Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 16.09
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che con nota protocollata al numero 6201-
ARS/2021 del 19 novembre 2021 l'onorevole Papale ha chiesto congedo
per 15 giorni a decorrere dal 17 novembre 2021 per le motivazioni
ivi specificate.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che:
-l'onorevole Di Mauro è in missione dal 22 al 23 novembre 2021;
-l'onorevole Pullara sarà in missione il 24 novembre 2021.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Palmeri ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Assessore Cordaro, c'è l'assessore Turano perché dovremmo iniziare
con il disegno di legge sull'IRSAP? So che è qui; mi hanno detto
che è qui. Grazie.
Onorevole Catalfamo, non è che può informarsi se il Presidente
Ragusa è qua? Perché mi hanno detto che è fuori, ma non ho capito
se è fuori dal Palazzo o se è fuori dall'Aula. Grazie.
Della III Commissione c'è qualcun altro? Ecco, se intanto i
componenti della Commissione prendono posto in attesa che arrivi il
Presidente Ragusa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Zito e Pasqua hanno chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Onorevole Catalfamo, abbiamo notizie? Perché sennò
cominciamo.
CATALFAMO. Sta arrivando.
PRESIDENTE. Sta arrivando? Nel senso che aspettiamo due minuti,
sì? Eccolo qua. Buonasera Presidente Ragusa.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Foti
Seguito della discussione del disegno di legge «Procedure
semplificate e regimi procedimentali speciali per l'insediamento,
la realizzazione e lo svolgimento delle attività economiche e
imprenditoriali nelle ZES e nelle aree di sviluppo industriale ed
artigianale e modifiche alla legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8
in materia di IRSAP». (n. 979/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, all'ordine del giorno, oggi,
abbiamo il disegno di legge sull'IRSAP. Possiamo cominciare
materialmente a votare? Ci sono interventi?
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi volevo
intervenire perché parte delle palazzine dell'IRSAP il 18 novembre
scorso è stata soggetta, ulteriormente, ad un altro evento di
vandalismo, non sappiamo ancora di che matrice, ma è divampato un
incendio nei locali dell'IRSAP mettendo a repentaglio l'incolumità
dei dipendenti.
E' un immobile che si trova già in un'area della città fortemente
degradata e spesso le palazzine dell'IRSAP sono anche frequentate,
durante alcune ore del giorno e della notte, da soggetti pericolosi
che mettono a repentaglio l'incolumità degli stessi dipendenti,
molti dei quali donne, quindi io annuncio e presento un ordine del
giorno che impegna il Governo della Regione a trasferire
momentaneamente i dipendenti in altri immobili della Regione e che
possa
PRESIDENTE. Se lo presenta poi a fine seduta lo apprezzeremo.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1
Finalità
1. Al fine di dare attuazione ai Piani di sviluppo strategico
(PSS) delle Zone economiche speciali (ZES) della Sicilia
occidentale e della Sicilia orientale, approvati con DPCM 22 luglio
2020, nei procedimenti aventi ad oggetto l'insediamento, la
realizzazione e lo svolgimento dell'attività economica all'interno
delle ZES, si osservano le disposizioni del presente capo».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.1. C'è un
modificativo che è già stato distribuito? Invito a distribuirlo.
Assessore Turano, il modificativo dell'articolo 1 prevede che alla
conferenza dei servizi debba andare un rappresentane per ogni
amministrazione, ma questo è già previsto dalla legge.
TURANO, assessore per le attività produttive. Il modificativo
dell'articolo 1 sarebbe la riscrittura dell'articolo 3 che noi
sopprimiamo.
Con l'articolo 3 abbiamo previsto la possibilità di fare mandare
alla conferenza una sola persona in rappresentanza dell'intera
amministrazione.
E' per chiudere il procedimento, atteso che la disposizione della
legge regionale non riguarda l'applicazione di un provvedimento
sulle ZES che viene regolato da una legge nazionale. L'abbiamo
appena finito di scrivere con la dottoressa Giudice.
PRESIDENTE. E' cosi?
TURANO, assessore per le attività produttive. Le ragioni del
ritardo sono queste.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo, per la seduta odierna,
gli onorevoli Tancredi e Pagana.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
979/A
PRESIDENTE. Avete ricevuto tutti l'emendamento modificativo
dell'articolo 1? Viene modificato nell'ultima parte.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. L'emendamento 1.2 individua in una sola persona di
tutta l'Amministrazione regionale l'espressione dei pareri. La
domanda è: ricordo che le competenze in materia paesaggistica, in
materia di vincoli idrogeologici
PRESIDENTE. Onorevole Turano, faccia finire l'intervento, poi
interverrà lei.
CRACOLICI. Così come è espresso il testo si presta ad una
obiezione, le competenze in materia paesaggistica, in materia dei
vincoli idrogeologici, idraulico-forestali, non sono delegabili ad
altri pezzi dell'Amministrazione, per cui tecnicamente non può
essere un unico membro, tra l'altro nominato dall'Assessore per le
attività produttive, come indicato nella conferenza dei servizi,
perché le competenze delle Sovrintendenze non sono delegabili, così
come quelle del Genio civile piuttosto che quelle se c'è un vincolo
boschivo, quindi attenzione a quello che scriviamo, vorrei anche un
supporto dagli Uffici in tal senso.
PRESIDENTE. Assessore Turano, avevo ragione a dirle che esiste già
una norma, per cui, come dire, apriamo un dibattito su una cosa già
esistente perché nella legge 21 maggio 2019, n. 7, all'articolo 19,
terzo comma, dice che ciascun ente o amministrazione convocato alla
riunione è rappresentato da un unico soggetto abilitato ad
esprimere definitivamente ed in modo univoco e vincolante la
posizione dell'Amministrazione. Per cui se esiste già, non apriamo
un dibattito inutile considerato che esiste già la legge che lo
dice.
TURANO, assessore per le attività produttive. Se vuole sopprimiamo
gli articoli 1, 2, 3 e 4. Io non ho nessuna difficoltà.
PRESIDENTE. Non c'è dubbio, secondo me sarebbe la cosa migliore.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
posso dire una cosa? La dico con fierezza: due anni fa, quando
avevamo pensato questo procedimento il legislatore nazionale ancora
non ci aveva pensato, il legislatore nazionale ci ha pensato con
gli articoli 4, 5 e 5 bis del decreto legge convertito, quello sul
rilancio, quello convertito due mesi fa, e dunque noi diciamo che
siamo stati scavalcati, il meccanismo era soltanto per dire che per
le ZES le amministrazioni, comunque, sono rappresentate da un unico
soggetto e poi il decreto nazionale fa salvi tutti i vincoli a cui
accennava l'onorevole Cracolici che vengono rappresentati con una
posizione univoca.
Quindi per me, voglio dire, è assolutamente
PRESIDENTE. Allora stiamo parlando di niente. Allora eliminiamolo,
non ne parliamo proprio.
TURANO, assessore per le attività produttive. Come vuole lei.
PRESIDENTE. Noi dobbiamo abrogare, ritirare gli articoli 1, 2, 3 e
4. Facciamo un voto di soppressione.
TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente, c'è una
ragione per cui li abbiamo mantenuti, l'articolo 1 e l'articolo 2.
PRESIDENTE. Vabbè non ha importanza, Assessore Turano, se li
dobbiamo sopprimere non spieghiamo perché ci sono, lo dico nel suo
interesse.
TURANO, Assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Se sopprimiamo i
primi quattro articoli rimane la riforma dell'IRSAP, siccome le
aree dell'IRSAP coincidono con le ZES, volevamo fare capire a
chiare lettere che la procedura di semplificazione per le aree
dell'IRSAP che coincidono con le ZES, veniva disciplinata dalla
legge nazionale che permetteva una semplificazione vera e al
contempo facevamo capire che stavamo modificando e regolamentando
tanto l'IRSAP quanto le ZES.
PRESIDENTE. Perfetto. Allora, dobbiamo votare l'emendamento di
soppressione dell'articolo 1. Pongo in votazione l'emendamento 1.3.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
No, nel momento in cui viene soppresso
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Grazie, Presidente. Poiché l'Assessore ha deciso di
ritirare gli articoli 1, 2, 3 e 4, se non ho capito male, abbiamo
appena soppresso l'articolo 1, poiché io avevo subemendato
l'articolo 1 con un emendamento, che io vorrei che fosse invece Se
l'Assessore mi ascolta un attimo, io desidererei far presente
all'Assessore una fattispecie.
PRESIDENTE. Assessore Turano, ascolta l'onorevole Caronia, per
favore?
CARONIA. Grazie, Presidente.
Stavo dicendo che avendo soppresso l'articolo 1 viene meno il mio
subemendamento 1.1, le cui ragioni l'Assessore in qualche modo
conosce, perché a volte è successo - e ne conosco di fatti concreti
più di uno - nella perimetrazione delle zone Zes per problemi
tecnici, probabilmente per meri errori nell'aver inserito delle
zone e avendo lasciato fuori soltanto delle piccole porzioni
nell'area che complessivamente è stata definita area Zes, risulta
l'incredibile fatto per cui tanti caseggiati fanno parte, per
esempio, di quell'area e ne rimane soltanto uno fuori. Un caso lo
conosco certamente, ma so che ce n'è qualcun altro in giro per la
Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, scusi se la interrompo, ma questo è
un emendamento che, tutto sommato, se lei se ne farà carico può
essere ripresentato in qualsiasi altro articolo.
CARONIA. Io direi, siccome l'Assessore in qualche modo ne aveva
preso un po' atto di questo problema che si è verificato in più
parti della Sicilia, per cui è paradossale che se un intero isolato
è tutta zona Zes
PRESIDENTE. Se lo presenta il Governo meglio ancora, no assessore
Turano?
CARONIA. Il problema è che se l'Assessore se ne fa carico rispetto
alla soluzione di un problema che siccome ha delle interazioni di
tipo nazionale
PRESIDENTE. E allora, basta un ordine del giorno, perché è un
problema di tipo amministrativo mi dice l'Assessore.
CARONIA. E' un problema amministrativo che però danneggia
fortemente quelle aziende che, per esempio, hanno la sfortuna di
ricadere in un'area che non è ricompresa all'interno delle Zes.
PRESIDENTE. Lo discutiamo adesso tanto è presentabile in un altro
articolo.
CARONIA. Lo trasformo in un ordine del giorno e l'Assessore se ne
fa carico, come so che già sta seguendo la vicenda. Grazie,
Assessore.
PRESIDENTE. Benissimo, quindi è trasformato in ordine del giorno.
Si passa all'emendamento soppressivo dell'articolo 2. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo dell'articolo 3. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo dell'articolo 4. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'articolo 5, che poi diventerà di fatto l'articolo 1.
Ne do lettura:
Capo II
Modifiche alla legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8
Costituzione dell'istituto regionale per lo sviluppo
delle attività produttive
«Art. 5
Modifiche all'articolo 2 Funzioni e finalità della l.r.
8/2012
1. All'articolo 2 della legge regionale 12 gennaio 2012 n. 8 sono
apportate le seguenti modifiche:
a) alla lettera c) del comma 2 è aggiunto il seguente periodo:
Tra le predette opere infrastrutturali, le strade sono cedute al
comune competente per territorio, mentre le infrastrutture del
servizio idrico integrato sono cedute al competente ente gestore,
ai sensi della normativa vigente;
b) alla fine del comma 3 sono aggiunte le parole: , ivi inclusa
la gestione di fondi regionali, statali e comunitari destinati alle
imprese di cui al comma 1 nel rispetto delle relative discipline».
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, il comma 1, alla lettera a),
praticamente prevede l'inserimento nella legge regionale n.
18/2012, che è la legge attualmente quadro sul funzionamento
dell'ex Irsap, la cessione ai Comuni di quelli che sono i servizi e
i sottoservizi: le strade, le opere infrastrutturali comprese
fognature e poi per quanto riguarda il servizio idrico sono cedute
ai competenti enti gestori.
Ora, io ricordo di avere presentato un emendamento di soppressione
che non vedo qua e, chiaramente, mi preme rappresentare questo,
perché c'è un ragionamento da fare.
Poich�� noi abbiamo situazioni e siamo a conoscenza di Comuni che
hanno già avuto ceduti questi servizi e sottoservizi e si trovano
oggi nella situazione di dovere, nelle aree di competenza dell'ex
Asi, provvedere alla bitumazione delle strade, di chilometri di
strade, di dovere provvedere alla gestione della fognatura, acqua
bianche, illuminazione, perché poi chiaramente vi sono anche dei
rischi in capo al Comune stesso, all'amministrazione.
Pertanto, mi risulta e mi consta, però su questo si dovrebbe anche
fare un approfondimento, che quanto viene introitato dai Comuni non
riesce a coprire le reali esigenze dei Comuni nel merito, appunto,
di questa gestione e, pertanto, io porrei un attimo di approfondire
questo aspetto, perché diversamente noi andiamo, già i comuni, 200
sono al dissesto, abbiamo letto nella stampa, i sindaci sono andati
a Roma a manifestare le loro esigenze e noi, ancor più, come dire,
ci potrebbe essere anche una buona finalità nell'appropriazione da
parte dei Comuni di terreni che sono magari di cerniera con il
tessuto comunale, ma diversamente noi comunque non riusciamo a dare
la libertà, per esempio, prevedendo eventualmente - noi in
Commissione lo avevamo discusso questo aspetto, però, poi non è
stato, diciamo così, accolto nel testo - di potere prevedere
eventualmente il passaggio di oneri e di urbanizzazione o una
quantificazione, una previsione di un fondo per sostenere, appunto,
chi poi ha l'obbligo della manutenzione. Grazie.
PRESIDENTE. Un attimo, sto vedendo il testo, visto che fa
riferimento alla normativa vigente, la stiamo guardando un attimo.
CAFEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAFEO. Presidente, su questo articolo 5 volevo sottolineare due
aspetti. Rispetto al discorso delle strade, se non sbaglio già
avviene, ma in ogni caso anche la parte relativa, diciamo, agli
impianti di depurazione, noi nella finanziaria del 2018 abbiamo
votato un articolo che è già una norma transitoria e che prevede
quanto è previsto in questo articolo. Onestamente, non capisco il
fatto di doverlo riscrivere.
(Intervento fuori microfono dell'assessore Turano)
PRESIDENTE. Assessore Turano, la prego dopo perché così non
sentiamo niente. Appena finisce l'intervento poi le darò la parola.
CAFEO. Presidente, ora le do il numero dell'articolo della
finanziaria del 2018, già una norma transitoria che prevede gli
impianti di depurazione che siano gestiti da chi li gestisce in
attesa che si realizzano gli Ambiti Territoriali Ottimali è già
prevista nella finanziaria del 2018.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Grazie, Presidente, colleghi, Governo, volevo sottolineare
pure l'importanza di questo articolo 5 anche perché queste strade
prima dell'ASI in buona parte adesso che ricadono insomma come
competenza all'IRSAP e altre al libero Consorzio
PRESIDENTE. Mi scusi un attimo. Onorevole Trizzino, sta parlando
l'onorevole Campo davanti a lei, sennò non sente niente.
Prego, onorevole Campo, continui pure.
CAMPO. Sì, grazie, Presidente. Dicevo, volevo sottolineare
l'importanza di questo articolo perché molte di queste strade, prima
appartenenti appunto alle ex aree industriali ed artigianali ASI e
poi in buona parte di competenza dei liberi Consorzi o dell'IRSAP,
non vengono manutenzionate da tantissimi anni, quindi, sono delle
strade pericolosissime.
Ricordo che nella SP 66 appena un mese fa perse la vita il giovane
Carmelo Vicari, proprio in una di queste strade e proprio ieri il
problema è stato sollevato anche al Consiglio comunale di Pozzallo
dal consigliere Franco Giannone e dal consigliere Iozzia.
Praticamente, queste strade ad altissimo scorrimento, dove passano
mezzi pesanti e ad alta velocità, non essendo manutenzionate sono
molto, molto pericolose.
Adesso è importante che tutto venga ceduto ai comuni senza ombra
di dubbio, anche perché proprio questa strada di cui sto parlando,
la SP 66 che ricade nella zona di Modica e Pozzallo, quindi,
nell'area industriale della contrada Maganuco-Modica-Pozzallo,
spesso e volentieri è stata curata pur non avendone le competenze,
dal Comune di Modica, che ha provveduto sia ai riempimenti di
asfalto per le buche che alle scerbature, ma i comuni non possono
intervenire senza le giuste risorse economiche.
Il libero Consorzio chiaramente non poteva fare interventi di
questo tipo perché aveva già una situazione finanziaria che bastava
proprio per l'ordinaria amministrazione e, quindi, se questo
articolo deve passare va bene a patto che siamo garantite le giuste
risorse economiche a tutti gli enti comunali che devono
manutenzionare queste strade perché è una questione veramente
importante per la salvaguardia e la tutela dei nostri viaggiatori.
Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Presidente, io pongo un interrogativo in parte
connesso anche agli interventi che mi hanno preceduto. Che l'IRSAP
- o quello che sarà - trasferisce le strade all'interno delle aree
cosiddette ex industriali ai comuni, ci può stare. Il problema è
che le cose si fanno in due, perché un matrimonio in cui qualche
altro deve dire sì. Perché in genere il trasferimento delle
competenze presuppone anche il trasferimento delle responsabilità
sulla sicurezza, sulla gestione.
Devo dire che non mi pare che il trasferimento sia corroborato da
una dimensione finanziaria perché faccio un esempio per tutti: ad
oggi i rifiuti all'interno delle aree industriali sono gestiti
dalle aree industriali. Nel momento in cui le strade diventano di
proprietà comunale, l'indomani le competenze sono del comune.
Questa è una norma che può andare bene, ma non può essere
(Intervento fuori microfono dell'assessore Turano)
PRESIDENTE. Parlate, per favore, uno per volta. Alla fine
interverrà l'assessore Turano che dirà quello che deve dire.
CRACOLICI. Ci mancherebbe Io non voglio avere la verità
assoluta, mi pongo un interrogativo rispetto a un carico di
trasferimento di competenze così come la questione dei depuratori
che vero è quanto dice il collega prima. Attenzione che sui
depuratori parliamo anche di responsabilità di tipo penale perché
c'è tutta la questione delle difformità, delle norme europee
eccetera.
Quindi, non è che ora i sindaci diventano lo scaricatore delle
competenze diffuse Rischiamo di avere una rivolta, in questo caso,
per competenze che dai senza supportarli da risorse in grado di
gestire tutto questo.
Quindi, chiederei all'Assessore di spiegarlo, nessun preconcetto,
ma di tenere conto della condizione in cui stiamo gestendo questa
questione. Perché non vorrei che le aree - quelle che erano
pubbliche - le comprano i privati, le strade che erano a servizio
delle aree pubbliche ora vanno al comune.
Quindi, il risultato è un'operazione sostanzialmente
immobiliarista, perché di questo stiamo parlando, in cui ognuno si
compra il proprio capannone però le strade gliele trasferisce a
cappiddazzo' cioè il comune.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Presidente, Assessore, avevo posto già lo stesso
problema in una precedente Assemblea.
Faccio l'esempio: comune di Milazzo. C'è l'ASI nella provincia di
Messina che ha delle strade che a volte sono totalmente
abbandonate.
Questa norma così com'è concepita, credo che sia
incostituzionale, intanto perché trasferire le strade ai comuni
senza le risorse finanziarie, ma anche senza un assenso da parte
dei comuni non può esistere, perché ci vuole da parte dei comuni un
assenso dovuto io ti do questo, ma ti do le risorse per
provvedere .
Anche perché credo, al di là della norma che c'è stata per quanto
riguarda il collega Cafeo che diceva che c'era l'articolo 32, sì,
siamo d'accordo, però questa norma è rimasta sulla carta.
I depuratori, quando si passa, abbiamo un esempio tangibile a
Milazzo, nell'ASI di Milazzo c'è un odore nauseabondo nel senso che
non vi è la gestione data ancora agli ATO idrico che devono
funzionare.
Quindi, io credo che questo articolo 5 vada un poco ripensato,
accantonato e prego gli Uffici di dovere fare anche i relativi
approfondimenti per evitare che nei comuni dove ricadono queste
aree si creano ancora ulteriori problemi, perché in questo momento
i comuni hanno il problema dei rifiuti, il problema che non
riescono a chiudere i bilanci, gli diamo pure la manutenzione di
queste strade senza avere i relativi fondi, io credo che non sia
una cosa che l'Assemblea possa fare. Ecco, questo è il concetto.
PRESIDENTE. Assessore Turano, se può rispondere a tutte queste
domande, per favore.
TURANO, assessore per le attività produttive. Ne stiamo facendo
una gran confusione. Mi dispiace perché ne abbiamo parlato più
volte. Proverò a spezzettare il ragionamento per dare tutte le
risposte.
In buona sostanza, con questo emendamento si mette fine ad una
stortura della vecchia legge delle ASI e della vecchia legge
dell'IRSAP e spiego perché. Per vent'anni circa prima le ASI e poi
l'IRSAP hanno costruito delle strade, anzi le ASI hanno costruito
delle strade e non le hanno mai traferite ai comuni. Con legge
finanziaria di quattro anni fa cui alludeva l'onorevole Cafeo, si è
deciso avendo le ASI in liquidazione di trasferire le competenze ai
comuni sulla gestione, che non è vero che si caricano di costi
perché tutte le tasse comunali e in più le addizionali in relazione
al numero del fatturato delle imprese vanno nelle casse comunali,
si trasferiscono le vecchie aree, le vecchie strade ai comuni e poi
l'ASI ha assunto l'impegno di manutenere e di fare un'operazione
straordinaria per consegnare anche la riqualificazione dell'ASI;
prova ne è che soltanto la scorsa settimana - e voglio ringraziare
l'onorevole Lupo - per l'area industriale di Carini abbiamo fatto
un incontro con il sindaco di Carini, con il Presidente di
Confindustria Palermo e Confindustria Sicilia e con l'IRSAP perché
abbiamo trovato le risorse per riqualificare tutte le aree a suo
tempo trasferite.
Nel caso di specie vorremmo evitare proprio questo errore. Che
cosa stiamo dicendo? Che le strade che l'IRSAP costruirà una volta
costruita la strada viene automaticamente trasferita al comune.
Cioè stiamo provando a fare un regalo ai comuni che possono, per il
tramite dell'IRSAP, realizzare le strade nelle zone industriali,
che una volta finiti i lavori vengono automaticamente trasferiti al
comune.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
TURANO, assessore per le attività produttive. Onorevole Cracolici,
è scritto qua. L'articolo 5 interviene sull'articolo 2 della legge
del 2012 alla lettera a) - la lettera c) volevo dire -. La Lettera
c) dice: Progetta, realizza e gestisce le opere infrastrutturali e
i servizi destinati alle imprese insediate, anche mediante
procedura di finanza di progetto e si ferma. Noi stiamo
aggiungendo: Tra le predette infrastrutture le strade sono cedute
al comune competente per territorio, mentre le strutture del
servizio idrico integrato sono cedute al competente ente gestore ai
sensi della normativa vigente .
Perché stiamo dicendo questo? Perché una volta che l'IRSAP fa un
investimento di qualunque tipo ricadente in un territorio e
ammoderna quell'area industriale, automaticamente cede
l'infrastruttura che ha realizzato al comune dove ha realizzato
l'intervento. Quindi, onestamente stiamo dicendo il contrario di
quello che si è paventato.
Abbiamo corso ai ripari cercando di supplire la vecchia vicenda
delle ASI che per vent'anni non hanno trasferito e vorremmo evitare
che per il futuro non succeda più.
PRESIDENTE. L'unica cosa che mi lascia leggermente dubbioso,
Assessore, è il fatto che i comuni comunque devono accettare, nel
senso che anche se si fa un regalo
TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente, se è un
comune che ha un'area industriale l'IRSAP si occupa di ampliare
l'area industriale, di realizzare delle infrastrutture, di fare le
strade, di fare l'illuminazione poi si deve tenere l'IRSAP
l'infrastruttura che ha realizzato o la deve cedere al comune?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, chiedo scusa. Assessore
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo scusa. La
lettera c) dice: Progetta, realizza e gestisce le opere
infrastrutturali e i servizi destinati alle imprese insediate,
anche mediante procedura di finanza di progetto , quindi già sono
tutte nuove non quelle vecchie; quelle già vecchie ci vanno in
virtù di una
(Intervento fuori microfono)
TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente, guardi
io posso dire una cosa? Io lo dico con onestà e capisco il clima
che si respira e non mi sottraggo alle mie responsabilità. Su
questo punto pensavo di raccogliere un unanime consenso, non fosse
altro perché è un principio di buon senso. Le cose nuove che
realizziamo in un territorio le diamo a quel territorio, è giusto?
Quindi, voglio dire, non credo
Dopodiché, Presidente, dobbiamo capire qual è la natura delle ASI
che sono in liquidazione, quale deve essere il nuovo ruolo
dell'IRSAP, che deve funzionare per attrarre investimenti e
dobbiamo capire che se un investimento lo si attrae e si realizza
l'opera in un Comune, finita l'opera, quell'investimento va in
favore del Comune. Quindi, a me sembra di chiarissima evidenza.
PRESIDENTE. Assessore, il suggerimento che noi daremmo è questo:
aggiungere, dopo la parola le strade , per eliminare qualsiasi
dubbio, diciamo che le strade realizzate nell'ambito delle
predette opere sono cedute . A quel punto non dovrebbero esserci
più dubbi.
TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente, si
figuri se un suggerimento della Presidenza non è ben accetto, ma lo
spirito è chiaro.
PRESIDENTE. Non è perché è della Presidenza, è per mettere un
attimo ordine alla vicenda. Facendo così non dovrebbero essere non
sono tutte le strade, ma quelle realizzate sono cedute.
Se per tutti va bene, facciamo un emendamento o lo aggiungiamo noi
direttamente.
Il Governo lo può preparare un emendamento? Ci pensiamo noi
direttamente, va bene. Intanto, andiamo avanti.
TURANO, assessore per le attività produttive. Bene, che la legge è
già assolutamente chiara. Specificare che sono le nuove
PRESIDENTE. Discorso chiuso. Benissimo.
Si passa all'emendamento 5.2, dell'onorevole Lupo. Il parere del
Governo?
CAFEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAFEO. Presidente, da parte del Gruppo della Lega presenteremo un
emendamento abrogativo di una parte dell'articolo.
PRESIDENTE. Presentatelo adesso, però.
CAFEO. Quello relativo agli impianti di depurazione.
PRESIDENTE. Va bene.
Intanto, sull'emendamento 5.2 dell'onorevole Lupo, si può avere il
parere del Governo?
TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente, su
questo emendamento il parere del Governo è contrario.
(Intervento fuori microfono)
TURANO, assessore per le attività produttive. L'ho spiegato
all'onorevole Lupo. Onorevole Barbagallo, posso parlare?
L'onorevole Lupo ritiene che si possa trasferire soltanto la
gestione e non anche la proprietà. Il Governo ritiene, invece, che
si debba trasferire anche la proprietà. Allora abbiamo scritto, per
fugare ogni dubbio, che nella versione del Governo quando si parla
sono cedute al competente Ente gestore , è da intendersi ente di
Governo, perché il Governo, non Governo della Regione, il governo
del territorio per i servizi idrici, hanno un ente gestore
(Intervento fuori microfono)
TURANO, assessore per le attività produttive. Sì, ma siccome non
siamo sicuri che tutte le autorità d'ambito sono già costituite, ci
sono province che non la danno, parliamo di ente di governo, perché
nel caso di specie, dove manca l'autorità d'ambito c'è l'ente di
governo, governo del territorio.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Con l'Assessore non ci stiamo
capendo. Io credo che dobbiamo fare un intervento a legislazione
vigente.
In questo momento in Sicilia ancora non sono stati individuati,
assessore Turano, gli enti gestori. La competenza, in attesa
dell'individuazione degli enti gestori - che auspichiamo che
verranno individuati entro il 31 dicembre e per cui continuiamo a
fare voti al Governo affinché proceda con i commissariamenti - è
titolare di quelle competenze l'autorità d'ambito, come da
emendamento dell'onorevole Lupo.
Per cui, Presidente, insistiamo. È inutile arrampicarsi sugli
specchi e fare una legislazione su una cosa che oggi è scritta
sulla sabbia.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. L'emendamento
dell'onorevole Lupo e dell'onorevole Barbagallo dice sono
trasferiti, ai fini della gestione . Il problema non è la gestione,
il problema è il trasferimento del bene. Ecco perché parlo di ente
gestore o di ente di Governo proprio nell'attesa che gli enti
possano essere individuati.
(Intervento fuori microfono)
TURANO, assessore per le attività produttive. Infatti, l'ho
scritto io l'emendamento. Non c'è bisogno, chiedo scusa, correggo
la lettera a) del testo
PRESIDENTE. Assessore Turano, io non sto capendo più di niente,
accantoniamo un attimo l'articolo 5 e andiamo avanti. Intanto, lo
sistemate per come lo dovete sistemare e poi lo rivediamo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente. visto che lei sta accantonando l'articolo,
chiedo all'Assessore di fare un approfondimento sulla lettera b).
Perché, se non ho capito male, la Regione, su fondi che sono
regionali, nazionali e comunitari, destinati alle imprese,
trasferisce all'IRSAP la gestione delle procedure amministrative.
Assessore, lo potete fare? Cioè, voglio dire, in questo caso se non
è contenuto - mi ascolti, Assessore - l'atto che programma i fondi
comunitari, se non è contenuto lì, quali sono i soggetti pubblici
che possono gestire l'erogazione delle risorse, rischiamo di avere
una norma che non possiamo attuare. Quindi, valuterei, Assessore,
se l'IRSAP
PRESIDENTE. Va bene, lei ha fatto bene a fare questo intervento.
Siccome è accantonato, l'Assessore credo che rifletterà anche su
questo punto, quando lo riprenderemo in esame lo rivedremo.
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Modifiche all'articolo 3 Patrimonio e mezzi
finanziari. Gestione della l.r. 8/2012
1. All'articolo 3 della legge regionale 12 gennaio 2012 n. 8 sono
apportate le seguenti modifiche:
a) alla lettera c del comma 2 è aggiunto il seguente periodo: "e
proventi derivanti dalla corresponsione degli oneri di costruzione
di cui ai commi 13 e 14 dell'articolo 16;"
b) alla fine del comma 4 sono aggiunte le parole: "e s.m.i."».
Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Modifiche all'articolo 5 Organi dell'IRSAP della
l.r. 8/2012
1. Il comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 12 gennaio
2012 n. 8 è sostituito dal seguente:
"1. Sono organi dell'IRSAP:
a) il Presidente;
b) il Consiglio di Amministrazione;
c) il Collegio dei Revisori."».
Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Soppressione dell'articolo 6 Consulta delle attività
produttive della l.r. 8/2012
1. L'articolo 6 della legge regionale 12 gennaio 2012 n. 8 è
soppresso».
Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Modifiche all'articolo 7 Il Consiglio di
amministrazione della l.r. 8/2012
1. Il comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 12 gennaio
2012 n, 8 è sostituito dal seguente:
"1. Il consiglio di amministrazione è formato da cinque membri
dotati di particolare e comprovata esperienza nel settore delle
attività produttive, in possesso dei requisiti previsti dalla legge
regionale 20 giugno 1997, n. 19. Il consiglia di amministrazione è
nominato con decreto del Presidente della Regione, previa delibera
della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale per le
attività produttive, nel rispetto delle disposizioni del decreto
del Presidente della Repubblica 30 novembre 2012, n. 251:
a) dal presidente, individuato dal Presidente della Regione;
b) da due componenti individuati dall'Assessore regionale per le
attività produttive;
c) da un componente espresso congiuntamente dalle organizzazioni
rappresentative delle imprese industriali e delle piccole e medie
imprese;
d) da un componente espresso congiuntamente dalle organizzazioni
rappresentative delle imprese artigiane. Al fine di garantire
efficacemente la piena attuazione delle disposizioni di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 30 novembre 2012, n. 251,
le organizzazioni rappresentative legittimale di cui alle lettere
c) e d) propongono una doppia designazione nel rispetta
dell'equilibrio di genere.".
2. Al comma 2, lettera h) dell'articolo 7 della legge regionale 12
gennaio 2012 n. 8 dopo la parola "adotta" sono inserite le parole
"gli atti regolamentari ed".».
Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Modifiche all'articolo 8 Presidente e
vicepresidente della l.r. 8/2012
1. All'articolo 8 della legge regionale 12 gennaio 2012 n. 8 sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, primo periodo, dopo le parole "Consiglio di
amministrazione" sono soppresse le parole: "nell'ambito dei tre
componenti designati dalle associazioni di categoria ai sensi
dell'articolo 7, comma 1";
b) al comma 2 dopa le parole "Consiglio di amministrazione" sono
soppresse le parole "nell'ambito dei tre componenti designati dalle
associazioni di categoria ai sensi dell'articolo 7, comma 1";
c) al comma 6 sono soppresse le parole: ", con cadenza biennale,
con decreto dell'Assessore regionale per le attività produttive e
non possono comunque superare i limiti individuati".».
All'articolo 10 è stato presentato l'emendamento 10.1, a firma
degli onorevoli Di Caro ed altri: La lettera c) è soppressa .
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Rispetto all'articolo 9, dove è prevista
esplicitamente l'individuazione della riserva per la parità di
genere, all'articolo 10 non è prevista. Non vorrei fosse una
dimenticanza, perché è singolare che nell'articolo 10 non è
prevista la parità di genere rispetto all'articolo 9.
PRESIDENTE. Ora lo vediamo; intanto, c'è l'emendamento 10.1 degli
onorevoli Di Caro, Zafarana: La lettera c) è soppressa . Il parere
del Governo?
TURANO, assessore per le attività produttive. Il parere è
contrario, Presidente.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
(Viene richiesta la votazione per scrutinio segreto)
PRESIDENTE. Voto segreto su questo? Sull'emendamento 10.1. Vediamo
se ci sono i richiedenti. Volevo capire di cosa si trattava per
capirne l'importanza.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. No? Non c'è bisogno.
Con il parere contrario della Commissione e del Governo, pongo in
votazione l'emendamento 10.1. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Su quello non c'è un emendamento, questo glielo
chiarirà poi il Governo. Non essendoci emendamenti io non posso
fare votare niente.
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Modifiche all'articolo 9 Collegio dei revisori
della l.r. 8/2012
1. Il comma 1 dell'articolo 9 della legge regionale 12 gennaio
2012 n. 8 è sostituito dal seguente:
1. Il Collegio dei revisori è nominato con decreto del Presidente
della Regione ed è composto:
a) da un membro effettivo, con funzioni di presidente, scelto dal
Presidente della Regione tra gli iscritti all'Albo dei dipendenti
regionali e degli enti di cui al comma 7 dell'articolo 53 della
legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 o tra gli iscritti all'albo
nazionale dei revisori contabili istituito con decreto legislativo
27 gennaio 2010. n. 39;
b) da un membro effettivo ed uno supplente scelti dall'Assessore
regionale delle attività produttive tra gli iscritti all'Albo dei
dipendenti regionali e degli enti di cui all'articolo 1 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. l0 o tra gli iscritti all'albo
nazionale dei revisori contabili istituita con decreto legislativo
27 gennaio 2010. n. 39;
c) da un membro effettivo ed uno supplente scelti dall'Assessore
regionale per l'economia tra gli iscritti all'Albo dei dipendenti
regionali e degli enti di cui all'articolo 1 della legge regionale
15 maggio 2000, n. l0 o tra gli iscritti all'albo nazionale dei
revisori contabili istituito con decreto legislativo 27 gennaio
2010. n. 39. .
2. Al comma 3 dell'articolo 9 della legge regionale 12 gennaio
2012 n. 8 la parola " venti" è sostituita dalla parola "quindici".
3. Al comma 5 dell'articolo 9 della legge regionale 12 gennaio
2012 n. 8 le parole "in misura pari al 50 per cento di quelli
previsti, rispettivamente, per il presidente e per í componenti del
Consiglio di amministrazione stabiliti ai sensi del comma 6
dell'articolo 8." sono sostituite dalle parole "individuati dalle
norme regionali in tema di compensi spettanti ai componenti degli
organi degli enti regionali."».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 11.1, degli
onorevoli Foti ed altri: L'articolo è soppresso .
Il soppressivo dell'onorevole Foti è mantenuto?
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, il mio emendamento soppressivo intende
lasciare la norma per com'è, cioè attualmente il Collegio dei
revisori dei conti dell'IRSAP si regola con il sorteggio come tutti
gli enti locali, come abbiamo disposto per norma. Qui, invece, si
dà un Collegio dei revisori per nomina da parte governativa.
Ora, Presidente, non capisco perché alcuni enti che sono sotto la
nostra vigilanza devono avere il sorteggio nella certezza che tutti
i professionisti iscritti che hanno i requisiti, hanno i requisiti;
ce li avranno anche quelli che vengono scelti, per carità. Qui non
si mette in dubbio che l'Assessore o che il Presidente pro-tempore
scelgano persone preparate, ma sono preparate anche quelle che
vengono sorteggiate così come diciamo di fare nei comuni. Per
questo io sopprimo. Non è che io sopprimo il Collegio dei revisori
perché è chiaro che il Collegio dei revisori rimane, però
desidereremmo che fosse disciplinato per com'è disciplinato adesso,
dato che di semplificazione se ne sta facendo tanta in questa norma
vuoi per gli articoli che tra l'altro non sono stati emendati. Lei
ha visto che c'è stato un atteggiamento costruttivo, però su questa
cosa dei revisori francamente abbiamo presentato il soppressivo.
Grazie.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
prima che scateniamo un putiferio, un dibattito interminabile
diciamoci la verità: è un fatto soltanto politico. Il Governo della
Regione ritiene che per l'IRSAP vadano applicate le stesse
disposizioni di tutti gli altri enti regionali non fosse altro, non
perché è innamorato di fare tre nomine del Collegio dei revisori
perché l'attuale procedura di nomina del Collegio dei revisori è
una procedura che mediamente impiega da 12 ai 18 mesi per il suo
completamento. Tanto è vero che questo Governo è stato costretto a
nominare un Commissario straordinario che è durato 14 mesi per il
completamento della procedura del sorteggio, perché la procedura
del sorteggio prevede la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale,
addirittura quest'anno si è ritenuto che per la pubblicazione sulla
Gazzetta non fosse da mettere nella sezione delle comunicazioni ma
sulla sezione dei bandi e concorsi. Poi arrivano le domande, poi si
fanno i ricorsi, insomma una procedura che non finisce mai.
Io ritengo, chiedo scusa onorevole De Caro, dico con onestà
intellettuale, è un fatto politico. Si può decidere di tenere un
sorteggio pubblico e tenere un ente verosimilmente per un
lunghissimo periodo senza il Collegio regolarmente nominato o si
può decidere di fare 3 nomine che permettono di nominare
rapidamente i revisori. Quindi, non mi impicco dinanzi ad una
valutazione, cerco di correggere quello che non ha funzionato, ma
state tranquilli che non sono contro il sistema della pubblicità.
Ecco, Presidente, quindi sono per dare parere contrario agli
emendamenti dei colleghi perché ritengo che una procedura più
semplice possa semplificare la vita dell'IRSAP.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, a me dispiace contraddire
l'Assessore. La storia ci insegna che i revisori nominati sono
quelli di più difficile gestazione, anche perché ricordo che non
solo devono essere designati dal Presidente della Regione,
dall'Assessore, poi devono andare in Commissione, devono stare 30
giorni per il parere, eccetera, eccetera, eccetera.
Allora vorrei, proprio perché è una questione politica - è stato
onesto l'assessore a dichiararlo -dico che la strada maestra sia
quella di consentire a tutti i professionisti iscritti all'albo dei
revisori, così come prevede la legge, di partecipare ad un avviso
dove l'amministrazione con atto pubblico sorteggia 3 revisori. Che
c'è di così anomalo Anche perché e chiudo, vorrei ricordare,
Presidente dell'Assemblea e Assessore per l'economia e Assessore
per le attività produttive, che in molti enti abbiamo nominato,
addirittura, i collegi straordinari confermando i precedenti perché
il Governo non ha proceduto alla nomina dei revisori.
Quindi, la storiella della nomina come efficienza non regge E lo
dico non solo per questo Governo. Nella scorsa legislatura abbiamo
tenuto enti, per anni, senza il Collegio dei revisori perché la
politica non aveva
(Intervento fuori microfono)
CRACOLICI. Eh?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, faccia il suo intervento per
favore.
CRACOLICI. Mi ha provocato
PRESIDENTE. Peggio per lei che si fa provocare
CRACOLICI. Chiedo un giurì d'onore.
PRESIDENTE. Peggio per lei che si fa provocare Vada avanti.
CRACOLICI. Io non ho neanche risposto. In altri tempi avrei
reagito in mala maniera.
PRESIDENTE. Continui il suo intervento.
CRACOLICI. Allora, credo che la disposizione prevista in questa
norma, come dire, confligga con ormai il principio amministrativo e
giuridico che sta regolando Tra l'altro è chiesto dagli stessi
ordini dei revisori, cioè proprio per non mettersi al servizio del
soggetto che li nomina, di volta in volta, ognuno vuole fare il
professionista rispondendo ai criteri dell'iscrizione al registro
dei revisori e non a colui che ti nomina, perché il revisore non
può essere di nomina politica, dev'essere uno che risponde alla
propria etica professionale. Attenzione a non confondere le cose
Assessore, le chiedo io di modificare lei questa norma e di
consentire, con atto pubblico, di procedere alla nomina di tre
revisori facendo un avviso e poi, come dire, con la procedura del
sorteggio, così come avviene per i comuni, così come avviene per
tanti enti dove quest'attività è, ormai, prassi.
PRESIDENTE Questa è la norma attuale. Cioè, deve restare la norma
com'è. Comunque, Assessore, che vuole fare? Lo cambiamo oppure
vogliamo accantonare anche questo e poi lo vediamo dopo e, intanto,
votiamo il resto?
TURANO, assessore per le attività produttive. Voglio?
PRESIDENTE. Abbiamo soltanto, per adesso, l'articolo 5 che è un
attimo accantonato. Se qua ci sono pure dei problemi, accantoniamo
pure questo e votiamo il resto?
TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente,
ripeto, se lei ritiene di accantonarlo, va bene.
PRESIDENTE. Sì, perché siccome quello che dicono loro non mi
sembra sbagliatissimo devo dire.
TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente, facciamo
prima. Accorciamo. Il Governo si rimette all'Aula. Se volete
mantenere l'attuale situazione, votiamo
PRESIDENTE. Sinceramente, dico la mia, non significa niente ma, io
fossi in lei lo
(Intervento fuori microfono)
TURANO, assessore per le attività produttive. L'attuale situazione
prevede il Collegio estratto con la procedura che ho indicato. E la
procedura è lunga e farraginosa.
(Intervento fuori microfono)
TURANO, assessore per le attività produttive. Estratto a sorte.
PRESIDENTE. Assessore Turano, sopprimiamo l'articolo. Se poi si
dovesse trovare una soluzione, nel tempo lo vediamo.
TURANO, assessore per le attività produttive. Va bene. Perfetto.
Il Governo, Presidente
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.1, degli onorevoli
Foti ed altri.
TURANO, assessore per le attività produttive. Col parere
favorevole del Governo.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'articolo 11 è soppresso.
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Articolo 12
Modifiche all'articolo 15 Programma triennale degli
interventi e delle
attività della l.r. 8/2012
1. All'articolo 15 della legge regionale 12 gennaio 2012 n. 8 sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 6, quarto periodo, dopo le parole: "ove ritenga di
accoglierle, " sono soppresse le parole "acquisendo a tal fine il
parere vincolante della Consulta";
b) al comma 6, l'ultimo periodo è soppresso;
c) al comma 9, dopo l'ultimo periodo, è aggiunto il seguente: "In
tali aree, fino all'approvazione definitiva dei piani regolatori
d'area di cui al presente articolo, in deroga alle previsioni dei
piani regolatori vigenti, possono essere autorizzati
indifferentemente insediamenti di tipo industriale o artigianale o
di servizio nel rispetto degli indici di zona dei vigenti piani.
Sulle suddette aree trovano applicazione le procedure di cui al
comma 5 e seguenti, dell'articolo 57 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32 che si intendono estese anche agli immobili
che insistono sulle aree da espropriare".».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 12.1, degli
onorevoli Calderone e Savona.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Però risulterebbe inammissibile agli
Uffici.
CALDERONE. Signor Presidente, non c'è problema. Lo ritiro prima.
PRESIDENTE. Benissimo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, all'articolo
12, oggi in Aula, abbiamo presentato un soppressivo alla lettera
c). Assessore, le spieghiamo perché. Non ci convince, in
particolare al quarto rigo
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, qua non risulta presentato
niente. Ah, è presentato ma fuori i termini. Vediamo di che cosa si
tratta, per carità.
BARBAGALLO. E' soppressivo. Spiego perché voteremmo contro
l'articolo.
PRESIDENTE. Non è il fuori termine che determina la bontà delle
leggi.
BARBAGALLO. Noi riteniamo inconducente la dicitura servizio' al
quarto rigo della lettera c). Perché? E' assolutamente logico
inserire insediamenti di tipo industriale o artigianale, anche ai
sensi della vigente legislazione urbanistica. L'indicazione di un
servizio all'interno dell'area industriale - che ci sono
generalmente servizi religiosi, sanitari, scolastici
(Intervento fuori microfono dell'assessore Turano)
BARBAGALLO. Eh, appunto. E, quindi, voglio dire la necessità di
inserire i servizi che non sono afferenti
TURANO, assessore per le attività produttive. I servizi possono
essere solo a servizio dell'area industriale o artigianale.
BARBAGALLO. Non solo, Assessore.
PRESIDENTE. Diamo un attimo la parola, perché se è d'accordo
Assessore, prego, sentiamo un attimo se è d'accordo.
TURANO, assessore per le attività produttive. Prego, spieghi
meglio cosa vuole dire.
BARBAGALLO. Non solo ma, l'indicazione del servizio è ancora più
inconducente alla luce della normativa che lei ritiene di applicare
che è l'articolo 57 della L. 32 del 2000 che è proprio riferita
esplicitamente all'immodificabilità dei suoli, cioè lei utilizza
una procedura per l'immodificabilità dei suoli che pretende poi di
modificare e di inserire il servizio in ordine alle aree
industriali. Insomma è veramente una previsione astrusa.
TURANO, assessore per le attività produttive. Non c'è problema, è
un mero refuso, quindi o di servizio è da intendersi cassata.
PRESIDENTE. Presentiamo l'emendamento alla lettera c): è soppressa
la parola o di servizio'. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 12. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Articolo 13
Modifiche all'articolo 16 Assegnazione dei terreni e dei
rustici. Oneri di urbanizzazione e costruzione della l.r. 8/2012
1. All'articolo 16 della legge regionale 12 gennaio 2012 n. 8 sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 le parole ogni tre mesi agli adempimenti di cui al
presente articolo, attraverso l'indizione di procedure ad evidenza
pubblica sono sostituite con le parole , nel caso di effettiva
disponibilità di terreni o rustici, gli uffici periferici
provvedono ad indire apposita procedura ad evidenza pubblica
secondo quanto previsto dal presente articolo. ;
b) al comma 2 le parole di ogni trimestre o formare una
graduatoria approvata con delibera del consiglio di
amministrazione, di cui è data comunicazione agli interessati sono
sostituite dalle parole dell'avviso pubblico di cui al comma I, c
predisporre una graduatoria che, approvata con delibera del
consiglia di amministrazione, è comunicata agli interessati ;
c) al comma 9 periodo dopo la parola acquirente sono inserite le
parole e non alienare l'immobile e ;
d) al comma 9 dopo la parola inferiore le parole cinque anni,
nonché termini perentori per l'inizio e la fine dei lavori dello
stabilimento; tali termini possono essere prorogati, una sola volta
e per non più di diciotto mesi, con delibera motivata del Consiglio
di amministrazione, in caso di comprovata impossibilità obiettiva
dell'impresa di rispettarli e solo allorquando i lavori di
costruzione dello stabilimento siano già iniziati. Sono sostituite
dalle parole tre anni dalla data di ultimazione dei lavori di
realizzazione dello stabilimento, nonché termini perentori per
l'inizio e la fine dei lavori dello stabilimento; tali termini
possono essere prorogati, per non più di diciotto mesi con delibera
motivata del Consiglio di amministrazione, in caso di comprovata
impossibilità obiettiva dell'impresa di rispettarli. ;
e) alla fine del comma 9 è aggiunto il seguente periodo: Il
limite triennale per i livelli occupazionali si applica, altresì,
ai contratti di vendita da stipulare da parte dei Consorzi ASI. Ai
medesimi contratti si applicano i regolamenti dell'IRSAP. .
f) all'inizio del comma 11 le parole da Trascorsi a di cui al
comma 1 sono sostituite con le seguenti: Trascorsi tre anni dalla
data di ultimazione dello stabilimento di cui al comma 9 l'impresa
può mutare lo destinazione data all'insediamento; nelle ipotesi di
comprovati ed anomali od imprevisti andamenti del mercato, in
relazione alla destinazione originariamente assegnata, su motivata
istanza dell'impresa, l'Istituto, con delibera del consiglio di
amministrazione, può consentire il mutamento della destinazione
data con l'istanza di cui al comma 1; entro dieci giorni
dall'adozione, l'atto deliberativo è trasmesso all'organo regionale
di vigilanza. Trascorsi tre anni dalla data di effettivo inizio
dell'attività autorizzata, l'impresa può mutare la destinazione
data all'insediamento ovvero trasferire a qualsiasi titolo
l'immobile ad altri soggetti, resta comunque l'obbligo per le nuove
iniziative di rispettare il vincolo di destinazione urbanistica;
nelle ipotesi di comprovati ed anomali od imprevisti andamenti del
mercato, in relazione alla destinazione originariamente assegnata,
anche antecedentemente ai tre anni dalla data di effettivo inizio
dell'attività autorizzata, su motivata istanza dell'impresa,
l'Istituto con delibera del consiglio di amministrazione può
consentire il mutamento della destinazione data all'insediamento
con l'istanza di cui al comma 1; ;
g) al comma 13 sono soppresse le parole sono dovuti nella misura
ridotta del cinquanta per cento rispetto a quanto previsto nella
restante parte del territorio comunale. I predetti oneri .».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 13.2, degli
onorevoli Lupo ed altri, che così recita:
«Al comma 1 è soppressa la lettera f)».
Onorevole Zafarana, c'è un suo emendamento o aspettiamo?
Il parere del Governo sull'emendamento 13.2?
TURANO, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione è contrario.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
ZAFARARA. Chiedo di parlare sull'emendamento 13.3.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, nel merito dell'emendamento 13.3 che
recita: al comma 1 lettera f) le parole ovvero trasferire a
qualsiasi titolo l'immobile ad altri soggetti sono soppresse. Che
vuole dire? Nella lettura di questo testo chiaramente si tratta di
trasferimenti di patrimonio immobiliare. Inserire una frase che
nelle varie redazioni
PRESIDENTE. Cosa significa è chiarissimo, infatti.
ZAFARANA. Noi abbiamo avuto, Presidente, questo testo in
Commissione tante volte in tante formulazioni come lei sa,
chiaramente, e la versione finale ha portato a questo inserimento
che, secondo me, è molto ampio e soprattutto rischioso perché nella
sua ampiezza potrebbe aprire a possibili compravendite, a possibili
trasferimenti, questo a qualsiasi titolo, sotto un profilo
strettamente di cautela, poiché appunto non esistente nella
versione iniziale potremmo approfondirla.
Io colgo però l'occasione, Presidente, per dire anche un'altra
cosa. Come ci siamo comportati sul tema dei comuni devo dire la
verità non mi ha lasciato per niente soddisfatta perché lo abbiamo
affrontato in Commissione, i comuni continuano a rimanere in quelle
realtà e per quanto riguarda i nuovi insediamenti ci sarà il
comportamento previsto dall'attuale norma che stiamo facendo, ma
per l'esistente la situazione è quella che ho detto prima; c'è una
insufficienza economica da parte dei comuni a potere sostenere i
costi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, e il tema è
rimasto e io lo vorrei rappresentare all'Aula con tutta la sua
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, non ci faccia confondere. E'
quello accantonato. Ne parliamo dopo.
ZAFARANA. Non lo abbiamo accantonato. Lo abbiamo votato.
PRESIDENTE. Di quale parliamo? L'articolo 5 è accantonato.
ZAFARANA. Abbiamo accantonato l'articolo 5? Però l'articolo 1 non
lo abbiamo votato.
PRESIDENTE. L'articolo 1 è stato cancellato.
ZAFARANA. Un attimo soltanto. Se possiamo avere un approfondimento
anche con gli Uffici.
PRESIDENTE. L'articolo 1 è stato abrogato, è stato soppresso. Non
c'è più.
ZAFARANA. La norma relativa ai comuni com'è uscita? Al
trasferimento delle aree.
PRESIDENTE. E' accantonato. L'articolo 5 è accantonato.
ZAFARANA. Benissimo. Mi fa piacere che sia accantonato, a questo
punto, perché volevo farmi promotrice di una possibilità
PRESIDENTE. Ho capito, ma ne parliamo dopo quando ci arriviamo,
altrimenti ci confondiamo.
ZAFARANA. Le volevo chiedere, appena possibile, all'articolo 13,
un attimo di sospensione per potere valutare un margine di
intervento per i comuni a cui dobbiamo dare risposte.
PRESIDENTE. Dobbiamo sentire il Governo. Prego, assessore Turano.
TURANO, assessore per le attività produttive. Posso rispondere
all'onorevole Barbagallo, prima?
PRESIDENTE. No, deve rispondere sull'argomento Zafarana.
TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente,
l'emendamento dell'onorevole Zafarana va in senso diametralmente
opposto allo spirito del Governo. Noi stiamo scrivendo che gli atti
di vendita dei terreni e dei rustici il cui prezzo non può essere
comunque inferiore ai costi effettivamente sostenuti dall'IRSAP per
l'esproprio dell'area e l'eventuale realizzazione del rustico
prevedono l'impegno dell'impresa acquirente a non alienare perché
per ora la legge funziona così, che per cinque anni si può chiedere
un rustico o un terreno, può costruire un rustico e ha cinque anni
di tempo, un tempo onestamente molto lungo, che si può ancora
allungare con le proroghe. Finiti i cinque anni la persona non
prova neppure ad avviare l'impresa e immediatamente rivende il
sito.
Noi stiamo accorciando i tempi a tre anni dicendo che l'impresa
che ha ottenuto ad un prezzo di vantaggio quel sito per tre anni
non lo deve dismettere, se c'è un problema può avere diciotto mesi
di proroga, dopo i tre anni invece può dismetterlo a condizione che
l'acquirente mantenga la destinazione industriale o artigianale
qualunque essa sia.
Cioè stiamo provando a dire
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Zafarana)
TURANO, assessore per le attività produttive. Così è scritto,
onorevole Zafarana, in maniera specifica al comma 9, queste
modifiche intervengono sul comma 9 della legge originale che sì ti
restringe i tempi per permettere all'imprenditore se dopo tre anni
non ha avuto fortuna di potere vendere, ma ti impone di aprire
l'attività per un triennio, ragione per la quale al comma 1,
lettera g) diamo pure parere contrario, invece, ripeto, con onestà
intellettuale, all'emendamento 13.4, se i colleghi chiedono che per
le aree di crisi complessa si possa intervenire con un prezzo di
favore, non avrei niente in contrario nella speranza che gli
insediamenti di Gela, di Termini e, qualora lo volesse riconoscere
il Ministero, anche di Siracusa potessero diventare appetibili.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, intervengo sul nostro emendamento,
il 13.2. Noi francamente, assessore Turano, non comprendiamo le
ragioni per cui durante
PRESIDENTE. È stato già bocciato questo emendamento.
BARBAGALLO. Non sento niente, Presidente, una cosa è certa, con
questi microfoni l'audio non è migliorato.
PRESIDENTE. L'emendamento 13.2 è stato già bocciato.
BARBAGALLO. Il tema resta però, Presidente, perché in tutta
l'evoluzione normativa
PRESIDENTE. Ho capito, i temi restano, ma
BARBAGALLO. Mi riservo di votare contro l'articolo.
PRESIDENTE. Noi più che proporlo in Aula e provare a bocciarlo
Voglio dire, è stato bocciato.
BARBAGALLO. Sì, ci riserviamo di votare contro l'articolo, anche
perché prima non sono riuscito ad intervenire.
In tutta l'evoluzione normativa nessuno mai in quest'Aula, dagli
anni 2000, 2010, 2015 perché questo testo ha subito corpose
modifiche, ha pensato di incidere sulla modifica della destinazione
d'uso degli immobili. È singolare pensare che dopo pochi anni dalla
realizzazione dell'immobile dobbiamo cambiare la destinazione
d'uso, cioè un insediamento che ha caratteristiche artigianali e
industriali dopo pochi anni lo modifichiamo per fare una pizzeria.
(Intervento fuori microfono)
BARBAGALLO. C'è scritto questo qua, oppure una Casa di cura
PRESIDENTE. Chiedo scusa, assessore Turano, se quando lei deve
intervenire me lo chiede, io le faccio avere la parola.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, vorrei che l'Assessore avesse anche
cognizione, diciamo, del fatto che così come in questo momento i
parlamentari leggendo le norme le interpretano in un certo modo,
deve interrogarsi come questa legge poi effettivamente sarà letta,
interpretata ed applicata da parte degli organi che dovranno
gestirla.
Assessore, lei sta scrivendo in una norma che nelle aree
industriali o artigianali - le ricordo che abbiamo cancellato un
secondo fa o servizi , giusto -, è consentita la variante di
destinazione d'uso. La destinazione d'uso è una variante
urbanistica, poi dice: No, non puoi fare la variante urbanistica ,
quindi o è artigianale o industriale, perché altre variante non ce
ne possono essere.
Assessore, dovete scrivere meglio le norme, perché poi le norme
c'è qualcuno che le deve applicare interpretandole. Qui state
prevedendo una variante di destinazione d'uso per poi dire che non
si possono fare delle
(Intervento fuori microfono)
CRACOLICI. Legga la lettera f), quarto rigo a seguire, da un lato
dite che si possono fare le varianti poi dite che non si possono
fare. Io credo che se stabiliamo che sono aree industriali e aree
artigianali
PRESIDENTE. Credo che se l'Assessore decide di accantonarlo un
momento No Assessore Così poi lo rivediamo con calma e lo
ripresentiamo, perché credo che qualche dubbio ci sia.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
nessuna difficoltà ad accantonare ma voglio essere chiaro.
PRESIDENTE. Ma tanto, Assessore, se lo accantoniamo sempre in
giornata è, perché ormai stiamo finendo. Per cui accantoniamolo un
attimo, andiamo avanti così poi ci fermiamo dieci minuti, vediamo
queste cose e poi...
TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente, mi
conforta, glielo avevo chiesto la scorsa settimana. Sono contento
che ci vediamo dieci minuti così capiamo meglio.
PRESIDENTE. Se possiamo lo facciamo sicuramente entro oggi.
Allora, accantoniamo un attimo l'articolo 13.
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Articolo 14
Modifiche all'articolo 18 bis della l.r. 8/2012
1. All'articolo l8 bis della legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 le parole pari al cinque sono sostituite dalle
parole pari al quindici e le parole al sette sono sostituite dalle
parole al quindici;
b) dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
1 bis. Le attività immobiliari di cui all'articolo 16, comma 14
sono ammesse sia per nuove costruzioni sia per edifici esistenti.
L'organo di vigilanza regionale è informato delle attività
autorizzate ai sensi del presente comma. In ogni caso all'IRSAP non
è concesso alienare aree ed immobili a soggetti che svolgono
attività immobiliare, ad eccezione delle operazioni di vendita con
patto di locazione (lease-back) e similari. .
Comunico che è stato presentato l'emendamento 14.1, degli
onorevoli Lentini ed altri. C'è un invito al ritiro perché risulta
inammissibile.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, no, no, assolutamente è
ammissibilissimo.
PRESIDENTE. Se lo dice lei.
LENTINI. Lo voglio spiegare.
PRESIDENTE. Lei intanto intervenga, sono assolutamente favorevole
al suo intervento.
LENTINI. E' ammissibilissimo, poi mi spiegherà l'Assessore la
motivazione. Le cose sono due, Presidente, lei che va spesso a
Cefalù, ha un'abitazione
PRESIDENTE. Ci vivo.
LENTINI. Quando ritorna in autostrada verso Palermo, la invito a
guardare sempre dritto e non a guardare a destra dove c'è la zona
industriale di Termini Imerese, perché si vergognerebbe dopo 20-30
anni che ci sono ancora aree abbandonate.
Ora le cose sono due: siccome l'IRSAP non naviga certamente
nell'oro, vorrei capire da dove devono rientrare questi quattrini?
Che cosa chiedo con il mio emendamento, aggiungo all'articolo
l'1ter per dire che il quindici per cento, c'è qualche collega che
addirittura parlava del trenta, ma io le dico il quindici, di
rispettare la legge n. 29 del 1995 perché prima era così era al
dieci, se noi questo quindici per cento delle aree lo destinassimo
sicuramente alle attività commerciali, sia per quelle nuove che per
quelle vecchie, ma solo il quindici per cento, considerata l'intera
area che sarebbe niente, Presidente, avremmo sicuramente degli
introiti che permetterebbero a questa benedetta Regione siciliana
che in ogni bilancio, in ogni finanziaria deve sborsare soldini per
questo istituto ed è impossibile. Quindi, non vedo quale sia
l'improponibilità dell'emendamento, qui parliamo di un introito a
favore della Regione siciliana, in questo caso dell'IRSAP. E'
impensabile fare questo Quindi se prego e più volte mi sono
dibattuto ma attraverso altri colleghi - ricordo l'onorevole Foti
che in III Commissione condivideva anche questo - ma è un introito,
è al contrario...
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, chiedo scusa, il testo prevede
esattamente questo, cioè il testo dice Al comma 1 le parole pari a
cinque sono sostituite dalle parole pari a quindici
LENTINI. L'ultimo deve leggere, l'1 ter.
PRESIDENTE. Con riferimento all'1ter l'articolo 30 è una
disposizione transitoria applicabile nelle more della riforma ASI,
pertanto l'emendamento confligge con la capacità di programmazione
dell'IRSAP . Questo è il motivo per cui non è
LENTINI. Signor Presidente, l'1ter ripristina la possibilità di
mettere le attività commerciali, perché con il 18 ter
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, siamo d'accordo sul concetto ma
l'articolo 30 non esiste più, cioè non ci sono più le ASI e per cui
noi dobbiamo e non possiamo fare...
LENTINI. Signor Presidente, non è così. Lo sto portanto
PRESIDENTE. Noi possiamo ragionare sull'emendamento 14.3, che al
limite...
Dice più o meno le stesse cose l'emendamento 14.3?
LENTINI. No, parla del 30 per cento.
PRESIDENTE. Addirittura, lo aumenta
LENTINI. Io mi fermo al 15 per cento perché c'è uno studio fatto
ad hoc.
PRESIDENTE. Benissimo, allora deve fare un subemendamento.
Scusi, se lei fa un subemendamento all'emendamento 14.3 e prevede
il 15 invece che il 30 per noi va bene. E' quello che è
inammissibile perché fa riferimento ad un qualcosa che non c'è più,
ha capito? Soltanto questo, non stiamo ragionando nel merito.
LENTINI. Quindi, devo fare un subemendamento per riportarlo a 15?
Ma che c'entra?
PRESIDENTE. Può avvicinare un attimo, che così parla con gli
Uffici e le spiegano tutto. Onorevole Lentini, non è nel merito il
problema. Non è nel merito. Questo lo dobbiamo ritirare perché è
inammissibile perché fa riferimento ad un articolo 30 di qualcosa
che non c'è più.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, il problema che evidenzia l'onorevole Lentini,
per il quale fin da subito dico che sono assolutamente contrario, è
un problema di merito. Noi abbiamo frazionato il 15 per cento
dell'investimento del singolo capannone per permettere
all'industriale o all'artigiano che produce di vendere prodotti che
lui realizza o i prodotti connessi all'attività di produzione.
L'onorevole Lentini, invece, vuole fare il 15 per cento
dell'intera area ASI per fare centri commerciali. Il che significa
che prima non sono stati pagati gli oneri di urbanizzazione,
successivamente si è comprato ad un prezzo di comodo e poi il
valore cresce in maniera esponenziale.
Quindi, capisco quello che c'è scritto nell'emendamento
dell'onorevole Lentini e dico che il Governo è assolutamente
contrario.
PRESIDENTE. Siccome il problema è dal punto di vista concettuale,
il Governo, ovviamente, sta dando parere contrario. Ma di fatto il
concetto è lo stesso dell'emendamento 14.3 che addirittura
porterebbe al 30 per cento. E' contrario pure a quello.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
infatti anticipo fin da subito che il parere del Governo sul 14.3 è
contrario.
PRESIDENTE. Benissimo, perfetto.
TURANO, assessore per le attività produttive. La posizione del
Governo è atteso che le ASI prevalentemente coincidono con le Zes
ed atteso che le Zes escludono il commercio dei benefici, la
volontà del Governo è di insediare imprese artigianali o
industriali.
PRESIDENTE. E mi sembra molto corretto, nel senso che non possiamo
rischiare che all'interno delle ASI il 15 o il 30 per cento sia
utilizzato per fare qualcosa di diverso rispetto al motivo per cui
le ASI vengono fatte, cioè se c'è da utilizzare per le aziende ASI
una loro parte per fare commercio dei loro prodotti è un conto, ma
se trasformiamo il 30 per cento delle ASI in zone commerciali è
chiaro che salta tutto, è un'altra cosa, onorevole Lentini.
Quindi, lo dico sia all'onorevole Lentini che all'onorevole
Tamajo. Capisco perfettamente qual è la posizione del Governo anzi
mi pare assolutamente corretta.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho spiegato non
una volta, cento volte Ho spiegato all'assessore Turano che la
legge - io per questo ho citato quella legge -, quella legge la n.
29/1995 prevedeva che il 10 per cento delle aree erano destinate ad
attività commerciali.
Questo 15 per cento non è che è un'invenzione perché si dà la
possibilità a chi dentro l'area svolge attività industriale e,
quindi, una parte viene destinata ad attività commerciale, anche
considerato il fatto che ci sono diversissime aree all'interno
dell'Irsap, ma non solo nella provincia di Palermo, ho parlato con
i colleghi anche della provincia di Catania, Siracusa...
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Lentini. Cerchiamo di capire
bene, anche l'onorevole Turano.
L'onorevole Lentini dice che quello che faceva parte della norma
transitoria cioè che in attesa della riforma aveva destinato un 10
per cento, ma sempre per quello che diceva l'onorevole Turano, per
la commercializzazione dei propri prodotti di ogni singolo, quello
per attività commerciali a prescindere
LENTINI. Dell'intera area, praticamente, Presidente, lasciando il
90 per cento ad attività industriale.
PRESIDENTE. Però devo dire che questa è la cosa che mi lascia
molto perplesso, perché non possiamo consentire che nelle aree
industriali vada un supermercato, un ipermercato.
LENTINI. Presidente, non è una questione di supermercati. Qui il
problema è utilizzare delle aree che sono morte Non ci sono
industrie, non c'è niente Da trent'anni sono morte
Diamo possibilità finalmente a questo ente di autofinanziarsi.
Le ricordo una cosa, Presidente, che le attività commerciali sono
quelle che pagano le tasse al 100 per cento, considerando il fatto
che gli altri non pagano niente, zero
PRESIDENTE. Il mio problema qual è?
Se l'area industriale ha un terreno che costa 10 e che viene
comprato per fare attività industriale, poi una parte di questo
terreno viene utilizzato, non per attività industriale, ma per fare
un'attività con lucro molto maggiore, allora non può costare 10
Quindi, o diventano aree commerciali con prezzo diverso, con regole
diverse.
Ma se noi utilizziamo quella che è l'attività industriale per poi
fare un'attività che invece industriale non è ed è commerciale,
credo che alle stesse condizioni con cui viene venduto un terreno a
un'industria è leggermente diversa la cosa.
È iscritta a parlare l'onorevole Foti, ne ha facoltà.
FOTI. Intorno a questo articolo un breve inciso sulla vicenda,
sugli emendamenti, e poi questo emendamento 14.3.1 perorato
dall'onorevole Lentini.
Personalmente ritengo che la desertificazione delle città, da un
punto di vista del commercio, dovuta alla presenza dei centri
commerciali, dovuta all'utilizzo di Amazon e quant'altro, nei modi
e nello stile del consumo dei cittadini, ci deve fare sbarrare gli
occhi in maniera serrata su questo argomento.
Aumentare le superfici di vendita commerciali lo ritenevo e lo
ritegno un errore, fermo restando che gli spacci commerciali, una
piccola zona dove riservare una vendita diretta ci può stare.
Se noi le zone industriali cominciamo a congestionarle di
automobili come fossero zone commerciali, non faremmo un buon
servizio.
Se diciamo che le zone industriali sono morte, dobbiamo farci una
domanda. Come fare ripartire l'industria, non come convertire in
zona commerciale le zone industriali. Chiuso questo inciso.
Volevo illustrare l'emendamento 14.2, perché è parzialmente
soppressivo dell'articolo e anche dell'emendamento a firma
dell'onorevole Lentini che, a questo punto - non ho capito - se
sarà messo in discussione.
Presidente, voglio cominciare da qualche anno fa. Il 19 novembre
2018 facevo parte di un altro Gruppo parlamentare. L'allora
Presidente del Gruppo presentò un disegno di legge che era
Disposizioni di liquidazione dell'IRSAP e disposizioni sulle
liquidazioni delle ASI .
Nasce spontanea la domanda, a cosa serve l'IRSAP?
E me lo richiedo ancora con più forza, dato che nel testo è
entrato questo 1 bis. Il comma 1 bis, di cui chiedo la
soppressione, e chiedo l'attenzione di tutti i colleghi, va ad
argomentare sull'articolo 16, comma 14.
Se abbiamo la bontà di andare a vedere il libretto con i
riferimenti normativi che ci sono stati favoriti dagli Uffici, al
comma 14 si dice nel caso di insediamenti realizzati da imprese di
costruzione e/o immobiliari che abbiano lo scopo di rivendere o
dare in locazione i lotti anche edificati da altre imprese nonché
quelli destinati all'esercizio di attività di commercio, gli oneri
vanno all'IRSAP - e qui va bene.
Diciamo che per questo tipo di attività del comma 14
dell'articolo 16 della legge n. 8 del 2012, sono ammesse per nuove
costruzioni sia di edifici esistenti, l'organo di vigilanza
regionale è trasformato nelle attività autorizzate ai sensi del
presente comma, in ogni caso all'IRSAP non è concesso alienare aree
e immobili a soggetti che svolgono attività immobiliare e compagnia
discorrendo.
Ora, Presidente, ma l'IRSAP cosa dovrebbe fare allora se non gli
è permesso concedere le aree a disposizione per costruire e fare
attività immobiliare, Assessore lei in Commissione ha avuto tutto
il tempo di parlare, mi lasci il mio senza agitarsi, perché c'è
tutto il tempo di discutere, e semmai di accantonare l'articolo,
perché l'attività immobiliare se noi in questo modo la destiniamo
anche a soggetti terzi, arrivati a questo punto, Presidente, mi
chiedo a che cosa serve l'IRSAP, basterebbe che l'IRSAP decidesse
di affidare tutte le aree da costruire e vendere a soggetti che si
occupano praticamente di leasing per derogare qualsiasi cosa.
E allora chiudiamolo questo IRSAP, perché non incassa, non
gestisce, non da promozione all'attività industriale, tant'è che
prima l'onorevole Lentini si disperava, e qui stiamo dando una
possibilità di cedere a soggetti terzi che potrebbero poi cercare
nuovi acquirenti, non lo sappiamo, ma fare sicuramente lottizzare,
cedere con attività immobiliari, e arrivati a questo punto l'IRSAP
stessa non avrebbe più senso, quindi io Presidente sono d'accordo
con la prima parte del comma che l'Assessore ha sistemato e
proposto per la Commissione, ma su questo 1 bis, francamente, non
posso che essere contraria.
PRESIDENTE. Grazie. Allora, scusi Assessore, prima di dare la
parola agli altri che l'hanno chiesta Zafarana, Cracolici e
Savarino, io vorrei capire una cosa, noi abbiamo avuto per
trent'anni una norma transitoria che ha dato la possibilità a
imprese commerciali slegate dall'attività industriale che si faceva
all'Asi, di potere per una misura pari al dieci percento, quindi
non ho capito qual è quella dell'Asi di potere andare a fare
attività commerciale.
Ora, io sono convinto che questa è una cosa assurda, e sono
d'accordo con lei, ma oggi di queste attività che ne facciamo, le
bruciamo. Io l'unica cosa che posso capire è certamente che è stato
sbagliato, se mi posso permettere, trent'anni fa fare norma
transitoria il fatto che si potesse fare attività commerciale là
dove c'è un terreno che costa dieci perché è industriale, perché
sicuramente c'è qualcosa che non va. Però è stato fatto questo
errore trent'anni fa, oggi quelli che ce l'hanno , e allora io dico
che se noi garantiamo a quelli che ci sono di restare, ma
certamente non aumentare il terreno dove possono farne altre,
allora questo lo posso capire, però quando lei dice nell'articolo
14 non è più prevista la possibilità che questi rimangano li o no,
mi faccia capire bene scusate, vorrei capire io personalmente prima
di potere decidere che cosa fare, prego.
TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente, se
vuole aggiungo una serie di particolari che fanno capire quello che
è successo in Sicilia in virtù di quella norma transitoria, al
netto dell'investimento fatto dalla Regione per espropriare i
terreni o per espropriare una parte di terreni, perché all'interno
delle ASI ci sono ancora proprietà private.
Ora risponderò anche all'onorevole Foti, e al netto
dell'investimento dicevo fatto dall'ASI delle opere di
urbanizzazione realizzate e del prezzo politico di assegnazione del
terreno all'imprenditore, e del fatto che l'imprenditore, per
realizzare un capannone industriale non ha pagato gli oneri
urbanistici, al netto di tutti questi vantaggi, nel 1995 si è
pensato di fare un'operazione, che io non ho dubbi a classificare
indicibile , una vergogna assoluta. Cosa si è scritto nella norma?
Che il 10% dell'ASI aveva destinazione commerciale. Il legislatore
immagino volesse intendere che era il 10% di ogni singolo
appezzamento, cioè permettere all'industriale di potere vendere, o
di potere anche commercializzare i prodotti affini alla propria
catena, invece è successo il contrario: che alla sera è stata
approvata la legge, e la mattina un imprenditore di un ASI
qualunque, che non intendo citare, ha presentato l'istanza, e il
suo capannone di diecimila metri quadrati è diventato dalla notte
al giorno commerciale, passando da un valore di un euro e
cinquanta, al valore di cinquecento euro al metro quadrato. Non
solo, uno per ASI, uno per ASI, anche in provincia di Trapani.
Su questa norma transitoria è intervenuto l'Ufficio legislativo e
legale della Regione, dicendo: poiché è nata l'IRSAP, e la norma
era transitoria, di fatto è implicitamente abrogata . Io sto
scrivendo che è definitivamente abrogata, così dubbi non ce ne
sono, e non ci sarà spazio per me - per quello che mi riguarda, poi
l'Aula è sovrana - di aprire varchi per trasformare le aree
industriali in aree commerciali. Aggiungo che il singolo
insediamento può avere una porzione commerciale per vendere, perché
serve all'impresa che lavora tutto il giorno lì.
Detto questo, Presidente, voglio essere ancora più chiaro. I
centri commerciali che sono all'interno delle IRSAP rimangono, sono
in virtù di un titolo, nessuno li può toccare, ma certamente non si
può permettere di fare altre operazioni di questo tipo. Quindi il
parere del Governo è chiaro, è contrario all'emendamento 14.1;
contrario all'emendamento 14.3, perché innalza in maniera
esponenziale l'area, di fatto trasformando l'interesse commerciale,
che diventa prevalente rispetto all'interesse industriale; e sulla
lettera b), che l'onorevole Foti ha indicato, il Governo è
contrario, perché dobbiamo sapere qual è la storia dell'ASI.
Immaginiamo questa sala come un'area ASI: metà espropriata, e metà
mantenuta dai privati. I privati, che mantengono l'area con
destinazione industriale, all'interno della loro area devono potere
fare attività immobiliare, perché è loro l'area, il terreno è loro,
è individuato con un atto del Piano regolatore di venti, trent'anni
fa, e non è stato mai espropriato. Di contro, con la lettera b)
diciamo che è l'ASI invece che non si può prestare a fare attività
immobiliari, nel senso che deve mantenere la destinazione
industriale o artigianale, come ho spiegato nell'emendamento
precedente, per tre anni, purché l'attività si avvii per davvero,
quindi dopo tre anni dall'avvio dell'attività, perché un
imprenditore che ha dei benefici ci deve scommettere per davvero,
quindi va in senso diametralmente opposto. Con l'ultimo capoverso
abbiamo scritto che non si considerano attività immobiliari le
operazioni di leasing, perché l'imprenditore spesso non ha i soldi
per comprare l'immobile e fa un mutuo con la banca, o un leasing, e
di fatto è la banca proprietaria di quell'immobile fino all'ultimo
pagamento, quindi l'ASI non può subordinare l'inizio dell'attività
e i benefici al pagamento dell'ultima rata, mi sembrano norme di
buon senso che garantiscono tutto questo.
Detto questo, per concludere, evidenzio che le ASI sono diventate
di fatto ZES, e che all'interno delle ZES non vengono incentivate
le attività commerciali, quindi sarebbe una follia pensare di
realizzare prevalentemente attività commerciali, che
significherebbe non invogliare le persone ad investire per attività
industriali e artigianali.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
PRESIDENTE. Colleghi, si erano iscritti a parlare gli onorevoli
Savarino, Zafarina, Cracolici e Lupo.
Prego, onorevole Savarino.
SAVARINO. Io volevo solo sottolineare che questa normativa portata
oggi in Aula dall'assessore Turano serve ad aiutare un processo
avviato già nella scorsa legislatura, ma assolutamente completato
adesso, di istituzione delle ZES in moltissime aree industriali.
L'istituzione delle ZES ha comportato un procedimento complesso che
ha coinvolto, non solo gli enti locali, non solo la Regione
Siciliana, ma pure il Governo nazionale.
Se dovessimo snaturare oggi, dopo che è stata fatta una
perimetrazione delle aree, dopo che sono stati condivisi una serie
di processi anche - ripeto - non solo con gli enti locali, ma col
Governo nazionale, se dovessimo snaturare adesso quelle aree
facendole diventare parzialmente commerciali, rischieremmo di
inficiare assolutamente un processo importante come quello di aiuti
fiscali che con le ZES diamo alle imprese già ricadenti in quelle
aree, e a quelle che andrebbero a nascere. Quindi, c'è da stare non
attenti, di più. Perché è vero che adesso in molte di queste aree
ci sono dei magazzini che sono sonnolenti, degli altri che sono
abbandonati, ma è pure vero che l'idea del Governo Musumeci, in
sinergia con le altre forze e Istituzioni, è quella che queste
diventino zone di insediamento industriale con fiscalità di
vantaggio. E, quindi, promozione di nuove assunzioni, di lavoro, di
nuove imprese, di nuovo sviluppo.
Quindi, stiamo attenti a non utilizzare uno status quo che è vero
di disastro in molte realtà, ma senza avere di mira l'obiettivo che
il Governo si è dato, e su cui già si è lavorato, che ha ottenuto
risultati assolutamente importanti per lo sviluppo della nostra
Terra.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha
facoltà.
ZAFARANA. Avevo chiesto di intervenire precedentemente, quando
ancora non avevamo sviscerato in modo corretto la materia.
Chiaramente, rassicurata in questo momento dalle parole
dell'Assessore nel suo intervento, rimaniamo intesi che la norma
attualmente intende prevedere un ampliamento per gli usi
industriali al 15 per cento, e per gli usi artigianali al 15 per
cento. All'interno del capannone, non mi riferisco all'area. Perché
qua il ragionamento che, invece, è secondo me da non mettere
neanche in discussione è che il riferimento delle percentuali sia
riferito all'area.
Se noi rimaniamo sull'immobile ok, ci siamo intesi perfettamente.
Anche perché voglio ricordare che l'intendimento, comunque, della
norma all'articolo 18 già prevedeva la soppressione dell'articolo
30 della legge n. 29/1995. Pertanto, noi in quel solco ci siamo
mossi. Perfetto, volevo avere chiarimento su questo e ci siamo
intesi perfettamente. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Premetto che sono d'accordo col Governo. Nel senso che
mi pare lapalissiano il ragionamento che ha fatto l'assessore
Turano che la possibilità di attività connesse alla
commercializzazione è insita nell'attività di produzione. Quindi, è
consentita una parte del capannone, dell'area che ogni azienda ha
avuta assegnata, di potere esercitare l'attività di vendita dei
propri prodotti.
Quando dico questo, voglio dire ai colleghi che, invece,
propongono un'altra cosa, rispetto all'intero territorio dell'area
industriale, che commettono un errore di natura urbanistica, qui
l'assessore all'urbanistica dovrebbe, più di altri, insorgere. Gli
standard urbanistici per le aree commerciali sono completamente
diversi da quelli per le aree industriali e artigianali. Perché un
metro quadrato di utilizzo per le aree industriali e artigianali ha
degli standard molto bassi di parcheggio, di verde, di servizi
connessi. L'area commerciale ha invece uno standard connesso
all'attività commerciale che amplia gli spazi, perché deve avere i
parcheggi di una dimensione tale da essere in rapporto alla
superficie commerciale etc., l'area a verde, l'area dei servizi
connessa all'attività commerciale.
È evidente che noi non possiamo consentire che le aree industriali
che avevano una finalità, ancorché alcune cose che dice il collega
Lentini ha perfettamente ragione. Io penso che sia figlia anche di
una storica mala gestio' delle aree industriali. Perché se abbiamo
aree industriali che sono i templi del deserto industriale,
probabilmente c'è stata una gestione, non è che erano di proprietà.
Non è che l'area industriale è di proprietà di qualcuno, è di
proprietà pubblica. Se non c'era una azienda che svolgeva una
attività, poteva essere assegnata ad un altro soggetto, invece
ognuno ha pensato di costruirsi come la propria proprietà. Usiamo
questa espressione.
Non sono invece d'accordo con il Governo sulla questione che ha
posto la collega Foti per una ragione, Assessore. Tra l'altro,
leggendo la norma così come l'avete scritta, io continuo a pensare
che uno deve fare l'interprete delle norme. La leggo. Le attività
immobiliari di cui all'articolo 16, comma 14 della legge del 2012,
sono ammesse sia per le nuove costruzioni sia per edifici
esistenti. Quindi le attività immobiliari sono ammesse. L'organo di
vigilanza regionale è informato sulle attività autorizzate ai sensi
del presente comma. In ogni caso all'IRSAP non è concesso alienare
aree ed immobili a soggetti che svolgono attività immobiliari.
Scusami, o si scrive semplicemente
PRESIDENTE. Assessore Turano, dopo può replicare per intero.
CRACOLICI. Premesso che l'esempio che ha fatto lei dell'Aula, e
poi ha citato la banca che dà il mutuo, le ricordo - ma qui c'è
l'Assessore al bilancio che è un esperto anche di credito - che
quando una banca concede un mutuo appone l'ipoteca, non è che
diventa proprietario dell'immobile. Quindi, l'esempio che lei ha
fatto che la banca è proprietaria, e non può esercitarsi l'attività
di investimento connessa al titolo di proprietà che manca, ha fatto
un esempio sbagliato, perché quando un imprenditore, ancorché è
titolare dell'area privata, vuole realizzare un manufatto, un
capannone, perché destinato, proprio per le cose che dicevamo
prima ci stiamo prendendo in giro
Cioè, tu chiedi un mutuo e la banca ti appone l'ipoteca. Non
diventa proprietario, lo diventa se non paghi. Ma in quel caso è
corretto che se tu costruisci un capannone nella tua proprietà,
cioè dove tu sei proprietario del lotto, puoi metterlo nel mercato,
quindi lo puoi affittare etc. fermo restando la destinazione. Però,
mi permetto di dire ancora una volta che le norme, quando si
scrivono, devono essere chiare. Allora, o si dice che per i lotti
di cui non ha la proprietà l'IRSAP è consentita la possibilità di
realizzare capannoni, fermo restando la destinazione urbanistica
connessa, i quali a loro volta possono cedere in affitto anche
questi capannoni. Cioè tutto questo discorso è completamente come
dire un po' meno tortuoso di come l'abbiamo scritto qua'. Perché
non si può dire che le nuove costruzioni sono ammesse, ma l'IRSAP
no. Perché poi è una cosa complicata. Allora si dice per le aree i
cui lotti sono di proprietà privata, e non dell'IRSAP, è consentita
la realizzazione e anche la possibilità di affitto a terzi per
l'esercizio di attività industriali o artigianali. Ecco le chiedo,
anche su questo, di riscriverlo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente. Ha già
detto bene l'onorevole Cracolici. Io penso che bisogna essere
assolutamente chiari quando si scrivono norme che, poi, hanno un
impatto importante sul territorio, e determinano conseguenze
significati.
Mi riferisco, in particolare, all'espressione utilizzata alla fine
della lettera b) ad eccezione delle operazioni di vendita con
patto di locazione, leasing back e similari'. Può sembrare un
particolare trascurabile, a mio avviso non lo è per niente. Bisogna
chiarire quali sarebbero queste operazioni similari', perché non
si può lasciare alla Pubblica amministrazione una discrezionalità
totale dell'interpretazioni di legge che, così scritte, significano
ben poco e rischiano solo di creare confusione e di determinare
conseguenze negative sotto tutti gli aspetti.
Quindi, invito anch'io l'Assessore, il Governo, a riformulare la
proposta che, ovviamente, ci riserviamo di valutare con maggiore
attenzione, ma che così com'è scritta, in questo momento, non può
trovare la condivisione del Partito Democratico.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io voglio
ricordare all'Aula che uno le cose non è che se le inventa. Allora,
il 26 maggio Presidente ho chiesto, ho fatto un accesso agli atti
all'IRSAP per conoscere, quindi per non parlare a vanvera, per
conoscere i dati esatti, le concessioni esatte riguardo alle
proprietà, alle aree industriali, artigianali, commerciali.
Faccio una domanda all'assessore. Da quella legge, Presidente -
quando appunto si parlava della norma transitoria - era stato
assegnato il dieci per cento delle attività commerciali. Tenga
presente che, a tutt'oggi, ci sono dei contenziosi aperti da anni.
Quindi, il problema qual è? Che così come diceva l'assessore, chi
all'indomani ha avuto la possibilità di buttare quattrini, ha
costruito immediatamente e ha fatto tutto. Il resto, praticamente,
non hanno avuto la possibilità di fare nulla.
Quel dieci per cento non è stato rispettato. Sì e no sarà il
cinque per cento, rispetto a quella legge.
Questi contenzioni, Assessore, perché non avete risposto alla mia
richiesta di accesso agli atti?
E parli e ci dica, informi l'Aula, riguardo ai contenziosi
riguardo a quel dieci per cento di attività che ancora sono in
attesa, che aspettano che l'IRSAP e l'assessorato alle attività
produttive dicano la propria. E dopo ne riparliamo.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Prima
l'onorevole Ragusa, poi l'onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Siccome conviene che Ragusa parli dopo di me.
PRESIDENTE. Lo decide lei se conviene che parli prima o dopo? Lei,
onorevole Ragusa, è convinto che le convenga parlare dopo?
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Io parlo quando
mi prenoto, quindi parlo ora
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, volevo per un attimo ricomporre
quella che è stata la filosofia che noi abbiamo vissuto per questa
norma in Commissione. La filosofia di questa norma è quella di dare
la possibilità, una volta per tutte, di poter implementare,
aumentare la possibilità di sviluppo nelle aree ASI oggi, domani
IRSAP.
Se la filosofia è questa, io ritengo ci sia poco spazio per altre
cose, perché diventiamo anche poco credibili, io rispetto anche gli
interventi dei miei colleghi, che sono importanti, e quando ci
chiediamo tutti, ma perché non siamo attrattivi? Perché io immagino
Miccichè che abita a Bolzano e che vede in queste nostre aree
industriali la possibilità di sviluppo al Sud, tant'è che abbiamo
inserito in queste aree le ZES, tant'è mi pare in attuazione anche
le zone franche vicino ai porti. Se la filosofia è questa, noi
dobbiamo continuare a crescere e a credere in questa filosofia,
perché altrimenti facciamo un po' di miscuglio che alla fine non
porterà niente di buono.
Detto questo, volevo anche comunicare chi ha tratto delle attività
commerciali che nella legge sul commercio vi è allo studio un
emendamento dove si parla di distretti commerciali, dove ci si può
abbandonare a questa meravigliosa cosa che è il commercio, spero
tutti italiani, spero in particolare siciliani, certo mi inibisce
un po' il fatto della Cina. Per evitare che qualcosa diventi anche
invasiva, cerchiamo di riprendere la filosofia che ha bisogno in
questo momento la nostra Terra.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, io ho ascoltato con attenzione il
dibattito. Assessore Turano, la norma è scritta veramente male,
peraltro anche dal punto di vista formale, c'è l'assessore Armao in
Aula che può testimoniare bene e meglio di me, la legislazione
tecnica regionale parla di aree artigianali e di imprese artigiane.
Qua spunta un'area artigiani che, anche dal punto di vista della
locuzione formale, sta veramente male, è una norma che resterà,
sistemiamola, c'è la Commissione, l'accantoniamo un attimo signor
Presidente, siamo tutti qua.
PRESIDENTE. Assessore Turano, lei dopo questo dibattito che idea
si è fatto dell'articolo 14? Poi le dico la mia.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente
vuole dire la sua?
PRESIDENTE. Ci sono troppe cose che sono poco chiare. Non c'è
dubbio che il tutto nasce da una norma certamente che non riguarda
noi, né i precedenti, parliamo di 30 anni fa, dove è stato fatto
evidentemente un errore, o voluto o non voluto, ma certamente è
stata fatta una norma che lascia oggi interpretazioni molto
equivoche su quello che può essere fatto all'interno dell'IRSAP,
una volta ASI.
Se noi vogliamo sistemare questa vicenda, io credo che non
riusciamo a farlo adesso, in Aula e col dibattito parlamentare
senza che si riveda il testo che ci è stato presentato. Per cui la
mia proposta non può che essere quella, sull'articolo 14,
addirittura oserei dire qualcosa in più dell'accantonamento, cioè
rivediamolo bene e al limite ne facciamo un oggetto, perché mi
sembra molto complicato trovare la soluzione oggi. Non c'è dubbio
che, ripeto, l'errore non è nostro, e non è neanche di un passato
prossimo, ma di un passato remoto, però io non so come la possiamo
andare a sistemare oggi questa vicenda. Poi lei decide quello che
vuole fare.
TURANO, assessore per le attività produttive. Il dibattito è stato
la chiaro, e la posizione del Governo, mi permetto di dire,
chiarissima.
Detto questo, siccome il cuore della legge è l'articolo 15, e io
avevo auspicato che lei potesse fare una riunione per dirimere i
punti di contrasto, ci siamo, io non ho nulla in contrario a che si
possano aggiornare i lavori a domani, o a quando deciderà lei,
perché si utilizzi un giorno per rivedere l'articolo 15, cui ci
sono tanti emendamenti, e per eventualmente correggere l'articolo
14, fermo rimanendo che in questa correzione l'Aula è sovrana, può
votare quello che vuole, deve essere chiara qual è la mia
posizione, non personale, ma del Governo. Cose indicibili come
vent'anni io non sono disposto ad avallarle, posso subirle.
Detto questo, visto che sono accantonati soltanto due articoli, il
5 e il 13, che si possono risolvere facilmente
PRESIDENTE. Anche sull'articolo 15 ci sono dei problemi.
L'articolo 5 lo risolviamo facilmente, non è un problema.
TURANO, assessore per le attività produttive. Sull'articolo 13 non
mi sembra di capire
PRESIDENTE. Anche quello. Il problema è questo, l'articolo 14 e il
successivo articolo 15.
TURANO, assessore per le attività produttive. Se sugli articoli 14
e 15, signor Presidente, che sono il cuore della legge, vogliamo
prenderci 24-48 ore di tempo perché si possa fare una sintesi alla
luce
PRESIDENTE. Io direi anche meno, io vorrei che domani se
potessimo, tra stasera e domattina, rivederlo, in modo che domani
si possa comunque votare la legge.
TURANO, assessore per le attività produttive. Ecco, allora, quindi
la posizione mia è se possiamo oggi pomeriggio fermarci, domani
mattina sotto la sua guida capire qual è l'obiettivo del
legislatore sull'articolo 14, se dobbiamo riscriverlo in qualche
parte non è un problema, qual è l'obiettivo del legislatore
sull'articolo 15 e domani pomeriggio in mezz'ora possiamo approvare
il 14, il 15 e di fatto la legge.
PRESIDENTE. Allora, io farei una cosa, onorevole Ragusa,
presidente della Commissione, avendo capito dal dibattito che
sull'articolo 14 il problema vero è comunque non consentire che, al
di là dell'esistente, ci possano essere situazioni anomale come
quelle che sono state purtroppo create trent'anni fa, quindi al
massimo arrivare alla conservazione delle situazioni che ci sono,
che certamente non possiamo annullare, ma evitare assolutamente la
possibilità di allargare questa anomalia.
Avendo capito che è questo il problema, e rivedendo l'articolo 15
su cui noi abbiamo delle obiezioni che possiamo fornire
direttamente alla Commissione e all'Assessore, fino ad oggi le ho
soltanto scritte qua, perché sono le note degli Uffici, ma noi le
possiamo fornire sia all'Assessore che alla Commissione in modo che
le valutiate e domani pomeriggio riaprire l'Aula con la
sistemazione dell'articolo 5 che dovrebbe essere abbastanza facile,
questa dell'articolo 14 e il successivo articolo 15.
Io credo che se queste cose le riuscite a risolvere domani in
Commissione, noi domani in Aula in venti minuti finiamo il disegno
di legge. Perché io vorrei che il disegno di legge comunque si
finisse, credo che ci sia stato uno sforzo importante da parte del
Governo, prima di fare la riforma, e poi di accontentare le
richieste dei Gruppi parlamentari, quindi sarebbe veramente stupido
da parte mia immaginare di non concludere l'iter di questo disegno
di legge, e ormai che siamo qua lo vorrei concludere prima di fare
qualsiasi altra cosa.
Per cui, se non riusciamo stasera, al massimo domani, e però
rivedere due o tre cose che oggettivamente lasciano qualche
perplessità. Per cui, se ci prendiamo qualche ora per rivederlo non
succede niente.
Quindi, se lei è d'accordo io la rimanderei in Commissione, anche
senza il voto dell'Aula, per questi motivi, per rivedere questi due
articoli; quindi, che a qualcuno non venga in mente domani di dire
che lo devo incardinare nuovamente o devo dare apertura per gli
emendamenti. Lo sto mandando in Commissione, non c'è un rinvio in
Commissione, lo sto mandando io in Commissione, se l'Assessore è
d'accordo e il Presidente è d'accordo, per rivedere tutte le cose
che vanno riviste.
Presidente Ragusa, lei è d'accordo?
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Sì, sono
d'accordo, aspettavamo questo momento in modo tale che ci
raccordassimo un po' tutti, Governo, Presidenza, funzionari, perché
domani mattina tra l'altro noi avevamo già invitato l'Assessore
Turano per iniziare la norma sul commercio. Quindi viene tutto
quasi messo in equilibrio, ci vediamo domani mattina in Commissione
alle ore 11.00, tutti insieme per cercare di portare a casa questo
risultato.
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, anche lei alle 11.00 in
Commissione.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, sull'articolo 14 volevo ricordare al
Presidente che quel dieci per cento a cui io faccio riferimento non
è un aumento, ma è per togliere tutti quei contenziosi, quindi
bisogna confermare quel dieci per cento e basta, non quelli che
l'hanno fatto e quelli che non ci sono riusciti, i contenziosi sono
rimasti aperti.
PRESIDENTE. Non c'è problema, ve la vedete domani in Commissione e
poi lo rivediamo qua in Aula. Onorevoli colleghi, fermo restando
che la decisione presa è questa, la Terza Commissione è convocata
domani, alle ore 11.00, dall'onorevole Ragusa per rivedere questo
testo, e poi ci rivediamo in Aula.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, considerato che domani il componente
della Commissione di merito non c'è, che è l'onorevole Barbagallo,
io domani non sarò in Aula per ragioni personali, volevo chiede la
cortesia, rispetto alla sua determinazione, di concerto con la
Commissione, se domani visto che è stata convocata la Commissione,
e mi pare che il Gruppo del PD su questa legge sta dimostrando di
volerla, non solo fare, ma cercare di fare al meglio, io le volevo
chiedere se è possibile uno spostamento di ulteriori 24 ore. Questa
è una legge che sta in Parlamento da molto tempo, quindi per
consentirci di essere fisicamente in Aula per l'esame.
PRESIDENTE. Io vorrei soltanto su questa proposta, intanto chiedo
al Governo se ha problemi, non credo, se i Capigruppo mi guardano e
mi danno l'ok, nel senso che giovedì però si viene effettivamente a
votare la legge con l'impegno vero, coerente e leale di tutti, io
sono assolutamente d'accordo, farci passare la settimana preferirei
di no.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, io volevo aggiungere a quello che ha
detto il Presidente Ragusa che noi già eravamo convocati domani con
l'agenda attività produttive e, tra l'altro, avremo un'audizione
che riguarda i pensionati della ex ASI.
Lei ricorderà che in finanziaria abbiamo anche incontrato questi
pensionati, e c'era un emendamento firmato, insomma, da tutti i
partiti, il Partito Democratico, l'onorevole Marziano ci ha mandato
le raccomandazioni dalla scorsa Legislatura. Ora, noi domani
abbiamo anche un'audizione su questo tema, che tra l'altro è un
aggiuntivo. Abbiamo convocato anche l'assessore Zambuto per capire
se dal Fondo Pensioni si può dare soddisfazione minima a queste
persone che vivono letteralmente in uno stato di povertà, e
permettere anche all'onorevole Turano, che aveva assunto come dire,
benevolmente, alcuni impegni.
PRESIDENTE. Intanto portiamo avanti il disegno di legge, poi,
questi sono problemi che
FOTI. Tratteremo un aggiuntivo che sarà trattato, mi auguro, poi
in Aula, dato che c'era la firma di tutti, dato che questi
pensionati sono in tutte le province.
PRESIDENTE. Lei ha perfettamente ragione, ma noi qua facciamo le
leggi, poi i problemi delle pensioni li risolviamo, lei fa un
intervento.
FOTI. Pensionati dell'ASI, ovviamente; pensionati dell'ASI.
PRESIDENTE. Sì, ho capito.
Va bene, allora scusatemi, onorevole Foti, la prego di
raggiungermi per darmi anche una mano, perché ci sono tutti gli
interventi ai sensi dell'articolo 83.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Sì, il rinvio è alle ore 12.00 o di pomeriggio.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Cosa? Abbiamo deciso per giovedì? Va bene per voi alle
ore 12.00, per me non c'è problema. Un attimo. Sì, appunto, mi
sembra molto più semplice alle ore 16.00.
Intanto, l'Aula sarà rinviata a giovedì prossimo alle ore 16.00.
Sull'ordine dei lavori
LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Però sull'ordine dei lavori? La decisione per giovedì è presa.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per invitarla
a valutare l'opportunità di fare Aula domani su atti ispettivi,
considerato che abbiamo migliaia di interrogazioni parlamentari
alle quali il Governo non ha ancora risposto, penso di non
esagerare, quindi se ci fosse qualche assessore disponibile a
rispondere sugli atti ispettivi, è importante.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, purtroppo non si è capito una
parola
LUPO. Ripeto, invito la Presidenza a considerare, ovviamente mi
rivolgo anche al Governo, la possibilità di svolgere Aula domani
pomeriggio su atti ispettivi, interrogazioni e interpellanze,
considerato che ne abbiamo migliaia alle quali il Governo non ha
avuto modo di rispondere. In relazione alle disponibilità che il
Governo offre, se c'è qualche assessore disponibile, tutte le
Rubriche praticamente meritano di risposte urgenti ad atti
ispettivi.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, martedì prossimo, o comunque per la
prossima settimana chiederemo la disponibilità per tempo agli
Assessori. È chiaro che oggi per domani è veramente improbabile.
Lei sa perfettamente che io concordo con questa sua richiesta però,
dico, andrebbe formalizzata in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, ma qui mi dicono, chiameremo gli assessori. E,
probabilmente, dobbiamo prima reperire la disponibilità degli
assessori.
Ascolti, l'onorevole Cracolici ha chiesto, per motivi personali,
la cortesia di trattare l'argomento che c'era all'ordine del giorno
dopodomani. Oggi, martedì per mercoledì non riusciamo ad avere ed a
sincerarci della presenza degli assessori, quindi, l'attività sarà
certamente incardinata per la prossima settimana.
LUPO. È la sua risposta?
PRESIDENTE. No, è la risposta degli Uffici che mi dicono che
devono chiedere la disponibilità agli Assessori. Non si preoccupi
che io parlo per me.
Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo 83, comma 2, ci sono
una serie di interventi. Scusate, me li fate scrivere? Ho visto che
sono iscritti gli onorevoli Zafarana, Catanzaro, Di Paola. Ci sono
altri?
È iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha facoltà.
Assessore Turano, se facciamo intervenire l'onorevole Zafarana?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, le ho risposto con chiarezza. Glielo
ripeto. Gli Uffici mi dicono che oggi alle ore 18.00 non sono in
condizione di darci la certezza che domani all'improvviso
l'Assessore per l'energia, piuttosto che per l'agricoltura possa
rispondere alla Rubrica delle interrogazioni.
Per questo mi dicono che per la prossima settimana, accertatasi
della presenza degli Assessori al ramo delle rubriche che ci
interessano, ci sarà attività. Lei, mi ha chiesto se stavo
rispondendo in nome e per conto del Governo, e io le ho detto che
ho risposto in nome e per conto mio e degli Uffici.
In questo momento non sono nelle condizioni di stabilire l'ordine
del giorno per domani, a meno di 24 ore, perché non so
realisticamente se gli Assessori sono disponibili o non sono
disponibili. Gli impegni non ce li hanno soltanto i suoi colleghi o
noi parlamentari, ce l'hanno anche gli Assessori.
Domani ci poteva essere l'assessore Turano. Se l'assessore Turano
vorrà rispondere alla Rubrica Attività produttive' in generale, ce
lo abbiamo qui e raccolgo la sua disponibilità.
Chiediamo all'Assessore Armao se disponibile?
Assessore Armao, è disponibile domani? Non è disponibile.
Se c'è qualche altro Assessore si faccia avanti, diversamente gli
Uffici contatteranno come è prassi.
TURANO, assessore per le attività produttive. L'Assessore
Baglieri domani è disponibile a rispondere alle interrogazioni.
PRESIDENTE. È incredibile dovere fare l'ordine del giorno
telefonicamente sul momento.
Sarete raggiunti da e-mail che vi avvisa di eventuale, formale
disponibilità a rispondere a interrogazioni con delle risposte.
Sarà raggiunto da e-mail, non potrà saperlo in tempo reale.
Forse non mi spiego in maniera comprensibile per l'onorevole
Lupo.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Zafarana.
ZAFARANA. Signor Presidente, volevo cogliere l'occasione, ai
sensi dell'articolo 83, di porre all'attenzione di quest'Aula il
fatto che siamo nella settimana in cui celebriamo la giornata del
25 novembre, ma chiaramente tutta la settimana è dedicata
all'impegno al contrasto alla violenza di genere.
Sappiamo come questo tema è molto sentito.
Tutte le istituzioni e tutta la politica deve farlo proprio e
deve farlo proprio in ogni suo aspetto.
Come sappiamo, negli anni la sensibilità fortunatamente è
cresciuta, ma purtroppo anche dovuta alle recenti situazioni
emergenziali della pandemia, sono cresciute le denunce e sono
cresciute
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, so che lei è sensibile sulla
questione della violenza sulle donne, idem l'Assessore Turano,
quindi vi prego di ascoltare l'onorevole Zafarana.
La stessa cosa per gli onorevoli Di Paola e Siracusa.
ZAFARANA. Non sono diminuite purtroppo invece le denunce, non
sono diminuiti gli omicidi che hanno questa causa.
È un tema complesso che va affrontato e credo che ciascuno di noi
debba fare la propria parte, credo vada affrontato dal punto di
vista sanitario, nella prima risposta, vada affrontato dal punto di
vista istituzionale e affrontato dal punto di vista sociale.
Vorrei porrei il tema perché possa essere questo momento di
riflessione, perché possa essere un momento, un paletto, un
segnaposto per dire quando saremo in finanziaria, quando saremo
anche nella prossima variazione e poi in finanziaria, posto che ad
oggi mi risulta che i contributi relativi alle borse lavoro e i
contributi relativi al reddito di libertà sono stati spesi al 2018
- faccio riferimento al fatto che siamo anche indietro
nell'erogazione di questi due importanti strumenti.
Vorrei che tutti quanti noi ponessimo l'attenzione su questo tema
e che ce lo ricordassimo allorquando da parte del Governo, o ove il
Governo non ricordi, da parte del Parlamento, se appunto porremmo
all'attenzione di implementare queste risorse, come già fatto in
altre occasioni, che questo possa essere accolto perché - ricordo a
me stessa - che noi abbiamo attualmente al 2018 erogazioni che
hanno coperto, per quanto riguarda il reddito di libertà, soltanto
diciotto misure indirizzate appunto a diciotto percorsi di
imprenditoria femminile, e pochissime risorse per 180 mila euro per
quanto riguarda le borse lavoro.
Perché mi concentro su questo tema? Perché se davvero vogliamo
combattere e contrastare la violenza di genere, e anche permettere
alle donne di denunciare, e pertanto potersi fondare su una
prospettiva futura di autonomia e di potere crescere i propri figli
nella serenità, dobbiamo appunto puntare a rendere strutturali
quelli che sono i servizi di accoglienza, i servizi chiaramente che
già esistono sul territorio grazie ai Cav, grazie alle realtà che
appunto proteggono la donna nel primo momento ove necessario, ma
poi ci dobbiamo centrare su quello che è il percorso di
indipendenza economica e permettere appunto anche l'autonomia,
l'inclusione lavorativa, per dare una prospettiva seria e certa.
Pertanto, con le poche risorse appostate fino a oggi, sicuramente
non avremo dato seguito in maniera corretta agli intendimenti che
invece penso che tutti quanti noi dovremmo perseguire, e pertanto
anche cogliendo qui con favore l'occasione della presenza
dell'assessore Armao, che proprio appunto nella materia
dell'economia e delle risorse della nostra Regione è chiaramente
colui che ha la delega, che ci possiamo tutti insieme ricordare di
questo tema allorquando poi ci troveremo a vergare gli appostamenti
finanziari sulle le risorse finanziarie sulla tabella G, che come
sappiamo prevedono le disposizioni inerenti la legge 3 del 2012 e
sul reddito di libertà regionale.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto
della presenza in Aula del Governo per rappresentare la grave
situazione in cui versano in questo momento alcune scuole
siciliane, purtroppo l'aumentare di alcuni fenomeni e la
tropicalizzazione del clima sta rendendo sempre più preoccupante la
situazione manutentiva anche degli edifici scolastici.
Abbiamo visto il caso nelle scorse settimane del Boggio Lera di
Catania.
Mi corre l'obbligo di rappresentare la stessa gravità in altre
scuole, come ad esempio il Liceo scientifico Maiorana di San
Giovanni La Punta, per cui abbiamo anche depositato
un'interrogazione scritta e un in interpellanza per conoscere le
intenzioni e la condotta del Governo, oltre a intervenire con i
fondi comunitari, quelli della programmazione, per cui anche il
centro sinistra al Governo ha dato il proprio contributo affinché
venissero sbloccati e messi a disposizione delle città
metropolitane e dei liberi consorzi.
Il tema vero, Presidente, a nostro giudizio, è quello di reperire
delle risorse per le somme urgenti, sempre somme urgenze e delle
risorse congrue nel bilancio regionale è stato previsto soltanto un
milione di euro lo scorso anno. C'erano alcuni emendamenti del
partito democratico per rimpinguare queste risorse, purtroppo sono
stati bocciati, io credo che non è più differibile questo tema,
altrimenti ci ritroveremo non uno, ma tanti casi come quello del
Boggio Lera di Catania, e mettiamo a rischio la sicurezza dei
nostri figli in un momento in cui, come ho detto in premessa, le
condizioni metereologiche sono sempre più imprevedibili.
Quindi abbiamo depositato questi atti ispettivi urgenti anche per
mezzo dell'assessore Armao che è oggi in Aula, e ci auspichiamo che
il Governo, e segnatamente l'assessore Lagalla, diano congruo
riscontro, perché ci sono anche delle manifestazioni studentesche
in atto, delle occupazioni ecco, e non vorremmo che la tensione
salga in un momento e in un tempo veramente difficile in cui
l'interesse della politica dovrebbe essere quello innanzitutto di
garantire la sicurezza dei nostri studenti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Barbagallo.
È iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Grazie, Presidente. Colleghi, io intervengo ai sensi
dell'articolo 83 per annunciare che depositerò, subito dopo il mio
intervento, un ordine del giorno che vede un argomento che è
abbastanza attuale e che abbiamo trattato nei giorni scorsi, è un
argomento che, purtroppo, riguarda le nostre condizioni climatiche,
che non sono colpa di nessuno, però è chiaro che nei giorni scorsi,
nelle settimane scorse, proprio dal 5 di novembre ma anche un po'
prima, sono avvenuti diversi eventi calamitosi.
Questo Governo regionale, a mia memoria nelle scorse finanziarie,
su nostra proposta, ha istituito alcuni articoli che riguardavano
proprio il rischio idrogeologico, che di fatto andavano a sostegno
dei comuni, però non hanno trovato molti fondi da parte del
Governo, che venivano istituiti.
Oggi questa mattina, Presidente Foti, noi abbiamo parlato di
quello che è accaduto nel 2018, io invece voglio parlare di quello
che è accaduto anche nel 2021, perché con delibera n. 455 del 5
novembre 2021 il Governo regionale dichiarava lo stato di calamità
per diversi comuni. Mancano all'appello tanti altri comuni di
diverse province, e lo dico perché non vorrei fare disparità tra
comuni e comuni, e quindi l'ordine del giorno è quello di dire al
Governo regionale di impegnarsi a inserire tutte le aree
territoriali, anche perché io proprio la settimana scorsa ho
incontrato tutti gli ordini professionali della provincia di
Agrigento che chiedono con forza l'impegno di questo Governo
proprio su quello che è accaduto.
Quindi, la mia richiesta, Presidente, e chiedo che lei se ne possa
fare carico, considerando che il Governo è qui presente col
Vicepresidente, è quella di immediatamente rimodulare tutti i
comuni mancanti, perché ad esempio sulla provincia di Agrigento
vedo soltanto un comune, che è il comune di Sant'Angelo Muxaro, ma
mancano il comune di Menfi, quello di Sciacca, Lucca, Villafranca,
Burgio, Licata, dove sono tanti i danni avuti sia dal punto di
vista della grandine, ma soprattutto da quello del rischio
idrogeologico, come per esempio il comune di Sciacca che ha avuto
la presenza della Protezione civile non più tardi della settimana
scorsa, quindi chiedo proprio questo con forza, e lo chiedo anche
per comuni come Termini Imerese nel palermitano e tanti altri.
Questo è quello che chiedo attraverso l'ordine del giorno, e spero
che il Governo regionale abbia la sensibilità di rimodulare
immediatamente la delibera n. 455 del 2021. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. È chiaro, purtroppo, che
a partire dalla seconda metà di ottobre c'è stata un'escalation che
gradualmente ha toccato praticamente tutto il territorio quindi è
chiaro che, man mano che si fa la ricognizione, è giusto fare la
declaratoria per tutti i territori coinvolti, fermo restando che
poi ci vuole l'impegno affinché a livello nazionale ci vengano
assegnate somme congrue.
È iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Grazie, Presidente. Ringrazio il Vicepresidente della
Regione per essere rimasto ad ascoltare.
Presidente, io venerdì scorso sono stato a un sit-in di protesta
da parte degli agricoltori della Piana di Gela, agricoltori che
protestavano per un fatto che, a mio modo di vedere, ha
dell'assurdo.
In questi giorni la Sicilia, così come hanno detto altri colleghi,
sia oggi in Aula ma anche in quelle passate, è stata colpita da
violenti temporali.
Ebbene Presidente, noi abbiamo avuto la Sicilia invasa d'acqua,
quindi abbiamo visto acqua presente all'interno delle vie delle
nostre città, che ha causato innumerevoli danni. Però, Presidente,
all'interno della Piana di Gela non siamo riusciti ad accumulare
l'acqua all'interno delle dighe. Lì insistono varie dighe, e non
siamo riusciti ad accumularne l'acqua. Mi hanno spiegato che c'è
una diga, la diga Disueri, la diga più grande che insiste in quella
piana che negli anni ha bisogno di manutenzioni che, ad oggi, non
sono state realizzate, e quindi, l'acqua viene scaricata a mare. Il
punto qual è, Presidente? Che c'è una diga, la Cimia, che è una
diga funzionante, seppur più piccola che, però, per accumulare
l'acqua, negli anni, visto il non funzionamento della diga Disueri
l'hanno collegata con una conduttura - un tubo per intenderci -
Presidente, che collega la diga Disueri e la diga Cimia, in modo
tale che l'acqua che non può essere accumulata dalla diga Disueri,
attraverso questa conduttura, va a confluire all'interno della diga
Cimia. Presidente, questa cosa è stata realizzata negli anni. Il
punto qual è, Presidente? E a me dispiace dirlo. Questo non deve
essere un deputato regionale a prendere contezza di questa
situazione ma dovrebbe essere l'assessore regionale per l'energia e
i rifiuti preposto.
Presidente, questa conduttura non funziona, o meglio, dovevano
fare la manutenzione, nel corso degli anni la manutenzione è stata
fatta, ma per quest'anno ancora questa manutenzione non è stata
realizzata. Sono venuto a conoscenza, Presidente, che per questa
manutenzione c'è un intervento in somma urgenza per potere
realizzare l'intervento. Ebbene, Presidente, siamo a novembre, e
questo intervento, ad oggi, non è stato realizzato. Ed è ovvio che
lì, gli agricoltori che subiscono il danno da parte dei temporali,
da parte delle calamità che in questo momento si abbattono nei
nostri territori per via del cambiamento climatico, a questo si
aggiunge pure la beffa di vedere l'acqua scaricata a mare. E non
c'è che una conduttura, un tubo da sistemare con poche migliaia di
euro; non è possibile, Presidente, che a novembre questa cosa non
sia stata realizzata.
Io faccio un appello anche al Governo regionale - c'è qui il
Vicepresidente della Regione - gli assessori, che dovrebbero
essere, in qualche modo collegati al territorio. Anziché rimanere
all'interno dei Palazzi a fare i burocrati, dovrebbero ascoltare il
territorio, non è possibile che ancora a novembre la conduttura che
collega la diga Disueri con la diga Cimia, ad oggi, non è stata
sistemata, quando poteva essere previsto un intervento di
manutenzione ordinaria se programmato nella maniera opportuna, ma
se stanno facendo un intervento di manutenzione straordinaria non
capisco perché a fine novembre ancora questo intervento di
manutenzione straordinaria non è stato fatto.
E, quindi, Presidente - visto che c'è il Vicepresidente -
l'appello è rivolto all'assessore al ramo, l'Assessore per
l'energia e i rifiuti Baglieri, per capire perché su questo
semplice tubo, questa conduttura che collega la diga Disueri alla
diga Cimia, ad oggi, l'intervento di manutenzione non è stato
fatto.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Signor Presidente, ho appreso in questi giorni da titolari
di imprese agricole, di imprenditori agricoli, che, a quanto pare,
la Regione siciliana, quest'anno, non partecipa alla più importante
fiera internazionale del settore ortofrutticolo che è Fruit
Logistica, al che ho approfondito per vedere quale fosse l'impegno
economico della Regione siciliana così grave che non consentisse
alla stessa di partecipare a questa importante vetrina per le
aziende siciliane alla quale, fra l'altro, si partecipa già da
tantissimi anni.
È chiaro che se si fosse trattato di cavalli, probabilmente, il
Presidente Musumeci non avrebbe esitato. E, se il caso, magari
chiediamo al comitato organizzatore di cambiare il nome della fiera
e anziché chiamarla Fruit Logistica la chiamiamo Cavalli Logistica
o, in inglese, Horse Logistica.
Presidente, l'impegno per partecipare alla fiera - stand che nel
corso del tempo aveva una grande visibilità - hostess, materiale
informativo eccetera, l'impegno riferito all'anno 2021, quindi
della scorsa edizione, era di 53 mila Euro. Per 53 mila Euro la
Regione siciliana, a quanto pare, non partecipa a questa
importantissima vetrina per le nostre imprese.
Dall'altra parte invece abbiamo dato - hanno dato - il Presidente
Musumeci, per Ambelia nel 2019 5 milioni e 500 mila Euro, nel 2020
3 milioni 650 mila Euro nel 2021 450 mila Euro per un totale
destinato alla tenuta Ambelia di Militello Val di Catania di 9
milioni 600 mila Euro.
Ma non finisce qui perché per la fiera del Mediterraneo del
Cavallo, quindi fiera evento che si tiene all'interno della tenuta
sono stati spesi 213 mila Euro. E ancora non finisce qui. Perché se
passiamo al settore della moda. L'anno scorso 579 mila e 500 per
Dolce e Gabbana, con tutto il rispetto per Dolce e Gabbana
ovviamente, e nelle ultime variazioni sempre per Dolce e gabbana
100 mila Euro.
Ora mi dispiace che l'assessore Scilla sia già andato via ma
sinceramente a fronte di tutti i milioni di Euro che si spendono
non con fondi europei ma con soldi della Regione per le cose che
piacciono al Presidente Musumeci, ritengo che una vetrina così
importante dopo che stiamo uscendo da una pandemia, c'è una crisi
economica non da poco, con le alluvioni, tutti i danni che hanno
avuto gli agricoltori, rinunciare a questa importante vetrina è
davvero qualcosa di grave.
Quindi, io invito il Presidente Musumeci, assessore Armao lei che
è qui in Aula la prego anche di farsi portavoce con la Giunta
perché credo che per un investimento di 53 mila Euro rinunciare a
tutto ciò è davvero grave. Grazie.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ragusa.
RAGUSA, presidente della III Commissione. Grazie Presidente, per
rivedere un po' l'organizzazione della norma ASI-IRSAP.
Noi ci aggiorniamo a giovedì mattina alle ore 10.30 in modo tale
che poi siamo pronti per l'Aula. Me lo chiedono alcuni colleghi
dato che domani mattina per loro è impossibile partecipare e
bisogna dare spazio a tutti e, quindi, di organizzazione dei
lavori. Grazie.
PRESIDENTE. La Commissione è libera di organizzarsi; è autorizzata
a riunirsi e comunque organizzarsi secondo le sue esigenze.
Rimane fermo che giovedì, 25 novembre 2021, alle ore 16.00, ci
sarà Aula per riprendere gli articoli da 5 e a seguire.
La seduta è tolta alle ore 18.43 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XXV SESSIONE ORDINARIA
302a SEDUTA PUBBLICA
Giovedì 25 novembre 2021 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Procedure semplificate e regimi procedimentali speciali per
l'insediamento, la realizzazione e lo svolgimento delle attività
economiche e imprenditoriali nelle ZES e nelle aree di sviluppo
industriale ed artigianale e modifiche alla legge regionale 12
gennaio 2012, n. 8 in materia di IRSAP (n. 979/A) (Seguito)
Relatore: on. Ragusa
2) Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
per la gestione integrata dei rifiuti. (nn. 290-49-76-179-267
bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
III - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di febbraio. (n. 984/A)
2) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di febbraio. (n. 985/A)
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Norme finalizzate a garantire l'efficienza delle procedure dei
pubblici uffici in Sicilia e a sopperire alla carenza di laureati
(n. 1106).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 3 novembre 2021.
Inviato il 16 novembre 2021.
- Recepimento del decreto legge 25 del 3 marzo 2021, convertito
con modificazioni dalla legge n. 58 del 3 maggio 2021, in materia
di elezione del sindaco e del consiglio comunale e disposizioni
urgenti in materia di consultazioni elettorali per l'anno 2022 (n.
1107).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 3 novembre 2021.
Inviato il 16 novembre 2021.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Interventi a sostegno di nuove iniziative ricadenti nelle aree
ad alto rischio ambientale perimetrate all'interno delle aree Zes
(n. 1105).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 28 ottobre 2021.
Inviato il 16 novembre 2021.
- Recepimento del Regolamento CE 178/2002, del sistema tecnologico
DLT (Distributed Ledger Technology) per assicurare la tracciabilità
ed il controllo dei prodotti alimentari (n. 1108).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 3 novembre 2021.
Inviato il 16 novembre 2021.
- Norme per la tutela dei consumatori e degli utenti (n. 1109).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 9 novembre 2021.
Inviato il 19 novembre 2021.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Interventi in favore del personale medico titolare di incarico a
tempo indeterminato nel ruolo dell'Emergenza Sanitaria Territoriale
e medici per la continuità assistenziale, riconosciuto inidoneo al
servizio (n. 1104).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 19 ottobre 2021.
Inviato il 16 novembre 2021.
- Istituzione di cimiteri destinati alla sepoltura di animali
d'affezione (n. 1110).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 9 novembre 2021.
Inviato il 19 novembre 2021.
Parere I.
- Indennità di residenza a favore dei farmacisti rurali. Modifiche
di norme (n. 1111).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 15 novembre 2021.
Inviato il 19 novembre 2021.
- Disposizioni in materia di edilizia (n. 1112).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 15 novembre 2021.
Inviato il 19 novembre 2021.
Comunicazione di ritiro di firma a disegni di legge
Si comunica che l'onorevole Di Caro con note prot. n. 6064-
ARS/2021, n. 6065-ARS/2021, n. 6066-ARS/2021, n. 6067-ARS/2021 e n.
6069-ARS/2021 del 15 novembre 2021, ha ritirato la propria firma ai
disegni di legge n. 544, n. 566, n. 857, n. 858 e n. 1078.
Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alle
competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Istituto autonomo Case popolari di Messina - Designazione
Presidente del Collegio sindacale (n. 213/I).
Pervenuto in data 15 novembre 2021.
Inviato in data 16 novembre 2021.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (IV)
- Legge regionale 13 luglio 2021, n. 16. Articolo 2, comma 1,
lettere a) e b). Disposizioni per il coordinamento degli interventi
contro la povertà e l'esclusione sociale (n. 214/VI).
Pervenuto in data 17 novembre 2021.
Inviato in data 19 novembre 2021.
Comunicazione di pareri resi dalla competente Commissione
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Criteri di assegnazione e di riparto di contributi PUDM da
assegnare ai Comuni ai sensi del comma 3 dell'articolo 68 della
legge regionale 15 aprile 2021, n. 9 (n. 211/IV).
Reso in data 10 novembre 2021.
Inviato in data 16 novembre 2021.
- Criteri di riparto del Fondo di rotazione e modalità di
erogazione ai Comuni per interventi di demolizioni delle opere
abusive e di ripristino dei luoghi ai sensi del comma 4
dell'articolo 71 della legge regionale 15 aprile 2021, n. 9 (n.
212/IV).
Reso in data 10 novembre 2021.
Inviato in data 16 novembre 2021.
Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale
Si comunica che è pervenuta la deliberazione della Giunta
regionale n. 455 del 5 novembre 2021 relativa a: Articolo 3 della
legge regionale 7 luglio 2020, n. 13. Dichiarazione dello stato di
crisi e di emergenza per gli eventi meteo avversi che, nel mese di
ottobre 2021, hanno interessato il territorio della Regione
siciliana .
Copia della predetta delibera è disponibile presso l'archivio del
Servizio Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
- Con richiesta di risposta orale presentate:
N. 2418 - Iniziative urgenti per l'accertamento della verità sulla
prematura scomparsa del giovane adranita Anthony Bivona.
- Presidente Regione
Lentini Salvatore; Compagnone Giuseppe
N. 2420 - Potenziamento urgente dei collegamenti da e per le isole
Eolie minori.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
De Luca Antonino; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 2423 - Piena applicazione in Sicilia della legge 22 maggio
1978, n. 194 e successive modificazioni 'Norme per la tutela
sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della
gravidanza'.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Ciancio Gianina; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare; Lupo
Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele;
Cappello Francesco; Dipasquale Emanuele; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Sunseri
Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Catanzaro Michele;
Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino;
Pasqua Giorgio; Damante Concetta; Fava Claudio; Palmeri Valentina
N. 2424 - Misure volte al sostegno del settore dell'informazione e
delle professionalità giornalistiche indipendenti.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- Con richiesta di risposta in Commissione presentata:
N. 2425 - Interventi urgenti a tutela dei soggetti affetti da
forme gravi di talassemia.
- Assessore Economia
- Assessore Salute
Palmeri Valentina
L'interrogazione sarà inviata al Governo ed alla competente
Commissione.
- Con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 2415 - Notizie relative al programma di sviluppo dei
collegamenti ferroviari ad alta velocità in Sicilia, con
riferimento all'attivazione del treno 'Frecciabianca'.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Cannata Rossana
N. 2416 - Chiarimenti in ordine allo stato di attuazione del
D.D.G. n. 51/Pesca del 2.03.2021 con cui è stato approvato il
Programma di tutela e valorizzazione delle feluche.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
N. 2417 - Chiarimenti in ordine allo stato di attuazione
dell'avvio dell'iter di riconoscimento del sistema di pesca delle
feluche come patrimonio immateriale dell'umanità.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
N. 2419 - Chiarimenti in merito alla scadenza dei contratti del
personale ex ARAS impiegato nei servizi di assistenza tecnica e
controlli funzionali presso l'Istituto sperimentale zootecnico per
la Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Economia
Sunseri Luigi; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
N. 2421 - Notizie in ordine alle procedure relative al concorso
per soli titoli a 20 posti di dirigente tecnico antropologo del
ruolo dei beni culturali e ambientali della Regione siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Lentini Salvatore
N. 2422 - Notizie sulle iniziative messe in atto per accedere al
fondo sperimentale per la formazione turistica esperienziale di cui
all'art. 1, comma 195, della legge 30 dicembre 2020, n.178.
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
N. 432 - Iniziative in favore della marineria siciliana necessarie
per consentire la detenzione contemporanea a bordo di due attrezzi
da pesca.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Aricò Alessandro; Savarino Giuseppa; Assenza Giorgio; Zitelli
Giuseppe; Galluzzo Giuseppe
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si intende
accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta
al proprio turno.
Annunzio di mozione
N. 593 - Estensione dello stato di calamità naturale a causa delle
trombe d'aria e dei temporali che hanno investito il territorio
ibleo tra il 16 e il 17 novembre 2021.
Campo Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
Presentata il 18/11/21
La mozione sarà demandata, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.