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Resoconto d'Aula della Seduta n. 301 di martedì 23 novembre 2021
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 16.09

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che con nota protocollata  al  numero  6201-
  ARS/2021 del 19 novembre 2021 l'onorevole Papale ha chiesto congedo
  per  15  giorni a decorrere dal 17 novembre 2021 per le motivazioni
  ivi specificate.

    L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che:
   -l'onorevole Di Mauro è in missione dal 22 al 23 novembre 2021;
  -l'onorevole Pullara sarà in missione il 24 novembre 2021.

    L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Palmeri ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Assessore Cordaro, c'è l'assessore Turano perché dovremmo iniziare
  con  il  disegno di legge sull'IRSAP? So che è qui; mi hanno  detto
  che è qui. Grazie.
      Onorevole  Catalfamo, non è che può informarsi se il Presidente
  Ragusa  è qua? Perché mi hanno detto che è fuori, ma non ho  capito
  se è fuori dal Palazzo o se è fuori dall'Aula. Grazie.
   Della  III  Commissione  c'è qualcun altro?  Ecco,  se  intanto  i
  componenti della Commissione prendono posto in attesa che arrivi il
  Presidente Ragusa.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Zito e Pasqua hanno chiesto
  congedo per la seduta odierna.

    L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Catalfamo, abbiamo notizie?  Perché  sennò
  cominciamo.

   CATALFAMO. Sta arrivando.

   PRESIDENTE.  Sta arrivando? Nel senso che aspettiamo  due  minuti,
  sì? Eccolo qua. Buonasera Presidente Ragusa.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Foti


   Seguito   della  discussione  del  disegno  di  legge   «Procedure
  semplificate  e  regimi procedimentali speciali per l'insediamento,
  la  realizzazione  e  lo  svolgimento delle attività  economiche  e
  imprenditoriali nelle ZES e nelle aree di sviluppo  industriale  ed
  artigianale e modifiche alla legge regionale 12 gennaio 2012, n.  8
  in materia di IRSAP». (n. 979/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  all'ordine  del  giorno,  oggi,
  abbiamo   il  disegno  di  legge  sull'IRSAP.  Possiamo  cominciare
  materialmente a votare? Ci sono interventi?

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi    volevo
  intervenire perché parte delle palazzine dell'IRSAP il 18  novembre
  scorso  è  stata  soggetta, ulteriormente, ad un  altro  evento  di
  vandalismo,  non sappiamo ancora di che matrice, ma è divampato  un
  incendio  nei locali dell'IRSAP mettendo a repentaglio l'incolumità
  dei dipendenti.
   E'  un immobile che si trova già in un'area della città fortemente
  degradata  e spesso le palazzine dell'IRSAP sono anche frequentate,
  durante alcune ore del giorno e della notte, da soggetti pericolosi
  che  mettono  a  repentaglio l'incolumità degli stessi  dipendenti,
  molti dei quali donne, quindi io annuncio e presento un ordine  del
  giorno   che   impegna  il  Governo  della  Regione  a   trasferire
  momentaneamente i dipendenti in altri immobili della Regione e  che
  possa

   PRESIDENTE. Se lo presenta poi a fine seduta lo apprezzeremo.

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                «Art. 1
                               Finalità

   1.  Al  fine  di  dare attuazione ai Piani di sviluppo  strategico
  (PSS)   delle   Zone  economiche  speciali  (ZES)   della   Sicilia
  occidentale e della Sicilia orientale, approvati con DPCM 22 luglio
  2020,  nei  procedimenti  aventi  ad  oggetto  l'insediamento,   la
  realizzazione e lo svolgimento dell'attività economica  all'interno
  delle ZES, si osservano le disposizioni del presente capo».

     Comunico  che  è  stato  presentato l'emendamento  1.1.  C'è  un
  modificativo che è già stato distribuito? Invito a distribuirlo.
   Assessore Turano, il modificativo dell'articolo 1 prevede che alla
  conferenza  dei  servizi  debba andare un  rappresentane  per  ogni
  amministrazione, ma questo è già previsto dalla legge.

   TURANO,  assessore  per  le attività produttive.  Il  modificativo
  dell'articolo  1  sarebbe la riscrittura dell'articolo  3  che  noi
  sopprimiamo.
   Con  l'articolo 3 abbiamo previsto la possibilità di fare  mandare
  alla  conferenza  una  sola  persona in rappresentanza  dell'intera
  amministrazione.
   E'  per chiudere il procedimento, atteso che la disposizione della
  legge  regionale  non riguarda l'applicazione di  un  provvedimento
  sulle  ZES  che  viene  regolato da una legge nazionale.  L'abbiamo
  appena finito di scrivere con la dottoressa Giudice.

   PRESIDENTE. E' cosi?

   TURANO,  assessore  per  le attività produttive.  Le  ragioni  del
  ritardo sono queste.


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo, per la seduta  odierna,
  gli onorevoli Tancredi e Pagana.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 979/A

   PRESIDENTE.   Avete  ricevuto  tutti  l'emendamento   modificativo
  dell'articolo 1? Viene modificato nell'ultima parte.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  L'emendamento 1.2 individua in  una  sola  persona  di
  tutta  l'Amministrazione  regionale l'espressione  dei  pareri.  La
  domanda  è: ricordo che le competenze in materia paesaggistica,  in
  materia di vincoli idrogeologici

   PRESIDENTE.  Onorevole  Turano, faccia  finire  l'intervento,  poi
  interverrà lei.

   CRACOLICI.  Così  come  è  espresso il  testo  si  presta  ad  una
  obiezione,  le competenze in materia paesaggistica, in materia  dei
  vincoli idrogeologici, idraulico-forestali, non sono delegabili  ad
  altri  pezzi  dell'Amministrazione, per cui  tecnicamente  non  può
  essere un unico membro, tra l'altro nominato dall'Assessore per  le
  attività  produttive, come indicato nella conferenza  dei  servizi,
  perché le competenze delle Sovrintendenze non sono delegabili, così
  come quelle del Genio civile piuttosto che quelle se c'è un vincolo
  boschivo, quindi attenzione a quello che scriviamo, vorrei anche un
  supporto dagli Uffici in tal senso.

   PRESIDENTE. Assessore Turano, avevo ragione a dirle che esiste già
  una norma, per cui, come dire, apriamo un dibattito su una cosa già
  esistente perché nella legge 21 maggio 2019, n. 7, all'articolo 19,
  terzo comma, dice che ciascun ente o amministrazione convocato alla
  riunione  è  rappresentato  da  un  unico  soggetto  abilitato   ad
  esprimere  definitivamente  ed  in modo  univoco  e  vincolante  la
  posizione dell'Amministrazione. Per cui se esiste già, non  apriamo
  un  dibattito  inutile considerato che esiste già la legge  che  lo
  dice.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Se vuole sopprimiamo
  gli articoli 1, 2, 3 e 4. Io non ho nessuna difficoltà.

   PRESIDENTE. Non c'è dubbio, secondo me sarebbe la cosa migliore.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  posso  dire  una cosa? La dico con fierezza:  due anni  fa,  quando
  avevamo pensato questo procedimento il legislatore nazionale ancora
  non  ci  aveva pensato, il legislatore nazionale ci ha pensato  con
  gli  articoli 4, 5 e 5 bis del decreto legge convertito, quello sul
  rilancio,  quello convertito due mesi fa, e dunque noi diciamo  che
  siamo stati scavalcati, il meccanismo era soltanto per dire che per
  le ZES le amministrazioni, comunque, sono rappresentate da un unico
  soggetto e poi il decreto nazionale fa salvi tutti i vincoli a  cui
  accennava l'onorevole Cracolici che vengono rappresentati  con  una
  posizione univoca.
   Quindi per me, voglio dire, è assolutamente

   PRESIDENTE. Allora stiamo parlando di niente. Allora eliminiamolo,
  non ne parliamo proprio.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Come vuole lei.

   PRESIDENTE. Noi dobbiamo abrogare, ritirare gli articoli 1, 2, 3 e
  4. Facciamo un voto di soppressione.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente, c'è  una
  ragione per cui li abbiamo mantenuti, l'articolo 1 e l'articolo 2.

   PRESIDENTE.  Vabbè  non  ha importanza, Assessore  Turano,  se  li
  dobbiamo sopprimere non spieghiamo perché ci sono, lo dico nel  suo
  interesse.

   TURANO, Assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive.  Se  sopprimiamo  i
  primi  quattro  articoli rimane la riforma dell'IRSAP,  siccome  le
  aree  dell'IRSAP  coincidono con le ZES,  volevamo  fare  capire  a
  chiare  lettere  che la procedura di semplificazione  per  le  aree
  dell'IRSAP  che  coincidono con le ZES, veniva  disciplinata  dalla
  legge  nazionale  che  permetteva una  semplificazione  vera  e  al
  contempo  facevamo capire che stavamo modificando e  regolamentando
  tanto l'IRSAP quanto le ZES.

   PRESIDENTE.  Perfetto.  Allora, dobbiamo votare  l'emendamento  di
  soppressione dell'articolo 1. Pongo in votazione l'emendamento 1.3.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   No, nel momento in cui viene soppresso

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Grazie,  Presidente. Poiché  l'Assessore  ha  deciso  di
  ritirare  gli articoli 1, 2, 3 e 4, se non ho capito male,  abbiamo
  appena   soppresso  l'articolo  1,  poiché  io  avevo   subemendato
  l'articolo 1 con un emendamento, che io vorrei che fosse invece  Se
  l'Assessore  mi  ascolta  un attimo, io  desidererei  far  presente
  all'Assessore una fattispecie.

   PRESIDENTE.  Assessore  Turano, ascolta l'onorevole  Caronia,  per
  favore?

   CARONIA. Grazie, Presidente.
   Stavo dicendo  che avendo soppresso l'articolo 1 viene meno il mio
  subemendamento  1.1,  le cui ragioni l'Assessore  in  qualche  modo
  conosce, perché a volte è successo - e ne conosco di fatti concreti
  più  di  uno  -  nella perimetrazione delle zone Zes  per  problemi
  tecnici,  probabilmente  per meri errori nell'aver  inserito  delle
  zone  e  avendo  lasciato  fuori soltanto  delle  piccole  porzioni
  nell'area  che complessivamente è stata definita area Zes,  risulta
  l'incredibile  fatto  per  cui tanti caseggiati  fanno  parte,  per
  esempio, di quell'area e ne rimane soltanto uno fuori. Un  caso  lo
  conosco certamente, ma so che ce n'è qualcun altro in giro  per  la
  Sicilia.

   PRESIDENTE. Onorevole Caronia, scusi se la interrompo, ma questo è
  un  emendamento  che, tutto sommato, se lei se ne farà  carico  può
  essere ripresentato in qualsiasi altro articolo.

   CARONIA.  Io direi, siccome l'Assessore in qualche modo  ne  aveva
  preso  un  po' atto di questo problema che si è verificato  in  più
  parti della Sicilia, per cui è paradossale che se un intero isolato
  è tutta zona Zes

   PRESIDENTE. Se lo presenta il Governo meglio ancora, no  assessore
  Turano?

   CARONIA. Il problema è che se l'Assessore se ne fa carico rispetto
  alla  soluzione di un problema che siccome ha delle interazioni  di
  tipo nazionale

   PRESIDENTE.  E  allora, basta un ordine del giorno,  perché  è  un
  problema di tipo amministrativo mi dice l'Assessore.

   CARONIA.   E'  un  problema  amministrativo  che  però   danneggia
  fortemente  quelle aziende che, per esempio, hanno la  sfortuna  di
  ricadere in un'area che non è ricompresa all'interno delle Zes.

    PRESIDENTE. Lo discutiamo adesso tanto è presentabile in un altro
  articolo.

   CARONIA. Lo trasformo in un ordine del giorno e l'Assessore se  ne
  fa  carico,  come  so  che  già sta seguendo  la  vicenda.  Grazie,
  Assessore.

   PRESIDENTE. Benissimo, quindi è trasformato in ordine del giorno.
   Si  passa all'emendamento soppressivo dell'articolo 2. Lo pongo in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si  passa all'emendamento soppressivo dell'articolo 3. Lo pongo in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si  passa all'emendamento soppressivo dell'articolo 4. Lo pongo in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si  passa all'articolo 5, che poi diventerà di fatto l'articolo 1.
  Ne do lettura:

                                Capo II
         Modifiche alla legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8
          Costituzione dell'istituto regionale per lo sviluppo
                      delle attività produttive

                                     «Art. 5
        Modifiche all'articolo 2 Funzioni e finalità della l.r.
                                8/2012

   1.  All'articolo 2 della legge regionale 12 gennaio 2012 n. 8 sono
  apportate le seguenti modifiche:

   a)  alla  lettera  c) del comma 2 è aggiunto il seguente  periodo:
  Tra  le  predette opere infrastrutturali, le strade sono cedute  al
  comune  competente  per  territorio, mentre le  infrastrutture  del
  servizio  idrico integrato sono cedute al competente ente  gestore,
  ai sensi della normativa vigente;

   b)  alla  fine del comma 3 sono aggiunte le parole: , ivi  inclusa
  la gestione di fondi regionali, statali e comunitari destinati alle
  imprese di cui al comma 1 nel rispetto delle relative discipline».

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente,  il  comma  1,  alla  lettera   a),
  praticamente   prevede  l'inserimento  nella  legge  regionale   n.
  18/2012,  che  è  la  legge  attualmente quadro  sul  funzionamento
  dell'ex Irsap, la cessione ai Comuni di quelli che sono i servizi e
  i  sottoservizi:  le  strade,  le opere  infrastrutturali  comprese
  fognature e poi per quanto riguarda il servizio idrico sono  cedute
  ai competenti enti gestori.
   Ora, io ricordo di avere presentato un emendamento di soppressione
  che  non  vedo  qua e, chiaramente, mi preme rappresentare  questo,
  perché c'è un ragionamento da fare.
   Poich��  noi abbiamo situazioni e siamo a conoscenza di Comuni  che
  hanno  già avuto ceduti questi servizi e sottoservizi e si  trovano
  oggi  nella situazione di dovere, nelle aree di competenza  dell'ex
  Asi,  provvedere  alla bitumazione delle strade, di  chilometri  di
  strade,  di dovere provvedere alla gestione della fognatura,  acqua
  bianche,  illuminazione, perché poi chiaramente vi sono  anche  dei
  rischi in capo al Comune stesso, all'amministrazione.
   Pertanto, mi risulta e mi consta, però su questo si dovrebbe anche
  fare un approfondimento, che quanto viene introitato dai Comuni non
  riesce  a coprire le reali esigenze dei Comuni nel merito, appunto,
  di questa gestione e, pertanto, io porrei un attimo di approfondire
  questo aspetto, perché diversamente noi andiamo, già i comuni,  200
  sono al dissesto, abbiamo letto nella stampa, i sindaci sono andati
  a  Roma a manifestare le loro esigenze e noi, ancor più, come dire,
  ci  potrebbe essere anche una buona finalità nell'appropriazione da
  parte  dei  Comuni di terreni che sono magari di  cerniera  con  il
  tessuto comunale, ma diversamente noi comunque non riusciamo a dare
  la   libertà,  per  esempio,  prevedendo  eventualmente  -  noi  in
  Commissione  lo avevamo discusso questo aspetto, però,  poi  non  è
  stato,  diciamo  così,  accolto nel testo  -  di  potere  prevedere
  eventualmente  il  passaggio di oneri e  di  urbanizzazione  o  una
  quantificazione, una previsione di un fondo per sostenere, appunto,
  chi poi ha l'obbligo della manutenzione. Grazie.

   PRESIDENTE.  Un  attimo,  sto  vedendo  il  testo,  visto  che   fa
  riferimento alla normativa vigente, la stiamo guardando un attimo.

   CAFEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAFEO.  Presidente,  su questo articolo 5 volevo  sottolineare  due
  aspetti.  Rispetto  al discorso delle strade,  se  non  sbaglio  già
  avviene,  ma  in  ogni caso anche la parte relativa,  diciamo,  agli
  impianti  di  depurazione, noi nella finanziaria  del  2018  abbiamo
  votato  un  articolo che è già una norma transitoria e  che  prevede
  quanto  è  previsto in questo articolo. Onestamente, non capisco  il
  fatto di doverlo riscrivere.

          (Intervento fuori microfono dell'assessore Turano)

   PRESIDENTE.  Assessore  Turano,  la  prego  dopo  perché  così  non
  sentiamo niente. Appena finisce l'intervento poi le darò la parola.

   CAFEO.  Presidente,  ora  le  do  il  numero  dell'articolo   della
  finanziaria  del  2018, già una norma transitoria  che  prevede  gli
  impianti  di  depurazione che siano gestiti da chi  li  gestisce  in
  attesa  che  si  realizzano gli Ambiti Territoriali Ottimali  è  già
  prevista nella finanziaria del 2018.

   PRESIDENTE. Grazie. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne  ha
  facoltà.

   CAMPO.  Grazie, Presidente, colleghi, Governo, volevo  sottolineare
  pure  l'importanza di questo articolo 5 anche perché  queste  strade
  prima  dell'ASI  in  buona parte adesso che  ricadono  insomma  come
  competenza all'IRSAP e altre al libero Consorzio

   PRESIDENTE.  Mi scusi un attimo. Onorevole Trizzino,  sta  parlando
  l'onorevole Campo davanti a lei, sennò non sente niente.
   Prego, onorevole Campo, continui pure.

   CAMPO.   Sì,   grazie,  Presidente.  Dicevo,  volevo   sottolineare
  l'importanza di questo articolo perché molte di queste strade, prima
  appartenenti appunto alle ex aree industriali ed artigianali  ASI  e
  poi  in  buona parte di competenza dei liberi Consorzi o dell'IRSAP,
  non  vengono manutenzionate da tantissimi anni, quindi,  sono  delle
  strade pericolosissime.
   Ricordo  che nella SP 66 appena un mese fa perse la vita il giovane
  Carmelo  Vicari, proprio in una di queste strade e proprio  ieri  il
  problema  è stato sollevato anche al Consiglio comunale di  Pozzallo
  dal consigliere Franco Giannone e dal consigliere Iozzia.
   Praticamente, queste strade ad altissimo scorrimento, dove  passano
  mezzi  pesanti  e ad alta velocità, non essendo manutenzionate  sono
  molto, molto pericolose.
   Adesso  è  importante che tutto venga ceduto ai comuni senza  ombra
  di  dubbio, anche perché proprio questa strada di cui sto  parlando,
  la  SP  66  che  ricade  nella zona di Modica  e  Pozzallo,  quindi,
  nell'area   industriale   della  contrada  Maganuco-Modica-Pozzallo,
  spesso  e  volentieri è stata curata pur non avendone le competenze,
  dal  Comune  di  Modica,  che ha provveduto sia  ai  riempimenti  di
  asfalto  per  le buche che alle scerbature, ma i comuni non  possono
  intervenire senza le giuste risorse economiche.
   Il  libero  Consorzio  chiaramente non poteva  fare  interventi  di
  questo  tipo perché aveva già una situazione finanziaria che bastava
  proprio  per  l'ordinaria  amministrazione  e,  quindi,  se   questo
  articolo deve passare va bene a patto che siamo garantite le  giuste
  risorse   economiche   a  tutti  gli  enti   comunali   che   devono
  manutenzionare  queste  strade  perché  è  una  questione  veramente
  importante  per la salvaguardia e la tutela dei nostri  viaggiatori.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente,  io  pongo  un  interrogativo   in   parte
  connesso anche agli interventi che mi hanno preceduto. Che  l'IRSAP
  -  o quello che sarà - trasferisce le strade all'interno delle aree
  cosiddette  ex industriali ai comuni, ci può stare. Il  problema  è
  che  le  cose si fanno in due, perché un matrimonio in cui  qualche
  altro  deve  dire  sì.  Perché  in genere  il  trasferimento  delle
  competenze  presuppone anche il trasferimento delle  responsabilità
  sulla sicurezza, sulla gestione.
   Devo dire che non mi pare che il trasferimento sia corroborato  da
  una  dimensione finanziaria perché faccio un esempio per tutti:  ad
  oggi  i  rifiuti  all'interno delle aree industriali  sono  gestiti
  dalle  aree industriali. Nel momento in cui le strade diventano  di
  proprietà comunale, l'indomani le competenze sono del comune.
   Questa è una norma che può andare bene, ma non può essere

          (Intervento fuori microfono dell'assessore Turano)

   PRESIDENTE.  Parlate,  per  favore,  uno  per  volta.  Alla   fine
  interverrà l'assessore Turano che dirà quello che deve dire.

   CRACOLICI.  Ci  mancherebbe   Io  non  voglio  avere   la   verità
  assoluta,  mi  pongo  un  interrogativo rispetto  a  un  carico  di
  trasferimento  di competenze così come la questione dei  depuratori
  che  vero  è  quanto  dice  il collega prima.  Attenzione  che  sui
  depuratori  parliamo anche di responsabilità di tipo penale  perché
  c'è  tutta  la  questione  delle difformità,  delle  norme  europee
  eccetera.
   Quindi,  non  è  che ora i sindaci diventano lo scaricatore  delle
  competenze diffuse  Rischiamo di avere una rivolta, in questo caso,
  per  competenze che dai senza supportarli da risorse  in  grado  di
  gestire tutto questo.
   Quindi,  chiederei all'Assessore di spiegarlo, nessun preconcetto,
  ma  di  tenere conto della condizione in cui stiamo gestendo questa
  questione.  Perché  non  vorrei che le  aree  -  quelle  che  erano
  pubbliche  - le comprano i privati, le strade che erano a  servizio
  delle aree pubbliche ora vanno al comune.
   Quindi,    il    risultato    è   un'operazione    sostanzialmente
  immobiliarista, perché di questo stiamo parlando, in cui ognuno  si
  compra  il  proprio capannone però le strade gliele  trasferisce  a
   cappiddazzo' cioè il comune.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO.   Presidente,  Assessore,  avevo  posto  già  lo   stesso
  problema in una precedente Assemblea.
   Faccio l'esempio: comune di Milazzo. C'è l'ASI nella provincia  di
  Messina   che   ha  delle  strade  che  a  volte  sono   totalmente
  abbandonate.
   Questa    norma    così   com'è   concepita,   credo    che    sia
  incostituzionale,  intanto perché trasferire le  strade  ai  comuni
  senza  le  risorse finanziarie, ma anche senza un assenso da  parte
  dei comuni non può esistere, perché ci vuole da parte dei comuni un
  assenso  dovuto   io  ti  do  questo,  ma  ti  do  le  risorse  per
  provvedere .
   Anche  perché credo, al di là della norma che c'è stata per quanto
  riguarda il collega Cafeo che diceva che c'era l'articolo  32,  sì,
  siamo d'accordo, però questa norma è rimasta sulla carta.
   I  depuratori,  quando si passa, abbiamo un  esempio  tangibile  a
  Milazzo, nell'ASI di Milazzo c'è un odore nauseabondo nel senso che
  non  vi  è  la  gestione  data ancora agli ATO  idrico  che  devono
  funzionare.
   Quindi,  io  credo che questo articolo 5 vada un  poco  ripensato,
  accantonato  e  prego gli Uffici di dovere fare  anche  i  relativi
  approfondimenti  per  evitare che nei comuni dove  ricadono  queste
  aree  si creano ancora ulteriori problemi, perché in questo momento
  i  comuni  hanno  il  problema dei rifiuti,  il  problema  che  non
  riescono  a  chiudere i bilanci, gli diamo pure la manutenzione  di
  queste  strade senza avere i relativi fondi, io credo che  non  sia
  una cosa che l'Assemblea possa fare. Ecco, questo è il concetto.

   PRESIDENTE.  Assessore Turano, se può rispondere  a  tutte  queste
  domande, per favore.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Ne  stiamo  facendo
  una  gran  confusione. Mi dispiace perché ne  abbiamo  parlato  più
  volte.  Proverò  a spezzettare il ragionamento per  dare  tutte  le
  risposte.
   In  buona  sostanza, con questo emendamento si mette fine  ad  una
  stortura  della  vecchia  legge delle ASI  e  della  vecchia  legge
  dell'IRSAP e spiego perché. Per vent'anni circa prima le ASI e  poi
  l'IRSAP  hanno costruito delle strade, anzi le ASI hanno  costruito
  delle  strade  e  non le hanno mai traferite ai comuni.  Con  legge
  finanziaria di quattro anni fa cui alludeva l'onorevole Cafeo, si è
  deciso avendo le ASI in liquidazione di trasferire le competenze ai
  comuni  sulla  gestione, che non è vero che si  caricano  di  costi
  perché tutte le tasse comunali e in più le addizionali in relazione
  al  numero  del fatturato delle imprese vanno nelle casse comunali,
  si trasferiscono le vecchie aree, le vecchie strade ai comuni e poi
  l'ASI  ha  assunto l'impegno di manutenere e di fare  un'operazione
  straordinaria  per  consegnare anche la riqualificazione  dell'ASI;
  prova  ne è che soltanto la scorsa settimana - e voglio ringraziare
  l'onorevole  Lupo - per l'area industriale di Carini abbiamo  fatto
  un  incontro  con  il  sindaco  di Carini,  con  il  Presidente  di
  Confindustria Palermo e Confindustria Sicilia e con l'IRSAP  perché
  abbiamo  trovato le risorse per riqualificare tutte le aree  a  suo
  tempo trasferite.
   Nel  caso  di  specie vorremmo evitare proprio questo errore.  Che
  cosa  stiamo dicendo? Che le strade che l'IRSAP costruirà una volta
  costruita  la  strada viene automaticamente trasferita  al  comune.
  Cioè stiamo provando a fare un regalo ai comuni che possono, per il
  tramite  dell'IRSAP, realizzare le strade nelle  zone  industriali,
  che una volta finiti i lavori vengono automaticamente trasferiti al
  comune.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   TURANO, assessore per le attività produttive. Onorevole Cracolici,
  è  scritto qua. L'articolo 5 interviene sull'articolo 2 della legge
  del  2012 alla lettera a) - la lettera c) volevo dire -. La Lettera
  c) dice:  Progetta, realizza e gestisce le opere infrastrutturali e
  i   servizi  destinati  alle  imprese  insediate,  anche   mediante
  procedura   di  finanza  di  progetto   e  si  ferma.  Noi   stiamo
  aggiungendo:  Tra le predette infrastrutture le strade sono  cedute
  al  comune  competente  per territorio,  mentre  le  strutture  del
  servizio idrico integrato sono cedute al competente ente gestore ai
  sensi della normativa vigente .
   Perché stiamo dicendo questo? Perché una volta che l'IRSAP  fa  un
  investimento  di  qualunque  tipo  ricadente  in  un  territorio  e
  ammoderna    quell'area    industriale,    automaticamente     cede
  l'infrastruttura  che ha realizzato al comune  dove  ha  realizzato
  l'intervento.  Quindi, onestamente stiamo dicendo il  contrario  di
  quello che si è paventato.
   Abbiamo  corso  ai ripari cercando di supplire la vecchia  vicenda
  delle ASI che per vent'anni non hanno trasferito e vorremmo evitare
  che per il futuro non succeda più.

   PRESIDENTE.  L'unica  cosa  che  mi lascia  leggermente  dubbioso,
  Assessore,  è il fatto che i comuni comunque devono accettare,  nel
  senso che anche se si fa un regalo

   TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente, se è  un
  comune  che  ha un'area industriale l'IRSAP si occupa  di  ampliare
  l'area industriale, di realizzare delle infrastrutture, di fare  le
  strade,   di  fare  l'illuminazione  poi  si  deve  tenere  l'IRSAP
  l'infrastruttura che ha realizzato o la deve cedere al comune?

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, chiedo scusa. Assessore

   TURANO,  assessore per le attività produttive.  Chiedo  scusa.  La
  lettera   c)  dice:   Progetta,  realizza  e  gestisce   le   opere
  infrastrutturali  e  i  servizi destinati alle  imprese  insediate,
  anche  mediante procedura di finanza di progetto , quindi già  sono
  tutte  nuove  non quelle vecchie; quelle già vecchie  ci  vanno  in
  virtù di una

                     (Intervento fuori microfono)

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Presidente,  guardi
  io  posso  dire una cosa? Io lo dico con onestà e capisco il  clima
  che  si  respira  e  non mi sottraggo alle mie  responsabilità.  Su
  questo punto pensavo di raccogliere un unanime consenso, non  fosse
  altro  perché  è  un  principio di buon senso. Le  cose  nuove  che
  realizziamo in un territorio le diamo a quel territorio, è  giusto?
  Quindi, voglio dire, non credo
   Dopodiché, Presidente, dobbiamo capire qual è la natura delle  ASI
  che  sono  in  liquidazione,  quale  deve  essere  il  nuovo  ruolo
  dell'IRSAP,  che  deve  funzionare  per  attrarre  investimenti   e
  dobbiamo  capire che se un investimento lo si attrae e si  realizza
  l'opera  in  un  Comune, finita l'opera, quell'investimento  va  in
  favore del Comune. Quindi, a me sembra di chiarissima evidenza.

   PRESIDENTE. Assessore, il suggerimento che noi daremmo  è  questo:
  aggiungere,  dopo  la  parola  le strade , per eliminare  qualsiasi
  dubbio,  diciamo  che   le  strade  realizzate  nell'ambito   delle
  predette  opere  sono cedute . A quel punto non dovrebbero  esserci
  più dubbi.

   TURANO,  assessore  per  le  attività produttive.  Presidente,  si
  figuri se un suggerimento della Presidenza non è ben accetto, ma lo
  spirito è chiaro.

   PRESIDENTE.  Non  è perché è della Presidenza, è  per  mettere  un
  attimo ordine alla vicenda. Facendo così non dovrebbero essere  non
  sono tutte le strade, ma quelle realizzate sono cedute.
   Se per tutti va bene, facciamo un emendamento o lo aggiungiamo noi
  direttamente.
   Il  Governo  lo  può  preparare un emendamento?  Ci  pensiamo  noi
  direttamente, va bene. Intanto, andiamo avanti.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Bene, che la legge è
  già assolutamente chiara. Specificare che sono le nuove

   PRESIDENTE. Discorso chiuso. Benissimo.
   Si  passa all'emendamento 5.2, dell'onorevole Lupo.  Il parere del
  Governo?

   CAFEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAFEO. Presidente, da parte del Gruppo della Lega presenteremo  un
  emendamento abrogativo di una parte dell'articolo.

   PRESIDENTE. Presentatelo adesso, però.

   CAFEO. Quello relativo agli impianti di depurazione.

   PRESIDENTE. Va bene.
   Intanto, sull'emendamento 5.2 dell'onorevole Lupo, si può avere il
  parere del Governo?

   TURANO,  assessore  per  le  attività produttive.  Presidente,  su
  questo emendamento il parere del Governo è contrario.

                     (Intervento fuori microfono)

   TURANO,  assessore  per  le  attività  produttive.  L'ho  spiegato
  all'onorevole   Lupo.   Onorevole   Barbagallo,   posso    parlare?
  L'onorevole  Lupo  ritiene  che  si possa  trasferire  soltanto  la
  gestione e non anche la proprietà. Il Governo ritiene, invece,  che
  si debba trasferire anche la proprietà. Allora abbiamo scritto, per
  fugare ogni dubbio, che nella versione del Governo quando si  parla
   sono  cedute al competente Ente gestore , è da intendersi ente  di
  Governo,  perché il Governo, non Governo della Regione, il  governo
  del territorio per i servizi idrici, hanno un ente gestore

                     (Intervento fuori microfono)

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Sì, ma siccome  non
  siamo sicuri che tutte le autorità d'ambito sono già costituite, ci
  sono province che non la danno, parliamo di ente di governo, perché
  nel  caso  di specie, dove manca l'autorità d'ambito c'è l'ente  di
  governo, governo del territorio.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Grazie,  Presidente. Con l'Assessore  non  ci  stiamo
  capendo.  Io  credo che dobbiamo fare un intervento a  legislazione
  vigente.
   In  questo  momento in Sicilia ancora non sono stati  individuati,
  assessore  Turano,  gli  enti gestori.  La  competenza,  in  attesa
  dell'individuazione  degli  enti  gestori  -  che  auspichiamo  che
  verranno  individuati entro il 31 dicembre e per cui continuiamo  a
  fare  voti al Governo affinché proceda con i commissariamenti  -  è
  titolare  di  quelle  competenze  l'autorità  d'ambito,   come   da
  emendamento dell'onorevole Lupo.
   Per  cui,  Presidente,  insistiamo. È inutile  arrampicarsi  sugli
  specchi  e  fare  una legislazione su una cosa che oggi  è  scritta
  sulla sabbia.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,   assessore  per  le  attività  produttive.  L'emendamento
  dell'onorevole   Lupo  e  dell'onorevole  Barbagallo   dice    sono
  trasferiti, ai fini della gestione . Il problema non è la gestione,
  il  problema è il trasferimento del bene. Ecco perché parlo di ente
  gestore  o  di  ente di Governo proprio nell'attesa  che  gli  enti
  possano essere individuati.

                     (Intervento fuori microfono)

   TURANO,  assessore  per  le  attività  produttive.  Infatti,  l'ho
  scritto  io l'emendamento. Non c'è bisogno, chiedo scusa,  correggo
  la lettera a) del testo

   PRESIDENTE.  Assessore Turano, io non sto capendo più  di  niente,
  accantoniamo un attimo l'articolo 5 e andiamo avanti.  Intanto,  lo
  sistemate per come lo dovete sistemare e poi lo rivediamo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente. visto che lei sta accantonando l'articolo,
  chiedo  all'Assessore di fare un approfondimento sulla lettera  b).
  Perché,  se  non  ho  capito male, la Regione, su  fondi  che  sono
  regionali,   nazionali  e  comunitari,  destinati   alle   imprese,
  trasferisce  all'IRSAP la gestione delle procedure  amministrative.
  Assessore, lo potete fare? Cioè, voglio dire, in questo caso se non
  è  contenuto - mi ascolti, Assessore - l'atto che programma i fondi
  comunitari,  se non è contenuto lì, quali sono i soggetti  pubblici
  che  possono gestire l'erogazione delle risorse, rischiamo di avere
  una  norma  che non possiamo attuare. Quindi, valuterei, Assessore,
  se l'IRSAP

   PRESIDENTE.  Va bene, lei ha fatto bene a fare questo  intervento.
  Siccome  è accantonato, l'Assessore credo che rifletterà  anche  su
  questo punto, quando lo riprenderemo in esame lo rivedremo.
   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
             Modifiche all'articolo 3  Patrimonio e mezzi
                finanziari. Gestione  della l.r. 8/2012

   1.  All'articolo 3 della legge regionale 12 gennaio 2012 n. 8 sono
  apportate le seguenti modifiche:

   a)  alla lettera c del comma 2 è aggiunto il seguente periodo:  "e
  proventi  derivanti dalla corresponsione degli oneri di costruzione
  di cui ai commi 13 e 14 dell'articolo 16;"

   b) alla fine del comma 4 sono aggiunte le parole: "e s.m.i."».

   Non  sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
          Modifiche all'articolo 5  Organi dell'IRSAP  della
                              l.r. 8/2012

   1.  Il  comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale  12  gennaio
  2012 n. 8 è sostituito dal seguente:

   "1. Sono organi dell'IRSAP:
   a) il Presidente;
   b) il Consiglio di Amministrazione;
   c) il Collegio dei Revisori."».

   Non  sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
         Soppressione dell'articolo 6  Consulta delle attività
                     produttive  della l.r. 8/2012

   1.  L'articolo  6 della legge regionale 12 gennaio  2012  n.  8  è
  soppresso».

   Non  sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
               Modifiche all'articolo 7  Il Consiglio di
                  amministrazione  della l.r. 8/2012

   1.  Il  comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale  12  gennaio
  2012 n, 8 è sostituito dal seguente:

   "1.  Il  consiglio di amministrazione è formato da  cinque  membri
  dotati  di  particolare e comprovata esperienza nel  settore  delle
  attività produttive, in possesso dei requisiti previsti dalla legge
  regionale 20 giugno 1997, n. 19. Il consiglia di amministrazione  è
  nominato  con decreto del Presidente della Regione, previa delibera
  della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale per le
  attività  produttive, nel rispetto delle disposizioni  del  decreto
  del Presidente della Repubblica 30 novembre 2012, n. 251:

   a) dal presidente, individuato dal Presidente della Regione;

   b)  da due componenti individuati dall'Assessore regionale per  le
  attività produttive;

   c)  da  un componente espresso congiuntamente dalle organizzazioni
  rappresentative delle imprese industriali e delle piccole  e  medie
  imprese;

   d)  da  un componente espresso congiuntamente dalle organizzazioni
  rappresentative  delle  imprese artigiane.  Al  fine  di  garantire
  efficacemente  la  piena attuazione delle disposizioni  di  cui  al
  decreto  del Presidente della Repubblica 30 novembre 2012, n.  251,
  le  organizzazioni rappresentative legittimale di cui alle  lettere
  c)   e   d)   propongono  una  doppia  designazione  nel   rispetta
  dell'equilibrio di genere.".

   2. Al comma 2, lettera h) dell'articolo 7 della legge regionale 12
  gennaio  2012 n. 8 dopo la parola "adotta" sono inserite le  parole
  "gli atti regolamentari ed".».

   Non  sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
                Modifiche all'articolo 8  Presidente e
                   vicepresidente  della l.r. 8/2012

   1.  All'articolo 8 della legge regionale 12 gennaio 2012 n. 8 sono
  apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma  1,  primo  periodo, dopo le  parole  "Consiglio  di
  amministrazione"  sono soppresse le parole:  "nell'ambito  dei  tre
  componenti  designati  dalle associazioni  di  categoria  ai  sensi
  dell'articolo 7, comma 1";

   b)  al comma 2 dopa le parole "Consiglio di amministrazione"  sono
  soppresse le parole "nell'ambito dei tre componenti designati dalle
  associazioni di categoria ai sensi dell'articolo 7, comma 1";

   c)  al  comma 6 sono soppresse le parole: ", con cadenza biennale,
  con  decreto dell'Assessore regionale per le attività produttive  e
  non possono comunque superare i limiti individuati".».

   All'articolo  10 è stato presentato l'emendamento  10.1,  a  firma
  degli onorevoli Di Caro ed altri:  La lettera c) è soppressa .

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Rispetto   all'articolo   9,   dove    è    prevista
  esplicitamente  l'individuazione della riserva  per  la  parità  di
  genere,  all'articolo  10  non è prevista.  Non  vorrei  fosse  una
  dimenticanza,  perché  è  singolare  che  nell'articolo  10  non  è
  prevista la parità di genere rispetto all'articolo 9.

   PRESIDENTE. Ora lo vediamo; intanto, c'è l'emendamento 10.1  degli
  onorevoli Di Caro, Zafarana:  La lettera c) è soppressa . Il parere
  del Governo?

   TURANO,  assessore  per  le  attività  produttive.  Il  parere   è
  contrario, Presidente.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

         (Viene richiesta la votazione per scrutinio segreto)

   PRESIDENTE. Voto segreto su questo? Sull'emendamento 10.1. Vediamo
  se  ci  sono  i richiedenti. Volevo capire di cosa si trattava  per
  capirne l'importanza.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. No? Non c'è bisogno.
   Con il parere contrario della Commissione e del Governo, pongo  in
  votazione  l'emendamento  10.1. Chi è favorevole  si  alzi;  chi  è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Su  quello  non  c'è un  emendamento,  questo  glielo
  chiarirà  poi  il Governo. Non essendoci emendamenti io  non  posso
  fare votare niente.
   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Art. 11.
           Modifiche all'articolo 9  Collegio dei revisori
                           della l.r. 8/2012

   1.  Il  comma 1 dell'articolo 9 della legge regionale  12  gennaio
  2012 n. 8 è sostituito dal seguente:

    1. Il Collegio dei revisori è nominato con decreto del Presidente
  della Regione ed è composto:

   a)  da un membro effettivo, con funzioni di presidente, scelto dal
  Presidente  della Regione tra gli iscritti all'Albo dei  dipendenti
  regionali  e  degli enti di cui al comma 7 dell'articolo  53  della
  legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 o tra gli iscritti all'albo
  nazionale  dei revisori contabili istituito con decreto legislativo
  27 gennaio 2010. n. 39;

   b)  da  un membro effettivo ed uno supplente scelti dall'Assessore
  regionale  delle attività produttive tra gli iscritti all'Albo  dei
  dipendenti regionali e degli enti di cui all'articolo 1 della legge
  regionale  15  maggio  2000,  n. l0 o  tra  gli  iscritti  all'albo
  nazionale  dei revisori contabili istituita con decreto legislativo
  27 gennaio 2010. n. 39;

   c)  da  un membro effettivo ed uno supplente scelti dall'Assessore
  regionale  per l'economia tra gli iscritti all'Albo dei  dipendenti
  regionali  e degli enti di cui all'articolo 1 della legge regionale
  15  maggio  2000, n. l0 o tra gli iscritti all'albo  nazionale  dei
  revisori  contabili  istituito con decreto legislativo  27  gennaio
  2010. n. 39. .

   2.  Al  comma 3 dell'articolo 9 della legge regionale  12  gennaio
  2012 n. 8 la parola " venti" è sostituita dalla parola "quindici".

   3.  Al  comma 5 dell'articolo 9 della legge regionale  12  gennaio
  2012  n.  8  le  parole "in misura pari al 50 per cento  di  quelli
  previsti, rispettivamente, per il presidente e per í componenti del
  Consiglio  di  amministrazione  stabiliti  ai  sensi  del  comma  6
  dell'articolo  8." sono sostituite dalle parole "individuati  dalle
  norme  regionali in tema di compensi spettanti ai componenti  degli
  organi degli enti regionali."».

   Comunico   che  è  stato  presentato  l'emendamento  11.1,   degli
  onorevoli Foti ed altri:  L'articolo è soppresso .
   Il soppressivo dell'onorevole Foti è mantenuto?

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, il mio emendamento soppressivo  intende
  lasciare  la  norma  per com'è, cioè attualmente  il  Collegio  dei
  revisori dei conti dell'IRSAP si regola con il sorteggio come tutti
  gli  enti locali, come abbiamo disposto per norma. Qui, invece,  si
  dà un Collegio dei revisori per nomina da parte governativa.
   Ora, Presidente, non capisco perché alcuni enti che sono sotto  la
  nostra vigilanza devono avere il sorteggio nella certezza che tutti
  i professionisti iscritti che hanno i requisiti, hanno i requisiti;
  ce  li avranno anche quelli che vengono scelti, per carità. Qui non
  si  mette in dubbio che l'Assessore o che il Presidente pro-tempore
  scelgano  persone  preparate, ma sono preparate  anche  quelle  che
  vengono  sorteggiate  così come diciamo di  fare  nei  comuni.  Per
  questo  io sopprimo. Non è che io sopprimo il Collegio dei revisori
  perché  è  chiaro  che  il  Collegio  dei  revisori  rimane,   però
  desidereremmo che fosse disciplinato per com'è disciplinato adesso,
  dato che di semplificazione se ne sta facendo tanta in questa norma
  vuoi per gli articoli che tra l'altro non sono stati emendati.  Lei
  ha visto che c'è stato un atteggiamento costruttivo, però su questa
  cosa  dei  revisori francamente abbiamo presentato il  soppressivo.
  Grazie.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  prima  che  scateniamo  un  putiferio, un  dibattito  interminabile
  diciamoci la verità: è un fatto soltanto politico. Il Governo della
  Regione  ritiene  che  per  l'IRSAP  vadano  applicate  le   stesse
  disposizioni di tutti gli altri enti regionali non fosse altro, non
  perché  è  innamorato di fare tre nomine del Collegio dei  revisori
  perché  l'attuale procedura di nomina del Collegio dei  revisori  è
  una  procedura che mediamente impiega da 12 ai 18 mesi per  il  suo
  completamento. Tanto è vero che questo Governo è stato costretto  a
  nominare un Commissario straordinario che è durato 14 mesi  per  il
  completamento  della procedura del sorteggio, perché  la  procedura
  del  sorteggio  prevede la pubblicazione sulla Gazzetta  Ufficiale,
  addirittura quest'anno si è ritenuto che per la pubblicazione sulla
  Gazzetta non fosse da mettere nella sezione delle comunicazioni  ma
  sulla sezione dei bandi e concorsi. Poi arrivano le domande, poi si
  fanno i ricorsi, insomma una procedura che non finisce mai.
   Io  ritengo,  chiedo  scusa onorevole De  Caro,  dico  con  onestà
  intellettuale, è un fatto politico. Si può decidere  di  tenere  un
  sorteggio  pubblico  e  tenere  un  ente  verosimilmente   per   un
  lunghissimo  periodo senza il Collegio regolarmente nominato  o  si
  può   decidere  di  fare  3  nomine  che  permettono  di   nominare
  rapidamente  i  revisori. Quindi, non mi  impicco  dinanzi  ad  una
  valutazione,  cerco di correggere quello che non ha funzionato,  ma
  state tranquilli che non sono contro il sistema della pubblicità.
   Ecco,  Presidente,  quindi  sono per dare  parere  contrario  agli
  emendamenti  dei  colleghi perché ritengo  che  una  procedura  più
  semplice possa semplificare la vita dell'IRSAP.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,  a   me   dispiace   contraddire
  l'Assessore.  La  storia  ci insegna che i revisori  nominati  sono
  quelli  di più difficile gestazione, anche perché ricordo  che  non
  solo   devono  essere  designati  dal  Presidente  della   Regione,
  dall'Assessore, poi devono andare in Commissione, devono  stare  30
  giorni per il parere, eccetera, eccetera, eccetera.
   Allora  vorrei, proprio perché è una questione politica - è  stato
  onesto  l'assessore a dichiararlo -dico che la strada  maestra  sia
  quella di consentire a tutti i professionisti iscritti all'albo dei
  revisori,  così come prevede la legge, di partecipare ad un  avviso
  dove l'amministrazione con atto pubblico sorteggia 3 revisori.  Che
  c'è  di  così  anomalo   Anche perché e chiudo,  vorrei  ricordare,
  Presidente  dell'Assemblea e Assessore per l'economia  e  Assessore
  per  le  attività  produttive, che in molti enti abbiamo  nominato,
  addirittura, i collegi straordinari confermando i precedenti perché
  il Governo non ha proceduto alla nomina dei revisori.
   Quindi, la storiella della nomina come efficienza non regge  E  lo
  dico  non solo per questo Governo. Nella scorsa legislatura abbiamo
  tenuto  enti,  per anni, senza il Collegio dei revisori  perché  la
  politica non aveva

                     (Intervento fuori microfono)

   CRACOLICI. Eh?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, faccia il  suo  intervento  per
  favore.

   CRACOLICI. Mi ha provocato

   PRESIDENTE. Peggio per lei che si fa provocare

   CRACOLICI. Chiedo un giurì d'onore.

   PRESIDENTE. Peggio per lei che si fa provocare  Vada avanti.

   CRACOLICI.  Io  non  ho  neanche risposto. In  altri  tempi  avrei
  reagito in mala maniera.

   PRESIDENTE. Continui il suo intervento.

   CRACOLICI.  Allora, credo che la disposizione prevista  in  questa
  norma, come dire, confligga con ormai il principio amministrativo e
  giuridico  che  sta  regolando Tra l'altro è chiesto  dagli  stessi
  ordini dei revisori, cioè proprio per non mettersi al servizio  del
  soggetto  che  li nomina, di volta in volta, ognuno vuole  fare  il
  professionista rispondendo ai criteri dell'iscrizione  al  registro
  dei  revisori  e non a colui che ti nomina, perché il revisore  non
  può  essere  di  nomina politica, dev'essere uno che risponde  alla
  propria etica professionale. Attenzione a non confondere le cose
   Assessore,  le  chiedo  io di modificare lei  questa  norma  e  di
  consentire,  con  atto pubblico, di procedere alla  nomina  di  tre
  revisori  facendo un avviso e poi, come dire, con la procedura  del
  sorteggio,  così come avviene per i comuni, così come  avviene  per
  tanti enti dove quest'attività è, ormai, prassi.

   PRESIDENTE Questa è la norma attuale. Cioè, deve restare la  norma
  com'è.  Comunque,  Assessore, che vuole fare?  Lo  cambiamo  oppure
  vogliamo accantonare anche questo e poi lo vediamo dopo e, intanto,
  votiamo il resto?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Voglio?

   PRESIDENTE. Abbiamo soltanto, per adesso, l'articolo 5  che  è  un
  attimo  accantonato. Se qua ci sono pure dei problemi, accantoniamo
  pure questo e votiamo il resto?

        TURANO,  assessore  per le attività produttive.   Presidente,
  ripeto, se lei ritiene di accantonarlo, va bene.

   PRESIDENTE.  Sì,  perché siccome quello che  dicono  loro  non  mi
  sembra sbagliatissimo devo dire.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente, facciamo
  prima.  Accorciamo.  Il  Governo si  rimette  all'Aula.  Se  volete
  mantenere l'attuale situazione, votiamo

   PRESIDENTE. Sinceramente, dico la mia, non significa niente ma, io
  fossi in lei lo

                     (Intervento fuori microfono)

   TURANO, assessore per le attività produttive. L'attuale situazione
  prevede il Collegio estratto con la procedura che ho indicato. E la
  procedura è lunga e farraginosa.

                     (Intervento fuori microfono)

   TURANO, assessore per le attività produttive. Estratto a sorte.

   PRESIDENTE. Assessore Turano, sopprimiamo l'articolo.  Se  poi  si
  dovesse trovare una soluzione, nel tempo lo vediamo.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Va bene.  Perfetto.
  Il Governo, Presidente

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.1, degli onorevoli
  Foti ed altri.

   TURANO,   assessore  per  le  attività  produttive.   Col   parere
  favorevole del Governo.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 11 è soppresso.
   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                             «Articolo 12
         Modifiche all'articolo 15  Programma triennale degli
                          interventi e delle
                      attività  della l.r. 8/2012

   1. All'articolo 15 della legge regionale 12 gennaio 2012 n. 8 sono
  apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma 6, quarto periodo, dopo le parole: "ove  ritenga  di
  accoglierle, " sono soppresse le parole "acquisendo a tal  fine  il
  parere vincolante della Consulta";

   b) al comma 6, l'ultimo periodo è soppresso;

   c)  al comma 9, dopo l'ultimo periodo, è aggiunto il seguente: "In
  tali  aree,  fino all'approvazione definitiva dei piani  regolatori
  d'area  di cui al presente articolo, in deroga alle previsioni  dei
  piani    regolatori    vigenti,    possono    essere    autorizzati
  indifferentemente insediamenti di tipo industriale o artigianale  o
  di  servizio  nel rispetto degli indici di zona dei vigenti  piani.
  Sulle  suddette aree trovano applicazione le procedure  di  cui  al
  comma  5  e  seguenti, dell'articolo 57 della  legge  regionale  23
  dicembre  2000, n. 32 che si intendono estese anche  agli  immobili
  che insistono sulle aree da espropriare".».

   Comunico   che  è  stato  presentato  l'emendamento  12.1,   degli
  onorevoli Calderone e Savona.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Però risulterebbe inammissibile  agli
  Uffici.

   CALDERONE. Signor Presidente, non c'è problema. Lo ritiro prima.

   PRESIDENTE. Benissimo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  all'articolo
  12,  oggi  in Aula, abbiamo presentato un soppressivo alla  lettera
  c).   Assessore,  le  spieghiamo  perché.  Non  ci   convince,   in
  particolare al quarto rigo

   PRESIDENTE.  Onorevole  Barbagallo,  qua  non  risulta  presentato
  niente. Ah, è presentato ma fuori i termini. Vediamo di che cosa si
  tratta, per carità.

   BARBAGALLO.   E'  soppressivo.  Spiego  perché  voteremmo   contro
  l'articolo.

   PRESIDENTE.  Non è il fuori termine che determina la  bontà  delle
  leggi.

   BARBAGALLO.  Noi riteniamo inconducente la dicitura  servizio'  al
  quarto  rigo  della  lettera c). Perché?  E'  assolutamente  logico
  inserire  insediamenti di tipo industriale o artigianale, anche  ai
  sensi  della vigente legislazione urbanistica. L'indicazione di  un
  servizio   all'interno  dell'area  industriale  -   che   ci   sono
  generalmente servizi religiosi, sanitari, scolastici

          (Intervento fuori microfono dell'assessore Turano)

   BARBAGALLO.  Eh, appunto. E, quindi, voglio dire la  necessità  di
  inserire i servizi che non sono afferenti

   TURANO,  assessore per le attività produttive. I  servizi  possono
  essere solo a servizio dell'area industriale o artigianale.

   BARBAGALLO. Non solo, Assessore.

   PRESIDENTE. Diamo un attimo la parola, perché se è d'accordo
   Assessore, prego, sentiamo un attimo se è d'accordo.

   TURANO,  assessore  per  le  attività produttive.  Prego,  spieghi
  meglio cosa vuole dire.

   BARBAGALLO. Non solo ma, l'indicazione del servizio è  ancora  più
  inconducente alla luce della normativa che lei ritiene di applicare
  che  è  l'articolo  57 della L. 32 del 2000 che è proprio  riferita
  esplicitamente  all'immodificabilità dei suoli, cioè  lei  utilizza
  una procedura per l'immodificabilità dei suoli che pretende poi  di
  modificare  e  di  inserire  il  servizio  in  ordine   alle   aree
  industriali. Insomma è veramente una previsione astrusa.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Non c'è problema,  è
  un mero refuso, quindi  o di servizio  è da intendersi cassata.

   PRESIDENTE. Presentiamo l'emendamento alla lettera c): è soppressa
  la  parola   o di servizio'. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 12. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                             «Articolo 13
       Modifiche all'articolo 16  Assegnazione dei terreni e dei
   rustici. Oneri di urbanizzazione e costruzione  della l.r. 8/2012

   1. All'articolo 16 della legge regionale 12 gennaio 2012 n. 8 sono
  apportate le seguenti modifiche:
   a)  al comma 1 le parole  ogni tre mesi agli adempimenti di cui al
  presente  articolo, attraverso l'indizione di procedure ad evidenza
  pubblica   sono sostituite con le parole  , nel caso  di  effettiva
  disponibilità   di   terreni  o  rustici,  gli  uffici   periferici
  provvedono  ad  indire  apposita  procedura  ad  evidenza  pubblica
  secondo quanto previsto dal presente articolo. ;
   b)  al  comma  2  le  parole   di ogni  trimestre  o  formare  una
  graduatoria    approvata   con   delibera    del    consiglio    di
  amministrazione, di cui è data comunicazione agli interessati  sono
  sostituite dalle parole  dell'avviso pubblico di cui al comma I,  c
  predisporre  una  graduatoria  che,  approvata  con  delibera   del
  consiglia di amministrazione, è comunicata agli interessati ;
   c) al comma 9 periodo dopo la parola  acquirente  sono inserite le
  parole  e non alienare l'immobile e ;
   d)  al  comma 9 dopo la parola  inferiore  le parole  cinque anni,
  nonché  termini perentori per l'inizio e la fine dei  lavori  dello
  stabilimento; tali termini possono essere prorogati, una sola volta
  e per non più di diciotto mesi, con delibera motivata del Consiglio
  di  amministrazione, in caso di comprovata impossibilità  obiettiva
  dell'impresa  di  rispettarli  e  solo  allorquando  i  lavori   di
  costruzione dello stabilimento siano già iniziati.  Sono sostituite
  dalle  parole   tre anni dalla data di ultimazione  dei  lavori  di
  realizzazione  dello  stabilimento, nonché  termini  perentori  per
  l'inizio  e  la  fine dei lavori dello stabilimento;  tali  termini
  possono essere prorogati, per non più di diciotto mesi con delibera
  motivata  del  Consiglio di amministrazione, in caso di  comprovata
  impossibilità obiettiva dell'impresa di rispettarli. ;
   e)  alla  fine  del  comma 9 è aggiunto il seguente  periodo:   Il
  limite  triennale per i livelli occupazionali si applica,  altresì,
  ai  contratti di vendita da stipulare da parte dei Consorzi ASI. Ai
  medesimi contratti si applicano i regolamenti dell'IRSAP. .
   f)  all'inizio del comma 11 le parole da  Trascorsi  a  di cui  al
  comma 1  sono sostituite con le seguenti:  Trascorsi tre anni dalla
  data  di ultimazione dello stabilimento di cui al comma 9 l'impresa
  può mutare lo destinazione data all'insediamento; nelle ipotesi  di
  comprovati  ed  anomali  od imprevisti andamenti  del  mercato,  in
  relazione alla destinazione originariamente assegnata, su  motivata
  istanza  dell'impresa, l'Istituto, con delibera  del  consiglio  di
  amministrazione,  può  consentire il mutamento  della  destinazione
  data   con  l'istanza  di  cui  al  comma  1;  entro  dieci  giorni
  dall'adozione, l'atto deliberativo è trasmesso all'organo regionale
  di  vigilanza.  Trascorsi tre anni dalla data di  effettivo  inizio
  dell'attività  autorizzata, l'impresa può  mutare  la  destinazione
  data   all'insediamento  ovvero  trasferire  a   qualsiasi   titolo
  l'immobile ad altri soggetti, resta comunque l'obbligo per le nuove
  iniziative  di  rispettare il vincolo di destinazione  urbanistica;
  nelle ipotesi di comprovati ed anomali od imprevisti andamenti  del
  mercato,  in relazione alla destinazione originariamente assegnata,
  anche  antecedentemente ai tre anni dalla data di effettivo  inizio
  dell'attività   autorizzata,  su  motivata  istanza   dell'impresa,
  l'Istituto  con  delibera  del  consiglio  di  amministrazione  può
  consentire  il  mutamento della destinazione data  all'insediamento
  con l'istanza di cui al comma 1; ;
   g)  al comma 13 sono soppresse le parole  sono dovuti nella misura
  ridotta  del  cinquanta per cento rispetto a quanto previsto  nella
  restante parte del territorio comunale. I predetti oneri .».

   Comunico   che  è  stato  presentato  l'emendamento  13.2,   degli
  onorevoli Lupo ed altri, che così recita:
   «Al comma 1 è soppressa la lettera f)».
   Onorevole Zafarana, c'è un suo emendamento o aspettiamo?
   Il parere del Governo sull'emendamento 13.2?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione è contrario.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   ZAFARARA. Chiedo di parlare sull'emendamento 13.3.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA. Signor Presidente, nel merito dell'emendamento 13.3  che
  recita:  al  comma  1  lettera f) le parole   ovvero  trasferire  a
  qualsiasi titolo l'immobile ad altri soggetti  sono soppresse.  Che
  vuole dire? Nella lettura di questo testo chiaramente si tratta  di
  trasferimenti  di patrimonio immobiliare. Inserire  una  frase  che
  nelle varie redazioni

   PRESIDENTE. Cosa significa è chiarissimo, infatti.

   ZAFARANA.   Noi  abbiamo  avuto,  Presidente,  questo   testo   in
  Commissione  tante  volte  in  tante  formulazioni  come  lei   sa,
  chiaramente,  e la versione finale ha portato a questo  inserimento
  che, secondo me, è molto ampio e soprattutto rischioso perché nella
  sua ampiezza potrebbe aprire a possibili compravendite, a possibili
  trasferimenti,  questo  a  qualsiasi  titolo,  sotto   un   profilo
  strettamente  di  cautela,  poiché  appunto  non  esistente   nella
  versione iniziale potremmo approfondirla.
   Io  colgo  però  l'occasione, Presidente, per dire anche  un'altra
  cosa.  Come  ci siamo comportati sul tema dei comuni devo  dire  la
  verità  non mi ha lasciato per niente soddisfatta perché lo abbiamo
  affrontato in Commissione, i comuni continuano a rimanere in quelle
  realtà  e  per  quanto  riguarda i nuovi insediamenti  ci  sarà  il
  comportamento  previsto dall'attuale norma che stiamo  facendo,  ma
  per  l'esistente la situazione è quella che ho detto prima; c'è una
  insufficienza  economica da parte dei comuni a potere  sostenere  i
  costi  di  manutenzione, ordinaria e straordinaria,  e  il  tema  è
  rimasto e io lo vorrei rappresentare all'Aula con tutta la sua

   PRESIDENTE.  Onorevole  Zafarana, non  ci  faccia  confondere.  E'
  quello accantonato. Ne parliamo dopo.

   ZAFARANA. Non lo abbiamo accantonato. Lo abbiamo votato.

   PRESIDENTE. Di quale parliamo? L'articolo 5 è accantonato.

   ZAFARANA. Abbiamo accantonato l'articolo 5? Però l'articolo 1  non
  lo abbiamo votato.

   PRESIDENTE. L'articolo 1 è stato cancellato.

   ZAFARANA. Un attimo soltanto. Se possiamo avere un approfondimento
  anche con gli Uffici.

   PRESIDENTE. L'articolo 1 è stato abrogato, è stato soppresso.  Non
  c'è più.

   ZAFARANA.   La   norma  relativa  ai  comuni  com'è   uscita?   Al
  trasferimento delle aree.

   PRESIDENTE. E' accantonato. L'articolo 5 è accantonato.

   ZAFARANA. Benissimo. Mi fa piacere che sia accantonato,  a  questo
  punto, perché volevo farmi promotrice di una possibilità

   PRESIDENTE.  Ho capito, ma ne parliamo dopo quando  ci  arriviamo,
  altrimenti ci confondiamo.

   ZAFARANA.  Le volevo chiedere, appena possibile, all'articolo  13,
  un  attimo  di  sospensione  per  potere  valutare  un  margine  di
  intervento per i comuni a cui dobbiamo dare risposte.

   PRESIDENTE. Dobbiamo sentire il Governo. Prego, assessore Turano.

   TURANO,  assessore  per le attività produttive.  Posso  rispondere
  all'onorevole Barbagallo, prima?

   PRESIDENTE. No, deve rispondere sull'argomento Zafarana.

   TURANO,   assessore   per  le  attività  produttive.   Presidente,
  l'emendamento  dell'onorevole Zafarana va in  senso  diametralmente
  opposto allo spirito del Governo. Noi stiamo scrivendo che gli atti
  di  vendita dei terreni e dei rustici il cui prezzo non può  essere
  comunque inferiore ai costi effettivamente sostenuti dall'IRSAP per
  l'esproprio  dell'area  e  l'eventuale  realizzazione  del  rustico
  prevedono  l'impegno dell'impresa acquirente a non alienare  perché
  per ora la legge funziona così, che per cinque anni si può chiedere
  un  rustico o un terreno, può costruire un rustico e ha cinque anni
  di  tempo,  un  tempo onestamente molto lungo, che  si  può  ancora
  allungare  con  le proroghe. Finiti i cinque anni  la  persona  non
  prova  neppure  ad  avviare l'impresa e immediatamente  rivende  il
  sito.
   Noi  stiamo  accorciando i tempi a tre anni dicendo che  l'impresa
  che  ha  ottenuto ad un prezzo di vantaggio quel sito per tre  anni
  non  lo deve dismettere, se c'è un problema può avere diciotto mesi
  di proroga, dopo i tre anni invece può dismetterlo a condizione che
  l'acquirente  mantenga  la destinazione industriale  o  artigianale
  qualunque essa sia.
    Cioè stiamo provando a dire

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Zafarana)

   TURANO,  assessore per le attività produttive.   Così  è  scritto,
  onorevole  Zafarana,  in  maniera  specifica  al  comma  9,  queste
  modifiche intervengono sul comma 9 della legge originale che sì  ti
  restringe i tempi per permettere all'imprenditore se dopo tre  anni
  non  ha  avuto  fortuna di potere vendere, ma ti impone  di  aprire
  l'attività  per  un  triennio, ragione per la  quale  al  comma  1,
  lettera g) diamo pure parere contrario, invece, ripeto, con  onestà
  intellettuale, all'emendamento 13.4, se i colleghi chiedono che per
  le  aree  di crisi complessa si possa intervenire con un prezzo  di
  favore,  non  avrei  niente in contrario  nella  speranza  che  gli
  insediamenti di Gela, di Termini e, qualora lo volesse  riconoscere
  il Ministero, anche di Siracusa potessero diventare appetibili.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, intervengo sul nostro emendamento,
  il  13.2.  Noi  francamente, assessore Turano, non comprendiamo  le
  ragioni per cui durante

   PRESIDENTE. È stato già bocciato questo emendamento.

   BARBAGALLO.  Non sento niente, Presidente, una cosa è  certa,  con
  questi microfoni l'audio non è migliorato.

   PRESIDENTE. L'emendamento 13.2 è stato già bocciato.

   BARBAGALLO.  Il  tema  resta  però, Presidente,  perché  in  tutta
  l'evoluzione normativa

   PRESIDENTE. Ho capito, i temi restano, ma

   BARBAGALLO. Mi riservo di votare contro l'articolo.

   PRESIDENTE.  Noi più che proporlo in Aula e provare  a  bocciarlo
  Voglio dire, è stato bocciato.

   BARBAGALLO.  Sì, ci riserviamo di votare contro l'articolo,  anche
  perché prima non sono riuscito ad intervenire.
   In  tutta l'evoluzione normativa nessuno mai in quest'Aula,  dagli
  anni  2000,  2010,  2015  perché questo  testo  ha  subito  corpose
  modifiche, ha pensato di incidere sulla modifica della destinazione
  d'uso degli immobili. È singolare pensare che dopo pochi anni dalla
  realizzazione  dell'immobile  dobbiamo  cambiare  la   destinazione
  d'uso,  cioè  un insediamento che ha caratteristiche artigianali  e
  industriali dopo pochi anni lo modifichiamo per fare una pizzeria.

                     (Intervento fuori microfono)

   BARBAGALLO. C'è scritto questo qua, oppure una Casa di cura

   PRESIDENTE.  Chiedo scusa, assessore Turano, se  quando  lei  deve
  intervenire me lo chiede, io le faccio avere la parola.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, vorrei che l'Assessore avesse  anche
  cognizione,  diciamo, del fatto che così come in questo  momento  i
  parlamentari  leggendo le norme le interpretano in un  certo  modo,
  deve  interrogarsi come questa legge poi effettivamente sarà letta,
  interpretata  ed  applicata  da parte  degli  organi  che  dovranno
  gestirla.
   Assessore,  lei  sta  scrivendo  in  una  norma  che  nelle   aree
  industriali  o  artigianali - le ricordo che abbiamo cancellato  un
  secondo  fa   o  servizi , giusto -, è consentita  la  variante  di
  destinazione   d'uso.  La  destinazione  d'uso   è   una   variante
  urbanistica, poi dice:  No, non puoi fare la variante urbanistica ,
  quindi o è artigianale o industriale, perché altre variante non  ce
  ne possono essere.
   Assessore,  dovete scrivere meglio le norme, perché poi  le  norme
  c'è  qualcuno  che  le  deve applicare interpretandole.  Qui  state
  prevedendo una variante di destinazione d'uso per poi dire che  non
  si possono fare delle

                     (Intervento fuori microfono)

   CRACOLICI. Legga la lettera f), quarto rigo a seguire, da un  lato
  dite  che  si possono fare le varianti poi dite che non si  possono
  fare.  Io credo che se stabiliamo che sono aree industriali e  aree
  artigianali

   PRESIDENTE.  Credo  che se l'Assessore decide di  accantonarlo  un
  momento   No  Assessore   Così poi lo  rivediamo  con  calma  e  lo
  ripresentiamo, perché credo che qualche dubbio ci sia.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  nessuna difficoltà ad accantonare ma voglio essere chiaro.

   PRESIDENTE.  Ma  tanto,  Assessore, se lo accantoniamo  sempre  in
  giornata è, perché ormai stiamo finendo. Per cui accantoniamolo  un
  attimo,  andiamo avanti così poi ci fermiamo dieci minuti,  vediamo
  queste cose e poi...

   TURANO,  assessore  per  le  attività produttive.  Presidente,  mi
  conforta,  glielo avevo chiesto la scorsa settimana. Sono  contento
  che ci vediamo dieci minuti così capiamo meglio.

   PRESIDENTE. Se possiamo lo facciamo sicuramente entro oggi.
   Allora, accantoniamo un attimo l'articolo 13.
   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                             «Articolo 14
            Modifiche all'articolo 18 bis della l.r. 8/2012

   1. All'articolo l8 bis della legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8
  sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma  1  le  parole pari al cinque sono sostituite  dalle
  parole pari al quindici e le parole al sette sono sostituite  dalle
  parole al quindici;

   b) dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

   1  bis.  Le attività immobiliari di cui all'articolo 16, comma  14
  sono  ammesse sia per nuove costruzioni sia per edifici  esistenti.
  L'organo   di  vigilanza  regionale  è  informato  delle   attività
  autorizzate ai sensi del presente comma. In ogni caso all'IRSAP non
  è  concesso  alienare  aree ed immobili  a  soggetti  che  svolgono
  attività immobiliare, ad eccezione delle operazioni di vendita  con
  patto di locazione (lease-back) e similari. .

   Comunico   che  è  stato  presentato  l'emendamento  14.1,   degli
  onorevoli Lentini ed altri. C'è un invito al ritiro perché  risulta
  inammissibile.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.    Signor    Presidente,   no,   no,   assolutamente    è
  ammissibilissimo.

   PRESIDENTE. Se lo dice lei.

   LENTINI. Lo voglio spiegare.

   PRESIDENTE. Lei intanto intervenga, sono assolutamente  favorevole
  al suo intervento.

   LENTINI.  E'  ammissibilissimo, poi mi  spiegherà  l'Assessore  la
  motivazione.  Le  cose sono due, Presidente, lei che  va  spesso  a
  Cefalù, ha un'abitazione

   PRESIDENTE. Ci vivo.

   LENTINI.  Quando ritorna in autostrada verso Palermo, la invito  a
  guardare sempre dritto e non a guardare a destra dove c'è  la  zona
  industriale di Termini Imerese, perché si vergognerebbe dopo  20-30
  anni che ci sono ancora aree abbandonate.
   Ora  le  cose  sono  due:  siccome l'IRSAP non  naviga  certamente
  nell'oro,  vorrei capire da dove devono rientrare questi quattrini?
  Che  cosa  chiedo  con  il mio emendamento,  aggiungo  all'articolo
  l'1ter per dire che il quindici per cento, c'è qualche collega  che
  addirittura  parlava  del trenta, ma io le  dico  il  quindici,  di
  rispettare  la legge n. 29 del 1995 perché prima era  così  era  al
  dieci,  se noi questo quindici per cento delle aree lo destinassimo
  sicuramente alle attività commerciali, sia per quelle nuove che per
  quelle vecchie, ma solo il quindici per cento, considerata l'intera
  area  che  sarebbe  niente, Presidente, avremmo  sicuramente  degli
  introiti  che permetterebbero a questa benedetta Regione  siciliana
  che in ogni bilancio, in ogni finanziaria deve sborsare soldini per
  questo  istituto  ed  è impossibile. Quindi,  non  vedo  quale  sia
  l'improponibilità dell'emendamento, qui parliamo di un  introito  a
  favore  della  Regione  siciliana, in questo  caso  dell'IRSAP.  E'
  impensabile  fare  questo  Quindi se prego  e  più  volte  mi  sono
  dibattuto  ma attraverso altri colleghi - ricordo l'onorevole  Foti
  che in III Commissione condivideva anche questo - ma è un introito,
  è al contrario...

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lentini, chiedo scusa,  il  testo  prevede
  esattamente questo, cioè il testo dice  Al comma 1 le parole pari a
  cinque sono sostituite dalle parole pari a quindici

   LENTINI. L'ultimo deve leggere, l'1 ter.

   PRESIDENTE.  Con  riferimento  all'1ter   l'articolo  30   è   una
  disposizione transitoria applicabile nelle more della riforma  ASI,
  pertanto  l'emendamento confligge con la capacità di programmazione
  dell'IRSAP . Questo è il motivo per cui non è

   LENTINI.  Signor Presidente, l'1ter ripristina la  possibilità  di
  mettere le attività commerciali, perché con il 18 ter

   PRESIDENTE.  Onorevole Lentini, siamo d'accordo  sul  concetto  ma
  l'articolo 30 non esiste più, cioè non ci sono più le ASI e per cui
  noi dobbiamo e non possiamo fare...

   LENTINI. Signor Presidente, non è così. Lo sto portanto

   PRESIDENTE. Noi possiamo ragionare sull'emendamento 14.3,  che  al
  limite...
   Dice più o meno le stesse cose l'emendamento 14.3?

   LENTINI. No, parla del 30 per cento.

   PRESIDENTE. Addirittura, lo aumenta

   LENTINI.  Io mi fermo al 15 per cento perché c'è uno studio  fatto
  ad hoc.

   PRESIDENTE. Benissimo, allora deve fare un subemendamento.
   Scusi,  se lei fa un subemendamento all'emendamento 14.3 e prevede
  il  15  invece  che  il  30  per noi  va  bene.  E'  quello  che  è
  inammissibile perché fa riferimento ad un qualcosa che non c'è più,
  ha capito? Soltanto questo, non stiamo ragionando nel merito.

   LENTINI. Quindi, devo fare un subemendamento per riportarlo a  15?
  Ma che c'entra?

   PRESIDENTE.  Può  avvicinare un attimo, che  così  parla  con  gli
  Uffici e le spiegano tutto. Onorevole Lentini, non è nel merito  il
  problema.  Non è nel merito. Questo lo dobbiamo ritirare  perché  è
  inammissibile perché fa riferimento ad un articolo 30  di  qualcosa
  che non c'è più.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, il problema che evidenzia l'onorevole  Lentini,
  per il quale fin da subito dico che sono assolutamente contrario, è
  un  problema  di  merito. Noi abbiamo frazionato il  15  per  cento
  dell'investimento    del   singolo   capannone    per    permettere
  all'industriale o all'artigiano che produce di vendere prodotti che
  lui realizza o i prodotti connessi all'attività di produzione.
   L'onorevole   Lentini,  invece,  vuole  fare  il  15   per   cento
  dell'intera area ASI per fare centri commerciali. Il che  significa
  che  prima  non  sono  stati  pagati gli oneri  di  urbanizzazione,
  successivamente  si  è comprato ad un prezzo di  comodo  e  poi  il
  valore cresce in maniera esponenziale.
   Quindi,   capisco   quello   che  c'è   scritto   nell'emendamento
  dell'onorevole  Lentini  e  dico che  il  Governo  è  assolutamente
  contrario.

   PRESIDENTE.  Siccome il problema è dal punto di vista concettuale,
  il  Governo, ovviamente, sta dando parere contrario. Ma di fatto il
  concetto   è   lo  stesso  dell'emendamento  14.3  che  addirittura
  porterebbe al 30 per cento. E' contrario pure a quello.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  infatti anticipo fin da subito che il parere del Governo sul 14.3 è
  contrario.

   PRESIDENTE. Benissimo, perfetto.

   TURANO,  assessore per le attività produttive.  La  posizione  del
  Governo è atteso che le ASI prevalentemente coincidono con  le  Zes
  ed  atteso  che  le  Zes escludono il commercio  dei  benefici,  la
  volontà   del   Governo  è  di  insediare  imprese  artigianali   o
  industriali.

   PRESIDENTE. E mi sembra molto corretto, nel senso che non possiamo
  rischiare  che  all'interno delle ASI il 15 o il 30 per  cento  sia
  utilizzato per fare qualcosa di diverso rispetto al motivo per  cui
  le  ASI vengono fatte, cioè se c'è da utilizzare per le aziende ASI
  una loro parte per fare commercio dei loro prodotti è un conto,  ma
  se  trasformiamo  il 30 per cento delle ASI in zone  commerciali  è
  chiaro che salta tutto, è un'altra cosa, onorevole Lentini.
   Quindi,  lo  dico  sia  all'onorevole  Lentini  che  all'onorevole
  Tamajo. Capisco perfettamente qual è la posizione del Governo  anzi
  mi pare assolutamente corretta.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  spiegato  non
  una  volta,  cento volte  Ho spiegato all'assessore Turano  che  la
  legge - io per questo ho citato quella legge -, quella legge la  n.
  29/1995 prevedeva che il 10 per cento delle aree erano destinate ad
  attività commerciali.
   Questo  15  per cento non è che è un'invenzione perché  si  dà  la
  possibilità  a  chi  dentro l'area svolge attività  industriale  e,
  quindi,  una  parte viene destinata ad attività commerciale,  anche
  considerato  il  fatto  che ci sono diversissime  aree  all'interno
  dell'Irsap, ma non solo nella provincia di Palermo, ho parlato  con
  i colleghi anche della provincia di Catania, Siracusa...

   PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Lentini. Cerchiamo  di  capire
  bene, anche l'onorevole Turano.
   L'onorevole  Lentini dice che quello che faceva parte della  norma
  transitoria cioè che in attesa della riforma aveva destinato un  10
  per  cento, ma sempre per quello che diceva l'onorevole Turano, per
  la  commercializzazione dei propri prodotti di ogni singolo, quello
  per attività commerciali a prescindere

   LENTINI. Dell'intera area, praticamente, Presidente, lasciando  il
  90 per cento ad attività industriale.

   PRESIDENTE.  Però  devo dire che questa è la cosa  che  mi  lascia
  molto  perplesso,  perché non possiamo consentire  che  nelle  aree
  industriali vada un supermercato, un ipermercato.

   LENTINI. Presidente, non è una questione di supermercati.  Qui  il
  problema  è  utilizzare  delle aree che sono  morte   Non  ci  sono
  industrie, non c'è niente  Da trent'anni sono morte
   Diamo possibilità finalmente a questo ente di autofinanziarsi.
   Le  ricordo una cosa, Presidente, che le attività commerciali sono
  quelle che pagano le tasse al 100 per cento, considerando il  fatto
  che gli altri non pagano niente, zero

   PRESIDENTE. Il mio problema qual è?
   Se  l'area  industriale ha un terreno che costa  10  e  che  viene
  comprato  per  fare attività industriale, poi una parte  di  questo
  terreno viene utilizzato, non per attività industriale, ma per fare
  un'attività  con lucro molto maggiore, allora non può  costare  10
  Quindi, o diventano aree commerciali con prezzo diverso, con regole
  diverse.
   Ma  se noi utilizziamo quella che è l'attività industriale per poi
  fare  un'attività  che invece industriale non è ed  è  commerciale,
  credo che alle stesse condizioni con cui viene venduto un terreno a
  un'industria è leggermente diversa la cosa.
   È iscritta a parlare l'onorevole Foti, ne ha facoltà.

   FOTI.  Intorno  a questo articolo un breve inciso  sulla  vicenda,
  sugli   emendamenti,  e  poi  questo  emendamento  14.3.1  perorato
  dall'onorevole Lentini.
   Personalmente ritengo che la desertificazione delle città,  da  un
  punto  di  vista  del  commercio, dovuta alla presenza  dei  centri
  commerciali, dovuta all'utilizzo di Amazon e quant'altro, nei  modi
  e  nello stile del consumo dei cittadini, ci deve fare sbarrare gli
  occhi in maniera serrata su questo argomento.
   Aumentare  le  superfici di vendita commerciali lo ritenevo  e  lo
  ritegno  un errore, fermo restando che gli spacci commerciali,  una
  piccola zona dove riservare una vendita diretta ci può stare.
   Se   noi  le  zone  industriali  cominciamo  a  congestionarle  di
  automobili  come  fossero zone commerciali,  non  faremmo  un  buon
  servizio.
   Se  diciamo che le zone industriali sono morte, dobbiamo farci una
  domanda.  Come  fare ripartire l'industria, non come convertire  in
  zona commerciale le zone industriali. Chiuso questo inciso.
   Volevo   illustrare  l'emendamento  14.2,  perché  è  parzialmente
  soppressivo   dell'articolo  e  anche  dell'emendamento   a   firma
  dell'onorevole  Lentini che, a questo punto - non ho  capito  -  se
  sarà messo in discussione.
   Presidente,  voglio cominciare da qualche anno fa. Il 19  novembre
  2018  facevo  parte  di  un  altro  Gruppo  parlamentare.  L'allora
  Presidente  del  Gruppo  presentò  un  disegno  di  legge  che  era
   Disposizioni  di  liquidazione  dell'IRSAP  e  disposizioni  sulle
  liquidazioni delle ASI .
   Nasce spontanea la domanda, a cosa serve l'IRSAP?
   E  me  lo  richiedo ancora con più forza, dato  che  nel  testo  è
  entrato   questo  1  bis.  Il  comma  1  bis,  di  cui  chiedo   la
  soppressione,  e  chiedo l'attenzione di tutti i  colleghi,  va  ad
  argomentare sull'articolo 16, comma 14.
   Se  abbiamo  la  bontà  di  andare a  vedere  il  libretto  con  i
  riferimenti normativi che ci sono stati favoriti dagli  Uffici,  al
  comma 14 si dice  nel caso di insediamenti realizzati da imprese di
  costruzione  e/o immobiliari che abbiano lo scopo  di  rivendere  o
  dare  in locazione i lotti anche edificati da altre imprese  nonché
  quelli destinati all'esercizio di attività di commercio, gli  oneri
  vanno all'IRSAP  - e qui va bene.
   Diciamo   che   per  questo  tipo  di  attività   del   comma   14
  dell'articolo 16 della legge n. 8 del 2012, sono ammesse per  nuove
  costruzioni  sia  di  edifici  esistenti,  l'organo  di   vigilanza
  regionale  è  trasformato nelle attività autorizzate ai  sensi  del
  presente comma, in ogni caso all'IRSAP non è concesso alienare aree
  e immobili a soggetti che svolgono attività immobiliare e compagnia
  discorrendo.
   Ora,  Presidente, ma l'IRSAP cosa dovrebbe fare allora se non  gli
  è  permesso concedere le aree a disposizione per costruire  e  fare
  attività  immobiliare, Assessore lei in Commissione ha avuto  tutto
  il  tempo  di parlare, mi lasci il mio senza agitarsi,  perché  c'è
  tutto  il  tempo di discutere, e semmai di accantonare  l'articolo,
  perché  l'attività immobiliare se noi in questo modo la  destiniamo
  anche  a  soggetti terzi, arrivati a questo punto,  Presidente,  mi
  chiedo  a  che cosa serve l'IRSAP, basterebbe che l'IRSAP decidesse
  di  affidare tutte le aree da costruire e vendere a soggetti che si
  occupano praticamente di leasing per derogare qualsiasi cosa.
   E  allora  chiudiamolo  questo  IRSAP,  perché  non  incassa,  non
  gestisce,  non da promozione all'attività industriale,  tant'è  che
  prima  l'onorevole  Lentini si disperava, e qui  stiamo  dando  una
  possibilità  di cedere a soggetti terzi che potrebbero poi  cercare
  nuovi  acquirenti, non lo sappiamo, ma fare sicuramente lottizzare,
  cedere  con attività immobiliari, e arrivati a questo punto l'IRSAP
  stessa  non avrebbe più senso, quindi io Presidente sono  d'accordo
  con  la  prima  parte  del  comma che l'Assessore  ha  sistemato  e
  proposto  per la Commissione, ma su questo 1 bis, francamente,  non
  posso che essere contraria.

   PRESIDENTE.  Grazie. Allora, scusi Assessore,  prima  di  dare  la
  parola  agli  altri  che  l'hanno  chiesta  Zafarana,  Cracolici  e
  Savarino,  io  vorrei  capire  una  cosa,  noi  abbiamo  avuto  per
  trent'anni  una  norma  transitoria che ha dato  la  possibilità  a
  imprese commerciali slegate dall'attività industriale che si faceva
  all'Asi,  di  potere per una misura pari al dieci percento,  quindi
  non  ho  capito  qual  è quella dell'Asi di potere  andare  a  fare
  attività commerciale.
   Ora,  io  sono  convinto che questa è una  cosa  assurda,  e  sono
  d'accordo  con lei, ma oggi di queste attività che ne facciamo,  le
  bruciamo. Io l'unica cosa che posso capire è certamente che è stato
  sbagliato,  se  mi  posso  permettere,  trent'anni  fa  fare  norma
  transitoria  il  fatto che si potesse fare attività commerciale  là
  dove  c'è  un terreno che costa dieci perché è industriale,  perché
  sicuramente  c'è  qualcosa che non va. Però è  stato  fatto  questo
  errore trent'anni fa, oggi quelli che ce l'hanno , e allora io dico
  che  se  noi  garantiamo  a  quelli che  ci  sono  di  restare,  ma
  certamente  non  aumentare  il terreno dove  possono  farne  altre,
  allora  questo  lo posso capire, però quando lei dice nell'articolo
  14  non è più prevista la possibilità che questi rimangano li o no,
  mi faccia capire bene scusate, vorrei capire io personalmente prima
  di potere decidere che cosa fare, prego.

   TURANO,  assessore  per  le  attività produttive.  Presidente,  se
  vuole aggiungo una serie di particolari che fanno capire quello che
  è  successo  in  Sicilia in virtù di quella norma  transitoria,  al
  netto  dell'investimento  fatto dalla  Regione  per  espropriare  i
  terreni  o per espropriare una parte di terreni, perché all'interno
  delle ASI ci sono ancora proprietà private.
   Ora    risponderò   anche   all'onorevole   Foti,   e   al   netto
  dell'investimento   dicevo   fatto   dall'ASI   delle   opere    di
  urbanizzazione realizzate e del prezzo politico di assegnazione del
  terreno  all'imprenditore,  e  del fatto  che  l'imprenditore,  per
  realizzare  un  capannone  industriale  non  ha  pagato  gli  oneri
  urbanistici,  al  netto di tutti questi vantaggi,  nel  1995  si  è
  pensato  di  fare un'operazione, che io non ho dubbi a classificare
   indicibile , una vergogna assoluta. Cosa si è scritto nella norma?
  Che  il 10% dell'ASI aveva destinazione commerciale. Il legislatore
  immagino  volesse  intendere  che  era  il  10%  di  ogni   singolo
  appezzamento, cioè permettere all'industriale di potere vendere,  o
  di  potere  anche commercializzare i prodotti affini  alla  propria
  catena,  invece  è  successo il contrario: che alla  sera  è  stata
  approvata  la  legge,  e  la  mattina un  imprenditore  di  un  ASI
  qualunque,  che non intendo citare, ha presentato l'istanza,  e  il
  suo  capannone di diecimila metri quadrati è diventato dalla  notte
  al  giorno  commerciale,  passando  da  un  valore  di  un  euro  e
  cinquanta,  al  valore di cinquecento euro al metro  quadrato.  Non
  solo, uno per ASI, uno per ASI, anche in provincia di Trapani.
   Su questa norma transitoria è intervenuto l'Ufficio legislativo  e
  legale  della Regione, dicendo:  poiché è nata l'IRSAP, e la  norma
  era  transitoria,  di  fatto  è implicitamente  abrogata .  Io  sto
  scrivendo  che  è definitivamente abrogata, così dubbi  non  ce  ne
  sono, e non ci sarà spazio per me - per quello che mi riguarda, poi
  l'Aula  è  sovrana  -  di  aprire varchi per  trasformare  le  aree
  industriali   in   aree  commerciali.  Aggiungo  che   il   singolo
  insediamento può avere una porzione commerciale per vendere, perché
  serve all'impresa che lavora tutto il giorno lì.
   Detto  questo,  Presidente, voglio essere  ancora  più  chiaro.  I
  centri commerciali che sono all'interno delle IRSAP rimangono, sono
  in virtù di un titolo, nessuno li può toccare, ma certamente non si
  può  permettere di fare altre operazioni di questo tipo. Quindi  il
  parere  del  Governo  è  chiaro, è contrario all'emendamento  14.1;
  contrario   all'emendamento  14.3,  perché   innalza   in   maniera
  esponenziale l'area, di fatto trasformando l'interesse commerciale,
  che  diventa prevalente rispetto all'interesse industriale; e sulla
  lettera  b),  che  l'onorevole  Foti  ha  indicato,  il  Governo  è
  contrario, perché dobbiamo sapere qual è la storia dell'ASI.
   Immaginiamo questa sala come un'area ASI: metà espropriata, e metà
  mantenuta  dai  privati.  I  privati,  che  mantengono  l'area  con
  destinazione industriale, all'interno della loro area devono potere
  fare attività immobiliare, perché è loro l'area, il terreno è loro,
  è individuato con un atto del Piano regolatore di venti, trent'anni
  fa,  e  non  è stato mai espropriato. Di contro, con la lettera  b)
  diciamo  che è l'ASI invece che non si può prestare a fare attività
  immobiliari,   nel  senso  che  deve  mantenere   la   destinazione
  industriale   o  artigianale,  come  ho  spiegato  nell'emendamento
  precedente,  per tre anni, purché l'attività si avvii per  davvero,
  quindi   dopo   tre  anni  dall'avvio  dell'attività,   perché   un
  imprenditore  che ha dei benefici ci deve scommettere per  davvero,
  quindi  va  in senso diametralmente opposto. Con l'ultimo capoverso
  abbiamo  scritto  che  non si considerano attività  immobiliari  le
  operazioni di leasing, perché l'imprenditore spesso non ha i  soldi
  per comprare l'immobile e fa un mutuo con la banca, o un leasing, e
  di  fatto è la banca proprietaria di quell'immobile fino all'ultimo
  pagamento,  quindi l'ASI non può subordinare l'inizio dell'attività
  e  i  benefici al pagamento dell'ultima rata, mi sembrano norme  di
  buon senso che garantiscono tutto questo.
   Detto  questo, per concludere, evidenzio che le ASI sono diventate
  di  fatto  ZES, e che all'interno delle ZES non vengono incentivate
  le  attività  commerciali, quindi sarebbe  una  follia  pensare  di
  realizzare     prevalentemente    attività     commerciali,     che
  significherebbe non invogliare le persone ad investire per attività
  industriali e artigianali.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   PRESIDENTE.  Colleghi, si erano iscritti a parlare  gli  onorevoli
  Savarino, Zafarina, Cracolici e Lupo.
   Prego, onorevole Savarino.

   SAVARINO. Io volevo solo sottolineare che questa normativa portata
  oggi  in  Aula dall'assessore Turano serve ad aiutare  un  processo
  avviato  già nella scorsa legislatura, ma assolutamente  completato
  adesso,  di  istituzione delle ZES in moltissime aree  industriali.
  L'istituzione delle ZES ha comportato un procedimento complesso che
  ha  coinvolto,  non  solo  gli enti locali,  non  solo  la  Regione
  Siciliana, ma pure il Governo nazionale.
   Se   dovessimo  snaturare  oggi,  dopo  che  è  stata  fatta   una
  perimetrazione delle aree, dopo che sono stati condivisi una  serie
  di  processi anche - ripeto - non solo con gli enti locali, ma  col
  Governo  nazionale,  se  dovessimo  snaturare  adesso  quelle  aree
  facendole  diventare  parzialmente  commerciali,  rischieremmo   di
  inficiare assolutamente un processo importante come quello di aiuti
  fiscali  che con le ZES diamo alle imprese già ricadenti in  quelle
  aree, e a quelle che andrebbero a nascere. Quindi, c'è da stare non
  attenti,  di più. Perché è vero che adesso in molte di queste  aree
  ci  sono  dei magazzini che sono sonnolenti, degli altri  che  sono
  abbandonati,  ma  è pure vero che l'idea del Governo  Musumeci,  in
  sinergia  con  le  altre forze e Istituzioni, è quella  che  queste
  diventino  zone  di  insediamento  industriale  con  fiscalità   di
  vantaggio. E, quindi, promozione di nuove assunzioni, di lavoro, di
  nuove imprese, di nuovo sviluppo.
   Quindi, stiamo attenti a non utilizzare uno status quo che è  vero
  di disastro in molte realtà, ma senza avere di mira l'obiettivo che
  il  Governo si è dato, e su cui già si è lavorato, che ha  ottenuto
  risultati  assolutamente importanti per lo  sviluppo  della  nostra
  Terra.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a parlare l'onorevole  Zafarana.  Ne  ha
  facoltà.

   ZAFARANA.  Avevo  chiesto  di intervenire precedentemente,  quando
  ancora   non  avevamo  sviscerato  in  modo  corretto  la  materia.
  Chiaramente,   rassicurata   in   questo   momento   dalle   parole
  dell'Assessore nel suo intervento, rimaniamo intesi  che  la  norma
  attualmente   intende  prevedere  un  ampliamento   per   gli   usi
  industriali al 15 per cento, e per gli usi artigianali  al  15  per
  cento. All'interno del capannone, non mi riferisco all'area. Perché
  qua  il  ragionamento  che, invece, è secondo  me  da  non  mettere
  neanche  in discussione è che il riferimento delle percentuali  sia
  riferito all'area.
   Se  noi rimaniamo sull'immobile ok, ci siamo intesi perfettamente.
  Anche  perché voglio ricordare che l'intendimento, comunque,  della
  norma  all'articolo 18 già prevedeva la soppressione  dell'articolo
  30  della  legge n. 29/1995. Pertanto, noi in quel solco  ci  siamo
  mossi.  Perfetto,  volevo avere chiarimento su questo  e  ci  siamo
  intesi perfettamente. Grazie.

   PRESIDENTE.   È  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Premetto che sono d'accordo col Governo. Nel senso  che
  mi  pare  lapalissiano  il ragionamento che  ha  fatto  l'assessore
  Turano    che   la   possibilità   di   attività   connesse    alla
  commercializzazione è insita nell'attività di produzione. Quindi, è
  consentita  una parte del capannone, dell'area che ogni azienda  ha
  avuta  assegnata, di potere esercitare l'attività  di  vendita  dei
  propri prodotti.
   Quando   dico  questo,  voglio  dire  ai  colleghi  che,   invece,
  propongono un'altra cosa, rispetto all'intero territorio  dell'area
  industriale,  che commettono un errore di natura urbanistica,   qui
  l'assessore all'urbanistica dovrebbe, più di altri, insorgere.  Gli
  standard  urbanistici  per le aree commerciali  sono  completamente
  diversi da quelli per le aree industriali e artigianali. Perché  un
  metro quadrato di utilizzo per le aree industriali e artigianali ha
  degli  standard  molto bassi di parcheggio, di  verde,  di  servizi
  connessi.  L'area  commerciale  ha  invece  uno  standard  connesso
  all'attività commerciale che amplia gli spazi, perché deve avere  i
  parcheggi  di  una  dimensione tale  da  essere  in  rapporto  alla
  superficie  commerciale etc., l'area a verde,  l'area  dei  servizi
  connessa all'attività commerciale.
   È evidente che noi non possiamo consentire che le aree industriali
  che  avevano una finalità, ancorché alcune cose che dice il collega
  Lentini ha perfettamente ragione. Io penso che sia figlia anche  di
  una storica  mala gestio' delle aree industriali. Perché se abbiamo
  aree  industriali  che  sono  i  templi  del  deserto  industriale,
  probabilmente c'è stata una gestione, non è che erano di proprietà.
  Non  è  che  l'area industriale è di proprietà di  qualcuno,  è  di
  proprietà  pubblica.  Se  non c'era una azienda  che  svolgeva  una
  attività,  poteva  essere assegnata ad un  altro  soggetto,  invece
  ognuno  ha pensato di costruirsi come la propria proprietà.  Usiamo
  questa espressione.
   Non  sono invece d'accordo con il Governo sulla questione  che  ha
  posto  la  collega  Foti per una ragione, Assessore.  Tra  l'altro,
  leggendo la norma così come l'avete scritta, io continuo a  pensare
  che  uno  deve fare l'interprete delle norme. La leggo. Le attività
  immobiliari di cui all'articolo 16, comma 14 della legge del  2012,
  sono   ammesse  sia  per  le  nuove  costruzioni  sia  per  edifici
  esistenti. Quindi le attività immobiliari sono ammesse. L'organo di
  vigilanza regionale è informato sulle attività autorizzate ai sensi
  del  presente comma. In ogni caso all'IRSAP non è concesso alienare
  aree  ed  immobili  a  soggetti che svolgono attività  immobiliari.
  Scusami, o si scrive semplicemente

   PRESIDENTE. Assessore Turano, dopo può replicare per intero.

   CRACOLICI.  Premesso che l'esempio che ha fatto lei  dell'Aula,  e
  poi  ha  citato la banca che dà il mutuo, le ricordo - ma  qui  c'è
  l'Assessore  al bilancio che è un esperto anche di  credito  -  che
  quando  una  banca  concede un mutuo appone l'ipoteca,  non  è  che
  diventa  proprietario dell'immobile. Quindi, l'esempio che  lei  ha
  fatto che la banca è proprietaria, e non può esercitarsi l'attività
  di investimento connessa al titolo di proprietà che manca, ha fatto
  un  esempio  sbagliato, perché quando un imprenditore,  ancorché  è
  titolare  dell'area  privata,  vuole realizzare  un  manufatto,  un
  capannone,  perché  destinato, proprio per  le  cose  che  dicevamo
  prima  ci stiamo prendendo in giro
   Cioè,  tu  chiedi  un  mutuo e la banca ti appone  l'ipoteca.  Non
  diventa  proprietario, lo diventa se non paghi. Ma in quel  caso  è
  corretto  che  se tu costruisci un capannone nella  tua  proprietà,
  cioè dove tu sei proprietario del lotto, puoi metterlo nel mercato,
  quindi lo puoi affittare etc. fermo restando la destinazione. Però,
  mi  permetto  di  dire  ancora una volta che le  norme,  quando  si
  scrivono, devono essere chiare. Allora, o si dice che per  i  lotti
  di  cui non ha la proprietà l'IRSAP è consentita la possibilità  di
  realizzare  capannoni,  fermo restando la destinazione  urbanistica
  connessa,  i  quali a loro volta possono cedere  in  affitto  anche
  questi  capannoni. Cioè tutto questo discorso è completamente  come
  dire   un po' meno tortuoso di come l'abbiamo scritto qua'.  Perché
  non  si  può dire che le nuove costruzioni sono ammesse, ma l'IRSAP
  no. Perché poi è una cosa complicata. Allora si dice  per le aree i
  cui lotti sono di proprietà privata, e non dell'IRSAP, è consentita
  la  realizzazione  e anche la possibilità di affitto  a  terzi  per
  l'esercizio di attività industriali o artigianali. Ecco le  chiedo,
  anche su questo, di riscriverlo.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente.  Ha  già
  detto  bene  l'onorevole  Cracolici. Io penso  che  bisogna  essere
  assolutamente  chiari quando si scrivono norme che, poi,  hanno  un
  impatto   importante  sul  territorio,  e  determinano  conseguenze
  significati.
   Mi riferisco, in particolare, all'espressione utilizzata alla fine
  della  lettera  b)  ad eccezione delle operazioni  di  vendita  con
  patto  di  locazione,  leasing back e similari'.  Può  sembrare  un
  particolare trascurabile, a mio avviso non lo è per niente. Bisogna
  chiarire  quali sarebbero queste  operazioni similari', perché  non
  si  può  lasciare alla Pubblica amministrazione una discrezionalità
  totale dell'interpretazioni di legge che, così scritte, significano
  ben  poco  e  rischiano solo di creare confusione e di  determinare
  conseguenze negative sotto tutti gli aspetti.
   Quindi,  invito anch'io l'Assessore, il Governo, a riformulare  la
  proposta  che, ovviamente, ci riserviamo di valutare  con  maggiore
  attenzione, ma che così com'è scritta, in questo momento,  non  può
  trovare la condivisione del Partito Democratico.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   voglio
  ricordare all'Aula che uno le cose non è che se le inventa. Allora,
  il  26 maggio Presidente ho chiesto, ho fatto un accesso agli  atti
  all'IRSAP  per  conoscere, quindi per non parlare  a  vanvera,  per
  conoscere  i  dati  esatti,  le concessioni  esatte  riguardo  alle
  proprietà, alle aree industriali, artigianali, commerciali.
   Faccio  una  domanda all'assessore. Da quella legge, Presidente  -
  quando  appunto  si  parlava della norma transitoria  -  era  stato
  assegnato  il  dieci  per cento delle attività  commerciali.  Tenga
  presente che, a tutt'oggi, ci sono dei contenziosi aperti da  anni.
  Quindi,  il problema qual è? Che così come diceva l'assessore,  chi
  all'indomani  ha  avuto  la possibilità di  buttare  quattrini,  ha
  costruito  immediatamente e ha fatto tutto. Il resto, praticamente,
  non hanno avuto la possibilità di fare nulla.
   Quel  dieci  per cento non è stato rispettato. Sì  e  no  sarà  il
  cinque per cento, rispetto a quella legge.
   Questi contenzioni, Assessore, perché non avete risposto alla  mia
  richiesta di accesso agli atti?
   E  parli  e  ci  dica,  informi l'Aula,  riguardo  ai  contenziosi
  riguardo  a  quel dieci per cento di attività che  ancora  sono  in
  attesa,  che  aspettano che l'IRSAP e l'assessorato  alle  attività
  produttive dicano la propria. E dopo ne riparliamo.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Ragusa.   Prima
  l'onorevole Ragusa, poi l'onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO. Siccome conviene che Ragusa parli dopo di me.

   PRESIDENTE. Lo decide lei se conviene che parli prima o dopo? Lei,
  onorevole Ragusa, è convinto che le convenga parlare dopo?

   RAGUSA,  presidente della Commissione e relatore. Io parlo  quando
  mi prenoto, quindi parlo ora

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, volevo per  un  attimo  ricomporre
  quella  che è stata la filosofia che noi abbiamo vissuto per questa
  norma in Commissione. La filosofia di questa norma è quella di dare
  la  possibilità,  una  volta  per  tutte,  di  poter  implementare,
  aumentare  la  possibilità di sviluppo nelle aree ASI oggi,  domani
  IRSAP.
   Se  la filosofia è questa, io ritengo ci sia poco spazio per altre
  cose, perché diventiamo anche poco credibili, io rispetto anche gli
  interventi  dei  miei colleghi, che sono importanti,  e  quando  ci
  chiediamo tutti, ma perché non siamo attrattivi? Perché io immagino
  Miccichè  che  abita  a Bolzano e che vede in  queste  nostre  aree
  industriali  la possibilità di sviluppo al Sud, tant'è che  abbiamo
  inserito in queste aree le ZES, tant'è mi pare in attuazione  anche
  le  zone  franche vicino ai porti. Se la filosofia  è  questa,  noi
  dobbiamo  continuare  a crescere e a credere in  questa  filosofia,
  perché  altrimenti facciamo un po' di miscuglio che alla  fine  non
  porterà niente di buono.
   Detto questo, volevo anche comunicare chi ha tratto delle attività
  commerciali  che  nella legge sul commercio vi  è  allo  studio  un
  emendamento dove si parla di distretti commerciali, dove ci si  può
  abbandonare  a  questa meravigliosa cosa che è il commercio,  spero
  tutti  italiani, spero in particolare siciliani, certo mi  inibisce
  un  po' il fatto della Cina. Per evitare che qualcosa diventi anche
  invasiva,  cerchiamo di riprendere la filosofia che ha  bisogno  in
  questo momento la nostra Terra.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, io ho ascoltato con attenzione  il
  dibattito.  Assessore  Turano, la norma è scritta  veramente  male,
  peraltro anche dal punto di vista formale, c'è l'assessore Armao in
  Aula  che  può  testimoniare bene e meglio di me,  la  legislazione
  tecnica regionale parla di aree artigianali e di imprese artigiane.
  Qua  spunta  un'area artigiani che, anche dal punto di vista  della
  locuzione  formale,  sta veramente male, è una norma  che  resterà,
  sistemiamola,  c'è la Commissione, l'accantoniamo un attimo  signor
  Presidente, siamo tutti qua.

   PRESIDENTE. Assessore Turano, lei dopo questo dibattito  che  idea
  si è fatto dell'articolo 14? Poi le dico la mia.

   TURANO,  assessore  per le attività produttive. Signor  Presidente
  vuole dire la sua?

   PRESIDENTE.  Ci  sono troppe cose che sono poco  chiare.  Non  c'è
  dubbio  che il tutto nasce da una norma certamente che non riguarda
  noi,  né  i precedenti, parliamo di 30 anni fa, dove è stato  fatto
  evidentemente  un errore, o voluto o non voluto,  ma  certamente  è
  stata  fatta  una  norma  che  lascia  oggi  interpretazioni  molto
  equivoche  su  quello che può essere fatto all'interno  dell'IRSAP,
  una volta ASI.
   Se  noi  vogliamo  sistemare  questa vicenda,  io  credo  che  non
  riusciamo  a  farlo  adesso, in Aula e col  dibattito  parlamentare
  senza che si riveda il testo che ci è stato presentato. Per cui  la
  mia   proposta  non  può  che  essere  quella,  sull'articolo   14,
  addirittura  oserei dire qualcosa in più dell'accantonamento,  cioè
  rivediamolo  bene  e  al limite ne facciamo un oggetto,  perché  mi
  sembra  molto complicato trovare la soluzione oggi. Non c'è  dubbio
  che,  ripeto, l'errore non è nostro, e non è neanche di un  passato
  prossimo, ma di un passato remoto, però io non so come la  possiamo
  andare  a sistemare oggi questa vicenda. Poi lei decide quello  che
  vuole fare.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Il dibattito è stato
  la  chiaro,  e  la  posizione del Governo,  mi  permetto  di  dire,
  chiarissima.
   Detto questo, siccome il cuore della legge è l'articolo 15,  e  io
  avevo  auspicato che lei potesse fare una riunione per  dirimere  i
  punti di contrasto, ci siamo, io non ho nulla in contrario a che si
  possano  aggiornare  i  lavori a domani, o a quando  deciderà  lei,
  perché  si  utilizzi un giorno per rivedere l'articolo 15,  cui  ci
  sono  tanti  emendamenti, e per eventualmente correggere l'articolo
  14,  fermo rimanendo che in questa correzione l'Aula è sovrana, può
  votare  quello  che  vuole,  deve  essere  chiara  qual  è  la  mia
  posizione,  non  personale, ma del Governo.  Cose  indicibili  come
  vent'anni io non sono disposto ad avallarle, posso subirle.
   Detto questo, visto che sono accantonati soltanto due articoli, il
  5 e il 13, che si possono risolvere facilmente

   PRESIDENTE.   Anche  sull'articolo  15  ci  sono   dei   problemi.
  L'articolo 5 lo risolviamo facilmente, non è un problema.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Sull'articolo 13 non
  mi sembra di capire

   PRESIDENTE. Anche quello. Il problema è questo, l'articolo 14 e il
  successivo articolo 15.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Se sugli articoli 14
  e  15,  signor Presidente, che sono il cuore della legge,  vogliamo
  prenderci 24-48 ore di tempo perché si possa fare una sintesi  alla
  luce

   PRESIDENTE.  Io  direi  anche  meno,  io  vorrei  che  domani   se
  potessimo,  tra stasera e domattina, rivederlo, in modo che  domani
  si possa comunque votare la legge.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Ecco, allora, quindi
  la  posizione  mia  è se possiamo oggi pomeriggio fermarci,  domani
  mattina   sotto  la  sua  guida  capire  qual  è  l'obiettivo   del
  legislatore  sull'articolo 14, se dobbiamo riscriverlo  in  qualche
  parte  non  è  un  problema,  qual è  l'obiettivo  del  legislatore
  sull'articolo 15 e domani pomeriggio in mezz'ora possiamo approvare
  il 14, il 15 e di fatto la legge.

   PRESIDENTE.   Allora,  io  farei  una  cosa,   onorevole   Ragusa,
  presidente  della  Commissione, avendo  capito  dal  dibattito  che
  sull'articolo 14 il problema vero è comunque non consentire che, al
  di  là  dell'esistente, ci possano essere situazioni  anomale  come
  quelle  che  sono state purtroppo create trent'anni fa,  quindi  al
  massimo  arrivare alla conservazione delle situazioni che ci  sono,
  che certamente non possiamo annullare, ma evitare assolutamente  la
  possibilità di allargare questa anomalia.
   Avendo capito che è questo il problema, e rivedendo l'articolo  15
  su   cui   noi   abbiamo  delle  obiezioni  che  possiamo   fornire
  direttamente alla Commissione e all'Assessore, fino ad oggi  le  ho
  soltanto scritte qua, perché sono le note degli Uffici, ma  noi  le
  possiamo fornire sia all'Assessore che alla Commissione in modo che
  le   valutiate   e  domani  pomeriggio  riaprire  l'Aula   con   la
  sistemazione dell'articolo 5 che dovrebbe essere abbastanza facile,
  questa dell'articolo 14 e il successivo articolo 15.
   Io  credo  che  se queste cose le riuscite a risolvere  domani  in
  Commissione, noi domani in Aula in venti minuti finiamo il  disegno
  di  legge.  Perché  io vorrei che il disegno di legge  comunque  si
  finisse, credo che ci sia stato uno sforzo importante da parte  del
  Governo,  prima  di  fare  la riforma, e  poi  di  accontentare  le
  richieste dei Gruppi parlamentari, quindi sarebbe veramente stupido
  da  parte mia immaginare di non concludere l'iter di questo disegno
  di  legge, e ormai che siamo qua lo vorrei concludere prima di fare
  qualsiasi altra cosa.
   Per  cui,  se  non riusciamo stasera, al massimo  domani,  e  però
  rivedere  due  o  tre  cose  che  oggettivamente  lasciano  qualche
  perplessità. Per cui, se ci prendiamo qualche ora per rivederlo non
  succede niente.
   Quindi, se lei è d'accordo io la rimanderei in Commissione,  anche
  senza il voto dell'Aula, per questi motivi, per rivedere questi due
  articoli; quindi, che a qualcuno non venga in mente domani di  dire
  che  lo  devo incardinare nuovamente o devo dare apertura  per  gli
  emendamenti. Lo sto mandando in Commissione, non c'è un  rinvio  in
  Commissione,  lo sto mandando io in Commissione, se  l'Assessore  è
  d'accordo e il Presidente è d'accordo, per rivedere tutte  le  cose
  che vanno riviste.
   Presidente Ragusa, lei è d'accordo?

   RAGUSA,   presidente  della  Commissione  e  relatore.  Sì,   sono
  d'accordo,  aspettavamo  questo  momento  in  modo  tale   che   ci
  raccordassimo un po' tutti, Governo, Presidenza, funzionari, perché
  domani  mattina  tra  l'altro noi avevamo già invitato  l'Assessore
  Turano  per  iniziare la norma sul commercio.  Quindi  viene  tutto
  quasi messo in equilibrio, ci vediamo domani mattina in Commissione
  alle  ore 11.00, tutti insieme per cercare di portare a casa questo
  risultato.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Lentini,  anche   lei   alle   11.00   in
  Commissione.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, sull'articolo 14 volevo ricordare  al
  Presidente che quel dieci per cento a cui io faccio riferimento non
  è  un  aumento,  ma  è per togliere tutti quei contenziosi,  quindi
  bisogna  confermare quel dieci per cento e basta,  non  quelli  che
  l'hanno fatto e quelli che non ci sono riusciti, i contenziosi sono
  rimasti aperti.

   PRESIDENTE. Non c'è problema, ve la vedete domani in Commissione e
  poi  lo  rivediamo qua in Aula. Onorevoli colleghi, fermo  restando
  che  la  decisione presa è questa, la Terza Commissione è convocata
  domani,  alle ore 11.00, dall'onorevole Ragusa per rivedere  questo
  testo, e poi ci rivediamo in Aula.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, considerato che domani il componente
  della  Commissione di merito non c'è, che è l'onorevole Barbagallo,
  io  domani non sarò in Aula per ragioni personali, volevo chiede la
  cortesia,  rispetto  alla sua determinazione, di  concerto  con  la
  Commissione,  se domani visto che è stata convocata la Commissione,
  e  mi pare che il Gruppo del PD su questa legge sta dimostrando  di
  volerla, non solo fare, ma cercare di fare al meglio, io le  volevo
  chiedere se è possibile uno spostamento di ulteriori 24 ore. Questa
  è  una  legge  che  sta in Parlamento da molto  tempo,  quindi  per
  consentirci di essere fisicamente in Aula per l'esame.

   PRESIDENTE. Io vorrei soltanto su questa proposta, intanto  chiedo
  al Governo se ha problemi, non credo, se i Capigruppo mi guardano e
  mi danno l'ok, nel senso che giovedì però si viene effettivamente a
  votare  la legge con l'impegno vero, coerente e leale di tutti,  io
  sono assolutamente d'accordo, farci passare la settimana preferirei
  di no.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, io volevo aggiungere a  quello  che  ha
  detto il Presidente Ragusa che noi già eravamo convocati domani con
  l'agenda  attività  produttive e, tra l'altro, avremo  un'audizione
  che riguarda i pensionati della ex ASI.
   Lei  ricorderà che in finanziaria abbiamo anche incontrato  questi
  pensionati,  e c'era un emendamento firmato, insomma,  da  tutti  i
  partiti, il Partito Democratico, l'onorevole Marziano ci ha mandato
  le  raccomandazioni  dalla  scorsa  Legislatura.  Ora,  noi  domani
  abbiamo  anche un'audizione su questo tema, che tra  l'altro  è  un
  aggiuntivo. Abbiamo convocato anche l'assessore Zambuto per  capire
  se  dal  Fondo Pensioni si può dare soddisfazione minima  a  queste
  persone  che  vivono  letteralmente in  uno  stato  di  povertà,  e
  permettere anche all'onorevole Turano, che aveva assunto come dire,
  benevolmente, alcuni impegni.

   PRESIDENTE.  Intanto  portiamo avanti il disegno  di  legge,  poi,
  questi sono problemi che

   FOTI.  Tratteremo un aggiuntivo che sarà trattato, mi auguro,  poi
  in  Aula,  dato  che  c'era  la firma di  tutti,  dato  che  questi
  pensionati sono in tutte le province.

   PRESIDENTE.  Lei ha perfettamente ragione, ma noi qua facciamo  le
  leggi,  poi  i  problemi delle pensioni li risolviamo,  lei  fa  un
  intervento.

   FOTI. Pensionati dell'ASI, ovviamente; pensionati dell'ASI.

   PRESIDENTE. Sì, ho capito.
   Va   bene,   allora  scusatemi,  onorevole  Foti,  la   prego   di
  raggiungermi  per darmi anche una mano, perché ci  sono  tutti  gli
  interventi ai sensi dell'articolo 83.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Sì, il rinvio è alle ore 12.00 o di pomeriggio.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Cosa? Abbiamo deciso per giovedì? Va bene per voi alle
  ore  12.00,  per  me non c'è problema. Un attimo. Sì,  appunto,  mi
  sembra molto più semplice alle ore 16.00.
   Intanto, l'Aula sarà rinviata a giovedì prossimo alle ore 16.00.


                        Sull'ordine dei lavori

    LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
    Però sull'ordine dei lavori? La decisione per giovedì è presa.

    LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per  invitarla
  a  valutare  l'opportunità di fare Aula domani su  atti  ispettivi,
  considerato  che  abbiamo  migliaia di interrogazioni  parlamentari
  alle  quali  il  Governo  non  ha ancora  risposto,  penso  di  non
  esagerare,  quindi  se  ci  fosse qualche assessore  disponibile  a
  rispondere sugli atti ispettivi, è importante.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

    PRESIDENTE.  Onorevole  Lupo,  purtroppo  non  si  è  capito  una
  parola

    LUPO.  Ripeto, invito la Presidenza a considerare, ovviamente  mi
  rivolgo  anche al Governo, la possibilità di svolgere  Aula  domani
  pomeriggio  su  atti  ispettivi,  interrogazioni  e  interpellanze,
  considerato  che ne abbiamo migliaia alle quali il Governo  non  ha
  avuto  modo di rispondere. In relazione alle disponibilità  che  il
  Governo  offre,  se  c'è  qualche assessore disponibile,  tutte  le
  Rubriche  praticamente  meritano  di  risposte  urgenti   ad   atti
  ispettivi.

    PRESIDENTE. Onorevole Lupo, martedì prossimo, o comunque  per  la
  prossima  settimana  chiederemo la  disponibilità  per  tempo  agli
  Assessori.  È  chiaro che oggi per domani è veramente  improbabile.
  Lei sa perfettamente che io concordo con questa sua richiesta però,
  dico, andrebbe formalizzata in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari,  ma  qui  mi  dicono, chiameremo  gli  assessori.  E,
  probabilmente,  dobbiamo  prima  reperire  la  disponibilità  degli
  assessori.
    Ascolti,  l'onorevole Cracolici ha chiesto, per motivi personali,
  la cortesia di trattare l'argomento che c'era all'ordine del giorno
  dopodomani. Oggi, martedì per mercoledì non riusciamo ad avere ed a
  sincerarci della presenza degli assessori, quindi, l'attività  sarà
  certamente incardinata per la prossima settimana.

    LUPO. È la sua risposta?

    PRESIDENTE.  No,  è la risposta degli Uffici che  mi  dicono  che
  devono  chiedere la disponibilità agli Assessori. Non si  preoccupi
  che io parlo per me.
    Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  ci  sono
  una serie di interventi. Scusate, me li fate scrivere? Ho visto che
  sono  iscritti gli onorevoli Zafarana, Catanzaro, Di Paola. Ci sono
  altri?
    È iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha facoltà.
    Assessore Turano, se facciamo intervenire l'onorevole Zafarana?

           (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)

    PRESIDENTE. Onorevole Lupo, le ho risposto con chiarezza.  Glielo
  ripeto.  Gli Uffici mi dicono che oggi alle ore 18.00 non  sono  in
  condizione   di   darci  la  certezza  che  domani   all'improvviso
  l'Assessore  per  l'energia, piuttosto che per l'agricoltura  possa
  rispondere alla Rubrica delle interrogazioni.
   Per  questo  mi dicono che per la prossima settimana,  accertatasi
  della  presenza  degli  Assessori al ramo  delle  rubriche  che  ci
  interessano,  ci  sarà  attività.  Lei,  mi  ha  chiesto  se  stavo
  rispondendo in nome e per conto del Governo, e io le ho  detto  che
  ho risposto in nome e per conto mio e degli Uffici.
   In  questo momento non sono nelle condizioni di stabilire l'ordine
  del   giorno  per  domani,  a  meno  di  24  ore,  perché  non   so
  realisticamente  se  gli  Assessori sono  disponibili  o  non  sono
  disponibili. Gli impegni non ce li hanno soltanto i suoi colleghi o
  noi parlamentari, ce l'hanno anche gli Assessori.
   Domani  ci poteva essere l'assessore Turano. Se l'assessore Turano
  vorrà rispondere alla Rubrica  Attività produttive' in generale, ce
  lo abbiamo qui e raccolgo la sua disponibilità.
   Chiediamo all'Assessore Armao se disponibile?
   Assessore Armao, è disponibile domani? Non è disponibile.
   Se  c'è qualche altro Assessore si faccia avanti, diversamente gli
  Uffici contatteranno come è prassi.

   TURANO,   assessore   per  le  attività  produttive.   L'Assessore
  Baglieri domani è disponibile a rispondere alle interrogazioni.

   PRESIDENTE.  È  incredibile  dovere  fare  l'ordine   del   giorno
  telefonicamente sul momento.
   Sarete  raggiunti  da e-mail che vi avvisa di  eventuale,  formale
  disponibilità  a  rispondere a interrogazioni con  delle  risposte.
  Sarà raggiunto da e-mail, non potrà saperlo in tempo reale.
   Forse  non  mi  spiego  in maniera comprensibile  per  l'onorevole
  Lupo.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Zafarana.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente,  volevo  cogliere  l'occasione,  ai
  sensi  dell'articolo 83, di porre all'attenzione di  quest'Aula  il
  fatto  che siamo nella settimana in cui celebriamo la giornata  del
  25   novembre,  ma  chiaramente  tutta  la  settimana  è   dedicata
  all'impegno al contrasto alla violenza di genere.
   Sappiamo come questo tema è molto sentito.
   Tutte  le  istituzioni e tutta la politica deve  farlo  proprio  e
  deve farlo proprio in ogni suo aspetto.
   Come   sappiamo,  negli  anni  la  sensibilità  fortunatamente   è
  cresciuta,  ma  purtroppo  anche  dovuta  alle  recenti  situazioni
  emergenziali  della  pandemia, sono cresciute  le  denunce  e  sono
  cresciute

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, so che lei  è  sensibile  sulla
  questione  della  violenza  sulle donne, idem  l'Assessore  Turano,
  quindi vi prego di ascoltare l'onorevole Zafarana.
   La stessa cosa per gli onorevoli Di Paola e Siracusa.

   ZAFARANA.  Non  sono diminuite purtroppo invece  le  denunce,  non
  sono diminuiti gli omicidi che hanno questa causa.
   È  un tema complesso che va affrontato e credo che ciascuno di noi
  debba  fare  la propria parte, credo vada affrontato dal  punto  di
  vista sanitario, nella prima risposta, vada affrontato dal punto di
  vista istituzionale e affrontato dal punto di vista sociale.
   Vorrei  porrei  il  tema  perché possa essere  questo  momento  di
  riflessione,  perché  possa  essere  un  momento,  un  paletto,  un
  segnaposto  per  dire quando saremo in finanziaria,  quando  saremo
  anche nella prossima variazione e poi in finanziaria, posto che  ad
  oggi  mi  risulta che i contributi relativi alle borse lavoro  e  i
  contributi relativi al reddito di libertà sono stati spesi al  2018
  -   faccio   riferimento   al  fatto  che  siamo   anche   indietro
  nell'erogazione di questi due importanti strumenti.
   Vorrei che tutti quanti noi ponessimo l'attenzione su questo  tema
  e che ce lo ricordassimo allorquando da parte del Governo, o ove il
  Governo  non ricordi, da parte del Parlamento, se appunto  porremmo
  all'attenzione di implementare queste risorse, come  già  fatto  in
  altre occasioni, che questo possa essere accolto perché - ricordo a
  me  stessa  -  che noi abbiamo attualmente al 2018  erogazioni  che
  hanno  coperto, per quanto riguarda il reddito di libertà, soltanto
  diciotto   misure  indirizzate  appunto  a  diciotto  percorsi   di
  imprenditoria femminile, e pochissime risorse per 180 mila euro per
  quanto riguarda le borse lavoro.
   Perché  mi  concentro su questo tema? Perché se  davvero  vogliamo
  combattere  e contrastare la violenza di genere, e anche permettere
  alle  donne  di  denunciare,  e pertanto  potersi  fondare  su  una
  prospettiva futura di autonomia e di potere crescere i propri figli
  nella  serenità,  dobbiamo appunto puntare  a  rendere  strutturali
  quelli che sono i servizi di accoglienza, i servizi chiaramente che
  già  esistono sul territorio grazie ai Cav, grazie alle realtà  che
  appunto  proteggono la donna nel primo momento ove  necessario,  ma
  poi   ci  dobbiamo  centrare  su  quello  che  è  il  percorso   di
  indipendenza  economica  e  permettere appunto  anche  l'autonomia,
  l'inclusione lavorativa, per dare una prospettiva seria e certa.
   Pertanto,  con le poche risorse appostate fino a oggi, sicuramente
  non  avremo dato seguito in maniera corretta agli intendimenti  che
  invece  penso che tutti quanti noi dovremmo perseguire, e  pertanto
  anche   cogliendo  qui  con  favore  l'occasione   della   presenza
  dell'assessore   Armao,   che   proprio   appunto   nella   materia
  dell'economia  e delle risorse della nostra Regione  è  chiaramente
  colui che ha la delega, che ci possiamo tutti insieme ricordare  di
  questo tema allorquando poi ci troveremo a vergare gli appostamenti
  finanziari sulle le risorse finanziarie sulla tabella G,  che  come
  sappiamo prevedono le disposizioni inerenti la legge 3 del  2012  e
  sul reddito di libertà regionale.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  approfitto
  della  presenza  in  Aula  del Governo per rappresentare  la  grave
  situazione   in  cui  versano  in  questo  momento  alcune   scuole
  siciliane,   purtroppo  l'aumentare  di  alcuni   fenomeni   e   la
  tropicalizzazione del clima sta rendendo sempre più preoccupante la
  situazione manutentiva anche degli edifici scolastici.
   Abbiamo  visto il caso nelle scorse settimane del Boggio  Lera  di
  Catania.
   Mi  corre  l'obbligo di rappresentare la stessa gravità  in  altre
  scuole,  come  ad  esempio  il Liceo scientifico  Maiorana  di  San
  Giovanni    La   Punta,   per   cui   abbiamo   anche    depositato
  un'interrogazione scritta e un in interpellanza  per  conoscere  le
  intenzioni  e  la condotta del Governo, oltre a intervenire  con  i
  fondi  comunitari, quelli della programmazione, per  cui  anche  il
  centro  sinistra al Governo ha dato il proprio contributo  affinché
  venissero   sbloccati   e   messi  a   disposizione   delle   città
  metropolitane e dei liberi consorzi.
   Il  tema vero, Presidente, a nostro giudizio, è quello di reperire
  delle  risorse per le somme urgenti, sempre somme urgenze  e  delle
  risorse congrue nel bilancio regionale è stato previsto soltanto un
  milione  di  euro  lo scorso anno. C'erano alcuni  emendamenti  del
  partito democratico per rimpinguare queste risorse, purtroppo  sono
  stati  bocciati,  io credo che non è più differibile  questo  tema,
  altrimenti  ci ritroveremo non uno, ma tanti casi come  quello  del
  Boggio  Lera  di  Catania, e mettiamo a rischio  la  sicurezza  dei
  nostri  figli  in un momento in cui, come ho detto in premessa,  le
  condizioni metereologiche sono sempre più imprevedibili.
   Quindi abbiamo depositato questi atti ispettivi urgenti anche  per
  mezzo dell'assessore Armao che è oggi in Aula, e ci auspichiamo che
  il  Governo,  e  segnatamente l'assessore  Lagalla,  diano  congruo
  riscontro,  perché ci sono anche delle manifestazioni  studentesche
  in  atto,  delle occupazioni ecco, e non vorremmo che  la  tensione
  salga  in  un  momento  e in un tempo veramente  difficile  in  cui
  l'interesse  della politica dovrebbe essere quello innanzitutto  di
  garantire la sicurezza dei nostri studenti.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Barbagallo.
   È iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Grazie, Presidente. Colleghi, io intervengo  ai  sensi
  dell'articolo 83 per annunciare che depositerò, subito dopo il  mio
  intervento,  un  ordine  del giorno che vede  un  argomento  che  è
  abbastanza attuale e che abbiamo trattato nei giorni scorsi,  è  un
  argomento che, purtroppo, riguarda le nostre condizioni climatiche,
  che non sono colpa di nessuno, però è chiaro che nei giorni scorsi,
  nelle  settimane scorse, proprio dal 5 di novembre ma anche un  po'
  prima, sono avvenuti diversi eventi calamitosi.
   Questo  Governo regionale, a mia memoria nelle scorse finanziarie,
  su  nostra  proposta, ha istituito alcuni articoli che riguardavano
  proprio  il rischio idrogeologico, che di fatto andavano a sostegno
  dei  comuni,  però  non  hanno trovato molti  fondi  da  parte  del
  Governo, che venivano istituiti.
   Oggi  questa  mattina,  Presidente Foti, noi  abbiamo  parlato  di
  quello  che è accaduto nel 2018, io invece voglio parlare di quello
  che  è  accaduto anche nel 2021, perché con delibera n. 455  del  5
  novembre  2021 il Governo regionale dichiarava lo stato di calamità
  per  diversi  comuni.  Mancano all'appello tanti  altri  comuni  di
  diverse  province, e lo dico perché non vorrei fare  disparità  tra
  comuni  e comuni, e quindi l'ordine del giorno è quello di dire  al
  Governo   regionale  di  impegnarsi  a  inserire  tutte   le   aree
  territoriali,  anche  perché  io proprio  la  settimana  scorsa  ho
  incontrato  tutti  gli  ordini  professionali  della  provincia  di
  Agrigento  che  chiedono  con  forza l'impegno  di  questo  Governo
  proprio su quello che è accaduto.
   Quindi, la mia richiesta, Presidente, e chiedo che lei se ne possa
  fare  carico,  considerando  che il  Governo  è  qui  presente  col
  Vicepresidente,  è  quella  di immediatamente  rimodulare  tutti  i
  comuni  mancanti,  perché ad esempio sulla provincia  di  Agrigento
  vedo soltanto un comune, che è il comune di Sant'Angelo Muxaro,  ma
  mancano  il comune di Menfi, quello di Sciacca, Lucca, Villafranca,
  Burgio,  Licata,  dove sono tanti i danni avuti sia  dal  punto  di
  vista   della  grandine,  ma  soprattutto  da  quello  del  rischio
  idrogeologico, come per esempio il comune di Sciacca che  ha  avuto
  la  presenza della Protezione civile non più tardi della  settimana
  scorsa,  quindi chiedo proprio questo con forza, e lo chiedo  anche
  per comuni come  Termini Imerese nel palermitano e  tanti altri.
   Questo è quello che chiedo attraverso l'ordine del giorno, e spero
  che  il  Governo  regionale  abbia  la  sensibilità  di  rimodulare
  immediatamente la delibera n. 455 del 2021. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. È chiaro, purtroppo,  che
  a partire dalla seconda metà di ottobre c'è stata un'escalation che
  gradualmente ha toccato praticamente tutto il territorio  quindi  è
  chiaro  che, man mano che si fa la ricognizione, è giusto  fare  la
  declaratoria  per tutti i territori coinvolti, fermo  restando  che
  poi  ci  vuole  l'impegno affinché a livello nazionale  ci  vengano
  assegnate somme congrue.
   È iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Grazie, Presidente. Ringrazio il Vicepresidente  della
  Regione per essere rimasto ad ascoltare.
   Presidente,  io venerdì scorso sono stato a un sit-in di  protesta
  da  parte  degli  agricoltori della Piana di Gela, agricoltori  che
  protestavano  per  un  fatto  che,  a  mio  modo  di   vedere,   ha
  dell'assurdo.
   In questi giorni la Sicilia, così come hanno detto altri colleghi,
  sia  oggi  in Aula ma anche in quelle passate, è stata  colpita  da
  violenti temporali.
   Ebbene  Presidente, noi abbiamo avuto la Sicilia  invasa  d'acqua,
  quindi  abbiamo  visto acqua presente all'interno delle  vie  delle
  nostre  città, che ha causato innumerevoli danni. Però, Presidente,
  all'interno  della Piana di Gela non siamo riusciti  ad  accumulare
  l'acqua  all'interno delle dighe. Lì insistono varie dighe,  e  non
  siamo  riusciti ad accumularne l'acqua. Mi hanno spiegato  che  c'è
  una diga, la diga Disueri, la diga più grande che insiste in quella
  piana  che negli anni ha bisogno di manutenzioni che, ad oggi,  non
  sono state realizzate, e quindi, l'acqua viene scaricata a mare. Il
  punto  qual è, Presidente? Che c'è una diga, la Cimia,  che  è  una
  diga  funzionante,  seppur più piccola che,  però,  per  accumulare
  l'acqua, negli anni, visto il non funzionamento della diga  Disueri
  l'hanno  collegata con una conduttura -  un tubo per  intenderci  -
  Presidente,  che collega la diga Disueri e la diga Cimia,  in  modo
  tale  che l'acqua che non può essere accumulata dalla diga Disueri,
  attraverso questa conduttura, va a confluire all'interno della diga
  Cimia.  Presidente, questa cosa è stata realizzata negli  anni.  Il
  punto  qual è, Presidente? E a me dispiace dirlo. Questo  non  deve
  essere   un  deputato  regionale  a  prendere  contezza  di  questa
  situazione ma dovrebbe essere l'assessore regionale per l'energia e
  i rifiuti preposto.
   Presidente,  questa  conduttura non funziona, o  meglio,  dovevano
  fare  la manutenzione, nel corso degli anni la manutenzione è stata
  fatta,  ma  per quest'anno ancora questa manutenzione non  è  stata
  realizzata.  Sono venuto a conoscenza, Presidente, che  per  questa
  manutenzione  c'è  un  intervento  in  somma  urgenza  per   potere
  realizzare  l'intervento. Ebbene, Presidente, siamo a  novembre,  e
  questo intervento, ad oggi, non è stato realizzato. Ed è ovvio  che
  lì,  gli agricoltori che subiscono il danno da parte dei temporali,
  da  parte  delle  calamità che in questo momento si  abbattono  nei
  nostri  territori per via del cambiamento climatico,  a  questo  si
  aggiunge  pure la beffa di vedere l'acqua scaricata a mare.  E  non
  c'è che una conduttura, un tubo da sistemare con poche migliaia  di
  euro;  non è possibile, Presidente, che a novembre questa cosa  non
  sia stata realizzata.
   Io  faccio  un  appello anche al Governo regionale -  c'è  qui  il
  Vicepresidente  della  Regione  -  gli  assessori,  che  dovrebbero
  essere,  in qualche modo collegati al territorio. Anziché  rimanere
  all'interno dei Palazzi a fare i burocrati, dovrebbero ascoltare il
  territorio, non è possibile che ancora a novembre la conduttura che
  collega  la  diga Disueri con la diga Cimia, ad oggi, non  è  stata
  sistemata,   quando  poteva  essere  previsto  un   intervento   di
  manutenzione  ordinaria se programmato nella maniera opportuna,  ma
  se  stanno facendo un intervento di manutenzione straordinaria  non
  capisco  perché  a  fine  novembre  ancora  questo  intervento   di
  manutenzione straordinaria non è stato fatto.
   E,  quindi,  Presidente  -   visto che  c'è  il  Vicepresidente  -
  l'appello   è  rivolto  all'assessore  al  ramo,  l'Assessore   per
  l'energia  e  i  rifiuti  Baglieri, per  capire  perché  su  questo
  semplice  tubo, questa conduttura che collega la diga Disueri  alla
  diga  Cimia,  ad  oggi, l'intervento di manutenzione  non  è  stato
  fatto.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO. Signor Presidente, ho appreso in questi giorni da titolari
  di  imprese agricole, di imprenditori agricoli, che, a quanto pare,
  la Regione siciliana, quest'anno, non partecipa alla più importante
  fiera   internazionale  del  settore  ortofrutticolo  che  è  Fruit
  Logistica, al che ho approfondito per vedere quale fosse  l'impegno
  economico  della  Regione siciliana così grave che non  consentisse
  alla  stessa  di  partecipare a questa importante  vetrina  per  le
  aziende  siciliane  alla quale, fra l'altro, si  partecipa  già  da
  tantissimi anni.
   È  chiaro  che se si fosse trattato di cavalli, probabilmente,  il
  Presidente  Musumeci non avrebbe esitato. E,  se  il  caso,  magari
  chiediamo al comitato organizzatore di cambiare il nome della fiera
  e  anziché chiamarla Fruit Logistica la chiamiamo Cavalli Logistica
  o, in inglese, Horse Logistica.
   Presidente, l'impegno per partecipare alla fiera -  stand che  nel
  corso  del  tempo aveva una grande visibilità -  hostess, materiale
  informativo  eccetera,  l'impegno riferito  all'anno  2021,  quindi
  della  scorsa  edizione, era di 53 mila Euro. Per 53 mila  Euro  la
  Regione   siciliana,  a  quanto  pare,  non  partecipa   a   questa
  importantissima vetrina per le nostre imprese.
   Dall'altra parte invece abbiamo dato -  hanno dato - il Presidente
  Musumeci, per Ambelia nel 2019 5 milioni e 500 mila Euro, nel  2020
  3  milioni  650  mila  Euro nel 2021 450 mila Euro  per  un  totale
  destinato  alla  tenuta Ambelia di Militello Val di  Catania  di  9
  milioni 600 mila Euro.
   Ma  non  finisce  qui  perché per la fiera  del  Mediterraneo  del
  Cavallo, quindi fiera evento che si tiene all'interno della  tenuta
  sono stati spesi 213 mila Euro. E ancora non finisce qui. Perché se
  passiamo  al settore della moda. L'anno scorso 579 mila e  500  per
  Dolce  e  Gabbana,  con  tutto  il rispetto  per  Dolce  e  Gabbana
  ovviamente,  e nelle ultime variazioni sempre per Dolce  e  gabbana
  100 mila Euro.
   Ora  mi  dispiace  che l'assessore Scilla sia già  andato  via  ma
  sinceramente  a fronte di tutti i milioni di Euro che  si  spendono
  non  con  fondi europei ma con soldi della Regione per le cose  che
  piacciono  al  Presidente Musumeci, ritengo che  una  vetrina  così
  importante dopo che stiamo uscendo da una pandemia, c'è  una  crisi
  economica  non da poco, con le alluvioni, tutti i danni  che  hanno
  avuto  gli  agricoltori, rinunciare a questa importante  vetrina  è
  davvero qualcosa di grave.
   Quindi, io invito il Presidente Musumeci, assessore Armao lei  che
  è  qui  in  Aula  la prego anche di farsi portavoce con  la  Giunta
  perché  credo che per un investimento di 53 mila Euro rinunciare  a
  tutto ciò è davvero grave. Grazie.


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ragusa.

   RAGUSA,  presidente della III Commissione. Grazie Presidente,  per
  rivedere un po' l'organizzazione della norma ASI-IRSAP.
   Noi  ci aggiorniamo a giovedì mattina alle ore 10.30 in modo  tale
  che  poi  siamo  pronti per l'Aula. Me lo chiedono alcuni  colleghi
  dato  che  domani  mattina  per loro è  impossibile  partecipare  e
  bisogna  dare  spazio  a  tutti e, quindi,  di  organizzazione  dei
  lavori. Grazie.

   PRESIDENTE. La Commissione è libera di organizzarsi; è autorizzata
  a riunirsi e comunque organizzarsi secondo le sue esigenze.
   Rimane  fermo  che giovedì, 25 novembre 2021, alle ore  16.00,  ci
  sarà Aula per riprendere gli articoli da 5 e a seguire.

                 La seduta è tolta alle ore 18.43 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XXV SESSIONE ORDINARIA


                         302a SEDUTA PUBBLICA
                 Giovedì 25 novembre 2021 - ore 16.00
                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)   Procedure semplificate e regimi procedimentali speciali per
         l'insediamento, la realizzazione e lo svolgimento delle attività
         economiche e imprenditoriali nelle ZES e nelle aree di sviluppo
         industriale ed artigianale e modifiche alla legge regionale 12
         gennaio 2012, n. 8 in materia di IRSAP  (n. 979/A) (Seguito)

         Relatore: on. Ragusa

       2)  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
         per la gestione integrata dei rifiuti.  (nn. 290-49-76-179-267
         bis/A) (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

    III - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 984/A)

  2)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
  D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 985/A)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

     Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
                        competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Norme finalizzate a garantire l'efficienza delle procedure  dei
  pubblici  uffici in Sicilia e a sopperire alla carenza di  laureati
  (n. 1106).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 3 novembre 2021.
   Inviato il 16 novembre 2021.

   -  Recepimento  del decreto legge 25 del 3 marzo 2021,  convertito
  con  modificazioni dalla legge n. 58 del 3 maggio 2021, in  materia
  di  elezione  del sindaco e del consiglio comunale  e  disposizioni
  urgenti in materia di consultazioni elettorali per l'anno 2022  (n.
  1107).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 3 novembre 2021.
   Inviato il 16 novembre 2021.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Interventi a sostegno di nuove iniziative ricadenti nelle  aree
  ad  alto rischio ambientale perimetrate all'interno delle aree  Zes
  (n. 1105).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 28 ottobre 2021.
   Inviato il 16 novembre 2021.

   - Recepimento del Regolamento CE 178/2002, del sistema tecnologico
  DLT (Distributed Ledger Technology) per assicurare la tracciabilità
  ed il controllo dei prodotti alimentari (n. 1108).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 3 novembre 2021.
   Inviato il 16 novembre 2021.

   - Norme per la tutela dei consumatori e degli utenti (n. 1109).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 9 novembre 2021.
   Inviato il 19 novembre 2021.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Interventi in favore del personale medico titolare di incarico a
  tempo indeterminato nel ruolo dell'Emergenza Sanitaria Territoriale
  e  medici per la continuità assistenziale, riconosciuto inidoneo al
  servizio (n. 1104).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 19 ottobre 2021.
   Inviato il 16 novembre 2021.

   -  Istituzione  di  cimiteri destinati alla sepoltura  di  animali
  d'affezione (n. 1110).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 9 novembre 2021.
   Inviato il 19 novembre 2021.
   Parere I.

   - Indennità di residenza a favore dei farmacisti rurali. Modifiche
  di norme (n. 1111).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 15 novembre 2021.
   Inviato il 19 novembre 2021.

   - Disposizioni in materia di edilizia (n. 1112).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 15 novembre 2021.
   Inviato il 19 novembre 2021.

          Comunicazione di ritiro di firma a disegni di legge

   Si  comunica  che  l'onorevole Di Caro con  note  prot.  n.  6064-
  ARS/2021, n. 6065-ARS/2021, n. 6066-ARS/2021, n. 6067-ARS/2021 e n.
  6069-ARS/2021 del 15 novembre 2021, ha ritirato la propria firma ai
  disegni di legge n. 544, n. 566, n. 857, n. 858 e n. 1078.

   Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alle
                        competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Istituto  autonomo  Case  popolari di  Messina  -  Designazione
  Presidente del Collegio sindacale (n. 213/I).
   Pervenuto in data 15 novembre 2021.
   Inviato in data 16 novembre 2021.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (IV)

   -  Legge  regionale 13 luglio 2021, n. 16. Articolo  2,  comma  1,
  lettere a) e b). Disposizioni per il coordinamento degli interventi
  contro la povertà e l'esclusione sociale (n. 214/VI).
   Pervenuto in data 17 novembre 2021.
   Inviato in data 19 novembre 2021.

       Comunicazione di pareri resi dalla competente Commissione

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   -  Criteri  di  assegnazione e di riparto di  contributi  PUDM  da
  assegnare  ai  Comuni ai sensi del comma 3 dell'articolo  68  della
  legge regionale 15 aprile 2021, n. 9 (n. 211/IV).
   Reso in data 10 novembre 2021.
   Inviato in data 16 novembre 2021.

   -  Criteri  di  riparto  del  Fondo di  rotazione  e  modalità  di
  erogazione  ai  Comuni  per interventi di demolizioni  delle  opere
  abusive   e  di  ripristino  dei  luoghi  ai  sensi  del  comma   4
  dell'articolo  71 della legge regionale 15 aprile 2021,  n.  9  (n.
  212/IV).
   Reso in data 10 novembre 2021.
   Inviato in data 16 novembre 2021.

         Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale

   Si   comunica  che  è  pervenuta  la  deliberazione  della  Giunta
  regionale n. 455 del 5 novembre 2021 relativa a:  Articolo 3  della
  legge regionale 7 luglio 2020, n. 13. Dichiarazione dello stato  di
  crisi e di emergenza per gli eventi meteo avversi che, nel mese  di
  ottobre   2021,  hanno  interessato  il  territorio  della  Regione
  siciliana .

   Copia della predetta delibera è disponibile presso l'archivio  del
  Servizio Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   - Con richiesta di risposta orale presentate:

   N. 2418 - Iniziative urgenti per l'accertamento della verità sulla
  prematura scomparsa del giovane adranita Anthony Bivona.
   - Presidente Regione
   Lentini Salvatore; Compagnone Giuseppe

   N. 2420 - Potenziamento urgente dei collegamenti da e per le isole
  Eolie minori.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   De  Luca  Antonino; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N.  2423  -  Piena applicazione in Sicilia della legge  22  maggio
  1978,  n.  194  e  successive modificazioni 'Norme  per  la  tutela
  sociale  della  maternità  e  sull'interruzione  volontaria   della
  gravidanza'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Ciancio  Gianina;  Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare;  Lupo
  Giuseppe;  Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony  Emanuele;
  Cappello   Francesco;  Dipasquale  Emanuele;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito  Stefano;  Sunseri
  Luigi;  Schillaci  Roberta;  Di Caro Giovanni;  Catanzaro  Michele;
  Campo  Stefania;  Di Paola Nunzio; Marano Jose; De  Luca  Antonino;
  Pasqua Giorgio; Damante Concetta; Fava Claudio; Palmeri Valentina

   N. 2424 - Misure volte al sostegno del settore dell'informazione e
  delle professionalità giornalistiche indipendenti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare;  Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - Con richiesta di risposta in Commissione presentata:

   N.  2425  -  Interventi urgenti a tutela dei soggetti  affetti  da
  forme gravi di talassemia.
   - Assessore Economia
   - Assessore Salute
   Palmeri Valentina

   L'interrogazione  sarà  inviata  al  Governo  ed  alla  competente
  Commissione.

   - Con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.   2415  -  Notizie  relative  al  programma  di  sviluppo   dei
  collegamenti   ferroviari  ad  alta  velocità   in   Sicilia,   con
  riferimento all'attivazione del treno 'Frecciabianca'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Cannata Rossana

   N.  2416  -  Chiarimenti in ordine allo stato  di  attuazione  del
  D.D.G.  n.  51/Pesca  del 2.03.2021 con cui è  stato  approvato  il
  Programma di tutela e valorizzazione delle feluche.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Zafarana  Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
  Salvatore;   Trizzino  Giampiero;  Zito  Stefano;  Sunseri   Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   N.   2417  -  Chiarimenti  in  ordine  allo  stato  di  attuazione
  dell'avvio  dell'iter di riconoscimento del sistema di pesca  delle
  feluche come patrimonio immateriale dell'umanità.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Zafarana  Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
  Salvatore;   Trizzino  Giampiero;  Zito  Stefano;  Sunseri   Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   N.  2419  - Chiarimenti in merito alla scadenza dei contratti  del
  personale  ex  ARAS impiegato nei servizi di assistenza  tecnica  e
  controlli funzionali presso l'Istituto sperimentale zootecnico  per
  la Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   - Assessore Economia
   Sunseri  Luigi;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   N.  2421  - Notizie in ordine alle procedure relative al  concorso
  per  soli  titoli  a 20 posti di dirigente tecnico antropologo  del
  ruolo dei beni culturali e ambientali della Regione siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Lentini Salvatore

   N.  2422 - Notizie sulle iniziative messe in atto per accedere  al
  fondo sperimentale per la formazione turistica esperienziale di cui
  all'art. 1, comma 195, della legge 30 dicembre 2020, n.178.
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Zafarana  Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
  Salvatore;   Trizzino  Giampiero;  Zito  Stefano;  Sunseri   Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   N. 432 - Iniziative in favore della marineria siciliana necessarie
  per  consentire la detenzione contemporanea a bordo di due attrezzi
  da pesca.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Aricò  Alessandro;  Savarino Giuseppa;  Assenza  Giorgio;  Zitelli
  Giuseppe; Galluzzo Giuseppe

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia   fatto  alcuna  dichiarazione,  l'interpellanza  si  intende
  accettata  e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere  svolta
  al proprio turno.

                          Annunzio di mozione

   N. 593 - Estensione dello stato di calamità naturale a causa delle
  trombe  d'aria  e dei temporali che hanno investito  il  territorio
  ibleo tra il 16 e il 17 novembre 2021.
   Campo  Stefania;  Cappello  Francesco; Ciancio  Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta; Di  Caro  Giovanni;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta
   Presentata il 18/11/21

   La   mozione  sarà  demandata,  a  norma  dell'articolo  153   del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.