Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 16.19
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, giungo dalla III Commissione,
hanno praticamente ultimato il lavoro, però, hanno bisogno ancora
di dieci minuti.
Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto a
disposizione degli onorevoli deputati che intendano prenderne
visione e sarà considerato approvato in assenza di osservazioni in
contrario nella presente seduta.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Tancredi, Pagana,
Mangiacavallo e Marano hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, ripeto, la Commissione mi ha chiesto
materialmente dieci minuti, la III Commissione, per cui aspettiamo
che ultimi il lavoro, ci vediamo tra un quarto d'ora qua,
dovrebbero avere completato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Arancio è in congedo per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Sospendo, pertanto, la seduta per quindici minuti, il tempo che la
Commissione finisca i suoi lavori, e riprenderà alle ore 16.35 o al
massimo alle ore 16.40.
(La seduta, sospesa alle ore 16.21, è ripresa alle ore 17.42)
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Palmeri e Caronia hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge Procedure
semplificate e regimi procedimentali speciali per l'insediamento,
la realizzazione e lo svolgimento delle attività economiche e
imprenditoriali nelle ZES e nelle aree di sviluppo industriale ed
artigianale e modifiche alla legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8
in materia di IRSAP. (n. 979/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprende la discussione del
disegno di legge n. 979/A.
Stiamo fotocopiando il fascicolo degli emendamenti. Presidente
Ragusa, se, intanto che fotocopiano il fascicolo, lei ci vuole dare
un'idea di quello che è stato fatto in Commissione, così appena
arriva il fascicolo i colleghi lo cominciano a valutare. Prego, ha
facoltà di parlare.
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Grazie,
Presidente. Così come in accordo, quando lei ha dato indicazioni di
riportare la norma in Commissione, così è stato fatto, ci siamo
convocati questa mattina.
PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, un attimo. Per favore, assessore
Cordaro, grazie perché non sento niente.
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Così è stato
fatto, ci siamo convocati per questa mattina, abbiamo iniziato alle
11.30 ed è durata tantissimo questa seduta della Commissione, ci
sono stati confronti molto forti, accesi, ma soprattutto con
l'unico interesse di migliorare la norma che riguarda la riforma
delle ASI e, quindi, l'IRSAP.
Avevamo sospeso l'ultima seduta gli articoli 5, 13, 14 e 15.
L'articolo 5 che, in particolare, riguardava il consegnare le
strade ai comuni dove è pertinente l'area industriale ed
artigianale; l'articolo 13 riguardava l'assegnazione di terreni, i
canoni, eccetera; l'articolo 14 riguardava, in particolare, le
attività immobiliari: abbiamo sviscerato anche questo particolare,
perché forse la parola immobiliare creava qualche difficoltà,
mutandola in attività commerciale, che è più consono all'attività
che gli artigiani e gli industriali vanno ad espletare; l'articolo
15, un articolo molto importante che riguarda la semplificazione in
generale, ed in particolare un problema annoso che in questi anni
ha dato tantissime difficoltà: i depuratori. I depuratori, è stato
sviscerato anche questo problema. A chi dare i depuratori. Bene,
Governo e Commissione si sono convinti che i depuratori vanno
consegnati dove ricadono, cioè all'interno del Comune dove ricade
il depuratore.
La valutazione: l'articolo 15 parla anche di valutazione nel caso
di vendita, di acquisto terreni ed è stato fatto un lavoro molto
importante Presidente, perché per la prima volta e questa volta, in
questa riforma la valutazione viene assegnata all'IRSAP, cioè
quell'Ufficio che si preoccuperà di dare valore agli immobili e
anche ai suoli, da dare in concessione agli industriali e a chi ne
fa richiesta, cos'è premiante in questa riforma? È premiante la
semplificazione è importante dare vita a chi vuole investire.
Ai tempi feci un esempio, Presidente. Se uno abita a Bolzano e
vuole investire in Sicilia, oggi con questa riforma ci sono le
condizioni per farlo perché abbiamo liberalizzato i suoli, abbiamo
liberalizzato i capannoni, abbiamo messo nelle condizioni, chi
vuole investire di poterlo fare.
In aggiunta sono arrivate le ZES e poi anche le zone franche in
alcuni casi. Penso che oggi abbiano fatto un ottimo lavoro e faremo
un lavoro ancora più importante se l'Aula si determinerà di poter
votare, così com'è stato fatto in commissione e un ringraziamento,
Presidente, a tutti i colleghi, di opposizione e di maggioranza,
perché hanno lavorato tutti in modo importante e a volte anche
scontrandosi ma le posso garantire che è uscita l'idea migliore, la
norma migliore.
Un ringraziamento anche ai funzionari che sono sati veramente
presenti, sacrificandosi per conto nostro e i funzionari
dell'Assemblea Regionale siciliana e i funzionari dell'Assessorato,
oggi c'è stata una partecipazione morale e umana di tutte le
componenti politiche e burocratiche.
Detto questo, caro Presidente, penso che noi votando questa norma,
faremo una cosa importante per la nostra terra.
PRESIDENTE. Il fascicolo è stato distribuito? Allora, colleghi,
onorevole assessore Turano, nonostante ho rinviato ad oggi, l'altro
ieri quando abbiamo rinviato la seduta, non a ieri ma ad oggi,
avevo ricevuto un ok da parte di tutti i Capigruppo perché ci fosse
la presenza in Aula, oggi, ma il numero legale non c'è, il voto
finale comunque non lo potremo fare.
Voglio capire, ma spero di sì, perché questa è la promessa che ci
eravamo fatti, la volontà quanto meno di vedere l'articolato, in
modo che se poi va in voto finale lo facciamo la settimana
prossima, per cui pregherei tutti di andare avanti. Intanto
guardatevi ovviamente il fascicolo della Commissione sugli
emendamenti che sono stati presentati, se c'è una condivisione o
non c'è l'andiamo vedendo emendamento per emendamento in modo che
poi possiamo cominciare, ritornando all'articolo 5.
Congedi
Comunico che sono in congedo gli onorevoli Lantieri, Ternullo,
Figuccia e Catalfamo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio intervenire
sui lavori che si sono svolti in Commissione, compreso anche ieri.
In verità, ci eravamo lasciati che ieri dovevamo discutere questo
articolato per potere oggi solamente lavorare al testo in Aula ma
poi su richiesta dell'onorevole Cracolici, abbiamo spostato i
lavori completamente a questa mattina.
Invece ieri abbiamo trattato una questione a latere della vicenda
della liquidazione delle ATI, cioè dei pensionati dei dipendenti
dell'ex ASI.
Non siamo arrivati a una sintesi, diciamo che troveremo nel testo,
ma abbiamo concordato un ordine del giorno per cui le chiederò non
la raccomandazione per il Governo ma l'approvazione, perché
chiediamo che già direttamente nel testo in finanziaria ci sia
l'argomento con tutta la lavorazione che sarà necessaria, ossia
l'attualizzazione di questo elenco di pensionati e l'inserimento
delle somme necessarie che devo dire, Presidente, noi ogni anno
abbiamo messo ma l'abbiamo messo nel posto sbagliato, tant'è che
ogni anno non vengono impegnate e utilizzati per altri scopi.
L'ordine del giorno è il n. 605, in merito al testo mi riservo di
intervenire di volta in volta.
PRESIDENTE. Se ne date una copia anche al Governo, perché io lo
posso fare approvare se il Governo è disponibile.
FOTI. Certamente Chiaramente viene chiamato in causa anche
l'assessore Zambuto che è il titolare del Fondo pensioni. Ieri il
dottore Nasca ci ha detto - è chiaro - se ho io ho un input da
politico chiaro su questa vicenda che sta a cuore a tutti i Gruppi
parlamentari perché i pensionati ASI sono in tutte le province
chiaramente e, quindi, a maggior ragione c'è una unità trasversale
su questo argomento che viene trattato ogni anno in Finanziaria
senza avere buon esito.
PRESIDENTE. Ci sono altri interventi o possiamo iniziare a votare
gli articoli e gli emendamenti.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Barbagallo.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
979/A
PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo 5, in precedenza
accantonato.
L'onorevole Lupo l'ha visto questo emendamento 5.5R che è quello
che di fatto sostituisce o, comunque, assorbe l'emendamento che
aveva presentato che è una migliore formulazione. Benissimo
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
L'emendamento 5.1 non è decaduto, assessore Turano.
Il parere del Governo?
TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente, ritirato
dall'onorevole Foti.
PRESIDENTE. Chi l'ha dichiarato ritirato? Onorevole Foti, è
ritirato l'emendamento 5.1?
FOTI. È ritirato e poi, Presidente, ci dovrebbe essere una
riformulazione dell'emendamento 13.4.
PRESIDENTE. Va bene, perfetto. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.3, dell'onorevole Di Caro. Il parere
del Governo?
TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 5.4, a firma del Governo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 13.
C'è un emendamento tecnico della Commissione recante la
numerazione 13.5. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 13.7 del Governo. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
L'emendamento 13.6 a firma della Commissione è assorbito.
Onorevole Sunseri, l'emendamento da lei presentato, il 13.4, è
riformulato con il 13.4.1, siamo d'accordo su questo? Benissimo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa, quindi, all'emendamento 13.4 come modificato.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 13, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 14.
L'emendamento 14.1 a firma dell'onorevole Lentini è ritirato, me
lo ha stracciato davanti per cui immagino sia così.
Si passa all'emendamento 14.2, dell'onorevole Foti. Il parere
del Governo?
TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
L'emendamento 14.3 è precluso.
Pongo in votazione l'articolo14, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Art. 15.
Modifiche all'articolo 19 Liquidazione dei Consorzi per le aree
di sviluppo industriale. Nomina dei commissari liquidatori.
Disposizioni transitorie della l.r. 8/2012
1. Al comma 1 dell'articolo 19 della legge regionale 12 gennaio
2012 n. 8 sono apportate le seguenti modifiche:
a) dopo il quarto periodo, è inserito il seguente: "Per le
finalità del presente articolo, I'IRSAP è tenuto a fornire a titolo
gratuito il supporto tecnico, amministrativo e logistico
finalizzato alla celere conclusione delle operazioni di
liquidazione.";
b) la parola "semestrale " è sostituita dalla parola "annuale";
c) dopo il sesto periodo, è inserito il seguente; "L'Assessorato
regionale dell'Economia esercita il controllo contabile di
legittimità in conformità alle disposizioni di cui al comma 1
dell'articolo 12.";
d) il terzo periodo è soppresso.
2. Al comma 2 dell'articolo 19 della legge regionale 12 gennaio
2012 n. 8 sono soppresse le parole "entro 120 giorni dalla data di
insediamento"; alla lettera c-bis) dopo le parole "in liquidazione"
sono aggiunte le parole "prioritariamente al Comune nel cui
territorio è ubicato l'impianto di depurazione o"; dopo la lettera
c bis) è aggiunta la seguente lettera: c ter) Richiedere a Irfis-
FinSicilia o ad altro istituto di credito finanziamenti, con
rientro secondo piani di ammortamento, da erogare, previa adeguata
istruttoria, a valere sulle risorse di cui all'articolo 2 della
legge regionale 22 febbraio 2019, n. 1 e successive modifiche e
integrazioni, occorrenti per fare fronte alle spese di gestione,
alla tutela e conservazione del patrimonio e ad ogni altra
operazione finalizzata alla liquidazione di ciascun Consorzio
ASI; .
3. Al comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 12 gennaio
2012 n. 8 sono apportate le seguenti modifiche:
a) le parole "entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge" sono soppresse;
b) il secondo periodo è soppresso;
4. Al comma 5 dell'articolo 19 della legge regionale 12 gennaio
2012 n. 8 sono soppresse le parole "Trascorso il termine di cui al
comma 2,".
5. Al comma 6 dell'articolo 19 della legge regionale 12 gennaio
2012 n. 8 le parole "La Ragioneria generale della Regione" sono
sostituite con le seguenti: "Il Dipartimento regionale delle
Finanze e del Credito dell'Assessorato regionale per l'Economia".
6. Al comma 8 dell'articolo 19 della legge regionale 12 gennaio
2012 n. 8 sono apportate le seguenti modifiche:
a) al primo periodo sono soppresse le parole Trascorso
infruttuosamente il termine di cui al comma 2. ;
b) alla fine è inserito il seguente periodo: Tutte le determine
adottate dai commissari liquidatori, ad eccezione di quelle
indicate nel periodo successivo, sono immediatamente esecutive e
vanno trasmesse all'Assessorato regionale dell'economia entro 15
giorni dalla loro adozione. Le determine concernenti atti
dispositivi del patrimonio immobiliare, modalità di selezione del
contraente e bilanci possono essere annullate per motivi di
legittimità dall'Assessorato regionale dell'economia entro 15
giorni dalla loro ricezione; decorso detto termine le determine si
intendono approvate ed esecutive. Entro 15 giorni dalla ricezione
delle determine dei commissari liquidatori, l'Assessorato regionale
dell'economia può disporne la sospensione con richiesta motivata di
chiarimenti; detta sospensione può essere esercitata solo una
volta. Nei 10 giorni successivi alla ricezione dei chiarimenti,
l'Assessorato regionale dell'economia può disporne l'annullamento
per motivi di legittimità. L'articolo 15 della legge regionale n.
1/1984 è soppresso.
7. Al comma 9 dell'articolo 19 della legge regionale 12 gennaio
2012, n. 1 sono apportate le seguenti modifiche:
a) le parole non strumentali all'organizzazione ed al
funzionamento degli stessi, nonché i capannoni industriali ed i
centri direzionali" sono soppresse;
b) le parole "da parte degli Uffici del Genio Civile competenti
per territorio, trascorso il termine di cui al comma 2" sono
sostituite dalle parole "fornite a titolo gratuito dall'IRSAP
secondo criteri omogenei approvati con delibera del consiglio di
amministrazione dell'IRSAP entro il termine di quindici giorni
dalla richiesta del commissario liquidatore";
c) alla fine del comma è aggiunto il seguente periodo: "Per le
finalità di cui al presente articolo e con le medesime procedure i
commissari liquidatori possono destinare una quota non superiore al
20 per cento dei beni immobili da alienare a favore di
microimprese, di imprese giovanili di cui al decreto legge n.
786/1985, convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio
1986, n. 44, start up di cui al decreto legge 12 ottobre 2012, n.
179, imprenditoria femminile di cui alla legge 25 febbraio 7992, n.
215, imprese vittime di usura e estorsione di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 16 agosto 1999, n.455 e alla legge 23
febbraio 1999, n. 44;
d) la cifra "120" è sostituita dalla cifra " 30";
e) il periodo I beni, mobili e immobili, e i proventi
eventualmente residuati confluiscono nel patrimonio dell'Istituto
è sostituito dal seguente: "Il 20 per cento dei proventi
eventualmente residuati al termine delle operazioni di
liquidazione, confluiscono nel patrimonio dell'Istituto. Il
restante 80 per cento dei proventi è attribuito, nel rispetto della
normativa vigente in materia di aiuti di Stato, alle imprese che
abbiano acquistato beni immobili dalla liquidazione secondo un
piano di riparto approvato dalla Giunta regionale su proposta
dell'Assessore per le attività produttive. I beni, mobili e
immobili, eventualmente residuati, una volta ultimate le operazioni
di liquidazione, confluiscono nel patrimonio dell'Istituto. I
Commissari liquidatori, anche prima della chiusura delle operazioni
di liquidazione, con motivata determina che evidenzi il mancato
pregiudizio delle ragioni del ceto creditorio, su richiesta
dell'IRSAP, possono trasferire in comodato d'uso allo stesso
Istituto i centri direzionali, o parti di essi, da destinare ad
iniziative imprenditoriali per la creazione di hub dell'innovazione
digitale, incubatori di imprese e similari.
8. Il comma 9 bis dell'articolo 19 della legge regionale n.8/2012
è sostituito dal seguente:
9 bis. I liquidatori dei singoli Consorzi ASI procedono alla
vendita dei beni all'incanto mediante lo svolgimento di una gara al
prezzo più alto rispetto alla base d'asta, alla quale sono ammessi
a partecipare gli imprenditori i cui progetti di utilizzazione del
bene sono stati preliminarmente giudicati positivamente dall'IRSAP
secondo criteri fissati dallo stesso Istituto. Il provvedimento
commissariale con cui si dispone la vendita indica il prezzo, le
modalità, le condizioni, i criteri di valutazione dei progetti
fissati dall'IRSAP e i termini di presentazione dei progetti e
delle offerte di acquisto ed è pubblicato sul sito internet di ogni
singolo Consorzio ASI, dell'IRSAP e sul sito istituzionale di
Unioncamere. Nel caso in cui ad esito di tale bando non si dovesse
procedere alla vendita del bene il liquidatore, entro trenta giorni
dall'esito, procede a bandire una nuova asta aperta alla
partecipazione di chiunque voglia licitare e, in caso di mancata
aggiudicazione, si procede, entro i successivi trenta giorni, a
nuovi bandi previa riduzione del prezzo a base d'asta in misura
comunque non superiore alle previsioni di cui all'articolo 591
secondo comma, del codice di procedura civile. Le verifiche della
conformità delle iniziative da realizzare agli strumenti
pianificatori vigenti sono, successivamente alla vendita,
attribuite alla competenza dell'IRSAP nell'ambito delle funzioni al
medesimo ascritte. Sono fatti salvi i diritti previsti nei
contratti sottoscritti fra le parti anche se scaduti. .
9. Al comma 9 quater le parole dal competente Ufficio del Genio
Civile sono sostituite dalle seguenti: dall' IRSAP ».
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Interviene su che cosa?
FOTI. Grazie, Presidente. L'articolo 15 non risulterà di facile
lettura per molti, per molti deputati e certamente per molti che si
approcceranno alla materia, perché se non accompagnato da un testo
comparativo con la legge 8 del 2012 risulta come, diciamo, peggio
di una settimana enigmistica di quelle per professionisti.
Io caro Presidente ho sempre apprezzato il suo desiderio di avere
delle norme lineari, e soprattutto delle leggi che non fossero un
esercizio per contorsionisti, fossero a servizio delle persone che
devono utilizzare la legge, perché la legge si deve potere leggere,
purtroppo questo non è stato possibile nonostante l'enorme sforzo
del dottore Cantone, che ringrazio, che è in III Commissione per
più di un annetto ci ha accompagnato intorno a questa cosa.
Ciò non di meno, all'interno dell'articolo ci sono parecchi commi
che mi vedono favorevole perché sostanzialmente semplificano,
velocizzano, mettono in condizione di operare. Comprendo anche la
difficoltà da parte dei commissari liquidatori che senza soldi non
possono fare i bilanci, non possono procedere alle normali,
ordinarie attività. La difficoltà con il personale che, nonostante
un accordo con l'IRSAP pare in alcuni casi siano recalcitranti nel
volere prestare il loro lavoro, mentre ci sono altri dipendenti che
addirittura fuori dall'orario si recano presso gli uffici per
sbrigare il loro lavoro. Insomma tutto il mondo è paese.
Volenterosi e persone che remano contro.
Detto questo, all'interno di questo articolo ci sono alcune
disposizioni per le quali annuncio il mio voto contrario e anche
del collega del gruppo Attiva Sicilia che riguardano le valutazioni
degli immobili. Comprendo che si vuole velocizzare, comprendo tutto
quello che si vuole ma secondo me, in un regime di liquidazione,
passare ad una nuova modalità di valutazione che magari può essere
con il cuore giusta ma formalmente da parte mia non votabile, mi
pongo in contrasto con questo argomento.
Tra l'altro vorrei sottolineare che, purtroppo, non si è trovata
soluzione per l'annosa questione, sempre ereditata dal passato, di
contratti di locazione che furono scritti in altri momenti storici
che consentivano lo scomputo dei canoni pagati, che nel tempo hanno
visto alcuni potere comprare il capannone scomputando l'affitto
pagato, altri no, e questo trattamento di disparità oggi sembra non
superabile, perché essendo in una fase di liquidazione dobbiamo
avere il massimo profitto, mandare tutto all'asta. Io mi chiedo
come si configurerà poi l'immagine di imprenditori attualmente
operativi con un contratto in mano che dovranno lasciare il
capannone oppure rivolgersi a dei giudici, perché oggi siamo
arrivati a questa conclusione. Chi ha un contratto regolare se la
vedrà davanti ai giudici, noi non possiamo fare niente, e questa io
la ritengo una sconfitta per il legislatore.
Ultima cosa si prevede in questo articolo, diciamo, e qui siamo
tutto sommato favorevoli, un chiarimento sul passaggio delle
responsabilità della gestione delle aree interessate dalla presenza
di depuratori e qui andiamo nella materia della gestione
dell'acqua. Sappiamo che i Comuni in qualche modo incassano
attraverso le bollette anche il canone per la depurazione, troviamo
in effetti ingiusto che se ne debba occupare l'ASI o l'IRSAP,
perché in quel caso è una struttura a servizio degli usi civileiche
è ospitata in una zona industriale. Questo chiarimento, diciamo,
volendo votare per parti separate lo approviamo, lo riteniamo
ragionevole.
Siamo, ripeto, molto amareggiati dal fatto che si stia, da una
parte, prevedendo ad esempio al comma 7, lettera e, che eventuali
risorse economiche che rimarranno per le liquidazioni, saranno
utilizzati per nuove imprese, gente vittima di mafia, nuove
iniziative imprenditoriali, o saranno suddivise su tutti quelli che
compreranno i capannoni, però per chi già è locatario, per chi ha
pagato gli affitti, non c'è chiarezza su quello che avverrà,
nonostante gli impegni assunti negli incontri, in Commissione, con
questi imprenditori. Volevo rassegnare la mia amarezza su questo
mancato risultato.
PRESIDENTE. Assessore Turano, lei voleva intervenire per
rispondere o no?
Onorevole Ragusa, dovrebbe ritirare anche l'emendamento 15.15?
RAGUSA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. E quindi sono ritirati gli emendamenti 15.15 e 15.14.
Dal fascicolo, si passa all'emendamento 15.13.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, io voglio soltanto sottolineare un aspetto.
Devo dire che abbiamo cercato di evitare che una questione che si
protrae da diversi anni, che è quello della liquidazione degli ex
Consorzi ASI, possa ulteriormente essere appesantita da una legge
che di fatto ha istituito un nuovo ente, ma non ha superato i
vecchi enti. È un classico film che si costituisce in questa nostra
Regione, perché quando dobbiamo liquidare qualcosa, ci preoccupiamo
di fare subito l'altra cosa, ma nel frattempo le liquidazioni
rimangono lettera morta. Non riguarda solo l'ASI, una per tutti,
vorrei ricordare tutte le ex aziende partecipate della Regione
siciliana, che continuano ad esserci liquidazioni che durano forse
da trent'anni, forse per la fortuna di chi ha la fortuna appunto di
essere nominato liquidatore.
Nel caso specifico, io non voglio farla lunga, è chiaro che
l'approfondimento, anche alla luce delle considerazioni opportune
fatte dagli Uffici dell'Assemblea relativamente, in particolare, al
comma 8, ma anche in parte al comma 7, ha consentito di fare in
qualche modo una riscrittura che tenga conto delle obiezioni, ma
anche della logica. Ricordando che la liquidazione ha come
presupposto la possibilità che i creditori possano avere
riconosciuto, attraverso le procedure di liquidazione, il credito
vantato. Per cui è evidente che questo è l'obiettivo di qualunque
liquidazione, secondo quanto previsto dal Codice Civile, quindi non
c'è nessuna enfasi.
La questione su cui abbiamo dibattuto, che io ho il dovere di
riproporre, proprio perché io non mi sono appassionato a chi farà
la valutazione del valore degli immobili che saranno oggetto
dell'alienazione ai fini della liquidazione, perché che sia il
Genio civile o che sia l'IRSAP, ambedue sono enti pubblici: il
Genio civile è una diramazione diretta dell'amministrazione,
l'IRSAP è un ente vigilato dall'amministrazione, quindi anch'esso
un soggetto pubblico, quindi gli atti che saranno prodotti, che
venivano prodotti dal Genio civile, o che saranno prodotti
dall'IRSAP, sono atti per i quali vige anche il principio della
responsabilità.
Lo dico perché la mia preoccupazione, l'ho detto all'assessore,
l'assessore ritiene che questa sia una strada che potrebbe
accelerare, non ho motivo di pensare il contrario, però ho il
dovere di dirlo perché non vorrei che noi facciamo ancora un'altra
legge - siamo intervenuti più volte dal 2012 ad oggi - un'altra
legge che di fatto rimane legge, pubblicata in Gazzetta, ma di
difficile attuazione.
In particolare il tema che si pone - e ricordo anche che in tema
di alienazione di beni ci sono state conseguenze anche gravi per
alcuni funzionari dell'amministrazione regionale, che sono stati
chiamati a responsabilità di danno erariale da parte della Corte
dei Conti anche recentemente - è la modalità con cui si fa questa
valutazione. Perché ora, al di là di tutto l'interesse economico,
di muovere l'economia, di aiutare le imprese - ci mancherebbe - mi
è sembrata anche una buona idea che una parte dei proventi, come
dire, residui, oltre alla liquidazione possano tornare nella quota
dell'80% a misure di aiuto per tutte le imprese che agiscono nelle
aree industriali e aggiungo, ma questa è una vecchia querelle, per
la quale avevo anche suggerito un modello all'Assessore Turano sin
dall'inizio di questa idea di riforma, queste aree costituiscono
l'area principale di risorsa per le ZES. Cioè, laddove noi vogliamo
allocare e consentire l'allocazione di nuove imprese dobbiamo in
qualche modo mettere a disposizione non solo un'area ma anche un
sistema, un sistema di innovazione, di servizi per le imprese, e
quelle aree sono normalmente quelle che dovrebbero più di altre
avere un'infrastrutturazione fisica ma anche di servizi tale da
potere essere attraente per il sistema imprenditoriale.
Quindi tutto quello che può rilanciare l'economia da parte nostra
non potrà che trovare il massimo consenso.
Pongo il tema dell'attenzione perché non vorrei che qualcuno
immagini che in nome della necessità di sviluppare le attività di
liquidazione sorvoliamo in maniera poco semplicistica sulle
modalità di definizione delle stime per la cessione di questi beni
che è cosa assai delicata perché riguarda un danno eventuale per la
pubblica amministrazione che poi chi lo fa rischia di trovarsi nei
guai.
Ecco perché io ho manifestato qualche dubbio sul fatto che il
consiglio dell'IRSAP, che è un consiglio nominato dal Governo e
dalle imprese con decreto del Presidente della Regione, diventi un
organo che in qualche modo definisce i criteri delle stime. I
criteri delle stime devono essere definiti secondo regole e
principi sacri della valutazione degli stessi beni.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, anche perché il suo tempo sarebbe
finito.
CRACOLICI. Io ho finito.
PRESIDENTE. Assessore Turano, quello che dice l'onorevole
Cracolici rispetto a questa valutazione sulle stime. Sentiamo un
attimo l'Assessore.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
oggi c'è stato un confronto serrato in Commissione con l'onorevole
Cracolici. È di tutta evidenza che il sistema che per ora si
applica che è la valutazione da parte del genio civile viene
ancorata a parametri oggettivi sì, però di chi non è perfettamente
conscio e degli investimenti che si faranno in quel territorio e
delle criticità che si registrano.
L'IRSAP che è sempre un organo pubblico, già lo fa e lo ha
espressamente dichiarato, le competenze per potere indicare i
criteri che vengono approvati dal consiglio di amministrazione
prima delle valutazioni su come rendere appetibili le singole aree
e questo lo sa perché da trent'anni conosce le aree, perché sa gli
investimenti che ci sono in ogni singola area e perché sa pure, in
relazione agli investimenti, quali saranno gli ulteriori
investimenti che si stanno facendo.
Quindi viene facile ad un organo che ha la vigilanza su tutto
capire che l'area del Dittaino, di Enna e di Caltanissetta non può
avere verosimilmente lo stesso valore dell'area di Catania o di
altre aree.
E quindi io sono molto sereno nel dire che l'unico meccanismo che
permette di valutare per davvero e in maniera concreta
l'investimento possa essere affidata ad un organo pubblico che farà
le valutazioni corrette non volta per volta e sulle singole
richieste, ma con parametri oggettivi definiti prima dal consiglio,
che possono essere gli stessi parametri che usa il Genio Civile o
altri, voglio dire. E qualora non dovessero andare bene li può
ridurre in maniera flessibile.
Quindi, questa è la ragione per cui abbiamo scelto questo.
PRESIDENTE. Quindi, diciamo che non è c'è una variazione nel
metodo di valutazione. Quindi, questo dovrebbe rasserenare tutti.
Va bene.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Grazie Presidente.
No, ma anche io dei dubbi a riguardo, se mi posso permettere.
Perché il problema non è l'ente che certifica o meno il costo
dell'immobile, tra l'altro in un processo di liquidazione, quanto
ai criteri. Diceva bene l'onorevole Cracolici. Perché quello che
utilizza il Genio Civile, con tutte le lentezze che da lì derivano,
ovviamente, quindi ritardi e tutto quello che vogliamo, il concetto
è che i criteri che utilizzerà IRSAP mi pare intuire che vengono
decisi dal consiglio di amministrazione. Quindi ha una valutazione
che è leggermente diversa. Cioè se i criteri sono gli stessi o è
solo una questione di attuazione, potremmo essere d'accordo.
Quindi, Genio Civile e IRSAP utilizzano gli stessi criteri, allora
va bene, ma se i criteri sono diversi qualche dubbio mi viene.
PRESIDENTE. Quello che mi ha appena detto l'Assessore è che non
c'è una differenza nel metodo di valutazione, e quindi nei criteri,
ma soltanto da chi li valuta. Il resto deve rimanere identico.
SUNSERI. Mi permetto di aggiungere, in merito anche all'articolo
15, leggendolo adesso, la lettera c) dell'articolo 1, dove si dice
l'assessorato regionale dell'economia esercita il controllo
contabile di legittimità , io mi permetto di dire che il controllo
di legittimità contabile lo esercitano gli organi contabili, quindi
i revisori dei conti, non l'assessorato. Cioè, l'assessorato
controlla il determine.
Quindi, mi permetterei di dire che questo - secondo me - non è
proprio a norma. Cioè, nel senso: la legittimità contabile spetta
all'organo contabile, che è il revisore, che tra l'altro nelle ASI
e nell'IRSAP non è mai stato nominato, ma questa è un'altra
vicenda. Se quanto riguarda, invece, le determine, allora è giusto
che lo facciano le attività produttive, come avviene in questo
momento. Quindi anche su questo comma io starei molto attento
perché secondo me ci viene impugnato.
PRESIDENTE. Prego, Assessore.
TURANO, assessore per le attività produttive. L'ho affrontato più
volte in Commissione e - in buona sostanza - abbiamo levato un
doppio binario, perché per ora la legittimità contabile la esercita
l'assessorato all'economia ed il resto dei controlli lo fa
l'assessorato alle attività produttive. Tutti i controlli li fa
l'Ufficio, appositamente nominato
(intervento fuori microfono)
TURANO, assessore per le attività produttive. Si, i revisori dei
conti comunque faranno il loro lavoro e ora ho presentato, in
questo momento perché era sfuggito, un emendamento che prevede di
avere il revisore unico per ogni singolo consorzio, perché il
collegio dei revisori non si riesce a fare.
(intervento fuori microfono)
TURANO, assessore per le attività produttive. Ma su questo non c'è
problema, possiamo anche rinunciarci, però - voglio dire - tutti i
controlli vengono fatti dall'assessorato all'economia, ecco questo
è il parametro.
PRESIDENTE. Se si parla di situazioni contabili le devono fare
certamente i revisori.
TURANO, assessore per le attività produttive. È lo stesso, poi gli
atti comunque vanno all'economia, Presidente. I bilanci e tutto va
all'ufficio delle liquidazioni.
(intervento fuori microfono)
TURANO, assessore per le attività produttive. Tutto all'economia.
Ha l'ufficio preposto. Io non ce l'ho.
PRESIDENTE. Quindi, è solo questa, anche qui, la differenza.
Prego, onorevole Sunseri.
SUNSERI. Il problema non è chi la esercita, ed è giusto che venga
direttorato solamente da un assessorato, piuttosto che dal
dipartimento, piuttosto che un altro. È la legittimità che è
sbagliata. Cioè, la legittimità contabile non può fare
l'assessorato. Questo volevo dire, cioè il revisore contabile fa la
legittimità contabile.
PRESIDENTE. Scusate, stiamo parlando dell'attività del
liquidatore, non dell'attività dell'IRSAP, e quindi è diverso.
Quindi è giusto che ci sia un controllo dell'assessorato. Non c'è
il revisore che controlla quello che fa il liquidatore. Va bene, è
giusto così.
Si passa all'emendamento 15.13. Il parere della Commissione?
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 15.11. Il Governo è contrario.
Onorevoli colleghi, gli emendamenti 15.11 e 15.12 non sono chiari.
Il terzo periodo è soppresso. Qual è il terzo periodo?
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. In questo testo, poiché appunto, com'è stato più volte
detto, lo abbiamo avuto un Commissione per oltre un anno, sono
state fatte notevoli modifiche, varie edizioni del testo quindi
diciamo così, alcuni emendamenti oltre ad essere di contenuto sono
stati proprio rispetto al funzionamento formale del testo ed anche
al funzionamento sotto il profilo strettamente tecnico-legislativo.
Per questo io mi chiedevo, poiché appunto quello che noi scriviamo
in legge poi deve essere applicato e vi deve essere una serenità
anche per chi lo va ad applicare, giusto, di poter essere messo
nelle condizioni, quindi, nel caso in particolare noi stiamo
parlando dell'accesso ai finanziamenti attraverso appunto IRFIS
FINSICILIA oppure altri istituti bancari per potere procedere alle
liquidazioni. Individuare un'impositività col termine richiedere,
se voi leggete appunto c) ter, richiedere , io ho fatto due
emendamenti che sono il 15.11 e il 15.12 che chiaramente vanno un
po' a compensarsi.
Riflettevo sull'individuazione di una imposizione di questo tipo
perché richiedere di per sé, per come è formulata la norma a cui
noi aggiungiamo il testo, va ad individuare una impositività,
quindi andando secondo me, in qualche modo, a minare quella che è
l'autonomia comunque decisionale del Commissario liquidatore.
Oggi in Commissione, durante appunto i lavori che si sono svolti
stamattina, si era arrivati ad un punto di caduta nel senso di
pensare eventualmente ad un'autorizzazione a farlo poiché se in
questa legge noi dobbiamo, come del resto è stato detto più volte
all'assessore, individuare un percorso di semplificazione.
Io l'ho vista, più che altro, sta legge - Presidente, mi consenta
di esprimere anche qualche considerazione in più - come una sorta
di defibrillatore, diciamo, su un corpo comunque che ha davvero
tante difficoltà, però, per carità, rispetto alle nostre imprese,
al tessuto imprenditoriale che noi intendiamo sostenere, gli
interventi, sebbene appunto fatti in questo modo così disorganico,
siamo pronti a sostenerli però purché funzionino, perché appunto
nessuno di noi penso che voglia fare una legge che va avanti, va in
Gazzetta Ufficiale e rimane lettera morta.
Pertanto, proprio in quell'ottica di operatività, noi abbiamo
inteso porre appunto l'attenzione nel senso appunto di una
autorizzazione a procedere e non piuttosto di una impositività.
Colgo l'occasione anche di questo intervento per - così faccio un
ragionamento unico - spiegare anche gli altri emendamenti che sono
l'introduzione di un'agevolazione sul prezzo di aggiudicazione pari
al trenta per cento per quelle che sono le imprese start-up,
imprese giovanili e imprese vittime di usura, estorsione che noi
già includiamo e citiamo nella lettera c del comma 6 e
ulteriormente appunto si è ragionato anche su un'estensione alla
lettera E per quanto riguarda appunto ciò che consegue dalla
liquidazione di un'estensione a tutti coloro che operano nelle
IRSAP e non già soltanto per coloro che invece partecipano alla
liquidazione.
PRESIDENTE. Allora, leggendo la legge e applicando questo
emendamento, questo nuovo articolo alla legge, al comma 2 si dice:
il commissario liquidatore entro centoventi giorni provvede a e
ci sono tutta una serie rilevare, fare, ecc. e in più richiedere
l'eventuale finanziamento se ne ha bisogno ovviamente per cui cosa
c'è di strano? Non riesco a capirlo in che cosa tanto che avevo
capito che il problema era richiedere all'IRFIS. C'è scritto IRFIS
o altro istituto per cui l'obiezione è relativa a che cosa?
ZAFARANA. L'obiezione è al fatto se appunto questo richiedere
utilizzato quindi con un infinito, giusto, sia in positivo rispetto
agli obblighi del commissario. E' avere una certezza, il conforto
che di solito, appunto, ci danno gli uffici in questo senso.
PRESIDENTE. E c'è assolutamente.
ZAFARANA. A questo fine era l'intervento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Allora, anche su questo ne abbiamo discusso in
Commissione e in parte mi aveva, diciamo, pur avendo manifestato
l'orientamento che questa norma rischia di essere una norma
manifesto per una ragione, io, mi sfugge pensare che ci sia un
istituto di credito che anticipa a un ente in liquidazione risorse
liquide per far pagare la liquidazione da alienazione di immobili.
Fino ad oggi mi pare difficile immaginarlo. Le banche si rifiutano
di prestare i soldi per ristrutturare i debiti esistenti figuratevi
la liquidazione.
Detto questo, però, ci ho pensato anche attentamente e devo dire,
Assessore, mi convinco che è sbagliata questa norma, lo sa perché?
Perché quando noi prevediamo che il commissario liquidatore può
ricorrere al mercato finanziario, al di là se è l'IRFIS o altro
soggetto, per fare anticipazioni di liquidazione, noi stiamo di
fatto disincentivando l'alienazione degli immobili che è la ragione
per la quale stiamo facendo, come dire, stiamo avviando le
procedure di liquidazione delle ASI, perché attraverso
l'alienazione paghiamo i debiti. Anche perché, mentre
sull'alienazione fatto 100 il valore degli immobili, vendi al 70,
80 e i creditori per il sistema tipico delle liquidazioni dovranno
comunque accordarsi sul valore delle liquidazioni, così tu hai un
creditore che sapendo che un liquidatore può ricorrere al mercato
finanziario, ti chiede l'intera somma senza accettare transazioni
diciamo riduttive.
Io quindi credo che questa norma, paradossalmente, ha un effetto
disincentivante verso la liquidazione e verso la possibilità di
chiudere con transazioni tra il creditore e i vari singoli consorzi
ASI.
PRESIDENTE. A cosa servirebbero i mutui, cioè gli eventuali mutui
a cos'altro servirebbero?
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente, il
ragionamento dell'onorevole Cracolici è un ragionamento corretto se
fosse possibile portare l'orologio ai 10 anni indietro. In questi
10 anni, in ogni singola ASI si è verificato che il numero dei
creditori è cresciuto in maniera esponenziale perché nessuno ne ha
curato la liquidazione.
Oggi il liquidatore non ha la possibilità, non ha disponibilità
economica perché la Regione non glielo ha messo a disposizione di
potere transare con i liquidatori. Gli stiamo dicendo vai sul
mercato, se trovi una banca che in virtù del tuo Bilancio approvato
dalla Regione e in relazione alla solidità ti permette di avere
un'anticipazione, ti prendi l'anticipazione e transiti con i
singoli creditori ad una percentuale conveniente in maniera tale
che il patrimonio rimane, si intensifica il patrimonio della
liquidazione che poi viene, finita la liquidazione, dato all'IRSAP
o agli imprenditori che lavoravano dentro l'IRSAP'.
E' proprio un meccanismo finanziario che permette, che autorizza
il liquidatore a cercare anche sul mercato la possibilità di avere
disponibilità per fare le transazioni. Del resto, dopo 20'anni ci
sono persone che avanzano
PRESIDENTE. Può avere una logica anche questo. Ha una logica anche
questo sinceramente per cui, poi, come dire, non è che è
obbligatorio chiedere il mutuo, se dovesse servire, per cui sempre
secondo me, tutto sommato il ragionamento regge.
Quindi, gli emendamenti 15.11 e 15.12 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.3. Il parere del Governo?
TURANO, assessore per le attività produttive. Il Governo è
contrario, Presidente, ne abbiamo parlato.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 15.10 è inammissibile.
Si passa all'emendamento 15.9. Il parere del Governo?
TURANO, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Andiamo al fascicolo quello che è uscito dalla Commissione con
l'emendamento 15.16.
Se non ci sono obiezioni, lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
TURANO, assessore per le attività produttive. Quello che abbiamo
spiegato che alla fine delle operazioni di liquidazione soltanto il
20 per cento va all'IRSAP.
PRESIDENTE. Siamo all'emendamento 15.18, una brutta data.
TANCREDI. Non ho capito che cosa è successo all'emendamento 15.2.
Lo abbiamo votato o no?
PRESIDENTE. Al 15.2 non ci siamo ancora arrivati.
Dopo il 15.9 abbiamo votato il 15.16 ed è stato approvato.
Pongo in votazione l'emendamento 15.18. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
L'emendamento 15.15 è ritirato.
Si passa all'emendamento 15.20 che sostituisce l'intero comma 8.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
L'emendamento 15.2 è precluso, di conseguenza.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, colleghi, io vorrei che l'assessore
spiegasse come cambia la norma con questa riscrittura del comma 8
perché era un nodo molto importante.
Perché se resta la formulazione come concetto probabilmente noi ci
ritroveremo un contenzioso per altri dieci anni con i locatari che,
in questo momento, non riescono ad assorbire la struttura.
E ci ritroveremo con un contenzioso decennale che, probabilmente,
ci vedrà soccombenti.
Vorrei evitare, nella futura legislatura, di dover pagare dei
debiti fuori bilancio perché dobbiamo corrispondere dei danni a
queste persone.
TURANO, assessore per le attività produttive. Il diritto di
prelazione è previsto dal codice civile.
Non possiamo aggiungere prelazioni oltre quello che prevede il
codice civile.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 15.7. Il parere del Governo?
TURANO, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 15.1 è precluso.
Si passa all'emendamento 15.5. Il parere del Governo?
TURANO, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 15.6. Il parere del Governo?
TURANO, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 15.8 è inammissibile.
Dobbiamo aggiungere l'emendamento 15.17, della Commissione, fuori
sacco.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 15.19. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 15.21. Lo pongo in votazione.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono d'accordo
all'emendamento 15.21, ma mi chiedo se non necessita di copertura
finanziaria perché porre un onere a carico delle IRSAP senza
prevedere una copertura specifica rischia di andare incontro ad
un'impugnativa.
Lo spirito è assolutamente condivisibile.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, è un emendamento a firma Foti, Zitelli che, in
buona sostanza, chiede all'IRSAP qualora abbia agglomerati
industriali vicino le aree urbanizzate a fare compensazioni
ambientali, non di carattere economico, volto alla mitigazione
degli impianti delle zone industriali sul territorio circostante.
Se costa sono contrario.
L'obiettivo è quello di dire che nelle Aree industriali - nei
pressi delle zone abitative - possiamo fare operazioni di
mitigazione. Onestamente, se non c'è spesa io sono favorevole.
PRESIDENTE. Io credo che se aggiungiamo nei limiti delle proprie
disponibilità , facciamo meglio.
TURANO, assessore per le attività produttive. Ah, va bene,
perfetto. Ok, allora favorevole.
PRESIDENTE. Nei limiti , se possiamo presentare un
subemendamento.
TURANO, assessore per le attività produttive. Sì, lo presenta il
Governo, Presidente, non ce n'è bisogno, nei limiti del , lo
presento subito.
PRESIDENTE. Nei limiti delle proprie disponibilità .
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Appongo la mia firma a questo emendamento.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Grasso.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
979/A
PRESIDENTE. Anche l'onorevole Lupo e l'onorevole Zitelli appongono
la firma; ora lo vogliono firmare tutti.
Va bene, pongo in votazione il subemendamento. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Quindi, pongo in votazione l'emendamento 15.21, così come
modificato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 15, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 16, a cui non sono stati presentati
emendamenti.
Ne do lettura:
«Art. 16.
Ampliamento agglomerati siti nelle aree di sviluppo industriale
1. Al fine accelerare i processi di crescita del sistema
produttivo regionale, l'Istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive promuove l'ampliamento delle aree di sviluppo
industriale esistenti mediante l'inclusione di aree confinanti alle
stesse, anche con differenti destinazioni urbanistiche, in deroga
agli articoli 1 e 15 della legge regionale del 12 gennaio 2012, n.
8 e successive modifiche ed integrazioni, su iniziativa di soggetti
privati per la realizzazione di insediamenti produttivi.
2. Per l'attuazione delle azioni di cui al comma 1, i soggetti
privati presentano al comune territorialmente competente istanza
per la valutazione preliminare in materia urbanistica, ambientale e
sulla sussistenza dell'interesse pubblico generale. Nei comuni in
cui lo strumento urbanistico non individua aree destinate
all'insediamento di impianti produttivi o individua aree
insufficienti, l'interessato può richiedere al responsabile del
SUAP la convocazione della conferenza di servizi di cui agli
articoli 17 e seguenti della legge regionale 21 maggio 2019, n. 7
dell'articolo. Qualora l'esito della conferenza di servizi comporti
la variazione dello strumento urbanistico, ove sussista l'assenso
della Regione espresso in quella sede, il verbale è trasmesso al
Sindaco ovvero al Presidente del Consiglio comunale, ove esistente,
che lo sottopone alla votazione del Consiglio nella prima seduta
utile. Gli interventi relativi al progetto, approvato secondo le
modalità previste dal presente comma, sono avviati e conclusi dal
richiedente secondo le modalità previste all'articolo 15 del testo
unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di
edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6
giugno 2001, n. 380. Le istanze favorevolmente esitate dal Comune
sono proposte da quest'ultimo all'IRSAP che valuta l'ammissibilità
delle iniziative produttive da realizzare su aree confinanti gli
agglomerati industriali esistenti e di competenza dell'IRSAP nel
limite di inclusione del 10 per cento dell'estensione dell'area
industriale.
3. La richiesta di inclusone alla confinante area di sviluppo
industriale, positivamente valutata dal comune territorialmente
competente ai sensi del comma 2 e trasmessa all'IRSAP. Tali
iniziative imprenditoriali devono essere corredate dai pareri di
Via, Vas e della relativa documentazione tecnica ed amministrativa.
4. Gli enti e le amministrazioni competenti esprimono il proprio
parere all'interno della Conferenza di cui ai commi precedenti.
Qualora l'esito della Conferenza risulti favorevole alla variazione
degli strumenti urbanistici vigenti, il verbale è trasmesso ai
Consigli comunali delle amministrazioni territorialmente competenti
e sottoposto alla votazione degli organi consiliari. L'esito
positivo della votazione in ordine alle modifiche degli strumenti
urbanistici vigenti determina l'inclusione dell'insediamento
nell'area di sviluppo industriale di riferimento.
5. Le opere di urbanizzazione necessarie alle nuove aree incluse
nell'agglomerato industriale esistente al temine del processo di
cui ai commi da 1 a 4, prima della realizzazione dello stabilimento
produttivo, sono realizzate a cura e spese dei soggetti che
intendono insediarsi e prima della realizzazione dello stabilimento
produttivo. Le opere di urbanizzazione di cui sopra, sono
consegnate per la gestione ai Comuni competenti.
6. L'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive
è tenuto in presenza di aree industriali confinanti con centri
abitati e ove siano presenti spazi adeguati, a porre in essere
misure di compensazione ambientale, non di carattere economico,
volte alla mitigazione degli impatti delle zone industriali sul
territorio circostante, attraverso anche la realizzazione di zone
boscate o fasce vegetate.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 17, a cui non sono stati presentati
emendamenti. Ne do lettura:
«Art. 17.
Modifiche all'articolo 78 Finanziamenti ai comuni della legge
regionale 6 maggio 1981, n. 96
1. Il comma 5 dell'art. 78 della legge regionale 6 maggio 1981 n.
96 è sostituito dal seguente:
"Nelle aree artigiane possono insediarsi piccole e medie imprese
industriali. La percentuale di tali aree da destinare ai fini di
cui al periodo precedente è stabilita con delibera del consiglio
comunale, in misura non inferiore al 20 per cento, e nel rispetto
degli strumenti di programmazione di settore. In ogni caso i
comuni, se beneficiari dei finanziamenti concessi ai sensi del
presente articolo, sono tenuti al rispetto del vincolo di
destinazione del finanziamento.".»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 18, a cui non sono stati presentati
emendamenti. Ne do lettura:
«Art. 18.
Abrogazione di norme
1. Sono abrogati:
a) il comma 9 dell'articolo 57 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32 Disposizioni per l'attuazione del POR 2000-2006 e di
riordino dei regimi di aiuto alle imprese. ;
b) l'articolo 30 della legge regionale 4 aprile 1995, n.29 Norme
sulle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e
altre norme sul commercio .»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Art. 19.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Allora, finito l'articolato, ci sono due emendamenti: uno, quello
dell'assessore Armao, che è un fatto tecnico, se l'assessore lo
vuole spiegare.
L'ufficio speciale recupero crediti istituito è soppresso e le
funzioni dello stesso sono .
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
passa all'Ufficio speciale per la chiusura delle liquidazioni.
L'assessore Armao ha chiesto di presentare questo emendamento.
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Lo stiamo distribuendo, un attimo.
TURANO, assessore per le attività produttive. L'assessore Armao
chiede
PRESIDENTE. Se siete d'accordo lo possiamo votare.
Poi c'è un emendamento a firma dell'onorevole Cordaro, che nulla
ha a che vedere con questa legge - neanche quello dell'assessore
Armao - ma infatti li stiamo considerando a parte, ma quello
dell'onorevole Cordaro ha un valore e un significato che io vorrei
che l'onorevole Cordaro lo potesse illustrare. Se l'Aula è
d'accordo, lo inseriremo in questa legge. Se l'Aula sarà d'accordo,
ripeto, su questo dell'onorevole Cordaro, è proprio un emendamento
che andrebbe votato, per cui lo ascoltiamo un attimo, attentamente.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente, è
stato distribuito?
Volevo comunicare all'Aula che oggi la Giunta di governo ha
approvato la delibera che affida al FORMEZ la celebrazione dei
concorsi nel comparto pubblico e anche con riferimento al Corpo
forestale della Regione siciliana.
Al fine, Presidente e colleghi, di accelerare le procedure, e
avendo individuato un unico centro di responsabilità nel
dipartimento della funzione pubblica e quindi nel D.G. della
Funzione Pubblica, per entrambi i concorsi, e avendo constatato che
i concorsi del Corpo Forestale sono fermi alla disciplina del 2017,
chiediamo con una semplice abrogazione di equiparare la modalità
concorsuale del Corpo Forestale a quella della Funzione Pubblica in
modo da potere procedere ugualmente con la procedura semplificata,
che potrebbe permettere nei prossimi mesi, all'inizio dei primi
mesi del 2022, di celebrare già i concorsi e di arrivare ad una
conclusione.
PRESIDENTE. Tenete presente che la Presidenza ha visto questo
emendamento, lo abbiamo valutato, e oggettivamente è una
semplificazione reale rispetto ad un passato che ormai non ci
appartiene più, per cui la Presidenza sarebbe d'accordo a che si
votasse, però, ovviamente, l'Aula si deve esprimere in tal senso,
altrimenti lo mettiamo da un'altra parte.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto la
parola perché condivido il testo che è stato presentato dal
Governo, però, non posso non far rilevare che, ancora una volta, se
si fosse ascoltata l'Aula semplicemente 20 giorni fa, quando non
solo abbiamo ribadito la procedura concorsuale, e qualche fesso,
scusate l'espressione, aveva suggerito che le liti che non si
comprendevano ancora e che ad oggi non sono comprese tra il Governo
regionale e il FORMEZ, avevano di fatto paralizzato una procedura.
Ma c'è un'altra cosa che chiedo all'Assessore: in quella norma che
abbiamo approvato, noi abbiamo previsto una copertura finanziaria
che se non ricordo male è di circa 3 milioni di Euro, considerando
una quantità di domande di circa 100 mila a fronte di 30 Euro,
costo medio per la gestione della domanda.
Sarebbe utile sapere: primo, quanto è la convenzione che abbiamo
firmato col FORMEZ per la gestione di questi concorsi; secondo,
visto che abbiamo fatto una variazione la settimana scorsa, di 3
milioni di Euro e ne dobbiamo fare un'altra entro il 30 - non ho
notizie che ci sia ancora una variazione, mi auguro che le
economie, tanto più che non saranno impegnate nel 2021 - di quella
variazione fatta la settimana scorsa, possano ritornare in gioco al
fine di soddisfare i bisogni che ci sono in questa Regione.
Come si vede, se si fosse fatto con maggiore senso della misura
non c'era bisogno né di fare questa norma né di impegnare 3 milioni
di Euro che abbiamo sottratto ad altri capitoli del bilancio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Cordaro.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Mi perdoni, non
abbiamo sottratto a nulla i tre milioni perché siamo in una fase di
accertamento di un procedimento sul quale non possiamo commettere
errori.
Sulla prima parte sono d'accordo con l'onorevole Cracolici perché
il percorso che ha portato alla valutazione del Formez passa da un
rapporto istituzionale di assoluto profilo tra la Regione siciliana
e il Ministro Brunetta, che ci ha messo la faccia, e di questo lo
ringrazio pubblicamente, ma se l'interlocutore non è il Governo
nazionale, allora ditemi voi chi dovrebbe essere
Rispetto alla possibilità, poi, di recuperare - in sede di
valutazione dell'economia - fondi rispetto a quanto è stato
stanziato per la realizzazione dei concorsi, questo lo vedremo
nelle prossime settimane e come non è mai mancato il confronto con
l'Aula, non mancherà neanche in questo caso.
PRESIDENTE. Me ne faccio carico personalmente, se ci fossero delle
economie.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, volevo chiedere all'Assessore se ci
sono dei margini ancora per potere gestire questo concorso non come
bacino unico del Corpo Forestale, siccome è già emerso sia
dall'inchiesta che abbiamo fatto in Commissione Antimafia, che
quello che necessita a questa Regione siciliana è un corpo
forestale di prossimità, con dei nuclei che agiscono sui territori.
Ora, naturalmente, il fabbisogno di ciascun territorio non può
essere uguale per tutto, quindi un unico bacino creerebbe dei
problemi perché si attingerebbe del personale che poi, diciamocela
tutta, cercherebbe di essere trasferito nella propria residenza,
lasciando sempre scoperti i territori di cui hanno maggiore
bisogno.
Quindi, le chiedo se c'è possibilità di intervenire, creando dei
comparti a seconda del fabbisogno del territorio regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Cordaro.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Molto
brevemente, se noi celebreremo i concorsi lo dovremo al fatto che
un Corpo della Regione siciliana, il Corpo Forestale appunto degli
agenti in divisa, in questi 4 anni dopo
PRESIDENTE, Mi scusi, assessore Cordaro, visto che dobbiamo fare
soltanto un'ultima cosa, voi mi dovete dire solo se c'è l'ok per
votare l'emendamento, poi del resto ne parliamo con calma.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Senz'altro, ne
parliamo immediatamente dopo e non ho nessuna difficoltà perché,
comunque, vado nella direzione auspicata dall'onorevole Schillaci.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, colgo
l'occasione per dire che sulla vicenda FORMEZ, cioè sulla decisione
presa quest'estate dal Presidente della Regione di far venire meno
il rapporto contrattuale - ritengo - con il FORMEZ, il Gruppo
parlamentare del Partito Democratico ha presentato il 21 luglio
un'interrogazione parlamentare, trasmessa al Governo se non ricordo
male il 26, merito agli Uffici dell'Assemblea che tempestivamente
trasmettono gli atti ispettivi al Governo, e che fino ad oggi non
ha alcuna risposta.
Potremo sapere un giorno perché il Presidente della Regione ha
annullato il rapporto contrattuale con FORMEZ ed oggi si torna,
invece, ad un rapporto contrattuale con FORMEZ? O è un mistero di
questa terra? O è un capriccio del Presidente? Si può avere una
risposta a questa interrogazione?
PRESIDENTE. Ovviamente, non si tratta di capriccio, però, se
l'Assessore
LUPO. No, Presidente, allora il Governo risponda
all'interrogazione, ne abbiamo migliaia inevase, io le chiedo
ancora, Presidente, di dedicare un giusto tempo agli atti ispettivi
in Aula.
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, è vero e ho già più volte
manifestato al Governo che sul problema delle interrogazioni
dobbiamo fare un ragionamento in modo da poter essere un po' più
precisi, ma intanto una risposta immediata la può dare, Assessore.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Lupo, io credo che sia
arrivato il momento di rispondere a ragion veduta a questa
interrogazione, e non vorrei farlo io, ne parlerò con il Presidente
e con il collega che ha la competenza, ma con il Presidente in
prima persona, e poi la settimana prossima comunicherò al
Presidente dell'Assemblea e all'Aula qual è l'intendimento.
Credo, comunque, in qualche modo di avere già risposto nella
misura in cui l'assunzione della responsabilità di Governo in
questo dicastero così importante per la Pubblica Amministrazione da
parte dell'onorevole Brunetta ha in buona sostanza - perché non
dirlo - sotto il profilo istituzionale riavviato un percorso che
si era interrotto a causa del fatto che in un determinato periodo
di questa legislatura non siamo riusciti ad avere da FORMEZ le
risposte nei tempi e nei modi che erano auspicati; nel merito,
ribadisco, entrerà chi sarà in condizione di dare risposte
adeguate.
PRESIDENTE. Perfetto, onorevoli colleghi.
CRACOLICI. Signor Presidente, per quanto riguarda l'emendamento
presentato dall'Assessore Armao qui non c'entra nulla, se lo si può
rimandare alle variazioni.
PRESIDENTE. Se l'Aula mi chiede questo, io non posso che
accettare, per cui se l'Aula me lo chiede.
Votiamo queste tre cose. L'emendamento dell'Assessore Armao non
lo votiamo e lo rimandiamo; votiamo quello dell'Assessore Cordaro,
che è l'A.11. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa ad un emendamento presentato ai sensi dell'articolo 117
del Regolamento interno. È soltanto una correzione tecnica. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Ci sarebbe un altro emendamento tecnico. All'articolo 15,
assessore Turano, non abbiamo come emendarlo.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, si tratta di questo: mi hanno appena mandato
gli Uffici un emendamento che prevede che per i Consorzi ASI si
possa nominare, ed è sempre personale interno alla Regione, un solo
revisore per Consorzio, per ora la legge dice che bisogna che si
nominino tre persone e ogni persona non deve potere avere il doppio
incarico e non riusciamo a trovarlo, non riusciamo a trovare il
personale, un solo revisore.
PRESIDENTE. Assessore, la prego, non possiamo ora riaprire la
discussione su un disegno dilegge che è votato di fatto, manca solo
il voto finale.
TURANO, assessore per le attività produttive. È un articolo
aggiuntivo, se si può trasformare in articolo aggiuntivo, è una
cosa di buon senso, se si può fare.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, se c'è questa urgenza, siccome abbiamo
le variazioni la settimana prossima, lo inseriamo lì.
TURANO, assessore per le attività produttive. Va bene.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Zafarana, il
disegno di legge di fatto è tutto votato manca solo il voto finale.
L'Assessore ringrazia e ringrazio pure io, per quello sul Corpo
Forestale. Il disegno di legge è stato votato.
Presentazione di ordini del giorno
PRESIDENTE. Ci sono degli ordini del giorno tra cui quello
dell'onorevole Foti che chiedeva che fosse approvato e non
accettato come raccomandazione. Quindi, è approvato.
(L'ordine del giorno approvato reca il numero d'ordine 605)
C'è anche un ordine del giorno dell'onorevole Zafarana, che vuole
illustrare. Onorevole Zafarana, ne ha facoltà.
ZAFARANA. Sì, Presidente, allora, chiaramente come ho avuto già
modo di dire sia in Commissione che in Aula, martedì scorso, noi
abbiamo posto tutta una serie di temi perché è chiaro che la
materia liquidazione, consorzi ASI, IRSAP è una materia complessa e
anche, come dire, attinente vari argomenti.
Abbiamo posto il tema della cessione delle strade, servizi, sotto
servizi, fognature ai comuni senza contropartita e su questo non
c'è stato minimamente ascolto da parte del Governo tant'è che i
comuni più piccoli si ritrovano, ad oggi, ancora nelle condizioni
di non sapere come potere fare la manutenzione ordinaria e
straordinaria.
Posto il tema, presentato l'emendamento l'unica strada che rimane
oggi, è quella di una presentazione di un ordine del giorno che già
mi sono premurata di
PRESIDENTE. Già presentato.
ZAFARANA. di presentare, nel quale, appunto, chiedo l'impegno a
questo Governo di volere prevedere, e di questa materia spero ce ne
potremo occupare in finanziaria, una riserva, un fondo dedicato che
possa permettere
ZAFARANA. Assessore, se posso avere la sua attenzione?
PRESIDENTE. Assessore, se lei stesse un attimo attento a quello
che dice l'onorevole Zafarana è possibile che anche su questo
emendamento lei si esprima favorevolmente e lo approviamo, anziché
accettarlo come raccomandazione, perché io credo che sia molto
importante quello che sta dicendo.
ZAFARANA. Perché il ragionamento è che dobbiamo favorire
l'attività di liquidazione e sostenere la nascita di questa
struttura regionale che, insomma, dobbiamo tutta vederla ancora
come opererà, per cui c'è una grande aspettativa su questo.
Però, detto ciò, non possiamo lavorare per un settore e
dimenticarci che stiamo gravando sui comuni rispetto a questa cosa.
PRESIDENTE. Lo possiamo approvare?
ZAFARANA. Però, vorrei che comunque che poi si sposti la nostra
attenzione alla prima occasione finanziaria per potere prevedere
una collaborazione perché rappresento il fatto che ci sono comuni
grandi che hanno delle aree sui quali non incide
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Zafarana.
ZAFARANA. E comuni invece molto piccoli che hanno invece parimenti
aree estese.
PRESIDENTE. Ed è, quindi, approvato anche questo. Gli altri sono
accettati come raccomandazione.
(L'ordine del giorno approvato reca il numero d'ordine 604.
Gli ordini del giorno accettati come raccomandazione recano i
numeri d'ordine 603, 602, 591, 579)
ZAFARANA. Vi erano altri due temi fondamentali perché noi abbiamo
portato anche altri due contributi che sono quello della condizione
attuale dei pensionati ex ASI
PRESIDENTE. Quello è pure approvato.
ZAFARANA. E poi dei contrattisti.
Perfetto, il ragionamento che è stato fatto è stato fatto
chiaramente in un'ottica di condivisione però, appunto, poiché si è
detto che ad oggi non parliamo di coperture finanziarie spostiamo,
come dire, l'attenzione alla prossima occasione, ma che vi sia
realmente un impegno a risolvere questa questione, non come è stato
fatto in questi anni, e anche per i contrattisti dell'IRSAP che
come sappiamo e come sapete tutti sono a tempo determinato, se noi
non abbiamo il personale, il ragionamento è strettamente di
funzionamento ed anche di potere garantire la serenità a queste
famiglie, se noi abbiamo del personale che lavora all'interno delle
IRSAP e che dovrà occuparsi secondo quanto appunto abbiamo votato
PRESIDENTE. Va bene, grazie onorevole Zafarana.
ZAFARANA. Presidente, concludo, mi permetta perché abbiamo fatto
un lavoro e arriviamo a compimento.
Non possiamo pensare che le IRSAP possano poi occuparsi di
investimenti, agevolazioni, sostegno alle imprese
PRESIDENTE. Non affrontiamo un dibattito ora sull'argomento.
ZAFARANA. senza personale. Quindi, io volevo, come dire
PRESIDENTE. Siamo riusciti ad approvare, non come raccomandazione.
ZAFARANA. E sostenere appunto anche e la sensibilità di questo
Governo perché noi ce lo si segni e non ci si giri poi dall'altra
parte quando ne parleremo.
Sull'iter parlamentare del disegno di legge n. 979/A
PRESIDENTE. Va bene, grazie.
Onorevoli colleghi, chiudiamo con la data dell'approvazione finale
del disegno di legge, che è martedì. Quindi, martedì ad apertura
procederemo con il voto finale su questo disegno di legge.
Permettetemi di dire una cosa - ognuno deve ringraziare qualcuno -
lasciatemi ringraziare ancora una volta, a scanso di equivoci, per
evitare poi polemiche di tutti i tipi, l'intero Parlamento che è
composto da maggioranza e da opposizione, perché ancora oggi questo
disegno di legge è stato approvato, di fatto, dall'intero
Parlamento grazie ai rapporti che ci sono fra i Gruppi parlamentari
che sono all'interno di quest'Aula, che ancora una volta - voglio
ribadire - essere stato elemento fondamentale per la vita di
questa legislatura, sia per il Governo, che per il Parlamento, che
per tutti.
Questo Parlamento ha, sino ad oggi, approvato tutto quello che
c'era da approvare, a prescindere dalle maggioranze che sono spesso
mancate, ed io di questo una volta per tutte non posso che dare
atto e ringraziare le opposizioni intere e tutti i deputati che
anche oggi, pur non essendoci il numero legale, sulla base di un
impegno che avevamo preso informalmente, sono restati qui tutti a
votare questo disegno di legge che era molto importante, a cui il
Governo teneva molto.
Per cui, questo io mi sentivo di doverlo fare e lo faccio perché
mi sembra che siamo al quarto anno di una legislatura in cui questo
Parlamento ha dato prova di grandissima serietà, di grandissima
abnegazione, di lavoro continuo, sempre nel momento in cui è stato
necessario, per il bene della nostra Isola. Per me l'importante è
che io sento quello che devo dire e lo dico e lo possa dire a
questo Parlamento che ho l'enorme onore di presiedere.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Presidente, solo per ricordare a tutti noi che oggi è la
giornata internazionale contro la violenza sulle donne, e per
ringraziarla per la sensibilità dimostrata nell'accogliere la
nostra richiesta di illuminare il Palazzo, oggi, in segno di
attenzione e di solidarietà da parte di tutto il Parlamento,
rispetto all'emergenza della violenza sulle donne, che merita una
forte attenzione.
PRESIDENTE. Il Palazzo è tutto rosso, che non significa comunista,
ma significa una cosa importante per tutte le donne, ma credo per
tutte le persone civili di questo mondo, anche per gli uomini
ovviamente.
Questo sulla lotta alla violenza è importante, che non deve mai
essere limitata, ma che deve essere sempre forte e continua contro
la violenza sulle donne. Per cui il colore rosso, con cui oggi è
stato illuminato tutto il Palazzo è un segnale che ancora una volta
questo Parlamento dà a tutta la comunità.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. A questo ci ha già pensato l'onorevole Lupo, quindi va
bene, ci associamo anche se siamo poche donne oggi in Aula, ma
volevo ricordare che i numeri sono davvero tragici: centonove donne
nell'arco del 2021 sono state uccise in Italia e ottantanove donne,
ogni giorno, ricevono un reato di genere, e il sessantadue percento
avviene nell'ambito della propria famiglia, dei propri affetti, per
cui ci deve fare riflettere, ma soprattutto bisogna lavorare sulla
prevenzione.
Ecco perché dobbiamo agire sull'educazione sin dalle prime classi
delle elementari per cambiare la cultura che, ancora oggi, è
improntata alla violenza verso il genere femminile.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Presidente, durante la scorsa seduta, lei mi ha concesso di
presiedere proprio durante gli interventi finali a cura dei
colleghi deputati.
È stato reclamato a gran voce, cosa che le avevo anche sollecitato
tempo fa, che si predisponga un'attività, con gli assessori
disponibili e quant'altro, sulle agende che riguardano
interrogazioni, interpellanze, al limite le mozioni, quando non
possono essere tramutate in ordini del giorno, poi se lei desidera
farlo riservando un giorno particolare alla settimana, però con una
certa programmazione, perché mi sono trovata in difficoltà la
scorsa volta perché si pretendeva che già per ieri ci fosse la
disponibilità degli assessori e, oltretutto, con chiaramente delle
carte scritte e delle risposte.
Quindi con spirito di collaborazione le chiedo di volere
programmare quest'attività.
Poi lei vedrà se farla il martedì, il mercoledì, il giovedì solo
per gli interessati, perché magari è un'attività che riguarda chi
ha presentato le interrogazioni.
E poi le volevo dire un'altra cosa: a partire da questo fine
settimana, il prossimo fine settimana una vasta area interna della
nostra Regione, quindi tutte le province di Caltanissetta, Enna ed
Agrigento saranno interessate da una serie di convegni che
riguardano la dieta mediterranea e il c.d. Parco mondiale
policentrico della dieta mediterranea.
Lei saprà che questa Assemblea e la III Commissione hanno esitato
un testo, che già è passato anche dalla Commissione Bilancio , le
chiedo, anche per onorare questo sforzo da parte dei territori che
chiedono alla nostra Regione di legiferare in tal senso, perché
altre regioni come la Campania, la Puglia, la Calabria hanno già
legiferato, se c'è la volontà degli altri Capigruppo chiaramente,
quando sarà possibile di metterlo all'ordine del giorno per dare
buon fine anche a questo percorso legislativo.
Grazie.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
poiché è mia intenzione ringraziare tutto il Parlamento e anche
lei, volevo chiedere di potere rinviare questo intervento al voto
finale quando l'Aula sarà partecipata dai colleghi deputati.
PRESIDENTE. La seduta è conclusa.
La seduta è tolta alle ore 18.56 (*)
(*) D'ordine del Presidente dell'Assemblea, notificato con e-mail
del 29 novembre 2021, la seduta n. 303, già convocata per il giorno
30 novembre 2021 alle ore 16.00, è stata posticipata al 1 dicembre
2021 con il medesimo ordine del giorno e al medesimo orario.
L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul sito
web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XXV SESSIONE ORDINARIA
303a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 1 dicembre 2021 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Energia e servizi di pubblica utilità (V. allegato)
III - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Procedure semplificate e regimi procedimentali speciali per
l'insediamento, la realizzazione e lo svolgimento delle attività
economiche e imprenditoriali nelle ZES e nelle aree di sviluppo
industriale ed artigianale e modifiche alla legge regionale 12
gennaio 2012, n. 8 in materia di IRSAP (n. 979/A) (Seguito)
IV -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
per la gestione integrata dei rifiuti. (nn. 290-49-76-179-267
bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
V -VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di febbraio. (n. 984/A)
2) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di febbraio. (n. 985/A)
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Comunicazione di trasmissione del Documento di economia e finanza
regionale (DEFR) per gli anni 2021/2023' e della relativa nota di
aggiornamento (Nadefr) alle Commissioni permanenti
Si comunica che il Documento di economia e finanza regionale
(DEFR) per gli anni 2021/2023', approvato dalla Giunta regionale
nella seduta dell'11 agosto 2021, e la relativa nota di
aggiornamento (Nadefr) sono stati trasmessi alle Commissioni
permanenti il 23 novembre 2021, ai sensi dell'articolo 73 bis.1,
comma 1 del Regolamento interno.