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Resoconto d'Aula della Seduta n. 292 di martedì 12 ottobre 2021
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 16.15

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli    Damante,    Cappello,   Zito,   Zafarana,    Tancredi,
  Mangiacavallo, Pagana e Fava.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Di Mauro è in missione dal 12
  al 13 ottobre 2021.

    L'Assemblea ne prende atto.


       Sulle impugnative di leggi regionali da parte del Governo
                               nazionale

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, vorrei  affrontare  con  voi  un
  problema che non possiamo far finta che non ci sia.
   Onorevole  Lupo,  in  quanto  Capogruppo  le  chiedo  di   porgere
  attenzione a quanto sto dicendo.
   In  tutti  questi anni, fino al mese di luglio, abbiamo  approvato
  una   serie   importante  di  leggi  che  aveva  avuto   mediamente
  un'impugnativa  -  da parte dello Stato - del  5  per  cento  degli
  articoli.
   Da luglio a ottobre c'è stato lo scatenamento, da luglio a ottobre
  la  nostra  percentuale è giunta al 15 per cento di norme impugnate
  dal Governo nazionale. Non tento di escludere le mie responsabilità
  dirette  su  questo  perché sono io che accetto le  norme  affinché
  vengano votate in Aula, ma non c'è dubbio che si sta instaurando un
  meccanismo per cui dalle Commissioni giungono disegni di  legge  in
  Aula   che,  se  volessimo  essere  rigidi,  non  dovremmo  neanche
  accettare,  disegni di legge che sono stracolmi  di  cose  che  non
  vanno.
   Spesso  e  volentieri  mi  dicono  -  perché  noi  abbiamo  dovuto
  affrontare questo argomento perché è il mio compito e capisco che a
  qualcuno potrà dare fastidio ma queste cose non posso non  dirle  e
  non   cercare  di  trovare  soluzioni,  a  noi  arrivano  in   Aula
  regolarmente  dei  disegni di legge che gli Uffici  mi  dicono  che
  nelle Commissioni viene votato il testo finale senza averlo neanche
  davanti. Arrivano poi in Aula e dobbiamo sistemarli, trovare -   in
  alcuni  casi - i numeri degli articoli perché sono organizzati  non
  bene.
   Intanto  mi  rivolgo ai Presidenti delle Commissioni  chiedendo  a
  tutti   i  Presidenti  delle  Commissioni  di  porre  un'attenzione
  assoluta.
   Qui in Aula non possono arrivare - lo dico agli Uffici e a tutti i
  funzionari che nelle Commissioni aiutano i parlamentari nei  lavori
  -  non  possono giungere in Aula disegni di legge che già prevedono
  incostituzionalità  nel  testo.  Mi  mettete  in   una   serie   di
  difficoltà
   Capisco  ovviamente  di avere commesso degli errori  ma  spesso  e
  volentieri  anche  per  gestire politicamente  l'equilibrio  fra  i
  partiti,  l'equilibrio all'interno dell'Aula, alcune  cose  poi  ci
  troviamo costretti, sulle pressioni dell'Aula, a fare passare  o  a
  fare votare cose che non potrebbero essere votate.
   Io lo so perché gli Uffici me lo dicono continuamente.
   Il  Segretario generale, che mi sta accanto, troppo  spesso  -  vi
  chiedo  attenzione  perché sto facendo  un  intervento  che  non  è
  facilissimo e non è scritto e devo pensare bene a quanto devo dire,
  vi  chiedo  attenzione e vi chiedo di fare silenzio;  Noi  dobbiamo
  trovare  una  soluzione  ed io non sono  più  disponibile  a  farmi
  impugnare norme dal Governo nazionale perché quello che è  successo
  negli   ultimi  tre  mesi,  il  15  per  cento  di  impugnative   è
  mortificante  Ve lo devo dire, sinceramente.
   Avevamo   migliorato  i  risultati  degli  anni   passati,   delle
  legislature passate, rimanendo nell'ambito del 5 per cento. Ricordo
  quando  il  Ministro Boccia, ai tempi Ministro delle Regioni,  ebbe
  proprio  modo  di dirmi, di farmi quasi i complimenti,  di  fare  i
  complimenti  all'Aula perché era stato abbassato, notevolmente,  il
  numero  delle  impugnative  ma  in questi  ultimi  mesi  c'è  stato
  veramente lo scatenamento.
   Per cui io ho preso delle decisioni.
   La  prima è che io non accetterò più in Aula disegni di legge  che
  provengono  dalle Commissioni con problemi di costituzionalità.  Ve
  li  risolvete in Commissione  Non possono arrivare, qua in Aula,  e
  mettere  me e tutto il resto dell'Aula nelle condizioni  di  dovere
  decidere se una cosa può passare o non può passare.
   La  stessa  cosa  farò,  per quelle volte che  può  succedere  che
  avvenga,  anche nei confronti del Governo. Cioè, io  non  accetterò
  più  disegni di legge, lo dico all'assessore Cordaro, che non siano
  sistemati bene. Cioè, se mancano le relazioni è inutile che  me  li
  mandate,  per  poi tenerli fermi un anno perché manca la  relazione
  degli Uffici, perché manca la relazione degli assessorati.
   Quindi,  anche da questo punto di vista invito l'assessore Cordaro
  a  fare  presente in giunta, ai propri colleghi, che  le  relazioni
  tecniche devono essere fatte nel momento in cui si invia il disegno
  di  legge in Parlamento. Io non le passerò più alle Commissioni, se
  non  prevedono la completezza assoluta della proposta di legge.  In
  primis la relazione tecnica
   Io  ho  ricevuto, in questi giorni, una lettera imbarazzante della
  Presidente  del Senato - onorevole Bernardette Grasso, per  favore,
  la prego non mi fate distrarre - con cui rileva che abbiamo inviato
  una legge voto, gliela abbiamo anche sollecitata più volte, ma loro
  hanno sollecitato la relazione tecnica che regolarmente non arriva.
  L'abbiamo,  ovviamente,  sollecitata  anche  noi  ma  non  può  più
  succedere che noi mandiamo al Senato, per la valutazione di  Camera
  e Senato, una norma non completa
   Quindi vi comunico, formalmente, che da questo

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Una legge voto. Non ricordo qual era, esattamente:  il
  controllo con i droni del territorio forestale.
   Quindi,  vi devo comunicare questa mia decisione formale:  io  non
  accetterò più disegni di legge in Parlamento che non siano completi
  di  tutte le relazioni tecniche, onorevole Cordaro, e non accetterò
  in  Aula disegni di legge che presentano dubbi di costituzionalità,
  che  possono e devono essere risolti in Commissione. Non può essere
  l'Aula a risolverli.
   Se  qualche  volta  qualche Commissione potrà chiedere  un  nostro
  intervento  per  avere  delle  soluzioni  a  dei  problemi,  saremo
  felicissimi  di farlo, ma non ci potranno più essere situazioni  di
  questo genere.
   Vi  dico che sono molto mortificato del numero di impugnative  che
  abbiamo ricevuto in questi ultimi tre mesi, e siccome sono soltanto
  questi  tre  mesi, devo fermare immediatamente questo  andazzo  per
  evitare che possa continuare, questo ultimo anno di legislatura, in
  questa maniera.
   Qui  è  a  disposizione l'elenco di tutte le impugnative che  sono
  pervenute in questi ultimi mesi. Le mettiamo a disposizione di  chi
  le volesse vedere.
   Mi  sono  permesso, anche, di scrivere una nota a tutti i colleghi
  con  cui  ribadisco, per iscritto, quello che ho appena  detto  qui
  dalla  mia postazione e vi invito a fare molta attenzione d'ora  in
  poi,  perché da parte mia poi non voglio avere problemi con chi  mi
  considererà rigido, o antipatico o addirittura qualcuno che penserà
  che   io  faccio  ostruzionismo  che,  ovviamente,  non  farei  nei
  confronti di nessuno, se i disegni di legge non hanno la perfezione
  che devono avere nel momento in cui vengono portate in Aula.
   Questo vi dovevo. Credo che fosse obbligatorio da parte mia, farvi
  presente  questo. Firmo questa lettera che sto inviando a tutti  su
  questo argomento.
   Benissimo,   iniziamo.  Se  mi  date  un  ordine  di   interventi.
  Cracolici,  Ciancio,  Figuccia, Lo Curto,  Lupo,  Barbagallo  e  Di
  Paola.
   Ha facoltà di intervenire l'onorevole Cracolici.
   Prima  che inizino interventi più o meno polemici, questo tipo  di
  impugnative  riguardano  sia le leggi governative,  sia  quelle  di
  iniziativa  parlamentare,  quindi non c'è  da  dare  responsabilità
  all'uno  piuttosto che all'altro. E' una responsabilità che abbiamo
  comunemente tutti.
   Prego, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, che il processo di impugnativa  sia
  un  processo legato alla legislazione, nel momento in cui i disegni
  di legge arrivano in Parlamento sono di iniziativa parlamentare, al
  di  là del proponente, se il Governo o il singolo parlamentare.  Io
  però volevo porre una questione.
   Credo  che lei abbia fatto bene a porre il tema, però, come  tutte
  le  cose,  dobbiamo capire da dove lo affrontiamo. Perché ho  visto
  che  negli  ultimi tempi abbiamo persino, come dire,  lavorato  per
  fare leggi che sapevamo essere impugnate, quindi come una sorta  di
  braccio  di ferro o di  speriamo che non se ne accorgano .  Diciamo
  che  questo  è  stato  l'andazzo con il quale abbiamo  fatto  delle
  norme.
   Io,  però, mi voglio riferire all'ultima norma. Signor Presidente,
  se  mi  ascolta,  io  renderò anche più utile il  senso  di  questo
  intervento.
   Sto  parlando  di  una legge che non è ancora  impugnata,  ma  che
  prevedo  sarà  impugnata. E sarà la prima volta nella storia  della
  legislazione siciliana che sarà impugnata una legge in cui  abbiamo
  approvato il Rendiconto parificato. Perché 10 giorni fa  -  non  mi
  ricordo   quando  è  stato  -  malgrado  alcuni  di  noi   avessero
  sollecitato  e  sottoposto  alla  valutazione  di  opportunità  che
  eravamo  alla  vigilia di un giudizio con le Sezioni Riunite  della
  Corte  dei  conti  per  la valutazione di  un  ricorso  avverso  la
  parifica  - ricorso che ha avuto un esito in cui sostanzialmente  è
  stato  annullato il provvedimento di parifica - ora  noi  siamo  in
  questa  situazione: abbiamo una legge approvata dal Parlamento  che
  ha  fatto  propria la parifica fatta dalla Sezione siciliana  e  le
  Sezioni  Riunite hanno annullato il provvedimento di parifica,  con
  la  conseguenza che avremo - prevedo, immagino - non impugnato,  ma
  la  richiesta di annullamento della legge con cui abbiamo approvato
  la parifica che sapevamo essere oggetto di ricorso. Della serie noi
  le andiamo cercando alcune cose.
   Io continuo a dire, Presidente, che sono preoccupato, perché anche
  vedendo  alcune  impugnative, ho la sensazione -  ma  non  lo  dico
  perché  la  colpa è di Roma, come spesso fa qualcuno  di  noi,  che
  quando  non  sa con chi prendersela se la prende con  gli  altri  -
  perché  temo che questo andazzo e questa sciatteria, anche di  tipo
  legislativo,  sta  facendo  crescere  un  pregiudizio  avverso   la
  capacità  legislativa della Regione, con cui  si  impugnano  norme,
  probabilmente  anche perché provengono dalla Regione  siciliana.  E
  siccome la Regione siciliana fa leggi spesso, diciamo, alla carlona
  -  per  ultima la legge questa sull'edilizia, dove sinceramente  ho
  visto  ragioni di impugnative discutibili, essendo un testo che  ha
  come  obiettivo la semplificazione e recependo anche  in  parte  il
  380,  per cui ci sono elementi di impugnativa che sono sinceramente
  discutibili.
   Però,  io  ho  imparato dopo tanti anni che  le  impugnative  sono
  spesso,  così come i provvedimenti quando noi gridiamo   al  lupo
  perché lo Stato non ci approva alcuni finanziamenti, tutto questo è
  perché  manca  la  politica. La politica, cioè quella  capacità  di
  relazione istituzionale tra una grande Regione quale è la Sicilia e
  lo Stato nelle sue articolazioni. Noi siamo ormai alla schedina del
  totocalcio   Ci  giochiamo la schedina e vediamo se facciamo   13'
  Una volta almeno era così, oramai ci sono singole partite.
   Allora,  perché  dico  questo? Guardate  che  questa  vicenda  del
  rendiconto è una vicenda più delicata di quello che appare,  non  è
  tanto  l'entità del disallineamento tra i debiti effettivi e quelli
  connessi al fondo dei crediti di dubbia esigibilità; il punto è che
  per  la  prima  volta  avremo  annullato  -  ripeto  -  o  comunque
  sottoposto alla valutazione della Corte costituzionale, un giudizio
  di  parifica  approvato dalla Sezione di controllo  ma  oggetto  di
  ricorso che noi potevamo benissimo aspettare una settimana. Abbiamo
  voluto  procedere a far finta di non capire e il  risultato  è  che
  siamo  entrati in un conflitto istituzionale in cui credo che  lei,
  della  qualità  di  Presidente, debba valutare anche  provvedimenti
  eccezionali,  compreso in autotutela l'annullamento, cioè  un  voto
  che annulli la legge che abbiamo approvato.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Non c'è dubbio che quello
  che dice l'onorevole Cracolici è corretto, nel senso che il dialogo
  con Roma, assessore Cordaro, sembra stia venendo meno; ed è qualche
  cosa che oggettivamente ci crea difficoltà. Intanto, devo dire  che
  ha ragione l'onorevole Cracolici quando dice che noi se continuiamo
  a  farci  impugnare leggi passeremo per quelli per cui la legge  va
  impugnata  prima  ancora  di  essere  eletta,  sta  cominciando   a
  diventare così. Poi, non c'è dubbio che in altre situazioni che  io
  ho  visto nella mia vita il rapporto e l'accordo preventivo con  lo
  Stato è quello che ci consente poi di fare anche qualche forzatura,
  se  vogliamo, però andandola a trattare prima, perché  se  noi  non
  abbiamo  mai  e siamo convinti sempre di avere ragione,  né  io  mi
  posso  permettere,  ogni tanto lo faccio, ma  raramente  quando  mi
  viene  detto  No, no, su questo non ci possono essere dubbi  e  poi
  invece  regolarmente vengono impugnate. Perché se io  dovessi  dare
  conto a quello che dicono gli Uffici, che sarebbe la cosa migliore,
  la  metà  delle leggi che abbiamo fatto non l'avrei dovuto passare.
  Mi sono fidato di quello che mi veniva detto su alcuni ragionamenti
  che,  come  dire, mi veniva difficile non fidarmi  però  da  questo
  momento non sarà più così.
   Onorevole  Cracolici, io non farò nessun voto di  annullamento  in
  autotutela, vedremo quello che succede e poi valuteremo quello  che
  dobbiamo fare.
   Continuo ad essere convinto che non può essere un ricorso pendente
  per  non  farci votare una legge. Poi se invece il ricorso passa  e
  viene anche accettato vuol dire che la legge si fermerà, ma che  io
  non  possa mettere in votazione una legge della Regione perché  c'è
  un ricorso dopo che la parifica l'ha fatta la Corte dei conti non è
  che  l'ha fatta qualcun altro. Per cui, se all'interno della  Corte
  dei  conti  c'è un ricorso di una parte, io non posso  fermare  una
  legge  che  peraltro andava votata che eravamo già in  ritardo  sul
  voto.
   Comunque,  non c'è dubbio che su alcuni argomenti, quello  che  ha
  detto  l'onorevole Cracolici ha una sua ragione e,  quindi,  quello
  che  ho detto confermo. Quindi, l'attenzione da ora in poi da parte
  di questa Presidenza sarà assolutamente totale.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Ciancio. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Grazie,  Presidente. C'è poco  da  dire,  perché  quando
  arriva  una  impugnativa  non  è una  cosa  positiva  per  nessuno,
  Presidente,  vorrei  che  mi ascoltasse. Dicevo,  non  è  una  cosa
  positiva  per nessuno per quanto uno possa essere o meno  d'accordo
  con  le  leggi  che  vengono  approvate,  però  è  chiaro  che  una
  impugnativa  fa perdere di credibilità quest' Aula, il Governo,  le
  Commissioni, i deputati tutti.
   Però,  c'è  da dire una cosa: che molto spesso io ho l'impressione
  che  si  faccia  scudo delle impugnative cioè  a  dire   approviamo
  questa legge, facciamo questa cosa, tanto male che vada Roma ce  la
  impugna  e  così potremo dire che la colpa è dei cattivoni  che  ci
  sono a Roma, al Ministero e non piuttosto di quest'Aula .
   Presidente,  questa cosa la dobbiamo risolvere e deve  finire  una
  volta per tutte. E' una discussione seria quella che ha fatto e  io
  la ritengo anche una sorte di ammissione a nome di tutti. E' chiaro
  che  lei  lo  fa  come Presidente, ma lo fa per  tutta  l'Aula.  E'
  un'ammissione di colpa. Noi non stiamo dando colpe a Roma che anzi,
  a volte, cerca di mettere delle pezze laddove l'Assemblea sbaglia.
   Lei  prima ha detto:  sarò costretto a non ricevere in Aula  leggi
  che   hanno  dubbi  di  incostituzionalità .  Presidente,  lei  non
  dovrebbe  neanche  essere messo nelle condizioni  di  scegliere  se
  farle  discutere  o non farle discutere. Se sono  inammissibili  si
  devono  fermare prima, si devono fermare in Commissione. Per  me  è
  molto  meglio  sentirmi  dire  dal mio Presidente  di  Commissione,
  qualsiasi  Commissione:   no, mi dispiace,  questa  legge  non  può
  essere approvata , piuttosto che poi ricevere l'impugnativa.

   PRESIDENTE. E' esattamente quello che ho detto.

   CIANCIO. Però, Presidente, quante volte qui in Aula, e io sono  la
  prima che ho presentato diversi emendamenti e tante volte lei mi ha
  detto:   no,  non  posso  essere messe in discussione  perché  sono
  inammissibili . Poi, per carità, io potevo avere un'altra idea,  ma
  ho accettato il giudizio insindacabile del Presidente.
   Ecco,  mi  rendo conto che per molti colleghi non  è  così  e  noi
  l'abbiamo fatto presente centinaia, centinaia di volte. Tante  cose
  che  poi sono state impugnate, alla fine si era detto qua in  Aula.
  C'era  stata  una discussione, ci sono stati giorni,  settimane  di
  discussione su determinati articoli che poi puntualmente sono stati
  impugnati.
   Quindi,  quello  che le chiedo è di ascoltare di più  l'Aula,  non
  solo quando lei chiede di portare avanti una legge, ma anche quando
  le  chiede  di  bloccarla perché a volte non sono i capricci  della
  maggioranza   dell'opposizione  o  del   singolo   deputato,   sono
  valutazioni  che  noi  riteniamo essere anche un  minimo  tecniche.
  Dall'altro, Presidente, impegniamoci tutti perché è chiaro, ripeto,
  una impugnativa è una perdita di credibilità per tutta l'Aula e  in
  questo molto c'entra anche il modus operandi di questa Assemblea.
   Quando  arrivano  emendamenti all'ultimo momento, quando  arrivano
  cose  dal  Governo,  lo  dico  perché ricevono,  diciamo,  una  via
  preferenziale  quello del Governo, e a maggior  ragione  dovrebbero
  essere  maggiormente attenzionati, rispetto a quelli  dell'Aula.  E
  allora,  quando  arrivano  emendamenti all'ultimo  momento,  quando
  arrivano  cose  senza relazione, noi abbiamo fatto  presente  tante
  volte   che   c'erano   emendamenti   che   abbisognavano   di   un
  approfondimento  in  Commissione.  Bene,  fermiamoci   un   attimo,
  rimandiamolo  in  Commissione.  Ci  vorrà  più  tempo,  ma   magari
  eviteremo  queste  brutte  figure che  sicuramente  non  servono  a
  nessuno. Grazie.

   PRESIDENTE.  Ci  sono  tutta  una serie  di  iscritti  a  parlare.
  L'ammissione di colpa, diciamo, io l'ho fatta, perché  io  sono  il
  Presidente  e, quindi, la responsabilità è comunque del Presidente.
  E'  ovvio  che  nel  momento  in  cui  avvengono  queste  cose,  il
  Presidente  può  anche  capire  di avere  sbagliato  e  deve  porre
  rimedio. Per cui, nel momento in cui io mi sono reso conto che si è
  arrivati  a  un numero di impugnative che non è quello  normale,  è
  evidente che bisogna porre rimedio.
   Tante  volte  le  vorrei dire che le pressioni dell'Aula  io  devo
  valutarle  anche in funzione del fatto che bisogna  andare  avanti.
  Per cui, spesso e volentieri, alcune cose, mi faccio il segno della
  croce,  le  faccio passare perché altrimenti non si va più  avanti.
  Capisco  che  è un atteggiamento, come dire, però bisogna  valutare
  tutto  all'interno di una gestione d'Aula come la nostra.  Ci  sono
  momenti in cui, la prego di credermi, se - ne parlo sempre con  gli
  Uffici  -  se  non do un  ok' succede l'inferno per cui  si  blocca
  tutto. Io quello che dovrei fare è dare un  ok' come se fosse finto
  per   poi   riprendere  dopo,  ma  sarebbe,  da  parte   mia,   una
  scorrettezza.
   Per cui, comunque, quello che lei dice è assolutamente corretto  e
  da parte mia - ripeto - ho fatto questo intervento iniziale proprio
  per  farvi capire che il mio atteggiamento sarà diverso.  Per  cui,
  non  c'è  dubbio che l'ammissione di colpa non può che  esser  mia,
  perché   chiunque   presenta  emendamenti.  Io  non   ne   presento
  emendamenti, ma io li devo valutare se sia giusto che vengano posti
  in  votazione, non approvati o meno questo lo decide l'Aula, ma che
  vengano votati e molto spesso do un  ok' alla votazione proprio per
  motivi  di pacificazione dell'Aula, spesso e volentieri;  però,  mi
  rendo conto che se il prezzo che noi paghiamo per questo sistema  è
  quello di avere il 15 per cento di impugnative in due mesi non  può
  essere  valido  e, quindi, evidentemente, verrà in qualche  maniera
  cambiato.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, intanto ritengo che anche  fare  dei
  momenti   come  questi,  tra  virgolette,  di  autocritica   o   di
  riflessione, di pausa per fermarsi un attimino a riflettere su dove
  stiamo andando è sempre una cosa positiva.
   Mi ricorda quello che accade anche rispetto ad alcune tragedie: ha
  presente la scena  May Day, May Day, l'aereo sta precipitando,  May
  Day   May  Day    Se la torre di controllo riceve la  comunicazione
  per  tempo  e se si mette la leva di comando, si attiva al  momento
  giusto,  se  si traccia la traiettoria in maniera decisa  e  se  il
  pilota fa quello che va fatto l'aereo si può salvare.
   Quindi,  io  lo  vivo,  questo riferimento,  come  un  momento  di
  allarme,  un  momento  di attenzione per cercare  di  tracciare  il
  percorso.
   Quale  deve essere il percorso, Presidente? Allora, intanto  serve
  una  interlocuzione con lo Stato che è fatta di accordi preventivi,
  che  è  fatta  di  interlocuzioni costanti,  che  è  fatta  non  di
  improvvisazione, che è fatta di un Assessorato che ovviamente  deve
  essere,  intanto, quello al bilancio che nelle giuste sedi,  che  è
  quella  anche  della  Conferenza Stato-Regione,  faccia  valere  le
  nostre proposte e, perché no, concordi qual è la linea.
   D'altra parte, se sino a questo momento stiamo procedendo con  una
  serie  di  disegni di legge che talvolta arrivano senza  relazione,
  con  emendamenti che arrivano in Aula all'ultimo momento,  talvolta
  persino   senza  passare  dal  vaglio  della  Commissione;  perché,
  Presidente,  io vado oltre a quello che diceva lei: il  problema  è
  non  solo  quello  che accade nelle Commissioni,  talvolta  è  pure
  quello  che  accade in Aula con degli emendamenti che  non  passano
  neanche  dalle  Commissioni  che,  purtroppo,  che  in  una  logica
  emergenziale,  ed io capisco poi, pure, diciamo, la logica  di  chi
  deve  presiedere l'Aula che si trova la spinta della piazza, quella
  categoria che non ha risposta, le risorse che devono arrivare e  ci
  ritroviamo,  poi, in un meccanismo che è frutto,  diciamo,  di  una
  logica  emergenziale dove tante volte viene meno la programmazione.
  E,  giustamente, di esempi ce ne sarebbero: sull'edilizia  privata,
  sulle   concessioni  demaniali  marittime,  sul   servizio   idrico
  integrato, sui condoni edilizi, per non parlare poi di categorie.
   La  collega  prima che salissi qui a parlare ha detto:   Figuccia,
  non è che ci ricordi di nuovo degli ASU? . Certo, degli ASU  Ma una
  delle  prime  norme che abbiamo fatto, parlando  di  categorie,  di
  gente  che  purtroppo  aspetta  risposte  da  legislature,  lei  lo
  ricorderà,  fu quella del bacino  Emergenza Palermo - Ex  PIP .  La
  norma  fu  presentata, ce la impugnarono, abbiamo fatto la modifica
  all'impugnativa  e  adesso  quella  categoria  ancora  aspetta.  Ma
  aspettando aspettando va a finire che fuori dal Palazzo la gente si
  organizza  e sono io stesso a dire a quella categoria:  rivolgetevi
  ad  un  legale per fare valere i vostri diritti . Sono io stesso  a
  dire  che siccome da vent'anni vivono una condizione di precariato,
  senza  tutele,  di  lavoro nero, alla fine  devono  far  valere  il
  diritto   della  differenza  contributiva  e  si  devono  rivolgere
  all'avvocato.
   Sugli  ASU, la collega - ripeto - diceva prima:  ma ora  ribadisce
  gli  ASU? ; sì, ribadisco gli ASU, perché dopo che la norma è stata
  impugnata  - perché certe volte oltre al danno la beffa, Presidente
  -  noi,  all'interno  del disegno di legge   Stralcio   non  è  che
  abbiamo  provato a recuperare quell'impugnativa? Abbiamo  sottratto
  ulteriormente le risorse, abbiamo ipotizzato forse l'idea di un una
  tantum  con  un  contributo in funzione di non so  che  cosa  della
  pandemia,  quello  stesso contributo che magari  dovevamo  dare  ai
  lavoratori della SAS che poi non glielo abbiamo più dato perché era
  stato impugnato.
   Allora,  Presidente, io sono esattamente d'accordo  con  lei:   My
  Day,  May  Day, l'aereo sta precipitando  .  Vediamo di  alzare  la
  leva  di  comando,  fare  un  po' di  programmazione  e  creare  le
  condizioni  perché l'aereo atterri con buona pace  e  delle  grandi
  fantasie dei tecnicismi, cercando di arrivare al risultato. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO. Signor Presidente, io intendo parlare a quest'Aula e  a
  lei,  in  particolare,  di  una  vicenda  drammatica  che  si   sta
  consumando ai danni dei bambini. Circa cento bambini disabili gravi
  e  gravissimi che frequentano e anzi con estrema difficoltà -  devo
  aggiungere - le scuole del primo ciclo di istruzione della città di
  Trapani.
   In uno dei miei ultimi interventi ho accennato alla vicenda che  è
  davvero  incresciosa perché, di fatto, a provocare questa  tempesta
  perfetta  è  stato  un parere richiesto dagli uffici  di  Gabinetto
  dell'Assessore  Scavone  al  CGA,  in  ordine  alla  competenza  ad
  erogare,  sia  il  servizio  di  assistente  igienico-personale  ai
  bambini   disabili,  sia  il  servizio  ASACOM,   Assistente   alla
  Comunicazione e all'Autonomia, ai medesimi alunni delle scuole - in
  questo caso - di ogni ordine e grado della Regione siciliana.
   Bene,   con   quella  domanda  molto  secca  e  molto   improvvida
  l'Assessorato,  di  fatto, ha scatenato quella  che  definisco  una
   tempesta perfetta , perché senza troppi approfondimenti -  diciamo
  pure - che non è stato comunicato al CGA che la Sicilia provvede ad
  erogare  un servizio di questa natura da ben 39 anni, in  virtù  di
  una  norma che mai in Sicilia è stata abrogata. Non solo, ma da  39
  anni a questa parte si continua a legiferare, questo Parlamento  ha
  continuato a legiferare - non ultima con la legge sul diritto  allo
  studio - riaffermando la costante volontà legislativa di far fronte
  a  questa emergenza per i più gravi e i gravissimi delle scuole  di
  ogni ordine e grado.
   Chiederei  alla  collega gentilmente di non  parlare  al  telefono
  perché mi disturba, purtroppo
   L'emergenza  che  si  sta verificando, Presidente,  nasce  in  una
  citta,  a Trapani, dove dal secondo quadrimestre dello scorso  anno
  con  un cinismo etico di proporzioni veramente drammatiche è  stato
  interrotto  il  servizio,  in ragione del  fatto  che  quel  parere
  ascriveva alla competenza dello Stato la responsabilità di  erogare
  questi servizi.
   In  realtà,  sappiamo bene che c'è stata una mal  posizione  della
  domanda,  perché la Sicilia non agisce per delega dello  Stato,  la
  Sicilia  ha  competenze statutarie che definiscono  una  competenza
  esclusiva  ed  anche una concorrente, laddove si tratti  di  scuola
  primaria, di scuole del primo ciclo e secondo ciclo di istruzione e
  di Università. Queste competenze, esclusive e concorrenti, non sono
  mai  state  abrogate.  Non solo, ma ci sono  sentenze  della  Corte
  costituzionale  che  affermano  la fattispecie  di  queste  plurime
  competenze.
   Allora è drammatico, e faccio appello a quest'Aula, faccio appello
  alla  sensibilità anche sua, Presidente, e del nostro Governo,  che
  peraltro  ha approvato linee guida e che peraltro ha approvato  una
  delibera  di  Giunta per dire che in ogni caso  ci  possono  essere
  prestazioni aggiuntive.
   La  verità  della questione risiede, ovvero, la mal  posta  verità
  della  questione  risiede nel fatto che è  competenza  dello  Stato
  garantire  a tutti gli alunni e ai disabili l'assistenza  igienico-
  personale  di  base,  per la quale provvedono con  i  collaboratori
  scolastici delle scuole che sono formati e in tal senso  si  stanno
  avviando  una  serie di corsi di formazione. Ma nulla  si  dice  in
  merito al fatto che tale assistenza igienico-personale va garantita
  con  personale specializzato, Presidente, che ha fatto 900  ore  di
  corso,  e  non 60 quanto ne garantisce il MIUR, per quei bambini  e
  ragazzi che sono disabili gravi e gravissimi.
   Questa  è  una  fattispecie  che nel parere,  nella  richiesta  di
  parere,  non viene contemplata e c'è pure una sentenza della  Corte
  costituzionale,  che  poi io le farò avere, Presidente,  perché  su
  questo  tema  io  chiedo veramente, come dire, la forza  di  questo
  Parlamento, onorevole Lupo e  so che lei è sensibile e tanto lo  ha
  fatto  muovere nella direzione di annunciare un emendamento di  due
  milioni  di  euro  in finanziaria per i Comuni affinché  provvedano
  alla  erogazione  di  questo servizio,  che  come  me  lei  ritiene
  essenziale.   Quindi,  entriamo  nella  logica  di   quei   servizi
  essenziali  che oggi sono stati interrotti da un uomo  del  Partito
  Democratico,  che certamente ha diversa sensibilità da  quella  del
  Presidente Lupo e che si chiama Tranchida.
   Ora,  Presidente, chiudo, dicendo una cosa fondamentale: la  Corte
  costituzionale, credo proprio con una sentenza, la  n.  200  -  non
  ricordo esattamente di quale anno - ha definito che della complessa
  vicenda   dei  disabili  non  si  può  fare  un  unico   calderone,
  individuando  con ciò la fattispecie dei disabili più  gravi  e  di
  quelli  meno gravi, per i quali ovviamente i servizi devono  essere
  differenziati.
   Aggiungo   che  la  dottoressa  Catenazzo,  che  è  il  cosiddetto
  Provveditore,   cioè  il  dirigente  dell'ambito  territoriale   di
  Trapani,  ha precisato con una nota ai propri dirigenti  scolastici
  che  tale  assistenza specialistica, Presidente, va garantita,  con
  personale  specializzato e non con il personale  dei  collaboratori
  scolastici.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lo Curto, non andiamo avanti, la  prego.  È
  ovvio che quello che lei sta dicendo ha un'importanza enorme, né si
  può  pensare di lasciare senza assistenza questo tipo di  disabili.
  Per  cui, la prego di chiudere, avendo la mia assoluta garanzia che
  mi occuperò dell'argomento.

   LO  CURTO. Io per questo ho rappresentato così. Presidente, voglio
  dire una cosa a lei, e la dico a tutti, perché dobbiamo sapere  che
  dietro  i  numeri, dietro le statistiche, gli slogan e  le  teorie,
  abbiamo  bambini  in carne ed ossa: Maria, Giovanni,  Francesco,  e
  probabilmente  una  di  queste bambine - glielo  dico,  Presidente,
  perché  dobbiamo sapere di cosa parliamo - una bambina  di  queste,
  mestruata, di 11 anni, che se la fa addosso, la cacca, la pipì, chi
  ci mette le mani?

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, le garantisco da parte  mia  tutto
  l'appoggio  e  quindi  l'interessamento mio,  ma  di  tutta  l'Aula
  sull'argomento e, quindi, in qualche maniera dobbiamo  trovare  una
  soluzione  che  certamente non può essere prorogata,  perché  è  un
  argomento troppo importante.

   LO CURTO. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Lo Curto.


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Trizzino ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


    Riprende la discussione sulle impugnative delle leggi regionali
                    da parte del Governo nazionale

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
   Dopo  l'onorevole Lupo, sono iscritti a parlare gli  onorevoli  Di
  Paola, Sunseri, Foti, Palmeri e Lentini, se non ce ne sono altri.
   Prego, onorevole Lupo.

   LUPO.  Grazie, Presidente, Governo, colleghi. Intanto,  Presidente
  Micciché,  condivido lo spirito delle sue comunicazioni  in  merito
  all'esigenza di fare tutto quanto è possibile per evitare che altre
  leggi  approvate  da  questa  Assemblea possano  essere  impugnate,
  ahimè, purtroppo, a volte, a ragione.
   È corretto, io penso è dovuto, da parte dell'Assemblea esercitare,
  in  particolare da parte della Presidenza, e lei lo fa,  esercitare
  un  attento  vaglio preventivo di costituzionalità  dei  testi  che
  l'Aula è chiamata a votare.
   Peraltro,  tutte  le  volte in cui gli Uffici dell'Assemblea  sono
  stati  investiti  di  dubbi, domande, richieste  di  chiarimenti  -
  almeno per la mia esperienza - gli Uffici hanno sempre risposto con
  dovizia  di  particolari, anche documentando il  perché  di  alcune
  osservazioni.  Lo fa in particolare l'Ufficio Studi,  ma  non  solo
  l'Ufficio Studi.
   Ma  affinché anche gli Uffici dell'Assemblea, Presidente,  possano
  svolgere  a  supporto dell'attività legislativa questa attività  di
  assistenza  è  necessario, Presidente, rispettare  semplicemente  e
  attentamente  quanto il Regolamento prevede rispetto  ai  tempi  di
  analisi   dei   testi,  di  discussione,  di  presentazione   degli
  emendamenti, l'opportunità di svolgere a volte delle audizioni  che
  possono  anche  essere illuminanti per la Commissione parlamentare.
  Tutte  le  volte in cui, invece, si tenta di forzare i tempi  o  di
  presentare  un  emendamento all'ultimo minuto in Commissione  o  in
  Aula noi ci siamo sempre opposti perché tutto ciò porta a risultati
  negativi,  perché  poi  la  svista, la  possibilità  di  un  errore
  ovviamente, in quel caso, è dietro l'angolo. Quindi, ben  venga  un
  esame  attento,  un vaglio di costituzionale preventivo  dei  testi
  legislativi ancor prima, ovviamente, che siano votati.
   Voglio  ricordare, Presidente - non tutti in quest'Aula  ne  hanno
  avuta  esperienza  ma lei sì perché è già stato Presidente  in  una
  precedente  Legislatura in cui vigeva la prassi - che a  fronte  di
  una  annunciata impugnativa da parte del Commissario  dello  Stato,
  preventiva  rispetto all'entrata in vigore del testo, l'Aula  anche
  per  prassi,  ma  in virtù di una sentenza di Corte  costituzionale
  esercitava   uno   stralcio   delle   parti   impugnate   mandando,
  trasmettendo  al Presidente per la promulgazione e la pubblicazione
  il testo al netto, diciamo, delle parti impugnate.
   Tutto  ciò,  ovviamente, non può accadere più; questo è  di  tutta
  evidenza,  perché soppresso il Commissario dello Stato il controllo
  può   essere  solo  di  legittimità  solo  a  posteriori,  a  parte
  ovviamente  il controllo che può esercitare lei di costituzionalità
  esercitando  le  sue funzioni di ammettere o non ammettere  o  meno
  leggi e testi.
   Però,  Presidente, io penso che anche adesso ci dobbiamo dare  una
  regola, sarà per prassi, per consuetudine, la vogliamo mettere  per
  Regolamento.  Cioè,  intanto  il  Governo  quando  c'è  una   norma
  impugnata dovrebbe comunicare a quest'Aula, ed io la invito a farlo
  sistematicamente, invitare il Governo a riferire cosa intende fare,
  se  intende  resistere, non intende resistere dinnanzi  alla  Corte
  costituzionale,   intende   modificare   la   norma   per   evitare
  l'impugnativa.
   Io  propongo, Presidente, che all'argomento si dedichi una  seduta
  di  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per  decidere
  insieme  ai  colleghi  quale può essere  la  prassi  da  esercitare
  affinché   almeno,  Presidente,  una  norma  impugnata   torni   in
  Commissione,  nella  Commissione  che  l'ha  esitata  affinché   la
  Commissione  possa  prendere in esame la  natura  dell'impugnativa,
  sentire   il  Governo,  anche  per  determinarsi,  Presidente,   su
  un'eventuale modifica legislativa da apportare perché anche  questo
  rientra  nelle nostre competenze; ma non possiamo lasciare al  caso
  quello  che  accade dopo un'impugnativa o soltanto alle valutazioni
  del  Governo  perché  io  penso che è anche  nostra  responsabilità
  prendere  in esame queste norme impugnate per decidere  cosa  farne
  perché ricordo che frattanto la legge è in vigore.
   Noi   abbiamo  norme  in  vigore  impugnate  molto  delicate   che
  riguardano,  per  esempio, l'edilizia. Cosa  accadrà  negli  uffici
  tecnici e dei Comuni se questo Parlamento non sarà in grado di dire
  con  chiarezza una parola definitiva? Io temo che si complicheranno
  molto le cose con conseguenze molto negative per i cittadini.
   Presidente, ho ancora pochi secondi per dire che ho presentato  un
  ordine  del giorno che riguarda la condanna dei gravissimi atti  di
  violenza, di stampo fascista che si sono verificati sabato a  Roma,
  in particolare con l'assalto alla sede della CGIL, perché credo che
  quest'Aula prontamente debba condannare questi atti. Quindi,  visto
  che   mi   pare   non  ci  sia  il  numero  legale  per   procedere
  all'approvazione di una legge, io Presidente le chiedo comunque  di
  metterla al voto perché mi sembra assolutamente importante  che  le
  istituzioni  democratiche rispondano prontamente a questi  atti  di
  violenza.

   PRESIDENTE. Grazie. Su questo argomento che lei ha affrontato  sul
  ritorno  in  Commissione di una legge impugnata, assessore  Cordaro
  probabilmente  potrebbe essere, l'abbiamo già  fatto  altre  volte.
  Cioè,  se  il Governo ripresenta la norma con intanto eliminata  la
  parte  impugnata, noi modifichiamo la norma che è andata a  Roma  e
  che  è  stata impugnata e di fatto rendiamo valido tutto il  resto,
  perché invece in questa maniera noi così blocchiamo
   La legge è in vigore sì, però, rimane con la spada di Damocle.
   Comunque  ora  studiamo un qualcosa che possa  semplificare  anche
  questo perché il resto della legge sia immediatamente
   Il resto della legge è comunque valido.
   È iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
   Comunque, in ogni caso che il Governo venga a dare un'informazione
  su  quello che intende fare, questo sì, assessore Cordaro, se fosse
  possibile

          (Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)

   PRESIDENTE. No certo, questo è ovvio, però su questo se ci dà  una
  risposta non è male.

   DI   PAOLA.   Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli   colleghi,
  cittadini,  non vorrei che quelli che ci ascoltano ,  noi  dobbiamo
  cercare di distinguere la pagliuzza con la trave.
   Signor  Presidente,  alcune norme -  e  lo  ha  detto  chi  mi  ha
  preceduto, la collega Ciancio ma anche il collega Cracolici  -  che
  sono  arrivate  qui  in  Aula sono state, per  certi  versi,  anche
  forzate dalla politica, perché poi gli Uffici arrivano fino  ad  un
  certo punto, giustamente.
   Se  la politica forza e si gioca tipo, come dire, a  Rischiatutto
  -  c'era  un gioco di rischio tutto al gioco dei dadi -  e  allora,
  come dire, poi si aspetta se va bene o va male successivamente.
   Ovvio che la politica deve arrivare prima.
   Anziché  giocare a  Rischiatutto , Presidente, la politica  fa  le
  interlocuzioni, dopo le interlocuzioni se deve forzare  in  qualche
  norma,   viene  a  forzare  solo  dopo  le  interlocuzioni  perché,
  altrimenti  stiamo giocando a  rischia tutto  e la Sicilia  non  si
  può permettere questo.
   Perché  le dico la differenza tra la trave e la pagliuzza?  Perché
  ci  sono  altre  norme invece, colleghi, come ad esempio  la  legge
  sull'accoglienza  e  l'inclusione che ha subito un'impugnativa,  ma
  che  è  stata fatta in maniera corale con il supporto massimo degli
  Uffici e le uniche cose da modificare per far cessare l'impugnativa
  sono alcune parole e già c'è l'emendamento pronto.
   Quindi, Presidente, vede la differenza tra una forzatura da  parte
  della  politica che va a giocare a dadi e fa il  rischia  tutto   e
  poi  c'è  l'impugnativa - un'impugnativa che poi non  potrà  essere
  superata anche con una norma che magari si viene a fare qui in Aula
  - e invece una legge fatta in maniera corale, perché la politica dà
  l'indirizzo,  sono poi gli Uffici tecnici a sistemare,  ovviamente,
  gli articoli in base all'indirizzo politico. Se la politica forza e
  va  oltre, ovvio che se non c'è una concertazione si sta sbagliando
  tutto e si sta perdendo tempo.
   Quindi, Presidente, le chiedo - se l'assessore Falcone un attimo -
  di  fare una netta differenza tra alcune norme impugnate, dove  già
  molti  colleghi  qui  in questo scranno avevano  già  preannunciato
  l'impugnativa.  Ed  io sono convinto che anche gli  Uffici,  quando
  vedevano  queste norme man mano che prendevano forma, avevano  dato
  sicuramente un parere non positivo, però lo stesso si è  giocato  a
  dadi e poi si è perso. Contro invece delle norme dove magari alcune
  parole  possono essere, come dire, a livello tecnico non  corrette,
  ma poi portiamo l'emendamento in Aula e superiamo l'impugnativa.
   Quindi, c'è una differenza enorme, Presidente, tra la pagliuzza  e
  la trave. Non mescoliamo le pagliuzze con le travi perché, dico, la
  maggior  parte delle travi, Presidente, che sono state impugnate  e
  non  possono essere superate come impugnativa le ha portate  questo
  Governo regionale in Aula e se ne assuma, questo Governo regionale,
  tutta la responsabilità. Grazie.

   PRESIDENTE.   È  iscritto  a  parlare  l'onorevole   Sunseri.   Ha
  rinunciato.
   È iscritta a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha facoltà.

   PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei intervenire
  relativamente all'impugnativa della legge n. 21 del 29 luglio 2021,
  quella  relativa  all'agroecologia perché sebbene siamo  pienamente
  consapevoli   che  la  legge  di  che  trattasi  trattava   materie
  concorrenti con lo Stato, abbiamo cercato di porre tutta una  serie
  di  correttivi per evitare proprio questa impugnativa e di invadere
  quella che era la competenza dello Stato.
   In   alcuni   passaggi   prendiamo   atto   anche   della   scarsa
  interlocuzione che c'è stata con lo Stato per la tempistica con  la
  quale  è  avvenuta questa impugnativa, proprio gli  ultimi  giorni,
  nell'arco di questi sessanta giorni. Quindi, non c'è stata  nemmeno
  la possibilità di fare un minimo di correttivi.
   Devo dire che la legge nella sua struttura principale è rimasta in
  piedi perché comunque questa nuova figura, questo nuovo modello  di
  aziende è rimasto in piedi.
   Ad  oggi si accompagnano alle aziende biologiche dei nuovi modelli
  che  producono qualità agroalimentare e qualità salubre  nel  cibo,
  nella filiera del cibo.
   Vorrei  entrare  nel  merito di alcuni  elementi  che  sono  stati
  impugnati.
   Vorrei  entrare nel merito di questo ordine del giorno che abbiamo
  presentato  con vari colleghi che chiedono al Governo di presentare
  tutta  una serie di controdeduzioni per resistere in sede di  Corte
  Costituzionale all'impugnativa.
   In  particolare,  vorrei  entrare nel  merito  di  alcuni  aspetti
  oggetto  dell'impugnativa  del  Ministero  della  sanità  che,  fra
  l'altro, non ha interloquito nemmeno col Ministero dell'ambiente  e
  col Ministero dell'agricoltura.
   Innanzitutto, il parallelismo legato fra salute ed ecologia. Ecco,
  il  Ministero sostiene che non esiste nessun parallelismo,  nessuna
  correlazione   fra  il  concetto  di  salute  e  il   concetto   di
  agroecologia.
   Ricordo  a  me stessa che l'agenda 2030 e gli indirizzi della  FAO
  mettono   in   chiara   evidente   correlazione   la   salute   con
  l'agroecologia.
   Su  questo primo punto inoltre il Ministero della salute dice  che
  non abbiamo competenze, che stiamo travalicando quelle che sono  le
  competenze della Regione siciliana.
   Ma  ricordo anche che il nostro Statuto siciliano ci dà competenza
  in materia di salute in quanto l'Assemblea regionale in particolare
  può   al  fine  di  soddisfare alle condizioni particolari  e  agli
  interessi  propri della Regione emanare leggi anche in  materia  di
  igiene e sanità pubblica'.
   Ma   quali  possono  essere  queste  condizioni  particolari   che
  consentono  alla  Regione  siciliana di legiferare  in  materia  di
  salute?
   Ad esempio, il fatto che cerchiamo di batterci per la tutela della
  nostra biodiversità come ci chiede l'Europa con tutta una serie  di
  indirizzi,  regolamenti  e  direttive. Una  biodiversità  che  ogni
  giorno è sempre più in crisi.
   Ricordiamo che la Sicilia è la Regione a maggiore biodiversità  di
  Europa.  Credo che abbiamo qualche elemento che ci dovrebbe mettere
  in  più rispetto ad altre Regioni d'Italia, rispetto ad altri Paesi
  europei per tutelare la nostra biodiversità.
   Inoltre,  le direttive  Farm to Fork  ci dicono e ci impongono  di
  tutelarla.
   Altro  punto. Sull'aspetto della legge che ha impugnato l'articolo
  6  sulle importazioni. Ecco, anche qui siamo stati rimproverati del
  fatto  che limiteremo la libera circolazione delle merci quando  in
  realtà  chiediamo  semplicemente  l'utilizzo,  l'adozione   di   un
  Regolamento  europeo che ad oggi non è attuato,  ossia  che  queste
  merci  importate debbano essere certificate, debbano camminare  con
  una  certificazione  europea che è oggetto di  un  Regolamento  del
  2017.  Quindi,  non vogliamo limitare nulla, chiediamo  l'utilizzo,
  l'attuazione di un Regolamento europeo.
   Dal  nostro  canto  oltre  a  chiedere al  Governo  di  presentare
  opportune   controdeduzioni  in  sede  di   Corte   Costituzionale,
  assessore  Scilla  - non so se ha seguito tutta la  parte  iniziale
  dell'intervento - in merito all'agroecologia, stiamo chiedendo  con
  un  ordine del giorno, prima firma, la vicepresidente Angela  Foti,
  di   presentare   opportune  controdeduzioni  in  sede   di   Corte
  costituzionale   per   resistere   all'impugnativa   della    legge
  dell'agroecologia  su alcuni articoli che potremmo  affrontare  più
  avanti nel dettaglio.
   Inoltre,  siamo anche disponibili a presentare dei  correttivi  su
  singoli  termini  o su singole parole per salvare l'intero  assetto
  della  legge  perché  crediamo che questo  articolo,  questo  sulle
  importazioni per tutelare le merci e quindi tutelare la salute  dei
  cittadini,  ma  anche l'articolo 3 quello che limita l'utilizzo  di
  pesticidi  non  biologici vietandoli in tutte  le  aree  pubbliche,
  credo  siano  aspetti importanti nell'agroecologia che  fuoriescono
  dall'ambito stretto delle aziende ma sono a completamento del tema.
  Grazie.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Palmeri. La ringrazio anche per aver
  illustrato l'ordine del giorno su questa attività che ha  visto  la
  Commissione,  non solo la III, impegnata. E questo  a  riprova  del
  fatto che non bisogna avere complessi di inferiorità rispetto  allo
  Stato  che,  a volte, trasborda a mio modo di vedere nell'esercizio
  delle impugnative.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo porre  una
  domanda  così  velocissima all'assessore Cordaro: ha fatto  ricorso
  alla   Corte  costituzionale  riguardo  alla  legge  sull'edilizia,
  Assessore?

                     (Intervento fuori microfono)

   Sì   Così  mi  risulta anche dal ricorso che è stato  fatto  anche
  riguardo  all'assessore  per il lavoro  e  alla  famiglia  riguardo
  all'articolo 36 della legge approvata qualche mese fa.
   Io,  onestamente, se una legge viene impugnata come nel  caso,  ad
  esempio, dell'edilizia la legge dell'edilizia che non era altro che
  un   recepimento   del   DPR  380  del  2001   riguardo,   appunto,
  all'edilizia.   Noi  dovevamo  solo  ed  esclusivamente   fare   un
  recepimento  e  dare  qualche accorgimento su  alcuni  settori  nel
  nostro territorio. E così abbiamo fatto, ma poi nello stesso  tempo
  abbiamo lavorato e poi alla fine abbiamo messo fuori l'articolo 20,
  se  ricordate bene, e abbiamo fatto un disegno di legge ad hoc  per
  l'articolo 20, che è stato impugnato pure questo.
   Quindi.  qual è il ragionamento che voglio portare avanti?  Quello
  che  se abbiamo persone che hanno presentato la sanatoria del 1985,
  quindi  parliamo  di 36 anni fa, e mi ricordo l'Assessore  che  con
  tanto  entusiasmo  cercava  di portare avanti  questa ,  mi  sembra
  ragionevole  il  fatto che, dopo 36 anni, a queste persone,  queste
  famiglie  che  si trovano in queste condizioni lo Stato  deve  pure
  dire qualcosa. Se li vuoi abbattere, se non li vuoi abbattere   Che
  cosa dobbiamo dire a queste persone? Ci troviamo poi fra l'incudine
  e il martello.
   La  Regione  siciliana non è nelle condizioni  di  fare  nulla  su
  questa  cosa.  Quindi,  sono  delle  impugnative  che,  alla  fine,
  rimaniamo tra color che siamo sospesi. Quindi, non abbiamo dato  un
  giusto  indirizzo al Governo e il Governo, nello stesso tempo,  non
  può  fare altro che prenderne atto e chiudere la vicenda in  questo
  senso.
   Vedete,  ho  presentato  ed  è  stato approvato  all'unanimità  il
  disegno  di  legge voto che riguardava le università,  l'abolizione
  del  numero  chiuso nelle università. Signori miei,  l'altro  ieri,
  leggo  che  mancano  in Lombardia, Presidente, mancano  nella  sola
  Lombardia ventimila infermieri  Mancano OSS e mancano medici   Ora,
  a livello nazionale, apriti cielo, ne mancano chissà quanti
   Se noi non facciamo valere il nostro Parlamento che legifera su un
  fatto  molto  importante, perché poi una legge votata all'unanimità
  deve avere un suo valore  Altrimenti non si capisce
   Se  ai  nostri giovani evitiamo di fare ricorso all'iscrizione  in
  una  delle facoltà che sono chiuse, che alla fine sono tutte chiuse
  e  poi, magari, questi ragazzi si vanno ad iscrivere in altri stati
  ma  cosa  abbiamo fatto? Non abbiamo fatto niente  Portiamo risorse
  delle nostre famiglie fuori dalla nostra Regione e non è possibile,
  non è pensabile
   Quindi, prego il Governo, in questo caso l'assessore Lagalla che è
  l'Assessore    per   la   pubblica   istruzione,   di   interferire
  immediatamente,  di  interagire anche attraverso  riunioni  con  il
  Ministero,  per fare capire immediatamente che bisogna riaprire  le
  facoltà. Non è possibile continuare in questo modo
   Noi  abbiamo  inserito,  per combattere la  pandemia,  sono  stati
  assunti  a  tempo  determinato 6.000 tra medici e  paramedici,  che
  uscivano dall'università e non erano nemmeno specializzati   Quindi
  dobbiamo  prendere  un provvedimento anche in  questo  senso   Cosa
  diciamo  a questi giovani? Cosa vogliamo fare? Non è pensabile  che
  una legge venga impugnata e poi rimanga tutto così, sospeso.
   E  poi  -  caro  Governo, mi riferisco al Governo -  anche  quelle
  norme,  Presidente, che vengono approvate e a cui  poi  non  si  dà
  seguito è una cosa fallimentare.
   Quindi, Presidente, chiamo all'attenzione del Parlamento, dei miei
  colleghi, che questo è un fatto importante, sia a livello nazionale
  che  a  livello regionale, che al Ministero dobbiamo dire  che  noi
  siamo  qua per dare conto e ragione ai nostri cittadini, che  hanno
  ragione e gridano per avere affermati i nostri disegni di legge.  E
  allo  stesso tempo del nostro Governo - e chiudo Presidente, grazie
  -  che  alle  leggi che sono state approvate, a partire dall'ultima
  finanziaria,  occorre  dare  seguito a  quelle  norme  che  abbiamo
  approvato e che il Parlamento tutto ha sposato. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Savarino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVARINO.   Signor  Presidente,  volevo  cogliere   l'invito   del
  Presidente  Miccichè e le giuste sollecitazioni che arrivano  dalla
  Presidenza  rispetto  all'attenzione, alla qualità  legislativa  di
  questa Assemblea.
   Voglio,  però,  non  so nelle altre Commissioni,  ma  l'attenzione
  degli  Uffici  e mia personale, rispetto ai testi che  portiamo  in
  Aula  è sempre massima. Quello che succede spesso - come è successo
  nell'ultima  impugnativa  -  è  che  poi  magari  accogliamo  degli
  emendamenti  d'Aula che non sempre hanno quell'attenzione  che  gli
  Uffici in Commissione possono dare ad un emendamento presentato  in
  Aula all'ultimo momento.
   E, quindi, alzare l'attenzione anche rispetto a questa possibilità
  che  in  testi complicati, molto sensibili, in materie  in  cui  lo
  Stato  ha  in qualche modo allargato le sue competenze  rispetto  a
  quelle  originarie  dettate  dallo Statuto  siciliano,  ebbene,  lì
  l'attenzione  agli  emendamenti  dell'ultimo  minuto  deve   essere
  maggiore. E, se è possibile - e questa è una proposta che io  avevo
  già  fatto  e  la reitero - quando ci sono testi così complicati  e
  delicati,   possiamo  tentare  la  via  della  sede  redigente   in
  Commissione,  in  modo tale che quando dalla  Commissione  esce  il
  testo  arriva in Aula solo per il voto finale, proprio perché basta
  un  emendamento  d'Aula non soppesato, perché non è  sempre  facile
  all'ultimo minuto, per fare scattare l'impugnativa.
   Ho  già concordato con l'assessore Cordaro che faremo una riunione
  in Commissione, per vedere se è il caso o meno di modificare alcune
  di  queste  norme che, approvate in Aula, sono state  impugnate.  E
  quindi  i colleghi saranno, ovviamente, coinvolti rispetto a queste
  indicazioni.
   Voglio,  però,  sottolineare qualcosa che a noi  è  successa,  per
  esempio,  nella  legge urbanistica. Ecco, anche  in  questa  legge,
  questa dell'edilizia, mentre dal Ministero che ha competenza  sulle
  materie  urbanistica ed edilizia è arrivata la nota in cui dicevano
  che  la  normativa siciliana, la legge siciliana era  assolutamente
  conforme al dettato costituzionale, successivamente è arrivata  una
  nota dei Beni culturali, a firma della stessa funzionaria, che  per
  la   legge  urbanistica  ha  impugnato  alla  Sicilia  la   valenza
  paesaggistica del Piano regionale.
   Ora,  il  Governo  Musumeci ha ritenuto di  non  volere  reiterare
  bracci  di  ferro col Governo nazionale, per cui abbiamo rinunciato
  all'impugnativa davanti la Corte Costituzionale, ma proprio  quella
  norma  impugnata dalla funzionaria solerte dei Beni  culturali  noi
  l'abbiamo copiata dalla regione Emilia Romagna che è la regione  di
  appartenenza del Ministro dei Beni culturali. Quindi, probabilmente
  un  corto circuito per quei funzionari. Il Ministro se avesse avuto
  maggiore   attenzione  questo  lo  avrebbe   compreso   molto   più
  velocemente  della solerte funzionaria che ancora  oggi  ci  fa  le
  pulci sui Beni culturali.
   Per cui, voglio dire non sempre è colpa della politica. A volte ci
  sono  degli atteggiamenti un poco troppo rigidi e, quindi, dobbiamo
  anche  capire  se  è il caso o meno di resistere  anche  in  questa
  circostanza  oppure, visto che comunque non era un'indicazione  che
  veniva  dal  governo  Musumeci ma dall'Aula,  insieme  ai  colleghi
  decidere se queste norme che poi l'Aula ha approvato vanno difese o
  vanno   cambiate.   Quindi,  sono  assolutamente  disponibile,   ma
  Presidente, lei si è seduta adesso, reitero la richiesta che  avevo
  fatto  mesi fa. Quando si tratta di temi così delicati e  sensibili
  che   a   volte  sono  borderline  con  competenze  del  Parlamento
  nazionale, dobbiamo ritenere se sia utile o meno - ovviamente verrà
  deciso  da lei in Conferenza dei Capigruppo e da tutti -  non  fare
  piuttosto  una sede redigente in Commissione in modo  tale  che  si
  evitino  gli  emendamenti d'Aula che all'ultimo  minuto,  non  bene
  soppesati  dal  Servizio Studi e dai nostri bravissimi  funzionari,
  possono  fare  saltare il banco come è successo  nell'ultima  legge
  sull'edilizia. Grazie.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE.   Onorevole  Savarino,  la  redigente  in  Commissione
  l'abbiamo fatta una volta e non è da Regolamento facilissimo farla,
  né  peraltro possiamo abolire l'Aula, per cui, diciamo, che  quando
  ci sono delle motivazioni particolari per cui può essere fatta sono
  ben  felice  perché  si velocizza il tutto,  però  diciamo  che  la
  normale attività è quella del voto d'Aula finale.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.
   C'è  l'onorevole Foti poi. Se vuole prima l'onorevole Foti  e  poi
  lei.
   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Foti,  così  diamo   tempo
  all'onorevole Schillaci di

           (Intervento fuori microfono dell'onorevole Foti)

   PRESIDENTE.  No, c'è qui, come avete visto, è arrivato l'assessore
  Scilla  che  è  disponibilissimo  ad  affrontare  l'argomento   dei
  progetti  che non sono stati ammessi. Credo che, almeno è stato  il
  suggerimento  che  gli  ho dato, che mi sembra  la  cosa  migliore,
  perché domani ha l'incontro con il Ministro.
   Per  cui  gli  ho detto se intanto vuole dire due  cose,  però  ho
  chiesto  la  disponibilità  di essere  qua  dopo  che  incontra  il
  Ministro  perché,  diversamente, direbbe le  cose  a  metà.  Domani
  incontra il Ministro e quindi da dopodomani è disponibile  a  fare.
  Comunque adesso ci arriviamo, in ogni caso.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Schillaci.

   SCHILLACI.   Grazie,  Presidente.  Io  invece  intervengo   perché
  sollecitata proprio dagli eventi dei giorni scorsi che hanno  visto
  andare  in  fumo  ben  422 milioni di euro da  destinare  ad  opere
  irrigue. Ma soprattutto intervengo perché preoccupata dalle  parole
  e  dalle  dichiarazioni dell'assessore Baglieri che  ha  rilasciato
  giorni  fa  che parla di una struttura amministrativa  deficitaria,
  totalmente  deficitaria da un punto di vista di  capacità  tecniche
  amministrative, con ben 1.500 vuoti nelle piante organiche. Ora  mi
  chiedo questa Regione siciliana

   PRESIDENTE.  Lei  si  deve  chiedere perché  l'ha  fatto  solo  la
  Baglieri questo

   SCHILLACI. No, a prescindere, se l'ha fatto la Baglieri o  meno  a
  me  non  interessa.  Se  questa situazione è  davvero  così,  a  me
  preoccupa  da  deputato di quest'Assemblea regionale l'appuntamento
  con  l'utilizzo  e l'accesso ai fondi del PNRR. Perché  se  abbiamo
  avuto l'episodio del Dipartimento agricoltura, a breve lo avremo in
  altri settori strategici di questa Sicilia.
   Quindi,  Presidente, le chiedo di fare una seduta dedicata  perché
  non  ci  possiamo permettere di perdere questo appuntamento  con  i
  fondi  che  cambierebbero il volto di questa  Regione.  Quindi,  le
  chiedo  di fare una seduta dedicata con il Governo regionale perché
  desideriamo  sapere come questo Governo intenda  affrontare  questa
  tematica,  che credo che sia importantissima e che debba riguardare
  tutte le forze politiche a livello trasversale. Grazie.

   PRESIDENTE.    Allora,  darei  intanto  la  parola   all'assessore
  Cordaro,  non per dare delle risposte perché le risposte le  dovrei
  dare  io  che sono il responsabile di questa vicenda di cui  stiamo
  parlando,  ma  per dare il suo parere su quello che  è  e  su  come
  possiamo sentire dal Governo le misure che si possono prendere  per
  evitare che sia ancora in questa maniera.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Cordaro.

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie,
  Presidente.  Ringrazio gli onorevoli colleghi per  avere  sollevato
  una  serie di questioni che però, voglio dire, per comodità  e  per
  brevità,  anche in ragione del fatto che dopo di me  interverrà  il
  collega    Scilla   per   aprire   questo   tema   del    dibattito
  sull'agricoltura  che  poi  credo  porterà  a  compimento   insieme
  all'Aula  dopo l'incontro con il Ministro, come vi dirà  lui,  però
  sento il bisogno, Presidente, di precisare alcune cose, perché se è
  vero come è vero all'onorevole Di Paola ha già risposto l'onorevole
  Cracolici  nel  momento  in cui un disegno  di  legge  da  chiunque
  provenga,  anche  dal Governo, arriva in Aula,  diventa  patrimonio
  dell'Aula  e, quindi, queste forzature del Governo, al netto  delle
  pagliuzze  e  delle travi - lì mi sono confuso ma sarà un  problema
  mio  -  è pur vero che devo dire in qualche modo vorrei rassicurare
  il  collega  Cracolici  che ha fatto un ragionamento  assolutamente
  concreto,  che  non  saranno 8 milioni di  euro  in  una  legge  di
  stabilità di parecchi miliardi di euro a mettere in discussione  la
  parifica  perché sono già coperti e quindi, Presidente,  questo  lo
  dico  perché oltre che convenire con lei sull'impossibilità di dare
  un  voto  contrario per superare quel tema, vorrei rassicurare  non
  tanto  l'onorevole Cracolici ma, soprattutto, i siciliani sul  tema
  che  8 milioni di euro, appunto, sono un problema da affrontare con
  scrupolo, ma sono un problema sufficientemente relativo che abbiamo
  già  coperto, così come sarà in grado l'Assessore alle  finanze  di
  spiegare a questa Aula.
      Presidente,  è  chiaro,  e  io  me  ne  assumo  per  intero  la
  responsabilità,   che  quest'Aula  meriti   ed   avrà   sempre   la
  comunicazione  di  quello  che  è  l'intendimento  del  Governo  su
  eventuali impugnative.
   D'altronde,  devo  dire,  ma  per un  fatto  ecco  di  valutazione
  oggettiva, l'ha accennato la Presidente Savarino, qualche volta  il
  sapore della politica alcune impugnative, così come ha detto  anche
  l'onorevole Cracolici, ce l'hanno perché ci sono delle  norme  che,
  obiettivamente,  non  riusciamo a capire essendo  le  medesime  per
  quale ragione in Sicilia se le approva il Parlamento siciliano  non
  passano,  se le approva il Consiglio regionale dell'Emilia  Romagna
  invece passano.
   E  d'altronde, colleghi, quando qualcuno mi ha chiesto in  maniera
  più  o  meno  strumentale, mi riferisco a certa  stampa,  qual  era
  l'intendimento del Governo sul famoso articolo 20, poi  stralciato,
  legato   alle   inedificabilità,  ai  vincoli  di   inedificabilità
  relativa,  ho spiegato ed è quello che stiamo facendo,  ma  abbiamo
  anche  delle  date precise. Quindi, chi dice che abbiamo  impugnato
  sbaglia  e chi dice che non abbiamo impugnato sbaglia, la verità  è
  che  dal  raccordo  istituzionale che comunque resta  assolutamente
  intonso  con  il  Governo nazionale, la data di scadenza  è  il  10
  novembre  e  quindi entro quella data, in ragione di una  serie  di
  valutazioni  assolutamente giuridiche e normative che riguarderanno
  intanto   la   comprensione  di  quelli  che   sono   gli   arresti
  giurisprudenziali della Corte Costituzionale sul tema,  come  si  è
  comportata la Corte costituzionale in caso analoghi, cosa ha deciso
  eventualmente il giudice penale di legittimità e, quindi, la  Corte
  di  Cassazione e cosa ha deciso in sede amministrativa il Consiglio
  di  Stato o il Consiglio di Giustizia Amministrativa, messo insieme
  tutto ciò, in ragione del fatto che resto convinto che una dose  di
  politica  resti  in  quella volontà di impugnativa,  a  quel  punto
  assunta  la decisione, la comunicheremo all'Aula e poi, ovviamente,
  ci comporteremo conseguenzialmente.
   Così  come  ho  detto,  e  mi  piace comunicarlo  all'Aula  perché
  dall'Aula   vorrei  un  appoggio  -  ma  questo  avremo   modo   di
  approfondirlo, se del caso, nella sede della Commissione competente
  -  è  evidente  che  noi ci aspetteremmo, onorevole  Schillaci,  un
  aiuto,  ad  esempio, circa la possibilità di ridiscutere  l'accordo
  sulla  spalmatura del miliardo e settecento milioni che  purtroppo,
  oltre  a  prevedere  il  rientro della  Sicilia  per  centosettanta
  milioni  di  euro all'anno ha previsto, anche, il divieto  di  fare
  assunzioni, quindi bene ha detto l'assessore Baglieri,  ma  nessuno
  di  noi  ha la bacchetta magica; dovremo trovare soluzioni  perché,
  come bene dice da tanti anni il Presidente dell'Assemblea regionale
  Miccichè,  dovremmo  fare le assunzioni, anche  questo  è  un  tema
  politico,  e  per  questa  ragione,  credo,  che  al  netto   della
  valutazione    che   faremo   quando   decideremo   se    resistere
  all'impugnativa del Governo nazionale perché è evidente che noi una
  decisione  netta la assumeremo; cose  appizzate  di  questa  natura
  non se ne sentiranno mai con il Governo Musumeci.
   Quindi,  se decidiamo di resistere scriveremo perché ed  invieremo
  le   nostre  ragioni  giuridiche  alla  Corte  Costituzionale;   se
  decideremo  di  non resistere è chiaro che porteremo  in  Aula  una
  norma  di  abrogazione di quell'articolo, Presidente, perché  credo
  che  dobbiamo dare certezza del diritto e, quindi, su questo dubbio
  non ce n'è.
   Cosa ben diversa, sempre per le norme di mia competenza, è il tema
  sollevato  su  alcune  norme, in primis dal collega  Cracolici  con
  riferimento   al   cosiddetto   testo   normativo   sul    riordino
  dell'edilizia,  perché così come vorrei ricordare è accaduto  sulla
  riforma  dell'urbanistica, sulla legge sul governo del  territorio,
  nel  quale  caso ci siamo confrontati con i ministeri  che  avevano
  ventilato  l'impugnativa  convincendoli con  alcune  modifiche,  in
  questo caso, in ragione anche dell'unanimità o giù di lì che  aveva
  visto  l'Aula approvare il testo sul riordino dell'edilizia,  credo
  che sia una buona idea quella di portare in Commissione le proposte
  di  impugnativa del Governo nazionale per comprendere tutti insieme
  se vi è la possibilità di modificare qualche norma e, soltanto dopo
  questo passaggio in Commissione, Presidente Miccichè, io riattiverò
  i  canali  di  comunicazione  con il Dipartimento  per  gli  affari
  regionali della Presidenza del Consiglio per comprendere,  appunto,
  se  c'è  la  possibilità di arrivare ad una  buona  mediazione  con
  riferimento a quella legge.
   Per  quanto  riguarda, poi, il rapporto con l'Aula io sono  sempre
  qui  e  quindi continueremo a lavorare per evitare, ma  non  è  mai
  stata causa del Governo, lo dico alla collega Ciancio che ha svolto
  un intervento assolutamente concreto, vorrei ricordare all'Aula che
  il  Presidente dell'Assemblea è stato così corretto con l'Aula,  ma
  anche  con  il Governo per carità, da impedirmi di sottoporre  alla
  vostra  valutazione un testo che riguardava la norma sui  direttori
  dei parchi perché non era passata dalla Commissione, nonostante  un
  warning della Corte dei Conti, ha assunto un impegno che ha portato
  in  Aula,  e  nella seduta immediatamente successiva quella  norma,
  dopo  essere  correttamente  passata  dalla  Commissione,  è  stata
  approvata.
   Quindi,  non  ci  sono  norme che calano  dal  Governo  perché  il
  Presidente dell'Assemblea sotto questo profilo, ed io lo ammiro, ha
  sempre  dato  pari dignità alle norme che arrivano dal  Governo  ed
  alle norme che arrivano dal deputato.
   Poi,  colleghi, lo sappiamo tutti bene perché nessuno  è  arrivato
  ieri:  le  vicende che accadono in sessione di finanziaria,  quelle
  hanno un'altra storia perché è chiaro che io ho sempre sentito dire
  al  Presidente Miccichè:  se la norma non è condivisa, anzi se  c'è
  un  solo Capogruppo che dice no, io non la metto ai voti . Per cui,
  vorrei  che  tutti  ci facessimo un esame di coscienza  perché  poi
  quando  le  norme  sono state approvate, dopo  non  essere  passate
  dall'Aula,  ciò è accaduto perché tutti lo abbiamo voluto.  Quindi,
  non  c'è  chi  ha  più responsabilità e chi meno  perché  l'Aula  è
  sovrana e può decidere in un modo o in un altro.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore Cordaro per il suo intervento.
   Comunico  che  per  iniziare a dare atto alle cose  che  ho  detto
  all'inizio,  ci  sono in questo momento in Aula alcune  norme,  non
  all'ordine  del  giorno perché non sono state ancora  materialmente
  discusse qui, neanche per gli emendamenti, ma alcune norme che sono
  arrivate  e  che sono state trasmesse all'Aula e gli Uffici  stanno
  valutando eventuali motivi per rinviarle in Commissione,  nel  caso
  ci fosse qualcosa che riteniamo non sia sufficientemente chiara.
   Gli   Uffici,  ovviamente,  nel  caso  in  cui  la  rimandano   in
  Commissione,  motiveranno quelli che sono i dubbi  che  loro  hanno
  perché  la  Commissione, il Presidente di ogni singola Commissione,
  possa  meglio rivalutarla ai fini del nuovo rinvio in Aula. Quindi,
  cominciamo  subito  a  mettere  un  minimo  di  ordine  su   questo
  argomento.  Non  vi posso dire quali sono perché  materialmente  ho
  chiesto  che  le valutino adesso. Sono sette norme complessivamente
  quelle che sono state trasmesse all'Aula, le verifichiamo subito  e
  se  ce  ne  fosse  qualcuna che non va la  rinviamo  serenamente  e
  tranquillamente in Commissione.


           Presentazione e discussione di ordine del giorno

   PRESIDENTE.  Passiamo al secondo argomento che non era  all'ordine
  del  giorno, ma era stato richiesto a gran voce da parte  di  tanti
  Gruppi  parlamentari  e  di tanti deputati.  Vediamo  l'ordine  del
  giorno  dell'onorevole Lupo? Io l'unico dubbio che avevo, onorevole
  Lupo,  noi  possiamo  chiedere al Governo della  Regione  di  farsi
  carico  di  far  procedere allo scioglimento di  un  partito,  cioè
   Forza  Nuova ,  che  io non amo per niente, ovviamente  -  inutile
  dirlo - non so se ci possiamo permettere di farlo; se lo verificate
  un attimo.

   LUPO.   Signor   Presidente,  mi  rimetto  ovviamente   alle   sue
  valutazione, devo solo sottolineare che proprio per questa ragione,
  d'intesa  con  i  Gruppi parlamentari che hanno  sottoscritto,  non
  impegniamo  il  Governo ad intervenire, ma si  fanno  voti,  usiamo
  l'espressione prevista dall'articolo 18 dello Statuto della Regione
  siciliana,  che prevede che per competenze nazionali  l'Aula  possa
  invitare  il  Governo  ad  intervenire nei  confronti  del  Governo
  nazionale.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lupo, questo  era  chiarissimo.  Io  dico:
  possiamo  noi chiedere al Governo della Regione di intervenire  sul
  Governo  nazionale perché proceda allo scioglimento di un  partito?
  Vediamo cosa dice. Se il Governo è d'accordo per me problemi non ce
  ne  sono,  però mi sembra un minimo esagerato. Io su tutto l'ordine
  del  giorno  sono perfettamente d'accordo, ne faccio  soltanto  una
  questione  di  tipo procedurale, non certamente di  tipo  politico.
  Prego, Assessore.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  posto  che la premessa sentita  e  non  formale  è  la
  condanna  dei  fatti  accaduti  a  Roma  giorno  9,  e  soprattutto
  l'attacco  alla sede nazionale della CGIL, io manifesto perplessità
  circa  la  forma  con cui si fanno voti. Perché  il  Governo  della
  Regione  -  è  scritto  testualmente - assuma  concrete  iniziative
  mirate  al  divieto  di  riorganizzazione  del  disciolto   Partito
  Fascista'.
   Presidente,  ci  dobbiamo  intendere.  Posto  che  l'apologia  del
  fascismo  è  già  un  reato  e  che è  impossibile  procedere  alla
  riorganizzazione  di  associazioni  che  facciano  riferimento   al
   Partito  Fascista',  io sono assolutamente  d'accordo  a  dare  il
  parere  favorevole  ad un atto che però dev'essere  realisticamente
  praticabile, onorevole Lupo, altrimenti finiamo per giocare  a  chi
  rilancia  di  più in un tema che ci vede assolutamente d'accordo  e
  finiamo  per  fare una cosa che poi, Presidente - ora ci  vuole  -,
  mandiamo  a  Roma  e  magari ci ridono in  faccia,  perché  poi  lo
  impugnano,  dice  il  presidente  Miccichè,  giustamente.   Allora,
  siccome  il  tema  è  delicatissimo  e  serissimo,  io  rebus   sic
  stantibus, ribadendo la ferma condanna a quanto accaduto, non posso
  che rimettermi all'Aula per le ragioni che già abbiamo detto.

   PRESIDENTE.  Ma  noi non possiamo - scusate -  siccome  credo  sia
  intenzione  di  tutti  votarlo un documento di  questo  genere,  di
  condanna  fermissima alla violenza che è stata  fatta  specialmente
  nei confronti di uno dei sindacati più importanti in Italia; ma, al
  di  là di questo, la condanna all'eversione in assoluto, quale essa
  sia, lo possiamo rivedere un attimo in modo che lo possiamo votare?
  Perché  secondo  me dobbiamo soltanto provare a mettere  una  frase
  diversa e siamo tutti d'accordo, credo. Onorevole Lupo, prego.

           (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)

   PRESIDENTE.  Assessore, lei se la sente, oppure lo do  anche  agli
  Uffici,  vediamo  se  gli  Uffici stessi lo  possono  sistemare  un
  attimo.  Non possiamo chiedere al Governo regionale di chiedere  al
  Governo  nazionale  di  fare rispettare la  legge,  l'apologia  del
  fascismo  è  già fuorilegge di suo, di far sciogliere  un  partito,
  come dire, noi possiamo condannare questo sistema

           (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)

   PRESIDENTE. Quindi, cosa gli chiediamo noi? Guardate,  se  parlate
  un attimo con gli Uffici, ripeto, se già è stato sciolto. Comunque,
  ripeto,  quello  che dicono poi gli Uffici, se lo scrivete  insieme
  all'onorevole Lupo che lo possa vedere ovviamente, e  a  tutti  gli
  altri,  sarei il primo - non posso firmare gli ordini del giorno  -
  ma sarei il primo a firmarlo, non ci sono problemi.


          Sul tema del finanziamento dei progetti dei consorzi
                              di bonifica

   PRESIDENTE. Abbiamo qui l'assessore Scilla. Assessore Scilla,  lei
  ritiene  di fare una relazione su quello che è successo,  e  quindi
  poi  rivederci  quando ritorna domani dall'incontro  col  Ministro,
  oppure  - sì, l'onorevole Foti deve fare un suo intervento  -  però
  volevo  capire da lei qual era la posizione. Se magari  vuole  dare
  due indicazioni su quello che lei ha ricevuto.

   SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea.  Sì,  Presidente,  non  ci  sono  problemi,  possiamo
  procedere come meglio si crede. Io domani incontrerò il Ministro  a
  Roma,  rispetto a questa vicenda che riguarda non la bocciatura  di
  31 progetti

   PRESIDENTE. Assessore Scilla, chiedo scusa, immagino  che  lei  ha
  già avuto delle interlocuzioni col Governo nazionale. Se magari  ci
  può  dire  soltanto  domani l'incontro a cosa  è  finalizzato,  per
  litigare  o  perché  c'è  già un minimo di  accordo  possibile  per
  risolvere il problema?

   SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea.   Sembrerebbe  un'apertura  da  parte   del   Governo
  nazionale  perché,  ripeto,  non  c'è  stata  una  bocciatura   dei
  progetti,  c'è  stata  una non ammissibilità  al  finanziamento  di
  questi  progetti. È una vicenda complicata, dove secondo me bisogna
  tutti lavorare per il bene della Sicilia. Questo non è un tema  che
  deve servire per acuire lo scontro politico, perché se noi vogliamo
  fare  un  attacco al governo o rispetto ad una posizione  politica,
  far  fare dei danni alla Sicilia ed ai siciliani, penso che  questo
  non lo voglia nessuno.
   Allora,  io Presidente, se lei ormai me lo concede, una volta  che
  ho  preso  la  parola,  faccio  una  piccola  disamina  dei  fatti,
  dopodiché ascolterò l'Aula, e se serve rifarò l'intervento  finale,
  e  al ritorno da Roma, alla luce di come andrà l'interlocuzione col
  Governo  nazionale,  che  sembrerebbe  avere  momenti  di  apertura
  positiva.
   Lì,  ripeto,  non  c'è  stata una bocciatura  dei  progetti  sotto
  l'aspetto  tecnico: i progetti, quelli inseriti  nella  piattaforma
  DANIA,  che  non  erano  31,  ma erano  61,  erano  tutti  progetti
  esecutivi. Quindi rispetto la normativa, ciò che prevede la  legge,
  rispetto al progetto di massima definitivo ed esecutivo, il  lavoro
  è  stato  fatto.  Vedete,  io potevo tranquillamente  dire  che  la
  questione  riguarda  i  Consorzi  di  bonifica,  che  sapete   voi,
  onorevole   Gucciardi,   sono   Enti   autonomi   sotto   l'aspetto
  amministrativo   ed   economico,  e  quindi   non   avere   nessuna
  responsabilità  diretta,  come non ce  l'ho,  però  come  Assessore
  all'agricoltura, rispetto a un tema così delicato, l'acqua,  quindi
  gli   agricoltori,   mi   è   sembrato   doveroso   assumermi    le
  responsabilità.
   Poco fa l'onorevole Schillaci parlava di un problema di personale,
  che sicuramente c'è, noi, il nostro partito, il Presidente Miccichè
  è  ormai uno convinto che serva far ripartire i concorsi per  avere
  le  assunzioni,  per  migliorare la struttura  del  personale,  per
  renderla più giovane, più energica, più adeguata ai tempi,  ma  per
  la  verità,  rispetto  a  questo caso, non  c'entra  nulla,  perché
  ripeto,  parliamo  di una procedura che poi è stata  modificata  in
  corsa  dal  Ministero,  senza  che questi  passaggi  siano  passati
  attraverso  la  Conferenza Stato-Regioni e ci  sono  le  carte  che
  parlano.
   Io   domani  sarò  a  Roma  col  Ministro  proprio  per   chiarire
  sicuramente  dei  passaggi fatti in buona fede, non  ho  motivo  di
  pensare che ci sia un atteggiamento assolutamente ostile, ma che ci
  sono  state  delle  scelte  che, di fatto,  hanno  portato  ad  una
  esclusione del finanziamento non dovuta, è un fatto oggettivo ed io
  chiedo alla politica, tutta, ognuno dal proprio punto di vista,  la
  maggioranza  fa  la  maggioranza, l'opposizione  facendo  il  ruolo
  dell'opposizione, lavorare tutti insieme affinché si riesca a  fare
  finanziare quanti più progetti possibile perché, ripeto, ce ne sono
  tutte le condizioni.
   Che  cos'è la piattaforma DANIA. La piattaforma DANIA è,  diciamo,
  un'anagrafica che il Ministero fa a livello nazionale per avere  un
  quadro  chiaro dei progetti che ogni regione inserisce,  in  questo
  caso   specifico,  rispetto  alla  questione  della  linea  irrigua
  italiana quindi il Ministero in qualunque momento può sapere quanti
  progetti sono stati presentati, a che livelli sono, quelli che sono
  stati   finanziati,   quelli   che  eventualmente   devono   essere
  finanziati.   Da  quella  piattaforma  si  è  concordato   poi   di
  estrapolare quei progetti che rispettassero quei ventitré parametri
  ormai   famosissimi   che   hanno   portato   all'esclusione    del
  finanziamento   ma,   ripeto,  quei  parametri   non   sono   stati
  assolutamente  concordati  e condivisi. Quando  si  fa  riferimento
  all'ultimo  decreto,  quello dove ci sono  le  graduatorie,  si  fa
  riferimento  ad  un  incontro del giugno scorso,  quell'incontro  è
  stato un incontro assolutamente tecnico dove si è parlato

   PRESIDENTE. Assessore, sono problemi con il Partito fascista

   SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea.  Stavo dicendo, quell'incontro, vedete,  è  stato  un
  incontro  -  proprio me l'hanno dato ora - in cui il  Ministero  ha
  presentato una brochure rispetto a come si devono gestire i criteri
  generali  del  PNRR, non è specifico rispetto ai  nostri  progetti.
  Tanto  è  vero  che  noi, nella piattaforma  DANIA,  cari  colleghi
  parlamentari,  vedete  ci  sono dei progetti  già  finanziati,  dei
  progetti  che  riguardano per esempio il Consorzio di  bonifica  di
  Catania  che  già  sono  praticamente al collaudo,  ci  sono  altri
  progetti  già  finanziati  con il CIPE. Poi,  nel  momento  in  cui
  bisognava  utilizzare come copertura finanziaria i soldi del  PNRR,
  quella  procedura ha questo nuovo meccanismo tecnico che  di  fatto
  esclude   la   Sicilia.  Fondamentalmente  perché?   Perché   viene
  considerato come principio di partenza generale la siccità,  quella
  estiva,  quella  che  riguarda  pochi  mesi  l'anno,  un  parametro
  superiore  al  concetto  di desertificazione  che  noi  in  Sicilia
  abbiamo già in atto.
   Noi  abbiamo dei territori, vedo l'onorevole Di Paola che riguarda
  il  territorio  di Gela, quel territorio di fatto è  un  territorio
  strutturalmente  arido e tu non mi puoi dare una  priorità  a  quel
  concetto  rispetto al problema della siccità come momento di  grave
  crisi  strutturale. Ecco perché escono fuori quei parametri che  di
  fatto  mettono fuori i trentuno progetti in itinere. E  v'invito  a
  riflettere, ma credetemi, lo faccio con assoluto rispetto del ruolo
  che  ognuno  deve  esercitare per raggiungere l'obiettivo,  nessuno
  vuole la medaglietta, però vi dico, dato che il Ministro Patuanelli
  appartiene  alla  vostra forza politica, quindi potete  sicuramente
  contattarlo e verificare se ciò che sto dicendo corrisponde al vero
  o  meno.  Tra  i  trentuno progetti che non sono stati  finanziati,
  quindi   quelli   rispetto  ai  ventitré   parametri   nuovi,   c'è
  un'interlocuzione  rispetto a due progetti,  uno  che  riguarda  il
  Consorzio  di bonifica di Trapani ed uno che riguarda il  Consorzio
  di  bonifica  di Agrigento dove il Ministero, onorevole  Gucciardi,
  scrive  ai  rispettivi consorzi di bonifica per dire,  rispetto  al
  soccorso istruttorio  manca un documento, datemi questo documento .
  Nel  momento in cui viene prodotto il documento il Ministero stesso
  certifica l'esecutività dei progetti. Ecco perché c'è qualche  cosa
  che non funziona.
   E  allora, serve discutere in maniera seria, che è quello che  sto
  cercando di fare.
   Ripeto,  io  non  voglio dire che il Ministro  Patuanelli  l'abbia
  fatto  apposta,  ma oggi c'è un dato di fatto che  è  assolutamente
  documentato da altre carte.
   Vedete, rispetto al fatto ora politico, quindi meno tecnico e  più
  politico,  per  dimostrare che il luogo  deputato  a  discutere  su
  queste  cose  è  la  Conferenza Stato-Regioni,  rispetto  poi  alla
  Conferenza,  nel  caso  specifico, degli assessori  all'agricoltura
  italiana,  l'assessore  della Regione  Piemonte  scrive,  onorevole
  Cracolici,  una  nota al Presidente della CPA,  che  è  l'assessore
  regionale  del  Veneto,  per  dire che  ci  sono  delle  difficoltà
  rispetto a un ragionamento, non criteri.
   E  per sintetizzare, nella nota del Ministro si fa riferimento che
  comunque,  fermo  restando i parametri  che  si  rifanno  al  Piano
  Sviluppo  Rurale 2014-2020, la questione dei due milioni  di  euro,
  comunque  si rimanda tutto a una seduta di Conferenza Stato-Regioni
  che non avviene.
   Il  30 settembre esce fuori quel decreto che ha anche, secondo me,
  degli errori amministrativi, perché quel decreto si rifà al decreto
  del 30 giugno, ma dimentica che il 30 luglio lo stesso Ministro  fa
  un ulteriore decreto dove modifica alcuni parametri.
   Allora,  vedete,  c'è  una  situazione causata  sicuramente  dalla
  fretta, anche del Governo nazionale, di poter avviare l'utilizzo di
  queste risorse che sono strategiche per il futuro del nostro Paese,
  e  sono  strategiche per l'agricoltura del nostro Paese,  e  quindi
  dell'agricoltura siciliana.
   A  questo punto, rispetto a questo quadro, mi pare opportuno,  non
  utilizzare  atteggiamenti speculativi che non  portano  da  nessuna
  parte,  perché  oggi  serve  essere  classe  dirigente  idonea   ad
  affrontare queste tematiche, perché parliamo di scelte fondamentali
  per  il  nostro Paese, ma certo non si può consentire, o  in  buona
  fede  o  in  mala  fede, ripeto questo non lo so,  che  il  Governo
  nazionale   faccia   delle   scelte  che   di   fatto   danneggiano
  l'agricoltura siciliana.
   E allora io domani sarò a Roma, incontrerò il Ministro, sono stato
  già  in  Commissione,  la Presidente Foti  in  maniera  eccelsa  ha
  convocato una seduta allargata anche ai parlamentari nazionali,  ai
  parlamentari  regionali, abbiamo fatto un ragionamento costruttivo,
  dobbiamo vedere di intervenire perché assolutamente, ripeto, per me
  sarebbe  stato più facile dire la colpa è dei consorzi di bonifica,
  non c'è personale, hanno sbagliato tutto.
   Quello è anche vero.
   Ci  sono  dei  problemi, ci sono dei problemi  che  riguardano  il
  personale,  la  struttura,  ma  nel  caso  specifico  noi   abbiamo
  presentato  dei  progetti  in  linea con  la  piattaforma  DANIA  e
  assolutamente, lo certifica il Ministro stesso con l'interlocuzione
  che  fa  con  i  consorzi di bonifica, che  ci  sono  dei  progetti
  assolutamente esecutivi e quindi finanziabili.
   Dopo   di  ché  sicuramente  il  Ministero  anche,  ripeto,  nella
  procedura  nuova  che  deve attuare, e non lo dice  né  l'Assessore
  Scilla  né  il primo che passa, che queste scelte vanno  concordate
  con  le  singole  Regioni, perché le singole Regioni  conoscono  le
  realtà  economiche, lo dice il Presidente Draghi nelle linee  guida
  dell'attuazione del PNRR che sostiene proprio questo.  E  vi  posso
  garantire, credetemi, non mi permetterei mai di dire delle cose non
  vere  in  quest'Aula  per il rispetto che ho  per  gli  eletti  del
  popolo, c'è stato un atteggiamento sicuramente non consono rispetto
  al  ruolo  che l'agricoltura siciliana, che non è mia  ma  è  degli
  agricoltori siciliani, ha avuto.
   Quindi io domani, ripeto, nel ribadire queste cose con le carte, e
  anche  con l'azione politica, perché tutti facciamo politica e  non
  siamo nati certo ieri, io non voglio fare riferimenti se il decreto
  è  uscito  giorno 30 dove da giorni si vietava a livello nazionale,
  il  Ministro  poteva essere interessato nella sua Regione,  non  ci
  credo  a  queste cose. Io queste cose le rifiuto e  non  le  voglio
  nemmeno pensare
   Però,   che   sono   stati  non  ritenuti  finanziabili   progetti
  esecutivamente  corretti, progetti sul piano  esecutivo  idonei  al
  finanziamento, è un fatto che non si può accettare.
   Rimango  a  disposizione dell'Aula, ritornando da Roma, se  serve,
  ritornerò  qui per fare tutti i ragionamenti, perché mi auguro  che
  tutti  insieme  si  possa trovare la strada  per  riuscire  a  fare
  finanziare questi progetti, sia con il PNRR e poi anche, nella fase
  successiva, con la gestione normale.
   Ricordo  a  tutti  che  dentro questi progetti,  un  progetto  che
  riguarda  proprio la diga di Trapani, la diga Rubino, sta  andando,
  si stanno appaltando i lavori.
   Anche  lì progetti esecutivi correttamente calati, - certo, se  tu
  mi applichi una procedura in corso e mi metti dei parametri che non
  hanno  refluenza  rispetto al nostro tessuto socio-economico  -  si
  crea questa disfunzione.

   PRESIDENTE.  Mi  permetta, Assessore, un piccolo suggerimento.  E'
  difficile  che  lei trovi il Ministro che le chieda scusa  per  gli
  errori  che  ha  fatto, perché non credo che ne abbia  fatto,  stia
  attento.
   L'atteggiamento di dire  hai sbagliato perché dovevi prima parlare
  con me', non è l'atteggiamento che va usato in questi casi.
   Bisogna  capire il Ministro, perché nessun'altra delle Regioni  ha
  avuto  problemi?  Perché poi questa è una delle cose  che  dobbiamo
  capire.
   Dobbiamo  andare, secondo me, quando si fanno questi  ragionamenti
  col  Governo nazionale, avendo fatto parte di sei Governi nazionali
  so  come funzionano queste cose, bisogna andare con l'atteggiamento
  che  il  Governo nazionale avrà fatto delle scelte che sono  scelte
  comunque legittime.
   Dopo  di che andare a capire se si può sistemare, se si può  avere
  da parte del Governo un atteggiamento per i nostri progetti che non
  sia  rigidissimo rispetto alle norme fatte, però, Assessore, andare
  là  dicendo che hanno fatto delle cose in buona o cattiva  fede,  è
  certamente un errore.
   Le  avranno fatto certamente in buona fede, perché non esisterebbe
  possibilità del contrario, probabilmente essendo la Sicilia l'unica
  Regione  che  ha  avuto  questo  tipo  di  bocciatura,  andare  con
  l'atteggiamento di chi ha sicuramente ragione  non so
   Conosco  molto bene l'Assessore Scilla e so la passione che  mette
  nelle cose che fa, specialmente su questo argomento.
   La  prego  di  credermi, Assessore Scilla,  presentiamoci  con  un
  minimo  di serenità dal Ministro, perché rischiamo soltanto che  il
  Ministro manco ci riceva - se questo è l'atteggiamento che abbiamo.
   Vogliamo  aprire  il dibattito ora o aspettiamo il  ritorno  e  lo
  facciamo domani o dopodomani?
   Se vogliamo fare il dibattito ora, lo possiamo fare, lo cominciamo
  e non so a che ora si finisce.


                    Votazione di ordine del giorno

   PRESIDENTE.  Prima  di  dare la parola a chiunque  altro,  abbiamo
  sistemato  l'ordine  del  giorno  che  aveva  firmato  come   primo
  firmatario l'onorevole Lupo e che poi è stato firmato da tutti.
   Così  come  è stato sistemato va bene al Governo e va  bene  anche
  alla  Presidenza dell'Assemblea, per cui lo consideriamo approvato,
  votato da tutti e approvato.

      (L'ordine del giorno approvato reca il numero d'ordine 580)


          Riprende la discussione sul tema del finanziamento
                 dei progetti dei consorzi di bonifica

   PRESIDENTE. Si va avanti con l'argomento dei consorzi.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
   Il   primo   intervento  è  dell'onorevole  Foti  che  lo   voleva
  addirittura fare in anticipo rispetto all'Assessore Scilla.

   FOTI. Signor Presidente, mi scuso, ma ho necessità di allontanarmi
  qualche minuto dall'Aula.
   L'argomento, Presidente, per la rotta del collo l'ho  richiesto  e
  trattato  in  III  Commissione. Lei dirà perché per  la  rotta  del
  collo?  Perché, ad onor del vero, la Commissione III  non  è  stata
  portata a conoscenza di difficoltà di nessun genere da parte né dei
  Consorzi  di  bonifica né della struttura assessoriale  che  poteva
  benissimo  -  come  fatto altre volte - segnalare delle  criticità,
  come  per  esempio fu per la PAC transitoria dove,  tutto  sommato,
  siamo  riusciti a spingere nell'obiettivo condiviso comune da parte
  di  tutti di aiutare e proteggere la nostra agricoltura. Questo  va
  detto.
   Una  cosa  sono  i  criteri e una cosa sono i  punteggi.  Poi  sui
  punteggi e la siccità ne parleremo. Qui è un problema di criteri di
  ammissione.
   Presidente,  ma  purtroppo non è solo  la  Sicilia  ad  avere  dei
  problemi.  Le vorrei segnalare che la Regione Puglia e  la  Regione
  Sardegna  hanno avuto un solo progetto da due milioni  approvato  e
  direi  che,  a  fronte delle Regioni segnate in rosso  nella  mappa
  della desertificazione, questo è un problema.
   Ora,  caro  Presidente, volendo essere costruttivi e ricordando  a
  tutti  che se l'Italia è stata investita da una diciamo pioggia  di
  miliardi, oltre duecentoquaranta miliardi, non è perché siamo stati
  i  più  bravi, è perché il Sud e le Isole hanno una disgrazia,  tra
  cui quella della incapacità della Pubblica Amministrazione.
   Con  questo  non  si vuole dire che i nostri dipendenti  regionali
  sono  degli  incapaci, ma che non sono messi in  condizione,  e  mi
  stupisco,   e  lo  dico  veramente  affettuosamente  alla   collega
  Schillaci,  che lei si stupisca. Perché lei ha detto  Sono  stupita
  dalle  affermazioni della dottoressa Baglieri . Mi dispiace che  le
  siano,  come  dire, passate inosservate le denunce  che  da  questo
  scranno nel mese di gennaio abbiamo fatto perché nell'accordo Stato-
  Regione, decreto legislativo 158 del 2019, tra i vari punti,  oltre
  la  spalmatura  del debito, che poi sulla causa del perché  c'è  un
  disavanzo  magari  si  va a vedere i video dell'altra  legislatura,
  quando cavalcavamo sonoramente questa vicenda, al punto 6 o  7  c'è
  anche un blocco per dieci anni dei contratti due, e per tre anni di
  quello   dirigenziale,  dove  tra  l'altro  non  possiamo   neanche
  utilizzare  i  risparmi  dei  numerosi  dipendenti  che  vanno   in
  pensione.
   Quindi,   che   ci   stavano  tendendo  un  tranello,   ovviamente
  involontariamente,  che non ci avrebbe permesso  di  rafforzare  la
  capacità della nostra Pubblica Amministrazione, era già chiaro  per
  tanti  e  oggi  si sta palesando quello che riesce,  quello  che  è
  l'effetto   che   non  sarà  solo  su  questa  problematica.   Sarà
  trasversale  su  tutte le missioni di questo chiamiamolo  pacchetto
  generale del Recovery fund dentro cui ci sono tante cose.
   Purtroppo  è  così  Se non ci mandano i dirigenti,  gente  fresca,
  gente  giovane  -  noi abbiamo tutte persone, per  carità,  con  un
  carico  d'esperienza, che merita tutto il rispetto,  ma  attempate,
  che  non  masticano certi strumenti - non ce la sbarcheremo  e  tra
  l'altro, altro tranello che voglio anticipare, è che poi alla  fine
  dei  conti della parte che dovremo restituire con mutui,  tutte  le
  Regioni   compartecipando  alla  spesa  contribuendo  alla  finanza
  pubblica, fra 10 anni quando si dovranno restituire queste parti di
  mutui,   dovremo  pagare  a  prescindere  di  quello  che   abbiamo
  utilizzato.
   Allora, cominciamo a mettere le mani avanti con questo Governo,  o
  chi  ci  sarà  dopo,  che si dovrà restituire  proporzionalmente  a
  quello che si è riuscito ad utilizzare. Perché è chiaro che  se  ci
  hanno  annodato  le scarpe e poi ci hanno detto   Corri    noi  non
  possiamo correre  Ed io penso che non ci possa essere nessuno  che,
  oggi, possa dire di essere esente da questa responsabilità.
   Presidente, mi prendo qualche minuto perché un ordine  del  giorno
  che è costato veramente tanta fatica, lettura di FAQ e di pronunce.
  Ci sono alcuni punti su cui, effettivamente, si può lavorare.
   Uno. Chiediamo al Governo che chieda al Governo che i progetti già
  approvati  al CIPE, quindi alla Conferenza Interministeriale ,  per
  svariati  milioni  di  euro, e sono due tra quelli  caricati  sulla
  DAINA,  vengano  scomputati dai fondi a cui  erano,  sui  quali  si
  faceva  carico, si spostino sul PNRR e liberino quelle risorse  per
  successivi  progetti.  Pratica già fatta  per  quanto  riguarda  le
  ferrovie.
   Stessa  cosa  sul piano irriguo nazionale, abbiamo 3 progetti  del
  consorzio  di  bonifica  di Catania che sono  stati  già  validati,
  approvati e che sono, come dire, avviati con una progettazione  più
  che  esecutiva, cantierabile, tant'è che in alcuni  casi  anche  le
  procedure di affidamento sono già avviate.
   La somma di questi progetti, sono circa seicento sedici milioni da
  tabella presa dal Ministero
   Abbiamo  verificato, Presidente, sul criterio  della  validazione,
  che  è  una  procedura  molto  complessa  che  valida  il  progetto
  esecutivo  e,  tra l'altro, io ritengo che gli assessorati  debbano
  avvalersi  della  piattaforma dell'assessorato infrastruttura  ODI.
  Noi  abbiamo un organismo accreditato su ACCREDIA, certificato  ISO
  qualcosa, che verifica i progetti. Ne ho parlato col Direttore  del
  Dipartimento tecnico, Lizzio, una realtà che deve essere utilizzata
  senza  che ci si rivolga a soggetti esterni pagando, perché  questo
  soggetto  - di cui ovviamente c'è il sito istituzionale all'interno
  del  Dipartimento  -  verifica  i progetti.  Su  questo  passaggio,
  Presidente, almeno 15 progetti sono caduti.
   Allora, abbiamo trovato una pronuncia del CGA, che in merito  alla
  validazione  dei  progetti afferma che nella sede di  selezione  di
  progetti  questo  criterio non può essere  utilizzato.  Sa  perché?
  Perché  si  paga e ha un costo anche abbastanza importante,  quindi
  prima di avere la certezza del finanziamento non può essere chiesta
  la  validazione, perché la validazione, a seconda  del  valore  del
  progetto,  cresce in proporzione. Ovviamente è tutto riportato  qui
  nell'ordine del giorno.
   Ultima  cosa. Abbiamo trovato nelle FAQ   il Consorzio di  Trapani
  ci  ha  consegnato  una  scheda dove, in effetti,  hanno  fatto  la
  registrazione delle spunte a tendina che sono state segnate nei  23
  criteri.  In effetti tra quello che loro hanno registrato e  quello
  che esce nella tabella che tutti abbiamo visto pochi giorni fa, non
  c'è  la rispondenza di parecchie di queste caselle, come quella del
  banalissimo  posizionamento  di un misuratore,  che  misura  quanti
  litri di acqua vengono prelevati dal lago o dalla diga.
   Insomma,  ci  sembrano veramente elementi non sostanziali,  ma  di
  errore  tecnico,  errore pratico. Per cui, vista  anche  l'apertura
  durante  il  question time  del Ministro Patuanelli, che ha  detto,
  se  si tratta di cose non sostanziali, ma errori di questo tipo, la
  cosa la rivediamo.
   Però,  Presidente,  più  in generale,  io  so  che  il  presidente
  Musumeci  aveva scritto una lettera a Draghi, dicendo che  dobbiamo
  rivedere questo accordo, perché se noi non abbiamo personale o  non
  fate  scorrere  le  graduatorie del concorso   Brunetta ,  insomma,
  qualsiasi  diavoleria  per  farci  utilizzare  queste  risorse   e,
  soprattutto,  non  farci pagare a noi il conto  delle  Regioni  più
  performanti   Perché il problema è oggettivo, in qualsiasi  termine
  noi ne vogliamo parlare, è oggettivo.
   L'Anci  ci  ha  scritto  e ha detto che più  di  metà  dei  Comuni
  rischiano   di   andare  in  predissesto  o  in  dissesto   per   i
  trasferimenti,  perché se sei anni fa gli davamo un  miliardo,  ora
  gli  diamo 300 milioni. I trasferimenti per gli enti locali non  ci
  sono più, non ci sono i dipendenti. È la stessa situazione.
   Bene  Presidente, io deposito l'ordine del giorno qui al  banco  e
  spero che venga, oltre che approvato, perorato nelle sedi politiche
  opportune, perché si superino le difficoltà.

   PRESIDENTE. Grazie infinite.
   Onorevole  Grasso, ci sono tre iscritti prima. Onorevole  Sunseri,
  poi Cracolici e poi Grasso.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Sunseri.

   SUNSERI. Ma lo stiamo facendo oggi il dibattito?

   PRESIDENTE.  Io,  infatti,  questo chiedevo.  Secondo  era  meglio
  aspettare  il  ritorno dell'assessore Scilla. Come?  È  chiaro  che
  appena  torna  l'assessore rifacciamo l'Aula  per  avere  risposta,
  questo è sicuro. Lei che pensa, che poi non riunisco più l'Aula?
   Comunque  decidete voi, io non posso fermare. Se mi viene  chiesta
  la parola la do, però secondo me era meglio come avevamo deciso, di
  fare  il  dibattito  dopo. Ditemi voi. Secondo  quando  abbiamo  le
  risposte,  se  no  poi  ne dobbiamo fare comunque  un'altra  quando
  abbiamo le risposte.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Va bene, anche su quello che ha detto l'Assessore  ne
  possiamo  discutere  dopodomani quando torna  da  Roma,  altrimenti
  dobbiamo rifare poi il dibattito, un'altra giornata per ripetere le
  stesse cose non la facciamo.
   Io  non ho problemi, onorevole Ciancio, forse non ci siamo capiti.
  Io  non ho problemi. Avevamo immaginato prima di fare diversamente.
  Non  so  ora cos'è che abbia detto. Io sono stato il primo  a  dire
  all'Assessore  che  l'atteggiamento  era,  così,  un   pochino   da
  modificare, secondo me. E l'atteggiamento dell'assessore che mi  ha
  guardato e mi ha detto  va bene , mi era sufficiente.
   Però se, invece, volete iniziare un altro dibattito su quello  che
  era  l'atteggiamento  dell'Assessore mi sembra   Benissimo.  I  tre
  interventi, non è una questione di numero, onorevole Ciancio, è una
  questione  di  principio, se lo vogliamo fare. Comunque,  onorevole
  Sunseri,  per  me possiamo andare avanti. Io presiederò  quest'Aula
  finché  voi siete disponibili a stare e a parlare, per cui problemi
  non ne ho.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Sunseri.

   SUNSERI.   Grazie,   Presidente.  La  domanda   dei   colleghi   è
  assolutamente legittima.

   PRESIDENTE.  Per fare contento l'onorevole Sunseri  che  dice  che
  lavoro poco. Così siamo tutti qua.

   SUNSERI.  Lavoriamo,  lavoriamo.  Siamo  entrambi  dell'Assemblea.
  Volevo semplicemente comprendere se il dibattito poi sarà ripetuto,
  altrimenti evito di sfiancarmi a rispondere alle corbellerie che ha
  detto  l'Assessore in Aula. Se devo controbattere e poi  non  posso
  avere la possibilità di rispondere dopo che torna.

   PRESIDENTE.  Io  non posso fare un giorno sì e  un  giorno  no  lo
  stesso  dibattito. Secondo me, la cosa migliore è che si chiude  la
  seduta  e dopodomani, siccome domani l'Assessore va a Roma e  torna
  domani sera stesso, anziché fare Aula domani mercoledì, la facciamo
  giovedì  e riprendiamo esattamente al punto in cui ci siamo fermati
  con  il  dibattito  su questo argomento. Va bene  così  per  tutti?
  Benissimo.
   Allora  l'Aula,  prima dell'articolo 83, l'Aula a questo  punto  è
  convocata per giovedì.
   Lei  rientra  giovedì sera. Allora quando lei  rientra  ce  lo  fa
  sapere  e  lo facciamo. No, non va in vacanza. Per me si  può  fare
  venerdì  benissimo.  Io  non ho problemi, per  me  un  giorno  vale
  l'altro.  Io non ho problemi, per quanto mi riguarda altrimenti  lo
  possiamo  fare lunedì, come dite voi, io non lo so. Anche  domenica
  per  me  va  bene. L'onorevole Cracolici arriverà dopo  la  partita
  dell'Inter, ma va bene uguale. Ah  Gioca sabato.
   Mi  deve  fare  sapere lei, Assessore. Quando è  disponibile  lei.
  Quando  rientra  me  lo  fa sapere, mi  dice  il  giorno  e  io  lo
  comunicherò ai colleghi. A questo punto l'Aula per domani è inutile
  che la riconvochiamo.
   Sulle  variazioni, onorevole Di Paola, l'Assessore al  Bilancio  è
  anche lui a Roma per cui non le potremmo fare. Mi sa che ci vedremo
  la settimana prossima.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo ai  sensi
  dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento.

   BARBAGALLO.  Grazie, Presidente. Volevamo evidenziare che  abbiamo
  segnalato  per  iscritto,  all'Assessorato  regionale  alla  Salute
  l'anomalia che avviene in alcuni presidi territoriali per  cui  per
  lo   svolgimento   delle  attività  legate  agli  operatori   socio
  assistenziali  non vengono utilizzate persone debitamente  formate,
  ma   spesso   personale  che  ha  completamente   altre   mansioni,
  addirittura ci dicono che in alcune realtà, segnatamente quella  di
  Acireale i  pulizieri' svolgono poi attività di OSS.
   Dico,  se fosse così, sarebbe particolarmente grave, anzi potrebbe
  essere  l'occasione, visto che ci sono diverse risorse disponibili,
  quella  di  formare personale ad hoc che poi si  occupi  di  questa
  attività  particolarmente delicata, e non  di  improvvisare  invece
  appalto  dopo  appalto  lo svolgimento   di  queste  attività  così
  delicate.   Potrebbe   essere  anche   l'occasione   di   prevedere
  specificatamente  in  pianta  organica  questo   tipo   di   figure
  attraverso  selezioni  dedicate e formare  specificatamente  questo
  personale.  E' un momento difficile questo del Covid, e  credo  che
  questa  potrebbe essere l'occasione per dare spessore  all'attività
  sanitaria  sul  territorio e formare lavoratrici  e  lavoratori  al
  posto.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Barbagallo, siccome  io  avevo  intenzione
  anche  di  fare  una giornata sulla sanità, perché  l'assessore  ci
  possa riferire qual è la situazione attuale, perché è da un po' che
  non lo fa sulla pandemia, sul Covid e anche che fine faranno perché
  è una richiesta che mi viene fatta da tanti. Tutti questi operatori
  che  sono  stati  assunti per il periodo  del  Covid  e  che  oggi,
  oggettivamente  se  noi andiamo qui a Palermo, non  stanno  facendo
  niente in questo momento e però sono un costo anche importante  per
  la  Regione,  avere una idea su quello che succede di tutte  queste
  persone, se c'è una idea da parte dell'Assessorato o meno, per  cui
  se  lei  è d'accordo io prevedrei per la settimana prossima, faccio
  sapere ora, anzi chiedo all'assessore Scilla.
   Scusi  assessore,  lei in questo momento rappresenta  il  Governo,
  quindi tutti, per cui mi ascolti un attimo, se possiamo fare sapere
  all'Assessore Razza di comunicarci il giorno in cui è  disponibile,
  perché  avremmo bisogno di fare una seduta su tutta  una  serie  di
  problemi che riguardano la sanità, compresi quelli di cui parla ora
  l'onorevole  Barbagallo, quindi se per favore  ci  fare  sapere  in
  tempi anche abbastanza brevi quale può essere la disponibilità.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente, grazie. Intervengo  in  merito  ai
  tirocinanti dell'avviso 22. Più volte ne ho parlato in  Aula,  però
  mi  preoccupano  alcune dichiarazioni fatte dall'Assessore  Scavone
  negli ultimi giorni. Rimangono 1400 tirocinanti che hanno svolto il
  tirocinio, e questi 1400 tirocinanti ad oggi non hanno ricevuto  il
  pagamento.  Mi  si  dice  perché  la  documentazione  inviata   dai
  tirocinanti,  e quindi dagli enti dove hanno svolto  il  tirocinio,
  non è corretta.
   Però  Presidente noi abbiamo detto più volte, abbiamo chiesto  più
  volte all'Assessore e a questo Governo di pubblicare quali sono gli
  errori, perché non è possibile modificare gli errori. I tirocinanti
  in  questo  momento  sono nel limbo, sanno  che  probabilmente  non
  verranno  pagati perché sono state fatte dichiarazioni  che  se  la
  documentazione  è  errata queste 1400 persone non verranno  pagate.
  Ora  a  me  non  interessa  se il bando è stato  fatto  Presidente,
  Assessore.  A me interessa, e l'abbiamo chiesto in Commissione,  in
  Aula,  l'abbiamo chiesto ovunque, che gli errori, se ci sono  degli
  errori,  che  vengano pubblicati, perché non è possibile  che  ogni
  singolo  tirocinante  si deve mettere lì  a  mandare  l'email  o  a
  telefonare  agli  uffici per chiedere quale è  l'errore,  e  non  è
  possibile  nemmeno che l'Assessore o il dirigente mi dica   siccome
  c'è un errore nella pratica, non pagheremo i tirocinanti .
   Questo  non  è  possibile perché più volte abbiamo detto  che  gli
  errori  non devono ricadere sui poveri disoccupati che hanno  fatto
  un tirocinio da 500 euro, Presidente. Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Paola, di questo  mi  faccio  carico  io
  personalmente chiamando l'Assessorato e cercando di capire  qual  è
  il  problema e chiedendo all'Assessorato di pubblicare  quelli  che
  sono questi errori, in modo da potere risolvere i pagamenti, perché
  certo se fanno i tirocini e poi non ricevono i soldi, abbiamo fatto
  poco.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Grazie  Presidente,  Assessore,  colleghi.  Ho  presentato,
  Presidente, un ordine del giorno, spero che possa essere  esaminato
  in  occasione  della prossima seduta che riguarda  a  nomina  degli
  organi  societari della SEUS e della Sas, perché come  lei  sa  gli
  organi  sono decaduti o meno sono in prorogatio e quindi si possono
  attenere   solo  all'ordinaria  amministrazione,  con   conseguenze
  negative  per il buon funzionamento delle società e per  i  servizi
  che  offrono,  e  parliamo di aziende che  ovviamente  operano  nel
  settore  sanitario, anche socio-sanitario, anche la SAS come  sa  è
  parte attiva per alcune attività che vengono svolte all'interno dei
  presidi ospedalieri.
   Peraltro,  operando  in  regime  di  ordinaria  amministrazione  e
  andando  in  scadenza le convenzioni che sussistono con la  Regione
  siciliana,  si  pone il tema di chi rinnoverà queste convenzioni  e
  addirittura, speriamo di no, ci auguriamo di no, dobbiamo  fare  in
  modo  che  non  accada,  parrebbe che posso diventare  un  problema
  perfino il pagamento degli stipendi.
   Quindi io penso che il Governo della Regione su questo debba porre
  la  massima  attenzione  per evitare che il mancato  rinnovo  degli
  organi  societari di SEUS e di SAS possa pregiudicare attività  che
  sono essenziali per l'attività sanitaria che viene svolta in questa
  Regione, ovviamente, peraltro, in un momento di pandemia.
   Per  quanto riguarda i lavoratori SAS sono anche stati oggetto  di
  impugnativa  di  una  norma  che lei  ricorderà  che  prevedeva  il
  pagamento  di  un  bonus  per le attività  svolte  per  l'emergenza
  sanitaria Coronavirus. Io ho presentato un emendamento, l'invito  è
  rivolto a lei, Presidente, anche se lei lo riterrà agli Uffici, per
  vedere  se  questo emendamento che ho presentato può  risolvere  il
  problema  di riconoscere a questi lavoratori le attività che  hanno
  svolto,   senza   il  rischio  di  incorrere  in  impugnative,   ma
  semplicemente   affidando   alla   contrattazione   collettiva   il
  riconoscimento,  a mio avviso, di una retribuzione  dovuta  per  le
  attività  svolte  così come la contrattazione  collettiva  prevede.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lupo.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Grazie, Presidente. Il presente intervento per lasciare
  traccia in questo Parlamento di una situazione alquanto grave.
   Nei  giorni scorsi il dirigente generale, il commissario  dell'ASP
  di  Messina ha dichiarato che nessuna soluzione ha questa  Regione,
  ha   la  sanità  di  questa  Regione,  per  l'ospedale  di  Lipari,
  dichiarandosi  impotente in quanto nessun  medico  vuole  andare  a
  Lipari  o  vuole partecipare a concorsi che hanno come destinazione
  l'isola Lipari.
   Ecco,  il tema della sanità nelle isole minori, Presidente,  è  un
  tema  che  non  può più essere rinviato da questo  Parlamento,  una
  situazione  va trovata. Non può il Governo regionale, attraverso  i
  dirigenti  ed  i  commissari  che nomina  dichiararsi  impotente  e
  lasciare i cittadini siciliani delle isole minori sprovvisti di una
  sanità  pubblica di qualità, ma innanzitutto di una sanità pubblica
  che oggi non c'è.
   Tra  l'altro, l'ospedale di Lipari è uno degli unici due  ospedali
  regionali, e questo rende ancor più grave, ed ancora maggiore è  la
  nostra responsabilità.
   Una  soluzione  che  sia  normativa,  che  sia  amministrativa  va
  trovata: i cittadini eoliani non possono essere lasciati sprovvisti
  di  una sanità pubblica efficiente. E non è con gli elicotteri  che
  sarà risolto il problema, ma soprattutto non è con le promesse  che
  l'assessore Razza ha fatto più e più volte a Lipari.
   Occorre  affrontare il problema con serietà, occorre discutere  di
  una   nuova  riorganizzazione  del  servizio  sanitario  regionale,
  occorre  anche  ridiscutere della suddivisione  del  territorio  di
  queste ASP, però Presidente Micciché, se noi come Parlamento non ci
  prendiamo  la  responsabilità  di  risolvere  questo  problema,   i
  cittadini  siciliani, soprattutto delle sedi disagiate come  quelle
  montane, ma a maggior ragione quelle isolane, non vedranno mai  una
  soluzione, e non possiamo continuare a prenderli in giro  per  come
  abbiamo fatto fino ad ora. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Allora,  abbiamo concluso. La  seduta  è  rinviata  a
  martedì, 19 ottobre 2021, alle ore 16.00.

                 La seduta è tolta alle ore 18.23 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XXIV SESSIONE ORDINARIA


                         293a SEDUTA PUBBLICA
                  Martedì 19 ottobre 2021 - ore 16.00
                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

  II -COMUNICAZIONI DEL GOVERNO IN ORDINE AL FINANZIAMENTO DEI
  PROGETTI CONCERNENTI I CONSORZI DI BONIFICA
    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Modifiche alla legge regionale 15 aprile 2021, n. 9 . (962/A
         Stralcio II COMM. bis/A) (Seguito)

         Relatore: on. Savona

       2)   Procedure semplificate e regimi procedimentali speciali per
         l'insediamento, la realizzazione e lo svolgimento delle attività
         economiche e imprenditoriali nelle ZES e nelle aree di sviluppo
         industriale ed artigianale e modifiche alla legge regionale 12
         gennaio 2012, n. 8 in materia di IRSAP  (n. 979/A) (Seguito)

         Relatore: on. Ragusa

       3)   Interventi per la prevenzione ed il contrasto ai fenomeni del
         bullismo e del cyberbullismo sul territorio della Regione . (nn.
         239-372-426-701-742/A) (Seguito)

         Relatore: on. Dipasquale

       4)  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
         per la gestione integrata dei rifiuti.  (nn. 290-49-76-179-267
         bis/A) (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

    IV -VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 984/A)

  2)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
  D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 985/A)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
  Allegato A

          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per l'economia

   N.  2147  -  Chiarimenti in ordine all'esercizio  del  potere  di
  vigilanza della Regione sull'Azienda Siciliana Trasporti.
   Firmatari:  Tancredi  Sergio; Foti Angela; Mangiacavallo  Matteo;
  Palmeri Valentina; Pagana Elena
   -  Con nota prot. n. 18518/IN.17 del 28 maggio 2021 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'economia.

   N. 2194 - Chiarimenti in merito ai mancati pagamenti alle imprese
  edili da parte della Regione siciliana.
   Firmatari:   Schillaci  Roberta;  Cappello   Francesco;   Ciancio
  Gianina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino   Giampiero;   Zafarana
  Valentina;  Zito  Stefano; Sunseri Luigi; Di Caro Giovanni;  Campo
  Stefania;  Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta
   - Con nota prot. n. 22010/IN.17 del 28 giugno 2021, il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'economia.

   - Da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità:

   N.  2204  - Chiarimenti in merito all'inadeguatezza dei mezzi  di
  trasporto marittimo per le isole minori siciliane.
   Firmatari:   Schillaci  Roberta;  Cappello   Francesco;   Ciancio
  Gianina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino   Giampiero;   Zafarana
  Valentina;  Zito  Stefano; Sunseri Luigi; Di Caro Giovanni;  Campo
  Stefania;  Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta
   - Con nota prot. n. 22029/IN.17 del 28 giugno 2021, il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture  e  la
  mobilità.

   - Da parte dell'Assessore per il territorio e l'ambiente:

   N.  2265 - Chiarimenti in merito all'attuazione delle indicazioni
  espresse dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri
  del   10   gennaio  2020  'Definizione,  funzioni,  formazione   e
  qualificazione  della  direzione delle operazioni  di  spegnimento
  degli incendi boschivi'.
   Firmatari: Palmeri Valentina; Foti Angela; Mangiacavallo  Matteo;
  Tancredi Sergio; Pagana Elena
   -  Con nota prot. n. 26608/IN.17 del 2 agosto 2021, il Presidente
  della  Regione  ha  delegato  l'Assessore  per  il  territorio   e
  l'ambiente.

   N. 2270 - Chiarimenti in merito alla 'Manifestazione di interesse
  per  il  personale del comparto non dirigenziale  categoria  B  da
  assegnare  al Comando del Corpo Forestale della Regione siciliana'
  da  inquadrare attraverso le procedure di mobilità nella qualifica
  iniziale di Agente Forestale.
   Firmatari: Palmeri Valentina; Foti Angela; Pagana Elena
   -  Con nota prot. n. 26612/IN.17 del 2 agosto 2021, il Presidente
  della  Regione  ha  delegato  l'Assessore  per  il  territorio   e
  l'ambiente.

   (*)  Le  risposte alle suddette interrogazioni saranno  pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

     Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
                        competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   Norme  a  garanzia  delle  persone  LGBT  QIA+  che  subiscono
  discriminazione e violenza omofoba (n. 1083).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 6 ottobre 2021.
   Inviato l'8 ottobre 2021.

                             BILANCIO (II)

   -  Modifica dell'articolo 13 della legge regionale 12 maggio 2020,
  n. 9 (n. 1081).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 30 settembre 2021.
   Inviato il 5 ottobre 2021.
   Parere IV

   -   Assestamento  del  bilancio  di  previsione  per   l'esercizio
  finanziario 2021 e per il triennio 2021/2023 (n. 1082).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 6 ottobre 2021.
   Inviato il 6 ottobre 2021.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Sostegno al settore apistico regionale a causa delle condizioni
  climatiche avverse della primavera ed estate 2021 (n. 1080).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 30 settembre 2021.
   Inviato il 5 ottobre 2021.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   - Modifiche di norme della legge regionale 14 dicembre 2019, n. 23
   Istituzione  del sistema regionale della formazione professionale'
  (n. 1079).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 30 settembre 2021.
   Inviato il 5 ottobre 2021.

   -   Gestione  dei  servizi  di  assistenza  igienico  personale  e
  specialistica in favore degli alunni con disabilità (n. 1078).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 30 settembre 2021.
   Inviato il 5 ottobre 2021.
   Parere I e VI

   -  Norme in materia di valorizzazione delle feste patronali, degli
  usi,  dei costumi, delle consuetudini e delle attività tradizionali
  della popolazione residente sul territorio (n. 1084).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 6 ottobre 2021.
   Inviato l'8 ottobre 2021.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Istituzione della figura dello Psicologo delle cure primarie (n.
  1085).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 6 ottobre 2021.
   Inviato l'8 ottobre 2021.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   Si  comunica che l'onorevole Elvira Amata, con nota prot. n. 1410-
  INT/2021 dell'8 ottobre 2021 ha chiesto di apporre la propria firma
  al  disegno  di  legge n. 827  Modifiche alla  legge  regionale  23
  dicembre 2000, n. 30 - Istituzione di nuovi comuni .

   Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alle
                        competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Istituto autonomo case popolari di Caltanissetta - Designazione
  componente del Consiglio di Amministrazione (n. 206/I).
   Pervenuto in data 1 ottobre 2021.
   Inviato in data 5 ottobre 2021.

   -  Consorzio di ricerca CoR.Filcarni - Designazione componente del
  Comitato dei Consorziati (n. 207/I).
   Pervenuto in data 1 ottobre 2021.
   Inviato in data 5 ottobre 2021.

   -  Stazione Consorziale Sperimentale per la Sicilia - Designazione
  componente del Consiglio di Amministrazione (n. 208/I).
   Pervenuto in data 1 ottobre 2021.
   Inviato in data 5 ottobre 2021.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Regolamento  di  organizzazione e funzionamento  dell'organismo
  pagatore della Regione siciliana (O.P.R.S.) (n. 209/III).
   Pervenuto in data 1 ottobre 2021.
   Inviato in data 5 ottobre 2021.

                  Comunicazione di proroga di pareri

   Si  comunica  che  ai sensi dell'articolo 70  bis,  comma  2,  del
  Regolamento  interno è stata accordata una proroga del  termine  di
  dieci  giorni per l'espressione dei seguenti pareri: n.  193/I,  n.
  194/I,  n. 195/I, n. 196/I, n. 197/I, n. 198/I, n. 199/I, n. 200/I,
  n. 201/I, n. 202/I, n. 203/I e n. 204/I.

         Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale

   Si comunica che è pervenuta la seguente deliberazione della Giunta
  regionale:

   - n. 397 del 21 settembre 2021  Accordo di Programma Quadro per il
  trasporto ferroviario - V Atto integrativo - Apprezzamento .

   Copia della predetta delibera è disponibile presso l'archivio  del
  Servizio Commissioni.

     Comunicazione di trasmissione della Situazione quadrimestrale
                 di cassa e di tesoreria della Regione

   Si    comunica    che   l'Assessorato   regionale   dell'economia,
  dipartimento bilancio e tesoro, ha trasmesso in data 4 ottobre 2021
  la  Situazione quadrimestrale di cassa e di tesoreria della Regione
  in  attuazione  dell'articolo 4, comma 1, della legge  regionale  8
  luglio  1977,  n.  47,  modificato  dall'articolo  31  della  legge
  regionale 11 agosto 2017, n. 16. Situazione al 31 agosto 2021.

   Copia  della sopracitata documentazione è stata trasmessa alla  II
  Commissione parlamentare.

                      Annunzio di interrogazioni

   - Con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  2367 - Notizie in merito alla paventata distruzione del  vasto
  sito  archeologico di Contrada Cuticchi, ubicato nel territorio  di
  Assoro (EN), lungo il confine comunale con Agira (EN).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Lantieri Annunziata Luisa

   N.  2368  -  Iniziative  al  fine di fronteggiare  la  carenza  di
  personale medico specialistico negli ospedali e nella medicina  del
  territorio.
   - Assessore Salute
   Arancio Giuseppe Concetto

   N.  2369  -  Chiarimenti in merito allo stallo  della  piattaforma
  dedicata  all'inoltro delle domande di cui all'avviso  'SICILIA  IN
  DIGITALE'  -  AGEVOLAZIONI PER AZIONI DI COMUNICAZIONE E  MARKETING
  DIGITALE.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare;  Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele

   N.   2372   -   Adeguamento   del   Prezziario   unico   regionale
  all'incremento mondiale del prezzo delle materie prime.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Arancio   Giuseppe   Concetto;   Cracolici   Antonino;   Gucciardi
  Baldassare; Lupo Giuseppe; Barbagallo Anthony Emanuele;  Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele

   N.   2376   -   Chiarimenti  circa  la  nomina   del   Commissario
  straordinario dell'IPAB  'Casa  dei  Bambini  Sangiorgio Gualtieri'
  di Adrano (CT).
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Barbagallo Anthony Emanuele

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - Con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  2363  -  Chiarimenti in merito ad una transazione sottoscritta
  dalla Cassa regionale per il credito alle imprese siciliane (CRIAS)
  con un ex amministratore condannato per danno erariale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   Sunseri  Luigi;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino;
   Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N.  2364 - Iniziative volte alla risoluzione delle criticità e  al
  ripristino  delle  condizioni  di piena  percorribilità  sulla  A20
  Messina-Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Laccoto Giuseppe

   N.  2366  -  Notizie  in merito ai concorsi presso  i  centri  per
  l'impiego.
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Dipasquale Emanuele

   N.   2370  -  Notizie  e  successivi  interventi  urgenti  per  la
  determinazione delle risorse finanziarie da assegnare ai laboratori
  di analisi per gli anni 2020-2021.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Catalfamo Antonio

   N.  2371 - Notizie in ordine alla rideterminazione delle dotazioni
  organiche  delle  Aziende  sanitarie  e  ospedaliere  del  Servizio
  sanitario regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Amata Elvira

   N.  2373 - Notizie in merito al mancato finanziamento dei progetti
  presentati  a  valere sulla misura 'Investimenti  nella  resilienza
  dell'agrosistema  irriguo per una migliore gestione  delle  risorse
  idriche'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Lo Giudice Danilo

   N. 2374 - Interventi urgenti a sostegno del settore agricolo e dei
  Comuni al fine di mitigare il rischio di desertificazione di  vaste
  aree del territorio regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Cannata Rossana

   N.  2375  -  Interventi  urgenti mirati a  garantire  il  corretto
  finanziamento dei centri per l'impiego in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Cannata Rossana

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                          Annunzio di mozioni

   N.  580 - Completamento del raddoppio ferroviario tra Patti(ME)  e
  Castelbuono(PA) lungo la tratta Messina - Palermo.
   Laccoto   Giuseppe;  Lupo  Giuseppe;  Grasso  Bernardette  Felice;
  Zafarana Valentina; Genovese Luigi; Calderone Tommaso A.; Catalfamo
  Antonio; De Luca Antonino; Amata Elvira
   Presentata il 28/09/21

   N.   581   -   Incentivi  all'acquisto  di  servizi  di   supporto
  all'internazionalizzazione ammessa a finanziamento dal PO FESR 2014-
  2020.
   Damante  Concetta;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   Presentata il 29/09/21

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

                  Risposte scritte ad interrogazioni