma ci sono un
  numero importante di famiglie che hanno questo problema vero e che,
  in  questo momento, sono piangenti che sperano che noi gli si possa
  trovare una soluzione.
   Gli   Uffici   mi  dicono  che  è  difficile  perché   c'è   anche
  l'incostituzionalità di ... poi non so se  L'onorevole  Papale  che
  ha  presentato,  mi pare, un emendamento su questa norma,  possiamo
  verificare?
   Perché   ad   un  certo  punto  se  c'è  un  problema  di   dubbia
  costituzionalità utilizzerei ...

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Ora,  non ve lo so spiegare bene. Alcuni  di  noi  lo
  conoscono bene.
   Onorevole  Assenza,  lei la conosce questa.  Vediamo  se  possiamo
  trovare  una soluzione per salvarli e lo facciamo. Se  non  si  può
  trovare almeno gli si dice

                     (Intervento fuori microfono)

   Fate spiegare qual è il caso all'onorevole Assenza.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie,
  Presidente. Vorrei inserire nel dibattito, perché chiederò all'Aula
  di votare favorevolmente, l'emendamento aggiuntivo A.52.
   Perché,  onorevole  Cracolici, inserisco nel dibattito  ed  invito
  l'onorevole  Trizzino  e  tutti i colleghi  ad  ascoltarmi?  Perché
  l'A.52 vede le mosse da un caso preciso accaduto ad Alì Terme.
   Ad  Alì  Terme un bene è stato confiscato alla mafia  ed  è  stato
  consegnato   all'Amministrazione  comunale  per   utilizzarlo   per
  finalità pubbliche. Questo bene è entro i 150 metri, quindi,  entro
  quella fascia che ne determinerebbe

   PRESIDENTE. Come questi di Licata più o meno.

   CORDARO,  assessore  per il territorio e l'ambiente.  Sì,  che  ne
  determinerebbe la automatica demolizione.
   L'emendamento A.52 che io sottopongo all'Aula, considerato che noi
  viviamo  in  una  terra  in  cui  i segnali  possono  essere  anche
  tangibili  e  concreti rispetto ad un bene confiscato  alla  mafia,
  siccome  io lo vedo come una sconfitta che un bene confiscato  alla
  mafia,  che venga consegnato ad un'amministrazione pubblica  perché
  ne  faccia  un utilizzo, appunto, pubblico, venga demolito,  chiedo
  all'Aula,  attraverso  l'A.52 - ed è  scritto  in  ragione  di  una
  coerenza  normativa - di stabilire un criterio di eccezionalità  e,
  quindi,  una deroga rispetto al fatto che, se il bene è  confiscato
  alla  mafia, seppur ricadente nella fascia di 150 metri  ma  avente
  una   finalità   pubblica  perché  consegnato  a  tal   uopo   alle
  amministrazioni pubbliche, possa essere derogato e non abbattuto.

   PRESIDENTE.  Ma  questo problema di Licata non  po'  rientrare  in
  questo   Onorevole Lo Giudice, scusi, stiamo cercando di  risolvere
  un  altro  problema.  Perché io dico che si stanno  sistemando  una
  serie di situazioni. Questa è veramente assurda come situazione,  è
  proprio paradossale
   Se  il  Parlamento potesse trovare una soluzione credo che sarebbe
  una cosa meritoria.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Presidente,  quello  che  dice  l'assessore  Cordaro   è
  senz'altro importante, però credo che lei si riferisca ad un  altro
  tipo  di  problematica, si riferisce esattamente  che  noi  abbiamo
  cercato  di risolvere con l'emendamento A.22, non lo so se è  stato
  distribuito o meno.
   Questo riguarda gli immobili edificati, parliamoci chiaro riguarda
  l'abusivismo costiero, riguarda gli immobili edificati ante 1983  e
  compresi nella sanatoria 47/85.
   Che  cosa  è successo? E' successo che nel frattempo è entrata  in
  vigore  la  legge Galasso che prevedeva il limite  dei  150  metri,
  alcuni  di questi edifici ricadevano nell'ambito dei 150 metri  dal
  demanio  per  cui  sarebbero teoricamente esclusi dalla  sanatoria.
  Però,  l'interpretazione giurisprudenziale che ha permesso in tutto
  il  resto d'Italia di sanare questi immobili era nel senso  che  il
  vincolo  in un primo momento si intendesse immediatamente  operante
  ed  esecutivo  solo nei confronti degli enti che dovevano  adottare
  gli strumenti urbanistici  e quindi non per i singoli. Per cui, per
  quei comuni in cu vi era comunque un regolamento edilizio esistente
  questi immobili, e molti di questi che hanno pagato l'oblazione  in
  tempi immediati sono risultati sanati, mentre altri possibilmente a
  distanza  maggiore da quelli che hanno ottenuto la  sanatoria  sono
  rimasti  abusivi  perché nel frattempo è cambiata l'interpretazione
  giurisprudenziale che riteneva  no, questa norma è vincolante  erga
  omnes  e,  quindi,  si applica immediatamente per  tutte  le  unità
  abitative.
   Quindi,  qua  ora  chiaramente si scatenerà l'universo  mondo,  si
  parlerà  di  cementificazione  delle  spiagge  e  di  chissà  quale
  abnormità  che stiamo facendo; ma - ripeto - si tratta di  immobili
  costruiti  negli anni '80 per cui è pendente da allora pratiche  di
  sanatoria  ancora esaminate, per alcune ci sono state le  ordinanze
  di   demolizione,  impugnate  dal  TAR  dal  CGA  ricorsi  tutt'ora
  pendenti.  Fatto sta che le demolizioni non sono state eseguite   e
  per eseguirle ci vorrebbero milioni e milioni di euro oltre che  la
  volontà  politica  di procedere, le Procure della  Repubblica  sono
  state per anni, per anni inerti, anche non applicando gli ordini di
  demolizione  pur emessi in alcune sentenze, assistiamo  alle  coste
  che   sono  -  ripeto  -  ormai  purtroppo  da  decenni  in   parte
  cementificate,  con  edifici  che  sono  riusciti  ad  ottenere  la
  sanatoria  perché  la pratica fu presentata ed esaminata  subito  e
  l'oblazione fu pagata dopo, possibilmente edifici che sono  proprio
  a  ridosso  della battigia, edifici a distanza maggiore che  invece
  sono .

   PRESIDENTE. E anche costruiti prima.

   ASSENZA. E anche costruiti prima sono tutt'ora invece nel limbo  e
  rischiano di essere abbattuti da un momento all'altro.
   La  norma  prevede in pratica una non è proprio un'interpretazione
  autentica  è abbastanza complessa, cioè nel senso che  il  comma  1
  dell'articolo 18 della legge regionale 12 giugno 1976 n.  78  viene
  interpretato  nel modo seguente relativamente ai comuni  dotati  di
  strumenti  urbanistici  generali  compresi  i  regolamenti  edilizi
  esistenti  a quell'epoca. E' una norma, sarebbe una norma  di  buon
  senso, io invito veramente tutti ad astenersi dall'intraprendere le
  solite  diatribe ideologiche che con questa norma non  hanno  nulla
  assolutamente  a  che  vedere,  che  se  approvata   ed   applicata
  permetterebbe  finalmente di ridare serenità  agli  utenti  che  da
  oltre  trent'anni  forse da quarant'anni vivono  questo  dramma,  e
  anche  ai  comuni  di pianificare uno sviluppo  ordinato  del  loro
  territorio,  oltre  che,  consentitemi,  anche  -  il  che  non   è
  assolutamente da trascurare -  di incassare i notevoli introiti del
  completamento  degli oneri di urbanizzazione che l'approvazione  di
  questa norma comporterebbe.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Assenza.  Io  perché  ho   voluto
  affrontare questo argomento prima? Ora vi troverete questa tra  gli
  emendamenti  aggiuntivi. Perché siccome io  sono  una  persona  che
  penso  più o meno sempre di rispettare le regole, perché gli uffici
  mi  avvertono  di  possibili problemi di eventuali  impugnative  da
  parte  del Governo nazionale, però io mi sento in dovere  di  farla
  valutare  lo stesso all'Aula, perché oggettivamente è un fatto  che
  nella giustizia umana, tra il bene e il male, è assolutamente dalla
  parte  del bene; per cui, credo che possa essere uno sforzo che  io
  possa permettermi di chiedervi.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, io credo che quest'Aula ha  mostrato
  molto  buon  senso  nel  cercare di dare possibili  sbocchi  a  una
  situazione  sulla quale, si è visto anche dal voto di poco  fa,  la
  norma  dell'articolo 20 è passata per un voto. Quindi, lo  dico  in
  virtù  del fatto che c'è una preoccupazione sincera, più  del  voto
  come si è appalesato.
   Allora,  io  vorrei provare a ribadire un concetto: le  leggi  non
  sono una schedina al totocalcio, in cui vediamo se esce il 13.  Una
  volta, almeno, si giocava la schedina per fare 13. Le leggi o  sono
  o  non sono. C'è un principio ormai, mi ascolti Presidente, parlo a
  lei,  più  che  al  Governo, in questo momento. Le  leggi  sono  un
  presupposto  sul quale dobbiamo fondare la legittimità  degli  atti
  che produciamo.
   C'è  un dato incontrovertibile, acclarato da tutti: che la materia
  penale non è risolvibile dalle leggi regionali, sia per la Sicilia,
  sia  per  la  Valle  d'Aosta. Tutto ciò che ha un procedimento  che
  attiva  il  procedimento penale, non c'è legge  regionale  che  può
  risolverlo.
   Io  lo  ribadisco,  secondo me, proprio in virtù  della  cosa  che
  diceva la Presidente della Commissione, noi dobbiamo espletare ogni
  tentativo,  e  io penso che la Commissione paritetica,  proprio  in
  virtù del  caso Ischia , debba provare a costruire, d'intesa con lo
  Stato,  una  possibile soluzione per dare una  certezza  giuridico-
  amministrativa  al tema che abbiamo in Sicilia, ma non  può  essere
  una  legge  della  Regione, perché non solo  viene  impugnata,  noi
  inguaiamo  i  siciliani, inguaiamo gli uffici; però, il  Presidente
  non  mi ascolta e quindi  Presidente, solo io sono in grado di fare
  due cose contemporaneamente: gioco a burraco e ascolto pure

   PRESIDENTE. Io anche tre: andare a Cardiff

   CRACOLICI. Com'è noto, diciamo, questa virtù è in capo a pochi
   Allora,  io  non  so che emendamenti sono, perché ho  ricevuto  in
  questo istante gli emendamenti e non so di che cosa parliamo,  però
  io le ho ribadito che era nostra intenzione di votare il disegno di
  legge  sul  recepimento  edilizio e della  semplificazione  proprio
  perché abbiamo fatto - credo - un buon lavoro.
   Abbiamo  consentito, in qualche modo consentito  -  poi  l'Aula  è
  sovrana  -  di  poter  fare  una legge che  sappiamo  è  una  legge
  complicatissima, che può avere, diciamo, tutti i possibili scenari,
  per  me  sono  abbastanza certo. Ma che ora  ci  infiliamo  in  una
  questione che è la questione che riguarda la storia della  Sicilia,
  ma  che  non  possiamo, perché o per trent'anni questi parlamentari
  che  si  sono  seduti qua erano degli emeriti imbecilli,  oppure  è
  inutile  che  cerchiamo  di  giocarci  la  schedina,  perché  nella
  schedina  non  uscirà più il 13, ma faremo solo danni  agli  uffici
  della   Pubblica   amministrazione  regionale   e   ai   comuni   e
  determineremo un ulteriore effetto caos in questa terra.
   La materia dell'abusivismo non può che essere risolta d'intesa con
  lo  Stato.  Non  ci sono altre soluzioni. Quindi, pensare  di  fare
  questa  norma  che  è  un poco interpretazione  autentica,  un  po'
  interpretazione ...
   I  vorrei  ricordarvi - e chiudo - che in Sicilia  quando  abbiamo
  recepito  credo  che sia il  386' noi unica regione,  o  una  delle
  poche  regioni,  abbiamo  introdotto il  principio  dei  cosiddetti
   abusi  minori'.  Ci  siamo  riusciti  a  farli  rientrare  in  una
  categoria  sanabile, anche in difformità al principio della  doppia
  conformità.
   Noi ci stiamo infilando in una strada - Presidente, mi ascolti,  e
  l'Assessore per il territorio ha il dovere di essere più attento di
  tutti  noi  - in cui rischiamo di mettere in discussione  anche  le
  sanatorie  concesse. Attenzione  Non giochiamo con il fuoco   Altro
  che risolvere i problemi  Noi rischiamo di aggravare i problemi  di
  questa Regione.
   Ecco  perché,  Presidente,  io  -  ripeto  -  non  ho  letto   gli
  emendamenti aggiuntivi ma la pregherei, tanto più che gli uffici  -
  come  lei  dice  -  dicono che  forse . Q quando  un  ufficio  dice
   forse ,  la  Presidenza il  forse  lo deve  far  diventare  certo.
  Altro  che  gli uffici   Perché questi uffici sono a  garanzia  del
  Parlamento, non sono i burocrati degli uffici comunali.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, quando ho dei dubbi lo dico

   CRACOLICI.  Ma  io  lo  apprezzo che lei  sta  dando,  come  dire,
  contezza anche dei dubbi

   PRESIDENTE. Lei sta dicendo la sua. Se io ho, ad inizio di  questa
  discussione,  detto  che  c'è questo problema  che  è  un  problema
  enorme

   CRACOLICI. Ed ho capito, ma non è che tutti i problemi che ci sono
  siamo in grado di risolverli noi

   PRESIDENTE. Se io avessi voluto metterli in votazione, lo  mettevo
  in  votazione  e  buonanotte   Se ho fatto  questo  ragionamento  è
  proprio  perché  gli  uffici mi hanno  detto  che  ci  sono  questi
  problemi,  ed è mio dovere comunque farla conoscere la  valutazione
  degli uffici, farla conoscere a tutti, per cui credo di comportarmi
  in maniera per come è giusto che ci si comporti. Dopodiché, lei ora
  ha dato un suggerimento. Io credo che forse

   CRACOLICI.  Io suggerirei di chiuderla qui, senza avventurarci  in
  aggiuntivi

   PRESIDENTE.  Forse  vale  la  pena convocarci   Scusi,  parlo  con
  l'onorevole  Savarino. Forse vale la pena, onorevole  Savarino,  su
  questi  argomenti, convocare, non so se si può, ma insomma chiedere
  un  incontro con la Paritetica e provare a vedere che cosa  si  può
  fare,   perché  diversamente  questo  tipo  di  problemi   non   li
  risolveremo  mai  e  siccome sono veramente ingiuste  alcune  cose.
  Cioè, cCi sono due persone che vivono accanto, uno ha la casa da 10
  anni  prima dell'altra, a 20 metri più lontana dalla battigia, però
  una  viene  abbattuto e l'altra no. Quella che  viene  abbattuta  è
  quella  che  sta più indietro, sono veramente fatti di  ingiustizia
  che in qualche maniera devono essere risolti.
   Io,  ripeto,  non ho la bacchetta magica, però il compito  nostro,
  del Parlamento, è quello di provare in tutte le maniere a risolvere
  i  problemi  dei nostri concittadini quando subiscono  effettive  e
  vere ingiustizie.
   Allora,  chiedo  scusa,  onorevole  Di  Mauro,  la  pregherei   di
  sostituirmi  perché io, purtroppo, devo assolutamente  andare  via,
  perché mi stanno aspettando.

                           (Brusìo in Aula)

   Continuiamo,  state  tranquilli, non è  che  stiamo  spostando  il
  tutto
   Ci  sono  questi aggiuntivi, c'è questo da inserire, vi  prego  di
  ricordarlo  tutti, quello di De Luca, da inserire  nella  votazione
  finale del disegno di legge sull'inclusione

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Questi aggiuntivi li valuta serenamente  l'Assemblea;
  dei problemi ci sono, inutile che ce lo neghiamo.
   Onorevole  Barbagallo,  lei  è veramente  tosto   Purtroppo,  sono
  obbligato,  sennò  non lo farei mai, né posso pensare  di  rinviare
  perché  io  devo andare via. Per cui, sto comunicando al Presidente
  Di  Mauro  quali sono le cose perché devo andare via. La  prego  di
  avere pazienza, come noi spessissimo l'abbiamo nei suoi confronti.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE.  Presidente Savarino e Governo, ci sono una  serie  di
  emendamenti che sono aggiuntivi e che, a mio parere, necessitano di
  un  approfondimento adeguato. Io propongo di rinviare la  seduta  a
  martedì  prossimo alle ore 16.00 perché gli Uffici possano fare  un
  approfondimento, unitamente al Governo e la Commissione, perché  ci
  sia una decisione adeguata rispetto ad ogni emendamento.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ho facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,   fermo  restando  che  sono  assolutamente   d'accordo
  sull'indicazione  che lei dà, volevo comprendere se  era  possibile
  trattare gli emendamenti cosiddetti aggiuntivi del Governo, uno fra
  tutti  l'emendamento A.36 che, in buona sostanza, finanzia il Piano
  territoriale  regionale, misura che era venuta meno per  un  errore
  tecnico  in  Finanziaria  e che vede il  parere  di  congruità  del
  Ragioniere generale.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Mi  fido
  dell'onorevole  Cracolici, non so se mi devo fidare  dell'onorevole
  Barbagallo, ma io una speranza ce l'ho sempre.
   Quindi, Presidente, se l'Aula è d'accordo le chiederei comunque di
  votare l'A.36.

   PRESIDENTE.  Il Governo propone l'emendamento A.36.  Lo  pongo  in
  votazione. Il parere della Commissione è favorevole; il parere  del
  Governo  è  favorevole.  Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   La seduta è rinviata a martedì, 20 luglio 2021, alle ore 16.00.

                 La seduta è tolta alle ore 19.15 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                       XXIII SESSIONE ORDINARIA


                         279a SEDUTA PUBBLICA
                  Martedì 20 luglio 2021 - ore 16.00
                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

         - Legge regionale per l'accoglienza e l'inclusione . (nn. 773-
            951/A)

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016,
         n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni
         legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con
         decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380 .
         (nn. 669-140-453/A) (Seguito)

                 Relatore: on. Lo Curto

       2)  Interventi per la prevenzione ed il contrasto ai fenomeni del
         bullismo e del cyberbullismo sul territorio della Regione . (nn.
         239-372-426-701-742/A) (Seguito)

         Relatore: on. Dipasquale

       3)  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
         per la gestione integrata dei rifiuti.  (nn. 290-49-76-179-267
         bis/A) (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

       4)   Disposizioni n materia di agroecologia, di  tutela  della
         biodiversità e dei prodotti agricoli siciliani e di innovazione
         tecnologica in agricoltura.  (nn. 394-533/A) (Seguito)

         Relatore: on. Foti

       5)  Procedure semplificate e regimi procedimentali speciali per
         l'insediamento, la realizzazione e lo svolgimento delle attività
         economiche e imprenditoriali nelle ZES e nelle aree di sviluppo
         industriale ed artigianale e modifiche alla legge regionale 12
         gennaio 2012, n. 8 in materia di IRSAP  (n. 979/A)

         Relatore: on. Ragusa

    IV -VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 984/A)

  2)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
  D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 985/A)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per l'economia

   N.  1638  -  Chiarimenti in merito alla redazione di un  programma
  degli  interventi  da  attuare  a valere  sui  fondi  derivanti  da
  erogazioni  statali  in  attuazione  dell'art.  38  dello   Statuto
  siciliano.
   Firmatari:   Zafarana  Valentina;  Cappello   Francesco;   Ciancio
  Gianina;  Siragusa  Salvatore; Trizzino  Giampiero;  Zito  Stefano;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Di  Paola  Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino;  Pasqua  Giorgio;
  Damante Concetta
   -  Con  nota prot. n. 925/IN.17 dell'11 gennaio 2021 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'economia.

   N.  2141 - Chiarimenti in merito alle procedure adottate circa  la
  riprogrammazione del FSC e sulle opere a valere sul medesimo.
   Firmatari:   Lupo   Giuseppe;   Cracolici   Antonino;    Gucciardi
  Baldassare; Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele;
  Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele
   -  Con  nota prot. n. 18511/IN.17 del 28 maggio 2021 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'economia.

   - da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità

   N. 1702 - Chiarimenti sulla sicurezza della tratta Porto Empedocle
  - Lampedusa e sulle condizioni della motonave 'Sansovino'.
   Firmatari: Di Caro Giovanni; Cappello Francesco; Ciancio  Gianina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania; Di Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta
   -  Con  nota  prot. n. 181/IN.17 del 4 gennaio 2021 il  Presidente
  della   Regione   ha   delegato  l'Assessore   regionale   per   le
  infrastrutture e la mobilità.

   N.  1731 - Notizie in merito al grave incidente verificatosi sulla
  nave  Sansovino  sulla  tratta marittima per  le  isole  Pelagie  e
  accertamento delle condizioni del servizio di collegamento.
   Firmatari: Fava Claudio

   N.  1734  -  Chiarimenti  in merito alla sospensione  delle  corse
  relative  alla  tratta  Alte  Madonie-Palermo  effettuata  da  Sais
  Trasporti S.p.A.
   Firmatari: Schillaci Roberta; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano; Sunseri Luigi; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta
   -  Con  nota  prot. n. 11/IN.17 del 4 gennaio 2021  il  Presidente
  della   Regione   ha   delegato  l'Assessore   regionale   per   le
  infrastrutture e la mobilità.

   (*)  Le  risposte alle suddette interrogazioni saranno  pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

     Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
                        competenti Commissioni

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Interventi  per  la  valorizzazione ed il riordino  del  lavoro
  forestale (n. 1038).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato l'8 luglio 2021.
   Inviato l'8 luglio 2021.

                             BILANCIO (II)

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
  23  giugno  2011,  n. 188 e successive modifiche  ed  integrazioni.
  D.F.B. terzo quadrimestre 2020 (n. 1029).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 25 giugno 2021.
   Inviato l'8 luglio 2021.

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23  giugno  2011,  n. 188 e successive modifiche  ed  integrazioni.
  D.F.B. terzo quadrimestre 2020 (n. 1030).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 25 giugno 2021.
   Inviato l'8 luglio 2021.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Legge  di  modifica dell'articolo 45 della legge  regionale  15
  aprile 2021, n. 9 (n. 1042).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 7 luglio 2021.
   Inviato l'8 luglio 2021.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

     Si  comunica  che l'onorevole Catalfamo, con  nota  prot.  n.
   3714-ARS/2021  del  6  luglio 2021 ha  chiesto  di  apporre  la
   propria  firma al disegno di legge n. 891  Stabilizzazione  per
   il personale di cui all'articolo 1 della legge n. 5 del 2005 .

   Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed assegnate alle
                        competenti Commissioni

                   BILANCIO (II) - COMMISSIONE ESAME
                  DELLE ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA

     -   Ricognizione   interventi  a  valere   sui   fondi   FSC.
   Anticipazioni 2021/2027 (n. 187/II-UE).
     Pervenuto in data 8 luglio 2021.
     Inviato in data 9 luglio 2021.

                      Annunzio di interrogazioni

   - Con richiesta di risposta orale presentate:

   N. 2260 - Chiarimenti urgenti in merito ai requisiti richiesti per
  l'esercizio dell'attività di acconciatore, con particolare riguardo
  all'obbligo  di  conseguire 'l'abilitazione  professionale'  previo
  superamento di apposito esame tecnico-pratico previsto dalla  legge
  n. 174 del 2005.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Cappello  Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Trizzino
  Giampiero;   Zafarana  Valentina;  Zito  Stefano;  Sunseri   Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   N.  2262 - Chiarimenti sui disservizi dell'aereoporto di Lampedusa
  (AG).
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Cracolici  Antonino; Gucciardi Baldassare; Lupo Giuseppe;  Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele

   N.  2264  - Opportune iniziative atte a garantire il finanziamento
  delle  opere viarie relative alla circonvallazione di Via Romita  a
  Caltanissetta.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Arancio   Giuseppe   Concetto;   Cracolici   Antonino;   Gucciardi
  Baldassare; Lupo Giuseppe; Barbagallo Anthony Emanuele;  Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele

   N.  2267  -  Notizie  urgenti in merito al paventato  progetto  di
  costruzione  di  una  piattaforma di recupero  di  risorse  idriche
  tramite  essicazione di fanghi da depurazione e recupero di energia
  termica dalla parte secca nella Valle del Dittaino (EN).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Lantieri Annunziata Luisa

   N.  2268 - Interventi urgenti per il riconoscimento delle funzioni
  di  ospedale di base dell'O.P. Ferro Branciforti Capra di Leonforte
  (EN).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lo Giudice Danilo

   N.  2269  -  Chiarimenti circa i ritardi nell'avvio  delle  misure
  relative al Programma Garanzia Giovani - Fase 2.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Pullara Carmelo

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - Con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  2261 - Notizie in ordine agli interventi urgenti per sostenere
  i Comuni nel servizio di pulizia stradale da materiale piroclastico
  e  relative  possibilità d'impiego dei volontari  del  Dipartimento
  della Protezione civile.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Galvagno Gaetano

   N. 2263 - Notizie in merito alla mancata applicazione della l.r. n
  4 del 2021 per il rilancio del CAS.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Lo Giudice Danilo

   N.  2265  - Chiarimenti in merito all'attuazione delle indicazioni
  espresse  dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri
  del   10   gennaio  2020  'Definizione,  funzioni,   formazione   e
  qualificazione  della  direzione delle  operazioni  di  spegnimento
  degli incendi boschivi'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Palmeri  Valentina;  Foti Angela; Mangiacavallo  Matteo;  Tancredi
  Sergio; Pagana Elena

   N. 2266 - Incremento dei diritti camerali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Zitelli  Giuseppe;  Savarino Giuseppa; Aricò  Alessandro;  Assenza
  Giorgio; Galluzzo Giuseppe

   N.  2270 - Chiarimenti in merito alla 'Manifestazione di interesse
  per  il  personale  del comparto non dirigenziale  categoria  B  da
  assegnare  al Comando del Corpo Forestale della Regione  siciliana'
  da  inquadrare attraverso le procedure di mobilità nella  qualifica
  iniziale di Agente Forestale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Palmeri  Valentina;  Foti Angela; Mangiacavallo  Matteo;  Tancredi
  Sergio; Pagana Elena

   N.  2271  -  Interventi urgenti per la messa  in  sicurezza  della
  viabilità della S.P. 122 nei pressi di Adrano (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Lentini Salvatore; Compagnone Giuseppe

   N.  2272 - Chiarimenti in merito alla posizione dei lavoratori  ex
  Pumex a seguito del costituendo Parco Museo della Pomice di Lipari.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Catalfamo Antonio

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   N.  417 - Provvedimenti urgenti per sopperire alla mancanza  della
  figura di pediatra nei comuni montani del messinese di Cesarò,  San
  Teodoro,   Malvagna,  Moio  Alcantara,  Santa  DomenicaVittoria   e
  Roccella Valdemone.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Calderone Tommaso A.

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia   fatto  alcuna  dichiarazione,  l'interpellanza  si  intende
  accettata  e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere  svolta
  al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   N.  566  - Piano straordinario di assunzioni di personale  medico,
  infermieristico   e   di  operatori  socio-sanitari   nei   presidi
  ospedalieri delle Aziende sanitarie provinciali.
   Cappello  Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Trizzino
  Giampiero;   Zafarana  Valentina;  Zito  Stefano;  Sunseri   Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta
   Presentata il 30/06/21

   N.  567 - Iniziative utili finalizzate all'adozione di azioni  per
  l'eventuale rilascio di Marco Zennaro.
   Zito   Stefano;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Sunseri  Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Ketty
   Presentata il 30/06/21

   N.  568  - Sospensione delle procedure autorizzative delle istanze
  relative  alla  realizzazione a terra  degli  impianti  di  energia
  solare  fotovoltaica  in terreni agricoli o  forestali  nelle  more
  dell'individuazione delle aree idonee e non idonee.
   Barbagallo   Anthony   Emanuele;  Cracolici  Antonino;   Gucciardi
  Baldassare;  Lupo  Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto;  Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele
   Presentata il 1/07/21

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

                  Risposte scritte ad interrogazioni