Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 12.28
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Catanzaro, Arancio e
Compagnone sono in congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, i lavori della Commissione sono in corso. Mi
dice il Presidente Savona che occorreranno almeno 30 minuti.
Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 13.00.
(La seduta, sospesa alle ore 12.29, è ripresa alle ore 13.36)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, stiamo aspettando che termini la
fotocopiatura degli emendamenti da distribuire.
disegno di legge Modifiche alla legge regionale 15 aprile 2021,
n. 9 . (n. 962/A Stralcio II COMM.bis/A)
PRESIDENTE. Comunico che inseriamo all'ordine del giorno, perché
ne ha bisogno il Governo che ce lo ha chiesto - anche se non le
tratteremo - le variazioni di bilancio, che comunque non si
affronteranno oggi, le inseriamo soltanto all'ordine del giorno in
modo da poterle incardinare, perché il Governo ha bisogno di fare
sapere a Roma che sono già all'ordine del giorno di questa
Assemblea.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli
Pullara, Dipasquale, Barbagallo, Caronia, Fava, Lantieri, Damante,
Ternullo, Gallo e Mancuso.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 979/A Stralcio
I
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, abbiamo condiviso davvero in maniera
molto trasversale e proprio unanime due ordini del giorno con i
colleghi deputati di questo Parlamento.
Uno riguarda l'emergenza sanitaria di Pantelleria, dove i numerosi
sbarchi che in questi giorni si sono verificati, per le ragioni del
bel tempo e anche per l'instabilità politica in quell'area del
Mediterraneo, hanno determinato il collasso dell'attuale struttura
di accoglienza di questi migranti.
Questo Parlamento, non più tardi di alcuni giorni fa, esattamente
il 20 del mese di luglio, ha approvato all'unanimità una importante
riforma che sia proprio di accoglienza, che individui una nuova
cultura, quella fatta di accoglienza, di rispetto della vita umana
e delle persone che, al di là dei colori della pelle, arrivano in
Sicilia e hanno diritti al pari di ogni altra persona.
Queste persone, tra le quali ci sono anche delle donne gravide,
dei bambini che sono arrivati e che continuano a sbarcare
nell'Isola di Pantelleria, non possono essere trasportate altrove,
perché le navi non possono attraccare come a Lampedusa, a
Pantelleria. Non ci sono adeguati servizi igienici, ce n'è uno solo
per cento persone.
Questa mattina ho parlato con la segreteria del Prefetto, di cui
conosco la sensibilità umana e le eccellenti qualità e doti anche
dal punto di vista della competenza e della capacità di trovare
soluzioni, ma certamente è il Governo nazionale che deve venire
incontro alla Sicilia e in questo momento a Pantelleria, perché
Pantelleria è un'isola che vive di turismo.
L'amministrazione comunale sta veramente assumendosi un onere non
indifferente, le persone non possono essere tenute prigioniere, tra
loro ci sono anche delle persone positive al Covid-19. Noi non
siamo tra coloro che credono che i migranti portino il Covid-19:
il Covid-19 arriva con la mobilità delle persone, arrivino pure
dagli Stati Uniti, dal Canada o dall'Australia poco importa, ma
bisogna sostenere con misure adeguate.
Noi lo chiediamo, perché il nostro Governo si faccia parte attiva
anche presso il Governo nazionale affinché i migranti non siano
abbandonati, e con loro abbandonata questa terra, che è appunto
Pantelleria. La struttura sanitaria rischia di implodere, ci sono
numerosi casi di Covid-19 a prescindere dai migranti, il personale
è quello che è, limitato, ed è limitato altresì anche il personale
di sorveglianza delle Forze dell'ordine - appena dieci, quindici
unità - che non possono certamente né tenere prigioniere le persone
e nemmeno controllarle adeguatamente.
Il Parlamento dovrebbe approvare, immagino all'umanità, questo
ordine del giorno.
L'altro ordine del giorno, e concludo brevemente, Presidente,
riguarda un'altra emergenza: l'emergenza dell'invasione dei
cinghiali.
Anche qui abbiamo firmato tutti unanimemente questo ordine del
giorno perché in ragione di ciò che la legge prevede sia consentito
anche con le associazioni venatorie di far fronte a questa
emergenza. Anche con il Corpo forestale, utilizzando, in attesa che
questa, che la nostra Regione, il nostro Parlamento, possa
approvare una legge a firma dell'onorevole Caputo, impegniamoci
perché questo problema, perché i suini, i suidi anzi, sono ormai
dentro le città, a Messina come a Mazzara del Vallo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lo Curto. Ci sono poi altri Ordini
del giorno anche dell'onorevole Lupo e altri. Consegnateli tutti
che poi li votiamo alla fine.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo l'onorevole Galluzzo.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 979/A Stralcio
I
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Foti, prego, su che cosa?
(intervento fuori microfono dell'onorevole Foti)
PRESIDENTE. L'intervento su che cosa?
FOTI. Per descrivere un ordine del giorno che ho presentato perché
la Commissione III, giusto la scorsa settimana, ha assunto un
impegno con il comparto agricolo per quanto riguarda la crisi
apistica che sta vivendo purtroppo non solo la nostra Regione.
La primavera anomala particolarmente fredda ha prodotto un effetto
devastante sulla produzione del miele che si è letteralmente
azzerata. Questo c'è stato denunciato dalle associazioni degli
agricoltori e degli apicoltori, sta causando a parte una perdita
economica, un esborso importante per nutrire le famiglie di api.
Ora, Presidente, questo comparto per la Sicilia e per la Sicilia
in maniera diffusa in particolare la zona orientale è un settore
trainante. Noi abbiamo raccolto attraverso un documento che doveva
diventare risoluzione ma la Commissione non farà in tempo per ovvi
motivi
PRESIDENTE. Ha presentato un ordine del giorno?
FOTI. Sì. All'interno di un ordine del giorno che ho proposto.
PRESIDENTE. Bene. Lo votiamo perché dobbiamo cominciare, onorevole
Foti.
FOTI. Chiede semplicemente che ci sia un contributo immediato per
gli agricoltori. Chiede che nella PAC si prevedano intervento
specifici finora esclusi da quello dell'apicoltura che è integrata
all'agricoltura chiaramente e poi che si possano sviluppare dei
ragionamenti anche sulle sanzioni in merito all'uso improprio dei
fitofarmaci, perché a causa di utilizzo improprio di veleni le api
muoiono.
PRESIDENTE. Onorevole Foti ci faccia cominciare tanto è
nell'ordine del giorno.
Allora, dobbiamo, dunque ieri come eravamo rimasti? Nell'ordine
c'è prima l'A.9.1, che sono gli 800 mila euro per l'agricoltura,
per il vivaio. Sono stati distribuiti, vedo che ce li hanno tutti
per cui cominciamo a votare l'A.9.1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'A.9. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A10.
Allora, questo è l'emendamento che comprende tutto per cui diamo
due minuti per guardarlo attentamente tutti. Così come ho detto già
ai capigruppo, se c'è la necessità su qualcuno di questi articoli
di chiedere una votazione per parti separate ovviamente la
Presidenza è disponibile a farlo.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo l'onorevole Mancuso.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 979/A Stralcio
I
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, mi ha anticipato lei, ne stavo
parlando pure con il capogruppo; sull'A10 votiamo per parti
separate gli articoli, se è possibile, perché vedevo, ci sono
articoli, io sto vedendo velocemente tipo ritorno in Sicilia, noi
abbiamo fatto anche delle audizioni
PRESIDENTE. Chiedo scusa, non è per interromperla ma per
dialogare.
Sappiamo che ci sono degli articoli che avremmo avuto, su cui
avremmo avuto la richiesta di voto, e l'importante è che non li
votiamo tutti perché senno stiamo due ore, quindi se mi potete
indicare quelli che volete votare per parti separate avevo già
detto al Capo gruppo che ovviamente c'era disponibilità per farlo
per cui se fosse possibile fare questo così quanto meno
velocizziamo i lavori visto che sono già le due meno dieci.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo l'onorevole Genovese.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 979/A Stralcio
I
PRESIDENTE. Se appena lo finite di guardare mi potete dire quali
sono gli articoli da votare per parti separate.
Colleghi, dov'è l'onorevole Savarino? L'onorevole Savarino ha
posto un'obiezione su un articolo. Siccome noi non siamo in grado
di scioglierla, se lei la vuole dire in Aula, così chi l'ha scritto
ci dà una sua risposta o motivazione sul fatto di costituzionalità
o meno di un articolo.
SAVARINO. Signor Presidente, la normativa in merito ai criteri che
devono avere i soggetti per poter accedere all'iscrizione all'albo
dei manager, dei direttori amministrativi e dei direttori sanitari
delle Asp, sono nazionali e sono disciplinati dalla normativa
nazionale a cui la Regione Siciliana si adegua, ovviamente. Quindi,
io non so se questo articolo è passato in Commissione Salute o se
c'è stata un'attenzione da questo punto di vista, per cui chiedo un
approfondimento perché io ritengo che sia illegittimo. Magari la
rimandiamo in Commissione.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Questo quale articolo era? Me lo
segnala esattamente? Questo dell'onorevole Savarino me lo segnate
per favore?
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
oltre a chiedere la votazione per parti separate degli articoli che
sto per elencare, o meglio, l'articolo che reca come titolo
Ritorno in Sicilia è l'ultimo articolo che non ha praticamente
titolo ma è l'ultimo articolo della quinta pagina. Poi, l'articolo
relativo alle norme in materia di personale in quiescenza, vorrei
capire dal Governo se stiamo parlando della famosa sentenza della
Corte Costituzionale che, ad un certo punto, impugna l'articolo 7
della legge regionale n. 14 del 2019.
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, quello a cui faceva riferimento
prima è proprio l'ultimo? Cioè il quantitativo dei
DI CARO. Signor Presidente, alla fine della quinta pagina c'è un
articolo che non ha titolo, questo anonimo, chiediamo la votazione
per parti separate di questo e dell'articolo che riguarda Ritorno
in Sicilia' e nella fattispecie, per quanto riguarda Ritorno in
Sicilia' è la terza volta che lo dico da questo scranno, c'è un
disegno di legge in commissione bilancio che riguarda il contrasto
allo spopolamento della regione siciliana ed è una delle cause di
povertà anche dal punto di vista della popolazione umana che
secondo me questa Assemblea dovrebbe assumersi l'onere e l'onore di
andare a valutare, discutere e approvare. Quindi, questi due
articoli chiediamo la votazione per parti separate.
Nell'articolo che riguarda le norme in materia di personale in
quiescenza finalmente ci sarebbe la possibilità di garantire
certezza a persone che sono state mandate in pensione dalla Regione
Siciliana, ad un certo punto ricevono un dispositivo dalle regioni
in cui vengono invitati a rientrare e a versare gli emolumenti che
avevano ricevuto a titolo pensionistico cancellandoli
contemporaneamente dall'organico.
Ora, io vorrei capire, questo articolo neutralizza completamente
il problema oppure, perché mi sembra di capire nel terzo comma,
nei soli casi in cui l'eventuale riammissione in servizio comporti
una prestazione lavorativa non superiore ai 70 giorni', quindi
forse c'è la possibilità di creare dei piccoli esodati in questa
fascia di tempo di 70 giorni, non vorrei che qualcuno rimanesse
fuori e venisse costretto a rientrare al lavoro rimborsando gli
emolumenti pensionistici.
PRESIDENTE. Gli uffici mi dicono che non c'è questo pericolo.
Quello dei pneumatici cos'è?
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
TRIZZINO. Signor Presidente, inutile dirle che non è passato in
commissione e che non è presente la professoressa Baglieri che ci
può illustrare il senso di questa norma. Ma, al netto di questo, io
ricordo all'Aula che noi, commissione ambiente, e quindi l'Aula,
abbiamo approvato il piano regione dei rifiuti che è l'unico atto
deputato a stabilire dove devono finire i rifiuti.
Quello che viene previsto con norma qui deve essere stabilito con
un atto amministrativo che è stato depositato, approvato e vigente.
I pneumatici fuori uso
PRESIDENTE. Riguarda i rifiuti dei pneumatici? Io credo che non
possiamo votare.
TRIZZINO. Tra l'altro, al netto di quello che ho detto e che è già
sufficiente per spiegare la motivazione per la quale questo
articolo dovrebbe essere stralciato, una regione non può stabilire
che tipo di materiale può finire in un impianto piuttosto che in un
altro, sono le direttive europee che dicono che negli inceneritori,
che in questo momento neanche ci sono, ci finisce il CSS,
all'interno del quale può esserci anche il pneumatico fuori uso, ma
scritto così sembra che noi stiamo dando un'altra linea a quelle
che sono prescrizioni europee sulle quali le regioni non possono
fare nulla.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Premesso che conosco l'argomento solo per averne avuto,
per puro caso, contezza. In pratica il consorzio che si occupa del
recupero dei pneumatici, di fatto, porta queste gomme altrove.
Quando in regione siciliana ci sarebbe la possibilità di recuperare
la totalità del materiale di cui sono composti questi pneumatici,
quindi l'acciaio e la plastica e tutte le parti relative. Tra
l'altro, ricordo, che quando vengono sostituiti i pneumatici noi
utenti paghiamo una tassa proprio per il recupero totale di queste
materia, quindi non possono essere assimilate al rifiuto,
ovviamente se finiscono però nell'incenerimento, alla fine, perché
non c'è il recupero, chiaramente diventa un problema di carattere
ambientale. Da come è scritto probabilmente dovrebbe essere
determinato in maniera più precisa, ma probabilmente la finalità è
evitare che questi pneumatici vengano successivamente inceneriti,
restando materia prima.
PRESIDENTE. Peraltro, onorevole Tancredi, mi dicono gli uffici che
il fatto che debba essere raccolto prioritariamente in Sicilia,
contrasta con la libera concorrenza per cui abbiamo problemi, la
dobbiamo stralciare. Poi lo faremo meglio nella prossima occasione
ma io adesso quest'ultimo articolo mi permetto di stralciarlo e
quindi lo eliminiamo. E quindi non c'è più, l'altro era quello del
ritorno in Sicilia, benissimo.
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, mi ricollego all'intervento che ha
fatto la collega Savarino poc'anzi per questo articolo
Disposizioni in materia di Direttore sanitario del quale non
abbiamo discusso in Commissione Salute. Leggendo mi salta
all'occhio il fatto che manca la caratteristica dimensionale della
struttura socio-sanitaria che questo candidato dovrebbe aver
gestito. In pratica si dice che può fare il direttore
amministrativo di un'ASP chi ha gestito per almeno cinque anni, con
autonomia gestionale e diretta responsabilità delle risorse umane,
una qualunque struttura sanitario o in altro settore.
Quindi mi viene da pensare, non essendoci un criterio
dimensionale, che un mio caro amico che è gestore amministrativo di
un laboratorio di analisi con due dipendenti da più di cinque anni
può diventare direttore amministrativo. Non può essere così perché
fra l'altro la norma nazionale che viene richiamata sempre a
riguardo è il decreto legislativo 502 del '92 che all'articolo 3,
comma 7, specifica, specificava anche a suo tempo che per essere
candidabile e quindi eleggibile a direttore amministrativo di
un'ASP doveva avere amministrato una struttura di medie e grandi
dimensioni. Se non si fa un riferimento alla dimensione della
struttura potrebbe anche essere che una persona che ha amministrato
due persone, due dipendenti, si potrebbe benissimo trovare a fare
il direttore amministrativo dell'ASP di Palermo, ad esempio, con
seimila dipendenti. Credo che questa sia una norma, Presidente, mi
perdoni, credo che questa sia una norma da stralciare o quanto meno
rivedere.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pasqua. Allora, prima di dare la
parola all'onorevole Cracolici, onorevole Savarino questa norma che
lei mi chiede è stata fatta identica in altre regioni. Non sento
niente. Ragioniamoci, le cose le dobbiamo ragionare, anche perché
queste sono cose fatte
PASQUA. Mi perdoni, Presidente, lei forse era stato distratto da
altri anche miei colleghi. Se non è specificata la caratteristica
dimensionale di chi è il candidato a diventare direttore
amministrativo uno che ha amministrato una struttura sanitaria con
tre dipendenti, potrebbe diventare direttore amministrativo
dell'ASP 6 di Palermo con seimila dipendenti. Guardi che il decreto
legislativo 502 del '92 chiariva le dimensioni.
PRESIDENTE. Ma nelle altre regioni è scritto esattamente così
quello dei direttori sanitari.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, ho fatto una breve ricerca.
Regione Sardegna, articolo 12, direttore sanitario amministrativo
delle aziende sanitarie. Praticamente è la stessa norma ed è la
legge della regione, questa è Sardegna, consiglio regionale
Sardegna, è la stessa norma identica che non è stata sottoposta a
nessuna censura, che è una norma vigente quindi noi non stiamo
facendo niente di innovativo. La brutta notizia è questa.
PRESIDENTE. No, quello che dice l'onorevole Pasqua è leggermente
diverso, non ne fa una questione di costituzionalità, dice: siamo
sicuri che uno che ha gestito tre persone ne possa gestire seimila?
Questa è la cosa.
CALDERONE. Se questi sono i presupposti di fatto e di diritto
Poi ci saranno sempre le altre possibilità, non è che è un fatto
automatico che si diventa Direttore amministrativo. Ci sono i
presupposti per diventarlo, poi ci saranno altri organi che
valuteranno.
PRESIDENTE. Sì, effettivamente anche questo che dice, onorevole
Pasqua, l'onorevole Calderone ha senso, che ci sono i presupposti
perché lo possa diventare. Dopodiché è chiaro che dovrà dimostrare
di poterlo fare, a prescindere da quello che ha gestito fino a quel
momento.
LACCOTO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi due cose.
Io dico che noi stiamo cercando di appesantire gli enti
territoriali. Per quanto riguarda gli enti locali la pubblicazione
del bilancio, che già è complesso per gli addetti ai lavori,
doverlo mettere sul sito, farlo lasciare per potere fare un
bilancio comunale chi non ha naturalmente dimestichezza, non
comprende che è difficilissimo da leggere, anche per gli addetti ai
lavori.
Quindi capisco il fatto pubblicitario della Regione, degli enti
eccetera, ma costringere praticamente gli enti locali a dover
mettere questo bilancio, poi lasciarlo per alcuni credo che sia un
fatto, ecco, dal punto di vista solo ultroneo, che crea problemi
naturalmente già agli enti locali caricati. E quindi io penso che
la parte degli enti locali territoriali potrebbe essere tolta.
Questo è un mio suggerimento.
L'altra vicenda dei direttori amministrativi
PRESIDENTE. Io, onorevole Laccoto, se la Commissione Sanità prende
nota dei suggerimenti che stanno dando i deputati, in modo che
decidiamo se c'è qualche cosa da cambiare o meno, forse è meglio.
Perché non lo so, poi se no ognuno dice la sua e rimangono parole
al vuoto, però
LACCOTO. Poi per quanto riguarda i direttori amministrativi, al di
là se c'è la Sardegna o altro, io penso che un po' di buon senso ci
debba portare anche a fare un minimo, perché altrimenti ci
troveremmo, già abbiamo le ASP come sono, e le aziende sanitarie,
se mettiamo un Direttore amministrativo che non ha la competenza
almeno, io credo che stiamo facendo delle leggi
PRESIDENTE. Io quello che so è che oggi sono sempre gli stessi
perché non riusciamo ad allargare. Questo è sicuro, per cui che si
possa allargare un poco veramente la platea dei possibili Direttori
io sono solo che felice.
Va bene, allora, io ho richiesta di voto per parti separate a
questo punto sul fondo Sicilia.
Il fondo Sicilia lo ha chiesto lei? Però non lo aveva detto
Poi ritorno in Sicilia.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Però io dico una cosa perché per parti separate quanto meno ci
deve essere il Capogruppo che lo chiede, perché se no ogni deputato
chiede un articolo per parti separate, siamo rovinati.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sto chiedendo
parti separate, sto intervenendo sull'articolo, questo dei
Direttori amministrativi, nel senso che è giusto quello che ha
detto lei, che sono sempre gli stessi. Cambiamo, allarghiamo, ma
facciamolo con criterio, cioè facciamo approfondendo la norma in
Commissione, e non infilando un articoletto in una cosa al volo.
PRESIDENTE. Però io credo che la Commissione l'abbia visto.
SIRAGUSA. No, la Commissione Sanità non l'ha visto.
PRESIDENTE. Per cui ripeto stiamo facendo le norme di altre
Regioni. Stiamo soltanto applicando le norme di altre Regioni.
SIRAGUSA. Sì ma, ripeto, copiare è una cosa che non sappiamo poi
in realtà come è stata applicata, se funziona, se ha un suo
criterio. Ripeto, io non sono contrario per principio.
Approfondiamolo però in Commissione e facciamo un disegno di legge
separato.
PRESIDENTE. Onorevole Calderone, la sua posizione
Un attimo, un attimo per prendere una decisione, fatemi sentire un
poco qual è la volontà dell'Aula.
CALDERONE. È di una semplicità tecnico-normativo disarmante.
Perché noi abbiamo due Regioni, che sono Lombardia e Sardegna, ed
io posso mettere a disposizione gli articoli che prevedono quanto
noi oggi prevediamo con questa norma.
Oltretutto, i colleghi, soprattutto della Commissione Sanità, ma
tutto il Parlamento, non vorrei offendere nessuno, conoscono
benissimo le procedure di nomina e di indicazione del Direttore
amministrativo. Abbiamo ampliato magari la platea, però poi ci
saranno sempre coloro o colui che stabilirà se deve andare un
Direttore amministrativo in luogo di un altro. Noi non stiamo
favorendo nessuno, stiamo soltanto, tra virgolette, allargando così
come ha fatto, ripeto da tempo, senza subire nessun tipo di censure
PRESIDENTE. Si ma infatti è questo, io la platea l'allargherei
perché ...
CALDERONE. Lombardia e Sardegna, quindi è una norma già rodata
Presidente.
PRESIDENTE. io quello che so è che ogni volta sono sempre gli
stessi, poi le scelte si faranno, però la platea rimane sempre la
stessa, ormai proviamo ad allargarla, solo solo per fargli riaprire
l'albo.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, Governo, colleghi, Presidente
Calderone, io le chiedo quale è la necessità e l'urgenza di
approvarla oggi, quando lei mi insegna che in Commissione Sanità
abbiamo sempre svolto un lavoro a 360 , e al 99% uscito
all'unanimità dei voti. Allora io le chiedo, a nome del Movimento
Cinque Stelle, un momento di approfondimento Presidente, che può
essere demandato benissimo alla prossima sessione
PRESIDENTE. Per carità, è più che legittimo.
CAPPELLO. e valutiamo a 360 tutti i risvolti, come abbiamo
sempre fatto in maniera pacifica e condivisa, solo questo
Presidente. Non ci sono Direttori amministrativi da nominare o
urgenze così impellenti.
PRESIDENTE. Credo che, onorevole Cappello, sia dettato un poco dai
tempi perché credo che ci siamo con le scadenze dei Direttori
amministrativi da rinominare, e quindi ampliare la platea potrebbe
essere utile per questo, se non altro.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, mi dispiace contraddire anche qualcuno dei
colleghi. La nomina dei Direttori amministrativi è contenuta in una
grande riforma dello Stato, i criteri sono fissati dall'articolo 10
della Legge istitutiva delle funzioni di direttore sanitario e
direttore amministrativo ai sensi del 502 e poi del 229, quindi
attenzione a non fare cose fantasiose, perché questa norma, è vero
che vuole ampliare la platea, ma amplia la platea andando ben oltre
i requisiti che sono condizione essenziale per fare quella
attività, ovvero aver diretto sia nel settore privato che nel
settore pubblico sanitario, aziende che abbiano di media e grande
dimensione.
Questa è la riforma dello Stato, se si deve cambiare si cambierà
quella là, perché altrimenti noi qui introduciamo un principio non
estensivo della platea, noi su queste questioni possiamo, come mi
pare che funzioni così, ogni anno, c'è un aggiornamento di tutti
quelli che vogliono iscriversi nell'elenco dei direttori
amministrativi, poi sono i direttori generali che sceglieranno in
ragione di quell'elenco quelli che hanno i requisiti per cui sono
stati iscritti appunto nell'elenco.
Io considero questa norma non ammissibile proprio ai fini della
perché poi se si legge anche attentamente al di là se è stata
scritta dalla Sardegna o da altre Regioni, ma ci sono espressioni
così generiche che non vuol dire nulla. Ad esempio socio
sanitarie e in altri settori. Cosa sono gli altri settori? È
un'ulteriore espressione come dire
(intervento fuori microfono)
CRACOLICI. Ma la Commissione quale? Noi leggi stiamo facendo. La
Commissione opera in funzione della legge, non è che la Commissione
valuta .
PRESIDENTE. Non capisco perché allora la Sardegna che l'ha fatta
nel 2020, non è che l'ha fatta vent'anni fa, l'ha fatta l'anno
scorso, nessuno l'ha contestata per cui evidentemente si può fare.
CRACOLICI. Presidente, i direttori generale, i direttori
amministrativi, i direttori sanitari sono disciplinati da una legge
che c'è da circa 20 anni. Gli elenchi si cambiano anno per anno.
L'acquisizione di quei requisiti, essendoci la quinquennalità, di
anno in anno vanno mutando perché nel frattempo c'è gente che fa
l'esperienza, ed oltre tutto si deve anche fare un corso abilitante
sia per la direzione sanitaria che per la direzione amministrativa,
che è uno dei requisiti di iscrizione a quell'albo.
Io dico perché su questa ragione della collega, questa è una norma
che siamo sottoposti ad una censura ma soprattutto ad una difficile
interpretazione. Ripeto che sono altri settori. Oltretutto, come
giustamente faceva rilevare Pasqua, la dimensione medio-grande nel
momento in cui viene meno, qualunque dirigente amministrativo di
una impresa anche di poche persone a quel punto acquisisce
requisiti anche di altri settori che non sono di tipo sanitario. Io
invece, scusi su questo lei mi ha detto se volevo parlare su
questo. Io in realtà volevo parlare su questa norma del fondo
Sicilia. Perché voglio parlare su questa norma. È inutile che ci
giriamo attorno alle parole. Questa norma del fondo Sicilia è una
norma cosiddetta scritta per far capire e non capire. Noi vogliamo
sapere se si vogliono fare nuove assunzioni all'Irfis per i quali
io non ho motivi ostativi pregiudiziali.
Mi ascolta Presidente? Ma scrivere, come si fa fraintendere,
sembra una norma ovvia, che tutti i rientri gestiti dall'Irfis
vanno sul fondo Sicilia. Come dire che l'acqua esce dal rubinetto.
Così come le altre, le norme previste sulle quali sono state date
all'Irfis alcune misure di gestione. Quindi i rientri rientrano nel
fondo Sicilia. Vorrei sapere, ma questo è un inciso, l'Assessore lo
sa, che fine hanno fatto quelle norme che dovevano prevedere che
l'Irfis gestisse alcune misure di aiuto, ad esempio del Covid. Una
per tutte. Abbiamo stabilito per legge un contributo alle edicole
per il periodo Covid e dopo un anno e mezzo non c'è neanche il
bando. Un anno e mezzo.
Potrei continuare. Il fondo alle famiglie, quello del credito alle
famiglie. Ne sto approfittando di questa norma per ricordare che ci
sono leggi che in questo momento non trovano attuazione. Ma questa
norma è una norma che si vuole fare credere che succederanno alcune
cose quando ancora qui non sono scritte per dare piena autonomia a
chi? Al consiglio di amministrazione dell'Irfis di decidere se
scorrere o non scorrere o aprire un nuovo bando.
PRESIDENTE. Facciamolo spiegare.
CRACOLICI. Siccome io sono abituato che le leggi si fanno per
specificare quello che vogliamo fare. Se dobbiamo prevedere nuove
assunzioni ci dica l'Irfis qual è il piano assunzionale, li
autorizziamo con legge visto che oramai è una società controllata,
interamente controllata e ancorchè sia vigilata da Banca d'Italia e
stabiliamo con legge come abbiamo fatto la prima volta. La prima
volta abbiamo fatto una legge che autorizzava l'Irfis ad avviare un
piano assunzionale. Ma che dobbiamo fare queste cose di nascosto
per cui c'è chi sa, c'è chi non sa. Queste cose sono inaccettabili.
Ecco perché anche io sostengo la tesi del sistema separato.
PRESIDENTE. Allora, ci sono delle cose che la Commissione vuole
chiarire?
Intanto, onorevole Calderone ha facoltà di parlare.
CALDERONE. Signor Presidente, le ragioni di tempismo evidenziate
dal collega Cappello sono, per carità, reali. Io però desidero
puntualizzare che da qualche settimana verrà pubblicato il bando e
per fare o rifare il bando passeranno tanti e tanti mesi. Quindi
rischiamo di paralizzare il settore soprattutto come i colleghi
sanno certamente meglio di me, noi abbiamo quasi una carenza perché
tante persone sono andate in pensione perché raggiungono il limite
d'età e non possono più fare né i direttori generali, né i
direttori amministrativi, né i direttori sanitari. Questa è la
ragione dell'urgenza. Non c'è nessun motivo occulto o nascosto,
nessun colpo di mano, lo voglio dire perché prima faceva
l'osservazione dell'onorevole Cappello è certamente degna di essere
attenzionata, la ragione è questa, onorevole Cappello, la ragione è
la necessità di procedere immediatamente non rifare i bandi perché
purtroppo conosciamo bene la macchina burocratica e sappiamo quanto
tempo ci vuole per fare o rifare un bando.
A proposito della Sardegna io già ne avevo fatto menzione, signor
Presidente, indico anche la norma relativa alla Regione Lombardia e
sappiamo quanta attenta è la Lombardia o è stata attenta nel
settore sanitario. A tal uopo io desidero evidenziare che le
argomentazioni dell'onorevole Cracolici ma questa è la mia modesta
opinione appaiano infondate perché la norma nazionale fa
riferimento ai criteri generali e lascia spazio poi ad ogni Regione
e puntuale riscontro e fedele testimonianza di questo mio dire è
costituito dal fatto che queste norme in Lombardia e in Sardegna
sono vigenti.
Dico anche e concludo che la norma cui faccio riferimento è la
legge regionale 30 dicembre 2009 n. 33 ed è il Testo Unico delle
leggi regionali in materia di sanità, questo è per quanto riguarda
per accedere lo leggo, soltanto un minuto, per accedere all'elenco
degli idonei alla Direzione amministrativa i candidati dovranno
essere in possesso eccetera eccetera e fa riferimento a strutture,
esperienze e strutture socio-sanitarie o in altri settori , cioè
riproduce testualmente la norma di cui oggi stiamo discutendo
quello che ha, vi è scritto nell'apparato normativo a cui testé ho
fatto riferimento.
PRESIDENTE. Onorevole Calderone, devo dire che mi convince questo
limitare sempre cioè qua ora una persona che mi sta sentendo da
casa in televisione mi manda un messaggio e mi dice tieni presente
che Marchionne non avrebbe potuto fare il Direttore amministrativo
in Sicilia , cioè sono tutte queste limitazioni veramente.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io ho
ascoltato le argomentazioni dei colleghi a proposito dell'Irfis e a
proposito di questo articolo che è il terzo credo della prima
pagina che tratta dell'argomento dei Direttori sanitari e Direttori
amministrativi.
Ora tutti sappiamo cosa succede in questo momento qui in Sicilia e
guarda caso c'è un corso accelerato che si sta facendo per assumere
la qualifica di Direttore amministrativo che se mi permettete è una
cosa incongrua che possono partecipare soggetti che non hanno nel
tempo svolto attività sanitaria.
Allora, noi dobbiamo dirci con chiarezza le cose come stanno, o
noi facciamo una norma che vale sin da oggi e che speriamo non
venga impugnata dal Governo nazionale e, quindi, fermiamo tutto ciò
che in questo momento si sta svolgendo perché non c'è dubbio che se
i corsi sono iniziati, c'è qualcuno che sta partecipando non avendo
i titoli accademici, chiamiamoli così, in termini amministrativi e
diamo la possibilità qualora questa norma sia condivisa anche dal
Governo nazionale e chiunque anche se lavora al comune di ed è un
capo ripartizione può partecipare oppure abbiamo dinnanzi a questa
norma una copertura rispetto a chi in questo momento sta svolgendo
questo corso, sta tenendo questo corso ma non ha il titolo di
dirigente amministrativo per il sistema sanitario: questa è la
prima considerazione, Presidente Micciché, che io gliela rimetto e
che voglio che lei si adoperi perché ci sia assolutamente
trasparenza nelle disposizioni amministrative.
Il secondo argomento che è questo del sistema Irfis che ovviamente
nasce dall'esigenza di dare risposte alle pratiche che sono
presentate da tanto tempo eccetera eccetera e che era già stata
esaminata nel corso della Finanziaria e che era stata bocciata
durante il dibattito, ritorna come se in quest'Aula non ci fosse
stata una discussione, siccome il tema è volere sapere come stanno
le cose rispetto alla pianta organica riproponiamo la questione o
altrimenti questa norma rischia di non passare perché si ritiene
che ci sia qualcuno che furbescamente voglia mettere in atto una
iniziativa legislativa per dare copertura a un presunto
scorrimento.
Per essere chiari, Presidente, così la smettiamo di riproporre in
ogni disegno di legge, che non è nemmeno un disegno di legge
questo, norme che già sono state bocciate da questo Parlamento.
PRESIDENTE. L'onorevole Marano voleva intervenire su cosa? Chiedo
scusa, l'aveva chiesto prima l'onorevole Di Paola.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Tanto lo votiamo per parti separate, quindi nel
momento in cui lo dovremo votare, le darò la parola. Prego,
onorevole Di Paola.
DI PAOLA. Grazie, signor Presidente. Io intervengo adesso, così
poi evito di intervenire successivamente.
Condividendo l'intervento dei colleghi, faccio una precisazione
sul discorso dell'articolo Ritorno in Sicilia . A proposito di
quello che diceva poco fa il collega, ieri abbiamo fatto una norma
che ha salvato gli stipendi dei dipendenti di Sicilia Digitale .
Oggi i colleghi che chiedono maggiori informazioni per quanto
riguarda la norma che riguarda l'Irfis, lo fanno in maniera
corretta, onde evitare che poi, come dire, succedano situazioni
come quella che è avvenuta ieri su Sicilia Digitale.
Per quanto riguarda invece Ritorno in Sicilia , Presidente e
colleghi, in Commissione per il monitoraggio dell'attuazione delle
leggi, se vi ricordate, nella passata finanziaria avevamo messo 3,7
milioni di euro per potenziare la misura Resto al Sud . Di questi
3,7 milioni di euro, per gli anni 2020 e 2021 abbiamo speso solo ed
esclusivamente 37.000 euro su 3,7 milioni di euro, sono arrivate
solo ed esclusivamente dieci domande. Sei sono arrivate per quanto
riguarda il 2020, e quattro, ad oggi, per quanto riguarda il 2021,
37.000 euro a fronte di 3,7 milioni di euro.
E se vi ricordate, qui in Aula avevamo contrastato questa norma,
proprio perché non era una norma organica ed era di difficile
attuazione. Così è stato, e lo dimostra pure la verifica che
abbiamo fatto nella Commissione per il monitoraggio dell'attuazione
delle leggi.
Questa misura Ritorno in Sicilia è similare alla misura Resto
al Sud ; mentre la misura Resto al Sud riguardava solo gli enti,
solo le aziende, la misura Ritorno in Sicilia riguarda gli enti
ma anche le persone fisiche, ma viste le difficoltà enormi che
stiamo vivendo, lo abbiamo visto con i colleghi in Commissione
Bilancio , perché noi stiamo cercando su alcune norme di pagare
stipendi, di pagare stipendi a lavoratori che non li stanno
ricevendo da mesi
PRESIDENTE. Chiedo scusa, su questo argomento sto facendo una
proposta al Governo. Se c'è un impegno della Commissione Bilancio
a portare avanti in tempi brevi quella legge sullo spopolamento di
cui si parlava prima, di cui sta parlando lei, io proporrei di
stralciare quella norma, inserirla lì e farla in maniera organica,
però siccome il Governo ha, secondo me correttamente, necessità che
questa norma possa essere fatta, diamo alla Commissione Bilancio ,
con l'accordo dell'Aula, la priorità su questo.
DI PAOLA. Perché dico, e chiudo, Presidente
PRESIDENTE. Quindi trattiamo, chiedo scusa, quindi stralciamo la
misura Ritorno in Sicilia e diamo però priorità alla Commissione
Bilancio di trattare il disegno di legge, questo sullo
spopolamento, in modo che possa rientrare dentro quella norma,
questa per voi, Assessore Armao, credo che sia probabilmente la
soluzione migliore, però mi deve dare il suo benestare. Quindi la
misura Ritorno in Sicilia è stralciata.
DI PAOLA. Chiudo, Presidente, e ringrazio anche il Governo, così
facciamo anche qualcosa di organico, perché qui il rischio è che
noi stiamo andando a dare eventuali fondi a chi magari possiede una
Ferrari anziché una Punto.
Quindi sistemiamo in maniera organica, in modo tale che possiamo
poi attuarla in maniera concreta. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola. Colleghi, anche parlando
con il Presidente della Commissione Bilancio , credo che ci sia la
convinzione di stralciare anche la misura relativa al Fondo
Sicilia , che così si vede poi bene con calma. Credo che di quelle
che rimangano, di fatto non ce ne siano più, nemmeno che con
richiesta di votazione per parti separate per cui le abbiamo
(intervento fuori microfono)
tre subemendamenti su che cosa? Che ricominciamo tutto il macello?
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su che cosa onorevole? Su pubblicazioni di bilanci?
Prego. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Grazie, Presidente. No, io mi riferisco all'articolo
disposizioni in materia di pubblicazione di bilanci di enti
pubblici . L'Assessore, diciamo, ha seguito insieme a noi, in I
Commissione, un disegno di legge che in maniera organica parla di
pubblicazione non solo dei bilanci, ma dei dati in formato aperto,
negli enti sia quelli pubblici che le società partecipate.
Io devo dire che questo articolo scritto così com'è non ci vedo,
ecco, una grandissima utilità, perché rispetto al testo che abbiamo
fatto in Commissione è molto, è molto carente. Il primo motivo è
che dà la facoltà agli enti partecipati per intenderci, o comunque
quelli sottoposti a controllo, dà la facoltà di poter pubblicare i
bilanci nell'ambito delle proprie competenze economiche e, per
carità, dico, il testo in Commissione prevedeva l'obbligo, questo
prevede la facoltà. Aggiunge una copertura economica per quanto
riguarda la Regione, ma anche qui stiamo parlando di una facoltà,
non è un obbligo per la Regione quello di pubblicare il bilancio
dei siti istituzionali.
Quindi, chi ci segue da casa e non solo sappia che questo articolo
scritto così com'è potrebbe non comportare assolutamente nulla
perché stiamo comunque parlando di una facoltà, ancorché coperta
diciamo con uno stanziamento economico, io ho seri dubbi che alla
fine la Regione possa, in mezzo alle mille cose magari che ha da
fare, possa pubblicare per estratto il cartaceo, il proprio
bilancio sul cartaceo; ma se vogliamo fare questa norma, per
carità, è una facoltà e, quindi, facciamola.
Per me è importante che al comma 1 si aggiunga intanto un
riferimento al decreto legislativo nazionale che è molto più
completo ed è
PRESIDENTE. Quello credo però che sia già inserito, quindi
CIANCIO. No, il rifermento al decreto legislativo 33 del 2013 non
c'è
PRESIDENTE. Scusate, il decreto, il riferimento al decreto
legislativo nazionale non è previsto nella norma che
CIANCIO. Io, infatti, aggiungo con un subemendamento fermi
restando gli obblighi di pubblicità', perché non vorrei,
Presidente, che qualcuno prendesse questo testo come sostitutivo
delle altre norme di trasparenza che abbiamo, per fortuna, in
Sicilia e in Italia.
PRESIDENTE. Quale emendamento è Ciancio? Mi dicono che è superfluo
perché la norma statale si applica a prescindere, non è che la
possiamo cambiare.
CIANCIO. Si, infatti io dico fermi restando gli obblighi
PRESIDENTE. E lo possiamo è superfluo ma ce lo possiamo lasciare.
CIANCIO. Siccome a volte scrivere qualcosa in più
PRESIDENTE. E allora, è superfluo, ma la possiamo lasciare, non
cambia niente.
CIANCIO. Va bene.
Dopodiché, un'altra cosa importante e su questo chiedo diciamo la
condivisione ma che già c'era stata in Commissione dell'Assessore
Armao, perché se noi non mettiamo una sanzione sulla pubblicazione
dei bilanci delle società partecipate, non sto parlando di Regione
ed enti locali perché quelli chiaramente rispondono tutta un'altra
normativa, ma per quanto riguarda enti partecipati, enti pubblici,
enti sottoposti a controllo della Regione, se noi non mettiamo una
sanzione, Presidente, rischiamo di fare norme che poi rimangono
sempre, diciamo, sulla carta.
PRESIDENTE. Possiamo prevedere la decadenza degli amministratori
però.
CIANCIO. Presidente, in Commissione abbiamo previsto questa
sanzione. Del resto, Presidente, l'obbligo c'è già, noi se vogliamo
fare una norma, se vogliamo fare una norma seria mettiamo la
sanzione, se vogliamo fare una norma che non servirà a nulla perché
già le leggi che impongono la pubblicazione dei bilanci ci sono, se
vogliamo fare una norma importante, secondo me è qualificante per
quest'Aula fare una norma del genere, aggiungiamo la sanzione così
come abbiamo definito in Commissione.
PRESIDENTE. Io sono perfettamente d'accordo sulla sanzione, ma
bisogna capire quale.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Con l'onorevole Ciancio abbiamo
lavorato su questo tema già da tempo e, quindi, non posso che
condividere un approccio sostanzialistico e non formale tanto per
dotare la Regione dell'ennesima norma di cui certamente può fare a
meno, ma io propongo anche perché il decreto assessoriale sarà
emanato dall'Assessore per le autonomie locali e dall'Assessorato
dell'economia, che è una sanzione anche di tipo pecuniario diretto,
personale sugli amministratori, si può calare benissimo anche nel
decreto assessoriale considerato che poi può essere trasfusa negli
statuti e negli atti deliberativi.
Quindi, io propongo assolutamente di condividere la sua
prospettazione e credo che con il collega alle autonomie locali ci
possiamo fare carico fin da adesso di recepire. Se parliamo di atti
che orientano la condotta degli amministratori delle società
regionali noi lo facciamo regolarmente come Assessorato
dell'economia con circolare o con decreto assessoriale, quindi
possiamo assolutamente prendere l'impegno e concordarlo e calarlo
nel decreto interassessoriale.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, ha sentito l'Assessore? Perché in
ogni caso sulla decadenza dell'amministratore io so che, per quanto
mi riguarda, l'obbligo di pubblicare il bilancio ce l'ha il
Segretario generale, se lui non lo pubblica decado io, mi pare
strano; cioè, voglio dire bisogna..,
CIANCIO. No, Presidente, attenzione, io non parlo né di Assemblea
regionale
PRESIDENTE. Potrebbe essere una buona soluzione.
CIANCIO. Non parlo né di Assemblea regionale, non parlo di Regione
siciliana, non parlo di Assessorati, parlo di enti controllati cioè
è chiaro che ce l'hanno già l'obbligo.
PRESIDENTE. Ci sono compiti diversi amministrativi
CIANCIO. Dovrebbero pubblicarli; infatti, io parlo del consiglio
di amministrazione degli organi di amministrazione dell'ente. Poi,
è chiaro che se un ente non riesce ad adempiere al minimo obbligo
di pubblicità del proprio bilancio, c'è qualcosa che non funziona.
Ma glielo dico perché ma lei come tutti noi come tutti i deputati
abbiamo difficoltà a recuperare quel documento principe, diciamo,
di tutti i documenti che può produrre un ente regionale. Cioè, se
noi non riusciamo a trovare neanche i bilanci pubblicati ma come
facciamo a lavorare o a svolgere il nostro ruolo di indirizzo e
controllo? E' possibile che dobbiamo fare accessi agli atti per
avere dei documenti che dovrebbero essere già pubblicati? Qua
parliamo solo del bilancio.
Allora, ripeto, se vogliamo fare una cosa seria mettiamo una
sanzione, se non la vogliamo fare e per legge chiaramente,
Assessore, poi dico, per carità, se si fa con atto successivo
PRESIDENTE. Quello che diceva ora l'Assessore, perché credo che
sia
ARMAO, assessore per l'economia. Onorevole, il decreto legislativo
33 applicativo della legge Severino che riguarda gli obblighi e
obbligazione e la cosiddetta amministrazione trasparente è unico
per tutto il Paese non ha deroghe nelle singole regioni e prevede
esso stesso delle sanzioni addirittura accompagnate con la nullità.
Quindi, figuriamoci, il conferimento di un incarico non pubblicato
determina la nullità dell'incarico e la responsabilità erariale nel
caso di pagamento. Quindi, più sanzione di questa Se ci sono degli
amministratori regionali, io personalmente alcune volte vado sulla
rete a controllare se sono pubblicate alcune cose e quando non lo
sono intervengo anche direttamente con l'amministratore proprio per
tenere sotto pressione il sistema, ma se ci sono degli
inadempimenti questi sono già sanzionati pesantemente dalla
normativa nazionale, non possiamo aggiungere niente.
Altra cosa che noi vogliamo accompagnare questa previsione con
delle sanzioni anche di tipo pecuniario nei confronti
dell'amministratore lo possiamo poi prevedere con il provvedimento
attuativo, è impegno del Governo, e lo sto ribadendo qui, di
confrontarsi con il Parlamento su questi temi.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, mi scusi la schiettezza, io avevo capito
che questa norma serviva a obbligare la Regione, la Regione a
pubblicare il proprio bilancio per estratto nei giornali che da
almeno dieci anni hanno sede in Sicilia eccetera, eccetera. Tutto
il resto della norma, fermo restando gli obblighi di pubblicazione
nel proprio sito istituzionale che è già contenuto dagli obblighi
discernenti dalla disciplina nazionale, non è che obbliga né le
società partecipate, né i comuni - perché altrimenti dovrebbe darsi
copertura finanziaria - a pubblicare nei giornali i propri bilanci.
Qui dice gli enti vigilati possono, sulla base delle proprie
disponibilità finanziarie, valutare di pubblicare anch'essi sui
giornali il bilancio per estratto . Quindi, non possiamo mettere
una sanzione se c'è una facoltà, fermo restando che la facoltà deve
essere connessa alle disponibilità finanziarie.
PRESIDENTE. L'obbligo è di farlo sul sito, su alcune cose è
obbligatorio.
CRACOLICI. Sul sito. Ma quello già
PRESIDENTE. L'onorevole Ciancio voleva aggiungere
all'obbligatorietà, la sanzione. Questo non è obbligatorio, ma ci
sono le cose obbligatorie.
CRACOLICI. Comunque già la non applicazione è una violazione di
norma.
PRESIDENTE. Avete trovato un accordo per la storia dei direttori,
dell'amministrativo? Presentate un subemendamento allora? Perfetto.
E' stato già presentato? Addirittura già distribuito. Che sia stata
trovata una soluzione positiva su questo sono contento, perché
secondo me questa cosa andava assolutamente fatta. Quello che voi
dovete sapere è che qui a sinistra ho le lamentele dei deputati che
mi dicono che non hanno ricevuto gli emendamenti e ogni tanto anche
del Segretario generale che mi dice che non ha ricevuto gli
emendamenti. Non so più da chi difendermi prima
A questo punto, come subemendamenti sono rimasti quelli
dell'onorevole Ciancio che li vuole mantenere, pur essendo chiaro
che riguarda soltanto la parte che non fa parte però di questa
norma, che dà solo facoltà. Per cui, lei chiede una sanzione sulle
cose obbligatorie che fanno parte di una norma già esistente.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)
PRESIDENTE. Sì, è un obbligo. Qua nasce solo la facoltà, da
questa norma, o no? O ci sono degli obblighi pure? Soltanto
facoltà.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, è stato trovato un accordo in
Aula. Un minuto, stia calmo Io sto vedendo ora queste cose perché
il tutto è stato fatto stamattina.
(Brusìo in Aula)
Io ancora li devo guardare; state tranquilli che si fanno le cose
per come si devono fare.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie, Presidente, solo per una questione di metodo.
Questo emendamento non è passato da nessuna delle Commissioni di
merito, né tantomeno dalla Commissione Bilancio e immagino che
non prevede una decurtazione
(Intervento fuori microfono)
SUNSERI. L'emendamento A10 5. Siccome a noi sono stati dati
PRESIDENTE. Ho capito; siccome non li ho neanche visti, appena ci
arriviamo ne parliamo.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, mentre io parlo arrivano i
subemendamenti, su una norma di legge che è stata approvata
stamattina in bilancio e su cui i subemendamenti arrivano mentre io
parlo, per cui datemi il tempo
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Quindi, lei si è già costituito, assessore Cordaro
Gli emendamenti sono i suoi.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, non è che mi sono costituito, io li firmo gli
emendamenti quando sono miei. Non ho problemi ad assumerne la
paternità.
Vorrei dire ai colleghi Cracolici e Sunseri è una questione che
era stata sollevata prima della legge di bilancio della finanziaria
dalla Corte dei conti che ha scritto attraverso il Procuratore Albo
segnalando - onorevole Cracolici, però vorrei che mi ascoltasse
perché la vicenda è molto delicata - che ha scritto all'Assessorato
del territorio e l'ambiente in buona sostanza ravvisando un
problema reale, che è quello secondo il quale i direttori dei
parchi hanno lo status del direttore generale e d'altro canto hanno
invece il riconoscimento di un emolumento pari a quello del
direttore di servizio.
Perché mi scrive la Corte dei conti? Non per farmi aggiustare la
norma, ma perché la Corte dei conti mi rassegna un tema
assolutamente reale che abbiamo accertato e cioè che tutti gli
ultimi direttori dei parchi, almeno degli ultimi 10 anni, sia della
gestione Crocetta che della gestione Musumeci, non appena vanno in
pensione o vanno ad altro incarico la prima cosa che fanno è una
vertenza per avere riconosciuto l'emolumento dello status giuridico
con un problema di condanna sempre certa...
PRESIDENTE. Posso permettermi
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente, se
mi fa finire
Questa cosa era stata presentata tra gli aggiuntivi perché
l'indicazione della Corte dei conti era arrivata in una fase
successiva a quella della predisposizione della legge finanziaria
in Commissione Bilancio e quindi - come lei sa per primo, signor
Presidente - gli aggiuntivi non si fecero più.
Adesso la Corte dei conti mi chiede di conoscere qual è lo stato
delle decisioni del Governo. Io a questo punto le devo dire,
Presidente, che nel momento in cui la presento all'Aula ho fatto il
mio dovere, ma vorrei di più, vorrei chiuderla definitivamente
questa vicenda, perché con questa norma non si fa altro che
modificare lo status dei direttori dei parchi da quello di
dirigente generale a quello di dirigente del servizio in modo che
lo status rispetto all'emolumento combacino e non ci siano più
vertenze di sorta come è accaduto finora nei confronti della
Regione con perdita certa.
Ne ho parlato, Presidente, con il Presidente della Commissione
Bilancio raccontandogli la storia e ricevendone il nulla osta e
lo sta bene, lo sto spiegando all'Aula e, per questa ragione che
credo assolutamente seria, le chiedo di metterlo ai voti.
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, fermo restando che capisco
perfettamente qual è l'importanza, però abbiamo portato oggi anche
delle cose che sono state cosiddette aggiunte' rispetto al testo
di prima, ma discutendone in Commissione, parlandone con tutti,
eccetera.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Scusi, un attimo, onorevole Mi fa finire di parlare
Già si mette la faccia di quello condannato prima di essere
condannato Aspetti un attimo Mi faccia finire Se lei vuole io lo
dichiaro inammissibile e non ne parliamo più Se mi fa parlare
senza bisogno di lamentarsi io le sto dicendo che se l'Aula, perché
io soltanto questo posso fare, non è che è un aggiuntivo, è un iper
aggiuntivo, e allora se c'è la disponibilità, però per il futuro
essere più precisi, se lei l'avesse presentato due ore fa in
Commissione, probabilmente non ci sarebbe stato motivo di fare
questa sceneggiata ora. Perché se le cose invece che arrivare
all'ultimo secondo, possibile e immaginabile sempre, potessero
arrivare in tempi normali, l'avrebbero visto in Commissione,
sarebbe stato presentato in Commissione ed oggi farebbe parte del
testo.
Dopodichè, se l'Aula è disponibile, perché me lo devono dire loro
perché io d'imperio non lo posso mettere in votazione, se ottengo
un mi è stato già detto no e quindi
Allora, siccome è importante che lei l'abbia presentato in modo
che la Corte dei conti possa sapere qual è la volontà del Governo,
io credo che se lei ne fa un piccolissimo disegno di legge e lo
presenta, in modo che possiamo dire che è stato presentato e alla
Corte dei conti gli si dice che è stato presentato e quindi la
volontà del Governo e l'idea del Governo c'è già.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Scusi, al netto
della sceneggiata che non mi appartiene
PRESIDENTE. Io la sto facendo, non lei.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Intanto, c'è
scritto disegno di legge e poi vorrei sapere così siete contrari,
ci sono colleghi contrari? Sì.
PRESIDENTE. Ha detto sì, assessore Cordaro
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, ma vorrei
che restasse agli atti che l'onorevole Di Caro è contrario perché è
giusto, se ce lo spiega.
PRESIDENTE. Basta così, onorevole Di Caro, per carità, non è che
possiamo fare una discussione su tutto Argomento chiuso. E quindi
non sono ammessi questi nuovi aggiuntivi.
Comunico che il Governo sta presentando un disegno di legge che è
esattamente il testo di questo emendamento che mandiamo
immediatamente in Commissione per cercare di farlo.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Sì, l'emendamento A10.6.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Presidente, poco fa chiedevo all'Assessore di spiegarmi
meglio questo aggiuntivo che è stato presentato
PRESIDENTE. E' stato già
DI PAOLA. Anche l'A10.6?
PRESIDENTE. Non sono le stesse condizioni? E' un'altra cosa.
Benissimo.
DI PAOLA. E allora, poco fa, Presidente noi abbiamo stralciato
anche per rispetto, diciamo, dell'assessore all'economia -
Assessore, un attimino - poco fa abbiamo stralciato un articolo che
riguarda Ritorno in Sicilia liberando delle somme, abbiamo
liberato un milione di euro, arriva subito un ulteriore aggiuntivo
che riguarda, magari se l'assessore lo può spiegare meglio, io
leggo e non mi convince è stanziata la somma di 600 mila euro a
valere di quel capitolo che poco fa abbiamo liberato, al fine di
estendere ai soggetti avente solo sede operativa nel territorio
della regione siciliana i benefici previsti dall'art. 16 al comma
2 .
PRESIDENTE. Se prevede spesa deve andare in Commissione Bilancio
per cui è inutile che perdiamo tempo.
DI PAOLA. Quindi, magari, questo emendamento prima lo facciamo
passare
PRESIDENTE. Deve andare in Commissione Bilancio .
DI PAOLA. Perché non si capisce a chi è rivolto, a quali soggetti,
come li scegliamo.
PRESIDENTE. Se prevede spesa comunque deve andare in Commissione
Bilancio , per cui è inutile che ne parliamo. Se prevede spesa è
inutile che lo dibattiamo, deve obbligatoriamente andare in
Commissione. Punto. Di che parliamo? Siccome sono presentati tutti
ora, io neanche ho avuto il tempo di vederli, sto scoprendo ora che
prevede spesa. Basta, è inutile, voglio dire, non è possibile
valutarli senza che prima la Commissione
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Sì, infatti, vorrei chiudere.
L' emendamento A10.1 gli Uffici lo ritengono superfluo, però
l'onorevole Ciancio mi ha chiesto di metterlo in votazione lo
stesso, per cui lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Su questo della decadenza abbiamo problemi. Onorevole, chiedo
scusa, se lei scrive si prevede una sanzione che poi
amministrativamente viene individuata, ma io che ci sia una
decadenza di un amministratore perché un direttore non ha
pubblicato un sito, onestamente non so se è fattibile, quanto meno
lo dobbiamo verificare. Onestamente, vi dico non è una come?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Viene pagato come? Con il milione che viene tolto dal
Ora lo vediamo, un minuto solo.
Onorevole Ciancio, se lo potessimo rivedere un attimo perché fatto
così con la decadenza dell'amministratore oggettivamente ripeto,
non è una mia indicazione, sono gli Uffici che mi dicono che non lo
dovrei ritenere ammissibile.
Proprio per evitare questo le chiedo se è possibile fare anche
cioè indicare che ci debba essere la sanzione sono d'accordissimo
con lei, è il tipo di sanzione che sembra troppo esagerata.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, esagerato è una valutazione non so se
politica o tecnica. Diciamo che io non voglio mettere in difficoltà
nessuno, soprattutto gli Uffici, però questa cosa l'avevamo
affrontata in Commissione.
PRESIDENTE. E siccome ogni sanzione deve essere proporzionata al
danno che si fa, come dire, non è che la non pubblicazione è una
cosa che può fare decadere
CIANCIO. Se è ammissibile io voglio che si voti.
PRESIDENTE. Se lei non lo ritira, io lo devo dichiarare
inammissibile. Non lo posso fare votare, onorevole Ciancio. Non lo
posso fare votare perché se si ritiene che non è ammissibile, se
poi lo votate a favore che facciamo? Per cui, non lo posso fare
votare.
All'interno di questa stessa norma c'è un articolo che prevede la
decadenza di un amministratore arrivato al terzo bilancio non
approvato. Capisce che non ha lo stesso peso. Una cosa sono tre
bilanci non approvati.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, mi assumo la responsabilità di
dichiararlo inammissibile.
Si passa all'emendamento A10.3 che ha un subemendamento A10.3.1
sempre della Commissione.
Pongo in votazione il subemendamento A10.3.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A10.3. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A10.4. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Non abbiamo altro. Io ho soltanto questo problema che mi pone
l'assessore Messina.
SAVONA, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione. Abbiamo recuperato le somme
Io resto al sud . Abbiamo certamente la copertura da mettere ai
600 mila euro che serve per completare un quadro dove completiamo 5
milioni di utilizzo che si stanno facendo.
PRESIDENTE. Va bene.
Si passa all'emendamento A10.6.
Vorrei dire una cosa, lo dico molto apertamente, tenete presente
che come avete visto e come succede sempre ho cercato di fare
quadrare il cerchio accontentando l'Aula sulle cose Credo che
questo emendamento dell'assessore Messina abbia delle questioni di
urgenza tali per cui se c'è qualche problema così formale proviamo
a superarlo.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Presidente, io non entro nel merito dell'emendamento che
se a me sia il Presidente della Commissione Bilancio che
l'Assessore mi dicono che è un qualcosa di urgente io non entro nel
merito perché, come dire, se l'Assessore porta una problematica
però, signor Presidente, se ci sono, visto che stiamo utilizzando
dei fondi che l'Aula ha appena liberato, ce ne sono altri di fondi.
Se ci sono ulteriori
PRESIDENTE. No, no il capitolo è un altro, non può essere quello.
DI PAOLA. E' un altro capitolo, assessore Armao?
PRESIDENTE. Assolutamente sì, onorevole Di Paola. Non avrei
permesso di utilizzare questo.
DI PAOLA. Perché se ci sono altre urgenze di lavoratori o di
altro, a questo punto li mettiamo pure.
PRESIDENTE. Assolutamente no Quello che si è risparmiato...
DI PAOLA. Perché poco fa, Presidente, c'era l'urgenza pure dei
lavoratori dell'ex Helen Keller, anzi della Keller.
PRESIDENTE. Sono assolutamente d'accordo, ne avevamo parlato pure
con l'onorevole De Luca, ma non è assolutamente la stessa
copertura.
DI PAOLA. Quindi, sono capitoli diversi.
PRESIDENTE. Assolutamente. Pongo in votazione il subemendamento
A.10.6. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.10. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'entrata in vigore che è immediata, che è
l'A.5. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento ai sensi dell'articolo 117 perché
c'è una differenza di 0,80 centesimi che hanno dovuto sistemare
nell'emendamento A.7. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
571, 572 e 573
Presentazione, discussione e votazione degli ordini del giorno nn.
571, 572 e 573
PRESIDENTE. Si passa agli ordini del giorno che erano stati
annunciati: il n. 571, a firma di tutti, Aricò, Lupo, Di Caro,
eccetera, che ha il parere favorevole del Governo e quindi è
considerato approvato.
Poi l'ordine del giorno n. 572, a firma dell'onorevole Foti,
quello delle api e il Governo è favorevole, quindi è considerato
approvato.
(Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)
Quale? Il 571 è votato da tutti, tutti i Gruppi insieme.
CORDARO, assessore per il territorio ed ambiente. E il parere
favorevole del Governo chi l'ha dato?
PRESIDENTE. Nessuno, ho detto ci sarà sicuramente il parere favore
del Governo. Benissimo.
Si passa all'ordine del giorno n. 573, quello che aveva illustrato
l'onorevole Lo Curto, quello su Pantelleria, che è approvato.
deputazione femminile
Sulla lettera indirizzata al Presidente dell'Assemblea firmata
dalla deputazione femminile
PRESIDENTE. Scusate un attimo.
Allora, intanto devo dare un secondo la parola all'onorevole
Pagana che mi ha mandato, firmato da tutte le deputate della nostra
Assemblea, una lettera a cui ho già dato risposta, però lo voleva
comunicare, che riguarda un motivo bello, di discussione che è
l'allattamento, per cui l'allattamento specifico delle deputate, di
una in particolare, quindi mi hanno scritto questa lettera
chiedendomi uno spazio a disposizione per poterlo fare e lo faremo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Pagana.
PAGANA. Grazie, Presidente. Intanto, la ringrazio e ci tenevo a
ringraziare anche le mie colleghe. E' un tema importante perché è
il 2021, Presidente, e ancora oggi purtroppo a molte donne non è
consentito allattare all'interno dei luoghi di lavoro. Che questo
accada anche qui che è il Parlamento più antico d'Europa, uno dei
Parlamenti più antichi del mondo in cui una deputata madre che
allatta debba trovarsi a scegliere se votare oppure allattare
perché può succedere anche questo, soprattutto all'interno,
durante
PRESIDENTE. Assolutamente.
PAGANA. durante i lavori della finanziaria, mi auguro veramente
che anzitutto venga modificato il Regolamento e che i neonati e i
lattanti almeno fino al sesto mese di vita
PRESIDENTE. Io dico che portare un neonato in Aula durante la
finanziaria è meglio evitarlo per la sua educazione, del neonato, e
anche per la sua salute.
PAGANA. Forse è un motivo per essere un po' da esempio anche nei
confronti dei neonati.
Dico l'auspicio più grande è sicuramente che anche i neonati e i
lattanti, almeno fino al sesto mese di vita possano entrare
all'interno dell'Aula, uno spazio attiguo che consenta alla
deputata e che consenta di esercitare le proprie funzioni,
sicuramente è un primo passo e mi auguro che questo Parlamento
possa essere, ancora una volta, perché ogni tanto ci riusciamo, da
esempio nei confronti di tanti siciliani che ci guardano.
PRESIDENTE. A seguito della lettera che mi è stata inviata
dall'onorevole Pagana abbiamo, insieme al Segretario generale,
individuato un'area adiacente a quest'Aula, in modo che nel momento
in cui fosse necessario la deputata che ha necessità di allattare
la possa utilizzare in qualsiasi momento. Grazie della lettera,
molto cortese, che lei ha inviato e che tutte le deputate hanno
firmato.
(Intervento fuori microfono di alcuni deputati)
E' aggiunta la firma di tutti i maschi.
ex Servirail
Sulla situazione dei lavoratori dei bacini ex Keller, ex Ferrotel
ed ex Servirail
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole De Luca.
DE LUCA. Signor Presidente, lei ha correttamente evidenziato
pocanzi che le era stata attenzionata la questione dei lavoratori,
dei bacini ex Keller, ex Ferrotel, ed ex Servirail. Bacini per i
quali nell'ultima finanziaria avevamo stanziato una dotazione pari
a 600 mila euro al fine di redigere una convenzione con Anas ed
impiegare questi lavoratori. A quanto pare questa dotazione
finanziaria, presidente Miccichè, non è sufficiente. Non è
sufficiente perché forse c'è stato qualche problema con il co-
finanziamento, forse c'è stato qualche problema di dialogo tra la
dirigenza Anas e l'assessore Falcone. Questo è già successo. Quello
che rimane, il punto che noi dobbiamo risolvere è quello di dare
una prospettiva lavorativa a questi siciliani.
Allora, siccome si è liberato questo milione di euro, ed è stato
pocanzi dichiarato che non è stata utilizzata la copertura che è
residuata dallo stralcio della norma Ritorno in Sicilia', io
l'unica cosa che pretendo, Presidente, in nome di questi lavoratori
è un atto di chiarezza da parte dell'assessore Armao, degli Uffici
e di questo Parlamento perché, se nella norma con cui stiamo
attribuendo 600 mila euro all'Assessorato turismo per delle
finalità per carità condivisibili, però neppure chiarite
dall'articolo, non si capisce neanche a chi vanno questi soldi,
chiedo formalmente che quanto meno gli altri 400 mila euro che
residuano siano destinati a questa settantina di padri di famiglia
dimenticati assolutamente da troppo tempo dalle istituzioni.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca
DE LUCA. Un attimo e concludo. Se voi mi dichiarate, anche
l'assessore Armao, che non stiamo utilizzando questi soldi, nulla
quaestio.
PRESIDENTE. Glielo sto dichiarando io.
DE LUCA. Ho capito. Ma qui c'è scritto un'altra cosa. Qua c'è
scritto lo stesso capitolo.
PRESIDENTE. No, è un capitolo diverso.
DE LUCA. 219222.
PRESIDENTE. Perché sia chiaro. Il Ritorno in Sicilia non è che è
stato bocciato, è stato solo accantonato. Quella copertura sempre e
comunque, perché quando si andrà a fare, si andrà a fare con quella
copertura. Per cui non esiste
DELUCA. Presidente, però lei pocanzi ha dichiarato come votato
favorevolmente per alzata e seduta l'emendamento A.10.6 che a me è
stato distribuito. L'emendamento A.10.6 prevede a valere sulla
Missione 14, programma 1, capitolo 219222. Siccome io faccio questa
professione di deputato perché la Sicilia mi ha dato l'onore di
farla, leggo quello che c'è scritto. C'è scritto questo.
PRESIDENTE. I capitoli hanno un fondo, non è che l'abbiamo
svuotato. Per cui è ovvio che il capitolo sarà quello ma le somme
che sono state individuate per la seconda copertura non è che
vengono , per cui non ce le ha più il fondo di Ritorno in
Sicilia . La prego.
DE LUCA. Io dico solo questo.
PRESIDENTE. Invece, siccome sono favorevolissimo al fatto che si
risolva il problema, mi farò carico personalmente, finita questa
seduta, di parlare con il Governo per individuare queste
disponibilità. Sono assolutamente convinto. Onorevole De luca,
questa è una norma che era stata già fatta. Quello che mi fa
impazzire è che non si sia dato corso per cui devo capire perché
avendola già coperta in finanziaria non si sia dato corso a questa
cosa.
DE LUCA. Presidente, a tale proposito, voglio offrirle un altro
spunto di riflessione, un'informazione che se i colleghi, l'Aula
non hanno, è giusto che abbiano, perché sembra che dall'Assessorato
Trasporti, il 3 agosto, anche secondo voci sindacali, potrebbe
partire l'immissione in servizio solo di una parte di questi
lavoratori.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, non c'è l'Assessore al Bilancio,
non c'è l'Assessore ai trasporti
DE LUCA. Però deve rimanere agli atti
PRESIDENTE. E noi dobbiamo votare È rimasto agli atti
DE LUCA. Perché dobbiamo fare in modo che non si facciano figli e
figliastri.
PRESIDENTE. Basta, onorevole De Luca, gliela togliete per favore
la parola, basta così Grazie.
Su una mozione riguardante la tutela delle api
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Signor Presidente, una cosa velocissima, siccome oggi è
stato approvato l'ordine del giorno sulle api e io a maggio ho
presentato una mozione che va in questa direzione a tutela e a
protezione delle api, già l'ho ricordato al mio Capogruppo se
magari alla prossima Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari si può pensare di calendarizzarla per farla votare in
Aula, gliene sarei grata. Grazie.
PRESIDENTE. Va bene. Grazie.
Riprende la discussione del disegno di legge n. 979/A Stralcio I
PRESIDENTE. Se vi sedete per favore, le norme che sono state
approvate comportano la necessità di tabella riepilogativa che sarà
predisposta dagli Uffici.
Votiamo lo stralcio.
Presentazione, discussione e votazione dell'ordine del giorno n.
566
PRESIDENTE. Scusate, onorevoli colleghi, in questa confusione c'è
un altro ordine del giorno, eccolo qua, presentato dall'onorevole
Lupo che riguarda i lavoratori della Blutec, se il Governo lo
potesse guardare al volo, ma sono certo che sia favorevole.
Onorevole Turano, l'ha visto?
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, è un ordine del giorno molto importante.
PRESIDENTE. E' favorevole?
TURANO, assessore per le attività produttive. Sì, certo,
Presidente.
PRESIDENTE. Allora, è approvato. Onorevole Turano, non ci faccia
perdere tempo, è approvato, basta. D'altro canto l'ordine del
giorno è fatto dal Parlamento al Governo.
(L'ordine del giorno reca il numero d'ordine 566)
TURANO, assessore per le attività produttive. È che ieri c'è stato
un confronto con il Mise, con il Sottosegretario A. Todde, con il
Direttore della Direzione, che i progetti che sono pervenuti sono
considerati
PRESIDENTE. Per cui siamo nella direzione giusta. Perfetto.
Stralcio I
Votazione per scrutinio nominale del disegno di legge n. 979/A
Stralcio I
PRESIDENTE Se prendete tutti posto, indìco la votazione per
scrutinio nominale del disegno di legge n. 979/A Stralcio I.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 40
Votanti 20
Maggioranza 11
Favorevoli 20
Contrari 0
Astenuti 16
(L'Assemblea approva)
Abbiamo concluso.
Come ho detto all'inizio, abbiamo incardinato la norma delle
variazioni di bilancio che poi andremo a vedere quando sarà
possibile; abbiamo inserito il disegno di legge, abbiamo ricevuto il
disegno di legge dall'onorevole Cordaro sul problema della Corte dei
conti e questo è stato fatto. La prima cosa che faremo all'apertura
comunque è l'Irsap che è già iniziata e, quindi, siamo già in sede
di disegno di legge Irsap. Possiamo votare il passaggio all'esame
degli articoli. No, l'abbiamo già votato l'altra volta.
(Intervento fuori microfono)
C'è la volontà di votarla? Alla ripresa sarà la prima cosa che
faremo, è già iscritta all'ordine del giorno.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, volevo sottolineare alla sua
sensibilità e a quella del Governo per la ripresa dei lavori e
attenzionare un tema di cui ho già parlato con l'assessore Scilla,
riguarda i pagamenti di bollette arretrate del 2016 che il
Consorzio di bonifica sta notificando agli agricoltori della mia
provincia, di Agrigento, e sono tra l'altro bollette che allora
furono rincarate da venticinque a ottantacinque centesimi l'ettaro.
Ora, è chiaro che in questo momento di difficoltà agli agricoltori
non si possa chiedere un pagamento di una rata così pesante, per
cui ritengo che sarebbe più opportuno, insieme all'Assessore e al
governo Musumeci individuare, con la ripresa a settembre, una
formula di aiuti, una contribuzione straordinaria in modo tale da
abbattere questo costo che in pieno Covid certamente non può essere
tollerato.
Inoltre, volevo sollecitare il Governo: so che, a definizione
degli accertamenti di residui, verrà portato forse già oggi in
Giunta il pagamento delle tante imprese iscritte all'Ance, che mi
hanno scritto nella qualità di Presidente della Commissione, sono i
costruttori siciliani che stanno lavorando e che hanno i pagamenti
dei SAL arretrati. Anche per questo, in un momento di crisi, non
sono più sopportabili e tollerabili ulteriori ritardi.
Per cui volevo accertarmi e sollecitare il Governo qui presente ad
approvare nei tempi più rapidi, mi dicono forse già nella prossima
Giunta di oggi pomeriggio, a sbloccare il pagamento di questi
imprenditori siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, prima che vada via, ho una
richiesta io per lei.
Si ricorda quando avevamo pensato di fare l'incontro con la
Commissione paritetica ed io l'avevo messa in contatto col
Presidente della Commissione per discutere il problema quello degli
abusi edilizi? È stato fatto niente? Una volta tanto è questo lato
dell'Assemblea che invita a velocizzare, proprio in questo momento
difficile.
SAVARINO. Come sa, la mia è una , forse sono anche troppo
stacanovista, ma certo che l'ho contattato, ne ho parlato, ho già
illustrato tutti i temi, mi è stata chiesta qualche settimana di
tempo per approfondire, ritengo che con l'apertura, anche questa
verrà seguita.
PRESIDENTE. Ci faccia sapere perché c'è una grande urgenza
affinché si trovi una soluzione.
SAVARINO. Allora, io le sollecito l'incontro della Commissione con
la Corte dei Conti, così da giusta lettera ufficiale che le ho
inviato sul tema dei rifiuti, perché anche questo è un tema che
alla ripresa dovremo affrontare. Grazie.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Spero che non ci siano altri interventi, così ci
salutiamo un attimo. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie, Presidente. Approfittavo della presenza
dell'assessore Cordaro, che so che è molto sensibile al tema e già
sta avviando una serie di procedure e anche di misure. Poiché in
Commissione' Antimafia' stiamo trattando il fenomeno degli incendi
boschivi, e noi stiamo andando, in ferie dall'Aula , ma i
protagonisti e gli incendiari, ahimè, non andranno in ferie e
possibilmente si adopereranno, vista la stagione calda, in altri
eventi dannosi per il nostro patrimonio boschivo, volevo
sollecitare il Governo ad istituire un tavolo di coordinamento,
perché da alcune audizioni che sono venute fuori in Commissione
Antimafia', ci lamentano il fatto che i soccorsi arrivino
addirittura due, tre ore in ritardo, perché non si sa
possibilmente in quella zona chi deve fare cosa, chi deve
intervenire sui luoghi, quindi la pregherei, Assessore, di
istituire un tavolo, perché lo stesso Ente Parco dell'Etna, che
abbiamo ascoltato in Commissione, ci ha detto di non essere
titolato ad attivarsi.
Quindi, la ringrazio e speriamo invece che questi protagonisti
dannosi del nostro patrimonio e del nostro paesaggio vadano,
invece, in ferie anche loro. Grazie.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. L'invito che
faccio alla collega e alla Commissione Antimafia' è di accertare,
prima di procedere con eventuali ulteriori audizioni, due cose
fondamentali che purtroppo non sempre sono state in questi mesi e
negli anni trascorsi competenza comune, così le do anche un input
da approfondire.
La competenza del Corpo Forestale della Regione siciliana è legata
esclusivamente agli incendi boschivi; il fatto che passino due o
tre ore, cosa che a me non risulta, certamente per gli incendi
boschivi, è legato semmai a temi che riguardano incendi di
sterpaglie, di fondi interclusi, di fondi privati che non sono
stati bonificati, di tutta una serie di luoghi che per competenza,
secondo la materia e secondo le leggi attualmente in vigore, sono
di competenza dei Vigili del Fuoco, quindi attenzione se parliamo
di un tema legato ai boschi o se parliamo di un tema legato
all'esterno dei boschi.
Per quanto riguarda, per esempio, i centri abitati, gli interventi
nei centri abitati o nei luoghi limitrofi ai centri abitati, salvo
che non si tratti di boschi, non sono competenza del Corpo
Forestale della Regione siciliana.
Abbiamo attivato, ma non è competenza nostra neanche questa, dei
tavoli provinciali ma essendo i tavoli provinciali tavoli
interforze, possono essere gestiti in ragione del fatto che,
ovviamente, l'Assessore ma anche il Dirigente generale del Comando
del Corpo Forestale non può che avere competenza esclusiva sul
Corpo Forestale, per fare agire in maniera congiunta e organica un
Corpo interforze l'unico che può farlo è il Prefetto della
Provincia.
A Caltanissetta devo dire come a Palermo, per quello che mi
risulta, i Prefetti stanno coordinando dei tavoli interforze ai
quali hanno partecipato anche gli agenti o meglio gli uomini del
Corpo Forestale in divisa però, ripeto, attenzione altrimenti si
finisce per fare confusione e si finisce per attribuire competenze
a chi non ne ha e quindi responsabilità di interventi che non sono
di stretta pertinenza della Regione siciliana.
Ciò detto, fermo restando che sto facendo monitorare da 6 mesi
intanto l'attività del Corpo forestale provincia per provincia
perché ogni 15 giorni - la prossima volta sarà martedì nonostante
sia 3 agosto ma noi lavoreremo ovviamente anche ad agosto -, stiamo
monitorando quello che succede nelle nove province, quindi con i
nove capi degli ispettorati e poi vorrei dire che a volte, molto
spesso, forse troppo spesso, capita che nonostante il nostro
personale sia in deficit di numeri perché oggi di agenti in divisa
ne abbiamo poco meno di quattrocento, nonostante i concorsi si
siano dovuti fermare in ragione del Covid e quindi
dell'impossibilità di assembramenti, molto spesso accade che, anche
laddove non è competenza della Regione siciliana e del Corpo
Forestale, ci vada il Corpo Forestale.
Quindi per quelle che sono le mie esperienze, documentate e
documentabili qualora ciò mi venisse chiesto, devo dire che in
questi ultimi tre anni, certamente, abbiamo fatto più interventi di
quelli che erano di nostra competenza ma credo che sia giusto
perché quando un incendio parte, chi ci arriva prima fa bene. Però
attenzione, non sempre quello che ci viene attribuito in maniera
semplicistica dai media non dico è responsabilità ma è competenza
del Corpo Forestale della Regione siciliana.
PRESIDENTE. Perfetto. E allora, se non ci sono altri interventi,
la seduta è conclusa.
Avremo qualche giorno di vacanza. Vi faremo sapere, perché dipende
anche dalle esigenze che ci saranno sia da parte del Governo che di
altro tipo per sapere quand'è che dovremo tornare a votare per cui
lo faremo sapere con telegramma si diceva una volta, oggi via mail.
Vi comunico che durante questa nostra assenza da quest'Aula
inizieranno subito, già credo in questi giorni, i lavori per i
microfoni dal posto così come avevamo già previsto da tempo, per
cui buone vacanze, non saranno lunghissime ma comunque buone
vacanze a tutti. Dopo questo anno faticoso, sicuramente faticoso,
mi auguro che tutti voi possiate passare serenamente qualche giorno
di riposo e ci rivedremo immagino i primissimi di settembre ma
comunque se ci dovesse essere qualche novità ve lo faremo sapere
via mail. Grazie e un abbraccio a tutti.
La seduta è tolta alle ore 15.24
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio