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Resoconto d'Aula della Seduta n. 279 di martedì 20 luglio 2021
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   Presidenza del Presidente Miccichè


    La seduta è aperta alle ore 16.12

    PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
  precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato in
  assenza di osservazioni in contrario nella presente seduta.

    Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,
  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
  luogo nel corso della seduta.
    Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
  personale di voto.
    Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del
  numero legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale
  o di scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante
  procedimento elettronico.

    Atti e documenti, annunzio

    PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
  all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

      Congedi

    PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Compagnone e Dipasquale
  sono in congedo per la seduta odierna.

    L'Assemblea ne prende atto.

    L'onorevole Dipasquale, pur essendo tornato perché finalmente
  negativo, però, ancora oggi l'ho sentito e comunque oggi non
  riusciva a venire.

      Comunicazione di ritiro di firme dall'interrogazione n. 2270

    PRESIDENTE. Comunico che, con note protocollate
  rispettivamente ai nn. 3890-ARS/2021 e 3895-ARS/2021 del 14
  luglio 2021, l'onorevole Mangiacavallo e l'onorevole Tancredi
  hanno dichiarato di ritirare la propria firma
  dall'interrogazione n. 2270 dell'onorevole Palmeri ed altri.

      L'Assemblea ne prende atto.

    E allora, oggi noi abbiamo in programma la votazione finale
  sul disegno di legge sull'inclusione con l'emendamento Caronia
  che era stato risistemato e quindi, diciamo, accettato, poi deve
  essere votato ancora.
    Poi c'è un altro emendamento, che però dobbiamo valutare,
  dell'onorevole De Luca che è firmato anche da altri Presidenti
  dei Gruppi parlamentari come gli onorevoli Lupo, Fava, Lentini
  ed altri, c'è anche l'onorevole Lo Curto, quindi, l'hanno
  praticamente firmato tutti i Gruppi per cui credo che lo
  possiamo accettare e lo metteremo pure in votazione, che è sui
  disabili gravi.
    Però i numeri per il voto finale ancora non ci sono, quindi
  che facciamo? Passare al disegno di legge sull'edilizia, ma non
  c'è il Governo e neanche i componenti la Commissione, per cui
  sospendiamo.


    Sull'ordine dei lavori

    CIANCIO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CIANCIO. Grazie Presidente. Giusto sull'ordine dei lavori.
  Siccome la settimana scorsa abbiamo deciso di fare lo stralcio
  dell'articolo 20, questo stralcio verrà incardinato oggi? Perché
  al momento non è all'ordine del giorno.

    PRESIDENTE. Non c'è bisogno d'incardinarlo, già faceva parte
  lo consideravamo già in iter per cui

    CIANCIO. Siccome dovrebbe essere un disegno di legge a parte,
  dico, dovrebbe essere all'ordine del giorno.

    PRESIDENTE. Sì, ed essere votato, ma è chiaro che non lo
  dobbiamo incardinare e dare tempo agli emendamenti, abbiamo
  preso una decisione di dividere

    CIANCIO. Comunque si deve fare il voto finale?

    PRESIDENTE. Assolutamente sì. Sarà votato separatamente
  rispetto al resto della legge, ecco, soltanto questo.
    E allora, sono le ore 16.15, diamo tempo ai ritardatari di
  arrivare, riprenderemo i lavori alle ore 16.30.

    (La seduta, sospesa alle ore 16.15, è ripresa alle ore 16.38)

    La seduta è ripresa.


    Votazione finale del disegno di legge  Legge regionale per
  l'accoglienza e l'inclusione.  (nn. 773-951/A)

    PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ci sono abbondantemente i
  numeri per votare. Dobbiamo prima votare gli emendamenti della
  Caronia, su accoglienza e inclusione. Li abbiamo distribuiti?


    Sull'ordine dei lavori

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Presidente, io credo che la Presidenza ancora non
  sia informata. Ho preso lettura, qualche minuto fa, di una
  sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato
  definitivamente nulli gli articoli 5 e 2 della Legge del 2019 e
  del 2020. Sostanzialmente, era la cartolarizzazione delle
  risorse in favore delle Città metropolitane; sono state
  impugnate.
    Ora, vorremmo capire: c'è un premio che ci daranno per capire
  quali sono gli effetti finanziari nella nostra Amministrazione
  regionale? Perché sta diventando un caos
    Presidente, credo che non ci sia mai stata una situazione così
  delicata per cui in questi giorni si parla del dramma dei
  comuni, il dissesto, i comuni in dissesto; ma qui ci stiamo
  avvicinando, diciamo, in questa prospettiva. Cioè, io non ho più
  idea qual è la situazione finanziaria che si determina ogni
  volta che c'è una sentenza, compresa l'ultima che è il
  Rendiconto 2019 di cui, ancora oggi, nessuno di noi ha notizia
  sull'impatto finanziario della cosiddetta mancata
  rendicontazione ad alcune poste di bilancio.
    Allora, le dico questo perché è uscita oggi la sentenza della
  Corte costituzionale che non solo ha impugnato l'articolo 5, ma
  ha impugnato l'articolo 2 che voleva superare l'impugnativa
  dell'articolo 5. Quindi, credo che sia venuto il tempo di
  affrontarla questa questione.

    PRESIDENTE. Noi siamo venuti a conoscenza di questa sentenza
  neanche mezz'ora fa. Per cui, gli Uffici stanno, intanto,
  valutando quello che è possibile valutare qui e, poi, ovviamente
  chiameremo il Presidente della Regione e l'Assessore per
  l'economia per capire, intanto, quali sono i risvolti; dopodiché
  chiederemo, ovviamente ad entrambi, una seduta per discutere
  l'argomento che, io credo, dovrà avvenire in tempi molto brevi.
    Per cui, appena gli Uffici finiscono la relazione che hanno
  cominciato a preparare, ovviamente faremo le mosse conseguenti.
  Si farà questa relazione e poi prenderemo le decisioni su quello
  che si dovrà fare.


    Votazione finale del disegno di legge  Legge regionale per
  l'accoglienza e l'inclusione.  (nn. 773-951/A)

    PRESIDENTE. Allora, colleghi, sono stati distribuiti gli
  emendamenti?

    (Intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. Perché è stato modificato l'altro giorno, quindi
  c'è forse da aggiungere

        (Intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. Cancellata? Escludo che sia stata

        (Intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. La posso aggiungere? A noi questo c'è stato dato.
    Colleghi, all'emendamento Caronia,  Progetto a favore degli
  studenti con disabilità  è aggiunta la firma dell'onorevole
  Lentini, che pare fosse stata aggiunta fin dall'inizio, ma che,
  evidentemente per qualche motivo, era sparita. Quindi, Caronia,
  Lentini, io lo sto scrivendo materialmente nel mio fascicolo.
    Pongo in votazione l'emendamento A1.R, degli onorevoli Caronia
  e Lentini. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento dell'onorevole De Luca; è stata
  ultimata la correzione adesso. Allora, se lo distribuiamo
  velocemente. Un attimo solo perché si deve fotocopiare.

    CIANCIO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CIANCIO. Signor Presidente, mentre aspettiamo era giusto per
  preannunciare la presentazione di un ordine del giorno che ho
  già consegnato agli Uffici sull'istituzione dell'albo dei
  mediatori culturali.
    Oltre, chiaramente, a esortare il Governo a istituirlo nel più
  breve tempo possibile perché siamo tra le ultime regioni
  d'Italia a non avere una legislazione sia sul tema
  dell'accoglienza ma, in particolare, su questo specifico aspetto
  del riconoscimento della figura del mediatore culturale,
  inseriamo alcuni requisiti minimi che, chiaramente, sono
  eventuali lauree o diplomi in corsi riconosciuti dalla Regione.
  Siccome la laurea non può essere, chiaramente, l'unico requisito
  perché sappiamo che i mediatori, spesso, non posseggono questi
  requisiti, chiediamo che, comunque, venga inserito e venga
  valutato debitamente questo requisito perché abbiamo tanti
  siciliani e tanti giovani che sono laureati, magari, in
  mediazione culturale e linguistica e non vorremmo che, insomma,
  nell'elencare una serie di requisiti, come purtroppo è avvenuto
  in alcune regioni, venga meno o non si tenga conto, appunto,
  della laurea.
    Quindi, questo è uno di quelli che abbiamo inserito, ma sono
  una serie di, appunto, requisiti minimi verso i quali vogliamo
  indirizzare il Governo poi nella stesura del decreto che,
  comunque, Assessore, mi raccomando, lo si faccia sentite le
  associazioni più rappresentative di categoria, perché è chiaro
  che è un atto molto importante che ha bisogno di una
  determinata

  PRESIDENTE. Credo che l'avrebbe fatto comunque l'Assessore.

  CIANCIO. Sì, per carità, l'abbiamo inserito anche nell'ordine
  del giorno come impegno dell'Assessore.

  PRESIDENTE. L'emendamento A.2, a firma dell'onorevole De Luca,
  l'avete ricevuto tutti? È, peraltro, firmato da tutti i
  Capigruppo, quasi tutti i Capigruppo.
  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

  (È approvato)

  A questo punto, avendolo approvato, possiamo votare, con voto
  palese ovviamente, il disegno di legge  Legge regionale per
  l'accoglienza e l'inclusione  (nn. 773-951/A).

  DI PAOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  DI PAOLA. Grazie, Presidente, colleghi, Governo, cittadini,
  domani saranno, secondo me, in pochi, i media e i giornali che
  parleranno dell'approvazione di questa legge, magari qualche
  trafiletto qua e là niente di più. Saranno in pochi perché è più
  semplice raccontare e scrivere degli scontri e delle diatribe
  che ci sono tra di noi.
  E' più semplice raccontare di una politica cattiva e staccata
  dalla realtà piuttosto che di una legge importante scritta da
  tanti che va a colmare un vuoto legislativo incredibile per una
  terra come la Sicilia. Una terra che conosce benissimo cosa vuol
  dire emigrare. I nostri nonni, i nostri familiari sono stati e
  sono dei migranti; un siciliano su sette vive all'estero; dal
  2012 al 2020 sono stati oltre centomila gli abitanti dell'isola
  che non hanno scelto di fermarsi stabilmente oltre confine per
  non tornare più.
  Oggi consegniamo a questo Presidente e a questo Governo e ai
  Governi che verranno uno strumento importantissimo, uno
  strumento che pone la Sicilia all'avanguardia, uno strumento che
  permette di far capire ai Governi nazionali ed europei e a tutta
  Europa che cosa intendono la Sicilia dei siciliani per
  accoglienza e inclusione; uno strumento che potrà essere preso
  come modello da tutte le altre Regioni di frontiera che si
  trovano a gestire questo fenomeno, perché, Presidente veda, non
  ci devono essere più morti per caporalato, non ci devono essere
  più mutilazioni genitali femminili e maschili perché qualunque
  bambino deve avere accesso all'istruzione, perché i mediatori
  culturali devono avere il loro riconoscimento per il grande
  lavoro che svolgono, perché non ci devono essere più
  disuguaglianze.
  Questa Assemblea oggi decide di mettersi dalla parte degli
  ultimi, di mettersi dalla parte dei dimenticati, di mettersi
  dalla parte di tante persone che spesso non hanno nemmeno un
  nome. Quest'oggi scriviamo una pagina storica perché
  riconosciamo dei diritti a tanti bambini, perché realizziamo una
  legge che ci permette di gestire il fenomeno dell'emigrazione
  superando la logica dell'emergenza tramite una legge e tramite
  la programmazione che verrà fatta con Regioni, comuni e
  associazioni. Molti degli articoli e dei concetti inseriti
  all'interno di questa legge ci sono stati forniti direttamente
  dai sindaci tramite l'Anci e dall'Alto Commissario delle Nazioni
  Unite per i rifugiati.
  Ringrazio, Presidente, il lavoro che è stato fatto in I
  Commissione da parte del Presidente, onorevole Pellegrino, e da
  parte di tutti gli Uffici, in particolar modo del dott. Marino e
  del dott. Civello. Ringrazio la rete di associazioni  Isola che
  c'è  per il metodo partecipativo utilizzato; ringrazio tutti i
  colleghi, quelli che hanno partecipato alla stesura di questa
  legge e per i tanti incontri fatti in giro per la Sicilia anche
  in tarda serata all'interno di fast food improvvisati a luoghi
  di studio e confronto. Ringrazio lei, Presidente, e tutti i
  Capigruppo per la sensibilità dimostrata verso un tema così
  importante.
  Auspico un voto unanime perché nessuna Assemblea in passato
  aveva pensato mai di normare un tema così importante come
  l'accoglienza e l'inclusione. Auspico un voto unanime perché
  stiamo approvando una legge che permetterà all'attuale Governo
  regionale e a quelli futuri di dire con forza che la Sicilia è
  differente, che i siciliani sono un passo avanti rispetto a
  qualunque regione europea.
  Tutto è perfettibile e migliorabile e sicuramente questo è un
  punto di partenza. Vi chiedo di scriverlo insieme facendo
  trionfare il  noi' rispetto all''io'. Grazie.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola, anche per il suo
  intervento che è stato gradito almeno dal sottoscritto, ma penso
  più o meno da tutti.
    E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

    LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
  brevemente per esprimere il voto favorevole del Gruppo del
  Partito Democratico alla legge regionale per l'accoglienza e
  l'inclusione presentato da noi insieme ad altri colleghi del
  Movimento Cinque Stelle ed anche dall'onorevole Fava, ma ci
  tengo a dire, Presidente, per questo intervengo, disegno di
  legge condiviso sostanzialmente posso dire da tutte le forze
  parlamentari presenti in quest'Aula e per me questo è motivo di
  grande soddisfazione, condiviso anche dal Governo, al di là di
  qualche vicenda che ci ha appassionato ma che alla fine ci ha
  visto concludere unanimemente per una soluzione di sintesi che
  ritengo molto positiva.
    E' una legge di civiltà, Presidente, è una legge di civiltà
  che finalmente quest'Aula da lei presieduta può approvare e
  penso che a questo possiamo aggiungere altre due parole di
  grande soddisfazione per altri due disegni di legge, uno giù
  approvato che riguarda la lotta alla povertà, anche quella è
  stata un'ottima legge approvata da quest'Aula che va nella
  direzione del riconoscimento dei diritti civili per tutti, anche
  per chi purtroppo è meno fortunato e ha più bisogno, direi anzi
  soprattutto per queste persone e ci auguriamo presto di potere
  approvare il disegno di legge che riguarda interventi per la
  prevenzione ed il contrasto ai fenomeni del bullismo e del
  cyberbullismo sul territorio della regione, disegno di legge
  molto caro all'onorevole Dipasquale, finalmente negativo al
  Covid e che presto sarà qui in Aula qui con noi, ci auguriamo
  insieme all'onorevole Di Caro, per condividere questo voto
  favorevole ad un disegno di legge che va sempre nella direzione
  della tutela dei diritti di tutte le persone, soprattutto le più
  deboli, in questo caso dei bambini.
    Quindi, esprimo un apprezzamento per il lavoro che questa
  Assemblea ha realizzato su questi tre grandi temi, in
  particolare in queste ultime settimane. Grazie.

    PRESIDENTE. Grazie anche a lei, onorevole Lupo, per
  l'intervento che ha fatto.
    E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha facoltà.

    LENTINI. Grazie, Presidente, come vede questo disegno di legge
  porta due numeri 773 e 951/A. E' stato integrato, questo è un
  disegno di legge che ho presentato io, che abbiamo voluto
  fortemente con i colleghi integrare questi due disegni di legge
  per dare, finalmente, all'intera nazione una legge, per fare
  capire esattamente che la Sicilia è terra di ospitalità e di
  accoglienza; ma non è solo terra per andare a salvare a mare
  aperto questi immigrati che vengono in cerca di fortuna, ma
  questa è una legge - io la chiamerei legge-quadro - che mette
  finalmente fine e dà chiarezza a quella che è l'importanza della
  stessa perché quando questa gente arriva in terraferma e poi
  scappano e vanno a bivaccare nelle grandi città o anche in
  alcuni comuni, questo non serve a niente, cari colleghi. Serve
  invece che noi li accogliamo e diamo veramente una speranza a
  queste persone, perché se consideriamo che queste persone,
  siccome in questo momento, diciamo ormai da un po' di anni a
  venire qua, demograficamente l'Italia va a scendere non siamo
  più in aumento come persone, quindi queste persone saranno
  potrebbero essere di grande aiuto.
    Noi, però, dobbiamo dare a questi signori un indirizzo,
  dobbiamo dare dobbiamo impartire loro lezioni di vita, di
  accoglienza dove loro sanno benissimo che vanno a trovare una
  realtà che li accoglie e che li deve mettere nelle condizioni di
  vivere, di formarsi, di lavorare e di crearsi una famiglia.
    Quindi, noi questo disegno di legge lo accogliamo veramente
  con tanto piacere e, oserei dire, anche con interesse, perché
  queste persone, quelle buone, quelle che vengono veramente per
  creare una famiglia e stare con noi per cercare di portare
  avanti quelle che sono le problematiche e le cose della nostra
  terra, queste persone sono bene accette.
    Quindi, questo disegno di legge va alla perfezione, entra
  sicuramente nel nostro modus operandi che è quello di portare
  avanti con tanta umiltà quelle persone che veramente vogliono
  inserirsi in questo contesto, e noi lo facciamo con grande
  interesse oltre che con grande piacere. Grazie, Presidente.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lentini.
    E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha facoltà.

    LO CURTO. Signor Presidente, Governo, colleghi, prendo la
  parola per annunciare il voto favorevole del Gruppo parlamentare
  che presiedo, l'UDC, perché è nelle corde di ciò che noi siamo
  accogliere, includere, sentirci parte di un tutto che con questo
  disegno di legge il Parlamento regionale vuole rappresentare.
    E' importante soprattutto per noi siciliani che siamo stati e,
  purtroppo, per certi versi torniamo ad essere Paese, Regione di
  emigranti, per noi è molto importante cominciare a stabilire un
  diverso approccio al fenomeno che purtroppo è diventato ormai
  strutturale e soprattutto noi ce ne rendiamo conto perché i
  flussi migratori che vengono da paesi meno fortunati dei nostri,
  affrontando rischi, affrontando tutta una serie di situazioni
  negative ci richiamano alla memoria il passato, che non è più
  solo un passato molto recente, ma continua a diventare
  drammaticamente realistico anche per noi tornare ad essere
  paese, popolo di migranti, perché quando non si sta bene a casa
  propria si rischia di dovere partire.
    Allora, su questi temi chiaramente la Sicilia deve fare
  chiarezza, soprattutto la politica deve fare chiarezza, anche
  perché rigurgiti, diciamo, di odio razziale purtroppo sono
  presenti. E la politica non è indifferente a tutto questo, c'è
  qualche, come dire, aspetto della politica che noi dovremmo
  imparare a correggere e in Sicilia lo vogliamo fare.
    Dichiarare il nostro sì a questo disegno di legge soprattutto
  ci fa cogliere un aspetto, almeno a me, in modo particolare fa
  cogliere un aspetto, che su alcuni temi questo Parlamento non si
  divide, su alcuni temi che sono legati al valore della persona
  umana, al tema dei diritti inalienabili che sono parte
  costitutiva dell'essenza umana di ciascuno di noi, al di là dei
  colori, al di là delle religioni, dei riti culturali che possono
  segnare la differenza, essere uomini e quindi fratelli
  nell'umanità che ci accomuna, ecco questo ci rende fratelli
  anche in questo Parlamento. L'abbiamo visto anche con il disegno
  di legge quello che abbiamo approvato la settimana scorsa sugli
  aiuti alla povertà. Ecco, sebbene non siamo del tutto
  soddisfatti rispetto a ciò che facciamo, perché è sempre molto
  poco quello che riusciamo a fare, però abbiamo costruito un
  approccio diverso, un modello, un occhiale da vista con cui
  guardare insieme ai problemi che sono problemi reali perché
  quando affondano nella carne degli uomini questi problemi,
  quando fanno ribollire il loro sangue, chiaramente, questo è un
  sangue che ci appartiene perché è il sangue degli uomini, è
  dello stesso colore per cui, signor Presidente, per quanto
  ripeto possano esserci aspetti anche di questo disegno di legge
  non del tutto esaustivi, ma è un primo passo ed è bene che lo
  facciamo insieme perché su questi temi dobbiamo avere il
  coraggio di essere, come dire, protagonisti in positivo, quindi
  il nostro favore e il nostro apprezzamento positivo perché
  possiamo costruire anche un futuro un po' di maggiore
  accoglienza, d'integrazione, d'inclusione e non è un caso, lo
  voglio sottolineare, che quando abbiamo affrontato il tema del
  diritto allo studio e la riforma del diritto allo studio, la
  legge del diritto allo studio, mi sono permessa di cassare un
  verbo che è comune nel nostro linguaggio ma che è un verbo che
  dobbiamo veramente imparare a ripudiare, a ricusare, che è il
  termine, è il verbo  tollerare , la parola  tolleranza .
    Ecco, l'inclusione, l'integrazione, il rispetto per gli uomini
  e tra gli uomini non deve prevedere che ci sia tolleranza perché
  la tolleranza presuppone che ci sia un qualcuno che sia in una
  posizione di supremazia rispetto al tollerato. Quello che noi
  vogliamo fare è di più, è un processo circolare, l'inclusione
  significa una modifica culturale che appartiene a tutti e che si
  avvantaggia del contributo di tutti. Grazie.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lo Curto. E' iscritta a parlare
  l'onorevole Savarino e poi abbiamo terminato le dichiarazioni e
  possiamo votare. Ne ha facoltà.

    SAVARINO. Grazie Presidente. Io volevo esprimere apprezzamento
  a nome del mio Gruppo parlamentare per il lavoro fatto dalla
  Commissione, dai colleghi, nel tentativo di dare anche in questa
  Regione siciliana una risposta al tema dell'inclusione e,
  quindi, delle politiche dell'immigrazione.
    Come lei sa, Presidente, abbiamo sottolineato alcune criticità
  di questo disegno di legge perché avremmo voluto che avesse un
  profilo di concretezza maggiore proprio per riuscire oltre ai
  principi a dare anche risposte concrete, chiare e puntuali alle
  varie esigenze che, onestamente, ci sono ma devono trovare le
  risposte concrete, altrimenti diventa una norma di principio,
  per cui difficile sarà il lavoro dell'assessore Scavone nel
  trovare, nel dettaglio, con i decreti attuativi, risposte
  puntuali quando appunto la platea di riferimento è generica,
  come abbiamo sottolineato sono stati inclusi anche i richiedenti
  che è, quindi, un modo per dire che sarà impossibile da
  individuare nel dettaglio, di volta in volta, in cui le misure
  dovranno trovare anche i riferimenti a cui applicarli.
    Ma nonostante queste, appunto, criticità che abbiamo
  sottolineato a cui non è stata trovata in quest'Aula una
  risposta, il nostro rimane comunque un apprezzamento positivo al
  lavoro svolto ed al tentativo comunque, in una Regione che di
  questo tema degli immigrati è stata protagonista nel passato in
  negativo ed adesso è terra di accoglienza, il tentativo appunto
  di dare comunque una risposta, una normativa ad un tema
  assolutamente condiviso e sentito.
    Ci auguriamo che magari in futuro, una volta che, ahi noi,
  probabilmente i nodi verranno al pettine, quest'Aula avrà il
  coraggio di tornare sul tema e di affrontarla in maniera da dare
  puntualità e concretezza ad una norma di principio che
  assolutamente il gruppo di DiventeràBellissima condivide e
  voterà.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino.

    TANCREDI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    TANCREDI. Grazie, Presidente. Chiaramente, il gruppo
  parlamentare di Attiva Sicilia esprime compiacimento per questa
  norma che, ovviamente, verrà votata favorevolmente da tutti i
  componenti del nostro Gruppo.
    Ovviamente il tema è un tema importante, un tema spinoso, la
  Sicilia ancora non aveva legiferato in tale visione e,
  ovviamente, siamo felici che questo percorso - tra l'altro è un
  percorso particolarmente condiviso con le associazioni, con il
  mondo del terzo settore - abbia avuto un adeguato riconoscimento
  perché sui principi quest'Aula deve essere sempre, sempre
  presente.
    Soprattutto per l'accoglienza la Sicilia è sempre stata una
  terra d'accoglienza, una terra di mezzo, una terra che ha
  dimostrato nei secoli di poter essere terra di prosperità, lo
  sarà ancora, ancora di più in futuro e speriamo che questo sia
  un primo passo perché è ovvio che dai principi occorra passare
  ai fatti e credo che questa norma debba essere una norma che
  debba avere sostanza, anche concretezza economica negli
  stanziamenti. E mi aspetto che dallo Stato centrale arrivino
  anche le risorse per questo tipo di attività che ricordo, questa
  forma di accoglienza, il sostegno ai più deboli sia che vengano
  dall'altra parte del mare, sia che siano nostri concittadini,
  deve essere totale, totale a 360 gradi.
    E quindi assolutamente concordi nel votarla e per dare
  successivamente grande contenuto, grande sostegno a questa
  norma.
    Solo questo, grazie.


    Congedo

     PRESIDENTE  Comunico che l'onorevole Figuccia ha chiesto
  congedo per la seduta odierna.

    L'Assemblea ne prende atto.

   nn. 773-951/A

    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Legge regionale per l'accoglienza e l'inclusione» (nn. 773-
  951/A)

     PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per scrutinio
  nominale del disegno di legge «Legge regionale per l'accoglienza
  e l'inclusione.» (nn. 773-951/A).
    Indìco la votazione per scrutinio nominale.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti     50
    Votanti      45
    Maggioranza  23
    Favorevoli   45
    Contrari       0
    Astenuti       0

    (L'Assemblea approva)

    All'unanimità, tutti favorevoli. Bene, sono molto contento di
  questa votazione.
    Così come hanno prima detto quelli che sono intervenuti sulle
  dichiarazioni di voto, è un altro segnale importante che
  quest'Assemblea sta dando e che ovviamente non può che farmi
  felice.
    Ha chiesto di intervenire una volta fatta la votazione
  l'assessore Scavone a cui do volentieri la parola. Poi
  l'onorevole Ciancio.

    SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
  lavoro. Signor Presidente, poche parole perché quando prevale,
  come è prevalso, qui un lavoro di concerto, per la verità è la
  seconda volta nel breve tempo di qualche settimana, lo ha
  ricordato bene l'onorevole Lupo, che insieme Governo e Assemblea
  condividono leggi di grande rispetto e di grande dignità, le
  parole appesantiscono la bellezza dell'atto e quindi
  condividendo gli interventi dei capigruppo Di Paola, Lupo,
  Lentini, dell'onorevole Lo Curto, dell'onorevole Savarino e
  dell'onorevole Tancredi voglio solo sottolineare che questo
  lavoro di concertazione fatto brillantemente dalla Commissione
  ha coinvolto associazioni, imprese sociali, cittadini attivi,
  sindacati, enti del terzo settore, oltre cinquanta associazioni
  che hanno contribuito con la loro esperienza nell'ambito
  dell'accoglienza e dell'inclusione alla redazione di un atto che
  eleva veramente i lavori di questo Parlamento.
    Tra l'altro sarà mia cura immediatamente istituire
  l'osservatorio di cui all'articolo 8 che lavorerà collegato
  strettamente all'ufficio speciale immigrazioni che abbiamo
  rinnovato di recente all'interno del Dipartimento famiglia e che
  voglio ricordare ha avuto un ruolo centrale e continuerà ad
  avere con l'impulso dell'osservatorio un ruolo più significativo
  per quella che è la programmazione delle politiche di
  accoglienza e dell'inclusione.
    Sono in atto dei bandi per la costituzione dei poli di
  inclusione e di accoglienza, un milione e quattrocentomila euro
  rivolti ai centotrentamila migranti regolari della nostra Terra
  e voglio ricordare tra gli interventi che abbiamo già definito e
  che sono stati salutati la scorsa settimana in sede ministeriale
  come il miglior progetto da parte della Commissione europea la
  struttura che abbiamo messo in campo attraverso le risorse di
  supreme a Cassibile che era un posto dove anche i migranti
  regolari venivano abbandonati al loro destino e tra l'altro
  luogo di sfruttamento, come in altre aree, voglio ricordare le
  aree di Trapani ma anche quella di Ribera, anche quella del
  Calatino di Catania rispetto alle quali siamo intervenuti
  proprio con una serie di equipe multidisciplinare, mediatori
  culturali e quant'altro perché l'accoglienza, di fatto, fosse
  garantita già nella nostra Terra.
    La norma dà una cornice normativa di grandissimo livello e se,
  mi consentite, ha un atteggiamento che questa Terra ha riservato
  di grande rispetto di chi vive un momento di difficoltà.
  L'ultima cosa che forse non sapete è che nelle ultime 3
  settimane abbiamo formato 58 tutori per i minori, figure
  fondamentali nel rapporto con i tribunali in collaborazione con
  le 4 Corti d'Appello. Devo dire un grande passo in avanti in una
  Terra dove i tutori erano scelti così, con spirito
  volontaristico, li abbiamo formati insieme alle Corti d'Appello
  e tra l'altro verificati attraverso gli organi istituzionali che
  sono in grado di pesare la qualità e il valore dei tutori,
  evitare che i tutori possano sottovalutare alcuni rischi che ci
  sono, e lo sappiamo, in minori che sono facilmente influenzabili
  e che possono arrivare e inserirsi ed essere riferimento di
  situazioni di gravissimo equilibrio sociale come è avvenuto non
  solo nella nostra Terra, ma nel resto d'Europa.
    Quindi, grazie davvero a tutti i partiti e a tutti i
  parlamentari per il lavoro fatto di grande rispetto.

    PRESIDENTE. Grazie a lei, Assessore.

    SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
  lavoro. Grazie, Presidente. Di grande rispetto che ci mette in
  una posizione di corifeo tra le Regioni che hanno, come la
  nostra, un problema frontaliero gravissimo ogni giorno che
  abbiamo tamponato e sicuramente governeremo con maggiore
  rispetto grazie anche a quest'atto normativo. Grazie Presidente.

    PRESIDENTE.  Grazie. Allora, terminato questo disegno di
  legge, ritorniamo...

    (Intervento fuori microfono)

    Gli ordini del giorno si votano a fine seduta.

    (Intervento fuori microfono)

    Il parere del Governo sull'ordine del giorno?

    SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
  lavoro. Favorevole.

    PRESIDENTE. Favorevole. Quindi è già approvato. Grazie,
  onorevole Ciancio. Grazie, assessore Scavone.

    (L'ordine del giorno approvato reca il numero d'ordine 567)


    Seguito della discussione del disegno di legge «Modifiche ed
  integrazioni alla legge regionale 10 agosto 2016, n. 16 recante
  Recepimento del testo unico delle disposizioni legislative e
  regolamentari in materia di edilizia approvato con decreto del
  Presidente della Repubblica 6 giugno 2011, n. 380.» (nn. 669-140-
  453/A)

    PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno
  di legge sull'edilizia. Ha chiesto di parlare l'onorevole
  Trizzino. Rimangono da votare tutti gli emendamenti aggiuntivi.
  Oggi si è  aggiunto' un aggiuntivo, se così si può dire. Era
  saltato per un problema tecnico, per cui lo inseriamo pure.
    Ha facoltà di parlare l'onorevole Trizzino.

    TRIZZINO. Se non erro sono due gli emendamenti aggiuntivi
  nuovi rispetto al fascicolo. Una riscrittura dell'onorevole Lo
  Curto e poi un'altra sulla legge dei centri storici.
    Presidente, le volevo chiedere questo sull'ordine dei lavori:
  se lo spirito, immagino, dell'onorevole Cracolici era quello di
  depurare per certi versi il disegno di legge n. 669, cioè il
  testo unico dell'edilizia, diciamo la modifica, da quella norma
  controversa che è l'articolo 20, allora secondo me, logica vuole
  che almeno 3 emendamenti che sono contenuti in questo fascicolo,
  dovrebbero, utilizzo il condizionale perché mi rimetto alla
  Presidenza, essere trattati in quello stralcio perché,
  chiaramente, il dibattito che non si è sopito su quell'articolo
  si ripresenterà inevitabilmente.

    PRESIDENTE. Su quelli aggiuntivi lei dice?

    TRIZZINO. Sì, ce ne sono tre che, secondo me, se trattiamo in
  quello stralcio possiamo garantire una discussione diciamo
  abbastanza fluida sul disegno di legge edilizia.

    PRESIDENTE. Io non ho difficoltà a farlo ovviamente.

    TRIZZINO. Concludo, diversamente lo scontro si ripresenterà
  negli stessi termini di come si è presentato sull'articolo 20.
  E' una proposta che chiaramente lancio alla Presidenza e al
  Governo.

    PRESIDENTE. Quali sono esattamente, onorevole Trizzino?


    Congedo

    PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Marano ha chiesto congedo
  per la seduta odierna.

    L'Assemblea ne prende atto.


    Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn.
  669-140-453/A

    TRIZZINO.  Se mi dà un attimo. Uno è l'A.52 che insiste sulla
  legge 78/76, i famosi 150 metri dalla linea di battigia, uno è
  l'A.53 e l'A.22.
    Sono due, quello dell'onorevole Assenza l'A.22 e poi ce n'é un
  altro. Secondo me questi tre non dico che non debbano essere
  trattati, ci mancherebbe, però potrebbero essere più agevolmente
  discussi

    PRESIDENTE. L'A.22 è dell'onorevole Assenza. Lei è favorevole
  a questa

    TRIZZINO. Non voglio lo stralcio, non chiedo

    PRESIDENTE. Si devono trattare comunque.

    TRIZZINO. Vorrei discuterli, però secondo me è più agevole e
  più fluida la discussione a parte

    (Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)

    PRESIDENTE. Siccome c'è una proposta dell'onorevole Trizzino
  che riguarda i suoi che va bene e uno dell'onorevole Assenza. Se
  l'onorevole Assenza è favorevole li spostiamo sull'altro disegno
  di legge.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
  Presidente sull'A.52, torno di nuovo su un argomento che mi pare
  abbastanza lontano dall'impostazione del collega Trizzino e lo
  ribadisco all'Aula.
    L'A.52 riguarda casi di beni immobili confiscati alla mafia
  che sono in zone di inedificabilità assoluta e che, in via del
  tutto eccezionale, in ragione del loro significato e cioè il
  significato sociale del riscatto dalla mafia, questo Governo
  sottopone all'Aula come ipotesi di lavoro circa la possibilità,
  ribadisco come deroga al principio generale di non demolirli per
  essere assegnati a fini istituzionali.
    Rispetto a questo tema

    PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, credo che su questo abbia
  ragione l'assessore Cordaro. Su questo argomento, cioè non è che
  stiamo parlando di una sanatoria normale, stiamo parlando di una
  specifica.
    Facciamo finire l'assessore Cordaro ma credo che sulla
  proposta Trizzino poi sarà la Presidenza che valuterà quali
  potere spostare o no. Prego.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,
  quando lei riterrà di farmi finire un intervento completamente
  gliene sarò grato perché ogni volta mi devo fermare e poi devo
  ricominciare.
    Volevo concludere sull'A.52 dicendo che il Governo non lo pone
  come tema dirimente, lo affida alla valutazione dell'Aula,
  sostenendo un principio di carattere politico oltre che
  giuridico e normativo che invitiamo l'Aula ad apprezzare, nel
  senso che per noi è un tema importante e ve lo rassegniamo.
    Sull'A.22, Presidente, l'intendimento dell'onorevole Trizzino
  che è deputato capace è a me molto chiaro e vorrei Presidente
  che lei avesse ugualmente chiaro, l'intendimento del collega
  Trizzino.
    L'articolo 20 stralciato, per quanto mi riguarda, per tutte le
  ragioni che ho già spiegato e che posso anche ripetere è un
  articolo di assoluto pregio normativo non foss'altro, non ripeto
  tutte le argomentazioni, presidente Miccichè, perché risolve per
  via normativa quello che in ragione ad un parere delle sezioni
  riunite del C.G.A. qualcuno prima di noi voleva risolvere con
  delle circolari.
    Non vorrei che qualcuno, in quest'Aula, pensasse di riversare
  tutto quello che non è, a parer di chi lo propone, commestibile
  per fare di quello stralcio, uno stralcio  pattumiera , perché
  quello non è uno stralcio  pattumiera , quella è una norma
  seria, presidente Miccichè, è una norma che abbiamo spiegato,
  che verrà valutata a Roma e dopodiché si vedrà.
    Se noi dobbiamo riversare tutto l'oggetto della polemica
  politica, tutto l'oggetto pretestuoso e strumentale in quel
  decreto, in quel disegno di legge stralcio, mi oppongo
  fermamente perché così come nella scorsa seduta mi sono adeguato
  a un principio, pur non condividendolo perché per me tutto quel
  disegno di legge doveva essere votato alla stessa maniera, in
  questo caso ci tengo a precisare e vorrei che lei su questo,
  signor Presidente, prima di decidere facesse una riflessione,
  perché stiamo parlando di un meccanismo abbastanza diabolico che
  credo non debba trovare ingresso in quest'Aula.

    PRESIDENTE. Assessore Cordaro, fermo restando che non metto
  minimamente in discussione la buona fede dell'onorevole
  Trizzino, ma se questo emendamento sui beni confiscati alla
  mafia, che ha una motivazione importante per essere votato, non
  credo che sia un emendamento di questo tipo che possa come dire
   sporcare' un'eventuale legge.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Non mi ha
  sentito, signor Presidente.

    PRESIDENTE. L'ho sentita benissimo.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, io ho
  detto l'altro emendamento. L'A22, non l'A52.

    PRESIDENTE. Siccome lei ha detto che anche

    (Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)

    Ma siccome l'onorevole Trizzino ha chiesto di spostare questo
  della mafia l'A.52, l'A.53 e l'A.22.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sono
  diversi.

    PRESIDENTE. Ho capito, ma ha chiesto anche di spostare l'A.52,
  che è quello che riguarda i beni confiscati, se la volontà fosse
  quella di infangare, diciamo così, quella cosa, quello della
  mafia non ce l'avrebbe messo.
    Però dico, in ogni caso non valuto quello che pensa
  l'onorevole Trizzino e non faccio dietrologie sulle proposte che
  mi vengono fatte. Quella dell'onorevole Trizzino è una proposta
  che nel momento in cui c'è uno stralcio, è assolutamente come
  dire legittima.
    Ora valutiamo un attimo questi emendamenti, quelli che
  riteniamo possano essere idonei all'articolo 20 si mettono là,
  altrimenti si votano qua. Dopodiché l'A.52 certamente non
  ritengo di spostarlo, peraltro l'onorevole Assenza che è il
  firmatario dell'A.22 mi chiede di non spostarlo per cui, come
  dire, stiamo dando una risposta all'onorevole Trizzino, ma non è
  che perché l'onorevole Trizzino fa una proposta vuol dire che
  c'è dietro chissà che cosa di nascosto e di terribile, ha fatto
  una proposta che la Presidenza sta valutando.
    Sicuramente sull'A.53 mi dovete dire. L'A.53 che cosa prevede?
  È un adeguamento alla normativa statale, quindi perché lo
  dovremmo spostare? Siccome, in ogni caso, ritenuto che tutti e
  tre gli emendamenti di cui mi parlava l'onorevole Trizzino non
  abbiano, secondo me, motivazione di essere spostati sullo
  stralcio

    BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io
  intervengo sull'ordine dei lavori solo per precisare che ho
  l'impressione che stia passando il principio che questa
  procedura della sottoposizione all'Aula del fascicolo degli
  emendamenti aggiuntivi sia quasi una procedura normale.
    Io ricordo all'Aula che parliamo di edilizia dal 20 settembre,
  se c'erano argomenti particolarmente rilevanti, meritevoli di
  apprezzamento, queste riflessioni dovevano seguire un percorso
  ordinato che era quello della presentazione di un testo, di un
  testo coordinato con le norme nazionali, di un testo che
  prevedeva dei correttivi, con termini per emendamenti, esame
  dell'Aula, approfondimento in Commissione, invece l'impressione
  che si ha, presidente Miccichè, è che questo fascicolo degli
  emendamenti aggiuntivi sia un po' la composizione di equilibri
  dalle parti della maggioranza con norme che nulla hanno a che
  fare con questioni prettamente edilizie, ci sono condoni,
   condonucci', condoni anche relativi ai canoni demaniali,
  condoni relativi agli aspetti degli immobili confiscati alla
  mafia, insomma un testo che non è per nulla coordinato con gli
  aspetti relativi all'edilizia.
    Io credo, Presidente, sommessamente, che se oggi l'Assemblea
  comincierà a votare questo fascicolo insomma faremo un passo
  indietro.
    Ricordo che nella scorsa legislatura una parte degli
  emendamenti di questo fascicolo sono stati dichiarati dalla
  Presidenza dell'Assemblea, dopo il parere favorevole della
  Commissione, inammissibili e sono stati stralciati.
    Io credo che il contesto normativo, oggi rispetto allora, non
  sia cambiato granché e in un momento particolare, anche perché
  basta scorrere il fascicolo e ci sono emendamenti per altezza di
  21 metri e settanta, insomma non stiamo facendo una bella figura
  con tutti quelli che ci guardano, imporrebbe una determinazione
  diversa da parte dell'Assemblea.

    PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, i disegni di legge,
  specialmente quelli che hanno un certo peso politico, in ogni
  disegno di legge vengono presentati regolarmente decine e decine
  di emendamenti aggiuntivi, in tutti i disegni di legge. Questo è
  soltanto l'ultimo. La Presidenza valuta quelli che ritiene di
  potere portare in Aula e quelli che ritiene di non dover portare
  in Aula. In questa occasione gli emendamenti aggiuntivi che sono
  stati presentati sono tra cinquanta e sessanta. La Presidenza ha
  ritenuto che sette, otto di questi potessero essere portati
  all'attenzione dell'Aula, per cui non fate sempre lezioni su
  quello che è stato fatto, su quello che bisogna fare. Non c'è
  dubbio che il lavoro della Presidenza sia un lavoro complesso,
  anche perché ripeto per l'ennesima, il fatto su cui poi ormai
  forse nella prossima legislatura bisognerà trovare una intesa
  maggiore con le Commissioni, una marea di emendamenti arrivano
  in Aula e non dovrebbero arrivare in Aula perché dovrebbero
  essere discussi specialmente quelli squisitamente tecnici come
  ce n'è anche tra gli aggiuntivi, dovrebbero essere discussi in
  Commissione, l'Aula dovrebbe dare una valutazione di tipo
  politico sulle proposte che vengono fatte, quelle squisitamente
  tecniche non dovrebbero arrivare qua in Aula, ma al di là di
  questo, comunque, tutte le leggi hanno avuto la possibilità di
  presentazione di emendamenti aggiuntivi, la Presidenza ha sempre
  valutato quelli che riteneva di potere far votare e quelli che
  riteneva di non dover far votare. Non c'è niente di strano e
  questo è avvenuto sempre e con presentazione da parte di tutti i
  Gruppi, il suo compreso, non è che ci sono alcuni Gruppi che
  presentano gli emendamenti aggiuntivi ed altri no, perché
  regolarmente vengono presentati da tutti i Gruppi parlamentari.
    Allora, onorevole Savarino, prego.

    SAVARINO, presidente della Commissione. Volevo ringraziare la
  Presidenza per il lavoro, appunto, che è stato fatto rispetto
  alla marea di emendamenti che sono arrivati sia al teso che
  aggiuntivi e che solo in maniera scremata adesso vediamo in Aula
  e volevo, anzi, a supporto del lavoro di questa Presidenza dire
  che anche noi come Commissione ci siamo riuniti più volte anche
  quando contestualmente al lavoro d'Aula, per esaminare gli
  emendamenti tecnici che sono stati dichiarati ammissibili dalla
  Presidenza dell'ARS, compreso oggi pomeriggio prima dell'Aula,
  quindi il lavoro è di coordinamento del Servizio Studi, della
  Presidenza dell'Assemblea, più modestamente anche della
  Commissione che ho l'onore di presiedere, è costante e cerca di
  essere il più possibile attento.

    PRESIDENTE. Questi interventi di Foti e Schillaci sono su che
  cosa? Perché noi ancora non abbiamo messo in votazione alcun
  emendamento, quindi forse se i vostri interventi devono essere
  sugli emendamenti aspettiamo di metterli in votazione o no?

    (Intervento fuori microfono)

    Ognuno parli per sé. Voglio capire, sono su qualche
  emendamento specifico?

    (Intervento fuori microfono)

    E allora aspettiamo che venga chiamato l'emendamento.

    FOTI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FOTI. Grazie Presidente, il mio intervento diciamo che
  riguarda considerazioni generali come quelli dei colleghi che
  hanno parlato prima.
    Presidente, la scorsa settimana lei ha distribuito un
  fascicolo denominato emendamenti aggiuntivi bis dove ce n'era
  uno che avevo depositato qualche settimana fa durante i lunghi
  lavori di approvazione del disegno di legge 669, in particolare
  parlo dell'A.46. L'avevo rinvenuto, numerato nel fascicolo

    PRESIDENTE. Quale era l'emendamento?

    FOTI. A.46, dell'ex fascicoletto. Ora, Presidente, di cosa si
  parla in questo emendamento che avevo presentato? Si dice che
  nelle more dell'adozione del PAES, l'Assessorato all'Energia
  individui le aree idonee e non idonee, nonché le linee guida per
  l'installazione degli impianti fotovoltaici.
    Ora, probabilmente, è superato, nel senso che le linee guida
  hanno avuto un passaggio, credo all'Assessorato all'Ambiente su
  proposta degli esperti.

    PRESIDENTE. Esattamente questo, è stato superato.

    FOTI. Però, mi scusi Presidente, sulla questione delle aree
  idonee e non idonee, fermo restando che non lo trovo nel
  fascicolo, quindi è stralciato. Magari se c'è il piacere di dire
  come mai, dato che è un tema che interessa tantissime persone.

    PRESIDENTE. Sì, sì ma è stato, scusi, è proprio superato da
  quello che lei diceva. Dopo di che il resto è oggetto di ordine
  del giorno che

    FOTI. No, no Presidente. C'è un'altra parte che riguarda le
  aree idonee e non idonee, che noi in Regione abbiamo per quanto
  riguarda il comparto dell'eolico, ma non del solare. Quindi, chi
  vuole attivarsi con queste procedure, non sa dove è idoneo e
  dove non è idoneo e va un po' a casaccio. E, quindi, va a
  comprare terreni in giro. Va a fare rogiti, come dire, che potrà
  eventualmente revocare, qualora non riceva l'autorizzazione,
  perché non c'è chiarezza  Ora, se noi abbiamo sempre voluto fare
  certezze

    PRESIDENTE. Signori, io ho ritenuto che questo sia oggetto di
  ordine del giorno, perché una legge dovrebbe dare all'assessore
  anche alcune linee, alcune direttive per poterlo fare. Intanto
  diamoglielo come ordine del giorno.

    FOTI. Siccome sono tanti anni che si aspettano le zone idonee
  e non idonee, io credo che sia un diritto, per chi vuole mettere
  pannelli solari, sapere dove è idoneo e dove non è idoneo. Non
  procedere a casaccio, perché sono mesi che sui giornali troviamo
  parecchi gridi di allarme in merito a questa attività di
  scoutismo, di ricerca di terreni, di messa all'angolo di
  agricoltori.
    Certamente non sono gli imprenditori del fotovoltaico, ma ci
  sono, probabilmente, dei mediatori o delle persone che hanno
  capito che, mettendo all'angolo gli agricoltori, probabilmente,
  li faranno cedere e derogare alla propria attività agricola
  quella di fotovoltaico
    Allora io l'ordine del giorno, Presidente, non lo so se lo
  preparo, perché io preparo gli ordini del giorno, ma non capisco
  bene con quel  è accettato come raccomandazione , a volte mi
  sembra un attimo, un modo per sminuire il lavoro che viene
  fatto.
    Io chiedo all'assessore, mi basta un cenno. C'è intenzione di
  far venir fuori le aree idonee e non idonee? Quando si parlava
  di eolico c'era l'assessore Callari, mi pare che si chiamava. In
  pochi mesi, o magari ce l'aveva già pronto il lavoro chi lo sa,
  grazie agli Uffici, ha definito quali erano queste benedette
  zone idonee e non. Non si andava avanti a mosca cieca. Nei
  territori non c'è

    PRESIDENTE. Onorevole Foti, io credo che sia chiarissimo.

    FOTI. Allora, l'emendamento è stato stralciato. Io l'avrei
  approvato per dare forza all'assessorato all'Energia e
  all'Ambiente, e a chi deve decidere.

    PRESIDENTE. Se lei lo vuole trasformare in ordine del giorno,
  sennò chiamerò io stesso l'assessore.

    FOTI. Se ci arrivo faccio un ordine del giorno, sennò a me
  basta la parola che vale di più dell'atto. Casomai lo preparo
  per la prossima volta. Però ci vogliono regole certe  Vogliamo
  una mappa: qua sì e qua no  Le regole sulle caratteristiche,
  l'altezza, sono state fatte, e io ringrazio tutti.
    Presidente, non disturbo più

    PRESIDENTE. No, lei non disturba mai. Onorevole Schillaci,
  scusi è sull'A.57 l'intervento? È su quello che ha presentato
  adesso?

    (Intervento fuori microfono dell'onorevole Schillaci)

    PRESIDENTE. Allora, scusi. È inutile che interviene. Essendo
  arrivato ora, lo può presentare solo la Commissione. Se lei lo
  fa presentare alla Commissione.

    SCHILLACI. Non lo sto presentando ora. Lo avevo già presentato
  la scorsa settimana, ma siccome ancora non stavamo trattando gli
  aggiuntivi

    PRESIDENTE. Era comunque fuori termine. Lo può fare solo la
  Commissione.

    SCHILLACI. No, no però le volevo dire, siccome è un
  emendamento che ha già avuto il vaglio dei tecnici, ed è un
  emendamento che secondo me arricchisce questo testo di legge

    PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, la prego, lo faccia vedere
  all'onorevole Savarino. Se l'onorevole Savarino intende
  presentarlo, lo presenta. Sennò io non lo posso proprio
  ricevere. L'onorevole Barbagallo, poco fa, lamentava il fatto
  che ci sono gli aggiuntivi, ma gli aggiuntivi, almeno, sono
  stati fatti.

    SCHILLACI. Va bene.

    PRESIDENTE. Quindi, la ringrazio. Faccia vedere all'onorevole
  Savarino il suo emendamento. Se lo presenta la Commissione, io
  lo posso fare valutare.


    Congedi

    PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
  odierna gli onorevoli Di Caro e Pasqua, oltre all'onorevole
  Marano che avevo detto prima.

    L'Assemblea ne prende atto.


    Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn.
  669-140-453/A

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento A.31
  del Governo.
    Prego, assessore Cordaro.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, si tratta del recepimento della
  legge nazionale 76/2020  Semplificazione legata ai centri
  storici . Chiedo all'Aula di votarla favorevolmente.

    BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  facendo seguito alle riflessioni che ho fatto pochi minuti fa,
  evidenzio che in questo emendamento olografo del Governo manca
  la relazione tecnica, come è evidente, e anche qua, Presidente,
  siamo in presenza di un recepimento di due commi, il 2 e il 5,
  che troviamo nel fascicolo relativo ai riferimenti normativi,
  che non facevano parte del recepimento dinamico. Quindi, bastava
  lavorare prima per un recepimento dinamico e ben organizzato,
  piuttosto che ricorrere all'ultimo secondo della legge
  sull'edilizia, dico che certamente non è la procedura ordinaria
  di approvazioni della legge.

    PRESIDENTE. Questo credo che è un emendamento che abbia una
  sua importanza, non c'era bisogno di relazione tecnica, perché
  non prevede oneri, quindi, non c'era bisogno di relazione
  tecnica.

    BARBAGALLO. Ma che vuol dire non c'era bisogno di relazione
  tecnica, Presidente? Presidente lei ci dovrebbe dare una mano,
  perché non c'è bisogno della relazione tecnica?

    PRESIDENTE. Una cosa è la relazione illustrativa, una cosa è
  la relazione tecnica  La relazione tecnica è quella quando sono
  previsti degli oneri.

    BARBAGALLO. Nello stesso fascicolo, per altri emendamenti del
  Governo che non hanno spesa, ma come abbiamo fatto sempre, non è
  che è il primo giorno d'Aula, c'è la relazione tecnica, e mi
  sorprendo che gli Uffici, prima dei deputati, non siano
  intervenuti, non è la procedura corretta. E per essere chiari si
  sta facendo una forzatura a votare un emendamento di questo tipo
  in questo modo, chi vuole se ne assuma la responsabilità. Noi
  siamo contrari

    PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, mi assumo la responsabilità
  di quello che dico, non è così quello che lei dice, punto  Per
  cui pongo in votazione l'emendamento A.31 con il parere
  favorevole della Commissione.

    BARBAGALLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  nominale.


    Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A.31

     PRESIDENTE  Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
  dell'emendamento A.31.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

  (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

  Risultato della votazione

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti     52
    Votanti      41
    Maggioranza  21
    Favorevoli   24
    Contrari     17
    Astenuti     0

  (È approvato)

    Si passa all'emendamento A.37 del Governo.

    BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  per una maggiore intelligenza abbiamo coniato ormai il termine,
  prima era partito come  Finanziaria Netflix , ormai questo è un
  emendamento, è una questione  Netflix , perché ogni sessione
  arriva una correzione rispetto alla Commissione Viavas, anche là
  se ci fosse stato un ragionamento, vuol dire che non c'è la
  relazione tecnica, qual è la Commissione?

    PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevoli colleghi, questo
  emendamento è passato in Commissione Bilancio, che ha dato il
  parere favorevole. La Commissione Bilancio lo saprà, non mi
  viene comunicato. Mettiamolo in votazione, non possiamo ad ogni
  emendamento fare così.
    Pongo pertanto in votazione l'emendamento A.37.
    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

  (È approvato)

    Si passa all'emendamento A.52. che è quello dei beni
  sequestrati alla mafia.

    BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  siamo contrari all'emendamento A.52 perché intanto, rispetto
  alla premessa che ha fatto l'assessore, c'è un emendamento del
  Governo che viene sottoposto all'Aula, quindi, è un emendamento
  governativo, non è che si rimette all'Aula, abbiamo capito così.

    PRESIDENTE. Per favore se evitate di dibattiti a due.
  Onorevole Barbagallo, faccia il suo intervento.

    BARBAGALLO. Signor Presidente, noi riteniamo che, se c'è un
  immobile abusivo che si trova nel territorio della Regione,
  quell'immobile debba essere demolito. Riteniamo che questo
  principio vada applicato, soprattutto per motivazioni connesse
  all'interesse pubblico.
    Pensiamo ad un immobile confiscato che è fatto con cemento
  depotenziato, quindi rischia di crollare dopo 5, 10, 15, 20
  anni. La stessa cosa per i tanti immobili ricadenti nei vincoli
  di inedificabilità assoluta, che si trovano sulle falde
  acquifere, sulle alve dei fiumi, eccetera, quindi dare la
  possibilità ai comuni, ai liberi consorzi, di regolarizzare
  quegli immobili, certamente produrrebbe degli effetti che sono
  lontanissimi dagli interessi pubblici. È una iniziativa
  singolare, per cui siamo fermamente contrari.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io voglio
  fare un'altra considerazione, e chiedo all'assessore di
  rifletterci. Questa è la classica norma che rovina gli
  amministratori, perché noi stiamo stabilendo, con una legge
  regionale, che i beni confiscati assegnati ai comuni, alle città
  metropolitane ecc. ecc., qualora gli amministratori dichiarino
  l'esistenza di prevalenti interessi pubblici ostativi alla
  demolizione
    Io voglio conoscere una amministrazione che assume su di sé la
  responsabilità di dichiarare, appunto, l'esistenza di prevalenti
  interessi pubblici, che poi io vorrei capire che cosa sono,
  vorrei sapere come si combina dal punto di vista amministrativo
  il concetto di prevalente interesse pubblico ostativo alla
  demolizione.
    Io forse comprendo il senso della norma, nel senso che se lo
  dovessi interpretare potrebbe essere limitata esclusivamente a
  quei beni che, ancorché costruiti in violazione delle norme
  edilizie, siano esclusivamente destinati a pertinenza di aree
  demaniali, ad esempio in una spiaggia per metterci le barche
  piuttosto che  ma qui stiamo parlando di un concetto che
  sottopone gli amministratori ad un livello di pressione, altro
  che risolvere i problemi
    Noi qui il problema lo stiamo spostando mettendo gli
  amministratori locali, ad ogni livello, con le spalle al muro,
  ripeto, poi qualcuno mi spiegherà quale è un atto formale che
  dichiara l'esistenza di prevalente interesse pubblico ostativo
  alla demolizione di un bene che è in difformità alle norme.
    Ora, lo diceva anche l'onorevole Barbagallo, ma attenzione,
  noi stiamo facendo passare un rischioso pericolo. Cioè che per i
  beni cosiddetti abusivi il giudice dispone la demolizione, il
  bene abusivo di un mafioso che viene conferito all'ente locale,
  nel caso in cui per finalità istituzionali, come diceva
  l'assessore, diventa improvvisamente un bene non più abusivo.
  Attenzione che è un tema delicatissimo, e invito il Governo a
  rifletterci meglio, perché penso che questa ipotesi è un'ipotesi
  troppo speciale per assumerla con provvedimento di legge di
  fatto ordinaria che consente di esporre gli amministratori
  locali.


    Congedo

    PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta
  odierna l'onorevole Catalfamo.

    L'Assemblea ne prende atto.


    Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn.
  669-140-453/A

    TRIZZINO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel mio
  precedente intervento, quando ho fatto quella proposta
  ovviamente non ho mai pensato neppure per un secondo che
  l'emendamento dell'onorevole Assenza, o quello dell'onorevole Lo
  Curto, fossero spazzatura. Questo deve essere chiaro.
    Io volevo trattarli separatamente per rendere più agevole la
  discussione, mi sembrava doveroso fare questo chiarimento,
  l'A.52 interviene sulla 78 del 1976, l'articolo 15 prevede
  questo vincolo di inedificabilità assoluta, i 150 metri, unico
  caso in Italia di inedificabilità assoluta in aree demaniali sui
  150 metri dalla costa. La norma poi fu modificata nel tempo, e
  ha introdotto una serie di beni che esulano da questo vincolo di
  inedificabilità assoluta, che sono quelli di diretta fruizione
  del mare eccetera, con questa norma legittima, ci mancherebbe,
  introduciamo un'altra categoria, i beni che l'agenzia nazionale
  per i beni confiscati alla criminalità organizzata rilascia ai
  comuni il patrimonio indisponibile dei comuni, nel caso in cui
  sussistano queste la necessità che il comune li utilizzi.
    Tutti questi requisiti, la prevalenza di interessi pubblici
  eccetera, io non ricordo - sarò onesto - se questa discussione è
  intervenuta in Commissione o meno, però la domanda che pongo, e
  per questo mi sono domandato della necessità di trattarlo a
  parte, vorremo avere la quantificazione di questi beni, cioè è
  importante che il Parlamento, prima di decidere se rientrino nel
  novero di quelli esclusi dai 150 metri, sappia quanti
  effettivamente sono, perché è giusto che si conosca quantomeno
  non dico nel dettaglio, ma numericamente, anche le condizioni,
  come diceva l'onorevole Barbagallo degli immobili, che in questo
  modo non dico saniamo, ma recuperiamo da quelli che vengono
  esclusi dalla inedificabilità assoluta. Questa è la richiesta
  che pongo all'assessore Cordaro.

    LACCOTO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, normalmente io
  su questi temi dell'edilizia sono molto cauto, ma in questo caso
  penso, anche come sindaco, che non è accettabile questo tipo di
  emendamento, e non posso sicuramente essere favorevole, perché
  qui rischiamo di dare un messaggio, e io specialmente nel mio
  comune che ha molti abusivi nei 150 metri, praticamente diamo il
  messaggio che quello costruito dalla mafia, pur essendo dato al
  comune per interesse pubblico resti, mentre quella dei privati,
  che magari sono fatti per necessità, devono essere praticamente
  già acquisiti, demoliti eccetera.
    Io su molti temi sono d'accordo, e l'assessore lo sa, ma su
  questo noi daremo sicuramente un esempio di non assoluta
  trasparenza, diciamo così, anche a tantissimi cittadini che
  magari per necessità si trovano ad essere abusivi rispetto a
  quelle zone dei 150 metri, o ancora nell'arco ecco dei parchi
  fluviali, e altre situazioni, per cui penso che si opportuno non
  insistere su questo emendamento.

    LUPO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
  anch'io confido che il Governo voglia riconsiderare la decisione
  ritirando l'emendamento A.52 che peraltro, così com'è scritto,
  Presidente, mi sembra anche di difficile applicazione, perché si
  dice  beni trasferiti per finalità istituzionali o sociali
  dall'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione
  dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata,
  al patrimonio indisponibile di comuni, liberi consorzi, città
  metropolitane e Regione che abbiano dichiarato l'esistenza di
  prevalenti interessi pubblici ostativi alla loro demolizione .
    Allora, io intanto penso che un ente pubblico deve dare
  l'esempio, quindi deve essere il primo a demolire un edificio
  che è abusivo ed entro i centocinquanta metri, che poi la
  proprietà dell'abusivo fosse di un mafioso, e che il bene è
  stato confiscato, è un motivo in più per demolirlo per primo,
  non per salvarlo, perché ha un impatto micidiale anche
  sull'opinione pubblica, che spesso è anche ignara del fatto che
  il bene è stato confiscato, è stato conferito al comune. Si sa
  in una realtà territoriale che quello è un edificio costruito
  dalla mafia, e sarebbe un messaggio devastante che sul litorale,
  per esempio, fossero demolite tutte le ville che si trovano
  entro centocinquanta metri tranne la casa costruita dal mafioso,
  ancorché poi possa essere stato patrimonio confiscato e
  assegnato al comune.
    E poi cosa significa questo  che abbiano dichiarato
  l'esistenza di prevalenti interessi pubblici ostativi alla loro
  demolizione ? Ma ci possono essere interessi pubblici ostativi
  alla demolizione? Io penso di no. Io penso che se il bene è
  entro i centocinquanta metri e c'è un problema di sicurezza,
  d'impatto ambientale perché il bene è sul letto di un fiume o su
  una spiaggia va demolito punto e basta. Quali sono questi
  interessi pubblici che possono addirittura essere sovraordinati
  alla tutela del paesaggio che è costituzionalmente garantita?
  Quindi, io invito davvero il Governo a ripensarci ed a
  ritirarlo.

    CALDERONE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CALDERONE. Signor Presidente, il fine è certamente un fine
  nobile, e soprattutto condivisibile. Però io, da modesto
  giurista, mi pongo un problema, assessore Cordaro, e glielo
  sottopongo. È un problema di costituzionalità, cioè noi come
  facciamo, al di là delle argomentazioni che hanno evidenziato i
  colleghi che mi hanno preceduto, e che hanno certamente una loro
  valenza, ma va considerata la res, cioè va considerato
  l'immobile.
    È un immobile abusivo o non è un immobile abusivo?
  Indipendentemente da chi è il proprietario, il possessore, è
  certamente un immobile che potrebbe essere abusivo, poi se
  facciamo la norma sui centocinquanta metri, quello è un altro
  discorso, ma è una norma generale. Qui si pone un problema che
  attiene, direi, ai principi generali del diritto. Come si fa a
  dire che una norma è abusiva perché è di Calderone, e non è
  abusiva perché è di Lo Curto? Io credo che è una norma che si
  candida seriamente ad essere impugnata, e ad essere soprattutto
  bocciata dalla Corte Costituzionale, quindi questa è la mia
  modesta opinione, assessore Cordaro, indipendentemente, ripeto,
  dal fine, che certamente nessuno mette in discussione, quindi
  valuti questa mia osservazione.

    LO CURTO, relatore. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LO CURTO, relatore. Sì Presidente, grazie. Anche a nome della
  Commissione ritengo che questa norma vada ritirata. Chiedo al
  Governo di ritirare questa norma perché, a prescindere dai
  profili di legittimità anche sul piano giuridico, che sono stati
  molto bene espressi dall'onorevole Calderone, c'è davvero anche
  una valutazione di merito, ed il merito è che, sebbene possa
  apparire uno sfregio alla mafia volere attribuire questo bene,
  che ne so, per una caserma dei carabinieri, mettiamo pure il
  caso, è pur vero il contrario, che non sappiamo quanto
  facilmente possa essere utilizzata questa norma dai comuni,
  perché vige poi la preoccupazione che possano essere le
  amministrazioni pubbliche oggetto di pressioni, e quindi
  difficilmente si potrebbe entrare nel merito di una valutazione
  favorevole. Anzi, al contrario, che possa prevalere il senso che
  noi vogliamo salvare un bene confiscato alla mafia dal destino
  della demolizione, io credo che questo Parlamento non si possa
  assumere questa responsabilità.
    Con tutto il rispetto e l'affetto per l'onorevole Cordaro, noi
  chiediamo che venga ritirato.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
  Presidente, allora alcune precisazioni in ordine ai quesiti
  posti dai colleghi.
    Sui numeri, qualcuno si poneva il quesito sui numeri, non
  abbiamo notizie di altri beni oltre un bene ricadente in
  territorio di Alì Terme relativamente a beni confiscati alla
  mafia e in sito di inedificabilità assoluta.
    Per quanto riguarda l'iniziativa, l'iniziativa viene proprio
  dai sindaci. Quindi, noi non vorremmo, onorevole Cracolici, come
  lei diceva, massacrare o mettere nei guai i sindaci, perché la
  richiesta viene proprio dai sindaci. Quindi delle due l'una,
  magari l'interpretazione può essere biunivoca rispetto al fatto
  che la finalità, così come si era pensato, qualora il Presidente
  dovesse decidere di far votare questo emendamento, di eliminare
  la parola sociale e lasciare le sole finalità istituzionali.
    Io mi voglio esprimere con estrema chiarezza per l'ultima
  volta, fermo restando, signor Presidente, che ho già detto qual
  è il mio punto di vista, e cioè che mi rimetto alla volontà
  dell'Aula, nella misura in cui per me in terra di Sicilia, e
  penso all'esempio degli esempi, per me l'esempio degli esempi è
  la stazione dei carabinieri di Corleone nella casa di Totò
  Riina.
    Ora, rispetto a questo, forse esprimo un paradosso, ma vi
  vorrei fare riflettere con questo, forse un bene immobile
  abusivo, confiscato alla mafia, se deve essere utilizzato per
  attività sociali, comunque pubbliche, andrebbe non abbattuto,
  lasciato là a monito contro la mafia. Ma in ogni caso questa è
  la finalità che io intravedevo in questo principio, che
  riconosco con l'onorevole Calderone essere di grande difficoltà
  sotto il profilo costituzionale.
    Quindi sotto questo profilo, signor Presidente, facciamo una
  valutazione di due minuti, non mi impicco sul tema, mi pareva un
  tema importante in una Terra come la nostra che vive anche di
  segnali precisi, dopodiché se l'Aula ritiene che non vada
  votato, io lo considererò ed eventualmente lo ritiro.
    Se sospende un minuto facciamo il punto con lei, signor
  Presidente.

    PRESIDENTE. Sono assolutamente d'accordo con lei, Assessore.
    La seduta è sospesa fino alle ore 18.15.

    (La seduta, sospesa alle ore 17.58, è ripresa alle ore 18.16)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ha chiesto di parlare
  l'Assessore Cordaro. Ne ha facoltà.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
  Presidente, in ragione degli spunti e delle riflessioni venuti
  dagli interventi dei colleghi e in buona sostanza di una serie
  di perplessità sollevate in maniera assolutamente trasversale,
  io allo stato ritiro l'emendamento A.52.

    PRESIDENTE. Assessore, mi sembra una idea saggia. Dite per
  favore tra i colleghi che abbiamo ripreso. È stato ritirato
  l'emendamento A.52.
    L'Assemblea ne prende atto.
    Si passa all'emendamento A.53.

    SAVARINO, presidente della Commissione. È una riscrittura,
  Presidente.

    PRESIDENTE. È una riscrittura, quindi A.53.R. Lo pongo in
  votazione.

    (Viene richiesta  la votazione avvenga per scrutinio nominale)

     (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


    Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A.53.R

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
  dell'emendamento A.53.R.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti     47
    Votanti      30
    Maggioranza  16
    Favorevoli   20
    Contrari     10
    Astenuti     1

    (È approvato)

    Si passa all'emendamento A.3.1 che è un subemendamento
  dell'A.3.

    BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO. Signor Presidente anche qua, dall'attività che
  abbiamo fatto in Commissione di istruttoria, noi nutriamo forti
  perplessità su questo emendamento.
    Di generale ed astratto questa norma non ha nulla perché
  riguarda, abbiamo capito, una zona specifica del comune di
  Messina, quindi nutriamo forti perplessità, Presidente Miccichè,
  sia sul metodo, perché non è quello corretto di andare avanti
  con amici e amici degli amici, e anche nel merito, quindi il
  nostro voto è contrario.

    PRESIDENTE. Benissimo, se non ci sono altri interventi, lo
  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (È approvato)

    (Intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. Dopo che ho fatto votare? Lo può fare sull'A.3.
  L'A3.1 è stato votato.

    (Intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.3.

    CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  nominale.

     (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


    Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A.3

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
  dell'emendamento A.3.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti     45
    Votanti      36
    Maggioranza  19
    Favorevoli   20
    Contrari     16
    Astenuti     00

    (È approvato)

    Si passa all'emendamento A.54.

    CORDARO, assessore per l'Ambiente ed il territorio. Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CORDARO, assessore per l'Ambiente ed il territorio. Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, in questo momento ho qualcosa di
  simile a quello che propone l'onorevole Cracolici, e siccome
  allo stato - sì, sì lui parla di amnesia - no, io non ricordo
  questo emendamento in quale contesto. Quindi io lo ritirerei,
  Presidente, salvo che

    (Intervento fuori microfono dell'onorevole Foti)

    CORDARO, assessore per l'Ambiente ed il territorio. Ah, ecco.
  Forse, onorevole Cracolici  No perché c'era un problema legato
  all'approvazione dell'assessore. Dobbiamo aggiustarlo.

    PRESIDENTE. Fate capire anche al Presidente? Onorevole
  Cracolici, vuole prima capire di che cosa parliamo con
  l'onorevole Foti o vuole parlare prima?

    (Intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. Non c'è bisogno.

    FOTI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Mi sembra più corretto dare prima la parola a lei.
  Ne ha facoltà.

    FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, durante, diciamo,
  la lettura del testo e la revisione della legge 16 del 2016
  abbiamo fatto un approfondimento e abbiamo verificato che con il
  comma 6 bis, che fu aggiunto proprio con la legge 16 del 2016,
  si stabiliva finalmente che i progetti di riqualificazione
  ambientale dei luoghi che erano stati oggetto di sfruttamento di
  estrazione di materiale da cava, a fine vita, questi luoghi
  vanno riqualificati creando alberature, laghetti e quant'altro.
  La progettazione venne, correttamente, affidata a carico del
  concessionario per un'approvazione successiva, ovviamente, per
  l'autorizzazione ambientale da parte dell'assessorato e non
  dell'assessore. Quindi l'onorevole Cracolici voleva
  puntualizzare questa correzione.
    Contestualmente, però, non abbiamo abolito il comma 7
  dell'articolo 19 della legge 127 dell'80 che, per lo stesso
  argomento, dà l'incarico al Comune della redazione del progetto
  esecutivo.
    Ora capite bene come i comuni non abbiano né i soldi e neanche
  le competenze di una per fare una progettazione così
  specialistica. Quindi, insomma, ne abbiamo parlato con gli
  uffici e per far superare il problema dell'abbandono di questi
  luoghi e il superamento, l'ottenimento del risultato con la
  piena effettiva efficacia del comma 6 bis dell'articolo 12 legge
  regionale 127 dell'80, che fu introdotto con la 16 del 2016,
  abbiamo apportato questo accorgimento. Chiaramente la parola
   assessore' va sostituita con  assessorato' ove si intende
  l'autorizzazione ambientale con tutti i suoi passaggi ed i suoi
  iter.

    PRESIDENTE. Onorevole Cracolici?

    (Intervento fuori microfono dall'onorevole Cracolici)

    PRESIDENTE. Benissimo. Lo facciamo e siete d'accordo voi così?

    (Intervento fuori microfono dall'onorevole Cracolici)

    PRESIDENTE. Chiedo scusa, state sereni perché può essere
  chiunque. Se c'è una parola da cambiare viene cambiata.

    CRACOLICI. Assessorato

    PRESIDENTE. È ovvio quello, lo consideravo un refuso. Lo
  dobbiamo fare come subemendamento o lo possiamo correggere?
  Possiamo correggerlo senza bisogno di subemendamento. Quindi, va
  inteso  assessorato'.
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
  contrario si alzi.

    (È approvato)

    Si passa all'emendamento A22. Lo pongo in votazione.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
  non so da dove partire con questo emendamento A.22, devo dire,
  ho letto, io so dove arrivare che qualunque cosa farete io ci
  voterò contro ma, intanto, per un dato, ora lo dico ai miei
  colleghi, l'ho detto durante l'intervento ma è pensabile che
  sono passati semplicemente quarantacinque anni, forse anche di
  più, lì siamo e noi in questo Parlamento con un sistema in cui
  siamo, parliamoci chiaro, noi ormai stiamo mettendo a dura prova
  l'autonomia siciliana, vede Presidente, io sono intervenuto
  all'inizio della seduta per chiedere l'effetto della sentenza
  pubblicata qualche ora fa dalla Corte Costituzionale, sa qual è
  l'effetto? Che ormai la specialità siciliana è diventata un
  problema per l'Italia non perché la Sicilia debba rinunciare
  alla specialità perché la Sicilia esercita la propria specialità
  in difformità a principi costituzionali compresi quelli dello
  Statuto e, quindi, è diventato arbitrio non più un vantaggio, un
  meccanismo in qualche modo di promozione di un territorio
  disagiato, noi con questa norma contribuiamo ancor di più a
  rendere ridicola questa nostra Regione.
    Ecco perché, Presidente, io veramente ho letto anche che il
  Presidente della Regione persino l'assessore, se non ho capito
  male, perché con l'assessore Cordaro uno deve stare attento a
  come parla, hanno preso posizione pubblica in difformità del
  promotore di questo emendamento, mi auguro che l'Aula e lo dico
  voti questo emendamento per appello nominale per davvero, cioè
  con consapevolezza, ognuno di noi si assume la responsabilità,
  sento dire che la maggioranza adesso vuole chiedere il voto
  segreto, sarebbe un'altra delle barzellette su questa norma
  perché questa norma va respinta se non ritirata dal proponente
  perché è una pietra miliare verso quella che quel poco che
  rimane dell'autonomia di questa Regione, ecco, perché
  Presidente, ripeto, questa è una norma che non poteva neanche
  entrare in Aula, neanche in epoche difficili per la vita di
  questa Regione sono mai entrate norme di questo tipo, quindi, io
  non aggiungo altre discussioni tecniche, potrei fare per le mie
  poche competenze dare elementi quasi nulle, ha ragione avvocato,
  però è evidente che questa veramente è una delle norme che
  mette, che giudica l'intera legislatura di questa Regione.

    TRIZZINO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, è
  inevitabile che il Movimento Cinque Stelle possa votare
  favorevolmente questa norma, sarò estremamente breve. Senza
  entrare nel tecnicismo, non entro nemmeno io, voteremo contro,
  noi non possiamo che essere contrari a questa norma, così è più
  chiaro? Allora, noi andiamo a fare un'operazione simile per
  certi versi a quella che si è voluta fare con l'articolo 20,
  cioè, una norma di interpretazione autentica, unico caso nel
  quale una legge retrocede i suoi effetti dalla pubblicazione,
  soltanto che in questo caso facciamo retrocedere effetti di
  quarantacinque anni, una cosa aberrante a livello giuridico ma
  anche nei confronti dei cittadini che si vedrebbero trovare
  contenziosi che sono improponibili anche di fronte al TAR, noi
  andiamo ad interpretare la norma che fu scritta nel '76 estendo
  le zone omogenee dei programmi di fabbricazione oltre quelle
  previste la A e la B, aggiungiamo C, D, E, ed anche gli immobili
  per il primo condono edilizio, una cosa che non è assolutamente
  concepibile e secondo me è anche un'offesa nei confronti di quel
  periodo storico dove c'era anche Piersanti Mattarella, in quel
  periodo, che ha firmato quella legge e anche le leggi
  successive, la 71/78 ma anche quelle ancora più successive dove
  persone che magari non erano in questo Parlamento, come Bino Li
  Calzi, che per esempio tutti ricorderanno, che hanno contribuito
  all'importantissima legge sulle aree protette che ha anticipato
  di dieci anni la Legge quadro, ecco andiamo a tradire quel
  momento glorioso in cui nel Parlamento siciliano si costruivano
  leggi a favore dell'ambiente.

    ASSENZA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ASSENZA. Signor Presidente, magari mi consentirà di sforare
  qualche minuto, siccome di questo emendamento mi assumo in
  proprio la paternità e la responsabilità, e quindi sgombriamo il
  campo che questo è un emendamento di DiventeràBellissima o
  addirittura del Governo.
    Il Governo si è espresso chiaramente per bocca dell'assessore
  Cordaro dicendo che non era d'accordo, magari poteva evitare
  l'intervento di oggi definendola una norma pattumiera, cercherò
  di spiegare che non è pattumiera e che forse dal contesto
  normativo che è venuto fuori alla fine di questo dibattito, ben
  altre norme possono essere considerate spazzatura.
    Detto questo, sono stato anche rimproverato, in senso
  affettuoso, dal Presidente della Regione, sono stato definito da
  qualche blog come una frangia che è particolarmente attenta
  all'interesse dei palazzinari, e questo ne risponderà nelle
  opportune sedi anche penali, perché non permetto a nessuno di
  offendere la mia reputazione personale, se con la massima
  serenità e senza spirito di polemica alcuna cerchiamo di
  ripercorrere le vicende che hanno caratterizzato questa
  edificazione nelle zone costiere in Sicilia, io credo che,
  quanto meno, il panorama sarà più chiaro per tutti e ognuno si
  assume le proprie responsabilità in ordine all'approvazione o
  meno della legge.
    Concluderò, poi alla fine, con un riferimento che proprio su
  questa norma, io penso che nessuna impugnativa di legittimità
  costituzionale potrà intervenire perché è una vicenda interna
  esclusivamente alla legislazione regionale e se impugnano questa
  norma regionale siciliana, così come è interpretata, si dovrà
  applicare la 47/85 nazionale che invece prevedeva
  l'edificabilità, allora. Quindi, ben venga l'impugnazione.
    Da che cosa nasce questa problematica? La Regione siciliana,
  su questo l'onorevole Trizzino ha perfettamente ragione affronta
  prima delle altre, nel 1976, la problematica dell'edificazione
  nelle zone costiere e non solo, a ridosso dei laghi, dei fiumi,
  a ridosso anche dei rilievi oltre una certa altezza e
  quant'altro con la legge regionale 12 giugno 1976 n. 78.
    Questa legge regionale per quanto riguarda l'argomento ci
  interessa in due articoli: l'articolo 15 comma 1, lettera a) e
  l'articolo 18, comma 1, che è la disposizione transitoria dalla
  quale purtroppo cattiva interpretazione o comunque dalla
  mutevole interpretazione della quale è emerso il coacervo
  giurisprudenziale e normativo conseguente che ha di fatto
  bloccato -  onorevole Cracolici e onorevole Trizzino  che voi lo
  sappiate o no il contenzioso è ancora aperto, perché queste
  pratiche di sanatoria ancora sono pendenti - vi è stato un
  articolo del dottore Pipitone della massima chiarezza che ha
  parlato, i dati sono suoi, addirittura di centinaia di migliaia
  di pratiche che ancora giacciono negli archivi dei comuni, negli
  uffici comunali per essere sottoposti ad esame e di queste ce ne
  sono migliaia pendenti davanti ai TAR o al CGA.
    Quindi, il contenzioso c'è, non lo creiamo con questa norma.
  Questa norma forse vorrebbe porre fine -  finalmente -  a questo
  contenzioso e ridare comunque una certezza e mettere una parola
  fine su una vicenda che ci trasciniamo, veramente da oltre
  quarant'anni, allora, cosa recitava questo articolo 15 comma 1
  lettera a), che introduce però vi prego di stare attenti:   Ai
  fini della formazione degli strumenti urbanistici generali
  comunali debbono osservarsi in tutte le zone omogenee, ad
  eccezione delle zone A e B in aggiunta alla disposizione vigente
  alla seguente prescrizione, lettera a ) che è quella che ci
  interessa,  le costruzioni debbono arretrarsi di metri
  centocinquanta dalla battigia, entro questa fascia sono comunque
  consentite le opere   che ha citato l'onorevole Trizzino.
      Allora, chi sono i destinatari di questa norma, perché
  l'articolo dice  ai fini della formazione degli strumenti
  urbanistici generali comunali  la norma è chiarissima, la norma
  si indirizza agli enti, ai comuni dicendo da oggi in poi quando
  voi adottate degli strumenti urbanistici nuovi, dei PRG nuovi
  dei Piani di fabbricazione dovete stare attenti, perché? Perché
  dovete prevedere una fascia di inedificabilità di centocinquanta
  metri dalla battigia, introducendo però un'eccezione, tranne che
  non si parla di zone A e B. Perché poi è una norma chiarissima
  perché i destinatari non sono i singoli cittadini, i destinatari
  sono gli enti nell'adozione e nella predisposizione degli
  strumenti urbanistici generali, a questa norma chiarissima dà un
  po' di confusione l'articolo 18, che è la disposizione
  transitoria, che invece però di chiarire complica, perché
  recita:  Restano salve le disposizioni contenute nei Piani
  regolatori generali e comprensoriali già approvati e divenuti
  efficaci, ai sensi dell'articolo 4 della legge regionale 5
  novembre '73 nonché quella relativa alle zone A e B dei
  programmi di fabbricazione già approvati , quindi fa salve -
  comunque - le previsioni degli atti già vigenti.
    Che cosa succede dopo interviene la sanatoria nazionale, la
  47/85 che -  andate a controllare -  non prevede questo limite,
  quindi, le pratiche presentate ai sensi della legge 47/85 nel
  resto d'Italia hanno portato alla sanatoria degli immobili
  ricadenti nella zona dei centocinquanta metri, perché la legge
  Galasso ancora non c'era, perché la legge Galasso - ricordo a me
  stesso -  è entrata in vigore nell'agosto del 1985, quindi
  successivamente alla 47/85, introducendo, a livello nazionale,
  una norma ancora più cogente, perché i centocinquanta metri li
  porta a trecento metri, li porta a trecento metri, anche in
  questo caso con tutta una serie di accezioni perché anche quella
  è meno restrittiva della nostra del 19/76 perché prevede
  comunque una specie della norma dell'articolo 20 nostra, che ci
  possono essere col consenso degli enti preposti alla tutela,
  delle eccezioni a questo punto.
    Noi riusciamo, però, a complicarci la vita, perché invece di
  recepire la 47/85 e, quindi, la sanatoria introdotta dalla legge
  nazionale, pensiamo bene di farne una nostra la 37/85 onorevole
  Cracolici forse lei già c'era in quest'Aula - no, ancora non
  c'era, meno male -  la legge 37/85 dove introduce un articolo,
  il 23, che è un capolavoro di confusione, e che al comma 10
  prevede tutta una serie di condizioni di applicabilità della
  sanatoria.
    Quella che interessa ai nostri fini è il comma 10 di questo
  articolo 23 che è un comma di parecchie righe - questo ve lo
  dico per esperienza, da tecnico del diritto, quando le norme
  superano una certa lunghezza è chiaro che succedono  e i
  colleghi avvocati lo sanno meglio di me  più si scrive in una
  norma più la norma diventa incerta e di difficile applicazione -
  il comma 10 recita:  Per le costruzioni che ricadono in zone
  vincolate da leggi statali o regionali per la tutela degli
  interessi storici, artistici, architettonici, archeologici,
  paesistici, ambientali, igienici, idrologici delle coste marine,
  lacuali o fluviali, le concessioni in sanatoria sono subordinate
  al nulla osta rilasciato dagli enti di tutela sempre che il
  vincolo, posto precedentemente all'istituzione dell'opera, non
  comporti l'inedificabilità e le costruzioni non costituiscano
  grave pregiudizio per la tutela medesima .
    Questa norma è quella che ha causato, ma non subito perché
  subito non venne interpretata com'era giusto non interpretarla
  perché evidentemente una norma, Presidente, non può operare che
  per il futuro, non può avere applicazione retroattiva e siccome,
  sia chiaro per tutti, voglio ribadirlo perché noi non stiamo
  andando a sanare nulla di quello costruito negli ultimi
  quarant'anni ma ci riferiamo solo alle costruzioni realizzate
  ante 1  ottobre 1983 per le quali pendono, da quella data,
  dall'85 in poi, le pratiche d'istanza di sanatoria, quindi,
  questo sia chiaro per tutti, non stiamo sanando l'edificazione
  selvaggia degli ultimi anni o degli ultimi vent'anni o degli
  ultimi trent'anni, stiamo andando a cercare di risolvere una
  volta per tutte un problema quarantennale.
    Dicevo, a questo punto, con questo articolo 23 che non può
  evidentemente operare retroattivamente molti comuni esaminano le
  pratiche in tempi brevi, incassano le oblazioni rilasciano le
  concessioni, molti altri hanno difficoltà per gli uffici
  tecnici, le pratiche non vengono esaminate subito o quant'altro,
  qualcuno ha difficoltà nel corrispondere in tempi regolari, le
  somme dovute per l'oblazione e cosa si realizza? Si realizza che
  molte di queste costruzioni sono state sanate, moltissime invece
  sono incappate in che cosa? In una modifica legislativa del
  1991, perché nel 1991 onorevole Barbagallo, e lei lo sa meglio
  di me, vi è solo nel 1991 che interviene un'altra disposizione,
  la legge regionale 15/91 che questa sì fa l'interpretazione
  autentica, dicendo: le disposizioni dell'articolo 15 devono
  essere interpretate come valide erga omnes e, quindi, anche per
  i singoli e non solo per gli enti pubblici, quindi nel 1991.
    Quindi, onorevole Cracolici, quella norma del '91 è
  un'interpretazione autentica di una norma di quindici anni prima
  che, però, e qui la giurisprudenza è stata chiara, è una norma
  interpretativa che non può operare per il passato e, quindi, vi
  sono state - e voi lo sapete meglio di me - le interpretazioni
  dei CGA, le due Circolari del Governo precedente che hanno
  cercato d'intervenire su questo.
    Questo Parlamento, nella scorsa legislatura, col voto
  favorevole di alcuni colleghi del PD che non sto qui a
  rammentare, in Commissione, aveva già approvato un emendamento
  simile che era un po' più azzardato -  devo dire la verità -
  perché apriva delle maglie forse non dovute, che questo
  emendamento non apre assolutamente, e poi venne stralciato
  all'epoca dalla Presidenza e non fu messo in votazione in Aula.
    Il sottoscritto ha ritenuto di ripresentarlo in questa
  legislatura perché, ripeto, parliamo  io non so se si parla di
  quattrocentomila, ma che siano decine e decine di migliaia di
  casi che intasano gli uffici tecnici dei comuni, che intasano i
  TAR e i CGA, che provocano un grave danno, comunque, allo
  sviluppo ordinario del territorio perché evidentemente in zone
  in cui, a macchia di leopardo, esistono delle costruzioni ormai
  regolari e per le quali non si può più intervenire e tante altre
  che invece rimangono purtroppo ancora sub iudice ed abusive e
  per le quali  cari colleghi, usciamo dall'ipocrisia, ma quante
  demolizioni sono state fatte in questi decenni, in questi
  vent'anni? E quanti e quali risorse e quali mezzi occorrerebbero
  per affrontare un fenomeno del genere? Quando invece ormai
  dovremmo dare una parola fine: Hai costruito quarantacinque anni
  fa, hai fatto male. La tua sanzione che è l'oblazione, invece di
  essere 10 può essere 20, può essere 100, ma quella zona va
  restituita alla normalità.
    Dopodiché, sia chiaro: non stiamo riaprendo nessun termine.
  Parliamo di costruzioni ante 1  ottobre 1983, per le quali -  e
  non vi può essere l'equivoco -  perché dice va bene, ora io
  faccio l'atto notorio falso, l'ho fatto l'altro ieri, presento
  la domanda  no, perché sono tutte pratiche per le quali ci sono
  da quarant'anni pendenti e presentate agli uffici e protocollate
  le istanze di sanatoria, quindi nessuna riapertura di termini,
  nessun incoraggiamento ad un abusivismo successivo e futuro.
  Dobbiamo uscire dall'ipocrisia, dobbiamo uscire dall'ipocrisia.
    Oppure, stanziamo due miliardi, caro Presidente, perché ne
  occorreranno almeno tanti, chiamiamo l'esercito e buttiamo a
  terra tutte le costruzioni abusive di quest'Isola. Abbiamo
  questo coraggio? Altrimenti non c'è Legambiente che tenga  O non
  c'è ipocrisia che tenga
    La legalità va ripristinata anche in questo modo, e non certo
  applicando in maniera difforme la norma a distanza di quindici
  anni come ha fatto la legge regionale del 1991. Quella sì che
  doveva essere impugnata. E poi impugnare che cosa, signor
  Presidente, e concludo. Impugnare che cosa?
    Un'interpretazione autentica di una norma nostra che era più
  restrittiva di quella nazionale, perché la Corte costituzionale
  ci dirà  si applica direttamente la n. 47 del 1985 . Abbiamo
  risolto tutti i problemi, quelle case sono immediatamente
  sanate.
    Grazie, signor Presidente.

    PRESIDENTE. Io vorrei che fosse chiara una cosa. Con
  l'onorevole Assenza, credo da inizio di questa Legislatura
  valutiamo con grande serenità e certamente credo nessuno si
  possa permettere o osare dire che siamo due cementificatori o
  due amanti dell'abusivismo -  nella maniera più totale -  però,
  ci sono situazioni che sono oggettivamente, onorevole Trizzino,
  mi ascolti un attimo, ci sono delle situazioni che sono
  veramente, straordinariamente, distorte.
    Siccome io mi ritengo, insieme a voi, classe dirigente di
  questo Paese e di questa Regione, io credo che dopo alcuni anni
  che si lavora su questa possibile soluzione del problema -
  ripeto - dove c'è poca demagogia da fare, non c'è nessuno che
  vuole cementificare e non c'è nessuno che vuole sanare
  situazioni insanabili, ma c'è una parte dei nostri corregionali
  che sono proprietari di case che sono messe in condizioni
  addirittura meno inquinanti, se vogliamo dire così, di altre,
  cioè sono -  per esempio -  venti metri più indietro, rispetto
  alla battigia, di altri che per motivi, che sono quelli che ha
  molto bene spiegato l'onorevole Assenza, sono state sanate, e
  loro che sono più indietro di queste case qui, per motivi di
  età, di leggi, di interpretazioni che invece non vengono sanate.
    Allora è un fatto. Io credo che quello che noi dobbiamo
  pensare di fare è trovare una soluzione ad un fatto di
  giustizia, al di là poi se la norma sarà  io sono convinto, come
  dice l'onorevole Assenza, che veramente non si capisce il motivo
  per cui dovrebbe essere impugnata perché la verità è che
  l'errore che ha fatto la Regione siciliana è non applicare
  direttamente la sanatoria nazionale e volerne fare un'altra,
  perché se fosse stata applicata direttamente la sanatoria
  nazionale oggi queste case sarebbero tutte sanate, quindi non si
  capisce chi è che può impugnare una norma che se avessimo usato
  il sistema nazionale sarebbero tutte assolutamente in regola,
  per cui, oggettivamente, io valuto che intanto non sto facendo
  questo intervento per convincervi a votare sì o no, ma soltanto
  per convincermi e comunque comunicare che non c'è nessunissima
  intenzione di cementificare o non c'è nessunissima intenzione di
  sanare situazioni recenti di abusivismo selvaggio che sono state
  fatte in Sicilia e che, certamente, né l'onorevole Assenza, né
  gli altri che ci ha lavorato, sicuramente molto più lui, ma
  abbiamo tentato di trovare soluzioni, abbiamo intenzione di
  fare.  Di abusivismo non se ne parla, si parla soltanto di
  sanare una situazione che ha creato delle ingiustizie, delle
  disparità di trattamento, evidenti, tra famiglie, tra persone,
  tra concittadini soltanto perché un Comune aveva fatto il suo
  piano regolatore e l'altro non l'aveva fatto, perché è stata
  applicata una legge regionale invece che quella nazionale, cioè
  per motivi che comunque a loro importa non sono problemi dei
  singoli cittadini, si trovano in una situazione -  per varie
  situazioni di applicazione di leggi regionali o nazionali - per
  cui ecco questo io volevo comunicarlo e dirlo.
    Non c'è nessuna volontà di cementificazione come qualcuno ha
  detto.
    Io personalmente, non posso che dire che sono favorevole a
  quello che ha scritto l'onorevole Assenza e sono fortemente
  favorevole, perché mi sono reso conto che bisogna sanare questa
  ingiustizia. Ci riusciremo oggi? Non lo so, se non ci riusciremo
  oggi, certo io non mi fermerò. Cercherò insieme all'onorevole
  Assenza di trovare altre strade perché veramente l'ingiustizia
  che hanno subìto queste persone è evidente. Chiedo scusa per
  questo intervento.
    Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo.

    BARBAGALLO. Signor Presidente, noi francamente avremmo
  auspicato un altro esito: avremmo auspicato lo stralcio della
  norma. Siamo preoccupati perché in questo momento ai siciliani
  servivano altre norme; le stesse perplessità che abbiamo
  illustrato all'inizio della trattazione di questo fascicolo di
  emendamenti aggiuntivi, li confermiamo adesso.
    Serviva altro in questo momento e non l'approvazione e la
  forzatura di andare avanti su questo tipo di emendamenti.
    Ho capito che il mio è l'ultimo intervento, quindi, fin da
  adesso chiediamo il voto palese nominale confidando nella
  responsabilità dei colleghi.
    Come ha detto bene il mio collega, l'onorevole Cracolici
  prima, negli ultimi tempi l'autonomia siciliana è messa
  veramente in discussione. Non a caso abbiamo parlato in questa
  legislatura più volte dell'istituzione, l'abbiamo attivato nella
  Commissione sulla qualità della legislazione siciliana.
    E' un argomento indifferibile, oggi rischiamo di fare tanti
  passi indietro. Abbiamo preso nota del parere contrario del
  Governo. Vedremo come si regoleranno anche i colleghi in Aula.

    PRESIDENTE. Io credo, onorevole Barbagallo, sinceramente e poi
  non parlo più che mettere in dubbio l'autonomia, l'autonomia
  funziona solo se rende più rigide le norme italiane mentre se
  cerca di applicare quelle italiane non è più autonomia. Non lo
  so se funziona così.
    Aveva chiesto di intervenire l'onorevole Papale. Ne ha
  facoltà.

    PAPALE. Volevo semplicemente intervenire perché secondo me la
  discussione è stata abbastanza esaustiva.
    L'onorevole Assenza ha esaminato il problema, se lo è studiato
  e ha dimostrato in Aula che non c'è nessuna sanatoria edilizia
  da sanare, nessuna norma da inventarci ma è semplicemente un
  problema di equità rispetto ad altre situazioni, rispetto ad una
  legge nazionale che all'interno del Parlamento siciliano
  piuttosto che essere recepita così come era stata preparata è
  stata travolta in un altro modo.
    Io chiedo che serenamente i deputati debbano esprimere il
  proprio giudizio con il voto segreto. Perché il voto segreto
  salvaguarda il diritto di ogni deputato che, al di là dei
  partiti, al di là delle appartenenze, può esprimere apertamente
  quello che pensa.

    PRESIDENTE. Va benissimo.

    PAPALE. Quindi, io chiedo che venga votato con voto segreto.

    PRESIDENTE. Bene. C'è una richiesta di voto segreto. Intanto
  il parere del Governo e della Commissione?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVARINO, presidente della Commissione. Noi l'abbiamo sempre
  bocciato, ma ci rimettiamo all'Aula.

    PRESIDENTE.  Verifichiamo se la richiesta di voto segreto è
  appoggiata.

     (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


    Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A.22

     PRESIDENTE  Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
  dell'emendamento A.22.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti     50
    Votanti      46
    Maggioranza  24
    Favorevoli   22
    Contrari     24
    Astenuti     0

    (Non è approvato)

    Per due voti, 24 contro 22. Io credo che non abbiamo fatto un
  buon servizio oggi, ma su questo ognuno la pensa a modo suo.
    Siccome su questo argomento, non sapendo come finisse questa
  votazione, ma avendo troppo a cuore questo problema, ho parlato
  l'altro giorno e poi l'ho messo in contatto -  chiedo scusa mi
  fate parlare un attimo - non abbiamo finito, abbiamo votato
  questo emendamento, stiamo andando avanti, tranquilli, però, sto
  comunicando che ho messo in contatto il professore Giuffrè  -
  che è Presidente della Commissione paritetica -  con la
  Commissione dell'onorevole Savarino perché, credo, che su questo
  argomento una soluzione, anche insieme allo Stato, bisogna
  trovarla, che vengano abbattute le case di persone che hanno
  soltanto come responsabilità il fatto che il proprio comune non
  avesse fatto il piano regolatore, veramente credo che è
  un'ingiustizia che in qualche maniera va sanata.
    Andiamo avanti.
    Comunque è stato bocciato l'emendamento, per cui, chiuso
  l'argomento.
    Si passa all'emendamento A48.R.

    CIANCIO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo un
  chiarimento dal Governo e dagli Uffici soprattutto perché io
  credo che questo emendamento abbia copertura economica, perché
  di fatto sono mancate entrate, ora la legge nazionale - parliamo
  dell'art. 100 del D.L 14 agisti 2020 n. 104 -  prevede che, al
  fine di ridurre il contenzioso relativo alle concessioni, i
  procedimenti giudiziari possano essere definiti mediante
  versamento in unica soluzione di un importo pari al 30 per cento
  delle somme richieste, oppure rateizzato fino a un massimo di
  sei annualità di un importo pari al 60 per cento.
    Ora, il decreto nazionale, chiaramente prevede una copertura
  per quanto riguarda le concessioni a livello nazionale ma in
  Sicilia che le concessioni versano direttamente alla Regione
  siciliana, non è una mancata entrate per la Regione e quindi non
  necessita di una copertura? Questo è un chiarimento tecnico che
  vorrei.

    LANTIERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ci stiamo informando su questo.

    LANTIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
  rassicurare la collega, perché c'è l'art. 114 che dà la
  copertura finanziaria perché è un recepimento della legge, con
  l'art. 100. Con l'art. 114 che è sempre nell'ultima finanziaria
  fatta dallo Stato dà la totale copertura alla legge è solamente
  un recepimento. Perciò non c'è un problema finanziario.

    PRESIDENTE. Il problema ci potrebbe essere anche con il
  recepimento. Questo non significa, un attimo solo onorevole
  Lantieri.
    Il Presidente della Commissione  Bilancio  c'è? Perché se noi
  lo potessimo valutare, lo possiamo aggiungere eventualmente al
  20. Se intanto facciamo un'analisi.
    Voglio capire se lo si può fare, siccome è una cosa che credo
  sia abbastanza importante, anche questo. Voglio evitare di dire
  no senza avere fatto prima tutti i dovuti accertamenti, per
  questo volevo sapere se nell'eventualità in cui fosse spostato
  sul 20 ci fossero problemi, perché tanto il 20 lo faremmo domani
  e quindi ci sarebbe questa possibilità, perché sono già le ore
  19.00. È solo il voto finale. Stiamo facendo un attimo una
  valutazione perché anche se è recepimento può prevedere spesa e,
  quindi, se prevede spesa quantomeno in Commissione  Bilancio  lo
  dobbiamo mandare.

      (Intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. Io non lo so, ormai votiamo in questa maniera da
  due anni

      (Intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. E poi ha tolto il tesserino, senza rimetterlo
  dentro? Sinceramente non so che dirvi

      (Intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. E non risulta? Sto chiedendo perché non tornare al
  voto normale, ormai siamo tutti seduti uno accanto all'altro,
  voglio dire  Un attimo che stiamo facendo questa valutazione,
  onorevole Lantieri.

    CALDERONE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Onorevole Calderone, lei risulta votante. I non
  votanti sono gli onorevoli Genovese, Lantieri, Lentini e Lo
  Curto.

      (Intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. Ah, tra gli assenti? Di Mauro pure risulta
  assente? Non ha votato Di Mauro? Di Mauro era presente.

      (Brusìo in Aula)

    Tanto il voto è stato fatto. Permettete che sto valutando? Il
  voto è stato fatto

      (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)

    PRESIDENTE. Onorevole Lupo, è stato già votato  Nessuno sta
  dicendo il contrario  Sto cercando di capire perché succedono
  determinate cose mentre stanno facendo la valutazione
  sull'emendamento dell'onorevole Lantieri. Colleghi, ma datevi
  una calmata tutti  Ma voi che pensate che io faccio rivotare
  Non faccio rivotare, potete stare tranquilli  State sereni
  Tranquilli  Onorevole Calderone, stiamo votando, lei risulta
  assente, mentre era più che presente. L'onorevole Di Mauro
  risulta assente. Tanto il voto è stato fatto e non può essere
  cambiato. Punto

      (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)

    PRESIDENTE. Onorevole Lupo, ma qual è il problema? Stiamo
  perdendo due minuti perché stanno facendo una valutazione e sto
  chiacchierando per capire alcune cose come si fanno, punto.
  Tanto, ripeto, il voto non è cambiabile, è stato fatto e il
  problema è già risolto.
    Per evitare che altri si arrabbino, ho convocato gli Uffici
  dopo per capire, perché se avvengono questi errori è il caso che
  si faccia una valutazione sul tipo di votazione, punto. Perché
  sono il Presidente e credo di avere il diritto di capire se
  questi errori avvengono oppure no. Siccome questa volta ci sono
  delle evidenze, fermo restando che il voto non si cambia, è
  quello, è stato votato punto e basta, perché non mi è consentito
  fare rivotare sulla stessa cosa, per cui il problema è già
  risolto e sapete quanto sono il primo ad esserne molto
  dispiaciuto perché questa norma io credevo che fosse una norma
  che si dovesse fare; però, pazienza
    L'emendamento a firma dell'onorevole Lantieri deve andare in
  Commissione  Bilancio , però onorevole Lantieri vediamo se lo
  inseriamo nell'altro, nel 20, già domani, però deve andare un
  attimo in Commissione  Bilancio ; deve passare dalla Commissione
   Bilancio .

    CALDERONE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Onorevole Calderone, non riprendiamo l'argomento
  del voto perché me la vedrò io con gli Uffici e poi vedremo di
  capire che cosa si deve fare. Prego, comunque, le do la parola.

    CALDERONE. Presidente, che ci sia stato qualcosa che non ha
  funzionato, al di là se è possibile da un punto di vista
  regolamentare ripetere il voto o no, ci sono dei dati di fatto
  che sono supportati e che sono incontrovertibili anche dalle
  telecamere, che io in questo momento o al momento del voto

    (Intervento fuori microfono)

    CALDERONE. Ascolti. Posso finire? Che io ero

    PRESIDENTE. A prescindere dalle telecamere li vedevo io; lo so
  che è così, devo solo capire che cosa è successo.

    CALDERONE. Per me era una votazione importante, come tutte,
  per carità, perché se sono qui parlamentare esercito il mio
  diritto-dovere di voto, è chiaro che un senso ci deve essere.
  Però, che io, tramandando ai posteri questa votazione, risulti
  assente mentre tutto il Parlamento ha visto che ero presente, è
  chiaramente una votazione falsata, mi dispiace dirlo.
    Quindi, io chiedo formalmente che venga adoperato ogni
  accorgimento tecnico per verificare, perché una cosa è il voto
  favorevole, il voto contrario, l'astensione, sono argomenti
  diversi. Qui io ero assolutamente presente, tutta l'Aula l'ha
  visto, il tesserino introdotto regolarmente, inserito
  regolarmente e io, pur tuttavia insieme a qualche altra collega,
  se non ho capito male, risulto assente e per me questo è un
  fatto inaccettabile, perché io chiedo agli Uffici anche di
  verificare la possibilità di ripetere il voto perché non è
  accettabile che io presente, assolutamente presente fisicamente,
  risulti assente. Altra cosa era se io fossi risultato astenuto o
  contrario o favorevole io non avevo nulla da dire per carità,
  sto alle regole e rispetto le regole.  Presidente, e finisco

    PRESIDENTE. Allora, onorevole Calderone, il punto fondamentale
  è questo che ha toccato lei, perché finché i colleghi mi dicono
   io ho votato sì, io ho votato no , essendo voto segreto nessuno
  lo potrà verificare mai. La situazione che mi turba è questa
  sua, perché lei

    (Brusìo in Aula)

     Colleghi, state tranquilli  Onorevole Ciancio, siccome c'è
  stato un problema serio mi permetta di affrontarlo  Per il
  signor D'Urso ne abbiamo parlato una settimana, permettetemi
  anche di affrontare questo, non è che succede niente

    CALDERONE. Io chiedo un approfondimento agli Uffici,
  Presidente, se c'è un precedente.

    PRESIDENTE. E allora, ora il voto, vi posso garantire, che non
  lo ripeto, punto  Per cui, questo è un argomento chiuso perché
  ora noi diamo il voto finale alla legge e la legge è votata con
  gli emendamenti che sono stati approvati.
    Siamo agli ultimi emendamenti, intanto votiamo gli ultimi
  emendamenti aggiuntivi.

    SAVARINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SAVARINO, presidente della Commissione. Vorrei che venisse
  messo agli atti, così come l'intervento dell'onorevole Calderone
  e poi valuteranno gli Uffici o se serve la Commissione
  Regolamento, che fisicamente l'onorevole Lo Curto, accanto a me,
  ha votato. Mi ha chiesto  tutto bene? , e invece risulta non
  votante. Io sono testimone oculare: proprio luce accesa, ha
  tolto la tessera. Va bene cosi? E risulta non votante. Quindi,
  sono più casi di errore. Che venga messo a verbale.

    PRESIDENTE. Fatemi fare sostanzialmente un'analisi. Onorevole
  Barbagallo e onorevole Lupo, non è che non hanno il diritto
  Avendo perso un voto una votazione importante essendoci quattro
  che hanno votato  sì', hanno tutto il diritto di lamentarsi. Se
  fosse successo il contrario già sarebbero caduti i tetti  Per
  cui, siamo sereni, per favore

    SAVARINO, presidente della Commissione.  La collega ha votato
  e risulta non votante.

    PRESIDENTE. Io, come vedete, comunque il mio atteggiamento
  rimane sempre lo stesso. Per cui, il voto, ovviamente, non si
  rifà, ma - ripeto - se fosse successo all'opposto, già saremmo
  domani con le prime pagine dei giornali  Dittatura del
  Presidente che fa i voti come dice lui '.
    Questo emendamento è quello a firma dell'onorevole Sammartino,
  che è squisitamente tecnico, credo che non ci siano problemi.

    CALDERONE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CALDERONE. Signor Presidente, se c'è un problema di
  approfondimento da parte degli Uffici, io

    PRESIDENTE. Forse non ci siamo capiti. Io posso, domani
  possiamo vedere se ripresentare la legge, ma io non posso perché
  mi è vietato fare rivotare  Perché il voto è stato effettuato e
  non lo posso rifare. Punto  Per cui, glielo ripeto, interessava
  me più di tanti altri e non perché interessava personalmente che
  non ho case in questi posti né conosco persone che ce l'hanno,
  ma le posso garantire che vedremo come, successivamente, potere
  risolvere il problema. Ma, intanto, oggi dobbiamo andare avanti,
  votare la legge che verrà votata senza questo emendamento.

    CALDERONE. Presidente, io faccio solo un esempio. Per carità,
  poi lei

    PRESIDENTE. Ma lei ha tutte le ragioni di questo mondo,
  onorevole Calderone.

    CALDERONE. No, no, io le rappresento soltanto un problema che
  potrebbe verificarsi. Se per ipotesi, a seguito
  dell'approfondimento, gli Uffici si rendono conto che è una
  votazione che va ripetuta perché noi eravamo presenti, quanto
  meno io e l'onorevole Lo Curto, secondo me non ha senso votare
  oggi la legge finale. Io la rinvierei e verificherei prima. Per
  carità, lei valuta

    (Intervento fuori microfono)

    CALDERONE. Intanto  no' lo deve  Io sto parlando col
  Presidente, quindi questo ronzio non è che sia gradevolissimo

    PRESIDENTE. Ripeto, io vorrei che i deputati dell'opposizione
  abbiano la cortesia di non lamentarsi perché, ripeto, quando è
  successo il contrario c'è stato l'inferno  Non è che c'è stata
  una richiesta educata dell'onorevole Calderone

    CALDERONE. Io lo sto dicendo con calma.

    PRESIDENTE. Per cui, all'onorevole Calderone ho già detto che,
  comunque, il voto non si ripete. Basta  Però, lui ha tutto il
  diritto di parlare e chiedere
    Andiamo avanti. Si passa all'emendamento A56. Lo pongo in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

    (E' approvato)

  (Intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. E' quello vostro, onorevole Barbagallo  Se vuole
  ripetiamo il voto perché forse era stato sbagliato.

  (Intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. Col voto contrario degli onorevoli Ciancio e della
  Zafarana.

  (Intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. Sì, di tutti i deputati del Movimento Cinque
  Stelle.
    Si passa all'emendamento A57, a firma dell'onorevole Schillaci
  che è stato fatto proprio dalla Commissione che ringraziamo. Lo
  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento A58, a firma dell'onorevole Caronia
  che è stato fatto proprio dalla Commissione. Lo pongo in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

    (E' approvato)

  (Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)

    PRESIDENTE. Perché bisogna completarlo quello. Questo è il
  voto finale, quello va completato  Dobbiamo aggiungere quello
  della presentazione, della durata. Gli ultimi articoli finali.
  Lo approviamo domani, Assessore.

  (Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)

    PRESIDENTE. Io non so che farle. La settimana prossima lo
  faremo. Io oggi faccio votare, questo è il voto finale di una
  legge che abbiamo appena finito di votare. Il 20 è stato votato
  l'emendamento, che è stato stralciato ed è stato fatto diventare
  legge. Già votato come articolo, però bisogna aggiungere
  l'articolo sulla norma conclusiva, eccetera e poi valutiamo, se
  è possibile, questo della Lantieri da inserire là dentro e, poi,
  ci sarà il voto finale. Però, è una cosa a parte. Oggi mi faccia
  finire questa legge.

    CALDERONE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CALDERONE. Presidente, io soltanto per suggerire, se mi posso
  permettere, di verificare se ci sono le condizioni per ritornare
  in pristino stato. Che intendo dire? Con questo sistema di voto
  si sono creati tanti problemi per le votazioni. Non è la prima
  volta. Questa volta è accaduto un fatto, direi, inedito quello
  dell'assente-presente o del presente-assente a seconda

    (Interventi fuori microfono)

    CALDERONE. Sapete cosa voglio dire? Sento  no'  Voglio dire
  che si rispristini il sistema di voto che c era prima, se è
  possibile.

    PRESIDENTE. Ho già chiesto agli Uffici la possibilità di
  ripristinare il sistema che c'era, ma purtroppo siamo ancora
  formalmente in emergenza e per cui non è possibile farlo.

    CALDERONE. Presidente, però è un problema serio perché non è
  la prima volta che si verifica.

    PRESIDENTE. Lo so bene e stasera lo affronterò come problema
  serio, onorevole Calderone, stia tranquillo
    Colleghi, se vi sedete facciamo il voto finale. Stiamo votando
  la legge con l'articolo 20 stralciato.

    BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Siamo tutti veramente molto stanchi, onorevole
  Barbagallo. Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO. Signor Presidente, sarò telegrafico, per
  annunciare l'astensione del Partito Democratico. Per mesi
  abbiamo chiesto che la norma venisse approvata celermente perché
  la Sicilia aveva bisogno e ha ancora bisogno urgente di norme
  volte alla semplificazione, alla celerità dei procedimenti
  amministrativi e per mesi abbiamo aspettato che la norma venisse
  calendarizzata in Aula.
    Purtroppo, nelle ultime curve il testo è stato aggravato da
  una serie di norme che non hanno nulla a che vedere con la
  semplificazione amministrativa e con recepimenti relativi alle
  questioni meramente edilizie. Per questo ci asteniamo,
  auspicando che già dai prossimi provvedimenti cambi soprattutto
  il metodo, perché le scorciatoie e norme che non hanno i
  requisiti di generalità e astrattezza non fanno parte della
  storia, del prestigio di questo Parlamento.

    TRIZZINO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    TRIZZINO. Grazie, Presidente. Noi all'inizio del dibattito del
  disegno di legge n. 669 abbiamo sostenuto la piena condivisione
  del lavoro, nel senso che avremmo votato positivamente qualora
  la norma avesse avuto come unico obiettivo quello di recepire il
  decreto nazionale sulla semplificazione e le procedure
  amministrative e il recepimento del dettato della sentenza della
  Corte costituzionale del 2017. Purtroppo, così non è avvenuto
  fondamentalmente per gli emendamenti aggiuntivi in parte non
  condivisi. Per cui, noi ci asterremo da questa votazione perché,
  purtroppo, non possiamo condividere nello spirito soprattutto le
  ultime norme che hanno colorato questo disegno di legge.

    LO CURTO, relatore. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LO CURTO, relatore. Signor Presidente, Governo, onorevoli
  colleghi, e con estremo favore e piacere che naturalmente mi
  compiaccio che questo disegno di legge sia oggi arrivato al voto
  finale.
    Sono il relatore del disegno di legge e per questo credo che
  anche a nome della Commissione e mi permetto di ringraziare
  soprattutto, naturalmente tutti i componenti della Commissione
  ma, in particolare, l'onorevole Presidente Savarino che ha
  sempre coordinato in maniera eccellente tutti i lavori in ogni
  seduta dando ascolto a tutti gli stakeholder e a tutte le
  opposizioni che, comunque, hanno pure contribuito a questo
  testo. Poi, nel gioco dei ruoli e delle parti si dirà - come è
  stato detto - che questa legge non semplifica, che questa legge
  non recepisce le istanze dei cittadini delle imprese, delle
  aziende, che questa legge non migliora nulla; ma, in realtà, non
  è affatto così.
    Questa legge semplifica - lo dicevo nella relazione con la
  quale ho introdotto il disegno di legge in Aula - questa legge
  rende compatibili le norme nazionali con quelle regionali,
  questa legge appunto coordina al meglio tutta la materia che si
  riferisce all'edilizia e va incontro e risponde all'esigenza,
  ormai veramente indifferibile, di dare un impulso all'edilizia
  che certamente è una delle voci più importanti del Pil della
  Regione siciliana.
    Credo che davvero questo Parlamento abbia fatto un buon
  lavoro, che lo abbia fatto l'Assessore nostro di riferimento che
  è l'assessore Cordaro, che l'abbiamo fatta tutti, Presidente,
  anche lei che ha saputo governare e dirigere l'Aula verso il
  voto finale anche in quest'ultimo tratto in cui c'è stato un po'
  di confusione e, probabilmente, qualche cosa nel meccanismo del
  voto non ha funzionato come avrebbe dovuto.
    Comunque, con orgoglio mi sento soddisfatta e credo di potere
  parlare a nome veramente di tutta la Commissione. Grazie.

     PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lo Curto.
    Colleghi, se, per favore, prendete posto per la votazione. Io,
  però, posso dire una cosa ai miei colleghi specialmente quelli
  della maggioranza che hanno votato con me il voto segreto?
  Quando io guardavo il numero dei presenti, è esattamente quello
  che risulta qui. Per cui, evidentemente c'era qualcuno che la
  tessera o l'aveva messa male o non ce l'aveva. Perché erano 46
  esattamente come ora. Siccome sto guardando, non ci dormirò
  stanotte su questa cosa, onorevole Savarino proprio perché si
  sappia  Li ho contati mentre parlava non so chi ed erano 46 i
  votanti e quelli che risultavano nel momento in cui si votava
  erano 46 dalla mia memoria, però può essere che mi sbaglio.

   669-140-453/A

    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  nn. 669-140-453/A

    PRESIDENTE. Indìco la votazione per scrutinio nominale del
  disegno di legge nn. 669-140-453/A.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti  .  49
    Votanti      27
    Maggioranza  14
    Favorevoli   27
    Contrari     0
    Astenuti     16

    (L'Assemblea approva)

    Assessore Cordaro, io domani pomeriggio voterei, a questo
  punto, lo stralcio. Lei che mi dice?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,
  la norma sui canoni la possiamo inserire, in ragione del fatto
  che si tratta di una norma di carattere ambientale, cioè una
  norma su cui ha competenza il Dipartimento Ambiente, nella prima
  norma utile, perché sotto il profilo della valutazione ratione
  materiae, in realtà, nonostante sia una norma che gli Uffici
  apprezzeranno e poi ci diranno, non c'entra niente col testo
  della norma e con l'edilizia.
    Quindi, io le chiederei, Presidente, di dare il voto finale
  anche stasera sull'articolo 20 e di stralciare l'A48 alla
  prossima norma.

    PRESIDENTE. Siccome il Presidente Savona correttamente mi è
  venuto a dire se votiamo questa adesso domani possiamo fare
  l'ultimo stralcio della finanziaria e che questa norma della
  Lantieri possiamo inserirla in quella, se domani mattina,
  onorevole Savona, può fare velocemente prima dell'Aula una
  riunione in cui ci dà il parere, la facciamo votare domani.

    (Intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. Certo, la Commissione  Bilancio  deve dare questo
  parere, altrimenti l'avrei mandato in un'altra Commissione. Lo
  mando in Commissione  Bilancio  proprio per questo
    Assessore Cordaro, abbiamo deciso di votare anche oggi questo
  del 20. Dobbiamo votare l'articolo 2 della norma-stralcio
   articolo 20  che è l'entrata in vigore. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

  (è approvato)

    Possiamo procedere alla votazione finale dell'articolo 20
  cosiddetto. Si chiama Stralcio I.

    SAVARINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SAVARINO, presidente della Commissione. Presidente, visto che
  l'onorevole Cracolici chiede il voto segreto e giusto 10 minuti
  fa il voto segreto ha avuto diverse falle, le chiederei di
  rinviare il voto su questa norma perché, chiaramente, io ho
  necessità di chiedere agli Uffici e ai tecnici di verificare che
  questo sistema funzioni, dopo che ho visto con i miei occhi che
  non ha funzionato 10 minuti fa

    (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

    PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, la smetta di darmi
  indicazioni  Onorevole Barbagallo, la smetta di dirmi quello che
  devo fare  So quello che devo fare, non c'è bisogno che me lo
  suggerisce lei

    LUPO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LUPO. Presidente, brevemente. Io non dubito e il nostro Gruppo
  parlamentare non dubita minimamente della correttezza della sua
  conduzione dei lavori d'Aula, però poc'anzi la discussione che
  si è sviluppata temevo portasse a questo risultato, di adombrare
  il fatto che non c'è più la certezza del voto in quest'Aula. Io
  penso che così non è. Io sono molto preoccupato che passi il
  messaggio che c'è l'incertezza assoluta del voto e del risultato
  del voto. Però, ripeto, non è una mancanza di fiducia nei suoi
  confronti.

    PRESIDENTE. Onorevole Lupo, io escludo di dovere rinviare il
  voto perché non ci sono i numeri, questo se lo metta in testa
  Perché mi conoscete ed è dall'inizio della legislatura che mi
  comporto nella maniera assolutamente opposta, cioè quella che se
  c'era da dare una mano darla all'opposizione, perché ho sempre
  ritenuto che la maggioranza si dovrebbe garantire da sola e per
  cui il Presidente dell'Assemblea deve garantire tutto, ma è
  normale dare più una mano all'opposizione.
    Io in questo momento se guardo i numeri e se mi metto a
  contare vi posso garantire che la maggioranza è di più
  dell'opposizione. Per cui, questo tipo di valutazione non la
  faccio proprio. Il Presidente della Commissione  Ambiente e
  territorio  mi ha appena fatto una richiesta, io sto valutando
  se è possibile che ci sia , ma posso escludere che qualsiasi
  scelta venga fatta in funzione dei numeri; anche perché rispetto
  a poco fa non è uscito nessuno per cui ci sono esattamente tutti
  quelli che c'erano prima, tant'è che le tessere continuano ad
  essere 46. Siccome è un rischio quello che dice la Presidente

    (Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)

    PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Ciancio non c'è bisogno di
  interventi; è una decisione che devo prendere io; non ci sono
  interventi politici da fare. Chiedo scusa, onorevole Ciancio non
  faccia come l'onorevole Barbagallo.
    Assessore, lei ritiene che è un rischio? Perché è una norma
  del Governo. Per quanto mi riguarda bisogna votare, dopodichè

    (Brusìo in Aula)

     State tranquilli  Ho una richiesta della Presidente della
  Commissione  Ambiente e territorio , che, guarda caso, è la
  Commissione di questo disegno di legge, che mi sta facendo una
  richiesta. Io la devo valutare; oppure pensate che ci dugnu na
  timpulata e dico:  no, si fa quello che dice Barbagallo e
  Cracolici ; non è così  Per cui, dovete stare calmi e farmi
  valutare quello che l'onorevole Savarino mi ha chiesto.

    (Intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. Non gliela do la parola  Su che cosa la vuole la
  parola, onorevole?

    (Intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. L'ordine dei lavori lo stiamo già decidendo noi
  Un attimo
    E allora, io pongo in votazione la legge

    (Brusìo in Aula)

    Fatemi porre in votazione la legge.
    La votazione è aperta. Il voto è segreto. Scusate, colleghi,
  fermiamoci perché non ho chiesto i richiedenti del voto segreto,
  quindi azzeriamo. Come dire, non posso sapere se c'era uno in
  vantaggio all'altro per cui state tranquilli.

    (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   669-140-453/A  Stralcio I/A

    Votazione finale per scrutinio segreto del disegno di legge
  nn. 669-140-453 Stralcio I/A

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
  disegno di legge nn. 669-140-453 Stralcio I/A.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

  (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

  Risultato della votazione

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti     48
    Votanti      45
    Maggioranza  23
    Favorevoli   23
    Contrari     22
    Astenuti     0

  (L'Assemblea approva)

  Assessore, è stata approvata la legge; per un voto. Stavolta
  vediamo se c'è stato qualcuno che ha sbagliato dell'opposizione.

  (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

  PRESIDENTE. L'onorevole Cracolici risulta votante. Non faccia il
  furbo che tanto non le riesce quasi mai. Quando lei fa la
  persona perbene le riesce, quando fa il furbo non le riesce. Le
  voglio bene
    Allora, ci vediamo domani

    (Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)

    Si vota, allora scusate, domani sto rinviando alle ore 16.00 e
  mettiamo in votazione la

    (Intervento fuori microfono)

    Onorevole Lantieri, pensa che la prenda in giro? Si vota lo
  stralcio della finanziaria
    Scusa, la Commissione  Bilancio' l'ha finita di votare o no? E
  va bene ce lo esita domani. Insomma, io devo fare votare perché
  sono corretto nei confronti di tutti, ho chiesto

    (Intervento fuori microfono)

    E, allora scusatemi, se c'è l'accordo dell'Aula, ed io ve lo
  chiedo e spero che ci sia, domani anche senza avere, perché
  siccome parliamo di norme che erano già state incardinate
  duemila anni fa, se la Commissione  Bilancio' domani mattina o
  stasera stessa la valuta interamente quindi
    Il voto definitivo è stato dato in Commissione? Domani mattina
  si riesce a dare? E allora se l'Aula è d'accordo domani
  pomeriggio mettiamo in votazione la legge sullo stralcio.

    (Brusio in Aula)

    Allora, facciamo un'altra cosa, voglio salvare quello che ha
  chiesto l'onorevole Lantieri per cui facciamo un'altra cosa.
  Sempre se l'Aula è d'accordo lo inserirò come emendamento super
  aggiuntivo, senza che ci siano lamentele da parte di alcuno, nel
  disegno di legge che votiamo, quale che esso sia.

    (Intervento fuori microfono)

    Perché domani la Commissione non lo può mandare qua, bisogna
  incardinarlo, eccetera, mentre se non ci sono problemi visto che
  gli aggiuntivi comunque lo decidono, lo votiamo come aggiuntivo
  a qualsiasi legge che votiamo domani, alla prima legge che
  votiamo domani, però la Commissione  Bilancio' mi deve dare il
  parere sull'emendamento.

    FOTI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FOTI. Insomma, quasi tutti i colleghi si sono alzati, io non
  ho più seguito i lavori. Desideravo capire se su gli ordini del
  giorno che lei mi ha consigliato di fare cioè quello del PEARS
  l'Assessore si è espresso, è stato votato o no?

    PRESIDENTE. Assessore Cordaro, lei si è espresso
  favorevolmente sull'ordine del giorno della Foti per cui è come
  se fosse votato. E' già approvato.

    (L'ordine del giorno approvato reca il numero d'ordine 569)

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,
  io dico di più all'ordine del giorno della collega Foti, invito
  la collega Foti ad inviare l'esito della votazione con l'ordine
  del giorno al Dipartimento perché credo sia arrivato il momento
  di fare una valutazione seria sul tema da lei posto
  nell'interesse della Sicilia.

    PRESIDENTE. Grazie. La seduta è rinviata a domani, 21 luglio
  2021, alle ore 16.00.

    La seduta è tolta alle ore 19.33 (*)


    (*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato
  sul sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è
  il seguente:

  Repubblica Italiana
  ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


  XVII Legislatura

  XXIII SESSIONE ORDINARIA


  280a SEDUTA PUBBLICA
  Mercoledì 21 luglio 2021 - ore 16.00
  ORDINE DEL GIORNO

  I - COMUNICAZIONI
  II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

  1)  Interventi per la prevenzione ed il contrasto ai fenomeni
  del bullismo e del cyberbullismo sul territorio della Regione .
  (nn. 239-372-426-701-742/A) (Seguito)
        Relatore: on. Dipasquale
  2)  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove
  disposizioni per la gestione integrata dei rifiuti.  (nn. 290-49-
  76-179-267 bis/A) (Seguito)

  Relatore: on. Savarino

  3)  Disposizioni n materia di agroecologia, di tutela della
  biodiversità e dei prodotti agricoli siciliani e di innovazione
  tecnologica in agricoltura.  (nn. 394-533/A) (Seguito)

  Relatore: on. Foti

  4)  Procedure semplificate e regimi procedimentali speciali per
  l'insediamento, la realizzazione e lo svolgimento delle attività
  economiche e imprenditoriali nelle ZES e nelle aree di sviluppo
  industriale ed artigianale e modifiche alla legge regionale 12
  gennaio 2012, n. 8 in materia di IRSAP  (n. 979/A)

  Relatore: on. Ragusa

  III - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
  1)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio
  ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto
  legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
  integrazioni. D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 984/A)
  2)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio
  ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto
  legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
  integrazioni. D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 985/A)

  VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
  DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
  Il Direttore
  dott. Mario Di Piazza

  Il Consigliere parlamentare responsabile
  dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

    Annunzio di interrogazioni

    - Con richiesta di risposta orale presentate:

    N. 2273 - Chiarimenti in merito all'erogazione dei
  finanziamenti, nell'ambito del Programma operativo Garanzia
  Giovani, ai soggetti attuatori.
    - Presidente Regione
    - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
    Siragusa Salvatore; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Sunseri
  Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di
  Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio;
  Damante Concetta

    N. 2279 - Garanzie per assicurare la continuità contrattuale
  al personale del servizio di vigilanza e portierato dell'ERSU di
  Catania.
    - Assessore Istruzione e Formazione
    Barbagallo Anthony Emanuele

    N. 2280 - Misure urgenti a favore del comparto agricolo
  siciliano finalizzate a potenziare l'attuale sistema irriguo.
    - Presidente Regione
    - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
    Compagnone Giuseppe

    Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per
  essere svolte al proprio turno.

    - Con richiesta di risposta in Commissione presentata:

    N. 2282 - Interventi per scongiurare la paventata chiusura del
  punto nascite dell'ospedale San Giacomo d'Altopasso di Licata
  (AG).
    - Presidente Regione
    - Assessore Salute
    Catanzaro Michele; Fava Claudio

    Le interrogazioni saranno inviate al Governo ed alle
  competenti Commissioni.

    - Con richiesta di risposta scritta presentate:

    N. 2274 - Iniziative urgenti al fine di garantire il servizio
  antincendio e l'accesso in sicurezza alle aree attrezzate
  ricadenti nel territorio dei Sicani.
    - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
    Lupo Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare;
  Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele;
  Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele

    N. 2275 - Notizie sui costi e sul contributo erogato dalla
  Regione siciliana alla 'Fiera Mediterranea del cavallo' tenutasi
  nei giorni scorsi ad Ambelia.
    - Presidente Regione
    - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
    - Assessore Territorio e Ambiente
    - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
    - Assessore Attività produttive
    - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
    - Assessore Economia
    - Assessore Salute
    Lupo Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare;
  Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele;
  Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele

    N. 2276 - Chiarimenti in ordine agli interventi per garantire
  il corretto funzionamento degli invasi Cimia - Comunelli e
  Disueri nel territorio del Libero Consorzio comunale di
  Caltanissetta.
    - Presidente Regione
    - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
    - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
    Cannata Rossana; Galvagno Gaetano; Amata Elvira

    N. 2277 - Accelerazione dei tempi della riforma dei Consorzi
  di bonifica per il superamento delle criticità e della cattiva
  gestione delle risorse idriche in Sicilia.
    - Presidente Regione
    - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
    Barbagallo Anthony Emanuele

    N. 2278 - Chiarimenti circa le concessioni in essere presso il
  'Complesso demaniale di Baia del Corallo', in località
  Sferracavallo nella Città di Palermo.
    - Presidente Regione
    - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
    Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi
  Sergio; Pagana Elena

    N. 2281 - Interventi di messa in sicurezza del ponte in c.da
  Torrevecchia sulla S.P. Vittoria - Piombo.
    - Assessore Infrastrutture e Mobilità
    Dipasquale Emanuele

    Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

    Annunzio di interpellanze

    N. 418 - Misure urgenti idonee alla cura della salute mentale
  in Sicilia.
    - Assessore Salute
    Arancio Giuseppe Concetto; Cracolici Antonino; Gucciardi
  Baldassare; Lupo Giuseppe; Barbagallo Anthony Emanuele;
  Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele

    N. 419 - Chiarimenti sulle azioni di prevenzione e lotta agli
  incendi.
    - Assessore Territorio e Ambiente
    - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
    Cracolici Antonino

    Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il
  Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
  intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
  essere svolte al proprio turno.

    Annunzio di mozioni

    N. 569 - Interventi immediati ed urgenti in favore della
  società d'ambito Kalat Ambiente S.R.R. a seguito del vasto e
  grave incendio sviluppatosi presso gli stabilimenti e gli
  impianti.
    Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Sunseri
  Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di
  Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio;
  Damante Concetta
    Presentata il 6/07/21

    La mozione sarà demandata, a norma dell'articolo 153 del
  Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari per la determinazione della relativa data di
  discussione.