Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 16.12
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Fava e Palmeri.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di costituzione di Intergruppo parlamentare
PRESIDENTE. Informo che, con nota del 10 novembre 2021,
indirizzata alla Presidenza dell'Assemblea e protocollata al n.
1828-PRE/2021 di pari data, l'onorevole Emanuele Dipasquale ha
comunicato - allegando relativa documentazione - l'avvenuta
costituzione dell'Intergruppo parlamentare Intergruppo sui
cambiamenti climatici nel Mediterraneo , composto, oltre che dallo
stesso onorevole Dipasquale, dagli onorevoli: Calderone,
Compagnone, Cappello, Laccoto, Palmeri, Damante, Lupo, Galvagno e
Grasso.
Il relativo primo Comitato direttivo risulta così composto:
- On. Dipasquale, Presidente;
- On. Calderone, Vicepresidente Vicario;
- On. Palmeri, Vicepresidente;
- On. Grasso, Tesoriere.
Copia integrale della suddetta documentazione trovasi depositata
presso il Servizio di Ragioneria e il Servizio Lavori d'Aula.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
TERNULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TERNULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi spiace che
oggi pomeriggio non veda la presenza dell'Assessore Razza.
Ieri ho fatto un comunicato stampa, oggi succeduto dal mio ordine
del giorno.
Ieri c'è stato un sit-in presso l'ospedale Umberto I di
Siracusa. A causa del sottodimensionamento dei sanitari,
praticamente, è impossibile avere e garantire i servizi necessari
al comprensorio.
Sappiamo benissimo che la pandemia ha causato vittime, ovviamente
le strutture sono state conformate anche a strutture Covid, però
dovevamo anche pensare di garantire gli altri servizi, le altre
patologie, perché parecchi pazienti sono affetti da altre
patologie.
Oggi, tutto il siracusano non sa con chi confrontarsi; abbiamo
carenza strutturale sanitaria a livello dirigenziale,
infermieristico, e tutto ciò che concerne l'ospedaliero.
A tal proposito, oggi, deposito il mio ordine del giorno con
interventi urgenti, provvedimenti, per il potenziamento del
personale sanitario di ogni ordine e grado nell'ospedale Umberto I
di Siracusa e nelle altre strutture del territorio.
Spero che l'assessore Razza e il Governo colgano l'occasione
affinché davvero si possa garantire tale servizio a tutto il
comprensorio. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ternullo.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Pasqua è in congedo per la
seduta odierna.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente è solo un'anticipazione che spero
possa essere condivisa, se lo riterranno, da tutti i Gruppi
parlamentari.
I comuni siciliani attraversano in questo momento una crisi
finanziaria senza precedenti.
E' noto a tutti come i sindaci di Sicilia si siano portati più
volte ripetutamente a Roma per perorare la causa e, in particolare,
chiedere al Governo nazionale per potere parzialmente risanare i
conti di ogni Comune, ricordo a me stesso che più di 200 sono in
gravissime difficoltà, alcuni, anzi tantissimi non hanno presentato
il bilancio 2021/2023 e, ancora una volta, tanti altri non hanno
presentato il rendiconto del 2020. Il problema è molto serio.
Sembrerebbe che nel decreto fiscale di prossima approvazione il
Governo nazionale prenderebbe in considerazione l'abbattimento del
50% del fondo di dubbia esigibilità e spostare il termine per la
presentazione dei documenti contabili. Però, ancora oggi nulla di
certo v'è.
Sembrerebbe, anzi è certo questo, che nella legge di stabilità, e
precisamente all'articolo 173, è prevista una norma ma soltanto per
i comuni in predissesto che hanno presentato alla Corte dei conti
il piano di riequilibrio e, soltanto - dico soltanto - 50 milioni
che riguardano non solo i comuni di Sicilia ma anche i comuni di
Sardegna. Mentre vi è ancora una trattativa, non conclusa, e su
questo potrà argomentare l'attento assessore Zambuto che sta
lottando anche lui a fianco di tutti i sindaci siciliani per
ottenere questo risultato.
Quindi, io anticipo un ordine del giorno per sollecitare un
intervento forte, autorevole del Presidente della Regione e di
tutto il Governo regionale per sensibilizzare il Governo
nazionale perché la situazione è veramente drammatica, Presidente.
Più di 100 sindaci stanno paventando addirittura le dimissioni e di
consegnare le fasce al Presidente della Repubblica.
Quindi, io credo che questa iniziativa non è di Forza Italia, non
è del centrodestra anche perché, devo dire la verità, tanti
deputati nazionali del centrosinistra e anche del Movimento Cinque
Stelle stanno cercando di sensibilizzare
PRESIDENTE. Avete preparato un ordine del giorno?
CALDERONE. Lo stiamo preparando ed è quasi ultimato, Presidente.
Chi vorrà, chi desidera sottoscriverlo, siamo a disposizione.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sullo stesso argomento, onorevole Laccoto?
LACCOTO. Velocissimo, se è possibile.
Esiste un problema: il decreto fiscale o la finanziaria entreranno
in vigore nel 2022. Qui c'è un problema che riguarda il 2021.
Intanto, perché in Commissione paritetica si era votato
all'unanimità di prorogare al 30 novembre il termine per il
bilancio, ma il decreto nazionale non è ancora arrivato. Ci vuole
certamente un impegno da parte del Governo regionale, una
sensibilizzazione perché si arrivi a dare un ristoro ai Comuni
entro il 2021, perché altrimenti questi 150 Comuni andranno in
dissesto. Non basta dire solamente quelli che sono in predissesto
o in piano di riequilibrio .
Assessore agli enti locali, mi dice l'assessore Armao, oggi in
Commissione Bilancio', che qualche somma arriverà per il 2022, ma
a livello nazionale. Lo sforzo è quello di potere intervenire,
praticamente, per il 2021. Presidente, io non escludo che possiamo
fare una norma, come è stata fatta tanti anni fa, e prorogare al 31
dicembre la possibilità delle variazioni di bilancio, perché
altrimenti i Comuni non ce la possono fare.
Il Governo, io credo, debba fare il massimo intervenendo presso il
Governo nazionale, per far capire che la situazione è di disastro
assoluto.
PRESIDENTE. Va bene, tutte queste osservazioni inseritele
nell'ordine del giorno, onorevole Calderone, anche queste
dell'onorevole Laccoto. Se nell'ordine del giorno le chiarite, così
lo mandiamo alla Presidenza del Consiglio per avere qualche
accoglimento.
CALDERONE. In verità, quello che dice l'onorevole Laccoto è vero.
Però, se posso aggiungere e dare il mio contributo, onorevole
Laccoto, c'è pure da dire che c'è molta confusione.
Io ho cercato di capire, ho parlato con parlamentari nazionali,
non vorrei essere sgradevole, ma credo che non è chiaro neanche a
tanti - non a tutti, per carità - quello che sta accadendo sulla
tempistica, perché la tempistica è un fatto importante. Perché se
c'è un malato grave, è inutile che gli portiamo le medicine fra sei
mesi. E quindi sono due argomenti diversi.
Va bene il 173 per i Comuni in predissesto, ma è una storia, è
quella dei 50 milioni. Ma bisogna aiutare 391 Comuni, non soltanto
i Comuni di Sicilia e di Sardegna in dissesto.
Quindi, in quest'ordine del giorno che stiamo facendo
comprenderemo tutte le argomentazioni che abbiamo esposto.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su cosa? ora siamo pronti, sono arrivati i fascicoli;
io ho fatto parlare, però se è ancora su questa storia dei Comuni
tre minuti? Un giorno intero praticamente Una cosa veloce,
onorevole Barbagallo, così iniziamo a lavorare sulle variazioni.
Prego.
BARBAGALLO. Grazie Presidente, anche perché mi pare che il
centrodestra ancora in Aula non c'è. Mi sembra un po' prestino per
iniziare, Presidente.
Intervengo in Aula - ma ci sono anche i colleghi della IV
Commissione e il Presidente Savarino - perché, oggi, come è noto,
è stato votato l'articolato del nuovo disegno di legge sull'idrico.
Noi abbiamo espresso parere contrario, Presidente, e siamo molto
preoccupati, perché questa situazione rischia di pregiudicare le
aspettative dei Siciliani.
Già dopo le vicende tristissime che hanno riguardato l'Assessorato
all'agricoltura, dei 31 progetti non finanziati, ci apprestiamo a
vivere un'altra stagione di sconfitte, perché non ci sono le
condizioni per individuare il gestore unico.
Noi riteniamo - come abbiamo già detto stamattina in Commissione -
che occorra procedere, da parte del Governo, con i commissariamenti
senza indugio prima dei piani d'ambito - perché ci sono già alcune
province che sono in grado di individuare il gestore unico
integrato, di procedere con i commissariamenti.
La situazione non è più gestibile e siamo veramente sull'orlo del
baratro.
Il Governo ne prenda atto e proceda con i commissariamenti perché,
evidentemente, ci sarebbero omissioni che produrrebbero gravi
conseguenze per le infrastrutture siciliane.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Campo e Genovese sono in
missione.
Sull'ordine dei lavori
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo
intervenire proprio sul tema.
Oggi abbiamo approvato il testo di modifica della legge attuale
sulla gestione idrica, così come c'era stato richiesto in
Commissione.
Il Governo, l'assessore Baglieri ha sposato la proposta che veniva
dalle opposizioni e dalle audizioni che avevamo fatto, snellendo il
testo e, quindi, rinunciando ad una proposta di riforma globale che
era di oltre 25 articoli, portando solo 5 articoli che modificano
la norma attuale solo nel senso di tentare di recuperare i ritardi
degli ATI idrico-territoriali e mettere la Regione siciliana nelle
condizioni di rispondere ai parametri che Roma detta per poter
accedere ai fondi PNRR.
E' proprio questo il senso della modifica legislativa che abbiamo
portato all'attenzione oggi della Commissione, che l'ha approvata,
e domani dell'Aula, quella di cercare di recuperare ritardi di
molti territori e di metterci nelle condizioni di accedere ai
fondi.
Sulla proposta dei commissariamenti straordinari delle ATI
territoriali in ritardo, anche il Servizio Studi dell'Assemblea
regionale siciliana ha molte perplessità.
Per questo l'Assessore persegue un fine, copiando in toto una
legge che ha già funzionato in Emilia Romagna e, di recente, in
Campania: proprio quella di mettere la Regione nelle condizioni di
essere in regola con i parametri che Roma detta.
COMM. bis/A
Seguito della discussione del disegno di legge Modifiche alla
legge regionale 15aprile 2021 n. 9 (962/A Stralcio II COMM. bis/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al seguito della
discussione del disegno di legge Modifiche alla legge regionale
15aprile 2021 n. 9 (962/A Stralcio II COMM. bis/A), posto al II
punto dell'ordine del giorno. Dobbiamo votare l'articolo 1.
Allora, il fascicolo adesso lo avete tutti. Onorevoli colleghi,
come sapete questo disegno di legge, di cui iniziamo a votare
l'articolo 1, nasce da questo accordo fatto con il Governo centrale
che sta aspettando il voto su questa legge per potere liberare una
serie di risorse.
Lo dico perché? Perché un'eventuale bocciatura di questo disegno
di legge creerebbe certamente dei problemi che sono importanti, per
cui vorrei che ci sia un minimo di dibattito per capire qual è la
situazione e se lo possiamo votare tranquillamente, adesso c'è il
numero legale, prima non c'era e prendevamo un po' di tempo, davamo
la parola a chi la chiedeva. Adesso il numero legale è più che
raggiunto per cui possiamo iniziare.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Grazie, Presidente. Prima di iniziare sull'articolo 1 io
non vorrei che si corresse il rischio di bocciare la norma in fase
inziale.
Vorrei sapere dall'assessore Armao, lei era assente, ma avevamo
intrapreso un percorso che riguarda i lavoratori ASU. Ora, il
problema è stato risolto oppure rimangono le stesse problematiche
che c'erano prima? Perché sennò siamo di nuovo al punto di
partenza.
Grazie.
PRESIDENTE. È stato presentato l'emendamento. Ora non so
esattamente quale sia perché io non l'ho potuto vedere bene, però
no, assessore Armao.
È stato presentato l'emendamento sugli ASU, quindi diciamo
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Sì, l'emendamento è stato
presentato, d'intesa con l'assessore Scavone, secondo le esigenze
rappresentate cioè copertura di tutti gli oneri connessi agli
adempimenti e la previsione di un'integrazione connessa alle
vicende del Covid che consente una integrazione stipendiale da qui
a fine anno. Fermo restando il percorso di sì e c'è l'emendamento
tra gli emendamenti aggiuntivi, signor Presidente. Lo abbiamo
esaminato oggi in Commissione Bilancio .
PRESIDENTE. Attenzione, ci sono degli emendamenti aggiuntivi tra
cui questo.
Non li abbiamo ancora distribuiti perché se non passa l'articolo 1
è inutile che lo distribuiamo per cui io volevo intanto essere
certi che si potesse andare avanti sui lavori, dopodiché noi li
abbiamo già visti. Quindi, se votiamo l'articolo 1 Però, questo in
particolare lo si può anche distribuire, non c'è nessun problema.
Oppure al limite li distribuiamo tutti. Quanti sono, una trentina?
Però, siccome ancora io non li ho visti, non so quali potere
accettare o meno anche se è stato fatto un ragionamento anche in
Commissione Bilancio .
Allora, facciamo una cosa, lo ritengo più giusto: visto che è
condizionante gli aggiuntivi rispetto al voto che bisogna dare
sull'articolo 1, distribuiamoli, ci prendiamo allora dieci minuti.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Grazie, Presidente. Ne approfitto che c'è l'assessore
Armao perché ho visto, magari per avere un chiarimento, visto che
poi dobbiamo prenderci questi dieci minuti. I fondi che vengono
utilizzati per questo bonus, questo fantomatico bonus per quanto
riguarda gli ASU, che non era la richiesta del Movimento Cinque
Stelle, io ho visto il capitolo, Assessore. A me sembra che i soldi
li prendiamo dalla stabilizzazione dei precari nei comuni.
Dico, poco fa c'è stato un intervento del Capogruppo di Forza
Italia che parla di comuni che sono in difficoltà. Noi prendiamo un
milione di euro dal fondo della stabilizzazione dei precari dei
comuni per fare questo bonus?
Io vorrei capire dall'Assessore da dove prendiamo i soldi per
quanto riguarda il milione di euro del bonus per gli ASU.
Io ho qui l'emendamento che se non sbaglio è stato sottoscritto
anche da lei, o no? Se mi può spiegare dove prendiamo il milione di
euro, da quale capitolo viene presa quella
Io ho fatto un approfondimento, Assessore, poi può essere che il
mio approfondimento non è corretto. Il problema è che stiamo
prendendo i soldi dalla stabilizzazione dei precari dei Comuni,
cioè noi stiamo prendendo ulteriori fondi dai Comuni. E questo è
Parlo degli ASU. Questo è, Assessore. Quindi, come dire, togliamo
da una parte e mettiamo da cioè i Comuni cioè alla fine sempre
vessiamo i Comuni.
Io volevo un chiarimento su questa cosa, tanto poi c'è la pausa di
dieci minuti.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, Assessore, un attimo solo. Da quello che
capisco, avendo visto gli emendamenti, quello su cui c'era,
diciamo, l'impegno di copertura per la situazione attuale,
ordinaria degli ASU mi sembra che è coperto e anche correttamente.
Questo di cui parlava ora Di Paola è per la copertura
dell'emendamento del cosiddetto bonus, non di quello ordinario per
cui era stato preso comunque un impegno. Benissimo.
Se non ricordo male, l'impegno era stato preso per la situazione
ordinaria che è coperta in maniera assolutamente tranquilla. E'
così? Ho detto bene o no? Prego, Assessore.
ARMAO, assessore per l'economia. Allora, qui dobbiamo essere
chiari su una cosa. Gli stanziamenti saranno definiti quando sarà
è inutile intervenire su singole manovre che attengono ad un
disegno di legge che, vi prego di ricordare, data 21 luglio 2021,
questa impostazione
Quindi, usciamo da queste secche di questo disegno di legge che si
trascina dal 21 luglio 2021. Dopodiché, approvate queste variazioni
che sono correlate col tema della legge di stabilità e fatto
l'assestamento, il Governo si presenterà con delle variazioni sulle
quali sarà giudicato se dà copertura a tutti gli impegni assunti o
se non dà copertura a tutti gli impegni assunti.
Avremo un confronto leale, competente, come sempre avvenuto in
Aula, sulle singole partite. Se lasceremo i Comuni senza soldi, i
precari senza soldi o qualcun'altro senza soldi, saremo qui a farci
giudicare; se invece reintegreremo i capitoli avremo raggiunto
l'obiettivo che noi riteniamo di raggiungere.
Allora, fare questa discussione ora non serve esattamente a nulla,
perché noi potremo dimostrare di garantire le coperture appena
andremo con le variazioni effettive, queste sono delle variazioni
connesse alle richieste del Governo per non impugnare l'impianto
della legge di stabilità.
Quindi, usciamo da questa fase che ci stiamo tirando da troppo
tempo, facciamo variazioni e assestamento e ci incontriamo entro
una settimana, dieci giorni massimo sul tema delle variazioni di
fine anno, quelle che si approvano entro il 30 novembre. Su questo
poi, ripeto, entreremo nel merito di quali capitoli il Governo ha
lasciato scoperti e, quindi, quali categorie hanno il diritto di
lamentarsi. Ma prima di allora, ripeto, sono partite finanziarie
che sono in movimento sino a quando non approviamo le variazioni
che, o meglio non esaminiamo, mi scusi, se l'approverete dovete
deciderlo voi, ma noi esamineremo le variazioni entro il 30
novembre che sono quelle che chiudono il quadro finanziario
dell'anno.
Fasciarci la testa prima di cadere, ora non serve. Se stiamo
utilizzando un capitolo, lo stiamo facendo con finalità
squisitamente tecniche. Il Governo e le parti politiche si
confronteranno su quell'assetto finanziario che sarà quello delle
variazioni. Va bene?
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Chi
l'aveva chiesto prima? L'onorevole Cracolici.
Congedo
PRESESIDENTE. Comunico che l'onorevole Trizzino è in congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
COMM. bis/A
Riprende il seguito della discussione del disegno di leggen. 962/A
Stralcio II COMM. bis/A)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Sì, Presidente, io sull'articolo 1 proprio perché
questa norma nasce il 21 luglio a seguito di un'intesa tra lo Stato
e la Sicilia relativamente a quelle partite
Presidente, vorrei che lei mi ascoltasse. Presidente, vorrei che
lei mi ascoltasse, sennò mi sento un incompreso.
PRESIDENTE. Non si preoccupi, non è incompreso
CRACOLICI. Non si è sentito cosa ha detto.
PRESIDENTE. No, dicevo che magari è complicato comprenderla, ma un
incompreso non ci si senta mai.
CRACOLICI. Vabbè anche se è complicato uno rischia di essere
incompreso.
Io volevo far rilevare proprio in ragione del fatto che questa
norma nasce il 21 luglio a seguito di questa intesa con lo Stato di
adeguare le partite di Bilancio che in realtà molte delle quali
erano, se non ricordo male Assessore, accantonate, e quindi bastava
un semplice non dare esecuzione all'accantonamento disposto con la
legge di Bilancio, non c'era neanche bisogno di fare una
variazione. Ma al di là di questo, all'articolo 1 è contenuta la
norma che sostanzialmente dice che dall'esercizio 2021 la Regione
si fa carico della rata di mutuo contratto per il cosiddetto debito
sanità.
Nel 2021 è stata oggetto di un negoziato questa norma, nel luglio
2021. Ma nel frattempo, vorrei ricordare, che noi abbiamo davanti
alla Corte costituzionale una eccezione sollevata dalla sezione
unita della Corte dei conti che ha, nel dare un nuovo giudizio
sulla parifica 2019, eccepito la illiceità, chiamiamolo così, della
disposizione
(Intervento fuori microfono)
Non so, come la devo chiamare?
(Intervento fuori microfono)
Illegittimità. Va bene, ho capito. Sa ormai i reati contabili
scivolano, scivolano spesso sui reati previsti dal Codice penale
PRESIDENTE. Vada avanti, onorevole Cracolici. Prego.
CRACOLICI. E' l'assessore Armao che mi sollecita.
Ora io dico questo: nel momento in cui noi approviamo questa
norma, ripeto ancorché negoziata con lo Stato, stiamo di fatto
riconoscendo che il giudizio di costituzionalità sulla norma che ha
consentito per tre anni alla Regione siciliana di far gravare sul
fondo sanitario nazionale la quota di rateo del debito contratto
sul mutuo sanità, noi di fatto stiamo dichiarando, come dire,
unilateralmente che la eccezione sollevata dalla Corte dei conti ha
ragione d'essere davanti la Corte costituzionale, con la
conseguenza che questa - eh no, Assessore Lei le cose però non è
che le può dire a metà - con la conseguenza che se fosse così noi
dovremmo non solo pagare la quota 2021, ma dovremmo coprire le
quote del 2018, 19, 20, che abbiamo già operato nel Bilancio
della Regione con quote a carico del fondo sanitario.
Allora, io mi chiedo, Assessore Armao, visto che il Governo ha
annunciato anche in maniera roboante l'intenzione di resistere
davanti la Corte costituzionale rispetto al difetto addirittura di
giurisdizione che abbiamo posto in essere nei confronti della Corte
dei conti, questa norma non ci espone ad una sconfitta diciamo
senza combattere? Credo che, ripeto, una cosa era il 21 luglio
frutto di un'intesa con lo Stato, ma nel frattempo un organo dello
Stato, cioè la Corte dei conti, ha fatto un'eccezione che espone la
Regione per oltre 240 milioni di euro, perché sono tre triennalità
di 80 milioni per anno.
Allora, io credo che sia opportuno in questa fase soprassedere con
il 2 quater e aspettare il giudizio della Corte dei conti, anche
eventualmente accantonando le risorse previste con cui daremmo
copertura a questo 2quaterin un fondo specifico per fare fronte a
eventuali, diciamo, sopravvenienze connesse alla sentenza.
PRESIDENTE. Allora, Assessore, io credo che il '18, '19 e '20 non
c'entrino niente.
Prego, Assessore.
CRACOLICI. E vedrai che c'entrano.
ARMAO, assessore per l'economia. Come si usa dire nelle aule
giudiziarie, l'argomento dell'onorevole Cracolici prova troppo, nel
senso che arriva a considerazioni e a conclusioni che vanno al di
là - l'onorevole Assenza che è un principe del Foro conosce bene
questa espressione -. Posso
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, assessore per l'economia. No, è un apprezzamento il suo
PRESIDENTE. Evitiamo il duetto, per favore. Prego.
ARMAO, assessore per l'economia. No, no, prova troppo. In che
senso? Primo, l'onorevole Cracolici conosce benissimo la legge di
bilancio che abbiamo approvato
PRESIDENTE. Scusi, assessore Armao, faccia il suo intervento.
ARMAO, assessore per l'economia. Sì, e sa che noi abbiamo
approvato un bilancio triennale. Nel bilancio triennale per il 2022
e per il 2023 il Fondo che deve dare la provvista per il mutuo
sanità è a carico del bilancio regionale. Quindi, ecco perché prova
troppo il ragionamento, perché la preoccupazione è fugata dal fatto
che noi già nel bilancio triennale attuale, vigente, che è legge,
per il 2022 e per il 2023 carichiamo integralmente sul bilancio
regionale il Fondo. Quindi, non c'è nessun pericolo che non sia già
legge della Regione nei confronti di quello che poi è già accaduto
successivamente, cioè, la questione di legittimità costituzionale
posta dalle Sezioni riunite in speciale composizione che si sono
pronunciate un mese e mezzo fa.
Su questo, quindi, non credo che ci siano problemi di alcun tipo.
Com'è vero quello che diceva il presidente, cioè che non c'è
nessuna refluenza né in avanti, come dicevo, né indietro, nel senso
che le leggi che approvano i rendiconti sono delle leggi a tutti
gli effetti non sono solo leggi materiali, sono anche leggi
sostanziali; pertanto, se non sono oggetto di un'impugnativa o di
una questione di legittimità costituzionale, continuano a svolgere
i propri effetti, non c'è con la cosiddetta incostituzionalità
sopravvenuta, perché ammesso e non concesso che la questione fosse
fondata, se non è stata sollevata la questione di legittimità
costituzionale nei confronti di ogni singola legge che approva ogni
singolo rendiconto, la questione di costituzionalità non rotola
all'indietro solo perché per un anno è stata ritenuta
incostituzionale.
Quindi, noi in questo modo per il 2021 adottiamo una soluzione in
linea con quello che abbiamo fatto per il 2022 e per il 2023, con
un impegno preso dal Presidente della Regione con la Ragioneria
generale dello Stato e con il Ministero dell'economia, non perché,
quest'anno non lo abbiamo fatto perché c'era un problema di
capienza finanziaria, adesso, diciamo, dobbiamo assolutamente farvi
fronte e per questo la norma prevede questo tipo di intervento
PRESIDENTE. Mi sembra abbastanza chiaro.
ARMAO, assessore per l'economia. che già è a regime nel 2022 e
nel 2023.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, per quanto riguarda il bonus
abbiamo qualche dubbio sul meccanismo, perché una norma simile che
fu impugnata dal Governo fu impugnata perché eventuali bonus vanno
inseriti nel contratto, non per legge. Per cui, anche su questa
cosa qui dobbiamo verificare la possibilità di poterla fare o meno;
quindi, a prescindere dalla copertura, dovrebbe essere inserita nel
contratto dei lavoratori.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Poi sono iscritti a parlare gli onorevoli Laccoto, Figuccia e Di
Caro.
LUPO. Grazie, Presidente. Con riferimento all'articolo 1 c'è tutta
la nostra contrarietà perché l'articolo 1 prevede la soppressione
del Fondo di 65 milioni che copre anche 10 milioni per i comuni.
Se fosse approvato l'articolo 1 conseguentemente i comuni, per
effetto del successivo articolo 3, comma 2, rischiano la
decurtazione proposta dal Governo della Regione da 330 milioni di
euro a 319 milioni di euro per l'anno 2021, quindi per l'anno in
corso, Presidente. E parliamo di 11 milioni di tagli ai comuni che
in gran parte hanno, sostanzialmente, consolidato la proposta,
ovviamente, di bilancio per l'anno corrente. E qui non ripeto le
cose che hanno detto l'onorevole Calderone e l'onorevole Laccoto
che io condivido e, quindi, ne sottoscriveremo quell'ordine del
giorno per chiedere al Governo regionale anche di intervenire nei
confronti del Governo nazionale affinché siano ascoltate le
richieste dei nostri sindaci.
Ma per coerenza, Presidente, non possiamo oggi noi tagliare 10
milioni di fondi, di risorse correnti, di trasferimenti in conto
corrente ai comuni perché i comuni ne patirebbero conseguenze molto
gravi e, soprattutto, ne patirebbero conseguenze molto gravi le
fasce sociali più deboli, perché sono fondi che in gran parte
venivano destinati, per esempio, all'assistenza. Abbiamo detto
tante volte in quest'Aula che una delle gravissime crisi
finanziarie dei Comuni coinvolge, ad esempio, l'assistenza agli
alunni disabili.
Allora, Presidente, faccio due proposte. La prima proposta che le
faccio e pongo all'attenzione degli altri Gruppi parlamentari, di
tutti i colleghi e in particolare dei Capigruppo, sua e del Governo
questa proposta è di fare un disegno di legge stralcio, Presidente.
Un disegno di legge stralcio dell'attuale disegno di legge,
considerato anche alcuni emendamenti aggiuntivi per approvare le
questioni più urgenti, che abbiamo il dovere di approvare, che
riguarda i lavoratori Asu, che riguardano i lavoratori ex Keller,
problemi che riguardano l'assistenza degli alunni diversamente
abili, la variazione di bilancio che riguarda i lavoratori
forestali dei Consorzi di bonifica.
Dopodiché, Presidente, visto che il Governo ha annunciato in Aula
che è in corso una trattativa, un confronto istituzionale col
Governo regionale dal quale dovrebbero arrivare in Sicilia
ulteriori milioni di euro, che il Governo chieda la sospensione
della trattazione del disegno di legge 962/A, verifichi col Governo
nazionale la possibilità intanto di portare in compensazione questi
tagli di cui sta qui parlando con le nuove risorse che sarebbero
provenienti dal confronto con lo Stato
PRESIDENTE. Però, onorevole Lupo, io vorrei che voi ricordasse una
cosa: stiamo tagliando soldi che non ci sono, cioè nel senso che
erano condizionati al fatto che lo Stato ce li desse.Ora, se lo
Stato ci dice che non ce li dà, quindi dobbiamo togliere tutto
quello che era stato richiesto, non li abbiamo messi e non li
stiamo tagliando.
LUPO. No, Presidente, prendo per buone le sue parole. il Governo
qui ha annunciato esattamente il contrario, cioè che lo Stato
riconoscerà ulteriori risorse. E allora, io dico se lo Stato
riconoscerà ulteriori risorse
PRESIDENTE. Soltanto se abroghiamo questi, cioè se cancelliamo
questi, se no non abbiamo di che parlare
LUPO. Questo lo dice l'assessore Armao, scusi, non è scritto da
nessuna parte. E' una considerazione dell'assessore Armao in
quest'Aula che, per quanto mi riguarda, vale quanto la mia.
PRESIDENTE. Quello che è sicuro è che l'accordo con lo Stato che è
stato fatto ci diceva che se non tagliamo, se non eliminiamo queste
che non sono neanche spese erano richieste di spesa. Ci è stato
detto no, per cui li dobbiamo levare, ma non stiamo tagliando
niente per ora. E che qualsiasi cosa è condizionata a questa.
LUPO. Presidente, ma allora perché tagliare la norma sostanziale?
Visto che le risorse non ci sono, non c'è bisogno di tagliare
finanziamenti che non ci sono. Vediamo se saranno disponibili
ulteriori risorse dello Stato e poi affrontiamo il ragionamento,
perché è illogico quello che il Governo propone.
PRESIDENTE. E' stata una richiesta del Governo nazione quella di
toglierli.
LUPO. No, Presidente, è stata una formalizzazione del Presidente
della Regione rivolta al Presidente del Consiglio e al Governo
nazionale. Io non ho letto alcuna richiesta fatta in tal senso dal
Governo nazionale. Non diciamo cose. Presidente, che non sono,
altrimenti prendiamo la lettera del Presidente Musumeci e la
leggiamo in Aula.
PRESIDENTE. Prego, Assessore.
ARMAO, assessore per l'economia. Mi dispiace che si debba alterare
la realtà
LUPO. Scusi, ha dato la parola all'assessore Armao, Presidente?
Allora, si sieda Assessore e mi lasci completare l'intervento.
Quando il Presidente le darà la parola, lei interverrà.
LUPO. Quindi, Presidente, io chiedo un disegno di legge stralcio
per affrontare le questioni urgenti e visto che il Governo ha
annunciato in Aula che saranno disponibili ulteriori risorse,
siccome non è vero perché non è scritto da nessuna parte che il
Governo ha chiesto intanto di cancellare queste poste di bilancio,
le norme sostanziali vengano lasciate vive, tanto non producono
effetti finanziari nell'immediato, e riserviamoci di poterle
rifinanziare con le risorse che arriveranno da Roma, così come
tutti ci auguriamo.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Assessore, ha già risposto?
ARMAO, assessore per l'economia. Credo che la politica ha tutto il
diritto di albergare su questi argomenti ma credo che debba tenere
conto della realtà dei fatti, perché poi altrimenti diventa un
esercizio poco utile per la collettività.
Che il Presidente della Regione che ha promulgato una legge, vada
al Governo dicendo che fa vorrei abrogare questi articoli , la
trovo non dico risibile, ma certamente inattendibile.
E' evidente che nel negoziato com'è noto che c'è stato sul disegno
di legge di stabilità il Governo aveva prospettato, ma è talmente
vero che, visto che queste carte circolano, basta vedere le carte
che prospettavano da parte del Ministero dell'economia e di altri
Ministeri i profili che avrebbero potuto dare luogo a impugnativa e
che poi, invece, non hanno dato impugnativa.
Vorrei ricordare a chi non lo ricorda che la legge di bilancio, di
stabilità, ha circa 125-130 articoli - vado a memoria non li
ricordo tutti - e ne sono stati impugnati sei, sette, otto massimo.
Quindi è evidente che dopo quella che si prefigurava, che qualcuno
tifava per vedere una debacle della legge di bilancio invece poi si
è trovata una quadra col Governo in un negoziato istituzionale
corretto.
Quindi, questo disegno di legge nasce dalla richiesta da parte del
Governo nazionale di eliminare alcune partite che poi sarebbero
risolte anche in relazione ad un fatto che ancora abbiamo avuto
come Assessore al bilancio di tutte le Regioni italiane, abbiamo
finito un'ora fa l'incontro con i Capigruppo alla Camera e al
Senato di tutti i partiti presenti al Parlamento, dove abbiamo
evidenziato tutte le Regioni di tutti i colori, con tutti i
Presidenti che mancano coperture sulle minori entrate, mancano
coperture sulla spesa sanitaria.
In questo momento c'è un problema tra il sistema regionale
italiano ed il Governo. Ora, che qui lo si voglia disconoscere è
del tutto legittimo, però non è coerente con la realtà dei fatti.
Quindi, noi, Presidente, diciamo usciamo da questo incrocio
istituzionale che ci vede trattare un disegno di legge del luglio
scorso, approviamo variazioni connesse alla legge di stabilità ed
assestamento, porteremo nei tempi previsti dalla legge, com'è noto
entro il 30 novembre, le nuove variazioni, li faremo un confronto
più leale possibile sugli stanziamenti per vedere se ci sono tutti
gli stanziamenti previsti o se invece questi stanziamenti sono
insufficienti. Il resto, stiamo parlando di una materia che
diviene, quindi una discussione credo poco conducente e poco
proficua per la collettività.
PRESIDENTE. Assessore, non è poco conducente nel senso che,
diciamo, oggi come oggi è credo assolutamente o quasi obbligatorio
che si faccia così come stiamo facendo. Non c'è dubbio che il
Governo nazionale ai tempi poteva pure impugnarle queste norme e
dire: no, non le accettiamo . Il Governo ci ha detto abrogate le
norme che avete fatto e noi andiamo avanti con gli impegni che
abbiamo preso . Non le ha impugnate direttamente, cioè le sta
facendo abrogare a noi.
La motivazione io la posso leggere in una maniera o in un'altra
ma, come dire, non c'è dubbio che mette questo Parlamento nelle
condizioni di approvare una cosa e di doverla abrogare dopo. Però,
questo è lo stato dell'arte, non è che possiamo inventarci niente.
Per cui, oggi se vogliamo andare avanti nel rapporto con lo Stato,
credo obbligatorio, queste norme le dobbiamo abrogare.
La prossima volta forse il Governo le impugna, le fa eliminare e
così come diceva l'onorevole Lupo altrimenti tanto vale che restano
tanto non producono effetto. Ma se il Governo ci chiede di
abrogarle evidentemente avrà delle garanzie, anche perché per poi
poterli spendere in altra maniera devono essere state abrogate
queste, sennò quelle che arrivano dovrebbero essere spese
obbligatoriamente su questi impegni legislativi.
Comunque, credo che il dato di fatto oggi sia inoppugnabile, cioè
quello che diceva l'Assessore è assolutamente così. Cioè, se non le
abroghiamo lo Stato non ci dà le risorse necessarie per fare tutte
quelle altre cose di cui abbiamo parlato.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Presidente, non mi piace la polemica
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, scusi, la cosa importante è che
oggi, adesso la cosa da fare è abrogarle, poi sul come investire i
soldi che arriveranno, quello siamo qua.
LACCOTO. Va bene, ma io guardi, io sull'impostazione non ho Il
problema è uno perdonatemi, noi abbiamo fatto ora un ordine del
giorno con tutti i Gruppi e c'è un problema: un decreto è già stato
fatto da parte dell'Assessorato alle autonomie locali dove sono
state tolte già delle somme a novembre agli enti locali mentre
hanno i bilanci approvati e non possono farli.
Ora io le chiedo, mi perdoni, sono pronto a votare le altre cose,
ma i 10 milioni, 11 milioni, bisognava toglierli dagli enti locali
e quindi noi avremo i sedici più undici che fanno ventisette
milioni. E se per caso entro il 30 novembre non diamo queste somme
agli enti locali - perdonatemi - succede qua un paradosso: duecento
comuni, in questo momento, hanno dichiarato oggi a tutte le
prefetture che sono pronti a dimettersi; abbiamo avuto il problema
di avere diminuito le somme già con un decreto dell'Assessorato
agli enti locali a novembre, con bilanci già approvati, creando
grossi problemi agli enti locali. A queste somme aggiungiamo oggi
undici milioni. Ma il Governo nazionale non ci ha detto che
dovevamo togliere le somme agli enti locali, il Governo nazionale
ha detto di togliere alcune somme, tagliarle.
E allora, il problema è questo, perché resti agli atti
dell'Assemblea: se ci dovesse essere un problema che queste somme
non arrivano e quindi le variazioni di bilancio entro il 30
novembre - è da tre settimane che siamo qua con queste norme -
visto l'andazzo di questa Assemblea, mi chiedo com'è possibile che
mettiamo ancora più in croce gli enti locali di quanto non lo
siano.
Allora, il problema è chiaro: questi undici milioni vengano presi
da altro, ma non dagli enti locali, perché è diventata una
situazione elastica, che si dilata fino a spezzarsi. Questo è
l'appello che faccio. Perché chi me lo garantisce che queste somme,
sia i sedici prima, sia gli undici e sia gli altri dieci vengano
fatti entro il 30 novembre? Nessuno. E allora, sono pronto a votare
le altre norme e chiedo che questi undici milioni vengano lasciati
ai capitoli degli enti locali e vengano tolti dagli altri.
Assessore alle autonomie locali, lei non parla su questa
situazione? Io credo che abbiamo rappresentato a Roma alcune
istanze, mentre le rappresentiamo a Roma e non ci ascoltano -
perché finora non è arrivato niente - andiamo a fare ulteriori
tagli in questa Assemblea. Io credo che sia una contraddizione in
termini. È inutile fare gli ordini del giorno se con i fatti noi
togliamo le somme. Questo è il problema che pongo al Governo, al
Presidente dell'Assemblea e all'Assessorato alle autonomie locali.
PRESIDENTE. Questo che dice l'onorevole Laccoto, oggettivamente, è
così. Ma bisogna capire se c'è una soluzione, Assessore, per
garantire questi soldi ai comuni? Perché, certo, oggi risulta
ufficialmente che duecento sindaci si sono presentati alle
prefetture consegnando le chiavi del comune. Esiste una possibilità
- non so a quale assessore rivolgermi, se a Zambuto o ad Armao -
per cui questa storia dei comuni possa essere in qualche maniera
fermata o comunque garantita diversamente? Perché non c'è dubbio
che quello che dice l'onorevole Laccoto è un problema reale, perché
entro novembre ce la faremo? Mi sembra molto difficile.
Assessore Zambuto o Armao, qualcosa dovete dircela. Se è possibile
fare un ragionamento con il Governo centrale, un qualcosa per
potere quantomeno rinviare?
ARMAO, assessore per l'economia. Il decreto fiscale, che gli
onorevoli deputati conoscono, che è all'esame del Senato in questo
momento e che prevede già 66 milioni di euro di risorse aggiuntive
per la Sicilia, evidentemente già dà la prima risposta. Cioè, noi
non intendiamo ridurre gli stanziamenti, è un fatto tecnico
transeunte, come si usa dire nella letteratura, nel senso che non
determina una riduzione dello stanziamento per il 2021.
PRESIDENTE. Che refluenze avrebbe sui bilanci dei comuni?
ARMAO, assessore per l'economia. Nessuna. Presidente, non lo sto
ad illustrare a lei, che ben conosce i lavori dell'Aula. Il 30
novembre è la data ultima per le variazioni. Quindi, dobbiamo
portare le variazioni già, io penso di portarle già in Giunta
giovedì, se arriverà la convocazione in modo che approveremo il
rendiconto 2020 e variazioni e quindi le porteremo subito...
PRESIDENTE. Scusi, abbiamo certezza che nelle variazioni
inseriscano questi
ARMAO, assessore per l'economia. I 66 milioni sì perché sono in
Gazzetta Ufficiale, Presidente. I suoi Uffici, i 66 milioni sono
già in Gazzetta Ufficiale perché il decreto fiscale
PRESIDENTE. Quindi, quando arrivano questi 10 milioni agli enti
locali gli vengono
ARMAO, assessore per l'economia. Automaticamente, appena
approviamo questo, scatta la possibilità dello Stato di darci i 66.
Se non approviamo e facciamo questi passaggi
PRESIDENTE. Volevo capire la garanzia per i comuni che quando
scattano i 66, una parte viene destinata a loro.
ARMAO, assessore per l'economia. C'è l'impegno politico qui. Posso
mettere una firma, possiamo metterla come Governo ma è chiaro che
c'è un impegno politico in quest'Aula a dare priorità
nell'assegnazione di questi 66 milioni, assoluta priorità ai
comuni. L'impegno è preso. Io l'avevo già detto la volta
precedente.
Noi però dobbiamo chiudere questa fase altrimenti non possiamo
passare avanti. Ci avvitiamo su questa fase dove tutte le ragioni,
anche l'onorevole Laccoto, io le condivido, l'onorevole Lupo, le
preoccupazioni, mica sono preoccupazioni basate sul nulla o
riguardano il fatto che un meteorite arriverà domani mattina su
Palermo. Stiamo parlando di questioni concrete, vere, tangibili ma
che abbiamo detto come risolvere sol che superiamo questa fase. Se
non usciamo da questo vincolo, noi non ne usciamo più.
PRESIDENTE. Questo è chiarissimo. Volevo capire come potere in
qualche maniera rassicurare e garantire i comuni perché se poi
entro il 30 novembre, che è domani, non vengono inseriti gli
creiamo problemi importanti.
E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Scusi, Presidente, concludo.
L'impegno che il Governo finora ha svolto e credo che i comuni,
l'Anci, lo ha anche pubblicamente riconosciuto, l'impegno profuso
dall'assessore Zambuto, dall'Assessorato all'Economia a sostenere
le loro tesi con gli incontri al Ministro degli Interni, al
Ministero dell'Economia, confronti continui. Quindi, lungi da
questo Governo buttare i comuni nella disperazione. E' impegno
prioritario e sarebbe, come dice bene l'onorevole Laccoto,
paradossale che mentre i comuni sono in difficoltà noi gli togliamo
lo stanziamento. Questo è un passaggio tecnico in attesa
dell'approvazione delle vere variazioni che consentiranno di
ripristinare appieno lo stanziamento.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Figuccia. Poi sono iscritti a parlare
gli onorevoli Di Caro, Calderone e Grasso.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in effetti il
tema che stiamo affrontando non è di poco conto. Non lo è perché
qualcosa come 200 o 250 sindaci minacciano le dimissioni e lo fanno
perché ci troviamo di fronte al rischio che non vengano erogati i
servizi essenziali.
Devo dire che noi come Lega avevamo fatto una riflessione prima di
entrare in Aula su questo punto. Riconosco però nell'assunzione di
responsabilità nelle dichiarazioni del Vicepresidente della Regione
l'atteggiamento di chi cerca di porre rimedio ad una questione,
diciamocelo, che non scaturisce certamente da questo Parlamento
regionale. I sindaci minacciano le dimissioni perché sono in attesa
di risposte da parte del Governo nazionale.
Allora, quello che vorrei provare a lanciare come riflessione è
che le considerazioni che fanno i colleghi, talvolta
dell'opposizione, talvolta della maggioranza, riprese giustamente
dal Presidente dell'Assemblea sono le considerazioni di tutti, ma
vi prego non creiamo le condizioni perché dallo spauracchio nasca
una mistificazione della realtà perché, se ogni volta che noi
dobbiamo intervenire su un provvedimento, poco fa lo facevamo con
riferimento all'emendamento aggiuntivo che è quello sugli ASU dove
l'amico e collega ingegnere Di Paola scambia i 5 milioni per il
milione - collega il milione non è un milione, sono i mille euro di
contributo che vengono dati una tantum a ciascuno degli Asu -,
allora dico se l'atteggiamento è questo che dobbiamo fare
confusione solo per creare paura e cercare di tirare a noi, chi
guarda e ascolta fuori dal Palazzo, ragazzi alla fine ci troveremo
tutti i sindaci che in questo momento vogliono forza da parte del
Parlamento regionale, e ce l'hanno questa forza, che viene anche
assolutamente avallata dal Presidente dell'Assemblea, dal
Vicepresidente della Regione e auspico anche da parte di tutte le
forze di questo Parlamento, perché se non facciamo quadrato in
questo momento e continuiamo ad agitare la bandiera della paura,
sappiate che i sindaci, alla fine, vogliono il risultato e non gli
interessa che sia nata da questa parte o da quella parte la
strumentalizzazione.
Gli ASU il contributo lo vogliono. E, cari colleghi del Movimento
Cinque Stelle, non è che possiamo dare il reddito di cittadinanza a
tutti; il reddito di cittadinanza lo dobbiamo dare a chi ne ha
bisogno. E non è che va a finire che chi lavora come ASU, come PIP,
come forestale, alla fine deve percepire un sostegno al reddito
decisamente inferiore a quello che voi volete dare creando questa
forma di sperequazione.
Quindi, Presidente, lei lo ha detto benissimo, secondo me deve
esserci un atteggiamento di responsabilità. Io mi rivedo e
sottoscrivo le parole del Vicepresidente dell'Assemblea, che
d'altra parte si assume anche l'onere che è legato al suo ruolo. E
non ho motivo di pensare, di fronte alla dichiarazione che da qui
al 30 di novembre arrivino le variazioni di bilancio per porre
rimedio a un problema che è nazionale, colleghi; su questo dobbiamo
fare quadrato
Altrimenti, Presidente, si crea confusione e noi rischiamo che,
partendo dall'idea di volere dare sostegno ai sindaci, partendo
dall'idea di volere dare sostegno agli ASU, partendo dall'idea di
volere recuperare gli 800 mila euro che mancavano sui PIP, alla
fine incominciamo a dire ma dove li prendiamo, ma dove li
prendiamo, ni bluccamu e nun facemu chiu' nienti .
Io ve lo dico, ragazzi, potete giocare con tutto, però non
giochiamo con il pane della gente. Non giochiamo con quello che è
il ruolo dei sindaci, perché sindaci significa servizi, significa
servizi essenziali nei territori, significa risposte ai cittadini.
E, francamente, a questo gioco dell'oca inviterei tutti ad evitare
di finirci dentro, perché ci finiamo con mani e piedi e questo non
fa bene a nessuno.
Quindi, Presidente, accoglierei la sua proposta: andiamo avanti,
vediamo di uscire con questo strumento come elemento per affrontare
gli appuntamenti successivi ed entro il 30 novembre creiamo le
condizioni perché questo Parlamento possa sopperire anche alle
mancanze, laddove possibile, del Governo nazionale.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.
Allora, in ordine di tempo, avevano chiesto di parlare prima gli
onorevoli Di Caro e Cracolici, però l'onorevole Grasso non ha
ancora parlato, voi sì, anche Di Paola e Calderone. Quindi intanto
do la parola all'onorevole Grasso, che è tra quelli che non sono
intervenuti. Poi se ridare la parola di nuovo a quelli che sono già
intervenuti
(Intervento fuori microfono)
No, lei era dopo, c'erano Grasso, Calderone. E' scritto in ordine.
Agli onorevoli Cracolici e Di Caro dopo questi interventi diamo la
parola. E pure l'onorevole Catalfamo aveva chiesto di parlare.
GRASSO. Presidente, Governo, conosco bene la situazione dei comuni
e la gravità della situazione dei comuni e il mio è solo un
chiarimento di natura tecnica, che è legato ai quesiti che pongono
i sindaci e che pone anche l'Anci.
Con il riparto, e quindi con l'erogazione della terza
trimestralità, ai comuni sono state naturalmente trasferite meno
risorse rispetto a quelle che erano previste, anche contemplate
nella legge, perché mancano dieci milioni di euro.
Il problema vero è questo: i comuni, molti, hanno già approvato i
bilanci; altri devono approvare il bilancio entro il 30 novembre.
Il regime di contabilità è per tutti ed è quello del 118.
Quindi la preoccupazione che hanno i comuni qual è? Non possono
iscrivere in bilancio risorse che ancora non hanno avuto erogato.
Se queste risorse arrivassero dopo il 30 novembre, potrebbero
essere esigibili nel 2022? Perché se non possono essere esigibili
nel 2022 il problema è serio e significa la mancata chiusura da
parte dei comuni per i bilanci, il cui termine inderogabile è il 30
novembre.
Quindi, Presidente, siamo d'accordo e mi rendo conto della
trattativa Stato-Regione ma c'è un problema serio: il problema
serio è che noi, rispetto ai trasferimenti, rispetto a quanto
previsto dalla legge abbiamo una riduzione di 10 milioni di euro.
Ed è un problema, al di là delle richieste che i sindaci
legittimamente, insieme all'ANCI, rivendicano nei confronti del
Governo nazionale perché nei confronti del Parlamento nazionale
rivendicano quel fondo per i crediti di dubbia esigibilità che il
Governo si è impegnato ad inserire, gli darà 50 milioni di euro.
Questo per la Sicilia
E, poi, nella trattativa i 66 milioni che darà la Regione che
dovrebbe trasferire ai comuni.
Ma, di fatto, oggi, al 30 novembre i comuni che non ricevono le
risorse come possono chiudere i bilanci?
Questa è la garanzia che chiedono i comuni. Grazie.
PRESIDENTE. Infatti, onorevole Grasso, poco fa, quando chiedevo ai
due assessori Zambuto ed Armao, quale potesse essere un'eventuale
soluzione, perché questo è il vero problema, tutto il resto mi
sembra che sia abbastanza superabile.
Su questo ho qualche dubbio. Per questo volevo capire come
potevano i comuni avere garanzia che, entro il 30 novembre, questi
soldi tornassero loro. Questa era la richiesta che avevo fatto poco
fa al Governo.
L'unico vero problema che c'è è se oggi possiamo uscire da
quest'Aula approvando questa legge ma dando contemporaneamente una
garanzia assoluta ai sindaci che possono fare i bilanci perché,
altrimenti, si trovano nelle condizioni di non poter fare il
bilancio. Quindi, poi questa diventa una responsabilità un po' di
tutti.
Questo dicevo, assessore Armao. Se non fosse possibile, anche con
un'interlocuzione col Governo nazionale, vedere di capire se c'è la
possibilità di rivedere un secondo soltanto questi 10 milioni
perché altrimenti i comuni non riescono a fare i bilanci. C'è una
possibilità di salvarli o no?
Io capisco che la domanda non è facile e la risposta è più
complicata della domanda.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, ci stiamo
arrovellando su questa vicenda.
Se avessimo approvato, la settimana scorsa, queste cose saremmo
già avanti col discorso.
Continuiamo a girare attorno alla questione e arriveremo al 30
novembre completamente bloccati.
La soluzione che propongo, invece di aggravare la questione, è di
approvare prima possibile ed uscire da queste secche
PRESIDENTE. Assessore Armao, il dibattito d'Aula è legittimo e se
ci sono delle preoccupazioni che, come vede, sono molto trasversali
e che riguardano, di fatto, l'intero territorio regionale, se è
possibile trovare una soluzione altrimenti, comunque, bisogna
andare avanti, questo è sicuro.
Io sto chiedendo se è possibile trovare un escamotage, una
possibilità di rassicurare e di garantire i sindaci che, da qui a
venti giorni, devono fare il loro bilancio.
Allora, se fosse così, se fosse possibile che i sindaci se le
inseriscano, comunque, in bilancio in attesa
Se fosse possibile trovare una scappatoia di questo tipo li
rassicureremmo.
Poi, che se non approviamo questo è tutto fermo, è fin troppo
ovvio e che, quindi, lo dobbiamo approvare.
ARMAO, assessore per l'economia. Questo si definisce, Presidente,
nodo gordiano. E' un nodo che non ha modo di essere sciolto.
Il problema è che se non sciogliamo il nodo non riusciamo a
portare le nuove variazioni qui. Prima usciamo da questo nodo,
prima portiamo le variazioni.
Le variazioni, peraltro, l'onorevole Grasso lo sa bene, non è che
possono essere approvate il 25 dicembre, devono essere approvate
entro il 30 novembre. Quindi, è evidente che le porteremo prima.
Non è che la Regione ha la possibilità di approvare le variazioni
dopo che le possono approvare i comuni.
Il termine del 30 novembre è un termine generale per tutte le
amministrazioni per approvare le variazioni.
PRESIDENTE. Quello che posso garantire, come Presidente
dell'Assemblea, è che noi teniamo l'Aula aperta fino a che non
votiamo la variazione e quindi certamente prima del 30. Poi
dobbiamo essere sicuri che i soldi sono arrivati, altrimenti di che
parliamo?
E, quindi, per quanto mi riguarda le garanzie che può dare
l'Assemblea le diamo.
Intanto, non c'è dubbio che comunque bisogna votare la norma,
perché finché non la votiamo possiamo continuare a stare così
all'infinito.
Ora ci sarà chi ne guadagna politicamente, ci sarà chi ne perde
politicamente, la verità è che roviniamo la Sicilia.
Per cui la cosa che dobbiamo fare è comunque votarla sapendo e
questo dibattito, assessore Armao, onorevole Turano, questo
dibattito che abbiamo fatto credo che sia invece molto importante
perché è, di fatto, un dibattito propedeutico alla garanzia di
avere queste risorse dopo, cioè se non ci fosse stato il dibattito,
come dire, il Governo potrebbe pure dire vabbè, poi ci vediamo
l'anno prossimo . No, è un dibattito che sta interessando tutta
l'Assemblea e tutti i partiti quindi questo è, di fatto, un impegno
che tutti ci stiamo prendendo, ovviamente il Governo per primo, ma
la credibilità del nostro Parlamento va mantenuta e va tenuta alta,
quindi l'Assemblea insieme al Governo che entro il 30 questi soldi
gli si rimettono a disposizione perché altrimenti il problema
diventa reale e a quel punto faremmo tutti la brutta figura di non
avere mantenuto l'impegno che stiamo assumendo.
Quindi, proporrei comunque all'Aula di votare, poi l'Aula è libera
- un attimo perché se è ancora su questo argomento non ne usciamo
più, fatemi provare a chiudere -, dicevo votiamo, ovviamente l'Aula
è libera di votare quello che vuole.
Mi auguro fortemente che il voto sia positivo perché, altrimenti,
tutto quello di cui abbiamo discusso sarà stato perfettamente
inutile.
Onorevole Di Caro, ognuno poi vota quello che vuole, questo è
sicuro, non sto chiedendo alle opposizioni di votare sì, mi sto
augurando che il voto alla fine sia favorevole a che questa norma
possa passare, per cui siccome all'articolo 1 dove siamo fermi in
questo momento ci sono tutti emendamenti soppressivi legati fra di
loro, se non ci sono votazioni particolari richieste
Se non c'è la richiesta di votazione con numero legale
(Intervento fuori microfono)
C'è una richiesta di voto palese.
(Intervento fuori microfono)
Allora, decidiamo così: ora ci sono ancora due, tre interventi,
dopodiché finiti questi due, tre interventi votiamo con votazione
palese l'articolo 1 e poi possiamo continuare a discutere e a
dibattere quanto vogliamo però quanto meno ci garantiamo che questo
venga fatto.
Avevano chiesto di parlare ancora gli onorevoli Catalfamo e Cafeo
che non sono ancora intervenuti.
Chi è già intervenuto dopo.
(Intervento fuori microfono)
Già sei intervenuto prima ma te la do lo stesso la parola, prima
facciamo parlare quelli che non hanno ancora parlato.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Catalfamo.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire prima che l'assessore Armao chiarisse la sua posizione
e quindi quella del Governo rispetto ai problemi di tagli emersi
con riferimento ai comuni.
Chiaramente per tutti noi è un tema sensibile perché giriamo sul
territorio in qualità di deputati regionali e quindi ascoltiamo le
lamentale della maggioranza dei sindaci della Regione e non
possiamo non essere preoccupati rispetto a quella che in questo
momento è una momentanea problematica stando a quanto dice
l'assessore Armao che però deve essere
Però, se l'assessore Armao non mi ascolta non continuo.
PRESIDENTE. Per favore, se vi mettete a chiacchierare davanti
proprio a un metro da chi sta parlando è chiaro che non si capisce
più niente. Prego, onorevole Catalfamo.
L'assessore Armao da questo momento è attentissimo.
CATALFAMO. Assessore Armao, mi scusi ma
Allora, dicevo che ho ascoltato con attenzione il suo intervento.
Ha spiegato che, in questo momento, è necessario procedere in
questo senso perché siamo, diciamo, in un momento di work in
progress, abbiamo la necessità di approvare questo disegno di legge
per sbloccare ulteriori passaggi che dovrebbero consentire l'arrivo
di risorse che poi dovranno essere impiegate per porre rimedio ai
tagli che in questo momento stiamo operando per gli enti locali,
però lei ha dato questa garanzia, io in rappresentanza del Gruppo
della Lega le garantisco, a mia volta, che rispetto a questa
assunzione di responsabilità saremo diciamo lì a fare la guardia
perché sarà importante dare le risposte ai comuni.
In questo disegno di legge, come Lega, ci siamo posti l'obiettivo
di non lasciare nessuno a piedi tant'è che abbiamo posto una
pregiudiziale per quanto riguarda gli ASU e ci siamo messi nella
condizione di non votare nel caso in cui la categoria degli ASU
fosse rimasta scoperta, con lo stesso stato d'animo diciamo che
anche per quanto riguarda i comuni desideriamo che, da qui al 30
novembre, vengano date delle risposte e quindi saremo, siamo ben
lieti del fatto che lei abbia dato delle garanzie e, ripeto, saremo
assolutamente vigili di qui alle prossime settimane perché queste
garanzie vengano mantenute. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Catalfamo. Allora, soltanto
l'onorevole Cafeo che ancora non è intervenuto e poi altri quattro
che avevano chiesto la parola che sono gli onorevoli Cracolici, Di
Caro, Di Paola e Calderone. Prego onorevole Cafeo.
CAFEO. Presidente, non ripeterò le cose che la posizione politica
del Gruppo, che ha già espresso il Capogruppo, però siccome ho
apprezzato molto l'intervento dell'onorevole Grasso rispetto ad una
domanda posta all'assessore Armao, onestamente io non ho capito la
risposta, è un problema mio, non dell'Assessore, perché penso che
la domanda dell'onorevole Grasso era non il fatto delle variazioni
entra il 30 novembre ma il fatto che i comuni possano utilizzare i
soldi l'anno prossimo.
Io voglio una risposta, poi mi fido ciecamente delle competenze
tecniche dell'assessore Armao ma voglio capire se i comuni, facendo
noi la variazione entro il 30, li hanno già disponibili e li
possono utilizzare per l'anno prossimo, solo una precisazione per
votare con coscienza.
PRESIDENTE. Perfetto, grazie. E, allora nell'ordine devono
intervenire gli onorevoli Di Caro, Calderone, Cracolici e Di Paola.
Prego.
DI CARO. Grazie, Presidente. Noi, come Movimento Cinque Stelle,
avevamo chiesto di visionare prima gli emendamenti aggiuntivi
appunto perché speravamo che in qualche modo ci fosse un
riallineamento sulla discussione che è stata fatta in precedenza in
merito a queste variazioni di bilancio in Aula e le proposte che
faceva il Governo, invece Presidente ci ritroviamo trenta
emendamenti aggiuntivi
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, la blocco subito. Avevo detto che
non li avevo distribuiti perché ancora neanche li ho visti, per cui
ve li abbiamo distribuiti ma ancora devo decidere quali finiranno
in votazione e quali no.
DI CARO. Ma noi chiediamo innanzitutto di leggere meglio questi
emendamenti a prescindere da come si determinerà la Presidenza e
poi vogliamo il tempo per subemendare questi emendamenti perché qua
ci sono decine di emendamenti presentati dal Governo.
PRESIDENTE. Io ho detto che se votiamo l'articolo 1 poi possiamo
iniziare tutto quello che è possibile fare separati.
DI CARO. Presidente, gli aggiuntivi sono in antitesi rispetto alla
discussione che è stata fatta finora, ivi compreso il taglio di
dieci milioni di euro ai comuni ma anche agli ASU. Ci sono
contributi a destra e a manca, vanno subemendati almeno, quindi
abbiamo bisogno innanzitutto del tempo per guardarli.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Calderone.
CALDERONE. Sì Presidente, io ho letto dice bene l'assessore Armao
che prego di seguirmi, l'articolo 16 al comma 6 del decreto fiscale
emanando
Si sente, Presidente?
PRESIDENTE. Scusate, possiamo evitare
Colleghi, chi sta parlando può evitare di gridare? Almeno parli
piano piano. Prego.
CALDERONE. Sì, l'articolo 16, comma 6 - ha detto bene l'assessore
Armao -, del decreto fiscale emanando, prevede l'erogazione di 66
milioni di euro a seguito di un accordo col Ministro delle finanze
per la Regione siciliana.
E' vero quello che dice l'onorevole Grasso, io condivido Signor
Presidente la sua dichiarazione in cui chiede che il Governo prenda
una posizione di responsabilità votando la variazione di bilancio,
però io chiedo formalmente ,Assessore Armao, conosco la sua serietà
però è evidente che noi oggi abbiamo bisogno di un impegno formale
perché poi sappiamo come finisce. Purtroppo lo abbiamo patito e
sopportato tante volte, arriveranno molto probabilmente, perché gli
emendamenti al Senato avevano come termine il 12 novembre che è
scaduto, è stata mantenuta questa norma, probabilmente questa norma
dei 66 milioni per la Regione siciliana vedrà la luce.
Il problema sono i tempi, e si pone il problema posto appunto
dall'onorevole Grasso che è un problema tecnico di non poca
maniera. Però, Assessore, indipendentemente da quello che accadrà
oggi in Aula, io sono persuaso che la presa di responsabilità che
il Presidente Micciché ha chiesto verrà recepita dall'Aula. Io
chiedo un impegno formale del Governo siciliano, e per esso nella
sua persona che rappresenta il Vicepresidente, che questi 66
milioni di euro saranno destinato, non dico per intero, ma la gran
parte perché lei sa che quella norma è molto generale, il comma 6
dell'articolo 16, e invito i colleghi a leggerlo. E' una norma
generale, non vorremmo che poi accadesse che i 66 milioni si
perdono, si perdono legittimamente per carità, nei meandri dei
palazzi e non vengano destinati ai comuni siciliani.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io non ho alcuna intenzione di non
credere alle garanzie di ognuno di noi però, come è stato
ricordato, il 118 vale per noi e vale per i comuni. Mi risulta, e
lo chiedo all'Assessore per gli enti locali, che non può però fare
il bello addormentato in Aula, che è stato fatto un piano di
riparto per gli enti locali siciliani per il 2021 per 330 milioni.
Questo è il piano di riparto per il quale i comuni, sia quelli che
hanno già fatto il bilancio di previsione, sia quelli che lo devono
ancora fare ma che hanno avuto il decreto di riparto, hanno
iscritto nei propri bilanci di previsione una somma che è
trasferita dalla Regione. Noi con questa manovra stiamo non
aspettando di fare una variazione che gli darà più soldi, intanto i
comuni devono fare una variazione perché devono ridurre le risorse
che sono state a loro assegnate col piano di riparto rispetto a
quello che qui stiamo prevedendo.
Allora, al di là delle buone intenzioni lo dobbiamo sapere che
stiamo facendo un danno serio, in un momento particolare, ai
comuni. Allora io faccio una proposta e la dico all'Assessore al
bilancio di concerto all'Assessore agli enti locali, visto che ci
sono tra l'altro alcuni emendamenti aggiuntivi che immagino, io non
li ho nemmeno visti, immagino esserci risorse in qualche modo
utilizzate, raschiate, dal bilancio stesso, io chiedo all'Assessore
intanto per un atto di pulizia del bilancio, poi vedremo i 66
milioni, vedremo quanti ne metteremo a disposizione per i comuni,
speriamo che lo Stato metta ulteriori risorse a disposizione dei
comuni vista la situazione drammatica in cui siamo.
Una cosa, mi ascolti Presidente, Presidente Micciché mi ascolti,
una cosa non possiamo fare in quest'Aula, quella che usciamo con
una previsione finanziaria con questa variazione di bilancio che
mette un euro in meno rispetto a quello che avevamo previsto col
bilancio stesso.
Allora Assessore, se ci sono emendamenti che hanno, danno
copertura ad altre spese, non so nemmeno quali, si prendano i 10
milioni, i 10 milioni e 600 mila euro perché ricordo che era 330 e
sono ora 319 e 367 mila euro, quindi mancano 10 milioni e circa 700
mila euro. Allora questi 10 milioni e 700 mila euro l'Assessore,
con gli uffici, trovi il modo per dare copertura in maniera tale
che intanto, con questa manovra che andremo ad approvare, usciamo
con i 330 milioni che avevamo previsto con il bilancio che avevamo
approvato, in maniera tale che in un momento di esasperazione
evitiamo di mettere altra benzina.
Ricordo che il 30 novembre vale per noi ma vale anche per i
comuni, cioè i comuni, sperando che il 30 novembre, come dice il
presidente Miccichè, ferma le lancette del tempo, ma sulle
variazioni non si può fermare la lancetta del tempo, il 30
novembre, cioè nello stesso istante, senza il decreto dovrebbero, i
comuni, fare le proprie variazioni: lei capisce che non ci sarà un
ragioniere generale di nessun comune, con la Corte dei conti che
gira, che farà un atto di iscrizione al bilancio di somme che non
sono state decretate.
Ecco perché, e la proposta è concreta, il Governo trovi le
risorse, e lo dico all'assessore agli enti locali perché è inutile
che lei va a Roma se poi a Palermo fa finta che lei è assessore,
diciamo, domani sono tutti dai Prefetti mi dice il Capogruppo.
Quindi, l'assessore difenda i sindaci a Roma ma anche a Palermo in
quest'Aula, perché credo che stiamo difendendo tutti i comuni
dell'Isola.
PRESIDENTE. Allora, scusatemi. Assessore Armao, l'onorevole
Cracolici, come dire, fa una proposta che campata in aria non è,
nel senso che se noi potessimo individuare delle risorse
probabilmente salviamo capra e cavoli.
Per cui immagino che lei con l'assessore al bilancio siate andati
a parlare, non come fate sempre di donne e motori, ma che abbiate
trovato una possibile soluzione al problema per cui, onorevole
Savona, con grande aspettativa le do la parola.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Grazie
presidente, io come sempre dico che il suggerimento di Cracolici è
fondato. Potremmo trovare, all'interno delle pieghe delle carte,
una possibilità di spostare un paio di poste per ripristinare le
risorse ai comuni e lasciare quello che serve, nel momento in cui
arriveranno le variazioni, a ripristinare anche quell'altra voce.
Quindi, cinque minuti di sospensione e noi
PRESIDENTE. Cinque minuti bastano? Non sono sicuro.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Abbiamo, sono due
cose da muovere.
PRESIDENTE. Scusate un attimo, non è che noi comunque questa
soluzione la troviamo all'interno dell'articolo 1. Noi dobbiamo
presentare un emendamento che poi verrà approvato.
(Intervento fuori microfono)
Sull'articolo 1 no, si deve fare un emendamento aggiuntivo che poi
dovete stare tranquilli che sarà così, quindi vediamo se sarà
possibile. Se è possibile dal punto di vista tecnico vi garantisco
che non esistono problemi, quindi, comunque votiamo l'articolo 1
perché diversamente.
Poi, se non si dovesse trovare la soluzione, ma siccome si trova,
secondo quello che dice l'onorevole Savona, evitiamo di fermarci
perché se vi posso dire, ragazzi, se noi ora ci fermiamo un poco se
ne vanno, il numero legale c'è per un minuto e non c'è per un
altro, vi prego di credermi, raramente dall'inizio di questa
legislatura ho fatto qualcosa che non fosse di garanzia: votiamo
l'articolo 1 e vi garantisco che non si va via da qui se poi non
abbiamo votato anche l'emendamento aggiuntivo che verrà presentato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Papale.
L'Assemblea ne prende atto.
COMM. bis/A
Seguito della discussione del disegno di legge Modifiche alla
legge regionale 15aprile 2021 n. 9 (962/A Stralcio II COMM. bis/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'Aula rimane aperta, viene
sospesa 10 minuti per il tempo che l'onorevole Savona ha richiesto.
(Intervento fuori microfono)
Lo continuiamo dopo, così intanto sospendiamo e gli facciamo
trovare queste risorse, onorevole Di Paola. Chiedo scusa, mi creda
onorevole Di Paola, altrimenti non andiamo avanti.
Un voto, sospendiamo e poi discutiamo. Quello che propone il
Presidente Savona è assolutamente in linea con quello che stiamo
dicendo.
Pongo in votazione l'articolo 1.
Presidente Savona non mi faccia sospendere senza avere approvato
l'articolo 1.
Sto dicendo che secondo il Presidente della Commissione bisogna
andare a trovare queste risorse.
Colleghi se io vi sto dicendo che non ci si alza, che non andiamo
via finchè non è stata trovata questa soluzione, mi potete credere,
non sarebbe la prima volta che avete fiducia in me, siete dei
pazzi, ma questa volta vi posso garantire che non andremo via se
non ci sarà la soluzione. Non so esattamente che cifra ma questo
esattamente lo vedremo.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 1.
Onorevole Lupo, quali sono i suoi problemi, sono tutti legati
l'uno all'altro o bocciamo gli emendamenti o approviamo l'articolo
1.
Questi soppressivi, come sono presentati ,sono tutti legati l'uno
all'altro, per cui basta che se ne boccia uno e si è bocciato
l'articolo 1. Per cui votiamo il mantenimento dell'articolo 1.
C'è una richiesta di votazione per scrutinio nominale.
(La richiesta è appoggiata a termini di regolamento)
Indìco la votazione per scrutinio nominale dell'articolo 1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti xx
Votanti xx
Maggioranza xx
Favorevoli 33
Contrari x
Astenuti x
(L'Assemblea approva)
Onorevole Cracolici, è un incompreso, la sua tessera è
un'incompresa. C'è il voto contrario dell'onorevole Cracolici.
Presidente Savona di quanto avete bisogno?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Cinque minuti.
PRESIDENTE. Pochini, molto ottimista.
Sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.43, è ripresa alle ore 19.07)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. E allora, colleghi, scusate abbiamo questi aggiuntivi
da vedere, l'emendamento per cui il presidente Savona, con tanto
ottimismo, aveva detto che in cinque minuti si risolveva,
ovviamente, ancora non è arrivato. Stiamo aspettando dalla
Ragioneria il dottore Tozzo, anche se mi dicono, assessore Armao,
che è risolto, comunque la copertura si è trovata. E' giusto,
quindi da questo punto di vista possiamo andare avanti, quando
arriva poi lo votiamo, però diciamo che in linea di massima quella
che era la proposta, il lodo Cracolici, dovrebbe essere andato
bene, diciamo, quindi aspettiamo di capire esattamente dove vengono
prese le risorse, però non più dagli enti locali quindi quello
degli enti locali non viene
(Intervento fuori microfono)
Come?
(Intervento fuori microfono)
Non c'è alcun la sua è stata un'idea intelligente, non mi faccia
dire rara. La sua è stata oggettivamente una proposta più
(Intervento fuori microfono)
e appunto, più che utile per cui la stiamo, credo l'abbiano messa
a punto; sì, ormai è pronta.
Per cui abbiamo questi emendamenti; in realtà gli altri articoli
si devono votare ma gli emendamenti di tutti gli altri articoli
sono preclusi dopo il voto dell'articolo 1, tranne alcuni tecnici
ma, insomma, gli altri sono preclusi.
Allora, se mi dite quali sono. Volevo fare un attimo il programma,
volevo raccontare prima perché siccome dobbiamo vedere se ce la
facciamo stasera o meno, gli emendamenti tecnici sono, insomma non
è una lunga trattazione essendo senza Poi ci sono gli aggiuntivi.
Allora, volevo capire con voi, perché siccome avrei serenamente
rinviato a domani, però il problema che mi pongono in tanti è che
c'è una situazione meteo per la Sicilia, in tutta la Sicilia, di
nuovo, purtroppo, nuovamente grave, per cui si sono smottamenti da
tutte le parti e non so, una volta che ognuno di voi torna nella
propria provincia se per domani sarà facile che possa tornare.
Io avevo proposto, e lo propongo di nuovo, se fosse possibile
farlo, rinviare, andare avanti ora ma poi rinviare a domattina in
modo da evitare che voi torniate nelle vostre province, restate qui
e poi domani appena finiamo ve ne andate direttamente, però è una
proposta che posso fare se vedo tante teste che calano, che si
calano
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Presidente, tanti eravamo attrezzati per ritornare a
casa stasera, quindi non
PRESIDENTE. Questo lo capisco.
CALDERONE. Quindi, non possiamo dormire a Palermo.
PRESIDENTE. Questo lo capisco, però siccome parliamo di una notte,
voglio dire, non c'è
CALDERONE. Eh, ma una notte, Presidente, come
PRESIDENTE. Ragazzi, una soluzione va trovata per cui
CALDERONE. Pomeriggio, domani pomeriggio.
PRESIDENTE. Siccome comunque per questa sera non ce la facciamo, e
siccome comunque, scusate, in ogni caso
CALDERONE. Pomeriggio, Presidente.
PRESIDENTE. in ogni caso domani l'assessore Armao deve andare
via, nel pomeriggio dev'essere a Roma per cui, comunque, non lo
potremmo fare. Possiamo fare Aula anche alle ore 11.00. Dai, allora
va bene così. Vedo che c'è una condivisione generale.
Allora, direi di andare avanti; intanto oggi facciamo gli articoli
che tanto sono senza emendamenti per cui si votano in due minuti e
domani affrontiamo gli aggiuntivi in modo che ce li possiamo vedere
tutti con più calma e adesso affrontiamo gli articoli.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Scusato, chiederei una cosa: se possono, senza volere togliere
niente a nessuno, intervenire i Capigruppo che così mi dicono più o
meno l'idea del loro Gruppo qual è. Prego.
LUPO. Presidente, visto che lei dichiara preclusi tutti gli
emendamenti all'articolato, ovviamente affidiamo alla sua saggia
riflessione, al vaglio che lei vorrà avere anche degli emendamenti
aggiuntivi in una cornice di coerenza, cioè sarebbe assurdo che
emendamenti all'articolato fossero dichiarati appunto decaduti e
emendamenti aggiuntivi che, nulla hanno a che vedere con la materia
che stiamo trattando, fossero dichiarati invece ammissibili.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, su questo avete, fermo restando che ho
già detto quando abbiamo iniziato l'esame di questa legge che avrei
accettato aggiuntivi considerato il fatto che questa è una legge
che è qui ormai da 7 mesi, per cui gli aggiuntivi in quanto
aggiuntivi abbiamo deciso di considerarli, è chiaro che se ce n'è
qualcuno che è totalmente contro la logica o contro la logica di
questa legge, non lo accetteremo ma così ho il tempo di vedermeli
bene stasera, di studiarli perché, purtroppo, dovete anche capire
che quando le cose sono in Aula, sapere l'abrogazione del comma 2
dell'articolo, eccetera, di non so quale legge non è così facile e
immediato. Per cui se siamo d'accordo, votiamo gli articoli e
andiamo a domani mattina.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Sì, grazie Presidente, come dicevo poco fa, ogni articolo
di queste variazioni di bilancio è strettamente connesso a qualche
aggiuntivo che abbiamo visto poc'anzi. Ora, siccome ci sono
aggiuntivi che non hanno avuto bollinatura, in alcuni manca la
relazione, altri sono emendamenti del Governo che vorremmo capire
meglio, le sorti di ogni articolo di questa variazione, quindi come
ci comporteremo noi e come voteremo, è strettamente connesso a
quello che è inserito negli aggiuntivi. Ora io
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, sempre dopo dobbiamo votare gli
aggiuntivi, per cui comunque gli articoli li dobbiamo votare. Poi
voi avete la garanzia, perché ve la sto dando io, che non si fa il
voto finale se non c'è una coerenza sugli aggiuntivi rispetto alla
legge che c'è ma sempre dopo si devono fare.
DI CARO. Presidente
PRESIDENTE. Non è che li possiamo, non posso chiedere alla
Commissione Bilancio' di inserirli negli articoli e votarli volta
per volta.
DI CARO. Presidente, non è ancora arrivato l'emendamento che
aspettiamo tutti
PRESIDENTE. Questo è uno dei motivi per cui sto rinviando.
DI CARO. sul taglio degli enti locali quindi, a mio avviso, non
possiamo proseguire con la votazione anche dell'articolato.
PRESIDENTE. Colleghi, allora scusatemi, per me questo non è un
problema, volevo andare avanti visto che domani ci vediamo di
mattina per poi potere andare via prima ma se il problema è questo
possiamo andare a domattina direttamente su tutto e non ne parliamo
più, però se potevamo andare avanti era meglio. Non c'è alcun
inghippo nell'andare avanti adesso con l'articolato, ecco, questo
vorrei che fosse chiaro. Quindi
(Intervento fuori microfono)
No, no il Governo, chiedo scusa al Governo, è un problema, questo,
di
ARMAO, assessore regionale per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Cioè su che cosa?
ARMAO, assessore regionale per l'economia. Giustamente
l'onorevole, il Capogruppo del Movimento Cinque Stelle, chiede
informazioni su come è stato risolto il tema dei 10 milioni, se lei
mi autorizza, Presidente, informo l'Aula così andiamo avanti,
risolto il problema poi, tecnicamente, l'emendamento sarà pronto a
momenti, però
PRESIDENTE. Assessore Armao, non so se il concetto è chiaro, si
diceva una volta: vedere acqua, dare cammello . Allora, parliamoci
chiaro. Per cui se il problema è questo...
ARMAO, assessore regionale per l'economia. Non è che stiamo
approvando alcunché. Non stiamo votando la norma.
PRESIDENTE. non succede niente, domani ci vediamo, però, alle
ore 11.00.
ARMAO, assessore regionale per l'economia. Va bene, allora
rinviamo tutto alle ore 11.00 domani.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Tutti i Gruppi si stanno dichiarando favorevoli a
questa situazione. Va bene, diciamo alle ore 11.00, poi le cose le
votiamo, tra che cominciamo e cose, si inizierà alle ore 12.00 a
votare, per cui va bene così.
La seduta è rinviata a domani, mercoledì 17 novembre 2021, alle
ore 11.00.
La seduta è tolta alle ore 19.16 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XXV SESSIONE ORDINARIA
300a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì17 novembre 2021 - ore 11.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Modifiche alla legge regionale 15 aprile 2021, n. 9 .
(962/A Stralcio II COMM. bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Savona
III - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Assestamento del Bilancio di previsione per l'esercizio
finanziario 2021 e per il triennio 2021/2023 . (1082/A)
IV -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Procedure semplificate e regimi procedimentali speciali per
l'insediamento, la realizzazione e lo svolgimento delle attività
economiche e imprenditoriali nelle ZES e nelle aree di sviluppo
industriale ed artigianale e modifiche alla legge regionale 12
gennaio 2012, n. 8 in materia di IRSAP (n. 979/A) (Seguito)
Relatore: on. Ragusa
2) Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
per la gestione integrata dei rifiuti. (nn. 290-49-76-179-267
bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
V -VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di febbraio. (n. 984/A)
2) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di febbraio. (n. 985/A)
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità
N. 2162 - Iniziative per il superamento dei disagi in cui sono
costretti a vivere gli abitanti dell'isola di Linosa (AG) per via
dei collegamenti inadeguati, penalizzanti e proibitivi.
Firmatari: Barbagallo Anthony Emanuele; Catanzaro Michele
- Con nota prot. n. 19681/IN.17 del 9 giugno 2021, il Presidente
della Regione, ha delegato l'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità.
N. 2167 - Notizie in merito al metodo di versamento presso la
motorizzazione.
Firmatari: Dipasquale Emanuele
- Con nota prot. n. 19690/IN.17 del 9 giugno 2021, il Presidente
della Regione, ha delegato l'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità.
N. 2177 - Iniziative volte a realizzare un collegamento stabile
tra il porto turistico di Capo d'Orlando (ME) e l'arcipelago delle
isole Eolie.
Firmatari: Laccoto Giuseppe
- Con nota prot. n. 20339/IN.17 del 15 giugno 2021 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità.
N. 2263 - Notizie in merito alla mancata applicazione della l.r.
n 4 del 2021 per il rilancio del CAS.
Firmatari: Lo Giudice Danilo
- Con nota prot. n. 26601/IN.17 del 2 agosto 2021 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore perle infrastrutture e la
mobilità.
N. 2302 - Chiarimenti sullo stato delle autostrade siciliane e
sulla fattibilità della proposta di Confartigianato - Messina.
Firmatari: Catalfamo Antonio; Figuccia Vincenzo
- Con nota prot. n. 30435/IN.17 del 9 settembre 2021 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità.
N. 2331 - Chiarimenti in merito alle iniziative da intraprendere
per la pulizia dell'area sottostante il ponte sul canale
Mortellaro sulla S.P. Carrozziere - Milocca - Ognina - Fontane
Bianche (SR).
Firmatari: Zito Stefano; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
- Con nota prot. n 33677/IN.17 del 5 ottobre 2021, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità.
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni saranno pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
Si comunica che l'onorevole Rossana Cannata, con nota prot. n.
5838-ARS/2021 del 4 novembre 2021 ha chiesto di apporre la propria
firma al disegno di legge n. 1058 Istituzione di una quota pari al
30 per cento dei posti a concorso destinata agli operatori sanitari
reclutati durante l'emergenza COVID-19 a decorrere dall'anno 2021 e
fino all'anno 2024 individuata nelle previsioni all'art. 4 della
legge regionale 6 agosto 2019 n. 14, così come modificato
dall'articolo 10 della legge regionale 15 aprile 2021 .
Comunicazione di approvazione di risoluzione
Si comunica che la VI Commissione Salute, servizi sociali e
sanitari' nella seduta n. 307 del 27 ottobre 2021 ha approvato la
risoluzione Atto di indirizzo in ordine al potenziamento dei
Presidi ospedalieri di Licata e Canicattì' (n. 30/VI).
Annunzio di interrogazioni
- Con richiesta di risposta orale presentate:
N. 2408 - Chiarimenti in ordine alle condizioni e alle prospettive
della Biblioteca regionale universitaria 'Giacomo Longo' di
Messina.
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Fava Claudio
N. 2414 - Notizie in merito alle operazioni di bonifica dell'area
'Ex Sanderson' nel territorio del Comune di Messina.
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- Con richiesta di risposta in Commissione presentate:
N. 2412 - Iniziative per il potenziamento dei collegamenti
ferroviari passeggeri verso il Sud.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Tancredi Sergio; Pagana Elena
Le interrogazioni saranno inviate al Governo ed alle competenti
Commissioni.
- Con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 2409 - Interventi urgenti circa il degrado della viabilità
intercomunale in Sicilia, in particolare della S.P. 176
Castelluzzese (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Catalfamo Antonio
N. 2410 - Potenziamento dell'Ispettorato del lavoro.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Tancredi Sergio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Pagana Elena
N. 2411 - Potenziamento del Centro malattie metaboliche rare
ubicato presso l'ospedale Di Cristina di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Tancredi Sergio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Pagana Elena
N. 2413 - Chiarimenti sulle attività di controllo svolte nei
confronti delle ditte S.A.L. e A.T.A. affidatarie di autolinee
extraurbane su gomma.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Campo Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
N. 431 - Piani e interventi realizzati dal Governo regionale
finalizzati a contrastare il dissesto idrogeologico e porre in
sicurezza il territorio.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si intende
accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolte
al proprio turno.
Annunzio di mozione
N. 592 - Iniziative urgenti al fine di constrastare il dissesto
idrogeologico.
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele
Presentata il 3/11/21
La mozione sarà demandata, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
Risposte scritte ad interrogazioni