Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 18.28
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Galvagno, Cannata e
Catanzaro sono in congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Pullara è in missione dal 26
al 28 luglio 2021.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge seguito della
discussione del disegno di legge Procedure semplificate e regimi
procedimentali speciali per l'insediamento, la realizzazione e lo
svolgimento delle attività economiche e imprenditoriali nelle ZES e
nelle aree di sviluppo industriale ed artigianale e modifiche alla
legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8 in materia di IRSAP . (n.
979/A)
PRESIDENTE. Così come eravamo rimasti nella precedente seduta la
Commissione Bilancio, Presidente Savona, i due emendamenti li ha
esaminati e ha dato il parere favorevole.
Ricordo che questi emendamenti erano quello che riguardavano
Girgenti Acque e quello che riguardava la Sicilia Digitale, per
intenderci, che quindi possiamo mettere in votazione che è stato
presentato alla Commissione.
Lo dobbiamo distribuire. Quindi c'è un subemendamento su Girgenti
e ATO idrico di Agrigento, che modifica leggermente la copertura. Se
magari qualcuno lo vuole spiegare.
Assessore prego, se interviene e così spiega il motivo del
subemendamento. E' soltanto il cambio del capitolo della copertura.
Era dieci milioni, è rimasto dieci milioni, la copertura è avvenuta
in maniera diversa, quindi niente di diverso rispetto a prima.
Bene, allora lo metterei in votazione
(Intervento fuori microfono)
No, questo l'ho spiegato, cioè l'emendamento è soltanto una
modifica nella copertura ma non cambia l'importo della copertura.
La copertura rimane, comunque, di dieci milioni. Vengono cambiati
i capitoli da cui vengono presi i soldi per la copertura.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, i cittadini della provincia di
Agrigento hanno già pagato a caro prezzo, in termini di disservizi
e qualità dell'acqua che è stata, in questi anni, distribuita. Sono
note a tutti le vicende giudiziarie che, attualmente, sta
attraversando l'ex Girgenti Acque. Così come è noto a tutti che
l'ex Girgenti Acque non è, ad oggi, in grado neanche di pagare le
bollette per quanto riguarda l'energia elettrica, tantomeno il
personale in servizio.
Qui noi vorremmo essere, innanzitutto, rassicurati. Uno: la
destinazione di queste somme è vincolata al pagamento degli
stipendi degli ex dipendenti di Girgenti Acque? Sì o no? Poi, i
capitoli che vengono citati, quindi c'è una modifica del vecchio
emendamento, prima venivano sottratti dal fondo per le autonomie
locali, giustamente il Governo ha ritenuto opportuno non togliere
queste risorse preziose ai comuni e individua due capitoli. Questi
altri due capitoli di cinque milioni di Euro ciascuno che
dovrebbero garantire la copertura finanziaria per un anno circa dei
dipendenti della ex Girgenti Acque, di che tipo di somme stiamo
parlando? A chi li togliamo? A casa mia l'economia è come la
fisica. Se da una parte togli, dall'altra parte devi avere. Io
vorrei capire, innanzitutto, dove stiamo andando a pescare queste
risorse e se togliamo a qualcuno che, magari, potrebbe essere
ancora più colpito da questo tipo di tagli. Fermo restando,
Presidente, io vorrei vedere o capire dall'Assessorato se c'è la
volontà, anche a livello normativo, di dare una destinazione
vincolata a queste somme. Non è che domani scopriamo che si vanno a
pagare ancora debiti che ha fatto Girgenti Acque con questi soldi.
Grazie.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli deputati, la Commissione Bilancio ha
fatto una valutazione ritenendo, appunto, a copertura di questo
stanziamento, prevedere cinque milioni dal Fondo delle autonomie e
cinque milioni dal Fondo contenzioso.
Volevo precisare che l'emendamento che è stato presentato è un
emendamento vincolato, per cui i comuni che riceveranno queste
somme da parte dell'Assessorato per le autonomie locali sono tenuti
a doverlo versare alla nuova società.
Sappiamo che la nuova società è rappresentata da un consorzio di
comuni, quindi ad oggi sono 33 comuni a cui si aggiungeranno altri
due comuni che formeranno la società Aica. Queste somme sono
destinate all'avvio della società che gestirà il servizio idrico
nella provincia di Agrigento, per questi 33/35 comuni.
Voglio anche precisare che nella norma è previsto come queste
somme, erogate nei confronti dei comuni, dovranno essere recuperate
nell'arco di cinque anni. Quindi, questa è la ratio della norma.
Voglio anche precisare che si è manifestata una condizione di
emergenza. È pervenuta al Presidente della Regione una nota da
parte di Sua Eccellenza il Prefetto di Agrigento che, tenuto conto
della Società Girgenti Acque che è stata posta in fallimento con
una dichiarazione di fallimento dello scorso mese di giugno e con
la curatela fallimentare che ha, quindi, a partire dal 2 agosto
prossimo, sostanzialmente, chiesto che il commissario prefettizio
che ha gestito l'ultima fase dell'attività di Girgenti Acque a
seguito della interdittiva che la Prefettura aveva posto nel 2018
la gestione è passata ad una commissione prefettizia. A seguito,
diciamo, vi è stata la dichiarazione di fallimento. Con questa
dichiarazione di fallimento il 2 di agosto si pone il problema di
chi dovrà gestire il servizio nella provincia di Agrigento. C'è
stata, nel frattempo, l'attività dei comuni nella provincia di
Agrigento che si sono costituiti in un consorzio e che, quindi,
pronti con questa nuova società a prendere in affidamento e gestire
il servizio idrico.
Voglio anche fare presente all'Assemblea che, nella giornata di
lunedì scorso, ho incontrato Sua Eccellenza il Prefetto di
Agrigento, che sta seguendo la cosa e che in una riunione - nella
quale c'erano anche presenti sia l'ATI di Agrigento che, appunto,
la nuova società - in cui è stata fatta una sorta di
cronoprogramma che dovrà, appunto, prevedere l'affidamento e,
quindi, questa nuova società ha bisogno di una copertura
finanziaria per l'avvio della propria gestione per potere garantire
il servizio idrico nella provincia di Agrigento.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Sono iscritti a parlare l'onorevole Sunseri, l'onorevole Savarino,
e l'onorevole La Rocca Ruvolo.
Nell'ordine sono iscritti a parlare gli onorevoli Savarino,
Sunseri, La Rocca Ruvolo, Di Paola e Di Mauro.
E' iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Presidente, onorevoli colleghi, come quest'Assemblea sa
in IV Commissione abbiamo seguito, da tempo, e con grande
apprensione le vicende dell'ATI idrico di Agrigento. Abbiamo
seguito e sostenuto l'azione di risoluzione di rescissione del
contratto nei confronti di Girgenti Acque, avendo appurato, dopo
diverse segnalazioni e l'ascolto dei tanti comitati per l'acqua,
associazioni di consumatori, le varie inadempienze che c'erano e
continuiamo a seguire anche adesso la nascita di questa nuova
società Aica' di cui fanno parte i comuni della provincia di
Agrigento e la gestione che ne seguirà.
Seguiamo con l'apprensione di chi sa che quel territorio è stato
martoriato da bollette - tra le più alte d'Italia - e servizio
assolutamente pessimo. Ecco perché dobbiamo continuare a monitorare
e questo sforzo del governo Musumeci di andare incontro a questa
nascente organizzazione territoriale che è l'Aica - Ati di
Agrigento nel fornire un servizio in un momento di difficoltà con
un'anticipazione di credito di dieci milioni di Euro è certamente
un buon segnale.
Ho, personalmente, qualche dubbio sulla copertura perché mentre
sui cinque milioni del fondo degli enti locali erano fondi che
erano stati e dovevano essere utilizzati per una finalità per cui è
stato poi impugnato l'articolo sull'altro, gli altri cinque
milioni, ho qualche perplessità, e certamente, al di là delle mie
perplessità, ho l'esigenza di rassegnare in quest'Aula, alla
Presidenza, al Governo ed alla Commissione Bilancio , di dovere a
settembre - magari con la ripresa dei lavori - assessore Armao,
sederci in Commissione e trovare una soluzione normativa ed una
copertura finanziaria che dia un sostegno, che non sia
semplicemente un'anticipazione di credito.
In quest'Aula, tante volte, siamo andati incontro a società
pubbliche, a realtà pubbliche che avevano difficoltà, da ultimo
l'abbiamo fatto per la discarica di Bellolampo' a Palermo, non
vorrei ricordarlo proprio io che li avevo contestati i sette
milioni che servivano per cercare di dare respiro e, quindi, mi
sembra assolutamente opportuno che anche ad Agrigento, che ha
vissuto una difficoltà in più, sobbarcandosi un'eredità pesante che
era quella di una gestione che, oggi, viene messa anche al dito
dall'Autorità giudiziaria, bene, se anche per Agrigento bisogna
fare uno sforzo economico che non è semplicemente un'anticipazione
di credito, ma un contributo straordinario che aiuti questa realtà
colpita ed in difficoltà a sostenere uno sforzo che i sindaci con
il nostro sostegno stanno facendo e stanno portando avanti per dare
una gestione sana ad un servizio idrico che ha sofferto e che
soffre tutt'ora di tante pecche, ebbene, quest'Aula questo sforzo
lo deve fare.
Capisco che il momento è quello di una difficoltà a recuperare
risorse.
Quindi, ringrazio comunque il Governo Musumeci, gli assessori per
avere fatto lo sforzo di individuare in questo modo, una risposta
immediata ma a settembre, alla ripresa dei lavori, questo sforzo
dovrà essere più forte, più incisivo e più concreto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri.
(Intervento fuori microfono)
Presidenza della Vicepresidente FOTI
PRESIDENTE. Bene, passiamo al collega successivo. E' iscritta a
parlare l'onorevole La Rocca Ruvolo. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo,
intanto, ringraziare il Governo Musumeci per questo intervento
immediato che ha dato alla provincia di Agrigento, ai 33 comuni -
come bene diceva prima l'assessore Zambuto - che dal 3 agosto,
giorno in cui cesserà la gestione commissariale, non avranno come
approvvigionarsi per l'acqua.
Quindi, è di vitale importanza il fatto che questo Parlamento voti
questa norma che dia la possibilità ai comuni agrigentini, sono 33
quelli che hanno fatto parte del Consorzio AICA - dove AICA sta per
Associazione Idrica Comuni Agrigentini - e nulla ha a che fare più
né con la gestione commissariale di Girgenti Acque e meno che mai
con Girgenti Acque.
Lo dico perché capisco perfettamente le perplessità dei colleghi,
ma questa somma servirà alla società consortile voluta dalle
associazioni, voluta dai sindaci è una società che è stata, diciamo
così, sponsorizzata da tutti di potere partire il 3 agosto
intanto nel non cessare il servizio idrico, secondo nello smaltire
i fanghi, terzo certo una quota sarà dedicata anche al personale
che dovrà essere pagato per quel periodo.
Il periodo di transizione, che si pensa essere di circa tre mesi,
dovrebbe mettere nelle condizioni la società consortile AICA di
potere, poi, camminare con le proprie gambe attraverso anche, se
servisse, con Cassa depositi e prestiti seguire un percorso,
eccetera.
Quindi, la Regione oggi, questo Parlamento oggi permetterà ad una
società di potere partire il 3 agosto e di non esserci
un'interruzione di servizio pubblico, che è quello idrico.
Quindi, questo è il nodo centrale di questa norma di oggi. Capisco
le perplessità dei colleghi, capisco anche il discorso
dell'approvvigionamento dei fondi.
Peraltro, questi fondi vengono dati per cinque anni, cioè entro
cinque anni l'AICA dovrà restituire e, quindi, i comuni agrigentini
che ne vengono beneficiati, dovranno restituire la somma.
Ringrazio anche il Governo per avere spostato da tre anni a cinque
anni il periodo di restituzione della somma. Quindi, questo mi
sembra di fondamentale importanza perché Girgenti Acque, nella
provincia di Agrigento, non esiste più. Sarà la curatela, che
ancora ha in carico perché è stata pure dichiarata fallita nel mese
di aprile, a gestire i rapporti che aveva questo gestore
precedentemente.
Ma, da questo momento, non si può più parlare di Girgenti Acque.
Non c'entra assolutamente nulla.
Oggi c'è AICA, questo prestito viene fatto ad AICA Non viene
fatto assolutamente al vecchio gestore che, peraltro, è fallito.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, io non le nascondo che, dopo la seduta
in Commissione Bilancio di oggi, dopo le ultime notizie,
ovviamente, che derivano dalla parifica della Corte dei conti, un
assestamento che non arriva in Aula, sono molto, molto preoccupato
sul bilancio della Regione.
Sono molto preoccupato sul bilancio della Regione perché temo che
il prossimo anno - come tutti sapete, manca un miliardo, non manca
un milione di euro, manca un miliardo - ed è un problema serio di
tenuta, non solo dei conti ma proprio di tenuta sociale di questa
Regione.
Il problema che ci è stato sottoposto, oggi, in Commissione
Bilancio , che riguarda l'acqua - un bene primario per i comuni di
Agrigento - era un problema che andava affrontato subito, così come
la Commissione Bilancio ha fatto ed è arrivato in Commissione
Bilancio un emendamento, un testo da parte del Governo della
Regione che prevedeva il finanziamento e la copertura dei dieci
milioni di Euro dal capitolo 191301, il capitolo del trasferimento
agli Enti locali siciliani. Quindi, toglievamo 10 milioni di Euro
ai comuni siciliani.
La prima cosa che abbiamo detto in Commissione Bilancio era: ma
togliere, oggi, ad agosto, 10 milioni di Euro ai comuni siciliani,
cosa vuol dire? Tradotto, significa che la terza rata di
trasferimento, dalla Regione ai comuni, non sarebbe arrivata,
mandando all'aria i conti di 391 comuni siciliani.
Abbiamo provato a discutere col Governo della Regione e abbiamo
trovato una situazione mediana: una a mio avviso praticabile,
perché dopo l'impugnativa - in qualche modo - sugli ASU le somme
sono diciamo sì vincolate, e saranno utilizzate, ovviamente, per la
stabilizzazione degli ASU come quest'Aula ha già votato, ma, ad
oggi, libere perché non impegnate, la restante parte, 5 milioni di
Euro dal fondo contenzioso, che ricordo a quest'Aula è un fondo che
è stato più volte - più volte - sotto l'attenzione da parte
della Corte dei conti, è stato più volte sottostimato, più volte è
stato utilizzato per dare copertura a leggi di questo Parlamento e
più volte la Corte dei conti ci ha bacchettato sull'utilizzo del
fondo contenziosi.
Ora io non so cosa succederà ad ottobre, a novembre, quando
approveremo il rendiconto di questa Regione, quando poi ci sarà la
parifica di quest'anno, certo è, Presidente, che questa Regione
così non può continuare ad andare.
Questa Regione ha un'estrema necessità e urgenza di avere un
cambiamento, uno stravolgimento radicale nelle sue fondamenta
perché così ci andiamo a schiantare.
Il Rendiconto 2019 andava bocciato. Il rendiconto 2019 è stato
parificato e bocciato in tutte le sue parti, perché non c'è la
volontà da parte del Governo di questa Regione e dei Governi
precedenti di mettere, finalmente, mano a quello che in questo
momento si sta dimostrando un bilancio fallito, un bilancio di una
regione fallita.
Noi abbiamo difficoltà a dare copertura anche alle spese correnti,
come il trasferimento agli enti locali.
Quindi io quello che chiedo a quest'Assemblea, ai deputati, al
Governo, è di fare veramente un forte ragionamento sul bilancio
della Regione, capire dove è possibile cominciare a rivedere, a
fare le riforme strutturali che ci possano consentire di liberare
quelle risorse, minime, che possano dare serenità a questa Regione.
In caso contrario temo che il prossimo anno chi andrà al Governo
di questa Regione non si ritroverà a doverla dichiarare purtroppo,
ahinoi, fallita. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Sunseri.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. A seguire gli onorevoli Di Mauro, Di
Paola.
ARMAO, assessore per l'economia. Fermo restando il mio rispetto
per l'onorevole Sunseri, vorrei spiegargli che non sta parlando del
comune di Roma, che è stato devastato dal Governo dei Cinque
Stelle, ma sta parlando di un bilancio della Regione che, sebbene
qualcuno tifasse per la mancata parifica, non solo è stato
parificato ma vorrei spiegare che il disavanzo è di 170 milioni,
ampiamente recuperabili e ampiamente sostenibili.
Se si parla avventatamente, soprattutto se si prospetta un allarme
sociale che non ha modo di esistere, se si parla avventatamente di
allarme sociale, si sbaglia di molto, si sbaglia di molto, perché
il miliardo che manca, onorevole Sunseri, non manca, quello che
manca è l'accordo di finanza pubblica con lo Stato che individui
quant'è il concorso alla finanza pubblica, perché quel miliardo che
Roma, giustamente, pretende - secondo la sua visione - fermo
restando che c'è un cordialissimo, leale, confronto col Ministro
dell'economia, col Sottosegretario, col Viceministro Castelli, col
Sottosegretario Sartore, quindi non comprendo come le stesse forze
politiche che a Roma dialogano serenamente col Governo, qui lancino
allarmi che a mio avviso non riposano su argomenti oggettivi ma
solo su legittime - attenzione - azioni dell'opposizione che
cerca di lanciare allarmi ancorché siano infondati; bene, vorrei
che si capisse che il concorso alla finanza pubblica cioè il
miliardo 001, non occorre dimenticare che nella precedente
legislatura si era riusciti a passare io lasciai l'Assessorato
all'economia, il concorso alla finanza pubblica a seicento milioni,
l'ho trovato a un miliardo trecentocinquanta milioni: la prima cosa
che abbiamo fatto siamo riusciti ad ottenere un abbattimento di
trecentocinquanta milioni immeditatamente. Ma, quei
trecentocinquanta milioni di euro di riduzione che hanno portato il
concorso alla finanza pubblica per un miliardo l'anno hanno una
durata. La giurisprudenza della Corte Costituzionale che va
ricordata - in materia è ormai consolidata - prevede che il
concorso alla finanza pubblica della Regione a Statuto speciale
debba essere concordato, pattuito tra lo Stato e la Regione.
Ebbene, quell'accordo, per espressa prescrizione della pattuizione
stessa, scade il 20 luglio 2020, cioè è già ampiamente scaduto, con
la conseguenza che quell'accordo sulla base del quale la Sicilia
deve un miliardo di Euro allo Stato per il concorso alla finanza
pubblica semplicemente non c'è più, e lo stesso accordo
all'articolo 13 è ampiamente consultabile, accordo del 18 dicembre
2018, prevede che il concorso alla finanza pubblica per un miliardo
deve essere nuovamente concordato se deve essere un miliardo,
ottocento milioni, seicento milioni, duecento milioni.
Quindi, non c'è nessun buco di cassa, vi potete esercitare chi
vuole aggredire il bilancio della Regione a sperticate aggressioni
- ripeto - di tipo contabile, il buco non c'è, non ce n'è buco Ci
sono quattro miliardi di Euro in cassa, quindi continuare a fare
terrorismo sui conti serve all'opposizione a fare opposizione, ma
non serve ai siciliani perché non è vero.
Secondo: il concorso al risanamento alla finanza pubblica - e non
è interesse del Governo Musumeci, è interesse di quest'Aula
ottenere il miglior risultato possibile - dobbiamo negoziarlo in
termini più convenienti possibili per la Regione, ma dobbiamo
quantificarlo.
Quindi, quel miliardo è soltanto la proiezione al 2022 di un
accordo che sul 2022 non ha efficacia, onorevole Sunseri. Quindi,
io comprendo che laddove fosse vigente quell'accordo il miliardo
sarebbe dovuto, ma siccome quell'accordo è già scaduto, quel
miliardo, se sarà dovuto e se sarà dovuto in quell'entità, dovrà
essere negoziato, di fatti abbiamo aperto il tavolo col Ministro
dell'economia, col sottosegretario, col viceministro.
Quindi, è opportuno che noi quel miliardo che c'è non ce lo
spendiamo, ecco perché abbiamo concordato col Presidente della
Commissione Bilancio nuovamente l'accantonamento, ma la
quantificazione potrà scaturire soltanto da un accordo di finanza
pubblica che col Ministro Franco abbiamo concordato si dovrà
concludere entro settembre, perché le eventuali refluenze
finanziarie dovranno essere caricate sui bilanci rispettivi di
Stato e Regione, ma soprattutto si dovrà dare attuazione alla
autonomia finanziaria che la Regione siciliana ha richiesto sin dal
2018 in un accordo complessivo.
Il Friuli, che è nella nostra identica posizione, ha già avviato
il negoziato, noi lo abbiamo avviato parimenti, avremo la contezza
a settembre di quanto sarà al concorso alla finanza pubblica al
2022. Se poi pensiamo di approvare una legge per cui ancorché sia
scaduto l'accordo, noi il miliardo glielo diamo lo stesso, basta
che ciascuno si assuma la responsabilità delle cose che fa, dovremo
spiegare ai siciliani perché stiamo dando un miliardo a Roma quando
l'accordo non ce lo impone. Dopo di che se la maggioranza di
quest'Aulla decide di versare un miliardo a Roma lo stesso,
ancorché non dovuto, io mi batterò come posso per una soluzione
diversa ma se l'Aula, nella sua autonomia ritiene di versare
comunque un miliardo lo faccia. A mio avviso sarebbe improvvido e
non conducente. Negoziamo con la forza del Parlamento, quindi il
Governo vuole farlo insieme al Parlamento questo negoziato, non da
solo, ecco perché è opportuno confrontarsi serenamente fermo
restando il ruolo di opposizione e maggioranza, io capisco e se
fossi all'opposizione lo farei, l'ho fatta da fuori di quest'Aula,
non all'interno e l'ho fatta in termini molto duri e, quindi,
comprendo che chi fa opposizione la faccia in termini rigorosi,
però ecco, le battaglie che - come bene diceva lei, onorevole
Sunseri - riguardano gli interessi della Sicilia, se possibile,
facciamole insieme.
Questo miliardo ad oggi non è dovuto, il concorso alla finanza
pubblica è dovuto, la quantificazione sarà chiara a settembre,
battiamoci perché insieme al concorso lo Stato ci dica quello che
vuole fare per la Sicilia sulla continuità territoriale, sul
riconoscimento della condizione di insularità, sulla cosiddetta
fiscalità di sviluppo, sulle zone franche montane - checché ci sia
in giro qualche mistificatore che dica che noi di queste cose non
ci occupiamo, ce ne occupiamo in modo assolutamente puntuale. Su
queste cose ci dobbiamo confrontare lealmente nelle sedi opportune.
Ringrazio l'onorevole Sunseri perché attraverso il suo intervento
mi ha consentito di effettuare questa precisazione e questa
informazione che va data.
Ripeto, se poi qualche giornale - mi dispiace, un giornale
palermitano - debba scrivere che in cassa non ci sono i soldi si
assuma la responsabilità delle cose che dice.
Ne ho parlato con il direttore e la proprietà, di questa cosa,
perché la ritengo assolutamente grave che si scriva che in cassa
non ci sono i soldi quando in cassa ci sono quattro miliardi.
Nel frattempo stiamo approvando oggi un emendamento per garantire
il cofinanziamento dei fondi europei e giovedì in Giunta, cioè
domani pomeriggio, chiuderemo il riaccertamento dei residui con la
possibilità finalmente di sbloccare i pagamenti, cosa che non è
dovuta e non è ascrivibile all'Assessorato del bilancio ma
all'intera Amministrazione perché fino a quando tutti i
dipartimenti non concludono il riaccertamento dei residui il
bilancio non può fare la quadra.
Un'ultima considerazione. Quest'Aula nella scorsa legislatura ha
ritenuto unilateralmente di recepire il decreto legislativo 118,
senza neanche una virgola di deroga.
Il decreto legislativo 118 - come voi sapete - è stato congegnato
sia per i piccoli comuni che per le grandi istituzioni. Sarebbe
stato cauto prevedere qualche deroga, qualche adattamento ad una
Regione che ha un bilancio di oltre venti miliardi e svolge
funzioni che in altre parti d'Europa svolgono gli Stati.
Ebbene, purtroppo questo non è avvenuto, e noi quando abbiamo
riaperto il negoziato con lo Stato non potevamo ribaltare una
situazione che era stata già compressa da questo recepimento
unilaterale fatto con legge regionale, neanche con norme di
attuazione. Oggi ci troviamo a dovere rispettare questa scelta di
applicare alla Regione siciliana le stesse regole che si applicano
al comune più piccolo della Sicilia. Questo ha delle refluenze
assai rilevanti.
Sotto questo profilo l'impegno del Governo è massimo ed entro
giovedì chiuderemo la stragrande parte dei residui e questo ci
consentirà di liberare la spesa.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. Assessore, un chiarimento. Dopo questo suo intervento
del disegno di legge che abbiamo in itinere cosa ne facciamo?
ARMAO, assessore per l'economia. C'è un emendamento, oggi,
Presidente, della Commissione Bilancio , c'è un emendamento che
riguarda il rimpinguamento del cofinanziamento dei Fondi europei.
E' stato depositato in Commissione.
PRESIDENTE. Non lo abbiamo in Aula.
ARMAO, assessore per l'economia. L'ho depositato in Commissione.
E' stato approvato in Commissione?
PRESIDENTE. Quindi, io non lo conosco.
ARMAO, assessore per l'economia. Il Governo lo ha presentato.
Prevede il rimpinguamento per circa 15 milioni di Euro del
cofinanziamento della spesa europea.
Questo è un argomento.
Poi, c'era anche l'altro che è stato presentato per prestare
ossequio ad un'intesa raggiunta con lo Stato dove, in sede di
confronto con la Commissione Bilancio è emersa l'opportunità da
un lato per quest'anno di effettuare gli interventi temporanei di
spesa perché abbiamo già duecento milioni di minore entrate che
sono state riconosciute alle Regioni speciali che, però, le Regioni
speciali devono distribuirsi fra loro.
Oggi, quindi, non sappiamo quanto possiamo mettere in bilancio di
questi duecento milioni complessivamente e assegnati alle cinque
Regioni speciali. Comprendete bene che la grossa parte va in
Sicilia per evidenti ragioni dimensionali. Oggi non posso dire 65,
73, 82, 59
Aspettiamo il concorso delle cinque Regioni, in una riunione
delle Regioni che stabiliscano. A settembre potremo, quello che
oggi stiamo riducendo, ampiamente coprirlo. Si tratta di un fatto
puramente tecnico.
Capisco che qualcuno si straccia le vesti rispetto a riduzioni di
questo o quel capitolo, nessuna preoccupazione perché già abbiamo
le risorse che, però, non possiamo quantificare in questo momento e
che, quindi, è un fatto puramente cartolare che, da qui a
settembre, potrà essere ricreato.
Per quanto riguarda il 2022, invece, sta emergendo dal confronto
con la Commissione Bilancio la possibilità, mentre lo Stato ci
chiede nell'accordo che abbiamo raggiunto di rimettere il miliardo,
dal confronto con il Governo nazionale - questo confronto, ripeto,
quando è stata chiusa l'intesa per evitare l'impugnativa ancora il
confronto col Ministro e con il Sottosegretario non si era
sviluppato - è emerso che l'accordo ha una valenza per gli anni
2018, 2019, 2020 e 2021, ma non per 2022 e 2023. Quindi, se oggi
noi mettessimo il miliardo di concorso saremmo noi unilateralmente
a riconoscere ultrattivo un accordo che, invece, è spirato in
termini di efficacia.
Quindi, oggi è cauto accantonare il miliardo fino a quando tra
Stato e Regione non si sarà raggiunta l'intesa su quant'è l'importo
che dobbiamo offrire a concorso a risanamento della finanza
pubblica.
Scusate la mia voce, ma è dovuta anche all'attività sollecitatoria
nei confronti degli uffici.
PRESIDENTE. Assessore, la capiamo benissimo. Assessore, io il
ragionamento che ha fatto lei lo capisco benissimo, però la
conseguenza è che il disegno di legge che ci è stato presentato
venga ritirato.
ARMAO, assessore per l'economia. No, abbiamo concordato un
emendamento che propone il Presidente della Commissione Bilancio .
PRESIDENTE. Cioè, quel disegno di legge viene in qualche modo
sostituito dall'emendamento?
ARMAO, assessore per l'economia. No, per la parte 2021 rimane in
piedi. Per la parte 2022 c'è un emendamento concordato con la
Commissione bilancio.
PRESIDENTE. Questo evidentemente alla Commissione Bilancio è
chiaro, poi ne parleremo per capire come dobbiamo procedere perché
se no un minimo di confusione c'è. Finiamo gli interventi su questo
argomento e ne parliamo dopo.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, la ringrazio per la parola che mi dà
e, intanto, prendiamo atto della relazione abbastanza puntuale che
ha fatto l'assessore Zambuto su quello che sta succedendo in
provincia di Agrigento.
La situazione fallimentare della ditta, gli interventi
dell'autorità giudiziaria hanno creato una situazione che è al
limite di un disordine sociale perché giorno 2 agosto - come
l'Assessore diceva poc'anzi - inizierà una nuova attività che sarà
garantita dal Consorzio dei comuni. Tutto questo, ovviamente, ci
mette in una condizione di grande difficoltà.
Il Presidente della Regione opportunamente ha immediatamente
incontrato i sindaci ed ha accordato loro una immediata
disponibilità di natura finanziaria.
La Commissione Bilancio poc'anzi, su sollecitazione dei
colleghi, ha fatto una riflessione - peraltro, mi permetto di dire
anche ragionevole - a intaccare il fondo dell'autonomia locale nel
mese di agosto quando già ben sette dodicesimi sono stati impegnati
ed i sindaci attendono con trepidazione la terza trimestralità per
riuscire a chiudere i conti delle proprie amministrazioni che li
avrà messi in grosse difficoltà.
Si è trovata una soluzione diversa ed è - mi permetto di dire, lo
dico anche a nome degli altri colleghi della provincia di Agrigento
- una soluzione parziale perché così come è stato fatto con legge
del 2015, la legge n. 3, articolo 2, comma 4, allorquando la stessa
cosa è successa per la provincia di Palermo, la Regione siciliana è
intervenuta concedendo tre contributi, uno di 500 mila euro con una
variazione di bilancio, uno di 1 milione con una variazione di
bilancio e, poi, 8 milioni praticamente con legge.
La provincia di Agrigento è certamente più piccola di quella di
Palermo, ma riproporremo la questione delle risorse all'Assemblea
in sede di finanziaria perché in quel momento dovremo cercare di
trovare il modo per aiutare i comuni della provincia di Agrigento
che si trovano improvvisamente, per una serie di vicende che non
sto qui a ripetere, costretti a gestire direttamente e con urgenza,
senza un minimo di programmazione, la rete idrica della provincia
di Agrigento.
Se noi vogliamo evitare un problema sociale, se noi vogliamo
evitare che l'acqua giorno 2 non sia più erogata, se non vogliamo
che gli stessi mezzi che sono a disposizione comunque della società
che, in affitto, è stata data alla nuova società che andrà a
gestire il servizio idrico, non siano bloccati perché mancano i
soldi anche per la benzina, abbiamo necessità che i colleghi e
tutto il Parlamento approvi questo disegno di legge e che venga
pubblicato con urgenza per consentire ai sindaci di recarsi in
banca e presentare questa norma di legge. Grazie.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Grazie Presidente, Governo, colleghi, cittadini, mentre
aspettavo il mio turno, cercavo di trovare un titolo a tutta questa
vicenda e come titolo ho pensato a una nota canzone di Orietta
Berti finché la barca va . Presidente, finchè la barca va, ma qui
manca il timoniere di questa barca perché la barca rischia di
schiantarsi completamente. E, veda Presidente, in Commissione
Bilancio il Governo ha portato una prima soluzione per quanto
riguarda il problema grave dell'acqua che c'è ad Agrigento,
mettendo sul piatto 10 milioni di euro relativi al capitolo degli
Enti Locali; quindi, da un lato stavamo togliendo ai comuni da un
lato stavamo cercando di risolvere il problema.
Il Movimento Cinque Stelle in Commissione Bilancio ha osservato
che si rischiava di mandare a gambe all'aria i Comuni perché noi
stavamo togliendo 10 milioni di euro dai fondi che vanno poi ai
Comuni.
E allora, Presidente, sempre il Governo ha portato una nuova
soluzione, proprio perché i soldi non ci sono; cioè manca,
l'assessore Armao dice che ci sono tantissimi fondi, che la Regione
siciliana è ricca, ma mancano i fondi, Presidente, perché poi il
capitolo dove stiamo andando a prendere sti 10 milioni di euro, 5
milioni di euro li stiamo andando a prendere dal Fondo contenziosi.
Colleghi, vi ricordate i continui interventi che sono stati fatti
in Aula sul Fondo contenziosi, Presidente, se li ricorda? Più volte
mi è stato detto che il fondo contenziosi non si può utilizzare,
non si può utilizzare perché c'è la Corte dei conti che ci sta
dietro e la Corte dei conti ha certificato che mancano già 315
milioni di euro sul quel fondo, noi ne stiamo andando a togliere
altri 5 milioni con il parere del Governo regionale; a mio modo di
vedere questi 5 milioni di euro verranno impugnati, perché io sono
convinto che quei 5 milioni di euro che si stanno prendendo sul
fondo contenziosi verranno impugnati a proposito della soluzione
della crisi idrica ad Agrigento. Gli altri 5 milioni di euro,
Presidente, li stiamo togliendo agli Asu. Dico qui noi abbiamo
fatto battaglie su battaglie, ma non è che li stiamo togliendo noi,
attenzione, li sta togliendo sempre questo Governo regionale perché
non ha dove prendere i Fondi, non ha dove prendere i soldi.
Ma il problema non è soltanto il discorso di mancanza di soldi,
Presidente; l'altro emendamento quello che riguarda Sicilia
digitale, fa capire che c'è un problema di gestione da parte di
questo Governo regionale. Problema di gestione che noi abbiamo più
volte denunciato, perché quando noi stiamo andando a pagare gli
stipendi di una Partecipata che dovrebbe essere una Partecipata
importantissima per la Regione siciliana perché gestisce tutta la
parte digitale, noi stiamo andando a pagare tre mesi di stipendio
che non ha pagato la società.
Io mi chiedo: l'amministratore di questa società, chi li nomina?
Chi li nomina gli amministratori di questa società partecipata?
E attenzione, colleghi, io ho visto l'emendamento, noi gli
stipendi li stiamo pagando con fondi che già noi dobbiamo
trasferire alla Partecipata mentre questa partecipata aspetta
ancora i soldi dell'energia elettrica che non abbiamo pagato. Cioè
questa società aspetta i soldi dell'energia elettrica piuttosto che
degli affitti che ha pagato, negli anni precedenti questa società.
E allora, Presidente, la domanda che mi faccio è: c'è una volontà
specifica da parte del Governo regionale, di affossare, perché
diciamolo chiaramente, cioè di chiudere questa società, di
affossarla per dare la gestione del digitale ai privati perché
questo è quello che leggo. Assessore, è inutile che scuote la
testa, però quello che si legge da questo emendamento è questo
perché quando noi ci andiamo a sostituire alla società per pagare
gli stipendi, vuol dire che lì la situazione è gravissima, è
gravissima E le nomine, la gestione, è vostra e più volte in
Commissione Bilancio , in Aula, queste denunce le abbiamo fatte,
e man mano i nodi stanno venendo al pettine, assessore Armao.
Io poi capisco la sua difesa, però, veda, i 15 milioni di euro che
lei dice che ha portato un emendamento dal Governo e l'ha portato
in Commissione Bilancio per andare a fare il cofinanziamento dei
fondi europei, ma quei 15 milioni di euro da dove li prende,
Assessore? Perché se non c'è la copertura è ovvio che poi in
Commissione Bilancio ci sono difficoltà enormi, perché voi
portate gli emendamenti come Governo regionale o senza copertura o
con coperture completamente errate e date poi in qualche modo, cioè
alzate le braccia, questo è quello che vedo, Presidente, in
Commissione Bilancio . Vedo un Governo che alza le braccia e poi
c'è la Commissione Bilancio che, in qualche modo, deve trovare
fondi.
Quindi, questi 15 milioni di euro che sono - e chiudo, Presidente
- importantissimi per il cofinanziamento e l'hanno chiesto pure
gli imprenditori. Cioè questi 15 milioni di euro, Assessore, non ci
sono, non ci sono. E, quindi, chiudo dicendo, Presidente, più volte
io ho chiesto all'Assessore Armao di fare una riflessione, cioè
visto tutto quello che sta succedendo, visto tutto quello che è
successo, visto anche quello che ha detto la Corte dei conti, io ho
chiesto all'assessore Armao, in modo rispettoso, di fare un suo
esame e di cercare di capire se non è il caso di dare le dimissioni
a questo Governo regionale ed a quest'Aula per dare una seconda
possibilità a tutti i siciliani.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Grazie, Presidente. Speravo di avere qualche chiarimento
partecipando a questi lavori d'Aula, ma concludo che il Governo ha
smarrito la bussola, perché rispetto alla confusione che si era già
creata ne ha aggiunta tanta altra.
E' successo per la prima volta, credo, almeno, non so se ci sono
precedenti dal '47 ad oggi, che il Governo presentasse variazioni
di bilancio non con un normale disegno di legge approvato, come
dovrebbe essere, essendo un documento finanziario importante dalla
Giunta di Governo, ma con un emendamento presentato ad un disegno
di legge peraltro di iniziativa parlamentare.
Questo è un precedente, Presidente. Io la invito a valutarla, la
invito a valutare questo precedente perché vorrebbe dire che d'ora
in poi su un disegno di legge di iniziativa parlamentare anche
l'Aula, se l'iniziativa è parlamentare, è abilitata diversi
deputati a presentare anche di emendamenti di variazioni di
bilancio. Fino ad ora non si è fatto.
Peraltro, il Governo ha rappresentato una condizione di urgenza-
emergenza in Commissione Bilancio e, pertanto, la Commissione si
è determinata a mettere ai voti l'emendamento che è stato
approvato. Un emendamento pesante di 65 milioni di tagli sul 21,
923 sul 22, 545 sul 23, non entriamo nel merito perché non è
questo il momento.
Si è creato un precedente mai visto, cioè che si stanno chiedendo
i pareri alle Commissioni di merito dopo che la Commissione
Bilancio ha approvato, perché lei giustamente ha detto bisogna
recuperare un passaggio nelle Commissioni di merito, con la
disponibilità ad apprezzare in Aula i pareri resi dalle Commissioni
di merito. Le Commissioni di merito stanno lavorando; scopriamo
oggi, se ho capito bene, perché non ho capito probabilmente cosa ha
detto l'Assessore, che ci sarebbe un nuovo emendamento che andrebbe
a modificare l'impianto delle variazioni per l'anno 2022.
Allora, Presidente, così non si può andare avanti, perché non
stiamo parlando del bilancio di una piccola azienda, stiamo
parlando del bilancio della Regione siciliana.
Io speravo che gli Uffici dell'Assemblea, certamente lo avranno
fatto, oggi potessero illustrarci, o meglio distribuirci, farci
distribuire un documento, una nota di lettura delle variazioni,
probabilmente il lavoro che hanno fatto è perfettamente inutile
perché se nel frattempo è cambiato tutto, perché si parla di un
nuovo emendamento 2022 di cui nulla si sa, io sinceramente non so
veramente come si possa andare avanti in queste condizioni che
giudico, veramente, critiche per la situazione contabile della
nostra Regione.
Presidente, se è disponibile un emendamento con copertura
finanziaria certa, significa con soldi veri, per cofinanziare spesa
comunitaria, io la invito, decida lei, Presidente, a metterlo ai
voti. Non si può dire che la spesa comunitaria è bloccata perché
manca per il Parlamento della Regione siciliana. Poi si può votare
a favore, contro, gli emendamenti si possono subemendare, ma il
Governo non può scaricare su questo Parlamento le proprie
responsabilità.
Il Governo ha sbagliato la previsione di bilancio, il capitolo sul
cofinanziamento dei fondi comunitari mettendo meno di quanto
serviva, bloccando bandi e fondi comunitari di cui la Sicilia ha
bisogno per vivere, per rilanciarsi, per superare questa crisi
terribile.
Se questo emendamento c'è, siccome non ho capito, è stato
depositato in Commissione, conosco le capacità del Presidente della
Commissione. Se il Presidente della Commissione ha ritenuto di non
poterlo votare, Presidente, un motivo ci sarà. Giochiamo a carte
scoperte, vediamo qual è la situazione, vediamo qual è la
situazione, vediamo qual è la condizione, Presidente, perché così
non si può andare avanti.
Quindi, io le chiedo, veramente, se è necessario anche adesso, di
convocare una Conferenza dei Capigruppo per fare il punto preciso
sulla situazione contabile della Regione siciliana, perché non
intendiamo minimamente renderci co-responsabili di un comportamento
irresponsabile di un Governo che ha perso la bussola e se mi
consente con una battuta mi ricorda tanto una famosa barzelletta di
Totò che ricevette la telefonata del direttore di banca che disse:
guardi, lei è in scoperto , e gli rispose: le faccio un
assegno .
PRESIDENTE. Allora, scusate un attimo, noi abbiamo ieri rinviato
ad oggi per due emendamenti quello dell'idrico Agrigento e quello
di Sicilia Digitale. Tutto il dibattito è avvenuto su altro e
sull'eventuale emendamento che era stato presentato in Commissione
Bilancio dal Governo.
Siccome le cose poi è necessario che si capiscano bene, io credo
che in questo momento noi dobbiamo andare avanti su quello che ci
eravamo posti come ordine dei lavori e c'è il voto dei due
emendamenti. Dopodiché, so che il Presidente Savona, perché come
ricorderete avevamo immaginato anche di chiudere stasera la
sessione, ma il Presidente Savona mi ha già detto che essendo
arrivate queste cose la Commissione Bilancio ha bisogno di capire
e di lavorarci ancora perché evidentemente non sono di quelle cose
che si possono fare in pochi minuti; per cui, mi ha già chiesto ora
- eravamo rimasti d'accordo che me lo avrebbe formalmente chiesto
qui in Aula - che oggi intanto votiamo quei due emendamenti perché
stiamo parlando di due cose che hanno scadenza precisa e che se non
li votiamo rischiamo di rendere inutile tutto il lavoro che è stato
fatto.
Dopodiché la Commissione Bilancio , se non ho capito male,
continua ad essere riunita, a riunirsi, compreso domani mattina,
per potere avere domattina un risultato del lavoro che è stato
fatto, tanto che il Presidente mi aveva invitato a tenere Aula
anche domani perché probabilmente, oserei dire quasi a questo punto
sicuramente, e comunque il Parlamento dovrà esprimersi sul lavoro
che farà la Commissione tra stasera e domattina.
Quindi, onorevole Lupo con grande serenità e con lo spirito di
collaborazione che ci ha sempre contraddistinto, continuiamo con il
programma dei lavori che aveva immaginato, votiamo adesso questi
due emendamenti, la Commissione Bilancio continua a riunirsi
compreso domattina, poi mi vedrò ovviamente col Presidente, in ogni
caso noi domani dobbiamo fare Aula. Il mio suggerimento, se voi
siete d'accordo, è di farla già di mattina, già a mezzogiorno, è
inutile che poi torniamo alle quattro di pomeriggio a questo punto
non ha senso. Per cui, direi che manterrei addirittura quasi oserei
dire la seduta aperta, o comunque la aggiorniamo, ci vediamo domani
a mezzogiorno, quindi continuiamo per favore senza, come dire,
divagazioni a questo punto, con il voto sui due emendamenti.
Quindi, do la parola all'onorevole Foti. Onorevole Foti, scusi,
per parlare però o del lato idrico di Agrigento, anzi soltanto per
adesso l'idrico di Agrigento in modo che così possiamo finire
velocemente. Ne ha facoltà.
FOTI. Grazie, Presidente, della raccomandazione che però ha fatto
a fine interventi e non all'inizio. Sì io desidero parlare di
questo emendamento.
PRESIDENTE. Infatti, dopo avere sentito gli interventi.
FOTI. Io annuncio il voto favorevole del nostro Gruppo in
particolare sulla vicenda di Agrigento.
E' chiaro che non possiamo permetterci in nessun momento che i
cittadini e le imprese, in particolare d'estate, oltre al bisogno
naturale dell'acqua stanno cercando di riprendere le attività
economiche, sarebbe da criminali non fare qualsiasi genere di
sforzo per andare incontro a questa parte del territorio.
Quindi, intervengo proprio io perché non sono interessata
direttamente ma da deputato regionale e, a nome del mio Gruppo,
sono soddisfatta e sono soddisfatta anche che la Regione possa,
seppur con una anticipazione da restituire e non con soldi regalati
come si è fatto la scorsa volta per la bonifica della discarica di
Bellolampo di Palermo, ma si sa, ognuno ha i suoi santi in
Paradiso, che lo si faccia per dare battesimo e vita alla prima
azienda consortile che nasce in Sicilia.
C'è un'esperienza già in Campania. Oggi abbiamo parlato di
referendum parlando di dare la possibilità ai cittadini di
esprimersi in un referendum. Dieci anni fa ci siamo espressi per un
referendum e abbiamo cercato poi nella scorsa Legislatura di dare
forma ad una legge che promuovesse le gestioni il più pubblico
possibile in attesa che governi nazionali ripubblicizzassero
l'acqua, cosa che ovviamente, Presidente, non hanno fatto, ma in
Sicilia per volontà magari di una nuova generazione di sindaci
stanchi di quel passato, dove la politica chiaramente ha forzato
per delle assunzioni, ha cercato voti dalla prima all'ultima goccia
che usciva dai rubinetti degli agrigentini, intendo dell'intera
provincia, per foraggiare probabilmente se stessi con il voto
elettorale, e oggi i disastri che leggiamo, di cui si sta occupando
la Magistratura, e i conti che dovranno pagare i cittadini perché i
debiti e i fallimenti poi vanno a finire sempre lì, nelle bollette.
Però, oggi nasce anche una speranza: si dà l'avvio ad una azienda
consortile che avrà dei passaggi, dei bilanci, delle piante
organiche da tutti i consigli comunali e, finalmente, ci potrebbe
essere quell'assunzione, quel passaggio democratico nella gestione
di un bene di primaria necessità di cui, purtroppo, ci ricordiamo
quando ci viene a mancare l'acqua oppure a fine luglio ci troviamo
in un'emergenza.
Quindi, Presidente, noi siamo favorevoli. Stessa cosa per la
situazione di Sicilia Digitale, mi pare che sia questo l'altro
emendamento.
Noi crediamo molto, credevamo molto nel potenziale di questa
Partecipata, tant'è che avevamo chiesto più volte di sentire, di
potere verificare quali fossero i passaggi fondamentali per dare un
equilibrio economico ed evitare che anche questa Partecipata vada a
finire nell'armadio che contiene gli scheletri di questa Regione,
perché il potenziale inespresso è un danno per tutti.
Quindi, oggi tamponiamo dando la possibilità almeno di pagare gli
stipendi. Però, Presidente, vorremmo si facesse un dibattito non
solo da pronto soccorso. Cioè, quando sarà il momento che si
approfondisca la vicenda e in fatto di digitalizzazione in cui
abbiamo un gap da colmare, in cui il PNR ci dà la possibilità
PRESIDENTE. Sono d'accordissimo con lei.
FOTI di parlare di una ristrutturazione e acquisire al nostro
patrimonio regionale nella nostra cassetta degli attrezzi senza
esternalizzare, senza affidarci sempre ad esterni e rimanere in
braghe di tela nel momento della necessità, rafforzando un comparto
strategico tanto quello dell'acqua. Grazie.
PRESIDENTE. Sono assolutamente d'accordo con quello che ha detto,
se può essere utile. Pongo in votazione il subemendamento della
Commissione A.6R.1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.6R. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
TAMAJO. Chiedo di parlare sull'emendamento A.7.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, solo per esprimere il mio voto
favorevole all'emendamento e penso che questo sia oggi un segnale
importante da parte di questo Parlamento, per la società, per i
dipendenti, per garantire i livelli occupazionali e, soprattutto,
per garantire i servizi di pubblica utilità erogati dalla società.
Come ben sapete, assessore Armao e assessore Zambuto, dalle
notizie giornalistiche arrivano notizie non buone, pignoramenti in
corso, eccetera, che mettono veramente a rischio la continuità dei
servizi informatici, la continuità della gestione delle centrali
del 118, tutta una serie di servizi molto importanti che
indubbiamente non possono mancare a questa Regione. Per cui, oggi
approviamo una norma tampone, garantiamo gli stipendi ai
dipendenti, ma, a mio avviso, da domani è necessario un percorso
diverso, un percorso quasi di azzeramento e di ripartenza.
Assessore Armao, in questo percorso di azzeramento e di ripartenza
io sono al suo fianco, sono accanto a lei. Da domani possiamo, come
dire, avviare un percorso diverso dal punto di vista della
programmazione e dal punto di vista di raggiungimento di nuovi
obiettivi. Grazie.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Anche lei, brevemente, onorevole
Sunseri, perché è veramente tardi. Io, personalmente, ho degli
impegni improrogabili.
SUNSERI. Grazie, Presidente, sarò brevissimo. A mio avviso questa
norma non si può fare, a mio avviso, questa norma si chiama
soccorso finanziario , ed è una cosa che l'Assemblea regionale non
può fare, è una cosa che ci ritroveremo nuovamente davanti alla
Corte dei conti. E' una cosa che, purtroppo, siamo praticamente
obbligati a fare perché altrimenti queste persone, che già da mesi
non prendono lo stipendio, non ne prenderebbero ancora per tanti
altri mesi. Certo è, Presidente, che l'amministratore unico di
Sicilia Digitale non lo nominiamo noi e qualcuno prima o poi la
responsabilità sulle nomine all'interno delle società partecipate
di questa Regione se li dovrà prendere.
Allora, questo, che rimanga a verbale. Questo emendamento, queste
somme, dalla Regione alla sua società Sicilia Digitale, a mio
avviso, non si può fare. Tra qualche anno ci rivedremo davanti alla
Corte dei conti.
PRESIDENTE. La ringrazio.
pongo in votazione l'emendamento A.7. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Colleghi, ovviamente il voto finale slitta a domani. La
Commissione Bilancio si riunirà quando?
SAVONA, presidente della Commissione Bilancio . Alle 11.00.
PRESIDENTE. Alle ore 11.00 non è tardi, onorevole Savona? Le
chiedo scusa, perché se abbiamo convocato l'Aula per le ore 12.00,
però, evitiamo
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Savona)
PRESIDENTE. Per le ore 12.00 si potrà fare, benissimo.
La seduta è rinviata a domani, giovedì 29 luglio 2021, alle ore
12.00.
La seduta è tolta alle ore 19.28 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XXIII SESSIONE ORDINARIA
284a SEDUTA PUBBLICA
Giovedì 29 luglio 2021 - ore 12.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Procedure semplificate e regimi procedimentali speciali per
l'insediamento, la realizzazione e lo svolgimento delle attività
economiche e imprenditoriali nelle ZES e nelle aree di sviluppo
industriale ed artigianale e modifiche alla legge regionale 12
gennaio 2012, n. 8 in materia di IRSAP (n. 979/A) (Seguito)
Relatore: on. Ragusa
2) Interventi per la prevenzione ed il contrasto ai fenomeni del
bullismo e del cyberbullismo sul territorio della Regione . (nn.
239-372-426-701-742/A) (Seguito)
Relatore: on. Dipasquale
3) Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
per la gestione integrata dei rifiuti. (nn. 290-49-76-179-267
bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
III - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di febbraio. (n. 984/A)
2) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di febbraio. (n. 985/A)
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio