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Resoconto d'Aula della Seduta n. 299 di martedì 16 novembre 2021
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   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 16.12

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Fava e Palmeri.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

       Comunicazione di costituzione di Intergruppo parlamentare

   PRESIDENTE.   Informo  che,  con  nota  del  10   novembre   2021,
  indirizzata  alla  Presidenza dell'Assemblea e protocollata  al  n.
  1828-PRE/2021  di  pari  data, l'onorevole Emanuele  Dipasquale  ha
  comunicato   -  allegando  relativa  documentazione  -   l'avvenuta
  costituzione   dell'Intergruppo   parlamentare    Intergruppo   sui
  cambiamenti climatici nel Mediterraneo , composto, oltre che  dallo
  stesso    onorevole   Dipasquale,   dagli   onorevoli:   Calderone,
  Compagnone, Cappello, Laccoto, Palmeri, Damante, Lupo,  Galvagno  e
  Grasso.
   Il relativo primo Comitato direttivo risulta così composto:
   - On. Dipasquale, Presidente;
   - On. Calderone, Vicepresidente Vicario;
   - On. Palmeri, Vicepresidente;
   - On. Grasso, Tesoriere.
   Copia  integrale della suddetta documentazione trovasi  depositata
  presso il Servizio di Ragioneria e il Servizio Lavori d'Aula.

   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   TERNULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TERNULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  spiace  che
  oggi pomeriggio non veda la presenza dell'Assessore Razza.
   Ieri  ho fatto un comunicato stampa, oggi succeduto dal mio ordine
  del giorno.
   Ieri  c'è  stato  un  sit-in  presso  l'ospedale   Umberto  I   di
  Siracusa.   A   causa   del  sottodimensionamento   dei   sanitari,
  praticamente,  è impossibile avere e garantire i servizi  necessari
  al comprensorio.
   Sappiamo  benissimo che la pandemia ha causato vittime, ovviamente
  le  strutture sono state conformate anche a strutture  Covid,  però
  dovevamo  anche  pensare di garantire gli altri servizi,  le  altre
  patologie,   perché  parecchi  pazienti  sono  affetti   da   altre
  patologie.
   Oggi,  tutto  il  siracusano non sa con chi confrontarsi;  abbiamo
  carenza    strutturale    sanitaria   a    livello    dirigenziale,
  infermieristico, e tutto ciò che concerne l'ospedaliero.
   A  tal  proposito,  oggi, deposito il mio ordine  del  giorno  con
  interventi   urgenti,  provvedimenti,  per  il  potenziamento   del
  personale sanitario di ogni ordine e grado nell'ospedale Umberto  I
  di Siracusa e nelle altre strutture del territorio.
   Spero  che  l'assessore  Razza  e il Governo  colgano  l'occasione
  affinché  davvero  si  possa garantire tale  servizio  a  tutto  il
  comprensorio. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Ternullo.


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Pasqua è in congedo  per  la
  seduta odierna.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor  Presidente è solo un'anticipazione  che  spero
  possa  essere  condivisa,  se  lo riterranno,  da  tutti  i  Gruppi
  parlamentari.
   I  comuni  siciliani  attraversano in  questo  momento  una  crisi
  finanziaria senza precedenti.
   E'  noto  a  tutti come i sindaci di Sicilia si siano portati  più
  volte ripetutamente a Roma per perorare la causa e, in particolare,
  chiedere  al Governo nazionale per potere parzialmente  risanare  i
  conti  di ogni Comune, ricordo a me stesso che più di 200  sono  in
  gravissime difficoltà, alcuni, anzi tantissimi non hanno presentato
  il  bilancio 2021/2023 e, ancora una volta, tanti altri  non  hanno
  presentato il rendiconto del 2020. Il problema è molto serio.
   Sembrerebbe  che  nel decreto fiscale di prossima approvazione  il
  Governo nazionale prenderebbe in considerazione l'abbattimento  del
  50%  del fondo di dubbia esigibilità e spostare il termine  per  la
  presentazione dei documenti contabili. Però, ancora oggi  nulla  di
  certo v'è.
   Sembrerebbe, anzi è certo questo, che nella legge di stabilità,  e
  precisamente all'articolo 173, è prevista una norma ma soltanto per
  i  comuni in predissesto che hanno presentato alla Corte dei  conti
  il  piano di riequilibrio e, soltanto - dico soltanto - 50  milioni
  che  riguardano non solo i comuni di Sicilia ma anche i  comuni  di
  Sardegna.  Mentre vi è ancora una trattativa, non  conclusa,  e  su
  questo  potrà  argomentare  l'attento  assessore  Zambuto  che  sta
  lottando  anche  lui  a  fianco di tutti i  sindaci  siciliani  per
  ottenere questo risultato.
   Quindi,  io  anticipo  un  ordine del giorno  per  sollecitare  un
  intervento  forte,  autorevole del Presidente della  Regione  e  di
  tutto   il  Governo  regionale  per   sensibilizzare   il   Governo
  nazionale  perché la situazione è veramente drammatica, Presidente.
  Più di 100 sindaci stanno paventando addirittura le dimissioni e di
  consegnare le fasce al Presidente della Repubblica.
   Quindi, io credo che questa iniziativa non è di Forza Italia,  non
  è  del  centrodestra  anche  perché, devo  dire  la  verità,  tanti
  deputati nazionali del centrosinistra e anche del Movimento  Cinque
  Stelle stanno cercando di sensibilizzare

   PRESIDENTE. Avete preparato un ordine del giorno?

   CALDERONE.  Lo stiamo preparando ed è quasi ultimato,  Presidente.
  Chi vorrà, chi desidera sottoscriverlo, siamo a disposizione.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Sullo stesso argomento, onorevole Laccoto?

   LACCOTO. Velocissimo, se è possibile.
   Esiste un problema: il decreto fiscale o la finanziaria entreranno
  in  vigore  nel  2022. Qui c'è un problema che  riguarda  il  2021.
  Intanto,   perché   in  Commissione  paritetica   si   era   votato
  all'unanimità  di  prorogare  al 30  novembre  il  termine  per  il
  bilancio, ma il decreto nazionale non è ancora arrivato.  Ci  vuole
  certamente   un  impegno  da  parte  del  Governo  regionale,   una
  sensibilizzazione  perché si arrivi a dare  un  ristoro  ai  Comuni
  entro  il  2021,  perché altrimenti questi 150 Comuni  andranno  in
  dissesto.  Non basta dire  solamente quelli che sono in predissesto
  o in piano di riequilibrio .
   Assessore  agli  enti locali, mi dice l'assessore Armao,  oggi  in
  Commissione  Bilancio', che qualche somma arriverà per il 2022,  ma
  a  livello  nazionale.  Lo sforzo è quello di  potere  intervenire,
  praticamente, per il 2021. Presidente, io non escludo che  possiamo
  fare una norma, come è stata fatta tanti anni fa, e prorogare al 31
  dicembre  la  possibilità  delle  variazioni  di  bilancio,  perché
  altrimenti i Comuni non ce la possono fare.
   Il Governo, io credo, debba fare il massimo intervenendo presso il
  Governo  nazionale, per far capire che la situazione è di  disastro
  assoluto.

   PRESIDENTE.   Va   bene,  tutte  queste  osservazioni   inseritele
  nell'ordine   del   giorno,  onorevole  Calderone,   anche   queste
  dell'onorevole Laccoto. Se nell'ordine del giorno le chiarite, così
  lo  mandiamo  alla  Presidenza  del  Consiglio  per  avere  qualche
  accoglimento.

   CALDERONE. In verità, quello che dice l'onorevole Laccoto è  vero.
  Però,  se  posso  aggiungere  e dare il mio  contributo,  onorevole
  Laccoto, c'è pure da dire che c'è molta confusione.
   Io  ho  cercato di capire, ho parlato con parlamentari  nazionali,
  non  vorrei essere sgradevole, ma credo che non è chiaro neanche  a
  tanti  -  non a tutti, per carità - quello che sta accadendo  sulla
  tempistica, perché la tempistica è un fatto importante.  Perché  se
  c'è un malato grave, è inutile che gli portiamo le medicine fra sei
  mesi. E quindi sono due argomenti diversi.
   Va  bene  il 173 per i Comuni in predissesto, ma è una  storia,  è
  quella  dei 50 milioni. Ma bisogna aiutare 391 Comuni, non soltanto
  i Comuni di Sicilia e di Sardegna in dissesto.
   Quindi,   in   quest'ordine   del  giorno   che   stiamo   facendo
  comprenderemo tutte le argomentazioni che abbiamo esposto.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Su cosa? ora siamo pronti, sono arrivati i  fascicoli;
  io ho fatto parlare, però se è ancora su questa storia dei Comuni
  tre  minuti?  Un  giorno  intero  praticamente   Una  cosa  veloce,
  onorevole  Barbagallo, così iniziamo a lavorare  sulle  variazioni.
  Prego.

   BARBAGALLO.  Grazie  Presidente,  anche  perché  mi  pare  che  il
  centrodestra ancora in Aula non c'è. Mi sembra un po' prestino  per
  iniziare, Presidente.
   Intervengo  in  Aula  -  ma  ci sono anche  i  colleghi  della  IV
  Commissione e il Presidente Savarino -  perché, oggi, come è  noto,
  è stato votato l'articolato del nuovo disegno di legge sull'idrico.
  Noi  abbiamo  espresso parere contrario, Presidente, e siamo  molto
  preoccupati,  perché questa situazione rischia di  pregiudicare  le
  aspettative dei Siciliani.
   Già dopo le vicende tristissime che hanno riguardato l'Assessorato
  all'agricoltura, dei 31 progetti non finanziati, ci  apprestiamo  a
  vivere  un'altra  stagione di sconfitte,  perché  non  ci  sono  le
  condizioni per individuare il gestore unico.
   Noi riteniamo - come abbiamo già detto stamattina in Commissione -
  che occorra procedere, da parte del Governo, con i commissariamenti
  senza  indugio prima dei piani d'ambito - perché ci sono già alcune
  province  che  sono  in  grado  di  individuare  il  gestore  unico
  integrato, di procedere con i commissariamenti.
   La  situazione non è più gestibile e siamo veramente sull'orlo del
  baratro.
   Il Governo ne prenda atto e proceda con i commissariamenti perché,
  evidentemente,  ci  sarebbero  omissioni  che  produrrebbero  gravi
  conseguenze per le infrastrutture siciliane.


                               Missioni

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Campo e Genovese  sono  in
  missione.


                        Sull'ordine dei lavori

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io   volevo
  intervenire proprio sul tema.
   Oggi  abbiamo  approvato il testo di modifica della legge  attuale
  sulla   gestione  idrica,  così  come  c'era  stato  richiesto   in
  Commissione.
   Il Governo, l'assessore Baglieri ha sposato la proposta che veniva
  dalle opposizioni e dalle audizioni che avevamo fatto, snellendo il
  testo e, quindi, rinunciando ad una proposta di riforma globale che
  era  di  oltre 25 articoli, portando solo 5 articoli che modificano
  la  norma attuale solo nel senso di tentare di recuperare i ritardi
  degli  ATI idrico-territoriali e mettere la Regione siciliana nelle
  condizioni  di  rispondere ai parametri che Roma  detta  per  poter
  accedere ai fondi PNRR.
   E'  proprio questo il senso della modifica legislativa che abbiamo
  portato  all'attenzione oggi della Commissione, che l'ha approvata,
  e  domani  dell'Aula,  quella di cercare di recuperare  ritardi  di
  molti  territori  e  di metterci nelle condizioni  di  accedere  ai
  fondi.
   Sulla   proposta  dei  commissariamenti  straordinari  delle   ATI
  territoriali  in  ritardo, anche il Servizio  Studi  dell'Assemblea
  regionale siciliana ha molte perplessità.
   Per  questo  l'Assessore persegue un fine, copiando  in  toto  una
  legge  che  ha già funzionato in Emilia Romagna e, di  recente,  in
  Campania: proprio quella di mettere la Regione nelle condizioni  di
  essere in regola con i parametri che Roma detta.

   COMM. bis/A

   Seguito  della  discussione del disegno di legge   Modifiche  alla
  legge regionale 15aprile 2021 n. 9  (962/A Stralcio II COMM. bis/A)

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  si  passa  al  seguito   della
  discussione  del  disegno di legge  Modifiche alla legge  regionale
  15aprile  2021 n. 9  (962/A Stralcio II COMM. bis/A), posto  al  II
  punto dell'ordine del giorno. Dobbiamo votare l'articolo 1.
   Allora,  il  fascicolo adesso lo avete tutti. Onorevoli  colleghi,
  come  sapete  questo  disegno di legge, di cui  iniziamo  a  votare
  l'articolo 1, nasce da questo accordo fatto con il Governo centrale
  che  sta aspettando il voto su questa legge per potere liberare una
  serie di risorse.
   Lo  dico  perché? Perché un'eventuale bocciatura di questo disegno
  di legge creerebbe certamente dei problemi che sono importanti, per
  cui  vorrei che ci sia un minimo di dibattito per capire qual è  la
  situazione e se lo possiamo votare tranquillamente, adesso  c'è  il
  numero legale, prima non c'era e prendevamo un po' di tempo, davamo
  la  parola  a chi la chiedeva. Adesso il numero legale  è  più  che
  raggiunto per cui possiamo iniziare.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO. Grazie, Presidente. Prima di iniziare sull'articolo 1 io
  non  vorrei che si corresse il rischio di bocciare la norma in fase
  inziale.
   Vorrei  sapere dall'assessore Armao, lei era assente,  ma  avevamo
  intrapreso  un  percorso  che riguarda i lavoratori  ASU.  Ora,  il
  problema  è  stato risolto oppure rimangono le stesse problematiche
  che  c'erano  prima?  Perché  sennò siamo  di  nuovo  al  punto  di
  partenza.
   Grazie.

   PRESIDENTE.  È  stato  presentato  l'emendamento.   Ora   non   so
  esattamente quale sia perché io non l'ho potuto vedere  bene,  però
  no, assessore Armao.
   È stato presentato l'emendamento sugli ASU, quindi diciamo

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia.  Sì,  l'emendamento  è   stato
  presentato,  d'intesa con l'assessore Scavone, secondo le  esigenze
  rappresentate  cioè  copertura di tutti  gli  oneri  connessi  agli
  adempimenti  e  la  previsione  di  un'integrazione  connessa  alle
  vicende del Covid che consente una integrazione stipendiale da  qui
  a  fine anno. Fermo restando il percorso di  sì e c'è l'emendamento
  tra  gli  emendamenti  aggiuntivi, signor  Presidente.  Lo  abbiamo
  esaminato oggi in Commissione  Bilancio .

   PRESIDENTE.  Attenzione, ci sono degli emendamenti aggiuntivi  tra
  cui questo.
   Non li abbiamo ancora distribuiti perché se non passa l'articolo 1
  è  inutile  che  lo distribuiamo per cui io volevo  intanto  essere
  certi  che  si potesse andare avanti sui lavori, dopodiché  noi  li
  abbiamo già visti. Quindi, se votiamo l'articolo 1  Però, questo in
  particolare  lo si può anche distribuire, non c'è nessun  problema.
  Oppure al limite li distribuiamo tutti. Quanti sono, una trentina?
   Però,  siccome  ancora io non li ho visti,  non  so  quali  potere
  accettare  o meno anche se è stato fatto un ragionamento  anche  in
  Commissione  Bilancio .
   Allora,  facciamo  una cosa, lo ritengo più giusto:  visto  che  è
  condizionante  gli  aggiuntivi rispetto al voto  che  bisogna  dare
  sull'articolo 1, distribuiamoli, ci prendiamo allora dieci minuti.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Grazie, Presidente. Ne approfitto che c'è  l'assessore
  Armao  perché ho visto, magari per avere un chiarimento, visto  che
  poi  dobbiamo  prenderci questi dieci minuti. I fondi  che  vengono
  utilizzati  per questo bonus, questo fantomatico bonus  per  quanto
  riguarda  gli  ASU, che non era la richiesta del  Movimento  Cinque
  Stelle, io ho visto il capitolo, Assessore. A me sembra che i soldi
  li prendiamo dalla stabilizzazione dei precari nei comuni.
   Dico,  poco  fa  c'è stato un intervento del Capogruppo  di  Forza
  Italia che parla di comuni che sono in difficoltà. Noi prendiamo un
  milione  di  euro dal fondo della stabilizzazione dei  precari  dei
  comuni per fare questo bonus?
   Io  vorrei  capire dall'Assessore da dove prendiamo  i  soldi  per
  quanto riguarda il milione di euro del bonus per gli ASU.
   Io  ho  qui  l'emendamento che se non sbaglio è stato sottoscritto
  anche da lei, o no? Se mi può spiegare dove prendiamo il milione di
  euro, da quale capitolo viene presa quella
   Io  ho fatto un approfondimento, Assessore, poi può essere che  il
  mio  approfondimento  non  è corretto. Il  problema  è  che  stiamo
  prendendo  i  soldi dalla stabilizzazione dei precari  dei  Comuni,
  cioè  noi stiamo prendendo ulteriori fondi dai Comuni. E questo  è
  Parlo  degli ASU. Questo è, Assessore. Quindi, come dire,  togliamo
  da  una  parte e mettiamo da  cioè i Comuni  cioè alla fine  sempre
  vessiamo i Comuni.
   Io volevo un chiarimento su questa cosa, tanto poi c'è la pausa di
  dieci minuti.

   PRESIDENTE. Chiedo scusa, Assessore, un attimo solo. Da quello che
  capisco,  avendo  visto  gli  emendamenti,  quello  su  cui  c'era,
  diciamo,   l'impegno  di  copertura  per  la  situazione   attuale,
  ordinaria  degli ASU mi sembra che è coperto e anche correttamente.
  Questo   di   cui  parlava  ora  Di  Paola  è  per   la   copertura
  dell'emendamento del cosiddetto bonus, non di quello ordinario  per
  cui era stato preso comunque un impegno. Benissimo.
   Se  non  ricordo male, l'impegno era stato preso per la situazione
  ordinaria  che  è coperta in maniera assolutamente  tranquilla.  E'
  così? Ho detto bene o no? Prego, Assessore.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Allora,  qui  dobbiamo  essere
  chiari su una cosa. Gli stanziamenti saranno definiti quando  sarà
  è  inutile  intervenire  su singole manovre  che  attengono  ad  un
  disegno  di legge che, vi prego di ricordare, data 21 luglio  2021,
  questa impostazione
   Quindi, usciamo da queste secche di questo disegno di legge che si
  trascina dal 21 luglio 2021. Dopodiché, approvate queste variazioni
  che  sono  correlate  col tema della legge  di  stabilità  e  fatto
  l'assestamento, il Governo si presenterà con delle variazioni sulle
  quali sarà giudicato se dà copertura a tutti gli impegni assunti  o
  se non dà copertura a tutti gli impegni assunti.
   Avremo  un  confronto leale, competente, come sempre  avvenuto  in
  Aula,  sulle singole partite. Se lasceremo i Comuni senza soldi,  i
  precari senza soldi o qualcun'altro senza soldi, saremo qui a farci
  giudicare;  se  invece  reintegreremo i capitoli  avremo  raggiunto
  l'obiettivo che noi riteniamo di raggiungere.
   Allora, fare questa discussione ora non serve esattamente a nulla,
  perché  noi  potremo  dimostrare di garantire le  coperture  appena
  andremo  con le variazioni effettive, queste sono delle  variazioni
  connesse  alle  richieste del Governo per non impugnare  l'impianto
  della legge di stabilità.
   Quindi,  usciamo  da questa fase che ci stiamo tirando  da  troppo
  tempo,  facciamo  variazioni e assestamento e ci incontriamo  entro
  una  settimana, dieci giorni massimo sul tema delle  variazioni  di
  fine  anno, quelle che si approvano entro il 30 novembre. Su questo
  poi,  ripeto, entreremo nel merito di quali capitoli il Governo  ha
  lasciato  scoperti e, quindi, quali categorie hanno il  diritto  di
  lamentarsi.  Ma  prima di allora, ripeto, sono partite  finanziarie
  che  sono  in movimento sino a quando non approviamo le  variazioni
  che,  o  meglio  non esaminiamo, mi scusi, se l'approverete  dovete
  deciderlo  voi,  ma  noi  esamineremo le  variazioni  entro  il  30
  novembre  che  sono  quelle  che  chiudono  il  quadro  finanziario
  dell'anno.
   Fasciarci  la  testa  prima di cadere, ora non  serve.  Se  stiamo
  utilizzando   un   capitolo,  lo  stiamo   facendo   con   finalità
  squisitamente  tecniche.  Il  Governo  e  le  parti  politiche   si
  confronteranno su quell'assetto finanziario che sarà  quello  delle
  variazioni. Va bene?

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole  Cracolici.  Chi
  l'aveva chiesto prima? L'onorevole Cracolici.


                                Congedo

   PRESESIDENTE. Comunico che l'onorevole Trizzino è in  congedo  per
  la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   COMM. bis/A

   Riprende il seguito della discussione del disegno di leggen. 962/A
  Stralcio II COMM. bis/A)

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Sì,  Presidente,  io sull'articolo  1  proprio  perché
  questa norma nasce il 21 luglio a seguito di un'intesa tra lo Stato
  e la Sicilia relativamente a quelle partite
   Presidente, vorrei che lei mi ascoltasse. Presidente,  vorrei  che
  lei mi ascoltasse, sennò mi sento un incompreso.

   PRESIDENTE. Non si preoccupi, non è incompreso

   CRACOLICI. Non si è sentito cosa ha detto.

   PRESIDENTE. No, dicevo che magari è complicato comprenderla, ma un
  incompreso non ci si senta mai.

   CRACOLICI.  Vabbè  anche se è complicato  uno  rischia  di  essere
  incompreso.
   Io  volevo  far rilevare proprio in ragione del fatto  che  questa
  norma nasce il 21 luglio a seguito di questa intesa con lo Stato di
  adeguare  le  partite di Bilancio che in realtà molte  delle  quali
  erano, se non ricordo male Assessore, accantonate, e quindi bastava
  un  semplice non dare esecuzione all'accantonamento disposto con la
  legge   di  Bilancio,  non  c'era  neanche  bisogno  di  fare   una
  variazione.  Ma al di là di questo, all'articolo 1 è  contenuta  la
  norma  che sostanzialmente dice che dall'esercizio 2021 la  Regione
  si fa carico della rata di mutuo contratto per il cosiddetto debito
  sanità.
   Nel  2021 è stata oggetto di un negoziato questa norma, nel luglio
  2021.  Ma nel frattempo, vorrei ricordare, che noi abbiamo  davanti
  alla  Corte  costituzionale una eccezione sollevata  dalla  sezione
  unita  della  Corte  dei conti che ha, nel dare un  nuovo  giudizio
  sulla parifica 2019, eccepito la illiceità, chiamiamolo così, della
  disposizione

                     (Intervento fuori microfono)

   Non so, come la devo chiamare?

                     (Intervento fuori microfono)

   Illegittimità.  Va  bene, ho capito. Sa ormai  i  reati  contabili
  scivolano, scivolano spesso sui reati previsti dal Codice penale

   PRESIDENTE. Vada avanti, onorevole Cracolici. Prego.

   CRACOLICI. E' l'assessore Armao che mi sollecita.
   Ora  io  dico  questo:  nel momento in cui noi  approviamo  questa
  norma,  ripeto  ancorché negoziata con lo Stato,  stiamo  di  fatto
  riconoscendo che il giudizio di costituzionalità sulla norma che ha
  consentito  per tre anni alla Regione siciliana di far gravare  sul
  fondo  sanitario  nazionale la quota di rateo del debito  contratto
  sul  mutuo  sanità,  noi  di fatto stiamo dichiarando,  come  dire,
  unilateralmente che la eccezione sollevata dalla Corte dei conti ha
  ragione   d'essere   davanti  la  Corte  costituzionale,   con   la
  conseguenza che questa - eh no, Assessore  Lei le cose però  non  è
  che  le può dire a metà - con la conseguenza che se fosse così  noi
  dovremmo  non  solo  pagare la quota 2021, ma dovremmo  coprire  le
  quote  del  2018,   19,  20, che abbiamo già operato  nel  Bilancio
  della Regione con quote a carico del fondo sanitario.
   Allora,  io  mi chiedo, Assessore Armao, visto che il  Governo  ha
  annunciato  anche  in  maniera roboante l'intenzione  di  resistere
  davanti la Corte costituzionale rispetto al difetto addirittura  di
  giurisdizione che abbiamo posto in essere nei confronti della Corte
  dei  conti,  questa  norma non ci espone ad una  sconfitta  diciamo
  senza  combattere? Credo che, ripeto, una cosa  era  il  21  luglio
  frutto di un'intesa con lo Stato, ma nel frattempo un organo  dello
  Stato, cioè la Corte dei conti, ha fatto un'eccezione che espone la
  Regione  per oltre 240 milioni di euro, perché sono tre triennalità
  di 80 milioni per anno.
   Allora, io credo che sia opportuno in questa fase soprassedere con
  il  2  quater e aspettare il giudizio della Corte dei conti,  anche
  eventualmente  accantonando le risorse  previste  con  cui  daremmo
  copertura a questo 2quaterin un fondo specifico per fare  fronte  a
  eventuali, diciamo, sopravvenienze connesse alla sentenza.

   PRESIDENTE. Allora, Assessore, io credo che il '18, '19 e '20  non
  c'entrino niente.
   Prego, Assessore.

   CRACOLICI. E vedrai che c'entrano.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Come si  usa  dire  nelle  aule
  giudiziarie, l'argomento dell'onorevole Cracolici prova troppo, nel
  senso  che arriva a considerazioni e a conclusioni che vanno al  di
  là  -  l'onorevole Assenza che è un principe del Foro conosce  bene
  questa espressione -. Posso

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO, assessore per l'economia. No, è un apprezzamento il suo

   PRESIDENTE. Evitiamo il duetto, per favore. Prego.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. No, no, prova  troppo.  In  che
  senso?  Primo, l'onorevole Cracolici conosce benissimo la legge  di
  bilancio che abbiamo approvato

   PRESIDENTE. Scusi, assessore Armao, faccia il suo intervento.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia.  Sì,  e  sa  che  noi  abbiamo
  approvato un bilancio triennale. Nel bilancio triennale per il 2022
  e  per  il  2023 il Fondo che deve dare la provvista per  il  mutuo
  sanità è a carico del bilancio regionale. Quindi, ecco perché prova
  troppo il ragionamento, perché la preoccupazione è fugata dal fatto
  che  noi già nel bilancio triennale attuale, vigente, che è  legge,
  per  il  2022  e per il 2023 carichiamo integralmente sul  bilancio
  regionale il Fondo. Quindi, non c'è nessun pericolo che non sia già
  legge  della Regione nei confronti di quello che poi è già accaduto
  successivamente,  cioè, la questione di legittimità  costituzionale
  posta  dalle Sezioni riunite in speciale composizione che  si  sono
  pronunciate un mese e mezzo fa.
   Su  questo, quindi, non credo che ci siano problemi di alcun tipo.
  Com'è  vero  quello  che diceva il presidente,  cioè  che  non  c'è
  nessuna refluenza né in avanti, come dicevo, né indietro, nel senso
  che  le  leggi che approvano i rendiconti sono delle leggi a  tutti
  gli  effetti  non  sono  solo  leggi materiali,  sono  anche  leggi
  sostanziali; pertanto, se non sono oggetto di un'impugnativa  o  di
  una  questione di legittimità costituzionale, continuano a svolgere
  i  propri  effetti,  non  c'è con la cosiddetta  incostituzionalità
  sopravvenuta, perché ammesso e non concesso che la questione  fosse
  fondata,  se  non  è  stata sollevata la questione  di  legittimità
  costituzionale nei confronti di ogni singola legge che approva ogni
  singolo  rendiconto,  la questione di costituzionalità  non  rotola
  all'indietro   solo   perché  per  un   anno   è   stata   ritenuta
  incostituzionale.
   Quindi, noi in questo modo per il 2021 adottiamo una soluzione  in
  linea  con quello che abbiamo fatto per il 2022 e per il 2023,  con
  un  impegno  preso dal Presidente della Regione con  la  Ragioneria
  generale dello Stato e con il Ministero dell'economia, non  perché,
  quest'anno  non  lo  abbiamo  fatto perché  c'era  un  problema  di
  capienza finanziaria, adesso, diciamo, dobbiamo assolutamente farvi
  fronte e per questo la norma prevede questo tipo di intervento

   PRESIDENTE. Mi sembra abbastanza chiaro.

   ARMAO,  assessore per l'economia.  che già è a regime nel  2022  e
  nel 2023.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di  Paola, per quanto  riguarda  il  bonus
  abbiamo qualche dubbio sul meccanismo, perché una norma simile  che
  fu  impugnata dal Governo fu impugnata perché eventuali bonus vanno
  inseriti  nel  contratto, non per legge. Per cui, anche  su  questa
  cosa qui dobbiamo verificare la possibilità di poterla fare o meno;
  quindi, a prescindere dalla copertura, dovrebbe essere inserita nel
  contratto dei lavoratori.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Poi  sono iscritti a parlare gli onorevoli Laccoto, Figuccia e  Di
  Caro.

   LUPO. Grazie, Presidente. Con riferimento all'articolo 1 c'è tutta
  la  nostra  contrarietà perché l'articolo 1 prevede la soppressione
  del Fondo di 65 milioni che copre anche 10 milioni per i comuni.
   Se  fosse  approvato l'articolo 1 conseguentemente i  comuni,  per
  effetto   del   successivo  articolo  3,  comma  2,  rischiano   la
  decurtazione proposta dal Governo della Regione da 330  milioni  di
  euro  a  319 milioni di euro per l'anno 2021, quindi per l'anno  in
  corso, Presidente. E parliamo di 11 milioni di tagli ai comuni  che
  in  gran  parte  hanno, sostanzialmente, consolidato  la  proposta,
  ovviamente,  di bilancio per l'anno corrente. E qui non  ripeto  le
  cose  che  hanno detto l'onorevole Calderone e l'onorevole  Laccoto
  che  io  condivido  e, quindi, ne sottoscriveremo quell'ordine  del
  giorno  per chiedere al Governo regionale anche di intervenire  nei
  confronti  del  Governo  nazionale  affinché  siano  ascoltate   le
  richieste dei nostri sindaci.
   Ma  per  coerenza, Presidente, non possiamo oggi noi  tagliare  10
  milioni  di fondi, di risorse correnti, di trasferimenti  in  conto
  corrente ai comuni perché i comuni ne patirebbero conseguenze molto
  gravi  e,  soprattutto, ne patirebbero conseguenze molto  gravi  le
  fasce  sociali  più  deboli, perché sono fondi che  in  gran  parte
  venivano  destinati,  per  esempio, all'assistenza.  Abbiamo  detto
  tante   volte   in  quest'Aula  che  una  delle  gravissime   crisi
  finanziarie  dei  Comuni coinvolge, ad esempio,  l'assistenza  agli
  alunni disabili.
   Allora, Presidente, faccio due proposte. La prima proposta che  le
  faccio  e pongo all'attenzione degli altri Gruppi parlamentari,  di
  tutti i colleghi e in particolare dei Capigruppo, sua e del Governo
  questa proposta è di fare un disegno di legge stralcio, Presidente.
  Un  disegno  di  legge  stralcio  dell'attuale  disegno  di  legge,
  considerato  anche alcuni emendamenti aggiuntivi per  approvare  le
  questioni  più  urgenti, che abbiamo il dovere  di  approvare,  che
  riguarda  i lavoratori Asu, che riguardano i lavoratori ex  Keller,
  problemi  che  riguardano  l'assistenza degli  alunni  diversamente
  abili,   la  variazione  di  bilancio  che  riguarda  i  lavoratori
  forestali dei Consorzi di bonifica.
   Dopodiché, Presidente, visto che il Governo ha annunciato in  Aula
  che  è  in  corso  una trattativa, un confronto  istituzionale  col
  Governo   regionale  dal  quale  dovrebbero  arrivare  in   Sicilia
  ulteriori  milioni  di euro, che il Governo chieda  la  sospensione
  della trattazione del disegno di legge 962/A, verifichi col Governo
  nazionale la possibilità intanto di portare in compensazione questi
  tagli  di  cui sta qui parlando con le nuove risorse che  sarebbero
  provenienti dal confronto con lo Stato

   PRESIDENTE. Però, onorevole Lupo, io vorrei che voi ricordasse una
  cosa:  stiamo tagliando soldi che non ci sono, cioè nel  senso  che
  erano  condizionati al fatto che lo Stato ce li  desse.Ora,  se  lo
  Stato  ci  dice  che non ce li dà, quindi dobbiamo  togliere  tutto
  quello  che  era  stato richiesto, non li abbiamo messi  e  non  li
  stiamo tagliando.

   LUPO.  No, Presidente, prendo per buone le sue parole. il  Governo
  qui  ha  annunciato  esattamente il contrario, cioè  che  lo  Stato
  riconoscerà  ulteriori  risorse. E allora,  io  dico  se  lo  Stato
  riconoscerà ulteriori risorse

   PRESIDENTE.  Soltanto se abroghiamo questi,  cioè  se  cancelliamo
  questi, se no non abbiamo di che parlare

   LUPO.  Questo lo dice l'assessore Armao, scusi, non è  scritto  da
  nessuna  parte.  E'  una  considerazione  dell'assessore  Armao  in
  quest'Aula che, per quanto mi riguarda, vale quanto la mia.

   PRESIDENTE. Quello che è sicuro è che l'accordo con lo Stato che è
  stato fatto ci diceva che se non tagliamo, se non eliminiamo queste
  che  non  sono neanche spese erano richieste di spesa. Ci  è  stato
  detto  no,  per  cui  li dobbiamo levare, ma non  stiamo  tagliando
  niente per ora. E che qualsiasi cosa è condizionata a questa.

   LUPO.  Presidente, ma allora perché tagliare la norma sostanziale?
  Visto  che  le  risorse non ci sono, non c'è  bisogno  di  tagliare
  finanziamenti  che  non  ci sono. Vediamo  se  saranno  disponibili
  ulteriori  risorse dello Stato e poi affrontiamo  il  ragionamento,
  perché è illogico quello che il Governo propone.

   PRESIDENTE. E' stata una richiesta del Governo nazione  quella  di
  toglierli.

   LUPO.  No,  Presidente, è stata una formalizzazione del Presidente
  della  Regione  rivolta al Presidente del Consiglio  e  al  Governo
  nazionale. Io non ho letto alcuna richiesta fatta in tal senso  dal
  Governo  nazionale.  Non diciamo cose. Presidente,  che  non  sono,
  altrimenti  prendiamo  la  lettera del  Presidente  Musumeci  e  la
  leggiamo in Aula.

   PRESIDENTE. Prego, Assessore.

   ARMAO, assessore per l'economia. Mi dispiace che si debba alterare
  la realtà

   LUPO.  Scusi,  ha dato la parola all'assessore Armao,  Presidente?
  Allora,  si  sieda  Assessore e mi lasci  completare  l'intervento.
  Quando il Presidente le darà la parola, lei interverrà.

   LUPO.  Quindi, Presidente, io chiedo un disegno di legge  stralcio
  per  affrontare  le  questioni urgenti e visto che  il  Governo  ha
  annunciato  in  Aula  che  saranno disponibili  ulteriori  risorse,
  siccome  non  è vero perché non è scritto da nessuna parte  che  il
  Governo  ha chiesto intanto di cancellare queste poste di bilancio,
  le  norme  sostanziali vengano lasciate vive, tanto  non  producono
  effetti   finanziari  nell'immediato,  e  riserviamoci  di  poterle
  rifinanziare  con  le risorse che arriveranno da  Roma,  così  come
  tutti ci auguriamo.
   Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Assessore, ha già risposto?

   ARMAO, assessore per l'economia. Credo che la politica ha tutto il
  diritto di albergare su questi argomenti ma credo che debba  tenere
  conto  della  realtà  dei fatti, perché poi altrimenti  diventa  un
  esercizio poco utile per la collettività.
   Che  il Presidente della Regione che ha promulgato una legge, vada
  al  Governo  dicendo  che fa vorrei abrogare questi  articoli ,  la
  trovo non dico risibile, ma certamente inattendibile.
   E' evidente che nel negoziato com'è noto che c'è stato sul disegno
  di  legge  di stabilità il Governo aveva prospettato, ma è talmente
  vero  che, visto che queste carte circolano, basta vedere le  carte
  che  prospettavano da parte del Ministero dell'economia e di  altri
  Ministeri i profili che avrebbero potuto dare luogo a impugnativa e
  che poi, invece, non hanno dato impugnativa.
   Vorrei ricordare a chi non lo ricorda che la legge di bilancio, di
  stabilità,  ha  circa  125-130 articoli - vado  a  memoria  non  li
  ricordo tutti - e ne sono stati impugnati sei, sette, otto massimo.
  Quindi  è evidente che dopo quella che si prefigurava, che qualcuno
  tifava per vedere una debacle della legge di bilancio invece poi si
  è  trovata  una  quadra  col Governo in un negoziato  istituzionale
  corretto.
   Quindi, questo disegno di legge nasce dalla richiesta da parte del
  Governo  nazionale  di eliminare alcune partite che  poi  sarebbero
  risolte  anche  in relazione ad un fatto che ancora  abbiamo  avuto
  come  Assessore  al bilancio di tutte le Regioni italiane,  abbiamo
  finito  un'ora  fa  l'incontro con i Capigruppo alla  Camera  e  al
  Senato  di  tutti  i partiti presenti al Parlamento,  dove  abbiamo
  evidenziato  tutte  le  Regioni di tutti  i  colori,  con  tutti  i
  Presidenti  che  mancano  coperture sulle minori  entrate,  mancano
  coperture sulla spesa sanitaria.
   In  questo  momento  c'è  un  problema tra  il  sistema  regionale
  italiano  ed  il Governo. Ora, che qui lo si voglia disconoscere  è
  del tutto legittimo, però non è coerente con la realtà dei fatti.
   Quindi,  noi,  Presidente,  diciamo  usciamo  da  questo  incrocio
  istituzionale che ci vede trattare un disegno di legge  del  luglio
  scorso,  approviamo variazioni connesse alla legge di stabilità  ed
  assestamento, porteremo nei tempi previsti dalla legge, com'è  noto
  entro  il  30 novembre, le nuove variazioni, li faremo un confronto
  più  leale possibile sugli stanziamenti per vedere se ci sono tutti
  gli  stanziamenti  previsti o se invece  questi  stanziamenti  sono
  insufficienti.  Il  resto,  stiamo  parlando  di  una  materia  che
  diviene,  quindi  una  discussione credo  poco  conducente  e  poco
  proficua per la collettività.

   PRESIDENTE.  Assessore,  non  è poco  conducente  nel  senso  che,
  diciamo,  oggi come oggi è credo assolutamente o quasi obbligatorio
  che  si  faccia  così come stiamo facendo. Non c'è  dubbio  che  il
  Governo  nazionale ai tempi poteva pure impugnarle queste  norme  e
  dire:  no, non le accettiamo . Il Governo ci ha detto  abrogate  le
  norme  che  avete  fatto e noi andiamo avanti con gli  impegni  che
  abbiamo  preso .  Non  le ha impugnate direttamente,  cioè  le  sta
  facendo abrogare a noi.
   La  motivazione io la posso leggere in una maniera o  in  un'altra
  ma,  come  dire,  non c'è dubbio che mette questo Parlamento  nelle
  condizioni di approvare una cosa e di doverla abrogare dopo.  Però,
  questo è lo stato dell'arte, non è che possiamo inventarci niente.
   Per cui, oggi se vogliamo andare avanti nel rapporto con lo Stato,
  credo obbligatorio, queste norme le dobbiamo abrogare.
   La  prossima volta forse il Governo le impugna, le fa eliminare  e
  così come diceva l'onorevole Lupo altrimenti tanto vale che restano
  tanto  non  producono  effetto. Ma  se  il  Governo  ci  chiede  di
  abrogarle evidentemente avrà delle garanzie, anche perché  per  poi
  poterli  spendere  in  altra maniera devono essere  state  abrogate
  queste,   sennò  quelle  che  arrivano  dovrebbero   essere   spese
  obbligatoriamente su questi impegni legislativi.
   Comunque, credo che il dato di fatto oggi sia inoppugnabile,  cioè
  quello che diceva l'Assessore è assolutamente così. Cioè, se non le
  abroghiamo lo Stato non ci dà le risorse necessarie per fare  tutte
  quelle altre cose di cui abbiamo parlato.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Presidente, non mi piace la polemica

   PRESIDENTE.  Onorevole Laccoto, scusi, la cosa  importante  è  che
  oggi, adesso la cosa da fare è abrogarle, poi sul come investire  i
  soldi che arriveranno, quello siamo qua.

   LACCOTO.  Va bene, ma io guardi, io sull'impostazione non  ho   Il
  problema  è  uno perdonatemi, noi abbiamo fatto ora un  ordine  del
  giorno con tutti i Gruppi e c'è un problema: un decreto è già stato
  fatto  da  parte dell'Assessorato alle autonomie locali  dove  sono
  state  tolte  già  delle somme a novembre agli enti  locali  mentre
  hanno i bilanci approvati e non possono farli.
   Ora  io le chiedo, mi perdoni, sono pronto a votare le altre cose,
  ma  i 10 milioni, 11 milioni, bisognava toglierli dagli enti locali
  e  quindi  noi  avremo  i sedici più undici  che  fanno  ventisette
  milioni. E se per caso entro il 30 novembre non diamo queste  somme
  agli enti locali - perdonatemi - succede qua un paradosso: duecento
  comuni,  in  questo  momento,  hanno dichiarato  oggi  a  tutte  le
  prefetture che sono pronti a dimettersi; abbiamo avuto il  problema
  di  avere  diminuito  le somme già con un decreto  dell'Assessorato
  agli  enti  locali  a novembre, con bilanci già approvati,  creando
  grossi  problemi agli enti locali. A queste somme aggiungiamo  oggi
  undici  milioni.  Ma  il Governo nazionale  non  ci  ha  detto  che
  dovevamo  togliere le somme agli enti locali, il Governo  nazionale
  ha detto di togliere alcune somme, tagliarle.
   E   allora,   il  problema  è  questo,  perché  resti  agli   atti
  dell'Assemblea: se ci dovesse essere un problema che  queste  somme
  non  arrivano  e  quindi  le variazioni di  bilancio  entro  il  30
  novembre  -  è  da tre settimane che siamo qua con queste  norme  -
  visto l'andazzo di questa Assemblea, mi chiedo com'è possibile  che
  mettiamo  ancora  più in croce gli enti locali  di  quanto  non  lo
  siano.
   Allora, il problema è chiaro: questi undici milioni vengano  presi
  da  altro,  ma  non  dagli  enti locali,  perché  è  diventata  una
  situazione  elastica,  che si dilata fino  a  spezzarsi.  Questo  è
  l'appello che faccio. Perché chi me lo garantisce che queste somme,
  sia  i  sedici prima, sia gli undici e sia gli altri dieci  vengano
  fatti entro il 30 novembre? Nessuno. E allora, sono pronto a votare
  le  altre norme e chiedo che questi undici milioni vengano lasciati
  ai capitoli degli enti locali e vengano tolti dagli altri.
   Assessore   alle  autonomie  locali,  lei  non  parla  su   questa
  situazione?  Io  credo  che  abbiamo rappresentato  a  Roma  alcune
  istanze,  mentre  le  rappresentiamo a Roma e non  ci  ascoltano  -
  perché  finora  non è arrivato niente - andiamo  a  fare  ulteriori
  tagli  in questa Assemblea. Io credo che sia una contraddizione  in
  termini.  È inutile fare gli ordini del giorno se con i  fatti  noi
  togliamo  le  somme. Questo è il problema che pongo al Governo,  al
  Presidente dell'Assemblea e all'Assessorato alle autonomie locali.

   PRESIDENTE. Questo che dice l'onorevole Laccoto, oggettivamente, è
  così.  Ma  bisogna  capire  se c'è una  soluzione,  Assessore,  per
  garantire  questi  soldi  ai comuni? Perché,  certo,  oggi  risulta
  ufficialmente   che  duecento  sindaci  si  sono  presentati   alle
  prefetture consegnando le chiavi del comune. Esiste una possibilità
  -  non  so a quale assessore rivolgermi, se a Zambuto o ad Armao  -
  per  cui  questa storia dei comuni possa essere in qualche  maniera
  fermata  o  comunque garantita diversamente? Perché non c'è  dubbio
  che quello che dice l'onorevole Laccoto è un problema reale, perché
  entro novembre ce la faremo? Mi sembra molto difficile.
   Assessore Zambuto o Armao, qualcosa dovete dircela. Se è possibile
  fare  un  ragionamento  con il Governo centrale,  un  qualcosa  per
  potere quantomeno rinviare?

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Il decreto  fiscale,  che  gli
  onorevoli deputati conoscono, che è all'esame del Senato in  questo
  momento  e che prevede già 66 milioni di euro di risorse aggiuntive
  per  la Sicilia, evidentemente già dà la prima risposta. Cioè,  noi
  non  intendiamo  ridurre  gli  stanziamenti,  è  un  fatto  tecnico
  transeunte, come si usa dire nella letteratura, nel senso  che  non
  determina una riduzione dello stanziamento per il 2021.

   PRESIDENTE. Che refluenze avrebbe sui bilanci dei comuni?

   ARMAO,  assessore per l'economia. Nessuna. Presidente, non lo  sto
  ad  illustrare  a  lei, che ben conosce i lavori dell'Aula.  Il  30
  novembre  è  la  data  ultima per le variazioni.  Quindi,  dobbiamo
  portare  le  variazioni  già, io penso di portarle  già  in  Giunta
  giovedì,  se  arriverà la convocazione in modo che  approveremo  il
  rendiconto 2020 e variazioni e quindi le porteremo subito...

   PRESIDENTE.   Scusi,   abbiamo  certezza  che   nelle   variazioni
  inseriscano questi

   ARMAO,  assessore per l'economia. I 66 milioni sì perché  sono  in
  Gazzetta  Ufficiale, Presidente. I suoi Uffici, i 66  milioni  sono
  già in Gazzetta Ufficiale perché il decreto fiscale

   PRESIDENTE.  Quindi, quando arrivano questi 10 milioni  agli  enti
  locali gli vengono

   ARMAO,   assessore   per   l'economia.   Automaticamente,   appena
  approviamo questo, scatta la possibilità dello Stato di darci i 66.
  Se non approviamo e facciamo questi passaggi

   PRESIDENTE.  Volevo  capire la garanzia per i  comuni  che  quando
  scattano i 66, una parte viene destinata a loro.

   ARMAO, assessore per l'economia. C'è l'impegno politico qui. Posso
  mettere  una firma, possiamo metterla come Governo ma è chiaro  che
  c'è   un   impegno   politico  in  quest'Aula   a   dare   priorità
  nell'assegnazione  di  questi  66  milioni,  assoluta  priorità  ai
  comuni.   L'impegno  è  preso.  Io  l'avevo  già  detto  la   volta
  precedente.
   Noi  però  dobbiamo chiudere questa fase altrimenti  non  possiamo
  passare  avanti. Ci avvitiamo su questa fase dove tutte le ragioni,
  anche  l'onorevole Laccoto, io le condivido, l'onorevole  Lupo,  le
  preoccupazioni,  mica  sono  preoccupazioni  basate  sul  nulla   o
  riguardano  il  fatto che un meteorite arriverà domani  mattina  su
  Palermo. Stiamo parlando di questioni concrete, vere, tangibili  ma
  che abbiamo detto come risolvere sol che superiamo questa fase.  Se
  non usciamo da questo vincolo, noi non ne usciamo più.

   PRESIDENTE.  Questo è chiarissimo. Volevo capire  come  potere  in
  qualche  maniera  rassicurare e garantire i comuni  perché  se  poi
  entro  il  30  novembre,  che è domani, non  vengono  inseriti  gli
  creiamo problemi importanti.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Scusi,  Presidente,  concludo.
  L'impegno  che  il Governo finora ha svolto e credo che  i  comuni,
  l'Anci,  lo ha anche pubblicamente riconosciuto, l'impegno  profuso
  dall'assessore Zambuto, dall'Assessorato all'Economia  a  sostenere
  le  loro  tesi  con  gli  incontri al Ministro  degli  Interni,  al
  Ministero  dell'Economia,  confronti  continui.  Quindi,  lungi  da
  questo  Governo  buttare  i comuni nella disperazione.  E'  impegno
  prioritario   e  sarebbe,  come  dice  bene  l'onorevole   Laccoto,
  paradossale che mentre i comuni sono in difficoltà noi gli togliamo
  lo   stanziamento.  Questo  è  un  passaggio  tecnico   in   attesa
  dell'approvazione  delle  vere  variazioni  che  consentiranno   di
  ripristinare appieno lo stanziamento.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Figuccia. Poi sono iscritti a parlare
  gli onorevoli Di Caro, Calderone e Grasso.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  in  effetti  il
  tema  che  stiamo affrontando non è di poco conto. Non lo è  perché
  qualcosa come 200 o 250 sindaci minacciano le dimissioni e lo fanno
  perché  ci troviamo di fronte al rischio che non vengano erogati  i
  servizi essenziali.
   Devo dire che noi come Lega avevamo fatto una riflessione prima di
  entrare in Aula su questo punto. Riconosco però nell'assunzione  di
  responsabilità nelle dichiarazioni del Vicepresidente della Regione
  l'atteggiamento  di chi cerca di porre rimedio  ad  una  questione,
  diciamocelo,  che  non scaturisce certamente da  questo  Parlamento
  regionale. I sindaci minacciano le dimissioni perché sono in attesa
  di risposte da parte del Governo nazionale.
   Allora,  quello che vorrei provare a lanciare come  riflessione  è
  che    le   considerazioni   che   fanno   i   colleghi,   talvolta
  dell'opposizione,  talvolta della maggioranza, riprese  giustamente
  dal  Presidente dell'Assemblea sono le considerazioni di tutti,  ma
  vi  prego non creiamo le condizioni perché dallo spauracchio  nasca
  una  mistificazione  della realtà perché, se  ogni  volta  che  noi
  dobbiamo  intervenire su un provvedimento, poco fa lo facevamo  con
  riferimento all'emendamento aggiuntivo che è quello sugli ASU  dove
  l'amico  e  collega ingegnere Di Paola scambia i 5 milioni  per  il
  milione - collega il milione non è un milione, sono i mille euro di
  contributo  che  vengono dati una tantum a ciascuno  degli  Asu  -,
  allora   dico  se  l'atteggiamento  è  questo  che  dobbiamo   fare
  confusione  solo per creare paura e cercare di tirare  a  noi,  chi
  guarda  e ascolta fuori dal Palazzo, ragazzi alla fine ci troveremo
  tutti  i sindaci che in questo momento vogliono forza da parte  del
  Parlamento  regionale, e ce l'hanno questa forza, che  viene  anche
  assolutamente   avallata   dal   Presidente   dell'Assemblea,   dal
  Vicepresidente della Regione e auspico anche da parte di  tutte  le
  forze  di  questo  Parlamento, perché se non facciamo  quadrato  in
  questo  momento e continuiamo ad agitare la bandiera  della  paura,
  sappiate che i sindaci, alla fine, vogliono il risultato e non  gli
  interessa  che  sia  nata da questa parte  o  da  quella  parte  la
  strumentalizzazione.
   Gli  ASU il contributo lo vogliono. E, cari colleghi del Movimento
  Cinque Stelle, non è che possiamo dare il reddito di cittadinanza a
  tutti;  il  reddito di cittadinanza lo dobbiamo dare a  chi  ne  ha
  bisogno. E non è che va a finire che chi lavora come ASU, come PIP,
  come  forestale,  alla fine deve percepire un sostegno  al  reddito
  decisamente  inferiore a quello che voi volete dare creando  questa
  forma di sperequazione.
   Quindi,  Presidente, lei lo ha detto benissimo,  secondo  me  deve
  esserci  un  atteggiamento  di  responsabilità.  Io  mi  rivedo   e
  sottoscrivo  le  parole  del  Vicepresidente  dell'Assemblea,   che
  d'altra parte si assume anche l'onere che è legato al suo ruolo.  E
  non  ho motivo di pensare, di fronte alla dichiarazione che da  qui
  al  30  di  novembre arrivino le variazioni di bilancio  per  porre
  rimedio a un problema che è nazionale, colleghi; su questo dobbiamo
  fare quadrato
   Altrimenti,  Presidente, si crea confusione e noi  rischiamo  che,
  partendo  dall'idea  di volere dare sostegno ai  sindaci,  partendo
  dall'idea  di volere dare sostegno agli ASU, partendo dall'idea  di
  volere  recuperare gli 800 mila euro che mancavano  sui  PIP,  alla
  fine  incominciamo  a  dire  ma  dove  li  prendiamo,  ma  dove  li
  prendiamo,  ni bluccamu e nun facemu chiu' nienti .
   Io  ve  lo  dico,  ragazzi, potete giocare  con  tutto,  però  non
  giochiamo con il pane della gente. Non giochiamo con quello  che  è
  il ruolo dei sindaci, perché  sindaci  significa servizi, significa
  servizi  essenziali nei territori, significa risposte ai cittadini.
  E,  francamente, a questo gioco dell'oca inviterei tutti ad evitare
  di  finirci dentro, perché ci finiamo con mani e piedi e questo non
  fa bene a nessuno.
   Quindi,  Presidente, accoglierei la sua proposta: andiamo  avanti,
  vediamo di uscire con questo strumento come elemento per affrontare
  gli  appuntamenti  successivi ed entro il 30  novembre  creiamo  le
  condizioni  perché  questo Parlamento possa  sopperire  anche  alle
  mancanze, laddove possibile, del Governo nazionale.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.
   Allora,  in ordine di tempo, avevano chiesto di parlare prima  gli
  onorevoli  Di  Caro  e Cracolici, però l'onorevole  Grasso  non  ha
  ancora  parlato, voi sì, anche Di Paola e Calderone. Quindi intanto
  do  la  parola all'onorevole Grasso, che è tra quelli che non  sono
  intervenuti. Poi se ridare la parola di nuovo a quelli che sono già
  intervenuti

                     (Intervento fuori microfono)

   No, lei era dopo, c'erano Grasso, Calderone. E' scritto in ordine.
   Agli onorevoli Cracolici e Di Caro dopo questi interventi diamo la
  parola. E pure l'onorevole Catalfamo aveva chiesto di parlare.

   GRASSO. Presidente, Governo, conosco bene la situazione dei comuni
  e  la  gravità  della situazione dei comuni e  il  mio  è  solo  un
  chiarimento di natura tecnica, che è legato ai quesiti che  pongono
  i sindaci e che pone anche l'Anci.
   Con   il   riparto,   e  quindi  con  l'erogazione   della   terza
  trimestralità,  ai comuni sono state naturalmente  trasferite  meno
  risorse  rispetto  a quelle che erano previste,  anche  contemplate
  nella legge, perché mancano dieci milioni di euro.
   Il problema vero è questo: i comuni, molti, hanno già approvato  i
  bilanci;  altri devono approvare il bilancio entro il 30  novembre.
  Il regime di contabilità è per tutti ed è quello del 118.
   Quindi  la  preoccupazione che hanno i comuni qual è? Non  possono
  iscrivere  in bilancio risorse che ancora non hanno avuto  erogato.
  Se  queste  risorse  arrivassero dopo il  30  novembre,  potrebbero
  essere  esigibili nel 2022? Perché se non possono essere  esigibili
  nel  2022  il  problema è serio e significa la mancata chiusura  da
  parte dei comuni per i bilanci, il cui termine inderogabile è il 30
  novembre.
   Quindi,  Presidente,  siamo  d'accordo  e  mi  rendo  conto  della
  trattativa  Stato-Regione  ma c'è un problema  serio:  il  problema
  serio  è  che  noi,  rispetto ai trasferimenti, rispetto  a  quanto
  previsto  dalla legge abbiamo una riduzione di 10 milioni di  euro.
  Ed  è  un  problema,  al  di  là  delle  richieste  che  i  sindaci
  legittimamente,  insieme all'ANCI, rivendicano  nei  confronti  del
  Governo  nazionale  perché nei confronti del  Parlamento  nazionale
  rivendicano quel fondo per i crediti di dubbia esigibilità  che  il
  Governo  si è impegnato ad inserire, gli darà 50 milioni  di  euro.
  Questo per la Sicilia
   E,  poi,  nella  trattativa i 66 milioni che darà la  Regione  che
  dovrebbe trasferire ai comuni.
   Ma,  di  fatto, oggi, al 30 novembre i comuni che non ricevono  le
  risorse come possono chiudere i bilanci?
   Questa è la garanzia che chiedono i comuni. Grazie.

   PRESIDENTE. Infatti, onorevole Grasso, poco fa, quando chiedevo ai
  due  assessori Zambuto ed Armao, quale potesse essere  un'eventuale
  soluzione,  perché  questo è il vero problema, tutto  il  resto  mi
  sembra che sia abbastanza superabile.
   Su  questo  ho  qualche  dubbio. Per  questo  volevo  capire  come
  potevano i comuni avere garanzia che, entro il 30 novembre,  questi
  soldi tornassero loro. Questa era la richiesta che avevo fatto poco
  fa al Governo.
   L'unico  vero  problema  che  c'è è se  oggi  possiamo  uscire  da
  quest'Aula approvando questa legge ma dando contemporaneamente  una
  garanzia  assoluta  ai sindaci che possono fare i  bilanci  perché,
  altrimenti,  si  trovano nelle condizioni  di  non  poter  fare  il
  bilancio. Quindi, poi questa diventa una responsabilità un  po'  di
  tutti.
   Questo dicevo, assessore Armao. Se non fosse possibile, anche  con
  un'interlocuzione col Governo nazionale, vedere di capire se c'è la
  possibilità  di  rivedere  un secondo soltanto  questi  10  milioni
  perché  altrimenti i comuni non riescono a fare i bilanci. C'è  una
  possibilità di salvarli o no?
   Io  capisco  che  la  domanda non è facile e  la  risposta  è  più
  complicata della domanda.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  ci  stiamo
  arrovellando su questa vicenda.
   Se  avessimo  approvato, la settimana scorsa, queste cose  saremmo
  già avanti col discorso.
   Continuiamo  a  girare attorno alla questione e arriveremo  al  30
  novembre completamente bloccati.
   La  soluzione che propongo, invece di aggravare la questione, è di
  approvare prima possibile ed uscire da queste secche

   PRESIDENTE. Assessore Armao, il dibattito d'Aula è legittimo e  se
  ci sono delle preoccupazioni che, come vede, sono molto trasversali
  e  che  riguardano, di fatto, l'intero territorio regionale,  se  è
  possibile  trovare  una  soluzione  altrimenti,  comunque,  bisogna
  andare avanti, questo è sicuro.
   Io  sto  chiedendo  se  è  possibile trovare  un  escamotage,  una
  possibilità di rassicurare e di garantire i sindaci che, da  qui  a
  venti giorni, devono fare il loro bilancio.
   Allora,  se  fosse così, se fosse possibile che i  sindaci  se  le
  inseriscano, comunque, in bilancio in attesa
   Se  fosse  possibile  trovare una scappatoia  di  questo  tipo  li
  rassicureremmo.
   Poi,  che  se  non approviamo questo è tutto fermo, è  fin  troppo
  ovvio e che, quindi, lo dobbiamo approvare.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Questo si definisce, Presidente,
  nodo gordiano. E' un nodo che non ha modo di essere sciolto.
   Il  problema  è  che  se non sciogliamo il nodo  non  riusciamo  a
  portare  le  nuove variazioni qui. Prima usciamo  da  questo  nodo,
  prima portiamo le variazioni.
   Le  variazioni, peraltro, l'onorevole Grasso lo sa bene, non è che
  possono  essere  approvate il 25 dicembre, devono essere  approvate
  entro il 30 novembre. Quindi, è evidente che le porteremo prima.
   Non  è che la Regione ha la possibilità di approvare le variazioni
  dopo che le possono approvare i comuni.
   Il  termine  del 30 novembre è un termine generale  per  tutte  le
  amministrazioni per approvare le variazioni.

   PRESIDENTE.   Quello   che   posso  garantire,   come   Presidente
  dell'Assemblea,  è che noi teniamo l'Aula aperta  fino  a  che  non
  votiamo  la  variazione  e  quindi certamente  prima  del  30.  Poi
  dobbiamo essere sicuri che i soldi sono arrivati, altrimenti di che
  parliamo?
   E,  quindi,  per  quanto  mi riguarda le  garanzie  che  può  dare
  l'Assemblea le diamo.
   Intanto,  non  c'è  dubbio che comunque bisogna votare  la  norma,
  perché  finché  non  la votiamo possiamo continuare  a  stare  così
  all'infinito.
   Ora  ci  sarà chi ne guadagna politicamente, ci sarà chi ne  perde
  politicamente, la verità è che roviniamo la Sicilia.
   Per  cui  la cosa che dobbiamo fare è comunque votarla  sapendo  e
  questo   dibattito,  assessore  Armao,  onorevole  Turano,   questo
  dibattito  che abbiamo fatto credo che sia invece molto  importante
  perché  è,  di  fatto, un dibattito propedeutico alla  garanzia  di
  avere queste risorse dopo, cioè se non ci fosse stato il dibattito,
  come  dire,  il Governo potrebbe pure dire  vabbè, poi  ci  vediamo
  l'anno  prossimo .  No, è un dibattito che sta  interessando  tutta
  l'Assemblea e tutti i partiti quindi questo è, di fatto, un impegno
  che tutti ci stiamo prendendo, ovviamente il Governo per primo,  ma
  la credibilità del nostro Parlamento va mantenuta e va tenuta alta,
  quindi l'Assemblea insieme al Governo che entro il 30 questi  soldi
  gli  si  rimettono  a  disposizione perché altrimenti  il  problema
  diventa reale e a quel punto faremmo tutti la brutta figura di  non
  avere mantenuto l'impegno che stiamo assumendo.
   Quindi, proporrei comunque all'Aula di votare, poi l'Aula è libera
  -  un  attimo perché se è ancora su questo argomento non ne usciamo
  più, fatemi provare a chiudere -, dicevo votiamo, ovviamente l'Aula
  è libera di votare quello che vuole.
   Mi  auguro fortemente che il voto sia positivo perché, altrimenti,
  tutto  quello  di  cui  abbiamo discusso sarà  stato  perfettamente
  inutile.
   Onorevole  Di  Caro, ognuno poi vota quello che  vuole,  questo  è
  sicuro,  non sto chiedendo alle opposizioni di votare  sì,  mi  sto
  augurando  che il voto alla fine sia favorevole a che questa  norma
  possa  passare, per cui siccome all'articolo 1 dove siamo fermi  in
  questo momento ci sono tutti emendamenti soppressivi legati fra  di
  loro, se non ci sono votazioni particolari richieste
   Se non c'è la richiesta di votazione con numero legale

                     (Intervento fuori microfono)

   C'è una richiesta di voto palese.

                     (Intervento fuori microfono)

   Allora,  decidiamo così: ora ci sono ancora due,  tre  interventi,
  dopodiché  finiti questi due, tre interventi votiamo con  votazione
  palese  l'articolo  1 e poi possiamo continuare  a  discutere  e  a
  dibattere quanto vogliamo però quanto meno ci garantiamo che questo
  venga fatto.
   Avevano chiesto di parlare ancora gli onorevoli Catalfamo e  Cafeo
  che non sono ancora intervenuti.
   Chi è già intervenuto dopo.

                     (Intervento fuori microfono)

   Già  sei intervenuto prima ma te la do lo stesso la parola,  prima
  facciamo parlare quelli che non hanno ancora parlato.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Catalfamo.

   CATALFAMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  intervenire prima che l'assessore Armao chiarisse la sua  posizione
  e  quindi  quella del Governo rispetto ai problemi di tagli  emersi
  con riferimento ai comuni.
   Chiaramente  per tutti noi è un tema sensibile perché giriamo  sul
  territorio in qualità di deputati regionali e quindi ascoltiamo  le
  lamentale  della  maggioranza  dei  sindaci  della  Regione  e  non
  possiamo  non  essere preoccupati rispetto a quella che  in  questo
  momento  è  una  momentanea  problematica  stando  a  quanto   dice
  l'assessore Armao che però deve essere
   Però, se l'assessore Armao non mi ascolta non continuo.

   PRESIDENTE.  Per  favore,  se vi mettete a  chiacchierare  davanti
  proprio  a un metro da chi sta parlando è chiaro che non si capisce
  più niente. Prego, onorevole Catalfamo.
   L'assessore Armao da questo momento è attentissimo.

   CATALFAMO. Assessore Armao, mi scusi ma
   Allora,  dicevo che ho ascoltato con attenzione il suo intervento.
  Ha  spiegato  che,  in  questo momento, è necessario  procedere  in
  questo  senso  perché  siamo, diciamo, in un  momento  di  work  in
  progress, abbiamo la necessità di approvare questo disegno di legge
  per sbloccare ulteriori passaggi che dovrebbero consentire l'arrivo
  di  risorse che poi dovranno essere impiegate per porre rimedio  ai
  tagli  che  in questo momento stiamo operando per gli enti  locali,
  però  lei ha dato questa garanzia, io in rappresentanza del  Gruppo
  della  Lega  le  garantisco, a mia volta,  che  rispetto  a  questa
  assunzione  di responsabilità saremo diciamo lì a fare  la  guardia
  perché sarà importante dare le risposte ai comuni.
   In  questo disegno di legge, come Lega, ci siamo posti l'obiettivo
  di  non  lasciare  nessuno a piedi tant'è  che  abbiamo  posto  una
  pregiudiziale  per quanto riguarda gli ASU e ci siamo  messi  nella
  condizione  di  non votare nel caso in cui la categoria  degli  ASU
  fosse  rimasta  scoperta, con lo stesso stato d'animo  diciamo  che
  anche  per quanto riguarda i comuni desideriamo che, da qui  al  30
  novembre,  vengano date delle risposte e quindi saremo,  siamo  ben
  lieti del fatto che lei abbia dato delle garanzie e, ripeto, saremo
  assolutamente  vigili di qui alle prossime settimane perché  queste
  garanzie vengano mantenute. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie.   Onorevole  Catalfamo.   Allora,   soltanto
  l'onorevole Cafeo che ancora non è intervenuto e poi altri  quattro
  che avevano chiesto la parola che sono gli onorevoli Cracolici,  Di
  Caro, Di Paola e Calderone. Prego onorevole Cafeo.

   CAFEO.  Presidente, non ripeterò le cose che la posizione politica
  del  Gruppo,  che  ha già espresso il Capogruppo, però  siccome  ho
  apprezzato molto l'intervento dell'onorevole Grasso rispetto ad una
  domanda posta all'assessore Armao, onestamente io non ho capito  la
  risposta,  è un problema mio, non dell'Assessore, perché penso  che
  la  domanda dell'onorevole Grasso era non il fatto delle variazioni
  entra il 30 novembre ma il fatto che i comuni possano utilizzare  i
  soldi l'anno prossimo.
   Io  voglio  una risposta, poi mi fido ciecamente delle  competenze
  tecniche dell'assessore Armao ma voglio capire se i comuni, facendo
  noi  la  variazione  entro il 30, li hanno  già  disponibili  e  li
  possono  utilizzare per l'anno prossimo, solo una precisazione  per
  votare con coscienza.

   PRESIDENTE.   Perfetto,  grazie.  E,  allora  nell'ordine   devono
  intervenire gli onorevoli Di Caro, Calderone, Cracolici e Di Paola.
  Prego.

   DI  CARO.  Grazie, Presidente. Noi, come Movimento Cinque  Stelle,
  avevamo  chiesto  di  visionare prima  gli  emendamenti  aggiuntivi
  appunto   perché  speravamo  che  in  qualche  modo  ci  fosse   un
  riallineamento sulla discussione che è stata fatta in precedenza in
  merito  a  queste variazioni di bilancio in Aula e le proposte  che
  faceva   il   Governo,  invece  Presidente  ci  ritroviamo   trenta
  emendamenti aggiuntivi

   PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, la blocco subito. Avevo  detto  che
  non li avevo distribuiti perché ancora neanche li ho visti, per cui
  ve  li  abbiamo distribuiti ma ancora devo decidere quali finiranno
  in votazione e quali no.

   DI  CARO.  Ma noi chiediamo innanzitutto di leggere meglio  questi
  emendamenti  a prescindere da come si determinerà la  Presidenza  e
  poi vogliamo il tempo per subemendare questi emendamenti perché qua
  ci sono decine di emendamenti presentati dal Governo.

   PRESIDENTE.  Io ho detto che se votiamo l'articolo 1 poi  possiamo
  iniziare tutto quello che è possibile fare separati.

   DI CARO. Presidente, gli aggiuntivi sono in antitesi rispetto alla
  discussione  che è stata fatta finora, ivi compreso  il  taglio  di
  dieci  milioni  di  euro  ai comuni ma  anche  agli  ASU.  Ci  sono
  contributi  a  destra e a manca, vanno subemendati  almeno,  quindi
  abbiamo bisogno innanzitutto del tempo per guardarli.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Calderone.

   CALDERONE. Sì Presidente, io ho letto  dice bene l'assessore Armao
  che prego di seguirmi, l'articolo 16 al comma 6 del decreto fiscale
  emanando
   Si sente, Presidente?

   PRESIDENTE. Scusate, possiamo evitare
   Colleghi,  chi sta parlando può evitare di gridare?  Almeno  parli
  piano piano. Prego.

   CALDERONE.  Sì, l'articolo 16, comma 6 - ha detto bene l'assessore
  Armao  -, del decreto fiscale emanando, prevede l'erogazione di  66
  milioni  di euro a seguito di un accordo col Ministro delle finanze
  per la Regione siciliana.
   E'  vero  quello che dice l'onorevole Grasso, io condivido  Signor
  Presidente la sua dichiarazione in cui chiede che il Governo prenda
  una  posizione di responsabilità votando la variazione di bilancio,
  però io chiedo formalmente ,Assessore Armao, conosco la sua serietà
  però  è evidente che noi oggi abbiamo bisogno di un impegno formale
  perché  poi  sappiamo come finisce. Purtroppo lo abbiamo  patito  e
  sopportato tante volte, arriveranno molto probabilmente, perché gli
  emendamenti  al  Senato avevano come termine il 12 novembre  che  è
  scaduto, è stata mantenuta questa norma, probabilmente questa norma
  dei 66 milioni per la Regione siciliana vedrà la luce.
   Il  problema  sono  i tempi, e si pone il problema  posto  appunto
  dall'onorevole  Grasso  che  è  un problema  tecnico  di  non  poca
  maniera.  Però, Assessore, indipendentemente da quello che  accadrà
  oggi  in Aula, io sono persuaso che la presa di responsabilità  che
  il  Presidente  Micciché  ha chiesto verrà recepita  dall'Aula.  Io
  chiedo  un impegno formale del Governo siciliano, e per esso  nella
  sua  persona  che  rappresenta  il Vicepresidente,  che  questi  66
  milioni di euro saranno destinato, non dico per intero, ma la  gran
  parte  perché lei sa che quella norma è molto generale, il comma  6
  dell'articolo  16,  e invito i colleghi a leggerlo.  E'  una  norma
  generale,  non  vorremmo che poi accadesse  che  i  66  milioni  si
  perdono,  si  perdono legittimamente per carità,  nei  meandri  dei
  palazzi e non vengano destinati ai comuni siciliani.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, io non ho alcuna intenzione  di  non
  credere  alle  garanzie  di  ognuno  di  noi  però,  come  è  stato
  ricordato,  il 118 vale per noi e vale per i comuni. Mi risulta,  e
  lo  chiedo all'Assessore per gli enti locali, che non può però fare
  il  bello  addormentato  in Aula, che è stato  fatto  un  piano  di
  riparto per gli enti locali siciliani per il 2021 per 330 milioni.
   Questo è il piano di riparto per il quale i comuni, sia quelli che
  hanno già fatto il bilancio di previsione, sia quelli che lo devono
  ancora  fare  ma  che  hanno  avuto il decreto  di  riparto,  hanno
  iscritto  nei  propri  bilanci  di  previsione  una  somma  che   è
  trasferita  dalla  Regione.  Noi  con  questa  manovra  stiamo  non
  aspettando di fare una variazione che gli darà più soldi, intanto i
  comuni  devono fare una variazione perché devono ridurre le risorse
  che  sono  state a loro assegnate col piano di riparto  rispetto  a
  quello che qui stiamo prevedendo.
   Allora,  al  di là delle buone intenzioni lo dobbiamo  sapere  che
  stiamo  facendo  un  danno  serio, in un  momento  particolare,  ai
  comuni.  Allora  io faccio una proposta e la dico all'Assessore  al
  bilancio di concerto all'Assessore agli enti locali, visto  che  ci
  sono tra l'altro alcuni emendamenti aggiuntivi che immagino, io non
  li  ho  nemmeno  visti, immagino esserci risorse  in  qualche  modo
  utilizzate, raschiate, dal bilancio stesso, io chiedo all'Assessore
  intanto  per  un  atto di pulizia del bilancio, poi  vedremo  i  66
  milioni,  vedremo quanti ne metteremo a disposizione per i  comuni,
  speriamo  che  lo Stato metta ulteriori risorse a disposizione  dei
  comuni vista la situazione drammatica in cui siamo.
   Una  cosa, mi ascolti Presidente, Presidente Micciché mi  ascolti,
  una  cosa  non possiamo fare in quest'Aula, quella che usciamo  con
  una  previsione finanziaria con questa variazione di  bilancio  che
  mette  un  euro in meno rispetto a quello che avevamo previsto  col
  bilancio stesso.
   Allora  Assessore,  se  ci  sono  emendamenti  che  hanno,   danno
  copertura  ad altre spese, non so nemmeno quali, si prendano  i  10
  milioni, i 10 milioni e 600 mila euro perché ricordo che era 330  e
  sono ora 319 e 367 mila euro, quindi mancano 10 milioni e circa 700
  mila  euro.  Allora questi 10 milioni e 700 mila euro  l'Assessore,
  con  gli  uffici, trovi il modo per dare copertura in maniera  tale
  che  intanto, con questa manovra che andremo ad approvare,  usciamo
  con  i 330 milioni che avevamo previsto con il bilancio che avevamo
  approvato,  in  maniera  tale che in un  momento  di  esasperazione
  evitiamo di mettere altra benzina.
   Ricordo  che  il  30 novembre vale per noi ma  vale  anche  per  i
  comuni,  cioè i comuni, sperando che il 30 novembre, come  dice  il
  presidente  Miccichè,  ferma  le  lancette  del  tempo,  ma   sulle
  variazioni  non  si  può  fermare la  lancetta  del  tempo,  il  30
  novembre, cioè nello stesso istante, senza il decreto dovrebbero, i
  comuni, fare le proprie variazioni: lei capisce che non ci sarà  un
  ragioniere  generale di nessun comune, con la Corte dei  conti  che
  gira,  che farà un atto di iscrizione al bilancio di somme che  non
  sono state decretate.
   Ecco  perché,  e  la  proposta è concreta,  il  Governo  trovi  le
  risorse, e lo dico all'assessore agli enti locali perché è  inutile
  che  lei  va  a Roma se poi a Palermo fa finta che lei è assessore,
  diciamo, domani sono tutti dai Prefetti mi dice il Capogruppo.
   Quindi, l'assessore difenda i sindaci a Roma ma anche a Palermo in
  quest'Aula,  perché  credo  che stiamo difendendo  tutti  i  comuni
  dell'Isola.

   PRESIDENTE.   Allora,  scusatemi.  Assessore  Armao,   l'onorevole
  Cracolici,  come dire, fa una proposta che campata in aria  non  è,
  nel   senso   che  se  noi  potessimo  individuare  delle   risorse
  probabilmente salviamo capra e cavoli.
   Per  cui immagino che lei con l'assessore al bilancio siate andati
  a  parlare, non come fate sempre di donne e motori, ma che  abbiate
  trovato  una  possibile soluzione al problema  per  cui,  onorevole
  Savona, con grande aspettativa le do la parola.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Grazie
  presidente, io come sempre dico che il suggerimento di Cracolici  è
  fondato.  Potremmo trovare, all'interno delle pieghe  delle  carte,
  una  possibilità  di spostare un paio di poste per ripristinare  le
  risorse ai comuni e lasciare quello che serve, nel momento  in  cui
  arriveranno le variazioni, a ripristinare anche quell'altra voce.
   Quindi, cinque minuti di sospensione e noi

   PRESIDENTE. Cinque minuti bastano? Non sono sicuro.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Abbiamo, sono due
  cose da muovere.

   PRESIDENTE.  Scusate  un  attimo, non è che  noi  comunque  questa
  soluzione  la  troviamo all'interno dell'articolo 1.  Noi  dobbiamo
  presentare un emendamento che poi verrà approvato.

                     (Intervento fuori microfono)

   Sull'articolo 1 no, si deve fare un emendamento aggiuntivo che poi
  dovete  stare  tranquilli che sarà così,  quindi  vediamo  se  sarà
  possibile.  Se è possibile dal punto di vista tecnico vi garantisco
  che  non  esistono problemi, quindi, comunque votiamo l'articolo  1
  perché diversamente.
   Poi,  se non si dovesse trovare la soluzione, ma siccome si trova,
  secondo  quello che dice l'onorevole Savona, evitiamo  di  fermarci
  perché se vi posso dire, ragazzi, se noi ora ci fermiamo un poco se
  ne  vanno,  il  numero legale c'è per un minuto e non  c'è  per  un
  altro,  vi  prego  di  credermi, raramente  dall'inizio  di  questa
  legislatura  ho  fatto qualcosa che non fosse di garanzia:  votiamo
  l'articolo  1 e vi garantisco che non si va via da qui se  poi  non
  abbiamo votato anche l'emendamento aggiuntivo che verrà presentato.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Papale.

   L'Assemblea ne prende atto.

   COMM. bis/A

   Seguito  della  discussione del disegno di legge   Modifiche  alla
  legge regionale 15aprile 2021 n. 9  (962/A Stralcio II COMM. bis/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  l'Aula  rimane  aperta,   viene
  sospesa 10 minuti per il tempo che l'onorevole Savona ha richiesto.

                     (Intervento fuori microfono)

   Lo  continuiamo  dopo,  così intanto sospendiamo  e  gli  facciamo
  trovare queste risorse, onorevole Di Paola. Chiedo scusa, mi  creda
  onorevole Di Paola, altrimenti non andiamo avanti.
   Un  voto,  sospendiamo  e poi discutiamo. Quello  che  propone  il
  Presidente  Savona è assolutamente in linea con quello  che  stiamo
  dicendo.
   Pongo in votazione l'articolo 1.
   Presidente  Savona non mi faccia sospendere senza avere  approvato
  l'articolo 1.
   Sto  dicendo  che secondo il Presidente della Commissione  bisogna
  andare a trovare queste risorse.
   Colleghi se io vi sto dicendo che non ci si alza, che non  andiamo
  via finchè non è stata trovata questa soluzione, mi potete credere,
  non  sarebbe  la  prima volta che avete fiducia in  me,  siete  dei
  pazzi,  ma questa volta vi posso garantire che non andremo  via  se
  non  ci  sarà la soluzione. Non so esattamente che cifra ma  questo
  esattamente lo vedremo.
   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 1.
   Onorevole  Lupo,  quali sono i suoi problemi,  sono  tutti  legati
  l'uno  all'altro o bocciamo gli emendamenti o approviamo l'articolo
  1.
   Questi soppressivi, come sono presentati ,sono tutti legati  l'uno
  all'altro,  per  cui basta che se ne boccia uno  e  si  è  bocciato
  l'articolo 1. Per cui votiamo il mantenimento dell'articolo 1.
   C'è una richiesta di votazione per scrutinio nominale.

         (La richiesta è appoggiata a termini di regolamento)

   Indìco la votazione per scrutinio nominale dell'articolo 1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti           xx
   Votanti            xx
   Maggioranza        xx
   Favorevoli         33
   Contrari             x
   Astenuti             x

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevole   Cracolici,  è  un  incompreso,  la   sua   tessera   è
  un'incompresa. C'è il voto contrario dell'onorevole Cracolici.
   Presidente Savona di quanto avete bisogno?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Cinque minuti.

   PRESIDENTE. Pochini, molto ottimista.
   Sospendo la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.43, è ripresa alle ore 19.07)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. E allora, colleghi, scusate abbiamo questi  aggiuntivi
  da  vedere, l'emendamento per cui il presidente Savona,  con  tanto
  ottimismo,   aveva  detto  che  in  cinque  minuti  si   risolveva,
  ovviamente,   ancora  non  è  arrivato.  Stiamo  aspettando   dalla
  Ragioneria  il dottore Tozzo, anche se mi dicono, assessore  Armao,
  che  è  risolto,  comunque la copertura si è  trovata.  E'  giusto,
  quindi  da  questo  punto di vista possiamo andare  avanti,  quando
  arriva  poi lo votiamo, però diciamo che in linea di massima quella
  che  era  la  proposta, il lodo Cracolici, dovrebbe  essere  andato
  bene, diciamo, quindi aspettiamo di capire esattamente dove vengono
  prese  le  risorse,  però non più dagli enti locali  quindi  quello
  degli enti locali non viene

                     (Intervento fuori microfono)

   Come?

                     (Intervento fuori microfono)

   Non  c'è alcun  la sua è stata un'idea intelligente, non mi faccia
  dire rara. La sua è stata oggettivamente una proposta più

                     (Intervento fuori microfono)

    e appunto, più che utile per cui la stiamo, credo l'abbiano messa
  a punto; sì, ormai è pronta.
   Per  cui  abbiamo questi emendamenti; in realtà gli altri articoli
  si  devono  votare ma gli emendamenti di tutti gli  altri  articoli
  sono  preclusi dopo il voto dell'articolo 1, tranne alcuni  tecnici
  ma, insomma, gli altri sono preclusi.
   Allora, se mi dite quali sono. Volevo fare un attimo il programma,
  volevo  raccontare prima perché siccome dobbiamo vedere  se  ce  la
  facciamo stasera o meno, gli emendamenti tecnici sono, insomma  non
  è una lunga trattazione essendo senza  Poi ci sono gli aggiuntivi.
   Allora,  volevo  capire con voi, perché siccome avrei  serenamente
  rinviato a domani, però il problema che mi pongono in tanti  è  che
  c'è  una  situazione meteo per la Sicilia, in tutta la Sicilia,  di
  nuovo, purtroppo, nuovamente grave, per cui si sono smottamenti  da
  tutte  le  parti e non so, una volta che ognuno di voi torna  nella
  propria provincia se per domani sarà facile che possa tornare.
   Io  avevo  proposto,  e lo propongo di nuovo, se  fosse  possibile
  farlo,  rinviare, andare avanti ora ma poi rinviare a domattina  in
  modo da evitare che voi torniate nelle vostre province, restate qui
  e  poi domani appena finiamo ve ne andate direttamente, però è  una
  proposta  che  posso fare se vedo tante teste che  calano,  che  si
  calano

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Presidente, tanti eravamo attrezzati per  ritornare  a
  casa stasera, quindi non

   PRESIDENTE. Questo lo capisco.

   CALDERONE. Quindi, non possiamo dormire a Palermo.

   PRESIDENTE. Questo lo capisco, però siccome parliamo di una notte,
  voglio dire, non c'è

   CALDERONE. Eh, ma una notte, Presidente, come

   PRESIDENTE. Ragazzi, una soluzione va trovata per cui

   CALDERONE. Pomeriggio, domani pomeriggio.

   PRESIDENTE. Siccome comunque per questa sera non ce la facciamo, e
  siccome comunque, scusate, in ogni caso

   CALDERONE. Pomeriggio, Presidente.

   PRESIDENTE.   in  ogni caso domani l'assessore Armao  deve  andare
  via,  nel  pomeriggio dev'essere a Roma per cui, comunque,  non  lo
  potremmo fare. Possiamo fare Aula anche alle ore 11.00. Dai, allora
  va bene così. Vedo che c'è una condivisione generale.
   Allora, direi di andare avanti; intanto oggi facciamo gli articoli
  che tanto sono senza emendamenti per cui si votano in due minuti  e
  domani affrontiamo gli aggiuntivi in modo che ce li possiamo vedere
  tutti con più calma e adesso affrontiamo gli articoli.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Scusato,  chiederei  una cosa: se possono, senza  volere  togliere
  niente a nessuno, intervenire i Capigruppo che così mi dicono più o
  meno l'idea del loro Gruppo qual è. Prego.

   LUPO.  Presidente,  visto  che  lei dichiara  preclusi  tutti  gli
  emendamenti  all'articolato, ovviamente affidiamo alla  sua  saggia
  riflessione, al vaglio che lei vorrà avere anche degli  emendamenti
  aggiuntivi  in  una cornice di coerenza, cioè sarebbe  assurdo  che
  emendamenti  all'articolato fossero dichiarati appunto  decaduti  e
  emendamenti aggiuntivi che, nulla hanno a che vedere con la materia
  che stiamo trattando, fossero dichiarati invece ammissibili.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, su questo avete, fermo restando che ho
  già detto quando abbiamo iniziato l'esame di questa legge che avrei
  accettato  aggiuntivi considerato il fatto che questa è  una  legge
  che  è  qui  ormai  da  7  mesi, per cui gli aggiuntivi  in  quanto
  aggiuntivi abbiamo deciso di considerarli, è chiaro che se  ce  n'è
  qualcuno  che è totalmente contro la logica o contro la  logica  di
  questa  legge, non lo accetteremo ma così ho il tempo di  vedermeli
  bene  stasera, di studiarli perché, purtroppo, dovete anche  capire
  che  quando le cose sono in Aula, sapere l'abrogazione del comma  2
  dell'articolo, eccetera, di non so quale legge non è così facile  e
  immediato.  Per  cui  se siamo d'accordo, votiamo  gli  articoli  e
  andiamo a domani mattina.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI CARO. Sì, grazie Presidente, come dicevo poco fa, ogni articolo
  di  queste variazioni di bilancio è strettamente connesso a qualche
  aggiuntivo  che  abbiamo  visto  poc'anzi.  Ora,  siccome  ci  sono
  aggiuntivi  che  non hanno avuto bollinatura, in  alcuni  manca  la
  relazione,  altri sono emendamenti del Governo che vorremmo  capire
  meglio, le sorti di ogni articolo di questa variazione, quindi come
  ci  comporteremo  noi  e come voteremo, è strettamente  connesso  a
  quello che è inserito negli aggiuntivi. Ora io

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Caro, sempre dopo  dobbiamo  votare  gli
  aggiuntivi,  per cui comunque gli articoli li dobbiamo votare.  Poi
  voi avete la garanzia, perché ve la sto dando io, che non si fa  il
  voto  finale se non c'è una coerenza sugli aggiuntivi rispetto alla
  legge che c'è ma sempre dopo si devono fare.

   DI CARO. Presidente

   PRESIDENTE.  Non  è  che  li possiamo,  non  posso  chiedere  alla
  Commissione  Bilancio' di inserirli negli articoli e votarli  volta
  per volta.

   DI  CARO.  Presidente,  non  è ancora arrivato  l'emendamento  che
  aspettiamo tutti

   PRESIDENTE. Questo è uno dei motivi per cui sto rinviando.

   DI  CARO.  sul taglio degli enti locali quindi, a mio avviso,  non
  possiamo proseguire con la votazione anche dell'articolato.

   PRESIDENTE.  Colleghi, allora scusatemi, per me questo  non  è  un
  problema,  volevo  andare avanti visto che  domani  ci  vediamo  di
  mattina per poi potere andare via prima ma se il problema è  questo
  possiamo andare a domattina direttamente su tutto e non ne parliamo
  più,  però  se  potevamo andare avanti era meglio.  Non  c'è  alcun
  inghippo  nell'andare avanti adesso con l'articolato, ecco,  questo
  vorrei che fosse chiaro. Quindi

                     (Intervento fuori microfono)

   No, no il Governo, chiedo scusa al Governo, è un problema, questo,
  di

   ARMAO, assessore regionale per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Cioè su che cosa?

   ARMAO,    assessore   regionale   per   l'economia.    Giustamente
  l'onorevole,  il  Capogruppo del Movimento  Cinque  Stelle,  chiede
  informazioni su come è stato risolto il tema dei 10 milioni, se lei
  mi  autorizza,  Presidente,  informo l'Aula  così  andiamo  avanti,
  risolto il problema poi, tecnicamente, l'emendamento sarà pronto  a
  momenti, però

   PRESIDENTE.  Assessore Armao, non so se il concetto è  chiaro,  si
  diceva una volta:  vedere acqua, dare cammello . Allora, parliamoci
  chiaro. Per cui se il problema è questo...

   ARMAO,  assessore  regionale  per l'economia.  Non  è  che  stiamo
  approvando alcunché. Non stiamo votando la norma.

   PRESIDENTE.    non succede niente, domani ci vediamo,  però,  alle
  ore 11.00.

   ARMAO,   assessore  regionale  per  l'economia.  Va  bene,  allora
  rinviamo tutto alle ore 11.00 domani.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Tutti  i  Gruppi si stanno dichiarando  favorevoli  a
  questa situazione. Va bene, diciamo alle ore 11.00, poi le cose  le
  votiamo,  tra che cominciamo e cose, si inizierà alle ore  12.00  a
  votare, per cui va bene così.
   La  seduta  è rinviata a domani, mercoledì 17 novembre 2021,  alle
  ore 11.00.

                 La seduta è tolta alle ore 19.16 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XXV SESSIONE ORDINARIA


                         300a SEDUTA PUBBLICA
                 Mercoledì17 novembre 2021 - ore 11.00
                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

       -   Modifiche  alla  legge regionale 15 aprile  2021,  n.  9 .
       (962/A Stralcio II COMM. bis/A) (Seguito)

         Relatore: on. Savona

    III - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

       -   Assestamento  del Bilancio di previsione  per  l'esercizio
       finanziario 2021 e per il triennio     2021/2023 . (1082/A)

    IV -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)   Procedure semplificate e regimi procedimentali speciali per
         l'insediamento, la realizzazione e lo svolgimento delle attività
         economiche e imprenditoriali nelle ZES e nelle aree di sviluppo
         industriale ed artigianale e modifiche alla legge regionale 12
         gennaio 2012, n. 8 in materia di IRSAP  (n. 979/A) (Seguito)

         Relatore: on. Ragusa

       2)  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
         per la gestione integrata dei rifiuti.  (nn. 290-49-76-179-267
         bis/A) (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

    V -VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 984/A)

  2)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
  D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 985/A)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità

   N.  2162  - Iniziative per il superamento dei disagi in cui  sono
  costretti a vivere gli abitanti dell'isola di Linosa (AG) per  via
  dei collegamenti inadeguati, penalizzanti e proibitivi.
   Firmatari: Barbagallo Anthony Emanuele; Catanzaro Michele
   -  Con nota prot. n. 19681/IN.17 del 9 giugno 2021, il Presidente
  della Regione, ha delegato l'Assessore per le infrastrutture e  la
  mobilità.

   N.  2167  -  Notizie in merito al metodo di versamento presso  la
  motorizzazione.
   Firmatari: Dipasquale Emanuele
   -  Con nota prot. n. 19690/IN.17 del 9 giugno 2021, il Presidente
  della Regione, ha delegato l'Assessore per le infrastrutture e  la
  mobilità.

   N.  2177  - Iniziative volte a realizzare un collegamento stabile
  tra il porto turistico di Capo d'Orlando (ME) e l'arcipelago delle
  isole Eolie.
   Firmatari: Laccoto Giuseppe
   -  Con nota prot. n. 20339/IN.17 del 15 giugno 2021 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture  e  la
  mobilità.

   N.  2263 - Notizie in merito alla mancata applicazione della l.r.
  n 4 del 2021 per il rilancio del CAS.
   Firmatari: Lo Giudice Danilo
   -  Con  nota prot. n. 26601/IN.17 del 2 agosto 2021 il Presidente
  della  Regione ha delegato l'Assessore perle infrastrutture  e  la
  mobilità.

   N.  2302  - Chiarimenti sullo stato delle autostrade siciliane  e
  sulla fattibilità della proposta di Confartigianato - Messina.
   Firmatari: Catalfamo Antonio; Figuccia Vincenzo
   -  Con  nota  prot.  n.  30435/IN.17  del  9  settembre  2021  il
  Presidente   della   Regione  ha  delegato  l'Assessore   per   le
  infrastrutture e la mobilità.

   N.  2331 - Chiarimenti in merito alle iniziative da intraprendere
  per   la   pulizia  dell'area  sottostante  il  ponte  sul  canale
  Mortellaro  sulla  S.P. Carrozziere - Milocca - Ognina  -  Fontane
  Bianche (SR).
   Firmatari:  Zito  Stefano; Cappello Francesco;  Ciancio  Gianina;
  Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;  Zafarana   Valentina;
  Sunseri   Luigi;  Schillaci  Roberta;  Di  Caro  Giovanni;   Campo
  Stefania;  Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta
   -  Con nota prot. n 33677/IN.17 del 5 ottobre 2021, il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture  e  la
  mobilità.

   (*)  Le  risposte alle suddette interrogazioni saranno  pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   Si  comunica  che l'onorevole Rossana Cannata, con nota  prot.  n.
  5838-ARS/2021 del 4 novembre 2021 ha chiesto di apporre la  propria
  firma al disegno di legge n. 1058  Istituzione di una quota pari al
  30 per cento dei posti a concorso destinata agli operatori sanitari
  reclutati durante l'emergenza COVID-19 a decorrere dall'anno 2021 e
  fino  all'anno 2024 individuata nelle previsioni all'art.  4  della
  legge   regionale  6  agosto  2019  n.  14,  così  come  modificato
  dall'articolo 10 della legge regionale 15 aprile 2021 .

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   Si  comunica  che  la VI Commissione  Salute,  servizi  sociali  e
  sanitari'  nella seduta n. 307 del 27 ottobre 2021 ha approvato  la
  risoluzione   Atto  di  indirizzo in ordine  al  potenziamento  dei
  Presidi ospedalieri di Licata e Canicattì' (n. 30/VI).

                      Annunzio di interrogazioni

   - Con richiesta di risposta orale presentate:

   N. 2408 - Chiarimenti in ordine alle condizioni e alle prospettive
  della   Biblioteca  regionale  universitaria  'Giacomo  Longo'   di
  Messina.
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Fava Claudio

   N.  2414 - Notizie in merito alle operazioni di bonifica dell'area
  'Ex Sanderson' nel territorio del Comune di Messina.
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Zafarana  Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
  Salvatore;   Trizzino  Giampiero;  Zito  Stefano;  Sunseri   Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - Con richiesta di risposta in Commissione presentate:

   N.  2412  -  Iniziative  per  il  potenziamento  dei  collegamenti
  ferroviari passeggeri verso il Sud.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Tancredi Sergio; Pagana Elena

   Le  interrogazioni saranno inviate al Governo ed  alle  competenti
  Commissioni.

   - Con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  2409  -  Interventi urgenti circa il degrado  della  viabilità
  intercomunale   in   Sicilia,  in  particolare   della   S.P.   176
  Castelluzzese (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Catalfamo Antonio

   N. 2410 - Potenziamento dell'Ispettorato del lavoro.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Tancredi Sergio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Pagana Elena

   N.  2411  -  Potenziamento  del Centro malattie  metaboliche  rare
  ubicato presso l'ospedale Di Cristina di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Tancredi Sergio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Pagana Elena

   N.  2413  -  Chiarimenti sulle attività di  controllo  svolte  nei
  confronti  delle  ditte  S.A.L. e A.T.A. affidatarie  di  autolinee
  extraurbane su gomma.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Campo   Stefania;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta; Di  Caro  Giovanni;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   N.  431  -  Piani  e  interventi realizzati dal Governo  regionale
  finalizzati  a  contrastare il dissesto idrogeologico  e  porre  in
  sicurezza il territorio.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare;  Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia   fatto  alcuna  dichiarazione,  l'interpellanza  si  intende
  accettata  e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere  svolte
  al proprio turno.

                          Annunzio di mozione

   N.  592  -  Iniziative urgenti al fine di constrastare il dissesto
  idrogeologico.
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare;  Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele
   Presentata il 3/11/21

   La   mozione  sarà  demandata,  a  norma  dell'articolo  153   del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

                  Risposte scritte ad interrogazioni