Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 16.15
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Damante, Cappello, Zito, Zafarana, Tancredi,
Mangiacavallo, Pagana e Fava.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Di Mauro è in missione dal 12
al 13 ottobre 2021.
L'Assemblea ne prende atto.
Sulle impugnative di leggi regionali da parte del Governo
nazionale
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei affrontare con voi un
problema che non possiamo far finta che non ci sia.
Onorevole Lupo, in quanto Capogruppo le chiedo di porgere
attenzione a quanto sto dicendo.
In tutti questi anni, fino al mese di luglio, abbiamo approvato
una serie importante di leggi che aveva avuto mediamente
un'impugnativa - da parte dello Stato - del 5 per cento degli
articoli.
Da luglio a ottobre c'è stato lo scatenamento, da luglio a ottobre
la nostra percentuale è giunta al 15 per cento di norme impugnate
dal Governo nazionale. Non tento di escludere le mie responsabilità
dirette su questo perché sono io che accetto le norme affinché
vengano votate in Aula, ma non c'è dubbio che si sta instaurando un
meccanismo per cui dalle Commissioni giungono disegni di legge in
Aula che, se volessimo essere rigidi, non dovremmo neanche
accettare, disegni di legge che sono stracolmi di cose che non
vanno.
Spesso e volentieri mi dicono - perché noi abbiamo dovuto
affrontare questo argomento perché è il mio compito e capisco che a
qualcuno potrà dare fastidio ma queste cose non posso non dirle e
non cercare di trovare soluzioni, a noi arrivano in Aula
regolarmente dei disegni di legge che gli Uffici mi dicono che
nelle Commissioni viene votato il testo finale senza averlo neanche
davanti. Arrivano poi in Aula e dobbiamo sistemarli, trovare - in
alcuni casi - i numeri degli articoli perché sono organizzati non
bene.
Intanto mi rivolgo ai Presidenti delle Commissioni chiedendo a
tutti i Presidenti delle Commissioni di porre un'attenzione
assoluta.
Qui in Aula non possono arrivare - lo dico agli Uffici e a tutti i
funzionari che nelle Commissioni aiutano i parlamentari nei lavori
- non possono giungere in Aula disegni di legge che già prevedono
incostituzionalità nel testo. Mi mettete in una serie di
difficoltà
Capisco ovviamente di avere commesso degli errori ma spesso e
volentieri anche per gestire politicamente l'equilibrio fra i
partiti, l'equilibrio all'interno dell'Aula, alcune cose poi ci
troviamo costretti, sulle pressioni dell'Aula, a fare passare o a
fare votare cose che non potrebbero essere votate.
Io lo so perché gli Uffici me lo dicono continuamente.
Il Segretario generale, che mi sta accanto, troppo spesso - vi
chiedo attenzione perché sto facendo un intervento che non è
facilissimo e non è scritto e devo pensare bene a quanto devo dire,
vi chiedo attenzione e vi chiedo di fare silenzio; Noi dobbiamo
trovare una soluzione ed io non sono più disponibile a farmi
impugnare norme dal Governo nazionale perché quello che è successo
negli ultimi tre mesi, il 15 per cento di impugnative è
mortificante Ve lo devo dire, sinceramente.
Avevamo migliorato i risultati degli anni passati, delle
legislature passate, rimanendo nell'ambito del 5 per cento. Ricordo
quando il Ministro Boccia, ai tempi Ministro delle Regioni, ebbe
proprio modo di dirmi, di farmi quasi i complimenti, di fare i
complimenti all'Aula perché era stato abbassato, notevolmente, il
numero delle impugnative ma in questi ultimi mesi c'è stato
veramente lo scatenamento.
Per cui io ho preso delle decisioni.
La prima è che io non accetterò più in Aula disegni di legge che
provengono dalle Commissioni con problemi di costituzionalità. Ve
li risolvete in Commissione Non possono arrivare, qua in Aula, e
mettere me e tutto il resto dell'Aula nelle condizioni di dovere
decidere se una cosa può passare o non può passare.
La stessa cosa farò, per quelle volte che può succedere che
avvenga, anche nei confronti del Governo. Cioè, io non accetterò
più disegni di legge, lo dico all'assessore Cordaro, che non siano
sistemati bene. Cioè, se mancano le relazioni è inutile che me li
mandate, per poi tenerli fermi un anno perché manca la relazione
degli Uffici, perché manca la relazione degli assessorati.
Quindi, anche da questo punto di vista invito l'assessore Cordaro
a fare presente in giunta, ai propri colleghi, che le relazioni
tecniche devono essere fatte nel momento in cui si invia il disegno
di legge in Parlamento. Io non le passerò più alle Commissioni, se
non prevedono la completezza assoluta della proposta di legge. In
primis la relazione tecnica
Io ho ricevuto, in questi giorni, una lettera imbarazzante della
Presidente del Senato - onorevole Bernardette Grasso, per favore,
la prego non mi fate distrarre - con cui rileva che abbiamo inviato
una legge voto, gliela abbiamo anche sollecitata più volte, ma loro
hanno sollecitato la relazione tecnica che regolarmente non arriva.
L'abbiamo, ovviamente, sollecitata anche noi ma non può più
succedere che noi mandiamo al Senato, per la valutazione di Camera
e Senato, una norma non completa
Quindi vi comunico, formalmente, che da questo
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Una legge voto. Non ricordo qual era, esattamente: il
controllo con i droni del territorio forestale.
Quindi, vi devo comunicare questa mia decisione formale: io non
accetterò più disegni di legge in Parlamento che non siano completi
di tutte le relazioni tecniche, onorevole Cordaro, e non accetterò
in Aula disegni di legge che presentano dubbi di costituzionalità,
che possono e devono essere risolti in Commissione. Non può essere
l'Aula a risolverli.
Se qualche volta qualche Commissione potrà chiedere un nostro
intervento per avere delle soluzioni a dei problemi, saremo
felicissimi di farlo, ma non ci potranno più essere situazioni di
questo genere.
Vi dico che sono molto mortificato del numero di impugnative che
abbiamo ricevuto in questi ultimi tre mesi, e siccome sono soltanto
questi tre mesi, devo fermare immediatamente questo andazzo per
evitare che possa continuare, questo ultimo anno di legislatura, in
questa maniera.
Qui è a disposizione l'elenco di tutte le impugnative che sono
pervenute in questi ultimi mesi. Le mettiamo a disposizione di chi
le volesse vedere.
Mi sono permesso, anche, di scrivere una nota a tutti i colleghi
con cui ribadisco, per iscritto, quello che ho appena detto qui
dalla mia postazione e vi invito a fare molta attenzione d'ora in
poi, perché da parte mia poi non voglio avere problemi con chi mi
considererà rigido, o antipatico o addirittura qualcuno che penserà
che io faccio ostruzionismo che, ovviamente, non farei nei
confronti di nessuno, se i disegni di legge non hanno la perfezione
che devono avere nel momento in cui vengono portate in Aula.
Questo vi dovevo. Credo che fosse obbligatorio da parte mia, farvi
presente questo. Firmo questa lettera che sto inviando a tutti su
questo argomento.
Benissimo, iniziamo. Se mi date un ordine di interventi.
Cracolici, Ciancio, Figuccia, Lo Curto, Lupo, Barbagallo e Di
Paola.
Ha facoltà di intervenire l'onorevole Cracolici.
Prima che inizino interventi più o meno polemici, questo tipo di
impugnative riguardano sia le leggi governative, sia quelle di
iniziativa parlamentare, quindi non c'è da dare responsabilità
all'uno piuttosto che all'altro. E' una responsabilità che abbiamo
comunemente tutti.
Prego, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Signor Presidente, che il processo di impugnativa sia
un processo legato alla legislazione, nel momento in cui i disegni
di legge arrivano in Parlamento sono di iniziativa parlamentare, al
di là del proponente, se il Governo o il singolo parlamentare. Io
però volevo porre una questione.
Credo che lei abbia fatto bene a porre il tema, però, come tutte
le cose, dobbiamo capire da dove lo affrontiamo. Perché ho visto
che negli ultimi tempi abbiamo persino, come dire, lavorato per
fare leggi che sapevamo essere impugnate, quindi come una sorta di
braccio di ferro o di speriamo che non se ne accorgano . Diciamo
che questo è stato l'andazzo con il quale abbiamo fatto delle
norme.
Io, però, mi voglio riferire all'ultima norma. Signor Presidente,
se mi ascolta, io renderò anche più utile il senso di questo
intervento.
Sto parlando di una legge che non è ancora impugnata, ma che
prevedo sarà impugnata. E sarà la prima volta nella storia della
legislazione siciliana che sarà impugnata una legge in cui abbiamo
approvato il Rendiconto parificato. Perché 10 giorni fa - non mi
ricordo quando è stato - malgrado alcuni di noi avessero
sollecitato e sottoposto alla valutazione di opportunità che
eravamo alla vigilia di un giudizio con le Sezioni Riunite della
Corte dei conti per la valutazione di un ricorso avverso la
parifica - ricorso che ha avuto un esito in cui sostanzialmente è
stato annullato il provvedimento di parifica - ora noi siamo in
questa situazione: abbiamo una legge approvata dal Parlamento che
ha fatto propria la parifica fatta dalla Sezione siciliana e le
Sezioni Riunite hanno annullato il provvedimento di parifica, con
la conseguenza che avremo - prevedo, immagino - non impugnato, ma
la richiesta di annullamento della legge con cui abbiamo approvato
la parifica che sapevamo essere oggetto di ricorso. Della serie noi
le andiamo cercando alcune cose.
Io continuo a dire, Presidente, che sono preoccupato, perché anche
vedendo alcune impugnative, ho la sensazione - ma non lo dico
perché la colpa è di Roma, come spesso fa qualcuno di noi, che
quando non sa con chi prendersela se la prende con gli altri -
perché temo che questo andazzo e questa sciatteria, anche di tipo
legislativo, sta facendo crescere un pregiudizio avverso la
capacità legislativa della Regione, con cui si impugnano norme,
probabilmente anche perché provengono dalla Regione siciliana. E
siccome la Regione siciliana fa leggi spesso, diciamo, alla carlona
- per ultima la legge questa sull'edilizia, dove sinceramente ho
visto ragioni di impugnative discutibili, essendo un testo che ha
come obiettivo la semplificazione e recependo anche in parte il
380, per cui ci sono elementi di impugnativa che sono sinceramente
discutibili.
Però, io ho imparato dopo tanti anni che le impugnative sono
spesso, così come i provvedimenti quando noi gridiamo al lupo
perché lo Stato non ci approva alcuni finanziamenti, tutto questo è
perché manca la politica. La politica, cioè quella capacità di
relazione istituzionale tra una grande Regione quale è la Sicilia e
lo Stato nelle sue articolazioni. Noi siamo ormai alla schedina del
totocalcio Ci giochiamo la schedina e vediamo se facciamo 13'
Una volta almeno era così, oramai ci sono singole partite.
Allora, perché dico questo? Guardate che questa vicenda del
rendiconto è una vicenda più delicata di quello che appare, non è
tanto l'entità del disallineamento tra i debiti effettivi e quelli
connessi al fondo dei crediti di dubbia esigibilità; il punto è che
per la prima volta avremo annullato - ripeto - o comunque
sottoposto alla valutazione della Corte costituzionale, un giudizio
di parifica approvato dalla Sezione di controllo ma oggetto di
ricorso che noi potevamo benissimo aspettare una settimana. Abbiamo
voluto procedere a far finta di non capire e il risultato è che
siamo entrati in un conflitto istituzionale in cui credo che lei,
della qualità di Presidente, debba valutare anche provvedimenti
eccezionali, compreso in autotutela l'annullamento, cioè un voto
che annulli la legge che abbiamo approvato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Non c'è dubbio che quello
che dice l'onorevole Cracolici è corretto, nel senso che il dialogo
con Roma, assessore Cordaro, sembra stia venendo meno; ed è qualche
cosa che oggettivamente ci crea difficoltà. Intanto, devo dire che
ha ragione l'onorevole Cracolici quando dice che noi se continuiamo
a farci impugnare leggi passeremo per quelli per cui la legge va
impugnata prima ancora di essere eletta, sta cominciando a
diventare così. Poi, non c'è dubbio che in altre situazioni che io
ho visto nella mia vita il rapporto e l'accordo preventivo con lo
Stato è quello che ci consente poi di fare anche qualche forzatura,
se vogliamo, però andandola a trattare prima, perché se noi non
abbiamo mai e siamo convinti sempre di avere ragione, né io mi
posso permettere, ogni tanto lo faccio, ma raramente quando mi
viene detto No, no, su questo non ci possono essere dubbi e poi
invece regolarmente vengono impugnate. Perché se io dovessi dare
conto a quello che dicono gli Uffici, che sarebbe la cosa migliore,
la metà delle leggi che abbiamo fatto non l'avrei dovuto passare.
Mi sono fidato di quello che mi veniva detto su alcuni ragionamenti
che, come dire, mi veniva difficile non fidarmi però da questo
momento non sarà più così.
Onorevole Cracolici, io non farò nessun voto di annullamento in
autotutela, vedremo quello che succede e poi valuteremo quello che
dobbiamo fare.
Continuo ad essere convinto che non può essere un ricorso pendente
per non farci votare una legge. Poi se invece il ricorso passa e
viene anche accettato vuol dire che la legge si fermerà, ma che io
non possa mettere in votazione una legge della Regione perché c'è
un ricorso dopo che la parifica l'ha fatta la Corte dei conti non è
che l'ha fatta qualcun altro. Per cui, se all'interno della Corte
dei conti c'è un ricorso di una parte, io non posso fermare una
legge che peraltro andava votata che eravamo già in ritardo sul
voto.
Comunque, non c'è dubbio che su alcuni argomenti, quello che ha
detto l'onorevole Cracolici ha una sua ragione e, quindi, quello
che ho detto confermo. Quindi, l'attenzione da ora in poi da parte
di questa Presidenza sarà assolutamente totale.
E' iscritta a parlare l'onorevole Ciancio. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Grazie, Presidente. C'è poco da dire, perché quando
arriva una impugnativa non è una cosa positiva per nessuno,
Presidente, vorrei che mi ascoltasse. Dicevo, non è una cosa
positiva per nessuno per quanto uno possa essere o meno d'accordo
con le leggi che vengono approvate, però è chiaro che una
impugnativa fa perdere di credibilità quest' Aula, il Governo, le
Commissioni, i deputati tutti.
Però, c'è da dire una cosa: che molto spesso io ho l'impressione
che si faccia scudo delle impugnative cioè a dire approviamo
questa legge, facciamo questa cosa, tanto male che vada Roma ce la
impugna e così potremo dire che la colpa è dei cattivoni che ci
sono a Roma, al Ministero e non piuttosto di quest'Aula .
Presidente, questa cosa la dobbiamo risolvere e deve finire una
volta per tutte. E' una discussione seria quella che ha fatto e io
la ritengo anche una sorte di ammissione a nome di tutti. E' chiaro
che lei lo fa come Presidente, ma lo fa per tutta l'Aula. E'
un'ammissione di colpa. Noi non stiamo dando colpe a Roma che anzi,
a volte, cerca di mettere delle pezze laddove l'Assemblea sbaglia.
Lei prima ha detto: sarò costretto a non ricevere in Aula leggi
che hanno dubbi di incostituzionalità . Presidente, lei non
dovrebbe neanche essere messo nelle condizioni di scegliere se
farle discutere o non farle discutere. Se sono inammissibili si
devono fermare prima, si devono fermare in Commissione. Per me è
molto meglio sentirmi dire dal mio Presidente di Commissione,
qualsiasi Commissione: no, mi dispiace, questa legge non può
essere approvata , piuttosto che poi ricevere l'impugnativa.
PRESIDENTE. E' esattamente quello che ho detto.
CIANCIO. Però, Presidente, quante volte qui in Aula, e io sono la
prima che ho presentato diversi emendamenti e tante volte lei mi ha
detto: no, non posso essere messe in discussione perché sono
inammissibili . Poi, per carità, io potevo avere un'altra idea, ma
ho accettato il giudizio insindacabile del Presidente.
Ecco, mi rendo conto che per molti colleghi non è così e noi
l'abbiamo fatto presente centinaia, centinaia di volte. Tante cose
che poi sono state impugnate, alla fine si era detto qua in Aula.
C'era stata una discussione, ci sono stati giorni, settimane di
discussione su determinati articoli che poi puntualmente sono stati
impugnati.
Quindi, quello che le chiedo è di ascoltare di più l'Aula, non
solo quando lei chiede di portare avanti una legge, ma anche quando
le chiede di bloccarla perché a volte non sono i capricci della
maggioranza dell'opposizione o del singolo deputato, sono
valutazioni che noi riteniamo essere anche un minimo tecniche.
Dall'altro, Presidente, impegniamoci tutti perché è chiaro, ripeto,
una impugnativa è una perdita di credibilità per tutta l'Aula e in
questo molto c'entra anche il modus operandi di questa Assemblea.
Quando arrivano emendamenti all'ultimo momento, quando arrivano
cose dal Governo, lo dico perché ricevono, diciamo, una via
preferenziale quello del Governo, e a maggior ragione dovrebbero
essere maggiormente attenzionati, rispetto a quelli dell'Aula. E
allora, quando arrivano emendamenti all'ultimo momento, quando
arrivano cose senza relazione, noi abbiamo fatto presente tante
volte che c'erano emendamenti che abbisognavano di un
approfondimento in Commissione. Bene, fermiamoci un attimo,
rimandiamolo in Commissione. Ci vorrà più tempo, ma magari
eviteremo queste brutte figure che sicuramente non servono a
nessuno. Grazie.
PRESIDENTE. Ci sono tutta una serie di iscritti a parlare.
L'ammissione di colpa, diciamo, io l'ho fatta, perché io sono il
Presidente e, quindi, la responsabilità è comunque del Presidente.
E' ovvio che nel momento in cui avvengono queste cose, il
Presidente può anche capire di avere sbagliato e deve porre
rimedio. Per cui, nel momento in cui io mi sono reso conto che si è
arrivati a un numero di impugnative che non è quello normale, è
evidente che bisogna porre rimedio.
Tante volte le vorrei dire che le pressioni dell'Aula io devo
valutarle anche in funzione del fatto che bisogna andare avanti.
Per cui, spesso e volentieri, alcune cose, mi faccio il segno della
croce, le faccio passare perché altrimenti non si va più avanti.
Capisco che è un atteggiamento, come dire, però bisogna valutare
tutto all'interno di una gestione d'Aula come la nostra. Ci sono
momenti in cui, la prego di credermi, se - ne parlo sempre con gli
Uffici - se non do un ok' succede l'inferno per cui si blocca
tutto. Io quello che dovrei fare è dare un ok' come se fosse finto
per poi riprendere dopo, ma sarebbe, da parte mia, una
scorrettezza.
Per cui, comunque, quello che lei dice è assolutamente corretto e
da parte mia - ripeto - ho fatto questo intervento iniziale proprio
per farvi capire che il mio atteggiamento sarà diverso. Per cui,
non c'è dubbio che l'ammissione di colpa non può che esser mia,
perché chiunque presenta emendamenti. Io non ne presento
emendamenti, ma io li devo valutare se sia giusto che vengano posti
in votazione, non approvati o meno questo lo decide l'Aula, ma che
vengano votati e molto spesso do un ok' alla votazione proprio per
motivi di pacificazione dell'Aula, spesso e volentieri; però, mi
rendo conto che se il prezzo che noi paghiamo per questo sistema è
quello di avere il 15 per cento di impugnative in due mesi non può
essere valido e, quindi, evidentemente, verrà in qualche maniera
cambiato.
E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, intanto ritengo che anche fare dei
momenti come questi, tra virgolette, di autocritica o di
riflessione, di pausa per fermarsi un attimino a riflettere su dove
stiamo andando è sempre una cosa positiva.
Mi ricorda quello che accade anche rispetto ad alcune tragedie: ha
presente la scena May Day, May Day, l'aereo sta precipitando, May
Day May Day Se la torre di controllo riceve la comunicazione
per tempo e se si mette la leva di comando, si attiva al momento
giusto, se si traccia la traiettoria in maniera decisa e se il
pilota fa quello che va fatto l'aereo si può salvare.
Quindi, io lo vivo, questo riferimento, come un momento di
allarme, un momento di attenzione per cercare di tracciare il
percorso.
Quale deve essere il percorso, Presidente? Allora, intanto serve
una interlocuzione con lo Stato che è fatta di accordi preventivi,
che è fatta di interlocuzioni costanti, che è fatta non di
improvvisazione, che è fatta di un Assessorato che ovviamente deve
essere, intanto, quello al bilancio che nelle giuste sedi, che è
quella anche della Conferenza Stato-Regione, faccia valere le
nostre proposte e, perché no, concordi qual è la linea.
D'altra parte, se sino a questo momento stiamo procedendo con una
serie di disegni di legge che talvolta arrivano senza relazione,
con emendamenti che arrivano in Aula all'ultimo momento, talvolta
persino senza passare dal vaglio della Commissione; perché,
Presidente, io vado oltre a quello che diceva lei: il problema è
non solo quello che accade nelle Commissioni, talvolta è pure
quello che accade in Aula con degli emendamenti che non passano
neanche dalle Commissioni che, purtroppo, che in una logica
emergenziale, ed io capisco poi, pure, diciamo, la logica di chi
deve presiedere l'Aula che si trova la spinta della piazza, quella
categoria che non ha risposta, le risorse che devono arrivare e ci
ritroviamo, poi, in un meccanismo che è frutto, diciamo, di una
logica emergenziale dove tante volte viene meno la programmazione.
E, giustamente, di esempi ce ne sarebbero: sull'edilizia privata,
sulle concessioni demaniali marittime, sul servizio idrico
integrato, sui condoni edilizi, per non parlare poi di categorie.
La collega prima che salissi qui a parlare ha detto: Figuccia,
non è che ci ricordi di nuovo degli ASU? . Certo, degli ASU Ma una
delle prime norme che abbiamo fatto, parlando di categorie, di
gente che purtroppo aspetta risposte da legislature, lei lo
ricorderà, fu quella del bacino Emergenza Palermo - Ex PIP . La
norma fu presentata, ce la impugnarono, abbiamo fatto la modifica
all'impugnativa e adesso quella categoria ancora aspetta. Ma
aspettando aspettando va a finire che fuori dal Palazzo la gente si
organizza e sono io stesso a dire a quella categoria: rivolgetevi
ad un legale per fare valere i vostri diritti . Sono io stesso a
dire che siccome da vent'anni vivono una condizione di precariato,
senza tutele, di lavoro nero, alla fine devono far valere il
diritto della differenza contributiva e si devono rivolgere
all'avvocato.
Sugli ASU, la collega - ripeto - diceva prima: ma ora ribadisce
gli ASU? ; sì, ribadisco gli ASU, perché dopo che la norma è stata
impugnata - perché certe volte oltre al danno la beffa, Presidente
- noi, all'interno del disegno di legge Stralcio non è che
abbiamo provato a recuperare quell'impugnativa? Abbiamo sottratto
ulteriormente le risorse, abbiamo ipotizzato forse l'idea di un una
tantum con un contributo in funzione di non so che cosa della
pandemia, quello stesso contributo che magari dovevamo dare ai
lavoratori della SAS che poi non glielo abbiamo più dato perché era
stato impugnato.
Allora, Presidente, io sono esattamente d'accordo con lei: My
Day, May Day, l'aereo sta precipitando . Vediamo di alzare la
leva di comando, fare un po' di programmazione e creare le
condizioni perché l'aereo atterri con buona pace e delle grandi
fantasie dei tecnicismi, cercando di arrivare al risultato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.
E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, io intendo parlare a quest'Aula e a
lei, in particolare, di una vicenda drammatica che si sta
consumando ai danni dei bambini. Circa cento bambini disabili gravi
e gravissimi che frequentano e anzi con estrema difficoltà - devo
aggiungere - le scuole del primo ciclo di istruzione della città di
Trapani.
In uno dei miei ultimi interventi ho accennato alla vicenda che è
davvero incresciosa perché, di fatto, a provocare questa tempesta
perfetta è stato un parere richiesto dagli uffici di Gabinetto
dell'Assessore Scavone al CGA, in ordine alla competenza ad
erogare, sia il servizio di assistente igienico-personale ai
bambini disabili, sia il servizio ASACOM, Assistente alla
Comunicazione e all'Autonomia, ai medesimi alunni delle scuole - in
questo caso - di ogni ordine e grado della Regione siciliana.
Bene, con quella domanda molto secca e molto improvvida
l'Assessorato, di fatto, ha scatenato quella che definisco una
tempesta perfetta , perché senza troppi approfondimenti - diciamo
pure - che non è stato comunicato al CGA che la Sicilia provvede ad
erogare un servizio di questa natura da ben 39 anni, in virtù di
una norma che mai in Sicilia è stata abrogata. Non solo, ma da 39
anni a questa parte si continua a legiferare, questo Parlamento ha
continuato a legiferare - non ultima con la legge sul diritto allo
studio - riaffermando la costante volontà legislativa di far fronte
a questa emergenza per i più gravi e i gravissimi delle scuole di
ogni ordine e grado.
Chiederei alla collega gentilmente di non parlare al telefono
perché mi disturba, purtroppo
L'emergenza che si sta verificando, Presidente, nasce in una
citta, a Trapani, dove dal secondo quadrimestre dello scorso anno
con un cinismo etico di proporzioni veramente drammatiche è stato
interrotto il servizio, in ragione del fatto che quel parere
ascriveva alla competenza dello Stato la responsabilità di erogare
questi servizi.
In realtà, sappiamo bene che c'è stata una mal posizione della
domanda, perché la Sicilia non agisce per delega dello Stato, la
Sicilia ha competenze statutarie che definiscono una competenza
esclusiva ed anche una concorrente, laddove si tratti di scuola
primaria, di scuole del primo ciclo e secondo ciclo di istruzione e
di Università. Queste competenze, esclusive e concorrenti, non sono
mai state abrogate. Non solo, ma ci sono sentenze della Corte
costituzionale che affermano la fattispecie di queste plurime
competenze.
Allora è drammatico, e faccio appello a quest'Aula, faccio appello
alla sensibilità anche sua, Presidente, e del nostro Governo, che
peraltro ha approvato linee guida e che peraltro ha approvato una
delibera di Giunta per dire che in ogni caso ci possono essere
prestazioni aggiuntive.
La verità della questione risiede, ovvero, la mal posta verità
della questione risiede nel fatto che è competenza dello Stato
garantire a tutti gli alunni e ai disabili l'assistenza igienico-
personale di base, per la quale provvedono con i collaboratori
scolastici delle scuole che sono formati e in tal senso si stanno
avviando una serie di corsi di formazione. Ma nulla si dice in
merito al fatto che tale assistenza igienico-personale va garantita
con personale specializzato, Presidente, che ha fatto 900 ore di
corso, e non 60 quanto ne garantisce il MIUR, per quei bambini e
ragazzi che sono disabili gravi e gravissimi.
Questa è una fattispecie che nel parere, nella richiesta di
parere, non viene contemplata e c'è pure una sentenza della Corte
costituzionale, che poi io le farò avere, Presidente, perché su
questo tema io chiedo veramente, come dire, la forza di questo
Parlamento, onorevole Lupo e so che lei è sensibile e tanto lo ha
fatto muovere nella direzione di annunciare un emendamento di due
milioni di euro in finanziaria per i Comuni affinché provvedano
alla erogazione di questo servizio, che come me lei ritiene
essenziale. Quindi, entriamo nella logica di quei servizi
essenziali che oggi sono stati interrotti da un uomo del Partito
Democratico, che certamente ha diversa sensibilità da quella del
Presidente Lupo e che si chiama Tranchida.
Ora, Presidente, chiudo, dicendo una cosa fondamentale: la Corte
costituzionale, credo proprio con una sentenza, la n. 200 - non
ricordo esattamente di quale anno - ha definito che della complessa
vicenda dei disabili non si può fare un unico calderone,
individuando con ciò la fattispecie dei disabili più gravi e di
quelli meno gravi, per i quali ovviamente i servizi devono essere
differenziati.
Aggiungo che la dottoressa Catenazzo, che è il cosiddetto
Provveditore, cioè il dirigente dell'ambito territoriale di
Trapani, ha precisato con una nota ai propri dirigenti scolastici
che tale assistenza specialistica, Presidente, va garantita, con
personale specializzato e non con il personale dei collaboratori
scolastici.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, non andiamo avanti, la prego. È
ovvio che quello che lei sta dicendo ha un'importanza enorme, né si
può pensare di lasciare senza assistenza questo tipo di disabili.
Per cui, la prego di chiudere, avendo la mia assoluta garanzia che
mi occuperò dell'argomento.
LO CURTO. Io per questo ho rappresentato così. Presidente, voglio
dire una cosa a lei, e la dico a tutti, perché dobbiamo sapere che
dietro i numeri, dietro le statistiche, gli slogan e le teorie,
abbiamo bambini in carne ed ossa: Maria, Giovanni, Francesco, e
probabilmente una di queste bambine - glielo dico, Presidente,
perché dobbiamo sapere di cosa parliamo - una bambina di queste,
mestruata, di 11 anni, che se la fa addosso, la cacca, la pipì, chi
ci mette le mani?
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, le garantisco da parte mia tutto
l'appoggio e quindi l'interessamento mio, ma di tutta l'Aula
sull'argomento e, quindi, in qualche maniera dobbiamo trovare una
soluzione che certamente non può essere prorogata, perché è un
argomento troppo importante.
LO CURTO. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Lo Curto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Trizzino ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione sulle impugnative delle leggi regionali
da parte del Governo nazionale
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
Dopo l'onorevole Lupo, sono iscritti a parlare gli onorevoli Di
Paola, Sunseri, Foti, Palmeri e Lentini, se non ce ne sono altri.
Prego, onorevole Lupo.
LUPO. Grazie, Presidente, Governo, colleghi. Intanto, Presidente
Micciché, condivido lo spirito delle sue comunicazioni in merito
all'esigenza di fare tutto quanto è possibile per evitare che altre
leggi approvate da questa Assemblea possano essere impugnate,
ahimè, purtroppo, a volte, a ragione.
È corretto, io penso è dovuto, da parte dell'Assemblea esercitare,
in particolare da parte della Presidenza, e lei lo fa, esercitare
un attento vaglio preventivo di costituzionalità dei testi che
l'Aula è chiamata a votare.
Peraltro, tutte le volte in cui gli Uffici dell'Assemblea sono
stati investiti di dubbi, domande, richieste di chiarimenti -
almeno per la mia esperienza - gli Uffici hanno sempre risposto con
dovizia di particolari, anche documentando il perché di alcune
osservazioni. Lo fa in particolare l'Ufficio Studi, ma non solo
l'Ufficio Studi.
Ma affinché anche gli Uffici dell'Assemblea, Presidente, possano
svolgere a supporto dell'attività legislativa questa attività di
assistenza è necessario, Presidente, rispettare semplicemente e
attentamente quanto il Regolamento prevede rispetto ai tempi di
analisi dei testi, di discussione, di presentazione degli
emendamenti, l'opportunità di svolgere a volte delle audizioni che
possono anche essere illuminanti per la Commissione parlamentare.
Tutte le volte in cui, invece, si tenta di forzare i tempi o di
presentare un emendamento all'ultimo minuto in Commissione o in
Aula noi ci siamo sempre opposti perché tutto ciò porta a risultati
negativi, perché poi la svista, la possibilità di un errore
ovviamente, in quel caso, è dietro l'angolo. Quindi, ben venga un
esame attento, un vaglio di costituzionale preventivo dei testi
legislativi ancor prima, ovviamente, che siano votati.
Voglio ricordare, Presidente - non tutti in quest'Aula ne hanno
avuta esperienza ma lei sì perché è già stato Presidente in una
precedente Legislatura in cui vigeva la prassi - che a fronte di
una annunciata impugnativa da parte del Commissario dello Stato,
preventiva rispetto all'entrata in vigore del testo, l'Aula anche
per prassi, ma in virtù di una sentenza di Corte costituzionale
esercitava uno stralcio delle parti impugnate mandando,
trasmettendo al Presidente per la promulgazione e la pubblicazione
il testo al netto, diciamo, delle parti impugnate.
Tutto ciò, ovviamente, non può accadere più; questo è di tutta
evidenza, perché soppresso il Commissario dello Stato il controllo
può essere solo di legittimità solo a posteriori, a parte
ovviamente il controllo che può esercitare lei di costituzionalità
esercitando le sue funzioni di ammettere o non ammettere o meno
leggi e testi.
Però, Presidente, io penso che anche adesso ci dobbiamo dare una
regola, sarà per prassi, per consuetudine, la vogliamo mettere per
Regolamento. Cioè, intanto il Governo quando c'è una norma
impugnata dovrebbe comunicare a quest'Aula, ed io la invito a farlo
sistematicamente, invitare il Governo a riferire cosa intende fare,
se intende resistere, non intende resistere dinnanzi alla Corte
costituzionale, intende modificare la norma per evitare
l'impugnativa.
Io propongo, Presidente, che all'argomento si dedichi una seduta
di Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per decidere
insieme ai colleghi quale può essere la prassi da esercitare
affinché almeno, Presidente, una norma impugnata torni in
Commissione, nella Commissione che l'ha esitata affinché la
Commissione possa prendere in esame la natura dell'impugnativa,
sentire il Governo, anche per determinarsi, Presidente, su
un'eventuale modifica legislativa da apportare perché anche questo
rientra nelle nostre competenze; ma non possiamo lasciare al caso
quello che accade dopo un'impugnativa o soltanto alle valutazioni
del Governo perché io penso che è anche nostra responsabilità
prendere in esame queste norme impugnate per decidere cosa farne
perché ricordo che frattanto la legge è in vigore.
Noi abbiamo norme in vigore impugnate molto delicate che
riguardano, per esempio, l'edilizia. Cosa accadrà negli uffici
tecnici e dei Comuni se questo Parlamento non sarà in grado di dire
con chiarezza una parola definitiva? Io temo che si complicheranno
molto le cose con conseguenze molto negative per i cittadini.
Presidente, ho ancora pochi secondi per dire che ho presentato un
ordine del giorno che riguarda la condanna dei gravissimi atti di
violenza, di stampo fascista che si sono verificati sabato a Roma,
in particolare con l'assalto alla sede della CGIL, perché credo che
quest'Aula prontamente debba condannare questi atti. Quindi, visto
che mi pare non ci sia il numero legale per procedere
all'approvazione di una legge, io Presidente le chiedo comunque di
metterla al voto perché mi sembra assolutamente importante che le
istituzioni democratiche rispondano prontamente a questi atti di
violenza.
PRESIDENTE. Grazie. Su questo argomento che lei ha affrontato sul
ritorno in Commissione di una legge impugnata, assessore Cordaro
probabilmente potrebbe essere, l'abbiamo già fatto altre volte.
Cioè, se il Governo ripresenta la norma con intanto eliminata la
parte impugnata, noi modifichiamo la norma che è andata a Roma e
che è stata impugnata e di fatto rendiamo valido tutto il resto,
perché invece in questa maniera noi così blocchiamo
La legge è in vigore sì, però, rimane con la spada di Damocle.
Comunque ora studiamo un qualcosa che possa semplificare anche
questo perché il resto della legge sia immediatamente
Il resto della legge è comunque valido.
È iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
Comunque, in ogni caso che il Governo venga a dare un'informazione
su quello che intende fare, questo sì, assessore Cordaro, se fosse
possibile
(Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)
PRESIDENTE. No certo, questo è ovvio, però su questo se ci dà una
risposta non è male.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
cittadini, non vorrei che quelli che ci ascoltano , noi dobbiamo
cercare di distinguere la pagliuzza con la trave.
Signor Presidente, alcune norme - e lo ha detto chi mi ha
preceduto, la collega Ciancio ma anche il collega Cracolici - che
sono arrivate qui in Aula sono state, per certi versi, anche
forzate dalla politica, perché poi gli Uffici arrivano fino ad un
certo punto, giustamente.
Se la politica forza e si gioca tipo, come dire, a Rischiatutto
- c'era un gioco di rischio tutto al gioco dei dadi - e allora,
come dire, poi si aspetta se va bene o va male successivamente.
Ovvio che la politica deve arrivare prima.
Anziché giocare a Rischiatutto , Presidente, la politica fa le
interlocuzioni, dopo le interlocuzioni se deve forzare in qualche
norma, viene a forzare solo dopo le interlocuzioni perché,
altrimenti stiamo giocando a rischia tutto e la Sicilia non si
può permettere questo.
Perché le dico la differenza tra la trave e la pagliuzza? Perché
ci sono altre norme invece, colleghi, come ad esempio la legge
sull'accoglienza e l'inclusione che ha subito un'impugnativa, ma
che è stata fatta in maniera corale con il supporto massimo degli
Uffici e le uniche cose da modificare per far cessare l'impugnativa
sono alcune parole e già c'è l'emendamento pronto.
Quindi, Presidente, vede la differenza tra una forzatura da parte
della politica che va a giocare a dadi e fa il rischia tutto e
poi c'è l'impugnativa - un'impugnativa che poi non potrà essere
superata anche con una norma che magari si viene a fare qui in Aula
- e invece una legge fatta in maniera corale, perché la politica dà
l'indirizzo, sono poi gli Uffici tecnici a sistemare, ovviamente,
gli articoli in base all'indirizzo politico. Se la politica forza e
va oltre, ovvio che se non c'è una concertazione si sta sbagliando
tutto e si sta perdendo tempo.
Quindi, Presidente, le chiedo - se l'assessore Falcone un attimo -
di fare una netta differenza tra alcune norme impugnate, dove già
molti colleghi qui in questo scranno avevano già preannunciato
l'impugnativa. Ed io sono convinto che anche gli Uffici, quando
vedevano queste norme man mano che prendevano forma, avevano dato
sicuramente un parere non positivo, però lo stesso si è giocato a
dadi e poi si è perso. Contro invece delle norme dove magari alcune
parole possono essere, come dire, a livello tecnico non corrette,
ma poi portiamo l'emendamento in Aula e superiamo l'impugnativa.
Quindi, c'è una differenza enorme, Presidente, tra la pagliuzza e
la trave. Non mescoliamo le pagliuzze con le travi perché, dico, la
maggior parte delle travi, Presidente, che sono state impugnate e
non possono essere superate come impugnativa le ha portate questo
Governo regionale in Aula e se ne assuma, questo Governo regionale,
tutta la responsabilità. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ha
rinunciato.
È iscritta a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei intervenire
relativamente all'impugnativa della legge n. 21 del 29 luglio 2021,
quella relativa all'agroecologia perché sebbene siamo pienamente
consapevoli che la legge di che trattasi trattava materie
concorrenti con lo Stato, abbiamo cercato di porre tutta una serie
di correttivi per evitare proprio questa impugnativa e di invadere
quella che era la competenza dello Stato.
In alcuni passaggi prendiamo atto anche della scarsa
interlocuzione che c'è stata con lo Stato per la tempistica con la
quale è avvenuta questa impugnativa, proprio gli ultimi giorni,
nell'arco di questi sessanta giorni. Quindi, non c'è stata nemmeno
la possibilità di fare un minimo di correttivi.
Devo dire che la legge nella sua struttura principale è rimasta in
piedi perché comunque questa nuova figura, questo nuovo modello di
aziende è rimasto in piedi.
Ad oggi si accompagnano alle aziende biologiche dei nuovi modelli
che producono qualità agroalimentare e qualità salubre nel cibo,
nella filiera del cibo.
Vorrei entrare nel merito di alcuni elementi che sono stati
impugnati.
Vorrei entrare nel merito di questo ordine del giorno che abbiamo
presentato con vari colleghi che chiedono al Governo di presentare
tutta una serie di controdeduzioni per resistere in sede di Corte
Costituzionale all'impugnativa.
In particolare, vorrei entrare nel merito di alcuni aspetti
oggetto dell'impugnativa del Ministero della sanità che, fra
l'altro, non ha interloquito nemmeno col Ministero dell'ambiente e
col Ministero dell'agricoltura.
Innanzitutto, il parallelismo legato fra salute ed ecologia. Ecco,
il Ministero sostiene che non esiste nessun parallelismo, nessuna
correlazione fra il concetto di salute e il concetto di
agroecologia.
Ricordo a me stessa che l'agenda 2030 e gli indirizzi della FAO
mettono in chiara evidente correlazione la salute con
l'agroecologia.
Su questo primo punto inoltre il Ministero della salute dice che
non abbiamo competenze, che stiamo travalicando quelle che sono le
competenze della Regione siciliana.
Ma ricordo anche che il nostro Statuto siciliano ci dà competenza
in materia di salute in quanto l'Assemblea regionale in particolare
può al fine di soddisfare alle condizioni particolari e agli
interessi propri della Regione emanare leggi anche in materia di
igiene e sanità pubblica'.
Ma quali possono essere queste condizioni particolari che
consentono alla Regione siciliana di legiferare in materia di
salute?
Ad esempio, il fatto che cerchiamo di batterci per la tutela della
nostra biodiversità come ci chiede l'Europa con tutta una serie di
indirizzi, regolamenti e direttive. Una biodiversità che ogni
giorno è sempre più in crisi.
Ricordiamo che la Sicilia è la Regione a maggiore biodiversità di
Europa. Credo che abbiamo qualche elemento che ci dovrebbe mettere
in più rispetto ad altre Regioni d'Italia, rispetto ad altri Paesi
europei per tutelare la nostra biodiversità.
Inoltre, le direttive Farm to Fork ci dicono e ci impongono di
tutelarla.
Altro punto. Sull'aspetto della legge che ha impugnato l'articolo
6 sulle importazioni. Ecco, anche qui siamo stati rimproverati del
fatto che limiteremo la libera circolazione delle merci quando in
realtà chiediamo semplicemente l'utilizzo, l'adozione di un
Regolamento europeo che ad oggi non è attuato, ossia che queste
merci importate debbano essere certificate, debbano camminare con
una certificazione europea che è oggetto di un Regolamento del
2017. Quindi, non vogliamo limitare nulla, chiediamo l'utilizzo,
l'attuazione di un Regolamento europeo.
Dal nostro canto oltre a chiedere al Governo di presentare
opportune controdeduzioni in sede di Corte Costituzionale,
assessore Scilla - non so se ha seguito tutta la parte iniziale
dell'intervento - in merito all'agroecologia, stiamo chiedendo con
un ordine del giorno, prima firma, la vicepresidente Angela Foti,
di presentare opportune controdeduzioni in sede di Corte
costituzionale per resistere all'impugnativa della legge
dell'agroecologia su alcuni articoli che potremmo affrontare più
avanti nel dettaglio.
Inoltre, siamo anche disponibili a presentare dei correttivi su
singoli termini o su singole parole per salvare l'intero assetto
della legge perché crediamo che questo articolo, questo sulle
importazioni per tutelare le merci e quindi tutelare la salute dei
cittadini, ma anche l'articolo 3 quello che limita l'utilizzo di
pesticidi non biologici vietandoli in tutte le aree pubbliche,
credo siano aspetti importanti nell'agroecologia che fuoriescono
dall'ambito stretto delle aziende ma sono a completamento del tema.
Grazie.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Palmeri. La ringrazio anche per aver
illustrato l'ordine del giorno su questa attività che ha visto la
Commissione, non solo la III, impegnata. E questo a riprova del
fatto che non bisogna avere complessi di inferiorità rispetto allo
Stato che, a volte, trasborda a mio modo di vedere nell'esercizio
delle impugnative.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo porre una
domanda così velocissima all'assessore Cordaro: ha fatto ricorso
alla Corte costituzionale riguardo alla legge sull'edilizia,
Assessore?
(Intervento fuori microfono)
Sì Così mi risulta anche dal ricorso che è stato fatto anche
riguardo all'assessore per il lavoro e alla famiglia riguardo
all'articolo 36 della legge approvata qualche mese fa.
Io, onestamente, se una legge viene impugnata come nel caso, ad
esempio, dell'edilizia la legge dell'edilizia che non era altro che
un recepimento del DPR 380 del 2001 riguardo, appunto,
all'edilizia. Noi dovevamo solo ed esclusivamente fare un
recepimento e dare qualche accorgimento su alcuni settori nel
nostro territorio. E così abbiamo fatto, ma poi nello stesso tempo
abbiamo lavorato e poi alla fine abbiamo messo fuori l'articolo 20,
se ricordate bene, e abbiamo fatto un disegno di legge ad hoc per
l'articolo 20, che è stato impugnato pure questo.
Quindi. qual è il ragionamento che voglio portare avanti? Quello
che se abbiamo persone che hanno presentato la sanatoria del 1985,
quindi parliamo di 36 anni fa, e mi ricordo l'Assessore che con
tanto entusiasmo cercava di portare avanti questa , mi sembra
ragionevole il fatto che, dopo 36 anni, a queste persone, queste
famiglie che si trovano in queste condizioni lo Stato deve pure
dire qualcosa. Se li vuoi abbattere, se non li vuoi abbattere Che
cosa dobbiamo dire a queste persone? Ci troviamo poi fra l'incudine
e il martello.
La Regione siciliana non è nelle condizioni di fare nulla su
questa cosa. Quindi, sono delle impugnative che, alla fine,
rimaniamo tra color che siamo sospesi. Quindi, non abbiamo dato un
giusto indirizzo al Governo e il Governo, nello stesso tempo, non
può fare altro che prenderne atto e chiudere la vicenda in questo
senso.
Vedete, ho presentato ed è stato approvato all'unanimità il
disegno di legge voto che riguardava le università, l'abolizione
del numero chiuso nelle università. Signori miei, l'altro ieri,
leggo che mancano in Lombardia, Presidente, mancano nella sola
Lombardia ventimila infermieri Mancano OSS e mancano medici Ora,
a livello nazionale, apriti cielo, ne mancano chissà quanti
Se noi non facciamo valere il nostro Parlamento che legifera su un
fatto molto importante, perché poi una legge votata all'unanimità
deve avere un suo valore Altrimenti non si capisce
Se ai nostri giovani evitiamo di fare ricorso all'iscrizione in
una delle facoltà che sono chiuse, che alla fine sono tutte chiuse
e poi, magari, questi ragazzi si vanno ad iscrivere in altri stati
ma cosa abbiamo fatto? Non abbiamo fatto niente Portiamo risorse
delle nostre famiglie fuori dalla nostra Regione e non è possibile,
non è pensabile
Quindi, prego il Governo, in questo caso l'assessore Lagalla che è
l'Assessore per la pubblica istruzione, di interferire
immediatamente, di interagire anche attraverso riunioni con il
Ministero, per fare capire immediatamente che bisogna riaprire le
facoltà. Non è possibile continuare in questo modo
Noi abbiamo inserito, per combattere la pandemia, sono stati
assunti a tempo determinato 6.000 tra medici e paramedici, che
uscivano dall'università e non erano nemmeno specializzati Quindi
dobbiamo prendere un provvedimento anche in questo senso Cosa
diciamo a questi giovani? Cosa vogliamo fare? Non è pensabile che
una legge venga impugnata e poi rimanga tutto così, sospeso.
E poi - caro Governo, mi riferisco al Governo - anche quelle
norme, Presidente, che vengono approvate e a cui poi non si dà
seguito è una cosa fallimentare.
Quindi, Presidente, chiamo all'attenzione del Parlamento, dei miei
colleghi, che questo è un fatto importante, sia a livello nazionale
che a livello regionale, che al Ministero dobbiamo dire che noi
siamo qua per dare conto e ragione ai nostri cittadini, che hanno
ragione e gridano per avere affermati i nostri disegni di legge. E
allo stesso tempo del nostro Governo - e chiudo Presidente, grazie
- che alle leggi che sono state approvate, a partire dall'ultima
finanziaria, occorre dare seguito a quelle norme che abbiamo
approvato e che il Parlamento tutto ha sposato. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha
facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, volevo cogliere l'invito del
Presidente Miccichè e le giuste sollecitazioni che arrivano dalla
Presidenza rispetto all'attenzione, alla qualità legislativa di
questa Assemblea.
Voglio, però, non so nelle altre Commissioni, ma l'attenzione
degli Uffici e mia personale, rispetto ai testi che portiamo in
Aula è sempre massima. Quello che succede spesso - come è successo
nell'ultima impugnativa - è che poi magari accogliamo degli
emendamenti d'Aula che non sempre hanno quell'attenzione che gli
Uffici in Commissione possono dare ad un emendamento presentato in
Aula all'ultimo momento.
E, quindi, alzare l'attenzione anche rispetto a questa possibilità
che in testi complicati, molto sensibili, in materie in cui lo
Stato ha in qualche modo allargato le sue competenze rispetto a
quelle originarie dettate dallo Statuto siciliano, ebbene, lì
l'attenzione agli emendamenti dell'ultimo minuto deve essere
maggiore. E, se è possibile - e questa è una proposta che io avevo
già fatto e la reitero - quando ci sono testi così complicati e
delicati, possiamo tentare la via della sede redigente in
Commissione, in modo tale che quando dalla Commissione esce il
testo arriva in Aula solo per il voto finale, proprio perché basta
un emendamento d'Aula non soppesato, perché non è sempre facile
all'ultimo minuto, per fare scattare l'impugnativa.
Ho già concordato con l'assessore Cordaro che faremo una riunione
in Commissione, per vedere se è il caso o meno di modificare alcune
di queste norme che, approvate in Aula, sono state impugnate. E
quindi i colleghi saranno, ovviamente, coinvolti rispetto a queste
indicazioni.
Voglio, però, sottolineare qualcosa che a noi è successa, per
esempio, nella legge urbanistica. Ecco, anche in questa legge,
questa dell'edilizia, mentre dal Ministero che ha competenza sulle
materie urbanistica ed edilizia è arrivata la nota in cui dicevano
che la normativa siciliana, la legge siciliana era assolutamente
conforme al dettato costituzionale, successivamente è arrivata una
nota dei Beni culturali, a firma della stessa funzionaria, che per
la legge urbanistica ha impugnato alla Sicilia la valenza
paesaggistica del Piano regionale.
Ora, il Governo Musumeci ha ritenuto di non volere reiterare
bracci di ferro col Governo nazionale, per cui abbiamo rinunciato
all'impugnativa davanti la Corte Costituzionale, ma proprio quella
norma impugnata dalla funzionaria solerte dei Beni culturali noi
l'abbiamo copiata dalla regione Emilia Romagna che è la regione di
appartenenza del Ministro dei Beni culturali. Quindi, probabilmente
un corto circuito per quei funzionari. Il Ministro se avesse avuto
maggiore attenzione questo lo avrebbe compreso molto più
velocemente della solerte funzionaria che ancora oggi ci fa le
pulci sui Beni culturali.
Per cui, voglio dire non sempre è colpa della politica. A volte ci
sono degli atteggiamenti un poco troppo rigidi e, quindi, dobbiamo
anche capire se è il caso o meno di resistere anche in questa
circostanza oppure, visto che comunque non era un'indicazione che
veniva dal governo Musumeci ma dall'Aula, insieme ai colleghi
decidere se queste norme che poi l'Aula ha approvato vanno difese o
vanno cambiate. Quindi, sono assolutamente disponibile, ma
Presidente, lei si è seduta adesso, reitero la richiesta che avevo
fatto mesi fa. Quando si tratta di temi così delicati e sensibili
che a volte sono borderline con competenze del Parlamento
nazionale, dobbiamo ritenere se sia utile o meno - ovviamente verrà
deciso da lei in Conferenza dei Capigruppo e da tutti - non fare
piuttosto una sede redigente in Commissione in modo tale che si
evitino gli emendamenti d'Aula che all'ultimo minuto, non bene
soppesati dal Servizio Studi e dai nostri bravissimi funzionari,
possono fare saltare il banco come è successo nell'ultima legge
sull'edilizia. Grazie.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, la redigente in Commissione
l'abbiamo fatta una volta e non è da Regolamento facilissimo farla,
né peraltro possiamo abolire l'Aula, per cui, diciamo, che quando
ci sono delle motivazioni particolari per cui può essere fatta sono
ben felice perché si velocizza il tutto, però diciamo che la
normale attività è quella del voto d'Aula finale.
E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.
C'è l'onorevole Foti poi. Se vuole prima l'onorevole Foti e poi
lei.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Foti, così diamo tempo
all'onorevole Schillaci di
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Foti)
PRESIDENTE. No, c'è qui, come avete visto, è arrivato l'assessore
Scilla che è disponibilissimo ad affrontare l'argomento dei
progetti che non sono stati ammessi. Credo che, almeno è stato il
suggerimento che gli ho dato, che mi sembra la cosa migliore,
perché domani ha l'incontro con il Ministro.
Per cui gli ho detto se intanto vuole dire due cose, però ho
chiesto la disponibilità di essere qua dopo che incontra il
Ministro perché, diversamente, direbbe le cose a metà. Domani
incontra il Ministro e quindi da dopodomani è disponibile a fare.
Comunque adesso ci arriviamo, in ogni caso.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Grazie, Presidente. Io invece intervengo perché
sollecitata proprio dagli eventi dei giorni scorsi che hanno visto
andare in fumo ben 422 milioni di euro da destinare ad opere
irrigue. Ma soprattutto intervengo perché preoccupata dalle parole
e dalle dichiarazioni dell'assessore Baglieri che ha rilasciato
giorni fa che parla di una struttura amministrativa deficitaria,
totalmente deficitaria da un punto di vista di capacità tecniche
amministrative, con ben 1.500 vuoti nelle piante organiche. Ora mi
chiedo questa Regione siciliana
PRESIDENTE. Lei si deve chiedere perché l'ha fatto solo la
Baglieri questo
SCHILLACI. No, a prescindere, se l'ha fatto la Baglieri o meno a
me non interessa. Se questa situazione è davvero così, a me
preoccupa da deputato di quest'Assemblea regionale l'appuntamento
con l'utilizzo e l'accesso ai fondi del PNRR. Perché se abbiamo
avuto l'episodio del Dipartimento agricoltura, a breve lo avremo in
altri settori strategici di questa Sicilia.
Quindi, Presidente, le chiedo di fare una seduta dedicata perché
non ci possiamo permettere di perdere questo appuntamento con i
fondi che cambierebbero il volto di questa Regione. Quindi, le
chiedo di fare una seduta dedicata con il Governo regionale perché
desideriamo sapere come questo Governo intenda affrontare questa
tematica, che credo che sia importantissima e che debba riguardare
tutte le forze politiche a livello trasversale. Grazie.
PRESIDENTE. Allora, darei intanto la parola all'assessore
Cordaro, non per dare delle risposte perché le risposte le dovrei
dare io che sono il responsabile di questa vicenda di cui stiamo
parlando, ma per dare il suo parere su quello che è e su come
possiamo sentire dal Governo le misure che si possono prendere per
evitare che sia ancora in questa maniera.
Ha facoltà di parlare l'assessore Cordaro.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente. Ringrazio gli onorevoli colleghi per avere sollevato
una serie di questioni che però, voglio dire, per comodità e per
brevità, anche in ragione del fatto che dopo di me interverrà il
collega Scilla per aprire questo tema del dibattito
sull'agricoltura che poi credo porterà a compimento insieme
all'Aula dopo l'incontro con il Ministro, come vi dirà lui, però
sento il bisogno, Presidente, di precisare alcune cose, perché se è
vero come è vero all'onorevole Di Paola ha già risposto l'onorevole
Cracolici nel momento in cui un disegno di legge da chiunque
provenga, anche dal Governo, arriva in Aula, diventa patrimonio
dell'Aula e, quindi, queste forzature del Governo, al netto delle
pagliuzze e delle travi - lì mi sono confuso ma sarà un problema
mio - è pur vero che devo dire in qualche modo vorrei rassicurare
il collega Cracolici che ha fatto un ragionamento assolutamente
concreto, che non saranno 8 milioni di euro in una legge di
stabilità di parecchi miliardi di euro a mettere in discussione la
parifica perché sono già coperti e quindi, Presidente, questo lo
dico perché oltre che convenire con lei sull'impossibilità di dare
un voto contrario per superare quel tema, vorrei rassicurare non
tanto l'onorevole Cracolici ma, soprattutto, i siciliani sul tema
che 8 milioni di euro, appunto, sono un problema da affrontare con
scrupolo, ma sono un problema sufficientemente relativo che abbiamo
già coperto, così come sarà in grado l'Assessore alle finanze di
spiegare a questa Aula.
Presidente, è chiaro, e io me ne assumo per intero la
responsabilità, che quest'Aula meriti ed avrà sempre la
comunicazione di quello che è l'intendimento del Governo su
eventuali impugnative.
D'altronde, devo dire, ma per un fatto ecco di valutazione
oggettiva, l'ha accennato la Presidente Savarino, qualche volta il
sapore della politica alcune impugnative, così come ha detto anche
l'onorevole Cracolici, ce l'hanno perché ci sono delle norme che,
obiettivamente, non riusciamo a capire essendo le medesime per
quale ragione in Sicilia se le approva il Parlamento siciliano non
passano, se le approva il Consiglio regionale dell'Emilia Romagna
invece passano.
E d'altronde, colleghi, quando qualcuno mi ha chiesto in maniera
più o meno strumentale, mi riferisco a certa stampa, qual era
l'intendimento del Governo sul famoso articolo 20, poi stralciato,
legato alle inedificabilità, ai vincoli di inedificabilità
relativa, ho spiegato ed è quello che stiamo facendo, ma abbiamo
anche delle date precise. Quindi, chi dice che abbiamo impugnato
sbaglia e chi dice che non abbiamo impugnato sbaglia, la verità è
che dal raccordo istituzionale che comunque resta assolutamente
intonso con il Governo nazionale, la data di scadenza è il 10
novembre e quindi entro quella data, in ragione di una serie di
valutazioni assolutamente giuridiche e normative che riguarderanno
intanto la comprensione di quelli che sono gli arresti
giurisprudenziali della Corte Costituzionale sul tema, come si è
comportata la Corte costituzionale in caso analoghi, cosa ha deciso
eventualmente il giudice penale di legittimità e, quindi, la Corte
di Cassazione e cosa ha deciso in sede amministrativa il Consiglio
di Stato o il Consiglio di Giustizia Amministrativa, messo insieme
tutto ciò, in ragione del fatto che resto convinto che una dose di
politica resti in quella volontà di impugnativa, a quel punto
assunta la decisione, la comunicheremo all'Aula e poi, ovviamente,
ci comporteremo conseguenzialmente.
Così come ho detto, e mi piace comunicarlo all'Aula perché
dall'Aula vorrei un appoggio - ma questo avremo modo di
approfondirlo, se del caso, nella sede della Commissione competente
- è evidente che noi ci aspetteremmo, onorevole Schillaci, un
aiuto, ad esempio, circa la possibilità di ridiscutere l'accordo
sulla spalmatura del miliardo e settecento milioni che purtroppo,
oltre a prevedere il rientro della Sicilia per centosettanta
milioni di euro all'anno ha previsto, anche, il divieto di fare
assunzioni, quindi bene ha detto l'assessore Baglieri, ma nessuno
di noi ha la bacchetta magica; dovremo trovare soluzioni perché,
come bene dice da tanti anni il Presidente dell'Assemblea regionale
Miccichè, dovremmo fare le assunzioni, anche questo è un tema
politico, e per questa ragione, credo, che al netto della
valutazione che faremo quando decideremo se resistere
all'impugnativa del Governo nazionale perché è evidente che noi una
decisione netta la assumeremo; cose appizzate di questa natura
non se ne sentiranno mai con il Governo Musumeci.
Quindi, se decidiamo di resistere scriveremo perché ed invieremo
le nostre ragioni giuridiche alla Corte Costituzionale; se
decideremo di non resistere è chiaro che porteremo in Aula una
norma di abrogazione di quell'articolo, Presidente, perché credo
che dobbiamo dare certezza del diritto e, quindi, su questo dubbio
non ce n'è.
Cosa ben diversa, sempre per le norme di mia competenza, è il tema
sollevato su alcune norme, in primis dal collega Cracolici con
riferimento al cosiddetto testo normativo sul riordino
dell'edilizia, perché così come vorrei ricordare è accaduto sulla
riforma dell'urbanistica, sulla legge sul governo del territorio,
nel quale caso ci siamo confrontati con i ministeri che avevano
ventilato l'impugnativa convincendoli con alcune modifiche, in
questo caso, in ragione anche dell'unanimità o giù di lì che aveva
visto l'Aula approvare il testo sul riordino dell'edilizia, credo
che sia una buona idea quella di portare in Commissione le proposte
di impugnativa del Governo nazionale per comprendere tutti insieme
se vi è la possibilità di modificare qualche norma e, soltanto dopo
questo passaggio in Commissione, Presidente Miccichè, io riattiverò
i canali di comunicazione con il Dipartimento per gli affari
regionali della Presidenza del Consiglio per comprendere, appunto,
se c'è la possibilità di arrivare ad una buona mediazione con
riferimento a quella legge.
Per quanto riguarda, poi, il rapporto con l'Aula io sono sempre
qui e quindi continueremo a lavorare per evitare, ma non è mai
stata causa del Governo, lo dico alla collega Ciancio che ha svolto
un intervento assolutamente concreto, vorrei ricordare all'Aula che
il Presidente dell'Assemblea è stato così corretto con l'Aula, ma
anche con il Governo per carità, da impedirmi di sottoporre alla
vostra valutazione un testo che riguardava la norma sui direttori
dei parchi perché non era passata dalla Commissione, nonostante un
warning della Corte dei Conti, ha assunto un impegno che ha portato
in Aula, e nella seduta immediatamente successiva quella norma,
dopo essere correttamente passata dalla Commissione, è stata
approvata.
Quindi, non ci sono norme che calano dal Governo perché il
Presidente dell'Assemblea sotto questo profilo, ed io lo ammiro, ha
sempre dato pari dignità alle norme che arrivano dal Governo ed
alle norme che arrivano dal deputato.
Poi, colleghi, lo sappiamo tutti bene perché nessuno è arrivato
ieri: le vicende che accadono in sessione di finanziaria, quelle
hanno un'altra storia perché è chiaro che io ho sempre sentito dire
al Presidente Miccichè: se la norma non è condivisa, anzi se c'è
un solo Capogruppo che dice no, io non la metto ai voti . Per cui,
vorrei che tutti ci facessimo un esame di coscienza perché poi
quando le norme sono state approvate, dopo non essere passate
dall'Aula, ciò è accaduto perché tutti lo abbiamo voluto. Quindi,
non c'è chi ha più responsabilità e chi meno perché l'Aula è
sovrana e può decidere in un modo o in un altro.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Cordaro per il suo intervento.
Comunico che per iniziare a dare atto alle cose che ho detto
all'inizio, ci sono in questo momento in Aula alcune norme, non
all'ordine del giorno perché non sono state ancora materialmente
discusse qui, neanche per gli emendamenti, ma alcune norme che sono
arrivate e che sono state trasmesse all'Aula e gli Uffici stanno
valutando eventuali motivi per rinviarle in Commissione, nel caso
ci fosse qualcosa che riteniamo non sia sufficientemente chiara.
Gli Uffici, ovviamente, nel caso in cui la rimandano in
Commissione, motiveranno quelli che sono i dubbi che loro hanno
perché la Commissione, il Presidente di ogni singola Commissione,
possa meglio rivalutarla ai fini del nuovo rinvio in Aula. Quindi,
cominciamo subito a mettere un minimo di ordine su questo
argomento. Non vi posso dire quali sono perché materialmente ho
chiesto che le valutino adesso. Sono sette norme complessivamente
quelle che sono state trasmesse all'Aula, le verifichiamo subito e
se ce ne fosse qualcuna che non va la rinviamo serenamente e
tranquillamente in Commissione.
Presentazione e discussione di ordine del giorno
PRESIDENTE. Passiamo al secondo argomento che non era all'ordine
del giorno, ma era stato richiesto a gran voce da parte di tanti
Gruppi parlamentari e di tanti deputati. Vediamo l'ordine del
giorno dell'onorevole Lupo? Io l'unico dubbio che avevo, onorevole
Lupo, noi possiamo chiedere al Governo della Regione di farsi
carico di far procedere allo scioglimento di un partito, cioè
Forza Nuova , che io non amo per niente, ovviamente - inutile
dirlo - non so se ci possiamo permettere di farlo; se lo verificate
un attimo.
LUPO. Signor Presidente, mi rimetto ovviamente alle sue
valutazione, devo solo sottolineare che proprio per questa ragione,
d'intesa con i Gruppi parlamentari che hanno sottoscritto, non
impegniamo il Governo ad intervenire, ma si fanno voti, usiamo
l'espressione prevista dall'articolo 18 dello Statuto della Regione
siciliana, che prevede che per competenze nazionali l'Aula possa
invitare il Governo ad intervenire nei confronti del Governo
nazionale.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, questo era chiarissimo. Io dico:
possiamo noi chiedere al Governo della Regione di intervenire sul
Governo nazionale perché proceda allo scioglimento di un partito?
Vediamo cosa dice. Se il Governo è d'accordo per me problemi non ce
ne sono, però mi sembra un minimo esagerato. Io su tutto l'ordine
del giorno sono perfettamente d'accordo, ne faccio soltanto una
questione di tipo procedurale, non certamente di tipo politico.
Prego, Assessore.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, posto che la premessa sentita e non formale è la
condanna dei fatti accaduti a Roma giorno 9, e soprattutto
l'attacco alla sede nazionale della CGIL, io manifesto perplessità
circa la forma con cui si fanno voti. Perché il Governo della
Regione - è scritto testualmente - assuma concrete iniziative
mirate al divieto di riorganizzazione del disciolto Partito
Fascista'.
Presidente, ci dobbiamo intendere. Posto che l'apologia del
fascismo è già un reato e che è impossibile procedere alla
riorganizzazione di associazioni che facciano riferimento al
Partito Fascista', io sono assolutamente d'accordo a dare il
parere favorevole ad un atto che però dev'essere realisticamente
praticabile, onorevole Lupo, altrimenti finiamo per giocare a chi
rilancia di più in un tema che ci vede assolutamente d'accordo e
finiamo per fare una cosa che poi, Presidente - ora ci vuole -,
mandiamo a Roma e magari ci ridono in faccia, perché poi lo
impugnano, dice il presidente Miccichè, giustamente. Allora,
siccome il tema è delicatissimo e serissimo, io rebus sic
stantibus, ribadendo la ferma condanna a quanto accaduto, non posso
che rimettermi all'Aula per le ragioni che già abbiamo detto.
PRESIDENTE. Ma noi non possiamo - scusate - siccome credo sia
intenzione di tutti votarlo un documento di questo genere, di
condanna fermissima alla violenza che è stata fatta specialmente
nei confronti di uno dei sindacati più importanti in Italia; ma, al
di là di questo, la condanna all'eversione in assoluto, quale essa
sia, lo possiamo rivedere un attimo in modo che lo possiamo votare?
Perché secondo me dobbiamo soltanto provare a mettere una frase
diversa e siamo tutti d'accordo, credo. Onorevole Lupo, prego.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)
PRESIDENTE. Assessore, lei se la sente, oppure lo do anche agli
Uffici, vediamo se gli Uffici stessi lo possono sistemare un
attimo. Non possiamo chiedere al Governo regionale di chiedere al
Governo nazionale di fare rispettare la legge, l'apologia del
fascismo è già fuorilegge di suo, di far sciogliere un partito,
come dire, noi possiamo condannare questo sistema
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)
PRESIDENTE. Quindi, cosa gli chiediamo noi? Guardate, se parlate
un attimo con gli Uffici, ripeto, se già è stato sciolto. Comunque,
ripeto, quello che dicono poi gli Uffici, se lo scrivete insieme
all'onorevole Lupo che lo possa vedere ovviamente, e a tutti gli
altri, sarei il primo - non posso firmare gli ordini del giorno -
ma sarei il primo a firmarlo, non ci sono problemi.
Sul tema del finanziamento dei progetti dei consorzi
di bonifica
PRESIDENTE. Abbiamo qui l'assessore Scilla. Assessore Scilla, lei
ritiene di fare una relazione su quello che è successo, e quindi
poi rivederci quando ritorna domani dall'incontro col Ministro,
oppure - sì, l'onorevole Foti deve fare un suo intervento - però
volevo capire da lei qual era la posizione. Se magari vuole dare
due indicazioni su quello che lei ha ricevuto.
SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Sì, Presidente, non ci sono problemi, possiamo
procedere come meglio si crede. Io domani incontrerò il Ministro a
Roma, rispetto a questa vicenda che riguarda non la bocciatura di
31 progetti
PRESIDENTE. Assessore Scilla, chiedo scusa, immagino che lei ha
già avuto delle interlocuzioni col Governo nazionale. Se magari ci
può dire soltanto domani l'incontro a cosa è finalizzato, per
litigare o perché c'è già un minimo di accordo possibile per
risolvere il problema?
SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Sembrerebbe un'apertura da parte del Governo
nazionale perché, ripeto, non c'è stata una bocciatura dei
progetti, c'è stata una non ammissibilità al finanziamento di
questi progetti. È una vicenda complicata, dove secondo me bisogna
tutti lavorare per il bene della Sicilia. Questo non è un tema che
deve servire per acuire lo scontro politico, perché se noi vogliamo
fare un attacco al governo o rispetto ad una posizione politica,
far fare dei danni alla Sicilia ed ai siciliani, penso che questo
non lo voglia nessuno.
Allora, io Presidente, se lei ormai me lo concede, una volta che
ho preso la parola, faccio una piccola disamina dei fatti,
dopodiché ascolterò l'Aula, e se serve rifarò l'intervento finale,
e al ritorno da Roma, alla luce di come andrà l'interlocuzione col
Governo nazionale, che sembrerebbe avere momenti di apertura
positiva.
Lì, ripeto, non c'è stata una bocciatura dei progetti sotto
l'aspetto tecnico: i progetti, quelli inseriti nella piattaforma
DANIA, che non erano 31, ma erano 61, erano tutti progetti
esecutivi. Quindi rispetto la normativa, ciò che prevede la legge,
rispetto al progetto di massima definitivo ed esecutivo, il lavoro
è stato fatto. Vedete, io potevo tranquillamente dire che la
questione riguarda i Consorzi di bonifica, che sapete voi,
onorevole Gucciardi, sono Enti autonomi sotto l'aspetto
amministrativo ed economico, e quindi non avere nessuna
responsabilità diretta, come non ce l'ho, però come Assessore
all'agricoltura, rispetto a un tema così delicato, l'acqua, quindi
gli agricoltori, mi è sembrato doveroso assumermi le
responsabilità.
Poco fa l'onorevole Schillaci parlava di un problema di personale,
che sicuramente c'è, noi, il nostro partito, il Presidente Miccichè
è ormai uno convinto che serva far ripartire i concorsi per avere
le assunzioni, per migliorare la struttura del personale, per
renderla più giovane, più energica, più adeguata ai tempi, ma per
la verità, rispetto a questo caso, non c'entra nulla, perché
ripeto, parliamo di una procedura che poi è stata modificata in
corsa dal Ministero, senza che questi passaggi siano passati
attraverso la Conferenza Stato-Regioni e ci sono le carte che
parlano.
Io domani sarò a Roma col Ministro proprio per chiarire
sicuramente dei passaggi fatti in buona fede, non ho motivo di
pensare che ci sia un atteggiamento assolutamente ostile, ma che ci
sono state delle scelte che, di fatto, hanno portato ad una
esclusione del finanziamento non dovuta, è un fatto oggettivo ed io
chiedo alla politica, tutta, ognuno dal proprio punto di vista, la
maggioranza fa la maggioranza, l'opposizione facendo il ruolo
dell'opposizione, lavorare tutti insieme affinché si riesca a fare
finanziare quanti più progetti possibile perché, ripeto, ce ne sono
tutte le condizioni.
Che cos'è la piattaforma DANIA. La piattaforma DANIA è, diciamo,
un'anagrafica che il Ministero fa a livello nazionale per avere un
quadro chiaro dei progetti che ogni regione inserisce, in questo
caso specifico, rispetto alla questione della linea irrigua
italiana quindi il Ministero in qualunque momento può sapere quanti
progetti sono stati presentati, a che livelli sono, quelli che sono
stati finanziati, quelli che eventualmente devono essere
finanziati. Da quella piattaforma si è concordato poi di
estrapolare quei progetti che rispettassero quei ventitré parametri
ormai famosissimi che hanno portato all'esclusione del
finanziamento ma, ripeto, quei parametri non sono stati
assolutamente concordati e condivisi. Quando si fa riferimento
all'ultimo decreto, quello dove ci sono le graduatorie, si fa
riferimento ad un incontro del giugno scorso, quell'incontro è
stato un incontro assolutamente tecnico dove si è parlato
PRESIDENTE. Assessore, sono problemi con il Partito fascista
SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Stavo dicendo, quell'incontro, vedete, è stato un
incontro - proprio me l'hanno dato ora - in cui il Ministero ha
presentato una brochure rispetto a come si devono gestire i criteri
generali del PNRR, non è specifico rispetto ai nostri progetti.
Tanto è vero che noi, nella piattaforma DANIA, cari colleghi
parlamentari, vedete ci sono dei progetti già finanziati, dei
progetti che riguardano per esempio il Consorzio di bonifica di
Catania che già sono praticamente al collaudo, ci sono altri
progetti già finanziati con il CIPE. Poi, nel momento in cui
bisognava utilizzare come copertura finanziaria i soldi del PNRR,
quella procedura ha questo nuovo meccanismo tecnico che di fatto
esclude la Sicilia. Fondamentalmente perché? Perché viene
considerato come principio di partenza generale la siccità, quella
estiva, quella che riguarda pochi mesi l'anno, un parametro
superiore al concetto di desertificazione che noi in Sicilia
abbiamo già in atto.
Noi abbiamo dei territori, vedo l'onorevole Di Paola che riguarda
il territorio di Gela, quel territorio di fatto è un territorio
strutturalmente arido e tu non mi puoi dare una priorità a quel
concetto rispetto al problema della siccità come momento di grave
crisi strutturale. Ecco perché escono fuori quei parametri che di
fatto mettono fuori i trentuno progetti in itinere. E v'invito a
riflettere, ma credetemi, lo faccio con assoluto rispetto del ruolo
che ognuno deve esercitare per raggiungere l'obiettivo, nessuno
vuole la medaglietta, però vi dico, dato che il Ministro Patuanelli
appartiene alla vostra forza politica, quindi potete sicuramente
contattarlo e verificare se ciò che sto dicendo corrisponde al vero
o meno. Tra i trentuno progetti che non sono stati finanziati,
quindi quelli rispetto ai ventitré parametri nuovi, c'è
un'interlocuzione rispetto a due progetti, uno che riguarda il
Consorzio di bonifica di Trapani ed uno che riguarda il Consorzio
di bonifica di Agrigento dove il Ministero, onorevole Gucciardi,
scrive ai rispettivi consorzi di bonifica per dire, rispetto al
soccorso istruttorio manca un documento, datemi questo documento .
Nel momento in cui viene prodotto il documento il Ministero stesso
certifica l'esecutività dei progetti. Ecco perché c'è qualche cosa
che non funziona.
E allora, serve discutere in maniera seria, che è quello che sto
cercando di fare.
Ripeto, io non voglio dire che il Ministro Patuanelli l'abbia
fatto apposta, ma oggi c'è un dato di fatto che è assolutamente
documentato da altre carte.
Vedete, rispetto al fatto ora politico, quindi meno tecnico e più
politico, per dimostrare che il luogo deputato a discutere su
queste cose è la Conferenza Stato-Regioni, rispetto poi alla
Conferenza, nel caso specifico, degli assessori all'agricoltura
italiana, l'assessore della Regione Piemonte scrive, onorevole
Cracolici, una nota al Presidente della CPA, che è l'assessore
regionale del Veneto, per dire che ci sono delle difficoltà
rispetto a un ragionamento, non criteri.
E per sintetizzare, nella nota del Ministro si fa riferimento che
comunque, fermo restando i parametri che si rifanno al Piano
Sviluppo Rurale 2014-2020, la questione dei due milioni di euro,
comunque si rimanda tutto a una seduta di Conferenza Stato-Regioni
che non avviene.
Il 30 settembre esce fuori quel decreto che ha anche, secondo me,
degli errori amministrativi, perché quel decreto si rifà al decreto
del 30 giugno, ma dimentica che il 30 luglio lo stesso Ministro fa
un ulteriore decreto dove modifica alcuni parametri.
Allora, vedete, c'è una situazione causata sicuramente dalla
fretta, anche del Governo nazionale, di poter avviare l'utilizzo di
queste risorse che sono strategiche per il futuro del nostro Paese,
e sono strategiche per l'agricoltura del nostro Paese, e quindi
dell'agricoltura siciliana.
A questo punto, rispetto a questo quadro, mi pare opportuno, non
utilizzare atteggiamenti speculativi che non portano da nessuna
parte, perché oggi serve essere classe dirigente idonea ad
affrontare queste tematiche, perché parliamo di scelte fondamentali
per il nostro Paese, ma certo non si può consentire, o in buona
fede o in mala fede, ripeto questo non lo so, che il Governo
nazionale faccia delle scelte che di fatto danneggiano
l'agricoltura siciliana.
E allora io domani sarò a Roma, incontrerò il Ministro, sono stato
già in Commissione, la Presidente Foti in maniera eccelsa ha
convocato una seduta allargata anche ai parlamentari nazionali, ai
parlamentari regionali, abbiamo fatto un ragionamento costruttivo,
dobbiamo vedere di intervenire perché assolutamente, ripeto, per me
sarebbe stato più facile dire la colpa è dei consorzi di bonifica,
non c'è personale, hanno sbagliato tutto.
Quello è anche vero.
Ci sono dei problemi, ci sono dei problemi che riguardano il
personale, la struttura, ma nel caso specifico noi abbiamo
presentato dei progetti in linea con la piattaforma DANIA e
assolutamente, lo certifica il Ministro stesso con l'interlocuzione
che fa con i consorzi di bonifica, che ci sono dei progetti
assolutamente esecutivi e quindi finanziabili.
Dopo di ché sicuramente il Ministero anche, ripeto, nella
procedura nuova che deve attuare, e non lo dice né l'Assessore
Scilla né il primo che passa, che queste scelte vanno concordate
con le singole Regioni, perché le singole Regioni conoscono le
realtà economiche, lo dice il Presidente Draghi nelle linee guida
dell'attuazione del PNRR che sostiene proprio questo. E vi posso
garantire, credetemi, non mi permetterei mai di dire delle cose non
vere in quest'Aula per il rispetto che ho per gli eletti del
popolo, c'è stato un atteggiamento sicuramente non consono rispetto
al ruolo che l'agricoltura siciliana, che non è mia ma è degli
agricoltori siciliani, ha avuto.
Quindi io domani, ripeto, nel ribadire queste cose con le carte, e
anche con l'azione politica, perché tutti facciamo politica e non
siamo nati certo ieri, io non voglio fare riferimenti se il decreto
è uscito giorno 30 dove da giorni si vietava a livello nazionale,
il Ministro poteva essere interessato nella sua Regione, non ci
credo a queste cose. Io queste cose le rifiuto e non le voglio
nemmeno pensare
Però, che sono stati non ritenuti finanziabili progetti
esecutivamente corretti, progetti sul piano esecutivo idonei al
finanziamento, è un fatto che non si può accettare.
Rimango a disposizione dell'Aula, ritornando da Roma, se serve,
ritornerò qui per fare tutti i ragionamenti, perché mi auguro che
tutti insieme si possa trovare la strada per riuscire a fare
finanziare questi progetti, sia con il PNRR e poi anche, nella fase
successiva, con la gestione normale.
Ricordo a tutti che dentro questi progetti, un progetto che
riguarda proprio la diga di Trapani, la diga Rubino, sta andando,
si stanno appaltando i lavori.
Anche lì progetti esecutivi correttamente calati, - certo, se tu
mi applichi una procedura in corso e mi metti dei parametri che non
hanno refluenza rispetto al nostro tessuto socio-economico - si
crea questa disfunzione.
PRESIDENTE. Mi permetta, Assessore, un piccolo suggerimento. E'
difficile che lei trovi il Ministro che le chieda scusa per gli
errori che ha fatto, perché non credo che ne abbia fatto, stia
attento.
L'atteggiamento di dire hai sbagliato perché dovevi prima parlare
con me', non è l'atteggiamento che va usato in questi casi.
Bisogna capire il Ministro, perché nessun'altra delle Regioni ha
avuto problemi? Perché poi questa è una delle cose che dobbiamo
capire.
Dobbiamo andare, secondo me, quando si fanno questi ragionamenti
col Governo nazionale, avendo fatto parte di sei Governi nazionali
so come funzionano queste cose, bisogna andare con l'atteggiamento
che il Governo nazionale avrà fatto delle scelte che sono scelte
comunque legittime.
Dopo di che andare a capire se si può sistemare, se si può avere
da parte del Governo un atteggiamento per i nostri progetti che non
sia rigidissimo rispetto alle norme fatte, però, Assessore, andare
là dicendo che hanno fatto delle cose in buona o cattiva fede, è
certamente un errore.
Le avranno fatto certamente in buona fede, perché non esisterebbe
possibilità del contrario, probabilmente essendo la Sicilia l'unica
Regione che ha avuto questo tipo di bocciatura, andare con
l'atteggiamento di chi ha sicuramente ragione non so
Conosco molto bene l'Assessore Scilla e so la passione che mette
nelle cose che fa, specialmente su questo argomento.
La prego di credermi, Assessore Scilla, presentiamoci con un
minimo di serenità dal Ministro, perché rischiamo soltanto che il
Ministro manco ci riceva - se questo è l'atteggiamento che abbiamo.
Vogliamo aprire il dibattito ora o aspettiamo il ritorno e lo
facciamo domani o dopodomani?
Se vogliamo fare il dibattito ora, lo possiamo fare, lo cominciamo
e non so a che ora si finisce.
Votazione di ordine del giorno
PRESIDENTE. Prima di dare la parola a chiunque altro, abbiamo
sistemato l'ordine del giorno che aveva firmato come primo
firmatario l'onorevole Lupo e che poi è stato firmato da tutti.
Così come è stato sistemato va bene al Governo e va bene anche
alla Presidenza dell'Assemblea, per cui lo consideriamo approvato,
votato da tutti e approvato.
(L'ordine del giorno approvato reca il numero d'ordine 580)
Riprende la discussione sul tema del finanziamento
dei progetti dei consorzi di bonifica
PRESIDENTE. Si va avanti con l'argomento dei consorzi.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
Il primo intervento è dell'onorevole Foti che lo voleva
addirittura fare in anticipo rispetto all'Assessore Scilla.
FOTI. Signor Presidente, mi scuso, ma ho necessità di allontanarmi
qualche minuto dall'Aula.
L'argomento, Presidente, per la rotta del collo l'ho richiesto e
trattato in III Commissione. Lei dirà perché per la rotta del
collo? Perché, ad onor del vero, la Commissione III non è stata
portata a conoscenza di difficoltà di nessun genere da parte né dei
Consorzi di bonifica né della struttura assessoriale che poteva
benissimo - come fatto altre volte - segnalare delle criticità,
come per esempio fu per la PAC transitoria dove, tutto sommato,
siamo riusciti a spingere nell'obiettivo condiviso comune da parte
di tutti di aiutare e proteggere la nostra agricoltura. Questo va
detto.
Una cosa sono i criteri e una cosa sono i punteggi. Poi sui
punteggi e la siccità ne parleremo. Qui è un problema di criteri di
ammissione.
Presidente, ma purtroppo non è solo la Sicilia ad avere dei
problemi. Le vorrei segnalare che la Regione Puglia e la Regione
Sardegna hanno avuto un solo progetto da due milioni approvato e
direi che, a fronte delle Regioni segnate in rosso nella mappa
della desertificazione, questo è un problema.
Ora, caro Presidente, volendo essere costruttivi e ricordando a
tutti che se l'Italia è stata investita da una diciamo pioggia di
miliardi, oltre duecentoquaranta miliardi, non è perché siamo stati
i più bravi, è perché il Sud e le Isole hanno una disgrazia, tra
cui quella della incapacità della Pubblica Amministrazione.
Con questo non si vuole dire che i nostri dipendenti regionali
sono degli incapaci, ma che non sono messi in condizione, e mi
stupisco, e lo dico veramente affettuosamente alla collega
Schillaci, che lei si stupisca. Perché lei ha detto Sono stupita
dalle affermazioni della dottoressa Baglieri . Mi dispiace che le
siano, come dire, passate inosservate le denunce che da questo
scranno nel mese di gennaio abbiamo fatto perché nell'accordo Stato-
Regione, decreto legislativo 158 del 2019, tra i vari punti, oltre
la spalmatura del debito, che poi sulla causa del perché c'è un
disavanzo magari si va a vedere i video dell'altra legislatura,
quando cavalcavamo sonoramente questa vicenda, al punto 6 o 7 c'è
anche un blocco per dieci anni dei contratti due, e per tre anni di
quello dirigenziale, dove tra l'altro non possiamo neanche
utilizzare i risparmi dei numerosi dipendenti che vanno in
pensione.
Quindi, che ci stavano tendendo un tranello, ovviamente
involontariamente, che non ci avrebbe permesso di rafforzare la
capacità della nostra Pubblica Amministrazione, era già chiaro per
tanti e oggi si sta palesando quello che riesce, quello che è
l'effetto che non sarà solo su questa problematica. Sarà
trasversale su tutte le missioni di questo chiamiamolo pacchetto
generale del Recovery fund dentro cui ci sono tante cose.
Purtroppo è così Se non ci mandano i dirigenti, gente fresca,
gente giovane - noi abbiamo tutte persone, per carità, con un
carico d'esperienza, che merita tutto il rispetto, ma attempate,
che non masticano certi strumenti - non ce la sbarcheremo e tra
l'altro, altro tranello che voglio anticipare, è che poi alla fine
dei conti della parte che dovremo restituire con mutui, tutte le
Regioni compartecipando alla spesa contribuendo alla finanza
pubblica, fra 10 anni quando si dovranno restituire queste parti di
mutui, dovremo pagare a prescindere di quello che abbiamo
utilizzato.
Allora, cominciamo a mettere le mani avanti con questo Governo, o
chi ci sarà dopo, che si dovrà restituire proporzionalmente a
quello che si è riuscito ad utilizzare. Perché è chiaro che se ci
hanno annodato le scarpe e poi ci hanno detto Corri noi non
possiamo correre Ed io penso che non ci possa essere nessuno che,
oggi, possa dire di essere esente da questa responsabilità.
Presidente, mi prendo qualche minuto perché un ordine del giorno
che è costato veramente tanta fatica, lettura di FAQ e di pronunce.
Ci sono alcuni punti su cui, effettivamente, si può lavorare.
Uno. Chiediamo al Governo che chieda al Governo che i progetti già
approvati al CIPE, quindi alla Conferenza Interministeriale , per
svariati milioni di euro, e sono due tra quelli caricati sulla
DAINA, vengano scomputati dai fondi a cui erano, sui quali si
faceva carico, si spostino sul PNRR e liberino quelle risorse per
successivi progetti. Pratica già fatta per quanto riguarda le
ferrovie.
Stessa cosa sul piano irriguo nazionale, abbiamo 3 progetti del
consorzio di bonifica di Catania che sono stati già validati,
approvati e che sono, come dire, avviati con una progettazione più
che esecutiva, cantierabile, tant'è che in alcuni casi anche le
procedure di affidamento sono già avviate.
La somma di questi progetti, sono circa seicento sedici milioni da
tabella presa dal Ministero
Abbiamo verificato, Presidente, sul criterio della validazione,
che è una procedura molto complessa che valida il progetto
esecutivo e, tra l'altro, io ritengo che gli assessorati debbano
avvalersi della piattaforma dell'assessorato infrastruttura ODI.
Noi abbiamo un organismo accreditato su ACCREDIA, certificato ISO
qualcosa, che verifica i progetti. Ne ho parlato col Direttore del
Dipartimento tecnico, Lizzio, una realtà che deve essere utilizzata
senza che ci si rivolga a soggetti esterni pagando, perché questo
soggetto - di cui ovviamente c'è il sito istituzionale all'interno
del Dipartimento - verifica i progetti. Su questo passaggio,
Presidente, almeno 15 progetti sono caduti.
Allora, abbiamo trovato una pronuncia del CGA, che in merito alla
validazione dei progetti afferma che nella sede di selezione di
progetti questo criterio non può essere utilizzato. Sa perché?
Perché si paga e ha un costo anche abbastanza importante, quindi
prima di avere la certezza del finanziamento non può essere chiesta
la validazione, perché la validazione, a seconda del valore del
progetto, cresce in proporzione. Ovviamente è tutto riportato qui
nell'ordine del giorno.
Ultima cosa. Abbiamo trovato nelle FAQ il Consorzio di Trapani
ci ha consegnato una scheda dove, in effetti, hanno fatto la
registrazione delle spunte a tendina che sono state segnate nei 23
criteri. In effetti tra quello che loro hanno registrato e quello
che esce nella tabella che tutti abbiamo visto pochi giorni fa, non
c'è la rispondenza di parecchie di queste caselle, come quella del
banalissimo posizionamento di un misuratore, che misura quanti
litri di acqua vengono prelevati dal lago o dalla diga.
Insomma, ci sembrano veramente elementi non sostanziali, ma di
errore tecnico, errore pratico. Per cui, vista anche l'apertura
durante il question time del Ministro Patuanelli, che ha detto,
se si tratta di cose non sostanziali, ma errori di questo tipo, la
cosa la rivediamo.
Però, Presidente, più in generale, io so che il presidente
Musumeci aveva scritto una lettera a Draghi, dicendo che dobbiamo
rivedere questo accordo, perché se noi non abbiamo personale o non
fate scorrere le graduatorie del concorso Brunetta , insomma,
qualsiasi diavoleria per farci utilizzare queste risorse e,
soprattutto, non farci pagare a noi il conto delle Regioni più
performanti Perché il problema è oggettivo, in qualsiasi termine
noi ne vogliamo parlare, è oggettivo.
L'Anci ci ha scritto e ha detto che più di metà dei Comuni
rischiano di andare in predissesto o in dissesto per i
trasferimenti, perché se sei anni fa gli davamo un miliardo, ora
gli diamo 300 milioni. I trasferimenti per gli enti locali non ci
sono più, non ci sono i dipendenti. È la stessa situazione.
Bene Presidente, io deposito l'ordine del giorno qui al banco e
spero che venga, oltre che approvato, perorato nelle sedi politiche
opportune, perché si superino le difficoltà.
PRESIDENTE. Grazie infinite.
Onorevole Grasso, ci sono tre iscritti prima. Onorevole Sunseri,
poi Cracolici e poi Grasso.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Sunseri.
SUNSERI. Ma lo stiamo facendo oggi il dibattito?
PRESIDENTE. Io, infatti, questo chiedevo. Secondo era meglio
aspettare il ritorno dell'assessore Scilla. Come? È chiaro che
appena torna l'assessore rifacciamo l'Aula per avere risposta,
questo è sicuro. Lei che pensa, che poi non riunisco più l'Aula?
Comunque decidete voi, io non posso fermare. Se mi viene chiesta
la parola la do, però secondo me era meglio come avevamo deciso, di
fare il dibattito dopo. Ditemi voi. Secondo quando abbiamo le
risposte, se no poi ne dobbiamo fare comunque un'altra quando
abbiamo le risposte.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Va bene, anche su quello che ha detto l'Assessore ne
possiamo discutere dopodomani quando torna da Roma, altrimenti
dobbiamo rifare poi il dibattito, un'altra giornata per ripetere le
stesse cose non la facciamo.
Io non ho problemi, onorevole Ciancio, forse non ci siamo capiti.
Io non ho problemi. Avevamo immaginato prima di fare diversamente.
Non so ora cos'è che abbia detto. Io sono stato il primo a dire
all'Assessore che l'atteggiamento era, così, un pochino da
modificare, secondo me. E l'atteggiamento dell'assessore che mi ha
guardato e mi ha detto va bene , mi era sufficiente.
Però se, invece, volete iniziare un altro dibattito su quello che
era l'atteggiamento dell'Assessore mi sembra Benissimo. I tre
interventi, non è una questione di numero, onorevole Ciancio, è una
questione di principio, se lo vogliamo fare. Comunque, onorevole
Sunseri, per me possiamo andare avanti. Io presiederò quest'Aula
finché voi siete disponibili a stare e a parlare, per cui problemi
non ne ho.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Sunseri.
SUNSERI. Grazie, Presidente. La domanda dei colleghi è
assolutamente legittima.
PRESIDENTE. Per fare contento l'onorevole Sunseri che dice che
lavoro poco. Così siamo tutti qua.
SUNSERI. Lavoriamo, lavoriamo. Siamo entrambi dell'Assemblea.
Volevo semplicemente comprendere se il dibattito poi sarà ripetuto,
altrimenti evito di sfiancarmi a rispondere alle corbellerie che ha
detto l'Assessore in Aula. Se devo controbattere e poi non posso
avere la possibilità di rispondere dopo che torna.
PRESIDENTE. Io non posso fare un giorno sì e un giorno no lo
stesso dibattito. Secondo me, la cosa migliore è che si chiude la
seduta e dopodomani, siccome domani l'Assessore va a Roma e torna
domani sera stesso, anziché fare Aula domani mercoledì, la facciamo
giovedì e riprendiamo esattamente al punto in cui ci siamo fermati
con il dibattito su questo argomento. Va bene così per tutti?
Benissimo.
Allora l'Aula, prima dell'articolo 83, l'Aula a questo punto è
convocata per giovedì.
Lei rientra giovedì sera. Allora quando lei rientra ce lo fa
sapere e lo facciamo. No, non va in vacanza. Per me si può fare
venerdì benissimo. Io non ho problemi, per me un giorno vale
l'altro. Io non ho problemi, per quanto mi riguarda altrimenti lo
possiamo fare lunedì, come dite voi, io non lo so. Anche domenica
per me va bene. L'onorevole Cracolici arriverà dopo la partita
dell'Inter, ma va bene uguale. Ah Gioca sabato.
Mi deve fare sapere lei, Assessore. Quando è disponibile lei.
Quando rientra me lo fa sapere, mi dice il giorno e io lo
comunicherò ai colleghi. A questo punto l'Aula per domani è inutile
che la riconvochiamo.
Sulle variazioni, onorevole Di Paola, l'Assessore al Bilancio è
anche lui a Roma per cui non le potremmo fare. Mi sa che ci vedremo
la settimana prossima.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo ai sensi
dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Volevamo evidenziare che abbiamo
segnalato per iscritto, all'Assessorato regionale alla Salute
l'anomalia che avviene in alcuni presidi territoriali per cui per
lo svolgimento delle attività legate agli operatori socio
assistenziali non vengono utilizzate persone debitamente formate,
ma spesso personale che ha completamente altre mansioni,
addirittura ci dicono che in alcune realtà, segnatamente quella di
Acireale i pulizieri' svolgono poi attività di OSS.
Dico, se fosse così, sarebbe particolarmente grave, anzi potrebbe
essere l'occasione, visto che ci sono diverse risorse disponibili,
quella di formare personale ad hoc che poi si occupi di questa
attività particolarmente delicata, e non di improvvisare invece
appalto dopo appalto lo svolgimento di queste attività così
delicate. Potrebbe essere anche l'occasione di prevedere
specificatamente in pianta organica questo tipo di figure
attraverso selezioni dedicate e formare specificatamente questo
personale. E' un momento difficile questo del Covid, e credo che
questa potrebbe essere l'occasione per dare spessore all'attività
sanitaria sul territorio e formare lavoratrici e lavoratori al
posto.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, siccome io avevo intenzione
anche di fare una giornata sulla sanità, perché l'assessore ci
possa riferire qual è la situazione attuale, perché è da un po' che
non lo fa sulla pandemia, sul Covid e anche che fine faranno perché
è una richiesta che mi viene fatta da tanti. Tutti questi operatori
che sono stati assunti per il periodo del Covid e che oggi,
oggettivamente se noi andiamo qui a Palermo, non stanno facendo
niente in questo momento e però sono un costo anche importante per
la Regione, avere una idea su quello che succede di tutte queste
persone, se c'è una idea da parte dell'Assessorato o meno, per cui
se lei è d'accordo io prevedrei per la settimana prossima, faccio
sapere ora, anzi chiedo all'assessore Scilla.
Scusi assessore, lei in questo momento rappresenta il Governo,
quindi tutti, per cui mi ascolti un attimo, se possiamo fare sapere
all'Assessore Razza di comunicarci il giorno in cui è disponibile,
perché avremmo bisogno di fare una seduta su tutta una serie di
problemi che riguardano la sanità, compresi quelli di cui parla ora
l'onorevole Barbagallo, quindi se per favore ci fare sapere in
tempi anche abbastanza brevi quale può essere la disponibilità.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, grazie. Intervengo in merito ai
tirocinanti dell'avviso 22. Più volte ne ho parlato in Aula, però
mi preoccupano alcune dichiarazioni fatte dall'Assessore Scavone
negli ultimi giorni. Rimangono 1400 tirocinanti che hanno svolto il
tirocinio, e questi 1400 tirocinanti ad oggi non hanno ricevuto il
pagamento. Mi si dice perché la documentazione inviata dai
tirocinanti, e quindi dagli enti dove hanno svolto il tirocinio,
non è corretta.
Però Presidente noi abbiamo detto più volte, abbiamo chiesto più
volte all'Assessore e a questo Governo di pubblicare quali sono gli
errori, perché non è possibile modificare gli errori. I tirocinanti
in questo momento sono nel limbo, sanno che probabilmente non
verranno pagati perché sono state fatte dichiarazioni che se la
documentazione è errata queste 1400 persone non verranno pagate.
Ora a me non interessa se il bando è stato fatto Presidente,
Assessore. A me interessa, e l'abbiamo chiesto in Commissione, in
Aula, l'abbiamo chiesto ovunque, che gli errori, se ci sono degli
errori, che vengano pubblicati, perché non è possibile che ogni
singolo tirocinante si deve mettere lì a mandare l'email o a
telefonare agli uffici per chiedere quale è l'errore, e non è
possibile nemmeno che l'Assessore o il dirigente mi dica siccome
c'è un errore nella pratica, non pagheremo i tirocinanti .
Questo non è possibile perché più volte abbiamo detto che gli
errori non devono ricadere sui poveri disoccupati che hanno fatto
un tirocinio da 500 euro, Presidente. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, di questo mi faccio carico io
personalmente chiamando l'Assessorato e cercando di capire qual è
il problema e chiedendo all'Assessorato di pubblicare quelli che
sono questi errori, in modo da potere risolvere i pagamenti, perché
certo se fanno i tirocini e poi non ricevono i soldi, abbiamo fatto
poco.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Grazie Presidente, Assessore, colleghi. Ho presentato,
Presidente, un ordine del giorno, spero che possa essere esaminato
in occasione della prossima seduta che riguarda a nomina degli
organi societari della SEUS e della Sas, perché come lei sa gli
organi sono decaduti o meno sono in prorogatio e quindi si possono
attenere solo all'ordinaria amministrazione, con conseguenze
negative per il buon funzionamento delle società e per i servizi
che offrono, e parliamo di aziende che ovviamente operano nel
settore sanitario, anche socio-sanitario, anche la SAS come sa è
parte attiva per alcune attività che vengono svolte all'interno dei
presidi ospedalieri.
Peraltro, operando in regime di ordinaria amministrazione e
andando in scadenza le convenzioni che sussistono con la Regione
siciliana, si pone il tema di chi rinnoverà queste convenzioni e
addirittura, speriamo di no, ci auguriamo di no, dobbiamo fare in
modo che non accada, parrebbe che posso diventare un problema
perfino il pagamento degli stipendi.
Quindi io penso che il Governo della Regione su questo debba porre
la massima attenzione per evitare che il mancato rinnovo degli
organi societari di SEUS e di SAS possa pregiudicare attività che
sono essenziali per l'attività sanitaria che viene svolta in questa
Regione, ovviamente, peraltro, in un momento di pandemia.
Per quanto riguarda i lavoratori SAS sono anche stati oggetto di
impugnativa di una norma che lei ricorderà che prevedeva il
pagamento di un bonus per le attività svolte per l'emergenza
sanitaria Coronavirus. Io ho presentato un emendamento, l'invito è
rivolto a lei, Presidente, anche se lei lo riterrà agli Uffici, per
vedere se questo emendamento che ho presentato può risolvere il
problema di riconoscere a questi lavoratori le attività che hanno
svolto, senza il rischio di incorrere in impugnative, ma
semplicemente affidando alla contrattazione collettiva il
riconoscimento, a mio avviso, di una retribuzione dovuta per le
attività svolte così come la contrattazione collettiva prevede.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lupo.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Grazie, Presidente. Il presente intervento per lasciare
traccia in questo Parlamento di una situazione alquanto grave.
Nei giorni scorsi il dirigente generale, il commissario dell'ASP
di Messina ha dichiarato che nessuna soluzione ha questa Regione,
ha la sanità di questa Regione, per l'ospedale di Lipari,
dichiarandosi impotente in quanto nessun medico vuole andare a
Lipari o vuole partecipare a concorsi che hanno come destinazione
l'isola Lipari.
Ecco, il tema della sanità nelle isole minori, Presidente, è un
tema che non può più essere rinviato da questo Parlamento, una
situazione va trovata. Non può il Governo regionale, attraverso i
dirigenti ed i commissari che nomina dichiararsi impotente e
lasciare i cittadini siciliani delle isole minori sprovvisti di una
sanità pubblica di qualità, ma innanzitutto di una sanità pubblica
che oggi non c'è.
Tra l'altro, l'ospedale di Lipari è uno degli unici due ospedali
regionali, e questo rende ancor più grave, ed ancora maggiore è la
nostra responsabilità.
Una soluzione che sia normativa, che sia amministrativa va
trovata: i cittadini eoliani non possono essere lasciati sprovvisti
di una sanità pubblica efficiente. E non è con gli elicotteri che
sarà risolto il problema, ma soprattutto non è con le promesse che
l'assessore Razza ha fatto più e più volte a Lipari.
Occorre affrontare il problema con serietà, occorre discutere di
una nuova riorganizzazione del servizio sanitario regionale,
occorre anche ridiscutere della suddivisione del territorio di
queste ASP, però Presidente Micciché, se noi come Parlamento non ci
prendiamo la responsabilità di risolvere questo problema, i
cittadini siciliani, soprattutto delle sedi disagiate come quelle
montane, ma a maggior ragione quelle isolane, non vedranno mai una
soluzione, e non possiamo continuare a prenderli in giro per come
abbiamo fatto fino ad ora. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Allora, abbiamo concluso. La seduta è rinviata a
martedì, 19 ottobre 2021, alle ore 16.00.
La seduta è tolta alle ore 18.23 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XXIV SESSIONE ORDINARIA
293a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 19 ottobre 2021 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -COMUNICAZIONI DEL GOVERNO IN ORDINE AL FINANZIAMENTO DEI
PROGETTI CONCERNENTI I CONSORZI DI BONIFICA
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Modifiche alla legge regionale 15 aprile 2021, n. 9 . (962/A
Stralcio II COMM. bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Savona
2) Procedure semplificate e regimi procedimentali speciali per
l'insediamento, la realizzazione e lo svolgimento delle attività
economiche e imprenditoriali nelle ZES e nelle aree di sviluppo
industriale ed artigianale e modifiche alla legge regionale 12
gennaio 2012, n. 8 in materia di IRSAP (n. 979/A) (Seguito)
Relatore: on. Ragusa
3) Interventi per la prevenzione ed il contrasto ai fenomeni del
bullismo e del cyberbullismo sul territorio della Regione . (nn.
239-372-426-701-742/A) (Seguito)
Relatore: on. Dipasquale
4) Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
per la gestione integrata dei rifiuti. (nn. 290-49-76-179-267
bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
IV -VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di febbraio. (n. 984/A)
2) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di febbraio. (n. 985/A)
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'economia
N. 2147 - Chiarimenti in ordine all'esercizio del potere di
vigilanza della Regione sull'Azienda Siciliana Trasporti.
Firmatari: Tancredi Sergio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Pagana Elena
- Con nota prot. n. 18518/IN.17 del 28 maggio 2021 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'economia.
N. 2194 - Chiarimenti in merito ai mancati pagamenti alle imprese
edili da parte della Regione siciliana.
Firmatari: Schillaci Roberta; Cappello Francesco; Ciancio
Gianina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Sunseri Luigi; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
- Con nota prot. n. 22010/IN.17 del 28 giugno 2021, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'economia.
- Da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità:
N. 2204 - Chiarimenti in merito all'inadeguatezza dei mezzi di
trasporto marittimo per le isole minori siciliane.
Firmatari: Schillaci Roberta; Cappello Francesco; Ciancio
Gianina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Sunseri Luigi; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
- Con nota prot. n. 22029/IN.17 del 28 giugno 2021, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità.
- Da parte dell'Assessore per il territorio e l'ambiente:
N. 2265 - Chiarimenti in merito all'attuazione delle indicazioni
espresse dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri
del 10 gennaio 2020 'Definizione, funzioni, formazione e
qualificazione della direzione delle operazioni di spegnimento
degli incendi boschivi'.
Firmatari: Palmeri Valentina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Tancredi Sergio; Pagana Elena
- Con nota prot. n. 26608/IN.17 del 2 agosto 2021, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per il territorio e
l'ambiente.
N. 2270 - Chiarimenti in merito alla 'Manifestazione di interesse
per il personale del comparto non dirigenziale categoria B da
assegnare al Comando del Corpo Forestale della Regione siciliana'
da inquadrare attraverso le procedure di mobilità nella qualifica
iniziale di Agente Forestale.
Firmatari: Palmeri Valentina; Foti Angela; Pagana Elena
- Con nota prot. n. 26612/IN.17 del 2 agosto 2021, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per il territorio e
l'ambiente.
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni saranno pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Norme a garanzia delle persone LGBT QIA+ che subiscono
discriminazione e violenza omofoba (n. 1083).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 6 ottobre 2021.
Inviato l'8 ottobre 2021.
BILANCIO (II)
- Modifica dell'articolo 13 della legge regionale 12 maggio 2020,
n. 9 (n. 1081).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 30 settembre 2021.
Inviato il 5 ottobre 2021.
Parere IV
- Assestamento del bilancio di previsione per l'esercizio
finanziario 2021 e per il triennio 2021/2023 (n. 1082).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 6 ottobre 2021.
Inviato il 6 ottobre 2021.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Sostegno al settore apistico regionale a causa delle condizioni
climatiche avverse della primavera ed estate 2021 (n. 1080).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 30 settembre 2021.
Inviato il 5 ottobre 2021.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Modifiche di norme della legge regionale 14 dicembre 2019, n. 23
Istituzione del sistema regionale della formazione professionale'
(n. 1079).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 30 settembre 2021.
Inviato il 5 ottobre 2021.
- Gestione dei servizi di assistenza igienico personale e
specialistica in favore degli alunni con disabilità (n. 1078).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 30 settembre 2021.
Inviato il 5 ottobre 2021.
Parere I e VI
- Norme in materia di valorizzazione delle feste patronali, degli
usi, dei costumi, delle consuetudini e delle attività tradizionali
della popolazione residente sul territorio (n. 1084).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 6 ottobre 2021.
Inviato l'8 ottobre 2021.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Istituzione della figura dello Psicologo delle cure primarie (n.
1085).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 6 ottobre 2021.
Inviato l'8 ottobre 2021.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
Si comunica che l'onorevole Elvira Amata, con nota prot. n. 1410-
INT/2021 dell'8 ottobre 2021 ha chiesto di apporre la propria firma
al disegno di legge n. 827 Modifiche alla legge regionale 23
dicembre 2000, n. 30 - Istituzione di nuovi comuni .
Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alle
competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Istituto autonomo case popolari di Caltanissetta - Designazione
componente del Consiglio di Amministrazione (n. 206/I).
Pervenuto in data 1 ottobre 2021.
Inviato in data 5 ottobre 2021.
- Consorzio di ricerca CoR.Filcarni - Designazione componente del
Comitato dei Consorziati (n. 207/I).
Pervenuto in data 1 ottobre 2021.
Inviato in data 5 ottobre 2021.
- Stazione Consorziale Sperimentale per la Sicilia - Designazione
componente del Consiglio di Amministrazione (n. 208/I).
Pervenuto in data 1 ottobre 2021.
Inviato in data 5 ottobre 2021.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Regolamento di organizzazione e funzionamento dell'organismo
pagatore della Regione siciliana (O.P.R.S.) (n. 209/III).
Pervenuto in data 1 ottobre 2021.
Inviato in data 5 ottobre 2021.
Comunicazione di proroga di pareri
Si comunica che ai sensi dell'articolo 70 bis, comma 2, del
Regolamento interno è stata accordata una proroga del termine di
dieci giorni per l'espressione dei seguenti pareri: n. 193/I, n.
194/I, n. 195/I, n. 196/I, n. 197/I, n. 198/I, n. 199/I, n. 200/I,
n. 201/I, n. 202/I, n. 203/I e n. 204/I.
Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale
Si comunica che è pervenuta la seguente deliberazione della Giunta
regionale:
- n. 397 del 21 settembre 2021 Accordo di Programma Quadro per il
trasporto ferroviario - V Atto integrativo - Apprezzamento .
Copia della predetta delibera è disponibile presso l'archivio del
Servizio Commissioni.
Comunicazione di trasmissione della Situazione quadrimestrale
di cassa e di tesoreria della Regione
Si comunica che l'Assessorato regionale dell'economia,
dipartimento bilancio e tesoro, ha trasmesso in data 4 ottobre 2021
la Situazione quadrimestrale di cassa e di tesoreria della Regione
in attuazione dell'articolo 4, comma 1, della legge regionale 8
luglio 1977, n. 47, modificato dall'articolo 31 della legge
regionale 11 agosto 2017, n. 16. Situazione al 31 agosto 2021.
Copia della sopracitata documentazione è stata trasmessa alla II
Commissione parlamentare.
Annunzio di interrogazioni
- Con richiesta di risposta orale presentate:
N. 2367 - Notizie in merito alla paventata distruzione del vasto
sito archeologico di Contrada Cuticchi, ubicato nel territorio di
Assoro (EN), lungo il confine comunale con Agira (EN).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Lantieri Annunziata Luisa
N. 2368 - Iniziative al fine di fronteggiare la carenza di
personale medico specialistico negli ospedali e nella medicina del
territorio.
- Assessore Salute
Arancio Giuseppe Concetto
N. 2369 - Chiarimenti in merito allo stallo della piattaforma
dedicata all'inoltro delle domande di cui all'avviso 'SICILIA IN
DIGITALE' - AGEVOLAZIONI PER AZIONI DI COMUNICAZIONE E MARKETING
DIGITALE.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele
N. 2372 - Adeguamento del Prezziario unico regionale
all'incremento mondiale del prezzo delle materie prime.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Arancio Giuseppe Concetto; Cracolici Antonino; Gucciardi
Baldassare; Lupo Giuseppe; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele
N. 2376 - Chiarimenti circa la nomina del Commissario
straordinario dell'IPAB 'Casa dei Bambini Sangiorgio Gualtieri'
di Adrano (CT).
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Barbagallo Anthony Emanuele
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- Con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 2363 - Chiarimenti in merito ad una transazione sottoscritta
dalla Cassa regionale per il credito alle imprese siciliane (CRIAS)
con un ex amministratore condannato per danno erariale.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
Sunseri Luigi; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino;
Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 2364 - Iniziative volte alla risoluzione delle criticità e al
ripristino delle condizioni di piena percorribilità sulla A20
Messina-Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Laccoto Giuseppe
N. 2366 - Notizie in merito ai concorsi presso i centri per
l'impiego.
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Dipasquale Emanuele
N. 2370 - Notizie e successivi interventi urgenti per la
determinazione delle risorse finanziarie da assegnare ai laboratori
di analisi per gli anni 2020-2021.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Catalfamo Antonio
N. 2371 - Notizie in ordine alla rideterminazione delle dotazioni
organiche delle Aziende sanitarie e ospedaliere del Servizio
sanitario regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Amata Elvira
N. 2373 - Notizie in merito al mancato finanziamento dei progetti
presentati a valere sulla misura 'Investimenti nella resilienza
dell'agrosistema irriguo per una migliore gestione delle risorse
idriche'.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Lo Giudice Danilo
N. 2374 - Interventi urgenti a sostegno del settore agricolo e dei
Comuni al fine di mitigare il rischio di desertificazione di vaste
aree del territorio regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Cannata Rossana
N. 2375 - Interventi urgenti mirati a garantire il corretto
finanziamento dei centri per l'impiego in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Cannata Rossana
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di mozioni
N. 580 - Completamento del raddoppio ferroviario tra Patti(ME) e
Castelbuono(PA) lungo la tratta Messina - Palermo.
Laccoto Giuseppe; Lupo Giuseppe; Grasso Bernardette Felice;
Zafarana Valentina; Genovese Luigi; Calderone Tommaso A.; Catalfamo
Antonio; De Luca Antonino; Amata Elvira
Presentata il 28/09/21
N. 581 - Incentivi all'acquisto di servizi di supporto
all'internazionalizzazione ammessa a finanziamento dal PO FESR 2014-
2020.
Damante Concetta; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Presentata il 29/09/21
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
Risposte scritte ad interrogazioni