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Resoconto d'Aula della Seduta n. 286 di giovedì 16 settembre 2021
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   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 11.07

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Dipasquale è in congedo  per
  30 giorni.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

     Comunicazione relativa a dichiarazione dell'onorevole Pullara

   PRESIDENTE:  Comunico  che  con nota  datata  16  settembre  2021,
  protocollata al n. 4726-ARS/2021 di pari data, l'onorevole  Pullara
  ha  comunicato   di  non  rappresentare  più  politicamente   Onda
  Movimento Popolare Regionalista avendo aderito totalmente al Gruppo
  parlamentare Lega Sicilia per Salvini premier .

   L'Assemblea ne prende atto.


          Comunicazioni del Governo sull'  emergenza incendi
            che ha interessato il territorio della Regione

   PRESIDENTE. Possiamo cominciare, Assessore?
   Do  la parola all'Assessore per fare un intervento preventivo,  ci
  racconterà   quali  sono  stati  i  problemi  veri  di   quest'anno
  relativamente  agli incendi e poi darò la parola a chi  la  dovesse
  richiedere.
   Prego, assessore Cordaro.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie
  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in Aula per svolgere una
  relazione che mi auguro venga considerata completa, così come  l'ho
  immaginata,  in ragione della difficile stagione che  ci  ha  visti
  impegnati,  soprattutto nel mese di agosto, nel contenimento  degli
  incendi che si sono sviluppati nel nostro territorio regionale.
   Il  dato oggettivo che rassegno all'Aula è quello di 7.948 incendi
  dall'inizio  del  2021, di cui 537 boschivi,  163  di  interfaccia,
  6.513  di vegetazione, 735 incendi, infine, non sono classificabili
  essendosi generati a causa di residui vegetali.
   Le superfici bruciate stimate sono 17.500 ettari di aree boscate e
  46.350 ettari di superfici non boscate.
   Per  il contenimento e lo spegnimento di questi incendi sono stati
  necessari 885 interventi con velivoli della flotta degli elicotteri
  regionale  e  587 interventi con velivoli della flotta statale,  il
  riferimento  ovviamente  è ai canadair che  vengono  gestiti  dalla
  Protezione civile nazionale.
   La  sala  operativa  che abbiamo tenuta, appunto,  attivata  h  24
  quest'anno,  la  sala  operativa  dell'antincendio  boschivo  si  è
  giovata   in  forza  di  una  convenzione  che,  anche  quest'anno,
  attraverso  i buoni uffici e gli auspici del Ministero dell'interno
  e  in particolare attraverso l'operato della Prefettura di Palermo,
  dicevo  di  una convenzione che è stata stilata con  i  Vigili  del
  Fuoco  e,  quindi,  un  lavoro congiunto  anche  in  sede  di  sala
  operativa  con  i  rappresentanti dei Vigili del  Fuoco  e  con  il
  Dipartimento di Protezione civile regionale.
   E' evidente che l'onere massimo e, quindi, anche il mio pensiero e
  ringraziamento  in ragione dell'attività svolta va  agli  uomini  e
  alle  donne del Corpo Forestale, agli operai forestali che si  sono
  attivati con spregio di ogni pericolo e, a volte, anche oltre  ogni
  possibile energia umana con turni che sono andati ben al di  là  in
  ragione  della vastità dello scenario del fuoco e in ragione  della
  difficoltà   legata  anche  a  temperature  che   hanno   raggiunto
  quest'anno,  come non accadeva da ventidue anni, fino  a  50  gradi
  centigradi  addizionati  a  folate di  scirocco  ad  oltre  100  Km
  all'ora; il ringraziamento va a queste donne e a questi uomini  che
  rappresentano  l'esercito  della  Regione  siciliana  e  che  hanno
  lavorato davvero oltre ogni possibilità di sacrificio.
   All'inizio dell'estate il Presidente della Regione ha voluto ed  è
  stato  organizzato  un  incontro in video con  il  direttore  della
  Protezione   civile  nazionale,  ingegnere  Curcio  e  proprio   in
  quell'occasione  fu rappresentata l'esigenza di un  raccordo  molto
  più costante ed incisivo con la Protezione civile.
   Devo  dire  -  ed  è anche un'occasione per fare un ringraziamento
  pubblico  alla  Protezione civile nazionale - che questo  raccordo,
  signor Presidente e onorevoli colleghi, non è mai mancato.
   Personalmente,  ho avuto la disponibilità immediata  del  contatto
  nazionale,  abbiamo  ottenuto in giornate  in  cui  bruciava  mezza
  Italia,  purtroppo,  addirittura la presenza contemporanea  di  sei
  canadair  nel nostro territorio regionale grazie ad un rapporto  di
  stima,  un rapporto di prestigio e di considerazione che il Governo
  regionale ha saputo creare con la Protezione civile nazionale.
   Abbiamo però anche attivato delle convenzioni, come non si era mai
  fatto,  perché  riteniamo  che il rapporto  di  rete  possa  essere
  l'unico che ci dia davvero il senso di un interesse generalizzato e
  comune per il contrasto agli incendi.
   Per  questo, quest'anno per la prima volta abbiamo stipulato delle
  convenzioni finalizzate a un maggiore controllo del territorio  con
  l'ANCI,  l'associazione nazionale dei comuni, con  le  associazioni
  degli  agricoltori,  i  primi paladini del territorio  per  ragioni
  anche obiettive ed interessate, la Protezione civile regionale,  il
  Dipartimento dello sviluppo rurale, le associazioni ambientaliste e
  sportive,  le  associazioni  dei cacciatori,  i  Vigili  del  Fuoco
  dicevo.
   Sono  stati  altresì acquistati 85 droni per un miglior  controllo
  del  territorio  ed è evidente che questi droni  non  sempre  hanno
  potuto  svolgere, in via preventiva, il loro ruolo in  ragione  del
  fatto  che - come dicevo - in situazioni che hanno visto  venti  di
  scirocco  ad oltre 100 km all'ora, droni del peso medio di  400-500
  grammi  non potevano volare, se non avessimo voluto determinare  la
  loro distruzione e pertanto sono stati utilizzati in una situazione
  successiva ossia quella relativa alla valutazione dei danni.
   Una delle operazioni più importanti delle quali vado politicamente
  più orgoglioso è quella della mobilità interna.
   Lo  devo  dire  in ragione del fatto che, come voi tutti  colleghi
  sapete,  dall'inizio di questo mandato abbiamo  attivato  tutte  le
  modalità  per l'effettuazione dei concorsi e delle nuove assunzioni
  nel Corpo Forestale della Regione siciliana.
   Il   primo  passaggio  è  stato  quello  dell'autorizzazione,  che
  quest'Aula pure ha dato, per lo svolgimento dei concorsi; si è  poi
  ribadita  la pianta organica in 1.200 unità di donne e  uomini  del
  Corpo Forestale in divisa, a fronte di un organico attuale che vede
  330  unità  realmente operative; si è stabilito anche il fabbisogno
  economico, è stata approvata una prima norma dal Parlamento che  ha
  previsto la possibilità con copertura economica dell'assunzione  di
  nuove   45  unità;  è  stata  poi  rinvenuta  un'ulteriore  risorsa
  finanziaria  approvata  da  una successiva  norma  che  portava  la
  possibilità   di   assunzioni  fino  a   180-190   nuovi   assunti.
  Quest'ultima norma è stata impugnata per ragioni che per quanto  mi
  riguarda restano oscure essendo lo stesso il meccanismo che  invece
  aveva  portato al favorevole esito della prima norma  e  in  realtà
  quello che non ci ha fatto partire, perché poi comunque sarebbe  un
  concorso  unico che si deve fare, per cui la graduatoria sarebbe  a
  scorrimento, è evidentemente chiaro a tutti, ossia il Covid.
   Noi  immaginiamo che a questo concorso che comunque avrebbe un'età
  necessitata,  legata  alle norme nazionali,  perché  l'obiettivo  è
  quello  dello svecchiamento anche di un Corpo che ormai vede un'età
  media  di 57 anni, è quello di immettere in servizio donne e uomini
  che   vadano   dai   diciotto   ai   trent'anni,   prevediamo   una
  partecipazione  media  di 35.000-40.000 persone  che  aderiranno  a
  questa ipotesi di concorso con tutti i meccanismi delle agenzie che
  si  occupano di operare i concorsi immaginiamo, alla fine, di dover
  fare   una   selezione   che   deve  essere   realizzata   insieme,
  contestualmente, in unica soluzione, di almeno 3.000-4.000 persone,
  quindi  dobbiamo  immaginare un meccanismo che  in  questo  autunno
  stabiliremo  e comunicheremo all'Aula perché è evidente  che  entro
  questa  legislatura e certamente - questo è un impegno  che  prendo
  non in campagna elettorale -  noi vogliamo celebrare i concorsi per
  dare risposte.
    Ma,  fermo  il  meccanismo dei concorsi per  le  ragioni  che  ho
  appena  detto, il tema della mobilità interna è diventato  un  tema
  straordinariamente importante. Avere immesso già in ruolo  sessanta
  nuovi  agenti  del Corpo Forestale che hanno fino ad un'età  di  47
  anni  -  credo  che il più giovane ne abbia 43 -, è evidente,  come
  tutti  sapete,  in  Regione non si fanno  concorsi  da  trent'anni,
  quindi immaginare di potere immettere ventenni era una pura utopia,
  però certamente abbiamo svecchiato il Corpo con donne e uomini  che
  hanno anche competenze importanti, c'è anche chi ha due lauree, c'è
  chi  ovviamente  ha  un uso molto avanzato di  tutti  i  meccanismi
  mediatici, ma soprattutto di tutti i meccanismi virtuali  e  quindi
  un  tema davvero importante anche nell'approccio con nuove tecniche
  di   contrasto   agli  incendi  e  soprattutto  la  possibilità   -
  cominceremo con Palermo - di riaprire sei distaccamenti  chiusi  da
  anni:  martedì apriremo il distaccamento di Palazzo Adriano  in  un
  immobile  messo  a disposizione dal comune e la settimana  seguente
  apriremo  il  distaccamento di Collesano, per fare due esempi,  poi
  proseguiremo  ovviamente in tutta la Sicilia  partendo  appunto  da
  quei  distaccamenti che erano stati chiusi negli anni per  mancanza
  di personale.
    Abbiamo  anche attivato all'inizio della stagione antincendio  un
  numero  unico  di  emergenza, il 1515, che è stato particolarmente,
  purtroppo  intensamente utilizzato, ecco tutto questo è quello  che
  abbiamo fatto insieme ad un'attività che è stata legata anche  alla
  necessità  di una innovazione di carattere normativo. Mi  riferisco
  soprattutto  a  quella  legge  voto che  grazie  all'iniziativa  di
  quest'Aula e al parere favorevole del Governo abbiamo votato  il  5
  maggio  2021,  era  una iniziativa tendente all'inasprimento  delle
  pene,  all'introduzione  di  un  meccanismo  importante,  nuovo   e
  utilizzato  per  analogia, così come era stato  fatto  nella  legge
   Spazzacorrotti', si utilizzava in quella legge il meccanismo della
  normativa  antimafia con riferimento al sequestro e  alla  confisca
  dei  beni,  abbiamo immaginato, dicevo per analogia, di  introdurre
  questo  meccanismo  anche  per  i soggetti  ritenuti  colpevoli  di
  incendi dolosi, soprattutto quando questi determinano danni a  cose
  e  a  uomini e ovviamente anche ad animali e soprattutto  anche  in
  relazione   alla  necessità  di  un  risarcimento  del  danno   per
  equivalente,  con  riferimento appunto a quanto di  danno  arrecato
  all'ambiente.
    In  realtà,  devo  dire con grande soddisfazione,  questa  nostra
  attività non è rimasta lettera morta, perché se è vero come è  vero
  che il 2 settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato una nuova
  normativa  che  prevede  misure  repressive  molto  più  intense  e
  importanti  sia  sotto il profilo amministrativo che  sotto  quello
  penale,   fino ad esempio all'interruzione del rapporto di  lavoro,
  oltre  a  specifiche aggravanti che qualificano la pena in  maniera
  molto  più importante, credo che quella legge voto abbia colto  nel
  segno  e  sia  diventata  linea  guida,  progetto  pilota  per   un
  intervento che poi non era stato mai preventivato prima  a  livello
  di Parlamento nazionale e invece è accaduto.
    C'è  un'altra  novità che desidero rassegnare all'Aula,  convinto
  come  sono   che  i colleghi sappiano già di cosa stiamo  parlando,
  perché  vedete  molto spesso ci siamo chiesti  per  quale  ragione,
  posto  che  la  norma e con precisione la legge  n.  353  del  2000
  stabilisce  misure tassative, che si pongono in assoluto contrasto,
  rispetto  all'ipotesi  di  convenienza di  appiccare  un  incendio,
  convenienza  ovviamente criminale, posto che secondo quella  legge,
  per  quindici  anni  le aree percorse dal fuoco non  possono  avere
  destinazione  d'uso  diversa  da quella preesistente  all'incendio,
  negli atti di compravendita deve essere espressamente richiamato il
  predetto  vincolo,  per  dieci anni è  vietata  la  costruzione  di
  insediamenti  civili  e attività produttive,  per  cinque  anni  le
  attività  di  rimboschimento realizzate con  fondi  pubblici,  sono
  vietate  e  per 10 anni nei soprassuoli boscali percorsi dal  fuoco
  sono  vietati il pascolo e la caccia, ci siamo chiesti,  spesso  il
  motivo  per  cui tutto ciò accadeva. E' evidente - la mia  era  una
  domanda   retorica  -,  perché  in  quel  rapporto  di  correttezza
  istituzionale che non può che mettere insieme istituzioni a livello
  diverso,  purtroppo  queste misure si possono  realizzare  solo  ed
  esclusivamente  nel  momento in cui i  comuni  realizzano  la  loro
  attività  di valutazione degli incendi e danno la possibilità  alla
  Protezione civile regionale e poi al Governo di redigere il  famoso
  catasto degli incendi.
    Questo,  ahinoi, non è mai accaduto, la mia non è ovviamente  una
  valutazione  contraria  ai  comuni  che  si  trovano,  e  ci  siamo
  confrontati in queste settimane, nell'impossibilità per mancanza di
  risorse  economiche e per mancanza di personale,  ebbene  anche  su
  questo si è aperto un dibattito importante con il Governo nazionale
  ed  è  altrettanto importante, avere appreso che,  finalmente,  con
  noma  inserita  nel  D.L.  al quale facevo  precedentemente  cenno,
  basterà la relazione del Corpo Forestale, finalmente, questa è  una
  novità  davvero  epocale, che verrà inviata alla Protezione  civile
  per  potere operare alla redazione del catasto degli incendi in una
  forma  di  sostituzione, giuridicamente lineare e produttiva  della
  Regine  rispetto all'incapacità di comuni di operare nel senso  che
  ho appena espresso.
    E'  evidente  che  i  miei, care colleghe e cari  colleghi,   non
  possono  essere  toni  sereni,  sono  toni  accorati  di  un'estate
  drammatica,  di  un mese di agosto drammaticamente indimenticabile,
  di un Governo che ha operato giorno e notte al fianco dei sindaci e
  questo,  per fortuna, ma devo dire con grande oggettività ci  viene
  riconosciuto,  i  territori non sono rimasti mai  soli  e  però  il
  problema c'è stato, il problema c'è, i ristori arriveranno da Roma,
  speravamo in qualcosa di più concreto perché allo stato sono  stati
  stanziati due milioni e mezzo di euro che sono davvero poca cosa.
    Il  Governo  già in agosto, il Governo regionale ha stanziato  un
  milione e mezzo che doveva servire e sta già servendo a recinti e a
  fieno  e  cioè le attività di prime necessità, per ripristinare  un
  minimo di attività regolari per quanto riguarda appunto soprattutto
  le  attività economiche degli allevatori che hanno subito  danni  e
  quello che è più importante, in ragione della nomina del Presidente
  della  Regione a Commissario delegato per fronteggiare gli incendi,
  così  come  è stato deciso dal Governo nazionale, dal 1   settembre
  2021, è stato già redatto e verrà inviato entro il 24 settembre  al
  Governo nazionale un piano degli interventi urgenti di soccorso nel
  limite  di 2 milioni di euro e la ricognizione definitiva che  deve
  essere  posta  in  essere entro il 4 ottobre perché  attraverso  la
  Protezione  civile  regionale  verranno  inviati  appunto  a   Roma
  l'elenco   dei  danni  e  la  necessità  appunto  di  un  ulteriore
  intervento.
    Questo  spetterà poi, nell'attività di ricognizione  posta  dalla
  Protezione civile, al Presidente perché il potere sostitutivo è  un
  potere  che  prevede  anche  l'intervento  concreto  rispetto  alle
  priorità  che sono appunto e saranno rassegnate dal mondo economico
  così violentemente colpito questa estate.
    Quindi,  desidero  concludere riaffermando  un  concetto  che  ho
  espresso  sabato in un incontro, devo dire mirabilmente organizzato
  dal Vescovo di Cefalù a Piano Zucchi con tutti i sindaci dei comuni
  che  ricadono  nel Parco delle Madonie. Ciascuno di  noi  ha  fatto
  tesoro ed esperienza seppure nell'impossibilità di risolvere  o  di
  aggredire  con  soluzioni  definitive un  tema  come  quello  degli
  incendi  estivi, però tutti abbiamo avuto ormai definitivamente  la
  consapevolezza e ce lo siamo detti con i sindaci sabato, che non si
  può  non  lavorare in sinergia perché nessuno di noi, e  certamente
  non  lo  vogliono fare i sindaci  ma ancora più fortemente  non  lo
  farà  il  Governo regionale, vuole delegare ad altri responsabilità
  che invece sentiamo nostre in tutta la loro cogenza.
    Per  questa  ragione il 16 ottobre ho già annunciato e  ci  siamo
  già  aggiornati  per  quelle date con i tecnici,  con  lo  sviluppo
  rurale,  con  il  Corpo Forestale della Regione  siciliana,  con  i
  Vigili  del  Fuoco, con la Protezione civile nazionale partirà,  lo
  possiamo  ben dire, la nuova stagione antincendio 2022 perché,  pur
  consapevoli di non avere bacchette magiche, vogliamo fare  in  modo
  che le esperienze drammatiche di quest'anno possano davvero fornire
  tesoro  per  iniziative mirate, acquisto mezzi di  una  determinata
  tipologia,  equipaggiamento  uomini di una  determinata  tipologia,
  necessità  di  individuare le figure dei  Dos,  i  direttori  delle
  operazioni di spegnimento per tempo e con una distribuzione equa  e
  credibile all'interno dell'intero territorio regionale.
    Un'attività  quindi che, in ragione del top dell'attacco  che  in
  quest'estate  si  è  verificato, è chiaro che  starei  qua  a  fare
  ipotesi  come  stante se ne sono fatte, dalla faide tra  i  pastori
  alla  volontà  di desertificare la Sicilia per un fotovoltaico  che
  avanza,   ma  farei  illazioni  perché  se  avessi  dati   concreti
  ovviamente  li  comunicherei  immediatamente  alle  Procure   delle
  Repubbliche  competenti e però il tema è vero, è  vivo  e  io  sono
  convinto  che la Sicilia, anche in questo caso, così come ha  fatto
  già  quest'anno seppure con il dato drammatico rassegnato, riuscirà
  a dare le risposte che il nostro territorio merita.
    Vorrei  concludere con un passaggio che credo sia utile anche  al
  dibattito.   Guardate   il   Corpo  Forestale   è   tendenzialmente
  competente, dico tendenzialmente perché poi si va lo stesso, un po'
  come  diceva una vecchia canzone che poi prendi e ci vai lo  stesso
  anche  se non è compito tuo, degli incendi boschivi e degli incendi
  di interfaccia. Voglio fare due esempi per dire che quest'estate ci
  siamo trovati dinanzi a meccanismi che tutto sono stati, se non  in
  una  percentuale inferiore ad un terzo per i numeri  che  ho  detto
  all'inizio, tranne che incendi che in linea di principio fossero di
  competenza  della  Regione.  E'  evidente  che  da  Portella  della
  Ginestra  alle spiagge e agli stabilimenti di Catania non  ci  sono
  boschi,  non erano incendi boschivi. Il tema vero è che in  Sicilia
  c'è  un problema che dobbiamo sapere affrontare generalizzato e con
  una regia comune che dal Ministero dell'Interno al Presidente della
  Regione  e per ultimo a chi parla, deve trovare soluzioni immediate
  alle  quali  stiamo lavorando e che metteremo in campo dopo  averle
  comunicate al Parlamento.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   Onorevoli  colleghi non avendo Vicepresidenti, io ho necessità  di
  sospendere  i  lavori per cinque minuti perché  devo  assolutamente
  vedere  una  persona, cinque minuti precisi, poi il dibattito  deve
  comunque  terminare,  se non ho capito male,  Assessore,  alle  ore
  12.30,  perché ci sarà una riunione in Prefettura a cui l'Assessore
  deve partecipare.
   Sospendo  i  lavori  per  cinque minuti per  poi  riprenderli  con
  interventi  di più o meno cinque minuti a testa in modo  che  entro
  mezzogiorno e mezzo si possa ultimare. Grazie.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.31, è ripresa alle ore 11.40)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.
   Ricordo a tutti interventi di cinque minuti per ognuno.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi. Io  ho
  ascoltato  il  suo  intervento,  assessore,  e  certamente  non   è
  sfuggito, come lei stesso ha esplicitamente detto, che i  toni  non
  possono essere di chi è sereno, che i toni non possono, ovviamente,
  essere  toni di chi è felice di come la situazione si è  sviluppata
  in queste settimane e in questi mesi.
   Lei  ha  sottolineato uno stato d'animo che certamente il Governo,
  responsabilmente,  deve  tenere ed è uno stato  d'animo,  che  come
  certamente lei avrà potuto verificare nei territori, di sofferenza,
  di  dolore  da  parte di intere comunità, che sono state  duramente
  colpite  e  che  guardano  con  attenzione  a  quello  che   questo
  Parlamento, che questo Governo potranno mettere in campo.
   D'altra parte un dibattito su questo tema era stato chiesto  nelle
  settimane  scorse e, quindi, è inevitabile che, al  di  là  di  una
  fredda fotografia di quello che è stato fatto e che si potrà  fare,
  trasuda  certamente  emotività, dolore,  legati  ad  un'attesa  che
  chiede delle risposte, rispetto alla quale attesa lei, giustamente,
  assessore,   ha   posto   alcune  delle  cose   fatte,   certamente
  apprezzabili,  decisamente, a partire dal tema della mobilità,  che
  poi  però ci ha visto, auspico, certamente non soccombenti rispetto
  a  questa  impugnativa; perché ritengo che quei 180,  190  soggetti
  debbano  avere  diritto di poterci dare una  mano  in  questa  fase
  complicata. Così come diritto di darci una mano hanno quelle  unità
  rispetto  alle  quali  abbiamo  immaginato  questi  concorsi,   con
  aspettative  enormi, non soltanto legate al dolore del  territorio,
  ma  anche  legate a un'esigenza di lavoro, tant'è che  si  presume,
  addirittura,  possano  arrivare 35, 40  mila  domande  per  qualche
  decina di operatori che verranno impiegati e rispetto ai quali  noi
  pensiamo  che  si potrebbe fare uno sforzo in più -  ma  certamente
  ritengo  che  lei  lo  condivida - per potere  implementare  questa
  disponibilità di unità.
   Grande  solidarietà è stata espressa sul piano nazionale  -  ed  è
  certamente   apprezzabile  -  con  l'arrivo  di   associazioni   di
  protezione  civile,  di un grande movimento che  abbiamo  visto  in
  Sicilia,  la  quale, sì, è protagonista di questa  solidarietà  che
  riceve,  ma  la  quale vorrebbe anche attivare di  più  al  proprio
  interno   risorse   e   disponibilità,   a   partire   dal    mondo
  dell'associazionismo, della protezione civile  e  da  un  mondo  di
  operatori  già impegnati nella Pubblica amministrazione  regionale,
  che vede impiegati unità all'interno del mondo dell'antincendio.
   Unità  rispetto  alle  quali,  purtroppo,  a  partire  dal  25  di
  settembre,    rischiamo    di    vedere    impegnati     solo     i
   centocinquantunisti , mentre ci sarebbero tanti  altri  operatori,
  ahimè, ancora impegnati con poche giornate lavorative, 78 e 101,  e
  che  invece,  anche lì, Assessore, io auspico si possa  avviare  un
  percorso  nuovo che li veda impegnati, non dico tutto l'anno,  come
  magari era stato auspicato da tutti noi - e io continuo a sostenere
  l'idea  che  questo  si possa fare - ma, certamente,  implementando
  queste giornate, tant'è che come lei sa è in atto nelle Commissioni
  un  percorso  che noi auspichiamo possa portare ad una riforma  che
  preveda un impegno reale e maggiore.
   Visto  che  il  tempo  è  poco io utilizzo questi  ultimi  secondi
  rispetto a quel bando di ferragosto.
   Nei  territori, lei ne citava uno, quello delle Madonie, aspettano
  foraggi.  Quel milione e mezzo è poco.
   Con  lo  Stato dobbiamo essere decisi e devono implementare quelle
  risorse.  Si  aspettano  risorse  che  purtroppo  ancora  non  sono
  arrivate. Si parla di metà ottobre e auspichiamo, Assessore, che si
  possa  arrivare  a quella data anticipando se è possibile  i  tempi
  perché  -   e  concludo -  un allevatore mi disse  - in  quel  giro
  nelle  Madonie,  tra San Mauro, Geraci, Ganci -  onorevole  io  non
  piango  gli  animali che non ci sono più, piango  quelli  che  sono
  rimasti  e noi allevatori che ci ritroviamo a vivere questo momento
  difficile,  però Assessore, io con senso di responsabilità  auspico
  che saremo tutti insieme perché quelle risorse si possano impiegare
  e una risposta agli allevatori si possa dare.
   Grazie.

   propria madre

     Messaggio di cordoglio all'Assessore Scavone per la scomparsa
                          della propria madre

   PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Trizzino, volevo
  ricordare  che è morta la mamma dell'assessore Scavone  e,  quindi,
  oggi ci sono stati i funerali, gli mandiamo un messaggio ovviamente
  di cordoglio da parte di tutta l'Assemblea.


                                Congedi

    PRESIDENTE    Comunico  che  gli  onorevoli   Marano,   Cappello,
  Zafarana, Damante, Di Paola, Di Caro, hanno chiesto congedo per  la
  seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


      Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Governo sull'
                           emergenza incendi
            che ha interessato il territorio della Regione

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Trizzino.  Ne  ha
  facoltà.

   TRIZZINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  le  chiedo  di
  concedermi due, non oltre tre minuti dei cinque minuti canonici. Ho
  già chiesto ai miei due colleghi di potere parlare al posto loro.

   PRESIDENTE.   Sì,  ma  cinque  minuti  chiunque,   tutti   possono
  intervenire.
   Non c'è problema

   TRIZZINO.  Va detto innanzitutto una cosa: che questa  seduta  noi
  l'avevamo  chiesta ad agosto. Questa vicenda andava affrontata  per
  tempo.
   Il  Parlamento, a prescindere dalle scuse, questo me lo deve  fare
  dire,  deve essere pronto a dare delle risposte. In piena emergenza
  questo Parlamento doveva dare delle risposte.
   Ad  ogni  modo, io mi auguro che da questa discussione si apra  un
  dibattito  serio.  Un  dibattito  serio  su  due  temi   che   sono
  incardinati  in III Commissione e per il parere in IV  Commissione,
  sugli   operai   forestali  e  in  generale   sul   settore   della
  forestazione.
   È comunque innegabile, lo devo dire, che il Presidente Musumeci si
  ricordi  di  essere  presidente di  una  delle  Regioni  più  calde
  d'Europa  e lo fa al quarto anno di legislatura e a luglio,  perché
  se  voi  andate a vedere la delibera di Giunta con la  quale  viene
  votata dagli Assessori il disegno di legge n. 1038 è dell'1 luglio.
   Questa  discussione  andava, casomai,  incardinata  a  natale  per
  poterla affrontare per tempo nella stagione estiva.
   Ad  ogni  modo  il  mio  intervento  non  vuole  essere  di  netta
  opposizione,  anzi vuole essere costruttivo, sebbene il  mio  tempo
  potrebbe essere interamente dedicato ad una requisitoria contro  il
  Governo perché le motivazioni ci sono.
   Però,  io sono dell'idea che il tema è talmente delicato  che  noi
  dobbiamo iniziare ad offrire delle soluzioni e la soluzione, a  mio
  modo di vedere, non sono i droni né le telecamere termiche, che per
  quanto utili sono complementari.
   Il  problema va affrontato nell'intera macchina e quando parlo  di
  macchina  devo  parlare necessariamente sia degli  operai  che  del
  Corpo forestale.
   Il  sistema stagionale e il sistema degli interventi a  pioggia  è
  stato fallimentare, è inutile che ci nascondiamo dietro un dito.
   C'è  un  articolo di Olivelli che fornisce dei dati che  ho  avuto
  modo di verificare che danno un'immagine esemplare di quello che  è
  accaduto  e  sono questi: 7 mila incendi tra maggio ed  agosto;  80
  mila ettari bruciati in questo periodo; 19 mila lanci dall'alto;  3
  milioni di Euro è stata la gara d'appalto per gli aerei privati; 13
  mila Euro all'ora costa un canadair.
   Ora io sono dell'idea che questi problemi sono legati a tre ordini
  di questioni.
   La  prima  è  il  Corpo forestale. Noi, come sapete,  non  abbiamo
  aderito  al  decreto  legislativo n. 177  che  ha  unito  il  Corpo
  forestale con l'arma dei Carabinieri. E questo non è un male,  anzi
  io  sono  dell'idea che è una cosa positiva. Il  fatto  è  che  noi
  abbiamo un Corpo forestale sotto organico: 3 mila uomini tra agenti
  ufficiali  in  divisa  e  tecnici, contro un quinto  effettivamente
  funzionale,  cioè  600 uomini. L'Assessore diceva  che  sono  stati
  aperti  i  concorsi, 170 se non erro. Il bando non so se è avviato,
  se  ancora  bloccato.  Comunque  insufficiente.  Dobbiamo  lavorare
  affinché questa carenza venga colmata.
   Secondo ordine di problemi. Il Piano forestale regionale che è  lo
  strumento  quinquennale fondamentale per garantire  manutenzione  e
  tutela dei boschi.
   Il sito regionale della Regione ne ha uno che è fermo al 2013. C'è
  una bozza del 2020, ma è bozza.
   Ad   ogni  modo  non  abbiamo  contezza  di  quale  sia  la  nuova
  programmazione sul piano della forestazione e la cosa grave  è  che
  nel  disegno  di legge del Governo, quando si parla del  fabbisogno
  non  si ha ancora questo piano della forestazione. Cioè, è come  se
  noi  assumessimo operari della forestale senza dire che cosa devono
  fare perché il piano della forestazione stabilisce gli interventi.
   Ed  il  terzo tema, che è il tema dei temi: la stagionalità  degli
  operai forestali.
   Questo  è  il  tema  che  ci  arrovella  da  sempre,  io  da   due
  legislature, immagino lei anche di più.
   La  stagionalità degli operari forestali non può funzionare, è una
  cosa che si deve chiudere definitivamente.
   Abbiamo  bisogno di un corpo presente H24, 365 giorni  l'anno  sul
  territorio.
   Ora  io lo dico senza difficoltà, ho avuto - l'altro giorno  -  il
  dovere  di  ringraziare  il dr. Salerno, che  è  il  dirigente  del
  Comando,  l'ho  fatto da siciliano, non da deputato perché  mi  son
  reso  conto  che si è trovato di fronte ad un problema  gigantesco,
  che non augurerei nemmeno al mio peggior nemico.
   Noi  abbiamo dato a quest'uomo ed agli uomini del suo comando  una
  macchina che non può funzionare con un'emergenza di questo  tipo  e
  lo abbiamo fatto consapevoli di questa scelta.
   Dobbiamo  assolutamente invertire questa tendenza  e  lo  possiamo
  fare  all'Assemblea regionale siciliana con due disegni  di  legge,
  due, tre, quelli che sono incardinati.
   Ce  n'è uno del Governo ed è il numero 1038; poi, ce n'è un  altro
  dell'onorevole Galvagno più altri, ci sono le firme di tutti tranne
  dei nostri ed è il numero 1009.
   Io sono dell'idea che il Movimento Cinque Stelle possa collaborare
  seriamente ad una riforma forestale sempre che la legge  16/1996  -
  cioè   quella   istitutiva  della  forestazione  -  parta   da   un
  presupposto,  la  tutela del patrimonio boschivo  e  gli  uomini  a
  servizio  di quella tutela devono essere il braccio armato affinché
  quella tutela possa funzionare.
   Noi,  invece,  abbiamo  sempre fatto il  contrario,  cioè  abbiamo
  detto:   diamo  lavoro agli operari forestali senza  stabilire  che
  cosa  devono  fare . Nel momento in cui invertiamo questa  tendenza
  abbiamo risolto il problema.
   Ora,  però,  il disegno di legge del Governo continua a  mantenere
  questa macchia, cioè il fatto che si mantiene la stagionalità.
   Io  sono  dell'idea  che  non  è eliminando  i  settantottisti,  i
  centunisti,  i  centocinquantunisti  e  passando  a  centoventi   e
  centottanta  giornate lavorative risolviamo il  problema  e  non  è
  nemmeno  mandando ad esaurimento il bacino dei lavoratori  a  tempo
  indeterminato.
   Anzi  io  sono  dell'idea che quel bacino vada valorizzato  ma  va
  valorizzato  mettendo  al  centro  il  patrimonio  naturalistico  e
  facendo  passare  i  lavoratori per titoli  e  per  esperienza  sul
  territorio.
   Questa è la soluzione della chiave.
   Inoltre,  è  necessario  che  il piano  della  forestazione  venga
  ancorato al piano del fabbisogno.
   L'altro disegno di legge - e mi avvio alla conclusione, dicevo  le
  rubo  non  oltre due minuti del mio tempo concesso -  è  quello  di
  Galvagno.  Questo  potrebbe tecnicamente  essere  più  vicino  alla
  nostra idea.
   Ma  anche  questo porta il retaggio di un limite che  io  mi  sono
  ritrovato  dalla  XVI legislatura, quando si  è  detto  di  trovare
  copertura    finanziaria    ai    lavoratori    attraverso    fondi
  extraregionali.
   Questo  disegno di legge che cosa fa? Firmato da tutti tranne  noi
  ma  per  un  motivo ben preciso: prende il bacino dei lavoratori  a
  tempo  determinato che sono 18.662 - l'ho letto recentemente  nella
  relazione - e li porta a tempo indeterminato.
   Questa  cosa  non funziona ma non funziona perché non lo  vogliamo
  fare,  non  funziona perché è necessario che vi sia un reclutamento
  ed un'indicazione del fabbisogno necessario.
   E,  poi,  non  funziona perché 450 milioni di Euro, necessari  per
  pagare gli stipendi a tempo indeterminato, li dovremmo prendere  da
  questi fondi extraregionali.
   Noi  dobbiamo essere onesti, prima tra di noi e, poi,  con  quelli
  che protestano ogni anno a Piazza Parlamento.
   Gli  dobbiamo dire che non gli possiamo pagare lo stipendio con  i
  fondi   europei   perché   i  fondi  europei   sono   legati   alla
  programmazione   mentre  lo  stipendio  a  tempo  indeterminato   è
  finalizzato - e vado alla conclusione - a tutto il tempo necessario
  finché non va in pensione.
   Io  sono  dell'idea  che  noi dobbiamo  lavorare  insieme  ad  una
  soluzione che possa portare la Sicilia, prima della stagione  2022,
  ad una legge organica che regolamenti questa situazione.
   Gli ultimi due punti e chiudo, veramente, e chiudo.
   Sono  la  legge  -  la citava l'assessore - nazionale  sulle  aree
  percorse dal fuoco ed il commissariamento del Presidente Musumeci.
   Sul  primo  abbiamo  appreso l'altro giorno in  audizione  che  un
  dirigente ha parlato in una conferenza Stato-Regioni nella quale, a
  quanto  pare,  il Governo Draghi sembrerebbe disposto  a  concedere
  alle regioni la possibilità di un potere surrogatorio nei confronti
  - come diceva giustamente l'assessore - dei comuni.
   Il limite di questa legge - lo diceva giustamente l'assessore -  è
  che i comuni non fanno questa benedetta perimetrazione e, quindi, i
  vincoli sul terreno non si possono imporre.
   Io  ho chiesto al Presidente Savarino ma, sono certo, sarà unanime
  questo sentimento, di individuare una figura autorevole - quale può
  essere,  ad  esempio, quella del Prefetto - che  si  sostituisca  a
  quella  dei  comuni  inadempienti ma che questa  cosa  venga  fatta
  presto  perché,  nel momento in cui noi abbiamo la  possibilità  di
  imporre  dei  vincoli  su un terreno bruciato,  probabilmente  quel
  balordo che appicca un incendio sarà sicuramente disincentivato.
   Ultima cosa: io chiedo che il Presidente Musumeci venga a riferire
  in  Aula  immediatamente nel momento in cui - a  quanto  ho  capito
  dalle  parole  dell'assessore  -  questa  ricognizione  sembrerebbe
  essersi completata, sui ristori.
   Io  vorrei  che  il Presidente Musumeci si presentasse  davanti  a
  quest'Aula  - magari un'Aula più gremita - ed indicasse quali  sono
  le  linee  d'intervento per i ristori alle aziende che  sono  state
  colpite da questi incendi. Ho concluso.

   PRESIDENTE.   Grazie  onorevole  Trizzino,  io   credo   che   poi
  l'Assessore  risponderà  a  tutte le sue  obiezioni,  ad  una  devo
  rispondere io: non c'entra ovviamente il Governo sul fatto che  non
  si  è  convocata  la seduta per il dibattito d'Aula,  è  stata  una
  responsabilità, non mia voglio dire, ma di tutta l'Assemblea perché
  l'Aula  non era utilizzabile, l'ho comunicato al vostro Capogruppo,
  lo  avevo  detto,  si  poteva fare una riunione,  se  volevate,  da
  qualche  parte, ma il dibattito d'Aula, non essendoci  l'Aula,  era
  difficile si potesse fare, per cui me ne assumo io personalmente la
  responsabilità di questo.
   È iscritta a parlare l'onorevole Ciancio. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Grazie Presidente, io non ripeterò le cose che ha  detto
  il   mio  collega  Trizzino,  tra  l'altro  in  maniera  molto  più
  competente  di  come potrei fare io, però è vero  che  sentendo  la
  relazione  dell'Assessore  sembra di  assistere  ad  una  relazione
  programmatica,  come se fossimo al primo anno di legislatura;  sono
  passati   quattro  anni,  sono  passate  quattro  estati,   quattro
  emergenze,  quattro stagioni in cui ogni anno, ad  inizio  di  ogni
  stagione,  noi  chiedevamo degli interventi e non  solo  all'inizio
  della  stagione estiva, perché è chiaro che queste cose  non  vanno
  affrontate a giugno o a luglio, addirittura, come si è detto  sulla
  convenzione  con  i  Vigili del Fuoco. Vanno affrontate  alla  fine
  dell'estate precedente.
   Quindi,  oggi,  noi  dobbiamo cominciare a  parlare  del  2022  se
  vogliamo  pensare ad una campagna antincendio e ad  un  sistema  di
  prevenzione  efficace  per  il  2023 ci  dobbiamo  pensare  adesso,
  altrimenti saranno parole vane.
   C'è  chi  dice:   la  seduta sugli incendi la fate  adesso  che  è
  ricominciato a piovere?  Ebbene sì, la dobbiamo fare  adesso  e  se
  necessario  la rifaremo a dicembre, non la potremo fare sicuramente
  a giugno o a luglio per dare delle risposte concrete.
   Quindi,   sui  ritardi,  mi  dispiace  assessore,   ma   non   c'è
  giustificazione che tenga perché il Governo è in estremo ritardo su
  tutti  i fronti e uno strumento che lei ha citato, importantissimo,
  che  è  il  catasto  dei  soprassuoli è  uno  degli  strumenti  più
  importanti proprio per la prevenzione in questo settore.
   Ma  io  vorrei  sapere, perché a questa cosa ci  abbiamo  pensato,
  appunto, all'inizio della legislatura, io ho presentato una mozione
  nel  2019, mi è arrivata una risposta a maggio del 2020, la mozione
  era  indirizzata,  in  quel caso, all'assessorato  delle  autonomie
  locali  e della funzione pubblica, perché un'eventuale commissario,
  un eventuale, insomma, persona che possa sostituirsi ai comuni deve
  essere  nominato dall'assessorato delle autonomie  locali  e  della
  funzione  pubblica  - almeno così dice la legge  che  tra  poco  vi
  citerò  -  fondamentalmente la risposta è stata che non  si  poteva
  procedere  a  nominare alcun dirigente, alcuna persona  sostitutiva
  rispetto  alle  inadempienze dei comuni  perché  la  sollecitazione
  doveva  arrivare  dall'assessorato competente e  inoltre  occorreva
  assicurare   il  rispetto  delle  necessarie  e  congrue   garanzie
  procedimentali, attraverso formali diffide all'adempimento, per non
  compromettere  illegittimamente  l'autonomia  riservata  agli  enti
  locali.  Tutto  giusto, tutto bello, peccato che io  vorrei  sapere
  quante  diffide,  visto che è una procedura che  è  prevista  dalla
  legge, esattamente dall'articolo 24 della legge regionale n. 44 del
  1991  che prescrive  qualora gli organi delle province e dei comuni
  omettano  o  ritardino, sebbene previamente diffidati a  provvedere
  entro  congruo termine, di compere atti obbligatori per  legge,  al
  compimento  dell'atto  provvede  l'assessore  regionale  agli  enti
  locali per mezzo di un commissario .
   Questa   cosa   è  confermata  anche  da  un  parere  dell'Ufficio
  legislativo,  il  n.  278  del 2006, che ribadisce  che  il  potere
  sostitutivo  della Regione siciliana è azionabile,  quando  non  si
  tratti  di  atti  discrezionali, ma dovuti per  legge  in  caso  di
  inerzia o inadempimento dell'ente locale ordinariamente competente.
   Quindi  già  nel  2019, con la risposta del 2020, noi  diciamo  al
  Governo  adoperatevi per spingere i comuni ad aggiornare il catasto
  dei soprassuoli, adoperatevi per mandare le diffide .
   Ho presentato un ordine del giorno il 27 ottobre dell'anno scorso,
  nel  2020,  in presenza dell'Assessore, sono intervenuta per  dire:
   dovete intervenire su questo aspetto , perché è chiaro che se  non
  si  applicano le sanzioni e senza il catasto dei soprassuoli non si
  possono  applicare le sanzioni, noi continueremo a  rincorrere  una
  parte del problema.
   E'  chiaro che non si risolve tutto con il catasto dei soprassuoli
  ma  sicuramente è uno strumento importante che finora non  è  stato
  completamente  utilizzato  e  il  Governo,  mi  dispiace,   ma   ha
  grossissime responsabilità sui ritardi che ci sono stati.
   Sono  qui, di nuovo, a chiedere all'Assessore di provvedere perché
  può  provvedere già oggi, domani, può mandare le diffide ai  comuni
  inadempienti   per   aggiornare  questo   benedetto   catasto   dei
  soprassuoli.
   Fra  l'altro  -  concludo  - come ha citato  bene  l'Assessore,  è
  intervenuto un decreto legge, il 120 dell'8 settembre 2001  che  ha
  addirittura  inasprito  le sanzioni sui soprassuoli  per  corsi  di
  incendio  perché  hanno  introdotto il  divieto  per  tre  anni  di
  raccogliere  prodotti  del  sottobosco, oltre  ovviamente  ai  vari
  divieti  previsti dalla norma nazionale e regionale,  quindi  hanno
  introdotto i tre anni per raccogliere prodotti di sottobosco  e  il
  divieto  di pascolo, articolo 10, comma 3. Sono tutte cose che,  se
  non  abbiamo gli strumenti adeguati che la legge sia nazionale  che
  regionale ci dà a disposizione, non possiamo applicare.
   La  mia  richiesta e vorrei sapere dall'Assessore è: quanti comuni
  sono  stati diffidati per il mancato aggiornamento del catasto  dei
  soprassuoli? Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente,  credo che non sfugga  a  nessuno  che  il
  dibattito  sulla questione incendi rischia di essere una specie  di
  orologio  che si ripete almeno una volta l'anno, perché  ogni  anno
  abbiamo un'emergenza che cresce rispetto all'anno prima.
   Anche  qui  credo  che tutti i Governi si siano in  qualche  modo,
  abbiano manifestato l'intendimento di rispondere al meglio a questa
  emergenza,  c'è  un dato di cui dobbiamo prendere  atto:  l'attuale
  modello così come è stato costruito, ereditato, prodotto nel tempo,
  non è sufficiente rispetto a che cosa?
   Primo,  gli incendi non sono frutto di balordi, ci sono pure    Ma
  credo che siamo in presenza di un dato sistemico e - bisogna essere
  onesti  - non riguarda solo la Sicilia. Abbiamo visto questa estate
  non  solo  l'Italia, non solo quella meridionale,  ma  buona  parte
  dell'Europa e anche dei Paesi rivieraschi.
   C'è  un  tema  che riguarda il clima. La pesantezza  di  un  clima
  sempre più caldo favorisce gli incendi, non faccio grandi discorsi.
   E allora, il punto è, da dove la prendiamo? Come tutte le cose non
  basta  solo  uno strumento, occorre mettere in campo più  strumenti
  perché non c'è un problema che riguarda chi deve spegnere il fuoco,
  non  c'è  un problema che riguarda soltanto i terreni incolti,  non
  c'è  un problema che riguarda l'assenza di vigilanza. Ci sono anche
  questi  problemi,  ma  bisogna organizzare il tutto  perché  questi
  problemi  possano  essere  vissuti e gestiti  con  una  visione  di
  insieme.
   Cosa  penso io? Prima questione, bisogna avere consapevolezza  che
  il  crimine degli incendi, essendo prevalentemente doloso, non  può
  essere  gestito ordinariamente anche dalle Forze dell'ordine.  Così
  come abbiamo vissuto in altre epoche quando - faccio un esempio con
  il  dovuto  equilibrio  fra le cose - la  mafia  non  esisteva  non
  esisteva  il crimine di associazione mafiosa; cioè quando la  mafia
  si sosteneva che non esistesse, non c'era neanche il reato. Abbiamo
  scoperto che la mafia c'era purtroppo a seguito di fatti delittuosi
  che   hanno   contribuito   a   introdurre   il   reato   e   anche
  un'organizzazione utile a contrastare il reato, dalla  Magistratura
  alle forze dell'ordine.
   Io  credo  che  sia  venuto il tempo in cui  il  tema  del  nostro
  patrimonio  boschivo  e  non  solo  quello  boschivo,  del   nostro
  patrimonio,  le  riserve,  i parchi, quello  che  sta  avvenendo  è
  clamoroso.
   Io   dico  sempre,  ho  letto  che  ci  sono  ipotesi  legate   al
  fotovoltaico, può darsi, ma quando hanno bruciato Monte  Pellegrino
  non credo che qualcuno pensasse di farci un impianto fotovoltaico a
  Monte Pellegrino, o quando la stessa cosa avviene puntualmente ogni
  tre, quattro anni allo  Zingaro, non credo che qualcuno ha in testa
  di  farci un impianto fotovoltaico allo Zingaro, immagino però  che
  siamo  dinanzi  ad un'organizzazione che pensa che il  fuoco  è  un
  elemento  non  solo  criminale  ma  che  comunque  raggiunge  degli
  obiettivi,  ci sarà la questione dei pascoli, ci sarà la  questione
  delle  controversie dei controlli di pezzi di territorio perché  al
  di  là  dei  parchi  o  delle riserve il controllo  del  territorio
  continua ad esercitarsi, in tante parti del nostro territorio.
   Allora,  c'è  un  primo  problema  di  come  siamo  in  grado   di
  attrezzare,  e questo non riguarda solo la Sicilia, riguarda  anche
  la spinta che la Sicilia è in grado di dare alle autorità nazionali
  affinché  questo  sia  un problema vissuto  dal  Paese,  non  è  un
  problema   della   Sicilia,   c'è  un   problema   della   Regione,
  un'organizzazione  che non è più idonea a fronteggiare  questa  che
  sarà  sempre più un'emergenza che si ripeterà nel corso del  tempo.
  Noi  ci potremo dare appuntamento il prossimo anno, a settembre del
  prossimo  anno, speriamo con una quantità di incendi inferiore,  ma
  sicuramente  con  una  dimensione degli incendi  che  farà  notizia
  ancora una volta e con vittime degli incendi stessi.
   Allora,  il  problema da dove lo affrontiamo? Io ho depositato  un
  disegno di legge, con l'Assessore ne abbiamo parlato tempo  fa,  io
  credo  -  adesso lo diceva l'onorevole Trizzino - io credo  che  la
  prima   questione   che  bisogna  distinguere   è   l'attività   di
  manutenzione dei boschi dall'antincendio. Anche dal punto di  vista
  persino  nominalistico io credo che dovremmo cominciare a  parlare,
  una  cosa  è  la  Forestale, cioè il Corpo forestale,  cambiandogli
  anche  il  nome,  l'altra cosa sono i lavoratori che  devono,  come
  dire, assumere l'attività di manutenzione. Sembra banale, ma banale
  non  è  perché  guardate  che  in  tutta  questa  vicenda  ci  sono
  tantissimi  pregiudizi con i quali si commenta e si  discute  senza
  sapere  di  che cosa stiamo parlando perché spesso non si conoscono
  le questioni nella loro complessità.
   Seconda   questione:  l'attività  di  manutenzione   deve   essere
  organizzata tutto l'anno, non deve essere legata ai lavoratori,  ma
  i  lavoratori devono essere legati ad un'organizzazione diversa. Io
  ho  presentato,  appunto, un testo di legge che  dice  che  dal  1
  gennaio  al  31  dicembre  va garantita l'attività  di  prevenzione
  civile,  non  protezione, che interviene dopo,  ma  la  prevenzione
  civile,  in maniera tale che se poi abbiamo i lavoratori  a  78,  a
  101,  a 151, speriamo a 80 e 120, questi vengano avviati nel  corso
  dell'anno in maniera scaglionata ma garantendo che il servizio duri
  tutto   l'anno,  sia  per  l'attività  di  manutenzione,  sia   per
  l'attività  del  controllo del territorio che non è  secondario  ai
  fini della vigilanza.
   Terza  cosa  e  chiudo. Il Corpo antincendio non può essere,  come
  dire,  anche  questo organizzato secondo schemi che si  riproducono
  stancamente  e  anche  anagraficamente  con  una  certa  pesantezza
  naturale, in una logica che noi pensiamo di contrastare, come dire,
  con  la  fionda  coloro che usano il kalashnikov. Oggi  il  tema  è
  proprio questo. Noi abbiamo un'organizzazione dell'incendio e dello
  spegnimento  secondo  tecniche  diciamo  dell'incendio   cosiddetto
  improvviso, mentre siamo in presenza di un'organizzazione sistemica
  degli incendi.
   Allora,  tecnologia, dobbiamo fare i concorsi. Bisogna aprire  una
  vertenza  così come si sta facendo in questo momento  in  tutto  il
  Paese.  C'è  anche un problema anche di rinnovamento  generazionale
  che  in  materia di antincendio è più urgente che in altri  settori
  perché un uomo a sessant'anni, come me, non può pensare di avere la
  stessa   agilità,   la   stessa  forza   che   necessariamente   in
  quell'attività è necessaria per una generazione più attrezzata  dal
  punto  di vista delle competenze e più attrezzata anche in  termini
  di fisicità della funzione.
   Su  questo va aperto un tema nazionale per garantire alla  Sicilia
  di  avere un Corpo antincendio organizzato, meno improvvisato,  più
  funzionale alle tecnologie e anche ai mezzi, abbiamo gran parte dei
  mezzi che utilizziamo, diciamo che possiamo donare ai Paesi in  via
  di  sviluppo,  mentre abbiamo avuto il confronto con la  Protezione
  Civile  di Trento e abbiamo scoperto che anche dal punto  di  vista
  tecnologico  hanno dei mezzi che noi ancora ce li sogniamo   Eppure
  siamo  l'isola  e  la  Regione dove è più alta  la  probabilità  di
  incendi  rispetto  al resto d'Italia. Quindi, c'è  un  divario  che
  certamente non è più accettabile.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Palmeri.  Ne  ha
  facoltà.
   Cerchiamo di essere veloci, perché poi deve intervenire nuovamente
  l'Assessore. Io non ho problemi, ma la riunione che ha  l'Assessore
  in Prefettura diventa prioritaria.

   PALMERI.  Grazie, Presidente. Anch'io credo che questa discussione
  si  sarebbe  dovuta svolgere molto prima vista la  complessità  del
  tema che riguarda appunto aspetti legati al personale, antincendio,
  manutenzione,  Corpo forestale, sia per tutti i  variegati  aspetti
  ambientali legati alla desertificazione, alla tutela del suolo,  ai
  cambiamenti  climatici e anche ai vari aspetti  legati  alle  varie
  cause  speculative che ci possono essere dietro a  questi  incendi.
  Però  apprendo che abbiamo pochissimo tempo per sentire appunto  le
  risposte,  le osservazioni dell'Assessore, quindi ho preso  qualche
  appunto  su  punti puntuali non ripetendo cose già dette  dai  miei
  colleghi.
   Articolo  10  della legge 353 del 2000, com'è noto in  particolare
  all'articolo 10, questa legge in particolare dice:  Le zone boscate
  e  i pascoli e i soprassuoli che siano stati percorsi dal fuoco non
  possono  avere  una  destinazione diversa  da  quella  preesistente
  all'incendio per almeno 15 anni .
   Ecco,  queste disposizioni non si applicano a tutti i percorsi,  a
  tutti i suoli percorsi da incendi, ma soltanto alle aree boschive e
  ai  pascoli e non alle superfici agricole. Quindi, esiste un  vuoto
  normativo che in questo caso permette il danneggiamento anche delle
  aree  agricole  e  quindi sarebbe un vuoto  normativo  che  sarebbe
  auspicabile andare a coprire al più presto.
   Risulta  inoltre  che la Regione siciliana non abbia  recepito  il
  Decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, che estende ai Vigili del
  fuoco, la competenza e quindi il relativo obbligo di intervenire su
  tutti  gli incendi mentre ad oggi si provvede con delle convenzioni
  che  molto  spesso  vengono perfezionate oltre il  primo  semestre.
  Ecco,  anche  a  questo credo che dovrebbe trovarsi  una  soluzione
  definitiva.
   Allo  stesso tempo, Assessore, non ho avuto contezza -  su  questo
  chiedo  lumi  - se sono state applicate la previsione contenuta  ai
  sensi  del  comma 6, dell'articolo 7 della legge n. 353  del  2000,
  ossia  che  si possa dare ai forestali, una sorta di incentivo,  un
  compenso aggiuntivo, per tutte quelle aree che non solo non vengono
  percorse dal fuoco ma che siano anche ben mantenute.
   Altro punto cruciale, quello dei catasti comunali, che lei già  ha
  toccato.  Appunto,  per quanto riguarda la norma  urbanistica,  già
  avevo  fatto  presente tramite vari emendamenti  e  interventi,  la
  difficoltà che molti piccoli comuni hanno nel dotarsi di un SIT per
  carenza  di  uomini, mezzi e soprattutto per mantenerlo.  Ecco,  in
  questo  caso,  chiedo  di valutare se sia possibile,  creare  delle
  strutture centrali, ad esempio un warehouse, ovvero sia un  sistema
  che  pesca  e organizza tutta una serie di informazioni, che  possa
  dare  delle  risposte  immediate,  che  possa  mettere  insieme  ad
  esempio, dati satellitari, le carte delle aree percorse dal  fuoco,
  con  i dati catastali delle banche dati dell'Agenzia del Territorio
  o anche della AGEA.
   Su questi punti sto lavorando anch'io a delle proposte di legge  o
  a  degli  emendamenti che potremmo inserire in Commissione  su  una
  proposta  che  potrebbe  essere frutto di un  lavoro  congiunto  in
  Commissione  Ambiente . Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.  Poi  l'onorevole  Schillacie l'onorevole  Lupo  e  infine
  l'Assessore.
   Onorevole Sunseri, le chiedo di mantenersi nei tempi, per  favore.
  Grazie.

   SUNSERI.  Grazie,  Presidente. Intanto prendiamo  atto  che  manca
  l'assessore Scilla. A me questo dispiace perché è anche un  diretto
  interessato  e soprattutto maggioranza completamente assente  della
  deputazione, però Amen
   Potrei   intervenire  mettendo  al  microfono   l'intervista   del
  Presidente,  anzi allora onorevole Musumeci, nell'estate  del  2017
  prima  della  campagna  elettorale in  cui  denunciava  la  mancata
  programmazione e ritardi del Governo Crocetta. Potrei  mettere  qui
  il video al microfono e andarmene e ritornare quando finisce perché
  nulla  è  cambiato, Presidente. Nulla è cambiato anzi è peggiorato,
  perché per esempio, partiamo dai fondi antincendio.
   Ad  aprile  noi facciamo la finanziaria e mettiamo tutti  i  fondi
  dell'antincendio  su fondi extraregionali. A maggio  il  Presidente
  Musumeci, fine maggio, annuncia la partenza dell'antincendio  il  3
  giugno.  Peccato  che  il  16 giugno eravamo  in  Aula  a  fare  la
  variazione di bilancio di 64 milioni di euro perché mancavano tutti
  i  soldi dell'antincendio. Soldi che abbiamo messo in bilancio solo
  grazie  ad un decreto dello Stato per l'emergenza Covid. Un decreto
  di marzo.
   Questo  per fare semplicemente un report di quello che è  accaduto
  prima degli incendi di luglio e agosto.
   Come  se non bastasse, io le ricordo, Presidente, ricordo a tutti,
  che  i  fondi delle alluvioni del 2018 stanno per arrivare e  siamo
  nel  2021.  La  Regione siciliana il 31 luglio, il 31 luglio  2021,
  invia  una  nota  a tutte le aziende in cui chiede  perentoriamente
  entro  10  giorni  di  inviare una serie  di  documentazione  -  ho
  lasciato  lì il cellulare altrimenti gliele avrei lette -  infinite
  entro  10 giorni dopo 3 anni dalle alluvioni del 2018. Se a  questo
  aggiungiamo che la convenzione con i Vigili del fuoco è stata fatta
  a  luglio,  se  a questo aggiungiamo che la riforma  dei  forestali
  arriva  l'ultimo  anno  della legislatura  Musumeci,  se  a  questo
  aggiungiamo  che  la  misura  8.1  del  PSR  che  è  quello   della
  forestazione  che  è  ferma da 4 anni nei  tavoli  dell'Assessorato
  Agricoltura, quindi nuovi boschi, se a questo aggiungiamo che nulla
  è stato previsto nel PSR come premialità alle aziende che purtroppo
  subiscono un incendio, se a questo aggiungiamo che l'ESA continua a
  non  lavorare,  premesso  e  a  questo  ci  ritornerò  la  prossima
  settimana, siamo stati condannati a 64 milioni di euro,  quindi  il
  Presidente Musumeci nomina un Presidente all'ESA che immediatamente
  fa  pervenire all'Assemblea regionale siciliana e alla  Regione  64
  milioni  di euro da pagare. Cosa si inventa la Regione, Presidente?
  Di   questo   ne  parliamo  la  prossima  settimana,  che   anziché
  trasferirgli  le  somme  che ordinariamente  noi  gli  trasferiamo,
  quello  glielo cancelliamo e gli paghiamo in comode rate 64 milioni
  di euro che gli dobbiamo.
   Questo  è  il  carrozzone  che il Presidente  Musumeci  diceva  in
  campagna  elettorale. Se a tutto questo aggiungiamo gli incendi  di
  luglio e agosto, è abbastanza chiaro ed evidente a tutti che stiamo
  parlando  di un fallimento nella gestione degli incendi,  purtroppo
  che  si  ripete  tutti gli anni e che, purtroppo,  ha  visto  anche
  questo  Governo  incapace  di  mettere  le  soluzioni  idonee   per
  affrontare  degnamente quello che è un atto non solo criminale,  ma
  anche di mancata gestione. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie,  Presidente.  Naturalmente  anch'io  dico  che
  stiamo intervenendo in maniera non tempestiva e gli 8.000 incendi e
  80  mila ettari andati in fumo ne sono la prova. Come sapete, anche
  la  Commissione  Antimafia  si  sta occupando  del  fenomeno  degli
  incendi ed è sicuramente noto che sugli 8000 incendi una bassissima
  percentuale è per cause naturali o per combustione, il rimanente  è
  sicuramente di natura dolosa.
   Noi   abbiamo   ascoltato   in   Commissione   Antimafia   diversi
  protagonisti,  attori, importanti figure che stanno dando  notevoli
  contributi  tra  cui  i  Sindaci  che  sono  stati  interessati  in
  particolare  delle  Madonie, che è stato un  territorio  fortemente
  colpito dagli incendi oltre 2 mila ettari andati in fiamme.
   Ecco,  io mi sento di dire oltre a quello che già è stato riferito
  dai  colleghi,  che  si  deve intervenire non  solo  sul  bando  di
  concorso  che la Regione sta diciamo portando avanti,  perché  come
  sappiamo  non si potrebbero,diciamo coloro che vincono il  concorso
  non  possono andare oltre i 50 chilometri, quindi io vorrei che  la
  Regione  intervenisse proprio sul bando per non  lasciare  scoperto
  l'intero territorio regionale.
   Altra cosa volevo dire che sul fronte spegnimento degli incendi si
  deve  intervenire  in  maniera  diciamo  urgente  perché  manca  un
  coordinamento. Io sono stata a fare un giro sulle Madonie e pure ho
  parlato  con  degli operatori vigili e del corpo forestale  che  mi
  hanno  detto:   noi eravamo pronti a intervenire ma aspettavamo  il
  via da Palermo . Questo non deve avvenire.
   Noi  dobbiamo creare un coordinamento di prossimità, e gli  stessi
  sindaci  che  abbiamo ascoltato ieri in audizione  ci  hanno  detto
  quanto  loro  sono disponibili a fare questo tipo di coordinamento,
  perché  è  impensabile che un  via' deve arrivare  da  Palermo.  E'
  impensabile  un  incendio quello di Petralia che si sarebbe  potuto
  spegnere in due ore gli interventi sono arrivati dopo 6, 7 ore   E'
  impensabile una cosa del genere  Naturalmente, poi ci sono problemi
  dei mezzi, c'è una gara che è stata impugnata, è stata bloccata sui
  mezzi per intervenire, perché noi abbiamo, la Regione ha ancora dei
  mezzi  vetusti  quindi  io mi auguro che  la  gara  vada  in  porto
  velocemente  con  una  semplificazione di procedure;  e  infine  il
  personale le risorse umane così come è già stato detto hanno un'età
  anagrafica  molto  elevata e quindi occorre subito  intervenire  su
  questo fronte. Grazie.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO. Grazie, Presidente, colleghi, Assessore. Presidente Miccichè
  noi  quest'estate  insieme, come ricorderà, abbiamo  incontrato  le
  organizzazioni sindacali dei lavoratori forestali che già mettevano
  in  guardia  il  Parlamento e ancor prima il  Governo  rispetto  ai
  rischi cui andavamo incontro in questa purtroppo estate che poi  ha
  confermato  e ha visto tanti incendi devastare la Sicilia.  Facemmo
  il punto. Quelle sono le cose da fare. Serve una riforma, serve una
  riforma del settore che vada verso una maggiore valorizzazione  dei
  lavoratori  già  impegnati  ma anche verso  il  turnover  che  deve
  riguardare innanzitutto il settore dell'antincendio.
   E'  stato  detto  c'è bisogno di risorse fresche, c'è  bisogno  di
  giovani, c'è bisogno di personale anche fisicamente idoneo a potere
  fronteggiare un'attività che certamente è molto impegnativa e molto
  onerosa. Tutto ciò richiederà risorse.
   Io penso che in questo ultimo anno di legislatura insieme tutte le
  forze parlamentari devono fare uno sforzo in più per trovarle e per
  consentire  che questa riforma del settore della forestazione,  con
  particolare riguardo all'antincendio, possa davvero vedere la  luce
  e  trovare le risposte adeguate a fronteggiare le emergenze di  cui
  si sta parlando.
   Serve  una  corretta programmazione, servono tempi  certi.  Non  è
  possibile impegnare risorse comunitarie ad aprile sapendo  che  già
  un   mese   dopo  bisognerebbe  avviare,  forse  ancor  prima,   la
  realizzazione di ali parafuoco quando poi attendiamo i progetti che
  invece arriveranno dopo mesi.
   Allora,  una maggiore attenzione anche della programmazione  delle
  risorse   che,   ovviamente,  riguarda  innanzitutto  l'Assessorato
  all'economia e l'attività del bilancio, è assolutamente necessaria.
  Non   si   possono   lesinare  risorse  regionali  per   l'attività
  antincendio scaricando su risorse e fondi europei incerti  che  poi
  purtroppo  richiedono anche tempi che impegnano  enormemente  anche
  gli  uffici pubblici e mettono anche in difficoltà i burocrati  che
  devono realizzare i progetti e gli interventi conseguenti.
   Servono investimenti è stato detto. Noi abbiamo un parco autobotti
  troppo  vetusto,  noi  abbiamo bisogno di innovazione  tecnologica,
  bisogna  investire di più per attrezzature, mezzi  e  tutto  questo
  serve  al  personale  per svolgere in maniera più  efficace  e  più
  efficiente la propria attività.
   C'è  un  argomento  che secondo me in maniera  sbagliata  è  stato
  denunciato dal Presidente Musumeci quando ha detto:  Gran parte dei
  terreni  sono  terreni  dei privati, quindi  non  è  responsabilità
  nostra .  Purtroppo è vero, molti terreni sono terreni dei privati;
  però se un terreno abbandonato sulle Madonie dallo zio d'America  o
  che, magari, è stato ereditato da gente che si trova in Canada o in
  Australia,  è  lì  e  non  curato, non  è  manutenzionato,  bisogna
  intervenire,  cioè bisogna farsene carico, oltre alla  diffida  che
  fanno  i  Sindaci,  l'amministrazione regionale  ha  il  dovere  di
  preavvertire  ed  eventualmente intervenire con poteri  sostitutivi
  per garantire la manutenzione di quei che saranno fonte di incendio
  magari   per  la  devastazione  di  attività  produttive  e  boschi
  adiacenti,  anche  con modalità nuove, incentivando  e  aiutando  i
  privati  a  realizzare  le manutenzioni necessarie,  perché  spesso
  anche  i  privati non hanno le risorse economiche  per  potere  far
  fronte  al reale fabbisogno di manutenzione che ovviamente comporta
  anche dei costi.
   Io  su questo penso che è necessaria una modifica legislativa,  un
  intervento  innovativo; spero che il Governo già  su  questo  abbia
  riflettuto.
   È necessario un maggiore coordinamento tra tutti gli operatori che
  intervengono per spegnere gli incendi, non è possibile che  non  si
  sappia  chi deve intervenire per primo: se prima arrivano i  Vigili
  del fuoco hanno il dovere di intervenire, se arrivano i forestali e
  l'antincendio  dell'amministrazione  regionale  ha  il  dovere   di
  intervenire. Io sentito persone dire che siccome non si  sapeva  se
  era  il  bosco o se era un'area privata, si attendeva  che  fossero
  tutti  presenti per coordinarsi sul luogo. Se c'è il fuoco  bisogna
  intervenire, non si può aspettare non si sa chi nel dubbio che  non
  si  esattamente  e  non  si  capisce  esattamente  di  chi  sia  la
  competenza,  serve  un coordinamento forte di  tutte  le  forze  in
  campo, a mio avviso che deve vedere anche i Sindaci protagonisti di
  un coordinamento che deve appunto essere maggiormente efficace.
   Un  ringraziamento  ovviamente a tutti coloro che  hanno  operato,
  hanno  agito  per l'attività di prevenzione e di spegnimento  degli
  incendi, lavoratrici, lavoratori, Protezione Civile. La cosa bella,
  abbiamo  assistito  davvero ad una grande  mobilitazione  direi  di
  popolo,  di  gente che spontaneamente si è messa al servizio  e  ha
  dato  un contributo importante. Io penso che anche l'attività della
  Protezione  Civile deve essere aiutata, potenziata, con mezzi,  con
  formazione adeguata, perché può fare la differenza, può essere  una
  grande risorsa.
   Tra  gli interventi di natura innovativa, io penso che va valutata
  anche  la  possibilità di un monitoraggio satellitare  delle  aree,
  perché  abbiamo visto che purtroppo l'esperienza dei  droni  non  è
  stata particolarmente brillante, hanno un raggio d'azione limitato,
  hanno un costo che non so se vale il rapporto qualità-prezzo, se la
  spesa  è  adeguata  rispetto ai risultati, non  possono  volare  in
  condizioni  metereologiche  avverso  di  vento,  quindi  penso  che
  bisogna   invece  immaginare  una  forma  che  impegni   anche   il
  monitoraggio satellitare, perché credo che sia la forma più evoluta
  e più adeguata.
   In  ultimo, ritengo che uno sforzo aggiuntivo dobbiamo  farlo  sul
  versante  dei  ristori.  Allevatori, agricoltori,  troppe  attività
  produttive  sono state martoriate, aspettano una risposta  adeguata
  da  parte  dello Stato, ma anche da parte della Regione  siciliana;
  per  quanto ci riguarda il massimo impegno affinché in tempi rapidi
  queste risposte possono arrivare. Grazie.

   PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'assessore Cordaro  per  la
  replica,  io  visto  e  considerato  dopo  questo  serio  e  sereno
  dibattito che c'è stato. Mi sembra di capire che ci sono una  serie
  -  e  mi  sono informato con gli uffici - di disegni di  legge,  di
  proposte di legge che sono state presentate, allora mi farò  carico
  personalmente di fare un coordinamento di questi disegni di  legge,
  considerarli  prioritari, perché poi che il dibattito  non  si  sia
  fatto  ad agosto e si stia facendo ora, mi sembra di capire che  se
  anche fosse stato fatto ad agosto non è che avremmo evitato qualche
  incendio. Per cui, va benissimo non fermarsi.
   E'  iniziato  oggi  questo  dibattito sugli  incendi  -  assessore
  Cordaro - che io credo che debba continuare, proprio per arrivare a
  una  possibile proposta di soluzione. Non si riuscirà ad  evitarli,
  ma quanto meno a limitarli molto e, comunque, esistono una serie di
  proposte  che  possono  dare una mano alla Regione.  Ma  tutti  gli
  interventi  sono stati interventi propositivi, che credo  valga  la
  pena  valutare uno per uno e capire quali possano essere utilizzati
  e quali no.
   Le  do  la  parola  per la sua risposta e nel giro  di  pochissimi
  giorni  vi farò sapere il coordinamento di questi disegni di  legge
  sugli incendi, così li mettiamo immediatamente in cantiere.
   Prego assessore Cordaro.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  anche io ringrazio i colleghi per i toni usati  e  per
  l'approccio  all'intervento.  E'  chiaro  che  ci  sono  stati  poi
  interventi  e  interventi.  Su alcuni, certamente,  io  rifletterò,
  perché  molte  proposte  sono  già  all'ordine  del  giorno   nelle
  Commissioni parlamentari, e segnatamente nella Commissione  IV.  Su
  altri,  evidentemente, mi permetterà il Presidente di  immorare  un
  po'  meno, perché con la solita simpatia dico all'onorevole Sunseri
  che se queste sono le argomentazioni ci costringete a vincere

   PRESIDENTE.  Assessore  Cordaro,  pensi  al  dibattito  nella  sua
  generalità. L'onorevole Sunseri non ha offeso nessuno,  perché  non
  si può indicare un deputato.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Dico,  con  la
  solita simpatia, che ci costringerete a vincere le elezioni  per  i
  prossimi vent'anni, perché se lei ci paragona a Crocetta, onorevole
  Sunseri,  con  tutto  il rispetto per le persone,  considerato  che
  nessuno  di  noi mai la domenica sera, ogni domenica, è  andato  da
  Giletti  a  dire  che  cos'erano gli agenti  del  Corpo  forestale,
  diciamo  che  il  tema è un po' diverso. Ci sono alcune  situazioni
  oggettive,  che  devo dire, invece, onorevole Sunseri,  sono  state
  segnatamente rappresentate dall'onorevole Cracolici.
   Io  rispondo ai deputati, onorevole Presidente, non è che rispondo
  all'aria.  Dall'onorevole Cracolici e dall'onorevole  Palmeri,  che
  invito,  essendo componente della IV Commissione a riproporre  quei
  temi  in  sede  di  Commissione, perché meritano un approfondimento
  normativo e una valutazione nel tema assolutamente cogente.

   PRESIDENTE.  Assessore,  non  me lo  dica  più  che  non  la  devo
  interrompere, perché ho la facoltà di farlo.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Si Presidente,
  lei  ha pure la facoltà di togliermi la parola, però non credo  sia
  questo il tema.

   PRESIDENTE. No, io dico che in un dibattito di questi evitiamo  di
  indicare  i  singoli  deputati. C'è un  dibattito  sereno  e  anche
  costruttivo. Continuiamolo sereno e costruttivo. Grazie assessore.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Quindi  io
  desidero  ringraziare   omissis   per  l'intervento  che  ha  colto
  assolutamente  nel segno, anche con riferimento alla  presentazione
  di  un  disegno  di legge. Mentre devo dire, ecco,  ci  sono  state
  alcune cose - lo dico all'onorevole Schillaci - non si può sentire,
  non  possiamo  dare all'esterno questo messaggio che  passano  sei,
  sette  ore  perché  arrivino le squadre. Non  esiste.  Non  esiste
  Perché in sei, sette ore non arrivano neanche a piedi da Palermo in
  qualsiasi posto delle Madonie. Vorrei che fosse chiaro a  lei  e  a
  chi,  sbagliando,  le dà queste notizie, che gli  operai  forestali
  hanno  un  capo  squadra che dispone l'intervento  senza  attendere
  nessuno  e  con immediatezza. E, d'altronde, soltanto nel  caso  di
  intervento  aereo è necessario il coordinamento del DOS,  cioè  del
  direttore delle operazioni di spegnimento.
   Quindi  vi  prego di avere un approccio   che poi  è  costruttivo,
  perché lei magari cercando di fare in modo che non accada più, però
  obiettivamente la prego, perché questi numeri non ci sono.
   Presidente, il problema del catasto, che è un problema serio  -  e
  mi  rivolgo all'intervento preciso fatto da un'altra collega - è un
  tema   serio,   però  vorrei  dire  a  questa  collega  attenzione,
  valutiamole bene le norme, perché purtroppo - ed è questo il plauso
  che  noi facciamo al Governo nazionale, che finalmente si è accorto
  dell'incompletezza   del  meccanismo  -  non   esiste   il   potere
  sostitutivo  sul catasto degli incendi. Purtroppo la norma  attuale
  non  prevede potere sostitutivo da parte della Regione sul  catasto
  degli  incendi, tanto che finalmente è stato previsto che basta  la
  relazione  tecnica  del Corpo forestale che  accerta  il  dato  sul
  territorio,  perché  la Regione, senza passare  dai  Comuni,  possa
  redigere, dopo la perimetrazione, appunto il catasto degli incendi.
   Ma  anche  su questo possiamo lavorare perché se ci sono leggi  da
  modificare e da correggere è chiaro che dobbiamo farlo.
   Così  come,  purtroppo, ci è capitato di dovere  scoprire  durante
  questa  drammatica estate che molti terreni privati che da  decenni
  non  sono  più utilizzati e restano chiusi sono stati l'innesco  di
  tanti  incendi.  Rispetto  a  quelli  la  responsabilità  politica,
  attenzione, perché così dice la legge, è da parte dei comuni  e  da
  parte  dei  sindaci che vanno aiutati perché o gli  diamo  i  mezzi
  economici  o  gli diamo i mezzi di uomini oppure, come  un  sindaco
  intelligente mi ha chiesto, ed è una delle valutazioni  che  faremo
  nelle  prossime  settimane, considerato che gli  operai  forestali,
  nonostante i tanti pensionamenti, addetti all'antincendio  boschivo
  sono  ancora 5.600, una delle idee sulle quali dobbiamo lavorare  è
  la  possibilità, e vedremo se si può fare amministrativamente o per
  legge,  di distaccarne un numero per ogni comune che possano essere
  presidio  immediato, non soltanto in tema di prevenzione, ma  nella
  malaugurata  ipotesi  in  cui  scoppi un  incendio  possono  essere
  immediata presenza e presidio sul territorio.
   Io  credo, onorevoli colleghi, però, lo voglio dire perché il  mio
  tono  e la gravità del momento, a mio parere, meritava questo tono,
  ma  noi non siamo stati in ritardo su niente. Cioè noi tutto quello
  che  dovevamo fare, lo abbiamo fatto e lo abbiamo fatto in anticipo
  perché la campagna antincendio veramente il 3 giugno è partita,  al
  netto  dei  fondi  che  poi  si  è  scoperto  non  potevano  essere
  immediatamente utilizzabili cercando, e quello è stato un tentativo
  che abbiamo dovuto rivedere in corsa, di utilizzare fondi europei o
  di utilizzare fondi extraregionali per liberare risorse in un tempo
  di grande crisi economica.
   Per  cui,  attenzione,  non  vorrei che  fosse  frainteso  il  mio
  approccio.
   Noi  abbiamo  fatto  cose,  e le ho elencate  all'inizio,  abbiamo
  assunto iniziative, e le ho elencate all'inizio, che non erano  mai
  state adottate.
   Ed  è  difficile, io vi prego veramente di fare una valutazione  a
  360 ,  immaginare,  così  come bene  ha  detto  un  collega  che  è
  intervenuto  prima  di me, che luoghi come l'Australia,  che  paesi
  come  la  California, siano più arretrati della Sicilia in temi  di
  organizzazione antincendi, di risorse economiche e di mezzi.
   Cioè  immaginare  che  tutto  quello che  è  accaduto  in  Sicilia
  quest'estate  è  accaduto  perché  non  si  è  fatta  una  corretta
  prevenzione, è davvero sbagliare e non darci un'indicazione precisa
  perché con una temperatura di 50 gradi e con uno scirocco a 100  km
  l'ora  l'incendio di chioma che vola da un albero all'altro non  ha
  nulla  a  che  fare  con la presenza o l'assenza dei  viali  taglia
  fuoco, non ha nulla a che fare con un viale taglia fuoco di 5 metri
  o  di  10 metri, perché se il fuoco passa da albero in albero, puoi
  fare  tutti  i  viali taglia fuoco che vuoi, ma sarà  assolutamente
  proibito o proibitivo riuscire a non fare in modo che ciò accada.
   Il  tema  vero  è quello dell'approccio che vogliamo  darci  sulla
  legge  e  sul  meccanismo  che deve sovraintendere  a  questo  tema
  assolutamente fondamentale per il futuro della nostra Sicilia.
   Allora,  signor  Presidente, noi abbiamo un tema che  è  veramente
  fondamentale.
   Noi   abbiamo   in  corso  un'infrazione  europea   che   riguarda
  l'indicazione  che ci perviene dall'Europa circa la stabilizzazione
  di tutti i forestali.
   La  dico in soldoni. Per stabilizzare tutti i forestali, così come
  pure   c'è   scritto   in  qualche  disegno  di  legge   presentato
  all'attenzione  dell'Aula,  sono  necessari,  come  ha  detto  bene
  l'onorevole Trizzino, 450 milioni di euro.
   Onorevole   Trizzino   non   devono   essere   fondi   comunitari?
  Evidentemente  lei  avrà una ricetta su dove  trovarli,  perché  io
  ammetto  che  allo  stato una ricetta per trovarli  tutti  e  tutti
  insieme non ce li ho.
   E  allora,  rispetto  a  questo  tema,  è  chiaro  che  il  futuro
  dell'antincendio in Sicilia o lo scriviamo tutti insieme o  non  si
  scrive, perché, altrimenti, è stata colpa di Cracolici, e prima  di
  Cracolici non so di chi ed oggi sarà colpa di Cordaro, e dopo  sarà
  colpa di Trizzino.

                     (Intervento fuori microfono)

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  Lei  faceva
  prevenzione, con lo sviluppo rurale.
   Il tema è - e lo dico con un tono assolutamente costruttivo come è
  stato  quello di tutto il dibattito - che noi dobbiamo chiamare  le
  cose  col loro nome, dobbiamo sederci attorno ad un tavolo - ed  il
  fatto che il Presidente faccia la regia fra i vari disegni di legge
  non può che essere garanzia - ma se noi dimentichiamo che siamo  in
  un'emergenza climatica mai verificatasi prima e che, per  la  prima
  volta  in  Sicilia,  stiamo  anche scrivendo  un  piano  contro  la
  desertificazione  ed  un piano di contrasto  alla  siccità   perché
  abbiamo  chiaro  quello verso cui andiamo ed abbiamo,  soprattutto,
  per  la prima volta nella storia e finalmente, istituito l'Autorità
  del  bacino  del distretto idrografico della Sicilia che  ci  aiuta
  proprio  ad  accertare queste cose - noi credo che  avremo  qualche
  difficoltà.
   E, poi, dobbiamo chiamare le cose col loro nome.
   Ho  sentito da qualche parte l'idea che i volontari debbano essere
  pagati.
   Attenzione,  attenzione   Non seminiamo illusioni  in  gente  che,
  delusa,  potrebbe creare un nocumento alla Sicilia. Il volontariato
  non prevede emolumento se no diventa lavoro ed è una cosa diversa.
   Quindi, i volontari sono tanti, sono straordinariamente motivati.
   E'  chiaro,  vanno  equipaggiati di tutto punto sotto  il  profilo
  delle  dotazioni  e  dei  mezzi, vanno -  se  hanno  ovviamente  la
  necessità  di  approntare  qualcosa, anche  in  termini  economici,
  rimborsati  - e ci mancherebbe - però, io sono convinto  del  fatto
  che  su questo tema c'è un clima costruttivo perché credo che, poi,
  nel  fondo del nostro animo, tutti noi siamo convinti che i  propri
  interlocutori   abbiano  avuto  un  approccio  di  estrema   onestà
  intellettuale  e, credo, che su questa falsa riga  si  possa  e  si
  debba continuare.

   PRESIDENTE. Assessore, non voglio difendere l'onorevole Schillaci,
  anche se sarebbe mio compito da Presidente dell'Assemblea, però  le
  posso  garantire che quello che ha detto l'onorevole  Schillaci  mi
  risulta  personalmente,  avendolo  vissuto  proprio  sulle  Madonie
  perché  la  Protezione civile - e, quindi, su questo  la  prego  di
  intervenire  perché  è  importante - la  Protezione  civile  mi  ha
  comunicato - io avevo comunicato che c'era un incendio - che, prima
  di  arrivare, hanno dovuto mandare qualcuno che lo vedesse e che lo
  comunicasse formalmente alla Protezione civile che, a questo punto,
  avrebbe potuto chiamare l'elicottero per poterlo mandare.
   Perché  - sarà anche corretto - ma la voce di un singolo cittadino
  non poteva consentire loro di mandare elicottero.
   In quell'occasione, non so se furono sei le ore, ma quattro tutte,
  per  cui non è tanto il tempo che ci vuole per raggiungere il posto
  dell'incendio, è l'organizzazione che c'è a monte, cioè  per  poter
  avvertire  quello di andare sul posto dell'incendio purtroppo,  non
  essendoci - lo diceva l'onorevole Lupo e sono d'accordo con  lui  -
  il  controllo satellitare ma soltanto dei droni, se il drone lì non
  ci è arrivato, non l'hanno mandato o è caduto - io non so bene cosa
  sia  successo  - deve andare un uomo materialmente a  verificare  e
  poter fare la segnalazione formale alla Protezione civile.
   E'  stato  oggetto  di dibattito e di arrabbiatura  da  parte  mia
  quest'estate proprio col dirigente, che non c'entrava niente perché
  mi  ha  detto  che  lui era obbligato a fare così  e,  quindi,  non
  poteva.
   Però, quello che ha detto l'onorevole Schillaci, purtroppo, almeno
  nella mia esperienza personale, è avvenuto.
   In  ogni  caso io credo - non devo fare regia di nulla - avvertirò
  tutti  i Presidenti delle commissioni dove, in questo momento  sono
  depositati i disegni di legge sugli incendi, per l'antincendio,  di
  riunirsi,  di  fare un'analisi veloce di questi disegni  di  legge,
  vedere   se   è  possibile  raggrupparli  ma,  comunque,   renderli
  immediatamente prioritari.
   E quello che posso garantire ai deputati è che l'argomento incendi
  non sarà dimenticato fino ad agosto prossimo.
   Sia  l'Assemblea  che il Governo, ovviamente,  lo  attenzioneranno
  continuamente per cercare, l'anno prossimo di essere  pronti  prima
  di  agosto e poter trovare qualche minima soluzione a questo enorme
  problema.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì  21  settembre
  2021, alle ore 16.00.

                 La seduta è tolta alle ore 12.45 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XXIV SESSIONE ORDINARIA


                         287a SEDUTA PUBBLICA
                 Martedì 21 settembre 2021 - ore 16.00
                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  Disposizioni contabili ai sensi del decreto legislativo 23
         giugno 2011, n. 118 - Allegato 4/2, paragrafo 6.3  (n. 825/A)
         (Seguito)

         Relatore: on. Savona

         2)   Approvazione del Rendiconto generale della Regione  per
         l'esercizio  finanziario 2019 e del  Rendiconto  consolidato
         dell'esercizio 2019 di cui al comma 8 dell'articolo 11 del decreto
         legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
         integrazioni  (n. 1067/A) (Seguito)

         Relatore: on. Savona

         3)  Disposizioni per il settore della forestazione  (n. 1065/A)
         (Seguito)

         Relatore: on. Savona

       4)  Procedure semplificate e regimi procedimentali speciali per
         l'insediamento, la realizzazione e lo svolgimento delle attività
         economiche e imprenditoriali nelle ZES e nelle aree di sviluppo
         industriale ed artigianale e modifiche alla legge regionale 12
         gennaio 2012, n. 8 in materia di IRSAP  (n. 979/A) (Seguito)

         Relatore: on. Ragusa

       5)   Interventi per la prevenzione ed il contrasto ai fenomeni del
         bullismo e del cyberbullismo sul territorio della Regione . (nn.
         239-372-426-701-742/A) (Seguito)

         Relatore: on. Dipasquale

       6)  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
         per la gestione integrata dei rifiuti.  (nn. 290-49-76-179-267
         bis/A) (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

       7)  Modifiche alla legge regionale 15 aprile 2021, n. 9 . (962/A
         Stralcio II COMM. bis/A).

         Relatore: on. Savona

    III - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 984/A)

  2)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
  D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 985/A)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio