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Resoconto d'Aula della Seduta n. 306 di mercoledì 15 dicembre 2021
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 16.23

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Pagana, Fava e Palmeri.

    L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

   Onorevoli  colleghi,  abbiamo  completato  le  comunicazioni.   Ho
  sentito  il  Presidente Miccichè, che sta presiedendo  il  concorso
  dell'ARS  di Segretario parlamentare, e mi ha chiesto di aggiornare
  lavori  dell'Aula  di un quanto d'ora. Io direi,  se  è  possibile,
  magari alle ore 16.45 siamo sicuri di riprendere e iniziare con  la
  discussione del II punto dell'ordine del giorno e segnatamente  con
  il  disegno di legge n. 1128/A  Rinvio delle elezioni degli  organi
  degli enti di area vasta .
   La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 16.45.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.24, è ripresa alle ore 16.40)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, è arrivata, ieri sera,  una  nota
  del  Consiglio dei Ministri, o del Ministero dell'economia, non  mi
  ricordo,  che  di fatto conferma che il testo sulle  variazioni  di
  bilancio  può andare avanti, perché, di fatto, l'accordo è  quello,
  non è ancora firmato, però, ci hanno detto che non ci saranno altre
  variazioni in quel testo e, quindi, oggettivamente, a questo  punto
  con   la   nota  del  Governo  nazionale  possiamo  tranquillamente
  iniziare.
   I tempi sono stretti, per cui mi sono permesso, senza convocare la
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, di  fissare  il
  calendario  dei  lavori  perché  questo  disegno  di  legge   venga
  approvato nei tempi, che a questo punto sono necessari.
   Abbiamo già provveduto ad assegnare alla II Commissione    e  alle
  Commissioni di merito per il loro parere, al fine di assicurare che
  le  variazioni  vengano apportate al bilancio  regionale  entro  il
  corrente esercizio finanziario.
   Le   Commissioni  di  merito  dovranno  esprimere  il  parere   di
  competenza  entro  giorno  16 dicembre, la  Commissione   Bilancio
  dovrà esitare il testo entro giorno 18 dicembre.
   Già  dalla  settimana  successiva, giorno 20 dicembre,  aprirò  la
  seduta  per  incardinare il disegno di legge dopo  che  gli  Uffici
  l'avranno  sistemato e, quindi, già dal 22 dicembre -  diamo  tempo
  fino  al  21 dicembre per gli emendamenti - inizieremo a votare  le
  variazioni.
   Quello  della  votazione dovrebbe essere un iter non  lunghissimo,
  perché  entro giorno 22 si devono concludere, per cui probabilmente
  anche  il  21 stesso cominceremo a votare, e poi giorno 22 dovremmo
  aver completato l'iter delle votazioni.
   Quindi, il termine per la presentazione degli emendamenti è lunedì
  20 dicembre, entro le ore 12.00.
   Ripeto,  le  Commissioni devono completare i propri  lavori  entro
  sabato, l'Aula entro il mercoledì successivo.
   Siccome  aprirò appositamente la seduta lunedì, anche se fossi  da
  solo non avrebbe importanza

                           (Brusio in Aula)

   Ripeto,  se  voi  steste  attenti  eviteremmo  questa  confusione,
  sarebbe  meglio   Stamattina lo abbiamo assegnato alla  Commissione
   Bilancio  e a quelle di merito.
   Le Commissioni di merito hanno tempo fino a giorno 16, parliamo di
  variazioni  di bilancio: normalmente le Commissioni di  merito  non
  devono   impiegare  una  settimana.  Gli  emendamenti  si   possono
  presentare  in Commissione, i Presidenti delle Commissioni  daranno
  tempi  rapidissimi - che volete che vi dica -  diversamente non  ce
  la faremmo.
   Onorevoli  colleghi, parliamoci chiaro, entro il  22  dicembre  le
  dobbiamo  approvare  perché  diversamente  non  potrebbero   essere
  utilizzate.

   SAVARINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO. Sull'ordine dei lavori di domani, ovviamente; lei ci sta
  autorizzando a convocare in maniera eccezionale.

   PRESIDENTE. Addirittura invitando.

   SAVARINO. E poi le volevo chiedere se è possibile invece convocare
  le  Commissioni,  siccome  molti colleghi,  ho  sentito,  poi,  nel
  pomeriggio non ci saranno, convochiamo alle ore 9.00 e trasmettiamo
  il  testo e poi riconvochiamo a mezzogiorno con il termine  scaduto
  degli emendamenti.

   PRESIDENTE. Siete liberi.

   SAVARINO.  In modo tale che entro le due, per questa tempistica  è
  meglio.

   PRESIDENTE.  Siete  assolutamente liberi  di  fare  come  credete,
  l'importante  che  ci  sia  il parere, poi  come  organizzarvi  nei
  lavori, ovviamente, non posso dirvelo io.

   SAVARINO. L'importante che lei ci autorizzi. Va bene, grazie.

   PRESIDENTE. Sì, non c'è alcun problema.


   Seguito  della  discussione del disegno  di  legge   Rinvio  delle
  elezioni degli organi degli enti di area vasta.  (n. 1128/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al II  punto  all'ordine
  del  giorno:  discussione dei disegni di legge. Si procede  con  il
  seguito  dell'esame  del  disegno di legge  Rinvio  delle  elezioni
  degli  organi  degli  enti di area vasta.  (n.  1128/A),  posto  al
  numero  1).
   È  stato distribuito il fascicolo degli emendamenti? Lo avete già?
  Sì.
   Invito   i   componenti  la  I  Commissione   a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Onorevole Pellegrino, svolge la relazione o si rimette al testo?

   PELLEGRINO,  presidente della  Commissione. Mi rimetto  al  testo,
  Presidente.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Grazie,  Presidente. Io intervengo  adesso  in  sede  di
  discussione generale.

   PRESIDENTE.  Sì,  però mi scusi un attimo. Colleghi,  io  vi  devo
  chiedere un attimo di silenzio, specialmente quelli che sono  nelle
  vicinanze dell'onorevole Ciancio, perché altrimenti non si  capisce
  niente. Prego, onorevole Ciancio.

   CIANCIO.  Anche  se il mio intervento è concentrato,  chiaramente,
  sul mio emendamento, l'1.2, perché credo che la spiegazione del mio
  emendamento  possa  influire  o  contribuire,  diciamo,   all'esito
  positivo o negativo dell'emendamento 1.1.
   Noi siamo sempre stati contrari alle proroghe, se i colleghi vanno
  a vedere i vari resoconti delle sedute di quest'Aula quando abbiamo
  parlato   di   rinvio  delle  elezioni,  ci  siamo   sempre   posti
  contrariamente proprio perché volevamo restituire ai territori quel
  minimo di rappresentanza che un Consiglio del Libero consorzio o un
  Consiglio  metropolitano poteva dare. Così  non  è  stato,  per  un
  motivo  o  per  un altro si è accumulato un enorme  ritardo,  siamo
  arrivati  ad oggi, dicembre 2021, dopo una serie di scuse o  motivi
  più  o  meno  validi, fatto sta che siamo ad  un  punto  in  cui  è
  arrivata  una  sentenza  che  ha dichiarato  l'illegittimità  della
  coincidenza  del  sindaco metropolitano con il sindaco  del  comune
  capoluogo.
   Ebbene,  questa sentenza noi non possiamo ignorarla, non  possiamo
  fare  finta  che  non  esista, è chiaro che un intervento  che  non
  ignori  una decisione di questo tipo, dovevamo farlo, però noi  non
  siamo  più disposti, Presidente, ad andare avanti con i commissari,
  almeno  per quanto riguarda i Consigli metropolitani e il Consiglio
  del Libero consorzio.
   Mi  spiego. Quello che immaginiamo noi, e che abbiamo proposto con
  questo  emendamento,  proprio per trovare una mediazione,  diciamo,
  tra necessità di prorogare in qualche modo questo stato, nelle more
  della  ridefinizione a livello nazionale della legge, ma  anche  di
  una  legge  organica  regionale, un regime transitorio  che,  però,
  finalmente tolga ai commissari il potere di decidere per  tutta  la
  provincia  e,  quanto  meno,  restituire  un  ruolo  centrale  alle
  assemblee dei sindaci.
   Quindi, che cosa diciamo noi? Che nelle more dell'insediamento dei
  consigli  o  del libero consorzio o della Conferenza metropolitana,
  intanto  i ruoli che vengono espletati in questo momento,  che  per
  legge  dovrebbero  essere  svolti  dai  Consigli,  li  svolgono  le
  assemblee dei sindaci.
   Dopo di che, quando arriverà la legge nazionale, quando faremo  la
  riforma  a  livello regionale ne ridiscuteremo, ma sicuramente  non
  possiamo  mantenere ancora i territori per -  qua c'è scritto  fino
  ad  agosto -  ma qualcosa mi dice, come avevamo detto anche durante
  l'ultimo  rinvio, che potremmo andare anche oltre, potremmo  andare
  in  coincidenza con le prossime regionali, potremmo andare oltre le
  regionali, non lo sappiamo.
   E  siccome non abbiamo una data certa, quello che proponiamo è che
  anzitutto  i sindaci, e quindi tutti i sindaci dei comuni  compresi
  nell'Area vasta, abbiano un ruolo e svolgano il ruolo del Consiglio
  del Libero Consorzio o della Conferenza metropolitana.
   Se  c'è bisogno, insomma, di approfondire discutiamone, noi  siamo
  assolutamente  disponibili, ma il centro  è  questo,  e  noi  siamo
  disposti ad andare avanti, anche a votare a favore se passa  questa
  linea, altrimenti noi non parteciperemo al voto perché non possiamo
  avallare né l'una né l'altra cosa. Grazie.

   PRESIDENTE.  Io devo dire che la sua proposta è una  proposta  più
  che legittima e politicamente interessante.
   E'  chiaro che se oggi abbiamo accelerato l'iter perché non c'è il
  tempo  di  annullare queste che sono state fatte,  possiamo  vedere
  come ragionare, però, io sono prontissimo a fare qualsiasi tipo  di
  valutazione.
   Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha  facoltà.  Poi
  l'onorevole Cracolici.
   Io  pregherei anche i responsabili degli altri Partiti a capire un
  po'  che  tipo  di  posizione avere sulla proposta  della  Ciancio,
  perché potrebbe essere qualcosa di cui discutere, quanto meno.

   LACCOTO. Signor Presidente, io penso che la proposta che ha  fatto
  l'onorevole Ciancio sia una proposta accettabile, nel senso che non
  è   possibile   che   ancora  non  abbiamo   avuto   l'insediamento
  dell'Assemblea dei sindaci, nonostante sia stata richiesta con voto
  unanime da questa Assemblea, l'anno scorso.
   Ora,  se  noi vogliamo fare un discorso per non farci prendere  in
  giro   anche   dalla   gente,  perché  facciamo   queste   proroghe
  strumentali,   facciamo   questa   modifica.   Nelle   more   della
  riorganizzazione che viene fatta delle ex province, diamo i compiti
  all'Assemblea dei sindaci, che mi sembra una proposta accettabile e
  che  può, immediatamente, dare senso a una mancata riforma e a  una
  mancata  elezione, perché questa vicenda naturalmente ci  fa  anche
  cadere un poco nel ridicolo.
   E' da non so quanto tempo che abbiamo questi commissariamenti che,
  naturalmente,  significano anche la negazione  di  quella  che  può
  essere la democrazia.
   Cerchiamo,  a  questo  punto,  di  modificare  -  basta  un   solo
  emendamento  -  i  compiti, nell'attesa della  riforma  complessiva
  delle   ex  province,  vanno  provvisoriamente  all'Assemblea   dei
  sindaci, e avremo risolto mille problemi.

   PRESIDENTE.   Grazie.  Chiedo  scusa  un  attimo  agli   onorevoli
  Cracolici  e  Barbagallo, che hanno chiesto la  parola,  perché  mi
  interessa a questo punto sentire un po' gli altri Partiti.  Poi  vi
  do la parola successivamente. Onorevole Aricò, prego.
   Mi  interessa  capire gli altri che ne pensano  -  avete  ragione,
  l'onorevole Laccoto non è con voi -  vi chiedo scusa, vi do  subito
  la parola. Onorevole Aricò, prego.

   ARICO'.  Signor  Presidente,  a  me  fa  piacere  una  cosa:   che
  quest'Aula  sta di fatto decretando il fallimento. E' successo  nel
  2013  con  l'abolizione delle province. E c'era una parte  politica
  importante  di quest'Aula, che era quella del Partito  Democratico,
  che si è vantato anche di aver fatto questa bella legge. E sappiamo
  tutti come è finita.
   L'altra volta una testata giornalistica, qualche giorno fa, faceva
  tutto  il  cronoprogramma di quanto è successo sulle  province:  la
  dichiarazione di Crocetta che abolirà le province nel 2013; poi  la
  Giunta  ha  nominato  i commissari e via via  tutto  quello  che  è
  successo. Quanto è successo l'anno scorso, quando abbiamo  rinviato
  per   l'ennesima   volta,   quest'Aula  ha   deciso   di   rinviare
  ulteriormente  la votazione, seppur indiretta, dell'organo  di  cui
  stiamo parlando.
   E  allora,  Presidente, noi siamo per far votare, è una legge  che
  non  ci  piace,  è  una  legge dello Stato,  ma  la  dobbiamo  fare
  rispettare.
   Sono  d'accordo  con l'onorevole Ciancio, quando  dice  basta  coi
  commissari,   abbiamo  bisogno  che  ci  sia  un'Assemblea   eletta
  democraticamente che possa insediarsi; c'è una legge che a noi  non
  piace  lo  abbiamo  sempre detto, abbiamo tentato  di  ripristinare
  l'elezione  diretta del Presidente della provincia e del  Consiglio
  provinciale,  non  ci  siamo riusciti, Roma è  stata  sorda,  hanno
  capito  che  hanno sbagliato. Ci sono tutta una serie di  discrasie
  all'interno  di questa norma, ma a questo punto colleghi,  sapevamo
  quando, per l'ennesima volta, quest'Aula, ha deciso di rinviare  il
  voto,  seppure indiretto delle province, e sapevamo in che  periodo
  sarebbe caduta la votazione
   Quindi, che qualcuno oggi possa dire ah ma si voterà, sì le  firme
  verranno  raccolte,  verranno depositate nel periodo  natalizio,  a
  cavallo  del primo gennaio, due gennaio, lo sapevamo quando abbiamo
  votato  Eh quindi nessuna sorpresa da parte dei colleghi.
   Allora Presidente che si sappia, che i siciliani sappiano, che gli
  amministratori sappiano chi non vuole far votare. Perché da un lato
  diciamo che le province devono essere rappresentate, da chi,  dagli
  amministratori,  c'è  l'Assemblea  dei  Sindaci  che  si   potrebbe
  insediare,  pur  tuttavia  noi  siamo  per  far  insediare   subito
  l'Assemblea dei sindaci, per eliminare il periodo commissariato, ma
  il Presidente della Regione è stato fin troppo chiaro e la proposta
  delle votazioni del 22 gennaio è una proposta condivisa dall'intera
  Giunta  di  Governo,  e allora vi dico, secondo  me,  Presidente  e
  colleghi, il problema non si pone.
   Vogliamo  togliere  i  Commissari?  Andiamo  a  fare  votare   gli
  amministratori  siciliani, perché rispetto quanto  è  successo  nel
  resto  dell'Italia,  ci sono delle assemblee  che  sono  insediate,
  stanno  lavorando e quando noi abbiamo, la Regione  Siciliana,  nel
  nome  degli organi provinciali hanno avuto problemi nella  gestione
  del  territorio,  e  voi  conoscete le competenze  delle  province,
  essere principalmente la viabilità interna, quindi le strade  e  le
  scuole,  e non ci sono stati degli organi che hanno potuto  portare
  avanti  l'azione amministrativa e ci siamo lamentati, Presidente  e
  ci siamo lamentati perché non era insediato, e non era stato eletto
  il  Consiglio  provinciale, non c'erano gli assessori delegati  dal
  Presidente  della  provincia, dal Presidente del  libero  consorzio
  provinciale.
   Allora Presidente, con molta onestà, un altro rinvio rispetto alla
  norma  che  è  stata  proposta, oggi non si sa quando  sarebbe,  un
  periodo,  la norma che stiamo oggi trattando prevede di votare  tra
  giugno e dicembre. Colleghi, quando vorremmo votare a dicembre?
   Per  curiosità,  vogliamo  votare a ottobre,  novembre  quando  si
  voterà   per   le  regionali?  Vogliamo  votare  quando   ci   sarà
  l'insediamento dell'Assemblea, della successiva legislatura?
   Allora  parliamoci chiaro, se dobbiamo votare dopo la  fine  della
  legislatura, che si cambi e si modifichi il testo, quanto meno  per
  onestà  Presidente  Quel dicembre è proprio uno schiaffo all'onestà
  legislativa,  perché sappiamo che tra ottobre  e  dicembre  non  si
  potrà mai votare.
   Poi c'è un problema, nella sentenza della Corte costituzionale, la
  n.  240, ha fatto riferimento l'onorevole Ciancio, ma non vale  per
  le  6  province in cui non insiste la città metropolitana.  Giusto,
  quindi noi abbiamo presentato un emendamento in via subordinata, il
  Gruppo  di  Diventerà  Bellissima  ha  presentato  un  emendamento,
  eventualmente per fare votare quelle 6 province in cui non  insiste
  la città metropolitana, e ritengo che rispetto a quanto manifestato
  dalla  collega del Movimento Cinque Stelle, possa essere anche  una
  proposta che possano approvare.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, ma c'è  un  turno  come  funziona?
  Volevo capire, se ha premura eventualmente non parlo.

   PRESIDENTE. Nessunissima premura per me possiamo stare qua fino ad
  agosto    Normalmente è così, siccome c'è stata  una  proposta  che
  considero accettabile, voglio capire qual è l'idea dell'Aula.
   Per  capire l'idea dell'Aula è inutile che dò tre volte la  parola
  sulla  sinistra,  mi  è piaciuto andare anche  dalle  altre  parti.
  Prego.

   CRACOLICI.  Presidente, è giusto che lei guardi  tutti,  ma  detto
  questo  io volevo semplicemente dire che quest'Assemblea si  è  già
  orientata nel senso di istituire e quindi attivare formalmente,  lo
  ricordava  il collega Laccoto, l'assemblea dei sindaci come  organo
  che  tra l'altro è previsto dalla legge, che in qualche modo faceva
  da contrappeso ai commissari o ai sindaci metropolitani.
   Vorrei  ricordare che questo non si è fatto, lo  dico  al  collega
  Aricò  a  proposito  della  rivendicazione  -  diciamo  astratta  e
  generale  del fatto - che loro vogliono votare, e gli altri  invece
  vogliamo la dittatura dei commissari, non è assolutamente così. Per
  una  ragione  di  cui  bisogna,  anche  con  onestà,  ammettere  la
  situazione in cui siamo.
   La  legge  sulle Province in Sicilia, come nel resto  d'Italia,  è
  nata  in  un  sistema  che  prevedeva  la  cancellazione  dell'ente
  Provincia  come organo costituzionale. Gli italiani hanno  bocciato
  il  referendum che abrogava anche le Province, è evidente  che  noi
  siamo   oggi   dentro   un  ibrido.  Da  un  lato   la   previsione
  costituzionale della Provincia, dall'altro lato una legge che,  pur
  se  formalmente  non  li scioglieva, ma li superava  rispetto  alla
  dimensione storica che si aveva. Quindi non c'è dubbio, ed ha fatto
  bene la Corte Costituzionale con l'ultima sentenza non ad abrogare,
  non  ha  abrogato  nulla la Corte Costituzionale,  ha  invitato  il
  legislatore  a  tenere conto che la legge che  doveva  abrogare  le
  Province non è stata approvata dagli italiani, ne dobbiamo prendere
  atto.
   Allora,  io  sono  convinto che anche noi  abbiamo  il  dovere  di
  intervenire  sulla legge e di ripensarla rispetto a  quello  che  è
  stata  fatta  in  un  periodo  storico particolare  pre  referendum
  costituzionale.  Ad  oggi, ed ecco perché io mi  esprimo  a  favore
  dell'emendamento  Ciancio, ad oggi noi possiamo prevedere  che  gli
  unici  organi  che ci sono, che sono i sindaci, e  considerato  che
  comunque  rimane  un  ente di secondo livello  territoriale,  possa
  essere   l'organo   dell'assemblea   dei   sindaci   l'organo    di
  programmazione ed in parte gestionale per i compiti  che  la  legge
  assegna   al   consiglio  del  libero  consorzio  o   della   città
  metropolitana.  In  tal  senso, però  dico  alla  collega  Ciancio,
  attenzione a come lo scriviamo, perché così come l'ho letto, sembra
  che  non rinviamo le elezioni, per cui noi dobbiamo dire quello per
  cui stiamo facendo questa legge.
   Secondo,  ed  è una questione delicata se conveniamo che  dobbiamo
  intervenire  per legge, e su questo sono d'accordo con  Aricò,  nel
  senso  che  è  inutile  questo  balletto  agosto-dicembre-febbraio-
  gennaio.  Noi dobbiamo dire, nelle more che il Parlamento siciliano
  adegui  la  normativa  in oggetto anche alle  considerazioni  fatte
  dalla   Corte  Costituzionale,  gli  organi  sono  per   la   città
  metropolitana il sindaco metropolitano perché rimane, fino a  prova
  contraria,  e  l'assemblea dei sindaci e nei  liberi  consorzi  non
  metropolitani, un commissario esecutore e l'assemblea  dei  sindaci
  della Provincia.
   Quindi,  solo quando faremo la legge e definiremo io devo dire  lo
  annuncio  qui,  io  ho maturato che gli organi di secondo  livello,
  l'idea  di  poter fare elezioni di secondo livello è una boiata,  e
  quindi  penso che bisogna restituire ai cittadini la possibilità di
  eleggere  gli  organi  di  gestione  della  Provincia,  perché  gli
  italiani  hanno  detto  no, è inutile che  fai  così  Cordaro.  Gli
  italiani  hanno  detto  no,  io  ho votato  sì  al  referendum,  la
  maggioranza ha votato no, ne ho preso atto, le Province rimangono e
  quindi  è  inutile  che  noi continuiamo a cincischiare  su  questo
  versante.  Ma questo è il tema della futura legge che dovrà  essere
  fatta.  Quindi  io dico subito: d'accordo all'emendamento  Ciancio,
  verifichiamo che l'emendamento abbia una, non solo effettività,  ma
  abbia soprattutto il fatto che non fissiamo con un nuovo termine di
  voto,  visto che stiamo dicendo che per votare abbiamo  bisogno  di
  cambiare  la  legge.  Allora, se siamo onesti  tutti,  facciamo  un
  lavoro serio, dando un messaggio chiaro ai siciliani.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente in un
  momento  di,  uso  un  termine  poco elegante,  ma  credo  che  sia
  assolutamente  appropriato  di   confusione  legislativa   riguardo
  all'argomento che oggi stiamo trattando sia necessario  un  momento
  di riflessione e di chiarezza.
   Qualche  giorno  fa  è  stata  emessa  una  sentenza  della  Corte
  Costituzionale  che  tutti abbiamo letto dove, in  buona  sostanza,
  l'Alta  Corte,  il giudice delle leggi, fa riferimento  espresso  e
  quasi  un  invito  al  legislatore  nazionale  ed  anche  a  quello
  regionale,  si  badi e, quindi, anche a superare  la  sentenza  del
  2018,  sempre  della  Corte  Costituzionale  che,  allora,  andò  a
  decidere  sulla  legge regionale dell'agosto del  2017,  un  invito
  dicevo  al  legislatore  nazionale ed al legislatore  regionale  di
  intervenire. Evidenziando primo fra tutti il vulnus che si  crea  a
  proposito  del  cittadino residente nella città metropolitana  che,
  con  un  solo  voto,  può esprimere il sindaco della  città  ed  il
  sindaco  della città metropolitana, rispetto al cittadino di  tutte
  le altre città della provincia. È quasi l'uovo di Colombo sul quale
  nessuno aveva avuto modo di riflettere.
   In  buona  sostanza  il  giudice delle  leggi  invita  in  maniera
  perentoria,   direi   quasi,  anche  se   poi   conclude   per   la
  inammissibilità per altre ragioni, invita il legislatore  nazionale
  e  regionale  a  legiferare, perché questa legge non  va  bene,  lo
  abbiamo  detto  tutti.  Però  è  paradossale,  ed  io  faccio   una
  riflessione  e  mi  permetto  di  farla  insieme,  di  proporla  ai
  colleghi:  è  paradossale che mentre da un lato diciamo  che  siamo
  nell'angusto  perimetro di una legislatura e  di  una  legislazione
  paradossale, dall'altro andiamo a votare. Anche perché, colleghi, è
  quasi  certo,  potrei  dire certo, che il  sindaco  di  Messina  si
  dimetterà, quindi il Consiglio metropolitano della città di Messina
  verrà  richiamato ad esprimersi. È certo, e non quasi certo, che  a
  Palermo  il  sindaco  Orlando andrà a  finire  il  suo  mandato  di
  legislatura a maggio, stesso problema quindi a Palermo.
   Quindi,  in  tutta  questa confusione veramente  inestricabile  di
  norme, noi andiamo oggi a votare il 22 gennaio per una legge che  è
  già  morta, in attuazione di una legge morta. Ed allora,  io  credo
  che il rinvio delle elezioni che credo sia, diciamolo pure e questo
  è  un  auspicio,  un rinvio sine die nelle more che il  legislatore
  nazionale,  ma anche regionale, ci stiamo già lavorando, finalmente
  legiferi sul punto, e lo faccia in maniera completa ed esaustiva e,
  soprattutto,   rispondente  a  ricostruire  l'ente   intermedio   e
  assolutamente un fuor d'opera andare al voto.
   Per  quanto riguarda, invece, l'emendamento della collega Ciancio,
  io  ho un solo dubbio, non ho qui la legge, non avevo gli occhiali,
  me  li  hanno  portati ora e, quindi, non ho potuto verificare.  Io
  credo  che  quello  che lei chiede con la norma sia  già  previsto.
  Posso  anche  sbagliarmi,  perché può essere,  bisogna  invitare  o
  diffidare nelle forme di legge il sindaco della città metropolitana
  a  costituire,  insediare l'Assemblea.  Se  così  non  è,  io  sono
  assolutamente  d'accordo, perché mi pare una norma di  buon  senso.
  L'unico  problema che io rappresento, ma per carità, ripeto,  fermo
  restando che sono pronto a votarlo, perché dei commissari ci  siamo
  un  po'  tutti  stancati - dico la verità - e sarebbe  il  caso  di
  andare oltre.
   La parte del testo in cui lei, onorevole, scrive  i quali adottano
  un regolamento provvisorio per il loro funzionamento' andiamo verso
  la semplificazione, andiamo verso lo snellimento delle procedure.
   Oggi noi andiamo a creare per qualche giorno - e questo è un altro
  problema  che  mi  permetto rappresentare - andiamo  a  creare  per
  qualche  giorno  una  struttura che prima  di  avere  efficacia  ed
  efficienza  si  deve  dare un regolamento e da  uomo  di  legge  mi
  chiedo:  come  se  lo può dare? È un'autogestione? Un  autogoverno?
  Quali saranno le regole?
   Ho il dubbio - fermo restando che mi pare una norma di buon senso,
  non  vorrei essere frainteso - che rimettere all'organo stesso  che
  deve  funzionare,  Presidente, la possibilità di autodeterminare  i
  propri  compiti e le proprie funzioni, credo che sia una norma  che
  si candida ad essere impugnata.
   Per carità  La voto ma ho qualche dubbio.
   Se questo dubbio, sono uomo ragionevole e che si fa convincere non
  sono  né  testone né testardo, se questo dubbio me lo  spiegate  in
  punto  di  diritto  per quanto mi riguarda sono  pronto  a  votarlo
  perché  il  punto  fondamentale è che  il  Parlamento  si  metta  a
  scrivere.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Presidente, in realtà due aspetti. Il primo, a  rischio
  di  apparire   palermocentrico' seppur il tema  non  riguarda  solo
  Palermo, voglio sottolineare che francamente, da deputato regionale
  del collegio di Palermo, non me la sento di andare alle elezioni di
  secondo livello con un organismo che chiaramente è in scadenza.
   È  sotto  gli occhi di tutti che quello delle province  abolite  è
  stato  un  peccato  da  definire reato, e ricordo  come  in  quella
  giornata, anticipando quanto era previsto perfino dalla  Delrio' il
  Presidente  della  Regione,  l'allora Crocetta,  anticipò  con  una
  trasmissione da Giletti quello che sarebbe da lì a poco accaduto in
  altri territori.
   Il  risultato  è  stato  che  le strade provinciali  sono  ridotte
  ulteriormente a colabrodo nell'assenza piena di interventi da parte
  dell'organismo provinciale, in una condizione peraltro - Presidente
  -  dove quando c'era la politica i residenti di un comprensorio, mi
  riferisco alla nostra provincia, fosse quello del corleonese, fosse
  quello  madonita, fosse quello termitano, fosse quello  partinicese
  avevano  un interlocutore nel territorio, un'antenna sensibile  del
  territorio che veniva poi rappresentata dal consigliere provinciale
  eletto all'interno di una lista di riferimento, di centro destra  o
  di centro sinistra.
   Ci  si  confrontava  sui  programmi,  il  consigliere  provinciale
  rappresentava    l'interfaccia.    Quella    figura     nell'ambito
  dell'attività  istituzionale della politica che  si  faceva  carico
  delle  esigenze di un territorio, e che provava a dare  seguito  ad
  un'azione.  Questo riguarda il tema delle strade,  ma  riguarda  il
  tema delle scuole, il tema dell'assistenza ai disabili.
   Noi  invece  con un colpo di spugna abbiamo eliminato  l'organismo
  del consiglio provinciale, della giunta e del suo presidente, e non
  abbiamo attribuito le competenze.
   La  cosa  grave è, non solo che abbiamo fatto la scelta, ci  siamo
  riempiti  la  bocca di tagliare i costi della politica,  eliminando
  l'unico  spazio  di  democrazia diretta, ma come  se  non  bastasse
  abbiamo  pure  deciso  di non decidere a chi  dare  le  competenze.
  Risultato:   strade   abbandonate,  scuole   senza   riscaldamenti,
  assistenza ai disabili che è lasciata all'improvvisazione, e ancora
  peggio  accade che, nel buio di una stanza chiusa, un dirigente  si
  fa carico delle scelte che prima spettavano alla politica.
   Allora io penso che c'è un pronunciamento della Suprema Corte  che
  ci  tende una mano, e che sarò un sognatore, sarò molto legato alla
  dimensione autonomista, al nostro Statuto, ma credo Presidente  che
  noi siamo chiamati oggi ad un atto di grande responsabilità, che  è
  quello  di  mettere  mano alla legislazione e tornare  all'elezione
  diretta delle province.
   Io  depositai già un disegno di legge in questo senso,  in  questa
  direzione,  il  livello nazionale del mio partito ha presentato  un
  disegno  di  legge  a livello nazionale, perché  si  possa  tornare
  all'elezione diretta, e vedremo in quale direzione si andrà, sia  a
  livello  regionale  che  a  livello  nazionale.  Certamente   però,
  Presidente,  andare oggi al voto con un organismo che evidentemente
  appare monco, ripeto, soprattutto per il collegio palermitano, dove
  ormai  a pochi mesi andremo al voto, mi sembra assolutamente  fuori
  luogo.  Per  questa  ragione certamente io sono  convinto  che  noi
  possiamo soltanto rinviare, e nelle more, da qui ad allora, mettere
  mano alla legislazione per tornare all'elezione diretta.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Poi l'onorevole Savarino e  a  seguire
  l'onorevole Di Mauro. Prego, onorevole Caronia.

   CARONIA.  Grazie,  Presidente. Dunque io intervengo  perché  pochi
  giorni  fa,  prima che la legge fosse depositata in  Aula,  il  mio
  convincimento  rispetto  alla  possibilità  di  andare  a   votare,
  rispetto alla possibilità di andare a votare, era quella di  votare
  in  maniera favorevole, cioè comunque di dotare in qualche modo  di
  una  governance  politica,  seppure non  condivido  la  modalità  -
  diciamo  - di questa legge, che chiaramente è frutto di una  scelta
  di   altre   logiche  politiche,  che  non  sono  quelle   che   mi
  appartengono. Però, proprio per evitare di dare la sensazione e  la
  volontà  di non dare una governance agli enti ex province,  mi  ero
  determinata  nel  convincimento di votare  in  maniera  favorevole,
  affinché si votasse a gennaio.
   Ma è chiaro che la sentenza della Consulta riapre la speranza che,
  in  cuor mio, e credo d'avere sentito diversi interventi che  vanno
  in   questo   senso,  ci  ridia  la  speranza  che   l'architettura
  costituzionale che il referendum ha lasciato intonsa, cioè il fatto
  che  le  province, le ex province, gli enti provinciali,  non  sono
  stati  abrogati, perché nel referendum è stato chiaro,  la  volontà
  popolare    è   stata   quella   di   mantenere   nell'architettura
  costituzionale del nostro Paese, l'esistenza della province. E devo
  dire  ancor di più Presidente che, rispetto alle funzioni, dissento
  col  collega Figuccia rispetto a un tema, le funzioni sono  rimaste
  esattamente  quelle che erano, ossia la gestione delle  strade,  le
  scuole superiori, il servizio dei disabili, tante altre funzioni se
  vogliamo minori, sono rimaste in capo alle province, ciò che invece
  è cambiato è la gestione di queste, di queste competenze.
   Allora  io  dico, se l'architettura costituzionale  non  si  sente
  niente,  io non sento neanche la mia voce, scusate ma non si  sente
  nulla.

   PRESIDENTE. Allora, colleghi, per favore, specialmente quelli  che
  state attorno a chi parla

   CARONIA. Si, non si sente niente.

   PRESIDENTE.  vi prego. Onorevole La Rocca Ruvolo, le chiede scusa,
  se voi parlate là dietro l'onorevole Caronia non

   CARONIA. No ma c'è brusio di fondo.

   PRESIDENTE.  E  lo so, e anche loro, e anche gli altri.  Onorevole
  Bulla,   vi  prego  nelle  vicinanze  di  chi  parla  non  si   può
  chiacchierare  perché diversamente non sente niente.  Onorevole  Lo
  Curto,  la  prego, prenda posto, i dibattiti ve li fate  fuori,  vi
  prego. Prego onorevole Caronia.

   CARONIA. Presidente, grazie. Allora io dicevo che alla luce quindi
  della  sentenza  della Consulta ovviamente riparte la  speranza  di
  potere  ritornare  ad  una  votazione  diretta,  non  soltanto  dei
  Presidenti delle ex Province, anche quelle dei liberi consorzi,  ma
  anche  dei consiglieri o sia di coloro i quali oggi sarebbero stati
  votati con le elezioni di II livello.
   Ma  mi  chiedo  ancora: poiché il referendum ha  lasciato  intatta
  nell'architettura costituzionale del nostro Paese l'esistenza delle
  province,  nonché  le  funzioni che  sono  proprio  delle  province
  stesse,  io ritengo che sia doveroso, e peraltro che ce lo dica  la
  Consulta  mi sembra anche abbastanza, come dire, in un certo  senso
  paradossale, perché noi lo abbiamo sempre voluto.
   È  da tempo che quest'Aula, almeno una parte di questa Aula, si  è
  espressa  fortemente perché si ritornasse ad una votazione  diretta
  dei  consiglieri. Allora, se la Consulta dice che è auspicabile che
  ci   sia   un  passaggio  normativo,  Presidente,  sia  in  termini
  nazionali,  ma  anche  per le competenze che  ci  sono  proprie  in
  termini   regionali,  io  ritengo  che  questa  sia  una  occasione
  eccellente per mettere subito in cantiere una proposta di legge che
  sia  ovviamente  quanto più condivisa possibile  perché  quando  si
  parla di questi temi è ovvio che deve essere piuttosto condivisa.
   Presidente,  vorrei anche dire, che possono essere  modificate  le
  composizioni   dei   collegi,  possono  essere   modificati   anche
  eventualmente il numero dei consiglieri, alla luce anche dei  tagli
  operati  a  livello  nazionale  e anche  a  livello  regionale,  ma
  certamente  non  possono  essere levate le  funzioni  che  ad  oggi
  rimangono in capo alla provincia.
   Un  ultimo  tema,  chi  lo  dice  che  per  esempio  non  potremmo
  introdurre  anche  la  doppia preferenza di genere  all'interno  di
  questo tipo di elezione? Me lo chiedo e dico perché a questo  punto
  il Parlamento siciliano non si scommette su una legge condivisa che
  possa  essere  frutto  di questo scorcio di  legislatura  che  vede
  ritornare  la democrazia anche all'interno dell'ente ex  provincia?
  Questa  è la mia proposta, e pertanto il mio convincimento che  già
  dichiaro  fin  da adesso è quello di votare per il rinvio,  proprio
  per  dare  la  possibilità  a  questo Parlamento  e  al  Parlamento
  nazionale di modificare la legge De Rio, che anche la Consulta dice
  di   essere  oggi  oggetto  di  una  revisione,  necessita  di  una
  revisione. Grazie Presidente.
   Ho fatto una fatica immane per parlare, Presidente. Mi scusi.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caronia.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Savarino.

   SAVARINO.   Grazie,  Presidente.  La  sentenza  240  della   Corte
  costituzionale  ha detto quello che noi ribadiamo  già  da  diversi
  anni,  che  l'abolizione  della provincia,  questa  riforma  Delrio
  assolutamente è una cosa che non funziona. Lo ribadiamo con forza.
   Oggi  il  monito della Corte costituzionale, che non ha dichiarato
  illegittima  né  la Delrio, né la legge regionale che  ha  recepito
  quella  normativa, pone davanti ad una questione importante  che  è
  quella  di riorganizzare un sistema degli enti locali alla luce  di
  una  riforma  costituzionale che non è  stata  approvata.  L'errore
  allora  fu di approvare una legge, quale quella Delrio, considerata
  di  grande riforma economica e sociale, e per questo valida,  anche
  subita  nelle  Regioni  a statuto speciale.  Ecco  perché  noi  non
  abbiamo  più  competenza sul tema, perché quella viene  considerata
  anche  dall'ultima  sentenza della Corte costituzionale,  oggi  più
  volte  citata, una riforma di grande sistema e di riforma economico
  e  sociale, per cui subita dalle Regioni a statuto speciale,  dalle
  Province  autonome. Ecco quella legge non andava  fatta  prima  che
  venisse approvato o bocciato, come poi è stato, il referendum sulla
  riforma costituzionale del buon Renzi, perché era chiaro che quella
  legge  doveva  essere un corollario di quella riforma,  e  non  una
  anticipazione.
   Oggi  ci troviamo con un sistema istituzionale zoppo, con un  ente
  che hanno troppo prontamente cancellato - e oggi abbiamo sentito le
  parole  dei  colleghi  pentiti  -  ed  enti  che  non  riescono   a
  funzionare,  e  che  anche  se dovessimo  approvare  la  norma  che
  suggeriva  la  collega  Ciancio, ci troveremmo  in  corti  circuiti
  istituzionali,  perché  non  si può  sostituire  un  ente  come  il
  Consiglio  che è immaginato composto ,ad Agrigento  da  12,  ma  ad
  esempio a Messina da 14 consiglieri, con 108 sindaci, significa non
  fare   funzionare  quell'ente,  significa  assolutamente  ingessare
  tutto.
   Stiamo  parlando di un errore che altri hanno commesso, a cui  noi
  come  Assemblea  regionale siciliana non  possiamo  porre  rimedio,
  perché  non ne abbiamo più competenza, visto che la Delrio,  che  è
  ancora  in  vigore,  è  una  norma di coesione  di  grande  riforma
  economica  e sociale, chiediamo come ho chiesto come portavoce  del
  Movimento  DiventeràBellissima  all'Assessore  Zambuto,  che   oggi
  purtroppo non vedo in Aula in un tema che invece lo dovrebbe vedere
  coinvolto  in prima linea, di interloquire con gli altri  Assessori
  regionali al tema, attivare una Conferenza Stato-Regioni e chiedere
  urgentemente a Roma, al Governo nazionale, al Parlamento nazionale,
  di porre seriamente rimedio a un errore commesso da loro, perché si
  dovevano impiccare ad una corda sempre più corta, per dimostrare al
  mondo  che  la politica è un costo, mentre gli eletti non  sono  un
  costo, sono espressione di democrazia.
   E  oggi quello che è successo alla Provincia dimostra anche ai più
  scettici  che quegli enti servivano, i costi sono altri,  non  sono
  gli  eletti i costi della politica, sono gli sprechi, i costi della
  politica  e lì possiamo rinunciarci come stiamo facendo  tutti,  ma
  non  possiamo rinunciare a un ente sovracomunale che  aveva,  ha  e
  dovrà   avere   competenze   essenziali   nell'organizzazione    di
  sovracomunale nel nostro Territorio regionale e nelle altre Regioni
  italiane.
   Questo è quello che chiediamo al Governo Musumeci, questo è quello
  che  quest'Aula deve chiedere con forza, al di là delle  norme  dei
  commissari  e  dei  non  commissari, questa  porcata  giuridica  va
  cambiata assolutamente, come gridiamo da troppo tempo inascoltati.
   Speriamo  che questa sentenza della Corte costituzionale aiuti  ad
  aprire  gli occhi al Governo nazionale e ai parlamentari  nazionali
  che ne hanno, purtroppo, competenza.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Savarino. Peraltro,  lei  sa  bene
  quanto  io  ami  questa demagogia sui costi della politica  che  ha
  rovinato una serie di istituzioni fondamentali.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, volevo dire che non c'è dubbio  che
  sulla  Provincia ci sono stati tanti rinvii e tante iniziative  che
  sono state assunte dai colleghi parlamentari affinché si procedesse
  a   una   votazione  che  facesse  capire  un  po'  agli  elettori,
  accompagnato  anche  da alcune iniziative legislative  che  dessero
  competenze alle province, e determinare quindi un percorso diverso.
  Purtroppo, però, fino ad oggi, questo non è riuscito, e  devo  dire
  che   l'iniziativa  della  collega  Ciancio  è,   a   mio   parere,
  condivisibile  perché, veda, finalmente compiamo un  tentativo  per
  cercare  di  ridare  ai territori la titolarità  anche  dell'azione
  politica  attraverso  un rapporto politico ufficiale  che  dovrebbe
  nascere  tra quella che è l'Assemblea e quello che è il  ruolo  del
  commissario.
   Tenendo  conto, signor Presidente, che l'Assemblea è un  organismo
  che  già  vive  della legge che noi abbiamo a suo tempo  approvato,
  credo  che  sia assolutamente ultroneo indicare questo termine:   I
  quali  adottino un regolamento provvisorio per i loro funzionamenti
  che assumono temporaneamente .
   Io dico che questo pezzo andrebbe tolto, perché già l'Assemblea ha
  i  suoi compiti previsti istituzionalmente, se la collega Ciancio è
  d'accordo, io credo che si potrebbe benissimo ragionare  in  questo
  senso.
   La  seconda  considerazione che mi vede assolutamente  convinto  è
  quella di predisporre un'iniziativa legislativa che, a mio parere -
  vedo  che  tutto il Parlamento è convinto - è quella di  ridare  il
  sistema  elettorale  dell'elezione diretta. Ma dico  questo  perché
  spesso   siamo   abituati  a  lamentarci  del  sistema   elettorale
  dell'elezioni  politiche nazionali, laddove lì non c'è  un'elezione
  secondo   ma c'è una nomina.
   Se  noi  non  vogliamo dare alle province un ruolo di persone  che
  affrontano  il  tema dell'organizzazione della vita delle  province
  come fosse una  varie ed eventuali , o un'alternativa a quello  che
  è  il  ruolo dei sindaci o dei consiglieri comunali, vuol dire  che
  noi sbaglieremo.
   Se   è   vero   che   il   referendum  ha  bocciato   praticamente
  l'eliminazione delle province, è anche vero che alle  province  noi
  dovremmo consentire, al corpo elettorale, di partecipare con i suoi
  eletti, e non partecipare secondo le indicazioni dei partiti.
   Credo che questo sia un giudizio che ho ascoltato ed ho sentito da
  molti  parlamentari,  e  su questo percorso dovremmo  tutti  quanti
  avviarci.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO    GIUDICE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   io
  nell'intervento non posso che confermare quella che è  considerata,
  penso  da  tutta  l'Aula,  una  pastoia  burocratica,  perché   non
  consentire  ai  cittadini di potersi esprimere anche  sull'elezione
  delle province in maniera diretta e, quindi, con quello che era  il
  voto  tradizionale,  è  stato  sicuramente  una  sciagura  che   ha
  consentito  nelle  nostre province siciliane  di  trovarci  in  una
  situazione paradossale.
   A  scanso  di  equivoci, non intervengo per quella che  è  la  mia
  provincia,  la  provincia di Messina, in considerazione  del  fatto
  che, credo, in questo momento sia l'unica provincia attiva sotto  i
  punti  di  vista,  perché  è  l'unica provincia  siciliana  che  ha
  approvato il bilancio 2022-2024, è l'unica provincia in cui da  due
  anni  si sta intervenendo su quelle che sono le strade provinciali,
  così  come  su  quelli  che sono gli immobili  di  proprietà  della
  provincia,  è  l'unica provincia in cui, peraltro, viene  garantita
  l'assistenza  agli studenti disabili per cui,  per quanto  riguarda
  la  provincia  di Messina, devo dire in maniera molto sommessa  che
  non ci sono grossi problemi.
   È  chiaro, però, che bisogna tenere in considerazione quello che è
  il quadro attuale.
   Il  quadro  attuale,  in questo momento, prevede  che  in  diversi
  comuni  si  andrà  al  voto  a  giugno  e,  quindi,  l'ipotesi   di
  un'elezione,  come attualmente prevista, nella prima  settimana  di
  gennaio, comunque comporterebbe di ritrovarci con degli eletti  che
  fondamentalmente dopo qualche mese andrebbero a casa.
   A  questo si aggiunge anche - come ormai è notorio - che anche  il
  sindaco  di  Messina  si  dimetterà  dalla  metà  di  febbraio,   è
  ufficiale, lo posso dire io, e penso di non essere nelle condizioni
  di  poter  essere smentito e, quindi, questo comporterà  che  anche
  nella  provincia di Messina, ovviamente, ci ritroveremo  con  degli
  eletti che, poi, a giugno sostanzialmente decadranno in automatico.
   Per  cui, credo che sia necessario in questo momento prevedere  un
  ipotetico rinvio di quelle che sono le elezioni di secondo livello,
  ed  avviare  quella  che deve essere una riforma  seria  che  possa
  consentire  nuovamente ai cittadini di poter esprimere  il  proprio
  voto per l'elezione dei rappresentanti delle città metropolitane  e
  dei  liberi consorzi, fatto con una norma seria e, quindi,  con  un
  intervento legislativo concreto che possa ridare dignità a tutte le
  province siciliane.
   Io,  a  tal  proposito, qualora si decidesse di andare avanti  con
  questo testo, ho presentato comunque un emendamento che prevede  la
  possibilità  di  elezione al 30 settembre  perché  -  entro  il  30
  settembre - perché se si andasse a votare a giugno, con quello  che
  è,  poi, l'ipotetico ballottaggio, gli eletti li avremmo non  prima
  della fine di luglio e, quindi, dei primi di agosto.
   Pertanto, sarà comunque necessario rinviare almeno a settembre per
  avere  una presentazione delle liste che possa consentire ai  nuovi
  eletti di potersi candidare.

   PRESIDENTE.  Se  poi  passa l'emendamento Ciancio  è  inutile  che
  parliamo di date, perché è ovvio che sarebbero inammissibili.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, colleghi, il tema  delle  elezioni  nei
  liberi  consorzi,  nelle città metropolitane  ci  lascia  veramente
  privi  di  possibili iniziative, perché per quello  che  ci  dicono
  loro, diciamo che il vulnus originario di questa norma risiede, sia
  quando  nella scorsa legislatura si è voluto rincorrere quello  che
  poi fu anticipare, addirittura, la riforma Delrio; una riforma,  la
  56   del   2014,   che  disciplinando  Liberi  consorzi   e   Città
  metropolitane, al comma 5 dice  in attesa della riforma del  Titolo
  V  della  Costituzione  e al comma 51, quando passa a  parlare  dei
  Liberi  consorzi, dice di nuovo  in attesa della riforma del Titolo
  V della Costituzione .
   L'errore  sta lì, che questa riforma non è mai avvenuta,  è  stata
  sonoramente  bocciata  dai  cittadini  chiamati  a  votare  a  quel
  referendum che, fra tante cose conteneva anche la fase operativa.
   La  cosa drammatica, quasi qui si stesse recitando a soggetto, che
  ci  siamo  talmente  tanto immedesimati nel ruolo  che  addirittura
  riusciamo a discutere e contrastarci intorno a nulla, quando invece
  dovremmo  dare mandato, a questo punto, al Governo,  come  è  stato
  detto,  di  chiedere in Conferenza Stato-Regioni, da  un  punto  di
  vista politico, che si facciano dei ragionamenti finalmente seri  e
  si resetti la situazione, perché come tagliamo, come cuciamo e come
  incolliamo  recitando ognuno la nostra parte, e come ho avuto  modo
  di dire in una intervista, questo ritengo sia una sorta di banco di
  prova  sgangherato delle elezioni regionali. Non si affronta quello
  che  è il vero problema illudendo i cittadini che attraverso questa
  proposta  si  possa risolvere quelli che sono i  loro  problemi,  i
  crolli  nelle scuole superiori, l'assistenza agli alunni  disabili,
  la  promozione  del  territorio,  impianti  sportivi  di  carattere
  intercomunale di area vasta e quant'altro, tutti compiti che  erano
  delle province e che non possiamo assolvere perché lo Stato, perché
  quel Governo e quella parte politica, non solo ha fatto la riforma,
  e  ci  poteva  stare  che  toglieva  l'organo  politico  perché  le
  assicuro,  presidente,  che i cittadini  di  tutto  hanno  bisogno,
  tranne  che  di  altra  rappresentanza, ma attraverso  il  prelievo
  forzoso non si danno le risorse economiche, perché sempre in quella
  legge   che  per  me  non  dovrebbe  esistere,  perché  la  riforma
  costituzionale  non  è  avvenuta  e  si  danno  anche  le   risorse
  economiche,  ma  per  questi enti di area  vasta  nelle  regioni  a
  Statuto ordinario.
   È  qui  che noi siamo la cenerentola della situazione, al  solito,
  perché  anziché litigare tra noi dovremmo reclamare  con  i  nostri
  referenti  regionali  che stanno a Roma una disposizione  economica
  congrua per i nostri organi, che da una parte sono sottoposti  alla
  legislazione  nazionale, perché poi alla fine  a  quella  ci  siamo
  dovuti  adeguare  nonostante i tentativi di anticipare  la  riforma
  Delrio, poi successivamente ricostituire, eventualmente, l'organo.
   Ma le funzioni, le risorse per le strade, le scuole e tutte quelle
  che erano le funzioni delle province addirittura, qui in un dossier
  della  Camera dei Deputati del 19 aprile 2021, si dice  chiaramente
   la  riforma  si accompagnava al progetto di riforma costituzionale
  che   prevedeva   la  soppressione  delle  province,   quali   enti
  costituzionalmente necessari . Venuto meno il progetto di revisione
  costituzionale,  hanno  messo  in  piedi  un  tavolo   statale   in
  Conferenza Stato-Città autonomie locali.
   Tra  l'altro vorrei dire, la carenza cronica del personale, perché
  quella riforma entrò a gamba tesa anche sul personale, ha sbloccato
  con  delle  disposizioni in materia di facoltà  assunzionali  nelle
  province  e  Città  metropolitane con il decreto legge  numero  34,
  numero  19  ma,  neanche a dirlo, solo per  le  regioni  a  Statuto
  ordinario.
   Per   questo,   Presidente,  il  mio  Gruppo  si   asterrà   dalla
  discussione,  dalla votazione e, nell'eventualità, presenteremo  un
  ordine  del  giorno sulle attività che, invece, sia  dal  punto  di
  vista  politico  che  dal  punto di vista  istituzionale,  dobbiamo
  portare avanti.
   Presidente,  sull'ordine dei lavori. Io mi  sento  nuovamente  di,
  come dire, rappresentare il disagio nell'ascoltare i lavori d'Aula,
  sia  per  l'ordinario  brusio  che  c'è,  ma  perché  l'acustica  è
  veramente pessima. Non so dalle altre posizioni - a parte  che  sto
  dovendo  parlare ingobbita persino io, che ho una statura  media  -
  quindi   di  fare  delle  prove,  perché  moltissime  parti   degli
  interventi  che sono stati fatti da quella parte non  si  sono  ben
  capiti.  Andiamo qui per tentativi, per intuito, tu che hai capito,
  cosa  ha  detto. Non va bene. A parte che manca il feedback visivo,
  perché i volti li vediamo di spalle.

   PRESIDENTE. La ringrazio.
   Quello  che lei deve sapere è che noi stiamo adottando il  sistema
  che  c'è  alla  Camera.  Ma alla Camera se lei  vede  -  scusi,  mi
  ascolti.  Mi fa parlare onorevole? - se lei guarda le sedute  della
  Camera, tutti in piedi ognuno che parla con quello accanto, non  ci
  sono.
   Per  cui,  è  inutile che diamo responsabilità,  anche  quando  le
  responsabilità  sono  di  altri.  Sicuramente  ne   continuiamo   a
  discutere.  Poi  lei è vicepresidente dell'Assemblea,  per  cui  fa
  parte  del Consiglio di Presidenza. Continuiamo a cercare  di  fare
  migliorare  il  sistema, ma non c'è uno, uno, che  riesce  a  stare
  zitto mentre quello accanto parla  Ma che cosa volete
   E'  chiaro  che  è  un sistema che, come vedete,  ha  semplificato
  moltissimo,  perché basta che uno chiede la parola e parla  subito,
  senza  dovere venire qui, quindi il guadagno è stato  ovvio;  ma  è
  chiaro  che se continuate tutti a parlare quando c'è uno che parla,
  pare  che  lo fanno apposta e gli si va tutti attorno a parlare,  è
  chiaro che il problema non è dell'Amministrazione, né delle aziende
  che curano l'acustica, è un problema di abituarsi a questo sistema.
   Quando  si parlava da lì, nell'Aula si poteva fare quello  che  si
  voleva.  Siccome si parla dall'Aula, bisogna abituarsi a rispondere
  a  un nuovo sistema. Cioè siccome parlate da lì, quelli accanto non
  devono parlare. Se uno vuole parlare con qualcun altro se lo chiama
  fuori. Abbiamo messo anche i divani, che sono stati pure criticati,
  per andare a discutere fuori. In Aula si ascolta quello che parla e
  si fanno le votazioni. Grazie.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Catalfamo. Ne ha facoltà.

   CATALFAMO.    Signor    Presidente,   confesso    che,    rispetto
  all'atteggiamento da tenere rispetto a questa proposta di legge, ho
  modificato   opinione  rispetto  all'inizio.  Originariamente   ero
  propenso a che si andasse a votare a gennaio, perché onestamente  i
  continui  rinvii  erano  diventati  eccessivi  e  stucchevoli  e  -
  diciamoci  la  verità  -  erano  animati  di  volta  in  volta   da
  opportunità   politiche.  Né  mi  convincono   particolarmente   le
  argomentazioni,  per  carità rispettabili, di alcuni  colleghi  che
  individuano  nelle esigenze di questa piuttosto che di  quell'altra
  città  - Palermo, Messina - la necessità di andare a tutti i  costi
  ad  un  rinvio, perché di volta in volta è chiaro che ogni data  si
  presta  a  questo tipo di osservazioni per questa o per quell'altra
  città commissariata che va a votare e quant'altro.
   Chiaro,  però,  che  con la pronuncia della  Corte  costituzionale
  questo orientamento l'ho modificato. L'ho modificato - mi passi  il
  parallelismo,  probabilmente dozzinale - perché  noi  per  anni  ci
  siamo  comportati  come quel centravanti che aspetta  l'assist  per
  spingere la palla in rete, ma l'assist non arriva mai.
   Ora  da  un  punto  di  vista dell'appiglio  giuridico,  la  Corte
  costituzionale ci ha fornito questo assist e auspica un  intervento
  del legislatore nazionale, e anche regionale, per realizzare quello
  che  un  po'  tutti da anni diciamo: cioè superare questa  stortura
  della   Del Rio , stortura alimentata ulteriormente dall'esito  del
  referendum costituzionale, e restituire ai cittadini la possibilità
  di  eleggere,  auspicabilmente come avveniva  qualche  anno  fa,  i
  propri rappresentanti.
   Tra  l'altro,  secondo me, è un'occasione da non  perdere  perché,
  soprattutto in alcune province, il sistema di votazione di  secondo
  livello  fa  comunque  rimanere parecchie porzioni  delle  province
  prive  di rappresentanza, dal momento che vige il sistema del  voto
  ponderato.  Quindi,  ad  esempio, parlando di  una  provincia  come
  quella  di  Messina, che è molto vasta, ripristinare un sistema  di
  votazione  che  è quello che tutti conosciamo, originario,  diventa
  anche  un  modo  per  restituire  ai  territori  rappresentanza   e
  possibilità di portare avanti le istanze che caratterizzano  quelle
  porzioni  di  Territorio, e in questa legislatura, tanto  ci  siamo
  battuti  per le zone interne, per le zone dimenticate, per le  zone
  da  un  punto  di  vista economico compromesse, e credo  che  anche
  questa sia un'osservazione di cui tenere conto.
   Di  conseguenza,  così  come  anche detto  dai  miei  colleghi  di
  Partito,  siamo  favorevoli in questo caso,  all'ulteriore  rinvio,
  chiaramente  motivato da questa ulteriore e nuova sentenza,  quindi
  un  elemento  che  sopraggiunge, rispetto a questa proposizione  di
  legge,  originariamente non saremmo stati d'accordo,  adesso  siamo
  d'accordo per il rinvio.
   Per  quanto  riguarda  invece l'emendamento  1.2,  qui  invece  ho
  qualche   perplessità,   perché  in   realtà,   sia   nelle   città
  metropolitane  che  nei liberi consorzi c'è già la  possibilità  di
  insediare   l'Assemblea  dei  sindaci  con  poteri  propositivi   e
  consultivi, in realtà bisognerebbe, come ha detto qualcuno  che  mi
  ha  preceduto, far sì che ciò avvenga e quindi sollecitare  chi  di
  dovere affinché avvenga questo insediamento.
   Onestamente, prevedere a favore dell'Assemblea dei sindaci, potere
  di indirizzo politico e controllo, significa paralizzare l'attività
  degli  enti, diventa una cosa elefantiaca, pensiamo di dare  sempre
  per  la provincia di Messina i poteri che normalmente spetterebbero
  a  16  soggetti a 108 soggetti, che già ripeto hanno la possibilità
  di riunirsi con poteri propositivi e consuntivi, quindi onestamente
  non  sono  particolarmente d'accordo con l'emendamento 1.2  per  le
  ragioni che ho appena elencato.
   Quindi questo è l'orientamento sostanziale sull'emendamento 1.2.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.

   ZITO.   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ho  ascoltato  con
  attenzione tutti gli interventi, ma sembra quasi che si parli della
  salvaguardia  della  specie,  perché si  parla  sempre  dell'organo
  politico come se nel momento in cui è stato tolto l'organo politico
  si è distrutto tutto.
   Le  province  vanno in crisi perché subentra il prelievo  forzoso,
  che  è  una questione economica non di organo di competenza  quindi
  della  parte  politica  e perché vanno in crisi  soprattutto  nella
  Regione  siciliana,  vanno in crisi perché chi c'era  stato  prima,
  cioè anche l'organo politico, ha gestito malissimo creando buchi di
  bilancio  incredibili. Vorrei ricordare che  su  ispezioni  mandate
  dall'assessore  Lantieri,  ad esempio  quella  di  Siracusa,  erano
  venuti  fuori  162  milioni di euro di problemi, ma  non  l'avevano
  fatto i commissari.
   Comunque  il problema che era subentrato con Crocetta  nei  cinque
  anni,  proprio per sopperire ad alcuni di quei problemi,  e  vorrei
  ricordare  che con accordo Stato-Regione sono state date nel  2018,
  fine  del  2018,  cento milioni di euro, che poi ovviamente  questo
  Governo ha gestito come voleva lui, salvando alcune province e  non
  altre, perché vorrei ricordare che 80 milioni furono distribuiti in
  base  ai  criteri standard che vengono utilizzati  per  i  riparti,
  quelli  normali,  gli  ultimi  venti milioni  che  dovevano  essere
  distribuiti  in  base  alle criticità economiche  degli  enti,  poi
  furono  distribuiti  solo  a due città  metropolitane  e  non  alle
  province del dissesto. Vorrei ricordare che il Governo Musumeci non
  ha  dato  mai  soldi  alla  provincia di  Siracusa  se  non  questo
  Parlamento, intervenendo ed è riuscito ad inserirli.
   Quindi,  diciamo  che  l'ex Presidente di una  provincia  che  ora
  gestisce  una Regione, diciamo è stato un po' distratto  da  questo
  punto di vista.
   Ma  andiamo ad affrontare i problemi normali, vogliamo mettere  di
  nuovo  le elezioni dirette, indirette per sorteggio, possiamo  fare
  tutto  quello  che  vogliamo, il problema è  un  altro,  perché  il
  problema è che stanno andando in pensione quelli di categoria  C  e
  D,  e  non  c'è  chi fa i progetti perché vorrei ricordare  che  il
  Consigliere provinciale, o che sia un sindaco, non si  mette  là  a
  preparare  la  parte  burocratica da  presentare  per  avere  fondi
  europei, ministeriali, PON e quant'altro.
   Vorrei ricordare che c'è molto personale che è di categoria E e  B
  perché  è  stato  stabilizzato  in quelle  categorie,  ma  è  anche
  laureato   e  diplomato,  che  aspetta  le  progressioni  verticali
  previste  dalla Madia, anche in quota del venti percento in  attesa
  di  fare  i concorsi, ma quelle non sono state fatte e chi li  deve
  fare i progetti? Alcuni di questi per giunta di categoria inferiore
  sono,  chi  a ventiquattro ore, chi a ventisei ore, e  non  c'è  un
  piano  in base ai pensionamenti per aumentare il numero delle  ore.
  Quindi,  non è la mancanza dell'organo politico che ha messo  sotto
  scacco,  è  la  cattiva organizzazione di un Parlamento  regionale,
  nazionale  e  di  un Presidente della Regione, ex Presidente  della
  Provincia,  che  non  ha  una visione di  questi  enti.  Andrebbero
  rimodulati  nelle competenze ovviamente, guardando ad ampio  raggio
  non  solo  quello che fanno le Province, ma anche cosa fanno  anche
  gli altri enti regionali, ma questo non si fa.
   Noi  ora  in questo momento stiamo mettendo l'ennesima  pezza,  se
  passerà  l'emendamento  della collega  Ciancio,  o  quello  che  si
  deciderà di fare per l'ennesima volta visto il rinvio o non so  che
  cosa, ma poi se non affronteremo i problemi veri, e su questo me ne
  farò   carico   perché  presenterò  un  disegno  di   legge   sulle
  progressioni,  sui  concorsi, sulle categorie C e  D,  sull'aumento
  orario,  non abbiamo risolto niente. Questo diventerà un Parlamento
  inteso che siamo qui a parlare, ma senza concludere mai niente.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Grazie,  Presidente. Devo dire che l'onorevole  Zito  ha
  almeno  il  dono  della coerenza, perché oggi  sentire  l'onorevole
  Cracolici che parla di una boiata, definisce una boiata la elezione
  di secondo grado per me è una grandissima soddisfazione, oggi torno
  a  Comiso  veramente  contento  Perché  l'onorevole  Cracolici  non
  sente, quindi  Ah  Si sente. Va bene.

   PRESIDENTE. Fa finta di non sentire, onorevole Assenza

   ASSENZA. Fa finta di non sentire; va bene.
   Io ero qui nel 2014, come molti di voi. Voi sapete cosa è successo
  in  quei  giorni, come una legge che era stata affossata  al  primo
  articolo col voto segreto, ve lo ricordate? È stata vergognosamente
  rimessa in campo l'indomani per rivotarla, perché si doveva portare
  per forza avanti quella pseudo riforma, quella legge che io mi sono
  permesso  di definire  Giletti, Crocetta, Cancelleri , perché  così
  era  targata, oggi non ha più padri. Oggi nessuno più  è  padre  di
  quella
   Allora,  onorevole  Zito, lei ha ragione che c'è  molto  altro  da
  dire,  ma  vogliamo  dimenticare che la  vera  crisi  è  stata  con
  l'introduzione del prelievo forzoso su quella che era l'unica  vera
  entrata  dei bilanci della Provincia? E chi l'ha fatta  se  non  il
  Governo nazionale? Quindi, non prendiamoci in giro, noi siamo stati
  sempre per l'elezione diretta, introdurre quella definita oggi  una
  boiata  la elezione di secondo grado è stata una iattura per tutti,
  e   attraverso   quella  iattura  è  stato  introdotto   anche   lo
  smantellamento  di  un  ente  che era un  ente  comunque  vitale  e
  cruciale  nell'organizzazione istituzionale  e  costituzionale  del
  nostro sistema politico. Perché tra il Comune e la Regione è chiaro
  che  occorreva  un  ente  intermedio, che  era  la  Provincia,  che
  svolgeva per decenni, aveva svolto egregiamente il suo ruolo, e  in
  maniera  assolutamente inopportuna è stata cancellata dall'oggi  al
  domani, con le conseguenze di cui oggi ci rendiamo purtroppo conto.
   Ma  andiamo ad oggi. La sentenza della Corte costituzionale, se la
  volete  prendere  come una scusa per rinviare, per fare  l'ennesimo
  rinvio  delle  elezioni,  fatelo pure, ma  non  dice  assolutamente
  questo.   La   sentenza   della   Corte   Costituzionale   dichiara
  inammissibile  quel  ricorso, è nella  motivazione,  questa  è  una
  sentenza  monito al Governo nazionale per dire  guarda  che  quella
  strada intrapresa si è rivelata fallimentare, intervieni . Ma  dire
  che  con  quella  sentenza noi oggi non possiamo  andare  a  votare
  perdonatemi, è un'eresia assoluta. Quindi, volete questa scusa  per
  continuare a non votare sia pure in maniera indiretta per ridare un
  minimo di democrazia alla rappresentanza dell'ente? Fatelo. Io sono
  contrario   all'ennesimo  rinvio.  Sia  chiaro,  sia  perfettamente
  chiaro,  voterò  in senso contrario, forse dovremo  adottare  altri
  metodi, lo faremo per cercare di impedire questo ennesimo rinvio.
   Emendamento  Ciancio: lodevolissimo negli intenti, ma, chiaramente
  -  mi ascoltino gli Uffici - incostituzionale, perché un discorso è
  la  conferenza dei sindaci, dell'assemblea dei sindaci, prevista da
  quella  norma,  altra cosa completamente diversa è come  fa  questo
  emendamento ad attribuire a quella assemblea i poteri del consiglio
  comunale.  Significa  -  hanno già fatto l'esempio  dei  Comuni  di
  Messina,  108  Comuni - rendere ingovernabile quell'ente,  ma  cosa
  ancora  più grave parificare il Comune di 500 abitanti al  voto  di
  quel  sindaco  del Comune di 500 abitanti al voto  del  sindaco  di
  Messina.   Questo  è  chiaramente  illegittimo  e,   assolutamente,
  incostituzionale.
   Quindi,  la  Conferenza dei sindaci c'è, dobbiamo farla funzionare
  ma  con  gli  scopi indicati dalla norma che abbiamo  fatto  l'anno
  scorso,  non  attribuire  le  funzioni  di  Consiglio  provinciale,
  dell'ex  Consiglio  provinciale a quell'Assemblea,  perché  sarebbe
  assolutamente illegittimo.
   Quindi,  la nostra proposta è contenuta negli emendamenti.  Primo:
  rigettare la richiesta di far slittare ancora una volta le elezioni
  sia  pure di secondo grado. Secondo: abbiamo dimenticato forse  non
  ce  ne  siamo accorti neanche nella I Commissione che nel frattempo
  sono  intervenute  le norme nazionali; voi mi insegnate  che  prima
  c'era  il termine dei 18 mesi per l'eleggibilità del sindaco o  del
  presidente  della  Provincia.  Con  l'emergenza  Covid  il  Governo
  nazionale l'ha ridotto prima a 12 e poi a 6 mesi, però quella norma
  prevede  che scade questa norma transitoria al 31 dicembre,  quindi
  votando  il  22 gennaio noi togliamo dalla fascia di eleggibile  la
  gran parte dei sindaci che andranno a scadere in un altro anno e un
  altro  anno  ancora,  perché  non potranno  neanche  essere  eletti
  nemmeno  i  sindaci che andranno in scadenza nel giugno  del  2023.
  Quindi,  a  questo dobbiamo porre rimedio oggi e, quindi,  dobbiamo
  riportare il termine massimo ai sei mesi.
   L'ultima cosa - ho finito, Presidente - se proprio si vuole,  come
  ho detto all'inizio, fare riferimento a quella sentenza della Corte
  costituzionale, siccome comunque quella motivazione  riguarda  solo
  le  Città  metropolitane, allora blocchiamo, rinviamo  le  elezioni
  relative  alle  Città metropolitane, ma per gli  altri  sei  liberi
  consorzi dell'isola andiamo a votare finalmente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza.
   Ha chiesto di parlare l'assessore Cordaro. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie,
  Presidente.  Ho  chiesto di intervenire intanto  per  esprimere  la
  posizione del Governo sul disegno di legge che si sta discutendo in
  Aula e la posizione del Governo, lo dico subito, è quella di andare
  a  votare e, quindi, di votare contro ogni ipotesi di rinvio. Però,
  ho  ascoltato  un  dibattito - e lo dico come  sempre  col  massimo
  rispetto  per  tutti i colleghi - che ha avuto  anche  dei  momenti
  surreali, perché abbiamo scoperto ad un certo punto, ma per fortuna
  finalmente  è  venuto fuori, che la colpa di  tutto  questo  è  del
  Presidente  Musumeci.  In buona sostanza l'ha spiegato  l'onorevole
  Zito.
   A  questo neanche rispondo perché diciamo il tema così trattato  è
  davvero talmente lontano dalla realtà che rimangono le parole a chi
  le  ha  dette e, quindi, non voglio neanche entrare nel merito  per
  non  affrontare  invece un tema che credo sia stato  affrontato  in
  maniera fuorviante rispetto all'ordine del giorno odierno.
   L'ordine del giorno odierno, che come ho già anticipato,  ci  vede
  contrari, non può però non partire da quello che è successo  il  24
  marzo  del  2014,  perché se io ho massimo rispetto  dell'onorevole
  Calderone, non soltanto per i suoi toni e per i suoi modi, ma anche
  per il fatto che egli nella scorsa Legislatura non c'era, non posso
  avere  lo  stesso rispetto politico evidentemente  per  il  collega
  Cracolici che in quella Legislatura c'era e che è stato il  massimo
  rappresentante di un'idea che poi è diventata a tutti i costi legge
  e,  se è vero, come è vero che in politica come nella vita soltanto
  i  cretini non cambiano idea, mi sarei aspettato quantomeno un atto
  di  resipiscenza  e  una richiesta formale di scuse  ai  siciliani,
  sennò pare che in questi otto anni non è successo niente.
   Allora,  arrivare oggi in Parlamento e dire, con grande  serenità,
  che  oggi abbiamo cambiato idea, siamo per un'altra idea , peraltro
  prendendo a pretesto una sentenza della Corte costituzionale che  -
  come  bene ha detto l'avvocato Assenza - non dice quello che  molti
  di  voi hanno detto - colleghi, scusatemi - ma dice solo quello che
  ha  detto  l'avvocato onorevole Assenza cioè  guardate  che  questo
  tema  è stato male affrontato e, quindi, caro Parlamento nazionale,
  rimettiti a lavorare per modificare questo sistema che ha fallito ,
  pare  che  in  questi  otto anni altrimenti la  manutenzione  delle
  strade provinciali, la manutenzione scolastica, i servizi H e tutto
  quanto è stato distrutto, non sia mai successo.
   A  me piace guardare avanti. Se devo guardare avanti non posso che
  farlo - e questa volta mi rivolgo al Presidente dell'Assemblea  che
  è  arbitro  ma  deve  anche  indicarci una  via  -  non  posso  che
  rivolgermi all'emendamento Ciancio.
   Se  viene  presentato un emendamento che stabilisce un  principio,
  lo  vuole  applicare  - sappiamo che già c'è - lo  vuole  applicare
  addirittura sine die, diciamocelo con franchezza, segno è  che  non
  si vuole più andare a votare.
   Al  netto del fatto che il Governo regionale ha dovuto nominare  i
  commissari e lo ha fatto per un tempo contingentato e già oggi  per
  la  terza  volta presenta un disegno di legge attraverso il  quale,
  grazie  e in ragione dell'indicazione del Parlamento, aveva fissato
  delle  date,  se  si  vuole  nelle  more  sostituire  il  Consiglio
  provinciale o quello della Città metropolitana con i sindaci  delle
  province  è  segnale  che  non  si  vuole  andare  a  votare   più.
  Diciamocelo con chiarezza
   Segno  è  che  tutti dite di avercela con i Commissari,  ma  tutti
  continuate  a  volere i commissari perché, posto che il  Governo  è
  contrario  alla dilazione e al rinvio del voto, se  invece  c'è  la
  volontà  si  boccia l'emendamento Ciancio e in un mese si  rifà  la
  legge  e  si  riattribuisce ai cittadini il diritto ad  eleggere  i
  rappresentanti degli enti intermedi sotto il profilo dell'approccio
  intellettuale,   ferma  restando  l'onestà  dell'iniziativa   della
  collega Ciancio, per quanto mi riguarda l'emendamento Ciancio  dice
  - e mi affido al Presidente dell'Assemblea - non si vota più
   Rispetto  a  questo, invito tutti i colleghi a riflettere,  invito
  il   Presidente   ad  assumere  un'iniziativa  e  ad   approfondire
  l'argomento  perché  l'unica cosa vera è che,  se  anche  dovessimo
  accedere  come centrodestra unito - e per questo abbiamo combattuto
  anche  strenuamente  nella scorsa Legislatura - dovessimo  lavorare
  per reintrodurre il voto diretto non c'è alcuna ragione intanto per
  non  votare ed eleggere i rappresentanti del popolo che andranno  a
  rappresentare i cittadini nell'ente intermedio.
   Per  questa  ragione, Presidente, dichiaro il voto  contrario,  il
  parere  contrario del Governo regionale e mi affido  a  lei  perché
  l'insidia  è  che,  così come è accaduto oggi,  fra  otto  anni  ci
  potremmo  ritrovare  qui  a dire:  Oh, come  abbiamo  sbagliato  ad
  approvare l'emendamento Ciancio  .

   PRESIDENTE. Allora, Assessore, io ho assistito a questo  dibattito
  con   grande  interesse  e  anch'io  mi  sono  stupito  di   alcuni
  interventi,  però più di tutti mi sono stupito del suo,  Assessore,
  scusi se glielo dico

                              (Applausi)

   Chiedo  scusa,  non c'è da applaudire nessuno, perché  il  Governo
  Musumeci,  con  tutta  la  sua maggioranza,  ad  inizio  di  questa
  Legislatura,  considerando  un  grosso  errore  l'abolizione  delle
  province,  ha  presentato un disegno di legge approvato  da  questa
  Assemblea  regionale che riproponeva le province e che  il  Governo
  nazionale ha impugnato e la Corte costituzionale bocciato.
   Ed  allora,  la  sentenza della Corte dovrebbe essere  il  massimo
  dell'opportunità  perché questo riavvenga che è esattamente  quello
  che il centrodestra, onorevole Cordaro, e il Governo Musumeci

          (Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)

   PRESIDENTE.  Scusi,  permette? Io non l'ho  interrotta,  assessore
  Cordaro, e lei non mi interrompa nemmeno
     Questa  è  un'opportunità straordinaria,  essendo  io  il  primo
  convinto, fermo restando che poi io, come lei ha giustamente detto,
  sono  arbitro e, quindi, farò quello che l'Assemblea  mi  chiede  a
  prescindere dalle parti politiche che me lo chiedono,  io  vedo  le
  maggioranze  non le parti politiche, e oggi, come dire, l'Assemblea
  si  è  espressa  in maniera oserei dire quasi inequivocabile  sulla
  volontà  che  c'è sul come andare avanti; però, io  dico  che  oggi
  bloccare il voto il 20 gennaio che, peraltro, consideravo  un  voto
  di  cui  si poteva parlare prima, perché è chiaro che entro  il  1
  gennaio  si devono fare le liste, per cui Capodanno non ce n'è  per
  nessuno quest'anno, però non ha importanza neanche questo, ma credo
  che   sia   un'opportunità  straordinaria  perché  noi   si   possa
  immediatamente  -  infatti questo è il mio  invito  -  far  passare
  l'emendamento Ciancio di cui ho avuto conoscenza oggi  perché,  sia
  chiaro,  certamente  non sono stato uno di  quelli  che  lo  ha  né
  pensato né studiato, me lo sono ritrovato  qui in Aula per la prima
  volta, però se deve  passare quell'emendamento lo si fa proprio  in
  funzione  di  quello che dice l'Assessore Cordaro, con  un  impegno
  dell'Assemblea  assolutamente  preciso,  che  immediatamente  la  I
  Commissione studi la possibilità della nuova legge sulle  province,
  che io credo che questa volta non ci sarà né, non ci sarà

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)

   PRESIDENTE. Chiedo scusa, io non ho interrotto nessuno,  onorevole
  Savarino,  e  non  mi pare cortese da parte vostra interrompere  il
  Presidente   Per cui, sto dicendo qual è la mia, come  ciascuno  ha
  detto la sua, credo che di averne diritto oppure no?
   E  allora, io chiedo alla I Commissione proprio un impegno  perché
  si  metta  mano  non  che ridiventi questa la  nuova  legge  con  i
  consorzi dei sindaci che fanno l'Assemblea delle province, perché è
  ovvio che non ha senso, perché è ovvio che anche sul regolamento io
  poco  fa chiedevo se non fosse il caso che noi stessi dessimo delle
  indicazioni, però mi dicono che la legge già in qualche maniera  lo
  prevede  ma è ovvio perchè non è che possiamo immaginare i consorzi
  dei  sindaci  come nuovo ente sovracomunale, è ovvio  che  non  può
  essere così
   Però,  se l'Aula per approvare il rinvio chiede un emendamento  di
  questo  genere,  chiede  una cosa di questo  genere,  io  chiederei
  all'Aula  intanto  di  verificarlo bene nel  caso  ci  fossero  dei
  problemi  come  qualcuno ha sottolineato  e  siccome  io  non  l'ho
  studiato  non sono in condizioni di capire se sia vero  che  questi
  problemi possano essere creati o meno, quindi chiederei comunque un
  minimo  di  verifica  in pochissimo tempo per  vedere  se  è  tutto
  esattamente corretto; dopodiché, l'impegno che il Presidente  della
  I  Commissione, cui dopo di me darò la parola, prima dell'onorevole
  Ciancio, proprio perché si possa esprimere, è che ci sia un impegno
  della  I  Commissione a che immediatamente si inizi un  lavoro  per
  poter  ricreare una legge che, fallita la Delrio, perché qua non  è
  che  c'è  da dare colpe a nessuno, è fallita la Delrio, come  dire,
  tante  cose  sono fallite anche fra quelle che ho  fatto  io  nella
  vita, non credo che tutto quello che ho fatto sia stato giusto   La
  Delrio se fosse passato il referendum avrebbe avuto un senso, senza
  il  referendum è chiaro che è crollata e, quindi, non ha avuto  più
  senso. Per cui, non è che c'è da dire:  Delrio era un pazzo  .  No,
  Delrio  aveva  una  proposta che io non accettavo,  che  a  me  non
  piaceva  tanto, che non ho votato ma aveva una logica. Oggi  questa
  logica non c'è più perché il referendum ha bocciato la Delrio e  di
  conseguenza le province così come sono, sono un disastro.
   Io  credo  che andare a votare oggi anziché prepararci a fare  una
  cosa,  che poi vedrete dovranno fare anche a livello nazionale,  ma
  che  noi  potremmo fare prima che è quella della nuova legge  sulle
  province  che restituiscono le province non esattamente come  erano
  ma certamente come si penserà di fare, quello ha una logica. Quello
  è  un  percorso politico che può avere un senso. Invece, oggi  come
  oggi,  andare  a votare e fare il sindaco Orlando Presidente  della
  provincia di Palermo quando fra due mesi comunque non è più neanche
  Sindaco  al di là della sentenza della Corte è un qualcosa  che  io
  personalmente consideravo non corretto, sbagliato. Ma a prescindere
  da  tutto  c'è la sentenza, prendiamo questa sentenza proprio  come
  possibile soluzione per uscire dal problema delle province.
   Tutti lo diciamo che le province è stata una stupidaggine abolirle
  perché avevano una importanza straordinaria e certamente non  erano
  questo  costo  così come era stata presentata; ma  vi  ricordo  che
  quello  fu un momento del nostro Paese in cui sembrava ci fosse  un
  impazzimento generale sul fatto che ogni cosa della politica doveva
  essere abolita e doveva essere annientata. Per fortuna, oggi non  è
  più  così. Si è ricominciato a ragionare per come è giusto  che  si
  ragioni;  tra  questi ragionamenti c'è anche quello,  anche  grazie
  alla   sentenza  della  Corte,  secondo  me  del  ripristino  delle
  province.
   Per  cui, noi possiamo andare a chiedere, a livello nazionale,  di
  pensarci loro e io credo che, invece, quello che dobbiamo dire oggi
  alla  Corte è che ci hanno bocciato una legge che era assolutamente
  costituzionale  e  che invece ci hanno dichiarato incostituzionale.
  Oggi si può ricominciare a lavorare perché questo si possa fare.
   Onorevole Pellegrino, la prego di dare il parere della Commissione
  e poi l'onorevole Ciancio che però mi ha già anticipato un time out
  di 10 minuti per rivedere il tutto.
   Prego, onorevole Pellegrino.

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Presidente, in relazione
  a  ciò che mi veniva chiesto e cioè dei lavori in Commissione circa
  lo  studio  di  un disegno di legge che riguardi la  riforma  e  il
  ripristino delle province, si è fatto già un lavoro del  genere  in
  Commissione attraverso audizioni sia dell'ASAEL, dell'ANCI, fino ad
  adesso  ho  avuto  un  messaggio di Leoluca  Orlando,  del  sindaco
  Orlando,  nella  qualità  di responsabile  dell'ANCI  regionale  e,
  quindi, un lavoro anche se non proprio indirizzato verso una legge,
  un disegno di legge, lo si è fatto già.
   Abbiamo  una  serie  di pareri che sono stati dati,  ripeto  dalle
  associazioni  dei  comuni, li abbiamo sentiti singolarmente,  anche
  perché  la questione è stata sempre un grosso problema e una grossa
  preoccupazione  per  tutti  gli  amministratori  che   sono   stati
  convocati in Commissione anche se non c'era un disegno di legge sul
  punto.
   Per  quanto riguarda l'odierno disegno di legge, devo dire che una
  democrazia  semiplena  quale può essere quella  di  un  commissario
  coadiuvato  momentaneamente  dall'assemblea  dei  sindaci  o  dalla
  conferenza metropolitana, non può che essere accettata rispetto  ad
  una  dittatura  commissariale qual è stata  dal  2012  ad  oggi  e,
  quindi, la Commissione sul punto esprime il parere favorevole.

   PRESIDENTE.  Onorevole Ciancio, fermo restando  credo  sia  giusto
  anche  dire che non è che il problema di oggi nasce dai commissari;
  però, non c'è dubbio che se questo è l'indirizzo che vuole dare  il
  Parlamento, se ci possiamo...

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Sul fatto di lavorare per una legge sulle  province  e
  sull'emendamento della Ciancio. Sull'emendamento della  Ciancio  ha
  dato parere favorevole.

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. A scanso di equivoci, io
  notoriamente,  lo  sanno  tutti, sono  contrario  al  rinvio  delle
  elezioni;   però,  sono  il  Presidente  della  Commissione,   devo
  raccogliere   gli  umori,  le  sensazioni  e  la  sensibilità   dei
  commissari e, nella qualità di Presidente della Commissione,  debbo
  dire   che   la   Commissione  a  maggioranza   ritiene   che   sia
  l'emendamento, sia un eventuale disegno di legge sia  assolutamente
  congruo.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ciancio.

   CIANCIO. Grazie, Presidente. Intanto

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.   Stiamo  discutendo  dell'emendamento  dell'onorevole
  Ciancio

                      (Intervento fuori microfono)

   CIANCIO. Ma chi lo ha detto?

   PRESIDENTE.  Ho  chiesto  un  parere sull'emendamento  Ciancio  al
  Governo e ora alla Commissione. Onorevoli deputati, mi fate fare il
  mio mestiere o no?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Ho  chiesto il parere prima al  Governo  e  ora  alla
  Commissione. E' possibile?

           (Intervento fuori microfono dell'onorevole Aricò)

   PRESIDENTE.  Ma  ci  sono  gli  altri  emendamenti  che   verranno
  valutati  E' da un'ora che parliamo dell'emendamento dell'onorevole
  Ciancio  e,  quindi, prima di mettere in votazione  ho  chiesto  il
  parere, onorevole Aricò
   Prego, onorevole Ciancio.

   CIANCIO.  Intanto  una piccola premessa. Se stiamo  discutendo  di
  questo   emendamento   è  perché  dal  Governo   non   è   arrivato
  assolutamente  nulla. Ieri in Commissione era presente  l'Assessore
  Zambuto, non ha proposto  .

                     (Intervento fuori microfono)

   CIANCIO. Ma, Assessore, se ci sono colleghi che fanno parte  della
  sua  maggioranza che hanno presentato un disegno di  legge  per  il
  rinvio,  io  mi  aspetto che il minimo che faccia  un  Assessore  è
  cercare  una mediazione tra la maggioranza e il Governo,  cosa  che
  non è assolutamente avvenuta
   Ora,  non  è  che  qua stiamo parlando di  Non  siamo  nati  ieri,
  Assessore     Sono  onorata  che  lei  stia  paragonando   un   mio
  emendamento   addirittura  ad  una  riforma,  tra  otto   anni   ci
  ritroveremo  a  discutere del mio emendamento. Io ne sono  onorata,
  Presidente,  ma  non credo che è un emendamento  che  introduce  un
  regime transitorio possa essere considerato una riforma, perché  il
  primo  rigo del mio emendamento dice:  Nelle more dell'insediamento
  degli organi degli enti di area vasta , quindi, più chiaro di così
  E ne approfitto per rispondere anche ad alcune perplessità, intanto
  noi  modifichiamo solo la lettera b) quindi il rinvio  rimane  alla
  lettera a), semplicemente si modifica il regime transitorio.
   Il  regolamento  è  previsto che in questo  momento  il  Consiglio
  faccia  un regolamento, quindi io l'ho voluto ribadire nella norma,
  però  accolgo con favore i suggerimenti e le proposte dei colleghi.
  Se  è necessario scriverla in maniera un po' diversa per non creare
  confusione, siamo disponibili, assolutamente disponibili.
   Noi  parliamo di costituzionalità. Fermo restando che io mi affido
  agli Uffici per quanto riguarda la costituzionalità o meno, però mi
  chiedo   come  possa  una  sola  persona  essere  considerata   più
  legittimata di un'assemblea dei sindaci, questo onestamente non  mi
  è chiaro.
   E  un'altra cosa chiedo ai colleghi in questo caso del Governo, ma
  se  si  andasse a votare nelle Città metropolitane e  ci  fosse  un
  ricorso - e dico uno - non si bloccherebbe tutto il sistema? Perché
  se  la  sentenza ha detto che il sindaco metropolitano praticamente
  non può far nulla perché non è legittimato, qualsiasi atto mette in
  campo  in  questo momento il sindaco metropolitano  è  illegittimo.
  Perdonatemi,  ma  non  è  che  ci  vuole  un  esperto  in   diritto
  costituzionale per dire una cosa del genere
   Se  un  organo  non  legittimato indice  le  elezioni  sicuramente
  basterà un semplice ricorso successivamente per bloccare tutto.

   PRESIDENTE. Di quanto tempo avete bisogno?

   CIANCIO.    Presidente,   noi   avevamo   già    presentato    dei
  subemendamenti, però se riusciamo a scriverlo più correttamente

   PRESIDENTE. Mezz'ora basta?

   CIANCIO. Anche meno, Presidente.

   PRESIDENTE. Un quarto d'ora?

   CIANCIO. Un quarto d'ora.

   PRESIDENTE.  Sospendo la seduta e riprenderà alle  ore  18.45.  La
  seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.24, è ripresa alle ore 19.07)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Se  intanto l'onorevole Ciancio,  nel  frattempo  che
  stanno  finendo di fotocopiare, illustra quello che è stato  fatto,
  che tipo di modifica è stata fatta, in modo che poi quando arrivano
  capiscono già di che cosa parliamo. Prego, onorevole Ciancio.

   CIANCIO. Signor Presidente, di fatto sono modifiche formali e  per
  rendere  il  testo più leggibile, quanto più possibile da  attuare.
  Abbiamo  fatto un riferimento al comma 2 dell'articolo  7  bis,  il
  comma 2 dell'articolo 14 bis, che sono fondamentalmente le funzioni
  che  dovrebbero  assumere  temporaneamente,  lo  sottolineo  e   lo
  ribadisco  un'altra  volta. Abbiamo anche per  ovviare  quello  che
  poteva  essere una osservazione di molti, ovvero, che  il  voto  in
  questa  fase transitoria, il voto di un sindaco di un comune  molto
  piccolo  possa  valere  quanto il voto di  un  sindaco  più  grande
  abbiamo  chiesto  che nel regolamento provvisorio vengano  inseriti
  dei  criteri di ponderazione. Quindi soltanto questo. La novità per
  il  resto,  sì  c'è  un emendamento del collega  Lupo  che  abbiamo
  inserito   che   chiedeva  di  insediare   subito   la   conferenza
  metropolitana  e il libero consorzio, lì dove non  sono  state  già
  istituite perché ho capito che c'è qualche libero consorzio che già
  si  è  mosso  autonomamente.  Fondamentalmente  le  modifiche  sono
  queste.

   PRESIDENTE. Chiedo scusa, giusto per capirci. Nel momento in cui è
  scritto  che  nelle  more dell'insediamento  dei  liberi  consorzi,
  nonché  all'approvazione  della legge in materia  di  riordino,  di
  riordino  nella materia, comunque non oltre il 31 agosto, significa
  che se il 31 agosto non c'è già una nuova legge.

   CIANCIO.  Servirà una nuova proroga. L'abbiamo dovuto mettere,  il
  termine.

   PRESIDENTE. Si vota.

   CIANCIO.  Scusi,  no, dico questa cosa perché avevamo  pensato  di
  togliere il termine però essendoci la nomina del commissario.

   PRESIDENTE. È assolutamente utile mantenerlo perché si deve capire
  che  è  una norma provvisoria, perché se non lo mettiamo non è  più
  provvisoria  e diventa un problema. Si sta distribuendo,  onorevole
  Laccoto. Proviamo a velocizzare, visto che stiamo distribuendo.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, un subemendamento per dire sulla  base
  anche  della popolazione, se noi diciamo solo sul criterio  poi  si
  creano  problemi.  Il  regolamento, noi  dobbiamo  lasciare  libera
  l'Assemblea e dire  anche', è un sub emendamento che faccio   anche
  sulla base'.

   PRESIDENTE. La ponderazione è attraverso la popolazione, che altro
  tipo di meccanismi ci sono?

   LACCOTO.   È   un   regolamento  provvisorio  che  stabilisce   la
  maggioranza per le deliberazioni, sulla base anche dei  criteri  di
  ponderazione in relazione alla popolazione, perché già  veniamo  da
  altre esperienze e quindi basta aggiungere  anche'.

   PRESIDENTE.  Maggiore  alla deliberazione  è  la  maggioranza,  la
  ponderazione  solo  sulla popolazione si può  fare,  che  significa
  anche sulla ponderazione. Onestamente non significa niente.

   LACCOTO  sempre esclusivo.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Laccoto,  la  prego,   evitiamo   perché
  sinceramente non significa niente.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  mi sembra che la soluzione sia di gran lunga  peggiore
  del  male. E vi dico subito perché intanto per come è stata scritta
  questa  norma è una norma che rischia di creare maggiore confusione
  rispetto a quella attuale.
   Innanzitutto   nonché dall'approvazione di una legge  di  riordino
  della  materia' legge di chi? Della Regione siciliana? Dello Stato?
  Di chi?
   Seconda  cosa, siccome il sindaco di Santa Teresa di Riva  ha  una
  percentuale o comunque rappresenta una popolazione diversa rispetto
  al   sindaco  di  Milazzo  qualcuno  dice  che  dobbiamo  fare   il
  regolamento. Bene, questo regolamento chi lo fa? In quanto tempo lo
  facciamo?

                     (Intervento fuori microfono)

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Certo,
  ognuno  lo fa. Questa è una norma - mi  si permetta - che  è,  caro
  onorevole Ciancio, è la conseguenza della confusione che - come  ha
  detto  l'onorevole  Assenza - Cancelleri  insieme  a  Giletti  e  a
  Crocetta del Partito Democratico avete creato.
   Vi  dovreste vergognare per questa cosa qua, perché state  creando
  ulteriore confusione su confusione.
   Noi  siamo  completamente contrari, abbiate il  pudore  se  volete
  andare  al  rinvio delle elezioni fatelo, però non  inserite  nuove
  norme che creano soltanto una indecenza legislativa

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE.  Signor Presidente, qua dobbiamo andare a  correggere
  delle  storture e invece ci ritroviamo con l'esatto  contrario,  mi
  perdoni.  Questa  norma in provincia di Messina paralizza  l'intera
  struttura   della  provincia  regionale  di  Messina,  oggi   città
  metropolitana, perché oggi l'unica città metropolitana che funziona
  è quella di Messina con bilanci approvati 2022-2024, con interventi
  sulle  scuole,  con  interventi sulle  strade.  Ipotizzare  che  il
  consiglio dovrebbe essere costituito da 108 sindaci è semplicemente
  da folli.
   Se  si  devono  rinviare le elezioni le rinviamo,  io  sono  anche
  d'accordo  ma  non ci incartiamo in storture che non stanno  né  in
  cielo né in terra.
   Il  Governo, l'Assemblea, chi vuole, presenta un disegno di  legge
  di  riforma delle province, lo approviamo in un mese e basta ma non
  mettiamo   altre  cose  che  sono  semplicemente  inapplicabili   e
  soprattutto,  ripeto, a maggioranza 108 Comuni, 108 sindaci,  ma  i
  sindaci  che  vi pare che sono in gita? O che non hanno  niente  da
  fare e se ne vanno alla città metropolitana ad approvare scartoffie
  per non fare nulla? È inapplicabile

   PRESIDENTE.  Io  credo,  però  che  quando  si  dice  che  c'è  un
  regolamento  i  consorzi  tra  i sindaci  fanno  il  regolamento  e
  decidono come fare.

                     (Interventi fuori microfono)

   PRESIDENTE. Loro stessi lo fanno.
   Calma, colleghi  Io, siccome le cose le ascolto, le valutiamo.
   È  inutile parlare ancora contro. Vediamo di trovare la soluzione,
  onorevole Aricò. L'abbiamo capito
   Il problema, onorevole Ciancio, nasce da che cosa? Dal fatto della
  ponderazione? Questo è il problema? Il regolamento si  attua  come?
  Votando con la ponderazione dei sindaci.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente, colleghi, in questo momento la  legge
  dice che già il consiglio deve adottare un regolamento.
   Come  lo  deve adottare il consiglio, che non c'è, che non  esiste
  ancora,   lo   adotta  l'assemblea  dei  sindaci  o  la  conferenza
  metropolitana.
   La legge è tanto semplice per il consiglio quanto per il .

   PRESIDENTE.  Cioè, coi stiamo ripetendo esattamente quello  che  è
  previsto.  Cioè  che, se andassimo a votare, si  dovrebbe  fare  la
  stessa cosa.

   CIANCIO. Certo, assolutamente sì

   PRESIDENTE.  Allora, qual è il problema, scusate? Io  le  cose  le
  devo capire.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  proviamo  ad
  andare con ordine.
   L'Assemblea,  nei vari interventi, si è espressa  bene  o  male  a
  maggioranza  nella volontà di voler rinviare queste  elezioni,  per
  mille  motivi, ognuno ne ha uno. E penso che su questo bene o  male
  siamo tutti d'accordo.
   Se  l'obiettivo è quello di rinviare le elezioni rinviamole  e  ci
  siamo.  Questa  norma,  però,  modifica  l'assetto  attuale  perché
  assegna   ai  sindaci  la  possibilità  di  rappresentare  l'organo
  consiliare con diritto di voto.
   In provincia di Messina 108 sindaci, solo per riunirli

   PRESIDENTE. Voto ponderato però

   LO  GIUDICE.  Lasci perdere che è ponderato  Solo per riunire  108
  sindaci ed avere la maggioranza significa paralizzare l'organo che,
  in questo momento, sta funzionando.

   PRESIDENTE.  Però,  io  su  questo sono  d'accordo,  onorevole  Lo
  Giudice. Non si deve creare un governo?

   LO  GIUDICE. Tolto questo, Presidente, le aggiungo un altro fatto.
  Per  come  è impostata la norma non si sa chi dovrebbe fare  questo
  regolamento  ma  ogni  provincia, o libero  consorzio  che  dir  si
  voglia, adotta un regolamento a modo suo, per i fatti suoi.

   PRESIDENTE. Ma perché domani come succederebbe?

   LO  GIUDICE.  Ad  oggi non è così. Ad oggi c'è un commissario  che
  svolge le funzioni del consiglio.

   PRESIDENTE.  Nel  momento in cui votiamo domani,  i  consigli  non
  adottano il regolamento?

   LO GIUDICE. Ma sono 18, Presidente. Sono 18 rappresentanti, non ha
  il problema della maggioranza e, comunque, vengono eletti.

   PRESIDENTE. E come lo possiamo fare secondo lei?

   LO  GIUDICE. Dobbiamo rinviare le elezioni e fare una riforma  fra
  un  mese.  Punto  e  basta  Perché non la puoi approvare  in  dieci
  minuti.  Non  la  puoi  approvare in dieci minuti  una  norma  così
  importante

   PRESIDENTE.  Però,  nel momento in cui l'Aula  -  perché  è  stato
  ascoltato anche da lei - ha dichiarato, ha dimostrato che non vuole
  più  il  commissario ma che vuole un minimo di gestione,  come  può
  avvenire questa cosa?

   LO GIUDICE. Facciamo insidiare, come è giusto che sia, in tutte le
  province l'Assemblea dei sindaci prevista dalla norma precedente ma
  non che svolge il ruolo del consiglio.
   Perché,   se   gli  facciamo  svolgere  il  ruolo  del  consiglio,
  ovviamente si crea un problema.
   Quindi, insediamo l'assemblea dei sindaci, questo sì, in tutte  le
  città metropolitane, per carità, e liberi consorzi. Ma se gli diamo
  il ruolo del consiglio abbiamo paralizzato tutto.

   PRESIDENTE. Mi sembra di capire che, comunque, così come  è  stato
  scritto,  è  risolvibile  il  problema  perché  basta  che  con  la
  ponderazione a Messina, basta che se riuniscono cinque sindaci  per
  fare  maggioranza, per cui, ecco, tanto per essere chiari.  Allora,
  scusatemi

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Scusate,  colleghi,  siccome  dobbiamo  trovare   una
  soluzione, tutta l'Aula, quasi tutta, si è dichiarata a  favore  di
  un rinvio di questa elezione per mille motivi.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Ascolti, ascolti un minuto. Dicevo, si  è  dichiarata
  per  un rinvio di queste elezioni. Per quanto mi riguarda la  norma
  che  era  stata  presentata  prevedeva il  rinvio  delle  elezioni.
  Dopodichè c'è stata questa proposta dell'onorevole Ciancio  su  cui
  vi  siete, in qualche maniera, espressi perché se l'Aula  si  fosse
  espressa  negativamente io, come dire, avrei detto  cara  onorevole
  Ciancio  questa proposta non va bene. Ma siccome l'Aula,  in  quasi
  tutta  la  sua  interezza,  anche per conto  dei  Capigruppo  si  è
  dichiarata  favorevole, ora perché mi, io non è che ora posso  dire
  scusate era tutta un'altra cosa.
   Non  darò  la  parola,  anche se tutti  la  state  chiedendo,  non
  possiamo  riaccendere il dibattito, io voglio sapere  se  -  e  gli
  uffici  me  lo  stanno  chiarendo a favore  dell'emendamento,  devo
  essere  sincero  -  ma se qualcuno ha qualche dubbio  vero,  ma  il
  problema che i sindaci si debbano riunire e fare una decisione  sul
  regolamento,  il  concetto della ponderazione, di fatto,  rende  il
  sindaco  di  Messina che vale cento e gli altri  che  valgono  uno,
  siccome il totale è centocinque, basta che si riuniscano in  cinque
  ed hanno raggiunto il loro obiettivo.
   Non  c'è  un  qualche cosa che stravolge la legge, se andassimo  a
  votare domani sulla base della elezione di secondo grado, che è già
  discutibile  di suo, ci sarebbero dodici persone che decidono;  non
  c'è  niente di diverso, come dire, non mi sembra che ci sia  niente
  di stravolgente.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi votiamo.

   CIANCIO.  Scusate, solo per dire che, siccome c'è  il  termine  di
  trenta  giorni, se il Governo ha interesse a presentare un  disegno
  di legge di riforma in trenta giorni lo può fare benissimo.

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.   E   allora,  mettiamo  in  votazione   l'emendamento
  dell'onorevole    Ciancio.   Scusate,   prima    dobbiamo    votare
  l'emendamento soppressivo.
   Pongo in votazione l'emendamento soppressivo all'articolo 1. Chi è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Aricò, non gliela posso  vietare,  per  cui
  prego.  Tenga presente, però, che ormai è da due ore che dibattiamo
  su questo argomento.

   ARICO'. Ha dato la parola due volte all'onorevole Lo Giudice sullo
  stesso argomento.

   PRESIDENTE. All'onorevole?

   ARICO'.  All'onorevole  Lo  Giudice,  due  volte  per  lo   stesso
  argomento e per lo stesso emendamento.

   PRESIDENTE.  Non  avevo  sentito e  le  ho  solamente  chiesto  di
  ripetere.

   ARICO'.  Sì, perfetto, io le ho chiesto per una volta  la  parola,
  quindi  sono  costretto a chiedere di intervenire per dichiarazione
  di voto.

   PRESIDENTE. Va bene, onorevole Aricò, evitiamo inutili polemiche.

   ARICO'. Che sicuramente sarà favorevole all'emendamento 1.1.
   Presidente, per quanto riguarda questa norma noi stiamo  mettendo,
  e  voglio  ribadire, una data che è una presa in giro per  chi  sta
  legiferando in quest'Aula.
   Il  31  agosto  di quest'anno noi dovremmo insediare il  Consiglio
  comunale   di   Palermo,  l'onorevole  Lo   Giudice   ci   comunica
  formalmente, ha detto, senza smentita, che il sindaco di Messina si
  dimetterà a breve e si andrà nuovamente ad elezioni a Messina e noi
  riteniamo,  quest'Aula  ritiene  che  potrà  insediare  i  Consigli
  comunali di Palermo e di Messina e raccogliere le firme per  potere
  indire  le  nuove elezioni entro il 31 agosto, ma  a  chi  vogliamo
  prendere in giro? Presidente

                     (Intervento fuori microfono)

   ARICO'.  No,  noi  abbiamo votato, come abbiamo votato  la  scorsa
  volta,  una  legge che prevedeva la raccolta, la presentazione  del
  alista  tra l'1 e il 2 gennaio. Ora ce lo stiamo ridicendo  che  si
  dovrebbe votare entro il 31 agosto.
     E  allora,  presidente, stiamo prendendo un palo di petto  e  vi
  chiedo,  presidente,  di riflettere su quanto  stiamo  facendo  per
  quanto  riguarda l'assemblea dei sindaci che dovrebbe, sempre  qui,
  entro  il 31 agosto redigere un regolamento di autogoverno,  perché
  se  dovesse intervenire la legge entro il 31 agosto, quanto meno lo
  dovrebbe fare qualche giorno prima e noi pensiamo, che come  ci  ha
  detto prima l'onorevole Lo Giudice, 108 sindaci in piena pandemia -
  ribadisco,  in  piena pandemia  - si debbano riunire  per  fare  un
  regolamento, per aspirare poi a fare una legge, forse  Roma,  forse
  l'Assemblea regionale, per perdere solo tempo
   Quindi,  Presidente, la prego, vi prego colleghi,  riflettiamo  su
  quello che stiamo approvando, perché sarà una catastrofe peggio  di
  prima

   PRESIDENTE. Grazie. Della data non mi interessa, basta che c'è una
  data, perché deve essere un fatto provvisorio.

   ARICO'. Non può non interessare la data

   PRESIDENTE.  Voglio  dire, siccome l'obiettivo  non  è  quello  di
  andare a votare, l'obiettivo è quello che una cosa di questo genere
  possa funzionare.
   L'emendamento soppressivo è stato bocciato.
   Pongo in votazione l'emendamento 1.2, dell'onorevole Ciancio.  Chi
  h favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Tutti gli altri emendamenti sono preclusi.
   L'emendamento è stato approvato con il voto contrario  del  Gruppo
  DiventeràBellissima.
   Ho  capito  Lo sto comunicando agli Uffici. Il Governo lo  ha  già
  dichiarato che il voto è contrario.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Un minuto, onorevole  Ma perché continua  a  gridare
  Abbiamo  detto  tutto il Gruppo DiventeràBellissima,  più  Fratelli
  d'Italia, forse tutti? Va bene, il Segretario sta guardando  quelli
  che sono contrari.
   Gli altri emendamenti sono preclusi.
   Scusate,  il  voto è già chiuso. Ora c'è qualcuno di voi  che  sta
  dicendo  di non essere favorevole e li stanno segnando. Qual  è  il
  problema, non ho capito.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Favorevole? E va bene col voto contrario

                           (Brusio in Aula)

   Scusatemi, qual è il problema? Non lo capisco. Siete nettamente di
  meno  della  maggioranza   Qual  è  il  problema   Di  cosa  stiamo
  parlando?
   Pongo in votazione l'articolo 1.

           (Viene richiesta votazione per scrutinio nominale)

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


           Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'articolo 1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti  .         53
   Votanti             37
   Maggioranza         19
   Favorevoli          35
   Contrari            2
   Astenuti            3

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                           Entrata in vigore

   1.   La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della  Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla  e  di  farla
  osservare come legge della Regione.»

   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)


  Votazione  finale  per  scrutinio nominale  del  disegno  di  legge
  «Rinvio delle elezioni degli organi degli enti di area vasta.»  (n.
  1128/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge «Rinvio delle elezioni degli organi degli enti
  di area vasta.» (n. 1128/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti  .         51
   Votanti             38
   Maggioranza         20
   Favorevoli          36
   Contrari            2
   Astenuti            2

                         (L'Assemblea approva)


   Seguito  della  discussione del disegno di legge  Istituzione  del
  garante regionale della persona anziana.  (nn. 671-975-1069/A)

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  si  passa  al  seguito   della
  discussione del disegno di legge  Istituzione del garante regionale
  della persona anziana  nn. 671-975-1069/A, posto al numero 2).
   Invito i componenti la Commissione  Salute  a prendere posto.
   Colleghi,  vi  devo chiedere di rimanere ancora un attimo.  Ho  un
  problema per cui io confesso il mio conflitto di interessi. C'è  la
  legge per il garante della terza età, che è di un solo articolo. Lo
  votiamo al volo, è senza emendamenti.
   Gli emendamenti aggiuntivi sono dichiarati inammissibili.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
        Istituzione del garante regionale della persona anziana

   1.  È  istituito  presso l'assessorato regionale  della  famiglia,
  delle  politiche  sociali e del lavoro il garante  regionale  della
  persona anziana.

   2.   II  garante  regionale della persona anziana opera  in  piena
  autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione; esso non
  è sottoposto ad alcuna forma di controllo gerarchico o funzionale.

   3.   E'istituito,  alle  dirette  dipendenze  del   garante,   per
  l'esercizio delle sue funzioni, l'ufficio del garante regionale per
  la  persona  anziana. Con decreto dell'assessore regionale  per  la
  famiglia,  le  politiche  sociali ed il  lavoro  è  individuato  il
  personale ed è stabilita la sede dell'ufficio.

   4.  L'incarico  del  garante della persona  anziana  ha  carattere
  gratuito  e  la  funzione è svolta a titolo onorario,  non  essendo
  previsti  compensi  né alcun rimborso spese per lo  svolgimento  di
  tale incarico.»

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente,  non  ho  capito  perché  c'è  molta
  confusione  e non si comprende bene, su questa norma c'erano  degli
  emendamenti che erano chiaramente legati al testo, testuali.

   PRESIDENTE. Di che cosa sta parlando?

   CARONIA. Su quello della terza età, gli emendamenti già ci sono.

   PRESIDENTE. Li votiamo in un minuto.

   CARONIA. Ah grazie  Non si era capito.

   PRESIDENTE.  All'articolo 1 non ci sono emendamenti. Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo. 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
      Modalità di nomina del garante, requisiti e incompatibilità

      1.  Il  garante regionale della persona anziana è nominato  con
  decreto  dell'assessore  regionale per la  famiglia,  le  politiche
  sociali  e  del  lavoro, previo parere della  Commissione   salute,
  servizi  sociali  e  sanitari  dell'Assemblea regionale  siciliana.
  Resta in carica cinque anni e può essere rinominato una sola volta.

   2.    Requisiti per la nomina a garante regionale per  la  persona
  anziana sono, oltre alla cittadinanza italiana e alla residenza nel
  territorio  della  Regione, il possesso del diploma  di  laurea  in
  giurisprudenza  o  in  scienze politiche o  in  scienze  sociali  o
  equipollenti o in medicina o in psicologia.

   3.  Non sono nominabili a garante regionale della persona anziana,
  i    dipendenti   regionali   dell'amministrazione   regionale,   i
  magistrati, i deputati regionali, gli amministratori comunali,  gli
  amministratori delle città metropolitane, i parlamentari nazionali,
  quelli  dell'Unione  Europea  e,  in  generale,  tutti  coloro  che
  ricoprano  ruoli  istituzionali di governo nazionale,  regionale  o
  europeo.

   4.  Non sono nominabili a garante regionale per la persona anziana
  coloro  che  abbiano  riportato condanna  penali  per  delitti  non
  colposi  e  coloro che sono sottoposti a misure di sicurezza  o  di
  prevenzione.

   5. II garante regionale per la persona anziana può essere revocato
  dall'assessore regionale per la famiglia, le politiche  sociali  ed
  il  lavoro,  con  proprio decreto, previo parere della  Commissione
   salute,  servizi  sociali  e  sanitari   dell'Assemblea  regionale
  siciliana, per gravi e ripetute violazioni di legge o per accertata
  inefficienza.»

   All'articolo  2 è stato presentato un emendamento da  parte  della
  Commissione,  che è un emendamento tecnico,  il 2.1.  Lo  pongo  in
  votazione con il parere favorevole del Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che è stato presentato l'emendamento 2.2, a firma  della
  Commissione.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo. 2, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                               Funzioni

     1. Al garante regionale della persona anziana sono attribuite le
  seguenti funzioni:

   a)  vigila  sull'applicazione delle leggi vigenti  in  materia  di
  tutela degli anziani;

   b)  riceve segnalazioni relative a casi di supposta violazione dei
  diritti degli anziani, anche provenienti dai diretti interessati, e
  ne dà comunicazione agli organi competenti affinché si attivino per
  le opportune verifiche ed interventi;

   c)  assume  ogni iniziativa volta ad assicurare che  alle  persone
  anziane  siano erogate a livello regionale, provinciale e comunale,
  le  prestazioni relative al diritto alla salute e al  miglioramento
  della   qualità  della  vita,  attivandosi,  anche,  nei  confronti
  dell'amministrazione  interessata  inadempiente,  affinché   questa
  assuma le necessarie iniziative volte ad assicurare le prestazioni;

   d)  vigila  in  merito  al rispetto dei livelli  essenziali  delle
  prestazioni  concernenti i diritti civili e sociali degli  anziani,
  quali  1'assistenza  sanitaria e le  prestazioni  sociali,  di  cui
  all'articolo  117, secondo comma, lettera m), della Costituzione  e
  trasmette   le   proprie  osservazioni  in  materia   agli   organi
  competenti;

   e) controlla i requisiti qualitativi dell'assistenza e dei servizi
  erogati agli anziani da strutture pubbliche o private convenzionate
  ed accreditate dalla Regione;

   f)  vigila  sulle  attività delle strutture sanitarie,  sociali  e
  socio-assistenziali  pubbliche convenzionate ed  accreditate  dalla
  Regione  per  garantire  il  rispetto  dei  diritti  delle  persone
  anziane, segnalando ai servizi sociali ed, occorrendo, agli  organi
  competenti,  i  contesti  che richiedono  interventi  immediati  di
  ordine assistenziale e di sicurezza;

   g)   interviene  nei  confronti  delle  strutture  e  degli   enti
  regionali, provinciali e comunali in caso di accertate omissioni  o
  inosservanze  che compromettano 1'erogazione delle  prestazioni  di
  cui   alla  lettera  c).  Qualora  tali  omissioni  o  inosservanze
  perdurino,  propone agli organi regionali, provinciali e  comunali,
  titolari  della vigilanza su tali strutture ed enti,  le  opportune
  iniziative, provvedendo, in caso di perdurante inerzia, a informare
  le  autorità  competenti ai fini dell'irrogazione  delle  eventuali
  sanzioni e dell'obbligo ad adempiere;

   h) attua misure di sostegno e di tutoraggio degli anziani;

   i) segnala agli organi regionali, provinciali e comunali eventuali
  fattori  di rischio o di danno per gli anziani, dei quali  viene  a
  conoscenza  in qualsiasi forma, anche su indicazione  dei  soggetti
  interessati  o  di  associazioni  o  di  organizzazioni  anche  non
  governative che svolgono un'attività inerente a quanto segnalato;

   l)  propone  agli  organi  regionali le eventuali  risoluzioni  da
  intraprendere per contribuire ad assicurare il pieno  rispetto  dei
  diritti degli anziani;

   m)  propone  agli  organi  competenti  in  materia  iniziative  di
  informazione e di promozione culturale sui temi dei diritti e delle
  garanzie degli anziani;

   n)  promuove  e cura e la conoscenza e diffusione tra i  cittadini
  delle  leggi  vigenti  in  materia di  tutela  degli  anziani,  con
  particolare attenzione alle relative finalità;

   o)  propone all'assessore regionale per la Famiglia, le  politiche
  sociali  ed  il lavoro 1'opportunità di iniziative per la  concreta
  attuazione dei diritti degli anziani e della loro tutela;

   p)  chiede,  con  le  forme e nei limiti di  legge,  l'accesso  ai
  documenti  amministrativi,  a  tutela  dei  diritti  delle  persone
  anziane.»

   E'  stato  presentato dalla Commissione l'emendamento 3.1.  E'  un
  emendamento tecnico. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo. 4.  Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                           Relazioni annuali

   1.   Il   garante  regionale  della  persona  anziana   riferisce,
  annualmente, all'assessore regionale per la famiglia, le  politiche
  sociali   ed   il  lavoro  sull'attività  svolta,  attraverso   una
  dettagliata relazione e propone le iniziative per 1'incremento  del
  benessere  degli  anziani,  per  le  modalità  partecipative  delle
  organizzazioni  di  volontariato che svolgono  attività  in  favore
  degli  anziani  e  per 1'attuazione del principio di  sussidiarietà
  orizzontale.

   2.  Alla relazione annuale deve essere data adeguata pubblicità in
  sede regionale, provinciale e comunale».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                       Diritto alla riservatezza

   1.  II garante regionale della persona anziana tenuto ad osservare
  il  segreto professionale sui casi dei quali viene a conoscenza  in
  ragione  del  proprio  incarico,  nel  rispetto  del  diritto  alla
  riservatezza  e  della  connessa riservatezza  secondo  le  vigenti
  normative in materia.

   2.  Per  tutto  quanto non previsto si rinvia alle  vigenti  leggi
  nazionali e regionali in materia.»

   C'è  un  solo emendamento a firma della Commissione, anche  questo
  tecnico, l'emendamento 5.1.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 5, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
                  Clausola di invarianza finanziaria

   1.  Dall'attuazione delle disposizioni dei cui alla presente legge
  non  derivano  nuovi o maggiori oneri a carico del  bilancio  della
  Regione.

   2.  Agli adempimenti previsti dalla presente legge si provvede con
  le   risorse   umane,  finanziarie  e  strumentali  disponibili   a
  legislazione vigente.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     Istituzione del Garante regionale della persona anziana.  ( n.
                            671-975-1069/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di legge n.  671-975-1069/A  Istituzione del  Garante
  regionale della persona anziana .
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti  .         49
   Votanti             33
   Maggioranza         17
   Favorevoli          33
   Contrari            0
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

   L'onorevole Falcone ha votato.
   Prima di dare la parola all'onorevole Barbagallo che l'ha chiesta,
  le  Commissioni - siamo rimasti così -  lunedì la seduta sarà  alle
  ore  11.00,  diciamo  che ci rivediamo lunedì alle  ore  11.00  per
  incardinare il disegno di legge sulle variazioni di bilancio e  poi
  martedì si comincerà a votare.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  anche   se
  intervengo  in questo clima dove c'è questo sottofondo diffuso  non
  può  sfuggire agli attenti interlocutori della politica che stasera
  si è consumato uno strappo non indifferente.
   Il  disegno di legge sulle province che è stato approvato oggi  in
  Aula  col parere contrario del Governo e dopo l'intervento accorato
  del  Capo Gruppo e di numerosi componenti del Gruppo del Presidente
  della  Regione ostenta una crisi all'interno della maggioranza  non
  indifferente.
   Quella  delle riforme e della riforma nelle province era  uno  dei
  capisaldi  del Governo Musumeci presentata agli elettori siciliani,
  stasera con il parere contrario del Governo e l'intervento accorato
  del  Capo  Gruppo di Diventerà Bellissima, si sfalda la maggioranza
  del governatore.
   Noi  riteniamo che il Governo debba prendere atto anche a  seguito
  dei   numerosi   interventi   anche  degli   assessori   su   tutti
  dell'Assessore  Cordaro e dell'Assessore Falcone  che  sono  andati
  sotto  clamorosamente anche sull'emendamento della  Ciancio,  debba
  prendere  atto  che  non  solo non ha più una  maggioranza,  ma  in
  particolare  non  ha più la maggioranza con cui si  era  presentato
  davanti ai siciliani.
   Il  governatore  Musumeci  prenda atto  del  crollo  non  soltanto
  dell'architettura istituzionale delle Province  e  del  voto  delle
  Province ma anche delle altre riforme che non sono passate in Aula,
  su tutte quella dei rifiuti e quella dell'idrico, ne prenda atto  e
  rassegni  finalmente  le  dimissioni  e  liberi  la  Sicilia  ed  i
  siciliani dal Governo più inconcludente della storia.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Grazie  Presidente, solo per chiedere che  venga  messo  a
  verbale  che io nella votazione precedente sul disegno di legge  n.
  1128/A  ho  votato  positivamente, quindi verde,  ma  non  è  stato
  registrato  dal  tabellone,  quindi, ci  tenevo  che  questo  fosse
  segnato a verbale.

   PRESIDENTE.  Chiedo scusa, anche l'onorevole Figuccia dichiara  di
  avere votato verde.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Grazie Presidente, solo per dire e fare un appello  al
  Presidente  Musumeci  di  venire in Aula  e  anziché  prepararsi  i
  volantini per la ricandidatura di venire in Aula così come  non  ha
  fatto  per  questi quattro anni, perché per quattro  anni  è  stato
  assente  ed  anche su questa importante riforma che era  quella  di
  ridare voce ai cittadini per quanto riguarda le Province.
   E' da quattro anni che noi ascoltiamo che si dovevano votare, fare
  le elezioni di secondo livello, ridare finalmente dignità ai liberi
  consorzi, alle città metropolitane.
   Quella  di oggi è stata per il Presidente Musumeci una disfatta  e
  si  aggiunge  a  questa disfatta pure il parere che  è  stato  dato
  dall'ANAC  per  quanto  riguarda il centro direzionale,  anche  sul
  centro  direzionale  e  si  aggiunge ad  una  ennesima  disfatta  e
  sconfitta di questo Presidente che in questi anni non è riuscito  a
  dare  alla  Sicilia nessuna riforma adeguata ed anche  questa  sera
  Presidente, il fatto dell'assenza del Presidente Musumeci certifica
  che  questa  maggioranza si è sciolta come neve al sole.  Venga  in
  Aula  e  ne  prenda  finalmente atto,  ne  prenda  atto  delle  sue
  sconfitte  perché  anche questa sera il Governo regionale  è  stato
  messo sotto, è andato sotto ed anche questa volta non è riuscito  a
  dare,  come  dire, risposta ai siciliani ed è stata poi  alla  fine
  l'Assemblea  a dare una risposta ai cittadini siciliani  che  erano
  nel  caos  per quanto riguarda sia i liberi consorzi che  le  città
  metropolitane.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è conclusa ed è rinviata a  lunedì,
  20 dicembre 2021, alle ore 11.00.

                 La seduta è tolta alle ore 19.38 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XXV SESSIONE ORDINARIA


                         307a SEDUTA PUBBLICA
                  Lunedì 20 dicembre 2021 - ore 11.00
                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
         Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione,
         recante "Disposizioni concernenti Istituzione di un fondo di
         solidarietà per l'erogazione di contributi a fondo perduto in
         favore delle imprese sequestrate e confiscate alla criminalità
         organizzata e dissequestrate.  (n. 968/A) (Seguito)

           Relatore: on. Caputo

       2)  Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
         Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
         siciliana, recante  Modifiche al decreto legislativo 7 settembre
         2012, n. 155 - Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli
         uffici del Pubblico Ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2
         della legge 14 settembre 2011, n. 148'  (n. 1088/A) (Seguito)

           Relatore: on. Pellegrino

       3)  Riconoscimento e promozione della Dieta mediterranea.  (nn. 896-
         547A) (Seguito)

           Relatore: on. Bulla

       4)  Riutilizzo acque reflue depurate per usi irrigui.  (n. 340/A)
         (Seguito)

           Relatore: on. Compagnone

       5) Disposizioni in materia di edilizia.  (n. 1112/A) (Seguito)

           Relatore: on. Lo Curto

       6)   Norme  in  materia  di semplificazione  amministrativa  e
         digitalizzazione della pubblica amministrazione. Disposizioni
         varie.  (nn. 774-443-485/A) (Seguito)

           Relatore: on. Ciancio

    III - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       7)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 984/A)

       8)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021 - mese di febbraio.  (n. 985/A)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   -  da  parte dell'Assessore per le autonomie locali e la funzione
  pubblica

   N.  2191  - Verifiche ai sensi dell'art. 53 della legge regionale
  n.  17 del 2004, presso il Comune di Canicattì (AG) in merito alla
  deliberazione  del Consiglio comunale n.20 del 29.05.2020  'Lavori
  per  la  messa  a  norma,  ristrutturazione  e  collocazione  erba
  sintetica stadio Carlotta Bordonaro - progetto        esecutivo  -
  primo  stralcio  - variazione destinazione d'uso  area  necessaria
  all'ampliamento'.
   Firmatari: Di Caro Giovanni; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito
  Stefano;  Sunseri  Luigi; Schillaci Roberta;  Campo  Stefania;  Di
  Paola  Nunzio;  Marano  Jose; De Luca  Antonino;  Pasqua  Giorgio;
  Damante Concetta
   - Con nota prot. n. 22004/IN.17 del 28 giugno 2021, il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali e la
  funzione pubblica.

   N.  2195 - Provvedimenti in merito all'annullamento in autotutela
  della  delibera del Commissario ad acta con i poteri del Consiglio
  comunale n. 03 dell'11.03.2021 (Comune di Lampedusa e Linosa (AG))
  avente ad oggetto 'Adozione del PRG e presa d'atto della procedura
  di valutazione del Rapporto Ambientale e avvio della pubblicazione
  relativa alla V.A.S. ai sensi dell'art.14 e seguenti del D.lgs.  3
  aprile 2006 n. 152 e ss.mm.ii'.
   Firmatari: Di Caro Giovanni; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito
  Stefano;  Sunseri  Luigi; Schillaci Roberta;  Campo  Stefania;  Di
  Paola  Nunzio;  Marano  Jose; De Luca  Antonino;  Pasqua  Giorgio;
  Damante Concetta
   -  Con nota prot. n. 22061 del 28 giugno 2021 il Presidente della
  Regione  ha  delegato  l'Assessore per le autonomie  locali  e  la
  funzione pubblica.

   -  Da  parte dell'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica
  utilità:

   N. 1720 - Intervento al fine di conoscere lo stato dei collaudi e
  i  tempi  di consegna degli impianti di depurazione e delle  opere
  fognarie nelle isole di Lipari e Vulcano.
   Firmatari: Cracolici Antonino

   N.  2299 - Attuazione del decreto n. 504 del 6/05/2020 - PO  FESR
  2014/2020 in materia di energia sostenibile e qualità della vita.
   Firmatari: Pellegrino Stefano
   -  Con  nota  prot.  n.  39431/IN.17 del  9  settembre  2021,  il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia e i
  servizi di pubblica utilità.

   - Da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità:

   N.  2310 - Notizie inerenti alla collocazione di serbatoi d'acqua
  posizionati lungo l'A/20 e l'A/18.
   Firmatari: D'Agostino Nicola

   N.  2364 - Iniziative volte alla risoluzione delle criticità e al
  ripristino  delle  condizioni di piena  percorribilità  sulla  A20
  Messina-Palermo.
   Firmatari: Laccoto Giuseppe
   - Con nota prot. n. 35661/IN.17 del 20 ottobre 2021 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture  e  la
  mobilità.

   (*)  Le  risposte alle suddette interrogazioni saranno  pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   Si  comunica che l'onorevole Nicola D'Agostino, con nota prot.  n.
  6504-ARS/2021 del 7 dicembre 2021 ha chiesto di apporre la  propria
  firma al disegno di legge n. 1128  Proroga tornata elettorale delle
  ex Province regionali - città metropolitane .

   Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alle
                        competenti Commissioni

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

     -  Art. 88, comma 2 della legge regionale 15 aprile 2021,  n.
   9  -  Modalità  operative per la concessione dei contributi  di
   cui  all'art.  37  della  legge  25  luglio  1952,  n.  949   e
   successive  modifiche  e integrazioni,  per  le  operazioni  di
   credito   agevolato  in  favore  delle  imprese   artigiane   -
   Apprezzamento (n. 217/III).
     Pervenuto in data 7 dicembre 2021.
     Inviato in data 10 dicembre 2021.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

     -  Istituzione  della Cabina di regia per il  contrasto  alla
   violenza di genere (n. 216/VI).
     Pervenuto in data 3 dicembre 2021.
     Inviato in data 9 dicembre 2021.

  Comunicazione di richiesta di parere pervenuta e parere reso dalle
                        competenti Commissioni

                             BILANCIO (II)
         COMMISSIONE ESAME DELLE ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA

   -  Piano  di  Sviluppo e Coesione (PSC) della  Regione  Siciliana.
  Sezione  Ordinaria.  Riprogrammazione risorse  FSC.  Area  Tematica
   Ambiente' (n. 215/II-UE).
   Pervenuto in data 23 novembre 2021.
   Reso dalla Commissione UE in data 1 dicembre 2021.
   Reso dalla II Commissione in data 7 dicembre 2021.
   Inviato in data 10 dicembre 2021.

       Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Legge  regionale 13 luglio 2021, n. 16. Articolo  2,  comma  1,
  lettere a) e b). Disposizioni per il coordinamento degli interventi
  contro la povertà e l'esclusione sociale (n. 214/VI).
   Reso in data 7 dicembre 2021.
   Inviato in data 9 dicembre 2021.
             Comunicazione di approvazione di risoluzioni

   Si  comunica  che  la VI Commissione  Salute,  servizi  sociali  e
  sanitari'  nella seduta n. 322 del 7 dicembre 2021 ha approvato  le
  risoluzioni   Atto  di  indirizzo in ordine  al  potenziamento  del
  Presidio Ospedaliero di Caltagirone' (n. 31/UE),  Atto di indirizzo
  in  ordine  al potenziamento della sanità nelle isole  minori'  (n.
  32/VI)  e   Atto  di  indirizzo  in ordine  ai  bandi  di  mobilità
  volontaria  intra ed extraregionale per sopperire alle  carenze  di
  organico nei presidi ospedalieri e servizi territoriali delle isole
  minori' (n. 33/VI).

         Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale

   Si   comunica  che  è  pervenuta  la  deliberazione  della  Giunta
  regionale n. 525 del 2 dicembre 2021 relativa a:  Articolo 3  della
  legge regionale 7 luglio 2020, n. 13. Richiesta di estensione della
  dichiarazione  dello  stato di crisi e di emergenza,  di  cui  alla
  deliberazione  della Giunta regionale n. 500 del 25  novembre,  per
  gli  eventi  meteo avversi che, nei giorni dall'8  al  17  novembre
  2021, hanno interessato il territorio della Regione siciliana .

   Copia della predetta delibera è disponibile presso l'archivio  del
  Servizio Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   - Con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  2442 - Notizie urgenti su personale sanitario non vaccinato in
  servizio presso l'ospedale Papardo di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Calderone Tommaso A.

   N.  2444  - Accordo di programma per l'adozione di misure  per  il
  miglioramento   della  qualità  dell'aria  e   stato   della   loro
  applicazione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Pasqua  Giorgio;  Cappello  Francesco; Ciancio  Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Damante Concetta

   N.  2445  -  Chiarimenti in merito all'eventuale  spostamento  del
  Giovinetto  di  Mozia, ubicato nell' omonima  località,  dal  Museo
  Whitaker al Museo Salinas di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Pellegrino Stefano

   N.  2446  -  Revoca  del  D.A. n. 2724  del  12  ottobre  2021  di
  approvazione  dell'Avviso  pubblico  per  la  selezione  di  n.  80
  partecipanti  al  corso di abilitazione alla professione  di  guida
  vulcanologica.
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N. 2453 - Chiarimenti in merito all'acquisto da parte dell'Azienda
  Sanitaria   Provinciale  di  Catania  'del  Servizio  di  sviluppo,
  assistenza e manutenzione Modulo Contact Tracing Gestionale Covid'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello  Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Trizzino
  Giampiero;   Zafarana  Valentina;  Zito  Stefano;  Sunseri   Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   N.  2458  -  Misure  urgenti  al fine  di  adeguare  efficacemente
  l'impiantistica   destinata   al   conferimento   della    raccolta
  differenziata nel territorio regionale.
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare;  Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele

   N.  2461  -  Chiarimenti  circa  il  mancato  aggiornamento  della
  classificazione sismica del territorio siciliano, in particolare di
  quello nisseno e agrigentino.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Economia
   Di  Paola  Nunzio;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - Con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  2440  -  Interventi urgenti per assicurare un  equo  stato  di
  diritto  agli operatori socio-sanitari in servizio presso strutture
  private.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lentini Salvatore

   N.  2441  -  Interventi per risolvere le problematiche determinate
  dall'esondazione di corsi d'acqua nel territorio di Termini Imerese
  (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Lupo Giuseppe; Cracolici Antonino

   N. 2443 - Notizie in ordine alla sospensione del bando PSR Sicilia
  2014-2020  - Piano di azione locale 'Calatino 2020' - Misura  19  -
  Sostegno allo Sviluppo Locale LEADER - Sottomisura 19.2.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Galvagno Gaetano

   N.  2447  -  Notizie  in  merito allo stato di  avanzamento  degli
  interventi di cui alla delibera di Giunta regionale n. 414  del  15
  settembre 2020.
   - Presidente Regione
   Zafarana  Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
  Salvatore;   Trizzino  Giampiero;  Zito  Stefano;  Sunseri   Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   N.  2448  -  Chiarimenti in ordine allo stato di attuazione  della
  deliberazione  di  Giunta regionale n. 119  del  4  marzo  2021  di
  apprezzamento  dell'intervento  di  recupero,  riqualificazione   e
  valorizzazione della zona falcata di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Zafarana  Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
  Salvatore;   Trizzino  Giampiero;  Zito  Stefano;  Sunseri   Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   N.  2449  - Attuazione del programma pluriennale per la diffusione
  dei defibrillatori automatici e semiautomatici (DAE).
   - Assessore Salute
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  2450  -  Notizie in merito all'attuazione del  c.d.  'Cashback
  pedaggi'  sulla rete autostradale gestita dal Consorzio  Autostrade
  Siciliane (CAS).
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Zafarana  Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
  Salvatore;   Trizzino  Giampiero;  Zito  Stefano;  Sunseri   Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   N. 2451 - Chiarimenti sulla mancata assunzione di 24 lavoratori ex
  ARAS presso l'Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Campo  Stefania;  Cappello  Francesco; Ciancio  Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta; Di  Caro  Giovanni;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   N.  2452 - Chiarimenti in merito alla carenza di opere strutturali
  ed infrastrutturali idriche nelle zone balneari del siracusano.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Zito   Stefano;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Sunseri  Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   N.  2454  - Interventi sul progetto per il ripristino della  linea
  ferroviaria Alcantara (ME) - Randazzo (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Lo Giudice Danilo
   N.  2455  -  Chiarimenti sull'utilizzo degli anticorpi monoclonali
  per il trattamento del Covid-19 nella Regione siciliana.
   - Assessore Salute
   Campo  Stefania;  Cappello  Francesco; Ciancio  Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta; Di  Caro  Giovanni;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   N.   2456   -   Notizie   in  merito  al  potenziamento   e   alla
  riorganizzazione del servizio di neuropsichiatria  dell'infanzia  e
  dell'adolescenza nella Regione siciliana.
   - Assessore Salute
   Fava Claudio

   N.   2457  -  Iniziative  urgenti  di  verifica,  manutenzione   e
  ripristino  dell'illuminazione  degli  svincoli  autostradali   A29
  Mazara del Vallo - Palermo e A29 Diramazione Alcamo - Trapani.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Gucciardi Baldassare

   N.  2459  -  Interventi di messa in sicurezza della  S.P.  92  nel
  tratto Mascalucia (CT) - Nicolosi (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Zitelli Giuseppe

   N.  2460  -  Iniziative urgenti per ripristinare  il  servizio  di
  continuità  assistenziale e pediatrica nei Comuni di Cesarò  e  San
  Teodoro (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lo Giudice Danilo

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                          Annunzio di mozione

   N.  595  -  Sostegno  del  Governo regionale  all'istituzione  del
  salario minimo orario.
   Di  Caro  Giovanni; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri  Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
  Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
   Presentata il 6/12/21

   La   mozione  sarà  demandata,  a  norma  dell'articolo  153   del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

                  Risposte scritte ad interrogazioni