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Resoconto d'Aula della Seduta n. 302 di giovedì 25 novembre 2021
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   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 16.19

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, giungo  dalla  III  Commissione,
  hanno  praticamente ultimato il lavoro, però, hanno bisogno  ancora
  di dieci minuti.

   Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto  a
  disposizione  degli  onorevoli  deputati  che  intendano  prenderne
  visione e sarà considerato approvato in assenza di osservazioni  in
  contrario nella presente seduta.
                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico   che  gli  onorevoli   Tancredi,   Pagana,
  Mangiacavallo e Marano hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli   colleghi,  ripeto,  la  Commissione  mi   ha   chiesto
  materialmente dieci minuti, la III Commissione, per cui  aspettiamo
  che  ultimi  il  lavoro,  ci  vediamo  tra  un  quarto  d'ora  qua,
  dovrebbero avere completato.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Arancio è in congedo  per  la
  seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Sospendo, pertanto, la seduta per quindici minuti, il tempo che la
  Commissione finisca i suoi lavori, e riprenderà alle ore 16.35 o al
  massimo alle ore 16.40.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.21, è ripresa alle ore 17.42)

   La seduta è ripresa.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Palmeri  e  Caronia  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Seguito   della  discussione  del  disegno  di  legge    Procedure
  semplificate  e  regimi procedimentali speciali per l'insediamento,
  la  realizzazione  e  lo  svolgimento delle attività  economiche  e
  imprenditoriali nelle ZES e nelle aree di sviluppo  industriale  ed
  artigianale e modifiche alla legge regionale 12 gennaio 2012, n.  8
  in materia di IRSAP.  (n. 979/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  riprende  la  discussione   del
  disegno di legge n. 979/A.
   Stiamo  fotocopiando  il  fascicolo degli emendamenti.  Presidente
  Ragusa, se, intanto che fotocopiano il fascicolo, lei ci vuole dare
  un'idea  di  quello che è stato fatto in Commissione,  così  appena
  arriva il fascicolo i colleghi lo cominciano a valutare. Prego,  ha
  facoltà di parlare.

   RAGUSA,   presidente   della  Commissione  e   relatore.   Grazie,
  Presidente. Così come in accordo, quando lei ha dato indicazioni di
  riportare  la  norma in Commissione, così è stato fatto,  ci  siamo
  convocati questa mattina.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ragusa, un attimo. Per  favore,  assessore
  Cordaro, grazie perché non sento niente.

   RAGUSA,  presidente  della Commissione e relatore.  Così  è  stato
  fatto, ci siamo convocati per questa mattina, abbiamo iniziato alle
  11.30  ed  è durata tantissimo questa seduta della Commissione,  ci
  sono  stati  confronti  molto  forti, accesi,  ma  soprattutto  con
  l'unico  interesse di migliorare la norma che riguarda  la  riforma
  delle ASI e, quindi, l'IRSAP.
   Avevamo  sospeso  l'ultima seduta gli articoli 5,  13,  14  e  15.
  L'articolo  5  che,  in particolare, riguardava  il  consegnare  le
  strade   ai   comuni  dove  è  pertinente  l'area  industriale   ed
  artigianale; l'articolo 13 riguardava l'assegnazione di terreni,  i
  canoni,  eccetera;  l'articolo 14 riguardava,  in  particolare,  le
  attività  immobiliari: abbiamo sviscerato anche questo particolare,
  perché  forse  la  parola  immobiliare creava  qualche  difficoltà,
  mutandola  in  attività commerciale, che è più consono all'attività
  che  gli artigiani e gli industriali vanno ad espletare; l'articolo
  15, un articolo molto importante che riguarda la semplificazione in
  generale,  ed in particolare un problema annoso che in questi  anni
  ha  dato tantissime difficoltà: i depuratori. I depuratori, è stato
  sviscerato  anche  questo problema. A chi dare i depuratori.  Bene,
  Governo  e  Commissione  si sono convinti che  i  depuratori  vanno
  consegnati  dove ricadono, cioè all'interno del Comune dove  ricade
  il depuratore.
   La  valutazione: l'articolo 15 parla anche di valutazione nel caso
  di  vendita,  di acquisto terreni ed è stato fatto un lavoro  molto
  importante Presidente, perché per la prima volta e questa volta, in
  questa  riforma  la  valutazione viene  assegnata  all'IRSAP,  cioè
  quell'Ufficio  che si preoccuperà di dare valore  agli  immobili  e
  anche ai suoli, da dare in concessione agli industriali e a chi  ne
  fa  richiesta,  cos'è premiante in questa riforma? È  premiante  la
  semplificazione è importante dare vita a chi vuole investire.
   Ai  tempi  feci un esempio, Presidente. Se uno abita a  Bolzano  e
  vuole  investire  in Sicilia, oggi con questa riforma  ci  sono  le
  condizioni per farlo perché abbiamo liberalizzato i suoli,  abbiamo
  liberalizzato  i  capannoni, abbiamo messo  nelle  condizioni,  chi
  vuole investire di poterlo fare.
   In  aggiunta sono arrivate le ZES e poi anche le zone  franche  in
  alcuni casi. Penso che oggi abbiano fatto un ottimo lavoro e faremo
  un  lavoro ancora più importante se l'Aula si determinerà di  poter
  votare,  così com'è stato fatto in commissione e un ringraziamento,
  Presidente,  a  tutti i colleghi, di opposizione e di  maggioranza,
  perché  hanno  lavorato tutti in modo importante e  a  volte  anche
  scontrandosi ma le posso garantire che è uscita l'idea migliore, la
  norma migliore.
   Un  ringraziamento  anche ai funzionari che  sono  sati  veramente
  presenti,   sacrificandosi  per  conto  nostro   e   i   funzionari
  dell'Assemblea Regionale siciliana e i funzionari dell'Assessorato,
  oggi  c'è  stata  una partecipazione morale e  umana  di  tutte  le
  componenti politiche e burocratiche.
   Detto questo, caro Presidente, penso che noi votando questa norma,
  faremo una cosa importante per la nostra terra.

   PRESIDENTE.  Il  fascicolo è stato distribuito? Allora,  colleghi,
  onorevole assessore Turano, nonostante ho rinviato ad oggi, l'altro
  ieri  quando  abbiamo rinviato la seduta, non a ieri  ma  ad  oggi,
  avevo ricevuto un ok da parte di tutti i Capigruppo perché ci fosse
  la  presenza  in Aula, oggi, ma il numero legale non c'è,  il  voto
  finale comunque non lo potremo fare.
   Voglio capire, ma spero di sì, perché questa è la promessa che  ci
  eravamo  fatti,  la volontà quanto meno di vedere l'articolato,  in
  modo  che  se  poi  va  in  voto finale lo  facciamo  la  settimana
  prossima,  per  cui  pregherei  tutti  di  andare  avanti.  Intanto
  guardatevi   ovviamente  il  fascicolo  della   Commissione   sugli
  emendamenti  che sono stati presentati, se c'è una  condivisione  o
  non  c'è l'andiamo vedendo emendamento per emendamento in modo  che
  poi possiamo cominciare, ritornando all'articolo 5.


                                Congedi

   Comunico  che  sono  in congedo gli onorevoli Lantieri,  Ternullo,
  Figuccia e Catalfamo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, voglio  intervenire
  sui  lavori che si sono svolti in Commissione, compreso anche ieri.
  In  verità, ci eravamo lasciati che ieri dovevamo discutere  questo
  articolato per potere oggi solamente lavorare al testo in  Aula  ma
  poi  su  richiesta  dell'onorevole Cracolici,  abbiamo  spostato  i
  lavori completamente a questa mattina.
   Invece  ieri abbiamo trattato una questione a latere della vicenda
  della  liquidazione delle ATI, cioè dei pensionati  dei  dipendenti
  dell'ex ASI.
   Non siamo arrivati a una sintesi, diciamo che troveremo nel testo,
  ma  abbiamo concordato un ordine del giorno per cui le chiederò non
  la   raccomandazione  per  il  Governo  ma  l'approvazione,  perché
  chiediamo  che  già  direttamente nel testo in finanziaria  ci  sia
  l'argomento  con  tutta la lavorazione che sarà  necessaria,  ossia
  l'attualizzazione  di questo elenco di pensionati  e  l'inserimento
  delle  somme  necessarie che devo dire, Presidente, noi  ogni  anno
  abbiamo  messo ma l'abbiamo messo nel posto sbagliato,  tant'è  che
  ogni anno non vengono impegnate e utilizzati per altri scopi.
   L'ordine del giorno è il n. 605, in merito al testo mi riservo  di
  intervenire di volta in volta.

   PRESIDENTE.  Se ne date una copia anche al Governo, perché  io  lo
  posso fare approvare se il Governo è disponibile.

   FOTI.  Certamente   Chiaramente  viene  chiamato  in  causa  anche
  l'assessore Zambuto che è il titolare del Fondo pensioni.  Ieri  il
  dottore  Nasca ci ha detto -  è chiaro - se ho io ho  un  input  da
  politico chiaro su questa vicenda che sta a cuore a tutti i  Gruppi
  parlamentari  perché  i pensionati ASI sono in  tutte  le  province
  chiaramente  e, quindi, a maggior ragione c'è una unità trasversale
  su  questo  argomento che viene trattato ogni anno  in  Finanziaria
  senza avere buon esito.

   PRESIDENTE. Ci sono altri interventi o possiamo iniziare a  votare
  gli articoli e gli emendamenti.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Barbagallo.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 979/A

   PRESIDENTE.  Riprendiamo l'esame dell'articolo  5,  in  precedenza
  accantonato.
   L'onorevole Lupo l'ha visto questo emendamento 5.5R che  è  quello
  che  di  fatto  sostituisce o, comunque, assorbe l'emendamento  che
  aveva presentato che è una migliore formulazione. Benissimo

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'emendamento 5.1 non è decaduto, assessore Turano.
   Il parere del Governo?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente, ritirato
  dall'onorevole Foti.

   PRESIDENTE.  Chi  l'ha  dichiarato  ritirato?  Onorevole  Foti,  è
  ritirato l'emendamento 5.1?

   FOTI.  È  ritirato  e  poi, Presidente,  ci  dovrebbe  essere  una
  riformulazione dell'emendamento 13.4.

   PRESIDENTE. Va bene, perfetto. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 5.3, dell'onorevole Di Caro. Il  parere
  del Governo?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 5.4, a firma del Governo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 5,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 13.
   C'è   un   emendamento  tecnico  della  Commissione   recante   la
  numerazione  13.5.  Lo pongo in votazione. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa all'emendamento 13.7 del Governo. Lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'emendamento 13.6 a firma della Commissione è assorbito.
   Onorevole  Sunseri, l'emendamento da lei presentato,  il  13.4,  è
  riformulato con il 13.4.1, siamo d'accordo su questo? Benissimo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa, quindi, all'emendamento 13.4 come modificato.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 13, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 14.
   L'emendamento 14.1 a firma dell'onorevole Lentini è  ritirato,  me
  lo ha stracciato davanti per cui immagino sia così.
   Si passa all'emendamento 14.2, dell'onorevole Foti. Il parere
  del Governo?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'emendamento 14.3 è precluso.
   Pongo  in  votazione  l'articolo14,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                               «Art. 15.
   Modifiche all'articolo 19  Liquidazione dei Consorzi per le aree
      di sviluppo industriale. Nomina dei commissari liquidatori.
              Disposizioni transitorie  della l.r. 8/2012

   1.  Al  comma 1 dell'articolo 19 della legge regionale 12  gennaio
  2012 n. 8 sono apportate le seguenti modifiche:
   a)  dopo  il  quarto  periodo, è inserito  il  seguente:  "Per  le
  finalità del presente articolo, I'IRSAP è tenuto a fornire a titolo
  gratuito   il   supporto   tecnico,  amministrativo   e   logistico
  finalizzato   alla   celere   conclusione   delle   operazioni   di
  liquidazione.";
   b) la parola "semestrale " è sostituita dalla parola "annuale";
   c)  dopo  il sesto periodo, è inserito il seguente; "L'Assessorato
  regionale   dell'Economia  esercita  il  controllo   contabile   di
  legittimità  in  conformità alle disposizioni di  cui  al  comma  1
  dell'articolo 12.";
   d) il terzo periodo è soppresso.
   2.  Al  comma 2 dell'articolo 19 della legge regionale 12  gennaio
  2012 n. 8 sono soppresse le parole "entro 120 giorni dalla data  di
  insediamento"; alla lettera c-bis) dopo le parole "in liquidazione"
  sono  aggiunte  le  parole  "prioritariamente  al  Comune  nel  cui
  territorio è ubicato l'impianto di depurazione o";  dopo la lettera
  c  bis) è aggiunta la seguente lettera:  c ter) Richiedere a Irfis-
  FinSicilia  o  ad  altro  istituto di  credito  finanziamenti,  con
  rientro  secondo piani di ammortamento, da erogare, previa adeguata
  istruttoria,  a  valere sulle risorse di cui all'articolo  2  della
  legge  regionale  22 febbraio 2019, n. 1 e successive  modifiche  e
  integrazioni,  occorrenti per fare fronte alle spese  di  gestione,
  alla  tutela  e  conservazione  del  patrimonio  e  ad  ogni  altra
  operazione  finalizzata  alla  liquidazione  di  ciascun  Consorzio
  ASI; .
   3.  Al  comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 12  gennaio
  2012 n. 8 sono apportate le seguenti modifiche:
   a)  le  parole "entro 180 giorni dalla data di entrata  in  vigore
  della presente legge" sono soppresse;
   b) il secondo periodo è soppresso;
   4.  Al  comma 5 dell'articolo 19 della legge regionale 12  gennaio
  2012 n. 8 sono soppresse le parole "Trascorso il termine di cui  al
  comma 2,".
   5.  Al  comma 6 dell'articolo 19 della legge regionale 12  gennaio
  2012  n.  8  le parole "La Ragioneria generale della Regione"  sono
  sostituite  con  le  seguenti:  "Il  Dipartimento  regionale  delle
  Finanze e del Credito dell'Assessorato regionale per l'Economia".
   6.  Al  comma 8 dell'articolo 19 della legge regionale 12  gennaio
  2012 n. 8 sono apportate le seguenti modifiche:
   a)   al   primo  periodo  sono  soppresse  le  parole    Trascorso
  infruttuosamente il termine di cui al comma 2. ;
   b)  alla  fine è inserito il seguente periodo:  Tutte le determine
  adottate  dai  commissari  liquidatori,  ad  eccezione  di   quelle
  indicate  nel periodo successivo, sono immediatamente  esecutive  e
  vanno  trasmesse all'Assessorato regionale dell'economia  entro  15
  giorni   dalla   loro  adozione.  Le  determine  concernenti   atti
  dispositivi  del patrimonio immobiliare, modalità di selezione  del
  contraente  e  bilanci  possono  essere  annullate  per  motivi  di
  legittimità  dall'Assessorato  regionale  dell'economia  entro   15
  giorni dalla loro ricezione; decorso detto termine le determine  si
  intendono  approvate ed esecutive. Entro 15 giorni dalla  ricezione
  delle determine dei commissari liquidatori, l'Assessorato regionale
  dell'economia può disporne la sospensione con richiesta motivata di
  chiarimenti;  detta  sospensione può  essere  esercitata  solo  una
  volta.  Nei  10  giorni successivi alla ricezione dei  chiarimenti,
  l'Assessorato  regionale dell'economia può disporne  l'annullamento
  per  motivi di legittimità. L'articolo 15 della legge regionale  n.
  1/1984 è soppresso.
   7.  Al  comma 9 dell'articolo 19 della legge regionale 12  gennaio
  2012, n. 1 sono apportate le seguenti modifiche:
   a)   le   parole    non  strumentali  all'organizzazione   ed   al
  funzionamento  degli stessi, nonché i capannoni  industriali  ed  i
  centri direzionali" sono soppresse;
   b)  le  parole "da parte degli Uffici del Genio Civile  competenti
  per  territorio,  trascorso il termine di  cui  al  comma  2"  sono
  sostituite  dalle  parole  "fornite a  titolo  gratuito  dall'IRSAP
  secondo  criteri omogenei approvati con delibera del  consiglio  di
  amministrazione  dell'IRSAP  entro il termine  di  quindici  giorni
  dalla richiesta del commissario liquidatore";
   c)  alla  fine del comma è aggiunto il seguente periodo:  "Per  le
  finalità di cui al presente articolo e con le medesime procedure  i
  commissari liquidatori possono destinare una quota non superiore al
  20   per   cento  dei  beni  immobili  da  alienare  a  favore   di
  microimprese,  di  imprese giovanili di cui  al  decreto  legge  n.
  786/1985,  convertito  con modificazioni dalla  legge  28  febbraio
  1986,  n. 44, start up di cui al decreto legge 12 ottobre 2012,  n.
  179, imprenditoria femminile di cui alla legge 25 febbraio 7992, n.
  215,  imprese vittime di usura e estorsione di cui al  decreto  del
  Presidente della Repubblica 16 agosto 1999, n.455 e alla  legge  23
  febbraio 1999, n. 44;
   d) la cifra "120" è sostituita dalla cifra " 30";
   e)   il   periodo   I  beni,  mobili  e  immobili,  e  i  proventi
  eventualmente  residuati confluiscono nel patrimonio dell'Istituto
  è   sostituito  dal  seguente:  "Il  20  per  cento  dei   proventi
  eventualmente   residuati   al   termine   delle   operazioni    di
  liquidazione,   confluiscono  nel  patrimonio   dell'Istituto.   Il
  restante 80 per cento dei proventi è attribuito, nel rispetto della
  normativa  vigente in materia di aiuti di Stato, alle  imprese  che
  abbiano  acquistato  beni  immobili dalla liquidazione  secondo  un
  piano  di  riparto  approvato dalla Giunta  regionale  su  proposta
  dell'Assessore  per  le  attività  produttive.  I  beni,  mobili  e
  immobili, eventualmente residuati, una volta ultimate le operazioni
  di  liquidazione,  confluiscono  nel  patrimonio  dell'Istituto.  I
  Commissari liquidatori, anche prima della chiusura delle operazioni
  di  liquidazione,  con motivata determina che evidenzi  il  mancato
  pregiudizio  delle  ragioni  del  ceto  creditorio,  su   richiesta
  dell'IRSAP,  possono  trasferire  in  comodato  d'uso  allo  stesso
  Istituto  i  centri direzionali, o parti di essi, da  destinare  ad
  iniziative imprenditoriali per la creazione di hub dell'innovazione
  digitale, incubatori di imprese e similari.
   8.  Il comma 9 bis dell'articolo 19 della legge regionale n.8/2012
  è sostituito dal seguente:
    9  bis.  I  liquidatori dei singoli Consorzi ASI  procedono  alla
  vendita dei beni all'incanto mediante lo svolgimento di una gara al
  prezzo  più alto rispetto alla base d'asta, alla quale sono ammessi
  a  partecipare gli imprenditori i cui progetti di utilizzazione del
  bene  sono stati preliminarmente giudicati positivamente dall'IRSAP
  secondo  criteri  fissati dallo stesso Istituto.  Il  provvedimento
  commissariale  con cui si dispone la vendita indica il  prezzo,  le
  modalità,  le  condizioni,  i criteri di valutazione  dei  progetti
  fissati  dall'IRSAP  e i termini di presentazione  dei  progetti  e
  delle offerte di acquisto ed è pubblicato sul sito internet di ogni
  singolo  Consorzio  ASI,  dell'IRSAP e sul  sito  istituzionale  di
  Unioncamere. Nel caso in cui ad esito di tale bando non si  dovesse
  procedere alla vendita del bene il liquidatore, entro trenta giorni
  dall'esito,   procede  a  bandire  una  nuova  asta   aperta   alla
  partecipazione  di chiunque voglia licitare e, in caso  di  mancata
  aggiudicazione,  si procede, entro i successivi  trenta  giorni,  a
  nuovi  bandi  previa riduzione del prezzo a base d'asta  in  misura
  comunque  non  superiore alle previsioni di  cui  all'articolo  591
  secondo  comma, del codice di procedura civile. Le verifiche  della
  conformità   delle   iniziative  da   realizzare   agli   strumenti
  pianificatori   vigenti   sono,   successivamente   alla   vendita,
  attribuite alla competenza dell'IRSAP nell'ambito delle funzioni al
  medesimo  ascritte.  Sono  fatti  salvi  i  diritti  previsti   nei
  contratti sottoscritti fra le parti anche se scaduti. .
   9.  Al  comma 9 quater le parole  dal competente Ufficio del Genio
  Civile  sono sostituite dalle seguenti:  dall' IRSAP ».

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Interviene su che cosa?

   FOTI.  Grazie, Presidente. L'articolo 15 non risulterà  di  facile
  lettura per molti, per molti deputati e certamente per molti che si
  approcceranno alla materia, perché se non accompagnato da un  testo
  comparativo  con la legge 8 del 2012 risulta come, diciamo,  peggio
  di una settimana enigmistica di quelle per professionisti.
   Io  caro Presidente ho sempre apprezzato il suo desiderio di avere
  delle  norme lineari, e soprattutto delle leggi che non fossero  un
  esercizio per contorsionisti, fossero a servizio delle persone  che
  devono utilizzare la legge, perché la legge si deve potere leggere,
  purtroppo  questo non è stato possibile nonostante l'enorme  sforzo
  del  dottore  Cantone, che ringrazio, che è in III Commissione  per
  più di un annetto ci ha accompagnato intorno a questa cosa.
   Ciò  non di meno, all'interno dell'articolo ci sono parecchi commi
  che  mi  vedono  favorevole  perché  sostanzialmente  semplificano,
  velocizzano, mettono in condizione di operare. Comprendo  anche  la
  difficoltà da parte dei commissari liquidatori che senza soldi  non
  possono  fare  i  bilanci,  non  possono  procedere  alle  normali,
  ordinarie  attività. La difficoltà con il personale che, nonostante
  un  accordo con l'IRSAP pare in alcuni casi siano recalcitranti nel
  volere prestare il loro lavoro, mentre ci sono altri dipendenti che
  addirittura  fuori  dall'orario si recano  presso  gli  uffici  per
  sbrigare   il  loro  lavoro.  Insomma  tutto  il  mondo  è   paese.
  Volenterosi e persone che remano contro.
   Detto  questo,  all'interno  di questo  articolo  ci  sono  alcune
  disposizioni  per le quali annuncio il mio voto contrario  e  anche
  del collega del gruppo Attiva Sicilia che riguardano le valutazioni
  degli immobili. Comprendo che si vuole velocizzare, comprendo tutto
  quello  che  si  vuole ma secondo me, in un regime di liquidazione,
  passare ad una nuova modalità di valutazione che magari può  essere
  con  il  cuore giusta ma formalmente da parte mia non votabile,  mi
  pongo in contrasto con questo argomento.
   Tra  l'altro vorrei sottolineare che, purtroppo, non si è  trovata
  soluzione per l'annosa questione, sempre ereditata dal passato,  di
  contratti di locazione che furono scritti in altri momenti  storici
  che consentivano lo scomputo dei canoni pagati, che nel tempo hanno
  visto  alcuni  potere  comprare il capannone scomputando  l'affitto
  pagato, altri no, e questo trattamento di disparità oggi sembra non
  superabile,  perché  essendo in una fase di  liquidazione  dobbiamo
  avere  il  massimo profitto, mandare tutto all'asta. Io  mi  chiedo
  come  si  configurerà  poi  l'immagine di imprenditori  attualmente
  operativi  con  un  contratto  in mano  che  dovranno  lasciare  il
  capannone  oppure  rivolgersi  a dei  giudici,  perché  oggi  siamo
  arrivati a questa conclusione. Chi ha un contratto regolare  se  la
  vedrà davanti ai giudici, noi non possiamo fare niente, e questa io
  la ritengo una sconfitta per il legislatore.
   Ultima  cosa si prevede in questo articolo, diciamo, e  qui  siamo
  tutto  sommato  favorevoli,  un  chiarimento  sul  passaggio  delle
  responsabilità della gestione delle aree interessate dalla presenza
  di   depuratori   e  qui  andiamo  nella  materia  della   gestione
  dell'acqua.  Sappiamo  che  i  Comuni  in  qualche  modo  incassano
  attraverso le bollette anche il canone per la depurazione, troviamo
  in  effetti  ingiusto  che se ne debba occupare  l'ASI  o  l'IRSAP,
  perché in quel caso è una struttura a servizio degli usi civileiche
  è  ospitata  in una zona industriale. Questo chiarimento,  diciamo,
  volendo  votare  per  parti  separate lo approviamo,  lo  riteniamo
  ragionevole.
   Siamo,  ripeto, molto amareggiati dal fatto che si  stia,  da  una
  parte,  prevedendo ad esempio al comma 7, lettera e, che  eventuali
  risorse  economiche  che  rimarranno per le  liquidazioni,  saranno
  utilizzati  per  nuove  imprese,  gente  vittima  di  mafia,  nuove
  iniziative imprenditoriali, o saranno suddivise su tutti quelli che
  compreranno i capannoni, però per chi già è locatario, per  chi  ha
  pagato  gli  affitti,  non c'è chiarezza  su  quello  che  avverrà,
  nonostante gli impegni assunti negli incontri, in Commissione,  con
  questi  imprenditori. Volevo rassegnare la mia amarezza  su  questo
  mancato risultato.

   PRESIDENTE.   Assessore   Turano,  lei  voleva   intervenire   per
  rispondere o no?
   Onorevole Ragusa, dovrebbe ritirare anche l'emendamento 15.15?

   RAGUSA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. E quindi sono ritirati gli emendamenti 15.15 e 15.14.
   Dal fascicolo, si passa all'emendamento 15.13.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Presidente, io voglio soltanto sottolineare un aspetto.
  Devo  dire che abbiamo cercato di evitare che una questione che  si
  protrae  da diversi anni, che è quello della liquidazione degli  ex
  Consorzi  ASI, possa ulteriormente essere appesantita da una  legge
  che  di  fatto  ha istituito un nuovo ente, ma non  ha  superato  i
  vecchi enti. È un classico film che si costituisce in questa nostra
  Regione, perché quando dobbiamo liquidare qualcosa, ci preoccupiamo
  di  fare  subito  l'altra  cosa, ma nel frattempo  le  liquidazioni
  rimangono  lettera morta. Non riguarda solo l'ASI, una  per  tutti,
  vorrei  ricordare  tutte  le ex aziende partecipate  della  Regione
  siciliana, che continuano ad esserci liquidazioni che durano  forse
  da trent'anni, forse per la fortuna di chi ha la fortuna appunto di
  essere nominato liquidatore.
   Nel  caso  specifico,  io non voglio farla  lunga,  è  chiaro  che
  l'approfondimento,  anche alla luce delle considerazioni  opportune
  fatte dagli Uffici dell'Assemblea relativamente, in particolare, al
  comma  8,  ma anche in parte al comma 7, ha consentito di  fare  in
  qualche  modo  una riscrittura che tenga conto delle obiezioni,  ma
  anche  della  logica.  Ricordando  che  la  liquidazione  ha   come
  presupposto   la   possibilità  che  i  creditori   possano   avere
  riconosciuto, attraverso le procedure di liquidazione,  il  credito
  vantato.  Per cui è evidente che questo è l'obiettivo di  qualunque
  liquidazione, secondo quanto previsto dal Codice Civile, quindi non
  c'è nessuna enfasi.
   La  questione  su cui abbiamo dibattuto, che io ho  il  dovere  di
  riproporre, proprio perché io non mi sono appassionato a  chi  farà
  la  valutazione  del  valore  degli immobili  che  saranno  oggetto
  dell'alienazione  ai fini della liquidazione,  perché  che  sia  il
  Genio  civile  o  che sia l'IRSAP, ambedue sono enti  pubblici:  il
  Genio   civile  è  una  diramazione  diretta  dell'amministrazione,
  l'IRSAP  è  un ente vigilato dall'amministrazione, quindi anch'esso
  un  soggetto  pubblico, quindi gli atti che saranno  prodotti,  che
  venivano   prodotti  dal  Genio  civile,  o  che  saranno  prodotti
  dall'IRSAP,  sono  atti per i quali vige anche il  principio  della
  responsabilità.
   Lo  dico  perché  la mia preoccupazione, l'ho detto all'assessore,
  l'assessore  ritiene  che  questa  sia  una  strada  che   potrebbe
  accelerare,  non  ho  motivo di pensare il contrario,  però  ho  il
  dovere  di dirlo perché non vorrei che noi facciamo ancora un'altra
  legge  -  siamo intervenuti più volte dal 2012 ad oggi  -  un'altra
  legge  che  di  fatto rimane legge, pubblicata in Gazzetta,  ma  di
  difficile attuazione.
   In  particolare il tema che si pone - e ricordo anche che in  tema
  di  alienazione di beni ci sono state conseguenze anche  gravi  per
  alcuni  funzionari dell'amministrazione regionale, che  sono  stati
  chiamati  a  responsabilità di danno erariale da parte della  Corte
  dei  Conti anche recentemente - è la modalità con cui si fa  questa
  valutazione.  Perché ora, al di là di tutto l'interesse  economico,
  di  muovere l'economia, di aiutare le imprese - ci mancherebbe - mi
  è  sembrata  anche una buona idea che una parte dei proventi,  come
  dire,  residui, oltre alla liquidazione possano tornare nella quota
  dell'80% a misure di aiuto per tutte le imprese che agiscono  nelle
  aree industriali e aggiungo, ma questa è una vecchia querelle,  per
  la  quale avevo anche suggerito un modello all'Assessore Turano sin
  dall'inizio  di  questa idea di riforma, queste aree  costituiscono
  l'area principale di risorsa per le ZES. Cioè, laddove noi vogliamo
  allocare  e  consentire l'allocazione di nuove imprese dobbiamo  in
  qualche  modo mettere a disposizione non solo un'area ma  anche  un
  sistema,  un sistema di innovazione, di servizi per le  imprese,  e
  quelle  aree  sono normalmente quelle che dovrebbero più  di  altre
  avere  un'infrastrutturazione fisica ma anche di  servizi  tale  da
  potere essere attraente per il sistema imprenditoriale.
   Quindi  tutto quello che può rilanciare l'economia da parte nostra
  non potrà che trovare il massimo consenso.
   Pongo  il  tema  dell'attenzione perché non  vorrei  che  qualcuno
  immagini  che in nome della necessità di sviluppare le attività  di
  liquidazione   sorvoliamo  in  maniera  poco  semplicistica   sulle
  modalità di definizione delle stime per la cessione di questi  beni
  che è cosa assai delicata perché riguarda un danno eventuale per la
  pubblica amministrazione che poi chi lo fa rischia di trovarsi  nei
  guai.
   Ecco  perché  io ho manifestato qualche dubbio sul  fatto  che  il
  consiglio  dell'IRSAP, che è un consiglio nominato  dal  Governo  e
  dalle imprese con decreto del Presidente della Regione, diventi  un
  organo  che  in  qualche modo definisce i criteri  delle  stime.  I
  criteri  delle  stime  devono  essere  definiti  secondo  regole  e
  principi sacri della valutazione degli stessi beni.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, anche perché il suo tempo sarebbe
  finito.

   CRACOLICI. Io ho finito.

   PRESIDENTE.   Assessore  Turano,  quello  che   dice   l'onorevole
  Cracolici  rispetto a questa valutazione sulle stime.  Sentiamo  un
  attimo l'Assessore.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  oggi  c'è stato un confronto serrato in Commissione con l'onorevole
  Cracolici.  È  di  tutta evidenza che il sistema  che  per  ora  si
  applica  che  è  la  valutazione da parte del  genio  civile  viene
  ancorata  a parametri oggettivi sì, però di chi non è perfettamente
  conscio  e  degli investimenti che si faranno in quel territorio  e
  delle criticità che si registrano.
   L'IRSAP  che  è  sempre un organo pubblico, già  lo  fa  e  lo  ha
  espressamente  dichiarato,  le competenze  per  potere  indicare  i
  criteri  che  vengono  approvati dal consiglio  di  amministrazione
  prima delle valutazioni su come rendere appetibili le singole  aree
  e  questo lo sa perché da trent'anni conosce le aree, perché sa gli
  investimenti che ci sono in ogni singola area e perché sa pure,  in
  relazione   agli   investimenti,  quali   saranno   gli   ulteriori
  investimenti che si stanno facendo.
   Quindi  viene  facile ad un organo che ha la  vigilanza  su  tutto
  capire che l'area del Dittaino, di Enna e di Caltanissetta non  può
  avere  verosimilmente lo stesso valore dell'area di  Catania  o  di
  altre aree.
   E  quindi io sono molto sereno nel dire che l'unico meccanismo che
  permette   di   valutare  per  davvero  e   in   maniera   concreta
  l'investimento possa essere affidata ad un organo pubblico che farà
  le  valutazioni  corrette  non volta  per  volta  e  sulle  singole
  richieste, ma con parametri oggettivi definiti prima dal consiglio,
  che  possono essere gli stessi parametri che usa il Genio Civile  o
  altri,  voglio  dire. E qualora non dovessero andare  bene  li  può
  ridurre in maniera flessibile.
   Quindi, questa è la ragione per cui abbiamo scelto questo.

   PRESIDENTE.  Quindi,  diciamo che non è  c'è  una  variazione  nel
  metodo  di valutazione. Quindi, questo dovrebbe rasserenare  tutti.
  Va bene.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Grazie Presidente.
  No,  ma  anche  io  dei dubbi a riguardo, se mi  posso  permettere.
  Perché  il  problema non è l'ente che certifica  o  meno  il  costo
  dell'immobile,  tra l'altro in un processo di liquidazione,  quanto
  ai  criteri. Diceva bene l'onorevole Cracolici. Perché  quello  che
  utilizza il Genio Civile, con tutte le lentezze che da lì derivano,
  ovviamente, quindi ritardi e tutto quello che vogliamo, il concetto
  è  che  i  criteri che utilizzerà IRSAP mi pare intuire che vengono
  decisi  dal consiglio di amministrazione. Quindi ha una valutazione
  che  è leggermente diversa. Cioè se i criteri sono gli stessi  o  è
  solo  una  questione  di  attuazione,  potremmo  essere  d'accordo.
  Quindi, Genio Civile e IRSAP utilizzano gli stessi criteri,  allora
  va bene, ma se i criteri sono diversi qualche dubbio mi viene.

   PRESIDENTE. Quello che mi ha appena detto l'Assessore  è  che  non
  c'è una differenza nel metodo di valutazione, e quindi nei criteri,
  ma soltanto da chi li valuta. Il resto deve rimanere identico.

   SUNSERI.  Mi  permetto di aggiungere, in merito anche all'articolo
  15,  leggendolo adesso, la lettera c) dell'articolo 1, dove si dice
   l'assessorato  regionale  dell'economia  esercita   il   controllo
  contabile  di legittimità , io mi permetto di dire che il controllo
  di legittimità contabile lo esercitano gli organi contabili, quindi
  i  revisori  dei  conti,  non  l'assessorato.  Cioè,  l'assessorato
  controlla il determine.
   Quindi,  mi permetterei di dire che questo - secondo me  -  non  è
  proprio  a norma. Cioè, nel senso: la legittimità contabile  spetta
  all'organo contabile, che è il revisore, che tra l'altro nelle  ASI
  e  nell'IRSAP  non  è  mai stato nominato,  ma  questa  è  un'altra
  vicenda. Se quanto riguarda, invece, le determine, allora è  giusto
  che  lo  facciano  le attività produttive, come avviene  in  questo
  momento.  Quindi  anche  su questo comma io  starei  molto  attento
  perché secondo me ci viene impugnato.

   PRESIDENTE. Prego, Assessore.

   TURANO, assessore per le attività produttive. L'ho affrontato  più
  volte  in  Commissione e - in buona sostanza -  abbiamo  levato  un
  doppio binario, perché per ora la legittimità contabile la esercita
  l'assessorato  all'economia  ed  il  resto  dei  controlli  lo   fa
  l'assessorato  alle attività produttive. Tutti i  controlli  li  fa
  l'Ufficio, appositamente nominato

                     (intervento fuori microfono)

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Si, i revisori  dei
  conti  comunque  faranno il loro lavoro e  ora  ho  presentato,  in
  questo  momento perché era sfuggito, un emendamento che prevede  di
  avere  il  revisore  unico per ogni singolo  consorzio,  perché  il
  collegio dei revisori non si riesce a fare.

                     (intervento fuori microfono)

   TURANO, assessore per le attività produttive. Ma su questo non c'è
  problema, possiamo anche rinunciarci, però - voglio dire - tutti  i
  controlli vengono fatti dall'assessorato all'economia, ecco  questo
  è il parametro.

   PRESIDENTE.  Se  si parla di situazioni contabili le  devono  fare
  certamente i revisori.

   TURANO, assessore per le attività produttive. È lo stesso, poi gli
  atti comunque vanno all'economia, Presidente. I bilanci e tutto  va
  all'ufficio delle liquidazioni.

                     (intervento fuori microfono)

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Tutto all'economia.
  Ha l'ufficio preposto. Io non ce l'ho.

   PRESIDENTE. Quindi, è solo questa, anche qui, la differenza.
   Prego, onorevole Sunseri.

   SUNSERI. Il problema non è chi la esercita, ed è giusto che  venga
  direttorato  solamente  da  un  assessorato,  piuttosto   che   dal
  dipartimento,  piuttosto  che un altro.  È  la  legittimità  che  è
  sbagliata.   Cioè,   la   legittimità  contabile   non   può   fare
  l'assessorato. Questo volevo dire, cioè il revisore contabile fa la
  legittimità contabile.

   PRESIDENTE.    Scusate,   stiamo   parlando   dell'attività    del
  liquidatore,  non  dell'attività dell'IRSAP, e  quindi  è  diverso.
  Quindi  è giusto che ci sia un controllo dell'assessorato. Non  c'è
  il revisore che controlla quello che fa il liquidatore. Va bene,  è
  giusto così.
   Si passa all'emendamento 15.13. Il parere della Commissione?

   RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 15.11. Il Governo è contrario.
   Onorevoli colleghi, gli emendamenti 15.11 e 15.12 non sono chiari.
  Il terzo periodo è soppresso. Qual è il terzo periodo?

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  In questo testo, poiché appunto, com'è stato più  volte
  detto,  lo  abbiamo avuto un Commissione per oltre  un  anno,  sono
  state  fatte  notevoli modifiche, varie edizioni del  testo  quindi
  diciamo così, alcuni emendamenti oltre ad essere di contenuto  sono
  stati  proprio rispetto al funzionamento formale del testo ed anche
  al funzionamento sotto il profilo strettamente tecnico-legislativo.
   Per questo io mi chiedevo, poiché appunto quello che noi scriviamo
  in  legge  poi deve essere applicato e vi deve essere una  serenità
  anche  per  chi lo va ad applicare, giusto, di poter  essere  messo
  nelle  condizioni,  quindi,  nel caso  in  particolare  noi  stiamo
  parlando  dell'accesso  ai finanziamenti attraverso  appunto  IRFIS
  FINSICILIA oppure altri istituti bancari per potere procedere  alle
  liquidazioni.  Individuare un'impositività col termine  richiedere,
  se  voi  leggete  appunto c) ter,  richiedere ,  io  ho  fatto  due
  emendamenti che sono il 15.11 e il 15.12 che chiaramente  vanno  un
  po' a compensarsi.
   Riflettevo  sull'individuazione di una imposizione di questo  tipo
  perché  richiedere di per sé, per come è formulata la norma  a  cui
  noi  aggiungiamo  il  testo,  va ad individuare  una  impositività,
  quindi andando secondo me, in qualche modo, a minare quella  che  è
  l'autonomia comunque decisionale del Commissario liquidatore.
   Oggi  in Commissione, durante appunto i lavori che si sono  svolti
  stamattina,  si  era arrivati ad un punto di caduta  nel  senso  di
  pensare  eventualmente ad un'autorizzazione a farlo  poiché  se  in
  questa  legge noi dobbiamo, come del resto è stato detto più  volte
  all'assessore, individuare un percorso di semplificazione.
   Io  l'ho vista, più che altro, sta legge - Presidente, mi consenta
  di  esprimere anche qualche considerazione in più - come una  sorta
  di  defibrillatore, diciamo, su un corpo comunque  che  ha  davvero
  tante  difficoltà, però, per carità, rispetto alle nostre  imprese,
  al  tessuto  imprenditoriale  che  noi  intendiamo  sostenere,  gli
  interventi,  sebbene appunto fatti in questo modo così disorganico,
  siamo  pronti  a sostenerli però purché funzionino, perché  appunto
  nessuno di noi penso che voglia fare una legge che va avanti, va in
  Gazzetta Ufficiale e rimane lettera morta.
   Pertanto,  proprio  in  quell'ottica di operatività,  noi  abbiamo
  inteso  porre  appunto  l'attenzione  nel  senso  appunto  di   una
  autorizzazione a procedere e non piuttosto di una impositività.
   Colgo l'occasione anche di questo intervento per - così faccio  un
  ragionamento unico - spiegare anche gli altri emendamenti che  sono
  l'introduzione di un'agevolazione sul prezzo di aggiudicazione pari
  al  trenta  per  cento  per quelle che sono  le  imprese  start-up,
  imprese  giovanili e imprese vittime di usura, estorsione  che  noi
  già   includiamo  e  citiamo  nella  lettera  c  del  comma   6   e
  ulteriormente  appunto si è ragionato anche su  un'estensione  alla
  lettera  E  per  quanto  riguarda appunto ciò  che  consegue  dalla
  liquidazione  di  un'estensione a tutti coloro  che  operano  nelle
  IRSAP  e  non  già soltanto per coloro che invece partecipano  alla
  liquidazione.

   PRESIDENTE.   Allora,  leggendo  la  legge  e  applicando   questo
  emendamento, questo nuovo articolo alla legge, al comma 2 si  dice:
   il commissario liquidatore entro centoventi giorni provvede a    e
  ci  sono tutta una serie  rilevare, fare, ecc.  e in più richiedere
  l'eventuale finanziamento se ne ha bisogno ovviamente per cui  cosa
  c'è  di  strano? Non riesco a capirlo in che cosa  tanto che  avevo
  capito che il problema era richiedere all'IRFIS. C'è scritto  IRFIS
  o altro istituto per cui l'obiezione è relativa a che cosa?

   ZAFARANA.  L'obiezione è al fatto se appunto  questo   richiedere
  utilizzato quindi con un infinito, giusto, sia in positivo rispetto
  agli  obblighi del commissario. E' avere una certezza, il  conforto
  che di solito, appunto, ci danno gli uffici in questo senso.

   PRESIDENTE. E c'è assolutamente.

   ZAFARANA. A questo fine era l'intervento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Allora,  anche  su  questo  ne  abbiamo  discusso   in
  Commissione  e  in parte mi aveva, diciamo, pur avendo  manifestato
  l'orientamento  che  questa  norma  rischia  di  essere  una  norma
  manifesto  per  una ragione, io, mi sfugge pensare che  ci  sia  un
  istituto di credito che anticipa a un ente in liquidazione  risorse
  liquide  per far pagare la liquidazione da alienazione di immobili.
  Fino  ad oggi mi pare difficile immaginarlo. Le banche si rifiutano
  di prestare i soldi per ristrutturare i debiti esistenti figuratevi
  la liquidazione.
   Detto  questo, però, ci ho pensato anche attentamente e devo dire,
  Assessore, mi convinco che è sbagliata questa norma, lo sa  perché?
  Perché  quando  noi prevediamo che il commissario  liquidatore  può
  ricorrere  al  mercato finanziario, al di là se è l'IRFIS  o  altro
  soggetto,  per  fare anticipazioni di liquidazione, noi  stiamo  di
  fatto disincentivando l'alienazione degli immobili che è la ragione
  per  la  quale  stiamo  facendo,  come  dire,  stiamo  avviando  le
  procedure    di   liquidazione   delle   ASI,   perché   attraverso
  l'alienazione    paghiamo   i   debiti.   Anche   perché,    mentre
  sull'alienazione fatto 100 il valore degli immobili, vendi  al  70,
  80  e i creditori per il sistema tipico delle liquidazioni dovranno
  comunque accordarsi sul valore delle liquidazioni, così tu  hai  un
  creditore  che sapendo che un liquidatore può ricorrere al  mercato
  finanziario,  ti chiede l'intera somma senza accettare  transazioni
  diciamo riduttive.
   Io  quindi credo che questa norma, paradossalmente, ha un  effetto
  disincentivante  verso la liquidazione e verso  la  possibilità  di
  chiudere con transazioni tra il creditore e i vari singoli consorzi
  ASI.

   PRESIDENTE. A cosa servirebbero i mutui, cioè gli eventuali  mutui
  a cos'altro servirebbero?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore  per  le  attività produttive.  Presidente,  il
  ragionamento dell'onorevole Cracolici è un ragionamento corretto se
  fosse  possibile portare l'orologio ai 10 anni indietro. In  questi
  10  anni,  in  ogni singola ASI si è verificato che il  numero  dei
  creditori è cresciuto in maniera esponenziale perché nessuno ne  ha
  curato la liquidazione.
   Oggi  il  liquidatore non ha la possibilità, non ha  disponibilità
  economica  perché la Regione non glielo ha messo a disposizione  di
  potere  transare  con i liquidatori. Gli stiamo  dicendo   vai  sul
  mercato, se trovi una banca che in virtù del tuo Bilancio approvato
  dalla  Regione  e in relazione alla solidità ti permette  di  avere
  un'anticipazione,  ti  prendi  l'anticipazione  e  transiti  con  i
  singoli  creditori ad una percentuale conveniente in  maniera  tale
  che  il  patrimonio  rimane,  si intensifica  il  patrimonio  della
  liquidazione che poi viene, finita la liquidazione, dato  all'IRSAP
  o agli imprenditori che lavoravano dentro l'IRSAP'.
   E'  proprio un meccanismo finanziario che permette, che  autorizza
  il  liquidatore a cercare anche sul mercato la possibilità di avere
  disponibilità per fare le transazioni. Del resto, dopo  20'anni  ci
  sono persone che avanzano

   PRESIDENTE. Può avere una logica anche questo. Ha una logica anche
  questo  sinceramente  per  cui,  poi,  come  dire,  non  è  che   è
  obbligatorio chiedere il mutuo, se dovesse servire, per cui  sempre
  secondo me, tutto sommato il ragionamento regge.
   Quindi, gli emendamenti 15.11 e 15.12 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 15.3. Il parere del Governo?

   TURANO,  assessore  per  le  attività  produttive.  Il  Governo  è
  contrario, Presidente, ne abbiamo parlato.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti  seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 15.10 è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 15.9. Il parere del Governo?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti  seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Andiamo  al  fascicolo quello che è uscito dalla  Commissione  con
  l'emendamento 15.16.
   Se  non ci sono obiezioni, lo pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Quello che  abbiamo
  spiegato che alla fine delle operazioni di liquidazione soltanto il
  20 per cento va all'IRSAP.

   PRESIDENTE. Siamo all'emendamento 15.18, una brutta data.

   TANCREDI. Non ho capito che cosa è successo all'emendamento  15.2.
  Lo abbiamo votato o no?

   PRESIDENTE. Al 15.2 non ci siamo ancora arrivati.
   Dopo il 15.9 abbiamo votato il 15.16 ed è stato approvato.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 15.18. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'emendamento 15.15 è ritirato.
   Si passa all'emendamento 15.20 che sostituisce l'intero comma 8.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'emendamento 15.2 è precluso, di conseguenza.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI.  Signor Presidente, colleghi, io vorrei che  l'assessore
  spiegasse come cambia la norma con questa riscrittura del  comma  8
  perché era un nodo molto importante.
   Perché se resta la formulazione come concetto probabilmente noi ci
  ritroveremo un contenzioso per altri dieci anni con i locatari che,
  in questo momento, non riescono ad assorbire la struttura.
   E  ci ritroveremo con un contenzioso decennale che, probabilmente,
  ci vedrà soccombenti.
   Vorrei  evitare,  nella futura legislatura, di  dover  pagare  dei
  debiti  fuori bilancio perché dobbiamo corrispondere  dei  danni  a
  queste persone.

   TURANO,  assessore  per  le  attività produttive.  Il  diritto  di
  prelazione è previsto dal codice civile.
   Non  possiamo  aggiungere prelazioni oltre quello che  prevede  il
  codice civile.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 15.7. Il parere del Governo?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti  seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 15.1 è precluso.
   Si passa all'emendamento 15.5. Il parere del Governo?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti  seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 15.6. Il parere del Governo?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti  seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 15.8 è inammissibile.
   Dobbiamo aggiungere l'emendamento 15.17, della Commissione,  fuori
  sacco.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento 15.19. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 15.21. Lo pongo in votazione.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sono  d'accordo
  all'emendamento 15.21, ma mi chiedo se non necessita  di  copertura
  finanziaria  perché  porre  un onere a  carico  delle  IRSAP  senza
  prevedere  una  copertura specifica rischia di andare  incontro  ad
  un'impugnativa.
   Lo spirito è assolutamente condivisibile.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, è un emendamento a firma Foti, Zitelli che,  in
  buona   sostanza,  chiede  all'IRSAP   qualora  abbia   agglomerati
  industriali   vicino  le  aree  urbanizzate  a  fare  compensazioni
  ambientali,  non  di  carattere economico, volto  alla  mitigazione
  degli impianti delle zone industriali sul territorio circostante.
   Se costa sono contrario.
   L'obiettivo  è  quello di dire che nelle Aree industriali  -   nei
  pressi  delle  zone  abitative  -   possiamo  fare  operazioni   di
  mitigazione. Onestamente, se non c'è spesa io sono favorevole.

   PRESIDENTE. Io credo che se aggiungiamo  nei limiti delle  proprie
  disponibilità , facciamo meglio.

   TURANO,  assessore  per  le  attività  produttive.  Ah,  va  bene,
  perfetto. Ok, allora favorevole.

   PRESIDENTE.     Nei   limiti ,   se   possiamo    presentare    un
  subemendamento.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Sì, lo presenta  il
  Governo,  Presidente,  non ce n'è bisogno,  nei  limiti  del  ,  lo
  presento subito.

   PRESIDENTE.  Nei limiti delle proprie disponibilità .

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Appongo la mia firma a questo emendamento.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Grasso.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 979/A

   PRESIDENTE. Anche l'onorevole Lupo e l'onorevole Zitelli appongono
  la firma; ora lo vogliono firmare tutti.
   Va  bene,  pongo in votazione il subemendamento. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Quindi,   pongo  in  votazione  l'emendamento  15.21,  così   come
  modificato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 15, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'articolo  16,  a  cui  non  sono  stati  presentati
  emendamenti.
   Ne do lettura:

                               «Art. 16.
    Ampliamento agglomerati siti nelle aree di sviluppo industriale

   1.   Al  fine  accelerare  i  processi  di  crescita  del  sistema
  produttivo  regionale,  l'Istituto regionale per lo sviluppo  delle
  attività  produttive promuove l'ampliamento delle aree di  sviluppo
  industriale esistenti mediante l'inclusione di aree confinanti alle
  stesse, anche  con differenti destinazioni urbanistiche, in  deroga
  agli articoli 1 e 15 della legge regionale del 12 gennaio 2012,  n.
  8 e successive modifiche ed integrazioni, su iniziativa di soggetti
  privati per la realizzazione di insediamenti produttivi.
   2.  Per  l'attuazione delle azioni di cui al comma 1,  i  soggetti
  privati  presentano  al comune territorialmente competente  istanza
  per la valutazione preliminare in materia urbanistica, ambientale e
  sulla  sussistenza dell'interesse pubblico generale. Nei comuni  in
  cui   lo   strumento  urbanistico  non  individua  aree   destinate
  all'insediamento   di   impianti  produttivi   o   individua   aree
  insufficienti,  l'interessato può richiedere  al  responsabile  del
  SUAP  la  convocazione  della conferenza di  servizi  di  cui  agli
  articoli 17 e seguenti della legge regionale 21 maggio 2019,  n.  7
  dell'articolo. Qualora l'esito della conferenza di servizi comporti
  la  variazione dello strumento urbanistico, ove sussista  l'assenso
  della  Regione espresso in quella sede, il verbale è  trasmesso  al
  Sindaco ovvero al Presidente del Consiglio comunale, ove esistente,
  che  lo  sottopone alla votazione del Consiglio nella prima  seduta
  utile.  Gli  interventi relativi al progetto, approvato secondo  le
  modalità  previste dal presente comma, sono avviati e conclusi  dal
  richiedente secondo le modalità previste all'articolo 15 del  testo
  unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia  di
  edilizia,  di  cui  al decreto del Presidente  della  Repubblica  6
  giugno  2001, n. 380. Le istanze favorevolmente esitate dal  Comune
  sono  proposte da quest'ultimo all'IRSAP che valuta l'ammissibilità
  delle  iniziative produttive da realizzare su aree  confinanti  gli
  agglomerati  industriali esistenti e di competenza  dell'IRSAP  nel
  limite  di  inclusione  del 10 per cento dell'estensione  dell'area
  industriale.
   3.  La  richiesta  di inclusone alla confinante area  di  sviluppo
  industriale,  positivamente  valutata dal  comune  territorialmente
  competente  ai  sensi  del  comma 2  e  trasmessa  all'IRSAP.  Tali
  iniziative  imprenditoriali devono essere corredate dai  pareri  di
  Via, Vas e della relativa documentazione tecnica ed amministrativa.
   4.  Gli  enti e le amministrazioni competenti esprimono il proprio
  parere  all'interno  della Conferenza di cui ai  commi  precedenti.
  Qualora l'esito della Conferenza risulti favorevole alla variazione
  degli  strumenti  urbanistici vigenti, il verbale  è  trasmesso  ai
  Consigli comunali delle amministrazioni territorialmente competenti
  e  sottoposto  alla  votazione  degli  organi  consiliari.  L'esito
  positivo  della votazione in ordine alle modifiche degli  strumenti
  urbanistici   vigenti   determina  l'inclusione   dell'insediamento
  nell'area di sviluppo industriale di riferimento.
   5.  Le  opere di urbanizzazione necessarie alle nuove aree incluse
  nell'agglomerato industriale esistente al temine  del  processo  di
  cui ai commi da 1 a 4, prima della realizzazione dello stabilimento
  produttivo,  sono  realizzate  a cura  e  spese  dei  soggetti  che
  intendono insediarsi e prima della realizzazione dello stabilimento
  produttivo.   Le  opere  di  urbanizzazione  di  cui  sopra,   sono
  consegnate per la gestione ai Comuni competenti.
   6.  L'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive
  è  tenuto  in  presenza di aree industriali confinanti  con  centri
  abitati  e  ove  siano presenti spazi adeguati, a porre  in  essere
  misure  di  compensazione ambientale, non di  carattere  economico,
  volte  alla  mitigazione degli impatti delle zone  industriali  sul
  territorio circostante, attraverso anche la realizzazione  di  zone
  boscate o fasce vegetate.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'articolo  17,  a  cui  non  sono  stati  presentati
  emendamenti. Ne do lettura:

                               «Art. 17.
    Modifiche all'articolo 78  Finanziamenti ai comuni  della legge
                    regionale 6 maggio 1981, n. 96

   1.  Il comma 5 dell'art. 78 della legge regionale 6 maggio 1981 n.
  96 è sostituito dal seguente:

   "Nelle  aree artigiane possono insediarsi piccole e medie  imprese
  industriali. La percentuale di tali aree da destinare  ai  fini  di
  cui  al  periodo precedente è stabilita con delibera del  consiglio
  comunale,  in misura non inferiore al 20 per cento, e nel  rispetto
  degli  strumenti  di  programmazione di settore.  In  ogni  caso  i
  comuni,  se  beneficiari dei finanziamenti concessi  ai  sensi  del
  presente   articolo,  sono  tenuti  al  rispetto  del  vincolo   di
  destinazione del finanziamento.".»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'articolo  18,  a  cui  non  sono  stati  presentati
  emendamenti. Ne do lettura:

                               «Art. 18.
                         Abrogazione di norme

   1. Sono abrogati:

   a)  il  comma 9 dell'articolo 57 della legge regionale 23 dicembre
  2000, n. 32  Disposizioni per l'attuazione del POR 2000-2006  e  di
  riordino dei regimi di aiuto alle imprese. ;

   b)  l'articolo 30 della legge regionale 4 aprile 1995, n.29  Norme
  sulle  Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura  e
  altre norme sul commercio .»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                               «Art. 19.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Allora, finito l'articolato, ci sono due emendamenti: uno,  quello
  dell'assessore  Armao, che è un fatto tecnico,  se  l'assessore  lo
  vuole spiegare.
   L'ufficio  speciale recupero crediti istituito è  soppresso  e  le
  funzioni dello stesso sono  .

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  passa  all'Ufficio  speciale  per la chiusura  delle  liquidazioni.
  L'assessore Armao ha chiesto di presentare questo emendamento.

                     (intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Lo stiamo distribuendo, un attimo.

   TURANO,  assessore  per le attività produttive. L'assessore  Armao
  chiede

   PRESIDENTE. Se siete d'accordo lo possiamo votare.
   Poi  c'è un emendamento a firma dell'onorevole Cordaro, che  nulla
  ha  a  che vedere con questa legge -  neanche quello dell'assessore
  Armao  -   ma  infatti li stiamo considerando a  parte,  ma  quello
  dell'onorevole Cordaro ha un valore e un significato che io  vorrei
  che  l'onorevole  Cordaro  lo  potesse  illustrare.  Se  l'Aula   è
  d'accordo, lo inseriremo in questa legge. Se l'Aula sarà d'accordo,
  ripeto,  su questo dell'onorevole Cordaro, è proprio un emendamento
  che andrebbe votato, per cui lo ascoltiamo un attimo, attentamente.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,  è
  stato distribuito?
   Volevo  comunicare  all'Aula che oggi  la  Giunta  di  governo  ha
  approvato  la  delibera che affida al FORMEZ  la  celebrazione  dei
  concorsi  nel  comparto pubblico e anche con riferimento  al  Corpo
  forestale della Regione siciliana.
   Al  fine,  Presidente e colleghi, di accelerare  le  procedure,  e
  avendo   individuato   un  unico  centro  di   responsabilità   nel
  dipartimento  della  funzione pubblica  e  quindi  nel  D.G.  della
  Funzione Pubblica, per entrambi i concorsi, e avendo constatato che
  i concorsi del Corpo Forestale sono fermi alla disciplina del 2017,
  chiediamo  con una semplice abrogazione di equiparare  la  modalità
  concorsuale del Corpo Forestale a quella della Funzione Pubblica in
  modo  da potere procedere ugualmente con la procedura semplificata,
  che  potrebbe  permettere nei prossimi mesi, all'inizio  dei  primi
  mesi  del  2022, di celebrare già i concorsi e di arrivare  ad  una
  conclusione.

   PRESIDENTE.  Tenete  presente che la Presidenza  ha  visto  questo
  emendamento,   lo   abbiamo  valutato,  e  oggettivamente   è   una
  semplificazione  reale  rispetto ad un passato  che  ormai  non  ci
  appartiene più, per cui la Presidenza sarebbe d'accordo  a  che  si
  votasse,  però, ovviamente, l'Aula si deve esprimere in tal  senso,
  altrimenti lo mettiamo da un'altra parte.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  la
  parola  perché  condivido  il  testo che  è  stato  presentato  dal
  Governo, però, non posso non far rilevare che, ancora una volta, se
  si  fosse  ascoltata l'Aula semplicemente 20 giorni fa, quando  non
  solo  abbiamo  ribadito la procedura concorsuale, e qualche  fesso,
  scusate  l'espressione, aveva suggerito che  le  liti  che  non  si
  comprendevano ancora e che ad oggi non sono comprese tra il Governo
  regionale e il FORMEZ, avevano di fatto paralizzato una procedura.
   Ma c'è un'altra cosa che chiedo all'Assessore: in quella norma che
  abbiamo  approvato, noi abbiamo previsto una copertura  finanziaria
  che  se non ricordo male è di circa 3 milioni di Euro, considerando
  una  quantità  di domande di circa 100 mila a fronte  di  30  Euro,
  costo medio per la gestione della domanda.
   Sarebbe  utile sapere: primo, quanto è la convenzione che  abbiamo
  firmato  col  FORMEZ  per la gestione di questi concorsi;  secondo,
  visto  che abbiamo fatto una variazione la settimana scorsa,  di  3
  milioni di Euro e ne dobbiamo fare un'altra entro il 30 -   non  ho
  notizie  che  ci  sia  ancora  una variazione,  mi  auguro  che  le
  economie, tanto più che non saranno impegnate nel 2021 -  di quella
  variazione fatta la settimana scorsa, possano ritornare in gioco al
  fine di soddisfare i bisogni che ci sono in questa Regione.
   Come  si  vede, se si fosse fatto con maggiore senso della  misura
  non c'era bisogno né di fare questa norma né di impegnare 3 milioni
  di Euro che abbiamo sottratto ad altri capitoli del bilancio.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Cordaro.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Mi perdoni, non
  abbiamo sottratto a nulla i tre milioni perché siamo in una fase di
  accertamento  di un procedimento sul quale non possiamo  commettere
  errori.
   Sulla  prima parte sono d'accordo con l'onorevole Cracolici perché
  il  percorso che ha portato alla valutazione del Formez passa da un
  rapporto istituzionale di assoluto profilo tra la Regione siciliana
  e  il Ministro Brunetta, che ci ha messo la faccia, e di questo  lo
  ringrazio  pubblicamente, ma se l'interlocutore non  è  il  Governo
  nazionale, allora ditemi voi chi dovrebbe essere
   Rispetto  alla  possibilità, poi, di  recuperare  -   in  sede  di
  valutazione  dell'economia  -  fondi  rispetto  a  quanto  è  stato
  stanziato  per  la  realizzazione dei concorsi, questo  lo  vedremo
  nelle prossime settimane e come non è mai mancato il confronto  con
  l'Aula, non mancherà neanche in questo caso.

   PRESIDENTE. Me ne faccio carico personalmente, se ci fossero delle
  economie.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Signor Presidente, volevo chiedere all'Assessore se  ci
  sono dei margini ancora per potere gestire questo concorso non come
  bacino  unico  del  Corpo  Forestale,  siccome  è  già  emerso  sia
  dall'inchiesta  che  abbiamo  fatto in Commissione  Antimafia,  che
  quello  che  necessita  a  questa  Regione  siciliana  è  un  corpo
  forestale di prossimità, con dei nuclei che agiscono sui territori.
   Ora,  naturalmente,  il fabbisogno di ciascun territorio  non  può
  essere  uguale  per  tutto, quindi un unico  bacino  creerebbe  dei
  problemi  perché si attingerebbe del personale che poi, diciamocela
  tutta,  cercherebbe  di essere trasferito nella propria  residenza,
  lasciando  sempre  scoperti  i  territori  di  cui  hanno  maggiore
  bisogno.
   Quindi,  le chiedo se c'è possibilità di intervenire, creando  dei
  comparti a seconda del fabbisogno del territorio regionale. Grazie.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Cordaro.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.    Molto
  brevemente, se noi celebreremo i concorsi lo dovremo al  fatto  che
  un  Corpo della Regione siciliana, il Corpo Forestale appunto degli
  agenti in divisa, in questi 4 anni dopo

   PRESIDENTE,  Mi scusi, assessore Cordaro, visto che dobbiamo  fare
  soltanto  un'ultima cosa, voi mi dovete dire solo se c'è  l'ok  per
  votare l'emendamento, poi del resto ne parliamo con calma.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente.  Senz'altro, ne
  parliamo  immediatamente dopo e non ho nessuna  difficoltà  perché,
  comunque, vado nella direzione auspicata dall'onorevole Schillaci.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  colgo
  l'occasione per dire che sulla vicenda FORMEZ, cioè sulla decisione
  presa quest'estate dal Presidente della Regione di far venire  meno
  il  rapporto  contrattuale -  ritengo -  con il FORMEZ,  il  Gruppo
  parlamentare  del Partito Democratico ha presentato  il  21  luglio
  un'interrogazione parlamentare, trasmessa al Governo se non ricordo
  male  il  26, merito agli Uffici dell'Assemblea che tempestivamente
  trasmettono gli atti ispettivi al Governo, e che fino ad  oggi  non
  ha alcuna risposta.
   Potremo  sapere  un giorno perché il Presidente della  Regione  ha
  annullato  il  rapporto contrattuale con FORMEZ ed oggi  si  torna,
  invece,  ad un rapporto contrattuale con FORMEZ? O è un mistero  di
  questa  terra?  O è un capriccio del Presidente? Si può  avere  una
  risposta a questa interrogazione?

   PRESIDENTE.  Ovviamente,  non si tratta  di  capriccio,  però,  se
  l'Assessore

   LUPO.    No,    Presidente,    allora    il    Governo    risponda
  all'interrogazione,  ne  abbiamo migliaia  inevase,  io  le  chiedo
  ancora, Presidente, di dedicare un giusto tempo agli atti ispettivi
  in Aula.

   PRESIDENTE.  Assessore  Cordaro,  è  vero  e  ho  già  più   volte
  manifestato  al  Governo  che  sul  problema  delle  interrogazioni
  dobbiamo  fare un ragionamento in modo da poter essere un  po'  più
  precisi, ma intanto una risposta immediata la può dare, Assessore.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, onorevole Lupo, io credo  che  sia
  arrivato  il  momento  di  rispondere  a  ragion  veduta  a  questa
  interrogazione, e non vorrei farlo io, ne parlerò con il Presidente
  e  con  il  collega che ha la competenza, ma con il  Presidente  in
  prima   persona,  e  poi  la  settimana  prossima  comunicherò   al
  Presidente dell'Assemblea e all'Aula qual è l'intendimento.
   Credo,  comunque,  in  qualche modo di avere  già  risposto  nella
  misura  in  cui  l'assunzione della responsabilità  di  Governo  in
  questo dicastero così importante per la Pubblica Amministrazione da
  parte  dell'onorevole Brunetta ha in buona sostanza -   perché  non
  dirlo  -  sotto il profilo istituzionale riavviato un percorso  che
  si  era  interrotto a causa del fatto che in un determinato periodo
  di  questa  legislatura non siamo riusciti ad avere  da  FORMEZ  le
  risposte  nei  tempi  e nei modi che erano auspicati;  nel  merito,
  ribadisco,  entrerà  chi  sarà  in  condizione  di  dare   risposte
  adeguate.

   PRESIDENTE. Perfetto, onorevoli colleghi.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, per quanto riguarda  l'emendamento
  presentato dall'Assessore Armao qui non c'entra nulla, se lo si può
  rimandare alle variazioni.

   PRESIDENTE.  Se  l'Aula  mi  chiede  questo,  io  non  posso   che
  accettare, per cui se l'Aula me lo chiede.
   Votiamo  queste tre cose.  L'emendamento dell'Assessore Armao  non
  lo  votiamo e lo rimandiamo; votiamo quello dell'Assessore Cordaro,
  che  è  l'A.11.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa ad un emendamento presentato ai sensi dell'articolo  117
  del  Regolamento  interno. È soltanto una  correzione  tecnica.  Lo
  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Ci   sarebbe  un  altro  emendamento  tecnico.  All'articolo   15,
  assessore Turano, non abbiamo come emendarlo.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, si tratta di questo: mi hanno  appena  mandato
  gli  Uffici  un emendamento che prevede che per i Consorzi  ASI  si
  possa nominare, ed è sempre personale interno alla Regione, un solo
  revisore  per Consorzio, per ora la legge dice che bisogna  che  si
  nominino tre persone e ogni persona non deve potere avere il doppio
  incarico  e  non riusciamo a trovarlo, non riusciamo a  trovare  il
  personale, un solo revisore.

   PRESIDENTE.  Assessore,  la prego, non possiamo  ora  riaprire  la
  discussione su un disegno dilegge che è votato di fatto, manca solo
  il voto finale.

   TURANO,  assessore  per  le  attività produttive.  È  un  articolo
  aggiuntivo,  se  si può trasformare in articolo aggiuntivo,  è  una
  cosa di buon senso, se si può fare.

   PRESIDENTE.  Chiedo scusa, se c'è questa urgenza, siccome  abbiamo
  le variazioni la settimana prossima, lo inseriamo lì.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Va bene.

   PRESIDENTE.  Prima  di dare la parola all'onorevole  Zafarana,  il
  disegno di legge di fatto è tutto votato manca solo il voto finale.
   L'Assessore  ringrazia e ringrazio pure io, per quello  sul  Corpo
  Forestale. Il disegno di legge è stato votato.


                  Presentazione di ordini del giorno

   PRESIDENTE.  Ci  sono  degli  ordini del  giorno  tra  cui  quello
  dell'onorevole  Foti  che  chiedeva  che  fosse  approvato  e   non
  accettato come raccomandazione.  Quindi, è approvato.

      (L'ordine del giorno approvato reca il numero d'ordine 605)

   C'è  anche un ordine del giorno dell'onorevole Zafarana, che vuole
  illustrare. Onorevole Zafarana, ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Sì, Presidente, allora, chiaramente come ho  avuto  già
  modo  di  dire sia in Commissione che in Aula, martedì scorso,  noi
  abbiamo  posto  tutta  una serie di temi perché  è  chiaro  che  la
  materia liquidazione, consorzi ASI, IRSAP è una materia complessa e
  anche, come dire, attinente vari argomenti.
   Abbiamo posto il tema della cessione delle strade, servizi,  sotto
  servizi,  fognature ai comuni senza contropartita e su  questo  non
  c'è  stato  minimamente ascolto da parte del Governo tant'è  che  i
  comuni  più  piccoli si ritrovano, ad oggi, ancora nelle condizioni
  di  non  sapere  come  potere  fare  la  manutenzione  ordinaria  e
  straordinaria.
   Posto  il tema, presentato l'emendamento l'unica strada che rimane
  oggi, è quella di una presentazione di un ordine del giorno che già
  mi sono premurata di

   PRESIDENTE. Già presentato.

   ZAFARANA.    di presentare, nel quale, appunto, chiedo l'impegno a
  questo Governo di volere prevedere, e di questa materia spero ce ne
  potremo occupare in finanziaria, una riserva, un fondo dedicato che
  possa permettere

   ZAFARANA. Assessore, se posso avere la sua attenzione?

   PRESIDENTE.  Assessore, se lei stesse un attimo attento  a  quello
  che  dice  l'onorevole Zafarana è possibile  che  anche  su  questo
  emendamento lei si esprima favorevolmente e lo approviamo,  anziché
  accettarlo  come  raccomandazione, perché io credo  che  sia  molto
  importante quello che sta dicendo.

   ZAFARANA.   Perché   il  ragionamento  è  che  dobbiamo   favorire
  l'attività  di  liquidazione  e  sostenere  la  nascita  di  questa
  struttura  regionale  che, insomma, dobbiamo tutta  vederla  ancora
  come opererà, per cui c'è una grande aspettativa su questo.
   Però,   detto  ciò,  non  possiamo  lavorare  per  un  settore   e
  dimenticarci che stiamo gravando sui comuni rispetto a questa cosa.

   PRESIDENTE. Lo possiamo approvare?

   ZAFARANA.  Però, vorrei che comunque che poi si sposti  la  nostra
  attenzione  alla  prima occasione finanziaria per potere  prevedere
  una  collaborazione perché rappresento il fatto che ci sono  comuni
  grandi che hanno delle aree sui quali non incide

   PRESIDENTE. Va bene, onorevole Zafarana.

   ZAFARANA. E comuni invece molto piccoli che hanno invece parimenti
  aree estese.

   PRESIDENTE. Ed è, quindi, approvato anche questo. Gli  altri  sono
  accettati come raccomandazione.

   (L'ordine del giorno approvato reca il numero d'ordine 604.
   Gli  ordini  del  giorno accettati come raccomandazione  recano  i
  numeri d'ordine 603, 602, 591, 579)

   ZAFARANA. Vi erano altri due temi fondamentali perché noi  abbiamo
  portato anche altri due contributi che sono quello della condizione
  attuale dei pensionati ex ASI

   PRESIDENTE. Quello è pure approvato.

   ZAFARANA. E poi dei contrattisti.
   Perfetto,  il  ragionamento  che  è  stato  fatto  è  stato  fatto
  chiaramente in un'ottica di condivisione però, appunto, poiché si è
  detto  che ad oggi non parliamo di coperture finanziarie spostiamo,
  come  dire,  l'attenzione alla prossima occasione, ma  che  vi  sia
  realmente un impegno a risolvere questa questione, non come è stato
  fatto  in  questi anni, e anche per i contrattisti  dell'IRSAP  che
  come sappiamo e come sapete tutti sono a tempo determinato, se  noi
  non  abbiamo  il  personale,  il  ragionamento  è  strettamente  di
  funzionamento  ed  anche di potere garantire la serenità  a  queste
  famiglie, se noi abbiamo del personale che lavora all'interno delle
  IRSAP e che dovrà occuparsi secondo quanto appunto abbiamo votato

   PRESIDENTE. Va bene, grazie onorevole Zafarana.

   ZAFARANA.  Presidente, concludo, mi permetta perché abbiamo  fatto
  un lavoro e arriviamo a compimento.
   Non  possiamo  pensare  che  le IRSAP  possano  poi  occuparsi  di
  investimenti, agevolazioni, sostegno alle imprese

   PRESIDENTE. Non affrontiamo un dibattito ora sull'argomento.

   ZAFARANA.   senza personale. Quindi, io volevo, come dire

   PRESIDENTE. Siamo riusciti ad approvare, non come raccomandazione.

   ZAFARANA.  E  sostenere appunto anche e la sensibilità  di  questo
  Governo  perché noi ce lo si segni e non ci si giri poi  dall'altra
  parte quando ne parleremo.


         Sull'iter parlamentare del disegno di legge n. 979/A

   PRESIDENTE. Va bene, grazie.
   Onorevoli colleghi, chiudiamo con la data dell'approvazione finale
  del  disegno  di legge, che è martedì. Quindi, martedì ad  apertura
  procederemo con il voto finale su questo disegno di legge.
   Permettetemi di dire una cosa - ognuno deve ringraziare qualcuno -
  lasciatemi ringraziare ancora una volta, a scanso di equivoci,  per
  evitare  poi polemiche di tutti i tipi, l'intero Parlamento  che  è
  composto da maggioranza e da opposizione, perché ancora oggi questo
  disegno   di   legge  è  stato  approvato,  di  fatto,  dall'intero
  Parlamento grazie ai rapporti che ci sono fra i Gruppi parlamentari
  che  sono all'interno di quest'Aula, che ancora una volta -  voglio
  ribadire  -   essere stato elemento fondamentale  per  la  vita  di
  questa legislatura, sia per il Governo, che per il Parlamento,  che
  per tutti.
     Questo  Parlamento ha, sino ad oggi, approvato tutto quello  che
  c'era da approvare, a prescindere dalle maggioranze che sono spesso
  mancate,  ed  io di questo una volta per tutte non posso  che  dare
  atto  e  ringraziare le opposizioni intere e tutti i  deputati  che
  anche  oggi, pur non essendoci il numero legale, sulla base  di  un
  impegno  che avevamo preso informalmente, sono restati qui tutti  a
  votare  questo disegno di legge che era molto importante, a cui  il
  Governo teneva molto.
   Per  cui, questo io mi sentivo di doverlo fare e lo faccio  perché
  mi sembra che siamo al quarto anno di una legislatura in cui questo
  Parlamento  ha  dato prova di grandissima serietà,  di  grandissima
  abnegazione, di lavoro continuo, sempre nel momento in cui è  stato
  necessario,  per il bene della nostra Isola. Per me l'importante  è
  che  io  sento  quello che devo dire e lo dico e lo  possa  dire  a
  questo Parlamento che ho l'enorme onore di presiedere.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Presidente, solo per ricordare a tutti noi che  oggi  è  la
  giornata  internazionale  contro la violenza  sulle  donne,  e  per
  ringraziarla  per  la  sensibilità  dimostrata  nell'accogliere  la
  nostra  richiesta  di  illuminare il Palazzo,  oggi,  in  segno  di
  attenzione  e  di  solidarietà da parte  di  tutto  il  Parlamento,
  rispetto  all'emergenza della violenza sulle donne, che merita  una
  forte attenzione.

   PRESIDENTE. Il Palazzo è tutto rosso, che non significa comunista,
  ma  significa una cosa importante per tutte le donne, ma credo  per
  tutte  le  persone  civili di questo mondo, anche  per  gli  uomini
  ovviamente.
   Questo  sulla lotta alla violenza è importante, che non  deve  mai
  essere  limitata, ma che deve essere sempre forte e continua contro
  la  violenza sulle donne. Per cui il colore rosso, con cui  oggi  è
  stato illuminato tutto il Palazzo è un segnale che ancora una volta
  questo Parlamento dà a tutta la comunità.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. A questo ci ha già pensato l'onorevole Lupo, quindi  va
  bene,  ci  associamo anche se siamo poche donne oggi  in  Aula,  ma
  volevo ricordare che i numeri sono davvero tragici: centonove donne
  nell'arco del 2021 sono state uccise in Italia e ottantanove donne,
  ogni giorno, ricevono un reato di genere, e il sessantadue percento
  avviene nell'ambito della propria famiglia, dei propri affetti, per
  cui  ci deve fare riflettere, ma soprattutto bisogna lavorare sulla
  prevenzione.
   Ecco  perché dobbiamo agire sull'educazione sin dalle prime classi
  delle  elementari  per  cambiare la cultura  che,  ancora  oggi,  è
  improntata alla violenza verso il genere femminile.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Presidente, durante la scorsa seduta, lei mi ha concesso  di
  presiedere  proprio  durante  gli  interventi  finali  a  cura  dei
  colleghi deputati.
   È stato reclamato a gran voce, cosa che le avevo anche sollecitato
  tempo  fa,  che  si  predisponga  un'attività,  con  gli  assessori
  disponibili   e   quant'altro,   sulle   agende   che    riguardano
  interrogazioni,  interpellanze, al limite le  mozioni,  quando  non
  possono  essere tramutate in ordini del giorno, poi se lei desidera
  farlo riservando un giorno particolare alla settimana, però con una
  certa  programmazione,  perché mi sono  trovata  in  difficoltà  la
  scorsa  volta  perché si pretendeva che già per ieri  ci  fosse  la
  disponibilità degli assessori e, oltretutto, con chiaramente  delle
  carte scritte e delle risposte.
   Quindi   con  spirito  di  collaborazione  le  chiedo  di   volere
  programmare quest'attività.
   Poi  lei vedrà se farla il martedì, il mercoledì, il giovedì  solo
  per  gli interessati, perché magari è un'attività che riguarda  chi
  ha presentato le interrogazioni.
   E  poi  le  volevo dire un'altra cosa: a partire  da  questo  fine
  settimana, il prossimo fine settimana una vasta area interna  della
  nostra Regione, quindi tutte le province di Caltanissetta, Enna  ed
  Agrigento  saranno  interessate  da  una  serie  di  convegni   che
  riguardano   la  dieta  mediterranea  e  il  c.d.  Parco   mondiale
  policentrico della dieta mediterranea.
   Lei  saprà che questa Assemblea e la III Commissione hanno esitato
  un  testo, che già è passato anche dalla Commissione  Bilancio , le
  chiedo, anche per onorare questo sforzo da parte dei territori  che
  chiedono  alla  nostra Regione di legiferare in tal  senso,  perché
  altre  regioni come la Campania, la Puglia, la Calabria  hanno  già
  legiferato,  se c'è la volontà degli altri Capigruppo  chiaramente,
  quando  sarà possibile di metterlo all'ordine del giorno  per  dare
  buon fine anche a questo percorso legislativo.
   Grazie.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  poiché  è  mia intenzione ringraziare tutto il Parlamento  e  anche
  lei,  volevo chiedere di potere rinviare questo intervento al  voto
  finale quando l'Aula sarà partecipata dai colleghi deputati.

   PRESIDENTE. La seduta è conclusa.

                 La seduta è tolta alle ore 18.56 (*)


   (*)  D'ordine del Presidente dell'Assemblea, notificato con e-mail
  del 29 novembre 2021, la seduta n. 303, già convocata per il giorno
  30 novembre 2021 alle ore 16.00, è stata posticipata al 1  dicembre
  2021 con il medesimo ordine del giorno e al medesimo orario.
   L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato sul  sito
  web   istituzionale  dell'Assemblea  regionale  siciliana,   è   il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XXV SESSIONE ORDINARIA


                         303a SEDUTA PUBBLICA
                Mercoledì 1  dicembre 2021 - ore 16.00
                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -SVOLGIMENTO,  AI  SENSI  DELL'ARTICOLO  159,  COMMA  3,   DEL
       REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
       RUBRICA:  Energia e servizi di pubblica utilità  (V. allegato)

    III - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

         - Procedure semplificate e regimi procedimentali speciali per
            l'insediamento, la realizzazione e lo svolgimento delle attività
            economiche e imprenditoriali nelle ZES e nelle aree di sviluppo
            industriale ed artigianale e modifiche alla legge regionale 12
            gennaio 2012, n. 8 in materia di IRSAP  (n. 979/A) (Seguito)

    IV -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

         - Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
            per la gestione integrata dei rifiuti.  (nn. 290-49-76-179-267
            bis/A) (Seguito)

           Relatore: on. Savarino

    V -VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 984/A)

       2)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 985/A)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
  Allegato A

   Comunicazione di trasmissione del  Documento di economia e finanza
  regionale (DEFR) per gli anni 2021/2023' e della relativa  nota  di
  aggiornamento (Nadefr) alle Commissioni permanenti

   Si  comunica  che  il  Documento di economia e  finanza  regionale
  (DEFR)  per  gli anni 2021/2023', approvato dalla Giunta  regionale
  nella   seduta  dell'11  agosto  2021,  e  la  relativa   nota   di
  aggiornamento  (Nadefr)  sono  stati  trasmessi  alle   Commissioni
  permanenti  il 23 novembre 2021, ai sensi dell'articolo  73  bis.1,
  comma 1 del Regolamento interno.