Sicilia
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 11.20
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta. Invito, pertanto, i deputati a munirsi per
tempo della tessera personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Comunicazioni del Governo sul sistema di raccolta dei rifiuti in
Sicilia
PRESIDENTE. Abbiamo completato le comunicazioni. Il Governo è
presente, pertanto si passa al II punto dell'ordine del giorno che
reca: Comunicazione del Governo sul sistema di raccolta dei rifiuti
in Sicilia.
Ha facoltà di parlare l'assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità, Baglieri, per svolgere la sua relazione, le sue
comunicazioni all'Aula. Poi apriremo il dibattito.
BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Grazie, Presidente. Onorevoli deputati, sono oggi qui a riferire e
a rendere note le misure che il Governo ha attuato e che intende
attuare in tema di emergenza rifiuti. L'emergenza rifiuti come a
tutti è noto nasce soprattutto nell'area della Sicilia orientale in
seguito ad una comunicazione già fatta a fine del 2020 reiterata
con una lettera, con una nota protocollata il 3 marzo 2021, con la
quale la Sicula Trasporti comunicava e rendeva noto che nei mesi
successivi avrebbe ridotto, come dire, per via della saturazione
della vasca, i conferimenti dell'indifferenziato. Da qui, come
sapete, com'è noto sono partite tutta una serie di interlocuzioni
formali ed informali tra il Dipartimento Acqua e Rifiuti e le SRR,
che com'è ben noto sono responsabili chiaramente della gestione del
rifiuto in base all'attuale contesto normativo.
Al contempo la Sicula Trasporti ha concesso, rivedendo un po' le
volumetrie, quindi ha cercato di venire incontro e quindi il fatto
concreto è che i rifiuti fino adesso sono stati conferiti nella
Regione, quindi all'interno della Regione, facendo anche un atto e
avvalendoci della 2/Rif del presidente Musumeci, affinché alcune
tipologie di rifiuto venissero conferite nelle tre discariche e
precisamente Gela, per quanto riguarda il 190501 e poi abbiamo
Siculiana, e quindi la Catanzaro Costruzioni, e la Oikos per
l'indifferenziato.
Chiaramente questo ha provocato - e qui vedo anche deputati che
hanno, giustamente, sollevato un appello da parte del territorio di
Gela -, un warning, un alert, per dire che il concetto di autonomia
bacinale che vige deve essere chiaramente tutelato perché nel
prosieguo occorre che quelle SRR e quei comuni che insistono in
quel territorio debbano, chiaramente, avere sempre la possibilità
di conferire. E' anche vero, altresì, che quello che abbiamo
richiesto incide il 3 per cento sulle volumetrie. Questo è.
Il 14 settembre, anche alla luce delle richieste che ci
provenivano, abbiamo dato due mesi alle SRR per poter individuare
siti, anche oltre la Regione - quindi non necessariamente fuori,
oltre la Regione, quindi fuori dalla Regione - per poter conferire
quei rifiuti.
Perché due mesi? Perché due mesi rappresenta il periodo che ci è
stato comunicato, utile e idoneo per poter esperire tutte le
procedure.
Informalmente, è chiaro, ci sono state delle interlocuzioni. Nel
frattempo, quindi so, che le SRR hanno avviato alcune procedure per
andare a individuare gli operatori economici. Domani, però, visto
che abbiamo convocato tutte le SRR, sapremo formalmente lo stato
dell'arte dei lavori.
Qual è però la ratio che va a guidare le scelte che intendiamo
fare da qui al prossimo futuro, a breve. La ratio è che la legge ci
dà un obiettivo e l'obiettivo che già dal 2012 era il 65 per cento
di differenziata. Aumentando l'obiettivo della differenziata,
quindi aumentando che attualmente è al 42 per cento, dobbiamo
quindi ancora promuovere e incrementare la raccolta differenziata
per alleggerire il tema delle discariche.
Il tema delle discariche nasce perché ancora tanti comuni,
soltanto 167 hanno raggiunto il 65 per cento ma il resto quindi,
altri 199, si trovano nelle condizioni di andare, diciamo così,
hanno intrapreso questo percorso di differenziazione di rifiuto ma
devono essere accelerati e supportati.
Quindi, allora la Regione e il Governo si impegna a garantire
quello che la legge ci dice, vale a dire il 35 per cento dei
rifiuti. Sappiate che intorno abbiamo due milioni di tonnellate
annuo, due milioni centocinquanta. I dati ORSO che abbiamo della
piattaforma.
Bene, fate voi i conti il 35 per cento, quindi è chiaro che quel
tipo di conferimento in discarica è garantito ed il resto? Qualcuno
chiaramente, cosa fa il Governo quali iniziative anche e
soprattutto di natura finanziaria intende avviare? Bene, noi
c'eravamo già impegnati e l'impegno lo stiamo mantenendo e do
conferma che l'impegno di supportare l'extra costo dei comuni è
mantenuto, sarà mantenuto, sarà mantenuto per i primi tre mesi
perché al contempo vogliamo stimolare percorsi di differenziazione.
Come lo faremo? Noi intendiamo avviare un percorso di
accompagnamento per ogni SRR proprio nello spirito che nessuno
debba essere lasciato indietro. Non stiamo qui a dire chi è
virtuoso chi non è virtuoso. Penso che siamo in un periodo storico
in cui questo conti poco o comunque conta in maniera relativa.
Adesso abbiamo il problema di garantire che la Sicilia non venga
più invasa dai rifiuti, proveniamo da un 1 novembre abbastanza
accaldato a Catania, presso il comune di Catania dove chiaramente
all'emergenza alluvionale si è aggiunta quella dei rifiuti.
Quindi, allora il tema è: il Governo supporterà i comuni tramite
le SRR per i primi 3 mesi quindi se vanno a conferire e si
individuano dei siti anche fuori Regione saremo a fianco dei
comuni. Questo però non può essere senza alcun comportamento
responsabile da parte delle SRR e quindi da parte dei comuni.
Quindi, l'idea è che dobbiamo stabilire e concordare un obiettivo
a tre mesi e il percorso verrà chiaramente individuato, magari con
il nostro supporto, ma deve essere individuato dai territori. I
territori sono diversificati. In questi primi periodi di mio
insediamento mi sono resa conto che ci sono delle realtà diverse e
quindi ognuno deve esprimere la propria peculiarità e quindi ogni
esigenza richiede interventi diversi.
Quindi, da domani inizieremo un percorso insieme perché se
risolviamo il problema di alcune grandi città metropolitane
riusciamo a risolvere il problema dell'emergenza. Altre tipologie,
è chiaro che questo è nel breve. Questo non significa che il focus
che vogliamo dare nella promozione della differenziata non
significa che non bisogna avviare altre tipologie, rafforzare la
dotazione impiantistica; nel frattempo vi comunico che i lavori
della settima vasca di Bellolampo sono già stati avviati. Abbiamo
già le due vasche di Trapani che stanno per partire, Sciacca.
Quindi abbiamo una volumetria, per i prossimi anni, di circa due
milioni e novecentomila.
E' anche vero che non bisogna, non è il focus le discariche. Noi
vogliamo impianti di compostaggio e voi sapete che già ne esistono.
Questo è un mercato, diciamo, anche di natura privatistica e quindi
allora già esistono e, da parte del Governo, ne abbiamo già
finanziati alcuni che, spero, partiranno quanto prima.
Quindi, a questo si aggiunge poi i termovalorizzatori. C'è una
visione sistemica dell'impiantistica, consapevoli del fatto che gli
obiettivi sono sempre più sfidanti, del pacchetto delle economie
circolari, sono sempre più sfidanti e che, nel prossimo futuro, non
possiamo che portare ben il dieci per cento che è
l'indifferenziabile.
Questi sono gli obiettivi che stanno ispirando le azioni che
intendiamo mettere in atto a breve e nel medio periodo. Quindi
chiudo dicendo che, sicuramente, abbiamo già trovato all'emergenza
finanziaria abbiamo già trovato soluzione. All'emergenza dei
rifiuti e, quindi, della differenziata lo vogliamo fare insieme
alle SRR, concordando in maniera responsabile obiettivi, e
monitorando e promuovendo azioni responsabili per la differenziata.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Lo abbiamo scritto. C'è un elenco di persone, di
colleghi che debbono intervenire. E' iscritto a parlare
l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà. Onorevole Laccoto, per favore,
parli dal posto perché abbiamo evitato di parlare lì, sul podio,
perché attraverso il microfono possiamo essere contagiati. Quindi,
ognuno parli dal suo posto.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io le chiedo di
evitare di darmi solo i cinque minuti perché la situazione è molto
complessa e, rispetto alle dichiarazioni dell'assessore, è chiaro
che bisogna fare, una volta per tutte, un po' di chiarezza.
Altrimenti non riusciamo ad avere un quadro definitivo di qual è la
situazione oggi, in Sicilia, che è una situazione grave.
Veda io avevo già fatto nel febbraio, assessore, un'interrogazione
dove avevo previsto quello che sta succedendo in questo periodo. A
questa interrogazione, non so perché, comunque non è stata data
nessuna risposta nonostante, ecco, la Presidenza indichi in
sessanta giorni massimo la risposta da dare agli interlocutori. Ma
il problema, veda, è molto più grave di quello che, in questo
momento, rappresenta l'assessore e incomincio col dire che andiamo
sull'indifferenziata. L'indifferenziata molti comuni non sono
riusciti a farla perché non sono stati trovati, né indicati da
parte dell'assessorato, i siti dove andare a conferire il compost,
né l'indifferenziato.
Abbiamo avuto già molte difficoltà in questo senso, e allora io
parto da qui per dire che faccio l'esempio del mio comune che, dopo
avere trovato un conferimento per il compost a 230 più IVA rispetto
ai 90 che pagavamo due anni fa, e avere trovato a Trapani
l'indifferenziato con un costo di 250 euro complessivo più il
trasporto, perché il trasporto viene a carico nostro una volta che,
praticamente, la gara era stata fatta con alcuni parametri di
trasporto e di chilometri.
Ora è chiaro che un comune, in queste difficoltà, si trova a non
potere fare indifferenziato.
Quando io ho trovato queste due possibilità di conferimento,
abbiamo portato al mese di agosto, le faccio l'esempio,
l'indifferenziato al 79% rispetto al 30 di prima. Così molti altri
Comuni si sono trovati in difficoltà perché non hanno trovato.
Quindi il problema, assessore, incominciamo da qui, non è che è
colpa dei Comuni che sono stati lasciati soli nonostante più volte
io abbia sollecitato di fare un intervento serio su questo punto ma
mi sembra che gli uffici, a volte, non vogliono recepire quali sono
le difficoltà.
Le S.R.R. che hanno magari fatto le gare e che potranno essere
operative fra due anni, noi abbiamo in questo momento un problema
di emergenza attuale ed è un'emergenza anche dal punto di vista
finanziario dei Comuni perché rispetto l'ARERA ha fissato con il
Ministero, il MEF, praticamente il piano finanziario con la data
dei bilanci dei Comuni che quest'anno per una deroga è stata fatta
al 31 luglio ma l'ARERA, non rendendosi conto che le contabilità
dei Comuni sono contabilità particolari ha fissato praticamente il
piano finanziario a meno due anni.
Cioè noi dobbiamo fare un piano finanziario, che significa che da
90 euro, per esempio le faccio il mio conto, abbiamo quadruplicato
i costi. Il che significa che noi non possiamo nemmeno distribuire
queste somme, in questo momento, ai cittadini perché non possiamo
modificare il piano finanziario e il MEF non accetta un piano
finanziario fatto oltre il 31 luglio. E questo è il primo aspetto
che bisogna cercare di chiarire per fare un po' di chiarezza perché
altrimenti viene caricato tutto sui Comuni, se i Comuni fossimo
chissà che cosa, il problema è che i Comuni si sforzano di fare
l'indifferenziata quando hanno la possibilità di conferire.
Ora verrò all'altra vicenda. L'altra vicenda è quella riguardante
la Sicula Trasporti. Io ho ricevuto decine di telefonate dai miei
colleghi sindaci che dicono ma noi come possiamo fare in queste
condizioni quando l'ARERA, praticamente, ci dice noi possiamo
conferire a 330 euro più Iva, più il tributo speciale per il
conferimento fuori regione?
Ora, io dico ma noi dovevamo arrivare in queste condizioni per cui
i rifiuti dovevano essere portati fuori regione e non cercare di
allargare quelli che potevano essere gli impianti. Faccio un'altra
osservazione. Guardate che oggi tutte le ditte che hanno
partecipato al bando per i termovalorizzatori hanno chiesto una
deroga di tempo perché praticamente il bando è molto complesso.
Ora, noi siamo a novembre, se io ho sollecitato già da ottobre
dell'anno scorso e poi a febbraio ma ci voleva tanto a cercare di
comprendere che questa situazione non poteva tirare a lungo in
questo modo e che bisognava assolutamente cercare di venire
incontro ai Comuni?
Guardate, io sto pagando un fardello anche come Comune verso
l'S.R.R. che purtroppo non riesce a fare quei servizi che dovrebbe
fare e le dico: noi abbiamo dovuto fare la tariffa ARERA come
Comune, l'abbiamo dovuta fare noi, poi c'è la convalida delle
S.R.R., in queste condizioni io penso che bisogna riflettere e
rimodulare tutto quello che è il pensiero anche di alcuni
funzionari dell'assessorato, bisogna pur comprendere che qua non è
un problema dato solo ai Comuni, i Comuni in queste condizioni,
circa duecento Comuni, andranno praticamente in fallimento e quando
i Comuni vanno in fallimento, certo per noi che siamo praticamente
regione che dovremmo avere un'interlocuzione con la Regione, credo
che non sia una bella situazione Allora qual è la situazione C'è
il rischio di un assoluto disagio dal punto di vista ambientale e
igienico-sanitario, bisogna finirla con metterci ognuno per conto
nostro, i funzionari a fare i professoroni o praticamente i comuni
a lasciarli lì a dire che sono i cattivi e l'S.R.R., che magari non
hanno il supporto e che non riescono ad andare avanti, bisogna
trovare soluzioni idonee dove tutte le parti, devono collaborare in
maniera totale, ora le rappresento un'altra questione, assessore,
veda che il 30 novembre nei comuni scadono le variazioni dei
bilanci, non si può andare oltre il 30 novembre, se la Regione non
interviene con i fondi propri entro il 30 novembre, per poi poterli
immettere con le variazioni di bilancio, i Comuni praticamente
vanno in dissesto, se non si trovano soluzioni idonee, per
accelerare le procedure per i termovalorizzatori, se non si trovano
le procedure per cercare di fare nuovi impianti o di autorizzare
l'allargamento nell'attuale situazione noi ci troveremo in queste
condizioni perché è un grido di allarme che arriva da tutti i
comuni e quindi da tutti i cittadini, perché la Regione una volta
per tutte, da questo punto di vista, accolga quelle che sono le
richieste da parte dei comuni e quindi dei cittadini.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente è
facile in questa sede parlare dei problemi signori assessori,
perché i problemi sono noti e li conosciamo tutti Un parlamentare
però nella sfera delle sue competenze ha l'obbligo per quanto
possibile di proporre, suggerire soluzioni.
La situazione è drammatica e la soluzione, lo dico con la stima
che lei conosce, proposta dal Governo non mi convince appieno
perché è una soluzione tampone, è una soluzione quasi sottoposta a
condizione, cioè che i comuni si devono adeguare entro tre mesi,
che verranno finanziati per tre mesi e poi si vedrà. E' una
situazione di precarietà signor assessore che è quella che
purtroppo, lo dico da deputato di maggioranza, in maniera
certamente costruttiva ha connotato questi ultimi anni, abbiamo una
legge che va avanti e indietro, non dico per dolo ma dico colpa che
noi parlamentari abbiamo un piano dei rifiuti varato soltanto
qualche mese fa dopo dieci anni e che ha delle luci, per carità ma
anche qualche ombra.
Certo disquisire in materia di rifiuti, basterebbero non soltanto,
i canonici cinque minuti ma ci vorrebbe tanto e tanto di più.
Desidero partire da una nota che gli amministratori della Sicula
Trasporti hanno inviato ai comuni interessati al conferimento che
sono oltre 200, come Ella sa, e alle S.R.R. di Messina, Catania e
Siragusa, leggo testualmente: non risultando le previste quantità
sufficienti alla quotidiana gestione, questa società ha ricercato e
individuato, siti fuori regione e le risparmio sarà pari il costo
a 334, oltre tributo e iva a tonnellate .
Lei sa, signor assessore, che a questo costo va aggiunto il costo
del trasporto, per esempio da Barcellona a Lentini, e il costo
comunale del servizio di igiene ambientale integrata comunale,
dunque arriveremo a seicento euro a tonnellata: cioè il disastro,
il default per tutti i comuni. E questo è un dato obiettivo, anche
lambito e ben approfondito, devo dire, dal collega Laccoto.
Leggo una nota che è del 29 ottobre del 2021 dell'assessorato
dell'energia, l'assenza di azioni utili per il reperimento dei
siti di conferimento diversi ha acuito la criticità dello
smaltimento dei sovvalli decadenti dal trattamento rifiuti aventi
codice presso l'impianto gestito dalla Sicula trasporti e
quant'altro . La situazione è drammatica e lo sarà da qui a qualche
mese, perché da qui a sei mesi, mi hanno detto persone competenti e
che conoscono l'argomento in maniera completa ed esaustiva, non
sarà più possibile conferire.
Signor assessore, io le darò, alla fine della seduta, siccome lei
ha parlato di termovalorizzatori - mi sembra di assistere, lei
ricorderà una rappresentazione teatrale di Dario Fò del '69, se non
vado errato, Mistero Buffo , dove in maniera giullaresca si
discuteva dei Vangeli apocrifi - quando si parla di
termovalorizzatori, almeno nella mia provincia, ed è questo il dono
che io le farò, le donerò una carta attraverso la quale lei potrà
avvedersi che per una serie di vincoli di tutti i tipi che nascono
e scaturiscono da norme, non è possibile fare il termovalorizzatore
in provincia di Messina, non è possibile fare impianti se non
quelli preesistenti.
Quindi andare a dire ai siciliani, oggi - il mio è uno studio
approfondito, sa assessore - andare a dire ai siciliani che da qui
a qualche giorno accadrà questo o accadrà quell'altro io credo che
sia un argomento meritevole di approfondimento, di studio di grande
approfondimento, perché si rischia di dire cose errate ai cittadini
siciliani, e i cittadini siciliani, sa assessore, sono in grande
difficoltà perché non solo avremo i rifiuti per le strade da qui a
qualche mese, ma quell'auspicio condivisibile della differenziata
al 65 con i rifiuti per strada e con questa situazione drammatica,
non andrà, i comuni che mancano non andranno a migliorare ma
andranno solo a peggiorare come raccolta differenziata.
Quindi le soluzioni quali sono?
Eh, le soluzioni sono intanto verificare quello che io le ho
detto, cioè se è possibile costruire impianti e se non è possibile
verificare per quali ragioni ci sono vincoli paesaggistici, vincoli
idrogeologici, vincoli di ogni tipo e anche ristrette norme che
impediscono di potere edificare.
E allora bisognerà verificare questo, fare uno studio e verificare
come si può affrontare un problema e non essere sempre in una
situazione precaria, dove oggi pensiamo di risolvere, lei ci ha
proposto un problema a tre mesi, poi ci ha detto vabbè, poi nel
lungo termine abbiamo pensato anche ad altro. Noi nel lungo termine
non possiamo aspettare, non possono aspettare i sindaci signora
assessore, ogni giorno assediati, perché veda, i sindaci sono in
trincea: il cittadino siciliano non sa e non conosce la
responsabilità diretta o indiretta, vede il sindaco e aggredisce e
attacca il sindaco. E ci sono 391 sindaci che ci stanno mettendo la
faccia e io credo, anzi ne sono persuaso, che nessuno dei sindaci
siciliani abbia responsabilità in materia di rifiuti.
Invece lei dice vabbè la differenziata, la non differenziata,
aiutiamoli i sindaci siciliani - non è un atteggiamento né
aggressivo né di sanzione nei confronti né del Governo siciliano né
dell'assessore al ramo - ma aiutiamoli e cerchiamo concretamente di
fare qualcosa.
Allora, ci sono degli impianti, lei sa che per esempio l'impianto
di Mazzarà andrebbe a risolvere i problemi della provincia di
Messina, e si lei guarda l'Assessore che non c'è, la sedia, io sa
sono abituato a parlare alle sedie vuote da avvocato, perché i
Pubblici Ministeri vanno sempre via e non ci ascoltano mai, quindi
se ci sono tutte le sedie vuote per me nulla quaestio , non ci
sono problemi, è una mia abitudine parlare con le sedie ci riesco
benissimo.
Il PAUR, la commissione, questo, quell'altro, si, per carità,
dobbiamo osservare tutte le norme però se il problema rifiuti si
risolve con l'impianto di bio-stabilizzazione, per esempio in
provincia di Messina il Governo siciliano nelle forme e nei termini
di legge ed è questo io il suggerimento che le propongo, si attivi
massivamente perché se ci sono le possibilità di aprire questo
impianto già appaltato, è stato fatto il progetto finanza come lei
sa benissimo, e siamo alle ultime battute, siamo alla terza
Conferenza dei Servizi, se una autorizzazione che è conforme a
legge si può rilasciare in 12 ore non aspettiamo 120 giorni e
questo quello che ha paralizzato la Sicilia, quindi il Governo
siciliano si faccia promotore di verificare nelle forme di legge,
nei termini di legge, e nel rispetto di ogni norma di legge perché
ad ogni cosa c'è questa stancante situazione della perdita di
tempo, una conferenza, mi avvio a concludere.
PRESIDENTE. Andiamo a concludere.
CALDERONE. Mi avvio a concludere, signor Presidente. Questa
stancante, avvilente situazione di una Conferenza di Servizi che va
dal 12 ottobre al 26 dicembre, ma perché non può andare dal 12 al
14 al 16? Quali sono le ragioni e se ve ne sono? E allora io la
prego di vigilare su questo, di vigilare attentamente su questo,
perché veda noi abbiamo bisogno di risoluzioni e soluzioni, non
abbiamo bisogno di conoscere i problemi che conosciamo, minimamente
chi è più bravo, chi è meno bravo, chi è più studioso, chi è meno
studioso, la storia di ognuno di noi caratterizza il nostro
approccio allo studio, per carità, questo è chiaro.
Io so che lei questa propensione c'è l'ha, quindi la invito a nome
del mio partito a vigilare e soprattutto a stimolare chi di
competenza.
PRESIDENTE. Onorevole Calderone, la prego.
CALDERONE. Ho finito, signor Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Trizzino. Ne ha
facoltà.
Concediamo, come Presidenza, qualche minuto in più però facciamo
in modo che ci sia al massimo la sintesi negli interventi.
TRIZZINO. Grazie, signor Presidente. Assessore, io la ringrazio
per la puntuale disamina che ha offerto ai colleghi sullo stato dei
conferimenti, io vorrei concentrare il mio breve intervento su due
temi che sono stati già tracciati dai colleghi che mi hanno
preceduto.
Il primo è il piano regionale dei rifiuti sul quale l'Assemblea si
è pronunciata nella Commissione Ambiente e poi il disegno di
legge n. 290.
Sul primo pubblicato il 9 aprile lo ricordiamo tutti è il
documento che avrebbe dovuto quanto meno chiudere la stagione
emergenziale. Il Movimento Cinque Stelle è un fatto notorio ha
sempre contestato questo documento perché ha denunciato la mancanza
di scenari, di programmazione, il fatto che fosse una mera
elencazione di impianti già esistenti in programmazione, ciò
nonostante ha comunque apprezzato il passo in avanti, va detto, il
Movimento Cinque Stelle, ha detto comunque che in passato era 10
anni anzi quasi 20 anni che la Regione non vedeva un Piano
regionale rifiuti cioè dai tempi di Lombardo, per quanto fosse un
piano emergenziale e quindi era un passo in avanti.
C'è un fatto però quel documento è stato sconfessato dallo stesso
autore nel momento in cui viene depositata una manifestazione di
interesse per realizzare dei termovalorizzatori, io non voglio
entrare nel merito della questione, condivido la preoccupazione
dell'onorevole Calderone, chi mi conosce sa quale è la mia idea sui
termovalorizzatori, ma il punto è che nel momento in cui si
deposita un piano regionale dei rifiuti si stabilisce quello che
deve essere il fabbisogno sulla base d'ambito, e quel fabbisogno è
calcolato sugli impianti che sono previsti nel piano regionale dei
rifiuti. Non c'è traccia nel Piano regionale dei rifiuti depositato
il 9 aprile di inceneritori.
Ora io lo vorrei ricordare a beneficio di tutti, questo documento
cioè il Piano regionale prevede la quantità dei rifiuti in ingresso
agli impianti in base al fabbisogno d'ambito e tutte le statuizioni
contenuti in quel documento restano in vigore finché quel piano è
vigente cioè allo stato dell'arte fino al 2027 a meno che ci sia la
necessità di fare delle modifiche. Ma è chiaro che non puoi
modificare un documento che ai depositato una settimana prima, per
cui questo stesso fatto di prevedere la possibilità alternativa a
quanto era già stato statuito sconfessa di per sé il documento che
è stato depositato il 9 aprile e allo stesso modo anche l'idea di
spedire i rifiuti fuori dalla Regione sconfessa il piano dei
rifiuti.
Tra l'altro è inutile che ce lo diciamo l'idea stessa di conferire
rifiuti fuori dalla Regione al di là dei costi esorbitanti a carico
dei Comuni va contro il principio di prossimità che invece è insito
nel piano regionale dei rifiuti. Quindi allo stato dell'arte mi
duole constatare che questo documento resta ad oggi senza nessun
valore.
Il secondo punto, il mio tempo però è fermo, quindi ne approfitto.
Il secondo punto il disegno di legge 290. Allora, questo documento,
questo disegno di legge governativo viene riproposto seduta dopo
seduta all'ordine del giorno da due anni a questa parte. Fino a
ieri era all'ordine del giorno della seduta d'Aula.
Ora io sono dell'idea che questo documento possa diventare un
boomerang, più di quanto non lo fosse in passato, e mi spiego. Il
principale limite, lo diceva l'Assessore, del sistema integrato di
gestione dei rifiuti sono gli impianti, abbiamo bisogno di
impianti, ho apprezzato il fatto che ha parlato di impianti di
compostaggio, che secondo me, secondo noi sono il principale
elemento di risoluzione della questione. Ma per superare questo
limite abbiamo bisogno di intercettare quelle somme che possono
comunque far realizzare questi impianti.
Ora c'è un'occasione unica che è il piano di resilienza.
L'investimento 1.1 del piano di resilienza prevede un miliardo e
mezzo di Euro a favore delle Regioni per la realizzazione o
l'ammodernamento di impianti di recupero delle frazioni
differenziate, non viene fatta menzione né di discariche, né di
inceneritori o comunque tutto quello che va a tombamento
definitivo. E questo è un fatto assolutamente positivo se non altro
perché il 60 percento di quel miliardo e mezzo è destinato alle
Regioni del sud.
Ora però ci sono due limiti operativi all'utilizzo di queste somme
e sono contenute nel decreto ministeriale che prevede l'utilizzo di
questo stanziamento, due condizioni tra le tante. Queste condizioni
sono una il limite temporale di utilizzo di queste somme che è
quello legato al deposito dei progetti e l'altro è chi può
depositare quei progetti. Il primo limite sono 120 giorni dal
deposito del decreto ministeriale che è stato pubblicato il 29
settembre, quindi il limite temporale è febbraio 2022 ed il secondo
limite sono i soggetti che possono depositare questi progetti cioè
chi è direttamente interessato al deposito. Il Ministero così come
in altri settori di pubblico interesse ha dichiarato che sono gli
enti gestiti d'ambito che in Sicilia sono le società di
regolamentazione dei rifiuti.
Ora io penso di rappresentare l'opinione di tutti nel momento in
cui dico dobbiamo concentrarci tutti quanti ad intercettare quelle
somme, penso che dalla maggioranza, all'opposizione, al Governo
penso sia unanime l'intensione di lavorare affinché queste somme
possano essere utilizzate. E ora vengo al nodo del disegno di legge
290. Questo disegno di legge è un documento di riscrittura
integrale della governance, trasforma anche, soprattutto, i
soggetti d'ambito in qualcosa di diverso da quello che attualmente
sono. Ne cambia la natura giuridica, da soggetti di diritto privato
diventano soggetti di pubblico, ne cambia il perimetro perché
diventano provinciali.
Ora la mia preoccupazione è che nel momento in cui si dovesse
incardinare un disegno di legge di questo tipo nel momento in cui
dovessimo approvare una governance diversa da quella delle SRR
perderemmo l'occasione di utilizzare un miliardo e mezzo di fondi
per gli impianti, quindi io inviterei l'Assessore ma soprattutto
l'Assemblea e i colleghi a valutare l'opportunità di accantonare
quanto meno fino al termine previsto dal decreto ministeriale
qualsiasi modifica di legge che possa intervenire in qualche modo
sui soggetti gestori degli ambiti territoriali dei rifiuti.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Ciancio. Ne ha
facoltà.
CIANCIO. Buongiorno, Presidente, saluto l'Assessore e i colleghi.
Ma sì, è vero, qui dobbiamo parlare di soluzioni però è anche vero
che qualcuno deve dar voce alla rabbia ed alla rassegnazione che in
questo momento serpeggia tra i cittadini in particolare della
Sicilia orientale, perché Catania, l'Assessore lo sa, è in una
situazione disastrosa ma non è in una situazione disastrosa da
qualche giorno o da una settimana ma da mesi, più volte tramite
anche i colleghi in Aula, nelle Commissioni abbiamo fatto emergere
il problema ed abbiamo detto che la gestione dei rifiuti
soprattutto con la situazione della Sicula Trasporti sarebbe
imploso il sistema quanto prima e, purtroppo, l'unica soluzione che
ci è stata posta in quest'Aula è una fantomatica riforma che non
risolve il problema.
Non risolve il problema perché? Io affronto il tema - non da
tecnico perché, per carità, questo lo ha fatto molto meglio il mio
collega Trizzino e lo ha sempre fatto in Commissione - ma io mi
chiedo, se ci sono comuni che con la medesima legge che abbiamo in
questo momento arrivano e riescono a percentuali del 70, dell'80,
fino al 90 per cento della raccolta differenziata, e la legge è
uguale per tutti, sia per i comuni di settecento mila abitanti che
per i comuni di tremila abitanti, mi chiedo: è possibile che non
sia un problema di leggi? Non è un problema di strumenti
legislativi ma è un problema di gestione.
E' il motivo che mi spinge a dire che una riforma dei rifiuti
fatta in un momento in cui il sistema della legge attuale sta
entrando in regime adesso e produrrebbe risultati deleteri, ma lo
abbiamo fatto anche in rispetto alle audizioni che abbiamo avuto
nella scorsa legislatura e in questa con i sindaci che ci
chiedevano: Per favore, non cambiate di nuovo le carte in tavola,
non cambiate la governance perché ci abbiamo messo dieci anni per
arrivare ad organizzare un minimo di sistema e cambiare tutto
adesso significa ricominciare da capo .
Io, dicevo, porto la voce dei cittadini di Catania e non solo
perché - mi dispiace che ci sia l'Assessore che si è insediata da
poco, mi sembra di rivivere la discussione che abbiamo fatto col
suo collega Scilla, qualche settimana fa - perché mi sembra di
essere sempre al primo giorno di legislatura, cioè come con la
tela di Penelope . Sono pasti quattro anni ed io sento sempre le
stesse cose.
Quando lei, Assessore, mi dice: dobbiamo accompagnare le SRR in
un percorso virtuoso di gestione di rifiuti , la prima cosa che mi
viene da pensare è ma in questi quattro anni cosa si è fatto?
Sull'impiantistica, la questione dei privati che tanto sta a cuore
al Presidente della Regione: cosa si è fatto per superare il
sistema dei privati? Ma non adesso, non domani, ma da quattro anni
a questa parte. Perché poi è vero che la gestione e la raccolta
compete ai comuni e, per carità, nessuno toglie le responsabilità
che ci sono ai comuni, anche perché a Catania - lo dico per chi non
lo sapesse - è partita ora, a novembre 2021, la raccolta
differenziata porta a porta in gran parte della città, ma è partita
nel peggiore dei modi, perché sono stati eliminati i cassonetti
senza dare adeguata formazione e informazione, senza dare materiale
sul calendario della raccolta, senza dare una serie di cose che si
devono fare prima di far partire il porta a porta ed è stato fatto
così in fretta e furia e chiaramente ha prodotto i risultati che
conosciamo.
Ora, giustamente l'onorevole Calderone diceva: non ci
concentriamo sui problemi ma concentriamoci sulle soluzioni . Le
soluzioni o la soluzione è una e si chiama raccolta
differenziata . Parlare di inceneritori in un momento in cui solo
il periodo per realizzarli dovrebbe portarci - speriamo molto prima
- all'uscita dal periodo emergenziale, perché l'emergenza non è
partita a marzo, non è partita due mesi fa, non sta partendo
adesso, noi siamo in emergenza da vent'anni in Sicilia. Quindi, non
parliamo di inceneritori che, al netto delle discussioni
ambientali, al netto delle discussioni etiche perché, per carità,
ognuno ha le sue idee, ma ci sono dei problemi di tempistica che
comunque li rendono inefficaci, perché anche se si decidesse di
costruire ora un inceneritore, noi dovremmo uscire dall'emergenza
non tra cinque anni, tra sette anni, dovremmo farlo tra qualche
mese.
Quindi, la soluzione si chiama raccolta differenziata , si chiama
pressing sugli amministratori locali, significa accompagnamento
delle SRR e non si chiama - secondo me, per carità, e secondo il
nostro Gruppo - riforma; però tutto questo, ci tengo a dirlo,
purtroppo si sta facendo con estremo ritardo.
Sugli impianti, ultima cosa, siccome l'Assessore diceva che sono
stati finanziati alcuni impianti di compostaggio, ne approfitto per
chiedere quali sono, dove sono, che tempistiche ci sono per la loro
realizzazione, fermo restando - ripeto - che insomma stiamo agendo
con estremo ritardo. Grazie.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico i congedi degli onorevoli Zafarana,
Mangiacavallo e Pagana.
L'Assemblea ne prende atto.
Sicilia
Riprende la discussione sulle comunicazioni del Governo
sul sistema di raccolti dei rifiuti in Sicilia
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Grazie Presidente, Governo, colleghi, cittadini.
Presidente, rispondo anche al dubbio, alla domanda della collega.
In questi quattro anni, il Governo Musumeci ha fatto, per quanto
riguarda la gestione dei rifiuti, la politica del bla, bla, bla.
Assessore, a me dispiace che lei si trova oggi qui in Aula a fare
scudo al Presidente Musumeci e ad un Governo che è stato per
quattro anni - lei ha detto bene, in Sicilia serve l'impiantistica
- ma noi per quattro anni siamo stati chiusi all'interno di una
Commissione per realizzare assieme all'Assessore precedente, che
poi è stato dimissionario, comunque poi il Presidente Musumeci ha
deciso poi di cambiare prospettiva, siamo stati chiusi per mesi
all'interno di una Commissione per costruire un disegno di legge
che doveva rivoluzionare, così come hanno detto già i colleghi, la
governance.
Ebbene, Assessore, in questi quattro anni, anziché stare chiusi
all'interno della Commissione con una lavagnetta, dove c'era un
assessore tecnico che man mano cercava di spiegare la nuova
governance, forse si doveva andare nei territori, forse ci si
doveva riunire con le SRR ed iniziare il percorso della costruzione
degli impianti. Questo, in questi quattro anni, non è stato fatto,
o comunque non è stato fatto in maniera adeguata.
E dico, Assessore, c'è una data che certifica, ed io vi do un
consiglio di dirlo anche pubblicamente, perché questo vi servirà,
spero, nella concertazione poi con lo Stato per avere maggiori
somme per gestire questa emergenza di rifiuti, per quanto riguarda
la gestione dei rifiuti, che è emergenza sanitaria, perché sta
diventando pure un'emergenza sanitaria in giro per le città.
Dichiarate il vostro fallimento e la data, dove già lo avete
dichiarato, è il 13 aprile 2021, Assessore, perché il 13 aprile
2021, dopo ben quattro giorni, dopo pochissimi giorni dalla
pubblicazione del piano rifiuti generali, voi avete fatto, avete
emesso un'evidenza pubblica per portare i rifiuti all'estero.
Eccola qua: 13 aprile 2021, segnata al protocollo, protocollo 14630
del 13 aprile 2021. Qualche giorno dopo la pubblicazione del piano
rifiuti, voi, il vostro Governo, i vostri uffici facevano
un'evidenza pubblica per portare i rifiuti all'estero. Evidenza
pubblica a cui hanno risposto delle società il 26 maggio 2021, c'è
un elenco di società che ha risposto all'evidenza pubblica.
Assessore, lei ha parlato dell'ordinanza RIF fatta dal Presidente
Musumeci, che è stata fatta il 25 marzo 2021; all'interno di questo
documento avete pure inserito l'ampliamento della discarica di
Timpazzo, perché avete aumentato il quantitativo delle tonnellate
di conferimento a quella discarica e nello stesso tempo avete
chiesto a quelle SRR, a quel territorio noi vi aumentiamo i
rifiuti giornalieri, perché in qualche modo ci aiutate a gestire
l'emergenza, però dovete ampliare la discarica .
Ebbene, Assessore, all'interno di quel documento ci sono delle
prescrizioni che devono essere attuate. I sei mesi sono scaduti,
Assessore, le prescrizioni dovevano già essere attuate, perché le
prescrizioni sono già vecchie, che riguardano il passato
ampliamento della vasca e si riferisce al 2013, all'Aia del 2013,
prescrizioni che lì non sono state fatte. Oggi voi dite di fare un
nuovo ampliamento, dando ulteriori sei mesi per fare quelle
prescrizioni. I sei mesi sono passati, le prescrizioni per
l'impatto ambientale non sono state realizzate, quindi
l'ampliamento non potrà essere fatto.
E veda, Assessore, la stessa SRR cosa le comunica? Cosa comunica a
questo Governo regionale? Comunica che mentre la discarica poteva
avere una vita di dieci anni nella gestione dei rifiuti in
prossimità, con queste tonnellate che gli stanno arrivando al
giorno - e l'ordinanza adesso scadrà a metà novembre, Assessore,
stiamo parlando di circa mille tonnellate al giorno che vanno in
quella discarica; stanno conferendo circa 150 comuni in quella
discarica - la discarica durerà un anno Assessore, un anno, se ci
va bene Un anno
E allora, noi possiamo ragionare, Presidente. Solitamente quando
uno sta male, Assessore, magari, che so, ha un problema grave di
salute, la prima cosa che fa è andare al pronto soccorso,
Presidente e, dopodiché, dal pronto soccorso, dove viene
stabilizzato, va in altri reparti. Ebbene, qui stiamo parlando,
Presidente, di costruire i reparti, quindi di costruire gli
impianti e nel frattempo abbiamo il malato, che in questo momento è
la Sicilia, che sono i nostri comuni, che sono lì e non sanno a chi
rivolgersi.
Quindi, è inutile che mi parlate di inceneritori, di impianti di
compostaggio, di tutto quello che volete. Mi dovete dire -
Assessore, Presidente Musumeci, che è assente - in questi mesi come
pensate di risolvere l'emergenza rifiuti e l'emergenza sanitaria
che c'è in Sicilia.
Poi possiamo fare tutti gli impianti di compostaggio possibili.
Tra l'altro, spero che gli impianti di compostaggio che andrete a
realizzare, o che andranno a realizzare le SRR, produrranno un
compost di qualità, dato che oggi la maggior parte degli impianti
di compostaggio produce un compost che va in discarica, assessore,
e questo ce lo dobbiamo pure dire.
E allora, qui mi potete dire tutto quello che volete: risolveremo
il problema con la raccolta differenziata, con l'economia
circolare, con la realizzazione dell'impiantistica tramite i bandi,
con gli inceneritori , che secondo me non realizzerete mai; ma mi
dovete dire, Assessore, dovete dirci, dovete dire ai Siciliani,
dovete dire a tutti quei sindaci che in questo momento sono in
trincea, che vivono questa emergenza assurda che c'è qui in
Sicilia, cosa farà questo Governo regionale nei prossimi mesi.
E badi bene, Assessore, glielo dico a livello di informazione: voi
al momento avete 45 milioni di euro per gestire i rifiuti fuori
dalla Sicilia. Solo per la provincia di Palermo ce ne vorranno 100
di milioni per mandare i rifiuti in Sicilia. Come farete per tutto
il resto della Regione?
Ecco perché vi dico, ecco perché vi do un suggerimento. Dichiarate
il vostro fallimento; andate a Roma a dire: abbiamo fallito nella
gestione dei rifiuti, ci servono soldi per gestire questa emergenza
sanitaria, questa emergenza relativa ai rifiuti che sono in giro
per la Sicilia .
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, si avvii alla conclusione, per
favore.
DI PAOLA. Questo è il suggerimento che posso darvi, Assessore,
perché altrimenti nei prossimi mesi noi possiamo continuare a fare
bla bla bla. Possiamo continuare a dire faremo gli impianti,
faremo questo , ma nel frattempo i rifiuti sono per strada, nel
frattempo i sindaci sono in trincea, sono in trincea perché sono
loro l'obiettivo dei cittadini e una risposta deve essere data.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie.
E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente. La discussione di oggi
sull'emergenza dei rifiuti cade in un momento drammatico per la
nostra Regione. Momento drammatico in particolare per alcuni
territori. Catania in questo momento versa in una situazione
drammatica.
Ci sono delle responsabilità precise, Presidente, e sono le
responsabilità del Governo regionale che si protraggono ormai da
anni.
Non serviva uno scienziato per capire che in questa legislatura il
Governo regionale, nello specifico l'Assessorato regionale
dell'energia e rifiuti, doveva farsi carico innanzitutto della
realizzazione degli impianti. Ed è stato un disastro, una
Caporetto
Avevate a disposizione i soldi dei finanziamenti comunitari,
alcune misure, segnatamente la 6.1.1, ad esempio, relativa agli
impianti di compostaggio e agli impianti di prossimità. Avete
predisposto un bando farraginoso, lungo, procedure di pubblicazione
lunghissime. Dopo anni dal vostro insediamento progetti finanziati
5: Acireale, Motta, San Fratello, Mazzara del Vallo e Malvagna.
Voglio dire, ma nella Sicilia che ha bisogno con milioni di euro a
disposizione realizzati prevedete soltanto 5 impianti
Peggio che andar di notte per quanto riguarda i centri comunali
di raccolta. Il Governo precedente vi aveva lasciato, assessore
Baglieri, finanziamenti esecutivi a disposizione in Assessorato;
anziché fare scorrere la graduatoria, ad esempio, per il primo di
quei progetti che era il Comune di Bronte inspiegabilmente il
direttore generale si è assunto la responsabilità di pubblicare un
nuovo bando, accantonando quei progetti e finanziando nuovi
progetti che non superavamo le 6 unità. Ripubblicato nuovamente il
bando, 16 nuovi progetti più 13 di ampliamento di quelli esistenti.
Ma dove dobbiamo andare in queste condizioni Vi dovete vergognare
Cioè una Sicilia che aveva bisogno di impianti avete dato soltanto
le briciole
Per non parlare dell'inspiegabile tema dei termovalorizzatori. Se
il Governatore Musumeci era convinto della necessità di fare i
termovalorizzatori in Sicilia il 20 novembre del 2017 avrebbe
dovuto avere il coraggio di pubblicare il bando e dire: noi
vogliamo i termovalorizzatori, qui c'è l'avviso . Si sveglia dopo 3
anni e mezzo e pubblica l'avviso fuori tempo massimo, incoerente,
senza progetto concreto dal punto di vista economico e senza i
ritorni che ci dovrebbero essere.
Un fallimento annunciato. E vedere le nostre città, vedere Catania
in queste condizioni fa molto male.
Fa ancora più male, assessore Baglieri, il tempo che il Governo
regionale con il succedersi degli Assessori ha perso a proposito
della sedicente riforma dei rifiuti. Anche in questo caso non
serviva un politico d'eccellenza per capire che le SRR andavano
accompagnate, andavano incoraggiate, bisognava capire quali erano
le difficoltà. Bisognava, ad esempio, andarsene all'UREGA anziché
mettere in coda le gare dei rifiuti, mandare avanti le gare uniche
delle SRR con una direttiva chiara da parte del suo collega alle
infrastrutture e da parte dei suoi predecessori.
E' gravissimo che ancora oggi non si bandiscono le gare uniche
delle SRR, mandando in coda le priorità per questa terra e mandando
avanti possibilmente l'acquisto di 10 scope o l'acquisto o la
ristrutturazione dei borghi fascisti o qualche gara per
ristrutturare la strada che porta ad Ambelia.
Serviva per evitare di ingaggiare questa guerra, assessore
Baglieri, con le SRR, serviva trovare le soluzioni e accompagnare
per la realizzazione degli impianti.
Il disastro ora è sotto gli occhi di tutti. Tempo perso per quanto
riguarda la realizzazione degli impianti, tempo perso per quanto
riguarda la riforma delle SRR, le gare che prevedono
l'individuazione del gestore unico ancora in coda e, quindi, c'è da
sperare, c'è da affidarsi alla Provvidenza per uscire da questa
situazione così grave.
Siamo veramente preoccupati, Presidente Di Mauro, non ci conforta
neanche, assessore Baglieri, il suo intervento di oggi. Le
riconosciamo, ma lo hanno già detto altri miei colleghi
dell'opposizione, che certamente non è attribuibile a lei la
responsabilità più grave di questo disastro avendo la
responsabilità dell'Assessorato da pochi mesi; ma le ricordiamo che
in base allo Statuto lei è preposta al ramo di amministrazione e
continua a non piacerci questo controllo, questa prossimità dei
collaboratori del Presidente della Regione che, come ombre
sinistre, questi pretoriani, farisei, cortigiani che continuano a
presidiare l'Assessorato. La responsabilità è sua e chi governa
questa terra che dovrebbe occuparsi delle deleghe e della gestione
della Sicilia piuttosto che presidiare l'Assessorato con questi
sedicenti collaboratori.
Resta un ultimo dubbio, Assessore. Lei fa parte del Governo che
oramai è passato alla storia per il Governo degli annunci. Lei
nella sua relazione ha fatto un annuncio, anche perché non abbiamo
capito da dove prenda i soldi. Noi vorremmo sapere questi tre mesi
in cui il Governo regionale si impegna a pagare l'extra costo dei
comuni, da quali fondi li prende? Come intende riversarli alle SRR
ai comuni? Sono fondi comunitari? Sono soldi che togliamo al futuro
e alla prospettiva, alle generazioni siciliani perché sono somme
che potrebbero andare per investimenti e, invece, noi li
utilizziamo soltanto per pagare gli errori di questi anni?
Ecco, io credo che nel modo e nella realtà dei rapporti tra il
Governo e il Parlamento lei ci dovrebbe dire, non fare l'annuncio,
concretamente come paga, se paga e fino a quando è sicura di poter
pagare. Grazie, presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Barbagallo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà. Poi
si prepari l'onorevole Foti.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Sì, mi deve sostituire l'onorevole Foti. Quindi, fa
l'intervento e poi seguiremo l'ordine. C'è l'onorevole Zito,
l'onorevole Marano. Va bene?
(Intervento fuori microfono)
PRESIENTE. No. Cappello no.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
questa è una vicenda che in questi quattro anni di questo Governo
ci ha visti intervenire diverse volte. Ci sono diversi interventi,
diverse prese di posizione del sottoscritto, dei colleghi, dei
sindaci.
Certo, è drammatico - una volta ho girato anche dei video al
Presidente, lo avevo preannunciato in Aule e poi l'ho fatto - è
drammatico quando giriamo la Sicilia e vediamo l'abbandono totale
dal punto di vista dei rifiuti - non solo dal punto di vista dei
rifiuti, ma stiamo parlando dei rifiuti - e vediamo l'immondizia
ovunque, così come è successo in questi ultimi anni, fuori dalle
cinta urbane e poi uno si trova
Io non conoscevo la Sardegna, il COVID mi ha portato, Assessore, a
conoscere la Sardegna. Ma può essere che non si trova un sacchetto
di plastica per le strade? L'ho fatta da Nord a Sud con la
macchina. La Sardegna; non stiamo parlando della Svizzera Cioè non
stiamo parlando dell'Emilia, non stiamo parlando del Veneto, non
stiamo parlando di realtà del nord Italia. La Sardegna Isola come
siamo noi, isolani con le stesse difficoltà, con le stesse
condizioni bene o male economiche, una differenza, in percentuale,
di popolazione ma là i rifiuti, fuori dalle cinta urbane, zero
Zero E' impressionante, credetemi. Ho fatto dei video proprio
perché penso poi di metterli insieme questi video girati in
Sardegna e i video girati in Sicilia, perché lo voglio fare vedere
questo lavoro. Lo preannuncio. Lo voglio fare vedere, perché è
veramente una mortificazione, a che punto è arrivata la nostra
isola, la nostra regione.
Il problema qual è? Ma è possibile che ci si presenti, ancora
oggi, dopo quattro anni alla Sicilia, ai siciliani dicendo: La
soluzione che noi stiamo pensando è quella di dare dei soldi ai
comuni per portare i rifiuti fuori ? Questa è la certificazione del
fallimento.
Poi vi faremo i conti di quanto viene a costare tutto questo.
Faremo i conti di quanto viene a costare ai siciliani la negligenza
di un Governo che, in quattro anni, ancora parla del se, si
aprirà, apriremo una discarica, apriremo un impianto. Lo apriremo a
Trapani, lo apriremo qua, lo apriremo là . Nel frattempo
l'immondizia è ovunque L'immondizia è ovunque perché quando noi
non garantiamo la possibilità ai comuni di poter smaltire i
rifiuti, o di poter smaltire Poi l'assurdo è che ci sono comuni
che stanno facendo la differenziata non grazie a questo Governo,
perché io ho sentito anche questa grandissima sciocchezza, non
oggi, l'ho sentita dal Presidente tempo fa. Guardate che i
capitolati li facciamo noi - cioè noi, quando ero sindaco - li
fanno i comuni. Cioè, voi avete merito zero Sull'attività della
raccolta differenziata avete merito zero Abbiate il buonsenso, il
pudore di non togliere il merito ai sindaci di tutti i colori, di
destra, di sinistra, che hanno avviato negli anni, negli anni il
sottoscritto ne può testimoniare una parte per quanto riguarda, che
non per la regione del Presidente di allora o del Presidente di ora
sono cambiate, no, sono state scelte che hanno fatto le
amministrazioni comunali, hanno individuato determinati percorsi e
poi sì c'è stata qualche premialità negli ultimi anni, ma non è che
si fa per le premialità. Questi processi sono iniziati prima delle
premialità. Non vi permettete ad usurpare quello che è il risultato
politico e il merito politico degli amministratori, dei Comuni, è
davvero di cattivo questo. Questo vi prego di non farlo.
Voi potevate fare una cosa: mettere in condizioni i Comuni di
potermi conferire il compost, di completare il ciclo, e il ciclo si
completa attraverso il conferimento nella discarica
dell'indifferenziato. Voi non ci siete riusciti. Cioè non siete in
quattro anni riusciti a realizzare gli impianti ed io credo nella
buona fede di questo Governo, ci credo al cento per cento, non
credo che questo Governo aveva interesse a lasciare solo alcuni ad
operare nel territorio della Regione siciliana e, quindi, non
facendo realizzare nuovi impianti, io credo alla buona fede di
questo Governo che non aveva interesse a fare scattare una vera e
propria emergenza rifiuti perché poi vengono dati così gli appalti
diretti, gli affidamenti d'incarichi e così via.
Io ci credo a tutto questo, sono convinto che non c'è stata
malafede, che c'è stata l'incapacità di - ovviamente lei,
Assessore, ormai arriva alla fine e fra poco andiamo a votare e
chiudiamo questa pagina quindi le toglieremo anche il disturbo -
però, credetemi, che è una vergogna, una demoralizzazione vedere la
Sicilia a che punto è ridotta.
Anche perché, sapete, oltre il danno la beffa, i Comuni che fanno
la differenziata quando non trovato la discarica - colleghi sindaci
lo sanno bene - disponibile per l'indifferenziato, cosa sono
costretti a fare? A mettere l'indifferenziato nei camion, negli
autocompattatori e non possono raccogliere la plastica, il cartone,
cioè il differenziato e quindi rimane per strada. Cioè non potendo
tengono l'indifferenziato nei camion perché non lo possono Quando
vedete la plastica, il cartone che rimane per le strade, la colpa è
del Governo della Regione siciliana che non è riuscito a trovare le
discariche per il compost per l'indifferenziato e si trovano i
camion, a volte pieni per alcuni giorni, dell'indifferenziato e
quindi la plastica rimane anche per strada. Perché la gente non lo
capisce: ma come mai non si ritirano la plastica? , non se la
ritirano perché i camion sono pieni. Anche questo succede.
L'ultima cosa. Quindi ora, io mi vergognerei veramente da
amministratore, da Governo, da Musumeci - sì, sto completando,
Presidente - a dire che porteremo l'immondizia fuori. Questo vi
serve per la campagna elettorale, per togliervi i rifiuti da sotto
campagna elettorale, ma poi noi lo ricorderemo tutto quello che non
avete fatto e quanto viene a costare.
Così come non avete costretto i sindaci, vostri amici
specialmente, ad individuare le discariche; non lo avete fatto.
Avete nominato i commissari che per due anni sono stati là senza
individuare le discariche e siamo veramente in mezzo ad una strada.
Mi dispiace vedere la Sicilia in queste condizioni, in mezzo
all'immondizia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Grazie, Presidente, Governo e colleghi, grazie per avermi
dato la parola.
Ho sentito gran parte degli interventi dei colleghi e mi rivolgo
all'Assessore, lei c'è da poco in effetti e, quindi, col garbo che
la contraddistingue cercherò di essere garbata anche assumendomi la
mia parte in questa discussione d'Aula, che poteva essere fatta
serenamente in IV Commissione ma che, a questo punto, è giusto si
svolga in Aula e che rimanga agli atti.
Io ci sono da un po', come ci sono da un po' un bel po' i colleghi
che hanno parlato ed è un problema che ci riportiamo perché non
bisogna parlare di quattro anni fa, ma di otto anni fa, di dodici
anni fa, prima che diventassi parlamentare - e che avessi questo
onore - c'era il Governo Lombardo, si parlava di prospettiva di
saturazione delle discariche, che purtroppo adesso è molto, molto
imminente, eppure qui dentro si perde la memoria, qualcuno prova
vergona, solo adesso Solo adesso che si parla di portare i rifiuti
in regioni; mettete sul motore di ricerca e troverete che nel 2016
il governo Crocetta, faceva la stessa identica cosa, cercava di
reperire operatori o soluzioni per portare i rifiuti fuori dalla
Regione, vergogna per gli inceneritori e questa la provo, ma la
scorsa legislatura sia il governo nazionale che quello regionale,
ne voleva, quattro, sei, otto inceneritori, piccoli e sparpagliati
eppure la vergogna non fa arrossire adesso, il tempo fa sbiancare,
letteralmente, Presidente, fa sbiancare a sentire certe cose.
Le differenze? Le differenze sono vicine e lontane. Vicine, perché
finalmente questa Regione ha un piano dei rifiuti che viene a
targhe alterne salutati come qualcosa di positivo per questa
regione, per me è stato sempre una cosa positiva, perché voglio
ricordarle, caro Assessore, che questo piano poteva essere pronto
più che sei mesi fa, poteva essere pubblicato in Gazzetta anche due
anni fa, peccato che il Governo nazionale ci voleva imporre nero su
bianco, due inceneritori previsti dalla riforma, dalla legge
sblocca Italia di Renzi, che nessuno a Roma ha avuto il coraggio di
cancellare neppure gli adepti che siedono in questo Parlamento e
che volevano entrare dalla finestra e che nel piano dei rifiuti non
ci sono, e questo è vero e questo mi dispiace che il Governo
regionale attualmente abbia fatto questo avviso che mi auguro vada
deserto perché gli inceneritori sono la stupidera che ho definito
nel precedente intervento quando si discusse di questo intervento.
E sono una stupidata perché solo qualche stupido assessore
comunale può nascondere le proprie vergogne, dicendo ai propri
cittadini: con l'inceneritore risolveremo tutto , perché negli
inceneritori ci va solo una frazione residuale e, quindi, assessore
le ribadisco la mia paura, terrore, di ritornare ai tempi di
Cuffaro, quando si parlava di inceneritori sopra dimensionati che
dovevano bruciare più del totale dei rifiuti prodotti in Sicilia
con un danno oltre che ambientale, magari, oggi, sarebbe minore
perché gli inceneritori fortunatamente dove ci sono, sono già stati
costruiti con tecnologie migliori, rispetto alla schifezza che ci
volevano imporre dieci anni fa, ma certamente non sostenibile e non
accettabile neppure dalla Comunità europea che con le sue
risoluzioni, con il suo piano di azione della Commissione europea
dice chiaramente che bisogna abbandonare lo smaltimento in
discarica e ridurre al minimo gli inceneritori, mi chiedo perché si
cominci sempre dai piedi, purtroppo in questo vizio è caduto anche
questo governo. Ma mi auguro che tutto vada deserto.
Cosa abbiamo? Abbiamo un piano dei rifiuti che è adeguato alle
direttive nn. 116, 118, 119 e 121 sull'economia circolare, è uno
dei pochi piani che non è stato richiamato attualmente dal
Ministero per essere aggiornato, quindi decidiamoci o è una
schifezza o è moderno.
Il vantaggio degli ultimi: l'abbiamo approvato per ultimi ma
abbiamo messo dentro tutto e potremmo partecipare al PNRR e mi
auguro lo faremo; cos'è che ci serve, caro Assessore, torniamo a
quello che si è fatto, durante quest'amministrazione si è messa a
regime una Commissione tecnico-scientifica che piaccia o non
piaccia, alla politica a Confindustria a chiunque è impermeabile a
influenze vergognose che durante la scorsa legislatura, allora sì
vedevano fare avanti e indietro, loschi personaggi verso
l'Assessorato, ma indietro non si torna, il sistema Montante, tanto
caro al Governo precedente non deve ritornare Non deve ritornare
perché aleggia dietro a questo argomento, la mafia, di cui non si
parla più, che intorno a un affare miliardario, ovviamente, ha e
vuole continuare a fare affari.
Redistribuiamo queste ricchezze attraverso la pianificazione delle
varie frazioni merceologiche, però, lei Assessore a queste SRR, che
purtroppo ancora hanno una natura privatistica - anche a me piace
l'assetto governabile un po' più piccolino, diciamo di sub province
- è chiaro però che avendo una natura privatistica non so se
dovremo, se ce la faremo a ritornare su quella benedetta riforma,
magari alcuni pezzetti utili e necessari per permetterci di
risolvere questo problema, di utilizzare risorse europee anche per
soggetti pubblici e attualmente le SRR, anche se composte da
sindaci, hanno una natura privatistica.
Vorrei dire, cara Assessora, che quello che desidero lei faccia è
fare funzionare il piano.
Il piano prevede che entro sessanta giorni le SRR adeguino i
propri piani di gestione con l'impiantistica, siccome non lo hanno
fatto nomini un commissario che vada in tutte e adegui questo
benedetto piano, perché è questa la chiave di volta che ci permette
di accedere al PNRR.
Ho depositato un ordine del giorno che, chiaramente, è aperto
all'apprezzamento ed alla firma di tutti i colleghi, vi assicuro
che l'ho scritto con il cuore e con la piccola competenza che ho
cercato di acquisire in questi anni.
Lei può adempiere a questa cosa, quella di utilizzare i fondi
europei, se abbiamo questi piani aggiornati, lo ha chiesto il
Ministero, l'unica cosa che ha chiesto di fare, e lo prevede la
legge regionale, che potrà essere vecchia, potrà essere obsoleta,
ma aveva qualcosa di rivoluzionario, cari colleghi: dava la
possibilità ai territori di decidere cosa serve, ma voi immaginate
se vi fosse piombato dall'alto l'imposizione di impianti con le
sindromi di NYMBY di ogni territorio? Allora, siano i sindaci, dato
che sono così vicini alla realtà che vivono.
Chiaramente è un momento difficile, va fatto un appello ai
cittadini, perché sono loro che gettano il cartone in purezza nei
cassonetti, siamo noi che mischiamo tutto e questo va
principalmente imputato alle grandi città metropolitane, perché
Catania sta muovendo i primi passi - io auguro ogni fortuna
all'amministrazione comunale e ai cittadini soprattutto - ma qui a
Palermo, ad esempio, ne vogliamo parlare della porcheria immane che
imbratta questo gioiello che è questa città?
Ognuno si assuma le responsabilità, non si può dare la colpa a noi
deputati o al Presidente della Regione se la signora Pina butta
tutto nel cassonetto a casaccio, ma realmente viviamo di questi
sogni? Le tariffe sono enormi, insostenibili e questo sarà un vero
problema.
Assessora, anche io, come ha detto l'onorevole Barbagallo, sono
allarmata, per esempio, sui piccoli impianti di comunità: solo
cinque comuni avevano partecipato, non se ne è saputo più niente,
si era detto che si riaprivano i termini, un soccorso istruttorio,
ma facciamolo, perché almeno sarà qualcosa che riesce ad alleviare
nel piccolo le criticità di questa emergenza che giustamente oggi
incombe davanti ai nostri occhi con i cumuli di rifiuti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Foti.
È iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.
ZITO. Grazie Presidente, sono venuto qui tra i primissimi in Aula
e avevo portato anche un cospicuo numero di fogli perché volevo
prendere appunti, mi sarei aspettato una relazione tecnica, e alla
fine delle considerazioni politiche dall'Assessore, per capire come
siamo messi in questo momento e, soprattutto, cosa si vuole fare e
un cronoprogramma delle opere, dei tempi, eccetera.
E invece no, mi sono ritrovato un discorso a braccio dove non si
è detto assolutamente nulla, qualcosa che si può trovare già sui
giornali, ma forse anche su Topolino' si trova quello che è stato
detto in quest'Aula. Veramente qualcosa di deludente perché,
addirittura, a un certo punto uno dei passaggi dell'Assessore è
stato Adesso abbiamo il problema dei rifiuti . Adesso abbiamo il
problema? al che ho detto: colleghi, ma ha detto adesso? Sì, sì, ha
detto adesso.
Forse l'Assessore, non è stata mai in Sicilia negli ultimi anni,
ma se si va a leggere la relazione della Commissione d'inchiesta
sul ciclo dei rifiuti del 2010, sui due anni precedenti, già si
vede uno spaccato di quello che succede in Sicilia e, soprattutto,
di quella che viene chiamata disorganizzazione organizzata
Assessore disorganizzazione organizzata ; c'è qualcuno, forse, che
non vuole che le cose vadano bene, che le cose funzionino, proprio
perché si lavora sempre in emergenza, non è l'emergenza adesso,
l'emergenza esiste da tantissimo tempo e nessuno di qualunque
schieramento ad oggi l'ha voluta risolvere, è questa la verità. E
ci dovremmo chiedere perché? Perché comunque sia sui rifiuti si
fanno veramente grossi affari.
Ma quali sono le soluzioni? Ha detto che l'obiettivo è il 65%
della differenziata. Ok. Penso che lo sapevamo un po' tutti, ma ci
ha detto anche, per i pochi appunti che ho potuto prendere visto
che la relazione era abbastanza deludente, ci sono due milioni e
centocinquanta mila rifiuti che vengono prodotti ogni anno e che
comunque sia con l'aumento, con la settima vasca di Bellolampo e
con altre due vasche di Trapani avremmo una capienza di due milioni
e novecento metri cubi per novecento milioni di tonnellate.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
Ma il discorso sostanzialmente è questo. Se non si fa la
differenziata, anzi, se consideriamo la differenziata e quindi solo
il 35% dei rifiuti indifferenziato va in discarica, quei due
milioni e nove si vanno a saturare nel giro di tre, quattro anni.
Ma siamo nello scenario migliore dove noi stiamo facendo il 65%,
quindi, tutte le città stanno facendo il 65% di differenziata e non
come la situazione attuale dove noi invece vediamo Palermo e le
grosse città come Catania che sono disastrose e non solo, e cosa
avete fatto voi? Come la formica e la cicala.
Allora, siccome Catania non funziona la dobbiamo aiutare in
qualche modo, cosa facciamo? Andiamo a diminuire il conferimento in
discarica dei comuni sempre dal siracusano perché dobbiamo dare la
possibilità a Catania di risolvere il proprio problema, ma per
aiutare chi non è in grado di fare nulla devono pagare gli altri. E
no, e non funziona così, perché altrimenti un po' di spazzatura la
prossima volta io gliela porto qua Assessore, perché non è che i
nostri sindaci devono pagare l'inefficienza di altri sindaci di
altri territori come quello di Catania. Perché non funziona così,
Assessore.
Non funziona assolutamente così, chi sbaglia deve pagare.
Ora ci sono questi fondi, questi extra costi saranno compensati,
ma saranno compensati in che modo? Nella totalità? perché già è
paradossale, qualche anno dalla Sicilia partivano cassate, cannoli,
ora mandiamo via rifiuti perché questo sarà la nuova tendenza che
va a connotare la Regione siciliana. Ma dico, questi extra costi
saranno totalmente a carico della Regione o poi ci saranno i
cittadini che si trovano qualche sorpresa? E poi non vorrei che
quella sorpresa se la trovano tutti i cittadini siciliani e non in
quelle città dove si è sbagliato e dove non si è voluta fare la
differenziata, perché questo sarebbe un problema.
Ci sono delle opportunità, le ha dette qua Giampiero Trizzino di
sfruttarle, speriamo che vengano utilizzate, perché ovviamente
quello che è il compostaggio e altri tipi di attività sono
prioritarie per diminuire la frazione che va nelle discariche e poi
si parla sempre dei termovalorizzatori, ma è una programmazione a
lungo termine che è contraria ai nostri principi ma qua possono
essere posizioni politiche e basta, ma anche a me stupisce come
invece non si vuole subito investire su impianti che darebbero
risposte molto più immediate e questo mi fa sorgere qualche
sospetto. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Signor Presidente, Governo, colleghi, Assessora, in questo
momento Catania, lo sappiamo tutti, lo hanno detto i miei colleghi,
l'abbiamo visto sui giornali, e lo vivono ogni giorno i cittadini
catanesi, in questa fase ma di solito è un problema regionale
chiaramente, in questo momento Catania ha una attenzione
particolare.
Catania è al collasso, lo diceva poco fa anche la mia collega,
hanno fatto partire questa differenziata porta a porta in alcuni
quartieri in maniera drastica e veloce ma, purtroppo, continuano ad
esserci cumuli di rifiuti per la città.
Non è una novità e mi dispiace e nonostante lei si sia insediata
da pochi mesi, mi dispiace dover dire che quello che ha affermato,
asserito stamattina che ha comunicato non ci fa sperare bene
nell'ottica di programmazione e pianificazione della gestione dei
rifiuti in Sicilia. Perché io da parlamentare di questa terra e da
cittadina siciliana, sinceramente, mi sento stanca di sentire da
quattro anni - ma il problema chiaramente risale ad ancora prima -
e mi sono stancata di dover rappresentare una Sicilia dove un
Governo regionale non sa gestire i rifiuti.
Nonostante i dati di questa estate, nonostante questa estate i
flussi di turismo siano aumentati - abbiamo avuto numeri importanti
a livello di flussi turistici - abbiamo avuto mesi in cui rispetto
ai mesi dell'anno scorso avevamo il 110 percento di presenze in
più, a giugno addirittura ha toccato il 500 percento di presenze
in più rispetto al 2020 ma allo stesso tempo siamo finiti sui
giornali grazie a turisti tedeschi, francesi, spagnoli, grazie a
giornalisti, ne cito una Selvaggia Lucarelli che ha denunciato la
situazione vergognosa.
Quindi, non è un problema di oggi, di questa settimana, è un
problema di sempre, è da mesi e mesi, in maniera costante, che
abbiamo il problema e ci ritroviamo - onorevole Barbagallo, mi
scusi, mi distraggo - ci ritroviamo sempre spiattellati, ed essere,
diciamo, il simbolo di una vergogna tutta siciliana davanti a tutti
gli italiani.
Io da siciliana mi sono rotta veramente le scatole di sentire ciò
Lei parlava poco fa di competenze delle SRR - e lo sottolinea
spesso nei suoi interventi - ma è chiaro che in questo caso,
Assessore, qua se non si lavora in sinergia possiamo scaricare le
competenze a tutti quanti, però, dico la Regione siciliana ha la
competenza nella gestione e sui rifiuti bisogna lavorare
sicuramente in maniera migliore in sinergia fra tutti i livelli
istituzionali e rispetto a tutti quelli che sono gli interlocutori.
Catania nel 2020 pagava la TARI più alta d'Italia. La media dei
costi della TARI nel 2020 è stata di 504,00 Euro a famiglia.
Capisce bene che non si può più sostenere questa gestione
nonostante i cittadini paghino una TARI altissima ci ritroviamo la
città sempre seppellita da rifiuti.
Ma del resto noi siamo quelli che ci ritroviamo spiattellati
sempre sui giornali per tutti gli scandali che poi ci sono anche
attorno, mi ricordo la Sicula Trasporti, lo scorso anno il blitz
della Guardia di Finanza dove emerse il fatto che l'azienda
scaricava e abbancava rifiuti di tutti i tipi: pneumatici,
frigoriferi, divani, poltrone, letti. Tutto, colleghi, tutto E
allora non è più possibile Non è più possibile
Si deve pensare a mettere in campo soluzioni drastiche, forti,
sicuramente sulla differenziata ma è chiaro che bisogna realizzare
misure che possano essere sostenibili nel tempo, bisogna pensare
anche a ridurre la produzione di rifiuti, non a pensare ce li
abbiamo, li dobbiamo andare a portare all'estero e spendere . Lo
dobbiamo dire anche questo, Assessore. Quanti milioni di Euro
spendiamo? Lei poco fa diceva abbiamo risolto il problema dei
costi, sosterremo i comuni per il costo extra e quindi
localizzeremo i luoghi dove mandare i rifiuti ed aiuteremo i comuni
a sostenere i costi . Quanto costerà tutto ciò? Diciamolo ai
siciliani che nonostante paghino TARI altissime, ancora devono
uscire soldi per pagare e sostenere queste spese di rifiuti
all'estero.
Quindi, non è un problema che denunciamo soltanto noi
parlamentari: è di questi giorni lo sciopero dei netturbini che non
solo hanno scioperato per la questione del rinnovo del contratto
nazionale e concludo, ma anche denunciano un sistema fallimentare
di questo Governo regionale
Quindi, non lo denunciamo soltanto noi ma anche gli addetti ai
lavori, quella gente che è costretta a ritrovarsi davanti cumuli di
rifiuti puzzolenti, abominevoli, sono esseri umani che devono
lavorare con dignità, anche loro sono scesi in piazza a protestare.
È anacronistico parlare di discariche, di volumi di capienza. È
tutto anacronistico, Assessore. Dichiarate il fallimento nella
gestione dei rifiuti perché fareste meglio. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha
facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, Governo onorevoli colleghi, il
Movimento Cinque Stelle, tempo fa, chiese l'istituzione, e ottenne,
di una Commissione straordinaria per il monitoraggio delle
applicazioni delle leggi. Le leggi, le mozioni, gli ordini del
giorno. In questo periodo abbiamo scoperto, in questa Commissione
che spesso e volentieri tutto quello che viene prodotto da questo
Governo serve solo ed esclusivamente a fare comunicati stampa, cioè
facciamo un provvedimento, facciamo il comunicato stampa e la
vicenda si chiude lì, poi non viene mai applicato. Con questo che
cosa voglio dire? Noi abbiamo presentato in Aula - ed è lei
l'assessore, Assessore Baglieri, quindi non ci sono responsabilità
da attribuire al passato -, e lei lo ha accolto, un ordine del
giorno per realizzare un fondo di rotazione che desse soccorso ai
sindaci, ai 391 sindaci della Regione siciliana.
Questo ordine del giorno cosa poneva? - è numerato 552, può
andare a leggerlo se vuole ma lo conoscerà già, visto che lo ha già
accolto ed approvato, - poneva al Governo di creare un fondo di
rotazione destinato solo ed esclusivamente alla liquidazione degli
stipendi dei netturbini.
Cosa succede? Sappiamo bene che i comuni soffrono tantissimo
nell'introitare la TARI, hanno delle difficoltà in questo senso,
sempre più cittadini stentano a pagare questo tributo per ragioni
ovvie di situazione economico-finanziaria, oppure perché
semplicemente evadono le tasse - e questo si deve contrastare con
ogni mezzo - ma sta di fatto che i comuni non riescono
puntualmente a pagare le fatture delle ditte che garantiscono
l'igiene dei nostri territori e a subirne le dirette conseguenze
sono i netturbini, che non ricevono lo stipendio, entrano i
sciopero, e le nostre strade si riempiono sistematicamente di
rifiuti. Si tratta di una partita di giro a valere sulla TARI, il
Governo, la Regione non deve uscire un centesimo in più dal
bilancio perché queste somme ritornerebbero nelle casse della
Regione a valere sulla TARI che i comuni incassano - così come ho
detto - con estremo ritardo.
È una forma per venire incontro ai comuni, per togliere dalle
strade immediatamente i rifiuti. Abbiamo visto l'effetto che fa una
foto pubblicata in rete delle nostre strutture ricettive, sotto le
quali giacciono montagne di rifiuti. Abbiamo visto l'effetto che
può fare una foto fatta da una showgirl, in senso positivo. Giorni
fa Belen - per par condicio, Presidente, devo citare Belen, perché
la mia collega ha citato l'esempio negativo della Lucarelli - che
con una foto ha istituito una riserva naturale a punta Bianca.
Riserva naturale che rimane poligono di tiro dell'esercito
italiano, quindi io vorrei capire poi com'è che una riserva
naturale, istituita con una foto pubblicata in rete, resta poligono
di tiro. Presidente, l'effetto di quello che ha fatto il Governo
regionale sui rifiuti lo vediamo tutti i giorni per le strade.
Sugli impianti i miei colleghi hanno già detto abbastanza, si
tratta di una cosa da poco, vediamo se riuscite a fare almeno
questo. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, io sarei onorata - insieme a lei -
di essere battuta da Belen in questo risultato, perché io e lei
abbiamo presentato un atto parlamentare per promuovere l'iniziativa
di valorizzare e preservare questo luogo meraviglioso che,
purtroppo, è stato vandalizzato da alcuni balordi.
È iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Grazie, Presidente. Brevemente, una risposta al collega
Di Caro. Noi, ovviamente, da mesi ci occupiamo di punta Bianca e
prima che venisse istituita con decreto dalla Giunta e venisse
attivata la riserva, bisognava fare una limitazione dell'area che
poteva essere riconosciuta riserva, e quella limitazione guarda
proprio la parte da tutelare che è quella costiera.
È chiaro che la convivenza con quell'area data - non so,
trent'anni, venticinque anni - come poligono di tiro dei militari,
ha creato anche ai passati Governi delle difficoltà, che oggi sono
state superate proprio perché il governo Musumeci, insieme agli
Uffici, prima di questo decreto, nei mesi scorsi, hanno fatto
un'opera di delimitazione dell'area salvaguardando proprio la
fascia costiera, oggi comunemente chiamata Punta Bianca.
Ben venga se qualche showgirl, comunque, gente più famosa di noi,
ci riconosce meriti, è negativo quando invece ci riconoscono
demeriti; ma comunque questa è un'altra parentesi.
Ora, Presidente, le devo chiedere la cortesia di farmi parlare
nella mia doppia veste; ho necessità di parlare nella veste di
portavoce di DiventeràBellissima, e poi in quella di presidente
della Commissione, perché è chiaro che il ruolo mi comporta un
atteggiamento diverso. Perché da deputato di questa Assemblea mi
sembra doveroso ricordare ai colleghi che noi ci siamo insediati
nel 2018 e abbiamo trovato una relazione della Corte dei conti che
parlava della Regione siciliana come organizzata in maniera
discaricocentrica, con ordinanze del Presidente della Regione che,
in deroga alla normativa nazionale ed europea, permettevano a
queste discariche, per lo più private, di non avere neanche il TMB,
che come sanno i tecnici, ma sappiamo benissimo anche noi deputati,
è un sistema voluto per abbattere l'inquinamento e anche la massa
che poi va a mettersi in discarica.
La prima cosa che ha fatto il Presidente Musumeci, non ha più
emesso ordinanze in deroga, non ha più fatto questo grandissimo
favore ai proprietari delle discariche, che hanno così dovuto
adeguarsi, finalmente anche Sicilia, alla normativa dettata da Roma
e da Bruxelles, e questo è stato il primo cambio e la prima svolta
che il Governo ha voluto dare, il segnale forte nel 2018 rispetto
alla passata gestione sui rifiuti.
Seconda cosa, non da meno: eravamo al quattordici percento di
differenziata, significa che l'ottantasei percento dei nostri
rifiuti finivano direttamente in discarica, senza neanche quel
passaggio nel TMB; siamo oltre il quarantadue percento con le
eccezioni di alcuni comuni, come sappiamo Palermo in testa, che
ancora non hanno messo - cara collega Foti - la signora Pina
nelle condizioni di fare la differenziata. Perché, vede, a Palermo
siamo sull'assurdo, chi abita in una zona residenziale fa la
differenziata e se per caso in un condominio perbene si sbaglia e
si mette una cosa di plastica nel contenitore della carta, arrivano
ottocento Euro di multa al condominio. Tre strade dietro, quel
condominio residenziale a Borgo Vecchio o in altri quartieri di
Palermo, gli abitanti non sono neanche messi nelle condizioni di
fare la differenziata, e tutto in maniera indiscriminata finisce
nei cassonetti e finisce a Bellolampo, motivo per cui inutile dare
soldi e sostegno come abbiamo fatto più volte al comune di Palermo
e alla RAP, per aprire la settima vasca, neanche l'ottava basterà
se continuano a non fare la differenziata nei quartieri di una
città che è la più popolosa della Sicilia e la quinta d'Italia.
Questa è matematica, non è politica, non è strumentalizzare,
queste sono colpe di chi amministra e che non mette in atto una
politica elementare che è quella della raccolta differenziata.
Dopodiché, ecco la seconda cosa: avere aumentato dal quattordici
al quarantadue percento, significa avere tolto introito a quelle
discariche che fino al 2017 guadagnavano quanto volevano. E queste
non sono parole mie, Presidente, sono parole delle intercettazioni
che hanno portato agli arresti anche molti sindaci, che io non
conoscevo, altri conoscevano, e che certificavano queste parole
ogni mattina, apriamo e chiudiamo i cancelli e decidiamo noi
quanto guadagnare , perché non c'era neanche - attenzione - una
circolare, un regolamento, un'indicazione sulle tariffe da
applicare Ognuno faceva pagare quanto voleva in regime, di fatto,
di monopolio Questa era la Regione siciliana che abbiamo trovato
Lo voglio ricordare, perché qualcuno se lo scorda. Qualcuno se lo
scorda. Come qualcuno si scorda che la legge che abbiamo portato
qua per mettere una pezza ad una gestione dei rifiuti, che a detta
dell'ANAC e della Corte dei conti doveva essere cambiata perché
aveva troppi centri di riferimento e non erano nelle mani
pubbliche, ma erano gestite da società private, che quando dovevano
fare assunzioni e gare d'appalto erano società private, quando
avevano bisogno dell'aiuto della Regione siciliana diventavano
pubbliche.
Quella stessa legge che il governo Musumeci ha presentato era
praticamente identica a quella dei nostri colleghi del Gruppo
parlamentare più popoloso in Ars, i colleghi dei Cinque Stelle.
L'unica differenza è che il presidente Musumeci voleva
un'articolazione per province, i colleghi volevano un'articolazione
per cinque ambiti.
E quando è arrivato in Aula quel disegno di legge, che era una
riforma, ha visto purtroppo cambiare il quadro politico, perché era
appena nato il Governo giallo rosso, per cui le indicazioni
condivise fino a qualche settimana prima sono cambiate, perché è
cambiata l'indicazione politica e la strumentalizzazione politica
ha comportato un passo indietro rispetto a quello che una volta
andava bene e oggi non più.
Ora vesto i panni della Presidente della Commissione. Calmo i miei
toni e torno a fare quello che con grande fatica ho fatto in questi
anni: un tentativo di ascolto, di mediazione, oltre 45 sedute in
Commissione, perché noi il problema lo vogliamo risolvere.
E se oggi ci sono le condizioni, Presidente, con l'approvazione
del Piano regionale dei rifiuti
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Di Paola)
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, lei e molti colleghi del Gruppo
parlamentare del Movimento Cinque Stelle avete parlato per ben
oltre cinque minuti. Con l'onorevole Trizzino addirittura
l'orologio neppure era partito.
La prego di non interrompere l'intervento della Presidente della
Commissione, che tra l'altro interviene a nome dell'intero Gruppo,
mentre il suo Gruppo ha partecipato per intero al dibattito.
(Proteste da parte dell'onorevole Di Paola)
Lei sta disturbando l'intervento della Presidente della
Commissione. Onorevole Di Paola, la prego di stare sereno. Prego,
Presidente.
SAVARINO. Ora torniamo alle cose concrete che questa Assemblea può
fare dopo avere approvato il Piano regionale dei rifiuti che ci
mette nelle condizioni, finalmente, non solo di avere un quadro
dell'impiantistica esistente, ma di sapere dove vogliamo andare e
di accedere ai fondi per poterli ottenere.
Io ho ascoltato con grande attenzione le parole del mio collega
Trizzino, collega che stimo. E come abbiamo fatto per altre vicende
- si ricorderà il collega Dipasquale, per esempio, sugli IACP che
abbiamo preferito non andare avanti sulla riforma, perché sappiamo
che oggi gli IACP possono accedere ai fondi del bonus del 110 per
cento per ristrutturare le loro proprietà e, quindi, abbiamo voluto
evitare che si creassero delle condizioni per cui mettevamo in
pericolo questa possibilità - io colgo l'invito dell'onorevole
Trizzino ad approfondire questo tema.
Ho chiesto alla Presidenza dell'Ars e ho ribadito in questi giorni
la volontà di un confronto della nostra Commissione con la Corte
dei conti su questo tema, su cui sappiamo che la Corte dei conti ha
fatto inchieste importanti.
A finire e a seguire questo confronto ritengo che, se il Governo è
disponibile e visto che sono mutuate le condizioni e anche i tempi
che adesso abbiamo a disposizione rispetto a una chiusura di
legislatura, se non sia opportuno risederci attorno a un tavolo e
quella legge che, ulteriormente, avevamo ridotto e portato in Aula
a 25 articoli, ridurla ulteriormente per ottenere almeno alcuni di
quei risultati importanti che l'anticorruzione ci chiede. Uno è
quello di trasformarli in enti pubblici, uno è quello di ridurli.
Sugli ATI idrico l'Assessore ci ha chiesto di fare un ATO unico
regionale, proprio per mettere tutta la Regione siciliana nelle
condizioni di colmare i ritardi di alcune ATI territoriali che,
altrimenti, non permetterebbe di accedere ai fondi per le reti
idriche. Se siamo nelle stesse condizioni lo approfondiremo per i
rifiuti, vedremo di trovare una soluzione condivisa.
Colgo anche l'appello che il collega Lupo mi ha fatto di recente
sulla sensibilità che loro hanno
PRESIDENTE. Concluda, onorevole.
SAVARINO. Concludo. Dicevo, sulla sensibilità che loro hanno
rispetto ai comuni che sono in ARO. Voi sapete bene che la legge
che permette ai comuni di organizzarsi in ARO è una legge della
scorsa legislatura molto contestata dall'anticorruzione e dalla
Corte dei Conti perché crea un'ulteriore parcellizzazione, poca
trasparenza e molti comuni, non tutti, ne approfittano per fare
lievitare i costi con CdA, revisori, assunzioni, ma mi diceva il
collega Lupo e io lo condivido, alcuni invece, diversi di questi
comuni hanno creato situazioni ottimali con abbassamento della
tariffa e servizi ottimali ai cittadini e questi vanno
salvaguardati.
Colleghi, possiamo immaginare insieme, se siete d'accordo, di
trovare una norma, come succede per esempio per la norma di
salvaguardia o di alcuni comuni che escono dalle ATI idriche anche
per i rifiuti una norma di salvaguardia per alcuni comuni che sono
però delle eccellenze, quindi deve essere proprio cristallizzato,
che hanno un'altissima percentuale di differenziata, che hanno
degli impianti di compostiera di comunità, che hanno delle tariffe
molto più basse della media per i loro cittadini, di continuare a
salvaguardare queste eccezioni in autonomia rispetto al rischio che
possano perdere queste efficienze che hanno raggiunto. Facciamolo
insieme.
PRESIDENTE. Presidente Savarino, concluda.
SAVARINO. Facciamolo in Commissione. Io sono assolutamente
disponibile, mi auguro che il Governo lo sia insieme a noi.
PRESIDENTE. Grazie per averci condiviso alcuni passaggi della
Commissione.
E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone. Ne ha facoltà. Poi
abbiamo gli onorevoli la Rocca, Cappello, Lo Curto, Schillaci,
Assenza, Palmeri.
COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando si
interviene un po' per ultimi si può fare la sintesi di quello che
si è detto, anche perché molte cose sono state dette per cui si
rischia di essere ripetitivi.
Come in tutte le cose ci sono i chiari e gli scuri, cioè
obiettivamente quando qualche collega, e io lo condivido, sposo
abbastanza appieno tutto l'intervento della collega Foti, non è che
è colpa della Regione siciliana se a Palermo l'amministrazione
comunale non funziona e i cittadini palermitani sono indisciplinati
e neanche è colpa della Regione se a Catania si sceglie di fare una
gara e anziché fare una gara unica per tutta la città, lo si fa a
pezzi.
Certamente, e tutti sanno, l'ho reso pubblico, che non condivido
per esempio l'idea della determinazione provinciale della
governance e che invece ho sempre immaginato si debba tenere conto
dei territori, della loro struttura, della loro organizzazione.
Chiaramente senza esagerare, non si possono fare 2.000 SRR ma,
certamente, il problema principale non era, e l'ho sostenuto, la
Presidente Savarino lo sa fin dall'inizio, non ritenevo che la
liquidazione anche della SRR fosse la strada giusta però ho sempre
ritenuto che fare funzionare la SRR era invece indispensabile per
un Governo che si rispetti.
Già da 4 anni predico, e adesso mi fa piacere che tutti lo dicano
e quindi è stato acclarato, che quello che serve non è la nuova
legge di governance ma quello che serve è l'impiantistica. La legge
di governance è relativa perché poi le cose camminano sulle gambe
delle persone.
Sposo appieno quello che ha detto il collega Trizzino della
inutilità, a questo punto, anzi forse della utilità a non andare
avanti sul disegno di legge, ne abbiamo parlato anche con la
presidente Savarino e anche lei è d'accordo perché, a questo punto,
potrebbe solo essere deleteria per fare un'altra cosa che Trizzino
ha detto e che tutti abbiamo detto che è quello di cercare di
agganciare i finanziamenti e realizzare i famosi impianti.
Una cosa positiva c'è e lo hanno detto tutti, ha ben detto la
collega Foti che oggi abbiamo il piano dei rifiuti che è quello
indispensabile rispetto alla governance cioè un piano che dica
quali impianti fare e come farli.
Se una cosa va detta all'Assessore, penso che l'avrà fatta anche
perché so che l'ha fatta è quello di fare un cronoprogramma, in
questo qualche collega ha ragione, di spiegare all'Aula, se non
l'ha fatto avrà occasione di poterlo fare, in quest'Aula o in
Commissione, quando vuole, di darci un'idea chiara di quali di
questi progetti stanno andando avanti, con quale meccanismo, con
quale tempistica, cosa si è già fatto in questo lasso di tempo e
cosa si intende fare nel breve lasso di tempo perché si facciano
gli impianti, perché il nocciolo è sempre lì. Quando ci siamo
conosciuti con l'Assessore, che stimo non solo per la sua serietà
ma anche per la sua gradevolezza, ho detto armati di un generale
dei Carabinieri, l'ho detto quasi provocatoriamente, per far in
modo che questi impianti di compostaggio partano perché non si
capisce come questi impianti non arrivano a partire mai, ci sono
molti progetti e non finiscono mai.
La verità è che la Regione si deve dotare di una struttura, se non
l'ha fatto, forte per fare in modo che questi impianti si facciano,
che ci sia una, come dire, autorevolezza della Regione siciliana,
del Presidente della Regione, dell'Assessore, della struttura
perché le cose si facciano con forza, seguendole una ad una. Questo
sì, caro Assessore, questo va fatto. Ve l'ho detto la prima volta e
continuo a insistere.
Certo le leggi, le norme. Oggi, il fatto che le SRR siano un ente
di diritto privato non agevola la pressione da parte della Regione
per far fare le cose che si devono fare, a chi li deve fare.
Perché, caro collega Laccoto, ti ho ascoltato attentamente e hai
ragione su molte cose quando dici molto spesso i comuni sono
costretti a portare quello che già hanno differenziato
nell'indifferenziato perché non hanno dove conferire, hai
perfettamente ragione. Però, è anche vero che non possiamo dire che
tutti i sindaci sono bravi. La verità è che molte volte la politica
non si comporta come si dovrebbe comportare perché molti sindaci
hanno ritenuto, per esempio, che è più comodo non fare pagare le
tasse perché poi tanto c'è cappiddazzu paga tutto' che sarebbe la
Regione, molti sindaci non fanno il loro dovere, compreso il
sindaco di Palermo e quello di Catania. Questa è la verità. La
dobbiamo dire se dobbiamo essere sinceri, seri e dobbiamo far
passare un ragionamento utile alla collettività.
Bene, allora, volendo fare la sintesi: prima cosa puntiamo
sull'impiantistica e mettiamo da parte la norma. Propongo io, alla
prima occasione, di approvare un emendamentino che dice - è da anni
che lo dico onorevole Savarino - che le SRR si trasformano in ente
di diritto pubblico. Facciamolo in un minuto e già è la prima cosa
che serve alla Regione per determinare che le SRR presentino i
progetti e che quindi agganciamo, caro Trizzino, agganciamo i
finanziamenti che ci sono. Altrimenti, siamo sempre qui a girare
attorno al nulla. Questa è la prima cosa che si può fare, la
possiamo fare tutti insieme, se siamo d'accordo.
Dopodiché l'Assessore è pregata di fare questo, determinare con la
sua struttura andandoci lì - come ti dicevo io col generale dei
Carabinieri - a capire perché molte SRR, molti impianti di
compostaggio non vanno avanti, non si aprono, non si chiudono.
Poi, certo, sposo l'ordine del giorno della collega Foti - ti
prego di inserire la mia firma.
Per quanto riguarda l'altro ordine del giorno della Kalat, per
carità, i colleghi si sono sforzati - fanno l'opposizione, è giusto
che facciano questo - di fare pressione sul discorso della Kalat.
L'Assessore sa quante volte io l'ho tediata su questo argomento.
Per esempio, in questo caso scusami, Kalat Ambiente SRR. Tutti ci
riempiamo la bocca che è una cosa virtuosa. Facciamola funzionare.
Ha avuto un problema, un danno. Ha due progetti, due progetti. Uno
su e voglio dire ai colleghi, a tutti - io ero sindaco e l'ho
vissuto sulla mia pelle - che il governo Crocetta revocò i
finanziamenti sull'impianto di compostaggio di Kalat che erano già
stati postati con ben ottocento milioni di euro su tutta la Regione
siciliana dal governo Lombardo. Chiaro? Questa è storia, a
proposito di vergogna e altre cose Il governo Lombardo aveva
postato ottocento milioni di euro sugli impianti, il governo
Crocetta li revocò determinando quel discorso che la Corte dei
Conti poi ha sottolineato di un'impostazione discarico-centrica
della politica dell'ambiente. Questa è la storia
Adesso, certo, avremmo potuto fare di più. Questo Governo avrebbe
potuto fare di più. Cioè, quella che è mancata è la determinazione
a non perdere tempo, per esempio, sulla norma della governance e a
puntare di più sul piano dei rifiuti. Lo abbiamo detto mille volte.
La verità. Su questo si è perso un po' di tempo, soprattutto la
determinazione perché si possa incidere. È anche vero che la
Regione può incidere fino a un certo punto. Diamo la possibilità
alla Regione di poter incidere. Approviamo immediatamente, subito,
un emendamento che sancisca questo fatto della caratteristica
dell'ente di diritto privato in diritto pubblico e forse potremmo
dare una mano alla Regione per potere essere più incisiva. Questo è
quello che mi sento di dire.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Compagnone. La ringrazio di avere
comunicato di volere apporre la firma all'ordine del giorno n. 588,
tra l'altro le suggerisco se è sul suo scranno di guardare anche il
n. 587 che riguarda proprio la situazione di Kalat Ambiente che lei
ha illustrato, quindi
COMPAGNONE. L'ho vista. Il problema, là ci sono due progetti
PRESIDENTE. Se vuole sottoscrivere anche questo lo comunichi.
Grazie.
COMPAGNONE. Mi dice, Assessore, a che punto sono questi
finanziamenti? Ci sono già i progetti, finanziateli subito, non
perdiamo tempo.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca Ruvolo. Ne
ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, colleghi, Assessore, allora,
volevo proprio riprendere da dove ha lasciato il collega che mi ha
preceduta per quanto riguarda le SRR e su questo dico che se
manteniamo e se queste strutture continuano ad essere di natura
privata non abbiamo assolutamente fatto nulla. Lo dico da sindaco
perché da sindaco mi ritrovo con un problema grosso quanto una
casa, nel senso che la SRR AG9 non avendo avuto ancora
l'autorizzazione all'ampliamento per quanto riguarda la discarica,
cosa fa? Costringe i comuni a conferire altrove, però voglio andare
per ordine. Il primo punto è che non può gestire il personale
quindi il personale lo dà in capo ai comuni. Qui è intervenuta la
Corte dei conti per dire che i comuni non possono gestire un
personale di un ente che è di diritto privato e quindi i comuni ci
siamo dovuti consorziare nel caso specifico abbiamo costituito la
SaMo Ambiente, il comune di Montevago e Santa Margherita, perché
troppo piccoli per gestire da soli, quindi è un'altra struttura che
si pone con Consiglio di amministrazione, direttore, direttore
generale, revisore, eccetera, eccetera.
Questa struttura, oggi, che agisce da ottobre, carissimo
Assessore, non può conferire a Trapani perché la Trapani Servizi
non permette alla società SaMo Ambiente di conferire perché vuole
mantenere i rapporti solo con i comuni, quindi abbiamo una
struttura, una società che non può andare a conferire a Trapani
Servizi perché Trapani Servizi vuole avere a che fare con i singoli
comuni. Abbiamo un empasse per questo in data 29 settembre abbiamo
mandato una nota all'assessorato, al dirigente e al dirigente del
servizio per avere un chiarimento, nessuna risposta.
In questo momento abbiamo una società che ha dei costi e
conferiamo ancora come singoli comuni. Abbiamo in capo il personale
che non potevamo tenere come comuni quindi li abbiamo dovuti
trasferire a SaMo Ambiente. A questo si aggiungono i costi perché
prima i colleghi parlavano: la Sicilia orientale in questo momento
è in crisi. Ma quanto prima lo sarà anche la Sicilia occidentale in
crisi perché la saturazione sarà presto ad arrivare.
Il mio è un comune virtuoso, siamo intorno al 78 per cento di
raccolta differenziata, però nel momento in cui mi ritrovo a
conferire l'umido a 160 euro a tonnellata, il secco alla Trapani
Servizi a 140 euro, il sotto vaglio che la Trapani Servizi porta ad
Oikos e che io come comune devo pagare, i miei concittadini mi
chiedono: ma perché, sindaco, devo fare la differenziata se la
Tari non la vedo mai abbassata come soglia e come cosa? .
E allora, caro Assessore, io una sola cosa, intanto chiederei se
fosse possibile avere una risposta o un chiarimento da parte
dell'Assessorato, se è possibile parlare con questa Trapani Servizi
e dire che se due comuni, tre comuni, quattro comuni si
costituiscono in società e portano lì l'indifferenziata me la
devono accettare come società perché io non sono più il comune X o
il comune Y che va a conferire, rendere leggero, se così si può
dire, quello che è il percorso, l'iter che un'amministrazione
locale deve fare.
La seconda cosa che voglio puntualizzare riguarda poi il discorso
della SRR. La SRR continua comunque ad essere un costo per il
comune perché devo pagare i servizi che la SRR mi dà ed io ancora
non ho capito quali sono questi servizi nel momento in cui la
discarica non funziona e devo andare fuori, nel momento in cui il
personale me lo stai dando e ho dovuto costituire una società.
Allora, se continuiamo ad avere strutture su strutture non
alleggeriremo mai il peso dei costi, quindi per un comune piccolo o
grosso che sia, al netto del fatto che chi grava veramente su
questa dinamica di raccolta sono i grossi comuni, perché fin quando
le città metropolitane non entreranno in un'ottica di differenziata
seria i guai non li creano a loro stessi ma li creano a tutto un
servizio e a un'intera Regione e su questo veramente ci vorrebbe
una presa di posizione forte, ma al netto di tutto questo i piccoli
comuni devono essere salvaguardati perché non è possibile che c'era
per esempio il bando per i centri comunali di raccolta e di questo
bando non se n'è saputo più nulla, le graduatorie non scorrono, non
si capisce se ci sono fondi, se non ci sono fondi, perché se ci
fossero i centri comunali di raccolta i piccoli comuni tirerebbero
un respiro di sollievo e accanto a questo poco importa che poi le
amministrazioni siano efficienti ed efficaci perché nello specifico
per esempio, partecipiamo a tutti i bandi che vengono fuori e
questa mattina scadeva, per esempio, al Ministero della transizione
ecologica il bando per quanto riguardava il mangia plastica e
abbiamo partecipato.
Quindi, ogni attività viene messa in atto per poter abbassare il
più possibile la Tari, ma con queste condizioni la Tari non
riusciamo ad abbassarla, le difficoltà continuano ad essere tante e
dalla Regione, purtroppo non arriva alcuna risposta perché se ed io
ho parlato con la Responsabile del settore, carissimo Assessore in
data 29 settembre, siamo alle metà di novembre e non è arrivata una
risposta ma, nel frattempo, quel comune ha prodotto rifiuti, quel
comune ha continuato ad andare a Trapani Servizi, quindi questa
matassa con la Trapani Servizi, la deve spicciare l'Assessorato.
Grazie
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, perfetto la voce
si sente perché i colleghi non parlano, perché questo sistema è
molto molto discutibile, diciamo, mi riferisco ai microfoni.
Volevo svolgere alcune semplicissime considerazioni. Intanto,
chiedo a questo Governo quanto dura un'eredità degli altri governi?
Perché visto che sono già trascorsi 4 anni, si sono avvicendati due
Assessori, penso che sia arrivato, assessore Baglieri, il tempo di
assumersi le proprie responsabilità, perché oggi governate voi, la
situazione dei rifiuti la conosciamo tutti e la conosciamo
purtroppo benissimo, perché siamo diventati la vergogna d'Italia e
d'Europa e oggi ci aspettiamo da parte vostra delle soluzioni, un
cronoprogramma, delle cose da fare; continuare a dire che avete
ereditato qualche cosa che ormai è risalente nei tempi, penso sia
una giustificazione non più accettabile.
Così come questo dibattito che ci vede contrapposti sicuramente
non sposta una sola tonnellata di rifiuti da dove essi si trovano.
Ho presentato un disegno di legge con il quale, Assessore, le
chiedo, chiedo a lei e al Governo di fare semplicemente quello che
un Governo della Regione, quello che un Assessore per l'energia e i
rifiuti deve fare: ripristinare nel più breve tempo possibile un
impianto che è stato tra i più virtuosi in Sicilia che è la SRR del
Calatino Sud Simeto.
Assessore, ricorderà che questa società il 4 di luglio purtroppo
fu vittima di un incendio doloso. In tempi record - e per questo
ringrazio anche in questa sede, il Presidente Savarino -, la
Commissione Ambiente' in soli 8 giorni, convocò una seduta e in
quella seduta discutemmo di questo problema avanzando anche alcune
proposte e soluzioni; qualche settimana dopo fece visita agli
impianti anche la Commissione Antimafia'; il 16 di agosto il
management di questa società ci comunicò di avere proposto un
progetto all'Assessorato energia e rifiuti, da quel momento in poi
è calato il silenzio, vi è un assoluto black out, nessuno di noi
conosce più quali sono stati e se ci sono stati dei passaggi che ha
compiuto questo Governo.
Allora, Assessore stiamo parlando di un impianto che è stato tra
i più virtuosi e che rappresenta nel suo piccolo ciò che, ahimè,
doveva esser compiuto anche nel resto della Sicilia e che, ahimè,
non è stato compiuto, anche da questo Governo che deve assumersi,
ripeto, le proprie responsabilità.
Parliamo di un impianto integralmente pubblico di cui i
proprietari sono i sindaci, parliamo di 38 lavoratori che almeno
per un anno saranno costretti alla cassa integrazione, parliamo di
un impianto che se non vedrà questo Governo pronto ad intervenire,
e sono già passati circa tre mesi da quando è stata convocata la
Commissione Ambiente', da quando è venuta la Commissione
Antimafia', da quando siamo intervenuti qui in Aula, sono passati
due mesi da quando vi hanno proposto in tempi record questo
progetto di cui magari la signoria vostra vorrà darci riscontro nel
suo intervento di replica, significherà che o questa società dovrà
essere estinta perché non ci saranno le somme, come lei stessa
disse, per la sua ricapitalizzazione, oppure dovremo costringere i
sindaci a mettere le mani in tasca ai cittadini e a fargli pagare
quello che non dovrebbero, visto che questa società e quei comuni
superano di gran lunga la media siciliana di raccolta
differenziata.
Assessore, le chiedo un intervento energico, un intervento vero
perché il suo intervento equivale anche una risposta all'illegalità
della dolosità dell'incendio e quella parte del calatino che è
rimasta sana, che vede quei quattordici sindaci tutti uniti verso
la stessa identica direzione merita la sua attenzione, merita
l'attenzione di questo Governo e soprattutto il Parlamento
regionale, che oggi sta dibattendo su questa delicata materia,
merita una risposta da parte sua. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cappello.
È iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha facoltà.
Colleghi, annuncio, per quelli che si allontaneranno, che alla
fine degli interventi rimanderò l'Aula alle ore 16.00 per la
trattazione dei temi all'ordine del giorno.
LO CURTO. Signor Presidente, Assessore, colleghi deputati, il
dibattito che si è sviluppato è veramente a dir poco stucchevole,
lo definisco così non perché il problema dei rifiuti non ci sia o
sia stato superato, ma perché questi argomenti sono gli stessi, le
stesse le posizioni, le medesime argomentazioni, come dire, che ho
sentito sin dall'inizio della legislatura quando, ricordo, a
partire dai primi atti che abbiamo posto in essere in Commissione
Ambiente' ci siamo occupati di leggere oltre la relazione della
Corte dei conti, anche la relazione dell'Anticorruzione e in
entrambe le relazioni, oltre a definire il sistema Sicilia della
raccolta dei rifiuti in Sicilia discaricocentrico , veniva dato,
veniva tratteggiato ed identificato un sistema di poche luci e di
molte ombre, un sistema che oggi qualcuno, che ben conosceva quel
sistema in quanto era frutto di una, come dire, di un Governo
diciamo senza ombra di dubbio, di un Governo che certamente sui
rifiuti ha fatto la sua parte anche nel determinare che quelle zone
d'ombra fossero veramente pesanti, sembra avere dimenticato. La
memoria corta
Ho sentito parole da parte di deputati, che pure dovrebbero
vergognarsi, che i sindaci dei propri territori, per non dire del
proprio partito, per non dire del proprio Gruppo di appartenenza
politica, oggi sono inquisiti proprio per quelle zone d'ombra di
cui bene parlava anche la presidente Savarino, le cui
intercettazioni dovrebbero fare arrossire e vergognare
profondamente e qui nessuno arrossisce e si vergogna quando parla
dei rifiuti come se questi rifiuti li avesse prodotti il governo
Crocetta.
E se qualcuno, come sempre dai banchi dell'opposizione, capita
dire, sentir dire che l'impiantistica non funziona, il sistema non
funziona, quanto tempo ci vuole per togliere via i rifiuti,
bisognerebbe a questo qualcuno ricordare quanto è accaduto a Roma
alla Raggi, e farebbe bene a chiederglielo nel merito, quanto tempo
deve passare perché un Governo di una città piuttosto che di una
Regione possa mettere mani, definitivamente, in un settore così
complesso e così complicato? Quanto tempo? Lo chiederebbe alla
Raggi forse potrebbe trovare risposta.
Probabilmente meglio anche a Di Maio che doveva aprire come una
scatoletta il Parlamento, una scatoletta di tonno, per cambiare le
regole della politica, tranne poi sedere nella stanza dei bottoni
per governare, con lo stesso sistema probabilmente che voleva
combattere contro il quale si era proposto per combattere e per
eliminare.
Nella relazione Fava, resa a questo Governo si parla appunto di
quel sistema, quel sistema legato ad ambienti ovviamente di chi
governava che erano connessi, contigui, assolutamente correlati con
soggetti che oggi sono in galera.
Di questo stiamo parlando, soggetti che dalla politica e da
Confindustria governavano questo settore con tutte le pericolose
infiltrazioni che sono negli atti dell'inchiesta non solo della
nostra Commissione antimafia che ne ha bene rappresentato qui i
tratti e i nomi ma anche della Magistratura perché sono ancora
oggetto di processi, di procedimenti giudiziari.
Allora io di questo mi vergognerei, non del fatto che il Governo
Musumeci non ha ancora l'impiantistica pronta, non c'è una
bacchetta magica, questa la racconto io alla mia nipotina che ha
sei anni quando le dico ti mando la polverina magica per farti
passare la febbre, ma anche per quello ci vogliono le medicine e ci
vuole tempo perché le medicine facciano effetto.
Non ci sono bacchette magiche, che nessun Governo può mettere in
conto, certamente chi ha governato prima di noi e che ha ereditato
prima di noi cambiando anche le regole di un sistema probabilmente
non ha fatto bene, anzi non ha fatto bene per niente e io ricordo
che dissi quando fu bocciato al primo articolo soppressivo della
riforma che avevamo portato in Aula, allora signora Assessore non
c'era lei ma c'era il suo predecessore Alberto Pierobon, al primo
articolo fecero cadere la legge, me ne andari là mentre facevano la
conferenza stampa a dichiarare anche all'onorevole Fava che si
apprestava a fare quella famosa indagine che portò qui non so
quante pagine e quale tratto identificativo del percorso fatto in
quella Commissione, tranne poi, ad avere aiutato a bocciare una
riforma che poteva essere migliorata e che andava migliorata e come
ha detto la Presidente Savarino era e ricalcava in molte parti
proprio la riforma presentata dall'onorevole Trizzino e dai 5
Stelle.
Non si può fare il bello e il cattivo tempo come si vuole
indiscriminatamente, questo è un Governo che sta mettendo le
regole, che sta mettendo i paletti, che fa fatica ma come fanno
fatica o come facciamo fatica noi si chiede ad Orlando che governa
questa città da 30 anni, da 30 anni la sinistra al Governo della
città e noi abbiamo regalato soldi alla RAP e soldi al Comune di
Palermo.
Mia figlia abita in un quartiere importante, via Libertà, e fa la
differenziata, mi sposto appena un po' più in là dove il quartiere
non è tra i migliori della città e la signora Peppina non può fare
la differenziata perché non la può fare, non è attiva, di queste
vergogne qualcuno dovrebbe render conto non di quello che sta
facendo il Governo che tra mille difficoltà ha messo piano a un
piano rifiuti, che c'è e che esiste e dove c'erano già dal 2018
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, deve concludere.
LO CURTO. Un attimo, Presidente, un attimo; ho ascoltato tutti si
abbia la pazienza di ascoltare anche me.
Allora, dicevo c'erano già gli impianti previsti anche dei
termovalorizzatori, che attenzione, in linea con le Direttive
europee e nazionali, anche quel piano fu contestato,
contestatissimo come se fosse stato bocciato a Roma ed è l'unico
piano, lo ha detto lei, che non trova rilievi a Roma, ma per di più
voglio dirla questa cosa, smettiamola con questo tabù del
termovalorizzatore.
Si porta in termovalorizzatore per recuperare energia ciò che non
è differenziabile, no ciò che è indifferenziato solamente.
Assolutamente la differenza va fatta e va posta. Un plauso al
nostro Governo per l'azione riformatrice che sta facendo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Schillaci. Vi prego
di attenervi ai temi, perché poi chiedete più tempo, onorevole Lo
Curto, perché gran parte della prima parte si è parlato di
questioni che non erano afferenti ai rifiuti. Onorevole Schillaci,
se è presente, ah Campo, allora l'onorevole Schillaci, rinuncia?
SCHILLACI. Rinuncio.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie Presidente, Governo, colleghi deputati. Io parlo
della questione specifica del comprensorio degli Iblei che è quello
che maggiormente conosco. Spesso la nostra discarica, l'unica
discarica attiva quella di Cava dei Modicani è stata dichiarata
satura perché superava i limiti ammissibili e adesso finalmente
abbiamo l'AIA abbiamo il TMB per il quale abbiamo lottato per
tantissimo tempo ma ancora oggi succedono degli inconvenienti sia
di discarica satura sia di TMB guasto in quanto l'impianto è
particolarmente obsoleto e siamo costretti a portare rifiuti fuori.
Quando va bene a Gela, quando va male siamo arrivati anche ad
Alcamo che capite bene che si trova per noi dell'estremo sud-est
completamente dall'altra parte della Sicilia con un aggravio di
costi non indifferente per i cittadini.
La questione è seria ed è quella di individuare un nuovo sito per
una discarica ed è una questione che va avanti da anni ed anni. In
passato la mia amministrazione, l'amministrazione Cinque Stelle si
era assunta la responsabilità di dire no alla quarta vasca. Qua c'è
il collega Dipasquale che invece aveva detto sì, ebbene i sindaci
si erano espressi, sebbene con pareri diversi assumendosi delle
responsabilità, ad oggi questo non è stato più possibile ed i
sindaci non riescono a mettersi d'accordo perché nessuno vuole che
nel proprio territorio vi sia una discarica. Pertanto è stato
nominato un commissario ed il commissario ha individuato dei siti
si è espresso ma chiaramente non avendo né l'autorevolezza, né il
potere di fare approvare un piano la palla è ritornata nuovamente
ai Comuni ed alle SRR e quindi siamo nuovamente punto e a capo.
Cioè noi non abbiamo individuato il sito perché nessuno voleva
scontentare il proprio territorio, i propri cittadini, viene
nominato il commissario, il commissario individua il sito, non ha
il potere, e nuovamente le SRR non si mettono d'accordo.
Io avevo fatto a proposito di questo una proposta in Commissione e
spero Assessore che trovi una strada ed una soluzione perché
dobbiamo uscire da questo empasse a noi serve una discarica perché
non ci possiamo permettere avendo l'autosufficienza e sperando
presto di averla completamente con l'impianto di compostaggio di
Vittoria che anche questo ancora non è a pieno regime ed aspettiamo
che lo diventi. Il territorio con una discarica riuscirebbe ad
avere la completa autosufficienza e diventerebbe virtuoso al cento
per cento. Innanzitutto bisogna far capire bene ai cittadini che le
discariche sono moderne non si tratta dei vecchi mondezzai e quindi
non è giusto mettersi continuamente in contrasto con questa
tematica dell'individuazione del sito.
Ma quello che proponevo io era visto che i commissari non hanno
avuto il potere e l'autorevolezza e che i sindaci non riescono ad
assumersi questa responsabilità, che si prenda in mano la
situazione. Avevo proposto un emendamento all'interno della rifiuta
che stavamo trattando in Commissione affinché o si dia pieno potere
a questi commissari a o, se non possibile, sia il Presidente della
Regione con un decreto a mettere in atto quello che i commissari
individuano, o ancora venga data al Parlamento la responsabilità,
ma non possiamo continuamente giocare con chi tira la palla da una
parte e dall'altra costringendo i cittadini a trasportare rifiuti
ad Alcamo con un aggravio enorme nei costi delle bollette. Questa è
una cosa che io le chiedo, Assessore, di trovare una soluzione
perché il commissario purtroppo non è la soluzione. Il commissario
individua il sito ma non ha potere, non può fare nient'altro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi fa piacere che
l'onorevole Campo abbia correttamente ricostruito la vicenda che
riguarda la provincia di Ragusa, dove tutti possono avere
responsabilità, tranne il Governo Musumeci. Ma prima di divenire
specificamente su Ragusa, abbiamo assistito al solito sfogatoio
comune nel quale si trasforma quest'Aula quando parliamo di grandi
problemi, per cui ognuno tutta la rabbia, la frustrazione che ha
dentro la scarica accusando il Governo Musumeci di chissà quale
misfatto in tutti i campi e poteva mancare che non lo si facesse
anche in tema di rifiuti, magari poi dimenticando che cosa ha
trovato questo Governo Musumeci quattro anni fa al momento
dell'insediamento sia in tema di impiantistica, sia in tema di
gestione dei rifiuti, sia in tema di correttezza
nell'amministrazione della gestione dei rifiuti e come si sia
completamente invertita la marcia, nel senso di una legalità
assoluta nel sistema, un tentare di sottrarre agli interessi -
spesso non corretti - di una parte privata che molte volte sfociava
anche nel malaffare per privilegiare la sfera pubblica.
Andiamo nello specifico, intanto dal punto di vista normativo. Il
Governo Musumeci, sin dai primi passi della sua attività, ha
portato in Commissione prima e in Aula dopo, sia il piano dei
rifiuti sia la legge sulla gestione dei rifiuti. Il primo con
grande fatica finalmente è stato approvato nel 2021 ed il 9 aprile
2021 è arrivata finalmente la pubblicazione sulla Gazzetta
Ufficiale, la seconda, che è stata veramente ignobile, affossata in
Aula con un voto segreto sul primo articolo e ora di fatto viene
riaffossata , perché quando si presentano 1.400/1.500 emendamenti
significa che vi è la chiara volontà da parte del Parlamento, ed in
particolare dei Gruppi di opposizione, di paralizzare l'esame e
l'approvazione di questa nuova legge rivoluzionerebbe il sistema
della gestione dei rifiuti.
Significa che il sistema vigente piace a qualcuno che conserva
evidentemente delle fasce di privilegio per molti e che si ha
timore ad assecondare l'azione del Governo in questa attività
assolutamente riformatrice.
Mi auguro che in questo ultimo scorcio di fine legislatura si
riesca finalmente a cambiare marcia. Ma in concreto che cosa è
cambiato? È cambiato che dal 22% di raccolta differenziata ad oggi
siamo al circa 45%; che più di 160 comuni superano la percentuale
del 65%; che oltre 260 comuni, nel complesso, 270 comuni superano
comunque il 50%; che solo una cinquantina sono al di sotto del 35%
ma purtroppo in questo novero si annoverano le città metropolitane
di Palermo, Catania e Messina che sono molto al di sotto nella
percentuale differenziata e con la grande mole di rifiuti prodotti
appesantiscono il danno complessivo. Altro dato importantissimo: in
tre anni la quantità di rifiuti ammassati in discarica è diminuita
del 30%. Si parla di un dato come 1.200 mila tonnellate in meno di
discarica nei tre anni. Sono aumentati gli impianti pubblici di
compostaggio, ben tre, di cui uno a Ragusa l'altro a Bellolampo e
l'ultimo di recente autorizzato e inaugurato anche a Vittoria.
Quello di Ragusa era da dieci anni che non entrava in funzione e
c'è voluto un impulso forte del Presidente come commissario ai
rifiuti per incidere la svolta e venire finalmente ad inaugurarlo e
le prime parole che ha detto il presidente Musumeci quando è venuto
all'inaugurazione, ha detto non ci vogliono applausi, c'è da
vergognarsi se ci sono voluti dieci anni per aprire questo
impianto , per dimostrare ancora una volta qual è la statura
dell'uomo e la correttezza dell'uomo. Per cui, abbiamo un
incremento della capacità di trattamento in mano al pubblico di
ben, del centoquaranta percento.
Parallelamente, è chiaro, aumentando la sfera del pubblico,
diminuisce l'influenza del privato e quindi oggi abbiamo, rispetto
al 2018, sei impianti pubblici, rispetto ai sei privati; mentre in
passato erano quattro. Due nuovi impianti pubblici di smaltimento,
quelli di Gela ed Enna, fortunatamente inaugurati da poco, quindi
un'azione incisiva.
Sui termovalorizzatori, è vero, si è avuta un po' di indecisione,
all'inizio anche all'interno del Governo non vi era una decisione
univoca di concludere l'iter, ma ora finalmente da oltre l'anno la
strada è stata imboccata e quindi il ciclo dei rifiuti troverà la
sua naturale conclusione anche con l'eliminazione finale.
Quello che mi ha colpito fra gli interventi, è stato quello del
segretario del Partito Democratico, onorevole Barbagallo, mi
dispiace che non sia presente. Barbagallo è una persona
intelligente, è anche un collega avvocato che stimo. Fare della
informazione, come quella che ha fatto, dicendo che l'Assessorato
ai rifiuti è infarcito da personaggi che - è chiaro che li ha
indicati in senso dispregiativo - che sarebbero vicinissimi
all'onorevole Musumeci, che attraverso questi personaggi
controllerebbe tutta la gestione dei rifiuti, è di una gravità
inaudita. Fossi io il presidente Musumeci, non esiterei un attimo a
chiedere all'avvocato, onorevole Barbagallo, di fare nomi e cognomi
di questi personaggi, di dire chiaramente di quali colpe si fossero
macchiati, altrimenti taccia e taccia per sempre perché è una
vergogna fare queste insinuazioni, quando tutti sappiamo quali
erano le vere infiltrazioni nel sistema della gestione sotto il
Governo precedente, di cui Barbagallo è stato assessore in un
frangente ben determinato.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Grazie, Presidente. Ho presentato un ordine del giorno,
con il quale vorrei indicare alcuni indirizzi per l'utilizzo dei
fonti, appunto, del PNRR. Non ripeterò molte delle cose già dette
oggi, quindi proprio allo scopo di essere propositiva vorrei
entrare nel merito. Già con l'assessore ci siamo confrontati in
sede di discussione del disegno di legge sul - si assessore se ho
la sua attenzione - ci siamo già confrontati in sede di
approvazione e discussione del disegno di legge su alcuni punti. Ho
presentato degli emendamenti, già era emerso il disallineamento di
questo disegno di legge degli impianti di compostaggio, e allo
stesso tempo si era anche precisato che qualsiasi trattamento
termico, che era ascrivibile alla categoria R1, finalizzata al
recupero energetico, non andava bene.
Quindi mi fa piacere che adesso siamo arrivati a delle conclusioni
univoche, tali considerazioni sono alla base dei bandi emessi dal
Ministero della transizione ecologica, nello specifico si riportano
i decreti ministeriali del 28 settembre 2021 in questo ordine del
giorno, dove in particolare chiedo di attenzionare alcuni aspetti,
alcuni aspetti tecnici per fare in modo di adeguare i progetti
degli impianti a dei requisiti più moderni, che sarebbero quelli
dell'economia circolare, per avere più facilmente accesso ai fondi
del PNRR.
In particolare, chiedo nel primo punto, di indirizzare, di dare un
indirizzo univoco alle SRR nel bandire le gare, fissando dei costi
massimi e dei criteri minimi inderogabili, in modo tale quindi da
dare dei criteri omogenei per la Sicilia, che siano conformi
all'economia circolare.
Bisogna adeguare inoltre i sistemi di raccolta dei rifiuti,
rendendoli funzionali al riciclo. Faccio un esempio: il compost che
viene prodotto dagli impianti di compostaggio, oggi come oggi, in
base alle nuove direttive, deve essere un compost di qualità
certificato, per poi essere riutilizzato dalle ditte, ad esempio
dalle aziende agricole, e non andare nel computo dei rifiuti e
quindi in discarica, e diventare un costo per la collettività.
Questi devono essere tutti criteri che oggi sono contemplati, sono
inderogabili anche per accedere ai fondi del PNRR. Quindi questi
concetti sull'economia circolare, che qui io, insieme ad altri
colleghi, indichiamo ormai da più di due anni, sarebbe stato
secondo me utile a tutti noi se fossero stati anche discussi e
approvati nella proposta di legge e ci saremmo portati molto lavoro
avanti.
Comunque secondo me c'è ancora, lei si è insediata da poco, quindi
sicuramente ci può essere anche ad esempio, accogliendo queste
indicazioni, la possibilità di facilitare e meglio approvare tutte
queste progettualità adeguandole.
Inoltre un altro esempio, a parte quello del compostaggio, è il
PET. Se oggi si va a buttare insieme alla plastica comune il PET,
sicuramente non facciamo una buona raccolta differenziata e quindi,
ad esempio, tutto il PET per potere essere utilizzato in ambito
alimentare, deve essere raccolto in maniera separata dalle altre
plastiche. Quindi qua ci sta l'esempio della signora che unisce
chiaramente tutte le tipologie di plastica, questo deve essere
superato anche attraverso una formazione dei Comuni in questo
senso.
Inoltre bisogna prendere atto della presenza di consorzi
finalizzati appunto al recupero del PET.
Onorevole Laccoto.
PRESIDENTE. E' molto difficile richiamare voi colleghi, quindi vi
prego, visti anche i problemi di audio, prego tutti i deputati di
concedere un po' di silenzio, compreso l'onorevole De Luca.
PALMERI. Grazie, Presidente. Inoltre bisogna prende atto della
presenza di questi consorzi finalizzati al recupero del PET per uso
alimentare.
Inoltre è necessario permettere che questo compost, come già
detto, sia realmente utilizzato.
E, ultimo punto, entro nel merito di queste stazioni appaltanti e
delle progettualità esecutive, insomma è un punto dolente, sappiamo
che oggi molti progetti regionali, se non tutti, sono stati
bocciati e, quindi, in particolare, con questa indicazione cosa si
chiede in definitiva? Di andare a dare la facoltà al proponente di
un determinato progetto di aggiornarlo, di adeguarlo alle ultime
tecnologie a disposizione, anche perché sappiamo che queste mutano
in maniera veloce. Quindi questa facoltà, data a questa tipologia
di gara, sicuramente può facilitare l'approvazione dello stesso.
Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, allora, in realtà penso che
bisognerebbe spostare l'attenzione su quelle che sono le ricadute e
le cause di un fenomeno che coinvolge certamente tutti i territori
e che, sicuramente, in maniera eclatante vede protagoniste le
grandi aree metropolitane.
All'interno dei piccoli centri, dove è stato possibile rilanciare
la raccolta differenziata, dove si sono attivati dei meccanismi di
collaborazione con i Comuni, certamente il ciclo virtuoso di
gestione dei rifiuti ha funzionato, con punte di raccolta
differenziata che arrivano talvolta persino oltre il 70 per cento.
Qual è il vero vuoto, che determina poi la situazione che è sotto
gli occhi di tutti per le strade, soprattutto delle grandi città?
La situazione è che per decenni soprattutto le grandi, le 3 grandi
aree metropolitane a scapito dei piccoli centri che facevano del
sistema virtuoso e la gestione dei rifiuti un elemento di tutti non
solo per i visitatori e turisti ma anche per la qualità di vita dei
residenti, le grandi aree metropolitane alla fine sono state quelle
dove si è perpetuato e reso evidente quel fenomeno che bene molti
hanno detto si intreccia tra un sistema di illegalità e di
connivenze che porta di fatto ad avere sotto gli occhi di tutti
fenomeni, parlando ad esempio di Palermo, come quello della
discarica di Bellolampo.
Una discarica dove a tratti, anzi più che a tratti in maniera
permanente ogni sei mesi noi vediamo come 30, 40, 50 mila
tonnellate di rifiuti con montagne di 7, 8 o 10 metri con una
tendenza a mettere sempre ad abbancare costantemente cumuli di
rifiuti con percentuali di raccolta differenziata che sono state
del 13%, del 17% che sono state da prefisso telefonico sia con
interventi di direttive comunitarie di fatto da parte dei comuni
assolutamente inadempienti. Allora come riuscire a venire fuori da
questo sistema dove serve chi controlla le inadempienze dei comuni.
Probabilmente lo diceva prima anche il collega Compagnone, bisogna
creare le condizioni perché ci sia un sistema solido con piena
legittimazione dei poteri sostitutivi della Regione nei confronti
dei Comuni. Ma per fare questo bisogna partire da una cosa che
certamente darebbe stabilità agli operatori impegnati e che
certamente renderebbe assolutamente virtuoso il circuito che è
quella di dare uno status economico ma prima ancora giuridico di
enti di diritto pubblico alle SRR.
Questo, assessore, non è una cosa da poco e so che lei guarda
verso questa direzione. Visto che il tempo è poco, mi consentirà
assessore, Presidente, di spendere 2 parole su questa discarica di
Bellolampo.
Questa discarica è una cappa sulla testa di tanti, troppi
palermitani. Io comprendo che la quarta, la quinta, la sesta e
siamo arrivati alla settima vasca e dopo questa ritengo che non ci
saranno ulteriori spazi. Serve a loro un progetto di riconversione
e di rigenerazione di quell'aria. Gli impianti di nuove tecnologie
si fanno da Manhattan a Brescia. Non vedo perché sulla testa di una
città, della quinta città d'Italia non si possa immaginare, non si
possa guardare alla realizzazione di questo impianto e penso che
sia arrivato il tempo, attraverso le risorse del PRR pretendere,
perché è chiaramente una inadempienza del comune di Palermo,
pretendere che la Rap presenti i progetti per la rigenerazione e la
riqualificazione di quell'aria. Questo Presidente, è una
annotazione che io all'assessore voglio sottolineare e le chiedo di
mettere, come sta facendo tutto l'impegno, perché questa vicenda di
Bellolampo possa in qualche modo cessare in quanto vera e propria
grande immensa vergogna per tutti i palermitani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.
Bene, Assessore, se lei ha preso qualche appunto e magari vuole
fare una sua riflessione finale, adesso è previsto un suo
intervento. Io mi sono permessa di chiedere agli uffici di fare
recuperare l'ordine del giorno 552 di cui parlava l'onorevole Di
Caro. E' stato già accolto dal Governo in quel momento storico -
parliamo del giugno 2021 - ricordando a noi deputati che l'articolo
69 del Regolamento in cui si parla di questi ordini del giorno,
sono atti che danno un indirizzo al Governo che possono essere
accolti nella loro pienezza o accolti come raccomandazione ossia
con una riserva.
Quindi, io chiedo ai colleghi della IV Commissione, diciamo, di
raccogliere tutti gli ordini del giorno sulla materia dei rifiuti
e, magari, in Commissione con il tempo dovuto di riflessione da
parte dell'Assessore e del suo staff, capire quali sono in effetti
gli interventi e ripescarli perché possano diventare norma, come
nel caso del 552.
Durante gli interventi l'onorevole Lo Curto ha specificato che i
bandi sugli inceneritori di recente promulgazione e proroga sono
rivolti unicamente a frazioni residuali. Io, diciamo, ero
intervenuta sul tema perché la mia preoccupazione, lo do per
scontato che sia solo per frazioni residuali, davvero minime
inutilizzabili in altra maniera, però visto il dimensionamento, non
sembrerebbero corrispondere a frazioni residuali di raccolte
differenziate e tutte le politiche di riduzione ma sovra
dimensionate e, quindi, potremmo - cosa ancor peggiore -
costringere a pagare il vuoto per pieno per ammortare
l'investimento privato che si dovrà fare, dato che di investimento
privato si dovrà trattare, in quanto non è finanziabile con risorse
europee la distruzione dei rifiuti.
Assessore Baglieri, se lei è pronta le sono stati dati anche degli
ordini del giorno. Io le ho dato un pochino le indicazioni sulla
modalità di approvazione. Quindi, se lei si sente di approvarli con
riserva, per approfondirli successivamente in Commissione, mi
sembrava doveroso chiarirle che cos'è che le stiamo sottoponendo.
BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Grazie, Presidente, assolutamente sì.
Allora, che dire, ho ascoltato tutti con estremo interesse le
vostre relazioni. Chiaramente anch'io mi sono fatta un po' un'idea,
ed è un'idea che in realtà, da quello che emerge, il quadro attuale
entro cui ci muoviamo non è chiaro a molti. Allora, decidiamo: se
la legge attuale è valida, se lo stato normativo il contesto
normativo in cui ci muoviamo è valido, dobbiamo fare i conti con
questa situazione.
Quindi, la Regione scarica sulle SRR. No, non scarica, riconosce
il ruolo che attualmente hanno. Scarica sui comuni. No, non
scarico. Riconosco l'articolo 4 della legge dove la gestione del
servizio pubblico locale è affidato, deve necessariamente andare al
comune. Il comune si organizza in SRR; questo è quello che dice la
legge votata nel 2010. Quindi, non c'è assolutamente nessun tipo di
colpevolizzazione nei confronti né dei comuni né delle SRR.
Io ho detto qualcosa anche di diverso, oltre alla narrativa che ho
sentito all'inizio quando mi sono insediata. Io ho detto, in altri
termini con parole semplici e chiedo scusa a qualche deputato che
ha ritenuto la mia relazione semplicistica e senza dati, ma devo
anche constatare che, pur essendo con pochi dati, ha creato
confusione. Quindi, forse qualcuno continuerà, magari, a leggere
Topolino. Non lo so
Allora, se è vero come è vero che le SRR funzionano e mi è stato
detto che in dieci anni sono stati sviluppati ebbene, ancora oggi
non mi hanno, formalmente, indicato i gestori a cui fanno
riferimento perché sono le SRR e i comuni che, su base
contrattualistica essendo di natura privatistica, devono
contrattualizzare col gestore. Noi stiamo dicendo: vi diamo il
supporto finanziario , e qui sgombro subito il campo, giustamente
all'onorevole Barbagallo, ci dica, sono appelli? No, non sono
appelli, i fondi fanno riferimento al fondo FSC, fondo di coesione,
dati nell'ambito dell'emergenza Covid perché l'emergenza Covid,
forse diciamo è bene che ce lo ricordiamo, ha chiaramente
rallentato un po' tutti gli iter procedurali, ivi inclusi quelli
dell'impiantistica.
Quindi, le risorse finanziarie che abbiamo, come dire, e che sono
già presso la Regione, presso il Dipartimento Finanza, e anzi
chiederemo lo spostamento in Acque e Rifiuti, sono a supporto dei
Comuni che individuano i siti fuori Regione per l'extra costo.
Ora, è chiaro a tutti e qua è emerso, che il vero problema, il 40
per cento del problema sono le città metropolitane. Quindi, in
un'ottica di solidarietà tra i territori, che purtroppo non sempre
ho ascoltato e sentito, bisogna sì aiutare chi è un po' indietro
per tanti motivi, ma nello stesso tempo non possiamo danneggiare
territori e Comuni che hanno già avviato quei processi di
differenziazione del rifiuto.
Quindi, cosa ho cercato di dire? Che per i primi tre mesi noi
sosterremo senza che questo vada ad aggravare le finanze dei
Comuni, poi vediamo le procedure, qualcuno giustamente , perché
devo ancora verificare quante tonnellate devono portare fuori e
dove devono portare fuori, questo lo faremo insieme alle SRR.
Quindi, non daremo risorse a pioggia ma sulla base d'impegni che
assumiamo con ogni singola SRR alla luce e le Aro perché ci sono
alcuni Comuni in Aro, alla luce chiaramente dei propri fabbisogni.
Quindi, il tema non è colpevolizzare né Comuni, né SRR, anzi siamo
lì a supportare, a dire: è vero, vi aiutiamo perché non avete
fatto la differenziata, perché ci sono tanti motivi , facciamo
chiarezza, ma dobbiamo fare un passo oltre. Se continuiamo qui ad
individuare, ad indicare le responsabilità, le colpe che purtroppo
ho sentito oggi, noi non facciamo un passo in avanti, né voglio
fare della Sicilia la discarica né d'Europa e né dell'Italia.
Perdonatemi.
Con questi obiettivi, che voi tutti conoscete bene, siamo ancora
indietro e dobbiamo pianificare adesso non per il 65 per cento di
differenziata ma per il 65 per cento del riciclaggio quindi
significa dobbiamo differenziare di più.
Questi sono alcuni dati che sulla base di alcune simulazioni, e
anzi invito i Comuni ad aggiornare la piattaforma Orso che non è
ancora aggiornata, noi possiamo avere un quadro ed uno scenario
quantitativo certo e sulla base di questo poi si assumono, si fanno
le scelte politiche.
Quindi, la scelta politica non è o il termovalorizzatore o la
differenziata, si chiama gestione integrata, ciclo integrato dei
rifiuti. Quindi, bisogna avere un ampio raggio di strumenti.
Abbiamo il Piano regionale sui rifiuti. A pagina 54, invito tutti
i colleghi, e a pagina 12, ma a pagina 54 il Piano rifiuti
individua anche gli impianti di recupero energia, impianti di
sovrambito. Ecco, gli impianti di sovrambito significa impianti che
vanno a definire, tant'è che le SRR hanno con loro delibera
individuato dei percorsi insieme, più SRR insieme.
Il termovalorizzatore, l'avviso che abbiamo pubblicato e la cui
scadenza è stata prorogata perché ben 9 operatori, sono cose
pubbliche, hanno richiesto una proroga proprio per consentire loro
di partecipare è stato prorogato al 31/12. Qualcuno mi chiedeva
nella provincia di Messina non si fa? Non mi pare che nell'avviso
sia indicato il luogo. Noi abbiamo, anzi è un impianto che noi
immaginiamo pubblico-privato, com'è giusto che sia, proprio perché
consapevoli delle lungaggini burocratiche, vogliamo che la
realizzazione venga fatta nel miglio modo possibile ma con un fine
pubblico, perché sempre di servizio pubblico locale trattasi con la
vigilanza dell'ente pubblico e della Regione, quindi un project
financing, c'è l'avviso, vediamo quali sono le proposte, sarà fatta
una commissione di esterni che valuterà la tecnologia e poi si fa
il bando, così come da Quindi, non c'è Messina piuttosto che Può
anche darsi. Noi abbiamo indicato un'area, le due aree Sicilia
orientale e Sicilia occidentale, quindi le riconversioni di alcuni,
com'è giusto che sia, fate progetti
I progetti come qualcuno già ha sottolineato e di cui anche il
PNRR economia circolare, un miliardo e mezzo, non li deve fare la
Regione e io temo che le SRR per come sono non hanno la forza e la
capacità progettuale, quindi il nostro compito è quello di
supportarli, anche in questa cosa se vogliamo che si perdano anche
queste risorse.
Quindi, anche ai cittadini quando dite la Tari; la Tari si
amplia ; signori, intanto c'è un metodo Arera e quindi è quello
che definisce. C'è un nuovo metodo. Quindi, purtroppo queste sono
tematiche specialistiche, bisogna parlare con i dati e con la
solidità dei fatti.
E allora, io non voglio qui e non è nel mio stile, ma facciamo
delle cose perché i rifiuti non sono né di destre e né di sinistra,
ahimè vanno a deturpare la nostra terra. Quindi, immagino che il
PNRR sia una grande opportunità. Aiutiamo le SRR a fare questi
progetti, mettiamo a disposizione tutti insieme le capacità
progettuali affinché quella data, che è febbraio come è stato
giustamente detto, venga applicata e vengano fatte delle
progettualità.
Quindi, questo è un tema serio e sull'impiantistica, per favore,
evitiamo di fare strumentalizzazione. Noi abbiamo fatto, questo
Governo ha fatto gli impianti, in primis la discarica di Gela e
grazie a quella noi stiamo reggendo ora.
E' chiaro, si poteva fare di più ma lo stiamo facendo. Il compost
non è un problema perché noi abbiamo contezza di quelli pubblici,
ma voi sapete che per gli impianti di compostaggio molti sono in
proiect financing, iva inclusa quella di Mazzarà Sant'Andrea.
Il compost sappiatelo perché quest'estate al di là delle
microdiscariche - e di questo ringrazio l'onorevole Dipasquale per
averlo sollevato - è un altro tema, perché il tema delle
microdiscariche nelle aree extraurbane, siccome non c'è la
competenza tra le province, i liberi consorzi che non hanno risorse
e quella statale si crea questo rimbalzo di competenze.
Cosa facciamo? Aiutiamoli. Come? Abbiamo un fondo minimale ma è
stato fatto, bisogna fare i regolamenti.
Quindi, allora vedete che la complessità dei temi è tale che
richiede tante azioni. Cosa abbiamo fatto? Innanzitutto, le SRR
devono aggiornare i piani d'ambito. L'aggiornamento del piano
d'ambito è la condizione fondamentale per dire di quale
impiantistica ogni territorio ha bisogno e, quindi, questo lo
abbiamo fatto, abbiamo richiesto, qualcuno ha già avviato
l'aggiornamento e altri no. Torneremo a risollecitare.
Kalat. Kalat, è vero, non è che è calato il silenzio. Che
silenzio? Sì, sicuramente qui, ma negli uffici vi assicuro che nel
Dipartimento acqua e rifiuti diretto dal professore - si, è un
professore veramente nella filosofia - dall'ingegnere Foti, sono
state fatte una serie di riunioni. Perché? Perché il tema non è un
progetto di ripristino, ma molto più complesso, ok? Quindi, la
progettazione richiede un po' di tempo, ma le risorse sono state
individuate, c'è la riprogrammazione e quindi quello è un
intervento già finanziato.
L'onorevole La Rocca Ruvolo. La Trapani. E' chiaro, la norma
nazionale dice che la discarica deve accogliere i rifiuti dal
produttore del rifiuto, che è il comune, non è il consorzio; ma di
questo, magari, daremo maggiore dettaglio. Quindi, mi chiedeva un
intervento in tema di interlocuzione con i dipartimenti, sarà mia
cura accelerare su questo.
E quindi, allora, le risorse per questo, nell'ambito
dell'emergenza Covid, quindi non distraiamo altre risorse.
Quindi, il tema non sono le risorse, il tema sono i progetti.
Quindi, ai cittadini con cui voi parlate in maniera costante,
potete dirlo: non è un problema di risorse; è un problema di
progetti nell'ambito del contesto.
Quindi, da domani, perché non ho dato altre indicazioni? Perché io
voglio sentire le SRR. Sono loro che mi devono dire quali sono i
loro fabbisogni e non me lo diranno domani, vediamo come precedere,
hanno individuato. È vero, noi abbiamo fatto l'avviso, ma l'avviso
lo abbiamo fatto proprio per consentire a quelle SRR di pescare
operatori nel caso in cui loro non l'avessero fatto, quindi sempre
nell'ottica del supporto e del miglioramento.
Quindi, io concludo ringraziando intanto per tutti gli interventi,
ribadendo che effettivamente serve ed è emersa una collaborazione
locale, provinciale, regionale, ma anche nell'ambito dell'Ars, del
Parlamento, io ho sempre dato la mia disponibilità, e di questo,
chiaramente Chiudo dicendo che io faccio parte del Governo, non
sono scudo di nessuno. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Baglieri.
Io mi volevo scusare con gli onorevoli Tamajo e Grasso che in
effetti avevano chiesto di intervenire, ma vi assicuro che qui
abbiamo un foglio davvero lunghissimo di interventi e quindi sono
saltati. Me ne scuso con loro e ringrazio l'Assessore.
Presentazione degli ordini del giorno n. 587, n. 588 e n. 589
PRESIDENTE. A questo punto, abbiamo questi ordini del giorno che
intendo come, diciamo, accolti, accolti con riserva? Assessore ci
dica lei, come dire, il parere del Governo.
BAGLIERI, assessore per l'energia e di servizi di pubblica
utilità. Approvati con riserva.
PRESIDENTE. Grazie, come raccomandazione.
(brusio in Aula)
PRESIDENTE. Come raccomandazione, chiedo scusa. Vengono accolti
come raccomandazione, chiaramente poi, fatte le dovute verifiche, i
vari deputati chiederanno in IV Commissione l'approfondimento
sull'effettiva fattibilità delle loro proposte.
(Gli ordini del giorno accettati come raccomandazioni recano i
numeri d'ordine 587, 588 e 589)
Onorevoli colleghi, sono le ore 14.20, la seduta è sospesa e
riprenderà alle ore 16.00 per riprendere la trattazione dei due
disegni di legge che abbiamo lasciato in sospeso.
Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 14.20, è ripresa alle ore 16.23)
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
La seduta è ripresa.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
Catanzaro.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge « Assestamento del
Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2021 e per il
triennio 2021/2023 .» (n. 1082/A)
PRESIDENTE. Si riprende con il seguito della discussione del
disegno di legge Assestamento del Bilancio di previsione per
l'esercizio finanziario 2021 e per il triennio 2021/2023 (n.
1082/A), posto al n. 1) del III punto all'ordine del giorno.
Iniziamo, come avevamo convenuto in sede di Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, con la discussione
sull'assestamento. La discussione generale, Presidente Savona, come
lei ricorderà, è stata rinviata all'articolo 1.
Comunico, altresì, all'Aula che non sono stati presentati - entro
le ore 13.00 - emendamenti.
LACCOTO. Chiedo di parlare sulla discussione generale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto della
presenza dell'assessore perché in questi giorni, proprio la
settimana scorsa, ai comuni è arrivata una nuova rimodulazione
delle somme spettanti ai comuni.
Mi spiego, perché qua ci sarà qualcuno che di amministrazione se
ne intende: all'inizio dell'anno, c'era un decreto che fissava
alcune somme che erano per tutti i comuni. A novembre non è
possibile rimodulare in meno queste somme perché nel frattempo sono
praticamente state tolte delle somme dai bilanci che devono andare
agli enti locali. La situazione è questa: è una situazione
paradossale, perché da una parte noi tentiamo, a livello nazionale,
di avere delle somme in più, cerchiamo di combattere una situazione
anche di disastro dei comuni tant'è che oltre duecento comuni,
ancora oggi, non riescono a chiudere i bilanci e arriva
praticamente questo decreto di rimodulazione a novembre, cioè dopo
undici mesi, che praticamente tolgono ad alcuni comuni 50.000, ad
alcuni comuni 60.000, eccetera, in queste condizioni io credo che
non si possa andare avanti con l'assestamento di bilancio se non si
rimpinguano le somme che devono essere destinate agli enti locali.
Ricordo, Assessore, che noi in Commissione Bilancio , come diceva
l'altro giorno il Presidente della Commissione, che poi rinfaccia a
me - ma a tutta la Commissione - che noi abbiamo aderito ad una
richiesta che doveva essere temporanea - dei cinque milioni -
ricordo in più che c'era un problema riguardante i dieci milioni
per gli ASU che noi non l'avevamo presi però dalle somme generali
degli enti locali, ma da quelle delle riserve degli enti locali.
Improvvisamente, mancano quei dieci milioni che sono invece stati
dirottati sulle somme generali da dare agli enti locali e mancano
altre somme.
Io dico, non è più possibile in queste condizioni andare a
maltrattare i comuni perché con i comuni è facile, che cosa devono
fare? Le Amministrazioni comunali devono dichiarare il dissesto, in
queste condizioni non si può più andare avanti, per cui io credo
che oltre agli ASU e le altre questioni che sono state affrontate
bisogna prima di tutto affrontare questa questione delle somme per
gli enti locali.
A novembre non si può dire facciamo una rimodulazione, qui ho il
decreto che è stato fatto dall'Assessorato degli enti locali che,
praticamente, toglie le somme ai comuni nel mese di novembre.
Signor Presidente e Assessore, onorevole scusi, se io devo parlare
a vuoto questa Assemblea sta diventando così io non faccio accuse
a nessuno, non faccio polemiche sterili
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, stiamo parlando dell'assestamento,
quando ci sarà la variazione parlerà della variazione. Questo è
l'Assestamento.
LACCOTO. No, il problema è qua, il problema inizia da qui, signor
Presidente, inizia dall'Assestamento, non è che inizia dalle
variazioni, perché le somme in qualche maniera bisogna trovarle e,
quindi, se non si comincia da qui a verificare qual è la situazione
attuale, ora io non voglio fare accuse a nessuno, non voglio fare
polemiche sterili ma è chiaro che oggi c'è una voce di tutti i
comuni che chiedono un'integrazione di soldi.
PRESIDENTE. L'abbiamo capito il problema, però l'assestamento è un
fatto tecnico, non è qui che si deve fare questa discussione,
vedremo dove doverla fare.
L'Assessore per l'economia, in sede di Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, ha dimostrato che c'è una necessità
tecnica per l'Assestamento e poi di approvare questa variazione di
bilancio attraverso la quale poi arriveranno le risorse da Roma e
faremo entro il 30 di novembre l'assestamento.
Allora, Assessore, se per favore lo vuole confermare all'Aula per
l'ennesima volta così cominciamo ad avere le idee chiare sulle cose
da fare.
ARMAO, assessore per l'economia. Io lo confermo per l'ennesima
volta, si tratta di una questione temporanea.
Onorevole, io comprendo la sua attenzione che deriva anche
dall'impegno amministrativo diretto e fa benissimo ad additare
questa attenzione.
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, assessore per l'economia. Le assicuro che i Comuni non
riceveranno un euro in meno. In ogni caso avranno l'integrazione,
se non facciamo questa non potremo fare altro, quindi perdiamo
questo con quello, altrimenti facciamo questa variazione, facciamo
l'assestamento, portiamo una variazione con le risorse che lo Stato
ci dà a seguito di una ripartizione. Insomma sono aggiuntive, che
non avevamo prima e non potevamo distribuirle adesso quindi, per
cortesia, affidatevi.
Io credo di essere una persona che poi alla fine avrò anche un
carattere - come qualche mio amico ha definito in passato -
spigoloso, ma le cose possono essere tonde o rettangolari o
trapezoidali però alla fine l'importante è che tengano la forma e
non si sformino strada facendo.
Io le cose che dico di solito non me le rimangio, anzi non me le
rimangio quasi mai.
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, assessore per l'economia. Certo, ma se non facciamo le
variazioni oltre ai dieci milioni dei Comuni su una massa molto
consistente ci saranno settori molto più rilevanti che subiranno un
pregiudizio, quindi si figuri se il Governo intende pregiudicare
categorie intere della Sicilia in questo momento. C'è l'impegno a
ripristinare le somme può stare sicuro.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Caronia.
Onorevole Caronia stiamo parlando dell'assestamento, lei è
interessata alle variazioni.
Onorevole Marano, stiamo parlando dell'assestamento chiede di
intervenire? E' un fatto tecnico. Ditemi quelli che si devono
iscrivere a parlare. Quindi chiedono di essere iscritti a parlare:
l'onorevole Marano, l'onorevole Di Paola, l'onorevole Lupo,
l'onorevole Dipasquale, l'onorevole Figuccia, l'onorevole Lo
Giudice, l'onorevole Barbagallo, l'onorevole Gucciardi.
Possiamo dire che le iscrizioni sono chiuse.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gallo ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1082/A
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Signor Presidente, il tema della gestione dei soldi in
Sicilia sicuramente è un fatto tecnico ma è anche un fatto politico
e di responsabilità di questo Governo, questo lo precisiamo perché
se no la gente capisce cose che non deve capire.
Un tema, infatti, importantissimo in questa situazione è
sicuramente l'incapacità di spesa del Governo regionale e mi
riferisco ad una deliberazione del 21 settembre dove, appunto, la
Ragioneria manda una nota esplicitando i capitoli per cui non sono
stati spesi i soldi e parla, questa deliberazione, del fatto che
molti capitoli anche della legge di stabilità, per cui perdiamo
mesi e mesi per produrla, non vengono impegnati. E, questo, è
davvero paradossale.
Facciamo un esempio. Il capitolo relativo ai fondi destinati
all'antiracket, alle vittime di mafia, alla criminalità, abbiamo
speso solo diciotto mila euro, ma un altro capitolo molto
importante a cui io sono per esempio molto legata, ma dovrebbero
esserci legati tutti compreso il Governo regionale, il tema
indipendenza donna, su cinquecento mila euro sono stati spesi zero
euro.
Signor Presidente, quindi, capisce bene che non è soltanto un
fatto tecnico. Lei, ieri, assessore Armao, ci ha rassicurato
dicendo che possiamo fare due, tre variazioni di bilancio, non lo
so, perché leggendo la deliberazione di Giunta la 426 del 14
ottobre mandata dalla Ragioneria, è chiaro che ci sono delle
criticità sul rendiconto del 2020. Quindi, questa tranquillità che
palesate, sinceramente non lo so fino a che punto è reale.
E, allora, anziché fare finanza creativa, presentando allegati,
così, diciamo con risorse inesistenti, sarebbe l'ora di lavorare
bene e con cognizione. Cominciare a farlo bene e magari riuscire a
non perdere il treno del PNRR che probabilmente rappresenta
l'ultima speranza per quest'Isola, però, bisogna cominciar e farlo
bene magari sostituendo qualche persona nei dipartimenti visto che
fino ad oggi in quattro anni la gestione dei soldi dei siciliani è
stata fallimentare.
Concludo ricordando che nel 2025, ma per fortuna non ci sarete voi
a dovervene occupare, si dovrà coprire un miliardo e duecento
milioni di disavanzo, altro che banalità
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, colleghi
cittadini, signor Presidente ci dia la possibilità di intervenire,
io poi capisco tutto, che vogliamo fare di fretta perché ci sono
difficoltà da parte del Governo regionale, però, dico che ci sia
almeno la possibilità da parte delle opposizioni di intervenire,
quanto meno, in discussione generale. Poi, non ho capito perché,
lei ha definito, come dire, il disegno di legge sull'assestamento,
un fatto tecnico. Dico, noi qui siamo per rappresentare cittadini
e, quindi, la questione è soprattutto politica. Dico, signor
Presidente, lei si ricorderà e anche l'assessore, gli interventi
fatti anche nei mesi passati perché poi noi facciamo, puntualmente
ripetiamo gli stessi interventi.
Dico, sulla banca dati, ieri l'assessore parlava, come dire, di
riferimenti dati alla Corte dei Conti, ma la Corte dei Conti ci
dice da tempo di realizzare sta banca dati dei contenziosi, ce lo
dice da tempo e noi continuamente lo ripetiamo: Ma la banca dati,
assessore, a che punto è? Ma la banca dati, assessore, a che punto
è? , La stiamo facendo , la risposta è La stiamo facendo . Nel
frattempo qui abbiamo, come dire, risolto, si è risolto un
contenzioso che probabilmente con la banca dati veniva a costare di
meno ai siciliani e lo risolvevamo con una tempistica inferiore.
Quello dell'ESA, assessore, quello dell'ESA.
E, dico, ma noi qui facciamo gli interessi anche dei cittadini
siciliani e quando, sia la Corte dei Conti, che noi, puntualmente
gli rinnoviamo l'invito di completarla questa banca dati di modo
tale che i contenziosi ci costano meno e li risolviamo in breve
tempo. E, qui, come dire, lo devo sottolineare come cosa, uno
perché ce lo dice la Corte dei Conti e due perché qui noi mettiamo
soldi per quanto riguarda il contenzioso dell'ESA.
Dopodiché, Assessore, è innegabile che, nel corso dei mesi, ma
anche degli anni, all'interno di quest'Assemblea regionale
siciliana, io sia stato sempre nei suoi confronti, nei confronti
dell'Assessore e, quindi, dell'azione politica-amministrativa
dell'Assessore, diffidente.
Ed anche stavolta, su questo disegno di legge, su questo
assestamento, rinnovo la mia diffidenza e chiedo all'Assessore: Ma
se le cose non andranno come le si prospetta e, cioè, se poi la
Corte dei conti, riunita nella sezione speciale - giusto perché voi
avete fatto un ricorso, cioè c'è un ricorso in questo momento, mi
spiegherà meglio lei - se le cose non andranno come solitamente in
giurisprudenza, come è stato fatto negli anni o, comunque, come lo
si prevede cosa succederà ai conti della Regione?
Ma questo, Assessore - e lei sicuramente, a livello tecnico, sarà
molto più bravo di me nell'andare a spiegare la situazione - non è
che lo dice Di Paola lo dice anche il Centro studi, di cui
ovviamente mi fido, lo dice il centro studi degli uffici
dell'Assemblea regionale siciliana. Cosa succederà se,
nell'eventuale ricorso, le cose dovessero andare male? Cosa
succederà? Questo è quello che ci chiediamo perché, già, abbiamo un
disavanzo enorme.
Noi stiamo facendo questo assestamento ma in una previsione
ottimistica della cosa. Io le chiedo, Assessore, nel caso peggiore
- perché noi dobbiamo prevedere tutte le situazioni - nel caso
peggiore cosa si sta facendo, cosa stiamo prevedendo nel caso in
cui ci dovesse essere qualcosa di imprevisto nel ricorso che questo
Governo regionale sta portando avanti?
Perché lo dobbiamo ai Siciliani perché negli anni, ahimè, si sono
sempre scoperti buchi - attenzione, non che riguardano o che in
parte questo Governo regionale ha fatto, non ha fatto, molto del
disavanzo abbiamo visto che riguarda periodi precedenti.
Però, Assessore, io questa domanda gliela devo fare, e spero che
lei mi risponderà, perché noi dobbiamo metterci sia nelle
prospettive positive ma anche in quelle negative.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, intanto
preliminarmente sull'ordine dei lavori.
Percepisco che, a mio avviso, bisognerebbe prima votare il disegno
di legge n. 962/A Stralcio II COMM. bis/A, perché, a seconda del
fatto che il disegno di legge sia o meno approvato, cambiano alcune
previsioni che riguardano l'assestamento in discussione in
particolare con riferimento all'articolo 3 ma anche ad altri
articoli, come ad esempio all'articolo 6, perché ovviamente
cambiano quelle che sono le previsioni contenute nell'articolato.
Né vale dire che non diamo il voto finale perché, rispetto ad
articoli già approvati, sarebbe impossibile per l'Aula tornare
sulla votazione.
Quindi, Presidente, io intanto le chiedo di analizzare prima, di
prendere in esame il disegno di legge 962. Se lei dovesse
respingere questa mia richiesta, intervenendo nel merito del
disegno di legge, ho ben altro da dire. Però, le chiedo di
rispondermi cortesemente sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. E' incardinato, onorevole Lupo, l'assestamento e
stiamo sistemando
Il voto finale lo daremo dopo che avremo approvato le variazioni
di bilancio.
LUPO. Presidente, lei si può determinare come ritiene. Penso di
essere stato chiaro nel dire che, se il 962 non fosse approvato, ad
esempio la previsione di cui all'articolo 3 dell'assestamento, non
sarebbero più corretto. All'articolo 3 dell'assestamento approvato
non vedo come l'Aula potrebbe tornare a prendere in esame
l'articolo 3.
Quindi, le affido questa riflessione. Ovviamente, mi attengo alle
sue determinazioni. Respinge la richiesta. Ne prendiamo atto.
Con riferimento all'assestamento di bilancio, Presidente, io penso
che, intanto, vada prestata la massima attenzione all'articolo 5,
laddove vengono riepilogate tutte le quote di disavanzo
accantonate, previste a partire dall'esercizio 2015-2016-2017-2018
e 2019, per un totale di 7 miliardi 418 milioni 715 mila euro.
Perché Presidente. Perché si evidenzia con assoluta chiarezza che
di questi 7.400.000.000,00, 1.131.000.000,00 anzi 132 milioni di
disavanzo sono ascrivibili esclusivamente all'azione amministrativa
e di Governo del Governo in carica e cioè del Governo Musumeci.
Questo lo dico perché ho sentito dire troppe volte in questi anni
che la questione del disavanzo è ascrivibile alle gestioni
precedenti, ai governi precedenti e non alla gestione di questo
Governo.
Il disavanzo derivante dalla gestione dell'esercizio finanziario
2018, come lei ben sa, è di 1.026.618.749,46 cui si somma
105.317.564,26 che sommati come dicevo superano il miliardo e cento
milioni dei sette miliardi e quattrocentomila complessivi di cui
gran parte per quattro miliardi e sette di disavanzo deriva
dall'azione di riaccerta mento straordinario dei residui e quindi
riguarda chissà quanti anni precedenti, una situazione che allora
si verificò per l'entrata in vigore del DL 118.
Come diceva correttamente anche l'onorevole Marano che mi ha
preceduto, risulta particolarmente allarmante la previsione che
riguarda l'anno 2025 che sembra molto lontana ma che in realtà
riguarderà il bilancio di previsione triennale del prossimo anno,
sostanzialmente del prossimo governo che vincerà le elezioni in
Sicilia. Nel triennale 2023-2024-2025, perché per il 2025 è
previsto un totale annuo di ripianamento di disavanzo per oltre un
miliardo e mezzo, 1.523.000.000,00. E' chiaro a tutti che nessun
bilancio regionale sarà possibile fare con l'esigenza di ripianare
un disavanzo di oltre un miliardo e mezzo per l'anno 2025.
E allora il Governo Musumeci ha enormemente aggravato la già
difficile situazione del disavanzo che ha ereditato dal precedente
Governo e dai precedenti Governi aggravando il disavanzo come
dicevo per oltre 1.100.000.000,00 ma soprattutto lascerà una
terribile eredità al futuro governo con l'obbligo di coprire
421.000.000,00 per il 2023 e 292.000.000,00 per il 2024, e ripeto
oltre un miliardo e mezzo per il 2025.
A questa previsione si aggiunge come sappiamo ciò che conseguirà
alla pronuncia del Giudice Costituzionale per effetto del ricorso
presentato avverso il giudizio di parificazione del rendiconto
2019, laddove probabilmente la Corte dovesse accogliere il ricorso
ai 127 milioni ulteriori di disavanzo che si sommerebbero per la
gestione 2020, per l'esercizio finanziario 2020, potrebbero
aggiungersi ulteriori 127 milioni, a seconda delle interpretazioni
della Corte stessa relativi al rendiconto 2019. E quindi agli
effetti già terribili di cui parlavo prima si sommerebbero circa al
250 milioni di disavanzo. Il Governo Musumeci lascia la Regione
siciliana in brache di tela. Questo bilancio non sta più in piedi e
ha impoverito enormemente la Sicilia lasciando una eredità
terribile di indebitamento e un'esigenza di copertura di disavanzo
che graverà sulle prossime generazioni purtroppo per molti anni con
l'impossibilità concreta perfino di approvare il prossimo bilancio
di previsione triennale 2023-2025. Questa è la verità.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Assessore, l'hanno lasciata
solo su un argomento che non è tecnico, Presidente, la prego, un
uomo della sua preparazione, della sua storia, non può far passare
uno strumento finanziario, uno strumento tecnico.
Qui, chi ha un minimo di esperienza anche amministrativa, ma anche
chi non ce l'ha, sa che gli strumenti finanziari tutti, bilanci,
variazioni e assestamenti, sono strumenti - sì giuridico-tecnici -
ma sono strumenti politici, in primis.
La prego, non li consideri più, ci dica per favore non intervenite
che è meglio e noi lo facciamo
Ma non consideriamo l'assestamento o gli strumenti finanziari,
strumenti solamente tecnici.
E' intervenuto il mio Capogruppo e ha detto buona parte, la
stragrande maggioranza delle cose che andavano dette nel merito.
Mi permetto di dire, noi cerchiamo di fare la nostra parte ma è
normale che arriva l'assestamento di bilancio ieri, all'ultima ora,
mentre avevamo aperto la discussione su un altro capitolo, su un
altro punto, ci vengono date - quante ore? - dodici ore per
presentare gli emendamenti di cui sei della nottata e noi dobbiamo
andare dietro i tempi e all'improvvisazione di questo Governo?
Pensate che questa sia una programmazione corretta, civile?
Siamo presenti in Aula, abbiamo cercato di fare il nostro ruolo, è
intervenuto il Capogruppo, qualcos'altro la dirò io, ci siamo
sforzati di entrare nel merito di questo assestamento e abbiamo
cercato di farlo con quel poco tempo che c'è stato dato.
Da dieci anni che sono in Aula, di queste cose non ne ho viste
mai Purtroppo questa è diventata prassi. Portare in quest'Aula
strumenti finanziari importanti, l'ultimo momento, dare pochissimo
tempo per presentare gli emendamenti e noi costretti a venirvi
dietro.
Innanzitutto, questo fallimento della programmazione di questo
Governo è totale.
Dopodiché quando l'Assessore Armao ci fa riferimento, ci invita -
vi dovete fidare di me, sono bravo E mizzica quale bravo
Assessore, abbiamo fatto viaggi a vuoto a Roma e malafiure di
quelle bestiali.
Ci siamo fatti impallinare un milione di cose da Roma, la fiducia,
guardi quando io sono entrato in questa nuova esperienza, l'ultima,
questa legislatura sinceramente ho detto mah, vediamo, l'assessore
Armao si presenta bene, i rapporti ce li ha a Roma, sicuramente
porterà risultati .
Questa fiducia gliel'abbiamo data all'inizio e l'abbiamo riposta
in mani purtroppo sbagliate perché la maggior parte degli atti
impugnati da Roma purtroppo sono atti impugnati, sono atti che
hanno avuto il suo parere, che provengono dal suo lavoro e che
purtroppo sono stati impallinati, quindi, fiducia sinceramente ne
possiamo dare poca. Tante sono le speranze legate a questo
assestamento, io non faccio altro che ricevere telefonate da mezzo
mondo, state facendo l'assestamento perché poi purtroppo non si ha
neanche il coraggio di dire bene le cose a coloro che stanno a
casa, allora chiamano i Consorzi di bonifica e dicono ma ci
salvate, quindi state facendo, state mettendo risorse per i nostri
stipendi , chiamano i talassemici a cui mancano i soldi per i
vitalizi e ci ricordano tutto questo, chiamano gli enti di ricerca
come il Corfilac, chiamano i comuni, chiamano gli ASU, i canoni
demaniali, noi abbiamo fatto una norma che prevedeva l'abbattimento
del canone demaniale per il cento per cento nel 2020 e il cinquanta
per cento nel 2021. Lo sapete com'è finita?
Che siccome i soldi non erano previsti, avevamo fatto l'impegno ma
senza i soldi, non so come sia possibile una cosa del genere,
intanto, abbiamo fatto pagare ai balneari il cento per cento e poi
dovranno recuperare la parte dei soldi quando li recupereremo.
Allora, c'è una grandissima confusione, l'assestamento di bilancio
dovrebbe essere quello strumento giuridico destinato ad aggiornare
il bilancio per quegli eventi sopravvenuti, nuovi, che non erano
stati considerati nel bilancio di previsione, questo è quello che
dovrebbe fare l'assestamento di bilancio, tipo il ciclone, tipo i
danni per l'agricoltura, cioè quelle cose che non avevamo previsto
e, invece, noi non solo non entriamo in merito a tutto questo, si
prova a mettere delle pezze in tutto quello che non si era
previsto, che mancava e che era stato mal pianificato durante il
bilancio di previsione e che noi avevamo detto, quindi, la fiducia
la vorremo dare però purtroppo non siamo in condizioni di darla,
siamo convinti che tutte quelle categorie e concludo subito,
Presidente, che aspettano risposte da questo assestamento perché
voi, non noi della minoranza, voi della maggioranza avete
sollecitato e avete e tenete a bada perché purtroppo la gente si
stanca ormai dopo quattro anni di aspettare, rimarranno tutti
delusi così come lo sono rimasti negli ultimi tempi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
ovviamente non toccherà a noi una difesa di ufficio, mi sembra che
l'articolato si presenti in maniera molto snella attraverso il
riferimento e i residui attivi e passivi che risultano dal
rendiconto generale.
C'è un'opportunità che nasce all'articolo 2 secondo il riferimento
al fondo di cassa, all'inizio dell'esercizio finanziario 2020 ed è
assolutamente apprezzabile l'intervento legato all'accordo
transattivo relativo all'ESA, ovviamente abbiamo posto in
riferimento all'assestamento di bilancio come strumento
immediatamente propedeutico alla stessa variazione di bilancio
alcune modifiche che tratteremo in quella sede.
Pensavamo dovessero arrivare dei correttivi e, certamente, come
Gruppo parlamentare leale all'azione di Governo non potevamo
tuttavia non notare alcuni aspetti legati, ad esempio, al tema
degli ASU, abbiamo fatto una proposta per certi aspetti ci dispiace
che per settimane ci siamo trovati costretti e in qualche modo
incinghiati ad un sistema che ci trovava costretti a fare delle
richieste legate al personale ASU però mi sembra che alla fine ad
una proposta che era la stessa che avevamo previsto circa tre
settimane fa si è arrivati, la proposta era relativa alla
possibilità di inserire quella posta di bilancio attraverso quelle
somme che erano state indebitamente sottratte perché gli ASU
potessero avviare quel processo che negato dall'impugnativa
attraverso l'articolo 36 in qualche modo ricomincia un suo
percorso, un percorso che vede stanziato in quel caso i i 5 milioni
di euro che, certamente, quanto meno riaprono una prospettiva. Vero
è che la Consulta non c'è stata amica, ma purtroppo questo è ormai
un tema ricorrente nei rapporti tra Stato e Regione, ma tecniche
parlamentari, grazie a Dio coniugate con la sensibilità dei Gruppi
parlamentari, ci hanno consentito, per quello che mi sembra di
capire, di poter porre un rimedio.
Certamente nella fase successiva bisognerà intervenire anche su
ulteriori aspetti. Ieri, strumentalmente, qualcuno ha voluto
lanciare l'allarme, ad esempio, sul bacino degli ex Pip; anche lì
ovviamente noi le carte le guardiamo ci siamo confrontati con la
Commissione Bilancio ed abbiamo compreso che, ovviamente, i margini
per un correttivo ci siano. Quelle risorse i circa 800 mila euro
andranno trovate, insieme a quelle va recuperato un percorso che
era stato tralasciato alla luce, purtroppo, anche lì di
un'impugnativa.
La Resais non esiste più, abbiamo un ente sano e vegeto che è la
Sas e allora perché non prevedere attraverso un tetto la
possibilità di recuperare, all'interno di questo ente, un percorso
virtuoso che possa riprendere quelli della stabilizzazione. La
stessa cosa proporremo su altri bacini di precariato, coniugando
queste misure con altre che erano state pensate per il rilancio e
che, tuttavia, hanno visto un freno, rispetto, ad esempio, a quel
prestito di 15 mila euro da dare alle famiglie attraverso l'Irfis
che abbiamo visto essere un percorso interrotto che siamo stati
costretti a recuperare attraverso la Commissione di merito per
l'applicazione delle leggi che sono state approvate.
Però questo è soltanto, come dire, un antipasto rispetto a quello
che accadrà successivamente in sessione di bilancio dove pensiamo
che vadano recuperati alcuni gap che sono stati determinati. Ma al
di là di questi aspetti, ci riteniamo assolutamente soddisfatti del
lavoro non solo che è stato fatto, ma che speriamo possa ultimarsi
alla luce di questi buoni propositi.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. No, parli da lì. Abbiamo speso questi
soldi per evitare che attraverso il microfono possano esserci
contagi.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevole colleghi, Assessore,
queste aste sono un po' più basse rispetto a quelle
PRESIDENTE. No, la sentiamo bene. Stia tranquillo. Il volume si
sente; penso che lo sentite anche voi quando parla un collega.
CRACOLICI. Allora io vi consiglio di alzarvi perché potrebbe
PRESIDENTE. Se lei è raffreddato e vuole andarsene, onorevole
Cracolici, non ci sono problemi.
CRACOLICI. Io non le posso dare questo piacere, Presidente, né a
lei né all'assessore Armao.
Caro Presidente, vedo che qui ci sono anche colleghi che, essendo
in imbarazzo, parlano di altro. Altro che assestamento tecnico, che
atto tecnico Questo è il momento della verità. Una parte l'ha già
espressa il collega Lupo, mio Capogruppo, ovvero, il Governo
Musumeci non solo ha peggiorato lo stato del disavanzo della
Regione rispetto al 2018, ma anche il peggioramento che la Giunta
aveva attestato nella proposta di rendiconto che ha portato, 2019,
alla Corte dei conti per la parifica che prevedeva un disavanzo
relativo alla competenza 2019 di 105 milioni di Euro, anche quei
dati sono stati dichiarati fasulli non dalla sezione romana della
Corte dei conti come dicevamo ieri, di via Mazzini, ma quelli di
via Notarbartolo, i quali nel dare il giudizio di parifica al
bilancio ha evidenziato che il disavanzo 2019, il maggior disavanzo
rispetto agli anni precedenti, è di 170 milioni, perché c'è l'ESA,
perché c'era un altro milione e qualche altra cosa.
A questo si aggiunge - ed è il nodo altro che tecnico, è di tipo
giurisdizionale e politico - che via Mazzini, e non più via
Notarbartolo, ha ulteriormente evidenziato una differenza nel Fondo
cosiddetto dei crediti di dubbia esigibilità aumentandolo di circa
9 milioni di euro, 8 milioni e rotti. Quindi, noi avremo un
disavanzo, tra via Notarbartolo e via Mazzini - e speriamo di
fermarci a questi due indirizzi - per il 2019 di 180 milioni di
euro che, ricordo, per il decreto legislativo 118 devono essere
ripianati questi non più con la rateizzazione decennale,
ventennale, trentennale, ma questi devono essere ripartiti o nel
triennio o, comunque, entro il limite della chiusura della
legislatura. Se il bilancio 2019 presente 180 milioni di disavanzo,
è evidente che già il bilancio 2020 e non soltanto il bilancio 2021
- vi ricordo che siamo al 10 novembre 2021 - deve avere le misure
di correzione che possano consentire la copertura del maggior
disavanzo nell'ambito del triennio.
Poiché non abbiamo fatto nulla perché con il gioco degli specchi
siamo riusciti a farci fare il rendiconto 2019 praticamente nel
2021, quindi abbiamo bypassato, un po' per l'epidemia, un po'
perché i conti, come si suol dire, non tornavano io di fronte alla
morte, vede assessore Armao, lei ha una capacità di essere un
alpinista sugli specchi. Perché lei ha quella capacità di
arrampicarsi anche quando scivola, e lo stridore delle sue unghie e
per questo lei si taglia molto le unghie, per evitare di sentire il
rumore che ogni volta che lei si arrampica, detto in linguaggio a
lei più consono che è il linguaggio inglese, possa in qualche modo
non far sentire il rumore del grattare il vetro.
Assessore Armao, non c'entra nulla la morte del Presidente della
Corte dei conti che tutti noi non possiamo esprimere cordoglio e
certamente dispiacere. Qui stiamo parlando di una negoziazione tra
la Sezione di controllo di via Notarbartolo e gli uffici di via
Notarbartolo, quelli di fronte, cioè l'Assessorato dell'economia,
poiché i conti le ricordo che persino il valore dei residui è stato
oggetto di passaggi ulteriori, perché persino la verifica a
campione fatta sul 2 per cento dei residui produceva un
disallineamento tra quanto accertato dalla Regione e quanto,
invece, verificato dalla Corte dei conti.
Ora, io dicevo che lei è un arrampicatore, un alpinista anzi,
perché lei nel 2017 fu protagonista - glielo ricordavo ieri - nella
qualità di presidente di uno dei tanti comitati che lei ha
costituito nella sua vita, quello degli indignados', che generò,
mi ascolti Assessore, veda la vita è una ruota, e lei però non può
fare il criceto, quello che gira sempre e pensa di non cadere mai,
perché proprio allora la teoria del ricorso del pubblico ministero
avverso il giudizio di parifica della Corte dei conti che avvenne
sul bilancio, se non ricordo male, del 2016 fu motivato anche da
una serie di sollecitazioni che nella qualità di indignados' lei
in qualche modo ha promosso, determinando una condizione giuridica
inedita nella vita di questa Regione che oggi, dobbiamo mettercelo
in testa, alla luce di quello che è avvenuto, anche il giudizio di
parifica non è più un atto certo. Tant'è che le ricordo che quando
si è approvato e avete portato il rendiconto in Aula il
sottoscritto assieme ad altri colleghi avevamo chiesto, visto che i
primi di novembre era fissata l'udienza presso le sessioni riunite
ed avevamo più di una ragionevole certezza di soccombere rispetto a
quei rilievi, aspettiamo ad approvare il rendiconto, perché non è
vero, io lo capisco che dal punto di vista del principio astratto
una legge fa cessare la materia del contendere, ma fino ad un certo
punto perché la legge fa cessare la materia del contendere qualora
la legge avesse completato il suo iter approvativo dal punto di
vista della formalizzazione che prevede - lo ricordo a me stesso ma
lo ricordo all'Aula - che le leggi della regione hanno 60 giorni di
tempo per essere eccepite dalla parte del Consiglio dei ministri
per promuovere giudizio di incostituzionalità.
Ora, mentre la Corte dei conti ha fatto due sostanziali rilievi,
uno che il disavanzo non era vero. 9 milioni di differenza, dicono
i conti parificati in via Notarbartolo non erano effettivi.
Secondo, ed è più pericoloso, che il rilievo di costituzionalità
avverso una battaglia che abbiamo fatto in questa Regione per fare
in modo che gli oneri del disavanzo sanitario, questo sì
proveniente dal passato, fossero dopo che la Sicilia aveva risanato
i conti sanitari, perché vi ricordo che siamo stati per anni sotto
piano di rientro sanitario, dopo aver risanato i conti della
sanità,
PRESIDENTE. Dobbiamo concludere. Lei sta facendo la storia; la
sappiamo qual è Veda di concludere per determinare un po' la
concretezza del suo intervento.
CRACOLICI. Provo a fare un po' di geografia se ci riesco
Dopo aver risanato i conti, avevamo provato, e per 4 anni ci siamo
riusciti, avevamo provato a trasferire le quote dei mutui, ed era
una delle cose su cui lei aveva tanto eccepito, perché lei è un
nemico della Sicilia assessore Armao, lei è un nemico della Sicilia
proprio per il suo modo di concepire la visione che ha per cui se
fa lei, nella qualità di assessore al bilancio, dei provvedimenti
sono legittimi, se li fanno gli altri facciamo il falso.
Allora, vorrei evitare
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, concluda per favore.
CRACOLICI. Sì, però l'Assessore Armao si calmi È troppo nervoso
E' pagato per stare calmo
PRESIDENTE. No, ma siamo tutti calmi Concluda.
CRACOLICI. Ma non c'è bisogno che si alzi, che si agiti
Allora, signor Presidente, concludo nel dire che sostanzialmente
noi stiamo approvando un assestamento avendo certezza che nel
bilancio non abbiamo dato neanche la copertura a quei nove milioni
per i quali la Corte dei Conti di via Mazzini ha eccepito di
esserci un ulteriore disavanzo. Altro che atto tecnico, questo è un
atto falso. Non è un atto tecnico.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha
facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, Assessore, io credo che
innanzitutto bisognerebbe procedere con ordine soprattutto perché
trattiamo una materia delicata che è quella dei conti e se in Aula
giunge prima la variazione di bilancio e successivamente
l'assestamento di bilancio credo che un motivo ci sia. Nonostante
ciò adesso ci viene chiesto di procedere diversamente partendo
prima dall'assestamento di bilancio per poi approvare la variazione
che eventualmente avrebbe, come è giusto che sia e come è ovvio che
sia, delle refluenze anche sull'assestamento di bilancio.
L'Assessore Armao chiede fiducia, è ambizioso l'Assessore Armao in
questa richiesta, almeno per quanto mi riguarda è molto ambizioso
perché quello che ritroviamo all'interno delle carte
dell'assestamento di bilancio fa in maniera chiara dedurre come una
parte sostanziale, non residuale, ma sostanziale del disavanzo che
noi dovremmo in questo momento andare a ripianare, fa riferimento
all'azione di governo e quindi ai conti gestiti dall'Assessore
Armao.
Signor Presidente, non è carino che l'Assessore Armao, mentre il
sottoscritto interviene, parla al telefono. Quindi, io mi fermo e
attendo che lui sia, come dire, disponibile ad ascoltarmi. Anche il
Presidente è al telefono, ma giustamente sono tutti impegnati, per
carità, se la Sicilia affonda mica è un problema loro Io attendo,
non ho premura. Probabilmente, si stanno telefonando da un piano
all'altro o forse stanno chiedendo al sindaco De Luca di farmi
stare buono e tranquillo. Signor Presidente, quando lei vuole io
continuo, o riprendo. Posso, signor Presidente? Grazie, mi ero
preoccupato che vi stavate telefonando l'Assessore con lei in
un'interurbana veloce.
Le stavo dicendo, signor Presidente, che l'Assessore Armao ci
chiede con tanto impegno di dargli fiducia, ma sicuramente dalle
carte è facilmente deducibile che una parte di questo disavanzo
sostanziale è responsabilità di questo Governo e non possiamo
nasconderlo, anche perché è scritto a lettere cubitali. Noi in
questo momento dobbiamo andare a ripianare un disavanzo che è pari
ad oltre sette miliardi e mezzo al 31 dicembre 2019, c'è il resto,
che vedremo via via e che ancora probabilmente nella sua totalità
non conosciamo.
Io mi sarei aspettato magari da parte dell'Assessore che,
considerato che è Assessore al bilancio da quattro anni e più,
avesse descritto quali azioni e quali interventi sono stati fatti
dal suo Assessorato e dalla sua persona per porre le condizioni
affinché non ci si trovasse in questa situazione perché oggi noi di
troviamo a dovere approvare un assestamento di bilancio che non può
reggere assolutamente perché noi dovremmo andare a ripianare con
cifre sette miliardi e più nelle varie annualità con cifre che
arrivano anche fino al 2025 e che sono assolutamente insostenibili.
Mi chiedo e le chiedo, Assessore, rispetto a questo ragionamento,
come lei può chiedere la fiducia al Parlamento nell'approvare
quello che è un atto politico, squisitamente politico e sicuramente
non tecnico, mi chiedo come lei ci può chiedere fiducia nel momento
in cui sa benissimo - perché non è uno sprovveduto in materia - che
questo assestamento di bilancio non potrà essere retto da nessun
Governo mai al mondo.
In questo momento questo assestamento di bilancio va a fotografare
quello che è il fallimento della nostra Regione siciliana. Se poi
noi vogliamo avere la buona dote di far finta di nulla e di andare
avanti, come si è fatto per anni, anni ed anni, bene facciamo finta
che non è successo niente, facciamo finta che andiamo avanti ma
questo assestamento di bilancio, Assessore, evidenzia un faremo,
faremo, faremo, faremo, non dice nulla rispetto a quello che
abbiamo fatto o che avete fatto. E qui nessuno può essere esente da
colpe, perché le responsabilità sono di tutti in maniera
trasversale e senza alcun dubbio.
Certo, Assessore, che lei però facesse questo ragionamento di
chiedere fiducia all'inizio della legislatura, beh era
apprezzabile, almeno per darle il tempo di inquadrare la situazione
dei conti in generale benché lei la conosce bene, che lei lo faccia
a fine legislatura sembra assai strano, quantomeno mi sembrerebbe
un ultimo tentativo di salvataggio rispetto ad una Regione che in
questo momento continua e persiste nell'affondare.
Sulla variazione di bilancio avremo modo di parlarne dopo, certo
anche qui c'è molta fantasia creativa, Assessore Armao, e la prego
e le rinnovo l'invito a volermi ascoltare perché quanto meno questo
ce lo deve Assessore Armao. E mi fermo e attendo, non c'è premura
Non vorrei che poi l'Assessore avesse confusione. Grazie Assessore,
la ringrazio. Le stavo dicendo, rispetto alla variazione di
bilancio avremo modo di parlarne. Certo è un po' paradossale che ci
venga detto che sui 65 milioni che noi oggi in variazione di
bilancio andiamo a togliere dobbiamo aspettare qualche ora o
qualche giorno perché poi tanto ci sarà lo Stato che ce ne darà 66
e quindi sistemiamo tutto.
Assessore, non penso che noi possiamo amministrare in questo modo;
lei sa benissimo quali sono i termini delle questioni perché le
conosce molto bene. E' chiaro che oggi trovarsi in questa
situazione evidenzia un totale fallimento rispetto a quella che è
la gestione contabile della Regione siciliana che lei non può non
ammettere, ripeto, perché al di là di quelle che possono essere le
opinioni dei singoli deputati, dei singoli parlamentari che
studiano e si leggono le carte, ci sono anche gli organi competenti
che hanno certificato in più occasioni come alcune poste, prendo
quella del Fondo contenzioso, così come quella del Fondo crediti,
dubbi esigibilità sono state appostate in maniera teorica e non
pratica e quindi oggi ci ritroviamo con delle ulteriori somme che
devono e dovranno essere ripianate e non per questioni inerenti
annualità pregresse ma per questioni inerenti annualità in cui lei
era assessore al Governo.
Per questo motivo, ovviamente, io ritengo assolutamente
impossibile approvare questo assestamento di bilancio, in queste
condizioni significherebbe dare l'ultima spallata finale alla
Regione siciliana e credo che la Regione questo non lo merita, così
come non lo meritano i siciliani.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Ternullo e Cannata hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1082/A
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, i colleghi che mi hanno preceduto e,
in particolare, il Presidente del mio Gruppo parlamentare,
l'onorevole Lupo e l'onorevole Cracolici, hanno dettagliato sul
tema che riguarda l'assestamento di bilancio in maniera così
specifica e dettagliata che è sostanzialmente inutile ritornarci
sopra. Ciò che invece mi continua a stupire e persino mi indigna è
che in questi ultimi tre esercizi via via la Commissione
Bilancio , ma quel che è più grave, questo Parlamento, ha preteso
di trasformare gli strumenti finanziari, che sono gli strumenti
politici per eccellenza, ma non soltanto qui ma anche all'interno
dell'ente pubblico territoriale di prossimità, che è il comune,
esattamente la politica si sviluppa attraverso gli strumenti
finanziari, cioè il tentativo di trasformare gli strumenti
finanziari, che sono appunto prerogativa del Parlamento e per esso
anche della Commissione Bilancio dell'Assemblea regionale
siciliana di trasformarla in strumenti tecnici che ritardarne
l'approvazione potrebbe determinare, come dire, delle conseguenze
gravi,.
Per cui la Commissione Bilancio ed il Presidente della
Commissione più volte, meritoriamente devo dire, lo ha sottolineato
e sollevato, è diventato come una sorta di luogo dove si arriva con
l'emendamento dell'ultimo momento, dove si mettono in difficoltà i
commissari, ed io guardate che in questo momento non faccio
differenza tra il commissario di maggioranza o di minoranza, perché
il mio ruolo è più comodo, sono un commissario di opposizione,
quindi potrei farmi le mie, come dire, i miei comizi all'interno
della Commissione Bilancio , farmi i miei comunicati stampa, però,
questo significherebbe voler offendere - è stato sottolineato,
presidente Savona, più volte all'interno della Commissione -
significherebbe volere offendere chi fuori da quest'Aula in questo
momento non soltanto chiede provvedimenti specifici di cui abbiamo
parlato decine e decine di volte tutti, anche ora in questa
discussione, dagli Asu a tutti coloro che in questo momento
aspettano ciò che negli anni precedenti era scontato che avessero
Ma la cosa più incredibile è che fuori il Parlamento, gli organi
parlamentari ed il Parlamento in sè non riesce a trasferire nulla
che dia un segnale non di serenità perché in momento di pandemia o
di post pandemia è impossibile questo, ma che dia, come dire, un
segnale che la Sicilia esiste, che la Sicilia ha un Governo e che
la Sicilia ha un Parlamento, perché questo Parlamento non può
rimanere silenzioso di fronte a questo, come dire, gioco degli
specchi che tratta prima la variazione di bilancio perché sono
indispensabili per realizzare ciò che la legge di stabilità aveva
determinato in questa Regione e, alla fine, ci accorgiamo che
neppure ciò che negli anni precedenti avevano avuto, per esempio
gli Asu, è previsto negli strumenti finanziari proposti dal
Governo.
Poi, improvvisamente, spunta l'assestamento di bilancio.
L'assestamento di bilancio che correttamente dovrebbe rendere
coerente il bilancio di previsione in questo caso il bilancio di
previsione 2021 e, quindi, il triennio a seguire, al rendiconto
del 2019 e qui, come dire, il pasticcio è assolutamente completo
perché volere trasformare davvero in fatto tecnico, presidente
Lupo, in fatto tecnico questo pasticcio di natura finanziaria che
si riverbera in maniera negativa solo ed esclusivamente sui
cittadini siciliani, credo che sia davvero offensivo nei confronti
di chi fuori da questo Palazzo in questo momento non ha
assolutamente idea di ciò che è la visione di questa Regione a
prescindere dalle maggioranze e dalle minoranze, a prescindere dal
Governo e dal Parlamento che molto spesso si adegua, Presidente Di
Mauro, in maniera supina, eccessivamente supina, come dire, ai
salti mortali, tripli, carpiati di questo Governo che con questo
assestamento che è stato presentato come fatto tecnico, come primo
atto che abbiamo ricevuto prima di iniziare la discussione generale
di questo pomeriggio ci arriva l'emendamento 3.1 che nessuno ci ha
spiegato, di cui nessuno ha contezza a partire dalla Commissione
Bilancio .
E allora, Assessore, non è un problema di maggioranza o di
minoranza. Credo di avere dimostrato con i miei comportamenti che
il problema in questo momento non è di maggioranza o di minoranza.
Noi, l'opposizione tutta, ha partecipato a quella famosa legge di
stabilità, legge finanziaria di guerra, di cui i Siciliani non si
sono onestamente accorti, se non viverla come un bluff ed una
ingiuria a quella che è a situazione drammatica che deriva dalla
pandemia.
Men che meno la legge di stabilità 2021 sulla quale ci siamo
sforzati - ho finito, Presidente - perché ci sarebbe da parlare
davvero tanto, considerato che in questo Parlamento non si riesce
più a parlare di ciò che davvero interessa a coloro che sono fuori
da questo Palazzo e che stanno fuori da queste mura e che, appunto,
non riescono a comprendere, per esempio, come dicevo, qual è la
visione di questo Governo, al di là di voler spacciare strumenti
politici per eccellenza in strumenti tecnici, qual è la visione di
questa Regione, Governo e Parlamento, maggioranza ed opposizione.
La visione di questa Regione rispetto, per esempio, ai fondi di
cui tutti parlano ma a cui nessuno più crede ormai, onorevole Di
Caro. Nessuno più crede ai fondi che dovrebbero arrivare anche
all'ultima provincia dell'impero che è diventata, ormai,
irrimediabilmente la Sicilia, cioè i fondi della Unione europea.
Nessuno, a partire dalla Commissione Bilancio , ha idea di come
il Governo voglia trattare con il Governo nazionale perché noi
abbiamo il dovere non di essere supini rispetto ai governi di
qualunque colore.
E noi, Presidente Lupo, lo abbiamo dimostrato quando c'erano
governi dello stesso colore di noi che governavamo.
In questo momento noi Parlamento, ed il Governo in particolare,
abbiamo il dovere di far capire ai cittadini siciliani di che cosa
stiamo parlando.
Ed, invece, stiamo per approvare un assestamento che le variazioni
di bilancio renderanno inutile, e lo sappiamo bene tutti, lo
sappiamo bene tutti, per poi immaginare come - ieri ci è sembrato
di capire dalle parole del Governo -entro il 30 novembre,
considerato che siamo al 10, dovremmo andare ad un'ulteriore
variazione di bilancio, non capisco per quale ragione, oggi non si
debba almeno, Presidente Di Mauro, parlare e trattare concretamente
di dove Governo e Parlamento vogliano andare.
Io mi fermo qui ma, credo, che al di là delle posizioni e delle
prerogative di ognuno, Governo e Parlamento abbiano il dovere da
questo momento, considerato che siamo già ad inizio di fine
legislatura, scusate il bisticcio di parole, di cominciare a
pensare di cosa dire ai Siciliani rispetto a ciò che altre regioni
hanno, per adesso nei loro ordini del giorno e, rispetto ai quali,
la Regione siciliana non ha assolutamente alcuna proposta né alcuna
proposta è pervenuta alla Commissione ed al Parlamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, colleghi, io sono molto preoccupato e
sono preoccupato perché questo Governo, - l'Assessore Armao, il
Presidente Musumeci - di fatto sta lasciando a chi governerà
questa Regione - perché su questo siamo tutti d'accordo - questo
Governo ha finito, andrà a scadenza naturale ed i Siciliani avranno
la possibilità con l'augurio che a ricandidarsi sia il Presidente
Musumeci e venga rimandato a casa col voto democratico di questa
Regione - si ritroverà con un bilancio disastrato, si ritroverà a
dover governare questa Regione in una situazione economico-
finanziaria nettamente peggiorata rispetto a quando l'ha ereditata.
E a dichiararlo non siamo noi dell'opposizione, a dichiararlo sono
più sentenze della Corte dei conti.
Questo Governo ci ha abituato - ed in bilancio l'abbiamo visto
quotidianamente - a numerosi dubbi sulla credibilità di molte voci
di quel bilancio.
Questo Governo ci ha abituato, ogni mese ed ogni anno, ad ogni
bilancio approvato, ad una stagnazione economico-finanziaria non
solo peggiorata ma, soprattutto, che continua a perdurare.
Questo Governo non ha messo in atto nessuna riforma affinché si
possa in qualche modo provare a recuperare tutte quelle quote di
disavanzo che solo il Governo nazionale ha permesso di spalmare
nell'arco dei dieci anni. Quote di disavanzo che spalmate nel corso
di dieci anni automaticamente avranno una ricaduta negativa di
equità intergenerazionale tra quelle generazioni che in questo
momento stanno subendo la mala gestio di questo Governo e di quelle
che invece verranno nel futuro prossimo e si ritroveranno a dover
subire la mala gestio di questo Governo.
Il Governo Musumeci nell'ultimo rendiconto è riuscito a farsi
bocciare sia il conto economico sia il conto patrimoniale per la
prima volta della Regione siciliana. Per la prima volta la Corte
dei conti boccia sia il conto economico sia il conto patrimoniale.
E come se non bastasse in tutto questo quello che ci apprestiamo a
ritrovare, adesso, nei documenti in attuazione, la totale assenza
dell'applicazione della sentenza avvenuta giusto un mese fa dalla
Corte dei conti Sezione riunite.
Vogliamo sapere, ieri lo ha chiesto il collega Cracolici, dove
sono i nove milioni di Euro della sentenza alla quale bisogna dare
attuazione. Non è che in Aula si discute se è stato giusto o se è
stato sbagliato. Siete stati talmente sfacciati che a cinque giorni
dalla sentenza, sub iudice, avete deciso di approvare il rendiconto
2019.
Lo abbiamo perso e ora vogliamo sapere dove sono i nove milioni di
euro. E non solo Siccome a naso comincio a percepire che la
questione di legittimità costituzionale ha un buon fondamento, mi
chiedo dove sono i 120 milioni di Euro per ogni anno dal 2016 ad
oggi? Vogliamo sapere dove intende prenderli e quando intende
appostarli perché il prossimo governo di questa Regione si
ritroverà una situazione pessima dei conti.
E come se non bastasse, Presidente, oggi ci ritroviamo un
emendamento, il 3.1, sulle risorse accantonate mai discusso in
Commissione Bilancio . Scusate, la Commissione Bilancio si è
riunita questa settimana, ieri, e come mai, Presidente Di Mauro,
lei fa parte della Commissione Bilancio , questo emendamento che
arriva in Aula, mi scusi, ma ieri non ne potevamo discutere? E lei
ritiene che noi oggi possiamo trattare questo emendamento che
sposta non so quanti milioni di Euro sulle risorse accantonate?
E allora, Presidente, noi siamo abituati a vedere e a valutare il
Governo dai fatti e i fatti sono che il Presidente Musumeci nomina
il Presidente dell'ESA, il Presidente dell'ESA presenta la fattura
da 60 milioni di Euro alla Regione siciliana, ente strumentale
della Regione siciliana Ente che ancora ad oggi il Presidente
Musumeci ci deve chiarire quando nel 2017 lo definiva carrozzone e
nel 2021 non presenta nessuna riforma a riguardo di questo Ente. E
questo uno dei 160
L'unica riforma portata avanti da questo Governo è stato
l'accorpamento CRIAS-IRCAC, accorpamento fatto nel 2018 e ancora ad
oggi non si è insediato il CdA, Presidente
E allora quello che ci chiediamo è quando finalmente metteremo
fine a questa pagina triste di questa Regione, a questa pagina che,
purtroppo, ci ha condannato ad avere ulteriore disavanzo su dei
conti che, purtroppo, difficilmente verranno risanati e mi auguro
Presidente che lei oggi non metta ai voti questo emendamento perché
questo emendamento oggi in Aula è assolutamente non votabile.
Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
Con l'onorevole Barbagallo abbiamo concluso gli interventi.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Intervengo per ultimo in sede di
discussione quando da parte dei colleghi è stato già detto tutto, i
colleghi del mio Gruppo parlamentare e di tutte le opposizioni.
Io ritengo, Presidente Di Mauro, che fra tutti i fallimenti del
Governo Musumeci questo relativo alla parte dei conti, alla
mancanza della certezza dei conti del bilancio è il fallimento
peggiore. Peggiore perché rispetto ad altri influisce ancora di più
su coloro, sulle future generazioni, su coloro che vivranno in
questa Terra nei prossimi anni.
Gli atti depositati all'esame dell'Aula ci consegnano tre
certezze: la prima è quella dell'incapacità di spesa.
Credo che mai come in questo Governo nessuno si sia
caratterizzato per questo che è un primato a sorpresa, l'incapacità
di spesa.
Abbiamo visto finanziate, non attuate nel corso dell'anno per il
70, 75 per cento, 68 per cento degli articoli della capacità di
spesa che c'è.
Il secondo tema, ed è stato anche questo affrontato nel corso del
dibattito odierno è che il Governo Musumeci ha aggravato
sensibilmente la situazione già grave delle casse della Regione con
ulteriore grave indebitamento, un ulteriore grave disavanzo. Le
cifre certamente non fanno ben sperare.
Il terzo tema è che è saltata la certezza dei conti.
Le indicazioni che emergono dagli atti e da questi ultimi mesi di
gestione della parte economico-finanziaria della Regione sono
veramente angoscianti. Per la prima volta nella storia della
Regione non viene approvato il conto economico, non viene approvato
il conto patrimoniale, non c'è certezza per quanto riguarda la
parifica, che non è più un atto certo.
Si è agito sostanzialmente con una spregiudicatezza nella
gestione dei conti mai vista prima.
Credo che gli atti politici sono conseguenti a questa gestione
non soltanto per il nostro voto contrario ma per questi conti che
continueranno a ballare.
Urge, quindi, immediatamente un cambio di rotta, urge
immediatamente lavorare almeno sulla certezza e ripianare i conti e
il disavanzo secondo quelle che sono le indicazioni che vengono
dalla legislazione nazionale ed entro i termini congrui e quello
della legislatura.
Insomma, non c'è più tempo da perdere e andiamo incontro -
continuando così - verso ulteriori fallimenti che i siciliani e la
Sicilia non meritano.
PRESIDENTE. Assessore Armao, intende replicare?
ARMAO, assessore per l'economia. Sì. Di fronte a cotale e cotanta
congerie di argomenti, tutti ovviamente infondati, mi dispiace per
l'onorevole Cracolici che sembra un prestigiatore al quale cadono
le carte e, quindi, si incarta e dice che sostanzialmente è giusto
quello che oggi la Corte dei conti ha ritenuto incostituzionale
sollevando la questione.
Da un lato, quindi, invoca la sentenza delle Sezioni - se ne è
andato, starà cercando le carte e cercando di raccapezzarsi nel suo
discorso con contraddizioni che veramente spero possa rileggersi
nel resoconto che gli regalerò per capire quanto si è incartato.
Noi non dobbiamo parlare all'onorevole Cracolici che, appunto, si
incarta da solo, ma dobbiamo parlare all'onorevole Parlamento,
quindi è doveroso dare tutti i chiarimenti che il Parlamento ha
richiesto in una materia astrusa.
Capisco, onorevole Lupo, che all'occhio possa sembrare quello che
lei dice fondato, ma purtroppo non lo è Mi spiace che lei non
abbia chiesto chiarimenti il che le avrebbe fatto onore.
Lei ha espresso un giudizio stentoreo. Siccome credo nella buona
fede e nel confronto democratico, credo che abbia posto una
questione dicendo ma ci spiegate come avete fatto a fare un
miliardo di disavanzo? Non arrivare ad una conclusione così
agevole.
Quel miliardo non è altro che la emersione pluriennale,
pluridecennale di partite, come basta leggere la parifica,
onorevole Sunseri, sono stati parificati quei conti, non bocciati
Lei parla in termini giornalistici; io credo che quando si parla
di conti e si dà informazione ai nostri cittadini non bisogna
parlare come un giornaletto, ma bisogna parlare come merita la sua
carica di parlamentare soprattutto una carica di parlamentare
accompagnata da una competenza specifica in materia economica come
le ho sempre riconosciuto, quindi, non c'è nessuna bocciatura, i
conti sono stati parificati, la sentenza delle Sezioni riunite
censura pezzi della sentenza della Sezione regionale, quindi e,
comunque, con un profilo limitatissimo che devo dire correttamente
è stato evocato.
Ma andiamo al tema del disavanzo: questo disavanzo per cui avremmo
sfasciato i conti, - io voglio evitare polemiche, io siccome le
cose non amo dirle ma amo scriverle perché le cose scritte restano,
le cose dette volano - quali devastanti effetti abbia avuto del
precedente quinquennio su questa legislatura e sulle legislature
future ivi compreso quel disavanzo che l'onorevole Lupo ha
criticamente scaricato su questo Governo e cosa che appunto io
capisco la sua tentazione di individuare o, comunque, l'errore al
quale può cadere uno che legge frettolosamente queste carte ma
basta vedere queste carte in filigrana con l'esame che ne fa la
Corte dei conti per verificare che il disavanzo, quel disavanzo non
è altro che la sommatoria, la risultanza dell'emersione di
asimmetrie e scostamenti pluriennali, abbiamo detto e lo abbiamo
precisato trentennali e, quindi, è del tutto infondato, come fa
il Partito Democratico, ascrivere al Governo e a questa maggioranza
di avere determinato un miliardo di disavanzo, falso Non forse
falso Falso
Andiamo avanti sulle questioni: io, vedete, per fortuna poi ci
sono le agenzie di rating che qualche giorno fa hanno apprezzato
l'equilibrio economico-finanziario dei conti della Regione, io
credo che le agenzie di rating qualcosa ne capiscono di numeri, no?
O pensiamo che sono prezzolati e ci dicono le cose tanto per dirle,
quindi, francamente io più che di giudizi affrettati, credo che i
siciliani si debbano rivolgere a giudizi fondati su conoscenze
tecnico-contabili.
Un dato emerge ed è molto importante su questo 2025, io ho
apprezzato che l'onorevole Lupo abbia sottolineato questo elemento
che è un elemento oggettivamente di distonia ma che ha rilevato
anche il MEF, ne parlavo oggi con la mia Ragioneria, anche il
Ministero dell'Economia e delle Finanze ha rilevato che la lettura
della norma di attuazione che fa la Corte dei conti ma noi in
questo momento l'assestamento lo dobbiamo fare sulla parifica, la
lettura che fa la Corte dei conti in sede di parifica e, quindi,
che intende il differimento del disavanzo non alla fine del
decennio ma lo carica sull'anno successivo è una interpretazione
che neanche il MEF ci ha detto neanche di condividere, quindi, sarà
nostra attenzione concordare con il MEF una soluzione
interpretativa che consenta di ovviare a questa interpretazione,
interpretazione sostenuta con molto vigoria dal componente della
Corte, Abbonato.
Andiamo avanti. Parlerei di qualche numero, perché vedete dire
frettolosamente che qua si sfascia tutto , non solo è ingiusto, ma
la politica non è l'arte del giusto, è l'arte delle parti e,
quindi, non chiedo riconoscimenti a chi faziosamente fa il suo
lavoro, come lo facevo io quando ero all'opposizione civica, e io
la prego di rispettare la politica sia quando si fa dentro
quest'Aula, sia quando si fa fuori, onorevole Cracolici, non ha
minore dignità la politica fatta fuori, siccome sembra che non si
possa fare da cittadini liberi la politica, io l'ho fatta e ne sono
orgogliosissimo, da cittadino libero, ma mai io gli esposti che ho
fatto alle Procure della Repubblica, alle Procure della Corte dei
conti, non ho mai fatto i suggerimenti né mi permetterei di farlo
mai con i ricorsi fatti dalla Procura regionale generale della
Corte dei conti, quindi, mi dispiace che lei faccia un doppio torto
a me ma soprattutto faccia un torto alla Procura generale regionale
della Corte dei Conti.
La procura che ha impugnato quel rendiconto, non lo
fece purtroppo, e lei ha ragione in questo, non sollevò allora la
questione sulla legge del 2016, è questa la cosa. Come mai una
questione di legittimità costituzionale diviene tale quando il
Parlamento regionale la risolve? E questo è un problema, ma vedremo
le motivazioni delle Sezioni riunite e cercheremo di capire.
Perché, qual è il problema? Che se la legge era incostituzionale lo
era anche quando si è proposta il ricorso alle Sezioni riunite nel
2017, ma in quella sede non fu sollevata. E se avessi fatto il
suggeritore lo avrei segnalato ma, evidentemente, non l'ho fatto né
mi permetterei di farlo, eppure è spinto per le stesse motivazioni
che oggi noi invochiamo per il ricorso per conflitto di
attribuzioni, cioè che dicono le Sezioni riunite che quando c'è una
legge cessa la materia del contendere e, quindi, sostanzialmente,
non si può procedere ad un giudizio da parte delle Sezioni riunite.
Ma questi sono profili assolutamente marginali, d'altronde il
Governo regionale, onorevole Cracolici, lei che è stato al Governo,
mi fa piacere che lei vada orgoglioso di quel governo, io non lo
sarei, ma ognuno è orgoglioso del governo a cui appartiene, ecco
perché la politica fatta di parti è fatta di confronti, però,
quando quel Governo propose all'Assemblea e l'Assemblea approvò di
far gravare sul fondo sanitario e, quindi, su LEA, il mutuo, lei
dice è stata una nostra battaglia, e le fa onore il fatto che se ne
ascriva la titolarità, noi finché quella legge era tale e lo è
ancora tale perché anche la questione di legittimità costituzionale
non determina la inapplicabilità della norma, noi non potevamo fare
altro che mettere quelle somme quindi nella pronuncia delle Sezioni
riunite nessuna colpa, alcuna colpa, può essere ascritta al Governo
regionale. Quindi, non c'è nessuna bocciatura, né i documenti sono
stati censurati in alcun modo.
Io, però, vorrei dare tre dati, non rubo altro tempo. Debito:
abbiamo ridotto il debito di 1 miliardo a carico delle generazioni
future dei siciliani. Abbiamo chiuso i derivati con un risparmio di
quasi 50 milioni di Euro, sapete l'unico derivato del 2013 che fu
chiuso durante la precedente legislatura quale sconto ha portato su
circa 30 milioni? 90 mila Euro di risparmio, noi ne abbiamo
risparmiati 48. Abbiamo rinegoziato i mutui con un risparmio di 36
milioni di Euro, per un totale di 592 milioni di Euro; abbiamo
addirittura ottenuto dal Governo nazionale, notizia che trovate,
non so se avete il testo, sul documento del bilancio, il ddl di
bilancio approvato dal Governo Draghi, abbiamo ottenuto anche la
rinegoziazione, oltre che dei mutui, anche delle anticipazioni di
liquidità, quella famosa operazione che fu realizzata nella
precedente legislatura ed ha portato all'accensione di un impegno
finanziario pluriennale per oltre 2 miliardi e 600 milioni di Euro.
Anche su quello avremo dei risparmi, ottenuti grazie alla
disponibilità del governo nazionale, al quale va riconosciuta
l'attenzione ma ad una posizione delle Regioni che hanno dimostrato
di saper fare e, quindi, di ottenere fiducia da parte del Governo
su questo versante.
Quindi, avremo tempo per il prossimo anno di discutere di queste
cose, parlando di numeri e parlando di dati, quindi non sarà
certamente una questione che finisce qui.
Confermo, pertanto, e mi fa piacere poi apprendere dall'onorevole
Sunzeri che difende anche l'operato del Governo della precedente
legislatura, questo vuol dir che vi sia la saldatura, perché mi
pare che durante la campagna elettorale delle precedenti regionali
ci fosse una certa critica nei confronti della gestione di quel
tempo. Ora, mi pare, la vedo totalmente superata, mi fa piacere
perché questo vuol dire che la sua idea politica consente di
cambiare idea, ma d'altronde soltanto gli stupidi non cambiano
idea, quindi mi fa molto piacere che prevalga la solidità di
coalizione sull'analisi oggettiva dei documenti.
Infine, la questione riguardante l'emendamento. Io credo che
nell'operare su molte partite finanziarie e se leggete
nell'emendamento c'è scritto che a causa di un errore - lo hanno
dichiarato gli uffici della Ragioneria - si è dovuta operare questa
proposta.
Il presente emendamento si rende necessario per un errore
materiale, quindi se vogliamo fare una questione politica
sull'errore materiale siamo liberissimi, però, credo che la stessa
Ragioneria generale abbia dichiarato un errore materiale.
Mi fa piacere e ringrazio l'onorevole Di Paola perché mi dà la
possibilità di dare un chiarimento su un punto molto importante: la
banca dati.
Mentre stavo spuntando la posta mi è giunta proprio una lettera -
io ovviamente so qual è l'andamento - del 9 novembre, quindi mi
pare assai tempestiva, con l'oggetto applicativa banca dati
contenzioso. Caricamenti dati contenzioso .
Non solo la banca dati è completa sul piano strutturale, si sta
definendo anche il caricamento, quindi, lei mi consente - con la
sua giusta preoccupazione - di informare il Parlamento come mio
dovere, che la banca dati c'è, la banca dati si sta popolando, è
molto avanzato il popolamento della banca dati e dei numeri ad essa
allegati e delle quantificazioni.
Il contenzioso ESA non c'entra niente. Il contenzioso ESA che,
peraltro, diminuisce il disavanzo perché si è realizzato - mi
piacerebbe ricordarlo - un risparmio da 40 milioni di Euro rispetto
al montante della sentenza del CGA, pronuncia che risale -
l'onorevole Cracolici che è stato magnifico assessore per
l'agricoltura lo sa che c'era questo contenzioso
CRACOLICI il suo Governo. Come no?
ARMAO, assessore per l'economia. No, il precedente Governo.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
ARMAO, assessore per l'economia. Io ho già trasmesso le carte alla
Procura della Corte dei Conti, quindi stia tranquillo. La Procura
accerterà, l'ho fatto io quindi si figuri se mi faccio, in qualche
modo su questo, degli scrupoli. Se ci sono delle responsabilità,
chi ha delle responsabilità, se la Corte lo ritiene, ci sono alcuni
profili di cui poi parleremo che sono veramente singolari, ma ne
parleremo poi più avanti.
Quindi, sotto questo profilo, il Governo regionale sul contenzioso
ESA ha conseguito un consistente risparmio che ha fatto inserire a
deconto del disavanzo.
Quindi, sotto questo profilo la questione risulta sostanzialmente
chiusa perché il disavanzo che era stato ancorato all'intero
montante della pronuncia ESA, oggi viene meno perché la parte che è
pagata è coperta dal Fondo per i contenziosi, il risparmio è tutto
a decremento del disavanzo, quindi sotto questo profilo si è fatto
un grande passo avanti.
Capisco i toni - siamo ormai a meno di un anno dalle elezioni -
capisco i toni, voi avete il giusto dovere di rappresentare
l'opposizione con le sue critiche, noi abbiamo il dovere di
rappresentare l'oggettività delle questioni così come emergono dai
documenti finanziari.
Non c'è nessuna richiesta di fiducia, mi dispiace onorevole Lo
Giudice, non le ho chiesto la fiducia anche perché sarebbe
problematico chiedergliela, e mi fermo qua.
Quindi, sotto questo profilo non è un problema di fiducia. Se lei
vuole guardare le carte, se ritiene che non siano da votare lo
faccia con la sua discrezionalità. Mi fa piacere, però, che lei
oggi sia presente qui in Aula. Perché io la sento parlare di ASU da
un anno ma che mi risulta lei quando si è votata la norma sull'ASU
non c'era, quando si è votata la norma sui cinque milioni dati ad
Agrigento, non c'era neanche. Quindi, mi fa piacere che lei più che
intervenire sui voti sugli ASU preferisca parlarne.
Io credo che bisogna essere conseguenziali, quando si ha a cuore
una tematica e le fa onore avere a cuore una tematica del genere,
probabilmente una maggiore attività parlamentare nel voto sia utile
alla formazione della volontà anche se le devo dire, quel voto sui
5 milioni non ha avuto nessun voto contrario e quindi probabilmente
era una consapevolezza che l'intero Parlamento aveva di fare una
cosa corretta. Non ha avuto alcun voto contrario ho detto.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, non c'è niente di personale,
l'Assessore ha fatto delle considerazioni politiche. Mi scusi,
onorevole Lo Giudice, ma qual è il fatto personale? Se lei afferma
che non è vero quello che dice l'assessore, allora faccia una
dichiarazione di voto, perché non è un fatto personale, ha fatto
delle considerazioni politiche come le ha fatte lei.
LO GIUDICE. Onorevole Cracolici, la prego di scusarmi perché
desidero essere ascoltato dall'assessore Armao.
Io non intervengo per dichiarazioni di voto ma intervengo per
fatto personale perché l'assessore Armao ha fatto delle
affermazioni che solo parzialmente corrispondono al vero. Mi fa
piacere però, assessore, un fatto, che la vedo molto impegnato
nell'andare a conoscere quella che è la mia attività parlamentare e
questo le fa onore, perché se lei impegnasse lo stesso tempo che
impiega a conoscere le mie assenze o presenze con dei mini dossier
che mi dicono lei tiene tra le mani, se lo stesso tempo lo
impegnasse per esempio nelle attività economico-contabili
probabilmente ne avrebbe un maggior beneficio la Sicilia.
Però le voglio ricordare alcuni aspetti perché probabilmente in
merito agli ASU a lei sfuggono. Il sottoscritto è componente della
quinta commissione di cui mi onoro di far parte e io insieme agli
altri autorevoli componenti della commissione abbiamo presentato
l'emendamento inerente l'articolo 36 in quinta commissione, così
come nella mia qualità di capogruppo, caro assessore Armao, ero
presente in occasione della votazione inerente gli ASU anche in
commissione bilancio.
Lei lo ricorderà bene così come io ricordo bene che lei nella
qualità di componente del Governo cinque minuti prima che
trovassimo l'accordo all'interno della commissione bilancio, erano
circa le 11 di sera, in merito allo stanziamento della
stabilizzazione, si è premurato di fare un comunicato stampa
dicendo che il Governo aveva a cuore la tematica degli ASU senza
che il Governo in materia inerente gli ASU abbia messo un solo rigo
all'articolo 36, un solo rigo. Quindi lei a me lezioni sulla mia
attività parlamentare non è nelle condizioni di poterne fare.
I miei interventi se vuole, visto che ha tanto tempo a
disposizione, fatti all'interno dell'Assemblea in merito agli ASU
sono disponibili sia sulla mia pagina facebook che sul mio sito
internet e la invito a vederli. Di certo non devo giustificarmi io
rispetto a quella che è la mia attività parlamentare nei suoi
confronti. Quello che dovrebbe fare lei è invece interessarsi dei
conti della Sicilia, perché vede caro assessore Armao, io sono un
modesto parlamentare da circa 4 anni, lei a entrare e uscire, siete
tra questi banchi da oltre un decennio e sicuramente le
responsabilità del fallimento della Sicilia e della stabilizzazione
degli ASU che aspettano vergognosamente da 25 anni, non sono
attribuibili al sottoscritto, ma sono attribuibili anche a lei per
quello che in 25 anni non ha fatto. Quindi non venga a fare la
morale al sottoscritto perché non è nelle condizioni assolutamente
di farlo.
La mattina che si è votato in Aula l'emendamento degli ASU io non
ero presente perché c'è stato un incidente in autostrada, chieda al
suo segretario di partito, onorevole presidente Micciché che sa
benissimo la situazione e mi aveva detto che gli ASU li avremmo
votati il pomeriggio e ai messaggi eventualmente, ma non si
permetta di fare allusioni sul sottoscritto perché non è né nella
posizione, né nelle condizioni di poterlo fare.
PRESIDENTE. Abbiamo concluso questo percorso della discussione
sull'assestamento. Una discussione abbastanza approfondita. Adesso
vediamo se con un po' di buon senso possiamo passare all'esame
degli articoli.
Onorevole Aricò, onorevole Sammartino, vediamo di prendere posto
perché cominciano le votazioni.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Residui attivi e passivi risultanti dal Rendiconto generale per
l'esercizio 2019
1. I dati presunti dei residui attivi e passivi, riportati
rispettivamente nello stato di previsione delle entrate e delle
spese del bilancio per l'esercizio finanziario 2020, sono
rideterminati, in conformità ai corrispondenti dati definitivi
risultanti dal Rendiconto generale per l'esercizio finanziario
2019, rispettivamente in euro 4.101.259.968,18 ed in euro
3.562.994.740,15.».
Non ci sono emendamenti. Con il parere favorevole della
Commissione e del Governo, pongo in votazione l'articolo 1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Fondo di cassa all'inizio dell'esercizio finanziario 2020
1. Il Fondo di cassa all'inizio dell'esercizio finanziario 2020
riportato nello stato di previsione delle entrate del bilancio per
l'esercizio finanziario 2020 è confermato in euro
1.426.274.294,68».
Con il parere favorevole della Commissione e del Governo, pongo in
votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Accordo transattivo tra Ente di Sviluppo Agricolo
(E.S.A.) e Regione siciliana sottoscritto nel mese di
agosto 2021
1. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 33 della legge
regionale 10 agosto 1965, n. 21 e successive modifiche ed
integrazioni è destinata a garantire gli oneri derivanti
dall'Accordo transattivo perfezionato in data 27 agosto 2021 dalla
Regione siciliana con l'Ente di Sviluppo Agricolo (E.S.A.).
2. Per effetto delle disposizioni di cui al comma 1,
1'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 111, comma 1, della
legge regionale 15 aprile 2021, n. 9 - Allegato 1, per le finalità
dell'articolo 33 della legge regionale 10 agosto 1965, n. 21 e
successive modifiche ed integrazioni è determinata in 13.500
migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2021, 2022,
2023, 2024 e 15.140 migliaia di euro per l'esercizio finanziario
2025 (Missione 16, Programma 1, Capitolo 546401).
3. Ai maggiori oneri di cui al comma 2, pari ad euro 11.867.852,60
per l'esercizio finanziario 2022, euro 4.530.265,70 per l'esercizio
finanziario 2023, euro 13.500.000,00 per l'esercizio finanziario
2024 ed euro 15.140.000,00 per l'esercizio finanziario 2025, si
provvede mediante corrispondente riduzione per i medesimi anni
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 3, comma 21, della
legge regionale 29 dicembre 2016, n. 27 e successive modifiche ed
integrazioni (Missione 20, Programma 3, Capitolo 215754)».
Lo pongo in votazione.
C'è una richiesta di voto palese.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 55
Votanti 43
Maggioranza 22
Favorevoli 28
Contrari 17
Astenuti 1
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Saldo finanziario dell'esercizio finanziario 2019
1. Il saldo finanziario negativo al 31 dicembre 2019 - Totale
Disavanzo (Parte disponibile) integrato dei maggiori accantonamenti
del Fondo crediti di dubbia esigibilità al 31 dicembre 2019 per
euro 34.992.196,45, del Fondo contenzioso per euro 251.029.748,83,
degli Altri accantonamenti per euro 102.612.582,56, dei Vincoli
derivanti da trasferimenti per euro 142.618.975,79 e della Parte
destinata agli investimenti per euro 58.095,21, relativi alle
partite dichiarate irregolari nel giudizio di parificazione della
Corte dei Conti - Sezioni Riunite per la Regione Siciliana di cui
alla deliberazione n. 6/2021/SS.RR./PARI del 18 giugno 2021 parte
A) della decisione concernente il Risultato d'amministrazione , è
rideterminato in complessivi euro 7.418.715.638,23».
Con il parere favorevole della Commissione e del Governo, pongo in
votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Disavanzo finanziario al 31 dicembre 2019
1. Il saldo finanziario negativo al 31 dicembre 2019 - Totale
Disavanzo (Parte disponibile) di cui all'articolo 4, pari ad euro
7.418.715.638,23, è composto dalle seguenti quote:
a) euro 1.338.315.181,92 relativo al residuo al 31 dicembre 2019
del disavanzo dell'esercizio 2014 di cui alla Delib.G.R. n. 229 del
14 settembre 2015;
b) euro 4.761.245.284,17 relativo al residuo al 31 dicembre 2019
del disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario dei
residui;
c) euro 187.218.858,42 relativo al residuo al 31 dicembre 2019 del
disavanzo derivante dalla gestione dell'esercizio 2017;
d) euro 1.026.618.749,46 relativo al residuo al 31 dicembre 2019
del disavanzo derivante dalla gestione dell'esercizio 2018;
e) euro 105.317.564,26 relativo al disavanzo derivante dalla
gestione dell'esercizio 2019.
2. A parziale modifica del piano di rientro di cui all'articolo 2,
comma 4 della legge regionale 28 dicembre 2019, n. 30, il saldo
finanziario negativo di euro 7.418.715.638,23, di cui al comma l, è
ripianato come segue:
a) per euro 1.338.315.181,92:
a1) con le quote dell'esercizio 2020 di cui all'articolo 4, comma
2, della legge regionale 28 dicembre 2019, n. 30, pari ad euro
57.131.972,20 ed euro 42.420.362,67;
a2) in 13 quote costanti di euro 57.131.972,20 a decorrere
dall'esercizio finanziario 2022 relative al residuo al 31 dicembre
2019 del disavanzo dell'esercizio 2014 di cui alla deliberazione
della Giunta regionale n. 229 del 14 settembre 2015 da ripianare ai
sensi del comma 886 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018,
n. 145 ed una quota di euro 114.263.944,43 per l'esercizio 2035
relativa alla quota di cui agli obblighi di copertura a carico
dell'esercizio 2021 derivanti dal disavanzo accertato con
l'approvazione del rendiconto 2018 rinviata all'anno successivo a
quello di conclusione del ripiano originariamente previsto ai sensi
del secondo periodo del comma l, dell'articolo 7, del decreto
legislativo 27 dicembre 2019, n. 158 e s.m.i.;
a3) in 2 quote di euro 42.420.362,67 a decorrere dall'esercizio
finanziario 2022 e una quota di euro 14.140.120,89 per l'esercizio
2024 relative alle quote non recuperate al 31 dicembre 2018 del
disavanzo dell'esercizio 2014 di cui alla deliberazione della
Giunta regionale n. 229 del 14 settembre 2015 da ripianare ai sensi
del comma 1, dell'articolo 7, del decreto legislativo 27 dicembre
2019, n, 158 e s.m.i., nonché una quota di euro 282.802.417,79 per
l'esercizio 2025 relativa alla quota di cui agli obblighi di
copertura a carico dell'esercizio 2021 derivanti dal disavanzo
accertato con l'approvazione del rendiconto 2018 rinviata all'anno
successivo a quello di conclusione del ripiano originariamente
previsto, ai sensi del secondo periodo del comma l, dell'articolo
7, del decreto legislativo 27 dicembre 2019, n. 158 e s.m.i.;
b) per euro 4.761.245.284,17:
b1) con le quote dell'esercizio 2020 di cui all'articolo 4, comma
2, della legge regionale 28 dicembre 2019, n. 30 pari ad euro
164.180.871,87 ed euro 49.254.261,56;
b2) in 23 quote costanti di euro 164.180.871,87 a decorrere
dall'esercizio finanziario 2022 relative al residuo al 31 dicembre
2019 del disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario dei
residui da ripianare ai sensi dell'articolo 3, comma 16, del
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche
ed integrazioni ed una quota di euro 328.361.743,69 per l'esercizio
2045 relativa alla quota di cui agli obblighi di copertura a carico
dell' esercizio 2021 derivanti dal disavanzo accertato con
l'approvazione del rendiconto 2018 rinviata all'anno successivo a
quello di conclusione del ripiano originariamente previsto, ai
sensi del secondo periodo del comma 1, dell'articolo 7, del decreto
legislativo 27 dicembre 2019, n. 158 e s.m.i.;
b3) in 2 quote di euro 49.254.261,56 a decorrere dall'esercizio
finanziario 2022 e una quota di euro 16.418.087,19 per l'esercizio
2024 relative alle quote non recuperate al 31 dicembre 2018 da
ripianare ai sensi del comma 1, dell'articolo 7, del decreto
legislativo 27 dicembre 2019, n. 158 e s.m.i., nonché una quota di
euro 328.361.743,73 per l'esercizio 2025 relativa alla quota di cui
agli obblighi di copertura a carico dell'esercizio 2021 derivanti
dal disavanzo accertato con l'approvazione del rendiconto 2018
rinviata all'anno successivo a quello di conclusione del ripiano
originariamente previsto, ai sensi del secondo periodo del comma 1,
dell'articolo 7, del decreto legislativo 27 dicembre 2019, n. 158 e
s.m.i.;
c) per euro 187.218.858,42:
c1) con la quota dell'esercizio 2020 di cui all'articolo 4, comma
2, della legge regionale 28 dicembre 2019, n. 30 pari ad euro
6.240.628,61;
c2) in 27 quote costanti di euro 6.240.628,61 a decorrere
dall'esercizio finanziario 2022 relative al disavanzo derivante
dalla gestione dell'esercizio 2017 da ripianare ai sensi del comma
874 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, ed una
quota di euro 12.481.257,34 per l'esercizio 2049 relativa alla
quota di cui agli obblighi di copertura a carico dell'esercizio
2021 derivanti dal disavanzo accertato con l'approvazione del
rendiconto 2018 rinviata all'anno successivo a quello di
conclusione del ripiano originariamente previsto, ai sensi del
secondo periodo del comma l, dell'articolo 7, del decreto
legislativo 27 dicembre 2019, n. 158 e s.m.i.;
d) per euro 1.026.618.749,46:
d1) con la quota dell'esercizio 2020 di cui all'articolo 4, comma
2, della legge regionale 28 dicembre 2019, n. 30 pari ad euro
102.661.874,95;
d2) in 2 quote di euro 102.661.874,95 a decorrere dall'esercizio
2022 e una quota di euro 34.220.624,98 per l'esercizio 2024
relative al disavanzo derivante dalla gestione dell'esercizio 2018
da ripianare ai sensi del comma 1, dell'articolo 7, del decreto
legislativo 27 dicembre 2019, n. 158 e s.m.i., nonché una quota di
euro 684.412.499,63 per l'esercizio 2025 relativa alla quota di cui
agli obblighi di copertura a carico dell'esercizio 2021 derivanti
dal disavanzo accertato con l'approvazione del rendiconto 2018
rinviata all'anno successivo a quello di conclusione del ripiano
originariamente previsto, ai sensi del secondo periodo del comma 1,
dell'articolo 7, del decreto legislativo 27 dicembre 2019, n. 158 e
s.m.i.;
e) per euro 105.317.564,26:
e1) in 2 quote di euro 52.658.782,13 a decorrere dall'esercizio
2021 relative al disavanzo derivante dalla gestione dell'esercizio
2019 da ripianare negli esercizi considerati nel bilancio di
previsione non oltre la durata della legislatura regionale, ai
sensi del comma 12, dell'articolo 42, del decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118 e s.m.i..
3. Per effetto delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2, per gli
esercizi finanziari 2021 e successivi cessano di avere vigore le
disposizioni di cui all'articolo 4, comma 2, della legge regionale
28 dicembre 2019, n. 30».
Con il parere favorevole della Commissione e del Governo, pongo in
votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Allegati
1. E' approvata la Nota integrativa all'assestamento, ivi compresi
i prospetti del disavanzo di cui al decreto ministeriale 4 agosto
2016 (Allegato 1).
2. Gli allegati al Bilancio di previsione 2021/2023 di cui alle
lettere h), o), p) e q) dell'articolo 4 della legge regionale 15
aprile 2021, n. 10 sono rispettivamente sostituiti dai seguenti:
a) Prospetto dimostrativo del risultato presunto al 31 dicembre
2020 (Allegato 2);
b) a1) Elenco risorse accantonate - Bilancio di Previsione 2021-
2023 (Allegato 3);
c) a2) Elenco risorse vincolate - Bilancio di Previsione 2021-2023
e a2.1) Elenco da trasferimenti - Bilancio di Previsione 2021/2023
(Allegato 4);
d) a3) Elenco risorse destinate agli investimenti - Bilancio di
Previsione 2021-2023 (Allegato 5)».
È stato presentato un emendamento tecnico del Governo. Assessore
Armao, per favore, può spiegare l'emendamento?
ARMAO, assessore per l'economia. Come dice la relazione del
Ragioniere generale, è un errore materiale nella somma da vincolare
nel risultato in corrispondenza del capitolo 2142920. Tale modifica
ha comportato la modifica degli importi della corrispondente voce
Altri accantonamenti'. È un fatto puramente c'è stato un errore di
imputazione e quindi si sono dovuti allineare i dati, è un fatto
materiale, non c'è nessuna
PRESIDENTE. Con il parere favorevole della Commissione e del
Governo, pongo in votazione l'emendamento All.3.1.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6, così come è stato riformulato
attraverso l'approvazione dell'emendamento All.3.1, con il parere
favorevole della Commissione e del Governo. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Variazioni al bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione dell'entrata e della spesa del
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2021 e per il
triennio 2021-2023 sono introdotte le variazioni di cui alla
annessa tabella A discendenti dall'applicazione delle
disposizioni della presente legge».
Con il parere favorevole della Commissione e del Governo, pongo in
votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Con il parere favorevole della Commissione e del Governo, pongo in
votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Rinviamo la votazione finale del disegno di legge.
Seguito della discussione del disegno di legge Modifiche alla
legge regionale 15 aprile 2021, n. 9 (n. 962/A Stralcio II COMM.
bis/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge posto al n. 2) del III punto all'ordine del giorno Modifiche
alla legge regionale 15 aprile 2021, n. 9. n. 962/A Stralcio II
COMM. bis/A.
La discussione sull'articolo 1 era già stata fatta, cominciamo con
le votazioni.
Distribuiamo il testo, per favore.
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato l'emendamento
3.10, a firma del Governo.
CRACOLICI. Non ce ne sono altri?
PRESIDENTE. Ci sono poi emendamenti aggiuntivi.
CRACOLICI. Il Governo ha presentato emendamenti?
PRESIDENTE. Oltre all'emendamento 3.10, è stato presentato
l'emendamento 6.2 e un altro che è alla Tabella 2. Prego gli uffici
di distribuire gli emendamenti.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, visto che finalmente ci apprestiamo a
trattare le variazioni di bilancio, che ormai sono diventate un
tema fin troppo discusso dentro quest'Aula, mi auguro che questa
sia la sera buona perché si possa arrivare comunque alla votazione
di un testo che sia rispondente alle esigenze delle categorie che
sono inserite all'interno di questa variazione, ovviamente mi
riferisco in primis agli ASU.
Noi come Lega abbiamo fatto delle richieste ben precise, anche
durante la Conferenza dei Capi Gruppo, che erano legate
all'imprescindibile volontà di approvare questo testo
condizionandolo a una ratio che è quella che, peraltro, ha portato
la V Commissione all'approvazione di un emendamento a firma di
tutti i componenti della Commissione, nonché anche del Governo,
condivisa da tutte le forze politiche che, a fronte di una
situazione piuttosto paradossale - se vogliamo così definirla - che
vede i lavoratori quasi in procinto di essere stabilizzati, si è
fatto un passo indietro e poi un altro ancora per cui oggi ci
stiamo ritrovando a dover parlare dell'utilizzo di una quantità di
somme che non è certamente quello che può risolvere il problema ma
che può essere un segnale.
In merito all'emendamento che è stato presentato in V Commissione
la scorsa settimana c'è stata un'ampia condivisione e la Lega ha
chiesto fortemente che fosse questo il testo che potesse approdare
oggi in Aula affinché si potessero utilizzare i cinque milioni
rimanenti per il 2010, così come dice la lettera b) dell'articolo 4
di questo testo che oggi è in Aula, per poter dare un incremento
orario ai lavoratori ASU.
Voglio fare una precisazione in merito a questa ultima frase,
perché io ritengo corretto proprio perché stiamo tentando di
stabilizzare questi lavoratori, il processo di stabilizzazione è
stato per il momento sospeso, o meglio ancora non è del tutto
sospeso ma c'è un'impugnativa pendente avverso la quale la Regione
sta resistendo, ma poiché stiamo parlando di stabilizzazione,
quindi di dignità del lavoro e di trasformare l'indennità,
un'indennità che chiaramente non è un lavoro lo dice la parola
stessa, è ovvio che non hanno un contratto di lavoro ad oggi gli
ASU, spesso si sono definiti del personale che in maniera impropria
presta l'attività presso la Pubblica Amministrazione perché sono
dei sussidiati, ebbene allora noi abbiamo individuato, ripeto, con
l'unanimità delle forze politiche in V Commissione, nonché del
Governo, la volontà era quella di aumentare il monte orario di
questi lavoratori in vista di una iniziativa che abbiamo voluto
tutti come Parlamento, cioè il percorso di stabilizzazione, ma
utilizzare i cinque milioni per l'incremento orario ci sembrava la
cosa più corretta nei confronti di chi vuole lavorare e di chi non
vuole un regalo, perché questi lavoratori hanno espresso in maniera
univoca una volontà: Noi non vogliamo regalato nulla Noi vogliamo
lavorare e dal lavoro ne discende il nostro stipendio ed è chiaro
che la stabilizzazione va in questo senso e l'Aula tutta l'ha
compreso in questo senso. Quindi la Lega ha chiesto fortemente che
questi cinque milioni fossero destinati all'incremento orario,
l'emendamento così riportava durante la votazione in Commissione
che è stata appunto all'unanimità.
Io mi auguro che il Governo, alla luce delle valutazioni di tipo
economiche, abbia accolto questa nostra importante richiesta che,
ripeto, non è contrattabile per una ragione sola non stiamo facendo
nessun regalo a nessuno.
Io credo che tutti con buona volontà stiamo cercando di dare a un
comparto numeroso che oggi purtroppo per le ragioni che tutti
sappiamo non ha ancora un contratto di lavoro ma che di fatto porta
avanti la macchina amministrativa ai vari livelli in cui è
impegnato.
E allora io ritengo che questo incremento orario secondo me
diventa un passo di buona volontà, così va intesa, perché è chiaro
che le somme a disposizioni serviranno solo per questo fine anno
affinché, appunto, si possa dare anche il senso non della
lontananza, cosa che è stata a mio avviso ovviamente percepita dai
lavoratori, invece di una responsabilità da parte di tutto il
Parlamento.
Perché, signor Presidente, io devo dire che le critiche sono tutte
bene accolte quando hanno un fondamento ma dire che ci sono dei
deputati che non hanno a cuore o comunque che ci sono, devo dire il
Parlamento tutto, che non abbia a cuore la volontà di portare poi a
termine, invece, un percorso serio che è quello dell'aumento
orario, non mi sembra giusto.
E, allora, ecco perché oggi questa votazione deve in qualche modo
restituire a tutti noi la credibilità che nel nostro intendimento
c'è tutto, che è quello, almeno questa è la nostra proposta come
Lega, ma ritengo che sarà sposata da tutti, che è quello di dare
una copertura finanziaria ad un incremento orario che sarà per
quest'anno, ci auguriamo che per l'anno prossimo questo diventi un
percorso virtuoso che possa portarci addirittura alla
stabilizzazione perché la Regine sta resistendo rispetto a questa
impugnativa, per cui diciamo, ecco, come buon auspicio di una
conclusione di un anno difficilissimo, ma come inizio di un
percorso che dopo venticinque anni, finalmente, parla realmente di
dare dignità ai lavoratori. Ritengo che un regalo non sarebbe
gradito assolutamente ai lavoratori che chiedono soltanto cosa? Di
lavorare e di essere remunerati per quello che fanno in più.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, pregherei i colleghi di intervenire
nei cinque minuti che sono stati assegnati.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, durante la
finanziaria come tutti sappiamo abbiamo approvato il famigerato
articolo 36 che tendeva alla stabilizzazione dei lavoratori ASU.
L'articolo 36 è stato impugnato e si è deciso in questa eterna
corsa al ribasso nei confronti dei lavoratori ASU di salvaguardare
le somme che coprivano la stabilizzazione di questi lavoratori per
garantire loro una sorta di integrazione oraria in questi due mesi
prima della fine del 2021, la somma che ricordo era dieci milioni
di euro.
In corso d'opera, l'assessore, se non sbaglio, Zambuto ha
presentato in una norma un articolo che istituiva un prestito
capestro nei confronti dei comuni agrigentini che fanno parte di
Aica e toglieva i 5 milioni di euro dei 10 milioni che spettavano
agli ASU per garantire questa forma di prestito ad Aica, questo
perché? Perché si fece un ragionamento, il Governo fece un
ragionamento, devo dire contorto, per dire siccome stiamo arrivando
alla fine dell'anno e comunque ad ogni modo non riusciremo a
spendere 10 milioni di euro, 5 milioni di euro li destiniamo ad
Aica e 5 milioni di euro li destiniamo ai lavoratori ASU per
l'integrazione oraria, e fin qui, diciamo che il ragionamento
poteva avere un senso.
Ieri ci accorgiamo non solo che mancavano i 5 milioni di euro per
l'integrazione oraria agli ASU, ma che addirittura mancavano 3
milioni di euro per garantire il dovuto cioè l'assegno di sussidio
che questi lavoratori di fatto percepiscono ogni anno.
In Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ieri si è
raggiunto un diciamo accordo, che poi accordo non è, che è quello
di garantire almeno il dovuto a questi lavoratori, lasciando la
speranza di un'integrazione orario speriamo di 5 milioni di euro
per comunicare a questi lavoratori un messaggio cioè che l'Aula,
l'assemblea regionale siciliana tutta, il Parlamento tutto, ha a
cuore le sorti di questi lavoratori.
Oggi non vediamo, signor Presidente, gli emendamenti che in
qualche modo ieri qualcuno aveva promesso cioè c'era l'assessore
Armao che si era impegnato a presentare un emendamento in
variazione di bilancio di 3 milioni di euro per garantire il
dovuto, un milione di euro appostato nel capitolo che riguarda la
stabilizzazione per dire al Governo centrale che il Governo
regionale in qualche modo ha ancora a cuore le sorti di questi
lavoratori e che, quindi, ancora vuole insistere per la loro
stabilizzazione, un altro emendamento per garantire un'integrazione
oraria minima, siamo alla fine dell'anno, qualcosa si deve pur
riconoscere a questi lavoratori, però noi ci ritroviamo ancora con
le stesse variazioni di bilancio e non ci ritroviamo qui gli
emendamenti che erano stati promessi ieri.
A questo si aggiunge che al comma 1 dell'articolo 1 di questa
variazione di bilancio insiste sempre un taglio di 10 milioni di
euro, diceva all'inizio della seduta l'onorevole Laccoto, a spese
ed a carico dei comuni.
Quindi, abbiamo un assessore per gli enti locali che va a Roma a
protestare per i tagli ai comuni ma il Governo regionale taglia 10
milioni di euro ai comuni di questa Isola.
Ecco, io gradirei, magari, se ci possiamo fermare cinque minuti,
Presidente, così ci arrivano gli emendamenti e noi abbiamo modo di
leggerli perché in Conferenza dei capigruppo così eravamo rimasti.
Io, in questo minuto, non vedo emendamenti per garantire il dovuto
ai lavoratori ASU.
Speriamo che da qui a breve arrivino.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri, nel corso
della discussione generale, abbiamo evidenziato che il disegno di
legge sulle variazioni di bilancio aveva delle influenze negative
per gli enti locali per una caratteristica, cioè il segno meno
ulteriori riduzioni per gli enti locali .
Il nostro giudizio, da questo punto di vista, non cambia nei
confronti del testo.
Per fortuna, rispetto a ieri, arriva la buona notizia relativa
all'impegno economico nei confronti dei lavoratori ASU.
La Commissione si è impegnata, l'onorevole Dipasquale che
rappresenta il Partico democratico, in commissione è stato parte
attiva, come lo siamo stati tutti, per dare un segnale di presenza,
di evidenza ad una categoria che, ingiustamente, sta pagando
l'impugnativa del Governo nazionale, alla Presidenza del Consiglio
dei ministri, in ordine alla stabilizzazione.
Come è stato già detto in quest'Aula, il Partito democratico
ritiene che questo sia un segnale, una presenza significativa della
politica per dire ai lavoratori che il Parlamento c'è, che la
politica c'è e che, in un momento di grandi difficoltà,
un'integrazione oraria rappresenta anche un segnale di attenzione.
Credo che la politica debba dare il meglio di sé col confronto,
col dialogo anche tra le parti istituzionali, in cui ognuno di noi
deve fare la sua parte per accompagnare sempre più e sempre meglio
questa categoria verso quest'auspicata stabilizzazione.
A me consta dirlo in primo luogo, non soltanto da parlamentare ma
anche da sindaco, è una delle categorie che ha dato di più agli
enti locali in Sicilia negli ultimi decenni.
Si tratta di una categoria di lavoratori che con dedizione,
passione, attenzione peraltro esplica un gran numero di servizi,
alcuni dei quali esulano di gran lunga dalle possibilità di
inquadramento previste.
Ed io credo che, in un momento così difficile, come quello che
stanno attraversando gli enti locali - e lo testimonia ancora oggi
il segno meno nella riduzione di queste variazioni di bilancio per
la disattenzione del Governo - occorre invertire la rotta.
Quindi, la stabilizzazione è il primo di un lungo percorso che
deve riguardare questa categoria di lavoratori e, quindi, gli enti
locali.
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, allora che dire?
Arriviamo, auspicabilmente, credo dopo oltre un mese, a discutere
e votare questo disegno di legge, le variazioni di bilancio.
Come Lega, sin dall'inizio, abbiamo posto una pregiudiziale che
riguarda la platea degli ASU, già richiamati nei precedenti
interventi dai miei colleghi.
Circola in Aula un emendamento, con la firma dell'Assessore Armao
e del Ragioniere generale, che individua le somme per dare -
termine usato da diversi miei colleghi in queste settimane - un
segnale a questi lavoratori, da qualcuno termine stigmatizzato come
demagogico.
Però, credo che sia fondamentale dare questo segnale, dare
dignità, dare speranza ad una platea che, in qualche modo, senza
voler ricercare responsabilità, nella scorsa finanziaria, anzi dopo
la scorsa finanziaria, con l'impugnativa dell'articolo 36, ha
subito un contraccolpo importante e anche in queste settimane
onestamente la gestione della vicenda non è stato il massimo della
vita perché da prima in Commissione abbiamo lavorato, firmato e
condiviso con il Governo un emendamento che portava all'aumento
delle ore, dopodiché la settimana dopo questo emendamento è stato
censurato, son venuti meno le somme per il sussidio ordinario,
fortunatamente nelle ore intercorrenti tra ieri sera e questo
momento sembra che si siano trovate le risorse però desidererei
capire perché l'emendamento, a meno che io non mi sia perso qualche
passaggio, non è numerato, Presidente.
Chiedo anche di capire perché non sia stato distribuito., perché
chiaramente vorremmo avere anche la certezza di poterlo votare
questo emendamento e siccome al momento è ancora solo una fotocopia
con le firme gradiremmo visto che è dirimente la questione rispetto
alla votazione dell'intero disegno di legge capire quando e come lo
votiamo e se lo possiamo numerare e avere a disposizione tutti
perché in questo momento lo abbiamo di riffa, di raffa però,
insomma, sarebbe il caso di capire come comportarci in merito a
questo tema, anche perché come ho già spiegato ai rappresentanti
del Governo ieri sera per la lega è un tema dirimente e il
giudizio complessivo e la modalità di votazione che la Lega avrà su
questo disegno di legge dipenderà appunto da ciò che faremo
rispetto alla platea degli ASU e quindi chiedo chiarimenti rispetto
alla distribuzione di questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Catalfamo, l'emendamento il Governo l'ha
presentato e ovviamente è in questo momento tra gli aggiuntivi,
quindi sarà votato certamente. Tecnicamente sugli aggiuntivi.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, come lei ben sa, ieri la Conferenza dei
Capigruppo si è conclusa con la determinazione che da lì a dieci
minuti in Aula avremmo ascoltato l'Assessore Armao per sapere se
rispetto alle nostre richieste che riguardavano appunto i
lavoratori ASU il Governo era in grado di dare una risposta.
Non sono passati dieci minuti ma ventiquattro ore. Io chiedo che
la seduta riprenda sul punto con una relazione integrativa del
Governo per bocca dell'Assessore all'economia che ci informi sugli
sviluppi di quell'impegno che era stato assunto altrimenti
rischiamo di fare un dibattito non sulla realtà. Grazie.
PRESIDENTE. Io l'ho dichiarato perché ho visto l'emendamento
presentato.
Assessore Armao, ha facoltà di parlare.
ARMAO, assessore per l'economia. Ringrazio l'onorevole Lupo che mi
dà la possibilità che purtroppo non ho avuto la scorsa settimana
quando si sono diffuse informazioni non esatte sul tema degli ASU e
dell'impegno del Governo, prima di tutto dell'onorevole Scavone che
ha la competenza nel merito e del Presidente, di tutti noi e per
quanto mi riguarda per la parte finanziaria.
L'articolo 36 della legge 9 del 2021, io ho informato anche la
Commissione del Presidente, per la stabilizzazione a tempo
indeterminato anche con contratti di lavoro a tempo parziale dei
lavoratori inseriti nell'elenco di cui all'articolo 30 della legge
5 del 2014, è stata autorizzata la spesa di dieci milioni di euro
con, appunto, la norma che voi ricorderete ed euro
54.159.000.000,00 per ciascuno degli esercizi '22 e '23.
L'articolo 113, allegato 2 della medesima legge regionale, quindi
la legge approvata dal Parlamento prevedeva due disposizioni, uno
stanziamento e poi un cosiddetto congelamento degli importi di
spesa a fini cautelativi quindi non con l'obiettivo di togliere
delle risorse ma di congelarle nell'ambito delle normali, ormai
normali negoziazioni con lo Stato, che non riguarda per altro solo
Sicilia, riguardano tutte le speciali. Basta guardare il Decreto
fiscale e vedete che le assegnazioni ulteriori sono fatte dalla
Regione Friuli e alla Regione Sardegna. C'è un tema, quindi,
oggettivo di finanziamento delle Regioni speciali che riguarda però
le relazioni tra queste e il Governo nazionale.
Com'è noto l'articolo 36 viene assoggettato a impugnativa da parte
dello Stato con delibera del Consiglio dei Ministri del 17 giugno
2021 ed allo stato attuale il ricorso risulta pendente e la Regione
ha dispiegato le proprie difese in fase pregiudiziale - l'assessore
Scavone ha seguito personalmente come me il negoziato con lo Stato
- come sapete abbiamo salvato la gran parte delle disposizioni di
quella legge di stabilità dall'impugnativa. Purtroppo, per
l'ostinazione di alcuni esponenti del MEF non siamo riusciti a
salvare quella riguardante gli ASU.
Saranno, quindi, dispiegate anche in giudizio tutte le difese
possibili e immaginabili, mentre l'Assessore Scavone che potrà dare
ragguagli più puntuali di quelli che posso dare io, ha più volte
cercato un'interlocuzione proficua e risolutiva con il Ministero
del lavoro finora, purtroppo, non trovando nel Ministero del lavoro
adeguata attenzione ad un tema che solo in Sicilia rischia di
restare abbandonato a se stesso, mentre invece in altre parti
d'Italia ha avuto ben diverse risposte. Sarebbe giusto quindi che
quel Ministero riconoscesse eguaglianza a tutti i cittadini.
Va precisato poi che con il disegno di legge 962 che stiamo
esaminando sono state rideterminate le autorizzazioni di spesa per
gli anni 2021, 2022 e 2023 al netto di somme previste quale
riduzione di spesa dall'allegato 2.
Va precisato che si tratta di appostazioni contabili non
direttamente refluenti sull'anno in corso che sono imposte dal
negoziato in corso con lo Stato al cui esito potranno, con le
successive variazioni che ci accingiamo a firmare dopo che avremo
concluso questa approvazione perché - come sapete - lo Stato ha
condizionato la definizione dell'accordo alla conclusione di questo
impegno che era statoassunto per scongiurare l'impugnativa della
legge di stabilità.
In particolare con l'articolo 4, comma 1, del predetto disegno di
legge, il nostro disegno di legge, vengono apportate le seguenti
modifiche: si determina relativa spesa in euro 26 milioni per il
2022 e 43 per il 2023 che non saranno gli stanziamenti che
resteranno inalterati, ma sono gli stanziamenti ai quali dobbiamo
far scendere gli impegni per poi ottenere dallo Stato le somme
aggiuntive che ci consentiranno di rimpinguare queste risorse.
Con lettera b) la copertura finanziaria inizialmente prevista in
10 milioni viene limitata al solo anno 2021 in considerazione delle
rideterminazioni delle assegnazioni in favore dei comuni per l'anno
2021, quindi come voi sapete ai famosi 5 milioni.
Com'è che si arrivati a questa riduzione? Si è arrivati a questa
riduzione per un'iniziativa di questo Parlamento che è
assolutamente condivisibile perché, essendo quasi giunti a metà
anno, era piena estate di quest'anno e quindi l'eventuale impegno
finanziario non avrebbe potuto riguardare l'intera somma di 10
milioni ma soltanto la metà, il Parlamento, il Governo su questo
non ha avuto iniziativa e quindi mi dispiace che qualcuno abbia
ascritto o tentato di ascrivere ad iniziativa governativa la
sottrazione di questi 5 milioni, mi fa specie che mi sia visto
anche raffigurato in vignette come uno dei bassotti che con un
sacco pieno di dollari si avvia a sottrarre risorse agli ASU. Non
abbiamo tolto nessuna risorsa agli ASU. Il Parlamento
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, assessore per l'economia. Guardi, io ho le carte; ne ho
parlato anche con l'onorevole Di Paola che me le ha chieste e in
modo assolutamente rigoroso le ho fatte vedere e poi se le mi userà
la cortesia di dedicarmi quattro minuti le farò vedere anche a lei.
Mi piace essere puntuale nelle osservazioni. Quindi, ho ricostruito
tutta la serie documentale.
Dicevo è un'iniziativa parlamentare, il Parlamento ha votato senza
nessun voto contrario questa cosa, ci troviamo di fronte a una
gestione serena dove è inutile fare a gara a chi vuole caricare
all'altro scelte che poi sono state condivise da tutti, perché
bisognava intervenire su Agrigento e nessuno è stato contrario a
quella scelta.
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, assessore per l'economia. Onorevole, mi scusi, non sto
dicendo che è stato voto unanime, sto dicendo che non c'è stato un
voto contrario. Ci sono stati astenuti e assenti e ovviamente
favorevoli, ma voti contrari non ce ne sono stati. Io sto
constatando, i verbali sono a disposizione di tutti e credo che
servano a dare informazioni corrette. Qua la dobbiamo finire di
dire c'è chi la responsabilità di avere sottratto, è una scelta
condivisa dove non c'è nessun cattivo e nessun buono, ci sono
scelte, esigenze che sono state condivise da tutti.
Ora il Governo, d'intesa con la maggioranza, è intervenuto
l'onorevole Catalfamo col quale ci siamo sentiti reiteratamente in
questi giorni e con il partito della Lega su questi temi, ma lo
abbiamo fatto anche con l'assessore Scavone e con le altre forze
politiche anche di opposizione, con il Partito Democratico, con il
Movimento Cinque Stelle, c'è stato su questo un confronto leale per
rinvenire le risorse che consentano di rimpinguare le
sopravvenienze di quest'anno e contemporaneamente effettuare
un'assegnazione una tantum per il 2021, avuto riguardo alle
esigenze connesse alla pandemia e al particolare stress lavorativo
che è stato richiesto per questi lavoratori già provati da una
remunerazione, un sussidio, diceva l'onorevole Caronia ieri, una
assistenza e l'onorevole Figuccia che sono intervenuti su questo
punto, sussidiati aveva definito. E certo, è un sussidio e fa
specie pensare che ci siano persone che lavorano, che prendono un
sussidio che non è neanche al cinquanta per cento del reddito di
cittadinanza, già questo di per sé dovrebbe far riflettere su una
situazione di oggettiva condizione difficile che impone a tutti noi
la massima attenzione.
Quindi, su questo, questo stanziamento da 4 milioni 571 mila euro
consente, proprio avuto a riguardo lo stato di emergenze che come
voi sapete arriva al 31 dicembre ed è stato ulteriormente
prorogato, di riconoscere un minimo intervento, quasi due
mensilità, per lo sforzo che è stato svolto da questi lavoratori in
una difficoltà particolare qual è quella determinata dalla
situazione pandemica.
Questo il Governo propone, precisando però, passo la parola al
collega Scavone che ha più competenze di me su questo profilo
concernente il regime giuridico, che non è nella possibilità della
Regione, così diceva il suo Direttore generale, di incrementare
l'orario e, quindi, ci dobbiamo attenere a interventi finanziari di
sostegno. Grazie.
Spero di essere stato esaustivo, onorevole Lupo.
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, assessore per l'economia. La proposta sul piano finanziario
è tre milioni e quattrocento
PRESIDENTE. 042, più 823.
ARMAO, assessore per l'economia. Quello riguarda i PIP. 3 milioni
e rotti per quanto riguarda le sopravvenienze per giungere al
plafond dovuto a questa categoria. 3 milioni che mancavano per il
plafond del capitolo complessivo secondo le esigenze lavorative,
poi 4 milioni 571 che equivalgono a mille euro a lavoratore per il
riconoscimento della situazione di difficoltà oggettiva nella quale
hanno dovuto prestare il lavoro in questo anno difficile con la
conseguenza che si procede , questa è la proposta del Governo.
Grazie.
Io vorrei però, per dare
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, assessore per l'economia. Sono finanziamenti di variazione,
con finanziamenti di variazione, risorse che abbiamo recuperato da
altri capitoli che oggi mostrano disponibilità.
Io pregherei l'assessore Scavone però di esplicitare il perché ci
dobbiamo fermare, vorremmo spingerci più avanti ma ci dobbiamo
fermare a questa configurazione.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, signori onorevoli, il vicepresidente
Armao ha spiegato tecnicamente quanto è avvenuto ricostruendo, a
partire dall'articolo 36 della finanziaria, che insieme abbiamo
contribuito a costruire questa vicenda che riguarda gli Asu.
In questi giorni tante cose sono avvenute, devo dire avete
registrato il mio silenzio rispetto ad aspetti anche goliardici,
chiamiamoli così, all'interno dei quali la politica si è rifugiata
rispetto ad una vicenda nella quale di goliardia c'è poco.
C'è una platea di 4571 persone che abbiamo insieme, se mi
consentite ribadisco insieme, ma con una iniziativa che è partita
dal Governo, utilizzando, a partire dal Dipartimento Lavoro i commi
292 fino al 296 della finanziaria dello Stato, un percorso che in
quella finanziaria viene tracciata per gli Lsu e che noi abbiamo
agguantato per cercare di trovare finalmente dopo 24 anni una
soluzione giusta, corretta, nei confronti di questi lavoratori.
Quella intuizione del Governo in V Commissione è diventata un
articolo condiviso all'unanimità e poi riportato all'interno della
finanziaria che è l'articolo con cui abbiamo insieme costruito il
percorso di stabilizzazione degli Asu.
Nessuno del Governo ha rivendicato questa soluzione, anzi il
Governo ha sottolineato più volte, come dire, la condivisione
corale di questa scelta e di questa intuizione, rispetto a questo
lavoro ci siamo trovati devo dire con grande amarezza ed in maniera
inspiegabile l'impugnativa del Governo nazionale.
L'impugnativa avviene il 18 giugno; noi dal 26 giugno appena ne
abbiamo avuto notizia formale abbiamo chiesto l'apertura di un
tavolo tecnico; abbiamo prodotto emendamenti che abbiamo messo
nelle mani dei capigruppo dei partiti che costituiscono la
maggioranza relativa all'interno di questo Governo perché si
aprisse un tavolo tecnico; abbiamo ribadito più volte, lo abbiamo
fatto a luglio, lo abbiamo fatto a settembre e da ultimo lo abbiamo
fatto ad ottobre con questa mia nota la richiesta dell'apertura di
un tavolo tecnico al Governo nazionale; abbiamo incontrato i
sindacati confederali, abbiamo incontrato gli altri sindacati;
abbiamo, io personalmente, sentito i segretari regionali dei
partiti più significativi che contribuiscono alla responsabilità
diretta a livello centrale nella soluzione degli Asu e, fino ad
oggi, c'è stata solo una risposta: un assoluto, terrificante,
silenzio. Una vergognosa, se mi consentite, distanza rispetto ad un
problema che abbiamo posto.
Gli ultimi giorni del mese di ottobre al Ministro del lavoro e
delle politiche sociali, onorevole Orlando, io stesso, ho ricordato
tutte le note formali che abbiamo mandato. Tutte le quotidiane
telefonate e gli altri incontri informali che abbiamo avuto , e
aggiungo, invero, le richieste formali dei diversi tentativi
esperiti dai miei uffici con i suoi più stretti collaboratori non
hanno ingenerato alcun tipo di riscontro anche di segno negativo
per mancato interesse sulla vicenda che, nei fatti, ha costituito
un grave precedente nelle decennali relazioni tra questa Regione a
Statuto speciale ed il Governo centrale. Ed aggiungo, la mia lunga
storia politica ha da sempre puntato su due precondizioni
essenziali: il rispetto reciproco nella ricerca del dialogo.
Tuttavia, devo registrare con non poca amarezza che con la signoria
vostra questi strumenti non hanno funzionato. Il Governo della
Regione continuerà con ogni mezzo a tutelare questo percorso .
Rispetto a questo, se mi consentite, quotidiano silenzioso, non
abbiamo parlato con i media, non abbiamo rilanciato come dire
strumentalmente come altri hanno ritenuto di fare questa posizione
del Governo, abbiamo registrato tutta una serie di condizioni che
hanno alimentato ansia nei confronti di questi lavoratori, mettendo
in discussione aspetti tecnici che l'assessore Armao ha voluto
ricordare che soggiacciono alle variazioni contabili delle
proiezioni pluriennali del bilancio regionale in relazione
all'accordo tra lo Stato e la Regione, e tutti voi sapete che
questi aspetti contabili hanno determinato un taglio verticale in
tutti i capitoli di bilancio senza, ovviamente, un intervento di
tipo politico ma piuttosto solamente di tipo tecnico.
Prima ragione di ansia: mancheranno i soldi della copertura nel
2022 e nel 2023. Falso. Come ha opportunamente dimostrato il
vicepresidente Armao, l'assessore Armao.
Si è diffusa quest'altra notizia che era stato commesso un furto,
che qualcuno del Governo aveva sottratto cinque dei dieci milioni
che avevamo appostato perché si avviasse il percorso della
sanatoria.
Ricorderanno i componenti della Commissione Bilancio il giorno
in cui si votò la legge sulla povertà, la cui legge voleva essere
coperta proprio con questi milioni che noi avevamo individuato nel
percorso di stabilizzazione degli ASU che l'unica voce in
dissonanza quel giorno fu quella del sottoscritto, cioè quella del
Governo, che ricordò vediamo di trovare un'altra posta , e
parlavamo della legge sulla povertà, un'altra posta perché
prelevare quella risorsa - ed eravamo all'inizio dell'estate -
Svuol dire anche solo da un punto di vista estetico dare la
sensazione che non crediamo in un percorso di stabilizzazione . E
allora fu ascoltata la voce espressa da me, dal Governo in questo
senso e si trovò altra copertura. Poi l'Assemblea si è determinata
per quanto riguarda la nota vicenda che è stata ricordata, di
utilizzare a metà d'anno una posta che non poteva essere più
utilizzata nel percorso di stabilizzazione per una vicenda che
l'Assemblea, che è sovrana, ha ritenuto di gestire in questa
maniera.
Quindi, nessuno ha sottratto risorse, men che meno il Governo e
men che meno, ovviamente, le persone che hanno una diretta
responsabilità e competenza in questo percorso.
E siamo arrivati ad oggi. Nelle variazioni di bilancio,
ovviamente, vi sono alcuni aspetti che sono le correzioni formali
dei capitoli di bilancio, specie quando si tratta di lavoratori. Ci
sono delle piccole differenze che sono legate proprio
all'utilizzazione degli stessi che verranno, come ha ben, poco fa,
presentato l'assessore Armao con due variazioni ai capitoli 313727
e 215785 che sono i due capitoli che riguardano i PIP e gli ASU per
un totale di 823 mila euro per i primi e per un intervento di 3
milioni 042 per gli altri che consentirà ovviamente la definizione
della copertura totale per i sussidi fino al 31 dicembre.
Dopodiché, in relazione a tutti i passaggi che ci sono stati,
compreso quello che abbiamo condiviso sempre con la V Commissione
che unanimemente si è espressa a favore della destinazione di una
somma che verosimilmente non potrà più essere utilizzata qui a fine
d'anno per un percorso di stabilizzazione che ancora il Governo
nazionale non ci ha consentito fosse definito, una utilizzazione di
quella risorsa nei confronti del personale ASU.
Allora, stamane abbiamo fatto una serie di verifiche anche di tipo
giuridico-amministrativo sul profilo degli stessi, anche a livello
centrale e, pertanto, ci siamo determinati nell'intervenire con una
quota di mille euro per ciascuno dei 4.571 da qui alla fine
dell'anno, considerato il gravame che anche il periodo Covid ha
determinato su questi lavoratori all'interno degli enti dove essi
operano. Parliamo, ovviamente, di una quota di mille euro pro-
capite, poiché il dipartimento lavoro non può procedere ad una
integrazione oraria che, come poco fa dicevo all'orecchio ad alcuni
di voi, è di competenza degli enti utilizzatori.
D'altro canto, non può aumentare l'importo dello stesso assegno
perché l'importo è fissato da norma nazionale. Pertanto, abbiamo
trovato il percorso unico, percorso corretto, non vorrei dire
l'escamotage, vorrei dire come è la soluzione per dare questa
boccata d'ossigeno in un momento di difficoltà a questi lavoratori,
augurandoci e augurandomi che al di là delle speculazioni, delle
strumentalizzazioni, delle interviste e delle tante superficiali
dichiarazioni, alcune delle quali ho letto con grande frequenza in
questi giorni possiamo impegnare le nostre energie, tutti insieme,
come abbiamo fatto con grande condivisone al momento della
redazione dell'articolo 36 per muovere con le nostre forze i nostri
riferimenti nazionali da un punto di vista della politica e
sindacali, a questi ci siamo appellati perché il Governo nazionale
ci ascolti.
Il percorso degli ASU siciliani ha il diritto di arrivare a
compimento raggiungendo l'obiettivo della stabilizzazione. Questo è
avvenuto per gli LSU nazionali nel 2015 quando quel Governo ha
rinunziato a quella opportunità, è avvenuto più recentemente per
altri lavoratori socialmente utili di altra regione del meridione e
dovrà avvenire per la Sicilia.
Abbiamo il dovere morale, lo ribadisco con un pizzico di tensione
e senza retorica, abbiamo il dovere morale se ci vogliamo guardare
allo specchio ciascuno di noi di fare il massimo per richiamare
l'attenzione su una discriminazione che sta subendo questa nostra
Regione, di una disattenzione che è insopportabile nei confronti di
questi lavoratori e che è alla portata di mano. E' prossima la
soluzione, prima ancora di vincere in sede giurisdizionale il
ricorso rispetto all'impugnativa che stiamo ovviamente in sede di
Commissione tentando di portare avanti. E' in sede politica che si
raggiungono questi risultati e siamo nelle condizioni, se lo
vogliamo, muovendo ciascuno di noi i propri riferimenti romani, per
potere raggiungere questo obiettivo. Grazie.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Assessori, colleghi
parlamentari, siamo veramente all'inizio della campagna elettorale
di questo Governo, io l'ho detto più volte ma oggi veramente mi
mancava solamente l'assessore Scavone che è sceso in campo, adesso
ci siete tutti.
Maldestro questo intervento assessore Scavone. Provare a scaricare
le responsabilità al ministro Orlando e al Partito Democratico - la
dico precisa, lei l'ha fatta elegante - è non solo maldestro ma
fuori luogo.
Lo sa perché? Perché qui stiamo discutendo sulla pelle di migliaia
e migliaia di famiglie che voi, lei per primo, avevate già
dimenticato nella finanziaria. Non vi dovete dimenticare che voi
avete fatto una finanziaria insieme a tutte le altre negli ultimi
tre anni, lei fa riferimento al 2015, ma guardi che qua ci siete
stati dal 2018 e non avete Assessore, io l'ho ascoltata con
attenzione, la prego di avere lo stesso garbo anche nei miei
confronti, anche perché non lo perdo il filo.
Per quattro anni avete prodotto zero. Siamo stati costretti noi,
noi Parlamento, in V Commissione ad intervenire sugli ASU, non lei.
Lei se lo doveva fare lo faceva in Giunta. Lei non è riuscito a
farlo in Giunta, non ha portato una soluzione in Giunta. Avete
fatto una finanziaria dove degli ASU c'era zero sulla
stabilizzazione degli ASU, dopo di che in Commissione con il suo
aiuto, questi sono i fatti reali che non possiamo nascondere, con
il suo aiuto abbiamo trovato una soluzione, ma voi ve ne eravate
dimenticati. La questione l'ha risolta, almeno dal punto di vista
della norma, la V Commissione con il suo aiuto.
A me piace essere corretto sempre; però, veda, ogni cosa poi ha un
limite. Perché ha un limite e perché mi infastidisco? Questa azione
maldestra nel provare a scaricare le responsabilità al Partito
Democratico, ad Orlando, è una cosa che può funzionare all'asilo
della politica, ma non in un Parlamento. L'impugnativa non è stata
fatta dal Ministro del lavoro, l'impugnativa è stata fatta dal
Consiglio dei Ministri. Il Consiglio dei Ministri ha eccepito tutta
una serie di cose. Lì non ci vuole il messaggino d'amore e
d'indignazione con Orlando; lì ci vogliono determinate cose che il
Presidente della Regione le prende, si attrezza, se le mette a
spalla, va a Roma, partecipa alla Conferenza Stato-Regioni, con lo
zainetto, con quelle cose, e in Conferenza Stato-Regioni batte i
pugni e dice: Presidente del Consiglio o chi ne fa le veci,
guardate che questa azione è delinquenziale .
Quindi, lei oggi ha fatto veramente, lanciato anche lei da un
contributo elettorale, di voler dare un contributo elettorale a
Musumeci, ha perso di stile, quello stile che io le ho sempre
riconosciuto, e veramente mi dispiace.
Quindi, quello che è mancato è stato il ruolo del Governo sin
dall'inizio su questa vicenda. L'avete dato in Commissione, con
grande serietà, perché mi piace dirle sempre bene le cose per come
stanno, dopodiché non siete riusciti a difenderla nella sede
opportuna che era la Conferenza Stato-Regioni: assenti Zero
Scecchi
Fatto questo, detto questo, dopodiché a fine luglio, io non c'ero
perché ero interessato da altre cose purtroppo, perché il Covid
l'ho preso anche durante la Commissione in cui discutevamo degli
Asu. L'ultimo regalo prima del Covid è stata una Commissione in cui
discutevamo degli Asu. In quella seduta - prima l'assessore Armao
ricordava - in quella Assemblea purtroppo c'è stata una parte del
Parlamento che ha votato per togliere i soldi, non è vero che
eravamo tutti d'accordo.
Io non c'ero, però quella è stata, per esempio, una delle sedute
che ho seguito da lontano perché ero in grado di seguirla e in
quella seduta che non riguardava, Assessore Armao, sempre le cose
dette a metà, riguardava tutta una serie di cose, non si discuteva
solamente degli Asu e, quindi, questi cattivi del Partito
Democratico si sono astenuti, no, si discuteva di forestali, si
discuteva di stipendi e altre cose, si discuteva di tutta una serie
di interventi che hanno portato il Partito Democratico ed altri ad
astenersi. Fermo restando che sulla possibilità di toccare i soldi
agli Asu era stato detto dal Partito Democratico che eravamo
contrari. In Aula, nei verbali Quindi, vi prego, non siamo tutti
uguali e non abbiamo tutti le stesse responsabilità, perché c'è chi
vota a favore e c'è chi si astiene perché era contrario a toccare i
soldi degli Asu, ma siccome c'erano altre cose importanti si è dato
questo tipo di segnale.
Questa è elemosina che stiamo pensando di dare ed è ridicolo
questo atteggiamento della Lega, ridicolo, perché avete un
Assessore in Giunta, anche voi. L'Assessore in Giunta ha votato
anche le variazioni di bilancio e l'assestamento senza niente per
gli Asu. No, è troppo semplice cari colleghi, voi avete la stessa
responsabilità perché noi purtroppo interveniamo nelle Commissioni
ed interveniamo in Parlamento, voi potete intervenire e potete
intervenire nel Governo della Regione Non siete voi i bravi e che
fate la stessa cosa di Salvini? Cioè che fate opposizione e
maggioranza? Non siete voi i bravi e i cattivi quelli di Forza
Italia o quelli dell'Udc e così via Non è la stessa cosa; voi
avete la stessa responsabilità Dopodiché ora siamo tutti qua a
cercare di salvare il salvabile per queste elemosina.
Rimane una sola soluzione, vera, politica, che è quella della
stabilizzazione.
La smetta con i messaggini d'amore, convinca Musumeci a fare gli
interessi degli ASU e dei siciliani e di battersi nella Conferenza
Stato-Regione.
Queste sono le cose serie che politicamente fa un Governo e che fa
un Presidente della Regione, altrimenti è demagogia allo stato
puro
PRESIDENTE. Ci sono esattamente - anche per capire di cosa
parliamo, a cinque minuti ciascuno - otto deputati iscritti a
parlare, quindi c'è un'altra ora di interventi.
Si aggiungono l'onorevole Di Paola e l'onorevole Lupo e sono
dieci. Ci sono altri interventi?
Non essendoci altri deputati che chiedono di essere iscritti a
parlare possiamo chiudere le iscrizioni. Ci sono dieci persone che
devono parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, Assessore, colleghi, mi dispiace
che l'Assessore Armao, che mi indica come assente in occasione
della riduzione dei cinque milioni, sia assente in occasione della
discussione della variazione di bilancio, perché dovrebbe essere in
Aula.
Questa vicenda degli ASU mi sembra molto colorita, immagino di
sognare di fare il Presidente della Regione e di promettere
all'Assessore Armao di fare l'assessore per cinque anni, poi a un
certo punto non ci riesco e dico Sai l'assessore per cinque anni
non te lo posso far fare. Al massimo ti posso far fare un giro in
Aula, entri in Aula ti fai un giro, vedi come è la situazione, ti
affascini dal fascino di questo Palazzo, l'assessore però te lo
faccio fare nella prossima legislatura . Ecco, la vicenda degli ASU
è questa.
Dopo venticinque anni noi abbiamo parlato di stabilizzazione per
quella che è un'iniziativa di tipo parlamentare dove l'unico
assessore che si è prestato ed ha messo disponibilità, ovviamente
con i suoi Uffici, è stato l'Assessore Scavone a cui riconosciamo
il merito di essere stato a disposizione e di essere stato insieme
a noi a fare i conticini per quella che era la stabilizzazione.
L'Assessore Armao no
L'Assessore Armao si è occupato di fare il comunicato stampa,
cinque minuti prima che in Commissione Bilancio si approvasse
l'articolo 36, quindi che lui dica a me di essere stato assente è
fantascienza.
Certo, ora ritrovarsi con quella che era una promessa di
stabilizzazione e passare dalla promessa di stabilizzazione a non
avere i soldi neanche per il sussidio ordinario per i mesi di
novembre e dicembre è chiaro che questo non può essere accettato,
perché? Perché è chiaro che nessuno si aspettava questo come
risultato, è chiaro che noi dobbiamo avere un risultato di
prospettiva che in quattro anni purtroppo non c'è stato, ma è stata
impugnata dal Governo nazionale, per carità è vero che è stata
impugnata dal Governo ma noi oggi non ci possiamo ritenere
soddisfatti con un contributo una tantum.
A me viene da pensare ai tanti contributi una tantum che sono
stati deliberati in occasioni della finanziaria e che non sono
stati erogati, mai Penso a quello degli stagionali, penso a quello
degli operatori sanitari che ancora aspettano.
E, quindi, io dovrei uscire da quest'Aula soddisfatto per un
contributo una tantum che viene dato, quindi un'elemosina di mille
Euro agli ASU? No Purtroppo no Qui ognuno si deve assumere la
responsabilità di quello che ha fatto.
La legge regionale n. 22 del 2021 ha sottratto cinque milioni che
potevano essere utilizzati per gli ASU e che oggi non vengono
utilizzati per gli ASU. Questa variazione di bilancio che non ha
proposto, che non è un'iniziativa parlamentare ma è un'iniziativa
governativa, si propone di rimuovere ulteriori risorse, quindi
questo sta a significare che cosa? Che quella che è la volontà del
Governo è diversa e uno ne può prendere atto e ne prende atto, per
carità, ma non possiamo raccontare o dire chi semu tutti i
stissi .
L'ho ribadito la settimana scorsa un semu tutti i stissi ,
assolutamente Non funziona così, chi ha votato si assuma la
responsabilità di aver votato, chi ha proposto la riduzione di
cinque milioni si assuma la responsabilità di aver proposto la
riduzione di cinque milioni, chi oggi si assume la responsabilità
di votare questa variazione di bilancio, che è una porcheria
rispetto agli ASU, si assume la responsabilità di votare questa
variazione di bilancio in queste condizioni.
Io non la voto E' sicuro, non la voto per gli ASU principalmente
e da sindaco non la potrei votare mai perché per l'ennesima volta -
per l'ennesima volta - sottraiamo dieci milioni dal fondo delle
autonomie locali quando sappiamo bene le condizioni in cui si
trovano i comuni.
Se non siamo in grado, anzi, mi permetto di dire, se non siete in
grado di amministrare meglio andate a casa perché perpetriamo nel
fare danno, perpetriamo nel fare danno ed oggi la gente è esausta.
Queste persone aspettano da venticinque anni una risposta Noi ci
presentiamo con un'elemosina, un'elemosina.
Ripeto, ho fatto l'esempio politico per far capire che se tu ad
una persona prometti di fare per cinque anni l'assessore non lo
puoi accontentare dicendogli che gli fai fare un giro
dell'Assemblea e gli fai vedere il Palazzo perché come minimo
quella persona ti sputa in faccia e, purtroppo, è quello che
faranno, usciti da quest'Aula, i lavoratori ASU. E' proprio questo.
E, quindi, è chiaro che non ci possiamo e non mi posso ritrovare
con una soluzione di questo tipo che è mortificante, è mortificante
della dignità di questi lavoratori che aspettano risposte da
venticinque anni, che non possono essere definiti lavoratori perché
non percepiscono uno stipendio, che non hanno un contributo
versato, nonostante per venticinque anni mantengano strutture
regionali, comuni, enti locali e quant'altro e che, di volta in
volta, sono costretti all'elemosina.
Non potremmo dirgli vi stabilizzeremo dopo perché le risorse nel
bilancio pluriennale li stiamo togliendo per l'ennesima volta con
la promessa che li rimetteremo chissà quando.
Benissimo, assumetevi la responsabilità di approvare questa
variazione di bilancio così com'è con la promessa che troverete le
risorse per le annualità successive.
Io non sono nelle condizioni di potere assumere questo impegno e,
quindi, è chiaro che questa variazione di bilancio non la sostengo,
non la voto, anzi, voterò contrario.
PRESIDENTE. Allora, io leggo l'ordine degli iscritti a parlare,
così è inutile che mi chiedete ognuno di volere intervenire.
L'ordine è: onorevoli Lupo, Lentini, Figuccia, Tancredi, Amato,
Grasso, Di Paola, Lantieri e Lupo. L'onorevole Grasso rinuncia.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di me, ha detto
bene l'onorevole Dipasquale sul tema dei lavoratori ASU, quindi, io
sarò particolarmente breve.
Purtroppo non abbiamo sentito una parola chiara da parte del
Governo sull'impegno di stabilizzazione dei lavoratori che è il
nostro obiettivo, che è l'obiettivo finale che ci vede fortemente
impegnati come Partito Democratico, così come già in occasione
dell'ultima finanziaria, prima in Commissione Lavoro e poi in Aula,
votammo la previsione che riguardava appunto la stabilizzazione di
questi lavoratori.
Il Governo ha fatto il gioco delle tre carte - il gioco delle tre
carte - perché dopo avere appostato dieci milioni nel capitolo in
Commissione Lavoro aveva riconfermato una certa disponibilità.
Adesso, invece, ci presenta un bonus, non un'integrazione oraria,
credo che i lavoratori ASU chiedano innanzitutto di potere svolgere
al meglio la loro attività lavorativa al servizio della Pubblica
amministrazione, delle articolazioni dell'Amministrazione regionale
laddove operano, in particolare nell'ambito dei beni culturali, al
servizio dei comuni prestando un lavoro utile, ai cittadini, alle
imprese e per questo chiedevano l'integrazione oraria che non fosse
solo il bonus per un mese, ma nel corso delle discussioni che ci
hanno visto presenti per discutere degli ASU davvero abbiamo visto
tutto ed il contrario di tutto.
Abbiamo assistito per ultimo all'impegno del Governo in
Commissione Bilancio che riconfermava disponibilità di bilancio
per scoprire solo ieri in Commissione Bilancio che con una nota
del 13 ottobre l'Assessorato per il lavoro aveva comunicato la
mancanza di fondi perfino per coprire i sussidi relativi all'anno
2021, per oltre tre milioni di Euro.
Così come mancherebbero ancora oltre ottocentomila Euro per il
pagamento dei sussidi dei lavoratori PIP.
E, allora, giustamente, ieri abbiamo chiesto che si rimediasse a
questo gravissimo errore che, evidentemente, per quanto mi
riguarda, non ha ancora una spiegazione logica perché non si
capisce come quattro milioni di Euro possano scomparire e
riapparire.
Evidentemente c'era stato un errore di calcolo nella stima
iniziale da parte del Governo per l'anno 2021.
Ed io esprimo soddisfazione per il fatto che, unanimemente, tutte
le forze politiche - Presidente, lei presiedeva quella Conferenza
di Presidenti dei Gruppi parlamentari - abbiano trovato una sintesi
che ha portato oggi il Governo a dire che i sussidi relativi
all'anno 2021 saranno integralmente coperti sia per i lavoratori
ASU che per i lavoratori PIP.
Però, io, Presidente, ho ascoltato cose non vere rispetto al
pagamento delle indennità per gli anni 2022 e 2023 perché alla
lettera b) del comma 1 dell'articolo 4, Presidente, Governo,
colleghi, si propone la soppressione degli stanziamenti, previsti
in finanziaria per la stabilizzazione dei lavoratori ASU,
relativamente agli anni 2022 e 2023.
La norma recita: «Le parole per la quota parte di 10 mila migliaia
di Euro per ciascun anno del triennio 2021-2023, sono sostituite
dalle seguenti: per la quota parte di 10 mila migliaia di euro per
l'anno 2021 ». Questa norma che voi proponete è la pietra tombale
sul percorso di stabilizzazione dei lavoratori ASU.
Io chiedo al Governo di espungere la lettera b), comma 1
dell'articolo 4 dal testo del disegno di legge perché non è
possibile resistere all'impugnativa del Consiglio dei Ministri,
dinanzi alla Corte costituzionale chiedendo la stabilizzazione dei
lavoratori ASU se l'Aula approvasse questo comma che azzera lo
stanziamento per il percorso di stabilizzazione relativamente agli
anni 2022 e 2023.
Assessore Scavone, le cose non stanno come lei, in buona fede, ha
ripetuto perché lo ha garantito l'Assessore Armao.
Assessore Armao, state proponendo l'azzeramento dei fondi per il
2022 e per il 2023 per la stabilizzazione dei lavoratori ASU,
lettera b), comma 1, articolo 4.
Abbiate il coraggio di riconoscere quello che avete intenzione di
fare, abbiate il coraggio ed il buon senso di ritirare questa
previsione normativa che, ripeto, rappresenterebbe la pietra
tombale ed il manifesto della vostra ipocrisia politica sulla
stabilizzazione dei lavoratori ASU. Il Partito Democratico si
opporrà con ogni mezzo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei
immediatamente - intanto, rispondo ad alcuni colleghi che qualche
giorno fa, e forse anche stamattina, ancora prima che il Governo
presentasse un emendamento a favore dei lavoratori ASU - io li
chiamo lavoratori e non sussidiati perché lavorano e prestano
servizio di attività lavorativa.
Quindi, questa non era la rapina a cui si pensava, ma era soltanto
un lavoro certosino fatto nei due assessorati - al lavoro ed
all'economia - per cercare di trovare la quadra e dare finalmente
la possibilità a questi lavoratori di percepire, quanto meno a fine
anno, un bonus una tantum per tutto quello che abbiamo attraversato
un po' tutti che è il Covid, la pandemia che è molto pesante.
La cosa che mi stupisce è bacchettare il Governo, anche quando
trova le soluzioni è veramente sbagliato, invece dare la
possibilità al Governo e tutti insieme lavorare affinché le cose si
possano fare come in questo caso devo dire che il merito è di tutta
l'Aula perché questo beneficio che è stato dato ai lavoratori è
stato un po' sofferto anche perché in Commissione tutti,
all'unanimità abbiamo pensato che fosse opportuno dare un piccolo
contributo anche perché l'articolo 36 che è stato bocciato dallo
stato, praticamente, li ha messi in brutte acque. E, quindi,
immediatamente ringrazio il Governo, l'Assessore Scavone che appena
una settimana dopo dall'impugnativa è stato tempestivo nel
ricorrere affinché si riconoscesse nell'articolo 36, quindi la
platea degli ASU, la parola fine alla stabilizzazione.
Anche perché il Decreto Madia del 2017 parla chiaro: si metteva
fine a quello che è il precariato in Italia e quindi sarebbe stato
veramente una condizione sbagliata nei confronti dell'ultima platea
che sono gli ASU, che sono i 4.500 che ormai dopo venticinque anni
questa stabilizzazione oggi oserei dire è sacrosanta
Oggi, è impensabile bocciare gli ASU, non fare la stabilizzazione
a delle persone che ormai dopo venticinque anni hanno superato il
50 anno di età e, quindi, non sono appetibili per le aziende o per
tanti privati, quindi, penso che questo provvedimento che va in
questa direzione, dà una boccata di ossigeno, direi che l'auspicio
che ognuno di noi, ogni deputato che ha lavorato a favore di questo
provvedimento sia la cosa più importante per loro che il prossimo
anno venga finalmente riconosciuta la stabilizzazione e devo dire
che anche se il collega Lupo all'articolo 4, riferendosi alla
lettera b) che ci sono, che non è scritto bene riguardo a certe
cose che c'è il rischio dell'annullamento delle risorse, io dico
all'onorevole Lupo che noi anche dopo, in qualsiasi momento, che il
Governo nazionale possa prendere un provvedimento contro questa
platea, noi ci opporremo tutti all'unanimità perché questi
lavoratori sono i lavoratori siciliani, sono lavoratori che
appartengono a tutte le categorie. Sono i lavoratori che
appartengono a tutti i partiti politici e quindi non c'è nessuna
cosa per un partito particolare o altri, quindi ci batteremo fino
in fondo fino a quando venga rispettato l'ultimo baluardo, oserei
dire, con la chiusura del precariato così come stabilisce il
decreto legge Madia.
Un ringraziamento, quindi, all'Assessore per il lavoro ma anche un
ringraziamento all'Assessore per l'economia ma anche ai direttori
dei dipartimenti che finalmente stamattina hanno trovato la
soluzione, e quindi non era una rapina, i quattro milioni e mezzo
ci sono e quindi i lavoratori ASU usufruiranno di questo bonus, di
questo una tantum che è una boccata d'ossigeno che mi sembra la
cosa più opportuna.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, mi sembra che alla fine questa
settimana così ricca di ansie, così ricca di un dibattito acceso
alla fine non sia trascorsa inutile.
Noi c'eravamo impegnati all'esterno ma avevamo preso un impegno
con noi stessi.
L'impegno prevedeva che mai avremmo potuto abbandonare la platea
e che mai saremmo stati disposti a votare la variazione di bilancio
se prima non fosse chiara la sorte di questo personale.
Sembrava che le risorse non si potessero trovare, sembrava che
fosse tutto impossibile, sembrava che dopo l'intervento del
Ministro Orlando, ormai, quella fosse una mera e lontana illusione.
Un dibattito davvero surreale tra i detrattori di questo Governo,
da una parte il Partito Democratico dall'altra il Movimento Cinque
Stelle. Un gioco, gli uni contro gli altri, dove il gioco era
quello di chi la sparava più grossa.
Alla fine noi abbiamo chiesto, seppur mettendo sul piatto, seppur
offrendo la nostra disponibilità ad uscire dall'Aula, con un
atteggiamento responsabile la possibilità che si trovassero quelle
risorse.
Ci siamo battuti Sì, ci siamo battuti per quella gente e lo
abbiamo fatto con spirito di abnegazione, sapendo che la condizione
di ciascuno di quei lavoratori poteva essere la condizione di
ciascuno dei nostri affetti. In una condizione di marginalità, in
una condizione di precariato, in una condizione di negazione di
diritto - prima o poi - può scivolare chiunque.
Per questo, Presidente, ci siamo lasciati guidare dal buon senso.
Alla fine ecco che quei quattro milioni e mezzo, con buona pace
della demagogia, con buona pace della strumentalizzazione, alla
fine tutti insieme siamo riusciti a trovare quelle risorse.
E' chiaro, però, Presidente, che io personalmente rimarrò fino
alla fine in quest'Aula perché vogliamo che quel senso di
responsabilità venga onorato così come deve essere onorato
l'impegno del Governo che non può certamente tirarsi indietro, che
non può fare magheggi dell'ultimo momento perché fuori da questo
Palazzo ci sono persone che aspettano - e cosa aspettano lo voglio
dire chiaro - non un cadeau, non un bonus, una tantum, non una
regalia ma aspettano un'integrazione, aspettano lo stanziamento di
una somma che apre una finestra. La finestra deve essere quella
dell'attivazione di un percorso di stabilizzazione.
Badate bene - e lo dico a ciascuno dei colleghi presenti in
quest'Aula e anche a quelli che se ne sono andati - qualora non
dovesse essere il Parlamento ad intervenire saranno i tribunali a
punire l'incuria, la negligenza di venticinque anni. Quella
negligenza, ad onore del vero, che ha caratterizzato governi di
centrodestra e di centrosinistra e che adesso finalmente,
attraverso il nostro impegno reale di cui sono onorato rispetto a
tutto il Gruppo della Lega in Parlamento, in Commissione,
finalmente vede luce.
Qualora questo non dovesse accadere, gli studi legali di ciascuno
di queste persone appartenenti tanto al bacino ASU quanto al bacino
PIP perché - ve lo dico - quell'idea di togliere ottocentomila Euro
non poteva passare e non poteva passare in quest'Aula.
Il mio è un avvertimento
Gli studi legali si sono attivati per l'uno quanto per l'altro
bacino e quindi si aspettano che le soluzioni arrivino e arrivino
concretamente.
Presidente, attendo di vedere questi emendamenti e auspico che da
lì a breve possa partire questo processo di stabilizzazione di cui
questa gente ha assolutamente bisogno e diritto.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lantieri, ne ha
facoltà.
LANTIERI. Presidente, Assessori, colleghi, sarò breve perché è
inutile ripetere sempre le stesse cose.
Mi rivolgo all'Assessore Scavone. E' vero che è stato un lavoro
fatto dai parlamentari ma con il lavoro svolto insieme
all'assessore Scavone che ha dato la disponibilità e ha messo tutta
la sua professionalità per cercare di risolvere un problema da
venticinque anni, non dobbiamo sottovalutare una cosa molto seria
che l'impugnativa da parte dello Stato è un'impugnativa ben
spiegata perché questi sono lavoratori ma - purtroppo - in verità
non vengono riconosciuti come lavoratori, perciò è normale che loro
non hanno un contratto di lavoro e di conseguenza non si poteva
usare la parola di stabilizzazione perché non avendo contratto di
lavoro ma lavorando con dei progetti che vengono finanziati dalla
Regione, la parte dello Stato non ha riconosciuto questi come
lavoratori e di conseguenza l'impugnativa che è molto dettagliata,
fatta bene; ma io penso che sia l'assessore Scavone che l'assessore
Armao nell'impugnativa hanno risposto con molta determinazione di
quello che sono questi lavoratori da venticinque anni perché è una
cosa atipica che sia ha solamente in Sicilia e non sia ha nel resto
dell'Italia.
Quando si parla di lavoratori non c'è né destra né sinistra,
l'Aula dovrebbe essere tutta compatta, è normale che adesso veniamo
accusati perché c'è la campagna elettorale, io dico solamente,
assessore, che lei ha fatto insieme all'assessore Armao ma
principalmente lei come assessore per il lavoro - un buon lavoro
- di continuare e speriamo bene nell'impugnativa, e questi soldi
non sono un modo per dire dire ai lavoratori queste somme sono
state messe per voi vi riconosciamo un minimo ringraziamento per
quello che fate perché in fondo, ripeto, sono dei lavoratori ma non
sono riconosciuti e sicuramente non è colpa dei lavoratori che non
sono riconosciuti ma è stato per un meccanismo contorto che per
venticinque anni è andato avanti, senza mai pensare di
contrattualizzare questa gente e di conseguenza di giustificare
queste somme. Ma se questo Governo e questa Assemblea vogliono
mettere fine ad un percorso dobbiamo dire solamente speriamo di
riuscirci ma non parliamo di legge Madia e legge non Madia perché
qua la legge Madia purtroppo non c'entra perché se fossero stati
appunto dei lavoratori riconosciuti andava normale la
stabilizzazione.
Io ricordo all'Assessore, ripeto, auguro che tutta vada a buon
fine, che ci son altri e altri lavoratori che già l'assessore Armao
e l'assessore Scavone hanno dato la disponibilità di vagliare bene
e di stare attenti dopo l'esperienza degli ASU, di non ricadere
nello stesso errore di una impugnativa ma di mettere la buona
volontà, che poi sia fatto prima delle nuove elezioni penso che non
ci sia niente di male perché purtroppo con la pandemia si è avuto
un rallentamento di tutto quello che erano le attività da parte
dell'Assemblea. Grazie.
PRESIDENTE. Ci sono altri cinque colleghi che devono intervenire,
però, volevo comunicare all'Aula che diversi colleghi mi hanno
chiesto di rientrare perché sono un po' preoccupati dal maltempo e,
quindi, vorrebbero partire in un orario decente.
Ci sono, altresì, una serie di emendamenti aggiuntivi che sono
stati presentati e come aveva detto l'altro giorno il Presidente
Micciché sono emendamenti che in parte sono urgenti per via anche
del tempo che è trascorso da quando questo disegno di legge è stato
approvato, allora, sentito l'assessore e il Presidente della
Commissione Bilancio questi emendamenti saranno portati
all'attenzione della Commissione per martedì mattina in maniera
tale che alla fine di questi cinque interventi chiuderemo la
discussione sull'articolo 1 e consentiremo, poi, di riprendere i
lavori martedì pomeriggio per esaminare il disegno di legge attuale
e, altresì, gli emendamenti aggiuntivi che la Commissione riterrà
opportuno trasmettere a questa Presidenza.
E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, debbo
dire che per l'ennesima volta ci troviamo a parlare di una
categoria di lavoratori che abbiamo massacrato negli ultimi
vent'anni, il problema è che probabilmente non si riesce a
comprendere che il vero massacro di questi lavoratori e di tanti
altri è cominciato con un tempo ben preciso, mi spiego, Presidente,
non funziona .
PRESIDENTE. Governo, assessore Scilla, per favore, si accomodi. Il
collega vuole essere ascoltato dal Governo. Onorevole Lantieri, per
favore, io l'ho fatta parlare perché lei deve partire, parli fuori
con l'assessore Scavone.
TANCREDI. Io ho sentito oggi accuse reciproche da chi prima era
Governo ed ora è opposizione e viceversa. Io credo che nessuno
dentro questa Aula
PRESIDENTE. Onorevole Lantieri, per favore, l'assessore Scavone
deve ascoltare.
TANCREDI. Credo che nessuno sia esente da colpe per mille motivi,
anche io non sono esente da colpe, probabilmente perché il momento
scatenante di tutto quello che stiamo vivendo adesso, in
particolare la Regione siciliana in questo momento la possiamo
definire assolutamente una colonia , né più né meno.
La storia dei lavoratori precari siciliani grida vendetta, ma
grida vendetta partendo da altri presupposti di carattere economico
che hanno un momento ben preciso e partono da una violazione di
legge perché ricordo, io lo dico sempre perché è da lì che secondo
me è cominciato, come dire, la distruzione di questa regione, sotto
il profilo economico-finanziario, e c'è una mancata applicazione
del decreto legislativo n. 118 e, precisamente, un punto preciso,
si trova a pagina 4 dell'allegato 2, il capitolo 2, paragrafo 3.3
che dice una cosa precisa: non sono oggetto di svalutazione i
crediti da altra amministrazione pubblica.
Bene, dove voglio arrivare? E mi riallaccio a quella che è stata
la scorsa legislatura, quello che è accaduto in una data bene
precisa che è la pietra tombale di questa Regione sotto il profilo
economico, il 10 agosto del 2015, quando in maniera inopinata noi
abbiamo cancellato 8 miliardi di residui attivi, oltre 8 miliardi,
passando da 6 miliardi e 4 di attivo a meno 1,9 di passivo. Credo
che quello fu un evento che determinò una delle prime impugnative
verso il Governo Crocetta.
Lei mi dirà, Presidente, cosa c'entra questo con gli ASU, con i
Pip e tanti altri precari. Beh, probabilmente da lì è iniziato quel
percorso, quel declino totale che oggi ci impedisce ed io non
riesco, come dire, ad esaltarmi quando troviamo 4 miseri milioni
per dare quello che è sacrosanto a gente che avrebbe dovuto essere
stabilizzata molto tempo prima e che abbiamo sfruttato per decenni
come se fossero dei lavoratori in nero. E, probabilmente, le colpe
le abbiamo tutti, perché avremmo dovuto sicuramente incatenarci
davanti Montecitorio per fare in modo che questa regione venisse
riconosciuta come una regione che ha parità diritto rispetto a
tutte le altre e non una colonia da prendere a calci nei denti
sistematicamente perché ricordo che quella norma fatta molto bene
in Commissione Lavoro si agganciava ad una norma dello Stato che
prevedeva la stabilizzazione di quei precari come successo in altre
regioni, eppure è stata impugnata, quindi è l'ennesima violazione
di legge fatta questa volta da quelli che dovevano difendere quei
lavoratori e che oggi vengono qui a fare una manfrina vergognosa
Qui dobbiamo darci una direzione, tutti. Io in questo momento,
tranne qualcuno che si trova all'opposizione a Roma, non ho grandi
riferimenti politici, in passato li avevo, ma risposte non ne sono
arrivate mai Mai Quindi se chi oggi qui parla a vanvera si desse
una mossa e facesse il suo lavoro per guadagnarsi lo stipendio che
ogni mese gli arriva sul conto corrente, forse quella norma non
sarebbe stata impugnata
E, quindi, smettiamola di prendere in giro le persone. Non è
giusto. Non è giusto E non è nemmeno rispettoso della storia di
questo Parlamento.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà. Poi conclude l'onorevole Amata.
DI PAOLA. Signor Presidente, visto che l'assessore Armao ha fatto
un po' un'operazione verità , io parto dal 24 marzo 2021.
Comunicato stampa del Presidente Musumeci, dal titolo
Stabilizzazione ASU. Musumeci: soluzione definitiva dopo 25 anni.
L'Assemblea regionale siciliana su proposta del Governo Musumeci ha
votato la norma che stabilizza i lavoratori del bacino ASU . Qui,
Presidente, casca tutto. Perché poi l'assessore Armao può fare
tutta la ricostruzione però già questa dichiarazione la si trova
online. Addirittura il Presidente Musumeci dice che c'è stata una
proposta di stabilizzazione da parte del Governo regionale, cosa
assolutamente falsa, perché la proposta nasce dall'Assemblea, la
proposta nasce in Commissione quinta, la proposta nasce in maniera
trasversale.
Allora, Presidente, qui puntualmente si prova ad illudere. Io
questo l'ho ripetuto nelle varie commissioni e lo continuerò a
ripetere qui in Aula, ad illudere categorie di lavoratori fragili
che negli anni hanno subito difficoltà, vessazioni, da parte della
politica. E, ancora oggi, si prova ad illuderli. Prima si mettono
dieci milioni di euro e all'interno del comunicato stampa il
Presidente Musumeci esultava per questi dieci milioni di euro che
erano stati trovati al Governo regionale e messi a disposizione
della categoria ASU per la stabilizzazione.
Quei dieci milioni di euro, Presidente, ad un certo punto - e io
in Commissione Bilancio c'ero, assessore Armao - un vostro
assessore, l'assessore per gli enti locali, Zambuto, è arrivato con
una proposta per la costituzione, servivano fondi perché la
provincia di Agrigento era in difficoltà per quanto riguarda la
gestione del sistema idrico, servivano fondi per l'AICA, l'azienda
idrica comuni dell'agrigentino, chiedendo milioni di euro. Milioni
di euro che il Governo regionale, assessore Armao, voleva prendere
dal fondo degli enti locali. La proposta era questa, assessore. Ad
un certo punto, ci si ferma conciliabolo tra la maggioranza perché
in Commissione Bilancio è rappresentata tutta la maggioranza, tutto
il Governo regionale e dal Presidente della Commissione che è in
quota Governo regionale, se non sbaglio, è in quota Forza Italia,
ed esce la proposta di prendere questi fondi dai fondi che erano
destinati alla categoria ASU. Cinque milioni di euro.
Dopodiché, quel disegno di legge arriva in Aula, Presidente, viene
votato e c'è l'astensione da parte del Movimento Cinque Stelle. Lo
stesso Movimento Cinque Stelle che qualche giorno fa scopre in
Commissione che mancavano i fondi, poi questi fondi vengono
ritrovati e poi, Presidente Di Mauro, io non capisco come agisca
questo Governo regionale che, ad un certo punto, tira fuori dal
cilindro quattro milioni di euro, quattro milioni e centomila euro
che ancora non ho capito da quale capitolo vengono presi questi
fondi.
Quindi, se non c'è l'azione da parte del Movimento Cinque Stelle
nelle Commissioni, all'interno dell'Aula, questi quattro milioni e
centomila euro per fare questo famigerato bonus escono fuori
dall'Aula e non ho capito perché l'assessore non me l'ha detto, da
quale capitolo vengono presi questi quattro milioni e centomila
euro. Da quello che ho capito vengono presi da economia, ma che
significa Presidente Di Mauro? Ci sono economie di quattro, cinque,
dieci, venti milioni di euro, trenta milioni di euro? Queste
economie quando devono uscire fuori? Quando il testo arriva in Aula
e si fanno gli emendamenti aggiuntivi così, senza che passi dalla
Commissione Bilancio? Senza che passi dalla concertazione delle
altre Commissioni. Questa è prassi. E poi scopriamo buchi,
scopriamo disavanzo, ma se non sappiamo neanche quanti soldi ci
sono, quanti soldi abbiamo ed escono fuori così come funghi. E dico
Presidente a me dispiace dirlo ma io non ho capito che si vuole
fare con questi 4 milioni di euro, 4 milioni di euro circa, cioè si
vuole dare un bonus, un bonus La dignità di questi lavoratori che
hanno subito negli anni la vessazione di essere precari a vita, un
bonus, a me dispiace per i colleghi della Lega che con tanta
passione cercando di difendere l'indifendibile ma a me sembra che
questi soldi poi a un certo punto, così come è successo per i 10
milioni di euro, nemmeno verranno erogati perché qua si sta
cercando nuovamente di illudere, magari poi fra un mese nuovamente
si scoprirà che questi fondi o non c'erano o vengono spostati per
quale altra cosa.
Allora, signor Presidente chiudo dicendo che ci vuole chiarezza.
Questo Governo regionale del Presidente Musumeci fortemente
litigioso deve fare chiarezza nei confronti dei siciliani e non
illudere per becera campagna elettorale. Abbiamo finito, si è
finita ormai questa legislatura Presidente, è inutile continuare a
fare campagna elettorale, i nodi vengono al pettine e guardi,
Presidente noi dovremmo votare la variazione di bilancio,
l'assestamento. Chi è rimasto in Aula? E' rimasto solo il Gruppo
del Movimento cinque stelle, la maggioranza del Gruppo Movimento
cinque stelle e siete voi che dovete dare le risposte, questa
variazione non verrà approvata oggi e verrà approvata la prossima
settimana, ci saranno lavoratori che non percepiranno stipendio per
altri giorni. Questa è la verità, Presidente, chiarezza e non
illusioni
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Amata. Ne ha
facoltà.
AMATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che questo
Parlamento insieme al governo abbia affrontato la tematica degli
ASU con grande serietà, in sinergia, parlamentari con il governo,
soprattutto con l'assessore Scavone, davvero con grande serietà,
tant'è che tiriamo fuori l'articolo 36. Articolo 36 che aveva dato
la speranza agli ASU e la soddisfazione a questa politica di avere
fatto qualcosa di corretto, qualcosa di dovuto, ripeto, soprattutto
soddisfazione dei lavoratori che finalmente avevano avuto la
speranza di ottenere quella dignità lavorativa, di ottenere quella
libertà di azione nella vita che in questo momento non hanno grazie
all'articolo 36.
Eravamo riusciti a recuperare le somme, un lavoro certosino e
fatto da tutti. Purtroppo l'articolo 36, non per colpa nostra,
viene impugnato dal governo nazionale. E devo dire, assessore
Scavone, che la ringrazio per la correttezza e la trasparenza con
la quale ha informato quest'Aula dell'atteggiamento da parte del
ministro Orlando, atteggiamento assolutamente scontato per quanto
mi riguarda, perché questo è il governo del reddito di
cittadinanza, non ce lo dimentichiamo, questo è un governo che non
vuole dare dignità lavorativa ma vuole rendere e lasciare le
persone suddite, tra reddito di cittadinanza e precariato.
E' assurdo che il nostro assessore chieda un incontro perché il
problema è di natura politica, il problema politicamente si può
risolvere. Non dimenticherete e non sarà sfuggito a nessuno che
spesso nelle finanziarie nazionali arrivano degli articoli, delle
norme che stabilizzano negli anni, negli anni ce ne sono state
tantissime, vari tipi di lavoratori, ma perché gli ASU sono meno
importanti di altri? La Sicilia conta sempre meno? Io ritengo di
no, assessore Scavone, io le chiedo di incatenarsi davanti al
Ministero e di chiamare tutti i parlamentari che hanno
rappresentanti a livello del Governo nazionale E sono in tanti, è
un Governo nazionale dove c'è Lega, dove c'è Forza Italia, dove c'è
Pd, e chi più ne ha più ne metta, dove c'è il Movimento Cinque
stelle. Quindi incatenatevi tutti insieme perché la risposta è di
natura politica e la risposta deve essere definitiva. Non si può
fare demagogia sulle spalle degli altri, soprattutto su lavoratori
che da venticinque anni chiedono solo, solo dignità e io desidero
che non abbiano più necessità di bussare alla porta di nessuno
Il lavoro è dignità, il lavoro è presente in Costituzione e noi lo
dobbiamo garantire. Purtroppo abbiamo un Governo che evidentemente
non guarda a questo, ma guarda ad altro. Assessore Scavone,
Fratelli D'Italia è con lei.
PRESIDENTE. Grazie, abbiamo terminato i lavori. La seduta è
rinviata a martedì, 16 novembre 2021, alle ore 16.00 con lo stesso
ordine del giorno.
La seduta è tolta alle ore 19.47 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XXV SESSIONE ORDINARIA
299a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 16 novembre 2021 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Modifiche alla legge regionale 15 aprile 2021, n. 9 .
(962/A Stralcio II COMM. bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Savona
III - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Assestamento del Bilancio di previsione per l'esercizio
finanziario 2021 e per il triennio 2021/2023 . (1082/A)
IV -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Procedure semplificate e regimi procedimentali speciali per
l'insediamento, la realizzazione e lo svolgimento delle attività
economiche e imprenditoriali nelle ZES e nelle aree di sviluppo
industriale ed artigianale e modifiche alla legge regionale 12
gennaio 2012, n. 8 in materia di IRSAP (n. 979/A) (Seguito)
Relatore: on. Ragusa
2) Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
per la gestione integrata dei rifiuti. (nn. 290-49-76-179-267
bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
V -VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di febbraio. (n. 984/A)
2) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di febbraio. (n. 985/A)
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio