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Resoconto d'Aula della Seduta n. 29 di martedì 27 marzo 2018
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   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.30

   ZITO, segretario, dà lettura del processo verbale delle sedute  n.
  27  e  n.  28 del 26 marzo 2018 che, non sorgendo osservazioni,  si
  intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  ha  chiesto  congedo,  per  la  seduta
  odierna, l'onorevole Rizzotto.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  del
  disegno di legge presentato.

   ZITO, segretario:

   - Incentivi per lo sport per persone disabili (n. 232).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Savarino,
  Aricò, Assenza, Galluzzo e Zitelli in data 27 marzo 2018.

     Comunicazione di disegno di legge presentato ed inviato alla
                        competente Commissione

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  del
  disegno di legge presentato ed inviato alla competente Commissione.

   ZITO, segretario:

                             BILANCIO (II)

   -  Proroga  dell'esercizio provvisorio del bilancio della  Regione
  per l'esercizio 2018. (n. 233).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 27 marzo 2018.
   Inviato il 27 marzo 2018.

            Comunicazione di disegni di legge inviati alle
                        competenti Commissioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  dei
  disegni di legge inviati alle competenti Commissioni.

   ZITO, segretario:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Pareri  sulla  nomine  dei  direttori  generali  delle  aziende
  sanitarie. (n. 208).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 26 marzo 2018.
   Parere VI.

   -  Ordinamento  del governo e dell'amministrazione della  Regione.
  Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
  modifiche ed integrazioni.   (n. 211).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 26 marzo 2018.
   Parere VI.

                             BILANCIO (II)

   -  Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il  triennio
  2018/2020. (n. 230).
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 26 marzo 2018.
   Parere I, III, IV, V, VI e UE.

   -  Disposizione programmatiche e correttive per l'anno 2018. Legge
  di stabilità regionale. (n. 231).
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 26 marzo 2018.
   Parere I, III, IV, V, VI e UE.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   -  Misure  urgenti per la messa in sicurezza del territorio  della
  Regione e per la prevenzione del rischio idrogeologico aumentato in
  conseguenza dei mutamenti climatici. (n. 213).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 26 marzo 2018.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Provvedimenti per la conservazione degli organi  antichi  e  la
  tutela dell'arte organaria. (n. 204).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 26 marzo 2018.

   -  Norme in materia di politiche giovanili. Istituzione del  Forum
  Regionale dei Giovani e dell'Osservatorio Regionale delle politiche
  giovanili. (n. 220).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 26 marzo 2018.
   Parere I.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Disposizioni per la prevenzione e la cura del morbo di Alzheimer
  ed altre forme di demenza. (n. 206).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 26 marzo 2018.

   -  Norme  istitutive delle Aziende Ospedaliere  Territoriali.  (n.
  207).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 26 marzo 2018.

   -  Norme  per la prevenzione e il trattamento del gioco  d'azzardo
  patologico. (n. 215).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 26 marzo 2018.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interpellanze presentate.

   ZITO, segretario:

   N.  33 - Mantenimento dei livelli occupazionali della società CIPI
  s.r.l.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Foti  Angela; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Paola Nunzio;  Di
  Caro   Giovanni;   Mangiacavallo  Matteo;  Marano   Jose;   Palmeri
  Valentina;   Pagana  Elena;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci   Roberta;
  Siragusa  Salvatore;  Sunseri Luigi; Trizzino  Giampiero;  Tancredi
  Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N. 34 - Misure urgenti per i Consorzi di bonifica.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Campo  Stefania;  Di Paola Nunzio; Trizzino Giampiero;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Palmeri Valentina; Sunseri  Luigi;  Mangiacavallo
  Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; Pasqua
  Giorgio;   Zito  Stefano;  Ciancio  Gianina;  Siragusa   Salvatore;
  Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Pagana Elena;
  Di Caro Giovanni; Marano Jose; Assenza Giorgio

   N.  35  -  Gestione  del  Poliambulatorio  'Sebastiano  Arena'  di
  Valguarnera Caropepe (EN).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Pagana Elena; Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo
  Stefania;  Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo  Matteo;  Marano  Jose;
  Palmeri  Valentina;  Pasqua  Giorgio; Schillaci  Roberta;  Siragusa
  Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Tancredi Sergio;  Trizzino  Giampiero;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano

   PRESIDENTE.   Avverto  che,  trascorsi  tre  giorni   dall'odierno
  annunzio  senza  che  il Governo abbia fatto alcuna  dichiarazione,
  l'interpellanza si intende accettata e sarà iscritta all'ordine del
  giorno per essere svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  della
  mozione presentata.

   ZITO, segretario:

   N.  91  -  Istituzione  della  ZES nella  Città  Metropolitana  di
  Messina.
   Galluzzo  Giuseppe; Amata Elvira; Calderone Tommaso A.;  Catalfamo
  Antonio; De Luca Cateno; De Domenico Francesco; Genovese Luigi
   Presentata il 22/03/18

   PRESIDENTE.   Avverto  che  la  mozione  testé   annunziata   sarà
  demandata, a norma dell'articolo 153 del Regolamento interno,  alla
  Conferenza   dei   Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari   per   la
  determinazione della relativa data di discussione.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Arancio e Cafeo,  con  note
  prot.  n.  2757/SG.LEG.PG. del 22 marzo 2018 e  n.  2784/SG.LEG.PG.
  del  23  marzo 2018, hanno chiesto di apporre la propria  firma  al
  disegno  di legge n. 213:  Misure urgenti per la messa in sicurezza
  del  territorio  della  Regione e per la  prevenzione  del  rischio
  idrogeologico aumentato in conseguenza dei mutamenti  climatici   e
  che  l'onorevole Arancio, con nota prot. n. 2756/SG.LEG.PG. del  22
  marzo  2018  ha chiesto di apporre la propria firma al  disegno  di
  legge  n. 206:  Disposizioni per la prevenzione e la cura del morbo
  di Alzheimer ed altre forme di demenza .

         Comunicazione di dimissione da Presidente del Gruppo
        parlamentare UDC -  Unione dei Democratici Cristiani e
                       dei Democratici di Centro

   PRESIDENTE.   Comunico che con nota del 27 marzo  2018,  pervenuta
  alla  Segreteria  generale  in pari  data   e  protocollata  al  n.
  2905/AulaPG del 27 marzo 2018,  l'on. Margherita La Rocca Ruvolo ha
  comunicato le dimissioni da Presidente del Gruppo parlamentare  UDC
  -  Unione dei Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Invito,  pertanto, lo stesso Gruppo parlamentare a  procedere  con
  sollecitudine alla nomina tanto del Presidente quanto  delle  altre
  cariche interne previste dal Regolamento dell'Ars.


   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


     Seguito della discussione del Documento di economia e finanza
                         regionale (D.E.F.R.)
                        per gli anni 2018-2020

   PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:   Seguito
  della  discussione  del Documento di economia e  finanza  regionale
  (D.E.F.R.) per gli anni 2018-2020 .
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ricordo che il relatore, onorevole Savona, ha svolto proprio  ieri
  la relazione e siamo adesso alla discussione generale.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, il Documento di economia e finanza per gli anni 2018-2020
  è   il   documento   che  è  stato  predisposto  in   poco   tempo,
  oggettivamente, dal Governo e ben oltre il termini che -  come  voi
  sapete  -  sono  al  30  giugno, per illustrare  la  programmazione
  politico-economica del 2018-2020 per il  prossimo triennio.  Siamo,
  ovviamente, fuori tempo massimo.
   Si  tratta di un Documento ponte tra il documento presentato dalla
  precedente Giunta nella precedente legislatura e quello che sarà il
  primo  vero  documento di programmazione che sarà quello presentato
  nei termini, ci impegniamo a farlo, dal Governo regionale.
   Delinea  un quadro di politica-economica per il prossimo  triennio
  che  in  qualche  modo  si  iscrive nella  crisi  che  ancora  oggi
  attanaglia l'economia siciliana.
   Sono  tutte  cose, ovviamente, declinate nel testo che individuano
  alcune  direttrici per intraprendere un cammino di  crescita  e  di
  sviluppo  per  la Sicilia, individuando parimenti i momenti  e  gli
  elementi di crisi e le necessarie riforme che devono essere assunte
  per dare alla Sicilia una prospettiva di crescita e una prospettiva
  di  sviluppo, partendo dalla riduzione della spesa, partendo  dalla
  riorganizzazione   della   struttura    amministrativa   regionale,
  partendo  dalla  opzione che il Governo ha  tratto  quale  elemento
  qualificante  della  sua  programmazione e  partendo  dalla  scelta
  dell'impresa come motore trainante dell'economia siciliana.
   L'unico  elemento di valore aggiunto, di occupazione vera che  può
  dare  un  riscatto alla Sicilia è l'impresa e su questo  intendiamo
  delineare   il  quadro  programmatico,  proprio  perché   l'impresa
  siciliana,  o quella che riusciremo a trarre con politiche  fiscali
  di  sviluppo,  potrà garantire la crescita del nostro territorio  e
  della nostra Regione.
   Le  questioni sono in qualche modo ricondotte allo stesso discorso
  che   il   Presidente   della  Regione  ha   fatto   in   occasione
  dell'insediamento  dell'Assemblea e dell'insediamento  del  Governo
  presso l'Assemblea e, poi, hanno come elemento qualificante,  e  su
  questo il Governo, che ha già individuato una piattaforma,  ma  che
  intende  muoversi  in  assoluta sintonia  con  l'intera  Assemblea,
  affinché il negoziato con lo Stato non sia una solitaria conduzione
  dell'esecutivo  ma  divenga un patrimonio dell'interno  Parlamento,
  dell'intera  Autonomia  siciliana, è la  riapertura  del  negoziato
  finanziario con lo Stato.
   Sono  stati  conclusi degli accordi che non sono riusciti  a  fare
  approdare  ad  un  vero  e  proprio  nuovo  assetto  dell'autonomia
  finanziaria  poiché  non sono state delineate  le  nuove  norme  di
  attuazione  in materia di autonomia finanziaria ma sono state  solo
  dettate alcune modifiche alle norme del 65.
   Noi intendiamo riscrivere complessivamente l'autonomia finanziaria
  della  Sicilia e questo potrà avvenire attraverso un negoziato  che
  già  il  Governo uscente ha dichiarato di voler condurre e  che  ha
  visto   il   Governo  già  approvare  una  piattaforma   di   prima
  interlocuzione  salvo  poi  poter  informare  la  stessa  Assemblea
  regionale   per  delineare,  punto  per  punto,  su  quali   tratti
  qualificanti  potrà riscriversi quella autonomia finanziaria  della
  Sicilia che trova negli articoli 36, 37 e 38 il proprio sostrato ma
  che deve poi trovare nella normativa di attuazione dello Statuto la
  piena   declinazione,   puntuale  declinazione,  senza   la   quale
  l'autonomia  finanziaria  siciliana risulta  essere  a  macchia  di
  leopardo.
   Ecco,  usciamo da questa situazione e il Documento di  economia  e
  finanza  regionale individua proprio, al termine della premessa,  i
  tratti   qualificanti  di  quella  che  potrà  essere   una   nuova
  prospettiva per l'autonomia finanziaria della Sicilia.


   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


    Comunicazione di designazione di Presidente e Vicepresidente di
                          Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, desidero leggere una comunicazione
  pervenuta dal Gruppo parlamentare Unione di Centro.
   Con  questa  comunicazione - mi riferisco al  Gruppo  parlamentare
   Unione  di  Centro  -  si rappresenta che è stato designato  quale
  Presidente del Gruppo parlamentare l'onorevole Eleonora Lo Curto  e
  come  Vicepresidente l'onorevole Giovanni Bulla.


   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


    Riprende il seguito della discussione del D.E.F.R. per gli anni
                               2018-2020

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  CATENO.  Signor Presidente, onorevole  Presidente  della
  Regione,   Assessore,  onorevoli  colleghi,  siamo   in   fase   di
  discussione generale,  sono concessi quindici minuti, o  un  minore
  tempo?

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, non abbiamo in sede di  Conferenza
  dei Capigruppo assegnato il tempo.
   Lei  giustamente richiama i quindici minuti a disposizione per  la
  discussione  generale.  Credo  che se  il  Parlamento  è  d'accordo
  possiamo indicare 10 minuti per una discussione

   DE LUCA CATENO. Stiamo parlando di un Documento importante.

   CRACOLICI. Le regole sono scritte.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, sto chiedendo al Parlamento.

   CRACOLICI. Non lo deve chiedere. Non è ammissibile.

   PRESIDENTE. Lei non è d'accordo, quindi non c'è l'unanimità. Sono,
  quindi, a disposizione quindici minuti per intervento.

   DE  LUCA  CATENO. Io cercherò di farlo anche in sei minuti  perché
  c'è   poco   da   discutere.  Non  toglieteci  anche   la   parola,
  possibilmente.
   Possiamo ripartire con il contatore dei minuti. Grazie.
   Prima  di  entrare  nel  merito di qualche  dettaglio,  desideravo
  chiedere,  senza  tono  polemico, al Governo  se  intende  ritirare
  questo   Documento   economico  e  finanziario   regionale   perché
  francamente se, come si dice sempre, un Governo si distingue  dalla
  prima  legge  di stabilità, da una prima strategia che presenta  al
  debutto   del  proprio  percorso,  Presidente  Musumeci,  le   dico
  francamente  che sono rimasto molto deluso e preferirei  che   sono
  rimasto  molto  deluso e preferirei che si scrivessero  due  righe,
  assessore  Armao, e cioè siamo impossibilitati per una  fase  bene,
  precisa,   a   poter  declinare  quelli  che  sono  gli  interventi
  strutturali che sono necessari.
   Questo perché mi permetto di dirlo? Perché io ero cosciente che la
  situazione - non ho fatto parte della Commissione dei saggi di  cui
  ha  avuto nomina l'assessore Armao - ho dato qualche occhiata  alle
  risultanze  che sono uscite e nulla di nuovo sotto il  sole,  però,
  assessore Armao la inviterei ad entrare più nel dettaglio di quelli
  che sono gli interventi strutturali che vanno fatti.
   Questo Documento di economia e finanza regionale manca esattamente
  della  declinazione  pratica  di  come  sistemare  questa  macchina
  scassata  che  è  la  struttura amministrativa  e  non  vorrei  che
  diventasse la struttura politica della Regione siciliana perché qui
  stiamo  continuando  a  paventare delle situazioni  romantiche  che
  riguardano la revisione dei nostri accordi con lo Stato e sui quali
  anche  si  presume  di potere costruire certe politiche  quando  il
  problema  di  fondo  è  uno: questa macchina nessuno  ha  avuto  il
  coraggio di revisionarla per come si deve.
   Signor  Presidente, onorevole Musumeci, veda che il tema  reale  è
  questo  qui. Io ancora non ho avuto modo di leggere il testo  della
  legge  di  stabilità che avete adottato, ho letto qualche cosa  sui
  giornali  e,  francamente,  se  quello  che  viene  riportato   dai
  giornali,   ma   ovviamente  su  questo   mi   riservo   i   dovuti
  approfondimenti,   possono  corrispondere   a   verità,   le   dico
  francamente  che  non ci siamo. Cos'è che manca  ed  io  mi  voglio
  sostituire a lei in un momento, sogno in questo momento  di  essere
  il  Presidente  della Regione e dico io cosa farei in  questa  fase
  delicata.  Comincerei a fare una prima operazione di  ricognizione,
  ricollocazione e riqualificazione del personale tutto, immaginando,
  secondo  quelli che già sono i principi pratici, perché noi  stiamo
  anche sottovalutando quelli che sono i principi del 118 riguardo al
  bilancio  consolidato  di  gruppo, che  non  è  solo  un'operazione
  contabile, la Corte dei Conti lo ha detto anche nella sua audizione
   bisogna andare oltre'.
   Avevamo  già  immaginato, si ricorda assessore Armao,  circa  otto
  anni  fa  anche  l'introduzione del Contratto collettivo  regionale
  unico che riguardava tutti i settori della Pubblica Amministrazione
  regionale  allargata,  perché?  Perché  era  necessario,  dopo  una
  ricognizione del personale, perché lo sapete anche voi che ci  sono
  enti,  società, apparati anche pezzi dell'Amministrazione regionale
  dove  c'è troppo personale, e ci sono altri pezzi dove il personale
  è carente.
   Allora già rispetto a quelle che sono le politiche di riequilibrio
  delle risorse umane non è pensabile che io mi ritrovo che l'Arpa ha
  bisogno di personale, ora in questo momento, senza avere fatto  una
  ricognizione delle risorse umane esistenti. Non è accettabile  come
  principio  perché la risposta da questo punto di  vista  è  chiara,
  questo Governo non vuol mettere le mani nella revisione strutturale
  di tutto l'apparato ed il concetto non riguarda soltanto le risorse
  umane,  che  comunque è tema abbastanza sentito,  considerate  ogni
  tanto  le  isolate  spinte  che emergono da  questo  Parlamento  di
  entrare  qualche pezzettino all'interno delle società  partecipate,
  ma  lo  abbiamo visto anche con il disegno di legge n.  46  con  il
  primo  articolo che mirava a sanare assunzioni fatte in  violazioni
  di legge dal 2010 in poi.
   Ebbene  questi  sono  i  segnali che io  mi  aspettavo  da  questo
  Governo, questi sono vagiti che non sono accettabili ed ecco perché
  chiedo,  da  questo  punto di vista, cosa vuol  fare  realmente  il
  Governo.
   Quindi,  io  farei questo al vostro posto, comincerei a  fare  una
  ricognizione generale per capire che risorse umane ho  da  tutti  i
  punti di vista. Dopodiché valuterei dove manca questo personale, in
  quali  enti, in quali società partecipate ed eviterei di fare altre
  selezioni,  ovviamente, di introdurre nel sistema  regionale  altro
  personale,  visto  che ne abbiamo tanto, perché il  rapporto  spesa
  corrente  -  spesa  del  personale è  molto  elevato,  siamo  fuori
  parametro,  quindi, non capisco qual è l'analisi che è stata  fatta
  su quello che realmente sono i pilastri su cui intervenire.
   Poi  mi  sarei posto un altro problema, signor Presidente, che  lo
  sviluppo  in questa Sicilia ha una maglia nera che non riguarda  le
  risorse  che sono state iniettate attraverso le politiche  europee,
  perché  quelli  che  sono stati i risultati dell'aumento  del  PIL,
  rispetto  a  quello  che  era  stato  programmato,  non   si   sono
  verificati,  e  allora vuol dire che in Sicilia non è assolutamente
  sufficiente  inserire, iniettare altre risorse che  non  provengano
  dalle attività correnti, ci sarà un altro problema strutturale  che
  dovremo affrontare: si chiama burocrazia. E in questo Documento  un
  elemento  che realmente frena lo sviluppo in Sicilia  non  è  stato
  affrontato.
   Ma lei nelle sue dichiarazioni programmatiche - devo dire - che mi
  aveva anche coinvolto su quella che doveva essere una strategia  di
  decentramento e di sburocratizzazione di tutto l'apparato.
   Ma  questo  va inserito in termini dettagliati e declinati  in  un
  documento  del  genere. Perché non solo noi  dobbiamo  smettere  di
  rappresentare  il  pizzo' legalizzato nei confronti delle  imprese,
  noi,  parliamo della Pubblica Amministrazione, non solo  regionale,
  ma  anche quella municipale,  dobbiamo anche avere il coraggio, una
  volta  per  tutte,  di introdurre quelle misure che  effettivamente
  avvicinano il Governo al cittadino e alle imprese.
   E  anche  da questo punto di vista mi sarei aspettato, ne  abbiamo
  parlato otto anni fa, anche con l'assessore Armao, ma ha la memoria
  corta,  avevamo  discusso  di fare le Regie  uniche  di  intervento
  territoriale,  cioè un Ufficio unico regionale, sono le  risultanze
  del  libro bianco , assessore, mi avete fatto lavorare tutto agosto
  2009, ancora queste cose le ho tutte in mente.
   Una  delle  azioni che avevamo immaginato era quella  di  fare  un
  Ufficio regionale su base territoriale, su base provinciale. Perché
  lo  sapete  meglio di me: ci ritroviamo spesso e volentieri,  anche
  per faide locali, dovute spesso alle lottizzazioni politiche di chi
  appartiene  l'ingegnere  capo del Genio civile,  piuttosto  che  il
  Sovrintendente, che per alcuni pareri si ammazzano tra di loro, non
  soltanto per quanto riguarda i Comuni, ma anche per quanto riguarda
  interventi dei privati.
   Allora  questo tema lo avevamo affrontato e avevamo ipotizzato  di
  fare  un unico Ufficio, un unico dirigente, ovviamente con le varie
  sezioni, secondo quelle che erano le varie tematiche, in modo  tale
  che  ci  fosse un solo parere conclusivo e, soprattutto, esaustivo,
  perché  di  fronte  a  certi pareri ci siamo  ritrovati  anche  con
  processi  dove  tanti sindaci e tante imprese si sono  ritrovate  a
  difendere da un lato da un parere reinterpretato, perché  i  pareri
  poi,  sa,  quando  ci  troviamo  in questo  tipo  di  contesti,  si
   interpretano , e il funzionario che lo ha emesso, se lo ha  emesso
  in  contrasto  con  un altro responsabile di un altro  Ufficio,  mi
  creda, trovarsi a reinterpretare dei pareri, anche con una serie di
  procedimenti in corso è una cosa veramente non decorosa.
   Mi  sarei  aspettato, per esempio, che venisse inserito in  questo
  documento  di  economia e finanza. E neanche questo c'è.  E  allora
  dobbiamo capire dove vogliamo andare a parere.
   Presidente Musumeci, io da lei desidero questo stasera, al  di  là
  dei  contenuti  che  fanno parte in modo standardizzato  di  questo
  documento.  E desidero anche capire qual è l'approccio del  Governo
  nei  confronti  delle  autonomie locali. Qui  abbiamo  l'assessore,
  vorrei  capire, anche da questo punto di vista, se la Regione  deve
  continuare  a  fare  cassa  con i fondi  che  sono  assegnati  alle
  autonomie locali, ai comuni e che vengono dati sostanzialmente  con
  un  anno  di  ritardo, costringendo i comuni a  continuare  a  fare
  anticipazioni  di  tesoreria, perché se  andiamo  a  guardare  come
  vengono effettuati i trasferimenti - mi creda - siamo sempre con il
   pagherò ,  successivo, su tutti quelli che sono i  fondi  ordinari
  che  devono essere trasferiti dal fondo delle autonomie  locali  ai
  comuni.  Noi non paghiamo in anticipo, noi paghiamo dopo  e  quelli
  che  sono i relativi saldi ai comuni a distanza di sei, otto  mesi.
  Possiamo verificare come stanno le cose, ma mi creda che è così.
   E  anche  qui,  per quello che è il nostro rapporto  e  d'altronde
  anche qui è stata chiara la Commissione  Bilancio  su quello che  è
  un disallineamento tra il DUP, il Documento Unico di Programmazione
  dei  comuni,  rispetto  a  una  mancata  considerazione  di  questo
  documento finanziario nei confronti di quelle che sono le politiche
  degli enti locali. Viene evidenziato perché  c'è un disallineamento
  anche su questo, perché anche i comuni concorrono al raggiungimento
  dell'obiettivo di finanza e di conseguenza anche loro sono chiamati
  a questo.
   Ed  allora,  anche da questo punto di vista, lo dico  chiaramente,
  manca  una  chiara  evidenziazione di quella  che  deve  essere  la
  correlazione tra quelli che sono i rapporti tra il centro, con  una
  regione che è sempre Palermo-centrica rispetto ai comuni.
   Per  quanto  riguarda,  poi,  le politiche  settoriali  noi  siamo
  convinti  che  il  tema non è la quantificazione delle  risorse,  e
  soprattutto quella che è la declinazione di tutte le risorse  extra
  regionali che sono contemplate nel DEFR, il problema è come vengono
  spese  e,  soprattutto,  come  agisce  la  macchina  amministrativa
  regionale.
   Le  vorrei  raccontare, qui, anche un fatto  specifico  tanto  per
  intenderci.  Veda che il nostro apparato regionale non  è  buono  -
  usiamo un termine elegante - e non è buono, soprattutto, per quelle
  che  sono le fasi di monitoraggio; non risponde nei termini, spesso
  declinati  dalle varie regolamentazioni, e va a recupero con  molti
  anni di ritardo.
   L'ultimo  contenzioso che ha perso la Regione siciliana  -  glielo
  voglio  citare  perché  è  simpatico - i 15  comuni  della  riviera
  ionica,  hanno  avuto  un  finanziamento  per  quanto  riguarda  la
  metanizzazione che mancava in questi 15 comuni. Viene trasmessa  la
  documentazione  nel  2011.  Ebbene, interviene  ora  la  Regione  a
  distanza  di  5  anni chiedendo il recupero delle  somme  a  questi
  comuni.  Il  risultato  lo  sa qual è stato?  Questi  comuni  hanno
  impugnato  il  provvedimento di questo dirigente e  la  Regione  ha
  perso  per  l'ennesima volta  Le darò anche i  documenti  perché  è
  stata  presentata un'interrogazione, perché non è pensabile che  la
  Regione  siciliana si ritrovi sempre a pagare e  a  soccombere,  di
  fronte a questi contenzioni, per l'inerzia dei suoi dirigenti.
   Anche su questo, veda,  quali dovrebbero essere gli interventi che
  costringono  ognuno a fare il proprio dovere, nei tempi  ovviamente
  programmati,  qua mancano, Presidente Musumeci. E lo sa  perché  ci
  volevano?  Perché lei ha avuto una spiacevole sorpresa  durante  la
  redazione   del  bilancio  consolidato  di  gruppo,  o  consuntivo,
  previsto ormai dal 118.
   Lei  lo  sa che 110 enti vi hanno fatto le pernacchie? Andiamo  al
  dunque.  Bene, la questione, da questo punto di vista, che riguarda
  anche   una   sanzione  di  cui  abbiamo  discusso  in  Commissione
   Bilancio .  Lo  so che l'avete prevista, ma sono  passati  quattro
  mesi   E  la cosa grave sa qual è, Assessore  Che io non  mi  posso
  ritrovare  nel bilancio, ora che andremo ad approvare, a trasferire
  somme  nei  confronti di enti e società che non hanno  approvato  i
  loro documenti finanziari
   E  la  cosa  grave  è  che  ce  ne sono  alcuni  che  da  7  anni,
  addirittura,  che non approvano i loro documenti finanziari  e  che
  questo  Parlamento continua a dare risorse a questi enti  e  questi
  enti continuano anche ad utilizzarli possibilmente in violazione di
  legge perché se il Governo Crocetta, l'anno scorso, ha proposto  in
  modo  maldestro a questo Parlamento di cancellare quelle norme  che
  abbiamo  inserito nel 2010, assessore Armao, sulla trasparenza  dei
  conti  pubblici e perché ci sono stati dei Direttori  generali,  ci
  sono stati dei componenti dei consigli di amministrazione anzi  dei
  rappresentanti  di  queste società ed enti, che  avevano  agito  in
  questi  anni  in  violazione  di  quelle  leggi,  inserendo  ancora
  all'interno  di queste società del personale o continuando  a  fare
  spese senza copertura finanziaria.
   Veda,  io  ho voluto citare alcune cose molto pratiche e  semplici
  per farvi comprendere quale tipo di documento finanziario regionale
  oggi  mi  sarei aspettato, soprattutto perché - e concludo,  Signor
  Presidente - la Sicilia non può continuare, i siciliani non possono
  continuare a ritrovarsi a leggere documenti spesso fumosi che  sono
  una  sintesi  delle statistiche che noi conosciamo, ma delle  quali
  manca un'anima - e questo lo dico, chiaramente, all'Assessore e  al
  Presidente  della Regione - un'anima pratica, però, non ancora  con
  ulteriore declinazione di dati statistici.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Tancredi.  Ne  ha
  facoltà.

   TANCREDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  cittadini,  sul
  DEFR, io intanto vorrei fare una premessa sulle motivazioni che  mi
  spingono a fare questo intervento oggi, perché sostanzialmente  sul
  DEFR c'è ben poco da dire a parer mio, ma la motivazione principale
  è  che  questa  notte  ho  fatto una lunga  notte  di  riflessioni.
  Riflessioni notturne perché

   FIGUCCIA. Non può dormire

   TANCREDI.  E' vero non posso dormire,  perché quanto mai pressante
  diventa  la  responsabilità  che  noi  abbiamo  nei  confronti  dei
  Siciliani.  Io  non nascondo che mi sarei aspettato molto  di  più,
  molto  di più,  ed è un plauso anche al professore Armao, del quale
  sto  leggendo  il  suo libro e credo che doveva essere  quello  uno
  degli  spunti  principali per il DEFR, a parer mio,  perché  questo
  documento, ampliamente criticato dalla Corte, in tutte le sue parti
  -  e  mi  dispiace molto questo - come ha detto il collega De  Luca
   non ha un'anima .
   Non ha un'anima e soprattutto, a parer mio, non ha una prospettiva
  perché  credo  che manchi in primis una visione politica  di  lungo
  corso,  e  forse  manca  di coraggio. Il  coraggio  anche  di  fare
  un'analisi, anche perché credo che noi dobbiamo fare anche i  conti
  con  quello  che  è  il documento finanziario  che  verrà  a  breve
  proposto a livello nazionale.
   Andava  immediatamente,  secondo  me,  avviata  una  proposta   di
  profonda  revisione  di quelli che sono i rapporti  con  lo  Stato,
  anche  perché  rispetto al passato in questo DEFR  non  c'è  alcuna
  novità; personalmente sono anche deluso.
   Io a gennaio ho presentato un'interrogazione che puntava a dare un
  suggerimento,   visto   e  considerato  che  c'eravamo   ritrovati,
  Presidente,  nella  scorsa Legislatura a  criticare  fortemente  la
  cancellazione dei residui, quei famosi residui attivi, i  famosi  6
  miliardi. In quella interrogazione io chiedevo un'azione: andare  a
  verificare  se c'era qualcosa da recuperare. Ancora  non  ho  avuto
  risposta  e parliamo di una somma importante, parliamo di  oltre  6
  miliardi  di euro, credo che lì qualcosa si poteva anche cominciare
  a  ragionare  per trovare risorse aggiuntive che in questo  momento
  sarebbero quanto mai essenziali per questa Regione.
   Detto  questo, non ho per niente apprezzato il fatto che  il  DEFR
  deve essere l'elemento politico che poi ha una esplicitazione sulla
  Finanziaria, perché sono due documenti collegati.
   A  parte l'inusuale fatto di avere ricevuto tramite un giornalista
  la  bozza di quella Finanziaria che adesso è a spizzichi e  bocconi
  sui  giornali, a questo punto credo che sarebbe stato più  corretto
  che  la  bozza  fosse stata distribuita anche a  noi  deputati  per
  avere,  magari, un parere su quelle che erano le varie proposizioni
  che  si stavano andando a predisporre e credo che la difformità tra
  il  DEFR  e  la cosiddetta Finanziaria siano assolutamente  palesi.
  Sono due documenti che non sembrano scritti dalla stessa mano,  due
  documenti senz'anima.
   Io  credo  che  in  questo  momento  la  prima  cosa  da  fare   è
  l'applicazione  statutaria,  una  quantificazione   delle   risorse
  rubate.  Più  volte lo abbiamo denunciato nella scorsa  Legislatura
  che lo Stato ci sottraeva risorse importanti.
   Alla luce di questo, l'incapacità di quantificare il reale bisogno
  finanziario  di questa Regione in questo momento è,  a  parer  mio,
  estremamente  grave  e  lo abbiamo visto con  quello  che  è  stato
  l'aspetto  ricognitivo delle Partecipate. Avere soltanto cinque  su
  162  soggetti  è  per me elemento di grande, grande preoccupazione.
  Risorse, dicevamo, avremmo di che rivendicare sull'IVA, l'IRPEF, le
  varie accise che non ci vengono riconosciute.
   Paradossalmente  speravo,  e  lo  dico  senza  retorica,  che  noi
  inaugurassimo  una  stagione  diversa.  Una  stagione  in  cui  noi
  diventiamo  anche  guida  sotto l'aspetto economico-finanziario  di
  quello che si può fare di nuovo sotto il profilo economico.
   Una proposta che faccio e la lancio così è una delle tante: c'è la
  possibilità che hanno le pubbliche amministrazioni di emettere  una
  serie di certificati, sono i cosiddetti certificati fiscali che non
  vanno a debito; lo ha detto la Commissione europea. Questa potrebbe
  essere una proposta che potrebbe abbattere in parte quello che è il
  carico  fiscale che subiscono le imprese siciliane e fare ripartire
  parte  di quell'economia che in questo momento è totalmente  ferma.
  Ma  me  lo  sarei aspettato di trovarlo come proposizione nel  DEFR
  perché  più  politico di questo documento non c'è  in  proposizione
  triennale.
   Altra  cosa che invito l'assessore Armao e sono sicuro che lui  mi
  ascolterà   con   attenzione.  Il  Trentino,  sostanzialmente,   ha
  regionalizzato  l'Agenzia delle entrate. Loro  sanno  perfettamente
  quante  sono  le  loro  entrate e su quelle programmano  tutto.  Mi
  chiedo   perché   noi   non  riusciamo  nemmeno   a   far   partire
  un'interlocuzione con lo Stato su questo aspetto.
   E'  chiaro  che  in  questo momento non  abbiamo  nessuno  che  ci
  risponde.  Ma mi aspetto che sia una delle prime cose  da  fare  in
  prospettiva.  Credo  che  a  questo  punto  l'unica  soluzione  per
  salvare  la  Sicilia  è  ribaltare tutto,  ribaltare  completamente
  quelli  che  sono  i  rapporti tra lo Stato e la Regione  siciliana
  perché  altrimenti cominceremo a fare nei prossimi mesi un continuo
  rinvio alle emergenze e un continuo rincorrere che è quello che noi
  abbiamo  più volte rimproverato al Governo Crocetta, e i  siciliani
  non se lo possono permettere.
   Personalmente,  in  questi quattro mesi mi  sono  molto  annoiato,
  debbo  dire  la  verità,  perché mi sarei  aspettato  una  stagione
  diversa,   una   stagione   molto  più  dinamica   anche   con   il
  coinvolgimento  di tutta la deputazione, perché  credo  che  questo
  Parlamento  sia  un  Parlamento di grande qualità,  sul  quale  noi
  possiamo fare assolutamente conto.
   Se  cominceremo a ragionare in quest'ottica, a parer mio, potremmo
  anche sganciarci dal Titanic Italia, perché sappiamo benissimo  che
  l'Italia  in  questo  momento  si muove  come  quella  famosa  nave
  affondata  e, magari, diventare quella scialuppa che da  una  rotta
  differente. Ci credo veramente e spero che questo mio appello venga
  raccolto  in particolare dall'assessore Armao che so che su  questi
  temi è sempre stato molto sensibile.
   Personalmente,  come  già  sa, nella  scorsa  legislatura  mi  ero
  adoperato per l'ipotesi di una divisa regionale che andasse a  dare
  qualcosa  in  più di quelli che potevano essere i rapporti  tra  la
  pubblica amministrazione e il mondo imprenditoriale.
   Quindi,  invito, non arrivo a dire quello che dice l'onorevole  De
  Luca,  del ritiro, però visto e considerato che abbiamo un mese  di
  esercizio   provvisorio   aggiuntivo,   forse   qualche    profonda
  rivisitazione si potrebbe fare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, pensavo
  di offrire un assist all'assessore Armao nel chiedere di introdurre
  con  un suo intervento in questa seduta, dove facciamo il dibattito
  e  la  discussione  generale  su  un  documento  di  programmazione
  economica e finanziaria che non è solo, diciamo, come altri  organi
  come  la  Corte dei conti ha fatto dei rilievi, ma che  addirittura
  presenta   una   situazione  surreale  per  cui  la  programmazione
  finanziaria  è  costruita  su un presunto accertamento  di  entrate
  inferiore a quello che sarà.
   Per  cui,  mi sarei aspettato nell'assist dato all'Assessore,  che
  l'Assessore  avesse in Aula  introdotto quegli elementi  correttivi
  che  dessero credibilità a questo documento innanzitutto sul  piano
  finanziario perché spesso il DEFR come oggi si chiama, prima era il
  DPEF è l'insieme di un elaborato diciamo burocratico amministrativo
  cioè di un collage che si fa con i vari uffici dove finisce per non
  capirsi mai bene qual è il senso, la missione, la ragione di questo
  strumento   tant'è   che  spesso  viene  vissuto   come   un   atto
  burocratico.
   Devo dire che il fatto che ne discutiamo a marzo, tra l'altro  con
  la  finanziaria già presentata, la dice lunga sulla efficacia della
  programmazione rispetto a un atto che, a seguito l'approvazione  di
  questo strumento, dovrebbe ispirare poi la legge di stabilità.
   La legge di stabilità è ispirata, il DEFR è l'insieme di una serie
  di  affermazioni  alcune  generiche, alcune  di  obiettivi  diciamo
  abbastanza   astratti,  ma  qual  è  la  novità?  Mi  permetto   di
  sottolineare l'aspetto di questo documento. Vede, assessore  Armao,
  io  ho  cercato  di  studiare come dovremmo fare  spesso  prima  di
  intervenire, prima di dire la nostra, parlare conoscendo le cose di
  cui  si  parla o provando ad imparare anche dall'ascolto  di  altri
  colleghi.
   Ma  ciò che mi ha colpito è che questo è un documento che nega due
  presupposti. Il Governo dall'inizio ha inaugurato la stagione della
  sua  credibilità su cosa avrebbe fatto partendo dal presupposto che
  tutto ciò che si era fatto prima è un insieme di macerie. Per  cui,
  in un Governo che eredita macerie, la narrazione dovrebbe provare a
  dire  non  solo  che ci sono le macerie ma come voglio  riedificare
  quali  sono  gli  obiettivi, quali sono i settori,  quali  sono  le
  azioni,  non i temi, lo svolgimento dei temi. E mi pare che  questo
  DEFR  chi  l'ha  costruito,  chi l'ha approvato,  ancorché  sia  un
  collage   di  ragionamenti  fatti  da  pezzi  di  ufficio,  l'hanno
  approvato  non  avendo un'idea su cosa, su come  ricostruire  dalla
  macerie.
   Non  c'è  un'idea  lì, non c'è un argomento, ci sono  affermazioni
  generali, generiche che dobbiamo rilanciare la Sicilia sul made  in
  Sicily,  ma  affermazioni che sono:  chi vuole  bene  alla  mamma?
  Tutti   Non  credo che l'Aula qui mai potrà dividersi sull'idea  di
  rilanciare il made in Sicily, sul mettere al centro le imprese come
  fattore   di   crescita  dell'economia,  su,   in   qualche   modo,
  riorganizzare la Pubblica amministrazione. Come? Come  si  fa?  Con
  quali risorse? Come si ridislocano le risorse?
   La  seconda  ispirazione  di questo DEFR è  una  dichiarazione  di
  guerra senza che la controparte neanche riceva la dichiarazione  di
  guerra,  perché  sostanzialmente questo DEFR  costruito  anche  con
  presupposti  che possono essere pericolosi, Assessore Armao,  molto
  pericolosi;  perché,  veda,  noi possiamo  convenire  con  lei  che
  certamente va rinegoziato il rapporto con lo Stato, primo tra tutti
  il  contributo alla finanza pubblica: la Sicilia è la  regione  che
  paga di più in Italia il contributo alla finanza pubblica, cioè  al
  debito pubblico italiano. E noi, possiamo essere d'accordo con  lei
  che  va  riaperto dopo quell'accordo, di fare un accordo  migliore,
  più   vantaggioso,   che  dia  maggiori  possibilità   e   maggiore
  flessibilità  alla  nostra Regione, anche su  ciò  che  può  essere
  espunto dalle rigidità della spesa corrente rispetto agli obiettivi
  di riduzione.
   Mi consenta di dire, questa è un'affermazione che riguarda il tema
  di  una  battaglia politico-istituzionale, ma nulla ha a che vedere
  con lo strumento di programmazione economica.
   La  programmazione  economica è sulla base dei  dati  stimati,  di
  accertamento  presunto  delle entrate. Il  Governo  avrebbe  dovuto
  dirci:   io, quelle risorse intendo indirizzarle in questo settore,
  piuttosto   che  in  un  altro .  Ed  invece  no,  è  un  racconto,
  addirittura, con dati persino contradditori.
   Da un lato si dice che il cosiddetto, non il Pil tendenziale ma il
  Pil  programmatico,  cioè quello effetto  delle  politiche  che  la
  Regione intenderebbe mettere in campo, che per l'anno 2018 dovrebbe
  essere,  se non ricordo male, di 2.1, se andiamo a vedere la  stima
  delle  entrate è al di sotto dell'anno prima. C'è qualche cosa  che
  non funziona.
   Da  un lato, noi ci poniamo un obiettivo di crescita e l'obiettivo
  di  crescita  è  anche  un obiettivo che ha effetti  sulla  finanza
  pubblica, dall'altro lato, operiamo nella valutazione e nella stima
  nella finanza pubblica, in assoluta difformità con ciò che pensiamo
  dovrebbe succedere in Sicilia.
   Con  questo, dimostrando che, non solo questo è un documento,  non
  assessore Armao  ponte , come lei l'ha definito.
   Il  Presidente  della Regione, qualche giorno  fa,  ha  fatto  una
  conferenza  stampa dichiarando che lui non vuole  essere  giudicato
  per  i  100  giorni, ed è una sua scelta. Spesso, però,  anche  per
  esperienza, capita che i 100 giorni sono come la luna di  miele  di
  uno che appena si sposa c'è l'euforia del matrimonio, c'è l'energia
  e  la  passione  delle  prime  notti.  Lei,  in  qualche  modo,  ha
  rinunciato  alle prime notti. E' una sua scelta  Ed ha  chiesto  di
  essere  giudicato non in 100 giorni, ma in 1.000 giorni  Di qua  ai
  1.000 giorni, però, dovete dirci che cosa volete fare, perché non è
  più  sufficiente raccontare che tutto è andato male prima ed adesso
  dovremmo  fare  la  Sicilia bellissima,  aspirazione  a  cui  tutti
  tendiamo.  Ma  non  si capisce bene come, con  quali  strumenti  e,
  soprattutto, con quali scelte.
   Pur  essendo  uno  che  qualche lettura  economica-finanziaria  in
  qualche  modo  cerca sempre di capire, di conoscere  i  numeri,  di
  capire  bene  di  che cosa parliamo, io credo  che  quello  che  si
  avverte in questo DEFR è l'assenza di una politica, di una proposta
  politica, di un progetto, se non l'affermazione generica dove, devo
  dire, siamo tutti d'accordo.
   C'è  qualcuno che non è d'accordo che bisogna cambiare la Regione?
  C'è  qualcuno che non è d'accordo che bisogna mettere, efficientare
  la macchina pubblica? C'è qualcuno che non è d'accordo a pensare ad
  una  riorganizzazione delle risorse a favore delle imprese? Con  un
  paradosso, tra l'altro, che questi principi, se andiamo a vedere la
  bozza  di  finanziaria  che  avete  predisposto,  sono  addirittura
  principi  che  non esistono, che non sono neanche  in  quella  sede
  affermati. Qui sono affermati, ma nella struttura, poi, della legge
  di stabilità non c'è nulla di tutto questo
   Ed allora, veda, signor Presidente, ripeto, mi sarei aspettato che
  l'assessore  Armao,  approfittando  della  introduzione,  di  fatto
  annunciasse nei fatti con il suo intervento quelle modifiche  anche
  in  conseguenza delle parole come pietre, valutazioni  della  Corte
  dei  conti  in  Commissione  Bilancio  che non è che  è  stata  una
  audizione  e  sarà  una audizione, ricordiamoci  che  siamo  in  un
  momento in cui fra qualche mese andremo al Giudizio di parifica con
  le  conseguenze che, vede la parifica non è mai ciò che si  giudica
  di prima, la parifica ha conseguenze sul dopo
   E  quindi,  mi  sarei aspettato la consapevolezza  dei  limiti  di
  questo  DEFR,  di  introdurre attraverso nuovi  argomenti  e  nuove
  valutazioni  e di correzioni finanziarie, insomma di  fatto  l'Aula
  fosse  chiamata  a  valutare il DEFR  con  una  sorta  di  nota  di
  aggiornamento.
   Ora,  anch'io  penso  che ritirare il DEFR  per  farne  uno  nuovo
  diventi  una sorta di rito che semplicemente ce lo diciamo  ma  nei
  fatti  non  produrrebbe nessun risultato, siamo al 27 marzo  quindi
  fra qualche giorno inizieremo la manovra di bilancio in Aula.

   ARMAO, assessore per l'Economia. Tra tre mesi ci sarà il nuovo

   CRACOLICI. Sì, però non è che ogni volta ci dite qual è  il  nuovo
  che  arriverà  Nel frattempo a forza di aspettare l'ora x del nuovo
  nel  frattempo, non mille giorni, credo che il Presidente  Musumeci
  avrebbe bisogno di almeno 10 mila giorni per dare poi concretezza a
  quelle sue idee, di programma, di contenuti, a quelle dichiarazioni
  programmatiche.
   Io  penso  che un Governo che si presenta, tra l'altro  voi  avete
  fatto una scelta che era assolutamente legittima, avete ritirato il
  vecchio  DEFR presentato dalla vecchia Giunta e ne avete presentato
  uno  nuovo, giustamente, proprio perché c'è un nuovo Governo  ed  è
  legittimo che il nuovo Governo si presenti al Parlamento con la sua
  idea di documento economico finanziario.
   È disarmante la assoluta inesistenza di ragioni amministrative che
  facciano  intravedere  quegli  elementi  di  ricostruzione  che  il
  Presidente  Musumeci evoca, ma che li evoca a parole ma  credo  che
  non  sia  nei  fatti capace di realizzarli perché  ad  oggi  stiamo
  assistendo alla articolazione di un pensiero edulcorato  sul  piano
  della  lingua  italiana e anche della moderazione  comunicativa  ma
  assolutamente vuoto nei contenuti.
   Mi veniva da dire, avendo ascoltato l'assessore Armao, lo dico con
  amicizia,  che  c'era un Presidente della Camera dei Deputati,  che
  era  - adesso non si inalberi onorevole Aricò - che era l'onorevole
  Fini che aveva il pregio di dire benissimo le cose che diceva ma di
  dirle  così bene che non diceva nulla  E lei oggi ha fatto  scuola,
  di dire bene il nulla  Il nulla
   Io credo che quest'Aula non può che essere costretta, per la parte
  che  mi riguarda, a rigettare, neanche a modificarlo, perché se  il
  Governo  non  ha  l'obiettivo di introdurre  quelle  innovazioni  e
  quegli   aggiustamenti  persino  tecnico-contabile  ma  perché   il
  Parlamento  dovrebbe  sforzarsi di  correggere  contenuti  che  non
  esistono?
   Ecco  perché  annuncio che voterò, credo che il  mio  Gruppo  e  i
  colleghi parleranno, annuncio il mio voto contrario proprio  perché
  l'esistenza  di questo strumento, così come è stato predisposto,  è
  un'occasione  persa  del  Governo per dare  sin  dall'inizio  della
  Legislatura  il  senso  di  marcia nella direzione  di  come  vuole
  amministrare,  non fare proclami, amministrare la  Regione   Perché
  sui  proclami sono comunicati stampi, amministrare la Regione è  un
  po' più faticoso

   MUSUMECI, presidente della Regione. Lei ne sa qualcosa

   CRACOLICI.  Ed  io  proprio  perché  ne  so  qualcosa,  Presidente
  Musumeci, proprio perché ne so qualcosa .

   MUSUMECI, presidente della Regione. Da lungo tempo

   CRACOLICI. Da lungo no, ho amministrato per quasi due anni, non so
  a cosa si riferisce per il lungo tempo.
   Io,  proprio  perché ne so qualcosa, so che quando governi  e  poi
  passi  all'opposizione, non puoi più pensare di fare  l'opposizione
  come la facevi prima, perché devi avere il senso della conoscenza e
  del  limite.  Onestamente ti misuri con i problemi che  ci  sono  a
  prescindere  da  chi  amministra, ma quando  tutto  questo  non  ha
  neanche  l'aspirazione di potere dare concretezza a quelle roboanti
  parole di ricostruzione dalle macerie - come lei ha fatto in questi
  tre mesi - in questi tre mesi lei ha usato le macerie per lasciarle
  dove sono.
   Mi  auguro che nell'arco di poco tempo si metta sopra la  ruspa  e
  provi a recuperare queste macerie perché, altrimenti, nelle macerie
  ci finirà pure lei Presidente.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Non c'è dubbio su questo

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Zafarana.  Ne  ha
  facoltà.

   ZAFARANA.   Signor  Presidente,  cittadini,  onorevoli   deputati,
  leggendo  il Documento di programmazione finanziaria, man mano  che
  si  procede nella lettura e si vanno ad analizzare i vari  aspetti,
  così  come organizzati, ho percepito un senso crescente di angoscia
  e  di  carenza  di  ossigeno, nel senso  che  sembra  il  compitino
  descritto ma vuoto di contenuti, vuoto di proposte.
   Fotografa una realtà, si basa su presupposti in itinere in fieri e
  risponde  alla  complessità, perché questa è la  sfida,  la  nostra
  sfida,  la sfida di oggi, la sfida di questo Parlamento, di  questo
  Governo  -  se è ancora nelle condizioni di fronteggiarla  -  è  la
  sfida  che  vivono  tutti i giorni i cittadini siciliani.  Risponde
  alla complessità, dicevo, con una possibilità.
   Ho  provato in tutti i modi a cercare quali erano gli altri binari
  di  risposta, perché noi qua dentro siamo chiamati a dare risposte,
  la  possibilità  qual  è?  Il fatto che si  possa  provvedere  alla
  rivisitazione  degli  accordi con lo Stato in  merito  alla  nostra
  partecipazione ed alla contribuzione alla finanza pubblica.
   Ho ascoltato - partecipando in Commissione bilancio allorquando la
  Corte  dei  Conti  in  audizione è  venuta  a  rendere  la  propria
  relazione  -  con  attenzione  l'intervento  dell'Assessore   Armao
  sperando che vi fosse qualche argomento in più, qualche dato in più
  su  cui  riflettere  e  mi  consta oggi riferire  che,  in  maniera
  disarmante, il punto è rimasto l'unico questo per dare  risposta  a
  tutti  i  molteplici temi sui quali oggi noi dobbiamo  invece  dare
  risposta  e l'altro punto innegabilmente il dovere fronteggiare  un
  elefantiaco sistema del funzionamento regionale che oggi si pone  a
  noi  con tutta evidenza come una macchina farraginosa rispetto alla
  quale  anche  questa  organizzazione amministrativa  è  un  bubbone
  pronto  a  scoppiare rispetto al quale non si propone, per esempio,
  la possibilità di un aggiornamento.
   Non  è  stato  proposto  in questi cinque anni,  perché  ad  avere
  contezza  e  studio  di  ciò che è stato proposto  all'interno  dei
  settori della Regione nessuno dice:  Si, abbiamo fatto dei percorsi
  di  aggiornamento ma il personale si trova spesso e  volentieri,  è
  dovuto alla normale anzianità questo fatto, è dovuto anche al fatto
  che non vi è la possibilità di inserire nuova linfa e nuova energia
  in  maniera  sistematica  nei ranghi dell'Amministrazione  pubblica
  regionale .  Di fatto ci troviamo un sistema che rimane elefantiaco
  e  rispetto  al  quale  la  stessa  Corte  dei  Conti  censura,  in
  quell'audizione, questo sistema come fortemente problematico.
   E  questo  per  quanto  riguarda, per  esempio,  il  funzionamento
  dell'Amministrazione pubblica. Ma noi possiamo ancora  entrare  nel
  dettaglio e affrontare altri argomenti come, per esempio, la  spesa
  rispetto  alle  politiche  sanitarie. C'è  una  incertezza  che  ci
  portiamo  -  è  vero - da cinque anni, perché onestà  intellettuale
  vuole che chi sa e chi ha vissuto cosa è successo fino ad oggi, noi
  abbiamo una rete ospedaliera che si è andata evolvendo, è cresciuta
  con  noi, e questo creando gravissime criticità, problematiche  che
  oggi tutti noi scontiamo e contro cui ci confrontiamo, perché è  il
  personale  medico,  è  il personale infermieristico,  il  personale
  sanitario in genere che ci viene a dire come non si può lavorare in
  questo modo.
   Una rete ospedaliera di cui, ad oggi, non si vede la stella polare
  della definizione, della fine. Cosa si aspetta?
   Una  cosa  che, per esempio, ha rilevato la Corte dei Conti  è  un
  taglio   della   spesa  di  500  milioni  di  cui  non   si   trova
  giustificazione. Una spesa farmaceutica lievitata rispetto a quanto
  invece dovrebbe essere.
   Altro  dato  fondamentale che mi interessa rilevare anche  per  il
  poco tempo concesso, chiaramente dobbiamo andare a sintetizzare,  è
  l'ammortamento del disavanzo che vincola le politiche per il futuro
  della nostra Regione.
   Questo,  signori,  è  un  dato pesante, è  una  pietra  che  viene
  scagliata  dentro questo Parlamento e a fronte di una  Regione,  la
  nostra  Regione siciliana, che le statistiche indicano essere  come
  l'Isola che ha il più alto tasso di disoccupazione giovanile, il 53
  per  cento,  noi non possiamo leggere questo testo e accettare  che
  questa possa essere la prospettiva per i prossimi due anni.
   Quello   che  ho  rilevato  nelle  trame  di  questo   testo,   io
  certificherei una incapacità di dire come si può fare in  modo  che
  la  spesa  siciliana della Regione possa rendere poi produttivo  il
  territorio,  il  nostro  territorio, il territorio  produttivo,  il
  tessuto produttivo della nostra Isola, gli investimenti. Non  vi  è
  traccia  della  possibilità di individuare investimenti.  Si  parla
  soprattutto  di  spesa  corrente. Della nostra  contribuzione  allo
  Stato  e  delle  entrate che sono quasi esclusivamente  entrate  di
  carattere  tributario. Dopodiché, su questi pilastri  come  si  può
  intendere una prospettiva di sviluppo, una prospettiva futura?
   Ancora.  Lacunoso viene definito dalla Corte dei Conti e,  quindi,
  mi  sento di informare l'Aula rispetto a quanto detto perché per me
  e  per  tutti  noi credo sia di massima autorevolezza quanto  detto
  dalla  Corte  dei Conti. Lacunoso il sistema di controllo  interno.
  Più di 130 enti risultano ad oggi a finanza incontrollata.
   Quindi,  il  non avere detto in questo documento di programmazione
  finanziaria  come si intende individuare dei percorsi di  controllo
  interno degli enti regionali.
   Sono  criticità  che  ci  lasciano basiti; io  chiaramente  vorrei
  approfondire molti altri temi, ma a fronte di quanto sta succedendo
  in  questi  giorni,  a  fronte del dibattito politico  che  si  sta
  verificando,  quanto  è  successo la  scorsa  settimana,  quanto  è
  successo  ieri,  rimango basita dalle dichiarazioni del  Presidente
  Musumeci che intende portare avanti e parla di riforme.
   Riforme  su  quali temi? Con quali presupposti? Le  riforme  hanno
  bisogno di forza. Si basano sulla coesione, sulla capacità di stare
  insieme e di avere una visione, di avere una prospettiva.
   Io,  il  mio  Gruppo parlamentare, in questo testo non ha  trovato
  possibilità di prospettiva. E' questa la risposta che noi  dobbiamo
  dare alla complessità che ci si pone dinnanzi quando parliamo della
  nostra Terra, della nostra Sicilia?
   E,  allora,  non posso mentre piove pensare che domani,  non  dico
  esca  il sole, ma addirittura vado al mare perché di questo  stiamo
  parlando.
   Credo  che  con  molta  real politic, anche  con  molto  senso  di
  responsabilità, fotografando la situazione attuale,  non  si  possa
  che  dire  saniamo  le  esigenze, andiamo a  vedere  quali  sono  i
  problemi degli enti locali, curiamo ciò che è veramente urgente  in
  un  documento finanziario snello, facciamo una legge elettorale che
  dia  una  maggioranza a questo Parlamento, a questo  Governo  e  al
  Governo e poi si vada al voto.
   Ad   oggi,   pur   avendo  noi  dimostrato  in   molte   occasioni
  responsabilità, senso profondo di responsabilità per i siciliani  e
  per  la Sicilia, non ci sembra che ci siano le condizioni, anche  a
  dimostrazione  di  quanto  letto in questo  documento  finanziario,
  signor Presidente, perché si possa andare avanti. Segnare un passo,
  andare  avanti vuol dire conoscere la strada ed in questo documento
  ad oggi non è individuato un percorso, un itinerario possibile.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Palmeri.  Ne  ha
  facoltà.

   PALMERI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  in
  questo  documento che abbiamo analizzato, non voglio ripetere  cose
  già dette anche per non prendere del tempo, quindi, mi limiterò  ad
  alcune altre parti.
   In  particolare, però volevo fare una riflessione generale, quello
  che io non ho visto in questo documento di programmazione economico-
  finanziaria  è soprattutto l'essenziale ossia non vedo  proprio  la
  visione  politica, quella che è l'idea politica che dovrebbe  stare
  alla  base di questo documento. Questa visione, questa mancanza  di
  visione  politica io non l'ho vista per tematiche fondamentali  che
  dovrebbero  servire per risanare, per mettere in  piedi  la  nostra
  Sicilia  e  soprattutto  per risolvere quelle  criticità  e  quelle
  emergenze che potrebbero consentire di risollevarci; ad esempio  mi
  riferisco  alla  sezione  relativa  all'agricoltura,  come   faceva
  riferimento poc'anzi qualcuno. Si parla del made in Sicily;  chi  è
  che  non  vorrebbe tutelare il made in Sicily? Ma come lo tuteliamo
  il made in Sicily?
   Si  fa  riferimento ai fondi comunitari, ai fondi  statali,  però,
  oltre  questo non ho visto traccia di altre azioni, assessore,  non
  ho visto altre azioni ed altri obiettivi, in particolare ad esempio
  il  PSR. Il PSR prende in considerazione circa 2 miliardi di  euro,
  più  di  2  miliardi  di euro per più di 300 mila  aziende,  stiamo
  parlando di 350 mila aziende agricole. E, quindi, se noi andiamo  a
  ripartire  questa somma per tutte le aziende siciliane ci  rendiamo
  conto  che sono veramente pochi i soldi di cui stiamo parlando.  E,
  quindi,  quello  che dovrebbe avere la Sicilia  è  appunto  un'idea
  economica  di  come  rilanciare queste  aziende  a  parte  i  soldi
  comunitari,  i soldi europei, anche perché qui c'è un  problema  di
  mancato utilizzo, incapacità di utilizzare queste somme del PSR.
   Abbiamo presentato di recente diverse mozioni, diversi ordini  del
  giorno proprio per sottolineare come questi fondi si perdono,  come
  centinaia  di  aziende  giornalmente falliscono,  aziende  agricole
  perché  appunto  non  si riescono ad utilizzare  questi  soldi,  ma
  perché  non si utilizzano. Innanzitutto dovrebbero andare ad essere
  modificati  anche i criteri di ripartizione perché la Sicilia  fino
  ad  oggi  ha  pensato  a  finanziarie  soprattutto  le  grandi,  le
  grandissime  aziende  agricole anche a causa  di  azioni  politiche
  messe  in atto fino ad ora anche dalle precedenti legislazioni,  ma
  in  questo  caso noi stiamo parlando di più del 95 per cento  delle
  aziende  siciliane  che  sono aziende  medio  piccole,  quindi,  ci
  rendiamo  conto  che  anche nel caso in cui questi  fondi  del  PSR
  andassero  a finanziarie tutte le aziende sono veramente  poche  le
  aziende  siciliane che avrebbero dei vantaggi economici  da  queste
  azioni, quindi, come intende il Governo risolvere questi?
   Sembrerebbe che l'Assessorato per l'agricoltura voglia  avocare  a
  sé  le  competenze  dell'ESA.  Io credo  che  il  Governo  dovrebbe
  approfondire alcune normative di settore, in quanto sembrerebbe che
  questa  azione potrebbe andare in contrasto con il principio  della
  separatezza  delle  funzioni,  che è stato  introdotto  da  recenti
  disposizioni di legge, in quanto - leggo testualmente -  sottrae di
  fatto   all'Assessorato  regionale  dell'agricoltura  molte   delle
  competenze  previste dalla legge regionale n. 73/1977,  consegnando
  all'Ente  di sviluppo agricolo l'esclusività nell'attuazione  degli
  interventi  di  consulenza  aziendale  in  agricoltura  come   ente
  pubblico.
   Non  è  infatti possibile che uno stesso soggetto, in questo  caso
  l'Assessorato   regionale  dell'agricoltura,  possa   al   contempo
  svolgere   le  funzioni  di  assistenza  tecnica,  ora   consulenza
  aziendale,   e  di  autorità  di  gestione,  ossia  programmazione,
  gestione  e  controllo della spesa . Quindi credo che si dovrebbero
  rivedere  queste  intenzioni, ma soprattutto  bisogna  capire  come
  risanare  queste  aziende, come andare verso la  tutela  di  questa
  moltitudine di aziende siciliane che, ricordo, sono aziende  medio-
  piccole  che  giornalmente falliscono a  causa  di  una  burocrazia
  elefantiaca.  Ricordo  che noi abbiamo livelli  di  biodiversità  e
  livelli di ricchezza e di condizioni climatiche che fanno sì che la
  regione   siciliana  sia  un  unicum  a  livello  europeo.   Quindi
  veramente, finora, la politica e tutte le associazioni agricole che
  dovevano  tutelarle si sono impegnate molto per riuscire a  ridurla
  nello  stato  in  cui si trova oggi. Non era assolutamente  facile,
  però ci sono riusciti.
   Per  quanto  riguarda il servizio idrico non ho trovato  una  vera
  azione   politica   chiara,   che  desse   risposte   relativamente
  all'emergenza  idrica. Come si vuole risolvere l'emergenza  idrica?
  Noi stiamo parlando di una Regione dove ci sono delle assurdità: ad
  esempio  da  un  lato  perdiamo  l'acqua  in  mare  a  causa  delle
  ingentissime  perdite  idriche  e a  causa  delle  reti  colabrodo;
  buttiamo   in  mare  anche  le  acque  reflue  depurate   a   causa
  dell'assenza di impiantistica moderna all'avanguardia;  buttiamo  a
  mare  l'acqua  volontariamente a causa della  mancata  manutenzione
  nelle  dighe;  e,  inoltre, non riusciamo a  convogliare  le  acque
  piovane, a raccoglierle e a captarle. Questo succede in una Regione
  dove  per  buona dell'anno ci sono dei deficit idrici pesantissimi.
  Quindi, quali sono le azioni che la Regione intende mettere in atto
  per risolvere queste emergenze idriche? Non si evince assolutamente
  da questo documento.
   Poi,  per  quanto riguarda le azioni relative alle infrastrutture,
  al  turismo  e  ai trasporti si parla di aeroporti, ma  in  maniera
  generica.  Presidente,  io  mi  auguro  che  finalmente  si   possa
  risolvere,  ad  esempio,  il  problema  dell'aeroporto  Airgest  di
  Trapani in maniera corretta - mi fa piacere che qui oggi è presente
  anche  l'assessore per l'economia - in maniera corretta e  coerente
  con le norme  Perché la Corte dei Conti ha ribadito che le modalità
  con le quali l'aeroporto di Trapani fino ad oggi è stato finanziato
  va  in  contrasto con la normativa sugli aiuti di Stato.  E  quindi
  dobbiamo  trovare la modalità corretta. Ma ad oggi sembrerebbe  che
  si sta prendendo ancora questa strada. E quindi dobbiamo trovare la
  modalità  per  salvare l'aeroporto, ma in coerenza,  perché  è  una
  infrastruttura fondamentale per lo sviluppo del nostro  territorio,
  ma  non dobbiamo, ovviamente, andare contro le normative e dobbiamo
  informare  la Commissione europea competente e dobbiamo mettere  in
  atto  le azioni. Mi fa piacere che siete concordi su questo.  Credo
  che un approfondimento in questo senso è assolutamente dovuto e  mi
  auguro che anche su questo caso ci possa essere un cambiamento.
   Per  il resto, purtroppo, le conseguenze che devo trarre da questo
  esame sono sicuramente di preoccupazione per il futuro della nostra
  terra. Mi auguro che questo documento non sia tutto quello che  c'è
  in atto nelle intenzioni del Governo per la nostra terra, perché se
  no la preoccupazione non può che essere il sentimento predominante.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  voglio
  essere chiarissimo.
   Presidente  Musumeci, io sono convinto che se lei fosse  stato  al
  mio   posto,  e  questo  documento  lo  avesse  presentato  il  suo
  predecessore,  lei  sicuramente avrebbe votato  contro.  Ma  volevo
  evitare  di fare un'analisi politica - quella è stata già fatta  in
  Commissione  Bilancio - però non so se lei ha  letto  la  relazione
  della  Corte dei Conti, immagino di sì, e gli volevo portare alcuni
  stralci, alcuni pezzi.
    Il  DEF,  pur  contenendo frammentariamente parte degli  elementi
  minimi  richiesti  dal  legislatore,  manca  anche  quest'anno   di
  elementi  sostanziali  per poter espletare  pienamente  le  proprie
  funzioni, nel processo di programmazione di bilancio.
   Prendo un'altra parte, così l'analizziamo insieme.  Nessun cenno è
  contenuto,  nel documento in esame, con riferimento alle previsioni
  delle  entrate  proprie amministrate, e gestite direttamente  dagli
  uffici  regionali. Analoghe osservazioni possono  essere  formulate
  con  riferimento  agli altri titoli delle Entrate correnti,  nonché
  quelle in conto capitale.  E così via, pagina per pagina.
    Resta   carente  il  quadro  informativo  dell'impatto  di   tale
  processo. Più in generale, si deve rimarcare come il DEF 18-20  non
  contenga  gli  indirizzi  agli  enti  strumentati  e  alle  società
  controllate e partecipate.
   Lei, Presidente, se fosse stato al mio posto, giovane deputato  di
  opposizione, sono certo che avrebbe votato contro questo  documento
  ma  per  un motivo semplicissimo. Perché questo documento,  che  in
  teoria  dovrebbe essere l'elemento programmatico e di progettazione
  futura  di  questa regione, di fatto risulta molto fumoso.  Io,  ne
  abbiamo già discusso con l'assessore, mi aspettavo molto di più  da
  questa  giunta, e glielo dico con estrema sincerità  perché  questo
  non è un bilancio. Da questo documento mi sarei aspettato molto  di
  più.  Si  parla pochissimo dei fondi strutturali e del rischio  che
  abbiamo  nella  mancata spesa. Si parla pochissimo  delle  profonde
  aree  di crisi come Termini e Gela. Ci sono dei riferimenti  errati
  per  ciò  che  concerne  l'interporto. Manca un  riferimento  sulla
  Siracusa-Gela, che probabilmente non sarà mai completata.
   Su   delle   grandi  opere  infrastrutturali,  oltre   che   sulla
  programmazione   di  questa  regione,  c'è  veramente   pochissimo,
  Presidente.  E  questo è triste analizzarlo insieme perché,  da  un
  giovane  deputato dell'opposizione, sicuramente ci si aspettava  di
  leggere  un  documento ben più maturo. Un documento  che  portasse,
  veramente,  la  regione fuori da questo stato di crisi  e,  invece,
  questo non avviene.
   Quindi, chiaramente, insieme al mio gruppo, voteremo contro questo
  documento.

   MUSUMECI, Presidente della Regione. Non ne sono affatto sorpreso

   SUNSERI. No, non deve rimanere sorpreso, assolutamente. Però  -  e
  questo  è  uno   sprono   che le faccio -  quantomeno  sulla  legge
  finanziaria,  che è arrivata ai giornalisti prima di arrivare  alla
  Commissione  bilancio e su cui c'erano già degli errori  che  erano
  stati  evidenziati,  e che mi auguro verranno modificati  prima  di
  arrivare  alla  commissione di pertinenza che  è  quella  Bilancio,
  almeno  uno  sforzo da Presidente della Regione, che si è  meritato
  probabilmente  con i voti dei siciliani quello scranno,  lo  faccia
  insieme alla sua giunta.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  regione, assessori, dico subito che questo clima, che peraltro vede
  intervenire  in maniera abbastanza coinvolta diversi  deputati  per
  Gruppo  parlamentare - mi sembra che, ad esempio, per il  Movimento
  Cinque  Stelle,  siano  intervenuti  appena  adesso  cinque  o  sei
  deputati - è un clima che testimonia come ci sia grande attenzione,
  grande  attesa  e,  tutto  sommato, anche rispetto  alle  cose  che
  accadono  nella politica nazionale, una sorta di grande aspettativa
  verso l'attività di questo Governo.
   Io  ho  ragione  di  credere persino quando  l'onorevole  Tancredi
  sottolinea  come  questa notte non ha dormito, che  la  spinta,  le
  aspettative,  la voglia di analisi - ma non solo di  analisi  -  la
  voglia  di  contribuire, non solo al buon andamento delle  attività
  dell'Aula,  ma  soprattutto  ad una prospettiva  che  possa  essere
  davvero  di  sviluppo e di investimento per questo  territorio  sia
  vera.
   Ed  in questo devo dire, Presidente Musumeci ed assessore Cordaro,
  sono  certo  che sia possibile recuperare, riscontrare una  volontà
  comune  che  non  può  non  riguardare i  componenti  tutti  di  un
  Parlamento,  oltre  che  di  un  Governo.  Però  lasciatemi   dire,
  onorevoli  colleghi,  che  in funzione  delle  caratteristiche  del
  documento  che  noi  oggi stiamo dibattendo,  che  di  fatto  è  il
  principale  strumento  della programmazione  economica-finanziaria,
  oggettivamente assumere toni apocalittici rispetto a quella  che  è
  una  visione  programmatica dell'attività di un Governo  mi  sembra
  onestamente eccessivo.
   Io  non  ho  mai visto un'attività di programmazione di  qualsiasi
  tipo,  Presidente  Musumeci, che in qualche modo vuole  ledere  gli
  interessi,  le  tutele, i diritti, le aspettative  di  sviluppo  di
  qualsivoglia    soggetto   che   viene   coinvolto    nell'attività
  programmata.  Quindi  comprendo  qualsiasi  posizione  critica,  ma
  tuttavia come si può immaginare da quei banchi che ci sia, lasciamo
  stare  se  il  Governo  di Centro Destra o  il  Governo  di  Centro
  Sinistra   o  di  non  so  quale  altro  movimento  che  con   fare
  autolesionista  arrivi  qui a dare delle dichiarazioni  di  intenti
  programmatiche  su quello che è da venire, solo per  la  voglia  di
  sottoporsi   a  cosa?  Ad  una  gogna  mediatica?  Ad  un'idea   di
  aspettative disattese? Ho sentito interventi dove si è detto  ma da
  questo documento mi sarei aspettato di più . Ma da un Documento  di
  programmazione dove vengono individuate una serie di priorità,  una
  serie di indicazioni che attengono a dimensione dello sviluppo,  io
  ho  ascoltato le parole del Presidente Musumeci che fa  riferimento
  all'idea  di  accompagnare  questa  terra  ad  una  condizione   di
  normalità, non mi sembra assessore Turano - che forse la parte  più
  carente  è  quella sua, assessore Turano, quindi se per favore  può
  accomodarsi  ed ascoltare le considerazioni che stiamo facendo  con
  riferimento agli apprezzamenti del Governo.
   Io  ritengo  che  questa è una fase in cui non  ci  devono  essere
  posizioni demagogiche, ma non ci possono essere crediti assunti  da
  nessuno  in  nome non si capisce di quale posizione di  rendita.  E
  questo  riguarda  tutte  le  deleghe, assessore  Turano,  la  trovo
  particolarmente  distratto e la cosa mi dispiace. Ecco,  allora  la
  prego  di prestare maggiore attenzione e, signor Presidente, chiedo
  se  per  favore  è possibile ristabilire un clima  di  serenità  in
  quest'Aula.
   Perché  vedete,  non è che tutti abbiamo soltanto l'ambizione  che
  questa Sicilia diventi bellissima, perché non credo che fosse  solo
  uno slogan. Non è che tutti non ci rendiamo conto che i dati con  i
  quali  ci confrontiamo sono dati catastrofici. Conosco il cinquanta
  percento della popolazione che rischia di vivere una condizione  di
  povertà assoluta, in quella zona d'ombra di povertà relativa  dalla
  quale  si  può  uscire  per una malattia,  per  una  situazione  di
  detenzione, persino per una separazione. Allora, questa Terra è una
  Terra  dalla  quale vanno via ventimila giovani ogni  anno,  è  una
  Terra  dove si è ritornato ad indici di dispersione scolastica  che
  sono davvero incredibili.
   Allora,  in  un  documento  come questo,  cosa  volevate  trovare?
  Volevate  trovare la negazione di un principio  Vi aspettavate  che
  da parte del Governo ci fossero pratiche autolesioniste
   E' stata fatta una pianificazione dove si indicano alcune priorità
  con   riferimento,  ad  esempio,  al  tema  delle  province  e  del
  decentramento;  troviamo delle prospettive di sviluppo  legate,  ad
  esempio,  ai  temi  del turismo che ben si coniuga  con  l'attività
  egregiamente fatta dall'assessore Sgarbi in questi mesi, ritengo di
  concerto anche con l'assessore per il turismo ed ho avuto  modo  di
  apprezzare l'attività dell'assessore Sgarbi. Probabilmente, spesso,
  sull'onda di una comunicazione spinta, ma ricordo quando in  Giunta
  una volta disse:  che facciamo vi chiedo scusa di esistere  Sono su
  questi  standard,  su  questa velocità ,  così  come  assolutamente
  apprezzabile è l'attività fatta da tanti degli assessori in Giunta.
   Certamente,  ci  troviamo  di fronte ad  un'esigenza;  ne  abbiamo
  parlato più volte anche nella precedente legislatura. Sto spingendo
  sul  principio dell'insularità. Articolo 36, articolo 37,  articolo
  38 dello Statuto regionale.
   In  questo  momento, la Sicilia ha un'esigenza  che  è  quella  di
  riequilibrare  i  rapporti di forza rispetto al  resto  del  Paese.
  Oggi, nascere a Palermo, anziché a Catania o a Canicattì, ti relega
  ad una condizione di svantaggio, quasi come fosse una disgrazia.
   Credo  che in questo DEFR si intraveda la prospettiva di  regalare
  una   dimensione  di  normalità,  dove  si  possa  partire  da  una
  condizione di parità perché davvero nascere in Sicilia non  diventi
  una  discriminante. Certo una serie di critiche sono  state  mosse,
  probabilmente,  legittimamente anche  dall'onorevole  De  Luca  che
  quando  fa riferimento al tema delle partecipate non ci dice  certo
  una  corbelleria, non ci dice certo una cosa che non va.  Se  delle
  151  società partecipate ed enti strumentali, soltanto cinque hanno
  sentito l'esigenza di dar trasparenza a quei documenti, quattro più
  uno

   ARMAO, assessore per l'economia. Cinquantuno.

   FIGUCCIA.  Cinquantuno, ma soltanto cinque, poi,  di  fatto,  sono
  dentro  la  logica,  definiamola del consolidamento,  cioè  dove  è
  possibile individuare all'interno di quei bilanci la possibilità di
  leggere in maniera trasparente quello che accade.
   Questo  è  un  problema, ma è ascrivibile a  questo  Governo  o  è
  ascrivibile   a  chi,  per  cinque  anni,  non  ha   dato   neanche
  l'opportunità di dare attuazione al 118 del 2011 che individuava in
  quell'esperienza di rendiconto e consolidato un'esigenza assoluta a
  cui rispondere
   Oggi,   con   grande   onestà,  consegno  a   questo   Parlamento,
  indipendentemente,  trasversalmente, al Partito  Democratico  ed  a
  quel  Movimento Cinque Stelle che, a livello nazionale,  sta  anche
  dimostrando una maturità  insieme ad un altro movimento populista

   PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, la invito a concludere perché si è
  interrotto il servizio, comunque siamo già alla fine.

   FIGUCCIA.  Insieme all'altro movimento, quello della Lega  che,  a
  livello nazionale, ha dimostrato di avere davvero a cuore le  sorti
  di questo Paese.
   Credo,  onorevole  Cancelleri, onorevoli  colleghi  del  Movimento
  Cinque  Stelle,  che  siamo in una fase ancora di  avvio,  rispetto
  all'esperienza di questo Governo e, quindi, se non fosse altro,  al
  di  là  delle appartenenze, un'apertura di credito va  data  ad  un
  documento  che,  mi  scusi  onorevole  Cracolici,  non  può  essere
  definito   libro dei sogni' perché, per definizione, il DEFR  è  un
  libro  dei  sogni,  perché  nel DEFR  devono  essere  contenute  le
  aspettative.
   La ringrazio, signor Presidente, questo volevo rappresentare, buon
  lavoro.

   PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  Assessori,   parlamentari,  mi  dispiace  che  si  sia  allontanato
  l'assessore Sgarbi perché volevo salutarlo.
   Certo,  lei  lo sa Presidente, io quando sono stato  eletto,  sono
  stato  uno  dei  primi a dire chissà se possiamo  recuperare  tempo
  perso,  perduto, ma non sulle responsabilità di Crocetta così  come
  spesso  voi  cercate di fare, anche lei stesso durante l'intervento
  che  ha  fatto  l'onorevole Cracolici, non mi  è  sfuggito  il  suo
  atteggiamento   nel  voler  rilegare  l'intervento   dell'onorevole
  Cracolici  a chi, quasi quasi, non può parlare perché ha  governato
  la  Regione  siciliana. E' una mia sensazione sbagliata però,  ogni
  tanto,  voi  lo ripetete, lo ripetete spesso:  siamo qua,  è  tutto
  finito, l'accordo con lo Stato

   MUSUMECI, presidente della Regione. Ci sono responsabilità antiche
  e recenti. Venti anni

   DIPASQUALE.  No,  Presidente,  la prego,  ancora  non  ho  neanche
  iniziato. Per favore, Presidente.
   Infatti,  secondo me, dobbiamo partire proprio  da  questo  ma  lo
  dobbiamo fare veramente e lo deve spiegare anche ad Armao. Cioè  ci
  sono  vent'anni  di  responsabilità - ora ci  arrivo  all'assessore
  Armao  - grandi, di tutti, di chi ha governato, per lo più è  stato
  il  centro destra - io ero sindaco, voi lo sapete bene -,  però  ho
  contribuito   anch'io  a  quelle  responsabilità,  così   come   ha
  contribuito l'opposizione di quegli anni. No? Tutti abbiamo  queste
  responsabilità  e lei, come me, come l'onorevole Cracolici,  coloro
  che  siamo stati nella scorsa legislatura, conoscevamo il bilancio,
  la finanziaria, sapevamo bene quale fosse il peso che il Governo ed
  il   Parlamento   si  sarebbero  trovati  sulle   spalle.   Quindi,
  smettiamola
   A me fa simpatia quando l'assessore Armao dice:  ora arriviamo noi
  e  poi  facciamo  questo confronto con lo Stato, ci  facciamo  dare
  tutto .  Ma  noi  siamo quelli del 61 a zero. Ma  come?  Noi  siamo
  quelli  del  61 a zero che non abbiamo portato nulla alla  Sicilia,
  nulla.  Nulla, non abbiamo portato nulla, abbiamo portato zero   No
  il  61,  abbiamo  portato solo lo zero. Che ben  venga   Io  me  lo
  auguro   A meno che il Presidente decida di porre termine a  questa
  esperienza.

   PRESIDENTE. Siamo qua sotto questo cielo

   DIPASQUALE.  Guardi  noi dell'opposizione, io  questa  mattina  ho
  fatto di nuovo le fotografie, dopo che lei ha detto:  sono pronto a
  dimettermi .
   Io,  intanto, sono andato a Palermo, c'era un fotografo e ho fatto
  le  fotografie.  Prontissimi. Si immagini noi dell'opposizione.  Io
  sono  convinto e sono sicuro che lei questo intervento lo ha  fatto
  rivolto  alla  maggioranza, non all'opposizione perché  giustamente
  parla  la  maggioranza ed alla maggioranza è giusto che  lei  dica:
   guardate   che  andiamo  tutti  a  casa  a  votare .   Noi   siamo
  prontissimi.  Noi stiamo all'opposizione, siamo quasi  mezza  casa
  Quindi  siamo  pronti, pronti, caro Presidente. Ho fatto  le  foto,
  inviterò anche i colleghi a farle perché noi siamo pronti.
   Io  speravo,  veramente, nell'assessore Sgarbi,  affinché  potesse
  dare  un'azione  di  rilancio alla Sicilia, ai beni  culturali.  Ci
  speravo, veramente. Certo non me lo sarei mai immaginato. Gli avete
  fatto fare una fine indecorosa ed a me dispiace, signor Presidente.
  Non riesco a capire il perché. Perché, cosa ha fatto di male questo
  Sgarbi per meritare tutto questo, cosa ha detto?
   Io a Sgarbi, per esempio, gli farò avere...

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, lei deve intervenire  sul  DEFR.
  Lei  deve  intervenire sul DEFR. Ma quale censore? Ma cosa  c'entra
  l'onorevole Sgarbi. Deve intervenire sul DEFR

   DIPASQUALE.   Non   vi  preoccupate,  abbiamo   pazienza,   signor
  Presidente.  Io  gli farò avere il DEFR, perché voglio  sapere  che
  cosa ne pensa lui, magari ce lo farà capire con un video. Ognuno di
  noi  ha  i  suoi modi per esprimere il proprio giudizio, magari  io
  glielo farò avere perché ci tengo
   Sul  DEFR  ho poco da aggiungere rispetto a quelle cose  che  sono
  state  dette dal punto di vista tecnico dai colleghi che  mi  hanno
  preceduto, tutti, in maniera brillante, dai colleghi del  Movimento
  5  Stelle, qualcuno della maggioranza, da Antonello Cracolici che è
  stato molto chiaro nell'analisi tecnica.
   Io  mi  soffermo solamente su quella politica. Sul DEFR non è  che
  noi non ci crediamo, non ci crede la maggioranza.
   E per favore, non potete scaricare le responsabilità al capogruppo
  Lupo che chiede il rinvio della seduta di ieri. Ho letto questo  in
  una  dichiarazione  del  Presidente, come  a  volere  scaricare  le
  responsabilità a noi.
   Ieri, vi abbiamo fatto una cortesia. Ieri non eravate neanche  30,
  31.  Ieri vi abbiamo voluto dare la possibilità di rivederci, oggi,
  per  evitare  una  brutta  figura.  Ed  anche  questo  diventa  uno
  strumento contro di noi
   Io  penso  che,  qui,  davvero, dobbiamo ritrovare  un  attimo  le
  ragioni  dello  stare  insieme  dal punto  di  vista  del  rispetto
  istituzionale,  cioè se il capogruppo Lupo interviene  dicendo:   è
  meglio che rinviamo a domani , non è perché è contro la Sicilia, ma
  perché  non  c'è la maggioranza che deve governarla la  Sicilia.  I
  primi  ad  essere  responsabilizzati, ad  essere  responsabili  del
  governo dell'Isola, siete voi con la maggioranza.
   E  se  questo quadro è saltato, dovete dirci come dobbiamo  andare
  avanti  perché,  credetemi, non possiamo  rimanere  cinque  anni  a
  riscaldare la minestrina. Non è per questo che siamo stati votati.
   Abbiamo  da  fare scommesse importanti, nel DEFR non  c'è  scritto
  quasi  nulla.  Analisi,  tanta bella analisi.  Si  parla  di  Fondi
  europei.  Si parla di accordo Stato-Regione che dobbiamo  andare  a
  fare.  In  sostanza  poco.  Non lo  dico  io,  lo  dice  la  vostra
  maggioranza.
   Lasciamo  perdere la Corte dei Conti, non mi pare che fosse  molto
  contenta, non avete fatto un figurone con la Corte dei Conti.
   E, comunque, la vostra maggioranza...
   Vedete  noi ci auguriamo, io mi auguro che il mio sia un  giudizio
  di  parte,  chiamatelo come volete, dato, espresso da un componente
  dell'opposizione,  mi  auguro  che la  vostra  maggioranza  traduca
  l'apprezzamento verso il DEFR con un voto positivo.
   Vedete,  non  c'è  il  problema, qui, della Siracusa-Gela  che  va
  completata. Ma la Siracusa-Gela deve arrivare fino a Trapani  Serve
  un   progetto   ed  una  strategia  di  finanziamento.   Quella   è
  l'emergenza.   C'è   una   logica  di   affrontare   le   questioni
  dell'emergenza. Manca un disegno sulle infrastrutture  in  Sicilia,
  non  solo le emergenze, è molto poco, molto relativa. E' importante
  per  noi  di  quel territorio, fondamentale, ma quello  che  manca,
  invece,  è  un  progetto  che  parli di  infrastrutture,  di  porti
  commerciali,   che  parli  degli  aeroporti,  cioè  una   strategia
  complessiva.
   Io penso che li debba risolvere tutti, subito, il Presidente della
  Regione.  Ovvio,  no   Ma almeno un progetto, almeno  un  progetto
  Abbiamo   questo  progetto,  intendiamo  costruire  una   rete   di
  portualità in tutta la Sicilia perché riteniamo che ci debba essere
  un porto turistico, almeno, ogni 20 miglia, per dare la possibilità
  di  creare il turismo nautico. Per quanto riguarda, invece, i porti
  commerciali abbiamo quest'altra strategia; per quanto riguarda  gli
  aeroporti  minori vogliamo fare quest'altra cosa  Cioè non  c'è  un
  progetto, non c'è un progetto di sviluppo della Sicilia
   Ma  io sono convinto che i primi ad esserne convinti siano proprio
  i colleghi della maggioranza, quindi, Presidente, chiudo, completo,
  capisco  che  il  mio  sia  un  intervento  che  non  meriti  tutta
  l'attenzione  e  neanche  tutto, non dico  il  compiacimento,  però
  l'attenzione,  non meriti tutta l'attenzione, però, Presidente,  mi
  creda  che così possiamo andare a casa tutti, prontissimi   Nessuno
  di noi ha difficoltà ad andare a rivotare
   Lei  ci  deve fare capire bene e questo spetta a lei perché  è  il
  capo  di  questo  Governo,  come intende proseguire  perché  ce  ne
  accorgeremo   già   da  stasera  che,  non  è  per   responsabilità
  dell'onorevole Lupo, Presidente del Gruppo parlamentare del PD  che
  ci  è  stato  un rinvio di 24 ore ma per la sua maggioranza  che  è
  inesistente.
   MUSUMECI, presidente della Regione. Quale maggioranza

   DIPASQUALE. lei è stato eletto, non mi dica, lei è stato eletto  e
  gli  elettori siciliani LE hanno consegnato una maggioranza, se lei
  non  ce l'ha più ed intende fare gli interessi dei siciliani,  deve
  fare solo una cosa: si deve dimettere, non ci deve minacciare,  lei
  si deve dimettere

   MUSUMECI,   presidente  della  Regione.  Si   ripassi   la   legge
  elettorale

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonio.  Ne
  ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. Signor Presidente, onorevole Presidente  della
  Regione, Assessori, onorevoli colleghi, cittadini, ascoltavo  prima
  l'onorevole Figuccia definire il DEFR come il  libro dei sogni'. In
  realtà,   il   DEFR  costituisce  il  principale  strumento   della
  programmazione  economico finanziaria e delle  misure  di  politica
  economica  regionale ed ha l'obiettivo o dovrebbe avere l'obiettivo
  di  indicare la strategia economica e di finanza pubblica nel medio
  termine. Detto documento, dite voi, è il primo che viene presentato
  da  questo  Governo  e,  pertanto, assume un  particolare  rilievo.
  Complimentoni
   Questo documento, in realtà, non sembra programmare ma anzi appare
  contradditorio  e  scarno. Questo è il giudizio  che  mi  sento  di
  rassegnare non solo in qualità di deputato d'opposizione  ma  anche
  perché riporta quello che è il pensiero della Corte dei Conti. E vi
  spiego  anche  perché appare contradditorio e scarno: affermate  di
  voler  sostenere  la sanità pubblica, però partite dal  presupposto
  che  la  rete  ospedaliera, esitata dal precedente Governo  sia  un
  ottimo  punto  di  partenza. Questa cosa l'avete  detta  tre  volte
  finora

   MUSUMECI, presidente della Regione. Ottimo?

   DE  LUCA Antonino. L'avete detto  E lo ribadite  Ottimo. Roba  del
  genere, non ci fermiamo sul
   Comunque un buon punto di partenza, se preferite.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Bravo

   DE LUCA Antonino. Peccato che questa rete ospedaliera prevedeva il
  taglio   di   trecento  posti  letto  pubblici,   mentre   lasciava
  praticamente invariati i posti letto privati. Vi faccio un  esempio
  sulla  mia  città, su Messina, dove su circa 1800 posti,  800  sono
  destinati alla sanità privata.
     Dichiarate di voler dedicare attenzione alle Isole minori e  poi
  sostenete di volerlo fare con l'ausilio della telemedicina.
   Ora, premesso che non credo che la telemedicina avrebbe salvato la
  vita  a  quella persona che è morta un paio di giorni fa e  che  se
  l'aereo  fosse riuscito a volare avrebbe trasportato quel malato  a
  Gela  perché negli ospedali vicini, nel milazzese o nel  messinese,
  non  c'era un solo posto letto libero, ma non credo neanche che con
  la telemedicina possiamo neppure garantire, per esempio, ai bambini
  che  vivono  nelle  Isole  minori, l'assistenza  continuata  di  un
  pediatra.
   Nelle  Isole  minori  i bambini, nei primi cinque  anni  di  vita,
  vengono  seguiti, a volte, da cinque, sei pediatri diversi; allora,
  se  vogliamo garantire una buona sanità, non una sanità, una  buona
  sanità  alle  Isole  minori dobbiamo fornire  personale  stabile  e
  qualificato  perché un paziente si segue bene se lo si conosce  non
  se  ogni sei mesi viene visto da un medico diverso, nessuno di  noi
  sottoporrebbe il proprio figlio a sei medici diversi
   Affermate  di  voler  contenere la  spesa  farmaceutica  e  quella
  pubblica;   il  contenimento  non  può  avvenire  con   un   taglio
  orizzontale di 500 milioni, ma dovrebbe prevedere, innanzitutto, un
  serio  programma di prevenzione, un coordinamento delle ASP perché,
  in  questo  momento,  ogni ASP fa praticamente  quello  che  vuole,
  soprattutto nella gestione degli affidamenti diretti.
   E questo ve lo dice anche la Corte dei Conti. Si agisce in proroga
  anche con i contratti di molti dirigenti che vengono presi per  tre
  mesi  e  vengono, di volta in volta, riconfermati. Per non parlare,
  poi,  di  come  agisce il C.U.C., ovverosia spesso  si  continua  a
  insistere sull'affidamento di appalti importantissimi con la teoria
  del  massimo ribasso, per carità c'è la legge, però possiamo andare
  benissimo a Roma

   MUSUMECI,  presidente della Regione.  Con chi andare a  parlare  a
  Roma?

   DE LUCA Antonino. Lei è dotato dell'autonomia per andare a Roma  a
  dire:   No,  cari, qua in Sicilia il massimo ribasso non intendiamo
  applicarlo .
   Io   le   lascerò  il  tempo,  però  siccome  qui  si   parla   di
  programmazione  lei quantomeno me lo deve dire che vuole  andare  a
  Roma,   al  Ministero,  a  precisare  queste  cose  perché   se   è
  programmazione lo dobbiamo programmare.
   Il   contenimento  della  spesa  farmaceutica   passa   anche   da
  un'importante correlazione che ci deve essere non solo  in  termini
  informatici  ma  anche in termini fisici tra i medici  di  base,  i
  medici di famiglia e le farmacie.
   Per   esempio,   nelle   scorse  settimane  avevo   richiesto   la
  calendarizzazione di una mozione che vi impegnava per  partecipare,
  in  maniera seria, alla Conferenza Stato-Regioni, per entrare  come
  regione capofila nell'attuazione della farmacia di servizi che sarà
  di prossima attuazione.
   Domani  c'è  la  Conferenza Stato-Regioni, so che  parteciperà  un
  funzionario  dell'Assessorato, mi auguro che porti il  risultato  a
  casa,   perché  non  solo  sarebbero  nove  milioni  di  euro   che
  arriverebbero in Sicilia, ma sarebbe anche un'importante...

   RAZZA, assessore per la salute. Confermo.

   DE  LUCA Antonino. L'Assessore conferma perché dovrebbe andare  il
  dottor Lo Presti, sono aggiornato - se non so male - oppure  se  va
  lei meglio
   Altra discorso molto importante i LEA, gli obiettivi premiali,  la
  mobilità  passiva. In questo DEFR non siamo entrati nel  merito  di
  queste questioni.
   I  LEA  devono essere considerati nella loro interezza e non  solo
  sotto  un profilo quantitativo, perché nei LEA sono fondamentali  i
  livelli  qualitativi che si devono garantire. E da questo punto  di
  vista  il  sistema premiale dei dirigenti ASP o dei  direttori  non
  sempre va a premiare la qualità dei servizi resi ma, spesso, premia
  la  quantità  dei  servizi  resi  e,  soprattutto,  va  a  premiare
  esclusivamente  il  contenimento della spesa,  però  non  ha  senso
  assegnare un premio per un servizio non reso, è illogico  e  questo
  va detto chiaro e tondo.
   Altra pecca: i servizi sociali, i servizi domiciliari, disabilità.
  Praticamente nel DEFR queste tre cose non sono neppure nominate.
     I  servizi  domiciliari  sono la nuova  frontiera  della  sanità
  pubblica,  andiamo verso la cronicizzazione delle  malattie  e  nei
  confronti  delle  lunghe degenze. Tutto questo  non  è  minimamente
  contemplato in un documento che dovrebbe programmare.
   Io  ho grande fiducia che questi aspetti saranno trattati dal  suo
  Assessorato,  però  siccome avete avuto  cinque  mesi  per  stilare
  questo Governo, avrei quanto meno gradito

   MUSUMECI, presidente della Regione. Due mesi

   DE  LUCA Antonino. Lo sapevate che lo dovevate fare   Quando ci si
  presenta  alle elezioni, ci si presenta non solo con un  programma,
  perché  questo è un programma, ma subito dopo si inizia a  lavorare
  sulla  definizione e sugli strumenti attuativi. Però, io  sono  per
  natura  una persona che ha fiducia e, quindi, lo boccio ma mi  fido
  che lo farete.
   Un'ultima  cosa:  avrei  voluto salutare  l'assessore  Sgarbi  ma,
  probabilmente, sarà andato in bagno quindi, ci sarà occasione

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, Presidente della Regione,  Assessori
  e  colleghi, dico subito che il mio intervento come, peraltro, sono
  solito  fare  da  questa tribuna, non intende  partecipare  ad  una
  stanca liturgia tra maggioranza ed opposizione.
   Sono stato maggioranza e sono stato espressione di un Governo,  la
  scorsa legislatura, e credo di essermi comportato sempre con grande
  rispetto  nei confronti dei colleghi parlamentari ascoltandone  con
  pazienza  e  con grande attenzione la diversa sensibilità  con  cui
  ciascuno  affronta  e  propone la soluzione ai problemi  complessi,
  difficili di questa nostra straordinaria Terra.
   Premesso  il  senso  di  questo mio  intervento,  vorrei  dare  un
  contributo  da  un punto di vista di un parlamentare  che  vorrebbe
  mettere  a  frutto anche l'esperienza diversa, di  maggioranza,  di
  opposizione, che in questi anni, in questa Aula, in questa Regione,
  ha portato.
   Per  cui  le osservazioni, più che le critiche, a questo documento
  di  economia e finanza regionale vorrebbero, avrebbero  un  po'  la
   presunzione   di provare a tracciare insieme al  Parlamento  e  al
  Governo  un  percorso che tenga conto delle difficoltà  che,  negli
  anni,  i  governi  hanno  incontrato e che al  Governo  in  carica,
  evidentemente,  è  demandato  di fare ulteriori  passi  avanti  con
  difficoltà e senza avere alcuno la presunzione di avere  la  verità
  rivelata nelle mani.
   Certamente, il documento di economia e finanza 2018-2020 sconta la
  difficoltà   e  la  necessità  di  doversi  allineare  al   decreto
  legislativo  n.  118  del  2011,  cioè  il  decreto  che  tende  ad
  armonizzare,  in  maniera diversa rispetto al passato,  i  percorsi
  degli  strumenti  finanziari e rispetto ai quali  il  documento  di
  economia e finanza regionale non può che essere la guida, contenere
  le linee guida che, poi, sottendono ai documenti finanziari, sia il
  bilancio che la legge di stabilità.
   Rispetto a questo ci sono elementi che tengono conto di ciò che  è
  stato  fatto e riconosco l'onestà intellettuale di chi queste  cose
  certamente ha scritto.
   Ci   sono   altri  aspetti,  Assessore,  che  andavano  certamente
  trattati.  Per carità, lei lo ha detto diverse volte,  anche  nella
  seduta di audizione della Corte dei Conti, c'è stata la fretta e la
  difficoltà di costruire un documento di economia e finanza con  una
  struttura normativa diversa, una struttura normativa nuova, ma  ciò
  non   toglie  che  la  carenza  di  alcuni  elementi  debba  essere
  recuperata, deve essere necessariamente recuperata.
   Io  credo che sia venuto il momento, dopo qualche mese, certamente
  non   tanti,  della  nuova  legislatura  e,  quindi,  della   nuova
  esperienza  di  Governo, lo dico con grande rispetto,  di  guardare
  alla  prospettiva e di non andare avanti guardando indietro  perché
  si rischia di inciampare e di inciampare pesantemente.
   Se  ogni  Governo che si insedia, ogni maggioranza che si  insedia
  dovesse affrontare le difficoltà che ci sono e che sono oggettive e
  che  sono assolutamente non eludibili immaginando di trovare  alibi
  in  macerie  che  non ha trovato - perché nessuno  ha  mai  trovato
  macerie,   ha  trovato  difficoltà  e  problemi  non   risolti   -,
  probabilmente,  ci  ritroveremo fra un anno a discutere  del  nuovo
  documento - fra un anno, meno di un anno, a giugno - di economia  e
  finanza  con gli stessi criteri e con la stessa logica  e,  allora,
  credo che questo Parlamento, nella sua responsabilità delle diverse
  posizioni  e  il  Governo,  abbiano  il  dovere  immediatamente  di
  cambiare  passo,  di entrare nella logica che siamo  in  una  nuova
  legislatura   e   di   fare  in  modo  che  le  insufficienze   che
  fisiologicamente  pure ci sono in questo documento  di  economia  e
  finanza  vengano assolutamente recuperate perché, assessore  Armao,
  mi rivolgo a lei perché ha fatto una battaglia  culturale  rispetto
  a   questo  tema,  ma  può  essere  pericolosissimo  immaginare  di
  risolvere  i problemi della Sicilia soltanto pensando di risolverli
  nel  momento in cui avremo ridefinito e rinegoziato i rapporti  con
  lo Stato. Questo sarebbe davvero pericoloso ed il prezzo certamente
  lo  pagherebbe il Governo che può avere intrapreso questa strada ma
  rischieremmo di farlo pagare tutti insieme ai siciliani per cui,  a
  prescindere da quella che è la scelta politica, legittima,  che  il
  Governo  in  carica vuol fare, di provare a rinegoziare quelli  che
  sono i termini dell'accordo con lo Stato che è tutt'ora vigente,  -
  siamo  a legislazione vigente -  e, quindi, non possiamo non tenere
  conto  dei  vincoli  che  quell'accordo  ci  impone  però  dobbiamo
  provare,  a  legislazione  vigente, a  capire  come  andare  avanti
  rispetto  alla  soluzione dei problemi che ci  poniamo  davanti  e,
  quando  parliamo, per esempio, della razionalizzazione  degli  enti
  regionali  sarebbe stato un caso, sarebbe il caso molto  presto  di
  individuare  quella  che è la valutazione economico-finanziaria  di
  una   nuova   politica  rispetto  agli  enti  regionali,   dovremmo
  quantificarne i risparmi, dovremmo capire cosa farne del  personale
  di questi enti in una Regione che ha difficoltà certamente rispetto
  ai  livelli  occupazionali:  lo  stesso  avremmo  la  necessità  di
  ridefinire in questo documento e poi trovarlo calato nella legge di
  stabilità,  nel  disegno di legge sulla legge di  stabilità  e  del
  bilancio  che  è  la  politica,  per  esempio,  sui  forestali,  le
  politiche di sviluppo di questa Regione.
   Ecco, tutto questo senza puntare l'indice come sono stato abituato
  sempre  io  dalla maggioranza e dall'opposizione, ma  invitando  il
  Governo ad andare avanti sulle cose positive, tante, che sono state
  fatte nel passato e a provare a superare le difficoltà che magari i
  governi e le maggioranze del passato, più o meno recente, non  sono
  riusciti, come dire, ad affrontare e risolvere ed in questo  senso,
  proprio  perché  non  mi va di entrare in dibattiti  che  hanno  un
  sapore liturgico inutile ed assolutamente controproducente per  gli
  interessi   dei  siciliani,  inviterei  anche  tanti   colleghi   a
  documentarsi  meglio su tanti aspetti delicatissimi  a  partire  da
  quello  sulla salute sulla quale, ovviamente, per senso di rispetto
  a  chi,  come dire, ha continuato questo percorso e continua questo
  percorso,  ho  omesso in questi mesi di, come dire, qualsiasi  tipo
  di intervento.
   Il  campo della sanità, e mi avvio a chiudere, è un campo  davvero
  complesso.   Sono  stati  fatti  progressi  importanti,   progressi
  importanti  a  partire dal 2007-2008 in una Regione che  ha  pagato
  prezzi elevatissimi con l'addizionale Irap al massimo fin dal 2007,
  con  l'addizionale Irpef, prezzi che hanno pagato  i  siciliani  in
  questi  anni, in maniera assolutamente trasversale, quindi non  sto
  difendendo  nessuna  posizione,  perché  tanti  governi   e   tante
  sensibilità  si  sono  avvicendate  nella  responsabilità  di  quel
  difficile  settore, sono andati avanti, non siamo fermi esattamente
  al  momento  in cui è stato sottoscritto con lo Stato il cosiddetto
  piano  di rientro,  - così ci comprendiamo tutti - ognuno di coloro
  che  hanno avuto la responsabilità di questo settore hanno dato  il
  loro  contributo,  oggi  siamo molto, molto  avanti  rispetto  alla
  soluzione dei problemi di questo particolare comparto, però, quando
  entriamo  nel dibattito  - l'assessore Razza credo che me  ne  darà
  ragione  -  bisogna avere i dati concreti nelle mani,  non  bisogna
  parlare  per comunicati stampa e peggio ancora tenendo conto,  come
  dire,  di  ciò che distrattamente leggiamo ogni mattina  perché  ci
  sono  gli atti ufficiali e ci sono le verifiche trimestrali che  la
  Regione   siciliana,  come  le  altre  regioni,  hanno,  non   dico
  subiscono, perché non mi va di utilizzare questo termine, da  parte
  del Tavolo nazionale della quale fa parte, oltre al Ministero della
  salute  per  gli  aspetti  tecnici,  ovviamente,  ma  il  Ministero
  dell'economia e delle finanze.
   Quindi, nessuno qui ha improvvisato nulla e il percorso, difficile
  e  complicato,  va evidentemente ancora seguito,  ma  il  punto  di
  partenza  è certamente che anche io ho trovato - e credo anche  chi
  mi  ha preceduto, anzi, con certezza - in questi anni ha cercato di
  portare    avanti,   perché   se   abbiamo   oggi    l'abbattimento
  dell'addizionale  IRAP  e  il dimezzamento dell'addizionale  IRPEF,
  certamente, qualche passo avanti rispetto al passato è stato fatto.
   E  allora  io  vorrei che i problemi complessi  di  questa  nostra
  Regione  fossero affrontati con una grande responsabilità,  che  si
  deve assumere anche il Parlamento. Governare con il Parlamento  non
  vuol  dire  governare  con  pasticci e con  inciuci,  ma  significa
  governare  con  la trasparenza degli atti che il Parlamento  ha  il
  diritto e il dovere di giudicare.
   Pertanto,  io  credo, assessore, che vada fatto un supplemento  di
  lavoro,  un  supplemento  di  approfondimento  rispetto  a   questo
  documento.   E   non  potere  esprimere,  come  già   accaduto   in
  Commissione, un giudizio favorevole, non deve essere considerato  -
  come  dire  -  come   lesa  maestà ,  ma  deve  essere  considerato
  semplicemente un punto di partenza. Perché io credo  che  anche  in
  questa   legislatura,  onorevole  Presidente,  come  nella   scorsa
  legislatura, reciprocamente, da posizioni diverse e contrapposte ci
  siamo  detti,  anche  in questa legislatura ci sono  responsabilità
  enormi.
   E  alla  fine  di  questa  legislatura,  pur  dalla  posizione  di
  opposizione  che  il corpo elettorale ha scelto per  la  mia  parte
  politica,  io  vorrei che tanti e tanti altri  problemi,  come  nel
  passato è accaduto, fossero portati a soluzione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  PAOLA.  Onorevole  Presidente, assessori, onorevoli  colleghi,
  cittadini.  Diciamoci  la verità, questo Documento  di  economia  e
  finanza regionale è un libro dei sogni, pieno di proclami.
   Altri colleghi hanno già detto che comunque questo documento è  un
  libro  dei  sogni. Si parla di cose condivisibili e  di  altre  non
  condivisibili. Ad esempio le soluzioni alle aree di crisi complessa
  industriale, dove l'assessore Armao e l'assessore Turano  non  sono
  ancora  venuti in audizione a parlare di come vorrebbero risolvere,
  e  noi li aspettiamo all'interno della Commissione  Bilancio . E di
  cose,  appunto,  condivisibili, come la sanità  digitale,  l'agenda
  digitale,  il turismo digitale. Addirittura all'interno dell'agenda
  digitale, spulciando qua e là, si parla pure del progetto  Bollenti
  spiriti ,  che è il progetto che ha un po' rivoluzionato il  lavoro
  giovanile della Regione Puglia.
   Quindi, si parla, o comunque si fanno proclami sull'innovazione. A
  un  certo punto però mi sono fermato leggendo questo documento e ho
  capito che è stato scritto per i Siciliani, ma tutto quello che c'è
  all'interno  di questo documento non verrà realizzato  dai  giovani
  Siciliani.  Non  verrà  realizzato da loro  perché  all'interno  di
  questo  documento non si parla di politiche attive del lavoro;  non
  si  è  coraggiosi  nella  sperimentazione per  quanto  riguarda  la
  formazione.  Ad  oggi  si sta facendo una sperimentazione,  ma  che
  scontenta un po' tutti: scontenta i giovani Siciliani, che non sono
  messi  al  centro  di  questa nuova sperimentazione;  scontenta  le
  aziende,   perché   il  catalogo  delle  professionalità   inserite
  all'interno del catalogo della formazione sono professionalità  che
  devono  essere completate o aggiunte con nuove professionalità  che
  vengono  cercate,  ad  oggi, dalle aziende,  oltre  al  fatto  che,
  comunque,  può essere fortemente soggetto a ricorsi. E  allora,  mi
  chiedo questo Governo, a questo punto, manca di coraggio? Manca  di
  coraggio nelle scelte, perché i trecentocinquantamila giovani  che,
  ad oggi in Sicilia, non lavorano e nemmeno studiano, mi chiedo come
  verranno attratti dalla proposta formativa regionale? Come verranno
  immessi,   all'interno  del  mondo  del  lavoro,  se  ancora   oggi
  all'interno  del  Documento, si parla di   Centri  per  l'impiego ?
  Centri  per  l'impiego che, tutti noi sappiamo,  non  funzionano  e
  nessuno,  ad  oggi, ha messo mano ad una riforma  seria  perché  si
  parla  di  Cabina unica di regia , ma, se la cabina è unica, allora
  perché si sta facendo una sperimentazione sulla formazione e non si
  fa  una sperimentazione, parallelamente, sulle politiche attive del
  lavoro?
   Allora,  quello che chiedo a questo Governo è di cercare  di  aver
  coraggio,  perché  i  Siciliani là fuori,  ci  chiedono  di  essere
  coraggiosi e questo documento, ahimè nonostante i proclami,  non  è
  affatto  coraggioso. Passeggiando un po' per strada,  ma  penso  vi
  capita  ovviamente pure a voi, l'unico atto coraggioso riconosciuto
  dai  Siciliani,  e  fatto  da  questo  Governo,  ad  oggi  sono  le
  preannunciate  dimissioni dell'assessore Sgarbi. Questo  è  l'unico
  atto  coraggioso  che i Siciliani, là fuori, riconoscono  a  questo
  Governo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente  della  Regione, assessori, cittadini,  io  lo  ammetto,
  dico, il Movimento Cinque Stelle, il Gruppo del quale faccio parte,
  oggi si trova in una posizione privilegiata. Non ha governato,  non
  governa questa regione - aspirava a governarla - e, quindi,  questa
  posizione mi consente di essere equidistante tanto dal centrodestra
  quanto dal centrosinistra.
   Dico questo perché, oggi, ricorre esattamente un anno ed un giorno
  dall'annuncio  che  fu fatto dall'assessore Gucciardi,  non  me  ne
  voglia  ovviamente,  quando, esattamente  il  26  marzo  2017,  nel
  Giornale  di  Sicilia fu annunciata  La nuova rete ospedaliera:  il
  primo   sì  da Roma. L'assessore Gucciardi: fra giugno e luglio  le
  prime stabilizzazioni e il via ai concorsi .
   Bene,  è  passato  un anno ed un giorno. Che cosa  è  successo  da
  quell'anno  ed  un  giorno,  ad  oggi?  Che  cosa  è  successo   da
  quell'annuncio  sul  Giornale  di Sicilia  a  questo  Documento  di
  programmazione economico finanziaria? E' successo solo un ulteriore
  deterioramento   di   ciò   che  già  si  trovava   in   condizioni
  assolutamente  precarie. Oggi, abbiamo una situazione assolutamente
  insostenibile,   nei  Pronto  Soccorso,  nell'area  dell'emergenza-
  urgenza.  Abbiamo  una  situazione a totale  carico  di  medici  ed
  infermieri   che  non  ce  la  fanno  più   E  il  miraggio   delle
  stabilizzazioni, dei concorsi è sempre più lontano.
   Però, Presidente Musumeci, la cosa che mi fa impazzire, mi creda -
  noi  ci  siamo visti, e guardati mille volte, quando lei sedeva  su
  quello  scranno ed altre mille volte in Commissione Sanità col  suo
  Capogruppo, Santi Formica - e mi chiedo, oggi, quando Santi Formica
  diceva  che avrebbe strappato quella rete ospedaliera, come fate  a
  scrivere che ripartite dal  buon lavoro già svolto'?
   Come  si  fa  a  conciliare  una  posizione  così  netta,  chiara,
  inequivocabile,  che  condividevamo  in  Commissione  Sanità  e  in
  quest'Aula,  con  quanto  è dichiarato e  rappresentato  in  questo
  Documento, Presidente?

   MUSUMECI, Presidente della Regione Confermo

   CAPPELLO.   E  questo mi fa piacere, ma qui leggo  un'altra  cosa,
  ahimè.

   MUSUMECI, Presidente della Regione No, no. Confermo quello che c'è
  scritto in questo Documento

   CAPPELLO. E, allora Presidente, questa non è coerenza  Questa  non
  è coerenza
   Presidente,  questa non è coerenza, perché un conto è  quello  che
  ella   esprimeva   in   Commissione   ed   in   Aula   al   momento
  dell'opposizione ed un conto invece questa retromarcia, Presidente,
  che a mio modo di vedere è assolutamente inaccettabile.
   Presidente,  sulla sanità occorrono delle risposte  immediate.  E'
  vero occorre una programmazione, è assolutamente vero. Si parla  di
  temi  che  fino  a  questo momento sono rimasti dei  tabù,  lettera
  morta, dei punti di programma di ogni formazione politica che  fino
  a  questo  momento però - ripeto con forza - sono  rimasti  lettera
  morta. E non c'è più tempo, e non c'è più tempo di aspettare  altri
  sei  mesi, Presidente, a giugno sarà troppo tardi, ed io mi  auguro
  davvero,  e non voglio essere Cassandra, che non ci scappi  qualche
  morto   Perché, ripeto, gli operatori della sanità non ce la  fanno
  più, i Siciliani non ce la fanno più, i pazienti stazionano ore  ed
  ore  nei  Pronto  Soccorso  e questo documento  ahimè  procrastina,
  programma,  ma  non dice in che modo questi problemi,  come  le  ho
  detto sabato davanti al vescovo di Caltagirone, sono rimasti ancora
  sul tavolo della politica, verranno risolti
   Ed  allora,  Presidente, qualcosa bisogna farla, il mio Capogruppo
  lo  ha  annunciato,  noi  voteremo  contro  questo  Documento,  noi
  voteremo contro anche il prossimo esercizio provvisorio.
   Perché,  Presidente, diciamocela tutta, questa  ahimè  è  un'altra
  replica, è un altro copione.
   Lo  abbiamo  visto  col  Governo Crocetta  che  andava  avanti  ad
  esercizi  provvisori  e  a  Finanziarie.  Presidente,  non  offenda
  l'intelligenza  di  questo Parlamento ed io non offenderò  la  sua,
  quando lei dice che  è pronto alle dimissioni , Presidente lei  sa,
  io ho letto questo sulla cronaca

   MUSUMECI, presidente della Regione. Non ho mai detto questo. Legga
  bene.

   CAPPELLO. D'accordo Presidente. Lei sa che questa legge elettorale
  non  consegna alcuna maggioranza solida ad un Governo, ma  è  anche
  vero  che questo Governo non ha bisogno del Parlamento superato  il
  guado della Finanziaria.
   E  quindi  è chiaro che questo messaggio, che lei quindi smentisce
  in questo momento,  quello che ha riportato Live Sicilia?

   MUSUMECI, Presidente della Regione. Sì.

   CAPPELLO.   D'accordo.  Lei  sa  che,  superato  il  guado   della
  Finanziaria, non avrà più bisogno del Parlamento. Questo  è  quello
  che  io  leggo.  E  no,  e no  Perché al mio  posto,  nella  scorsa
  legislatura sostenevate le stesse identiche cose, a parti  inverse
  Grazie.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Grazie  a  lei   per  la  sua
  onestà   intellettuale.  Due  pesi  e  due   misure.   Quando   voi
  appoggiavate  Crocetta,  io  firmavo le  mozioni  di  sfiducia.  Ne
  parliamo  dopo,  vi  presento il conto, tranquilli,  ho  una  buona
  memoria, tranquilli.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, Governo, colleghi e cittadini. E'  stato
  detto  tanto, questo D.E.F.R. riesce a non piacermi persino per  le
  cose   che  non  ci  sono  scritte,  per  le  grandi  dimenticanze.
  Presidente, ci trovavamo qui a fine dicembre, proprio i  giorni  in
  cui  si  formava  l'Ufficio di Presidenza e  ricordo  distintamente
  quando ci siamo incontrati ed abbiamo scambiato due parole e  così,
  una  riflessione  a  taccuino chiuso sul  che  fare.  Un  esercizio
  provvisorio   era  necessario,  comprensibile,   non   siamo,   non
  proveniamo da un altro pianeta, ma si pensava ad un mese, due mesi,
  tre mesi, perché bisognava fare la campagna elettorale. Io le dissi
   Presidente,  la migliore delle campagne elettorali sarebbe  quella
  di chiuderci in quest'Aula e lavorare .

   MUSUMECI, Presidente della Regione. Anch'io ne sono convinto.

   FOTI.  Ebbene, purtroppo così non è stato e si vede. I  compiti  a
  casa  alcuni dei suoi componenti della Giunta non li hanno fatti  e
  quindi  non si può neanche parlare di un impegno -  sa,  quando  si
  dice  ci  si impegna, ci si applica, ma non ce la si fa, c'è  anche
  chi  non  si è applicato. Sono stati affrontati tanti temi,  io  ne
  toccherò  due.  Uno che lei ricorda, stare a cuore  non  solo  alla
  sottoscritta  ma  a tantissimi parlamentari, lei  compreso,  che  è
  quella  delle  istituzioni di pubblica assistenza  e  beneficienza.
  Davvero, gli ultimi degli ultimi, gli  stradimenticati', eppure  il
  suo assessore Ippolito, che oggi purtroppo non è qui presente, si è
  ricordata  di  questi  enti, quando durante la campagna  elettorale
  fece  uno  spoil  system,  dal mio punto  di  vista  inappropriato,
  facendo decadere i consigli di amministrazione, l'ultimo legame che
  dà  un barlume di democraticità per sostituire dopo pochi giorni  i
  consigli di amministrazione con dei commissari.
   I problemi non sono cambiati, lei li conosce. Circa un migliaio di
  dipendenti,  da  chi  si vuole buttare dai  palazzi  dove  ci  sono
  ospitati  gli anziani, chi scrive messaggi di disperazione,  chi  è
  con  l'energia  elettrica staccata perché non prende stipendio  pur
  lavorando  e assistendo anziani, inabili, minori, anche per  decine
  di mesi.
   Lei  conosce bene questa situazione. Eravamo colleghi  seduti  nei
  banchi dell'opposizione durante la scorsa legislatura, ma purtroppo
  non  ho  visto  attenzione,  né  in  Commissione,  dove  già  avevo
  presentato una proposta, dove non si è presentato nessuno,  né  nel
  DEFR,  dove non si fa accenno, eppure c'è tanto bisogno di  servizi
  sociali  e  vorrei  sapere che fine ha fatto l'integrazione  socio-
  sanitaria  che non era il massimo, ma era qualcosa, per cominciare.
  Vorrei  sapere  la  riforma se si farà. Queste  persone  vorrebbero
  sapere,  glielo  dico  io,  nella  finanziaria,  per  gli  obblighi
  previsti  con  la  legge vigente, che non ha  voluto  cambiare,   e
  voglio   andare   ancora  più  indietro  perché  le  responsabilità
  provengono  da Lombardo, da Crocetta e provengono anche  da  questo
  Governo che non sta dando la speranza. Ma nessuno ha la pretesa che
  con uno schiocco di dita si sistemino guai ereditati da decenni, ma
  quando  non  c'è neanche la buona volontà, e ci sono azioni  dolose
  come  quella  portata avanti dall'Assessore che ha  fatto  decadere
  quei miseri consigli di amministrazione per mandare commissari che,
  ahimè,  non prenderanno nemmeno quel minimo contributo,  perché  le
  casse sono vuote. Perché ci sono IPAB che stanno andando avanti con
  i  conti  bloccati,  giustamente, da parte dei dipendenti  per  dei
  pignoramenti,  con le economie, che non sanno se potranno  comprare
  le  derrate  alimentari per dare da mangiare alle persone,  anziani
  spesso  inabili, colpiti da degenerazioni croniche  che  vivono  in
  queste strutture amati e voluti bene,  e lei ne ha visitati,  anche
  da decenni, che in questi giorni saranno trasportati chissà dove, e
  come  ha  detto  l'onorevole Fava in Commissione, e  ho  apprezzato
  molto   la  sua  osservazione,  andare  a  toccare  quelle  persone
  significherà in molti casi provocarne, addirittura, la morte.
   E  questo  è  un atto di cui dovremmo farci carico  io  spero  che
  finalmente si possa fare qualcosa.
   I  dipendenti  sperano tanto di finire nei comuni  perché  con  la
  legge  vigente,  è  questo  che con la legge  attuale,  quella  che
  avevamo  proposto  di  riformare che nelle altre  regioni  è  stato
  fatto,  andranno nei comuni, e mi sono trovata di fronte a sindaci,
  all'ANCI,  che in Commissione, si lamentavano:   ma non  ci  potete
  mandare quest'altra zavorra'.
   Allora,  Presidente,  una Regione in cui gli ultimi e le fragilità
  non vengono neanche citati, in cui i lavoratori, non gli imboscati,
  coloro i quali stasera rimboccheranno le coperte dei nostri anziani
  e inabili gravi, senza stipendio, ma non si ha neppure l'attenzione
  verso queste persone, è una Regione senza speranza.
   Quindi, il mio appello al Parlamento dato che purtroppo, mi auguro
  che  ci saranno altri assessori che saranno mandati via, ma non per
  finta,  per  davvero  e  si prendano delle  persone  volenterose  e
  abnegate al lavoro, anche il Parlamento faccia il suo lavoro e  non
  dimentichi di essere legislatore, di non aspettare riforme che  non
  arriveranno da parte dell'Assessorato e che è nostro dovere portare
  avanti l'impegno morale che abbiamo portato avanti anche durante le
  campagne elettorali dove tutti a favore di telecamera si sono fatti
  i loro show.
   E  poi,  Presidente,  quest'anno faccio  parte  della  Commissione
  attività  produttive e  vorrei entrare nel merito, è un  accenno  a
  quello  che, la cosa che mi ha stupito di più, un DEFR  in  cui  si
  parla  di un generico bisogno di ripensare al ruolo di IRFIS, IRCAC
  e  CRIAS,  mentre  nel  frattempo non  si  riesce  ad  aiutare  gli
  artigiani  ed  una  finanziaria che in  un  colpo  di  mano,  senza
  passaggio  in Commissione, e con un finto  tutto va bene'  riferito
  dall'Assessore Turano,  poi ci penseremo con calma', fa un atto, un
  colpo di mano, e si vorrebbe accorpare tutto, non ci capisce bene.
   Io  vorrei  dirle  una cosa. Le voglio ricordare che  qualcuno  ha
  fatto  un'interrogazione, e quel qualcuno era lei, in cui dice  che
  la  CRIAS  ha favorito il credito da parte delle imprese artigiane,
  che  negli  ultimi anni ha sostenuto ventitremila  imprese,  che  è
  discutibile  la  gestione - ma mi pare che nella gestione  non  sia
  cambiato niente - che peraltro la CRIAS non costituisce alcun costo
  per  la  Regione, nel cui bilancio non esiste neppure  un  apposito
  capitolo,   semmai,  la  sua  soppressione  condotta  senza   alcun
  confronto,  confronto con le forze politiche e  le  parti  sociali,
  servirebbe  solo  a  provocare un aumento dei costi  del  personale
  regionale, qualora i dipendenti CRIAS venissero assorbiti nei ruoli
  della  Regione..bla  bla  bla, bla bla bla,  e  allora  Presidente,
  qualcuno  ci  ha  dato degli incapaci, io non sono  stata  mai  una
  studentessa di quelle lì da dieci e lode però ogni tanto guardavo a
  quello  che  facevano  gli altri. E allora basterebbe  copiare.  E'
  chiaro  che  il contesto magari è cambiato, il momento sociale,  ci
  possono essere altre opportunità, però Presidente manca davvero  il
  dialogo, c'è una sofferenza. Manca il dialogo tra di noi. Manca  il
  dialogo  e  l'ascolto con quello che c'è fuori e questo  non  è  un
  atteggiamento che ci porterà da nessuna parte.
   Io  concludo  perché  non ho intenzione di  fare  ostruzionismo  e
  lacerare le persone, i colleghi qui, anche perché sotto c'è  chi  è
  che banchetta, quindi meglio non tenerlo qui in Aula e buon lavoro,
  qui,  fuori, dopo. Ma faremo un'opposizione sempre coerente. Questo
  lo  garantisco alle persone che mi hanno mandato qui e con senso di
  lealtà, però, sconti non se ne fanno.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.
   L'onorevole Barbagallo è l'ultimo parlamentare, poi non so  se  il
  Governo chiederà di intervenire.

   BARBAGALLO.  Grazie Signor Presidente, onorevole Presidente  della
  Regione, Assessori, colleghi deputati. Come già hanno fatto i  miei
  colleghi del Partito Democratico, e con lo stesso spirito, questa è
  la  sede per formulare una serie di osservazioni, rilievi, a quello
  che è il Documento di programmazione economica e finanziaria.
   Innanzitutto io partirei da una riflessione, Presidente, per  così
  dire esegetica, cioè all'interno del Documento si fa riferimento ad
  una  serie di riforme normative che avrebbero, a dire del  Governo,
  una  serie  di  conseguenze positive sulle  prospettive  economiche
  dell'isola.
   Con  nostro giudizio ne manca una ed è una riforma particolarmente
  attesa,  una  riforma  che  negli anni ha  visto  degli  interventi
  parziali dell'Aula ed è la riforma degli appalti pubblici.
   La sentenza della Corte Costituzionale n. 263 del 2016, Presidente
  e   Assessore  Armao,  se  non  dà  alcuno  spiraglio   in   ordine
  all'aggiudicazione e al sistema di aggiudicazione, invece dà  molte
  possibilità al legislatore siciliano di intervenire su quella che è
  la composizione della Commissione di gara, la qualità e la capacità
  dei  commissari di gara, la solerzia con cui si devono svolgere  le
  sedute  di gara, e siccome parliamo di un settore che negli  ultimi
  tre  anni ha visto il crollo dell'80% degli appalti pubblici, e con
  un semplice intervento normativo, a costo zero, potremmo dare nuova
  linfa  ad un settore che negli anni ha rappresentato uno dei  punti
  di  forza  della  Regione  siciliana -  il prodotto  interno  lordo
  dell'edilizia  si è sempre attestato intorno al  40  per  cento  in
  questa Terra.
   Credo  che  una riflessione, un supplemento di indagine da  questo
  punto  di  vista,  non  c'è  l'assessore  Falcone  in  Aula  che  è
  direttamente  interessato, ma credo che sia un aspetto  meritevole,
  importante e perentorio delle prospettive economiche dell'Isola.
   Un'altra  riflessione,  come  già hanno  fatto  i  miei  colleghi,
  riguarda,  a nostro giudizio, l'ingenerosità delle premesse.  Credo
  che   non   soltanto   per  la  parte  che  riguarda   gli   sforzi
  dell'assessorato per la salute, nel settore della sanità  pubblica,
  ma anche alcuni sforzi unanimemente riconosciuti, come quelli degli
  investimenti   in   agricoltura  e  nel  settore   delle   presenze
  turistiche,  signor  Presidente, andavano evidenziati  e  sarebbero
  stati un punto di partenza più esatto.
   C'è,  poi,  un'altra questione, a mio giudizio, che  riguarda  una
  serie  di  riflessioni  e  di enunciazioni  che  sono  state  fatte
  all'interno del documento di programmazione economica e finanziaria
  che, sono condivisibili, signor Presidente, ma rischiano di restare
  lettera  morta, come, ad esempio, quella che riguarda lo spettacolo
  dal vivo.
   E'  condivisibile l'espressione, non c'è l'assessore  per  i  beni
  culturali in Aula, che la programmazione dello spettacolo dal  vivo
  vada  fatta  un anno prima, come dice il documento,  ma  io  credo,
  ecco, che occorra il suo occhio vigile, affinché vengano rispettate
  le  cose che sono state previste, perché, se è vero come è vero che
  ancora  l'assessorato  per i beni culturali non  ha  provveduto  ad
  allestire  i teatri di pietra per lo spettacolo dal vivo,  per  gli
  eventi  di  questa  estate, non possiamo  andare  indietro,  signor
  Presidente.
   Negli  ultimi  due  anni, abbiamo allestito il  Teatro  antico  di
  Catania,  Morgantina, Tindari, che non venivano allestiti da  quasi
  20  anni, ancora non c'è la programmazione. Ed uno dei punti  fermi
  dell'offerta  culturale, della promozione culturale  della  Sicilia
  nel mondo è quello dello spettacolo dal vivo.
   L'anno  scorso abbiamo iniziato con Isabelle Allende il 3  giugno.
  Credo che non possiamo andare indietro, quindi, da questo punto  di
  vista,  l'occhio  vigile del Presidente della Regione  sarebbe  una
  garanzia importante, non solo per le enunciazioni, ma anche per una
  serie   di   riforme,  signor  Presidente  che,   facendo   seguito
  all'intervento  che  lei  ha fatto in  Aula,  al  momento  del  suo
  insediamento,  in  cui auspicava il confronto parlamentare  tra  le
  varie  forze politiche, il Partito democratico si è fatto promotore
  di un disegno di legge che per noi è fondamentale,  il n. 2, quello
  che  prevede  l'accorpamento tra i beni culturali  ed  il  turismo,
  affinché non si parli più, come in questo documento, di una  pagina
  che riguarda la promozione turistica e di una pagina che riguarda i
  beni culturali.
   Anche  noi  vogliamo una Regione normale, come le  altre  regioni,
  dove  ci  sia un assessorato unico per i beni culturali  e  che  si
  occupi  anche della promozione turistico-culturale, cioè il disegno
  di  legge  n.  2 che è stato già calendarizzato in commissione.  Il
  Governo è atteso da quasi due mesi per l'espressione del parere  su
  quel disegno di legge, alla luce degli ultimi fatti di cronaca e di
  attualità,  può  essere  l'occasione  giusta  per  normalizzare  la
  Regione.
   Assessore Cordaro, c'è la nuova legge urbanistica. Anche questo un
  argomento atteso, il Partito democratico ha presentato un  apposito
  disegno  di legge. E ci sono i disegni di legge, signor Presidente,
  che  riguardano i minori, gli ultimi, per farci sentire non più una
  Regione  di  serie C. Anche questo è un argomento che non  è  stato
  affrontato   dal   documentato   di  programmazione   economica   e
  finanziaria,  ed a nostro giudizio, un supplemento da questo  punto
  di vista ci farebbe e ci consentirebbe un salto avanti.

   ARMAO, assessore per l'Economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore per l'Economia.  Signor Presidente, ho ascoltato
  con  grande attenzione i contributi, credo, tutti attenti a trovare
  la  chiave  per uscire dalla situazione nella quale la  Sicilia  si
  trova.  Non  credo  che nessuno abbia una valutazione  preconcetta,
  anzi  mi rifiuto di pensarlo, e immagino che tutti cerchino tra  le
  pieghe  di  uno  sforzo  di ricostruzione di prospettazione  che  è
  contenuto nel DEFR, una soluzione, ripeto, ai problemi della nostra
  Sicilia.
   Quando  l'onorevole Cracolici poc'anzi ne ha fatto riferimento  ho
  definito questo DEFR come un DEFR ponte, parlo di un documento  che
  viene  sottoposto  all'esame dell'Aula nove mesi  dopo  il  termine
  previsto  dalla  legge  per  la  sua  approvazione.  Non  è   certo
  responsabilità  nostra se oggi ci troviamo  a  trattare  nove  mesi
  dopo. È evidente che è intervenuta la chiusura della legislatura in
  una fase successiva all'approvazione che si è trovati di fronte  ad
  un  documento che si è dovuto rivisitare, uno sforzo  che  è  stato
  compreso   nella  sua  necessità  di  traghettare   la   precedente
  legislatura   nella  nuova  e  che  vedrà  il  vero  documento   di
  programmazione  del Governo Musumeci presentarlo a  giugno,  quando
  potremo  finalmente  avere un documento integralmente  patrocinato,
  integralmente    riferibile    alle    condotte,    alle    scelte,
  all'iniziativa, ai programmi e progetto di questo Governo.
   Il documento ha affrontato alcune questioni attraverso, si è posto
  il  problema di una chiarificazione sui numeri, nel momento in  cui
  ci   siamo   trovati  e  ci  troviamo  ad  esaminare   praticamente
  contestualmente  DEFR  e  Finanziaria  e  legge  di  Stabilità   il
  riequilibrio lo si rinviene direttamente nella Finanziaria  perché,
  evidentemente, i due documenti vanno letti insieme e poco fa veniva
  opportunamente evidenziata questa anomalia della quale, comprendete
  bene,  non  siamo  responsabili, ma  i  correttivi  in  termini  di
  riequilibrio si rinvengono nell'equilibrio che la Finanziaria che è
  in  vostro  possesso, e che è stata depositata in  Assemblea  trova
  come  riequilibrio  dei  411  milioni di  ipotetico  disavanzo  che
  venivano  individuati attraverso il DEFR. Quindi, si è affidata  la
  Finanziaria   questa   opportunamente   richiamata   esigenza    di
  riequilibratura, in quella sede si rinvengono nel Bilancio e  nella
  Finanziaria le soluzioni per portare al pareggio il bilancio  della
  Regione, soprattutto l'impostazione finanziaria del triennio.
   Invero,  il  rilievo  che  fa la Corte  dei  conti  è  un  rilievo
  complessivo, non credo che possa ascriversi integralmente né ai tre
  mesi  di  vita del Governo né al semplice documento, si  rinvengono
  alcune  criticità  nel tempo, alle quali intendiamo  porre  rimedio
  attraverso   misure  di  contenimento  della   spesa,   misure   di
  razionalizzazione,  di  riorganizzazione  che  già  la  Finanziaria
  contiene.
   So  che  le  norme sulla concentrazione degli enti sono  stati  in
  alcuni casi criticate; saranno poi oggetto di esame a parte,  ma  è
  evidente una Finanziaria che postula attraverso gli accorpamenti la
  riduzione  di  ben  13  enti  pubblici  già  si  muove  nell'ottica
  dell'accordo   con   lo   Stato   che   prevede   riorganizzazione,
  dell'esigenza di contenimento della spesa pubblica, della  esigenza
  di  razionalizzazione  degli apparati e queste  sono  tutte  scelte
  sulle  quali  il Governo intende andare avanti senza  arretrare  un
  momento  dagli  accordi  che  sotto questo  profilo  sono  più  che
  appropriati,  nessuno dice che tutto quello che  è  stato  fatto  è
  tutto  da  buttare   Ci  sono alcune cose, alcune  accordi,  alcune
  intese con lo Stato che sono appropriate, ce ne sono altre che  non
  sono  condivisibili  e credo che questo rientri  nella  logica  del
  confronto  leale,  senza  nessun tipo di infingimento  ma  concreto
  sulle cose da fare.
   Non  è neanche appropriato definire che questa manovra si incentri
  tutta  sugli  accordi  con lo Stato, il  3  per  cento  nessuno  lo
  disconosce,   ne   parlavamo  con  l'onorevole  Lupo   proprio   in
  Commissione   Bilancio , il 3 per cento è un vincolo di  legge  che
  nessuno  intende  disconoscere e tuttavia,  un  vincolo  di  legge,
  quella  è  una  riduzioni alla spesa corrente al 3  per  cento  che
  intendiamo rinegoziare.
   Soprattutto ha avuto riguardo ad alcuni impatti, la spesa  per  lo
  sport,  la  spesa  per  il sociale, non solo  quella  dei  disabili
  gravissimi  che  è stata eccettuata ma la spesa per  lo  sport,  la
  spesa per il sociale, non solo quella dei disabili gravissimi che è
  stata  accentuata  ma  la spesa alla sport,  per  il  sociale,  per
  l'assistenza  agli anziani, sono spese che sono  sottoposte  ad  un
  contenimento molto drastico da questi accordi e già il  primo  anno
  di applicazione ha provocato un appesantimento notevole.
   L'onorevole  Cracolici pocanzi richiamava  quello  che  per  me  è
  leitmotiv  di  intervento, cioè il peso enorme  del  contributo  al
  risanamento   della  finanza  pubblica  che  toglie   al   bilancio
  unmiliardotrecentoquattro e oltre i settanta che dobbiamo dare alle
  province  sono quasi un miliardo quattrocento, Questo è  lo  sforzo
  che abbiamo fatto in poco tempo.
   Chiediamo all'Assemblea di cooperare sotto questo profilo  a  quel
  rilancio della programmazione che potrà dirsi compiuto solo con  il
  documento  che  vi  sottoporremo e questa volta  in  termini  entro
  giugno.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  ritengo  di  dover  intervenire  perché  voglio  rendere
  omaggio  al  dibattito  che abbiamo seguito da  questi  banchi  con
  grande  interesse,  con attenzione, un dibattito  in  parte  serio,
  propositivo - e ringrazio i colleghi che lo hanno voluto improntare
  a questo criterio - in parte fortemente demagogico.
   Ed è il segnale evidente di come ci sia un'area di inquietudine in
  quest'Aula  che  mal si concilia con la speranza  che  i  siciliani
  alimentano  di  avere  eletto un Parlamento e un  Presidente  della
  Regione  che  fossero  impegnati  sostanzialmente  e  non  soltanto
  formalmente ad affrontare ed a tentare di risolvere i problemi.
   Se  qui  si  pensa che il peso della responsabilità  debba  cadere
  soltanto  sul Presidente e sul Governo, dimenticando che  fuori  da
  questo Palazzo c'è una Sicilia che non avevamo mai conosciuto,  mai
  dal dopoguerra ad oggi, io credo che sia un atteggiamento di grande
  irresponsabilità di cui ognuno deve prendere atto.
   Se si pensa, invece, di dovere improntare la propria azione ad una
  collaborazione di rispetto per i singoli problemi, affinché  questa
  Terra  possa  essere tirata fuori dal pantano in cui si  trova  per
  responsabilità recenti e passate, allora io credo che  i  siciliani
  hanno  il  diritto  di continuare a sperare. Anche  perché  chi  ha
  memoria sa che il sottoscritto da quella tribuna, in rappresentanza
  dell'opposizione di centrodestra - perché quella grillina sosteneva
  il  Governo Crocetta per un paio d'anni - da quella tribuna è stato
  votato,  sono  stati  votati due esercizi  finanziari  del  Governo
  Crocetta; ma questo lo sanno anche i siciliani quindi non c'è ne un
  atto di crimine

   CANCELLERI. Ma non è vero

   MUSUMECI, presidente della Regione. Allora, ricordo male io  Forse
  una finanziaria, ma noi neanche questo speriamo dai  grillini .
   Era  giusto  che  voi votaste  la finanziaria di  Crocetta  e  non
  quella   di  Musumeci,  posso  anche  capirlo  e  sono  valutazioni
  politiche.
   Ho  grande rispetto, perché è giusto che si abbia rispetto per  il
  ruolo di opposizione, però lasciatemi dire qui non possiamo pensare
  di giocare al tanto peggio tanto meglio, qui dobbiamo dare risposte
  tutti, tutti 70 abbiamo giurato al momento dell'insediamento.
   Io ce l'ho ancora presente la formula del giuramento e non abbiamo
  giurato  di  mettere il bastone tra le ruote al  Governo  Musumeci,
  abbiamo giurato di operare con scrupolo e coscienza negli interessi
  dei siciliani.
   Bene, io ho avuto la lealtà di dire che questo Governo non ha  una
  maggioranza  e  non c'è bisogno di essere leali basta  guardare  ai
  numeri.
   La  legge  elettorale assurda e infame per certi aspetti  consente
  che  il  Presidente della Regione  si, sia eletto dai  siciliani  -
  sono  pienamente  e mi sento pienamente legittimato  di  essere  il
  presidente dei siciliani perché eletto direttamente da loro; ma  la
  stessa  legge  elettorale  che  consente  al  candidato  di  essere
  Presidente  dei siciliani non gli consente un premio di maggioranza
  che garantisca una stabilità al Governo.
   E  allora,  delle  due  l'una: o si vuole  consentire  che  questo
  Governo  possa proporre al Parlamento alcune leggi di  riforma  non
  utili  a  noi  ma  utili ai siciliani, alle  fasce  deboli  e  agli
  imprenditori  e  tutti, con le modifiche, con le proposte,  con  le
  correzioni, pensiamo di poterle votare come diverse volte ho  fatto
  io  e quelli che siamo qui dalla scorsa legislatura con le proposte
  del Governo Crocetta, come abbiamo fatto responsabilmente anche noi
  opposizione  o  se  pensate di contare gli errori  per  mettere  in
  evidenza  e per rendere più netta la differenza tra una opposizione
  che  non  si  è rassegnata ad avere perso le elezioni ed un Governo
  che  con grande lealtà ha detto collaboriamo senza iattanza e senza
  arroganza, beh, allora, io torno a dire quello che ho detto l'altro
  giorno ai giornalisti.
   Non  pensate  che io mi voglia consegnare ostaggio di qualcuno  in
  questa Aula, ve lo potete scordare
   L'ho detto ai siciliani in campagna elettorale e lo ripeto qui: io
  non voglio essere ostaggio di nessuno, né io, né il mio Governo  Se
  ci  vogliamo confrontare facciamolo qui con la telecamera, con  gli
  atti parlamentari alla luce del sole.
   Ma  se  pensate che prima di venire in Aula io debba  passare  dal
  capoclasse  o  dal  capo manipolo di turno per concordare  il  voto
  francamente non è una strada che voglio percorrere. La mia  dignità
  è  la  stessa dignità del popolo siciliano  Ed ho promesso  a  quel
  popolo  siciliano che se il Parlamento non mi avesse consentito  di
  portare  avanti  le  riforme  non ci  avrei  pensato  due  volte  a
  riconsegnare il giudizio elettorale ai siciliani. Questo  ho  detto
  in campagna elettorale e questo ripeto stasera.
   Abbiate  buon  senso  Qui nessuno si vuole intestare  meriti  e  a
  maggior ragione nessuno vuole fare carriera politica.
   Il  Movimento  Cinque Stelle ha fatto le sue scelte nella  passata
  legislatura rispettate da tutti. Anzi, il rispetto è andato persino
  oltre  la  valutazione  politica, perché quando  due  deputati  del
  Gruppo  del Movimento Cinque Stelle sono stati posti sotto indagine
  nessuno  - dico nessuno - si è permesso in questa Aula di  fare  un
  solo apprezzamento. Nessuno
   Quanto  è labile la memoria  Quanto è debole e fragile la  memoria
  di  alcuni  pronti ad attaccare quando cambiano le stagioni  perché
  sappiamo  che  i  tempi  della politica non  li  deve  decidere  la
  Magistratura
   Grande rispetto, perché tutti possiamo incorrere in incidenti,  ma
  grande  rispetto  da  parte del centrodestra; sempre   Qualcuno  ha
  dimenticato. E lo stesso con il Governo Crocetta.
   Mi   perdoni,    Presidente,  se  io   mi   soffermo   su   queste
  considerazioni di carattere politico avendo l'assessore Armao fatto
  quelle  di  ordine tecnico. Siccome sento una antifona che  non  mi
  piace  mentre  fuori migliaia di siciliani aspettano risposte,  beh
  noi  ne  abbiamo  proposte. Alcune possono  non  essere  accettate,
  possono  essere oggetto di valutazione, di confronto, ma che  senso
  ha  delegittimare il Governo in questo modo? Che  senso  ha?  Quale
  risultato  pensate di ottenere? Quando da questa parte si  apre  la
  porta e voi rispondete sbattendo la porta in faccia  Ma pensate che
  sia  corretto  questo?  E' nella dialettica politica,  parlamentare
  tutto  questo? Ma a chi serve questa eterna campagna elettorale?  A
  chi serve?
   Questo  desideravo dire. Questo documento può essere  votato,  può
  essere  approvato, può non essere approvato. Ne trarremo  tutti  le
  conseguenze  e  sappiate  che lo dico  senza  dietrologia,  con  la
  serenità  anche  morale che molti colleghi di non prima  nomina  mi
  conoscono.
   Quando  io  invoco  l'abolizione del voto segreto  non  lo  faccio
  perché  voglio evitare le imboscate sulla legge finanziaria e  sono
  sicuro,  e  se volete, voglio augurarmi non ci siano, ma  credo  di
  potere  dire,  credo  di  potere dire  che  l'abolizione  del  voto
  segreto,  a  parte  due  deputati di cui uno  appartenente  al  mio
  Gruppo,  in prestito tecnico, sia stata la volontà di tutti,  ecco,
  ed io l'ho riproposta.
   E'  un peccato, è un errore doverlo fare? Ne vogliamo parlare dopo
  il  bilancio, dopo la finanziaria e perché no? Ma credo sarebbe una
  grande  lezione di trasparenza e di civiltà se io dico che dobbiamo
  modificare la legge elettorale per dare una maggioranza al Governo,
  ma  lo  dico  per me o non lo dico forse per il Governo  che  verrà
  dopo?  Perché  il  diritto alla stabilità non è un  privilegio  del
  Governo  Musumeci, è un privilegio di tutti i governi espressi  dal
  popolo   siciliano   per   garantire   tranquillità   nell'attività
  legislativa e nell'attività dell'esecutivo.
   Perdonate  la  passione, ma sono davvero deluso di una  parte  del
  dibattito  che  si  è  articolato  questa  sera  e  siccome  voglio
  ritrovare  la  serenità  dei credenti, bene  con  la  serenità  dei
  credenti  lasciatemi augurare a ciascuno di voi,  di  noi  e  delle
  nostre  famiglie una Buona Pasqua per chi è credente, con l'augurio
  che essa possa essere di resurrezione anche per questa Terra perché
  credo che tutti ne abbiamo il diritto di crederlo e di sperarlo. Vi
  ringrazio.


   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, presidente
  Musumeci,  le  chiedo e lo chiedo anche al Presidente dell'Aula  se
  possiamo sospendere i lavori e le chiedo pure perché e lo spiego.
   Io ho presentato un ordine del giorno in questo momento che stanno
  per  distribuire e siccome io, onorevole Presidente, durante le sue
  dichiarazioni programmatiche le ho detto mettiamo da  parte  quelle
  che   sono  questioni  che  potrebbero  toccare  la  suscettibilità
  personale di ognuno di noi, oggi avrei anche un motivo in  più  per
  votarle  contro perché se questo è vero, ma mi auguro che  prima  o
  poi  lo  smentirà questo, che il sindaco, anzi il candidato sindaco
  di Messina, dottore Bramanti si candidi perchè lei lo ha pregato di
  candidarsi,  francamente io che sono candidato  a  sindaco  già  da
  tempo  avrei un motivo pure in più per votarle contro. E  non  sono
  qui  per  dirle questo, presidente Musumeci, perché? Perché,  veda,
  lei oggi si deve occupare dei veri problemi della Sicilia, le lasci
  stare le dinamiche politiche anche perché alcune non sono della sua
  portata, glielo assicuro, al suo livello, chiaro.
   Ma  lasciamo stare da parte questo. Io ho presentato un ordine del
  giorno,  presidente Musumeci, che ricalca esattamente le  battaglie
  che  io  ho  fatto  in questi anni rispetto a  quello  che  era  il
  bancomat delle partecipate.
   Questo ordine del giorno prevede, una volta per tutte, il rispetto
  delle leggi che si è dato questo Parlamento e che questo Parlamento
  distratto da agosto scorso ha cancellato in termini di sanzioni per
  i  consigli  di amministrazione, i direttori generali  che  avevano
  violato questa norma.
   Allora, io le dico questo, siccome il mio voto lo voglio dare alla
  luce del sole, a differenza di altri, perché sui temi importanti io
  sfido  questo  Governo  ma al rialzo, non al  ribasso,   le  chiedo
  questo:  l'ordine del giorno è stato già consegnato, se  volete  il
  tempo di valutarlo. E' un ordine del giorno ben preciso, ripercorre
  la  storia di quella che è stata la vergogna delle assunzioni fatti
  nelle  società  partecipate  con  una  serie  di  avalli  anche  in
  violazione di legge.
   Questo  ordine  del giorno non prevede altro che  una  cosa  molto
  semplice  e  cioè: avete fatto una SAS? Avete fatto un albo?  Avete
  fatto tutta una serie di cose - non voi, sono state fatte, pardonne
  -  che prevedono ormai da anni,  sono state date anche le coperture
  finanziarie per 2,5 milioni di euro a quelle che erano delle  unità
  lavorative  ben  individuate  da  questo  Parlamento,  non  da  me,
  attenzione  Ma si è tentato di riaprire la maglia.
   Non  mi  sta  bene   Perché  noi nel 2009  avevamo  stabilito  con
  l'assessore  Armao  e  il  Presidente Lombardo  che  la  spesa  del
  personale  non  doveva variare per quella che era  al  31  dicembre
  2009. Me lo ricordo per bene.
   Abbiamo  fatto  una  battaglia,  abbiamo  fatto  allora  tutta  la
  ricognizione di quelle che erano le società partecipate e,  quindi,
  si aprì quello che era il fronte di una semplificazione, che poi si
  è  fermata  nel tempo. Questo Parlamento negli anni ha tentato  più
  volte  di  spostare in avanti quelle che erano le assunzioni  fatte
  dopo, in violazione di legge.
   Ed  allora,  io  chiedo a questo Governo di dare un primo  segnale
  forte nell'ambito della legalità.
   L'ordine  del  giorno  che io ho presentato  ripercorre  questo  e
  chiede al Governo di farlo proprio. Di farlo proprio perché? Perché
  le  norme in finanziaria non ci sono, non sono con questa finalità,
  Presidente  Musumeci.  Veda,  non  le  sto  chiedendo   niente   di
  straordinario, se non fare proprio l'ordine del giorno che  io  sto
  presentando  e,  quindi, poi in finanziaria, lavoreremo  a  rendere
  pratiche queste ed altre norme.
   Il  mio  voto vale in termini di proposte importanti.  Non  faccio
  parte  di  nessun  mercato e non sono d'accordo nel  massacrare  la
  Sicilia con una campagna elettorale sempre aperta. Non sono un uomo
  che  predica da questo pulpito determinate cose e allunga  la  mano
  quando siamo nelle segrete stanze.
   Quindi,  lo  dico ai miei colleghi in termini importanti.  Per  me
  questo  è  fondamentale: che si eviti una volta per tutte,  che  si
  porti  avanti  attraverso  consigli di  amministrazione,  direttori
  generali di questi enti e società di cui la Regione, purtroppo, non
  riesce  neanche  ad avere i documenti contabili, di  continuare  in
  dispregio  delle  norme  a fare figli e figliastri.  Non  sono  più
  d'accordo. Se questo Governo accetta questa sfida - lo dico  qui  -
  il  mio  voto  sarà  per evitare che si crei  uno  stallo  politico
  rispetto a delle scadenze delle quali dovremo discutere.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Luca, io  vorrei  informare  l'Aula  a
  proposito che ovviamente l'onorevole De Luca ha sollevato  in  sede
  di Commissione  Bilancio  e che solleva anche stasera: la questione
  dell'albo di cui all'articolo 64 della legge regionale n. 21/2016.
   Che  cos'è  l'istituzione dell'albo? Lo  dico  soprattutto  per  i
  colleghi  che sono stati eletti in questo Parlamento. Si tratta  di
  dipendenti  di  società andate in liquidazione.  Il  Parlamento  ha
  istituito un albo affinché costoro potessero essere inseriti  nelle
  società  della  Regione siciliana. Questa norma  all'articolo  1  e
  all'articolo  2  istituisce l'albo, quindi con  l'elenco  di  tutte
  queste  persone  - onorevole De Luca la prego di ascoltarmi  -  che
  sono  state  poste  in liquidazione e il termine  in  liquidazione
  fotografa  la  data  in cui questa legge è stata  pubblicata,  cioè
  agosto 2016.
   Ovviamente, nel disegno di legge che il Governo della  Regione  ha
  adottato, il 46 Stralcio I/A, ha dato un'interpretazione di  questo
  termine   in  liquidazione . Ha voluto ribadire che la  possibilità
  venisse  data  anche  a tutti quei dipendenti  che,  purtroppo,  si
  trovavano  in  data  posteriore al mese di agosto  in  società  che
  andavano  in liquidazione e, come tali, avevano diritto a rientrare
  nell'albo.
   L'onorevole De Luca ha una preoccupazione: che i soggetti  assunti
  dopo  il 31 dicembre 2009 potessero essere assunti anche attraverso
  un'iscrizione artificiosa nell'albo.
   Bene,  onorevole De Luca, il comma 3 dell'articolo di questa legge
  del 2016 sancisce tassativamente che nessuno può essere inserito in
  quest'albo se è stato assunto dopo il 31 dicembre 2009.
   Non  vedo  in giro emendamenti di parlamentari, non vedo  in  giro
  emendamenti del Governo. La sua preoccupazione è infondata,  perché
  c'è  una  norma  di  chiusura in quella legge, che  è  il  comma  3
  dell'articolo  64, che stabilisce che nessuno può  essere  inserito
  nell'albo. Il Governo può soltanto ribadire, in questo momento,  ma
  nessuno,  fino ad oggi, ha presentato un emendamento attraverso  il
  quale  si  deroga al 31 dicembre 2009. L'articolo 64  lei  lo  deve
  leggere  in  sintonia con quello che è il dettato  del  disegno  di
  legge n. 46/A, che è stato inserito, parimenti, nella finanziaria.
   Questo  lo dovevo a chiarimento ai colleghi che, ovviamente,  sono
  presenti da questa legislatura.

   DE LUCA CATENO. Poi lo illustro

   PRESIDENTE.  Ma  cosa deve illustrare, onorevole De  Luca?  Le  ho
  detto  che c'è una norma di chiusura nell'articolo 64. Il  comma  3
  dell'articolo  64, lo legga attentamente, dice che non  può  essere
  iscritto nessuno, a meno che non ci sia un'abrogazione. Come glielo
  devo spiegare?

   CRACOLICI. Ma cosa c'entra con il DEFR tutto questo?

   PRESIDENTE. Lo so che non c'entra niente. Ma io ho voluto dare  un
  chiarimento  perché,  siccome parliamo di società  partecipate,  ho
  chiarito  all'onorevole  De  Luca  che  la  sua  preoccupazione   è
  infondata.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi io penso  che  i
  temi sono due: uno è procedurale, ed è in capo alla Presidenza,  ed
  uno è politico, ed è in capo al Governo.
   Io   chiuderei   la  vicenda  del  DEFR.  Arrivati   all'esercizio
  provvisorio, lei si esprimerà proceduralmente. Se è così,  l'ordine
  del  giorno  non  contrasta  con la norma,  può  essere  approvato.
  Politicamente,  il  Governo col Presidente Savona  se  lo  leggono,
  compatibilmente  con un percorso politico, si esprimeranno  durante
  la trattazione dell'esercizio provvisorio. Chiudiamo un aspetto.
   Io,  personalmente, se è così, sono favorevole, ma il  Governo  lo
  deve leggere col Presidente Savona.

   LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi io intervengo  perché
  credo che sia corretto ricordare a tutti che il Presidente Musumeci
  è  stato eletto avendo una maggioranza di 36 deputati, e che non  è
  certo  colpa  della  legge elettorale se ha perso  la  maggioranza.
  Peraltro,  lo  stesso ha dichiarato alla stampa più  volte  di  non
  avere   una  maggioranza.  Noi  abbiamo  chiesto,  più  volte,   in
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, la  possibilità
  di  avere  un  dibattito d'Aula su queste dichiarazioni  che  hanno
  portato  tutti a prendere atto del fatto che il Presidente Musumeci
  non  ha una maggioranza. Questo dibattito d'Aula, fino ad oggi, non
  è  stato  possibile. La legge elettorale prevede, anche, un piccolo
  premio  di maggioranza che è quello del listino e ciò le  ha  anche
  consentito, appunto, di avere una maggioranza di 36 deputati su 70.
   A  ben  vedere, il fatto che i sistemi elettorali,  oggi,  non  ci
  consegnino più una vera forte maggioranza, non è un fatto esclusivo
  dell'Assemblea regionale siciliana. Basta guardare quello  che  sta
  succedendo  a  Roma  dove, appunto, dopo  il  voto  delle  elezioni
  politiche,  nessuna  coalizione ha ottenuto una  maggioranza.  Qui,
  certamente, abbiamo l'elemento dell'elezione diretta del Presidente
  della Regione, che rappresenta un elemento in più di stabilità.
   Noi  siamo  disponibili  al confronto sui  contenuti,  nelle  sedi
  istituzionali,  nel rispetto dei ruoli. Voi siete il  Governo,  noi
  siamo  l'opposizione.  Ci confronteremo anche  in  occasione  della
  finanziaria   nelle   commissioni,   ma   continueremo    a    fare
  l'opposizione.
   Ed  io  non  credo che lei possa rivolgersi con questi  toni  che,
  sinceramente,  non le appartengono e non riscontro  in  lei  essere
  stati  neanche  usuali  negli  anni passati,  parlando  addirittura
  dell'esigenza  di  dovere chiedere voti  a  qualche  RAS.  Qui  c'è
  un'Assemblea Regionale che merita rispetto.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lupo la prego di attenersi  all'intervento
  sull'ordine dei lavori.

   LUPO.  Un'Assemblea Regionale fatta da deputati eletti. Ho  ancora
  tempo  per  fare  la mia dichiarazione di voto, è dichiarazione  di
  voto,  lei  non mi può interrompere  Sto parlando per dichiarazione
  di voto.
   Quest'Aula le chiede correttezza, rispetto, e credo che  anche  il
  dibattito  che qui in queste ore oggi abbiamo tenuto sul  Documento
  Economico Finanziario - certamente mi riferisco a deputati del  mio
  Gruppo  parlamentare - abbia confermato che da  parte  nostra,  pur
  avendo mosso critiche fondate, c'è stato un atteggiamento di grande
  rispetto, di grande correttezza.
   Desidero  anche aggiungere e concludo, se lei ritiene di risolvere
  i  problemi della sua maggioranza abolendo il voto segreto, io  non
  penso  che  sia  la  soluzione. Penso che le  soluzioni  possano  o
  debbano  essere altre e comunque tocca a lei valutarle.  Certamente
  non sarà con questi toni che lei potrà favorire un confronto sereno
  sui contenuti nell'interesse dei siciliani.
   Noi  continueremo  ovviamente  a  svolgere  il  nostro  ruolo   di
  opposizione  ma  voglio dire con chiarezza, se  lei  pensa  di  non
  potere  più essere il Presidente della Regione per governare questa
  Regione  è  meglio  che lei si dimetta, perché  questa  Regione  ha
  bisogno  di  un  Presidente  in grado di  governare  e  non  di  un
  Presidente  che giornalmente, o a giorni alterni, debba sentire  il
  bisogno  di  ripetere  ai  siciliani che  forse  sarà  costretto  a
  dimettersi . Lei valuti serenamente cosa intende fare.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Questo  lo  ripetono  i  suoi
  deputati

   LUPO.  Ripeto, io non penso che sia interesse della Sicilia  avere
  un  Presidente  della  Regione che a giorni alterni  dichiara  alla
  Stampa che potrebbe anche dimettersi.
   Il  gruppo  del  Partito Democratico voterà  contro  il  Documento
  Economico  Finanziario per le ragioni esposte dai deputati  del  PD
  che   sono  intervenuti  ed  in  buona  sostanza  perché   non   lo
  condividiamo ed aggiungo non troviamo anche alcuna rispondenza  tra
  il  Documento di Programmazione Economico Finanziaria e  una  prima
  lettura  della legge Finanziaria che questo Governo ha  presentato.
  Quindi,   pur   non  condividendolo,  lo  riteniamo   ulteriormente
  incoerente rispetto agli atti successivamente compiuti dal Governo,
  ma di questo avremo modo, penso, di parlare.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, lei è già intervenuto.

   DE LUCA CATENO. Chiedo la parola per richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Lei già è intervenuto, onorevole De Luca, per  favore
  Il  Regolamento impone di procedere al voto. Lei ha  presentato  un
  ordine del giorno, ora vediamo cosa fa il Governo.

   DE  LUCA  CATENO.  Il  mio ordine del giorno non  è  ancora  stato
  distribuito.

   PRESIDENTE. Lo stiamo distribuendo, onorevole De Luca.


   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                      Per richiamo al Regolamento

   DE LUCA CATENO. Chiedo la parola per richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA CATENO. Grazie Presidente, noi la ringraziamo per la  sua
  interpretazione autentica che aveva l'aria della Cassazione da quel
  pulpito,  ma  lo  dico  tanto per stemperare,  lo  dico  tanto  per
  stemperare.
   Mi  fa piacere che è stato dissequestrato l'ordine del giorno  che
  avevo  consegnato  un'oretta  fa perché,  se  il  Governo  lo  deve
  valutare  è  logico che ne abbia una copia. Non voglio smentire  la
  suprema  Corte di Cassazione che lei in questo momento rappresenta,
  Presidente, però lo vorrei smentire su come invece stanno le cose.
   Veda,  probabilmente  lei  non lo sa, Presidente  Musumeci,  ma  è
  giusto  che  lei si renda conto di un paradosso su questa  vicenda.
  Paradossalmente,  la copertura finanziaria questo  Parlamento  l'ha
  messa  l'anno  scorso, due anni fa, ma guarda caso, c'è  personale,
  legittimamente  individuato a seguito  di  queste  norme  che  solo
  perché  ci  sono delle faide in corso per allargare l'albo,  non  è
  stato neppure preso.
   Allora  lei deve entrare ora nel vivo della questione e  chiedersi
  perché  ci  sono duemilionisettecentomila euro già a  copertura  di
  questa  operazione, voluta dal Parlamento e legittimamente  portata
  avanti  in  questi  anni,  ed  è  da  due  anni  che  anche  queste
  centocinquanta  unità, non so quante siano, rimangono  lì  a  casa,
  perché  c'è  questo costante tentativo di ampliare l'albo  portando
  all'interno  dell'albo  personale che  è  stato  assunto  dopo,  in
  violazione di legge. Questo è il concetto.
   Credo  che  il  Governo debba semplicemente oggi fare  proprio  un
  ordine  del  giorno  che nel momento in cui  verrà  distribuito  lo
  spiegherò  ed ovviamente non posso consentire, questo lo  dico  con
  tutto  il  rispetto al presidente Di Mauro, che possa censurare  un
  atto  legittimo  che un parlamentare sta proponendo,  e  ovviamente
  mettere in condizioni il Governo di valutarne il contenuto  per  il
  quale  ho  semplicemente  subordinato il mio  voto  in  termini  di
  chiarezza e di posizione e di legittimità su quelle che sono  state
  norme che questo Parlamento ha voluto.


   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                        Sull'ordine dei lavori

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, il  tema
  è  questo. Molto semplicemente ho grande rispetto e affetto per  il
  collega De Luca, tra l'altro questo tema l'ho anche sostenuto nella
  discussione  relativa  all'esercizio provvisorio,  c'è  persino  un
  emendamento. Però, signor Presidente, se passa il principio che per
  andare  alla  ricerca di un voto dobbiamo far passare l'ordine  del
  giorno di un collega che si alza e dice io lo voto solo se mi passa
  l'ordine  del  giorno, mi sembra che non sia  nello  spirito  delle
  dichiarazioni fatte da questo Governo. Se poi il Governo fa proprio
  l'ordine del giorno, quella è un'altra questione.
   Per  il  resto suggerirei, passiamo la fase del DEFR, si fa subito
  dopo  una  Conferenza  dei  Capigruppo  e  si  passa  all'esercizio
  provvisorio.  Se questo ordine del giorno è connesso  all'esercizio
  provvisorio si voterà questo ordine del giorno, ma vi prego, signor
  Presidente, non facciamo passare il principio che ogni  voto  debba
  passare da queste procedure d'Aula, altrimenti la prossima volta mi
  alzo  e  dico  sono d'accordo però mi dovete firmare  l'ordine  del
  giorno sui PIP o sui forestali. Non può essere questo il metodo.
   Presidente, faccio un invito al suo buon senso e so che non  manca
  al  presidente  Di Mauro che, ripeto, stimo assolutamente.  Votiamo
  soltanto  il  DEFR,  sospendiamo,  Conferenza  dei  Capigruppo   ed
  esercizio provvisorio.

   PRESIDENTE.  Si procede alla votazione dell'ordine del  giorno  n.
  12.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   DEFR
   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


   Votazione per scrutinio nominale dell'ordine del giorno n.12 sul
                                 DEFR.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale  dell'ordine
  del giorno n. 12, sul DEFR.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti            65
   Votanti             64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          32
   Contrari            32
   Astenuto             1

                       (L'Assemblea non approva)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, il DEFR ritorna  in  Commissione.
  Sospendo  l'Aula  per convocare immediatamente  la  Conferenza  dei
  Presidenza dei Gruppi parlamentari.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.46, è ripresa alle ore 20.24)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  I  parlamentari  sono  pregati  di  prendere   posto.
  Onorevoli colleghi, si è conclusa la Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari e si è deciso che i lavori riprenderanno  oggi,
  martedì  27 marzo 2018, alle ore 20.25, con il seguente ordine  del
  giorno:


   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


     I  -Seguito della discussione del Documento di economia e finanza
      regionale (D.E.F.R.) per gli anni 2018-2020

      Relatore: on. Savona

     II  -  Discussione del  disegno di legge:

       - Proroga dell'esercizio provvisorio del Bilancio della Regione per
         l'esercizio 2018  (n. 233/A)

         Relatore: on. Savona

                        La seduta è tolta alle ore 20.25

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio