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Resoconto d'Aula della Seduta n. 318 di mercoledì 09 febbraio 2022
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   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 16.15

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.


              Comunicazioni del Presidente della Regione

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, l'ordine del  giorno  prevede  al
  primo  punto - primo ed unico punto immagino -:  Comunicazioni  del
  Presidente della Regione .
   Se,  per favore, i colleghi prendono posto prima che dia la parola
  al Presidente della Regione. Presidente, a lei la parola.

   MUSUMECI,  Presidente  della Regione. Grazie,  signor  Presidente,
  onorevoli  deputati, ho chiesto la scorsa settimana  al  Presidente
  dell'Assemblea di calendarizzare queste mie comunicazioni all'Aula.
  Un'esigenza, la mia, scaturita da una duplice necessità:  informare
  il  Parlamento sull'esito del confronto con i vertici  delle  forze
  politiche   di  centrodestra  che  sostengono  questo   Governo   e
  concordare  le  tappe  di lavoro più qualificanti  di  questo  fine
  Legislatura.
   Il  confronto con la coalizione - è inutile ricordarlo - si è reso
  necessario dopo il voto espresso dall'Aula per l'elezione  dei  tre
  delegati  regionali  alla elezione del Capo dello  Stato.  Un  voto
  anomalo l'ho definito; avrei dovuto piazzare il mio nome al  quarto
  posto,  di  fatto  escludendomi dal diritto-dovere  di  partecipare
  all'elezione  per  il Quirinale, esponendo, secondo  l'intento  dei
  promotori, il sottoscritto ad una clamorosa mortificazione.
   Chi ha dimestichezza con la vita parlamentare - e chi vi parla  ha
  maturato  per circa 25 anni esperienza d'Aula - non può  certamente
  sorprendersi  di simili tentativi. La storia di questo  Parlamento,
  peraltro, è caratterizzata anche da agguati, sgambetti, tradimenti,
  voltafaccia,  tresche, intrighi, congiure,  ordite  in  ogni  tempo
  contro  Presidenti  e  uomini di Governo senza alcuna  distinzione.
  Tutti  metodi  non edificanti, certo, ma è quasi fisiologico  nella
  logica dei rapporti tra maggioranza e opposizione, tra Assemblea ed
  Esecutivo,  bocciare  una  iniziativa legislativa  o  una  proposta
  programmatica non condivisa.
   Quel  pomeriggio, però, non si votava per un atto programmatico  o
  legislativo, l'Aula era chiamata ad esprimere un voto dal pregnante
  valore istituzionale, un voto quindi scevro da ogni risentimento di
  parte o personale.
   Quel  voto  ha  costituito  un'offesa non  alla  mia  pur  modesta
  persona,  ma  all'Istituzione che la mia  persona  rappresenta  per
  volontà   del  popolo  siciliano.  Una  pagina  certo  non   bella;
  comprensibile,  quindi, la mia profonda amarezza subito  dopo  quel
  voto  e  la mia ferma condanna, che ribadisco anche stasera,  verso
  gli autori che hanno agito con rancore e spirito di vendetta, forse
  a  seguito  di qualche mio no ad alcune loro richieste che,  voglio
  specificare,  tutte  di  natura  politica,  ma  da  parte  mia  non
  ricevibili; autori ai quali si sono aggregati alcuni altri deputati
  non so bene mossi da quale proposito.
   Lasciatemi  esprimere  qui  il sincero apprezzamento  ai  colleghi
  deputati,   a   cominciare  al  Gruppo  del  PD   che   ha   voluto
  caratterizzare  il  proprio  voto, ai  colleghi  deputati,  dicevo,
  apprezzamento  a  quelli  che  hanno  ritenuto  di  votare  per  il
  Presidente della Regione senza prestarsi a quella iniziativa.
   E   mi   dolgo  e  mi  scuso  se  i  poco  benevoli  apprezzamenti
  generalizzati,  da  me espressi subito dopo il voto  nei  confronti
  degli   autori  di  quel  gesto  possono  avere  suscitato  qualche
  risentimento negli altri deputati, di maggioranza e di opposizione,
  rispettosi del proprio ruolo istituzionale.
   L'ho detto e lo ripeto: il Palazzo Reale e il dirimpettaio Palazzo
  del  Governo sono per me, e dovrebbero esserlo per chiunque, luoghi
  di  una  sacralità laica indiscussa per la storia che trasudano  le
  mura e per il valore delle istituzioni che ospitano.
   Ma  le  istituzioni si manifestano e si esprimono con  le  persone
  chiamate  a  rappresentarle.  Non  ci  sono  superuomini,  non  c'è
  superiorità genetica, non ci sono santi - come ho spesso detto -  e
  non  ci  sono diavoli in questi due Palazzi. Ci sono donne e uomini
  che  rappresentano  - mi piace citare un deputato  fine  letterato,
  Tano  Laterza - che scriveva testualmente:  Ci sono donne e  uomini
  che  rappresentano la forza viva di cinque milioni di cittadini che
  li  discutono,  li  invidiano, li amano, li disprezzano,  ma  sono,
  soprattutto,    la    sintesi    del    fanatismo,    dell'astuzia,
  dell'intelligenza, dell'ipocrisia, della fede, del coraggio,  della
  viltà, della esasperazione di tutta un'isola . Ecco cosa siamo,  in
  definitiva, noi per cinque milioni di siciliani.
   Ma  torniamo  al  tema  iniziale.  Il  voto  anomalo  espresso  in
  quest'Aula,  all'interno della coalizione di Governo, è  frutto  di
  autonoma  iniziativa o costituisce un segnale di disagio  verso  un
  Governo  che  non appare più rappresentativo nella sua composizione
  rispetto  alla  maggioranza?  Oppure  costituisce  un  segnale   di
  insofferenza  verso chi presiede il Governo? Ci sono le  condizioni
  per continuare o è meglio chiudere in anticipo?
   Questi gli interrogativi di fronte ai quali mi sono trovato quella
  sera,  e  da questi interrogativi è scaturita immediata la esigenza
  di  avviare  una  verifica politica tra i  partiti  politici  della
  coalizione  offrendo  loro anche la disponibilità  ad  azzerare  la
  Giunta  per  consentire  e  facilitare  riequilibri,  sostituzioni,
  persino disimpegni dal Governo.
   Naturalmente, la Giunta andava azzerata se il giorno dopo avessimo
  avuto  l'esito delle forze politiche. Il Quirinale e  tutto  quello
  che  ne è derivato ci ha costretti a non lasciare la Regione  priva
  di  un  Governo,  che  non  poteva essere  rappresentato  dal  solo
  Presidente per due settimane. Da parte mia, quindi, non un gesto di
  sfiducia  verso  la squadra degli Assessori - che, anzi,  ringrazio
  ancora  una  volta per la passione e la competenza che mettono  nel
  loro quotidiano lavoro - ma il mio è un gesto di rispetto verso  le
  forze politiche del centrodestra.
   La  verifica,  dopo avere parlato con i vertici dei partiti  della
  coalizione, ha portato ad un risultato. Nessun partito  ha  chiesto
  di  sostituire  la propria rappresentanza in Giunta e  tutti  hanno
  dichiarato  ferma  intenzione di continuare a lavorare,  in  questo
  Governo, fino all'ultimo giorno della Legislatura.
   Ne  ho  preso  atto con piacere. Significa che quel voto  non  era
  frutto  di scelte politiche legate alla volontà dei partiti.  Avevo
  bisogno  di questa rassicurazione anche per avviare, tutti  assieme
  con maggiore vigore, l'ultima difficile fase di questo mandato.
   Qualcuno  nei  giorni  scorsi ha scritto e  parlato  di  crisi  di
  Governo. Strana, veramente, questa crisi  Consentitemi, o si  è  in
  malafede o si vive sulla luna
   Credo  di  poter  dire con legittimo orgoglio che  nessun  Governo
  regionale abbia garantito stabilità come questo. Stabilità non solo
  in termini di ininterrotta attività di governo, senza mai un giorno
  di  crisi, ma stabilità anche in termini di assetto assessoriale  e
  dirigenziale. Raro vedere assessori che rimangono al loro posto per
  tutta   la   Legislatura  o  dirigenti  generali  alla  guida   dei
  dipartimenti senza subire spostamenti ogni sei mesi, come purtroppo
  è  avvenuto anche nel recente passato con tutti i disagi che questo
  ha determinato alla burocrazia ed alla utenza.
   Tuttavia,  sarebbe  da  ipocrita  per  me  negare  che  in  questa
  Legislatura si sono registrate fibrillazioni nel rapporto Assemblea-
  Governo,  degenerate spesso in un pregiudizio ideologico  da  parte
  delle opposizioni, ma non solo delle opposizioni, ed in alcuni casi
  persino in pregiudizio personale.
   Una  prima causa sul piano squisitamente istituzionale che  potrei
  omettere  ma  che  mi piace citare a mio avviso  va  ricercata  nel
  conflitto  Assemblea-Governo, tema non nuovo debbo dire riguardante
  quasi tutte le regioni italiane, almeno da quando si è passati, con
  la riforma Costituzionale del '99, da una democrazia mediata ad una
  democrazia  immediata con l'elezione diretta del  Presidente  della
  Regione  che  il  legislatore  ha  ritenuto  modello  in  grado  di
  assicurare  la  necessaria stabilità di governo e la  democraticità
  delle  istituzioni. Una riforma - non ho bisogno  di  ricordarlo  -
  caratterizzata dal rispetto della volontà popolare chiamata a  dare
  il  proprio  indirizzo  politico ed a  scegliere  distintamente  ma
  contestualmente  il vertice della Regione e l'Assemblea  regionale.
  Una  riforma  che è caratterizzata anche dalla possibilità  di  una
  reale  alternanza  tra le forze politiche alla  guida  del  Governo
  regionale.
   La   materia,   come   sappiamo,  appassiona  i  costituzionalisti
  impegnati  a  trovare un punto di sintesi tra un  cosiddetto  iper-
  presidenzialismo da una parte ed un resiliente iper-parlamentarismo
  dall'altra, avendo - ricordiamolo - avendo l'Assemblea il potere di
  approvare  in qualunque momento, dopo un certo periodo  dall'inizio
  della  legislatura, una mozione di sfiducia per provocare  elezioni
  anticipate  strutturalmente congiunte sia  dell'Assemblea  che  del
  Presidente.
   A  rendere  ancora  più  complicato il  rapporto  tra  gli  organi
  regionali è l'anomali dei rapporti tra il Presidente della  Regione
  ed  il  Parlamento siciliano. Un'anomalia che si protrae dal  2001,
  con  la  prima elezione diretta, il tema venne posto in  quest'Aula
  nell'estate  di  quell'anno  dal  neo  eletto  Totò  Cuffaro,   che
  sollecitò  l'Assemblea  a  considerare prioritario  il  varo  delle
  regole  sulle  funzioni distinte tra legislativo ed  esecutivo.  Da
  allora  non si è arrivati mai ad alcuna conclusione al di là  della
  formale buona volontà espressa ad inizio di ogni legislatura.
   Ma mi rendo conto di come l'approssimarsi delle elezioni regionali
  possa  avere  accentuato  e  continui ad  accentuare  il  clima  di
  tensione  dentro e fuori dal Palazzo. Su questo fronte servirà,  ad
  esempio,  fare  chiarezza,  a  cominciare  dalla  questione   della
  ricandidatura  del  Presidente della Regione in  carica.  Il  tema,
  ovviamente,  non  riguarda quest'Assemblea ma  le  forze  politiche
  della coalizione del centrodestra e sarà affrontato nei tempi e nei
  luoghi più opportuni.
   Comunque  finirà il confronto politico con i vertici dei  partiti,
  abbiamo  tutti  dei  precisi  doveri da  adempiere  nelle  prossime
  settimane  perché  gli  interessi legittimi dei  siciliani  vengono
  prima di ogni altra questione personale o di parte.
   Sono  almeno tre gli impegni in agenda fino ad aprile che dovranno
  vedere  mobilitati Governo e Assemblea, la legge finanziaria  2022,
  con il relativo bilancio, il PNRR e la Programmazione europea 2021-
  2027.
   Il  disegno  di  legge di stabilità e di bilancio  2022-2024  come
  sapete  è  fortemente condizionato dall'attuazione delle previsioni
  dell'accordo  di  finanza pubblica che abbiamo sottoscritto  il  18
  dicembre dello scorso anno.
   Sono stati istituiti appositi tavoli tecnici, congiunti col MEF, i
  cui  esiti  avranno dirette refluenze rispetto ai saldi di  finanza
  che la Regione dovrà rispettare nei suoi documenti finanziari.
   L'accordo,  mi  piace  ricordarlo, prevede che  i  tavoli  tecnici
  debbano  completare i lavori entro il 31 maggio 2022. Ma tutti  noi
  auspichiamo che tale conclusione venga anticipata al 15 di marzo in
  modo da poter avere certezza delle risorse finanziarie disponibili,
  soprattutto  per quanto riguarda la determinazione dell'importo  da
  corrispondere  per  il  cosiddetto split payment,  il  cui  importo
  risulta  pari  a  285  milioni di Euro  annui  e  va  riferito  sia
  all'esercizio 2021, ancora non corrisposto, sia all'anno in corso.
   Altra  questione aperta e di notevole impatto è quella che prevede
  in  favore  della  Regione il rinvio in quota  parte  -   sono  211
  milioni di Euro -  della quota di disavanzo da ripianare nel  corso
  dell'esercizio 2022.
   Per  potere  fruire  di tali risorse occorre, tuttavia,  che  dopo
  l'approvazione della Commissione paritetica sia adesso il Consiglio
  dei  ministri ad adottare lo stesso provvedimento e che  venga  poi
  emanato il decreto da parte del Presidente della Repubblica.
   Si  sta  inoltre vagliando l'utilizzo delle risorse del  fondo  di
  sviluppo  e  coesione  ai  fini del cofinanziamento  regionale  dei
  programmi  cofinanziati dai fondi europei, il FESR  e  l'FSE  plus,
  finanziati per gli anni 2021-2027 e si stanno acquisendo  le  stime
  al  fine di richiedere l'autorizzazione da parte del CIPES al  fine
  di potere utilizzare queste risorse.
   Come  vedete tutto ancora rimane in sospeso. Pare che tale facoltà
  avrà effetti concreti a decorrere dall'anno 2023 tenuto conto che i
  nuovi  programmi  comunitari sono ancora in  corso  di  definizione
  tanto sui tavoli nazionali quanto su quelli comunitari.
   Si  è  tuttavia già completata la procedura per il rifinanziamento
  con  la  Cassa  Depositi e Prestiti dell'ex  mutuo  sanità  erogato
  originariamente  dal MEF. Si è anche provveduto  all'estinzione  di
  questo mutuo conseguendo per altro, lasciatemelo dire con legittimo
  orgoglio,   e   voglio  ringraziare  le  finanze   della   Regione,
  l'estinzione del predetto mutuo conseguendo un risparmio  in  conto
  interessi, per quest'anno 2022, che può stimarsi in circa 5 milioni
  di  Euro che si sommano a quelli già maturati nel 2021, 38 milioni,
  ai  quali  occorre poi aggiungere le minori uscite per i  contratti
  derivati.
   Ma  occorre  anche  determinare la quota di  compartecipazione  al
  fondo  sanitario  nazionale di competenza della Regione  che  andrà
  definita  tenendo  anche conto della quota  delle  risorse  statali
  derivanti  da  imposizione fiscale, fermo  restando,  e  credo  che
  questo non possa dimenticarlo nessuno, che i livelli essenziali  di
  prestazione vanno sempre garantiti da parte dello Stato.
   Da  ultimo  si provvederà ad acquisire dal Dipartimento  regionale
  finanze  la stima aggiornata delle entrate previste per  i  bilanci
  2022-2024  e  le  eventuali  risultanze  dei  tavoli  Stato-Regioni
  relativi  al  conguaglio  delle minori  entrate  determinate  dagli
  effetti  della  pandemia  per gli anni 2020  e  2021.  Questo  sarà
  necessario al fine di poterne valutare le refluenze, in positivo  o
  in negativo, sui documenti contabili in corso di predisposizione.
   Bene  Signor  Presidente  e  signori  deputati,  alla  luce  delle
  considerazioni svolte, noi riteniamo che lo schema del  disegno  di
  legge  di bilancio e di stabilità, non possono per la Giunta essere
  pronti  prima del 30 di marzo. Non potremmo assolutamente  chiudere
  lo  strumento contabile se non fossimo a conoscenza delle  voci  di
  cui  vi  ho appena fatto cenno. Troppo tempo? Assolutamente no.  Un
  tempo  sufficientemente  utile  per  consentire  all'Assemblea,  se
  condiviso  dalla Presidenza e dalla Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari, di affrontare gli altri due importanti temi di
  questo fine legislatura: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
  e la Programmazione Comunitaria 2021/2027.
     Per quanto riguarda il PNRR, il Governo della Regione sin da ora
  è  a  disposizione dell'Assemblea e delle Commissioni di merito per
  un confronto sugli obiettivi che si intendono raggiungere.
   Quindi,  signor  Presidente, a partire da martedì  della  prossima
  settimana  ogni Assessore potrà illustrare le proposte del  Governo
  per ogni singolo dipartimento.
   È  un'opportunità che non possiamo non cogliere, quella del  PNRR,
  anche  se  bisognerà fare chiarezza sulle modalità e le  procedure,
  tenuto  conto  che  alla diretta disponibilità della  Regione  sarà
  accreditata soltanto una minima parte dei venti miliardi  del  PNRR
  che  si  stima saranno destinati alla Sicilia. E quindi,  tutto  il
  resto della somma sarà destinata ai soggetti pubblici e ai soggetti
  privati  che  agiscono  sul territorio. Peraltro  in  base  ad  una
  strategia  - lo voglio ricordare - mai concordata con le Regioni  e
  neppure con la nostra, strategia decisa a Roma.
   Il  terzo  tema importante che saremo tutti chiamati a trattare  è
  quello  del  prossimo  ciclo  di  programmazione  dei  Fondi  della
  Politica   di   Coesione  2021/2027.  La  Regione  si   troverà   a
  fronteggiare  una sfida particolarmente impegnativa,  anche  perché
  l'ammontare  dei fondi a gestione diretta, sarà pari al  doppio  di
  quanto assegnatoci nell'attuale ciclo di programmazione 2014/2020.
   Dobbiamo  quindi sin da ora comprendere che la nostra capacità  di
  spesa dovrà essere doppia rispetto all'attuale - e credetemi -  non
  senza  difficoltà  abbiamo  rispettato  e,  anzi,  superato  al  31
  dicembre  di  ogni anno i target di spesa imposti da  Bruxelles  in
  questi quattro anni di Governo.
   Per    intenderci,    l'Amministrazione    regionale    avrà    la
  responsabilità, chiunque tornerà in quest'Aula, di gestire  più  di
  14  miliardi di Euro, senza considerare ulteriori assegnazioni  che
  potranno  esserci  assegnati a valere  sul  PNRR,  o  le  quote  di
  finanziamento attribuite ai Ministeri sui vari programmi di  spesa,
  per progetti ed interventi da realizzare in Sicilia.
   Alla  cifra  dei  14 miliardi si arriva sommando i vari  programmi
  comunitari e nazionali a diretta titolarità della Regione,  inclusa
  la quota di cofinanziamento di nostra competenza.
   Nel  dettaglio: 5.8 miliardi per il FESR; 1.5 miliardi per le FSE,
  1.4 miliardi per il POC, comprensivo delle quote FESR e FSE e oltre
  4  miliardi  per  l'FSC,  in  questo  caso  è  una  stima  ancorché
  verosimile, poiché la quota di riparto tra le Regioni non  è  stata
  ancora  formalmente  comunicata dal  Ministero  per  il  Sud  e  la
  coesione territoriale.
   Poi  c'è  il  PSR:  729  milioni di anticipazioni  sul  2021/2027,
  l'attuale ciclo di programmazione - come sapete - è stato prorogato
  di  due  anni  con  questa quota di finanziamento già  assegnata  a
  copertura  del  biennio aggiuntivo. E poi il  FEAMP:  118  milioni,
  risorse  destinate  alla pesca, all'acquacoltura  e  alle  attività
  connesse anche in relazione alla sostenibilità al mondo ittico.
   Prima   di  preoccuparsi  della  capacità  di  spesa,  credo   sia
  necessario  ricordare che oggi tutte le forze  politiche  siciliane
  sono    poste   di   fronte   ad   una   prioritaria   fondamentale
  responsabilità:    quella   di   redigere   i    documenti    della
  programmazione,   ovvero  di  declinare  in  obiettivi   strategici
  programmi,  interventi,  questa  enorme  massa  di  denaro  per  lo
  sviluppo della nostra Isola.
   La  recente  notifica  dell'accordo di partenariato,  infatti,  fa
  decorrere  i  termini  per  la  presentazione  dei  due  principali
  programmi  FESR  e  FSE  assegnandoci la  scadenza  del  16  aprile
  prossimo per la trasmissione degli stessi alla Commissione europea.
  È  un  termine, inutile sottolinearlo, che per la Sicilia e  per  i
  siciliani non possiamo permetterci di non rispettare; è un  termine
  che  impone la piena collaborazione tra il Governo della Regione  e
  l'Assemblea regionale siciliana, a cominciare dalla Commissione per
  l'Unione   europea,   nell'assoluto   rispetto   delle   reciproche
  prerogative.
   Il  complesso lavoro di progettazione svolto nei mesi  scorsi  dai
  vari  rami  dell'Amministrazione, sotto il  coordinamento  politico
  della  presidenza  della Regione e di ogni Assessore  al  ramo,  ci
  consente  oggi di disporre di documenti in prima stesura,  che  nei
  prossimi giorni il Governo potrà presentare a questo Parlamento per
  le  valutazioni  di  competenza, sia nelle  Commissioni  di  merito
  interessate per materia, sia all'Aula.
   In  parallelo,  daremo  avvio alla fase di  consultazione  con  il
  partenariato  strategico,  affinché  ciascuna  delle  strategie  di
  intervento che saranno elaborate in tale fase, sia accompagnata dal
  necessario  processo  di  confronto con i  portatori  di  interessi
  qualificati che presidiano le politiche di programmazione.
   In  particolare il nuovo Fondo europeo di sviluppo regionale  sarà
  costituito  su  cinque  obiettivi di  policy,  quelli  stabiliti  a
  livello comunitario, a loro volta articolati in ulteriori obiettivi
  specifici.
   Primo:  un'Europa  più  competitiva e intelligente  attraverso  la
  promozione   di   una   trasformazione   economica   innovativa   e
  intelligente  e della connettività regionale alle tecnologie  della
  informazione  e della comunicazione, sono questi gli obiettivi  del
  Governo  che,  naturalmente,  saranno confrontati  con  quelli  del
  Parlamento;
   Secondo:  un'Europa più verde verso una economia a zero  emissioni
  attraverso la promozione di una transizione verso un'energia pulita
  ed  equa  della economia circolare, dell'adattamento ai cambiamenti
  climatici,  della gestione e prevenzione dei rischi,  nonché  della
  mobilità urbana e sostenibile;
   Terzo:  un'Europa  più connessa attraverso il rafforzamento  della
  mobilità, dei trasporti e della logistica;
   Quarto:  un'Europa più sociale e inclusiva attraverso l'attuazione
  del  pilastro europeo dei diritti sociali, del lavoro  e,  appunto,
  dell'inclusione;
   Quinto: un'Europa più vicina ai cittadini attraverso la promozione
  del  patrimonio culturale naturale del turismo di tutti i territori
  a partire da quelli ricadenti nelle aree non urbane.
   In   questo  schema  complessivo  entro  il  quale  costruire   le
  traiettorie  dello sviluppo regionale dei prossimi sette  anni,  la
  Sicilia  rispetterà tutte le cosiddette concentrazioni tematiche  e
  tutti  i  vincoli  imposti dall'Unione europea,  ma  con  la  ferma
  volontà  di  soddisfare  i  fabbisogni e valorizzare  le  peculiari
  caratteristiche della nostra Isola.
   Quali  i  principali assi di intervento del Governo? Riguarderanno
  il sostegno ai sistemi di ricerca e innovazione e alla connettività
  digitale;   il  rafforzamento  della  competitività   del   tessuto
  economico ed imprenditoriale, in particolare delle piccole e  medie
  imprese;   la   difesa  del  territorio,  suolo,  aria   e   acqua;
  l'efficientamento energetico; la promozione dell'accesso  all'acqua
  e  la  sua  gestione  sostenibile;  la  riduzione  delle  forme  di
  inquinamento anche attraverso nuove infrastrutture della  raccolta,
  gestione, riuso e riciclo dei rifiuti; il potenziamento delle  reti
  di  trasporto  regionali;  il  sostegno  ai  sistemi  integrati  di
  turismo,  natura,  cultura e, da ultimo -   ma  non  ultimo  -   il
  rinnovo  e  l'attuazione  del  ruolo  attivo  dei  territori  nella
  gestione  dei  fondi comunitari anche attraverso l'ampliamento  del
  perimetro  delle  attuali  aree SNAI, le cosiddette  aree  interne,
  verso  un più ampio e più corretto, aggiungerei, concetto  di  aree
  interne regionali.
   Allo stesso modo, per quanto riguarda il Fondo sociale europeo, il
  programma  sarà elaborato nel rispetto delle priorità indicate  dal
  Regolamento  comunitario istitutivo, declinate nei cinque  assi  di
  intervento,  anch'essi, a loro volta, articolati in vari  obiettivi
  specifici.
   Li accenno brevemente.
   Primo: occupazione, sostenere l'impegno per un insieme coerente di
  politiche   attive  del  mercato  del  lavoro  tra  cui   incentivi
  temporanei all'assunzione ed alla transizione, politiche in materia
  di competenze e servizi per l'impiego, migliorati per l'attivazione
  e  l'occupabilità  di quella popolazione in età lavorativa  per  la
  quale,  purtroppo,  si  continuano  a  registrare  bassi  tassi  di
  occupazione;
   Secondo: istruzione e formazione, abbattere i tassi di dispersione
  scolastica e rafforzare le competenze dei giovani e degli adulti  e
  valorizzare il capitale umano, indirizzando le nostre  donne  ed  i
  nostri  uomini verso conoscenze e competenze che aumentino le  loro
  possibilità di trovare occupazione di livello adeguato;
   Terzo:  inclusione  sociale  e lotta alla  povertà,  garantire  ai
  gruppi  svantaggiati ed ai soggetti vulnerabili - tra gli altri  le
  persone  disabili  -  l'accesso alle risorse di  base,  ai  servizi
  sociali,  al  mercato  del  lavoro  ed  ai  diritti  necessari  per
  partecipare pienamente alla vita sociale e culturale;
   Quarto:  occupazione  giovanile, promuovere l'occupazione  tramite
  interventi che consentano l'inserimento e reinserimento nel mercato
  del lavoro, in particolare dei giovani, considerata l'elevata quota
  di  giovani che non cercano più un lavoro e che non svolgono alcuna
  attività   nella   nostra   Regione,   secondo   un   modello    di
  complementarietà ed integrazione, con l'attuazione della cosiddetta
  garanzia  per  i  giovani rafforzata prevista nel  piano  nazionale
   giovani, donne e lavoro ;
   Quinto  ed  ultimo:  azioni  sociali ed innovative,  soddisfare  i
  bisogni   sociali  attraverso  l'applicazione  di   nuovi   modelli
  sperimentali sia con azioni dirette a superare e prevenire i gap in
  termini  di  istruzione, di inserimento nel mercato del lavoro,  di
  abilità  professionali che assumono una rilevanza fondamentale  nel
  determinare la politica di dignità della persona e la emarginazione
  sociale.
   Consentitemi, da ultimo, un cenno di ringraziamento alla  Ministra
  per  il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna, con la  quale
  sin  dal  suo  insediamento si è instaurato con questo  Governo  un
  intenso e proficuo asse di lavoro.
   Non è un caso, infatti, che al nuovo, forte e dinamico impulso che
  la  Ministra  ha impresso ai programmi della politica  di  coesione
  abbia   corrisposto   un   rinnovato   dinamismo   dialettico   del
  coordinamento  delle  regioni, che dalla scorsa  estate  è  guidato
  dalla Regione siciliana per la materia degli affari europei.
   Signor  Presidente, onorevoli deputati, mancano  solo  sette  mesi
  alla  presentazione delle liste per le elezioni regionali  e  circa
  due   mesi   alla   formalizzazione  delle   candidature   per   le
  consultazioni amministrative, compresa la città di Palermo.
   Certamente  un lasso di tempo non ampio ma a volte l'avarizia  del
  calendario  può essere neutralizzata dall'impegno e dalla  passione
  di  ciascuno di noi. Saranno i prossimi, mesi di intenso lavoro per
  tutti  nell'interesse di questa nostra terra, sconvolta e devastata
  dalla più grave pandemia che la storia contemporanea ricordi.
   In  cuor  nostro,  certo, vorremmo sperare di trovare  perfino  il
  tempo  per  affrontare anche alcune importanti  leggi  di  riforme,
  penso  a  quella  dei  rifiuti,  dei  consorzi  di  bonifica,   dei
  lavoratori   della   forestale,  della  polizia   municipale,   del
  commercio, solo per fare alcuni esempi.
   Alcuni  di  questi  disegni  di legge, peraltro,  sono  stati  già
  licenziati  dalle Commissioni di merito, da parte  del  Governo  si
  ribadisce  la  massima, doverosa disponibilità, ma sono  certo  che
  ognuno  di  noi nei rispettivi ruoli, continuerà a fare la  propria
  parte  per  mettere  la Sicilia e i siciliani nelle  condizioni  di
  guardare al futuro con rinnovato ottimismo.
   E'  un impegno che tutti abbiamo assunto al momento del giuramento
  nell'insediamento della nostra carica, del nostro ruolo.
   Ho  concluso signor Presidente, mi riservo di chiedere la  parola,
  se necessario, in sede di replica.

   PRESIDENTE. Grazie, Presidente. Allora, da quanto stabilito  nella
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari

             (Proteste da parte dell'onorevole Dipasquale)

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, mi faccia parlare
   E  allora, così come stabilito nella Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi  parlamentari  di  ieri,  per  ogni  Capogruppo  ci  sono  a
  disposizione 10 minuti per parlare.

             (Proteste da parte dell'onorevole Dipasquale)

   PRESIDENTE. La prego onorevole Dipasquale

             (Proteste da parte dell'onorevole Dipasquale)

   PRESIDENTE. Se lei mi fa dire, per favore, se sta zitto un attimo,
  se  può  avere la bontà di ascoltarmi  Ieri abbiamo è stato  deciso
  questo  in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché
  abbiamo  già  deciso  ieri  stesso, già a  partire  da  domani,  di
  iniziare la discussione reale sulle cose reali che esistono,  fatte
  e  da  fare e, quindi, su quello poi come sempre, ci sarà il  tempo
  disponibile,  assolutamente  e più che  disponibile  da  parte  dei
  deputati per potere fare i loro interventi e potere parlare.
   Onorevole Dipasquale, questo è quello che è stato deciso  ieri  in
  Conferenza  dei  Capigruppo.  Onorevole  Dipasquale,  lei  può  non
  condividere  io non so che fare, ma siccome questa è  la  decisione
  che è stata presa ieri.
   Onorevole  Lupo,  le chiedo scusa ma siccome ieri  è  stata  presa
  questa  decisione,  la prego di parlare anche lei  con  l'onorevole
  Dipasquale,  perché  se la Conferenza dei Capi  Gruppo  prende  una
  decisione  e  poi  ogni  singolo deputato  non  è  favorevole  alla
  decisione   presa   è   chiaro  che  salta  tutto   il   meccanismo
  organizzativo della nostra Assemblea.
   Intanto, ha chiesto di parlare per primo l'onorevole Lo Giudice  e
  ne  ha  facoltà. L'onorevole Lo Giudice è del Gruppo Misto, siccome
  ha  chiesto anche di parlare l'onorevole Fava, vi dividete il tempo
  di dieci minuti così come previsto.


                        Sull'ordine dei lavori

   LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo premesso prima
  che iniziasse l'Aula, che il rispetto dei tempi lo avesse anche  il
  Presidente  della  Regione, certo se il  Presidente  della  Regione
  nell'introduzione parla 45 minuti facendo un programma  di  governo
  come  se dovesse rimanere in carica i prossimi 5 anni è chiaro  che
  dieci  minuti  per i Gruppi di opposizione sono davvero  nulla.  Le
  chiedo  di  riconsiderare  questa  decisione,  peraltro  l'Aula   è
  sovrana.

   PRESIDENTE.  Il  Presidente  della  Regione  doveva   fare   delle
  comunicazioni e le ha fatte, dopo di che, ripeto, noi a partire  da
  domani abbiamo la possibilità di intervenire quanto tempo vogliamo,
  la  Conferenza dei Capi Gruppo, ieri che correttamente  ha  chiesto
  che  si  potesse fare, perché era stato deciso, che  il  Presidente
  della Regione, ovviamente, non poteva stare tutta la serata qua, se
  ogni deputato

             (Proteste da parte dell'onorevole Dipasquale)

   LUPO.  Mi  affido alla sua valutazione, non so e tutti i Gruppi  o
  tutti vorranno intervenire, le chiedo di verificare, nel corso  dei
  lavori, la possibilità di dare un po' più spazio.

   PRESIDENTE.   Ovviamente, questa è una cosa che possiamo  fare  e,
  quindi, con la cortesia con la quale queste cose vengono chieste  è
  ovvio  che  se  ci sarà la possibilità di dare altri 5  minuti  per
  parlare  a un altro deputato, lo faremo, ma la regola è quella  che
  abbiamo stabilito tutti insieme, per cui non ne posso fare a meno.
   Non  è  cambiato  niente, stiamo dando la parola all'onorevole  Lo
  Giudice  per i cinque minuti che ha deciso di utilizzare, lasciando
  gli altri all'onorevole Fava.
   Onorevoli, il Presidente della Regione ha fatto una comunicazione.
  Tutto  il Parlamento coi Gruppi potrà riferire al Presidente quello
  che lei pensa e poi il Presidente deciderà se fare un intervento di
  replica o meno.
   Voglio   dire,  non  ci  sono  delle  regole  prefissate  per   le
  comunicazioni  del Presidente, ma mi sembra che sempre  dall'inizio
  di  questa  Legislatura tutte le volte che  ci  sono  state  queste
  situazioni le abbiamo gestite con grande democraticità e con grande
  equilibrio.  Vi  prego andiamo avanti e la stessa cosa  sarà  fatta
  oggi.


      Dibattito sulle comunicazioni del Presidente della Regione

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice.  Ne  ha
  facoltà.

   LO  GIUDICE. Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, Presidente
  della Regione e cittadini che ci ascoltano da casa.
   Io  ho  ascoltato  l'intervento del Presidente della  Regione  con
  grande  attenzione  e da quello che emerge non  c'è  una  crisi  di
  Governo,  da quello che emerge ci sono miliardi di Euro pronti  per
  essere  spesi e, quindi, non abbiamo problemi di natura  economico-
  finanziario,  emerge  poi  quello che è un  programma  di  Governo,
  perché  sostanzialmente l'elencazione fatta  dal  Presidente  della
  Regione  è  un  programma di Governo di cose da  fare  che,  ahimé,
  dovrebbero essere state fatte.
   Oggi in realtà noi ci troviamo ad esprimere valutazioni su quella,
  e  non  sbaglio,  su quella che è una crisi di Governo  in  cui  il
  Presidente  della Regione, mi permetto di dire, ha fatto  tutto  da
  solo.  E  l'indignazione che viene fuori in occasione dell'elezione
  dei  delegati  per  l'elezione del Presidente  della  Repubblica  è
  un'indignazione  che  non riguarda, come dice il  Presidente  della
  Regione,  l'istituzione,  ma  è una indignazione  che  riguarda  il
  mancato risultato personale che lui ha avuto.
   E in questo ragionamento dobbiamo essere chiari e dire le cose per
  come  stanno:  tra i primi imputati c'è sicuramente  il  Presidente
  Micciché.  Io  credo,  invece, Presidente  della  Regione,  che  il
  Presidente Micciché debba essere ringraziato, perché se i  numerosi
  focolai  anche  all'interno della maggioranza sono stati  spenti  è
  perché  il  Presidente  Micciché li  ha  placati,  altrimenti  lei,
  Presidente   della   Regione   non  sarebbe   arrivato   terzo   ma
  probabilmente tra i delegati sarebbe stato assente.
   Non  credo,  però,  in  tutta franchezza che  ai  siciliani  possa
  interessare  o meno quello che è un mancato risultato personale  in
  merito  all'elezione dei delegati. Credo che i siciliani  avrebbero
  gradito  una  indignazione forte e imponente, per esempio,  per  la
  mancata riforma che riguarda i forestali, come lei ha detto,  credo
  che  una maggiore indignazione da parte sua doveva esserci per  una
  mancata  stabilizzazione da parte degli ASU. Credo  che  ci  doveva
  essere,  da  parte sua, una indignazione forte e imponente  per  la
  mancata  riforma sui rifiuti, così come credo, Presidente, che  una
  indignazione  da  parte  sua  doveva esserci  per  il  quinto  anno
  consecutivo  in cui non riusciamo ad approvare il bilancio.  Ma  di
  questo  ne  parleremo martedì nella conferenza stampa  che  con  il
  sindaco De Luca dimissionario abbiamo indetto.
   Questa  indignazione l'ha portata ad annunciare  delle  dimissioni
  che  poi  ha  ritirato  per  poi,  successivamente,  annunciare  un
  azzeramento   della   Giunta  che  è  stato   ritirato,   per   poi
  successivamente  annunciare un rimpasto che è  stato  anche  questo
  ritirato.  Non  se ne farà nulla, non è successo nulla.  E  non  mi
  impressiona  il  fatto, veda, che lei abbia  cambiato  idea  perché
  soltanto  i  cretini non cambiano idea. D'altronde lei mi  potrebbe
  dire  che  il sindaco De Luca più volte ha annunciato le dimissioni
  ed   altrettante  volte  le  ha  ritirate,  lo  ha  fatto  con   la
  consapevolezza di chi però ha avuto un fatto nuovo  che  è  emerso,
  per   esempio  l'approvazione  del   Salva  Messina',  per  esempio
  l'approvazione della legge sulle baracche.
   Mi  chiedo  e le chiedo quale sia il fatto nuovo che è emerso  che
  oggi  le  fa fare marcia indietro perché, sicuramente, non  si  può
  parlare  di  una  ritrovata armonia all'interno  della  maggioranza
  perché  Presidente domani si discute di rimuovere un suo consulente
  su proposta della sua maggioranza.
   Non  si può parlare sicuramente della pandemia come scusa per  non
  presentare nuovamente le dimissioni, perché la pandemia c'era prima
  e c'è anche adesso. Questa armonia come vede Presidente all'interno
  della  maggioranza purtroppo non c'è, mi dispiace e mi duole dirlo,
  e  credo  che  oggi, non essendoci alcun fatto nuovo,  non  si  può
  liquidare il tutto come se non fosse successo nulla, con la  stessa
  franchezza  -  non so se lei lo ricorda - con la  quale  il  23  di
  agosto del 2017 il movimento politico di Sicilia Vera, che mi onoro
  di  rappresentare,  fu il primo ad esprimere la  fiducia  nei  suoi
  confronti e a indicarla quale candidato Presidente della Regione.
   Mi  dispiace doverlo dire che lei subito dopo se lo è dimenticato,
  e  questo ahimè duole tanto, ma con la stessa franchezza di allora,
  Presidente, io le dico che forse è arrivato il momento di  fare  un
  passo  indietro,  forse  è  arrivato il momento  di  rassegnare  le
  dimissioni,  non fosse altro, che in questo momento la  palude  non
  dentro  la  quale lei si trova, ma dentro al quale lei, Presidente,
  si  è tuffato, non le consente di poter fare più nulla, e piuttosto
  che lasciare la Sicilia i siciliani in questa lenta agonia, sarebbe
  bene  andare  a  votare subito per consentire  alla  Sicilia  e  ai
  siciliani  veramente  di poter brillare, e  non  di  continuare  in
  questo stato di cose, grazie Presidente.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  Presidente  della
  Regione,  Assessori,  il ragionamento che ci ha  proposto  oggi  il
  Presidente  Musumeci mi ricorda un personaggio dei promessi  sposi,
  non uno di quelli che sono noti a noi per la tragica grandezza alla
  Don  Rodrigo,  o per la disperata reticenza alla Don  Abbondio,  un
  personaggio  minore, che però ci ha regalato un paio di  verbi  che
  sono poi entrati nel lessico della politica italiana, il conte  zio
  che,  per  risolvere  le ansie e gli scandali  della  città  diceva
   sopire, troncare, troncare, sopire  come dire parliamo d'altro.
   Io  ho ascoltato con doverosa attenzione l'intervento di oggi  del
  Presidente,  come  ho  sempre ascoltato  letto  e  riletto  le  sue
  dichiarazioni di questi giorni. L'intervento di oggi è un compendio
  disarmante,  un  bignamino sulla spesa europea affidato  ad  alcuni
  titoli  che  suonano  pieni  di  aria,  di  buone  intenzioni,   di
  magnifiche possibilità, ma che restano titoli, dovremmo pur  sapere
  che cosa intende questo Governo per politiche legate a una maggiore
  competitività  nella piccola e media impresa, dovremmo  pur  capire
  che  cosa  intende  questo  Governo per  un  nuovo  efficientamento
  energetico, e come la spesa europea debba essere dedicata a  queste
  intenzioni. Altrimenti sono soltanto dei titoli, e sulla crisi  che
  io  continuo a parlare con questa parola che mi sembra  una  parola
  diciamo  opportuna  ed  esatta  per raccontare  le  cose  che  sono
  accadute c'è una narrazione altrettanto imbarazzante.
   Io  ho  ripreso le dichiarazioni di questi giorni, è una  commedia
  dell'arte,  si  ricorda Faido, l'albergo del libero  scambio,  atto
  primo   disertori, ricattatori, sciacalli, scappati di casa, domani
  azzero  la  giunta ,  atto secondo  la giunta  non  di  azzera  più
  facciamo  un  rimpasto   atto terzo  ne  rimpasto  ne  azzeramento,
  diciamo  una verifica della maggioranza  poi scorrono i  titoli  di
  coda  non so di quale crisi si stia parlando e chi parla di crisi è
  in malafede, o lo dice per pregiudizio ideologico .
   Io  volevo rassicurare il Presidente Musumeci, non c'è pregiudizio
  né  tantomeno  ideologica,  c'è  l'esigenza,  la  necessità  di  un
  giudizio,  e  la  parola  crisi, anche se il  Presidente  la  vuole
  derubricare  a  suoni più soavi e meno complessi da gestire,  resta
  una  crisi,  ma non solo per i molti atti che si sono succeduti  in
  questa commedia delle parti, ma anche per le cose che sono accadute
  in questi giorni.
   Il  Capogruppo del partito di maggioranza relativa,  presenta  una
  mozione  di sfiducia di censura nei confronto di una persona  sulla
  quale  cade l'assoluta fiducia del Presidente della Giunta,  perché
  gli  viene  conferito  un incarico che è di massima  responsabilità
  istituzionale,  politica,  di spesa, la gestione  della  spesa  del
  Covid, e si chiede che l'ingegnere D'urso lasci il suo incarico,  a
  Roma  un  ipotesi  del genere rappresenterebbe la ragione  per  una
  crisi  politica, al comune di Militello Val di Catania  il  sindaco
  porrebbe il problema di una crisi politica, alla Regione no
   Alla  Regione il fatto che oggi apprendiamo che una lunga stagione
  di  opacità  in  cui  - come lei bene Presidente dell'Assemblea  ha
  ricordato  ieri  -  questo  Parlamento è stato  privato  della  sua
  funzione   stabilita   per  legge,  di  stabilire   e   condividere
  l'indirizzo economico nei processi di spesa legati alla produzione,
  noi siamo stati tagliati fuori da qualsiasi discussione.
   Oggi apprendiamo che da domani si comincerà a discutere, ma fino a
  ieri sono stati apposti alcuni cavilli tecnici e formali.
   Questa  si  chiama crisi, in altri termini è la constatazione  che
  questo Presidente non ha più la fiducia della sua maggioranza;  ora
  tutto  questo potrà essere derubricato, come è accaduto in passato.
  Che  è  un bivacco di manipoli questo Parlamento? No, ma la  scelta
  della  strada  maestra  dell'umiliazione è una  scelta  che  questo
  Parlamento ha subito per molti anni.
   Io  credo che siamo ormai di fronte a un momento e ad un  atto  di
  verità, fra pochi mesi i siciliani verranno chiamati a decidere chi
  premiare e chi umiliare con il loro voto, e ho la sensazione che in
  quel momento, coloro che dovessero negare il proprio sostegno e  il
  proprio  gradimento  razionale di questo  Governo,  sarà  difficile
  chiamarli  scappati di casa, e sarà triste che l'unica memoria  che
  resti  di questa legislatura sarà questo linguaggio di caserma  che
  ha scandito giorno per giorno le nostre giornate d'Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo.  Ne  ha
  facoltà.

   CATALFAMO. Signor Presidente, Presidente della Regione, Assessori,
  colleghi, cittadini, credo che sia corretto, onesto, ammettere  che
  nelle ultime settimane siano stati commessi degli errori, ma non mi
  riferisco a nessuno in particolare, lo voglio premettere in maniera
  tale che nessuno possa sentirsi punto da questo mio intervento,  mi
  ci metto per primo in mezzo io, e mi riferisco in realtà a tutti  i
  componenti della coalizione di centrodestra.
   Ammettere gli errori non è un qualcosa di poco onorevole,  anzi  è
  qualcosa  di  onorevole, perché dagli errori si  impara  e  si  può
  sicuramente migliorare.
      L'errore  a  cui  mi  riferisco  è  sostanzialmente  quello  di
  sottovalutare  l'importanza  di un  valore,  che  è  l'unità  della
  coalizione di centrodestra, l'essere uniti sotto quelli che sono  i
  valori,  sotto  quella  che  è la scala  valoriale  che  da  sempre
  caratterizza il centrodestra. Sottovalutare l'importanza di  questo
  valore  perché  siamo  vicini a scadenze che ci  hanno  portato  ad
  inquinare i lavori d'Aula e i lavori di Governo con quelle che sono
  le  beghe, le trattative, le normali dialettiche che precedono  gli
  appuntamenti elettorali. Ed è chiaro che tre settimane fa - non  mi
  ricordo  ora  esattamente quante settimane  sono  passate  -  si  è
  arrivati  alla  massima esaltazione di questo inquinamento,  perché
  l'esito  di  quel  voto  - e poi è inutile  andare  a  ricercare  i
  colpevoli,  perché il voto segreto non piace neanche a me,  ma  fin
  tanto  che  c'è  va rispettato - è stata la massima esaltazione  di
  questa confusione che c'è stata tra i due piani.
   L'auspicio che io esterno oggi in questa sede è che si scindano  i
  due  livelli,  si  continui  a  lavorare  fino  all'ultimo  secondo
  dell'ultimo giorno di questa legislatura, perché noi tutti  abbiamo
  contratto  degli  impegni con i siciliani, sia con  quelli  che  ci
  hanno votato, e anche con quelli che non ci hanno votato, e che  si
  discuta,   per  carità  perché  si  deve  discutere  di   questioni
  elettorali,  ma  lo  si  faccia nelle sedi  opportune,  nei  luoghi
  opportuni,  nei tempi opportuni, e possibilmente lo  si  faccia  in
  maniera  diffusa ma riservata, comunicando all'esterno soltanto  le
  decisioni  finali che verranno prese, e considerando  che  nessuno,
  anzi,  mi  correggo, considerando che le ambizioni di  nessuno,  le
  carriere  politiche di nessuno sono più importanti  dell'unità  del
  centrodestra   e  abbiamo  l'esempio  plastico  recente   di   cosa
  significhi  sacrificare l'unità del centro destra, mi riferisco  al
  2012.
   Presidente  Musumeci, in realtà, nel suo intervento  tutto  quello
  che  io  sto dicendo, tutto quello che io sto auspicando,  è  stato
  contenuto, in realtà da questo punto di vista, lei molto esaustivo.
  Ha  risposto a tutte le mie osservazioni, quindi insomma credo  che
  il mio auspicio possa essere accolto.
   Noi  come partito, come Lega, ribadiamo, appunto, la nostra  ferma
  convinzione  di  volere  continuare come  parte  di  Governo,  fino
  all'ultimo  secondo  dell'ultimo giorno  e,  ripeto,  cerchiamo  di
  scindere  le questioni elettorali da quello che dobbiamo fare,  che
  lei  ha  elencato, precisando anche che il tempo è  poco  e  quindi
  dobbiamo rimboccarci, decisamente, le maniche.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  il  voto  dei
  grandi elettori del Presidente della Repubblica ha segnato l'inizio
  della  fine  del Governo Musumeci. I titoli di coda annunciati  per
  l'aria che si respirava nel Palazzo e fuori dal Palazzo.
   Titoli  di coda di un Governo e di una legislatura partita male  -
  la  stampa  nazionale  presentò il voto con i novantamila  voti  di
  preferenza  degli impresentabili - e finita peggio, con un  Governo
  che  si  tiene  in  piedi  dopo fratture clamorose  -  come  quella
  dell'attuale  sindaco  di  Messina  rispetto  al  perimetro   della
  maggioranza  che  si  era presentata agli  elettori  -  e  campagne
  acquisti in Aula che non si erano mai viste prima nella storia  del
  Palazzo.
   La  coalizione,  come  dicevo,  che ha  sottoposto  ai  siciliani,
  Presidente Musumeci, non c'è più
   E  anche  l'attuale  composizione della  Giunta,  che  il  Partito
  democratico ritiene illegittima, come lei sa il prossimo  marzo  si
  terrà l'udienza di discussione, perché quella che abbiamo di fronte
  è  l'ultima Giunta regionale in Italia per presenza di donne, ed  è
  illegittima, l'abbiamo ricordato più volte, anche alla  luce  della
  legge regionale, recentemente votata dall'Aula.
   Ed  è  singolare,  Presidente Musumeci, che nel  corso  della  sua
  relazione, lei si sia appellato al confronto dell'Aula, al rapporto
  con  le  forze parlamentari. È singolare proprio perché, in  questi
  anni, è proprio lei che ha fuggito il confronto con l'Aula e non ha
  mai  utilizzato, come invece avrebbe dovuto, i metodi propri  della
  politica quelli del dialogo, del confronto.
      Ci  ha  definiti,  Presidente,  pidocchi   Forse  fa  finta  di
  dimenticarlo.  E,  allora,  lei  ha tradito  quest'Aula  anche  nel
  dibattito  di oggi, abbiamo dovuto lottare per avere cinque  minuti
  in  più  oppure  cinque minuti in meno, e l'impressione  è  proprio
  quella che lei voglia sfuggire al confronto.
   Gli  attenti  osservatori, e non sfuggirà neanche  agli  elettori,
  hanno  notato che quello di buono che c'è stato è arrivato  proprio
  dal   confronto  con  l'Aula,  dall'apporto  che   hanno   dato   i
  parlamentari.
   Le  iniziative  più significative sono venute dal voto  dell'Aula,
  come  l'individuazione  dell'autorità di  bacino,  l'individuazione
  della sede unica per gli uffici della Regione, i ristori per coloro
  che ne avevano bisogno.
   Ma  la  risposta del Governo, dopo il voto d'Aula, è stata  invece
  l'incapacità, ad esempio, di gestire la gara per gli  uffici  unici
  della  Regione, l'incapacità di gestire i bandi per il  sostegno  e
  per  i  ristori  - su tutti il fallimento del click day  -  oppure,
  meglio  ancora,  le  finanziarie che dopo  che  venivano  approvate
  dall'Aula  non  venivano attuate dal Governo. Una  cosa  mai  vista
  prima.
   Utilizzo   l'ultimo  minuto  e  mezzo  per  celebrare,  Presidente
  Musumeci,  la falsità del suo intervento oggi. Ci saremmo aspettati
  un discorso franco, schietto, un appello vero al Parlamento.
   Allora,  questo  clima  di  sepolcri imbiancati,  di  farisei  che
  attorniano il Presidente della Regione, ahimè, si celebra anche nel
  suo  intervento, in particolare nel tema che riguarda  le  riforme.
  Ancora  oggi, nella pancia del Palazzo, ci sono riforme  ferme  per
  l'incapacità  del  Governo,  su tutte quella  dei  rifiuti.  È  una
  vergogna  che la riforma è ferma perché il Governo non  dà  il  via
  libera  su  due questioni, rendere pubbliche le Srr,  come  già  ha
  evidenziato la Corte dei Conti nel 2016, rendiconto 2016  trasmesso
  nel  2017  e l'individuazione degli ambiti, che come più  volte  ha
  detto  il Governo nazionale, la Corte dei Conti e l'Anac non devono
  essere superiori a cinque. E, sempre sulle riforme, resta il  colpo
  di  mano degli ultimi mesi del tentativo del Governo regionale,  ed
  il  disegno di legge porta la sua firma, di privatizzare l'acqua in
  Sicilia. Inconcepibili ritardi ancora a proposito sempre di riforme
  dei  rifiuti per le gare uniche. E, sempre le riforme  che  non  si
  fanno   e   che  non  vanno  avanti,  come  quella  della  Pubblica
  amministrazione,   della   riorganizzazione   degli   uffici,   dei
  forestali,  della  riqualificazione  del  personale.  Insomma,   un
  Governo che non c'è più.
   I  siciliani  meritano un Presidente della Regione ed  un  Governo
  all'altezza  del  ruolo  e  del compito importante,  delicato,  per
  risollevare  la  Sicilia in un tempo così difficile.  Ci  dispiace,
  Presidente Musumeci, sono passati cinque anni e non abbiamo  visto,
  percepito un Governo all'altezza del ruolo che merita la Sicilia.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, magari dopo  qualche
  altro intervento di altri colleghi, per non parlare subito dopo  il
  collega Barbagallo. Presidente Miccichè, se posso intervenire  dopo
  qualche altro collega per un principio di alternanza.

   PRESIDENTE. Prego, non c'è problema.
   È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Di  Paola.  Ne  ha  facoltà.
  Onorevole  Di Paola, abbiamo avuto anche altri interventi  del  suo
  Gruppo, per cui veda lei come si vuole...

   DI   PAOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  cittadini,
  Presidente,  mi  sarei aspettato oggi l'unica  cosa  credibile  che
  poteva  fare il presidente Musumeci, e cioè quella di presentare  a
  quest'Aula le sue dimissioni.
   Non  so, e vi chiedo anche di aiutarmi in questo, quale Presidente
  oggi  ha  parlato qui in Aula, perché dico noi siamo fermi  dal  12
  gennaio  2022 quando il Presidente Musumeci in una diretta Facebook
  ha  pronunciato queste parole. Io le voglio ridire qui in  Aula  di
  modo  tale  che rimangano a verbale:  Perché alcuni deputati  hanno
  pensato  di  compiere  nei  miei  confronti  quello  che  in  gergo
  giudiziario si dice atto di intimidazione. Si tratta di  una  sorta
  di  resa  dei conti. Dal loro punto di vista sono deputati  che  mi
  hanno fatto richieste irricevibili e, quindi, ho dovuto dire  no  a
  deputati  con i quali, per una questione di igiene, non  ho  voluto
  mai  avere rapporti in questi quattro anni. Possono pensare  questi
  quattro   scappati  di  casa' che un Presidente  che  non  è  stato
  condizionato neanche dalla mafia può essere condizionato  da  loro?
  Possono  mai  pensare  di  determinare una  pressione  estrema  sul
  Governo?  Possono  mai  pensare  di esercitare  su  questo  Governo
  qualunque  tipo  di  richiesta trasversale, mandando  messaggi  che
  appartengono  al  peggiore dei linguaggi della comunicazione,  così
  sciagurati   Sono  convinto che bisogna assolutamente  abbandonarli
  per  strada  questi  disertori,  ricattatori  che  operano  con  la
  complicità  del  voto segreto. Abbiamo bisogno  di  ristabilire  un
  rapporto  fra  la  Giunta  e  la  coalizione  e  i  deputati  della
  coalizione. Ecco perché come primo atto azzero la Giunta, faremo un
  esecutivo  che  deve  portarci fino all'ultimo giorno  di  campagna
  elettorale.
   Chiedo  al Presidente, e chiedo a lei Presidente Miccichè,  quanti
  degli  830  mila voti che il Presidente della Regione ha preso  nel
  2017  sono  e  fanno  parte  di questi   sciagurati'  o  di  questi
   scappati di casa'? Quanti di questi 830 mila fanno parte di questi
  aggettivi che ha utilizzato il Presidente della Regione, io  questo
  me  lo chiedo perché dico, signor Presidente, è da un mese che  noi
  siamo  fermi  quando  ci sono state altre Regioni,  ad  esempio  il
  Molise, dove il Presidente della Regione è arrivato terzo in quella
  votazione, non è successo nulla  Noi per un mese, durante una crisi
  economica,  durante una pandemia, noi abbiamo un  Presidente  della
  Regione che sta lì a pensare a questa votazione. Oggi viene in Aula
  a  fare cosa? Il programma elettorale di che cosa? Di che cosa?  Il
  programma elettorale dei prossimi anni?
   Cioè  io  non  ho  visto  da  parte del Presidente  della  Regione
  nessuna,  nessuna,  e  dico nessuna parola di  scusa,  perché  oggi
  dovevano  esserci  le scuse e basta da parte del  Presidente  della
  Regione. Oppure le dimissioni. Null'altro. E dico siamo rimasti  un
  mese  bloccati per una votazione, una votazione. Io parlavo a  Roma
  nel  frattempo che il Presidente della Regione era lì a cercare  la
  sua  ricandidatura, perché di questo, questo si è fatto  in  questo
  mese.  C'erano  altri  Presidenti  della  Regione  che  in  maniera
  tranquilla, c'è stata una votazione, chi è arrivato primo, secondo,
  terzo, qual è questo problema? Quali sono questi problemi?
   E  allora Presidente noi abbiamo assistito, i siciliani se ne sono
  accorti in questo mese, a situazioni veramente, veramente surreali.
  Io  voglio chiudere perché dico c'è pochissimo da dire visto  anche
  che  il  Presidente della Regione non ha preso una posizione chiara
  oggi.  Io voglio chiudere con le parole a proposito del Piano,  del
  PNRR  di  cui  ha  parlato  il  Presidente  Musumeci  del  Vescovo,
  dell'Arcivescovo  di  Caltanissetta, Monsignor Russotto.  Estrapolo
  una frase e poi chiudo colleghi  Ci ritroviamo invece davanti a uno
  squallido  spettacolo  in  cui gli attori  principali  non  sono  i
  cittadini, ma i politici che poco sanno dei loro stessi elettori  e
  forse  cercano  soltanto  di  incrementare  i  loro  propri  bacini
  elettorali ,  i loro propri bacini elettorali .
   Ebbene  Presidente, colleghi, noi costruiremo un Governo  diverso,
  lo  stiamo già costruendo e il Presidente Musumeci ne prenda  atto,
  vuole   continuare  per  questi  sei  mesi,  sette  mesi,  così   a
  bagnomaria,  che continui pure, che continui pure, ma noi  oggi  ci
  aspettavamo qui in Aula le dimissioni del Presidente o le scuse,  e
  non sono arrivate. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Amata.  Ne  ha
  facoltà.

   AMATA.  Presidente, Governo, colleghi, colgo l'occasione  oggi  in
  quest'Aula, che è il fulcro della scena politica regionale, la sede
  naturale  nella  quale  ricondurre il dibattito  ed  il  necessario
  confronto  tra Governo e Parlamento regionale, entrambi espressione
  della volontà popolare per fare alcune considerazioni.
   So  perfettamente che malgrado i titoli dei giornali  Oggi all'ARS
  il  processo a Musumeci , l'odierno confronto non sarà di certo  né
  il  dday  della coalizione che sostiene il Governo, così  come  non
  sarà il day after della compagine di Governo. Non voglio con questo
  togliere fascino e pathos a questo momento, ma credo che lo  stesso
  sia  un'occasione  di  confronto, forse  più  volte  rinviata,  per
  affrontare  quel malessere che da tempo pervade la  maggioranza,  i
  cui sintomi si manifestano da troppo tempo ormai dentro quest'Aula,
  ma che forse sono stati sottovalutati.
   Sarebbe  veramente  utile  e costruttivo affrontare  le  questioni
  senza  trincerarsi  dietro discorsi intrisi  di  retorica  che  non
  aiuterebbero di certo il già difficile compito di trovare soluzioni
  e  non colpevoli. Come tutte le esperienze di Governo, anche questa
  guidata  dal  Presidente Musumeci, sconta  i  limiti  di  un'azione
  sviluppatasi  nell'arco  della  presente  Legislatura,  spesa   nel
  tentativo  di  contemperare la parte politica della  programmazione
  con  la parte esecutiva del Governo, senza però concedersi il tempo
  per  le necessarie verifiche; circostanze che inevitabilmente hanno
  avviato  quel processo di allontanamento, di silenzio,  all'interno
  del  quale  il più delle volte si determinano le condizioni  ideali
  per  i  fraintendimenti, i retropensieri, le insidie, per la tenuta
  della maggioranza.
   Inutile   negarcelo   Presidente,   tutto   questo   è   successo,
  l'impressione  che  traspare  è  quello  di  uno  scollamento   tra
  maggioranza  e  Governo; scollamento certificato e  plastificamente
  rappresentato  nell'ormai  cronica difficoltà  di  avere  i  numeri
  necessari  in Aula, per procedere - peraltro - all'approvazione  di
  importanti  disegni  di  legge  o dalle  reiterate  sgrammaticature
  istituzionali - utilizzo un termine usato in questi giorni - che si
  sono verificate nel corso della legislatura, ma che hanno raggiunto
  l'apice,  in  occasione dell'elezione dei tre delegati all'elezione
  del Presidente della Repubblica.
   Incomprensioni, sospetti e veleni hanno determinato un clima  teso
  dei rapporti, in grado, purtroppo di condizionare negativamente  il
  delicatissimo  percorso  verso la fine della  legislatura,  che  si
  presenta, di contro, pieno di scadenze importanti e vitali  per  la
  nostra  Regione,  quali quelle per la definizione dei  progetti  da
  inserire  nel PNRR, e che pertanto necessiterebbero di un  sostegno
  granitico  da  parte della coalizione tutta, che invece  chiede  di
  essere  maggiormente coinvolta nella scelta dei  progetti  e  delle
  linee di intervento.
   Questa breve, ma necessaria premessa, credo che ben rappresenti le
  tensioni,  le difficoltà di comunicazione, il clima che si  respira
  in  questo  momento nella coalizione. Come detto, non è  operazione
  necessaria quella che prevede l'individuazione del o dei colpevoli.
  È  certo che per essere al punto in cui siamo, tutti abbiamo  delle
  colpe. Si badi bene che richiamare alla responsabilità di tutti non
  vuole in alcun modo assolvere qualcuno.
   Presidente,  indubbiamente  anche  lei  ha  delle  responsabilità,
  alcune  individuali,  per atteggiamenti o  per  decisioni  assunte;
  altre  le  derivano  dall'essere l'alfiere della  coalizione,  cioè
  colui che deve adoperarsi per garantire l'unità, la pari dignità  a
  tutte  le  componenti, investendole della responsabilità collegiale
  delle  scelte.  Molte, tante volte il Governo  ha  avuto  un  passo
  diverso rispetto alla politica e alla coalizione; a volte i  gruppi
  parlamentari,  i  deputati,  si dono trovati  di  fronte  a  scelte
  obbligate,  dettate da scadenze prossime; non c'è  stato  il  pieno
  coinvolgimento della deputazione nelle decisioni, non si  è  aperto
  per  i  più  uno  spiraglio di cimento che  è  legittimo.  Tutto  è
  diventato come cristallizzato.
   Così  come  non si è mai soli nelle vittorie, tantomeno  lo  si  è
  nelle sconfitte. Pertanto Presidente, non solo a lei possono essere
  imputate le colpe di una situazione politicamente delicata, qual  è
  quella  che stiamo attraversando. Forse per meglio capire l'origine
  di questo momento di difficoltà bisognerebbe allargare l'analisi  a
  tanti  altri  fattori,  che  secondo me  concorrono  a  determinare
  tensioni.  Per  esempio, la composizione dei  gruppi  parlamentari,
  dall'inizio della legislatura ad oggi, è notevolmente mutata, ma  a
  fronte  di  ciò  nulla  è  cambiato, né in Giunta,  tantomeno  alla
  presidenza  delle Commissioni parlamentari, quasi  non  si  potesse
  turbare l'ordine dato. Molti deputati sono stati relegati a veri  e
  proprio  non  ruoli  -  mi chiedo - per disposizione  di  chi?  Non
  credete  che  questo clima di cristallizzazione  dello  status  quo
  determini un senso di frustrazione che sicuramente contribuisce  ad
  esasperare i toni?
   Ed  ancora,  è diventato un tormentone ormai sentire  e  risentire
  dichiarazioni  sul fatto che alcuni rami dell'amministrazione  sono
  saldamente,  se non quasi esclusivamente, nelle mani di  una  delle
  componenti della coalizione. Vero. Ma allo stesso tempo si  sottace
  che analogo discorso si potrebbe, e si dovrebbe, coerentemente fare
  per  altri  rami di amministrazione, presidiati a tutti i  livelli:
  Assessore,  Presidenti  di Commissioni, da altri  componenti  della
  coalizione.  Purtroppo  questi  continui  mugugni  non  aiutano   a
  superare le difficoltà, anzi ne creano sempre di nuovi.
   A  mio  giudizio, in questa fase parecchio confusa e complessa  si
  inseriscono   altri   fattori  con  un   effetto   dirompente:   le
  fibrillazioni  interne  alle coalizioni nazionali,  sia  di  centro
  destra  che  di  centro  sinistra, con le  inevitabili  ricadute  a
  livello regionale; le elezioni del sindaco di Palermo. Fattori  che
  infiammano il dibattito e rimettono tutte le questioni in un  unico
  calderone.
   Presidente,  dall'odierno confronto lei trarrà sicuramente  spunti
  ed  elementi di riflessione, l'attende un percorso irto di  insidie
  ed  ostacoli, ma necessario per portare il Governo e la  coalizione
  alla  fine  della  legislatura: sia per raccogliere  i  frutti  del
  lavoro,  dell'ottimo lavoro sinora svolto, sia per avviare  l'ampio
  processo  di  riforma  con  i progetti da  inserire  nel  PNRR,  la
  programmazione europea, la legge di stabilità e quant'altro.
   Fratelli  d'Italia,  come ha fatto finora,  sarà  al  suo  fianco,
  Presidente. Mi permetto di suggerirle di affrontare questo percorso
  ispirandosi  ad  un'antica  fiaba buddista:  coltivi  l'arte  della
  pazienza,  si  predisponga al confronto e al dialogo con  tutte  le
  forze politiche, a partire da quelle che formano la coalizione  che
  l'ha  sostenuta in questi cinque anni; la priorità da perseguire  è
  l'elaborazione   dei   progetti   del   PNRR,   e   contestualmente
  concretizzare il lavoro ad oggi prodotto, senza farsi distrarre  da
  possibili alchimie sul futuro.
   La   realizzazione  degli  obiettivi  è  il  miglior  viatico  per
  proiettare la coalizione alla diciottesima legislatura. Grazie.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cafeo. Ne ha facoltà.
  Le  ricordo  che  l'onorevole Catalfamo è intervenuto  per  quattro
  minuti, quindi lei ha ancora sei minuti a disposizione.

   CAFEO.  Signor Presidente, devo dire, io non mi voglio  soffermare
  molto  sulle  dichiarazioni del Presidente, attinenti  a  quanto  è
  successo  per  le  votazioni, ma più  che  altro  la  cosa  che  mi
  dispiace, e che ho visto in quest'Aula diverse volte, è il fatto di
  dover  rivedere  il  Presidente fare delle  dichiarazioni  e  delle
  osservazioni  rispetto ai suoi colleghi deputati dell'Aula,  e  poi
  dover tornare indietro.
   E  ritengo  che  questo  non  sia  un  problema  che  riguardi  la
  coalizione   di   centro-destra,  ma  riguarda   un   atteggiamento
  personale, come ritengo che dalle parole del Presidente si evincono
  due  tipi di difficoltà: uno, che io rimarco e riconfermo, cioè  di
  una  difficoltà di dialogo del Governo con l'Aula e con l'Assemblea
  che,   sicuramente,  non  ha  il  compito,  dal  punto   di   vista
  istituzionale  e costituzionale, di confrontarsi dopo,  come  anche
  sui  temi  del PNRR, che vengono realizzati i documenti  e  vengono
  anche, tra le altre cose, già inviati a Roma.
   La  cosa  che più mi preoccupa, appunto, anche alla luce  del  mio
  passaggio  al  centro-destra,  è  quindi  al  dover  affrontare  le
  prossime  competizioni elettorali rispetto a un nuovo  Governo,  la
  cosa che a mio avviso, e che ho condiviso anche dell'intervento del
  mio  Capogruppo, è il mea culpa, cioè a mio avviso mai come oggi  e
  quello  che  è  emerso rappresenta una crisi di  tutto  il  sistema
  politico,  e secondo me il centro-destra, devo dirlo, da parte  del
  centro-destra, anche alla luce degli altri sviluppi, io ritengo che
  gli ultimi mesi di questa legislatura, fermo restando che le scelte
  per  il  dopo  ritengo vadano fatte dai segretari regionali  e  dal
  tavolo  nazionale.  Ma ritengo che noi dobbiamo  in  qualche  modo,
  considerando anche lo stato di disagio in cui versa tutto il popolo
  siciliano,  riuscire a fare il meglio possibile, riuscire,  appunto
  per quelle scadenze che non erano connesse all'Assemblea di oggi, e
  quindi il discorso al PNRR e dei fondi europei, riuscire a fare una
  riflessione  su come utilizzare questo periodo per non fare  errori
  che poi si ripercuoteranno nelle prossime legislature.
   E mi riferisco, soprattutto, al fatto di un'azione in cui l'Aula è
  utile,  in  cui i parlamentari sono essenziali, perché  stanno  sul
  Territorio  e vedono cose che, molto spesso, seduti qui  su  questi
  scranni  si percepiscono poco, di riuscire ad affrontare oggi,  sui
  temi dei fondi europei, non solo la dislocazione delle risorse o  i
  tioli,  ma di andare a superare tutte quelle problematiche che  già
  da  diverse  programmazioni  abbiamo  vissuto,  ma  che  non  siamo
  riusciti  ad affrontare, che riguardano, appunto, la metodologia  e
  la  tecnica  con  cui dopo risolvere i problemi attuativi  che  non
  riguardano l'allocazione delle risorse, ma il buon esito dei  bandi
  che, poi, scaturiranno dalla nuova programmazione.
   Per  cui, come deputato non solo della Lega ma anche di un centro-
  destra  che,  spero,  riesca  a  ritrovare  unità  e  slancio   per
  risolvere,  non  per vincere ma per risolvere le problematiche  dei
  cittadini siciliani, io quello che auspico, caro Presidente, è  che
  questo scorcio di legislatura, appunto per una consapevolezza  che,
  ritengo,  tutti  -  a prescindere da maggioranza ed  opposizione  -
  dobbiamo  avere sulle condizioni di crisi in cui versa  la  Regione
  siciliana, abbia un minimo di coraggio in più ed io già sarei molto
  contento  se ci fosse un'unione di intenti all'interno del  Governo
  perché  ritengo  che  fino  ad oggi,  la  sensazione  che  hanno  i
  cittadini è che non c'è un'azione complessiva con una strategia  di
  rilancio.
   Io  sono  oggi un deputato del centro-destra e, quindi, non  posso
  fare  altro  che  auspicare che traiamo tutti gli  insegnamenti  da
  questa legislatura, per cercare di rilanciare per le prossime.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, signor Presidente Musumeci,  Assessori,
  onorevoli  colleghi.  Presidente Musumeci, noi  la  ricordiamo,  in
  quest'Aula  il  12  gennaio, chiedere nervosamente  la  parola,  si
  diceva   per   volersi  dimettere,  poi,  invece,   ha   annunciato
  azzeramenti,  congelamenti, scongelamenti  di  Giunta,  ed  infine,
  questa sera il nulla.
   Lei  ha  deciso  di fare come lo struzzo, di nascondere  la  testa
  sotto  la sabbia per non vedere la profonda crisi politica del  suo
  Governo,  della  sua maggioranza, facendo finta di nulla,  parlando
  d'altro.
   Ci  ha  illustrato  un  programma che  certamente  lei  non  potrà
  realizzare, perché la sua maggioranza non è più in grado di  andare
  avanti di un centimetro.
   Lei  sta  tentando  di  nascondere la  crisi  politica  della  sua
  maggioranza,  l'immobilismo del suo Governo, come  si  nasconde  la
  polvere sotto il tappeto, come se i problemi non esistessero.
   Ed  il  suo  deludente intervento in quest'Aula è la conferma  che
  lei,  o non vuole, o non è in grado di affrontare i nodi veri  che,
  oggi, le impediscono di andare avanti.
   Lei  si  è  fatto una domanda in apertura, ha avviato una verifica
  per  capire  se  c'è  ancora la condizione  per  proseguire  o  per
  fermarsi. La risposta è che lei è già fermo, questo Governo  è  già
  all'immobilismo,  è già al capolinea e non è assolutamente  più  in
  grado di proseguire.
   Io  concludo, Presidente. Lei questa sera ha confermato ancora una
  volta  -  con  il  suo  discorso deludente  e  inconcludente,  come
  d'altronde  la  sua  azione politica - di non  essere  in  sintonia
  neppure con una sparuta minoranza di Siciliani. Ed il fatto che lei
  non  sia  più  in sintonia con i Siciliani, Presidente,  purtroppo,
  ahimè,  lo  conferma  il fatto che lei non  ha  votato  neppure  il
  Presidente Mattarella.
   Grazie, Presidente Miccichè.

   PRESIDENTE.  Mancano tre minuti. Ha chiesto di parlare l'onorevole
  Dipasquale. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  le  forze  di
  opposizione  imbrigliate solamente in venti minuti  di  interventi.
  Questo è il risultato ottenuto dalla Conferenza dei Capigruppo che,
  a   maggioranza,   non  riconosce,  non  dà  la  possibilità   alle
  opposizioni di intervenire in quest'Aula.
   Venti minuti, una vergona
   Ma  ci  siamo  abituati.  La  politica  degli  slogan,  di  questo
  Presidente  della  Regione,  anche  in  questo  momento  di  grande
  difficoltà,  perché Presidente ormai di figuracce ne abbiamo  fatte
  in questa legislatura, prima i parlamentari presi per pidocchi, poi
  i  parlamentari  di maggioranza presi per scappati di  casa,  tante
  occasioni,  poi  una  volta  dovevano arrivare  i  Palazzi  che  si
  dovevano interessare di questo Parlamento.
   Lei  questo  rapporto col Parlamento lo ha avuto sempre difficile,
  ha  avuto  un  rapporto  di confronto e di dialogo  inesistente,  e
  quando c'è stato, in contrapposizione e con toni brutti.
   Questo  è  successo  ed  è  successo  più  di  una  volta,  perché
  purtroppo,  anche  questo aspetto che non le  conoscevamo,  era  un
  aspetto  nascosto, lo teneva lei all'interno, ed  è  uscito  fuori;
  l'ultima  volta  ha fatto una figura veramente brutta,  Presidente,
  perché  quando  lei  da casa ha insultato, il  Parlamento,  la  sua
  maggioranza,  scappati di casa, non rimango a  subire  ricatti,  ha
  sicuramente  messo  in condizioni tutti quanti noi  di  indignarci,
  dopo   di  che  doveva azzerare la Giunta, li ha fatti preoccupare,
  gli  ha  fatto passare una brutta nottata, perché magari  ci  hanno
  creduto, noi lo sapevamo che lei non si fosse dimesso, dopo di  che
  è  venuto qui a raccontarci le cose che dovrà fare. Lo sa qual è la
  verità?  Che questa coalizione ormai non esiste più, siete separati
  in casa.
   I  suoi alleati vivono con lei quest'esperienza fino alla fine del
  mandato  perché ci sono, capisco, posizioni importanti, capisco  da
  difendere,  dopo  di che solamente la Meloni le ha riconosciuto  il
  suo  appoggio, perché non la ricandidano, sono insieme a  Lei  come
  quando in una coppia il marito con la moglie stanno insieme,  e  il
  marito  sta insieme con la moglie perché, anche se è brutta  e  non
  attrae  più,  però  ha un buon stipendio, buone risorse,  e  quindi
  stanno tutti insieme sotto lo stesso tetto per interessi coniugali.
  Questa  è la sua situazione, lei si trova in questo stato. Dopo  di
  che,  il bene dei siciliani che lei non ha fatto in questi 4  anni,
  le  rimangono 6 mesi, mi auguro che almeno le riforme lei li  porti
  in Aula, Lei, lei, come Governo, come maggioranza. Noi siamo pronti
  per  votare,  non  è  che  ora può essere  colpa  e  responsabilità
  dell'opposizione,  se  voi non avete fatto  una  riforma,  compresa
  quella della casa che l'aspettavamo e non è arrivata.


                                Congedi

    PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che gli onorevoli  Foti
   e Mangiacavallo sono in congedo per oggi.

    L'Assemblea ne prende atto.


    Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Presidente della
                                Regione

    LENTINI Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE.   Ne  ha  facoltà.  Onorevole  Lentini   lei   ha   a
   disposizione quasi niente.

    LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, scappati di  casa
   non c'è n'è

    PRESIDENTE. Mi scuso, lei ha a disposizione 10 minuti. Le  chiedo
   perdono, ma mi ero confuso.

    LENTINI.  Grazie  a Dio, so quando arrivare a casa  in  qualsiasi
   momento,   basta   bussare,   anzi   ho   le   chiavi   ed   entro
   tranquillamente, quindi non mi sento scappato di casa
        Ho  votato  il Presidente durante la campagna elettorale  del
   2017  e ho rivotato tutte le volte che mi è stato richiesto quando
   la coalizione di Governo ha preteso un voto d'Aula, senza fare mai
   forse  a volte neanche lamentando, e mi sembra sacrosanto che  una
   persona,  un  deputato in particolare, può lamentarsi  anche,  non
   capisco  perché  un  deputato non possa  andare  a  chiedere,  per
   carità, non ho chiesto mai nulla e non possa andare a chiedere per
   una  giusta  istanza che viene richiesta dal territorio  o  da  un
   elettorato della provincia.
    Perché  vede,  Presidente, chi fa l'Assessore ha un  compito  ben
   preciso, quello di lavorare solo ed esclusivamente per la Sicilia,
   per  la comunità, a differenza invece del deputato che lavora  per
   il  Territorio.  Quindi, magari ci sono stati dei  mugugni,  e  mi
   sembrano anche sacrosanti, perché ognuno si può lamentare,  e  può
   fare benissimo quello che pensa di fare.
    Veda,  Presidente,  ci  sono state delle  offese  che  in  questi
   giorni  hanno dato veramente un segnale negativo nei confronti  di
   alcuni  deputati, di quei deputati che non hanno   Però ognuno  di
   loro,  siccome qua siamo, si vive in democrazia, ognuno  pensa  di
   votare  magari  pensando che in quel momento  quel  voto  non  sia
   utile,  o  sia utile insomma, ognuno è libero di fare  quello  che
   vuole, l'importante è che difenda, ripeto, il proprio Territorio e
   la propria
    Però,  oggi  io  mi  aspettavo da parte sua, dico,  la  ringrazio
   intanto   perché  sono  contento  che  i  suoi  toni   oggi   sono
   concilianti,  lei  oggi  finalmente  la  vedo  come  una   persona
   riposata,  la  vedo  una persona tranquilla, e  finalmente  questo
   dibattito  può  aprire diciamo a tutte quelle che sono  le  nostre
   aspettative, quelle che finalmente si può raggiungere  un  momento
   di  cordialità  fra  il Governo e i deputati,  nella  speranza  di
   potere   affrontare   questi   ultimi   sette   mesi,   che   sono
   importantissimi Presidente.
    Perché  lei  poco fa ha citato alcune cose, alcuni percorsi,  che
   ancora alcuni devono essere realizzati, e lei poco fa ha detto una
   cosa,  finalmente, una cosa seria. Perché io ho detto il PNRR  che
   finalmente va nelle Commissioni di merito per essere trattato,  mi
   pare  già  questo  un  contributo abbastanza  confortante,  perché
   affinché  possa  veramente  la  deputazione,  i  partiti,  possano
   prendere  anche  iniziative, possano  inserirsi  nel  contesto  di
   crescita  del  territorio.  Questa  non  è  una  cosa  brutta  nei
   confronti  del Parlamento. E poi, Presidente, vede,  io  gli  devo
   possibilmente qualche dirigente visto che lei, diciamo, in  questi
   anni,  negli  ultimi  mesi  c'è  stato  questo  confronto  con  il
   Parlamento un po' così acceso, possibilmente qualche dirigente  ne
   ha  approfittato  rispetto a queste cose, dicendo delle  illazioni
   nei  confronti del Parlamento, e secondo me questo è  veramente  a
   mio  avviso  una  delle cose, delle storture più sconfortanti  nei
   confronti  di noi deputati, perché nella vita politica si  possono
   commettere  anche  errori però io penso che una  persona  che  non
   riconosce i propri errori non è una persona, ma è un animale.
    Quindi, io penso che questi sono argomenti, che poi erano  quelli
   più  importanti,  io  oggi non sono venuto  per  andare  contro  o
   pensare  di  dare  dei consigli a un Governo  che,  fino  ad  ora,
   diciamo,  ha  portato avanti alcune problematiche per certi  versi
   buone, per certi versi da raccordarsi con i partiti, e si è  perso
   un  po'  di  tempo  e questa è una delle cose che  invece  bisogna
   recuperare immediatamente.
    Però,  rispetto alle cose che ha detto il Presidente,  che  dalla
   prossima  settimana  riusciremo ad inserirci  anche  nel  contesto
   delle decisioni del PNRR nel Piano Nazionale Ripresa e Resilienza,
   perché  dobbiamo  dare all'esterno quelle notizie  importanti  che
   anche  il Parlamento con il Governo insieme raccolgono quelle  che
   sono  le  istanze  che arrivano dal Territorio, e  possono  essere
   messe  in atto, e spendere bene tutto quello che è giusto fare.  E
   poi Presidente

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, scusi se la interrompo. Siccome  ha
  chiesto di intervenire l'onorevole Di Mauro

   LENTINI. Sì, ho finito, Presidente.

   PRESIDENTE. Tanto per dirvelo; mettetevi d'accordo.

   LENTINI.    Sì.   Poi,   Presidente,   attenzione    anche    alla
  riclassificazione del personale della Regione siciliana, che io  ho
  presentato,  sono  titolare  di un  disegno  di  legge  come  primo
  firmatario per dare un input all'amministrazione pubblica regionale
  in  questi  casi a tenersi pronto per cercare appunto,  non  appena
  arriveranno  queste  risorse e i progetti  che  il  Governo  ed  il
  Parlamento  partorirà in questo senso, perché poi  alla  fine  sono
  loro,  è la pubblica amministrazione, sono i nostri dirigenti  e  i
  nostri funzionari che devono lavorare in questo senso. Grazie.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Di  Mauro  vuole  intervenire  ora?  No.
  Benissimo; allora è iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne  ha
  facoltà.

   LO   CURTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,
  Presidente   della  Regione,  finalmente  ho  ritrovato  Presidente
  Musumeci,  e  lo  dico  apprezzandone tutto  il  valore,  il  garbo
  istituzionale  con cui lei si è rivolto a questo  Parlamento  nelle
  sue  comunicazioni, un garbo, mi permetta di dirle, che si  era  un
  po' perso nelle pieghe di una estemporanea dichiarazione dovuta  al
  malessere  dell'uomo  e al malessere istituzionale  che  l'uomo  ha
  evidenziato.
   E  se possibile conciliare in maniera strana questo paradosso,  io
  sono  anche  lieta  che lei abbia esternato questo  profilo  umano,
  empatico,  nel  quale  a caldo ha anche detto  parole  fuori  dalle
  righe,  delle  quali oggi si è scusato, perché  noi  abbiamo  anche
  bisogno  di  sapere  che, al di là del ruolo  istituzionale,  della
  veste assolutamente marcata da un aplomb immancabile, c'è anche  un
  uomo  che  sussulta,  che  palpita, un cuore,  un  sentimento,  una
  dimensione che molto spesso, Presidente, è mancata alla sua figura,
  ecco  è  mancata. Troppo pieno di responsabilità e preso da  queste
  responsabilità, lei ha tralasciato anche di curare probabilmente il
  lato  umano  dei  rapporti, che invece in politica può  determinare
  quel  surplus  di  entusiasmo che, probabilmente,  in  quest'ultimo
  scorcio di legislatura c'è necessità di recuperare.
   Ma  voglio un attimo riferirmi anche al modo in cui viene condotto
  oggi  questo che non è un dibattito, ma questa riflessione dei vari
  gruppi politici, perché sulle sue comunicazioni si è evitato che ci
  fosse  quella, come dire, quel teatrino di rimpallo, di accuse,  di
  veleni,   che   probabilmente  qualcuno   magari   avrebbe   voluto
  sollecitare,  e  per  questo il mio grazie va anche  al  Presidente
  dell'Assemblea  Miccichè, che nella conferenza  dei  Capigruppo  ha
  tenuto il punto.
   Noi  dobbiamo intervenire sulle comunicazioni del Presidente,  non
  certo  per  dibattere una crisi politica, se  questa  c'è,  che  va
  discussa  all'interno dei partiti e nelle sedi  che  qui  non  sono
  rappresentate,   perché  questa  è  l'Aula  del  Parlamento,   sala
  d'Ercole,  l'ha detto lei Presidente, e io ho apprezzato ripeto  il
  suo  stile  garbato, questo è il luogo della più sacra  istituzione
  laica   che   esalta  la  democrazia,  esalta   il   valore   della
  partecipazione politica alla vita e alla responsabilità che  ognuno
  di noi qui rappresenta, in nome e per conto del popolo siciliano.
   Ecco, mi fa piacere sottolineare che questo è un Governo, al di là
  dei  giudizi che ciascuno di noi partiti o singoli deputati possono
  esprimere, è comunque un Governo che ha garantito la stabilità, lei
  ha  detto bene, mancano sette mesi alle nuove elezioni, sarà quello
  il  momento in cui i partiti decideranno se riconfermare alla guida
  del  prossimo  Governo  Nello Musumeci, o cambiare.  L'obiettivo  è
  sempre uno, tenere la barra dritta in direzione di quelli che  sono
  gli  interessi  primari del popolo siciliano, un  popolo  che  oggi
  soffre come tutti noi che lo rappresentiamo, i disagi di una  crisi
  pandemica che non ha pari nella storia, che ha avuto, e che  ancora
  riverbera,  le sue conseguenze sulla crisi economica,  sul  disagio
  delle  famiglie,  sui  bambini che hanno  difficoltà  ad  andare  a
  scuola,  che  l'hanno  avuta e che continuano  purtroppo  anche  ad
  ammalarsi, essendo loro ora quelli più esposti al contagio,  perché
  meno vaccinati.
   E,  quindi,  di  questo noi siamo consapevoli Presidente,  lei  ha
  mantenuto la stabilità di questo Governo, voglio ricordare a  tutti
  e non è un elogio alla sua persona, è una lettura del reale, di ciò
  che è accaduto.
   L'ultimo ventennio - mi dispiace dire, usare questa parola  a  lei
  cara,  ma a me molto molto meno - negli ultimi vent'anni i  Governi
  si  sono  succeduti, non per crisi politiche, ma perché sono  stati
  travolti  da  inchieste giudiziarie, hanno avuto poi  alcune  delle
  quali  esito  anche  diverso  da quello  con  cui  erano  iniziate,
  dobbiamo  prenderne  atto e ridare dignità a  chi  per  effetto  di
  quelle   indagini   questa  dignità  aveva  perduto,   e   dobbiamo
  riconoscerlo. Ma al di là di questo forse a qualcuno è sfuggito che
  l'ultimo  Governo  che  ha  preceduto il suo  ha  visto  alternarsi
  cinquanta  assessori  nella Giunta, con una incapacità  di  portare
  avanti  anche  il  benché minimo provvedimento,  la  benché  minima
  azione riformatrice per la Sicilia.
   Noi  di  questo  dobbiamo prendere atto, ripeto, non  sto  facendo
  l'elogio a Musumeci, non è questo il mio ruolo, il mio ruolo però è
  di  essere  responsabile di una politica,  che  noi  esprimiamo  al
  Governo  con  due  assessori,  di  questa  politica  rappresentiamo
  l'esigenza di continuare a concludere l'azione di Governo

   MUSUMECI, presidente della Regione. Adesso tre.

   LO  CURTO.  Ha  ragione il Presidente, adesso tre, perché,  grazie
  all'adesione  del  professore Lagalla,  che  per  noi  è  un  fiore
  all'occhiello, a cui va il pieno riconoscimento del valore che  può
  esprimere   la   sua   candidatura  per  Palermo,   va   certamente
  riconosciuto  il merito di avere condotto lealmente la  sua  azione
  fin  qui  e continueremo, Presidente, ad essere leali, sottraendoci
  quindi  ad un dibattito che riguarda una crisi politica, se  questa
  c'è, lei ha fatto bene Presidente a porre i temi che sono di fronte
  alla responsabilità di tutte le forze politiche.
   Si è parlato del fatto che lei ha enunciato punti del programma, e
  certo  su  questo va concentrata la responsabilità,  non  solo  del
  Governo, ma del Parlamento.
   Noi  vogliamo  essere coinvolti, vogliamo essere coinvolti  perché
  forse,  appunto, una critica, un'osservazione critica  io  gliel'ho
  manifestata in più occasioni, quindi non è una novità quello che io
  dico, ciò che è mancato è che lei non abbia valutato che la squadra
  non  è  solo  la squadra la Governo, la squadra sono i Partiti,  la
  squadra  sono  gli  alleati, la squadra  sono  i  parlamentari,  ma
  soprattutto i partiti, perché questi partiti non siamo soltanto noi
  gli eletti, i partiti sono tutte le persone che sono state messe in
  campo, e che hanno cercato di portare avanti un progetto di governo
  il cui leader è rappresentato ad oggi ancora da Musumeci.
   Quindi  la  nostra valutazione di questa discussione, anche  delle
  sue  dichiarazioni,  è il riconoscimento di quanto  sia  necessario
  ancora  andare avanti, perché chi chiede le dimissioni - al  di  là
  della  strumentalità  di questa richiesta -  non  pensa  in  questo
  momento  a  quello che pensano i siciliani, a quello  a  cui  hanno
  diritto i siciliani e che è di loro primario interesse, che si vada
  avanti   per  superare  le  emergenze,  che  si  vada  avanti   per
  recuperare,  che si vada avanti per programmare, per  rilanciare  e
  promuovere lo sviluppo ed una sana economia.
   Di  questo ci dobbiamo interessare, e questo è un compito di tutti
  noi, escluso nessuno, non c'è chi ha un compito in più o un compito
  in   meno,  in  molti  casi  le  opposizioni  sono  state  preziose
  avanguardie,  per tentare di migliorare anche i nostri  disegni  di
  legge, ognuno deve fare la sua parte, perché tutti insieme facciamo
  quello  che  i  siciliani ci chiedono di fare, la  nostra  parte  a
  difesa dei loro interessi.
   E lei sa, Presidente, che io mi sono proposta a lei proprio quando
  abbiamo  parlato  del  FSC  a  Mozia, progetti  non  definitivi  ma
  esecutivi  e cantierabili, io le ho detto una cosa, Presidente:  io
  sono  stata  eletta per essere l'avvocato del mio territorio,  sono
  l'avvocato del mio territorio e, in parte, di tutti i siciliani.  E
  questo  è quello che è chiesto, naturalmente, ad un partito che  si
  candida  per governare ed è questo quello che continueremo a  fare.
  Grazie.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Pagana. Scusi,  però
  prima   dovevano  completare  i  Cinque  Stelle.  Chi   interviene?
  L'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Grazie  Presidente,  Governo, colleghi  deputati.  Qualche
  giorno  fa  il  Presidente ha utilizzato, nei confronti  della  sua
  maggioranza,  delle  parole molto dure. Li ha  definiti  accattoni,
  ricattatori,  scappati  di casa, gente  che  ha  compiuto  un  atto
  intimidatorio nei suoi confronti, deputati dai quali  si  è  tenuto
  lontano  per questioni di igiene, persone che hanno fatto pressioni
  per  un  direttore  o  per  posti  di  sottogoverno  o  ancora  per
  Presidente dei revisori, eccetera.
   Bene,  Presidente,  io  le  parlo  col  cuore  in  mano  oggi.  E'
  legittimo,  da  parte  sua, lamentarsi della  sua  maggioranza.  Le
  ricordo  che  noi  quattro anni fa l'avevamo avvisata  in  campagna
  elettorale.  Le  avevamo  detto:  si  presenti  da  solo  coi  suoi
  fedelissimi , così come ha fatto il nostro Giancarlo Cancelleri con
  una  lista sola. Questo le avrebbe garantito, sicuramente, di avere
  delle  persone di suo gradimento e di non avere, ecco, tutta questa
  armata  di  simboli che a quell'epoca, però, le sono  piaciuti.  Le
  sono  piaciuti  perché le è piaciuto prendere i voti  di  tutte  le
  forze politiche.
   Oggi  fa  la vittima. Eppure devo dire che, alla fine,  tutti  gli
  episodi  negativi per i quali si è contraddistinto questo  Governo,
  non  hanno,  in  effetti,  mai  riguardato  tutte  le  altre  forze
  politiche,  ma  gli episodi maggiormente negativi hanno  riguardato
  sempre l'Assessorato della Salute.
   Una  volta  sono  stati spalmati dati e morti, un'altra  volta  un
  imbarazzante messaggio del segretario particolare ai sindaci per  i
  fondi del PNR sui posti ospedalieri e, praticamente, lei in maniera
  consenziente  è  stato  condotto  in  un  buco  nero  di   assoluta
  solitudine.  Ed  è questo quello che adesso la sua  maggioranza  le
  rimprovera, è questo per il quale la sua maggioranza non vuole  più
  candidarla.
   Se  ne  faccia  una  ragione. Forse non doveva azzerare  tutta  la
  Giunta,  ma  un  assessore solo. Chissà, forse in  questo  modo  si
  sarebbe  ricucita qualcosa. Io, gliel'ho detto, le parlo col  cuore
  in mano e non da opposizione oggi. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.
   Onorevole Sunseri, lei ha a disposizione due minuti.

   SUNSERI. Grazie, Presidente. Presidente Musumeci, guardi in questi
  quaranta  minuti,  Presidente, abbiamo  capito  perfettamente  cosa
  l'Europa vuole fare per la Sicilia e quanti soldi ha stanziato  per
  la  Sicilia. Non abbiamo capito cosa lei vuole fare in questi sette
  mesi;  abbiamo  capito benissimo quello che lei  non  ha  fatto  in
  questi quattro anni e mezzo.
   Noi  abbiamo  assistito, Presidente Musumeci, un mese  fa  ad  uno
  spettacolo  pietoso  in  cui il Presidente della  Regione  è  stato
  impallinato dalla sua stessa maggioranza, umiliato in una votazione
  che,  poi,  lo  ha  portato a dire  Mi dimetto, azzero  la  Giunta,
  cancello  tutto  .  E' stato detto e ripetuto. Oggi  ci  ritroviamo
  qui,  in  Aula,  dove  lei, di fatto, non ha sostanzialmente  fatto
  nulla, anzi vuole continuare tranquillamente.
   Ci  saremmo  aspettati un atto di coraggio, un atto di dignità  da
  una  persona  come  lei, Presidente Musumeci,  un  atto  di  quelli
   basta, ce ne andiamo tutti a casa e andiamo tutti a casa  .  Anche
  perché  i suoi deputati e la sua giunta erano abbastanza intimoriti
  dalla sua possibile dimissione.
   Invece,  Presidente Musumeci, lei ha preferito anteporre i  propri
  interessi personali a quelli della Sicilia. Lei, anziché dimettersi
  per  l'incapacità nella gestione dei rifiuti, per  la  sanità,  per
  l'emergenza  sanitaria,  per i 500 milioni  di  euro  persi  per  i
  Consorzi  di  bonifica  delle reti idriche, per  tutto  quello  che
  questo  Governo  non  è riuscito a fare, lei  si  voleva  dimettere
  perché  era  arrivato terzo ad una votazione in cui sarebbe  dovuto
  andare  a Roma per votare il Presidente della Repubblica. Veramente
  il paradosso dei paradossi  E, lei, Presidente, nel 2012 disse:  Il
  pane  si  fa  con  la  farina che si ha  . La  farina  che  si  ha,
  Presidente Musumeci, sono tutti quei deputati che lei ha  attaccato
  in  questi  giorni,  dicendo che facevano atti  ricattatori.  Ecco,
  allora, sarebbe carino conoscere quali sono questi deputati,  anche
  per  capire  con  chi  abbiamo  a che fare  all'interno  di  questa
  Assemblea.
   Eppure,  guardi  Presidente, credo che lei alla fine  durerà  fino
  alla fine del mandato tranquillamente e verrà ricordato per Ambelia
  -  ha  fatto un gran bel lavoro, Presidente, devo dire che è venuto
  veramente  molto bene, io ci sono andata a visitarlo  -  e  per  il
  giardinetto qui sotto Palazzo d'Orleans, saranno le sue due  grandi
  opere  di  cinque anni di Governo, perché, Presidente,  perfino  il
  cavallo  di Caligola è diventato senatore e, forse, lei con  questa
  andata  a  Roma  per l'elezione del Presidente della Repubblica  un
  posticino lo ha recuperato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Pagana.  Ne  ha
  facoltà.
   Ricordo  a  tutti  i  deputati  che  potete  parlare  dal   posto,
  ovviamente.
   Onorevole Pagana, quando deve intervenire basta alzare il braccio,
  è più facile.

   PAGANA. L'ho fatto più volte ma non mi ha visto.
   Grazie,  Presidente  e  onorevoli colleghi.  E'  proprio  vero,  è
  iniziata  la  campagna elettorale e, secondo  me,  è  iniziata  nel
  peggiore dei modi, già è iniziata e già è stata sepolta all'interno
  di  questo  Palazzo in tutta la sua autoreferenzialità,  sfregiando
  tradizioni  ed  istituzioni  soltanto  per  il  piacere  di  farlo,
  soltanto magari per fare un comunicato stampa e apparire forti  sui
  giornali,  come  se per apparire forti fuori ci  fosse  bisogno  di
  questo.
   E'  chiaro che il mio intervento è un po' un intervento di  parte,
  d'altronde in questi quattro anni abbiamo così apprezzato l'operato
  del Presidente Musumeci che abbiamo avviato un percorso insieme  al
  suo Gruppo parlamentare e, Presidente, anche per questo mi sento di
  dire a lei ed alla sua Giunta: vada avanti e andate avanti. Non  si
  curi e non vi curate di loro.
   Presidente,  vede,  purtroppo questa  è  una  questione  puramente
  autoreferenziale iniziata qui, destinata a rimanere  qua  dentro  e
  destinata  a  morire  qua  dentro e dentro questi  Palazzi,  perché
  queste  sono logiche che fuori da questi Palazzi non interessano  a
  nessuno.
   Ma,  secondo voi, cosa volete che importi ad un agricoltore  degli
  sgarbi fatti e subìti in quest'Aula quando vede i propri titoli Pac
  ridursi sotto i propri occhi? Cosa volete che importi di chi votano
  i deputati come grandi elettori ai cittadini delle aree interne che
  si  stanno  vedendo sfumare come polvere di stelle i  tanto  attesi
  fondi  del  PNRR?  Che  cosa  può  importare,  secondo  voi,  delle
  preferenze segrete di un deputato a chi ancora piange per i  bandi,
  per esempio, quelli del biologico, che sono stati scritti male, con
  i  piedi  nel lontano 2017? Queste sono le priorità per me,  queste
  sono le priorità per il nostro Gruppo, queste sono le priorità  per
  i cittadini fuori.
   Io,  signor Presidente, dei franchi tiratori sinceramente  non  mi
  stupisco,  anche perché i franchi tiratori si sono palesati,  e  lo
  ricordiamo  bene, io ero segretaria già nella prima seduta  d'Aula.
  Ed  io  sono certa che, visto che parlano i fatti, prima o poi,  il
  suo  lavoro  dalle  persone, il vostro lavoro  dalle  persone  sarà
  apprezzato.
   Qualcuno   oggi  è  rimasto  deluso  dalle  dichiarazioni,   dalle
  comunicazioni  del  Presidente  Musumeci,  come  se  oggi  dovevamo
  passare del tempo a discutere del Presidente deluso, del Presidente
  amareggiato, oppure delle opposizioni o di parte delle  opposizioni
  che votano coloro che, poi, fuori dai Palazzi dicono di odiare e di
  contrastare
   Io, Presidente, sono convinta e sono certa del fatto che pagano  i
  fatti  e del fatto che voi state lavorando, e state lavorando  come
  le  formiche in silenzio, forse anche troppo, però, mi rendo  conto
  che, a volte, qualcuno preferisce le cicale alle formiche.
   E' chiaro che quello che si è consumato qua dentro è stato un vero
  e  proprio  sgarbo istituzionale, ma è anche vero  che  quello  che
  abbiamo letto fuori sulle dichiarazioni sui giornali, nei social, è
  stato  un  vero e proprio show, indegno per certi versi, con  delle
  dichiarazioni  che sono state al limite della realtà  e  in  alcuni
  casi, rarissimi per fortuna, dichiarazioni ai limiti della decenza.
   Io,  Presidente, non so come chiamare questo momento, ma se è vero
  che si tratta di una crisi di Governo la devo ringraziare perché, e
  la  ringrazio  anche a nome dei siciliani, perché questa  crisi  di
  Governo  è  totalmente diversa da quelle a cui ci eravamo abituati,
  quando  dopo  momenti del genere si risolveva tutto magari  con  un
  nuovo Assessore, con un nuovo Assessore in Giunta.
   Presidente  e colleghi, è chiaro che il nostro popolo,  il  popolo
  siciliano che tutti qua dentro rappresentiamo, e ce lo ha ricordato
  il  Presidente Musumeci citando il giuramento che abbiamo fatto, il
  nostro  popolo  in questo momento sta soffrendo e noi  lo  sappiamo
  bene.  Soffre  per una perequazione territoriale  che  non  esiste,
  soffre  per i rincari che stiamo subendo ogni giorno di più, soffre
  per   l'incertezza  cui  nessuno  di  noi  deve  in   nessun   modo
  contribuire.
   Le  persone  vogliono  i  fatti, le persone vogliono  istituzioni,
  vogliono deputati, vogliono rappresentanti del Governo che lavorino
  come  le formiche e sicuramente non vogliono sette mesi di campagna
  elettorale, ancor più in questo Palazzo dove siamo chiamati tutti a
  lavorare e a onorare il popolo siciliano. Grazie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino.  Ne  ha
  facoltà.

   D'AGOSTINO.   Grazie,  Presidente.  Io  sarò  brevissimo,   signor
  Presidente  della  Regione, perché francamente  non  abbiamo  molto
  capito  se questa seduta d'altra parte è stata richiesta  da  parte
  del  Parlamento  e lei no si è sottratto, e questo gliene  va  dato
  atto,  abbiamo  prodotto poi una vera utilità  rispetto  alle  cose
  invece che occorre fare.
   Non  voglio neppure rifare la sintesi di quello che è accaduto  in
  questo mese, di quello che è accaduto in quella famosa seduta  dove
  lei  ebbe una crisi di nervi, giustificata da ovviamente quella che
  oggi  lei  ha definito un'offesa del Parlamento nei suoi  confronti
  che  poi  però  ha  avuto una coda serale che  è  stata  quella  di
  rimproverare e di offendere a sua volta il Parlamento in maniera un
  po' troppo stizzita.
   Ma  la  risposta  se  l'è  data anche  lei,  Presidente,  nel  suo
  intervento che io ho ascoltato. Probabilmente, non si è trattato di
  un  vero  e proprio atto di sfiducia nei suoi confronti,  forse  un
  dispetto,  un  segnale  di  malessere, qualche  segnale  e  qualche
  messaggio che è arrivato da qualche parlamentare. Cosa importa
   Quello  che  io mi chiedo oggi da parlamentare che chiedo  a  lei,
  Presidente,  che  chiedo al Governo, ma che chiedo  anche  ai  miei
  colleghi parlamentari, non è così importante, non era una cosa  che
  doveva pesare così tanto, e ho ascoltato anche alcuni miei colleghi
  e  li  condivido,  per  quello che è accaduto poi  nelle  settimane
  successive.
   Ma  chiusa questa triste parentesi perché credo che poi nella vita
  conta  anche la forma, e la forma in Parlamento è quello che stiamo
  facendo,  cioè  parlare senza nascondere che i  problemi  esistono.
  Chiusa  questa triste parentesi di una crisi che è stata una  crisi
  tra   virgolette,  probabilmente  più  dettata  dal  nervosismo   e
  francamente oggi possiamo dire evitabile, oggi noi dobbiamo partire
  da  quello che lei, invece, poi ha detto nella parte finale del suo
  intervento.  Perché  lei oggi ci ha parlato di  tante  riforme  che
  probabilmente  si potevano fare prima e non si sono fatte  fino  ad
  oggi e che però lei oggi ha buttato qui sul Parlamento, non so se a
  mo'  di  sfida,  e  io  la  voglio cogliere  in  fase  costruttiva,
  Presidente,  non  è una polemica la mia, ma lei ci  ha  parlato  di
  riforme  che si devono fare e che si possono fare e ci  ha  parlato
  poi  di  tante  occasioni  e di tante opportunità  che  ci  vengono
  suggerite  dal  fatto  che  c'è una nuova programmazione  di  fondi
  europei,  ci  sono  i  fondi  del  Piano  di  resilienza,  ci  sono
  opportunità che oggi sono dettate nell'agenda del suo Governo e dei
  suoi Assessori.
   Bene,  Presidente, allora, se c'è la voglia, c'è il  piacere,  c'è
  l'esigenza, c'è la necessità di ricostruire un filo conduttore,  un
  ragionamento,  una  capacità  di  sapersi  ascoltare  e  di  sapere
  condividere  anche le emergenze di questi tempi  che  non  dobbiamo
  dimenticarci, continuiamo ad essere sotto emergenza pandemica che è
  una  cosa  che  a  volte purtroppo dimentichiamo  e  sbagliamo.  Se
  davvero   abbiamo   voglia  di  ritornare   ad   uno   spirito   di
  collaborazione  tra  Governo e Parlamento che evidentemente  non  è
  stato  così  eccellente, ma ce lo siamo detti credo  un  po'  tutti
  oggi,  allora io devo chiedere al Presidente, perché è lei  che  ha
  sempre la possibilità dell'iniziativa migliore, dell'iniziativa più
  fattiva:  sia  consequenziale,  Presidente,  perché  ci   sono   le
  opportunità, ci sono le possibilità.
   Lei si ricorderà che due anni fa, sulla spinta anche di quelli che
  erano  i Gruppi di opposizione di allora, potemmo mettere in  piedi
  la  famosa  finanziaria per il Covid. Alcune  cose  vennero  fatte,
  altre cose non sono state portate a compimento, ma fu un momento di
  grande  collaborazione  in  un momento di  grande  emergenza,  dove
  emerse  uno  spirito  nuovo, uno spirito vero  di  tutti.  In  quel
  momento  non c'era né maggioranza e neppure opposizione; non  c'era
  Governo  e  non c'era Parlamento. Non c'erano questi steccati;  non
  c'erano queste divisioni.
   Io credo che, se si sono commessi degli errori, da tutte le parti,
  poco  conta chi li ha commessi questi errori, se abbiamo voglia  di
  guardare  al  futuro della nostra terra, al futuro  dei  siciliani,
  ognuno per le sue competenze, ognuno per le sue responsabilità, che
  ci  sia  ancora il tempo per riannodare i fili e provare ad  essere
  quanto  più  collaborativi, più produttivi  ed  anche,  in  qualche
  maniera,  più capaci di trovare le risposte, anche del  poco  tempo
  che ci rimane.
   E  allora, tra la finanziaria che incombe, tra le riforme  di  cui
  lei  stesso ci ha parlato, tra tutti questi fondi che devono essere
  in  qualche  maniera  programmati, compresi  quelli  della  sanità,
  perché  non  trovare  il modo, il metodo che lei  deve  offrire  al
  Parlamento,  che  sia  un  tavolo di  concertazione,  che  sia  una
  riunione  con  i Capigruppo, che siano riunioni che ogni  Assessori
  vuole  intestarsi con i Gruppi parlamentari per far sì che le  cose
  che   attengono  alla  programmazione,  le  cose  che  non  debbono
  diventare di campagna elettorale - come ha detto l'onorevole Pagana
  prima  - possono diventare cose di tutti, a prescindere poi da  chi
  ci  sarà  domani,  da chi li governerà e da chi potrà  portarli  al
  proprio  rendiconto. Sicuramente così avremmo fatto meglio il  bene
  dei  siciliani e, probabilmente, avremmo dato un ulteriore  segnale
  di   intelligenza,  di  capacità,  di  costruttività   che   questo
  Parlamento e questo Governo non possono che auspicarsi. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Aricò.  Ne  ha
  facoltà.

   ARICO'.   Grazie  Presidente,  signor  Presidente  della  Regione,
  Assessori, colleghi. È una giornata importante quella di oggi.  Una
  giornata  in cui il Presidente della Regione ha chiesto  di  essere
  ascoltato  per  le  comunicazioni  sugli  ultimi  fatti  che  hanno
  caratterizzato  la  politica in questo Palazzo, in  Regione,  della
  politica siciliana. Ed è un fatto importante che sia stato  proprio
  il  Presidente della Regione ad averlo richiesto, ed  è  importante
  che   oggi  stiamo  affrontando  questo  dibattito  su  quanto  sia
  importante  l'ultimo  scorcio  della  Legislatura,  perché  abbiamo
  troppi obiettivi da dover cercare di centrare.
   E  allora,  si  è  parlato  di ricerca e innovazione,  di  rendere
  competitive le imprese, di spendere quei famosi soldi che ci  invia
  la Comunità europea, che come ogni anno è stato raggiunto il target
  dal  Governo, ogni 31 dicembre, come ribadito dallo stesso Governo.
  Ma  ci  sarà la riprogrammazione dei fondi 2021/2027; un  obiettivo
  molto  importante, la possibilità di spendere ben  14  miliardi.  E
  poi, il PNRR. Abbiamo visto e toccato con mano la disponibilità del
  Governo  di  rendere partecipe tutte le Commissioni del lavoro  che
  tutti  e  29  dipartimenti  stanno  adottando,  proprio  in  queste
  settimane, per sviluppare piani di investimenti importanti  per  la
  nostra terra.
   Presidente, non possiamo negare, però, che alcune riforme non sono
  arrivate  a  destinazione  e oggi il Presidente  della  Regione  le
  chiede  a  gran  voce, le chiede in quest'Aula e chiede  anche  una
  collaborazione  a tutto il Parlamento. Si parla della  riforma  dei
  rifiuti;  la  riforma  dei  Consorzi di bonifica;  la  riforma  del
  commercio; la riforma della polizia locale; dei forestali. E perché
  non parlare anche della problematica della continuità territoriale.
  Ci  siamo intestati tutti, ogni Gruppo parlamentare, questa  annosa
  vicenda  che,  purtroppo,  investe la Sicilia  ormai  da  oltre  un
  secolo,  però non abbiamo mai fatto fronte comune per poter portare
  la questione a Roma per avere quello che ci spetta.
   E allora, Presidente, i giornali si sono anche divertiti a parlare
  di una crisi che non c'è.
   Ascoltando  gli interventi dei colleghi che si sono  succeduti  in
  queste  ore,  i  colleghi  dell'UDC, di  Fratelli  d'Italia,  degli
  Autonomisti, colleghi che hanno sostenuto fin dall'inizio  l'azione
  del   Governo  Musumeci  ed  hanno  sostenuto  anche  in   campagna
  elettorale   il  Presidente  della  Regione,  sentiremo   a   breve
  l'intervento del Capogruppo di Forza Italia, e in più,  Presidente,
  abbiamo   sentito   l'intervento   di   due   Capigruppo,    quello
  dell'onorevole Pagana di Attiva Sicilia e dell'onorevole D'Agostino
  che  hanno  ribadito la voglia, soprattutto l'onorevole Pagana  con
  Attiva   Sicilia  che,  come  sapete  con  DiventeràBellissima   ha
  intrapreso un percorso di federazione e di condivisione di intenti,
  ma  abbiamo  anche  sentito ed apprezzato le parole  dell'onorevole
  D'Agostino a sostenere il Governo.
   E allora, Presidente, quale crisi? E lo abbiamo detto e lo abbiamo
  visto,  e  questo  non lo possiamo nascondere che durante  il  voto
  dell'Aula nella scelta dei tre delegati, probabilmente, una piccola
  parte di questo Parlamento, alcuni colleghi hanno deciso di mancare
  di  rispetto  all'istituzione e non all'uomo,  perché  colpendo  il
  Presidente della Regione si è colpita l'istituzione, la  più  alta,
  quella  che  rappresenta tutti i siciliani, quei cinque milioni  di
  siciliani   che  rappresenta  il  Presidente  della   Regione    e,
  probabilmente, come è stato detto negli interventi anche di chi  mi
  ha  preceduto, anche Gruppi che all'esterno del Palazzo  dicono  di
  non parlarsi, dicono che l'altro è il male assoluto si sono trovati
  in sintesi a fare delle scelte soltanto per creare degli impacci  o
  fare degli sgambetti di poco conto.
   Ma  il  Presidente  della Regione ha tenuto  duro  e,  devo  dire,
  avendolo  sentito io personalmente subito dopo, mai e  poi  mai  ha
  pensato  di abbandonare la guida della Regione, perché sono  troppi
  gli  impegni  che  si dovranno affrontare nei prossimi  mesi.  Sono
  state soltanto notizie giornalistiche ed oggi, se siamo qui, avendo
  avuto  il Governo, il Presidente della Regione la disponibilità  di
  tutti  i  partiti  di continuare fino alla fine della  Legislatura,
  sicuramente non si può parlare di alcuna crisi.
   Quindi,  Presidente,  noi  siamo assolutamente  soddisfatti.  Oggi
  prendiamo  anche  atto  di  toni distesi in  questo  dibattito.  Mi
  dispiace,  avendo sentito l'intervento del Capogruppo del Movimento
  Cinque Stelle, mi consenta soltanto questa parentesi, che voleva le
  dimissioni,  che  gridava che voleva le dimissioni  del  Presidente
  della  Regione tempo fa in un manifesto che grondava  di  sangue  e
  questi  sono i toni che in passato hanno utilizzato i colleghi  del
  Movimento  Cinque  Stelle, lo dobbiamo  dire,  quelli  che  non  si
  sarebbero mai alleati con il partito di Bibiano o altri, quindi  io
  posso  soltanto rispondere ai colleghi del Movimento Cinque  Stelle
  che

                     (Intervento fuori microfono)

   ARICO'. No, personale no

   PRESIDENTE.   Scusi,   stiamo  facendo   un   dibattito;   lei   è
  rappresentante  del  partito  del  Presidente.  La  prego,  abbiamo
  condotto un dibattito fino a questo momento sereno.

   ARICO'.  Presidente,  e concludo, possiamo soltanto  dire  che  il
  Governo  Musumeci è in piena attività di lavoro, che concluderà  la
  sua  azione di governo fino alla fine della Legislatura e  lo  farà
  con  i  soggetti e con i partiti che hanno sostenuto e che lo hanno
  voluto Presidente della Regione e che lo sosterranno fino alla fine
  della legislatura. Grazie

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Calderone. È l'ultimo
  intervento, però vorrei stigmatizzare questo fatto, ora  richiedono
  la parola quelli che hanno - ah, prima dell'onorevole Calderone era
  iscritto  a parlare l'onorevole Di Mauro, chiedo scusa, me  ne  ero
  dimenticato - però vorrei stigmatizzare un attimo perché  le  forze
  di opposizione richiedono la parola dopo l'intervento.
   Onorevole  Aricò, diciamo che è sfuggito all'onorevole Aricò,  non
  lo  doveva  dire  quello  che ha detto,  evitiamo  di  riaprire  il
  dibattito,  ma  è  stato un dibattito talmente sereno  di  cui  c'è
  veramente  da  ringraziare tutta l'Aula e  che  ha  dimostrato  una
  maturità di questo Parlamento in un momento così difficile, per cui
  evitiamo di riempire le cose.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà
   Io  avevo  promesso ad uno dei rappresentanti di questo Parlamento
  che  è  più  longevo e più importante, che è l'onorevole Cracolici,
  che mi aveva chiesto un minuto e glielo poi darò volentieri.
   Prego, onorevole Di Mauro.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con
  attenzione gli interventi dei colleghi dell'opposizione a proposito
  delle   osservazioni  che  sono  state  fatte  all'intervento   del
  Presidente  della Regione. Ed ho colto negli interventi  una  certa
  preoccupazione  di  uno  stato di malessere  della  coalizione  del
  centrodestra.
   Io,  credo, che i colleghi sbaglino, nel senso che il centrodestra
  è  maggioritario in Italia, è maggioritario anche in Sicilia e  che
  la   differenza   di  consistenza  di  natura   elettorale   -   mi
  permetteranno  i  colleghi  del  centrosinistra  -  in  Sicilia   è
  notevole.  Quindi,  stiano tranquilli sulla  nostra  condizione  di
  natura  politica perché, pur essendoci stati degli strappi  che  si
  sono verificati durante il dibattito e durante queste giornate  con
  il  Presidente  della  Regione,  non  posso  non  fare  a  meno  di
  considerare la coalizione che sostiene il Presidente della Regione,
  una  coalizione  che  sul piano del consenso  è  maggioritario  nel
  territorio siciliano.
   Ma,  passando alle cose che ha detto il Presidente della  Regione,
  dico  che  l'ho  ascoltato con attenzione e, Presidente,  mi  sarei
  aspettato  da lei alcune considerazioni in ordine alle osservazioni
  che, in questi giorni, le sono state fatte. Una su tutte quella del
  suo più volte ripetuto rifiuto di un riconoscimento a quello che  è
  stato  il  ruolo dei partiti nelle scorse elezioni, perché  lei  ha
  tenuto  sempre a ribadire il suo interesse principale del  rapporto
  con  gli  Assessori,  tenendo fuori da qualsiasi  ragionamento  che
  riguarda il Governo e i partiti, come se i partiti fossero estranei
  alla  coalizione e all'impegno che hanno profuso nella formulazione
  delle  liste che poi hanno portato lei alla vittoria e chiudendosi,
  lei,  nel rapporto Presidente della Regione Assessori ha, di fatto,
  estraniato  più volte la coalizione di governo dalle decisioni  più
  importanti.
   E  ci  saremmo  aspettati da lei, benché  -  come  riconosceva  il
  collega Lentini - un intervento pacato, anche un riconoscimento  di
  quello che è il ruolo che hanno e che hanno avuto i partiti durante
  la  sua campagna elettorale ed in questi quattro anni. Lei è  fermo
  sulle sue posizioni che, a mio parere, non sono comprensibili.
   Io stesso le ho detto più volte, sulla stampa, e l'ho richiamato a
  quello  che  deve  essere  un valore essenziale,  il  rapporto  tra
  Governo  e coalizione, ma mi si dice che lei ha considerato  queste
  mie osservazioni quasi un insulto, quasi il voler trascinare lei in
  un  rapporto  con la coalizione e con i partiti che,  a  suo  dire,
  comprometterebbe l'immagine che lei ha, che è quella di un uomo che
  parla  direttamente col popolo siciliano e che, quindi, non discute
  con i partiti.
   Io di questo, devo dirle, che sono preoccupato perché non solo non
  lo condivido per la mia storia ma, come del resto lei ha una storia
  di  partiti, io considero i partiti un elemento di democrazia ed un
  elemento  di  selezione  anche di quelle che  sono  le  valutazioni
  complessive  che il popolo fa, affinché in questa sede,  che  è  il
  Parlamento,  vengano  formulate tutte  le  richieste  possibili  ed
  immaginabili  a quello che è il Governo, che ha il  diritto  ed  il
  dovere di governare.
   E  mi sarei aspettato, altresì, da parte sua non un'elencazione di
  quelli  che  sono  gli interventi che con il PNRR  o  con  i  Fondi
  comunitari  dovranno  farsi,  perché  questi  li  possiamo  leggere
  benissimo  in  qualsiasi pagine di Internet, ci  saremmo  aspettati
  delle argomentazioni più approfondite.
   Lei ha rimesso il tutto ad un prosieguo di attività che dovrebbero
  fare  gli assessori; tuttavia, non dimentichiamo che a questo punto
  ci  siamo  arrivati dopo una serie di sollecitazioni  che  le  sono
  state fatte.
   Non  so  cosa faranno gli assessori. L'esempio che c'è stato  dato
  dall'assessore per la salute non è stato dei più piacevoli, l'avere
  costituito  una  Commissione,  da  parte  sua,  senza  sentire   la
  coalizione  di  Governo, la determinazione  di  avere  adottato  un
  programma,  una  scelta  che  ha  fatto  d'intesa  soltanto  con  i
  Direttori generali, senza sentire il territorio.
      Mi  auguro  che  tutto questo possa essere rivisto,  ragionato,
  confrontato anche con la Commissione ma anche con i partiti  perché
  ritengo che i partiti non siano e non debbano essere estranei.
      E volevo ricordarle, Presidente, come lei sa certamente, che il
  30 di marzo di quest'anno scade l'assistenza tecnica. E questo è un
  argomento molto serio, ci saranno 40 milioni di assistenza tecnica,
  mi  riferisco ai fondi comunitari che sono scaduti nel 2020  e  che
  dovranno essere affidati.
      Il  30  marzo scade, praticamente, questa benedetta  assistenza
  tecnica, credo che sia la DELOGIS, se sono buone le informazioni  e
  non  so come si procederà. E lei nel momento in cui parla di spesa,
  di  utilizzazione delle risorse dei fondi comunitari, vorrei capire
  come  intende  procedere  e come intende far  sì  che  l'assistenza
  tecnica,  che in assenza dei dirigenti è di fatto il vero  supporto
  tecnico amministrativo al Governo per affrontare la spesa.
       In ultimo Presidente, i fondi comunitari, lei sa meglio di  me
  che ha ricevuto un'apposita comunicazione che il 17 aprile del 2022
  scade  la programmazione, oggi è una data alla quale mancano  circa
  due  mesi,  un  mese  e mezzo, se non ci fosse stata  tutta  questa
  iniziativa politica noi ci saremmo trovati a ricevere un bel giorno
  una  comunicazione  -   Presidente questa è la  mia  opinione,  lei
  tentenna  lo  capisco è nel suo interesse -  e ci  saremmo  trovati
  come  con  quella  delibera di 740 milioni dei fondi  dell'FSC  che
  arrivò  un  bel giorno in Commissione Bilancio per un parere  senza
  che ci fosse stata fatta un'apposita discussione politica su queste
  risorse da spendere.
       Il  17  aprile, che sono i 90 giorni, il termine in cui  scade
  questa  indicazione  che  ha dato il Governo  nazionale  noi  siamo
  ancora qui all'anno zero
      Presidente  queste  sono  risposte  che  lei  dovrebbe  dare  o
  direttamente o attraverso gli assessori nel confronto che ci  sarà,
  mi auguro, nelle prossime giornate.
       Presidente il termine è scaduto, avrei altre cose da dire,  ma
  ci saranno altre cose occasioni per poterlo fare.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Mauro.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Savarino per il periodo mancante
  all'onorevole Aricò. Prego, sono due minuti, anzi tre minuti

   SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  fare  una
  apprezzamento  per  questa seduta d'Aula  per  il  fatto  di  avere
  sentito  un  serrare le fila, un serrare i ranghi di una coalizione
  che  sembrava  strattonata da polemiche inutili, che  non  servono,
  quando,  invece le priorità sono quelle che sono state  un  po'  da
  tutti, in primis il Presidente le ha elencate qua sia sui risultati
  ottenuti sui fondi europei spesi e certificati in tutti questi anni
  che  sono somme notevoli che sono stati spesi sul nostro territorio
  sia  anche  al  confronto che il Presidente ha aperto  rispetto  ai
  fondi  da programmare del PNRR e lì ha ragione anche il collega  Di
  Mauro  quando  auspica che tutti gli assessori aprano un  confronto
  nelle  Commissioni  sui vari loro rami di riferimento,  perché  noi
  abbiamo  visto  già stamattina -  il collega non  era  presente  ma
  glielo  riferirò più tardi nei colloqui personali -  abbiamo  visto
  che  per esempio proprio sulla sanità, le uniche cose messe in atto
  sono  al  momento  quelle che erano dettate da direttive  nazionali
  perché  purtroppo sul PNRR, le direttive nazionali non  sono  state
  concordate con le Regioni, noi ce le ritroviamo ma certamente da un
  confronto  successivo  che  è  quello che  le  direttive  nazionali
  impongono  al  Governo  e  che però possono  passare  anche  da  un
  confronto con il Parlamento con le assemblee, coi territori che noi
  rappresentiamo  e  anche  al confronto se dovesse  servire,  con  i
  comuni  con  gli  enti locali,  può essere arricchito  di  stimoli,
  sollecitazioni,  richieste istanze, che sono certa,  il  Presidente
  Musumeci e i suoi assessori vorranno fare proprie.
       Questo è lo spirito che deve accompagnare questa seduta e  gli
  ultimi mesi.
   Ha  ragione  il collega D'Agostino, la collega Pagana,  non  serve
  chiudere  gli  ultimi  mesi  con polemiche  oppure  costringere  il
  Governo in beghe di palazzo che non servono alla gente.
   La  gente si aspetta riscontri concreti a domande, a istanze di un
  territorio  che è martoriato da una pandemia che speriamo  trovi  a
  breve la fine.
   E  da  questo  confronto la cui disponibilità abbiamo  apprezzato,
  oggi, del Presidente ma che avevamo già apprezzato in questi giorni
  da  alcuni  dei  suoi  assessori, ecco, da questo  confronto  degli
  ultimi  mesi sono certa che lo spirito che ne verrà fuori è  quello
  di  un ascolto, di una Regione siciliana che si aspetta tanto da un
  PNRR  che  forse,  purtroppo, da Roma ci è  stato  calato  con  dei
  paletti e delle rigidità che in qualche modo con intelligenza e nei
  limiti  che  i  range  ci  permettono cercheremo  di  sposare  alle
  esigenze del nostro territorio, della nostra Regione siciliana  con
  l'apporto  di  tutti noi, dei deputati, degli enti locali  e  delle
  Commissioni. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE.  Prima  di  dare la parola  per  l'ultimo  intervento,
  permettetemi  questa  disgressione -  perché l'onorevole  Cracolici
  che  chiede un minuto - che io faccio dandogli la parola,  che  non
  l'avrebbe meritata.

   CRACOLICI.  Io  la ringrazio, Presidente, come sa non  ho  neanche
  insistito quindi.
     No,  io  voglio dire soltanto pochissime cose perché  credo  che
  questo  dibattito può essere anche un importante passaggio di  fase
  dipende da come lo trattiamo.
   La  prima domanda io la faccio al Presidente Musumeci: lei oggi si
  sente  più forte, più autorevole, più credibile nei confronti della
  Sicilia  e  dei  siciliani? La teatralità di questa gestione  della
  crisi che lei ha aperto, ha annunciato, ha determinato anche esiti,
  non  ha  secondo lei contribuito a delegittimare ancor  di  più  il
  presupposto stesso su cui lei aveva fondato sin dall'inizio la  sua
  idea di Governo?
     Vede,  Presidente, lei ha costruito dal primo giorno il  Governo
  dei  fantasmi. Il primo fantasma è stata la sua maggioranza che dal
  primo  giorno  lei  ha negato di avere. Appena insediati  le  prime
  dichiarazioni che ha fatto come Presidente che non disponeva di una
  maggioranza  sapendo bene che le cose non stavano così.  Ma  perché
  l'ha    fatto?    Perché   lei   precostituiva,   primo,    attorno
  all'inesistenza della maggioranza una sorta di giustificazione  dei
  suoi   fallimenti  e,  secondo,  perché  addirittura   negando   la
  maggioranza ha legato l'inesistenza della maggioranza ad  un  altro
  presupposto  che lei dai primi giorni non intendeva ricandidarsi  a
  Presidente  della  Regione.  Perché lo  diceva?  Per  evitare  quel
  condizionamento  che la maggioranza avrebbe potuto  esercitare  nei
  suoi confronti, per poi concludere tutto questo lungo percorso  per
  piegare la Sicilia al ricatto della sua candidatura.
   Presidente io devo dire, non aggiungo altro, perché io  credo  che
  tutta questa vicenda dimostra una sola cosa la sua inadeguatezza  a
  svolgere questo ruolo.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. E soprattutto il fatto che questo è un Governo che alla
  fine  dei  quattro anni e mezzo è un Governo che ha  prodotto  zero
  risultati.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone,  l'ultimo
  intervento. Ne ha facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  colleghi  parlamentari,  Assessori. Ho come  l'impressione,  signor
  Presidente e colleghi, che oggi a qualcuno, e se così non è  me  ne
  scuso,  sia sfuggita la vera ragione di questo incontro, di  questa
  seduta  parlamentare.  Signor  Presidente  della  Regione  lei   ha
  illustrato  condivisibili  programmi  e  progetti  ed  ha  riferito
  l'obiettivo raggiungimento di alcuni fini, di alcuni programmi,  di
  alcuni obiettivi.
   Io  oggi,  però, a nome del mio partito voglio dare un significato
  al  mio  intervento signor Presidente, voglio dare  un  significato
  alla  vera  ragione di questo incontro; troppe cose si sono  dette,
  troppe  congetture si sono avanzate, io ho la necessità  perché  in
  questo  momento  rappresento con orgoglio e  con  fierezza  il  mio
  partito, di rappresentare a tutti, ma proprio a tutti e soprattutto
  al  Parlamento  siciliano, ma soprattutto  -   dico  meglio  -   ai
  cittadini  siciliani,  cosa ha fatto Forza Italia,  quale  è  stato
  signor Presidente della Regione il rapporto fra Forza Italia  e  la
  Presidenza della Regione.
     Forza  Italia  ha stipulato un patto che è stato  un  contratto,
  nell'estate  del  2017,  ho  la presunzione  di  affermare,  signor
  Presidente che questo patto stipulato tra Forza Italia da un lato e
  i  partiti di maggioranza da un lato e il Presidente della  Regione
  dall'altro,  non è mai stato tradito; lei ha avuto  a  disposizione
  una  pattuglia  di assessori di tutto rispetto, sia quelli  attuali
  sia  quelli come Bernadette Grasso ed Edy Bandiera che hanno  fatto
  parte  del suo Governo, che mai si sono tirati indietro, che  hanno
  contribuito a tutti i risultati, e lo hanno fatto senza mai tirarsi
  indietro, spendendosi in prima persona tante volte per il  partito,
  tante volte -  come era giusto -  per il Governo.
     Lei ha avuto a disposizione, onorevole Presidente della Regione,
  proprio  in  virtù di un principio storico che risale  ai  primordi
  quello  del  pacta sunt servanda, cioè che i patti vanno osservati,
  uno  straordinario  Presidente della  Commissione   Bilancio   cosa
  sarebbe stata questa legislatura senza il Presidente Savona, lei ha
  avuto a disposizione un Presidente del Parlamento siciliano che  ha
  cercato  in tutte le maniera, e mi creda io ho vissuto per  quattro
  anni  il  Parlamento, di difendere questo Governo, e  di  difendere
  questo Parlamento, e di mettere mano -  e certe volte veramente con
  grande  abilità  e non dico altro -  di rimediare a qualche  errore
  governativo,  ma  questo  lo  dico  in  vena  costruttiva,   signor
  Presidente, perché questo vuole essere il mio intervento.
     Abbiamo  avuto  due Presidenti di Commissione quali  l'onorevole
  Pellegrino  e  l'onorevole La Rocca, che si sono  spesi  sempre  in
  prima persona ecco cosa è stata Forza Italia.
   Forza  Italia  fino ad oggi ha mantenuto con onore  e  dignità  il
  patto  di  legislatura, sento dire il patto elettorale,  la  giunta
  elettorale, la giunta estiva non da parte sua in generale, noi  non
  abbiamo  bisogno  di nulla, noi abbiamo stipulato un  patto  signor
  Presidente e siamo stati duri, faceva riferimento credo l'onorevole
  Fava  che non vedo, al Capogruppo di maggioranza che ha preteso  un
  chiarimento  da  una  persona da lei nominata  -  che  non  si  può
  permettere  -  ne parleremo domani, di scrivere e dire  che  questo
  Parlamento  è  caratterizzato da falsari e  da  taroccatori,  e  sa
  Presidente  di  questo  Parlamento, e lei  me  lo  insegna,  glielo
  ricordo soltanto per precisione, fa parte anche lei, ha sparato nel
  mucchio quel signore da lei nominato, ed è giusto ed è corretto che
  domani  si  renda il conto di quello che lui ha affermato,  proprio
  perché  noi non tiriamo la gamba indietro e non siamo mai né  proni
  né  supini a nessuno perché Forza Italia è questo, Forza  Italia  è
  lavoro,  come  ogni  giorno  fanno i  nostri  assessori,  i  nostri
  deputati,  che non l'hanno mai tradita, se è mancato  qualche  voto
  Presidente  per una votazione che non aveva niente  di  politico  -
  lei  l'ha  definita istituzionale -  ma non è mancato il  voto  dei
  partiti è mancato il voto di qualcuno, che le assicuro non era  uno
  scappato  di  casa,  poteva avere qualche  risentimento  personale,
  politico  e,  caro Presidente, questo ci sta pure,  perché  qualche
  volta  la  comunicazione è venuta a meno noi non  siamo  stati  mai
  dietro la sua porta a chiedere, noi abbiamo pretesto di onorare  un
  patto  stipulato, non siamo dei ricattatori, degli estortori, siamo
  uomini  e  donne che abbiamo la presunzione di dire: conosciamo  la
  politica.
   Lei   ha   fatto  un  sibillino  riferimento  alla  ricandidatura,
  Presidente,   noi   abbiamo  stipulato,   ha   usato   il   termine
  ricandidatura, e ha detto ne parleremo  .

   MUSUMECI, presidente della Regione. Ma non riguarda

   CALDERONE.  L'ho segnato, mi creda, non riguarda questa     io  le
  volevo  solo dire e lo dico a nome di Forza Italia noi onoreremo  -
  perché  così  abbiamo fatto - quel patto che abbiamo stipulato  nel
  2017.  Quel  patto però, Presidente, non prevedeva  un  rinnovo  né
  tacito  né  espresso,  questo lo discuteremo o  lo  discuteranno  i
  Partiti al momento opportuno, certamente non ci faremo condizionare
  in  questo rogito da notai romani, signor Presidente, u paisi è  du
  paisanu.

   PRESIDENTE.  Ringrazio tutto il Parlamento perché si  è  fatto  un
  dibattito  di grande civiltà, molto sereno e abbiamo dato,  secondo
  me,  una  dimostrazione in un momento difficile, oggi era possibile
  tutto e invece abbiamo dimostrato una grandissima maturità.
   Il  Presidente  della Regione credo che voglia  dire  una  parola,
  perché  non  sono state fatte molte domande a cui dovere replicare,
  però ovviamente le do la parola.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Grazie, Presidente. Ci sarebbe
  ben  poco  da replicare, io faccio mio l'appello del Capogruppo  di
  Fratelli  d'Italia quando, assieme a tante osservazioni, ha  detto:
   Caro Presidente, ci vuole un solido bagaglio di pazienza .
   E io davvero pensavo a vent'anni di cambiare il mondo, esattamente
  come  voleva  cambiarlo  anche l'onorevole Calderone  e  invece  ci
  ritroviamo forse a fare i dorotei, a fare i mediatori, il che non è
  che  sia un'ingiuria, assolutamente, la mediazione è il presupposto
  essenziale, uno dei presupposti della politica.
   Chiarisco soltanto alcuni interventi che mi sembrano meritevoli di
  replica, naturalmente non tutti.
   Voglio  solo  dire  che  sul piano dell'amarezza  personale  avrei
  voluto, davvero, in questi quattro anni fare quello che hanno fatto
  i  presidenti che mi hanno preceduto: discutere direttamente con  i
  deputati.
   Questo  è  uno  dei  più grandi errori che io mi riconosco,  avrei
  dovuto  farlo,  non  l'ho fatto perché nella mia  visione  assurda,
  forse  surreale,  dello  stile  politico  non  era  giusto  che  il
  Presidente della Regione dialogasse direttamente con i deputati  ma
  che  il  filtro  passasse  attraverso i partiti  e  attraverso  gli
  Assessori.
   Ho  fatto questo errore, ne ho pagato le conseguenze e questo vale
  per la maggioranza che non c'è mai stata, perché è sempre di 35,  e
  vale  per  le  opposizioni, alcune delle  quali  sono  state  anche
  garbate e responsabili nel corso di questi quattro e rotti anni.
   Per  noi  la crisi non c'è, perché davvero non è una disquisizione
  lessicale,  chi  in quest'Aula ci sta da anni sa che  la  crisi  si
  determina  quando  una  forza  politica  chiede  di  uscire   dalla
  coalizione o chiede di sostituire un componente in Giunta.
   Ho  chiesto  verifica  perché avevo il diritto  e  il  dovere,  in
  rispetto  al Parlamento, di sapere se ancora ci fosse  un  filo  di
  legame  tra il voto dell'Assemblea, il voto espresso quella sera  e
  una  presunta sfiducia nei confronti del Governo o del  Presidente;
  non c'è, non c'è stata, ne ho preso atto, sono felice.
   Gli  argomenti  legati  alla ricandidatura prescindono  da  questo
  dibattito,  poi  in queste tre settimane ho letto  di  tutto  e  il
  contrario  di  tutto, mi dispiace, i giornali debbono pur  scrivere
  naturalmente,  io  non  ho  fatto  nessuna  dichiarazione.  Nessuna
  dichiarazione.
   E  non  è  vero che si sia fermato un solo giorno il  Governo,  in
  queste  tre  settimane il Governo ha lavorato, gli assessori  hanno
  lavorato,  hanno  lavorato  i dipartimenti.  Non  son  venuto  qui,
  stasera,  per  parlare di cose coniugate al futuro,  assolutamente,
  anche  perché non saremo noi a farle, se non dovessimo  tornare  in
  quest'Aula.
   Ho  soltanto illustrato quali sono gli adempimenti che per  logica
  di  calendario  ricadono in questo periodo. La legge  di  stabilità
  ricade  in  questo periodo, non per scelta del Governo, ma  per  le
  ragioni che ho rassegnato al Parlamento subordinate ad una serie di
  dinamiche  legate  all'accordo con lo Stato. E se  non  sai  quante
  entrate hai e quante uscite hai, non puoi chiudere il bilancio, non
  puoi chiudere la legge di stabilità. Prima cosa.
   Secondo  tema, il tema del PNRR.  Non è che lo abbiamo posto  oggi
  perché  potevamo porlo sei mesi fa. Ancora a Roma non si sa di  che
  cosa parlare. Lo abbiamo posto adesso perché è questo il momento in
  cui  la  Regione siciliana - non so, per quattro, cinque,  seicento
  milioni  di Euro non lo so - sarà direttamente chiamata  a  gestire
  quella  risorsa. Tutto il resto coinvolgerà le imprese, coinvolgerà
  le   organizzazioni  di  categoria,  coinvolgerà  le  associazioni,
  coinvolgerà  le  università, non la Regione siciliana.  Coinvolgerà
  gli  enti  locali,  non la Regione siciliana.  La  Sicilia,  che  è
  un'altra cosa.
   E  ne  ho  parlato  perché so che, nei prossimi  giorni,  sarà  il
  Parlamento  ad  essere  investito non per gentile  concessione,  ma
  perché  è  un  diritto del Parlamento, e anche un dovere,  dare  le
  linee necessarie sull'utilizzo di quelle risorse.
   Abbiamo  parlato  della programmazione non perché  se  ne  potesse
  parlare  sei  mesi fa, ma perché soltanto adesso si  pone  in  ogni
  regione  italiana,  almeno  in quelle  impegnate  nell'utilizzo  di
  alcuni fondi, l'esigenza di dovere affrontare la programmazione. Lo
  ha fatto il Governo Crocetta nel 2014, e poi sono intervenuti altri
  governi, cioè è intervenuto il nostro. E' giusto farlo adesso,  chi
  verrà  dopo  gestirà quella programmazione. Abbiamo  il  dovere  di
  farlo  e  so, peraltro, che in Commissione Unione europea,  l'altro
  giorno, ieri, è stata sollevata l'esigenza di un confronto  con  il
  Parlamento.
   E  allora,  se  non ne parliamo è perché non ne  parliamo.  Se  ne
  parliamo,  diventa campagna elettorale o diventa discorso coniugato
  al  futuro.  No,  no,  il futuro cessa, almeno  secondo  logica  di
  calendario,  nel  mese  di ottobre. Ma noi  abbiamo  il  dovere  di
  preparare gli atti, per rispettare le scadenze e per evitare che la
  Regione rimanga scoperta da questo punto di vista. Mi sono limitato
  ad  un intervento essenziale, asciutto, senza retorica, senza alcun
  tema che potesse stimolare chissà quale provocazione.
   Non  si  è  fermato nulla in queste settimane, non si  è  bloccato
  nulla,  neppure per un'ora, abbiamo lavorato con lo stesso  impegno
  di prima.
   Ecco,  non vogli aprire polemiche sulla inadeguatezza, per carità,
  vale  l'appello  della  Elvira  Amata,  e  persino  una  frase   di
  Dostoevskij che non vi leggo per evitare polemiche.
   Io sono convinto, onorevole Di Mauro, che il ruolo dei partiti sia
  essenziale  e  lo dice uno che ha fatto il segretario  di  partito,
  comunale, provinciale, regionale, persino vice segretario nazionale
  di  un  piccolo  partito.  No,  i  partiti  sono  essenziali  nella
  democrazia e le assicuro che con i partiti, in questi quattro  anni
  e  mezzo, ho parlato tante volte, ma tante volte ho parlato  con  i
  partiti, le assicuro, e sono stato sempre puntuale e leale,  con  i
  partiti, sempre, sempre, sempre, a volte anche oltre.
   Ecco  perché io sono convinto che, anche in questa fase,  dobbiamo
  parlare  con  i  partiti  per le scelte importanti,  strategiche  e
  dobbiamo confrontarci col Parlamento.
   Forse   è  mancata  la  presenza  del  Presidente  della  Regione,
  costante, come forse avrei voluto, in quest'Aula.
   Me  ne  rendo conto personalmente, ma chi mi conosce sa che avendo
  lavorato  diciotto  ore al giorno, senza mai un  giorno  di  ferie,
  neppure  per  ferragosto,  sa  che  quando  io  non  ero  in   Aula
  fisicamente,  non  andavo  a  fare  viaggi  all'estero,  ma  ero  a
  presiedere  riunioni, conferenze di servizio, vertici  finalizzati,
  spesso, a sostituirmi alla mancata celerità e sensibilità di alcuni
  direttori generali e di alcuni dirigenti.
   Di questo davvero mi rammarico, avrei voluto condividere di più, e
  mi  piace  tantissimo la vita dell'Assemblea, ma  c'è  stata  anche
  qualche  caduta  di  stile, lasciatemelo dire, qualche  pregiudizio
  personale,  qualche  parola  in  più  negli  interventi  da  quella
  tribuna, nel corso di questi anni, ed anche fuori da quest'Aula,  e
  tutto  questo  crea sentimenti e risentimenti ed è inevitabile  che
  accada,  ma come ho detto all'inizio e come diceva Tano  La  Terza:
   In quest'Aula non ci sono né santi e diavoli. Ci siamo persone con
  le  nostre debolezze, con le nostre ambizioni, con le nostre paure,
  con  le  nostre  fragilità, con il nostro coraggio. Ognuno  di  noi
  mette  quello che può, arrancando nelle nove province con le tasche
  piene di carte e di appunti perché ognuno cerca di dare risposta al
  proprio territorio. .
   Io sono convinto che lo abbiamo fatto tutti con grande dignità.
   Ecco  perché - e concludo - onorevole Calderone, sulla  lealtà  di
  Forza  Italia in questi quattro anni e di tutti gli altri  partiti,
  non  ho  mai avanzato dubbi, mai, mai. E non ho mai voluto  che  ci
  fosse  gente dietro la mia porta. Se lei avesse partecipato qualche
  volta  alle riunioni da me convocate, se lei qualche volta si fosse
  trovato  nei comuni che le sono stati indicati perché impegnato  io
  in visita ufficiale, avrebbe notato quanto, ma non lo ha fatto, non
  ha  avuto  tempo  per farlo, quanto rispetto io abbia  riservato  a
  tutti  i  parlamentari,  a tutti, a tutti,  mi  creda,  a  tutti  i
  parlamentari, e ho voluto che nessuno fosse dietro la porta  perché
  un  parlamentare  non  sta dietro la porta, un  parlamentare  fissa
  appuntamento  con l'orario, con il giorno e viene ad incontrare  il
  Presidente della Regione.
   Questo  è stato il metodo che ho voluto introdurre - che fa  si  è
  innervosito,  onorevole? Si è innervosito?  -   io  credo  che  sia
  importante invece dare appuntamenti ai deputati e fare in  modo  di
  poterli  ricevere tranquillamente e parlare con loro come ho  fatto
  con  tutti  i  deputati di maggioranza e di opposizione  che  hanno
  chiesto di parlare con il Presidente della Regione.
     Mi sono scusato per eventuali battute o parole o espressioni che
  siano  andate  oltre la mia volontà e questo lo  fanno  le  persone
  coraggiose, le persone perbene.
   Siamo  stati portatori di tanti difetti ma quest'Aula può dire  ad
  alta  voce - mi dispiace che l'onorevole Fava sia andato via -  che
  questo  Presidente, come tanti altri prima di  me,  è  una  persona
  perbene.
   Inadeguato, inadatto, lo vedremo dopo e lo diranno i siciliani, ma
  questa squadra di governo ha fatto tutto quello che poteva fare  in
  una  condizione di drammatica difficoltà. Si poteva  fare  di  più?
  Certamente,  ma  siamo orgogliosi di quello  che  abbiamo  fatto  e
  soprattutto   di  quello  che  potremo  fare  nei  prossimi   mesi,
  naturalmente se il Parlamento lo vorrà perché nessuno vuole  andare
  a  casa  in anticipo, tranne che lo voglia il Parlamento, e a  quel
  punto  sarà  una  scelta che ricadrà sul Parlamento,  ma  se  tutti
  vogliamo lavorare con la stessa buona volontà, e chi stasera  si  è
  augurato di andare a casa in anticipo cambierà idea, credo che  noi
  avremo  la  possibilità per i prossimi sette  mesi  di  portare  al
  consuntivo  dei  siciliani, non del Governo, alcune iniziative  che
  saranno  certamente utili per aiutare questa terra ad uscire  fuori
  dal  pantano. Quindi, ringrazio il Presidente per avermi consentito
  questa calendarizzazione delle mie comunicazioni e ringrazio l'Aula
  per  il sostanziale garbo con cui stasera ha voluto replicare  alle
  mie  comunicazioni e sono convinto che assieme potremo ancora  fare
  molto  di più, riparando magari ad alcune mancanze, da parte mia  e
  non   soltanto   da   parte  mia,  che  abbiano  caratterizzato   e
  condizionato,  anche  in termini umani e di rapporti  personali,  i
  quattro anni che ci hanno visto tutti su diversi fronti impegnati.
   Grazie ancora, Signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie,  Presidente. Io però vorrei  dire  una  cosa.
  Avevamo  fatto  un dibattito molto sereno, che io  avrei  mantenuto
  sereno  perché alcune cose della sua replica devo dire che  non  mi
  sono  particolarmente gradite, lo dico con grande  sincerità,  come
  sempre  ho fatto nella mia vita e spero che mi venga consentito  di
  poterlo dire.
   Alcuni  interventi,  Presidente,  sono  stati  nei  confronti  dei
  parlamentari non sempre identici. Presidente, mi permetta, ha avuto
  tredici  minuti  di replica, siccome c'è stata anche  da  parte  di
  alcuni deputati la volontà di risponderle, io ho evitato a loro  di
  rispondere,  ma  mi  faccia dire con serenità che,  purtroppo,  non
  sempre  quello che lei ha detto corrisponde alla verità dei  fatti,
  perché  alcune  volte alcuni parlamentari sono stati  profondamenti
  delusi dai comportamenti proprio iniqui, tra gli uni e gli altri.
   Onorevoli colleghi, avevamo stabilito per domani il dibattito  sul
  PNRR;  prima  dell'inizio della seduta l'assessore  Cordaro  mi  ha
  detto che non si farà domani, ma si farà martedì; domani, però,  ci
  sono  le mozioni che dibatteremo, tra cui quella sul PNRR.  Poi,  a
  partire da martedì, faremo gli incontri con gli Assessori,  ma  non
  c'è  dubbio  che  domani  le  mozioni  che  abbiamo  stabilito   di
  affrontare, sia quella dell'onorevole Calderone che quelle del PD e
  Movimento Cinque Stelle sul PNRR le dobbiamo affrontare.
   Quindi,  domani  abbiamo  appuntamento alle  16.00,  ma  mi  viene
  chiesto di spostarlo di un'ora per problemi di alcuni partiti,  per
  cui  la seduta è rinviata a domani, giovedì 10 febbraio 2022,  alle
  ore 17.00.

                 La seduta è tolta alle ore 19.02 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XXVI SESSIONE ORDINARIA


                         319a SEDUTA PUBBLICA
                 Giovedì 10 febbraio 2022 - ore 17.00
                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

  II -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE N. 609  Revoca dell'incarico di
  coordinatore della struttura tecnica e di soggetto attuatore per
  l'emergenza da Covid-19 in Sicilia del dott.  Tuccio D'Urso, per
  violazione dell'art. 1, comma 1, dell'art. 2, comma 2, e dell'art.
  3, comma   3, del   Codice   di comportamento   dei   dipendenti
  della    Regione siciliana .  (V. allegato)

    III  -  DISCUSSIONE  UNIFICATA DI ATTI ISPETTIVI E  DI  INDIRIZZO
       POLITICO SUL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA (PNRR) (V.
       allegato)

    IV -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
         Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione,
         recante "Disposizioni concernenti Istituzione di un fondo di
         solidarietà per l'erogazione di contributi a fondo perduto in
         favore delle imprese sequestrate e confiscate alla criminalità
         organizzata e dissequestrate.  (n. 968/A) (Seguito)

           Relatore: on. Caputo

       2)  Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
         Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
         siciliana, recante  Modifiche al decreto legislativo 7 settembre
         2012, n. 155 - Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli
         uffici del Pubblico Ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2,
         della legge 14 settembre 2011, n. 148'  (n. 1088/A) (Seguito)

           Relatore: on. Pellegrino

       3) Disposizioni in materia di edilizia.  (n. 1112/A) (Seguito)

           Relatore: on. Lo Curto

       4)   Norme  in  materia  di semplificazione  amministrativa  e
         digitalizzazione della pubblica amministrazione. Disposizioni
         varie.  (nn. 774-443-485/A) (Seguito)

           Relatore: on. Ciancio

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

     Comunicazione di disegno di legge presentato ed inviato alla
                        competente Commissione

                             BILANCIO (II)

   -  Norme  complementari alle misure finanziarie per  il  2022  (n.
  1162).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 31 gennaio 2022.
   Inviato il 9 febbraio 2022.
   Parere I, III, IV, V e VI

       Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione

                             BILANCIO (II)

   - Articolo 13 legge regionale 12 maggio 2020, n. 9 - Interventi di
  manutenzione straordinaria degli immobili (n. 227/II).
   Reso in data 1 febbraio 2022.
   Inviato in data 8 febbraio 2022.

           Comunicazione di trasmissione di atti alla Corte
                            costituzionale

   Si  comunica che la Corte dei conti, sezione di controllo  per  la
  Regione  siciliana,  con  ordinanza  n.  13/2022/CCR,  ritiene   di
  sollevare  l'incidente  di costituzionalità dell'articolo  4  della
  legge  della  Regione  siciliana  24  settembre  2021,  n.  24  per
  contrasto  con  gli  articoli 81, comma 3, e  97,  comma  1,  della
  Costituzione,  sospendendo  il giudizio  e  disponendo  l'immediata
  trasmissione degli atti alla Corte costituzionale.

   Copia dell'ordinanza è consultabile presso l'archivio del Servizio
  Commissioni.