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Resoconto d'Aula della Seduta n. 284 di giovedì 29 luglio 2021
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 12.28

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Catanzaro,  Arancio  e
  Compagnone sono in congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi, i lavori della Commissione sono in corso.  Mi
  dice  il  Presidente  Savona  che occorreranno  almeno  30  minuti.
  Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 13.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.29, è ripresa alle ore 13.36)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE.   Colleghi,   stiamo  aspettando   che   termini   la
  fotocopiatura degli emendamenti da distribuire.

   disegno  di legge  Modifiche alla legge regionale 15 aprile  2021,
  n. 9 . (n. 962/A Stralcio II COMM.bis/A)

   PRESIDENTE.  Comunico che inseriamo all'ordine del giorno,  perché
  ne  ha  bisogno il Governo che ce lo ha chiesto - anche se  non  le
  tratteremo  -  le  variazioni  di bilancio,  che  comunque  non  si
  affronteranno oggi, le inseriamo soltanto all'ordine del giorno  in
  modo  da poterle incardinare, perché il Governo ha bisogno di  fare
  sapere  a  Roma  che  sono  già all'ordine  del  giorno  di  questa
  Assemblea.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  gli  onorevoli
  Pullara,  Dipasquale, Barbagallo, Caronia, Fava, Lantieri, Damante,
  Ternullo, Gallo e Mancuso.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Seguito della discussione del disegno di legge n. 979/A Stralcio
                                   I

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO. Signor Presidente, abbiamo condiviso davvero in maniera
  molto  trasversale e proprio unanime due ordini del  giorno  con  i
  colleghi deputati di questo Parlamento.
   Uno riguarda l'emergenza sanitaria di Pantelleria, dove i numerosi
  sbarchi che in questi giorni si sono verificati, per le ragioni del
  bel  tempo  e  anche per l'instabilità politica in  quell'area  del
  Mediterraneo, hanno determinato il collasso dell'attuale  struttura
  di accoglienza di questi migranti.
   Questo  Parlamento, non più tardi di alcuni giorni fa, esattamente
  il 20 del mese di luglio, ha approvato all'unanimità una importante
  riforma  che  sia proprio di accoglienza, che individui  una  nuova
  cultura, quella fatta di accoglienza, di rispetto della vita  umana
  e  delle persone che, al di là dei colori della pelle, arrivano  in
  Sicilia e hanno diritti al pari di ogni altra persona.
   Queste  persone, tra le quali ci sono anche delle  donne  gravide,
  dei   bambini  che  sono  arrivati  e  che  continuano  a  sbarcare
  nell'Isola di Pantelleria, non possono essere trasportate  altrove,
  perché  le  navi  non  possono  attraccare  come  a  Lampedusa,   a
  Pantelleria. Non ci sono adeguati servizi igienici, ce n'è uno solo
  per cento persone.
   Questa  mattina ho parlato con la segreteria del Prefetto, di  cui
  conosco  la sensibilità umana e le eccellenti qualità e doti  anche
  dal  punto  di vista della competenza e della capacità  di  trovare
  soluzioni,  ma  certamente è il Governo nazionale che  deve  venire
  incontro  alla  Sicilia e in questo momento a  Pantelleria,  perché
  Pantelleria è un'isola che vive di turismo.
   L'amministrazione comunale sta veramente assumendosi un onere  non
  indifferente, le persone non possono essere tenute prigioniere, tra
  loro  ci  sono  anche delle persone positive al Covid-19.  Noi  non
  siamo  tra coloro che credono che i migranti  portino  il Covid-19:
  il  Covid-19  arriva con la mobilità delle persone,  arrivino  pure
  dagli  Stati  Uniti, dal Canada o dall'Australia poco  importa,  ma
  bisogna sostenere con misure adeguate.
   Noi  lo chiediamo, perché il nostro Governo si faccia parte attiva
  anche  presso  il Governo nazionale affinché i migranti  non  siano
  abbandonati,  e con loro abbandonata questa terra,  che  è  appunto
  Pantelleria. La struttura sanitaria rischia di implodere,  ci  sono
  numerosi  casi di Covid-19 a prescindere dai migranti, il personale
  è  quello che è, limitato, ed è limitato altresì anche il personale
  di  sorveglianza  delle Forze dell'ordine - appena dieci,  quindici
  unità - che non possono certamente né tenere prigioniere le persone
  e nemmeno controllarle adeguatamente.
   Il  Parlamento  dovrebbe approvare, immagino  all'umanità,  questo
  ordine del giorno.
   L'altro  ordine  del  giorno, e concludo  brevemente,  Presidente,
  riguarda   un'altra   emergenza:  l'emergenza  dell'invasione   dei
  cinghiali.
   Anche  qui  abbiamo firmato tutti unanimemente questo  ordine  del
  giorno perché in ragione di ciò che la legge prevede sia consentito
  anche  con  le  associazioni  venatorie  di  far  fronte  a  questa
  emergenza. Anche con il Corpo forestale, utilizzando, in attesa che
  questa,  che  la  nostra  Regione,  il  nostro  Parlamento,   possa
  approvare  una  legge  a firma dell'onorevole Caputo,  impegniamoci
  perché  questo problema, perché i suini, i suidi anzi,  sono  ormai
  dentro le città, a Messina come a Mazzara del Vallo.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Lo Curto. Ci sono poi altri  Ordini
  del  giorno  anche dell'onorevole Lupo e altri. Consegnateli  tutti
  che poi li votiamo alla fine.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo l'onorevole Galluzzo.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Seguito della discussione del disegno di legge n. 979/A Stralcio
                                   I

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Foti, prego, su che cosa?

           (intervento fuori microfono dell'onorevole Foti)

   PRESIDENTE. L'intervento su che cosa?

   FOTI. Per descrivere un ordine del giorno che ho presentato perché
  la  Commissione  III,  giusto la scorsa settimana,  ha  assunto  un
  impegno  con  il  comparto agricolo per quanto  riguarda  la  crisi
  apistica che sta vivendo purtroppo non solo la nostra Regione.
   La primavera anomala particolarmente fredda ha prodotto un effetto
  devastante  sulla  produzione  del miele  che  si  è  letteralmente
  azzerata.  Questo  c'è  stato denunciato dalle  associazioni  degli
  agricoltori  e degli apicoltori, sta causando a parte  una  perdita
  economica, un esborso importante per nutrire le famiglie di api.
   Ora,  Presidente, questo comparto per la Sicilia e per la  Sicilia
  in  maniera  diffusa in particolare la zona orientale è un  settore
  trainante. Noi abbiamo raccolto attraverso un documento che  doveva
  diventare risoluzione ma la Commissione non farà in tempo per  ovvi
  motivi

   PRESIDENTE. Ha presentato un ordine del giorno?

   FOTI. Sì. All'interno di un ordine del giorno che ho proposto.

   PRESIDENTE. Bene. Lo votiamo perché dobbiamo cominciare, onorevole
  Foti.

   FOTI. Chiede semplicemente che ci sia un contributo immediato  per
  gli  agricoltori.  Chiede  che nella PAC  si  prevedano  intervento
  specifici  finora esclusi da quello dell'apicoltura che è integrata
  all'agricoltura  chiaramente e poi che si  possano  sviluppare  dei
  ragionamenti  anche sulle sanzioni in merito all'uso improprio  dei
  fitofarmaci, perché a causa di utilizzo improprio di veleni le  api
  muoiono.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Foti  ci  faccia   cominciare   tanto   è
  nell'ordine del giorno.
   Allora,  dobbiamo,  dunque ieri come eravamo rimasti?  Nell'ordine
  c'è  prima  l'A.9.1, che sono gli 800 mila euro per  l'agricoltura,
  per  il vivaio. Sono stati distribuiti, vedo che ce li hanno  tutti
  per cui cominciamo a votare l'A.9.1. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'A.9. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A10.
   Allora,  questo è l'emendamento che comprende tutto per cui  diamo
  due minuti per guardarlo attentamente tutti. Così come ho detto già
  ai  capigruppo, se c'è la necessità su qualcuno di questi  articoli
  di   chiedere  una  votazione  per  parti  separate  ovviamente  la
  Presidenza è disponibile a farlo.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo l'onorevole Mancuso.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Seguito della discussione del disegno di legge n. 979/A Stralcio
                                   I

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente, mi ha  anticipato  lei,  ne  stavo
  parlando  pure  con  il  capogruppo;  sull'A10  votiamo  per  parti
  separate  gli  articoli,  se è possibile, perché  vedevo,  ci  sono
  articoli,  io sto vedendo velocemente tipo ritorno in Sicilia,  noi
  abbiamo fatto anche delle audizioni

   PRESIDENTE.  Chiedo  scusa,  non  è  per  interromperla   ma   per
  dialogare.
   Sappiamo  che  ci sono degli articoli che avremmo  avuto,  su  cui
  avremmo  avuto la richiesta di voto, e l'importante è  che  non  li
  votiamo  tutti  perché senno stiamo due ore, quindi  se  mi  potete
  indicare  quelli  che volete votare per parti  separate  avevo  già
  detto  al Capo gruppo che ovviamente c'era disponibilità per  farlo
  per   cui   se  fosse  possibile  fare  questo  così  quanto   meno
  velocizziamo i lavori visto che sono già le due meno dieci.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo l'onorevole Genovese.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Seguito della discussione del disegno di legge n. 979/A Stralcio
                                   I

   PRESIDENTE. Se appena lo finite di guardare mi potete  dire  quali
  sono gli articoli da votare per parti separate.
   Colleghi,  dov'è  l'onorevole Savarino?  L'onorevole  Savarino  ha
  posto  un'obiezione su un articolo. Siccome noi non siamo in  grado
  di scioglierla, se lei la vuole dire in Aula, così chi l'ha scritto
  ci  dà una sua risposta o motivazione sul fatto di costituzionalità
  o meno di un articolo.

   SAVARINO. Signor Presidente, la normativa in merito ai criteri che
  devono  avere i soggetti per poter accedere all'iscrizione all'albo
  dei  manager, dei direttori amministrativi e dei direttori sanitari
  delle  Asp,  sono  nazionali  e sono disciplinati  dalla  normativa
  nazionale a cui la Regione Siciliana si adegua, ovviamente. Quindi,
  io  non so se questo articolo è passato in Commissione Salute o  se
  c'è stata un'attenzione da questo punto di vista, per cui chiedo un
  approfondimento  perché io ritengo che sia illegittimo.  Magari  la
  rimandiamo in Commissione.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Questo quale  articolo  era?  Me  lo
  segnala  esattamente? Questo dell'onorevole Savarino me lo  segnate
  per favore?

   DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  oltre a chiedere la votazione per parti separate degli articoli che
  sto  per  elencare,  o  meglio, l'articolo  che  reca  come  titolo
   Ritorno  in  Sicilia  è l'ultimo articolo che non ha  praticamente
  titolo  ma è l'ultimo articolo della quinta pagina. Poi, l'articolo
  relativo  alle norme in materia di personale in quiescenza,  vorrei
  capire  dal Governo se stiamo parlando della famosa sentenza  della
  Corte  Costituzionale che, ad un certo punto, impugna l'articolo  7
  della legge regionale n. 14 del 2019.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di Caro, quello a cui  faceva  riferimento
  prima è proprio l'ultimo? Cioè il quantitativo dei

   DI  CARO. Signor Presidente, alla fine della quinta pagina c'è  un
  articolo  che non ha titolo, questo anonimo, chiediamo la votazione
  per  parti separate di questo e dell'articolo che riguarda  Ritorno
  in  Sicilia'  e nella fattispecie, per quanto riguarda  Ritorno  in
  Sicilia'  è  la terza volta che lo dico da questo scranno,  c'è  un
  disegno  di legge in commissione bilancio che riguarda il contrasto
  allo  spopolamento della regione siciliana ed è una delle cause  di
  povertà  anche  dal  punto  di vista della  popolazione  umana  che
  secondo me questa Assemblea dovrebbe assumersi l'onere e l'onore di
  andare  a  valutare,  discutere  e approvare.  Quindi,  questi  due
  articoli chiediamo la votazione per parti separate.
   Nell'articolo  che riguarda le norme in materia  di  personale  in
  quiescenza  finalmente  ci  sarebbe  la  possibilità  di  garantire
  certezza a persone che sono state mandate in pensione dalla Regione
  Siciliana, ad un certo punto ricevono un dispositivo dalle  regioni
  in  cui vengono invitati a rientrare e a versare gli emolumenti che
  avevano    ricevuto    a    titolo   pensionistico    cancellandoli
  contemporaneamente dall'organico.
   Ora,  io  vorrei capire, questo articolo neutralizza completamente
  il  problema  oppure, perché mi sembra di capire nel  terzo  comma,
   nei soli casi in cui l'eventuale riammissione in servizio comporti
  una  prestazione  lavorativa non superiore ai  70  giorni',  quindi
  forse  c'è  la possibilità di creare dei piccoli esodati in  questa
  fascia  di  tempo  di 70 giorni, non vorrei che qualcuno  rimanesse
  fuori  e  venisse  costretto a rientrare al lavoro rimborsando  gli
  emolumenti pensionistici.

   PRESIDENTE.  Gli  uffici mi dicono che non  c'è  questo  pericolo.
  Quello dei pneumatici cos'è?

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   TRIZZINO.  Signor Presidente, inutile dirle che non è  passato  in
  commissione e che non è presente la professoressa Baglieri  che  ci
  può illustrare il senso di questa norma. Ma, al netto di questo, io
  ricordo  all'Aula che noi, commissione ambiente, e  quindi  l'Aula,
  abbiamo  approvato il piano regione dei rifiuti che è l'unico  atto
  deputato a stabilire dove devono finire i rifiuti.
   Quello che viene previsto con norma qui deve essere stabilito  con
  un atto amministrativo che è stato depositato, approvato e vigente.
   I pneumatici fuori uso

   PRESIDENTE.  Riguarda i rifiuti dei pneumatici? Io credo  che  non
  possiamo votare.

   TRIZZINO. Tra l'altro, al netto di quello che ho detto e che è già
  sufficiente  per  spiegare  la  motivazione  per  la  quale  questo
  articolo  dovrebbe essere stralciato, una regione non può stabilire
  che tipo di materiale può finire in un impianto piuttosto che in un
  altro, sono le direttive europee che dicono che negli inceneritori,
  che  in  questo  momento  neanche  ci  sono,  ci  finisce  il  CSS,
  all'interno del quale può esserci anche il pneumatico fuori uso, ma
  scritto  così sembra che noi stiamo dando un'altra linea  a  quelle
  che  sono  prescrizioni europee sulle quali le regioni non  possono
  fare nulla.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI. Premesso che conosco l'argomento solo per averne  avuto,
  per  puro caso, contezza. In pratica il consorzio che si occupa del
  recupero  dei  pneumatici, di fatto, porta  queste  gomme  altrove.
  Quando in regione siciliana ci sarebbe la possibilità di recuperare
  la  totalità  del materiale di cui sono composti questi pneumatici,
  quindi  l'acciaio  e  la plastica e tutte le  parti  relative.  Tra
  l'altro,  ricordo, che quando vengono sostituiti i  pneumatici  noi
  utenti  paghiamo una tassa proprio per il recupero totale di queste
  materia,   quindi  non  possono  essere  assimilate   al   rifiuto,
  ovviamente se finiscono però nell'incenerimento, alla fine,  perché
  non  c'è  il recupero, chiaramente diventa un problema di carattere
  ambientale.  Da  come  è  scritto  probabilmente  dovrebbe   essere
  determinato in maniera più precisa, ma probabilmente la finalità  è
  evitare  che  questi pneumatici vengano successivamente inceneriti,
  restando materia prima.

   PRESIDENTE. Peraltro, onorevole Tancredi, mi dicono gli uffici che
  il  fatto  che debba essere raccolto prioritariamente  in  Sicilia,
  contrasta  con la libera concorrenza per cui abbiamo  problemi,  la
  dobbiamo  stralciare. Poi lo faremo meglio nella prossima occasione
  ma  io  adesso  quest'ultimo articolo mi permetto di stralciarlo  e
  quindi lo eliminiamo. E quindi non c'è più, l'altro era quello  del
  ritorno in Sicilia, benissimo.

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA.  Signor  Presidente, mi ricollego  all'intervento  che  ha
  fatto   la   collega   Savarino  poc'anzi   per   questo   articolo
   Disposizioni  in  materia di Direttore sanitario   del  quale  non
  abbiamo   discusso  in  Commissione  Salute.  Leggendo   mi   salta
  all'occhio il fatto che manca la caratteristica dimensionale  della
  struttura  socio-sanitaria  che  questo  candidato  dovrebbe   aver
  gestito.   In   pratica  si  dice  che  può   fare   il   direttore
  amministrativo di un'ASP chi ha gestito per almeno cinque anni, con
  autonomia gestionale e diretta responsabilità delle risorse  umane,
  una qualunque struttura sanitario o in altro settore.
   Quindi   mi   viene   da  pensare,  non  essendoci   un   criterio
  dimensionale, che un mio caro amico che è gestore amministrativo di
  un  laboratorio di analisi con due dipendenti da più di cinque anni
  può  diventare direttore amministrativo. Non può essere così perché
  fra  l'altro  la  norma  nazionale che viene  richiamata  sempre  a
  riguardo  è il decreto legislativo 502 del '92 che all'articolo  3,
  comma  7,  specifica, specificava anche a suo tempo che per  essere
  candidabile  e  quindi  eleggibile a  direttore  amministrativo  di
  un'ASP  doveva avere amministrato una struttura di medie  e  grandi
  dimensioni.  Se  non  si  fa un riferimento alla  dimensione  della
  struttura potrebbe anche essere che una persona che ha amministrato
  due  persone, due dipendenti, si potrebbe benissimo trovare a  fare
  il  direttore  amministrativo dell'ASP di Palermo, ad esempio,  con
  seimila dipendenti. Credo che questa sia una norma, Presidente,  mi
  perdoni, credo che questa sia una norma da stralciare o quanto meno
  rivedere.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Pasqua. Allora, prima  di  dare  la
  parola all'onorevole Cracolici, onorevole Savarino questa norma che
  lei  mi  chiede è stata fatta identica in altre regioni. Non  sento
  niente.  Ragioniamoci, le cose le dobbiamo ragionare, anche  perché
  queste sono cose fatte

   PASQUA.  Mi perdoni, Presidente, lei forse era stato distratto  da
  altri  anche  miei colleghi. Se non è specificata la caratteristica
  dimensionale   di   chi  è  il  candidato  a  diventare   direttore
  amministrativo uno che ha amministrato una struttura sanitaria  con
  tre   dipendenti,   potrebbe  diventare  direttore   amministrativo
  dell'ASP 6 di Palermo con seimila dipendenti. Guardi che il decreto
  legislativo 502 del '92 chiariva le dimensioni.

   PRESIDENTE.  Ma  nelle  altre regioni è scritto  esattamente  così
  quello dei direttori sanitari.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, ho fatto una breve ricerca.
   Regione  Sardegna, articolo 12, direttore sanitario amministrativo
  delle  aziende sanitarie. Praticamente è la stessa norma  ed  è  la
  legge   della  regione,  questa  è  Sardegna,  consiglio  regionale
  Sardegna,  è la stessa norma identica che non è stata sottoposta  a
  nessuna  censura,  che è una norma vigente quindi  noi  non  stiamo
  facendo niente di innovativo. La brutta notizia è questa.

   PRESIDENTE.  No, quello che dice l'onorevole Pasqua è  leggermente
  diverso,  non ne fa una questione di costituzionalità, dice:  siamo
  sicuri che uno che ha gestito tre persone ne possa gestire seimila?
  Questa è la cosa.

   CALDERONE. Se questi sono i presupposti di fatto e di diritto
   Poi  ci saranno sempre le altre possibilità, non è che è un  fatto
  automatico  che  si  diventa Direttore amministrativo.  Ci  sono  i
  presupposti  per  diventarlo,  poi  ci  saranno  altri  organi  che
  valuteranno.

   PRESIDENTE.  Sì,  effettivamente anche questo che dice,  onorevole
  Pasqua,  l'onorevole Calderone ha senso, che ci sono i  presupposti
  perché  lo possa diventare. Dopodiché è chiaro che dovrà dimostrare
  di poterlo fare, a prescindere da quello che ha gestito fino a quel
  momento.

   LACCOTO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi due cose.
   Io   dico  che  noi  stiamo  cercando  di  appesantire  gli   enti
  territoriali.  Per quanto riguarda gli enti locali la pubblicazione
  del  bilancio,  che  già  è complesso per gli  addetti  ai  lavori,
  doverlo  mettere  sul  sito, farlo lasciare  per  potere  fare   un
  bilancio  comunale  chi  non  ha  naturalmente  dimestichezza,  non
  comprende che è difficilissimo da leggere, anche per gli addetti ai
  lavori.
   Quindi  capisco il fatto pubblicitario della Regione,  degli  enti
  eccetera,  ma  costringere praticamente gli  enti  locali  a  dover
  mettere questo bilancio, poi lasciarlo per alcuni  credo che sia un
  fatto,  ecco,  dal punto di vista solo ultroneo, che crea  problemi
  naturalmente già agli enti locali caricati. E quindi io  penso  che
  la  parte  degli  enti locali territoriali potrebbe  essere  tolta.
  Questo è un mio suggerimento.
   L'altra vicenda dei direttori amministrativi

   PRESIDENTE. Io, onorevole Laccoto, se la Commissione Sanità prende
  nota  dei  suggerimenti che stanno dando i deputati,  in  modo  che
  decidiamo  se c'è qualche cosa da cambiare o meno, forse è  meglio.
  Perché  non lo so, poi se no ognuno dice la sua e rimangono  parole
  al vuoto, però

   LACCOTO. Poi per quanto riguarda i direttori amministrativi, al di
  là se c'è la Sardegna o altro, io penso che un po' di buon senso ci
  debba  portare  anche  a  fare  un  minimo,  perché  altrimenti  ci
  troveremmo,  già abbiamo le ASP come sono, e le aziende  sanitarie,
  se  mettiamo  un Direttore amministrativo che non ha la  competenza
  almeno, io credo che stiamo facendo delle leggi

   PRESIDENTE.   Io quello che so è che oggi sono sempre  gli  stessi
  perché non riusciamo ad allargare. Questo è sicuro, per cui che  si
  possa allargare un poco veramente la platea dei possibili Direttori
  io sono solo che felice.
   Va  bene,  allora,  io ho richiesta di voto per parti  separate  a
  questo punto sul fondo Sicilia.
   Il fondo Sicilia lo ha chiesto lei? Però non lo aveva detto
   Poi ritorno in Sicilia.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Però  io  dico una cosa perché per parti separate quanto  meno  ci
  deve essere il Capogruppo che lo chiede, perché se no ogni deputato
  chiede un articolo per parti separate, siamo rovinati.

   SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sto chiedendo
  parti   separate,  sto  intervenendo  sull'articolo,   questo   dei
  Direttori  amministrativi, nel senso che è  giusto  quello  che  ha
  detto  lei,  che sono sempre gli stessi. Cambiamo, allarghiamo,  ma
  facciamolo  con criterio, cioè facciamo approfondendo la  norma  in
  Commissione, e non infilando un articoletto in una cosa al volo.

   PRESIDENTE. Però io credo che la Commissione l'abbia visto.

   SIRAGUSA. No, la Commissione Sanità non l'ha visto.

   PRESIDENTE.  Per  cui  ripeto stiamo facendo  le  norme  di  altre
  Regioni. Stiamo soltanto applicando le norme di altre Regioni.

   SIRAGUSA.  Sì ma, ripeto, copiare è una cosa che non sappiamo  poi
  in  realtà  come  è  stata applicata, se funziona,  se  ha  un  suo
  criterio. Ripeto, io non sono contrario per principio.
   Approfondiamolo però in Commissione e facciamo un disegno di legge
  separato.

   PRESIDENTE. Onorevole Calderone, la sua posizione
   Un attimo, un attimo per prendere una decisione, fatemi sentire un
  poco qual è la volontà dell'Aula.

   CALDERONE.  È  di  una  semplicità  tecnico-normativo  disarmante.
  Perché  noi abbiamo due Regioni, che sono Lombardia e Sardegna,  ed
  io  posso mettere a disposizione gli articoli che prevedono  quanto
  noi oggi prevediamo con questa norma.
   Oltretutto, i colleghi, soprattutto della Commissione  Sanità,  ma
  tutto  il  Parlamento,  non  vorrei  offendere  nessuno,  conoscono
  benissimo  le  procedure di nomina e di indicazione  del  Direttore
  amministrativo.  Abbiamo ampliato magari la  platea,  però  poi  ci
  saranno  sempre  coloro o colui che stabilirà  se  deve  andare  un
  Direttore  amministrativo  in luogo di un  altro.  Noi  non  stiamo
  favorendo nessuno, stiamo soltanto, tra virgolette, allargando così
  come ha fatto, ripeto da tempo, senza subire nessun tipo di censure

   PRESIDENTE.  Si  ma  infatti è questo, io la platea  l'allargherei
  perché ...

   CALDERONE.    Lombardia e Sardegna, quindi è una norma già  rodata
  Presidente.

   PRESIDENTE.    io quello che so è che ogni volta sono  sempre  gli
  stessi,  poi le scelte si faranno, però la platea rimane sempre  la
  stessa, ormai proviamo ad allargarla, solo solo per fargli riaprire
  l'albo.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.   Signor   Presidente,  Governo,  colleghi,   Presidente
  Calderone,  io  le  chiedo  quale è la  necessità  e  l'urgenza  di
  approvarla  oggi,  quando lei mi insegna che in Commissione  Sanità
  abbiamo   sempre  svolto  un  lavoro  a  360 ,  e  al  99%   uscito
  all'unanimità  dei voti. Allora io le chiedo, a nome del  Movimento
  Cinque  Stelle, un momento di approfondimento Presidente,  che  può
  essere demandato benissimo alla prossima sessione

   PRESIDENTE. Per carità, è più che legittimo.

   CAPPELLO.   e  valutiamo  a 360  tutti i  risvolti,  come  abbiamo
  sempre   fatto  in  maniera  pacifica  e  condivisa,  solo   questo
  Presidente.  Non  ci sono Direttori amministrativi  da  nominare  o
  urgenze così impellenti.

   PRESIDENTE. Credo che, onorevole Cappello, sia dettato un poco dai
  tempi  perché  credo  che  ci siamo con le scadenze  dei  Direttori
  amministrativi da rinominare, e quindi ampliare la platea  potrebbe
  essere utile per questo, se non altro.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Presidente, mi dispiace contraddire anche qualcuno  dei
  colleghi. La nomina dei Direttori amministrativi è contenuta in una
  grande riforma dello Stato, i criteri sono fissati dall'articolo 10
  della  Legge  istitutiva delle funzioni di  direttore  sanitario  e
  direttore  amministrativo ai sensi del 502 e poi  del  229,  quindi
  attenzione a non fare cose fantasiose, perché questa norma, è  vero
  che vuole ampliare la platea, ma amplia la platea andando ben oltre
  i   requisiti  che  sono  condizione  essenziale  per  fare  quella
  attività,  ovvero  aver  diretto sia nel settore  privato  che  nel
  settore  pubblico sanitario, aziende che abbiano di media e  grande
  dimensione.
   Questa  è  la riforma dello Stato, se si deve cambiare si cambierà
  quella là, perché altrimenti noi qui introduciamo un principio  non
  estensivo della platea, noi su queste questioni possiamo,  come  mi
  pare  che  funzioni così, ogni anno, c'è un aggiornamento di  tutti
  quelli   che   vogliono   iscriversi  nell'elenco   dei   direttori
  amministrativi,  poi sono i direttori generali che sceglieranno  in
  ragione  di quell'elenco quelli che hanno i requisiti per cui  sono
  stati iscritti appunto nell'elenco.
   Io considero questa norma non ammissibile proprio ai fini della
  perché  poi  se  si legge anche attentamente al di là  se  è  stata
  scritta  dalla Sardegna o da altre Regioni, ma ci sono  espressioni
  così  generiche  che  non  vuol dire  nulla.  Ad  esempio     socio
  sanitarie  e  in  altri  settori. Cosa sono gli  altri  settori?  È
  un'ulteriore espressione come dire

                     (intervento fuori microfono)

   CRACOLICI.  Ma la Commissione quale? Noi leggi stiamo facendo.  La
  Commissione opera in funzione della legge, non è che la Commissione
  valuta  .

   PRESIDENTE. Non capisco perché allora la Sardegna che  l'ha  fatta
  nel  2020,  non  è che l'ha fatta vent'anni fa, l'ha  fatta  l'anno
  scorso, nessuno l'ha contestata per cui evidentemente si può fare.

   CRACOLICI.   Presidente,  i  direttori   generale,   i   direttori
  amministrativi, i direttori sanitari sono disciplinati da una legge
  che  c'è  da circa 20 anni. Gli elenchi si cambiano anno per  anno.
  L'acquisizione  di quei requisiti, essendoci la quinquennalità,  di
  anno  in anno vanno mutando perché nel frattempo c'è gente  che  fa
  l'esperienza, ed oltre tutto si deve anche fare un corso abilitante
  sia per la direzione sanitaria che per la direzione amministrativa,
  che è uno dei requisiti di iscrizione a quell'albo.
   Io dico perché su questa ragione della collega, questa è una norma
  che siamo sottoposti ad una censura ma soprattutto ad una difficile
  interpretazione.  Ripeto che sono altri settori.  Oltretutto,  come
  giustamente faceva rilevare Pasqua, la dimensione medio-grande  nel
  momento  in  cui viene meno, qualunque dirigente amministrativo  di
  una  impresa  anche  di  poche  persone  a  quel  punto  acquisisce
  requisiti anche di altri settori che non sono di tipo sanitario. Io
  invece,  scusi  su  questo lei mi ha detto  se  volevo  parlare  su
  questo.  Io  in  realtà volevo parlare su questa  norma  del  fondo
  Sicilia.  Perché voglio parlare su questa norma. È inutile  che  ci
  giriamo attorno alle parole. Questa norma del fondo Sicilia  è  una
  norma  cosiddetta scritta per far capire e non capire. Noi vogliamo
  sapere  se si vogliono fare nuove assunzioni all'Irfis per i  quali
  io non ho motivi ostativi pregiudiziali.
   Mi  ascolta  Presidente?  Ma scrivere, come  si  fa  fraintendere,
  sembra  una  norma  ovvia, che tutti i rientri  gestiti  dall'Irfis
  vanno  sul fondo Sicilia. Come dire che l'acqua esce dal rubinetto.
  Così  come le altre, le norme previste sulle quali sono state  date
  all'Irfis alcune misure di gestione. Quindi i rientri rientrano nel
  fondo Sicilia. Vorrei sapere, ma questo è un inciso, l'Assessore lo
  sa,  che  fine hanno fatto quelle norme che dovevano prevedere  che
  l'Irfis gestisse alcune misure di aiuto, ad esempio del Covid.  Una
  per  tutte. Abbiamo stabilito per legge un contributo alle  edicole
  per  il  periodo  Covid e dopo un anno e mezzo non c'è  neanche  il
  bando. Un anno e mezzo.
   Potrei continuare. Il fondo alle famiglie, quello del credito alle
  famiglie. Ne sto approfittando di questa norma per ricordare che ci
  sono  leggi che in questo momento non trovano attuazione. Ma questa
  norma è una norma che si vuole fare credere che succederanno alcune
  cose quando ancora qui non sono scritte per dare piena autonomia  a
  chi?  Al  consiglio di amministrazione dell'Irfis  di  decidere  se
  scorrere o non scorrere o aprire un nuovo bando.

   PRESIDENTE. Facciamolo spiegare.

   CRACOLICI.  Siccome  io sono abituato che le leggi  si  fanno  per
  specificare  quello che vogliamo fare. Se dobbiamo prevedere  nuove
  assunzioni  ci  dica  l'Irfis  qual è  il  piano  assunzionale,  li
  autorizziamo  con legge visto che oramai è una società controllata,
  interamente controllata e ancorchè sia vigilata da Banca d'Italia e
  stabiliamo  con legge come abbiamo fatto la prima volta.  La  prima
  volta abbiamo fatto una legge che autorizzava l'Irfis ad avviare un
  piano  assunzionale. Ma che dobbiamo fare queste cose  di  nascosto
  per cui c'è chi sa, c'è chi non sa. Queste cose sono inaccettabili.
  Ecco perché anche io sostengo la tesi del sistema separato.

   PRESIDENTE.  Allora, ci sono delle cose che la  Commissione  vuole
  chiarire?
   Intanto, onorevole Calderone ha facoltà di parlare.

   CALDERONE.  Signor Presidente, le ragioni di tempismo  evidenziate
  dal  collega  Cappello sono, per carità, reali.  Io  però  desidero
  puntualizzare che da qualche settimana verrà pubblicato il bando  e
  per  fare  o rifare il bando passeranno tanti e tanti mesi.  Quindi
  rischiamo  di  paralizzare il settore soprattutto come  i  colleghi
  sanno certamente meglio di me, noi abbiamo quasi una carenza perché
  tante  persone sono andate in pensione perché raggiungono il limite
  d'età  e  non  possono  più  fare né i  direttori  generali,  né  i
  direttori  amministrativi, né i direttori  sanitari.  Questa  è  la
  ragione  dell'urgenza. Non c'è nessun motivo  occulto  o  nascosto,
  nessun   colpo  di  mano,  lo  voglio  dire  perché  prima   faceva
  l'osservazione dell'onorevole Cappello è certamente degna di essere
  attenzionata, la ragione è questa, onorevole Cappello, la ragione è
  la  necessità di procedere immediatamente non rifare i bandi perché
  purtroppo conosciamo bene la macchina burocratica e sappiamo quanto
  tempo ci vuole per fare o rifare un bando.
   A  proposito della Sardegna io già ne avevo fatto menzione, signor
  Presidente, indico anche la norma relativa alla Regione Lombardia e
  sappiamo  quanta  attenta è la Lombardia  o  è  stata  attenta  nel
  settore  sanitario.  A  tal  uopo io desidero  evidenziare  che  le
  argomentazioni dell'onorevole Cracolici ma questa è la mia  modesta
  opinione   appaiano   infondate  perché  la  norma   nazionale   fa
  riferimento ai criteri generali e lascia spazio poi ad ogni Regione
  e  puntuale riscontro e fedele testimonianza di questo mio  dire  è
  costituito  dal fatto che queste norme in Lombardia e  in  Sardegna
  sono vigenti.
   Dico  anche  e concludo che la norma cui faccio riferimento  è  la
  legge  regionale 30 dicembre 2009 n. 33 ed è il Testo  Unico  delle
  leggi  regionali in materia di sanità, questo è per quanto riguarda
  per accedere lo leggo, soltanto un minuto,  per accedere all'elenco
  degli  idonei  alla  Direzione amministrativa i candidati  dovranno
  essere  in possesso eccetera eccetera e fa riferimento a strutture,
  esperienze  e  strutture socio-sanitarie o in altri settori ,  cioè
  riproduce  testualmente  la  norma di cui  oggi  stiamo  discutendo
  quello che ha, vi è scritto nell'apparato normativo a cui testé  ho
  fatto riferimento.

   PRESIDENTE. Onorevole Calderone, devo dire che mi convince  questo
  limitare  sempre  cioè qua ora una persona che mi sta  sentendo  da
  casa in televisione mi manda un messaggio e mi dice  tieni presente
  che  Marchionne non avrebbe potuto fare il Direttore amministrativo
  in Sicilia , cioè sono tutte queste limitazioni veramente.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  io  ho
  ascoltato le argomentazioni dei colleghi a proposito dell'Irfis e a
  proposito  di  questo  articolo che è il terzo  credo  della  prima
  pagina che tratta dell'argomento dei Direttori sanitari e Direttori
  amministrativi.
   Ora tutti sappiamo cosa succede in questo momento qui in Sicilia e
  guarda caso c'è un corso accelerato che si sta facendo per assumere
  la qualifica di Direttore amministrativo che se mi permettete è una
  cosa  incongrua che possono partecipare soggetti che non hanno  nel
  tempo svolto attività sanitaria.
   Allora,  noi dobbiamo dirci con chiarezza le cose come  stanno,  o
  noi  facciamo  una  norma che vale sin da oggi e che  speriamo  non
  venga impugnata dal Governo nazionale e, quindi, fermiamo tutto ciò
  che in questo momento si sta svolgendo perché non c'è dubbio che se
  i corsi sono iniziati, c'è qualcuno che sta partecipando non avendo
  i  titoli accademici, chiamiamoli così, in termini amministrativi e
  diamo  la possibilità qualora questa norma sia condivisa anche  dal
  Governo nazionale e chiunque anche se lavora al comune di ed  è  un
  capo  ripartizione può partecipare oppure abbiamo dinnanzi a questa
  norma  una copertura rispetto a chi in questo momento sta svolgendo
  questo  corso,  sta tenendo questo corso ma non  ha  il  titolo  di
  dirigente  amministrativo per il sistema  sanitario:  questa  è  la
  prima considerazione, Presidente Micciché, che io gliela rimetto  e
  che   voglio  che  lei  si  adoperi  perché  ci  sia  assolutamente
  trasparenza nelle disposizioni amministrative.
   Il secondo argomento che è questo del sistema Irfis che ovviamente
  nasce  dall'esigenza  di  dare  risposte  alle  pratiche  che  sono
  presentate  da  tanto tempo eccetera eccetera e che era  già  stata
  esaminata  nel  corso della Finanziaria e che  era  stata  bocciata
  durante  il dibattito, ritorna come se in quest'Aula non  ci  fosse
  stata  una discussione, siccome il tema è volere sapere come stanno
  le  cose rispetto alla pianta organica riproponiamo la questione  o
  altrimenti  questa norma rischia di non passare perché  si  ritiene
  che  ci  sia qualcuno che furbescamente voglia mettere in atto  una
  iniziativa   legislativa   per  dare  copertura   a   un   presunto
  scorrimento.
   Per essere chiari, Presidente, così la smettiamo di riproporre  in
  ogni  disegno  di  legge, che non è nemmeno  un  disegno  di  legge
  questo, norme che già sono state bocciate da questo Parlamento.

   PRESIDENTE. L'onorevole Marano voleva intervenire su cosa?  Chiedo
  scusa, l'aveva chiesto prima l'onorevole Di Paola.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Tanto  lo  votiamo per  parti  separate,  quindi  nel
  momento  in  cui  lo  dovremo votare, le  darò  la  parola.  Prego,
  onorevole Di Paola.

   DI  PAOLA.  Grazie, signor Presidente. Io intervengo adesso,  così
  poi evito di intervenire successivamente.
   Condividendo  l'intervento dei colleghi, faccio  una  precisazione
  sul  discorso  dell'articolo  Ritorno in Sicilia . A  proposito  di
  quello che diceva poco fa il collega, ieri abbiamo fatto una  norma
  che  ha  salvato gli stipendi dei dipendenti di  Sicilia Digitale .
  Oggi  i  colleghi  che  chiedono maggiori informazioni  per  quanto
  riguarda  la  norma  che  riguarda l'Irfis,  lo  fanno  in  maniera
  corretta,  onde  evitare che poi, come dire,  succedano  situazioni
  come quella che è avvenuta ieri su Sicilia Digitale.
   Per  quanto  riguarda  invece  Ritorno in Sicilia ,  Presidente  e
  colleghi, in Commissione per il monitoraggio dell'attuazione  delle
  leggi, se vi ricordate, nella passata finanziaria avevamo messo 3,7
  milioni di euro per potenziare la misura  Resto al Sud . Di  questi
  3,7 milioni di euro, per gli anni 2020 e 2021 abbiamo speso solo ed
  esclusivamente  37.000 euro su 3,7 milioni di euro,  sono  arrivate
  solo  ed esclusivamente dieci domande. Sei sono arrivate per quanto
  riguarda il 2020, e quattro, ad oggi, per quanto riguarda il  2021,
  37.000 euro a fronte di 3,7 milioni di euro.
   E  se  vi ricordate, qui in Aula avevamo contrastato questa norma,
  proprio  perché  non  era una norma organica ed  era  di  difficile
  attuazione.  Così  è  stato, e lo dimostra  pure  la  verifica  che
  abbiamo fatto nella Commissione per il monitoraggio dell'attuazione
  delle leggi.
   Questa  misura  Ritorno in Sicilia  è similare alla misura   Resto
  al  Sud ; mentre la misura  Resto al Sud  riguardava solo gli enti,
  solo  le aziende, la misura  Ritorno in Sicilia  riguarda gli  enti
  ma  anche  le  persone fisiche, ma viste le difficoltà  enormi  che
  stiamo  vivendo,  lo  abbiamo visto con i colleghi  in  Commissione
   Bilancio ,  perché noi stiamo cercando su alcune norme  di  pagare
  stipendi,  di  pagare  stipendi  a lavoratori  che  non  li  stanno
  ricevendo da mesi

   PRESIDENTE.  Chiedo  scusa, su questo argomento  sto  facendo  una
  proposta al Governo. Se c'è un impegno della Commissione  Bilancio
  a  portare avanti in tempi brevi quella legge sullo spopolamento di
  cui  si  parlava  prima, di cui sta parlando lei, io  proporrei  di
  stralciare quella norma, inserirla lì e farla in maniera  organica,
  però siccome il Governo ha, secondo me correttamente, necessità che
  questa norma possa essere fatta, diamo alla Commissione  Bilancio ,
  con l'accordo dell'Aula, la priorità su questo.

   DI PAOLA. Perché dico, e chiudo, Presidente

   PRESIDENTE.  Quindi trattiamo, chiedo scusa, quindi stralciamo  la
  misura   Ritorno in Sicilia  e diamo però priorità alla Commissione
   Bilancio    di  trattare  il  disegno  di  legge,   questo   sullo
  spopolamento,  in  modo che possa rientrare  dentro  quella  norma,
  questa  per  voi,  Assessore Armao, credo che sia probabilmente  la
  soluzione  migliore, però mi deve dare il suo benestare. Quindi  la
  misura  Ritorno in Sicilia  è stralciata.

   DI  PAOLA. Chiudo, Presidente, e ringrazio anche il Governo,  così
  facciamo  anche qualcosa di organico, perché qui il rischio  è  che
  noi stiamo andando a dare eventuali fondi a chi magari possiede una
  Ferrari anziché una Punto.
   Quindi  sistemiamo in maniera organica, in modo tale che  possiamo
  poi attuarla in maniera concreta. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Di Paola. Colleghi, anche  parlando
  con il Presidente della Commissione  Bilancio , credo che ci sia la
  convinzione  di  stralciare  anche la  misura  relativa  al   Fondo
  Sicilia , che così si vede poi bene con calma. Credo che di  quelle
  che  rimangano,  di  fatto non ce ne siano  più,  nemmeno  che  con
  richiesta di votazione per parti separate per cui le abbiamo

                     (intervento fuori microfono)

   tre subemendamenti su che cosa? Che ricominciamo tutto il macello?

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Su che cosa onorevole? Su pubblicazioni  di  bilanci?
  Prego. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Grazie,  Presidente. No, io  mi  riferisco  all'articolo
   disposizioni  in  materia  di pubblicazione  di  bilanci  di  enti
  pubblici .  L'Assessore, diciamo, ha seguito insieme a  noi,  in  I
  Commissione, un disegno di legge che in maniera organica  parla  di
  pubblicazione non solo dei bilanci, ma dei dati in formato  aperto,
  negli enti sia quelli pubblici che le società partecipate.
   Io  devo dire che questo articolo scritto così com'è non ci  vedo,
  ecco, una grandissima utilità, perché rispetto al testo che abbiamo
  fatto  in  Commissione è molto, è molto carente. Il primo motivo  è
  che  dà la facoltà agli enti partecipati per intenderci, o comunque
  quelli sottoposti a controllo, dà la facoltà di poter pubblicare  i
  bilanci  nell'ambito  delle proprie competenze  economiche  e,  per
  carità,  dico, il testo in Commissione prevedeva l'obbligo,  questo
  prevede  la  facoltà. Aggiunge una copertura economica  per  quanto
  riguarda  la Regione, ma anche qui stiamo parlando di una  facoltà,
  non  è  un  obbligo per la Regione quello di pubblicare il bilancio
  dei siti istituzionali.
   Quindi, chi ci segue da casa e non solo sappia che questo articolo
  scritto  così  com'è  potrebbe non comportare  assolutamente  nulla
  perché  stiamo  comunque parlando di una facoltà, ancorché  coperta
  diciamo  con uno stanziamento economico, io ho seri dubbi che  alla
  fine  la Regione possa, in mezzo alle mille cose magari che  ha  da
  fare,  possa  pubblicare  per  estratto  il  cartaceo,  il  proprio
  bilancio  sul  cartaceo;  ma se vogliamo  fare  questa  norma,  per
  carità, è una facoltà e, quindi, facciamola.
   Per  me  è  importante  che  al comma 1  si  aggiunga  intanto  un
  riferimento  al  decreto  legislativo nazionale  che  è  molto  più
  completo ed è

   PRESIDENTE. Quello credo però che sia già inserito, quindi

   CIANCIO. No, il rifermento al decreto legislativo 33 del 2013  non
  c'è

   PRESIDENTE.  Scusate,  il  decreto,  il  riferimento  al   decreto
  legislativo nazionale non è previsto nella norma che

   CIANCIO.  Io,  infatti,  aggiungo  con  un  subemendamento   fermi
  restando   gli   obblighi  di  pubblicità',  perché   non   vorrei,
  Presidente,  che  qualcuno prendesse questo testo come  sostitutivo
  delle  altre  norme  di trasparenza che abbiamo,  per  fortuna,  in
  Sicilia e in Italia.

   PRESIDENTE. Quale emendamento è Ciancio? Mi dicono che è superfluo
  perché  la  norma statale si applica a prescindere, non  è  che  la
  possiamo cambiare.

   CIANCIO. Si, infatti io dico  fermi restando gli obblighi

   PRESIDENTE. E lo possiamo  è superfluo ma ce lo possiamo lasciare.

   CIANCIO. Siccome a volte scrivere qualcosa in più

   PRESIDENTE.  E  allora, è superfluo, ma la possiamo lasciare,  non
  cambia niente.

   CIANCIO. Va bene.
   Dopodiché, un'altra cosa importante e su questo chiedo diciamo  la
  condivisione  ma che già c'era stata in Commissione  dell'Assessore
  Armao,  perché se noi non mettiamo una sanzione sulla pubblicazione
  dei  bilanci delle società partecipate, non sto parlando di Regione
  ed  enti locali perché quelli chiaramente rispondono tutta un'altra
  normativa, ma per quanto riguarda enti partecipati, enti  pubblici,
  enti sottoposti a controllo della Regione, se noi non mettiamo  una
  sanzione,  Presidente, rischiamo di fare norme  che  poi  rimangono
  sempre, diciamo, sulla carta.

   PRESIDENTE.  Possiamo prevedere la decadenza degli  amministratori
  però.

   CIANCIO.  Presidente,  in  Commissione  abbiamo  previsto   questa
  sanzione. Del resto, Presidente, l'obbligo c'è già, noi se vogliamo
  fare  una  norma,  se  vogliamo fare una norma  seria  mettiamo  la
  sanzione, se vogliamo fare una norma che non servirà a nulla perché
  già le leggi che impongono la pubblicazione dei bilanci ci sono, se
  vogliamo  fare una norma importante, secondo me è qualificante  per
  quest'Aula fare una norma del genere, aggiungiamo la sanzione  così
  come abbiamo definito in Commissione.

   PRESIDENTE.  Io  sono perfettamente d'accordo sulla  sanzione,  ma
  bisogna capire quale.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Con l'onorevole Ciancio  abbiamo
  lavorato  su  questo  tema già da tempo e, quindi,  non  posso  che
  condividere un approccio sostanzialistico e non formale  tanto  per
  dotare la Regione dell'ennesima norma di cui certamente può fare  a
  meno,  ma  io  propongo anche perché il decreto  assessoriale  sarà
  emanato  dall'Assessore per le autonomie locali e  dall'Assessorato
  dell'economia, che è una sanzione anche di tipo pecuniario diretto,
  personale  sugli amministratori, si può calare benissimo anche  nel
  decreto assessoriale considerato che poi può essere trasfusa  negli
  statuti e negli atti deliberativi.
   Quindi,   io   propongo  assolutamente  di  condividere   la   sua
  prospettazione e credo che con il collega alle autonomie locali  ci
  possiamo fare carico fin da adesso di recepire. Se parliamo di atti
  che  orientano  la  condotta  degli  amministratori  delle  società
  regionali   noi   lo   facciamo   regolarmente   come   Assessorato
  dell'economia  con  circolare  o con decreto  assessoriale,  quindi
  possiamo  assolutamente prendere l'impegno e concordarlo e  calarlo
  nel decreto interassessoriale.

   PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, ha sentito l'Assessore?  Perché  in
  ogni caso sulla decadenza dell'amministratore io so che, per quanto
  mi  riguarda,  l'obbligo  di pubblicare  il  bilancio  ce  l'ha  il
  Segretario  generale, se lui non lo pubblica  decado  io,  mi  pare
  strano; cioè, voglio dire bisogna..,

   CIANCIO.  No, Presidente, attenzione, io non parlo né di Assemblea
  regionale

   PRESIDENTE. Potrebbe essere una buona soluzione.

   CIANCIO. Non parlo né di Assemblea regionale, non parlo di Regione
  siciliana, non parlo di Assessorati, parlo di enti controllati cioè
  è chiaro che ce l'hanno già l'obbligo.

   PRESIDENTE. Ci sono compiti diversi amministrativi

   CIANCIO.  Dovrebbero pubblicarli; infatti, io parlo del  consiglio
  di  amministrazione degli organi di amministrazione dell'ente. Poi,
  è  chiaro che se un ente non riesce ad adempiere al minimo  obbligo
  di  pubblicità del proprio bilancio, c'è qualcosa che non funziona.
  Ma  glielo dico perché ma lei come tutti noi come tutti i  deputati
  abbiamo  difficoltà a recuperare quel documento principe,  diciamo,
  di  tutti i documenti che può produrre un ente regionale. Cioè,  se
  noi  non  riusciamo a trovare neanche i bilanci pubblicati ma  come
  facciamo  a  lavorare o a svolgere il nostro ruolo di  indirizzo  e
  controllo?  E'  possibile che dobbiamo fare accessi agli  atti  per
  avere  dei  documenti  che dovrebbero essere  già  pubblicati?  Qua
  parliamo solo del bilancio.
   Allora,  ripeto,  se  vogliamo fare una cosa  seria  mettiamo  una
  sanzione,  se  non  la  vogliamo fare  e  per  legge   chiaramente,
  Assessore, poi dico, per carità, se si fa con atto successivo

   PRESIDENTE.  Quello che diceva ora l'Assessore, perché  credo  che
  sia

   ARMAO, assessore per l'economia. Onorevole, il decreto legislativo
  33  applicativo  della legge Severino che riguarda gli  obblighi  e
  obbligazione  e la cosiddetta amministrazione trasparente  è  unico
  per  tutto il Paese non ha deroghe nelle singole regioni e  prevede
  esso stesso delle sanzioni addirittura accompagnate con la nullità.
  Quindi,  figuriamoci, il conferimento di un incarico non pubblicato
  determina la nullità dell'incarico e la responsabilità erariale nel
  caso di pagamento. Quindi, più sanzione di questa  Se ci sono degli
  amministratori regionali, io personalmente alcune volte vado  sulla
  rete  a controllare se sono pubblicate alcune cose e quando non  lo
  sono intervengo anche direttamente con l'amministratore proprio per
  tenere   sotto   pressione  il  sistema,  ma  se  ci   sono   degli
  inadempimenti   questi  sono  già  sanzionati  pesantemente   dalla
  normativa nazionale, non possiamo aggiungere niente.
   Altra  cosa  che  noi vogliamo accompagnare questa previsione  con
  delle   sanzioni   anche   di   tipo   pecuniario   nei   confronti
  dell'amministratore lo possiamo poi prevedere con il  provvedimento
  attuativo,  è  impegno  del Governo, e lo  sto  ribadendo  qui,  di
  confrontarsi con il Parlamento su questi temi.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente, mi scusi la schiettezza, io  avevo  capito
  che  questa  norma  serviva a obbligare la Regione,  la  Regione  a
  pubblicare  il  proprio bilancio per estratto nei giornali  che  da
  almeno  dieci anni hanno sede in Sicilia eccetera, eccetera.  Tutto
  il  resto della norma, fermo restando gli obblighi di pubblicazione
  nel  proprio sito istituzionale che è già contenuto dagli  obblighi
  discernenti  dalla disciplina nazionale, non è che  obbliga  né  le
  società partecipate, né i comuni - perché altrimenti dovrebbe darsi
  copertura finanziaria - a pubblicare nei giornali i propri bilanci.
  Qui  dice   gli  enti  vigilati possono, sulla base  delle  proprie
  disponibilità  finanziarie, valutare di  pubblicare  anch'essi  sui
  giornali  il  bilancio per estratto . Quindi, non possiamo  mettere
  una sanzione se c'è una facoltà, fermo restando che la facoltà deve
  essere connessa alle disponibilità finanziarie.

   PRESIDENTE.  L'obbligo  è di farlo sul  sito,  su  alcune  cose  è
  obbligatorio.

   CRACOLICI. Sul sito. Ma quello già

   PRESIDENTE.     L'onorevole     Ciancio     voleva      aggiungere
  all'obbligatorietà, la sanzione. Questo non è obbligatorio,  ma  ci
  sono le cose obbligatorie.

   CRACOLICI.  Comunque già la non applicazione è una  violazione  di
  norma.

   PRESIDENTE. Avete trovato un accordo per la storia dei  direttori,
  dell'amministrativo? Presentate un subemendamento allora? Perfetto.
  E' stato già presentato? Addirittura già distribuito. Che sia stata
  trovata  una  soluzione  positiva su questo sono  contento,  perché
  secondo  me questa cosa andava assolutamente fatta. Quello che  voi
  dovete sapere è che qui a sinistra ho le lamentele dei deputati che
  mi dicono che non hanno ricevuto gli emendamenti e ogni tanto anche
  del  Segretario  generale  che mi dice  che  non  ha  ricevuto  gli
  emendamenti. Non so più da chi difendermi prima
   A   questo   punto,  come  subemendamenti  sono   rimasti   quelli
  dell'onorevole  Ciancio che li vuole mantenere, pur essendo  chiaro
  che  riguarda  soltanto la parte che non fa parte  però  di  questa
  norma, che dà solo facoltà. Per cui, lei chiede una sanzione  sulle
  cose obbligatorie che fanno parte di una norma già esistente.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)

     PRESIDENTE.  Sì,  è un obbligo. Qua nasce solo  la  facoltà,  da
  questa  norma,  o  no?  O  ci sono degli  obblighi  pure?  Soltanto
  facoltà.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, è stato trovato  un  accordo  in
  Aula.  Un minuto, stia calmo  Io sto vedendo ora queste cose perché
  il tutto è stato fatto stamattina.

                           (Brusìo in Aula)

   Io  ancora li devo guardare; state tranquilli che si fanno le cose
  per come si devono fare.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Grazie,  Presidente, solo per una questione  di  metodo.
  Questo  emendamento non è passato da nessuna delle  Commissioni  di
  merito,  né  tantomeno dalla Commissione  Bilancio  e immagino  che
  non prevede una decurtazione

                     (Intervento fuori microfono)

    SUNSERI. L'emendamento A10 5. Siccome a noi sono stati dati

   PRESIDENTE. Ho capito; siccome non li ho neanche visti, appena  ci
  arriviamo ne parliamo.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cracolici, mentre  io  parlo  arrivano  i
  subemendamenti,  su  una  norma di  legge  che  è  stata  approvata
  stamattina in bilancio e su cui i subemendamenti arrivano mentre io
  parlo, per cui datemi il tempo

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE.  Quindi, lei si è già costituito,  assessore  Cordaro
  Gli emendamenti sono i suoi.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  non  è  che  mi  sono  costituito,  io  li  firmo  gli
  emendamenti  quando  sono  miei. Non ho problemi  ad  assumerne  la
  paternità.
   Vorrei  dire  ai colleghi Cracolici e Sunseri è una questione  che
  era stata sollevata prima della legge di bilancio della finanziaria
  dalla Corte dei conti che ha scritto attraverso il Procuratore Albo
  segnalando  -  onorevole Cracolici, però vorrei che  mi  ascoltasse
  perché la vicenda è molto delicata - che ha scritto all'Assessorato
  del  territorio  e  l'ambiente  in  buona  sostanza  ravvisando  un
  problema  reale,  che  è quello secondo il quale  i  direttori  dei
  parchi hanno lo status del direttore generale e d'altro canto hanno
  invece  il  riconoscimento  di  un emolumento  pari  a  quello  del
  direttore di servizio.
   Perché  mi scrive la Corte dei conti? Non per farmi aggiustare  la
  norma,   ma  perché  la  Corte  dei  conti  mi  rassegna  un   tema
  assolutamente  reale che abbiamo accertato e  cioè  che  tutti  gli
  ultimi direttori dei parchi, almeno degli ultimi 10 anni, sia della
  gestione Crocetta che della gestione Musumeci, non appena vanno  in
  pensione  o vanno ad altro incarico la prima cosa che fanno  è  una
  vertenza per avere riconosciuto l'emolumento dello status giuridico
  con un problema di condanna sempre certa...

   PRESIDENTE. Posso permettermi

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,  se
  mi fa finire
   Questa  cosa  era  stata  presentata  tra  gli  aggiuntivi  perché
  l'indicazione  della  Corte dei conti  era  arrivata  in  una  fase
  successiva  a quella della predisposizione della legge  finanziaria
  in  Commissione  Bilancio  e quindi - come lei sa per primo, signor
  Presidente - gli aggiuntivi non si fecero più.
   Adesso  la Corte dei conti mi chiede di conoscere qual è lo  stato
  delle  decisioni  del  Governo. Io a questo  punto  le  devo  dire,
  Presidente, che nel momento in cui la presento all'Aula ho fatto il
  mio  dovere,  ma  vorrei  di più, vorrei chiuderla  definitivamente
  questa  vicenda,  perché  con questa norma  non  si  fa  altro  che
  modificare  lo  status  dei  direttori  dei  parchi  da  quello  di
  dirigente generale a quello di dirigente del servizio in  modo  che
  lo  status  rispetto all'emolumento combacino e non  ci  siano  più
  vertenze  di  sorta  come  è accaduto finora  nei  confronti  della
  Regione con perdita certa.
   Ne  ho  parlato,  Presidente, con il Presidente della  Commissione
   Bilancio  raccontandogli la storia e ricevendone il nulla  osta  e
  lo  sta  bene, lo sto spiegando all'Aula e, per questa ragione  che
  credo assolutamente seria, le chiedo di metterlo ai voti.

   PRESIDENTE.   Assessore  Cordaro,  fermo  restando   che   capisco
  perfettamente qual è l'importanza, però abbiamo portato oggi  anche
  delle  cose che sono state cosiddette  aggiunte' rispetto al  testo
  di  prima,  ma discutendone in Commissione, parlandone  con  tutti,
  eccetera.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Scusi, un attimo, onorevole  Mi fa finire di  parlare
  Già  si  mette  la  faccia  di quello condannato  prima  di  essere
  condannato  Aspetti un attimo  Mi faccia finire  Se lei vuole io lo
  dichiaro  inammissibile e non ne parliamo più   Se  mi  fa  parlare
  senza bisogno di lamentarsi io le sto dicendo che se l'Aula, perché
  io soltanto questo posso fare, non è che è un aggiuntivo, è un iper
  aggiuntivo,  e allora se c'è la disponibilità, però per  il  futuro
  essere  più  precisi,  se lei l'avesse presentato  due  ore  fa  in
  Commissione,  probabilmente non ci sarebbe  stato  motivo  di  fare
  questa  sceneggiata  ora.  Perché se le cose  invece  che  arrivare
  all'ultimo  secondo,  possibile  e immaginabile  sempre,  potessero
  arrivare  in  tempi  normali,  l'avrebbero  visto  in  Commissione,
  sarebbe  stato presentato in Commissione ed oggi farebbe parte  del
  testo.
   Dopodichè, se l'Aula è disponibile, perché me lo devono dire  loro
  perché  io d'imperio non lo posso mettere in votazione, se  ottengo
  un  mi è stato già detto no e quindi
   Allora,  siccome è importante che lei l'abbia presentato  in  modo
  che  la Corte dei conti possa sapere qual è la volontà del Governo,
  io  credo  che se lei ne fa un piccolissimo disegno di legge  e  lo
  presenta, in modo che possiamo dire che è stato presentato  e  alla
  Corte  dei  conti gli si dice che è stato presentato  e  quindi  la
  volontà del Governo e l'idea del Governo c'è già.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Scusi, al netto
  della sceneggiata che non mi appartiene

   PRESIDENTE. Io la sto facendo, non lei.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  Intanto,  c'è
  scritto  disegno di legge  e poi vorrei sapere così siete contrari,
  ci sono colleghi contrari? Sì.

   PRESIDENTE. Ha detto sì, assessore Cordaro

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. No, ma  vorrei
  che restasse agli atti che l'onorevole Di Caro è contrario perché è
  giusto, se ce lo spiega.

   PRESIDENTE. Basta così, onorevole Di Caro, per carità, non  è  che
  possiamo fare una discussione su tutto  Argomento chiuso. E  quindi
  non sono ammessi questi nuovi aggiuntivi.
   Comunico che il Governo sta presentando un disegno di legge che  è
  esattamente   il   testo   di  questo  emendamento   che   mandiamo
  immediatamente in Commissione per cercare di farlo.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Sì, l'emendamento A10.6.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA. Presidente, poco fa chiedevo all'Assessore di spiegarmi
  meglio questo aggiuntivo che è stato presentato

   PRESIDENTE. E' stato già

   DI PAOLA. Anche l'A10.6?

   PRESIDENTE.  Non  sono  le stesse condizioni?  E'  un'altra  cosa.
  Benissimo.

   DI  PAOLA.  E  allora, poco fa, Presidente noi abbiamo  stralciato
  anche   per   rispetto,  diciamo,  dell'assessore  all'economia   -
  Assessore, un attimino - poco fa abbiamo stralciato un articolo che
  riguarda   Ritorno  in  Sicilia   liberando  delle  somme,  abbiamo
  liberato  un milione di euro, arriva subito un ulteriore aggiuntivo
  che  riguarda,  magari se l'assessore lo può  spiegare  meglio,  io
  leggo  e non mi convince  è stanziata la somma di 600 mila euro   a
  valere  di quel capitolo che poco fa abbiamo liberato,  al fine  di
  estendere  ai  soggetti avente solo sede operativa  nel  territorio
  della  regione siciliana i benefici previsti dall'art. 16 al  comma
  2 .

   PRESIDENTE. Se prevede spesa deve andare in Commissione  Bilancio
  per cui è inutile che perdiamo tempo.

   DI  PAOLA.  Quindi, magari, questo emendamento prima  lo  facciamo
  passare

   PRESIDENTE. Deve andare in Commissione  Bilancio .

   DI PAOLA. Perché non si capisce a chi è rivolto, a quali soggetti,
  come li scegliamo.

   PRESIDENTE.  Se prevede spesa comunque deve andare in  Commissione
   Bilancio , per cui è inutile che ne parliamo. Se prevede  spesa  è
  inutile  che  lo  dibattiamo,  deve  obbligatoriamente  andare   in
  Commissione. Punto. Di che parliamo? Siccome sono presentati  tutti
  ora, io neanche ho avuto il tempo di vederli, sto scoprendo ora che
  prevede  spesa.  Basta,  è inutile, voglio dire,  non  è  possibile
  valutarli senza che prima la Commissione

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Sì, infatti, vorrei chiudere.
   L'  emendamento  A10.1  gli  Uffici lo ritengono  superfluo,  però
  l'onorevole  Ciancio  mi  ha chiesto di metterlo  in  votazione  lo
  stesso,  per  cui  lo  pongo in votazione. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Su  questo  della  decadenza abbiamo problemi.  Onorevole,  chiedo
  scusa,   se   lei  scrive   si  prevede  una  sanzione    che   poi
  amministrativamente  viene  individuata,  ma  io  che  ci  sia  una
  decadenza  di  un  amministratore  perché  un  direttore   non   ha
  pubblicato un sito, onestamente non so se è fattibile, quanto  meno
  lo dobbiamo verificare. Onestamente, vi dico non è una  come?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Viene pagato come? Con il milione che viene tolto dal
  Ora lo vediamo, un minuto solo.
   Onorevole Ciancio, se lo potessimo rivedere un attimo perché fatto
  così  con la decadenza dell'amministratore oggettivamente   ripeto,
  non è una mia indicazione, sono gli Uffici che mi dicono che non lo
  dovrei ritenere ammissibile.
   Proprio  per  evitare questo le chiedo se è possibile fare  anche
  cioè  indicare  che ci debba essere la sanzione sono d'accordissimo
  con lei, è il tipo di sanzione che sembra troppo esagerata.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente, esagerato è una valutazione non so  se
  politica o tecnica. Diciamo che io non voglio mettere in difficoltà
  nessuno,   soprattutto  gli  Uffici,  però  questa  cosa  l'avevamo
  affrontata in Commissione.

   PRESIDENTE.  E siccome ogni sanzione deve essere proporzionata  al
  danno  che si fa, come dire, non è che la non pubblicazione  è  una
  cosa che può fare decadere

   CIANCIO. Se è ammissibile io voglio che si voti.

   PRESIDENTE.   Se  lei  non  lo  ritira,  io  lo  devo   dichiarare
  inammissibile. Non lo posso fare votare, onorevole Ciancio. Non  lo
  posso  fare  votare perché se si ritiene che non è ammissibile,  se
  poi  lo  votate a favore che facciamo? Per cui, non lo  posso  fare
  votare.
   All'interno di questa stessa norma c'è un articolo che prevede  la
  decadenza  di  un  amministratore arrivato al  terzo  bilancio  non
  approvato.  Capisce che non ha lo stesso peso. Una  cosa  sono  tre
  bilanci non approvati.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ciancio, mi assumo  la  responsabilità  di
  dichiararlo inammissibile.
   Si  passa  all'emendamento A10.3 che ha un subemendamento  A10.3.1
  sempre della Commissione.
   Pongo  in  votazione il subemendamento A10.3.1. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento A10.3. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento A10.4. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Non  abbiamo  altro. Io ho soltanto questo problema  che  mi  pone
  l'assessore Messina.

   SAVONA, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA, presidente della Commissione. Abbiamo recuperato le  somme
   Io  resto  al sud . Abbiamo certamente la copertura da mettere  ai
  600 mila euro che serve per completare un quadro dove completiamo 5
  milioni di utilizzo che si stanno facendo.

   PRESIDENTE. Va bene.
   Si passa all'emendamento A10.6.
   Vorrei  dire una cosa, lo dico molto apertamente, tenete  presente
  che  come  avete  visto e come succede sempre ho  cercato  di  fare
  quadrare  il  cerchio accontentando l'Aula sulle  cose   Credo  che
  questo emendamento dell'assessore Messina abbia delle questioni  di
  urgenza  tali per cui se c'è qualche problema così formale proviamo
  a superarlo.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI PAOLA. Presidente, io non entro nel merito dell'emendamento che
  se  a  me  sia  il  Presidente  della  Commissione   Bilancio   che
  l'Assessore mi dicono che è un qualcosa di urgente io non entro nel
  merito  perché,  come dire, se l'Assessore porta una  problematica
  però,  signor Presidente, se ci sono, visto che stiamo  utilizzando
  dei fondi che l'Aula ha appena liberato, ce ne sono altri di fondi.
  Se ci sono ulteriori

   PRESIDENTE. No, no il capitolo è un altro, non può essere quello.

   DI PAOLA. E' un altro capitolo, assessore Armao?

   PRESIDENTE.  Assolutamente  sì,  onorevole  Di  Paola.  Non  avrei
  permesso di utilizzare questo.

   DI  PAOLA.  Perché  se ci sono altre urgenze di  lavoratori  o  di
  altro, a questo punto li mettiamo pure.

   PRESIDENTE. Assolutamente no  Quello che si è risparmiato...

   DI  PAOLA.  Perché poco fa, Presidente, c'era l'urgenza  pure  dei
  lavoratori dell'ex Helen Keller, anzi della Keller.

   PRESIDENTE. Sono assolutamente d'accordo, ne avevamo parlato  pure
  con   l'onorevole  De  Luca,  ma  non  è  assolutamente  la  stessa
  copertura.

   DI PAOLA. Quindi, sono capitoli diversi.

   PRESIDENTE.  Assolutamente. Pongo in votazione  il  subemendamento
  A.10.6. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento A.10. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'entrata in vigore che è  immediata,  che  è
  l'A.5. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento ai sensi dell'articolo 117 perché
  c'è  una  differenza di 0,80 centesimi che hanno  dovuto  sistemare
  nell'emendamento  A.7.  Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi   è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   571, 572 e 573

  Presentazione, discussione e votazione degli ordini del giorno nn.
                            571, 572 e 573

   PRESIDENTE.  Si  passa  agli ordini del  giorno  che  erano  stati
  annunciati:  il  n. 571, a firma di tutti, Aricò,  Lupo,  Di  Caro,
  eccetera,  che  ha  il parere favorevole del  Governo  e  quindi  è
  considerato approvato.
   Poi  l'ordine  del  giorno  n. 572, a firma  dell'onorevole  Foti,
  quello  delle  api e il Governo è favorevole, quindi è  considerato
  approvato.

          (Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)

   Quale? Il 571 è votato da tutti, tutti i Gruppi insieme.

   CORDARO,  assessore  per il territorio ed ambiente.  E  il  parere
  favorevole del Governo chi l'ha dato?

   PRESIDENTE. Nessuno, ho detto ci sarà sicuramente il parere favore
  del Governo. Benissimo.
   Si passa all'ordine del giorno n. 573, quello che aveva illustrato
  l'onorevole Lo Curto, quello su Pantelleria, che è approvato.

   deputazione femminile

    Sulla lettera indirizzata al Presidente dell'Assemblea firmata
                      dalla deputazione femminile

   PRESIDENTE. Scusate un attimo.
   Allora,  intanto  devo  dare un secondo  la  parola  all'onorevole
  Pagana che mi ha mandato, firmato da tutte le deputate della nostra
  Assemblea, una lettera a cui ho già dato risposta, però  lo  voleva
  comunicare,  che  riguarda un motivo bello, di  discussione  che  è
  l'allattamento, per cui l'allattamento specifico delle deputate, di
  una   in  particolare,  quindi  mi  hanno  scritto  questa  lettera
  chiedendomi uno spazio a disposizione per poterlo fare e lo faremo.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Pagana.

   PAGANA.  Grazie, Presidente. Intanto, la ringrazio e ci  tenevo  a
  ringraziare anche le mie colleghe. E' un tema importante  perché  è
  il  2021, Presidente, e ancora oggi purtroppo a molte donne  non  è
  consentito  allattare all'interno dei luoghi di lavoro. Che  questo
  accada  anche qui che è il Parlamento più antico d'Europa, uno  dei
  Parlamenti  più  antichi del mondo in cui una  deputata  madre  che
  allatta  debba  trovarsi  a scegliere se  votare  oppure  allattare
  perché   può   succedere  anche  questo,  soprattutto  all'interno,
  durante

   PRESIDENTE. Assolutamente.

   PAGANA.   durante i lavori della finanziaria, mi auguro  veramente
  che  anzitutto venga modificato il Regolamento e che i neonati e  i
  lattanti almeno fino al sesto mese di vita

   PRESIDENTE.  Io  dico che portare un neonato in  Aula  durante  la
  finanziaria è meglio evitarlo per la sua educazione, del neonato, e
  anche per la sua salute.

   PAGANA.  Forse è un motivo per essere un po' da esempio anche  nei
  confronti dei neonati.
   Dico l'auspicio più grande è sicuramente che anche i neonati  e  i
  lattanti,  almeno  fino  al  sesto mese  di  vita  possano  entrare
  all'interno  dell'Aula,  uno  spazio  attiguo  che  consenta   alla
  deputata   e  che  consenta  di  esercitare  le  proprie  funzioni,
  sicuramente  è  un  primo passo e mi auguro che  questo  Parlamento
  possa essere, ancora una volta, perché ogni tanto ci riusciamo,  da
  esempio nei confronti di tanti siciliani che ci guardano.

   PRESIDENTE.  A  seguito  della lettera  che  mi  è  stata  inviata
  dall'onorevole  Pagana  abbiamo, insieme  al  Segretario  generale,
  individuato un'area adiacente a quest'Aula, in modo che nel momento
  in  cui  fosse necessario la deputata che ha necessità di allattare
  la  possa  utilizzare in qualsiasi momento. Grazie  della  lettera,
  molto  cortese,  che lei ha inviato e che tutte le  deputate  hanno
  firmato.

            (Intervento fuori microfono di alcuni deputati)

   E' aggiunta la firma di tutti i maschi.

   ex Servirail

   Sulla situazione dei lavoratori dei bacini ex Keller, ex Ferrotel
                            ed ex Servirail

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole De Luca.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente,  lei ha  correttamente  evidenziato
  pocanzi  che le era stata attenzionata la questione dei lavoratori,
  dei  bacini ex Keller, ex Ferrotel, ed ex Servirail. Bacini  per  i
  quali nell'ultima finanziaria avevamo stanziato una dotazione  pari
  a  600  mila euro al fine di redigere una convenzione con  Anas  ed
  impiegare   questi  lavoratori.  A  quanto  pare  questa  dotazione
  finanziaria,  presidente  Miccichè,  non  è  sufficiente.   Non   è
  sufficiente  perché  forse c'è stato qualche problema  con  il  co-
  finanziamento, forse c'è stato qualche problema di dialogo  tra  la
  dirigenza Anas e l'assessore Falcone. Questo è già successo. Quello
  che  rimane, il punto che noi dobbiamo risolvere è quello  di  dare
  una prospettiva lavorativa a questi siciliani.
   Allora,  siccome si è liberato questo milione di euro, ed è  stato
  pocanzi  dichiarato che non è stata utilizzata la copertura  che  è
  residuata  dallo  stralcio  della norma  Ritorno  in  Sicilia',  io
  l'unica cosa che pretendo, Presidente, in nome di questi lavoratori
  è  un atto di chiarezza da parte dell'assessore Armao, degli Uffici
  e  di  questo  Parlamento perché, se nella  norma  con  cui  stiamo
  attribuendo  600  mila  euro  all'Assessorato  turismo  per   delle
  finalità   per   carità   condivisibili,  però   neppure   chiarite
  dall'articolo,  non  si capisce neanche a chi vanno  questi  soldi,
  chiedo  formalmente che quanto meno gli altri  400  mila  euro  che
  residuano siano destinati a questa settantina di padri di  famiglia
  dimenticati assolutamente da troppo tempo dalle istituzioni.

        PRESIDENTE. Onorevole De Luca

   DE  LUCA.  Un  attimo  e  concludo. Se voi  mi  dichiarate,  anche
  l'assessore  Armao, che non stiamo utilizzando questi soldi,  nulla
  quaestio.

   PRESIDENTE. Glielo sto dichiarando io.

   DE  LUCA.  Ho  capito. Ma qui c'è scritto un'altra cosa.  Qua  c'è
  scritto lo stesso capitolo.

   PRESIDENTE. No, è un capitolo diverso.

   DE LUCA. 219222.

   PRESIDENTE. Perché sia chiaro. Il  Ritorno in Sicilia  non è che è
  stato bocciato, è stato solo accantonato. Quella copertura sempre e
  comunque, perché quando si andrà a fare, si andrà a fare con quella
  copertura. Per cui non esiste

   DELUCA.   Presidente, però lei pocanzi ha dichiarato  come  votato
  favorevolmente per alzata e seduta l'emendamento A.10.6 che a me  è
  stato  distribuito. L'emendamento A.10.6 prevede   a  valere  sulla
  Missione 14, programma 1, capitolo 219222. Siccome io faccio questa
  professione  di  deputato perché la Sicilia mi ha dato  l'onore  di
  farla, leggo quello che c'è scritto. C'è scritto questo.

   PRESIDENTE.  I  capitoli  hanno un  fondo,  non  è  che  l'abbiamo
  svuotato. Per cui è ovvio che il capitolo sarà quello ma  le  somme
  che  sono  state  individuate per la seconda copertura  non  è  che
  vengono ,  per  cui  non  ce le ha più  il  fondo  di   Ritorno  in
  Sicilia . La prego.

   DE LUCA. Io dico solo questo.

   PRESIDENTE. Invece, siccome sono favorevolissimo al fatto  che  si
  risolva  il  problema, mi farò carico personalmente, finita  questa
  seduta,   di   parlare  con  il  Governo  per  individuare   queste
  disponibilità.  Sono  assolutamente convinto.  Onorevole  De  luca,
  questa  è  una  norma che era stata già fatta.  Quello  che  mi  fa
  impazzire  è  che non si sia dato corso per cui devo capire  perché
  avendola già coperta in finanziaria non si sia dato corso a  questa
  cosa.

   DE  LUCA.  Presidente, a tale proposito, voglio offrirle un  altro
  spunto  di  riflessione, un'informazione che se i colleghi,  l'Aula
  non hanno, è giusto che abbiano, perché sembra che dall'Assessorato
  Trasporti,  il  3  agosto, anche secondo voci  sindacali,  potrebbe
  partire  l'immissione  in servizio solo  di  una  parte  di  questi
  lavoratori.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, non c'è l'Assessore  al  Bilancio,
  non c'è l'Assessore ai trasporti

   DE LUCA. Però deve rimanere agli atti

   PRESIDENTE. E noi dobbiamo votare  È rimasto agli atti

   DE LUCA. Perché dobbiamo fare in modo che non si facciano figli  e
  figliastri.

   PRESIDENTE. Basta, onorevole De Luca, gliela togliete  per  favore
  la parola, basta così  Grazie.


            Su una mozione riguardante la tutela delle api

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO.  Signor Presidente, una cosa velocissima, siccome  oggi  è
  stato  approvato l'ordine del giorno sulle api e  io  a  maggio  ho
  presentato  una mozione che va in questa direzione  a  tutela  e  a
  protezione  delle  api, già l'ho ricordato  al  mio  Capogruppo  se
  magari   alla  prossima  Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari si può pensare di calendarizzarla per farla votare  in
  Aula, gliene sarei grata. Grazie.

   PRESIDENTE. Va bene. Grazie.


   Riprende la discussione del disegno di legge n. 979/A Stralcio I

   PRESIDENTE.  Se  vi  sedete per favore, le norme  che  sono  state
  approvate comportano la necessità di tabella riepilogativa che sarà
  predisposta dagli Uffici.
   Votiamo lo stralcio.


   Presentazione, discussione e votazione dell'ordine del giorno n.
                                  566

   PRESIDENTE. Scusate, onorevoli colleghi, in questa confusione  c'è
  un  altro  ordine del giorno, eccolo qua, presentato dall'onorevole
  Lupo  che  riguarda i lavoratori della Blutec,  se  il  Governo  lo
  potesse  guardare  al  volo,  ma sono  certo  che  sia  favorevole.
  Onorevole Turano, l'ha visto?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, è un ordine del giorno molto importante.

   PRESIDENTE. E' favorevole?

   TURANO,   assessore  per  le  attività  produttive.   Sì,   certo,
  Presidente.

   PRESIDENTE. Allora, è approvato. Onorevole Turano, non  ci  faccia
  perdere  tempo,  è  approvato, basta. D'altro  canto  l'ordine  del
  giorno è fatto dal Parlamento al Governo.

           (L'ordine del giorno reca il numero d'ordine 566)

   TURANO, assessore per le attività produttive. È che ieri c'è stato
  un  confronto con il Mise, con il Sottosegretario A. Todde, con  il
  Direttore  della Direzione, che i progetti che sono pervenuti  sono
  considerati

   PRESIDENTE. Per cui siamo nella direzione giusta. Perfetto.

   Stralcio I

    Votazione per scrutinio nominale del disegno di legge n. 979/A
                              Stralcio I

    PRESIDENTE   Se  prendete tutti posto,  indìco  la  votazione  per
  scrutinio nominale del disegno di legge n. 979/A Stralcio I.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            40
   Votanti             20
   Maggioranza         11
   Favorevoli          20
   Contrari              0
   Astenuti            16

                         (L'Assemblea approva)

   Abbiamo concluso.
   Come  ho  detto  all'inizio,  abbiamo incardinato  la  norma  delle
  variazioni  di  bilancio  che  poi  andremo  a  vedere  quando  sarà
  possibile; abbiamo inserito il disegno di legge, abbiamo ricevuto il
  disegno di legge dall'onorevole Cordaro sul problema della Corte dei
  conti  e questo è stato fatto. La prima cosa che faremo all'apertura
  comunque è l'Irsap che è già iniziata e, quindi, siamo già  in  sede
  di  disegno  di legge Irsap. Possiamo votare il passaggio  all'esame
  degli articoli. No, l'abbiamo già votato l'altra volta.

                     (Intervento fuori microfono)

   C'è  la  volontà  di votarla? Alla ripresa sarà la prima  cosa  che
  faremo, è già iscritta all'ordine del giorno.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.   Signor  Presidente,  volevo  sottolineare   alla   sua
  sensibilità  e  a quella del Governo per la ripresa  dei  lavori  e
  attenzionare un tema di cui ho già parlato con l'assessore  Scilla,
  riguarda  i  pagamenti  di  bollette  arretrate  del  2016  che  il
  Consorzio  di bonifica sta notificando agli agricoltori  della  mia
  provincia,  di  Agrigento, e sono tra l'altro bollette  che  allora
  furono rincarate da venticinque a ottantacinque centesimi l'ettaro.
   Ora, è chiaro che in questo momento di difficoltà agli agricoltori
  non  si  possa chiedere un pagamento di una rata così pesante,  per
  cui  ritengo che sarebbe più opportuno, insieme all'Assessore e  al
  governo  Musumeci  individuare, con la  ripresa  a  settembre,  una
  formula  di aiuti, una contribuzione straordinaria in modo tale  da
  abbattere questo costo che in pieno Covid certamente non può essere
  tollerato.
   Inoltre,  volevo  sollecitare il Governo: so  che,  a  definizione
  degli  accertamenti di residui, verrà portato  forse  già  oggi  in
  Giunta  il pagamento delle tante imprese iscritte all'Ance, che  mi
  hanno scritto nella qualità di Presidente della Commissione, sono i
  costruttori siciliani che stanno lavorando e che hanno i  pagamenti
  dei  SAL  arretrati. Anche per questo, in un momento di crisi,  non
  sono più sopportabili e tollerabili ulteriori ritardi.
   Per cui volevo accertarmi e sollecitare il Governo qui presente ad
  approvare nei tempi più rapidi, mi dicono forse già nella  prossima
  Giunta  di  oggi  pomeriggio, a sbloccare il  pagamento  di  questi
  imprenditori siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Savarino,  prima  che  vada  via,  ho  una
  richiesta io per lei.
   Si  ricorda  quando  avevamo pensato di  fare  l'incontro  con  la
  Commissione  paritetica  ed  io  l'avevo  messa  in  contatto   col
  Presidente della Commissione per discutere il problema quello degli
  abusi edilizi? È stato fatto niente? Una volta tanto è questo  lato
  dell'Assemblea che invita a velocizzare, proprio in questo  momento
  difficile.

   SAVARINO.  Come  sa,  la  mia  è una ,  forse  sono  anche  troppo
  stacanovista, ma certo che l'ho contattato, ne ho parlato,  ho  già
  illustrato  tutti i temi, mi è stata chiesta qualche  settimana  di
  tempo  per  approfondire, ritengo che con l'apertura, anche  questa
  verrà seguita.

   PRESIDENTE.  Ci  faccia  sapere  perché  c'è  una  grande  urgenza
  affinché si trovi una soluzione.

   SAVARINO. Allora, io le sollecito l'incontro della Commissione con
  la  Corte  dei Conti, così da giusta lettera ufficiale  che  le  ho
  inviato  sul  tema dei rifiuti, perché anche questo è un  tema  che
  alla ripresa dovremo affrontare. Grazie.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Spero  che  non ci siano altri  interventi,  così  ci
  salutiamo un attimo. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.   Grazie,  Presidente.  Approfittavo   della   presenza
  dell'assessore Cordaro, che so che è molto sensibile al tema e  già
  sta  avviando una serie di procedure e anche di misure.  Poiché  in
  Commissione' Antimafia' stiamo trattando il fenomeno degli  incendi
  boschivi,  e  noi  stiamo  andando,   in  ferie  dall'Aula ,  ma  i
  protagonisti  e  gli  incendiari, ahimè, non andranno  in  ferie  e
  possibilmente  si adopereranno, vista la stagione calda,  in  altri
  eventi   dannosi   per  il  nostro  patrimonio   boschivo,   volevo
  sollecitare  il  Governo ad istituire un tavolo  di  coordinamento,
  perché  da  alcune audizioni che sono venute fuori  in  Commissione
   Antimafia',  ci  lamentano  il  fatto  che  i  soccorsi   arrivino
  addirittura    due,  tre  ore  in  ritardo,  perché   non   si   sa
  possibilmente  in  quella  zona  chi  deve  fare  cosa,  chi   deve
  intervenire   sui  luoghi,  quindi  la  pregherei,  Assessore,   di
  istituire  un  tavolo, perché lo stesso Ente Parco  dell'Etna,  che
  abbiamo  ascoltato  in  Commissione, ci  ha  detto  di  non  essere
  titolato ad attivarsi.
   Quindi,  la  ringrazio e speriamo invece che  questi  protagonisti
  dannosi  del  nostro  patrimonio e  del  nostro  paesaggio  vadano,
  invece, in ferie anche loro. Grazie.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  L'invito  che
  faccio  alla collega e alla Commissione  Antimafia' è di accertare,
  prima  di  procedere  con eventuali ulteriori audizioni,  due  cose
  fondamentali che purtroppo non sempre sono state in questi  mesi  e
  negli  anni trascorsi competenza comune, così le do anche un  input
  da approfondire.
   La competenza del Corpo Forestale della Regione siciliana è legata
  esclusivamente agli incendi boschivi; il fatto che  passino  due  o
  tre  ore,  cosa  che a me non risulta, certamente per  gli  incendi
  boschivi,  è  legato  semmai  a  temi  che  riguardano  incendi  di
  sterpaglie,  di  fondi interclusi, di fondi privati  che  non  sono
  stati  bonificati, di tutta una serie di luoghi che per competenza,
  secondo  la materia e secondo le leggi attualmente in vigore,  sono
  di  competenza dei Vigili del Fuoco, quindi attenzione se  parliamo
  di  un  tema  legato  ai boschi o se parliamo  di  un  tema  legato
  all'esterno dei boschi.
   Per quanto riguarda, per esempio, i centri abitati, gli interventi
  nei  centri abitati o nei luoghi limitrofi ai centri abitati, salvo
  che  non  si  tratti  di  boschi, non  sono  competenza  del  Corpo
  Forestale della Regione siciliana.
   Abbiamo  attivato, ma non è competenza nostra neanche questa,  dei
  tavoli   provinciali   ma  essendo  i  tavoli  provinciali   tavoli
  interforze,  possono  essere gestiti  in  ragione  del  fatto  che,
  ovviamente, l'Assessore ma anche il Dirigente generale del  Comando
  del  Corpo  Forestale  non può che avere competenza  esclusiva  sul
  Corpo Forestale, per fare agire in maniera congiunta e organica  un
  Corpo  interforze  l'unico  che  può  farlo  è  il  Prefetto  della
  Provincia.
   A  Caltanissetta  devo  dire come a Palermo,  per  quello  che  mi
  risulta,  i  Prefetti stanno coordinando dei tavoli  interforze  ai
  quali  hanno partecipato anche gli agenti o meglio gli  uomini  del
  Corpo  Forestale in divisa però, ripeto, attenzione  altrimenti  si
  finisce  per fare confusione e si finisce per attribuire competenze
  a  chi non ne ha e quindi responsabilità di interventi che non sono
  di stretta pertinenza della Regione siciliana.
   Ciò  detto, fermo restando che sto facendo monitorare  da  6  mesi
  intanto  l'attività  del  Corpo forestale provincia  per  provincia
  perché  ogni 15 giorni - la prossima volta sarà martedì  nonostante
  sia 3 agosto ma noi lavoreremo ovviamente anche ad agosto -, stiamo
  monitorando  quello che succede nelle nove province, quindi  con  i
  nove  capi  degli ispettorati e poi vorrei dire che a volte,  molto
  spesso,  forse  troppo  spesso, capita  che  nonostante  il  nostro
  personale sia in deficit di numeri perché oggi di agenti in  divisa
  ne  abbiamo  poco meno di quattrocento, nonostante  i  concorsi  si
  siano    dovuti   fermare   in   ragione   del   Covid   e   quindi
  dell'impossibilità di assembramenti, molto spesso accade che, anche
  laddove  non  è  competenza della Regione  siciliana  e  del  Corpo
  Forestale, ci vada il Corpo Forestale.
   Quindi  per  quelle  che  sono le mie  esperienze,  documentate  e
  documentabili  qualora ciò mi venisse chiesto,  devo  dire  che  in
  questi ultimi tre anni, certamente, abbiamo fatto più interventi di
  quelli  che  erano  di nostra competenza ma credo  che  sia  giusto
  perché quando un incendio parte, chi ci arriva prima fa bene.  Però
  attenzione,  non sempre quello che ci viene attribuito  in  maniera
  semplicistica dai media non dico è responsabilità ma  è  competenza
  del Corpo Forestale della Regione siciliana.

   PRESIDENTE.  Perfetto. E allora, se non ci sono altri  interventi,
  la seduta è conclusa.
   Avremo qualche giorno di vacanza. Vi faremo sapere, perché dipende
  anche dalle esigenze che ci saranno sia da parte del Governo che di
  altro tipo per sapere quand'è che dovremo tornare a votare per  cui
  lo faremo sapere con telegramma si diceva una volta, oggi via mail.
   Vi  comunico  che  durante  questa nostra  assenza  da  quest'Aula
  inizieranno  subito, già credo in questi giorni,  i  lavori  per  i
  microfoni  dal posto così come avevamo già previsto da  tempo,  per
  cui  buone  vacanze,  non  saranno lunghissime  ma  comunque  buone
  vacanze  a  tutti. Dopo questo anno faticoso, sicuramente faticoso,
  mi auguro che tutti voi possiate passare serenamente qualche giorno
  di  riposo  e  ci rivedremo immagino i primissimi di  settembre  ma
  comunque  se  ci dovesse essere qualche novità ve lo faremo  sapere
  via mail. Grazie e un abbraccio a tutti.

                   La seduta è tolta alle ore 15.24

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio