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Resoconto d'Aula della Seduta n. 298 di mercoledì 10 novembre 2021
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   Sicilia

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 11.20

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso  della  seduta. Invito, pertanto, i deputati  a  munirsi  per
  tempo della tessera personale di voto.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   Comunicazioni del Governo sul sistema di raccolta dei rifiuti in
                                Sicilia

   PRESIDENTE.  Abbiamo  completato le comunicazioni.  Il  Governo  è
  presente, pertanto si passa al II punto dell'ordine del giorno  che
  reca: Comunicazione del Governo sul sistema di raccolta dei rifiuti
  in Sicilia.
   Ha  facoltà  di parlare l'assessore per l'energia e i  servizi  di
  pubblica utilità, Baglieri, per svolgere la sua relazione,  le  sue
  comunicazioni all'Aula. Poi apriremo il dibattito.

   BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Grazie, Presidente. Onorevoli deputati, sono oggi qui a riferire  e
  a  rendere  note le misure che il Governo ha attuato e che  intende
  attuare  in tema di emergenza rifiuti. L'emergenza rifiuti  come  a
  tutti è noto nasce soprattutto nell'area della Sicilia orientale in
  seguito  ad  una comunicazione già fatta a fine del 2020  reiterata
  con una lettera, con una nota protocollata il 3 marzo 2021, con  la
  quale  la  Sicula Trasporti comunicava e rendeva noto che nei  mesi
  successivi  avrebbe ridotto, come dire, per via  della  saturazione
  della  vasca,  i conferimenti dell'indifferenziato.  Da  qui,  come
  sapete,  com'è  noto sono partite tutta una serie di interlocuzioni
  formali ed informali tra il Dipartimento Acqua e Rifiuti e le  SRR,
  che com'è ben noto sono responsabili chiaramente della gestione del
  rifiuto in base all'attuale contesto normativo.
   Al  contempo la Sicula Trasporti ha concesso, rivedendo un po'  le
  volumetrie, quindi ha cercato di venire incontro e quindi il  fatto
  concreto  è  che  i rifiuti fino adesso sono stati conferiti  nella
  Regione, quindi all'interno della Regione, facendo anche un atto  e
  avvalendoci  della 2/Rif del presidente Musumeci,  affinché  alcune
  tipologie  di  rifiuto venissero conferite nelle tre  discariche  e
  precisamente  Gela,  per quanto riguarda il 190501  e  poi  abbiamo
  Siculiana,  e  quindi  la Catanzaro Costruzioni,  e  la  Oikos  per
  l'indifferenziato.
   Chiaramente  questo ha provocato - e qui vedo anche  deputati  che
  hanno, giustamente, sollevato un appello da parte del territorio di
  Gela -, un warning, un alert, per dire che il concetto di autonomia
  bacinale  che  vige  deve essere chiaramente  tutelato  perché  nel
  prosieguo  occorre che quelle SRR e quei comuni  che  insistono  in
  quel  territorio debbano, chiaramente, avere sempre la  possibilità
  di  conferire.  E'  anche  vero, altresì, che  quello  che  abbiamo
  richiesto incide il 3 per cento sulle volumetrie. Questo è.
   Il   14  settembre,  anche  alla  luce  delle  richieste  che   ci
  provenivano,  abbiamo dato due mesi alle SRR per poter  individuare
  siti,  anche  oltre la Regione - quindi non necessariamente  fuori,
  oltre  la Regione, quindi fuori dalla Regione - per poter conferire
  quei rifiuti.
   Perché due mesi? Perché due mesi rappresenta il periodo che  ci  è
  stato  comunicato,  utile  e idoneo per  poter  esperire  tutte  le
  procedure.
   Informalmente,  è chiaro, ci sono state delle interlocuzioni.  Nel
  frattempo, quindi so, che le SRR hanno avviato alcune procedure per
  andare  a individuare gli operatori economici. Domani, però,  visto
  che  abbiamo convocato tutte le SRR, sapremo formalmente  lo  stato
  dell'arte dei lavori.
   Qual  è  però  la ratio che va a guidare le scelte che  intendiamo
  fare da qui al prossimo futuro, a breve. La ratio è che la legge ci
  dà  un obiettivo e l'obiettivo che già dal 2012 era il 65 per cento
  di   differenziata.  Aumentando  l'obiettivo  della  differenziata,
  quindi  aumentando  che  attualmente è al 42  per  cento,  dobbiamo
  quindi  ancora  promuovere e incrementare la raccolta differenziata
  per alleggerire il tema delle discariche.
   Il  tema  delle  discariche  nasce  perché  ancora  tanti  comuni,
  soltanto  167  hanno raggiunto il 65 per cento ma il resto  quindi,
  altri  199,  si  trovano nelle condizioni di andare, diciamo  così,
  hanno intrapreso questo percorso di differenziazione di rifiuto  ma
  devono essere accelerati e supportati.
   Quindi,  allora  la  Regione e il Governo si impegna  a  garantire
  quello  che  la  legge ci dice, vale a dire il  35  per  cento  dei
  rifiuti.  Sappiate  che intorno abbiamo due milioni  di  tonnellate
  annuo,  due  milioni centocinquanta. I dati ORSO che abbiamo  della
  piattaforma.
   Bene,  fate voi i conti il 35 per cento, quindi è chiaro che  quel
  tipo di conferimento in discarica è garantito ed il resto? Qualcuno
  chiaramente,   cosa  fa  il  Governo  quali  iniziative   anche   e
  soprattutto  di  natura  finanziaria  intende  avviare?  Bene,  noi
  c'eravamo  già  impegnati e l'impegno lo  stiamo  mantenendo  e  do
  conferma  che  l'impegno di supportare l'extra costo dei  comuni  è
  mantenuto,  sarà  mantenuto, sarà mantenuto per i  primi  tre  mesi
  perché al contempo vogliamo stimolare percorsi di differenziazione.
   Come   lo   faremo?  Noi  intendiamo  avviare   un   percorso   di
  accompagnamento  per  ogni SRR proprio nello  spirito  che  nessuno
  debba  essere  lasciato  indietro. Non stiamo  qui  a  dire  chi  è
  virtuoso chi non è virtuoso. Penso che siamo in un periodo  storico
  in  cui  questo  conti poco o comunque conta in  maniera  relativa.
  Adesso  abbiamo il problema di garantire che la Sicilia  non  venga
  più  invasa  dai  rifiuti, proveniamo da un 1  novembre  abbastanza
  accaldato  a  Catania, presso il comune di Catania dove chiaramente
  all'emergenza alluvionale si è aggiunta quella dei rifiuti.
   Quindi,  allora il tema è: il Governo supporterà i comuni  tramite
  le  SRR  per  i  primi  3 mesi quindi se vanno  a  conferire  e  si
  individuano  dei  siti  anche fuori Regione  saremo  a  fianco  dei
  comuni.  Questo  però  non  può essere  senza  alcun  comportamento
  responsabile da parte delle SRR e quindi da parte dei comuni.
   Quindi,  l'idea è che dobbiamo stabilire e concordare un obiettivo
  a  tre mesi e il percorso verrà chiaramente individuato, magari con
  il  nostro  supporto, ma deve essere individuato dai  territori.  I
  territori  sono  diversificati. In  questi  primi  periodi  di  mio
  insediamento mi sono resa conto che ci sono delle realtà diverse  e
  quindi  ognuno deve esprimere la propria peculiarità e quindi  ogni
  esigenza richiede interventi diversi.
   Quindi,  da  domani  inizieremo  un  percorso  insieme  perché  se
  risolviamo   il  problema  di  alcune  grandi  città  metropolitane
  riusciamo  a risolvere il problema dell'emergenza. Altre tipologie,
  è  chiaro che questo è nel breve. Questo non significa che il focus
  che   vogliamo  dare  nella  promozione  della  differenziata   non
  significa  che  non bisogna avviare altre tipologie, rafforzare  la
  dotazione  impiantistica; nel frattempo vi comunico  che  i  lavori
  della  settima vasca di Bellolampo sono già stati avviati.  Abbiamo
  già  le  due  vasche  di Trapani che stanno per  partire,  Sciacca.
  Quindi  abbiamo una volumetria, per i prossimi anni, di  circa  due
  milioni e novecentomila.
   E'  anche vero che non bisogna, non è il focus le discariche.  Noi
  vogliamo impianti di compostaggio e voi sapete che già ne esistono.
  Questo è un mercato, diciamo, anche di natura privatistica e quindi
  allora  già  esistono  e,  da parte del  Governo,  ne  abbiamo  già
  finanziati alcuni che, spero, partiranno quanto prima.
   Quindi,  a  questo si aggiunge poi i termovalorizzatori.  C'è  una
  visione sistemica dell'impiantistica, consapevoli del fatto che gli
  obiettivi  sono  sempre più sfidanti, del pacchetto delle  economie
  circolari, sono sempre più sfidanti e che, nel prossimo futuro, non
  possiamo   che   portare   ben   il   dieci   per   cento   che   è
  l'indifferenziabile.
   Questi  sono  gli  obiettivi che stanno ispirando  le  azioni  che
  intendiamo  mettere  in  atto a breve e nel medio  periodo.  Quindi
  chiudo  dicendo che, sicuramente, abbiamo già trovato all'emergenza
  finanziaria  abbiamo  già  trovato  soluzione.  All'emergenza   dei
  rifiuti  e,  quindi, della differenziata lo vogliamo  fare  insieme
  alle   SRR,  concordando  in  maniera  responsabile  obiettivi,   e
  monitorando e promuovendo azioni responsabili per la differenziata.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Lo  abbiamo scritto. C'è un  elenco  di  persone,  di
   colleghi   che   debbono  intervenire.  E'  iscritto   a   parlare
   l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà. Onorevole Laccoto, per favore,
   parli  dal posto perché abbiamo evitato di parlare lì, sul  podio,
   perché attraverso il microfono possiamo essere contagiati. Quindi,
   ognuno parli dal suo posto.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io le  chiedo  di
  evitare di darmi solo i cinque minuti perché la situazione è  molto
  complessa e, rispetto alle dichiarazioni dell'assessore,  è  chiaro
  che  bisogna  fare,  una  volta per tutte,  un  po'  di  chiarezza.
  Altrimenti non riusciamo ad avere un quadro definitivo di qual è la
  situazione oggi, in Sicilia, che è una situazione grave.
   Veda io avevo già fatto nel febbraio, assessore, un'interrogazione
  dove avevo previsto quello che sta succedendo in questo periodo.  A
  questa  interrogazione, non so perché, comunque non  è  stata  data
  nessuna  risposta  nonostante,  ecco,  la  Presidenza  indichi   in
  sessanta giorni massimo la risposta da dare agli interlocutori.  Ma
  il  problema,  veda,  è molto più grave di quello  che,  in  questo
  momento, rappresenta l'assessore e incomincio col dire che  andiamo
  sull'indifferenziata.  L'indifferenziata  molti  comuni  non   sono
  riusciti  a  farla perché non sono stati trovati,  né  indicati  da
  parte  dell'assessorato, i siti dove andare a conferire il compost,
  né l'indifferenziato.
   Abbiamo  avuto già molte difficoltà in questo senso, e  allora  io
  parto da qui per dire che faccio l'esempio del mio comune che, dopo
  avere trovato un conferimento per il compost a 230 più IVA rispetto
  ai  90  che  pagavamo  due  anni fa,  e  avere  trovato  a  Trapani
  l'indifferenziato  con  un costo di 250  euro  complessivo  più  il
  trasporto, perché il trasporto viene a carico nostro una volta che,
  praticamente,  la  gara  era stata fatta con  alcuni  parametri  di
  trasporto e di chilometri.
   Ora  è chiaro che un comune, in queste difficoltà, si trova a  non
  potere fare indifferenziato.
   Quando  io  ho  trovato  queste due possibilità  di  conferimento,
  abbiamo   portato   al  mese  di  agosto,  le   faccio   l'esempio,
  l'indifferenziato al 79% rispetto al 30 di prima. Così molti  altri
  Comuni  si  sono  trovati in difficoltà perché non  hanno  trovato.
  Quindi  il problema, assessore, incominciamo da qui, non  è  che  è
  colpa  dei Comuni che sono stati lasciati soli nonostante più volte
  io abbia sollecitato di fare un intervento serio su questo punto ma
  mi sembra che gli uffici, a volte, non vogliono recepire quali sono
  le difficoltà.
   Le  S.R.R.  che  hanno magari fatto le gare e che potranno  essere
  operative  fra due anni, noi abbiamo in questo momento un  problema
  di  emergenza  attuale ed è un'emergenza anche dal punto  di  vista
  finanziario  dei Comuni perché rispetto l'ARERA ha fissato  con  il
  Ministero,  il MEF, praticamente il piano finanziario con  la  data
  dei  bilanci dei Comuni che quest'anno per una deroga è stata fatta
  al  31  luglio ma l'ARERA, non rendendosi conto che le  contabilità
  dei Comuni sono contabilità particolari ha fissato praticamente  il
  piano finanziario a meno due anni.
   Cioè noi dobbiamo fare un piano finanziario, che significa che  da
  90  euro, per esempio le faccio il mio conto, abbiamo quadruplicato
  i  costi. Il che significa che noi non possiamo nemmeno distribuire
  queste  somme, in questo momento, ai cittadini perché non  possiamo
  modificare  il  piano  finanziario e il MEF non  accetta  un  piano
  finanziario  fatto oltre il 31 luglio. E questo è il primo  aspetto
  che bisogna cercare di chiarire per fare un po' di chiarezza perché
  altrimenti  viene  caricato tutto sui Comuni, se i  Comuni  fossimo
  chissà  che  cosa, il problema è che i Comuni si sforzano  di  fare
  l'indifferenziata quando hanno la possibilità di conferire.
   Ora  verrò all'altra vicenda. L'altra vicenda è quella riguardante
  la  Sicula Trasporti. Io ho ricevuto decine di telefonate dai  miei
  colleghi  sindaci che dicono  ma noi come possiamo fare  in  queste
  condizioni  quando  l'ARERA, praticamente,  ci  dice  noi  possiamo
  conferire  a  330  euro  più Iva, più il tributo  speciale  per  il
  conferimento fuori regione?
   Ora, io dico ma noi dovevamo arrivare in queste condizioni per cui
  i  rifiuti  dovevano essere portati fuori regione e non cercare  di
  allargare quelli che potevano essere gli impianti. Faccio  un'altra
  osservazione.   Guardate  che  oggi  tutte  le  ditte   che   hanno
  partecipato  al  bando per i termovalorizzatori hanno  chiesto  una
  deroga  di  tempo  perché praticamente il bando è molto  complesso.
  Ora,  noi  siamo  a novembre, se io ho sollecitato già  da  ottobre
  dell'anno  scorso e poi a febbraio ma ci voleva tanto a cercare  di
  comprendere  che  questa situazione non poteva tirare  a  lungo  in
  questo  modo  e  che  bisognava  assolutamente  cercare  di  venire
  incontro ai Comuni?
   Guardate,  io  sto  pagando un fardello anche  come  Comune  verso
  l'S.R.R.  che purtroppo non riesce a fare quei servizi che dovrebbe
  fare  e  le  dico:  noi abbiamo dovuto fare la tariffa  ARERA  come
  Comune,  l'abbiamo  dovuta fare noi, poi  c'è  la  convalida  delle
  S.R.R.,  in  queste  condizioni io penso che bisogna  riflettere  e
  rimodulare  tutto  quello  che  è  il  pensiero  anche  di   alcuni
  funzionari dell'assessorato, bisogna pur comprendere che qua non  è
  un  problema  dato  solo ai Comuni, i Comuni in queste  condizioni,
  circa duecento Comuni, andranno praticamente in fallimento e quando
  i  Comuni vanno in fallimento, certo per noi che siamo praticamente
  regione che dovremmo avere un'interlocuzione con la Regione,  credo
  che  non sia una bella situazione  Allora qual è la situazione  C'è
  il  rischio di un assoluto disagio dal punto di vista ambientale  e
  igienico-sanitario, bisogna finirla con metterci ognuno  per  conto
  nostro, i funzionari a fare i professoroni o praticamente i  comuni
  a lasciarli lì a dire che sono i cattivi e l'S.R.R., che magari non
  hanno  il  supporto  e che non riescono ad andare  avanti,  bisogna
  trovare soluzioni idonee dove tutte le parti, devono collaborare in
  maniera  totale, ora le rappresento un'altra questione,  assessore,
  veda  che  il  30  novembre nei comuni scadono  le  variazioni  dei
  bilanci, non si può andare oltre il 30 novembre, se la Regione  non
  interviene con i fondi propri entro il 30 novembre, per poi poterli
  immettere  con  le  variazioni di bilancio, i  Comuni  praticamente
  vanno  in  dissesto,  se  non  si  trovano  soluzioni  idonee,  per
  accelerare le procedure per i termovalorizzatori, se non si trovano
  le  procedure  per cercare di fare nuovi impianti o di  autorizzare
  l'allargamento nell'attuale situazione noi ci troveremo  in  queste
  condizioni  perché  è un grido di allarme che  arriva  da  tutti  i
  comuni  e quindi da tutti i cittadini, perché la Regione una  volta
  per  tutte,  da questo punto di vista, accolga quelle che  sono  le
  richieste da parte dei comuni e quindi dei cittadini.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ovviamente  è
  facile  in  questa  sede  parlare dei problemi  signori  assessori,
  perché  i problemi sono noti e li conosciamo tutti  Un parlamentare
  però  nella  sfera  delle sue competenze ha  l'obbligo  per  quanto
  possibile di proporre, suggerire soluzioni.
   La  situazione è drammatica e la soluzione, lo dico con  la  stima
  che  lei  conosce,  proposta dal Governo non  mi  convince  appieno
  perché è una soluzione tampone, è una soluzione quasi sottoposta  a
  condizione,  cioè che i comuni si devono adeguare entro  tre  mesi,
  che  verranno  finanziati per tre mesi  e  poi  si  vedrà.  E'  una
  situazione  di  precarietà  signor  assessore  che  è  quella   che
  purtroppo,   lo  dico  da  deputato  di  maggioranza,  in   maniera
  certamente costruttiva ha connotato questi ultimi anni, abbiamo una
  legge che va avanti e indietro, non dico per dolo ma dico colpa che
  noi  parlamentari  abbiamo  un piano dei  rifiuti  varato  soltanto
  qualche mese fa dopo dieci anni e che ha delle luci, per carità  ma
  anche qualche ombra.
   Certo disquisire in materia di rifiuti, basterebbero non soltanto,
  i  canonici  cinque minuti ma ci vorrebbe tanto  e  tanto  di  più.
  Desidero  partire da una nota che gli amministratori  della  Sicula
  Trasporti  hanno inviato ai comuni interessati al conferimento  che
  sono  oltre 200, come Ella sa, e alle S.R.R. di Messina, Catania  e
  Siragusa, leggo testualmente:  non risultando le previste  quantità
  sufficienti alla quotidiana gestione, questa società ha ricercato e
  individuato, siti fuori regione e le risparmio  sarà pari il  costo
  a 334, oltre tributo e iva a tonnellate .
   Lei  sa, signor assessore, che a questo costo va aggiunto il costo
  del  trasporto,  per esempio da Barcellona a Lentini,  e  il  costo
  comunale  del  servizio  di igiene ambientale  integrata  comunale,
  dunque  arriveremo a seicento euro a tonnellata: cioè il  disastro,
  il  default per tutti i comuni. E questo è un dato obiettivo, anche
  lambito e ben approfondito, devo dire, dal collega Laccoto.
   Leggo  una  nota  che  è del 29 ottobre del 2021  dell'assessorato
  dell'energia,   l'assenza di azioni utili per  il  reperimento  dei
  siti   di  conferimento  diversi  ha  acuito  la  criticità   dello
  smaltimento  dei sovvalli decadenti dal trattamento rifiuti  aventi
  codice   presso  l'impianto  gestito  dalla  Sicula   trasporti   e
  quant'altro . La situazione è drammatica e lo sarà da qui a qualche
  mese, perché da qui a sei mesi, mi hanno detto persone competenti e
  che  conoscono  l'argomento in maniera completa ed  esaustiva,  non
  sarà più possibile conferire.
   Signor assessore, io le darò, alla fine della seduta, siccome  lei
  ha  parlato  di  termovalorizzatori - mi sembra di  assistere,  lei
  ricorderà una rappresentazione teatrale di Dario Fò del '69, se non
  vado  errato,   Mistero  Buffo , dove  in  maniera  giullaresca  si
  discuteva   dei   Vangeli   apocrifi   -   quando   si   parla   di
  termovalorizzatori, almeno nella mia provincia, ed è questo il dono
  che  io le farò, le donerò una carta attraverso la quale lei  potrà
  avvedersi che per una serie di vincoli di tutti i tipi che  nascono
  e scaturiscono da norme, non è possibile fare il termovalorizzatore
  in  provincia  di  Messina, non è possibile fare  impianti  se  non
  quelli preesistenti.
   Quindi  andare  a dire ai siciliani, oggi - il mio  è  uno  studio
  approfondito, sa assessore - andare a dire ai siciliani che da  qui
  a  qualche giorno accadrà questo o accadrà quell'altro io credo che
  sia un argomento meritevole di approfondimento, di studio di grande
  approfondimento, perché si rischia di dire cose errate ai cittadini
  siciliani,  e i cittadini siciliani, sa assessore, sono  in  grande
  difficoltà perché non solo avremo i rifiuti per le strade da qui  a
  qualche  mese,  ma quell'auspicio condivisibile della differenziata
  al  65 con i rifiuti per strada e con questa situazione drammatica,
  non  andrà,  i  comuni  che mancano non andranno  a  migliorare  ma
  andranno solo a peggiorare come raccolta differenziata.
   Quindi le soluzioni quali sono?
   Eh,  le  soluzioni sono intanto verificare quello  che  io  le  ho
  detto,  cioè se è possibile costruire impianti e se non è possibile
  verificare per quali ragioni ci sono vincoli paesaggistici, vincoli
  idrogeologici,  vincoli di ogni tipo e anche  ristrette  norme  che
  impediscono di potere edificare.
   E allora bisognerà verificare questo, fare uno studio e verificare
  come  si  può  affrontare un problema e non essere  sempre  in  una
  situazione  precaria, dove oggi pensiamo di risolvere,  lei  ci  ha
  proposto  un  problema a tre mesi, poi ci ha detto vabbè,  poi  nel
  lungo termine abbiamo pensato anche ad altro. Noi nel lungo termine
  non  possiamo  aspettare, non possono aspettare i  sindaci  signora
  assessore,  ogni giorno assediati, perché veda, i sindaci  sono  in
  trincea:   il  cittadino  siciliano  non  sa  e  non   conosce   la
  responsabilità diretta o indiretta, vede il sindaco e aggredisce  e
  attacca il sindaco. E ci sono 391 sindaci che ci stanno mettendo la
  faccia  e io credo, anzi ne sono persuaso, che nessuno dei  sindaci
  siciliani abbia responsabilità in materia di rifiuti.
   Invece  lei  dice  vabbè la differenziata, la  non  differenziata,
  aiutiamoli  i  sindaci  siciliani  -  non  è  un  atteggiamento  né
  aggressivo né di sanzione nei confronti né del Governo siciliano né
  dell'assessore al ramo - ma aiutiamoli e cerchiamo concretamente di
  fare qualcosa.
   Allora,  ci sono degli impianti, lei sa che per esempio l'impianto
  di  Mazzarà  andrebbe  a risolvere i problemi  della  provincia  di
  Messina, e si lei guarda l'Assessore che non c'è, la sedia,  io  sa
  sono  abituato  a  parlare alle sedie vuote da avvocato,  perché  i
  Pubblici Ministeri vanno sempre via e non ci ascoltano mai,  quindi
  se  ci  sono tutte le sedie vuote per me  nulla quaestio ,  non  ci
  sono  problemi, è una mia abitudine parlare con le sedie ci  riesco
  benissimo.
   Il  PAUR,  la  commissione, questo, quell'altro, si,  per  carità,
  dobbiamo  osservare tutte le norme però se il problema  rifiuti  si
  risolve  con  l'impianto  di bio-stabilizzazione,  per  esempio  in
  provincia di Messina il Governo siciliano nelle forme e nei termini
  di  legge ed è questo io il suggerimento che le propongo, si attivi
  massivamente  perché  se ci sono le possibilità  di  aprire  questo
  impianto già appaltato, è stato fatto il progetto finanza come  lei
  sa   benissimo,  e  siamo  alle ultime battute,  siamo  alla  terza
  Conferenza  dei  Servizi, se una autorizzazione che  è  conforme  a
  legge  si  può  rilasciare in 12 ore non aspettiamo  120  giorni  e
  questo  quello  che  ha paralizzato la Sicilia, quindi  il  Governo
  siciliano  si faccia promotore di verificare nelle forme di  legge,
  nei  termini di legge, e nel rispetto di ogni norma di legge perché
  ad  ogni  cosa  c'è  questa stancante situazione della  perdita  di
  tempo, una conferenza, mi avvio a concludere.

   PRESIDENTE. Andiamo a concludere.

   CALDERONE.  Mi  avvio  a  concludere,  signor  Presidente.  Questa
  stancante, avvilente situazione di una Conferenza di Servizi che va
  dal  12 ottobre al 26 dicembre, ma perché non può andare dal 12  al
  14  al  16? Quali sono le ragioni e se ve ne sono? E allora  io  la
  prego  di  vigilare su questo, di vigilare attentamente su  questo,
  perché  veda  noi abbiamo bisogno di risoluzioni e  soluzioni,  non
  abbiamo bisogno di conoscere i problemi che conosciamo, minimamente
  chi  è più bravo, chi è meno bravo, chi è più studioso, chi è  meno
  studioso,  la  storia  di  ognuno di  noi  caratterizza  il  nostro
  approccio allo studio, per carità, questo è chiaro.
   Io so che lei questa propensione c'è l'ha, quindi la invito a nome
  del  mio  partito  a  vigilare e soprattutto  a  stimolare  chi  di
  competenza.

   PRESIDENTE. Onorevole Calderone, la prego.

   CALDERONE. Ho finito, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Trizzino.  Ne  ha
  facoltà.
   Concediamo,  come Presidenza, qualche minuto in più però  facciamo
  in modo che ci sia al massimo la sintesi negli interventi.

   TRIZZINO.  Grazie, signor Presidente. Assessore, io  la  ringrazio
  per la puntuale disamina che ha offerto ai colleghi sullo stato dei
  conferimenti, io vorrei concentrare il mio breve intervento su  due
  temi  che  sono  stati  già tracciati dai  colleghi  che  mi  hanno
  preceduto.
   Il primo è il piano regionale dei rifiuti sul quale l'Assemblea si
  è  pronunciata  nella Commissione  Ambiente  e poi  il  disegno  di
  legge n. 290.
   Sul  primo  pubblicato  il  9 aprile  lo  ricordiamo  tutti  è  il
  documento  che  avrebbe  dovuto quanto meno  chiudere  la  stagione
  emergenziale.  Il  Movimento Cinque Stelle è un  fatto  notorio  ha
  sempre contestato questo documento perché ha denunciato la mancanza
  di  scenari,  di  programmazione,  il  fatto  che  fosse  una  mera
  elencazione  di  impianti  già  esistenti  in  programmazione,  ciò
  nonostante ha comunque apprezzato il passo in avanti, va detto,  il
  Movimento  Cinque Stelle, ha detto comunque che in passato  era  10
  anni  anzi  quasi  20  anni  che la Regione  non  vedeva  un  Piano
  regionale rifiuti cioè dai tempi di Lombardo, per quanto  fosse  un
  piano emergenziale e quindi era un passo in avanti.
   C'è  un fatto però quel documento è stato sconfessato dallo stesso
  autore  nel  momento in cui viene depositata una manifestazione  di
  interesse  per  realizzare dei termovalorizzatori,  io  non  voglio
  entrare  nel  merito della questione, condivido  la  preoccupazione
  dell'onorevole Calderone, chi mi conosce sa quale è la mia idea sui
  termovalorizzatori,  ma  il  punto è che  nel  momento  in  cui  si
  deposita  un piano regionale dei rifiuti si stabilisce  quello  che
  deve essere il fabbisogno sulla  base d'ambito, e quel fabbisogno è
  calcolato sugli impianti che sono previsti nel piano regionale  dei
  rifiuti. Non c'è traccia nel Piano regionale dei rifiuti depositato
  il 9 aprile di inceneritori.
   Ora  io lo vorrei ricordare a beneficio di tutti, questo documento
  cioè il Piano regionale prevede la quantità dei rifiuti in ingresso
  agli impianti in base al fabbisogno d'ambito e tutte le statuizioni
  contenuti in quel documento restano in vigore finché quel  piano  è
  vigente cioè allo stato dell'arte fino al 2027 a meno che ci sia la
  necessità  di  fare  delle modifiche. Ma  è  chiaro  che  non  puoi
  modificare un documento che ai depositato una settimana prima,  per
  cui  questo stesso fatto di prevedere la possibilità alternativa  a
  quanto era già stato statuito sconfessa di per sé il documento  che
  è  stato depositato il 9 aprile e allo stesso modo anche l'idea  di
  spedire  i  rifiuti  fuori dalla Regione  sconfessa  il  piano  dei
  rifiuti.
   Tra l'altro è inutile che ce lo diciamo l'idea stessa di conferire
  rifiuti fuori dalla Regione al di là dei costi esorbitanti a carico
  dei Comuni va contro il principio di prossimità che invece è insito
  nel  piano  regionale dei rifiuti. Quindi allo stato  dell'arte  mi
  duole  constatare che questo documento resta ad oggi  senza  nessun
  valore.
   Il secondo punto, il mio tempo però è fermo, quindi ne approfitto.
  Il secondo punto il disegno di legge 290. Allora, questo documento,
  questo  disegno di legge governativo viene riproposto  seduta  dopo
  seduta  all'ordine del giorno da due anni a questa  parte.  Fino  a
  ieri era all'ordine del giorno della seduta d'Aula.
   Ora  io  sono  dell'idea che questo documento possa  diventare  un
  boomerang,  più di quanto non lo fosse in passato, e mi spiego.  Il
  principale limite, lo diceva l'Assessore, del sistema integrato  di
  gestione  dei  rifiuti  sono  gli  impianti,  abbiamo  bisogno   di
  impianti,  ho  apprezzato il fatto che ha parlato  di  impianti  di
  compostaggio,  che  secondo  me, secondo  noi  sono  il  principale
  elemento  di  risoluzione della questione. Ma per  superare  questo
  limite  abbiamo  bisogno di intercettare quelle somme  che  possono
  comunque far realizzare questi impianti.
   Ora   c'è  un'occasione  unica  che  è  il  piano  di  resilienza.
  L'investimento 1.1 del piano di resilienza prevede  un  miliardo  e
  mezzo  di  Euro  a  favore  delle Regioni per  la  realizzazione  o
  l'ammodernamento   di   impianti   di   recupero   delle   frazioni
  differenziate,  non viene fatta menzione né di  discariche,  né  di
  inceneritori   o  comunque  tutto  quello  che  va   a   tombamento
  definitivo. E questo è un fatto assolutamente positivo se non altro
  perché  il  60  percento di quel miliardo e mezzo è destinato  alle
  Regioni del sud.
   Ora però ci sono due limiti operativi all'utilizzo di queste somme
  e sono contenute nel decreto ministeriale che prevede l'utilizzo di
  questo stanziamento, due condizioni tra le tante. Queste condizioni
  sono  una  il  limite temporale di utilizzo di queste somme  che  è
  quello  legato  al  deposito  dei progetti  e  l'altro  è  chi  può
  depositare  quei  progetti. Il primo limite  sono  120  giorni  dal
  deposito  del  decreto ministeriale che è stato  pubblicato  il  29
  settembre, quindi il limite temporale è febbraio 2022 ed il secondo
  limite sono i soggetti che possono depositare questi progetti  cioè
  chi  è direttamente interessato al deposito. Il Ministero così come
  in  altri settori di pubblico interesse ha dichiarato che sono  gli
  enti   gestiti  d'ambito  che  in  Sicilia  sono  le   società   di
  regolamentazione dei rifiuti.
   Ora  io penso di rappresentare l'opinione di tutti nel momento  in
  cui  dico dobbiamo concentrarci tutti quanti ad intercettare quelle
  somme,  penso  che dalla maggioranza, all'opposizione,  al  Governo
  penso  sia  unanime l'intensione di lavorare affinché queste  somme
  possano essere utilizzate. E ora vengo al nodo del disegno di legge
  290.  Questo  disegno  di  legge  è  un  documento  di  riscrittura
  integrale   della  governance,  trasforma  anche,  soprattutto,   i
  soggetti  d'ambito in qualcosa di diverso da quello che attualmente
  sono. Ne cambia la natura giuridica, da soggetti di diritto privato
  diventano  soggetti  di  pubblico, ne cambia  il  perimetro  perché
  diventano provinciali.
   Ora  la  mia  preoccupazione è che nel momento in cui  si  dovesse
  incardinare un disegno di legge di questo tipo nel momento  in  cui
  dovessimo  approvare  una governance diversa da  quella  delle  SRR
  perderemmo l'occasione di utilizzare un miliardo e mezzo  di  fondi
  per  gli  impianti, quindi io inviterei l'Assessore ma  soprattutto
  l'Assemblea  e  i colleghi a valutare l'opportunità di  accantonare
  quanto  meno  fino  al  termine previsto dal  decreto  ministeriale
  qualsiasi  modifica di legge che possa intervenire in qualche  modo
  sui soggetti gestori degli ambiti territoriali dei rifiuti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Ciancio.  Ne  ha
  facoltà.

   CIANCIO.  Buongiorno, Presidente, saluto l'Assessore e i colleghi.
  Ma  sì, è vero, qui dobbiamo parlare di soluzioni però è anche vero
  che qualcuno deve dar voce alla rabbia ed alla rassegnazione che in
  questo  momento  serpeggia  tra i cittadini  in  particolare  della
  Sicilia  orientale, perché Catania, l'Assessore lo  sa,  è  in  una
  situazione  disastrosa  ma  non è in una situazione  disastrosa  da
  qualche  giorno  o da una settimana ma da mesi, più  volte  tramite
  anche  i colleghi in Aula, nelle Commissioni abbiamo fatto emergere
  il   problema  ed  abbiamo  detto  che  la  gestione  dei   rifiuti
  soprattutto  con  la  situazione  della  Sicula  Trasporti  sarebbe
  imploso il sistema quanto prima e, purtroppo, l'unica soluzione che
  ci  è  stata posta in quest'Aula è una fantomatica riforma che  non
  risolve il problema.
   Non  risolve  il problema perché? Io affronto il  tema  -  non  da
  tecnico perché, per carità, questo lo ha fatto molto meglio il  mio
  collega  Trizzino e lo ha sempre fatto in Commissione -  ma  io  mi
  chiedo, se ci sono comuni che con la medesima legge che abbiamo  in
  questo  momento arrivano e riescono a percentuali del 70,  dell'80,
  fino  al  90 per cento della raccolta differenziata, e la  legge  è
  uguale per tutti, sia per i comuni di settecento mila abitanti  che
  per  i  comuni di tremila abitanti, mi chiedo: è possibile che  non
  sia   un  problema  di  leggi?  Non  è  un  problema  di  strumenti
  legislativi ma è un problema di gestione.
   E'  il  motivo  che mi spinge a dire che una riforma  dei  rifiuti
  fatta  in  un  momento in cui il sistema della  legge  attuale  sta
  entrando in regime adesso e produrrebbe risultati deleteri,  ma  lo
  abbiamo  fatto  anche in rispetto alle audizioni che abbiamo  avuto
  nella  scorsa  legislatura  e  in  questa  con  i  sindaci  che  ci
  chiedevano:  Per favore, non cambiate di nuovo le carte in  tavola,
  non  cambiate la governance perché ci abbiamo messo dieci anni  per
  arrivare  ad  organizzare  un minimo di sistema  e  cambiare  tutto
  adesso significa ricominciare da capo .
   Io,  dicevo,  porto la voce dei cittadini di Catania  e  non  solo
  perché  - mi dispiace che ci sia l'Assessore che si è insediata  da
  poco,  mi  sembra di rivivere la discussione che abbiamo fatto  col
  suo  collega  Scilla, qualche settimana fa - perché  mi  sembra  di
  essere  sempre  al primo giorno di legislatura, cioè  come  con  la
   tela  di Penelope . Sono pasti quattro anni ed io sento sempre  le
  stesse cose.
   Quando  lei, Assessore, mi dice:  dobbiamo accompagnare le SRR  in
  un  percorso virtuoso di gestione di rifiuti , la prima cosa che mi
  viene  da  pensare  è ma in questi quattro anni cosa  si  è  fatto?
  Sull'impiantistica, la questione dei privati che tanto sta a  cuore
  al  Presidente  della  Regione: cosa si è  fatto  per  superare  il
  sistema dei privati? Ma non adesso, non domani, ma da quattro  anni
  a  questa  parte. Perché poi è vero che la gestione e  la  raccolta
  compete  ai  comuni e, per carità, nessuno toglie le responsabilità
  che ci sono ai comuni, anche perché a Catania - lo dico per chi non
  lo   sapesse  -  è  partita  ora,  a  novembre  2021,  la  raccolta
  differenziata porta a porta in gran parte della città, ma è partita
  nel  peggiore  dei modi, perché sono stati eliminati  i  cassonetti
  senza dare adeguata formazione e informazione, senza dare materiale
  sul calendario della raccolta, senza dare una serie di cose che  si
  devono fare prima di far partire il porta a porta ed è stato  fatto
  così  in  fretta e furia e chiaramente ha prodotto i risultati  che
  conosciamo.
   Ora,   giustamente   l'onorevole   Calderone   diceva:    non   ci
  concentriamo  sui problemi ma concentriamoci sulle  soluzioni .  Le
  soluzioni   o   la   soluzione  è  una  e   si   chiama    raccolta
  differenziata . Parlare di inceneritori in un momento in  cui  solo
  il periodo per realizzarli dovrebbe portarci - speriamo molto prima
  -  all'uscita  dal periodo emergenziale, perché l'emergenza  non  è
  partita  a  marzo,  non  è partita due mesi fa,  non  sta  partendo
  adesso, noi siamo in emergenza da vent'anni in Sicilia. Quindi, non
  parliamo   di   inceneritori  che,  al  netto   delle   discussioni
  ambientali,  al netto delle discussioni etiche perché, per  carità,
  ognuno  ha  le sue idee, ma ci sono dei problemi di tempistica  che
  comunque  li  rendono inefficaci, perché anche se si  decidesse  di
  costruire  ora  un inceneritore, noi dovremmo uscire dall'emergenza
  non  tra  cinque anni, tra sette anni, dovremmo farlo  tra  qualche
  mese.
   Quindi, la soluzione si chiama  raccolta differenziata , si chiama
  pressing  sugli  amministratori locali,  significa  accompagnamento
  delle  SRR  e non si chiama - secondo me, per carità, e secondo  il
  nostro  Gruppo  -  riforma; però tutto questo, ci  tengo  a  dirlo,
  purtroppo si sta facendo con estremo ritardo.
   Sugli  impianti, ultima cosa, siccome l'Assessore diceva che  sono
  stati finanziati alcuni impianti di compostaggio, ne approfitto per
  chiedere quali sono, dove sono, che tempistiche ci sono per la loro
  realizzazione, fermo restando - ripeto - che insomma stiamo  agendo
  con estremo ritardo. Grazie.


                                Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico   i  congedi  degli   onorevoli   Zafarana,
  Mangiacavallo e Pagana.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Sicilia

        Riprende la discussione sulle comunicazioni del Governo
            sul sistema di raccolti dei rifiuti in Sicilia

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI   PAOLA.   Grazie  Presidente,  Governo,  colleghi,  cittadini.
  Presidente,  rispondo anche al dubbio, alla domanda della  collega.
  In  questi  quattro anni, il Governo Musumeci ha fatto, per  quanto
  riguarda  la gestione dei rifiuti, la politica del bla,  bla,  bla.
  Assessore, a me dispiace che lei si trova oggi qui in Aula  a  fare
  scudo  al  Presidente  Musumeci e ad un Governo  che  è  stato  per
  quattro  anni - lei ha detto bene, in Sicilia serve l'impiantistica
  -  ma  noi per quattro anni siamo stati chiusi all'interno  di  una
  Commissione  per  realizzare assieme all'Assessore precedente,  che
  poi  è stato dimissionario, comunque poi il Presidente Musumeci  ha
  deciso  poi  di cambiare prospettiva, siamo stati chiusi  per  mesi
  all'interno  di una Commissione per costruire un disegno  di  legge
  che doveva rivoluzionare, così come hanno detto già i colleghi,  la
  governance.
   Ebbene,  Assessore, in questi quattro anni, anziché  stare  chiusi
  all'interno  della Commissione con una lavagnetta,  dove  c'era  un
  assessore  tecnico  che  man  mano cercava  di  spiegare  la  nuova
  governance,  forse  si  doveva andare nei territori,  forse  ci  si
  doveva riunire con le SRR ed iniziare il percorso della costruzione
  degli  impianti. Questo, in questi quattro anni, non è stato fatto,
  o comunque non è stato fatto in maniera adeguata.
   E  dico,  Assessore, c'è una data che certifica, ed io  vi  do  un
  consiglio  di dirlo anche pubblicamente, perché questo vi  servirà,
  spero,  nella  concertazione poi con lo Stato  per  avere  maggiori
  somme  per gestire questa emergenza di rifiuti, per quanto riguarda
  la  gestione  dei  rifiuti, che è emergenza sanitaria,  perché  sta
  diventando pure un'emergenza sanitaria in giro per le città.
   Dichiarate  il  vostro fallimento e la data,  dove  già  lo  avete
  dichiarato,  è il 13 aprile 2021, Assessore, perché  il  13  aprile
  2021,  dopo  ben  quattro  giorni,  dopo  pochissimi  giorni  dalla
  pubblicazione  del piano rifiuti generali, voi avete  fatto,  avete
  emesso  un'evidenza  pubblica  per portare  i  rifiuti  all'estero.
  Eccola qua: 13 aprile 2021, segnata al protocollo, protocollo 14630
  del  13 aprile 2021. Qualche giorno dopo la pubblicazione del piano
  rifiuti,   voi,  il  vostro  Governo,  i  vostri  uffici   facevano
  un'evidenza  pubblica  per portare i rifiuti  all'estero.  Evidenza
  pubblica a cui hanno risposto delle società il 26 maggio 2021,  c'è
  un elenco di società che ha risposto all'evidenza pubblica.
   Assessore,  lei ha parlato dell'ordinanza RIF fatta dal Presidente
  Musumeci, che è stata fatta il 25 marzo 2021; all'interno di questo
  documento  avete  pure inserito l'ampliamento  della  discarica  di
  Timpazzo,  perché avete aumentato il quantitativo delle  tonnellate
  di  conferimento  a  quella discarica e nello  stesso  tempo  avete
  chiesto  a  quelle  SRR, a quel territorio   noi  vi  aumentiamo  i
  rifiuti  giornalieri, perché in qualche modo ci aiutate  a  gestire
  l'emergenza, però dovete ampliare la discarica .
   Ebbene,  Assessore, all'interno di quel documento  ci  sono  delle
  prescrizioni  che devono essere attuate. I sei mesi  sono  scaduti,
  Assessore, le prescrizioni dovevano già essere attuate,  perché  le
  prescrizioni   sono   già  vecchie,  che  riguardano   il   passato
  ampliamento della vasca e si riferisce al 2013, all'Aia  del  2013,
  prescrizioni che lì non sono state fatte. Oggi voi dite di fare  un
  nuovo  ampliamento,  dando  ulteriori  sei  mesi  per  fare  quelle
  prescrizioni.  I  sei  mesi  sono  passati,  le  prescrizioni   per
  l'impatto   ambientale   non   sono   state   realizzate,    quindi
  l'ampliamento non potrà essere fatto.
   E veda, Assessore, la stessa SRR cosa le comunica? Cosa comunica a
  questo  Governo regionale? Comunica che mentre la discarica  poteva
  avere  una  vita  di  dieci  anni nella  gestione  dei  rifiuti  in
  prossimità,  con  queste  tonnellate che gli  stanno  arrivando  al
  giorno  -  e  l'ordinanza adesso scadrà a metà novembre, Assessore,
  stiamo  parlando di circa mille tonnellate al giorno che  vanno  in
  quella  discarica;  stanno conferendo circa 150  comuni  in  quella
  discarica - la discarica durerà un anno  Assessore, un anno, se  ci
  va bene  Un anno
   E  allora, noi possiamo ragionare, Presidente. Solitamente  quando
  uno  sta  male, Assessore, magari, che so, ha un problema grave  di
  salute,  la  prima  cosa  che  fa  è  andare  al  pronto  soccorso,
  Presidente   e,   dopodiché,  dal  pronto  soccorso,   dove   viene
  stabilizzato,  va  in altri reparti. Ebbene, qui  stiamo  parlando,
  Presidente,  di  costruire  i  reparti,  quindi  di  costruire  gli
  impianti e nel frattempo abbiamo il malato, che in questo momento è
  la Sicilia, che sono i nostri comuni, che sono lì e non sanno a chi
  rivolgersi.
   Quindi,  è inutile che mi parlate di inceneritori, di impianti  di
  compostaggio,  di  tutto  quello  che  volete.  Mi  dovete  dire  -
  Assessore, Presidente Musumeci, che è assente - in questi mesi come
  pensate  di  risolvere l'emergenza rifiuti e l'emergenza  sanitaria
  che c'è in Sicilia.
   Poi  possiamo  fare tutti gli impianti di compostaggio  possibili.
  Tra  l'altro, spero che gli impianti di compostaggio che andrete  a
  realizzare,  o  che  andranno a realizzare le SRR,  produrranno  un
  compost  di qualità, dato che oggi la maggior parte degli  impianti
  di  compostaggio produce un compost che va in discarica, assessore,
  e questo ce lo dobbiamo pure dire.
   E allora, qui mi potete dire tutto quello che volete:  risolveremo
  il   problema   con  la  raccolta  differenziata,  con   l'economia
  circolare, con la realizzazione dell'impiantistica tramite i bandi,
  con  gli inceneritori , che secondo me non realizzerete mai; ma  mi
  dovete  dire,  Assessore, dovete dirci, dovete dire  ai  Siciliani,
  dovete  dire  a  tutti quei sindaci che in questo momento  sono  in
  trincea,  che  vivono  questa emergenza  assurda  che  c'è  qui  in
  Sicilia, cosa farà questo Governo regionale nei prossimi mesi.
   E badi bene, Assessore, glielo dico a livello di informazione: voi
  al  momento  avete 45 milioni di euro per gestire i  rifiuti  fuori
  dalla Sicilia. Solo per la provincia di Palermo ce ne vorranno  100
  di  milioni per mandare i rifiuti in Sicilia. Come farete per tutto
  il resto della Regione?
   Ecco perché vi dico, ecco perché vi do un suggerimento. Dichiarate
  il  vostro fallimento; andate a Roma a dire:  abbiamo fallito nella
  gestione dei rifiuti, ci servono soldi per gestire questa emergenza
  sanitaria,  questa emergenza relativa ai rifiuti che sono  in  giro
  per la Sicilia .

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di Paola, si avvii alla  conclusione,  per
  favore.

   DI  PAOLA.  Questo  è il suggerimento che posso darvi,  Assessore,
  perché altrimenti nei prossimi mesi noi possiamo continuare a  fare
  bla  bla  bla.  Possiamo  continuare a dire  faremo  gli  impianti,
  faremo  questo ,  ma nel frattempo i rifiuti sono per  strada,  nel
  frattempo  i  sindaci sono in trincea, sono in trincea perché  sono
  loro  l'obiettivo  dei cittadini e una risposta deve  essere  data.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Grazie,   Presidente.   La   discussione   di   oggi
  sull'emergenza  dei rifiuti cade in un momento  drammatico  per  la
  nostra  Regione.  Momento  drammatico  in  particolare  per  alcuni
  territori.  Catania  in  questo momento  versa  in  una  situazione
  drammatica.
   Ci  sono  delle  responsabilità precise,  Presidente,  e  sono  le
  responsabilità  del Governo regionale che si protraggono  ormai  da
  anni.
   Non serviva uno scienziato per capire che in questa legislatura il
  Governo   regionale,   nello  specifico   l'Assessorato   regionale
  dell'energia  e  rifiuti,  doveva farsi carico  innanzitutto  della
  realizzazione   degli  impianti.  Ed  è  stato  un  disastro,   una
  Caporetto
   Avevate  a  disposizione  i  soldi dei  finanziamenti  comunitari,
  alcune  misure,  segnatamente la 6.1.1, ad esempio,  relativa  agli
  impianti  di  compostaggio  e agli impianti  di  prossimità.  Avete
  predisposto un bando farraginoso, lungo, procedure di pubblicazione
  lunghissime. Dopo anni dal vostro insediamento progetti  finanziati
  5:  Acireale,  Motta, San Fratello, Mazzara del Vallo  e  Malvagna.
  Voglio dire, ma nella Sicilia che ha bisogno con milioni di euro  a
  disposizione realizzati prevedete soltanto 5 impianti
     Peggio  che andar di notte per quanto riguarda i centri comunali
  di  raccolta.  Il  Governo precedente vi aveva lasciato,  assessore
  Baglieri,  finanziamenti esecutivi a disposizione  in  Assessorato;
  anziché  fare scorrere la graduatoria, ad esempio, per il primo  di
  quei  progetti  che  era  il Comune di Bronte  inspiegabilmente  il
  direttore generale si è assunto la responsabilità di pubblicare  un
  nuovo   bando,  accantonando  quei  progetti  e  finanziando  nuovi
  progetti che non superavamo le 6 unità. Ripubblicato nuovamente  il
  bando, 16 nuovi progetti più 13 di ampliamento di quelli esistenti.
  Ma dove dobbiamo andare in queste condizioni  Vi dovete vergognare
  Cioè  una Sicilia che aveva bisogno di impianti avete dato soltanto
  le briciole
   Per non parlare dell'inspiegabile tema dei termovalorizzatori.  Se
  il  Governatore  Musumeci era convinto della necessità  di  fare  i
  termovalorizzatori  in  Sicilia il 20  novembre  del  2017  avrebbe
  dovuto  avere  il  coraggio di pubblicare il  bando  e  dire:   noi
  vogliamo i termovalorizzatori, qui c'è l'avviso . Si sveglia dopo 3
  anni  e  mezzo e pubblica l'avviso fuori tempo massimo, incoerente,
  senza  progetto  concreto dal punto di vista economico  e  senza  i
  ritorni che ci dovrebbero essere.
   Un fallimento annunciato. E vedere le nostre città, vedere Catania
  in queste condizioni fa molto male.
   Fa  ancora  più male, assessore Baglieri, il tempo che il  Governo
  regionale  con il succedersi degli Assessori ha perso  a  proposito
  della  sedicente  riforma dei rifiuti. Anche  in  questo  caso  non
  serviva  un  politico d'eccellenza per capire che le  SRR  andavano
  accompagnate, andavano incoraggiate, bisognava capire  quali  erano
  le  difficoltà. Bisognava, ad esempio, andarsene all'UREGA  anziché
  mettere in coda le gare dei rifiuti, mandare avanti le gare  uniche
  delle  SRR  con una direttiva chiara da parte del suo collega  alle
  infrastrutture e da parte dei suoi predecessori.
   E'  gravissimo  che ancora oggi non si bandiscono le  gare  uniche
  delle SRR, mandando in coda le priorità per questa terra e mandando
  avanti  possibilmente  l'acquisto di 10 scope  o  l'acquisto  o  la
  ristrutturazione   dei  borghi  fascisti   o   qualche   gara   per
  ristrutturare la strada che porta ad Ambelia.
   Serviva   per  evitare  di  ingaggiare  questa  guerra,  assessore
  Baglieri,  con le SRR, serviva trovare le soluzioni e  accompagnare
  per la realizzazione degli impianti.
   Il disastro ora è sotto gli occhi di tutti. Tempo perso per quanto
  riguarda  la realizzazione degli impianti, tempo perso  per  quanto
  riguarda   la   riforma   delle  SRR,   le   gare   che   prevedono
  l'individuazione del gestore unico ancora in coda e, quindi, c'è da
  sperare,  c'è  da affidarsi alla Provvidenza per uscire  da  questa
  situazione così grave.
   Siamo  veramente preoccupati, Presidente Di Mauro, non ci conforta
  neanche,  assessore  Baglieri,  il  suo  intervento  di  oggi.   Le
  riconosciamo,   ma   lo  hanno  già  detto  altri   miei   colleghi
  dell'opposizione,  che  certamente non  è  attribuibile  a  lei  la
  responsabilità   più   grave   di   questo   disastro   avendo   la
  responsabilità dell'Assessorato da pochi mesi; ma le ricordiamo che
  in  base  allo Statuto lei è preposta al ramo di amministrazione  e
  continua  a  non  piacerci questo controllo, questa prossimità  dei
  collaboratori  del  Presidente  della  Regione  che,   come   ombre
  sinistre,  questi pretoriani, farisei, cortigiani che continuano  a
  presidiare  l'Assessorato. La responsabilità è sua  e  chi  governa
  questa  terra che dovrebbe occuparsi delle deleghe e della gestione
  della  Sicilia  piuttosto che presidiare l'Assessorato  con  questi
  sedicenti collaboratori.
   Resta  un  ultimo dubbio, Assessore. Lei fa parte del Governo  che
  oramai  è  passato  alla storia per il Governo degli  annunci.  Lei
  nella  sua relazione ha fatto un annuncio, anche perché non abbiamo
  capito da dove prenda i soldi. Noi vorremmo sapere questi tre  mesi
  in  cui il Governo regionale si impegna a pagare l'extra costo  dei
  comuni, da quali fondi li prende? Come intende riversarli alle  SRR
  ai comuni? Sono fondi comunitari? Sono soldi che togliamo al futuro
  e  alla  prospettiva, alle generazioni siciliani perché sono  somme
  che   potrebbero  andare  per  investimenti  e,  invece,   noi   li
  utilizziamo soltanto per pagare gli errori di questi anni?
   Ecco,  io  credo che nel modo e nella realtà dei rapporti  tra  il
  Governo  e il Parlamento lei ci dovrebbe dire, non fare l'annuncio,
  concretamente come paga, se paga e fino a quando è sicura di  poter
  pagare. Grazie, presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Barbagallo.
   E'  iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.  Poi
  si prepari l'onorevole Foti.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Sì, mi deve sostituire l'onorevole Foti.  Quindi,  fa
  l'intervento  e  poi  seguiremo  l'ordine.  C'è  l'onorevole  Zito,
  l'onorevole Marano. Va bene?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIENTE. No. Cappello no.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore,
  questa  è una vicenda che in questi quattro anni di questo  Governo
  ci  ha visti intervenire diverse volte. Ci sono diversi interventi,
  diverse  prese  di  posizione del sottoscritto, dei  colleghi,  dei
  sindaci.
   Certo,  è  drammatico - una volta ho girato  anche  dei  video  al
  Presidente,  lo avevo preannunciato in Aule e poi l'ho  fatto  -  è
  drammatico  quando giriamo la Sicilia e vediamo l'abbandono  totale
  dal  punto  di vista dei rifiuti - non solo dal punto di vista  dei
  rifiuti,  ma  stiamo parlando dei rifiuti - e vediamo  l'immondizia
  ovunque,  così come è successo in questi ultimi anni,  fuori  dalle
  cinta urbane e poi uno si trova
   Io non conoscevo la Sardegna, il COVID mi ha portato, Assessore, a
  conoscere  la Sardegna. Ma può essere che non si trova un sacchetto
  di  plastica  per  le  strade? L'ho fatta da  Nord  a  Sud  con  la
  macchina. La Sardegna; non stiamo parlando della Svizzera  Cioè non
  stiamo  parlando dell'Emilia, non stiamo parlando del  Veneto,  non
  stiamo parlando di realtà del nord Italia. La Sardegna  Isola  come
  siamo  noi,  isolani  con  le  stesse  difficoltà,  con  le  stesse
  condizioni  bene o male economiche, una differenza, in percentuale,
  di  popolazione  ma là i rifiuti, fuori dalle cinta  urbane,  zero
  Zero   E'  impressionante, credetemi. Ho fatto  dei  video  proprio
  perché  penso  poi  di  metterli insieme  questi  video  girati  in
  Sardegna e i video girati in Sicilia, perché lo voglio fare  vedere
  questo  lavoro.  Lo preannuncio. Lo voglio fare  vedere,  perché  è
  veramente  una  mortificazione, a che punto è  arrivata  la  nostra
  isola, la nostra regione.
   Il  problema  qual  è? Ma è possibile che ci si  presenti,  ancora
  oggi,  dopo  quattro anni alla Sicilia, ai siciliani  dicendo:   La
  soluzione  che noi stiamo pensando è quella di dare  dei  soldi  ai
  comuni per portare i rifiuti fuori ? Questa è la certificazione del
  fallimento.
   Poi  vi  faremo  i conti di quanto viene a costare  tutto  questo.
  Faremo i conti di quanto viene a costare ai siciliani la negligenza
  di  un  Governo  che, in quattro anni, ancora  parla  del   se,  si
  aprirà, apriremo una discarica, apriremo un impianto. Lo apriremo a
  Trapani,   lo   apriremo  qua,  lo  apriremo  là .  Nel   frattempo
  l'immondizia  è ovunque  L'immondizia è ovunque perché  quando  noi
  non  garantiamo  la  possibilità ai  comuni  di  poter  smaltire  i
  rifiuti,  o  di poter smaltire  Poi l'assurdo è che ci sono  comuni
  che  stanno  facendo la differenziata non grazie a questo  Governo,
  perché  io  ho  sentito anche questa grandissima  sciocchezza,  non
  oggi,  l'ho  sentita  dal  Presidente  tempo  fa.  Guardate  che  i
  capitolati  li  facciamo noi - cioè noi, quando ero  sindaco  -  li
  fanno  i  comuni. Cioè, voi avete merito zero  Sull'attività  della
  raccolta differenziata avete merito zero  Abbiate il buonsenso,  il
  pudore  di non togliere il merito ai sindaci di tutti i colori,  di
  destra,  di sinistra, che hanno avviato negli anni, negli  anni  il
  sottoscritto ne può testimoniare una parte per quanto riguarda, che
  non per la regione del Presidente di allora o del Presidente di ora
  sono   cambiate,  no,  sono  state  scelte  che  hanno   fatto   le
  amministrazioni comunali, hanno individuato determinati percorsi  e
  poi sì c'è stata qualche premialità negli ultimi anni, ma non è che
  si  fa per le premialità. Questi processi sono iniziati prima delle
  premialità. Non vi permettete ad usurpare quello che è il risultato
  politico  e il merito politico degli amministratori, dei Comuni,  è
  davvero di cattivo questo. Questo vi prego di non farlo.
   Voi  potevate  fare una cosa: mettere in condizioni  i  Comuni  di
  potermi conferire il compost, di completare il ciclo, e il ciclo si
  completa     attraverso    il    conferimento    nella    discarica
  dell'indifferenziato. Voi non ci siete riusciti. Cioè non siete  in
  quattro  anni riusciti a realizzare gli impianti ed io credo  nella
  buona  fede  di  questo Governo, ci credo al cento per  cento,  non
  credo che questo Governo aveva interesse a lasciare solo alcuni  ad
  operare  nel  territorio  della Regione siciliana  e,  quindi,  non
  facendo  realizzare  nuovi impianti, io credo alla  buona  fede  di
  questo  Governo che non aveva interesse a fare scattare una vera  e
  propria  emergenza rifiuti perché poi vengono dati così gli appalti
  diretti, gli affidamenti d'incarichi e così via.
   Io  ci  credo  a  tutto questo, sono convinto che  non  c'è  stata
  malafede,   che  c'è  stata  l'incapacità  di  -  ovviamente   lei,
  Assessore,  ormai arriva alla fine e fra poco andiamo  a  votare  e
  chiudiamo  questa pagina quindi le toglieremo anche il  disturbo  -
  però, credetemi, che è una vergogna, una demoralizzazione vedere la
  Sicilia a che punto è ridotta.
   Anche  perché, sapete, oltre il danno la beffa, i Comuni che fanno
  la differenziata quando non trovato la discarica - colleghi sindaci
  lo  sanno  bene  -  disponibile  per l'indifferenziato,  cosa  sono
  costretti  a  fare? A mettere l'indifferenziato nei  camion,  negli
  autocompattatori e non possono raccogliere la plastica, il cartone,
  cioè  il differenziato e quindi rimane per strada. Cioè non potendo
  tengono l'indifferenziato nei camion perché non lo possono   Quando
  vedete la plastica, il cartone che rimane per le strade, la colpa è
  del Governo della Regione siciliana che non è riuscito a trovare le
  discariche  per  il compost per l'indifferenziato e  si  trovano  i
  camion,  a  volte  pieni per alcuni giorni, dell'indifferenziato  e
  quindi la plastica rimane anche per strada. Perché la gente non  lo
  capisce:   ma  come mai non si ritirano la plastica? ,  non  se  la
  ritirano perché i camion sono pieni. Anche questo succede.
   L'ultima  cosa.  Quindi  ora,  io  mi  vergognerei  veramente   da
  amministratore,  da  Governo, da Musumeci -  sì,  sto  completando,
  Presidente  -  a dire che porteremo l'immondizia fuori.  Questo  vi
  serve  per la campagna elettorale, per togliervi i rifiuti da sotto
  campagna elettorale, ma poi noi lo ricorderemo tutto quello che non
  avete fatto e quanto viene a costare.
   Così   come   non   avete  costretto  i  sindaci,   vostri   amici
  specialmente,  ad individuare le discariche; non  lo  avete  fatto.
  Avete  nominato i commissari che per due anni sono stati  là  senza
  individuare le discariche e siamo veramente in mezzo ad una strada.
  Mi  dispiace  vedere  la  Sicilia in queste  condizioni,  in  mezzo
  all'immondizia.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Grazie, Presidente, Governo e colleghi, grazie  per  avermi
  dato la parola.
   Ho  sentito gran parte degli interventi dei colleghi e mi  rivolgo
  all'Assessore, lei c'è da poco in effetti e, quindi, col garbo  che
  la contraddistingue cercherò di essere garbata anche assumendomi la
  mia  parte  in  questa discussione d'Aula, che poteva essere  fatta
  serenamente in IV Commissione ma che, a questo punto, è  giusto  si
  svolga in Aula e che rimanga agli atti.
   Io ci sono da un po', come ci sono da un po' un bel po' i colleghi
  che  hanno  parlato ed è un problema che ci riportiamo  perché  non
  bisogna  parlare di quattro anni fa, ma di otto anni fa, di  dodici
  anni  fa,  prima che diventassi parlamentare - e che avessi  questo
  onore  -  c'era  il Governo Lombardo, si parlava di prospettiva  di
  saturazione  delle discariche, che purtroppo adesso è molto,  molto
  imminente,  eppure qui dentro si perde la memoria,  qualcuno  prova
  vergona, solo adesso  Solo adesso che si parla di portare i rifiuti
  in  regioni; mettete sul motore di ricerca e troverete che nel 2016
  il  governo  Crocetta, faceva la stessa identica cosa,  cercava  di
  reperire  operatori o soluzioni per portare i rifiuti  fuori  dalla
  Regione,  vergogna per gli inceneritori e questa la  provo,  ma  la
  scorsa  legislatura sia il governo nazionale che quello  regionale,
  ne  voleva, quattro, sei, otto inceneritori, piccoli e sparpagliati
  eppure  la vergogna non fa arrossire adesso, il tempo fa sbiancare,
  letteralmente, Presidente, fa sbiancare a sentire certe cose.
   Le differenze? Le differenze sono vicine e lontane. Vicine, perché
  finalmente  questa  Regione ha un piano dei  rifiuti  che  viene  a
  targhe  alterne  salutati  come qualcosa  di  positivo  per  questa
  regione,  per  me è stato sempre una cosa positiva,  perché  voglio
  ricordarle,  caro Assessore, che questo piano poteva essere  pronto
  più che sei mesi fa, poteva essere pubblicato in Gazzetta anche due
  anni fa, peccato che il Governo nazionale ci voleva imporre nero su
  bianco,  due  inceneritori  previsti  dalla  riforma,  dalla  legge
  sblocca Italia di Renzi, che nessuno a Roma ha avuto il coraggio di
  cancellare  neppure gli adepti che siedono in questo  Parlamento  e
  che volevano entrare dalla finestra e che nel piano dei rifiuti non
  ci  sono,  e  questo  è vero e questo mi dispiace  che  il  Governo
  regionale attualmente abbia fatto questo avviso che mi auguro  vada
  deserto  perché gli inceneritori sono la stupidera che ho  definito
  nel precedente intervento quando si discusse di questo intervento.
   E  sono  una  stupidata  perché  solo  qualche  stupido  assessore
  comunale  può  nascondere le proprie vergogne,  dicendo  ai  propri
  cittadini:   con  l'inceneritore risolveremo tutto ,  perché  negli
  inceneritori ci va solo una frazione residuale e, quindi, assessore
  le  ribadisco  la  mia  paura, terrore, di ritornare  ai  tempi  di
  Cuffaro,  quando si parlava di inceneritori sopra dimensionati  che
  dovevano  bruciare più del totale dei rifiuti prodotti  in  Sicilia
  con  un  danno  oltre che ambientale, magari, oggi, sarebbe  minore
  perché gli inceneritori fortunatamente dove ci sono, sono già stati
  costruiti con tecnologie migliori, rispetto alla schifezza  che  ci
  volevano imporre dieci anni fa, ma certamente non sostenibile e non
  accettabile  neppure  dalla  Comunità  europea  che  con   le   sue
  risoluzioni,  con il suo piano di azione della Commissione  europea
  dice   chiaramente  che  bisogna  abbandonare  lo  smaltimento   in
  discarica e ridurre al minimo gli inceneritori, mi chiedo perché si
  cominci sempre dai piedi, purtroppo in questo vizio è caduto  anche
  questo governo. Ma mi auguro che tutto vada deserto.
   Cosa  abbiamo?  Abbiamo un piano dei rifiuti che è  adeguato  alle
  direttive  nn. 116, 118, 119 e 121 sull'economia circolare,  è  uno
  dei  pochi  piani  che  non  è  stato  richiamato  attualmente  dal
  Ministero  per  essere  aggiornato,  quindi  decidiamoci  o  è  una
  schifezza o è moderno.
   Il  vantaggio  degli  ultimi: l'abbiamo approvato  per  ultimi  ma
  abbiamo  messo dentro tutto e potremmo partecipare  al  PNRR  e  mi
  auguro  lo faremo;  cos'è che ci serve, caro Assessore, torniamo  a
  quello  che si è fatto, durante quest'amministrazione si è messa  a
  regime  una  Commissione  tecnico-scientifica  che  piaccia  o  non
  piaccia, alla politica a Confindustria a chiunque è impermeabile  a
  influenze  vergognose che durante la scorsa legislatura, allora  sì
  vedevano   fare   avanti  e  indietro,  loschi   personaggi   verso
  l'Assessorato, ma indietro non si torna, il sistema Montante, tanto
  caro  al  Governo precedente non deve ritornare  Non deve ritornare
  perché  aleggia dietro a questo argomento, la mafia, di cui non  si
  parla  più, che intorno a un affare miliardario, ovviamente,  ha  e
  vuole continuare a fare affari.
   Redistribuiamo queste ricchezze attraverso la pianificazione delle
  varie frazioni merceologiche, però, lei Assessore a queste SRR, che
  purtroppo ancora hanno una natura privatistica -  anche a me  piace
  l'assetto governabile un po' più piccolino, diciamo di sub province
  -  è  chiaro  però  che avendo una natura privatistica  non  so  se
  dovremo,  se ce la faremo a ritornare su quella benedetta  riforma,
  magari  alcuni  pezzetti  utili  e  necessari  per  permetterci  di
  risolvere questo problema, di utilizzare risorse europee anche  per
  soggetti  pubblici  e  attualmente le SRR,  anche  se  composte  da
  sindaci, hanno una natura privatistica.
   Vorrei dire, cara Assessora, che quello che desidero lei faccia  è
  fare funzionare il piano.
   Il  piano  prevede  che entro sessanta giorni le  SRR  adeguino  i
  propri piani di gestione con l'impiantistica, siccome non lo  hanno
  fatto  nomini  un  commissario che vada in tutte  e  adegui  questo
  benedetto piano, perché è questa la chiave di volta che ci permette
  di accedere al PNRR.
   Ho  depositato  un  ordine del giorno che, chiaramente,  è  aperto
  all'apprezzamento  ed alla firma di tutti i colleghi,  vi  assicuro
  che  l'ho scritto con il cuore e con la piccola competenza  che  ho
  cercato di acquisire in questi anni.
   Lei  può  adempiere  a questa cosa, quella di utilizzare  i  fondi
  europei,  se  abbiamo questi piani aggiornati,  lo  ha  chiesto  il
  Ministero,  l'unica cosa che ha chiesto di fare, e  lo  prevede  la
  legge  regionale, che potrà essere vecchia, potrà essere  obsoleta,
  ma  aveva  qualcosa  di  rivoluzionario,  cari  colleghi:  dava  la
  possibilità ai territori di decidere cosa serve, ma voi  immaginate
  se  vi  fosse piombato dall'alto l'imposizione di impianti  con  le
  sindromi di NYMBY di ogni territorio? Allora, siano i sindaci, dato
  che sono così vicini alla realtà che vivono.
   Chiaramente  è  un  momento difficile,  va  fatto  un  appello  ai
  cittadini,  perché sono loro che gettano il cartone in purezza  nei
  cassonetti,   siamo   noi  che  mischiamo   tutto   e   questo   va
  principalmente  imputato  alle grandi città  metropolitane,  perché
  Catania  sta  muovendo  i  primi passi -  io  auguro  ogni  fortuna
  all'amministrazione comunale e ai cittadini soprattutto - ma qui  a
  Palermo, ad esempio, ne vogliamo parlare della porcheria immane che
  imbratta questo gioiello che è questa città?
   Ognuno si assuma le responsabilità, non si può dare la colpa a noi
  deputati  o  al Presidente della Regione se la signora  Pina  butta
  tutto  nel  cassonetto a casaccio, ma realmente viviamo  di  questi
  sogni? Le tariffe sono enormi, insostenibili e questo sarà un  vero
  problema.
   Assessora,  anche  io, come ha detto l'onorevole Barbagallo,  sono
  allarmata,  per  esempio, sui piccoli impianti  di  comunità:  solo
  cinque  comuni avevano partecipato, non se ne è saputo più  niente,
  si  era detto che si riaprivano i termini, un soccorso istruttorio,
  ma  facciamolo, perché almeno sarà qualcosa che riesce ad alleviare
  nel  piccolo le criticità di questa emergenza che giustamente  oggi
  incombe davanti ai nostri occhi con i cumuli di rifiuti. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Foti.
   È iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.

   ZITO. Grazie Presidente, sono venuto qui tra i primissimi in  Aula
  e  avevo  portato anche un cospicuo numero di fogli  perché  volevo
  prendere appunti, mi sarei aspettato una relazione tecnica, e  alla
  fine delle considerazioni politiche dall'Assessore, per capire come
  siamo messi in questo momento e, soprattutto, cosa si vuole fare  e
  un cronoprogramma delle opere, dei tempi, eccetera.
     E invece no, mi sono ritrovato un discorso a braccio dove non si
  è  detto  assolutamente nulla, qualcosa che si può trovare già  sui
  giornali, ma forse anche su  Topolino' si trova quello che è  stato
  detto  in  quest'Aula.  Veramente  qualcosa  di  deludente  perché,
  addirittura,  a  un certo punto uno dei passaggi  dell'Assessore  è
  stato   Adesso abbiamo il problema dei rifiuti . Adesso abbiamo  il
  problema? al che ho detto: colleghi, ma ha detto adesso? Sì, sì, ha
  detto adesso.
   Forse  l'Assessore, non è stata mai in Sicilia negli ultimi  anni,
  ma  se  si  va a leggere la relazione della Commissione d'inchiesta
  sul  ciclo  dei rifiuti del 2010, sui due anni precedenti,  già  si
  vede  uno spaccato di quello che succede in Sicilia e, soprattutto,
  di   quella  che  viene  chiamata   disorganizzazione  organizzata
  Assessore  disorganizzazione organizzata ; c'è qualcuno, forse, che
  non  vuole che le cose vadano bene, che le cose funzionino, proprio
  perché  si  lavora  sempre in emergenza, non è l'emergenza  adesso,
  l'emergenza  esiste  da  tantissimo tempo e  nessuno  di  qualunque
  schieramento ad oggi l'ha voluta risolvere, è questa la  verità.  E
  ci  dovremmo  chiedere perché? Perché comunque sia sui  rifiuti  si
  fanno veramente grossi affari.
   Ma  quali  sono le soluzioni? Ha detto che l'obiettivo  è  il  65%
  della differenziata. Ok. Penso che lo sapevamo un po' tutti, ma  ci
  ha  detto  anche, per i pochi appunti che ho potuto prendere  visto
  che  la  relazione era abbastanza deludente, ci sono due milioni  e
  centocinquanta mila rifiuti che vengono prodotti ogni  anno  e  che
  comunque  sia  con l'aumento, con la settima vasca di Bellolampo  e
  con altre due vasche di Trapani avremmo una capienza di due milioni
  e novecento metri cubi per novecento milioni di tonnellate.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   Ma  il  discorso  sostanzialmente  è  questo.  Se  non  si  fa  la
  differenziata, anzi, se consideriamo la differenziata e quindi solo
  il  35%  dei  rifiuti  indifferenziato va in  discarica,  quei  due
  milioni  e nove si vanno a saturare nel giro di tre, quattro  anni.
  Ma  siamo nello scenario migliore dove noi stiamo facendo  il  65%,
  quindi, tutte le città stanno facendo il 65% di differenziata e non
  come  la  situazione attuale dove noi invece vediamo Palermo  e  le
  grosse  città come Catania che sono disastrose e non solo,  e  cosa
  avete fatto voi? Come la formica e la cicala.
   Allora,  siccome  Catania  non funziona  la  dobbiamo  aiutare  in
  qualche modo, cosa facciamo? Andiamo a diminuire il conferimento in
  discarica dei comuni sempre dal siracusano perché dobbiamo dare  la
  possibilità  a  Catania di risolvere il proprio  problema,  ma  per
  aiutare chi non è in grado di fare nulla devono pagare gli altri. E
  no, e non funziona così, perché altrimenti un po' di spazzatura  la
  prossima volta io gliela porto qua Assessore, perché non  è  che  i
  nostri  sindaci  devono pagare l'inefficienza di altri  sindaci  di
  altri  territori come quello di Catania. Perché non funziona  così,
  Assessore.
   Non funziona assolutamente così, chi sbaglia deve pagare.
   Ora  ci  sono questi fondi, questi extra costi saranno compensati,
  ma  saranno  compensati in che modo? Nella totalità? perché  già  è
  paradossale, qualche anno dalla Sicilia partivano cassate, cannoli,
  ora  mandiamo via rifiuti perché questo sarà la nuova tendenza  che
  va  a  connotare la Regione siciliana. Ma dico, questi extra  costi
  saranno  totalmente  a carico della Regione  o  poi  ci  saranno  i
  cittadini  che  si trovano qualche sorpresa? E poi non  vorrei  che
  quella sorpresa se la trovano tutti i cittadini siciliani e non  in
  quelle  città  dove si è sbagliato e dove non si è voluta  fare  la
  differenziata, perché questo sarebbe un problema.
   Ci  sono delle opportunità, le  ha dette qua Giampiero Trizzino di
  sfruttarle,  speriamo  che  vengano utilizzate,  perché  ovviamente
  quello  che  è  il  compostaggio e  altri  tipi  di  attività  sono
  prioritarie per diminuire la frazione che va nelle discariche e poi
  si  parla sempre dei termovalorizzatori, ma è una programmazione  a
  lungo  termine  che è contraria ai nostri principi ma  qua  possono
  essere  posizioni  politiche e basta, ma anche a me  stupisce  come
  invece  non  si  vuole subito investire su impianti  che  darebbero
  risposte  molto  più  immediate  e questo  mi  fa  sorgere  qualche
  sospetto. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO. Signor Presidente, Governo, colleghi, Assessora, in questo
  momento Catania, lo sappiamo tutti, lo hanno detto i miei colleghi,
  l'abbiamo  visto sui giornali, e lo vivono ogni giorno i  cittadini
  catanesi,  in  questa  fase ma di solito è  un  problema  regionale
  chiaramente,   in   questo  momento  Catania  ha   una   attenzione
  particolare.
   Catania  è  al  collasso, lo diceva poco fa anche la mia  collega,
  hanno  fatto partire questa differenziata porta a porta  in  alcuni
  quartieri in maniera drastica e veloce ma, purtroppo, continuano ad
  esserci cumuli di rifiuti per la città.
   Non  è  una novità e mi dispiace e nonostante lei si sia insediata
  da  pochi mesi, mi dispiace dover dire che quello che ha affermato,
  asserito  stamattina  che ha comunicato  non  ci  fa  sperare  bene
  nell'ottica  di programmazione e pianificazione della gestione  dei
  rifiuti in Sicilia. Perché io da parlamentare di questa terra e  da
  cittadina  siciliana, sinceramente, mi sento stanca di  sentire  da
  quattro anni -  ma il problema chiaramente risale ad ancora prima -
  e  mi  sono  stancata di dover rappresentare una  Sicilia  dove  un
  Governo regionale non sa gestire i rifiuti.
   Nonostante  i  dati di questa estate, nonostante questa  estate  i
  flussi di turismo siano aumentati - abbiamo avuto numeri importanti
  a livello di flussi turistici -  abbiamo avuto mesi in cui rispetto
  ai  mesi  dell'anno scorso avevamo il 110 percento di  presenze  in
  più,   a  giugno addirittura ha toccato il 500 percento di presenze
  in  più  rispetto  al 2020 ma allo stesso tempo  siamo  finiti  sui
  giornali  grazie a turisti tedeschi, francesi, spagnoli,  grazie  a
  giornalisti,  ne cito una Selvaggia Lucarelli che ha denunciato  la
  situazione vergognosa.
   Quindi,  non  è  un problema di oggi, di questa  settimana,  è  un
  problema  di  sempre,  è da mesi e mesi, in maniera  costante,  che
  abbiamo  il  problema  e ci ritroviamo - onorevole  Barbagallo,  mi
  scusi, mi distraggo - ci ritroviamo sempre spiattellati, ed essere,
  diciamo, il simbolo di una vergogna tutta siciliana davanti a tutti
  gli italiani.
   Io da siciliana mi sono rotta veramente le scatole di sentire ciò
  Lei  parlava  poco  fa di competenze delle SRR -  e  lo  sottolinea
  spesso  nei  suoi  interventi - ma è chiaro  che  in  questo  caso,
  Assessore,  qua se non si lavora in sinergia possiamo scaricare  le
  competenze  a tutti quanti, però, dico la Regione siciliana  ha  la
  competenza   nella   gestione  e  sui  rifiuti   bisogna   lavorare
  sicuramente  in  maniera migliore in sinergia fra tutti  i  livelli
  istituzionali e rispetto a tutti quelli che sono gli interlocutori.
     Catania nel 2020 pagava la TARI più alta d'Italia. La media  dei
  costi  della  TARI  nel  2020 è stata di 504,00  Euro  a  famiglia.
  Capisce   bene  che  non  si  può  più  sostenere  questa  gestione
  nonostante i cittadini paghino una TARI altissima ci ritroviamo  la
  città sempre seppellita da rifiuti.
   Ma  del  resto  noi  siamo  quelli che ci ritroviamo  spiattellati
  sempre  sui  giornali per tutti gli scandali che poi ci sono  anche
  attorno,  mi ricordo la Sicula Trasporti, lo scorso anno  il  blitz
  della  Guardia  di  Finanza  dove emerse  il  fatto  che  l'azienda
  scaricava   e  abbancava  rifiuti  di  tutti  i  tipi:  pneumatici,
  frigoriferi,  divani, poltrone, letti. Tutto,  colleghi,  tutto   E
  allora non è più possibile  Non è più possibile
   Si  deve  pensare  a mettere in campo soluzioni drastiche,  forti,
  sicuramente sulla differenziata ma è chiaro che bisogna  realizzare
  misure  che  possano essere sostenibili nel tempo, bisogna  pensare
  anche  a  ridurre la produzione di rifiuti, non a  pensare   ce  li
  abbiamo,  li  dobbiamo andare a portare all'estero e spendere .  Lo
  dobbiamo  dire  anche  questo, Assessore. Quanti  milioni  di  Euro
  spendiamo?  Lei  poco fa diceva  abbiamo risolto  il  problema  dei
  costi,   sosterremo  i  comuni  per  il  costo   extra   e   quindi
  localizzeremo i luoghi dove mandare i rifiuti ed aiuteremo i comuni
  a  sostenere  i  costi .  Quanto costerà tutto  ciò?  Diciamolo  ai
  siciliani  che  nonostante  paghino TARI altissime,  ancora  devono
  uscire  soldi  per  pagare  e sostenere  queste  spese  di  rifiuti
  all'estero.
   Quindi,   non   è   un  problema  che  denunciamo   soltanto   noi
  parlamentari: è di questi giorni lo sciopero dei netturbini che non
  solo  hanno  scioperato per la questione del rinnovo del  contratto
  nazionale  e  concludo, ma anche denunciano un sistema fallimentare
  di questo Governo regionale
   Quindi,  non  lo denunciamo soltanto noi ma anche gli  addetti  ai
  lavori, quella gente che è costretta a ritrovarsi davanti cumuli di
  rifiuti  puzzolenti,  abominevoli, sono  esseri  umani  che  devono
  lavorare con dignità, anche loro sono scesi in piazza a protestare.
   È  anacronistico parlare di discariche, di volumi di  capienza.  È
  tutto  anacronistico,  Assessore. Dichiarate  il  fallimento  nella
  gestione dei rifiuti perché fareste meglio. Grazie.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Di  Caro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI   CARO.  Signor  Presidente,  Governo  onorevoli  colleghi,  il
  Movimento Cinque Stelle, tempo fa, chiese l'istituzione, e ottenne,
  di   una  Commissione  straordinaria  per  il  monitoraggio   delle
  applicazioni  delle  leggi. Le leggi, le mozioni,  gli  ordini  del
  giorno.  In  questo periodo abbiamo scoperto, in questa Commissione
  che  spesso e volentieri tutto quello che viene prodotto da  questo
  Governo serve solo ed esclusivamente a fare comunicati stampa, cioè
  facciamo  un  provvedimento, facciamo il  comunicato  stampa  e  la
  vicenda  si chiude lì, poi non viene mai applicato. Con questo  che
  cosa  voglio  dire?  Noi abbiamo presentato in  Aula  -  ed  è  lei
  l'assessore,  Assessore Baglieri, quindi non ci sono responsabilità
  da  attribuire  al passato -, e lei lo ha accolto,  un  ordine  del
  giorno  per realizzare un fondo di rotazione che desse soccorso  ai
  sindaci, ai 391 sindaci della Regione siciliana.
   Questo  ordine  del  giorno cosa poneva? -  è  numerato  552,  può
  andare a leggerlo se vuole ma lo conoscerà già, visto che lo ha già
  accolto  ed  approvato, - poneva al Governo di creare un  fondo  di
  rotazione destinato solo ed esclusivamente alla liquidazione  degli
  stipendi dei netturbini.
   Cosa  succede?  Sappiamo  bene che i  comuni  soffrono  tantissimo
  nell'introitare  la TARI, hanno delle difficoltà in  questo  senso,
  sempre  più cittadini stentano a pagare questo tributo per  ragioni
  ovvie    di   situazione   economico-finanziaria,   oppure   perché
  semplicemente  evadono le tasse - e questo si deve contrastare  con
  ogni   mezzo  -   ma  sta  di  fatto  che  i  comuni  non  riescono
  puntualmente  a  pagare  le fatture delle  ditte  che  garantiscono
  l'igiene  dei  nostri territori e a subirne le dirette  conseguenze
  sono  i  netturbini,  che  non ricevono  lo  stipendio,  entrano  i
  sciopero,  e  le  nostre  strade si riempiono  sistematicamente  di
  rifiuti.  Si tratta di una partita di giro a valere sulla TARI,  il
  Governo,  la  Regione  non  deve uscire un  centesimo  in  più  dal
  bilancio  perché  queste  somme ritornerebbero  nelle  casse  della
  Regione  a valere sulla TARI che i comuni incassano - così come  ho
  detto - con estremo ritardo.
   È  una  forma  per venire incontro ai comuni, per  togliere  dalle
  strade immediatamente i rifiuti. Abbiamo visto l'effetto che fa una
  foto pubblicata in rete delle nostre strutture ricettive, sotto  le
  quali  giacciono montagne di rifiuti. Abbiamo visto  l'effetto  che
  può  fare una foto fatta da una showgirl, in senso positivo. Giorni
  fa  Belen - per par condicio, Presidente, devo citare Belen, perché
  la  mia collega ha citato l'esempio negativo della Lucarelli -  che
  con  una  foto  ha istituito una riserva naturale a  punta  Bianca.
  Riserva   naturale  che  rimane  poligono  di  tiro   dell'esercito
  italiano,  quindi  io  vorrei capire  poi  com'è  che  una  riserva
  naturale, istituita con una foto pubblicata in rete, resta poligono
  di  tiro.  Presidente, l'effetto di quello che ha fatto il  Governo
  regionale  sui  rifiuti lo vediamo tutti i giorni  per  le  strade.
  Sugli  impianti  i  miei colleghi hanno già  detto  abbastanza,  si
  tratta  di  una  cosa da poco, vediamo se riuscite  a  fare  almeno
  questo. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, io sarei onorata - insieme a lei  -
  di  essere battuta da Belen in questo risultato, perché  io  e  lei
  abbiamo presentato un atto parlamentare per promuovere l'iniziativa
  di   valorizzare  e  preservare  questo  luogo  meraviglioso   che,
  purtroppo, è stato vandalizzato da alcuni balordi.
   È iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha facoltà.

   SAVARINO. Grazie, Presidente. Brevemente, una risposta al  collega
  Di  Caro.  Noi, ovviamente, da mesi ci occupiamo di punta Bianca  e
  prima  che  venisse istituita con decreto dalla  Giunta  e  venisse
  attivata  la riserva, bisognava fare una limitazione dell'area  che
  poteva  essere  riconosciuta riserva, e quella  limitazione  guarda
  proprio la parte da tutelare che è quella costiera.
   È  chiaro  che  la  convivenza con  quell'area  data  -   non  so,
  trent'anni, venticinque anni - come poligono di tiro dei  militari,
  ha  creato anche ai passati Governi delle difficoltà, che oggi sono
  state  superate  proprio perché il governo Musumeci,  insieme  agli
  Uffici,  prima  di  questo decreto, nei mesi  scorsi,  hanno  fatto
  un'opera  di  delimitazione  dell'area  salvaguardando  proprio  la
  fascia costiera, oggi comunemente chiamata Punta Bianca.
   Ben  venga se qualche showgirl, comunque, gente più famosa di noi,
  ci  riconosce  meriti,  è  negativo quando  invece  ci  riconoscono
  demeriti; ma comunque questa è un'altra parentesi.
   Ora,  Presidente,  le devo chiedere la cortesia di  farmi  parlare
  nella  mia  doppia veste; ho necessità di parlare  nella  veste  di
  portavoce  di  DiventeràBellissima, e poi in quella  di  presidente
  della  Commissione,  perché è chiaro che il ruolo  mi  comporta  un
  atteggiamento  diverso. Perché da deputato di questa  Assemblea  mi
  sembra  doveroso  ricordare ai colleghi che noi ci siamo  insediati
  nel  2018 e abbiamo trovato una relazione della Corte dei conti che
  parlava   della  Regione  siciliana  come  organizzata  in  maniera
  discaricocentrica, con ordinanze del Presidente della Regione  che,
  in  deroga  alla  normativa nazionale ed  europea,  permettevano  a
  queste discariche, per lo più private, di non avere neanche il TMB,
  che come sanno i tecnici, ma sappiamo benissimo anche noi deputati,
  è  un  sistema voluto per abbattere l'inquinamento e anche la massa
  che poi va a mettersi in discarica.
   La  prima  cosa che ha fatto il Presidente Musumeci,  non  ha  più
  emesso  ordinanze  in deroga, non ha più fatto  questo  grandissimo
  favore  ai  proprietari  delle discariche, che  hanno  così  dovuto
  adeguarsi, finalmente anche Sicilia, alla normativa dettata da Roma
  e  da Bruxelles, e questo è stato il primo cambio e la prima svolta
  che  il  Governo ha voluto dare, il segnale forte nel 2018 rispetto
  alla passata gestione sui rifiuti.
   Seconda  cosa,  non  da meno: eravamo al quattordici  percento  di
  differenziata,  significa  che  l'ottantasei  percento  dei  nostri
  rifiuti  finivano  direttamente in discarica,  senza  neanche  quel
  passaggio  nel  TMB;  siamo oltre il quarantadue  percento  con  le
  eccezioni  di  alcuni comuni, come sappiamo Palermo in  testa,  che
  ancora  non  hanno messo -  cara collega Foti -   la  signora  Pina
  nelle  condizioni di fare la differenziata. Perché, vede, a Palermo
  siamo  sull'assurdo,  chi  abita in una  zona  residenziale  fa  la
  differenziata e se per caso in un condominio perbene si  sbaglia  e
  si mette una cosa di plastica nel contenitore della carta, arrivano
  ottocento  Euro  di  multa al condominio. Tre strade  dietro,  quel
  condominio  residenziale a Borgo Vecchio o in  altri  quartieri  di
  Palermo,  gli  abitanti non sono neanche messi nelle condizioni  di
  fare  la  differenziata, e tutto in maniera indiscriminata  finisce
  nei  cassonetti e finisce a Bellolampo, motivo per cui inutile dare
  soldi  e sostegno come abbiamo fatto più volte al comune di Palermo
  e  alla  RAP, per aprire la settima vasca, neanche l'ottava basterà
  se  continuano  a  non fare la differenziata nei quartieri  di  una
  città che è la più popolosa della Sicilia e la quinta d'Italia.
   Questa  è  matematica,  non è politica,  non  è  strumentalizzare,
  queste  sono  colpe di chi amministra e che non mette in  atto  una
  politica elementare che è quella della raccolta differenziata.
   Dopodiché,  ecco la seconda cosa: avere aumentato dal  quattordici
  al  quarantadue percento, significa avere tolto introito  a  quelle
  discariche che fino al 2017 guadagnavano quanto volevano. E  queste
  non  sono parole mie, Presidente, sono parole delle intercettazioni
  che  hanno  portato agli arresti anche molti sindaci,  che  io  non
  conoscevo,  altri  conoscevano, e che certificavano  queste  parole
   ogni  mattina,  apriamo  e chiudiamo i cancelli  e  decidiamo  noi
  quanto  guadagnare , perché non c'era neanche - attenzione  -   una
  circolare,   un  regolamento,  un'indicazione  sulle   tariffe   da
  applicare  Ognuno faceva pagare quanto voleva in regime, di  fatto,
  di  monopolio  Questa era la Regione siciliana che abbiamo trovato
  Lo  voglio ricordare, perché qualcuno se lo scorda. Qualcuno se  lo
  scorda.  Come  qualcuno si scorda che la legge che abbiamo  portato
  qua  per mettere una pezza ad una gestione dei rifiuti, che a detta
  dell'ANAC  e  della Corte dei conti doveva essere  cambiata  perché
  aveva  troppi  centri  di  riferimento  e  non  erano  nelle   mani
  pubbliche, ma erano gestite da società private, che quando dovevano
  fare  assunzioni  e  gare d'appalto erano società  private,  quando
  avevano  bisogno  dell'aiuto  della Regione  siciliana  diventavano
  pubbliche.
   Quella  stessa  legge che il governo Musumeci  ha  presentato  era
  praticamente  identica  a  quella dei nostri  colleghi  del  Gruppo
  parlamentare  più  popoloso in Ars, i colleghi dei  Cinque  Stelle.
  L'unica   differenza   è   che   il  presidente   Musumeci   voleva
  un'articolazione per province, i colleghi volevano un'articolazione
  per cinque ambiti.
   E  quando  è arrivato in Aula quel disegno di legge, che  era  una
  riforma, ha visto purtroppo cambiare il quadro politico, perché era
  appena  nato  il  Governo  giallo rosso,  per  cui  le  indicazioni
  condivise  fino a qualche settimana prima sono cambiate,  perché  è
  cambiata  l'indicazione politica e la strumentalizzazione  politica
  ha  comportato  un passo indietro rispetto a quello che  una  volta
  andava bene e oggi non più.
   Ora vesto i panni della Presidente della Commissione. Calmo i miei
  toni e torno a fare quello che con grande fatica ho fatto in questi
  anni:  un  tentativo di ascolto, di mediazione, oltre 45 sedute  in
  Commissione, perché noi il problema lo vogliamo risolvere.
   E  se  oggi  ci sono le condizioni, Presidente, con l'approvazione
  del Piano regionale dei rifiuti

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Di Paola)

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Paola, lei e molti colleghi  del  Gruppo
  parlamentare  del  Movimento Cinque Stelle avete  parlato  per  ben
  oltre   cinque   minuti.   Con  l'onorevole  Trizzino   addirittura
  l'orologio neppure era partito.
   La  prego di non interrompere l'intervento della Presidente  della
  Commissione, che tra l'altro interviene a nome dell'intero  Gruppo,
  mentre il suo Gruppo ha partecipato per intero al dibattito.

              (Proteste da parte dell'onorevole Di Paola)

   Lei   sta   disturbando   l'intervento  della   Presidente   della
  Commissione.  Onorevole Di Paola, la prego di stare sereno.  Prego,
  Presidente.

   SAVARINO. Ora torniamo alle cose concrete che questa Assemblea può
  fare  dopo  avere approvato il Piano regionale dei rifiuti  che  ci
  mette  nelle  condizioni, finalmente, non solo di avere  un  quadro
  dell'impiantistica esistente, ma di sapere dove vogliamo  andare  e
  di accedere ai fondi per poterli ottenere.
   Io  ho  ascoltato con grande attenzione le parole del mio  collega
  Trizzino, collega che stimo. E come abbiamo fatto per altre vicende
  -  si ricorderà il collega Dipasquale, per esempio, sugli IACP  che
  abbiamo  preferito non andare avanti sulla riforma, perché sappiamo
  che  oggi gli IACP possono accedere ai fondi del bonus del 110  per
  cento per ristrutturare le loro proprietà e, quindi, abbiamo voluto
  evitare  che  si  creassero delle condizioni per cui  mettevamo  in
  pericolo  questa  possibilità  - io colgo  l'invito  dell'onorevole
  Trizzino ad approfondire questo tema.
   Ho chiesto alla Presidenza dell'Ars e ho ribadito in questi giorni
  la  volontà di un confronto della nostra Commissione con  la  Corte
  dei conti su questo tema, su cui sappiamo che la Corte dei conti ha
  fatto inchieste importanti.
   A finire e a seguire questo confronto ritengo che, se il Governo è
  disponibile e visto che sono mutuate le condizioni e anche i  tempi
  che  adesso  abbiamo  a disposizione rispetto  a  una  chiusura  di
  legislatura, se non sia opportuno risederci attorno a un  tavolo  e
  quella legge che, ulteriormente, avevamo ridotto e portato in  Aula
  a  25 articoli, ridurla ulteriormente per ottenere almeno alcuni di
  quei  risultati importanti che l'anticorruzione ci  chiede.  Uno  è
  quello di trasformarli in enti pubblici, uno è quello di ridurli.
   Sugli  ATI  idrico l'Assessore ci ha chiesto di fare un ATO  unico
  regionale,  proprio  per mettere tutta la Regione  siciliana  nelle
  condizioni  di  colmare i ritardi di alcune ATI  territoriali  che,
  altrimenti,  non  permetterebbe di accedere ai fondi  per  le  reti
  idriche. Se siamo nelle stesse condizioni lo approfondiremo  per  i
  rifiuti, vedremo di trovare una soluzione condivisa.
   Colgo  anche l'appello che il collega Lupo mi ha fatto di  recente
  sulla sensibilità che loro hanno

   PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

   SAVARINO.  Concludo.  Dicevo, sulla  sensibilità  che  loro  hanno
  rispetto  ai comuni che sono in ARO. Voi sapete bene che  la  legge
  che  permette  ai comuni di organizzarsi in ARO è una  legge  della
  scorsa  legislatura  molto contestata dall'anticorruzione  e  dalla
  Corte  dei  Conti  perché crea un'ulteriore parcellizzazione,  poca
  trasparenza  e  molti comuni, non tutti, ne approfittano  per  fare
  lievitare  i costi con CdA, revisori, assunzioni, ma mi  diceva  il
  collega  Lupo  e io lo condivido, alcuni invece, diversi di  questi
  comuni  hanno  creato  situazioni ottimali con  abbassamento  della
  tariffa   e   servizi  ottimali  ai  cittadini   e   questi   vanno
  salvaguardati.
   Colleghi,  possiamo  immaginare insieme, se  siete  d'accordo,  di
  trovare  una  norma,  come  succede per esempio  per  la  norma  di
  salvaguardia o di alcuni comuni che escono dalle ATI idriche  anche
  per  i rifiuti una norma di salvaguardia per alcuni comuni che sono
  però  delle  eccellenze, quindi deve essere proprio cristallizzato,
  che  hanno  un'altissima  percentuale di differenziata,  che  hanno
  degli  impianti di compostiera di comunità, che hanno delle tariffe
  molto  più basse della media per i loro cittadini, di continuare  a
  salvaguardare queste eccezioni in autonomia rispetto al rischio che
  possano  perdere queste efficienze che hanno raggiunto.  Facciamolo
  insieme.

   PRESIDENTE. Presidente Savarino, concluda.

   SAVARINO.   Facciamolo  in  Commissione.  Io  sono   assolutamente
  disponibile, mi auguro che il Governo lo sia insieme a noi.

   PRESIDENTE.  Grazie  per averci condiviso  alcuni  passaggi  della
  Commissione.
   E'  iscritto a parlare l'onorevole Compagnone. Ne ha facoltà.  Poi
  abbiamo  gli  onorevoli la Rocca, Cappello,  Lo  Curto,  Schillaci,
  Assenza, Palmeri.

   COMPAGNONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  quando  si
  interviene  un po' per ultimi si può fare la sintesi di quello  che
  si  è  detto, anche perché molte cose sono state dette per  cui  si
  rischia di essere ripetitivi.
   Come  in  tutte  le  cose  ci  sono i chiari  e  gli  scuri,  cioè
  obiettivamente  quando qualche collega, e io  lo  condivido,  sposo
  abbastanza appieno tutto l'intervento della collega Foti, non è che
  è  colpa  della  Regione  siciliana se a Palermo  l'amministrazione
  comunale non funziona e i cittadini palermitani sono indisciplinati
  e neanche è colpa della Regione se a Catania si sceglie di fare una
  gara  e anziché fare una gara unica per tutta la città, lo si fa  a
  pezzi.
   Certamente,  e tutti sanno, l'ho reso pubblico, che non  condivido
  per   esempio   l'idea  della  determinazione   provinciale   della
  governance e che invece ho sempre immaginato si debba tenere  conto
  dei  territori,  della  loro struttura, della loro  organizzazione.
  Chiaramente  senza  esagerare, non si possono fare  2.000  SRR  ma,
  certamente,  il problema principale non era, e l'ho  sostenuto,  la
  Presidente  Savarino  lo sa fin dall'inizio, non  ritenevo  che  la
  liquidazione anche della SRR fosse la strada giusta però ho  sempre
  ritenuto  che fare funzionare la SRR era invece indispensabile  per
  un Governo che si rispetti.
   Già  da 4 anni predico, e adesso mi fa piacere che tutti lo dicano
  e  quindi  è stato acclarato, che quello che serve non è  la  nuova
  legge di governance ma quello che serve è l'impiantistica. La legge
  di  governance è relativa perché poi le cose camminano sulle  gambe
  delle persone.
   Sposo  appieno  quello  che  ha detto il  collega  Trizzino  della
  inutilità,  a questo punto, anzi forse della utilità a  non  andare
  avanti  sul  disegno  di legge, ne abbiamo  parlato  anche  con  la
  presidente Savarino e anche lei è d'accordo perché, a questo punto,
  potrebbe  solo essere deleteria per fare un'altra cosa che Trizzino
  ha  detto  e  che tutti abbiamo detto che è quello  di  cercare  di
  agganciare i finanziamenti e realizzare i famosi impianti.
   Una  cosa  positiva c'è e lo hanno detto tutti, ha  ben  detto  la
  collega  Foti  che oggi abbiamo il piano dei rifiuti che  è  quello
  indispensabile  rispetto alla governance cioè  un  piano  che  dica
  quali impianti fare e come farli.
   Se  una cosa va detta all'Assessore, penso che l'avrà fatta  anche
  perché  so  che  l'ha fatta è quello di fare un cronoprogramma,  in
  questo  qualche  collega ha ragione, di spiegare all'Aula,  se  non
  l'ha  fatto  avrà  occasione di poterlo fare, in  quest'Aula  o  in
  Commissione,  quando vuole, di darci un'idea  chiara  di  quali  di
  questi  progetti  stanno andando avanti, con quale meccanismo,  con
  quale  tempistica, cosa si è già fatto in questo lasso di  tempo  e
  cosa  si  intende fare nel breve lasso di tempo perché si  facciano
  gli  impianti,  perché il nocciolo è sempre  lì.  Quando  ci  siamo
  conosciuti  con l'Assessore, che stimo non solo per la sua  serietà
  ma  anche  per la sua gradevolezza, ho detto armati di un  generale
  dei  Carabinieri, l'ho detto quasi provocatoriamente,  per  far  in
  modo  che  questi impianti di compostaggio partano  perché  non  si
  capisce  come questi impianti non arrivano a partire mai,  ci  sono
  molti progetti e non finiscono mai.
   La verità è che la Regione si deve dotare di una struttura, se non
  l'ha fatto, forte per fare in modo che questi impianti si facciano,
  che  ci  sia una, come dire, autorevolezza della Regione siciliana,
  del  Presidente  della  Regione,  dell'Assessore,  della  struttura
  perché le cose si facciano con forza, seguendole una ad una. Questo
  sì, caro Assessore, questo va fatto. Ve l'ho detto la prima volta e
  continuo a insistere.
   Certo le leggi, le norme. Oggi, il fatto che le SRR siano un  ente
  di  diritto privato non agevola la pressione da parte della Regione
  per  far  fare  le  cose che si devono fare, a chi  li  deve  fare.
  Perché,  caro collega Laccoto, ti ho ascoltato attentamente  e  hai
  ragione  su  molte  cose quando dici molto  spesso  i  comuni  sono
  costretti   a   portare   quello  che   già   hanno   differenziato
  nell'indifferenziato   perché  non  hanno   dove   conferire,   hai
  perfettamente ragione. Però, è anche vero che non possiamo dire che
  tutti i sindaci sono bravi. La verità è che molte volte la politica
  non  si  comporta come si dovrebbe comportare perché molti  sindaci
  hanno  ritenuto, per esempio, che è più comodo non fare  pagare  le
  tasse perché poi tanto c'è  cappiddazzu paga tutto' che sarebbe  la
  Regione,  molti  sindaci  non fanno il  loro  dovere,  compreso  il
  sindaco  di  Palermo e quello di Catania. Questa è  la  verità.  La
  dobbiamo  dire  se  dobbiamo essere sinceri, seri  e  dobbiamo  far
  passare un ragionamento utile alla collettività.
   Bene,  allora,  volendo  fare  la  sintesi:  prima  cosa  puntiamo
  sull'impiantistica e mettiamo da parte la norma. Propongo io,  alla
  prima occasione, di approvare un emendamentino che dice - è da anni
  che  lo dico onorevole Savarino - che le SRR si trasformano in ente
  di  diritto pubblico. Facciamolo in un minuto e già è la prima cosa
  che  serve  alla  Regione per determinare che le SRR  presentino  i
  progetti  e  che  quindi  agganciamo, caro Trizzino,  agganciamo  i
  finanziamenti che ci sono. Altrimenti, siamo sempre  qui  a  girare
  attorno  al  nulla.  Questa è la prima cosa che  si  può  fare,  la
  possiamo fare tutti insieme, se siamo d'accordo.
   Dopodiché l'Assessore è pregata di fare questo, determinare con la
  sua  struttura  andandoci lì - come ti dicevo io col  generale  dei
  Carabinieri  -  a  capire  perché  molte  SRR,  molti  impianti  di
  compostaggio non vanno avanti, non si aprono, non si chiudono.
   Poi,  certo,  sposo l'ordine del giorno della collega  Foti  -  ti
  prego di inserire la mia firma.
   Per  quanto  riguarda l'altro ordine del giorno della  Kalat,  per
  carità, i colleghi si sono sforzati - fanno l'opposizione, è giusto
  che facciano questo - di fare pressione sul discorso della Kalat.
   L'Assessore  sa quante volte io l'ho tediata su questo  argomento.
  Per  esempio, in questo caso scusami, Kalat Ambiente SRR. Tutti  ci
  riempiamo  la bocca che è una cosa virtuosa. Facciamola funzionare.
  Ha  avuto un problema, un danno. Ha due progetti, due progetti. Uno
  su   e  voglio  dire ai colleghi, a tutti - io ero sindaco  e  l'ho
  vissuto  sulla  mia  pelle  -  che il  governo  Crocetta  revocò  i
  finanziamenti sull'impianto di compostaggio di Kalat che erano  già
  stati postati con ben ottocento milioni di euro su tutta la Regione
  siciliana  dal  governo  Lombardo.  Chiaro?  Questa  è  storia,   a
  proposito  di  vergogna  e altre cose  Il  governo  Lombardo  aveva
  postato  ottocento  milioni  di euro  sugli  impianti,  il  governo
  Crocetta  li  revocò determinando quel discorso che  la  Corte  dei
  Conti  poi  ha  sottolineato di un'impostazione  discarico-centrica
  della politica dell'ambiente. Questa è la storia
   Adesso,  certo, avremmo potuto fare di più. Questo Governo avrebbe
  potuto  fare di più. Cioè, quella che è mancata è la determinazione
  a  non perdere tempo, per esempio, sulla norma della governance e a
  puntare di più sul piano dei rifiuti. Lo abbiamo detto mille volte.
  La  verità.  Su  questo si è perso un po' di tempo, soprattutto  la
  determinazione  perché  si possa incidere.  È  anche  vero  che  la
  Regione  può  incidere fino a un certo punto. Diamo la  possibilità
  alla  Regione di poter incidere. Approviamo immediatamente, subito,
  un  emendamento  che  sancisca questo  fatto  della  caratteristica
  dell'ente  di diritto privato in diritto pubblico e forse  potremmo
  dare una mano alla Regione per potere essere più incisiva. Questo è
  quello che mi sento di dire.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Compagnone. La ringrazio  di  avere
  comunicato di volere apporre la firma all'ordine del giorno n. 588,
  tra l'altro le suggerisco se è sul suo scranno di guardare anche il
  n. 587 che riguarda proprio la situazione di Kalat Ambiente che lei
  ha illustrato, quindi

   COMPAGNONE. L'ho vista. Il problema, là ci sono due progetti

   PRESIDENTE.  Se  vuole  sottoscrivere anche questo  lo  comunichi.
  Grazie.

   COMPAGNONE.   Mi  dice,  Assessore,  a  che  punto   sono   questi
  finanziamenti?  Ci  sono già i progetti, finanziateli  subito,  non
  perdiamo tempo.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca Ruvolo.  Ne
  ha facoltà.

   LA  ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, colleghi, Assessore,  allora,
  volevo proprio riprendere da dove ha lasciato il collega che mi  ha
  preceduta  per  quanto  riguarda le SRR e su  questo  dico  che  se
  manteniamo  e  se queste strutture continuano ad essere  di  natura
  privata  non abbiamo assolutamente fatto nulla. Lo dico da  sindaco
  perché  da  sindaco  mi ritrovo con un problema grosso  quanto  una
  casa,   nel   senso  che  la  SRR  AG9  non  avendo  avuto   ancora
  l'autorizzazione all'ampliamento per quanto riguarda la  discarica,
  cosa fa? Costringe i comuni a conferire altrove, però voglio andare
  per  ordine.  Il  primo  punto è che non può gestire  il  personale
  quindi  il personale lo dà in capo ai comuni. Qui è intervenuta  la
  Corte  dei  conti  per  dire che i comuni non  possono  gestire  un
  personale di un ente che è di diritto privato e quindi i comuni  ci
  siamo  dovuti consorziare nel caso specifico abbiamo costituito  la
  SaMo  Ambiente,  il comune di Montevago e Santa Margherita,  perché
  troppo piccoli per gestire da soli, quindi è un'altra struttura che
  si  pone  con  Consiglio di amministrazione,  direttore,  direttore
  generale, revisore, eccetera, eccetera.
   Questa   struttura,   oggi,  che  agisce  da  ottobre,   carissimo
  Assessore,  non  può conferire a Trapani perché la Trapani  Servizi
  non  permette alla società SaMo Ambiente di conferire perché  vuole
  mantenere  i  rapporti  solo  con  i  comuni,  quindi  abbiamo  una
  struttura,  una  società che non può andare a conferire  a  Trapani
  Servizi perché Trapani Servizi vuole avere a che fare con i singoli
  comuni.  Abbiamo un empasse per questo in data 29 settembre abbiamo
  mandato  una nota all'assessorato, al dirigente e al dirigente  del
  servizio per avere un chiarimento, nessuna risposta.
   In  questo  momento  abbiamo  una  società  che  ha  dei  costi  e
  conferiamo ancora come singoli comuni. Abbiamo in capo il personale
  che  non  potevamo  tenere  come comuni quindi  li  abbiamo  dovuti
  trasferire  a SaMo Ambiente. A questo si aggiungono i costi  perché
  prima  i colleghi parlavano: la Sicilia orientale in questo momento
  è in crisi. Ma quanto prima lo sarà anche la Sicilia occidentale in
  crisi perché la saturazione sarà presto ad arrivare.
   Il  mio  è  un comune virtuoso, siamo intorno al 78 per  cento  di
  raccolta  differenziata,  però nel momento  in  cui  mi  ritrovo  a
  conferire  l'umido a 160 euro a tonnellata, il secco  alla  Trapani
  Servizi a 140 euro, il sotto vaglio che la Trapani Servizi porta ad
  Oikos  e  che  io  come comune devo pagare, i miei concittadini  mi
  chiedono:   ma  perché, sindaco, devo fare la differenziata  se  la
  Tari non la vedo mai abbassata come soglia e come cosa? .
   E  allora, caro Assessore, io una sola cosa, intanto chiederei  se
  fosse  possibile  avere  una risposta o  un  chiarimento  da  parte
  dell'Assessorato, se è possibile parlare con questa Trapani Servizi
  e   dire  che  se  due  comuni,  tre  comuni,  quattro  comuni   si
  costituiscono  in  società  e portano lì  l'indifferenziata  me  la
  devono accettare come società perché io non sono più il comune X  o
  il  comune  Y che va a conferire, rendere leggero, se così  si  può
  dire,  quello  che  è  il  percorso, l'iter che  un'amministrazione
  locale deve fare.
   La  seconda cosa che voglio puntualizzare riguarda poi il discorso
  della  SRR.  La  SRR continua comunque ad essere un  costo  per  il
  comune  perché devo pagare i servizi che la SRR mi dà ed io  ancora
  non  ho  capito  quali sono questi servizi nel momento  in  cui  la
  discarica non funziona e devo andare fuori, nel momento in  cui  il
  personale me lo stai dando e ho dovuto costituire una società.
   Allora,  se  continuiamo  ad  avere  strutture  su  strutture  non
  alleggeriremo mai il peso dei costi, quindi per un comune piccolo o
  grosso  che  sia,  al  netto del fatto che chi grava  veramente  su
  questa dinamica di raccolta sono i grossi comuni, perché fin quando
  le città metropolitane non entreranno in un'ottica di differenziata
  seria  i  guai non li creano a loro stessi ma li creano a tutto  un
  servizio  e  a un'intera Regione e su questo veramente ci  vorrebbe
  una presa di posizione forte, ma al netto di tutto questo i piccoli
  comuni devono essere salvaguardati perché non è possibile che c'era
  per  esempio il bando per i centri comunali di raccolta e di questo
  bando non se n'è saputo più nulla, le graduatorie non scorrono, non
  si  capisce  se ci sono fondi, se non ci sono fondi, perché  se  ci
  fossero  i centri comunali di raccolta i piccoli comuni tirerebbero
  un  respiro di sollievo e accanto a questo poco importa che poi  le
  amministrazioni siano efficienti ed efficaci perché nello specifico
  per  esempio,  partecipiamo a tutti i bandi  che  vengono  fuori  e
  questa mattina scadeva, per esempio, al Ministero della transizione
  ecologica  il  bando  per quanto riguardava il  mangia  plastica  e
  abbiamo partecipato.
   Quindi,  ogni attività viene messa in atto per poter abbassare  il
  più  possibile  la  Tari,  ma con queste  condizioni  la  Tari  non
  riusciamo ad abbassarla, le difficoltà continuano ad essere tante e
  dalla Regione, purtroppo non arriva alcuna risposta perché se ed io
  ho  parlato con la Responsabile del settore, carissimo Assessore in
  data 29 settembre, siamo alle metà di novembre e non è arrivata una
  risposta  ma, nel frattempo, quel comune ha prodotto rifiuti,  quel
  comune  ha  continuato ad andare a Trapani Servizi,  quindi  questa
  matassa  con  la  Trapani Servizi, la deve spicciare l'Assessorato.
  Grazie

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, perfetto la  voce
  si  sente  perché i colleghi non parlano, perché questo  sistema  è
  molto molto discutibile, diciamo, mi riferisco ai microfoni.
   Volevo  svolgere  alcune  semplicissime  considerazioni.  Intanto,
  chiedo a questo Governo quanto dura un'eredità degli altri governi?
  Perché visto che sono già trascorsi 4 anni, si sono avvicendati due
  Assessori, penso che sia arrivato, assessore Baglieri, il tempo  di
  assumersi le proprie responsabilità, perché oggi governate voi,  la
  situazione   dei  rifiuti  la  conosciamo  tutti  e  la  conosciamo
  purtroppo benissimo, perché siamo diventati la vergogna d'Italia  e
  d'Europa  e oggi ci aspettiamo da parte vostra delle soluzioni,  un
  cronoprogramma,  delle cose da fare; continuare a  dire  che  avete
  ereditato  qualche cosa che ormai è risalente nei tempi, penso  sia
  una giustificazione non più accettabile.
   Così  come  questo dibattito che ci vede contrapposti  sicuramente
  non sposta una sola tonnellata di rifiuti da dove essi si trovano.
   Ho  presentato  un  disegno di legge con il quale,  Assessore,  le
  chiedo, chiedo a lei e al Governo di fare semplicemente quello  che
  un Governo della Regione, quello che un Assessore per l'energia e i
  rifiuti  deve  fare: ripristinare nel più breve tempo possibile  un
  impianto che è stato tra i più virtuosi in Sicilia che è la SRR del
  Calatino Sud Simeto.
   Assessore,  ricorderà che questa società il 4 di luglio  purtroppo
  fu  vittima  di un incendio doloso. In tempi record - e per  questo
  ringrazio  anche  in  questa  sede, il Presidente  Savarino  -,  la
  Commissione   Ambiente' in soli 8 giorni, convocò una seduta  e  in
  quella  seduta discutemmo di questo problema avanzando anche alcune
  proposte  e  soluzioni;  qualche settimana dopo  fece  visita  agli
  impianti  anche  la Commissione  Antimafia'; il  16  di  agosto  il
  management  di  questa  società ci comunicò di  avere  proposto  un
  progetto all'Assessorato energia e rifiuti, da quel momento in  poi
  è  calato il silenzio, vi è un assoluto black out, nessuno  di  noi
  conosce più quali sono stati e se ci sono stati dei passaggi che ha
  compiuto questo Governo.
   Allora,  Assessore stiamo parlando di un impianto che è stato  tra
  i  più  virtuosi e che rappresenta nel suo piccolo ciò che,  ahimè,
  doveva  esser compiuto anche nel resto della Sicilia e che,  ahimè,
  non  è  stato compiuto, anche da questo Governo che deve assumersi,
  ripeto, le proprie responsabilità.
   Parliamo   di  un  impianto  integralmente  pubblico  di   cui   i
  proprietari  sono i sindaci, parliamo di 38 lavoratori  che  almeno
  per un anno saranno costretti alla cassa integrazione, parliamo  di
  un  impianto che se non vedrà questo Governo pronto ad intervenire,
  e  sono  già passati circa tre mesi da quando è stata convocata  la
  Commissione    Ambiente',  da  quando  è  venuta   la   Commissione
   Antimafia', da quando siamo intervenuti qui in Aula, sono  passati
  due  mesi  da  quando  vi  hanno proposto in  tempi  record  questo
  progetto di cui magari la signoria vostra vorrà darci riscontro nel
  suo  intervento di replica, significherà che o questa società dovrà
  essere  estinta  perché non ci saranno le somme,  come  lei  stessa
  disse, per la sua ricapitalizzazione, oppure dovremo costringere  i
  sindaci  a mettere le mani in tasca ai cittadini e a fargli  pagare
  quello  che non dovrebbero, visto che questa società e quei  comuni
  superano   di   gran   lunga  la  media   siciliana   di   raccolta
  differenziata.
   Assessore,  le  chiedo un intervento energico, un intervento  vero
  perché il suo intervento equivale anche una risposta all'illegalità
  della  dolosità  dell'incendio e quella parte del  calatino  che  è
  rimasta  sana, che vede quei quattordici sindaci tutti uniti  verso
  la  stessa  identica  direzione merita la  sua  attenzione,  merita
  l'attenzione   di  questo  Governo  e  soprattutto  il   Parlamento
  regionale,  che  oggi  sta dibattendo su questa  delicata  materia,
  merita una risposta da parte sua. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cappello.
   È iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha facoltà.
   Colleghi,  annuncio,  per quelli che si allontaneranno,  che  alla
  fine  degli  interventi  rimanderò l'Aula alle  ore  16.00  per  la
  trattazione dei temi all'ordine del giorno.

   LO  CURTO.  Signor  Presidente, Assessore, colleghi  deputati,  il
  dibattito  che si è sviluppato è veramente a dir poco  stucchevole,
  lo  definisco così non perché il problema dei rifiuti non ci sia  o
  sia stato superato, ma perché questi argomenti sono gli stessi,  le
  stesse le posizioni, le medesime argomentazioni, come dire, che  ho
  sentito  sin  dall'inizio  della  legislatura  quando,  ricordo,  a
  partire  dai  primi atti che abbiamo posto in essere in Commissione
   Ambiente'  ci  siamo occupati di leggere oltre la relazione  della
  Corte  dei  conti,  anche  la relazione  dell'Anticorruzione  e  in
  entrambe  le  relazioni, oltre a definire il sistema Sicilia  della
  raccolta  dei rifiuti in Sicilia  discaricocentrico , veniva  dato,
  veniva tratteggiato ed identificato un sistema di poche luci  e  di
  molte  ombre, un sistema che oggi qualcuno, che ben conosceva  quel
  sistema  in  quanto  era frutto di una, come dire,  di  un  Governo
  diciamo  senza  ombra di dubbio, di un Governo che  certamente  sui
  rifiuti ha fatto la sua parte anche nel determinare che quelle zone
  d'ombra  fossero  veramente pesanti, sembra avere  dimenticato.  La
  memoria corta
   Ho  sentito  parole  da  parte di deputati,  che  pure  dovrebbero
  vergognarsi, che i sindaci dei propri territori, per non  dire  del
  proprio  partito, per non dire del proprio Gruppo  di  appartenenza
  politica,  oggi sono inquisiti proprio per quelle zone  d'ombra  di
  cui   bene   parlava   anche  la  presidente   Savarino,   le   cui
  intercettazioni    dovrebbero   fare   arrossire    e    vergognare
  profondamente e qui nessuno arrossisce e si vergogna  quando  parla
  dei  rifiuti come se questi rifiuti li avesse prodotti  il  governo
  Crocetta.
   E  se  qualcuno,  come sempre dai banchi dell'opposizione,  capita
  dire, sentir dire che l'impiantistica non funziona, il sistema  non
  funziona,  quanto  tempo  ci  vuole per  togliere  via  i  rifiuti,
  bisognerebbe a questo qualcuno ricordare quanto è accaduto  a  Roma
  alla Raggi, e farebbe bene a chiederglielo nel merito, quanto tempo
  deve  passare perché un Governo di una città piuttosto che  di  una
  Regione  possa  mettere mani, definitivamente, in un  settore  così
  complesso  e  così  complicato? Quanto tempo? Lo  chiederebbe  alla
  Raggi forse potrebbe trovare risposta.
   Probabilmente  meglio anche a Di Maio che doveva aprire  come  una
  scatoletta il Parlamento, una scatoletta di tonno, per cambiare  le
  regole  della politica, tranne poi sedere nella stanza dei  bottoni
  per  governare,  con  lo  stesso sistema probabilmente  che  voleva
  combattere  contro il quale si era proposto per  combattere  e  per
  eliminare.
   Nella  relazione Fava, resa a questo Governo si parla  appunto  di
  quel  sistema,  quel sistema legato ad ambienti ovviamente  di  chi
  governava che erano connessi, contigui, assolutamente correlati con
  soggetti che oggi sono in galera.
   Di  questo  stiamo  parlando, soggetti che  dalla  politica  e  da
  Confindustria  governavano questo settore con tutte  le  pericolose
  infiltrazioni  che sono negli atti dell'inchiesta  non  solo  della
  nostra  Commissione  antimafia che ne ha bene rappresentato  qui  i
  tratti  e  i  nomi ma anche della Magistratura perché  sono  ancora
  oggetto di processi, di procedimenti giudiziari.
   Allora  io di questo mi vergognerei, non del fatto che il  Governo
  Musumeci  non  ha  ancora  l'impiantistica  pronta,  non  c'è   una
  bacchetta  magica, questa la racconto io alla mia nipotina  che  ha
  sei  anni  quando  le dico ti mando la polverina magica  per  farti
  passare la febbre, ma anche per quello ci vogliono le medicine e ci
  vuole tempo perché le medicine facciano effetto.
   Non  ci sono bacchette magiche, che nessun Governo può mettere  in
  conto,  certamente chi ha governato prima di noi e che ha ereditato
  prima  di noi cambiando anche le regole di un sistema probabilmente
  non  ha  fatto bene, anzi non ha fatto bene per niente e io ricordo
  che  dissi  quando fu bocciato al primo articolo soppressivo  della
  riforma  che avevamo portato in Aula, allora signora Assessore  non
  c'era  lei ma c'era il suo predecessore Alberto Pierobon, al  primo
  articolo fecero cadere la legge, me ne andari là mentre facevano la
  conferenza  stampa  a dichiarare anche all'onorevole  Fava  che  si
  apprestava  a  fare quella famosa indagine che  portò  qui  non  so
  quante  pagine e quale tratto identificativo del percorso fatto  in
  quella  Commissione, tranne poi, ad avere aiutato  a  bocciare  una
  riforma che poteva essere migliorata e che andava migliorata e come
  ha  detto  la  Presidente Savarino era e ricalcava in  molte  parti
  proprio  la  riforma presentata dall'onorevole  Trizzino  e  dai  5
  Stelle.
   Non  si  può  fare  il  bello e il cattivo  tempo  come  si  vuole
  indiscriminatamente,  questo  è un  Governo  che  sta  mettendo  le
  regole,  che  sta mettendo i paletti, che fa fatica ma  come  fanno
  fatica  o come facciamo fatica noi si chiede ad Orlando che governa
  questa  città  da 30 anni, da 30 anni la sinistra al Governo  della
  città  e  noi abbiamo regalato soldi alla RAP e soldi al Comune  di
  Palermo.
   Mia figlia abita in un quartiere importante, via Libertà, e fa  la
  differenziata, mi sposto appena un po' più in là dove il  quartiere
  non  è tra i migliori della città e la signora Peppina non può fare
  la  differenziata perché non la può fare, non è attiva,  di  queste
  vergogne  qualcuno  dovrebbe render conto non  di  quello  che  sta
  facendo  il  Governo che tra mille difficoltà ha messo piano  a  un
  piano rifiuti, che c'è e che esiste e dove c'erano già dal 2018

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, deve concludere.

   LO  CURTO. Un attimo, Presidente, un attimo; ho ascoltato tutti si
  abbia la pazienza di ascoltare anche me.
   Allora,  dicevo  c'erano  già  gli  impianti  previsti  anche  dei
  termovalorizzatori,  che  attenzione, in  linea  con  le  Direttive
  europee    e   nazionali,   anche   quel   piano   fu   contestato,
  contestatissimo come se fosse stato bocciato a Roma  ed  è  l'unico
  piano, lo ha detto lei, che non trova rilievi a Roma, ma per di più
  voglio   dirla  questa  cosa,  smettiamola  con  questo  tabù   del
  termovalorizzatore.
   Si  porta in termovalorizzatore per recuperare energia ciò che non
  è   differenziabile,  no  ciò  che  è  indifferenziato   solamente.
  Assolutamente  la  differenza va fatta e va  posta.  Un  plauso  al
  nostro Governo per l'azione riformatrice che sta facendo.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Schillaci. Vi  prego
  di  attenervi ai temi, perché poi chiedete più tempo, onorevole  Lo
  Curto,  perché  gran  parte  della prima  parte  si  è  parlato  di
  questioni  che non erano afferenti ai rifiuti. Onorevole Schillaci,
  se è presente, ah Campo, allora l'onorevole Schillaci, rinuncia?

   SCHILLACI. Rinuncio.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Grazie  Presidente, Governo, colleghi deputati.  Io  parlo
  della questione specifica del comprensorio degli Iblei che è quello
  che  maggiormente  conosco.  Spesso la  nostra  discarica,  l'unica
  discarica  attiva  quella di Cava dei Modicani è  stata  dichiarata
  satura  perché  superava i limiti ammissibili e  adesso  finalmente
  abbiamo  l'AIA  abbiamo  il TMB per il quale  abbiamo  lottato  per
  tantissimo  tempo ma ancora oggi succedono degli inconvenienti  sia
  di  discarica  satura  sia di TMB guasto  in  quanto  l'impianto  è
  particolarmente obsoleto e siamo costretti a portare rifiuti fuori.
  Quando  va  bene  a  Gela, quando va male siamo arrivati  anche  ad
  Alcamo  che  capite bene che si trova per noi dell'estremo  sud-est
  completamente  dall'altra parte della Sicilia con  un  aggravio  di
  costi non indifferente per i cittadini.
   La  questione è seria ed è quella di individuare un nuovo sito per
  una discarica ed è una questione che va avanti da anni ed anni.  In
  passato la mia amministrazione, l'amministrazione Cinque Stelle  si
  era assunta la responsabilità di dire no alla quarta vasca. Qua c'è
  il  collega Dipasquale che invece aveva detto sì, ebbene i  sindaci
  si  erano  espressi, sebbene con pareri diversi  assumendosi  delle
  responsabilità,  ad  oggi questo non è stato  più  possibile  ed  i
  sindaci non riescono a mettersi d'accordo perché nessuno vuole  che
  nel  proprio  territorio  vi sia una discarica.  Pertanto  è  stato
  nominato  un commissario ed il commissario ha individuato dei  siti
  si  è espresso ma chiaramente non avendo né l'autorevolezza, né  il
  potere  di  fare approvare un piano la palla è ritornata nuovamente
  ai  Comuni  ed alle SRR e quindi siamo nuovamente punto e  a  capo.
  Cioè  noi  non  abbiamo individuato il sito perché  nessuno  voleva
  scontentare  il  proprio  territorio,  i  propri  cittadini,  viene
  nominato il commissario, il commissario individua il sito,  non  ha
  il potere, e nuovamente le SRR non si mettono d'accordo.
   Io avevo fatto a proposito di questo una proposta in Commissione e
  spero  Assessore  che  trovi una strada  ed  una  soluzione  perché
  dobbiamo uscire da questo empasse a noi serve una discarica  perché
  non  ci  possiamo  permettere avendo l'autosufficienza  e  sperando
  presto  di  averla completamente con l'impianto di compostaggio  di
  Vittoria che anche questo ancora non è a pieno regime ed aspettiamo
  che  lo  diventi.  Il territorio con una discarica  riuscirebbe  ad
  avere  la completa autosufficienza e diventerebbe virtuoso al cento
  per cento. Innanzitutto bisogna far capire bene ai cittadini che le
  discariche sono moderne non si tratta dei vecchi mondezzai e quindi
  non  è  giusto  mettersi  continuamente  in  contrasto  con  questa
  tematica dell'individuazione del sito.
   Ma  quello  che proponevo io era visto che i commissari non  hanno
  avuto  il potere e l'autorevolezza e che i sindaci non riescono  ad
  assumersi  questa  responsabilità,  che  si  prenda  in   mano   la
  situazione. Avevo proposto un emendamento all'interno della rifiuta
  che stavamo trattando in Commissione affinché o si dia pieno potere
  a  questi commissari a o, se non possibile, sia il Presidente della
  Regione  con  un decreto a mettere in atto quello che i  commissari
  individuano,  o  ancora venga data al Parlamento la responsabilità,
  ma  non possiamo continuamente giocare con chi tira la palla da una
  parte  e  dall'altra costringendo i cittadini a trasportare rifiuti
  ad Alcamo con un aggravio enorme nei costi delle bollette. Questa è
  una  cosa  che  io le chiedo, Assessore, di trovare  una  soluzione
  perché  il commissario purtroppo non è la soluzione. Il commissario
  individua il sito ma non ha potere, non può fare nient'altro.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi fa piacere  che
  l'onorevole  Campo abbia correttamente ricostruito la  vicenda  che
  riguarda   la  provincia  di  Ragusa,  dove  tutti  possono   avere
  responsabilità,  tranne il Governo Musumeci. Ma prima  di  divenire
  specificamente  su  Ragusa, abbiamo assistito al  solito  sfogatoio
  comune  nel quale si trasforma quest'Aula quando parliamo di grandi
  problemi,  per cui ognuno tutta la rabbia, la frustrazione  che  ha
  dentro  la  scarica accusando il Governo Musumeci di  chissà  quale
  misfatto  in tutti i campi e poteva mancare che non lo  si  facesse
  anche  in  tema  di rifiuti, magari poi dimenticando  che  cosa  ha
  trovato   questo  Governo  Musumeci  quattro  anni  fa  al  momento
  dell'insediamento  sia in tema di impiantistica,  sia  in  tema  di
  gestione    dei    rifiuti,   sia   in    tema    di    correttezza
  nell'amministrazione  della gestione dei  rifiuti  e  come  si  sia
  completamente  invertita  la marcia,  nel  senso  di  una  legalità
  assoluta  nel  sistema, un tentare di sottrarre  agli  interessi  -
  spesso non corretti - di una parte privata che molte volte sfociava
  anche nel malaffare per privilegiare la sfera pubblica.
   Andiamo nello specifico, intanto dal punto di vista normativo.  Il
  Governo  Musumeci,  sin  dai primi passi  della  sua  attività,  ha
  portato  in  Commissione prima e in Aula dopo,  sia  il  piano  dei
  rifiuti  sia  la  legge sulla gestione dei rifiuti.  Il  primo  con
  grande  fatica finalmente è stato approvato nel 2021 ed il 9 aprile
  2021   è   arrivata  finalmente  la  pubblicazione  sulla  Gazzetta
  Ufficiale, la seconda, che è stata veramente ignobile, affossata in
  Aula  con  un voto segreto sul primo articolo e ora di fatto  viene
   riaffossata , perché quando si presentano 1.400/1.500  emendamenti
  significa che vi è la chiara volontà da parte del Parlamento, ed in
  particolare  dei  Gruppi di opposizione, di paralizzare  l'esame  e
  l'approvazione  di questa nuova legge rivoluzionerebbe  il  sistema
  della gestione dei rifiuti.
   Significa  che  il sistema vigente piace a qualcuno  che  conserva
  evidentemente  delle fasce di privilegio per  molti  e  che  si  ha
  timore  ad  assecondare  l'azione del Governo  in  questa  attività
  assolutamente riformatrice.
   Mi  auguro  che  in questo ultimo scorcio di fine  legislatura  si
  riesca  finalmente  a cambiare marcia. Ma in concreto  che  cosa  è
  cambiato? È cambiato che dal 22% di raccolta differenziata ad  oggi
  siamo  al  circa 45%; che più di 160 comuni superano la percentuale
  del  65%;  che oltre 260 comuni, nel complesso, 270 comuni superano
  comunque il 50%; che solo una cinquantina sono al di sotto del  35%
  ma  purtroppo in questo novero si annoverano le città metropolitane
  di  Palermo,  Catania e Messina che sono molto al  di  sotto  nella
  percentuale differenziata e con la grande mole di rifiuti  prodotti
  appesantiscono il danno complessivo. Altro dato importantissimo: in
  tre  anni la quantità di rifiuti ammassati in discarica è diminuita
  del 30%. Si parla di un dato come 1.200 mila tonnellate in meno  di
  discarica  nei  tre anni. Sono aumentati gli impianti  pubblici  di
  compostaggio, ben tre, di cui uno a Ragusa l'altro a  Bellolampo  e
  l'ultimo  di  recente autorizzato e inaugurato  anche  a  Vittoria.
  Quello  di  Ragusa era da dieci anni che non entrava in funzione  e
  c'è  voluto  un  impulso forte del Presidente come  commissario  ai
  rifiuti per incidere la svolta e venire finalmente ad inaugurarlo e
  le prime parole che ha detto il presidente Musumeci quando è venuto
  all'inaugurazione,  ha  detto  non ci  vogliono  applausi,  c'è  da
  vergognarsi  se  ci  sono  voluti  dieci  anni  per  aprire  questo
  impianto ,  per  dimostrare ancora una  volta  qual  è  la  statura
  dell'uomo   e  la  correttezza  dell'uomo.  Per  cui,  abbiamo   un
  incremento  della capacità di trattamento in mano  al  pubblico  di
  ben, del centoquaranta percento.
   Parallelamente,  è  chiaro,  aumentando  la  sfera  del  pubblico,
  diminuisce l'influenza del privato e quindi oggi abbiamo,  rispetto
  al  2018, sei impianti pubblici, rispetto ai sei privati; mentre in
  passato  erano quattro. Due nuovi impianti pubblici di smaltimento,
  quelli  di Gela ed Enna, fortunatamente inaugurati da poco,  quindi
  un'azione incisiva.
   Sui  termovalorizzatori, è vero, si è avuta un po' di indecisione,
  all'inizio  anche all'interno del Governo non vi era una  decisione
  univoca di concludere l'iter, ma ora finalmente da oltre l'anno  la
  strada  è stata imboccata e quindi il ciclo dei rifiuti troverà  la
  sua naturale conclusione anche con l'eliminazione finale.
   Quello  che  mi ha colpito fra gli interventi, è stato quello  del
  segretario  del  Partito  Democratico,  onorevole  Barbagallo,   mi
  dispiace   che   non  sia  presente.  Barbagallo  è   una   persona
  intelligente,  è  anche un collega avvocato che stimo.  Fare  della
  informazione,  come quella che ha fatto, dicendo che  l'Assessorato
  ai  rifiuti  è  infarcito da personaggi che - è chiaro  che  li  ha
  indicati   in  senso  dispregiativo  -  che  sarebbero  vicinissimi
  all'onorevole   Musumeci,   che   attraverso   questi    personaggi
  controllerebbe  tutta la gestione dei rifiuti,  è  di  una  gravità
  inaudita. Fossi io il presidente Musumeci, non esiterei un attimo a
  chiedere all'avvocato, onorevole Barbagallo, di fare nomi e cognomi
  di questi personaggi, di dire chiaramente di quali colpe si fossero
  macchiati,  altrimenti  taccia e taccia per  sempre  perché  è  una
  vergogna  fare  queste  insinuazioni, quando tutti  sappiamo  quali
  erano  le  vere infiltrazioni nel sistema della gestione  sotto  il
  Governo  precedente,  di cui Barbagallo è  stato  assessore  in  un
  frangente ben determinato.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Grazie, Presidente. Ho presentato un ordine del  giorno,
  con  il  quale vorrei indicare alcuni indirizzi per l'utilizzo  dei
  fonti,  appunto, del PNRR. Non ripeterò molte delle cose già  dette
  oggi,  quindi  proprio  allo  scopo di  essere  propositiva  vorrei
  entrare  nel  merito. Già con l'assessore ci siamo  confrontati  in
  sede  di discussione del disegno di legge sul - si assessore se  ho
  la   sua  attenzione  -  ci  siamo  già  confrontati  in  sede   di
  approvazione e discussione del disegno di legge su alcuni punti. Ho
  presentato degli emendamenti, già era emerso il disallineamento  di
  questo  disegno  di  legge degli impianti di compostaggio,  e  allo
  stesso  tempo  si  era  anche precisato che  qualsiasi  trattamento
  termico,  che  era  ascrivibile alla categoria R1,  finalizzata  al
  recupero energetico, non andava bene.
   Quindi mi fa piacere che adesso siamo arrivati a delle conclusioni
  univoche,  tali considerazioni sono alla base dei bandi emessi  dal
  Ministero della transizione ecologica, nello specifico si riportano
  i  decreti ministeriali del 28 settembre 2021 in questo ordine  del
  giorno,  dove in particolare chiedo di attenzionare alcuni aspetti,
  alcuni  aspetti  tecnici per fare in modo di  adeguare  i  progetti
  degli  impianti  a dei requisiti più moderni, che sarebbero  quelli
  dell'economia circolare, per avere più facilmente accesso ai  fondi
  del PNRR.
   In particolare, chiedo nel primo punto, di indirizzare, di dare un
  indirizzo univoco alle SRR nel bandire le gare, fissando dei  costi
  massimi  e dei criteri minimi inderogabili, in modo tale quindi  da
  dare  dei  criteri  omogenei  per la Sicilia,  che  siano  conformi
  all'economia circolare.
   Bisogna  adeguare  inoltre  i sistemi  di  raccolta  dei  rifiuti,
  rendendoli funzionali al riciclo. Faccio un esempio: il compost che
  viene  prodotto dagli impianti di compostaggio, oggi come oggi,  in
  base  alle  nuove  direttive, deve essere  un  compost  di  qualità
  certificato,  per poi essere riutilizzato dalle ditte,  ad  esempio
  dalle  aziende  agricole, e non andare nel computo  dei  rifiuti  e
  quindi in discarica, e diventare un costo per la collettività.
   Questi devono essere tutti criteri che oggi sono contemplati, sono
  inderogabili  anche per accedere ai fondi del PNRR.  Quindi  questi
  concetti  sull'economia circolare, che qui  io,  insieme  ad  altri
  colleghi,  indichiamo  ormai  da più di  due  anni,  sarebbe  stato
  secondo  me  utile  a tutti noi se fossero stati anche  discussi  e
  approvati nella proposta di legge e ci saremmo portati molto lavoro
  avanti.
   Comunque secondo me c'è ancora, lei si è insediata da poco, quindi
  sicuramente  ci  può  essere anche ad esempio,  accogliendo  queste
  indicazioni, la possibilità di facilitare e meglio approvare  tutte
  queste progettualità adeguandole.
   Inoltre  un altro esempio, a parte quello del compostaggio,  è  il
  PET.  Se oggi si va a buttare insieme alla plastica comune il  PET,
  sicuramente non facciamo una buona raccolta differenziata e quindi,
  ad  esempio,  tutto il PET per potere essere utilizzato  in  ambito
  alimentare,  deve essere raccolto in maniera separata  dalle  altre
  plastiche.  Quindi  qua ci sta l'esempio della signora  che  unisce
  chiaramente  tutte  le tipologie di plastica,  questo  deve  essere
  superato  anche  attraverso una formazione  dei  Comuni  in  questo
  senso.
   Inoltre   bisogna  prendere  atto  della  presenza   di   consorzi
  finalizzati appunto al recupero del PET.
   Onorevole Laccoto.

   PRESIDENTE. E' molto difficile richiamare voi colleghi, quindi  vi
  prego,  visti anche i problemi di audio, prego tutti i deputati  di
  concedere un po' di silenzio, compreso l'onorevole De Luca.

   PALMERI.  Grazie,  Presidente. Inoltre bisogna prende  atto  della
  presenza di questi consorzi finalizzati al recupero del PET per uso
  alimentare.
   Inoltre  è  necessario  permettere che questo  compost,  come  già
  detto, sia realmente utilizzato.
   E, ultimo punto, entro nel merito di queste stazioni appaltanti  e
  delle progettualità esecutive, insomma è un punto dolente, sappiamo
  che  oggi  molti  progetti  regionali, se  non  tutti,  sono  stati
  bocciati e, quindi, in particolare, con questa indicazione cosa  si
  chiede in definitiva? Di andare a dare la facoltà al proponente  di
  un  determinato progetto di aggiornarlo, di adeguarlo  alle  ultime
  tecnologie a disposizione, anche perché sappiamo che queste  mutano
  in  maniera veloce. Quindi questa facoltà, data a questa  tipologia
  di  gara,  sicuramente può facilitare l'approvazione dello  stesso.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor  Presidente,  allora,  in  realtà   penso   che
  bisognerebbe spostare l'attenzione su quelle che sono le ricadute e
  le  cause di un fenomeno che coinvolge certamente tutti i territori
  e  che,  sicuramente,  in maniera eclatante  vede  protagoniste  le
  grandi aree metropolitane.
   All'interno dei piccoli centri, dove è stato possibile  rilanciare
  la  raccolta differenziata, dove si sono attivati dei meccanismi di
  collaborazione  con  i  Comuni, certamente  il  ciclo  virtuoso  di
  gestione   dei  rifiuti  ha  funzionato,  con  punte  di   raccolta
  differenziata che arrivano talvolta persino oltre il 70 per cento.
   Qual  è il vero vuoto, che determina poi la situazione che è sotto
  gli occhi di tutti per le strade, soprattutto delle grandi città?
   La situazione è che per decenni soprattutto le grandi, le 3 grandi
  aree  metropolitane a scapito dei piccoli centri che  facevano  del
  sistema virtuoso e la gestione dei rifiuti un elemento di tutti non
  solo per i visitatori e turisti ma anche per la qualità di vita dei
  residenti, le grandi aree metropolitane alla fine sono state quelle
  dove  si è perpetuato e reso evidente quel fenomeno che bene  molti
  hanno  detto  si  intreccia  tra un  sistema  di  illegalità  e  di
  connivenze  che  porta di fatto ad avere sotto gli occhi  di  tutti
  fenomeni,  parlando  ad  esempio  di  Palermo,  come  quello  della
  discarica di Bellolampo.
   Una  discarica  dove a tratti, anzi più che a  tratti  in  maniera
  permanente  ogni  sei  mesi  noi  vediamo  come  30,  40,  50  mila
  tonnellate  di  rifiuti con montagne di 7, 8 o  10  metri  con  una
  tendenza  a  mettere  sempre ad abbancare costantemente  cumuli  di
  rifiuti  con percentuali di raccolta differenziata che  sono  state
  del  13%,  del  17% che sono state da prefisso telefonico  sia  con
  interventi  di direttive comunitarie di fatto da parte  dei  comuni
  assolutamente inadempienti. Allora come riuscire a venire fuori  da
  questo sistema dove serve chi controlla le inadempienze dei comuni.
  Probabilmente lo diceva prima anche il collega Compagnone,  bisogna
  creare  le  condizioni perché ci sia un sistema  solido  con  piena
  legittimazione dei poteri sostitutivi della Regione  nei  confronti
  dei  Comuni.  Ma per fare questo bisogna partire da  una  cosa  che
  certamente  darebbe  stabilità  agli  operatori  impegnati  e   che
  certamente  renderebbe assolutamente virtuoso  il  circuito  che  è
  quella  di  dare uno status economico ma prima ancora giuridico  di
  enti di diritto pubblico alle SRR.
   Questo,  assessore, non è una cosa da poco e  so  che  lei  guarda
  verso  questa  direzione. Visto che il tempo è poco, mi  consentirà
  assessore, Presidente, di spendere 2 parole su questa discarica  di
  Bellolampo.
   Questa  discarica  è  una  cappa  sulla  testa  di  tanti,  troppi
  palermitani.  Io  comprendo che la quarta, la quinta,  la  sesta  e
  siamo arrivati alla settima vasca e dopo questa ritengo che non  ci
  saranno  ulteriori spazi. Serve a loro un progetto di riconversione
  e  di rigenerazione di quell'aria. Gli impianti di nuove tecnologie
  si fanno da Manhattan a Brescia. Non vedo perché sulla testa di una
  città, della quinta città d'Italia non si possa immaginare, non  si
  possa  guardare alla realizzazione di questo impianto e  penso  che
  sia  arrivato  il tempo, attraverso le risorse del PRR  pretendere,
  perché  è  chiaramente  una inadempienza  del  comune  di  Palermo,
  pretendere che la Rap presenti i progetti per la rigenerazione e la
  riqualificazione   di   quell'aria.  Questo   Presidente,   è   una
  annotazione che io all'assessore voglio sottolineare e le chiedo di
  mettere, come sta facendo tutto l'impegno, perché questa vicenda di
  Bellolampo possa in qualche modo cessare in quanto vera  e  propria
  grande immensa vergogna per tutti i palermitani.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.
   Bene,  Assessore, se lei ha preso qualche appunto e  magari  vuole
  fare  una  sua  riflessione  finale,  adesso  è  previsto  un   suo
  intervento.  Io  mi sono permessa di chiedere agli uffici  di  fare
  recuperare  l'ordine del giorno 552 di cui parlava  l'onorevole  Di
  Caro.  E'  stato già accolto dal Governo in quel momento storico  -
  parliamo del giugno 2021 - ricordando a noi deputati che l'articolo
  69  del  Regolamento in cui si parla di questi ordini  del  giorno,
  sono  atti  che  danno un indirizzo al Governo che  possono  essere
  accolti  nella  loro pienezza o accolti come raccomandazione  ossia
  con una riserva.
   Quindi,  io  chiedo ai colleghi della IV Commissione, diciamo,  di
  raccogliere  tutti gli ordini del giorno sulla materia dei  rifiuti
  e,  magari,  in  Commissione con il tempo dovuto di riflessione  da
  parte  dell'Assessore e del suo staff, capire quali sono in effetti
  gli  interventi e ripescarli perché possano diventare  norma,  come
  nel caso del 552.
   Durante gli interventi l'onorevole Lo Curto ha specificato  che  i
  bandi  sugli  inceneritori di recente promulgazione e proroga  sono
  rivolti   unicamente  a  frazioni  residuali.  Io,   diciamo,   ero
  intervenuta  sul  tema  perché la mia  preoccupazione,  lo  do  per
  scontato  che  sia  solo  per  frazioni residuali,  davvero  minime
  inutilizzabili in altra maniera, però visto il dimensionamento, non
  sembrerebbero  corrispondere  a  frazioni  residuali  di   raccolte
  differenziate   e  tutte  le  politiche  di  riduzione   ma   sovra
  dimensionate   e,  quindi,  potremmo  -  cosa  ancor   peggiore   -
  costringere   a   pagare   il  vuoto  per   pieno   per   ammortare
  l'investimento privato che si dovrà fare, dato che di  investimento
  privato si dovrà trattare, in quanto non è finanziabile con risorse
  europee la distruzione dei rifiuti.
   Assessore Baglieri, se lei è pronta le sono stati dati anche degli
  ordini  del  giorno. Io le ho dato un pochino le indicazioni  sulla
  modalità di approvazione. Quindi, se lei si sente di approvarli con
  riserva,  per  approfondirli  successivamente  in  Commissione,  mi
  sembrava doveroso chiarirle che cos'è che le stiamo sottoponendo.

   BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Grazie, Presidente, assolutamente sì.
   Allora,  che  dire,  ho ascoltato tutti con estremo  interesse  le
  vostre relazioni. Chiaramente anch'io mi sono fatta un po' un'idea,
  ed è un'idea che in realtà, da quello che emerge, il quadro attuale
  entro  cui ci muoviamo non è chiaro a molti. Allora, decidiamo:  se
  la  legge  attuale  è  valida, se lo stato  normativo  il  contesto
  normativo  in cui ci muoviamo è valido, dobbiamo fare i  conti  con
  questa situazione.
   Quindi,  la Regione scarica sulle SRR. No, non scarica,  riconosce
  il  ruolo  che  attualmente  hanno. Scarica  sui  comuni.  No,  non
  scarico.  Riconosco l'articolo 4 della legge dove la  gestione  del
  servizio pubblico locale è affidato, deve necessariamente andare al
  comune. Il comune si organizza in SRR; questo è quello che dice  la
  legge votata nel 2010. Quindi, non c'è assolutamente nessun tipo di
  colpevolizzazione nei confronti né dei comuni né delle SRR.
   Io ho detto qualcosa anche di diverso, oltre alla narrativa che ho
  sentito all'inizio quando mi sono insediata. Io ho detto, in  altri
  termini  con parole semplici e chiedo scusa a qualche deputato  che
  ha  ritenuto la mia relazione semplicistica e senza dati,  ma  devo
  anche  constatare  che,  pur  essendo con  pochi  dati,  ha  creato
  confusione.  Quindi, forse qualcuno continuerà, magari,  a  leggere
  Topolino. Non lo so
   Allora,  se è vero come è vero che le SRR funzionano e mi è  stato
  detto che in dieci anni sono stati sviluppati  ebbene, ancora  oggi
  non   mi  hanno,  formalmente,  indicato  i  gestori  a  cui  fanno
  riferimento   perché  sono  le  SRR  e  i  comuni  che,   su   base
  contrattualistica   essendo   di   natura   privatistica,    devono
  contrattualizzare  col gestore. Noi stiamo dicendo:   vi  diamo  il
  supporto  finanziario , e qui sgombro subito il campo,  giustamente
  all'onorevole  Barbagallo,  ci dica, sono  appelli?  No,  non  sono
  appelli, i fondi fanno riferimento al fondo FSC, fondo di coesione,
  dati  nell'ambito  dell'emergenza Covid perché  l'emergenza  Covid,
  forse   diciamo  è  bene  che  ce  lo  ricordiamo,  ha  chiaramente
  rallentato  un  po' tutti gli iter procedurali, ivi inclusi  quelli
  dell'impiantistica.
    Quindi, le risorse finanziarie che abbiamo, come dire, e che sono
  già  presso  la  Regione, presso il Dipartimento  Finanza,  e  anzi
  chiederemo  lo spostamento in Acque e Rifiuti, sono a supporto  dei
  Comuni che individuano i siti fuori Regione per l'extra costo.
   Ora, è chiaro a tutti e qua è emerso, che il vero problema, il  40
  per  cento  del  problema sono le città metropolitane.  Quindi,  in
  un'ottica di solidarietà tra i territori, che purtroppo non  sempre
  ho  ascoltato  e sentito, bisogna sì aiutare chi è un po'  indietro
  per  tanti  motivi, ma nello stesso tempo non possiamo  danneggiare
  territori  e  Comuni  che  hanno  già  avviato  quei  processi   di
  differenziazione del rifiuto.
   Quindi,  cosa  ho cercato di dire? Che per i primi  tre  mesi  noi
  sosterremo  senza  che  questo vada ad  aggravare  le  finanze  dei
  Comuni,  poi  vediamo  le procedure, qualcuno giustamente ,  perché
  devo  ancora  verificare quante tonnellate devono portare  fuori  e
  dove devono portare fuori, questo lo faremo insieme alle SRR.
   Quindi,  non daremo risorse a pioggia ma sulla base d'impegni  che
  assumiamo  con ogni singola SRR alla luce e le Aro perché  ci  sono
  alcuni Comuni in Aro, alla luce chiaramente dei propri fabbisogni.
   Quindi, il tema non è colpevolizzare né Comuni, né SRR, anzi siamo
  lì  a  supportare,  a dire:  è vero, vi aiutiamo perché  non  avete
  fatto  la  differenziata,  perché ci sono tanti  motivi ,  facciamo
  chiarezza, ma dobbiamo fare un passo oltre. Se continuiamo  qui  ad
  individuare, ad indicare le responsabilità, le colpe che  purtroppo
  ho  sentito  oggi, noi non facciamo un passo in avanti,  né  voglio
  fare  della  Sicilia  la discarica né d'Europa  e  né  dell'Italia.
  Perdonatemi.
   Con  questi obiettivi, che voi tutti conoscete bene, siamo  ancora
  indietro  e dobbiamo pianificare adesso non per il 65 per cento  di
  differenziata  ma  per  il  65  per cento  del  riciclaggio  quindi
  significa dobbiamo differenziare di più.
   Questi  sono  alcuni dati che sulla base di alcune simulazioni,  e
  anzi  invito i Comuni ad aggiornare la piattaforma Orso che  non  è
  ancora  aggiornata, noi possiamo avere un quadro  ed  uno  scenario
  quantitativo certo e sulla base di questo poi si assumono, si fanno
  le scelte politiche.
   Quindi,  la  scelta  politica non è o il termovalorizzatore  o  la
  differenziata,  si chiama gestione integrata, ciclo  integrato  dei
  rifiuti. Quindi, bisogna avere un ampio raggio di strumenti.
   Abbiamo il Piano regionale sui rifiuti. A pagina 54, invito  tutti
  i  colleghi,  e  a  pagina  12, ma a pagina  54  il  Piano  rifiuti
  individua  anche  gli  impianti di recupero  energia,  impianti  di
  sovrambito. Ecco, gli impianti di sovrambito significa impianti che
  vanno  a  definire,  tant'è  che le SRR  hanno  con  loro  delibera
  individuato dei percorsi insieme, più SRR insieme.
   Il  termovalorizzatore, l'avviso che abbiamo pubblicato e  la  cui
  scadenza  è  stata  prorogata perché ben  9  operatori,  sono  cose
  pubbliche, hanno richiesto una proroga proprio per consentire  loro
  di  partecipare  è stato prorogato al 31/12. Qualcuno  mi  chiedeva
  nella  provincia di Messina non si fa? Non mi pare che  nell'avviso
  sia  indicato  il  luogo. Noi abbiamo, anzi è un impianto  che  noi
  immaginiamo pubblico-privato, com'è giusto che sia, proprio  perché
  consapevoli   delle  lungaggini  burocratiche,  vogliamo   che   la
  realizzazione venga fatta nel miglio modo possibile ma con un  fine
  pubblico, perché sempre di servizio pubblico locale trattasi con la
  vigilanza  dell'ente pubblico e della Regione,  quindi  un  project
  financing, c'è l'avviso, vediamo quali sono le proposte, sarà fatta
  una  commissione di esterni che valuterà la tecnologia e poi si  fa
  il  bando, così come da  Quindi, non c'è Messina piuttosto  che Può
  anche  darsi.  Noi  abbiamo indicato un'area, le due  aree  Sicilia
  orientale e Sicilia occidentale, quindi le riconversioni di alcuni,
  com'è giusto che sia, fate progetti
   I  progetti  come qualcuno già ha sottolineato e di cui  anche  il
  PNRR  economia circolare, un miliardo e mezzo, non li deve fare  la
  Regione e io temo che le SRR per come sono non hanno la forza e  la
  capacità  progettuale,  quindi  il  nostro  compito  è  quello   di
  supportarli, anche in questa cosa se vogliamo che si perdano  anche
  queste risorse.
   Quindi,  anche  ai  cittadini quando dite  la  Tari;  la  Tari  si
  amplia  ;  signori, intanto c'è un metodo Arera e quindi  è  quello
  che  definisce. C'è un nuovo metodo. Quindi, purtroppo queste  sono
  tematiche  specialistiche, bisogna parlare con  i  dati  e  con  la
  solidità dei fatti.
   E  allora,  io non voglio qui e non è nel mio stile,  ma  facciamo
  delle cose perché i rifiuti non sono né di destre e né di sinistra,
  ahimè  vanno a deturpare la nostra terra. Quindi, immagino  che  il
  PNRR  sia  una  grande opportunità. Aiutiamo le SRR a  fare  questi
  progetti,  mettiamo  a  disposizione  tutti  insieme  le   capacità
  progettuali  affinché  quella data, che è  febbraio  come  è  stato
  giustamente   detto,   venga  applicata  e  vengano   fatte   delle
  progettualità.
   Quindi,  questo è un tema serio e sull'impiantistica, per  favore,
  evitiamo  di  fare strumentalizzazione. Noi abbiamo  fatto,  questo
  Governo  ha fatto gli impianti, in primis la discarica  di  Gela  e
  grazie a quella noi stiamo reggendo ora.
   E'  chiaro, si poteva fare di più ma lo stiamo facendo. Il compost
  non  è  un problema perché noi abbiamo contezza di quelli pubblici,
  ma  voi  sapete che per gli impianti di compostaggio molti sono  in
  proiect financing, iva inclusa quella di Mazzarà Sant'Andrea.
   Il   compost  sappiatelo  perché  quest'estate  al  di  là   delle
  microdiscariche - e di questo ringrazio l'onorevole Dipasquale  per
  averlo  sollevato  -  è  un  altro  tema,  perché  il  tema   delle
  microdiscariche  nelle  aree  extraurbane,  siccome  non   c'è   la
  competenza tra le province, i liberi consorzi che non hanno risorse
  e quella statale si crea questo rimbalzo di competenze.
   Cosa  facciamo? Aiutiamoli. Come? Abbiamo un fondo minimale  ma  è
  stato fatto, bisogna fare i regolamenti.
   Quindi,  allora  vedete che la complessità dei  temi  è  tale  che
  richiede  tante  azioni. Cosa abbiamo fatto? Innanzitutto,  le  SRR
  devono  aggiornare  i  piani  d'ambito. L'aggiornamento  del  piano
  d'ambito   è   la  condizione  fondamentale  per  dire   di   quale
  impiantistica  ogni  territorio ha bisogno  e,  quindi,  questo  lo
  abbiamo   fatto,  abbiamo  richiesto,  qualcuno  ha   già   avviato
  l'aggiornamento e altri no. Torneremo a risollecitare.
   Kalat.  Kalat,  è  vero,  non  è che è  calato  il  silenzio.  Che
  silenzio? Sì, sicuramente qui, ma negli uffici vi assicuro che  nel
  Dipartimento  acqua e rifiuti diretto dal professore  -  si,  è  un
  professore  veramente nella filosofia - dall'ingegnere  Foti,  sono
  state fatte una serie di riunioni. Perché? Perché il tema non è  un
  progetto  di  ripristino, ma molto più complesso,  ok?  Quindi,  la
  progettazione  richiede un po' di tempo, ma le risorse  sono  state
  individuate,  c'è  la  riprogrammazione  e  quindi  quello   è   un
  intervento già finanziato.
   L'onorevole  La  Rocca Ruvolo. La Trapani.  E'  chiaro,  la  norma
  nazionale  dice  che  la discarica deve accogliere  i  rifiuti  dal
  produttore del rifiuto, che è il comune, non è il consorzio; ma  di
  questo,  magari, daremo maggiore dettaglio. Quindi, mi chiedeva  un
  intervento in tema di interlocuzione con i dipartimenti,  sarà  mia
  cura accelerare su questo.
   E   quindi,   allora,   le   risorse   per   questo,   nell'ambito
  dell'emergenza Covid, quindi non distraiamo altre risorse.
   Quindi,  il  tema  non sono le risorse, il tema sono  i  progetti.
  Quindi,  ai  cittadini  con cui voi parlate  in  maniera  costante,
  potete  dirlo:  non  è un problema di risorse;  è  un  problema  di
  progetti nell'ambito del contesto.
   Quindi, da domani, perché non ho dato altre indicazioni? Perché io
  voglio  sentire le SRR. Sono loro che mi devono dire quali  sono  i
  loro fabbisogni e non me lo diranno domani, vediamo come precedere,
  hanno  individuato. È vero, noi abbiamo fatto l'avviso, ma l'avviso
  lo  abbiamo  fatto proprio per consentire a quelle SRR  di  pescare
  operatori nel caso in cui loro non l'avessero fatto, quindi  sempre
  nell'ottica del supporto e del miglioramento.
   Quindi, io concludo ringraziando intanto per tutti gli interventi,
  ribadendo  che  effettivamente serve ed è emersa una collaborazione
  locale, provinciale, regionale, ma anche nell'ambito dell'Ars,  del
  Parlamento,  io ho sempre dato la mia disponibilità, e  di  questo,
  chiaramente   Chiudo dicendo che io faccio parte del  Governo,  non
  sono scudo di nessuno. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore Baglieri.
   Io  mi  volevo  scusare con gli onorevoli Tamajo e Grasso  che  in
  effetti  avevano  chiesto di intervenire, ma vi  assicuro  che  qui
  abbiamo  un foglio davvero lunghissimo di interventi e quindi  sono
  saltati. Me ne scuso con loro e ringrazio l'Assessore.


     Presentazione degli ordini del giorno n. 587, n. 588 e n. 589

   PRESIDENTE. A questo punto, abbiamo questi ordini del  giorno  che
  intendo  come, diciamo, accolti, accolti con riserva? Assessore  ci
  dica lei, come dire, il parere del Governo.

   BAGLIERI,  assessore  per  l'energia  e  di  servizi  di  pubblica
  utilità. Approvati con riserva.

   PRESIDENTE. Grazie, come raccomandazione.

                           (brusio in Aula)

   PRESIDENTE.  Come raccomandazione, chiedo scusa.  Vengono  accolti
  come raccomandazione, chiaramente poi, fatte le dovute verifiche, i
  vari  deputati  chiederanno  in  IV  Commissione  l'approfondimento
  sull'effettiva fattibilità delle loro proposte.

    (Gli ordini del giorno accettati come raccomandazioni recano i
                    numeri d'ordine 587, 588 e 589)

   Onorevoli  colleghi,  sono le ore 14.20, la  seduta  è  sospesa  e
  riprenderà  alle  ore 16.00 per riprendere la trattazione  dei  due
  disegni di legge che abbiamo lasciato in sospeso.
   Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 16.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.20, è ripresa alle ore 16.23)

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   La seduta è ripresa.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
  Catanzaro.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Seguito della discussione del disegno di legge « Assestamento  del
  Bilancio  di previsione per l'esercizio finanziario 2021 e  per  il
  triennio 2021/2023 .» (n. 1082/A)

   PRESIDENTE.  Si  riprende  con il seguito  della  discussione  del
  disegno  di  legge   Assestamento del Bilancio  di  previsione  per
  l'esercizio  finanziario  2021 e per  il  triennio  2021/2023   (n.
  1082/A), posto al n. 1) del III punto all'ordine del giorno.
   Iniziamo,  come  avevamo  convenuto  in  sede  di  Conferenza  dei
  Presidenti    dei   Gruppi   parlamentari,   con   la   discussione
  sull'assestamento. La discussione generale, Presidente Savona, come
  lei ricorderà, è stata rinviata all'articolo 1.
   Comunico, altresì, all'Aula che non sono stati presentati -  entro
  le ore 13.00 -  emendamenti.

   LACCOTO. Chiedo di parlare sulla discussione generale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto  della
  presenza  dell'assessore  perché  in  questi  giorni,  proprio   la
  settimana  scorsa,  ai  comuni è arrivata una  nuova  rimodulazione
  delle somme spettanti ai comuni.
   Mi  spiego, perché qua ci sarà qualcuno che di amministrazione  se
  ne  intende:  all'inizio dell'anno, c'era un  decreto  che  fissava
  alcune  somme  che  erano  per tutti i comuni.  A  novembre  non  è
  possibile rimodulare in meno queste somme perché nel frattempo sono
  praticamente state tolte delle somme dai bilanci che devono  andare
  agli  enti  locali.  La  situazione  è  questa:  è  una  situazione
  paradossale, perché da una parte noi tentiamo, a livello nazionale,
  di avere delle somme in più, cerchiamo di combattere una situazione
  anche  di  disastro  dei comuni tant'è che oltre  duecento  comuni,
  ancora   oggi,  non  riescono  a  chiudere  i  bilanci   e   arriva
  praticamente questo decreto di rimodulazione a novembre, cioè  dopo
  undici  mesi, che praticamente tolgono ad alcuni comuni 50.000,  ad
  alcuni  comuni 60.000, eccetera, in queste condizioni io credo  che
  non si possa andare avanti con l'assestamento di bilancio se non si
  rimpinguano le somme che devono essere destinate agli enti locali.
   Ricordo, Assessore, che noi in Commissione  Bilancio , come diceva
  l'altro giorno il Presidente della Commissione, che poi rinfaccia a
  me  -  ma a tutta la Commissione -  che noi abbiamo aderito ad  una
  richiesta  che  doveva essere temporanea -  dei  cinque  milioni  -
  ricordo  in  più che c'era un problema riguardante i dieci  milioni
  per  gli  ASU che noi non l'avevamo presi però dalle somme generali
  degli enti locali, ma da quelle delle riserve degli enti locali.
   Improvvisamente, mancano quei dieci milioni che sono invece  stati
  dirottati  sulle somme generali da dare agli enti locali e  mancano
  altre somme.
   Io  dico,  non  è  più  possibile in queste  condizioni  andare  a
  maltrattare i comuni perché con i comuni è facile, che cosa  devono
  fare? Le Amministrazioni comunali devono dichiarare il dissesto, in
  queste  condizioni non si può più andare avanti, per cui  io  credo
  che  oltre  agli ASU e le altre questioni che sono state affrontate
  bisogna prima di tutto affrontare questa questione delle somme  per
  gli enti locali.
   A  novembre non si può dire facciamo una rimodulazione, qui ho  il
  decreto  che è stato fatto dall'Assessorato degli enti locali  che,
  praticamente, toglie le somme ai comuni nel mese di novembre.
   Signor Presidente e Assessore, onorevole scusi, se io devo parlare
  a  vuoto questa Assemblea sta diventando così  io non faccio accuse
  a nessuno, non faccio polemiche sterili

   PRESIDENTE.  Onorevole Laccoto, stiamo parlando dell'assestamento,
  quando  ci  sarà la variazione parlerà della variazione.  Questo  è
  l'Assestamento.

   LACCOTO. No, il problema è qua, il problema inizia da qui,  signor
  Presidente,  inizia  dall'Assestamento,  non  è  che  inizia  dalle
  variazioni, perché le somme in qualche maniera bisogna trovarle  e,
  quindi, se non si comincia da qui a verificare qual è la situazione
  attuale,  ora io non voglio fare accuse a nessuno, non voglio  fare
  polemiche  sterili ma è chiaro che oggi c'è una  voce  di  tutti  i
  comuni che chiedono un'integrazione di soldi.

   PRESIDENTE. L'abbiamo capito il problema, però l'assestamento è un
  fatto  tecnico,  non  è  qui che si deve fare  questa  discussione,
  vedremo dove doverla fare.
   L'Assessore  per l'economia, in sede di Conferenza dei  Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari,  ha dimostrato  che  c'è  una  necessità
  tecnica per l'Assestamento e poi di approvare questa variazione  di
  bilancio attraverso la quale poi arriveranno le risorse da  Roma  e
  faremo entro il 30 di novembre l'assestamento.
   Allora, Assessore, se per favore lo vuole confermare all'Aula  per
  l'ennesima volta così cominciamo ad avere le idee chiare sulle cose
  da fare.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Io lo confermo  per  l'ennesima
  volta, si tratta di una questione temporanea.
   Onorevole,  io  comprendo  la  sua  attenzione  che  deriva  anche
  dall'impegno  amministrativo diretto e  fa  benissimo  ad  additare
  questa attenzione.

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Le assicuro che  i  Comuni  non
  riceveranno  un  euro in meno. In ogni caso avranno l'integrazione,
  se  non  facciamo  questa non potremo fare altro,  quindi  perdiamo
  questo  con quello, altrimenti facciamo questa variazione, facciamo
  l'assestamento, portiamo una variazione con le risorse che lo Stato
  ci  dà a seguito di una ripartizione. Insomma sono aggiuntive,  che
  non  avevamo  prima e non potevamo distribuirle adesso quindi,  per
  cortesia, affidatevi.
   Io  credo  di essere una persona che poi alla fine avrò  anche  un
  carattere  -  come  qualche  mio amico ha  definito  in  passato  -
  spigoloso,  ma  le  cose  possono essere  tonde  o  rettangolari  o
  trapezoidali però alla fine l'importante è che tengano la  forma  e
  non si sformino strada facendo.
   Io  le cose che dico di solito non me le rimangio, anzi non me  le
  rimangio quasi mai.

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Certo, ma se  non  facciamo  le
  variazioni  oltre ai dieci milioni dei Comuni su  una  massa  molto
  consistente ci saranno settori molto più rilevanti che subiranno un
  pregiudizio,  quindi  si figuri se il Governo intende  pregiudicare
  categorie  intere della Sicilia in questo momento. C'è l'impegno  a
  ripristinare le somme può stare sicuro.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Caronia.
   Onorevole  Caronia  stiamo  parlando  dell'assestamento,   lei   è
  interessata alle variazioni.
   Onorevole  Marano,  stiamo  parlando dell'assestamento  chiede  di
  intervenire?  E'  un  fatto tecnico. Ditemi quelli  che  si  devono
  iscrivere a parlare. Quindi chiedono di essere iscritti a  parlare:
  l'onorevole   Marano,  l'onorevole  Di  Paola,  l'onorevole   Lupo,
  l'onorevole   Dipasquale,  l'onorevole  Figuccia,  l'onorevole   Lo
  Giudice, l'onorevole Barbagallo, l'onorevole Gucciardi.
   Possiamo dire che le iscrizioni sono chiuse.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gallo ha chiesto congedo  per
  la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1082/A

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO.  Signor Presidente, il tema della gestione  dei  soldi  in
  Sicilia sicuramente è un fatto tecnico ma è anche un fatto politico
  e  di responsabilità di questo Governo, questo lo precisiamo perché
  se no la gente capisce cose che non deve capire.
   Un   tema,   infatti,  importantissimo  in  questa  situazione   è
  sicuramente  l'incapacità  di spesa  del  Governo  regionale  e  mi
  riferisco  ad una deliberazione del 21 settembre dove, appunto,  la
  Ragioneria manda una nota esplicitando i capitoli per cui non  sono
  stati  spesi i soldi e parla, questa deliberazione, del  fatto  che
  molti  capitoli  anche della legge di stabilità, per  cui  perdiamo
  mesi  e  mesi  per produrla, non vengono impegnati.  E,  questo,  è
  davvero paradossale.
   Facciamo  un  esempio.  Il capitolo relativo  ai  fondi  destinati
  all'antiracket,  alle  vittime di mafia, alla criminalità,  abbiamo
  speso   solo  diciotto  mila  euro,  ma  un  altro  capitolo  molto
  importante  a  cui io sono per esempio molto legata, ma  dovrebbero
  esserci  legati  tutti  compreso  il  Governo  regionale,  il  tema
  indipendenza donna, su cinquecento mila euro sono stati spesi  zero
  euro.
   Signor  Presidente, quindi, capisce bene che  non  è  soltanto  un
  fatto  tecnico.  Lei,  ieri, assessore  Armao,  ci  ha  rassicurato
  dicendo che possiamo fare due, tre variazioni di bilancio,  non  lo
  so,  perché  leggendo  la deliberazione di Giunta  la  426  del  14
  ottobre  mandata  dalla  Ragioneria, è chiaro  che  ci  sono  delle
  criticità sul rendiconto del 2020. Quindi, questa tranquillità  che
  palesate, sinceramente non lo so fino a che punto è reale.
   E,  allora,  anziché fare finanza creativa, presentando  allegati,
  così,  diciamo con risorse inesistenti, sarebbe l'ora  di  lavorare
  bene e con cognizione. Cominciare a farlo bene e magari riuscire  a
  non  perdere  il  treno  del  PNRR  che  probabilmente  rappresenta
  l'ultima speranza per quest'Isola, però, bisogna cominciar e  farlo
  bene magari sostituendo qualche persona nei dipartimenti visto  che
  fino ad oggi in quattro anni la gestione dei soldi dei siciliani  è
  stata fallimentare.
   Concludo ricordando che nel 2025, ma per fortuna non ci sarete voi
  a  dovervene  occupare,  si dovrà coprire un  miliardo  e  duecento
  milioni di disavanzo, altro che banalità

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, colleghi
  cittadini,  signor Presidente ci dia la possibilità di intervenire,
  io  poi  capisco tutto, che vogliamo fare di fretta perché ci  sono
  difficoltà  da parte del Governo regionale, però, dico che  ci  sia
  almeno  la  possibilità da parte delle opposizioni di  intervenire,
  quanto  meno,  in discussione generale. Poi, non ho capito  perché,
  lei  ha definito, come dire, il disegno di legge sull'assestamento,
  un  fatto  tecnico. Dico, noi qui siamo per rappresentare cittadini
  e,  quindi,  la  questione  è soprattutto  politica.  Dico,  signor
  Presidente,  lei si ricorderà e anche l'assessore,  gli  interventi
  fatti  anche nei mesi passati perché poi noi facciamo, puntualmente
  ripetiamo gli stessi interventi.
   Dico,  sulla banca dati, ieri l'assessore parlava, come  dire,  di
  riferimenti  dati alla Corte dei Conti, ma la Corte  dei  Conti  ci
  dice  da tempo di realizzare sta banca dati dei contenziosi, ce  lo
  dice  da tempo e noi continuamente lo ripetiamo:  Ma la banca dati,
  assessore, a che punto è? Ma la banca dati, assessore, a che  punto
  è? ,   La  stiamo facendo , la risposta è  La stiamo facendo .  Nel
  frattempo  qui  abbiamo,  come  dire,  risolto,  si  è  risolto  un
  contenzioso che probabilmente con la banca dati veniva a costare di
  meno  ai  siciliani e lo risolvevamo con una tempistica  inferiore.
  Quello dell'ESA, assessore, quello dell'ESA.
   E,  dico,  ma  noi qui facciamo gli interessi anche dei  cittadini
  siciliani  e  quando, sia la Corte dei Conti, che noi, puntualmente
  gli  rinnoviamo l'invito di completarla questa banca dati  di  modo
  tale  che  i contenziosi ci costano meno e li risolviamo  in  breve
  tempo.  E,  qui,  come dire, lo devo sottolineare  come  cosa,  uno
  perché  ce lo dice la Corte dei Conti e due perché qui noi mettiamo
  soldi per quanto riguarda il contenzioso dell'ESA.
   Dopodiché,  Assessore, è innegabile che, nel corso  dei  mesi,  ma
  anche   degli   anni,  all'interno  di  quest'Assemblea   regionale
  siciliana,  io  sia stato sempre nei suoi confronti, nei  confronti
  dell'Assessore   e,   quindi,  dell'azione  politica-amministrativa
  dell'Assessore, diffidente.
   Ed   anche  stavolta,  su  questo  disegno  di  legge,  su  questo
  assestamento, rinnovo la mia diffidenza e chiedo all'Assessore:  Ma
  se  le  cose non andranno come le si prospetta e, cioè, se  poi  la
  Corte dei conti, riunita nella sezione speciale - giusto perché voi
  avete  fatto un ricorso, cioè c'è un ricorso in questo momento,  mi
  spiegherà meglio lei - se le cose non andranno come solitamente  in
  giurisprudenza, come è stato fatto negli anni o, comunque, come  lo
  si prevede cosa succederà ai conti della Regione?
   Ma  questo, Assessore - e lei sicuramente, a livello tecnico, sarà
  molto più bravo di me nell'andare a spiegare la situazione - non  è
  che  lo  dice  Di  Paola  lo dice anche il  Centro  studi,  di  cui
  ovviamente   mi  fido,  lo  dice  il  centro  studi  degli   uffici
  dell'Assemblea    regionale   siciliana.   Cosa    succederà    se,
  nell'eventuale  ricorso,  le  cose  dovessero  andare  male?   Cosa
  succederà? Questo è quello che ci chiediamo perché, già, abbiamo un
  disavanzo enorme.
   Noi  stiamo  facendo  questo assestamento  ma  in  una  previsione
  ottimistica della cosa. Io le chiedo, Assessore, nel caso  peggiore
  -  perché  noi dobbiamo prevedere tutte le situazioni  -  nel  caso
  peggiore  cosa si sta facendo, cosa stiamo prevedendo nel  caso  in
  cui ci dovesse essere qualcosa di imprevisto nel ricorso che questo
  Governo regionale sta portando avanti?
   Perché lo dobbiamo ai Siciliani perché negli anni, ahimè, si  sono
  sempre  scoperti buchi - attenzione, non che riguardano  o  che  in
  parte  questo Governo regionale ha fatto, non ha fatto,  molto  del
  disavanzo abbiamo visto che riguarda periodi precedenti.
   Però,  Assessore, io questa domanda gliela devo fare, e spero  che
  lei   mi  risponderà,  perché  noi  dobbiamo  metterci  sia   nelle
  prospettive positive ma anche in quelle negative.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  intanto
  preliminarmente sull'ordine dei lavori.
   Percepisco che, a mio avviso, bisognerebbe prima votare il disegno
  di  legge  n. 962/A Stralcio II COMM. bis/A, perché, a seconda  del
  fatto che il disegno di legge sia o meno approvato, cambiano alcune
  previsioni   che   riguardano  l'assestamento  in  discussione   in
  particolare  con  riferimento all'articolo  3  ma  anche  ad  altri
  articoli,   come  ad  esempio  all'articolo  6,  perché  ovviamente
  cambiano quelle che sono le previsioni contenute nell'articolato.
   Né  vale  dire  che non diamo il voto finale perché,  rispetto  ad
  articoli  già  approvati, sarebbe impossibile  per  l'Aula  tornare
  sulla votazione.
   Quindi,  Presidente, io intanto le chiedo di analizzare prima,  di
  prendere  in  esame  il  disegno  di  legge  962.  Se  lei  dovesse
  respingere  questa  mia  richiesta,  intervenendo  nel  merito  del
  disegno  di  legge,  ho  ben  altro da dire.  Però,  le  chiedo  di
  rispondermi cortesemente sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  E'  incardinato,  onorevole  Lupo,  l'assestamento  e
  stiamo sistemando
   Il  voto  finale lo daremo dopo che avremo approvato le variazioni
  di bilancio.

   LUPO.  Presidente, lei si può determinare come ritiene.  Penso  di
  essere stato chiaro nel dire che, se il 962 non fosse approvato, ad
  esempio la previsione di cui all'articolo 3 dell'assestamento,  non
  sarebbero  più corretto. All'articolo 3 dell'assestamento approvato
  non   vedo  come  l'Aula  potrebbe  tornare  a  prendere  in  esame
  l'articolo 3.
   Quindi, le affido questa riflessione. Ovviamente, mi attengo  alle
  sue determinazioni. Respinge la richiesta. Ne prendiamo atto.
   Con riferimento all'assestamento di bilancio, Presidente, io penso
  che,  intanto, vada prestata la massima attenzione all'articolo  5,
  laddove   vengono   riepilogate  tutte  le   quote   di   disavanzo
  accantonate,  previste a partire dall'esercizio 2015-2016-2017-2018
  e  2019,  per  un totale di 7 miliardi 418 milioni 715  mila  euro.
  Perché  Presidente. Perché si evidenzia con assoluta chiarezza  che
  di  questi  7.400.000.000,00, 1.131.000.000,00 anzi 132 milioni  di
  disavanzo sono ascrivibili esclusivamente all'azione amministrativa
  e di Governo del Governo in carica e cioè del Governo Musumeci.
   Questo lo dico perché ho sentito dire troppe volte in questi  anni
  che   la  questione  del  disavanzo  è  ascrivibile  alle  gestioni
  precedenti,  ai  governi precedenti e non alla gestione  di  questo
  Governo.
   Il  disavanzo derivante dalla gestione dell'esercizio  finanziario
  2018,  come  lei  ben  sa,  è  di  1.026.618.749,46  cui  si  somma
  105.317.564,26 che sommati come dicevo superano il miliardo e cento
  milioni  dei sette miliardi e quattrocentomila complessivi  di  cui
  gran  parte  per  quattro  miliardi e  sette  di  disavanzo  deriva
  dall'azione di riaccerta mento straordinario dei residui  e  quindi
  riguarda  chissà quanti anni precedenti, una situazione che  allora
  si verificò per l'entrata in vigore del DL 118.
   Come  diceva  correttamente anche l'onorevole  Marano  che  mi  ha
  preceduto,  risulta particolarmente allarmante  la  previsione  che
  riguarda  l'anno  2025 che sembra molto lontana ma  che  in  realtà
  riguarderà  il bilancio di previsione triennale del prossimo  anno,
  sostanzialmente  del prossimo governo che vincerà  le  elezioni  in
  Sicilia.  Nel  triennale  2023-2024-2025,  perché  per  il  2025  è
  previsto un totale annuo di ripianamento di disavanzo per oltre  un
  miliardo  e  mezzo, 1.523.000.000,00. E' chiaro a tutti che  nessun
  bilancio  regionale sarà possibile fare con l'esigenza di ripianare
  un disavanzo di oltre un miliardo e mezzo per l'anno 2025.
   E  allora  il  Governo Musumeci ha enormemente  aggravato  la  già
  difficile  situazione del disavanzo che ha ereditato dal precedente
  Governo  e  dai  precedenti Governi aggravando  il  disavanzo  come
  dicevo  per  oltre  1.100.000.000,00  ma  soprattutto  lascerà  una
  terribile  eredità  al  futuro governo  con  l'obbligo  di  coprire
  421.000.000,00 per il 2023 e 292.000.000,00 per il 2024,  e  ripeto
  oltre un miliardo e mezzo per il 2025.
   A  questa  previsione si aggiunge come sappiamo ciò che conseguirà
  alla  pronuncia del Giudice Costituzionale per effetto del  ricorso
  presentato  avverso  il  giudizio di parificazione  del  rendiconto
  2019,  laddove probabilmente la Corte dovesse accogliere il ricorso
  ai  127  milioni ulteriori di disavanzo che si sommerebbero per  la
  gestione   2020,  per  l'esercizio  finanziario  2020,   potrebbero
  aggiungersi  ulteriori 127 milioni, a seconda delle interpretazioni
  della  Corte  stessa  relativi al rendiconto 2019.  E  quindi  agli
  effetti già terribili di cui parlavo prima si sommerebbero circa al
  250  milioni  di disavanzo. Il Governo Musumeci lascia  la  Regione
  siciliana in brache di tela. Questo bilancio non sta più in piedi e
  ha   impoverito  enormemente  la  Sicilia  lasciando  una   eredità
  terribile  di indebitamento e un'esigenza di copertura di disavanzo
  che graverà sulle prossime generazioni purtroppo per molti anni con
  l'impossibilità concreta perfino di approvare il prossimo  bilancio
  di previsione triennale 2023-2025. Questa è la verità.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Assessore, l'hanno  lasciata
  solo  su  un argomento che non è tecnico, Presidente, la prego,  un
  uomo  della sua preparazione, della sua storia, non può far passare
  uno strumento finanziario, uno strumento tecnico.
   Qui, chi ha un minimo di esperienza anche amministrativa, ma anche
  chi  non  ce l'ha, sa che gli strumenti finanziari tutti,  bilanci,
  variazioni e assestamenti, sono strumenti - sì giuridico-tecnici  -
  ma sono strumenti politici, in primis.
   La prego, non li consideri più, ci dica per favore non intervenite
  che è meglio e noi lo facciamo
   Ma  non  consideriamo  l'assestamento o gli strumenti  finanziari,
  strumenti solamente tecnici.
   E'  intervenuto  il  mio  Capogruppo e ha detto  buona  parte,  la
  stragrande maggioranza delle cose che andavano dette nel merito.
   Mi  permetto di dire, noi cerchiamo di fare la nostra parte  ma  è
  normale che arriva l'assestamento di bilancio ieri, all'ultima ora,
  mentre  avevamo aperto la discussione su un altro capitolo,  su  un
  altro  punto,  ci  vengono date - quante  ore?  -  dodici  ore  per
  presentare gli emendamenti di cui sei della nottata e noi  dobbiamo
  andare dietro i tempi e all'improvvisazione di questo Governo?
   Pensate che questa sia una programmazione corretta, civile?
   Siamo presenti in Aula, abbiamo cercato di fare il nostro ruolo, è
  intervenuto  il  Capogruppo, qualcos'altro la  dirò  io,  ci  siamo
  sforzati  di  entrare nel merito di questo assestamento  e  abbiamo
  cercato di farlo con quel poco tempo che c'è stato dato.
   Da  dieci  anni che sono in Aula, di queste cose non ne  ho  viste
  mai   Purtroppo  questa è diventata prassi. Portare  in  quest'Aula
  strumenti  finanziari importanti, l'ultimo momento, dare pochissimo
  tempo  per  presentare gli emendamenti e noi  costretti  a  venirvi
  dietro.
   Innanzitutto,  questo  fallimento della programmazione  di  questo
  Governo è totale.
   Dopodiché quando l'Assessore Armao ci fa riferimento, ci invita  -
  vi  dovete  fidare  di  me,  sono  bravo   E  mizzica  quale  bravo
  Assessore,  abbiamo  fatto viaggi a vuoto a  Roma  e  malafiure  di
  quelle bestiali.
   Ci siamo fatti impallinare un milione di cose da Roma, la fiducia,
  guardi quando io sono entrato in questa nuova esperienza, l'ultima,
  questa legislatura sinceramente ho detto  mah, vediamo, l'assessore
  Armao  si  presenta  bene, i rapporti ce li ha a Roma,  sicuramente
  porterà risultati .
   Questa  fiducia gliel'abbiamo data all'inizio e l'abbiamo  riposta
  in  mani  purtroppo sbagliate perché la maggior  parte  degli  atti
  impugnati  da  Roma purtroppo sono atti impugnati,  sono  atti  che
  hanno  avuto  il suo parere, che provengono dal suo  lavoro  e  che
  purtroppo  sono stati impallinati, quindi, fiducia sinceramente  ne
  possiamo  dare  poca.  Tante  sono  le  speranze  legate  a  questo
  assestamento, io non faccio altro che ricevere telefonate da  mezzo
  mondo, state facendo l'assestamento perché poi purtroppo non si  ha
  neanche  il  coraggio di dire bene le cose a coloro  che  stanno  a
  casa,  allora  chiamano  i Consorzi di bonifica  e  dicono   ma  ci
  salvate, quindi state facendo, state mettendo risorse per i  nostri
  stipendi ,  chiamano  i talassemici a cui mancano  i  soldi  per  i
  vitalizi e ci ricordano tutto questo, chiamano gli enti di  ricerca
  come  il  Corfilac, chiamano i comuni, chiamano gli ASU,  i  canoni
  demaniali, noi abbiamo fatto una norma che prevedeva l'abbattimento
  del canone demaniale per il cento per cento nel 2020 e il cinquanta
  per cento nel 2021. Lo sapete com'è finita?
   Che siccome i soldi non erano previsti, avevamo fatto l'impegno ma
  senza  i  soldi,  non so come sia possibile una  cosa  del  genere,
  intanto, abbiamo fatto pagare ai balneari il cento per cento e  poi
  dovranno recuperare la parte dei soldi quando li recupereremo.
   Allora, c'è una grandissima confusione, l'assestamento di bilancio
  dovrebbe  essere quello strumento giuridico destinato ad aggiornare
  il  bilancio per quegli eventi sopravvenuti, nuovi, che  non  erano
  stati  considerati nel bilancio di previsione, questo è quello  che
  dovrebbe fare l'assestamento di bilancio, tipo il ciclone,  tipo  i
  danni  per l'agricoltura, cioè quelle cose che non avevamo previsto
  e,  invece, noi non solo non entriamo in merito a tutto questo,  si
  prova  a  mettere  delle  pezze in tutto  quello  che  non  si  era
  previsto,  che mancava e che era stato mal pianificato  durante  il
  bilancio di previsione e che noi avevamo detto, quindi, la  fiducia
  la  vorremo dare però purtroppo non siamo in condizioni  di  darla,
  siamo  convinti  che  tutte  quelle categorie  e  concludo  subito,
  Presidente,  che  aspettano risposte da questo assestamento  perché
  voi,   non  noi  della  minoranza,  voi  della  maggioranza   avete
  sollecitato  e avete e tenete a bada perché purtroppo la  gente  si
  stanca  ormai  dopo  quattro  anni di aspettare,  rimarranno  tutti
  delusi così come lo sono rimasti negli ultimi tempi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  ovviamente non toccherà a noi una difesa di ufficio, mi sembra  che
  l'articolato  si  presenti in maniera molto  snella  attraverso  il
  riferimento  e  i  residui  attivi  e  passivi  che  risultano  dal
  rendiconto generale.
   C'è un'opportunità che nasce all'articolo 2 secondo il riferimento
  al fondo di cassa, all'inizio dell'esercizio finanziario 2020 ed  è
  assolutamente   apprezzabile   l'intervento   legato    all'accordo
  transattivo   relativo  all'ESA,  ovviamente   abbiamo   posto   in
  riferimento    all'assestamento   di   bilancio   come    strumento
  immediatamente  propedeutico  alla stessa  variazione  di  bilancio
  alcune modifiche che tratteremo in quella sede.
   Pensavamo  dovessero arrivare dei correttivi e,  certamente,  come
  Gruppo  parlamentare  leale  all'azione  di  Governo  non  potevamo
  tuttavia  non  notare alcuni aspetti legati, ad  esempio,  al  tema
  degli ASU, abbiamo fatto una proposta per certi aspetti ci dispiace
  che  per  settimane ci siamo trovati costretti e  in  qualche  modo
  incinghiati  ad un sistema che ci trovava costretti  a  fare  delle
  richieste legate al personale ASU però mi sembra che alla  fine  ad
  una  proposta  che  era la stessa che avevamo  previsto  circa  tre
  settimane  fa  si  è  arrivati,  la  proposta  era  relativa   alla
  possibilità di inserire quella posta di bilancio attraverso  quelle
  somme  che  erano  state  indebitamente sottratte  perché  gli  ASU
  potessero   avviare  quel  processo  che  negato   dall'impugnativa
  attraverso  l'articolo  36  in  qualche  modo  ricomincia  un   suo
  percorso, un percorso che vede stanziato in quel caso i i 5 milioni
  di euro che, certamente, quanto meno riaprono una prospettiva. Vero
  è  che la Consulta non c'è stata amica, ma purtroppo questo è ormai
  un  tema  ricorrente nei rapporti tra Stato e Regione, ma  tecniche
  parlamentari, grazie a Dio coniugate con la sensibilità dei  Gruppi
  parlamentari,  ci  hanno consentito, per quello che  mi  sembra  di
  capire, di poter porre un rimedio.
   Certamente  nella fase successiva bisognerà intervenire  anche  su
  ulteriori  aspetti.  Ieri,  strumentalmente,  qualcuno  ha   voluto
  lanciare  l'allarme, ad esempio, sul bacino degli ex Pip; anche  lì
  ovviamente  noi le carte le guardiamo ci siamo confrontati  con  la
  Commissione Bilancio ed abbiamo compreso che, ovviamente, i margini
  per  un  correttivo ci siano. Quelle risorse i circa 800 mila  euro
  andranno  trovate, insieme a quelle va recuperato un  percorso  che
  era   stato   tralasciato  alla  luce,  purtroppo,  anche   lì   di
  un'impugnativa.
   La  Resais non esiste più, abbiamo un ente sano e vegeto che è  la
  Sas   e  allora  perché  non  prevedere  attraverso  un  tetto   la
  possibilità di recuperare, all'interno di questo ente, un  percorso
  virtuoso  che  possa  riprendere quelli della  stabilizzazione.  La
  stessa  cosa  proporremo su altri bacini di precariato,  coniugando
  queste  misure con altre che erano state pensate per il rilancio  e
  che,  tuttavia, hanno visto un freno, rispetto, ad esempio, a  quel
  prestito  di 15 mila euro da dare alle famiglie attraverso  l'Irfis
  che  abbiamo  visto essere un percorso interrotto che  siamo  stati
  costretti  a  recuperare attraverso la Commissione  di  merito  per
  l'applicazione delle leggi che sono state approvate.
   Però  questo è soltanto, come dire, un antipasto rispetto a quello
  che  accadrà successivamente in sessione di bilancio dove  pensiamo
  che vadano recuperati alcuni gap che sono stati determinati. Ma  al
  di là di questi aspetti, ci riteniamo assolutamente soddisfatti del
  lavoro  non solo che è stato fatto, ma che speriamo possa ultimarsi
  alla luce di questi buoni propositi.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. No, parli da lì. Abbiamo speso  questi
  soldi  per  evitare  che  attraverso il microfono  possano  esserci
  contagi.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevole  colleghi,  Assessore,
  queste aste sono un po' più basse rispetto a quelle

   PRESIDENTE.  No, la sentiamo bene. Stia tranquillo. Il  volume  si
  sente; penso che lo sentite anche voi quando parla un collega.

   CRACOLICI. Allora io vi consiglio di alzarvi perché potrebbe

   PRESIDENTE.  Se  lei  è  raffreddato e vuole andarsene,  onorevole
  Cracolici, non ci sono problemi.

   CRACOLICI. Io non le posso dare questo piacere, Presidente,  né  a
  lei né all'assessore Armao.
   Caro  Presidente, vedo che qui ci sono anche colleghi che, essendo
  in imbarazzo, parlano di altro. Altro che assestamento tecnico, che
  atto tecnico  Questo è il momento della verità. Una parte l'ha  già
  espressa  il  collega  Lupo,  mio Capogruppo,  ovvero,  il  Governo
  Musumeci  non  solo  ha  peggiorato lo stato  del  disavanzo  della
  Regione  rispetto al 2018, ma anche il peggioramento che la  Giunta
  aveva  attestato nella proposta di rendiconto che ha portato, 2019,
  alla  Corte  dei conti per la parifica che prevedeva  un  disavanzo
  relativo  alla competenza 2019 di 105 milioni di Euro,  anche  quei
  dati  sono stati dichiarati fasulli non dalla sezione romana  della
  Corte  dei  conti come dicevamo ieri, di via Mazzini, ma quelli  di
  via  Notarbartolo,  i  quali nel dare il giudizio  di  parifica  al
  bilancio ha evidenziato che il disavanzo 2019, il maggior disavanzo
  rispetto agli anni precedenti, è di 170 milioni, perché c'è  l'ESA,
  perché c'era un altro milione e qualche altra cosa.
   A  questo si aggiunge - ed è il nodo altro che tecnico, è di  tipo
  giurisdizionale  e  politico  - che via  Mazzini,  e  non  più  via
  Notarbartolo, ha ulteriormente evidenziato una differenza nel Fondo
  cosiddetto dei crediti di dubbia esigibilità aumentandolo di  circa
  9  milioni  di  euro,  8  milioni e rotti. Quindi,  noi  avremo  un
  disavanzo,  tra  via Notarbartolo e via Mazzini  -  e  speriamo  di
  fermarci  a  questi due indirizzi - per il 2019 di 180  milioni  di
  euro  che,  ricordo, per il decreto legislativo 118  devono  essere
  ripianati   questi   non   più  con  la  rateizzazione   decennale,
  ventennale,  trentennale, ma questi devono essere ripartiti  o  nel
  triennio  o,  comunque,  entro  il  limite  della  chiusura   della
  legislatura. Se il bilancio 2019 presente 180 milioni di disavanzo,
  è evidente che già il bilancio 2020 e non soltanto il bilancio 2021
  -  vi  ricordo che siamo al 10 novembre 2021 - deve avere le misure
  di  correzione  che  possano consentire la  copertura  del  maggior
  disavanzo nell'ambito del triennio.
   Poiché  non abbiamo fatto nulla perché con il gioco degli  specchi
  siamo  riusciti  a  farci fare il rendiconto 2019 praticamente  nel
  2021,  quindi  abbiamo  bypassato, un po' per  l'epidemia,  un  po'
  perché i conti, come si suol dire, non tornavano  io di fronte alla
  morte,  vede  assessore  Armao, lei ha una capacità  di  essere  un
  alpinista   sugli  specchi.  Perché  lei  ha  quella  capacità   di
  arrampicarsi anche quando scivola, e lo stridore delle sue unghie e
  per questo lei si taglia molto le unghie, per evitare di sentire il
  rumore  che ogni volta che lei si arrampica, detto in linguaggio  a
  lei  più consono che è il linguaggio inglese, possa in qualche modo
  non far sentire il rumore del grattare il vetro.
   Assessore  Armao, non c'entra nulla la morte del Presidente  della
  Corte  dei  conti che tutti noi non possiamo esprimere cordoglio  e
  certamente dispiacere. Qui stiamo parlando di una negoziazione  tra
  la  Sezione  di controllo di via Notarbartolo e gli uffici  di  via
  Notarbartolo,  quelli di fronte, cioè l'Assessorato  dell'economia,
  poiché i conti le ricordo che persino il valore dei residui è stato
  oggetto  di  passaggi  ulteriori,  perché  persino  la  verifica  a
  campione   fatta  sul  2  per  cento  dei  residui   produceva   un
  disallineamento  tra  quanto  accertato  dalla  Regione  e  quanto,
  invece, verificato dalla Corte dei conti.
   Ora,  io  dicevo  che lei è un arrampicatore, un  alpinista  anzi,
  perché lei nel 2017 fu protagonista - glielo ricordavo ieri - nella
  qualità  di  presidente  di  uno dei  tanti  comitati  che  lei  ha
  costituito  nella sua vita, quello degli  indignados', che  generò,
  mi  ascolti Assessore, veda la vita è una ruota, e lei però non può
  fare  il criceto, quello che gira sempre e pensa di non cadere mai,
  perché  proprio allora la teoria del ricorso del pubblico ministero
  avverso  il giudizio di parifica della Corte dei conti che  avvenne
  sul  bilancio, se non ricordo male, del 2016 fu motivato  anche  da
  una  serie di sollecitazioni che nella qualità di  indignados'  lei
  in  qualche modo ha promosso, determinando una condizione giuridica
  inedita  nella vita di questa Regione che oggi, dobbiamo mettercelo
  in  testa, alla luce di quello che è avvenuto, anche il giudizio di
  parifica non è più un atto certo. Tant'è che le ricordo che  quando
  si   è  approvato  e  avete  portato  il  rendiconto  in  Aula   il
  sottoscritto assieme ad altri colleghi avevamo chiesto, visto che i
  primi  di novembre era fissata l'udienza presso le sessioni riunite
  ed avevamo più di una ragionevole certezza di soccombere rispetto a
  quei  rilievi, aspettiamo ad approvare il rendiconto, perché non  è
  vero,  io  lo capisco che dal punto di vista del principio astratto
  una legge fa cessare la materia del contendere, ma fino ad un certo
  punto  perché la legge fa cessare la materia del contendere qualora
  la  legge  avesse completato il suo iter approvativo dal  punto  di
  vista della formalizzazione che prevede - lo ricordo a me stesso ma
  lo ricordo all'Aula - che le leggi della regione hanno 60 giorni di
  tempo  per  essere eccepite dalla parte del Consiglio dei  ministri
  per promuovere giudizio di incostituzionalità.
   Ora,  mentre la Corte dei conti ha fatto due sostanziali  rilievi,
  uno che il disavanzo non era vero.  9 milioni di differenza, dicono
  i  conti  parificati  in  via  Notarbartolo  non  erano  effettivi.
  Secondo,  ed  è  più pericoloso, che il rilievo di costituzionalità
  avverso una battaglia che abbiamo fatto in questa Regione per  fare
  in   modo  che  gli  oneri  del  disavanzo  sanitario,  questo   sì
  proveniente dal passato, fossero dopo che la Sicilia aveva risanato
  i  conti sanitari, perché vi ricordo che siamo stati per anni sotto
  piano  di  rientro  sanitario, dopo aver  risanato  i  conti  della
  sanità,

   PRESIDENTE.  Dobbiamo concludere. Lei sta facendo  la  storia;  la
  sappiamo  qual  è   Veda di concludere per determinare  un  po'  la
  concretezza del suo intervento.

   CRACOLICI. Provo a fare un po' di geografia se ci riesco
   Dopo aver risanato i conti, avevamo provato, e per 4 anni ci siamo
  riusciti, avevamo provato a trasferire le quote dei mutui,  ed  era
  una  delle cose su cui lei aveva tanto eccepito, perché  lei  è  un
  nemico della Sicilia assessore Armao, lei è un nemico della Sicilia
  proprio per il suo modo di concepire la visione che ha per  cui  se
  fa  lei,  nella qualità di assessore al bilancio, dei provvedimenti
  sono legittimi, se li fanno gli altri facciamo il falso.
   Allora, vorrei evitare

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, concluda per favore.

   CRACOLICI. Sì, però l'Assessore Armao si calmi  È troppo  nervoso
  E' pagato per stare calmo

   PRESIDENTE. No, ma siamo tutti calmi  Concluda.

   CRACOLICI. Ma non c'è bisogno che si alzi, che si agiti
   Allora,  signor  Presidente, concludo nel dire che sostanzialmente
  noi  stiamo  approvando  un assestamento avendo  certezza  che  nel
  bilancio non abbiamo dato neanche la copertura a quei nove  milioni
  per  i  quali  la  Corte dei Conti di via Mazzini  ha  eccepito  di
  esserci un ulteriore disavanzo. Altro che atto tecnico, questo è un
  atto falso. Non è un atto tecnico.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice.  Ne  ha
  facoltà.

   LO   GIUDICE.   Signor  Presidente,  Assessore,   io   credo   che
  innanzitutto  bisognerebbe procedere con ordine soprattutto  perché
  trattiamo una materia delicata che è quella dei conti e se in  Aula
  giunge   prima   la   variazione  di  bilancio  e   successivamente
  l'assestamento  di bilancio credo che un motivo ci sia.  Nonostante
  ciò  adesso  ci  viene  chiesto di procedere diversamente  partendo
  prima dall'assestamento di bilancio per poi approvare la variazione
  che eventualmente avrebbe, come è giusto che sia e come è ovvio che
  sia,   delle   refluenze  anche  sull'assestamento   di   bilancio.
  L'Assessore Armao chiede fiducia, è ambizioso l'Assessore Armao  in
  questa  richiesta, almeno per quanto mi riguarda è molto  ambizioso
  perché    quello   che   ritroviamo   all'interno    delle    carte
  dell'assestamento di bilancio fa in maniera chiara dedurre come una
  parte sostanziale, non residuale, ma sostanziale del disavanzo  che
  noi  dovremmo in questo momento andare a ripianare, fa  riferimento
  all'azione  di  governo  e quindi ai conti  gestiti  dall'Assessore
  Armao.
   Signor  Presidente, non è carino che l'Assessore Armao, mentre  il
  sottoscritto interviene, parla al telefono. Quindi, io mi  fermo  e
  attendo che lui sia, come dire, disponibile ad ascoltarmi. Anche il
  Presidente è al telefono, ma giustamente sono tutti impegnati,  per
  carità,  se la Sicilia affonda mica è un problema loro  Io attendo,
  non  ho  premura. Probabilmente, si stanno telefonando da un  piano
  all'altro  o  forse stanno chiedendo al sindaco De  Luca  di  farmi
  stare  buono e tranquillo. Signor Presidente, quando lei  vuole  io
  continuo,  o  riprendo. Posso, signor Presidente?  Grazie,  mi  ero
  preoccupato  che  vi  stavate telefonando l'Assessore  con  lei  in
  un'interurbana veloce.
   Le  stavo  dicendo,  signor Presidente, che l'Assessore  Armao  ci
  chiede  con  tanto impegno di dargli fiducia, ma sicuramente  dalle
  carte  è  facilmente deducibile che una parte di  questo  disavanzo
  sostanziale  è  responsabilità di questo  Governo  e  non  possiamo
  nasconderlo,  anche  perché è scritto a lettere  cubitali.  Noi  in
  questo momento dobbiamo andare a ripianare un disavanzo che è  pari
  ad  oltre sette miliardi e mezzo al 31 dicembre 2019, c'è il resto,
  che  vedremo via via e che ancora probabilmente nella sua  totalità
  non conosciamo.
   Io   mi  sarei  aspettato  magari  da  parte  dell'Assessore  che,
  considerato  che  è Assessore al bilancio da quattro  anni  e  più,
  avesse  descritto quali azioni e quali interventi sono stati  fatti
  dal  suo  Assessorato e dalla sua persona per porre  le  condizioni
  affinché non ci si trovasse in questa situazione perché oggi noi di
  troviamo a dovere approvare un assestamento di bilancio che non può
  reggere  assolutamente perché noi dovremmo andare a  ripianare  con
  cifre  sette  miliardi e più nelle varie annualità  con  cifre  che
  arrivano anche fino al 2025 e che sono assolutamente insostenibili.
   Mi  chiedo e le chiedo, Assessore, rispetto a questo ragionamento,
  come  lei  può  chiedere  la  fiducia al Parlamento  nell'approvare
  quello che è un atto politico, squisitamente politico e sicuramente
  non tecnico, mi chiedo come lei ci può chiedere fiducia nel momento
  in cui sa benissimo - perché non è uno sprovveduto in materia - che
  questo  assestamento di bilancio non potrà essere retto  da  nessun
  Governo mai al mondo.
   In questo momento questo assestamento di bilancio va a fotografare
  quello  che è il fallimento della nostra Regione siciliana. Se  poi
  noi  vogliamo avere la buona dote di far finta di nulla e di andare
  avanti, come si è fatto per anni, anni ed anni, bene facciamo finta
  che  non  è  successo niente, facciamo finta che andiamo avanti  ma
  questo  assestamento di bilancio, Assessore, evidenzia  un  faremo,
  faremo,  faremo,  faremo,  non dice nulla  rispetto  a  quello  che
  abbiamo fatto o che avete fatto. E qui nessuno può essere esente da
  colpe,   perché  le  responsabilità  sono  di  tutti   in   maniera
  trasversale e senza alcun dubbio.
   Certo,  Assessore,  che  lei però facesse questo  ragionamento  di
  chiedere   fiducia   all'inizio   della   legislatura,   beh    era
  apprezzabile, almeno per darle il tempo di inquadrare la situazione
  dei conti in generale benché lei la conosce bene, che lei lo faccia
  a  fine  legislatura sembra assai strano, quantomeno mi sembrerebbe
  un  ultimo tentativo di salvataggio rispetto ad una Regione che  in
  questo momento continua e persiste nell'affondare.
   Sulla  variazione di bilancio avremo modo di parlarne dopo,  certo
  anche  qui c'è molta fantasia creativa, Assessore Armao, e la prego
  e le rinnovo l'invito a volermi ascoltare perché quanto meno questo
  ce  lo deve Assessore Armao. E mi fermo e attendo, non c'è premura
  Non vorrei che poi l'Assessore avesse confusione. Grazie Assessore,
  la  ringrazio.  Le  stavo  dicendo,  rispetto  alla  variazione  di
  bilancio avremo modo di parlarne. Certo è un po' paradossale che ci
  venga  detto  che  sui  65 milioni che noi oggi  in  variazione  di
  bilancio  andiamo  a  togliere dobbiamo  aspettare  qualche  ora  o
  qualche giorno perché poi tanto ci sarà lo Stato che ce ne darà  66
  e quindi sistemiamo tutto.
   Assessore, non penso che noi possiamo amministrare in questo modo;
  lei  sa  benissimo quali sono i termini delle questioni  perché  le
  conosce  molto  bene.  E'  chiaro  che  oggi  trovarsi  in   questa
  situazione evidenzia un totale fallimento rispetto a quella  che  è
  la  gestione contabile della Regione siciliana che lei non può  non
  ammettere, ripeto, perché al di là di quelle che possono essere  le
  opinioni  dei  singoli  deputati,  dei  singoli  parlamentari   che
  studiano e si leggono le carte, ci sono anche gli organi competenti
  che  hanno  certificato in più occasioni come alcune poste,  prendo
  quella  del Fondo contenzioso, così come quella del Fondo  crediti,
  dubbi  esigibilità sono state appostate in maniera  teorica  e  non
  pratica  e quindi oggi ci ritroviamo con delle ulteriori somme  che
  devono  e  dovranno  essere ripianate e non per questioni  inerenti
  annualità pregresse ma per questioni inerenti annualità in cui  lei
  era assessore al Governo.
   Per   questo   motivo,   ovviamente,  io   ritengo   assolutamente
  impossibile  approvare questo assestamento di bilancio,  in  queste
  condizioni  significherebbe  dare  l'ultima  spallata  finale  alla
  Regione siciliana e credo che la Regione questo non lo merita, così
  come non lo meritano i siciliani.


                                Congedi

    PRESIDENTE   Comunico che gli onorevoli Ternullo e Cannata  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1082/A

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, i colleghi che mi hanno preceduto e,
  in   particolare,  il  Presidente  del  mio  Gruppo   parlamentare,
  l'onorevole  Lupo  e l'onorevole Cracolici, hanno  dettagliato  sul
  tema  che  riguarda  l'assestamento di  bilancio  in  maniera  così
  specifica  e  dettagliata che è sostanzialmente inutile  ritornarci
  sopra. Ciò che invece mi continua a stupire e persino mi indigna  è
  che   in   questi  ultimi  tre  esercizi  via  via  la  Commissione
   Bilancio , ma quel che è più grave, questo Parlamento, ha  preteso
  di  trasformare  gli strumenti finanziari, che sono  gli  strumenti
  politici  per eccellenza, ma non soltanto qui ma anche  all'interno
  dell'ente  pubblico territoriale di prossimità, che  è  il  comune,
  esattamente  la  politica  si  sviluppa  attraverso  gli  strumenti
  finanziari,   cioè  il  tentativo  di  trasformare  gli   strumenti
  finanziari, che sono appunto prerogativa del Parlamento e per  esso
  anche   della   Commissione   Bilancio   dell'Assemblea   regionale
  siciliana  di  trasformarla in strumenti  tecnici  che   ritardarne
  l'approvazione  potrebbe determinare, come dire, delle  conseguenze
  gravi,.
   Per   cui  la  Commissione   Bilancio   ed  il  Presidente   della
  Commissione più volte, meritoriamente devo dire, lo ha sottolineato
  e sollevato, è diventato come una sorta di luogo dove si arriva con
  l'emendamento dell'ultimo momento, dove si mettono in  difficoltà i
  commissari,  ed  io  guardate  che in  questo  momento  non  faccio
  differenza tra il commissario di maggioranza o di minoranza, perché
  il   mio  ruolo  è più comodo, sono un commissario di  opposizione,
  quindi  potrei  farmi le mie, come dire, i miei comizi  all'interno
  della Commissione  Bilancio , farmi i miei comunicati stampa, però,
  questo  significherebbe  voler offendere -  è  stato  sottolineato,
  presidente  Savona,  più  volte  all'interno  della  Commissione  -
  significherebbe volere offendere chi fuori da quest'Aula in  questo
  momento  non soltanto chiede provvedimenti specifici di cui abbiamo
  parlato  decine  e  decine  di volte tutti,  anche  ora  in  questa
  discussione,  dagli  Asu  a  tutti coloro  che  in  questo  momento
  aspettano ciò che negli anni precedenti era scontato che avessero
   Ma  la  cosa più incredibile è che fuori il Parlamento, gli organi
  parlamentari  ed il Parlamento in sè non riesce a trasferire  nulla
  che dia un segnale non di serenità perché in momento di pandemia  o
  di  post  pandemia è impossibile questo, ma che dia, come dire,  un
  segnale che la Sicilia esiste, che la Sicilia ha un Governo  e  che
  la  Sicilia  ha  un  Parlamento, perché questo Parlamento  non  può
  rimanere  silenzioso di fronte  a questo, come dire,   gioco  degli
  specchi   che  tratta prima la variazione di bilancio  perché  sono
  indispensabili  per realizzare ciò che la legge di stabilità  aveva
  determinato  in  questa  Regione e, alla fine,  ci  accorgiamo  che
  neppure  ciò  che negli anni precedenti avevano avuto, per  esempio
  gli  Asu,  è  previsto  negli  strumenti  finanziari  proposti  dal
  Governo.
   Poi,   improvvisamente,   spunta   l'assestamento   di   bilancio.
  L'assestamento  di  bilancio  che  correttamente  dovrebbe  rendere
  coerente  il  bilancio di previsione in questo caso il bilancio  di
  previsione  2021 e,  quindi, il triennio a seguire,  al  rendiconto
  del  2019  e qui, come dire, il pasticcio è assolutamente  completo
  perché  volere  trasformare  davvero in fatto  tecnico,  presidente
  Lupo,  in fatto tecnico questo pasticcio di natura finanziaria  che
  si  riverbera  in  maniera  negativa  solo  ed  esclusivamente  sui
  cittadini  siciliani, credo che sia davvero offensivo nei confronti
  di   chi  fuori  da  questo  Palazzo  in  questo  momento  non   ha
  assolutamente  idea  di ciò che è la visione di  questa  Regione  a
  prescindere dalle maggioranze e dalle minoranze, a prescindere  dal
  Governo e dal Parlamento che molto spesso si adegua, Presidente  Di
  Mauro,  in  maniera supina, eccessivamente supina,  come  dire,  ai
  salti  mortali, tripli, carpiati di questo Governo che  con  questo
  assestamento che è stato presentato come fatto tecnico, come  primo
  atto che abbiamo ricevuto prima di iniziare la discussione generale
  di  questo pomeriggio ci arriva l'emendamento 3.1 che nessuno ci ha
  spiegato,  di  cui nessuno ha contezza a partire dalla  Commissione
   Bilancio .
   E  allora,  Assessore,  non  è un problema  di  maggioranza  o  di
  minoranza.  Credo di avere dimostrato con i miei comportamenti  che
  il  problema in questo momento non è di maggioranza o di minoranza.
  Noi,  l'opposizione tutta, ha partecipato a quella famosa legge  di
  stabilità, legge finanziaria di guerra, di cui i Siciliani  non  si
  sono  onestamente  accorti, se non viverla come  un  bluff  ed  una
  ingiuria  a  quella che è a situazione drammatica che deriva  dalla
  pandemia.
   Men  che  meno  la legge di stabilità 2021 sulla  quale  ci  siamo
  sforzati  -  ho finito, Presidente - perché ci sarebbe  da  parlare
  davvero  tanto, considerato che in questo Parlamento non si  riesce
  più  a parlare di ciò che davvero interessa a coloro che sono fuori
  da questo Palazzo e che stanno fuori da queste mura e che, appunto,
  non  riescono a comprendere, per esempio, come dicevo,  qual  è  la
  visione  di  questo Governo, al di là di voler spacciare  strumenti
  politici per eccellenza in strumenti tecnici, qual è la visione  di
  questa Regione, Governo e Parlamento, maggioranza ed opposizione.
   La  visione di questa Regione rispetto, per esempio, ai  fondi  di
  cui  tutti  parlano ma a cui nessuno più crede ormai, onorevole  Di
  Caro.  Nessuno  più  crede ai fondi che dovrebbero  arrivare  anche
  all'ultima   provincia   dell'impero  che   è   diventata,   ormai,
  irrimediabilmente la Sicilia, cioè i fondi della Unione europea.
   Nessuno, a partire dalla Commissione  Bilancio , ha idea  di  come
  il  Governo  voglia  trattare con il Governo nazionale  perché  noi
  abbiamo  il  dovere  non di essere supini rispetto  ai  governi  di
  qualunque colore.
   E  noi,  Presidente  Lupo,  lo abbiamo dimostrato  quando  c'erano
  governi dello stesso colore di noi che governavamo.
   In  questo  momento noi Parlamento, ed il Governo in  particolare,
  abbiamo il dovere di far capire ai cittadini siciliani di che  cosa
  stiamo parlando.
   Ed, invece, stiamo per approvare un assestamento che le variazioni
  di  bilancio  renderanno  inutile, e lo  sappiamo  bene  tutti,  lo
  sappiamo  bene tutti, per poi immaginare come - ieri ci è  sembrato
  di   capire  dalle  parole  del  Governo  -entro  il  30  novembre,
  considerato  che  siamo  al  10, dovremmo  andare  ad  un'ulteriore
  variazione di bilancio, non capisco per quale ragione, oggi non  si
  debba almeno, Presidente Di Mauro, parlare e trattare concretamente
  di dove Governo e Parlamento vogliano andare.
   Io  mi  fermo qui ma, credo, che al di là delle posizioni e  delle
  prerogative  di ognuno, Governo e Parlamento abbiano il  dovere  da
  questo  momento,  considerato  che siamo  già  ad  inizio  di  fine
  legislatura,  scusate  il  bisticcio di  parole,  di  cominciare  a
  pensare  di cosa dire ai Siciliani rispetto a ciò che altre regioni
  hanno,  per adesso nei loro ordini del giorno e, rispetto ai quali,
  la Regione siciliana non ha assolutamente alcuna proposta né alcuna
  proposta è pervenuta alla Commissione ed al Parlamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, colleghi, io sono molto preoccupato  e
  sono  preoccupato perché questo Governo,  - l'Assessore  Armao,  il
  Presidente  Musumeci   -  di fatto sta lasciando  a  chi  governerà
  questa  Regione  - perché su questo siamo tutti d'accordo -  questo
  Governo ha finito, andrà a scadenza naturale ed i Siciliani avranno
  la  possibilità con l'augurio che a ricandidarsi sia il  Presidente
  Musumeci  e venga rimandato a casa col voto democratico  di  questa
  Regione  - si ritroverà con un bilancio disastrato, si ritroverà  a
  dover   governare  questa  Regione  in  una  situazione  economico-
  finanziaria nettamente peggiorata rispetto a quando l'ha ereditata.
   E a dichiararlo non siamo noi dell'opposizione, a dichiararlo sono
  più sentenze della Corte dei conti.
   Questo  Governo  ci ha abituato - ed in bilancio  l'abbiamo  visto
  quotidianamente - a numerosi dubbi sulla credibilità di molte  voci
  di quel bilancio.
   Questo  Governo ci ha abituato, ogni mese ed ogni  anno,  ad  ogni
  bilancio  approvato,  ad una stagnazione economico-finanziaria  non
  solo peggiorata ma, soprattutto, che continua a perdurare.
   Questo  Governo non ha messo in atto nessuna riforma  affinché  si
  possa  in  qualche modo provare a recuperare tutte quelle quote  di
  disavanzo  che  solo il Governo nazionale ha permesso  di  spalmare
  nell'arco dei dieci anni. Quote di disavanzo che spalmate nel corso
  di  dieci  anni  automaticamente avranno una ricaduta  negativa  di
  equità  intergenerazionale  tra quelle generazioni  che  in  questo
  momento stanno subendo la mala gestio di questo Governo e di quelle
  che  invece verranno nel futuro prossimo e si ritroveranno a  dover
  subire la mala gestio di questo Governo.
   Il  Governo  Musumeci nell'ultimo rendiconto è  riuscito  a  farsi
  bocciare  sia il conto economico sia il conto patrimoniale  per  la
  prima  volta della Regione siciliana. Per la prima volta  la  Corte
  dei  conti boccia sia il conto economico sia il conto patrimoniale.
  E  come se non bastasse in tutto questo quello che ci apprestiamo a
  ritrovare,  adesso, nei documenti in attuazione, la totale  assenza
  dell'applicazione della sentenza avvenuta giusto un mese  fa  dalla
  Corte dei conti Sezione riunite.
   Vogliamo  sapere,  ieri lo ha chiesto il collega  Cracolici,  dove
  sono  i nove milioni di Euro della sentenza alla quale bisogna dare
  attuazione. Non è che in Aula si discute se è stato giusto o  se  è
  stato sbagliato. Siete stati talmente sfacciati che a cinque giorni
  dalla sentenza, sub iudice, avete deciso di approvare il rendiconto
  2019.
   Lo abbiamo perso e ora vogliamo sapere dove sono i nove milioni di
  euro.  E  non  solo   Siccome a naso comincio a  percepire  che  la
  questione  di legittimità costituzionale ha un buon fondamento,  mi
  chiedo  dove sono i 120 milioni di Euro per ogni anno dal  2016  ad
  oggi?  Vogliamo  sapere  dove intende prenderli  e  quando  intende
  appostarli  perché  il  prossimo  governo  di  questa  Regione   si
  ritroverà una situazione pessima dei conti.
   E  come  se  non  bastasse,  Presidente,  oggi  ci  ritroviamo  un
  emendamento,  il  3.1, sulle risorse accantonate  mai  discusso  in
  Commissione   Bilancio . Scusate, la Commissione   Bilancio   si  è
  riunita  questa settimana, ieri, e come mai, Presidente  Di  Mauro,
  lei  fa parte della Commissione  Bilancio , questo emendamento  che
  arriva in Aula, mi scusi, ma ieri non ne potevamo discutere? E  lei
  ritiene  che  noi  oggi  possiamo trattare questo  emendamento  che
  sposta non so quanti milioni di Euro sulle risorse accantonate?
   E  allora, Presidente, noi siamo abituati a vedere e a valutare il
  Governo dai fatti e i fatti sono che il Presidente Musumeci  nomina
  il  Presidente dell'ESA, il Presidente dell'ESA presenta la fattura
  da  60  milioni  di  Euro alla Regione siciliana, ente  strumentale
  della  Regione  siciliana  Ente che ancora ad  oggi  il  Presidente
  Musumeci ci deve chiarire quando nel 2017 lo definiva carrozzone  e
  nel 2021 non presenta nessuna riforma a riguardo di questo Ente.  E
  questo uno dei 160
   L'unica   riforma  portata  avanti  da  questo  Governo  è   stato
  l'accorpamento CRIAS-IRCAC, accorpamento fatto nel 2018 e ancora ad
  oggi non si è insediato il CdA, Presidente
   E  allora  quello  che ci chiediamo è quando finalmente  metteremo
  fine a questa pagina triste di questa Regione, a questa pagina che,
  purtroppo,  ci  ha condannato ad avere ulteriore disavanzo  su  dei
  conti  che, purtroppo, difficilmente verranno risanati e mi  auguro
  Presidente che lei oggi non metta ai voti questo emendamento perché
  questo  emendamento  oggi  in  Aula è assolutamente  non  votabile.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.
   Con l'onorevole Barbagallo abbiamo concluso gli interventi.

   BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Intervengo per ultimo in  sede  di
  discussione quando da parte dei colleghi è stato già detto tutto, i
  colleghi del mio Gruppo parlamentare e di tutte le opposizioni.
   Io  ritengo,  Presidente Di Mauro, che fra tutti i fallimenti  del
  Governo  Musumeci  questo  relativo  alla  parte  dei  conti,  alla
  mancanza  della  certezza dei conti del bilancio  è  il  fallimento
  peggiore. Peggiore perché rispetto ad altri influisce ancora di più
  su  coloro,  sulle future generazioni, su coloro  che  vivranno  in
  questa Terra nei prossimi anni.
   Gli   atti  depositati  all'esame  dell'Aula  ci  consegnano   tre
  certezze: la prima è quella dell'incapacità di spesa.
   Credo   che   mai   come  in  questo  Governo   nessuno   si   sia
  caratterizzato per questo che è un primato a sorpresa, l'incapacità
  di spesa.
   Abbiamo visto finanziate, non attuate nel corso dell'anno  per  il
  70,  75  per  cento, 68 per cento degli articoli della capacità  di
  spesa che c'è.
   Il  secondo tema, ed è stato anche questo affrontato nel corso del
  dibattito   odierno  è  che  il  Governo  Musumeci   ha   aggravato
  sensibilmente la situazione già grave delle casse della Regione con
  ulteriore  grave  indebitamento, un ulteriore grave  disavanzo.  Le
  cifre certamente non fanno ben sperare.
   Il terzo tema è che è saltata la certezza dei conti.
   Le  indicazioni che emergono dagli atti e da questi ultimi mesi di
  gestione  della  parte  economico-finanziaria  della  Regione  sono
  veramente  angoscianti.  Per  la prima  volta  nella  storia  della
  Regione non viene approvato il conto economico, non viene approvato
  il  conto  patrimoniale, non c'è certezza per  quanto  riguarda  la
  parifica, che non è più un atto certo.
   Si   è   agito  sostanzialmente  con  una  spregiudicatezza  nella
  gestione dei conti mai vista prima.
   Credo  che  gli  atti politici sono conseguenti a questa  gestione
  non  soltanto per il nostro voto contrario ma per questi conti  che
  continueranno a ballare.
   Urge,   quindi,   immediatamente  un   cambio   di   rotta,   urge
  immediatamente lavorare almeno sulla certezza e ripianare i conti e
  il  disavanzo  secondo quelle che sono le indicazioni  che  vengono
  dalla  legislazione nazionale ed entro i termini congrui  e  quello
  della legislatura.
   Insomma,  non  c'è  più  tempo da perdere  e  andiamo  incontro  -
  continuando così - verso ulteriori fallimenti che i siciliani e  la
  Sicilia non meritano.

   PRESIDENTE. Assessore Armao, intende replicare?

   ARMAO,  assessore per l'economia. Sì. Di fronte a cotale e cotanta
  congerie di argomenti, tutti ovviamente infondati, mi dispiace  per
  l'onorevole  Cracolici che sembra un prestigiatore al quale  cadono
  le  carte e, quindi, si incarta e dice che sostanzialmente è giusto
  quello  che  oggi  la Corte dei conti ha ritenuto  incostituzionale
  sollevando la questione.
   Da  un  lato, quindi, invoca la sentenza delle Sezioni - se  ne  è
  andato, starà cercando le carte e cercando di raccapezzarsi nel suo
  discorso  con  contraddizioni che veramente spero possa  rileggersi
  nel resoconto che gli regalerò per capire quanto si è incartato.
   Noi non dobbiamo parlare all'onorevole Cracolici che, appunto,  si
  incarta  da  solo,  ma  dobbiamo parlare all'onorevole  Parlamento,
  quindi  è  doveroso dare tutti i chiarimenti che il  Parlamento  ha
  richiesto in una materia astrusa.
   Capisco, onorevole Lupo, che all'occhio possa sembrare quello  che
  lei  dice  fondato, ma purtroppo non lo è  Mi spiace  che  lei  non
  abbia chiesto chiarimenti il che le avrebbe fatto onore.
   Lei  ha espresso un giudizio stentoreo. Siccome credo nella  buona
  fede  e  nel  confronto  democratico, credo  che  abbia  posto  una
  questione  dicendo   ma  ci spiegate come avete  fatto  a  fare  un
  miliardo  di  disavanzo?  Non  arrivare  ad  una  conclusione  così
  agevole.
   Quel   miliardo   non  è  altro  che  la  emersione   pluriennale,
  pluridecennale  di  partite,  come  basta  leggere   la   parifica,
  onorevole Sunseri, sono stati parificati quei conti, non bocciati
   Lei  parla in termini giornalistici;  io credo che quando si parla
  di  conti  e  si  dà informazione ai nostri cittadini  non  bisogna
  parlare come un giornaletto, ma bisogna parlare come merita la  sua
  carica  di  parlamentare  soprattutto una  carica  di  parlamentare
  accompagnata da una competenza specifica in materia economica  come
  le  ho  sempre riconosciuto, quindi, non c'è nessuna bocciatura,  i
  conti  sono  stati  parificati, la sentenza delle  Sezioni  riunite
  censura  pezzi  della sentenza della Sezione regionale,  quindi  e,
  comunque,  con un profilo limitatissimo che devo dire correttamente
  è stato evocato.
   Ma andiamo al tema del disavanzo: questo disavanzo per cui avremmo
  sfasciato  i conti,  - io voglio evitare polemiche, io  siccome  le
  cose non amo dirle ma amo scriverle perché le cose scritte restano,
  le  cose dette volano -   quali devastanti effetti abbia avuto  del
  precedente  quinquennio su questa legislatura e  sulle  legislature
  future  ivi  compreso  quel  disavanzo  che  l'onorevole  Lupo   ha
  criticamente  scaricato su questo Governo e  cosa  che  appunto  io
  capisco  la sua tentazione di individuare o, comunque, l'errore  al
  quale  può  cadere uno che legge frettolosamente  queste  carte  ma
  basta  vedere queste carte in filigrana con l'esame che  ne  fa  la
  Corte dei conti per verificare che il disavanzo, quel disavanzo non
  è   altro  che  la  sommatoria,  la  risultanza  dell'emersione  di
  asimmetrie  e scostamenti pluriennali, abbiamo detto e  lo  abbiamo
  precisato  trentennali  e, quindi, è del tutto infondato,  come  fa
  il Partito Democratico, ascrivere al Governo e a questa maggioranza
  di  avere  determinato un miliardo di disavanzo, falso   Non  forse
  falso  Falso
   Andiamo  avanti  sulle questioni: io, vedete, per fortuna  poi  ci
  sono  le  agenzie di rating che qualche giorno fa hanno  apprezzato
  l'equilibrio  economico-finanziario dei  conti  della  Regione,  io
  credo che le agenzie di rating qualcosa ne capiscono di numeri, no?
  O pensiamo che sono prezzolati e ci dicono le cose tanto per dirle,
  quindi, francamente io più che di giudizi affrettati, credo  che  i
  siciliani  si  debbano  rivolgere a giudizi fondati  su  conoscenze
  tecnico-contabili.
   Un  dato  emerge  ed  è molto importante su  questo  2025,  io  ho
  apprezzato che l'onorevole Lupo abbia sottolineato questo  elemento
  che  è  un  elemento oggettivamente di distonia ma che ha  rilevato
  anche  il  MEF,  ne  parlavo oggi con la mia Ragioneria,  anche  il
  Ministero dell'Economia e delle Finanze ha rilevato che la  lettura
  della  norma  di  attuazione che fa la Corte dei conti  ma  noi  in
  questo  momento l'assestamento lo dobbiamo fare sulla parifica,  la
  lettura  che fa la Corte dei conti in sede di parifica  e,  quindi,
  che  intende  il  differimento  del disavanzo  non  alla  fine  del
  decennio  ma  lo  carica sull'anno successivo è una interpretazione
  che neanche il MEF ci ha detto neanche di condividere, quindi, sarà
  nostra   attenzione   concordare   con   il   MEF   una   soluzione
  interpretativa  che  consenta di ovviare a questa  interpretazione,
  interpretazione  sostenuta con molto vigoria dal  componente  della
  Corte, Abbonato.
   Andiamo  avanti.  Parlerei di qualche numero, perché  vedete  dire
  frettolosamente che  qua si sfascia tutto , non solo è ingiusto, ma
  la  politica  non  è  l'arte del giusto, è l'arte  delle  parti  e,
  quindi,  non  chiedo riconoscimenti a chi faziosamente  fa  il  suo
  lavoro, come lo facevo io quando ero all'opposizione civica,  e  io
  la  prego  di  rispettare  la politica  sia  quando  si  fa  dentro
  quest'Aula,  sia  quando si fa fuori, onorevole Cracolici,  non  ha
  minore  dignità la politica fatta fuori, siccome sembra che non  si
  possa fare da cittadini liberi la politica, io l'ho fatta e ne sono
  orgogliosissimo, da cittadino libero, ma mai io gli esposti che  ho
  fatto  alle Procure della Repubblica, alle Procure della Corte  dei
  conti,  non ho mai fatto i suggerimenti né mi permetterei di  farlo
  mai  con  i  ricorsi fatti dalla Procura regionale  generale  della
  Corte dei conti, quindi, mi dispiace che lei faccia un doppio torto
  a me ma soprattutto faccia un torto alla Procura generale regionale
  della Corte dei Conti.
   La   procura   che   ha   impugnato  quel   rendiconto,   non   lo
  fece purtroppo, e lei ha ragione in questo, non sollevò  allora  la
  questione  sulla  legge del 2016, è questa la cosa.  Come  mai  una
  questione  di  legittimità costituzionale diviene  tale  quando  il
  Parlamento regionale la risolve? E questo è un problema, ma vedremo
  le  motivazioni  delle  Sezioni riunite  e  cercheremo  di  capire.
  Perché, qual è il problema? Che se la legge era incostituzionale lo
  era  anche quando si è proposta il ricorso alle Sezioni riunite nel
  2017,  ma  in  quella sede non fu sollevata. E se avessi  fatto  il
  suggeritore lo avrei segnalato ma, evidentemente, non l'ho fatto né
  mi  permetterei di farlo, eppure è spinto per le stesse motivazioni
  che   oggi   noi  invochiamo  per  il  ricorso  per  conflitto   di
  attribuzioni, cioè che dicono le Sezioni riunite che quando c'è una
  legge  cessa  la materia del contendere e, quindi, sostanzialmente,
  non si può procedere ad un giudizio da parte delle Sezioni riunite.
   Ma  questi  sono  profili assolutamente marginali,  d'altronde  il
  Governo regionale, onorevole Cracolici, lei che è stato al Governo,
  mi  fa  piacere che lei vada orgoglioso di quel governo, io non  lo
  sarei,  ma  ognuno è orgoglioso del governo a cui appartiene,  ecco
  perché  la  politica  fatta di parti è fatta  di  confronti,  però,
  quando quel Governo propose all'Assemblea e l'Assemblea approvò  di
  far  gravare sul fondo sanitario e, quindi, su LEA, il  mutuo,  lei
  dice è stata una nostra battaglia, e le fa onore il fatto che se ne
  ascriva  la  titolarità, noi finché quella legge era tale  e  lo  è
  ancora tale perché anche la questione di legittimità costituzionale
  non determina la inapplicabilità della norma, noi non potevamo fare
  altro che mettere quelle somme quindi nella pronuncia delle Sezioni
  riunite nessuna colpa, alcuna colpa, può essere ascritta al Governo
  regionale.  Quindi, non c'è nessuna bocciatura, né i documenti sono
  stati censurati in alcun modo.
   Io,  però,  vorrei  dare tre dati, non rubo altro  tempo.  Debito:
  abbiamo  ridotto il debito di 1 miliardo a carico delle generazioni
  future dei siciliani. Abbiamo chiuso i derivati con un risparmio di
  quasi  50 milioni di Euro, sapete l'unico derivato del 2013 che  fu
  chiuso durante la precedente legislatura quale sconto ha portato su
  circa  30  milioni?  90  mila  Euro di risparmio,  noi  ne  abbiamo
  risparmiati 48. Abbiamo rinegoziato i mutui con un risparmio di  36
  milioni  di  Euro,  per un totale di 592 milioni di  Euro;  abbiamo
  addirittura  ottenuto dal Governo nazionale, notizia  che  trovate,
  non  so  se avete il testo, sul documento del bilancio, il  ddl  di
  bilancio  approvato dal Governo Draghi, abbiamo ottenuto  anche  la
  rinegoziazione,  oltre che dei mutui, anche delle anticipazioni  di
  liquidità,  quella  famosa  operazione  che  fu  realizzata   nella
  precedente  legislatura ed ha portato all'accensione di un  impegno
  finanziario pluriennale per oltre 2 miliardi e 600 milioni di Euro.
  Anche   su  quello  avremo  dei  risparmi,  ottenuti  grazie   alla
  disponibilità  del  governo nazionale,  al  quale  va  riconosciuta
  l'attenzione ma ad una posizione delle Regioni che hanno dimostrato
  di  saper fare e, quindi, di ottenere fiducia da parte del  Governo
  su questo versante.
   Quindi,  avremo tempo per il prossimo anno di discutere di  queste
  cose,  parlando  di  numeri e parlando di  dati,  quindi  non  sarà
  certamente una questione che finisce qui.
   Confermo,  pertanto, e mi fa piacere poi apprendere dall'onorevole
  Sunzeri  che  difende anche l'operato del Governo della  precedente
  legislatura,  questo  vuol dir che vi sia la saldatura,  perché  mi
  pare  che durante la campagna elettorale delle precedenti regionali
  ci  fosse  una certa critica nei confronti della gestione  di  quel
  tempo.  Ora,  mi pare, la vedo totalmente superata, mi  fa  piacere
  perché  questo  vuol  dire  che la sua idea  politica  consente  di
  cambiare  idea,  ma  d'altronde soltanto gli stupidi  non  cambiano
  idea,  quindi  mi  fa  molto piacere che prevalga  la  solidità  di
  coalizione sull'analisi oggettiva dei documenti.
   Infine,  la  questione  riguardante l'emendamento.  Io  credo  che
  nell'operare   su   molte   partite  finanziarie   e   se   leggete
  nell'emendamento c'è scritto che a causa di un errore  -  lo  hanno
  dichiarato gli uffici della Ragioneria - si è dovuta operare questa
  proposta.
   Il   presente  emendamento  si  rende  necessario  per  un  errore
  materiale,   quindi   se  vogliamo  fare  una  questione   politica
  sull'errore materiale siamo liberissimi, però, credo che la  stessa
  Ragioneria generale abbia dichiarato un errore materiale.
   Mi  fa  piacere e ringrazio l'onorevole Di Paola perché mi  dà  la
  possibilità di dare un chiarimento su un punto molto importante: la
  banca dati.
   Mentre stavo spuntando la posta mi è giunta proprio una lettera  -
  io  ovviamente  so qual è l'andamento - del 9 novembre,  quindi  mi
  pare  assai  tempestiva,  con  l'oggetto   applicativa  banca  dati
  contenzioso. Caricamenti dati contenzioso .
   Non  solo la banca dati è completa sul piano strutturale,  si  sta
  definendo anche il caricamento, quindi, lei mi consente  -  con  la
  sua  giusta  preoccupazione - di informare il Parlamento  come  mio
  dovere,  che  la banca dati c'è, la banca dati si sta popolando,  è
  molto avanzato il popolamento della banca dati e dei numeri ad essa
  allegati e delle quantificazioni.
   Il  contenzioso  ESA non c'entra niente. Il contenzioso  ESA  che,
  peraltro,  diminuisce  il disavanzo perché si  è  realizzato  -  mi
  piacerebbe ricordarlo - un risparmio da 40 milioni di Euro rispetto
  al  montante  della  sentenza  del  CGA,  pronuncia  che  risale  -
  l'onorevole   Cracolici  che  è  stato  magnifico   assessore   per
  l'agricoltura lo sa che c'era questo contenzioso

   CRACOLICI il suo Governo. Come no?

   ARMAO, assessore per l'economia. No, il precedente Governo.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   ARMAO, assessore per l'economia. Io ho già trasmesso le carte alla
  Procura  della Corte dei Conti, quindi stia tranquillo. La  Procura
  accerterà, l'ho fatto io quindi si figuri se mi faccio, in  qualche
  modo  su  questo,  degli scrupoli. Se ci sono delle responsabilità,
  chi ha delle responsabilità, se la Corte lo ritiene, ci sono alcuni
  profili  di cui poi parleremo che sono veramente singolari,  ma  ne
  parleremo poi più avanti.
   Quindi, sotto questo profilo, il Governo regionale sul contenzioso
  ESA ha conseguito un consistente risparmio che ha fatto inserire  a
  deconto del disavanzo.
   Quindi,  sotto questo profilo la questione risulta sostanzialmente
  chiusa  perché  il  disavanzo  che era  stato  ancorato  all'intero
  montante della pronuncia ESA, oggi viene meno perché la parte che è
  pagata è coperta dal Fondo per i contenziosi, il risparmio è  tutto
  a  decremento del disavanzo, quindi sotto questo profilo si è fatto
  un grande passo avanti.
   Capisco  i  toni - siamo ormai a meno di un anno dalle elezioni  -
  capisco  i  toni,  voi  avete  il giusto  dovere  di  rappresentare
  l'opposizione  con  le  sue  critiche, noi  abbiamo  il  dovere  di
  rappresentare l'oggettività delle questioni così come emergono  dai
  documenti finanziari.
   Non  c'è  nessuna richiesta di fiducia, mi dispiace  onorevole  Lo
  Giudice,  non  le  ho  chiesto  la  fiducia  anche  perché  sarebbe
  problematico chiedergliela, e mi fermo qua.
   Quindi, sotto questo profilo non è un problema di fiducia. Se  lei
  vuole  guardare  le carte, se ritiene che non siano  da  votare  lo
  faccia  con  la sua discrezionalità. Mi fa piacere, però,  che  lei
  oggi sia presente qui in Aula. Perché io la sento parlare di ASU da
  un  anno ma che mi risulta lei quando si è votata la norma sull'ASU
  non  c'era, quando si è votata la norma sui cinque milioni dati  ad
  Agrigento, non c'era neanche. Quindi, mi fa piacere che lei più che
  intervenire sui voti sugli ASU preferisca parlarne.
   Io  credo che bisogna essere conseguenziali, quando si ha a  cuore
  una  tematica e le fa onore avere a cuore una tematica del  genere,
  probabilmente una maggiore attività parlamentare nel voto sia utile
  alla formazione della volontà anche se le devo dire, quel voto  sui
  5 milioni non ha avuto nessun voto contrario e quindi probabilmente
  era  una  consapevolezza che l'intero Parlamento aveva di fare  una
  cosa corretta. Non ha avuto alcun voto contrario ho detto.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lo Giudice, non c'è  niente  di  personale,
  l'Assessore  ha  fatto  delle considerazioni politiche.  Mi  scusi,
  onorevole Lo Giudice, ma qual è il fatto personale? Se lei  afferma
  che  non  è  vero  quello che dice l'assessore, allora  faccia  una
  dichiarazione  di voto, perché non è un fatto personale,  ha  fatto
  delle considerazioni politiche come le ha fatte lei.

   LO  GIUDICE.  Onorevole  Cracolici, la prego  di  scusarmi  perché
  desidero essere ascoltato dall'assessore Armao.
   Io  non  intervengo  per dichiarazioni di voto ma  intervengo  per
  fatto   personale   perché  l'assessore  Armao   ha   fatto   delle
  affermazioni  che solo parzialmente corrispondono al  vero.  Mi  fa
  piacere  però,  assessore, un fatto, che la  vedo  molto  impegnato
  nell'andare a conoscere quella che è la mia attività parlamentare e
  questo  le  fa onore, perché se lei impegnasse lo stesso tempo  che
  impiega  a conoscere le mie assenze o presenze con dei mini dossier
  che  mi  dicono  lei  tiene tra le mani,  se  lo  stesso  tempo  lo
  impegnasse   per   esempio   nelle   attività   economico-contabili
  probabilmente ne avrebbe un maggior beneficio la Sicilia.
   Però  le  voglio ricordare alcuni aspetti perché probabilmente  in
  merito agli ASU a lei sfuggono. Il sottoscritto è componente  della
  quinta  commissione di cui mi onoro di far parte e io insieme  agli
  altri  autorevoli  componenti della commissione abbiamo  presentato
  l'emendamento  inerente l'articolo 36 in quinta  commissione,  così
  come  nella  mia qualità di capogruppo, caro assessore  Armao,  ero
  presente  in  occasione della votazione inerente gli ASU  anche  in
  commissione bilancio.
   Lei  lo  ricorderà bene così come io ricordo bene  che  lei  nella
  qualità   di  componente  del  Governo  cinque  minuti  prima   che
  trovassimo l'accordo all'interno della commissione bilancio,  erano
  circa   le   11   di  sera,  in  merito  allo  stanziamento   della
  stabilizzazione,  si  è  premurato di  fare  un  comunicato  stampa
  dicendo  che il Governo aveva a cuore la tematica degli  ASU  senza
  che il Governo in materia inerente gli ASU abbia messo un solo rigo
  all'articolo  36, un solo rigo. Quindi lei a me lezioni  sulla  mia
  attività parlamentare non è nelle condizioni di poterne fare.
   I   miei  interventi  se  vuole,  visto  che  ha  tanto  tempo   a
  disposizione, fatti all'interno dell'Assemblea in merito  agli  ASU
  sono  disponibili sia sulla mia pagina facebook che  sul  mio  sito
  internet e la invito a vederli. Di certo non devo giustificarmi  io
  rispetto  a  quella  che  è la mia attività parlamentare  nei  suoi
  confronti.  Quello che dovrebbe fare lei è invece interessarsi  dei
  conti  della Sicilia, perché vede caro assessore Armao, io sono  un
  modesto parlamentare da circa 4 anni, lei a entrare e uscire, siete
  tra   questi   banchi  da  oltre  un  decennio  e  sicuramente   le
  responsabilità del fallimento della Sicilia e della stabilizzazione
  degli  ASU  che  aspettano vergognosamente da  25  anni,  non  sono
  attribuibili al sottoscritto, ma sono attribuibili anche a lei  per
  quello  che  in 25 anni non ha fatto. Quindi non venga  a  fare  la
  morale  al sottoscritto perché non è nelle condizioni assolutamente
  di farlo.
   La  mattina che si è votato in Aula l'emendamento degli ASU io non
  ero presente perché c'è stato un incidente in autostrada, chieda al
  suo  segretario  di partito, onorevole presidente Micciché  che  sa
  benissimo  la  situazione e mi aveva detto che gli ASU  li  avremmo
  votati  il  pomeriggio  e  ai messaggi  eventualmente,  ma  non  si
  permetta  di fare allusioni sul sottoscritto perché non è né  nella
  posizione, né nelle condizioni di poterlo fare.

   PRESIDENTE.  Abbiamo  concluso questo percorso  della  discussione
  sull'assestamento. Una discussione abbastanza approfondita.  Adesso
  vediamo  se  con  un  po' di buon senso possiamo passare  all'esame
  degli articoli.
   Onorevole  Aricò, onorevole Sammartino, vediamo di prendere  posto
  perché cominciano le votazioni.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
    Residui attivi e passivi risultanti dal Rendiconto generale per
                           l'esercizio 2019

   1.  I  dati  presunti  dei  residui attivi  e  passivi,  riportati
  rispettivamente  nello stato di previsione delle  entrate  e  delle
  spese   del   bilancio  per  l'esercizio  finanziario  2020,   sono
  rideterminati,  in  conformità  ai corrispondenti  dati  definitivi
  risultanti  dal  Rendiconto  generale per  l'esercizio  finanziario
  2019,   rispettivamente  in  euro  4.101.259.968,18  ed   in   euro
  3.562.994.740,15.».

   Non   ci   sono  emendamenti.  Con  il  parere  favorevole   della
  Commissione e del Governo, pongo in votazione l'articolo 1.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
       Fondo di cassa all'inizio dell'esercizio finanziario 2020

   1.  Il  Fondo di cassa all'inizio dell'esercizio finanziario  2020
  riportato nello stato di previsione delle entrate del bilancio  per
  l'esercizio    finanziario    2020    è    confermato    in    euro
  1.426.274.294,68».

   Con il parere favorevole della Commissione e del Governo, pongo in
  votazione  l'articolo  2.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
           Accordo transattivo tra Ente di Sviluppo Agricolo
         (E.S.A.) e Regione siciliana sottoscritto nel mese di
                              agosto 2021

   1.  L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 33  della  legge
  regionale  10  agosto  1965,  n.  21  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni   è   destinata  a  garantire  gli   oneri   derivanti
  dall'Accordo transattivo perfezionato in data 27 agosto 2021  dalla
  Regione siciliana con l'Ente di Sviluppo Agricolo (E.S.A.).

   2.   Per   effetto  delle  disposizioni  di  cui   al   comma   1,
  1'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 111, comma  1,  della
  legge  regionale 15 aprile 2021, n. 9 - Allegato 1, per le finalità
  dell'articolo  33 della legge regionale 10 agosto  1965,  n.  21  e
  successive  modifiche  ed  integrazioni  è  determinata  in  13.500
  migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2021, 2022,
  2023,  2024  e 15.140 migliaia di euro per l'esercizio  finanziario
  2025 (Missione 16, Programma 1, Capitolo 546401).

   3. Ai maggiori oneri di cui al comma 2, pari ad euro 11.867.852,60
  per l'esercizio finanziario 2022, euro 4.530.265,70 per l'esercizio
  finanziario  2023,  euro 13.500.000,00 per l'esercizio  finanziario
  2024  ed  euro 15.140.000,00 per l'esercizio finanziario  2025,  si
  provvede  mediante  corrispondente riduzione per  i  medesimi  anni
  dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 3, comma 21, della
  legge  regionale 29 dicembre 2016, n. 27 e successive modifiche  ed
  integrazioni (Missione 20, Programma 3, Capitolo 215754)».

   Lo pongo in votazione.
   C'è una richiesta di voto palese.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


           Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 3

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'articolo 3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            55
   Votanti             43
   Maggioranza         22
   Favorevoli          28
   Contrari            17
   Astenuti            1

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
           Saldo finanziario dell'esercizio finanziario 2019

   1.  Il  saldo  finanziario negativo al 31 dicembre 2019  -  Totale
  Disavanzo (Parte disponibile) integrato dei maggiori accantonamenti
  del  Fondo  crediti di dubbia esigibilità al 31 dicembre  2019  per
  euro  34.992.196,45, del Fondo contenzioso per euro 251.029.748,83,
  degli  Altri  accantonamenti per euro 102.612.582,56,  dei  Vincoli
  derivanti  da trasferimenti per euro 142.618.975,79 e  della  Parte
  destinata  agli  investimenti  per euro  58.095,21,  relativi  alle
  partite  dichiarate irregolari nel giudizio di parificazione  della
  Corte  dei Conti - Sezioni Riunite per la Regione Siciliana di  cui
  alla  deliberazione n. 6/2021/SS.RR./PARI del 18 giugno 2021  parte
  A) della decisione concernente il  Risultato d'amministrazione ,  è
  rideterminato in complessivi euro 7.418.715.638,23».

   Con il parere favorevole della Commissione e del Governo, pongo in
  votazione  l'articolo  4.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
               Disavanzo finanziario al 31 dicembre 2019

   1.  Il  saldo  finanziario negativo al 31 dicembre 2019  -  Totale
  Disavanzo (Parte disponibile) di cui all'articolo 4, pari  ad  euro
  7.418.715.638,23, è composto dalle seguenti quote:

   a)  euro 1.338.315.181,92 relativo al residuo al 31 dicembre  2019
  del disavanzo dell'esercizio 2014 di cui alla Delib.G.R. n. 229 del
  14 settembre 2015;

   b)  euro 4.761.245.284,17 relativo al residuo al 31 dicembre  2019
  del   disavanzo  derivante  dal  riaccertamento  straordinario  dei
  residui;

   c) euro 187.218.858,42 relativo al residuo al 31 dicembre 2019 del
  disavanzo derivante dalla gestione dell'esercizio 2017;

   d)  euro 1.026.618.749,46 relativo al residuo al 31 dicembre  2019
  del disavanzo derivante dalla gestione dell'esercizio 2018;

   e)  euro  105.317.564,26  relativo al  disavanzo  derivante  dalla
  gestione dell'esercizio 2019.

   2. A parziale modifica del piano di rientro di cui all'articolo 2,
  comma  4  della legge regionale 28 dicembre 2019, n. 30,  il  saldo
  finanziario negativo di euro 7.418.715.638,23, di cui al comma l, è
  ripianato come segue:

   a) per euro 1.338.315.181,92:
   a1)  con le quote dell'esercizio 2020 di cui all'articolo 4, comma
  2,  della  legge regionale 28 dicembre 2019, n. 30,  pari  ad  euro
  57.131.972,20 ed euro 42.420.362,67;
   a2)  in  13  quote  costanti  di euro  57.131.972,20  a  decorrere
  dall'esercizio finanziario 2022 relative al residuo al 31  dicembre
  2019  del  disavanzo dell'esercizio 2014 di cui alla  deliberazione
  della Giunta regionale n. 229 del 14 settembre 2015 da ripianare ai
  sensi  del comma 886 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre  2018,
  n.  145  ed  una quota di euro 114.263.944,43 per l'esercizio  2035
  relativa  alla  quota di cui agli obblighi di  copertura  a  carico
  dell'esercizio   2021   derivanti  dal  disavanzo   accertato   con
  l'approvazione del rendiconto 2018 rinviata all'anno  successivo  a
  quello di conclusione del ripiano originariamente previsto ai sensi
  del  secondo  periodo  del comma l, dell'articolo  7,  del  decreto
  legislativo 27 dicembre 2019, n. 158 e s.m.i.;
   a3)  in  2  quote di euro 42.420.362,67 a decorrere dall'esercizio
  finanziario  2022 e una quota di euro 14.140.120,89 per l'esercizio
  2024  relative  alle quote non recuperate al 31 dicembre  2018  del
  disavanzo  dell'esercizio  2014 di  cui  alla  deliberazione  della
  Giunta regionale n. 229 del 14 settembre 2015 da ripianare ai sensi
  del  comma 1, dell'articolo 7, del decreto legislativo 27  dicembre
  2019, n, 158 e s.m.i., nonché una quota di euro 282.802.417,79  per
  l'esercizio  2025  relativa alla quota  di  cui  agli  obblighi  di
  copertura  a  carico  dell'esercizio 2021 derivanti  dal  disavanzo
  accertato con l'approvazione del rendiconto 2018 rinviata  all'anno
  successivo  a  quello  di  conclusione del ripiano  originariamente
  previsto,  ai  sensi del secondo periodo del comma l, dell'articolo
  7, del decreto legislativo 27 dicembre 2019, n. 158 e s.m.i.;

   b) per euro 4.761.245.284,17:
   b1)  con le quote dell'esercizio 2020 di cui all'articolo 4, comma
  2,  della  legge  regionale 28 dicembre 2019, n. 30  pari  ad  euro
  164.180.871,87 ed euro 49.254.261,56;
   b2)  in  23  quote  costanti  di euro 164.180.871,87  a  decorrere
  dall'esercizio finanziario 2022 relative al residuo al 31  dicembre
  2019  del disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario  dei
  residui  da  ripianare  ai sensi dell'articolo  3,  comma  16,  del
  decreto  legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive  modifiche
  ed integrazioni ed una quota di euro 328.361.743,69 per l'esercizio
  2045 relativa alla quota di cui agli obblighi di copertura a carico
  dell'   esercizio  2021  derivanti  dal  disavanzo  accertato   con
  l'approvazione del rendiconto 2018 rinviata all'anno  successivo  a
  quello  di  conclusione  del ripiano originariamente  previsto,  ai
  sensi del secondo periodo del comma 1, dell'articolo 7, del decreto
  legislativo 27 dicembre 2019, n. 158 e s.m.i.;
   b3)  in  2  quote di euro 49.254.261,56 a decorrere dall'esercizio
  finanziario  2022 e una quota di euro 16.418.087,19 per l'esercizio
  2024  relative  alle quote non recuperate al 31  dicembre  2018  da
  ripianare  ai  sensi  del  comma 1, dell'articolo  7,  del  decreto
  legislativo 27 dicembre 2019, n. 158 e s.m.i., nonché una quota  di
  euro 328.361.743,73 per l'esercizio 2025 relativa alla quota di cui
  agli  obblighi di copertura a carico dell'esercizio 2021  derivanti
  dal  disavanzo  accertato con l'approvazione  del  rendiconto  2018
  rinviata  all'anno successivo a quello di conclusione  del  ripiano
  originariamente previsto, ai sensi del secondo periodo del comma 1,
  dell'articolo 7, del decreto legislativo 27 dicembre 2019, n. 158 e
  s.m.i.;

   c) per euro 187.218.858,42:
   c1)  con la quota dell'esercizio 2020 di cui all'articolo 4, comma
  2,  della  legge  regionale 28 dicembre 2019, n. 30  pari  ad  euro
  6.240.628,61;

  c2) in 27 quote costanti di euro 6.240.628,61 a decorrere
  dall'esercizio finanziario 2022 relative al disavanzo derivante
  dalla gestione dell'esercizio 2017 da ripianare ai sensi del comma
  874 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, ed una
  quota di euro 12.481.257,34 per l'esercizio 2049 relativa alla
  quota di cui agli obblighi di copertura a carico dell'esercizio
  2021 derivanti dal disavanzo accertato con l'approvazione del
  rendiconto 2018 rinviata all'anno successivo a quello di
  conclusione del ripiano originariamente previsto, ai sensi del
  secondo periodo del comma l, dell'articolo 7, del decreto
  legislativo 27 dicembre 2019, n. 158 e s.m.i.;

  d) per euro 1.026.618.749,46:
  d1) con la quota dell'esercizio 2020 di cui all'articolo 4, comma
  2, della legge regionale 28 dicembre 2019, n. 30 pari ad euro
  102.661.874,95;
  d2) in 2 quote di euro 102.661.874,95 a decorrere dall'esercizio
  2022 e una quota di euro 34.220.624,98 per l'esercizio 2024
  relative al disavanzo derivante dalla gestione dell'esercizio 2018
  da ripianare ai sensi del comma 1, dell'articolo 7, del decreto
  legislativo 27 dicembre 2019, n. 158 e s.m.i., nonché una quota di
  euro 684.412.499,63 per l'esercizio 2025 relativa alla quota di cui
  agli obblighi di copertura a carico dell'esercizio 2021 derivanti
  dal disavanzo accertato con l'approvazione del rendiconto 2018
  rinviata all'anno successivo a quello di conclusione del ripiano
  originariamente previsto, ai sensi del secondo periodo del comma 1,
  dell'articolo 7, del decreto legislativo 27 dicembre 2019, n. 158 e
  s.m.i.;

  e) per euro 105.317.564,26:
  e1) in 2 quote di euro 52.658.782,13 a decorrere dall'esercizio
  2021 relative al disavanzo derivante dalla gestione dell'esercizio
  2019 da ripianare negli esercizi considerati nel bilancio di
  previsione non oltre la durata della legislatura regionale, ai
  sensi del comma 12, dell'articolo 42, del decreto legislativo 23
  giugno 2011, n. 118 e s.m.i..

  3. Per effetto delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2, per gli
  esercizi finanziari 2021 e successivi cessano di avere vigore le
  disposizioni di cui all'articolo 4, comma 2, della legge regionale
  28 dicembre 2019, n. 30».

  Con il parere favorevole della Commissione e del Governo, pongo in
  votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
                               Allegati

   1. E' approvata la Nota integrativa all'assestamento, ivi compresi
  i  prospetti del disavanzo di cui al decreto ministeriale 4  agosto
  2016 (Allegato 1).

   2.  Gli  allegati al Bilancio di previsione 2021/2023 di cui  alle
  lettere  h),  o), p) e q) dell'articolo 4 della legge regionale  15
  aprile 2021, n. 10 sono rispettivamente sostituiti dai seguenti:

   a)  Prospetto dimostrativo del risultato presunto al  31  dicembre
  2020 (Allegato 2);

   b)  a1) Elenco risorse accantonate - Bilancio di Previsione  2021-
  2023 (Allegato 3);

   c) a2) Elenco risorse vincolate - Bilancio di Previsione 2021-2023
  e  a2.1) Elenco da trasferimenti - Bilancio di Previsione 2021/2023
  (Allegato 4);

   d)  a3)  Elenco risorse destinate agli investimenti - Bilancio  di
  Previsione 2021-2023 (Allegato 5)».

   È  stato  presentato un emendamento tecnico del Governo. Assessore
  Armao, per favore, può spiegare l'emendamento?

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Come  dice  la  relazione  del
  Ragioniere generale, è un errore materiale nella somma da vincolare
  nel risultato in corrispondenza del capitolo 2142920. Tale modifica
  ha  comportato la modifica degli importi della corrispondente  voce
   Altri accantonamenti'. È un fatto puramente c'è stato un errore di
  imputazione e quindi si sono dovuti allineare i dati,  è  un  fatto
  materiale, non c'è nessuna

   PRESIDENTE.  Con  il  parere favorevole della  Commissione  e  del
  Governo, pongo in votazione l'emendamento All.3.1.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 6, così come è  stato  riformulato
  attraverso l'approvazione dell'emendamento All.3.1, con  il  parere
  favorevole della Commissione e del Governo. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
                 Variazioni al bilancio della Regione

   1.  Nello  stato  di  previsione dell'entrata e  della  spesa  del
  bilancio  della Regione per l'esercizio finanziario 2021 e  per  il
  triennio  2021-2023  sono  introdotte le  variazioni  di  cui  alla
  annessa    tabella    A    discendenti   dall'applicazione    delle
  disposizioni della presente legge».

   Con il parere favorevole della Commissione e del Governo, pongo in
  votazione  l'articolo  7.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Con il parere favorevole della Commissione e del Governo, pongo in
  votazione  l'articolo  8.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Rinviamo la votazione finale del disegno di legge.


   Seguito  della  discussione del disegno di legge   Modifiche  alla
  legge  regionale 15 aprile 2021, n. 9  (n. 962/A Stralcio II  COMM.
  bis/A)

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge posto al n. 2) del III punto all'ordine del giorno  Modifiche
  alla  legge  regionale 15 aprile 2021, n. 9.  n. 962/A Stralcio  II
  COMM. bis/A.
   La discussione sull'articolo 1 era già stata fatta, cominciamo con
  le votazioni.
   Distribuiamo il testo, per favore.
   Onorevoli  colleghi, comunico che è stato presentato l'emendamento
  3.10, a firma del Governo.

   CRACOLICI. Non ce ne sono altri?

   PRESIDENTE. Ci sono poi emendamenti aggiuntivi.

   CRACOLICI. Il Governo ha presentato emendamenti?

   PRESIDENTE.   Oltre  all'emendamento  3.10,  è  stato   presentato
  l'emendamento 6.2 e un altro che è alla Tabella 2. Prego gli uffici
  di distribuire gli emendamenti.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, visto che finalmente ci apprestiamo  a
  trattare  le  variazioni di bilancio, che ormai sono  diventate  un
  tema  fin  troppo discusso dentro quest'Aula, mi auguro che  questa
  sia  la sera buona perché si possa arrivare comunque alla votazione
  di  un testo che sia rispondente alle esigenze delle categorie  che
  sono  inserite  all'interno  di questa  variazione,  ovviamente  mi
  riferisco in primis agli ASU.
   Noi  come  Lega  abbiamo fatto delle richieste ben precise,  anche
  durante   la   Conferenza  dei  Capi  Gruppo,  che   erano   legate
  all'imprescindibile    volontà   di    approvare    questo    testo
  condizionandolo a una ratio che è quella che, peraltro, ha  portato
  la  V  Commissione all'approvazione di un emendamento  a  firma  di
  tutti  i  componenti della Commissione, nonché anche  del  Governo,
  condivisa  da  tutte  le  forze politiche  che,  a  fronte  di  una
  situazione piuttosto paradossale - se vogliamo così definirla - che
  vede  i lavoratori quasi in procinto di essere stabilizzati,  si  è
  fatto  un  passo  indietro e poi un altro ancora per  cui  oggi  ci
  stiamo ritrovando a dover parlare dell'utilizzo di una quantità  di
  somme che non è certamente quello che può risolvere il problema  ma
  che può essere un segnale.
   In  merito all'emendamento che è stato presentato in V Commissione
  la  scorsa settimana c'è stata un'ampia condivisione e la  Lega  ha
  chiesto  fortemente che fosse questo il testo che potesse approdare
  oggi  in  Aula  affinché si potessero utilizzare i  cinque  milioni
  rimanenti per il 2010, così come dice la lettera b) dell'articolo 4
  di  questo  testo che oggi è in Aula, per poter dare un  incremento
  orario ai lavoratori ASU.
   Voglio  fare  una  precisazione in merito a questa  ultima  frase,
  perché  io  ritengo  corretto proprio  perché  stiamo  tentando  di
  stabilizzare  questi lavoratori, il processo di  stabilizzazione  è
  stato  per  il  momento sospeso, o meglio ancora non  è  del  tutto
  sospeso  ma c'è un'impugnativa pendente avverso la quale la Regione
  sta  resistendo,  ma  poiché  stiamo parlando  di  stabilizzazione,
  quindi   di  dignità  del  lavoro  e  di  trasformare  l'indennità,
  un'indennità  che  chiaramente non è un lavoro lo  dice  la  parola
  stessa,  è ovvio che non hanno un contratto di lavoro ad  oggi  gli
  ASU, spesso si sono definiti del personale che in maniera impropria
  presta  l'attività presso la Pubblica Amministrazione  perché  sono
  dei  sussidiati, ebbene allora noi abbiamo individuato, ripeto, con
  l'unanimità  delle  forze  politiche in V Commissione,  nonché  del
  Governo,  la  volontà era quella di aumentare il  monte  orario  di
  questi  lavoratori in  vista di una iniziativa che  abbiamo  voluto
  tutti  come  Parlamento,  cioè il percorso di  stabilizzazione,  ma
  utilizzare i cinque milioni per l'incremento orario ci sembrava  la
  cosa più corretta nei confronti di chi vuole lavorare e di chi  non
  vuole un regalo, perché questi lavoratori hanno espresso in maniera
  univoca una volontà:  Noi non vogliamo regalato nulla  Noi vogliamo
  lavorare e dal lavoro ne discende il nostro stipendio  ed è  chiaro
  che  la  stabilizzazione va in questo senso  e  l'Aula  tutta  l'ha
  compreso in questo senso.  Quindi la Lega ha chiesto fortemente che
  questi  cinque  milioni  fossero destinati  all'incremento  orario,
  l'emendamento  così riportava durante la votazione  in  Commissione
  che è stata appunto all'unanimità.
   Io  mi auguro che il Governo, alla luce delle valutazioni di  tipo
  economiche,  abbia accolto questa nostra importante richiesta  che,
  ripeto, non è contrattabile per una ragione sola non stiamo facendo
  nessun regalo a nessuno.
   Io  credo che tutti con buona volontà stiamo cercando di dare a un
  comparto  numeroso  che oggi purtroppo per  le  ragioni  che  tutti
  sappiamo non ha ancora un contratto di lavoro ma che di fatto porta
  avanti  la  macchina  amministrativa  ai  vari  livelli  in  cui  è
  impegnato.
   E  allora  io  ritengo  che questo incremento  orario  secondo  me
  diventa un passo di buona volontà, così va intesa, perché è  chiaro
  che  le  somme a disposizioni serviranno solo per questo fine  anno
  affinché,  appunto,  si  possa  dare  anche  il  senso  non   della
  lontananza, cosa che è stata a mio avviso ovviamente percepita  dai
  lavoratori,  invece  di una responsabilità da  parte  di  tutto  il
  Parlamento.
   Perché, signor Presidente, io devo dire che le critiche sono tutte
  bene  accolte quando hanno un fondamento ma dire che  ci  sono  dei
  deputati che non hanno a cuore o comunque che ci sono, devo dire il
  Parlamento tutto, che non abbia a cuore la volontà di portare poi a
  termine,  invece,  un  percorso serio  che  è  quello  dell'aumento
  orario, non mi sembra giusto.
   E,  allora, ecco perché oggi questa votazione deve in qualche modo
  restituire  a  tutti noi la credibilità che nel nostro intendimento
  c'è  tutto,  che è quello, almeno questa è la nostra proposta  come
  Lega,  ma ritengo che sarà sposata da tutti, che è quello  di  dare
  una  copertura  finanziaria ad un incremento orario  che  sarà  per
  quest'anno, ci auguriamo che per l'anno prossimo questo diventi  un
  percorso    virtuoso   che   possa   portarci   addirittura    alla
  stabilizzazione perché la Regine sta resistendo rispetto  a  questa
  impugnativa,  per  cui  diciamo, ecco, come buon  auspicio  di  una
  conclusione  di  un  anno difficilissimo,  ma  come  inizio  di  un
  percorso che dopo venticinque anni, finalmente, parla realmente  di
  dare  dignità  ai  lavoratori. Ritengo che un  regalo  non  sarebbe
  gradito assolutamente ai lavoratori che chiedono soltanto cosa?  Di
  lavorare e di essere remunerati per quello che fanno in più.

   PRESIDENTE. Onorevole Caronia, pregherei i colleghi di intervenire
  nei cinque minuti che sono stati assegnati.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha facoltà.

   DI   CARO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  durante  la
  finanziaria  come  tutti sappiamo abbiamo approvato  il  famigerato
  articolo  36  che tendeva alla stabilizzazione dei lavoratori  ASU.
  L'articolo  36  è  stato impugnato e si è deciso in  questa  eterna
  corsa  al ribasso nei confronti dei lavoratori ASU di salvaguardare
  le  somme che coprivano la stabilizzazione di questi lavoratori per
  garantire loro una sorta di integrazione oraria in questi due  mesi
  prima  della fine del 2021, la somma che ricordo era dieci  milioni
  di euro.
   In   corso  d'opera,  l'assessore,  se  non  sbaglio,  Zambuto  ha
  presentato  in  una  norma un articolo che  istituiva  un  prestito
  capestro  nei confronti dei comuni agrigentini che fanno  parte  di
  Aica  e  toglieva i 5 milioni di euro dei 10 milioni che spettavano
  agli  ASU  per  garantire questa forma di prestito ad Aica,  questo
  perché?  Perché  si  fece  un  ragionamento,  il  Governo  fece  un
  ragionamento, devo dire contorto, per dire siccome stiamo arrivando
  alla  fine  dell'anno  e  comunque ad ogni modo  non  riusciremo  a
  spendere  10  milioni di euro, 5 milioni di euro li  destiniamo  ad
  Aica  e  5  milioni  di euro li destiniamo ai  lavoratori  ASU  per
  l'integrazione  oraria,  e  fin qui, diciamo  che  il  ragionamento
  poteva avere un senso.
   Ieri ci accorgiamo non solo che mancavano i 5 milioni di euro  per
  l'integrazione  oraria  agli ASU, ma che  addirittura  mancavano  3
  milioni  di euro per garantire il dovuto cioè l'assegno di sussidio
  che questi lavoratori di fatto percepiscono ogni anno.
   In  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  ieri  si  è
  raggiunto un diciamo accordo, che poi accordo non è, che  è  quello
  di  garantire  almeno il dovuto a questi lavoratori,  lasciando  la
  speranza  di un'integrazione orario speriamo di 5 milioni  di  euro
  per  comunicare a questi lavoratori un messaggio cioè  che  l'Aula,
  l'assemblea  regionale siciliana tutta, il Parlamento tutto,  ha  a
  cuore le sorti di questi lavoratori.
   Oggi  non  vediamo,  signor Presidente,  gli  emendamenti  che  in
  qualche  modo  ieri qualcuno aveva promesso cioè c'era  l'assessore
  Armao  che  si  era  impegnato  a  presentare  un  emendamento   in
  variazione  di  bilancio  di 3 milioni di  euro  per  garantire  il
  dovuto,  un milione di euro appostato nel capitolo che riguarda  la
  stabilizzazione  per  dire  al  Governo  centrale  che  il  Governo
  regionale  in  qualche modo ha ancora a cuore le  sorti  di  questi
  lavoratori  e  che,  quindi, ancora vuole  insistere  per  la  loro
  stabilizzazione, un altro emendamento per garantire un'integrazione
  oraria  minima,  siamo alla fine dell'anno, qualcosa  si  deve  pur
  riconoscere a questi lavoratori, però noi ci ritroviamo ancora  con
  le  stesse  variazioni  di bilancio e non  ci  ritroviamo  qui  gli
  emendamenti che erano stati promessi ieri.
   A  questo  si  aggiunge che al comma 1 dell'articolo 1  di  questa
  variazione  di bilancio insiste sempre un taglio di 10  milioni  di
  euro,  diceva all'inizio della seduta l'onorevole Laccoto, a  spese
  ed a carico dei comuni.
   Quindi, abbiamo un assessore per gli enti locali che va a  Roma  a
  protestare per i tagli ai comuni ma il Governo regionale taglia  10
  milioni di euro ai comuni di questa Isola.
   Ecco,  io gradirei, magari, se ci possiamo fermare cinque  minuti,
  Presidente, così ci arrivano gli emendamenti e noi abbiamo modo  di
  leggerli perché in Conferenza dei capigruppo così eravamo rimasti.
   Io, in questo minuto, non vedo emendamenti per garantire il dovuto
  ai lavoratori ASU.
   Speriamo che da qui a breve arrivino.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri, nel corso
  della  discussione generale, abbiamo evidenziato che il disegno  di
  legge  sulle variazioni di bilancio aveva delle influenze  negative
  per  gli  enti  locali per una caratteristica, cioè il  segno  meno
   ulteriori riduzioni per gli enti locali .
   Il  nostro  giudizio,  da questo punto di vista,  non  cambia  nei
  confronti del testo.
   Per  fortuna,  rispetto a ieri, arriva la buona  notizia  relativa
  all'impegno economico nei confronti dei lavoratori ASU.
   La   Commissione  si  è  impegnata,  l'onorevole  Dipasquale   che
  rappresenta  il Partico democratico, in commissione è  stato  parte
  attiva, come lo siamo stati tutti, per dare un segnale di presenza,
  di  evidenza  ad  una  categoria che,  ingiustamente,  sta  pagando
  l'impugnativa del Governo nazionale, alla Presidenza del  Consiglio
  dei ministri, in ordine alla stabilizzazione.
   Come  è  stato  già  detto in quest'Aula, il  Partito  democratico
  ritiene che questo sia un segnale, una presenza significativa della
  politica  per  dire  ai lavoratori che il Parlamento  c'è,  che  la
  politica   c'è   e  che,  in  un  momento  di  grandi   difficoltà,
  un'integrazione oraria rappresenta anche un segnale di attenzione.
   Credo  che  la politica debba dare il meglio di sé col  confronto,
  col  dialogo anche tra le parti istituzionali, in cui ognuno di noi
  deve  fare la sua parte per accompagnare sempre più e sempre meglio
  questa categoria verso quest'auspicata stabilizzazione.
   A  me consta dirlo in primo luogo, non soltanto da parlamentare ma
  anche  da  sindaco, è una delle categorie che ha dato di  più  agli
  enti locali in Sicilia negli ultimi decenni.
   Si  tratta  di  una  categoria di lavoratori  che  con  dedizione,
  passione,  attenzione peraltro esplica un gran numero  di  servizi,
  alcuni  dei  quali  esulano  di gran  lunga  dalle  possibilità  di
  inquadramento previste.
   Ed  io  credo che, in un momento così difficile, come  quello  che
  stanno attraversando gli enti locali - e lo testimonia ancora  oggi
  il  segno meno nella riduzione di queste variazioni di bilancio per
  la disattenzione del Governo - occorre invertire la rotta.
   Quindi,  la  stabilizzazione è il primo di un lungo  percorso  che
  deve  riguardare questa categoria di lavoratori e, quindi, gli enti
  locali.

   CATALFAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, allora che dire?
   Arriviamo, auspicabilmente, credo dopo oltre un mese, a  discutere
  e votare questo disegno di legge, le variazioni di bilancio.
   Come  Lega,  sin dall'inizio, abbiamo posto una pregiudiziale  che
  riguarda  la  platea  degli  ASU,  già  richiamati  nei  precedenti
  interventi dai miei colleghi.
   Circola in Aula un emendamento, con la firma dell'Assessore  Armao
  e  del  Ragioniere  generale, che individua le  somme  per  dare  -
  termine  usato  da diversi miei colleghi in queste settimane  -  un
  segnale a questi lavoratori, da qualcuno termine stigmatizzato come
  demagogico.
   Però,  credo  che  sia  fondamentale  dare  questo  segnale,  dare
  dignità,  dare speranza ad una platea che, in qualche  modo,  senza
  voler ricercare responsabilità, nella scorsa finanziaria, anzi dopo
  la  scorsa  finanziaria,  con l'impugnativa  dell'articolo  36,  ha
  subito  un  contraccolpo  importante e anche  in  queste  settimane
  onestamente la gestione della vicenda non è stato il massimo  della
  vita  perché  da prima in Commissione abbiamo lavorato,  firmato  e
  condiviso  con  il  Governo un emendamento che portava  all'aumento
  delle  ore, dopodiché la settimana dopo questo emendamento è  stato
  censurato,  son  venuti  meno le somme per il  sussidio  ordinario,
  fortunatamente  nelle  ore intercorrenti tra  ieri  sera  e  questo
  momento  sembra  che si siano trovate le risorse  però  desidererei
  capire perché l'emendamento, a meno che io non mi sia perso qualche
  passaggio, non è numerato, Presidente.
   Chiedo  anche di capire perché non sia stato distribuito.,  perché
  chiaramente  vorremmo  avere anche la certezza  di  poterlo  votare
  questo emendamento e siccome al momento è ancora solo una fotocopia
  con le firme gradiremmo visto che è dirimente la questione rispetto
  alla votazione dell'intero disegno di legge capire quando e come lo
  votiamo  e  se  lo  possiamo numerare e avere a disposizione  tutti
  perché  in  questo  momento lo abbiamo di  riffa,  di  raffa  però,
  insomma,  sarebbe il caso di capire come comportarci  in  merito  a
  questo  tema,  anche perché come ho già spiegato ai  rappresentanti
  del  Governo  ieri  sera  per la lega è un  tema  dirimente   e  il
  giudizio complessivo e la modalità di votazione che la Lega avrà su
  questo  disegno  di  legge  dipenderà appunto  da  ciò  che  faremo
  rispetto alla platea degli ASU e quindi chiedo chiarimenti rispetto
  alla distribuzione di questo emendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole Catalfamo, l'emendamento  il  Governo  l'ha
  presentato  e  ovviamente è in questo momento tra  gli  aggiuntivi,
  quindi sarà votato certamente. Tecnicamente sugli aggiuntivi.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, come lei ben sa, ieri la Conferenza  dei
  Capigruppo  si è conclusa con la determinazione che da lì  a  dieci
  minuti  in  Aula avremmo ascoltato l'Assessore Armao per sapere  se
  rispetto   alle  nostre  richieste  che  riguardavano   appunto   i
  lavoratori ASU il Governo era in grado di dare una risposta.
   Non  sono passati dieci minuti ma ventiquattro ore. Io chiedo  che
  la  seduta  riprenda  sul punto con una relazione  integrativa  del
  Governo per bocca dell'Assessore all'economia che ci informi  sugli
  sviluppi   di  quell'impegno  che  era  stato  assunto   altrimenti
  rischiamo di fare un dibattito non sulla realtà. Grazie.

   PRESIDENTE.  Io  l'ho  dichiarato perché  ho  visto  l'emendamento
  presentato.
   Assessore Armao, ha facoltà di parlare.

   ARMAO, assessore per l'economia. Ringrazio l'onorevole Lupo che mi
  dà  la  possibilità che purtroppo non ho avuto la scorsa  settimana
  quando si sono diffuse informazioni non esatte sul tema degli ASU e
  dell'impegno del Governo, prima di tutto dell'onorevole Scavone che
  ha  la  competenza nel merito e del Presidente, di tutti noi e  per
  quanto mi riguarda per la parte finanziaria.
   L'articolo  36  della legge 9 del 2021, io ho informato  anche  la
  Commissione  del  Presidente,  per  la  stabilizzazione   a   tempo
  indeterminato  anche con contratti di lavoro a tempo  parziale  dei
  lavoratori inseriti nell'elenco di cui all'articolo 30 della  legge
  5  del 2014, è stata autorizzata la spesa di dieci milioni di  euro
  con,    appunto,   la   norma   che   voi   ricorderete   ed   euro
  54.159.000.000,00 per ciascuno degli esercizi '22 e '23.
   L'articolo 113, allegato 2 della medesima legge regionale,  quindi
  la  legge approvata dal Parlamento prevedeva due disposizioni,  uno
  stanziamento  e  poi un cosiddetto congelamento  degli  importi  di
  spesa  a  fini cautelativi quindi non con l'obiettivo  di  togliere
  delle  risorse  ma di congelarle nell'ambito delle  normali,  ormai
  normali negoziazioni con lo Stato, che non riguarda per altro  solo
  Sicilia,  riguardano tutte le speciali. Basta guardare  il  Decreto
  fiscale  e  vedete che le assegnazioni ulteriori sono  fatte  dalla
  Regione  Friuli  e  alla Regione Sardegna.  C'è  un  tema,  quindi,
  oggettivo di finanziamento delle Regioni speciali che riguarda però
  le relazioni tra queste e il Governo nazionale.
   Com'è noto l'articolo 36 viene assoggettato a impugnativa da parte
  dello  Stato con delibera del Consiglio dei Ministri del 17  giugno
  2021 ed allo stato attuale il ricorso risulta pendente e la Regione
  ha dispiegato le proprie difese in fase pregiudiziale - l'assessore
  Scavone ha seguito personalmente come me il negoziato con lo  Stato
  -  come sapete abbiamo salvato la gran parte delle disposizioni  di
  quella   legge   di  stabilità  dall'impugnativa.  Purtroppo,   per
  l'ostinazione  di  alcuni esponenti del MEF non  siamo  riusciti  a
  salvare quella riguardante gli ASU.
   Saranno,  quindi,  dispiegate anche in giudizio  tutte  le  difese
  possibili e immaginabili, mentre l'Assessore Scavone che potrà dare
  ragguagli  più puntuali di quelli che posso dare io, ha  più  volte
  cercato  un'interlocuzione proficua e risolutiva con  il  Ministero
  del lavoro finora, purtroppo, non trovando nel Ministero del lavoro
  adeguata  attenzione  ad un tema che solo  in  Sicilia  rischia  di
  restare  abbandonato  a  se stesso, mentre invece  in  altre  parti
  d'Italia  ha avuto ben diverse risposte. Sarebbe giusto quindi  che
  quel Ministero riconoscesse eguaglianza a tutti i cittadini.
   Va  precisato  poi  che  con il disegno di legge  962  che  stiamo
  esaminando sono state rideterminate le autorizzazioni di spesa  per
  gli  anni  2021,  2022  e  2023 al netto di  somme  previste  quale
  riduzione di spesa dall'allegato 2.
   Va   precisato  che  si  tratta  di  appostazioni  contabili   non
  direttamente  refluenti sull'anno in corso  che  sono  imposte  dal
  negoziato  in  corso  con lo Stato al cui esito  potranno,  con  le
  successive  variazioni che ci accingiamo a firmare dopo che  avremo
  concluso  questa approvazione perché - come sapete -  lo  Stato  ha
  condizionato la definizione dell'accordo alla conclusione di questo
  impegno  che  era statoassunto per scongiurare l'impugnativa  della
  legge di stabilità.
   In  particolare con l'articolo 4, comma 1, del predetto disegno di
  legge,  il  nostro disegno di legge, vengono apportate le  seguenti
  modifiche:  si determina relativa spesa in euro 26 milioni  per  il
  2022  e  43  per  il  2023  che non saranno  gli  stanziamenti  che
  resteranno  inalterati, ma sono gli stanziamenti ai quali  dobbiamo
  far  scendere  gli impegni per poi ottenere dallo  Stato  le  somme
  aggiuntive che ci consentiranno di rimpinguare queste risorse.
   Con  lettera b) la copertura finanziaria inizialmente prevista  in
  10 milioni viene limitata al solo anno 2021 in considerazione delle
  rideterminazioni delle assegnazioni in favore dei comuni per l'anno
  2021, quindi come voi sapete ai famosi 5 milioni.
   Com'è  che si arrivati a questa riduzione? Si è arrivati a  questa
  riduzione   per   un'iniziativa  di   questo   Parlamento   che   è
  assolutamente  condivisibile perché, essendo quasi  giunti  a  metà
  anno,  era piena estate di quest'anno e quindi l'eventuale  impegno
  finanziario  non  avrebbe potuto riguardare l'intera  somma  di  10
  milioni  ma soltanto la metà, il Parlamento, il Governo  su  questo
  non  ha  avuto  iniziativa e quindi mi dispiace che qualcuno  abbia
  ascritto  o  tentato  di  ascrivere ad  iniziativa  governativa  la
  sottrazione  di  questi 5 milioni, mi fa specie che  mi  sia  visto
  anche  raffigurato  in vignette come uno dei bassotti  che  con  un
  sacco  pieno di dollari si avvia a sottrarre risorse agli ASU.  Non
  abbiamo tolto nessuna risorsa agli ASU. Il Parlamento

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO,  assessore per l'economia. Guardi, io ho le  carte;  ne  ho
  parlato  anche con l'onorevole Di Paola che me le ha chieste  e  in
  modo assolutamente rigoroso le ho fatte vedere e poi se le mi userà
  la cortesia di dedicarmi quattro minuti le farò vedere anche a lei.
  Mi piace essere puntuale nelle osservazioni. Quindi, ho ricostruito
  tutta la serie documentale.

   Dicevo è un'iniziativa parlamentare, il Parlamento ha votato senza
  nessun  voto  contrario questa cosa, ci troviamo di  fronte  a  una
  gestione  serena  dove è inutile fare a gara a chi  vuole  caricare
  all'altro  scelte  che poi sono state condivise  da  tutti,  perché
  bisognava  intervenire su Agrigento e nessuno è stato  contrario  a
  quella scelta.

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Onorevole, mi  scusi,  non  sto
  dicendo che è stato voto unanime, sto dicendo che non c'è stato  un
  voto  contrario.  Ci  sono stati astenuti e  assenti  e  ovviamente
  favorevoli,  ma  voti  contrari  non  ce  ne  sono  stati.  Io  sto
  constatando,  i verbali sono a disposizione di tutti  e  credo  che
  servano  a  dare informazioni corrette. Qua la dobbiamo  finire  di
  dire  c'è  chi la responsabilità di avere sottratto, è  una  scelta
  condivisa  dove  non  c'è nessun cattivo e nessun  buono,  ci  sono
  scelte, esigenze che sono state condivise da tutti.
   Ora  il  Governo,  d'intesa  con  la  maggioranza,  è  intervenuto
  l'onorevole Catalfamo col quale ci siamo sentiti reiteratamente  in
  questi  giorni e con il partito della Lega su questi  temi,  ma  lo
  abbiamo  fatto anche con l'assessore Scavone e con le  altre  forze
  politiche anche di opposizione, con il Partito Democratico, con  il
  Movimento Cinque Stelle, c'è stato su questo un confronto leale per
  rinvenire   le   risorse   che   consentano   di   rimpinguare   le
  sopravvenienze   di  quest'anno  e  contemporaneamente   effettuare
  un'assegnazione  una  tantum  per  il  2021,  avuto  riguardo  alle
  esigenze  connesse alla pandemia e al particolare stress lavorativo
  che  è  stato  richiesto per questi lavoratori già provati  da  una
  remunerazione,  un sussidio, diceva l'onorevole Caronia  ieri,  una
  assistenza  e l'onorevole Figuccia che sono intervenuti  su  questo
  punto,   sussidiati  aveva definito. E certo, è un  sussidio  e  fa
  specie  pensare che ci siano persone che lavorano, che prendono  un
  sussidio  che non è neanche al cinquanta per cento del  reddito  di
  cittadinanza, già questo di per sé dovrebbe far riflettere  su  una
  situazione di oggettiva condizione difficile che impone a tutti noi
  la massima attenzione.
   Quindi, su questo, questo stanziamento da 4 milioni 571 mila  euro
  consente, proprio avuto a riguardo lo stato di emergenze  che  come
  voi   sapete  arriva  al  31  dicembre  ed  è  stato  ulteriormente
  prorogato,   di  riconoscere  un  minimo  intervento,   quasi   due
  mensilità, per lo sforzo che è stato svolto da questi lavoratori in
  una   difficoltà  particolare  qual  è  quella  determinata   dalla
  situazione pandemica.
   Questo  il  Governo propone, precisando però, passo la  parola  al
  collega  Scavone  che  ha più competenze di me  su  questo  profilo
  concernente il regime giuridico, che non è nella possibilità  della
  Regione,  così  diceva il suo Direttore generale,  di  incrementare
  l'orario e, quindi, ci dobbiamo attenere a interventi finanziari di
  sostegno. Grazie.
   Spero di essere stato esaustivo, onorevole Lupo.

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO, assessore per l'economia. La proposta sul piano finanziario
  è tre milioni e quattrocento

   PRESIDENTE. 042, più 823.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Quello riguarda i PIP. 3 milioni
  e  rotti  per  quanto riguarda le sopravvenienze  per  giungere  al
  plafond dovuto a questa categoria. 3 milioni che mancavano  per  il
  plafond  del  capitolo complessivo secondo le esigenze  lavorative,
  poi 4 milioni 571 che equivalgono a mille euro a lavoratore per  il
  riconoscimento della situazione di difficoltà oggettiva nella quale
  hanno  dovuto  prestare il lavoro in questo anno difficile  con  la
  conseguenza  che  si  procede , questa è la proposta  del  Governo.
  Grazie.
   Io vorrei però, per dare

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO, assessore per l'economia. Sono finanziamenti di variazione,
  con finanziamenti di variazione, risorse che abbiamo recuperato  da
  altri capitoli che oggi mostrano disponibilità.
   Io  pregherei l'assessore Scavone però di esplicitare il perché ci
  dobbiamo  fermare,  vorremmo spingerci più avanti  ma  ci  dobbiamo
  fermare a questa configurazione.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor  Presidente, signori onorevoli,  il  vicepresidente
  Armao  ha  spiegato tecnicamente quanto è avvenuto ricostruendo,  a
  partire  dall'articolo 36 della finanziaria,  che  insieme  abbiamo
  contribuito a costruire questa vicenda che riguarda gli Asu.
   In  questi  giorni  tante  cose sono  avvenute,  devo  dire  avete
  registrato  il  mio silenzio rispetto ad aspetti anche  goliardici,
  chiamiamoli così, all'interno dei quali la politica si è  rifugiata
  rispetto ad una vicenda nella quale di goliardia c'è poco.
     C'è  una  platea  di  4571 persone che abbiamo  insieme,  se  mi
  consentite ribadisco insieme, ma con una iniziativa che  è  partita
  dal Governo, utilizzando, a partire dal Dipartimento Lavoro i commi
  292  fino al 296 della finanziaria dello Stato, un percorso che  in
  quella  finanziaria viene tracciata per gli Lsu e che  noi  abbiamo
  agguantato  per  cercare di trovare finalmente  dopo  24  anni  una
  soluzione giusta, corretta, nei confronti di questi lavoratori.
   Quella  intuizione  del Governo in V Commissione  è  diventata  un
  articolo condiviso all'unanimità e poi riportato all'interno  della
  finanziaria  che è l'articolo con cui abbiamo insieme costruito  il
  percorso di stabilizzazione degli Asu.
   Nessuno  del  Governo  ha rivendicato questa  soluzione,  anzi  il
  Governo  ha  sottolineato  più volte, come  dire,  la  condivisione
  corale  di questa scelta e di questa intuizione, rispetto a  questo
  lavoro ci siamo trovati devo dire con grande amarezza ed in maniera
  inspiegabile l'impugnativa del Governo nazionale.
   L'impugnativa  avviene il 18 giugno; noi dal 26 giugno  appena  ne
  abbiamo  avuto  notizia formale abbiamo chiesto  l'apertura  di  un
  tavolo  tecnico;  abbiamo prodotto emendamenti  che  abbiamo  messo
  nelle  mani  dei  capigruppo  dei  partiti  che  costituiscono   la
  maggioranza  relativa  all'interno  di  questo  Governo  perché  si
  aprisse  un tavolo tecnico; abbiamo ribadito più volte, lo  abbiamo
  fatto a luglio, lo abbiamo fatto a settembre e da ultimo lo abbiamo
  fatto ad ottobre con questa mia nota la richiesta dell'apertura  di
  un  tavolo  tecnico  al  Governo nazionale;  abbiamo  incontrato  i
  sindacati  confederali,  abbiamo incontrato  gli  altri  sindacati;
  abbiamo,  io  personalmente,  sentito  i  segretari  regionali  dei
  partiti  più  significativi che contribuiscono alla  responsabilità
  diretta  a  livello centrale nella soluzione degli Asu e,  fino  ad
  oggi,  c'è  stata  solo  una risposta: un  assoluto,  terrificante,
  silenzio. Una vergognosa, se mi consentite, distanza rispetto ad un
  problema che abbiamo posto.
   Gli  ultimi  giorni del mese di ottobre al Ministro del  lavoro  e
  delle politiche sociali, onorevole Orlando, io stesso, ho ricordato
  tutte  le  note  formali che abbiamo mandato.  Tutte le  quotidiane
  telefonate  e  gli altri incontri informali che abbiamo  avuto ,  e
  aggiungo,  invero,   le  richieste formali  dei  diversi  tentativi
  esperiti  dai miei uffici con i suoi più stretti collaboratori  non
  hanno  ingenerato alcun tipo di riscontro anche di  segno  negativo
  per  mancato interesse sulla vicenda che, nei fatti, ha  costituito
  un grave precedente nelle decennali relazioni tra questa Regione  a
  Statuto speciale ed il Governo centrale. Ed aggiungo, la mia  lunga
  storia   politica  ha  da  sempre  puntato  su  due   precondizioni
  essenziali:  il  rispetto  reciproco  nella  ricerca  del  dialogo.
  Tuttavia, devo registrare con non poca amarezza che con la signoria
  vostra  questi  strumenti non hanno funzionato.  Il  Governo  della
  Regione continuerà con ogni mezzo a tutelare questo percorso .
   Rispetto  a  questo, se mi consentite, quotidiano silenzioso,  non
  abbiamo  parlato  con  i media, non abbiamo  rilanciato  come  dire
  strumentalmente come altri hanno ritenuto di fare questa  posizione
  del  Governo, abbiamo registrato tutta una serie di condizioni  che
  hanno alimentato ansia nei confronti di questi lavoratori, mettendo
  in  discussione  aspetti tecnici che l'assessore  Armao  ha  voluto
  ricordare   che   soggiacciono  alle  variazioni  contabili   delle
  proiezioni   pluriennali  del  bilancio  regionale   in   relazione
  all'accordo  tra  lo  Stato e la Regione, e tutti  voi  sapete  che
  questi  aspetti contabili hanno determinato un taglio verticale  in
  tutti  i  capitoli di bilancio senza, ovviamente, un intervento  di
  tipo politico ma piuttosto solamente di tipo tecnico.
   Prima  ragione  di ansia: mancheranno i soldi della copertura  nel
  2022  e  nel  2023.  Falso.  Come ha opportunamente  dimostrato  il
  vicepresidente Armao, l'assessore Armao.
   Si  è diffusa quest'altra notizia che era stato commesso un furto,
  che  qualcuno del Governo aveva sottratto cinque dei dieci  milioni
  che   avevamo  appostato  perché  si  avviasse  il  percorso  della
  sanatoria.
   Ricorderanno i componenti della Commissione  Bilancio   il  giorno
  in  cui  si votò la legge sulla povertà, la cui legge voleva essere
  coperta proprio con questi milioni che noi avevamo individuato  nel
  percorso  di  stabilizzazione  degli  ASU  che  l'unica   voce   in
  dissonanza quel giorno fu quella del sottoscritto, cioè quella  del
  Governo,  che  ricordò   vediamo di  trovare  un'altra  posta ,   e
  parlavamo  della  legge  sulla  povertà,   un'altra  posta   perché
  prelevare  quella  risorsa  - ed eravamo all'inizio  dell'estate  -
  Svuol  dire  anche  solo  da un punto di  vista  estetico  dare  la
  sensazione  che non crediamo in un percorso di stabilizzazione .  E
  allora  fu ascoltata la voce espressa da me, dal Governo in  questo
  senso  e si trovò altra copertura. Poi l'Assemblea si è determinata
  per  quanto  riguarda  la nota vicenda che è  stata  ricordata,  di
  utilizzare  a  metà  d'anno una posta che  non  poteva  essere  più
  utilizzata  nel  percorso di stabilizzazione per  una  vicenda  che
  l'Assemblea,  che  è  sovrana, ha ritenuto  di  gestire  in  questa
  maniera.
   Quindi,  nessuno ha sottratto risorse, men che meno il  Governo  e
  men  che  meno,  ovviamente,  le  persone  che  hanno  una  diretta
  responsabilità e competenza in questo percorso.
   E   siamo   arrivati  ad  oggi.  Nelle  variazioni  di   bilancio,
  ovviamente,  vi sono alcuni aspetti che sono le correzioni  formali
  dei capitoli di bilancio, specie quando si tratta di lavoratori. Ci
  sono   delle   piccole   differenze   che   sono   legate   proprio
  all'utilizzazione degli stessi che verranno, come ha ben, poco  fa,
  presentato l'assessore Armao con due variazioni ai capitoli  313727
  e 215785 che sono i due capitoli che riguardano i PIP e gli ASU per
  un  totale  di 823 mila euro per i primi e per un intervento  di  3
  milioni  042 per gli altri che consentirà ovviamente la definizione
  della copertura totale per i sussidi fino al 31 dicembre.
   Dopodiché,  in  relazione a tutti i passaggi che  ci  sono  stati,
  compreso  quello che abbiamo condiviso sempre con la V  Commissione
  che  unanimemente si è espressa a favore della destinazione di  una
  somma che verosimilmente non potrà più essere utilizzata qui a fine
  d'anno  per  un percorso di stabilizzazione che ancora  il  Governo
  nazionale non ci ha consentito fosse definito, una utilizzazione di
  quella risorsa nei confronti del personale ASU.
   Allora, stamane abbiamo fatto una serie di verifiche anche di tipo
  giuridico-amministrativo sul profilo degli stessi, anche a  livello
  centrale e, pertanto, ci siamo determinati nell'intervenire con una
  quota  di  mille  euro  per ciascuno dei 4.571  da  qui  alla  fine
  dell'anno,  considerato il gravame che anche il  periodo  Covid  ha
  determinato su questi lavoratori all'interno degli enti  dove  essi
  operano.  Parliamo,  ovviamente, di una quota di  mille  euro  pro-
  capite,  poiché  il dipartimento lavoro non può  procedere  ad  una
  integrazione oraria che, come poco fa dicevo all'orecchio ad alcuni
  di voi, è di competenza degli enti utilizzatori.
   D'altro  canto,  non può aumentare l'importo dello stesso  assegno
  perché  l'importo  è fissato da norma nazionale. Pertanto,  abbiamo
  trovato  il  percorso  unico, percorso corretto,  non  vorrei  dire
  l'escamotage,  vorrei  dire  come è la soluzione  per  dare  questa
  boccata d'ossigeno in un momento di difficoltà a questi lavoratori,
  augurandoci  e  augurandomi che al di là delle speculazioni,  delle
  strumentalizzazioni,  delle interviste e delle  tante  superficiali
  dichiarazioni, alcune delle quali ho letto con grande frequenza  in
  questi  giorni possiamo impegnare le nostre energie, tutti insieme,
  come   abbiamo  fatto  con  grande  condivisone  al  momento  della
  redazione dell'articolo 36 per muovere con le nostre forze i nostri
  riferimenti  nazionali  da  un punto  di  vista  della  politica  e
  sindacali, a questi ci siamo appellati perché il Governo  nazionale
  ci ascolti.
   Il  percorso  degli  ASU  siciliani ha il diritto  di  arrivare  a
  compimento raggiungendo l'obiettivo della stabilizzazione. Questo è
  avvenuto  per  gli LSU nazionali nel 2015 quando  quel  Governo  ha
  rinunziato  a  quella opportunità, è avvenuto più recentemente  per
  altri lavoratori socialmente utili di altra regione del meridione e
  dovrà avvenire per la Sicilia.
   Abbiamo  il dovere morale, lo ribadisco con un pizzico di tensione
  e  senza retorica, abbiamo il dovere morale se ci vogliamo guardare
  allo  specchio  ciascuno di noi di fare il massimo  per  richiamare
  l'attenzione  su una discriminazione che sta subendo questa  nostra
  Regione, di una disattenzione che è insopportabile nei confronti di
  questi  lavoratori e che è alla portata di mano.   E'  prossima  la
  soluzione,  prima  ancora  di vincere in  sede  giurisdizionale  il
  ricorso  rispetto all'impugnativa che stiamo ovviamente in sede  di
  Commissione tentando di portare avanti. E' in sede politica che  si
  raggiungono  questi  risultati  e siamo  nelle  condizioni,  se  lo
  vogliamo, muovendo ciascuno di noi i propri riferimenti romani, per
  potere raggiungere questo obiettivo. Grazie.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,  signor   Assessori,   colleghi
  parlamentari, siamo veramente all'inizio della campagna  elettorale
  di  questo  Governo, io l'ho detto più volte ma oggi  veramente  mi
  mancava solamente l'assessore Scavone che è sceso in campo,  adesso
  ci siete tutti.
   Maldestro questo intervento assessore Scavone. Provare a scaricare
  le responsabilità al ministro Orlando e al Partito Democratico - la
  dico  precisa,  lei l'ha fatta elegante - è non solo  maldestro  ma
  fuori luogo.
   Lo sa perché? Perché qui stiamo discutendo sulla pelle di migliaia
  e  migliaia  di  famiglie  che  voi, lei  per  primo,  avevate  già
  dimenticato  nella finanziaria. Non vi dovete dimenticare  che  voi
  avete  fatto una finanziaria insieme a tutte le altre negli  ultimi
  tre  anni, lei fa riferimento al 2015, ma guardi che qua  ci  siete
  stati  dal  2018  e  non avete  Assessore, io  l'ho  ascoltata  con
  attenzione,  la  prego  di avere lo stesso  garbo  anche  nei  miei
  confronti, anche perché non lo perdo il filo.
   Per  quattro anni avete prodotto zero. Siamo stati costretti  noi,
  noi Parlamento, in V Commissione ad intervenire sugli ASU, non lei.
  Lei  se  lo  doveva fare lo faceva in Giunta. Lei non è riuscito  a
  farlo  in  Giunta,  non ha portato una soluzione in  Giunta.  Avete
  fatto   una   finanziaria  dove  degli   ASU   c'era   zero   sulla
  stabilizzazione degli ASU, dopo di che in Commissione  con  il  suo
  aiuto,  questi sono i fatti reali che non possiamo nascondere,  con
  il  suo  aiuto abbiamo trovato una soluzione, ma voi ve ne  eravate
  dimenticati. La questione l'ha risolta, almeno dal punto  di  vista
  della norma, la V Commissione con il suo aiuto.
   A me piace essere corretto sempre; però, veda, ogni cosa poi ha un
  limite. Perché ha un limite e perché mi infastidisco? Questa azione
  maldestra  nel  provare  a scaricare le responsabilità  al  Partito
  Democratico,  ad  Orlando, è una cosa che può funzionare  all'asilo
  della  politica, ma non in un Parlamento. L'impugnativa non è stata
  fatta  dal  Ministro del lavoro, l'impugnativa è  stata  fatta  dal
  Consiglio dei Ministri. Il Consiglio dei Ministri ha eccepito tutta
  una  serie  di  cose.  Lì  non ci vuole  il  messaggino  d'amore  e
  d'indignazione con Orlando; lì ci vogliono determinate cose che  il
  Presidente  della Regione le prende, si attrezza,  se  le  mette  a
  spalla, va a Roma, partecipa alla Conferenza Stato-Regioni, con  lo
  zainetto,  con quelle cose, e in Conferenza Stato-Regioni  batte  i
  pugni  e  dice:   Presidente del Consiglio o chi  ne  fa  le  veci,
  guardate che questa azione è delinquenziale  .
   Quindi,  lei  oggi ha fatto veramente, lanciato anche  lei  da  un
  contributo  elettorale,  di voler dare un contributo  elettorale  a
  Musumeci,  ha  perso di stile, quello stile che  io  le  ho  sempre
  riconosciuto, e veramente mi dispiace.
   Quindi,  quello  che è mancato è stato il ruolo  del  Governo  sin
  dall'inizio  su  questa vicenda. L'avete dato in  Commissione,  con
  grande serietà, perché mi piace dirle sempre bene le cose per  come
  stanno,  dopodiché  non  siete riusciti  a  difenderla  nella  sede
  opportuna  che  era  la  Conferenza Stato-Regioni:  assenti   Zero
  Scecchi
   Fatto  questo, detto questo, dopodiché a fine luglio, io non c'ero
  perché  ero  interessato da altre cose purtroppo, perché  il  Covid
  l'ho  preso  anche durante la Commissione in cui discutevamo  degli
  Asu. L'ultimo regalo prima del Covid è stata una Commissione in cui
  discutevamo  degli Asu. In quella seduta - prima l'assessore  Armao
  ricordava  - in quella Assemblea purtroppo c'è stata una parte  del
  Parlamento  che  ha votato per togliere i soldi,  non  è  vero  che
  eravamo tutti d'accordo.
   Io  non  c'ero, però quella è stata, per esempio, una delle sedute
  che  ho  seguito da lontano perché ero in grado di  seguirla  e  in
  quella  seduta che non riguardava, Assessore Armao, sempre le  cose
  dette  a metà, riguardava tutta una serie di cose, non si discuteva
  solamente   degli  Asu  e,  quindi,  questi  cattivi  del   Partito
  Democratico  si  sono astenuti, no, si discuteva di  forestali,  si
  discuteva di stipendi e altre cose, si discuteva di tutta una serie
  di  interventi che hanno portato il Partito Democratico ed altri ad
  astenersi. Fermo restando che sulla possibilità di toccare i  soldi
  agli  Asu  era  stato  detto dal Partito  Democratico  che  eravamo
  contrari.  In Aula, nei verbali  Quindi, vi prego, non siamo  tutti
  uguali e non abbiamo tutti le stesse responsabilità, perché c'è chi
  vota a favore e c'è chi si astiene perché era contrario a toccare i
  soldi degli Asu, ma siccome c'erano altre cose importanti si è dato
  questo tipo di segnale.
   Questa  è  elemosina  che stiamo pensando di dare  ed  è  ridicolo
  questo   atteggiamento  della  Lega,  ridicolo,  perché  avete   un
  Assessore  in  Giunta, anche voi. L'Assessore in Giunta  ha  votato
  anche  le variazioni di bilancio e l'assestamento senza niente  per
  gli  Asu. No, è troppo semplice cari colleghi, voi avete la  stessa
  responsabilità perché noi purtroppo interveniamo nelle  Commissioni
  ed  interveniamo  in  Parlamento, voi potete intervenire  e  potete
  intervenire nel Governo della Regione  Non siete voi i bravi e  che
  fate  la  stessa  cosa  di  Salvini? Cioè che  fate  opposizione  e
  maggioranza?   Non siete voi i bravi e i cattivi  quelli  di  Forza
  Italia  o  quelli  dell'Udc e così via  Non è la stessa  cosa;  voi
  avete  la  stessa responsabilità  Dopodiché ora siamo tutti  qua  a
  cercare di salvare il salvabile per queste elemosina.
   Rimane  una  sola soluzione, vera, politica, che  è  quella  della
  stabilizzazione.
   La  smetta con i messaggini d'amore, convinca Musumeci a fare  gli
  interessi  degli ASU e dei siciliani e di battersi nella Conferenza
  Stato-Regione.
   Queste sono le cose serie che politicamente fa un Governo e che fa
  un  Presidente  della  Regione, altrimenti è demagogia  allo  stato
  puro

   PRESIDENTE.  Ci  sono  esattamente -  anche  per  capire  di  cosa
  parliamo,  a  cinque  minuti ciascuno -  otto deputati  iscritti  a
  parlare, quindi c'è un'altra ora di interventi.
   Si  aggiungono  l'onorevole Di Paola e  l'onorevole  Lupo  e  sono
  dieci. Ci sono altri interventi?
   Non  essendoci  altri deputati che chiedono di essere  iscritti  a
  parlare possiamo chiudere le iscrizioni. Ci sono dieci persone  che
  devono parlare.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE.  Signor Presidente, Assessore, colleghi, mi  dispiace
  che  l'Assessore  Armao, che mi indica come  assente  in  occasione
  della  riduzione dei cinque milioni, sia assente in occasione della
  discussione della variazione di bilancio, perché dovrebbe essere in
  Aula.
   Questa  vicenda  degli ASU mi sembra molto colorita,  immagino  di
  sognare  di  fare  il  Presidente della  Regione  e  di  promettere
  all'Assessore Armao di fare l'assessore per cinque anni, poi  a  un
  certo  punto non ci riesco e dico  Sai l'assessore per cinque  anni
  non  te lo posso far fare. Al massimo ti posso far fare un giro  in
  Aula,  entri in Aula ti fai un giro, vedi come è la situazione,  ti
  affascini  dal fascino di questo Palazzo, l'assessore  però  te  lo
  faccio fare nella prossima legislatura . Ecco, la vicenda degli ASU
  è questa.
   Dopo  venticinque anni noi abbiamo parlato di stabilizzazione  per
  quella  che  è  un'iniziativa  di tipo  parlamentare  dove  l'unico
  assessore  che si è prestato ed ha messo disponibilità,  ovviamente
  con  i  suoi Uffici, è stato l'Assessore Scavone a cui riconosciamo
  il  merito di essere stato a disposizione e di essere stato insieme
  a  noi  a  fare  i conticini per quella che era la stabilizzazione.
  L'Assessore Armao no
   L'Assessore  Armao  si  è occupato di fare il  comunicato  stampa,
  cinque  minuti  prima che in Commissione  Bilancio   si  approvasse
  l'articolo 36, quindi che lui dica a me di essere stato  assente  è
  fantascienza.
   Certo,  ora  ritrovarsi  con  quella  che  era  una  promessa   di
  stabilizzazione e passare dalla promessa di stabilizzazione  a  non
  avere  i  soldi  neanche per il sussidio ordinario per  i  mesi  di
  novembre  e  dicembre è chiaro che questo non può essere accettato,
  perché?  Perché  è  chiaro  che nessuno si  aspettava  questo  come
  risultato,  è  chiaro  che  noi  dobbiamo  avere  un  risultato  di
  prospettiva che in quattro anni purtroppo non c'è stato, ma è stata
  impugnata  dal  Governo nazionale, per carità è vero  che  è  stata
  impugnata  dal  Governo  ma  noi  oggi  non  ci  possiamo  ritenere
  soddisfatti con un contributo una tantum.
   A  me  viene  da pensare ai tanti contributi una tantum  che  sono
  stati  deliberati in occasioni della finanziaria  e  che  non  sono
  stati erogati, mai  Penso a quello degli stagionali, penso a quello
  degli operatori sanitari che ancora aspettano.
   E,  quindi,  io  dovrei uscire da quest'Aula  soddisfatto  per  un
  contributo una tantum che viene dato, quindi un'elemosina di  mille
  Euro  agli  ASU? No  Purtroppo no  Qui ognuno si deve  assumere  la
  responsabilità di quello che ha fatto.
   La  legge regionale n. 22 del 2021 ha sottratto cinque milioni che
  potevano  essere  utilizzati per gli ASU e  che  oggi  non  vengono
  utilizzati  per gli ASU. Questa variazione di bilancio che  non  ha
  proposto,  che  non è un'iniziativa parlamentare ma è un'iniziativa
  governativa,  si  propone  di rimuovere ulteriori  risorse,  quindi
  questo sta a significare che cosa? Che quella che è la volontà  del
  Governo è diversa e uno ne può prendere atto e ne prende atto,  per
  carità,  ma  non  possiamo raccontare o  dire   chi  semu  tutti  i
  stissi .
   L'ho  ribadito  la  settimana scorsa  un  semu  tutti  i  stissi ,
  assolutamente   Non  funziona così, chi  ha  votato  si  assuma  la
  responsabilità  di  aver votato, chi ha proposto  la  riduzione  di
  cinque  milioni  si assuma la responsabilità di  aver  proposto  la
  riduzione  di  cinque milioni, chi oggi si assume la responsabilità
  di  votare  questa  variazione di bilancio,  che  è  una  porcheria
  rispetto  agli  ASU, si assume la responsabilità di  votare  questa
  variazione di bilancio in queste condizioni.
   Io  non la voto  E' sicuro, non la voto per gli ASU principalmente
  e da sindaco non la potrei votare mai perché per l'ennesima volta -
  per  l'ennesima volta -  sottraiamo dieci milioni dal  fondo  delle
  autonomie  locali  quando sappiamo bene le  condizioni  in  cui  si
  trovano i comuni.
   Se  non siamo in grado, anzi, mi permetto di dire, se non siete in
  grado  di amministrare meglio andate a casa perché perpetriamo  nel
  fare  danno, perpetriamo nel fare danno ed oggi la gente è esausta.
  Queste  persone aspettano da venticinque anni una risposta  Noi  ci
  presentiamo con un'elemosina, un'elemosina.
   Ripeto,  ho fatto l'esempio politico per far capire che se  tu  ad
  una  persona  prometti di fare per cinque anni l'assessore  non  lo
  puoi   accontentare   dicendogli  che  gli   fai   fare   un   giro
  dell'Assemblea  e  gli  fai vedere il Palazzo  perché  come  minimo
  quella  persona  ti  sputa  in faccia e, purtroppo,  è  quello  che
  faranno, usciti da quest'Aula, i lavoratori ASU. E' proprio questo.
   E,  quindi, è chiaro che non ci possiamo e non mi posso  ritrovare
  con una soluzione di questo tipo che è mortificante, è mortificante
  della  dignità  di  questi  lavoratori che  aspettano  risposte  da
  venticinque anni, che non possono essere definiti lavoratori perché
  non  percepiscono  uno  stipendio,  che  non  hanno  un  contributo
  versato,  nonostante  per  venticinque  anni  mantengano  strutture
  regionali,  comuni, enti locali e quant'altro e che,  di  volta  in
  volta, sono costretti all'elemosina.
   Non potremmo dirgli  vi stabilizzeremo dopo  perché le risorse nel
  bilancio  pluriennale li stiamo togliendo per l'ennesima volta  con
  la promessa che li rimetteremo chissà quando.
   Benissimo,  assumetevi  la  responsabilità  di  approvare   questa
  variazione di bilancio così com'è con la promessa che troverete  le
  risorse per le annualità successive.
   Io  non sono nelle condizioni di potere assumere questo impegno e,
  quindi, è chiaro che questa variazione di bilancio non la sostengo,
  non la voto, anzi, voterò contrario.

   PRESIDENTE.  Allora, io leggo l'ordine degli iscritti  a  parlare,
  così  è  inutile  che  mi  chiedete ognuno di  volere  intervenire.
  L'ordine  è:  onorevoli Lupo, Lentini, Figuccia,  Tancredi,  Amato,
  Grasso, Di Paola, Lantieri e Lupo. L'onorevole Grasso rinuncia.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di me, ha detto
  bene l'onorevole Dipasquale sul tema dei lavoratori ASU, quindi, io
  sarò particolarmente breve.
   Purtroppo  non  abbiamo sentito una parola  chiara  da  parte  del
  Governo  sull'impegno di stabilizzazione dei lavoratori  che  è  il
  nostro  obiettivo, che è l'obiettivo finale che ci vede  fortemente
  impegnati  come  Partito Democratico, così come  già  in  occasione
  dell'ultima finanziaria, prima in Commissione Lavoro e poi in Aula,
  votammo la previsione che riguardava appunto la stabilizzazione  di
  questi lavoratori.
   Il Governo ha fatto il gioco delle tre carte -  il gioco delle tre
  carte -  perché dopo avere appostato dieci milioni nel capitolo  in
  Commissione   Lavoro   aveva riconfermato una certa  disponibilità.
  Adesso,  invece, ci presenta un bonus, non un'integrazione  oraria,
  credo che i lavoratori ASU chiedano innanzitutto di potere svolgere
  al  meglio  la loro attività lavorativa al servizio della  Pubblica
  amministrazione, delle articolazioni dell'Amministrazione regionale
  laddove operano, in particolare nell'ambito dei beni culturali,  al
  servizio  dei comuni prestando un lavoro utile, ai cittadini,  alle
  imprese e per questo chiedevano l'integrazione oraria che non fosse
  solo  il bonus per un mese, ma nel corso delle discussioni  che  ci
  hanno  visto presenti per discutere degli ASU davvero abbiamo visto
  tutto ed il  contrario di tutto.
   Abbiamo   assistito  per  ultimo  all'impegno   del   Governo   in
  Commissione   Bilancio  che riconfermava disponibilità di  bilancio
  per  scoprire solo ieri in Commissione  Bilancio  che con una  nota
  del  13  ottobre  l'Assessorato per il lavoro aveva  comunicato  la
  mancanza  di fondi perfino per coprire i sussidi relativi  all'anno
  2021, per oltre tre milioni di Euro.
   Così  come  mancherebbero ancora oltre ottocentomila Euro  per  il
  pagamento dei sussidi dei lavoratori PIP.
   E,  allora, giustamente, ieri abbiamo chiesto che si rimediasse  a
  questo   gravissimo  errore  che,  evidentemente,  per  quanto   mi
  riguarda,  non  ha  ancora una spiegazione  logica  perché  non  si
  capisce   come  quattro  milioni  di  Euro  possano  scomparire   e
  riapparire.
   Evidentemente  c'era  stato  un  errore  di  calcolo  nella  stima
  iniziale da parte del Governo per l'anno 2021.
   Ed  io esprimo soddisfazione per il fatto che, unanimemente, tutte
  le  forze  politiche - Presidente, lei presiedeva quella Conferenza
  di Presidenti dei Gruppi parlamentari - abbiano trovato una sintesi
  che  ha  portato  oggi  il Governo a dire che  i  sussidi  relativi
  all'anno  2021 saranno integralmente coperti sia per  i  lavoratori
  ASU che per i lavoratori PIP.
   Però,  io,  Presidente, ho ascoltato cose  non  vere  rispetto  al
  pagamento  delle  indennità per gli anni 2022 e  2023  perché  alla
  lettera  b)  del  comma  1  dell'articolo 4,  Presidente,  Governo,
  colleghi,  si propone la soppressione degli stanziamenti,  previsti
  in   finanziaria   per  la  stabilizzazione  dei  lavoratori   ASU,
  relativamente agli anni 2022 e 2023.
   La norma recita: «Le parole per la quota parte di 10 mila migliaia
  di  Euro  per ciascun anno del triennio 2021-2023, sono  sostituite
  dalle seguenti:  per la quota parte di 10 mila migliaia di euro per
  l'anno  2021 ». Questa norma che voi proponete è la pietra  tombale
  sul percorso di stabilizzazione dei lavoratori ASU.
   Io  chiedo  al  Governo  di  espungere  la  lettera  b),  comma  1
  dell'articolo  4  dal  testo del disegno  di  legge  perché  non  è
  possibile  resistere  all'impugnativa del Consiglio  dei  Ministri,
  dinanzi alla Corte costituzionale chiedendo la stabilizzazione  dei
  lavoratori  ASU  se l'Aula approvasse questo comma  che  azzera  lo
  stanziamento per il percorso di stabilizzazione relativamente  agli
  anni 2022 e 2023.
   Assessore Scavone, le cose non stanno come lei, in buona fede,  ha
  ripetuto perché lo ha garantito l'Assessore Armao.
   Assessore Armao, state proponendo l'azzeramento dei fondi  per  il
  2022  e  per  il  2023 per la stabilizzazione dei  lavoratori  ASU,
  lettera b), comma 1, articolo 4.
   Abbiate il coraggio di riconoscere quello che avete intenzione  di
  fare,  abbiate  il  coraggio ed il buon senso  di  ritirare  questa
  previsione  normativa  che,  ripeto,  rappresenterebbe  la   pietra
  tombale  ed  il  manifesto  della vostra ipocrisia  politica  sulla
  stabilizzazione  dei  lavoratori ASU.  Il  Partito  Democratico  si
  opporrà con ogni mezzo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   vorrei
  immediatamente - intanto, rispondo ad alcuni colleghi  che  qualche
  giorno  fa,  e forse anche stamattina, ancora prima che il  Governo
  presentasse  un emendamento a favore dei lavoratori  ASU  -  io  li
  chiamo  lavoratori  e  non sussidiati perché  lavorano  e  prestano
  servizio di attività lavorativa.
   Quindi, questa non era la rapina a cui si pensava, ma era soltanto
  un  lavoro  certosino fatto nei due assessorati  -   al  lavoro  ed
  all'economia -  per cercare di trovare la quadra e dare  finalmente
  la possibilità a questi lavoratori di percepire, quanto meno a fine
  anno, un bonus una tantum per tutto quello che abbiamo attraversato
  un po' tutti che è il Covid, la pandemia che è molto pesante.
   La  cosa  che  mi stupisce è bacchettare il Governo, anche  quando
  trova   le  soluzioni  è  veramente  sbagliato,  invece   dare   la
  possibilità al Governo e tutti insieme lavorare affinché le cose si
  possano fare come in questo caso devo dire che il merito è di tutta
  l'Aula  perché  questo beneficio che è stato dato ai  lavoratori  è
  stato   un   po'  sofferto  anche  perché  in  Commissione   tutti,
  all'unanimità abbiamo pensato che fosse opportuno dare  un  piccolo
  contributo  anche perché l'articolo 36 che è stato  bocciato  dallo
  stato,  praticamente,  li  ha messi in  brutte  acque.  E,  quindi,
  immediatamente ringrazio il Governo, l'Assessore Scavone che appena
  una   settimana  dopo  dall'impugnativa  è  stato  tempestivo   nel
  ricorrere  affinché  si riconoscesse nell'articolo  36,  quindi  la
  platea degli ASU, la parola fine alla stabilizzazione.
     Anche  perché il Decreto Madia del 2017 parla chiaro: si metteva
  fine  a quello che è il precariato in Italia e quindi sarebbe stato
  veramente una condizione sbagliata nei confronti dell'ultima platea
  che  sono gli ASU, che sono i 4.500 che ormai dopo venticinque anni
  questa stabilizzazione oggi oserei dire è sacrosanta
   Oggi,  è impensabile bocciare gli ASU, non fare la stabilizzazione
  a  delle persone che ormai dopo venticinque anni hanno superato  il
  50  anno di età e, quindi, non sono appetibili per le aziende o per
  tanti  privati, quindi, penso che questo provvedimento  che  va  in
  questa  direzione, dà una boccata di ossigeno, direi che l'auspicio
  che ognuno di noi, ogni deputato che ha lavorato a favore di questo
  provvedimento sia la cosa più importante per loro che  il  prossimo
  anno  venga finalmente riconosciuta la stabilizzazione e devo  dire
  che  anche  se  il  collega Lupo all'articolo 4,  riferendosi  alla
  lettera  b)  che ci sono, che non è scritto bene riguardo  a  certe
  cose  che c'è il rischio dell'annullamento delle risorse,  io  dico
  all'onorevole Lupo che noi anche dopo, in qualsiasi momento, che il
  Governo  nazionale  possa prendere un provvedimento  contro  questa
  platea,   noi  ci  opporremo  tutti  all'unanimità  perché   questi
  lavoratori  sono  i  lavoratori  siciliani,  sono  lavoratori   che
  appartengono   a   tutte  le  categorie.  Sono  i  lavoratori   che
  appartengono  a tutti i partiti politici e quindi non  c'è  nessuna
  cosa  per un partito particolare o altri, quindi ci batteremo  fino
  in  fondo fino a quando venga rispettato l'ultimo baluardo,  oserei
  dire,  con  la  chiusura  del precariato così  come  stabilisce  il
  decreto legge Madia.
   Un ringraziamento, quindi, all'Assessore per il lavoro ma anche un
  ringraziamento all'Assessore per l'economia ma anche  ai  direttori
  dei  dipartimenti  che  finalmente  stamattina  hanno  trovato   la
  soluzione, e quindi non era una rapina, i quattro milioni  e  mezzo
  ci  sono e quindi i lavoratori ASU usufruiranno di questo bonus, di
  questo  una  tantum che è una boccata d'ossigeno che mi  sembra  la
  cosa più opportuna.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente, mi  sembra  che  alla  fine  questa
  settimana  così  ricca di ansie, così ricca di un dibattito  acceso
  alla fine non sia trascorsa inutile.
   Noi  c'eravamo impegnati all'esterno ma avevamo preso  un  impegno
  con noi stessi.
   L'impegno  prevedeva che mai avremmo potuto abbandonare la  platea
  e che mai saremmo stati disposti a votare la variazione di bilancio
  se prima non fosse chiara la sorte di questo personale.
   Sembrava  che  le risorse non si potessero trovare,  sembrava  che
  fosse  tutto  impossibile,  sembrava  che  dopo  l'intervento   del
  Ministro Orlando, ormai, quella fosse una mera e lontana illusione.
   Un  dibattito davvero surreale tra i detrattori di questo Governo,
  da  una parte il Partito Democratico dall'altra il Movimento Cinque
  Stelle.   Un  gioco, gli uni contro gli altri, dove  il  gioco  era
  quello di chi la sparava più grossa.
   Alla  fine noi abbiamo chiesto, seppur mettendo sul piatto, seppur
  offrendo  la  nostra  disponibilità ad  uscire  dall'Aula,  con  un
  atteggiamento responsabile la possibilità che si trovassero  quelle
  risorse.
   Ci  siamo  battuti   Sì, ci siamo battuti per quella  gente  e  lo
  abbiamo fatto con spirito di abnegazione, sapendo che la condizione
  di  ciascuno  di  quei lavoratori poteva essere  la  condizione  di
  ciascuno  dei nostri affetti. In una condizione di marginalità,  in
  una  condizione  di precariato, in una condizione di  negazione  di
  diritto - prima o poi - può scivolare chiunque.
   Per questo, Presidente, ci siamo lasciati guidare dal buon senso.
   Alla  fine  ecco che quei quattro milioni e mezzo, con buona  pace
  della  demagogia,  con  buona pace della strumentalizzazione,  alla
  fine tutti insieme siamo riusciti a trovare quelle risorse.
   E'  chiaro,  però, Presidente, che io personalmente  rimarrò  fino
  alla  fine  in  quest'Aula  perché  vogliamo  che  quel  senso   di
  responsabilità   venga  onorato  così  come  deve  essere   onorato
  l'impegno del Governo che non può certamente tirarsi indietro,  che
  non  può  fare magheggi dell'ultimo momento perché fuori da  questo
  Palazzo ci sono persone che aspettano - e cosa aspettano lo  voglio
  dire  chiaro   - non un cadeau, non un bonus, una tantum,  non  una
  regalia ma aspettano un'integrazione, aspettano lo stanziamento  di
  una  somma  che  apre una finestra. La finestra deve essere  quella
  dell'attivazione di un percorso di stabilizzazione.
   Badate  bene  -  e  lo  dico a ciascuno dei colleghi  presenti  in
  quest'Aula  e  anche a quelli che se ne sono andati -  qualora  non
  dovesse  essere il Parlamento ad intervenire saranno i tribunali  a
  punire   l'incuria,  la  negligenza  di  venticinque  anni.  Quella
  negligenza,  ad  onore del vero, che ha caratterizzato  governi  di
  centrodestra   e   di  centrosinistra  e  che  adesso   finalmente,
  attraverso  il nostro impegno reale di cui sono onorato rispetto  a
  tutto   il   Gruppo  della  Lega  in  Parlamento,  in  Commissione,
  finalmente vede luce.
   Qualora  questo non dovesse accadere, gli studi legali di ciascuno
  di queste persone appartenenti tanto al bacino ASU quanto al bacino
  PIP perché - ve lo dico - quell'idea di togliere ottocentomila Euro
  non poteva passare e non poteva passare in quest'Aula.
   Il mio è un avvertimento
   Gli  studi  legali si sono attivati per l'uno quanto  per  l'altro
  bacino  e  quindi si aspettano che le soluzioni arrivino e arrivino
  concretamente.
   Presidente, attendo di vedere questi emendamenti e auspico che  da
  lì  a breve possa partire questo processo di stabilizzazione di cui
  questa gente ha assolutamente bisogno e diritto.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Lantieri,  ne  ha
  facoltà.

   LANTIERI.  Presidente, Assessori, colleghi, sarò  breve  perché  è
  inutile ripetere sempre le stesse cose.
   Mi  rivolgo all'Assessore Scavone. E' vero che è stato  un  lavoro
  fatto   dai   parlamentari  ma  con  il   lavoro   svolto   insieme
  all'assessore Scavone che ha dato la disponibilità e ha messo tutta
  la  sua  professionalità per cercare di risolvere  un  problema  da
  venticinque  anni, non dobbiamo sottovalutare una cosa molto  seria
  che  l'impugnativa  da  parte  dello  Stato  è  un'impugnativa  ben
  spiegata perché questi  sono lavoratori ma - purtroppo -  in verità
  non vengono riconosciuti come lavoratori, perciò è normale che loro
  non  hanno  un contratto di lavoro e di conseguenza non  si  poteva
  usare la parola di  stabilizzazione  perché non avendo contratto di
  lavoro  ma lavorando con dei progetti che vengono finanziati  dalla
  Regione,  la  parte  dello  Stato non ha riconosciuto  questi  come
  lavoratori e di conseguenza  l'impugnativa che è molto dettagliata,
  fatta bene; ma io penso che sia l'assessore Scavone che l'assessore
  Armao  nell'impugnativa hanno risposto con molta determinazione  di
  quello che sono questi lavoratori da venticinque anni perché è  una
  cosa atipica che sia ha solamente in Sicilia e non sia ha nel resto
  dell'Italia.
   Quando  si  parla  di  lavoratori non c'è né destra  né  sinistra,
  l'Aula dovrebbe essere tutta compatta, è normale che adesso veniamo
  accusati  perché  c'è la campagna elettorale,  io  dico  solamente,
  assessore,  che  lei  ha  fatto  insieme  all'assessore  Armao   ma
  principalmente lei come assessore per il  lavoro -  un buon  lavoro
  -   di  continuare e speriamo bene nell'impugnativa, e questi soldi
  non  sono  un  modo per dire dire ai lavoratori queste  somme  sono
  state  messe  per voi vi riconosciamo un minimo ringraziamento  per
  quello che fate perché in fondo, ripeto, sono dei lavoratori ma non
  sono riconosciuti e sicuramente non è colpa dei lavoratori che  non
  sono  riconosciuti ma è stato per un meccanismo  contorto  che  per
  venticinque   anni  è  andato  avanti,  senza    mai   pensare   di
  contrattualizzare  questa  gente e di conseguenza  di  giustificare
  queste  somme.  Ma  se questo Governo e questa  Assemblea  vogliono
  mettere  fine  ad un percorso dobbiamo dire solamente  speriamo  di
  riuscirci  ma non parliamo di legge Madia e legge non Madia  perché
  qua  la  legge Madia purtroppo non c'entra perché se fossero  stati
  appunto    dei   lavoratori   riconosciuti   andava   normale    la
  stabilizzazione.
   Io  ricordo  all'Assessore, ripeto, auguro che tutta vada  a  buon
  fine, che ci son altri e altri lavoratori che già l'assessore Armao
  e  l'assessore Scavone hanno dato la disponibilità di vagliare bene
  e  di  stare  attenti dopo l'esperienza degli ASU, di non  ricadere
  nello  stesso  errore  di una impugnativa ma di  mettere  la  buona
  volontà, che poi sia fatto prima delle nuove elezioni penso che non
  ci  sia niente di male perché purtroppo con la pandemia si è  avuto
  un  rallentamento  di tutto quello che erano le attività  da  parte
  dell'Assemblea. Grazie.

   PRESIDENTE.  Ci sono altri cinque colleghi che devono intervenire,
  però,  volevo  comunicare all'Aula che diversi  colleghi  mi  hanno
  chiesto di rientrare perché sono un po' preoccupati dal maltempo e,
  quindi, vorrebbero partire in un orario decente.
   Ci  sono,  altresì, una serie di emendamenti aggiuntivi  che  sono
  stati  presentati e come aveva detto l'altro giorno  il  Presidente
  Micciché  sono emendamenti che in parte sono urgenti per via  anche
  del tempo che è trascorso da quando questo disegno di legge è stato
  approvato,  allora,  sentito  l'assessore  e  il  Presidente  della
  Commissione    Bilancio    questi   emendamenti   saranno   portati
  all'attenzione  della Commissione per martedì  mattina  in  maniera
  tale  che  alla  fine  di  questi cinque interventi  chiuderemo  la
  discussione  sull'articolo 1 e consentiremo, poi, di  riprendere  i
  lavori martedì pomeriggio per esaminare il disegno di legge attuale
  e,  altresì, gli emendamenti aggiuntivi che la Commissione  riterrà
  opportuno trasmettere a questa Presidenza.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha facoltà.

   TANCREDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  debbo
  dire  che  per  l'ennesima  volta ci  troviamo  a  parlare  di  una
  categoria  di  lavoratori  che  abbiamo  massacrato  negli   ultimi
  vent'anni,  il  problema  è  che  probabilmente  non  si  riesce  a
  comprendere che il vero massacro di questi lavoratori  e  di  tanti
  altri è cominciato con un tempo ben preciso, mi spiego, Presidente,
  non funziona .

   PRESIDENTE. Governo, assessore Scilla, per favore, si accomodi. Il
  collega vuole essere ascoltato dal Governo. Onorevole Lantieri, per
  favore, io l'ho fatta parlare perché lei deve partire, parli  fuori
  con l'assessore Scavone.

   TANCREDI.  Io ho sentito oggi accuse reciproche da chi  prima  era
  Governo  ed  ora  è opposizione e viceversa. Io credo  che  nessuno
  dentro questa Aula

   PRESIDENTE.  Onorevole Lantieri, per favore,  l'assessore  Scavone
  deve ascoltare.

   TANCREDI. Credo che nessuno sia esente da colpe per mille  motivi,
  anche  io non sono esente da colpe, probabilmente perché il momento
  scatenante   di  tutto  quello  che  stiamo  vivendo   adesso,   in
  particolare  la  Regione siciliana in questo  momento  la  possiamo
  definire assolutamente una  colonia , né più né meno.
   La  storia  dei  lavoratori precari siciliani grida  vendetta,  ma
  grida vendetta partendo da altri presupposti di carattere economico
  che  hanno  un  momento ben preciso e partono da una violazione  di
  legge  perché ricordo, io lo dico sempre perché è da lì che secondo
  me è cominciato, come dire, la distruzione di questa regione, sotto
  il  profilo  economico-finanziario, e c'è una mancata  applicazione
  del  decreto legislativo n. 118 e, precisamente, un punto  preciso,
  si  trova a pagina 4 dell'allegato 2, il capitolo 2, paragrafo  3.3
  che  dice  una  cosa  precisa: non sono oggetto di  svalutazione  i
  crediti da altra amministrazione pubblica.
   Bene,  dove voglio arrivare? E mi riallaccio a quella che è  stata
  la  scorsa  legislatura, quello che è accaduto  in  una  data  bene
  precisa  che è la pietra tombale di questa Regione sotto il profilo
  economico,  il 10 agosto del 2015, quando in maniera inopinata  noi
  abbiamo  cancellato 8 miliardi di residui attivi, oltre 8 miliardi,
  passando  da 6 miliardi e 4 di attivo a meno 1,9 di passivo.  Credo
  che  quello  fu un evento che determinò una delle prime impugnative
  verso il Governo Crocetta.
   Lei  mi dirà, Presidente, cosa c'entra questo con gli ASU,  con  i
  Pip e tanti altri precari. Beh, probabilmente da lì è iniziato quel
  percorso,  quel  declino totale che oggi ci  impedisce  ed  io  non
  riesco,  come  dire, ad esaltarmi quando troviamo 4 miseri  milioni
  per  dare quello che è sacrosanto a gente che avrebbe dovuto essere
  stabilizzata molto tempo prima e che abbiamo sfruttato per  decenni
  come  se fossero dei lavoratori in nero. E, probabilmente, le colpe
  le  abbiamo  tutti,  perché avremmo dovuto sicuramente  incatenarci
  davanti  Montecitorio per fare in modo che questa  regione  venisse
  riconosciuta  come  una regione che ha parità  diritto  rispetto  a
  tutte  le  altre  e non una colonia da prendere a calci  nei  denti
  sistematicamente perché ricordo che quella norma fatta  molto  bene
  in  Commissione Lavoro si agganciava ad una norma dello  Stato  che
  prevedeva la stabilizzazione di quei precari come successo in altre
  regioni,  eppure è stata impugnata, quindi è l'ennesima  violazione
  di  legge fatta questa volta da quelli che dovevano difendere  quei
  lavoratori  e che oggi vengono qui a fare una manfrina  vergognosa
  Qui  dobbiamo  darci  una direzione, tutti. Io in  questo  momento,
  tranne  qualcuno che si trova all'opposizione a Roma, non ho grandi
  riferimenti politici, in passato li avevo, ma risposte non ne  sono
  arrivate mai  Mai  Quindi se chi oggi qui parla a vanvera si  desse
  una  mossa e facesse il suo lavoro per guadagnarsi lo stipendio che
  ogni  mese  gli arriva sul conto corrente, forse quella  norma  non
  sarebbe stata impugnata
   E,  quindi,  smettiamola di prendere in giro  le  persone.  Non  è
  giusto.  Non è giusto  E non è nemmeno rispettoso della  storia  di
  questo Parlamento.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà. Poi conclude l'onorevole Amata.

   DI  PAOLA. Signor Presidente, visto che l'assessore Armao ha fatto
  un  po'  un'operazione   verità ,  io  parto  dal  24  marzo  2021.
  Comunicato    stampa   del   Presidente   Musumeci,   dal    titolo
   Stabilizzazione ASU. Musumeci: soluzione definitiva dopo 25  anni.
  L'Assemblea regionale siciliana su proposta del Governo Musumeci ha
  votato  la norma che stabilizza i lavoratori del bacino ASU .  Qui,
  Presidente,  casca  tutto. Perché poi l'assessore  Armao  può  fare
  tutta  la  ricostruzione però già questa dichiarazione la si  trova
  online.  Addirittura il Presidente Musumeci dice che c'è stata  una
  proposta  di  stabilizzazione da parte del Governo regionale,  cosa
  assolutamente  falsa, perché la proposta nasce  dall'Assemblea,  la
  proposta nasce in Commissione quinta, la proposta nasce in  maniera
  trasversale.
   Allora,  Presidente,  qui puntualmente si prova  ad  illudere.  Io
  questo  l'ho  ripetuto nelle varie commissioni e  lo  continuerò  a
  ripetere  qui in Aula, ad illudere categorie di lavoratori  fragili
  che  negli anni hanno subito difficoltà, vessazioni, da parte della
  politica.  E, ancora oggi, si prova ad illuderli. Prima si  mettono
  dieci  milioni  di  euro  e all'interno del  comunicato  stampa  il
  Presidente Musumeci esultava per questi dieci milioni di  euro  che
  erano  stati  trovati al Governo regionale e messi  a  disposizione
  della categoria ASU per la stabilizzazione.
   Quei  dieci milioni di euro, Presidente, ad un certo punto - e  io
  in   Commissione  Bilancio  c'ero,  assessore  Armao  -  un  vostro
  assessore, l'assessore per gli enti locali, Zambuto, è arrivato con
  una  proposta  per  la  costituzione,  servivano  fondi  perché  la
  provincia  di  Agrigento era in difficoltà per quanto  riguarda  la
  gestione  del sistema idrico, servivano fondi per l'AICA, l'azienda
  idrica  comuni dell'agrigentino, chiedendo milioni di euro. Milioni
  di  euro che il Governo regionale, assessore Armao, voleva prendere
  dal fondo degli enti locali. La proposta era questa, assessore.  Ad
  un  certo punto, ci si ferma conciliabolo tra la maggioranza perché
  in Commissione Bilancio è rappresentata tutta la maggioranza, tutto
  il  Governo regionale e dal Presidente della Commissione che  è  in
  quota  Governo regionale, se non sbaglio, è in quota Forza  Italia,
  ed  esce  la proposta di prendere questi fondi dai fondi che  erano
  destinati alla categoria ASU. Cinque milioni di euro.
   Dopodiché, quel disegno di legge arriva in Aula, Presidente, viene
  votato e c'è l'astensione da parte del Movimento Cinque Stelle.  Lo
  stesso  Movimento  Cinque Stelle che qualche giorno  fa  scopre  in
  Commissione  che  mancavano  i  fondi,  poi  questi  fondi  vengono
  ritrovati  e  poi, Presidente Di Mauro, io non capisco come  agisca
  questo  Governo  regionale che, ad un certo punto, tira  fuori  dal
  cilindro quattro milioni di euro, quattro milioni e centomila  euro
  che  ancora  non ho capito da quale capitolo vengono  presi  questi
  fondi.
   Quindi,  se non c'è l'azione da parte del Movimento Cinque  Stelle
  nelle Commissioni, all'interno dell'Aula, questi quattro milioni  e
  centomila  euro  per  fare  questo famigerato  bonus  escono  fuori
  dall'Aula e non ho capito perché l'assessore non me l'ha detto,  da
  quale  capitolo  vengono presi questi quattro milioni  e  centomila
  euro.  Da  quello che ho capito vengono presi da economia,  ma  che
  significa Presidente Di Mauro? Ci sono economie di quattro, cinque,
  dieci,  venti  milioni  di  euro, trenta milioni  di  euro?  Queste
  economie quando devono uscire fuori? Quando il testo arriva in Aula
  e  si  fanno gli emendamenti aggiuntivi così, senza che passi dalla
  Commissione  Bilancio?  Senza che passi dalla  concertazione  delle
  altre   Commissioni.  Questa  è  prassi.  E  poi  scopriamo  buchi,
  scopriamo  disavanzo, ma se non sappiamo neanche  quanti  soldi  ci
  sono, quanti soldi abbiamo ed escono fuori così come funghi. E dico
  Presidente  a  me dispiace dirlo ma io non ho capito che  si  vuole
  fare con questi 4 milioni di euro, 4 milioni di euro circa, cioè si
  vuole dare un bonus, un bonus  La dignità di questi lavoratori  che
  hanno subito negli anni la vessazione di essere precari a vita,  un
  bonus,  a  me  dispiace per i colleghi della  Lega  che  con  tanta
  passione  cercando di difendere l'indifendibile ma a me sembra  che
  questi  soldi poi a un certo punto, così come è successo per  i  10
  milioni  di  euro,  nemmeno  verranno erogati  perché  qua  si  sta
  cercando  nuovamente di illudere, magari poi fra un mese nuovamente
  si  scoprirà che questi fondi o non c'erano o vengono spostati  per
  quale altra cosa.
   Allora,  signor Presidente chiudo dicendo che ci vuole  chiarezza.
  Questo   Governo  regionale  del  Presidente  Musumeci   fortemente
  litigioso  deve  fare chiarezza nei confronti dei siciliani  e  non
  illudere  per  becera  campagna elettorale. Abbiamo  finito,  si  è
  finita ormai questa legislatura Presidente, è inutile continuare  a
  fare  campagna  elettorale, i nodi vengono  al  pettine  e  guardi,
  Presidente   noi  dovremmo  votare  la  variazione   di   bilancio,
  l'assestamento. Chi è rimasto in Aula? E' rimasto  solo  il  Gruppo
  del  Movimento  cinque stelle, la maggioranza del Gruppo  Movimento
  cinque  stelle  e  siete voi che dovete dare  le  risposte,  questa
  variazione  non verrà approvata oggi e verrà approvata la  prossima
  settimana, ci saranno lavoratori che non percepiranno stipendio per
  altri  giorni.  Questa  è la verità, Presidente,  chiarezza  e  non
  illusioni

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Amata.  Ne  ha
  facoltà.

   AMATA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che questo
  Parlamento  insieme al governo abbia affrontato la  tematica  degli
  ASU  con  grande serietà, in sinergia, parlamentari con il governo,
  soprattutto  con  l'assessore Scavone, davvero con grande  serietà,
  tant'è che tiriamo fuori l'articolo 36. Articolo 36 che aveva  dato
  la  speranza agli ASU e la soddisfazione a questa politica di avere
  fatto qualcosa di corretto, qualcosa di dovuto, ripeto, soprattutto
  soddisfazione  dei  lavoratori  che  finalmente  avevano  avuto  la
  speranza di ottenere quella dignità lavorativa, di ottenere  quella
  libertà di azione nella vita che in questo momento non hanno grazie
  all'articolo 36.
   Eravamo  riusciti  a  recuperare le somme, un lavoro  certosino  e
  fatto  da  tutti.  Purtroppo l'articolo 36, non per  colpa  nostra,
  viene  impugnato  dal  governo nazionale. E  devo  dire,  assessore
  Scavone,  che la ringrazio per la correttezza e la trasparenza  con
  la  quale  ha informato quest'Aula dell'atteggiamento da parte  del
  ministro  Orlando, atteggiamento assolutamente scontato per  quanto
  mi   riguarda,   perché  questo  è  il  governo  del   reddito   di
  cittadinanza, non ce lo dimentichiamo, questo è un governo che  non
  vuole  dare  dignità  lavorativa ma vuole  rendere  e  lasciare  le
  persone suddite, tra reddito di cittadinanza e precariato.
   E'  assurdo che il nostro assessore chieda un incontro  perché  il
  problema  è  di natura politica, il problema politicamente  si  può
  risolvere.  Non dimenticherete e non sarà sfuggito  a  nessuno  che
  spesso  nelle finanziarie nazionali arrivano degli articoli,  delle
  norme  che  stabilizzano negli anni, negli anni ce  ne  sono  state
  tantissime,  vari tipi di lavoratori, ma perché gli ASU  sono  meno
  importanti  di altri? La Sicilia conta sempre meno? Io  ritengo  di
  no,  assessore  Scavone,  io le chiedo di  incatenarsi  davanti  al
  Ministero   e   di   chiamare  tutti  i  parlamentari   che   hanno
  rappresentanti a livello del Governo nazionale  E sono in tanti,  è
  un Governo nazionale dove c'è Lega, dove c'è Forza Italia, dove c'è
  Pd,  e  chi  più  ne ha più ne metta, dove c'è il Movimento  Cinque
  stelle. Quindi incatenatevi tutti insieme perché la risposta  è  di
  natura  politica e la risposta deve essere definitiva. Non  si  può
  fare  demagogia sulle spalle degli altri, soprattutto su lavoratori
  che  da  venticinque anni chiedono solo, solo dignità e io desidero
  che non abbiano più necessità di bussare alla porta di nessuno
   Il lavoro è dignità, il lavoro è presente in Costituzione e noi lo
  dobbiamo  garantire. Purtroppo abbiamo un Governo che evidentemente
  non  guarda  a  questo,  ma  guarda ad  altro.  Assessore  Scavone,
  Fratelli D'Italia è con lei.

    PRESIDENTE.  Grazie,  abbiamo terminato i  lavori.  La  seduta  è
  rinviata a martedì, 16 novembre 2021, alle ore 16.00 con lo  stesso
  ordine del giorno.


                 La seduta è tolta alle ore 19.47 (*)

   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XXV SESSIONE ORDINARIA


                         299a SEDUTA PUBBLICA
                 Martedì 16 novembre 2021 - ore 16.00
                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

       -   Modifiche  alla  legge regionale 15 aprile  2021,  n.  9 .
       (962/A Stralcio II COMM. bis/A) (Seguito)

         Relatore: on. Savona

    III - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

       -   Assestamento  del Bilancio di previsione  per  l'esercizio
       finanziario 2021 e per il triennio     2021/2023 . (1082/A)

    IV -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)   Procedure semplificate e regimi procedimentali speciali per
         l'insediamento, la realizzazione e lo svolgimento delle attività
         economiche e imprenditoriali nelle ZES e nelle aree di sviluppo
         industriale ed artigianale e modifiche alla legge regionale 12
         gennaio 2012, n. 8 in materia di IRSAP  (n. 979/A) (Seguito)

         Relatore: on. Ragusa

       2)  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
         per la gestione integrata dei rifiuti.  (nn. 290-49-76-179-267
         bis/A) (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

    V -VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 984/A)

  2)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
  D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 985/A)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio