Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 16.12
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in
assenza di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,
do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del
numero legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale
o di scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Compagnone e Dipasquale
sono in congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
L'onorevole Dipasquale, pur essendo tornato perché finalmente
negativo, però, ancora oggi l'ho sentito e comunque oggi non
riusciva a venire.
Comunicazione di ritiro di firme dall'interrogazione n. 2270
PRESIDENTE. Comunico che, con note protocollate
rispettivamente ai nn. 3890-ARS/2021 e 3895-ARS/2021 del 14
luglio 2021, l'onorevole Mangiacavallo e l'onorevole Tancredi
hanno dichiarato di ritirare la propria firma
dall'interrogazione n. 2270 dell'onorevole Palmeri ed altri.
L'Assemblea ne prende atto.
E allora, oggi noi abbiamo in programma la votazione finale
sul disegno di legge sull'inclusione con l'emendamento Caronia
che era stato risistemato e quindi, diciamo, accettato, poi deve
essere votato ancora.
Poi c'è un altro emendamento, che però dobbiamo valutare,
dell'onorevole De Luca che è firmato anche da altri Presidenti
dei Gruppi parlamentari come gli onorevoli Lupo, Fava, Lentini
ed altri, c'è anche l'onorevole Lo Curto, quindi, l'hanno
praticamente firmato tutti i Gruppi per cui credo che lo
possiamo accettare e lo metteremo pure in votazione, che è sui
disabili gravi.
Però i numeri per il voto finale ancora non ci sono, quindi
che facciamo? Passare al disegno di legge sull'edilizia, ma non
c'è il Governo e neanche i componenti la Commissione, per cui
sospendiamo.
Sull'ordine dei lavori
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Grazie Presidente. Giusto sull'ordine dei lavori.
Siccome la settimana scorsa abbiamo deciso di fare lo stralcio
dell'articolo 20, questo stralcio verrà incardinato oggi? Perché
al momento non è all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Non c'è bisogno d'incardinarlo, già faceva parte
lo consideravamo già in iter per cui
CIANCIO. Siccome dovrebbe essere un disegno di legge a parte,
dico, dovrebbe essere all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Sì, ed essere votato, ma è chiaro che non lo
dobbiamo incardinare e dare tempo agli emendamenti, abbiamo
preso una decisione di dividere
CIANCIO. Comunque si deve fare il voto finale?
PRESIDENTE. Assolutamente sì. Sarà votato separatamente
rispetto al resto della legge, ecco, soltanto questo.
E allora, sono le ore 16.15, diamo tempo ai ritardatari di
arrivare, riprenderemo i lavori alle ore 16.30.
(La seduta, sospesa alle ore 16.15, è ripresa alle ore 16.38)
La seduta è ripresa.
Votazione finale del disegno di legge Legge regionale per
l'accoglienza e l'inclusione. (nn. 773-951/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci sono abbondantemente i
numeri per votare. Dobbiamo prima votare gli emendamenti della
Caronia, su accoglienza e inclusione. Li abbiamo distribuiti?
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, io credo che la Presidenza ancora non
sia informata. Ho preso lettura, qualche minuto fa, di una
sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato
definitivamente nulli gli articoli 5 e 2 della Legge del 2019 e
del 2020. Sostanzialmente, era la cartolarizzazione delle
risorse in favore delle Città metropolitane; sono state
impugnate.
Ora, vorremmo capire: c'è un premio che ci daranno per capire
quali sono gli effetti finanziari nella nostra Amministrazione
regionale? Perché sta diventando un caos
Presidente, credo che non ci sia mai stata una situazione così
delicata per cui in questi giorni si parla del dramma dei
comuni, il dissesto, i comuni in dissesto; ma qui ci stiamo
avvicinando, diciamo, in questa prospettiva. Cioè, io non ho più
idea qual è la situazione finanziaria che si determina ogni
volta che c'è una sentenza, compresa l'ultima che è il
Rendiconto 2019 di cui, ancora oggi, nessuno di noi ha notizia
sull'impatto finanziario della cosiddetta mancata
rendicontazione ad alcune poste di bilancio.
Allora, le dico questo perché è uscita oggi la sentenza della
Corte costituzionale che non solo ha impugnato l'articolo 5, ma
ha impugnato l'articolo 2 che voleva superare l'impugnativa
dell'articolo 5. Quindi, credo che sia venuto il tempo di
affrontarla questa questione.
PRESIDENTE. Noi siamo venuti a conoscenza di questa sentenza
neanche mezz'ora fa. Per cui, gli Uffici stanno, intanto,
valutando quello che è possibile valutare qui e, poi, ovviamente
chiameremo il Presidente della Regione e l'Assessore per
l'economia per capire, intanto, quali sono i risvolti; dopodiché
chiederemo, ovviamente ad entrambi, una seduta per discutere
l'argomento che, io credo, dovrà avvenire in tempi molto brevi.
Per cui, appena gli Uffici finiscono la relazione che hanno
cominciato a preparare, ovviamente faremo le mosse conseguenti.
Si farà questa relazione e poi prenderemo le decisioni su quello
che si dovrà fare.
Votazione finale del disegno di legge Legge regionale per
l'accoglienza e l'inclusione. (nn. 773-951/A)
PRESIDENTE. Allora, colleghi, sono stati distribuiti gli
emendamenti?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Perché è stato modificato l'altro giorno, quindi
c'è forse da aggiungere
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Cancellata? Escludo che sia stata
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. La posso aggiungere? A noi questo c'è stato dato.
Colleghi, all'emendamento Caronia, Progetto a favore degli
studenti con disabilità è aggiunta la firma dell'onorevole
Lentini, che pare fosse stata aggiunta fin dall'inizio, ma che,
evidentemente per qualche motivo, era sparita. Quindi, Caronia,
Lentini, io lo sto scrivendo materialmente nel mio fascicolo.
Pongo in votazione l'emendamento A1.R, degli onorevoli Caronia
e Lentini. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento dell'onorevole De Luca; è stata
ultimata la correzione adesso. Allora, se lo distribuiamo
velocemente. Un attimo solo perché si deve fotocopiare.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, mentre aspettiamo era giusto per
preannunciare la presentazione di un ordine del giorno che ho
già consegnato agli Uffici sull'istituzione dell'albo dei
mediatori culturali.
Oltre, chiaramente, a esortare il Governo a istituirlo nel più
breve tempo possibile perché siamo tra le ultime regioni
d'Italia a non avere una legislazione sia sul tema
dell'accoglienza ma, in particolare, su questo specifico aspetto
del riconoscimento della figura del mediatore culturale,
inseriamo alcuni requisiti minimi che, chiaramente, sono
eventuali lauree o diplomi in corsi riconosciuti dalla Regione.
Siccome la laurea non può essere, chiaramente, l'unico requisito
perché sappiamo che i mediatori, spesso, non posseggono questi
requisiti, chiediamo che, comunque, venga inserito e venga
valutato debitamente questo requisito perché abbiamo tanti
siciliani e tanti giovani che sono laureati, magari, in
mediazione culturale e linguistica e non vorremmo che, insomma,
nell'elencare una serie di requisiti, come purtroppo è avvenuto
in alcune regioni, venga meno o non si tenga conto, appunto,
della laurea.
Quindi, questo è uno di quelli che abbiamo inserito, ma sono
una serie di, appunto, requisiti minimi verso i quali vogliamo
indirizzare il Governo poi nella stesura del decreto che,
comunque, Assessore, mi raccomando, lo si faccia sentite le
associazioni più rappresentative di categoria, perché è chiaro
che è un atto molto importante che ha bisogno di una
determinata
PRESIDENTE. Credo che l'avrebbe fatto comunque l'Assessore.
CIANCIO. Sì, per carità, l'abbiamo inserito anche nell'ordine
del giorno come impegno dell'Assessore.
PRESIDENTE. L'emendamento A.2, a firma dell'onorevole De Luca,
l'avete ricevuto tutti? È, peraltro, firmato da tutti i
Capigruppo, quasi tutti i Capigruppo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
A questo punto, avendolo approvato, possiamo votare, con voto
palese ovviamente, il disegno di legge Legge regionale per
l'accoglienza e l'inclusione (nn. 773-951/A).
DI PAOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Grazie, Presidente, colleghi, Governo, cittadini,
domani saranno, secondo me, in pochi, i media e i giornali che
parleranno dell'approvazione di questa legge, magari qualche
trafiletto qua e là niente di più. Saranno in pochi perché è più
semplice raccontare e scrivere degli scontri e delle diatribe
che ci sono tra di noi.
E' più semplice raccontare di una politica cattiva e staccata
dalla realtà piuttosto che di una legge importante scritta da
tanti che va a colmare un vuoto legislativo incredibile per una
terra come la Sicilia. Una terra che conosce benissimo cosa vuol
dire emigrare. I nostri nonni, i nostri familiari sono stati e
sono dei migranti; un siciliano su sette vive all'estero; dal
2012 al 2020 sono stati oltre centomila gli abitanti dell'isola
che non hanno scelto di fermarsi stabilmente oltre confine per
non tornare più.
Oggi consegniamo a questo Presidente e a questo Governo e ai
Governi che verranno uno strumento importantissimo, uno
strumento che pone la Sicilia all'avanguardia, uno strumento che
permette di far capire ai Governi nazionali ed europei e a tutta
Europa che cosa intendono la Sicilia dei siciliani per
accoglienza e inclusione; uno strumento che potrà essere preso
come modello da tutte le altre Regioni di frontiera che si
trovano a gestire questo fenomeno, perché, Presidente veda, non
ci devono essere più morti per caporalato, non ci devono essere
più mutilazioni genitali femminili e maschili perché qualunque
bambino deve avere accesso all'istruzione, perché i mediatori
culturali devono avere il loro riconoscimento per il grande
lavoro che svolgono, perché non ci devono essere più
disuguaglianze.
Questa Assemblea oggi decide di mettersi dalla parte degli
ultimi, di mettersi dalla parte dei dimenticati, di mettersi
dalla parte di tante persone che spesso non hanno nemmeno un
nome. Quest'oggi scriviamo una pagina storica perché
riconosciamo dei diritti a tanti bambini, perché realizziamo una
legge che ci permette di gestire il fenomeno dell'emigrazione
superando la logica dell'emergenza tramite una legge e tramite
la programmazione che verrà fatta con Regioni, comuni e
associazioni. Molti degli articoli e dei concetti inseriti
all'interno di questa legge ci sono stati forniti direttamente
dai sindaci tramite l'Anci e dall'Alto Commissario delle Nazioni
Unite per i rifugiati.
Ringrazio, Presidente, il lavoro che è stato fatto in I
Commissione da parte del Presidente, onorevole Pellegrino, e da
parte di tutti gli Uffici, in particolar modo del dott. Marino e
del dott. Civello. Ringrazio la rete di associazioni Isola che
c'è per il metodo partecipativo utilizzato; ringrazio tutti i
colleghi, quelli che hanno partecipato alla stesura di questa
legge e per i tanti incontri fatti in giro per la Sicilia anche
in tarda serata all'interno di fast food improvvisati a luoghi
di studio e confronto. Ringrazio lei, Presidente, e tutti i
Capigruppo per la sensibilità dimostrata verso un tema così
importante.
Auspico un voto unanime perché nessuna Assemblea in passato
aveva pensato mai di normare un tema così importante come
l'accoglienza e l'inclusione. Auspico un voto unanime perché
stiamo approvando una legge che permetterà all'attuale Governo
regionale e a quelli futuri di dire con forza che la Sicilia è
differente, che i siciliani sono un passo avanti rispetto a
qualunque regione europea.
Tutto è perfettibile e migliorabile e sicuramente questo è un
punto di partenza. Vi chiedo di scriverlo insieme facendo
trionfare il noi' rispetto all''io'. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola, anche per il suo
intervento che è stato gradito almeno dal sottoscritto, ma penso
più o meno da tutti.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
brevemente per esprimere il voto favorevole del Gruppo del
Partito Democratico alla legge regionale per l'accoglienza e
l'inclusione presentato da noi insieme ad altri colleghi del
Movimento Cinque Stelle ed anche dall'onorevole Fava, ma ci
tengo a dire, Presidente, per questo intervengo, disegno di
legge condiviso sostanzialmente posso dire da tutte le forze
parlamentari presenti in quest'Aula e per me questo è motivo di
grande soddisfazione, condiviso anche dal Governo, al di là di
qualche vicenda che ci ha appassionato ma che alla fine ci ha
visto concludere unanimemente per una soluzione di sintesi che
ritengo molto positiva.
E' una legge di civiltà, Presidente, è una legge di civiltà
che finalmente quest'Aula da lei presieduta può approvare e
penso che a questo possiamo aggiungere altre due parole di
grande soddisfazione per altri due disegni di legge, uno giù
approvato che riguarda la lotta alla povertà, anche quella è
stata un'ottima legge approvata da quest'Aula che va nella
direzione del riconoscimento dei diritti civili per tutti, anche
per chi purtroppo è meno fortunato e ha più bisogno, direi anzi
soprattutto per queste persone e ci auguriamo presto di potere
approvare il disegno di legge che riguarda interventi per la
prevenzione ed il contrasto ai fenomeni del bullismo e del
cyberbullismo sul territorio della regione, disegno di legge
molto caro all'onorevole Dipasquale, finalmente negativo al
Covid e che presto sarà qui in Aula qui con noi, ci auguriamo
insieme all'onorevole Di Caro, per condividere questo voto
favorevole ad un disegno di legge che va sempre nella direzione
della tutela dei diritti di tutte le persone, soprattutto le più
deboli, in questo caso dei bambini.
Quindi, esprimo un apprezzamento per il lavoro che questa
Assemblea ha realizzato su questi tre grandi temi, in
particolare in queste ultime settimane. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie anche a lei, onorevole Lupo, per
l'intervento che ha fatto.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha facoltà.
LENTINI. Grazie, Presidente, come vede questo disegno di legge
porta due numeri 773 e 951/A. E' stato integrato, questo è un
disegno di legge che ho presentato io, che abbiamo voluto
fortemente con i colleghi integrare questi due disegni di legge
per dare, finalmente, all'intera nazione una legge, per fare
capire esattamente che la Sicilia è terra di ospitalità e di
accoglienza; ma non è solo terra per andare a salvare a mare
aperto questi immigrati che vengono in cerca di fortuna, ma
questa è una legge - io la chiamerei legge-quadro - che mette
finalmente fine e dà chiarezza a quella che è l'importanza della
stessa perché quando questa gente arriva in terraferma e poi
scappano e vanno a bivaccare nelle grandi città o anche in
alcuni comuni, questo non serve a niente, cari colleghi. Serve
invece che noi li accogliamo e diamo veramente una speranza a
queste persone, perché se consideriamo che queste persone,
siccome in questo momento, diciamo ormai da un po' di anni a
venire qua, demograficamente l'Italia va a scendere non siamo
più in aumento come persone, quindi queste persone saranno
potrebbero essere di grande aiuto.
Noi, però, dobbiamo dare a questi signori un indirizzo,
dobbiamo dare dobbiamo impartire loro lezioni di vita, di
accoglienza dove loro sanno benissimo che vanno a trovare una
realtà che li accoglie e che li deve mettere nelle condizioni di
vivere, di formarsi, di lavorare e di crearsi una famiglia.
Quindi, noi questo disegno di legge lo accogliamo veramente
con tanto piacere e, oserei dire, anche con interesse, perché
queste persone, quelle buone, quelle che vengono veramente per
creare una famiglia e stare con noi per cercare di portare
avanti quelle che sono le problematiche e le cose della nostra
terra, queste persone sono bene accette.
Quindi, questo disegno di legge va alla perfezione, entra
sicuramente nel nostro modus operandi che è quello di portare
avanti con tanta umiltà quelle persone che veramente vogliono
inserirsi in questo contesto, e noi lo facciamo con grande
interesse oltre che con grande piacere. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lentini.
E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, Governo, colleghi, prendo la
parola per annunciare il voto favorevole del Gruppo parlamentare
che presiedo, l'UDC, perché è nelle corde di ciò che noi siamo
accogliere, includere, sentirci parte di un tutto che con questo
disegno di legge il Parlamento regionale vuole rappresentare.
E' importante soprattutto per noi siciliani che siamo stati e,
purtroppo, per certi versi torniamo ad essere Paese, Regione di
emigranti, per noi è molto importante cominciare a stabilire un
diverso approccio al fenomeno che purtroppo è diventato ormai
strutturale e soprattutto noi ce ne rendiamo conto perché i
flussi migratori che vengono da paesi meno fortunati dei nostri,
affrontando rischi, affrontando tutta una serie di situazioni
negative ci richiamano alla memoria il passato, che non è più
solo un passato molto recente, ma continua a diventare
drammaticamente realistico anche per noi tornare ad essere
paese, popolo di migranti, perché quando non si sta bene a casa
propria si rischia di dovere partire.
Allora, su questi temi chiaramente la Sicilia deve fare
chiarezza, soprattutto la politica deve fare chiarezza, anche
perché rigurgiti, diciamo, di odio razziale purtroppo sono
presenti. E la politica non è indifferente a tutto questo, c'è
qualche, come dire, aspetto della politica che noi dovremmo
imparare a correggere e in Sicilia lo vogliamo fare.
Dichiarare il nostro sì a questo disegno di legge soprattutto
ci fa cogliere un aspetto, almeno a me, in modo particolare fa
cogliere un aspetto, che su alcuni temi questo Parlamento non si
divide, su alcuni temi che sono legati al valore della persona
umana, al tema dei diritti inalienabili che sono parte
costitutiva dell'essenza umana di ciascuno di noi, al di là dei
colori, al di là delle religioni, dei riti culturali che possono
segnare la differenza, essere uomini e quindi fratelli
nell'umanità che ci accomuna, ecco questo ci rende fratelli
anche in questo Parlamento. L'abbiamo visto anche con il disegno
di legge quello che abbiamo approvato la settimana scorsa sugli
aiuti alla povertà. Ecco, sebbene non siamo del tutto
soddisfatti rispetto a ciò che facciamo, perché è sempre molto
poco quello che riusciamo a fare, però abbiamo costruito un
approccio diverso, un modello, un occhiale da vista con cui
guardare insieme ai problemi che sono problemi reali perché
quando affondano nella carne degli uomini questi problemi,
quando fanno ribollire il loro sangue, chiaramente, questo è un
sangue che ci appartiene perché è il sangue degli uomini, è
dello stesso colore per cui, signor Presidente, per quanto
ripeto possano esserci aspetti anche di questo disegno di legge
non del tutto esaustivi, ma è un primo passo ed è bene che lo
facciamo insieme perché su questi temi dobbiamo avere il
coraggio di essere, come dire, protagonisti in positivo, quindi
il nostro favore e il nostro apprezzamento positivo perché
possiamo costruire anche un futuro un po' di maggiore
accoglienza, d'integrazione, d'inclusione e non è un caso, lo
voglio sottolineare, che quando abbiamo affrontato il tema del
diritto allo studio e la riforma del diritto allo studio, la
legge del diritto allo studio, mi sono permessa di cassare un
verbo che è comune nel nostro linguaggio ma che è un verbo che
dobbiamo veramente imparare a ripudiare, a ricusare, che è il
termine, è il verbo tollerare , la parola tolleranza .
Ecco, l'inclusione, l'integrazione, il rispetto per gli uomini
e tra gli uomini non deve prevedere che ci sia tolleranza perché
la tolleranza presuppone che ci sia un qualcuno che sia in una
posizione di supremazia rispetto al tollerato. Quello che noi
vogliamo fare è di più, è un processo circolare, l'inclusione
significa una modifica culturale che appartiene a tutti e che si
avvantaggia del contributo di tutti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lo Curto. E' iscritta a parlare
l'onorevole Savarino e poi abbiamo terminato le dichiarazioni e
possiamo votare. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Grazie Presidente. Io volevo esprimere apprezzamento
a nome del mio Gruppo parlamentare per il lavoro fatto dalla
Commissione, dai colleghi, nel tentativo di dare anche in questa
Regione siciliana una risposta al tema dell'inclusione e,
quindi, delle politiche dell'immigrazione.
Come lei sa, Presidente, abbiamo sottolineato alcune criticità
di questo disegno di legge perché avremmo voluto che avesse un
profilo di concretezza maggiore proprio per riuscire oltre ai
principi a dare anche risposte concrete, chiare e puntuali alle
varie esigenze che, onestamente, ci sono ma devono trovare le
risposte concrete, altrimenti diventa una norma di principio,
per cui difficile sarà il lavoro dell'assessore Scavone nel
trovare, nel dettaglio, con i decreti attuativi, risposte
puntuali quando appunto la platea di riferimento è generica,
come abbiamo sottolineato sono stati inclusi anche i richiedenti
che è, quindi, un modo per dire che sarà impossibile da
individuare nel dettaglio, di volta in volta, in cui le misure
dovranno trovare anche i riferimenti a cui applicarli.
Ma nonostante queste, appunto, criticità che abbiamo
sottolineato a cui non è stata trovata in quest'Aula una
risposta, il nostro rimane comunque un apprezzamento positivo al
lavoro svolto ed al tentativo comunque, in una Regione che di
questo tema degli immigrati è stata protagonista nel passato in
negativo ed adesso è terra di accoglienza, il tentativo appunto
di dare comunque una risposta, una normativa ad un tema
assolutamente condiviso e sentito.
Ci auguriamo che magari in futuro, una volta che, ahi noi,
probabilmente i nodi verranno al pettine, quest'Aula avrà il
coraggio di tornare sul tema e di affrontarla in maniera da dare
puntualità e concretezza ad una norma di principio che
assolutamente il gruppo di DiventeràBellissima condivide e
voterà.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Grazie, Presidente. Chiaramente, il gruppo
parlamentare di Attiva Sicilia esprime compiacimento per questa
norma che, ovviamente, verrà votata favorevolmente da tutti i
componenti del nostro Gruppo.
Ovviamente il tema è un tema importante, un tema spinoso, la
Sicilia ancora non aveva legiferato in tale visione e,
ovviamente, siamo felici che questo percorso - tra l'altro è un
percorso particolarmente condiviso con le associazioni, con il
mondo del terzo settore - abbia avuto un adeguato riconoscimento
perché sui principi quest'Aula deve essere sempre, sempre
presente.
Soprattutto per l'accoglienza la Sicilia è sempre stata una
terra d'accoglienza, una terra di mezzo, una terra che ha
dimostrato nei secoli di poter essere terra di prosperità, lo
sarà ancora, ancora di più in futuro e speriamo che questo sia
un primo passo perché è ovvio che dai principi occorra passare
ai fatti e credo che questa norma debba essere una norma che
debba avere sostanza, anche concretezza economica negli
stanziamenti. E mi aspetto che dallo Stato centrale arrivino
anche le risorse per questo tipo di attività che ricordo, questa
forma di accoglienza, il sostegno ai più deboli sia che vengano
dall'altra parte del mare, sia che siano nostri concittadini,
deve essere totale, totale a 360 gradi.
E quindi assolutamente concordi nel votarla e per dare
successivamente grande contenuto, grande sostegno a questa
norma.
Solo questo, grazie.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Figuccia ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
nn. 773-951/A
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Legge regionale per l'accoglienza e l'inclusione» (nn. 773-
951/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Legge regionale per l'accoglienza
e l'inclusione.» (nn. 773-951/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 50
Votanti 45
Maggioranza 23
Favorevoli 45
Contrari 0
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
All'unanimità, tutti favorevoli. Bene, sono molto contento di
questa votazione.
Così come hanno prima detto quelli che sono intervenuti sulle
dichiarazioni di voto, è un altro segnale importante che
quest'Assemblea sta dando e che ovviamente non può che farmi
felice.
Ha chiesto di intervenire una volta fatta la votazione
l'assessore Scavone a cui do volentieri la parola. Poi
l'onorevole Ciancio.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Signor Presidente, poche parole perché quando prevale,
come è prevalso, qui un lavoro di concerto, per la verità è la
seconda volta nel breve tempo di qualche settimana, lo ha
ricordato bene l'onorevole Lupo, che insieme Governo e Assemblea
condividono leggi di grande rispetto e di grande dignità, le
parole appesantiscono la bellezza dell'atto e quindi
condividendo gli interventi dei capigruppo Di Paola, Lupo,
Lentini, dell'onorevole Lo Curto, dell'onorevole Savarino e
dell'onorevole Tancredi voglio solo sottolineare che questo
lavoro di concertazione fatto brillantemente dalla Commissione
ha coinvolto associazioni, imprese sociali, cittadini attivi,
sindacati, enti del terzo settore, oltre cinquanta associazioni
che hanno contribuito con la loro esperienza nell'ambito
dell'accoglienza e dell'inclusione alla redazione di un atto che
eleva veramente i lavori di questo Parlamento.
Tra l'altro sarà mia cura immediatamente istituire
l'osservatorio di cui all'articolo 8 che lavorerà collegato
strettamente all'ufficio speciale immigrazioni che abbiamo
rinnovato di recente all'interno del Dipartimento famiglia e che
voglio ricordare ha avuto un ruolo centrale e continuerà ad
avere con l'impulso dell'osservatorio un ruolo più significativo
per quella che è la programmazione delle politiche di
accoglienza e dell'inclusione.
Sono in atto dei bandi per la costituzione dei poli di
inclusione e di accoglienza, un milione e quattrocentomila euro
rivolti ai centotrentamila migranti regolari della nostra Terra
e voglio ricordare tra gli interventi che abbiamo già definito e
che sono stati salutati la scorsa settimana in sede ministeriale
come il miglior progetto da parte della Commissione europea la
struttura che abbiamo messo in campo attraverso le risorse di
supreme a Cassibile che era un posto dove anche i migranti
regolari venivano abbandonati al loro destino e tra l'altro
luogo di sfruttamento, come in altre aree, voglio ricordare le
aree di Trapani ma anche quella di Ribera, anche quella del
Calatino di Catania rispetto alle quali siamo intervenuti
proprio con una serie di equipe multidisciplinare, mediatori
culturali e quant'altro perché l'accoglienza, di fatto, fosse
garantita già nella nostra Terra.
La norma dà una cornice normativa di grandissimo livello e se,
mi consentite, ha un atteggiamento che questa Terra ha riservato
di grande rispetto di chi vive un momento di difficoltà.
L'ultima cosa che forse non sapete è che nelle ultime 3
settimane abbiamo formato 58 tutori per i minori, figure
fondamentali nel rapporto con i tribunali in collaborazione con
le 4 Corti d'Appello. Devo dire un grande passo in avanti in una
Terra dove i tutori erano scelti così, con spirito
volontaristico, li abbiamo formati insieme alle Corti d'Appello
e tra l'altro verificati attraverso gli organi istituzionali che
sono in grado di pesare la qualità e il valore dei tutori,
evitare che i tutori possano sottovalutare alcuni rischi che ci
sono, e lo sappiamo, in minori che sono facilmente influenzabili
e che possono arrivare e inserirsi ed essere riferimento di
situazioni di gravissimo equilibrio sociale come è avvenuto non
solo nella nostra Terra, ma nel resto d'Europa.
Quindi, grazie davvero a tutti i partiti e a tutti i
parlamentari per il lavoro fatto di grande rispetto.
PRESIDENTE. Grazie a lei, Assessore.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Grazie, Presidente. Di grande rispetto che ci mette in
una posizione di corifeo tra le Regioni che hanno, come la
nostra, un problema frontaliero gravissimo ogni giorno che
abbiamo tamponato e sicuramente governeremo con maggiore
rispetto grazie anche a quest'atto normativo. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie. Allora, terminato questo disegno di
legge, ritorniamo...
(Intervento fuori microfono)
Gli ordini del giorno si votano a fine seduta.
(Intervento fuori microfono)
Il parere del Governo sull'ordine del giorno?
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Favorevole. Quindi è già approvato. Grazie,
onorevole Ciancio. Grazie, assessore Scavone.
(L'ordine del giorno approvato reca il numero d'ordine 567)
Seguito della discussione del disegno di legge «Modifiche ed
integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016, n. 16 recante
Recepimento del testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di edilizia approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380.» (nn. 669-140-
453/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno
di legge sull'edilizia. Ha chiesto di parlare l'onorevole
Trizzino. Rimangono da votare tutti gli emendamenti aggiuntivi.
Oggi si è aggiunto' un aggiuntivo, se così si può dire. Era
saltato per un problema tecnico, per cui lo inseriamo pure.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Trizzino.
TRIZZINO. Se non erro sono due gli emendamenti aggiuntivi
nuovi rispetto al fascicolo. Una riscrittura dell'onorevole Lo
Curto e poi un'altra sulla legge dei centri storici.
Presidente, le volevo chiedere questo sull'ordine dei lavori:
se lo spirito, immagino, dell'onorevole Cracolici era quello di
depurare per certi versi il disegno di legge n. 669, cioè il
testo unico dell'edilizia, diciamo la modifica, da quella norma
controversa che è l'articolo 20, allora secondo me, logica vuole
che almeno 3 emendamenti che sono contenuti in questo fascicolo,
dovrebbero, utilizzo il condizionale perché mi rimetto alla
Presidenza, essere trattati in quello stralcio perché,
chiaramente, il dibattito che non si è sopito su quell'articolo
si ripresenterà inevitabilmente.
PRESIDENTE. Su quelli aggiuntivi lei dice?
TRIZZINO. Sì, ce ne sono tre che, secondo me, se trattiamo in
quello stralcio possiamo garantire una discussione diciamo
abbastanza fluida sul disegno di legge edilizia.
PRESIDENTE. Io non ho difficoltà a farlo ovviamente.
TRIZZINO. Concludo, diversamente lo scontro si ripresenterà
negli stessi termini di come si è presentato sull'articolo 20.
E' una proposta che chiaramente lancio alla Presidenza e al
Governo.
PRESIDENTE. Quali sono esattamente, onorevole Trizzino?
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Marano ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn.
669-140-453/A
TRIZZINO. Se mi dà un attimo. Uno è l'A.52 che insiste sulla
legge 78/76, i famosi 150 metri dalla linea di battigia, uno è
l'A.53 e l'A.22.
Sono due, quello dell'onorevole Assenza l'A.22 e poi ce n'é un
altro. Secondo me questi tre non dico che non debbano essere
trattati, ci mancherebbe, però potrebbero essere più agevolmente
discussi
PRESIDENTE. L'A.22 è dell'onorevole Assenza. Lei è favorevole
a questa
TRIZZINO. Non voglio lo stralcio, non chiedo
PRESIDENTE. Si devono trattare comunque.
TRIZZINO. Vorrei discuterli, però secondo me è più agevole e
più fluida la discussione a parte
(Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)
PRESIDENTE. Siccome c'è una proposta dell'onorevole Trizzino
che riguarda i suoi che va bene e uno dell'onorevole Assenza. Se
l'onorevole Assenza è favorevole li spostiamo sull'altro disegno
di legge.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente sull'A.52, torno di nuovo su un argomento che mi pare
abbastanza lontano dall'impostazione del collega Trizzino e lo
ribadisco all'Aula.
L'A.52 riguarda casi di beni immobili confiscati alla mafia
che sono in zone di inedificabilità assoluta e che, in via del
tutto eccezionale, in ragione del loro significato e cioè il
significato sociale del riscatto dalla mafia, questo Governo
sottopone all'Aula come ipotesi di lavoro circa la possibilità,
ribadisco come deroga al principio generale di non demolirli per
essere assegnati a fini istituzionali.
Rispetto a questo tema
PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, credo che su questo abbia
ragione l'assessore Cordaro. Su questo argomento, cioè non è che
stiamo parlando di una sanatoria normale, stiamo parlando di una
specifica.
Facciamo finire l'assessore Cordaro ma credo che sulla
proposta Trizzino poi sarà la Presidenza che valuterà quali
potere spostare o no. Prego.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,
quando lei riterrà di farmi finire un intervento completamente
gliene sarò grato perché ogni volta mi devo fermare e poi devo
ricominciare.
Volevo concludere sull'A.52 dicendo che il Governo non lo pone
come tema dirimente, lo affida alla valutazione dell'Aula,
sostenendo un principio di carattere politico oltre che
giuridico e normativo che invitiamo l'Aula ad apprezzare, nel
senso che per noi è un tema importante e ve lo rassegniamo.
Sull'A.22, Presidente, l'intendimento dell'onorevole Trizzino
che è deputato capace è a me molto chiaro e vorrei Presidente
che lei avesse ugualmente chiaro, l'intendimento del collega
Trizzino.
L'articolo 20 stralciato, per quanto mi riguarda, per tutte le
ragioni che ho già spiegato e che posso anche ripetere è un
articolo di assoluto pregio normativo non foss'altro, non ripeto
tutte le argomentazioni, presidente Miccichè, perché risolve per
via normativa quello che in ragione ad un parere delle sezioni
riunite del C.G.A. qualcuno prima di noi voleva risolvere con
delle circolari.
Non vorrei che qualcuno, in quest'Aula, pensasse di riversare
tutto quello che non è, a parer di chi lo propone, commestibile
per fare di quello stralcio, uno stralcio pattumiera , perché
quello non è uno stralcio pattumiera , quella è una norma
seria, presidente Miccichè, è una norma che abbiamo spiegato,
che verrà valutata a Roma e dopodiché si vedrà.
Se noi dobbiamo riversare tutto l'oggetto della polemica
politica, tutto l'oggetto pretestuoso e strumentale in quel
decreto, in quel disegno di legge stralcio, mi oppongo
fermamente perché così come nella scorsa seduta mi sono adeguato
a un principio, pur non condividendolo perché per me tutto quel
disegno di legge doveva essere votato alla stessa maniera, in
questo caso ci tengo a precisare e vorrei che lei su questo,
signor Presidente, prima di decidere facesse una riflessione,
perché stiamo parlando di un meccanismo abbastanza diabolico che
credo non debba trovare ingresso in quest'Aula.
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, fermo restando che non metto
minimamente in discussione la buona fede dell'onorevole
Trizzino, ma se questo emendamento sui beni confiscati alla
mafia, che ha una motivazione importante per essere votato, non
credo che sia un emendamento di questo tipo che possa come dire
sporcare' un'eventuale legge.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Non mi ha
sentito, signor Presidente.
PRESIDENTE. L'ho sentita benissimo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, io ho
detto l'altro emendamento. L'A22, non l'A52.
PRESIDENTE. Siccome lei ha detto che anche
(Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)
Ma siccome l'onorevole Trizzino ha chiesto di spostare questo
della mafia l'A.52, l'A.53 e l'A.22.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sono
diversi.
PRESIDENTE. Ho capito, ma ha chiesto anche di spostare l'A.52,
che è quello che riguarda i beni confiscati, se la volontà fosse
quella di infangare, diciamo così, quella cosa, quello della
mafia non ce l'avrebbe messo.
Però dico, in ogni caso non valuto quello che pensa
l'onorevole Trizzino e non faccio dietrologie sulle proposte che
mi vengono fatte. Quella dell'onorevole Trizzino è una proposta
che nel momento in cui c'è uno stralcio, è assolutamente come
dire legittima.
Ora valutiamo un attimo questi emendamenti, quelli che
riteniamo possano essere idonei all'articolo 20 si mettono là,
altrimenti si votano qua. Dopodiché l'A.52 certamente non
ritengo di spostarlo, peraltro l'onorevole Assenza che è il
firmatario dell'A.22 mi chiede di non spostarlo per cui, come
dire, stiamo dando una risposta all'onorevole Trizzino, ma non è
che perché l'onorevole Trizzino fa una proposta vuol dire che
c'è dietro chissà che cosa di nascosto e di terribile, ha fatto
una proposta che la Presidenza sta valutando.
Sicuramente sull'A.53 mi dovete dire. L'A.53 che cosa prevede?
È un adeguamento alla normativa statale, quindi perché lo
dovremmo spostare? Siccome, in ogni caso, ritenuto che tutti e
tre gli emendamenti di cui mi parlava l'onorevole Trizzino non
abbiano, secondo me, motivazione di essere spostati sullo
stralcio
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io
intervengo sull'ordine dei lavori solo per precisare che ho
l'impressione che stia passando il principio che questa
procedura della sottoposizione all'Aula del fascicolo degli
emendamenti aggiuntivi sia quasi una procedura normale.
Io ricordo all'Aula che parliamo di edilizia dal 20 settembre,
se c'erano argomenti particolarmente rilevanti, meritevoli di
apprezzamento, queste riflessioni dovevano seguire un percorso
ordinato che era quello della presentazione di un testo, di un
testo coordinato con le norme nazionali, di un testo che
prevedeva dei correttivi, con termini per emendamenti, esame
dell'Aula, approfondimento in Commissione, invece l'impressione
che si ha, presidente Miccichè, è che questo fascicolo degli
emendamenti aggiuntivi sia un po' la composizione di equilibri
dalle parti della maggioranza con norme che nulla hanno a che
fare con questioni prettamente edilizie, ci sono condoni,
condonucci', condoni anche relativi ai canoni demaniali,
condoni relativi agli aspetti degli immobili confiscati alla
mafia, insomma un testo che non è per nulla coordinato con gli
aspetti relativi all'edilizia.
Io credo, Presidente, sommessamente, che se oggi l'Assemblea
comincierà a votare questo fascicolo insomma faremo un passo
indietro.
Ricordo che nella scorsa legislatura una parte degli
emendamenti di questo fascicolo sono stati dichiarati dalla
Presidenza dell'Assemblea, dopo il parere favorevole della
Commissione, inammissibili e sono stati stralciati.
Io credo che il contesto normativo, oggi rispetto allora, non
sia cambiato granché e in un momento particolare, anche perché
basta scorrere il fascicolo e ci sono emendamenti per altezza di
21 metri e settanta, insomma non stiamo facendo una bella figura
con tutti quelli che ci guardano, imporrebbe una determinazione
diversa da parte dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, i disegni di legge,
specialmente quelli che hanno un certo peso politico, in ogni
disegno di legge vengono presentati regolarmente decine e decine
di emendamenti aggiuntivi, in tutti i disegni di legge. Questo è
soltanto l'ultimo. La Presidenza valuta quelli che ritiene di
potere portare in Aula e quelli che ritiene di non dover portare
in Aula. In questa occasione gli emendamenti aggiuntivi che sono
stati presentati sono tra cinquanta e sessanta. La Presidenza ha
ritenuto che sette, otto di questi potessero essere portati
all'attenzione dell'Aula, per cui non fate sempre lezioni su
quello che è stato fatto, su quello che bisogna fare. Non c'è
dubbio che il lavoro della Presidenza sia un lavoro complesso,
anche perché ripeto per l'ennesima, il fatto su cui poi ormai
forse nella prossima legislatura bisognerà trovare una intesa
maggiore con le Commissioni, una marea di emendamenti arrivano
in Aula e non dovrebbero arrivare in Aula perché dovrebbero
essere discussi specialmente quelli squisitamente tecnici come
ce n'è anche tra gli aggiuntivi, dovrebbero essere discussi in
Commissione, l'Aula dovrebbe dare una valutazione di tipo
politico sulle proposte che vengono fatte, quelle squisitamente
tecniche non dovrebbero arrivare qua in Aula, ma al di là di
questo, comunque, tutte le leggi hanno avuto la possibilità di
presentazione di emendamenti aggiuntivi, la Presidenza ha sempre
valutato quelli che riteneva di potere far votare e quelli che
riteneva di non dover far votare. Non c'è niente di strano e
questo è avvenuto sempre e con presentazione da parte di tutti i
Gruppi, il suo compreso, non è che ci sono alcuni Gruppi che
presentano gli emendamenti aggiuntivi ed altri no, perché
regolarmente vengono presentati da tutti i Gruppi parlamentari.
Allora, onorevole Savarino, prego.
SAVARINO, presidente della Commissione. Volevo ringraziare la
Presidenza per il lavoro, appunto, che è stato fatto rispetto
alla marea di emendamenti che sono arrivati sia al teso che
aggiuntivi e che solo in maniera scremata adesso vediamo in Aula
e volevo, anzi, a supporto del lavoro di questa Presidenza dire
che anche noi come Commissione ci siamo riuniti più volte anche
quando contestualmente al lavoro d'Aula, per esaminare gli
emendamenti tecnici che sono stati dichiarati ammissibili dalla
Presidenza dell'ARS, compreso oggi pomeriggio prima dell'Aula,
quindi il lavoro è di coordinamento del Servizio Studi, della
Presidenza dell'Assemblea, più modestamente anche della
Commissione che ho l'onore di presiedere, è costante e cerca di
essere il più possibile attento.
PRESIDENTE. Questi interventi di Foti e Schillaci sono su che
cosa? Perché noi ancora non abbiamo messo in votazione alcun
emendamento, quindi forse se i vostri interventi devono essere
sugli emendamenti aspettiamo di metterli in votazione o no?
(Intervento fuori microfono)
Ognuno parli per sé. Voglio capire, sono su qualche
emendamento specifico?
(Intervento fuori microfono)
E allora aspettiamo che venga chiamato l'emendamento.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Grazie Presidente, il mio intervento diciamo che
riguarda considerazioni generali come quelli dei colleghi che
hanno parlato prima.
Presidente, la scorsa settimana lei ha distribuito un
fascicolo denominato emendamenti aggiuntivi bis dove ce n'era
uno che avevo depositato qualche settimana fa durante i lunghi
lavori di approvazione del disegno di legge 669, in particolare
parlo dell'A.46. L'avevo rinvenuto, numerato nel fascicolo
PRESIDENTE. Quale era l'emendamento?
FOTI. A.46, dell'ex fascicoletto. Ora, Presidente, di cosa si
parla in questo emendamento che avevo presentato? Si dice che
nelle more dell'adozione del PAES, l'Assessorato all'Energia
individui le aree idonee e non idonee, nonché le linee guida per
l'installazione degli impianti fotovoltaici.
Ora, probabilmente, è superato, nel senso che le linee guida
hanno avuto un passaggio, credo all'Assessorato all'Ambiente su
proposta degli esperti.
PRESIDENTE. Esattamente questo, è stato superato.
FOTI. Però, mi scusi Presidente, sulla questione delle aree
idonee e non idonee, fermo restando che non lo trovo nel
fascicolo, quindi è stralciato. Magari se c'è il piacere di dire
come mai, dato che è un tema che interessa tantissime persone.
PRESIDENTE. Sì, sì ma è stato, scusi, è proprio superato da
quello che lei diceva. Dopo di che il resto è oggetto di ordine
del giorno che
FOTI. No, no Presidente. C'è un'altra parte che riguarda le
aree idonee e non idonee, che noi in Regione abbiamo per quanto
riguarda il comparto dell'eolico, ma non del solare. Quindi, chi
vuole attivarsi con queste procedure, non sa dove è idoneo e
dove non è idoneo e va un po' a casaccio. E, quindi, va a
comprare terreni in giro. Va a fare rogiti, come dire, che potrà
eventualmente revocare, qualora non riceva l'autorizzazione,
perché non c'è chiarezza Ora, se noi abbiamo sempre voluto fare
certezze
PRESIDENTE. Signori, io ho ritenuto che questo sia oggetto di
ordine del giorno, perché una legge dovrebbe dare all'assessore
anche alcune linee, alcune direttive per poterlo fare. Intanto
diamoglielo come ordine del giorno.
FOTI. Siccome sono tanti anni che si aspettano le zone idonee
e non idonee, io credo che sia un diritto, per chi vuole mettere
pannelli solari, sapere dove è idoneo e dove non è idoneo. Non
procedere a casaccio, perché sono mesi che sui giornali troviamo
parecchi gridi di allarme in merito a questa attività di
scoutismo, di ricerca di terreni, di messa all'angolo di
agricoltori.
Certamente non sono gli imprenditori del fotovoltaico, ma ci
sono, probabilmente, dei mediatori o delle persone che hanno
capito che, mettendo all'angolo gli agricoltori, probabilmente,
li faranno cedere e derogare alla propria attività agricola
quella di fotovoltaico
Allora io l'ordine del giorno, Presidente, non lo so se lo
preparo, perché io preparo gli ordini del giorno, ma non capisco
bene con quel è accettato come raccomandazione , a volte mi
sembra un attimo, un modo per sminuire il lavoro che viene
fatto.
Io chiedo all'assessore, mi basta un cenno. C'è intenzione di
far venir fuori le aree idonee e non idonee? Quando si parlava
di eolico c'era l'assessore Callari, mi pare che si chiamava. In
pochi mesi, o magari ce l'aveva già pronto il lavoro chi lo sa,
grazie agli Uffici, ha definito quali erano queste benedette
zone idonee e non. Non si andava avanti a mosca cieca. Nei
territori non c'è
PRESIDENTE. Onorevole Foti, io credo che sia chiarissimo.
FOTI. Allora, l'emendamento è stato stralciato. Io l'avrei
approvato per dare forza all'assessorato all'Energia e
all'Ambiente, e a chi deve decidere.
PRESIDENTE. Se lei lo vuole trasformare in ordine del giorno,
sennò chiamerò io stesso l'assessore.
FOTI. Se ci arrivo faccio un ordine del giorno, sennò a me
basta la parola che vale di più dell'atto. Casomai lo preparo
per la prossima volta. Però ci vogliono regole certe Vogliamo
una mappa: qua sì e qua no Le regole sulle caratteristiche,
l'altezza, sono state fatte, e io ringrazio tutti.
Presidente, non disturbo più
PRESIDENTE. No, lei non disturba mai. Onorevole Schillaci,
scusi è sull'A.57 l'intervento? È su quello che ha presentato
adesso?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Schillaci)
PRESIDENTE. Allora, scusi. È inutile che interviene. Essendo
arrivato ora, lo può presentare solo la Commissione. Se lei lo
fa presentare alla Commissione.
SCHILLACI. Non lo sto presentando ora. Lo avevo già presentato
la scorsa settimana, ma siccome ancora non stavamo trattando gli
aggiuntivi
PRESIDENTE. Era comunque fuori termine. Lo può fare solo la
Commissione.
SCHILLACI. No, no però le volevo dire, siccome è un
emendamento che ha già avuto il vaglio dei tecnici, ed è un
emendamento che secondo me arricchisce questo testo di legge
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, la prego, lo faccia vedere
all'onorevole Savarino. Se l'onorevole Savarino intende
presentarlo, lo presenta. Sennò io non lo posso proprio
ricevere. L'onorevole Barbagallo, poco fa, lamentava il fatto
che ci sono gli aggiuntivi, ma gli aggiuntivi, almeno, sono
stati fatti.
SCHILLACI. Va bene.
PRESIDENTE. Quindi, la ringrazio. Faccia vedere all'onorevole
Savarino il suo emendamento. Se lo presenta la Commissione, io
lo posso fare valutare.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Di Caro e Pasqua, oltre all'onorevole
Marano che avevo detto prima.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn.
669-140-453/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento A.31
del Governo.
Prego, assessore Cordaro.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, si tratta del recepimento della
legge nazionale 76/2020 Semplificazione legata ai centri
storici . Chiedo all'Aula di votarla favorevolmente.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
facendo seguito alle riflessioni che ho fatto pochi minuti fa,
evidenzio che in questo emendamento olografo del Governo manca
la relazione tecnica, come è evidente, e anche qua, Presidente,
siamo in presenza di un recepimento di due commi, il 2 e il 5,
che troviamo nel fascicolo relativo ai riferimenti normativi,
che non facevano parte del recepimento dinamico. Quindi, bastava
lavorare prima per un recepimento dinamico e ben organizzato,
piuttosto che ricorrere all'ultimo secondo della legge
sull'edilizia, dico che certamente non è la procedura ordinaria
di approvazioni della legge.
PRESIDENTE. Questo credo che è un emendamento che abbia una
sua importanza, non c'era bisogno di relazione tecnica, perché
non prevede oneri, quindi, non c'era bisogno di relazione
tecnica.
BARBAGALLO. Ma che vuol dire non c'era bisogno di relazione
tecnica, Presidente? Presidente lei ci dovrebbe dare una mano,
perché non c'è bisogno della relazione tecnica?
PRESIDENTE. Una cosa è la relazione illustrativa, una cosa è
la relazione tecnica La relazione tecnica è quella quando sono
previsti degli oneri.
BARBAGALLO. Nello stesso fascicolo, per altri emendamenti del
Governo che non hanno spesa, ma come abbiamo fatto sempre, non è
che è il primo giorno d'Aula, c'è la relazione tecnica, e mi
sorprendo che gli Uffici, prima dei deputati, non siano
intervenuti, non è la procedura corretta. E per essere chiari si
sta facendo una forzatura a votare un emendamento di questo tipo
in questo modo, chi vuole se ne assuma la responsabilità. Noi
siamo contrari
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, mi assumo la responsabilità
di quello che dico, non è così quello che lei dice, punto Per
cui pongo in votazione l'emendamento A.31 con il parere
favorevole della Commissione.
BARBAGALLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A.31
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento A.31.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 52
Votanti 41
Maggioranza 21
Favorevoli 24
Contrari 17
Astenuti 0
(È approvato)
Si passa all'emendamento A.37 del Governo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
per una maggiore intelligenza abbiamo coniato ormai il termine,
prima era partito come Finanziaria Netflix , ormai questo è un
emendamento, è una questione Netflix , perché ogni sessione
arriva una correzione rispetto alla Commissione Viavas, anche là
se ci fosse stato un ragionamento, vuol dire che non c'è la
relazione tecnica, qual è la Commissione?
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevoli colleghi, questo
emendamento è passato in Commissione Bilancio, che ha dato il
parere favorevole. La Commissione Bilancio lo saprà, non mi
viene comunicato. Mettiamolo in votazione, non possiamo ad ogni
emendamento fare così.
Pongo pertanto in votazione l'emendamento A.37.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento A.52. che è quello dei beni
sequestrati alla mafia.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
siamo contrari all'emendamento A.52 perché intanto, rispetto
alla premessa che ha fatto l'assessore, c'è un emendamento del
Governo che viene sottoposto all'Aula, quindi, è un emendamento
governativo, non è che si rimette all'Aula, abbiamo capito così.
PRESIDENTE. Per favore se evitate di dibattiti a due.
Onorevole Barbagallo, faccia il suo intervento.
BARBAGALLO. Signor Presidente, noi riteniamo che, se c'è un
immobile abusivo che si trova nel territorio della Regione,
quell'immobile debba essere demolito. Riteniamo che questo
principio vada applicato, soprattutto per motivazioni connesse
all'interesse pubblico.
Pensiamo ad un immobile confiscato che è fatto con cemento
depotenziato, quindi rischia di crollare dopo 5, 10, 15, 20
anni. La stessa cosa per i tanti immobili ricadenti nei vincoli
di inedificabilità assoluta, che si trovano sulle falde
acquifere, sulle alve dei fiumi, eccetera, quindi dare la
possibilità ai comuni, ai liberi consorzi, di regolarizzare
quegli immobili, certamente produrrebbe degli effetti che sono
lontanissimi dagli interessi pubblici. È una iniziativa
singolare, per cui siamo fermamente contrari.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io voglio
fare un'altra considerazione, e chiedo all'assessore di
rifletterci. Questa è la classica norma che rovina gli
amministratori, perché noi stiamo stabilendo, con una legge
regionale, che i beni confiscati assegnati ai comuni, alle città
metropolitane ecc. ecc., qualora gli amministratori dichiarino
l'esistenza di prevalenti interessi pubblici ostativi alla
demolizione
Io voglio conoscere una amministrazione che assume su di sé la
responsabilità di dichiarare, appunto, l'esistenza di prevalenti
interessi pubblici, che poi io vorrei capire che cosa sono,
vorrei sapere come si combina dal punto di vista amministrativo
il concetto di prevalente interesse pubblico ostativo alla
demolizione.
Io forse comprendo il senso della norma, nel senso che se lo
dovessi interpretare potrebbe essere limitata esclusivamente a
quei beni che, ancorché costruiti in violazione delle norme
edilizie, siano esclusivamente destinati a pertinenza di aree
demaniali, ad esempio in una spiaggia per metterci le barche
piuttosto che ma qui stiamo parlando di un concetto che
sottopone gli amministratori ad un livello di pressione, altro
che risolvere i problemi
Noi qui il problema lo stiamo spostando mettendo gli
amministratori locali, ad ogni livello, con le spalle al muro,
ripeto, poi qualcuno mi spiegherà quale è un atto formale che
dichiara l'esistenza di prevalente interesse pubblico ostativo
alla demolizione di un bene che è in difformità alle norme.
Ora, lo diceva anche l'onorevole Barbagallo, ma attenzione,
noi stiamo facendo passare un rischioso pericolo. Cioè che per i
beni cosiddetti abusivi il giudice dispone la demolizione, il
bene abusivo di un mafioso che viene conferito all'ente locale,
nel caso in cui per finalità istituzionali, come diceva
l'assessore, diventa improvvisamente un bene non più abusivo.
Attenzione che è un tema delicatissimo, e invito il Governo a
rifletterci meglio, perché penso che questa ipotesi è un'ipotesi
troppo speciale per assumerla con provvedimento di legge di
fatto ordinaria che consente di esporre gli amministratori
locali.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta
odierna l'onorevole Catalfamo.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn.
669-140-453/A
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel mio
precedente intervento, quando ho fatto quella proposta
ovviamente non ho mai pensato neppure per un secondo che
l'emendamento dell'onorevole Assenza, o quello dell'onorevole Lo
Curto, fossero spazzatura. Questo deve essere chiaro.
Io volevo trattarli separatamente per rendere più agevole la
discussione, mi sembrava doveroso fare questo chiarimento,
l'A.52 interviene sulla 78 del 1976, l'articolo 15 prevede
questo vincolo di inedificabilità assoluta, i 150 metri, unico
caso in Italia di inedificabilità assoluta in aree demaniali sui
150 metri dalla costa. La norma poi fu modificata nel tempo, e
ha introdotto una serie di beni che esulano da questo vincolo di
inedificabilità assoluta, che sono quelli di diretta fruizione
del mare eccetera, con questa norma legittima, ci mancherebbe,
introduciamo un'altra categoria, i beni che l'agenzia nazionale
per i beni confiscati alla criminalità organizzata rilascia ai
comuni il patrimonio indisponibile dei comuni, nel caso in cui
sussistano queste la necessità che il comune li utilizzi.
Tutti questi requisiti, la prevalenza di interessi pubblici
eccetera, io non ricordo - sarò onesto - se questa discussione è
intervenuta in Commissione o meno, però la domanda che pongo, e
per questo mi sono domandato della necessità di trattarlo a
parte, vorremo avere la quantificazione di questi beni, cioè è
importante che il Parlamento, prima di decidere se rientrino nel
novero di quelli esclusi dai 150 metri, sappia quanti
effettivamente sono, perché è giusto che si conosca quantomeno
non dico nel dettaglio, ma numericamente, anche le condizioni,
come diceva l'onorevole Barbagallo degli immobili, che in questo
modo non dico saniamo, ma recuperiamo da quelli che vengono
esclusi dalla inedificabilità assoluta. Questa è la richiesta
che pongo all'assessore Cordaro.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, normalmente io
su questi temi dell'edilizia sono molto cauto, ma in questo caso
penso, anche come sindaco, che non è accettabile questo tipo di
emendamento, e non posso sicuramente essere favorevole, perché
qui rischiamo di dare un messaggio, e io specialmente nel mio
comune che ha molti abusivi nei 150 metri, praticamente diamo il
messaggio che quello costruito dalla mafia, pur essendo dato al
comune per interesse pubblico resti, mentre quella dei privati,
che magari sono fatti per necessità, devono essere praticamente
già acquisiti, demoliti eccetera.
Io su molti temi sono d'accordo, e l'assessore lo sa, ma su
questo noi daremo sicuramente un esempio di non assoluta
trasparenza, diciamo così, anche a tantissimi cittadini che
magari per necessità si trovano ad essere abusivi rispetto a
quelle zone dei 150 metri, o ancora nell'arco ecco dei parchi
fluviali, e altre situazioni, per cui penso che si opportuno non
insistere su questo emendamento.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
anch'io confido che il Governo voglia riconsiderare la decisione
ritirando l'emendamento A.52 che peraltro, così com'è scritto,
Presidente, mi sembra anche di difficile applicazione, perché si
dice beni trasferiti per finalità istituzionali o sociali
dall'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione
dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata,
al patrimonio indisponibile di comuni, liberi consorzi, città
metropolitane e Regione che abbiano dichiarato l'esistenza di
prevalenti interessi pubblici ostativi alla loro demolizione .
Allora, io intanto penso che un ente pubblico deve dare
l'esempio, quindi deve essere il primo a demolire un edificio
che è abusivo ed entro i centocinquanta metri, che poi la
proprietà dell'abusivo fosse di un mafioso, e che il bene è
stato confiscato, è un motivo in più per demolirlo per primo,
non per salvarlo, perché ha un impatto micidiale anche
sull'opinione pubblica, che spesso è anche ignara del fatto che
il bene è stato confiscato, è stato conferito al comune. Si sa
in una realtà territoriale che quello è un edificio costruito
dalla mafia, e sarebbe un messaggio devastante che sul litorale,
per esempio, fossero demolite tutte le ville che si trovano
entro centocinquanta metri tranne la casa costruita dal mafioso,
ancorché poi possa essere stato patrimonio confiscato e
assegnato al comune.
E poi cosa significa questo che abbiano dichiarato
l'esistenza di prevalenti interessi pubblici ostativi alla loro
demolizione ? Ma ci possono essere interessi pubblici ostativi
alla demolizione? Io penso di no. Io penso che se il bene è
entro i centocinquanta metri e c'è un problema di sicurezza,
d'impatto ambientale perché il bene è sul letto di un fiume o su
una spiaggia va demolito punto e basta. Quali sono questi
interessi pubblici che possono addirittura essere sovraordinati
alla tutela del paesaggio che è costituzionalmente garantita?
Quindi, io invito davvero il Governo a ripensarci ed a
ritirarlo.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, il fine è certamente un fine
nobile, e soprattutto condivisibile. Però io, da modesto
giurista, mi pongo un problema, assessore Cordaro, e glielo
sottopongo. È un problema di costituzionalità, cioè noi come
facciamo, al di là delle argomentazioni che hanno evidenziato i
colleghi che mi hanno preceduto, e che hanno certamente una loro
valenza, ma va considerata la res, cioè va considerato
l'immobile.
È un immobile abusivo o non è un immobile abusivo?
Indipendentemente da chi è il proprietario, il possessore, è
certamente un immobile che potrebbe essere abusivo, poi se
facciamo la norma sui centocinquanta metri, quello è un altro
discorso, ma è una norma generale. Qui si pone un problema che
attiene, direi, ai principi generali del diritto. Come si fa a
dire che una norma è abusiva perché è di Calderone, e non è
abusiva perché è di Lo Curto? Io credo che è una norma che si
candida seriamente ad essere impugnata, e ad essere soprattutto
bocciata dalla Corte Costituzionale, quindi questa è la mia
modesta opinione, assessore Cordaro, indipendentemente, ripeto,
dal fine, che certamente nessuno mette in discussione, quindi
valuti questa mia osservazione.
LO CURTO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO, relatore. Sì Presidente, grazie. Anche a nome della
Commissione ritengo che questa norma vada ritirata. Chiedo al
Governo di ritirare questa norma perché, a prescindere dai
profili di legittimità anche sul piano giuridico, che sono stati
molto bene espressi dall'onorevole Calderone, c'è davvero anche
una valutazione di merito, ed il merito è che, sebbene possa
apparire uno sfregio alla mafia volere attribuire questo bene,
che ne so, per una caserma dei carabinieri, mettiamo pure il
caso, è pur vero il contrario, che non sappiamo quanto
facilmente possa essere utilizzata questa norma dai comuni,
perché vige poi la preoccupazione che possano essere le
amministrazioni pubbliche oggetto di pressioni, e quindi
difficilmente si potrebbe entrare nel merito di una valutazione
favorevole. Anzi, al contrario, che possa prevalere il senso che
noi vogliamo salvare un bene confiscato alla mafia dal destino
della demolizione, io credo che questo Parlamento non si possa
assumere questa responsabilità.
Con tutto il rispetto e l'affetto per l'onorevole Cordaro, noi
chiediamo che venga ritirato.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, allora alcune precisazioni in ordine ai quesiti
posti dai colleghi.
Sui numeri, qualcuno si poneva il quesito sui numeri, non
abbiamo notizie di altri beni oltre un bene ricadente in
territorio di Alì Terme relativamente a beni confiscati alla
mafia e in sito di inedificabilità assoluta.
Per quanto riguarda l'iniziativa, l'iniziativa viene proprio
dai sindaci. Quindi, noi non vorremmo, onorevole Cracolici, come
lei diceva, massacrare o mettere nei guai i sindaci, perché la
richiesta viene proprio dai sindaci. Quindi delle due l'una,
magari l'interpretazione può essere biunivoca rispetto al fatto
che la finalità, così come si era pensato, qualora il Presidente
dovesse decidere di far votare questo emendamento, di eliminare
la parola sociale e lasciare le sole finalità istituzionali.
Io mi voglio esprimere con estrema chiarezza per l'ultima
volta, fermo restando, signor Presidente, che ho già detto qual
è il mio punto di vista, e cioè che mi rimetto alla volontà
dell'Aula, nella misura in cui per me in terra di Sicilia, e
penso all'esempio degli esempi, per me l'esempio degli esempi è
la stazione dei carabinieri di Corleone nella casa di Totò
Riina.
Ora, rispetto a questo, forse esprimo un paradosso, ma vi
vorrei fare riflettere con questo, forse un bene immobile
abusivo, confiscato alla mafia, se deve essere utilizzato per
attività sociali, comunque pubbliche, andrebbe non abbattuto,
lasciato là a monito contro la mafia. Ma in ogni caso questa è
la finalità che io intravedevo in questo principio, che
riconosco con l'onorevole Calderone essere di grande difficoltà
sotto il profilo costituzionale.
Quindi sotto questo profilo, signor Presidente, facciamo una
valutazione di due minuti, non mi impicco sul tema, mi pareva un
tema importante in una Terra come la nostra che vive anche di
segnali precisi, dopodiché se l'Aula ritiene che non vada
votato, io lo considererò ed eventualmente lo ritiro.
Se sospende un minuto facciamo il punto con lei, signor
Presidente.
PRESIDENTE. Sono assolutamente d'accordo con lei, Assessore.
La seduta è sospesa fino alle ore 18.15.
(La seduta, sospesa alle ore 17.58, è ripresa alle ore 18.16)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ha chiesto di parlare
l'Assessore Cordaro. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, in ragione degli spunti e delle riflessioni venuti
dagli interventi dei colleghi e in buona sostanza di una serie
di perplessità sollevate in maniera assolutamente trasversale,
io allo stato ritiro l'emendamento A.52.
PRESIDENTE. Assessore, mi sembra una idea saggia. Dite per
favore tra i colleghi che abbiamo ripreso. È stato ritirato
l'emendamento A.52.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A.53.
SAVARINO, presidente della Commissione. È una riscrittura,
Presidente.
PRESIDENTE. È una riscrittura, quindi A.53.R. Lo pongo in
votazione.
(Viene richiesta la votazione avvenga per scrutinio nominale)
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A.53.R
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento A.53.R.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 47
Votanti 30
Maggioranza 16
Favorevoli 20
Contrari 10
Astenuti 1
(È approvato)
Si passa all'emendamento A.3.1 che è un subemendamento
dell'A.3.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente anche qua, dall'attività che
abbiamo fatto in Commissione di istruttoria, noi nutriamo forti
perplessità su questo emendamento.
Di generale ed astratto questa norma non ha nulla perché
riguarda, abbiamo capito, una zona specifica del comune di
Messina, quindi nutriamo forti perplessità, Presidente Miccichè,
sia sul metodo, perché non è quello corretto di andare avanti
con amici e amici degli amici, e anche nel merito, quindi il
nostro voto è contrario.
PRESIDENTE. Benissimo, se non ci sono altri interventi, lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Dopo che ho fatto votare? Lo può fare sull'A.3.
L'A3.1 è stato votato.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.3.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A.3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento A.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 45
Votanti 36
Maggioranza 19
Favorevoli 20
Contrari 16
Astenuti 00
(È approvato)
Si passa all'emendamento A.54.
CORDARO, assessore per l'Ambiente ed il territorio. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per l'Ambiente ed il territorio. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, in questo momento ho qualcosa di
simile a quello che propone l'onorevole Cracolici, e siccome
allo stato - sì, sì lui parla di amnesia - no, io non ricordo
questo emendamento in quale contesto. Quindi io lo ritirerei,
Presidente, salvo che
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Foti)
CORDARO, assessore per l'Ambiente ed il territorio. Ah, ecco.
Forse, onorevole Cracolici No perché c'era un problema legato
all'approvazione dell'assessore. Dobbiamo aggiustarlo.
PRESIDENTE. Fate capire anche al Presidente? Onorevole
Cracolici, vuole prima capire di che cosa parliamo con
l'onorevole Foti o vuole parlare prima?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Non c'è bisogno.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Mi sembra più corretto dare prima la parola a lei.
Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, durante, diciamo,
la lettura del testo e la revisione della legge 16 del 2016
abbiamo fatto un approfondimento e abbiamo verificato che con il
comma 6 bis, che fu aggiunto proprio con la legge 16 del 2016,
si stabiliva finalmente che i progetti di riqualificazione
ambientale dei luoghi che erano stati oggetto di sfruttamento di
estrazione di materiale da cava, a fine vita, questi luoghi
vanno riqualificati creando alberature, laghetti e quant'altro.
La progettazione venne, correttamente, affidata a carico del
concessionario per un'approvazione successiva, ovviamente, per
l'autorizzazione ambientale da parte dell'assessorato e non
dell'assessore. Quindi l'onorevole Cracolici voleva
puntualizzare questa correzione.
Contestualmente, però, non abbiamo abolito il comma 7
dell'articolo 19 della legge 127 dell'80 che, per lo stesso
argomento, dà l'incarico al Comune della redazione del progetto
esecutivo.
Ora capite bene come i comuni non abbiano né i soldi e neanche
le competenze di una per fare una progettazione così
specialistica. Quindi, insomma, ne abbiamo parlato con gli
uffici e per far superare il problema dell'abbandono di questi
luoghi e il superamento, l'ottenimento del risultato con la
piena effettiva efficacia del comma 6 bis dell'articolo 12 legge
regionale 127 dell'80, che fu introdotto con la 16 del 2016,
abbiamo apportato questo accorgimento. Chiaramente la parola
assessore' va sostituita con assessorato' ove si intende
l'autorizzazione ambientale con tutti i suoi passaggi ed i suoi
iter.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici?
(Intervento fuori microfono dall'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Benissimo. Lo facciamo e siete d'accordo voi così?
(Intervento fuori microfono dall'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Chiedo scusa, state sereni perché può essere
chiunque. Se c'è una parola da cambiare viene cambiata.
CRACOLICI. Assessorato
PRESIDENTE. È ovvio quello, lo consideravo un refuso. Lo
dobbiamo fare come subemendamento o lo possiamo correggere?
Possiamo correggerlo senza bisogno di subemendamento. Quindi, va
inteso assessorato'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento A22. Lo pongo in votazione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
non so da dove partire con questo emendamento A.22, devo dire,
ho letto, io so dove arrivare che qualunque cosa farete io ci
voterò contro ma, intanto, per un dato, ora lo dico ai miei
colleghi, l'ho detto durante l'intervento ma è pensabile che
sono passati semplicemente quarantacinque anni, forse anche di
più, lì siamo e noi in questo Parlamento con un sistema in cui
siamo, parliamoci chiaro, noi ormai stiamo mettendo a dura prova
l'autonomia siciliana, vede Presidente, io sono intervenuto
all'inizio della seduta per chiedere l'effetto della sentenza
pubblicata qualche ora fa dalla Corte Costituzionale, sa qual è
l'effetto? Che ormai la specialità siciliana è diventata un
problema per l'Italia non perché la Sicilia debba rinunciare
alla specialità perché la Sicilia esercita la propria specialità
in difformità a principi costituzionali compresi quelli dello
Statuto e, quindi, è diventato arbitrio non più un vantaggio, un
meccanismo in qualche modo di promozione di un territorio
disagiato, noi con questa norma contribuiamo ancor di più a
rendere ridicola questa nostra Regione.
Ecco perché, Presidente, io veramente ho letto anche che il
Presidente della Regione persino l'assessore, se non ho capito
male, perché con l'assessore Cordaro uno deve stare attento a
come parla, hanno preso posizione pubblica in difformità del
promotore di questo emendamento, mi auguro che l'Aula e lo dico
voti questo emendamento per appello nominale per davvero, cioè
con consapevolezza, ognuno di noi si assume la responsabilità,
sento dire che la maggioranza adesso vuole chiedere il voto
segreto, sarebbe un'altra delle barzellette su questa norma
perché questa norma va respinta se non ritirata dal proponente
perché è una pietra miliare verso quella che quel poco che
rimane dell'autonomia di questa Regione, ecco, perché
Presidente, ripeto, questa è una norma che non poteva neanche
entrare in Aula, neanche in epoche difficili per la vita di
questa Regione sono mai entrate norme di questo tipo, quindi, io
non aggiungo altre discussioni tecniche, potrei fare per le mie
poche competenze dare elementi quasi nulle, ha ragione avvocato,
però è evidente che questa veramente è una delle norme che
mette, che giudica l'intera legislatura di questa Regione.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, è
inevitabile che il Movimento Cinque Stelle possa votare
favorevolmente questa norma, sarò estremamente breve. Senza
entrare nel tecnicismo, non entro nemmeno io, voteremo contro,
noi non possiamo che essere contrari a questa norma, così è più
chiaro? Allora, noi andiamo a fare un'operazione simile per
certi versi a quella che si è voluta fare con l'articolo 20,
cioè, una norma di interpretazione autentica, unico caso nel
quale una legge retrocede i suoi effetti dalla pubblicazione,
soltanto che in questo caso facciamo retrocedere effetti di
quarantacinque anni, una cosa aberrante a livello giuridico ma
anche nei confronti dei cittadini che si vedrebbero trovare
contenziosi che sono improponibili anche di fronte al TAR, noi
andiamo ad interpretare la norma che fu scritta nel '76 estendo
le zone omogenee dei programmi di fabbricazione oltre quelle
previste la A e la B, aggiungiamo C, D, E, ed anche gli immobili
per il primo condono edilizio, una cosa che non è assolutamente
concepibile e secondo me è anche un'offesa nei confronti di quel
periodo storico dove c'era anche Piersanti Mattarella, in quel
periodo, che ha firmato quella legge e anche le leggi
successive, la 71/78 ma anche quelle ancora più successive dove
persone che magari non erano in questo Parlamento, come Bino Li
Calzi, che per esempio tutti ricorderanno, che hanno contribuito
all'importantissima legge sulle aree protette che ha anticipato
di dieci anni la Legge quadro, ecco andiamo a tradire quel
momento glorioso in cui nel Parlamento siciliano si costruivano
leggi a favore dell'ambiente.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, magari mi consentirà di sforare
qualche minuto, siccome di questo emendamento mi assumo in
proprio la paternità e la responsabilità, e quindi sgombriamo il
campo che questo è un emendamento di DiventeràBellissima o
addirittura del Governo.
Il Governo si è espresso chiaramente per bocca dell'assessore
Cordaro dicendo che non era d'accordo, magari poteva evitare
l'intervento di oggi definendola una norma pattumiera, cercherò
di spiegare che non è pattumiera e che forse dal contesto
normativo che è venuto fuori alla fine di questo dibattito, ben
altre norme possono essere considerate spazzatura.
Detto questo, sono stato anche rimproverato, in senso
affettuoso, dal Presidente della Regione, sono stato definito da
qualche blog come una frangia che è particolarmente attenta
all'interesse dei palazzinari, e questo ne risponderà nelle
opportune sedi anche penali, perché non permetto a nessuno di
offendere la mia reputazione personale, se con la massima
serenità e senza spirito di polemica alcuna cerchiamo di
ripercorrere le vicende che hanno caratterizzato questa
edificazione nelle zone costiere in Sicilia, io credo che,
quanto meno, il panorama sarà più chiaro per tutti e ognuno si
assume le proprie responsabilità in ordine all'approvazione o
meno della legge.
Concluderò, poi alla fine, con un riferimento che proprio su
questa norma, io penso che nessuna impugnativa di legittimità
costituzionale potrà intervenire perché è una vicenda interna
esclusivamente alla legislazione regionale e se impugnano questa
norma regionale siciliana, così come è interpretata, si dovrà
applicare la 47/85 nazionale che invece prevedeva
l'edificabilità, allora. Quindi, ben venga l'impugnazione.
Da che cosa nasce questa problematica? La Regione siciliana,
su questo l'onorevole Trizzino ha perfettamente ragione affronta
prima delle altre, nel 1976, la problematica dell'edificazione
nelle zone costiere e non solo, a ridosso dei laghi, dei fiumi,
a ridosso anche dei rilievi oltre una certa altezza e
quant'altro con la legge regionale 12 giugno 1976 n. 78.
Questa legge regionale per quanto riguarda l'argomento ci
interessa in due articoli: l'articolo 15 comma 1, lettera a) e
l'articolo 18, comma 1, che è la disposizione transitoria dalla
quale purtroppo cattiva interpretazione o comunque dalla
mutevole interpretazione della quale è emerso il coacervo
giurisprudenziale e normativo conseguente che ha di fatto
bloccato - onorevole Cracolici e onorevole Trizzino che voi lo
sappiate o no il contenzioso è ancora aperto, perché queste
pratiche di sanatoria ancora sono pendenti - vi è stato un
articolo del dottore Pipitone della massima chiarezza che ha
parlato, i dati sono suoi, addirittura di centinaia di migliaia
di pratiche che ancora giacciono negli archivi dei comuni, negli
uffici comunali per essere sottoposti ad esame e di queste ce ne
sono migliaia pendenti davanti ai TAR o al CGA.
Quindi, il contenzioso c'è, non lo creiamo con questa norma.
Questa norma forse vorrebbe porre fine - finalmente - a questo
contenzioso e ridare comunque una certezza e mettere una parola
fine su una vicenda che ci trasciniamo, veramente da oltre
quarant'anni, allora, cosa recitava questo articolo 15 comma 1
lettera a), che introduce però vi prego di stare attenti: Ai
fini della formazione degli strumenti urbanistici generali
comunali debbono osservarsi in tutte le zone omogenee, ad
eccezione delle zone A e B in aggiunta alla disposizione vigente
alla seguente prescrizione, lettera a ) che è quella che ci
interessa, le costruzioni debbono arretrarsi di metri
centocinquanta dalla battigia, entro questa fascia sono comunque
consentite le opere che ha citato l'onorevole Trizzino.
Allora, chi sono i destinatari di questa norma, perché
l'articolo dice ai fini della formazione degli strumenti
urbanistici generali comunali la norma è chiarissima, la norma
si indirizza agli enti, ai comuni dicendo da oggi in poi quando
voi adottate degli strumenti urbanistici nuovi, dei PRG nuovi
dei Piani di fabbricazione dovete stare attenti, perché? Perché
dovete prevedere una fascia di inedificabilità di centocinquanta
metri dalla battigia, introducendo però un'eccezione, tranne che
non si parla di zone A e B. Perché poi è una norma chiarissima
perché i destinatari non sono i singoli cittadini, i destinatari
sono gli enti nell'adozione e nella predisposizione degli
strumenti urbanistici generali, a questa norma chiarissima dà un
po' di confusione l'articolo 18, che è la disposizione
transitoria, che invece però di chiarire complica, perché
recita: Restano salve le disposizioni contenute nei Piani
regolatori generali e comprensoriali già approvati e divenuti
efficaci, ai sensi dell'articolo 4 della legge regionale 5
novembre '73 nonché quella relativa alle zone A e B dei
programmi di fabbricazione già approvati , quindi fa salve -
comunque - le previsioni degli atti già vigenti.
Che cosa succede dopo interviene la sanatoria nazionale, la
47/85 che - andate a controllare - non prevede questo limite,
quindi, le pratiche presentate ai sensi della legge 47/85 nel
resto d'Italia hanno portato alla sanatoria degli immobili
ricadenti nella zona dei centocinquanta metri, perché la legge
Galasso ancora non c'era, perché la legge Galasso - ricordo a me
stesso - è entrata in vigore nell'agosto del 1985, quindi
successivamente alla 47/85, introducendo, a livello nazionale,
una norma ancora più cogente, perché i centocinquanta metri li
porta a trecento metri, li porta a trecento metri, anche in
questo caso con tutta una serie di accezioni perché anche quella
è meno restrittiva della nostra del 19/76 perché prevede
comunque una specie della norma dell'articolo 20 nostra, che ci
possono essere col consenso degli enti preposti alla tutela,
delle eccezioni a questo punto.
Noi riusciamo, però, a complicarci la vita, perché invece di
recepire la 47/85 e, quindi, la sanatoria introdotta dalla legge
nazionale, pensiamo bene di farne una nostra la 37/85 onorevole
Cracolici forse lei già c'era in quest'Aula - no, ancora non
c'era, meno male - la legge 37/85 dove introduce un articolo,
il 23, che è un capolavoro di confusione, e che al comma 10
prevede tutta una serie di condizioni di applicabilità della
sanatoria.
Quella che interessa ai nostri fini è il comma 10 di questo
articolo 23 che è un comma di parecchie righe - questo ve lo
dico per esperienza, da tecnico del diritto, quando le norme
superano una certa lunghezza è chiaro che succedono e i
colleghi avvocati lo sanno meglio di me più si scrive in una
norma più la norma diventa incerta e di difficile applicazione -
il comma 10 recita: Per le costruzioni che ricadono in zone
vincolate da leggi statali o regionali per la tutela degli
interessi storici, artistici, architettonici, archeologici,
paesistici, ambientali, igienici, idrologici delle coste marine,
lacuali o fluviali, le concessioni in sanatoria sono subordinate
al nulla osta rilasciato dagli enti di tutela sempre che il
vincolo, posto precedentemente all'istituzione dell'opera, non
comporti l'inedificabilità e le costruzioni non costituiscano
grave pregiudizio per la tutela medesima .
Questa norma è quella che ha causato, ma non subito perché
subito non venne interpretata com'era giusto non interpretarla
perché evidentemente una norma, Presidente, non può operare che
per il futuro, non può avere applicazione retroattiva e siccome,
sia chiaro per tutti, voglio ribadirlo perché noi non stiamo
andando a sanare nulla di quello costruito negli ultimi
quarant'anni ma ci riferiamo solo alle costruzioni realizzate
ante 1 ottobre 1983 per le quali pendono, da quella data,
dall'85 in poi, le pratiche d'istanza di sanatoria, quindi,
questo sia chiaro per tutti, non stiamo sanando l'edificazione
selvaggia degli ultimi anni o degli ultimi vent'anni o degli
ultimi trent'anni, stiamo andando a cercare di risolvere una
volta per tutte un problema quarantennale.
Dicevo, a questo punto, con questo articolo 23 che non può
evidentemente operare retroattivamente molti comuni esaminano le
pratiche in tempi brevi, incassano le oblazioni rilasciano le
concessioni, molti altri hanno difficoltà per gli uffici
tecnici, le pratiche non vengono esaminate subito o quant'altro,
qualcuno ha difficoltà nel corrispondere in tempi regolari, le
somme dovute per l'oblazione e cosa si realizza? Si realizza che
molte di queste costruzioni sono state sanate, moltissime invece
sono incappate in che cosa? In una modifica legislativa del
1991, perché nel 1991 onorevole Barbagallo, e lei lo sa meglio
di me, vi è solo nel 1991 che interviene un'altra disposizione,
la legge regionale 15/91 che questa sì fa l'interpretazione
autentica, dicendo: le disposizioni dell'articolo 15 devono
essere interpretate come valide erga omnes e, quindi, anche per
i singoli e non solo per gli enti pubblici, quindi nel 1991.
Quindi, onorevole Cracolici, quella norma del '91 è
un'interpretazione autentica di una norma di quindici anni prima
che, però, e qui la giurisprudenza è stata chiara, è una norma
interpretativa che non può operare per il passato e, quindi, vi
sono state - e voi lo sapete meglio di me - le interpretazioni
dei CGA, le due Circolari del Governo precedente che hanno
cercato d'intervenire su questo.
Questo Parlamento, nella scorsa legislatura, col voto
favorevole di alcuni colleghi del PD che non sto qui a
rammentare, in Commissione, aveva già approvato un emendamento
simile che era un po' più azzardato - devo dire la verità -
perché apriva delle maglie forse non dovute, che questo
emendamento non apre assolutamente, e poi venne stralciato
all'epoca dalla Presidenza e non fu messo in votazione in Aula.
Il sottoscritto ha ritenuto di ripresentarlo in questa
legislatura perché, ripeto, parliamo io non so se si parla di
quattrocentomila, ma che siano decine e decine di migliaia di
casi che intasano gli uffici tecnici dei comuni, che intasano i
TAR e i CGA, che provocano un grave danno, comunque, allo
sviluppo ordinario del territorio perché evidentemente in zone
in cui, a macchia di leopardo, esistono delle costruzioni ormai
regolari e per le quali non si può più intervenire e tante altre
che invece rimangono purtroppo ancora sub iudice ed abusive e
per le quali cari colleghi, usciamo dall'ipocrisia, ma quante
demolizioni sono state fatte in questi decenni, in questi
vent'anni? E quanti e quali risorse e quali mezzi occorrerebbero
per affrontare un fenomeno del genere? Quando invece ormai
dovremmo dare una parola fine: Hai costruito quarantacinque anni
fa, hai fatto male. La tua sanzione che è l'oblazione, invece di
essere 10 può essere 20, può essere 100, ma quella zona va
restituita alla normalità.
Dopodiché, sia chiaro: non stiamo riaprendo nessun termine.
Parliamo di costruzioni ante 1 ottobre 1983, per le quali - e
non vi può essere l'equivoco - perché dice va bene, ora io
faccio l'atto notorio falso, l'ho fatto l'altro ieri, presento
la domanda no, perché sono tutte pratiche per le quali ci sono
da quarant'anni pendenti e presentate agli uffici e protocollate
le istanze di sanatoria, quindi nessuna riapertura di termini,
nessun incoraggiamento ad un abusivismo successivo e futuro.
Dobbiamo uscire dall'ipocrisia, dobbiamo uscire dall'ipocrisia.
Oppure, stanziamo due miliardi, caro Presidente, perché ne
occorreranno almeno tanti, chiamiamo l'esercito e buttiamo a
terra tutte le costruzioni abusive di quest'Isola. Abbiamo
questo coraggio? Altrimenti non c'è Legambiente che tenga O non
c'è ipocrisia che tenga
La legalità va ripristinata anche in questo modo, e non certo
applicando in maniera difforme la norma a distanza di quindici
anni come ha fatto la legge regionale del 1991. Quella sì che
doveva essere impugnata. E poi impugnare che cosa, signor
Presidente, e concludo. Impugnare che cosa?
Un'interpretazione autentica di una norma nostra che era più
restrittiva di quella nazionale, perché la Corte costituzionale
ci dirà si applica direttamente la n. 47 del 1985 . Abbiamo
risolto tutti i problemi, quelle case sono immediatamente
sanate.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Io vorrei che fosse chiara una cosa. Con
l'onorevole Assenza, credo da inizio di questa Legislatura
valutiamo con grande serenità e certamente credo nessuno si
possa permettere o osare dire che siamo due cementificatori o
due amanti dell'abusivismo - nella maniera più totale - però,
ci sono situazioni che sono oggettivamente, onorevole Trizzino,
mi ascolti un attimo, ci sono delle situazioni che sono
veramente, straordinariamente, distorte.
Siccome io mi ritengo, insieme a voi, classe dirigente di
questo Paese e di questa Regione, io credo che dopo alcuni anni
che si lavora su questa possibile soluzione del problema -
ripeto - dove c'è poca demagogia da fare, non c'è nessuno che
vuole cementificare e non c'è nessuno che vuole sanare
situazioni insanabili, ma c'è una parte dei nostri corregionali
che sono proprietari di case che sono messe in condizioni
addirittura meno inquinanti, se vogliamo dire così, di altre,
cioè sono - per esempio - venti metri più indietro, rispetto
alla battigia, di altri che per motivi, che sono quelli che ha
molto bene spiegato l'onorevole Assenza, sono state sanate, e
loro che sono più indietro di queste case qui, per motivi di
età, di leggi, di interpretazioni che invece non vengono sanate.
Allora è un fatto. Io credo che quello che noi dobbiamo
pensare di fare è trovare una soluzione ad un fatto di
giustizia, al di là poi se la norma sarà io sono convinto, come
dice l'onorevole Assenza, che veramente non si capisce il motivo
per cui dovrebbe essere impugnata perché la verità è che
l'errore che ha fatto la Regione siciliana è non applicare
direttamente la sanatoria nazionale e volerne fare un'altra,
perché se fosse stata applicata direttamente la sanatoria
nazionale oggi queste case sarebbero tutte sanate, quindi non si
capisce chi è che può impugnare una norma che se avessimo usato
il sistema nazionale sarebbero tutte assolutamente in regola,
per cui, oggettivamente, io valuto che intanto non sto facendo
questo intervento per convincervi a votare sì o no, ma soltanto
per convincermi e comunque comunicare che non c'è nessunissima
intenzione di cementificare o non c'è nessunissima intenzione di
sanare situazioni recenti di abusivismo selvaggio che sono state
fatte in Sicilia e che, certamente, né l'onorevole Assenza, né
gli altri che ci ha lavorato, sicuramente molto più lui, ma
abbiamo tentato di trovare soluzioni, abbiamo intenzione di
fare. Di abusivismo non se ne parla, si parla soltanto di
sanare una situazione che ha creato delle ingiustizie, delle
disparità di trattamento, evidenti, tra famiglie, tra persone,
tra concittadini soltanto perché un Comune aveva fatto il suo
piano regolatore e l'altro non l'aveva fatto, perché è stata
applicata una legge regionale invece che quella nazionale, cioè
per motivi che comunque a loro importa non sono problemi dei
singoli cittadini, si trovano in una situazione - per varie
situazioni di applicazione di leggi regionali o nazionali - per
cui ecco questo io volevo comunicarlo e dirlo.
Non c'è nessuna volontà di cementificazione come qualcuno ha
detto.
Io personalmente, non posso che dire che sono favorevole a
quello che ha scritto l'onorevole Assenza e sono fortemente
favorevole, perché mi sono reso conto che bisogna sanare questa
ingiustizia. Ci riusciremo oggi? Non lo so, se non ci riusciremo
oggi, certo io non mi fermerò. Cercherò insieme all'onorevole
Assenza di trovare altre strade perché veramente l'ingiustizia
che hanno subìto queste persone è evidente. Chiedo scusa per
questo intervento.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Signor Presidente, noi francamente avremmo
auspicato un altro esito: avremmo auspicato lo stralcio della
norma. Siamo preoccupati perché in questo momento ai siciliani
servivano altre norme; le stesse perplessità che abbiamo
illustrato all'inizio della trattazione di questo fascicolo di
emendamenti aggiuntivi, li confermiamo adesso.
Serviva altro in questo momento e non l'approvazione e la
forzatura di andare avanti su questo tipo di emendamenti.
Ho capito che il mio è l'ultimo intervento, quindi, fin da
adesso chiediamo il voto palese nominale confidando nella
responsabilità dei colleghi.
Come ha detto bene il mio collega, l'onorevole Cracolici
prima, negli ultimi tempi l'autonomia siciliana è messa
veramente in discussione. Non a caso abbiamo parlato in questa
legislatura più volte dell'istituzione, l'abbiamo attivato nella
Commissione sulla qualità della legislazione siciliana.
E' un argomento indifferibile, oggi rischiamo di fare tanti
passi indietro. Abbiamo preso nota del parere contrario del
Governo. Vedremo come si regoleranno anche i colleghi in Aula.
PRESIDENTE. Io credo, onorevole Barbagallo, sinceramente e poi
non parlo più che mettere in dubbio l'autonomia, l'autonomia
funziona solo se rende più rigide le norme italiane mentre se
cerca di applicare quelle italiane non è più autonomia. Non lo
so se funziona così.
Aveva chiesto di intervenire l'onorevole Papale. Ne ha
facoltà.
PAPALE. Volevo semplicemente intervenire perché secondo me la
discussione è stata abbastanza esaustiva.
L'onorevole Assenza ha esaminato il problema, se lo è studiato
e ha dimostrato in Aula che non c'è nessuna sanatoria edilizia
da sanare, nessuna norma da inventarci ma è semplicemente un
problema di equità rispetto ad altre situazioni, rispetto ad una
legge nazionale che all'interno del Parlamento siciliano
piuttosto che essere recepita così come era stata preparata è
stata travolta in un altro modo.
Io chiedo che serenamente i deputati debbano esprimere il
proprio giudizio con il voto segreto. Perché il voto segreto
salvaguarda il diritto di ogni deputato che, al di là dei
partiti, al di là delle appartenenze, può esprimere apertamente
quello che pensa.
PRESIDENTE. Va benissimo.
PAPALE. Quindi, io chiedo che venga votato con voto segreto.
PRESIDENTE. Bene. C'è una richiesta di voto segreto. Intanto
il parere del Governo e della Commissione?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione. Noi l'abbiamo sempre
bocciato, ma ci rimettiamo all'Aula.
PRESIDENTE. Verifichiamo se la richiesta di voto segreto è
appoggiata.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A.22
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento A.22.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 50
Votanti 46
Maggioranza 24
Favorevoli 22
Contrari 24
Astenuti 0
(Non è approvato)
Per due voti, 24 contro 22. Io credo che non abbiamo fatto un
buon servizio oggi, ma su questo ognuno la pensa a modo suo.
Siccome su questo argomento, non sapendo come finisse questa
votazione, ma avendo troppo a cuore questo problema, ho parlato
l'altro giorno e poi l'ho messo in contatto - chiedo scusa mi
fate parlare un attimo - non abbiamo finito, abbiamo votato
questo emendamento, stiamo andando avanti, tranquilli, però, sto
comunicando che ho messo in contatto il professore Giuffrè -
che è Presidente della Commissione paritetica - con la
Commissione dell'onorevole Savarino perché, credo, che su questo
argomento una soluzione, anche insieme allo Stato, bisogna
trovarla, che vengano abbattute le case di persone che hanno
soltanto come responsabilità il fatto che il proprio comune non
avesse fatto il piano regolatore, veramente credo che è
un'ingiustizia che in qualche maniera va sanata.
Andiamo avanti.
Comunque è stato bocciato l'emendamento, per cui, chiuso
l'argomento.
Si passa all'emendamento A48.R.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo un
chiarimento dal Governo e dagli Uffici soprattutto perché io
credo che questo emendamento abbia copertura economica, perché
di fatto sono mancate entrate, ora la legge nazionale - parliamo
dell'art. 100 del D.L 14 agisti 2020 n. 104 - prevede che, al
fine di ridurre il contenzioso relativo alle concessioni, i
procedimenti giudiziari possano essere definiti mediante
versamento in unica soluzione di un importo pari al 30 per cento
delle somme richieste, oppure rateizzato fino a un massimo di
sei annualità di un importo pari al 60 per cento.
Ora, il decreto nazionale, chiaramente prevede una copertura
per quanto riguarda le concessioni a livello nazionale ma in
Sicilia che le concessioni versano direttamente alla Regione
siciliana, non è una mancata entrate per la Regione e quindi non
necessita di una copertura? Questo è un chiarimento tecnico che
vorrei.
LANTIERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ci stiamo informando su questo.
LANTIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
rassicurare la collega, perché c'è l'art. 114 che dà la
copertura finanziaria perché è un recepimento della legge, con
l'art. 100. Con l'art. 114 che è sempre nell'ultima finanziaria
fatta dallo Stato dà la totale copertura alla legge è solamente
un recepimento. Perciò non c'è un problema finanziario.
PRESIDENTE. Il problema ci potrebbe essere anche con il
recepimento. Questo non significa, un attimo solo onorevole
Lantieri.
Il Presidente della Commissione Bilancio c'è? Perché se noi
lo potessimo valutare, lo possiamo aggiungere eventualmente al
20. Se intanto facciamo un'analisi.
Voglio capire se lo si può fare, siccome è una cosa che credo
sia abbastanza importante, anche questo. Voglio evitare di dire
no senza avere fatto prima tutti i dovuti accertamenti, per
questo volevo sapere se nell'eventualità in cui fosse spostato
sul 20 ci fossero problemi, perché tanto il 20 lo faremmo domani
e quindi ci sarebbe questa possibilità, perché sono già le ore
19.00. È solo il voto finale. Stiamo facendo un attimo una
valutazione perché anche se è recepimento può prevedere spesa e,
quindi, se prevede spesa quantomeno in Commissione Bilancio lo
dobbiamo mandare.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Io non lo so, ormai votiamo in questa maniera da
due anni
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. E poi ha tolto il tesserino, senza rimetterlo
dentro? Sinceramente non so che dirvi
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. E non risulta? Sto chiedendo perché non tornare al
voto normale, ormai siamo tutti seduti uno accanto all'altro,
voglio dire Un attimo che stiamo facendo questa valutazione,
onorevole Lantieri.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Calderone, lei risulta votante. I non
votanti sono gli onorevoli Genovese, Lantieri, Lentini e Lo
Curto.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Ah, tra gli assenti? Di Mauro pure risulta
assente? Non ha votato Di Mauro? Di Mauro era presente.
(Brusìo in Aula)
Tanto il voto è stato fatto. Permettete che sto valutando? Il
voto è stato fatto
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, è stato già votato Nessuno sta
dicendo il contrario Sto cercando di capire perché succedono
determinate cose mentre stanno facendo la valutazione
sull'emendamento dell'onorevole Lantieri. Colleghi, ma datevi
una calmata tutti Ma voi che pensate che io faccio rivotare
Non faccio rivotare, potete stare tranquilli State sereni
Tranquilli Onorevole Calderone, stiamo votando, lei risulta
assente, mentre era più che presente. L'onorevole Di Mauro
risulta assente. Tanto il voto è stato fatto e non può essere
cambiato. Punto
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, ma qual è il problema? Stiamo
perdendo due minuti perché stanno facendo una valutazione e sto
chiacchierando per capire alcune cose come si fanno, punto.
Tanto, ripeto, il voto non è cambiabile, è stato fatto e il
problema è già risolto.
Per evitare che altri si arrabbino, ho convocato gli Uffici
dopo per capire, perché se avvengono questi errori è il caso che
si faccia una valutazione sul tipo di votazione, punto. Perché
sono il Presidente e credo di avere il diritto di capire se
questi errori avvengono oppure no. Siccome questa volta ci sono
delle evidenze, fermo restando che il voto non si cambia, è
quello, è stato votato punto e basta, perché non mi è consentito
fare rivotare sulla stessa cosa, per cui il problema è già
risolto e sapete quanto sono il primo ad esserne molto
dispiaciuto perché questa norma io credevo che fosse una norma
che si dovesse fare; però, pazienza
L'emendamento a firma dell'onorevole Lantieri deve andare in
Commissione Bilancio , però onorevole Lantieri vediamo se lo
inseriamo nell'altro, nel 20, già domani, però deve andare un
attimo in Commissione Bilancio ; deve passare dalla Commissione
Bilancio .
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Calderone, non riprendiamo l'argomento
del voto perché me la vedrò io con gli Uffici e poi vedremo di
capire che cosa si deve fare. Prego, comunque, le do la parola.
CALDERONE. Presidente, che ci sia stato qualcosa che non ha
funzionato, al di là se è possibile da un punto di vista
regolamentare ripetere il voto o no, ci sono dei dati di fatto
che sono supportati e che sono incontrovertibili anche dalle
telecamere, che io in questo momento o al momento del voto
(Intervento fuori microfono)
CALDERONE. Ascolti. Posso finire? Che io ero
PRESIDENTE. A prescindere dalle telecamere li vedevo io; lo so
che è così, devo solo capire che cosa è successo.
CALDERONE. Per me era una votazione importante, come tutte,
per carità, perché se sono qui parlamentare esercito il mio
diritto-dovere di voto, è chiaro che un senso ci deve essere.
Però, che io, tramandando ai posteri questa votazione, risulti
assente mentre tutto il Parlamento ha visto che ero presente, è
chiaramente una votazione falsata, mi dispiace dirlo.
Quindi, io chiedo formalmente che venga adoperato ogni
accorgimento tecnico per verificare, perché una cosa è il voto
favorevole, il voto contrario, l'astensione, sono argomenti
diversi. Qui io ero assolutamente presente, tutta l'Aula l'ha
visto, il tesserino introdotto regolarmente, inserito
regolarmente e io, pur tuttavia insieme a qualche altra collega,
se non ho capito male, risulto assente e per me questo è un
fatto inaccettabile, perché io chiedo agli Uffici anche di
verificare la possibilità di ripetere il voto perché non è
accettabile che io presente, assolutamente presente fisicamente,
risulti assente. Altra cosa era se io fossi risultato astenuto o
contrario o favorevole io non avevo nulla da dire per carità,
sto alle regole e rispetto le regole. Presidente, e finisco
PRESIDENTE. Allora, onorevole Calderone, il punto fondamentale
è questo che ha toccato lei, perché finché i colleghi mi dicono
io ho votato sì, io ho votato no , essendo voto segreto nessuno
lo potrà verificare mai. La situazione che mi turba è questa
sua, perché lei
(Brusìo in Aula)
Colleghi, state tranquilli Onorevole Ciancio, siccome c'è
stato un problema serio mi permetta di affrontarlo Per il
signor D'Urso ne abbiamo parlato una settimana, permettetemi
anche di affrontare questo, non è che succede niente
CALDERONE. Io chiedo un approfondimento agli Uffici,
Presidente, se c'è un precedente.
PRESIDENTE. E allora, ora il voto, vi posso garantire, che non
lo ripeto, punto Per cui, questo è un argomento chiuso perché
ora noi diamo il voto finale alla legge e la legge è votata con
gli emendamenti che sono stati approvati.
Siamo agli ultimi emendamenti, intanto votiamo gli ultimi
emendamenti aggiuntivi.
SAVARINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione. Vorrei che venisse
messo agli atti, così come l'intervento dell'onorevole Calderone
e poi valuteranno gli Uffici o se serve la Commissione
Regolamento, che fisicamente l'onorevole Lo Curto, accanto a me,
ha votato. Mi ha chiesto tutto bene? , e invece risulta non
votante. Io sono testimone oculare: proprio luce accesa, ha
tolto la tessera. Va bene cosi? E risulta non votante. Quindi,
sono più casi di errore. Che venga messo a verbale.
PRESIDENTE. Fatemi fare sostanzialmente un'analisi. Onorevole
Barbagallo e onorevole Lupo, non è che non hanno il diritto
Avendo perso un voto una votazione importante essendoci quattro
che hanno votato sì', hanno tutto il diritto di lamentarsi. Se
fosse successo il contrario già sarebbero caduti i tetti Per
cui, siamo sereni, per favore
SAVARINO, presidente della Commissione. La collega ha votato
e risulta non votante.
PRESIDENTE. Io, come vedete, comunque il mio atteggiamento
rimane sempre lo stesso. Per cui, il voto, ovviamente, non si
rifà, ma - ripeto - se fosse successo all'opposto, già saremmo
domani con le prime pagine dei giornali Dittatura del
Presidente che fa i voti come dice lui '.
Questo emendamento è quello a firma dell'onorevole Sammartino,
che è squisitamente tecnico, credo che non ci siano problemi.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, se c'è un problema di
approfondimento da parte degli Uffici, io
PRESIDENTE. Forse non ci siamo capiti. Io posso, domani
possiamo vedere se ripresentare la legge, ma io non posso perché
mi è vietato fare rivotare Perché il voto è stato effettuato e
non lo posso rifare. Punto Per cui, glielo ripeto, interessava
me più di tanti altri e non perché interessava personalmente che
non ho case in questi posti né conosco persone che ce l'hanno,
ma le posso garantire che vedremo come, successivamente, potere
risolvere il problema. Ma, intanto, oggi dobbiamo andare avanti,
votare la legge che verrà votata senza questo emendamento.
CALDERONE. Presidente, io faccio solo un esempio. Per carità,
poi lei
PRESIDENTE. Ma lei ha tutte le ragioni di questo mondo,
onorevole Calderone.
CALDERONE. No, no, io le rappresento soltanto un problema che
potrebbe verificarsi. Se per ipotesi, a seguito
dell'approfondimento, gli Uffici si rendono conto che è una
votazione che va ripetuta perché noi eravamo presenti, quanto
meno io e l'onorevole Lo Curto, secondo me non ha senso votare
oggi la legge finale. Io la rinvierei e verificherei prima. Per
carità, lei valuta
(Intervento fuori microfono)
CALDERONE. Intanto no' lo deve Io sto parlando col
Presidente, quindi questo ronzio non è che sia gradevolissimo
PRESIDENTE. Ripeto, io vorrei che i deputati dell'opposizione
abbiano la cortesia di non lamentarsi perché, ripeto, quando è
successo il contrario c'è stato l'inferno Non è che c'è stata
una richiesta educata dell'onorevole Calderone
CALDERONE. Io lo sto dicendo con calma.
PRESIDENTE. Per cui, all'onorevole Calderone ho già detto che,
comunque, il voto non si ripete. Basta Però, lui ha tutto il
diritto di parlare e chiedere
Andiamo avanti. Si passa all'emendamento A56. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. E' quello vostro, onorevole Barbagallo Se vuole
ripetiamo il voto perché forse era stato sbagliato.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Col voto contrario degli onorevoli Ciancio e della
Zafarana.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Sì, di tutti i deputati del Movimento Cinque
Stelle.
Si passa all'emendamento A57, a firma dell'onorevole Schillaci
che è stato fatto proprio dalla Commissione che ringraziamo. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A58, a firma dell'onorevole Caronia
che è stato fatto proprio dalla Commissione. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
(Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)
PRESIDENTE. Perché bisogna completarlo quello. Questo è il
voto finale, quello va completato Dobbiamo aggiungere quello
della presentazione, della durata. Gli ultimi articoli finali.
Lo approviamo domani, Assessore.
(Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)
PRESIDENTE. Io non so che farle. La settimana prossima lo
faremo. Io oggi faccio votare, questo è il voto finale di una
legge che abbiamo appena finito di votare. Il 20 è stato votato
l'emendamento, che è stato stralciato ed è stato fatto diventare
legge. Già votato come articolo, però bisogna aggiungere
l'articolo sulla norma conclusiva, eccetera e poi valutiamo, se
è possibile, questo della Lantieri da inserire là dentro e, poi,
ci sarà il voto finale. Però, è una cosa a parte. Oggi mi faccia
finire questa legge.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Presidente, io soltanto per suggerire, se mi posso
permettere, di verificare se ci sono le condizioni per ritornare
in pristino stato. Che intendo dire? Con questo sistema di voto
si sono creati tanti problemi per le votazioni. Non è la prima
volta. Questa volta è accaduto un fatto, direi, inedito quello
dell'assente-presente o del presente-assente a seconda
(Interventi fuori microfono)
CALDERONE. Sapete cosa voglio dire? Sento no' Voglio dire
che si rispristini il sistema di voto che c era prima, se è
possibile.
PRESIDENTE. Ho già chiesto agli Uffici la possibilità di
ripristinare il sistema che c'era, ma purtroppo siamo ancora
formalmente in emergenza e per cui non è possibile farlo.
CALDERONE. Presidente, però è un problema serio perché non è
la prima volta che si verifica.
PRESIDENTE. Lo so bene e stasera lo affronterò come problema
serio, onorevole Calderone, stia tranquillo
Colleghi, se vi sedete facciamo il voto finale. Stiamo votando
la legge con l'articolo 20 stralciato.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Siamo tutti veramente molto stanchi, onorevole
Barbagallo. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, sarò telegrafico, per
annunciare l'astensione del Partito Democratico. Per mesi
abbiamo chiesto che la norma venisse approvata celermente perché
la Sicilia aveva bisogno e ha ancora bisogno urgente di norme
volte alla semplificazione, alla celerità dei procedimenti
amministrativi e per mesi abbiamo aspettato che la norma venisse
calendarizzata in Aula.
Purtroppo, nelle ultime curve il testo è stato aggravato da
una serie di norme che non hanno nulla a che vedere con la
semplificazione amministrativa e con recepimenti relativi alle
questioni meramente edilizie. Per questo ci asteniamo,
auspicando che già dai prossimi provvedimenti cambi soprattutto
il metodo, perché le scorciatoie e norme che non hanno i
requisiti di generalità e astrattezza non fanno parte della
storia, del prestigio di questo Parlamento.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Grazie, Presidente. Noi all'inizio del dibattito del
disegno di legge n. 669 abbiamo sostenuto la piena condivisione
del lavoro, nel senso che avremmo votato positivamente qualora
la norma avesse avuto come unico obiettivo quello di recepire il
decreto nazionale sulla semplificazione e le procedure
amministrative e il recepimento del dettato della sentenza della
Corte costituzionale del 2017. Purtroppo, così non è avvenuto
fondamentalmente per gli emendamenti aggiuntivi in parte non
condivisi. Per cui, noi ci asterremo da questa votazione perché,
purtroppo, non possiamo condividere nello spirito soprattutto le
ultime norme che hanno colorato questo disegno di legge.
LO CURTO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO, relatore. Signor Presidente, Governo, onorevoli
colleghi, e con estremo favore e piacere che naturalmente mi
compiaccio che questo disegno di legge sia oggi arrivato al voto
finale.
Sono il relatore del disegno di legge e per questo credo che
anche a nome della Commissione e mi permetto di ringraziare
soprattutto, naturalmente tutti i componenti della Commissione
ma, in particolare, l'onorevole Presidente Savarino che ha
sempre coordinato in maniera eccellente tutti i lavori in ogni
seduta dando ascolto a tutti gli stakeholder e a tutte le
opposizioni che, comunque, hanno pure contribuito a questo
testo. Poi, nel gioco dei ruoli e delle parti si dirà - come è
stato detto - che questa legge non semplifica, che questa legge
non recepisce le istanze dei cittadini delle imprese, delle
aziende, che questa legge non migliora nulla; ma, in realtà, non
è affatto così.
Questa legge semplifica - lo dicevo nella relazione con la
quale ho introdotto il disegno di legge in Aula - questa legge
rende compatibili le norme nazionali con quelle regionali,
questa legge appunto coordina al meglio tutta la materia che si
riferisce all'edilizia e va incontro e risponde all'esigenza,
ormai veramente indifferibile, di dare un impulso all'edilizia
che certamente è una delle voci più importanti del Pil della
Regione siciliana.
Credo che davvero questo Parlamento abbia fatto un buon
lavoro, che lo abbia fatto l'Assessore nostro di riferimento che
è l'assessore Cordaro, che l'abbiamo fatta tutti, Presidente,
anche lei che ha saputo governare e dirigere l'Aula verso il
voto finale anche in quest'ultimo tratto in cui c'è stato un po'
di confusione e, probabilmente, qualche cosa nel meccanismo del
voto non ha funzionato come avrebbe dovuto.
Comunque, con orgoglio mi sento soddisfatta e credo di potere
parlare a nome veramente di tutta la Commissione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lo Curto.
Colleghi, se, per favore, prendete posto per la votazione. Io,
però, posso dire una cosa ai miei colleghi specialmente quelli
della maggioranza che hanno votato con me il voto segreto?
Quando io guardavo il numero dei presenti, è esattamente quello
che risulta qui. Per cui, evidentemente c'era qualcuno che la
tessera o l'aveva messa male o non ce l'aveva. Perché erano 46
esattamente come ora. Siccome sto guardando, non ci dormirò
stanotte su questa cosa, onorevole Savarino proprio perché si
sappia Li ho contati mentre parlava non so chi ed erano 46 i
votanti e quelli che risultavano nel momento in cui si votava
erano 46 dalla mia memoria, però può essere che mi sbaglio.
669-140-453/A
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
nn. 669-140-453/A
PRESIDENTE. Indìco la votazione per scrutinio nominale del
disegno di legge nn. 669-140-453/A.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 49
Votanti 27
Maggioranza 14
Favorevoli 27
Contrari 0
Astenuti 16
(L'Assemblea approva)
Assessore Cordaro, io domani pomeriggio voterei, a questo
punto, lo stralcio. Lei che mi dice?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,
la norma sui canoni la possiamo inserire, in ragione del fatto
che si tratta di una norma di carattere ambientale, cioè una
norma su cui ha competenza il Dipartimento Ambiente, nella prima
norma utile, perché sotto il profilo della valutazione ratione
materiae, in realtà, nonostante sia una norma che gli Uffici
apprezzeranno e poi ci diranno, non c'entra niente col testo
della norma e con l'edilizia.
Quindi, io le chiederei, Presidente, di dare il voto finale
anche stasera sull'articolo 20 e di stralciare l'A48 alla
prossima norma.
PRESIDENTE. Siccome il Presidente Savona correttamente mi è
venuto a dire se votiamo questa adesso domani possiamo fare
l'ultimo stralcio della finanziaria e che questa norma della
Lantieri possiamo inserirla in quella, se domani mattina,
onorevole Savona, può fare velocemente prima dell'Aula una
riunione in cui ci dà il parere, la facciamo votare domani.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Certo, la Commissione Bilancio deve dare questo
parere, altrimenti l'avrei mandato in un'altra Commissione. Lo
mando in Commissione Bilancio proprio per questo
Assessore Cordaro, abbiamo deciso di votare anche oggi questo
del 20. Dobbiamo votare l'articolo 2 della norma-stralcio
articolo 20 che è l'entrata in vigore. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(è approvato)
Possiamo procedere alla votazione finale dell'articolo 20
cosiddetto. Si chiama Stralcio I.
SAVARINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione. Presidente, visto che
l'onorevole Cracolici chiede il voto segreto e giusto 10 minuti
fa il voto segreto ha avuto diverse falle, le chiederei di
rinviare il voto su questa norma perché, chiaramente, io ho
necessità di chiedere agli Uffici e ai tecnici di verificare che
questo sistema funzioni, dopo che ho visto con i miei occhi che
non ha funzionato 10 minuti fa
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, la smetta di darmi
indicazioni Onorevole Barbagallo, la smetta di dirmi quello che
devo fare So quello che devo fare, non c'è bisogno che me lo
suggerisce lei
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Presidente, brevemente. Io non dubito e il nostro Gruppo
parlamentare non dubita minimamente della correttezza della sua
conduzione dei lavori d'Aula, però poc'anzi la discussione che
si è sviluppata temevo portasse a questo risultato, di adombrare
il fatto che non c'è più la certezza del voto in quest'Aula. Io
penso che così non è. Io sono molto preoccupato che passi il
messaggio che c'è l'incertezza assoluta del voto e del risultato
del voto. Però, ripeto, non è una mancanza di fiducia nei suoi
confronti.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, io escludo di dovere rinviare il
voto perché non ci sono i numeri, questo se lo metta in testa
Perché mi conoscete ed è dall'inizio della legislatura che mi
comporto nella maniera assolutamente opposta, cioè quella che se
c'era da dare una mano darla all'opposizione, perché ho sempre
ritenuto che la maggioranza si dovrebbe garantire da sola e per
cui il Presidente dell'Assemblea deve garantire tutto, ma è
normale dare più una mano all'opposizione.
Io in questo momento se guardo i numeri e se mi metto a
contare vi posso garantire che la maggioranza è di più
dell'opposizione. Per cui, questo tipo di valutazione non la
faccio proprio. Il Presidente della Commissione Ambiente e
territorio mi ha appena fatto una richiesta, io sto valutando
se è possibile che ci sia , ma posso escludere che qualsiasi
scelta venga fatta in funzione dei numeri; anche perché rispetto
a poco fa non è uscito nessuno per cui ci sono esattamente tutti
quelli che c'erano prima, tant'è che le tessere continuano ad
essere 46. Siccome è un rischio quello che dice la Presidente
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)
PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Ciancio non c'è bisogno di
interventi; è una decisione che devo prendere io; non ci sono
interventi politici da fare. Chiedo scusa, onorevole Ciancio non
faccia come l'onorevole Barbagallo.
Assessore, lei ritiene che è un rischio? Perché è una norma
del Governo. Per quanto mi riguarda bisogna votare, dopodichè
(Brusìo in Aula)
State tranquilli Ho una richiesta della Presidente della
Commissione Ambiente e territorio , che, guarda caso, è la
Commissione di questo disegno di legge, che mi sta facendo una
richiesta. Io la devo valutare; oppure pensate che ci dugnu na
timpulata e dico: no, si fa quello che dice Barbagallo e
Cracolici ; non è così Per cui, dovete stare calmi e farmi
valutare quello che l'onorevole Savarino mi ha chiesto.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Non gliela do la parola Su che cosa la vuole la
parola, onorevole?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. L'ordine dei lavori lo stiamo già decidendo noi
Un attimo
E allora, io pongo in votazione la legge
(Brusìo in Aula)
Fatemi porre in votazione la legge.
La votazione è aperta. Il voto è segreto. Scusate, colleghi,
fermiamoci perché non ho chiesto i richiedenti del voto segreto,
quindi azzeriamo. Come dire, non posso sapere se c'era uno in
vantaggio all'altro per cui state tranquilli.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
669-140-453/A Stralcio I/A
Votazione finale per scrutinio segreto del disegno di legge
nn. 669-140-453 Stralcio I/A
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
disegno di legge nn. 669-140-453 Stralcio I/A.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 48
Votanti 45
Maggioranza 23
Favorevoli 23
Contrari 22
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Assessore, è stata approvata la legge; per un voto. Stavolta
vediamo se c'è stato qualcuno che ha sbagliato dell'opposizione.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. L'onorevole Cracolici risulta votante. Non faccia il
furbo che tanto non le riesce quasi mai. Quando lei fa la
persona perbene le riesce, quando fa il furbo non le riesce. Le
voglio bene
Allora, ci vediamo domani
(Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)
Si vota, allora scusate, domani sto rinviando alle ore 16.00 e
mettiamo in votazione la
(Intervento fuori microfono)
Onorevole Lantieri, pensa che la prenda in giro? Si vota lo
stralcio della finanziaria
Scusa, la Commissione Bilancio' l'ha finita di votare o no? E
va bene ce lo esita domani. Insomma, io devo fare votare perché
sono corretto nei confronti di tutti, ho chiesto
(Intervento fuori microfono)
E, allora scusatemi, se c'è l'accordo dell'Aula, ed io ve lo
chiedo e spero che ci sia, domani anche senza avere, perché
siccome parliamo di norme che erano già state incardinate
duemila anni fa, se la Commissione Bilancio' domani mattina o
stasera stessa la valuta interamente quindi
Il voto definitivo è stato dato in Commissione? Domani mattina
si riesce a dare? E allora se l'Aula è d'accordo domani
pomeriggio mettiamo in votazione la legge sullo stralcio.
(Brusio in Aula)
Allora, facciamo un'altra cosa, voglio salvare quello che ha
chiesto l'onorevole Lantieri per cui facciamo un'altra cosa.
Sempre se l'Aula è d'accordo lo inserirò come emendamento super
aggiuntivo, senza che ci siano lamentele da parte di alcuno, nel
disegno di legge che votiamo, quale che esso sia.
(Intervento fuori microfono)
Perché domani la Commissione non lo può mandare qua, bisogna
incardinarlo, eccetera, mentre se non ci sono problemi visto che
gli aggiuntivi comunque lo decidono, lo votiamo come aggiuntivo
a qualsiasi legge che votiamo domani, alla prima legge che
votiamo domani, però la Commissione Bilancio' mi deve dare il
parere sull'emendamento.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Insomma, quasi tutti i colleghi si sono alzati, io non
ho più seguito i lavori. Desideravo capire se su gli ordini del
giorno che lei mi ha consigliato di fare cioè quello del PEARS
l'Assessore si è espresso, è stato votato o no?
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, lei si è espresso
favorevolmente sull'ordine del giorno della Foti per cui è come
se fosse votato. E' già approvato.
(L'ordine del giorno approvato reca il numero d'ordine 569)
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,
io dico di più all'ordine del giorno della collega Foti, invito
la collega Foti ad inviare l'esito della votazione con l'ordine
del giorno al Dipartimento perché credo sia arrivato il momento
di fare una valutazione seria sul tema da lei posto
nell'interesse della Sicilia.
PRESIDENTE. Grazie. La seduta è rinviata a domani, 21 luglio
2021, alle ore 16.00.
La seduta è tolta alle ore 19.33 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato
sul sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è
il seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XXIII SESSIONE ORDINARIA
280a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 21 luglio 2021 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Interventi per la prevenzione ed il contrasto ai fenomeni
del bullismo e del cyberbullismo sul territorio della Regione .
(nn. 239-372-426-701-742/A) (Seguito)
Relatore: on. Dipasquale
2) Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove
disposizioni per la gestione integrata dei rifiuti. (nn. 290-49-
76-179-267 bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
3) Disposizioni n materia di agroecologia, di tutela della
biodiversità e dei prodotti agricoli siciliani e di innovazione
tecnologica in agricoltura. (nn. 394-533/A) (Seguito)
Relatore: on. Foti
4) Procedure semplificate e regimi procedimentali speciali per
l'insediamento, la realizzazione e lo svolgimento delle attività
economiche e imprenditoriali nelle ZES e nelle aree di sviluppo
industriale ed artigianale e modifiche alla legge regionale 12
gennaio 2012, n. 8 in materia di IRSAP (n. 979/A)
Relatore: on. Ragusa
III - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio
ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni. D.F.B. 2021 - mese di febbraio. (n. 984/A)
2) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio
ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni. D.F.B. 2021 - mese di febbraio. (n. 985/A)
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di interrogazioni
- Con richiesta di risposta orale presentate:
N. 2273 - Chiarimenti in merito all'erogazione dei
finanziamenti, nell'ambito del Programma operativo Garanzia
Giovani, ai soggetti attuatori.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Siragusa Salvatore; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Sunseri
Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio;
Damante Concetta
N. 2279 - Garanzie per assicurare la continuità contrattuale
al personale del servizio di vigilanza e portierato dell'ERSU di
Catania.
- Assessore Istruzione e Formazione
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 2280 - Misure urgenti a favore del comparto agricolo
siciliano finalizzate a potenziare l'attuale sistema irriguo.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Compagnone Giuseppe
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per
essere svolte al proprio turno.
- Con richiesta di risposta in Commissione presentata:
N. 2282 - Interventi per scongiurare la paventata chiusura del
punto nascite dell'ospedale San Giacomo d'Altopasso di Licata
(AG).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Catanzaro Michele; Fava Claudio
Le interrogazioni saranno inviate al Governo ed alle
competenti Commissioni.
- Con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 2274 - Iniziative urgenti al fine di garantire il servizio
antincendio e l'accesso in sicurezza alle aree attrezzate
ricadenti nel territorio dei Sicani.
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare;
Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele
N. 2275 - Notizie sui costi e sul contributo erogato dalla
Regione siciliana alla 'Fiera Mediterranea del cavallo' tenutasi
nei giorni scorsi ad Ambelia.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
- Assessore Attività produttive
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Economia
- Assessore Salute
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare;
Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele
N. 2276 - Chiarimenti in ordine agli interventi per garantire
il corretto funzionamento degli invasi Cimia - Comunelli e
Disueri nel territorio del Libero Consorzio comunale di
Caltanissetta.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Cannata Rossana; Galvagno Gaetano; Amata Elvira
N. 2277 - Accelerazione dei tempi della riforma dei Consorzi
di bonifica per il superamento delle criticità e della cattiva
gestione delle risorse idriche in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 2278 - Chiarimenti circa le concessioni in essere presso il
'Complesso demaniale di Baia del Corallo', in località
Sferracavallo nella Città di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi
Sergio; Pagana Elena
N. 2281 - Interventi di messa in sicurezza del ponte in c.da
Torrevecchia sulla S.P. Vittoria - Piombo.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Dipasquale Emanuele
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
N. 418 - Misure urgenti idonee alla cura della salute mentale
in Sicilia.
- Assessore Salute
Arancio Giuseppe Concetto; Cracolici Antonino; Gucciardi
Baldassare; Lupo Giuseppe; Barbagallo Anthony Emanuele;
Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele
N. 419 - Chiarimenti sulle azioni di prevenzione e lotta agli
incendi.
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Cracolici Antonino
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il
Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 569 - Interventi immediati ed urgenti in favore della
società d'ambito Kalat Ambiente S.R.R. a seguito del vasto e
grave incendio sviluppatosi presso gli stabilimenti e gli
impianti.
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Sunseri
Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio;
Damante Concetta
Presentata il 6/07/21
La mozione sarà demandata, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.