Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 16.23
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Pagana, Fava e Palmeri.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Onorevoli colleghi, abbiamo completato le comunicazioni. Ho
sentito il Presidente Miccichè, che sta presiedendo il concorso
dell'ARS di Segretario parlamentare, e mi ha chiesto di aggiornare
lavori dell'Aula di un quanto d'ora. Io direi, se è possibile,
magari alle ore 16.45 siamo sicuri di riprendere e iniziare con la
discussione del II punto dell'ordine del giorno e segnatamente con
il disegno di legge n. 1128/A Rinvio delle elezioni degli organi
degli enti di area vasta .
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 16.45.
(La seduta, sospesa alle ore 16.24, è ripresa alle ore 16.40)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è arrivata, ieri sera, una nota
del Consiglio dei Ministri, o del Ministero dell'economia, non mi
ricordo, che di fatto conferma che il testo sulle variazioni di
bilancio può andare avanti, perché, di fatto, l'accordo è quello,
non è ancora firmato, però, ci hanno detto che non ci saranno altre
variazioni in quel testo e, quindi, oggettivamente, a questo punto
con la nota del Governo nazionale possiamo tranquillamente
iniziare.
I tempi sono stretti, per cui mi sono permesso, senza convocare la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, di fissare il
calendario dei lavori perché questo disegno di legge venga
approvato nei tempi, che a questo punto sono necessari.
Abbiamo già provveduto ad assegnare alla II Commissione e alle
Commissioni di merito per il loro parere, al fine di assicurare che
le variazioni vengano apportate al bilancio regionale entro il
corrente esercizio finanziario.
Le Commissioni di merito dovranno esprimere il parere di
competenza entro giorno 16 dicembre, la Commissione Bilancio
dovrà esitare il testo entro giorno 18 dicembre.
Già dalla settimana successiva, giorno 20 dicembre, aprirò la
seduta per incardinare il disegno di legge dopo che gli Uffici
l'avranno sistemato e, quindi, già dal 22 dicembre - diamo tempo
fino al 21 dicembre per gli emendamenti - inizieremo a votare le
variazioni.
Quello della votazione dovrebbe essere un iter non lunghissimo,
perché entro giorno 22 si devono concludere, per cui probabilmente
anche il 21 stesso cominceremo a votare, e poi giorno 22 dovremmo
aver completato l'iter delle votazioni.
Quindi, il termine per la presentazione degli emendamenti è lunedì
20 dicembre, entro le ore 12.00.
Ripeto, le Commissioni devono completare i propri lavori entro
sabato, l'Aula entro il mercoledì successivo.
Siccome aprirò appositamente la seduta lunedì, anche se fossi da
solo non avrebbe importanza
(Brusio in Aula)
Ripeto, se voi steste attenti eviteremmo questa confusione,
sarebbe meglio Stamattina lo abbiamo assegnato alla Commissione
Bilancio e a quelle di merito.
Le Commissioni di merito hanno tempo fino a giorno 16, parliamo di
variazioni di bilancio: normalmente le Commissioni di merito non
devono impiegare una settimana. Gli emendamenti si possono
presentare in Commissione, i Presidenti delle Commissioni daranno
tempi rapidissimi - che volete che vi dica - diversamente non ce
la faremmo.
Onorevoli colleghi, parliamoci chiaro, entro il 22 dicembre le
dobbiamo approvare perché diversamente non potrebbero essere
utilizzate.
SAVARINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Sull'ordine dei lavori di domani, ovviamente; lei ci sta
autorizzando a convocare in maniera eccezionale.
PRESIDENTE. Addirittura invitando.
SAVARINO. E poi le volevo chiedere se è possibile invece convocare
le Commissioni, siccome molti colleghi, ho sentito, poi, nel
pomeriggio non ci saranno, convochiamo alle ore 9.00 e trasmettiamo
il testo e poi riconvochiamo a mezzogiorno con il termine scaduto
degli emendamenti.
PRESIDENTE. Siete liberi.
SAVARINO. In modo tale che entro le due, per questa tempistica è
meglio.
PRESIDENTE. Siete assolutamente liberi di fare come credete,
l'importante che ci sia il parere, poi come organizzarvi nei
lavori, ovviamente, non posso dirvelo io.
SAVARINO. L'importante che lei ci autorizzi. Va bene, grazie.
PRESIDENTE. Sì, non c'è alcun problema.
Seguito della discussione del disegno di legge Rinvio delle
elezioni degli organi degli enti di area vasta. (n. 1128/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al II punto all'ordine
del giorno: discussione dei disegni di legge. Si procede con il
seguito dell'esame del disegno di legge Rinvio delle elezioni
degli organi degli enti di area vasta. (n. 1128/A), posto al
numero 1).
È stato distribuito il fascicolo degli emendamenti? Lo avete già?
Sì.
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Onorevole Pellegrino, svolge la relazione o si rimette al testo?
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Mi rimetto al testo,
Presidente.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Grazie, Presidente. Io intervengo adesso in sede di
discussione generale.
PRESIDENTE. Sì, però mi scusi un attimo. Colleghi, io vi devo
chiedere un attimo di silenzio, specialmente quelli che sono nelle
vicinanze dell'onorevole Ciancio, perché altrimenti non si capisce
niente. Prego, onorevole Ciancio.
CIANCIO. Anche se il mio intervento è concentrato, chiaramente,
sul mio emendamento, l'1.2, perché credo che la spiegazione del mio
emendamento possa influire o contribuire, diciamo, all'esito
positivo o negativo dell'emendamento 1.1.
Noi siamo sempre stati contrari alle proroghe, se i colleghi vanno
a vedere i vari resoconti delle sedute di quest'Aula quando abbiamo
parlato di rinvio delle elezioni, ci siamo sempre posti
contrariamente proprio perché volevamo restituire ai territori quel
minimo di rappresentanza che un Consiglio del Libero consorzio o un
Consiglio metropolitano poteva dare. Così non è stato, per un
motivo o per un altro si è accumulato un enorme ritardo, siamo
arrivati ad oggi, dicembre 2021, dopo una serie di scuse o motivi
più o meno validi, fatto sta che siamo ad un punto in cui è
arrivata una sentenza che ha dichiarato l'illegittimità della
coincidenza del sindaco metropolitano con il sindaco del comune
capoluogo.
Ebbene, questa sentenza noi non possiamo ignorarla, non possiamo
fare finta che non esista, è chiaro che un intervento che non
ignori una decisione di questo tipo, dovevamo farlo, però noi non
siamo più disposti, Presidente, ad andare avanti con i commissari,
almeno per quanto riguarda i Consigli metropolitani e il Consiglio
del Libero consorzio.
Mi spiego. Quello che immaginiamo noi, e che abbiamo proposto con
questo emendamento, proprio per trovare una mediazione, diciamo,
tra necessità di prorogare in qualche modo questo stato, nelle more
della ridefinizione a livello nazionale della legge, ma anche di
una legge organica regionale, un regime transitorio che, però,
finalmente tolga ai commissari il potere di decidere per tutta la
provincia e, quanto meno, restituire un ruolo centrale alle
assemblee dei sindaci.
Quindi, che cosa diciamo noi? Che nelle more dell'insediamento dei
consigli o del libero consorzio o della Conferenza metropolitana,
intanto i ruoli che vengono espletati in questo momento, che per
legge dovrebbero essere svolti dai Consigli, li svolgono le
assemblee dei sindaci.
Dopo di che, quando arriverà la legge nazionale, quando faremo la
riforma a livello regionale ne ridiscuteremo, ma sicuramente non
possiamo mantenere ancora i territori per - qua c'è scritto fino
ad agosto - ma qualcosa mi dice, come avevamo detto anche durante
l'ultimo rinvio, che potremmo andare anche oltre, potremmo andare
in coincidenza con le prossime regionali, potremmo andare oltre le
regionali, non lo sappiamo.
E siccome non abbiamo una data certa, quello che proponiamo è che
anzitutto i sindaci, e quindi tutti i sindaci dei comuni compresi
nell'Area vasta, abbiano un ruolo e svolgano il ruolo del Consiglio
del Libero Consorzio o della Conferenza metropolitana.
Se c'è bisogno, insomma, di approfondire discutiamone, noi siamo
assolutamente disponibili, ma il centro è questo, e noi siamo
disposti ad andare avanti, anche a votare a favore se passa questa
linea, altrimenti noi non parteciperemo al voto perché non possiamo
avallare né l'una né l'altra cosa. Grazie.
PRESIDENTE. Io devo dire che la sua proposta è una proposta più
che legittima e politicamente interessante.
E' chiaro che se oggi abbiamo accelerato l'iter perché non c'è il
tempo di annullare queste che sono state fatte, possiamo vedere
come ragionare, però, io sono prontissimo a fare qualsiasi tipo di
valutazione.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà. Poi
l'onorevole Cracolici.
Io pregherei anche i responsabili degli altri Partiti a capire un
po' che tipo di posizione avere sulla proposta della Ciancio,
perché potrebbe essere qualcosa di cui discutere, quanto meno.
LACCOTO. Signor Presidente, io penso che la proposta che ha fatto
l'onorevole Ciancio sia una proposta accettabile, nel senso che non
è possibile che ancora non abbiamo avuto l'insediamento
dell'Assemblea dei sindaci, nonostante sia stata richiesta con voto
unanime da questa Assemblea, l'anno scorso.
Ora, se noi vogliamo fare un discorso per non farci prendere in
giro anche dalla gente, perché facciamo queste proroghe
strumentali, facciamo questa modifica. Nelle more della
riorganizzazione che viene fatta delle ex province, diamo i compiti
all'Assemblea dei sindaci, che mi sembra una proposta accettabile e
che può, immediatamente, dare senso a una mancata riforma e a una
mancata elezione, perché questa vicenda naturalmente ci fa anche
cadere un poco nel ridicolo.
E' da non so quanto tempo che abbiamo questi commissariamenti che,
naturalmente, significano anche la negazione di quella che può
essere la democrazia.
Cerchiamo, a questo punto, di modificare - basta un solo
emendamento - i compiti, nell'attesa della riforma complessiva
delle ex province, vanno provvisoriamente all'Assemblea dei
sindaci, e avremo risolto mille problemi.
PRESIDENTE. Grazie. Chiedo scusa un attimo agli onorevoli
Cracolici e Barbagallo, che hanno chiesto la parola, perché mi
interessa a questo punto sentire un po' gli altri Partiti. Poi vi
do la parola successivamente. Onorevole Aricò, prego.
Mi interessa capire gli altri che ne pensano - avete ragione,
l'onorevole Laccoto non è con voi - vi chiedo scusa, vi do subito
la parola. Onorevole Aricò, prego.
ARICO'. Signor Presidente, a me fa piacere una cosa: che
quest'Aula sta di fatto decretando il fallimento. E' successo nel
2013 con l'abolizione delle province. E c'era una parte politica
importante di quest'Aula, che era quella del Partito Democratico,
che si è vantato anche di aver fatto questa bella legge. E sappiamo
tutti come è finita.
L'altra volta una testata giornalistica, qualche giorno fa, faceva
tutto il cronoprogramma di quanto è successo sulle province: la
dichiarazione di Crocetta che abolirà le province nel 2013; poi la
Giunta ha nominato i commissari e via via tutto quello che è
successo. Quanto è successo l'anno scorso, quando abbiamo rinviato
per l'ennesima volta, quest'Aula ha deciso di rinviare
ulteriormente la votazione, seppur indiretta, dell'organo di cui
stiamo parlando.
E allora, Presidente, noi siamo per far votare, è una legge che
non ci piace, è una legge dello Stato, ma la dobbiamo fare
rispettare.
Sono d'accordo con l'onorevole Ciancio, quando dice basta coi
commissari, abbiamo bisogno che ci sia un'Assemblea eletta
democraticamente che possa insediarsi; c'è una legge che a noi non
piace lo abbiamo sempre detto, abbiamo tentato di ripristinare
l'elezione diretta del Presidente della provincia e del Consiglio
provinciale, non ci siamo riusciti, Roma è stata sorda, hanno
capito che hanno sbagliato. Ci sono tutta una serie di discrasie
all'interno di questa norma, ma a questo punto colleghi, sapevamo
quando, per l'ennesima volta, quest'Aula, ha deciso di rinviare il
voto, seppure indiretto delle province, e sapevamo in che periodo
sarebbe caduta la votazione
Quindi, che qualcuno oggi possa dire ah ma si voterà, sì le firme
verranno raccolte, verranno depositate nel periodo natalizio, a
cavallo del primo gennaio, due gennaio, lo sapevamo quando abbiamo
votato Eh quindi nessuna sorpresa da parte dei colleghi.
Allora Presidente che si sappia, che i siciliani sappiano, che gli
amministratori sappiano chi non vuole far votare. Perché da un lato
diciamo che le province devono essere rappresentate, da chi, dagli
amministratori, c'è l'Assemblea dei Sindaci che si potrebbe
insediare, pur tuttavia noi siamo per far insediare subito
l'Assemblea dei sindaci, per eliminare il periodo commissariato, ma
il Presidente della Regione è stato fin troppo chiaro e la proposta
delle votazioni del 22 gennaio è una proposta condivisa dall'intera
Giunta di Governo, e allora vi dico, secondo me, Presidente e
colleghi, il problema non si pone.
Vogliamo togliere i Commissari? Andiamo a fare votare gli
amministratori siciliani, perché rispetto quanto è successo nel
resto dell'Italia, ci sono delle assemblee che sono insediate,
stanno lavorando e quando noi abbiamo, la Regione Siciliana, nel
nome degli organi provinciali hanno avuto problemi nella gestione
del territorio, e voi conoscete le competenze delle province,
essere principalmente la viabilità interna, quindi le strade e le
scuole, e non ci sono stati degli organi che hanno potuto portare
avanti l'azione amministrativa e ci siamo lamentati, Presidente e
ci siamo lamentati perché non era insediato, e non era stato eletto
il Consiglio provinciale, non c'erano gli assessori delegati dal
Presidente della provincia, dal Presidente del libero consorzio
provinciale.
Allora Presidente, con molta onestà, un altro rinvio rispetto alla
norma che è stata proposta, oggi non si sa quando sarebbe, un
periodo, la norma che stiamo oggi trattando prevede di votare tra
giugno e dicembre. Colleghi, quando vorremmo votare a dicembre?
Per curiosità, vogliamo votare a ottobre, novembre quando si
voterà per le regionali? Vogliamo votare quando ci sarà
l'insediamento dell'Assemblea, della successiva legislatura?
Allora parliamoci chiaro, se dobbiamo votare dopo la fine della
legislatura, che si cambi e si modifichi il testo, quanto meno per
onestà Presidente Quel dicembre è proprio uno schiaffo all'onestà
legislativa, perché sappiamo che tra ottobre e dicembre non si
potrà mai votare.
Poi c'è un problema, nella sentenza della Corte costituzionale, la
n. 240, ha fatto riferimento l'onorevole Ciancio, ma non vale per
le 6 province in cui non insiste la città metropolitana. Giusto,
quindi noi abbiamo presentato un emendamento in via subordinata, il
Gruppo di Diventerà Bellissima ha presentato un emendamento,
eventualmente per fare votare quelle 6 province in cui non insiste
la città metropolitana, e ritengo che rispetto a quanto manifestato
dalla collega del Movimento Cinque Stelle, possa essere anche una
proposta che possano approvare.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, ma c'è un turno come funziona?
Volevo capire, se ha premura eventualmente non parlo.
PRESIDENTE. Nessunissima premura per me possiamo stare qua fino ad
agosto Normalmente è così, siccome c'è stata una proposta che
considero accettabile, voglio capire qual è l'idea dell'Aula.
Per capire l'idea dell'Aula è inutile che dò tre volte la parola
sulla sinistra, mi è piaciuto andare anche dalle altre parti.
Prego.
CRACOLICI. Presidente, è giusto che lei guardi tutti, ma detto
questo io volevo semplicemente dire che quest'Assemblea si è già
orientata nel senso di istituire e quindi attivare formalmente, lo
ricordava il collega Laccoto, l'assemblea dei sindaci come organo
che tra l'altro è previsto dalla legge, che in qualche modo faceva
da contrappeso ai commissari o ai sindaci metropolitani.
Vorrei ricordare che questo non si è fatto, lo dico al collega
Aricò a proposito della rivendicazione - diciamo astratta e
generale del fatto - che loro vogliono votare, e gli altri invece
vogliamo la dittatura dei commissari, non è assolutamente così. Per
una ragione di cui bisogna, anche con onestà, ammettere la
situazione in cui siamo.
La legge sulle Province in Sicilia, come nel resto d'Italia, è
nata in un sistema che prevedeva la cancellazione dell'ente
Provincia come organo costituzionale. Gli italiani hanno bocciato
il referendum che abrogava anche le Province, è evidente che noi
siamo oggi dentro un ibrido. Da un lato la previsione
costituzionale della Provincia, dall'altro lato una legge che, pur
se formalmente non li scioglieva, ma li superava rispetto alla
dimensione storica che si aveva. Quindi non c'è dubbio, ed ha fatto
bene la Corte Costituzionale con l'ultima sentenza non ad abrogare,
non ha abrogato nulla la Corte Costituzionale, ha invitato il
legislatore a tenere conto che la legge che doveva abrogare le
Province non è stata approvata dagli italiani, ne dobbiamo prendere
atto.
Allora, io sono convinto che anche noi abbiamo il dovere di
intervenire sulla legge e di ripensarla rispetto a quello che è
stata fatta in un periodo storico particolare pre referendum
costituzionale. Ad oggi, ed ecco perché io mi esprimo a favore
dell'emendamento Ciancio, ad oggi noi possiamo prevedere che gli
unici organi che ci sono, che sono i sindaci, e considerato che
comunque rimane un ente di secondo livello territoriale, possa
essere l'organo dell'assemblea dei sindaci l'organo di
programmazione ed in parte gestionale per i compiti che la legge
assegna al consiglio del libero consorzio o della città
metropolitana. In tal senso, però dico alla collega Ciancio,
attenzione a come lo scriviamo, perché così come l'ho letto, sembra
che non rinviamo le elezioni, per cui noi dobbiamo dire quello per
cui stiamo facendo questa legge.
Secondo, ed è una questione delicata se conveniamo che dobbiamo
intervenire per legge, e su questo sono d'accordo con Aricò, nel
senso che è inutile questo balletto agosto-dicembre-febbraio-
gennaio. Noi dobbiamo dire, nelle more che il Parlamento siciliano
adegui la normativa in oggetto anche alle considerazioni fatte
dalla Corte Costituzionale, gli organi sono per la città
metropolitana il sindaco metropolitano perché rimane, fino a prova
contraria, e l'assemblea dei sindaci e nei liberi consorzi non
metropolitani, un commissario esecutore e l'assemblea dei sindaci
della Provincia.
Quindi, solo quando faremo la legge e definiremo io devo dire lo
annuncio qui, io ho maturato che gli organi di secondo livello,
l'idea di poter fare elezioni di secondo livello è una boiata, e
quindi penso che bisogna restituire ai cittadini la possibilità di
eleggere gli organi di gestione della Provincia, perché gli
italiani hanno detto no, è inutile che fai così Cordaro. Gli
italiani hanno detto no, io ho votato sì al referendum, la
maggioranza ha votato no, ne ho preso atto, le Province rimangono e
quindi è inutile che noi continuiamo a cincischiare su questo
versante. Ma questo è il tema della futura legge che dovrà essere
fatta. Quindi io dico subito: d'accordo all'emendamento Ciancio,
verifichiamo che l'emendamento abbia una, non solo effettività, ma
abbia soprattutto il fatto che non fissiamo con un nuovo termine di
voto, visto che stiamo dicendo che per votare abbiamo bisogno di
cambiare la legge. Allora, se siamo onesti tutti, facciamo un
lavoro serio, dando un messaggio chiaro ai siciliani.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente in un
momento di, uso un termine poco elegante, ma credo che sia
assolutamente appropriato di confusione legislativa riguardo
all'argomento che oggi stiamo trattando sia necessario un momento
di riflessione e di chiarezza.
Qualche giorno fa è stata emessa una sentenza della Corte
Costituzionale che tutti abbiamo letto dove, in buona sostanza,
l'Alta Corte, il giudice delle leggi, fa riferimento espresso e
quasi un invito al legislatore nazionale ed anche a quello
regionale, si badi e, quindi, anche a superare la sentenza del
2018, sempre della Corte Costituzionale che, allora, andò a
decidere sulla legge regionale dell'agosto del 2017, un invito
dicevo al legislatore nazionale ed al legislatore regionale di
intervenire. Evidenziando primo fra tutti il vulnus che si crea a
proposito del cittadino residente nella città metropolitana che,
con un solo voto, può esprimere il sindaco della città ed il
sindaco della città metropolitana, rispetto al cittadino di tutte
le altre città della provincia. È quasi l'uovo di Colombo sul quale
nessuno aveva avuto modo di riflettere.
In buona sostanza il giudice delle leggi invita in maniera
perentoria, direi quasi, anche se poi conclude per la
inammissibilità per altre ragioni, invita il legislatore nazionale
e regionale a legiferare, perché questa legge non va bene, lo
abbiamo detto tutti. Però è paradossale, ed io faccio una
riflessione e mi permetto di farla insieme, di proporla ai
colleghi: è paradossale che mentre da un lato diciamo che siamo
nell'angusto perimetro di una legislatura e di una legislazione
paradossale, dall'altro andiamo a votare. Anche perché, colleghi, è
quasi certo, potrei dire certo, che il sindaco di Messina si
dimetterà, quindi il Consiglio metropolitano della città di Messina
verrà richiamato ad esprimersi. È certo, e non quasi certo, che a
Palermo il sindaco Orlando andrà a finire il suo mandato di
legislatura a maggio, stesso problema quindi a Palermo.
Quindi, in tutta questa confusione veramente inestricabile di
norme, noi andiamo oggi a votare il 22 gennaio per una legge che è
già morta, in attuazione di una legge morta. Ed allora, io credo
che il rinvio delle elezioni che credo sia, diciamolo pure e questo
è un auspicio, un rinvio sine die nelle more che il legislatore
nazionale, ma anche regionale, ci stiamo già lavorando, finalmente
legiferi sul punto, e lo faccia in maniera completa ed esaustiva e,
soprattutto, rispondente a ricostruire l'ente intermedio e
assolutamente un fuor d'opera andare al voto.
Per quanto riguarda, invece, l'emendamento della collega Ciancio,
io ho un solo dubbio, non ho qui la legge, non avevo gli occhiali,
me li hanno portati ora e, quindi, non ho potuto verificare. Io
credo che quello che lei chiede con la norma sia già previsto.
Posso anche sbagliarmi, perché può essere, bisogna invitare o
diffidare nelle forme di legge il sindaco della città metropolitana
a costituire, insediare l'Assemblea. Se così non è, io sono
assolutamente d'accordo, perché mi pare una norma di buon senso.
L'unico problema che io rappresento, ma per carità, ripeto, fermo
restando che sono pronto a votarlo, perché dei commissari ci siamo
un po' tutti stancati - dico la verità - e sarebbe il caso di
andare oltre.
La parte del testo in cui lei, onorevole, scrive i quali adottano
un regolamento provvisorio per il loro funzionamento' andiamo verso
la semplificazione, andiamo verso lo snellimento delle procedure.
Oggi noi andiamo a creare per qualche giorno - e questo è un altro
problema che mi permetto rappresentare - andiamo a creare per
qualche giorno una struttura che prima di avere efficacia ed
efficienza si deve dare un regolamento e da uomo di legge mi
chiedo: come se lo può dare? È un'autogestione? Un autogoverno?
Quali saranno le regole?
Ho il dubbio - fermo restando che mi pare una norma di buon senso,
non vorrei essere frainteso - che rimettere all'organo stesso che
deve funzionare, Presidente, la possibilità di autodeterminare i
propri compiti e le proprie funzioni, credo che sia una norma che
si candida ad essere impugnata.
Per carità La voto ma ho qualche dubbio.
Se questo dubbio, sono uomo ragionevole e che si fa convincere non
sono né testone né testardo, se questo dubbio me lo spiegate in
punto di diritto per quanto mi riguarda sono pronto a votarlo
perché il punto fondamentale è che il Parlamento si metta a
scrivere.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Presidente, in realtà due aspetti. Il primo, a rischio
di apparire palermocentrico' seppur il tema non riguarda solo
Palermo, voglio sottolineare che francamente, da deputato regionale
del collegio di Palermo, non me la sento di andare alle elezioni di
secondo livello con un organismo che chiaramente è in scadenza.
È sotto gli occhi di tutti che quello delle province abolite è
stato un peccato da definire reato, e ricordo come in quella
giornata, anticipando quanto era previsto perfino dalla Delrio' il
Presidente della Regione, l'allora Crocetta, anticipò con una
trasmissione da Giletti quello che sarebbe da lì a poco accaduto in
altri territori.
Il risultato è stato che le strade provinciali sono ridotte
ulteriormente a colabrodo nell'assenza piena di interventi da parte
dell'organismo provinciale, in una condizione peraltro - Presidente
- dove quando c'era la politica i residenti di un comprensorio, mi
riferisco alla nostra provincia, fosse quello del corleonese, fosse
quello madonita, fosse quello termitano, fosse quello partinicese
avevano un interlocutore nel territorio, un'antenna sensibile del
territorio che veniva poi rappresentata dal consigliere provinciale
eletto all'interno di una lista di riferimento, di centro destra o
di centro sinistra.
Ci si confrontava sui programmi, il consigliere provinciale
rappresentava l'interfaccia. Quella figura nell'ambito
dell'attività istituzionale della politica che si faceva carico
delle esigenze di un territorio, e che provava a dare seguito ad
un'azione. Questo riguarda il tema delle strade, ma riguarda il
tema delle scuole, il tema dell'assistenza ai disabili.
Noi invece con un colpo di spugna abbiamo eliminato l'organismo
del consiglio provinciale, della giunta e del suo presidente, e non
abbiamo attribuito le competenze.
La cosa grave è, non solo che abbiamo fatto la scelta, ci siamo
riempiti la bocca di tagliare i costi della politica, eliminando
l'unico spazio di democrazia diretta, ma come se non bastasse
abbiamo pure deciso di non decidere a chi dare le competenze.
Risultato: strade abbandonate, scuole senza riscaldamenti,
assistenza ai disabili che è lasciata all'improvvisazione, e ancora
peggio accade che, nel buio di una stanza chiusa, un dirigente si
fa carico delle scelte che prima spettavano alla politica.
Allora io penso che c'è un pronunciamento della Suprema Corte che
ci tende una mano, e che sarò un sognatore, sarò molto legato alla
dimensione autonomista, al nostro Statuto, ma credo Presidente che
noi siamo chiamati oggi ad un atto di grande responsabilità, che è
quello di mettere mano alla legislazione e tornare all'elezione
diretta delle province.
Io depositai già un disegno di legge in questo senso, in questa
direzione, il livello nazionale del mio partito ha presentato un
disegno di legge a livello nazionale, perché si possa tornare
all'elezione diretta, e vedremo in quale direzione si andrà, sia a
livello regionale che a livello nazionale. Certamente però,
Presidente, andare oggi al voto con un organismo che evidentemente
appare monco, ripeto, soprattutto per il collegio palermitano, dove
ormai a pochi mesi andremo al voto, mi sembra assolutamente fuori
luogo. Per questa ragione certamente io sono convinto che noi
possiamo soltanto rinviare, e nelle more, da qui ad allora, mettere
mano alla legislazione per tornare all'elezione diretta.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi l'onorevole Savarino e a seguire
l'onorevole Di Mauro. Prego, onorevole Caronia.
CARONIA. Grazie, Presidente. Dunque io intervengo perché pochi
giorni fa, prima che la legge fosse depositata in Aula, il mio
convincimento rispetto alla possibilità di andare a votare,
rispetto alla possibilità di andare a votare, era quella di votare
in maniera favorevole, cioè comunque di dotare in qualche modo di
una governance politica, seppure non condivido la modalità -
diciamo - di questa legge, che chiaramente è frutto di una scelta
di altre logiche politiche, che non sono quelle che mi
appartengono. Però, proprio per evitare di dare la sensazione e la
volontà di non dare una governance agli enti ex province, mi ero
determinata nel convincimento di votare in maniera favorevole,
affinché si votasse a gennaio.
Ma è chiaro che la sentenza della Consulta riapre la speranza che,
in cuor mio, e credo d'avere sentito diversi interventi che vanno
in questo senso, ci ridia la speranza che l'architettura
costituzionale che il referendum ha lasciato intonsa, cioè il fatto
che le province, le ex province, gli enti provinciali, non sono
stati abrogati, perché nel referendum è stato chiaro, la volontà
popolare è stata quella di mantenere nell'architettura
costituzionale del nostro Paese, l'esistenza della province. E devo
dire ancor di più Presidente che, rispetto alle funzioni, dissento
col collega Figuccia rispetto a un tema, le funzioni sono rimaste
esattamente quelle che erano, ossia la gestione delle strade, le
scuole superiori, il servizio dei disabili, tante altre funzioni se
vogliamo minori, sono rimaste in capo alle province, ciò che invece
è cambiato è la gestione di queste, di queste competenze.
Allora io dico, se l'architettura costituzionale non si sente
niente, io non sento neanche la mia voce, scusate ma non si sente
nulla.
PRESIDENTE. Allora, colleghi, per favore, specialmente quelli che
state attorno a chi parla
CARONIA. Si, non si sente niente.
PRESIDENTE. vi prego. Onorevole La Rocca Ruvolo, le chiede scusa,
se voi parlate là dietro l'onorevole Caronia non
CARONIA. No ma c'è brusio di fondo.
PRESIDENTE. E lo so, e anche loro, e anche gli altri. Onorevole
Bulla, vi prego nelle vicinanze di chi parla non si può
chiacchierare perché diversamente non sente niente. Onorevole Lo
Curto, la prego, prenda posto, i dibattiti ve li fate fuori, vi
prego. Prego onorevole Caronia.
CARONIA. Presidente, grazie. Allora io dicevo che alla luce quindi
della sentenza della Consulta ovviamente riparte la speranza di
potere ritornare ad una votazione diretta, non soltanto dei
Presidenti delle ex Province, anche quelle dei liberi consorzi, ma
anche dei consiglieri o sia di coloro i quali oggi sarebbero stati
votati con le elezioni di II livello.
Ma mi chiedo ancora: poiché il referendum ha lasciato intatta
nell'architettura costituzionale del nostro Paese l'esistenza delle
province, nonché le funzioni che sono proprio delle province
stesse, io ritengo che sia doveroso, e peraltro che ce lo dica la
Consulta mi sembra anche abbastanza, come dire, in un certo senso
paradossale, perché noi lo abbiamo sempre voluto.
È da tempo che quest'Aula, almeno una parte di questa Aula, si è
espressa fortemente perché si ritornasse ad una votazione diretta
dei consiglieri. Allora, se la Consulta dice che è auspicabile che
ci sia un passaggio normativo, Presidente, sia in termini
nazionali, ma anche per le competenze che ci sono proprie in
termini regionali, io ritengo che questa sia una occasione
eccellente per mettere subito in cantiere una proposta di legge che
sia ovviamente quanto più condivisa possibile perché quando si
parla di questi temi è ovvio che deve essere piuttosto condivisa.
Presidente, vorrei anche dire, che possono essere modificate le
composizioni dei collegi, possono essere modificati anche
eventualmente il numero dei consiglieri, alla luce anche dei tagli
operati a livello nazionale e anche a livello regionale, ma
certamente non possono essere levate le funzioni che ad oggi
rimangono in capo alla provincia.
Un ultimo tema, chi lo dice che per esempio non potremmo
introdurre anche la doppia preferenza di genere all'interno di
questo tipo di elezione? Me lo chiedo e dico perché a questo punto
il Parlamento siciliano non si scommette su una legge condivisa che
possa essere frutto di questo scorcio di legislatura che vede
ritornare la democrazia anche all'interno dell'ente ex provincia?
Questa è la mia proposta, e pertanto il mio convincimento che già
dichiaro fin da adesso è quello di votare per il rinvio, proprio
per dare la possibilità a questo Parlamento e al Parlamento
nazionale di modificare la legge De Rio, che anche la Consulta dice
di essere oggi oggetto di una revisione, necessita di una
revisione. Grazie Presidente.
Ho fatto una fatica immane per parlare, Presidente. Mi scusi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caronia.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Savarino.
SAVARINO. Grazie, Presidente. La sentenza 240 della Corte
costituzionale ha detto quello che noi ribadiamo già da diversi
anni, che l'abolizione della provincia, questa riforma Delrio
assolutamente è una cosa che non funziona. Lo ribadiamo con forza.
Oggi il monito della Corte costituzionale, che non ha dichiarato
illegittima né la Delrio, né la legge regionale che ha recepito
quella normativa, pone davanti ad una questione importante che è
quella di riorganizzare un sistema degli enti locali alla luce di
una riforma costituzionale che non è stata approvata. L'errore
allora fu di approvare una legge, quale quella Delrio, considerata
di grande riforma economica e sociale, e per questo valida, anche
subita nelle Regioni a statuto speciale. Ecco perché noi non
abbiamo più competenza sul tema, perché quella viene considerata
anche dall'ultima sentenza della Corte costituzionale, oggi più
volte citata, una riforma di grande sistema e di riforma economico
e sociale, per cui subita dalle Regioni a statuto speciale, dalle
Province autonome. Ecco quella legge non andava fatta prima che
venisse approvato o bocciato, come poi è stato, il referendum sulla
riforma costituzionale del buon Renzi, perché era chiaro che quella
legge doveva essere un corollario di quella riforma, e non una
anticipazione.
Oggi ci troviamo con un sistema istituzionale zoppo, con un ente
che hanno troppo prontamente cancellato - e oggi abbiamo sentito le
parole dei colleghi pentiti - ed enti che non riescono a
funzionare, e che anche se dovessimo approvare la norma che
suggeriva la collega Ciancio, ci troveremmo in corti circuiti
istituzionali, perché non si può sostituire un ente come il
Consiglio che è immaginato composto ,ad Agrigento da 12, ma ad
esempio a Messina da 14 consiglieri, con 108 sindaci, significa non
fare funzionare quell'ente, significa assolutamente ingessare
tutto.
Stiamo parlando di un errore che altri hanno commesso, a cui noi
come Assemblea regionale siciliana non possiamo porre rimedio,
perché non ne abbiamo più competenza, visto che la Delrio, che è
ancora in vigore, è una norma di coesione di grande riforma
economica e sociale, chiediamo come ho chiesto come portavoce del
Movimento DiventeràBellissima all'Assessore Zambuto, che oggi
purtroppo non vedo in Aula in un tema che invece lo dovrebbe vedere
coinvolto in prima linea, di interloquire con gli altri Assessori
regionali al tema, attivare una Conferenza Stato-Regioni e chiedere
urgentemente a Roma, al Governo nazionale, al Parlamento nazionale,
di porre seriamente rimedio a un errore commesso da loro, perché si
dovevano impiccare ad una corda sempre più corta, per dimostrare al
mondo che la politica è un costo, mentre gli eletti non sono un
costo, sono espressione di democrazia.
E oggi quello che è successo alla Provincia dimostra anche ai più
scettici che quegli enti servivano, i costi sono altri, non sono
gli eletti i costi della politica, sono gli sprechi, i costi della
politica e lì possiamo rinunciarci come stiamo facendo tutti, ma
non possiamo rinunciare a un ente sovracomunale che aveva, ha e
dovrà avere competenze essenziali nell'organizzazione di
sovracomunale nel nostro Territorio regionale e nelle altre Regioni
italiane.
Questo è quello che chiediamo al Governo Musumeci, questo è quello
che quest'Aula deve chiedere con forza, al di là delle norme dei
commissari e dei non commissari, questa porcata giuridica va
cambiata assolutamente, come gridiamo da troppo tempo inascoltati.
Speriamo che questa sentenza della Corte costituzionale aiuti ad
aprire gli occhi al Governo nazionale e ai parlamentari nazionali
che ne hanno, purtroppo, competenza.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino. Peraltro, lei sa bene
quanto io ami questa demagogia sui costi della politica che ha
rovinato una serie di istituzioni fondamentali.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, volevo dire che non c'è dubbio che
sulla Provincia ci sono stati tanti rinvii e tante iniziative che
sono state assunte dai colleghi parlamentari affinché si procedesse
a una votazione che facesse capire un po' agli elettori,
accompagnato anche da alcune iniziative legislative che dessero
competenze alle province, e determinare quindi un percorso diverso.
Purtroppo, però, fino ad oggi, questo non è riuscito, e devo dire
che l'iniziativa della collega Ciancio è, a mio parere,
condivisibile perché, veda, finalmente compiamo un tentativo per
cercare di ridare ai territori la titolarità anche dell'azione
politica attraverso un rapporto politico ufficiale che dovrebbe
nascere tra quella che è l'Assemblea e quello che è il ruolo del
commissario.
Tenendo conto, signor Presidente, che l'Assemblea è un organismo
che già vive della legge che noi abbiamo a suo tempo approvato,
credo che sia assolutamente ultroneo indicare questo termine: I
quali adottino un regolamento provvisorio per i loro funzionamenti
che assumono temporaneamente .
Io dico che questo pezzo andrebbe tolto, perché già l'Assemblea ha
i suoi compiti previsti istituzionalmente, se la collega Ciancio è
d'accordo, io credo che si potrebbe benissimo ragionare in questo
senso.
La seconda considerazione che mi vede assolutamente convinto è
quella di predisporre un'iniziativa legislativa che, a mio parere -
vedo che tutto il Parlamento è convinto - è quella di ridare il
sistema elettorale dell'elezione diretta. Ma dico questo perché
spesso siamo abituati a lamentarci del sistema elettorale
dell'elezioni politiche nazionali, laddove lì non c'è un'elezione
secondo ma c'è una nomina.
Se noi non vogliamo dare alle province un ruolo di persone che
affrontano il tema dell'organizzazione della vita delle province
come fosse una varie ed eventuali , o un'alternativa a quello che
è il ruolo dei sindaci o dei consiglieri comunali, vuol dire che
noi sbaglieremo.
Se è vero che il referendum ha bocciato praticamente
l'eliminazione delle province, è anche vero che alle province noi
dovremmo consentire, al corpo elettorale, di partecipare con i suoi
eletti, e non partecipare secondo le indicazioni dei partiti.
Credo che questo sia un giudizio che ho ascoltato ed ho sentito da
molti parlamentari, e su questo percorso dovremmo tutti quanti
avviarci.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
nell'intervento non posso che confermare quella che è considerata,
penso da tutta l'Aula, una pastoia burocratica, perché non
consentire ai cittadini di potersi esprimere anche sull'elezione
delle province in maniera diretta e, quindi, con quello che era il
voto tradizionale, è stato sicuramente una sciagura che ha
consentito nelle nostre province siciliane di trovarci in una
situazione paradossale.
A scanso di equivoci, non intervengo per quella che è la mia
provincia, la provincia di Messina, in considerazione del fatto
che, credo, in questo momento sia l'unica provincia attiva sotto i
punti di vista, perché è l'unica provincia siciliana che ha
approvato il bilancio 2022-2024, è l'unica provincia in cui da due
anni si sta intervenendo su quelle che sono le strade provinciali,
così come su quelli che sono gli immobili di proprietà della
provincia, è l'unica provincia in cui, peraltro, viene garantita
l'assistenza agli studenti disabili per cui, per quanto riguarda
la provincia di Messina, devo dire in maniera molto sommessa che
non ci sono grossi problemi.
È chiaro, però, che bisogna tenere in considerazione quello che è
il quadro attuale.
Il quadro attuale, in questo momento, prevede che in diversi
comuni si andrà al voto a giugno e, quindi, l'ipotesi di
un'elezione, come attualmente prevista, nella prima settimana di
gennaio, comunque comporterebbe di ritrovarci con degli eletti che
fondamentalmente dopo qualche mese andrebbero a casa.
A questo si aggiunge anche - come ormai è notorio - che anche il
sindaco di Messina si dimetterà dalla metà di febbraio, è
ufficiale, lo posso dire io, e penso di non essere nelle condizioni
di poter essere smentito e, quindi, questo comporterà che anche
nella provincia di Messina, ovviamente, ci ritroveremo con degli
eletti che, poi, a giugno sostanzialmente decadranno in automatico.
Per cui, credo che sia necessario in questo momento prevedere un
ipotetico rinvio di quelle che sono le elezioni di secondo livello,
ed avviare quella che deve essere una riforma seria che possa
consentire nuovamente ai cittadini di poter esprimere il proprio
voto per l'elezione dei rappresentanti delle città metropolitane e
dei liberi consorzi, fatto con una norma seria e, quindi, con un
intervento legislativo concreto che possa ridare dignità a tutte le
province siciliane.
Io, a tal proposito, qualora si decidesse di andare avanti con
questo testo, ho presentato comunque un emendamento che prevede la
possibilità di elezione al 30 settembre perché - entro il 30
settembre - perché se si andasse a votare a giugno, con quello che
è, poi, l'ipotetico ballottaggio, gli eletti li avremmo non prima
della fine di luglio e, quindi, dei primi di agosto.
Pertanto, sarà comunque necessario rinviare almeno a settembre per
avere una presentazione delle liste che possa consentire ai nuovi
eletti di potersi candidare.
PRESIDENTE. Se poi passa l'emendamento Ciancio è inutile che
parliamo di date, perché è ovvio che sarebbero inammissibili.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, colleghi, il tema delle elezioni nei
liberi consorzi, nelle città metropolitane ci lascia veramente
privi di possibili iniziative, perché per quello che ci dicono
loro, diciamo che il vulnus originario di questa norma risiede, sia
quando nella scorsa legislatura si è voluto rincorrere quello che
poi fu anticipare, addirittura, la riforma Delrio; una riforma, la
56 del 2014, che disciplinando Liberi consorzi e Città
metropolitane, al comma 5 dice in attesa della riforma del Titolo
V della Costituzione e al comma 51, quando passa a parlare dei
Liberi consorzi, dice di nuovo in attesa della riforma del Titolo
V della Costituzione .
L'errore sta lì, che questa riforma non è mai avvenuta, è stata
sonoramente bocciata dai cittadini chiamati a votare a quel
referendum che, fra tante cose conteneva anche la fase operativa.
La cosa drammatica, quasi qui si stesse recitando a soggetto, che
ci siamo talmente tanto immedesimati nel ruolo che addirittura
riusciamo a discutere e contrastarci intorno a nulla, quando invece
dovremmo dare mandato, a questo punto, al Governo, come è stato
detto, di chiedere in Conferenza Stato-Regioni, da un punto di
vista politico, che si facciano dei ragionamenti finalmente seri e
si resetti la situazione, perché come tagliamo, come cuciamo e come
incolliamo recitando ognuno la nostra parte, e come ho avuto modo
di dire in una intervista, questo ritengo sia una sorta di banco di
prova sgangherato delle elezioni regionali. Non si affronta quello
che è il vero problema illudendo i cittadini che attraverso questa
proposta si possa risolvere quelli che sono i loro problemi, i
crolli nelle scuole superiori, l'assistenza agli alunni disabili,
la promozione del territorio, impianti sportivi di carattere
intercomunale di area vasta e quant'altro, tutti compiti che erano
delle province e che non possiamo assolvere perché lo Stato, perché
quel Governo e quella parte politica, non solo ha fatto la riforma,
e ci poteva stare che toglieva l'organo politico perché le
assicuro, presidente, che i cittadini di tutto hanno bisogno,
tranne che di altra rappresentanza, ma attraverso il prelievo
forzoso non si danno le risorse economiche, perché sempre in quella
legge che per me non dovrebbe esistere, perché la riforma
costituzionale non è avvenuta e si danno anche le risorse
economiche, ma per questi enti di area vasta nelle regioni a
Statuto ordinario.
È qui che noi siamo la cenerentola della situazione, al solito,
perché anziché litigare tra noi dovremmo reclamare con i nostri
referenti regionali che stanno a Roma una disposizione economica
congrua per i nostri organi, che da una parte sono sottoposti alla
legislazione nazionale, perché poi alla fine a quella ci siamo
dovuti adeguare nonostante i tentativi di anticipare la riforma
Delrio, poi successivamente ricostituire, eventualmente, l'organo.
Ma le funzioni, le risorse per le strade, le scuole e tutte quelle
che erano le funzioni delle province addirittura, qui in un dossier
della Camera dei Deputati del 19 aprile 2021, si dice chiaramente
la riforma si accompagnava al progetto di riforma costituzionale
che prevedeva la soppressione delle province, quali enti
costituzionalmente necessari . Venuto meno il progetto di revisione
costituzionale, hanno messo in piedi un tavolo statale in
Conferenza Stato-Città autonomie locali.
Tra l'altro vorrei dire, la carenza cronica del personale, perché
quella riforma entrò a gamba tesa anche sul personale, ha sbloccato
con delle disposizioni in materia di facoltà assunzionali nelle
province e Città metropolitane con il decreto legge numero 34,
numero 19 ma, neanche a dirlo, solo per le regioni a Statuto
ordinario.
Per questo, Presidente, il mio Gruppo si asterrà dalla
discussione, dalla votazione e, nell'eventualità, presenteremo un
ordine del giorno sulle attività che, invece, sia dal punto di
vista politico che dal punto di vista istituzionale, dobbiamo
portare avanti.
Presidente, sull'ordine dei lavori. Io mi sento nuovamente di,
come dire, rappresentare il disagio nell'ascoltare i lavori d'Aula,
sia per l'ordinario brusio che c'è, ma perché l'acustica è
veramente pessima. Non so dalle altre posizioni - a parte che sto
dovendo parlare ingobbita persino io, che ho una statura media -
quindi di fare delle prove, perché moltissime parti degli
interventi che sono stati fatti da quella parte non si sono ben
capiti. Andiamo qui per tentativi, per intuito, tu che hai capito,
cosa ha detto. Non va bene. A parte che manca il feedback visivo,
perché i volti li vediamo di spalle.
PRESIDENTE. La ringrazio.
Quello che lei deve sapere è che noi stiamo adottando il sistema
che c'è alla Camera. Ma alla Camera se lei vede - scusi, mi
ascolti. Mi fa parlare onorevole? - se lei guarda le sedute della
Camera, tutti in piedi ognuno che parla con quello accanto, non ci
sono.
Per cui, è inutile che diamo responsabilità, anche quando le
responsabilità sono di altri. Sicuramente ne continuiamo a
discutere. Poi lei è vicepresidente dell'Assemblea, per cui fa
parte del Consiglio di Presidenza. Continuiamo a cercare di fare
migliorare il sistema, ma non c'è uno, uno, che riesce a stare
zitto mentre quello accanto parla Ma che cosa volete
E' chiaro che è un sistema che, come vedete, ha semplificato
moltissimo, perché basta che uno chiede la parola e parla subito,
senza dovere venire qui, quindi il guadagno è stato ovvio; ma è
chiaro che se continuate tutti a parlare quando c'è uno che parla,
pare che lo fanno apposta e gli si va tutti attorno a parlare, è
chiaro che il problema non è dell'Amministrazione, né delle aziende
che curano l'acustica, è un problema di abituarsi a questo sistema.
Quando si parlava da lì, nell'Aula si poteva fare quello che si
voleva. Siccome si parla dall'Aula, bisogna abituarsi a rispondere
a un nuovo sistema. Cioè siccome parlate da lì, quelli accanto non
devono parlare. Se uno vuole parlare con qualcun altro se lo chiama
fuori. Abbiamo messo anche i divani, che sono stati pure criticati,
per andare a discutere fuori. In Aula si ascolta quello che parla e
si fanno le votazioni. Grazie.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Catalfamo. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, confesso che, rispetto
all'atteggiamento da tenere rispetto a questa proposta di legge, ho
modificato opinione rispetto all'inizio. Originariamente ero
propenso a che si andasse a votare a gennaio, perché onestamente i
continui rinvii erano diventati eccessivi e stucchevoli e -
diciamoci la verità - erano animati di volta in volta da
opportunità politiche. Né mi convincono particolarmente le
argomentazioni, per carità rispettabili, di alcuni colleghi che
individuano nelle esigenze di questa piuttosto che di quell'altra
città - Palermo, Messina - la necessità di andare a tutti i costi
ad un rinvio, perché di volta in volta è chiaro che ogni data si
presta a questo tipo di osservazioni per questa o per quell'altra
città commissariata che va a votare e quant'altro.
Chiaro, però, che con la pronuncia della Corte costituzionale
questo orientamento l'ho modificato. L'ho modificato - mi passi il
parallelismo, probabilmente dozzinale - perché noi per anni ci
siamo comportati come quel centravanti che aspetta l'assist per
spingere la palla in rete, ma l'assist non arriva mai.
Ora da un punto di vista dell'appiglio giuridico, la Corte
costituzionale ci ha fornito questo assist e auspica un intervento
del legislatore nazionale, e anche regionale, per realizzare quello
che un po' tutti da anni diciamo: cioè superare questa stortura
della Del Rio , stortura alimentata ulteriormente dall'esito del
referendum costituzionale, e restituire ai cittadini la possibilità
di eleggere, auspicabilmente come avveniva qualche anno fa, i
propri rappresentanti.
Tra l'altro, secondo me, è un'occasione da non perdere perché,
soprattutto in alcune province, il sistema di votazione di secondo
livello fa comunque rimanere parecchie porzioni delle province
prive di rappresentanza, dal momento che vige il sistema del voto
ponderato. Quindi, ad esempio, parlando di una provincia come
quella di Messina, che è molto vasta, ripristinare un sistema di
votazione che è quello che tutti conosciamo, originario, diventa
anche un modo per restituire ai territori rappresentanza e
possibilità di portare avanti le istanze che caratterizzano quelle
porzioni di Territorio, e in questa legislatura, tanto ci siamo
battuti per le zone interne, per le zone dimenticate, per le zone
da un punto di vista economico compromesse, e credo che anche
questa sia un'osservazione di cui tenere conto.
Di conseguenza, così come anche detto dai miei colleghi di
Partito, siamo favorevoli in questo caso, all'ulteriore rinvio,
chiaramente motivato da questa ulteriore e nuova sentenza, quindi
un elemento che sopraggiunge, rispetto a questa proposizione di
legge, originariamente non saremmo stati d'accordo, adesso siamo
d'accordo per il rinvio.
Per quanto riguarda invece l'emendamento 1.2, qui invece ho
qualche perplessità, perché in realtà, sia nelle città
metropolitane che nei liberi consorzi c'è già la possibilità di
insediare l'Assemblea dei sindaci con poteri propositivi e
consultivi, in realtà bisognerebbe, come ha detto qualcuno che mi
ha preceduto, far sì che ciò avvenga e quindi sollecitare chi di
dovere affinché avvenga questo insediamento.
Onestamente, prevedere a favore dell'Assemblea dei sindaci, potere
di indirizzo politico e controllo, significa paralizzare l'attività
degli enti, diventa una cosa elefantiaca, pensiamo di dare sempre
per la provincia di Messina i poteri che normalmente spetterebbero
a 16 soggetti a 108 soggetti, che già ripeto hanno la possibilità
di riunirsi con poteri propositivi e consuntivi, quindi onestamente
non sono particolarmente d'accordo con l'emendamento 1.2 per le
ragioni che ho appena elencato.
Quindi questo è l'orientamento sostanziale sull'emendamento 1.2.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con
attenzione tutti gli interventi, ma sembra quasi che si parli della
salvaguardia della specie, perché si parla sempre dell'organo
politico come se nel momento in cui è stato tolto l'organo politico
si è distrutto tutto.
Le province vanno in crisi perché subentra il prelievo forzoso,
che è una questione economica non di organo di competenza quindi
della parte politica e perché vanno in crisi soprattutto nella
Regione siciliana, vanno in crisi perché chi c'era stato prima,
cioè anche l'organo politico, ha gestito malissimo creando buchi di
bilancio incredibili. Vorrei ricordare che su ispezioni mandate
dall'assessore Lantieri, ad esempio quella di Siracusa, erano
venuti fuori 162 milioni di euro di problemi, ma non l'avevano
fatto i commissari.
Comunque il problema che era subentrato con Crocetta nei cinque
anni, proprio per sopperire ad alcuni di quei problemi, e vorrei
ricordare che con accordo Stato-Regione sono state date nel 2018,
fine del 2018, cento milioni di euro, che poi ovviamente questo
Governo ha gestito come voleva lui, salvando alcune province e non
altre, perché vorrei ricordare che 80 milioni furono distribuiti in
base ai criteri standard che vengono utilizzati per i riparti,
quelli normali, gli ultimi venti milioni che dovevano essere
distribuiti in base alle criticità economiche degli enti, poi
furono distribuiti solo a due città metropolitane e non alle
province del dissesto. Vorrei ricordare che il Governo Musumeci non
ha dato mai soldi alla provincia di Siracusa se non questo
Parlamento, intervenendo ed è riuscito ad inserirli.
Quindi, diciamo che l'ex Presidente di una provincia che ora
gestisce una Regione, diciamo è stato un po' distratto da questo
punto di vista.
Ma andiamo ad affrontare i problemi normali, vogliamo mettere di
nuovo le elezioni dirette, indirette per sorteggio, possiamo fare
tutto quello che vogliamo, il problema è un altro, perché il
problema è che stanno andando in pensione quelli di categoria C e
D, e non c'è chi fa i progetti perché vorrei ricordare che il
Consigliere provinciale, o che sia un sindaco, non si mette là a
preparare la parte burocratica da presentare per avere fondi
europei, ministeriali, PON e quant'altro.
Vorrei ricordare che c'è molto personale che è di categoria E e B
perché è stato stabilizzato in quelle categorie, ma è anche
laureato e diplomato, che aspetta le progressioni verticali
previste dalla Madia, anche in quota del venti percento in attesa
di fare i concorsi, ma quelle non sono state fatte e chi li deve
fare i progetti? Alcuni di questi per giunta di categoria inferiore
sono, chi a ventiquattro ore, chi a ventisei ore, e non c'è un
piano in base ai pensionamenti per aumentare il numero delle ore.
Quindi, non è la mancanza dell'organo politico che ha messo sotto
scacco, è la cattiva organizzazione di un Parlamento regionale,
nazionale e di un Presidente della Regione, ex Presidente della
Provincia, che non ha una visione di questi enti. Andrebbero
rimodulati nelle competenze ovviamente, guardando ad ampio raggio
non solo quello che fanno le Province, ma anche cosa fanno anche
gli altri enti regionali, ma questo non si fa.
Noi ora in questo momento stiamo mettendo l'ennesima pezza, se
passerà l'emendamento della collega Ciancio, o quello che si
deciderà di fare per l'ennesima volta visto il rinvio o non so che
cosa, ma poi se non affronteremo i problemi veri, e su questo me ne
farò carico perché presenterò un disegno di legge sulle
progressioni, sui concorsi, sulle categorie C e D, sull'aumento
orario, non abbiamo risolto niente. Questo diventerà un Parlamento
inteso che siamo qui a parlare, ma senza concludere mai niente.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Grazie, Presidente. Devo dire che l'onorevole Zito ha
almeno il dono della coerenza, perché oggi sentire l'onorevole
Cracolici che parla di una boiata, definisce una boiata la elezione
di secondo grado per me è una grandissima soddisfazione, oggi torno
a Comiso veramente contento Perché l'onorevole Cracolici non
sente, quindi Ah Si sente. Va bene.
PRESIDENTE. Fa finta di non sentire, onorevole Assenza
ASSENZA. Fa finta di non sentire; va bene.
Io ero qui nel 2014, come molti di voi. Voi sapete cosa è successo
in quei giorni, come una legge che era stata affossata al primo
articolo col voto segreto, ve lo ricordate? È stata vergognosamente
rimessa in campo l'indomani per rivotarla, perché si doveva portare
per forza avanti quella pseudo riforma, quella legge che io mi sono
permesso di definire Giletti, Crocetta, Cancelleri , perché così
era targata, oggi non ha più padri. Oggi nessuno più è padre di
quella
Allora, onorevole Zito, lei ha ragione che c'è molto altro da
dire, ma vogliamo dimenticare che la vera crisi è stata con
l'introduzione del prelievo forzoso su quella che era l'unica vera
entrata dei bilanci della Provincia? E chi l'ha fatta se non il
Governo nazionale? Quindi, non prendiamoci in giro, noi siamo stati
sempre per l'elezione diretta, introdurre quella definita oggi una
boiata la elezione di secondo grado è stata una iattura per tutti,
e attraverso quella iattura è stato introdotto anche lo
smantellamento di un ente che era un ente comunque vitale e
cruciale nell'organizzazione istituzionale e costituzionale del
nostro sistema politico. Perché tra il Comune e la Regione è chiaro
che occorreva un ente intermedio, che era la Provincia, che
svolgeva per decenni, aveva svolto egregiamente il suo ruolo, e in
maniera assolutamente inopportuna è stata cancellata dall'oggi al
domani, con le conseguenze di cui oggi ci rendiamo purtroppo conto.
Ma andiamo ad oggi. La sentenza della Corte costituzionale, se la
volete prendere come una scusa per rinviare, per fare l'ennesimo
rinvio delle elezioni, fatelo pure, ma non dice assolutamente
questo. La sentenza della Corte Costituzionale dichiara
inammissibile quel ricorso, è nella motivazione, questa è una
sentenza monito al Governo nazionale per dire guarda che quella
strada intrapresa si è rivelata fallimentare, intervieni . Ma dire
che con quella sentenza noi oggi non possiamo andare a votare
perdonatemi, è un'eresia assoluta. Quindi, volete questa scusa per
continuare a non votare sia pure in maniera indiretta per ridare un
minimo di democrazia alla rappresentanza dell'ente? Fatelo. Io sono
contrario all'ennesimo rinvio. Sia chiaro, sia perfettamente
chiaro, voterò in senso contrario, forse dovremo adottare altri
metodi, lo faremo per cercare di impedire questo ennesimo rinvio.
Emendamento Ciancio: lodevolissimo negli intenti, ma, chiaramente
- mi ascoltino gli Uffici - incostituzionale, perché un discorso è
la conferenza dei sindaci, dell'assemblea dei sindaci, prevista da
quella norma, altra cosa completamente diversa è come fa questo
emendamento ad attribuire a quella assemblea i poteri del consiglio
comunale. Significa - hanno già fatto l'esempio dei Comuni di
Messina, 108 Comuni - rendere ingovernabile quell'ente, ma cosa
ancora più grave parificare il Comune di 500 abitanti al voto di
quel sindaco del Comune di 500 abitanti al voto del sindaco di
Messina. Questo è chiaramente illegittimo e, assolutamente,
incostituzionale.
Quindi, la Conferenza dei sindaci c'è, dobbiamo farla funzionare
ma con gli scopi indicati dalla norma che abbiamo fatto l'anno
scorso, non attribuire le funzioni di Consiglio provinciale,
dell'ex Consiglio provinciale a quell'Assemblea, perché sarebbe
assolutamente illegittimo.
Quindi, la nostra proposta è contenuta negli emendamenti. Primo:
rigettare la richiesta di far slittare ancora una volta le elezioni
sia pure di secondo grado. Secondo: abbiamo dimenticato forse non
ce ne siamo accorti neanche nella I Commissione che nel frattempo
sono intervenute le norme nazionali; voi mi insegnate che prima
c'era il termine dei 18 mesi per l'eleggibilità del sindaco o del
presidente della Provincia. Con l'emergenza Covid il Governo
nazionale l'ha ridotto prima a 12 e poi a 6 mesi, però quella norma
prevede che scade questa norma transitoria al 31 dicembre, quindi
votando il 22 gennaio noi togliamo dalla fascia di eleggibile la
gran parte dei sindaci che andranno a scadere in un altro anno e un
altro anno ancora, perché non potranno neanche essere eletti
nemmeno i sindaci che andranno in scadenza nel giugno del 2023.
Quindi, a questo dobbiamo porre rimedio oggi e, quindi, dobbiamo
riportare il termine massimo ai sei mesi.
L'ultima cosa - ho finito, Presidente - se proprio si vuole, come
ho detto all'inizio, fare riferimento a quella sentenza della Corte
costituzionale, siccome comunque quella motivazione riguarda solo
le Città metropolitane, allora blocchiamo, rinviamo le elezioni
relative alle Città metropolitane, ma per gli altri sei liberi
consorzi dell'isola andiamo a votare finalmente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza.
Ha chiesto di parlare l'assessore Cordaro. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente. Ho chiesto di intervenire intanto per esprimere la
posizione del Governo sul disegno di legge che si sta discutendo in
Aula e la posizione del Governo, lo dico subito, è quella di andare
a votare e, quindi, di votare contro ogni ipotesi di rinvio. Però,
ho ascoltato un dibattito - e lo dico come sempre col massimo
rispetto per tutti i colleghi - che ha avuto anche dei momenti
surreali, perché abbiamo scoperto ad un certo punto, ma per fortuna
finalmente è venuto fuori, che la colpa di tutto questo è del
Presidente Musumeci. In buona sostanza l'ha spiegato l'onorevole
Zito.
A questo neanche rispondo perché diciamo il tema così trattato è
davvero talmente lontano dalla realtà che rimangono le parole a chi
le ha dette e, quindi, non voglio neanche entrare nel merito per
non affrontare invece un tema che credo sia stato affrontato in
maniera fuorviante rispetto all'ordine del giorno odierno.
L'ordine del giorno odierno, che come ho già anticipato, ci vede
contrari, non può però non partire da quello che è successo il 24
marzo del 2014, perché se io ho massimo rispetto dell'onorevole
Calderone, non soltanto per i suoi toni e per i suoi modi, ma anche
per il fatto che egli nella scorsa Legislatura non c'era, non posso
avere lo stesso rispetto politico evidentemente per il collega
Cracolici che in quella Legislatura c'era e che è stato il massimo
rappresentante di un'idea che poi è diventata a tutti i costi legge
e, se è vero, come è vero che in politica come nella vita soltanto
i cretini non cambiano idea, mi sarei aspettato quantomeno un atto
di resipiscenza e una richiesta formale di scuse ai siciliani,
sennò pare che in questi otto anni non è successo niente.
Allora, arrivare oggi in Parlamento e dire, con grande serenità,
che oggi abbiamo cambiato idea, siamo per un'altra idea , peraltro
prendendo a pretesto una sentenza della Corte costituzionale che -
come bene ha detto l'avvocato Assenza - non dice quello che molti
di voi hanno detto - colleghi, scusatemi - ma dice solo quello che
ha detto l'avvocato onorevole Assenza cioè guardate che questo
tema è stato male affrontato e, quindi, caro Parlamento nazionale,
rimettiti a lavorare per modificare questo sistema che ha fallito ,
pare che in questi otto anni altrimenti la manutenzione delle
strade provinciali, la manutenzione scolastica, i servizi H e tutto
quanto è stato distrutto, non sia mai successo.
A me piace guardare avanti. Se devo guardare avanti non posso che
farlo - e questa volta mi rivolgo al Presidente dell'Assemblea che
è arbitro ma deve anche indicarci una via - non posso che
rivolgermi all'emendamento Ciancio.
Se viene presentato un emendamento che stabilisce un principio,
lo vuole applicare - sappiamo che già c'è - lo vuole applicare
addirittura sine die, diciamocelo con franchezza, segno è che non
si vuole più andare a votare.
Al netto del fatto che il Governo regionale ha dovuto nominare i
commissari e lo ha fatto per un tempo contingentato e già oggi per
la terza volta presenta un disegno di legge attraverso il quale,
grazie e in ragione dell'indicazione del Parlamento, aveva fissato
delle date, se si vuole nelle more sostituire il Consiglio
provinciale o quello della Città metropolitana con i sindaci delle
province è segnale che non si vuole andare a votare più.
Diciamocelo con chiarezza
Segno è che tutti dite di avercela con i Commissari, ma tutti
continuate a volere i commissari perché, posto che il Governo è
contrario alla dilazione e al rinvio del voto, se invece c'è la
volontà si boccia l'emendamento Ciancio e in un mese si rifà la
legge e si riattribuisce ai cittadini il diritto ad eleggere i
rappresentanti degli enti intermedi sotto il profilo dell'approccio
intellettuale, ferma restando l'onestà dell'iniziativa della
collega Ciancio, per quanto mi riguarda l'emendamento Ciancio dice
- e mi affido al Presidente dell'Assemblea - non si vota più
Rispetto a questo, invito tutti i colleghi a riflettere, invito
il Presidente ad assumere un'iniziativa e ad approfondire
l'argomento perché l'unica cosa vera è che, se anche dovessimo
accedere come centrodestra unito - e per questo abbiamo combattuto
anche strenuamente nella scorsa Legislatura - dovessimo lavorare
per reintrodurre il voto diretto non c'è alcuna ragione intanto per
non votare ed eleggere i rappresentanti del popolo che andranno a
rappresentare i cittadini nell'ente intermedio.
Per questa ragione, Presidente, dichiaro il voto contrario, il
parere contrario del Governo regionale e mi affido a lei perché
l'insidia è che, così come è accaduto oggi, fra otto anni ci
potremmo ritrovare qui a dire: Oh, come abbiamo sbagliato ad
approvare l'emendamento Ciancio .
PRESIDENTE. Allora, Assessore, io ho assistito a questo dibattito
con grande interesse e anch'io mi sono stupito di alcuni
interventi, però più di tutti mi sono stupito del suo, Assessore,
scusi se glielo dico
(Applausi)
Chiedo scusa, non c'è da applaudire nessuno, perché il Governo
Musumeci, con tutta la sua maggioranza, ad inizio di questa
Legislatura, considerando un grosso errore l'abolizione delle
province, ha presentato un disegno di legge approvato da questa
Assemblea regionale che riproponeva le province e che il Governo
nazionale ha impugnato e la Corte costituzionale bocciato.
Ed allora, la sentenza della Corte dovrebbe essere il massimo
dell'opportunità perché questo riavvenga che è esattamente quello
che il centrodestra, onorevole Cordaro, e il Governo Musumeci
(Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)
PRESIDENTE. Scusi, permette? Io non l'ho interrotta, assessore
Cordaro, e lei non mi interrompa nemmeno
Questa è un'opportunità straordinaria, essendo io il primo
convinto, fermo restando che poi io, come lei ha giustamente detto,
sono arbitro e, quindi, farò quello che l'Assemblea mi chiede a
prescindere dalle parti politiche che me lo chiedono, io vedo le
maggioranze non le parti politiche, e oggi, come dire, l'Assemblea
si è espressa in maniera oserei dire quasi inequivocabile sulla
volontà che c'è sul come andare avanti; però, io dico che oggi
bloccare il voto il 20 gennaio che, peraltro, consideravo un voto
di cui si poteva parlare prima, perché è chiaro che entro il 1
gennaio si devono fare le liste, per cui Capodanno non ce n'è per
nessuno quest'anno, però non ha importanza neanche questo, ma credo
che sia un'opportunità straordinaria perché noi si possa
immediatamente - infatti questo è il mio invito - far passare
l'emendamento Ciancio di cui ho avuto conoscenza oggi perché, sia
chiaro, certamente non sono stato uno di quelli che lo ha né
pensato né studiato, me lo sono ritrovato qui in Aula per la prima
volta, però se deve passare quell'emendamento lo si fa proprio in
funzione di quello che dice l'Assessore Cordaro, con un impegno
dell'Assemblea assolutamente preciso, che immediatamente la I
Commissione studi la possibilità della nuova legge sulle province,
che io credo che questa volta non ci sarà né, non ci sarà
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)
PRESIDENTE. Chiedo scusa, io non ho interrotto nessuno, onorevole
Savarino, e non mi pare cortese da parte vostra interrompere il
Presidente Per cui, sto dicendo qual è la mia, come ciascuno ha
detto la sua, credo che di averne diritto oppure no?
E allora, io chiedo alla I Commissione proprio un impegno perché
si metta mano non che ridiventi questa la nuova legge con i
consorzi dei sindaci che fanno l'Assemblea delle province, perché è
ovvio che non ha senso, perché è ovvio che anche sul regolamento io
poco fa chiedevo se non fosse il caso che noi stessi dessimo delle
indicazioni, però mi dicono che la legge già in qualche maniera lo
prevede ma è ovvio perchè non è che possiamo immaginare i consorzi
dei sindaci come nuovo ente sovracomunale, è ovvio che non può
essere così
Però, se l'Aula per approvare il rinvio chiede un emendamento di
questo genere, chiede una cosa di questo genere, io chiederei
all'Aula intanto di verificarlo bene nel caso ci fossero dei
problemi come qualcuno ha sottolineato e siccome io non l'ho
studiato non sono in condizioni di capire se sia vero che questi
problemi possano essere creati o meno, quindi chiederei comunque un
minimo di verifica in pochissimo tempo per vedere se è tutto
esattamente corretto; dopodiché, l'impegno che il Presidente della
I Commissione, cui dopo di me darò la parola, prima dell'onorevole
Ciancio, proprio perché si possa esprimere, è che ci sia un impegno
della I Commissione a che immediatamente si inizi un lavoro per
poter ricreare una legge che, fallita la Delrio, perché qua non è
che c'è da dare colpe a nessuno, è fallita la Delrio, come dire,
tante cose sono fallite anche fra quelle che ho fatto io nella
vita, non credo che tutto quello che ho fatto sia stato giusto La
Delrio se fosse passato il referendum avrebbe avuto un senso, senza
il referendum è chiaro che è crollata e, quindi, non ha avuto più
senso. Per cui, non è che c'è da dire: Delrio era un pazzo . No,
Delrio aveva una proposta che io non accettavo, che a me non
piaceva tanto, che non ho votato ma aveva una logica. Oggi questa
logica non c'è più perché il referendum ha bocciato la Delrio e di
conseguenza le province così come sono, sono un disastro.
Io credo che andare a votare oggi anziché prepararci a fare una
cosa, che poi vedrete dovranno fare anche a livello nazionale, ma
che noi potremmo fare prima che è quella della nuova legge sulle
province che restituiscono le province non esattamente come erano
ma certamente come si penserà di fare, quello ha una logica. Quello
è un percorso politico che può avere un senso. Invece, oggi come
oggi, andare a votare e fare il sindaco Orlando Presidente della
provincia di Palermo quando fra due mesi comunque non è più neanche
Sindaco al di là della sentenza della Corte è un qualcosa che io
personalmente consideravo non corretto, sbagliato. Ma a prescindere
da tutto c'è la sentenza, prendiamo questa sentenza proprio come
possibile soluzione per uscire dal problema delle province.
Tutti lo diciamo che le province è stata una stupidaggine abolirle
perché avevano una importanza straordinaria e certamente non erano
questo costo così come era stata presentata; ma vi ricordo che
quello fu un momento del nostro Paese in cui sembrava ci fosse un
impazzimento generale sul fatto che ogni cosa della politica doveva
essere abolita e doveva essere annientata. Per fortuna, oggi non è
più così. Si è ricominciato a ragionare per come è giusto che si
ragioni; tra questi ragionamenti c'è anche quello, anche grazie
alla sentenza della Corte, secondo me del ripristino delle
province.
Per cui, noi possiamo andare a chiedere, a livello nazionale, di
pensarci loro e io credo che, invece, quello che dobbiamo dire oggi
alla Corte è che ci hanno bocciato una legge che era assolutamente
costituzionale e che invece ci hanno dichiarato incostituzionale.
Oggi si può ricominciare a lavorare perché questo si possa fare.
Onorevole Pellegrino, la prego di dare il parere della Commissione
e poi l'onorevole Ciancio che però mi ha già anticipato un time out
di 10 minuti per rivedere il tutto.
Prego, onorevole Pellegrino.
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Presidente, in relazione
a ciò che mi veniva chiesto e cioè dei lavori in Commissione circa
lo studio di un disegno di legge che riguardi la riforma e il
ripristino delle province, si è fatto già un lavoro del genere in
Commissione attraverso audizioni sia dell'ASAEL, dell'ANCI, fino ad
adesso ho avuto un messaggio di Leoluca Orlando, del sindaco
Orlando, nella qualità di responsabile dell'ANCI regionale e,
quindi, un lavoro anche se non proprio indirizzato verso una legge,
un disegno di legge, lo si è fatto già.
Abbiamo una serie di pareri che sono stati dati, ripeto dalle
associazioni dei comuni, li abbiamo sentiti singolarmente, anche
perché la questione è stata sempre un grosso problema e una grossa
preoccupazione per tutti gli amministratori che sono stati
convocati in Commissione anche se non c'era un disegno di legge sul
punto.
Per quanto riguarda l'odierno disegno di legge, devo dire che una
democrazia semiplena quale può essere quella di un commissario
coadiuvato momentaneamente dall'assemblea dei sindaci o dalla
conferenza metropolitana, non può che essere accettata rispetto ad
una dittatura commissariale qual è stata dal 2012 ad oggi e,
quindi, la Commissione sul punto esprime il parere favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, fermo restando credo sia giusto
anche dire che non è che il problema di oggi nasce dai commissari;
però, non c'è dubbio che se questo è l'indirizzo che vuole dare il
Parlamento, se ci possiamo...
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Sul fatto di lavorare per una legge sulle province e
sull'emendamento della Ciancio. Sull'emendamento della Ciancio ha
dato parere favorevole.
PELLEGRINO, presidente della Commissione. A scanso di equivoci, io
notoriamente, lo sanno tutti, sono contrario al rinvio delle
elezioni; però, sono il Presidente della Commissione, devo
raccogliere gli umori, le sensazioni e la sensibilità dei
commissari e, nella qualità di Presidente della Commissione, debbo
dire che la Commissione a maggioranza ritiene che sia
l'emendamento, sia un eventuale disegno di legge sia assolutamente
congruo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ciancio.
CIANCIO. Grazie, Presidente. Intanto
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Stiamo discutendo dell'emendamento dell'onorevole
Ciancio
(Intervento fuori microfono)
CIANCIO. Ma chi lo ha detto?
PRESIDENTE. Ho chiesto un parere sull'emendamento Ciancio al
Governo e ora alla Commissione. Onorevoli deputati, mi fate fare il
mio mestiere o no?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Ho chiesto il parere prima al Governo e ora alla
Commissione. E' possibile?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Aricò)
PRESIDENTE. Ma ci sono gli altri emendamenti che verranno
valutati E' da un'ora che parliamo dell'emendamento dell'onorevole
Ciancio e, quindi, prima di mettere in votazione ho chiesto il
parere, onorevole Aricò
Prego, onorevole Ciancio.
CIANCIO. Intanto una piccola premessa. Se stiamo discutendo di
questo emendamento è perché dal Governo non è arrivato
assolutamente nulla. Ieri in Commissione era presente l'Assessore
Zambuto, non ha proposto .
(Intervento fuori microfono)
CIANCIO. Ma, Assessore, se ci sono colleghi che fanno parte della
sua maggioranza che hanno presentato un disegno di legge per il
rinvio, io mi aspetto che il minimo che faccia un Assessore è
cercare una mediazione tra la maggioranza e il Governo, cosa che
non è assolutamente avvenuta
Ora, non è che qua stiamo parlando di Non siamo nati ieri,
Assessore Sono onorata che lei stia paragonando un mio
emendamento addirittura ad una riforma, tra otto anni ci
ritroveremo a discutere del mio emendamento. Io ne sono onorata,
Presidente, ma non credo che è un emendamento che introduce un
regime transitorio possa essere considerato una riforma, perché il
primo rigo del mio emendamento dice: Nelle more dell'insediamento
degli organi degli enti di area vasta , quindi, più chiaro di così
E ne approfitto per rispondere anche ad alcune perplessità, intanto
noi modifichiamo solo la lettera b) quindi il rinvio rimane alla
lettera a), semplicemente si modifica il regime transitorio.
Il regolamento è previsto che in questo momento il Consiglio
faccia un regolamento, quindi io l'ho voluto ribadire nella norma,
però accolgo con favore i suggerimenti e le proposte dei colleghi.
Se è necessario scriverla in maniera un po' diversa per non creare
confusione, siamo disponibili, assolutamente disponibili.
Noi parliamo di costituzionalità. Fermo restando che io mi affido
agli Uffici per quanto riguarda la costituzionalità o meno, però mi
chiedo come possa una sola persona essere considerata più
legittimata di un'assemblea dei sindaci, questo onestamente non mi
è chiaro.
E un'altra cosa chiedo ai colleghi in questo caso del Governo, ma
se si andasse a votare nelle Città metropolitane e ci fosse un
ricorso - e dico uno - non si bloccherebbe tutto il sistema? Perché
se la sentenza ha detto che il sindaco metropolitano praticamente
non può far nulla perché non è legittimato, qualsiasi atto mette in
campo in questo momento il sindaco metropolitano è illegittimo.
Perdonatemi, ma non è che ci vuole un esperto in diritto
costituzionale per dire una cosa del genere
Se un organo non legittimato indice le elezioni sicuramente
basterà un semplice ricorso successivamente per bloccare tutto.
PRESIDENTE. Di quanto tempo avete bisogno?
CIANCIO. Presidente, noi avevamo già presentato dei
subemendamenti, però se riusciamo a scriverlo più correttamente
PRESIDENTE. Mezz'ora basta?
CIANCIO. Anche meno, Presidente.
PRESIDENTE. Un quarto d'ora?
CIANCIO. Un quarto d'ora.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta e riprenderà alle ore 18.45. La
seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.24, è ripresa alle ore 19.07)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Se intanto l'onorevole Ciancio, nel frattempo che
stanno finendo di fotocopiare, illustra quello che è stato fatto,
che tipo di modifica è stata fatta, in modo che poi quando arrivano
capiscono già di che cosa parliamo. Prego, onorevole Ciancio.
CIANCIO. Signor Presidente, di fatto sono modifiche formali e per
rendere il testo più leggibile, quanto più possibile da attuare.
Abbiamo fatto un riferimento al comma 2 dell'articolo 7 bis, il
comma 2 dell'articolo 14 bis, che sono fondamentalmente le funzioni
che dovrebbero assumere temporaneamente, lo sottolineo e lo
ribadisco un'altra volta. Abbiamo anche per ovviare quello che
poteva essere una osservazione di molti, ovvero, che il voto in
questa fase transitoria, il voto di un sindaco di un comune molto
piccolo possa valere quanto il voto di un sindaco più grande
abbiamo chiesto che nel regolamento provvisorio vengano inseriti
dei criteri di ponderazione. Quindi soltanto questo. La novità per
il resto, sì c'è un emendamento del collega Lupo che abbiamo
inserito che chiedeva di insediare subito la conferenza
metropolitana e il libero consorzio, lì dove non sono state già
istituite perché ho capito che c'è qualche libero consorzio che già
si è mosso autonomamente. Fondamentalmente le modifiche sono
queste.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, giusto per capirci. Nel momento in cui è
scritto che nelle more dell'insediamento dei liberi consorzi,
nonché all'approvazione della legge in materia di riordino, di
riordino nella materia, comunque non oltre il 31 agosto, significa
che se il 31 agosto non c'è già una nuova legge.
CIANCIO. Servirà una nuova proroga. L'abbiamo dovuto mettere, il
termine.
PRESIDENTE. Si vota.
CIANCIO. Scusi, no, dico questa cosa perché avevamo pensato di
togliere il termine però essendoci la nomina del commissario.
PRESIDENTE. È assolutamente utile mantenerlo perché si deve capire
che è una norma provvisoria, perché se non lo mettiamo non è più
provvisoria e diventa un problema. Si sta distribuendo, onorevole
Laccoto. Proviamo a velocizzare, visto che stiamo distribuendo.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, un subemendamento per dire sulla base
anche della popolazione, se noi diciamo solo sul criterio poi si
creano problemi. Il regolamento, noi dobbiamo lasciare libera
l'Assemblea e dire anche', è un sub emendamento che faccio anche
sulla base'.
PRESIDENTE. La ponderazione è attraverso la popolazione, che altro
tipo di meccanismi ci sono?
LACCOTO. È un regolamento provvisorio che stabilisce la
maggioranza per le deliberazioni, sulla base anche dei criteri di
ponderazione in relazione alla popolazione, perché già veniamo da
altre esperienze e quindi basta aggiungere anche'.
PRESIDENTE. Maggiore alla deliberazione è la maggioranza, la
ponderazione solo sulla popolazione si può fare, che significa
anche sulla ponderazione. Onestamente non significa niente.
LACCOTO sempre esclusivo.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, la prego, evitiamo perché
sinceramente non significa niente.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, mi sembra che la soluzione sia di gran lunga peggiore
del male. E vi dico subito perché intanto per come è stata scritta
questa norma è una norma che rischia di creare maggiore confusione
rispetto a quella attuale.
Innanzitutto nonché dall'approvazione di una legge di riordino
della materia' legge di chi? Della Regione siciliana? Dello Stato?
Di chi?
Seconda cosa, siccome il sindaco di Santa Teresa di Riva ha una
percentuale o comunque rappresenta una popolazione diversa rispetto
al sindaco di Milazzo qualcuno dice che dobbiamo fare il
regolamento. Bene, questo regolamento chi lo fa? In quanto tempo lo
facciamo?
(Intervento fuori microfono)
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Certo,
ognuno lo fa. Questa è una norma - mi si permetta - che è, caro
onorevole Ciancio, è la conseguenza della confusione che - come ha
detto l'onorevole Assenza - Cancelleri insieme a Giletti e a
Crocetta del Partito Democratico avete creato.
Vi dovreste vergognare per questa cosa qua, perché state creando
ulteriore confusione su confusione.
Noi siamo completamente contrari, abbiate il pudore se volete
andare al rinvio delle elezioni fatelo, però non inserite nuove
norme che creano soltanto una indecenza legislativa
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, qua dobbiamo andare a correggere
delle storture e invece ci ritroviamo con l'esatto contrario, mi
perdoni. Questa norma in provincia di Messina paralizza l'intera
struttura della provincia regionale di Messina, oggi città
metropolitana, perché oggi l'unica città metropolitana che funziona
è quella di Messina con bilanci approvati 2022-2024, con interventi
sulle scuole, con interventi sulle strade. Ipotizzare che il
consiglio dovrebbe essere costituito da 108 sindaci è semplicemente
da folli.
Se si devono rinviare le elezioni le rinviamo, io sono anche
d'accordo ma non ci incartiamo in storture che non stanno né in
cielo né in terra.
Il Governo, l'Assemblea, chi vuole, presenta un disegno di legge
di riforma delle province, lo approviamo in un mese e basta ma non
mettiamo altre cose che sono semplicemente inapplicabili e
soprattutto, ripeto, a maggioranza 108 Comuni, 108 sindaci, ma i
sindaci che vi pare che sono in gita? O che non hanno niente da
fare e se ne vanno alla città metropolitana ad approvare scartoffie
per non fare nulla? È inapplicabile
PRESIDENTE. Io credo, però che quando si dice che c'è un
regolamento i consorzi tra i sindaci fanno il regolamento e
decidono come fare.
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Loro stessi lo fanno.
Calma, colleghi Io, siccome le cose le ascolto, le valutiamo.
È inutile parlare ancora contro. Vediamo di trovare la soluzione,
onorevole Aricò. L'abbiamo capito
Il problema, onorevole Ciancio, nasce da che cosa? Dal fatto della
ponderazione? Questo è il problema? Il regolamento si attua come?
Votando con la ponderazione dei sindaci.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, colleghi, in questo momento la legge
dice che già il consiglio deve adottare un regolamento.
Come lo deve adottare il consiglio, che non c'è, che non esiste
ancora, lo adotta l'assemblea dei sindaci o la conferenza
metropolitana.
La legge è tanto semplice per il consiglio quanto per il .
PRESIDENTE. Cioè, coi stiamo ripetendo esattamente quello che è
previsto. Cioè che, se andassimo a votare, si dovrebbe fare la
stessa cosa.
CIANCIO. Certo, assolutamente sì
PRESIDENTE. Allora, qual è il problema, scusate? Io le cose le
devo capire.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, proviamo ad
andare con ordine.
L'Assemblea, nei vari interventi, si è espressa bene o male a
maggioranza nella volontà di voler rinviare queste elezioni, per
mille motivi, ognuno ne ha uno. E penso che su questo bene o male
siamo tutti d'accordo.
Se l'obiettivo è quello di rinviare le elezioni rinviamole e ci
siamo. Questa norma, però, modifica l'assetto attuale perché
assegna ai sindaci la possibilità di rappresentare l'organo
consiliare con diritto di voto.
In provincia di Messina 108 sindaci, solo per riunirli
PRESIDENTE. Voto ponderato però
LO GIUDICE. Lasci perdere che è ponderato Solo per riunire 108
sindaci ed avere la maggioranza significa paralizzare l'organo che,
in questo momento, sta funzionando.
PRESIDENTE. Però, io su questo sono d'accordo, onorevole Lo
Giudice. Non si deve creare un governo?
LO GIUDICE. Tolto questo, Presidente, le aggiungo un altro fatto.
Per come è impostata la norma non si sa chi dovrebbe fare questo
regolamento ma ogni provincia, o libero consorzio che dir si
voglia, adotta un regolamento a modo suo, per i fatti suoi.
PRESIDENTE. Ma perché domani come succederebbe?
LO GIUDICE. Ad oggi non è così. Ad oggi c'è un commissario che
svolge le funzioni del consiglio.
PRESIDENTE. Nel momento in cui votiamo domani, i consigli non
adottano il regolamento?
LO GIUDICE. Ma sono 18, Presidente. Sono 18 rappresentanti, non ha
il problema della maggioranza e, comunque, vengono eletti.
PRESIDENTE. E come lo possiamo fare secondo lei?
LO GIUDICE. Dobbiamo rinviare le elezioni e fare una riforma fra
un mese. Punto e basta Perché non la puoi approvare in dieci
minuti. Non la puoi approvare in dieci minuti una norma così
importante
PRESIDENTE. Però, nel momento in cui l'Aula - perché è stato
ascoltato anche da lei - ha dichiarato, ha dimostrato che non vuole
più il commissario ma che vuole un minimo di gestione, come può
avvenire questa cosa?
LO GIUDICE. Facciamo insidiare, come è giusto che sia, in tutte le
province l'Assemblea dei sindaci prevista dalla norma precedente ma
non che svolge il ruolo del consiglio.
Perché, se gli facciamo svolgere il ruolo del consiglio,
ovviamente si crea un problema.
Quindi, insediamo l'assemblea dei sindaci, questo sì, in tutte le
città metropolitane, per carità, e liberi consorzi. Ma se gli diamo
il ruolo del consiglio abbiamo paralizzato tutto.
PRESIDENTE. Mi sembra di capire che, comunque, così come è stato
scritto, è risolvibile il problema perché basta che con la
ponderazione a Messina, basta che se riuniscono cinque sindaci per
fare maggioranza, per cui, ecco, tanto per essere chiari. Allora,
scusatemi
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Scusate, colleghi, siccome dobbiamo trovare una
soluzione, tutta l'Aula, quasi tutta, si è dichiarata a favore di
un rinvio di questa elezione per mille motivi.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Ascolti, ascolti un minuto. Dicevo, si è dichiarata
per un rinvio di queste elezioni. Per quanto mi riguarda la norma
che era stata presentata prevedeva il rinvio delle elezioni.
Dopodichè c'è stata questa proposta dell'onorevole Ciancio su cui
vi siete, in qualche maniera, espressi perché se l'Aula si fosse
espressa negativamente io, come dire, avrei detto cara onorevole
Ciancio questa proposta non va bene. Ma siccome l'Aula, in quasi
tutta la sua interezza, anche per conto dei Capigruppo si è
dichiarata favorevole, ora perché mi, io non è che ora posso dire
scusate era tutta un'altra cosa.
Non darò la parola, anche se tutti la state chiedendo, non
possiamo riaccendere il dibattito, io voglio sapere se - e gli
uffici me lo stanno chiarendo a favore dell'emendamento, devo
essere sincero - ma se qualcuno ha qualche dubbio vero, ma il
problema che i sindaci si debbano riunire e fare una decisione sul
regolamento, il concetto della ponderazione, di fatto, rende il
sindaco di Messina che vale cento e gli altri che valgono uno,
siccome il totale è centocinque, basta che si riuniscano in cinque
ed hanno raggiunto il loro obiettivo.
Non c'è un qualche cosa che stravolge la legge, se andassimo a
votare domani sulla base della elezione di secondo grado, che è già
discutibile di suo, ci sarebbero dodici persone che decidono; non
c'è niente di diverso, come dire, non mi sembra che ci sia niente
di stravolgente.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi votiamo.
CIANCIO. Scusate, solo per dire che, siccome c'è il termine di
trenta giorni, se il Governo ha interesse a presentare un disegno
di legge di riforma in trenta giorni lo può fare benissimo.
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. E allora, mettiamo in votazione l'emendamento
dell'onorevole Ciancio. Scusate, prima dobbiamo votare
l'emendamento soppressivo.
Pongo in votazione l'emendamento soppressivo all'articolo 1. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Aricò, non gliela posso vietare, per cui
prego. Tenga presente, però, che ormai è da due ore che dibattiamo
su questo argomento.
ARICO'. Ha dato la parola due volte all'onorevole Lo Giudice sullo
stesso argomento.
PRESIDENTE. All'onorevole?
ARICO'. All'onorevole Lo Giudice, due volte per lo stesso
argomento e per lo stesso emendamento.
PRESIDENTE. Non avevo sentito e le ho solamente chiesto di
ripetere.
ARICO'. Sì, perfetto, io le ho chiesto per una volta la parola,
quindi sono costretto a chiedere di intervenire per dichiarazione
di voto.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Aricò, evitiamo inutili polemiche.
ARICO'. Che sicuramente sarà favorevole all'emendamento 1.1.
Presidente, per quanto riguarda questa norma noi stiamo mettendo,
e voglio ribadire, una data che è una presa in giro per chi sta
legiferando in quest'Aula.
Il 31 agosto di quest'anno noi dovremmo insediare il Consiglio
comunale di Palermo, l'onorevole Lo Giudice ci comunica
formalmente, ha detto, senza smentita, che il sindaco di Messina si
dimetterà a breve e si andrà nuovamente ad elezioni a Messina e noi
riteniamo, quest'Aula ritiene che potrà insediare i Consigli
comunali di Palermo e di Messina e raccogliere le firme per potere
indire le nuove elezioni entro il 31 agosto, ma a chi vogliamo
prendere in giro? Presidente
(Intervento fuori microfono)
ARICO'. No, noi abbiamo votato, come abbiamo votato la scorsa
volta, una legge che prevedeva la raccolta, la presentazione del
alista tra l'1 e il 2 gennaio. Ora ce lo stiamo ridicendo che si
dovrebbe votare entro il 31 agosto.
E allora, presidente, stiamo prendendo un palo di petto e vi
chiedo, presidente, di riflettere su quanto stiamo facendo per
quanto riguarda l'assemblea dei sindaci che dovrebbe, sempre qui,
entro il 31 agosto redigere un regolamento di autogoverno, perché
se dovesse intervenire la legge entro il 31 agosto, quanto meno lo
dovrebbe fare qualche giorno prima e noi pensiamo, che come ci ha
detto prima l'onorevole Lo Giudice, 108 sindaci in piena pandemia -
ribadisco, in piena pandemia - si debbano riunire per fare un
regolamento, per aspirare poi a fare una legge, forse Roma, forse
l'Assemblea regionale, per perdere solo tempo
Quindi, Presidente, la prego, vi prego colleghi, riflettiamo su
quello che stiamo approvando, perché sarà una catastrofe peggio di
prima
PRESIDENTE. Grazie. Della data non mi interessa, basta che c'è una
data, perché deve essere un fatto provvisorio.
ARICO'. Non può non interessare la data
PRESIDENTE. Voglio dire, siccome l'obiettivo non è quello di
andare a votare, l'obiettivo è quello che una cosa di questo genere
possa funzionare.
L'emendamento soppressivo è stato bocciato.
Pongo in votazione l'emendamento 1.2, dell'onorevole Ciancio. Chi
h favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Tutti gli altri emendamenti sono preclusi.
L'emendamento è stato approvato con il voto contrario del Gruppo
DiventeràBellissima.
Ho capito Lo sto comunicando agli Uffici. Il Governo lo ha già
dichiarato che il voto è contrario.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Un minuto, onorevole Ma perché continua a gridare
Abbiamo detto tutto il Gruppo DiventeràBellissima, più Fratelli
d'Italia, forse tutti? Va bene, il Segretario sta guardando quelli
che sono contrari.
Gli altri emendamenti sono preclusi.
Scusate, il voto è già chiuso. Ora c'è qualcuno di voi che sta
dicendo di non essere favorevole e li stanno segnando. Qual è il
problema, non ho capito.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Favorevole? E va bene col voto contrario
(Brusio in Aula)
Scusatemi, qual è il problema? Non lo capisco. Siete nettamente di
meno della maggioranza Qual è il problema Di cosa stiamo
parlando?
Pongo in votazione l'articolo 1.
(Viene richiesta votazione per scrutinio nominale)
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 53
Votanti 37
Maggioranza 19
Favorevoli 35
Contrari 2
Astenuti 3
(È approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.»
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Rinvio delle elezioni degli organi degli enti di area vasta.» (n.
1128/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Rinvio delle elezioni degli organi degli enti
di area vasta.» (n. 1128/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 51
Votanti 38
Maggioranza 20
Favorevoli 36
Contrari 2
Astenuti 2
(L'Assemblea approva)
Seguito della discussione del disegno di legge Istituzione del
garante regionale della persona anziana. (nn. 671-975-1069/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al seguito della
discussione del disegno di legge Istituzione del garante regionale
della persona anziana nn. 671-975-1069/A, posto al numero 2).
Invito i componenti la Commissione Salute a prendere posto.
Colleghi, vi devo chiedere di rimanere ancora un attimo. Ho un
problema per cui io confesso il mio conflitto di interessi. C'è la
legge per il garante della terza età, che è di un solo articolo. Lo
votiamo al volo, è senza emendamenti.
Gli emendamenti aggiuntivi sono dichiarati inammissibili.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Istituzione del garante regionale della persona anziana
1. È istituito presso l'assessorato regionale della famiglia,
delle politiche sociali e del lavoro il garante regionale della
persona anziana.
2. II garante regionale della persona anziana opera in piena
autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione; esso non
è sottoposto ad alcuna forma di controllo gerarchico o funzionale.
3. E'istituito, alle dirette dipendenze del garante, per
l'esercizio delle sue funzioni, l'ufficio del garante regionale per
la persona anziana. Con decreto dell'assessore regionale per la
famiglia, le politiche sociali ed il lavoro è individuato il
personale ed è stabilita la sede dell'ufficio.
4. L'incarico del garante della persona anziana ha carattere
gratuito e la funzione è svolta a titolo onorario, non essendo
previsti compensi né alcun rimborso spese per lo svolgimento di
tale incarico.»
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, non ho capito perché c'è molta
confusione e non si comprende bene, su questa norma c'erano degli
emendamenti che erano chiaramente legati al testo, testuali.
PRESIDENTE. Di che cosa sta parlando?
CARONIA. Su quello della terza età, gli emendamenti già ci sono.
PRESIDENTE. Li votiamo in un minuto.
CARONIA. Ah grazie Non si era capito.
PRESIDENTE. All'articolo 1 non ci sono emendamenti. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo. 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Modalità di nomina del garante, requisiti e incompatibilità
1. Il garante regionale della persona anziana è nominato con
decreto dell'assessore regionale per la famiglia, le politiche
sociali e del lavoro, previo parere della Commissione salute,
servizi sociali e sanitari dell'Assemblea regionale siciliana.
Resta in carica cinque anni e può essere rinominato una sola volta.
2. Requisiti per la nomina a garante regionale per la persona
anziana sono, oltre alla cittadinanza italiana e alla residenza nel
territorio della Regione, il possesso del diploma di laurea in
giurisprudenza o in scienze politiche o in scienze sociali o
equipollenti o in medicina o in psicologia.
3. Non sono nominabili a garante regionale della persona anziana,
i dipendenti regionali dell'amministrazione regionale, i
magistrati, i deputati regionali, gli amministratori comunali, gli
amministratori delle città metropolitane, i parlamentari nazionali,
quelli dell'Unione Europea e, in generale, tutti coloro che
ricoprano ruoli istituzionali di governo nazionale, regionale o
europeo.
4. Non sono nominabili a garante regionale per la persona anziana
coloro che abbiano riportato condanna penali per delitti non
colposi e coloro che sono sottoposti a misure di sicurezza o di
prevenzione.
5. II garante regionale per la persona anziana può essere revocato
dall'assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali ed
il lavoro, con proprio decreto, previo parere della Commissione
salute, servizi sociali e sanitari dell'Assemblea regionale
siciliana, per gravi e ripetute violazioni di legge o per accertata
inefficienza.»
All'articolo 2 è stato presentato un emendamento da parte della
Commissione, che è un emendamento tecnico, il 2.1. Lo pongo in
votazione con il parere favorevole del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento 2.2, a firma della
Commissione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo. 2, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Funzioni
1. Al garante regionale della persona anziana sono attribuite le
seguenti funzioni:
a) vigila sull'applicazione delle leggi vigenti in materia di
tutela degli anziani;
b) riceve segnalazioni relative a casi di supposta violazione dei
diritti degli anziani, anche provenienti dai diretti interessati, e
ne dà comunicazione agli organi competenti affinché si attivino per
le opportune verifiche ed interventi;
c) assume ogni iniziativa volta ad assicurare che alle persone
anziane siano erogate a livello regionale, provinciale e comunale,
le prestazioni relative al diritto alla salute e al miglioramento
della qualità della vita, attivandosi, anche, nei confronti
dell'amministrazione interessata inadempiente, affinché questa
assuma le necessarie iniziative volte ad assicurare le prestazioni;
d) vigila in merito al rispetto dei livelli essenziali delle
prestazioni concernenti i diritti civili e sociali degli anziani,
quali 1'assistenza sanitaria e le prestazioni sociali, di cui
all'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione e
trasmette le proprie osservazioni in materia agli organi
competenti;
e) controlla i requisiti qualitativi dell'assistenza e dei servizi
erogati agli anziani da strutture pubbliche o private convenzionate
ed accreditate dalla Regione;
f) vigila sulle attività delle strutture sanitarie, sociali e
socio-assistenziali pubbliche convenzionate ed accreditate dalla
Regione per garantire il rispetto dei diritti delle persone
anziane, segnalando ai servizi sociali ed, occorrendo, agli organi
competenti, i contesti che richiedono interventi immediati di
ordine assistenziale e di sicurezza;
g) interviene nei confronti delle strutture e degli enti
regionali, provinciali e comunali in caso di accertate omissioni o
inosservanze che compromettano 1'erogazione delle prestazioni di
cui alla lettera c). Qualora tali omissioni o inosservanze
perdurino, propone agli organi regionali, provinciali e comunali,
titolari della vigilanza su tali strutture ed enti, le opportune
iniziative, provvedendo, in caso di perdurante inerzia, a informare
le autorità competenti ai fini dell'irrogazione delle eventuali
sanzioni e dell'obbligo ad adempiere;
h) attua misure di sostegno e di tutoraggio degli anziani;
i) segnala agli organi regionali, provinciali e comunali eventuali
fattori di rischio o di danno per gli anziani, dei quali viene a
conoscenza in qualsiasi forma, anche su indicazione dei soggetti
interessati o di associazioni o di organizzazioni anche non
governative che svolgono un'attività inerente a quanto segnalato;
l) propone agli organi regionali le eventuali risoluzioni da
intraprendere per contribuire ad assicurare il pieno rispetto dei
diritti degli anziani;
m) propone agli organi competenti in materia iniziative di
informazione e di promozione culturale sui temi dei diritti e delle
garanzie degli anziani;
n) promuove e cura e la conoscenza e diffusione tra i cittadini
delle leggi vigenti in materia di tutela degli anziani, con
particolare attenzione alle relative finalità;
o) propone all'assessore regionale per la Famiglia, le politiche
sociali ed il lavoro 1'opportunità di iniziative per la concreta
attuazione dei diritti degli anziani e della loro tutela;
p) chiede, con le forme e nei limiti di legge, l'accesso ai
documenti amministrativi, a tutela dei diritti delle persone
anziane.»
E' stato presentato dalla Commissione l'emendamento 3.1. E' un
emendamento tecnico. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo. 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Relazioni annuali
1. Il garante regionale della persona anziana riferisce,
annualmente, all'assessore regionale per la famiglia, le politiche
sociali ed il lavoro sull'attività svolta, attraverso una
dettagliata relazione e propone le iniziative per 1'incremento del
benessere degli anziani, per le modalità partecipative delle
organizzazioni di volontariato che svolgono attività in favore
degli anziani e per 1'attuazione del principio di sussidiarietà
orizzontale.
2. Alla relazione annuale deve essere data adeguata pubblicità in
sede regionale, provinciale e comunale».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Diritto alla riservatezza
1. II garante regionale della persona anziana tenuto ad osservare
il segreto professionale sui casi dei quali viene a conoscenza in
ragione del proprio incarico, nel rispetto del diritto alla
riservatezza e della connessa riservatezza secondo le vigenti
normative in materia.
2. Per tutto quanto non previsto si rinvia alle vigenti leggi
nazionali e regionali in materia.»
C'è un solo emendamento a firma della Commissione, anche questo
tecnico, l'emendamento 5.1.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Clausola di invarianza finanziaria
1. Dall'attuazione delle disposizioni dei cui alla presente legge
non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio della
Regione.
2. Agli adempimenti previsti dalla presente legge si provvede con
le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a
legislazione vigente.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Istituzione del Garante regionale della persona anziana. ( n.
671-975-1069/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge n. 671-975-1069/A Istituzione del Garante
regionale della persona anziana .
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 49
Votanti 33
Maggioranza 17
Favorevoli 33
Contrari 0
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
L'onorevole Falcone ha votato.
Prima di dare la parola all'onorevole Barbagallo che l'ha chiesta,
le Commissioni - siamo rimasti così - lunedì la seduta sarà alle
ore 11.00, diciamo che ci rivediamo lunedì alle ore 11.00 per
incardinare il disegno di legge sulle variazioni di bilancio e poi
martedì si comincerà a votare.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche se
intervengo in questo clima dove c'è questo sottofondo diffuso non
può sfuggire agli attenti interlocutori della politica che stasera
si è consumato uno strappo non indifferente.
Il disegno di legge sulle province che è stato approvato oggi in
Aula col parere contrario del Governo e dopo l'intervento accorato
del Capo Gruppo e di numerosi componenti del Gruppo del Presidente
della Regione ostenta una crisi all'interno della maggioranza non
indifferente.
Quella delle riforme e della riforma nelle province era uno dei
capisaldi del Governo Musumeci presentata agli elettori siciliani,
stasera con il parere contrario del Governo e l'intervento accorato
del Capo Gruppo di Diventerà Bellissima, si sfalda la maggioranza
del governatore.
Noi riteniamo che il Governo debba prendere atto anche a seguito
dei numerosi interventi anche degli assessori su tutti
dell'Assessore Cordaro e dell'Assessore Falcone che sono andati
sotto clamorosamente anche sull'emendamento della Ciancio, debba
prendere atto che non solo non ha più una maggioranza, ma in
particolare non ha più la maggioranza con cui si era presentato
davanti ai siciliani.
Il governatore Musumeci prenda atto del crollo non soltanto
dell'architettura istituzionale delle Province e del voto delle
Province ma anche delle altre riforme che non sono passate in Aula,
su tutte quella dei rifiuti e quella dell'idrico, ne prenda atto e
rassegni finalmente le dimissioni e liberi la Sicilia ed i
siciliani dal Governo più inconcludente della storia.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie Presidente, solo per chiedere che venga messo a
verbale che io nella votazione precedente sul disegno di legge n.
1128/A ho votato positivamente, quindi verde, ma non è stato
registrato dal tabellone, quindi, ci tenevo che questo fosse
segnato a verbale.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, anche l'onorevole Figuccia dichiara di
avere votato verde.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Grazie Presidente, solo per dire e fare un appello al
Presidente Musumeci di venire in Aula e anziché prepararsi i
volantini per la ricandidatura di venire in Aula così come non ha
fatto per questi quattro anni, perché per quattro anni è stato
assente ed anche su questa importante riforma che era quella di
ridare voce ai cittadini per quanto riguarda le Province.
E' da quattro anni che noi ascoltiamo che si dovevano votare, fare
le elezioni di secondo livello, ridare finalmente dignità ai liberi
consorzi, alle città metropolitane.
Quella di oggi è stata per il Presidente Musumeci una disfatta e
si aggiunge a questa disfatta pure il parere che è stato dato
dall'ANAC per quanto riguarda il centro direzionale, anche sul
centro direzionale e si aggiunge ad una ennesima disfatta e
sconfitta di questo Presidente che in questi anni non è riuscito a
dare alla Sicilia nessuna riforma adeguata ed anche questa sera
Presidente, il fatto dell'assenza del Presidente Musumeci certifica
che questa maggioranza si è sciolta come neve al sole. Venga in
Aula e ne prenda finalmente atto, ne prenda atto delle sue
sconfitte perché anche questa sera il Governo regionale è stato
messo sotto, è andato sotto ed anche questa volta non è riuscito a
dare, come dire, risposta ai siciliani ed è stata poi alla fine
l'Assemblea a dare una risposta ai cittadini siciliani che erano
nel caos per quanto riguarda sia i liberi consorzi che le città
metropolitane.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.
Onorevoli colleghi, la seduta è conclusa ed è rinviata a lunedì,
20 dicembre 2021, alle ore 11.00.
La seduta è tolta alle ore 19.38 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XXV SESSIONE ORDINARIA
307a SEDUTA PUBBLICA
Lunedì 20 dicembre 2021 - ore 11.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione,
recante "Disposizioni concernenti Istituzione di un fondo di
solidarietà per l'erogazione di contributi a fondo perduto in
favore delle imprese sequestrate e confiscate alla criminalità
organizzata e dissequestrate. (n. 968/A) (Seguito)
Relatore: on. Caputo
2) Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
siciliana, recante Modifiche al decreto legislativo 7 settembre
2012, n. 155 - Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli
uffici del Pubblico Ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2
della legge 14 settembre 2011, n. 148' (n. 1088/A) (Seguito)
Relatore: on. Pellegrino
3) Riconoscimento e promozione della Dieta mediterranea. (nn. 896-
547A) (Seguito)
Relatore: on. Bulla
4) Riutilizzo acque reflue depurate per usi irrigui. (n. 340/A)
(Seguito)
Relatore: on. Compagnone
5) Disposizioni in materia di edilizia. (n. 1112/A) (Seguito)
Relatore: on. Lo Curto
6) Norme in materia di semplificazione amministrativa e
digitalizzazione della pubblica amministrazione. Disposizioni
varie. (nn. 774-443-485/A) (Seguito)
Relatore: on. Ciancio
III - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
7) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di febbraio. (n. 984/A)
8) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021 - mese di febbraio. (n. 985/A)
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica
N. 2191 - Verifiche ai sensi dell'art. 53 della legge regionale
n. 17 del 2004, presso il Comune di Canicattì (AG) in merito alla
deliberazione del Consiglio comunale n.20 del 29.05.2020 'Lavori
per la messa a norma, ristrutturazione e collocazione erba
sintetica stadio Carlotta Bordonaro - progetto esecutivo -
primo stralcio - variazione destinazione d'uso area necessaria
all'ampliamento'.
Firmatari: Di Caro Giovanni; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio;
Damante Concetta
- Con nota prot. n. 22004/IN.17 del 28 giugno 2021, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali e la
funzione pubblica.
N. 2195 - Provvedimenti in merito all'annullamento in autotutela
della delibera del Commissario ad acta con i poteri del Consiglio
comunale n. 03 dell'11.03.2021 (Comune di Lampedusa e Linosa (AG))
avente ad oggetto 'Adozione del PRG e presa d'atto della procedura
di valutazione del Rapporto Ambientale e avvio della pubblicazione
relativa alla V.A.S. ai sensi dell'art.14 e seguenti del D.lgs. 3
aprile 2006 n. 152 e ss.mm.ii'.
Firmatari: Di Caro Giovanni; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio;
Damante Concetta
- Con nota prot. n. 22061 del 28 giugno 2021 il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali e la
funzione pubblica.
- Da parte dell'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità:
N. 1720 - Intervento al fine di conoscere lo stato dei collaudi e
i tempi di consegna degli impianti di depurazione e delle opere
fognarie nelle isole di Lipari e Vulcano.
Firmatari: Cracolici Antonino
N. 2299 - Attuazione del decreto n. 504 del 6/05/2020 - PO FESR
2014/2020 in materia di energia sostenibile e qualità della vita.
Firmatari: Pellegrino Stefano
- Con nota prot. n. 39431/IN.17 del 9 settembre 2021, il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità.
- Da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità:
N. 2310 - Notizie inerenti alla collocazione di serbatoi d'acqua
posizionati lungo l'A/20 e l'A/18.
Firmatari: D'Agostino Nicola
N. 2364 - Iniziative volte alla risoluzione delle criticità e al
ripristino delle condizioni di piena percorribilità sulla A20
Messina-Palermo.
Firmatari: Laccoto Giuseppe
- Con nota prot. n. 35661/IN.17 del 20 ottobre 2021 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità.
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni saranno pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
Si comunica che l'onorevole Nicola D'Agostino, con nota prot. n.
6504-ARS/2021 del 7 dicembre 2021 ha chiesto di apporre la propria
firma al disegno di legge n. 1128 Proroga tornata elettorale delle
ex Province regionali - città metropolitane .
Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alle
competenti Commissioni
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Art. 88, comma 2 della legge regionale 15 aprile 2021, n.
9 - Modalità operative per la concessione dei contributi di
cui all'art. 37 della legge 25 luglio 1952, n. 949 e
successive modifiche e integrazioni, per le operazioni di
credito agevolato in favore delle imprese artigiane -
Apprezzamento (n. 217/III).
Pervenuto in data 7 dicembre 2021.
Inviato in data 10 dicembre 2021.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Istituzione della Cabina di regia per il contrasto alla
violenza di genere (n. 216/VI).
Pervenuto in data 3 dicembre 2021.
Inviato in data 9 dicembre 2021.
Comunicazione di richiesta di parere pervenuta e parere reso dalle
competenti Commissioni
BILANCIO (II)
COMMISSIONE ESAME DELLE ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA
- Piano di Sviluppo e Coesione (PSC) della Regione Siciliana.
Sezione Ordinaria. Riprogrammazione risorse FSC. Area Tematica
Ambiente' (n. 215/II-UE).
Pervenuto in data 23 novembre 2021.
Reso dalla Commissione UE in data 1 dicembre 2021.
Reso dalla II Commissione in data 7 dicembre 2021.
Inviato in data 10 dicembre 2021.
Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Legge regionale 13 luglio 2021, n. 16. Articolo 2, comma 1,
lettere a) e b). Disposizioni per il coordinamento degli interventi
contro la povertà e l'esclusione sociale (n. 214/VI).
Reso in data 7 dicembre 2021.
Inviato in data 9 dicembre 2021.
Comunicazione di approvazione di risoluzioni
Si comunica che la VI Commissione Salute, servizi sociali e
sanitari' nella seduta n. 322 del 7 dicembre 2021 ha approvato le
risoluzioni Atto di indirizzo in ordine al potenziamento del
Presidio Ospedaliero di Caltagirone' (n. 31/UE), Atto di indirizzo
in ordine al potenziamento della sanità nelle isole minori' (n.
32/VI) e Atto di indirizzo in ordine ai bandi di mobilità
volontaria intra ed extraregionale per sopperire alle carenze di
organico nei presidi ospedalieri e servizi territoriali delle isole
minori' (n. 33/VI).
Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale
Si comunica che è pervenuta la deliberazione della Giunta
regionale n. 525 del 2 dicembre 2021 relativa a: Articolo 3 della
legge regionale 7 luglio 2020, n. 13. Richiesta di estensione della
dichiarazione dello stato di crisi e di emergenza, di cui alla
deliberazione della Giunta regionale n. 500 del 25 novembre, per
gli eventi meteo avversi che, nei giorni dall'8 al 17 novembre
2021, hanno interessato il territorio della Regione siciliana .
Copia della predetta delibera è disponibile presso l'archivio del
Servizio Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
- Con richiesta di risposta orale presentate:
N. 2442 - Notizie urgenti su personale sanitario non vaccinato in
servizio presso l'ospedale Papardo di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Calderone Tommaso A.
N. 2444 - Accordo di programma per l'adozione di misure per il
miglioramento della qualità dell'aria e stato della loro
applicazione.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Pasqua Giorgio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Damante Concetta
N. 2445 - Chiarimenti in merito all'eventuale spostamento del
Giovinetto di Mozia, ubicato nell' omonima località, dal Museo
Whitaker al Museo Salinas di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Pellegrino Stefano
N. 2446 - Revoca del D.A. n. 2724 del 12 ottobre 2021 di
approvazione dell'Avviso pubblico per la selezione di n. 80
partecipanti al corso di abilitazione alla professione di guida
vulcanologica.
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 2453 - Chiarimenti in merito all'acquisto da parte dell'Azienda
Sanitaria Provinciale di Catania 'del Servizio di sviluppo,
assistenza e manutenzione Modulo Contact Tracing Gestionale Covid'.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
N. 2458 - Misure urgenti al fine di adeguare efficacemente
l'impiantistica destinata al conferimento della raccolta
differenziata nel territorio regionale.
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele
N. 2461 - Chiarimenti circa il mancato aggiornamento della
classificazione sismica del territorio siciliano, in particolare di
quello nisseno e agrigentino.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Economia
Di Paola Nunzio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- Con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 2440 - Interventi urgenti per assicurare un equo stato di
diritto agli operatori socio-sanitari in servizio presso strutture
private.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lentini Salvatore
N. 2441 - Interventi per risolvere le problematiche determinate
dall'esondazione di corsi d'acqua nel territorio di Termini Imerese
(PA).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonino
N. 2443 - Notizie in ordine alla sospensione del bando PSR Sicilia
2014-2020 - Piano di azione locale 'Calatino 2020' - Misura 19 -
Sostegno allo Sviluppo Locale LEADER - Sottomisura 19.2.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Galvagno Gaetano
N. 2447 - Notizie in merito allo stato di avanzamento degli
interventi di cui alla delibera di Giunta regionale n. 414 del 15
settembre 2020.
- Presidente Regione
Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
N. 2448 - Chiarimenti in ordine allo stato di attuazione della
deliberazione di Giunta regionale n. 119 del 4 marzo 2021 di
apprezzamento dell'intervento di recupero, riqualificazione e
valorizzazione della zona falcata di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
N. 2449 - Attuazione del programma pluriennale per la diffusione
dei defibrillatori automatici e semiautomatici (DAE).
- Assessore Salute
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 2450 - Notizie in merito all'attuazione del c.d. 'Cashback
pedaggi' sulla rete autostradale gestita dal Consorzio Autostrade
Siciliane (CAS).
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
N. 2451 - Chiarimenti sulla mancata assunzione di 24 lavoratori ex
ARAS presso l'Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Campo Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
N. 2452 - Chiarimenti in merito alla carenza di opere strutturali
ed infrastrutturali idriche nelle zone balneari del siracusano.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Zito Stefano; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
N. 2454 - Interventi sul progetto per il ripristino della linea
ferroviaria Alcantara (ME) - Randazzo (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Lo Giudice Danilo
N. 2455 - Chiarimenti sull'utilizzo degli anticorpi monoclonali
per il trattamento del Covid-19 nella Regione siciliana.
- Assessore Salute
Campo Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
N. 2456 - Notizie in merito al potenziamento e alla
riorganizzazione del servizio di neuropsichiatria dell'infanzia e
dell'adolescenza nella Regione siciliana.
- Assessore Salute
Fava Claudio
N. 2457 - Iniziative urgenti di verifica, manutenzione e
ripristino dell'illuminazione degli svincoli autostradali A29
Mazara del Vallo - Palermo e A29 Diramazione Alcamo - Trapani.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Gucciardi Baldassare
N. 2459 - Interventi di messa in sicurezza della S.P. 92 nel
tratto Mascalucia (CT) - Nicolosi (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Zitelli Giuseppe
N. 2460 - Iniziative urgenti per ripristinare il servizio di
continuità assistenziale e pediatrica nei Comuni di Cesarò e San
Teodoro (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lo Giudice Danilo
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di mozione
N. 595 - Sostegno del Governo regionale all'istituzione del
salario minimo orario.
Di Caro Giovanni; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
Presentata il 6/12/21
La mozione sarà demandata, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
Risposte scritte ad interrogazioni