Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 11.53
PRESIDENTE. Colleghi, buongiorno.
Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto a
disposizione degli onorevoli deputati che intendano prenderne
visione ed è considerato approvato in assenza di osservazioni in
contrario nella presente seduta.
Il preavviso di 30 minuti per il voto elettronico è inutile darlo
perché rinvieremo.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Genovese e Cafeo sono in
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Di Mauro è in missione dal 13
al 14 luglio 2021.
L'Assemblea ne prende atto.
Assessore Cordaro, buongiorno, siccome la Commissione Bilancio è
ancora riunita, io direi che è inutile che stiamo qui, rimandiamo
direttamente alle ore 15.00.
(Intervento fuori microfono)
Sì, dobbiamo fare tutto; sto soltanto rinviando in funzione della
Commissione perché rinviare alle ore 13.00 mi sembra perfettamente
inutile. Il Governo chiede il rinvio alle ore 15.30, invece che
alle ore 15.00.
(Intervento fuori microfono)
E allora, aspettiamo; il bello della diretta , come si diceva una
volta. Vediamo se è possibile che venga l'Assessore Scavone alle
ore 15.00 e riprendiamo alle ore 15.00.
CRACOLICI. Insomma, a che ora riprendiamo?
PRESIDENTE. Deve stare calmo lei, onorevole Cracolici. Il tempo
che l'Assessore Cordaro ci conferma l'orario delle ore 15.00. Un
attimo solo.
(Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)
E allora, l'assessore Scavone sarà qui alle ore 15.00. Per cui, la
seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.00.
(La seduta, sospesa alle ore 11.55, è ripresa alle ore 15.16)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Seguito della discussione del disegno di legge Legge regionale
per l'accoglienza e l'inclusione. (nn. 773-951/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sul disegno di legge per
l'accoglienza e l'inclusione il Presidente Pellegrino vuole
svolgere la relazione?
PELLEGRINO, presidente della Commissione. No, ci rimettiamo al
testo, Presidente. Tra l'altro è un testo condiviso da tutte le
forze politiche poi, dobbiamo anche ringraziare l'impegno di Nuccio
Di Paola e di Totò Lentini che non vedo, quindi.
PRESIDENTE. Va bene perché il relatore era Siragusa, va bene così?
Allora, scusate, siccome proprio quello che diceva ora il
Presidente, che era la cosa che anche io sapevo, quella della
condivisione generale, pensavo infatti si potesse fare un lavoro
molto veloce, però ora l'assessore ha depositato degli emendamenti.
Però, assessore, io non la rimando la legge in Commissione, quindi
ora li stiamo vedendo un attimo, ed eventualmente li affrontiamo
direttamente qua in Aula, perché la richiesta era stata di questo
tipo.
Facciamo una cosa, se gli Uffici mi fanno il regalo di fare una
operazione veloce, intanto cominciamo a fare delle fotocopie così,
eventualmente, si consegnano; però vediamoli prima noi, per vedere
se sono tutti discutibili.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. L'ho discusso poco fa con l'assessore Scavone, perché
in effetti ho detto all'assessore che per noi ricevere adesso
questi emendamenti, dopo che la legge è in Aula da venti giorni, è
stata prima in Commissione, oggettivamente sarebbe stato meglio
farlo prima.
Facciamo una cosa assessore, visto e considerato che sul testo
uscito dalla Commissione c'era questa condivisione generale, lei
perché non illustra questi, che sono i suoi emendamenti, in modo da
capire di che cosa si tratta, e vediamo la reazione dell'Aula qual
è, per potere decidere cosa fare.
Li facciamo illustrare direttamente dall'assessore e poi diamo la
parola su questo. Prego.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, sono emendamenti di formale correzione
al testo, fondamentalmente per la nuova organizzazione del
Dipartimento con la costituzione e il rinnovo dell'ufficio speciale
immigrazione, un emendamento integrativo all'articolo 3, lettera
c), comma 2, dopo la parola discriminazioni istituito per
competenza dall'assessore regionale per la famiglia, le politiche
sociali e il lavoro presso l'ufficio speciale immigrazione ;
l'altro emendamento riguarda l'articolo 13, comma 1, stessa
precisazione dipartimento regionale famiglia e delle politiche
sociali è curato dall'ufficio speciale immigrazione quindi sono,
come vedete, degli emendamenti assolutamente formali rispetto alla
norma e all'organizzazione degli uffici.
Il terzo emendamento riguarda l'articolo 19, comma 2 La Giunta
regionale, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente
rappresentative sulla base di quanto previsto dal piano triennale
di cui all'articolo 6 e all'articolo 7 definisce annualmente gli
interventi prioritari e le risorse per sostenere i processi di
emersione del lavoro non regolare, di intermediazione illecita di
manodopera soprattutto nel settore agricolo nonché gli standards
delle prestazioni in materia di tutela, sicurezza e qualità del
lavoro da raggiungere sul territorio regionale.
Quarto emendamento che riguarda sempre l'articolo 14, lettera
d), comma 3, Iniziative finalizzate alla protezione,
all'assistenza, all'integrazione sociale rivolta alle vittime di
violenza, di tratta e di grave sfruttamento'. L'ultimo emendamento
riguarda l'articolo 8, comma 2 L'osservatorio presieduto
dall'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro, o da suo delegato, è composto dal dirigente dell'Ufficio
speciale immigrazione, dai dirigenti generali dei dipartimenti
regionali competenti, o loro delegati, da un rappresentante
dell'ANCI Sicilia, nonché dai rappresentanti delle istituzioni
locali, degli enti del terzo settore, delle comunità e associazioni
rappresentative dei destinatari della presente legge, individuati
don decreto dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche
sociali e il lavoro. Alle riunioni dell'osservatorio possono essere
invitati i rappresentanti di istituzioni nazionali e
internazionali, la partecipazione all'osservatorio è a titolo
gratuito e non dà diritto a compensi o rimborsi.'
Come vedete sono quattro emendamenti che spero siano stati
distribuiti, che sono solo di puntualizzazione rispetto
all'organizzazione del Dipartimento.
PRESIDENTE. Si stanno distribuendo questi emendamenti?
Assessore, soltanto una curiosità mia in modo da potere capire,
questo ufficio speciale immigrazione esiste da tempo ed è
esistente?
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. È stato rinnovato cinque mesi fa.
PRESIDENTE. Quindi, cioè, è comunque esistente.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Sì.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Mangiacavallo, Gucciardi
e Dipasquale hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
773-951/A
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 773-
951/A
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, non
ho rilievi da fare agli emendamenti in quanto, diciamo,
precisazione. Un'obiezione però di fondo la faccio. Gli Uffici
speciali sono istituiti con atto di Giunta.
Attenzione perché se noi introduciamo nella legislazione il
concetto di specialità di un ufficio abbiamo due conseguenze, la
prima è che dobbiamo prevedere un apposito capitolo di bilancio
specifico.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, è stato istituito nel 2015.
CRACOLICI. Appunto, è stato istituito con atto di Giunta. Cioè, io
non contesto l'ufficio speciale, perché l'ufficio speciale si
costituisce come si suol dire al bisogno, cioè rispetto ad
un'emergenza, eccetera eccetera. Se noi lo inseriamo nella
legislazione ordinaria, noi stiamo stabilendo che il tema
dell'immigrazione ha permanentemente un ufficio speciale che è
sganciato dal dipartimento delle politiche sociali, perché è un
sistema parallelo, quindi che non si incrocia.
Allora io credo che la Giunta può benissimo decidere di istituire,
di far funzionare, di attribuire competenze proprie del
dipartimento famiglia.
PRESIDENTE. Però la legge le affida al Dipartimento.
CRACOLICI. Appunto, è il Dipartimento che poi assegna i compiti
all'ufficio speciale, non è la legge, perché attenzione che noi se
non introduciamo un precedente, noi per legge, ai sensi credo della
legge - dottore Scimè mi corregga se sbaglio - è la 9 del 2009, o
2008, la legge che istituisce i dipartimenti, introduce che il
compito della legge è appunto definire l'ordinamento dei
dipartimenti dell'amministrazione regionale. Gli uffici speciali
sono strumenti che di volta in volta la Giunta di governo può
istituire, ma all'interno, come dire che non può comportare nuove
spese.
PRESIDENTE. Assessore, quello che dice l'onorevole Cracolici è
confermato anche dagli Uffici. Totalmente, ha ragione lui. Cioè, se
noi istituiamo per legge, parliamo di ufficio speciale, quindi noi
dobbiamo comunque assegnarli al Dipartimento, poi se il
Dipartimento, per propria organizzazione, decide attraverso una
delibera di Giunta di fare un ufficio speciale lo utilizza, ma
metterlo in legge, ha ragione l'onorevole Cracolici, sarebbe un
problema.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Io dico non ho nessuna osservazione particolare da fare
però per precisare che l'ufficio speciale esiste dal 2015, è nel
funzionigramma della Regione e così è regolamentato, è
interlocutore diretto del Ministero degli Interni, sia del
Ministero del Lavoro negli uffici competenti, nei dipartimenti
competenti
PRESIDENTE. Il problema è che deve essere l'assessorato a dare a
questo Ufficio speciale. Il Dipartimento darà all'Ufficio speciale
questi compiti, ma che lo si faccia per legge diventa un problema.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Io ovviamente, mi rimetto all'Aula .
PRESIDENTE. Credo che non cambi la sostanza della questione, però
è formalmente un problema reale quello che ha sollevato l'onorevole
Cracolici.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. D'accordo, io ripeto, mi rimetto alle considerazioni che
sono normative e regolamentari.
PRESIDENTE. Allora, se l'Ufficio speciale è stato fatto dalla
Giunta, nel momento in cui l'Assemblea dovesse decidere di dare
competenza all'Ufficio speciale, bisognerebbe capire che cosa è,
noi sappiamo che cosa è l'Assessorato e che cosa è il Dipartimento,
poi l'Assessorato si organizza e il Dipartimento si organizza con
l'Ufficio speciale, è un problema nostro, che noi diamo
direttamente la competenza all'Ufficio speciale, per legge, è
praticamente impossibile perché per noi non esiste. E' come se noi
dessimo competenze a uno specifico ufficio del Dipartimento.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Perfettamente, siccome l'Ufficio speciale fu costituito sei
anni fa, non so se è stato fatto con atto di Giunta.
PRESIDENTE. Ho capito, quale è il suo problema, poi lei dopo dà la
competenza al Dipartimento, poi il Dipartimento glielo assegna
all'Ufficio speciale. Non esiste nessun problema.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. D'accordo.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Ma non vale la pena anche questo, perché non c'è
motivo.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Se è così è pleonastico, io non so, ripeto
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Se è uno strumento del Dipartimento, il Dipartimento
lo userà come suo strumento. Voglio dire.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Concordo perfettamente con il Presidente, questo non c'è
dubbio.
PRESIDENTE. Facciamo così, quindi lo togliamo, parliamo di
Dipartimento e non di ufficio speciale. Quindi l'emendamento era
per passare dal Dipartimento all'Ufficio speciale?
Allora, colleghi, il discorso è assolutamente preciso. Noi se
vogliamo dare competenze a un ufficio speciale dobbiamo capire
quali sono le competenze precise che ha l'Assessorato, vedere quali
possono essere spostati il dipartimento, etc., cosa che non
possiamo fare, per cui noi continuiamo a mantenere la competenza
all'Assessorato e al Dipartimento dell'Assessorato, poi il
Dipartimento dell'Assessorato si strutturerà come meglio ritiene,
con le delibere di Giunta che gli costituiscono un ufficio
speciale, ma non lo possiamo mettere in legge per cui questa
dobbiamo modificarla assolutamente.
Quindi questo emendamento, secondo me, può saltare del tutto,
Assessore.
Questo emendamento non lo teniamo in considerazione?
Cioè l'emendamento 3.1 io non lo dichiaro ammissibile, Assessore.
Lo possiamo considerare ritirato?
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. È ritirato.
PRESIDENTE. Si passa alla discussione della legge. Si passa
all'articolo 1, ne do lettura:
«Art. 1.
Principi e finalità
1. La Regione, nell'esercizio delle proprie competenze, concorre,
anche attraverso un sistema integrato di interventi, alla tutela
dei cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea e degli
apolidi presenti sul proprio territorio, assicurando l'effettivo
godimento dei diritti fondamentali della persona umana previsti
dalle norme di diritto interno e sovranazionale, dalle convenzioni
internazionali e dai principi di diritto internazionale
generalmente riconosciuti.
2. La legislazione regionale si ispira a principi di uguaglianza,
alla costruzione di una società multiculturale ed inclusiva, alla
garanzia della pari opportunità di accesso ai servizi, al
riconoscimento ed alla valorizzazione delle differenti culture e al
contrasto di ogni forma di discriminazione.
3. La Regione e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive
competenze, definiscono politiche di intervento finalizzate:
a) alla realizzazione del primato della persona indipendentemente
dalla cittadinanza, attraverso l'effettivo riconoscimento dei
diritti inviolabili;
b) alla realizzazione di una società plurale ed inclusiva, volta a
favorire la valorizzazione delle culture e delle tradizioni di
origine delle persone straniere dimoranti in Sicilia e,
contestualmente, il rafforzamento della coesione sociale intorno ai
principi e alle regole costituzionali, al fine di garantire il
rispetto dei diritti di ciascuno e l'adempimento dei doveri
individuali e collettivi;
c) all'istituzione di un sistema regionale di monitoraggio volto
ad acquisire elementi di conoscenza utili a orientare le politiche
pubbliche sulle materie oggetto della presente legge;
d) alla partecipazione alla vita pubblica delle persone straniere
dimoranti in Sicilia ed alla valorizzazione dei rapporti
interculturali come elementi fondamentali per la crescita della
società e delle comunità, anche favorendo l'associazionismo tra le
comunità di migranti;
e) al contrasto dei fenomeni di razzismo, xenofobia,
discriminazione e allo sviluppo di azioni positive volte
all'inclusione sociale e al superamento delle condizioni di
marginalità, di sfruttamento e di violenza relative ai soggetti
vulnerabili quali, in particolare, le donne e i minori;
f) alla corretta informazione sui diritti e sui doveri previsti
dalla legislazione italiana e sugli strumenti di tutela previsti
dall'ordinamento italiano ed europeo;
g) alla promozione di azioni e iniziative atte al mantenimento del
legame con il Paese di origine e con le famiglie, favorendo il
rientro assistito nei Paesi di origine».
All'articolo non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, colleghi, cittadini faccio
un breve intervento anche per, come dire, fare un excursus di come
questa legge è nata, cresciuta e per capire un po', come dire, la
collegialità che c'è stata durante questo percorso, durante questo
PRESIDENTE. Anche se, onorevole Di Paola, non possiamo non
considerare oggettivamente la primogenitura. Nel senso che questa
legge è qua da un po' di tempo, non l'abbiamo, finora, fatta perché
lei non era presente, per cui questo non glielo può togliere
nessuno.
DI PAOLA. Per questo, la ringrazio. Colleghi, questo percorso
nasce a fine anno 2018, siamo nell'ottobre del 2018. Nasce questo
percorso e nasce questa legge, grazie ad una rete di associazioni,
che è L'isola che c'è , che raggruppa più associazioni sparse nel
territorio siciliano che, come dire, incontrano più deputati di
vari Gruppi parlamentari, indistintamente, senza nessun colore
politico e si porta avanti un problema: la Sicilia che è terra di
migrazione continua, dove ci sono stati vari popoli che, come dire,
hanno vissuto negli anni nella nostra isola e questo palazzo ne è
la dimostrazione.
La Sicilia non aveva ancora realizzato una legge sull'accoglienza
e l'inclusione. E, allora, da lì parte un percorso, un percorso
comune fatto di persone che si incontrano, di volta in volta, in
giro per la Sicilia.
Io ricordo uno di questi primi incontri, perché è anche un luogo
simbolo, che è la Chiesa di S. Saverio, qui all'Albergheria. E,
allora, lì inizia un confronto con forze politiche diverse che si
guardano e dicono Noi riusciremo a realizzare e a dare alla
Sicilia una legge così importante? .
E, fin da quel momento, si è detto: Noi riusciremo se c'è massima
partecipazione, se c'è massima condivisione. E così è stato.
E devo dire, poi, un grazie particolare al Presidente della I
Commissione e agli Uffici che hanno fatto un lavoro veramente
importante, dopo che il Presidente dell'Assemblea assieme ai
Capigruppo hanno deciso che questa legge doveva avere una priorità.
Perché non è possibile che la Sicilia non abbia una norma che,
finalmente, aiuta i sindaci, che finalmente faccia una
programmazione tutti insieme con la Regione, le associazioni, i
sindacati e i sindaci stessi e, quindi, con i territori per
programmare, a livello annuale e triennale, l'accoglienza e
l'inclusione nella nostra terra.
E all'interno di questo disegno di legge non si parla più di
migranti, ma si parla di dimoranti, di gente che dimora in via
temporanea nel nostro Territorio, e a loro diamo dei diritti. Diamo
dei diritti, è una legge che dà dei diritti E, tra questi, c'è
sicuramente quello alla lotta al caporalato. Questo disegno di
legge è stato presentato qualche giorno dopo la morte di Adnan
Siddique, che è un sindacalista pakistano, è stato un sindacalista
pakistano che è stato ucciso perché aveva denunciato il caporalato
nel territorio di Caltanissetta.
E, allora, all'interno della legge - che è sicuramente un punto di
partenza, attenzione, è sicuramente un inizio - all'interno della
legge andiamo a mettere delle soluzioni che possono essere
utilizzate per il contrasto al caporalato. All'interno della legge
andiamo ad istituire l'elenco dei mediatori culturali, una figura
importantissima, una figura che serve sia alla Prefettura, alla
Polizia, ma serve anche all'interno degli ospedali, perché il
mediatore culturale è l'interfaccia che c'è tra il dimorante, che
si trova in un territorio completamente diverso rispetto al
territorio di partenza, e poi i sanitari che devono prestare primo
soccorso, o Polizia e Carabinieri che devono dare le giuste
indicazioni.
Presidente, questa è una legge importante. È una legge che mette
la Sicilia tra le prime Regioni adesso, in Italia cioè noi ci
portiamo avanti rispetto ad altre Regioni. Invece prima eravamo
indietro.
Ringrazio anche il collega Lentini che ha apportato ulteriori
miglioramenti al disegno di legge e tutti i Gruppi parlamentari
che, poi, in prima Commissione, hanno espresso voto favorevole.
Questa è una legge che dà - non ci sono soldi, Presidente - non
possiamo fare spese, oggi in Commissione Bilancio' parlavamo
proprio di questo che la spesa della Regione in questo momento è
rimandata ai fondi extraregionali, ai fondi europei.
È una legge che mette dei pilastri per quanto riguarda diritti e
per quanto riguarda la collegialità nell'affrontare quello che non
deve essere visto come un problema perché negli anni i popoli si
sono spostati.
È un fenomeno più che un problema. È un fenomeno che oggi giorno
va affrontato e va regolamentato per le competenze che può avere la
Regione siciliana e una legge così importante la si poteva fare -
abbiamo impiegato più di due anni - per poterla scrivere, per
poterla man mano migliorare.
Una legge di questo tipo si poteva fare solo con la collegialità
da parte di tutti i Gruppi parlamentari dell'Assemblea regionale
siciliana perché ogni Gruppo parlamentare ha partecipato dando il
proprio contributo.
Un ringraziamento, Presidente, anche per il fatto che ci sono
pochissimi emendamenti sta a significare che è stata fatta una
grande concertazione sia all'interno della Commissione I sia
durante gli incontri avvenuti in giro per la Sicilia, proprio per
cercare di trovare la sintesi migliore.
Spero che questa legge possa vedere luce quanto prima.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha
facoltà.
Onorevoli colleghi, eravamo nella fase emendativa. Se vogliamo
parlare sull'articolo, parliamo sugli emendamenti perché magari poi
la dichiarazione finale di voto si riserva un approccio
complessivo.
CARONIA. Signor Presidente, facendo salve buona parte delle
affermazioni fatte dall'onorevole Di Paola in merito ad un lavoro
di concerto fatto per dare regolamentazione a un fenomeno che noi
come siciliani conosciamo meglio di altri, fatte salve queste
considerazioni complessive di base che sono condivisibili, ritengo
che in merito soprattutto agli emendamenti che sono stati appena
presentati e di cui chiaramente non abbiamo avuto possibilità di
leggerne il contenuto in maniera compiuta, ne prendo uno per tutti
che è quello che ha presentato l'Assessore, il 14.1.
Nella relazione si specifica che si tratta di competenze
dell'Assessore per la famiglia, e pertanto risulta ridondante
essendo già dichiarato nelle attività che sono proprie
dell'Assessorato.
Ritengo che questa norma perché sia efficace deve essere snella.
Noi purtroppo assistiamo - e questo nella Commissione
Monitoraggio' un po' emerge - che la quantità di norme che noi con
grande fatica portiamo avanti poi spesso rimangono lettere morte.
Per far sì, questo ovviamente non è dovuto all'attività soltanto,
delegificare non è una cattiva pratica, anzi.
Ritengo che ci siano una serie di cose che potrebbero essere
eliminate, perché sono già proprie dell'ordinamento
dell'Assessorato, fanno parte delle competenze dell'Assessorato
nonché degli uffici, dei dipartimenti e ancor di più dell'ufficio
speciale.
A tal proposito, l'emendamento all'articolo 8, che ribadisco con
forza che non è chiaramente legato al fatto che non si vuole il
confronto - ci mancherebbe - ma è perché questo già avviene.
Ci stupiremmo parecchio se questo non fosse già stato messo in
opera e lo è perché ne sono testimone.
L'Assessore ha più volte partecipato a riunioni col Terzo settore,
con le associazioni, dove comunque c'è stato un dibattito.
L'Ufficio speciale già l'attività dell'osservatorio la svolge
nelle proprie funzioni ordinamentali.
Poiché l'Ufficio speciale, uno degli ultimi creati dalla Regione
siciliana perché poi l'orientamento della Corte dei conti in
qualche modo ha ristretto il campo d'azione limitandolo a quelle
che sono le funzioni oggettivamente carenti rispetto
all'organigramma della Regione ha fatto sì che questo Ufficio si
desse delle competenze nonché delle risorse come il Fondo FAMI.
Queste attività che l'Osservatorio, secondo l'articolo 8 della
legge, dovrebbero essere fatte, sono già in essere attuate con la
presenza dell'Assessore, con la presenza delle associazioni.
L'attività di contrasto alla violenza nei confronti delle donne,
che siano autoctone o che siano straniere, già si svolge. C'è il
soppressivo, ma io ritengo che su una serie di emendamenti che sono
stati presentati andrebbe sub emendato perché ci sono comunque
delle ripetizioni che secondo me non giovano. Rispetto per esempio,
a quello che qui avete chiamato Elenco dei mediatori , che trovo
estremamente importante perché comunque diamo finalmente ordine a
una materia che è stata lungamente dibattuta negli anni in
quest'Aula.
Però, esiste già l'Ufficio che si occupa degli Albi e quindi
perché, come dire, appesantirlo ulteriormente dando una
connotazione politica a qualcosa che invece non c'è l'ha? Io sarei
dell'idea che questa è una norma che, proprio perché nasce in
Commissione con un lungo dibattito, secondo me deve essere tenuta
ai limiti.
Oggi l'appesantimento di alcune cose potrebbe anche essere
ridondante, così come la relazione dell'Assessore ha riportato,
quando dice, ci sono alcuni articoli che sono ridondanti sono
oggettivamente in più.
Quindi io mantengo l'abrogativo al comma 8 per quello che riguarda
l'Osservatorio perché - ripeto - già fa parte delle competenze
dell'ufficio speciale, e poi invito anche l'Assessore a rivedere
quelle che non sono priorità assolute perché di questo disegno di
legge, come dire, è un disegno di legge ampiamente condiviso che
non deve avere una connotazione politicizzata o
amministrativizzata e penso che sia giusta l'impostazione
originaria.
Ultima cosa così poi darò soltanto il voto finale. Con l'onorevole
Di Paola abbiamo seguito durante i lavori della Commissione
bilancio un emendamento che chiediamo alla Presidenza di volere
ammettere. E' un emendamento aggiuntivo che ha semplicemente un
obiettivo, quello di stralciare, adesso lo produciamo, perché è
presentato da aggiuntivo a tutti i disegni di legge che ci sono
incardinati.
Io e l'onorevole Di Paola lo abbiamo presentato a tutti.
Sostanzialmente è quell'emendamento che scorpora dalla copertura
finanziaria della norma art. 41 dell'ultima finanziaria di un
milione che è stato considerato da parte dello Stato, a mio avviso
non del tutto congruamente. Ad ogni modo è stato considerato questo
milione utilizzato dal Fondo della sanità improprio per la
copertura di quella norma.
Poiché questa norma afferisce ai servizi che verranno fatti a
settembre ai ragazzi che vanno alle scuole, l'attività igienico-
sanitaria, nel momento in cui noi con norma eliminiamo quella che è
stata considerata una parte oggetto dell'impugnativa daremmo la
possibilità agli operatori, soprattutto ai dirigenti, di dare
seguito al percorso che si stava facendo, ma soprattutto daremo la
possibilità agli alunni disabili da settembre di avere l'assistenza
igienico-sanitaria per la quale ci siamo tutti battuti, Governo,
Parlamento, deputazione che è bipartisan perché, come vedete,
l'abbiamo firmato io e l'onorevole Di Paola. L'abbiamo anche
sottoposta al vaglio della Commissione Bilancio perché
correttamente, anche se è in decurtazione, però è stato approvato a
maggioranza, non a maggioranza ad unanimità dalla Commissione per
cui noi riteniamo che, tutto sommato non è assolutamente
disomogeneo rispetto al testo che oggi portiamo in Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, abbiamo compreso quello di cui sta
parlando, io la prego di farci pervenire il testo eventuali sub che
vuole la fare la Commissione sugli emendamenti dell'assessore
Scavone, se non intende ritirarli. Eventualmente la Commissione può
proporre di sub emendare.
Per quanto riguarda l'aggiuntivo vediamolo, conosciamo la
tematica, tutti abbiamo a cuore che possa iniziare l'anno
scolastico, però è chiaro che va presentato, poi eventualmente
prima del voto finale se i Gruppi sono d'accordo e questa modifica
è stata ritenuta dalle Commissioni utili per attivare i servizi nei
confronti della disabilità i Capi Gruppo se non hanno nulla in
contrario e ci sono i pareri delle Commissioni si vota.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Di Caro e Marano.
L'Assemblea ne prende atto.
773-951/A
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 773-
951/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, eravamo in fase di votazione e si
era iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Gli chiedo se è in
merito all'articolo o se è una dichiarazione di voto la facciamo
alla fine, così andiamo avanti. Faccia un cenno o, ecco grazie
onorevole Lentini.
L'onorevole Lentini vuole parlare sugli emendamenti. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, questo disegno di legge è stato voluto
fortemente dalla I Commissione lavorandoci bene sia il centro
sinistra che io che ho presentato, insieme al mio Gruppo, il 951/A
- poi diventò /A perché è stato integrato con il 773, e ne abbiamo
fatto un unico disegno di legge che abbiamo sposato con i colleghi.
Io volevo responsabilizzare il Parlamento, perché questo è un
momento particolare.
Nessuno si è mai messo nelle condizioni di mettere mano sugli
immigrati.
Ormai è sotto gli occhi di tutti, ascoltiamo i media, giornali,
telegiornali, arrivano sulle nostre coste migliaia e migliaia di
persone.
Queste persone, cristianamente parlando, io le devo sempre
accogliere ed è giusto che sia così.
Ma, siccome abbiamo parlato di inclusione e di accoglienza, io
l'accoglienza e l'inclusione la intendo in un modo molto
particolare.
Se qualcuno intende far arrivare queste persone, quindi, salvarle
in offshore, portarle nella terra ferma e, poi, farle bivaccare in
città e dare quei 20 centesimi all'uscita di un bar o di un
panificio e, quindi, si sentono la coscienza a posto per aver fatto
un'opera di bene per queste persone, io, invece, aggiungo che
queste persone sono oro, sono oro colato.
L'oro colato io lo intendo - siccome ormai in Italia, ma nel
Meridione d'Italia forse, più che nel Settentrione e dell'Italia
centrale, è più operativo, è più dove si procrea di più rispetto
agli altri.
Ormai, le coppie procreano poco, pochissimo. Quindi, noi non
possiamo soddisfare tutti i bisogni di cui la Nazione ha bisogno.
Ha bisogno sicuramente che il popolo cresca, che gli Italiani
crescano.
Però, a questo punto, abbiamo bisogno anche di questa gente che se
viene, se approda, se fa il viaggio della fortuna per approdare
sulle nostre coste lo fa esclusivamente perché crede in un progetto
di una società civile, dove ognuno ha il giusto diritto di portare
avanti l'idea della famiglia.
Quindi, queste persone hanno bisogno
Il mio disegno di legge entra in questa direzione, va in questa
direzione perché con le parole abbiamo detto di tutto e di più ma,
nei fatti, non abbiamo, nella concretezza non siamo mai scesi.
Quindi, questo disegno di legge che - a mio avviso - ha bisogno
anche di qualche spesuccia - però, con i colleghi, siamo rimasti
che successivamente all'approvazione avremo la possibilità di
integrare alcune risorse per fare dei progetti mirati e questa
gente possa essere veramente accolta sotto tutti gli aspetti.
Il disegno di legge parla di abitazioni, parla di integrazione,
parla di lavoro, ed in particolare, no allo sfruttamento .
Quindi, Presidente, questo disegno di legge deve andare in questa
direzione, ma io dico - che, poi, è stato sposato dalla Commissione
- responsabilizzo tutti i deputati, come ognuno di noi, che questo
non è un disegno di legge di Lentini, di Di Paola, di Aricò e di
chicchessìa, questo è un disegno di legge che deve essere approvato
solo ed esclusivamente per darci finalmente una legge, per dare una
legge quadro, per mettere quanto meno insieme alcuni articoli che
vanno a dare la possibilità a queste persone, finalmente, di essere
integrate ed integrate per bene.
Avete visto negli hotspot tutto quello che accade ogni giorno? Ad
iniziare da Lampedusa con 300, 350 persone, ne arrivano migliaia e
sono veramente al lumicino anche le forze degli operatori che
lavorano in quel settore.
Quindi, noi su questo dobbiamo concentrare le nostre forze, perché
ormai dobbiamo capire che gli immigrati sono persone che si
vogliono integrare.
Accettiamo quelli che veramente vogliono essere integrati, e gli
altri li mandiamo a quel paese.
PRESIDENTE. Si passa all'esame degli articoli. Procediamo con
l'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Destinatari
1. Destinatari degli interventi previsti dalla presente legge sono
i cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea e gli
apolidi dimoranti sul territorio della Regione.
2. La legge si applica anche ai richiedenti ed ai titolari di
protezione internazionale, speciale o per casi speciali, fatte
salve le competenze dello Stato.
3. Gli interventi previsti dalla presente legge sono estesi anche
ai cittadini dell'Unione europea, laddove non siano già destinatari
di norme statali e regionali più favorevoli».
All'articolo 2 è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
2.1. Il parere del Governo?
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. È un emendamento tecnico. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2 così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 3. Abbiamo alcuni emendamenti. Ne do
lettura:
«Art. 3.
Funzioni della Regione
1. La Regione, nell'ambito delle proprie competenze, contribuisce
alla programmazione e alla gestione delle politiche di accoglienza,
al fine di favorire l'inclusione sociale, culturale e civile dei
destinatari della presente legge.
2. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione:
a) promuove, in raccordo con lo Stato e gli enti locali, progetti
a supporto degli interventi di prima accoglienza;
b) adotta il Piano triennale degli interventi e i relativi
Programmi annuali;
c) valuta l'efficacia e l'efficienza degli interventi attuati nel
territorio regionale, garantendo nell'intero territorio regionale
omogeneità e pari opportunità di accesso alle diverse prestazioni
ed effettuando l'analisi ed il monitoraggio del fenomeno
migratorio, al fine di evitare episodi e situazioni di
discriminazione, anche avvalendosi del Centro regionale di
coordinamento per la prevenzione ed il contrasto delle
discriminazioni;
d) promuove la formazione e l'aggiornamento degli operatori della
pubblica amministrazione e delle associazioni ed enti che svolgono
servizi specifici in materia di accoglienza ed inclusione;
e) promuove ed attua progetti e politiche attive mirati alla
diffusione fra i destinatari della presente legge dei doveri di
cittadinanza, del rispetto del pluralismo culturale e religioso,
della difesa e della tutela dei diritti dell'infanzia e delle
donne;
f) attua gli interventi di settore di cui al Capo III».
L'emendamento 3.1 è stato ritirato dal Governo. Pongo in votazione
l'articolo 3, che non ha ulteriori emendamenti. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 4, che non ha emendamenti. Ne do lettura:
«Art. 4
Funzioni degli enti locali
1. Gli enti locali promuovono e attuano, nell'ambito delle proprie
competenze, anche avvalendosi dei soggetti di cui all'articolo 5,
interventi diretti a rimuovere gli ostacoli che impediscono il
pieno riconoscimento dei diritti sociali e civili dei destinatari
della presente legge, con particolare riguardo alle politiche
abitative e del lavoro, alla valorizzazione e alla tutela
dell'identità culturale, all'integrazione sociale, alle pari
opportunità di genere ed alla partecipazione alla vita pubblica
locale».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Funzione degli enti del Terzo settore
1. La Regione riconosce la funzione sociale svolta dagli enti del
Terzo settore, favorendo i progetti promossi per la realizzazione
di iniziative finalizzate all'accoglienza, all'integrazione
culturale e all'inclusione sociale dei destinatari della presente
legge».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Piano triennale per l'accoglienza e l'inclusione
1. La Regione si dota di un Piano per l'accoglienza e
l'inclusione, con validità triennale, con il quale sono definiti
gli indirizzi e le linee strategiche relativi agli interventi
idonei a favorire l'accoglienza e l'inclusione dei destinatari
della presente legge.
2. Il Piano triennale individua altresì le eventuali risorse
regionali ed extraregionali che possono essere destinate al
finanziamento degli interventi.
3. Per l'elaborazione del Piano triennale e del Programma annuale
di cui all'articolo 7, al fine di favorire la partecipazione al
processo di programmazione degli interventi previsti dalla presente
legge, l'assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali
ed il lavoro promuove e coordina apposite conferenze regionali con
la collaborazione e la partecipazione dei dipartimenti regionali
interessati, dell'Anci, degli enti istituzionali e del terzo
settore coinvolti nelle politiche di accoglienza ed inclusione e di
quelli iscritti al registro di cui all'articolo 52 del decreto del
Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394 nonché delle
comunità e delle associazioni rappresentative dei destinatari della
presente legge. Possono essere convocate periodicamente anche delle
sessioni tecniche su diverse aree tematiche che possono sostituire
una o più conferenze di programmazione.
4. Su proposta dell'assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali ed il lavoro, la Giunta regionale approva il
piano triennale, previo parere delle commissioni dell'Assemblea
regionale siciliana competenti per materia e per gli aspetti
finanziari.
5. In sede di prima applicazione il Piano triennale è approvato
entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Programma annuale
1. Sulla base degli indirizzi contenuti nel Piano triennale, su
proposta dell'assessore regionale per la famiglia, le politiche
sociali ed il lavoro, elaborata con le procedure di cui al comma 3
dell'articolo 6, la Giunta regionale approva il Programma annuale,
il quale definisce le azioni di settore, stabilisce le modalità di
attuazione delle stesse ed individua le priorità e le risorse
finanziarie disponibili.
2. La Regione, attraverso il Programma annuale, promuove l'azione
dei comuni che, anche in forma associata, favoriscono l'esercizio
dei diritti dei destinatari della presente legge, la loro
partecipazione alla vita pubblica e, in particolare, attivano i
seguenti servizi al fine di garantire certezza e uniformità degli
interventi su tutto il territorio regionale:
a) attività di informazione su diritti, doveri e opportunità dei
destinatari della presente legge;
b) iniziative di informazione sui temi connessi all'immigrazione,
dirette a favorire una corretta conoscenza delle cause del fenomeno
migratorio;
c) realizzazione di centri interculturali, intesi come luoghi di
mediazione e di confronto tra culture, finalizzati a favorire lo
sviluppo delle relazioni interculturali e del dialogo
interreligioso, nonché di iniziative di tipo culturale, artistico,
sportivo finalizzate a promuovere l'inclusione sociale;
d) interventi di assistenza e di prima accoglienza per coloro che
versano in condizioni di vulnerabilità;
e) interventi di promozione della cittadinanza e di inclusione
sociale, con particolare attenzione ai processi di inserimento
sociale, scolastico e lavorativo rivolti a donne e minori;
f) orientamento e supporto nei rapporti con la pubblica
amministrazione, in particolare nelle procedure per il rilascio, il
rinnovo o la conversione dei titoli di soggiorno o la richiesta di
cittadinanza;
g) servizi di mediazione linguistico-culturale;
h) servizi integrati per la protezione, l'assistenza e
l'integrazione per le vittime di violenza, di tratta o di grave
sfruttamento o in condizione di vulnerabilità.
3. Nell'ambito del Programma annuale, la Regione promuove percorsi
di formazione e aggiornamento rivolti ai dipendenti delle pubbliche
amministrazioni locali nonché agli operatori dei servizi pubblici e
privati operanti in materia di accoglienza ed inclusione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Monitoraggio delle politiche di accoglienza
1. Presso l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche
sociali e del lavoro è istituito l'Osservatorio regionale sul
fenomeno migratorio, incaricato di effettuare il monitoraggio e di
sviluppare analisi del fenomeno sul territorio regionale.
2. L'Osservatorio è composto dai dirigenti generali dei
dipartimenti regionali competenti o loro delegati, da un
rappresentante dell'Anci Sicilia nonché da rappresentanti delle
istituzioni locali, degli enti del terzo settore e delle comunità e
associazioni rappresentative dei destinatari della presente legge,
individuati con decreto dell'assessore regionale per la famiglia,
le politiche sociali ed il lavoro. Alle riunioni dell'Osservatorio
possono essere invitati rappresentanti di istituzioni nazionali ed
internazionali. La partecipazione all'Osservatorio è a titolo
gratuito e non dà diritto a compensi o rimborsi.
3. L'Osservatorio svolge in particolare le seguenti funzioni:
a) predispone un rapporto annuale sulla presenza delle persone
straniere dimoranti sul territorio regionale, contenente anche
l'analisi dell'evoluzione del fenomeno migratorio;
b) raccoglie ed elabora, anche in raccordo con analoghi
osservatori presenti sul territorio, dati ed informazioni utili
all'attività di monitoraggio dei flussi migratori e della
condizione delle persone straniere dimoranti sul territorio
regionale, con particolare riguardo alla valutazione delle
politiche regionali e locali per l'inclusione sociale dei
destinatari della presente legge.
4. L'Osservatorio provvede a rendere disponibili ed accessibili i
dati raccolti ed elaborati mediante la pubblicazione sul sito
istituzionale del dipartimento regionale della famiglia e delle
politiche sociali.
5. Alla istituzione ed al funzionamento dell'Osservatorio si
provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie
disponibili a legislazione vigente».
Onorevoli colleghi, abbiamo l'emendamento 8.1 dell'onorevole
Caronia, che lo mantiene come ha annunciato poco fa nel suo
intervento. Il Governo come si esprime sull'8.1 che sopprime
l'articolo 8?
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il Governo si rimette all'Aula. La Commissione?
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.1, dell'onorevole
Caronia. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.2 del Governo che è stato ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Conferenza annuale sul fenomeno migratorio
1. Il Presidente della Regione convoca annualmente una Conferenza
sul fenomeno migratorio quale luogo aperto di confronto e scambio
fra i cittadini e le persone straniere dimoranti in Sicilia sui
temi legati alle migrazioni e alle politiche di accoglienza e
inclusione.
2. La Conferenza è presieduta dall'assessore regionale per la
famiglia, le politiche sociali ed il lavoro o da un suo delegato.
Alla Conferenza sono invitati i rappresentanti delle istituzioni
locali, degli enti del terzo settore, delle comunità e associazioni
rappresentative dei destinatari della presente legge e delle
organizzazioni sindacali nonché esponenti delle Università e degli
Istituti di ricerca».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Interventi a sostegno dei richiedenti e dei titolari
di protezione internazionale, speciale
o per casi speciali
1. La Regione, nell'ambito delle proprie competenze e con
particolare riguardo alle situazioni di vulnerabilità, favorisce
l'accoglienza e l'inclusione dei richiedenti e dei titolari di
protezione internazionale, speciale o per casi speciali presenti
sul territorio regionale.
2. Ai fini di cui al comma 1, la Regione partecipa all'attuazione
delle strategie operative definite dallo Stato e all'elaborazione
di strategie regionali, garantendo il costante coinvolgimento degli
enti locali, degli enti del servizio sanitario regionale e degli
enti del terzo settore.
3. La Regione, nell'ambito delle azioni previste dal Programma
annuale di cui all'articolo 7, promuove progetti rivolti ai
soggetti di cui al comma 1 finalizzati all'inserimento nelle
comunità locali, anche attraverso programmi di orientamento per
l'accesso al lavoro ed ai servizi territoriali».
ASSENZA. Chiedo di parlare sull'articolo 10.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, io non ho presentato emendamenti, e me
ne scuso, perché non avevo visionato attentamente questo articolo.
Però credo che il comma 1 di questo articolo contenga uno svarione
cui l'Aula debba porre rimedio, perché se noi parifichiamo tutte le
iniziative riguardano sia i richiedenti, che i titolari di
protezione internazionale non abbiamo fatto un bel servizio a
nessuno.
Un discorso sono i soggetti che hanno già ottenuto lo status di
rifugiato, e quindi il concetto di protezione internazionale, altro
discorso è coloro che hanno fatto la richiesta, l'esame della quale
è sottoposto ad un iter particolarmente farraginoso che può durare
mesi, ma può tante volte anche arrivare ad occupare uno spazio
temporale ancora più ampio. E se noi tout court parifichiamo le due
figure, rischiamo di favorire eventuali interventi, anche per
esempio si parla nelle pratiche abitative anche a soggetti che dopo
sei mesi magari hanno avuto il rifiuto dell'iter della pratica, del
rigetto dell'iter della pratica avviata, e come tale poi vengono
automaticamente sottoposti al decreto di espulsione.
È una norma che tra l'altro credo che contrasti con una
previsione, che contrasti anche con principi del diritto statale,
credo quindi, che si debba necessariamente intervenire per
eliminare l'inciso che riguardi i soli richiedenti, perché
veramente stiamo facendo sennò un obbrobrio anche giuridico.
Scusatemi
PRESIDENTE. Allora lei chiede che al comma 1 dell'articolo 10 sia
eliminato l'inciso l'inclusione dei richiedenti . Allora, non c'è
alcun emendamento presentato, se la Commissione ritiene che
l'osservazione sia degna di approfondimento ci faccia un cenno,
eventualmente accantoniamo l'articolo se lo si vuole meglio
specificare. Ditemi voi se no devo procedere
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, Governo, la Commissione aveva discusso e votato
in tal senso, nel senso di estendere anche ai richiedenti la
possibilità di tutela, oltre che ai titolari della protezione
internazionale, quindi, io mi rimetto a quello che era stato deciso
in Commissione perché l'abbiamo sviscerato, sono stati sentite le
Associazioni di questo settore, ci hanno richiesto
PRESIDENTE. Quindi, la Commissione non ritiene di, hanno già
approfondito questo passaggio.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Però, onorevoli colleghi, siamo in fase
di votazione, se è sempre su questo argomento la Commissione si è
già espressa.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, chiedo
alla Commissione di chiarire rispetto al comma 2, ai fini di cui
al comma 1 la Regione partecipa all'attuazione delle strategie
operative definite dallo Stato e all'elaborazione di strategia
regionali, eccetera
Ora io mi chiedo, sulla base di quale diritto acquisito e
consolidato, la Regione decide con legge di partecipare a ciò che
lo Stato fa per attuare le strategie operative in favore
dell'inclusione, sono stata chiara? Onorevole Pellegrino, vorrei
cortesemente che mi fosse chiarito questo punto, dico noi abbiamo
un consolidato di norme che ci permette di sederci con lo Stato e
di legiferare perché politiche attuative, strategie operative
certamente definite dallo Stato sono atti che vengono posti sul
piano con decreti, con norme che, anche secondarie, ma che
certamente non so fino a che punto noi siamo abilitati a sederci
con lo Stato, vorrei che mi fosse chiarito questo dubbio.
PRESIDENTE. E' chiaro, onorevole Lo Curto. Parliamo del comma 2
sempre dell'articolo 10. La collega chiede ecco
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, Governo, quello che è previsto è la
partecipazione all'attuazione della norma, è ovvio che non possiamo
legiferare a livello nazionale però, il fatto che siamo in prima
linea, specialmente la Sicilia, in prima linea per quanto riguarda
i flussi migratori, è normale che come è avvenuto regolarmente la
Sicilia e il Governo regionale siano spesso invitati nei tavoli
tecnici per la soluzione dei problemi dei flussi migratori stessi.
Quindi, quello che si vuole fare in questo momento, è affrancare
dalla straordinarietà il flusso migratorio facendolo diventare
strutturale, cioè facendo diventare ordinario ciò che in questo
momento è eccezionale, questa è la ratio della norma e su questo la
Commissione ha di già dibattito e deciso.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, un conto
è l'auspicio, ma per legge definire un auspicio come se fosse
possibile, e renderlo quasi strutturale, mi sembra un po'
azzardato, ecco, anche come dire presuntuoso, se vogliamo, non che
sia sbagliato in linea di principio, ma non so quanto realizzabile.
PRESIDENTE. Ma già si era capito, è chiaro che è un augurio di
essere invitati, dovrebbe essere lo Stato a prendersi un attimino
più cura di questo aspetto che fino ad oggi abbiamo subito.
Si è iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Io collega siccome
le avevo lasciato in sospeso che lei mi aveva chiesto se ci fossero
emendamenti, quando mi sono rivolta a lei le ho detto che non ci
sono emendamenti in questo senso.
CRACOLICI. Ci sono?
PRESIDENTE. No, non ci sono. Le ho confermato che non ci sono. Ha
facoltà di parlare.
CRACOLICI. Signor Presidente, se posso contribuire a chiarire,
vorrei, a difesa del lavoro che ha fatto la Commissione rileggere
il comma 1 e il comma 2.
La Regione nell'ambito delle proprie competenze , noi stiamo
ribadendo che nell'ambito delle proprie competenze, con il comma 2,
partecipa all'attuazione, eccetera , quindi, non è che stiamo
andando oltre le competenze della Regione.
Vorrei dire alla collega Lo Curto che è quello che già facciamo.
Vorrei ricordare che, ad esempio, nel sistema sanitario la Regione
siciliana, che ricordo essere un sistema misto rispetto al fondo
sanitario nazionale, noi contribuiamo e partecipiamo alla gestione
della tutela della salute pubblica degli immigrati intesi, io credo
che questa norma, la cosa importante che fa è una. Lo dico anche a
proposito del collega che è intervenuto prima.
Qui si stabilisce un principio che io condivido assolutamente, il
diritto delle persone, che non è uguale al diritto di cittadinanza.
La cittadinanza è una procedura amministrativa che deve riconoscere
lo Stato, bla, bla, bla Qui stiamo dicendo che un immigrato che
sbarca in qualche modo nel nostro territorio, la Sicilia lo
considera una persona e, in quanto tale, deve avere la tutela e
deve essere nelle condizioni di potere vivere per il tempo che
vivrà, che gli è consentito potere stare nel territorio della
Regione, che non è questa competenza della Regione stabilire quanto
tempo può risiedere nel territorio della Regione ma per quel tempo,
al di là del fatto se è cittadino italiano o europeo o meno, ha
diritto ad avere tutele sociali, quindi l'assistenza, il terzo
settore, la salute.
Cioè io la considero. No, qui stiamo parlando del principio della
casa come lei sa, onorevole, è un principio che va garantito a
tutti ma va garantito a chi ha anche una residenza. Cioè stiamo
parlando di principi che poi hanno un iter amministrativo
assolutamente diverso. Può essere anche non cittadino ma,
sicuramente, deve essere residente da almeno cinque anni. Intanto
stiamo parlando dell'articolo 10. Siccome tra l'altro non avevo
visto emendamenti, mi sembrava assolutamente ovvio.
PRESIDENTE. Pacifico che possiamo.
Volevo informare che è pervenuto un emendamento a firma
dell'onorevole Aricò. Vorrei ricordare che, a meno che la
Commissione non lo faccia proprio, o si faccia proponente il
Governo, non lo possiamo numerare e distribuire.
Quindi, se vogliamo ulteriormente approfondire Io l'ho
comunicato. Se me lo dice l'Assessore, gli Uffici provvedono, fermo
restando che si può votare a favore o in maniera contraria
dell'articolo. E' iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha
facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, io ovviamente raccolgo con favore i
principi sostenuti dal disegno di legge che sono a tutela della
persona umana qualsiasi essa sia di origine, di provenienza, di
colore, in qualunque modo arrivi nel nostro territorio siciliano.
Questo è indiscutibile, però se di una legge ne vogliamo fare una
occasione vera che non si limiti ad elencare principi e quindi non
si limiti a dare quelle leggi che poi come diceva la collega
poc'anzi finiscono per non essere applicate mai, ma perché sono
fatte solo di buoni propositi per il futuro e se invece di questa
legge, come qualche collega ha detto, in futuro possiamo anche dare
una copertura finanziaria in più magari utilizzando fondi europei,
o in futuro fondi di bilancio, come ho sentito dire ai colleghi, in
prospettiva, quindi, di renderla anche più incisiva dei buoni
propositi che oggi si presentano a questa Assemblea per
l'approvazione, io ho delle domande.
La prima è: abbiamo idea di quanti sono i richiedenti, quindi la
platea dei richiedenti quanto è vasta perché poi si possa
immaginare che questi buoni propositi diventino degli aiuti
concreti in favore di questa platea?
Perché se noi ci limitiamo, come è stato suggerito dal collega
Assenza, ad individuare i titolari di protezione internazionale
speciale o i casi speciali presenti nel territorio regionale
abbiamo certezza di un numero.
I richiedenti sono talmente tanti ed in evoluzione, per cui
immaginare alcune politiche di interventi di settore che sono
immaginati in questo disegno di legge che vanno dalle politiche
abitative, come è stato sottolineato, anche all'accesso per
l'educazione dell'infanzia, al diritto allo studio, a misure a
tutela del lavoro, all'autoimprenditorialità: come si fa a
sostenere e ad avere una quantificazione di oneri rispetto ad una
platea che è assolutamente indefinibile, che è quella dei
richiedenti.
E allora, io dico, con la concretezza che voi sapete mi distingue,
e senza per questo inficiare la mia domanda di coloritura razzista,
perché non è assolutamente nelle mie corde, io sono una cattolica
moderata, per cui, se vogliamo che una legge sia concreta, abbia
senso e arrivi a dare degli aiuti la platea di riferimento deve
essere quanto meno una platea riconoscibile, limitata, che abbia un
numero di persone individuabili.
Se includiamo richiedenti, per come purtroppo la Sicilia, per in
numeri che abbiamo all'ordine del giorno, diventa o una legge di
buoni principi, di buoni propositi per il futuro e, quindi,
assolutamente inutile.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Amata. Ne ha facoltà.
AMATA. Grazie Presidente, mi associo assolutamente a quanto detto
adesso dalla collega Savarino, nel senso che è un disegno di legge
che apparentemente, come dire, potrebbe dare tantissimo ma nella
realtà non riuscirà a dare un servizio rispetto a quelli che vedo
scritti nei vari articoli, assolutamente a nessuno.
Innanzitutto, appunto, perché questa platea di richiedenti non
capiamo quanto sia, né possiamo comprenderlo: collega Savarino
anche se oggi ci danno un numero, domani già il numero sarà
differente; per cui capiamo i titolari di protezione internazionale
speciale, i casi speciali, eccetera, perché, chiaramente, sono
numericamente contingentati ed effettivamente su questi si può
andare ad intervenire, ma certamente se noi pensiamo di attuare una
serie di iniziative che vanno dalla soluzione abitativa,
all'inserimento nel mondo del lavoro attraverso delle convenzioni
con le Università per capire cosa vuole il mercato, dico,
francamente mi sembra pura utopia.
È come se noi in questo momento volessimo pulirci la coscienza
capendo che, ovviamente, la Sicilia non riesce ad avere
un'accoglienza di questa portata e allora facciamo una legge-
quadro; ma non è una legge-quadro applicabile che può dare davvero
soluzione, anche perché oggi in Sicilia i problemi, come dire, sia
lavorativi sia di mancanza di abitazioni, eccetera, li abbiamo
anche nei confronti dei siciliani, quindi significa davvero
prendere in giro, volendo approvare.
Quindi io invito i colleghi che realmente hanno pensato a questo
disegno di legge con uno spirito di solidarietà, se effettivamente
questa solidarietà la si vuole esprimere in termini pratici, di
rivederla, magari riportandola in Commissione dove può essere
attenzionata in maniera differente se vogliamo veramente dare un
risultato concreto.
Sinceramente io non mi sento di poter esprimere un voto
favorevole ad un qualcosa che mi sembra assolutamente utopistico,
per dirla breve.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare l'onorevole Galluzzo e
l'onorevole Barbagallo. Io, colleghi, leggendo l'articolo 10, al
comma 3 si dice che queste persone, compresi i richiedenti,
usufruirebbero dei servizi resi dall'articolo 7, mi permetto di
fare notare che si parla di attività di informazione su diritti,
doveri e opportunità, quindi fare conoscere anche la realtà del
territorio in cui temporaneamente o stanzialmente inizieranno a
vivere.
Informazione sui temi connessi all'immigrazione diretta a favorire
una corretta conoscenza delle cause del fenomeno migratorio perché
tante di queste persone travolte dagli eventi non si rendono più
neanche conto di dove sono arrivate e sono alienate dalla
condizione umana. Orientamento e supporto nei rapporti con la
Pubblica Amministrazione. In tanti non sanno cosa è un posto di
polizia, cosa è la divisa dei carabinieri, insomma mi sembra
un'informazione giusta da dare. Mediazione linguistico - culturale,
assistenza all'integrazione per le vittime di violenza, ovviamente
sia donne che fragili. Insomma, a prescindere che si sia
richiedenti o rifugiati politici, penso che questo tipo di diritti
siano appartenenti all'umanità.
Onorevole Galluzzo, prego. Onorevole Assenza, stavo leggendo
l'articolo 7.
Onorevole Pellegrino, c'erano iscritti a parlare altri due
colleghi, se l'onorevole Galluzzo lo concede, il Presidente della
Commissione voleva dare un chiarimento.
Onorevole Pellegrino, ne ha facoltà.
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Noi abbiamo trattato
l'argomento in Commissione, la Convenzione di Ginevra equipara i
richiedenti, è stato inserito richiedenti' in Commissione proprio
perché nella Convenzione di Ginevra, che siamo tenuti tutti a
rispettare, compreso le Regioni, ovviamente, perché sono delle
norme di diritto europeo, prevede l'equiparazione dei richiedenti
ai già titolari della protezione civile.
Quindi, è la Convenzione di Ginevra che ci obbliga, comunque, ad
equiparare e quindi c'è una norma di diritto europeo che siamo
tenuti a rispettare.
Peraltro, ed è questo che mi preme anche sottolineare, noi abbiamo
ascoltato in Commissione la rappresentante della UNCHR, e mi pare
che nel 1950, se non ricordo male, l'Assemblea generale delle
Nazioni Unite ebbe a istituire l'Alto commissariato per gli
immigrati e in relazione a questa istituzione che è dell'Onu e che
sarebbe l'istituzione che dovrebbe proteggere solo i titolari, ha
ritenuto che sia assolutamente opportuno inserire - la
rappresentante dell'istituzione dell'Onu ha ritenuto che era
importante inserire nella norma - non solo i titolari che dovrebbe
proteggere comunque istituzionalmente, ma anche i richiedenti.
Quindi, abbiamo due ragioni assolutamente incontestabili che ci
obbligano ad equiparare nella norma i richiedenti ai titolari già
di protezione.
Peraltro, la qualità di richiedenti si ha nel momento in cui
costoro magari arrivano nelle nostre coste e chiedono l'asilo. Nel
momento in cui chiedono l'asilo ancora non sono titolari di
protezione e, quindi, andrebbero ad essere esclusi i richiedenti
che magari poi avranno la protezione istituzionalmente perché gli
viene data poi successivamente.
D'altra parte i richiedenti non sono coloro che hanno avuto il
decreto di espulsione da parte della Prefettura perché quella è
un'altra categoria e non rientra ovviamente tra i richiedenti.
Noi non chiediamo che gli espulsi dal nostro territorio vengano
tutelati, qui si tratta di richiedenti che potrebbero avere anche
il diritto d'asilo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Galluzzo. Ne ha
facoltà.
GALLUZZO. Grazie Presidente, ma i principi che sono a corredo di
questa norma che è all'attenzione del Parlamento regionale, non del
Parlamento italiano, del Parlamento regionale siciliano, sono
sacrosanti, ma per il semplice fatto che questa norma è al vaglio
del Parlamento regionale siciliano ha solo una utilità e può avere
solo un utilità, fare una dichiarazione all'interno della norma che
i governi italiani e l'attuale Governo italiano, i governi
precedenti italiani, hanno fallito sulle politiche
dell'immigrazione. Solo così può avere un senso. Solo così ha una
direzione ben specifica perché è un messaggio lanciato a chi
dovrebbe fare ed attuare tutta questa roba qui ed è evidentemente,
se c'è una esigenza dentro questa Aula di legiferare su questo
tema, evidentemente chi lo ha fatto sentiva l'esigenza proprio
perché i governi italiani hanno fallito proprio su queste cose
verso la quale avevano la maggior non solo, attribuzioni, ma anche
responsabilità politiche e morali.
E allora, se noi sanciamo insieme con un emendamento da parte di
tutti il fallimento del Governo italiano e dei governi italiani
sulle politiche dell'immigrazione, io su questa norma ci sto, ma è
un messaggio che lanciamo a un Governo che ci ha abbandonato,
diversamente è una norma inutile. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Siragusa. Ne ha
facoltà. A seguire sono iscritti gli onorevoli Barbagallo e Grasso.
SIRAGUSA, relatore. Sì, grazie Presidente.
Forse stiamo facendo noi un poco di confusione anche nella norma
perché è bello dire i principi li condivido però, poi, quando
questi principi diventano qualche cosa di pratico non si
condividono più.
Noi all'articolo 1, con i principi e le finalità, parliamo
chiaramente di godimento di diritti fondamentali della persona
umana, previsti dalle norme di diritto interno, sovranazionale; al
comma 3 lettera a) parliamo di realizzazione al primato della
persona, indipendentemente dalla cittadinanza, quindi, quando
andiamo all'articolo 10, noi facciamo una distinzione tra i
richiedenti e i non richiedenti, praticamente chi ha già avuto una
protezione internazionale è una persona, chi richiede invece
evidentemente ancora per alcuni non è una persona. Se parliamo di
diritti della persona sono tutte persone umane e non soltanto a
seguito di domanda scritta e domanda accettata.
Poi, relativamente anche all'ultimo intervento dell'onorevole
Galluzzo, se la Regione non avesse alcuna competenza e non avesse
alcuno interesse nella gestione del fenomeno, non esisterebbe un
ufficio speciale sull'immigrazione creato nel 2015 eccetera.
Quindi, evidentemente noi abbiamo delle competenze e abbiamo anche
degli interessi nel cercare di far sì, come diceva all'inizio, lo
ha detto l'onorevole Lentini all'inizio, che queste persone che
arrivano sulle nostre coste magari non vadano ciondolando città
città, non vadano cercando un modo qualsiasi per avere
dell'accoglienza, perché poi dobbiamo anche capire cosa intendiamo
per accoglienza: per queste persone la prima accoglienza è già
avere un tetto sotto il quale dormire, riuscire ad avere un pasto,
riuscire ad avere dell'assistenza sanitaria, non stiamo parlando di
chissà quale tipo di accoglienza.
Come diceva giustamente lei, conoscere anche le regole del nostro
Paese, dove è un ufficio di polizia, come funziona un ufficio di
polizia, per cui dobbiamo semplicemente metterci d'accordo, o
consideriamo queste persone, e quindi le accogliamo, oppure
facciamo qualcosa altro e allora sì che ci prendiamo in giro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io ho ascoltato
con molta attenzione il dibattito. Conosciamo bene il testo che,
come Partito Democratico, abbiamo accompagnato non soltanto nei
lavori della Commissione ma, direi, anche fuori dall'Aula con un
percorso che è stato volto, soprattutto, all'ascolto di
associazioni e volto anche a risolvere le tante questioni aperte
che ci sono in questo settore.
Noi riteniamo, Presidente, che oggi l'Assemblea, discutendo e
mandando avanti il testo che parla e che affronta il tema
dell'accoglienza, dell'inclusione e dell'immigrazione in Sicilia,
sta toccando uno dei punti più alti di questa legislatura. E,
quindi, troviamo francamente stonati alcuni degli ultimi interventi
perché oggi io credo che sia importante che l'Assemblea stabilisca
un principio.
Io ho apprezzato molto il lavoro che ha fatto il presidente
Pellegrino, non soltanto in Commissione ma nelle esternazioni che
ha avuto oggi in Aula.
Come è giusto che sia la norma sancisce dei principi che, poi,
affidiamo alla parte amministrativa. Non esistono, e lo abbiamo più
volte affrontato in questa legislatura, leggi che non hanno
applicazioni difficili, complicate.
Io credo che oggi, non soltanto per noi siciliani ma anche per chi
guarda la Sicilia nella sua storia, nella sua tradizione, nel suo
incrocio di culture, storie di uomini, persone, stiamo toccando,
come dicevo prima, un punto alto e, quindi, abbiamo il compito di
andare avanti e, man mano, nella parte amministrativa risolveremo
tutte quelle che sono le questioni pratiche che verranno, man mano,
in evidenza.
Certamente c'è un punto da cui non possiamo prescindere che è
quello dell'accoglienza, dell'inclusione, dell'uguaglianza ma anche
della garanzia dell'assistenza sanitaria, delle questioni legate
all'istruzione, delle questioni legate alla conoscenza, alla
conoscibilità dei luoghi, alle integrazioni. Ecco, quello che per
noi è all'ordine del giorno nel rispetto, nell'accoglienza del
prossimo.
Io credo che con questo spirito, Presidente Micciché, vada
affrontata la parte residua del dibattito che ci porterà, poi, al
voto finale del disegno di legge come un contributo che, magari,
ogni forza parlamentare vorrà dare ma con la necessità di portare
in porto la norma, evitando punti di frattura e strumentalizzazioni
che, mai come in questo momento, devono restare fuori da
quest'Aula.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi la Sicilia
è una terra di accoglienza, però dobbiamo avere anche la
consapevolezza di quello che approviamo e degli effetti delle norme
che, poi, hanno sui cittadini e sulle ricadute.
Sappiamo tutti che la materia dell'immigrazione è regolata dal
Diritto internazionale, dal Diritto comunitario e dallo Stato.
Le regioni hanno, semplicemente, nessuna competenza tranne che
quella del coordinamento. Per cui soffermarci sui richiedenti,
sull'inclusione e quant'altro non lo può stabilire né l'assessore
Scavone, con tutta la sua buona volontà con i decreti attuativi, né
possiamo pensare che dal punto di vista amministrativo si possa
correggere qualche cosa.
Io direi, semplicemente, che l'unica cosa che noi potremmo
correggere, per fare un buon lavoro da legislatore, al comma 10
dell'articolo 1, potremmo dire Nell'ambito delle prerogative
riservate allo Stato .
Quindi, nel momento in cui la Regione si muove all'interno,
nell'ambito delle prerogative riservate allo Stato poi favorisce,
integra e quant'altro perché gli immigrati hanno diritto allo
studio, gli immigrati hanno diritto ad iscriversi alle Università,
perché ci sono dei posti riservati per gli immigrati, gli immigrati
hanno diritto ad avere l'assistenza sanitaria perché l'assistenza
sanitaria è obbligatoria nel momento che sono qua.
Quindi, voglio dire, soffermarci su un dibattito e pensare che
stiamo facendo chissà che cosa, assolutamente no, ma ci muoviamo
nell'ambito di una materia che non è regolata, né di competenza
della Regione.
Per cui, secondo me, se correggiamo e diciamo Nell'ambito delle
prerogative riservate allo Stato abbiamo fatto tutti un buon
lavoro e nessuno può dire che abbiamo discriminato o fatto altro.
Questo è il mio pensiero.
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, che noi si faccia una legge dicendo
che interveniamo nelle cose che sono di prerogativa dello Stato,
noi abbiamo anche le nostre prerogative.
E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Presidente, evidentemente non mi sono saputo esprimere
nel mio intervento di poc'anzi, mi dispiace che qualcuno lo abbia
interpretato in maniera errata.
Ricordo solo all'Aula, per evitare dubbi di sorta su chi vi parla,
che io, come presidente dell'ordine degli avvocati di Ragusa, sono
stato l'unico in Italia a sottoscrivere lo Statuto della formazione
dell'OGIM, Osservatorio giuridico internazionale sulla migrazione
nel 2000 quando ancora di questi problemi ne parlavano solo gli
addetti. Questo per chiarire
Insieme all'ordine di Barcellona, di Marsiglia e di Tolosa, unici
ordini che abbiamo sottoscritto questo per chiarire la mia
posizione sul tema della migrazione.
Presidente Pellegrino, mi perdoni, la convenzione di Ginevra o
quant'altro la conosciamo anche noi, il diritto alla salute, il
diritto ad essere curati, il diritto all'accoglienza, il diritto ad
avere un tetto attraverso le strutture di accoglienza o
quant'altro. Questo è fuori discussione. Mi riferisco al Capo III.
Quel Capo III, cari colleghi, parla di interventi di settore. Tra
gli interventi di settore prevede tutta una serie di interventi
anche in materia abitativa, in materia di imprenditorialità, in
materia di accesso al lavoro e in materia di quant'altro.
Voi mi spiegate come in queste materie si può parificare
operativamente la figura del richiedente con la figura del titolare
invece del diritto? Me lo spiegate?
Può partecipare il richiedente ai bandi per l'assegnazione delle
case popolari? Può partecipare il semplice richiedente alle
iniziative sull'autoimprenditorialità? Vogliamo specificarle con un
po' di buon senso queste cose
E' chiaro che per l'accesso al Pronto soccorso ma non c'è bisogno
della legge, lo facciamo già ora.
Addirittura è stata estesa anche la possibilità di vaccinazione
per gli abusivi, per gli irregolari.
Se dobbiamo vendere come al solito - o come spesso ci accade -
aria fritta, facciamolo
Se dobbiamo entrare nel concreto, chiariamo che la parificazione
per quanto riguarda tutta l'assistenza, il diritto alla salute e
quant'altro, il diritto di avere un alloggio dignitoso è chiaro che
va esteso a tutti. Ma sugli interventi in materia economica,
produttiva e abitativa non può essere
Non può essere perché è nelle cose, sarebbe un assurdo, un
controsenso, senza scendere poi nella facile demagogia che verrebbe
chiaro con tanti italiani che non hanno un tetto presso cui
ricoverarsi, magari potremmo entrare in un certo vincolo di
priorità. Non voglio - ripeto - fare questo.
Intendo solo invitare a dire che sulle iniziative che riguardano
alcune provvidenze o alcuni diritti di natura socio-abitativa,
economiche, imprenditoriali la distinzione va fatta
necessariamente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Presidente, Governo, colleghi, non voglio dire che i
colleghi intervenuti prima di me vogliono strumentalizzare la
vicenda anche perché qualche tentazione purtroppo c'è Anche gli
applausi che provengono dal fondo mi pare che siano in tal senso.
Non voglio fare polemica perché l'interesse del Movimento Cinque
Stelle, l'interesse di tutti coloro che hanno sottoscritto questo
disegno di legge è semplicemente di regolamentare ciò che già la
Regione fa nell'ambito delle proprie competenze.
Presidente, svolgo un ragionamento semplicissimo perché stiamo
facendo finta di sottovalutare una cosa: se il richiedente asilo,
dal momento in cui fa la richiesta ottiene, un istante dopo, una
risposta da parte dello Stato, allora hanno ragione coloro che
dicono che a questa norma va espunta la parola richiedente , ma
purtroppo non è così
Io provengo dal Calatino Sud Simeto, dopo per anni, per anni,
prima che chiudesse, abbiamo avuto il CARA di Mineo, con migliaia e
migliaia e migliaia di persone abbandonate a loro stesse per tutto
l'arco della giornata e sottoposte anche a sfruttamento da parte di
certa imprenditoria agricola, che però non aveva alcun diritto,
questo è il punto.
Allora, noi cosa diciamo con questa norma? Semplicemente,
nell'ambito delle competenze della Regione, di ciò che già fa di
fatto - e questo è innegabile - di ciò che fa questa Regione di
fatto, di concedere solo per il tempo, solo per il tempo di durata
della richiesta del richiedente per le ragioni che avanzerà,
rispetto ovviamente allo Stato che ne è competente, di
regolamentare semplicemente la propria condizione rispetto le
istituzioni della Regione, e solo ed unicamente per questioni di
cui la Regione è competente, né più né meno. Dopodiché, Presidente
Micciché, che lo Stato abbia un problema in ordine di tempi per il
rilascio dei permessi di soggiorno per ragioni umanitarie, di
guerra e compagnia bella, questo è evidente ed inequivocabile, ma
nel frattempo non possiamo girarci dall'altra parte e, proprio
nell'interesse dei siciliani e in particolar modo di chi non ha
nulla, abbiamo il dovere di dare una regolamentazione giuridica
esclusivamente per il tempo che va dalla proposta della domanda
alla risposta da parte dello Stato, né più e né meno. E vi prego,
si tratta semplicemente di una questione di ordine pratico, in modo
tale di mettere nelle condizioni la Regione di fare quello che già
fa.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cappello. Manca un attimo
l'assessore Scavone, se lo potete chiamare.
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Signor Presidente, in
merito alla competenza dello Stato, nessuna questione, perché
effettivamente è lo Stato ad avere competenza massima in materia di
migrazione. Però, quello che mi premeva sottolineare in questo
momento, è che la nostra Regione, la Regione siciliana, deve
comunque prevedere, e tutto ciò è regolare soprattutto, sia
l'inclusione che l'accoglienza. Quindi, non siamo i primi,
purtroppo siamo gli ultimi, perché siamo, insieme al Molise,
l'unica Regione che non si è dotata di alcuna legge che regola i
flussi migratori.
Quindi, stiamo arrivando per ultimi, non è che stiamo facendo una
cosa assolutamente innovativa, importante e siamo antesignani,
siamo gli ultimi insieme al Molise, io spero che il Molise nel
frattempo non l'abbia approvato, perché fino a quando noi stavamo
lavorando in Commissione, il Molise, insieme a noi, era l'unica
Regione che non si era dotata di una legge che regolasse i flussi
migratori e i rifugiati, richiedenti, titolari di protezione e
tutto il resto.
PRESIDENTE. Assessore Scavone, se mi può ascoltare un attimo solo
su questo argomento. Di fatto, anche quello che diceva prima
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Direi - dopo l'intervento
dell'onorevole Foti - di arrivare a una conclusione sull'argomento.
Avevamo detto di finire gli interventi, onorevole, sennò parliamo
tutti. Tanto il concetto è abbastanza chiaro, bisogna trovare una
mediazione.
Prego, onorevole Foti.
FOTI. Onorevole Pellegrino, immagino che il Molise non abbia
urgenza come invece l'abbiamo noi in Sicilia, che per motivi
geografici, insomma, diciamo che di flussi migratori ne subiamo un
tantinello di più.
Noi non è che regoliamo i flussi migratori, perché è chiaro che lo
Stato deve fare un'azione di politiche di pace nel Mediterraneo, di
stabilità nei Paesi che ci circondano, per prevenire, semmai,
l'immigrazione. Qui parliamo delle persone che giungono e che
cominciano ad essere stanziali, per una serie di motivi o perché si
ricongiungono alle famiglie che già ci sono, che arricchiscono le
nostre comunità.
Mi viene in mente, insomma, Mazzara del Vallo, ad esempio, dove
vive il mio collega Sergio Tancredi. Una volta sono andata a
trovarlo e mi sono trovata immersa in una realtà davvero ricca di
cultura, di testimonianze architettoniche, linguistiche, culinarie,
dovute alla stratificazione di persone che poi nell'ambito della
pesca, dell'edilizia e di tutti i settori si sono perfettamente
integrati arricchendo la cultura e non facendo venir meno niente a
nessuno, e mi immagino, insomma, quella città svuotata di quella
storia sarebbe molto meno bella di quanto oggi lo è.
E' chiaro che se noi lasciamo queste persone sole a se stesse,
anche in questa fase transitoria che, chiaramente, dovrebbe essere
velocissima, ma sappiamo i tempi che ci sono, sappiamo che non
stiamo parlando della primissima accoglienza che avviene nei porti.
Io ricordo, pochi anni fa, ad esempio, il comune di Porto
Empedocle, lo Stato si è limitato a costruire un baraccone di
lamiera mettendoci dentro le persone in maniera inumana, noi
dovremmo cercare di essere un attimino più ferrati e strategici,
con azioni; azioni che possano far sentire queste persone un
tantino in una società civile, quindi l'alfabetizzazione, fare
conoscere i servizi.
Io, cari colleghi, ho sentito parlare di case popolari.
Francamente, se mi aiutate a capire dove si trova questa
possibilità per i richiedenti, magari mi sembra un po' strano che
chi ancora non sa se si stabilirà o meno, se poi ha avuto quel
riconoscimento andrà dai parenti che magari si trovano in Sicilia o
in altre regioni d'Italia, in altre regioni d'Europa, vada a
chiedere la casa. Qui parliamo di quei diritti, piccoli aiuti
umanitari, chiamiamoli così, dell'articolo 7 che mi sembrano non
solo giusti per queste persone, ma utili per noi. Utili per noi,
perché le persone che ciondolano e non sanno cosa fare, a chi
rivolgersi, a prescindere che siano italiani o che siano di altre
nazionalità è molto probabile che vadano, magari, a confondersi un
po' e a fare danno. Se, invece, sono impegnati ed integrati
certamente l'investimento iniziale darà meno problemi di controllo
e sicurezza.
Per quanto riguarda il diritto internazionale, come ha detto il
Presidente, già dai primi articoli, la ratio della legge si fonda
sul recepimento e mettere in fila qualcosa che ci faccia, come
dire, attuare quelle convenzioni che il nostro Paese ha
sottoscritto da decenni, da ventenni e se mi si dice è una legge
spot , allora diciamocelo chiaro: ho più di 40 anni e ancora
aspetto che la Costituzione, che è stata fatta prima che nascessi
io e di molti di noi, venga pienamente attuata.
Io non mi aspetto che questa legge domani venga pienamente
attuata, ma mi aspetto che tra un anno ci sia un passetto, fra tre
anni ce ne siano un altro, fra cinque ce ne sia un altro. E quando
lo Stato non ci chiamerà a sederci nei tavoli e a stabilire la
programmazione delle azioni da fare, probabilmente questo
Presidente della Regione, quello che ci sarà dopo, quella che ci
sarà dopo, avrà un pezzo di carta e dire: quello sporco parlamento
mi ha fatto una legge che dice che io ho pienamente diritto di
venire a parlare di questo argomento perché non sono cavoli vostri,
sono cavoli della mia regione '; a chiunque forniremo questo
strumento.
Non c'è da dire sì o no, c'è da essere giusti e io spero che non
ci siano ulteriori contrasti ed un voto unanime per una legge che
previene dal territorio, da persone molto più preparate di me, che
hanno fatto sociologia, pedagogia e tutte le altre cose.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Foti.
Assessore Scavone, noi stiamo facendo una legge non certamente per
regolare l'immigrazione che non spetta a noi fare, ma stiamo
facendo qualcosa che la Regione può fare, ovviamente, sulla base di
quello che è già regolamentato a livello, oserei dire,
internazionale, non italiano.
La Convenzione di Ginevra prevede che i richiedenti abbiano lo
stesso diritto di quelli che hanno avuto già il permesso, per cui
andare a toglierli significherebbe volerci distinguere rispetto a
quello che in tutto il resto dell'Europa viene fatto.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Assenza)
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, attenzione, io non sto prendendo le
parti l'uno dell'altro, sto soltanto dicendo che siccome la
Convenzione di Ginevra, che esiste ovunque, e per cui l'Italia, è
ovvio quando poco fa l'onorevole Grasso diceva facciamo quello
secondo le regole dello Stato , ma le regole dello Stato,
ovviamente, lo prevedono, perché la Convenzione di Ginevra lo
prevede. Per cui, andare a togliere le parole ai richiedenti',
secondo me, è soltanto un volere andare a fare qualcosa che, di
fatto, mantiene l'isola come isola, cioè unica, rispetto al resto
d'Europa che non mi pare il massimo.
Assessore, siccome so già che - perché mi è stato comunicato - la
Commissione si dichiarerà contraria a questo emendamento, io,
sinceramente, per evitare di creare il voto che possa fare questa
distinzione, la inviterei al ritiro. Se poi lei non lo ritira,
ovviamente, lo mettiamo in votazione.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)
PRESIDENTE. Lo sto chiedendo all'Assessore. Ho capito; ho chiesto
all'Assessore, se l'Assessore mi dice la sua.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)
PRESIDENTE. Ma l'assessore non si imbarazza, onorevole Savarino.
Se l'Assessore mi dice sì o no
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, la sottoscrizione dell'assessore è un
fatto tecnico per consentire in questa fase dei lavori parlamentari
la presentazione di un emendamento da parte di alcune forze
politiche.
Pertanto, io non lo ritiro e non lo posso ritirare sul piano dei
rapporti con i Gruppi che mi hanno chiesto di applicare questa
prerogativa ma mi rimetto, ovviamente, al voto d'Aula.
PRESIDENTE. E allora, a questo punto è evidente che è un problema
di tipo politico e, quindi, va messo, ovviamente, in votazione. Il
parere del Governo è ovviamente favorevole.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Quello del Governo in cui bisogna cassare la parola
dei richiedenti', il 10.1.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, avevo posto l'attenzione all'Assessore
con un nostro emendamento. Purtroppo il Regolamento non ci dà la
possibilità di presentarlo se non attraverso o la Commissione o
l'assessore, chiediamo il ritiro all'Assessore, in questo caso, che
l'ha fatto proprio.
PRESIDENTE. Benissimo, ottimo. Secondo me l'onorevole Aricò ha
fatto una cosa saggia e importante che rende l'Aula serena così
come, secondo me, dovrebbe essere e la ringrazio.
Andiamo, allora, avanti. A seguito della richiesta, ovviamente,
l'Assessore lo ritira e, quindi, possiamo andare avanti. Bisogna
votare l'articolo 10. Chi è favorevole resta seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Iniziative per il rientro ed il reinserimento nei Paesi di origine
1. La Regione, nell'ambito di programmi nazionali, comunitari e
internazionali, favorisce, anche in collaborazione con le comunità
e le associazioni rappresentative dei destinatari della presente
legge interventi, a sostegno del rientro volontario e del
reinserimento nei Paesi di origine delle persone straniere presenti
sul territorio regionale».
Ci sono emendamenti? Io non ho il fascicolo però, perché
l'onorevole Foti se l'è portato. La ringrazio onorevole Foti. Se
magari me lo fa riavere non è male.
Non ci sono emendamenti. Pongo in votazione l'articolo 11. Chi è
favorevole resta seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Io però ho bisogno del fascicolo, altrimenti vado secondo quello
che mi dice il Segretario, se mi dice cose sbagliate sbaglio pure
io.
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Interventi per i minori stranieri non accompagnati
1. Al fine di assicurare forme efficaci di tutela dei minori
stranieri non accompagnati, il Piano triennale ed il Programma
annuale prevedono modalità di sostegno degli interventi realizzati
dagli enti locali, anche in forma associata, per l'accoglienza, la
tutela e l'inserimento sociale dei minori presenti sul territorio
regionale, anche con il coinvolgimento del garante regionale
dell'infanzia e dell'adolescenza.
2. Al fine di sostenere la conclusione dei percorsi scolastici e
formativi e di integrazione sociale, gli interventi indicati nel
comma 1, avviati durante la minore età, proseguono fino al
completamento del percorso.».
Non ci sono emendamenti. Pongo in votazione l'articolo 12. Chi è
favorevole resta seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13.
Elenco regionale dei mediatori culturali
1. È istituito presso l'assessorato regionale della famiglia,
delle politiche sociali e del lavoro e l'elenco regionale dei
mediatori culturali.
2. L'iscrizione all'elenco è subordinata al possesso di adeguata
professionalità in materia di mediazione culturale attestata a
seguito del conseguimento di una formazione specifica o di
comprovate esperienze lavorative.
3. L'assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali ed
il lavoro e disciplina con decreto i requisiti e le modalità per
l'inserimento nell'elenco.».
All'articolo 13 c'è l'emendamento 13.1 già comunicato
all'assessore che l'ha ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 13. Chi è favorevole resta seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14.
Assistenza socio-sanitaria
1. La Regione garantisce ai destinatari della presente legge
l'accesso ai servizi sanitari e socio-assistenziali in condizioni
di parità e di uguaglianza rispetto ai cittadini italiani.
2. Alle persone di cui al comma 1 in condizione di grave
marginalità o a rischio di vulnerabilità sociale è comunque
garantito l'accesso:
a) alle cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti o comunque
essenziali, anche di carattere continuativo, per malattia e
infortunio nonché ai programmi di medicina preventiva a
salvaguardia della salute individuale e collettiva;
b) agli interventi di natura sociale e a carattere emergenziale
per il soddisfacimento dei bisogni primari anche attraverso
soluzioni temporanee di accoglienza.
3. L'assessore regionale per la salute promuove:
a) l'adozione di strumenti per il riconoscimento e la valutazione
dei bisogni di salute specifici delle persone di cui al comma 1,
per il monitoraggio della situazione sanitaria e degli interventi
attuati dagli enti competenti, anche al fine di promuovere la
diffusione delle migliori pratiche;
b) attività di informazione, formazione ed aggiornamento degli
operatori del servizio sanitario regionale finalizzata al
miglioramento dell'assistenza;
c) l'organizzazione presso gli enti del servizio sanitario
regionale e in particolare presso le strutture di pronto soccorso,
di servizi di mediazione linguistica e culturale, anche in via
sperimentale;
d) iniziative finalizzate alla protezione, all'assistenza e
all'integrazione sociale rivolte alle vittime di violenza, di
tratta o di grave sfruttamento;
e) iniziative per la prevenzione delle pratiche di mutilazione
genitale femminile e delle pratiche clandestine di circoncisione,
anche con il coinvolgimento delle comunità di appartenenza;
f) iniziative finalizzate all'assistenza delle donne in stato di
gravidanza e nei sei mesi successivi al parto;
g) l'adozione di piani mirati alla prevenzione ed alla sicurezza
sui luoghi di lavoro.».
Pongo in votazione l'emendamento 14.1, dell'assessore Scavone. Il
parere della Commissione?
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 14. Chi è favorevole resta seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Art. 15.
Politiche abitative
1. La Regione promuove l'edilizia abitativa sociale come strumento
per la salvaguardia della coesione sociale e la rimozione degli
ostacoli all'accesso ad un abitare adeguato e promuove azioni
specifiche finalizzate a garantire parità di condizioni nella
ricerca di soluzioni abitative per i destinatari della presente
legge, favorendone l'integrazione e tenendo conto anche delle
esigenze di ricongiungimento familiare.
2. La Regione, in collaborazione con gli enti locali, promuove la
messa in rete delle associazioni e degli enti che si occupano di
mediazione nella ricerca di soluzioni abitative, favorendo
l'inclusione delle persone straniere in condizioni di marginalità.
3. La Regione e gli enti locali, per favorire la ricerca di una
soluzione abitativa a beneficio dei destinatari della presente
legge, promuovono l'utilizzo ed il recupero del patrimonio edilizio
disponibile.».
Non ci sono emendamenti. Pongo in votazione l'articolo 15. Chi è
favorevole resta seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
«Art. 16.
Accesso ai servizi educativi per l'infanzia e diritto allo studio
1. Ai minori dimoranti sul territorio regionale sono garantite
pari condizioni di accesso ai servizi per l'infanzia, ai servizi
scolastici ed agli interventi previsti dalla legge regionale 20
giugno 2019, n. 10.
2. La Regione e gli enti locali promuovono azioni finalizzate al
superamento delle difficoltà linguistiche e formative degli alunni
stranieri e al contrasto di qualsiasi forma di discriminazione
nonché dell'abbandono e della dispersione scolastica.
3. L'Assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale promuove ed attua iniziative che favoriscano:
a) l'alfabetizzazione ed il perfezionamento della lingua italiana
per minori ed adulti;
b) l'educazione interculturale;
c) la piena integrazione dei bambini e delle loro famiglie, anche
attraverso la valorizzazione delle culture di origine;
d) l'elaborazione di modelli regionali di accoglienza plurilingue
per le scuole.
4. La Regione favorisce la mobilità studentesca internazionale
come fattore di sviluppo e di innovazione, promuovendo la messa in
rete di attività di orientamento ed accoglienza per studenti,
dottorandi e ricercatori stranieri nonché l'attrazione di studenti
stranieri nel territorio regionale mediante il raccordo con gli
istituti culturali all'estero e con le Università.».
Non ci sono emendamenti.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Grazie, Presidente. Chiaramente io comprendo l'assoluta
buona fede con la quale questo articolo è stato scritto, però,
proprio perché ritengo che questa norma se deve essere solo
un'enunciazione di principi, per carità, credo che per la buona
parte, diciamo, la possiamo condividere quasi tutti, però, devo
anche dire che a me risulta piuttosto complicato, come dire, da una
che ha amministrato gli enti locali, pensare che i minori dimoranti
del territorio possano essere garantite condizioni di accesso ai
servizi per l'infanzia.
Voglio solo ricordare un dato per tutti. Il Comune di Palermo
quest'anno ha dovuto rifiutare le istanze dei cittadini dei figli
dei cittadini palermitani, intendo per cittadini anche coloro i
quali hanno una cittadinanza straniera, anche diciamo non soltanto
i nativi a Palermo, ma ha dovuto purtroppo lasciare fuori un numero
considerevole di richiedenti, perché purtroppo le strutture non
riescono ad accogliere, tant'è che si fa ricorso agli istituti
privati con i quali il Comune fa una convenzione per pagare una
retta ridotta.
PRESIDENTE. Immagino che sia riferito solo a quegli enti locali
che hanno la possibilità di farlo.
CARONIA. Sì, però, Presidente, ma che senso ha dimoranti'. Cioè,
voglio dire, si allarga in maniera così grande la platea senza una
copertura minima finanziaria che rende di fatto un'ottima volontà.
Tutti vogliamo la pace nel mondo, ma questa comunque sembra,
siccome è una legge, a mio avviso, rimane un po', diciamo, eterea
se così vogliamo dire, pur condividendo il principio perché è
chiaro che nessuno vuole negare ai bambini di tutto il mondo la
possibilità di andare a scuola, ma se noi stiamo facendo una norma
la dobbiamo fare che abbia anche un minimo di possibilità di essere
applicata.
Faccio l'esempio di ciò che è avvenuto nel mio Comune quest'anno.
I bambini della città di Palermo, e l'Assessore lo sa perché ne
abbiamo discusso, purtroppo la difficoltà delle strutture di potere
accogliere i richiedenti per i cittadini dei comuni è complessa.
Allora, la parola dimoranti' mi lascia perplessa. Per carità, non
ci sono emendamenti, lo sto dicendo come una considerazione che
rassegno all'Aula, ma dico, per carità, in qualche modo è troppo
generico. A mio avviso, questa era una cosa che, forse, andava un
attimo circostanziata per non renderla del tutto, come dire
soltanto un manifesto al quale tutti possiamo aderire o nessuno, ma
se sono reali le cose le facciamo sennò no. Grazie,
PRESIDENTE. Allora, scusate, in ogni caso, non sono previsti
emendamenti per cui devo mettere in votazione l'articolo 16. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Art. 17.
Orientamento e formazione professionale
1. La Regione promuove l'accesso dei destinatari della presente
legge, che abbiano conseguito il titolo di cui all'articolo 4 comma
1, lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica 29
ottobre 2012, n. 263, ad interventi di tirocinio e formazione
finalizzati all'acquisizione di nuove competenze professionali o
alla valorizzazione di quelle acquisite nel Paese di origine, ai
fini dell'inserimento lavorativo, anche in collaborazione con gli
enti locali e sentite le organizzazioni sindacali dei lavoratori e
le associazioni dei datori di lavoro.
2. La Regione promuove la stipula di protocolli d'intesa con le
Università e con l'Ufficio scolastico regionale per favorire
iniziative di informazione, di orientamento, di tirocinio, di
formazione e di formazione continua a favore dei destinatari della
presente legge, volte a consentire l'acquisizione di competenze e
professionalità congruenti alla domanda del mercato del lavoro.
3. La Regione promuove altresì la formazione dei destinatari della
presente legge in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, anche
in collaborazione con le organizzazioni sindacali dei lavoratori e
le associazioni dei datori di lavoro.».
Non sono stati presentati emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 17. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
«Art. 18.
Misure per l'inserimento lavorativo e l'autoimprenditorialità
1. La Regione favorisce l'inserimento lavorativo e l'avvio di
attività autonome ed imprenditoriali dei destinatari della presente
legge.
2. La Regione, nell'ambito delle competenze e degli interventi di
politica del lavoro disciplinati dalla normativa regionale,
favorisce l'inserimento lavorativo stabile delle persone straniere
dimoranti in Sicilia, anche mediante la qualificazione della rete
dei servizi per il lavoro e la formazione degli operatori.
3. La Regione e gli enti locali promuovono lo svolgimento di
attività promozionali e informative volte ad agevolare, anche
attraverso la promozione di accordi con le associazioni di
categoria delle imprese e le camere di commercio, lo sviluppo di
attività di tipo autonomo anche imprenditoriale o in forma
cooperativa.
4. La Regione promuove interventi volti ad assicurare idonee
condizioni di lavoro ai destinatari della presente legge con
particolare riferimento alla prevenzione degli infortuni sul lavoro
e iniziative volte all'informazione sui diritti dei lavoratori.».
Non sono stati presentati emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 18. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Art. 19.
Misure a tutela del lavoro regolare
1. La Regione, nell'ambito delle proprie competenze, favorisce
l'emersione del lavoro irregolare e di forme illecite di
intermediazione di manodopera e svolge azioni di monitoraggio
sull'attuazione della normativa vigente in materia di sicurezza e
regolarità del lavoro.
2. La Giunta regionale, sentite le organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative, definisce annualmente gli obiettivi
specifici, gli interventi prioritari e le risorse per sostenere i
processi di emersione del lavoro non regolare e di intermediazione
illecita di manodopera, soprattutto nel settore agricolo, nonché
gli standard delle prestazioni in materia di tutela, sicurezza e
qualità del lavoro da raggiungere sul territorio regionale.
3. Al fine di rafforzare l'attività ispettiva sul territorio
regionale, la Regione favorisce il coordinamento e l'integrazione
tra le funzioni ispettive svolte dagli organismi istituzionali
statali e comunali e promuove lo scambio di informazioni e forme di
sperimentazione di modelli integrati di ispezioni tra i diversi
enti a ciò preposti.
4. Al fine di favorire le attività di contrasto al caporalato e
allo sfruttamento lavorativo in agricoltura, la Regione promuove:
a) la stipula di convenzioni per l'introduzione del servizio di
trasporto gratuito per le lavoratrici e i lavoratori agricoli che
copra l'itinerario casa-lavoro e viceversa;
b) l'istituzione, anche su iniziativa dei soggetti di cui
all'articolo 5, di presidi medico-sanitari mobili per assicurare
interventi di prevenzione e di primo soccorso;
c) l'utilizzo di beni immobili disponibili a centri di servizio e
di assistenza socio-sanitaria organizzati dalle competenti
istituzioni anche in collaborazione con gli enti del terzo settore
e con le parti sociali;
d) l'adozione di misure per assicurare l'ospitalità dei lavoratori
stagionali in condizioni dignitose e salubri;
e) l'attivazione di servizi di orientamento al lavoro mediante i
centri per l'impiego;
f) la stipula di intese o protocolli volti a sensibilizzare e
incentivare le aziende agricole alla creazione di una filiera
produttiva eticamente orientata nonché alla promozione, alla tutela
e al riconoscimento di prodotti agricoli etici per i quali sia
possibile escludere qualsiasi forma di sfruttamento lavorativo o di
intermediazione illecita di manodopera.».
Comunico che è stato presentato l'emendament0 19.1, a firma del
Governo. Mi pare che sia assolutamente votabile. Il parere della
Commissione?
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 19, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
«Art. 20.
Misure contro la discriminazione
1. La Regione e gli enti locali, nell'erogazione dei servizi ai
destinatari della presente legge, informano la propria attività ai
principi di adeguatezza e personalizzazione delle prestazioni.
2. La Regione e gli enti locali promuovono azioni per favorire il
corretto svolgimento dei rapporti tra le pubbliche amministrazioni
e i destinatari della presente legge, con particolare riguardo alla
trasparenza e all'uniformità delle procedure.
3. La Regione e gli enti locali favoriscono il recupero ed il
reinserimento sociale delle persone assoggettate a forme di
schiavitù o vittime di violenza, anche promuovendo l'azione degli
enti del terzo settore e delle associazioni e comunità di
migranti.».
Non sono stati presentati emendamenti
Pongo in votazione l'articolo 20. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:
«Art. 21.
Clausola valutativa
1. Con cadenza triennale, prima della presentazione del Piano di
cui all'articolo 6, la Giunta regionale presenta all'Assemblea
regionale siciliana una relazione sull'attuazione della presente
legge.».
Non sono stati presentati emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 21. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:
«Art. 22.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.».
Pongo in votazione l'articolo 22. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Allora, scusate, siccome sarebbe necessario anche perché...
Allora, scusatemi, evitiamo discussioni inutili. Intanto, c'è un
problema di importo, per cui comunque
CARONIA. E' passato dalla Commissione Bilancio .
PRESIDENTE. E' passato dalla Commissione Bilancio quando? Io non
ce l'ho dall'assessorato del bilancio.
Allora, scusatemi, onorevole Caronia, siccome la mia proposta
adesso, scusi un attimo, siccome la mia proposta adesso, avendo
trovato credo un minimo di accordo sull'edilizia, è quello di non
fare il voto finale, comunque, perchè così vediamo se riusciamo a
fare, perché altrimenti tanti vanno via e dobbiamo a fare anche
l'edilizia. Accantoniamo un secondo e così gli Uffici lo possono
vedere bene e vedere di che cosa si tratta perché è materia
totalmente estranea.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Le do la parola con piacere, però, si tratta - e lei
sa quanto io ci tengo all'argomento - di disabili che con gli
immigrati prego, onorevole Caronia.
CARONIA. Onorevole Di Paola, noi abbiamo seguito questa cosa in
prima persona, ma dico quasi tutta l'Aula - si può dire - anzi
tutta l'Aula.
Se l'onorevole Lo Curto si ricorderà, in Commissione Bilancio ,
io la prego di informarsi perché non vedo l'onorevole Savona, ma la
Commissione all'unanimità ha votato questo emendamento con il
Governo, perché l'ha presentato il Governo, l'Assessore Scavone può
smentirmi se dico qualcosa di inesatto. Semplicemente questa norma
è chiaro che l'argomento non è esattamente calzante, ma poiché
stiamo parlando di diritti di soggetti fragili l'abbiamo
assimilata, perché è chiaro che stiamo tentando di far sì che a
settembre i ragazzi abbiano l'assistenza a scuola.
Con questa modifica, che di fatto sottrae un milione, non lo
aggiunge, ma che comunque è stata varata dalla Commissione
Bilancio
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, chiedo scusa
CARONIA. se noi l'approviamo abbiamo i ragazzi a settembre con
l'assistenza; diversamente, non so.
PRESIDENTE. Siccome il problema, per quanto mi riguarda, non è
certamente di adesione politica all'emendamento, ma è soltanto di
tipo tecnico, mi ascolti, noi intanto accantoniamo un attimo la
votazione finale del disegno di legge che faremo comunque, non è
che è un problema, proviamo, prima ancora di iniziare il dibattito
su qualche articolo dell'edilizia, di fare il voto finale sulle
leggi che, in ogni caso, erano precedenti a questa per cui comunque
lo devo fare per un fatto di correttezza, fare votare cioè i
disegni di leggi già valutati dall'Aula e che mancano solo del voto
finale, dopodiché - casomai - ci fermiamo dieci minuti e vediamo di
capire. Non è certamente mia volontà non farlo, però bisogna creare
le condizioni perché si possa fare. Intanto gli uffici si stanno
informando su questo fatto della Commissione perché qua non
risulta. Va benissimo.
Scusatemi, prima di andare avanti su altro, chiederei all'Aula se
possiamo dare il voto finale ai disegni di legge che erano già
stati valutati precedentemente. Sono i disegni di legge n. 1018/A
Termine ultimo per la presentazione delle istanze di proroga delle
concessioni demaniali marittime e n. 953/A Modifica all'articolo
6 della legge regionale 21 ottobre 2020, n. 24 Norme per la
prevenzione ed il trattamento del disturbo del gioco di azzardo'. .
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Termine ultimo per la presentazione delle istanze di proroga delle
concessioni demaniali marittime. (n. 1018/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge n. 1018/A Termine ultimo per la presentazione
delle istanze di proroga delle concessioni demaniali marittime. .
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 49
Votanti 40
Maggioranza 21
Favorevoli 24
Contrari 16
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Modifica all'articolo 6 della legge regionale 21 ottobre 2020, n.
24 Norme per la prevenzione ed il trattamento del disturbo del
gioco di azzardo'. (n. 953/A)
Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale del disegno
di legge n. 953/A A Modifica all'articolo 6 della legge regionale
21 ottobre 2020, n. 24 Norme per la prevenzione ed il trattamento
del disturbo del gioco di azzardo'. .
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Ormai è chiusa, tanto è tutto a favore. Il mio tesserino c'è?
Perché forse non ho votato neanche io. Scusate, siccome non c'è
problema di risultato rifacciamo la votazione perché mancano una
serie di voti. Chiudiamo un attimo, tanto nessuno potrà lamentare
il risultato perché è palese qual è il risultato finale.
Dichiaro aperta la votazione. Perché non spunta qui che è aperta
la votazione? Un attimo, finché non lo vedete scritto sul
tabellone Scusate, annulliamo un attimo tutto, perché il problema
di prima è stato che io ho dichiarato aperta la votazione ma per
motivi tecnici non lo era, per cui aspettiamo che sia pronto. Siamo
pronti.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 50
Votanti 39
Maggioranza 20
Favorevoli 37
Contrari 2
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Così abbiamo approvato altri due disegni di legge. Bene. Andiamo
avanti.
Seguito della discussione del disegno di legge Modifiche ed
integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016, n. 16 recante
Recepimento del testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di edilizia approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 6 giugno 211, n. 380. (nn. 669-140-
453/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome, come sapete io faccio le
cose secondo giustizia e secondo quello che mi pare corretto,
abbiamo questo problema della Caronia che si sta valutando e
l'Assessore mi ha correttamente chiesto, prima che qualcuno possa
andare via, di votare se è possibile qualche articolo dell'edilizia
che dobbiamo finire comunque entro l'inizio delle ferie estive, per
cui, è importante.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Intanto, scusate, stiamo valutando
l'emendamento aggiuntivo dell'onorevole Caronia per vedere se è
possibile inserirlo oppure no e prego gli uffici di darmi qualche
notizia.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente, io
desidero ritornare al punto in cui c'eravamo fermati e cioè
all'articolo 21, c'era un emendamento a firma Pasqua ed altri. La
riscrittura di questo emendamento, il 21.7.1, è stato valutato
dagli Uffici ammissibile e chiude, diciamo, il vulnus d'incertezza
giuridica che si era creato nella precedente seduta. Quindi,
Presidente, per chiudere l'articolo 21 dobbiamo votare il 21.7.1 al
quale il Governo dà parere favorevole.
PRESIDENTE. Benissimo. Mentre, da quello che mi diceva lei prima,
viene ritirato dal Governo un articolo, se non ricordo male.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì, Presidente,
c'è il problema legato all'articolo 12. Lo dico all'Aula, la
sentenza della Corte costituzionale 24 marzo-21 aprile 2021 ha
stabilito, senza purtroppo margine di confronto, che l'eventuale
intervento sulla doppia conformità è di pertinenza esclusiva dello
Stato.
Quindi, la valutazione che fa il Governo e che affida all'Aula è
quella di una prudente valutazione di ritiro della stessa norma,
fermo restando che, per quanto ci riguarda, come Governo della
Regione, i principi di diritto e sostanziali che erano proposti
nell'articolo 12 sono di assoluto buon senso e soprattutto di
assoluta semplificazione sotto il profilo dell'autorizzazione
PRESIDENTE. Però abbiamo poco da fare, diciamo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Questa è una
valutazione che io rimetto agli Uffici della Segreteria generale ed
alla Presidenza
PRESIDENTE. Perfetto. Chiedo scusa, quindi lei ora ci ha chiesto
intanto di votare l'emendamento che hanno tutti o no?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Il 21.7.1,
Presidente.
PRESIDENTE. .R , ce n'è un altro. E allora, tranquilli tutti.
Distribuiamo per favore le carte.
E allora, vi stanno distribuendo il 21.7.1.R.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. La ringrazio, Presidente. Ho soltanto necessità di un
chiarimento, perché l'Assessore pocanzi esprimeva parere positivo
ad un subemendamento, che è il 21.7.1
CRACOLICI. Che non abbiamo.
TRIZZINO. che è stato distribuito nella precedente seduta, ecco
perché l'onorevole Cracolici non ce l'ha, mentre quello che è stato
distribuito adesso, sebbene per certi versi rientri nello spirito
di quell'emendamento è un po' più esteso ed è il 21.7.1.R, quindi
volevo sapere dall'Assessore a quale emendamento si riferiva il
parere.
PRESIDENTE. Noi abbiamo messo in votazione il punto R.
TRIZZINO. Il parere è sul punto R.
PRESIDENTE. Sissignore.
TRIZZINO. Grazie.
PRESIDENTE. Il punto 1.R.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Ribadisco,
l'emendamento che risolve il problema per gli Uffici - lo dico
anche a beneficio della Segreteria generale perché me ne dia
conforto - è il 21.7.1.R, quindi punto 1.
PRESIDENTE. Sì, e quindi è quello che stiamo mettendo... E quale
stavo mettendo invece?
(Intervento fuori microfono)
Scusate, il 21.7.1.R quando era stato presentato?
Allora, c'è un dibattito sul fatto se è scritto meglio l'uno o
l'altro, se lo vedete un attimo insieme, decidete qual è scritto
meglio e votiamo quello che è scritto meglio.
Allora, chiarito l'argomento, chiarito il tutto, per cui poniamo
in votazione il 21.7.1.R.
BARBAGALLO. Avevo chiesto di intervenire.
PRESIDENTE. Ha ragione onorevole Barbagallo, le do la parola.
Grazie, chiedo scusa.
BARBAGALLO. Grazie Presidente. Io le ho chiesto con insistenza la
parola perché siamo rimasti sgomenti di fronte alla dichiarazione
del Governo.
(Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)
BARBAGALLO. No, Assessore c'è poco da avere coraggio.
Francamente guardi, presidente Miccichè, mai come ora confermiamo
di non avere alcuna fiducia nei confronti di questo Governo. E
veda, le questioni che la Presidenza, gli Uffici, il Palazzo, i
funzionari hanno posto nei confronti di questo disegno di legge
ormai da mesi riguardano, com'è noto, l'articolo 12 e l'articolo
20. Su entrambi gli articoli pende evidentemente, e non serve uno
scienziato o un fine giurista - se i colleghi mi fanno finire, mi
fanno fare l'intervento -, non serve un fine giurista per capire
che sia sul 12 che sul 20 ci sono questioni di legittimità
costituzionale, più sul 20 che sul 12, perché come tutto il mondo
sa, presidente Miccichè mi faccia finire per favore, i condoni sono
di competenza del legislatore
PRESIDENTE. Però stiamo parlando del 21, dobbiamo votare il 21.
BARBAGALLO. No, Presidente, non è così perché il Governo è
intervenuto in Aula chiedendo all'Aula di ritirare l'articolo 12,
facendo finta di nulla sull'articolo 20. La questione è la stessa,
sia sul 12 che sul 20.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, non se l'abbia a male. Il
Governo ha intanto ritirato il 12; ora dobbiamo finire il voto sul
21, dopodiché tratteremo il 20. Non se l'abbia a male.
BARBAGALLO. E poi sul 12 non abbiamo votato, Presidente.
PRESIDENTE. Il Governo lo ha ritirato
BARBAGALLO. E il Governo non dispone il ritiro, vota l'Aula sulla
proposta del Governo, credo. No, Presidente? E quindi sull'ordine
dei lavori c'è un problema quanto una casa.
PRESIDENTE. Se il Governo mi chiede il ritiro di un articolo, è
ovvio che lo stralcio. Per cui ha chiesto il ritiro. Stiamo facendo
il 21. Mi fate fare le cose con ordine?
Sul 12 il Governo ha chiesto il ritiro, quindi, probabilmente,
anzi sicuramente, lo stralcerò io. Ora facciamo il 21. Poi
affrontiamo il 20.
BARBAGALLO. E' come il 12, Presidente, il 20.
PRESIDENTE. Ho capito, ma lo vedremo dopo Onorevole Barbagallo,
non se l'abbia a male, facciamo le cose con un minimo di ordine.
Già è una legge incasinata di suo, se poi facciamo tutto questo
balletto.
BARBAGALLO. Presidente, però la legge è incasinata perché la
maggioranza la tiene in Aula dal 20 settembre, non è che la colpa
può essere delle opposizioni.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 21.7.1.R. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli altri emendamenti sono preclusi.
Pongo in votazione l'articolo 21. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Allora, andiamo all'argomento del 12.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Io non avevo finito sul 12.
PRESIDENTE. Stavamo parlando del 21, onorevole Barbagallo, lei non
può chiedere la parola per parlare di pomodori mentre parliamo di
patate. Non se l'abbia a male, poi gliela darò per riparlare.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Allora, intanto
il fatto che l'onorevole Barbagallo, segretario del PD, non abbia
fiducia in questo Governo mi addolora, ma non mi sorprende. Questo
è giusto che lo dica.
Fatta questa premessa, circa l'articolo 12 - poi affronteremo
anche l'articolo 20 -, circa l'articolo 12 ho sottoposto
all'attenzione dell'Aula, perché la Segreteria generale
dell'Assemblea mi dia, o meno, supporto circa l'intendimento della
sentenza della Corte costituzionale che è andata in decisione il 24
marzo 2021, le cui motivazioni sono state rese note il 21 aprile
del 2021, nella quale si dice con esclusivo, precipuo riferimento
all'articolo 12 e al tema sul quale stiamo dibattendo, che è, in
relazione al tema doppia conformità, pertinenza e competenza
esclusiva dello Stato. Qualsiasi ulteriore interpretazione,
estensiva o restrittiva, a seconda del tipo di impostazione
politica che c'è, è assolutamente fuori dal campo previsto dalla
sentenza che sto rassegnando all'Aula.
Fatta questa premessa, ho il dovere morale, prima che giuridico e
politico, di sottoporre all'Aula questo novum giuridico.
Sottopongo, quindi, alla valutazione dell'Aula, ma prima di tutto
della Segreteria generale, la possibilità di votare o meno. Secondo
me facciamo
PRESIDENTE. Secondo lei il Presidente non conta proprio, eh
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, no, no,
perché secondo me, Presidente - stavo finendo -, in buona sostanza
finiremmo per
PRESIDENTE. No, giusto per sapere. Il Presidente questo articolo
lo stralcia. Per cui, è inutile che lei continua a riferirsi
all'Aula o alla Segreteria generale.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Le chiedo
scusa, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Un attimo, devo vedere come andare avanti. Sull'ordine
dei lavori assolutamente, prego.
Intanto, onorevole Caronia, siccome si sta risolvendo quella cosa,
comunico che subito dopo faremo il voto finale dell'inclusione,
penso, spero, risolvendo anche il problema dell'onorevole Caronia.
Quindi, di questo avverto l'Aula.
CRACOLICI. Presidente, la mia è una domanda. Noi abbiamo votato il
21.7.1.R, che era un emendamento aggiuntivo al 21.7.1. Lei ha fatto
votare il 21.7.R.1 e poi l'articolo 21. Il 21.7.1 che fino ha fatto
visto che era una riscrittura
PRESIDENTE. E' stato assorbito da quello R.
CRACOLICI. Assorbito da cosa?
PRESIDENTE. Sostituito, non assorbito. Sostituito da quello R.
CRACOLICI. E mi permetto di dire, scusate, attenzione perché forse
abbiamo commesso una
Il 21.7.1 del Governo era di riscrittura dell'articolo 21 che,
secondo me, aveva un senso.
Il 21.7.1.R era un emendamento aggiuntivo a quello di riscrittura.
Noi abbiamo votato l'aggiuntivo ma
PRESIDENTE. E' stato votato come sostitutivo. Tant'è che stato
discusso
CRACOLICI. E, quindi, non c'è più la riscrittura, Presidente.
PRESIDENTE. con l'onorevole Trizzino e l'assessore Cordaro se
votare l'uno o l'altro e, d'accordo con gli Uffici, hanno convenuto
di votare quello che abbiamo votato.
CRACOLICI. Ed abbiamo fatto - glielo posso dire in italiano - una
stronzata
PRESIDENTE. Onorevole, se lei ha ragione, cercheremo di riparare
alla stronzata fatta
Intanto, onorevoli Trizzino e Cordaro, rispetto a quello che dice
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Trizzino)
(Brusio in Aula)
Silenzio, per favore.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)
Per favore, mi fa parlare con la Segreteria? Ogni tanto, ci sono
momenti
Un attimo soltanto, mi faccia parlare e poi le do la parola. Un
momento.
Siccome, gli Uffici ammettono che c'è stato un errore - quindi, ha
ragione l'onorevole Cracolici -, ma pazienza quando loro stanno qui
a parlare e mi dicono che bisogna votare un emendamento piuttosto
che un altro, ovviamente mi devo fidare.
Ma non c'è niente di grave per cui, così come detto all'onorevole
Cracolici, proviamo a rimediare alla stronzata .
La ringrazio per aver sollevato il problema perché, altrimenti,
sarebbe stato un problema più grave, per cui il problema è stato
risolto.
Spero che l'Aula sia d'accordo con questa anomala votazione dopo
che abbiamo già votato il 21, ma dobbiamo votare l'emendamento 21.7
del Governo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Rivotiamo l'articolo 21, così come rivotato alla fine. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Grazie, onorevole Cracolici.
SAVARINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione. Signor Presidente, volevo
proprio farle notare che era saltata la votazione del 21.7 ma fa
niente, gliel'hanno detto gli Uffici.
Se lei ogni tanto mi onora dello sguardo, io non parlo mai - come
si dice dalle mie parti - a matula , se parlo è perché ho motivo
ed è nel mio ruolo di Presidente di Commissione che su queste carte
ci ha studiato e ci ha lavorato.
Tornando al 12, volevo solo dare a quest'Aula una precisazione: il
12 non è un articolo che è arrivato dal testo del Governo, è una
norma del Parlamento, nata in Commissione anche su proposta
dell'onorevole Barbagallo. Che nelle more ci sia stata, poi, questa
sentenza della Corte costituzionale del 21 aprile pone la norma in
dubbio di costituzionalità sopravvenuta, per cui anche noi
invitiamo questa Presidenza a stralciarla.
Ma volevo sottolineare, all'attenzione di quest'Assemblea, che
questa norma è di natura parlamentare ed uno degli emendamenti,
approvati in Commissione, era proprio dell'onorevole Barbagallo.
PRESIDENTE. Io, però, la prego di una cosa: non è che per ogni
cosa che votiamo dobbiamo comunicare al mondo di chi è e da dove
nasce
SAVARINO, presidente della Commissione. Io, però, con tutto
l'affetto e la stima che posso avere per i colleghi, lezioni di
morale no. Grazie, grazie, grazie.
PRESIDENTE. Attenzione Da noi, ogni legge parte dal Governo e,
poi, viene modificata nelle Commissioni. Per cui questo è un fatto
assolutamente normale. Non è che ogni volta possiamo comunicare
quello che stiamo votando chi l'aveva scritto?
Ha fatto benissimo, comunque, a sottolinearlo.
In ogni caso, ripeto, l'articolo 12, da chiunque sia nato, è già
stralciato.
Ora, onorevole abbiamo votato il 21. C'è una riscrittura sempre
del Governo che è stata distribuita? Che è stata distribuita
sull'articolo 20, e allora siccome ho necessità assoluta di
chiudere alcune situazioni non le possiamo tenere aperte a vita, se
lo avete ricevuto lo pongo in votazione, chi lo vuole votare lo
vota, chi non lo vuole votare non lo vota, punto.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Come?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. E' la riscrittura dell'articolo 20, per cui non ci
sono più emendamenti, votiamo questo se abbiamo votato questo
votiamo l'articolo.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Sul 12 dopo, un attimo, votiamo questo, onorevole
Assenza, le chiedo scusa.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
PRESIDENTE. La riscrittura dell'articolo 20. Come?
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Certo che può intervenire. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, però credo che non ci stiamo
capendo al di là delle ripicche, glielo dico, Presidente, dico che
l'articolo 12 era proposto dal Partito Democratico anche - ma
nessuno l'ha mai negato, Presidente, quindi non è che qua c'è
qualcuno
No il punto politico e di rapporto istituzionale, presidente
Miccichè, e mi rivolgo alla Presidenza perché riguarda nello
specifico la Presidenza dell'Assemblea: l'articolo 20 è un articolo
illegittimo, anche con questa riscrittura che toglie - lo dico a
beneficio dei colleghi - il comma 3 che faceva ridere tutto il
mondo, che prevedeva il parere per silenzio assenso sulla
compatibilità paesaggistica e prevede nuovamente, al comma 2, il
termine perentorio sul rilascio dei pareri che è notoriamente
illegittimo, e sull'articolo 1 continua a normare un condono
edilizio che, presidente Miccichè, come sanno bene gli Uffici non
solo dell'Assemblea ma gli uffici di tutto il mondo, la competenza
dei condoni è di esclusiva del legislatore nazionale. La
responsabilità, proprio perché tornando al discorso di prima
presidente Savarino, non abbiamo alcuna fiducia nel Governo, noi
non avevamo dubbi che, dopo nove mesi, ci sarebbe stata questa
trappola, che non è una trappola, assessore Cordaro, nei confronti
del Parlamento, è una trappola nei confronti dei siciliani di cui
vi dovete vergognare.
Presidente Miccichè, noi ci vergogniamo di questo Governo,
speriamo di non vergognarci anche nei confronti della Presidenza.
Presidente Miccichè?
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo se lei non ha finito
Onorevole Barbagallo, lei ha finito di parlare, se non ha finito
continui io l'ascolto.
BARBAGALLO. Presidente, francamente mi sono fermato resistendo
alle accuse squallide dell'assessore Cordaro, perché dico lei non
mi ascoltava, è un punto non indifferente su cui la Sicilia e la IV
Commissione e l'Aula
No, presidente Miccichè, mi deve ascoltare
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, so e ho capito perfettamente
quello che lei sta dicendo, contemporaneamente sto parlando con
Uffici per capire la valutazione che dobbiamo fare, per cui lei se
vuole continuare a parlare continui, altrimenti diamo la parola ad
un altro, non è che lei si può fermare perché mi sono fermato io.
BARBAGALLO. Gli Uffici diranno quello che dicono tutti gli uffici:
che la norma è illegittima, però la responsabilità
sull'integrazione di inammissibilità è della Presidenza
dell'Assemblea e credo che si stia consumando uno scandalo davanti
a tutti oggi.
PRESIDENTE. Non c'è alcuno scandalo. Mi sto
BARBAGALLO. Invece, secondo noi c'è
PRESIDENTE. Mi sto consultando con la Segreteria generale, per
capire questo tipo di articolo, ho anche già detto più di una volta
però, e lo ripeto questa volta, che se ci sono problemi di
illegittimità o di incostituzionalità di una norma o di un articolo
andrebbe scoperto prima di arrivare in Aula, perché non posso ogni
volta che arriviamo in Aula convocare gli scienziati dei
costituzionali per sapere se una norma è o non è
anticostituzionale, per cui il mio problema, ed è quello che sto
discutendo, è questo, allora in Aula non posso, regolarmente su
ogni legge, avere qualcuno che si alza e mi dice che ci sono
problemi di incostituzionalità, perché se così è in Aula non deve
arrivare questa norma se ci sono problemi di incostituzionalità,
per cui la prego di andare
Se ci sono altri che devono intervenire? Onorevole Trizzino, la
prego di intervenire, io intanto sto facendo una valutazione sul
come mi dovrò comportare.
Prego, onorevole Trizzino.
TRIZZINO. Grazie, Presidente. Le dispiace se rubo qualche minuto,
altri cinque in più rispetto a quelli canonici che mi vengono
concessi? Le rubo qualche minuto in più dei cinque, le dicevo, se
mi fa questa cortesia.
Allora, ho letto velocemente questa riscrittura, il 20.R ed ha
ragione l'onorevole Barbagallo, perché salta soltanto il comma 3
sul silenzio assenso dubbio della Soprintendenza, tra l'altro
silenzio assenso che non potrebbe nemmeno starci in materia
paesaggistica. Quindi, in punto di diritto, la questione non si
risolve, a nostro modo di vedere.
Allora, faccio una premessa, perché questo articolo è stato
dibattuto talmente tante volte fuori da quest'Aula, forse in questa
assise non si è mai affrontato in modo compiuto.
Allora, io vorrei partire dalle competenze dello Stato, quello che
diceva prima l'onorevole Barbagallo, perché sono quelle dirimenti,
sulle quali poi dovrebbe essere la Corte costituzionale, qualora
venisse chiamata a pronunciarsi su questa norma, a stabilire se è
incostituzionale o meno. E lo faccio citando sentenze della Corte
costituzionale stessa. Il giudice delle leggi ha più volte chiarito
che le determinazioni delle tipologie sono attribuite allo Stato,
nel senso che il condono edilizio straordinario - non quello
ordinario dell'articolo 12 - può essere individuato solo dallo
Stato. Alle Regioni compete la gestione della procedura
amministrativa e norme a maggiore favore del paesaggio, nel senso
che le Regioni possono estrapolare dalle tipologie edilizie
condonabili determinate specie, cioè può solo fare norme a favore,
e non a restringere l'ambito operativo.
Questo non lo dice, ovviamente, Giampiero Trizzino, non lo dice
l'Ufficio legislativo dell'Assemblea regionale siciliana, lo dice,
lo dicono le numerose batterie di sentenze, che non dico qui tanto
per riempire e colorare l'Aula, ma dico perché voglio che vengano
verbalizzate: sono la sentenza n. 233 del 2015, la n. 196 del 2004,
la n. 48.956 del 2004, poi ce ne sono successive, fino ad arrivare
al 2015.
Cosa è avvenuto in Italia? In Italia ci sono stati tre condoni
edilizi straordinari, negli anni '80, negli anni '90, e nel 2003.
Nessuno di questi permette la condonabilità per opere che si
trovano in area a vincolo assoluto, i 150 metri dal mare. Su
questo, non ci sono questioni rilevanti.
I primi due condoni, diversamente dal terzo, danno la possibilità
di condonare immobili che insistono in aree a vincolo relativo,
cioè quelle per le quali è necessario un parere, della
Soprintendenza se si tratta del paesaggio, del Genio civile se si
tratta di dissesto idrogeologico.
Il terzo condono, quello di Berlusconi, è più restrittivo, cioè
garantisce la condonabilità soltanto per opere minori che insistono
su aree a vincolo relativo, questo vale dovunque.
A stabilirlo non è sempre Giampiero Trizzino, l'avvocato Cordaro,
ma sono tantissime batterie di sentenze, sulle quali tra l'altro fa
anche menzione l'Ufficio legislativo dell'Assemblea regionale
siciliana.
A dire questo, in realtà, e questo lo cito, perché è importante,
perché esce fuori da questi Uffici, è anche l'Assessorato
regionale, non nell'amministrazione Musumeci, ma in passato, che
più volte si è espressa in questo senso. Cito testualmente
l'Ufficio consultivo dell'Assessorato urbanistica che dice,
interpellato sulla questione nel 2005: le opere abusive devono
considerarsi non sanabili secondo il terzo condono edilizio
qualora sussistono vincoli imposti da leggi statali e regionali a
tutela di interessi idrogeologici, ambientali e paesaggistici .
Dello stesso avviso è anche l'Ufficio legislativo della Presidenza
della Regione, che dice: l'articolo 24 della legge 15 del 2004 -
cioè quello che recepisce il terzo condono edilizio -, con questa
legge il legislatore regionale ha manifestato la volontà di aderire
negli stessi termini di come ha stabilito il legislatore
nazionale . In parole molto più semplici, il terzo condono
edilizio, come è normale che sia, in Sicilia si applica allo stesso
modo di come si applica nelle altre Regioni. Questo è tranciante,
lo dicono anche le sentenze del TAR, ce n'è una del TAR Catania del
2007 che in modo tranciante dice: non ci sono mezze misure, in
Sicilia il terzo condono edilizio, perché è materia penale, si
applica allo stesso modo di come avviene in altre Regioni.
Che cosa è successo nel 2010? È arrivato questo benedetto, tra
virgolette maledetto parere del CGA. È un parere, attenzione, chi
mastica diritto sa bene che il parere del CGA ha valore legale solo
tra le parti, cioè tra soggetti che sono chiamati in causa
specificatamente all'interno di quel procedimento. Non ha alcun
valore normativo, giudiziario o alcun valore di sentenza per i
soggetti che sono esterni a quel procedimento.
Con questo parere che cosa si fa? Viene prima recepita una
circolare, adesso non mi ricordo se era la 2013 o la 2014, poi
quella circolare viene ritirata, poi viene riproposta.
Abbiamo sostenuto più volte che quelle circolari si basavano su un
parere che ha soltanto carattere vincolante tra le parti e che si
pone in antitesi con tutte le sentenze che citavo precedentemente,
con l'orientamento dell'Ufficio legislativo della Regione ed anche
con l'Ufficio consultivo dell'Assessorato urbanistica.
Ecco perché - vengo al dunque e chiudo - noi in questo specifico
articolo ci siamo impegnati a presentare un emendamento che
immagino verrà stralciato qualora dovesse passare questo, ma è
giusto che lo esponga. A nostro modo di vedere il terzo condono
edilizio non può che interpretarsi negli stessi termini di come è
stato concepito dal governo Berlusconi nel 2003, cioè la
condonabilità in area vincolo relativo si applica solo per le opere
minori. Questa è l'unica interpretazione autentica, perché
attenzione qui lo dico ai giuristi: stiamo normando una legge di
interpretazione che ha un effetto retroattivo di 17 anni e io non
voglio nemmeno immaginare gli effetti che potrebbe avere su
situazioni per le quali già c'è stata la demolizione di un'opera.
Stiamo normando una legge che ha questi effetti retroattivi, quindi
l'unica interpretazione, a mio modesto modo di vedere, è che la
norma venga interpretata negli stessi termini di come è stata
concepita nel 2003, altre interpretazioni sono pericolose,
danneggiano il paesaggio e, lo dico soltanto alla fine, rischiano
davvero di subire la scure della Corte Costituzionale.
PRESIDENTE. Allora, colleghi, ho ricostruito insieme agli Uffici
l'iter di tutta questa vicenda. Nell'ottobre 2020 gli Uffici
dell'Assemblea hanno scritto alla Commissione ed hanno evidenziato
i loro forti dubbi sia sull'articolo 12 che sull'articolo 20. La
Commissione, nonostante questa segnalazione, ha comunque ritenuto
legittimamente di mandare avanti comunque in votazione l'articolo
12 e l'articolo 20 che sono stati approvati e che, quindi, oggi
fanno parte di questo fascicolo.
Per quanto riguarda l'articolo 12 l'ultima sentenza è tranciante,
come dire, è inutile che ne parliamo, per cui se anche non ci fosse
stato l'intervento dell'assessore Cordaro o quello di tutti gli
altri, comunque sarebbe stato un obbligo della Presidenza quello di
stralciarlo.
Sul 20 non è così tranciante, per cui è molto probabile, scusate
lo sto dicendo all'Assemblea, che sia un articolo che verrà
impugnato, ma non avendo la certezza del fatto che verrà impugnato,
perché, comunque, qualche dubbio almeno ai miei Uffici rimane, non
mi posso permettere autonomamente di eliminarlo, di stralciarlo, lo
comunico, comunico al Governo che questa responsabilità ce la
prendiamo, voglio dire, insieme, ma che non posso stralciarlo a
meno che non mi viene richiesto ripeto perché secondo le
valutazioni degli Uffici non è così tranciante come la sentenza per
l'articolo 12, per cui queste sono le valutazioni della Presidenza.
Le valutazioni che dovrà prendere il Governo, la Commissione e
l'Aula durante il voto sono le vostre e rispetterò, ovviamente, le
valutazioni che verranno prese.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Se non vuole intervenire prima il Governo o la
Commissione, ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, non voglio che questa discussione si
trasformi in rissa, in dibattito anche perché - lo dico ai miei
colleghi che sono più giovani di legislature - questo è un tema che
c'è da anni, dentro questa Assemblea Regionale, e che ad oggi non
siamo riusciti a risolvere perché il nodo di fondo è che gli organi
di cosiddetta vigilanza non hanno mai voluto esprimere un parere
sulla richiesta di sanatoria in presenza di pareri obbligatori che
erano in capo alla Sovrintendenza, prevalentemente, o al Genio
civile in altri casi. E, quindi, queste sanatorie - lo diceva il
collega Trizzino - sono da anni appese.
L'intento della legge che era stata proposta e che era,
sicuramente, illegittima, rendeva obbligatorio il parere, quando la
legge nazionale non lo prevede. E perché ci richiamiamo alla legge
nazionale? Non per furbizia. Perché la stessa sentenza a cui ha
fatto riferimento lei, giustamente l'ultima, questa pubblicata ad
aprile 2021, relativamente al problema della doppia conformità, al
di là della tipizzazione che stabilisce con nettezza che su quella
fattispecie la competenza è esclusiva dello Stato, ma lo dice con
un'argomentazione che, sostanzialmente, è la seguente. Tra l'altro
ribadita da parte della Corte Costituzionale. E, in parte, quella
sentenza mette in discussione - diciamocelo con grande onestà - il
tentativo che abbiamo provato a fare con l'articolo 12.
L'articolo 12 cos'è? Avevamo copiato - in parte, secondo me
bisognava copiarla tutta - la legge dell'Emilia Romagna, che non è
stata impugnata dal Consiglio dei Ministri e che è vigente. Con
l'articolo 12 avevamo provato a dire facciamo come in Emilia
Romagna' sul tema della doppia conformità. Cioè, di mantenere vive
le sanzioni penali risolvendo i procedimenti amministrativi. La
Corte Costituzionale, nel dire non si può fare ha detto in più
un'altra cosa, che per tutte le norme che hanno effetti
sanzionatori di tipo penale non ci può essere nessuna legge
regionale che, risolvendo il problema amministrativo, fa decadere
gli effetti penali di una norma.
Presidente, l'articolo 20 è questo. Non si può dire che la
sentenza riguardo all'articolo 12 è chiara e, invece, sull'articolo
20 non è così chiara. Lo dico a tutti noi. Perché tutti noi
vorremmo trovare una soluzione a un problema che da 17 anni ci
troviamo sul groppone, ma non possiamo pensare di usare soluzioni
che avranno come effetto un ulteriore incasinamento per due
ragioni. E chiudo. Primo, perché lo stesso Governo, nel fare
l'emendamento di riscrittura che ha predisposto oggi, si è reso
conto di non poter obbligare sia la Soprintendenza, sia il Genio
civile in assenza di parere entro 90 giorni vige il
silenzio/assenso. Questo non lo poteva fare. Ed era, pur nella
illegittimità, l'unico modo per risolvere il problema. Era evidente
che era illegittimo ma non c'era un'alternativa a quella soluzione.
E siccome lo stesso Governo si è reso conto di non poterlo fare, ha
dovuto scrivere una norma, che dice e non dice nulla, perché si
limita a dire entro 90 giorni, riaprendo i termini e sulla base
della richiesta di riesame tu mi devi dare il parere'. E se non te
lo do che cosa succede? Seconda questione. La norma che stiamo
prevedendo, comunque, supera il tema della sanzione penale, se
diamo una risoluzione sul piano amministrativo. E, su questo, la
sentenza della Corte Costituzionale ha ribadito che non si può
fare. Ecco perché, Presidente, evitiamo di dividerci su cose sulle
quali, al di là delle buone volontà di ognuno di noi ma non si
potrà andare avanti.
PRESIDENTE. Ma non c'è da dividerci. Perfetto, io prima di
mettere in votazione vorrei leggere la relazione che mi è stata
fatta sull'argomento, in modo che, così come l'ho letta io prima di
dire quello che avevo detto poco fa, la leggo a voi in modo che
ognuno di voi si possa fare una precisa valutazione di quello di
cui discutiamo.
La sentenza ha ribadito come in tema di condono edilizio, la
giurisprudenza della Corte ha più volte chiarito che spettano alla
legislazione statale oltre ai profili penalistici, ovviamente
interamente sottratti alla legislazione regionale, le scelte di
principio, in particolare quelle relative all'ante, al quando ed al
quantum. Ossia, la decisione su se disporre un titolo abitativo
edilizio straordinario quelle relative all'ambito temporale di
efficacia della sanatoria.
Infine, l'individuazione delle volumetrie massime condonabili, per
cui non c'è dubbio alcuno che dei rischi di incostituzionalità
siano anche forti, ma io, ripeto, mentre sull'articolo 12 ho la
garanzia che è incostituzionale, su questo la garanzia non ce l'ho,
però, sto ribadendo più volte all'Aula ed al Governo che, comunque,
il rischio che sia impugnata questa norma, è altissimo, non alto,
però, se il Governo, così come è successo prima e mi ha dato la
possibilità di stralciarlo, io la metto tranquillamente e
serenamente in votazione.
Onorevole assessore, la prego di intervenire. Chiedo scusa,
assessore, siccome la Presidente della Commissione prima di lei mi
aveva chiesto la parola, vediamo se possiamo trovare, anche se poi
sarà il Governo a dovermi dire quello che deve fare.
SAVARINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, ma ci mancherebbe, noi in Commissione siamo
stati molto attenti rispetto a questo tema ed anche alle
sollecitazioni del Servizio Studi.
Voglio fare una premessa. Non è che non si comprende e non si ha
la sensibilità di capire che alcune storture in Sicilia ci sono,
che ci sono stati acquirenti in buona fede che hanno comprato
pensando che alcuni vincoli fossero direttamente imputabili agli
enti locali e non direttamente ai cittadini. Ci sono storture come
quelle che in Emilia Romagna, quella norma che noi abbiamo copiato,
aveva risolto, cioè la possibilità che tu ieri hai costruito un
capannone in un'area agricola, signor Presidente, oggi nel Piano
regolatore prevede che quell'area è un are artigianale o
commerciale, quel capannone lo deve abbattere ma lo puoi anche
ricostruire identico. Quindi, questa è la doppia conformità, cioè
ci sono storture enormi nella nostra normativa edilizia, ma
purtroppo, ha detto bene lei, molte di queste cose non sono di
competenza più siciliana, ma sono direttamente imputabili alla
competenza statale.
Ecco perché, probabilmente, è utile anche un intervento di questo
Parlamento siciliano a sensibilizzare il Governo nazionale; per
esempio, su Ischia una risposta concreta è stata trovata per
risolvere le tante incongruità che in quel territorio c'erano e che
in Sicilia ci sono ma che noi non possiamo risolvere.
Noi, in Commissione, non abbiamo fatto una sola audizione di tutti
i comitati per la casa, gli abusivi che ci hanno fatto richiesta, e
lei lo sa perché hanno chiesto anche a lei, per non alimentare
false speranze, e glielo dico con la sofferenza nel cuore, perché
conosco i disagi di quel territorio, li conosco benissimo, ma non
abbiamo voluto alimentare, con i colleghi, false speranze, sapendo
che quello che è la nostra competenza è un rivolo strettissimo su
cui il Governo, nello specifico l'assessore Cordaro, con questa
riscrittura vorrebbe infilarsi.
Noi abbiamo fatto presente all'assessore queste limitazioni che ci
arrivano, e che ci arrivano da ultimo da questa sentenza.
Probabilmente avrà ragione, non lo so. E' rimessa ad una
valutazione di una riscrittura che oggi è alla nostra attenzione,
ma quello che io voglio ribadire, e lo faccio per l'onorabilità di
quest'Assemblea, probabilmente se non fossi stata presidente della
Commissione Ambiente e Territorio mi sarei anche divertita a
portare qui la voce dei tanti bisogni e delle tante criticità che
ci sono, ma ho voluto preservare questa istituzione, questa
Commissione e questo Parlamento, evitando di trascinare tante,
tante e tante di quelle necessità, criticità e disagi che in
Sicilia ci sono, ma a cui la risposta, purtroppo, deve arrivare da
un coraggioso atto parlamentare del Governo nazionale e del
Parlamento nazionale, come hanno già fatto, lo ribadisco, per
Ischia. Lì il coraggio lo hanno trovato e lo hanno risolto. Qui il
territorio è più ampio, ma le esigenze non sono minori, anzi, e non
valgono di meno.
Ora, sul 12, quando noi abbiamo approvato, insieme ai colleghi,
quella norma, c'era un vulnus di possibilità, c'era una possibilità
che era appunto quella dettata da una normativa in Emilia Romagna
identica, che noi abbiamo copiato. La stessa normativa, identica,
l'ha fatta la Regione Veneto, e quella della Regione Veneto è stata
impugnata, e la sentenza che è stata trasmessa il 21 aprile è
proprio quella della Regione Veneto. Paradossalmente la stessa
normativa in Emilia Romagna, dove non è stata impugnata, è tutt'ora
vigente, quindi in Italia abbiamo anche discipline sulla doppia
conformità che sono diverse da Regione a Regione e questo non si
capisce e non ha proprio senso e crea delle disparità che non hanno
ragione di esistere.
Ecco perché mi permetto di nuovo di ribadire l'esigenza che anche
da questo Parlamento passi una voce unica a chiedere a Roma di
trattare questo tema e dare con autorevolezza - che solo il Governo
Draghi può dare - una risposta alle tante incongruenze che su
questo tema vigono in tutta Italia e nello specifico in Sicilia.
Volevo solo, Presidente, darle questo punto di chiarezza.
PRESIDENTE. Il suo intervento, onorevole Savarino, è un intervento
- mi permetto di dire - molto intelligente, puntuale e preciso.
Quindi la posizione oggi della Commissione qual è? Si rimette al
Governo? Normalmente è il Governo che si rimette all'Aula.
SAVARINO, presidente della Commissione. Si rimette all'Aula. Noi
abbiamo fatto presente le difficoltà e il Governo ha fatto una
riscrittura e la ripropone all'Aula e noi ci rimettiamo all'Aula.
PRESIDENTE. Diamo la parola al Governo e vediamo che cosa
decidiamo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, io non rifarò tutta la storia, anche perché
parzialmente l'ha fatta - con correttezza - il collega Trizzino; ma
il collega Trizzino si è dovuto fermare ad una certa data. Perché è
vero che nel 2005, nel 2007 in quegli anni vi furono delle
sentenze, seppur in primo grado come nel caso del TAR che
affrontavano la situazione in una versione che contraddice quello
che oggi il Governo Musumeci sta ponendo in essere, ma l'intera
valutazione scioglierà, Presidente Miccichè, ogni dubbio circa la
correttezza dell'impostazione del Governo.
E mi dispiace se l'onorevole Barbagallo, che non riesce ad avere
in Aula un rapporto sereno con me come quello che invece abbiamo
fuori dall'Aula, arriva addirittura ad attribuire a questo Governo
nove mesi fa la possibilità di prevedere che la Corte
Costituzionale, nell'aprile 2021, si sarebbe espressa sull'articolo
12 così come ha fatto. Io resto ai fatti e rispetto ai fatti che io
narrerò non c'è tema di discussione, perché sono fatti oggettivi
Senza possibilità di interpretazione alcuna, perché al netto di
tutto quello che era successo prima, Presidente e onorevoli
colleghi, la famosa - com'è stato da qualcuno detto - sentenza a
Sezioni riunite del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la
Regione siciliana del 31 maggio 2012 - onorevole Trizzino, non 2010
- afferma la tassatività dell'applicazione della legge 326/2003, e
cioè del recepimento del condono nazionale, spingendosi fino al
punto di sostenere che in caso di mancata applicazione i sindaci
potranno essere perseguiti in sede penale. Ed è tanto cogente quel
parere della Sezione riunita della Corte di Giustizia
amministrativa, onorevole Cracolici, che qualche mese dopo l'allora
vicepresidente della Regione e mia predecessore, Assessore Lo
Bello, emanerà una circolare che è assolutamente in linea nel
Governo Crocetta con quanto sostiene questo parere. Ci sarà un
momento di impasse perché l'Assessore Sgarlata per due mesi
ritirerà quella circolare.
Presidente Micciché, appena due mesi dopo verrà redatta nuovamente
e rimessa in circuito, nel circuito normativo e quindi applicativo,
seppur circolare e quindi di rango inferiore della Regione
siciliana, da parte dell'assessore al territorio e ambiente pro
tempore Maurizio Croce.
Ad oggi, Presidente Micciché, i sindaci non sanno quale leggi
applicare perché sono fermi ad una dicotomia che i parlamenti
precedenti non hanno avuto il coraggio di affrontare, come io
chiedo e tutti noi chiediamo come Governo a questo Parlamento
d'affrontare, per cui siamo al paradosso che in Sicilia - e bene
faceva la Presidente Savarino a parlare di storture - le sanatorie
le possono decidere i giudici ma non le possiamo decidere noi che
siamo il legislatore, e ci mancherebbe, perché una sentenza che
parte dal presupposto della 326/2003 finisce per dettare una regola
che non avendo norme di contrario avviso non può che essere
applicata.
Ma c'è di più. Finiamo per trovarci nel paradosso che non avendo
una legge di riferimento, in Sicilia accade in questi giorni e da
circa vent'anni si viene condannati in sede penale e si viene
assolti in sede amministrativa ottenendo la sospensione della
demolizione oppure assolutamente il contrario. Ebbene, rispetto a
questo, come chiamarlo, a questa confusione istituzionale che mette
in difficoltà spesso insormontabili gli amministratori e
soprattutto i primi cittadini tante volte indagati e processati
rispetto ad una norma che non c'è, noi come Governo chiediamo
all'Aula in maniera serena perché, vedete, io ho molto apprezzato
l'intervento della Presidente Savarino la quale ha detto noi
avremmo potuto immaginare di fare incontri, di fare riunioni? No,
perché noi sappiamo bene e ne ha parlato il collega Trizzino,
che rispetto all'inedificabilità assoluta non c'è tema che tenga,
quella c'è e quella resta fino a che non dovesse decidere il
legislatore nazionale d'intervenire. Ma rispetto ai vincoli
relativi è davvero, colleghi, e v'invito consapevole e certo della
vostra onestà intellettuale, un fuor d'opera parlare di sanatoria,
perché non vi può essere nessuna sanatoria se non c'è il parere
dell'autorità preposta al controllo.
Allora, la sanatoria è: tu approvi una legge, dal momento in cui
la legge è approvata tu automaticamente hai sanato il tuo bene. Ma
quando noi approviamo una legge che dice al Corpo Forestale, al
Genio Civile, alle soprintendenze, a seconda dei casi, rispetto a
quel caso, a quell'altro caso, a quell'altro caso ancora, dimmi se
va bene o non va bene perché c'è un vincolo relativo e soltanto a
seguito di quello si stabilisce cosa fare, ma di quale sanatoria
stiamo parlando? Ma di quale retroattività stiamo parlando? Ma di
quale applicazione di norma nazionale stiamo parlando? La norma
c'è, è la 326, è la legge n. 326 del 2003, norma nazionale, non è
cambiato più nulla da quando, da ultimo, l'assessore regionale al
territorio e ambiente della Regione siciliana del governo Crocetta,
Maurizio Croce, sulla base di quel parere delle sezioni riunite del
CGA ha emesso la circolare del 2015 e noi che insieme a voi tutti,
in linea di principio, vogliamo fare certezza del diritto, non
possiamo perché siamo il legislatore, sottrarci da un
diritto/dovere che è davvero per la prima volta nella storia dal
2003 trovare condizioni che ci diano la possibilità di mettere per
primi gli amministratori che devono applicare le leggi e poi i
cittadini che attendono, tutti, nella stessa condizione di
uguaglianza dinanzi alla legge.
PRESIDENTE. Onorevole assessore, non per interromperla, lei è
stato chiarissimo su tutto quello che ha detto, e io ho ascoltato
gli interventi di tutti.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Ho quasi
finito, Presidente.
PRESIDENTE. Prego, prego, finisca.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Ho quasi finito
perché volevo dire semplicemente che noi, rispetto a questa norma,
manteniamo l'impostazione perché riteniamo che questa legge, che
questa norma, non verrà impugnata dalla Corte Costituzionale,
perché è una norma che non è stata mai, nei suoi principi,
sottoposta a valutazioni tassative, così come invece è accaduto in
maniera precipua per l'articolo 12. Non c'era motivo di occuparsi
solo per l'articolo 12, e tutti i temi trattati nella sentenza
della Corte Costituzionale, che si occupa dell'articolo 12, non
hanno alcuna refluenza neanche indiretta sulle tematiche
dell'articolo 20, per le ragioni che ho spiegato, perché non si
tratta di una nuova legge che finisce per esorbitare la capacità
del legislatore regionale.
Concludo Presidente, io sono convinto che questo articolo non
verrà impugnato, mi permetto di dire insieme allapresidente della
Commissione Savarino, che male che vada, qualora dovesse essere
impugnato, avremmo costretto la Corte Costituzionale, finalmente
dopo circa vent'anni, a darci un indirizzo giuridico.
PRESIDENTE. Quest'ultima battuta dell'Assessore era quella che
avevo in mente, chiedo scusa, è inutile che continuiamo a dare la
parola a tutti, perché tanto a questo punto sappiamo qual è,
abbiamo fatto tutti un dibattito, ognuno ha detto la sua. Io ho
chiesto alla Commissione e al Governo quale fosse la loro
posizione, ho riferito quella che è la posizione dell'Assemblea,
quindi onorevole Barbagallo, onorevole Lentini, a meno che non
avete qualche cosa di nuovo da suggerire, riprendere di nuovo
scandali e cose, è inutile.
Dobbiamo mettere in votazione, con tutti i dubbi che ci sono, così
come detto dall'onorevole Savarino, avendo la Commissione portato
all'Aula questa norma, e sapendo benissimo - perché questo lo
sappiamo tutti e non ci dobbiamo prendere in giro nessuno - che
l'aspettativa in Sicilia, su qualche cosa che possa aiutare la
gente a non abbattere le proprie case è enorme, questo è inutile
che ce lo diciamo, perché tanto lo sappiamo. Le associazioni per la
salvezza delle case credo che abbiano superato il numero di cento,
per cui in questo momento, davanti agli schermi dei computer ci
saranno non so quante persone che stanno aspettando questa
valutazione.
Io dico che essendo il dibattito avvenuto tutto sulla
costituzionalità o incostituzionalità della norma, ma non mi sembra
che ci sia stato da parte di nessuno una contrarietà di base sulla
norma stessa, una contrarietà politica, etica, o di quello che è
stato, il mio suggerimento - è soltanto un suggerimento, ma può
essere preso - comunque in ogni caso la devo mettere in votazione,
è facciamocelo dire dalla Corte. Facciamoci dire no, come dire, ma
se c'è una possibilità che la legge possa sistemare una serie di
cause pendenti, di sanatorie appese, di gente che non sa bene che
cosa fare e come uscirne da questa situazione, ma il non portarla
alla Corte - ammesso che il Governo la impugni, ma è probabile che
lo faccia - a questo punto diventa anche un volere tenere appesa la
questione a vita, almeno facciamocelo dire una volta e per tutte
dalla Corte Costituzionale che questa cosa non si può fare.
Facciamo sì che chi si deve prendere le proprie responsabilità se
le prenda, perché diversamente noi ogni anno, ogni anno, ogni
legislatura, abbiamo sto problema della sanatoria. C'è chi dice sì,
c'è chi dice no, c'è chi dice che è giusto, c'è chi dice che è
legittimo, c'è chi dice che non è legittimo.
Il mio parere è questo e quindi, assessore, io non devo fare una
dichiarazione di voto, ma le dico sinceramente che mi auguro che
questa norma possa arrivare alla Corte e quindi possa essere
approvata e che la Corte ci dica quello che dobbiamo fare.
Se ci dirà che non la possiamo fare sapremo chi ci ha obbligato a
non farla. Ecco, questa è la mia posizione.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, ho chiesto di intervenire perché il
dibattito si è concentrato sulla prima parte dell'emendamento. Io
volevo far notare, anche agli Uffici, che il punto 2, che è quello
di cui non abbiamo parlato finora, che prevede il termine per il
rilascio dei pareri da parte degli enti sottoposti a compatibilità
paesaggistica nel termine di 90 giorni dall'entrata in vigore della
legge, è palesemente in contrasto non con una, con tutte le
sentenze della Corte, che hanno sempre detto che gli enti che sono
chiamati a esprimere il parere di compatibilità paesaggistica, come
ad esempio la Soprintendenza, non possono essere sottoposti a un
termine perentorio. E noi gli stiamo dando qua un termine di 90
giorni, che è palesemente in contrasto con la norma.
Per chiudere, Presidente, affinché sia chiaro - perché ho capito
che forse nella sovrapposizione degli interventi, in alcuni
interventi accorati, non si è capito evidentemente qual è lo
spirito da parte nostra, in particolare - noi siamo fermamente
contrari sia eticamente che politicamente alla norma. Riteniamo la
ricostruzione dell'assessore falsa e tendenziosa e riteniamo che si
sta per scrivere la peggiore pagina nella storia di questa
legislatura.
PRESIDENTE. Rispondo io, onorevole Cordaro.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici. Dopodiché
l'onorevole Barbagallo, visto che abbiamo discusso su un tema, nel
momento in cui deve fare un'affermazione relativa ad un altro
problema, ha tutto il diritto di farlo. E anzi, se quest'altro
punto può essere sistemato, io farò in modo di sistemarlo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io vorrei tentare in tutti i modi di
salvare il salvabile.
Noi abbiamo un recepimento del decreto semplificazione col
decreto regolamento edilizio. Ed è un testo per il quale, dico con
grande onestà, se fosse un testo così come è stato, pur con qualche
elemento di differenza, non avrei nessun problema a votare a
favore. Quindi per chiarirci, perché possa essere messo agli atti.
Poi abbiamo una norma che, come lei stesso dice, è ad altissima
probabilità di impugnativa e che comunque andiamo avanti un po'
quello che abbiamo fatto per la legge sui vitalizi; abbiamo fatto
una legge dicendo: bene, ci dica la Corte costituzionale qual è il
confine entro il quale possiamo operativamente agire.
Allora, Presidente, la prima proposta che le faccio è scorporare
le due questioni. Si voti il regolamento edilizio con decreto
semplificazione recepito così come abbiamo votato. E con atto
separato.
Secondo me la materia, come diceva la collega Presidente della
Commissione, che il caso Ischia merita ed è un precedente per il
quale in Commissione paritetica dovremmo far sentire le ragioni
della legislazione siciliana, purtroppo non lo facciamo sentire e
ci nascondiamo nelle circolari, perché l'assessore ha fatto la
storia delle circolari del precedente Governo, diciamocelo pure:
circolari Con grande responsabilità da parte dei soggetti che
l'hanno fatto, ma che ad oggi non abbiamo risolto il problema.
Quindi, così come rischiamo di fare ora, per onestà Perché quando
noi diciamo al comma 2 che gli organi di vigilanza, le
Soprintendenze, entro 90 giorni devono dare il parere - addirittura
riapriamo i termini, perché è previsto il riesame, istanza di
riesame - stiamo dicendo che entro 90 giorni devi dare il parere.
Se non lo dai che succede? Quello che è successo fino ad ora. Cioè
le Soprintendenze non si sono espresse E non c'è la sanzione. Non
c'è né il silenzio-assenso né il silenzio-dissenso. C'è nulla e
noi stiamo scrivendo una norma che dice nulla .
Presidente, la mia proposta - se il Governo scusi, posso chiedere
all'Assessore la cortesia di ascoltare, anche se uno dice fesserie?
Io vorrei che noi salvassimo il fatto che stiamo recependo un
decreto nazionale sull'edilizia con il decreto semplificazione dal
resto.
Poi, se il Governo o la maggioranza intendono portare questo
provvedimento con atto separato, per il bene di tutti e della
credibilità del sistema Regione, con atto separato davanti alla
Corte costituzionale, faccia un atto, lo voti, il Consiglio dei
ministri se lo approverà tutto a posto - secondo me, non risolve
nulla, anche se lo approverà - ma, qualora non lo dovesse approvare
e mandare davanti alla Corte costituzionale, a quel punto c'è un
provvedimento ad hoc che è quest'articolo 20 riscritto come è stato
riscritto.
Questa è la mia proposta che cercherebbe di salvare, come dire,
anche il senso istituzionale di questa discussione.
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, mi risponda sulla proposta
dell'onorevole Cracolici.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevole colleghi, sulla proposta di Cracolici dico
che è fuori dalla realtà giuridica dei fatti perché il termine è
previsto dall'articolo 167, comma 5, del Codice dei beni culturali
e, quindi, va applicato perché è perentorio e normativo.
PRESIDENTE. Questo è quello che diceva l'onorevole Barbagallo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, questo è
quello che diceva l'onorevole Cracolici.
Per quello che dice l'onorevole Barbagallo - io non rispondo alle
offese, evidentemente ha pochi argomenti - il termine non è
perentorio, quindi, anche nel caso dell'intervento di Barbagallo, è
un fuor d'opera, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, io le chiedo una posizione formale,
sulla quale io devo prendere una decisione, sulla proposta
dell'onorevole Cracolici, di votare separatamente le due cose.
Qui non c'è né giuridico né non giuridico. L'articolo 20 da solo,
in modo che oggi domani, ci dovessero essere impugnative.
L'Aula ci dice che sul disegno di legge complessivamente c'è una
condivisione, mentre sull'articolo 20 ci sono dei problemi.
Allora, l'onorevole Cracolici ha fatto una proposta che io non
posso non valutare. La deve valutare l'Aula, ovviamente, ma dietro
il suo parere che dice: per evitare di creare danni a tutta la
legge che, invece, noi vorremmo che passasse, possiamo votare, e
noi - ho chiesto agli uffici - siamo in condizioni di farlo stasera
stesso, se l'Aula è d'accordo - per parti separate, facendone leggi
separate.
SAVARINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, la proposta è una proposta intelligente perché,
anche se viene impugnata, non inficia tutto il disegno di legge
che, invece, abbiamo fretta di approvare.
PRESIDENTE. Ho chiesto all'Assessore se mi dà un suo parere
formale perché è una proposta che io intendo sottoporre all'Aula.
Però, ci vuole il parere del Governo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente, mi
adeguo.
PRESIDENTE. Bravo Bene, allora facciamo una cosa.
Noi ora abbiamo bisogno di cinque minuti, quindi, chiudiamo
l'argomento del disegno di legge precedente votando l'emendamento
aggiuntivo Caronia e diamo il voto finale al disegno di legge
sull'inclusione.
Dobbiamo dare il voto finale al disegno di legge sull'inclusione,
sull'immigrazione diciamo. Dopo di che ho bisogno di cinque minuti,
insieme all'Assessore, insieme alla Presidente vedere come è
possibile - in maniera corretta - separare le due cose, ma, da
parte mia, c'è questa disponibilità a far mia la proposta
dell'onorevole Cracolici.
SAVARINO, presidente della Commissione. Usciamo con il disegno di
legge sull'edilizia già approvato.
PRESIDENTE. Sì, ho bisogno di cinque minuti per studiare la
situazione.
SAVARINO, presidente della Commissione. E prendiamoli adesso.
Il voto finale lo diamo a tutti alla fine.
Presidente, votiamo il disegno di legge edilizia' così abbiamo
chiuso, non abbiamo bisogno di esaminare nient'altro, dobbiamo solo
approvare l'articolo.
PRESIDENTE. Scusate, siccome il disegno di legge nel suo intero
mancano altri articoli ci sono gli aggiuntivi, la mia proposta che
io faccio è questa, che votiamo come voto finale sì o no, che sia
l'articolo 20 come disegno di legge, quindi un disegno di legge a
cui dobbiamo aggiungere gli articoli di pubblicazione, gli articoli
quelli normali e quindi abbiamo bisogno di questo minuto, però è
così onorevole Ciancio credo che l'onorevole Cracolici ci abbia
dato un suggerimento che non possiamo non cogliere, nel momento in
cui c'è anche la disponibilità di commissione e Governo sarebbe
onestamente da parte mia una follia non cogliere questa
opportunità.
Scusatemi, la proposta è votare il 20.R con la mia dichiarazione
immediatamente successiva, è ovvio di stralcio del 20.R, dal
disegno di legge esistente, e poi facciamo i due voti finali, però
nel 20 c'è anche un articolo 1 altre cose non ha importanza,
benissimo.
Vi chiedo, se è chiaro a tutti, onorevole Barbagallo, se è chiaro
a tutti sulla proposta Cracolici, votiamo chi vuole votare si vota
sì, ovviamente chi vuole votare no vota no, il 20.R che però
siccome nel momento in cui diventa disegno di legge deve avere poi
il voto palese, eccetera, ora lo votiamo come articolo che io
immediatamente stralcio, quindi, credo che abbiate fiducia in me,
che io immeditatamente stralcio dopo di che lo dobbiamo rivotare
come disegno di legge, non so se è chiaro il concetto, prego
onorevole Ciancio ma questo è; un attimo, chiede la parola,
l'assessore Cordaro è tinto'.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'ordine dei
lavori dico mi è sembrato di capire che la cosa urgente fosse la
legge non l'articolo 20,
PRESIDENTE. Sì, sì, e tutto si fa tutto, è un fatto tecnico
glielo
CIANCIO. No, no, ho capito, sulla proposta sono d'accordo non
capisco perché stiamo mettendo diciamo avanti a tutto l'articolo 20
quando era esattamente l'opposto il
PRESIDENTE. Mi permetta di rispiegarglielo, è un problema tecnico,
se l'articolo 20 diventa legge deve essere votato come disegno di
legge, per poterlo stralciare e farlo votare, perché se non viene
approvato è chiaro che è inutile che ne facciamo un'altra legge, lo
votiamo, se viene approvato immediatamente io lo stralcio e se ne
parlerà dopo, e continuiamo con la 20, e continuiamo con la legge
quella che esiste non col 20, continuiamo con la legge
sull'edilizia non so se è chiaro, poi questo
CIANCIO. Visto che hanno distribuito l'emendamento Caronia per
chiudere la votazione della legge accoglienza, possiamo votare il
disegno di legge accoglienza' che ancora era in coda rispetto alle
altre
PRESIDENTE. Allora, basta interventi, perché ci confondiamo, io
per potere fare quello che ha proposto l'onorevole Cracolici, devo
interrompere dieci minuti, e quindi votare prima dell'interruzione
la norma della Caronia, metto in votazione il 20.R, chi è
favorevole
(Proteste)
PRESIDENTE. il numero legale c'è perché lo vedo io, appello
nominale va bene, il nominale va bene, su che cosa? Però, un minuto
solo onorevole Trizzino, non so se è chiaro la mia onorevole
Ciancio la mia è una proposta per potere votare il disegno di
legge, questo io lo stralcio e poi lo voteremo, prego onorevole
Trizzino.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nelle mie
prerogative ho depositato un sub emendamento al 20.R che è la
riproposizione di un'interpretazione autentica del terzo condono
edilizio, siccome io condivido la preoccupazione dell'Assessore
secondo cui dobbiamo chiudere questa partita, quello che propongo
io è la mia soluzione, quella del 20.R è la soluzione
dell'Assessore, e le votiamo.
PRESIDENTE. Assessore, lei ha visto il subemendamento?
TRIZZINO. Ovviamente non lo condividerà.
PRESIDENTE. Scusatemi, c'è un emendamento dell'onorevole Trizzino
che di fatto è di riscrittura, quindi non è un subemendamento a
quello del Governo, io posso fare votare prima il suo e poi quello
del Governo, questo posso fare, non come subemendamento, perché è
un emendamento di riscrittura dell'articolo 20. Ed è nel fascicolo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Se è utile sì, finora lo è stato, veramente. Prego.
CRACOLICI. Mi rivolgo al Segretario generale, più che a lei.
PRESIDENTE. Parli con lui, allora.
CRACOLICI. Lo chiamo al telefono.
Attenzione, perché la gattina frettolosa fa gattini no ciechi,
proprio orbi.
Presidente, lei deve - se vuole un consiglio - visto che c'è
un'intesa, fermo restando che chi, come me, ha proposto la cosa,
voterà contro quella norma, e c'è un'intesa a fare due disegni di
legge, lei deve stralciarlo, iscrivere all'ordine del giorno
PRESIDENTE. Io la apprezzo, ma quando vuole fare il furbetto
CRACOLICI. No, attenzione, la forma è sostanza
CRACOLICI. Mi faccia finire. Il voto alla fine sarà congiunto, qui
furbetti un cinn'è .
Io sto dicendo che sul piano del rispetto delle procedure, perché
se lei fa votare a favore, con quale potere lo stralcia?
Attenzione, lei non pensi che
PRESIDENTE. Perché c'è il consenso su una precisa proposta, la
sua.
CRACOLICI. Appunto. Quindi lo stralci e lo faccia diventare testo
all'ordine del giorno e lo fa votare, nella stessa, come dire,
chiusura di seduta, attenzione, se no facciamo, come dire, modalità
di Regolamento fai da te.
PRESIDENTE. Se io ho il parere favorevole dell'Aula posso farlo
anche senza questa procedura.
Per cui, siccome il parere favorevole dell'Aula l'ho chiesto e mi
è sembrato di capire che ci fosse, siccome dobbiamo arrivare al
risultato, dobbiamo fare tre votazioni: il voto finale sul disegno
di legge sull'edilizia, il voto finale sul disegno di legge
sull'inclusione, e il voto finale sull'articolo 20, che diventa
disegno di legge.
Siccome, anche cambiando l'ordine dei fattori il risultato non
cambia, e gli obiettivi sono questi tre, senza che ci sia nessun
problema, io faccio votare - perché ho una preoccupazione - che
abbiamo fatto un accordo di tipo politico, ma che per esempio, se
faccio votare prima la norma dell'onorevole Caronia c'è il rischio
che poi magari qualcuno vada via, per cui credetemi, io voglio
arrivare al risultato, però, se abbiamo trovato un accordo,
onorevole Ciancio, l'accordo va rispettato, per cui, datemi cinque
minuti di tempo, io arrivo qui, dopo cinque minuti, con le tre cose
da votare e le votiamo. Vi prego di darmi questa fiducia, cinque
minuti precisi e torniamo.
Scusatemi, l'emendamento 20.R lo dobbiamo votare, se l'onorevole
Trizzino ritira il suo, che è il 20.3.
Il parere del Governo sull'emendamento 20.3, dell'onorevole
Trizzino?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, la proposta dell'onorevole Trizzino è l'esatto
contrario del nostro punto di vista, quindi è contrario.
PRESIDENTE. Scusatemi, in ordine cronologico qual è il primo?
L'emendamento 20.3 dell'onorevole Trizzino.
Pongo in votazione l'emendamento 20.3 dell'onorevole Trizzino, col
parere contrario del Governo.
CIANCIO voce femmi. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini del Regolamento
interno)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 20.3
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 20.3
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 47
Votanti 34
Maggioranza 18
Favorevoli 16
Contrari 18
Astenuti 1
(Non è approvato)
Si passa alla votazione dell'emendamento 20.R, del Governo.
CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio nominale.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 20.R
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 20.R.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 47
Votanti 37
Maggioranza 19
Favorevoli 19
Contrari 18
Astenuti 2
(E' approvato)
Ma che volete da me? Me lo dite dopo che non avete votato C'è in
più il voto favorevole dell'onorevole Lo Curto, io do il tempo per
votare, ma perché non votate? Adesso se mi date questi 5 minuti io
mi ripresento da voi con le tre votazione da fare.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.16, è ripresa alle ore 18.42)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo terminato il lavoro che
bisognava fare: giornata stancante.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Gallo e Mancuso hanno
chiesto congedo.
L'Assemblea ne prende atto.
669-140-453/A
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge 669-140-
453/A
PRESIDENTE. Allora, colleghi, visto che abbiamo ripreso ora,
chiudiamo la vicenda del disegno di legge dell'edilizia votando
l'articolo 1, con l'emendamento 1.7, che è di coordinamento
complessivo - non so se lo avete avuto, per favore, distribuitelo -
comunque è quello fatto per il coordinamento, per cui non credo che
ci siano problemi ideologici.
Lo date all'onorevole Ciancio? Se lo vedono i Capigruppo, così mi
danno un'occhiata d'intesa e lo facciamo votare.
Onorevole Lupo, ha visto l'emendamento 1.7, quello di
coordinamento? E' un emendamento tecnico, per cui credo che non ci
siano dubbi.
Pongo in votazione l'emendamento 1.7. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:
«Art. 38.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Ora ci sono gli aggiuntivi. Scusate, visto che stanno facendo il
lavoro di preparazione, io ho un aggiuntivo che è veramente super
aggiuntivo, nel senso che non ha niente a che vedere con la norma,
chiedo scusa, ma è firmato De Luca, Di Mauro, Aricò, Tancredi,
Pellegrino, Lo Curto, cioè, voglio dire, praticamente da tutti.
Se l'Aula è assolutamente d'accordo E' una cosa che nasce
dall'onorevole De Luca, ma siccome io gli ho detto che
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Lo avete ricevuto o no? Siccome questo non è numerato
non c'è bisogno che lo rischi che qualcuno non è d'accordo,
così sono d'accordo tutti.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Su che cosa? Come? Ancora da presentare? E allora,
quando ci arriviamo lei lo comunica, un attimo.
Questo di De Luca, che è super super aggiuntivo, che neanche è
numerato Segretario, chiedo scusa, c'è un super aggiuntivo di De
Luca, che però hanno firmato tutti i capigruppo, perché è una cosa
che riguarda i disabili ed è purtroppo un'esigenza
CRACOLICI. Nell'inclusione sociale
PRESIDENTE. Lo inseriamo nell'inclusione? Va benissimo; sono
d'accordo. Perfetto. Tanto sempre super aggiuntivo sarà, ma lo
mettiamo nell'inclusione, perché qua effettivamente non c'entrava
veramente nulla.
Se mi date questi aggiuntivi
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Li stiamo distribuendo, sono presentati da tempo E ve
li stiamo distribuendo, onorevole, un momento
Onorevole Trizzino, scusi, lei che mi pare il più informato
sull'argomento, questo problema dell'abusivismo di Licata,
chiamiamolo così, che è facile da capire, esiste una possibilità di
risolverlo in qualche maniera? Perché è veramente un fatto
incredibile. Come dire, se lo vedo dal punto di vista della
giustizia umana, veramente è incredibile che a questi vengano
abbattute le case. Noi non possiamo però ovviamente gli Uffici mi
dicono che c'è il dubbio forte di incostituzionalità.
(Intervento fuori microfono)
Sì, venga un attimo, parliamo un secondo, perché alla gente,
comunque, una risposta gliela dobbiamo dare, un qualcosa gli si
deve dire. Su questo ho alcuni due di voi, che me lo pongono ogni
volta. E allora vediamo se è possibile trovare
TRIZZINO. Le rispondo, Presidente. E' inusuale che io risponda,
però la ringrazio della parola.
E' un tema interessantissimo. Tra l'altro, con l'assessore
Cordaro, all'inizio della Legislatura, abbiamo fatto un convegno al
quale ho avuto il piacere di partecipare, che si chiamava
L'abusivismo è un reato . Giusto? Esatto. Che è una cosa che non
si può che condividere, tra l'altro da un ambientalista come me.
Però, la Sicilia è l'unico caso in Italia - gli Uffici mi
conforteranno - che ha recepito una norma, anzi no, che ha
utilizzato una norma che inserisce il diritto di abitazione quale
condizione per la quale evitare l'abbattimento della casa, qualora
venga dimostrato che sia la prima abitazione.
Questa norma, che è stata dibattuta per lungo tempo ed è stata
anche oggetto di argomento nel convegno che abbiamo tenuto con
l'Assessore, può essere la chiave di volta solo nei casi in cui,
però, vi sia riconosciuta la necessità del diritto di abitazione,
cioè potrebbe fare salve soltanto quelle ipotesi per le quali la
persona sfrattata non ha più la possibilità di avere un luogo dove
vivere con il proprio nucleo familiare.
E' l'unico caso italiano - credo, a scanso di equivoci - che
preveda, e non è stato impugnato fra l'altro, questa possibilità.
E' una legge siciliana che andrebbe utilizzata in tutti quei casi
limite, perché chiaramente va, poi, integrata con la pianificazione
comunale, che, però, potrebbe permettere di salvare tutti quei casi
che giustamente lei menzionava e va al netto di quella che può
essere la tutela del paesaggio e la tutela del territorio che va,
chiaramente, salvaguardata.
Ed è una norma, ripeto, che non è stata mai impugnata.
PRESIDENTE. Noi non possiamo provare, siccome io vi dico molto
sinceramente - sapete che quando ho delle cose da comunicare le
comunico in maniera serena e molto tranquillamente - ma ci sono un
numero importante di famiglie che hanno questo problema vero e che,
in questo momento, sono piangenti che sperano che noi gli si possa
trovare una soluzione.
Gli Uffici mi dicono che è difficile perché c'è anche
l'incostituzionalità di ... poi non so se L'onorevole Papale che
ha presentato, mi pare, un emendamento su questa norma, possiamo
verificare?
Perché ad un certo punto se c'è un problema di dubbia
costituzionalità utilizzerei ...
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Ora, non ve lo so spiegare bene. Alcuni di noi lo
conoscono bene.
Onorevole Assenza, lei la conosce questa. Vediamo se possiamo
trovare una soluzione per salvarli e lo facciamo. Se non si può
trovare almeno gli si dice
(Intervento fuori microfono)
Fate spiegare qual è il caso all'onorevole Assenza.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente. Vorrei inserire nel dibattito, perché chiederò all'Aula
di votare favorevolmente, l'emendamento aggiuntivo A.52.
Perché, onorevole Cracolici, inserisco nel dibattito ed invito
l'onorevole Trizzino e tutti i colleghi ad ascoltarmi? Perché
l'A.52 vede le mosse da un caso preciso accaduto ad Alì Terme.
Ad Alì Terme un bene è stato confiscato alla mafia ed è stato
consegnato all'Amministrazione comunale per utilizzarlo per
finalità pubbliche. Questo bene è entro i 150 metri, quindi, entro
quella fascia che ne determinerebbe
PRESIDENTE. Come questi di Licata più o meno.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì, che ne
determinerebbe la automatica demolizione.
L'emendamento A.52 che io sottopongo all'Aula, considerato che noi
viviamo in una terra in cui i segnali possono essere anche
tangibili e concreti rispetto ad un bene confiscato alla mafia,
siccome io lo vedo come una sconfitta che un bene confiscato alla
mafia, che venga consegnato ad un'amministrazione pubblica perché
ne faccia un utilizzo, appunto, pubblico, venga demolito, chiedo
all'Aula, attraverso l'A.52 - ed è scritto in ragione di una
coerenza normativa - di stabilire un criterio di eccezionalità e,
quindi, una deroga rispetto al fatto che, se il bene è confiscato
alla mafia, seppur ricadente nella fascia di 150 metri ma avente
una finalità pubblica perché consegnato a tal uopo alle
amministrazioni pubbliche, possa essere derogato e non abbattuto.
PRESIDENTE. Ma questo problema di Licata non po' rientrare in
questo Onorevole Lo Giudice, scusi, stiamo cercando di risolvere
un altro problema. Perché io dico che si stanno sistemando una
serie di situazioni. Questa è veramente assurda come situazione, è
proprio paradossale
Se il Parlamento potesse trovare una soluzione credo che sarebbe
una cosa meritoria.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Presidente, quello che dice l'assessore Cordaro è
senz'altro importante, però credo che lei si riferisca ad un altro
tipo di problematica, si riferisce esattamente che noi abbiamo
cercato di risolvere con l'emendamento A.22, non lo so se è stato
distribuito o meno.
Questo riguarda gli immobili edificati, parliamoci chiaro riguarda
l'abusivismo costiero, riguarda gli immobili edificati ante 1983 e
compresi nella sanatoria 47/85.
Che cosa è successo? E' successo che nel frattempo è entrata in
vigore la legge Galasso che prevedeva il limite dei 150 metri,
alcuni di questi edifici ricadevano nell'ambito dei 150 metri dal
demanio per cui sarebbero teoricamente esclusi dalla sanatoria.
Però, l'interpretazione giurisprudenziale che ha permesso in tutto
il resto d'Italia di sanare questi immobili era nel senso che il
vincolo in un primo momento si intendesse immediatamente operante
ed esecutivo solo nei confronti degli enti che dovevano adottare
gli strumenti urbanistici e quindi non per i singoli. Per cui, per
quei comuni in cu vi era comunque un regolamento edilizio esistente
questi immobili, e molti di questi che hanno pagato l'oblazione in
tempi immediati sono risultati sanati, mentre altri possibilmente a
distanza maggiore da quelli che hanno ottenuto la sanatoria sono
rimasti abusivi perché nel frattempo è cambiata l'interpretazione
giurisprudenziale che riteneva no, questa norma è vincolante erga
omnes e, quindi, si applica immediatamente per tutte le unità
abitative.
Quindi, qua ora chiaramente si scatenerà l'universo mondo, si
parlerà di cementificazione delle spiagge e di chissà quale
abnormità che stiamo facendo; ma - ripeto - si tratta di immobili
costruiti negli anni '80 per cui è pendente da allora pratiche di
sanatoria ancora esaminate, per alcune ci sono state le ordinanze
di demolizione, impugnate dal TAR dal CGA ricorsi tutt'ora
pendenti. Fatto sta che le demolizioni non sono state eseguite e
per eseguirle ci vorrebbero milioni e milioni di euro oltre che la
volontà politica di procedere, le Procure della Repubblica sono
state per anni, per anni inerti, anche non applicando gli ordini di
demolizione pur emessi in alcune sentenze, assistiamo alle coste
che sono - ripeto - ormai purtroppo da decenni in parte
cementificate, con edifici che sono riusciti ad ottenere la
sanatoria perché la pratica fu presentata ed esaminata subito e
l'oblazione fu pagata dopo, possibilmente edifici che sono proprio
a ridosso della battigia, edifici a distanza maggiore che invece
sono .
PRESIDENTE. E anche costruiti prima.
ASSENZA. E anche costruiti prima sono tutt'ora invece nel limbo e
rischiano di essere abbattuti da un momento all'altro.
La norma prevede in pratica una non è proprio un'interpretazione
autentica è abbastanza complessa, cioè nel senso che il comma 1
dell'articolo 18 della legge regionale 12 giugno 1976 n. 78 viene
interpretato nel modo seguente relativamente ai comuni dotati di
strumenti urbanistici generali compresi i regolamenti edilizi
esistenti a quell'epoca. E' una norma, sarebbe una norma di buon
senso, io invito veramente tutti ad astenersi dall'intraprendere le
solite diatribe ideologiche che con questa norma non hanno nulla
assolutamente a che vedere, che se approvata ed applicata
permetterebbe finalmente di ridare serenità agli utenti che da
oltre trent'anni forse da quarant'anni vivono questo dramma, e
anche ai comuni di pianificare uno sviluppo ordinato del loro
territorio, oltre che, consentitemi, anche - il che non è
assolutamente da trascurare - di incassare i notevoli introiti del
completamento degli oneri di urbanizzazione che l'approvazione di
questa norma comporterebbe.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza. Io perché ho voluto
affrontare questo argomento prima? Ora vi troverete questa tra gli
emendamenti aggiuntivi. Perché siccome io sono una persona che
penso più o meno sempre di rispettare le regole, perché gli uffici
mi avvertono di possibili problemi di eventuali impugnative da
parte del Governo nazionale, però io mi sento in dovere di farla
valutare lo stesso all'Aula, perché oggettivamente è un fatto che
nella giustizia umana, tra il bene e il male, è assolutamente dalla
parte del bene; per cui, credo che possa essere uno sforzo che io
possa permettermi di chiedervi.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io credo che quest'Aula ha mostrato
molto buon senso nel cercare di dare possibili sbocchi a una
situazione sulla quale, si è visto anche dal voto di poco fa, la
norma dell'articolo 20 è passata per un voto. Quindi, lo dico in
virtù del fatto che c'è una preoccupazione sincera, più del voto
come si è appalesato.
Allora, io vorrei provare a ribadire un concetto: le leggi non
sono una schedina al totocalcio, in cui vediamo se esce il 13. Una
volta, almeno, si giocava la schedina per fare 13. Le leggi o sono
o non sono. C'è un principio ormai, mi ascolti Presidente, parlo a
lei, più che al Governo, in questo momento. Le leggi sono un
presupposto sul quale dobbiamo fondare la legittimità degli atti
che produciamo.
C'è un dato incontrovertibile, acclarato da tutti: che la materia
penale non è risolvibile dalle leggi regionali, sia per la Sicilia,
sia per la Valle d'Aosta. Tutto ciò che ha un procedimento che
attiva il procedimento penale, non c'è legge regionale che può
risolverlo.
Io lo ribadisco, secondo me, proprio in virtù della cosa che
diceva la Presidente della Commissione, noi dobbiamo espletare ogni
tentativo, e io penso che la Commissione paritetica, proprio in
virtù del caso Ischia , debba provare a costruire, d'intesa con lo
Stato, una possibile soluzione per dare una certezza giuridico-
amministrativa al tema che abbiamo in Sicilia, ma non può essere
una legge della Regione, perché non solo viene impugnata, noi
inguaiamo i siciliani, inguaiamo gli uffici; però, il Presidente
non mi ascolta e quindi Presidente, solo io sono in grado di fare
due cose contemporaneamente: gioco a burraco e ascolto pure
PRESIDENTE. Io anche tre: andare a Cardiff
CRACOLICI. Com'è noto, diciamo, questa virtù è in capo a pochi
Allora, io non so che emendamenti sono, perché ho ricevuto in
questo istante gli emendamenti e non so di che cosa parliamo, però
io le ho ribadito che era nostra intenzione di votare il disegno di
legge sul recepimento edilizio e della semplificazione proprio
perché abbiamo fatto - credo - un buon lavoro.
Abbiamo consentito, in qualche modo consentito - poi l'Aula è
sovrana - di poter fare una legge che sappiamo è una legge
complicatissima, che può avere, diciamo, tutti i possibili scenari,
per me sono abbastanza certo. Ma che ora ci infiliamo in una
questione che è la questione che riguarda la storia della Sicilia,
ma che non possiamo, perché o per trent'anni questi parlamentari
che si sono seduti qua erano degli emeriti imbecilli, oppure è
inutile che cerchiamo di giocarci la schedina, perché nella
schedina non uscirà più il 13, ma faremo solo danni agli uffici
della Pubblica amministrazione regionale e ai comuni e
determineremo un ulteriore effetto caos in questa terra.
La materia dell'abusivismo non può che essere risolta d'intesa con
lo Stato. Non ci sono altre soluzioni. Quindi, pensare di fare
questa norma che è un poco interpretazione autentica, un po'
interpretazione ...
I vorrei ricordarvi - e chiudo - che in Sicilia quando abbiamo
recepito credo che sia il 386' noi unica regione, o una delle
poche regioni, abbiamo introdotto il principio dei cosiddetti
abusi minori'. Ci siamo riusciti a farli rientrare in una
categoria sanabile, anche in difformità al principio della doppia
conformità.
Noi ci stiamo infilando in una strada - Presidente, mi ascolti, e
l'Assessore per il territorio ha il dovere di essere più attento di
tutti noi - in cui rischiamo di mettere in discussione anche le
sanatorie concesse. Attenzione Non giochiamo con il fuoco Altro
che risolvere i problemi Noi rischiamo di aggravare i problemi di
questa Regione.
Ecco perché, Presidente, io - ripeto - non ho letto gli
emendamenti aggiuntivi ma la pregherei, tanto più che gli uffici -
come lei dice - dicono che forse . Q quando un ufficio dice
forse , la Presidenza il forse lo deve far diventare certo.
Altro che gli uffici Perché questi uffici sono a garanzia del
Parlamento, non sono i burocrati degli uffici comunali.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, quando ho dei dubbi lo dico
CRACOLICI. Ma io lo apprezzo che lei sta dando, come dire,
contezza anche dei dubbi
PRESIDENTE. Lei sta dicendo la sua. Se io ho, ad inizio di questa
discussione, detto che c'è questo problema che è un problema
enorme
CRACOLICI. Ed ho capito, ma non è che tutti i problemi che ci sono
siamo in grado di risolverli noi
PRESIDENTE. Se io avessi voluto metterli in votazione, lo mettevo
in votazione e buonanotte Se ho fatto questo ragionamento è
proprio perché gli uffici mi hanno detto che ci sono questi
problemi, ed è mio dovere comunque farla conoscere la valutazione
degli uffici, farla conoscere a tutti, per cui credo di comportarmi
in maniera per come è giusto che ci si comporti. Dopodiché, lei ora
ha dato un suggerimento. Io credo che forse
CRACOLICI. Io suggerirei di chiuderla qui, senza avventurarci in
aggiuntivi
PRESIDENTE. Forse vale la pena convocarci Scusi, parlo con
l'onorevole Savarino. Forse vale la pena, onorevole Savarino, su
questi argomenti, convocare, non so se si può, ma insomma chiedere
un incontro con la Paritetica e provare a vedere che cosa si può
fare, perché diversamente questo tipo di problemi non li
risolveremo mai e siccome sono veramente ingiuste alcune cose.
Cioè, cCi sono due persone che vivono accanto, uno ha la casa da 10
anni prima dell'altra, a 20 metri più lontana dalla battigia, però
una viene abbattuto e l'altra no. Quella che viene abbattuta è
quella che sta più indietro, sono veramente fatti di ingiustizia
che in qualche maniera devono essere risolti.
Io, ripeto, non ho la bacchetta magica, però il compito nostro,
del Parlamento, è quello di provare in tutte le maniere a risolvere
i problemi dei nostri concittadini quando subiscono effettive e
vere ingiustizie.
Allora, chiedo scusa, onorevole Di Mauro, la pregherei di
sostituirmi perché io, purtroppo, devo assolutamente andare via,
perché mi stanno aspettando.
(Brusìo in Aula)
Continuiamo, state tranquilli, non è che stiamo spostando il
tutto
Ci sono questi aggiuntivi, c'è questo da inserire, vi prego di
ricordarlo tutti, quello di De Luca, da inserire nella votazione
finale del disegno di legge sull'inclusione
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Questi aggiuntivi li valuta serenamente l'Assemblea;
dei problemi ci sono, inutile che ce lo neghiamo.
Onorevole Barbagallo, lei è veramente tosto Purtroppo, sono
obbligato, sennò non lo farei mai, né posso pensare di rinviare
perché io devo andare via. Per cui, sto comunicando al Presidente
Di Mauro quali sono le cose perché devo andare via. La prego di
avere pazienza, come noi spessissimo l'abbiamo nei suoi confronti.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. Presidente Savarino e Governo, ci sono una serie di
emendamenti che sono aggiuntivi e che, a mio parere, necessitano di
un approfondimento adeguato. Io propongo di rinviare la seduta a
martedì prossimo alle ore 16.00 perché gli Uffici possano fare un
approfondimento, unitamente al Governo e la Commissione, perché ci
sia una decisione adeguata rispetto ad ogni emendamento.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ho facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, fermo restando che sono assolutamente d'accordo
sull'indicazione che lei dà, volevo comprendere se era possibile
trattare gli emendamenti cosiddetti aggiuntivi del Governo, uno fra
tutti l'emendamento A.36 che, in buona sostanza, finanzia il Piano
territoriale regionale, misura che era venuta meno per un errore
tecnico in Finanziaria e che vede il parere di congruità del
Ragioniere generale.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Mi fido
dell'onorevole Cracolici, non so se mi devo fidare dell'onorevole
Barbagallo, ma io una speranza ce l'ho sempre.
Quindi, Presidente, se l'Aula è d'accordo le chiederei comunque di
votare l'A.36.
PRESIDENTE. Il Governo propone l'emendamento A.36. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione è favorevole; il parere del
Governo è favorevole. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
La seduta è rinviata a martedì, 20 luglio 2021, alle ore 16.00.
La seduta è tolta alle ore 19.15 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XXIII SESSIONE ORDINARIA
279a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 20 luglio 2021 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Legge regionale per l'accoglienza e l'inclusione . (nn. 773-
951/A)
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016,
n. 16 recante Recepimento del testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia di edilizia approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380 .
(nn. 669-140-453/A) (Seguito)
Relatore: on. Lo Curto
2) Interventi per la prevenzione ed il contrasto ai fenomeni del
bullismo e del cyberbullismo sul territorio della Regione . (nn.
239-372-426-701-742/A) (Seguito)
Relatore: on. Dipasquale
3) Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
per la gestione integrata dei rifiuti. (nn. 290-49-76-179-267
bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
4) Disposizioni n materia di agroecologia, di tutela della
biodiversità e dei prodotti agricoli siciliani e di innovazione
tecnologica in agricoltura. (nn. 394-533/A) (Seguito)
Relatore: on. Foti
5) Procedure semplificate e regimi procedimentali speciali per
l'insediamento, la realizzazione e lo svolgimento delle attività
economiche e imprenditoriali nelle ZES e nelle aree di sviluppo
industriale ed artigianale e modifiche alla legge regionale 12
gennaio 2012, n. 8 in materia di IRSAP (n. 979/A)
Relatore: on. Ragusa
IV -VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di febbraio. (n. 984/A)
2) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di febbraio. (n. 985/A)
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'economia
N. 1638 - Chiarimenti in merito alla redazione di un programma
degli interventi da attuare a valere sui fondi derivanti da
erogazioni statali in attuazione dell'art. 38 dello Statuto
siciliano.
Firmatari: Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Ciancio
Gianina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio;
Damante Concetta
- Con nota prot. n. 925/IN.17 dell'11 gennaio 2021 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'economia.
N. 2141 - Chiarimenti in merito alle procedure adottate circa la
riprogrammazione del FSC e sulle opere a valere sul medesimo.
Firmatari: Lupo Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi
Baldassare; Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele
- Con nota prot. n. 18511/IN.17 del 28 maggio 2021 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'economia.
- da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità
N. 1702 - Chiarimenti sulla sicurezza della tratta Porto Empedocle
- Lampedusa e sulle condizioni della motonave 'Sansovino'.
Firmatari: Di Caro Giovanni; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
- Con nota prot. n. 181/IN.17 del 4 gennaio 2021 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le
infrastrutture e la mobilità.
N. 1731 - Notizie in merito al grave incidente verificatosi sulla
nave Sansovino sulla tratta marittima per le isole Pelagie e
accertamento delle condizioni del servizio di collegamento.
Firmatari: Fava Claudio
N. 1734 - Chiarimenti in merito alla sospensione delle corse
relative alla tratta Alte Madonie-Palermo effettuata da Sais
Trasporti S.p.A.
Firmatari: Schillaci Roberta; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano; Sunseri Luigi; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
- Con nota prot. n. 11/IN.17 del 4 gennaio 2021 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le
infrastrutture e la mobilità.
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni saranno pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
competenti Commissioni
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Interventi per la valorizzazione ed il riordino del lavoro
forestale (n. 1038).
Di iniziativa governativa.
Presentato l'8 luglio 2021.
Inviato l'8 luglio 2021.
BILANCIO (II)
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 188 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. terzo quadrimestre 2020 (n. 1029).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 25 giugno 2021.
Inviato l'8 luglio 2021.
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 188 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. terzo quadrimestre 2020 (n. 1030).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 25 giugno 2021.
Inviato l'8 luglio 2021.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Legge di modifica dell'articolo 45 della legge regionale 15
aprile 2021, n. 9 (n. 1042).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 7 luglio 2021.
Inviato l'8 luglio 2021.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
Si comunica che l'onorevole Catalfamo, con nota prot. n.
3714-ARS/2021 del 6 luglio 2021 ha chiesto di apporre la
propria firma al disegno di legge n. 891 Stabilizzazione per
il personale di cui all'articolo 1 della legge n. 5 del 2005 .
Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed assegnate alle
competenti Commissioni
BILANCIO (II) - COMMISSIONE ESAME
DELLE ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA
- Ricognizione interventi a valere sui fondi FSC.
Anticipazioni 2021/2027 (n. 187/II-UE).
Pervenuto in data 8 luglio 2021.
Inviato in data 9 luglio 2021.
Annunzio di interrogazioni
- Con richiesta di risposta orale presentate:
N. 2260 - Chiarimenti urgenti in merito ai requisiti richiesti per
l'esercizio dell'attività di acconciatore, con particolare riguardo
all'obbligo di conseguire 'l'abilitazione professionale' previo
superamento di apposito esame tecnico-pratico previsto dalla legge
n. 174 del 2005.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
N. 2262 - Chiarimenti sui disservizi dell'aereoporto di Lampedusa
(AG).
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare; Lupo Giuseppe; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele
N. 2264 - Opportune iniziative atte a garantire il finanziamento
delle opere viarie relative alla circonvallazione di Via Romita a
Caltanissetta.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Arancio Giuseppe Concetto; Cracolici Antonino; Gucciardi
Baldassare; Lupo Giuseppe; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele
N. 2267 - Notizie urgenti in merito al paventato progetto di
costruzione di una piattaforma di recupero di risorse idriche
tramite essicazione di fanghi da depurazione e recupero di energia
termica dalla parte secca nella Valle del Dittaino (EN).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Lantieri Annunziata Luisa
N. 2268 - Interventi urgenti per il riconoscimento delle funzioni
di ospedale di base dell'O.P. Ferro Branciforti Capra di Leonforte
(EN).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lo Giudice Danilo
N. 2269 - Chiarimenti circa i ritardi nell'avvio delle misure
relative al Programma Garanzia Giovani - Fase 2.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Istruzione e Formazione
Pullara Carmelo
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- Con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 2261 - Notizie in ordine agli interventi urgenti per sostenere
i Comuni nel servizio di pulizia stradale da materiale piroclastico
e relative possibilità d'impiego dei volontari del Dipartimento
della Protezione civile.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Galvagno Gaetano
N. 2263 - Notizie in merito alla mancata applicazione della l.r. n
4 del 2021 per il rilancio del CAS.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Lo Giudice Danilo
N. 2265 - Chiarimenti in merito all'attuazione delle indicazioni
espresse dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri
del 10 gennaio 2020 'Definizione, funzioni, formazione e
qualificazione della direzione delle operazioni di spegnimento
degli incendi boschivi'.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Palmeri Valentina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Tancredi
Sergio; Pagana Elena
N. 2266 - Incremento dei diritti camerali.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Zitelli Giuseppe; Savarino Giuseppa; Aricò Alessandro; Assenza
Giorgio; Galluzzo Giuseppe
N. 2270 - Chiarimenti in merito alla 'Manifestazione di interesse
per il personale del comparto non dirigenziale categoria B da
assegnare al Comando del Corpo Forestale della Regione siciliana'
da inquadrare attraverso le procedure di mobilità nella qualifica
iniziale di Agente Forestale.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Palmeri Valentina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Tancredi
Sergio; Pagana Elena
N. 2271 - Interventi urgenti per la messa in sicurezza della
viabilità della S.P. 122 nei pressi di Adrano (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Lentini Salvatore; Compagnone Giuseppe
N. 2272 - Chiarimenti in merito alla posizione dei lavoratori ex
Pumex a seguito del costituendo Parco Museo della Pomice di Lipari.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Catalfamo Antonio
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
N. 417 - Provvedimenti urgenti per sopperire alla mancanza della
figura di pediatra nei comuni montani del messinese di Cesarò, San
Teodoro, Malvagna, Moio Alcantara, Santa DomenicaVittoria e
Roccella Valdemone.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Calderone Tommaso A.
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si intende
accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta
al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 566 - Piano straordinario di assunzioni di personale medico,
infermieristico e di operatori socio-sanitari nei presidi
ospedalieri delle Aziende sanitarie provinciali.
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
Presentata il 30/06/21
N. 567 - Iniziative utili finalizzate all'adozione di azioni per
l'eventuale rilascio di Marco Zennaro.
Zito Stefano; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Ketty
Presentata il 30/06/21
N. 568 - Sospensione delle procedure autorizzative delle istanze
relative alla realizzazione a terra degli impianti di energia
solare fotovoltaica in terreni agricoli o forestali nelle more
dell'individuazione delle aree idonee e non idonee.
Barbagallo Anthony Emanuele; Cracolici Antonino; Gucciardi
Baldassare; Lupo Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele
Presentata il 1/07/21
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
Risposte scritte ad interrogazioni