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Resoconto d'Aula della Seduta n. 294 di martedì 26 ottobre 2021
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 16.09

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli Pagana e Mangiacavallo.

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di nuova denominazione di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Avverto  che,  con nota  datata  19  ottobre  2021  e
  protocollata  ai nn. 1655-PRE/2021 e 5531-ARS/2021 del  19.10.2021,
  il  Presidente  del Gruppo parlamentare  Popolari e  Autonomisti  -
  Idea  Sicilia , onorevole Salvatore Lentini, ha comunicato  che  lo
  stesso   Gruppo   parlamentare  ha  assunto   la   seguente   nuova
  denominazione:  Popolari e Autonomisti .

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di superamento delle mozioni n. 582 e n. 583

   PRESIDENTE.   Comunico  che,  a  seguito  dell'accettazione   come
  raccomandazione da parte del Governo, nel corso della seduta n. 293
  del 19 ottobre 2021, degli ordini del giorno nn. 581 e 582, sono da
  intendersi superate, rispettivamente, le mozioni nn. 582 e  583  di
  analogo contenuto.

   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE. La situazione meteorologica di Catania, già stamattina
  avevo ricevuto una serie di telefonate da parte dei nostri colleghi
  catanesi, li rende realmente impossibilitati ad arrivare a Palermo.
  Per  cui,  credo  che  possiamo veramente fare poco.  E'  possibile
  incardinare ?  E'  già  incardinata.  Gli  emendamenti   sono   già
  presentati.  Quindi,  non dobbiamo fare niente.  Dobbiamo  soltanto
  aspettare  che  ci  sia il numero di persone, a  meno  che  non  la
  vogliamo  cominciare a discutere. Non possiamo perché  abbiamo  già
  iniziato  le  variazioni di bilancio l'altra volta, per  cui  siamo
  obbligati ad andare avanti su quelle. Tanto il voto finale, in ogni
  caso, non si può dare. Siccome è una legge veloce, evitiamo.
   Intanto,  chiariamo una cosa: è possibile intervenire  dal  posto,
  per  cui  man mano che io do la parola a qualcuno il deputato  deve
  premere  il  pulsante,  e  da qui gli si attiva  il  microfono.  Ha
  chiesto di parlare l'onorevole Calderone chiede di parlare.  Ne  ha
  facoltà.

   CALDERONE.  Grazie,  Presidente, io la prego  di  valutare  questa
  situazione  di assoluta emergenza, perché iniziare i lavori  d'Aula
  in  maniera  parziale, senza che l'assenza dei colleghi catanesi  o
  della  zona  di Catania sia loro imputabile, la potremmo  chiamare,
  Presidente,  una causa di forza maggiore, in punto di  diritto.  Io
  credo  che sia necessaria una valutazione da parte sua di un rinvio
  dell'Aula,  dei lavori d'Aula, perché ovviamente non è  che  è  una
  scelta volontaria quella di non essere presenti oggi.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.


      Sul violento nubifragio abbattutosi nella Sicilia orientale

   DIPASQUALE. Signor Presidente, io innanzitutto la ringrazio per le
  parole  che  mi  sono arrivate da parte sua e anche  da  parte  dei
  colleghi,  non  solo quelli del mio Gruppo parlamentare,  anche  da
  parte    dei    lavoratori    dell'Assemblea,    degli    impiegati
  dell'Assemblea,  della  vicinanza,  tra  virgolette,   per   questi
  fastidiosi eventi, avuti negli ultimi tempi, miei personali.
   Al  di  là di questo, ci tenevo a dirlo perché ritengo che  questa
  sia comunque la nostra comunità, la mia comunità a cui sono legato,
  io,  Presidente,  sono fortemente preoccupato, lo sono  da  qualche
  anno.  Veda,  quello che sta succedendo oggi a Catania  e  che  era
  successo  a Pantelleria qualche mese fa e che era successo  quattro
  anni fa un pochino nella Sicilia orientale, non è una cosa comune.
   A me dispiace che non sia presente il Governo. Non è una polemica,
  veramente, sciocca proprio perché vorrei che loro ascoltassero.  Ci
  si  potrebbe  chiedere:  ma tu in qualità di  cosa  lo  fai  questo
  intervento? . Io lo faccio nella qualità di chi, per tanti anni  da
  appassionato,  ha  studiato quelli che sono i  fenomeni  ciclonici.
  Cioè, noi non abbiamo nient'altro - Presidente, mi creda che quello
  che stiamo vedendo non è che l'inizio - noi non abbiamo nient'altro
  che  davanti  a noi i fenomeni ciclonici che si stanno  presentando
  ormai  da  quattro  anni,  e i fenomeni  ciclonici  hanno  un  loro
  percorso  che  lo  riportano  sempre  e  aumentano  sempre  più  di
  intensità. Credetemi che è una cosa molto più grave e più seria  di
  quello che si possa pensare.
   Attualmente,  questo  fenomeno ciclonico che,  vedrete,  andrà  ad
  accentuarsi nelle prossime ore e specialmente tra giovedì e venerdì
  ed  io  mi  auguro  che  la  Protezione  civile  deve  iniziare  ad
  affrontarlo, Presidente, non come una perturbazione,  non  come  un
  semplice allarme di maltempo. E' un fenomeno ciclonico che non va a
  formarsi  ad  uragano  solamente perché le temperature  dell'acqua,
  Presidente, sono scese, per fortuna nostra.
   Noi  vedrete che non abbiamo come difenderci. Dobbiamo iniziare  a
  capire e serve un confronto con la Protezione civile regionale, con
  il  Governo  perché questi fenomeni che da quattro anni  si  stanno
  ripetendo  e  si  ripeteranno sempre con più forza,  hanno  bisogno
  delle risposte, di organizzazioni organizzative diverse.
   Lei  deve  pensare, Presidente, che attualmente  l'acqua  che  sta
  arrivando  su Catania e quella che arriverà tra giovedì  e  venerdì
  che  sarà  ancora  superiore in tutta la Sicilia  sud  orientale  è
  nulla, perché questo è un fenomeno ciclonico che abbiamo a duecento
  miglia  dalla costa siciliana che sta girando ed è privo di  forza,
  perché non ha toccato le acque calde che avrebbe toccato, che tocca
  un fenomeno ciclonico che arriva ai Caraibi, nella zona caraibica.
   Quindi,  aspettiamoci intanto nei prossimi giorni, veramente,  tra
  giovedì  e  venerdì,  una  maggiore aggressività  delle  condizioni
  atmosferiche.  E ritorno a dire che non può essere  trattato  dalla
  Protezione civile come una questione solo di maltempo. Guardate che
  non  ci  sarà  porto turistico che potrà proteggere le imbarcazioni
  dentro  il  porto quando da formazioni di depressione  ciclonica  o
  ciclonica si trasforma in uragano. Cioè, noi abbiamo un problema.
   Oggi, quello che io sto dicendo farà sorridere i molti. Purtroppo,
  io me lo conservo questo intervento e me lo conservo nella speranza
  di  non  doverlo riuscire e le chiedo, Presidente, non so come,  di
  provare  a  sollecitare il Governo affinché metta al centro  questa
  riflessione  e  questa verifica. Non è un maltempo normale;  stiamo
  subendo   un  attacco,  tra  virgolette,  di  quella  che   è   una
  perturbazione ciclonica che si andrà a ripetere.
   Ultima cosa, Presidente, ho un altro argomento nel frattempo che è
  arrivato  l'Assessore per l'economia perché non  l'avrei  detto  ma
  visto  che è qui l'Assessore per l'economia lo dico. Abbiamo  fatto
  l'ultima finanziaria, Assessore, ed abbiamo ricordato che in alcuni
  capitoli  c'erano  poche  risorse, una di  queste  era  quella  del
  vitalizio  per i talassemici. Gli mancano quasi 500  mila  euro  ed
  hanno  difficoltà  per  il  vitalizio dei  talassemici.  La  prego.
  Assessore

   PRESIDENTE.  Onorevole Dipasquale, scusi,  una  cosa  che  bisogna
  imparare usando il microfono è che non ci si può voltare sennò  non
  si  sentirà  più  ciò che dice. Bisogna sempre  guardare  verso  la
  Presidenza.

   DIPASQUALE. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Bisogna guardare sempre verso la Presidenza.

   DIPASQUALE.  Grazie,  Presidente.  Piano  piano  apprenderemo   ad
  utilizzare   anche  questo.  Ma  tanto  non  si  preoccupi   perché
  l'Assessore  si  immagini  se  ascoltava  me   Lui  è  al  telefono
  tranquillo e sereno

   PRESIDENTE. Ma questo non lo diciamo. Grazie.
   E  allora,  prima  di dare la parola agli altri colleghi  -  hanno
  chiesto di parlare l'onorevole Lo Curto, poi l'onorevole Cappello e
  poi  altri, l'onorevole Zito, prima l'onorevole Foti - vorrei  dire
  che l'intervento dell'onorevole Dipasquale è un intervento che deve
  fare  riflettere un attimo. Oggi le condizioni metereologiche  sono
  totalmente  cambiate  rispetto a prima.  Io  credo  che  tutti,  il
  Governo per primo, ma tutti dobbiamo cominciare a fare una serie di
  valutazioni  sul come comportarsi perché i fenomeni  non  sono  più
  come quelli di prima. Oggi il meccanismo delle bombe d'acqua - e lo
  dico  parlando ai sindaci, parlando al Governo della Regione ma  un
  po' a tutti gli amministratori - oggi i problemi nascenti dal nuovo
  meteo,  dal  nuovo  sistema di precipitazioni  metereologiche  sono
  oggettivamente  diverse; l'abbiamo verificato a  Palermo  dove  una
  bomba  d'acqua  riesce  a  paralizzare la  città.  Quello  che  sta
  avvenendo oggi a Catania ho visto delle immagini che sono veramente
  impressionanti,   veramente  impressionanti,  non   lo   dico   per
  esagerare: ho visto delle scene pazzesche proprio con delle cascate
  vere  e  proprie che ci sono su Catania, l'onorevole Fava  ne  sarà
  consapevole,  è uno dei pochi catanesi che è arrivato oggi  qua,  e
  l'ospedale  Garibaldi con tutto il primo piano pieno d'acqua  ed  è
  veramente   una   situazione  allucinante,  bisogna  effettivamente
  cominciare a capire come potersi proteggere da questo tipo di nuovo
  fenomeno che fino a ieri non conoscevamo.
   Voglio capire una cosa, siccome l'onorevole Lo Curto ha chiesto di
  parlare  ma  so  su  cosa deve parlare, se vogliamo  continuare  un
  attimo  il dibattito sul problema della meteorologia andiamo avanti
  e  poi  do  la parola all'onorevole Lo Curto per l'altro argomento.
  Quindi,  chi ha chiesto la parola è per questo motivo?  Ed  allora,
  l'onorevole  Cappello per primo, poi gli onorevoli Foti,  Zito,  Di
  Paola, Caputo.
   Onorevole Cappello, può parlare dal posto; abbiamo oggi inaugurato
  la  possibilità  di  parlare dal posto,  ne  approfittiamo.  Prego,
  onorevole Cappello.

   CAPPELLO.   Grazie  Presidente,  della  possibilità  che   mi   dà
  d'intervenire.

   PRESIDENTE.  Dovete per favore stare vicini,  forse  sono  un  po'
  corti  visto  che sono tutti altissimi i nostri deputati,  dovremmo
  forse   fare  allungare  un  poco,  li  dobbiamo  regolare.  Prego,
  onorevole Cappello.

   CAPPELLO.  Grazie, Presidente. Ieri è toccato purtroppo,  a  causa
  delle  condizioni metereologiche, a Scordia, Militello e  Palagonia
  subirne i maggiori danni, addirittura c'è stata una vittima  mentre
  è  ancora in corso la ricerca del secondo disperso sostanzialmente.
  Oggi,  come la S.V. citava poc'anzi, a Catania, a Gravina c'è stata
  un'altra vittima e ahimè continuano a contarsi i danni.
   Presidente Micciché, Vicepresidente della Regione, è necessario un
  intervento  da  parte  del  Governo  regionale,  è  necessario   un
  intervento  che  dia  giustizia alle vittime e  che  dia  anche  un
  ristoro  per  quanto concerne le zone del calatino,  in  particolar
  modo  agli imprenditori agricoli che dopo tre anni esatti dal primo
  alluvione del 2018 si sono visti sfumare anni e anni di sacrificio.
   Presidente,  io chiedo che nella prossima finanziaria, l'Assemblea
  insieme al Governo, perché oggi non è il momento diciamo di puntare
  il  dito,  di  cercare  responsabilità, questo  dovremmo  farlo  al
  momento  debito  perché certamente se sono mancati  degli  atti  di
  programmazione, atti a prevenire il dissesto idrologico,  se  delle
  somme che lo Stato aveva destinato alla Sicilia sono state spese da
  parte della Regione soltanto il 20 per cento, se le opere poste  in
  essere  dalla Protezione civile, in particolar modo nelle città  di
  Scordia,  Militello  e   Palagonia  sono  crollate,  sbriciolandosi
  inesorabilmente, qualche domanda noi ce la dobbiamo porre.
   Se  è vero, come ieri, durante la riunione a Scordia, il Direttore
  della  Protezione civile, il dottore Cocina, ci ha detto che quelli
  erano  interventi di somma urgenza, mi chiedo dagli  interventi  di
  somma  urgenza, a distanza di tre anni, che cosa è stato fatto  per
  evitare l'irreparabile.
   E  allora, io ieri mi sono recato in quelle zone, sono  un  po'  a
  casa  mia perché io provengo appunto dal Calatino Sud Simeto ed  ho
  incontrato  gli  imprenditori  agricoli  con  gli  occhi  gonfi  di
  lacrime,  con  le loro coltivazioni divelte; occorre  fare  qualche
  cosa,  Presidente,  è necessario che l'Assemblea  intervenga  nella
  prossima  finanziaria  o  nel  primo  provvedimento  possibile  per
  restituire fiducia.
   Certamente le persone che non ci sono più, ecco, ahimè,  a  queste
  non   potremo  più  restituire  la  vita,  ma  certamente  un  atto
  d'intervento  che  riprogrammi quelle che debbono essere,  diciamo,
  non  dico  delle soluzioni perché ci mancherebbe, di fronte  a  316
  millimetri   d'acqua  onestamente  è  difficile  attrezzare   delle
  soluzioni  che  siano  definitive  ma,  certamente,  non   possiamo
  assistere inermi al ripetersi di eventi con appena soli tre anni di
  distanza. Grazie.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   PRESIDENTE.  E allora, continuiamo gli interventi sul  tema  della
  calamità  naturale  che  si sta abbattendo  in  questo  momento  in
  Sicilia. Io, da Catanese, mi sento di anzitutto unirmi al messaggio
  di  cordoglio  dell'onorevole Cappello  che,  ovviamente,  riguarda
  tutti  noi per quello che è successo e purtroppo sta continuando  a
  succedere nella Sicilia orientale.
   E'  chiaro  che ci sarà una dichiarazione, immagino, di  stato  di
  calamità  con  la declaratoria e poi a livello statale  sarà,  come
  dire,  stabilito come procedere, ci auguriamo solo per la  Sicilia,
  io non ho idea di cosa stia succedendo nel resto del Paese.
   Per  quanto riguarda il 2018, è chiaro che bisogna andare a vedere
  se   gli   interventi  alle  strutture  segnalate,  danneggiate   e
  quant'altro,  durante  la calamità del 2018  sono  state  efficaci,
  hanno  limitato, forse la portata dell'acqua di queste ore è  stata
  veramente fuori da ogni immaginazione.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Zito che deve parlare dal posto,
  lei dovrebbe avere un pulsante. Ne ha facoltà.

   ZITO. Grazie, Presidente. Allora

   PRESIDENTE.  Scusi,  io  prego  i  colleghi  deputati,   onorevole
  Lantieri  e  onorevole Savona, io vi prego di  concedere  ai  pochi
  membri  del  Governo  che siedono qui al banco  di  ascoltare  cosa
  dicono  i  colleghi deputati anche perché stanno  parlando  di  una
  situazione  drammatica che addirittura sta mettendo  a  rischio  la
  vita delle persone. Prego, onorevole Zito.

   ZITO.  Grazie,  Presidente. Allora, ciò che sta accadendo  oggi  a
  Catania che è accaduto qualche giorno fa a Siracusa e qualche altro
  giorno  addietro  a  Palermo  ci deve fare  riflettere.  Ormai  non
  parliamo più di eventi straordinari ma di eventi ordinari che però,
  perché   succedono  praticamente  sempre  più  spesso,   che   però
  comportano dei danni incredibili.
   Perché  il mio intervento? Perché è ovvio che interventi di questa
  natura  devono  rivedere  anche  un  modo  nuovo  di  pensare,   di
  progettare quelle che sono le nostre reti fognarie, le nostre  reti
  idriche, e quant'altro. E' un percorso ovviamente che ha bisogno di
  tempo. Ma c'è tanto invece che possiamo fare adesso.
   Noi  abbiamo  l'Autorità  di  bacino che  dovrebbe  occuparsi,  ad
  esempio, della pulizia di alcuni canali, ma se non gli mettiamo  le
  risorse a disposizione questo non lo potrà fare mai. E' proprio  su
  questo  intervengo e sollecito qui la Presidente della  Commissione
   Ambiente   perché, ad esempio, proprio su Siracusa ci  sono  delle
  situazioni  di  alcuni  canali  che sono  praticamente  ostruiti  e
  nessuno  interviene, non si riesce a fare questa audizione  sapendo
  che dietro l'angolo c'è il pericolo.
   E  allora,  secondo me la Commissione  Ambiente  si dovrebbe  fare
  carico di analizzare ciò che accade nelle nove province, qual è  la
  situazione di quello che già abbiamo dei nostri canali,  come  sono
  combinati,  dei  nostri fiumi, eccetera, e cercare di  capire  come
  intervenire  prima  che accadano questi eventi.  Quindi,  sollecito
  vivamente  la  Presidente  della  Commissione  a  convocare  queste
  audizioni, sia su Siracusa ma sia sulle altre province.
   Volevo sollecitare anche il Presidente della Commissione Antimafia
  e anche la Presidente della Commissione IV perché il 31 ottobre del
  2018,  e  sollecitato con atto ufficiale a questa Assemblea,  avevo
  presentato un disegno di legge, il 415, che riguardava le  clausole
  sociali  nelle  varie  ditte che lavorano per  la  Regione,  per  i
  Comuni,  comunque dove viene inserita la clausola sociale e  quindi
  il personale transita da una società all'altra dalla società che ha
  perso  l'appalto a quella che ha vinto. Però, dentro queste società
  spesso  c'è  gente che è vicina a organizzazioni  criminali  e  noi
  costringiamo  in  un certo senso anche l'imprenditore  a  prendersi
  questi personaggi chiacchierati diciamo così.
   Allora  c'è  un modo di intervenire: ci sarebbe questo disegno  di
  legge che ovviamente va rivisto, va cucito addosso alle prerogative
  della  Regione siciliana, ma sicuramente va fatta qualche cosa  per
  evitare  che  queste persone siano inserite in  questi  contesti  e
  legalizziamo  anche  una sorta di pizzo perché certe  volte  queste
  persone  vicino  alle  società mafiose  poi  non  vanno  neanche  a
  lavorare ma ha una sorta di pizzo legalizzato. Nonostante  3  anni,
  nonostante le sollecitazioni non si riesce a discutere.
   Se  c'è  qualche  criticità affrontiamola insieme  ma  è  un  tema
  delicatissimo che ovviamente va affrontato prima della  fine  della
  Legislatura. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zito. Anch'io condivido  che  questa
  nuova forma di pizzo  della messa in regola' imposta dai vari  clan
  e  famiglie  mafiose possa essere oggetto, se c'è uno strumento,  e
  quindi  mi  unisco al suo appello e magari se l'onorevole Savarino,
  poi,  vuole metterlo all'ordine del giorno, perché magari  possiamo
  fare delle cose in IV Commissione.


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli Ciancio  e  Marano  hanno
  chiesto congedo per la giornata odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


      Sul violento nubifragio abbattutosi nella Sicilia orientale

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI PAOLA. Grazie Presidente, Governo, colleghi, cittadini.
   Tutto quello che sta succedendo rientra all'interno di un fenomeno
  - poco fa c'era il collega Dipasquale che ne parlava - che riguarda
  il  cambiamento climatico. Ahimè tutte le eccezionalità, per quanto
  riguarda i fenomeni metereologici che si abbattono sulla Sicilia ed
  anche sul resto di altre Regioni, sono diventati oramai regolarità.
  Cioè,  tutto quello che fino a qualche anno fa era eccezionale  sta
  diventando  regolare, tant'è - lo diceva il mio collega Cappello  -
  che a Scordia e in quelle zone fino a tre anni fa si è riversato un
  fenomeno  molto simile che ha causato ingenti danni,  e  nuovamente
  dopo nemmeno tre anni ci troviamo a contare i danni in quelle zone.
   Ora,   Presidente,  vista  l'eccezionalità  che   sta   diventando
  regolarità,  devono  diventare regolari anche tutti  i  lavori  che
  devono  realizzarsi  per  il contrasto al  dissesto  idrogeologico,
  perché,  Presidente, io ho seguito passo dopo passo uno dei  lavori
  che  poi è stato concluso, per il dissesto idrogeologico nelle  mie
  zone,  e  per la pulizia degli alvei di un torrente ci sono  voluti
  sei  anni,  Presidente. Sei anni per realizzare l'opera di  pulizia
  dell'alveo di un torrente.
   Io  condivido  il  fatto  che  poi in  finanziaria  dobbiamo  pure
  valutare  i  ristori per quanto riguarda questi  territori  che  in
  questo  momento  stanno subendo imprenditori,  e  non  solo,  danni
  immani.  Però, Presidente, dobbiamo riflettere pure sui lavori  che
  vengono  realizzati sul dissesto idrogeologico, perché ricordiamoci
  che  lì  c'è  un commissario, siamo cioè commissariati  per  quanto
  riguarda  il  dissesto  idrogeologico e non  è  possibile  che  per
  realizzare  i lavori per il contrasto al dissesto idrogeologico  si
  impieghino anni e anni.
   In  qualche  modo,  dobbiamo verificare e accendere  i  riflettori
  tutti  per  fare  in modo che determinati lavori  abbiamo  un  iter
  burocratico più veloce, perché non è possibile che per pulire -  io
  le  ho  fatto questo esempio, ma a mio modo di vedere ce ne possono
  essere  tanti altri - ci vogliono sei anni per pulire  l'alveo  dei
  torrenti.
   Questi lavori devono essere fatti non solo per quanto riguarda  la
  somma urgenza, ma anche nella progettazione, devono essere fatti in
  maniera regolare, perché, ripeto, questi fenomeni saranno, ahimè  e
  purtroppo  sempre  più regolari nei prossimi  anni.  E  allora  noi
  dobbiamo  lavorare  affinché i lavori per contrastare  il  dissesto
  idrogeologico all'interno della Sicilia siano celeri e  programmati
  nella maniera opportuna. Grazie

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.
   È iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  vorrei
  fare  un  intervento di argomentazione diversa. Perciò, se  ritiene
  posso   continuare,  oppure,  se  vuole  può  far  completare   gli
  interventi.

   PRESIDENTE.  A  meno  che  l'onorevole  Lo  Giudice   non   voglia
  affrontare anch'egli l'argomento del dissesto

   LO GIUDICE. Anche.

   PRESIDENTE.  Anche?  Va  bene,  prego  onorevole  Caputo.  Poi  si
  riprende.


                Sulla vertenza dei lavoratori ex Keller

   CAPUTO. Sì. Va bene. Grazie Presidente. Io volevo soltanto,  prima
  dell'inizio dei lavori, portare in quest'Aula la voce degli  ultimi
  40  lavoratori e con essi anche le loro famiglie, della vertenza ex
  Keller.
   Sono quaranta lavoratori che, ad oggi, attendono la definizione  e
  quindi  l'assegnazione alla società che dovrebbe assorbirli  e  che
  potrebbe  riprendere a dare loro un'attività lavorativa, così  come
  prevede  la  nostra  Costituzione,  ridare  stabilità  e  sicurezza
  economica alle loro famiglie proprio in un periodo in cui la  crisi
  economica ha attanagliato tutte le famiglie a causa della pandemia.
   Io  chiedo  alla Presidenza di attivare tutte le procedure,  anche
  perché  la copertura finanziaria è stata reperita, mancano soltanto
  gli  ultimi atti per poter portare al voto dell'Aula e dare a  loro
  la  possibilità di tornare a lavorare presso l'unica società che  è
  risultata assegnataria e potrebbe assorbirli.


      Sul violento nubifragio abbattutosi nella Sicilia orientale

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice.  Ne  ha
  facoltà.

   LO  GIUDICE.  Signor Presidente, Governo e onorevoli colleghi,  io
  ovviamente  condivido  gli interventi che  mi  hanno  preceduto  in
  considerazione  delle difficoltà che da due, tre giorni  la  nostra
  Sicilia sta vivendo.
   In  tutte  le  province si sono registrate criticità notevoli  dal
  punto  di  vista  del dissesto idrogeologico; è  pur  vero  che  la
  quantità e la mole di pioggia che è caduta in queste ultime 48  ore
  in  Sicilia è sicuramente inverosimile e porta alla luce tutta  una
  serie di criticità.
   Mi  dispiace,  però,  che non ci sia l'Assessore  Falcone,  perché
  volevo  sottolineare  un fatto che riguarda la  mia  provincia,  la
  provincia di Messina, che mi sembra alquanto anomalo. Noi in questo
  momento ci ritroviamo con la Riviera Jonica, una fascia di circa 40-
  50  chilometri in cui l'autostrada è stata chiusa per dieci  giorni
  per la caduta di un masso di circa 300 Kg., mi dicono così.
   Per carità, io capisco che sia un masso di notevole dimensione, ma
  se  ci  vogliono dieci giorni per eliminarlo mi viene il dubbio  di
  come  siamo combinati, ma allo stesso tempo, siccome già in  questa
  corsia  si  viaggiava a doppio senso unico alternato  -  con  senso
  unico  alternato  -  e quindi già una corsia era chiusa  per  altri
  problemi,  ora abbiamo chiuso anche l'altra, noi ci ritroviamo  con
  circa  dieci  comuni  che  sono  sotto  ostaggio  da  una  mole  di
  autoveicoli,  da  una mole di mezzi pesanti che  non  consente  una
  vivibilità quotidiana ma, soprattutto, che non consente   di  poter
  intervenire  - qualora ve ne fosse bisogno  - a mezzi di  soccorso,
  ambulanze, Vigili del fuoco e quant'altro.
   Non  credo  e  mi  auguro  che sia così,  che  l'Assessore  sia  a
  conoscenza  di  questa  situazione, anzi mi auguro  che  intervenga
  immediatamente con i vertici del CAS per consentire, qualora ve  ne
  siano le condizioni, per carità, considerando che la sicurezza deve
  essere  sempre al di sopra di qualunque altra priorità,  mi  auguro
  che  ci sia un intervento immediato per risolvere questa criticità,
  perché  è  chiaro  che  non  si  può mettere  in  ginocchio  questo
  territorio che già vive, in questo momento, con una strada  statale
  in  cui  sono presenti due ponti, entrambi di proprietà  dell'ANAS,
  chiusi da oltre sei anni, che l'Anas deve ristrutturare da sei anni
  e  su  cui poco o nulla è stato fatto e ci  sono in questo  momento
  comunità  collegate  attraverso  delle  passerelle  temporanee  che
  dovevano  durare  qualche mese se non qualche anno,  il  tempo  dei
  lavori e che persistono da ben sei anni.
   Nel  caso del torrente Agrò - che riguarda peraltro anche  il  mio
  comune - questo appalto è stato aggiudicato nel settembre del 2020,
  quindi  oltre un anno fa, da Anas, e nonostante sia passato più  di
  un anno ancora di lavori non se ne parla.
   Nel  caso  del  torrente Nisi, idem come sopra, anche  per  questo
  ponte  i  lavori  sono stati aggiudicati da ANAS ma  non  iniziano,
  quindi  noi  ci ritroviamo con dieci comunità al momento  collegate
  fra  di  loro  da  queste passerelle, con il  Capo  Alì  su  cui  i
  movimenti franosi sono notori da anni ma nonostante ciò nulla si fa
  e con un'autostrada che pare debba rimanere chiusa almeno per dieci
  giorni per un masso di 300 chili.
   Se  tutto ciò è ammissibile io le chiedo, Presidente, noi qui cosa
  stiamo a fare perché poi la gente non è che distingue più il  ruolo
  che ognuno di noi ha, di chi sono le competenze, di chi non sono le
  competenze.  La gente, giustamente, dice che oggi per fare  30  Km,
  cioè per arrivare da Roccalumera a Messina si impiegano esattamente
  tre  ore,  tre  ore per trenta chilometri  E questo stato  di  cose
  dovrebbe  permanere per dieci giorni, almeno, perché c'è  un  masso
  sulla carreggiata
   Mi  auguro e, ripeto, mi appello al suo buon senso, affinché possa
  intervenire anche con l'Assessore Falcone. Io ho scritto stamattina
  una   nota   al  CAS  che  spero  venga  presa  in  considerazione,
  sicuramente  ci sarà un movimento franoso che viene monitorato  dal
  CAS, ma basterebbe anche, -  se è possibile, ripeto, non sono io  a
  dover dare delle soluzioni perché non sono un tecnico -  ipotizzare
  di  mettere delle barriere, delle new jersey di cemento che vengono
  utilizzate in tante altre occasioni, in quella che è la carreggiata
  a  monte,  per  altro  già chiusa, e quanto meno  consentire  nella
  carreggiata  a  valle  di poter viaggiare a senso  unico  alternato
  perché  non  si possono tenere venti comuni in ostaggio  in  questi
  termini. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  De  Luca.  Ne  ha
  facoltà.

   DE LUCA. Grazie Presidente, buongiorno colleghi, Governo.
   Presidente,  l'emergenza  in questo momento  alluvionale  che  sta
  interessando  le province di Catania e di Messina ha dei  caratteri
  di  eccezionalità ma non è nulla che non sia stato previsto  o  che
  non fosse accaduto negli anni precedenti.
   Le   condizioni   autostradali,  però,  non   consentono   neppure
  l'attraversamento  ordinario delle arterie  principali.  In  questo
  momento  l'autostrada tra Messina e Catania,  tra  lo  svincolo  di
  Tremestieri  e  Roccalumera è chiuso per  il  semplice  motivo  che
  questo  masso, che ha attraversato la carreggiata, potrebbe  essere
  seguito da altri.
   Dieci  giorni servono, infatti, a mettere in sicurezza un  costone
  visto  anche  lo  stato della vegetazione non viene  monitorato  da
  anni.   Ma  quel  che  è  peggio  è  che  per  liberare  e  rendere
  percorribile  l'altra  carreggiata, quella che  precedentemente  si
  attraversava a senso alternato sarebbe sufficiente che le ditte che
  in  questo momento stanno lavorando, accettassero di lavorare anche
  negli orari notturni e il sabato e la domenica approvvigionando  le
  stesse del catrame e dell'asfalto necessario.
   Questa,  vede, Presidente non è un'opinione ma è un  fatto  che  è
  emerso nella riunione che c'è stata ieri o stamattina tra il CAS  e
  i Vigili del Fuco, la Prefettura e gli altri enti interessati.
   L'Assessore  Falcone non c'è, ma è inconcepibile, è  assolutamente
  inconcepibile che nel 2021 due città metropolitane restino  isolate
  perché  le  ditte  non lavorano la notte o perché non  lavorano  il
  sabato e la domenica o perché non si riesce a procurare il catrame.
  E' una situazione da terzo mondo.
   Il   Governo   regionale,  l'Assessore  Falcone  e  il   Consorzio
  Autostrade  siciliane o come lo chiamo adesso Autostrade Siciliane,
  è  cambiato  il nome ma non è cambiata la sostanza, si passino  una
  mano  dalla  coscienza e iniziano a lavorare seriamente per  queste
  arterie.  In  questo momento i camion con tonnellaggio superiore  a
  3,5  Tonnellate per arrivare a Catania devono prendere l'Autostrada
  per Palermo e poi raggiungere il catanese.
   In  questo momento ci sono migliaia di mezzi che attraversano  non
  solo  la  Strada  statale  114 ma che attraversano  delle  bretelle
  provvisorie.
   Nel  comune  di  Alì si è combinato un manicomio  e  non  è  detto
  neppure  che queste strutture, per l'appunto emergenziali,  abbiano
  la possibilità di reggere tutto questo traffico.
   Ma  voi  ve  lo  immaginate che strage se  dovesse  riempiersi  il
  torrente  di  acqua e di detriti e dovesse travolgere anche  questa
  arteria?  Ma  questo  Governo si rende conto  che  sta  mettendo  a
  repentaglio   facendo  passare  da  quelle   strade   migliaia   di
  automobilisti  siciliani? Ma vi rendete  conto  in  che  condizioni
  siamo  su  quelle autostrade? L'Assessore Falcone, oggi  forse  non
  c'è,  non  lo so per quale motivo, ma è un fatto a cui  deve  porre
  rimedio,  immediatamente, perché se non si provvede subito  c'è  il
  rischio   che   in   caso  di  un  ulteriore   evento   alluvionale
  quell'arteria  venga  travolta e i morti non  si  conteranno  e  la
  responsabilità sarà, esclusivamente, di questa Regione.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  chiaramente sulla scia anche degli interventi precedenti.
   Signor  Presidente, penso che la gravità di quello di  cui  stiamo
  trattando oggi meriti la sua attenzione.

   PRESIDENTE. Prego.

   ZAFARANA. Sulla scorta di quanto detto poc'anzi anche dai colleghi
  che  mi  hanno  preceduto, è noto a tutti come, oltre appunto  alle
  gravi  condizioni meteorologiche che hanno portato ai fatti di  una
  gravità  estrema dei territori del catanese, del siracusano  e  del
  messinese, per le quali chiaramente esprimo il mio cordoglio per le
  vittime  e  per la persona che è dispersa, oltre a questo come  una
  sorta,  come dire, di incessante aggiunta di difficoltà  su  questo
  territorio per il quale la Regione deve, il Governo della  Regione,
  deve  rendersi  conto  che  siamo in  una  costante  situazione  di
  emergenza   e  si è aggiunta pure una frana. Però, nella  ..  però,
  signor  Presidente,  non  si può veramente  neanche  affrontare  un
  ragionamento  in  modo  sereno  in  questa  confusione  l'assessore
  Cordaro   qui  ai  banchi  vorrebbe  ascoltare  il  mio  intervento
  l'assessore Cordaro, Presidente  C'è il rappresentante del  Governo
  in questo momento.

   PRESIDENTE.   Cari  colleghi,  cari  colleghi,   onorevole   Lupo,
  onorevole  Figuccia,  onorevole  Ternullo,  assessore  Cordaro,  vi
  invito  a   consentire  all'onorevole Zafarana  di  parlare  perché
  finora avete parlato, ora

   ZAFARANA. Mi può ascoltare?

   PRESIDENTE. Però, collega, mi perdoni

   ZAFARANA. No, no, signor Presidente

   PRESIDENTE.   Anche   altri  colleghi,  in   precedenza,   stavano
  intervenendo

   ZAFARANA. Stiamo parlando di un argomento di una gravità inaudita.
  Questa regione cammina su un filo, destreggiandosi tra le emergenze
  e le difficoltà. Ci sono i nostri cittadini che sono alle prese con
  l'acqua, con le alluvioni.

   PRESIDENTE.    Ed    io,   infatti,   ho   richiamato,    appunto,
  all'attenzione.
   Onorevole Ternullo ed onorevole Dipasquale, per piacere.

               (Interruzioni dell'onorevole Dipasquale)

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, la collega ha richiamato un  po'
  tutti, per piacere

               (Interruzioni dell'onorevole Dipasquale)

   PRESIDENTE.  La  collega ha richiamato me per richiamare  tutti  i
  colleghi  che parlavate, perché in effetti non si sentiva.  Quindi,
  non  c'è  niente di personale, vedo che lei è ritornato in perfetta
  forma,  con  i  soliti  livelli  di  cafonaggine  e,  quindi,   sta
  benissimo, auguri.
   Prego, onorevole Zafarana.

           (Ripetute interruzioni dell'onorevole Dipasquale)

   PRESIDENTE.  Abbiamo  la  possibilità di staccare  quel  microfono
  oppure la luce?
   Prego, onorevole Zafarana.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente, ritengo  che  il  nostro  ruolo  si
  espleta  qui dento, utilizzando lo strumento della comunicazione  a
  quest'Aula  a  questo Governo del quale chiaramente  abbiamo  tutti
  grande rispetto, non semplicemente per una vetrina o per pubblicare
  un   post   su  Facebook,  ma  per  anche  manifestare  all'esterno
  l'impegno,  il  nostro lavoro e le urgenze,  le  emergenze  che  la
  popolazione, la cittadinanza ci manifesta e portarle nel luogo  che
  dovrebbe,  invece,  prenderne  coscienza  nella  figura,  qui,  del
  Vicepresidente  della  Regione  e  dell'Assessore  che  ne  cura  i
  rapporti con il Parlamento e l'attenzione che pretendo non è per me
  ma  la  pretendo  per i cittadini siciliani che in  questo  momento
  stanno vivendo delle ore di grandissimo disagio e di emergenza.
   Detto,  ciò,  quello che mi preme rappresentare è  che  in  questo
  momento   la   viabilità  tra  Messina  e  Catania   è   fortemente
  compromessa. La mobilità dei cittadini è compromessa.
   Si  legge  sulla  stampa  che, a seguito delle  interlocuzioni,  e
  fortunatamente  sono grata al Prefetto Cosima Di  Stani  che  si  è
  attivata   prontamente  per  prendere  in  mano  la   regia   della
  situazione, perché se avessimo dovuto aspettare il CAS con  le  sue
  lentezze  rispetto  a  tutte quelle che sono  le  inadempienze,  le
  situazioni  che  abbiamo più volte denunciato con atti,  c'è  tutto
  scritto, però, fortunatamente, appunto  - e la ringrazio perché  ha
  preso la regìa della situazione -  e spero che non si arrivi ai  10
  giorni  di  interruzione, così come appunto paventano  anche  sugli
  organi  di stampa, perché questa cosa sarebbe veramente drammatica,
  una  mobilità  che non è semplicemente una mobilità di spostamento,
  ma è mobilità per il lavoro, per le scuole, per la produttività.
   L'asse Messina-Catania non è meno importante di un qualsiasi altro
  asse della Regione siciliana: e soprattutto lo è nel tratto che  da
  Messina  procede verso Catania, dove ci sono una marea di  cantieri
  aperti,  infiniti,  e  la  condizione  per  cui  una  frana   si  è
  verificata  - una frana di minima entità - in una regione  normale,
  probabilmente  si sarebbe messa  in sicurezza l'area e  consentito,
  appunto,  il  deflusso  del  traffico, che  fortunatamente  non  ha
  colpito nessun'auto, perché ha colpito un'area a doppia percorrenza
  -  contemporanea,  in  questo momento -  perché   una  carreggiata,
  quella dal lato monte, è bloccata.
   Ci  rendiamo  conto  della situazione in cui  continuiamo;  questa
  Regione,   anche   nel   ruolo  di  vigilanza   che   l'assessorato
  infrastrutture  -  oggi assente - ha rispetto al  CAS,  proprio  ai
  sensi  dell'articolo 18 dello Statuto del CAS, e non  ottempera  in
  alcun modo? È una cosa di una gravità inaudita, che noi ci troviamo
  praticamente ad avere cantieri infiniti, e non si può  pensare  che
  una  minima  frana possa bloccare la circolazione, determinando  il
  blocco di un'arteria fondamentale per la viabilità siciliana.
   Tanto dovevo rappresentare.
   Per  quanto nelle nostre possibilità e nel mio ruolo, io  farò  di
  tutto  per mettermi a disposizione della cittadinanza, anche perché
  la  situazione  della viabilità sulla zona ionica è  noto  a  tutti
  essere  di  una  complessità  incredibile,  e  l'aver  spostato  il
  transito  sulla  Statale 114, comunque, non è rassicurante,  perché
  l'orografia  di  quel territorio, non lascia mai in  condizioni  di
  sicurezza.
   Io  spero, veramente, che l'assessore Falcone abbia la sensibilità
  di  presentarsi  oggi  in  Aula  e  di  rappresentarci  quanto  sta
  operando, se sta operando, anche in relazione appunto ai compiti di
  vigilanza  sul  Consorzio per le autostrade  siciliane  e  per  gli
  interventi  relativi a liberare l'arteria e per gli  interventi  di
  controllo dei movimenti franosi a monte, rispetto ai quali  se  non
  avremo  interventi e conoscenza di quello che si sta  facendo,  noi
  non  potremo  andare nei territori e dire esattamente che  cosa  ne
  sarà della mobilità di quei territori nei prossimi giorni. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zafarana. Non ci sono altri colleghi
  iscritti a parlare.

   SAVARINO. Io mi ero iscritta a parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Savarino, prego.

   SAVARINO.   Grazie Presidente, avevo chiesto la parola già  prima,
  pensavo  se  ne fosse accorta. L'importante è riuscire a rispondere
  ad alcune sollecitazioni.
   Al  Governo  Musumeci, devo dire da Presidente della  Commissione,
  abbiamo  seguito  e sollecitato diversi casi di pulizia  dei  fiumi
  dopo   alluvioni,  soprattutto  nel  primo  anno  dopo  il   nostro
  insediamento, e da allora è stata attivata una campagna di  pulizia
  dei  fiumi  che  non si vedeva da vent'anni, che ha  comportato  la
  pulizia  di un centinaio di fiumi ed una spesa di oltre 50  milioni
  di  Euro. Sto parlando di cose già fatte, non da programmare,  cose
  già  fatte  in  questi  tre anni: un centinaio  di  fiumi  che  non
  vedevano  una  ruspa,  non vedevano lavori di ripulitura  da  oltre
  vent'anni.
   Abbiamo  iniziato dopo l'alluvione che aveva colpito la  zona  del
  saccense,  di  Ribera,  e  quella parte della  mia  provincia,  che
  purtroppo aveva visto, anche in quelle circostanze, alcune vittime.
   Il  fiume  Verdura fu uno dei primi, e da allora si  è  continuato
  fino  a  questo  aprile, in cui sono stati stanziati  ulteriori  11
  milioni di Euro per ulteriori quaranta fiumi da ripulire.
   Certo, le segnalazioni sono sempre utili: quella che mi è arrivata
  dall'onorevole Zito era una convocazione dell'Autorità di bacino la
  settimana dopo la dipartita del povero ingegnere Greco, per cui  mi
  sembrava  opportuno attendere qualche settimana prima di  convocare
  l'Autorità di bacino con una nuova governance.
   Dopodiché è chiaro che siamo sempre disponibili, immagino sia  più
  opportuno che in questo momento l'ingegnere Cocina resti a Scordia,
  piuttosto  che in IV Commissione, quindi attenderei ancora  qualche
  giorno  per  fare  un'audizione  e  sono  pregati  i  colleghi   di
  sollecitare  le convocazioni che ritengono più opportune,  così  in
  un'unica sede convochiamo sia l'Assessorato, la Protezione  Civile,
  che l'Autorità di bacino per fare un po' il punto della situazione,
  sottolineando  il fatto che in questi anni mai si  era  speso  così
  tanto  e  si  era  investito così tanto proprio sulla  pulizia  dei
  fiumi, e mai il dissesto idrogeologico aveva fatto così tante  gare
  d'appalto e lavori in corso, nonostante la pandemia, anche  durante
  la pandemia, e questi sono fatti. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Savarino, poi se lei riesce  a  farci
  sapere  qualcosa  a  proposito di questi  cantieri  ANAS  e  queste
  bretelle  sui ponti nei pressi di Roccalumera e lo stato  dell'arte
  su questa frana, sul CAS, le saremmo grati.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie,
  Presidente. Vorrei dare una semplice comunicazione, perché mi  pare
  abbastanza paradossale che, rispetto ad un'iniziativa condivisa dal
  Governo  e dal Presidente dell'Assemblea, che ritiene di non  dover
  affrontare  in assenza forzata dei deputati del collegio  catanese,
  si   evochi  negativamente  l'assenza  di  un  assessore,   appunto
  l'assessore Falcone, che è catanese. Ogni tanto, prima  di  parlare
  colleghiamoci, perché è necessario anche avere contezza delle  cose
  che si dicono.
   Fatta   questa  premessa  che  ritengo  necessaria,  è   condivisa
  l'impostazione dell'intervento della presidente Savarino, ma non  è
  questo  il momento di occuparci di valutazioni, siamo in un momento
  drammatico  nel  quale  stiamo cercando di  fronteggiare  tutte  le
  emergenze  che  ci sono in Sicilia, ho sentito il collega  Falcone,
  che   sin  da  domani,  se  la  Presidenza  lo  riterrà,  io  sarei
  dell'opinione  di  attendere la fine, che spero avvenga  in  questo
  istante,  di  quello  che  sta accadendo in  Sicilia,  ma  comunque
  l'assessore  Falcone mi ha già preannunziato  che  fin  da  domani,
  Presidente  e  colleghi,  è a disposizione dell'Aula  per  spiegare
  quello che stiamo facendo, quello che è accaduto, cosa doveva farsi
  e cosa si farà.

   PRESIDENTE.  Bene, se sarà possibile fare questa audizione  in  IV
  Commissione,  penso che l'Aula potrebbe occuparsi  dei  disegni  di
  legge, appunto per questo chiedevo all'onorevole Savarino, vista la
  sua  gentile  disponibilità nel report in merito  al  dissesto,  se
  aveva  la  possibilità anche di riferire per  le  vie  brevi  o  in
  Commissione  su  altre  vicende  che  sono  state  denunciate   dai
  colleghi.
   Bene. l'Aula è rinviata a domani.


   Ai sensi dell'articolo 83, secondo comma, del Regolamento interno

   SCHILLACI.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo  83,  secondo
  comma, del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie, Presidente. Volevo segnalare al Vicepresidente
  della  Regione, che è qui in Aula, se potesse l'assessore  Cordaro,
  prima  di  andar  via riferire al collega Razza  le  condizioni  di
  assoluta precarietà e inadeguatezza in cui versa il Pronto Soccorso
  di Villa Sofia di Palermo, perché ha delle carenze di risorse umane
  incredibili  che, addirittura, diventano veramente  inadeguate  nei
  giorni  di  domenica,  dove addirittura, per un  codice  verde,  si
  rischia di rimanere oltre 24 ore ospiti del Pronto Soccorso, con le
  ambulanze del 118 che rimangono nel piazzale.
   Quindi,  se  fosse  possibile  riferire  all'assessore  Razza   di
  prevedere  un potenziamento, perché la domenica al Pronto  Soccorso
  di Villa Sofia si registrano quattro mila accessi, a fronte di soli
  quattrodici medici disponibili. Quindi, la pregherei di riferire  e
  di risolvere la questione, grazie.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Signor  Presidente, Governo,  onorevoli  colleghi,  mi
  ritrovo  a prendere la parola su un tema che sta a cuore  a  questo
  Parlamento  e  che  riguarda l'assistenza igienico  personale  agli
  alunni  delle scuole del I ciclo di istruzione, gravi e gravissimi,
  ai  quali,  nella fattispecie della città di Trapani, viene  negato
  tale  servizio  riconducendo  tale  volontà  ad  un  famoso,  ormai
  tristemente famoso, parere del CGA che, anche questa mattina,  alla
  lettura attenta fatta insieme agli Uffici di quest'Assemblea,  agli
  uffici   del   Servizio  legislativo,  appare   quanto   meno   non
  inequivocabile  da punto di vista della interpretazione  che  viene
  data   dal   sindaco  Tranchida  della  città  di  Trapani.   Anzi,
  tutt'altro
   Sembrerebbe  proprio  che verta in un'altra direzione,  quella  di
  distinguere,  come  correttamente è d'uso fare, tra  assistenza  di
  base  ai  disabili delle scuole di ogni ordine e  grado  -  che  va
  garantita  attraverso  il  personale  scolastico,  i  collaboratori
  formati  -  e,  diversamente,  l'assistenza  ad  personam  igienico
  personale  che,  invece in capo alla Regione  attraverso  gli  enti
  locali,  viene  erogata  a  favore dei  bambini  disabili  gravi  e
  gravissimi.
   Bene.  Oggi  si  assiste a questo spettacolo, davvero  inquietante
  Presidente, davvero inquietante cari colleghi, di un sindaco  -  mi
  auguro  che  sia  l'unico sindaco - che si ostini a  negare  questo
  diritto.
   Peraltro di diritto è la Costituzione che lo garantisce   Ci  sono
  norme  che,  ripetutamente, la Regione siciliana ha  elaborato,  ha
  scritto  e  sono  vigenti e mai cadute in disuso, e  meno  che  mai
  abrogate  da  un  parere,  le quali ribadiscono  l'interesse  della
  Regione siciliana ad erogare questo servizio. Ricordo a noi  tutti,
  cari  colleghi,  che la Regione siciliana agisce,  non  per  potere
  delegato  dallo Stato, ma in virtù di quell'autonomia che le  viene
  riconosciuta attraverso gli articoli 14, 17 e 20 dello Statuto che,
  nel  merito, conferiscono proprio alla Regione siciliana un  potere
  esclusivo, un'autonomia totale
   Quindi,  quand'anche ci fosse il servizio in capo  allo  Stato,  e
  cioè  al  MIUR, questo non impedirebbe alla Regione,  e  quindi  ai
  Comuni  che agiscono per il tramite della Regione, su delega  della
  Regione,  di  intervenire per facilitare l'integrazione scolastica,
  per  rendere  più  morbide le condizioni, appunto, della  frequenza
  scolastica.
   Ricordiamoci  che  non  stiamo parlando  di  disabili  in  maniera
  indifferenziata,  ma  di  quella tipologia  di  bambini  che  hanno
  diritti particolari, che sono in condizioni di particolare gravità,
  tanto  che  la Regione siciliana ne riguarda in toto la  dimensione
  della integrazione.
   Di fronte a tutto ciò, e alla pervicace volontà che si fa scudo di
  questo  parere,  che si scuda di sentenze anche  del  TAR  Catania,
  ricordando però, tuttavia, che c'è una sentenza coeva al parere che
  il  CGA  emette, sempre del CGA, che condanna il Sindaco di  Capaci
  che, nella fattispecie, negava lo stesso diritto.
   Allora,  per non farla lunga, io annuncio, e sono certa di trovare
  unanimità  in questo Parlamento, la presentazione di un ordine  del
  giorno,  in  maniera  tale che coloro i quali fossero  inadempienti
  rispetto - sindaco di Trapani, ovviamente, in capo a tutti  qualora
  ce  ne fosse altro, ma non mi risulta - che non avessero proseguito
  nel   servizio,  o  lo  avessero  interrotto,  o  non  lo  avessero
  ripristinato,  perché  si  intervenga  con  quella  determinazione,
  anche,  sul  piano del commissariamento e sul piano  sanzionatorio.
  Perché   di  fronte  al  diritto  inalienabile,  costituzionalmente
  garantito,  di questi bambini e alla dignità che va garantita  alle
  loro famiglie, che non devono trovarsi nelle istituzioni un muro di
  gomma insensibile, assolutamente impermeabile rispetto al grido  di
  dolore che essi esprimono.
   Ne  consegue,  cari  colleghi, signor Presidente  e  Governo,  che
  questo  è quello che faremo nei prossimi giorni. Annuncio, appunto,
  la presentazione di questo ordine del giorno.
   Sono  sicura  che  qua  non è un problema, non  si  tratta  di  un
  problema  politico,  io non ce l'ho contro nessuno,  io  sono  però
  perché  questo Parlamento, con l'orgoglio e l'autorevolezza  che  è
  anche  conferito  dallo Statuto, rivendichi il diritto  per  questi
  bambini  che  ovviamente non sono rappresentanti da  chi,  in  sede
  locale,  da  buon  padre  di  famiglia,  dovrebbe  rappresentare  e
  difendere.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  PAOLA.  Grazie,  Presidente. Io  intervengo  a  seguito  anche
  dell'intervento della collega. Colleghi, purtroppo,  siamo  a  fine
  dell'Aula, quindi il Governo non è presente. Presidente mi  rivolgo
  a  lei,  la  problematica  dell'assistenza  igienico  personale  in
  Regione siciliana l'ha creata il Governo regionale Musumeci, questo
  che  sia  chiaro, che sia chiaro. Perché il parere,  questo  famoso
  parere  del  CGA,  l'ha  chiesto un  Assessore  di  questo  Governo
  regionale,  parere chiesto senza trovare nessuna soluzione,  tant'è
  che  i  liberi  consorzi ed i Comuni sono andati in confusione,  ma
  sono  andati in confusione perché c'è stato un Assessore di  questo
  Governo regionale.
   Io   non  faccio  a  questo  punto  distinzione  perché  c'è   una
  maggioranza, e la maggioranza deve interloquire con tutti i  propri
  assessori, così come facciamo noi. Parere del CGA che ha mandato in
  confusione   liberi  consorzi  e  Comuni  con  tutti   i   colleghi
  dell'Assemblea  perché su questa tematica a  mio  modo  di  vedere,
  Presidente, non c'è da fare politica e non c'è da speculare.
   Siamo riusciti in qualche modo a trovare una piccola soluzione per
  quanto  riguarda i liberi consorzi, siamo riusciti  in  Commissione
  attuazione  leggi  e  tutti  insieme  qui  in  Assemblea  Regionale
  Siciliana, tant'è che abbiamo fatto un emendamento a firma  di  più
  deputati,  indipendentemente  dai Gruppi  politici,  che  ha  messo
  quattro  milioni  di  euro in più per quanto riguarda  l'assistenza
  igienico  personale specialistica per i liberi  consorzi.  Dopo  di
  che, per quanto riguarda i Comuni, che è diversa la competenza  tra
  liberi  consorzi e Comuni, l'Assessore regionale ha  già  tutte  le
  competenze  per  commissariare,  per  intervenire,  già  può   fare
  qualunque cosa.
   Dico,  vogliamo  fare  l'ulteriore ordine del giorno?  Facciamolo,
  però dico già l'Assessore regionale ha tutte le carte in regola, ha
  tutte  le  leggi, ha tutto il possibile e immaginabile  per  potere
  intervenire. Lo faccia, lo faccia se deve intervenire. Dopo di che,
  Presidente,  noi abbiamo provato, sempre in Commissione  attuazione
  leggi, a convocare l'ANCI, a convocare tutti i sindaci, per trovare
  una  soluzione comune. Perché ci possono essere difficoltà non solo
  in  quel  Comune, collega, che io condivido che c'è una difficoltà,
  che c'è una problematica enorme, così come ci può essere anche,  io
  non ne sono a conoscenza, ma è possibile, in altri Comuni.
   Ed   allora   dico,  cerchiamo  di  pungolare  in  maniera   forte
  l'Assessore  regionale,  che attui quello  che  già  è  presente  a
  livello  di leggi. Dopo di che, colleghi, per trovare una soluzione
  che  possa  essere  condivisa, cerchiamo  di  convocare  l'ANCI  in
  Commissione,  vediamo di capire dall'Associazione Nazionale  Comuni
  Italiani  quali sono le problematiche che in questo momento  stanno
  vivendo,  e  vediamo in qualche modo di venire  incontro  anche  ai
  Comuni  che  in questo momento, come dire, hanno delle  difficoltà,
  non  solo economiche, ma si trovano, come dire, con questo discorso
  del  parere del CGA e della confusione che ha creato questo Governo
  regionale,  si trovano in difficoltà. Dopodiché, se ci sono  Comuni
  inadempienti, lì dobbiamo intervenire. Grazie.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO   CURTO.   Grazie,  Presidente.  Sì,  assolutamente,   dobbiamo
  intervenire  con  piglio determinato e deciso perché  entrambi  gli
  assessori  agli  enti locali e alla famiglia,  ai  servizi  sociali
  possono  determinare  le  condizioni  di  atti  ispettivi,  di   un
  commissariamento con esautorazione anche del potere del sindaco che
  è inadempiente.

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, lei ha presentato o ha  annunciato
  la trattazione di un ordine del giorno?

   LO  CURTO.  Sì,  ho  annunciato la presentazione  dell'ordine  del
  giorno, esattamente, sì, sì. Ma voglio chiarire, è vero quello  che
  dice  il  collega,  in  più di un'occasione  ci  siamo  trovati  in
  Commissione

   PRESIDENTE. Non apriamo il dibattito perché già è intervenuta.

   LO  CURTO.  No,  no, in Commissione  Bilancio   per  appostare  le
  risorse  economiche ed anche per creare la condizione,  perché  sul
  tema  non ci fosse alcuna confusione, ma invocare un parere, non  è
  più consentito a nessuno.

   PRESIDENTE.  Intanto da parte mia è un impegno a  presentare  e  a
  fare,  comunque,  votare l'ordine del giorno alla  prossima  seduta
  anche  se  non dovesse essere, diciamo, nel merito delle leggi  che
  andiamo  a  fare,  comunque lo voteremo, e  lo  valuteremo  già  la
  prossima seduta.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Grazie Presidente per essere rientrato in tempo in Aula, per
  avvicendarci.

   PRESIDENTE. L'educazione non mi manca mai, le avevo garantito  che
  così sarebbe stato e così è stato.

   FOTI.  E  io  la  volevo ringraziare. Io, Presidente,  ieri,  come
  alcuni deputati catanesi, ho partecipato ad un convegno organizzato
  dall'ordine  degli ingegneri, architetti, geometri, geologi  e  dal
  commissario Scalia, commissario per la ricostruzione del  sisma  di
  Santo  Stefano,  dicembre 2018, dicevo, questo convegno  dove  sono
  emerse alcune criticità.
   Lei  dovrebbe  ricordare che durante la finanziaria mi  ero  fatta
  promotrice, insieme a colleghi del catanese e la IV Commisione,  ed
  in  ultimo anche al Governo che aveva sottoscritto l'emendamento di
  un  articolo che poi, diciamo, è stato messo a binario morto e,  su
  suo suggerimenti, sostituito da un ordine del giorno, perché quello
  che  andavamo  a  proporre  era  una  prerogativa  dello  Stato,  e
  quell'articolo  sarebbe  stato  certamente  impugnato,  giusto  per
  quanto  fosse, applicato in altre Regioni per quanto  fosse  e  per
  altri sismi, non lo potevamo approvare.
   E  qui  mi  riallaccio un pochino al discorso  che  ha  fatto  lei
  l'altra  settimana sulla, come dire, frustrazione da Presidente  di
  quest'Aula nel dovere subire continue impugnative su atti, su norme
  che  passano  da quest'Aula. Bene, Presidente, io le  dico  che  su
  quella  norma  sono  sicura  che tutti  i  deputati  saremmo  stati
  orgogliosamente  contestati  dal  Consiglio  dei  Ministri  perché,
  Presidente, sono passati altri sei mesi e lo Stato, il Governo  con
  i  suoi decreti, senza dare come dire colpe a nessuno, anche quello
  precedente, se ne sono bellamente infischiati di adeguare la  norma
  della  ricostruzione per la Sicilia a quella che è  per  tutti  gli
  altri sismi. Vige per il terremoto di Ischia, vige per il terremoto
  del   centro  Italia,  evidentemente  lì  hanno  dei  padrini   più
  importanti,  invece qui in Sicilia questa norma di  semplificazione
  non  sa da fare , non la riusciamo ad ottenere da Roma.
   Ho saputo giusto stamattina che ulteriori tentativi di emendamenti
  sono stati rimandati a data da destinarsi, e siamo arrivati ora  ad
  un   punto   veramente  tragicomico.  Il  31  dicembre  scade   sia
  l'emergenza della Protezione Civile, sia il commissariamento per la
  ricostruzione.  Siamo lasciati totalmente in balìa di  noi  stessi,
  impossibilitati  a  legiferare. Ho presentato l'ordine  del  giorno
  firmato  da  non solo i catanesi, da tutti i Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari,  ma evidentemente il Governo non è riuscito  a  farsi
  sentire, io mi chiedo Presidente, veramente, che cos'è che dobbiamo
  fare?
   Se  lei  con  i  suoi potenti mezzi riesce a intercettare  qualche
  Ministro   per   farci  ottenere  questa  benedetta   norma   sulla
  semplificazione   ed   una   proroga   dell'emergenza    e    della
  ricostruzione, magari non il 31 dicembre, quando si hanno contratti
  in  scadenza, perché siamo veramente trattati come pezze da  piedi.
  In  più  ieri  ho appreso che le procedure, i progetti che  vengono
  presentati  dagli ingegneri del centro Italia, hanno  una  parcella
  che  è in proporzione alla grandezza del progetto che presentano  è
  di un tot, invece qui in Sicilia è più che dimezzata, cioè i nostri
  professionisti iscritti all'albo prendono solo il dodici per  cento
  o  solo il sette per cento, cioè prendono meno della metà di quello
  che   prende   un  ingegnere  del  centro  Italia  o   di   Ischia.
  Un'umiliazione senza precedenti.
   Ora,  Presidente,  io  capisco che lei  per  difendere  la  nostra
  Assemblea  non  vuole  che  ci  impugnano  le  norme,  però  faccia
  qualcosa, perché non possiamo essere noi ad essere calpestati.
   A  tal  proposito ho presentato un ordine del giorno, sto cercando
  di  raccogliere  le  firme dei catanesi, che oggi  ovviamente  sono
  pochi,  quindi  rimando  a domani o alla prossima  settimana,  dove
  chiediamo  al Governo regionale di dare la proroga dello  stato  di
  emergenza,  perché fra poco scade, e allora i terremoti dell'Emilia
  Romagna  del 2014 o altri successivi sono ancora in emergenza,  noi
  rischiamo che lo stato di emergenza, con tutte le questioni che  si
  portano  dietro,  dopo  3  anni  decada  nel  silenzio  totale.  Io
  Presidente  non  lo accetto, e insieme ai miei colleghi,  che  sono
  certa  sono  a conoscenza della vicenda ed eserciteranno  tutte  le
  pressioni,  vogliamo presentare qualcosa che sia un  indirizzo,  un
  incoraggiamento

   PRESIDENTE. Ok.

   FOTI  a questo Governo. Grazie.

   PRESIDENTE. Benissimo. Grazie.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Per esser qua oggi abbiamo sfidato
  il maltempo, e purtroppo era nell'aria, ma le immagini che arrivano
  sono  veramente  drammatiche,  sono drammatiche  non  soltanto  per
  l'ammontare dei danni che sono già consistenti dalle prime stime  e
  che  ahimè  sono destinati ad aumentare, ma sono drammatiche  anche
  per le ragioni umane, personali, tra i morti purtroppo c'è anche un
  mio  concittadino,  e  la situazione veramente  è  di  una  gravità
  inaudita.
   Questo   non   è   il  momento  di  cercare  i  colpevoli   e   le
  responsabilità,  invece è il momento per mettersi  a  disposizione,
  per  dire  che come istituzioni e come Partito faremo tutto  quello
  che  è  nelle nostre possibilità per cercare di dare una mano,  non
  soltanto  economica, ma anche per quella che sarà la  mobilitazione
  dopo i fatti così gravi di oggi.
   Nel lungo periodo abbiamo tutti il compito, soprattutto per quanto
  riguarda  la  messa in sicurezza del Territorio, e gli aspetti  che
  riguardano  le crisi idriche e di gestione delle acque in  Sicilia,
  di  fare quanto dobbiamo. Credo che dopo oggi non ci può essere  un
  ulteriore  rinvio, un ulteriore differimento. Il tema del dissesto,
  del  dissesto  idrogeologico, sé ormai indifferibile,  e  tutte  le
  forze   parlamentari   hanno   il  compito   di   trattare   queste
  argomentazioni con la massima celerità.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Barbagallo.  L'onorevole  Schillaci
  aveva chiesto di intervenire? Non più?

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ultimo intervento. Prego.

   FIGUCCIA. Grazie, Presidente. Certamente credo che dovremo da  qui
  ai  prossimi anni, ma per quanto riguarda questo Parlamento da  qui
  ai prossimi giorni, fare i conti con una realtà che è quella legate
  alle  tristi vicende che ormai stanno caratterizzando il Territorio
  siciliano, aprendoci evidentemente ad una nuova consapevolezza, che
  è  quella  legata  ai disastri ambientali, alle emergenze  che  lei
  ricorderà da palermitano ormai da qualche anno.
   Era quel giorno del festino di Santa Rosalia quando su Palermo  si
  abbatté un disastro con un'alluvione che coinvolse periferie,  aree
  urbane,  rispetto alle quali questo Parlamento si fece protagonista
  di una norma, in quella norma stanziammo delle risorse finanziarie,
  si  parlava di circa 900 mila euro, quelle risorse vennero date  al
  Comune  di  Palermo. È passato del tempo, e ci  troviamo  ancora  a
  ragionare sul perché quelle risorse non siano state spese. In  quel
  caso   il  Parlamento  si  dotò  immediatamente  di  un  intervento
  attraverso  il  quale  poter  porre  rimedio  ai  danni  fatti   ad
  abitazioni,  a  mezzi,  a  macchine, rispetto  a  famiglie  che  si
  trovarono  da  un  giorno all'altro a fronteggiare  un  dramma,  un
  dramma familiare che coinvolgeva la comunità.
   Siamo  ormai a più di un anno da quella data, e la natura torna  a
  ricordarci che non siamo i padroni del mondo. E la natura  torna  a
  ricordarci  che  la natura può ribellarsi a quello  che  l'uomo  ha
  fatto  malamente  rispetto  ai  temi  del  dissesto  idrogeologico,
  rispetto  ai temi della messa in sicurezza del Territorio, rispetto
  ai temi di un abuso che non ha tenuto conto degli equilibri che nei
  territori  erano stati definiti da  madre natura ,  e  che  l'uomo,
  inopportunamente, ha voluto abusare.
   Ecco,  allora  di  fronte a questa fotografia impietosa,  rispetto
  alla quale certamente non possiamo fare - ci piacerebbe - come  chi
  riavvolge  il  film per tornare indietro. Purtroppo  quello  che  è
  stato  fatto  in  decenni,  non  solo  dalla  politica,  ma  da  un
  atteggiamento   cinico  dell'uomo,  ha  prodotto   dei   risultati.
  Risultati infausti. Ma noi certamente non possiamo rimanere inermi.
  Quando  le norme si fanno, come nel caso lo scorso anno di Palermo,
  noi  dobbiamo  pretendere,  Presidente, che  quelle  norme  abbiano
  attuazione,  perché 900 mila euro questo Parlamento li stanziò  per
  Palermo,  e ancora, in quel caso l'amministrazione Orlando  non  ha
  mosso un passo in avanti.
   Oggi  ci  ritroviamo  a commentare un altro  disastro,  quello  di
  Catania,  e  allora dobbiamo aprire gli occhi e dobbiamo  farlo  in
  fretta.  Mi perdonerete se un riferimento fuori dal tema lo  faccio
  ancora  una  volta  rispetto  ad  una  norma  che  non  ha  trovato
  attuazione,  perché nel caso dell'articolo 36 avevamo  predisposto,
  Presidente,  delle  risorse per garantire la stabilizzazione  degli
  ASU.  Anche lì quello che è accaduto in passato: norme che  vengono
  emanate  dal Parlamento e che non trovano applicazione con consulte
  che  vedono  impugnative  e Roma che blocca  tutto.  Ma  anche  lì,
  rispetto  a questi ASU, questi cinque milioni che vengono  tagliati
  rispetto  ai  dieci: li vogliamo ripristinare, o anche lì  vogliamo
  rimanere a guardare?
   Mi  sembra lo stesso film che abbiamo visto quando, perché parlare
  di ASU non può, ovviamente sottrarmi dal parlare di un altro bacino
  di  precariato  palermitano che è quello degli  ex  PIP,  anche  lì
  abbiamo  fatto  una norma, anche quella impugnata  e  modificata  a
  Roma,  e intanto anche lì andrà a finire che poi i tribunali,  come
  nel  caso di questo ricorso fatto da alcuni studi legali,  in  quel
  caso  palermitani,  finiranno con l'avere il  sopravvento  rispetto
  alla politica che non decide.
   Presidente,  io  auspico che si riesca ad invertire  la  tendenza,
  perché  sono  temi  importanti  a  cui  dobbiamo  cercare  di  dare
  risposte. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Figuccia. Prima di andare  via,  io
  domani  la  seduta la convoco, poi stiamo vedendo  se  è  possibile
  individuare qualche Assessore disponibile per fare anche degli atti
  ispettivi  e  dare  delle  risposte ad interrogazioni,  perché  non
  convocare  l'Aula e andare direttamente alla settimana  prossima  -
  sinceramente - mi sembra una esagerazione.
   Però,  la situazione catanese è quella che è e mi sembra  che  non
  vada  a migliorare, almeno dalle informazioni che abbiamo, bensì  a
  peggiorare,  quindi se oggi la situazione era questa,  domani  sarà
  quantomeno la stessa. Per cui, facciamo una cosa, io intanto domani
  convoco  l'Aula per le ore 16.00, vi facciamo sapere via  mail  nel
  giro  di  pochissimo tempo se c'è la possibilità di  avere  qualche
  Assessore  per potere dare delle risposte ad interrogazioni,  tanto
  le  Commissioni  sono comunque convocate, e poi domani  vedremo  di
  capire  come ci possiamo attivare. Se non sarà possibile fare  Aula
  al  limite  vediamo  di fare qualche dibattito  che  sarà  comunque
  interessante  come  quello  di  oggi,  diversamente,  eviteremo  di
  aprirla e andremo alla settimana prossima. Però, comunque l'Aula  è
  convocata per domani alle ore 16.00. Prima, ovviamente, non  avendo
  un  programma preciso, ci sarà una Conferenza dei Capigruppo in cui
  decideremo cosa fare con un mimino di precisione, sperando che  sia
  possibile farlo.

                 La seduta è tolta alle ore 17.24 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XXIV SESSIONE ORDINARIA


                         295a SEDUTA PUBBLICA
                 Mercoledì 27 ottobre 2021 - ore 16.00
                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Modifiche alla legge regionale 15 aprile 2021, n. 9 . (962/A
         Stralcio II COMM. bis/A) (Seguito)

         Relatore: on. Savona

       2)   Procedure semplificate e regimi procedimentali speciali per
         l'insediamento, la realizzazione e lo svolgimento delle attività
         economiche e imprenditoriali nelle ZES e nelle aree di sviluppo
         industriale ed artigianale e modifiche alla legge regionale 12
         gennaio 2012, n. 8 in materia di IRSAP  (n. 979/A) (Seguito)

         Relatore: on. Ragusa

       3)   Interventi per la prevenzione ed il contrasto ai fenomeni del
         bullismo e del cyberbullismo sul territorio della Regione . (nn.
         239-372-426-701-742/A) (Seguito)

         Relatore: on. Dipasquale

       4)  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
         per la gestione integrata dei rifiuti.  (nn. 290-49-76-179-267
         bis/A) (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

    III - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 984/A)

  2)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
  D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 985/A)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio