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Resoconto d'Aula della Seduta n. 283 di mercoledì 28 luglio 2021
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 18.28

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Galvagno,  Cannata   e
  Catanzaro sono in congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Pullara è in missione dal  26
  al 28 luglio 2021.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Seguito  della  discussione  del disegno  di  legge  seguito  della
  discussione  del disegno di legge  Procedure semplificate  e  regimi
  procedimentali  speciali per l'insediamento, la realizzazione  e  lo
  svolgimento delle attività economiche e imprenditoriali nelle ZES  e
  nelle  aree di sviluppo industriale ed artigianale e modifiche  alla
  legge  regionale  12 gennaio 2012, n. 8 in materia  di  IRSAP .  (n.
  979/A)

   PRESIDENTE.  Così come eravamo rimasti nella precedente  seduta  la
  Commissione  Bilancio, Presidente Savona, i due  emendamenti  li  ha
  esaminati e ha dato il parere favorevole.
   Ricordo  che  questi  emendamenti  erano  quello  che  riguardavano
  Girgenti  Acque  e  quello che riguardava la Sicilia  Digitale,  per
  intenderci,  che quindi possiamo mettere in votazione  che  è  stato
  presentato alla Commissione.
   Lo  dobbiamo distribuire. Quindi c'è un subemendamento su  Girgenti
  e ATO idrico di Agrigento, che modifica leggermente la copertura. Se
  magari qualcuno lo vuole spiegare.
   Assessore  prego,  se  interviene  e  così  spiega  il  motivo  del
  subemendamento. E' soltanto il cambio del capitolo della  copertura.
  Era  dieci milioni, è rimasto dieci milioni, la copertura è avvenuta
  in maniera diversa, quindi niente di diverso rispetto a prima.
   Bene, allora lo metterei in votazione

                     (Intervento fuori microfono)

     No,  questo  l'ho  spiegato, cioè l'emendamento  è  soltanto  una
  modifica nella copertura ma non cambia l'importo della copertura.
   La  copertura rimane, comunque, di dieci milioni. Vengono  cambiati
  i capitoli da cui vengono presi i soldi per la copertura.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO.  Signor  Presidente,  i  cittadini  della  provincia  di
  Agrigento  hanno già pagato a caro prezzo, in termini di disservizi
  e qualità dell'acqua che è stata, in questi anni, distribuita. Sono
  note   a  tutti  le  vicende  giudiziarie  che,  attualmente,   sta
  attraversando  l'ex Girgenti Acque. Così come è noto  a  tutti  che
  l'ex  Girgenti Acque non è, ad oggi, in grado neanche di pagare  le
  bollette  per  quanto  riguarda l'energia elettrica,  tantomeno  il
  personale in servizio.
   Qui  noi  vorremmo  essere,  innanzitutto,  rassicurati.  Uno:  la
  destinazione  di  queste  somme  è  vincolata  al  pagamento  degli
  stipendi  degli ex dipendenti di Girgenti Acque? Sì o  no?  Poi,  i
  capitoli  che vengono citati, quindi c'è una modifica  del  vecchio
  emendamento,  prima venivano sottratti dal fondo per  le  autonomie
  locali,  giustamente il Governo ha ritenuto opportuno non  togliere
  queste  risorse preziose ai comuni e individua due capitoli. Questi
  altri  due  capitoli  di  cinque  milioni  di  Euro  ciascuno   che
  dovrebbero garantire la copertura finanziaria per un anno circa dei
  dipendenti  della ex Girgenti Acque, di che tipo  di  somme  stiamo
  parlando?  A  chi  li  togliamo? A casa mia l'economia  è  come  la
  fisica.  Se  da  una parte togli, dall'altra parte devi  avere.  Io
  vorrei  capire, innanzitutto, dove stiamo andando a pescare  queste
  risorse  e  se  togliamo  a qualcuno che, magari,  potrebbe  essere
  ancora  più  colpito  da  questo tipo  di  tagli.  Fermo  restando,
  Presidente, io vorrei vedere o capire dall'Assessorato  se  c'è  la
  volontà,  anche  a  livello  normativo, di  dare  una  destinazione
  vincolata a queste somme. Non è che domani scopriamo che si vanno a
  pagare  ancora debiti che ha fatto Girgenti Acque con questi soldi.
  Grazie.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor Presidente, onorevoli deputati, la Commissione  Bilancio  ha
  fatto  una  valutazione ritenendo, appunto, a copertura  di  questo
  stanziamento, prevedere cinque milioni dal Fondo delle autonomie  e
  cinque milioni dal Fondo contenzioso.
   Volevo  precisare che l'emendamento che è stato  presentato  è  un
  emendamento  vincolato,  per cui i comuni  che  riceveranno  queste
  somme da parte dell'Assessorato per le autonomie locali sono tenuti
  a doverlo versare alla nuova società.
   Sappiamo  che la nuova società è rappresentata da un consorzio  di
  comuni, quindi ad oggi sono 33 comuni a cui si aggiungeranno  altri
  due  comuni  che  formeranno la società  Aica.  Queste  somme  sono
  destinate  all'avvio della società che gestirà il  servizio  idrico
  nella provincia di Agrigento, per questi 33/35 comuni.
   Voglio  anche  precisare che nella norma è  previsto  come  queste
  somme, erogate nei confronti dei comuni, dovranno essere recuperate
  nell'arco  di  cinque anni. Quindi, questa è la ratio della  norma.
  Voglio  anche  precisare  che si è manifestata  una  condizione  di
  emergenza.  È  pervenuta al Presidente della Regione  una  nota  da
  parte  di Sua Eccellenza il Prefetto di Agrigento che, tenuto conto
  della  Società  Girgenti Acque che è stata posta in fallimento  con
  una  dichiarazione di fallimento dello scorso mese di giugno e  con
  la  curatela  fallimentare che ha, quindi, a partire dal  2  agosto
  prossimo,  sostanzialmente, chiesto che il commissario  prefettizio
  che  ha  gestito  l'ultima fase dell'attività di Girgenti  Acque  a
  seguito  della interdittiva che la Prefettura aveva posto nel  2018
  la  gestione è passata ad una commissione prefettizia.  A  seguito,
  diciamo,  vi  è  stata la dichiarazione di fallimento.  Con  questa
  dichiarazione di fallimento il 2 di agosto si pone il  problema  di
  chi  dovrà  gestire il servizio nella provincia di  Agrigento.  C'è
  stata,  nel  frattempo, l'attività dei comuni  nella  provincia  di
  Agrigento  che  si sono costituiti in un consorzio e  che,  quindi,
  pronti con questa nuova società a prendere in affidamento e gestire
  il servizio idrico.
   Voglio  anche fare presente all'Assemblea che, nella  giornata  di
  lunedì  scorso,  ho  incontrato  Sua  Eccellenza  il  Prefetto   di
  Agrigento, che sta seguendo la cosa e che in una riunione -   nella
  quale  c'erano anche presenti sia l'ATI di Agrigento che,  appunto,
  la   nuova   società  -   in  cui  è  stata  fatta  una  sorta   di
  cronoprogramma  che  dovrà,  appunto,  prevedere  l'affidamento  e,
  quindi,   questa  nuova  società  ha  bisogno  di   una   copertura
  finanziaria per l'avvio della propria gestione per potere garantire
  il servizio idrico nella provincia di Agrigento.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore.
   Sono iscritti a parlare l'onorevole Sunseri, l'onorevole Savarino,
  e l'onorevole La Rocca Ruvolo.
   Nell'ordine  sono  iscritti  a  parlare  gli  onorevoli  Savarino,
  Sunseri, La Rocca Ruvolo, Di Paola e Di Mauro.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha facoltà.

   SAVARINO. Presidente, onorevoli colleghi, come quest'Assemblea  sa
  in   IV  Commissione  abbiamo  seguito,  da  tempo,  e  con  grande
  apprensione  le  vicende  dell'ATI  idrico  di  Agrigento.  Abbiamo
  seguito  e  sostenuto l'azione di risoluzione  di  rescissione  del
  contratto  nei  confronti di Girgenti Acque, avendo appurato,  dopo
  diverse  segnalazioni e l'ascolto dei tanti comitati  per  l'acqua,
  associazioni  di consumatori, le varie inadempienze che  c'erano  e
  continuiamo  a  seguire  anche adesso la nascita  di  questa  nuova
  società   Aica'  di  cui fanno parte i comuni  della  provincia  di
  Agrigento e la gestione che ne seguirà.
   Seguiamo con l'apprensione di chi sa che quel territorio  è  stato
  martoriato  da bollette -  tra le più alte d'Italia  -  e  servizio
  assolutamente pessimo. Ecco perché dobbiamo continuare a monitorare
  e  questo  sforzo del governo Musumeci di andare incontro a  questa
  nascente  organizzazione  territoriale  che  è  l'Aica  -  Ati   di
  Agrigento  nel fornire un servizio in un momento di difficoltà  con
  un'anticipazione di credito di dieci milioni di Euro  è  certamente
  un buon segnale.
   Ho,  personalmente, qualche dubbio sulla copertura  perché  mentre
  sui  cinque  milioni del fondo degli enti locali  erano  fondi  che
  erano stati e dovevano essere utilizzati per una finalità per cui è
  stato   poi  impugnato  l'articolo  sull'altro,  gli  altri  cinque
  milioni,  ho qualche perplessità, e certamente, al di là delle  mie
  perplessità,  ho  l'esigenza  di  rassegnare  in  quest'Aula,  alla
  Presidenza, al Governo ed alla Commissione  Bilancio , di dovere  a
  settembre  -  magari con la ripresa dei lavori -  assessore  Armao,
  sederci  in  Commissione e trovare una soluzione normativa  ed  una
  copertura   finanziaria   che  dia  un  sostegno,   che   non   sia
  semplicemente un'anticipazione di credito.
   In  quest'Aula,  tante  volte, siamo  andati  incontro  a  società
  pubbliche,  a  realtà pubbliche che avevano difficoltà,  da  ultimo
  l'abbiamo  fatto per la discarica di  Bellolampo'  a  Palermo,  non
  vorrei  ricordarlo  proprio  io che li  avevo  contestati  i  sette
  milioni  che  servivano per cercare di dare respiro e,  quindi,  mi
  sembra  assolutamente  opportuno che anche  ad  Agrigento,  che  ha
  vissuto una difficoltà in più, sobbarcandosi un'eredità pesante che
  era  quella  di una gestione che, oggi, viene messa anche  al  dito
  dall'Autorità  giudiziaria, bene, se anche  per  Agrigento  bisogna
  fare  uno sforzo economico che non è semplicemente un'anticipazione
  di  credito, ma un contributo straordinario che aiuti questa realtà
  colpita  ed in difficoltà a sostenere uno sforzo che i sindaci  con
  il nostro sostegno stanno facendo e stanno portando avanti per dare
  una  gestione  sana  ad un servizio idrico che ha  sofferto  e  che
  soffre  tutt'ora di tante pecche, ebbene, quest'Aula questo  sforzo
  lo deve fare.
   Capisco  che  il momento è quello di una difficoltà  a  recuperare
  risorse.
   Quindi, ringrazio comunque il Governo Musumeci, gli assessori  per
  avere  fatto lo sforzo di individuare in questo modo, una  risposta
  immediata  ma  a settembre, alla ripresa dei lavori, questo  sforzo
  dovrà essere più forte, più incisivo e più concreto.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri.

                     (Intervento fuori microfono)

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   PRESIDENTE.  Bene, passiamo al collega successivo. E'  iscritta  a
   parlare l'onorevole La Rocca Ruvolo. Ne ha facoltà.

   LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo,
  intanto,  ringraziare  il Governo Musumeci  per  questo  intervento
  immediato che ha dato alla provincia di Agrigento, ai 33  comuni  -
  come  bene  diceva prima l'assessore Zambuto - che  dal  3  agosto,
  giorno  in cui cesserà la gestione commissariale, non avranno  come
  approvvigionarsi per l'acqua.
   Quindi, è di vitale importanza il fatto che questo Parlamento voti
  questa norma che dia la possibilità ai comuni agrigentini, sono  33
  quelli che hanno fatto parte del Consorzio AICA - dove AICA sta per
  Associazione Idrica Comuni Agrigentini - e nulla ha a che fare  più
  né  con la gestione commissariale di Girgenti Acque e meno che  mai
  con Girgenti Acque.
   Lo  dico perché capisco perfettamente le perplessità dei colleghi,
  ma  questa  somma  servirà  alla società  consortile  voluta  dalle
  associazioni, voluta dai sindaci è una società che è stata, diciamo
  così,   sponsorizzata  da  tutti  di potere  partire  il  3  agosto
  intanto  nel non cessare il servizio idrico, secondo nello smaltire
  i  fanghi,  terzo certo una quota sarà dedicata anche al  personale
  che dovrà essere pagato per quel periodo.
   Il  periodo di transizione, che si pensa essere di circa tre mesi,
  dovrebbe  mettere  nelle condizioni la società consortile  AICA  di
  potere,  poi, camminare con le proprie gambe attraverso  anche,  se
  servisse,  con  Cassa  depositi  e prestiti  seguire  un  percorso,
  eccetera.
   Quindi, la Regione oggi, questo Parlamento oggi permetterà ad  una
  società   di   potere  partire  il  3  agosto  e  di  non   esserci
  un'interruzione di servizio pubblico, che è quello idrico.
   Quindi, questo è il nodo centrale di questa norma di oggi. Capisco
  le   perplessità   dei   colleghi,  capisco   anche   il   discorso
  dell'approvvigionamento dei fondi.
   Peraltro,  questi fondi vengono dati per cinque anni,  cioè  entro
  cinque anni l'AICA dovrà restituire e, quindi, i comuni agrigentini
  che ne vengono beneficiati, dovranno restituire la somma.
   Ringrazio anche il Governo per avere spostato da tre anni a cinque
  anni  il  periodo  di restituzione della somma. Quindi,  questo  mi
  sembra  di  fondamentale importanza perché  Girgenti  Acque,  nella
  provincia  di  Agrigento, non esiste più.  Sarà  la  curatela,  che
  ancora ha in carico perché è stata pure dichiarata fallita nel mese
  di   aprile,  a  gestire  i  rapporti  che  aveva  questo   gestore
  precedentemente.
   Ma,  da  questo momento, non si può più parlare di Girgenti Acque.
  Non c'entra assolutamente nulla.
   Oggi  c'è  AICA,  questo prestito viene fatto ad AICA   Non  viene
  fatto assolutamente al vecchio gestore che, peraltro, è fallito.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, io non le nascondo che, dopo la seduta
  in   Commissione   Bilancio   di  oggi,  dopo  le  ultime  notizie,
  ovviamente, che derivano dalla parifica della Corte dei  conti,  un
  assestamento che non arriva in Aula, sono molto, molto  preoccupato
  sul bilancio della Regione.
   Sono molto preoccupato sul bilancio della Regione perché temo  che
  il prossimo anno -  come tutti sapete, manca un miliardo, non manca
  un milione di euro, manca un miliardo   - ed è un problema serio di
  tenuta,  non solo dei conti ma proprio di tenuta sociale di  questa
  Regione.
   Il  problema  che  ci  è  stato sottoposto, oggi,  in  Commissione
   Bilancio , che riguarda l'acqua - un bene primario per i comuni di
  Agrigento - era un problema che andava affrontato subito, così come
  la  Commissione   Bilancio  ha fatto ed è arrivato  in  Commissione
   Bilancio   un  emendamento, un testo da parte  del  Governo  della
  Regione  che  prevedeva il finanziamento e la copertura  dei  dieci
  milioni  di Euro dal capitolo 191301, il capitolo del trasferimento
  agli  Enti locali siciliani. Quindi, toglievamo 10 milioni di  Euro
  ai comuni siciliani.
   La  prima cosa che abbiamo detto in Commissione  Bilancio  era: ma
  togliere,  oggi, ad agosto, 10 milioni di Euro ai comuni siciliani,
  cosa   vuol  dire?  Tradotto,  significa  che  la  terza  rata   di
  trasferimento,  dalla  Regione  ai comuni,  non  sarebbe  arrivata,
  mandando all'aria i conti di 391 comuni siciliani.
   Abbiamo  provato a discutere col Governo della Regione  e  abbiamo
  trovato  una  situazione  mediana: una a  mio  avviso  praticabile,
  perché dopo l'impugnativa -  in qualche modo -  sugli ASU le  somme
  sono diciamo sì vincolate, e saranno utilizzate, ovviamente, per la
  stabilizzazione  degli ASU come quest'Aula ha già  votato,  ma,  ad
  oggi, libere perché non impegnate, la restante parte, 5 milioni  di
  Euro dal fondo contenzioso, che ricordo a quest'Aula è un fondo che
  è  stato  più  volte  -  più volte -  sotto l'attenzione  da  parte
  della Corte dei conti, è stato più volte sottostimato, più volte  è
  stato utilizzato per dare copertura a leggi di questo Parlamento  e
  più  volte  la Corte dei conti ci ha bacchettato sull'utilizzo  del
  fondo contenziosi.
   Ora  io  non  so  cosa  succederà ad ottobre, a  novembre,  quando
  approveremo il rendiconto di questa Regione, quando poi ci sarà  la
  parifica  di  quest'anno, certo è, Presidente, che  questa  Regione
  così non può continuare ad andare.
   Questa  Regione  ha  un'estrema necessità e urgenza  di  avere  un
  cambiamento,  uno  stravolgimento  radicale  nelle  sue  fondamenta
  perché così ci andiamo a schiantare.
   Il  Rendiconto 2019 andava bocciato. Il rendiconto  2019  è  stato
  parificato  e  bocciato in tutte le sue parti, perché  non  c'è  la
  volontà  da  parte  del  Governo di questa Regione  e  dei  Governi
  precedenti  di  mettere, finalmente, mano a quello  che  in  questo
  momento si sta dimostrando un bilancio fallito, un bilancio di  una
  regione fallita.
   Noi abbiamo difficoltà a dare copertura anche alle spese correnti,
  come il trasferimento agli enti locali.
   Quindi  io  quello che chiedo a quest'Assemblea, ai  deputati,  al
  Governo,  è  di fare veramente un forte ragionamento  sul  bilancio
  della  Regione, capire dove è possibile cominciare  a  rivedere,  a
  fare  le  riforme strutturali che ci possano consentire di liberare
  quelle risorse, minime, che possano dare serenità a questa Regione.
   In  caso  contrario temo che il prossimo anno chi andrà al Governo
  di  questa Regione non si ritroverà a doverla dichiarare purtroppo,
  ahinoi, fallita. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Sunseri.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. A seguire gli onorevoli Di  Mauro,  Di
  Paola.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Fermo restando il  mio  rispetto
  per l'onorevole Sunseri, vorrei spiegargli che non sta parlando del
  comune  di  Roma,  che  è stato devastato dal  Governo  dei  Cinque
  Stelle,  ma sta parlando di un bilancio della Regione che,  sebbene
  qualcuno  tifasse  per  la  mancata  parifica,  non  solo  è  stato
  parificato  ma vorrei spiegare che il disavanzo è di  170  milioni,
  ampiamente recuperabili e ampiamente sostenibili.
   Se si parla avventatamente, soprattutto se si prospetta un allarme
  sociale che non ha modo di esistere, se si parla avventatamente  di
  allarme  sociale, si sbaglia di molto, si sbaglia di molto,  perché
  il  miliardo  che manca, onorevole Sunseri, non manca,  quello  che
  manca  è  l'accordo di finanza pubblica con lo Stato che  individui
  quant'è il concorso alla finanza pubblica, perché quel miliardo che
  Roma,  giustamente,  pretende -  secondo la sua  visione  -   fermo
  restando  che  c'è un cordialissimo, leale, confronto col  Ministro
  dell'economia, col Sottosegretario, col Viceministro Castelli,  col
  Sottosegretario Sartore, quindi non comprendo come le stesse  forze
  politiche che a Roma dialogano serenamente col Governo, qui lancino
  allarmi  che  a mio avviso non riposano su argomenti  oggettivi  ma
  solo  su  legittime  -   attenzione -  azioni dell'opposizione  che
  cerca  di  lanciare allarmi ancorché siano infondati; bene,  vorrei
  che  si  capisse  che  il concorso alla finanza  pubblica  cioè  il
  miliardo    001,  non  occorre  dimenticare  che  nella  precedente
  legislatura  si  era  riusciti a passare io  lasciai  l'Assessorato
  all'economia, il concorso alla finanza pubblica a seicento milioni,
  l'ho trovato a un miliardo trecentocinquanta milioni: la prima cosa
  che  abbiamo  fatto siamo riusciti ad ottenere un  abbattimento  di
  trecentocinquanta     milioni     immeditatamente.     Ma,     quei
  trecentocinquanta milioni di euro di riduzione che hanno portato il
  concorso  alla  finanza pubblica per un miliardo l'anno  hanno  una
  durata.  La  giurisprudenza  della  Corte  Costituzionale  che   va
  ricordata  -  in  materia  è ormai consolidata  -  prevede  che  il
  concorso  alla  finanza pubblica della Regione a  Statuto  speciale
  debba essere concordato, pattuito tra lo Stato e la Regione.
   Ebbene, quell'accordo, per espressa prescrizione della pattuizione
  stessa, scade il 20 luglio 2020, cioè è già ampiamente scaduto, con
  la  conseguenza che quell'accordo sulla base del quale  la  Sicilia
  deve  un  miliardo di Euro allo Stato per il concorso alla  finanza
  pubblica   semplicemente  non  c'è  più,  e   lo   stesso   accordo
  all'articolo 13 è ampiamente consultabile, accordo del  18 dicembre
  2018, prevede che il concorso alla finanza pubblica per un miliardo
  deve  essere  nuovamente  concordato se deve  essere  un  miliardo,
  ottocento milioni, seicento milioni, duecento milioni.
   Quindi,  non  c'è nessun buco di cassa, vi potete  esercitare  chi
  vuole  aggredire il bilancio della Regione a sperticate aggressioni
  -  ripeto - di tipo contabile, il buco non c'è, non ce n'è buco  Ci
  sono  quattro miliardi di Euro in cassa, quindi continuare  a  fare
  terrorismo  sui conti serve all'opposizione a fare opposizione,  ma
  non serve ai siciliani perché non è vero.
   Secondo: il concorso al risanamento alla finanza pubblica - e  non
  è  interesse  del  Governo  Musumeci,  è  interesse  di  quest'Aula
  ottenere  il  miglior risultato possibile - dobbiamo negoziarlo  in
  termini  più  convenienti  possibili per la  Regione,  ma  dobbiamo
  quantificarlo.
   Quindi,  quel  miliardo è soltanto la proiezione  al  2022  di  un
  accordo  che sul 2022 non ha efficacia, onorevole Sunseri.  Quindi,
  io  comprendo che laddove fosse vigente quell'accordo  il  miliardo
  sarebbe  dovuto,  ma  siccome quell'accordo  è  già  scaduto,  quel
  miliardo,  se  sarà dovuto e se sarà dovuto in quell'entità,  dovrà
  essere  negoziato, di fatti abbiamo aperto il tavolo  col  Ministro
  dell'economia, col sottosegretario, col viceministro.
   Quindi,  è  opportuno che noi quel miliardo  che  c'è  non  ce  lo
  spendiamo,  ecco  perché abbiamo concordato  col  Presidente  della
  Commissione    Bilancio    nuovamente   l'accantonamento,   ma   la
  quantificazione potrà scaturire soltanto da un accordo  di  finanza
  pubblica  che  col  Ministro  Franco abbiamo  concordato  si  dovrà
  concludere   entro   settembre,  perché  le   eventuali   refluenze
  finanziarie  dovranno  essere caricate sui  bilanci  rispettivi  di
  Stato  e  Regione,  ma  soprattutto si dovrà dare  attuazione  alla
  autonomia finanziaria che la Regione siciliana ha richiesto sin dal
  2018 in un accordo complessivo.
   Il  Friuli, che è nella nostra identica posizione, ha già  avviato
  il  negoziato, noi lo abbiamo avviato parimenti, avremo la contezza
  a  settembre  di quanto sarà al concorso alla finanza  pubblica  al
  2022.  Se poi pensiamo di approvare una legge per cui ancorché  sia
  scaduto  l'accordo, noi il miliardo glielo diamo lo  stesso,  basta
  che ciascuno si assuma la responsabilità delle cose che fa, dovremo
  spiegare ai siciliani perché stiamo dando un miliardo a Roma quando
  l'accordo  non  ce  lo  impone. Dopo di che se  la  maggioranza  di
  quest'Aulla  decide  di  versare un  miliardo  a  Roma  lo  stesso,
  ancorché  non  dovuto, io mi batterò come posso per  una  soluzione
  diversa  ma  se  l'Aula,  nella sua autonomia  ritiene  di  versare
  comunque  un miliardo lo faccia. A mio avviso sarebbe improvvido  e
  non  conducente. Negoziamo con la forza del Parlamento,  quindi  il
  Governo vuole farlo insieme al Parlamento questo negoziato, non  da
  solo,  ecco  perché  è  opportuno  confrontarsi  serenamente  fermo
  restando  il  ruolo di opposizione e maggioranza, io capisco  e  se
  fossi  all'opposizione lo farei, l'ho fatta da fuori di quest'Aula,
  non  all'interno  e  l'ho fatta in termini molto  duri  e,  quindi,
  comprendo  che  chi  fa opposizione la faccia in termini  rigorosi,
  però  ecco,  le  battaglie che -  come bene diceva lei,   onorevole
  Sunseri  -  riguardano gli interessi della Sicilia,  se  possibile,
  facciamole insieme.
   Questo  miliardo  ad oggi non è dovuto, il concorso  alla  finanza
  pubblica  è  dovuto,  la quantificazione sarà chiara  a  settembre,
  battiamoci  perché insieme al concorso lo Stato ci dica quello  che
  vuole  fare  per  la  Sicilia  sulla continuità  territoriale,  sul
  riconoscimento  della  condizione di insularità,  sulla  cosiddetta
  fiscalità di sviluppo, sulle zone franche montane - checché ci  sia
  in  giro qualche mistificatore che dica che noi di queste cose  non
  ci  occupiamo, ce ne occupiamo in modo assolutamente  puntuale.  Su
  queste cose ci dobbiamo confrontare lealmente nelle sedi opportune.
   Ringrazio  l'onorevole Sunseri perché attraverso il suo intervento
  mi  ha  consentito  di  effettuare  questa  precisazione  e  questa
  informazione che va data.
   Ripeto,  se  poi  qualche  giornale -  mi  dispiace,  un  giornale
  palermitano - debba scrivere che in cassa non ci sono  i  soldi  si
  assuma la responsabilità delle cose che dice.
   Ne  ho  parlato con il direttore e la proprietà, di  questa  cosa,
  perché  la ritengo assolutamente grave che si scriva che  in  cassa
  non ci sono i soldi quando in cassa ci sono quattro miliardi.
   Nel  frattempo stiamo approvando oggi un emendamento per garantire
  il  cofinanziamento  dei fondi europei e giovedì  in  Giunta,  cioè
  domani pomeriggio, chiuderemo il riaccertamento dei residui con  la
  possibilità  finalmente di sbloccare i pagamenti, cosa  che  non  è
  dovuta  e  non  è  ascrivibile  all'Assessorato  del  bilancio   ma
  all'intera   Amministrazione  perché  fino   a   quando   tutti   i
  dipartimenti  non  concludono  il  riaccertamento  dei  residui  il
  bilancio non può fare la quadra.
   Un'ultima  considerazione. Quest'Aula nella scorsa legislatura  ha
  ritenuto  unilateralmente di recepire il decreto  legislativo  118,
  senza neanche una virgola di deroga.
   Il  decreto legislativo 118 - come voi sapete - è stato congegnato
  sia  per  i  piccoli comuni che per le grandi istituzioni.  Sarebbe
  stato  cauto prevedere qualche deroga, qualche adattamento  ad  una
  Regione  che  ha  un  bilancio di oltre  venti  miliardi  e  svolge
  funzioni che in altre parti d'Europa svolgono gli Stati.
   Ebbene,  purtroppo  questo non è avvenuto, e  noi  quando  abbiamo
  riaperto  il  negoziato  con lo Stato non  potevamo  ribaltare  una
  situazione  che  era  stata  già compressa  da  questo  recepimento
  unilaterale  fatto  con  legge  regionale,  neanche  con  norme  di
  attuazione. Oggi ci troviamo a dovere rispettare questa  scelta  di
  applicare  alla Regione siciliana le stesse regole che si applicano
  al  comune  più  piccolo della Sicilia. Questo ha  delle  refluenze
  assai rilevanti.
   Sotto  questo  profilo l'impegno del Governo è  massimo  ed  entro
  giovedì  chiuderemo  la stragrande parte dei residui  e  questo  ci
  consentirà di liberare la spesa.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE. Assessore, un chiarimento. Dopo questo suo  intervento
  del disegno di legge che abbiamo in itinere cosa ne facciamo?

   ARMAO,  assessore  per  l'economia.  C'è  un  emendamento,   oggi,
  Presidente,  della Commissione  Bilancio , c'è un  emendamento  che
  riguarda  il rimpinguamento del cofinanziamento dei Fondi  europei.
  E' stato depositato in Commissione.

   PRESIDENTE. Non lo abbiamo in Aula.

   ARMAO,  assessore per l'economia. L'ho depositato in  Commissione.
  E' stato approvato in Commissione?

   PRESIDENTE. Quindi, io non lo conosco.

   ARMAO, assessore per l'economia. Il Governo lo ha presentato.
   Prevede  il  rimpinguamento  per circa  15  milioni  di  Euro  del
  cofinanziamento della spesa europea.
   Questo è un argomento.
   Poi,  c'era  anche  l'altro che è stato  presentato  per  prestare
  ossequio  ad  un'intesa raggiunta con lo Stato  dove,  in  sede  di
  confronto  con la Commissione  Bilancio  è emersa l'opportunità  da
  un  lato per quest'anno di effettuare gli interventi temporanei  di
  spesa  perché  abbiamo già duecento milioni di minore  entrate  che
  sono state riconosciute alle Regioni speciali che, però, le Regioni
  speciali devono distribuirsi fra loro.
   Oggi, quindi, non sappiamo quanto possiamo mettere in bilancio  di
  questi  duecento milioni complessivamente e assegnati  alle  cinque
  Regioni  speciali.  Comprendete bene che  la  grossa  parte  va  in
  Sicilia per evidenti ragioni dimensionali. Oggi non posso dire  65,
  73, 82, 59
   Aspettiamo  il  concorso  delle cinque Regioni,  in  una  riunione
  delle  Regioni  che stabiliscano. A settembre potremo,  quello  che
  oggi  stiamo riducendo, ampiamente coprirlo. Si tratta di un  fatto
  puramente tecnico.
   Capisco che qualcuno si straccia le vesti rispetto a riduzioni  di
  questo  o quel capitolo, nessuna preoccupazione perché già  abbiamo
  le risorse che, però, non possiamo quantificare in questo momento e
  che,  quindi,  è  un  fatto  puramente  cartolare  che,  da  qui  a
  settembre, potrà essere ricreato.
   Per  quanto riguarda il 2022, invece, sta emergendo dal  confronto
  con  la  Commissione  Bilancio  la possibilità, mentre lo Stato  ci
  chiede nell'accordo che abbiamo raggiunto di rimettere il miliardo,
  dal  confronto con il Governo nazionale - questo confronto, ripeto,
  quando è stata chiusa l'intesa per evitare l'impugnativa ancora  il
  confronto  col  Ministro  e  con  il  Sottosegretario  non  si  era
  sviluppato  -  è emerso che l'accordo ha una valenza per  gli  anni
  2018,  2019, 2020 e 2021, ma non per 2022 e 2023. Quindi,  se  oggi
  noi  mettessimo il miliardo di concorso saremmo noi unilateralmente
  a  riconoscere  ultrattivo un accordo che,  invece,  è  spirato  in
  termini di efficacia.
   Quindi,  oggi  è cauto accantonare il miliardo fino a  quando  tra
  Stato e Regione non si sarà raggiunta l'intesa su quant'è l'importo
  che  dobbiamo  offrire  a  concorso  a  risanamento  della  finanza
  pubblica.
   Scusate la mia voce, ma è dovuta anche all'attività sollecitatoria
  nei confronti degli uffici.

   PRESIDENTE.  Assessore,  la capiamo benissimo.  Assessore,  io  il
  ragionamento  che  ha  fatto  lei lo  capisco  benissimo,  però  la
  conseguenza  è  che il disegno di legge che ci è  stato  presentato
  venga ritirato.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia.  No,  abbiamo  concordato   un
  emendamento che propone il Presidente della Commissione  Bilancio .

   PRESIDENTE.  Cioè,  quel disegno di legge viene  in  qualche  modo
  sostituito dall'emendamento?

   ARMAO,  assessore per l'economia. No, per la parte 2021 rimane  in
  piedi.  Per  la  parte 2022 c'è un emendamento  concordato  con  la
  Commissione bilancio.

   PRESIDENTE.  Questo  evidentemente alla Commissione   Bilancio   è
  chiaro, poi ne parleremo per capire come dobbiamo procedere  perché
  se no un minimo di confusione c'è. Finiamo gli interventi su questo
  argomento e ne parliamo dopo.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, la ringrazio per la parola che mi dà
  e,  intanto, prendiamo atto della relazione abbastanza puntuale che
  ha  fatto  l'assessore  Zambuto su quello  che  sta  succedendo  in
  provincia di Agrigento.
   La   situazione   fallimentare   della   ditta,   gli   interventi
  dell'autorità  giudiziaria hanno creato una  situazione  che  è  al
  limite  di  un  disordine sociale perché giorno  2  agosto  -  come
  l'Assessore diceva poc'anzi - inizierà una nuova attività che  sarà
  garantita  dal  Consorzio dei comuni. Tutto questo, ovviamente,  ci
  mette in una condizione di grande difficoltà.
   Il  Presidente  della  Regione  opportunamente  ha  immediatamente
  incontrato   i   sindaci  ed  ha  accordato  loro   una   immediata
  disponibilità di natura finanziaria.
   La   Commissione    Bilancio   poc'anzi,  su  sollecitazione   dei
  colleghi, ha fatto una riflessione - peraltro, mi permetto di  dire
  anche ragionevole - a intaccare il fondo dell'autonomia locale  nel
  mese di agosto quando già ben sette dodicesimi sono stati impegnati
  ed  i sindaci attendono con trepidazione la terza trimestralità per
  riuscire  a chiudere i conti delle proprie amministrazioni  che  li
  avrà messi in grosse difficoltà.
   Si  è trovata una soluzione diversa ed è - mi permetto di dire, lo
  dico anche a nome degli altri colleghi della provincia di Agrigento
  -  una  soluzione parziale perché così come è stato fatto con legge
  del 2015, la legge n. 3, articolo 2, comma 4, allorquando la stessa
  cosa è successa per la provincia di Palermo, la Regione siciliana è
  intervenuta concedendo tre contributi, uno di 500 mila euro con una
  variazione  di  bilancio, uno di 1 milione con  una  variazione  di
  bilancio e, poi, 8 milioni praticamente con legge.
   La  provincia di Agrigento è certamente più piccola di  quella  di
  Palermo,  ma  riproporremo la questione delle risorse all'Assemblea
  in  sede  di finanziaria perché in quel momento dovremo cercare  di
  trovare  il modo per aiutare i comuni della provincia di  Agrigento
  che  si  trovano improvvisamente, per una serie di vicende che  non
  sto qui a ripetere, costretti a gestire direttamente e con urgenza,
  senza  un  minimo di programmazione, la rete idrica della provincia
  di Agrigento.
   Se  noi  vogliamo  evitare un problema sociale,  se  noi  vogliamo
  evitare  che l'acqua giorno 2 non sia più erogata, se non  vogliamo
  che gli stessi mezzi che sono a disposizione comunque della società
  che,  in  affitto,  è  stata data alla nuova società  che  andrà  a
  gestire  il  servizio idrico, non siano bloccati perché  mancano  i
  soldi  anche  per la benzina, abbiamo necessità che  i  colleghi  e
  tutto  il  Parlamento approvi questo disegno di legge e  che  venga
  pubblicato  con  urgenza per consentire ai sindaci  di  recarsi  in
  banca e presentare questa norma di legge. Grazie.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA. Grazie Presidente, Governo, colleghi, cittadini, mentre
  aspettavo il mio turno, cercavo di trovare un titolo a tutta questa
  vicenda  e  come  titolo ho pensato a una nota canzone  di  Orietta
  Berti  finché la barca va . Presidente, finchè la barca va, ma  qui
  manca  il  timoniere  di questa barca perché la  barca  rischia  di
  schiantarsi  completamente.  E,  veda  Presidente,  in  Commissione
   Bilancio   il  Governo ha portato una prima soluzione  per  quanto
  riguarda  il  problema  grave  dell'acqua  che  c'è  ad  Agrigento,
  mettendo  sul piatto 10 milioni di euro relativi al capitolo  degli
  Enti  Locali; quindi, da un lato stavamo togliendo ai comuni da  un
  lato stavamo cercando di risolvere il problema.
   Il  Movimento Cinque Stelle in Commissione  Bilancio  ha osservato
  che  si  rischiava di mandare a gambe all'aria i Comuni perché  noi
  stavamo  togliendo 10 milioni di euro dai fondi che  vanno  poi  ai
  Comuni.
   E  allora,  Presidente, sempre il Governo  ha  portato  una  nuova
  soluzione,  proprio  perché  i  soldi  non  ci  sono;  cioè  manca,
  l'assessore Armao dice che ci sono tantissimi fondi, che la Regione
  siciliana  è ricca, ma mancano i fondi, Presidente, perché  poi  il
  capitolo dove stiamo andando a prendere sti 10 milioni di  euro,  5
  milioni di euro li stiamo andando a prendere dal Fondo contenziosi.
   Colleghi, vi ricordate i continui interventi che sono stati  fatti
  in Aula sul Fondo contenziosi, Presidente, se li ricorda? Più volte
  mi  è  stato  detto che il fondo contenziosi non si può utilizzare,
  non  si  può  utilizzare perché c'è la Corte dei conti che  ci  sta
  dietro  e  la  Corte dei conti ha certificato che mancano  già  315
  milioni  di  euro sul quel fondo, noi ne stiamo andando a  togliere
  altri 5 milioni con il parere del Governo regionale; a  mio modo di
  vedere questi 5 milioni di euro verranno impugnati, perché io  sono
  convinto  che  quei 5 milioni di euro che si stanno  prendendo  sul
  fondo  contenziosi verranno impugnati a proposito  della  soluzione
  della  crisi  idrica  ad Agrigento. Gli altri 5  milioni  di  euro,
  Presidente,  li  stiamo togliendo agli Asu. Dico  qui  noi  abbiamo
  fatto battaglie su battaglie, ma non è che li stiamo togliendo noi,
  attenzione, li sta togliendo sempre questo Governo regionale perché
  non ha dove prendere i Fondi, non ha dove prendere i soldi.
   Ma  il  problema non è soltanto il discorso di mancanza di  soldi,
  Presidente;   l'altro  emendamento  quello  che  riguarda   Sicilia
  digitale,  fa capire che c'è un problema di gestione  da  parte  di
  questo Governo regionale. Problema di gestione che noi abbiamo  più
  volte  denunciato, perché quando noi stiamo andando  a  pagare  gli
  stipendi  di  una  Partecipata che dovrebbe essere una  Partecipata
  importantissima per la Regione siciliana perché gestisce  tutta  la
  parte  digitale, noi stiamo andando a pagare tre mesi di  stipendio
  che non ha pagato la società.
   Io  mi  chiedo: l'amministratore di questa società, chi li nomina?
  Chi li nomina gli amministratori di questa società partecipata?
   E  attenzione,  colleghi,  io  ho  visto  l'emendamento,  noi  gli
  stipendi   li  stiamo  pagando  con  fondi  che  già  noi  dobbiamo
  trasferire  alla  Partecipata  mentre  questa  partecipata  aspetta
  ancora i soldi dell'energia elettrica che non abbiamo pagato.  Cioè
  questa società aspetta i soldi dell'energia elettrica piuttosto che
  degli affitti che ha pagato, negli anni precedenti questa società.
   E  allora, Presidente, la domanda che mi faccio è: c'è una volontà
  specifica  da  parte  del Governo regionale, di  affossare,  perché
  diciamolo   chiaramente,  cioè  di  chiudere  questa  società,   di
  affossarla  per  dare la gestione del digitale  ai  privati  perché
  questo  è  quello  che leggo. Assessore, è inutile  che  scuote  la
  testa,  però  quello  che si legge da questo emendamento  è  questo
  perché  quando noi ci andiamo a sostituire alla società per  pagare
  gli  stipendi,  vuol  dire  che lì la situazione  è  gravissima,  è
  gravissima   E  le nomine, la gestione, è vostra  e  più  volte  in
  Commissione   Bilancio , in Aula, queste denunce le abbiamo  fatte,
  e man mano i nodi stanno venendo al pettine, assessore Armao.
   Io poi capisco la sua difesa, però, veda, i 15 milioni di euro che
  lei  dice che ha portato un emendamento dal Governo e l'ha  portato
  in  Commissione  Bilancio  per andare a fare il cofinanziamento dei
  fondi  europei,  ma  quei 15 milioni di euro  da  dove  li  prende,
  Assessore?  Perché  se non c'è la copertura  è  ovvio  che  poi  in
  Commissione   Bilancio   ci  sono  difficoltà  enormi,  perché  voi
  portate gli emendamenti come Governo regionale o senza copertura  o
  con coperture completamente errate e date poi in qualche modo, cioè
  alzate  le  braccia,  questo  è quello  che  vedo,  Presidente,  in
  Commissione  Bilancio . Vedo un Governo che alza le braccia  e  poi
  c'è  la  Commissione  Bilancio  che, in qualche modo, deve  trovare
  fondi.
   Quindi,  questi 15 milioni di euro che sono - e chiudo, Presidente
  -   importantissimi per il cofinanziamento e l'hanno  chiesto  pure
  gli imprenditori. Cioè questi 15 milioni di euro, Assessore, non ci
  sono, non ci sono. E, quindi, chiudo dicendo, Presidente, più volte
  io  ho  chiesto  all'Assessore Armao di fare una riflessione,  cioè
  visto  tutto  quello che sta succedendo, visto tutto quello  che  è
  successo, visto anche quello che ha detto la Corte dei conti, io ho
  chiesto  all'assessore Armao, in modo rispettoso, di  fare  un  suo
  esame e di cercare di capire se non è il caso di dare le dimissioni
  a  questo  Governo regionale ed a quest'Aula per dare  una  seconda
  possibilità a tutti i siciliani.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Grazie,  Presidente. Speravo di avere  qualche  chiarimento
  partecipando a questi lavori d'Aula, ma concludo che il Governo  ha
  smarrito la bussola, perché rispetto alla confusione che si era già
  creata ne ha aggiunta tanta altra.
   E'  successo per la prima volta, credo, almeno, non so se ci  sono
  precedenti  dal '47 ad oggi, che il Governo presentasse  variazioni
  di  bilancio  non  con un normale disegno di legge approvato,  come
  dovrebbe essere, essendo un documento finanziario importante  dalla
  Giunta  di Governo, ma con un emendamento presentato ad un  disegno
  di legge peraltro di iniziativa parlamentare.
   Questo  è un precedente, Presidente. Io la invito a valutarla,  la
  invito a valutare questo precedente perché vorrebbe dire che  d'ora
  in  poi  su  un  disegno di legge di iniziativa parlamentare  anche
  l'Aula,   se  l'iniziativa  è  parlamentare,  è  abilitata  diversi
  deputati  a  presentare  anche  di  emendamenti  di  variazioni  di
  bilancio. Fino ad ora non si è fatto.
   Peraltro,  il Governo ha rappresentato una condizione di  urgenza-
  emergenza in Commissione  Bilancio  e, pertanto, la Commissione  si
  è   determinata  a  mettere  ai  voti  l'emendamento  che  è  stato
  approvato. Un emendamento pesante di 65 milioni di tagli  sul   21,
  923  sul   22,  545 sul  23, non entriamo nel merito perché  non  è
  questo il momento.
   Si  è creato un precedente mai visto, cioè che si stanno chiedendo
  i  pareri  alle  Commissioni  di merito  dopo  che  la  Commissione
   Bilancio   ha  approvato, perché lei giustamente ha detto  bisogna
  recuperare  un  passaggio  nelle  Commissioni  di  merito,  con  la
  disponibilità ad apprezzare in Aula i pareri resi dalle Commissioni
  di  merito.  Le  Commissioni di merito stanno lavorando;  scopriamo
  oggi, se ho capito bene, perché non ho capito probabilmente cosa ha
  detto l'Assessore, che ci sarebbe un nuovo emendamento che andrebbe
  a modificare l'impianto delle variazioni per l'anno 2022.
   Allora,  Presidente,  così non si può andare  avanti,  perché  non
  stiamo  parlando  del  bilancio  di  una  piccola  azienda,  stiamo
  parlando del bilancio della Regione siciliana.
   Io  speravo  che gli Uffici dell'Assemblea, certamente lo  avranno
  fatto,  oggi  potessero illustrarci, o meglio  distribuirci,  farci
  distribuire  un  documento, una nota di lettura  delle  variazioni,
  probabilmente  il  lavoro che hanno fatto è  perfettamente  inutile
  perché  se  nel frattempo è cambiato tutto, perché si parla  di  un
  nuovo  emendamento 2022 di cui nulla si sa, io sinceramente non  so
  veramente  come  si  possa andare avanti in queste  condizioni  che
  giudico,  veramente,  critiche per la  situazione  contabile  della
  nostra Regione.
   Presidente,   se  è  disponibile  un  emendamento  con   copertura
  finanziaria certa, significa con soldi veri, per cofinanziare spesa
  comunitaria,  io la invito, decida lei, Presidente, a  metterlo  ai
  voti.  Non  si può dire che la spesa comunitaria è bloccata  perché
  manca  per il Parlamento della Regione siciliana. Poi si può votare
  a  favore,  contro, gli emendamenti si possono subemendare,  ma  il
  Governo   non  può  scaricare  su  questo  Parlamento  le   proprie
  responsabilità.
   Il Governo ha sbagliato la previsione di bilancio, il capitolo sul
  cofinanziamento  dei  fondi  comunitari  mettendo  meno  di  quanto
  serviva,  bloccando bandi e fondi comunitari di cui la  Sicilia  ha
  bisogno  per  vivere,  per rilanciarsi, per superare  questa  crisi
  terribile.
   Se  questo  emendamento  c'è,  siccome  non  ho  capito,  è  stato
  depositato in Commissione, conosco le capacità del Presidente della
  Commissione. Se il Presidente della Commissione ha ritenuto di  non
  poterlo  votare, Presidente, un motivo ci sarà. Giochiamo  a  carte
  scoperte,  vediamo  qual  è  la  situazione,  vediamo  qual  è   la
  situazione,  vediamo qual è la condizione, Presidente, perché  così
  non si può andare avanti.
   Quindi, io le chiedo, veramente, se è necessario anche adesso,  di
  convocare  una Conferenza dei Capigruppo per fare il punto  preciso
  sulla  situazione  contabile della Regione  siciliana,  perché  non
  intendiamo minimamente renderci co-responsabili di un comportamento
  irresponsabile  di  un Governo che ha perso  la  bussola  e  se  mi
  consente con una battuta mi ricorda tanto una famosa barzelletta di
  Totò  che ricevette la telefonata del direttore di banca che disse:
   guardi,  lei  è  in  scoperto ,  e  gli  rispose:   le  faccio  un
  assegno  .

   PRESIDENTE.  Allora, scusate un attimo, noi abbiamo ieri  rinviato
  ad  oggi per due emendamenti quello dell'idrico Agrigento e  quello
  di  Sicilia  Digitale. Tutto il dibattito è  avvenuto  su  altro  e
  sull'eventuale emendamento che era stato presentato in  Commissione
   Bilancio  dal Governo.
   Siccome  le cose poi è necessario che si capiscano bene, io  credo
  che  in questo momento noi dobbiamo andare avanti su quello che  ci
  eravamo  posti  come  ordine dei lavori  e  c'è  il  voto  dei  due
  emendamenti.  Dopodiché, so che il Presidente Savona,  perché  come
  ricorderete  avevamo  immaginato  anche  di  chiudere  stasera   la
  sessione,  ma  il  Presidente Savona mi ha già  detto  che  essendo
  arrivate queste cose la Commissione  Bilancio  ha bisogno di capire
  e  di lavorarci ancora perché evidentemente non sono di quelle cose
  che si possono fare in pochi minuti; per cui, mi ha già chiesto ora
  -  eravamo rimasti d'accordo che me lo avrebbe formalmente  chiesto
  qui  in Aula - che oggi intanto votiamo quei due emendamenti perché
  stiamo parlando di due cose che hanno scadenza precisa e che se non
  li votiamo rischiamo di rendere inutile tutto il lavoro che è stato
  fatto.
   Dopodiché  la  Commissione  Bilancio ,  se  non  ho  capito  male,
  continua  ad  essere riunita, a riunirsi, compreso domani  mattina,
  per  potere  avere domattina un risultato del lavoro  che  è  stato
  fatto,  tanto  che il Presidente mi aveva invitato  a  tenere  Aula
  anche domani perché probabilmente, oserei dire quasi a questo punto
  sicuramente, e comunque il Parlamento dovrà esprimersi  sul  lavoro
  che farà la Commissione tra stasera e domattina.
   Quindi,  onorevole Lupo con grande serenità e con  lo  spirito  di
  collaborazione che ci ha sempre contraddistinto, continuiamo con il
  programma  dei  lavori che aveva immaginato, votiamo adesso  questi
  due  emendamenti,  la  Commissione  Bilancio  continua  a  riunirsi
  compreso domattina, poi mi vedrò ovviamente col Presidente, in ogni
  caso  noi  domani dobbiamo fare Aula. Il mio suggerimento,  se  voi
  siete  d'accordo, è di farla già di mattina, già a  mezzogiorno,  è
  inutile che poi torniamo alle quattro di pomeriggio a questo  punto
  non ha senso. Per cui, direi che manterrei addirittura quasi oserei
  dire la seduta aperta, o comunque la aggiorniamo, ci vediamo domani
  a  mezzogiorno,  quindi continuiamo per favore  senza,  come  dire,
  divagazioni a questo punto, con il voto sui due emendamenti.
   Quindi,  do  la parola all'onorevole Foti. Onorevole Foti,  scusi,
  per  parlare però o del lato idrico di Agrigento, anzi soltanto per
  adesso  l'idrico  di  Agrigento in modo che  così  possiamo  finire
  velocemente. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Grazie, Presidente, della raccomandazione che però ha fatto
  a  fine  interventi  e  non all'inizio. Sì io desidero  parlare  di
  questo emendamento.

   PRESIDENTE. Infatti, dopo avere sentito gli interventi.

   FOTI.  Io  annuncio  il  voto  favorevole  del  nostro  Gruppo  in
  particolare sulla vicenda di Agrigento.
   E'  chiaro  che non possiamo permetterci in nessun momento  che  i
  cittadini  e le imprese, in particolare d'estate, oltre al  bisogno
  naturale  dell'acqua  stanno cercando  di  riprendere  le  attività
  economiche,  sarebbe  da  criminali non fare  qualsiasi  genere  di
  sforzo per andare incontro a questa parte del territorio.
   Quindi,   intervengo  proprio  io  perché  non  sono   interessata
  direttamente  ma  da deputato regionale e, a nome del  mio  Gruppo,
  sono  soddisfatta  e sono soddisfatta anche che la  Regione  possa,
  seppur con una anticipazione da restituire e non con soldi regalati
  come si è fatto la scorsa volta per la bonifica della discarica  di
  Bellolampo  di  Palermo,  ma  si sa, ognuno  ha  i  suoi  santi  in
  Paradiso,  che  lo si faccia per dare battesimo e vita  alla  prima
  azienda consortile che nasce in Sicilia.
   C'è  un'esperienza  già  in  Campania.  Oggi  abbiamo  parlato  di
  referendum  parlando  di  dare  la  possibilità  ai  cittadini   di
  esprimersi in un referendum. Dieci anni fa ci siamo espressi per un
  referendum e abbiamo cercato poi nella scorsa Legislatura  di  dare
  forma  ad  una  legge che promuovesse le gestioni il  più  pubblico
  possibile   in  attesa  che  governi  nazionali  ripubblicizzassero
  l'acqua,  cosa che ovviamente, Presidente, non hanno fatto,  ma  in
  Sicilia  per  volontà  magari di una nuova generazione  di  sindaci
  stanchi  di  quel passato, dove la politica chiaramente ha  forzato
  per delle assunzioni, ha cercato voti dalla prima all'ultima goccia
  che  usciva  dai  rubinetti degli agrigentini, intendo  dell'intera
  provincia,  per  foraggiare probabilmente se  stessi  con  il  voto
  elettorale, e oggi i disastri che leggiamo, di cui si sta occupando
  la Magistratura, e i conti che dovranno pagare i cittadini perché i
  debiti e i fallimenti poi vanno a finire sempre lì, nelle bollette.
   Però,  oggi nasce anche una speranza: si dà l'avvio ad una azienda
  consortile  che  avrà  dei  passaggi,  dei  bilanci,  delle  piante
  organiche  da tutti i consigli comunali e, finalmente, ci  potrebbe
  essere  quell'assunzione, quel passaggio democratico nella gestione
  di  un  bene di primaria necessità di cui, purtroppo, ci ricordiamo
  quando  ci viene a mancare l'acqua oppure a fine luglio ci troviamo
  in un'emergenza.
   Quindi,  Presidente,  noi siamo favorevoli.  Stessa  cosa  per  la
  situazione  di  Sicilia Digitale, mi pare che  sia  questo  l'altro
  emendamento.
   Noi  crediamo  molto,  credevamo molto nel  potenziale  di  questa
  Partecipata,  tant'è che avevamo chiesto più volte di  sentire,  di
  potere verificare quali fossero i passaggi fondamentali per dare un
  equilibrio economico ed evitare che anche questa Partecipata vada a
  finire  nell'armadio che contiene gli scheletri di questa  Regione,
  perché il potenziale inespresso è un danno per tutti.
   Quindi, oggi tamponiamo dando la possibilità almeno di pagare  gli
  stipendi.  Però, Presidente, vorremmo si facesse un  dibattito  non
  solo  da  pronto  soccorso. Cioè, quando sarà  il  momento  che  si
  approfondisca  la  vicenda e in fatto di  digitalizzazione  in  cui
  abbiamo un gap da colmare, in cui il PNR ci dà la possibilità

   PRESIDENTE. Sono d'accordissimo con lei.

   FOTI   di  parlare di una ristrutturazione e acquisire  al  nostro
  patrimonio  regionale  nella nostra cassetta degli  attrezzi  senza
  esternalizzare,  senza affidarci sempre ad esterni  e  rimanere  in
  braghe di tela nel momento della necessità, rafforzando un comparto
  strategico tanto quello dell'acqua. Grazie.

   PRESIDENTE. Sono assolutamente d'accordo con quello che ha  detto,
  se  può  essere  utile. Pongo in votazione il subemendamento  della
  Commissione A.6R.1. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario
  si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento A.6R. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   TAMAJO. Chiedo di parlare sull'emendamento A.7.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.  Signor  Presidente,  solo  per  esprimere  il  mio   voto
  favorevole  all'emendamento e penso che questo sia oggi un  segnale
  importante  da  parte di questo Parlamento, per la società,  per  i
  dipendenti,  per garantire i livelli occupazionali e,  soprattutto,
  per garantire i servizi di pubblica utilità erogati dalla società.
   Come  ben  sapete,  assessore  Armao e  assessore  Zambuto,  dalle
  notizie giornalistiche arrivano notizie non buone, pignoramenti  in
  corso, eccetera, che mettono veramente a rischio la continuità  dei
  servizi  informatici, la continuità della gestione  delle  centrali
  del   118,  tutta  una  serie  di  servizi  molto  importanti   che
  indubbiamente non possono mancare a questa Regione. Per  cui,  oggi
  approviamo   una   norma  tampone,  garantiamo  gli   stipendi   ai
  dipendenti,  ma, a mio avviso, da domani è necessario  un  percorso
  diverso, un percorso quasi di azzeramento e di ripartenza.
   Assessore Armao, in questo percorso di azzeramento e di ripartenza
  io sono al suo fianco, sono accanto a lei. Da domani possiamo, come
  dire,  avviare  un  percorso  diverso  dal  punto  di  vista  della
  programmazione  e  dal  punto di vista di raggiungimento  di  nuovi
  obiettivi. Grazie.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Anche  lei,  brevemente,  onorevole
  Sunseri,  perché  è  veramente tardi. Io, personalmente,  ho  degli
  impegni improrogabili.

   SUNSERI. Grazie, Presidente, sarò brevissimo. A mio avviso  questa
  norma  non  si  può  fare,  a mio avviso, questa  norma  si  chiama
   soccorso finanziario , ed è una cosa che l'Assemblea regionale non
  può  fare,  è  una cosa che ci ritroveremo nuovamente davanti  alla
  Corte  dei  conti.  E' una cosa che, purtroppo, siamo  praticamente
  obbligati a fare perché altrimenti queste persone, che già da  mesi
  non  prendono lo stipendio, non ne prenderebbero ancora  per  tanti
  altri  mesi.  Certo  è, Presidente, che l'amministratore  unico  di
  Sicilia  Digitale non lo nominiamo noi e qualcuno prima  o  poi  la
  responsabilità  sulle nomine all'interno delle società  partecipate
  di questa Regione se li dovrà prendere.
   Allora, questo, che rimanga a verbale. Questo emendamento,  queste
  somme,  dalla  Regione  alla sua società Sicilia  Digitale,  a  mio
  avviso, non si può fare. Tra qualche anno ci rivedremo davanti alla
  Corte dei conti.

   PRESIDENTE. La ringrazio.
   pongo  in  votazione  l'emendamento A.7. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Colleghi,   ovviamente  il  voto  finale  slitta  a   domani.   La
  Commissione  Bilancio  si riunirà quando?

   SAVONA, presidente della Commissione  Bilancio . Alle 11.00.

   PRESIDENTE.  Alle  ore  11.00 non è tardi,  onorevole  Savona?  Le
  chiedo  scusa, perché se abbiamo convocato l'Aula per le ore 12.00,
  però, evitiamo

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Savona)

   PRESIDENTE. Per le ore 12.00 si potrà fare, benissimo.
   La  seduta è rinviata a domani, giovedì 29 luglio 2021,  alle  ore
  12.00.

                 La seduta è tolta alle ore 19.28 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                       XXIII SESSIONE ORDINARIA


                         284a SEDUTA PUBBLICA
                  Giovedì 29 luglio 2021 - ore 12.00
                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Procedure semplificate e regimi procedimentali speciali per
         l'insediamento, la realizzazione e lo svolgimento delle attività
         economiche e imprenditoriali nelle ZES e nelle aree di sviluppo
         industriale ed artigianale e modifiche alla legge regionale 12
         gennaio 2012, n. 8 in materia di IRSAP  (n. 979/A) (Seguito)

         Relatore: on. Ragusa

       2)   Interventi per la prevenzione ed il contrasto ai fenomeni del
         bullismo e del cyberbullismo sul territorio della Regione . (nn.
         239-372-426-701-742/A) (Seguito)

         Relatore: on. Dipasquale

       3)  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
         per la gestione integrata dei rifiuti.  (nn. 290-49-76-179-267
         bis/A) (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

    III - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 984/A)

  2)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
  D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 985/A)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio