Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 16.09
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Pagana e Mangiacavallo.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di nuova denominazione di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Avverto che, con nota datata 19 ottobre 2021 e
protocollata ai nn. 1655-PRE/2021 e 5531-ARS/2021 del 19.10.2021,
il Presidente del Gruppo parlamentare Popolari e Autonomisti -
Idea Sicilia , onorevole Salvatore Lentini, ha comunicato che lo
stesso Gruppo parlamentare ha assunto la seguente nuova
denominazione: Popolari e Autonomisti .
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di superamento delle mozioni n. 582 e n. 583
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'accettazione come
raccomandazione da parte del Governo, nel corso della seduta n. 293
del 19 ottobre 2021, degli ordini del giorno nn. 581 e 582, sono da
intendersi superate, rispettivamente, le mozioni nn. 582 e 583 di
analogo contenuto.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. La situazione meteorologica di Catania, già stamattina
avevo ricevuto una serie di telefonate da parte dei nostri colleghi
catanesi, li rende realmente impossibilitati ad arrivare a Palermo.
Per cui, credo che possiamo veramente fare poco. E' possibile
incardinare ? E' già incardinata. Gli emendamenti sono già
presentati. Quindi, non dobbiamo fare niente. Dobbiamo soltanto
aspettare che ci sia il numero di persone, a meno che non la
vogliamo cominciare a discutere. Non possiamo perché abbiamo già
iniziato le variazioni di bilancio l'altra volta, per cui siamo
obbligati ad andare avanti su quelle. Tanto il voto finale, in ogni
caso, non si può dare. Siccome è una legge veloce, evitiamo.
Intanto, chiariamo una cosa: è possibile intervenire dal posto,
per cui man mano che io do la parola a qualcuno il deputato deve
premere il pulsante, e da qui gli si attiva il microfono. Ha
chiesto di parlare l'onorevole Calderone chiede di parlare. Ne ha
facoltà.
CALDERONE. Grazie, Presidente, io la prego di valutare questa
situazione di assoluta emergenza, perché iniziare i lavori d'Aula
in maniera parziale, senza che l'assenza dei colleghi catanesi o
della zona di Catania sia loro imputabile, la potremmo chiamare,
Presidente, una causa di forza maggiore, in punto di diritto. Io
credo che sia necessaria una valutazione da parte sua di un rinvio
dell'Aula, dei lavori d'Aula, perché ovviamente non è che è una
scelta volontaria quella di non essere presenti oggi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
Sul violento nubifragio abbattutosi nella Sicilia orientale
DIPASQUALE. Signor Presidente, io innanzitutto la ringrazio per le
parole che mi sono arrivate da parte sua e anche da parte dei
colleghi, non solo quelli del mio Gruppo parlamentare, anche da
parte dei lavoratori dell'Assemblea, degli impiegati
dell'Assemblea, della vicinanza, tra virgolette, per questi
fastidiosi eventi, avuti negli ultimi tempi, miei personali.
Al di là di questo, ci tenevo a dirlo perché ritengo che questa
sia comunque la nostra comunità, la mia comunità a cui sono legato,
io, Presidente, sono fortemente preoccupato, lo sono da qualche
anno. Veda, quello che sta succedendo oggi a Catania e che era
successo a Pantelleria qualche mese fa e che era successo quattro
anni fa un pochino nella Sicilia orientale, non è una cosa comune.
A me dispiace che non sia presente il Governo. Non è una polemica,
veramente, sciocca proprio perché vorrei che loro ascoltassero. Ci
si potrebbe chiedere: ma tu in qualità di cosa lo fai questo
intervento? . Io lo faccio nella qualità di chi, per tanti anni da
appassionato, ha studiato quelli che sono i fenomeni ciclonici.
Cioè, noi non abbiamo nient'altro - Presidente, mi creda che quello
che stiamo vedendo non è che l'inizio - noi non abbiamo nient'altro
che davanti a noi i fenomeni ciclonici che si stanno presentando
ormai da quattro anni, e i fenomeni ciclonici hanno un loro
percorso che lo riportano sempre e aumentano sempre più di
intensità. Credetemi che è una cosa molto più grave e più seria di
quello che si possa pensare.
Attualmente, questo fenomeno ciclonico che, vedrete, andrà ad
accentuarsi nelle prossime ore e specialmente tra giovedì e venerdì
ed io mi auguro che la Protezione civile deve iniziare ad
affrontarlo, Presidente, non come una perturbazione, non come un
semplice allarme di maltempo. E' un fenomeno ciclonico che non va a
formarsi ad uragano solamente perché le temperature dell'acqua,
Presidente, sono scese, per fortuna nostra.
Noi vedrete che non abbiamo come difenderci. Dobbiamo iniziare a
capire e serve un confronto con la Protezione civile regionale, con
il Governo perché questi fenomeni che da quattro anni si stanno
ripetendo e si ripeteranno sempre con più forza, hanno bisogno
delle risposte, di organizzazioni organizzative diverse.
Lei deve pensare, Presidente, che attualmente l'acqua che sta
arrivando su Catania e quella che arriverà tra giovedì e venerdì
che sarà ancora superiore in tutta la Sicilia sud orientale è
nulla, perché questo è un fenomeno ciclonico che abbiamo a duecento
miglia dalla costa siciliana che sta girando ed è privo di forza,
perché non ha toccato le acque calde che avrebbe toccato, che tocca
un fenomeno ciclonico che arriva ai Caraibi, nella zona caraibica.
Quindi, aspettiamoci intanto nei prossimi giorni, veramente, tra
giovedì e venerdì, una maggiore aggressività delle condizioni
atmosferiche. E ritorno a dire che non può essere trattato dalla
Protezione civile come una questione solo di maltempo. Guardate che
non ci sarà porto turistico che potrà proteggere le imbarcazioni
dentro il porto quando da formazioni di depressione ciclonica o
ciclonica si trasforma in uragano. Cioè, noi abbiamo un problema.
Oggi, quello che io sto dicendo farà sorridere i molti. Purtroppo,
io me lo conservo questo intervento e me lo conservo nella speranza
di non doverlo riuscire e le chiedo, Presidente, non so come, di
provare a sollecitare il Governo affinché metta al centro questa
riflessione e questa verifica. Non è un maltempo normale; stiamo
subendo un attacco, tra virgolette, di quella che è una
perturbazione ciclonica che si andrà a ripetere.
Ultima cosa, Presidente, ho un altro argomento nel frattempo che è
arrivato l'Assessore per l'economia perché non l'avrei detto ma
visto che è qui l'Assessore per l'economia lo dico. Abbiamo fatto
l'ultima finanziaria, Assessore, ed abbiamo ricordato che in alcuni
capitoli c'erano poche risorse, una di queste era quella del
vitalizio per i talassemici. Gli mancano quasi 500 mila euro ed
hanno difficoltà per il vitalizio dei talassemici. La prego.
Assessore
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, scusi, una cosa che bisogna
imparare usando il microfono è che non ci si può voltare sennò non
si sentirà più ciò che dice. Bisogna sempre guardare verso la
Presidenza.
DIPASQUALE. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Bisogna guardare sempre verso la Presidenza.
DIPASQUALE. Grazie, Presidente. Piano piano apprenderemo ad
utilizzare anche questo. Ma tanto non si preoccupi perché
l'Assessore si immagini se ascoltava me Lui è al telefono
tranquillo e sereno
PRESIDENTE. Ma questo non lo diciamo. Grazie.
E allora, prima di dare la parola agli altri colleghi - hanno
chiesto di parlare l'onorevole Lo Curto, poi l'onorevole Cappello e
poi altri, l'onorevole Zito, prima l'onorevole Foti - vorrei dire
che l'intervento dell'onorevole Dipasquale è un intervento che deve
fare riflettere un attimo. Oggi le condizioni metereologiche sono
totalmente cambiate rispetto a prima. Io credo che tutti, il
Governo per primo, ma tutti dobbiamo cominciare a fare una serie di
valutazioni sul come comportarsi perché i fenomeni non sono più
come quelli di prima. Oggi il meccanismo delle bombe d'acqua - e lo
dico parlando ai sindaci, parlando al Governo della Regione ma un
po' a tutti gli amministratori - oggi i problemi nascenti dal nuovo
meteo, dal nuovo sistema di precipitazioni metereologiche sono
oggettivamente diverse; l'abbiamo verificato a Palermo dove una
bomba d'acqua riesce a paralizzare la città. Quello che sta
avvenendo oggi a Catania ho visto delle immagini che sono veramente
impressionanti, veramente impressionanti, non lo dico per
esagerare: ho visto delle scene pazzesche proprio con delle cascate
vere e proprie che ci sono su Catania, l'onorevole Fava ne sarà
consapevole, è uno dei pochi catanesi che è arrivato oggi qua, e
l'ospedale Garibaldi con tutto il primo piano pieno d'acqua ed è
veramente una situazione allucinante, bisogna effettivamente
cominciare a capire come potersi proteggere da questo tipo di nuovo
fenomeno che fino a ieri non conoscevamo.
Voglio capire una cosa, siccome l'onorevole Lo Curto ha chiesto di
parlare ma so su cosa deve parlare, se vogliamo continuare un
attimo il dibattito sul problema della meteorologia andiamo avanti
e poi do la parola all'onorevole Lo Curto per l'altro argomento.
Quindi, chi ha chiesto la parola è per questo motivo? Ed allora,
l'onorevole Cappello per primo, poi gli onorevoli Foti, Zito, Di
Paola, Caputo.
Onorevole Cappello, può parlare dal posto; abbiamo oggi inaugurato
la possibilità di parlare dal posto, ne approfittiamo. Prego,
onorevole Cappello.
CAPPELLO. Grazie Presidente, della possibilità che mi dà
d'intervenire.
PRESIDENTE. Dovete per favore stare vicini, forse sono un po'
corti visto che sono tutti altissimi i nostri deputati, dovremmo
forse fare allungare un poco, li dobbiamo regolare. Prego,
onorevole Cappello.
CAPPELLO. Grazie, Presidente. Ieri è toccato purtroppo, a causa
delle condizioni metereologiche, a Scordia, Militello e Palagonia
subirne i maggiori danni, addirittura c'è stata una vittima mentre
è ancora in corso la ricerca del secondo disperso sostanzialmente.
Oggi, come la S.V. citava poc'anzi, a Catania, a Gravina c'è stata
un'altra vittima e ahimè continuano a contarsi i danni.
Presidente Micciché, Vicepresidente della Regione, è necessario un
intervento da parte del Governo regionale, è necessario un
intervento che dia giustizia alle vittime e che dia anche un
ristoro per quanto concerne le zone del calatino, in particolar
modo agli imprenditori agricoli che dopo tre anni esatti dal primo
alluvione del 2018 si sono visti sfumare anni e anni di sacrificio.
Presidente, io chiedo che nella prossima finanziaria, l'Assemblea
insieme al Governo, perché oggi non è il momento diciamo di puntare
il dito, di cercare responsabilità, questo dovremmo farlo al
momento debito perché certamente se sono mancati degli atti di
programmazione, atti a prevenire il dissesto idrologico, se delle
somme che lo Stato aveva destinato alla Sicilia sono state spese da
parte della Regione soltanto il 20 per cento, se le opere poste in
essere dalla Protezione civile, in particolar modo nelle città di
Scordia, Militello e Palagonia sono crollate, sbriciolandosi
inesorabilmente, qualche domanda noi ce la dobbiamo porre.
Se è vero, come ieri, durante la riunione a Scordia, il Direttore
della Protezione civile, il dottore Cocina, ci ha detto che quelli
erano interventi di somma urgenza, mi chiedo dagli interventi di
somma urgenza, a distanza di tre anni, che cosa è stato fatto per
evitare l'irreparabile.
E allora, io ieri mi sono recato in quelle zone, sono un po' a
casa mia perché io provengo appunto dal Calatino Sud Simeto ed ho
incontrato gli imprenditori agricoli con gli occhi gonfi di
lacrime, con le loro coltivazioni divelte; occorre fare qualche
cosa, Presidente, è necessario che l'Assemblea intervenga nella
prossima finanziaria o nel primo provvedimento possibile per
restituire fiducia.
Certamente le persone che non ci sono più, ecco, ahimè, a queste
non potremo più restituire la vita, ma certamente un atto
d'intervento che riprogrammi quelle che debbono essere, diciamo,
non dico delle soluzioni perché ci mancherebbe, di fronte a 316
millimetri d'acqua onestamente è difficile attrezzare delle
soluzioni che siano definitive ma, certamente, non possiamo
assistere inermi al ripetersi di eventi con appena soli tre anni di
distanza. Grazie.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
PRESIDENTE. E allora, continuiamo gli interventi sul tema della
calamità naturale che si sta abbattendo in questo momento in
Sicilia. Io, da Catanese, mi sento di anzitutto unirmi al messaggio
di cordoglio dell'onorevole Cappello che, ovviamente, riguarda
tutti noi per quello che è successo e purtroppo sta continuando a
succedere nella Sicilia orientale.
E' chiaro che ci sarà una dichiarazione, immagino, di stato di
calamità con la declaratoria e poi a livello statale sarà, come
dire, stabilito come procedere, ci auguriamo solo per la Sicilia,
io non ho idea di cosa stia succedendo nel resto del Paese.
Per quanto riguarda il 2018, è chiaro che bisogna andare a vedere
se gli interventi alle strutture segnalate, danneggiate e
quant'altro, durante la calamità del 2018 sono state efficaci,
hanno limitato, forse la portata dell'acqua di queste ore è stata
veramente fuori da ogni immaginazione.
E' iscritto a parlare l'onorevole Zito che deve parlare dal posto,
lei dovrebbe avere un pulsante. Ne ha facoltà.
ZITO. Grazie, Presidente. Allora
PRESIDENTE. Scusi, io prego i colleghi deputati, onorevole
Lantieri e onorevole Savona, io vi prego di concedere ai pochi
membri del Governo che siedono qui al banco di ascoltare cosa
dicono i colleghi deputati anche perché stanno parlando di una
situazione drammatica che addirittura sta mettendo a rischio la
vita delle persone. Prego, onorevole Zito.
ZITO. Grazie, Presidente. Allora, ciò che sta accadendo oggi a
Catania che è accaduto qualche giorno fa a Siracusa e qualche altro
giorno addietro a Palermo ci deve fare riflettere. Ormai non
parliamo più di eventi straordinari ma di eventi ordinari che però,
perché succedono praticamente sempre più spesso, che però
comportano dei danni incredibili.
Perché il mio intervento? Perché è ovvio che interventi di questa
natura devono rivedere anche un modo nuovo di pensare, di
progettare quelle che sono le nostre reti fognarie, le nostre reti
idriche, e quant'altro. E' un percorso ovviamente che ha bisogno di
tempo. Ma c'è tanto invece che possiamo fare adesso.
Noi abbiamo l'Autorità di bacino che dovrebbe occuparsi, ad
esempio, della pulizia di alcuni canali, ma se non gli mettiamo le
risorse a disposizione questo non lo potrà fare mai. E' proprio su
questo intervengo e sollecito qui la Presidente della Commissione
Ambiente perché, ad esempio, proprio su Siracusa ci sono delle
situazioni di alcuni canali che sono praticamente ostruiti e
nessuno interviene, non si riesce a fare questa audizione sapendo
che dietro l'angolo c'è il pericolo.
E allora, secondo me la Commissione Ambiente si dovrebbe fare
carico di analizzare ciò che accade nelle nove province, qual è la
situazione di quello che già abbiamo dei nostri canali, come sono
combinati, dei nostri fiumi, eccetera, e cercare di capire come
intervenire prima che accadano questi eventi. Quindi, sollecito
vivamente la Presidente della Commissione a convocare queste
audizioni, sia su Siracusa ma sia sulle altre province.
Volevo sollecitare anche il Presidente della Commissione Antimafia
e anche la Presidente della Commissione IV perché il 31 ottobre del
2018, e sollecitato con atto ufficiale a questa Assemblea, avevo
presentato un disegno di legge, il 415, che riguardava le clausole
sociali nelle varie ditte che lavorano per la Regione, per i
Comuni, comunque dove viene inserita la clausola sociale e quindi
il personale transita da una società all'altra dalla società che ha
perso l'appalto a quella che ha vinto. Però, dentro queste società
spesso c'è gente che è vicina a organizzazioni criminali e noi
costringiamo in un certo senso anche l'imprenditore a prendersi
questi personaggi chiacchierati diciamo così.
Allora c'è un modo di intervenire: ci sarebbe questo disegno di
legge che ovviamente va rivisto, va cucito addosso alle prerogative
della Regione siciliana, ma sicuramente va fatta qualche cosa per
evitare che queste persone siano inserite in questi contesti e
legalizziamo anche una sorta di pizzo perché certe volte queste
persone vicino alle società mafiose poi non vanno neanche a
lavorare ma ha una sorta di pizzo legalizzato. Nonostante 3 anni,
nonostante le sollecitazioni non si riesce a discutere.
Se c'è qualche criticità affrontiamola insieme ma è un tema
delicatissimo che ovviamente va affrontato prima della fine della
Legislatura. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zito. Anch'io condivido che questa
nuova forma di pizzo della messa in regola' imposta dai vari clan
e famiglie mafiose possa essere oggetto, se c'è uno strumento, e
quindi mi unisco al suo appello e magari se l'onorevole Savarino,
poi, vuole metterlo all'ordine del giorno, perché magari possiamo
fare delle cose in IV Commissione.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Ciancio e Marano hanno
chiesto congedo per la giornata odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Sul violento nubifragio abbattutosi nella Sicilia orientale
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Grazie Presidente, Governo, colleghi, cittadini.
Tutto quello che sta succedendo rientra all'interno di un fenomeno
- poco fa c'era il collega Dipasquale che ne parlava - che riguarda
il cambiamento climatico. Ahimè tutte le eccezionalità, per quanto
riguarda i fenomeni metereologici che si abbattono sulla Sicilia ed
anche sul resto di altre Regioni, sono diventati oramai regolarità.
Cioè, tutto quello che fino a qualche anno fa era eccezionale sta
diventando regolare, tant'è - lo diceva il mio collega Cappello -
che a Scordia e in quelle zone fino a tre anni fa si è riversato un
fenomeno molto simile che ha causato ingenti danni, e nuovamente
dopo nemmeno tre anni ci troviamo a contare i danni in quelle zone.
Ora, Presidente, vista l'eccezionalità che sta diventando
regolarità, devono diventare regolari anche tutti i lavori che
devono realizzarsi per il contrasto al dissesto idrogeologico,
perché, Presidente, io ho seguito passo dopo passo uno dei lavori
che poi è stato concluso, per il dissesto idrogeologico nelle mie
zone, e per la pulizia degli alvei di un torrente ci sono voluti
sei anni, Presidente. Sei anni per realizzare l'opera di pulizia
dell'alveo di un torrente.
Io condivido il fatto che poi in finanziaria dobbiamo pure
valutare i ristori per quanto riguarda questi territori che in
questo momento stanno subendo imprenditori, e non solo, danni
immani. Però, Presidente, dobbiamo riflettere pure sui lavori che
vengono realizzati sul dissesto idrogeologico, perché ricordiamoci
che lì c'è un commissario, siamo cioè commissariati per quanto
riguarda il dissesto idrogeologico e non è possibile che per
realizzare i lavori per il contrasto al dissesto idrogeologico si
impieghino anni e anni.
In qualche modo, dobbiamo verificare e accendere i riflettori
tutti per fare in modo che determinati lavori abbiamo un iter
burocratico più veloce, perché non è possibile che per pulire - io
le ho fatto questo esempio, ma a mio modo di vedere ce ne possono
essere tanti altri - ci vogliono sei anni per pulire l'alveo dei
torrenti.
Questi lavori devono essere fatti non solo per quanto riguarda la
somma urgenza, ma anche nella progettazione, devono essere fatti in
maniera regolare, perché, ripeto, questi fenomeni saranno, ahimè e
purtroppo sempre più regolari nei prossimi anni. E allora noi
dobbiamo lavorare affinché i lavori per contrastare il dissesto
idrogeologico all'interno della Sicilia siano celeri e programmati
nella maniera opportuna. Grazie
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.
È iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, vorrei
fare un intervento di argomentazione diversa. Perciò, se ritiene
posso continuare, oppure, se vuole può far completare gli
interventi.
PRESIDENTE. A meno che l'onorevole Lo Giudice non voglia
affrontare anch'egli l'argomento del dissesto
LO GIUDICE. Anche.
PRESIDENTE. Anche? Va bene, prego onorevole Caputo. Poi si
riprende.
Sulla vertenza dei lavoratori ex Keller
CAPUTO. Sì. Va bene. Grazie Presidente. Io volevo soltanto, prima
dell'inizio dei lavori, portare in quest'Aula la voce degli ultimi
40 lavoratori e con essi anche le loro famiglie, della vertenza ex
Keller.
Sono quaranta lavoratori che, ad oggi, attendono la definizione e
quindi l'assegnazione alla società che dovrebbe assorbirli e che
potrebbe riprendere a dare loro un'attività lavorativa, così come
prevede la nostra Costituzione, ridare stabilità e sicurezza
economica alle loro famiglie proprio in un periodo in cui la crisi
economica ha attanagliato tutte le famiglie a causa della pandemia.
Io chiedo alla Presidenza di attivare tutte le procedure, anche
perché la copertura finanziaria è stata reperita, mancano soltanto
gli ultimi atti per poter portare al voto dell'Aula e dare a loro
la possibilità di tornare a lavorare presso l'unica società che è
risultata assegnataria e potrebbe assorbirli.
Sul violento nubifragio abbattutosi nella Sicilia orientale
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha
facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, Governo e onorevoli colleghi, io
ovviamente condivido gli interventi che mi hanno preceduto in
considerazione delle difficoltà che da due, tre giorni la nostra
Sicilia sta vivendo.
In tutte le province si sono registrate criticità notevoli dal
punto di vista del dissesto idrogeologico; è pur vero che la
quantità e la mole di pioggia che è caduta in queste ultime 48 ore
in Sicilia è sicuramente inverosimile e porta alla luce tutta una
serie di criticità.
Mi dispiace, però, che non ci sia l'Assessore Falcone, perché
volevo sottolineare un fatto che riguarda la mia provincia, la
provincia di Messina, che mi sembra alquanto anomalo. Noi in questo
momento ci ritroviamo con la Riviera Jonica, una fascia di circa 40-
50 chilometri in cui l'autostrada è stata chiusa per dieci giorni
per la caduta di un masso di circa 300 Kg., mi dicono così.
Per carità, io capisco che sia un masso di notevole dimensione, ma
se ci vogliono dieci giorni per eliminarlo mi viene il dubbio di
come siamo combinati, ma allo stesso tempo, siccome già in questa
corsia si viaggiava a doppio senso unico alternato - con senso
unico alternato - e quindi già una corsia era chiusa per altri
problemi, ora abbiamo chiuso anche l'altra, noi ci ritroviamo con
circa dieci comuni che sono sotto ostaggio da una mole di
autoveicoli, da una mole di mezzi pesanti che non consente una
vivibilità quotidiana ma, soprattutto, che non consente di poter
intervenire - qualora ve ne fosse bisogno - a mezzi di soccorso,
ambulanze, Vigili del fuoco e quant'altro.
Non credo e mi auguro che sia così, che l'Assessore sia a
conoscenza di questa situazione, anzi mi auguro che intervenga
immediatamente con i vertici del CAS per consentire, qualora ve ne
siano le condizioni, per carità, considerando che la sicurezza deve
essere sempre al di sopra di qualunque altra priorità, mi auguro
che ci sia un intervento immediato per risolvere questa criticità,
perché è chiaro che non si può mettere in ginocchio questo
territorio che già vive, in questo momento, con una strada statale
in cui sono presenti due ponti, entrambi di proprietà dell'ANAS,
chiusi da oltre sei anni, che l'Anas deve ristrutturare da sei anni
e su cui poco o nulla è stato fatto e ci sono in questo momento
comunità collegate attraverso delle passerelle temporanee che
dovevano durare qualche mese se non qualche anno, il tempo dei
lavori e che persistono da ben sei anni.
Nel caso del torrente Agrò - che riguarda peraltro anche il mio
comune - questo appalto è stato aggiudicato nel settembre del 2020,
quindi oltre un anno fa, da Anas, e nonostante sia passato più di
un anno ancora di lavori non se ne parla.
Nel caso del torrente Nisi, idem come sopra, anche per questo
ponte i lavori sono stati aggiudicati da ANAS ma non iniziano,
quindi noi ci ritroviamo con dieci comunità al momento collegate
fra di loro da queste passerelle, con il Capo Alì su cui i
movimenti franosi sono notori da anni ma nonostante ciò nulla si fa
e con un'autostrada che pare debba rimanere chiusa almeno per dieci
giorni per un masso di 300 chili.
Se tutto ciò è ammissibile io le chiedo, Presidente, noi qui cosa
stiamo a fare perché poi la gente non è che distingue più il ruolo
che ognuno di noi ha, di chi sono le competenze, di chi non sono le
competenze. La gente, giustamente, dice che oggi per fare 30 Km,
cioè per arrivare da Roccalumera a Messina si impiegano esattamente
tre ore, tre ore per trenta chilometri E questo stato di cose
dovrebbe permanere per dieci giorni, almeno, perché c'è un masso
sulla carreggiata
Mi auguro e, ripeto, mi appello al suo buon senso, affinché possa
intervenire anche con l'Assessore Falcone. Io ho scritto stamattina
una nota al CAS che spero venga presa in considerazione,
sicuramente ci sarà un movimento franoso che viene monitorato dal
CAS, ma basterebbe anche, - se è possibile, ripeto, non sono io a
dover dare delle soluzioni perché non sono un tecnico - ipotizzare
di mettere delle barriere, delle new jersey di cemento che vengono
utilizzate in tante altre occasioni, in quella che è la carreggiata
a monte, per altro già chiusa, e quanto meno consentire nella
carreggiata a valle di poter viaggiare a senso unico alternato
perché non si possono tenere venti comuni in ostaggio in questi
termini. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA. Grazie Presidente, buongiorno colleghi, Governo.
Presidente, l'emergenza in questo momento alluvionale che sta
interessando le province di Catania e di Messina ha dei caratteri
di eccezionalità ma non è nulla che non sia stato previsto o che
non fosse accaduto negli anni precedenti.
Le condizioni autostradali, però, non consentono neppure
l'attraversamento ordinario delle arterie principali. In questo
momento l'autostrada tra Messina e Catania, tra lo svincolo di
Tremestieri e Roccalumera è chiuso per il semplice motivo che
questo masso, che ha attraversato la carreggiata, potrebbe essere
seguito da altri.
Dieci giorni servono, infatti, a mettere in sicurezza un costone
visto anche lo stato della vegetazione non viene monitorato da
anni. Ma quel che è peggio è che per liberare e rendere
percorribile l'altra carreggiata, quella che precedentemente si
attraversava a senso alternato sarebbe sufficiente che le ditte che
in questo momento stanno lavorando, accettassero di lavorare anche
negli orari notturni e il sabato e la domenica approvvigionando le
stesse del catrame e dell'asfalto necessario.
Questa, vede, Presidente non è un'opinione ma è un fatto che è
emerso nella riunione che c'è stata ieri o stamattina tra il CAS e
i Vigili del Fuco, la Prefettura e gli altri enti interessati.
L'Assessore Falcone non c'è, ma è inconcepibile, è assolutamente
inconcepibile che nel 2021 due città metropolitane restino isolate
perché le ditte non lavorano la notte o perché non lavorano il
sabato e la domenica o perché non si riesce a procurare il catrame.
E' una situazione da terzo mondo.
Il Governo regionale, l'Assessore Falcone e il Consorzio
Autostrade siciliane o come lo chiamo adesso Autostrade Siciliane,
è cambiato il nome ma non è cambiata la sostanza, si passino una
mano dalla coscienza e iniziano a lavorare seriamente per queste
arterie. In questo momento i camion con tonnellaggio superiore a
3,5 Tonnellate per arrivare a Catania devono prendere l'Autostrada
per Palermo e poi raggiungere il catanese.
In questo momento ci sono migliaia di mezzi che attraversano non
solo la Strada statale 114 ma che attraversano delle bretelle
provvisorie.
Nel comune di Alì si è combinato un manicomio e non è detto
neppure che queste strutture, per l'appunto emergenziali, abbiano
la possibilità di reggere tutto questo traffico.
Ma voi ve lo immaginate che strage se dovesse riempiersi il
torrente di acqua e di detriti e dovesse travolgere anche questa
arteria? Ma questo Governo si rende conto che sta mettendo a
repentaglio facendo passare da quelle strade migliaia di
automobilisti siciliani? Ma vi rendete conto in che condizioni
siamo su quelle autostrade? L'Assessore Falcone, oggi forse non
c'è, non lo so per quale motivo, ma è un fatto a cui deve porre
rimedio, immediatamente, perché se non si provvede subito c'è il
rischio che in caso di un ulteriore evento alluvionale
quell'arteria venga travolta e i morti non si conteranno e la
responsabilità sarà, esclusivamente, di questa Regione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
chiaramente sulla scia anche degli interventi precedenti.
Signor Presidente, penso che la gravità di quello di cui stiamo
trattando oggi meriti la sua attenzione.
PRESIDENTE. Prego.
ZAFARANA. Sulla scorta di quanto detto poc'anzi anche dai colleghi
che mi hanno preceduto, è noto a tutti come, oltre appunto alle
gravi condizioni meteorologiche che hanno portato ai fatti di una
gravità estrema dei territori del catanese, del siracusano e del
messinese, per le quali chiaramente esprimo il mio cordoglio per le
vittime e per la persona che è dispersa, oltre a questo come una
sorta, come dire, di incessante aggiunta di difficoltà su questo
territorio per il quale la Regione deve, il Governo della Regione,
deve rendersi conto che siamo in una costante situazione di
emergenza e si è aggiunta pure una frana. Però, nella .. però,
signor Presidente, non si può veramente neanche affrontare un
ragionamento in modo sereno in questa confusione l'assessore
Cordaro qui ai banchi vorrebbe ascoltare il mio intervento
l'assessore Cordaro, Presidente C'è il rappresentante del Governo
in questo momento.
PRESIDENTE. Cari colleghi, cari colleghi, onorevole Lupo,
onorevole Figuccia, onorevole Ternullo, assessore Cordaro, vi
invito a consentire all'onorevole Zafarana di parlare perché
finora avete parlato, ora
ZAFARANA. Mi può ascoltare?
PRESIDENTE. Però, collega, mi perdoni
ZAFARANA. No, no, signor Presidente
PRESIDENTE. Anche altri colleghi, in precedenza, stavano
intervenendo
ZAFARANA. Stiamo parlando di un argomento di una gravità inaudita.
Questa regione cammina su un filo, destreggiandosi tra le emergenze
e le difficoltà. Ci sono i nostri cittadini che sono alle prese con
l'acqua, con le alluvioni.
PRESIDENTE. Ed io, infatti, ho richiamato, appunto,
all'attenzione.
Onorevole Ternullo ed onorevole Dipasquale, per piacere.
(Interruzioni dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, la collega ha richiamato un po'
tutti, per piacere
(Interruzioni dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. La collega ha richiamato me per richiamare tutti i
colleghi che parlavate, perché in effetti non si sentiva. Quindi,
non c'è niente di personale, vedo che lei è ritornato in perfetta
forma, con i soliti livelli di cafonaggine e, quindi, sta
benissimo, auguri.
Prego, onorevole Zafarana.
(Ripetute interruzioni dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. Abbiamo la possibilità di staccare quel microfono
oppure la luce?
Prego, onorevole Zafarana.
ZAFARANA. Signor Presidente, ritengo che il nostro ruolo si
espleta qui dento, utilizzando lo strumento della comunicazione a
quest'Aula a questo Governo del quale chiaramente abbiamo tutti
grande rispetto, non semplicemente per una vetrina o per pubblicare
un post su Facebook, ma per anche manifestare all'esterno
l'impegno, il nostro lavoro e le urgenze, le emergenze che la
popolazione, la cittadinanza ci manifesta e portarle nel luogo che
dovrebbe, invece, prenderne coscienza nella figura, qui, del
Vicepresidente della Regione e dell'Assessore che ne cura i
rapporti con il Parlamento e l'attenzione che pretendo non è per me
ma la pretendo per i cittadini siciliani che in questo momento
stanno vivendo delle ore di grandissimo disagio e di emergenza.
Detto, ciò, quello che mi preme rappresentare è che in questo
momento la viabilità tra Messina e Catania è fortemente
compromessa. La mobilità dei cittadini è compromessa.
Si legge sulla stampa che, a seguito delle interlocuzioni, e
fortunatamente sono grata al Prefetto Cosima Di Stani che si è
attivata prontamente per prendere in mano la regia della
situazione, perché se avessimo dovuto aspettare il CAS con le sue
lentezze rispetto a tutte quelle che sono le inadempienze, le
situazioni che abbiamo più volte denunciato con atti, c'è tutto
scritto, però, fortunatamente, appunto - e la ringrazio perché ha
preso la regìa della situazione - e spero che non si arrivi ai 10
giorni di interruzione, così come appunto paventano anche sugli
organi di stampa, perché questa cosa sarebbe veramente drammatica,
una mobilità che non è semplicemente una mobilità di spostamento,
ma è mobilità per il lavoro, per le scuole, per la produttività.
L'asse Messina-Catania non è meno importante di un qualsiasi altro
asse della Regione siciliana: e soprattutto lo è nel tratto che da
Messina procede verso Catania, dove ci sono una marea di cantieri
aperti, infiniti, e la condizione per cui una frana si è
verificata - una frana di minima entità - in una regione normale,
probabilmente si sarebbe messa in sicurezza l'area e consentito,
appunto, il deflusso del traffico, che fortunatamente non ha
colpito nessun'auto, perché ha colpito un'area a doppia percorrenza
- contemporanea, in questo momento - perché una carreggiata,
quella dal lato monte, è bloccata.
Ci rendiamo conto della situazione in cui continuiamo; questa
Regione, anche nel ruolo di vigilanza che l'assessorato
infrastrutture - oggi assente - ha rispetto al CAS, proprio ai
sensi dell'articolo 18 dello Statuto del CAS, e non ottempera in
alcun modo? È una cosa di una gravità inaudita, che noi ci troviamo
praticamente ad avere cantieri infiniti, e non si può pensare che
una minima frana possa bloccare la circolazione, determinando il
blocco di un'arteria fondamentale per la viabilità siciliana.
Tanto dovevo rappresentare.
Per quanto nelle nostre possibilità e nel mio ruolo, io farò di
tutto per mettermi a disposizione della cittadinanza, anche perché
la situazione della viabilità sulla zona ionica è noto a tutti
essere di una complessità incredibile, e l'aver spostato il
transito sulla Statale 114, comunque, non è rassicurante, perché
l'orografia di quel territorio, non lascia mai in condizioni di
sicurezza.
Io spero, veramente, che l'assessore Falcone abbia la sensibilità
di presentarsi oggi in Aula e di rappresentarci quanto sta
operando, se sta operando, anche in relazione appunto ai compiti di
vigilanza sul Consorzio per le autostrade siciliane e per gli
interventi relativi a liberare l'arteria e per gli interventi di
controllo dei movimenti franosi a monte, rispetto ai quali se non
avremo interventi e conoscenza di quello che si sta facendo, noi
non potremo andare nei territori e dire esattamente che cosa ne
sarà della mobilità di quei territori nei prossimi giorni. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zafarana. Non ci sono altri colleghi
iscritti a parlare.
SAVARINO. Io mi ero iscritta a parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, prego.
SAVARINO. Grazie Presidente, avevo chiesto la parola già prima,
pensavo se ne fosse accorta. L'importante è riuscire a rispondere
ad alcune sollecitazioni.
Al Governo Musumeci, devo dire da Presidente della Commissione,
abbiamo seguito e sollecitato diversi casi di pulizia dei fiumi
dopo alluvioni, soprattutto nel primo anno dopo il nostro
insediamento, e da allora è stata attivata una campagna di pulizia
dei fiumi che non si vedeva da vent'anni, che ha comportato la
pulizia di un centinaio di fiumi ed una spesa di oltre 50 milioni
di Euro. Sto parlando di cose già fatte, non da programmare, cose
già fatte in questi tre anni: un centinaio di fiumi che non
vedevano una ruspa, non vedevano lavori di ripulitura da oltre
vent'anni.
Abbiamo iniziato dopo l'alluvione che aveva colpito la zona del
saccense, di Ribera, e quella parte della mia provincia, che
purtroppo aveva visto, anche in quelle circostanze, alcune vittime.
Il fiume Verdura fu uno dei primi, e da allora si è continuato
fino a questo aprile, in cui sono stati stanziati ulteriori 11
milioni di Euro per ulteriori quaranta fiumi da ripulire.
Certo, le segnalazioni sono sempre utili: quella che mi è arrivata
dall'onorevole Zito era una convocazione dell'Autorità di bacino la
settimana dopo la dipartita del povero ingegnere Greco, per cui mi
sembrava opportuno attendere qualche settimana prima di convocare
l'Autorità di bacino con una nuova governance.
Dopodiché è chiaro che siamo sempre disponibili, immagino sia più
opportuno che in questo momento l'ingegnere Cocina resti a Scordia,
piuttosto che in IV Commissione, quindi attenderei ancora qualche
giorno per fare un'audizione e sono pregati i colleghi di
sollecitare le convocazioni che ritengono più opportune, così in
un'unica sede convochiamo sia l'Assessorato, la Protezione Civile,
che l'Autorità di bacino per fare un po' il punto della situazione,
sottolineando il fatto che in questi anni mai si era speso così
tanto e si era investito così tanto proprio sulla pulizia dei
fiumi, e mai il dissesto idrogeologico aveva fatto così tante gare
d'appalto e lavori in corso, nonostante la pandemia, anche durante
la pandemia, e questi sono fatti. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Savarino, poi se lei riesce a farci
sapere qualcosa a proposito di questi cantieri ANAS e queste
bretelle sui ponti nei pressi di Roccalumera e lo stato dell'arte
su questa frana, sul CAS, le saremmo grati.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente. Vorrei dare una semplice comunicazione, perché mi pare
abbastanza paradossale che, rispetto ad un'iniziativa condivisa dal
Governo e dal Presidente dell'Assemblea, che ritiene di non dover
affrontare in assenza forzata dei deputati del collegio catanese,
si evochi negativamente l'assenza di un assessore, appunto
l'assessore Falcone, che è catanese. Ogni tanto, prima di parlare
colleghiamoci, perché è necessario anche avere contezza delle cose
che si dicono.
Fatta questa premessa che ritengo necessaria, è condivisa
l'impostazione dell'intervento della presidente Savarino, ma non è
questo il momento di occuparci di valutazioni, siamo in un momento
drammatico nel quale stiamo cercando di fronteggiare tutte le
emergenze che ci sono in Sicilia, ho sentito il collega Falcone,
che sin da domani, se la Presidenza lo riterrà, io sarei
dell'opinione di attendere la fine, che spero avvenga in questo
istante, di quello che sta accadendo in Sicilia, ma comunque
l'assessore Falcone mi ha già preannunziato che fin da domani,
Presidente e colleghi, è a disposizione dell'Aula per spiegare
quello che stiamo facendo, quello che è accaduto, cosa doveva farsi
e cosa si farà.
PRESIDENTE. Bene, se sarà possibile fare questa audizione in IV
Commissione, penso che l'Aula potrebbe occuparsi dei disegni di
legge, appunto per questo chiedevo all'onorevole Savarino, vista la
sua gentile disponibilità nel report in merito al dissesto, se
aveva la possibilità anche di riferire per le vie brevi o in
Commissione su altre vicende che sono state denunciate dai
colleghi.
Bene. l'Aula è rinviata a domani.
Ai sensi dell'articolo 83, secondo comma, del Regolamento interno
SCHILLACI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, secondo
comma, del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie, Presidente. Volevo segnalare al Vicepresidente
della Regione, che è qui in Aula, se potesse l'assessore Cordaro,
prima di andar via riferire al collega Razza le condizioni di
assoluta precarietà e inadeguatezza in cui versa il Pronto Soccorso
di Villa Sofia di Palermo, perché ha delle carenze di risorse umane
incredibili che, addirittura, diventano veramente inadeguate nei
giorni di domenica, dove addirittura, per un codice verde, si
rischia di rimanere oltre 24 ore ospiti del Pronto Soccorso, con le
ambulanze del 118 che rimangono nel piazzale.
Quindi, se fosse possibile riferire all'assessore Razza di
prevedere un potenziamento, perché la domenica al Pronto Soccorso
di Villa Sofia si registrano quattro mila accessi, a fronte di soli
quattrodici medici disponibili. Quindi, la pregherei di riferire e
di risolvere la questione, grazie.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, mi
ritrovo a prendere la parola su un tema che sta a cuore a questo
Parlamento e che riguarda l'assistenza igienico personale agli
alunni delle scuole del I ciclo di istruzione, gravi e gravissimi,
ai quali, nella fattispecie della città di Trapani, viene negato
tale servizio riconducendo tale volontà ad un famoso, ormai
tristemente famoso, parere del CGA che, anche questa mattina, alla
lettura attenta fatta insieme agli Uffici di quest'Assemblea, agli
uffici del Servizio legislativo, appare quanto meno non
inequivocabile da punto di vista della interpretazione che viene
data dal sindaco Tranchida della città di Trapani. Anzi,
tutt'altro
Sembrerebbe proprio che verta in un'altra direzione, quella di
distinguere, come correttamente è d'uso fare, tra assistenza di
base ai disabili delle scuole di ogni ordine e grado - che va
garantita attraverso il personale scolastico, i collaboratori
formati - e, diversamente, l'assistenza ad personam igienico
personale che, invece in capo alla Regione attraverso gli enti
locali, viene erogata a favore dei bambini disabili gravi e
gravissimi.
Bene. Oggi si assiste a questo spettacolo, davvero inquietante
Presidente, davvero inquietante cari colleghi, di un sindaco - mi
auguro che sia l'unico sindaco - che si ostini a negare questo
diritto.
Peraltro di diritto è la Costituzione che lo garantisce Ci sono
norme che, ripetutamente, la Regione siciliana ha elaborato, ha
scritto e sono vigenti e mai cadute in disuso, e meno che mai
abrogate da un parere, le quali ribadiscono l'interesse della
Regione siciliana ad erogare questo servizio. Ricordo a noi tutti,
cari colleghi, che la Regione siciliana agisce, non per potere
delegato dallo Stato, ma in virtù di quell'autonomia che le viene
riconosciuta attraverso gli articoli 14, 17 e 20 dello Statuto che,
nel merito, conferiscono proprio alla Regione siciliana un potere
esclusivo, un'autonomia totale
Quindi, quand'anche ci fosse il servizio in capo allo Stato, e
cioè al MIUR, questo non impedirebbe alla Regione, e quindi ai
Comuni che agiscono per il tramite della Regione, su delega della
Regione, di intervenire per facilitare l'integrazione scolastica,
per rendere più morbide le condizioni, appunto, della frequenza
scolastica.
Ricordiamoci che non stiamo parlando di disabili in maniera
indifferenziata, ma di quella tipologia di bambini che hanno
diritti particolari, che sono in condizioni di particolare gravità,
tanto che la Regione siciliana ne riguarda in toto la dimensione
della integrazione.
Di fronte a tutto ciò, e alla pervicace volontà che si fa scudo di
questo parere, che si scuda di sentenze anche del TAR Catania,
ricordando però, tuttavia, che c'è una sentenza coeva al parere che
il CGA emette, sempre del CGA, che condanna il Sindaco di Capaci
che, nella fattispecie, negava lo stesso diritto.
Allora, per non farla lunga, io annuncio, e sono certa di trovare
unanimità in questo Parlamento, la presentazione di un ordine del
giorno, in maniera tale che coloro i quali fossero inadempienti
rispetto - sindaco di Trapani, ovviamente, in capo a tutti qualora
ce ne fosse altro, ma non mi risulta - che non avessero proseguito
nel servizio, o lo avessero interrotto, o non lo avessero
ripristinato, perché si intervenga con quella determinazione,
anche, sul piano del commissariamento e sul piano sanzionatorio.
Perché di fronte al diritto inalienabile, costituzionalmente
garantito, di questi bambini e alla dignità che va garantita alle
loro famiglie, che non devono trovarsi nelle istituzioni un muro di
gomma insensibile, assolutamente impermeabile rispetto al grido di
dolore che essi esprimono.
Ne consegue, cari colleghi, signor Presidente e Governo, che
questo è quello che faremo nei prossimi giorni. Annuncio, appunto,
la presentazione di questo ordine del giorno.
Sono sicura che qua non è un problema, non si tratta di un
problema politico, io non ce l'ho contro nessuno, io sono però
perché questo Parlamento, con l'orgoglio e l'autorevolezza che è
anche conferito dallo Statuto, rivendichi il diritto per questi
bambini che ovviamente non sono rappresentanti da chi, in sede
locale, da buon padre di famiglia, dovrebbe rappresentare e
difendere.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Grazie, Presidente. Io intervengo a seguito anche
dell'intervento della collega. Colleghi, purtroppo, siamo a fine
dell'Aula, quindi il Governo non è presente. Presidente mi rivolgo
a lei, la problematica dell'assistenza igienico personale in
Regione siciliana l'ha creata il Governo regionale Musumeci, questo
che sia chiaro, che sia chiaro. Perché il parere, questo famoso
parere del CGA, l'ha chiesto un Assessore di questo Governo
regionale, parere chiesto senza trovare nessuna soluzione, tant'è
che i liberi consorzi ed i Comuni sono andati in confusione, ma
sono andati in confusione perché c'è stato un Assessore di questo
Governo regionale.
Io non faccio a questo punto distinzione perché c'è una
maggioranza, e la maggioranza deve interloquire con tutti i propri
assessori, così come facciamo noi. Parere del CGA che ha mandato in
confusione liberi consorzi e Comuni con tutti i colleghi
dell'Assemblea perché su questa tematica a mio modo di vedere,
Presidente, non c'è da fare politica e non c'è da speculare.
Siamo riusciti in qualche modo a trovare una piccola soluzione per
quanto riguarda i liberi consorzi, siamo riusciti in Commissione
attuazione leggi e tutti insieme qui in Assemblea Regionale
Siciliana, tant'è che abbiamo fatto un emendamento a firma di più
deputati, indipendentemente dai Gruppi politici, che ha messo
quattro milioni di euro in più per quanto riguarda l'assistenza
igienico personale specialistica per i liberi consorzi. Dopo di
che, per quanto riguarda i Comuni, che è diversa la competenza tra
liberi consorzi e Comuni, l'Assessore regionale ha già tutte le
competenze per commissariare, per intervenire, già può fare
qualunque cosa.
Dico, vogliamo fare l'ulteriore ordine del giorno? Facciamolo,
però dico già l'Assessore regionale ha tutte le carte in regola, ha
tutte le leggi, ha tutto il possibile e immaginabile per potere
intervenire. Lo faccia, lo faccia se deve intervenire. Dopo di che,
Presidente, noi abbiamo provato, sempre in Commissione attuazione
leggi, a convocare l'ANCI, a convocare tutti i sindaci, per trovare
una soluzione comune. Perché ci possono essere difficoltà non solo
in quel Comune, collega, che io condivido che c'è una difficoltà,
che c'è una problematica enorme, così come ci può essere anche, io
non ne sono a conoscenza, ma è possibile, in altri Comuni.
Ed allora dico, cerchiamo di pungolare in maniera forte
l'Assessore regionale, che attui quello che già è presente a
livello di leggi. Dopo di che, colleghi, per trovare una soluzione
che possa essere condivisa, cerchiamo di convocare l'ANCI in
Commissione, vediamo di capire dall'Associazione Nazionale Comuni
Italiani quali sono le problematiche che in questo momento stanno
vivendo, e vediamo in qualche modo di venire incontro anche ai
Comuni che in questo momento, come dire, hanno delle difficoltà,
non solo economiche, ma si trovano, come dire, con questo discorso
del parere del CGA e della confusione che ha creato questo Governo
regionale, si trovano in difficoltà. Dopodiché, se ci sono Comuni
inadempienti, lì dobbiamo intervenire. Grazie.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Grazie, Presidente. Sì, assolutamente, dobbiamo
intervenire con piglio determinato e deciso perché entrambi gli
assessori agli enti locali e alla famiglia, ai servizi sociali
possono determinare le condizioni di atti ispettivi, di un
commissariamento con esautorazione anche del potere del sindaco che
è inadempiente.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, lei ha presentato o ha annunciato
la trattazione di un ordine del giorno?
LO CURTO. Sì, ho annunciato la presentazione dell'ordine del
giorno, esattamente, sì, sì. Ma voglio chiarire, è vero quello che
dice il collega, in più di un'occasione ci siamo trovati in
Commissione
PRESIDENTE. Non apriamo il dibattito perché già è intervenuta.
LO CURTO. No, no, in Commissione Bilancio per appostare le
risorse economiche ed anche per creare la condizione, perché sul
tema non ci fosse alcuna confusione, ma invocare un parere, non è
più consentito a nessuno.
PRESIDENTE. Intanto da parte mia è un impegno a presentare e a
fare, comunque, votare l'ordine del giorno alla prossima seduta
anche se non dovesse essere, diciamo, nel merito delle leggi che
andiamo a fare, comunque lo voteremo, e lo valuteremo già la
prossima seduta.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Grazie Presidente per essere rientrato in tempo in Aula, per
avvicendarci.
PRESIDENTE. L'educazione non mi manca mai, le avevo garantito che
così sarebbe stato e così è stato.
FOTI. E io la volevo ringraziare. Io, Presidente, ieri, come
alcuni deputati catanesi, ho partecipato ad un convegno organizzato
dall'ordine degli ingegneri, architetti, geometri, geologi e dal
commissario Scalia, commissario per la ricostruzione del sisma di
Santo Stefano, dicembre 2018, dicevo, questo convegno dove sono
emerse alcune criticità.
Lei dovrebbe ricordare che durante la finanziaria mi ero fatta
promotrice, insieme a colleghi del catanese e la IV Commisione, ed
in ultimo anche al Governo che aveva sottoscritto l'emendamento di
un articolo che poi, diciamo, è stato messo a binario morto e, su
suo suggerimenti, sostituito da un ordine del giorno, perché quello
che andavamo a proporre era una prerogativa dello Stato, e
quell'articolo sarebbe stato certamente impugnato, giusto per
quanto fosse, applicato in altre Regioni per quanto fosse e per
altri sismi, non lo potevamo approvare.
E qui mi riallaccio un pochino al discorso che ha fatto lei
l'altra settimana sulla, come dire, frustrazione da Presidente di
quest'Aula nel dovere subire continue impugnative su atti, su norme
che passano da quest'Aula. Bene, Presidente, io le dico che su
quella norma sono sicura che tutti i deputati saremmo stati
orgogliosamente contestati dal Consiglio dei Ministri perché,
Presidente, sono passati altri sei mesi e lo Stato, il Governo con
i suoi decreti, senza dare come dire colpe a nessuno, anche quello
precedente, se ne sono bellamente infischiati di adeguare la norma
della ricostruzione per la Sicilia a quella che è per tutti gli
altri sismi. Vige per il terremoto di Ischia, vige per il terremoto
del centro Italia, evidentemente lì hanno dei padrini più
importanti, invece qui in Sicilia questa norma di semplificazione
non sa da fare , non la riusciamo ad ottenere da Roma.
Ho saputo giusto stamattina che ulteriori tentativi di emendamenti
sono stati rimandati a data da destinarsi, e siamo arrivati ora ad
un punto veramente tragicomico. Il 31 dicembre scade sia
l'emergenza della Protezione Civile, sia il commissariamento per la
ricostruzione. Siamo lasciati totalmente in balìa di noi stessi,
impossibilitati a legiferare. Ho presentato l'ordine del giorno
firmato da non solo i catanesi, da tutti i Presidenti dei Gruppi
parlamentari, ma evidentemente il Governo non è riuscito a farsi
sentire, io mi chiedo Presidente, veramente, che cos'è che dobbiamo
fare?
Se lei con i suoi potenti mezzi riesce a intercettare qualche
Ministro per farci ottenere questa benedetta norma sulla
semplificazione ed una proroga dell'emergenza e della
ricostruzione, magari non il 31 dicembre, quando si hanno contratti
in scadenza, perché siamo veramente trattati come pezze da piedi.
In più ieri ho appreso che le procedure, i progetti che vengono
presentati dagli ingegneri del centro Italia, hanno una parcella
che è in proporzione alla grandezza del progetto che presentano è
di un tot, invece qui in Sicilia è più che dimezzata, cioè i nostri
professionisti iscritti all'albo prendono solo il dodici per cento
o solo il sette per cento, cioè prendono meno della metà di quello
che prende un ingegnere del centro Italia o di Ischia.
Un'umiliazione senza precedenti.
Ora, Presidente, io capisco che lei per difendere la nostra
Assemblea non vuole che ci impugnano le norme, però faccia
qualcosa, perché non possiamo essere noi ad essere calpestati.
A tal proposito ho presentato un ordine del giorno, sto cercando
di raccogliere le firme dei catanesi, che oggi ovviamente sono
pochi, quindi rimando a domani o alla prossima settimana, dove
chiediamo al Governo regionale di dare la proroga dello stato di
emergenza, perché fra poco scade, e allora i terremoti dell'Emilia
Romagna del 2014 o altri successivi sono ancora in emergenza, noi
rischiamo che lo stato di emergenza, con tutte le questioni che si
portano dietro, dopo 3 anni decada nel silenzio totale. Io
Presidente non lo accetto, e insieme ai miei colleghi, che sono
certa sono a conoscenza della vicenda ed eserciteranno tutte le
pressioni, vogliamo presentare qualcosa che sia un indirizzo, un
incoraggiamento
PRESIDENTE. Ok.
FOTI a questo Governo. Grazie.
PRESIDENTE. Benissimo. Grazie.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Per esser qua oggi abbiamo sfidato
il maltempo, e purtroppo era nell'aria, ma le immagini che arrivano
sono veramente drammatiche, sono drammatiche non soltanto per
l'ammontare dei danni che sono già consistenti dalle prime stime e
che ahimè sono destinati ad aumentare, ma sono drammatiche anche
per le ragioni umane, personali, tra i morti purtroppo c'è anche un
mio concittadino, e la situazione veramente è di una gravità
inaudita.
Questo non è il momento di cercare i colpevoli e le
responsabilità, invece è il momento per mettersi a disposizione,
per dire che come istituzioni e come Partito faremo tutto quello
che è nelle nostre possibilità per cercare di dare una mano, non
soltanto economica, ma anche per quella che sarà la mobilitazione
dopo i fatti così gravi di oggi.
Nel lungo periodo abbiamo tutti il compito, soprattutto per quanto
riguarda la messa in sicurezza del Territorio, e gli aspetti che
riguardano le crisi idriche e di gestione delle acque in Sicilia,
di fare quanto dobbiamo. Credo che dopo oggi non ci può essere un
ulteriore rinvio, un ulteriore differimento. Il tema del dissesto,
del dissesto idrogeologico, sé ormai indifferibile, e tutte le
forze parlamentari hanno il compito di trattare queste
argomentazioni con la massima celerità.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Barbagallo. L'onorevole Schillaci
aveva chiesto di intervenire? Non più?
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ultimo intervento. Prego.
FIGUCCIA. Grazie, Presidente. Certamente credo che dovremo da qui
ai prossimi anni, ma per quanto riguarda questo Parlamento da qui
ai prossimi giorni, fare i conti con una realtà che è quella legate
alle tristi vicende che ormai stanno caratterizzando il Territorio
siciliano, aprendoci evidentemente ad una nuova consapevolezza, che
è quella legata ai disastri ambientali, alle emergenze che lei
ricorderà da palermitano ormai da qualche anno.
Era quel giorno del festino di Santa Rosalia quando su Palermo si
abbatté un disastro con un'alluvione che coinvolse periferie, aree
urbane, rispetto alle quali questo Parlamento si fece protagonista
di una norma, in quella norma stanziammo delle risorse finanziarie,
si parlava di circa 900 mila euro, quelle risorse vennero date al
Comune di Palermo. È passato del tempo, e ci troviamo ancora a
ragionare sul perché quelle risorse non siano state spese. In quel
caso il Parlamento si dotò immediatamente di un intervento
attraverso il quale poter porre rimedio ai danni fatti ad
abitazioni, a mezzi, a macchine, rispetto a famiglie che si
trovarono da un giorno all'altro a fronteggiare un dramma, un
dramma familiare che coinvolgeva la comunità.
Siamo ormai a più di un anno da quella data, e la natura torna a
ricordarci che non siamo i padroni del mondo. E la natura torna a
ricordarci che la natura può ribellarsi a quello che l'uomo ha
fatto malamente rispetto ai temi del dissesto idrogeologico,
rispetto ai temi della messa in sicurezza del Territorio, rispetto
ai temi di un abuso che non ha tenuto conto degli equilibri che nei
territori erano stati definiti da madre natura , e che l'uomo,
inopportunamente, ha voluto abusare.
Ecco, allora di fronte a questa fotografia impietosa, rispetto
alla quale certamente non possiamo fare - ci piacerebbe - come chi
riavvolge il film per tornare indietro. Purtroppo quello che è
stato fatto in decenni, non solo dalla politica, ma da un
atteggiamento cinico dell'uomo, ha prodotto dei risultati.
Risultati infausti. Ma noi certamente non possiamo rimanere inermi.
Quando le norme si fanno, come nel caso lo scorso anno di Palermo,
noi dobbiamo pretendere, Presidente, che quelle norme abbiano
attuazione, perché 900 mila euro questo Parlamento li stanziò per
Palermo, e ancora, in quel caso l'amministrazione Orlando non ha
mosso un passo in avanti.
Oggi ci ritroviamo a commentare un altro disastro, quello di
Catania, e allora dobbiamo aprire gli occhi e dobbiamo farlo in
fretta. Mi perdonerete se un riferimento fuori dal tema lo faccio
ancora una volta rispetto ad una norma che non ha trovato
attuazione, perché nel caso dell'articolo 36 avevamo predisposto,
Presidente, delle risorse per garantire la stabilizzazione degli
ASU. Anche lì quello che è accaduto in passato: norme che vengono
emanate dal Parlamento e che non trovano applicazione con consulte
che vedono impugnative e Roma che blocca tutto. Ma anche lì,
rispetto a questi ASU, questi cinque milioni che vengono tagliati
rispetto ai dieci: li vogliamo ripristinare, o anche lì vogliamo
rimanere a guardare?
Mi sembra lo stesso film che abbiamo visto quando, perché parlare
di ASU non può, ovviamente sottrarmi dal parlare di un altro bacino
di precariato palermitano che è quello degli ex PIP, anche lì
abbiamo fatto una norma, anche quella impugnata e modificata a
Roma, e intanto anche lì andrà a finire che poi i tribunali, come
nel caso di questo ricorso fatto da alcuni studi legali, in quel
caso palermitani, finiranno con l'avere il sopravvento rispetto
alla politica che non decide.
Presidente, io auspico che si riesca ad invertire la tendenza,
perché sono temi importanti a cui dobbiamo cercare di dare
risposte. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia. Prima di andare via, io
domani la seduta la convoco, poi stiamo vedendo se è possibile
individuare qualche Assessore disponibile per fare anche degli atti
ispettivi e dare delle risposte ad interrogazioni, perché non
convocare l'Aula e andare direttamente alla settimana prossima -
sinceramente - mi sembra una esagerazione.
Però, la situazione catanese è quella che è e mi sembra che non
vada a migliorare, almeno dalle informazioni che abbiamo, bensì a
peggiorare, quindi se oggi la situazione era questa, domani sarà
quantomeno la stessa. Per cui, facciamo una cosa, io intanto domani
convoco l'Aula per le ore 16.00, vi facciamo sapere via mail nel
giro di pochissimo tempo se c'è la possibilità di avere qualche
Assessore per potere dare delle risposte ad interrogazioni, tanto
le Commissioni sono comunque convocate, e poi domani vedremo di
capire come ci possiamo attivare. Se non sarà possibile fare Aula
al limite vediamo di fare qualche dibattito che sarà comunque
interessante come quello di oggi, diversamente, eviteremo di
aprirla e andremo alla settimana prossima. Però, comunque l'Aula è
convocata per domani alle ore 16.00. Prima, ovviamente, non avendo
un programma preciso, ci sarà una Conferenza dei Capigruppo in cui
decideremo cosa fare con un mimino di precisione, sperando che sia
possibile farlo.
La seduta è tolta alle ore 17.24 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XXIV SESSIONE ORDINARIA
295a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 27 ottobre 2021 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Modifiche alla legge regionale 15 aprile 2021, n. 9 . (962/A
Stralcio II COMM. bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Savona
2) Procedure semplificate e regimi procedimentali speciali per
l'insediamento, la realizzazione e lo svolgimento delle attività
economiche e imprenditoriali nelle ZES e nelle aree di sviluppo
industriale ed artigianale e modifiche alla legge regionale 12
gennaio 2012, n. 8 in materia di IRSAP (n. 979/A) (Seguito)
Relatore: on. Ragusa
3) Interventi per la prevenzione ed il contrasto ai fenomeni del
bullismo e del cyberbullismo sul territorio della Regione . (nn.
239-372-426-701-742/A) (Seguito)
Relatore: on. Dipasquale
4) Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
per la gestione integrata dei rifiuti. (nn. 290-49-76-179-267
bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
III - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di febbraio. (n. 984/A)
2) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di febbraio. (n. 985/A)
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio