Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 16.15
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazioni del Presidente della Regione
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'ordine del giorno prevede al
primo punto - primo ed unico punto immagino -: Comunicazioni del
Presidente della Regione .
Se, per favore, i colleghi prendono posto prima che dia la parola
al Presidente della Regione. Presidente, a lei la parola.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Grazie, signor Presidente,
onorevoli deputati, ho chiesto la scorsa settimana al Presidente
dell'Assemblea di calendarizzare queste mie comunicazioni all'Aula.
Un'esigenza, la mia, scaturita da una duplice necessità: informare
il Parlamento sull'esito del confronto con i vertici delle forze
politiche di centrodestra che sostengono questo Governo e
concordare le tappe di lavoro più qualificanti di questo fine
Legislatura.
Il confronto con la coalizione - è inutile ricordarlo - si è reso
necessario dopo il voto espresso dall'Aula per l'elezione dei tre
delegati regionali alla elezione del Capo dello Stato. Un voto
anomalo l'ho definito; avrei dovuto piazzare il mio nome al quarto
posto, di fatto escludendomi dal diritto-dovere di partecipare
all'elezione per il Quirinale, esponendo, secondo l'intento dei
promotori, il sottoscritto ad una clamorosa mortificazione.
Chi ha dimestichezza con la vita parlamentare - e chi vi parla ha
maturato per circa 25 anni esperienza d'Aula - non può certamente
sorprendersi di simili tentativi. La storia di questo Parlamento,
peraltro, è caratterizzata anche da agguati, sgambetti, tradimenti,
voltafaccia, tresche, intrighi, congiure, ordite in ogni tempo
contro Presidenti e uomini di Governo senza alcuna distinzione.
Tutti metodi non edificanti, certo, ma è quasi fisiologico nella
logica dei rapporti tra maggioranza e opposizione, tra Assemblea ed
Esecutivo, bocciare una iniziativa legislativa o una proposta
programmatica non condivisa.
Quel pomeriggio, però, non si votava per un atto programmatico o
legislativo, l'Aula era chiamata ad esprimere un voto dal pregnante
valore istituzionale, un voto quindi scevro da ogni risentimento di
parte o personale.
Quel voto ha costituito un'offesa non alla mia pur modesta
persona, ma all'Istituzione che la mia persona rappresenta per
volontà del popolo siciliano. Una pagina certo non bella;
comprensibile, quindi, la mia profonda amarezza subito dopo quel
voto e la mia ferma condanna, che ribadisco anche stasera, verso
gli autori che hanno agito con rancore e spirito di vendetta, forse
a seguito di qualche mio no ad alcune loro richieste che, voglio
specificare, tutte di natura politica, ma da parte mia non
ricevibili; autori ai quali si sono aggregati alcuni altri deputati
non so bene mossi da quale proposito.
Lasciatemi esprimere qui il sincero apprezzamento ai colleghi
deputati, a cominciare al Gruppo del PD che ha voluto
caratterizzare il proprio voto, ai colleghi deputati, dicevo,
apprezzamento a quelli che hanno ritenuto di votare per il
Presidente della Regione senza prestarsi a quella iniziativa.
E mi dolgo e mi scuso se i poco benevoli apprezzamenti
generalizzati, da me espressi subito dopo il voto nei confronti
degli autori di quel gesto possono avere suscitato qualche
risentimento negli altri deputati, di maggioranza e di opposizione,
rispettosi del proprio ruolo istituzionale.
L'ho detto e lo ripeto: il Palazzo Reale e il dirimpettaio Palazzo
del Governo sono per me, e dovrebbero esserlo per chiunque, luoghi
di una sacralità laica indiscussa per la storia che trasudano le
mura e per il valore delle istituzioni che ospitano.
Ma le istituzioni si manifestano e si esprimono con le persone
chiamate a rappresentarle. Non ci sono superuomini, non c'è
superiorità genetica, non ci sono santi - come ho spesso detto - e
non ci sono diavoli in questi due Palazzi. Ci sono donne e uomini
che rappresentano - mi piace citare un deputato fine letterato,
Tano Laterza - che scriveva testualmente: Ci sono donne e uomini
che rappresentano la forza viva di cinque milioni di cittadini che
li discutono, li invidiano, li amano, li disprezzano, ma sono,
soprattutto, la sintesi del fanatismo, dell'astuzia,
dell'intelligenza, dell'ipocrisia, della fede, del coraggio, della
viltà, della esasperazione di tutta un'isola . Ecco cosa siamo, in
definitiva, noi per cinque milioni di siciliani.
Ma torniamo al tema iniziale. Il voto anomalo espresso in
quest'Aula, all'interno della coalizione di Governo, è frutto di
autonoma iniziativa o costituisce un segnale di disagio verso un
Governo che non appare più rappresentativo nella sua composizione
rispetto alla maggioranza? Oppure costituisce un segnale di
insofferenza verso chi presiede il Governo? Ci sono le condizioni
per continuare o è meglio chiudere in anticipo?
Questi gli interrogativi di fronte ai quali mi sono trovato quella
sera, e da questi interrogativi è scaturita immediata la esigenza
di avviare una verifica politica tra i partiti politici della
coalizione offrendo loro anche la disponibilità ad azzerare la
Giunta per consentire e facilitare riequilibri, sostituzioni,
persino disimpegni dal Governo.
Naturalmente, la Giunta andava azzerata se il giorno dopo avessimo
avuto l'esito delle forze politiche. Il Quirinale e tutto quello
che ne è derivato ci ha costretti a non lasciare la Regione priva
di un Governo, che non poteva essere rappresentato dal solo
Presidente per due settimane. Da parte mia, quindi, non un gesto di
sfiducia verso la squadra degli Assessori - che, anzi, ringrazio
ancora una volta per la passione e la competenza che mettono nel
loro quotidiano lavoro - ma il mio è un gesto di rispetto verso le
forze politiche del centrodestra.
La verifica, dopo avere parlato con i vertici dei partiti della
coalizione, ha portato ad un risultato. Nessun partito ha chiesto
di sostituire la propria rappresentanza in Giunta e tutti hanno
dichiarato ferma intenzione di continuare a lavorare, in questo
Governo, fino all'ultimo giorno della Legislatura.
Ne ho preso atto con piacere. Significa che quel voto non era
frutto di scelte politiche legate alla volontà dei partiti. Avevo
bisogno di questa rassicurazione anche per avviare, tutti assieme
con maggiore vigore, l'ultima difficile fase di questo mandato.
Qualcuno nei giorni scorsi ha scritto e parlato di crisi di
Governo. Strana, veramente, questa crisi Consentitemi, o si è in
malafede o si vive sulla luna
Credo di poter dire con legittimo orgoglio che nessun Governo
regionale abbia garantito stabilità come questo. Stabilità non solo
in termini di ininterrotta attività di governo, senza mai un giorno
di crisi, ma stabilità anche in termini di assetto assessoriale e
dirigenziale. Raro vedere assessori che rimangono al loro posto per
tutta la Legislatura o dirigenti generali alla guida dei
dipartimenti senza subire spostamenti ogni sei mesi, come purtroppo
è avvenuto anche nel recente passato con tutti i disagi che questo
ha determinato alla burocrazia ed alla utenza.
Tuttavia, sarebbe da ipocrita per me negare che in questa
Legislatura si sono registrate fibrillazioni nel rapporto Assemblea-
Governo, degenerate spesso in un pregiudizio ideologico da parte
delle opposizioni, ma non solo delle opposizioni, ed in alcuni casi
persino in pregiudizio personale.
Una prima causa sul piano squisitamente istituzionale che potrei
omettere ma che mi piace citare a mio avviso va ricercata nel
conflitto Assemblea-Governo, tema non nuovo debbo dire riguardante
quasi tutte le regioni italiane, almeno da quando si è passati, con
la riforma Costituzionale del '99, da una democrazia mediata ad una
democrazia immediata con l'elezione diretta del Presidente della
Regione che il legislatore ha ritenuto modello in grado di
assicurare la necessaria stabilità di governo e la democraticità
delle istituzioni. Una riforma - non ho bisogno di ricordarlo -
caratterizzata dal rispetto della volontà popolare chiamata a dare
il proprio indirizzo politico ed a scegliere distintamente ma
contestualmente il vertice della Regione e l'Assemblea regionale.
Una riforma che è caratterizzata anche dalla possibilità di una
reale alternanza tra le forze politiche alla guida del Governo
regionale.
La materia, come sappiamo, appassiona i costituzionalisti
impegnati a trovare un punto di sintesi tra un cosiddetto iper-
presidenzialismo da una parte ed un resiliente iper-parlamentarismo
dall'altra, avendo - ricordiamolo - avendo l'Assemblea il potere di
approvare in qualunque momento, dopo un certo periodo dall'inizio
della legislatura, una mozione di sfiducia per provocare elezioni
anticipate strutturalmente congiunte sia dell'Assemblea che del
Presidente.
A rendere ancora più complicato il rapporto tra gli organi
regionali è l'anomali dei rapporti tra il Presidente della Regione
ed il Parlamento siciliano. Un'anomalia che si protrae dal 2001,
con la prima elezione diretta, il tema venne posto in quest'Aula
nell'estate di quell'anno dal neo eletto Totò Cuffaro, che
sollecitò l'Assemblea a considerare prioritario il varo delle
regole sulle funzioni distinte tra legislativo ed esecutivo. Da
allora non si è arrivati mai ad alcuna conclusione al di là della
formale buona volontà espressa ad inizio di ogni legislatura.
Ma mi rendo conto di come l'approssimarsi delle elezioni regionali
possa avere accentuato e continui ad accentuare il clima di
tensione dentro e fuori dal Palazzo. Su questo fronte servirà, ad
esempio, fare chiarezza, a cominciare dalla questione della
ricandidatura del Presidente della Regione in carica. Il tema,
ovviamente, non riguarda quest'Assemblea ma le forze politiche
della coalizione del centrodestra e sarà affrontato nei tempi e nei
luoghi più opportuni.
Comunque finirà il confronto politico con i vertici dei partiti,
abbiamo tutti dei precisi doveri da adempiere nelle prossime
settimane perché gli interessi legittimi dei siciliani vengono
prima di ogni altra questione personale o di parte.
Sono almeno tre gli impegni in agenda fino ad aprile che dovranno
vedere mobilitati Governo e Assemblea, la legge finanziaria 2022,
con il relativo bilancio, il PNRR e la Programmazione europea 2021-
2027.
Il disegno di legge di stabilità e di bilancio 2022-2024 come
sapete è fortemente condizionato dall'attuazione delle previsioni
dell'accordo di finanza pubblica che abbiamo sottoscritto il 18
dicembre dello scorso anno.
Sono stati istituiti appositi tavoli tecnici, congiunti col MEF, i
cui esiti avranno dirette refluenze rispetto ai saldi di finanza
che la Regione dovrà rispettare nei suoi documenti finanziari.
L'accordo, mi piace ricordarlo, prevede che i tavoli tecnici
debbano completare i lavori entro il 31 maggio 2022. Ma tutti noi
auspichiamo che tale conclusione venga anticipata al 15 di marzo in
modo da poter avere certezza delle risorse finanziarie disponibili,
soprattutto per quanto riguarda la determinazione dell'importo da
corrispondere per il cosiddetto split payment, il cui importo
risulta pari a 285 milioni di Euro annui e va riferito sia
all'esercizio 2021, ancora non corrisposto, sia all'anno in corso.
Altra questione aperta e di notevole impatto è quella che prevede
in favore della Regione il rinvio in quota parte - sono 211
milioni di Euro - della quota di disavanzo da ripianare nel corso
dell'esercizio 2022.
Per potere fruire di tali risorse occorre, tuttavia, che dopo
l'approvazione della Commissione paritetica sia adesso il Consiglio
dei ministri ad adottare lo stesso provvedimento e che venga poi
emanato il decreto da parte del Presidente della Repubblica.
Si sta inoltre vagliando l'utilizzo delle risorse del fondo di
sviluppo e coesione ai fini del cofinanziamento regionale dei
programmi cofinanziati dai fondi europei, il FESR e l'FSE plus,
finanziati per gli anni 2021-2027 e si stanno acquisendo le stime
al fine di richiedere l'autorizzazione da parte del CIPES al fine
di potere utilizzare queste risorse.
Come vedete tutto ancora rimane in sospeso. Pare che tale facoltà
avrà effetti concreti a decorrere dall'anno 2023 tenuto conto che i
nuovi programmi comunitari sono ancora in corso di definizione
tanto sui tavoli nazionali quanto su quelli comunitari.
Si è tuttavia già completata la procedura per il rifinanziamento
con la Cassa Depositi e Prestiti dell'ex mutuo sanità erogato
originariamente dal MEF. Si è anche provveduto all'estinzione di
questo mutuo conseguendo per altro, lasciatemelo dire con legittimo
orgoglio, e voglio ringraziare le finanze della Regione,
l'estinzione del predetto mutuo conseguendo un risparmio in conto
interessi, per quest'anno 2022, che può stimarsi in circa 5 milioni
di Euro che si sommano a quelli già maturati nel 2021, 38 milioni,
ai quali occorre poi aggiungere le minori uscite per i contratti
derivati.
Ma occorre anche determinare la quota di compartecipazione al
fondo sanitario nazionale di competenza della Regione che andrà
definita tenendo anche conto della quota delle risorse statali
derivanti da imposizione fiscale, fermo restando, e credo che
questo non possa dimenticarlo nessuno, che i livelli essenziali di
prestazione vanno sempre garantiti da parte dello Stato.
Da ultimo si provvederà ad acquisire dal Dipartimento regionale
finanze la stima aggiornata delle entrate previste per i bilanci
2022-2024 e le eventuali risultanze dei tavoli Stato-Regioni
relativi al conguaglio delle minori entrate determinate dagli
effetti della pandemia per gli anni 2020 e 2021. Questo sarà
necessario al fine di poterne valutare le refluenze, in positivo o
in negativo, sui documenti contabili in corso di predisposizione.
Bene Signor Presidente e signori deputati, alla luce delle
considerazioni svolte, noi riteniamo che lo schema del disegno di
legge di bilancio e di stabilità, non possono per la Giunta essere
pronti prima del 30 di marzo. Non potremmo assolutamente chiudere
lo strumento contabile se non fossimo a conoscenza delle voci di
cui vi ho appena fatto cenno. Troppo tempo? Assolutamente no. Un
tempo sufficientemente utile per consentire all'Assemblea, se
condiviso dalla Presidenza e dalla Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, di affrontare gli altri due importanti temi di
questo fine legislatura: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
e la Programmazione Comunitaria 2021/2027.
Per quanto riguarda il PNRR, il Governo della Regione sin da ora
è a disposizione dell'Assemblea e delle Commissioni di merito per
un confronto sugli obiettivi che si intendono raggiungere.
Quindi, signor Presidente, a partire da martedì della prossima
settimana ogni Assessore potrà illustrare le proposte del Governo
per ogni singolo dipartimento.
È un'opportunità che non possiamo non cogliere, quella del PNRR,
anche se bisognerà fare chiarezza sulle modalità e le procedure,
tenuto conto che alla diretta disponibilità della Regione sarà
accreditata soltanto una minima parte dei venti miliardi del PNRR
che si stima saranno destinati alla Sicilia. E quindi, tutto il
resto della somma sarà destinata ai soggetti pubblici e ai soggetti
privati che agiscono sul territorio. Peraltro in base ad una
strategia - lo voglio ricordare - mai concordata con le Regioni e
neppure con la nostra, strategia decisa a Roma.
Il terzo tema importante che saremo tutti chiamati a trattare è
quello del prossimo ciclo di programmazione dei Fondi della
Politica di Coesione 2021/2027. La Regione si troverà a
fronteggiare una sfida particolarmente impegnativa, anche perché
l'ammontare dei fondi a gestione diretta, sarà pari al doppio di
quanto assegnatoci nell'attuale ciclo di programmazione 2014/2020.
Dobbiamo quindi sin da ora comprendere che la nostra capacità di
spesa dovrà essere doppia rispetto all'attuale - e credetemi - non
senza difficoltà abbiamo rispettato e, anzi, superato al 31
dicembre di ogni anno i target di spesa imposti da Bruxelles in
questi quattro anni di Governo.
Per intenderci, l'Amministrazione regionale avrà la
responsabilità, chiunque tornerà in quest'Aula, di gestire più di
14 miliardi di Euro, senza considerare ulteriori assegnazioni che
potranno esserci assegnati a valere sul PNRR, o le quote di
finanziamento attribuite ai Ministeri sui vari programmi di spesa,
per progetti ed interventi da realizzare in Sicilia.
Alla cifra dei 14 miliardi si arriva sommando i vari programmi
comunitari e nazionali a diretta titolarità della Regione, inclusa
la quota di cofinanziamento di nostra competenza.
Nel dettaglio: 5.8 miliardi per il FESR; 1.5 miliardi per le FSE,
1.4 miliardi per il POC, comprensivo delle quote FESR e FSE e oltre
4 miliardi per l'FSC, in questo caso è una stima ancorché
verosimile, poiché la quota di riparto tra le Regioni non è stata
ancora formalmente comunicata dal Ministero per il Sud e la
coesione territoriale.
Poi c'è il PSR: 729 milioni di anticipazioni sul 2021/2027,
l'attuale ciclo di programmazione - come sapete - è stato prorogato
di due anni con questa quota di finanziamento già assegnata a
copertura del biennio aggiuntivo. E poi il FEAMP: 118 milioni,
risorse destinate alla pesca, all'acquacoltura e alle attività
connesse anche in relazione alla sostenibilità al mondo ittico.
Prima di preoccuparsi della capacità di spesa, credo sia
necessario ricordare che oggi tutte le forze politiche siciliane
sono poste di fronte ad una prioritaria fondamentale
responsabilità: quella di redigere i documenti della
programmazione, ovvero di declinare in obiettivi strategici
programmi, interventi, questa enorme massa di denaro per lo
sviluppo della nostra Isola.
La recente notifica dell'accordo di partenariato, infatti, fa
decorrere i termini per la presentazione dei due principali
programmi FESR e FSE assegnandoci la scadenza del 16 aprile
prossimo per la trasmissione degli stessi alla Commissione europea.
È un termine, inutile sottolinearlo, che per la Sicilia e per i
siciliani non possiamo permetterci di non rispettare; è un termine
che impone la piena collaborazione tra il Governo della Regione e
l'Assemblea regionale siciliana, a cominciare dalla Commissione per
l'Unione europea, nell'assoluto rispetto delle reciproche
prerogative.
Il complesso lavoro di progettazione svolto nei mesi scorsi dai
vari rami dell'Amministrazione, sotto il coordinamento politico
della presidenza della Regione e di ogni Assessore al ramo, ci
consente oggi di disporre di documenti in prima stesura, che nei
prossimi giorni il Governo potrà presentare a questo Parlamento per
le valutazioni di competenza, sia nelle Commissioni di merito
interessate per materia, sia all'Aula.
In parallelo, daremo avvio alla fase di consultazione con il
partenariato strategico, affinché ciascuna delle strategie di
intervento che saranno elaborate in tale fase, sia accompagnata dal
necessario processo di confronto con i portatori di interessi
qualificati che presidiano le politiche di programmazione.
In particolare il nuovo Fondo europeo di sviluppo regionale sarà
costituito su cinque obiettivi di policy, quelli stabiliti a
livello comunitario, a loro volta articolati in ulteriori obiettivi
specifici.
Primo: un'Europa più competitiva e intelligente attraverso la
promozione di una trasformazione economica innovativa e
intelligente e della connettività regionale alle tecnologie della
informazione e della comunicazione, sono questi gli obiettivi del
Governo che, naturalmente, saranno confrontati con quelli del
Parlamento;
Secondo: un'Europa più verde verso una economia a zero emissioni
attraverso la promozione di una transizione verso un'energia pulita
ed equa della economia circolare, dell'adattamento ai cambiamenti
climatici, della gestione e prevenzione dei rischi, nonché della
mobilità urbana e sostenibile;
Terzo: un'Europa più connessa attraverso il rafforzamento della
mobilità, dei trasporti e della logistica;
Quarto: un'Europa più sociale e inclusiva attraverso l'attuazione
del pilastro europeo dei diritti sociali, del lavoro e, appunto,
dell'inclusione;
Quinto: un'Europa più vicina ai cittadini attraverso la promozione
del patrimonio culturale naturale del turismo di tutti i territori
a partire da quelli ricadenti nelle aree non urbane.
In questo schema complessivo entro il quale costruire le
traiettorie dello sviluppo regionale dei prossimi sette anni, la
Sicilia rispetterà tutte le cosiddette concentrazioni tematiche e
tutti i vincoli imposti dall'Unione europea, ma con la ferma
volontà di soddisfare i fabbisogni e valorizzare le peculiari
caratteristiche della nostra Isola.
Quali i principali assi di intervento del Governo? Riguarderanno
il sostegno ai sistemi di ricerca e innovazione e alla connettività
digitale; il rafforzamento della competitività del tessuto
economico ed imprenditoriale, in particolare delle piccole e medie
imprese; la difesa del territorio, suolo, aria e acqua;
l'efficientamento energetico; la promozione dell'accesso all'acqua
e la sua gestione sostenibile; la riduzione delle forme di
inquinamento anche attraverso nuove infrastrutture della raccolta,
gestione, riuso e riciclo dei rifiuti; il potenziamento delle reti
di trasporto regionali; il sostegno ai sistemi integrati di
turismo, natura, cultura e, da ultimo - ma non ultimo - il
rinnovo e l'attuazione del ruolo attivo dei territori nella
gestione dei fondi comunitari anche attraverso l'ampliamento del
perimetro delle attuali aree SNAI, le cosiddette aree interne,
verso un più ampio e più corretto, aggiungerei, concetto di aree
interne regionali.
Allo stesso modo, per quanto riguarda il Fondo sociale europeo, il
programma sarà elaborato nel rispetto delle priorità indicate dal
Regolamento comunitario istitutivo, declinate nei cinque assi di
intervento, anch'essi, a loro volta, articolati in vari obiettivi
specifici.
Li accenno brevemente.
Primo: occupazione, sostenere l'impegno per un insieme coerente di
politiche attive del mercato del lavoro tra cui incentivi
temporanei all'assunzione ed alla transizione, politiche in materia
di competenze e servizi per l'impiego, migliorati per l'attivazione
e l'occupabilità di quella popolazione in età lavorativa per la
quale, purtroppo, si continuano a registrare bassi tassi di
occupazione;
Secondo: istruzione e formazione, abbattere i tassi di dispersione
scolastica e rafforzare le competenze dei giovani e degli adulti e
valorizzare il capitale umano, indirizzando le nostre donne ed i
nostri uomini verso conoscenze e competenze che aumentino le loro
possibilità di trovare occupazione di livello adeguato;
Terzo: inclusione sociale e lotta alla povertà, garantire ai
gruppi svantaggiati ed ai soggetti vulnerabili - tra gli altri le
persone disabili - l'accesso alle risorse di base, ai servizi
sociali, al mercato del lavoro ed ai diritti necessari per
partecipare pienamente alla vita sociale e culturale;
Quarto: occupazione giovanile, promuovere l'occupazione tramite
interventi che consentano l'inserimento e reinserimento nel mercato
del lavoro, in particolare dei giovani, considerata l'elevata quota
di giovani che non cercano più un lavoro e che non svolgono alcuna
attività nella nostra Regione, secondo un modello di
complementarietà ed integrazione, con l'attuazione della cosiddetta
garanzia per i giovani rafforzata prevista nel piano nazionale
giovani, donne e lavoro ;
Quinto ed ultimo: azioni sociali ed innovative, soddisfare i
bisogni sociali attraverso l'applicazione di nuovi modelli
sperimentali sia con azioni dirette a superare e prevenire i gap in
termini di istruzione, di inserimento nel mercato del lavoro, di
abilità professionali che assumono una rilevanza fondamentale nel
determinare la politica di dignità della persona e la emarginazione
sociale.
Consentitemi, da ultimo, un cenno di ringraziamento alla Ministra
per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna, con la quale
sin dal suo insediamento si è instaurato con questo Governo un
intenso e proficuo asse di lavoro.
Non è un caso, infatti, che al nuovo, forte e dinamico impulso che
la Ministra ha impresso ai programmi della politica di coesione
abbia corrisposto un rinnovato dinamismo dialettico del
coordinamento delle regioni, che dalla scorsa estate è guidato
dalla Regione siciliana per la materia degli affari europei.
Signor Presidente, onorevoli deputati, mancano solo sette mesi
alla presentazione delle liste per le elezioni regionali e circa
due mesi alla formalizzazione delle candidature per le
consultazioni amministrative, compresa la città di Palermo.
Certamente un lasso di tempo non ampio ma a volte l'avarizia del
calendario può essere neutralizzata dall'impegno e dalla passione
di ciascuno di noi. Saranno i prossimi, mesi di intenso lavoro per
tutti nell'interesse di questa nostra terra, sconvolta e devastata
dalla più grave pandemia che la storia contemporanea ricordi.
In cuor nostro, certo, vorremmo sperare di trovare perfino il
tempo per affrontare anche alcune importanti leggi di riforme,
penso a quella dei rifiuti, dei consorzi di bonifica, dei
lavoratori della forestale, della polizia municipale, del
commercio, solo per fare alcuni esempi.
Alcuni di questi disegni di legge, peraltro, sono stati già
licenziati dalle Commissioni di merito, da parte del Governo si
ribadisce la massima, doverosa disponibilità, ma sono certo che
ognuno di noi nei rispettivi ruoli, continuerà a fare la propria
parte per mettere la Sicilia e i siciliani nelle condizioni di
guardare al futuro con rinnovato ottimismo.
E' un impegno che tutti abbiamo assunto al momento del giuramento
nell'insediamento della nostra carica, del nostro ruolo.
Ho concluso signor Presidente, mi riservo di chiedere la parola,
se necessario, in sede di replica.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente. Allora, da quanto stabilito nella
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
(Proteste da parte dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, mi faccia parlare
E allora, così come stabilito nella Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari di ieri, per ogni Capogruppo ci sono a
disposizione 10 minuti per parlare.
(Proteste da parte dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. La prego onorevole Dipasquale
(Proteste da parte dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. Se lei mi fa dire, per favore, se sta zitto un attimo,
se può avere la bontà di ascoltarmi Ieri abbiamo è stato deciso
questo in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché
abbiamo già deciso ieri stesso, già a partire da domani, di
iniziare la discussione reale sulle cose reali che esistono, fatte
e da fare e, quindi, su quello poi come sempre, ci sarà il tempo
disponibile, assolutamente e più che disponibile da parte dei
deputati per potere fare i loro interventi e potere parlare.
Onorevole Dipasquale, questo è quello che è stato deciso ieri in
Conferenza dei Capigruppo. Onorevole Dipasquale, lei può non
condividere io non so che fare, ma siccome questa è la decisione
che è stata presa ieri.
Onorevole Lupo, le chiedo scusa ma siccome ieri è stata presa
questa decisione, la prego di parlare anche lei con l'onorevole
Dipasquale, perché se la Conferenza dei Capi Gruppo prende una
decisione e poi ogni singolo deputato non è favorevole alla
decisione presa è chiaro che salta tutto il meccanismo
organizzativo della nostra Assemblea.
Intanto, ha chiesto di parlare per primo l'onorevole Lo Giudice e
ne ha facoltà. L'onorevole Lo Giudice è del Gruppo Misto, siccome
ha chiesto anche di parlare l'onorevole Fava, vi dividete il tempo
di dieci minuti così come previsto.
Sull'ordine dei lavori
LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo premesso prima
che iniziasse l'Aula, che il rispetto dei tempi lo avesse anche il
Presidente della Regione, certo se il Presidente della Regione
nell'introduzione parla 45 minuti facendo un programma di governo
come se dovesse rimanere in carica i prossimi 5 anni è chiaro che
dieci minuti per i Gruppi di opposizione sono davvero nulla. Le
chiedo di riconsiderare questa decisione, peraltro l'Aula è
sovrana.
PRESIDENTE. Il Presidente della Regione doveva fare delle
comunicazioni e le ha fatte, dopo di che, ripeto, noi a partire da
domani abbiamo la possibilità di intervenire quanto tempo vogliamo,
la Conferenza dei Capi Gruppo, ieri che correttamente ha chiesto
che si potesse fare, perché era stato deciso, che il Presidente
della Regione, ovviamente, non poteva stare tutta la serata qua, se
ogni deputato
(Proteste da parte dell'onorevole Dipasquale)
LUPO. Mi affido alla sua valutazione, non so e tutti i Gruppi o
tutti vorranno intervenire, le chiedo di verificare, nel corso dei
lavori, la possibilità di dare un po' più spazio.
PRESIDENTE. Ovviamente, questa è una cosa che possiamo fare e,
quindi, con la cortesia con la quale queste cose vengono chieste è
ovvio che se ci sarà la possibilità di dare altri 5 minuti per
parlare a un altro deputato, lo faremo, ma la regola è quella che
abbiamo stabilito tutti insieme, per cui non ne posso fare a meno.
Non è cambiato niente, stiamo dando la parola all'onorevole Lo
Giudice per i cinque minuti che ha deciso di utilizzare, lasciando
gli altri all'onorevole Fava.
Onorevoli, il Presidente della Regione ha fatto una comunicazione.
Tutto il Parlamento coi Gruppi potrà riferire al Presidente quello
che lei pensa e poi il Presidente deciderà se fare un intervento di
replica o meno.
Voglio dire, non ci sono delle regole prefissate per le
comunicazioni del Presidente, ma mi sembra che sempre dall'inizio
di questa Legislatura tutte le volte che ci sono state queste
situazioni le abbiamo gestite con grande democraticità e con grande
equilibrio. Vi prego andiamo avanti e la stessa cosa sarà fatta
oggi.
Dibattito sulle comunicazioni del Presidente della Regione
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha
facoltà.
LO GIUDICE. Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, Presidente
della Regione e cittadini che ci ascoltano da casa.
Io ho ascoltato l'intervento del Presidente della Regione con
grande attenzione e da quello che emerge non c'è una crisi di
Governo, da quello che emerge ci sono miliardi di Euro pronti per
essere spesi e, quindi, non abbiamo problemi di natura economico-
finanziario, emerge poi quello che è un programma di Governo,
perché sostanzialmente l'elencazione fatta dal Presidente della
Regione è un programma di Governo di cose da fare che, ahimé,
dovrebbero essere state fatte.
Oggi in realtà noi ci troviamo ad esprimere valutazioni su quella,
e non sbaglio, su quella che è una crisi di Governo in cui il
Presidente della Regione, mi permetto di dire, ha fatto tutto da
solo. E l'indignazione che viene fuori in occasione dell'elezione
dei delegati per l'elezione del Presidente della Repubblica è
un'indignazione che non riguarda, come dice il Presidente della
Regione, l'istituzione, ma è una indignazione che riguarda il
mancato risultato personale che lui ha avuto.
E in questo ragionamento dobbiamo essere chiari e dire le cose per
come stanno: tra i primi imputati c'è sicuramente il Presidente
Micciché. Io credo, invece, Presidente della Regione, che il
Presidente Micciché debba essere ringraziato, perché se i numerosi
focolai anche all'interno della maggioranza sono stati spenti è
perché il Presidente Micciché li ha placati, altrimenti lei,
Presidente della Regione non sarebbe arrivato terzo ma
probabilmente tra i delegati sarebbe stato assente.
Non credo, però, in tutta franchezza che ai siciliani possa
interessare o meno quello che è un mancato risultato personale in
merito all'elezione dei delegati. Credo che i siciliani avrebbero
gradito una indignazione forte e imponente, per esempio, per la
mancata riforma che riguarda i forestali, come lei ha detto, credo
che una maggiore indignazione da parte sua doveva esserci per una
mancata stabilizzazione da parte degli ASU. Credo che ci doveva
essere, da parte sua, una indignazione forte e imponente per la
mancata riforma sui rifiuti, così come credo, Presidente, che una
indignazione da parte sua doveva esserci per il quinto anno
consecutivo in cui non riusciamo ad approvare il bilancio. Ma di
questo ne parleremo martedì nella conferenza stampa che con il
sindaco De Luca dimissionario abbiamo indetto.
Questa indignazione l'ha portata ad annunciare delle dimissioni
che poi ha ritirato per poi, successivamente, annunciare un
azzeramento della Giunta che è stato ritirato, per poi
successivamente annunciare un rimpasto che è stato anche questo
ritirato. Non se ne farà nulla, non è successo nulla. E non mi
impressiona il fatto, veda, che lei abbia cambiato idea perché
soltanto i cretini non cambiano idea. D'altronde lei mi potrebbe
dire che il sindaco De Luca più volte ha annunciato le dimissioni
ed altrettante volte le ha ritirate, lo ha fatto con la
consapevolezza di chi però ha avuto un fatto nuovo che è emerso,
per esempio l'approvazione del Salva Messina', per esempio
l'approvazione della legge sulle baracche.
Mi chiedo e le chiedo quale sia il fatto nuovo che è emerso che
oggi le fa fare marcia indietro perché, sicuramente, non si può
parlare di una ritrovata armonia all'interno della maggioranza
perché Presidente domani si discute di rimuovere un suo consulente
su proposta della sua maggioranza.
Non si può parlare sicuramente della pandemia come scusa per non
presentare nuovamente le dimissioni, perché la pandemia c'era prima
e c'è anche adesso. Questa armonia come vede Presidente all'interno
della maggioranza purtroppo non c'è, mi dispiace e mi duole dirlo,
e credo che oggi, non essendoci alcun fatto nuovo, non si può
liquidare il tutto come se non fosse successo nulla, con la stessa
franchezza - non so se lei lo ricorda - con la quale il 23 di
agosto del 2017 il movimento politico di Sicilia Vera, che mi onoro
di rappresentare, fu il primo ad esprimere la fiducia nei suoi
confronti e a indicarla quale candidato Presidente della Regione.
Mi dispiace doverlo dire che lei subito dopo se lo è dimenticato,
e questo ahimè duole tanto, ma con la stessa franchezza di allora,
Presidente, io le dico che forse è arrivato il momento di fare un
passo indietro, forse è arrivato il momento di rassegnare le
dimissioni, non fosse altro, che in questo momento la palude non
dentro la quale lei si trova, ma dentro al quale lei, Presidente,
si è tuffato, non le consente di poter fare più nulla, e piuttosto
che lasciare la Sicilia i siciliani in questa lenta agonia, sarebbe
bene andare a votare subito per consentire alla Sicilia e ai
siciliani veramente di poter brillare, e non di continuare in
questo stato di cose, grazie Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, Assessori, il ragionamento che ci ha proposto oggi il
Presidente Musumeci mi ricorda un personaggio dei promessi sposi,
non uno di quelli che sono noti a noi per la tragica grandezza alla
Don Rodrigo, o per la disperata reticenza alla Don Abbondio, un
personaggio minore, che però ci ha regalato un paio di verbi che
sono poi entrati nel lessico della politica italiana, il conte zio
che, per risolvere le ansie e gli scandali della città diceva
sopire, troncare, troncare, sopire come dire parliamo d'altro.
Io ho ascoltato con doverosa attenzione l'intervento di oggi del
Presidente, come ho sempre ascoltato letto e riletto le sue
dichiarazioni di questi giorni. L'intervento di oggi è un compendio
disarmante, un bignamino sulla spesa europea affidato ad alcuni
titoli che suonano pieni di aria, di buone intenzioni, di
magnifiche possibilità, ma che restano titoli, dovremmo pur sapere
che cosa intende questo Governo per politiche legate a una maggiore
competitività nella piccola e media impresa, dovremmo pur capire
che cosa intende questo Governo per un nuovo efficientamento
energetico, e come la spesa europea debba essere dedicata a queste
intenzioni. Altrimenti sono soltanto dei titoli, e sulla crisi che
io continuo a parlare con questa parola che mi sembra una parola
diciamo opportuna ed esatta per raccontare le cose che sono
accadute c'è una narrazione altrettanto imbarazzante.
Io ho ripreso le dichiarazioni di questi giorni, è una commedia
dell'arte, si ricorda Faido, l'albergo del libero scambio, atto
primo disertori, ricattatori, sciacalli, scappati di casa, domani
azzero la giunta , atto secondo la giunta non di azzera più
facciamo un rimpasto atto terzo ne rimpasto ne azzeramento,
diciamo una verifica della maggioranza poi scorrono i titoli di
coda non so di quale crisi si stia parlando e chi parla di crisi è
in malafede, o lo dice per pregiudizio ideologico .
Io volevo rassicurare il Presidente Musumeci, non c'è pregiudizio
né tantomeno ideologica, c'è l'esigenza, la necessità di un
giudizio, e la parola crisi, anche se il Presidente la vuole
derubricare a suoni più soavi e meno complessi da gestire, resta
una crisi, ma non solo per i molti atti che si sono succeduti in
questa commedia delle parti, ma anche per le cose che sono accadute
in questi giorni.
Il Capogruppo del partito di maggioranza relativa, presenta una
mozione di sfiducia di censura nei confronto di una persona sulla
quale cade l'assoluta fiducia del Presidente della Giunta, perché
gli viene conferito un incarico che è di massima responsabilità
istituzionale, politica, di spesa, la gestione della spesa del
Covid, e si chiede che l'ingegnere D'urso lasci il suo incarico, a
Roma un ipotesi del genere rappresenterebbe la ragione per una
crisi politica, al comune di Militello Val di Catania il sindaco
porrebbe il problema di una crisi politica, alla Regione no
Alla Regione il fatto che oggi apprendiamo che una lunga stagione
di opacità in cui - come lei bene Presidente dell'Assemblea ha
ricordato ieri - questo Parlamento è stato privato della sua
funzione stabilita per legge, di stabilire e condividere
l'indirizzo economico nei processi di spesa legati alla produzione,
noi siamo stati tagliati fuori da qualsiasi discussione.
Oggi apprendiamo che da domani si comincerà a discutere, ma fino a
ieri sono stati apposti alcuni cavilli tecnici e formali.
Questa si chiama crisi, in altri termini è la constatazione che
questo Presidente non ha più la fiducia della sua maggioranza; ora
tutto questo potrà essere derubricato, come è accaduto in passato.
Che è un bivacco di manipoli questo Parlamento? No, ma la scelta
della strada maestra dell'umiliazione è una scelta che questo
Parlamento ha subito per molti anni.
Io credo che siamo ormai di fronte a un momento e ad un atto di
verità, fra pochi mesi i siciliani verranno chiamati a decidere chi
premiare e chi umiliare con il loro voto, e ho la sensazione che in
quel momento, coloro che dovessero negare il proprio sostegno e il
proprio gradimento razionale di questo Governo, sarà difficile
chiamarli scappati di casa, e sarà triste che l'unica memoria che
resti di questa legislatura sarà questo linguaggio di caserma che
ha scandito giorno per giorno le nostre giornate d'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo. Ne ha
facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, Presidente della Regione, Assessori,
colleghi, cittadini, credo che sia corretto, onesto, ammettere che
nelle ultime settimane siano stati commessi degli errori, ma non mi
riferisco a nessuno in particolare, lo voglio premettere in maniera
tale che nessuno possa sentirsi punto da questo mio intervento, mi
ci metto per primo in mezzo io, e mi riferisco in realtà a tutti i
componenti della coalizione di centrodestra.
Ammettere gli errori non è un qualcosa di poco onorevole, anzi è
qualcosa di onorevole, perché dagli errori si impara e si può
sicuramente migliorare.
L'errore a cui mi riferisco è sostanzialmente quello di
sottovalutare l'importanza di un valore, che è l'unità della
coalizione di centrodestra, l'essere uniti sotto quelli che sono i
valori, sotto quella che è la scala valoriale che da sempre
caratterizza il centrodestra. Sottovalutare l'importanza di questo
valore perché siamo vicini a scadenze che ci hanno portato ad
inquinare i lavori d'Aula e i lavori di Governo con quelle che sono
le beghe, le trattative, le normali dialettiche che precedono gli
appuntamenti elettorali. Ed è chiaro che tre settimane fa - non mi
ricordo ora esattamente quante settimane sono passate - si è
arrivati alla massima esaltazione di questo inquinamento, perché
l'esito di quel voto - e poi è inutile andare a ricercare i
colpevoli, perché il voto segreto non piace neanche a me, ma fin
tanto che c'è va rispettato - è stata la massima esaltazione di
questa confusione che c'è stata tra i due piani.
L'auspicio che io esterno oggi in questa sede è che si scindano i
due livelli, si continui a lavorare fino all'ultimo secondo
dell'ultimo giorno di questa legislatura, perché noi tutti abbiamo
contratto degli impegni con i siciliani, sia con quelli che ci
hanno votato, e anche con quelli che non ci hanno votato, e che si
discuta, per carità perché si deve discutere di questioni
elettorali, ma lo si faccia nelle sedi opportune, nei luoghi
opportuni, nei tempi opportuni, e possibilmente lo si faccia in
maniera diffusa ma riservata, comunicando all'esterno soltanto le
decisioni finali che verranno prese, e considerando che nessuno,
anzi, mi correggo, considerando che le ambizioni di nessuno, le
carriere politiche di nessuno sono più importanti dell'unità del
centrodestra e abbiamo l'esempio plastico recente di cosa
significhi sacrificare l'unità del centro destra, mi riferisco al
2012.
Presidente Musumeci, in realtà, nel suo intervento tutto quello
che io sto dicendo, tutto quello che io sto auspicando, è stato
contenuto, in realtà da questo punto di vista, lei molto esaustivo.
Ha risposto a tutte le mie osservazioni, quindi insomma credo che
il mio auspicio possa essere accolto.
Noi come partito, come Lega, ribadiamo, appunto, la nostra ferma
convinzione di volere continuare come parte di Governo, fino
all'ultimo secondo dell'ultimo giorno e, ripeto, cerchiamo di
scindere le questioni elettorali da quello che dobbiamo fare, che
lei ha elencato, precisando anche che il tempo è poco e quindi
dobbiamo rimboccarci, decisamente, le maniche.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il voto dei
grandi elettori del Presidente della Repubblica ha segnato l'inizio
della fine del Governo Musumeci. I titoli di coda annunciati per
l'aria che si respirava nel Palazzo e fuori dal Palazzo.
Titoli di coda di un Governo e di una legislatura partita male -
la stampa nazionale presentò il voto con i novantamila voti di
preferenza degli impresentabili - e finita peggio, con un Governo
che si tiene in piedi dopo fratture clamorose - come quella
dell'attuale sindaco di Messina rispetto al perimetro della
maggioranza che si era presentata agli elettori - e campagne
acquisti in Aula che non si erano mai viste prima nella storia del
Palazzo.
La coalizione, come dicevo, che ha sottoposto ai siciliani,
Presidente Musumeci, non c'è più
E anche l'attuale composizione della Giunta, che il Partito
democratico ritiene illegittima, come lei sa il prossimo marzo si
terrà l'udienza di discussione, perché quella che abbiamo di fronte
è l'ultima Giunta regionale in Italia per presenza di donne, ed è
illegittima, l'abbiamo ricordato più volte, anche alla luce della
legge regionale, recentemente votata dall'Aula.
Ed è singolare, Presidente Musumeci, che nel corso della sua
relazione, lei si sia appellato al confronto dell'Aula, al rapporto
con le forze parlamentari. È singolare proprio perché, in questi
anni, è proprio lei che ha fuggito il confronto con l'Aula e non ha
mai utilizzato, come invece avrebbe dovuto, i metodi propri della
politica quelli del dialogo, del confronto.
Ci ha definiti, Presidente, pidocchi Forse fa finta di
dimenticarlo. E, allora, lei ha tradito quest'Aula anche nel
dibattito di oggi, abbiamo dovuto lottare per avere cinque minuti
in più oppure cinque minuti in meno, e l'impressione è proprio
quella che lei voglia sfuggire al confronto.
Gli attenti osservatori, e non sfuggirà neanche agli elettori,
hanno notato che quello di buono che c'è stato è arrivato proprio
dal confronto con l'Aula, dall'apporto che hanno dato i
parlamentari.
Le iniziative più significative sono venute dal voto dell'Aula,
come l'individuazione dell'autorità di bacino, l'individuazione
della sede unica per gli uffici della Regione, i ristori per coloro
che ne avevano bisogno.
Ma la risposta del Governo, dopo il voto d'Aula, è stata invece
l'incapacità, ad esempio, di gestire la gara per gli uffici unici
della Regione, l'incapacità di gestire i bandi per il sostegno e
per i ristori - su tutti il fallimento del click day - oppure,
meglio ancora, le finanziarie che dopo che venivano approvate
dall'Aula non venivano attuate dal Governo. Una cosa mai vista
prima.
Utilizzo l'ultimo minuto e mezzo per celebrare, Presidente
Musumeci, la falsità del suo intervento oggi. Ci saremmo aspettati
un discorso franco, schietto, un appello vero al Parlamento.
Allora, questo clima di sepolcri imbiancati, di farisei che
attorniano il Presidente della Regione, ahimè, si celebra anche nel
suo intervento, in particolare nel tema che riguarda le riforme.
Ancora oggi, nella pancia del Palazzo, ci sono riforme ferme per
l'incapacità del Governo, su tutte quella dei rifiuti. È una
vergogna che la riforma è ferma perché il Governo non dà il via
libera su due questioni, rendere pubbliche le Srr, come già ha
evidenziato la Corte dei Conti nel 2016, rendiconto 2016 trasmesso
nel 2017 e l'individuazione degli ambiti, che come più volte ha
detto il Governo nazionale, la Corte dei Conti e l'Anac non devono
essere superiori a cinque. E, sempre sulle riforme, resta il colpo
di mano degli ultimi mesi del tentativo del Governo regionale, ed
il disegno di legge porta la sua firma, di privatizzare l'acqua in
Sicilia. Inconcepibili ritardi ancora a proposito sempre di riforme
dei rifiuti per le gare uniche. E, sempre le riforme che non si
fanno e che non vanno avanti, come quella della Pubblica
amministrazione, della riorganizzazione degli uffici, dei
forestali, della riqualificazione del personale. Insomma, un
Governo che non c'è più.
I siciliani meritano un Presidente della Regione ed un Governo
all'altezza del ruolo e del compito importante, delicato, per
risollevare la Sicilia in un tempo così difficile. Ci dispiace,
Presidente Musumeci, sono passati cinque anni e non abbiamo visto,
percepito un Governo all'altezza del ruolo che merita la Sicilia.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, magari dopo qualche
altro intervento di altri colleghi, per non parlare subito dopo il
collega Barbagallo. Presidente Miccichè, se posso intervenire dopo
qualche altro collega per un principio di alternanza.
PRESIDENTE. Prego, non c'è problema.
È iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
Onorevole Di Paola, abbiamo avuto anche altri interventi del suo
Gruppo, per cui veda lei come si vuole...
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini,
Presidente, mi sarei aspettato oggi l'unica cosa credibile che
poteva fare il presidente Musumeci, e cioè quella di presentare a
quest'Aula le sue dimissioni.
Non so, e vi chiedo anche di aiutarmi in questo, quale Presidente
oggi ha parlato qui in Aula, perché dico noi siamo fermi dal 12
gennaio 2022 quando il Presidente Musumeci in una diretta Facebook
ha pronunciato queste parole. Io le voglio ridire qui in Aula di
modo tale che rimangano a verbale: Perché alcuni deputati hanno
pensato di compiere nei miei confronti quello che in gergo
giudiziario si dice atto di intimidazione. Si tratta di una sorta
di resa dei conti. Dal loro punto di vista sono deputati che mi
hanno fatto richieste irricevibili e, quindi, ho dovuto dire no a
deputati con i quali, per una questione di igiene, non ho voluto
mai avere rapporti in questi quattro anni. Possono pensare questi
quattro scappati di casa' che un Presidente che non è stato
condizionato neanche dalla mafia può essere condizionato da loro?
Possono mai pensare di determinare una pressione estrema sul
Governo? Possono mai pensare di esercitare su questo Governo
qualunque tipo di richiesta trasversale, mandando messaggi che
appartengono al peggiore dei linguaggi della comunicazione, così
sciagurati Sono convinto che bisogna assolutamente abbandonarli
per strada questi disertori, ricattatori che operano con la
complicità del voto segreto. Abbiamo bisogno di ristabilire un
rapporto fra la Giunta e la coalizione e i deputati della
coalizione. Ecco perché come primo atto azzero la Giunta, faremo un
esecutivo che deve portarci fino all'ultimo giorno di campagna
elettorale.
Chiedo al Presidente, e chiedo a lei Presidente Miccichè, quanti
degli 830 mila voti che il Presidente della Regione ha preso nel
2017 sono e fanno parte di questi sciagurati' o di questi
scappati di casa'? Quanti di questi 830 mila fanno parte di questi
aggettivi che ha utilizzato il Presidente della Regione, io questo
me lo chiedo perché dico, signor Presidente, è da un mese che noi
siamo fermi quando ci sono state altre Regioni, ad esempio il
Molise, dove il Presidente della Regione è arrivato terzo in quella
votazione, non è successo nulla Noi per un mese, durante una crisi
economica, durante una pandemia, noi abbiamo un Presidente della
Regione che sta lì a pensare a questa votazione. Oggi viene in Aula
a fare cosa? Il programma elettorale di che cosa? Di che cosa? Il
programma elettorale dei prossimi anni?
Cioè io non ho visto da parte del Presidente della Regione
nessuna, nessuna, e dico nessuna parola di scusa, perché oggi
dovevano esserci le scuse e basta da parte del Presidente della
Regione. Oppure le dimissioni. Null'altro. E dico siamo rimasti un
mese bloccati per una votazione, una votazione. Io parlavo a Roma
nel frattempo che il Presidente della Regione era lì a cercare la
sua ricandidatura, perché di questo, questo si è fatto in questo
mese. C'erano altri Presidenti della Regione che in maniera
tranquilla, c'è stata una votazione, chi è arrivato primo, secondo,
terzo, qual è questo problema? Quali sono questi problemi?
E allora Presidente noi abbiamo assistito, i siciliani se ne sono
accorti in questo mese, a situazioni veramente, veramente surreali.
Io voglio chiudere perché dico c'è pochissimo da dire visto anche
che il Presidente della Regione non ha preso una posizione chiara
oggi. Io voglio chiudere con le parole a proposito del Piano, del
PNRR di cui ha parlato il Presidente Musumeci del Vescovo,
dell'Arcivescovo di Caltanissetta, Monsignor Russotto. Estrapolo
una frase e poi chiudo colleghi Ci ritroviamo invece davanti a uno
squallido spettacolo in cui gli attori principali non sono i
cittadini, ma i politici che poco sanno dei loro stessi elettori e
forse cercano soltanto di incrementare i loro propri bacini
elettorali , i loro propri bacini elettorali .
Ebbene Presidente, colleghi, noi costruiremo un Governo diverso,
lo stiamo già costruendo e il Presidente Musumeci ne prenda atto,
vuole continuare per questi sei mesi, sette mesi, così a
bagnomaria, che continui pure, che continui pure, ma noi oggi ci
aspettavamo qui in Aula le dimissioni del Presidente o le scuse, e
non sono arrivate. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Amata. Ne ha
facoltà.
AMATA. Presidente, Governo, colleghi, colgo l'occasione oggi in
quest'Aula, che è il fulcro della scena politica regionale, la sede
naturale nella quale ricondurre il dibattito ed il necessario
confronto tra Governo e Parlamento regionale, entrambi espressione
della volontà popolare per fare alcune considerazioni.
So perfettamente che malgrado i titoli dei giornali Oggi all'ARS
il processo a Musumeci , l'odierno confronto non sarà di certo né
il dday della coalizione che sostiene il Governo, così come non
sarà il day after della compagine di Governo. Non voglio con questo
togliere fascino e pathos a questo momento, ma credo che lo stesso
sia un'occasione di confronto, forse più volte rinviata, per
affrontare quel malessere che da tempo pervade la maggioranza, i
cui sintomi si manifestano da troppo tempo ormai dentro quest'Aula,
ma che forse sono stati sottovalutati.
Sarebbe veramente utile e costruttivo affrontare le questioni
senza trincerarsi dietro discorsi intrisi di retorica che non
aiuterebbero di certo il già difficile compito di trovare soluzioni
e non colpevoli. Come tutte le esperienze di Governo, anche questa
guidata dal Presidente Musumeci, sconta i limiti di un'azione
sviluppatasi nell'arco della presente Legislatura, spesa nel
tentativo di contemperare la parte politica della programmazione
con la parte esecutiva del Governo, senza però concedersi il tempo
per le necessarie verifiche; circostanze che inevitabilmente hanno
avviato quel processo di allontanamento, di silenzio, all'interno
del quale il più delle volte si determinano le condizioni ideali
per i fraintendimenti, i retropensieri, le insidie, per la tenuta
della maggioranza.
Inutile negarcelo Presidente, tutto questo è successo,
l'impressione che traspare è quello di uno scollamento tra
maggioranza e Governo; scollamento certificato e plastificamente
rappresentato nell'ormai cronica difficoltà di avere i numeri
necessari in Aula, per procedere - peraltro - all'approvazione di
importanti disegni di legge o dalle reiterate sgrammaticature
istituzionali - utilizzo un termine usato in questi giorni - che si
sono verificate nel corso della legislatura, ma che hanno raggiunto
l'apice, in occasione dell'elezione dei tre delegati all'elezione
del Presidente della Repubblica.
Incomprensioni, sospetti e veleni hanno determinato un clima teso
dei rapporti, in grado, purtroppo di condizionare negativamente il
delicatissimo percorso verso la fine della legislatura, che si
presenta, di contro, pieno di scadenze importanti e vitali per la
nostra Regione, quali quelle per la definizione dei progetti da
inserire nel PNRR, e che pertanto necessiterebbero di un sostegno
granitico da parte della coalizione tutta, che invece chiede di
essere maggiormente coinvolta nella scelta dei progetti e delle
linee di intervento.
Questa breve, ma necessaria premessa, credo che ben rappresenti le
tensioni, le difficoltà di comunicazione, il clima che si respira
in questo momento nella coalizione. Come detto, non è operazione
necessaria quella che prevede l'individuazione del o dei colpevoli.
È certo che per essere al punto in cui siamo, tutti abbiamo delle
colpe. Si badi bene che richiamare alla responsabilità di tutti non
vuole in alcun modo assolvere qualcuno.
Presidente, indubbiamente anche lei ha delle responsabilità,
alcune individuali, per atteggiamenti o per decisioni assunte;
altre le derivano dall'essere l'alfiere della coalizione, cioè
colui che deve adoperarsi per garantire l'unità, la pari dignità a
tutte le componenti, investendole della responsabilità collegiale
delle scelte. Molte, tante volte il Governo ha avuto un passo
diverso rispetto alla politica e alla coalizione; a volte i gruppi
parlamentari, i deputati, si dono trovati di fronte a scelte
obbligate, dettate da scadenze prossime; non c'è stato il pieno
coinvolgimento della deputazione nelle decisioni, non si è aperto
per i più uno spiraglio di cimento che è legittimo. Tutto è
diventato come cristallizzato.
Così come non si è mai soli nelle vittorie, tantomeno lo si è
nelle sconfitte. Pertanto Presidente, non solo a lei possono essere
imputate le colpe di una situazione politicamente delicata, qual è
quella che stiamo attraversando. Forse per meglio capire l'origine
di questo momento di difficoltà bisognerebbe allargare l'analisi a
tanti altri fattori, che secondo me concorrono a determinare
tensioni. Per esempio, la composizione dei gruppi parlamentari,
dall'inizio della legislatura ad oggi, è notevolmente mutata, ma a
fronte di ciò nulla è cambiato, né in Giunta, tantomeno alla
presidenza delle Commissioni parlamentari, quasi non si potesse
turbare l'ordine dato. Molti deputati sono stati relegati a veri e
proprio non ruoli - mi chiedo - per disposizione di chi? Non
credete che questo clima di cristallizzazione dello status quo
determini un senso di frustrazione che sicuramente contribuisce ad
esasperare i toni?
Ed ancora, è diventato un tormentone ormai sentire e risentire
dichiarazioni sul fatto che alcuni rami dell'amministrazione sono
saldamente, se non quasi esclusivamente, nelle mani di una delle
componenti della coalizione. Vero. Ma allo stesso tempo si sottace
che analogo discorso si potrebbe, e si dovrebbe, coerentemente fare
per altri rami di amministrazione, presidiati a tutti i livelli:
Assessore, Presidenti di Commissioni, da altri componenti della
coalizione. Purtroppo questi continui mugugni non aiutano a
superare le difficoltà, anzi ne creano sempre di nuovi.
A mio giudizio, in questa fase parecchio confusa e complessa si
inseriscono altri fattori con un effetto dirompente: le
fibrillazioni interne alle coalizioni nazionali, sia di centro
destra che di centro sinistra, con le inevitabili ricadute a
livello regionale; le elezioni del sindaco di Palermo. Fattori che
infiammano il dibattito e rimettono tutte le questioni in un unico
calderone.
Presidente, dall'odierno confronto lei trarrà sicuramente spunti
ed elementi di riflessione, l'attende un percorso irto di insidie
ed ostacoli, ma necessario per portare il Governo e la coalizione
alla fine della legislatura: sia per raccogliere i frutti del
lavoro, dell'ottimo lavoro sinora svolto, sia per avviare l'ampio
processo di riforma con i progetti da inserire nel PNRR, la
programmazione europea, la legge di stabilità e quant'altro.
Fratelli d'Italia, come ha fatto finora, sarà al suo fianco,
Presidente. Mi permetto di suggerirle di affrontare questo percorso
ispirandosi ad un'antica fiaba buddista: coltivi l'arte della
pazienza, si predisponga al confronto e al dialogo con tutte le
forze politiche, a partire da quelle che formano la coalizione che
l'ha sostenuta in questi cinque anni; la priorità da perseguire è
l'elaborazione dei progetti del PNRR, e contestualmente
concretizzare il lavoro ad oggi prodotto, senza farsi distrarre da
possibili alchimie sul futuro.
La realizzazione degli obiettivi è il miglior viatico per
proiettare la coalizione alla diciottesima legislatura. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cafeo. Ne ha facoltà.
Le ricordo che l'onorevole Catalfamo è intervenuto per quattro
minuti, quindi lei ha ancora sei minuti a disposizione.
CAFEO. Signor Presidente, devo dire, io non mi voglio soffermare
molto sulle dichiarazioni del Presidente, attinenti a quanto è
successo per le votazioni, ma più che altro la cosa che mi
dispiace, e che ho visto in quest'Aula diverse volte, è il fatto di
dover rivedere il Presidente fare delle dichiarazioni e delle
osservazioni rispetto ai suoi colleghi deputati dell'Aula, e poi
dover tornare indietro.
E ritengo che questo non sia un problema che riguardi la
coalizione di centro-destra, ma riguarda un atteggiamento
personale, come ritengo che dalle parole del Presidente si evincono
due tipi di difficoltà: uno, che io rimarco e riconfermo, cioè di
una difficoltà di dialogo del Governo con l'Aula e con l'Assemblea
che, sicuramente, non ha il compito, dal punto di vista
istituzionale e costituzionale, di confrontarsi dopo, come anche
sui temi del PNRR, che vengono realizzati i documenti e vengono
anche, tra le altre cose, già inviati a Roma.
La cosa che più mi preoccupa, appunto, anche alla luce del mio
passaggio al centro-destra, è quindi al dover affrontare le
prossime competizioni elettorali rispetto a un nuovo Governo, la
cosa che a mio avviso, e che ho condiviso anche dell'intervento del
mio Capogruppo, è il mea culpa, cioè a mio avviso mai come oggi e
quello che è emerso rappresenta una crisi di tutto il sistema
politico, e secondo me il centro-destra, devo dirlo, da parte del
centro-destra, anche alla luce degli altri sviluppi, io ritengo che
gli ultimi mesi di questa legislatura, fermo restando che le scelte
per il dopo ritengo vadano fatte dai segretari regionali e dal
tavolo nazionale. Ma ritengo che noi dobbiamo in qualche modo,
considerando anche lo stato di disagio in cui versa tutto il popolo
siciliano, riuscire a fare il meglio possibile, riuscire, appunto
per quelle scadenze che non erano connesse all'Assemblea di oggi, e
quindi il discorso al PNRR e dei fondi europei, riuscire a fare una
riflessione su come utilizzare questo periodo per non fare errori
che poi si ripercuoteranno nelle prossime legislature.
E mi riferisco, soprattutto, al fatto di un'azione in cui l'Aula è
utile, in cui i parlamentari sono essenziali, perché stanno sul
Territorio e vedono cose che, molto spesso, seduti qui su questi
scranni si percepiscono poco, di riuscire ad affrontare oggi, sui
temi dei fondi europei, non solo la dislocazione delle risorse o i
tioli, ma di andare a superare tutte quelle problematiche che già
da diverse programmazioni abbiamo vissuto, ma che non siamo
riusciti ad affrontare, che riguardano, appunto, la metodologia e
la tecnica con cui dopo risolvere i problemi attuativi che non
riguardano l'allocazione delle risorse, ma il buon esito dei bandi
che, poi, scaturiranno dalla nuova programmazione.
Per cui, come deputato non solo della Lega ma anche di un centro-
destra che, spero, riesca a ritrovare unità e slancio per
risolvere, non per vincere ma per risolvere le problematiche dei
cittadini siciliani, io quello che auspico, caro Presidente, è che
questo scorcio di legislatura, appunto per una consapevolezza che,
ritengo, tutti - a prescindere da maggioranza ed opposizione -
dobbiamo avere sulle condizioni di crisi in cui versa la Regione
siciliana, abbia un minimo di coraggio in più ed io già sarei molto
contento se ci fosse un'unione di intenti all'interno del Governo
perché ritengo che fino ad oggi, la sensazione che hanno i
cittadini è che non c'è un'azione complessiva con una strategia di
rilancio.
Io sono oggi un deputato del centro-destra e, quindi, non posso
fare altro che auspicare che traiamo tutti gli insegnamenti da
questa legislatura, per cercare di rilanciare per le prossime.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, signor Presidente Musumeci, Assessori,
onorevoli colleghi. Presidente Musumeci, noi la ricordiamo, in
quest'Aula il 12 gennaio, chiedere nervosamente la parola, si
diceva per volersi dimettere, poi, invece, ha annunciato
azzeramenti, congelamenti, scongelamenti di Giunta, ed infine,
questa sera il nulla.
Lei ha deciso di fare come lo struzzo, di nascondere la testa
sotto la sabbia per non vedere la profonda crisi politica del suo
Governo, della sua maggioranza, facendo finta di nulla, parlando
d'altro.
Ci ha illustrato un programma che certamente lei non potrà
realizzare, perché la sua maggioranza non è più in grado di andare
avanti di un centimetro.
Lei sta tentando di nascondere la crisi politica della sua
maggioranza, l'immobilismo del suo Governo, come si nasconde la
polvere sotto il tappeto, come se i problemi non esistessero.
Ed il suo deludente intervento in quest'Aula è la conferma che
lei, o non vuole, o non è in grado di affrontare i nodi veri che,
oggi, le impediscono di andare avanti.
Lei si è fatto una domanda in apertura, ha avviato una verifica
per capire se c'è ancora la condizione per proseguire o per
fermarsi. La risposta è che lei è già fermo, questo Governo è già
all'immobilismo, è già al capolinea e non è assolutamente più in
grado di proseguire.
Io concludo, Presidente. Lei questa sera ha confermato ancora una
volta - con il suo discorso deludente e inconcludente, come
d'altronde la sua azione politica - di non essere in sintonia
neppure con una sparuta minoranza di Siciliani. Ed il fatto che lei
non sia più in sintonia con i Siciliani, Presidente, purtroppo,
ahimè, lo conferma il fatto che lei non ha votato neppure il
Presidente Mattarella.
Grazie, Presidente Miccichè.
PRESIDENTE. Mancano tre minuti. Ha chiesto di parlare l'onorevole
Dipasquale. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le forze di
opposizione imbrigliate solamente in venti minuti di interventi.
Questo è il risultato ottenuto dalla Conferenza dei Capigruppo che,
a maggioranza, non riconosce, non dà la possibilità alle
opposizioni di intervenire in quest'Aula.
Venti minuti, una vergona
Ma ci siamo abituati. La politica degli slogan, di questo
Presidente della Regione, anche in questo momento di grande
difficoltà, perché Presidente ormai di figuracce ne abbiamo fatte
in questa legislatura, prima i parlamentari presi per pidocchi, poi
i parlamentari di maggioranza presi per scappati di casa, tante
occasioni, poi una volta dovevano arrivare i Palazzi che si
dovevano interessare di questo Parlamento.
Lei questo rapporto col Parlamento lo ha avuto sempre difficile,
ha avuto un rapporto di confronto e di dialogo inesistente, e
quando c'è stato, in contrapposizione e con toni brutti.
Questo è successo ed è successo più di una volta, perché
purtroppo, anche questo aspetto che non le conoscevamo, era un
aspetto nascosto, lo teneva lei all'interno, ed è uscito fuori;
l'ultima volta ha fatto una figura veramente brutta, Presidente,
perché quando lei da casa ha insultato, il Parlamento, la sua
maggioranza, scappati di casa, non rimango a subire ricatti, ha
sicuramente messo in condizioni tutti quanti noi di indignarci,
dopo di che doveva azzerare la Giunta, li ha fatti preoccupare,
gli ha fatto passare una brutta nottata, perché magari ci hanno
creduto, noi lo sapevamo che lei non si fosse dimesso, dopo di che
è venuto qui a raccontarci le cose che dovrà fare. Lo sa qual è la
verità? Che questa coalizione ormai non esiste più, siete separati
in casa.
I suoi alleati vivono con lei quest'esperienza fino alla fine del
mandato perché ci sono, capisco, posizioni importanti, capisco da
difendere, dopo di che solamente la Meloni le ha riconosciuto il
suo appoggio, perché non la ricandidano, sono insieme a Lei come
quando in una coppia il marito con la moglie stanno insieme, e il
marito sta insieme con la moglie perché, anche se è brutta e non
attrae più, però ha un buon stipendio, buone risorse, e quindi
stanno tutti insieme sotto lo stesso tetto per interessi coniugali.
Questa è la sua situazione, lei si trova in questo stato. Dopo di
che, il bene dei siciliani che lei non ha fatto in questi 4 anni,
le rimangono 6 mesi, mi auguro che almeno le riforme lei li porti
in Aula, Lei, lei, come Governo, come maggioranza. Noi siamo pronti
per votare, non è che ora può essere colpa e responsabilità
dell'opposizione, se voi non avete fatto una riforma, compresa
quella della casa che l'aspettavamo e non è arrivata.
Congedi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che gli onorevoli Foti
e Mangiacavallo sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Presidente della
Regione
LENTINI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Lentini lei ha a
disposizione quasi niente.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, scappati di casa
non c'è n'è
PRESIDENTE. Mi scuso, lei ha a disposizione 10 minuti. Le chiedo
perdono, ma mi ero confuso.
LENTINI. Grazie a Dio, so quando arrivare a casa in qualsiasi
momento, basta bussare, anzi ho le chiavi ed entro
tranquillamente, quindi non mi sento scappato di casa
Ho votato il Presidente durante la campagna elettorale del
2017 e ho rivotato tutte le volte che mi è stato richiesto quando
la coalizione di Governo ha preteso un voto d'Aula, senza fare mai
forse a volte neanche lamentando, e mi sembra sacrosanto che una
persona, un deputato in particolare, può lamentarsi anche, non
capisco perché un deputato non possa andare a chiedere, per
carità, non ho chiesto mai nulla e non possa andare a chiedere per
una giusta istanza che viene richiesta dal territorio o da un
elettorato della provincia.
Perché vede, Presidente, chi fa l'Assessore ha un compito ben
preciso, quello di lavorare solo ed esclusivamente per la Sicilia,
per la comunità, a differenza invece del deputato che lavora per
il Territorio. Quindi, magari ci sono stati dei mugugni, e mi
sembrano anche sacrosanti, perché ognuno si può lamentare, e può
fare benissimo quello che pensa di fare.
Veda, Presidente, ci sono state delle offese che in questi
giorni hanno dato veramente un segnale negativo nei confronti di
alcuni deputati, di quei deputati che non hanno Però ognuno di
loro, siccome qua siamo, si vive in democrazia, ognuno pensa di
votare magari pensando che in quel momento quel voto non sia
utile, o sia utile insomma, ognuno è libero di fare quello che
vuole, l'importante è che difenda, ripeto, il proprio Territorio e
la propria
Però, oggi io mi aspettavo da parte sua, dico, la ringrazio
intanto perché sono contento che i suoi toni oggi sono
concilianti, lei oggi finalmente la vedo come una persona
riposata, la vedo una persona tranquilla, e finalmente questo
dibattito può aprire diciamo a tutte quelle che sono le nostre
aspettative, quelle che finalmente si può raggiungere un momento
di cordialità fra il Governo e i deputati, nella speranza di
potere affrontare questi ultimi sette mesi, che sono
importantissimi Presidente.
Perché lei poco fa ha citato alcune cose, alcuni percorsi, che
ancora alcuni devono essere realizzati, e lei poco fa ha detto una
cosa, finalmente, una cosa seria. Perché io ho detto il PNRR che
finalmente va nelle Commissioni di merito per essere trattato, mi
pare già questo un contributo abbastanza confortante, perché
affinché possa veramente la deputazione, i partiti, possano
prendere anche iniziative, possano inserirsi nel contesto di
crescita del territorio. Questa non è una cosa brutta nei
confronti del Parlamento. E poi, Presidente, vede, io gli devo
possibilmente qualche dirigente visto che lei, diciamo, in questi
anni, negli ultimi mesi c'è stato questo confronto con il
Parlamento un po' così acceso, possibilmente qualche dirigente ne
ha approfittato rispetto a queste cose, dicendo delle illazioni
nei confronti del Parlamento, e secondo me questo è veramente a
mio avviso una delle cose, delle storture più sconfortanti nei
confronti di noi deputati, perché nella vita politica si possono
commettere anche errori però io penso che una persona che non
riconosce i propri errori non è una persona, ma è un animale.
Quindi, io penso che questi sono argomenti, che poi erano quelli
più importanti, io oggi non sono venuto per andare contro o
pensare di dare dei consigli a un Governo che, fino ad ora,
diciamo, ha portato avanti alcune problematiche per certi versi
buone, per certi versi da raccordarsi con i partiti, e si è perso
un po' di tempo e questa è una delle cose che invece bisogna
recuperare immediatamente.
Però, rispetto alle cose che ha detto il Presidente, che dalla
prossima settimana riusciremo ad inserirci anche nel contesto
delle decisioni del PNRR nel Piano Nazionale Ripresa e Resilienza,
perché dobbiamo dare all'esterno quelle notizie importanti che
anche il Parlamento con il Governo insieme raccolgono quelle che
sono le istanze che arrivano dal Territorio, e possono essere
messe in atto, e spendere bene tutto quello che è giusto fare. E
poi Presidente
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, scusi se la interrompo. Siccome ha
chiesto di intervenire l'onorevole Di Mauro
LENTINI. Sì, ho finito, Presidente.
PRESIDENTE. Tanto per dirvelo; mettetevi d'accordo.
LENTINI. Sì. Poi, Presidente, attenzione anche alla
riclassificazione del personale della Regione siciliana, che io ho
presentato, sono titolare di un disegno di legge come primo
firmatario per dare un input all'amministrazione pubblica regionale
in questi casi a tenersi pronto per cercare appunto, non appena
arriveranno queste risorse e i progetti che il Governo ed il
Parlamento partorirà in questo senso, perché poi alla fine sono
loro, è la pubblica amministrazione, sono i nostri dirigenti e i
nostri funzionari che devono lavorare in questo senso. Grazie.
PRESIDENTE. L'onorevole Di Mauro vuole intervenire ora? No.
Benissimo; allora è iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
Presidente della Regione, finalmente ho ritrovato Presidente
Musumeci, e lo dico apprezzandone tutto il valore, il garbo
istituzionale con cui lei si è rivolto a questo Parlamento nelle
sue comunicazioni, un garbo, mi permetta di dirle, che si era un
po' perso nelle pieghe di una estemporanea dichiarazione dovuta al
malessere dell'uomo e al malessere istituzionale che l'uomo ha
evidenziato.
E se possibile conciliare in maniera strana questo paradosso, io
sono anche lieta che lei abbia esternato questo profilo umano,
empatico, nel quale a caldo ha anche detto parole fuori dalle
righe, delle quali oggi si è scusato, perché noi abbiamo anche
bisogno di sapere che, al di là del ruolo istituzionale, della
veste assolutamente marcata da un aplomb immancabile, c'è anche un
uomo che sussulta, che palpita, un cuore, un sentimento, una
dimensione che molto spesso, Presidente, è mancata alla sua figura,
ecco è mancata. Troppo pieno di responsabilità e preso da queste
responsabilità, lei ha tralasciato anche di curare probabilmente il
lato umano dei rapporti, che invece in politica può determinare
quel surplus di entusiasmo che, probabilmente, in quest'ultimo
scorcio di legislatura c'è necessità di recuperare.
Ma voglio un attimo riferirmi anche al modo in cui viene condotto
oggi questo che non è un dibattito, ma questa riflessione dei vari
gruppi politici, perché sulle sue comunicazioni si è evitato che ci
fosse quella, come dire, quel teatrino di rimpallo, di accuse, di
veleni, che probabilmente qualcuno magari avrebbe voluto
sollecitare, e per questo il mio grazie va anche al Presidente
dell'Assemblea Miccichè, che nella conferenza dei Capigruppo ha
tenuto il punto.
Noi dobbiamo intervenire sulle comunicazioni del Presidente, non
certo per dibattere una crisi politica, se questa c'è, che va
discussa all'interno dei partiti e nelle sedi che qui non sono
rappresentate, perché questa è l'Aula del Parlamento, sala
d'Ercole, l'ha detto lei Presidente, e io ho apprezzato ripeto il
suo stile garbato, questo è il luogo della più sacra istituzione
laica che esalta la democrazia, esalta il valore della
partecipazione politica alla vita e alla responsabilità che ognuno
di noi qui rappresenta, in nome e per conto del popolo siciliano.
Ecco, mi fa piacere sottolineare che questo è un Governo, al di là
dei giudizi che ciascuno di noi partiti o singoli deputati possono
esprimere, è comunque un Governo che ha garantito la stabilità, lei
ha detto bene, mancano sette mesi alle nuove elezioni, sarà quello
il momento in cui i partiti decideranno se riconfermare alla guida
del prossimo Governo Nello Musumeci, o cambiare. L'obiettivo è
sempre uno, tenere la barra dritta in direzione di quelli che sono
gli interessi primari del popolo siciliano, un popolo che oggi
soffre come tutti noi che lo rappresentiamo, i disagi di una crisi
pandemica che non ha pari nella storia, che ha avuto, e che ancora
riverbera, le sue conseguenze sulla crisi economica, sul disagio
delle famiglie, sui bambini che hanno difficoltà ad andare a
scuola, che l'hanno avuta e che continuano purtroppo anche ad
ammalarsi, essendo loro ora quelli più esposti al contagio, perché
meno vaccinati.
E, quindi, di questo noi siamo consapevoli Presidente, lei ha
mantenuto la stabilità di questo Governo, voglio ricordare a tutti
e non è un elogio alla sua persona, è una lettura del reale, di ciò
che è accaduto.
L'ultimo ventennio - mi dispiace dire, usare questa parola a lei
cara, ma a me molto molto meno - negli ultimi vent'anni i Governi
si sono succeduti, non per crisi politiche, ma perché sono stati
travolti da inchieste giudiziarie, hanno avuto poi alcune delle
quali esito anche diverso da quello con cui erano iniziate,
dobbiamo prenderne atto e ridare dignità a chi per effetto di
quelle indagini questa dignità aveva perduto, e dobbiamo
riconoscerlo. Ma al di là di questo forse a qualcuno è sfuggito che
l'ultimo Governo che ha preceduto il suo ha visto alternarsi
cinquanta assessori nella Giunta, con una incapacità di portare
avanti anche il benché minimo provvedimento, la benché minima
azione riformatrice per la Sicilia.
Noi di questo dobbiamo prendere atto, ripeto, non sto facendo
l'elogio a Musumeci, non è questo il mio ruolo, il mio ruolo però è
di essere responsabile di una politica, che noi esprimiamo al
Governo con due assessori, di questa politica rappresentiamo
l'esigenza di continuare a concludere l'azione di Governo
MUSUMECI, presidente della Regione. Adesso tre.
LO CURTO. Ha ragione il Presidente, adesso tre, perché, grazie
all'adesione del professore Lagalla, che per noi è un fiore
all'occhiello, a cui va il pieno riconoscimento del valore che può
esprimere la sua candidatura per Palermo, va certamente
riconosciuto il merito di avere condotto lealmente la sua azione
fin qui e continueremo, Presidente, ad essere leali, sottraendoci
quindi ad un dibattito che riguarda una crisi politica, se questa
c'è, lei ha fatto bene Presidente a porre i temi che sono di fronte
alla responsabilità di tutte le forze politiche.
Si è parlato del fatto che lei ha enunciato punti del programma, e
certo su questo va concentrata la responsabilità, non solo del
Governo, ma del Parlamento.
Noi vogliamo essere coinvolti, vogliamo essere coinvolti perché
forse, appunto, una critica, un'osservazione critica io gliel'ho
manifestata in più occasioni, quindi non è una novità quello che io
dico, ciò che è mancato è che lei non abbia valutato che la squadra
non è solo la squadra la Governo, la squadra sono i Partiti, la
squadra sono gli alleati, la squadra sono i parlamentari, ma
soprattutto i partiti, perché questi partiti non siamo soltanto noi
gli eletti, i partiti sono tutte le persone che sono state messe in
campo, e che hanno cercato di portare avanti un progetto di governo
il cui leader è rappresentato ad oggi ancora da Musumeci.
Quindi la nostra valutazione di questa discussione, anche delle
sue dichiarazioni, è il riconoscimento di quanto sia necessario
ancora andare avanti, perché chi chiede le dimissioni - al di là
della strumentalità di questa richiesta - non pensa in questo
momento a quello che pensano i siciliani, a quello a cui hanno
diritto i siciliani e che è di loro primario interesse, che si vada
avanti per superare le emergenze, che si vada avanti per
recuperare, che si vada avanti per programmare, per rilanciare e
promuovere lo sviluppo ed una sana economia.
Di questo ci dobbiamo interessare, e questo è un compito di tutti
noi, escluso nessuno, non c'è chi ha un compito in più o un compito
in meno, in molti casi le opposizioni sono state preziose
avanguardie, per tentare di migliorare anche i nostri disegni di
legge, ognuno deve fare la sua parte, perché tutti insieme facciamo
quello che i siciliani ci chiedono di fare, la nostra parte a
difesa dei loro interessi.
E lei sa, Presidente, che io mi sono proposta a lei proprio quando
abbiamo parlato del FSC a Mozia, progetti non definitivi ma
esecutivi e cantierabili, io le ho detto una cosa, Presidente: io
sono stata eletta per essere l'avvocato del mio territorio, sono
l'avvocato del mio territorio e, in parte, di tutti i siciliani. E
questo è quello che è chiesto, naturalmente, ad un partito che si
candida per governare ed è questo quello che continueremo a fare.
Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Pagana. Scusi, però
prima dovevano completare i Cinque Stelle. Chi interviene?
L'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie Presidente, Governo, colleghi deputati. Qualche
giorno fa il Presidente ha utilizzato, nei confronti della sua
maggioranza, delle parole molto dure. Li ha definiti accattoni,
ricattatori, scappati di casa, gente che ha compiuto un atto
intimidatorio nei suoi confronti, deputati dai quali si è tenuto
lontano per questioni di igiene, persone che hanno fatto pressioni
per un direttore o per posti di sottogoverno o ancora per
Presidente dei revisori, eccetera.
Bene, Presidente, io le parlo col cuore in mano oggi. E'
legittimo, da parte sua, lamentarsi della sua maggioranza. Le
ricordo che noi quattro anni fa l'avevamo avvisata in campagna
elettorale. Le avevamo detto: si presenti da solo coi suoi
fedelissimi , così come ha fatto il nostro Giancarlo Cancelleri con
una lista sola. Questo le avrebbe garantito, sicuramente, di avere
delle persone di suo gradimento e di non avere, ecco, tutta questa
armata di simboli che a quell'epoca, però, le sono piaciuti. Le
sono piaciuti perché le è piaciuto prendere i voti di tutte le
forze politiche.
Oggi fa la vittima. Eppure devo dire che, alla fine, tutti gli
episodi negativi per i quali si è contraddistinto questo Governo,
non hanno, in effetti, mai riguardato tutte le altre forze
politiche, ma gli episodi maggiormente negativi hanno riguardato
sempre l'Assessorato della Salute.
Una volta sono stati spalmati dati e morti, un'altra volta un
imbarazzante messaggio del segretario particolare ai sindaci per i
fondi del PNR sui posti ospedalieri e, praticamente, lei in maniera
consenziente è stato condotto in un buco nero di assoluta
solitudine. Ed è questo quello che adesso la sua maggioranza le
rimprovera, è questo per il quale la sua maggioranza non vuole più
candidarla.
Se ne faccia una ragione. Forse non doveva azzerare tutta la
Giunta, ma un assessore solo. Chissà, forse in questo modo si
sarebbe ricucita qualcosa. Io, gliel'ho detto, le parlo col cuore
in mano e non da opposizione oggi. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
Onorevole Sunseri, lei ha a disposizione due minuti.
SUNSERI. Grazie, Presidente. Presidente Musumeci, guardi in questi
quaranta minuti, Presidente, abbiamo capito perfettamente cosa
l'Europa vuole fare per la Sicilia e quanti soldi ha stanziato per
la Sicilia. Non abbiamo capito cosa lei vuole fare in questi sette
mesi; abbiamo capito benissimo quello che lei non ha fatto in
questi quattro anni e mezzo.
Noi abbiamo assistito, Presidente Musumeci, un mese fa ad uno
spettacolo pietoso in cui il Presidente della Regione è stato
impallinato dalla sua stessa maggioranza, umiliato in una votazione
che, poi, lo ha portato a dire Mi dimetto, azzero la Giunta,
cancello tutto . E' stato detto e ripetuto. Oggi ci ritroviamo
qui, in Aula, dove lei, di fatto, non ha sostanzialmente fatto
nulla, anzi vuole continuare tranquillamente.
Ci saremmo aspettati un atto di coraggio, un atto di dignità da
una persona come lei, Presidente Musumeci, un atto di quelli
basta, ce ne andiamo tutti a casa e andiamo tutti a casa . Anche
perché i suoi deputati e la sua giunta erano abbastanza intimoriti
dalla sua possibile dimissione.
Invece, Presidente Musumeci, lei ha preferito anteporre i propri
interessi personali a quelli della Sicilia. Lei, anziché dimettersi
per l'incapacità nella gestione dei rifiuti, per la sanità, per
l'emergenza sanitaria, per i 500 milioni di euro persi per i
Consorzi di bonifica delle reti idriche, per tutto quello che
questo Governo non è riuscito a fare, lei si voleva dimettere
perché era arrivato terzo ad una votazione in cui sarebbe dovuto
andare a Roma per votare il Presidente della Repubblica. Veramente
il paradosso dei paradossi E, lei, Presidente, nel 2012 disse: Il
pane si fa con la farina che si ha . La farina che si ha,
Presidente Musumeci, sono tutti quei deputati che lei ha attaccato
in questi giorni, dicendo che facevano atti ricattatori. Ecco,
allora, sarebbe carino conoscere quali sono questi deputati, anche
per capire con chi abbiamo a che fare all'interno di questa
Assemblea.
Eppure, guardi Presidente, credo che lei alla fine durerà fino
alla fine del mandato tranquillamente e verrà ricordato per Ambelia
- ha fatto un gran bel lavoro, Presidente, devo dire che è venuto
veramente molto bene, io ci sono andata a visitarlo - e per il
giardinetto qui sotto Palazzo d'Orleans, saranno le sue due grandi
opere di cinque anni di Governo, perché, Presidente, perfino il
cavallo di Caligola è diventato senatore e, forse, lei con questa
andata a Roma per l'elezione del Presidente della Repubblica un
posticino lo ha recuperato.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Pagana. Ne ha
facoltà.
Ricordo a tutti i deputati che potete parlare dal posto,
ovviamente.
Onorevole Pagana, quando deve intervenire basta alzare il braccio,
è più facile.
PAGANA. L'ho fatto più volte ma non mi ha visto.
Grazie, Presidente e onorevoli colleghi. E' proprio vero, è
iniziata la campagna elettorale e, secondo me, è iniziata nel
peggiore dei modi, già è iniziata e già è stata sepolta all'interno
di questo Palazzo in tutta la sua autoreferenzialità, sfregiando
tradizioni ed istituzioni soltanto per il piacere di farlo,
soltanto magari per fare un comunicato stampa e apparire forti sui
giornali, come se per apparire forti fuori ci fosse bisogno di
questo.
E' chiaro che il mio intervento è un po' un intervento di parte,
d'altronde in questi quattro anni abbiamo così apprezzato l'operato
del Presidente Musumeci che abbiamo avviato un percorso insieme al
suo Gruppo parlamentare e, Presidente, anche per questo mi sento di
dire a lei ed alla sua Giunta: vada avanti e andate avanti. Non si
curi e non vi curate di loro.
Presidente, vede, purtroppo questa è una questione puramente
autoreferenziale iniziata qui, destinata a rimanere qua dentro e
destinata a morire qua dentro e dentro questi Palazzi, perché
queste sono logiche che fuori da questi Palazzi non interessano a
nessuno.
Ma, secondo voi, cosa volete che importi ad un agricoltore degli
sgarbi fatti e subìti in quest'Aula quando vede i propri titoli Pac
ridursi sotto i propri occhi? Cosa volete che importi di chi votano
i deputati come grandi elettori ai cittadini delle aree interne che
si stanno vedendo sfumare come polvere di stelle i tanto attesi
fondi del PNRR? Che cosa può importare, secondo voi, delle
preferenze segrete di un deputato a chi ancora piange per i bandi,
per esempio, quelli del biologico, che sono stati scritti male, con
i piedi nel lontano 2017? Queste sono le priorità per me, queste
sono le priorità per il nostro Gruppo, queste sono le priorità per
i cittadini fuori.
Io, signor Presidente, dei franchi tiratori sinceramente non mi
stupisco, anche perché i franchi tiratori si sono palesati, e lo
ricordiamo bene, io ero segretaria già nella prima seduta d'Aula.
Ed io sono certa che, visto che parlano i fatti, prima o poi, il
suo lavoro dalle persone, il vostro lavoro dalle persone sarà
apprezzato.
Qualcuno oggi è rimasto deluso dalle dichiarazioni, dalle
comunicazioni del Presidente Musumeci, come se oggi dovevamo
passare del tempo a discutere del Presidente deluso, del Presidente
amareggiato, oppure delle opposizioni o di parte delle opposizioni
che votano coloro che, poi, fuori dai Palazzi dicono di odiare e di
contrastare
Io, Presidente, sono convinta e sono certa del fatto che pagano i
fatti e del fatto che voi state lavorando, e state lavorando come
le formiche in silenzio, forse anche troppo, però, mi rendo conto
che, a volte, qualcuno preferisce le cicale alle formiche.
E' chiaro che quello che si è consumato qua dentro è stato un vero
e proprio sgarbo istituzionale, ma è anche vero che quello che
abbiamo letto fuori sulle dichiarazioni sui giornali, nei social, è
stato un vero e proprio show, indegno per certi versi, con delle
dichiarazioni che sono state al limite della realtà e in alcuni
casi, rarissimi per fortuna, dichiarazioni ai limiti della decenza.
Io, Presidente, non so come chiamare questo momento, ma se è vero
che si tratta di una crisi di Governo la devo ringraziare perché, e
la ringrazio anche a nome dei siciliani, perché questa crisi di
Governo è totalmente diversa da quelle a cui ci eravamo abituati,
quando dopo momenti del genere si risolveva tutto magari con un
nuovo Assessore, con un nuovo Assessore in Giunta.
Presidente e colleghi, è chiaro che il nostro popolo, il popolo
siciliano che tutti qua dentro rappresentiamo, e ce lo ha ricordato
il Presidente Musumeci citando il giuramento che abbiamo fatto, il
nostro popolo in questo momento sta soffrendo e noi lo sappiamo
bene. Soffre per una perequazione territoriale che non esiste,
soffre per i rincari che stiamo subendo ogni giorno di più, soffre
per l'incertezza cui nessuno di noi deve in nessun modo
contribuire.
Le persone vogliono i fatti, le persone vogliono istituzioni,
vogliono deputati, vogliono rappresentanti del Governo che lavorino
come le formiche e sicuramente non vogliono sette mesi di campagna
elettorale, ancor più in questo Palazzo dove siamo chiamati tutti a
lavorare e a onorare il popolo siciliano. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino. Ne ha
facoltà.
D'AGOSTINO. Grazie, Presidente. Io sarò brevissimo, signor
Presidente della Regione, perché francamente non abbiamo molto
capito se questa seduta d'altra parte è stata richiesta da parte
del Parlamento e lei no si è sottratto, e questo gliene va dato
atto, abbiamo prodotto poi una vera utilità rispetto alle cose
invece che occorre fare.
Non voglio neppure rifare la sintesi di quello che è accaduto in
questo mese, di quello che è accaduto in quella famosa seduta dove
lei ebbe una crisi di nervi, giustificata da ovviamente quella che
oggi lei ha definito un'offesa del Parlamento nei suoi confronti
che poi però ha avuto una coda serale che è stata quella di
rimproverare e di offendere a sua volta il Parlamento in maniera un
po' troppo stizzita.
Ma la risposta se l'è data anche lei, Presidente, nel suo
intervento che io ho ascoltato. Probabilmente, non si è trattato di
un vero e proprio atto di sfiducia nei suoi confronti, forse un
dispetto, un segnale di malessere, qualche segnale e qualche
messaggio che è arrivato da qualche parlamentare. Cosa importa
Quello che io mi chiedo oggi da parlamentare che chiedo a lei,
Presidente, che chiedo al Governo, ma che chiedo anche ai miei
colleghi parlamentari, non è così importante, non era una cosa che
doveva pesare così tanto, e ho ascoltato anche alcuni miei colleghi
e li condivido, per quello che è accaduto poi nelle settimane
successive.
Ma chiusa questa triste parentesi perché credo che poi nella vita
conta anche la forma, e la forma in Parlamento è quello che stiamo
facendo, cioè parlare senza nascondere che i problemi esistono.
Chiusa questa triste parentesi di una crisi che è stata una crisi
tra virgolette, probabilmente più dettata dal nervosismo e
francamente oggi possiamo dire evitabile, oggi noi dobbiamo partire
da quello che lei, invece, poi ha detto nella parte finale del suo
intervento. Perché lei oggi ci ha parlato di tante riforme che
probabilmente si potevano fare prima e non si sono fatte fino ad
oggi e che però lei oggi ha buttato qui sul Parlamento, non so se a
mo' di sfida, e io la voglio cogliere in fase costruttiva,
Presidente, non è una polemica la mia, ma lei ci ha parlato di
riforme che si devono fare e che si possono fare e ci ha parlato
poi di tante occasioni e di tante opportunità che ci vengono
suggerite dal fatto che c'è una nuova programmazione di fondi
europei, ci sono i fondi del Piano di resilienza, ci sono
opportunità che oggi sono dettate nell'agenda del suo Governo e dei
suoi Assessori.
Bene, Presidente, allora, se c'è la voglia, c'è il piacere, c'è
l'esigenza, c'è la necessità di ricostruire un filo conduttore, un
ragionamento, una capacità di sapersi ascoltare e di sapere
condividere anche le emergenze di questi tempi che non dobbiamo
dimenticarci, continuiamo ad essere sotto emergenza pandemica che è
una cosa che a volte purtroppo dimentichiamo e sbagliamo. Se
davvero abbiamo voglia di ritornare ad uno spirito di
collaborazione tra Governo e Parlamento che evidentemente non è
stato così eccellente, ma ce lo siamo detti credo un po' tutti
oggi, allora io devo chiedere al Presidente, perché è lei che ha
sempre la possibilità dell'iniziativa migliore, dell'iniziativa più
fattiva: sia consequenziale, Presidente, perché ci sono le
opportunità, ci sono le possibilità.
Lei si ricorderà che due anni fa, sulla spinta anche di quelli che
erano i Gruppi di opposizione di allora, potemmo mettere in piedi
la famosa finanziaria per il Covid. Alcune cose vennero fatte,
altre cose non sono state portate a compimento, ma fu un momento di
grande collaborazione in un momento di grande emergenza, dove
emerse uno spirito nuovo, uno spirito vero di tutti. In quel
momento non c'era né maggioranza e neppure opposizione; non c'era
Governo e non c'era Parlamento. Non c'erano questi steccati; non
c'erano queste divisioni.
Io credo che, se si sono commessi degli errori, da tutte le parti,
poco conta chi li ha commessi questi errori, se abbiamo voglia di
guardare al futuro della nostra terra, al futuro dei siciliani,
ognuno per le sue competenze, ognuno per le sue responsabilità, che
ci sia ancora il tempo per riannodare i fili e provare ad essere
quanto più collaborativi, più produttivi ed anche, in qualche
maniera, più capaci di trovare le risposte, anche del poco tempo
che ci rimane.
E allora, tra la finanziaria che incombe, tra le riforme di cui
lei stesso ci ha parlato, tra tutti questi fondi che devono essere
in qualche maniera programmati, compresi quelli della sanità,
perché non trovare il modo, il metodo che lei deve offrire al
Parlamento, che sia un tavolo di concertazione, che sia una
riunione con i Capigruppo, che siano riunioni che ogni Assessori
vuole intestarsi con i Gruppi parlamentari per far sì che le cose
che attengono alla programmazione, le cose che non debbono
diventare di campagna elettorale - come ha detto l'onorevole Pagana
prima - possono diventare cose di tutti, a prescindere poi da chi
ci sarà domani, da chi li governerà e da chi potrà portarli al
proprio rendiconto. Sicuramente così avremmo fatto meglio il bene
dei siciliani e, probabilmente, avremmo dato un ulteriore segnale
di intelligenza, di capacità, di costruttività che questo
Parlamento e questo Governo non possono che auspicarsi. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha
facoltà.
ARICO'. Grazie Presidente, signor Presidente della Regione,
Assessori, colleghi. È una giornata importante quella di oggi. Una
giornata in cui il Presidente della Regione ha chiesto di essere
ascoltato per le comunicazioni sugli ultimi fatti che hanno
caratterizzato la politica in questo Palazzo, in Regione, della
politica siciliana. Ed è un fatto importante che sia stato proprio
il Presidente della Regione ad averlo richiesto, ed è importante
che oggi stiamo affrontando questo dibattito su quanto sia
importante l'ultimo scorcio della Legislatura, perché abbiamo
troppi obiettivi da dover cercare di centrare.
E allora, si è parlato di ricerca e innovazione, di rendere
competitive le imprese, di spendere quei famosi soldi che ci invia
la Comunità europea, che come ogni anno è stato raggiunto il target
dal Governo, ogni 31 dicembre, come ribadito dallo stesso Governo.
Ma ci sarà la riprogrammazione dei fondi 2021/2027; un obiettivo
molto importante, la possibilità di spendere ben 14 miliardi. E
poi, il PNRR. Abbiamo visto e toccato con mano la disponibilità del
Governo di rendere partecipe tutte le Commissioni del lavoro che
tutti e 29 dipartimenti stanno adottando, proprio in queste
settimane, per sviluppare piani di investimenti importanti per la
nostra terra.
Presidente, non possiamo negare, però, che alcune riforme non sono
arrivate a destinazione e oggi il Presidente della Regione le
chiede a gran voce, le chiede in quest'Aula e chiede anche una
collaborazione a tutto il Parlamento. Si parla della riforma dei
rifiuti; la riforma dei Consorzi di bonifica; la riforma del
commercio; la riforma della polizia locale; dei forestali. E perché
non parlare anche della problematica della continuità territoriale.
Ci siamo intestati tutti, ogni Gruppo parlamentare, questa annosa
vicenda che, purtroppo, investe la Sicilia ormai da oltre un
secolo, però non abbiamo mai fatto fronte comune per poter portare
la questione a Roma per avere quello che ci spetta.
E allora, Presidente, i giornali si sono anche divertiti a parlare
di una crisi che non c'è.
Ascoltando gli interventi dei colleghi che si sono succeduti in
queste ore, i colleghi dell'UDC, di Fratelli d'Italia, degli
Autonomisti, colleghi che hanno sostenuto fin dall'inizio l'azione
del Governo Musumeci ed hanno sostenuto anche in campagna
elettorale il Presidente della Regione, sentiremo a breve
l'intervento del Capogruppo di Forza Italia, e in più, Presidente,
abbiamo sentito l'intervento di due Capigruppo, quello
dell'onorevole Pagana di Attiva Sicilia e dell'onorevole D'Agostino
che hanno ribadito la voglia, soprattutto l'onorevole Pagana con
Attiva Sicilia che, come sapete con DiventeràBellissima ha
intrapreso un percorso di federazione e di condivisione di intenti,
ma abbiamo anche sentito ed apprezzato le parole dell'onorevole
D'Agostino a sostenere il Governo.
E allora, Presidente, quale crisi? E lo abbiamo detto e lo abbiamo
visto, e questo non lo possiamo nascondere che durante il voto
dell'Aula nella scelta dei tre delegati, probabilmente, una piccola
parte di questo Parlamento, alcuni colleghi hanno deciso di mancare
di rispetto all'istituzione e non all'uomo, perché colpendo il
Presidente della Regione si è colpita l'istituzione, la più alta,
quella che rappresenta tutti i siciliani, quei cinque milioni di
siciliani che rappresenta il Presidente della Regione e,
probabilmente, come è stato detto negli interventi anche di chi mi
ha preceduto, anche Gruppi che all'esterno del Palazzo dicono di
non parlarsi, dicono che l'altro è il male assoluto si sono trovati
in sintesi a fare delle scelte soltanto per creare degli impacci o
fare degli sgambetti di poco conto.
Ma il Presidente della Regione ha tenuto duro e, devo dire,
avendolo sentito io personalmente subito dopo, mai e poi mai ha
pensato di abbandonare la guida della Regione, perché sono troppi
gli impegni che si dovranno affrontare nei prossimi mesi. Sono
state soltanto notizie giornalistiche ed oggi, se siamo qui, avendo
avuto il Governo, il Presidente della Regione la disponibilità di
tutti i partiti di continuare fino alla fine della Legislatura,
sicuramente non si può parlare di alcuna crisi.
Quindi, Presidente, noi siamo assolutamente soddisfatti. Oggi
prendiamo anche atto di toni distesi in questo dibattito. Mi
dispiace, avendo sentito l'intervento del Capogruppo del Movimento
Cinque Stelle, mi consenta soltanto questa parentesi, che voleva le
dimissioni, che gridava che voleva le dimissioni del Presidente
della Regione tempo fa in un manifesto che grondava di sangue e
questi sono i toni che in passato hanno utilizzato i colleghi del
Movimento Cinque Stelle, lo dobbiamo dire, quelli che non si
sarebbero mai alleati con il partito di Bibiano o altri, quindi io
posso soltanto rispondere ai colleghi del Movimento Cinque Stelle
che
(Intervento fuori microfono)
ARICO'. No, personale no
PRESIDENTE. Scusi, stiamo facendo un dibattito; lei è
rappresentante del partito del Presidente. La prego, abbiamo
condotto un dibattito fino a questo momento sereno.
ARICO'. Presidente, e concludo, possiamo soltanto dire che il
Governo Musumeci è in piena attività di lavoro, che concluderà la
sua azione di governo fino alla fine della Legislatura e lo farà
con i soggetti e con i partiti che hanno sostenuto e che lo hanno
voluto Presidente della Regione e che lo sosterranno fino alla fine
della legislatura. Grazie
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Calderone. È l'ultimo
intervento, però vorrei stigmatizzare questo fatto, ora richiedono
la parola quelli che hanno - ah, prima dell'onorevole Calderone era
iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro, chiedo scusa, me ne ero
dimenticato - però vorrei stigmatizzare un attimo perché le forze
di opposizione richiedono la parola dopo l'intervento.
Onorevole Aricò, diciamo che è sfuggito all'onorevole Aricò, non
lo doveva dire quello che ha detto, evitiamo di riaprire il
dibattito, ma è stato un dibattito talmente sereno di cui c'è
veramente da ringraziare tutta l'Aula e che ha dimostrato una
maturità di questo Parlamento in un momento così difficile, per cui
evitiamo di riempire le cose.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà
Io avevo promesso ad uno dei rappresentanti di questo Parlamento
che è più longevo e più importante, che è l'onorevole Cracolici,
che mi aveva chiesto un minuto e glielo poi darò volentieri.
Prego, onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con
attenzione gli interventi dei colleghi dell'opposizione a proposito
delle osservazioni che sono state fatte all'intervento del
Presidente della Regione. Ed ho colto negli interventi una certa
preoccupazione di uno stato di malessere della coalizione del
centrodestra.
Io, credo, che i colleghi sbaglino, nel senso che il centrodestra
è maggioritario in Italia, è maggioritario anche in Sicilia e che
la differenza di consistenza di natura elettorale - mi
permetteranno i colleghi del centrosinistra - in Sicilia è
notevole. Quindi, stiano tranquilli sulla nostra condizione di
natura politica perché, pur essendoci stati degli strappi che si
sono verificati durante il dibattito e durante queste giornate con
il Presidente della Regione, non posso non fare a meno di
considerare la coalizione che sostiene il Presidente della Regione,
una coalizione che sul piano del consenso è maggioritario nel
territorio siciliano.
Ma, passando alle cose che ha detto il Presidente della Regione,
dico che l'ho ascoltato con attenzione e, Presidente, mi sarei
aspettato da lei alcune considerazioni in ordine alle osservazioni
che, in questi giorni, le sono state fatte. Una su tutte quella del
suo più volte ripetuto rifiuto di un riconoscimento a quello che è
stato il ruolo dei partiti nelle scorse elezioni, perché lei ha
tenuto sempre a ribadire il suo interesse principale del rapporto
con gli Assessori, tenendo fuori da qualsiasi ragionamento che
riguarda il Governo e i partiti, come se i partiti fossero estranei
alla coalizione e all'impegno che hanno profuso nella formulazione
delle liste che poi hanno portato lei alla vittoria e chiudendosi,
lei, nel rapporto Presidente della Regione Assessori ha, di fatto,
estraniato più volte la coalizione di governo dalle decisioni più
importanti.
E ci saremmo aspettati da lei, benché - come riconosceva il
collega Lentini - un intervento pacato, anche un riconoscimento di
quello che è il ruolo che hanno e che hanno avuto i partiti durante
la sua campagna elettorale ed in questi quattro anni. Lei è fermo
sulle sue posizioni che, a mio parere, non sono comprensibili.
Io stesso le ho detto più volte, sulla stampa, e l'ho richiamato a
quello che deve essere un valore essenziale, il rapporto tra
Governo e coalizione, ma mi si dice che lei ha considerato queste
mie osservazioni quasi un insulto, quasi il voler trascinare lei in
un rapporto con la coalizione e con i partiti che, a suo dire,
comprometterebbe l'immagine che lei ha, che è quella di un uomo che
parla direttamente col popolo siciliano e che, quindi, non discute
con i partiti.
Io di questo, devo dirle, che sono preoccupato perché non solo non
lo condivido per la mia storia ma, come del resto lei ha una storia
di partiti, io considero i partiti un elemento di democrazia ed un
elemento di selezione anche di quelle che sono le valutazioni
complessive che il popolo fa, affinché in questa sede, che è il
Parlamento, vengano formulate tutte le richieste possibili ed
immaginabili a quello che è il Governo, che ha il diritto ed il
dovere di governare.
E mi sarei aspettato, altresì, da parte sua non un'elencazione di
quelli che sono gli interventi che con il PNRR o con i Fondi
comunitari dovranno farsi, perché questi li possiamo leggere
benissimo in qualsiasi pagine di Internet, ci saremmo aspettati
delle argomentazioni più approfondite.
Lei ha rimesso il tutto ad un prosieguo di attività che dovrebbero
fare gli assessori; tuttavia, non dimentichiamo che a questo punto
ci siamo arrivati dopo una serie di sollecitazioni che le sono
state fatte.
Non so cosa faranno gli assessori. L'esempio che c'è stato dato
dall'assessore per la salute non è stato dei più piacevoli, l'avere
costituito una Commissione, da parte sua, senza sentire la
coalizione di Governo, la determinazione di avere adottato un
programma, una scelta che ha fatto d'intesa soltanto con i
Direttori generali, senza sentire il territorio.
Mi auguro che tutto questo possa essere rivisto, ragionato,
confrontato anche con la Commissione ma anche con i partiti perché
ritengo che i partiti non siano e non debbano essere estranei.
E volevo ricordarle, Presidente, come lei sa certamente, che il
30 di marzo di quest'anno scade l'assistenza tecnica. E questo è un
argomento molto serio, ci saranno 40 milioni di assistenza tecnica,
mi riferisco ai fondi comunitari che sono scaduti nel 2020 e che
dovranno essere affidati.
Il 30 marzo scade, praticamente, questa benedetta assistenza
tecnica, credo che sia la DELOGIS, se sono buone le informazioni e
non so come si procederà. E lei nel momento in cui parla di spesa,
di utilizzazione delle risorse dei fondi comunitari, vorrei capire
come intende procedere e come intende far sì che l'assistenza
tecnica, che in assenza dei dirigenti è di fatto il vero supporto
tecnico amministrativo al Governo per affrontare la spesa.
In ultimo Presidente, i fondi comunitari, lei sa meglio di me
che ha ricevuto un'apposita comunicazione che il 17 aprile del 2022
scade la programmazione, oggi è una data alla quale mancano circa
due mesi, un mese e mezzo, se non ci fosse stata tutta questa
iniziativa politica noi ci saremmo trovati a ricevere un bel giorno
una comunicazione - Presidente questa è la mia opinione, lei
tentenna lo capisco è nel suo interesse - e ci saremmo trovati
come con quella delibera di 740 milioni dei fondi dell'FSC che
arrivò un bel giorno in Commissione Bilancio per un parere senza
che ci fosse stata fatta un'apposita discussione politica su queste
risorse da spendere.
Il 17 aprile, che sono i 90 giorni, il termine in cui scade
questa indicazione che ha dato il Governo nazionale noi siamo
ancora qui all'anno zero
Presidente queste sono risposte che lei dovrebbe dare o
direttamente o attraverso gli assessori nel confronto che ci sarà,
mi auguro, nelle prossime giornate.
Presidente il termine è scaduto, avrei altre cose da dire, ma
ci saranno altre cose occasioni per poterlo fare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Mauro.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Savarino per il periodo mancante
all'onorevole Aricò. Prego, sono due minuti, anzi tre minuti
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo fare una
apprezzamento per questa seduta d'Aula per il fatto di avere
sentito un serrare le fila, un serrare i ranghi di una coalizione
che sembrava strattonata da polemiche inutili, che non servono,
quando, invece le priorità sono quelle che sono state un po' da
tutti, in primis il Presidente le ha elencate qua sia sui risultati
ottenuti sui fondi europei spesi e certificati in tutti questi anni
che sono somme notevoli che sono stati spesi sul nostro territorio
sia anche al confronto che il Presidente ha aperto rispetto ai
fondi da programmare del PNRR e lì ha ragione anche il collega Di
Mauro quando auspica che tutti gli assessori aprano un confronto
nelle Commissioni sui vari loro rami di riferimento, perché noi
abbiamo visto già stamattina - il collega non era presente ma
glielo riferirò più tardi nei colloqui personali - abbiamo visto
che per esempio proprio sulla sanità, le uniche cose messe in atto
sono al momento quelle che erano dettate da direttive nazionali
perché purtroppo sul PNRR, le direttive nazionali non sono state
concordate con le Regioni, noi ce le ritroviamo ma certamente da un
confronto successivo che è quello che le direttive nazionali
impongono al Governo e che però possono passare anche da un
confronto con il Parlamento con le assemblee, coi territori che noi
rappresentiamo e anche al confronto se dovesse servire, con i
comuni con gli enti locali, può essere arricchito di stimoli,
sollecitazioni, richieste istanze, che sono certa, il Presidente
Musumeci e i suoi assessori vorranno fare proprie.
Questo è lo spirito che deve accompagnare questa seduta e gli
ultimi mesi.
Ha ragione il collega D'Agostino, la collega Pagana, non serve
chiudere gli ultimi mesi con polemiche oppure costringere il
Governo in beghe di palazzo che non servono alla gente.
La gente si aspetta riscontri concreti a domande, a istanze di un
territorio che è martoriato da una pandemia che speriamo trovi a
breve la fine.
E da questo confronto la cui disponibilità abbiamo apprezzato,
oggi, del Presidente ma che avevamo già apprezzato in questi giorni
da alcuni dei suoi assessori, ecco, da questo confronto degli
ultimi mesi sono certa che lo spirito che ne verrà fuori è quello
di un ascolto, di una Regione siciliana che si aspetta tanto da un
PNRR che forse, purtroppo, da Roma ci è stato calato con dei
paletti e delle rigidità che in qualche modo con intelligenza e nei
limiti che i range ci permettono cercheremo di sposare alle
esigenze del nostro territorio, della nostra Regione siciliana con
l'apporto di tutti noi, dei deputati, degli enti locali e delle
Commissioni. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola per l'ultimo intervento,
permettetemi questa disgressione - perché l'onorevole Cracolici
che chiede un minuto - che io faccio dandogli la parola, che non
l'avrebbe meritata.
CRACOLICI. Io la ringrazio, Presidente, come sa non ho neanche
insistito quindi.
No, io voglio dire soltanto pochissime cose perché credo che
questo dibattito può essere anche un importante passaggio di fase
dipende da come lo trattiamo.
La prima domanda io la faccio al Presidente Musumeci: lei oggi si
sente più forte, più autorevole, più credibile nei confronti della
Sicilia e dei siciliani? La teatralità di questa gestione della
crisi che lei ha aperto, ha annunciato, ha determinato anche esiti,
non ha secondo lei contribuito a delegittimare ancor di più il
presupposto stesso su cui lei aveva fondato sin dall'inizio la sua
idea di Governo?
Vede, Presidente, lei ha costruito dal primo giorno il Governo
dei fantasmi. Il primo fantasma è stata la sua maggioranza che dal
primo giorno lei ha negato di avere. Appena insediati le prime
dichiarazioni che ha fatto come Presidente che non disponeva di una
maggioranza sapendo bene che le cose non stavano così. Ma perché
l'ha fatto? Perché lei precostituiva, primo, attorno
all'inesistenza della maggioranza una sorta di giustificazione dei
suoi fallimenti e, secondo, perché addirittura negando la
maggioranza ha legato l'inesistenza della maggioranza ad un altro
presupposto che lei dai primi giorni non intendeva ricandidarsi a
Presidente della Regione. Perché lo diceva? Per evitare quel
condizionamento che la maggioranza avrebbe potuto esercitare nei
suoi confronti, per poi concludere tutto questo lungo percorso per
piegare la Sicilia al ricatto della sua candidatura.
Presidente io devo dire, non aggiungo altro, perché io credo che
tutta questa vicenda dimostra una sola cosa la sua inadeguatezza a
svolgere questo ruolo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. E soprattutto il fatto che questo è un Governo che alla
fine dei quattro anni e mezzo è un Governo che ha prodotto zero
risultati.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone, l'ultimo
intervento. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
colleghi parlamentari, Assessori. Ho come l'impressione, signor
Presidente e colleghi, che oggi a qualcuno, e se così non è me ne
scuso, sia sfuggita la vera ragione di questo incontro, di questa
seduta parlamentare. Signor Presidente della Regione lei ha
illustrato condivisibili programmi e progetti ed ha riferito
l'obiettivo raggiungimento di alcuni fini, di alcuni programmi, di
alcuni obiettivi.
Io oggi, però, a nome del mio partito voglio dare un significato
al mio intervento signor Presidente, voglio dare un significato
alla vera ragione di questo incontro; troppe cose si sono dette,
troppe congetture si sono avanzate, io ho la necessità perché in
questo momento rappresento con orgoglio e con fierezza il mio
partito, di rappresentare a tutti, ma proprio a tutti e soprattutto
al Parlamento siciliano, ma soprattutto - dico meglio - ai
cittadini siciliani, cosa ha fatto Forza Italia, quale è stato
signor Presidente della Regione il rapporto fra Forza Italia e la
Presidenza della Regione.
Forza Italia ha stipulato un patto che è stato un contratto,
nell'estate del 2017, ho la presunzione di affermare, signor
Presidente che questo patto stipulato tra Forza Italia da un lato e
i partiti di maggioranza da un lato e il Presidente della Regione
dall'altro, non è mai stato tradito; lei ha avuto a disposizione
una pattuglia di assessori di tutto rispetto, sia quelli attuali
sia quelli come Bernadette Grasso ed Edy Bandiera che hanno fatto
parte del suo Governo, che mai si sono tirati indietro, che hanno
contribuito a tutti i risultati, e lo hanno fatto senza mai tirarsi
indietro, spendendosi in prima persona tante volte per il partito,
tante volte - come era giusto - per il Governo.
Lei ha avuto a disposizione, onorevole Presidente della Regione,
proprio in virtù di un principio storico che risale ai primordi
quello del pacta sunt servanda, cioè che i patti vanno osservati,
uno straordinario Presidente della Commissione Bilancio cosa
sarebbe stata questa legislatura senza il Presidente Savona, lei ha
avuto a disposizione un Presidente del Parlamento siciliano che ha
cercato in tutte le maniera, e mi creda io ho vissuto per quattro
anni il Parlamento, di difendere questo Governo, e di difendere
questo Parlamento, e di mettere mano - e certe volte veramente con
grande abilità e non dico altro - di rimediare a qualche errore
governativo, ma questo lo dico in vena costruttiva, signor
Presidente, perché questo vuole essere il mio intervento.
Abbiamo avuto due Presidenti di Commissione quali l'onorevole
Pellegrino e l'onorevole La Rocca, che si sono spesi sempre in
prima persona ecco cosa è stata Forza Italia.
Forza Italia fino ad oggi ha mantenuto con onore e dignità il
patto di legislatura, sento dire il patto elettorale, la giunta
elettorale, la giunta estiva non da parte sua in generale, noi non
abbiamo bisogno di nulla, noi abbiamo stipulato un patto signor
Presidente e siamo stati duri, faceva riferimento credo l'onorevole
Fava che non vedo, al Capogruppo di maggioranza che ha preteso un
chiarimento da una persona da lei nominata - che non si può
permettere - ne parleremo domani, di scrivere e dire che questo
Parlamento è caratterizzato da falsari e da taroccatori, e sa
Presidente di questo Parlamento, e lei me lo insegna, glielo
ricordo soltanto per precisione, fa parte anche lei, ha sparato nel
mucchio quel signore da lei nominato, ed è giusto ed è corretto che
domani si renda il conto di quello che lui ha affermato, proprio
perché noi non tiriamo la gamba indietro e non siamo mai né proni
né supini a nessuno perché Forza Italia è questo, Forza Italia è
lavoro, come ogni giorno fanno i nostri assessori, i nostri
deputati, che non l'hanno mai tradita, se è mancato qualche voto
Presidente per una votazione che non aveva niente di politico -
lei l'ha definita istituzionale - ma non è mancato il voto dei
partiti è mancato il voto di qualcuno, che le assicuro non era uno
scappato di casa, poteva avere qualche risentimento personale,
politico e, caro Presidente, questo ci sta pure, perché qualche
volta la comunicazione è venuta a meno noi non siamo stati mai
dietro la sua porta a chiedere, noi abbiamo pretesto di onorare un
patto stipulato, non siamo dei ricattatori, degli estortori, siamo
uomini e donne che abbiamo la presunzione di dire: conosciamo la
politica.
Lei ha fatto un sibillino riferimento alla ricandidatura,
Presidente, noi abbiamo stipulato, ha usato il termine
ricandidatura, e ha detto ne parleremo .
MUSUMECI, presidente della Regione. Ma non riguarda
CALDERONE. L'ho segnato, mi creda, non riguarda questa io le
volevo solo dire e lo dico a nome di Forza Italia noi onoreremo -
perché così abbiamo fatto - quel patto che abbiamo stipulato nel
2017. Quel patto però, Presidente, non prevedeva un rinnovo né
tacito né espresso, questo lo discuteremo o lo discuteranno i
Partiti al momento opportuno, certamente non ci faremo condizionare
in questo rogito da notai romani, signor Presidente, u paisi è du
paisanu.
PRESIDENTE. Ringrazio tutto il Parlamento perché si è fatto un
dibattito di grande civiltà, molto sereno e abbiamo dato, secondo
me, una dimostrazione in un momento difficile, oggi era possibile
tutto e invece abbiamo dimostrato una grandissima maturità.
Il Presidente della Regione credo che voglia dire una parola,
perché non sono state fatte molte domande a cui dovere replicare,
però ovviamente le do la parola.
MUSUMECI, presidente della Regione. Grazie, Presidente. Ci sarebbe
ben poco da replicare, io faccio mio l'appello del Capogruppo di
Fratelli d'Italia quando, assieme a tante osservazioni, ha detto:
Caro Presidente, ci vuole un solido bagaglio di pazienza .
E io davvero pensavo a vent'anni di cambiare il mondo, esattamente
come voleva cambiarlo anche l'onorevole Calderone e invece ci
ritroviamo forse a fare i dorotei, a fare i mediatori, il che non è
che sia un'ingiuria, assolutamente, la mediazione è il presupposto
essenziale, uno dei presupposti della politica.
Chiarisco soltanto alcuni interventi che mi sembrano meritevoli di
replica, naturalmente non tutti.
Voglio solo dire che sul piano dell'amarezza personale avrei
voluto, davvero, in questi quattro anni fare quello che hanno fatto
i presidenti che mi hanno preceduto: discutere direttamente con i
deputati.
Questo è uno dei più grandi errori che io mi riconosco, avrei
dovuto farlo, non l'ho fatto perché nella mia visione assurda,
forse surreale, dello stile politico non era giusto che il
Presidente della Regione dialogasse direttamente con i deputati ma
che il filtro passasse attraverso i partiti e attraverso gli
Assessori.
Ho fatto questo errore, ne ho pagato le conseguenze e questo vale
per la maggioranza che non c'è mai stata, perché è sempre di 35, e
vale per le opposizioni, alcune delle quali sono state anche
garbate e responsabili nel corso di questi quattro e rotti anni.
Per noi la crisi non c'è, perché davvero non è una disquisizione
lessicale, chi in quest'Aula ci sta da anni sa che la crisi si
determina quando una forza politica chiede di uscire dalla
coalizione o chiede di sostituire un componente in Giunta.
Ho chiesto verifica perché avevo il diritto e il dovere, in
rispetto al Parlamento, di sapere se ancora ci fosse un filo di
legame tra il voto dell'Assemblea, il voto espresso quella sera e
una presunta sfiducia nei confronti del Governo o del Presidente;
non c'è, non c'è stata, ne ho preso atto, sono felice.
Gli argomenti legati alla ricandidatura prescindono da questo
dibattito, poi in queste tre settimane ho letto di tutto e il
contrario di tutto, mi dispiace, i giornali debbono pur scrivere
naturalmente, io non ho fatto nessuna dichiarazione. Nessuna
dichiarazione.
E non è vero che si sia fermato un solo giorno il Governo, in
queste tre settimane il Governo ha lavorato, gli assessori hanno
lavorato, hanno lavorato i dipartimenti. Non son venuto qui,
stasera, per parlare di cose coniugate al futuro, assolutamente,
anche perché non saremo noi a farle, se non dovessimo tornare in
quest'Aula.
Ho soltanto illustrato quali sono gli adempimenti che per logica
di calendario ricadono in questo periodo. La legge di stabilità
ricade in questo periodo, non per scelta del Governo, ma per le
ragioni che ho rassegnato al Parlamento subordinate ad una serie di
dinamiche legate all'accordo con lo Stato. E se non sai quante
entrate hai e quante uscite hai, non puoi chiudere il bilancio, non
puoi chiudere la legge di stabilità. Prima cosa.
Secondo tema, il tema del PNRR. Non è che lo abbiamo posto oggi
perché potevamo porlo sei mesi fa. Ancora a Roma non si sa di che
cosa parlare. Lo abbiamo posto adesso perché è questo il momento in
cui la Regione siciliana - non so, per quattro, cinque, seicento
milioni di Euro non lo so - sarà direttamente chiamata a gestire
quella risorsa. Tutto il resto coinvolgerà le imprese, coinvolgerà
le organizzazioni di categoria, coinvolgerà le associazioni,
coinvolgerà le università, non la Regione siciliana. Coinvolgerà
gli enti locali, non la Regione siciliana. La Sicilia, che è
un'altra cosa.
E ne ho parlato perché so che, nei prossimi giorni, sarà il
Parlamento ad essere investito non per gentile concessione, ma
perché è un diritto del Parlamento, e anche un dovere, dare le
linee necessarie sull'utilizzo di quelle risorse.
Abbiamo parlato della programmazione non perché se ne potesse
parlare sei mesi fa, ma perché soltanto adesso si pone in ogni
regione italiana, almeno in quelle impegnate nell'utilizzo di
alcuni fondi, l'esigenza di dovere affrontare la programmazione. Lo
ha fatto il Governo Crocetta nel 2014, e poi sono intervenuti altri
governi, cioè è intervenuto il nostro. E' giusto farlo adesso, chi
verrà dopo gestirà quella programmazione. Abbiamo il dovere di
farlo e so, peraltro, che in Commissione Unione europea, l'altro
giorno, ieri, è stata sollevata l'esigenza di un confronto con il
Parlamento.
E allora, se non ne parliamo è perché non ne parliamo. Se ne
parliamo, diventa campagna elettorale o diventa discorso coniugato
al futuro. No, no, il futuro cessa, almeno secondo logica di
calendario, nel mese di ottobre. Ma noi abbiamo il dovere di
preparare gli atti, per rispettare le scadenze e per evitare che la
Regione rimanga scoperta da questo punto di vista. Mi sono limitato
ad un intervento essenziale, asciutto, senza retorica, senza alcun
tema che potesse stimolare chissà quale provocazione.
Non si è fermato nulla in queste settimane, non si è bloccato
nulla, neppure per un'ora, abbiamo lavorato con lo stesso impegno
di prima.
Ecco, non vogli aprire polemiche sulla inadeguatezza, per carità,
vale l'appello della Elvira Amata, e persino una frase di
Dostoevskij che non vi leggo per evitare polemiche.
Io sono convinto, onorevole Di Mauro, che il ruolo dei partiti sia
essenziale e lo dice uno che ha fatto il segretario di partito,
comunale, provinciale, regionale, persino vice segretario nazionale
di un piccolo partito. No, i partiti sono essenziali nella
democrazia e le assicuro che con i partiti, in questi quattro anni
e mezzo, ho parlato tante volte, ma tante volte ho parlato con i
partiti, le assicuro, e sono stato sempre puntuale e leale, con i
partiti, sempre, sempre, sempre, a volte anche oltre.
Ecco perché io sono convinto che, anche in questa fase, dobbiamo
parlare con i partiti per le scelte importanti, strategiche e
dobbiamo confrontarci col Parlamento.
Forse è mancata la presenza del Presidente della Regione,
costante, come forse avrei voluto, in quest'Aula.
Me ne rendo conto personalmente, ma chi mi conosce sa che avendo
lavorato diciotto ore al giorno, senza mai un giorno di ferie,
neppure per ferragosto, sa che quando io non ero in Aula
fisicamente, non andavo a fare viaggi all'estero, ma ero a
presiedere riunioni, conferenze di servizio, vertici finalizzati,
spesso, a sostituirmi alla mancata celerità e sensibilità di alcuni
direttori generali e di alcuni dirigenti.
Di questo davvero mi rammarico, avrei voluto condividere di più, e
mi piace tantissimo la vita dell'Assemblea, ma c'è stata anche
qualche caduta di stile, lasciatemelo dire, qualche pregiudizio
personale, qualche parola in più negli interventi da quella
tribuna, nel corso di questi anni, ed anche fuori da quest'Aula, e
tutto questo crea sentimenti e risentimenti ed è inevitabile che
accada, ma come ho detto all'inizio e come diceva Tano La Terza:
In quest'Aula non ci sono né santi e diavoli. Ci siamo persone con
le nostre debolezze, con le nostre ambizioni, con le nostre paure,
con le nostre fragilità, con il nostro coraggio. Ognuno di noi
mette quello che può, arrancando nelle nove province con le tasche
piene di carte e di appunti perché ognuno cerca di dare risposta al
proprio territorio. .
Io sono convinto che lo abbiamo fatto tutti con grande dignità.
Ecco perché - e concludo - onorevole Calderone, sulla lealtà di
Forza Italia in questi quattro anni e di tutti gli altri partiti,
non ho mai avanzato dubbi, mai, mai. E non ho mai voluto che ci
fosse gente dietro la mia porta. Se lei avesse partecipato qualche
volta alle riunioni da me convocate, se lei qualche volta si fosse
trovato nei comuni che le sono stati indicati perché impegnato io
in visita ufficiale, avrebbe notato quanto, ma non lo ha fatto, non
ha avuto tempo per farlo, quanto rispetto io abbia riservato a
tutti i parlamentari, a tutti, a tutti, mi creda, a tutti i
parlamentari, e ho voluto che nessuno fosse dietro la porta perché
un parlamentare non sta dietro la porta, un parlamentare fissa
appuntamento con l'orario, con il giorno e viene ad incontrare il
Presidente della Regione.
Questo è stato il metodo che ho voluto introdurre - che fa si è
innervosito, onorevole? Si è innervosito? - io credo che sia
importante invece dare appuntamenti ai deputati e fare in modo di
poterli ricevere tranquillamente e parlare con loro come ho fatto
con tutti i deputati di maggioranza e di opposizione che hanno
chiesto di parlare con il Presidente della Regione.
Mi sono scusato per eventuali battute o parole o espressioni che
siano andate oltre la mia volontà e questo lo fanno le persone
coraggiose, le persone perbene.
Siamo stati portatori di tanti difetti ma quest'Aula può dire ad
alta voce - mi dispiace che l'onorevole Fava sia andato via - che
questo Presidente, come tanti altri prima di me, è una persona
perbene.
Inadeguato, inadatto, lo vedremo dopo e lo diranno i siciliani, ma
questa squadra di governo ha fatto tutto quello che poteva fare in
una condizione di drammatica difficoltà. Si poteva fare di più?
Certamente, ma siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto e
soprattutto di quello che potremo fare nei prossimi mesi,
naturalmente se il Parlamento lo vorrà perché nessuno vuole andare
a casa in anticipo, tranne che lo voglia il Parlamento, e a quel
punto sarà una scelta che ricadrà sul Parlamento, ma se tutti
vogliamo lavorare con la stessa buona volontà, e chi stasera si è
augurato di andare a casa in anticipo cambierà idea, credo che noi
avremo la possibilità per i prossimi sette mesi di portare al
consuntivo dei siciliani, non del Governo, alcune iniziative che
saranno certamente utili per aiutare questa terra ad uscire fuori
dal pantano. Quindi, ringrazio il Presidente per avermi consentito
questa calendarizzazione delle mie comunicazioni e ringrazio l'Aula
per il sostanziale garbo con cui stasera ha voluto replicare alle
mie comunicazioni e sono convinto che assieme potremo ancora fare
molto di più, riparando magari ad alcune mancanze, da parte mia e
non soltanto da parte mia, che abbiano caratterizzato e
condizionato, anche in termini umani e di rapporti personali, i
quattro anni che ci hanno visto tutti su diversi fronti impegnati.
Grazie ancora, Signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente. Io però vorrei dire una cosa.
Avevamo fatto un dibattito molto sereno, che io avrei mantenuto
sereno perché alcune cose della sua replica devo dire che non mi
sono particolarmente gradite, lo dico con grande sincerità, come
sempre ho fatto nella mia vita e spero che mi venga consentito di
poterlo dire.
Alcuni interventi, Presidente, sono stati nei confronti dei
parlamentari non sempre identici. Presidente, mi permetta, ha avuto
tredici minuti di replica, siccome c'è stata anche da parte di
alcuni deputati la volontà di risponderle, io ho evitato a loro di
rispondere, ma mi faccia dire con serenità che, purtroppo, non
sempre quello che lei ha detto corrisponde alla verità dei fatti,
perché alcune volte alcuni parlamentari sono stati profondamenti
delusi dai comportamenti proprio iniqui, tra gli uni e gli altri.
Onorevoli colleghi, avevamo stabilito per domani il dibattito sul
PNRR; prima dell'inizio della seduta l'assessore Cordaro mi ha
detto che non si farà domani, ma si farà martedì; domani, però, ci
sono le mozioni che dibatteremo, tra cui quella sul PNRR. Poi, a
partire da martedì, faremo gli incontri con gli Assessori, ma non
c'è dubbio che domani le mozioni che abbiamo stabilito di
affrontare, sia quella dell'onorevole Calderone che quelle del PD e
Movimento Cinque Stelle sul PNRR le dobbiamo affrontare.
Quindi, domani abbiamo appuntamento alle 16.00, ma mi viene
chiesto di spostarlo di un'ora per problemi di alcuni partiti, per
cui la seduta è rinviata a domani, giovedì 10 febbraio 2022, alle
ore 17.00.
La seduta è tolta alle ore 19.02 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XXVI SESSIONE ORDINARIA
319a SEDUTA PUBBLICA
Giovedì 10 febbraio 2022 - ore 17.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE N. 609 Revoca dell'incarico di
coordinatore della struttura tecnica e di soggetto attuatore per
l'emergenza da Covid-19 in Sicilia del dott. Tuccio D'Urso, per
violazione dell'art. 1, comma 1, dell'art. 2, comma 2, e dell'art.
3, comma 3, del Codice di comportamento dei dipendenti
della Regione siciliana . (V. allegato)
III - DISCUSSIONE UNIFICATA DI ATTI ISPETTIVI E DI INDIRIZZO
POLITICO SUL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA (PNRR) (V.
allegato)
IV -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione,
recante "Disposizioni concernenti Istituzione di un fondo di
solidarietà per l'erogazione di contributi a fondo perduto in
favore delle imprese sequestrate e confiscate alla criminalità
organizzata e dissequestrate. (n. 968/A) (Seguito)
Relatore: on. Caputo
2) Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
siciliana, recante Modifiche al decreto legislativo 7 settembre
2012, n. 155 - Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli
uffici del Pubblico Ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2,
della legge 14 settembre 2011, n. 148' (n. 1088/A) (Seguito)
Relatore: on. Pellegrino
3) Disposizioni in materia di edilizia. (n. 1112/A) (Seguito)
Relatore: on. Lo Curto
4) Norme in materia di semplificazione amministrativa e
digitalizzazione della pubblica amministrazione. Disposizioni
varie. (nn. 774-443-485/A) (Seguito)
Relatore: on. Ciancio
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Comunicazione di disegno di legge presentato ed inviato alla
competente Commissione
BILANCIO (II)
- Norme complementari alle misure finanziarie per il 2022 (n.
1162).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 31 gennaio 2022.
Inviato il 9 febbraio 2022.
Parere I, III, IV, V e VI
Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione
BILANCIO (II)
- Articolo 13 legge regionale 12 maggio 2020, n. 9 - Interventi di
manutenzione straordinaria degli immobili (n. 227/II).
Reso in data 1 febbraio 2022.
Inviato in data 8 febbraio 2022.
Comunicazione di trasmissione di atti alla Corte
costituzionale
Si comunica che la Corte dei conti, sezione di controllo per la
Regione siciliana, con ordinanza n. 13/2022/CCR, ritiene di
sollevare l'incidente di costituzionalità dell'articolo 4 della
legge della Regione siciliana 24 settembre 2021, n. 24 per
contrasto con gli articoli 81, comma 3, e 97, comma 1, della
Costituzione, sospendendo il giudizio e disponendo l'immediata
trasmissione degli atti alla Corte costituzionale.
Copia dell'ordinanza è consultabile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.