Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 17.07
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, buonasera. Leggiamo le
comunicazioni e poi mi chiedono 10 minuti di sospensione perché il
Gruppo Forza Italia è riunito. Per cui, dobbiamo rinviare di 10
minuti.
Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto a
disposizione degli onorevoli deputati che intendano prenderne
visione e sarà considerato approvato in assenza di osservazioni in
contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per la seduta
odierna, gli onorevoli Caronia, Arancio, Zafarana, Di Caro e Zito.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Catanzaro sarà in missione
dal 22 al 24 febbraio 2022.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di apposizione di firma alla mozione n. 597
PRESIDENTE. Comunico che, con nota datata 8 febbraio 2022
protocollata al n. 854-ARS/2022 del 9 febbraio successivo,
l'onorevole Lo Curto ha dichiarato di apporre la propria firma alla
mozione n. 597 recante Opportune iniziative volte all'adozione
della Carta dei diritti e doveri culturali e alla relativa
istituzione della figura del Garante regionale' dell'onorevole Lupo
ed altri.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per la seduta
odierna, l'onorevole Pullara.
L'Assemblea ne prende atto.
Sospendo la seduta per 10 minuti per dare il tempo al Gruppo Forza
Italia di terminare la riunione.
(La seduta, sospesa alle ore 17.08, è ripresa
alle ore 17.19)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. L'onorevole Dipasquale dovrebbe essere in però credo
che debba intervenire, per cui al limite dopo, tanto non credo che
c'è bisogno del Segretario, per cui non c'è problema.
Discussione della mozione n. 609 Revoca dell'incarico di
coordinatore della struttura tecnica e di soggetto attuatore per
l'emergenza da Covid-19 in Sicilia del dott. Tuccio D'Urso, per
violazione dell'art. 1, comma 1, dell'art. 2, e dell'art. 3, comma
3, del Codice di comportamento dei dipendenti della Regione
siciliana.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al II punto dell'ordine
del giorno: Discussione della mozione n. 609 Revoca dell'incarico
di coordinatore della struttura tecnica e di soggetto attuatore
dell'emergenza Covid-19 in Sicilia del dott. Tuccio D'Urso, per
violazione dell'articolo 1, comma 1 e dell'articolo 2, comma 2,
dell'articolo 3, comma 3 del Codice di comportamento dei dipendenti
della Regione siciliana , a firma degli onorevoli Calderone e
altri, il cui testo è in allegato.
Se l'onorevole Calderone vuole illustrare la mozione.
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Allora alla mozione apponete la firma tutti? Tutta
l'opposizione, diciamo. Va bene.
Colleghi, io stamattina, prima di dare la parola all'onorevole
Calderone - le chiedo scusa, onorevole Calderone - ho ricevuto una
lettera dell'ingegnere Salvatore D'Urso indirizzata personalmente a
me e per conoscenza
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Che vi leggo ovviamente, perché è indirizzata a me, ma
è ovviamente riferita all'Aula, ed essendoci questa mozione in
corso non posso fare a meno di leggerla:
Signor Presidente, Le esprimo il mio profondo rammarico per le
espressioni contenute nel mio profilo social dalle quale traspare
un tono irriguardoso nei confronti dell'Istituzione e dei suoi
rappresentanti da me citati.
Come spesso accade l'utilizzo dei social induce ad usare toni ed
espressioni sbagliate per evidenziare problemi: in questo caso
quello a tutti noto determinato dalla drammatica carenza dei ruoli
della Regione a causa dell'incedere impetuoso dei pensionamenti.
Ciò che più mi addolora è che questa polemica offusca il grande
lavoro svolto dall'Ufficio Speciale da me coordinato, con opere
realizzate, in corso di realizzazione, in corso di incantieramento
ed in corso di appalto in tutte le province dell'Isola.
Ho assicurato il Presidente della Regione della piena assunzione
delle mie responsabilità e gli ho confermato che, laddove dovessi
procedere, parlerò solo con gli atti d'Ufficio .
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Solo con gli atti d'Ufficio . È una lettera
indirizzata a me, per cui mi devo permettere di dare la mia
versione cioè la mia sensazione, ne parliamo. Ecco la lettera ce
l'ho io se la volete vedere
Io ringrazio l'ingegnere D'Urso per avermela mandata però,
intanto, secondo me c'è un indirizzo sbagliato, non l'indirizzo
quello mio, perché quando si dice che il problema è stato
determinato dalla drammatica carenza dei ruoli della Regione le
offese maggiori che io personalmente ho ricevuto insieme ad altri
sono quelle di essere un imbroglione insieme all'onorevole Pasqua e
insieme all'onorevole Cracolici per l'occasione; cioè di avere
addirittura taroccato un voto dell'Assemblea.
Per cui, il fatto che qua si legge della drammatica carenza dei
ruoli della Regione sinceramente non so a che cosa si riferisca;
c'era - credo - anche questo, ma per quanto mi riguarda l'offesa
che è stata fatta alla Presidenza dell'Assemblea e non solo è
dovuta al fatto che abbiamo taroccato un voto. Questa è la cosa
che, per quanto mi riguarda, considero grave e in questa lettere
non se ne fa minimamente cenno. Questo era corretto che io ve lo
dicessi perché
Onorevole Calderone, prego.
Aspetti c'è una aggiunta. Di nuovo al Presidente dell'Assemblea,
questa mi arriva ora così in via web, in diretta in cui si dice:
Esprimo le mie scuse per le espressioni contenute nel mio profilo
social dalle quali traspare il tono irriguardoso nei confronti
della Istituzione e dei sui rappresentanti da me citati.
Ho profondo rispetto del Parlamento e non si ripeteranno fatti
analoghi.
Ho assicurato il Presidente della Regione che in futuro interverrò
esclusivamente attraverso gli atti d'Ufficio e non pubblici .
Cioè la stessa, però aggiunge la parola scuse . Va bene. Detto
fatto
Prego, onorevole Calderone.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Sì, deve illustrare la mozione; dopodiché lo facciamo
ovviamente.
CALDERONE. Presidente, posso?
PRESIDENTE. Scusate, colleghi, siccome è stato richiesta, sto
facendo distribuire questa nuova che mi è arrivata ancora non la
posso mandare, ma quella distribuiamola ai colleghi.
Prego, onorevole Calderone.
CALDERONE. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli
colleghi, devo dire che provo un certo imbarazzo a discutere questa
mozione. Provo un certo imbarazzo perché mai si dovrebbe arrivare a
certi estremi. Qualche Assessore sa che ho cercato in maniera
ostinata quasi di evitare di presentare questa mozione, sperando in
questo crescendo rossiniano dell'ingegnere D'Urso che lui potesse,
in una qualche maniera, capire cosa stava scrivendo, nel senso
della gravità del contenuto e, soprattutto, a cagione del ruolo che
ricopriva e ricopre.
Una delle prime lettere, le chiamo così, sul profilo
dell'ingegnere D'Urso così recita: Al Policlinico di Palermo
quando sino a marzo del 2021 i malati sguazzavano nella loro cacca
dovevamo demolire tutto il Pronto soccorso a causa del collaudo
negativo. Avevano 10 milioni di risorse bloccate ed era tutto ok.
Nessuno parlava, giornalisti, primari, politici. Ora che i reparti
sono aperti e funzionanti la palazzina del Pronto soccorso è
collaudata, anziché demolita, le risorse economiche del
policlinico, che grazie agli interventi a carico della gestione
commissariale, si sono liberati vengono utilizzate. Tutti
blaterano, uomini e donne del nulla . Quindi, anche i politici.
Ricordo a me stesso il delicato ruolo che ricopre l'ingegnere
D'Urso che dovrebbe comunicare soltanto i risultati raggiunti e
fare comunicazione istituzionale. Al di là delle infelici
espressioni lessicali, i malati che sguazzano nella loro cacca ,
credo che questo è già ed era già un comportamento censurabile.
La fase parossistica però di questo crescendo rossiniano la
riscontriamo in un altro post: Un altro piccolo sassolino dalla
scarpa - cioè il commissario designato e nominato dal Presidente
della Regione siciliana che, invece di portare risultati in tempo
di pandemia, pensa a togliersi i sassolini dalla scarpa - Ricordate
quando il trio- una volta c'era Tozzi-Morandi e l'altro non ricordo
chi era - Micciché-Cracolici-Pasqua con due voti evidentemente
taroccati, quindi stiamo parlando dell'attribuzione di un reato,
poi se c'è stato qualche disguido in una votazione, da quando
esistono i parlamenti, questo è accaduto; quindi un comportamento
negligente, colposo, superficiale no? Voti evidentemente taroccati
impedirono a me e a una decina di dirigenti regionali di restare in
servizio per altri 3 anni. Bene, ora si strappano tutte le vesti
perché mancano i dirigenti e rischiano di perdere fondi del PNRR e
quelli europei. Spero, cittadini siciliani - il significato è
questo - che ve ne ricordiate a novembre per il rinnovo dell'ARS .
Quindi, una campagna elettorale attrezzata contro il trio.
Quindi, Presidente Micciché, Forza Italia, il PD Cracolici, Pasqua
dei Cinque stelle. Ovviamente, io a quel punto, dopo avere cercato
un colloquio e devo dire ho avuto disponibilità assoluta da parte
di un Assessore che si è dimostrato veramente all'altezza del
ruolo, e non lo cito perché se del caso lo deve dire lui perché non
è mia abitudine riportare conversazioni private anche se non posso
che lodarlo per come si era espresso, io sono costretto a fare una
interrogazione e la mozione di cui oggi stiamo discutendo.
Non si arrende Mi definisce esimio giurista che sbaglia le
norme . Il problema è che non ha letto neanche la mozione perché io
facevo riferimento a norme, articoli e commi ben precisi.
La legge era il codice di comportamento dei dipendenti della
Regione siciliana. L'articolo 2, comma 2, - lo leggo per me stesso
e per ricordarlo ai colleghi che conoscono meglio di me, e mi scuso
per la lettura testuale - esattamente recita Il presente codice
quello che regolamenta i comportamenti dei dipendenti regionali -
si applica altresì - quindi anche oltre e rispetto ai dipendenti
regionali - per quanto compatibili a tutti i collaboratori o
consulenti con qualsiasi tipologia di contratto o incarico a
qualsiasi titolo , cioè, chiunque venga nominato viene parificato
al dirigente regionale, quindi, non soltanto commetteva un errore
di diritto ma, addirittura, andava ad assumere un atteggiamento, mi
sia consentito, poco condivisibile, vorrei dire arrogante, dicendo
vabbè Calderone è un avvocato ma non sa leggere neanche le norme
perché poi, vedete, sempre quella norma, quell'apparato normativo,
all'articolo 3 stabilisce, che è rubrica Principi generali di
comportamento, che il dipendente osserva la Costituzione e lo
Statuto servendo la nazione e l'autonomia regionale con
correttezza, lealtà, disciplina, decoro e onore conformando la
propria condotta eccetera, eccetera. Il dipendente rispetta altresì
i principi di integrità, correttezza, buona fede e all'articolo
16, ultimo articolo dell'apparato normativo che sto testé citando
si fa riferimento alle responsabilità conseguenti alla violazione
dei doveri del codice e si fa riferimento ai contratti e si fa
riferimento alle sanzioni che possono e devono essere irrogati.
Quindi, chiaramente davanti ad un comportamento di siffatta
gravità credo che la mia mozione sia stata financo tardiva perché
non appena comunicato dal Presidente della Regione che, devo dire
la verità, conosco da tanto tempo e so quant'è rigoroso nei
comportamenti e nei pensieri e lo dico, come dire, con la massima
sincerità e onestà.
Io credo che il Presidente Musumeci, anche per la sua storia che,
dal punto di vista dell'osservanza delle regole credo non sia
secondo a nessuno, aveva l'obbligo di rimuovere immediatamente il
dirigente o l'ex dirigente, così cerco di essere più preciso nella
terminologia e nelle definizioni, ingegnere D'Urso.
Certo, oggi c'è un fatto nuovo, il fatto nuovo delle scuse, e di
questo un partito come il mio che ha fatto delle garanzie, della
comprensione, dei valori cristiani - li ripete sempre il
Presidente Berlusconi - ma non per vaghezza o per esercitazione,
inutile esercitazione dialettica perché ci crediamo, perché siamo
uomini e donne che cerchiamo di praticare la ideologia che non va
solo professata ma va anche applicata, le idee, i principi, i
valori di Forza Italia.
Certo mi mette in imbarazzo, Presidente, da uomo di diritto dovrei
essere intransigente, da uomo delle istituzioni ancora di più,
onorevole Lo Curto, non fare nessun passo indietro, chiedere con
fermezza, con decisione, con vigore all'Aula di votare questa
mozione e, però, non vi nascondo di essere in difficoltà proprio
perché queste scuse io non mi sento di non accettarle perché nella
mia ormai lunga carriera e nella mia non più giovane età le scuse
le ho accettate da tutti, da tutti, non ho mai respinto nella mia
vita e di questo ne vado assolutamente orgoglioso, le scuse di
nessuno, che sono un grande gesto, sono un gesto di grande valore.
Certo, ho anche il sospetto che siano delle scuse strumentali, non
sono un novellino, sono un uomo di esperienza e di grande militanza
della vita. Se sono strumentali, sarà un problema esclusivamente
dell'ingegnere D'Urso, della sua coscienza di uomo delle
istituzioni e di uomo in genere, e lo renderebbe ancora più piccolo
come uomo se dovessero essere delle scuse strumentali, perché
sarebbero delle scuse per salvarsi la poltrona, e questo sarebbe
molto grave, molto brutto. Direi molto triste. Ma di questo ne
renderebbe conto alla sua coscienza, e non sarebbe più un problema
di Calderone, sarebbe esclusivamente un problema dell'ingegnere
D'Urso e della sua coscienza e dei suoi comportamenti che io
auspico, non ne sono certo ma auspico, che nel futuro siano
conformi all'alto ruolo che occupa, perché non si può offendere il
Parlamento.
Siamo uomini e donne che da quattro anni, chi più, chi meno, chi
con più competenza, chi con meno competenza, chi con più impegno e
chi con meno impegno, stiamo servendo tutti le istituzioni. Tutti.
E lo posso dire senza tema di smentita: a destra, a sinistra da
opposizione a maggioranza, e non può venire nessuno ad oltraggiare
il nostro lavoro, ad oltraggiare i nostri sacrifici. Era questo il
senso della mia mozione, per il resto mi rimetto al voto dell'Aula.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Calderone.
È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ogni tanto
ricordo - l'ha fatto pure lei, ieri - a proposito della longevità.
Mi ha graziato della sua magnanimità.
PRESIDENTE. Se non meritata.
CRACOLICI. Quello lo decidono gli elettori, come lei sa.
PRESIDENTE. Ovviamente.
CRACOLICI. E devo dire, io sono stato eletto nel 2001, sono
vent'anni ed è la prima volta che facciamo una discussione in
Parlamento su un funzionario, o addirittura un ex funzionario. Se
non per fatti che attengono a vicende che eventualmente chiamano
alla responsabilità di altro tipo di funzionari, è stato il caso,
qualche mese fa, sulla vicenda sanità, e devo dire che anch'io
provo imbarazzo, come il collega Calderone, perché la battaglia
politica è battaglia politica. La battaglia politica la si fa nella
sede parlamentare, anche con la mediaticità che inevitabilmente la
battaglia politica produce, però Presidente - parto dalla fine - il
tema non è come dice Papa Francesco che il perdono è un diritto, e
quindi figurarsi se non può essere un elemento anche della
valutazione del perdono. Qui stiamo parlando delle istituzioni, io
ringrazio il collega Calderone di avere assunto l'iniziativa,
praticamente, nelle immediate ore successive, in cui sono stato
omaggiato di questo post che per la verità seguiva quegli altri
post che hanno riguardato il lavoro della Commissione Salute; per
la verità ricorderete persino che già eravamo stati, anzi, ero
stato oggetto della questione della famosa giocata a carte in
Commissione, che ho avuto modo in maniera palese - anche con un po'
di ironia, ma anche di provocazione - proprio in occasione
dell'ultima seduta in cui ha partecipato il dott. D'Urso, di
invitarlo a farmi un'altra foto, e lui mi ha risposto candidamente
no, questa volta lei non giocava a carte . Gli ho detto scelga
lei come fotografarmi . Per dire che in questo dialogo non c'è solo
l'ironia che ci può stare, ci mancherebbe, ma un sentimento di
acrimonia nei confronti di questo Parlamento, non di Cracolici,
perché il Parlamento si è permesso di fare una cosa che al dottore
D'Urso non è piaciuta, chiedere il rispetto della legge.
Cosa abbiamo fatto? Abbiamo detto no, non al dottore D'Urso, ma
abbiamo detto a tutti coloro che sono dipendenti pubblici, finito
il periodo di lavoro connesso alle leggi dello Stato, il rapporto
dal punto di vista lavorativo si fermava lì. Non abbiamo fatto una
norma anti D'Urso, abbiamo fatto una norma generale e astratta che
riguarda il dipendente pubblico a qualunque titolo sia regolato dal
rapporto contrattuale. Questa è stata la lesa maestà
Un Parlamento che si permette di fare una cosa che è stata
vissuta dal soggetto come una cosa contro di lui, lo autorizza a
delegittimarne - utilizzando espressioni gravissime - perché noi
possiamo perdonare ma non si possono far passare espressioni
gravissime in cui in questo Parlamento si approvano o non si
approvano norme col metodo della truffa, di falsificare i dati.
Una cosa sovrana, sacra - oserei dire - in un Parlamento è
l'esito del voto, di cui tutti dobbiamo prendere atto in senso o
favorevole o contrario. Questa è la regola della democrazia.
Anche l'esito del voto è stato considerato un affronto perché a
quell'esito è stato dato un giudizio di manipolazione tale da
pregiudicare una sorta di diritto sovrano, divino, spirituale - non
so che tipo di diritto è C'è stato un crescendo.
La vicenda del policlinico, dove ci si è confrontati sui problemi
del Policlinico in Commissione, come tutte le cose, chi diceva una
cosa, chi ne diceva un'altra, ma fa parte del confronto politico.
Fino ad arrivare a quel post ultimo che in qualche modo è
l'epilogo di un crescendo che non è stato fermato, Presidente, non
da questo Parlamento ma dal dante causa del dottore D'Urso che è il
Presidente della Regione che ha fatto come primo atto - una volta
che il Parlamento ha fissato la norma che non consentiva le
proroghe dei contratti - ha deciso, era nelle sue potestà ci
mancherebbe, è stata quasi una sorta di reazione anch'essa a quel
voto, ha deciso di nominarlo coordinatore del commissariato Anti-
COVID con i poteri ad esso attribuiti.
Non sto a giudicare quel lavoro - ci saranno altre occasioni e
forse altre sedi per valutare quel lavoro. Mi interessa in questo
momento discutere del dato istituzionale.
Con tutto il rispetto per il dottore D'Urso poiché per me non è
un interlocutore politico, non discuto di politica con il dottore
D'Urso. Quello che oggi metto in risalto è che questa vicenda non
può risolversi con delle scuse tardive anche perché se si fosse
reso conto di avere esagerato non avrebbe fatto l'ulteriore
affronto insultando, ironizzando sulle competenze giuridiche del
Capogruppo di Forza Italia, quindi, altro che scuse, c'è stato un
carico ma tutto questo avrebbe dovuto - ripeto - il Presidente
della Regione per rispetto che deve a questo Parlamento di cui ieri
è stato ricordato, anche il Presidente della Regione ne è
componente, avrebbe dovuto rimuovere alla radice questo dibattito,
impedire che l'Assemblea oggi potesse discutere dei comportamenti
gravi di un ex funzionario che nella qualità di sub commissario
oggi rappresenta la Regione e ne disprezza le sue istituzioni.
Ecco perché Presidente io credo che non solo questa mozione vada
votata - e per questo l'ho sottoscritta - ma va anche assunto
l'impegno che la rimozione sia un atto conseguente che discende dal
voto di indirizzo che la mozione dà al Governo e al Presidente
della Regione.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole La Rocca Ruvolo. Ne
ha facoltà.
Poi gli onorevoli Dipasquale e Lo Curto.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, signori assessori, colleghi,
io intervengo perché il primo post dell'ingegnere D'Urso è stato
postato subito dopo l'audizione che c'è stata in Commissione
Salute, la settimana scorsa. E l'audizione aveva come tema i posti
letto di terapia intensiva presso il Policlinico di Palermo.
Abbiamo semplicemente chiesto ragguagli in merito, se questi posti
letto fossero operativi o meno e in collegamento avevamo sia il
professore Giarratano che il direttore generale dell'Azienda
universitaria Policlinico Giaccone. È sorto lì un confronto
tranquillo che nulla lasciava presagire che uscito da quella
Commissione l'ingegnere D'Urso postasse sul suo profilo le
considerazioni che i colleghi hanno fatto. E questo è stato un
primo post che già indignava per la modalità.
Successivamente, lo ha modificato e ne ha messo un altro dove
aggiungeva i politici, i giornalisti e i medici che sino a quel
momento non avevano fiatato, quando i pazienti erano nella cacca .
Io voglio, da questo punto di vista dire due cose, per me
fondamentali anche da un punto di vista etico. Sono state toccate
due Istituzioni con i post che l'ingegnere D'Urso ha scritto. Il
primo post ha toccato un'Istituzione universitaria ed un
Policlinico universitario e centinaia di pazienti che in quel
Policlinico vanno a curarsi. Non mi risulta - io credo che non
risulti a nessuno in quest'Aula, e fuori da quest'Aula - che i
pazienti al Policlinico Giaccone di Palermo stessero nella cacca.
Ed è una cosa gravissima detta da un uomo delle Istituzioni perché
disincentiva, in un momento in cui viviamo la pandemia, in cui
abbiamo tremila problemi, etichettare quel posto come un posto che
viva nella cacca e che lasci vivere i pazienti nella cacca. Per me
questo è stato di una gravità inaudita.
Questa è la prima considerazione che mi sento di fare quando -
ribadisco - in quella Commissione nessuno aveva minimamente
alterato né il profilo professionale dell'ingegnere né avesse detto
qualcosa al riguardo.
Il terzo post, poi, ha riguardato quello che ha detto l'onorevole
Cracolici rispetto alla votazione che c'è stata in Aula quando i
dirigenti avevano compiuto la loro missione e, come accade in tutte
le occasioni, si va a casa e si fa il pensionato. Lui, oggi, anzi,
ha avuto il privilegio nella disavventura di gestire una pandemia
diventando l'uomo di fiducia del Presidente onorevole Musumeci,
gestendo quello che è il compito del soggetto attuatore della linea
di interventi che noi parte abbiamo visto e parte dobbiamo ancora
vedere.
E quando fa il suo comunicato, dopo la mozione - per questo mi
sento fortemente offesa sia come cittadina siciliana, come deputato
e come persona che per strada incontra gente che immagina chissà
che cosa accade in quest'Aula, questa è un'altra cosa gravissima -
ma nel suo comunicato, quando ha saputo della mozione dice: E'
evidente, quindi, che la mozione ha un chiaro intento
intimidatorio. Hai parlato male di me? E io ti caccio. Ed è
gravemente lesivo delle mie prerogative costituzionali di libertà
di pensiero e parola. Spero che il Parlamento regionale non si
macchierà di un così grave atto intimidatorio . Queste parole sono
di una gravità inaudita. Noi non abbiamo neanche la licenza, in
qualche modo di stigmatizzare dei comportamenti che hanno tirato in
ballo un Parlamento che nei confronti dell'ingegnere D'Urso ha
mantenuto un profilo lineare e tranquillo, anche quando in
Commissione, l'anno scorso, chiamato per capire come sorgevano
queste unità operative, questi reparti nuovi, ha detto che lui non
veniva in Commissione perché non aveva nessun rapporto con la
Commissione, era l'uomo di fiducia del Presidente. Eppure nessuno
di noi ha parlato.
Abbiamo parlato e, lo voglio ribadire, dopo avere letto questi
post che non solo hanno mostrato una realtà distorta ma, a mio modo
di vedere, hanno toccato istituzioni diverse che non dovevano
minimamente essere coinvolte. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole La Rocca Ruvolo.
Onorevoli, ho dimenticato l'onorevole Pasqua, però se vi volete
scambiare il turno per me
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Genovese è in congedo.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione sulla mozione n. 609
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mozione
presentata dal capogruppo di Forza Italia, onorevole Calderone, con
la quale si chiede al Presidente Musumeci di revocare con effetto
immediato l'incarico all'ing. D'Urso, perché ha esternato commenti
declassanti, così un termine utilizzato da Calderone, ma condiviso
da noi, noi l'abbiamo anche sottoscritta, non è il primo affronto
che compie in questa legislatura l'ing. D'Urso nei confronti del
Parlamento.
Alcuni esempi sono stati portati dall'onorevole Cracolici e
dall'onorevole Ruvolo. Ma io aggiungerò anche qualche altro fatto
che è già successo anche nei confronti del Parlamento ed
esattamente con il sottoscritto. Però, devo fare riferimento ad
alcuni fatti che sono successi un anno fa.
Il 15 ottobre del 2020 il Presidente Musumeci nomina l'ing.
D'Urso. Il compito principale è quello di realizzare le terapie
intensive e sub intensive con 128 milioni assegnati solo dallo
Stato, 253 intensive e 318 sub intensive.
Il 19 marzo 2021, Presidente, la prego di seguirmi perché la
chiamerò in causa, ho presentato una interrogazione a risposta
scritta al Presidente della Regione chiedendo di conoscere il sito
istituzionale previsto per legge dove verificare gli incarichi, le
spese impegnate per singola struttura, lo stato dei lavori. Una
semplice interrogazione, Presidente, quella presentata il 19 marzo
di un anno fa.
Il 7 aprile D'Urso interviene in riferimento all'interrogazione,
perché questo forse l'avete dimenticato, e attraverso un comunicato
stampa preannuncia una querela nei miei confronti solo per essermi
permesso di cercare di capire come 128 milioni volevano essere
utilizzati. Erano quelli i termini voglio sapere questo, questo '
Nessuna offesa, nessuna cosa.
L'allora Presidente Miccichè, ancora Presidente, l'11 aprile
intervenne sulla stampa, a mio avviso mandando già un segnale
chiaro al Presidente Musumeci che aveva nominato D'Urso. Non si può
denunciare un parlamentare solo perché fa una interrogazione,
perché di questo si era macchiato anche questo personaggio. Se
dovesse esserci una causa mi costituirò parte civile. D'Urso va
fermato o calmato. A mio avviso è stato già un messaggio, caro
onorevole Calderone, al Presidente della Regione affinché a questo
illustrissimo ingegnere dica calmati, non puoi insultare i
parlamentari che fanno il loro lavoro'.
La reazione dell'ingegnere D'Urso mi sembrò veramente spropositata
ed incomprensibile. Ma io non mi intimorii. Non aspettai la
risposta all'interrogazione che non è mai arrivata e attraverso gli
accessi, l'ultima volta l'ho ricordato ancora all'assessore Razza,
ancora aspetto l'interrogazione D'Urso, ancora non arrivata ad oggi
e vado all'Asp di Ragusa e faccio l'accesso agli atti. Mi rendo
conto che in data 25 gennaio del 2021, lo stesso professionista
aveva sottoscritto alla presenza del soggetto attuatore D'Urso, tre
incarichi di affidamento diretto, violando la normativa vigente che
impone la rotazione degli incarichi. In poche parole, sottoscrivono
tre incarichi e né D'Urso né il professionista si rendono conto di
non rispettare la normativa.
Dopo aver sollevato la vicenda, anche con formale denuncia alla
Procura, con protocollo interno del soggetto attuatore, vengono
comunicate all'ASP le revoche di due incarichi su tre.
Due incarichi su tre vengono revocati ma vengono stranamente
comunicati solo dopo la mia attività di denuncia. Revoche che non
contengono una motivazione, Presidente. La revoca deve rispettare
tutte le regole sul procedimento al fine di tutelare l'interesse
pubblico da eventuale pretesa risarcitoria.
Morale della favola: è vero che aveva tre incarichi e non poteva
avere il professionista né poteva conferire D'Urso - infatti, due
sono stati revocati.
Peccato che quando il professionista ed il soggetto attuatore
D'Urso li avevano sottoscritti avevano dimenticato che incarico ne
poteva essere dato e sottoscritto solo uno. Per parlare anche nel
merito, non solo nella forma, io ho fatto le interrogazioni il 19
di marzo, il 10 aprile. Ho fatto tre solleciti: il 23 giugno, l'8
settembre, il 12 gennaio al Presidente della Regione, all'Assemblea
e non ho avuto risposta. Vergogna Un anno.
Vergogna perché . lo capisco.
Ovviamente voterò la mozione, anzi la voteremo non solo per
quest'aggressività verbale della quale potrebbe fare a meno ma
perché inadeguato sia per le cose che ho ricordato in Aula sia
perché il 31 marzo finirà l'emergenza sanitaria ed ancora
aspettiamo le 250 terapie intensive, le 318 sub intensive, gli
interventi previsti per i pronto soccorso, poteri speciali,
risorse, possibilità di conferire incarichi diretti che dovevano
servire ad avere le strutture durante l'emergenza, non alla fine,
il 31 marzo.
A Ragusa - un esempio che conosco - erano previsti quattro
interventi, tre terapie intensive ed un intervento per il pronto
soccorso di Ragusa. Sapete quante ne sono pronti, inaugurati ed
aperti? Zero.
Il 31 marzo finirà l'emergenza. Musumeci revocherà l'incarico dopo
il voto? Non ci credo, l'avrebbe già fatto prima e non ci portava
qui a discutere del resto.
Del resto lo rappresenta bene: scarsa considerazione per il
Parlamento, uomo fedele, attento e disponibile affinché la Sicilia
possa diventare bellissima.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, all'età di
vent'anni ho giurato fedeltà allo Stato.
Oggi non usa più se non in alcuni settori delle istituzioni. A
quel tempo anche nella scuola si giurava fedeltà allo Stato. Che
cos'è la fedeltà. La fedeltà è l'affidabilità, è la capacità di
trasmettere ed avere fiducia. Noi siamo nelle istituzioni, le
rappresentiamo.
Per una vita nella scuola ho cercato di trasmettere questo senso
della fedeltà, fedeltà alle istituzioni democratiche che ciascuna
persona che vive nella Pubblica Amministrazione con le proprie
condotte, con le proprie parole, con i propri atteggiamenti deve
poter testimoniare.
Noi siamo lo Stato e le istituzioni democratiche, e coloro che le
rappresentano, hanno una funzione pedagogica fondamentale. La
politica ha una funziona pedagogica fondamentale, ciascuno di noi,
care colleghe, abbiamo la possibilità ed il dovere di esercitare
questa funzione perché con i nostri comportamenti trasmettiamo un
sistema di valori che lo Stato democratico, nato dalle macerie di
una guerra, di una guerra che certamente non tutti gli Italiani
hanno voluto, ha determinato che nascesse la democrazia.
Oggi i leoni da tastiera cui si iscrive anche il dottore D'Urso si
esercitano invece in questa, come dire, folle volontà di dire
qualunque cosa, ritenendo che la democrazia sia a loro uso e
consumo, dimenticando invece che la democrazia risponde a
determinate regole e che gli uomini e le donne che vivono nelle
istituzioni, a qualsiasi livello e a qualsiasi tipo, in qualsiasi
ruolo hanno il dovere di rispettare queste regole, di uniformarsi a
quelle regole che sono state richiamate nella mozione.
Vede, oggi, mi sarei aspettata una cosa, Presidente, non le scuse
a questo Parlamento, alla sua persona, ai deputati che sono stati
offesi, all'istituzione del Parlamento che viene ridicolizzata,
viene accusata di frodare con un voto taroccato la concretezza, la
legalità, la realtà, la trasparenza di quello che accade nel libero
esercizio anche delle nostre funzioni parlamentari che a noi la
legge assegna, attenzione, non il capriccio, l'arbitrio o la
dimensione individuale con cui possiamo affrontare alcune cose. C'è
un Regolamento, ci sono le regole che noi rispettiamo. Ecco, tutto
questo.
Oggi mi sarei aspettata da D'Urso non le scuse al Parlamento
solamente, mi sarei anche aspettata le scuse profonde,
profondissime al Presidente della Regione. Non lo so se l'ha fatto,
collega, ma non sono pervenute qua, mi sarei aspettata con le scuse
anche un atto di, come dire, riconoscimento di un comportamento non
fedele e quando si parla di fedeltà è proprio quel tipo di fedeltà
non la fedeltà dei cani che seguono il padrone perché lo adorano e
non sanno scegliere, ma la fedeltà di chi sa quale via deve
scegliere per essere affidabile e per potere confidare nella
fiducia che gli viene riconosciuta con un atto formale perché è
chiaro che è stato incaricato dal Presidente.
Io mi sarei aspettata con le scuse anche le dimissioni, perché una
persona che ha fede in alcuni valori, per primo doveva rispondere
al Presidente, al Parlamento, con le proprie dimissioni. Questo era
l'atto di maggiore fedeltà all'Istituzione sacra che lui ha offeso
e all'uomo che di questa istituzione, come dire, fa parte perché il
Presidente è un deputato ma oltre che essere un deputato è a capo
del Governo e, quindi, ha messo in discussione anche la fiducia che
il Presidente gli ha manifestato.
Questa è una cosa di una gravità notevole ed è altrettanto grave
che questo signore, da uomo che ha ricevuto un incarico fiduciario,
tradendo quella fiducia che non è solo negli atti consequenziali
alla sua mission, cioè ha fatto bene il suo lavoro, non è solo
questo, il far bene il suo lavoro lo si fa anche con i
comportamenti, con le parole, con la scelta di essere o non essere
e lui ha scelto di stare da una parte diversa da quella delle
istituzioni di cui ha fatto parte.
E' drammatica questa realtà, è una cosa inaccettabile e da persona
delle istituzioni che ha avuto sempre in mente l'idea di quella
fiducia che lo Stato mi ha dato a suo tempo quando sono entrata a
vent'anni, poco più che bambina, nella scuola, ecco, di quella
fiducia io voglio sempre essere responsabile, Presidente. Quella
fiducia non l'ho mai tradita perché ho educato, istruito,
insegnato, e non solo ho fatto questo ma ho diretto la scuola
trasmettendo gli stessi valori e ho fatto politica e sono da madre
custode di quel valore.
Per cui che sia messa ai voti quella mozione perché ciascuno, in
libertà, possa esprimere il proprio ruolo e ciò che per mandato
democratico della legge possiamo esercitare in nome e per conto del
popolo siciliano. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lo Curto. E' iscritto a parlare
l'onorevole Pasqua. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, Assessori, colleghi, dopo avere
ascoltato tutti questi interventi mi viene da dire innanzitutto
questo: non dovevamo arrivare a questo punto, non si doveva
arrivare a questo punto. E spiego perché. Non dovevamo arrivare a
costringere - perché così è stato - il Capogruppo di una forza
appartenente alla maggioranza di Governo a dover presentare una
mozione, perché se si è arrivati a questo vuol dire che c'è un
problema enorme. Ma è un problema tutto all'interno dei rapporti
fra Parlamento e Presidenza della Regione. Spiegherò anche questo.
Non si doveva arrivare, all'ultimo momento, con delle scuse lì
all'istante, presentate qualche minuto prima, poi corrette con un
messaggio al volo, con questo messaggio che riprende le parole del
Presidente appena pronunciate. Non si doveva arrivare a questo
punto.
Non ripercorrerò tutta l'escalation, tutto questo crescendo
rossiniano - come ha ben definito il collega Calderone - di
affermazioni della persona in questione, dell'ingegnere D'Urso.
Non si doveva arrivare, perché doveva essere quanto meno
redarguito da qualcuno e, in questo caso, il compito era del
Presidente della Regione che lo aveva posizionato in
quell'incarico, che doveva stare attento e dire: guarda, stai
superando i limiti.
Perché i limiti - vede Presidente - sono stati superati già al
momento del voto. Ve lo ricordate quel famoso voto del 6 agosto
2020? Era il 6 agosto 2020, io ero capogruppo del Movimento Cinque
Stelle, nel mio ruolo, in piena legittimità, ho presentato un
emendamento soppressivo di quell'articolo 3, famosissimo,
famigerato, che chiedeva di prolungare la permanenza di alcuni - in
quel caso era uno, forse due, quell'anno - dirigenti della Regione
siciliana per farli permanere anche oltre il termine del periodo di
quiescenza.
Ebbene, in quell'intervento che ho fatto da quel pulpito dissi una
cosa, chiara, semplice, elementare; non ho fatto alcuna offesa
verso quella persona, nessuno ha offeso da questi scranni, nessuno
di questo Parlamento ha offeso la persona dell'ingegnere D'Urso.
Avevamo chiesto semplicemente al Governo: perché devi arrivare a
questo punto? Hai avuto due anni e otto mesi - a quel tempo erano
due anni e otto mesi - per ragionare sul fatto che ti stava venendo
a mancare, che presto avresti perso un alto dirigente molto bravo,
quindi dovevi affiancargli qualcuno per farlo istruire e sostituire
naturalmente come avviene sempre.
Nessuno di noi si è espresso con termini sbagliati. L'indomani
della votazione primi messaggi social, primi improperi rivolti non
solo ai parlamentari, ma anche all'Istituzione. E' l'Istituzione
che è stata offesa. L'Istituzione è stata offesa. Quando chiesi
quel voto segreto di quel 6 agosto, lo sapete perché l'ho fatto?
Perché si parlava della persona. Non dovevamo arrivare a questo
punto, a dover parlare di una persona in quest'Assemblea Noi
parliamo di categorie, parliamo di persone nella generalità,
parliamo di cittadini, non parliamo di una persona. Eppure ci
hanno costretti. Ci ha costretti la stessa persona e il suo dante
causa perché dopo quell'evento, primi scontri, poi ulteriori, poi
altri - li hanno citati i colleghi - ultimo quello della
Commissione Salute', l'indomani della Commissione' Salute', che è
stata condotta nella maniera - mi creda Presidente - nella maniera
più limpida, pulita e tranquilla che ci sia mai stata. Eravamo
presenti la Presidente La Rocca Ruvolo, che ha condotto in maniera
lineare, perfetta quella seduta, il collega Cracolici, il
sottoscritto, ed abbiamo chiesto spiegazioni sui numeri dei posti
letto di terapia intensiva pronti.
E lo sapete qual era il problema? Il problema era che quei
diciassette posti di terapia intensiva del Policlinico di Palermo
erano stati dati per disponibili a settembre 2021, effettivamente
poi erano disponibili sul serio solamente a gennaio 2022 e avevamo
chiesto spiegazioni, avevamo chiesto ulteriori informazioni
riguardanti se erano stati comunicati correttamente quei dati al
Ministero della salute. Questo avevamo chiesto. L'indomani
investiti da ulteriori offese e anche l'Assemblea investita da
offese.
Bene, non c'è da chiedere il perdono. Queste sono scuse, secondo
me arrivate in maniera esageratamente tardiva e probabilmente
sollecitate dallo stesso Presidente, perché gli riconosco la
correttezza e la rettezza morale, però non dovevamo arrivare a
questo punto. Adesso mi dispiace, adesso arriviamo al voto. Noi
voteremo favorevolmente questa mozione che abbiamo anche
sottoscritto e lo stesso invitiamo a fare tutti quanti i colleghi.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pasqua. Se non ci sono altri
interventi Ah L'onorevole Assenza. Ha facoltà di parlare.
ASSENZA. Sì, grazie Presidente.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Assenza, ci sono altri che
devono intervenire? Aricò pure? Non lo avevate chiesto prima.
Chiedo un attimo scusa. Tancredi. Tutti ora vi siete scatenati?
Pagana l'ho già segnato. Basta. Prego, onorevole Assenza, chiedo
scusa.
ASSENZA. Grazie, Presidente. Io non ho la stessa longevità
parlamentare dell'onorevole Cracolici, forse sono più anziano,
purtroppo di età, questo mi dispiace, però vedere una seduta del
Parlamento siciliano volta a processare un uomo e non per quello
che ha fatto nella sua azione ammnistrativa o nella gestione del
suo servizio, ma perché alcune frasi infelici - lo voglio dire a
chiare lettere -, indecorose di cui lo stesso si deve pentire e
vergognare, perché su questo dobbiamo essere chiari, nessuna
giustificazione alle frasi dette.
Ma su tutte queste frasi postate sui social - vedo con piacere che
avete tutto questo tempo di curiosare, di smanettare sui social
fortunati voi io questo tempo da anni non ce l'ho e non riesco ad
averlo -, quindi avete su questo un giusto risentimento, lo
ribadisco, però ha messo in scena avvocato Calderone, mi perdoni,
una mozione che può sembrare corretta, però poi voi mi dovreste
spiegare quali sono le violazioni del codice citato nella mozione
che
(Intervento fuori microfono)
ASSENZA No, no, no, caro collega, l'articolo 192 no, no, no,
riguarda no, perdonatemi, perdonatemi, voi dovete addebitare
all'ingegnere D'Urso la violazione dei doveri di diligenza, lealtà,
imparzialità e buona condotta nella sua azione amministrativa, non
potete censurare con una mozione del genere invocando, addirittura,
la decadenza sulle frasi ripeto da condannare, da biasimare dette
sui social o altrove, non c'entra assolutamente nulla; stiamo
imbastendo una mostruosità anche giuridica sul nulla. Va bene.
(Intervento fuori microfono)
ASSENZA. Decora e onora Sì, dell'azione amministrativa, non delle
persone, non delle persone
Detto ciò, e ripeto, nessuno vuole giustificare quello che è
avvenuto, avevo veramente apprezzato l'intervento dell'onorevole
Calderone perché, nel momento in cui un personaggio simile che non
è facile, che non ha un bel carattere, che ha fatto, mi dicono, io
sono quasi un novellino di quest'Assemblea, la storia
dell'amministrazione siciliana assumendo ruoli apicali con diversi
governi di ogni colore e quant'altro, che un personaggio di questo
tipo formuli delle scuse, perché sono scuse ufficiali, onorevole Lo
Curto, sono scuse ufficiali rivolte al presidente Micciché e al
presidente Musumeci in entrambe le comunicazioni. Io credo che sia
questa la punizione più grande che si poteva infliggere ad un
personaggio come l'ingegnere D'Urso che, però, va redarguito per
come si è comportato e per quello che ha fatto, per cui chiedo ai
colleghi, se l'onorevole Calderone ha la bontà di ascoltarmi
PRESIDENTE. Onorevoli, vi posso pregare, io tra l'altro col fatto
che tiene la mascherina, già faccio fatica a capire ciò che dice.
Onorevole Mancuso, la prego, se fate parlare l'onorevole Assenza
che è accanto a voi. Grazie.
ASSENZA. Quindi, chiedo al primo firmatario e agli altri
firmatari, perché un segnale deve essere dato, di trasformare
quella che è una mozione che impegna alla rimozione, in una mozione
di censura che verrebbe, questa sì, credo, votata all'unanimità da
tutto il Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, lei ricorderà, io ho seguito
perfettamente il suo intervento, che proprio in base a quello che
lei ha detto oggi quando discutemmo ai tempi della possibilità di
adire le vie legali perché consideravamo le cose che erano state
dette dall'ingegnere D'Urso comunque gravi ed offensive, lei mi
convinse pienamente del fatto che adire le vie legali sarebbe
stato, probabilmente, un errore e io le diedi assolutamente
ragione, tanto che l'Assemblea non fece nulla in quell'occasione
nei confronti dell'ingegnere D'Urso. Così come sono assolutamente
convinto che si potrebbe pure non votare oggi perché quello che
doveva arrivare all'ingegnere D'Urso gli arriva attraverso questo
dibattito, però le devo dire sinceramente che speravo - ora ci
vuole la parola dell'onorevole Pasqua - di non arrivare a questo
punto.
Se ci fosse stata una presa di posizione con una palese reprimenda
da parte del Presidente della Regione forse non ci saremmo
arrivati, perché ripeto il problema dal punto di vista
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Assenza)
PRESIDENTE. No, è politico
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Assenza)
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, con il rispetto enorme che ho nei
suoi confronti e che lei conosce, questo è un Parlamento, fa
politica, perché se avessimo avuto intenzione di fare attività
giudiziaria l'avremmo denunciato ai tempi, non può non dare la
possibilità a un Parlamento di fare politica e non c'è dubbio che
questa è politica perché il fatto che l'ingegnere D'Urso continua a
offenderci e nessuno gli dice mai niente è un problema politico.
Ripeto, il suo intervento è perfetto, lei ha perfettamente
ragione, tant'è che quando è stato a suo tempo abbiamo deciso
insieme, non so era in Consiglio di Presidenza, ma decidemmo
tranquillamente insieme di non andare avanti su quella strada.
Però, un dibattito politico non si può non fare e quindi le dico
sinceramente, come parlo sempre con sincerità, probabilmente si
poteva evitare.
Io ieri parlando con l'onorevole Aricò, quando mi disse perché era
una cosa brutta farlo e sono d'accordo con lui perché è un brutto
dibattito questo qua, mi disse cosa potevamo fare per evitarlo,
oggettivamente, un'azione, un atto, poteva essere fatto e l'avremmo
evitato, il fatto di essere ormai arrivati qui, avere la mozione in
votazione e quant'altro, a questo punto veramente, dico, sarebbe
Ripeto, per me, questa votazione si potrebbe pure non fare perché
appunto poi quando facciamo passare la mozione, il Presidente della
Regione avrebbe un obbligo ancora politico, non certamente
giuridico di licenziare o non licenziare il signor D'Urso, però non
c'è dubbio che il non essere successo niente, come se questa cosa
non fosse successa è una delle cose che ci costringe oggi a questo
dibattito. Le chiedo scusa perché la rispetto troppo e sono sempre
troppo affascinato dal suo modo di parlare e delle cose che dice,
però non c'è dubbio che oggi ci troviamo in una situazione
certamente di grande difficoltà.
E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Grazie, Presidente. Come lei sa, in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, lei si ricorderà che avevo
manifestato delle grandi perplessità sulla trattazione di questa
mozione per una serie di motivi che ho enunciato in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari ma che esporrò anche adesso
perché è chiaro che il presupposto sul quale si basa la mozione è
l'equiparazione della figura di questo, in questo momento, privato
cittadino a tutti gli effetti con la funzione di un dirigente
regionale ma, di fatto, non ne ha alcuna attinenza.
Io credo che questa mozione non sarebbe dovuta mai arrivare in
Aula, penso che gli Uffici l'avrebbero dovuta fermare perché, in
questo momento, la struttura commissariale del Commissario delegato
per l'emergenza Covid, ricordo a me stesso, è una struttura che è
totalmente slegata dall'amministrazione regionale e per questo
credo che mai e poi mai si sarebbe dovuta discutere una mozione di
questo tenore all'interno del Parlamento regionale.
E' chiaro che non fa mai piacere leggere degli attacchi spesso
anche immotivati nei confronti del Parlamento e, quindi, è chiaro
che su questo aspetto tutti noi, quelli che riusciamo ancora a
guardare quello che viene detto sui social, ovviamente ce ne
dogliamo, ma da qui ad arrivare a creare una discussione d'Aula,
un'intera seduta d'Aula che discute di questo, francamente sono
estremamente perplesso e, come lei ha ben detto, probabilmente
sarebbe il caso che non venisse votata questa mozione,
probabilmente dovrebbe essere ritirata ma, siccome stiamo parlando
anche di una serie di riferimenti normativi, mi sono permesso di
andare a prendere il codice di comportamento che viene applicato
dai ministeri ai quali, in questo momento, si dovrebbe rifare
l'ingegnere D'Urso perché essendo agganciato ad una struttura
commissariale, a quelli dovrebbe rivolgersi.
Ebbene, il punto 8 dell'articolo 1 dice testualmente: per la
violazione degli obblighi di cui ai punti 2 , che sarebbero tutta
una serie di, come dire, specifiche di comportamento dei dirigenti
e dei consulenti che lavorano in queste strutture
Allora, lo leggo testualmente se il mio telefono me lo permette:
per la violazione degli obblighi di cui ai punti no, l'ho perso.
E allora, in pratica, il massimo di sanzione, il massimo è una
multa di quattro giorni, una multa
(Intervento fuori microfono)
TANCREDI è il punto 8 dell'articolo 1 del codice di comportamento
dei ministeri. Si parte dal richiamo verbale ad una piccola multa,
noi ne stiamo chiedendo la rimozione, quindi anche a livello
ministeriale, questo tipo di violazione è una violazione normata
che prevede una sanzione minima, noi addirittura ne chiediamo il
licenziamento, fermo restando che credo che sia necessario che non
si voti questa mozione perché questo Parlamento votando questa
mozione sicuramente non darebbe prova elevata di sé. Grazie.
PRESIDENTE. Ripeto a tutti che il Presidente della Regione non ha
obblighi giuridici, dal punto di vista della politica è un'altra
cosa.
E' iscritta a parlare l'onorevole Pagana. Ne ha facoltà.
PAGANA. Rinuncio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha
facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, Assessori, colleghi, le ho già
manifestato in più occasioni la perplessità di poter avviare oggi e
riunirci, riunire un Parlamento per trattare questo genere di
mozione.
Oggi, rispetto agli interventi che si sono succeduti dai banchi di
quest'Aula, sembrerebbe quasi che il più antico Parlamento d'Europa
sia stato quasi declassato ad un Consiglio di disciplina. Stiamo
disquisendo qui qual è l'articolo ministeriale che interessa per
far sì di multare, licenziare o redarguire quel soggetto che lavora
per la Pubblica Amministrazione.
Ormai, purtroppo, è cosi, Presidente, facebook, ed i social
network sono entrati a gamba tesa anche in Parlamento. E non è una
cosa di cui andare fiero, almeno io non ritengo, oggi, partecipando
a questa seduta di Parlamento, di essere fiero e orgoglioso del
lavoro che stiamo facendo anche perché poi, Presidente, avendoci
fornito l'Ufficio di Presidenza l'opuscoletto che abbiamo su tutte
le mozioni che ci sono, che giacciono qui da mesi e mesi, l'avere
dato priorità - e ricordo in Conferenza dei Capigruppo il mio
Gruppo parlamentare era contrario affinché si svolgesse questa
mozione e che si desse priorità alla trattazione della mozione
perché ci sono temi importantissimi: dal dissesto idrogeologico ai
meccanismi ferroviari che vanno a rilento, all'agricoltura, alle
attività produttive, alle imprese.
Oggi, noi abbiamo deciso di trattare questo argomento e l'abbiamo
fatto non so per quale motivo, forse ha detto bene lei qualche
minuto fa, Presidente, perché stiamo facendo politica. E questo
Parlamento si trova a fare politica su uno scontro strano, su un
dirigente di cui, al di là dei post scritti su facebook e abbiamo
avuto modo di apprezzare le sue scuse che sono state rivolte a lei
Presidente dell'Assemblea e quindi a tutti noi rappresentanti del
Parlamento e al Presidente della Regione e quindi al Governo e a
tutta la Regione.
Un ex dirigente regionale che ha lavorato in maniera egregia in
questi mesi. Presidente, io sono di Palermo come lei e qualche ora
fa sono passato davanti al Pronto Soccorso di Villa Sofia,
causalmente, ed è uno dei tanti interventi che in questi mesi sono
stati ammessi in atto dall'ingegnere D'Urso. E vedendo anche le
tabelle sulle altre Regioni d'Italia, vedere che la Regione che ha
speso di più in percentuale, ben l'80 per cento, sulle somme
richieste questo sì che mi riempie di orgoglio.
Presidente, a noi bastano le scuse e basta il lavoro che in questi
mesi la struttura commissariale, il Governo in raccordo con
l'Assessorato alla Sanità ha portato avanti.
Mi dispiace una cosa, Presidente, ne sto parlando soltanto perché
ne ha parlato nel suo intervento il collega Pasqua, di quel famoso
voto del 6 agosto 2020 quando si ebbe a chiedere il voto segreto.
Ma voglio chiedervi: perché utilizzare ed essere un vanto l'aver
chiesto il voto segreto? Perché non metterci la faccia su quella
scelta? Non si capisce. Dopodiché, signor Presidente, ed io l'ho
detto in Conferenza dei Capigruppo e mi riassumo ora quello che
dirò tra qualche secondo: c'è stato almeno, in quella occasione, un
voto in più. Presidente, c'è stato almeno un voto in più, se non
due. E di questo voto, signor Presidente, i verbali dell'Assemblea
neanche ne fanno menzione.
Questo mi dispiace, perché il Parlamento dovrebbe essere di
cristallo, dovrebbe essere un approccio che tutti i cittadini
dovrebbero avere per avere i dati certi e dobbiamo sapere che in
quella occasione lei ebbe a dire in Conferenza dei Capigruppo, che
era assente al momento di quel voto, che probabilmente non sarebbe
cambiato l'esito del voto ma, intanto, una cosa è certa,
Presidente, io ero lì e almeno un collega del Movimento Cinque
Stelle ha votato per un deputato in congedo.
So che sto facendo una denuncia in questo momento, ma mi assumo
esattamente le responsabilità di quanto sto dicendo.
Dopodiché, Presidente, vorrei che fossi smentito da fatti a costo
di prendere il video di quella seduta, sappiamo che questa seduta è
stata voluta per dare priorità su tutta una serie di emergenze che
la nostra Regione vive.
Stiamo dando alla gente, alla Sicilia che ci sta ascoltando
l'impressione che l'emergenza del Parlamento sia dire sì o no
all'ingegnere D'Urso e io questo lo voglio rifiutare a me stesso e
a chi mi ascolta.
Vedere i banchi dell'opposizione pieni, pieni - parlate con uno
che si assenta zero volte nell'arco dell'anno -, vedere lo scontro
politico su un ex dirigente che ha fatto grandi cose e ha portato
avanti grandi opere pubbliche e dopodiché si è anche scusato per i
post pubblicati sul suo profilo facebook per me, Presidente, la
vicenda dovrebbe essere chiusa.
Spero che possa decidere di non mettere in votazione e di passare
ad argomenti all'ordine del giorno ben più importanti.
Il Parlamento dovrebbe essere investito di argomenti ben più
importanti, questo è l'auspicio che mi auguro.
PRESIDENTE. Onorevole Aricò, devo intervenire a difesa del
Parlamento ed anche a difesa sua.
Quando dice che c'è stato un voto in più perché c'era il voto
dell'onorevole Cappello che risultava assente.
ARICO'. Risultava in congedo.
PRESIDENTE. Era prima presente e poi andato via ed è entrato in
congedo.
Onorevole Aricò, non interrompo nessuno ma stiamo facendo un
dibattito, per quanto pesante comunque civile e regolare.
E' chiaro che sappiamo tutti come si vota.
Intanto sul fatto che la gente non si trovava, ricordo che
l'onorevole Zitelli disse che non risultava quel voto, siamo andati
a vedere e c'era perché non risultava nel tabellone e avevamo detto
più volte in quel periodo
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Aricò)
PRESIDENTE. Onorevole Aricò, so quello che lei ha detto. Mi fa
finire? L'ho lasciata parlare anche due minuti in più di quanto era
il suo tempo, mi faccia rispondere.
Non è che il tasto si preme da solo? Il deputato che ha premuto
il tasto con il tesserino di Cappello non lo ha fatto col suo - ma
questo è fin troppo ovvio
Due mani? Non c'erano due mani.
Onorevole Aricò, le chiedo di ascoltarmi, non stiamo discutendo
ancora di quel voto su cui ho comunque fatto un'indagine quel
giorno stesso e se anche ci fosse stato quel voto anomalo
Onorevole Aricò sto parlando altrimenti vada fuori
che comunque ripeto non era certamente dovuto a dolo, questo è
sicuro perché conosco tutti voi e nessuno di voi si permetterebbe
di fare un dolo
Ammesso e non concesso, quel voto non era comunque determinante
rispetto al risultato della votazione che dava per quattro voti la
differenza fra i sì e i no. Per cui, certamente non era quello il
problema.
Oggi sto discutendo insieme a voi una mozione che non riguarda
quel voto perché anche sulle scuse dell'ingegnere D'Urso fossero
arrivate scuse a me, all'onorevole Pasqua e all'onorevole Cracolici
che siamo stati tacciati di essere imbroglioni, ancora ancora io
avrei potuto anche valutare diversamente. Queste scuse, onorevole
Assenza, sono scuse su un argomento che non è quello che riguarda
me, Pasqua e Cracolici che siamo quelli che sono stati
assolutamente accusati di avere fatto un dolo. Queste scuse
riguardano problemi della sanità che non riguardano quel post in
cui lui dice che io, personalmente, Presidente dell'Assemblea,
onorevole Pasqua, Capogruppo del Movimento Cinque Stelle e
l'onorevole Cracolici, persona alla quale si può volere bene o no,
ma certamente è una persona di assoluto rispetto in quest'Aula,
veniamo tacciati per imbroglioni, per taroccatori e veniamo
accusati di avere fatto un dolo. È questo il problema
Ripeto, personalmente oggi neanche volevo presiedere, proprio
perché riguardava una cosa mia e avevo chiesto a qualcun altro -
onorevole Lantieri, mi scusi - avevo chiesto al Segretario se c'era
un vicepresidente che potesse presiedere al posto mio proprio
perché volevo evitare di presiedere, essere direttamente
interessato. Purtroppo vicepresidenti non ce ne sono, perché sono
fuori, e quindi non ho potuto fare altro che presiedere.
Però, se noi dobbiamo fare un ragionamento serio e sereno,
onorevole Assenza, voglio vedere se fosse stato al contrario quale
sarebbe stata la reazione. E non se l'abbia a male. Perché è questa
la verità. Non è possibile che il Parlamento se fosse stato offeso
il Governo io le garantisco che sarei intervenuto, con certezza. Se
qualcuno avesse offeso in maniera precisa, dicendo che era stato
fatto un imbroglio
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Assenza)
PRESIDENTE. Io ho consigliato a tutti voi di dire al Presidente
Musumeci di presentare un minimo di atto per evitare questa
mozione. Non è stato fatto, onorevole Assenza. Ma che cosa volete?
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi mettiamo in votazione la
mozione.
CAPPELLO. Sarò molto breve. A me dispiace francamente che il
dibattito abbia preso questa piega, Presidente perché, con molta
onestà, esprimo anche un mio personale imbarazzo in questa
discussione che rischia di vedere quasi un Parlamento di
intoccabili nei confronti di un povero pensionato che si ritrova,
però, ad essere titolare di super poteri conferiti direttamente dal
Presidente della Regione, per averli ricevuti da Arcuri a suo tempo
che è responsabile della realizzazione del Piano di rafforzamento
delle terapie intensive.
Non stiamo parlando di un pensionato qualunque, vittima ad un
certo punto e ad una certa età dei social, vittima dei like,
vittima del dibattito che si può condurre altrove, dal proprio
ufficio, dal proprio Palazzo, parliamo di una persona che - ripeto
- è titolare ed ha una precisa responsabilità. Ecco perché io non
sono d'accordo col ragionamento che ha svolto l'onorevole Assenza.
E, Presidente Miccichè, mi creda ma nemmeno mio nipote di due
anni scriverebbe mai non lo faccio più . Perché questo vuol dire,
quando questo signore scrive ho profondo rispetto del Parlamento e
non si ripeteranno fatti analoghi . Io non lo voglio neanche
qualificare questo messaggio che la Signoria Vostra ha ricevuto. Ma
una cosa la so, però, Presidente. Possiamo continuare a tenere in
quel posto una persona che non ha il controllo di sé stesso e che
sui social dimostra di non avere alcun rispetto, alcun freno
inibitorio? Possiamo continuare a sopportare una persona che è in
ritardo di mesi sull'esecuzione del Piano di rafforzamento delle
terapie intensive?
Presidente Miccichè, la pandemia sta per finire e noi siamo
ancora in attesa che quel Piano venga eseguito e realizzato. Lo ha
detto il Presidente La Rocca Ruvolo all'inizio quando la
commissione decise di sentirlo. L'ing. D'Urso rispose al Presidente
della commissione Sanità che non essendo più dipendente non aveva
alcun obbligo di rendicontare la commissione, come se la
commissione quando chiede a chi si occupa, in quel caso del piano
di rafforzamento delle terapie intensive avesse leso la maestà di
uno dotato di super poteri ricevuti appunto dal Presidente della
Regione.
Allora, Presidente Miccichè, la verità che queste scuse non sono
insufficienti perché non seguono o non sono precedute da
dimissioni, ma perché dovevano essere precedute da un atto di
revoca da parte del Presidente Musumeci che ne è perfettamente
corresponsabile. D'altro canto come si dice in Sicilia un si
pigghianu si nun si rassumigghiano'.
PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare. Ha facoltà di
parlare l'assessore Razza.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, sarebbe un
fuor d'opera se al termine del dibattito che si è svolto e
rivolgendosi la mozione presentata al Governo della Regione, il
Governo fosse silente di fronte al dibattito che c'è stato.
Io non ho nessuna difficoltà a dire, così come mi è capitato di
fare anche in privato, interpretando autenticamente direi, le
parole del Presidente della Regione che in questo momento nessuno
ritiene possano essere condivise o difese le espressioni utilizzate
dall'ing. D'Urso che, voglio dirlo perché rimanga anche agli atti
dell'Assemblea regionale siciliana, non soltanto in quest'ultima
occasione ma anche in altre occasioni, era intervenuto e sulle sue
dichiarazioni più volte era dovuto intervenire proprio il
Presidente della Regione e qualche volta era capitato anche a me.
Fermo restando che non c'è una sola persona all'interno di
quest'Aula o dalla parte dei banchi dell'Assemblea regionale o
dalla parte dei banchi del Governo che pensi che chiunque svolga
una funzione pubblica, quale che essa sia e in qualsiasi ruolo,
chiamata a svolgerla debba essere tenuto al limite della
continenza, al dovere della correttezza, dell'espressione, io penso
però che accomunare le dichiarazioni che sono state propalate
dall'ing. D'Urso al lavoro che è stato svolto dalla struttura
commissariale nell'interesse del sistema sanitario della nostra
Regione, sia un grande errore.
Perché vedete, se è certamente vero, forse nella caratteristica
umana, voi l'ingegnere D'Urso per conoscenza dei Palazzi della
Regione, probabilmente molti di voi lo conoscono da prima di me, io
non voglio difendere chi ha un carattere difficile, perché io
stesso riconosco di averne uno impossibile e quindi da questo punto
di vista non voglio intervenire. Però un fatto è certo. Da un lato
ci sono delle espressioni che sono state correttamente giudicate
lesive delle istituzioni, e lesive della stessa fiducia che il
Presidente della Regione ha riposto nei confronti dell'ing. D'Urso,
dall'altro c'è un lavoro che è stato svolto che non ci vede tra le
ultime Regioni italiane ma che ci vede come la prima Regione
italiana che non è in ritardo rispetto ai tempi della pandemia, ma
che è in linea con la realizzazione di attività che non erano state
pensate dal Governo nazionale nel decreto legge che le ha previste
come connesse alla pandemia, ma come legate ad un ridimensionamento
strutturale e stabile della rete delle terapie intensive, sub
intensive di tutte le Regione italiane.
A fronte di questo, Presidente, Calderone nella mozione invoca la
violazione del codice di comportamento dei dipendenti, dei
dirigenti e del personale che, non essendo dipendente e dirigente,
comunque svolge delle funzioni nell'interesse della Regione
siciliana. All'articolo 16 la norma che è richiamata nel computo
della motivazione individua e gradua un diverso livello di
responsabilità.
Ecco perché io ritengo che sia necessario prendere atto di quanto
accaduto e che sarebbe davvero un fuor d'opera ed una mancanza di
rispetto del Parlamento tutto e dei tre parlamentari, a partire dal
Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, che sono stati
chiamati direttamente in causa.
Quello che, secondo me, sarà necessario fare, ed in questo si
valutava e si auspicava, da parte nostra, come Governo della
Regione, una ridefinizione della parte d'impegno del Governo nella
mozione per ritenere che, nell'ambito della normativa citata, vi
potesse essere una gradualità di profili disciplinari e di
responsabilità che siano connessi al livello della responsabilità
disciplinare che eventualmente emerge dalla condotta così come è
stata valutata.
Vedete, non è un tecnicismo giuridico perché da un lato è vero
che la condotta, il comportamento e le dichiarazioni sono
certamente meritevoli di un'attenzione e, quindi, dovranno essere
censurate e, quindi, ritengo saranno censurate, anche alla luce del
voto della mozione; dall'altro lato c'è un compito ed è il problema
del principio di bilanciamento di un'attività che è in corso di
definizione e che abbisogna di completarsi nei tempi previsti dalla
legge ed affidati al commissario ed un'emergenza sanitaria che, sul
fronte dell'emergenza scade al 31 marzo a legislazione vigente e
che merita di non dover interrompere anche alcune delle procedure
di gara pubblica e di evidenza pubblica che sono in corso.
Quindi, ovviamente da parte del Governo c'è una condivisione del
severo giudizio che è stato espresso in relazione alle
dichiarazioni che l'ingegnere D'Urso ha reso.
La valutazione nel merito di ogni provvedimento che dovrà essere
assunto, penso che ciascuno di voi condivida che dovrà tenere conto
anche di alcuni principi di continuità amministrativa che non
possono essere derogati.
PRESIDENTE. Assessore Razza, io anche il suo intervento l'ho
ascoltato con grandissimo piacere ed interesse.
Vorrei ricordarle una cosa, che nel 2003, il Presidente
Berlusconi, Presidente del Consiglio, dovette licenziare il
Ministro degli interni, non un funzionario, un dirigente, il
Ministro degli interni che stava lavorando non bene, benissimo,
perché ritenne che comunque non si poteva reggere il fatto che un
suo uomo offendesse un sindacalista, e non lo voleva fare, fu una
cosa che gli scappò, onestamente eravamo tutti disperati per quella
cosa. Non l'ha reiterato sei volte, ha fatto una battuta che gli è
costata questo. Ma il Presidente Berlusconi lo ha chiamato e gli ha
detto ti prego, non farti licenziare, dimettiti . Allora, questa è
la politica
Io, ripeto, che per me questa mozione si può pure non votare
perché tanto non c'è l'obbligo giuridico del Presidente Musumeci di
licenziare chicchessia, è un obbligo morale e, secondo me, con
l'obbligo morale possiamo fare a meno della mozione.
Perché il problema è di avere una persona indegna che rappresenta
il Presidente della Regione e, ripeto, così come il Presidente
Berlusconi fu costretto, piangendo, a licenziare Claudio Scajola,
Ministro degli interni, che stava facendo benissimo, non bene, il
suo mestiere perché gli era scappata una battuta, il sig. Tuccio
D'Urso ha reiterato sei volte queste offese nei nostri confronti ed
ancora questo Governo ritiene che bisogna tenere atto del fatto che
sia bravo.
Ce ne sono mille bravi, se lo vuole sapere, che possono fare
quello che facendo oggi Tuccio D'Urso
Io credo che quello vostro è un dovere morale che avete nei
confronti del Parlamento, del suo Presidente e di tutti i deputati.
Dopo di che, ripeto, per quanto mi riguarda, se l'Assemblea è
d'accordo - do la parola all'onorevole Calderone che me l'ha
chiesta - non m'interessa il voto perché non c'è nessun obbligo.
Io sto dicendo, per me, io sto dicendo che, per quanto mi
riguarda, non m'interesserebbe nemmeno il voto ma la responsabilità
morale di chi deve trovare una soluzione a questo problema, quella
m'interessa.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Calderone.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente io,
se dovessi dire che insisto in maniera assoluta nella mozione
andrei a contraddire quello che è stato il contenuto del mio
intervento che accettava le scuse.
Ho apprezzato, Assessore Razza, questo suo intervento le dico la
verità, però era il caso forse sul tempismo e sui tempi che si
intervenisse prima sull'ingegnere D'Urso perché, ripeto, e non
vorrei annoiarvi, il concetto che ho espresso poc'anzi, cioè queste
tardive scuse se sembrano financo stucchevoli io le ho accettate ma
per un motivo mio personale.
Non ho nessuno problema, perché sono d'accordo col Presidente
Miccichè, quest'Aula il risultato lo ha raggiunto. Noi abbiamo oggi
tutti all'unanimità - tra le righe anche i deputati di Diventerà
Bellissima se ho capito bene, mi correggeranno se sbaglio -
censurato in maniera vigorosissima il D'Urso. Ora aspettiamo i
provvedimenti consequenziali del Governo, perché al di là del
valore della mozione, mozione in senso tecnico, mozione di censura,
restano i comportamenti, Assessore Razza. Ed i comportamenti sono
importanti.
La deontologia dei comportamenti, la deontologia in quello che
quotidianamente si affronta, come lei ha potuto verificare io non
ho affrontato l'aspetto politico e lo potevo fare, potevo parlare
dei 270 milioni, invece dei 130 milioni ma ne parleremo in altra
sede, perché quello è un fatto prettamente politico sull'operato
buono, pessimo, ottimo, scadente del signor D'Urso. Quello è un
momento che attiene alla politica, ed io oggi non voglio
soffermarmi su questo punto, e lo dico al collega Aricò con il
quale abbiamo avuto sempre un ottimo rapporto.
Questo attacco ai colleghi dei Cinque Stelle io credo che sia
stato inopportuno perché se c'è stato un errore, dico, io credo di
avere interpretato il contorto ragionamento, se c'è stato un errore
di valutazione questo significa che si legittima D'Urso a dire
quello che ha detto. Cioè credo che veramente l'intervento è stato
sempre brillante, il collega Aricò forse ha segnato il suo
intervento meno brillante proprio per il contenuto, se sbaglio, ma
non ti stavo attaccando Alessandro, io stavo soltanto esprimendo,
credo con garbo, il mio pensiero.
Non è il problema o il fatto se c'è stata una votazione con
qualche problema certamente colposo e mai doloso, il problema è la
reiterazione dei comportamenti offensivi che chiaramente mettono in
dubbio la stessa istituzione.
Quindi Presidente, e concludo, sono stato forse troppo contorto
anch'io nel mio intervento, credo che da parte mia, poi per carità
mi rimetterò all'Aula e non ci sono problemi ed osserverò come ho
sempre fatto le regole e il volere di tutti i colleghi, se si
dovesse trasformare, Assessore Razza, anche in una mozione di
censura, credo d'aver capito votata anche da Diventerà Bellissima
io non ho veramente nessun problema. Questa è la mia posizione e
credo la posizione del mio partito.
PRESIDENTE. Mi permetta onorevole Calderone, si può votare o non
votare ma il trasferimento dalla data sembra che è stato perdonato
a metà; a me questa cosa, come dire, dico la mia, c'è una mozione a
me mi si può chiedere di non votarla oppure mi si chiede di
votarla. Per cui votiamo. Pongo in votazione la mozione.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Presidente mi scusi, l'articolo 127, comma 7 prevede
espressamente che quando si tratta di votazioni che riguardano le
singole persone il voto è segreto. Io non devo presentare nessuna
richiesta, Presidente, è l'applicazione del Regolamento e la deve
fare lei. Io non presento nessuna richiesta, lei la applica, io
esco perché tolgo il tesserino e non partecipo a questa votazione.
PRESIDENTE. Assolutamente d'accordo con l'onorevole Assenza il
voto sarà segreto. Se possiamo Sì, voglio dire, va bene, se viene
chiesto il voto segreto, punto, discorso chiuso, non chiediamo
neanche i proponenti.
Io, guardate, non infilo neanche il tesserino, perché - ripeto -
per me il problema non è quello del voto di oggi, ma è quello della
reazione di un Governo che deve prendere atto di una situazione.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Come? Scusate, facciamo le cose con ordine.
Annulliamo un attimo. Mi scusate? Onorevole Cordaro.
Siccome è stato chiesto il voto segreto, mi chiedono di farlo in
maniera regolare. Quindi i richiedenti del voto segreto.
(Proteste dai banchi)
Qual è il problema? Non ho manco aperto la votazione, ci sono 5
che hanno votato, onorevole Aricò la prego, stia sereno. Non stiamo
votando su una persona, stiamo votando una mozione.
(Proteste dai banchi)
Ma siccome mi è stato chiesto il voto segreto, ovviamente lo
concedo. Punto.
Onorevole Aricò, stia tranquillo, che posso anche sbagliare.
Riparerò se sbaglio, io sono uno che ripara se sbaglia, non si
preoccupi. Prego onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Sull'ordine dei lavori, volevo sollecitarla, perché
questo non è un atto su una persona, ma è un atto di indirizzo al
Presidente della Regione per esercitare una funzione.
PRESIDENTE. Infatti questo è quello che mi hanno detto gli
Uffici.
CRACOLICI. Se i colleghi vogliono chiedere il voto segreto, lo
chiedano Dichiarino di chiedere il voto segreto e si voterà in
maniera segreta.
PRESIDENTE. Lo hanno detto gli Uffici, tant'è che gli Uffici
quando è stata detta la cosa di Assenza mi hanno avvertito che non
è sulla persona, ma è su un atto di indirizzo al Presidente. Per
cui, sinceramente, se gli Uffici mi dicono così
Ma siccome c'è una richiesta, io lo do il voto segreto, qual è il
problema? Basta che ci siano cinque richiedenti e lo do, qual è il
problema, me lo fate capire?
Perché gli Uffici sono qui per questo. Va bene, ho fatto una
brutta figura, gli Uffici sono qui per questo. Onorevole Cordaro,
mi è capitato molte volte di sbagliare nella vita e riparo al mio
errore normalmente. Gli Uffici mi hanno detto che non è sulla
persona, perché è un atto di indirizzo al Presidente, sa, tutto a
memoria non mi viene facile sapere, gli Uffici stanno qui accanto a
me proprio per questo. Di conseguenza ho fermato e ho chiesto se ci
sono i proponenti. Siccome ci sono, non capisco quindi qual è
questo enorme problema.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Pagana.
Ma se mi è stato segnalato un problema, qual è il problema?
Stavamo vincendo? Stavate perdendo? Qual è il problema, mi fate
capire? Che era segreto, quindi nessuno sapeva niente. Come facevo?
Annullavo perché non mi conveniva? Mi faccia capire C'è un altro
imbroglio che ho fatto? Ho annullato il voto segreto. Con lei, con
lei. Il fatto di averlo annullato non sapendo qual era il
risultato, non è che l'ho annullato perché ho fatto un altro dolo.
Prego, onorevole Pagana.
PAGANA. Presidente Miccichè, ma se si applica un Codice di
comportamento non si applica su una persona? Se la mozione esprime
nome e cognome di una persona per dei fatti relativi ad una persona
sulla propria bacheca di facebook, dove tra l'altro sono riportate
pure tutte le altre cose fatte e via dicendo
Fino a cinque minuti fa eravamo tutti ad abbassare la testa
all'onorevole Pasqua, che diceva che una legge, addirittura un
emendamento, era su una persona. E ora una mozione che cita una
persona, i comportamenti di una persona, che fa riferimento a un
Codice di comportamento, non è più una votazione sulla persona?
PRESIDENTE. Onorevole Pagana, allora, chiedo scusa.
PAGANA. Mi dica, no io voglio sapere
PRESIDENTE. Io sono tenuto a rispettare quello che mi dicono gli
Uffici. Se gli Uffici mi dicono una cosa, io non è che ho eliminato
il voto segreto, ho detto benissimo, facciamolo con la richiesta.
Qual è il vostro problema? Vorrei capire perché sta sorgendo questo
casino ora. Il voto segreto l'ho accordato. Chiedo soltanto, per
problemi degli Uffici, che mi chiedono un fatto di correttezza, di
segnalarmi chi sono i proponenti. Punto. Ma dov'è il problema?
PAGANA. Presidente, potrei sapere allora quali sono le ipotesi in
cui si applica, quali sono le ipotesi in cui il voto segreto
opera .
PRESIDENTE. Quali sono le?
PAGANA. Quali sono le ipotesi in cui
PRESIDENTE. Onorevole Pagana, ne discutiamo in un altro posto, se
ci sono i proponenti facciamo il voto segreto. I richiedenti. Ci
sono i richiedenti? Richiesta richiedenti. Ci sono i richiedenti?
Se non ci sono i richiedenti è chiaro che non lo posso fare.
Onorevole Assenza, sono d'accordo a dare il voto segreto però ci
devono essere quattro richiedenti.
ASSENZA. Presidente, le reitero la richiesta, perché se lei ha la
bontà o i suoi Uffici a questo punto hanno la bontà di leggere
attentamente il capitolo riguardante le modalità di votazione, si
accorgeranno che per l'articolo 127, comma 7 se non ricordo male
non è una richiesta, è un obbligo sancito dal Regolamento che
quando il voto riguarda comunque una persona, quel voto va fatto
attraverso il voto segreto. Ora, lei o i suoi Uffici, mi perdonino
Presidente, ma non dobbiamo però prenderci in giro quando abbiamo
una mozione che recita esattamente nella conclusione impegno a
revocare con effetto immediato l'incarico conferito al dottor
Tuccio D'Urso, questo non ricorda un voto esplicito su una persona?
Poi, può ritenere di fare quello che vuole però almeno la presa in
giro evitiamocela, perché non è il caso.
PRESIDENTE. Io ho soltanto fatto quello che faccio sempre, i miei
Uffici mi hanno detto una cosa e l'ho fatta, dopo di che perché lo
faccio sempre su qualsiasi argomento su qualsiasi cosa perché
siccome per diventare Segretario generale deve conoscere tutto a
memoria, per diventare Presidente dell'Assemblea no, per cui è lui
che sa esattamente quali sono tutte le cose e me le suggerisce a me
come al Presidente del Senato, come al Presidente della Camera.
Per cui, quando il Segretario generale mi dice che c'è una cosa,
io la devo fare, dopo di che io posso pure fregarmene. Ora ho
capito - ora però - qual è il problema perché non lo avevo inteso
all'inizio, c'è il problema che votando con il voto segreto non ci
sarebbe il numero legale, ma non c'è problema rinviamo di un'ora e
la votiamo dopo un'ora. Quale è il risultato? Scusate il risultato
mi dite qual è? È una vittoria di D'Urso quello che non riusciamo a
votare, io manco voterei, ma di che stiamo parlando' mi sembrano
delle cose folli. Votiamo.
Votiamo. Votiamo.
Chiedo scusa. Le mozioni si votano per alzata e seduta, siccome
non c'è richiesta di voto segreto. Pongo in votazione la mozione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Mi può dare
l'elenco dei presenti?
PRESIDENTE. Certo. Li deve dare a Tuccio D'Urso? Manco io.
E allora, mi sembra che sia inutile andare avanti sugli altri
punti all'ordine del giorno, per cui la seduta è rinviata a
martedì, 15 febbraio 2022, alle ore 16.00.
La seduta è malamente conclusa.
La seduta è tolta alle ore 19.03 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XXVI SESSIONE ORDINARIA
320a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 15 febbraio 2022 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE UNIFICATA DI ATTI ISPETTIVI E DI INDIRIZZO POLITICO
SUL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA (PNRR) (V. allegato)
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione,
recante "Disposizioni concernenti Istituzione di un fondo di
solidarietà per l'erogazione di contributi a fondo perduto in
favore delle imprese sequestrate e confiscate alla criminalità
organizzata e dissequestrate. (n. 968/A) (Seguito)
Relatore: on. Caputo
2) Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
siciliana, recante Modifiche al decreto legislativo 7 settembre
2012, n. 155 - Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli
uffici del Pubblico Ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2,
della legge 14 settembre 2011, n. 148' (n. 1088/A) (Seguito)
Relatore: on. Pellegrino
3) Disposizioni in materia di edilizia. (n. 1112/A) (Seguito)
Relatore: on. Lo Curto
4) Norme in materia di semplificazione amministrativa e
digitalizzazione della pubblica amministrazione. Disposizioni
varie. (nn. 774-443-485/A) (Seguito)
Relatore: on. Ciancio
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato
Mozione n. 609 Revoca dell'incarico di coordinatore della
struttura tecnica e di soggetto attuatore per l'emergenza da Covid-
19 in Sicilia del dott. Tuccio D'Urso, per violazione dell'art. 1,
comma 1, dell'art. 2, e dell'art. 3, comma 3, del Codice di
comportamento dei dipendenti della Regione siciliana. (Testo)
Atti ispettivi e di indirizzo politico sul piano nazionale di
ripresa e resilienza (PNRR) - (Testo)