Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.30
ZITO, segretario, dà lettura del processo verbale delle sedute n.
27 e n. 28 del 26 marzo 2018 che, non sorgendo osservazioni, si
intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per la seduta
odierna, l'onorevole Rizzotto.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura del
disegno di legge presentato.
ZITO, segretario:
- Incentivi per lo sport per persone disabili (n. 232).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Savarino,
Aricò, Assenza, Galluzzo e Zitelli in data 27 marzo 2018.
Comunicazione di disegno di legge presentato ed inviato alla
competente Commissione
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura del
disegno di legge presentato ed inviato alla competente Commissione.
ZITO, segretario:
BILANCIO (II)
- Proroga dell'esercizio provvisorio del bilancio della Regione
per l'esercizio 2018. (n. 233).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 27 marzo 2018.
Inviato il 27 marzo 2018.
Comunicazione di disegni di legge inviati alle
competenti Commissioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura dei
disegni di legge inviati alle competenti Commissioni.
ZITO, segretario:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Pareri sulla nomine dei direttori generali delle aziende
sanitarie. (n. 208).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 26 marzo 2018.
Parere VI.
- Ordinamento del governo e dell'amministrazione della Regione.
Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni. (n. 211).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 26 marzo 2018.
Parere VI.
BILANCIO (II)
- Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
2018/2020. (n. 230).
Di iniziativa governativa.
Inviato il 26 marzo 2018.
Parere I, III, IV, V, VI e UE.
- Disposizione programmatiche e correttive per l'anno 2018. Legge
di stabilità regionale. (n. 231).
Di iniziativa governativa.
Inviato il 26 marzo 2018.
Parere I, III, IV, V, VI e UE.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Misure urgenti per la messa in sicurezza del territorio della
Regione e per la prevenzione del rischio idrogeologico aumentato in
conseguenza dei mutamenti climatici. (n. 213).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 26 marzo 2018.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Provvedimenti per la conservazione degli organi antichi e la
tutela dell'arte organaria. (n. 204).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 26 marzo 2018.
- Norme in materia di politiche giovanili. Istituzione del Forum
Regionale dei Giovani e dell'Osservatorio Regionale delle politiche
giovanili. (n. 220).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 26 marzo 2018.
Parere I.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Disposizioni per la prevenzione e la cura del morbo di Alzheimer
ed altre forme di demenza. (n. 206).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 26 marzo 2018.
- Norme istitutive delle Aziende Ospedaliere Territoriali. (n.
207).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 26 marzo 2018.
- Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d'azzardo
patologico. (n. 215).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 26 marzo 2018.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interpellanze presentate.
ZITO, segretario:
N. 33 - Mantenimento dei livelli occupazionali della società CIPI
s.r.l.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Foti Angela; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Paola Nunzio; Di
Caro Giovanni; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Palmeri
Valentina; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero; Tancredi
Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 34 - Misure urgenti per i Consorzi di bonifica.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Trizzino Giampiero; Cancelleri
Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Sunseri Luigi; Mangiacavallo
Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; Pasqua
Giorgio; Zito Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Pagana Elena;
Di Caro Giovanni; Marano Jose; Assenza Giorgio
N. 35 - Gestione del Poliambulatorio 'Sebastiano Arena' di
Valguarnera Caropepe (EN).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Pagana Elena; Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo
Stefania; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;
Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Siragusa
Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
PRESIDENTE. Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno
annunzio senza che il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione,
l'interpellanza si intende accettata e sarà iscritta all'ordine del
giorno per essere svolte al proprio turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
mozione presentata.
ZITO, segretario:
N. 91 - Istituzione della ZES nella Città Metropolitana di
Messina.
Galluzzo Giuseppe; Amata Elvira; Calderone Tommaso A.; Catalfamo
Antonio; De Luca Cateno; De Domenico Francesco; Genovese Luigi
Presentata il 22/03/18
PRESIDENTE. Avverto che la mozione testé annunziata sarà
demandata, a norma dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per la
determinazione della relativa data di discussione.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Arancio e Cafeo, con note
prot. n. 2757/SG.LEG.PG. del 22 marzo 2018 e n. 2784/SG.LEG.PG.
del 23 marzo 2018, hanno chiesto di apporre la propria firma al
disegno di legge n. 213: Misure urgenti per la messa in sicurezza
del territorio della Regione e per la prevenzione del rischio
idrogeologico aumentato in conseguenza dei mutamenti climatici e
che l'onorevole Arancio, con nota prot. n. 2756/SG.LEG.PG. del 22
marzo 2018 ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di
legge n. 206: Disposizioni per la prevenzione e la cura del morbo
di Alzheimer ed altre forme di demenza .
Comunicazione di dimissione da Presidente del Gruppo
parlamentare UDC - Unione dei Democratici Cristiani e
dei Democratici di Centro
PRESIDENTE. Comunico che con nota del 27 marzo 2018, pervenuta
alla Segreteria generale in pari data e protocollata al n.
2905/AulaPG del 27 marzo 2018, l'on. Margherita La Rocca Ruvolo ha
comunicato le dimissioni da Presidente del Gruppo parlamentare UDC
- Unione dei Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro.
L'Assemblea ne prende atto.
Invito, pertanto, lo stesso Gruppo parlamentare a procedere con
sollecitudine alla nomina tanto del Presidente quanto delle altre
cariche interne previste dal Regolamento dell'Ars.
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Seguito della discussione del Documento di economia e finanza
regionale (D.E.F.R.)
per gli anni 2018-2020
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del Documento di economia e finanza regionale
(D.E.F.R.) per gli anni 2018-2020 .
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ricordo che il relatore, onorevole Savona, ha svolto proprio ieri
la relazione e siamo adesso alla discussione generale.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il Documento di economia e finanza per gli anni 2018-2020
è il documento che è stato predisposto in poco tempo,
oggettivamente, dal Governo e ben oltre il termini che - come voi
sapete - sono al 30 giugno, per illustrare la programmazione
politico-economica del 2018-2020 per il prossimo triennio. Siamo,
ovviamente, fuori tempo massimo.
Si tratta di un Documento ponte tra il documento presentato dalla
precedente Giunta nella precedente legislatura e quello che sarà il
primo vero documento di programmazione che sarà quello presentato
nei termini, ci impegniamo a farlo, dal Governo regionale.
Delinea un quadro di politica-economica per il prossimo triennio
che in qualche modo si iscrive nella crisi che ancora oggi
attanaglia l'economia siciliana.
Sono tutte cose, ovviamente, declinate nel testo che individuano
alcune direttrici per intraprendere un cammino di crescita e di
sviluppo per la Sicilia, individuando parimenti i momenti e gli
elementi di crisi e le necessarie riforme che devono essere assunte
per dare alla Sicilia una prospettiva di crescita e una prospettiva
di sviluppo, partendo dalla riduzione della spesa, partendo dalla
riorganizzazione della struttura amministrativa regionale,
partendo dalla opzione che il Governo ha tratto quale elemento
qualificante della sua programmazione e partendo dalla scelta
dell'impresa come motore trainante dell'economia siciliana.
L'unico elemento di valore aggiunto, di occupazione vera che può
dare un riscatto alla Sicilia è l'impresa e su questo intendiamo
delineare il quadro programmatico, proprio perché l'impresa
siciliana, o quella che riusciremo a trarre con politiche fiscali
di sviluppo, potrà garantire la crescita del nostro territorio e
della nostra Regione.
Le questioni sono in qualche modo ricondotte allo stesso discorso
che il Presidente della Regione ha fatto in occasione
dell'insediamento dell'Assemblea e dell'insediamento del Governo
presso l'Assemblea e, poi, hanno come elemento qualificante, e su
questo il Governo, che ha già individuato una piattaforma, ma che
intende muoversi in assoluta sintonia con l'intera Assemblea,
affinché il negoziato con lo Stato non sia una solitaria conduzione
dell'esecutivo ma divenga un patrimonio dell'interno Parlamento,
dell'intera Autonomia siciliana, è la riapertura del negoziato
finanziario con lo Stato.
Sono stati conclusi degli accordi che non sono riusciti a fare
approdare ad un vero e proprio nuovo assetto dell'autonomia
finanziaria poiché non sono state delineate le nuove norme di
attuazione in materia di autonomia finanziaria ma sono state solo
dettate alcune modifiche alle norme del 65.
Noi intendiamo riscrivere complessivamente l'autonomia finanziaria
della Sicilia e questo potrà avvenire attraverso un negoziato che
già il Governo uscente ha dichiarato di voler condurre e che ha
visto il Governo già approvare una piattaforma di prima
interlocuzione salvo poi poter informare la stessa Assemblea
regionale per delineare, punto per punto, su quali tratti
qualificanti potrà riscriversi quella autonomia finanziaria della
Sicilia che trova negli articoli 36, 37 e 38 il proprio sostrato ma
che deve poi trovare nella normativa di attuazione dello Statuto la
piena declinazione, puntuale declinazione, senza la quale
l'autonomia finanziaria siciliana risulta essere a macchia di
leopardo.
Ecco, usciamo da questa situazione e il Documento di economia e
finanza regionale individua proprio, al termine della premessa, i
tratti qualificanti di quella che potrà essere una nuova
prospettiva per l'autonomia finanziaria della Sicilia.
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Comunicazione di designazione di Presidente e Vicepresidente di
Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, desidero leggere una comunicazione
pervenuta dal Gruppo parlamentare Unione di Centro.
Con questa comunicazione - mi riferisco al Gruppo parlamentare
Unione di Centro - si rappresenta che è stato designato quale
Presidente del Gruppo parlamentare l'onorevole Eleonora Lo Curto e
come Vicepresidente l'onorevole Giovanni Bulla.
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Riprende il seguito della discussione del D.E.F.R. per gli anni
2018-2020
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, Assessore, onorevoli colleghi, siamo in fase di
discussione generale, sono concessi quindici minuti, o un minore
tempo?
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, non abbiamo in sede di Conferenza
dei Capigruppo assegnato il tempo.
Lei giustamente richiama i quindici minuti a disposizione per la
discussione generale. Credo che se il Parlamento è d'accordo
possiamo indicare 10 minuti per una discussione
DE LUCA CATENO. Stiamo parlando di un Documento importante.
CRACOLICI. Le regole sono scritte.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, sto chiedendo al Parlamento.
CRACOLICI. Non lo deve chiedere. Non è ammissibile.
PRESIDENTE. Lei non è d'accordo, quindi non c'è l'unanimità. Sono,
quindi, a disposizione quindici minuti per intervento.
DE LUCA CATENO. Io cercherò di farlo anche in sei minuti perché
c'è poco da discutere. Non toglieteci anche la parola,
possibilmente.
Possiamo ripartire con il contatore dei minuti. Grazie.
Prima di entrare nel merito di qualche dettaglio, desideravo
chiedere, senza tono polemico, al Governo se intende ritirare
questo Documento economico e finanziario regionale perché
francamente se, come si dice sempre, un Governo si distingue dalla
prima legge di stabilità, da una prima strategia che presenta al
debutto del proprio percorso, Presidente Musumeci, le dico
francamente che sono rimasto molto deluso e preferirei che sono
rimasto molto deluso e preferirei che si scrivessero due righe,
assessore Armao, e cioè siamo impossibilitati per una fase bene,
precisa, a poter declinare quelli che sono gli interventi
strutturali che sono necessari.
Questo perché mi permetto di dirlo? Perché io ero cosciente che la
situazione - non ho fatto parte della Commissione dei saggi di cui
ha avuto nomina l'assessore Armao - ho dato qualche occhiata alle
risultanze che sono uscite e nulla di nuovo sotto il sole, però,
assessore Armao la inviterei ad entrare più nel dettaglio di quelli
che sono gli interventi strutturali che vanno fatti.
Questo Documento di economia e finanza regionale manca esattamente
della declinazione pratica di come sistemare questa macchina
scassata che è la struttura amministrativa e non vorrei che
diventasse la struttura politica della Regione siciliana perché qui
stiamo continuando a paventare delle situazioni romantiche che
riguardano la revisione dei nostri accordi con lo Stato e sui quali
anche si presume di potere costruire certe politiche quando il
problema di fondo è uno: questa macchina nessuno ha avuto il
coraggio di revisionarla per come si deve.
Signor Presidente, onorevole Musumeci, veda che il tema reale è
questo qui. Io ancora non ho avuto modo di leggere il testo della
legge di stabilità che avete adottato, ho letto qualche cosa sui
giornali e, francamente, se quello che viene riportato dai
giornali, ma ovviamente su questo mi riservo i dovuti
approfondimenti, possono corrispondere a verità, le dico
francamente che non ci siamo. Cos'è che manca ed io mi voglio
sostituire a lei in un momento, sogno in questo momento di essere
il Presidente della Regione e dico io cosa farei in questa fase
delicata. Comincerei a fare una prima operazione di ricognizione,
ricollocazione e riqualificazione del personale tutto, immaginando,
secondo quelli che già sono i principi pratici, perché noi stiamo
anche sottovalutando quelli che sono i principi del 118 riguardo al
bilancio consolidato di gruppo, che non è solo un'operazione
contabile, la Corte dei Conti lo ha detto anche nella sua audizione
bisogna andare oltre'.
Avevamo già immaginato, si ricorda assessore Armao, circa otto
anni fa anche l'introduzione del Contratto collettivo regionale
unico che riguardava tutti i settori della Pubblica Amministrazione
regionale allargata, perché? Perché era necessario, dopo una
ricognizione del personale, perché lo sapete anche voi che ci sono
enti, società, apparati anche pezzi dell'Amministrazione regionale
dove c'è troppo personale, e ci sono altri pezzi dove il personale
è carente.
Allora già rispetto a quelle che sono le politiche di riequilibrio
delle risorse umane non è pensabile che io mi ritrovo che l'Arpa ha
bisogno di personale, ora in questo momento, senza avere fatto una
ricognizione delle risorse umane esistenti. Non è accettabile come
principio perché la risposta da questo punto di vista è chiara,
questo Governo non vuol mettere le mani nella revisione strutturale
di tutto l'apparato ed il concetto non riguarda soltanto le risorse
umane, che comunque è tema abbastanza sentito, considerate ogni
tanto le isolate spinte che emergono da questo Parlamento di
entrare qualche pezzettino all'interno delle società partecipate,
ma lo abbiamo visto anche con il disegno di legge n. 46 con il
primo articolo che mirava a sanare assunzioni fatte in violazioni
di legge dal 2010 in poi.
Ebbene questi sono i segnali che io mi aspettavo da questo
Governo, questi sono vagiti che non sono accettabili ed ecco perché
chiedo, da questo punto di vista, cosa vuol fare realmente il
Governo.
Quindi, io farei questo al vostro posto, comincerei a fare una
ricognizione generale per capire che risorse umane ho da tutti i
punti di vista. Dopodiché valuterei dove manca questo personale, in
quali enti, in quali società partecipate ed eviterei di fare altre
selezioni, ovviamente, di introdurre nel sistema regionale altro
personale, visto che ne abbiamo tanto, perché il rapporto spesa
corrente - spesa del personale è molto elevato, siamo fuori
parametro, quindi, non capisco qual è l'analisi che è stata fatta
su quello che realmente sono i pilastri su cui intervenire.
Poi mi sarei posto un altro problema, signor Presidente, che lo
sviluppo in questa Sicilia ha una maglia nera che non riguarda le
risorse che sono state iniettate attraverso le politiche europee,
perché quelli che sono stati i risultati dell'aumento del PIL,
rispetto a quello che era stato programmato, non si sono
verificati, e allora vuol dire che in Sicilia non è assolutamente
sufficiente inserire, iniettare altre risorse che non provengano
dalle attività correnti, ci sarà un altro problema strutturale che
dovremo affrontare: si chiama burocrazia. E in questo Documento un
elemento che realmente frena lo sviluppo in Sicilia non è stato
affrontato.
Ma lei nelle sue dichiarazioni programmatiche - devo dire - che mi
aveva anche coinvolto su quella che doveva essere una strategia di
decentramento e di sburocratizzazione di tutto l'apparato.
Ma questo va inserito in termini dettagliati e declinati in un
documento del genere. Perché non solo noi dobbiamo smettere di
rappresentare il pizzo' legalizzato nei confronti delle imprese,
noi, parliamo della Pubblica Amministrazione, non solo regionale,
ma anche quella municipale, dobbiamo anche avere il coraggio, una
volta per tutte, di introdurre quelle misure che effettivamente
avvicinano il Governo al cittadino e alle imprese.
E anche da questo punto di vista mi sarei aspettato, ne abbiamo
parlato otto anni fa, anche con l'assessore Armao, ma ha la memoria
corta, avevamo discusso di fare le Regie uniche di intervento
territoriale, cioè un Ufficio unico regionale, sono le risultanze
del libro bianco , assessore, mi avete fatto lavorare tutto agosto
2009, ancora queste cose le ho tutte in mente.
Una delle azioni che avevamo immaginato era quella di fare un
Ufficio regionale su base territoriale, su base provinciale. Perché
lo sapete meglio di me: ci ritroviamo spesso e volentieri, anche
per faide locali, dovute spesso alle lottizzazioni politiche di chi
appartiene l'ingegnere capo del Genio civile, piuttosto che il
Sovrintendente, che per alcuni pareri si ammazzano tra di loro, non
soltanto per quanto riguarda i Comuni, ma anche per quanto riguarda
interventi dei privati.
Allora questo tema lo avevamo affrontato e avevamo ipotizzato di
fare un unico Ufficio, un unico dirigente, ovviamente con le varie
sezioni, secondo quelle che erano le varie tematiche, in modo tale
che ci fosse un solo parere conclusivo e, soprattutto, esaustivo,
perché di fronte a certi pareri ci siamo ritrovati anche con
processi dove tanti sindaci e tante imprese si sono ritrovate a
difendere da un lato da un parere reinterpretato, perché i pareri
poi, sa, quando ci troviamo in questo tipo di contesti, si
interpretano , e il funzionario che lo ha emesso, se lo ha emesso
in contrasto con un altro responsabile di un altro Ufficio, mi
creda, trovarsi a reinterpretare dei pareri, anche con una serie di
procedimenti in corso è una cosa veramente non decorosa.
Mi sarei aspettato, per esempio, che venisse inserito in questo
documento di economia e finanza. E neanche questo c'è. E allora
dobbiamo capire dove vogliamo andare a parere.
Presidente Musumeci, io da lei desidero questo stasera, al di là
dei contenuti che fanno parte in modo standardizzato di questo
documento. E desidero anche capire qual è l'approccio del Governo
nei confronti delle autonomie locali. Qui abbiamo l'assessore,
vorrei capire, anche da questo punto di vista, se la Regione deve
continuare a fare cassa con i fondi che sono assegnati alle
autonomie locali, ai comuni e che vengono dati sostanzialmente con
un anno di ritardo, costringendo i comuni a continuare a fare
anticipazioni di tesoreria, perché se andiamo a guardare come
vengono effettuati i trasferimenti - mi creda - siamo sempre con il
pagherò , successivo, su tutti quelli che sono i fondi ordinari
che devono essere trasferiti dal fondo delle autonomie locali ai
comuni. Noi non paghiamo in anticipo, noi paghiamo dopo e quelli
che sono i relativi saldi ai comuni a distanza di sei, otto mesi.
Possiamo verificare come stanno le cose, ma mi creda che è così.
E anche qui, per quello che è il nostro rapporto e d'altronde
anche qui è stata chiara la Commissione Bilancio su quello che è
un disallineamento tra il DUP, il Documento Unico di Programmazione
dei comuni, rispetto a una mancata considerazione di questo
documento finanziario nei confronti di quelle che sono le politiche
degli enti locali. Viene evidenziato perché c'è un disallineamento
anche su questo, perché anche i comuni concorrono al raggiungimento
dell'obiettivo di finanza e di conseguenza anche loro sono chiamati
a questo.
Ed allora, anche da questo punto di vista, lo dico chiaramente,
manca una chiara evidenziazione di quella che deve essere la
correlazione tra quelli che sono i rapporti tra il centro, con una
regione che è sempre Palermo-centrica rispetto ai comuni.
Per quanto riguarda, poi, le politiche settoriali noi siamo
convinti che il tema non è la quantificazione delle risorse, e
soprattutto quella che è la declinazione di tutte le risorse extra
regionali che sono contemplate nel DEFR, il problema è come vengono
spese e, soprattutto, come agisce la macchina amministrativa
regionale.
Le vorrei raccontare, qui, anche un fatto specifico tanto per
intenderci. Veda che il nostro apparato regionale non è buono -
usiamo un termine elegante - e non è buono, soprattutto, per quelle
che sono le fasi di monitoraggio; non risponde nei termini, spesso
declinati dalle varie regolamentazioni, e va a recupero con molti
anni di ritardo.
L'ultimo contenzioso che ha perso la Regione siciliana - glielo
voglio citare perché è simpatico - i 15 comuni della riviera
ionica, hanno avuto un finanziamento per quanto riguarda la
metanizzazione che mancava in questi 15 comuni. Viene trasmessa la
documentazione nel 2011. Ebbene, interviene ora la Regione a
distanza di 5 anni chiedendo il recupero delle somme a questi
comuni. Il risultato lo sa qual è stato? Questi comuni hanno
impugnato il provvedimento di questo dirigente e la Regione ha
perso per l'ennesima volta Le darò anche i documenti perché è
stata presentata un'interrogazione, perché non è pensabile che la
Regione siciliana si ritrovi sempre a pagare e a soccombere, di
fronte a questi contenzioni, per l'inerzia dei suoi dirigenti.
Anche su questo, veda, quali dovrebbero essere gli interventi che
costringono ognuno a fare il proprio dovere, nei tempi ovviamente
programmati, qua mancano, Presidente Musumeci. E lo sa perché ci
volevano? Perché lei ha avuto una spiacevole sorpresa durante la
redazione del bilancio consolidato di gruppo, o consuntivo,
previsto ormai dal 118.
Lei lo sa che 110 enti vi hanno fatto le pernacchie? Andiamo al
dunque. Bene, la questione, da questo punto di vista, che riguarda
anche una sanzione di cui abbiamo discusso in Commissione
Bilancio . Lo so che l'avete prevista, ma sono passati quattro
mesi E la cosa grave sa qual è, Assessore Che io non mi posso
ritrovare nel bilancio, ora che andremo ad approvare, a trasferire
somme nei confronti di enti e società che non hanno approvato i
loro documenti finanziari
E la cosa grave è che ce ne sono alcuni che da 7 anni,
addirittura, che non approvano i loro documenti finanziari e che
questo Parlamento continua a dare risorse a questi enti e questi
enti continuano anche ad utilizzarli possibilmente in violazione di
legge perché se il Governo Crocetta, l'anno scorso, ha proposto in
modo maldestro a questo Parlamento di cancellare quelle norme che
abbiamo inserito nel 2010, assessore Armao, sulla trasparenza dei
conti pubblici e perché ci sono stati dei Direttori generali, ci
sono stati dei componenti dei consigli di amministrazione anzi dei
rappresentanti di queste società ed enti, che avevano agito in
questi anni in violazione di quelle leggi, inserendo ancora
all'interno di queste società del personale o continuando a fare
spese senza copertura finanziaria.
Veda, io ho voluto citare alcune cose molto pratiche e semplici
per farvi comprendere quale tipo di documento finanziario regionale
oggi mi sarei aspettato, soprattutto perché - e concludo, Signor
Presidente - la Sicilia non può continuare, i siciliani non possono
continuare a ritrovarsi a leggere documenti spesso fumosi che sono
una sintesi delle statistiche che noi conosciamo, ma delle quali
manca un'anima - e questo lo dico, chiaramente, all'Assessore e al
Presidente della Regione - un'anima pratica, però, non ancora con
ulteriore declinazione di dati statistici.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha
facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini, sul
DEFR, io intanto vorrei fare una premessa sulle motivazioni che mi
spingono a fare questo intervento oggi, perché sostanzialmente sul
DEFR c'è ben poco da dire a parer mio, ma la motivazione principale
è che questa notte ho fatto una lunga notte di riflessioni.
Riflessioni notturne perché
FIGUCCIA. Non può dormire
TANCREDI. E' vero non posso dormire, perché quanto mai pressante
diventa la responsabilità che noi abbiamo nei confronti dei
Siciliani. Io non nascondo che mi sarei aspettato molto di più,
molto di più, ed è un plauso anche al professore Armao, del quale
sto leggendo il suo libro e credo che doveva essere quello uno
degli spunti principali per il DEFR, a parer mio, perché questo
documento, ampliamente criticato dalla Corte, in tutte le sue parti
- e mi dispiace molto questo - come ha detto il collega De Luca
non ha un'anima .
Non ha un'anima e soprattutto, a parer mio, non ha una prospettiva
perché credo che manchi in primis una visione politica di lungo
corso, e forse manca di coraggio. Il coraggio anche di fare
un'analisi, anche perché credo che noi dobbiamo fare anche i conti
con quello che è il documento finanziario che verrà a breve
proposto a livello nazionale.
Andava immediatamente, secondo me, avviata una proposta di
profonda revisione di quelli che sono i rapporti con lo Stato,
anche perché rispetto al passato in questo DEFR non c'è alcuna
novità; personalmente sono anche deluso.
Io a gennaio ho presentato un'interrogazione che puntava a dare un
suggerimento, visto e considerato che c'eravamo ritrovati,
Presidente, nella scorsa Legislatura a criticare fortemente la
cancellazione dei residui, quei famosi residui attivi, i famosi 6
miliardi. In quella interrogazione io chiedevo un'azione: andare a
verificare se c'era qualcosa da recuperare. Ancora non ho avuto
risposta e parliamo di una somma importante, parliamo di oltre 6
miliardi di euro, credo che lì qualcosa si poteva anche cominciare
a ragionare per trovare risorse aggiuntive che in questo momento
sarebbero quanto mai essenziali per questa Regione.
Detto questo, non ho per niente apprezzato il fatto che il DEFR
deve essere l'elemento politico che poi ha una esplicitazione sulla
Finanziaria, perché sono due documenti collegati.
A parte l'inusuale fatto di avere ricevuto tramite un giornalista
la bozza di quella Finanziaria che adesso è a spizzichi e bocconi
sui giornali, a questo punto credo che sarebbe stato più corretto
che la bozza fosse stata distribuita anche a noi deputati per
avere, magari, un parere su quelle che erano le varie proposizioni
che si stavano andando a predisporre e credo che la difformità tra
il DEFR e la cosiddetta Finanziaria siano assolutamente palesi.
Sono due documenti che non sembrano scritti dalla stessa mano, due
documenti senz'anima.
Io credo che in questo momento la prima cosa da fare è
l'applicazione statutaria, una quantificazione delle risorse
rubate. Più volte lo abbiamo denunciato nella scorsa Legislatura
che lo Stato ci sottraeva risorse importanti.
Alla luce di questo, l'incapacità di quantificare il reale bisogno
finanziario di questa Regione in questo momento è, a parer mio,
estremamente grave e lo abbiamo visto con quello che è stato
l'aspetto ricognitivo delle Partecipate. Avere soltanto cinque su
162 soggetti è per me elemento di grande, grande preoccupazione.
Risorse, dicevamo, avremmo di che rivendicare sull'IVA, l'IRPEF, le
varie accise che non ci vengono riconosciute.
Paradossalmente speravo, e lo dico senza retorica, che noi
inaugurassimo una stagione diversa. Una stagione in cui noi
diventiamo anche guida sotto l'aspetto economico-finanziario di
quello che si può fare di nuovo sotto il profilo economico.
Una proposta che faccio e la lancio così è una delle tante: c'è la
possibilità che hanno le pubbliche amministrazioni di emettere una
serie di certificati, sono i cosiddetti certificati fiscali che non
vanno a debito; lo ha detto la Commissione europea. Questa potrebbe
essere una proposta che potrebbe abbattere in parte quello che è il
carico fiscale che subiscono le imprese siciliane e fare ripartire
parte di quell'economia che in questo momento è totalmente ferma.
Ma me lo sarei aspettato di trovarlo come proposizione nel DEFR
perché più politico di questo documento non c'è in proposizione
triennale.
Altra cosa che invito l'assessore Armao e sono sicuro che lui mi
ascolterà con attenzione. Il Trentino, sostanzialmente, ha
regionalizzato l'Agenzia delle entrate. Loro sanno perfettamente
quante sono le loro entrate e su quelle programmano tutto. Mi
chiedo perché noi non riusciamo nemmeno a far partire
un'interlocuzione con lo Stato su questo aspetto.
E' chiaro che in questo momento non abbiamo nessuno che ci
risponde. Ma mi aspetto che sia una delle prime cose da fare in
prospettiva. Credo che a questo punto l'unica soluzione per
salvare la Sicilia è ribaltare tutto, ribaltare completamente
quelli che sono i rapporti tra lo Stato e la Regione siciliana
perché altrimenti cominceremo a fare nei prossimi mesi un continuo
rinvio alle emergenze e un continuo rincorrere che è quello che noi
abbiamo più volte rimproverato al Governo Crocetta, e i siciliani
non se lo possono permettere.
Personalmente, in questi quattro mesi mi sono molto annoiato,
debbo dire la verità, perché mi sarei aspettato una stagione
diversa, una stagione molto più dinamica anche con il
coinvolgimento di tutta la deputazione, perché credo che questo
Parlamento sia un Parlamento di grande qualità, sul quale noi
possiamo fare assolutamente conto.
Se cominceremo a ragionare in quest'ottica, a parer mio, potremmo
anche sganciarci dal Titanic Italia, perché sappiamo benissimo che
l'Italia in questo momento si muove come quella famosa nave
affondata e, magari, diventare quella scialuppa che da una rotta
differente. Ci credo veramente e spero che questo mio appello venga
raccolto in particolare dall'assessore Armao che so che su questi
temi è sempre stato molto sensibile.
Personalmente, come già sa, nella scorsa legislatura mi ero
adoperato per l'ipotesi di una divisa regionale che andasse a dare
qualcosa in più di quelli che potevano essere i rapporti tra la
pubblica amministrazione e il mondo imprenditoriale.
Quindi, invito, non arrivo a dire quello che dice l'onorevole De
Luca, del ritiro, però visto e considerato che abbiamo un mese di
esercizio provvisorio aggiuntivo, forse qualche profonda
rivisitazione si potrebbe fare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, pensavo
di offrire un assist all'assessore Armao nel chiedere di introdurre
con un suo intervento in questa seduta, dove facciamo il dibattito
e la discussione generale su un documento di programmazione
economica e finanziaria che non è solo, diciamo, come altri organi
come la Corte dei conti ha fatto dei rilievi, ma che addirittura
presenta una situazione surreale per cui la programmazione
finanziaria è costruita su un presunto accertamento di entrate
inferiore a quello che sarà.
Per cui, mi sarei aspettato nell'assist dato all'Assessore, che
l'Assessore avesse in Aula introdotto quegli elementi correttivi
che dessero credibilità a questo documento innanzitutto sul piano
finanziario perché spesso il DEFR come oggi si chiama, prima era il
DPEF è l'insieme di un elaborato diciamo burocratico amministrativo
cioè di un collage che si fa con i vari uffici dove finisce per non
capirsi mai bene qual è il senso, la missione, la ragione di questo
strumento tant'è che spesso viene vissuto come un atto
burocratico.
Devo dire che il fatto che ne discutiamo a marzo, tra l'altro con
la finanziaria già presentata, la dice lunga sulla efficacia della
programmazione rispetto a un atto che, a seguito l'approvazione di
questo strumento, dovrebbe ispirare poi la legge di stabilità.
La legge di stabilità è ispirata, il DEFR è l'insieme di una serie
di affermazioni alcune generiche, alcune di obiettivi diciamo
abbastanza astratti, ma qual è la novità? Mi permetto di
sottolineare l'aspetto di questo documento. Vede, assessore Armao,
io ho cercato di studiare come dovremmo fare spesso prima di
intervenire, prima di dire la nostra, parlare conoscendo le cose di
cui si parla o provando ad imparare anche dall'ascolto di altri
colleghi.
Ma ciò che mi ha colpito è che questo è un documento che nega due
presupposti. Il Governo dall'inizio ha inaugurato la stagione della
sua credibilità su cosa avrebbe fatto partendo dal presupposto che
tutto ciò che si era fatto prima è un insieme di macerie. Per cui,
in un Governo che eredita macerie, la narrazione dovrebbe provare a
dire non solo che ci sono le macerie ma come voglio riedificare
quali sono gli obiettivi, quali sono i settori, quali sono le
azioni, non i temi, lo svolgimento dei temi. E mi pare che questo
DEFR chi l'ha costruito, chi l'ha approvato, ancorché sia un
collage di ragionamenti fatti da pezzi di ufficio, l'hanno
approvato non avendo un'idea su cosa, su come ricostruire dalla
macerie.
Non c'è un'idea lì, non c'è un argomento, ci sono affermazioni
generali, generiche che dobbiamo rilanciare la Sicilia sul made in
Sicily, ma affermazioni che sono: chi vuole bene alla mamma?
Tutti Non credo che l'Aula qui mai potrà dividersi sull'idea di
rilanciare il made in Sicily, sul mettere al centro le imprese come
fattore di crescita dell'economia, su, in qualche modo,
riorganizzare la Pubblica amministrazione. Come? Come si fa? Con
quali risorse? Come si ridislocano le risorse?
La seconda ispirazione di questo DEFR è una dichiarazione di
guerra senza che la controparte neanche riceva la dichiarazione di
guerra, perché sostanzialmente questo DEFR costruito anche con
presupposti che possono essere pericolosi, Assessore Armao, molto
pericolosi; perché, veda, noi possiamo convenire con lei che
certamente va rinegoziato il rapporto con lo Stato, primo tra tutti
il contributo alla finanza pubblica: la Sicilia è la regione che
paga di più in Italia il contributo alla finanza pubblica, cioè al
debito pubblico italiano. E noi, possiamo essere d'accordo con lei
che va riaperto dopo quell'accordo, di fare un accordo migliore,
più vantaggioso, che dia maggiori possibilità e maggiore
flessibilità alla nostra Regione, anche su ciò che può essere
espunto dalle rigidità della spesa corrente rispetto agli obiettivi
di riduzione.
Mi consenta di dire, questa è un'affermazione che riguarda il tema
di una battaglia politico-istituzionale, ma nulla ha a che vedere
con lo strumento di programmazione economica.
La programmazione economica è sulla base dei dati stimati, di
accertamento presunto delle entrate. Il Governo avrebbe dovuto
dirci: io, quelle risorse intendo indirizzarle in questo settore,
piuttosto che in un altro . Ed invece no, è un racconto,
addirittura, con dati persino contradditori.
Da un lato si dice che il cosiddetto, non il Pil tendenziale ma il
Pil programmatico, cioè quello effetto delle politiche che la
Regione intenderebbe mettere in campo, che per l'anno 2018 dovrebbe
essere, se non ricordo male, di 2.1, se andiamo a vedere la stima
delle entrate è al di sotto dell'anno prima. C'è qualche cosa che
non funziona.
Da un lato, noi ci poniamo un obiettivo di crescita e l'obiettivo
di crescita è anche un obiettivo che ha effetti sulla finanza
pubblica, dall'altro lato, operiamo nella valutazione e nella stima
nella finanza pubblica, in assoluta difformità con ciò che pensiamo
dovrebbe succedere in Sicilia.
Con questo, dimostrando che, non solo questo è un documento, non
assessore Armao ponte , come lei l'ha definito.
Il Presidente della Regione, qualche giorno fa, ha fatto una
conferenza stampa dichiarando che lui non vuole essere giudicato
per i 100 giorni, ed è una sua scelta. Spesso, però, anche per
esperienza, capita che i 100 giorni sono come la luna di miele di
uno che appena si sposa c'è l'euforia del matrimonio, c'è l'energia
e la passione delle prime notti. Lei, in qualche modo, ha
rinunciato alle prime notti. E' una sua scelta Ed ha chiesto di
essere giudicato non in 100 giorni, ma in 1.000 giorni Di qua ai
1.000 giorni, però, dovete dirci che cosa volete fare, perché non è
più sufficiente raccontare che tutto è andato male prima ed adesso
dovremmo fare la Sicilia bellissima, aspirazione a cui tutti
tendiamo. Ma non si capisce bene come, con quali strumenti e,
soprattutto, con quali scelte.
Pur essendo uno che qualche lettura economica-finanziaria in
qualche modo cerca sempre di capire, di conoscere i numeri, di
capire bene di che cosa parliamo, io credo che quello che si
avverte in questo DEFR è l'assenza di una politica, di una proposta
politica, di un progetto, se non l'affermazione generica dove, devo
dire, siamo tutti d'accordo.
C'è qualcuno che non è d'accordo che bisogna cambiare la Regione?
C'è qualcuno che non è d'accordo che bisogna mettere, efficientare
la macchina pubblica? C'è qualcuno che non è d'accordo a pensare ad
una riorganizzazione delle risorse a favore delle imprese? Con un
paradosso, tra l'altro, che questi principi, se andiamo a vedere la
bozza di finanziaria che avete predisposto, sono addirittura
principi che non esistono, che non sono neanche in quella sede
affermati. Qui sono affermati, ma nella struttura, poi, della legge
di stabilità non c'è nulla di tutto questo
Ed allora, veda, signor Presidente, ripeto, mi sarei aspettato che
l'assessore Armao, approfittando della introduzione, di fatto
annunciasse nei fatti con il suo intervento quelle modifiche anche
in conseguenza delle parole come pietre, valutazioni della Corte
dei conti in Commissione Bilancio che non è che è stata una
audizione e sarà una audizione, ricordiamoci che siamo in un
momento in cui fra qualche mese andremo al Giudizio di parifica con
le conseguenze che, vede la parifica non è mai ciò che si giudica
di prima, la parifica ha conseguenze sul dopo
E quindi, mi sarei aspettato la consapevolezza dei limiti di
questo DEFR, di introdurre attraverso nuovi argomenti e nuove
valutazioni e di correzioni finanziarie, insomma di fatto l'Aula
fosse chiamata a valutare il DEFR con una sorta di nota di
aggiornamento.
Ora, anch'io penso che ritirare il DEFR per farne uno nuovo
diventi una sorta di rito che semplicemente ce lo diciamo ma nei
fatti non produrrebbe nessun risultato, siamo al 27 marzo quindi
fra qualche giorno inizieremo la manovra di bilancio in Aula.
ARMAO, assessore per l'Economia. Tra tre mesi ci sarà il nuovo
CRACOLICI. Sì, però non è che ogni volta ci dite qual è il nuovo
che arriverà Nel frattempo a forza di aspettare l'ora x del nuovo
nel frattempo, non mille giorni, credo che il Presidente Musumeci
avrebbe bisogno di almeno 10 mila giorni per dare poi concretezza a
quelle sue idee, di programma, di contenuti, a quelle dichiarazioni
programmatiche.
Io penso che un Governo che si presenta, tra l'altro voi avete
fatto una scelta che era assolutamente legittima, avete ritirato il
vecchio DEFR presentato dalla vecchia Giunta e ne avete presentato
uno nuovo, giustamente, proprio perché c'è un nuovo Governo ed è
legittimo che il nuovo Governo si presenti al Parlamento con la sua
idea di documento economico finanziario.
È disarmante la assoluta inesistenza di ragioni amministrative che
facciano intravedere quegli elementi di ricostruzione che il
Presidente Musumeci evoca, ma che li evoca a parole ma credo che
non sia nei fatti capace di realizzarli perché ad oggi stiamo
assistendo alla articolazione di un pensiero edulcorato sul piano
della lingua italiana e anche della moderazione comunicativa ma
assolutamente vuoto nei contenuti.
Mi veniva da dire, avendo ascoltato l'assessore Armao, lo dico con
amicizia, che c'era un Presidente della Camera dei Deputati, che
era - adesso non si inalberi onorevole Aricò - che era l'onorevole
Fini che aveva il pregio di dire benissimo le cose che diceva ma di
dirle così bene che non diceva nulla E lei oggi ha fatto scuola,
di dire bene il nulla Il nulla
Io credo che quest'Aula non può che essere costretta, per la parte
che mi riguarda, a rigettare, neanche a modificarlo, perché se il
Governo non ha l'obiettivo di introdurre quelle innovazioni e
quegli aggiustamenti persino tecnico-contabile ma perché il
Parlamento dovrebbe sforzarsi di correggere contenuti che non
esistono?
Ecco perché annuncio che voterò, credo che il mio Gruppo e i
colleghi parleranno, annuncio il mio voto contrario proprio perché
l'esistenza di questo strumento, così come è stato predisposto, è
un'occasione persa del Governo per dare sin dall'inizio della
Legislatura il senso di marcia nella direzione di come vuole
amministrare, non fare proclami, amministrare la Regione Perché
sui proclami sono comunicati stampi, amministrare la Regione è un
po' più faticoso
MUSUMECI, presidente della Regione. Lei ne sa qualcosa
CRACOLICI. Ed io proprio perché ne so qualcosa, Presidente
Musumeci, proprio perché ne so qualcosa .
MUSUMECI, presidente della Regione. Da lungo tempo
CRACOLICI. Da lungo no, ho amministrato per quasi due anni, non so
a cosa si riferisce per il lungo tempo.
Io, proprio perché ne so qualcosa, so che quando governi e poi
passi all'opposizione, non puoi più pensare di fare l'opposizione
come la facevi prima, perché devi avere il senso della conoscenza e
del limite. Onestamente ti misuri con i problemi che ci sono a
prescindere da chi amministra, ma quando tutto questo non ha
neanche l'aspirazione di potere dare concretezza a quelle roboanti
parole di ricostruzione dalle macerie - come lei ha fatto in questi
tre mesi - in questi tre mesi lei ha usato le macerie per lasciarle
dove sono.
Mi auguro che nell'arco di poco tempo si metta sopra la ruspa e
provi a recuperare queste macerie perché, altrimenti, nelle macerie
ci finirà pure lei Presidente.
MUSUMECI, presidente della Regione. Non c'è dubbio su questo
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha
facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, cittadini, onorevoli deputati,
leggendo il Documento di programmazione finanziaria, man mano che
si procede nella lettura e si vanno ad analizzare i vari aspetti,
così come organizzati, ho percepito un senso crescente di angoscia
e di carenza di ossigeno, nel senso che sembra il compitino
descritto ma vuoto di contenuti, vuoto di proposte.
Fotografa una realtà, si basa su presupposti in itinere in fieri e
risponde alla complessità, perché questa è la sfida, la nostra
sfida, la sfida di oggi, la sfida di questo Parlamento, di questo
Governo - se è ancora nelle condizioni di fronteggiarla - è la
sfida che vivono tutti i giorni i cittadini siciliani. Risponde
alla complessità, dicevo, con una possibilità.
Ho provato in tutti i modi a cercare quali erano gli altri binari
di risposta, perché noi qua dentro siamo chiamati a dare risposte,
la possibilità qual è? Il fatto che si possa provvedere alla
rivisitazione degli accordi con lo Stato in merito alla nostra
partecipazione ed alla contribuzione alla finanza pubblica.
Ho ascoltato - partecipando in Commissione bilancio allorquando la
Corte dei Conti in audizione è venuta a rendere la propria
relazione - con attenzione l'intervento dell'Assessore Armao
sperando che vi fosse qualche argomento in più, qualche dato in più
su cui riflettere e mi consta oggi riferire che, in maniera
disarmante, il punto è rimasto l'unico questo per dare risposta a
tutti i molteplici temi sui quali oggi noi dobbiamo invece dare
risposta e l'altro punto innegabilmente il dovere fronteggiare un
elefantiaco sistema del funzionamento regionale che oggi si pone a
noi con tutta evidenza come una macchina farraginosa rispetto alla
quale anche questa organizzazione amministrativa è un bubbone
pronto a scoppiare rispetto al quale non si propone, per esempio,
la possibilità di un aggiornamento.
Non è stato proposto in questi cinque anni, perché ad avere
contezza e studio di ciò che è stato proposto all'interno dei
settori della Regione nessuno dice: Si, abbiamo fatto dei percorsi
di aggiornamento ma il personale si trova spesso e volentieri, è
dovuto alla normale anzianità questo fatto, è dovuto anche al fatto
che non vi è la possibilità di inserire nuova linfa e nuova energia
in maniera sistematica nei ranghi dell'Amministrazione pubblica
regionale . Di fatto ci troviamo un sistema che rimane elefantiaco
e rispetto al quale la stessa Corte dei Conti censura, in
quell'audizione, questo sistema come fortemente problematico.
E questo per quanto riguarda, per esempio, il funzionamento
dell'Amministrazione pubblica. Ma noi possiamo ancora entrare nel
dettaglio e affrontare altri argomenti come, per esempio, la spesa
rispetto alle politiche sanitarie. C'è una incertezza che ci
portiamo - è vero - da cinque anni, perché onestà intellettuale
vuole che chi sa e chi ha vissuto cosa è successo fino ad oggi, noi
abbiamo una rete ospedaliera che si è andata evolvendo, è cresciuta
con noi, e questo creando gravissime criticità, problematiche che
oggi tutti noi scontiamo e contro cui ci confrontiamo, perché è il
personale medico, è il personale infermieristico, il personale
sanitario in genere che ci viene a dire come non si può lavorare in
questo modo.
Una rete ospedaliera di cui, ad oggi, non si vede la stella polare
della definizione, della fine. Cosa si aspetta?
Una cosa che, per esempio, ha rilevato la Corte dei Conti è un
taglio della spesa di 500 milioni di cui non si trova
giustificazione. Una spesa farmaceutica lievitata rispetto a quanto
invece dovrebbe essere.
Altro dato fondamentale che mi interessa rilevare anche per il
poco tempo concesso, chiaramente dobbiamo andare a sintetizzare, è
l'ammortamento del disavanzo che vincola le politiche per il futuro
della nostra Regione.
Questo, signori, è un dato pesante, è una pietra che viene
scagliata dentro questo Parlamento e a fronte di una Regione, la
nostra Regione siciliana, che le statistiche indicano essere come
l'Isola che ha il più alto tasso di disoccupazione giovanile, il 53
per cento, noi non possiamo leggere questo testo e accettare che
questa possa essere la prospettiva per i prossimi due anni.
Quello che ho rilevato nelle trame di questo testo, io
certificherei una incapacità di dire come si può fare in modo che
la spesa siciliana della Regione possa rendere poi produttivo il
territorio, il nostro territorio, il territorio produttivo, il
tessuto produttivo della nostra Isola, gli investimenti. Non vi è
traccia della possibilità di individuare investimenti. Si parla
soprattutto di spesa corrente. Della nostra contribuzione allo
Stato e delle entrate che sono quasi esclusivamente entrate di
carattere tributario. Dopodiché, su questi pilastri come si può
intendere una prospettiva di sviluppo, una prospettiva futura?
Ancora. Lacunoso viene definito dalla Corte dei Conti e, quindi,
mi sento di informare l'Aula rispetto a quanto detto perché per me
e per tutti noi credo sia di massima autorevolezza quanto detto
dalla Corte dei Conti. Lacunoso il sistema di controllo interno.
Più di 130 enti risultano ad oggi a finanza incontrollata.
Quindi, il non avere detto in questo documento di programmazione
finanziaria come si intende individuare dei percorsi di controllo
interno degli enti regionali.
Sono criticità che ci lasciano basiti; io chiaramente vorrei
approfondire molti altri temi, ma a fronte di quanto sta succedendo
in questi giorni, a fronte del dibattito politico che si sta
verificando, quanto è successo la scorsa settimana, quanto è
successo ieri, rimango basita dalle dichiarazioni del Presidente
Musumeci che intende portare avanti e parla di riforme.
Riforme su quali temi? Con quali presupposti? Le riforme hanno
bisogno di forza. Si basano sulla coesione, sulla capacità di stare
insieme e di avere una visione, di avere una prospettiva.
Io, il mio Gruppo parlamentare, in questo testo non ha trovato
possibilità di prospettiva. E' questa la risposta che noi dobbiamo
dare alla complessità che ci si pone dinnanzi quando parliamo della
nostra Terra, della nostra Sicilia?
E, allora, non posso mentre piove pensare che domani, non dico
esca il sole, ma addirittura vado al mare perché di questo stiamo
parlando.
Credo che con molta real politic, anche con molto senso di
responsabilità, fotografando la situazione attuale, non si possa
che dire saniamo le esigenze, andiamo a vedere quali sono i
problemi degli enti locali, curiamo ciò che è veramente urgente in
un documento finanziario snello, facciamo una legge elettorale che
dia una maggioranza a questo Parlamento, a questo Governo e al
Governo e poi si vada al voto.
Ad oggi, pur avendo noi dimostrato in molte occasioni
responsabilità, senso profondo di responsabilità per i siciliani e
per la Sicilia, non ci sembra che ci siano le condizioni, anche a
dimostrazione di quanto letto in questo documento finanziario,
signor Presidente, perché si possa andare avanti. Segnare un passo,
andare avanti vuol dire conoscere la strada ed in questo documento
ad oggi non è individuato un percorso, un itinerario possibile.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha
facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, in
questo documento che abbiamo analizzato, non voglio ripetere cose
già dette anche per non prendere del tempo, quindi, mi limiterò ad
alcune altre parti.
In particolare, però volevo fare una riflessione generale, quello
che io non ho visto in questo documento di programmazione economico-
finanziaria è soprattutto l'essenziale ossia non vedo proprio la
visione politica, quella che è l'idea politica che dovrebbe stare
alla base di questo documento. Questa visione, questa mancanza di
visione politica io non l'ho vista per tematiche fondamentali che
dovrebbero servire per risanare, per mettere in piedi la nostra
Sicilia e soprattutto per risolvere quelle criticità e quelle
emergenze che potrebbero consentire di risollevarci; ad esempio mi
riferisco alla sezione relativa all'agricoltura, come faceva
riferimento poc'anzi qualcuno. Si parla del made in Sicily; chi è
che non vorrebbe tutelare il made in Sicily? Ma come lo tuteliamo
il made in Sicily?
Si fa riferimento ai fondi comunitari, ai fondi statali, però,
oltre questo non ho visto traccia di altre azioni, assessore, non
ho visto altre azioni ed altri obiettivi, in particolare ad esempio
il PSR. Il PSR prende in considerazione circa 2 miliardi di euro,
più di 2 miliardi di euro per più di 300 mila aziende, stiamo
parlando di 350 mila aziende agricole. E, quindi, se noi andiamo a
ripartire questa somma per tutte le aziende siciliane ci rendiamo
conto che sono veramente pochi i soldi di cui stiamo parlando. E,
quindi, quello che dovrebbe avere la Sicilia è appunto un'idea
economica di come rilanciare queste aziende a parte i soldi
comunitari, i soldi europei, anche perché qui c'è un problema di
mancato utilizzo, incapacità di utilizzare queste somme del PSR.
Abbiamo presentato di recente diverse mozioni, diversi ordini del
giorno proprio per sottolineare come questi fondi si perdono, come
centinaia di aziende giornalmente falliscono, aziende agricole
perché appunto non si riescono ad utilizzare questi soldi, ma
perché non si utilizzano. Innanzitutto dovrebbero andare ad essere
modificati anche i criteri di ripartizione perché la Sicilia fino
ad oggi ha pensato a finanziarie soprattutto le grandi, le
grandissime aziende agricole anche a causa di azioni politiche
messe in atto fino ad ora anche dalle precedenti legislazioni, ma
in questo caso noi stiamo parlando di più del 95 per cento delle
aziende siciliane che sono aziende medio piccole, quindi, ci
rendiamo conto che anche nel caso in cui questi fondi del PSR
andassero a finanziarie tutte le aziende sono veramente poche le
aziende siciliane che avrebbero dei vantaggi economici da queste
azioni, quindi, come intende il Governo risolvere questi?
Sembrerebbe che l'Assessorato per l'agricoltura voglia avocare a
sé le competenze dell'ESA. Io credo che il Governo dovrebbe
approfondire alcune normative di settore, in quanto sembrerebbe che
questa azione potrebbe andare in contrasto con il principio della
separatezza delle funzioni, che è stato introdotto da recenti
disposizioni di legge, in quanto - leggo testualmente - sottrae di
fatto all'Assessorato regionale dell'agricoltura molte delle
competenze previste dalla legge regionale n. 73/1977, consegnando
all'Ente di sviluppo agricolo l'esclusività nell'attuazione degli
interventi di consulenza aziendale in agricoltura come ente
pubblico.
Non è infatti possibile che uno stesso soggetto, in questo caso
l'Assessorato regionale dell'agricoltura, possa al contempo
svolgere le funzioni di assistenza tecnica, ora consulenza
aziendale, e di autorità di gestione, ossia programmazione,
gestione e controllo della spesa . Quindi credo che si dovrebbero
rivedere queste intenzioni, ma soprattutto bisogna capire come
risanare queste aziende, come andare verso la tutela di questa
moltitudine di aziende siciliane che, ricordo, sono aziende medio-
piccole che giornalmente falliscono a causa di una burocrazia
elefantiaca. Ricordo che noi abbiamo livelli di biodiversità e
livelli di ricchezza e di condizioni climatiche che fanno sì che la
regione siciliana sia un unicum a livello europeo. Quindi
veramente, finora, la politica e tutte le associazioni agricole che
dovevano tutelarle si sono impegnate molto per riuscire a ridurla
nello stato in cui si trova oggi. Non era assolutamente facile,
però ci sono riusciti.
Per quanto riguarda il servizio idrico non ho trovato una vera
azione politica chiara, che desse risposte relativamente
all'emergenza idrica. Come si vuole risolvere l'emergenza idrica?
Noi stiamo parlando di una Regione dove ci sono delle assurdità: ad
esempio da un lato perdiamo l'acqua in mare a causa delle
ingentissime perdite idriche e a causa delle reti colabrodo;
buttiamo in mare anche le acque reflue depurate a causa
dell'assenza di impiantistica moderna all'avanguardia; buttiamo a
mare l'acqua volontariamente a causa della mancata manutenzione
nelle dighe; e, inoltre, non riusciamo a convogliare le acque
piovane, a raccoglierle e a captarle. Questo succede in una Regione
dove per buona dell'anno ci sono dei deficit idrici pesantissimi.
Quindi, quali sono le azioni che la Regione intende mettere in atto
per risolvere queste emergenze idriche? Non si evince assolutamente
da questo documento.
Poi, per quanto riguarda le azioni relative alle infrastrutture,
al turismo e ai trasporti si parla di aeroporti, ma in maniera
generica. Presidente, io mi auguro che finalmente si possa
risolvere, ad esempio, il problema dell'aeroporto Airgest di
Trapani in maniera corretta - mi fa piacere che qui oggi è presente
anche l'assessore per l'economia - in maniera corretta e coerente
con le norme Perché la Corte dei Conti ha ribadito che le modalità
con le quali l'aeroporto di Trapani fino ad oggi è stato finanziato
va in contrasto con la normativa sugli aiuti di Stato. E quindi
dobbiamo trovare la modalità corretta. Ma ad oggi sembrerebbe che
si sta prendendo ancora questa strada. E quindi dobbiamo trovare la
modalità per salvare l'aeroporto, ma in coerenza, perché è una
infrastruttura fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio,
ma non dobbiamo, ovviamente, andare contro le normative e dobbiamo
informare la Commissione europea competente e dobbiamo mettere in
atto le azioni. Mi fa piacere che siete concordi su questo. Credo
che un approfondimento in questo senso è assolutamente dovuto e mi
auguro che anche su questo caso ci possa essere un cambiamento.
Per il resto, purtroppo, le conseguenze che devo trarre da questo
esame sono sicuramente di preoccupazione per il futuro della nostra
terra. Mi auguro che questo documento non sia tutto quello che c'è
in atto nelle intenzioni del Governo per la nostra terra, perché se
no la preoccupazione non può che essere il sentimento predominante.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, voglio
essere chiarissimo.
Presidente Musumeci, io sono convinto che se lei fosse stato al
mio posto, e questo documento lo avesse presentato il suo
predecessore, lei sicuramente avrebbe votato contro. Ma volevo
evitare di fare un'analisi politica - quella è stata già fatta in
Commissione Bilancio - però non so se lei ha letto la relazione
della Corte dei Conti, immagino di sì, e gli volevo portare alcuni
stralci, alcuni pezzi.
Il DEF, pur contenendo frammentariamente parte degli elementi
minimi richiesti dal legislatore, manca anche quest'anno di
elementi sostanziali per poter espletare pienamente le proprie
funzioni, nel processo di programmazione di bilancio.
Prendo un'altra parte, così l'analizziamo insieme. Nessun cenno è
contenuto, nel documento in esame, con riferimento alle previsioni
delle entrate proprie amministrate, e gestite direttamente dagli
uffici regionali. Analoghe osservazioni possono essere formulate
con riferimento agli altri titoli delle Entrate correnti, nonché
quelle in conto capitale. E così via, pagina per pagina.
Resta carente il quadro informativo dell'impatto di tale
processo. Più in generale, si deve rimarcare come il DEF 18-20 non
contenga gli indirizzi agli enti strumentati e alle società
controllate e partecipate.
Lei, Presidente, se fosse stato al mio posto, giovane deputato di
opposizione, sono certo che avrebbe votato contro questo documento
ma per un motivo semplicissimo. Perché questo documento, che in
teoria dovrebbe essere l'elemento programmatico e di progettazione
futura di questa regione, di fatto risulta molto fumoso. Io, ne
abbiamo già discusso con l'assessore, mi aspettavo molto di più da
questa giunta, e glielo dico con estrema sincerità perché questo
non è un bilancio. Da questo documento mi sarei aspettato molto di
più. Si parla pochissimo dei fondi strutturali e del rischio che
abbiamo nella mancata spesa. Si parla pochissimo delle profonde
aree di crisi come Termini e Gela. Ci sono dei riferimenti errati
per ciò che concerne l'interporto. Manca un riferimento sulla
Siracusa-Gela, che probabilmente non sarà mai completata.
Su delle grandi opere infrastrutturali, oltre che sulla
programmazione di questa regione, c'è veramente pochissimo,
Presidente. E questo è triste analizzarlo insieme perché, da un
giovane deputato dell'opposizione, sicuramente ci si aspettava di
leggere un documento ben più maturo. Un documento che portasse,
veramente, la regione fuori da questo stato di crisi e, invece,
questo non avviene.
Quindi, chiaramente, insieme al mio gruppo, voteremo contro questo
documento.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Non ne sono affatto sorpreso
SUNSERI. No, non deve rimanere sorpreso, assolutamente. Però - e
questo è uno sprono che le faccio - quantomeno sulla legge
finanziaria, che è arrivata ai giornalisti prima di arrivare alla
Commissione bilancio e su cui c'erano già degli errori che erano
stati evidenziati, e che mi auguro verranno modificati prima di
arrivare alla commissione di pertinenza che è quella Bilancio,
almeno uno sforzo da Presidente della Regione, che si è meritato
probabilmente con i voti dei siciliani quello scranno, lo faccia
insieme alla sua giunta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
regione, assessori, dico subito che questo clima, che peraltro vede
intervenire in maniera abbastanza coinvolta diversi deputati per
Gruppo parlamentare - mi sembra che, ad esempio, per il Movimento
Cinque Stelle, siano intervenuti appena adesso cinque o sei
deputati - è un clima che testimonia come ci sia grande attenzione,
grande attesa e, tutto sommato, anche rispetto alle cose che
accadono nella politica nazionale, una sorta di grande aspettativa
verso l'attività di questo Governo.
Io ho ragione di credere persino quando l'onorevole Tancredi
sottolinea come questa notte non ha dormito, che la spinta, le
aspettative, la voglia di analisi - ma non solo di analisi - la
voglia di contribuire, non solo al buon andamento delle attività
dell'Aula, ma soprattutto ad una prospettiva che possa essere
davvero di sviluppo e di investimento per questo territorio sia
vera.
Ed in questo devo dire, Presidente Musumeci ed assessore Cordaro,
sono certo che sia possibile recuperare, riscontrare una volontà
comune che non può non riguardare i componenti tutti di un
Parlamento, oltre che di un Governo. Però lasciatemi dire,
onorevoli colleghi, che in funzione delle caratteristiche del
documento che noi oggi stiamo dibattendo, che di fatto è il
principale strumento della programmazione economica-finanziaria,
oggettivamente assumere toni apocalittici rispetto a quella che è
una visione programmatica dell'attività di un Governo mi sembra
onestamente eccessivo.
Io non ho mai visto un'attività di programmazione di qualsiasi
tipo, Presidente Musumeci, che in qualche modo vuole ledere gli
interessi, le tutele, i diritti, le aspettative di sviluppo di
qualsivoglia soggetto che viene coinvolto nell'attività
programmata. Quindi comprendo qualsiasi posizione critica, ma
tuttavia come si può immaginare da quei banchi che ci sia, lasciamo
stare se il Governo di Centro Destra o il Governo di Centro
Sinistra o di non so quale altro movimento che con fare
autolesionista arrivi qui a dare delle dichiarazioni di intenti
programmatiche su quello che è da venire, solo per la voglia di
sottoporsi a cosa? Ad una gogna mediatica? Ad un'idea di
aspettative disattese? Ho sentito interventi dove si è detto ma da
questo documento mi sarei aspettato di più . Ma da un Documento di
programmazione dove vengono individuate una serie di priorità, una
serie di indicazioni che attengono a dimensione dello sviluppo, io
ho ascoltato le parole del Presidente Musumeci che fa riferimento
all'idea di accompagnare questa terra ad una condizione di
normalità, non mi sembra assessore Turano - che forse la parte più
carente è quella sua, assessore Turano, quindi se per favore può
accomodarsi ed ascoltare le considerazioni che stiamo facendo con
riferimento agli apprezzamenti del Governo.
Io ritengo che questa è una fase in cui non ci devono essere
posizioni demagogiche, ma non ci possono essere crediti assunti da
nessuno in nome non si capisce di quale posizione di rendita. E
questo riguarda tutte le deleghe, assessore Turano, la trovo
particolarmente distratto e la cosa mi dispiace. Ecco, allora la
prego di prestare maggiore attenzione e, signor Presidente, chiedo
se per favore è possibile ristabilire un clima di serenità in
quest'Aula.
Perché vedete, non è che tutti abbiamo soltanto l'ambizione che
questa Sicilia diventi bellissima, perché non credo che fosse solo
uno slogan. Non è che tutti non ci rendiamo conto che i dati con i
quali ci confrontiamo sono dati catastrofici. Conosco il cinquanta
percento della popolazione che rischia di vivere una condizione di
povertà assoluta, in quella zona d'ombra di povertà relativa dalla
quale si può uscire per una malattia, per una situazione di
detenzione, persino per una separazione. Allora, questa Terra è una
Terra dalla quale vanno via ventimila giovani ogni anno, è una
Terra dove si è ritornato ad indici di dispersione scolastica che
sono davvero incredibili.
Allora, in un documento come questo, cosa volevate trovare?
Volevate trovare la negazione di un principio Vi aspettavate che
da parte del Governo ci fossero pratiche autolesioniste
E' stata fatta una pianificazione dove si indicano alcune priorità
con riferimento, ad esempio, al tema delle province e del
decentramento; troviamo delle prospettive di sviluppo legate, ad
esempio, ai temi del turismo che ben si coniuga con l'attività
egregiamente fatta dall'assessore Sgarbi in questi mesi, ritengo di
concerto anche con l'assessore per il turismo ed ho avuto modo di
apprezzare l'attività dell'assessore Sgarbi. Probabilmente, spesso,
sull'onda di una comunicazione spinta, ma ricordo quando in Giunta
una volta disse: che facciamo vi chiedo scusa di esistere Sono su
questi standard, su questa velocità , così come assolutamente
apprezzabile è l'attività fatta da tanti degli assessori in Giunta.
Certamente, ci troviamo di fronte ad un'esigenza; ne abbiamo
parlato più volte anche nella precedente legislatura. Sto spingendo
sul principio dell'insularità. Articolo 36, articolo 37, articolo
38 dello Statuto regionale.
In questo momento, la Sicilia ha un'esigenza che è quella di
riequilibrare i rapporti di forza rispetto al resto del Paese.
Oggi, nascere a Palermo, anziché a Catania o a Canicattì, ti relega
ad una condizione di svantaggio, quasi come fosse una disgrazia.
Credo che in questo DEFR si intraveda la prospettiva di regalare
una dimensione di normalità, dove si possa partire da una
condizione di parità perché davvero nascere in Sicilia non diventi
una discriminante. Certo una serie di critiche sono state mosse,
probabilmente, legittimamente anche dall'onorevole De Luca che
quando fa riferimento al tema delle partecipate non ci dice certo
una corbelleria, non ci dice certo una cosa che non va. Se delle
151 società partecipate ed enti strumentali, soltanto cinque hanno
sentito l'esigenza di dar trasparenza a quei documenti, quattro più
uno
ARMAO, assessore per l'economia. Cinquantuno.
FIGUCCIA. Cinquantuno, ma soltanto cinque, poi, di fatto, sono
dentro la logica, definiamola del consolidamento, cioè dove è
possibile individuare all'interno di quei bilanci la possibilità di
leggere in maniera trasparente quello che accade.
Questo è un problema, ma è ascrivibile a questo Governo o è
ascrivibile a chi, per cinque anni, non ha dato neanche
l'opportunità di dare attuazione al 118 del 2011 che individuava in
quell'esperienza di rendiconto e consolidato un'esigenza assoluta a
cui rispondere
Oggi, con grande onestà, consegno a questo Parlamento,
indipendentemente, trasversalmente, al Partito Democratico ed a
quel Movimento Cinque Stelle che, a livello nazionale, sta anche
dimostrando una maturità insieme ad un altro movimento populista
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, la invito a concludere perché si è
interrotto il servizio, comunque siamo già alla fine.
FIGUCCIA. Insieme all'altro movimento, quello della Lega che, a
livello nazionale, ha dimostrato di avere davvero a cuore le sorti
di questo Paese.
Credo, onorevole Cancelleri, onorevoli colleghi del Movimento
Cinque Stelle, che siamo in una fase ancora di avvio, rispetto
all'esperienza di questo Governo e, quindi, se non fosse altro, al
di là delle appartenenze, un'apertura di credito va data ad un
documento che, mi scusi onorevole Cracolici, non può essere
definito libro dei sogni' perché, per definizione, il DEFR è un
libro dei sogni, perché nel DEFR devono essere contenute le
aspettative.
La ringrazio, signor Presidente, questo volevo rappresentare, buon
lavoro.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Assessori, parlamentari, mi dispiace che si sia allontanato
l'assessore Sgarbi perché volevo salutarlo.
Certo, lei lo sa Presidente, io quando sono stato eletto, sono
stato uno dei primi a dire chissà se possiamo recuperare tempo
perso, perduto, ma non sulle responsabilità di Crocetta così come
spesso voi cercate di fare, anche lei stesso durante l'intervento
che ha fatto l'onorevole Cracolici, non mi è sfuggito il suo
atteggiamento nel voler rilegare l'intervento dell'onorevole
Cracolici a chi, quasi quasi, non può parlare perché ha governato
la Regione siciliana. E' una mia sensazione sbagliata però, ogni
tanto, voi lo ripetete, lo ripetete spesso: siamo qua, è tutto
finito, l'accordo con lo Stato
MUSUMECI, presidente della Regione. Ci sono responsabilità antiche
e recenti. Venti anni
DIPASQUALE. No, Presidente, la prego, ancora non ho neanche
iniziato. Per favore, Presidente.
Infatti, secondo me, dobbiamo partire proprio da questo ma lo
dobbiamo fare veramente e lo deve spiegare anche ad Armao. Cioè ci
sono vent'anni di responsabilità - ora ci arrivo all'assessore
Armao - grandi, di tutti, di chi ha governato, per lo più è stato
il centro destra - io ero sindaco, voi lo sapete bene -, però ho
contribuito anch'io a quelle responsabilità, così come ha
contribuito l'opposizione di quegli anni. No? Tutti abbiamo queste
responsabilità e lei, come me, come l'onorevole Cracolici, coloro
che siamo stati nella scorsa legislatura, conoscevamo il bilancio,
la finanziaria, sapevamo bene quale fosse il peso che il Governo ed
il Parlamento si sarebbero trovati sulle spalle. Quindi,
smettiamola
A me fa simpatia quando l'assessore Armao dice: ora arriviamo noi
e poi facciamo questo confronto con lo Stato, ci facciamo dare
tutto . Ma noi siamo quelli del 61 a zero. Ma come? Noi siamo
quelli del 61 a zero che non abbiamo portato nulla alla Sicilia,
nulla. Nulla, non abbiamo portato nulla, abbiamo portato zero No
il 61, abbiamo portato solo lo zero. Che ben venga Io me lo
auguro A meno che il Presidente decida di porre termine a questa
esperienza.
PRESIDENTE. Siamo qua sotto questo cielo
DIPASQUALE. Guardi noi dell'opposizione, io questa mattina ho
fatto di nuovo le fotografie, dopo che lei ha detto: sono pronto a
dimettermi .
Io, intanto, sono andato a Palermo, c'era un fotografo e ho fatto
le fotografie. Prontissimi. Si immagini noi dell'opposizione. Io
sono convinto e sono sicuro che lei questo intervento lo ha fatto
rivolto alla maggioranza, non all'opposizione perché giustamente
parla la maggioranza ed alla maggioranza è giusto che lei dica:
guardate che andiamo tutti a casa a votare . Noi siamo
prontissimi. Noi stiamo all'opposizione, siamo quasi mezza casa
Quindi siamo pronti, pronti, caro Presidente. Ho fatto le foto,
inviterò anche i colleghi a farle perché noi siamo pronti.
Io speravo, veramente, nell'assessore Sgarbi, affinché potesse
dare un'azione di rilancio alla Sicilia, ai beni culturali. Ci
speravo, veramente. Certo non me lo sarei mai immaginato. Gli avete
fatto fare una fine indecorosa ed a me dispiace, signor Presidente.
Non riesco a capire il perché. Perché, cosa ha fatto di male questo
Sgarbi per meritare tutto questo, cosa ha detto?
Io a Sgarbi, per esempio, gli farò avere...
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, lei deve intervenire sul DEFR.
Lei deve intervenire sul DEFR. Ma quale censore? Ma cosa c'entra
l'onorevole Sgarbi. Deve intervenire sul DEFR
DIPASQUALE. Non vi preoccupate, abbiamo pazienza, signor
Presidente. Io gli farò avere il DEFR, perché voglio sapere che
cosa ne pensa lui, magari ce lo farà capire con un video. Ognuno di
noi ha i suoi modi per esprimere il proprio giudizio, magari io
glielo farò avere perché ci tengo
Sul DEFR ho poco da aggiungere rispetto a quelle cose che sono
state dette dal punto di vista tecnico dai colleghi che mi hanno
preceduto, tutti, in maniera brillante, dai colleghi del Movimento
5 Stelle, qualcuno della maggioranza, da Antonello Cracolici che è
stato molto chiaro nell'analisi tecnica.
Io mi soffermo solamente su quella politica. Sul DEFR non è che
noi non ci crediamo, non ci crede la maggioranza.
E per favore, non potete scaricare le responsabilità al capogruppo
Lupo che chiede il rinvio della seduta di ieri. Ho letto questo in
una dichiarazione del Presidente, come a volere scaricare le
responsabilità a noi.
Ieri, vi abbiamo fatto una cortesia. Ieri non eravate neanche 30,
31. Ieri vi abbiamo voluto dare la possibilità di rivederci, oggi,
per evitare una brutta figura. Ed anche questo diventa uno
strumento contro di noi
Io penso che, qui, davvero, dobbiamo ritrovare un attimo le
ragioni dello stare insieme dal punto di vista del rispetto
istituzionale, cioè se il capogruppo Lupo interviene dicendo: è
meglio che rinviamo a domani , non è perché è contro la Sicilia, ma
perché non c'è la maggioranza che deve governarla la Sicilia. I
primi ad essere responsabilizzati, ad essere responsabili del
governo dell'Isola, siete voi con la maggioranza.
E se questo quadro è saltato, dovete dirci come dobbiamo andare
avanti perché, credetemi, non possiamo rimanere cinque anni a
riscaldare la minestrina. Non è per questo che siamo stati votati.
Abbiamo da fare scommesse importanti, nel DEFR non c'è scritto
quasi nulla. Analisi, tanta bella analisi. Si parla di Fondi
europei. Si parla di accordo Stato-Regione che dobbiamo andare a
fare. In sostanza poco. Non lo dico io, lo dice la vostra
maggioranza.
Lasciamo perdere la Corte dei Conti, non mi pare che fosse molto
contenta, non avete fatto un figurone con la Corte dei Conti.
E, comunque, la vostra maggioranza...
Vedete noi ci auguriamo, io mi auguro che il mio sia un giudizio
di parte, chiamatelo come volete, dato, espresso da un componente
dell'opposizione, mi auguro che la vostra maggioranza traduca
l'apprezzamento verso il DEFR con un voto positivo.
Vedete, non c'è il problema, qui, della Siracusa-Gela che va
completata. Ma la Siracusa-Gela deve arrivare fino a Trapani Serve
un progetto ed una strategia di finanziamento. Quella è
l'emergenza. C'è una logica di affrontare le questioni
dell'emergenza. Manca un disegno sulle infrastrutture in Sicilia,
non solo le emergenze, è molto poco, molto relativa. E' importante
per noi di quel territorio, fondamentale, ma quello che manca,
invece, è un progetto che parli di infrastrutture, di porti
commerciali, che parli degli aeroporti, cioè una strategia
complessiva.
Io penso che li debba risolvere tutti, subito, il Presidente della
Regione. Ovvio, no Ma almeno un progetto, almeno un progetto
Abbiamo questo progetto, intendiamo costruire una rete di
portualità in tutta la Sicilia perché riteniamo che ci debba essere
un porto turistico, almeno, ogni 20 miglia, per dare la possibilità
di creare il turismo nautico. Per quanto riguarda, invece, i porti
commerciali abbiamo quest'altra strategia; per quanto riguarda gli
aeroporti minori vogliamo fare quest'altra cosa Cioè non c'è un
progetto, non c'è un progetto di sviluppo della Sicilia
Ma io sono convinto che i primi ad esserne convinti siano proprio
i colleghi della maggioranza, quindi, Presidente, chiudo, completo,
capisco che il mio sia un intervento che non meriti tutta
l'attenzione e neanche tutto, non dico il compiacimento, però
l'attenzione, non meriti tutta l'attenzione, però, Presidente, mi
creda che così possiamo andare a casa tutti, prontissimi Nessuno
di noi ha difficoltà ad andare a rivotare
Lei ci deve fare capire bene e questo spetta a lei perché è il
capo di questo Governo, come intende proseguire perché ce ne
accorgeremo già da stasera che, non è per responsabilità
dell'onorevole Lupo, Presidente del Gruppo parlamentare del PD che
ci è stato un rinvio di 24 ore ma per la sua maggioranza che è
inesistente.
MUSUMECI, presidente della Regione. Quale maggioranza
DIPASQUALE. lei è stato eletto, non mi dica, lei è stato eletto e
gli elettori siciliani LE hanno consegnato una maggioranza, se lei
non ce l'ha più ed intende fare gli interessi dei siciliani, deve
fare solo una cosa: si deve dimettere, non ci deve minacciare, lei
si deve dimettere
MUSUMECI, presidente della Regione. Si ripassi la legge
elettorale
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonio. Ne
ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, Assessori, onorevoli colleghi, cittadini, ascoltavo prima
l'onorevole Figuccia definire il DEFR come il libro dei sogni'. In
realtà, il DEFR costituisce il principale strumento della
programmazione economico finanziaria e delle misure di politica
economica regionale ed ha l'obiettivo o dovrebbe avere l'obiettivo
di indicare la strategia economica e di finanza pubblica nel medio
termine. Detto documento, dite voi, è il primo che viene presentato
da questo Governo e, pertanto, assume un particolare rilievo.
Complimentoni
Questo documento, in realtà, non sembra programmare ma anzi appare
contradditorio e scarno. Questo è il giudizio che mi sento di
rassegnare non solo in qualità di deputato d'opposizione ma anche
perché riporta quello che è il pensiero della Corte dei Conti. E vi
spiego anche perché appare contradditorio e scarno: affermate di
voler sostenere la sanità pubblica, però partite dal presupposto
che la rete ospedaliera, esitata dal precedente Governo sia un
ottimo punto di partenza. Questa cosa l'avete detta tre volte
finora
MUSUMECI, presidente della Regione. Ottimo?
DE LUCA Antonino. L'avete detto E lo ribadite Ottimo. Roba del
genere, non ci fermiamo sul
Comunque un buon punto di partenza, se preferite.
MUSUMECI, presidente della Regione. Bravo
DE LUCA Antonino. Peccato che questa rete ospedaliera prevedeva il
taglio di trecento posti letto pubblici, mentre lasciava
praticamente invariati i posti letto privati. Vi faccio un esempio
sulla mia città, su Messina, dove su circa 1800 posti, 800 sono
destinati alla sanità privata.
Dichiarate di voler dedicare attenzione alle Isole minori e poi
sostenete di volerlo fare con l'ausilio della telemedicina.
Ora, premesso che non credo che la telemedicina avrebbe salvato la
vita a quella persona che è morta un paio di giorni fa e che se
l'aereo fosse riuscito a volare avrebbe trasportato quel malato a
Gela perché negli ospedali vicini, nel milazzese o nel messinese,
non c'era un solo posto letto libero, ma non credo neanche che con
la telemedicina possiamo neppure garantire, per esempio, ai bambini
che vivono nelle Isole minori, l'assistenza continuata di un
pediatra.
Nelle Isole minori i bambini, nei primi cinque anni di vita,
vengono seguiti, a volte, da cinque, sei pediatri diversi; allora,
se vogliamo garantire una buona sanità, non una sanità, una buona
sanità alle Isole minori dobbiamo fornire personale stabile e
qualificato perché un paziente si segue bene se lo si conosce non
se ogni sei mesi viene visto da un medico diverso, nessuno di noi
sottoporrebbe il proprio figlio a sei medici diversi
Affermate di voler contenere la spesa farmaceutica e quella
pubblica; il contenimento non può avvenire con un taglio
orizzontale di 500 milioni, ma dovrebbe prevedere, innanzitutto, un
serio programma di prevenzione, un coordinamento delle ASP perché,
in questo momento, ogni ASP fa praticamente quello che vuole,
soprattutto nella gestione degli affidamenti diretti.
E questo ve lo dice anche la Corte dei Conti. Si agisce in proroga
anche con i contratti di molti dirigenti che vengono presi per tre
mesi e vengono, di volta in volta, riconfermati. Per non parlare,
poi, di come agisce il C.U.C., ovverosia spesso si continua a
insistere sull'affidamento di appalti importantissimi con la teoria
del massimo ribasso, per carità c'è la legge, però possiamo andare
benissimo a Roma
MUSUMECI, presidente della Regione. Con chi andare a parlare a
Roma?
DE LUCA Antonino. Lei è dotato dell'autonomia per andare a Roma a
dire: No, cari, qua in Sicilia il massimo ribasso non intendiamo
applicarlo .
Io le lascerò il tempo, però siccome qui si parla di
programmazione lei quantomeno me lo deve dire che vuole andare a
Roma, al Ministero, a precisare queste cose perché se è
programmazione lo dobbiamo programmare.
Il contenimento della spesa farmaceutica passa anche da
un'importante correlazione che ci deve essere non solo in termini
informatici ma anche in termini fisici tra i medici di base, i
medici di famiglia e le farmacie.
Per esempio, nelle scorse settimane avevo richiesto la
calendarizzazione di una mozione che vi impegnava per partecipare,
in maniera seria, alla Conferenza Stato-Regioni, per entrare come
regione capofila nell'attuazione della farmacia di servizi che sarà
di prossima attuazione.
Domani c'è la Conferenza Stato-Regioni, so che parteciperà un
funzionario dell'Assessorato, mi auguro che porti il risultato a
casa, perché non solo sarebbero nove milioni di euro che
arriverebbero in Sicilia, ma sarebbe anche un'importante...
RAZZA, assessore per la salute. Confermo.
DE LUCA Antonino. L'Assessore conferma perché dovrebbe andare il
dottor Lo Presti, sono aggiornato - se non so male - oppure se va
lei meglio
Altra discorso molto importante i LEA, gli obiettivi premiali, la
mobilità passiva. In questo DEFR non siamo entrati nel merito di
queste questioni.
I LEA devono essere considerati nella loro interezza e non solo
sotto un profilo quantitativo, perché nei LEA sono fondamentali i
livelli qualitativi che si devono garantire. E da questo punto di
vista il sistema premiale dei dirigenti ASP o dei direttori non
sempre va a premiare la qualità dei servizi resi ma, spesso, premia
la quantità dei servizi resi e, soprattutto, va a premiare
esclusivamente il contenimento della spesa, però non ha senso
assegnare un premio per un servizio non reso, è illogico e questo
va detto chiaro e tondo.
Altra pecca: i servizi sociali, i servizi domiciliari, disabilità.
Praticamente nel DEFR queste tre cose non sono neppure nominate.
I servizi domiciliari sono la nuova frontiera della sanità
pubblica, andiamo verso la cronicizzazione delle malattie e nei
confronti delle lunghe degenze. Tutto questo non è minimamente
contemplato in un documento che dovrebbe programmare.
Io ho grande fiducia che questi aspetti saranno trattati dal suo
Assessorato, però siccome avete avuto cinque mesi per stilare
questo Governo, avrei quanto meno gradito
MUSUMECI, presidente della Regione. Due mesi
DE LUCA Antonino. Lo sapevate che lo dovevate fare Quando ci si
presenta alle elezioni, ci si presenta non solo con un programma,
perché questo è un programma, ma subito dopo si inizia a lavorare
sulla definizione e sugli strumenti attuativi. Però, io sono per
natura una persona che ha fiducia e, quindi, lo boccio ma mi fido
che lo farete.
Un'ultima cosa: avrei voluto salutare l'assessore Sgarbi ma,
probabilmente, sarà andato in bagno quindi, ci sarà occasione
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, Presidente della Regione, Assessori
e colleghi, dico subito che il mio intervento come, peraltro, sono
solito fare da questa tribuna, non intende partecipare ad una
stanca liturgia tra maggioranza ed opposizione.
Sono stato maggioranza e sono stato espressione di un Governo, la
scorsa legislatura, e credo di essermi comportato sempre con grande
rispetto nei confronti dei colleghi parlamentari ascoltandone con
pazienza e con grande attenzione la diversa sensibilità con cui
ciascuno affronta e propone la soluzione ai problemi complessi,
difficili di questa nostra straordinaria Terra.
Premesso il senso di questo mio intervento, vorrei dare un
contributo da un punto di vista di un parlamentare che vorrebbe
mettere a frutto anche l'esperienza diversa, di maggioranza, di
opposizione, che in questi anni, in questa Aula, in questa Regione,
ha portato.
Per cui le osservazioni, più che le critiche, a questo documento
di economia e finanza regionale vorrebbero, avrebbero un po' la
presunzione di provare a tracciare insieme al Parlamento e al
Governo un percorso che tenga conto delle difficoltà che, negli
anni, i governi hanno incontrato e che al Governo in carica,
evidentemente, è demandato di fare ulteriori passi avanti con
difficoltà e senza avere alcuno la presunzione di avere la verità
rivelata nelle mani.
Certamente, il documento di economia e finanza 2018-2020 sconta la
difficoltà e la necessità di doversi allineare al decreto
legislativo n. 118 del 2011, cioè il decreto che tende ad
armonizzare, in maniera diversa rispetto al passato, i percorsi
degli strumenti finanziari e rispetto ai quali il documento di
economia e finanza regionale non può che essere la guida, contenere
le linee guida che, poi, sottendono ai documenti finanziari, sia il
bilancio che la legge di stabilità.
Rispetto a questo ci sono elementi che tengono conto di ciò che è
stato fatto e riconosco l'onestà intellettuale di chi queste cose
certamente ha scritto.
Ci sono altri aspetti, Assessore, che andavano certamente
trattati. Per carità, lei lo ha detto diverse volte, anche nella
seduta di audizione della Corte dei Conti, c'è stata la fretta e la
difficoltà di costruire un documento di economia e finanza con una
struttura normativa diversa, una struttura normativa nuova, ma ciò
non toglie che la carenza di alcuni elementi debba essere
recuperata, deve essere necessariamente recuperata.
Io credo che sia venuto il momento, dopo qualche mese, certamente
non tanti, della nuova legislatura e, quindi, della nuova
esperienza di Governo, lo dico con grande rispetto, di guardare
alla prospettiva e di non andare avanti guardando indietro perché
si rischia di inciampare e di inciampare pesantemente.
Se ogni Governo che si insedia, ogni maggioranza che si insedia
dovesse affrontare le difficoltà che ci sono e che sono oggettive e
che sono assolutamente non eludibili immaginando di trovare alibi
in macerie che non ha trovato - perché nessuno ha mai trovato
macerie, ha trovato difficoltà e problemi non risolti -,
probabilmente, ci ritroveremo fra un anno a discutere del nuovo
documento - fra un anno, meno di un anno, a giugno - di economia e
finanza con gli stessi criteri e con la stessa logica e, allora,
credo che questo Parlamento, nella sua responsabilità delle diverse
posizioni e il Governo, abbiano il dovere immediatamente di
cambiare passo, di entrare nella logica che siamo in una nuova
legislatura e di fare in modo che le insufficienze che
fisiologicamente pure ci sono in questo documento di economia e
finanza vengano assolutamente recuperate perché, assessore Armao,
mi rivolgo a lei perché ha fatto una battaglia culturale rispetto
a questo tema, ma può essere pericolosissimo immaginare di
risolvere i problemi della Sicilia soltanto pensando di risolverli
nel momento in cui avremo ridefinito e rinegoziato i rapporti con
lo Stato. Questo sarebbe davvero pericoloso ed il prezzo certamente
lo pagherebbe il Governo che può avere intrapreso questa strada ma
rischieremmo di farlo pagare tutti insieme ai siciliani per cui, a
prescindere da quella che è la scelta politica, legittima, che il
Governo in carica vuol fare, di provare a rinegoziare quelli che
sono i termini dell'accordo con lo Stato che è tutt'ora vigente, -
siamo a legislazione vigente - e, quindi, non possiamo non tenere
conto dei vincoli che quell'accordo ci impone però dobbiamo
provare, a legislazione vigente, a capire come andare avanti
rispetto alla soluzione dei problemi che ci poniamo davanti e,
quando parliamo, per esempio, della razionalizzazione degli enti
regionali sarebbe stato un caso, sarebbe il caso molto presto di
individuare quella che è la valutazione economico-finanziaria di
una nuova politica rispetto agli enti regionali, dovremmo
quantificarne i risparmi, dovremmo capire cosa farne del personale
di questi enti in una Regione che ha difficoltà certamente rispetto
ai livelli occupazionali: lo stesso avremmo la necessità di
ridefinire in questo documento e poi trovarlo calato nella legge di
stabilità, nel disegno di legge sulla legge di stabilità e del
bilancio che è la politica, per esempio, sui forestali, le
politiche di sviluppo di questa Regione.
Ecco, tutto questo senza puntare l'indice come sono stato abituato
sempre io dalla maggioranza e dall'opposizione, ma invitando il
Governo ad andare avanti sulle cose positive, tante, che sono state
fatte nel passato e a provare a superare le difficoltà che magari i
governi e le maggioranze del passato, più o meno recente, non sono
riusciti, come dire, ad affrontare e risolvere ed in questo senso,
proprio perché non mi va di entrare in dibattiti che hanno un
sapore liturgico inutile ed assolutamente controproducente per gli
interessi dei siciliani, inviterei anche tanti colleghi a
documentarsi meglio su tanti aspetti delicatissimi a partire da
quello sulla salute sulla quale, ovviamente, per senso di rispetto
a chi, come dire, ha continuato questo percorso e continua questo
percorso, ho omesso in questi mesi di, come dire, qualsiasi tipo
di intervento.
Il campo della sanità, e mi avvio a chiudere, è un campo davvero
complesso. Sono stati fatti progressi importanti, progressi
importanti a partire dal 2007-2008 in una Regione che ha pagato
prezzi elevatissimi con l'addizionale Irap al massimo fin dal 2007,
con l'addizionale Irpef, prezzi che hanno pagato i siciliani in
questi anni, in maniera assolutamente trasversale, quindi non sto
difendendo nessuna posizione, perché tanti governi e tante
sensibilità si sono avvicendate nella responsabilità di quel
difficile settore, sono andati avanti, non siamo fermi esattamente
al momento in cui è stato sottoscritto con lo Stato il cosiddetto
piano di rientro, - così ci comprendiamo tutti - ognuno di coloro
che hanno avuto la responsabilità di questo settore hanno dato il
loro contributo, oggi siamo molto, molto avanti rispetto alla
soluzione dei problemi di questo particolare comparto, però, quando
entriamo nel dibattito - l'assessore Razza credo che me ne darà
ragione - bisogna avere i dati concreti nelle mani, non bisogna
parlare per comunicati stampa e peggio ancora tenendo conto, come
dire, di ciò che distrattamente leggiamo ogni mattina perché ci
sono gli atti ufficiali e ci sono le verifiche trimestrali che la
Regione siciliana, come le altre regioni, hanno, non dico
subiscono, perché non mi va di utilizzare questo termine, da parte
del Tavolo nazionale della quale fa parte, oltre al Ministero della
salute per gli aspetti tecnici, ovviamente, ma il Ministero
dell'economia e delle finanze.
Quindi, nessuno qui ha improvvisato nulla e il percorso, difficile
e complicato, va evidentemente ancora seguito, ma il punto di
partenza è certamente che anche io ho trovato - e credo anche chi
mi ha preceduto, anzi, con certezza - in questi anni ha cercato di
portare avanti, perché se abbiamo oggi l'abbattimento
dell'addizionale IRAP e il dimezzamento dell'addizionale IRPEF,
certamente, qualche passo avanti rispetto al passato è stato fatto.
E allora io vorrei che i problemi complessi di questa nostra
Regione fossero affrontati con una grande responsabilità, che si
deve assumere anche il Parlamento. Governare con il Parlamento non
vuol dire governare con pasticci e con inciuci, ma significa
governare con la trasparenza degli atti che il Parlamento ha il
diritto e il dovere di giudicare.
Pertanto, io credo, assessore, che vada fatto un supplemento di
lavoro, un supplemento di approfondimento rispetto a questo
documento. E non potere esprimere, come già accaduto in
Commissione, un giudizio favorevole, non deve essere considerato -
come dire - come lesa maestà , ma deve essere considerato
semplicemente un punto di partenza. Perché io credo che anche in
questa legislatura, onorevole Presidente, come nella scorsa
legislatura, reciprocamente, da posizioni diverse e contrapposte ci
siamo detti, anche in questa legislatura ci sono responsabilità
enormi.
E alla fine di questa legislatura, pur dalla posizione di
opposizione che il corpo elettorale ha scelto per la mia parte
politica, io vorrei che tanti e tanti altri problemi, come nel
passato è accaduto, fossero portati a soluzione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Onorevole Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
cittadini. Diciamoci la verità, questo Documento di economia e
finanza regionale è un libro dei sogni, pieno di proclami.
Altri colleghi hanno già detto che comunque questo documento è un
libro dei sogni. Si parla di cose condivisibili e di altre non
condivisibili. Ad esempio le soluzioni alle aree di crisi complessa
industriale, dove l'assessore Armao e l'assessore Turano non sono
ancora venuti in audizione a parlare di come vorrebbero risolvere,
e noi li aspettiamo all'interno della Commissione Bilancio . E di
cose, appunto, condivisibili, come la sanità digitale, l'agenda
digitale, il turismo digitale. Addirittura all'interno dell'agenda
digitale, spulciando qua e là, si parla pure del progetto Bollenti
spiriti , che è il progetto che ha un po' rivoluzionato il lavoro
giovanile della Regione Puglia.
Quindi, si parla, o comunque si fanno proclami sull'innovazione. A
un certo punto però mi sono fermato leggendo questo documento e ho
capito che è stato scritto per i Siciliani, ma tutto quello che c'è
all'interno di questo documento non verrà realizzato dai giovani
Siciliani. Non verrà realizzato da loro perché all'interno di
questo documento non si parla di politiche attive del lavoro; non
si è coraggiosi nella sperimentazione per quanto riguarda la
formazione. Ad oggi si sta facendo una sperimentazione, ma che
scontenta un po' tutti: scontenta i giovani Siciliani, che non sono
messi al centro di questa nuova sperimentazione; scontenta le
aziende, perché il catalogo delle professionalità inserite
all'interno del catalogo della formazione sono professionalità che
devono essere completate o aggiunte con nuove professionalità che
vengono cercate, ad oggi, dalle aziende, oltre al fatto che,
comunque, può essere fortemente soggetto a ricorsi. E allora, mi
chiedo questo Governo, a questo punto, manca di coraggio? Manca di
coraggio nelle scelte, perché i trecentocinquantamila giovani che,
ad oggi in Sicilia, non lavorano e nemmeno studiano, mi chiedo come
verranno attratti dalla proposta formativa regionale? Come verranno
immessi, all'interno del mondo del lavoro, se ancora oggi
all'interno del Documento, si parla di Centri per l'impiego ?
Centri per l'impiego che, tutti noi sappiamo, non funzionano e
nessuno, ad oggi, ha messo mano ad una riforma seria perché si
parla di Cabina unica di regia , ma, se la cabina è unica, allora
perché si sta facendo una sperimentazione sulla formazione e non si
fa una sperimentazione, parallelamente, sulle politiche attive del
lavoro?
Allora, quello che chiedo a questo Governo è di cercare di aver
coraggio, perché i Siciliani là fuori, ci chiedono di essere
coraggiosi e questo documento, ahimè nonostante i proclami, non è
affatto coraggioso. Passeggiando un po' per strada, ma penso vi
capita ovviamente pure a voi, l'unico atto coraggioso riconosciuto
dai Siciliani, e fatto da questo Governo, ad oggi sono le
preannunciate dimissioni dell'assessore Sgarbi. Questo è l'unico
atto coraggioso che i Siciliani, là fuori, riconoscono a questo
Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, assessori, cittadini, io lo ammetto,
dico, il Movimento Cinque Stelle, il Gruppo del quale faccio parte,
oggi si trova in una posizione privilegiata. Non ha governato, non
governa questa regione - aspirava a governarla - e, quindi, questa
posizione mi consente di essere equidistante tanto dal centrodestra
quanto dal centrosinistra.
Dico questo perché, oggi, ricorre esattamente un anno ed un giorno
dall'annuncio che fu fatto dall'assessore Gucciardi, non me ne
voglia ovviamente, quando, esattamente il 26 marzo 2017, nel
Giornale di Sicilia fu annunciata La nuova rete ospedaliera: il
primo sì da Roma. L'assessore Gucciardi: fra giugno e luglio le
prime stabilizzazioni e il via ai concorsi .
Bene, è passato un anno ed un giorno. Che cosa è successo da
quell'anno ed un giorno, ad oggi? Che cosa è successo da
quell'annuncio sul Giornale di Sicilia a questo Documento di
programmazione economico finanziaria? E' successo solo un ulteriore
deterioramento di ciò che già si trovava in condizioni
assolutamente precarie. Oggi, abbiamo una situazione assolutamente
insostenibile, nei Pronto Soccorso, nell'area dell'emergenza-
urgenza. Abbiamo una situazione a totale carico di medici ed
infermieri che non ce la fanno più E il miraggio delle
stabilizzazioni, dei concorsi è sempre più lontano.
Però, Presidente Musumeci, la cosa che mi fa impazzire, mi creda -
noi ci siamo visti, e guardati mille volte, quando lei sedeva su
quello scranno ed altre mille volte in Commissione Sanità col suo
Capogruppo, Santi Formica - e mi chiedo, oggi, quando Santi Formica
diceva che avrebbe strappato quella rete ospedaliera, come fate a
scrivere che ripartite dal buon lavoro già svolto'?
Come si fa a conciliare una posizione così netta, chiara,
inequivocabile, che condividevamo in Commissione Sanità e in
quest'Aula, con quanto è dichiarato e rappresentato in questo
Documento, Presidente?
MUSUMECI, Presidente della Regione Confermo
CAPPELLO. E questo mi fa piacere, ma qui leggo un'altra cosa,
ahimè.
MUSUMECI, Presidente della Regione No, no. Confermo quello che c'è
scritto in questo Documento
CAPPELLO. E, allora Presidente, questa non è coerenza Questa non
è coerenza
Presidente, questa non è coerenza, perché un conto è quello che
ella esprimeva in Commissione ed in Aula al momento
dell'opposizione ed un conto invece questa retromarcia, Presidente,
che a mio modo di vedere è assolutamente inaccettabile.
Presidente, sulla sanità occorrono delle risposte immediate. E'
vero occorre una programmazione, è assolutamente vero. Si parla di
temi che fino a questo momento sono rimasti dei tabù, lettera
morta, dei punti di programma di ogni formazione politica che fino
a questo momento però - ripeto con forza - sono rimasti lettera
morta. E non c'è più tempo, e non c'è più tempo di aspettare altri
sei mesi, Presidente, a giugno sarà troppo tardi, ed io mi auguro
davvero, e non voglio essere Cassandra, che non ci scappi qualche
morto Perché, ripeto, gli operatori della sanità non ce la fanno
più, i Siciliani non ce la fanno più, i pazienti stazionano ore ed
ore nei Pronto Soccorso e questo documento ahimè procrastina,
programma, ma non dice in che modo questi problemi, come le ho
detto sabato davanti al vescovo di Caltagirone, sono rimasti ancora
sul tavolo della politica, verranno risolti
Ed allora, Presidente, qualcosa bisogna farla, il mio Capogruppo
lo ha annunciato, noi voteremo contro questo Documento, noi
voteremo contro anche il prossimo esercizio provvisorio.
Perché, Presidente, diciamocela tutta, questa ahimè è un'altra
replica, è un altro copione.
Lo abbiamo visto col Governo Crocetta che andava avanti ad
esercizi provvisori e a Finanziarie. Presidente, non offenda
l'intelligenza di questo Parlamento ed io non offenderò la sua,
quando lei dice che è pronto alle dimissioni , Presidente lei sa,
io ho letto questo sulla cronaca
MUSUMECI, presidente della Regione. Non ho mai detto questo. Legga
bene.
CAPPELLO. D'accordo Presidente. Lei sa che questa legge elettorale
non consegna alcuna maggioranza solida ad un Governo, ma è anche
vero che questo Governo non ha bisogno del Parlamento superato il
guado della Finanziaria.
E quindi è chiaro che questo messaggio, che lei quindi smentisce
in questo momento, quello che ha riportato Live Sicilia?
MUSUMECI, Presidente della Regione. Sì.
CAPPELLO. D'accordo. Lei sa che, superato il guado della
Finanziaria, non avrà più bisogno del Parlamento. Questo è quello
che io leggo. E no, e no Perché al mio posto, nella scorsa
legislatura sostenevate le stesse identiche cose, a parti inverse
Grazie.
MUSUMECI, presidente della Regione. Grazie a lei per la sua
onestà intellettuale. Due pesi e due misure. Quando voi
appoggiavate Crocetta, io firmavo le mozioni di sfiducia. Ne
parliamo dopo, vi presento il conto, tranquilli, ho una buona
memoria, tranquilli.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, Governo, colleghi e cittadini. E' stato
detto tanto, questo D.E.F.R. riesce a non piacermi persino per le
cose che non ci sono scritte, per le grandi dimenticanze.
Presidente, ci trovavamo qui a fine dicembre, proprio i giorni in
cui si formava l'Ufficio di Presidenza e ricordo distintamente
quando ci siamo incontrati ed abbiamo scambiato due parole e così,
una riflessione a taccuino chiuso sul che fare. Un esercizio
provvisorio era necessario, comprensibile, non siamo, non
proveniamo da un altro pianeta, ma si pensava ad un mese, due mesi,
tre mesi, perché bisognava fare la campagna elettorale. Io le dissi
Presidente, la migliore delle campagne elettorali sarebbe quella
di chiuderci in quest'Aula e lavorare .
MUSUMECI, Presidente della Regione. Anch'io ne sono convinto.
FOTI. Ebbene, purtroppo così non è stato e si vede. I compiti a
casa alcuni dei suoi componenti della Giunta non li hanno fatti e
quindi non si può neanche parlare di un impegno - sa, quando si
dice ci si impegna, ci si applica, ma non ce la si fa, c'è anche
chi non si è applicato. Sono stati affrontati tanti temi, io ne
toccherò due. Uno che lei ricorda, stare a cuore non solo alla
sottoscritta ma a tantissimi parlamentari, lei compreso, che è
quella delle istituzioni di pubblica assistenza e beneficienza.
Davvero, gli ultimi degli ultimi, gli stradimenticati', eppure il
suo assessore Ippolito, che oggi purtroppo non è qui presente, si è
ricordata di questi enti, quando durante la campagna elettorale
fece uno spoil system, dal mio punto di vista inappropriato,
facendo decadere i consigli di amministrazione, l'ultimo legame che
dà un barlume di democraticità per sostituire dopo pochi giorni i
consigli di amministrazione con dei commissari.
I problemi non sono cambiati, lei li conosce. Circa un migliaio di
dipendenti, da chi si vuole buttare dai palazzi dove ci sono
ospitati gli anziani, chi scrive messaggi di disperazione, chi è
con l'energia elettrica staccata perché non prende stipendio pur
lavorando e assistendo anziani, inabili, minori, anche per decine
di mesi.
Lei conosce bene questa situazione. Eravamo colleghi seduti nei
banchi dell'opposizione durante la scorsa legislatura, ma purtroppo
non ho visto attenzione, né in Commissione, dove già avevo
presentato una proposta, dove non si è presentato nessuno, né nel
DEFR, dove non si fa accenno, eppure c'è tanto bisogno di servizi
sociali e vorrei sapere che fine ha fatto l'integrazione socio-
sanitaria che non era il massimo, ma era qualcosa, per cominciare.
Vorrei sapere la riforma se si farà. Queste persone vorrebbero
sapere, glielo dico io, nella finanziaria, per gli obblighi
previsti con la legge vigente, che non ha voluto cambiare, e
voglio andare ancora più indietro perché le responsabilità
provengono da Lombardo, da Crocetta e provengono anche da questo
Governo che non sta dando la speranza. Ma nessuno ha la pretesa che
con uno schiocco di dita si sistemino guai ereditati da decenni, ma
quando non c'è neanche la buona volontà, e ci sono azioni dolose
come quella portata avanti dall'Assessore che ha fatto decadere
quei miseri consigli di amministrazione per mandare commissari che,
ahimè, non prenderanno nemmeno quel minimo contributo, perché le
casse sono vuote. Perché ci sono IPAB che stanno andando avanti con
i conti bloccati, giustamente, da parte dei dipendenti per dei
pignoramenti, con le economie, che non sanno se potranno comprare
le derrate alimentari per dare da mangiare alle persone, anziani
spesso inabili, colpiti da degenerazioni croniche che vivono in
queste strutture amati e voluti bene, e lei ne ha visitati, anche
da decenni, che in questi giorni saranno trasportati chissà dove, e
come ha detto l'onorevole Fava in Commissione, e ho apprezzato
molto la sua osservazione, andare a toccare quelle persone
significherà in molti casi provocarne, addirittura, la morte.
E questo è un atto di cui dovremmo farci carico io spero che
finalmente si possa fare qualcosa.
I dipendenti sperano tanto di finire nei comuni perché con la
legge vigente, è questo che con la legge attuale, quella che
avevamo proposto di riformare che nelle altre regioni è stato
fatto, andranno nei comuni, e mi sono trovata di fronte a sindaci,
all'ANCI, che in Commissione, si lamentavano: ma non ci potete
mandare quest'altra zavorra'.
Allora, Presidente, una Regione in cui gli ultimi e le fragilità
non vengono neanche citati, in cui i lavoratori, non gli imboscati,
coloro i quali stasera rimboccheranno le coperte dei nostri anziani
e inabili gravi, senza stipendio, ma non si ha neppure l'attenzione
verso queste persone, è una Regione senza speranza.
Quindi, il mio appello al Parlamento dato che purtroppo, mi auguro
che ci saranno altri assessori che saranno mandati via, ma non per
finta, per davvero e si prendano delle persone volenterose e
abnegate al lavoro, anche il Parlamento faccia il suo lavoro e non
dimentichi di essere legislatore, di non aspettare riforme che non
arriveranno da parte dell'Assessorato e che è nostro dovere portare
avanti l'impegno morale che abbiamo portato avanti anche durante le
campagne elettorali dove tutti a favore di telecamera si sono fatti
i loro show.
E poi, Presidente, quest'anno faccio parte della Commissione
attività produttive e vorrei entrare nel merito, è un accenno a
quello che, la cosa che mi ha stupito di più, un DEFR in cui si
parla di un generico bisogno di ripensare al ruolo di IRFIS, IRCAC
e CRIAS, mentre nel frattempo non si riesce ad aiutare gli
artigiani ed una finanziaria che in un colpo di mano, senza
passaggio in Commissione, e con un finto tutto va bene' riferito
dall'Assessore Turano, poi ci penseremo con calma', fa un atto, un
colpo di mano, e si vorrebbe accorpare tutto, non ci capisce bene.
Io vorrei dirle una cosa. Le voglio ricordare che qualcuno ha
fatto un'interrogazione, e quel qualcuno era lei, in cui dice che
la CRIAS ha favorito il credito da parte delle imprese artigiane,
che negli ultimi anni ha sostenuto ventitremila imprese, che è
discutibile la gestione - ma mi pare che nella gestione non sia
cambiato niente - che peraltro la CRIAS non costituisce alcun costo
per la Regione, nel cui bilancio non esiste neppure un apposito
capitolo, semmai, la sua soppressione condotta senza alcun
confronto, confronto con le forze politiche e le parti sociali,
servirebbe solo a provocare un aumento dei costi del personale
regionale, qualora i dipendenti CRIAS venissero assorbiti nei ruoli
della Regione..bla bla bla, bla bla bla, e allora Presidente,
qualcuno ci ha dato degli incapaci, io non sono stata mai una
studentessa di quelle lì da dieci e lode però ogni tanto guardavo a
quello che facevano gli altri. E allora basterebbe copiare. E'
chiaro che il contesto magari è cambiato, il momento sociale, ci
possono essere altre opportunità, però Presidente manca davvero il
dialogo, c'è una sofferenza. Manca il dialogo tra di noi. Manca il
dialogo e l'ascolto con quello che c'è fuori e questo non è un
atteggiamento che ci porterà da nessuna parte.
Io concludo perché non ho intenzione di fare ostruzionismo e
lacerare le persone, i colleghi qui, anche perché sotto c'è chi è
che banchetta, quindi meglio non tenerlo qui in Aula e buon lavoro,
qui, fuori, dopo. Ma faremo un'opposizione sempre coerente. Questo
lo garantisco alle persone che mi hanno mandato qui e con senso di
lealtà, però, sconti non se ne fanno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
L'onorevole Barbagallo è l'ultimo parlamentare, poi non so se il
Governo chiederà di intervenire.
BARBAGALLO. Grazie Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, Assessori, colleghi deputati. Come già hanno fatto i miei
colleghi del Partito Democratico, e con lo stesso spirito, questa è
la sede per formulare una serie di osservazioni, rilievi, a quello
che è il Documento di programmazione economica e finanziaria.
Innanzitutto io partirei da una riflessione, Presidente, per così
dire esegetica, cioè all'interno del Documento si fa riferimento ad
una serie di riforme normative che avrebbero, a dire del Governo,
una serie di conseguenze positive sulle prospettive economiche
dell'isola.
Con nostro giudizio ne manca una ed è una riforma particolarmente
attesa, una riforma che negli anni ha visto degli interventi
parziali dell'Aula ed è la riforma degli appalti pubblici.
La sentenza della Corte Costituzionale n. 263 del 2016, Presidente
e Assessore Armao, se non dà alcuno spiraglio in ordine
all'aggiudicazione e al sistema di aggiudicazione, invece dà molte
possibilità al legislatore siciliano di intervenire su quella che è
la composizione della Commissione di gara, la qualità e la capacità
dei commissari di gara, la solerzia con cui si devono svolgere le
sedute di gara, e siccome parliamo di un settore che negli ultimi
tre anni ha visto il crollo dell'80% degli appalti pubblici, e con
un semplice intervento normativo, a costo zero, potremmo dare nuova
linfa ad un settore che negli anni ha rappresentato uno dei punti
di forza della Regione siciliana - il prodotto interno lordo
dell'edilizia si è sempre attestato intorno al 40 per cento in
questa Terra.
Credo che una riflessione, un supplemento di indagine da questo
punto di vista, non c'è l'assessore Falcone in Aula che è
direttamente interessato, ma credo che sia un aspetto meritevole,
importante e perentorio delle prospettive economiche dell'Isola.
Un'altra riflessione, come già hanno fatto i miei colleghi,
riguarda, a nostro giudizio, l'ingenerosità delle premesse. Credo
che non soltanto per la parte che riguarda gli sforzi
dell'assessorato per la salute, nel settore della sanità pubblica,
ma anche alcuni sforzi unanimemente riconosciuti, come quelli degli
investimenti in agricoltura e nel settore delle presenze
turistiche, signor Presidente, andavano evidenziati e sarebbero
stati un punto di partenza più esatto.
C'è, poi, un'altra questione, a mio giudizio, che riguarda una
serie di riflessioni e di enunciazioni che sono state fatte
all'interno del documento di programmazione economica e finanziaria
che, sono condivisibili, signor Presidente, ma rischiano di restare
lettera morta, come, ad esempio, quella che riguarda lo spettacolo
dal vivo.
E' condivisibile l'espressione, non c'è l'assessore per i beni
culturali in Aula, che la programmazione dello spettacolo dal vivo
vada fatta un anno prima, come dice il documento, ma io credo,
ecco, che occorra il suo occhio vigile, affinché vengano rispettate
le cose che sono state previste, perché, se è vero come è vero che
ancora l'assessorato per i beni culturali non ha provveduto ad
allestire i teatri di pietra per lo spettacolo dal vivo, per gli
eventi di questa estate, non possiamo andare indietro, signor
Presidente.
Negli ultimi due anni, abbiamo allestito il Teatro antico di
Catania, Morgantina, Tindari, che non venivano allestiti da quasi
20 anni, ancora non c'è la programmazione. Ed uno dei punti fermi
dell'offerta culturale, della promozione culturale della Sicilia
nel mondo è quello dello spettacolo dal vivo.
L'anno scorso abbiamo iniziato con Isabelle Allende il 3 giugno.
Credo che non possiamo andare indietro, quindi, da questo punto di
vista, l'occhio vigile del Presidente della Regione sarebbe una
garanzia importante, non solo per le enunciazioni, ma anche per una
serie di riforme, signor Presidente che, facendo seguito
all'intervento che lei ha fatto in Aula, al momento del suo
insediamento, in cui auspicava il confronto parlamentare tra le
varie forze politiche, il Partito democratico si è fatto promotore
di un disegno di legge che per noi è fondamentale, il n. 2, quello
che prevede l'accorpamento tra i beni culturali ed il turismo,
affinché non si parli più, come in questo documento, di una pagina
che riguarda la promozione turistica e di una pagina che riguarda i
beni culturali.
Anche noi vogliamo una Regione normale, come le altre regioni,
dove ci sia un assessorato unico per i beni culturali e che si
occupi anche della promozione turistico-culturale, cioè il disegno
di legge n. 2 che è stato già calendarizzato in commissione. Il
Governo è atteso da quasi due mesi per l'espressione del parere su
quel disegno di legge, alla luce degli ultimi fatti di cronaca e di
attualità, può essere l'occasione giusta per normalizzare la
Regione.
Assessore Cordaro, c'è la nuova legge urbanistica. Anche questo un
argomento atteso, il Partito democratico ha presentato un apposito
disegno di legge. E ci sono i disegni di legge, signor Presidente,
che riguardano i minori, gli ultimi, per farci sentire non più una
Regione di serie C. Anche questo è un argomento che non è stato
affrontato dal documentato di programmazione economica e
finanziaria, ed a nostro giudizio, un supplemento da questo punto
di vista ci farebbe e ci consentirebbe un salto avanti.
ARMAO, assessore per l'Economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'Economia. Signor Presidente, ho ascoltato
con grande attenzione i contributi, credo, tutti attenti a trovare
la chiave per uscire dalla situazione nella quale la Sicilia si
trova. Non credo che nessuno abbia una valutazione preconcetta,
anzi mi rifiuto di pensarlo, e immagino che tutti cerchino tra le
pieghe di uno sforzo di ricostruzione di prospettazione che è
contenuto nel DEFR, una soluzione, ripeto, ai problemi della nostra
Sicilia.
Quando l'onorevole Cracolici poc'anzi ne ha fatto riferimento ho
definito questo DEFR come un DEFR ponte, parlo di un documento che
viene sottoposto all'esame dell'Aula nove mesi dopo il termine
previsto dalla legge per la sua approvazione. Non è certo
responsabilità nostra se oggi ci troviamo a trattare nove mesi
dopo. È evidente che è intervenuta la chiusura della legislatura in
una fase successiva all'approvazione che si è trovati di fronte ad
un documento che si è dovuto rivisitare, uno sforzo che è stato
compreso nella sua necessità di traghettare la precedente
legislatura nella nuova e che vedrà il vero documento di
programmazione del Governo Musumeci presentarlo a giugno, quando
potremo finalmente avere un documento integralmente patrocinato,
integralmente riferibile alle condotte, alle scelte,
all'iniziativa, ai programmi e progetto di questo Governo.
Il documento ha affrontato alcune questioni attraverso, si è posto
il problema di una chiarificazione sui numeri, nel momento in cui
ci siamo trovati e ci troviamo ad esaminare praticamente
contestualmente DEFR e Finanziaria e legge di Stabilità il
riequilibrio lo si rinviene direttamente nella Finanziaria perché,
evidentemente, i due documenti vanno letti insieme e poco fa veniva
opportunamente evidenziata questa anomalia della quale, comprendete
bene, non siamo responsabili, ma i correttivi in termini di
riequilibrio si rinvengono nell'equilibrio che la Finanziaria che è
in vostro possesso, e che è stata depositata in Assemblea trova
come riequilibrio dei 411 milioni di ipotetico disavanzo che
venivano individuati attraverso il DEFR. Quindi, si è affidata la
Finanziaria questa opportunamente richiamata esigenza di
riequilibratura, in quella sede si rinvengono nel Bilancio e nella
Finanziaria le soluzioni per portare al pareggio il bilancio della
Regione, soprattutto l'impostazione finanziaria del triennio.
Invero, il rilievo che fa la Corte dei conti è un rilievo
complessivo, non credo che possa ascriversi integralmente né ai tre
mesi di vita del Governo né al semplice documento, si rinvengono
alcune criticità nel tempo, alle quali intendiamo porre rimedio
attraverso misure di contenimento della spesa, misure di
razionalizzazione, di riorganizzazione che già la Finanziaria
contiene.
So che le norme sulla concentrazione degli enti sono stati in
alcuni casi criticate; saranno poi oggetto di esame a parte, ma è
evidente una Finanziaria che postula attraverso gli accorpamenti la
riduzione di ben 13 enti pubblici già si muove nell'ottica
dell'accordo con lo Stato che prevede riorganizzazione,
dell'esigenza di contenimento della spesa pubblica, della esigenza
di razionalizzazione degli apparati e queste sono tutte scelte
sulle quali il Governo intende andare avanti senza arretrare un
momento dagli accordi che sotto questo profilo sono più che
appropriati, nessuno dice che tutto quello che è stato fatto è
tutto da buttare Ci sono alcune cose, alcune accordi, alcune
intese con lo Stato che sono appropriate, ce ne sono altre che non
sono condivisibili e credo che questo rientri nella logica del
confronto leale, senza nessun tipo di infingimento ma concreto
sulle cose da fare.
Non è neanche appropriato definire che questa manovra si incentri
tutta sugli accordi con lo Stato, il 3 per cento nessuno lo
disconosce, ne parlavamo con l'onorevole Lupo proprio in
Commissione Bilancio , il 3 per cento è un vincolo di legge che
nessuno intende disconoscere e tuttavia, un vincolo di legge,
quella è una riduzioni alla spesa corrente al 3 per cento che
intendiamo rinegoziare.
Soprattutto ha avuto riguardo ad alcuni impatti, la spesa per lo
sport, la spesa per il sociale, non solo quella dei disabili
gravissimi che è stata eccettuata ma la spesa per lo sport, la
spesa per il sociale, non solo quella dei disabili gravissimi che è
stata accentuata ma la spesa alla sport, per il sociale, per
l'assistenza agli anziani, sono spese che sono sottoposte ad un
contenimento molto drastico da questi accordi e già il primo anno
di applicazione ha provocato un appesantimento notevole.
L'onorevole Cracolici pocanzi richiamava quello che per me è
leitmotiv di intervento, cioè il peso enorme del contributo al
risanamento della finanza pubblica che toglie al bilancio
unmiliardotrecentoquattro e oltre i settanta che dobbiamo dare alle
province sono quasi un miliardo quattrocento, Questo è lo sforzo
che abbiamo fatto in poco tempo.
Chiediamo all'Assemblea di cooperare sotto questo profilo a quel
rilancio della programmazione che potrà dirsi compiuto solo con il
documento che vi sottoporremo e questa volta in termini entro
giugno.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, ritengo di dover intervenire perché voglio rendere
omaggio al dibattito che abbiamo seguito da questi banchi con
grande interesse, con attenzione, un dibattito in parte serio,
propositivo - e ringrazio i colleghi che lo hanno voluto improntare
a questo criterio - in parte fortemente demagogico.
Ed è il segnale evidente di come ci sia un'area di inquietudine in
quest'Aula che mal si concilia con la speranza che i siciliani
alimentano di avere eletto un Parlamento e un Presidente della
Regione che fossero impegnati sostanzialmente e non soltanto
formalmente ad affrontare ed a tentare di risolvere i problemi.
Se qui si pensa che il peso della responsabilità debba cadere
soltanto sul Presidente e sul Governo, dimenticando che fuori da
questo Palazzo c'è una Sicilia che non avevamo mai conosciuto, mai
dal dopoguerra ad oggi, io credo che sia un atteggiamento di grande
irresponsabilità di cui ognuno deve prendere atto.
Se si pensa, invece, di dovere improntare la propria azione ad una
collaborazione di rispetto per i singoli problemi, affinché questa
Terra possa essere tirata fuori dal pantano in cui si trova per
responsabilità recenti e passate, allora io credo che i siciliani
hanno il diritto di continuare a sperare. Anche perché chi ha
memoria sa che il sottoscritto da quella tribuna, in rappresentanza
dell'opposizione di centrodestra - perché quella grillina sosteneva
il Governo Crocetta per un paio d'anni - da quella tribuna è stato
votato, sono stati votati due esercizi finanziari del Governo
Crocetta; ma questo lo sanno anche i siciliani quindi non c'è ne un
atto di crimine
CANCELLERI. Ma non è vero
MUSUMECI, presidente della Regione. Allora, ricordo male io Forse
una finanziaria, ma noi neanche questo speriamo dai grillini .
Era giusto che voi votaste la finanziaria di Crocetta e non
quella di Musumeci, posso anche capirlo e sono valutazioni
politiche.
Ho grande rispetto, perché è giusto che si abbia rispetto per il
ruolo di opposizione, però lasciatemi dire qui non possiamo pensare
di giocare al tanto peggio tanto meglio, qui dobbiamo dare risposte
tutti, tutti 70 abbiamo giurato al momento dell'insediamento.
Io ce l'ho ancora presente la formula del giuramento e non abbiamo
giurato di mettere il bastone tra le ruote al Governo Musumeci,
abbiamo giurato di operare con scrupolo e coscienza negli interessi
dei siciliani.
Bene, io ho avuto la lealtà di dire che questo Governo non ha una
maggioranza e non c'è bisogno di essere leali basta guardare ai
numeri.
La legge elettorale assurda e infame per certi aspetti consente
che il Presidente della Regione si, sia eletto dai siciliani -
sono pienamente e mi sento pienamente legittimato di essere il
presidente dei siciliani perché eletto direttamente da loro; ma la
stessa legge elettorale che consente al candidato di essere
Presidente dei siciliani non gli consente un premio di maggioranza
che garantisca una stabilità al Governo.
E allora, delle due l'una: o si vuole consentire che questo
Governo possa proporre al Parlamento alcune leggi di riforma non
utili a noi ma utili ai siciliani, alle fasce deboli e agli
imprenditori e tutti, con le modifiche, con le proposte, con le
correzioni, pensiamo di poterle votare come diverse volte ho fatto
io e quelli che siamo qui dalla scorsa legislatura con le proposte
del Governo Crocetta, come abbiamo fatto responsabilmente anche noi
opposizione o se pensate di contare gli errori per mettere in
evidenza e per rendere più netta la differenza tra una opposizione
che non si è rassegnata ad avere perso le elezioni ed un Governo
che con grande lealtà ha detto collaboriamo senza iattanza e senza
arroganza, beh, allora, io torno a dire quello che ho detto l'altro
giorno ai giornalisti.
Non pensate che io mi voglia consegnare ostaggio di qualcuno in
questa Aula, ve lo potete scordare
L'ho detto ai siciliani in campagna elettorale e lo ripeto qui: io
non voglio essere ostaggio di nessuno, né io, né il mio Governo Se
ci vogliamo confrontare facciamolo qui con la telecamera, con gli
atti parlamentari alla luce del sole.
Ma se pensate che prima di venire in Aula io debba passare dal
capoclasse o dal capo manipolo di turno per concordare il voto
francamente non è una strada che voglio percorrere. La mia dignità
è la stessa dignità del popolo siciliano Ed ho promesso a quel
popolo siciliano che se il Parlamento non mi avesse consentito di
portare avanti le riforme non ci avrei pensato due volte a
riconsegnare il giudizio elettorale ai siciliani. Questo ho detto
in campagna elettorale e questo ripeto stasera.
Abbiate buon senso Qui nessuno si vuole intestare meriti e a
maggior ragione nessuno vuole fare carriera politica.
Il Movimento Cinque Stelle ha fatto le sue scelte nella passata
legislatura rispettate da tutti. Anzi, il rispetto è andato persino
oltre la valutazione politica, perché quando due deputati del
Gruppo del Movimento Cinque Stelle sono stati posti sotto indagine
nessuno - dico nessuno - si è permesso in questa Aula di fare un
solo apprezzamento. Nessuno
Quanto è labile la memoria Quanto è debole e fragile la memoria
di alcuni pronti ad attaccare quando cambiano le stagioni perché
sappiamo che i tempi della politica non li deve decidere la
Magistratura
Grande rispetto, perché tutti possiamo incorrere in incidenti, ma
grande rispetto da parte del centrodestra; sempre Qualcuno ha
dimenticato. E lo stesso con il Governo Crocetta.
Mi perdoni, Presidente, se io mi soffermo su queste
considerazioni di carattere politico avendo l'assessore Armao fatto
quelle di ordine tecnico. Siccome sento una antifona che non mi
piace mentre fuori migliaia di siciliani aspettano risposte, beh
noi ne abbiamo proposte. Alcune possono non essere accettate,
possono essere oggetto di valutazione, di confronto, ma che senso
ha delegittimare il Governo in questo modo? Che senso ha? Quale
risultato pensate di ottenere? Quando da questa parte si apre la
porta e voi rispondete sbattendo la porta in faccia Ma pensate che
sia corretto questo? E' nella dialettica politica, parlamentare
tutto questo? Ma a chi serve questa eterna campagna elettorale? A
chi serve?
Questo desideravo dire. Questo documento può essere votato, può
essere approvato, può non essere approvato. Ne trarremo tutti le
conseguenze e sappiate che lo dico senza dietrologia, con la
serenità anche morale che molti colleghi di non prima nomina mi
conoscono.
Quando io invoco l'abolizione del voto segreto non lo faccio
perché voglio evitare le imboscate sulla legge finanziaria e sono
sicuro, e se volete, voglio augurarmi non ci siano, ma credo di
potere dire, credo di potere dire che l'abolizione del voto
segreto, a parte due deputati di cui uno appartenente al mio
Gruppo, in prestito tecnico, sia stata la volontà di tutti, ecco,
ed io l'ho riproposta.
E' un peccato, è un errore doverlo fare? Ne vogliamo parlare dopo
il bilancio, dopo la finanziaria e perché no? Ma credo sarebbe una
grande lezione di trasparenza e di civiltà se io dico che dobbiamo
modificare la legge elettorale per dare una maggioranza al Governo,
ma lo dico per me o non lo dico forse per il Governo che verrà
dopo? Perché il diritto alla stabilità non è un privilegio del
Governo Musumeci, è un privilegio di tutti i governi espressi dal
popolo siciliano per garantire tranquillità nell'attività
legislativa e nell'attività dell'esecutivo.
Perdonate la passione, ma sono davvero deluso di una parte del
dibattito che si è articolato questa sera e siccome voglio
ritrovare la serenità dei credenti, bene con la serenità dei
credenti lasciatemi augurare a ciascuno di voi, di noi e delle
nostre famiglie una Buona Pasqua per chi è credente, con l'augurio
che essa possa essere di resurrezione anche per questa Terra perché
credo che tutti ne abbiamo il diritto di crederlo e di sperarlo. Vi
ringrazio.
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, presidente
Musumeci, le chiedo e lo chiedo anche al Presidente dell'Aula se
possiamo sospendere i lavori e le chiedo pure perché e lo spiego.
Io ho presentato un ordine del giorno in questo momento che stanno
per distribuire e siccome io, onorevole Presidente, durante le sue
dichiarazioni programmatiche le ho detto mettiamo da parte quelle
che sono questioni che potrebbero toccare la suscettibilità
personale di ognuno di noi, oggi avrei anche un motivo in più per
votarle contro perché se questo è vero, ma mi auguro che prima o
poi lo smentirà questo, che il sindaco, anzi il candidato sindaco
di Messina, dottore Bramanti si candidi perchè lei lo ha pregato di
candidarsi, francamente io che sono candidato a sindaco già da
tempo avrei un motivo pure in più per votarle contro. E non sono
qui per dirle questo, presidente Musumeci, perché? Perché, veda,
lei oggi si deve occupare dei veri problemi della Sicilia, le lasci
stare le dinamiche politiche anche perché alcune non sono della sua
portata, glielo assicuro, al suo livello, chiaro.
Ma lasciamo stare da parte questo. Io ho presentato un ordine del
giorno, presidente Musumeci, che ricalca esattamente le battaglie
che io ho fatto in questi anni rispetto a quello che era il
bancomat delle partecipate.
Questo ordine del giorno prevede, una volta per tutte, il rispetto
delle leggi che si è dato questo Parlamento e che questo Parlamento
distratto da agosto scorso ha cancellato in termini di sanzioni per
i consigli di amministrazione, i direttori generali che avevano
violato questa norma.
Allora, io le dico questo, siccome il mio voto lo voglio dare alla
luce del sole, a differenza di altri, perché sui temi importanti io
sfido questo Governo ma al rialzo, non al ribasso, le chiedo
questo: l'ordine del giorno è stato già consegnato, se volete il
tempo di valutarlo. E' un ordine del giorno ben preciso, ripercorre
la storia di quella che è stata la vergogna delle assunzioni fatti
nelle società partecipate con una serie di avalli anche in
violazione di legge.
Questo ordine del giorno non prevede altro che una cosa molto
semplice e cioè: avete fatto una SAS? Avete fatto un albo? Avete
fatto tutta una serie di cose - non voi, sono state fatte, pardonne
- che prevedono ormai da anni, sono state date anche le coperture
finanziarie per 2,5 milioni di euro a quelle che erano delle unità
lavorative ben individuate da questo Parlamento, non da me,
attenzione Ma si è tentato di riaprire la maglia.
Non mi sta bene Perché noi nel 2009 avevamo stabilito con
l'assessore Armao e il Presidente Lombardo che la spesa del
personale non doveva variare per quella che era al 31 dicembre
2009. Me lo ricordo per bene.
Abbiamo fatto una battaglia, abbiamo fatto allora tutta la
ricognizione di quelle che erano le società partecipate e, quindi,
si aprì quello che era il fronte di una semplificazione, che poi si
è fermata nel tempo. Questo Parlamento negli anni ha tentato più
volte di spostare in avanti quelle che erano le assunzioni fatte
dopo, in violazione di legge.
Ed allora, io chiedo a questo Governo di dare un primo segnale
forte nell'ambito della legalità.
L'ordine del giorno che io ho presentato ripercorre questo e
chiede al Governo di farlo proprio. Di farlo proprio perché? Perché
le norme in finanziaria non ci sono, non sono con questa finalità,
Presidente Musumeci. Veda, non le sto chiedendo niente di
straordinario, se non fare proprio l'ordine del giorno che io sto
presentando e, quindi, poi in finanziaria, lavoreremo a rendere
pratiche queste ed altre norme.
Il mio voto vale in termini di proposte importanti. Non faccio
parte di nessun mercato e non sono d'accordo nel massacrare la
Sicilia con una campagna elettorale sempre aperta. Non sono un uomo
che predica da questo pulpito determinate cose e allunga la mano
quando siamo nelle segrete stanze.
Quindi, lo dico ai miei colleghi in termini importanti. Per me
questo è fondamentale: che si eviti una volta per tutte, che si
porti avanti attraverso consigli di amministrazione, direttori
generali di questi enti e società di cui la Regione, purtroppo, non
riesce neanche ad avere i documenti contabili, di continuare in
dispregio delle norme a fare figli e figliastri. Non sono più
d'accordo. Se questo Governo accetta questa sfida - lo dico qui -
il mio voto sarà per evitare che si crei uno stallo politico
rispetto a delle scadenze delle quali dovremo discutere.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, io vorrei informare l'Aula a
proposito che ovviamente l'onorevole De Luca ha sollevato in sede
di Commissione Bilancio e che solleva anche stasera: la questione
dell'albo di cui all'articolo 64 della legge regionale n. 21/2016.
Che cos'è l'istituzione dell'albo? Lo dico soprattutto per i
colleghi che sono stati eletti in questo Parlamento. Si tratta di
dipendenti di società andate in liquidazione. Il Parlamento ha
istituito un albo affinché costoro potessero essere inseriti nelle
società della Regione siciliana. Questa norma all'articolo 1 e
all'articolo 2 istituisce l'albo, quindi con l'elenco di tutte
queste persone - onorevole De Luca la prego di ascoltarmi - che
sono state poste in liquidazione e il termine in liquidazione
fotografa la data in cui questa legge è stata pubblicata, cioè
agosto 2016.
Ovviamente, nel disegno di legge che il Governo della Regione ha
adottato, il 46 Stralcio I/A, ha dato un'interpretazione di questo
termine in liquidazione . Ha voluto ribadire che la possibilità
venisse data anche a tutti quei dipendenti che, purtroppo, si
trovavano in data posteriore al mese di agosto in società che
andavano in liquidazione e, come tali, avevano diritto a rientrare
nell'albo.
L'onorevole De Luca ha una preoccupazione: che i soggetti assunti
dopo il 31 dicembre 2009 potessero essere assunti anche attraverso
un'iscrizione artificiosa nell'albo.
Bene, onorevole De Luca, il comma 3 dell'articolo di questa legge
del 2016 sancisce tassativamente che nessuno può essere inserito in
quest'albo se è stato assunto dopo il 31 dicembre 2009.
Non vedo in giro emendamenti di parlamentari, non vedo in giro
emendamenti del Governo. La sua preoccupazione è infondata, perché
c'è una norma di chiusura in quella legge, che è il comma 3
dell'articolo 64, che stabilisce che nessuno può essere inserito
nell'albo. Il Governo può soltanto ribadire, in questo momento, ma
nessuno, fino ad oggi, ha presentato un emendamento attraverso il
quale si deroga al 31 dicembre 2009. L'articolo 64 lei lo deve
leggere in sintonia con quello che è il dettato del disegno di
legge n. 46/A, che è stato inserito, parimenti, nella finanziaria.
Questo lo dovevo a chiarimento ai colleghi che, ovviamente, sono
presenti da questa legislatura.
DE LUCA CATENO. Poi lo illustro
PRESIDENTE. Ma cosa deve illustrare, onorevole De Luca? Le ho
detto che c'è una norma di chiusura nell'articolo 64. Il comma 3
dell'articolo 64, lo legga attentamente, dice che non può essere
iscritto nessuno, a meno che non ci sia un'abrogazione. Come glielo
devo spiegare?
CRACOLICI. Ma cosa c'entra con il DEFR tutto questo?
PRESIDENTE. Lo so che non c'entra niente. Ma io ho voluto dare un
chiarimento perché, siccome parliamo di società partecipate, ho
chiarito all'onorevole De Luca che la sua preoccupazione è
infondata.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi io penso che i
temi sono due: uno è procedurale, ed è in capo alla Presidenza, ed
uno è politico, ed è in capo al Governo.
Io chiuderei la vicenda del DEFR. Arrivati all'esercizio
provvisorio, lei si esprimerà proceduralmente. Se è così, l'ordine
del giorno non contrasta con la norma, può essere approvato.
Politicamente, il Governo col Presidente Savona se lo leggono,
compatibilmente con un percorso politico, si esprimeranno durante
la trattazione dell'esercizio provvisorio. Chiudiamo un aspetto.
Io, personalmente, se è così, sono favorevole, ma il Governo lo
deve leggere col Presidente Savona.
LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io intervengo perché
credo che sia corretto ricordare a tutti che il Presidente Musumeci
è stato eletto avendo una maggioranza di 36 deputati, e che non è
certo colpa della legge elettorale se ha perso la maggioranza.
Peraltro, lo stesso ha dichiarato alla stampa più volte di non
avere una maggioranza. Noi abbiamo chiesto, più volte, in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, la possibilità
di avere un dibattito d'Aula su queste dichiarazioni che hanno
portato tutti a prendere atto del fatto che il Presidente Musumeci
non ha una maggioranza. Questo dibattito d'Aula, fino ad oggi, non
è stato possibile. La legge elettorale prevede, anche, un piccolo
premio di maggioranza che è quello del listino e ciò le ha anche
consentito, appunto, di avere una maggioranza di 36 deputati su 70.
A ben vedere, il fatto che i sistemi elettorali, oggi, non ci
consegnino più una vera forte maggioranza, non è un fatto esclusivo
dell'Assemblea regionale siciliana. Basta guardare quello che sta
succedendo a Roma dove, appunto, dopo il voto delle elezioni
politiche, nessuna coalizione ha ottenuto una maggioranza. Qui,
certamente, abbiamo l'elemento dell'elezione diretta del Presidente
della Regione, che rappresenta un elemento in più di stabilità.
Noi siamo disponibili al confronto sui contenuti, nelle sedi
istituzionali, nel rispetto dei ruoli. Voi siete il Governo, noi
siamo l'opposizione. Ci confronteremo anche in occasione della
finanziaria nelle commissioni, ma continueremo a fare
l'opposizione.
Ed io non credo che lei possa rivolgersi con questi toni che,
sinceramente, non le appartengono e non riscontro in lei essere
stati neanche usuali negli anni passati, parlando addirittura
dell'esigenza di dovere chiedere voti a qualche RAS. Qui c'è
un'Assemblea Regionale che merita rispetto.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo la prego di attenersi all'intervento
sull'ordine dei lavori.
LUPO. Un'Assemblea Regionale fatta da deputati eletti. Ho ancora
tempo per fare la mia dichiarazione di voto, è dichiarazione di
voto, lei non mi può interrompere Sto parlando per dichiarazione
di voto.
Quest'Aula le chiede correttezza, rispetto, e credo che anche il
dibattito che qui in queste ore oggi abbiamo tenuto sul Documento
Economico Finanziario - certamente mi riferisco a deputati del mio
Gruppo parlamentare - abbia confermato che da parte nostra, pur
avendo mosso critiche fondate, c'è stato un atteggiamento di grande
rispetto, di grande correttezza.
Desidero anche aggiungere e concludo, se lei ritiene di risolvere
i problemi della sua maggioranza abolendo il voto segreto, io non
penso che sia la soluzione. Penso che le soluzioni possano o
debbano essere altre e comunque tocca a lei valutarle. Certamente
non sarà con questi toni che lei potrà favorire un confronto sereno
sui contenuti nell'interesse dei siciliani.
Noi continueremo ovviamente a svolgere il nostro ruolo di
opposizione ma voglio dire con chiarezza, se lei pensa di non
potere più essere il Presidente della Regione per governare questa
Regione è meglio che lei si dimetta, perché questa Regione ha
bisogno di un Presidente in grado di governare e non di un
Presidente che giornalmente, o a giorni alterni, debba sentire il
bisogno di ripetere ai siciliani che forse sarà costretto a
dimettersi . Lei valuti serenamente cosa intende fare.
MUSUMECI, presidente della Regione. Questo lo ripetono i suoi
deputati
LUPO. Ripeto, io non penso che sia interesse della Sicilia avere
un Presidente della Regione che a giorni alterni dichiara alla
Stampa che potrebbe anche dimettersi.
Il gruppo del Partito Democratico voterà contro il Documento
Economico Finanziario per le ragioni esposte dai deputati del PD
che sono intervenuti ed in buona sostanza perché non lo
condividiamo ed aggiungo non troviamo anche alcuna rispondenza tra
il Documento di Programmazione Economico Finanziaria e una prima
lettura della legge Finanziaria che questo Governo ha presentato.
Quindi, pur non condividendolo, lo riteniamo ulteriormente
incoerente rispetto agli atti successivamente compiuti dal Governo,
ma di questo avremo modo, penso, di parlare.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, lei è già intervenuto.
DE LUCA CATENO. Chiedo la parola per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Lei già è intervenuto, onorevole De Luca, per favore
Il Regolamento impone di procedere al voto. Lei ha presentato un
ordine del giorno, ora vediamo cosa fa il Governo.
DE LUCA CATENO. Il mio ordine del giorno non è ancora stato
distribuito.
PRESIDENTE. Lo stiamo distribuendo, onorevole De Luca.
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Per richiamo al Regolamento
DE LUCA CATENO. Chiedo la parola per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Grazie Presidente, noi la ringraziamo per la sua
interpretazione autentica che aveva l'aria della Cassazione da quel
pulpito, ma lo dico tanto per stemperare, lo dico tanto per
stemperare.
Mi fa piacere che è stato dissequestrato l'ordine del giorno che
avevo consegnato un'oretta fa perché, se il Governo lo deve
valutare è logico che ne abbia una copia. Non voglio smentire la
suprema Corte di Cassazione che lei in questo momento rappresenta,
Presidente, però lo vorrei smentire su come invece stanno le cose.
Veda, probabilmente lei non lo sa, Presidente Musumeci, ma è
giusto che lei si renda conto di un paradosso su questa vicenda.
Paradossalmente, la copertura finanziaria questo Parlamento l'ha
messa l'anno scorso, due anni fa, ma guarda caso, c'è personale,
legittimamente individuato a seguito di queste norme che solo
perché ci sono delle faide in corso per allargare l'albo, non è
stato neppure preso.
Allora lei deve entrare ora nel vivo della questione e chiedersi
perché ci sono duemilionisettecentomila euro già a copertura di
questa operazione, voluta dal Parlamento e legittimamente portata
avanti in questi anni, ed è da due anni che anche queste
centocinquanta unità, non so quante siano, rimangono lì a casa,
perché c'è questo costante tentativo di ampliare l'albo portando
all'interno dell'albo personale che è stato assunto dopo, in
violazione di legge. Questo è il concetto.
Credo che il Governo debba semplicemente oggi fare proprio un
ordine del giorno che nel momento in cui verrà distribuito lo
spiegherò ed ovviamente non posso consentire, questo lo dico con
tutto il rispetto al presidente Di Mauro, che possa censurare un
atto legittimo che un parlamentare sta proponendo, e ovviamente
mettere in condizioni il Governo di valutarne il contenuto per il
quale ho semplicemente subordinato il mio voto in termini di
chiarezza e di posizione e di legittimità su quelle che sono state
norme che questo Parlamento ha voluto.
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Sull'ordine dei lavori
FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, il tema
è questo. Molto semplicemente ho grande rispetto e affetto per il
collega De Luca, tra l'altro questo tema l'ho anche sostenuto nella
discussione relativa all'esercizio provvisorio, c'è persino un
emendamento. Però, signor Presidente, se passa il principio che per
andare alla ricerca di un voto dobbiamo far passare l'ordine del
giorno di un collega che si alza e dice io lo voto solo se mi passa
l'ordine del giorno, mi sembra che non sia nello spirito delle
dichiarazioni fatte da questo Governo. Se poi il Governo fa proprio
l'ordine del giorno, quella è un'altra questione.
Per il resto suggerirei, passiamo la fase del DEFR, si fa subito
dopo una Conferenza dei Capigruppo e si passa all'esercizio
provvisorio. Se questo ordine del giorno è connesso all'esercizio
provvisorio si voterà questo ordine del giorno, ma vi prego, signor
Presidente, non facciamo passare il principio che ogni voto debba
passare da queste procedure d'Aula, altrimenti la prossima volta mi
alzo e dico sono d'accordo però mi dovete firmare l'ordine del
giorno sui PIP o sui forestali. Non può essere questo il metodo.
Presidente, faccio un invito al suo buon senso e so che non manca
al presidente Di Mauro che, ripeto, stimo assolutamente. Votiamo
soltanto il DEFR, sospendiamo, Conferenza dei Capigruppo ed
esercizio provvisorio.
PRESIDENTE. Si procede alla votazione dell'ordine del giorno n.
12.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
DEFR
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Votazione per scrutinio nominale dell'ordine del giorno n.12 sul
DEFR.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale dell'ordine
del giorno n. 12, sul DEFR.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti 65
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 32
Contrari 32
Astenuto 1
(L'Assemblea non approva)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il DEFR ritorna in Commissione.
Sospendo l'Aula per convocare immediatamente la Conferenza dei
Presidenza dei Gruppi parlamentari.
(La seduta, sospesa alle ore 19.46, è ripresa alle ore 20.24)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. I parlamentari sono pregati di prendere posto.
Onorevoli colleghi, si è conclusa la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari e si è deciso che i lavori riprenderanno oggi,
martedì 27 marzo 2018, alle ore 20.25, con il seguente ordine del
giorno:
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
I -Seguito della discussione del Documento di economia e finanza
regionale (D.E.F.R.) per gli anni 2018-2020
Relatore: on. Savona
II - Discussione del disegno di legge:
- Proroga dell'esercizio provvisorio del Bilancio della Regione per
l'esercizio 2018 (n. 233/A)
Relatore: on. Savona
La seduta è tolta alle ore 20.25
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio