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Resoconto d'Aula della Seduta n. 319 di giovedì 10 febbraio 2022
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   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 17.07

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   buonasera.   Leggiamo    le
  comunicazioni e poi mi chiedono 10 minuti di sospensione perché  il
  Gruppo  Forza  Italia è riunito. Per cui, dobbiamo rinviare  di  10
  minuti.

   Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto  a
  disposizione  degli  onorevoli  deputati  che  intendano  prenderne
  visione e sarà considerato approvato in assenza di osservazioni  in
  contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  la  seduta
  odierna, gli onorevoli Caronia, Arancio, Zafarana, Di Caro e Zito.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Catanzaro sarà  in  missione
  dal 22 al 24 febbraio 2022.

   L'Assemblea ne prende atto.

       Comunicazione di apposizione di firma alla mozione n. 597

   PRESIDENTE.   Comunico  che,  con  nota  datata  8  febbraio  2022
  protocollata   al  n.  854-ARS/2022  del  9  febbraio   successivo,
  l'onorevole Lo Curto ha dichiarato di apporre la propria firma alla
  mozione  n.  597  recante  Opportune iniziative volte  all'adozione
  della  Carta  dei  diritti  e  doveri  culturali  e  alla  relativa
  istituzione della figura del Garante regionale' dell'onorevole Lupo
  ed altri.

   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  ha  chiesto  congedo,  per  la  seduta
  odierna, l'onorevole Pullara.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Sospendo la seduta per 10 minuti per dare il tempo al Gruppo  Forza
  Italia di terminare la riunione.

             (La  seduta,  sospesa alle ore  17.08,  è  ripresa
           alle ore 17.19)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. L'onorevole Dipasquale dovrebbe essere in  però  credo
  che  debba intervenire, per cui al limite dopo, tanto non credo che
  c'è bisogno del Segretario, per cui non c'è problema.


   Discussione   della  mozione  n.  609   Revoca  dell'incarico   di
  coordinatore  della struttura tecnica e di soggetto  attuatore  per
  l'emergenza  da  Covid-19 in Sicilia del dott. Tuccio  D'Urso,  per
  violazione dell'art. 1, comma 1, dell'art. 2, e dell'art. 3,  comma
  3,  del  Codice  di  comportamento  dei  dipendenti  della  Regione
  siciliana.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al II punto  dell'ordine
  del  giorno: Discussione della mozione n. 609  Revoca dell'incarico
  di  coordinatore  della struttura tecnica e di  soggetto  attuatore
  dell'emergenza  Covid-19 in Sicilia del dott.  Tuccio  D'Urso,  per
  violazione  dell'articolo 1, comma 1 e dell'articolo  2,  comma  2,
  dell'articolo 3, comma 3 del Codice di comportamento dei dipendenti
  della  Regione  siciliana ,  a firma degli  onorevoli  Calderone  e
  altri, il cui testo è in allegato.
   Se l'onorevole Calderone vuole illustrare la mozione.

                     (Interventi fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Allora  alla mozione apponete la firma  tutti?  Tutta
  l'opposizione, diciamo. Va bene.
   Colleghi,  io  stamattina, prima di dare la  parola  all'onorevole
  Calderone - le chiedo scusa, onorevole Calderone - ho ricevuto  una
  lettera dell'ingegnere Salvatore D'Urso indirizzata personalmente a
  me e per conoscenza

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Che vi leggo ovviamente, perché è indirizzata a me, ma
  è  ovviamente  riferita all'Aula, ed essendoci  questa  mozione  in
  corso non posso fare a meno di leggerla:
    Signor  Presidente, Le esprimo il mio profondo rammarico  per  le
  espressioni  contenute nel mio profilo social dalle quale  traspare
  un  tono  irriguardoso nei confronti dell'Istituzione  e  dei  suoi
  rappresentanti da me citati.
   Come  spesso accade l'utilizzo dei social induce ad usare toni  ed
  espressioni  sbagliate  per evidenziare problemi:  in  questo  caso
  quello a tutti noto determinato dalla drammatica carenza dei  ruoli
  della Regione a causa dell'incedere impetuoso dei pensionamenti.
   Ciò  che  più mi addolora è che questa polemica offusca il  grande
  lavoro  svolto  dall'Ufficio Speciale da me coordinato,  con  opere
  realizzate,  in corso di realizzazione, in corso di incantieramento
  ed in corso di appalto in tutte le province dell'Isola.
   Ho  assicurato il Presidente della Regione della piena  assunzione
  delle  mie responsabilità e gli ho confermato che, laddove  dovessi
  procedere, parlerò solo con gli atti d'Ufficio .

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.    Solo  con  gli  atti  d'Ufficio .  È  una   lettera
  indirizzata  a  me,  per  cui mi devo permettere  di  dare  la  mia
  versione  cioè la mia sensazione, ne parliamo. Ecco la  lettera  ce
  l'ho io se la volete vedere
   Io   ringrazio  l'ingegnere  D'Urso  per  avermela  mandata  però,
  intanto,  secondo  me c'è un indirizzo sbagliato,  non  l'indirizzo
  quello  mio,  perché  quando  si  dice  che  il  problema  è  stato
  determinato  dalla drammatica carenza dei ruoli  della  Regione  le
  offese  maggiori che io personalmente ho ricevuto insieme ad  altri
  sono quelle di essere un imbroglione insieme all'onorevole Pasqua e
  insieme  all'onorevole  Cracolici per l'occasione;  cioè  di  avere
  addirittura taroccato un voto dell'Assemblea.
   Per  cui,  il fatto che qua si legge della drammatica carenza  dei
  ruoli  della  Regione sinceramente non so a che cosa si  riferisca;
  c'era  -  credo - anche questo, ma per quanto mi riguarda  l'offesa
  che  è  stata  fatta alla Presidenza dell'Assemblea e  non  solo  è
  dovuta  al  fatto che abbiamo taroccato un voto. Questa è  la  cosa
  che,  per  quanto mi riguarda, considero grave e in questa  lettere
  non  se ne fa minimamente cenno. Questo era corretto che io  ve  lo
  dicessi perché
    Onorevole Calderone, prego.
   Aspetti  c'è  una aggiunta. Di nuovo al Presidente dell'Assemblea,
  questa  mi arriva ora così in via web, in diretta in cui  si  dice:
   Esprimo le mie scuse per le espressioni contenute nel mio  profilo
  social  dalle  quali  traspare il tono irriguardoso  nei  confronti
  della Istituzione e dei sui rappresentanti da me citati.
   Ho  profondo  rispetto del Parlamento e non si  ripeteranno  fatti
  analoghi.
   Ho assicurato il Presidente della Regione che in futuro interverrò
  esclusivamente attraverso gli atti d'Ufficio e non pubblici .
   Cioè  la  stessa, però aggiunge la parola  scuse . Va bene.  Detto
  fatto
   Prego, onorevole Calderone.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Sì, deve illustrare la mozione; dopodiché lo  facciamo
  ovviamente.

   CALDERONE. Presidente, posso?

   PRESIDENTE.  Scusate,  colleghi, siccome è  stato  richiesta,  sto
  facendo distribuire  questa nuova che mi è arrivata ancora  non  la
  posso mandare, ma quella distribuiamola ai colleghi.
   Prego, onorevole Calderone.

   CALDERONE.   Signor   Presidente,  signori  Assessori,   onorevoli
  colleghi, devo dire che provo un certo imbarazzo a discutere questa
  mozione. Provo un certo imbarazzo perché mai si dovrebbe arrivare a
  certi  estremi.  Qualche Assessore sa che  ho  cercato  in  maniera
  ostinata quasi di evitare di presentare questa mozione, sperando in
  questo  crescendo rossiniano dell'ingegnere D'Urso che lui potesse,
  in  una  qualche  maniera, capire cosa stava scrivendo,  nel  senso
  della gravità del contenuto e, soprattutto, a cagione del ruolo che
  ricopriva e ricopre.
   Una   delle   prime   lettere,  le  chiamo   così,   sul   profilo
  dell'ingegnere  D'Urso  così  recita:  Al  Policlinico  di  Palermo
  quando sino a marzo del 2021 i malati sguazzavano nella loro  cacca
  dovevamo  demolire  tutto il Pronto soccorso a causa  del  collaudo
  negativo.  Avevano 10 milioni di risorse bloccate ed era tutto  ok.
  Nessuno  parlava, giornalisti, primari, politici. Ora che i reparti
  sono  aperti  e  funzionanti la palazzina  del  Pronto  soccorso  è
  collaudata,   anziché   demolita,   le   risorse   economiche   del
  policlinico,  che  grazie agli interventi a carico  della  gestione
  commissariale,   si   sono  liberati  vengono   utilizzate.   Tutti
  blaterano, uomini e donne del nulla . Quindi, anche i politici.
   Ricordo  a  me  stesso  il delicato ruolo che ricopre  l'ingegnere
  D'Urso  che  dovrebbe comunicare soltanto i risultati  raggiunti  e
  fare   comunicazione  istituzionale.  Al  di  là   delle   infelici
  espressioni  lessicali,  i malati che sguazzano nella loro  cacca ,
  credo che questo è già ed era già un comportamento censurabile.
   La  fase  parossistica  però  di questo  crescendo  rossiniano  la
  riscontriamo  in  un altro post:  Un altro piccolo sassolino  dalla
  scarpa   -  cioè il commissario designato e nominato dal Presidente
  della  Regione siciliana che, invece di portare risultati in  tempo
  di pandemia, pensa a togliersi i sassolini dalla scarpa - Ricordate
  quando il trio- una volta c'era Tozzi-Morandi e l'altro non ricordo
  chi  era  -  Micciché-Cracolici-Pasqua con due  voti  evidentemente
  taroccati,  quindi stiamo parlando dell'attribuzione di  un  reato,
  poi  se  c'è  stato  qualche disguido in una votazione,  da  quando
  esistono  i  parlamenti, questo è accaduto; quindi un comportamento
  negligente, colposo, superficiale no? Voti evidentemente  taroccati
  impedirono a me e a una decina di dirigenti regionali di restare in
  servizio  per altri 3 anni. Bene, ora si strappano tutte  le  vesti
  perché mancano i dirigenti e rischiano di perdere fondi del PNRR  e
  quelli  europei.  Spero, cittadini siciliani  -  il  significato  è
  questo - che ve ne ricordiate a novembre per il rinnovo dell'ARS .
     Quindi,  una  campagna  elettorale attrezzata  contro  il  trio.
  Quindi, Presidente Micciché, Forza Italia, il PD Cracolici,  Pasqua
  dei  Cinque stelle. Ovviamente, io a quel punto, dopo avere cercato
  un  colloquio e devo dire ho avuto disponibilità assoluta da  parte
  di  un  Assessore  che  si è dimostrato veramente  all'altezza  del
  ruolo, e non lo cito perché se del caso lo deve dire lui perché non
  è  mia abitudine riportare conversazioni private anche se non posso
  che  lodarlo per come si era espresso, io sono costretto a fare una
  interrogazione e la mozione di cui oggi stiamo discutendo.
   Non  si  arrende   Mi definisce  esimio giurista  che  sbaglia  le
  norme . Il problema è che non ha letto neanche la mozione perché io
  facevo riferimento a norme, articoli e commi ben precisi.
   La  legge  era  il  codice di comportamento dei  dipendenti  della
  Regione siciliana. L'articolo 2, comma 2,  - lo leggo per me stesso
  e per ricordarlo ai colleghi che conoscono meglio di me, e mi scuso
  per  la  lettura testuale - esattamente recita  Il presente codice
  quello  che regolamenta i comportamenti dei dipendenti regionali  -
   si  applica altresì  - quindi anche oltre e rispetto ai dipendenti
  regionali  -   per  quanto compatibili a tutti  i  collaboratori  o
  consulenti  con  qualsiasi  tipologia di  contratto  o  incarico  a
  qualsiasi  titolo , cioè, chiunque venga nominato viene  parificato
  al  dirigente regionale, quindi, non soltanto commetteva un  errore
  di diritto ma, addirittura, andava ad assumere un atteggiamento, mi
  sia  consentito, poco condivisibile, vorrei dire arrogante, dicendo
   vabbè  Calderone è un avvocato ma non sa leggere neanche le norme
  perché  poi, vedete, sempre quella norma, quell'apparato normativo,
  all'articolo  3  stabilisce,  che è rubrica  Principi  generali  di
  comportamento,  che   il dipendente osserva la  Costituzione  e  lo
  Statuto   servendo   la   nazione  e  l'autonomia   regionale   con
  correttezza,  lealtà,  disciplina, decoro e  onore  conformando  la
  propria condotta eccetera, eccetera. Il dipendente rispetta altresì
  i  principi  di integrità, correttezza, buona fede  e  all'articolo
  16,  ultimo articolo dell'apparato normativo che sto testé  citando
  si  fa  riferimento alle responsabilità conseguenti alla violazione
  dei  doveri  del codice e si fa riferimento ai contratti  e  si  fa
  riferimento alle sanzioni che possono e devono essere irrogati.
   Quindi,  chiaramente  davanti  ad  un  comportamento  di  siffatta
  gravità  credo che la mia mozione sia stata financo tardiva  perché
  non  appena comunicato dal Presidente della Regione che, devo  dire
  la  verità,  conosco  da  tanto tempo e  so  quant'è  rigoroso  nei
  comportamenti e nei pensieri e lo dico, come dire, con  la  massima
  sincerità e onestà.
   Io  credo che il Presidente Musumeci, anche per la sua storia che,
  dal  punto  di  vista dell'osservanza delle regole  credo  non  sia
  secondo  a nessuno, aveva l'obbligo di rimuovere immediatamente  il
  dirigente o l'ex dirigente, così cerco di essere più preciso  nella
  terminologia e nelle definizioni, ingegnere D'Urso.
   Certo, oggi c'è un fatto nuovo, il fatto nuovo delle scuse,  e  di
  questo  un  partito come il mio che ha fatto delle garanzie,  della
  comprensione,  dei  valori  cristiani  -   li  ripete   sempre   il
  Presidente  Berlusconi - ma non per vaghezza o  per  esercitazione,
  inutile  esercitazione dialettica perché ci crediamo, perché  siamo
  uomini  e donne che cerchiamo di praticare la ideologia che non  va
  solo  professata  ma  va anche applicata, le idee,  i  principi,  i
  valori di Forza Italia.
   Certo mi mette in imbarazzo, Presidente, da uomo di diritto dovrei
  essere  intransigente,  da uomo delle istituzioni  ancora  di  più,
  onorevole  Lo  Curto, non fare nessun passo indietro, chiedere  con
  fermezza,  con  decisione,  con vigore all'Aula  di  votare  questa
  mozione  e,  però, non vi nascondo di essere in difficoltà  proprio
  perché queste scuse io non mi sento di non accettarle perché  nella
  mia  ormai lunga carriera e nella mia non più giovane età le  scuse
  le  ho accettate da tutti, da tutti, non ho mai respinto nella  mia
  vita  e  di  questo ne vado assolutamente orgoglioso, le  scuse  di
  nessuno, che sono un grande gesto, sono un gesto di grande valore.
   Certo, ho anche il sospetto che siano delle scuse strumentali, non
  sono un novellino, sono un uomo di esperienza e di grande militanza
  della  vita.  Se  sono strumentali, sarà un problema esclusivamente
  dell'ingegnere   D'Urso,  della  sua  coscienza   di   uomo   delle
  istituzioni e di uomo in genere, e lo renderebbe ancora più piccolo
  come  uomo  se  dovessero  essere delle scuse  strumentali,  perché
  sarebbero  delle scuse per salvarsi la poltrona, e  questo  sarebbe
  molto  grave,  molto brutto. Direi molto triste. Ma  di  questo  ne
  renderebbe conto alla sua coscienza, e non sarebbe più un  problema
  di  Calderone,  sarebbe  esclusivamente un problema  dell'ingegnere
  D'Urso  e  della  sua  coscienza e dei suoi  comportamenti  che  io
  auspico,  non  ne  sono  certo ma auspico,  che  nel  futuro  siano
  conformi all'alto ruolo che occupa, perché non si può offendere  il
  Parlamento.
   Siamo  uomini e donne che da quattro anni, chi più, chi meno,  chi
  con più competenza, chi con meno competenza, chi con più impegno  e
  chi  con meno impegno, stiamo servendo tutti le istituzioni. Tutti.
  E  lo  posso  dire senza tema di smentita: a destra, a sinistra  da
  opposizione  a maggioranza, e non può venire nessuno ad oltraggiare
  il  nostro lavoro, ad oltraggiare i nostri sacrifici. Era questo il
  senso della mia mozione, per il resto mi rimetto al voto dell'Aula.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Calderone.
   È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ogni  tanto
  ricordo  - l'ha fatto pure lei, ieri - a proposito della longevità.
  Mi ha graziato della sua magnanimità.

   PRESIDENTE. Se non meritata.

   CRACOLICI. Quello lo decidono gli elettori, come lei sa.

   PRESIDENTE. Ovviamente.

   CRACOLICI.  E  devo  dire, io sono stato  eletto  nel  2001,  sono
  vent'anni  ed  è  la  prima volta che facciamo una  discussione  in
  Parlamento  su un funzionario, o addirittura un ex funzionario.  Se
  non  per  fatti che attengono a vicende che eventualmente  chiamano
  alla  responsabilità di altro tipo di funzionari, è stato il  caso,
  qualche  mese  fa,  sulla vicenda sanità, e devo dire  che  anch'io
  provo  imbarazzo,  come il collega Calderone, perché  la  battaglia
  politica è battaglia politica. La battaglia politica la si fa nella
  sede parlamentare, anche con la mediaticità che inevitabilmente  la
  battaglia politica produce, però Presidente - parto dalla fine - il
  tema non è come dice Papa Francesco che il perdono è un diritto,  e
  quindi  figurarsi  se  non  può  essere  un  elemento  anche  della
  valutazione del perdono. Qui stiamo parlando delle istituzioni,  io
  ringrazio  il  collega  Calderone di  avere  assunto  l'iniziativa,
  praticamente,  nelle immediate ore successive, in  cui  sono  stato
  omaggiato  di  questo post che per la verità seguiva  quegli  altri
  post  che hanno riguardato il lavoro della Commissione Salute;  per
  la  verità  ricorderete persino che già eravamo  stati,  anzi,  ero
  stato  oggetto  della questione della famosa  giocata  a  carte  in
  Commissione, che ho avuto modo in maniera palese - anche con un po'
  di  ironia,  ma  anche  di  provocazione  -  proprio  in  occasione
  dell'ultima  seduta  in  cui ha partecipato  il  dott.  D'Urso,  di
  invitarlo a  farmi un'altra foto, e lui mi ha risposto candidamente
   no,  questa  volta lei non giocava a carte . Gli ho detto   scelga
  lei come fotografarmi . Per dire che in questo dialogo non c'è solo
  l'ironia  che  ci  può stare, ci mancherebbe, ma un  sentimento  di
  acrimonia  nei  confronti di questo Parlamento, non  di  Cracolici,
  perché  il Parlamento si è permesso di fare una cosa che al dottore
  D'Urso non è piaciuta, chiedere il rispetto della legge.
   Cosa  abbiamo fatto? Abbiamo detto no, non al dottore  D'Urso,  ma
  abbiamo  detto a tutti coloro che sono dipendenti pubblici,  finito
  il  periodo di lavoro connesso alle leggi dello Stato, il  rapporto
  dal  punto di vista lavorativo si fermava lì. Non abbiamo fatto una
  norma anti D'Urso, abbiamo fatto una norma generale e astratta  che
  riguarda il dipendente pubblico a qualunque titolo sia regolato dal
  rapporto contrattuale.  Questa è stata la lesa maestà
   Un  Parlamento  che  si  permette di fare una  cosa  che  è  stata
  vissuta  dal  soggetto come una cosa contro di lui, lo autorizza  a
  delegittimarne - utilizzando espressioni gravissime  -  perché  noi
  possiamo  perdonare  ma  non  si possono  far  passare  espressioni
  gravissime  in  cui  in questo Parlamento si  approvano  o  non  si
  approvano norme col metodo della truffa, di falsificare i dati.
   Una  cosa  sovrana,  sacra - oserei dire -   in  un  Parlamento  è
  l'esito  del voto, di cui tutti dobbiamo prendere atto in  senso  o
  favorevole o contrario. Questa è la regola della democrazia.
   Anche  l'esito del voto è stato considerato un affronto  perché  a
  quell'esito  è  stato  dato un giudizio di  manipolazione  tale  da
  pregiudicare una sorta di diritto sovrano, divino, spirituale - non
  so che tipo di diritto è  C'è stato un crescendo.
   La  vicenda del policlinico, dove ci si è confrontati sui problemi
  del  Policlinico in Commissione, come tutte le cose, chi diceva una
  cosa, chi ne diceva un'altra, ma fa parte del confronto politico.
   Fino  ad  arrivare  a  quel post ultimo  che  in  qualche  modo  è
  l'epilogo di un crescendo che non è stato fermato, Presidente,  non
  da questo Parlamento ma dal dante causa del dottore D'Urso che è il
  Presidente della Regione che ha fatto come primo atto -  una  volta
  che  il  Parlamento  ha  fissato la norma  che  non  consentiva  le
  proroghe  dei  contratti  - ha deciso, era  nelle  sue  potestà  ci
  mancherebbe, è stata quasi una sorta di reazione anch'essa  a  quel
  voto,  ha deciso di nominarlo coordinatore del commissariato  Anti-
  COVID con i poteri ad esso attribuiti.
   Non  sto  a  giudicare quel lavoro - ci saranno altre occasioni  e
  forse  altre sedi per valutare quel lavoro. Mi interessa in  questo
  momento discutere del dato istituzionale.
   Con  tutto il rispetto per il dottore D'Urso poiché per me  non  è
  un  interlocutore politico, non discuto di politica con il  dottore
  D'Urso.  Quello che oggi metto in risalto è che questa vicenda  non
  può  risolversi con delle scuse tardive anche perché  se  si  fosse
  reso  conto  di  avere  esagerato  non  avrebbe  fatto  l'ulteriore
  affronto  insultando, ironizzando sulle competenze  giuridiche  del
  Capogruppo di Forza Italia, quindi, altro che scuse, c'è  stato  un
  carico  ma  tutto  questo avrebbe dovuto - ripeto -  il  Presidente
  della Regione per rispetto che deve a questo Parlamento di cui ieri
  è   stato  ricordato,  anche  il  Presidente  della  Regione  ne  è
  componente, avrebbe dovuto rimuovere alla radice questo  dibattito,
  impedire  che  l'Assemblea oggi potesse discutere dei comportamenti
  gravi  di  un  ex funzionario che nella qualità di sub  commissario
  oggi rappresenta la Regione e ne disprezza le sue istituzioni.
   Ecco  perché Presidente io credo che non solo questa mozione  vada
  votata  -  e  per  questo l'ho sottoscritta - ma va  anche  assunto
  l'impegno che la rimozione sia un atto conseguente che discende dal
  voto  di  indirizzo che la mozione dà al Governo  e  al  Presidente
  della Regione.

   PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole La Rocca  Ruvolo.  Ne
  ha facoltà.
   Poi gli onorevoli Dipasquale e Lo Curto.

   LA  ROCCA  RUVOLO. Signor Presidente, signori assessori, colleghi,
  io  intervengo perché il primo post dell'ingegnere D'Urso  è  stato
  postato  subito  dopo  l'audizione che  c'è  stata  in  Commissione
  Salute, la settimana scorsa. E l'audizione aveva come tema i  posti
  letto  di  terapia  intensiva  presso il  Policlinico  di  Palermo.
  Abbiamo semplicemente chiesto ragguagli in merito, se questi  posti
  letto  fossero  operativi o meno e in collegamento avevamo  sia  il
  professore   Giarratano  che  il  direttore  generale  dell'Azienda
  universitaria  Policlinico  Giaccone.  È  sorto  lì  un   confronto
  tranquillo  che  nulla  lasciava presagire  che  uscito  da  quella
  Commissione  l'ingegnere  D'Urso  postasse  sul  suo   profilo   le
  considerazioni  che i colleghi hanno fatto. E  questo  è  stato  un
  primo post che già indignava per la modalità.
   Successivamente,  lo  ha modificato e ne ha messo  un  altro  dove
  aggiungeva   i politici, i giornalisti e i medici che sino  a  quel
  momento non avevano fiatato, quando i pazienti erano nella cacca .
   Io  voglio,  da  questo  punto di vista  dire  due  cose,  per  me
  fondamentali  anche da un punto di vista etico. Sono state  toccate
  due  Istituzioni con i post che l'ingegnere D'Urso ha  scritto.  Il
  primo   post   ha  toccato  un'Istituzione  universitaria   ed   un
  Policlinico  universitario e centinaia  di  pazienti  che  in  quel
  Policlinico  vanno a curarsi. Non mi risulta -  io  credo  che  non
  risulti  a  nessuno in quest'Aula, e fuori da quest'Aula  -  che  i
  pazienti  al Policlinico Giaccone di Palermo stessero nella  cacca.
  Ed  è una cosa gravissima detta da un uomo delle Istituzioni perché
  disincentiva,  in  un momento in cui viviamo la  pandemia,  in  cui
  abbiamo tremila problemi, etichettare quel posto come un posto  che
  viva nella cacca e che lasci vivere i pazienti nella cacca. Per  me
  questo è stato di una gravità inaudita.
   Questa  è  la prima considerazione che mi sento di fare  quando  -
  ribadisco   -  in  quella  Commissione  nessuno  aveva  minimamente
  alterato né il profilo professionale dell'ingegnere né avesse detto
  qualcosa al riguardo.
   Il  terzo post, poi, ha riguardato quello che ha detto l'onorevole
  Cracolici  rispetto alla votazione che c'è stata in Aula  quando  i
  dirigenti avevano compiuto la loro missione e, come accade in tutte
  le  occasioni, si va a casa e si fa il pensionato. Lui, oggi, anzi,
  ha  avuto  il privilegio nella disavventura di gestire una pandemia
  diventando  l'uomo  di fiducia del Presidente  onorevole  Musumeci,
  gestendo quello che è il compito del soggetto attuatore della linea
  di  interventi che noi parte abbiamo visto e parte dobbiamo  ancora
  vedere.
   E  quando  fa il suo comunicato, dopo la mozione - per  questo  mi
  sento fortemente offesa sia come cittadina siciliana, come deputato
  e  come  persona che per strada incontra gente che immagina  chissà
  che cosa accade in quest'Aula, questa è un'altra cosa gravissima  -
  ma  nel  suo comunicato, quando ha saputo della mozione  dice:   E'
  evidente,   quindi,   che  la  mozione   ha   un   chiaro   intento
  intimidatorio.  Hai  parlato male di me?  E  io  ti  caccio.  Ed  è
  gravemente  lesivo delle mie prerogative costituzionali di  libertà
  di  pensiero  e  parola. Spero che il Parlamento regionale  non  si
  macchierà di un così grave atto intimidatorio . Queste parole  sono
  di  una  gravità inaudita. Noi non abbiamo neanche la  licenza,  in
  qualche modo di stigmatizzare dei comportamenti che hanno tirato in
  ballo  un  Parlamento  che nei confronti dell'ingegnere  D'Urso  ha
  mantenuto  un  profilo  lineare  e  tranquillo,  anche  quando   in
  Commissione,  l'anno  scorso, chiamato per  capire  come  sorgevano
  queste unità operative, questi reparti nuovi, ha detto che lui  non
  veniva  in  Commissione  perché non aveva nessun  rapporto  con  la
  Commissione,  era l'uomo di fiducia del Presidente. Eppure  nessuno
  di noi ha parlato.
   Abbiamo  parlato  e, lo voglio ribadire, dopo avere  letto  questi
  post che non solo hanno mostrato una realtà distorta ma, a mio modo
  di  vedere,  hanno  toccato istituzioni diverse  che  non  dovevano
  minimamente essere coinvolte. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole La Rocca Ruvolo.
   Onorevoli,  ho dimenticato l'onorevole Pasqua, però se  vi  volete
  scambiare il turno per me


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Genovese è in congedo.

   L'Assemblea ne prende atto.


             Riprende la discussione sulla mozione n. 609

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  la  mozione
  presentata dal capogruppo di Forza Italia, onorevole Calderone, con
  la  quale si chiede al Presidente Musumeci di revocare con  effetto
  immediato l'incarico all'ing. D'Urso, perché ha esternato  commenti
  declassanti, così un termine utilizzato da Calderone, ma  condiviso
  da  noi,  noi l'abbiamo anche sottoscritta, non è il primo affronto
  che  compie  in questa legislatura l'ing. D'Urso nei confronti  del
  Parlamento.
   Alcuni  esempi  sono  stati  portati  dall'onorevole  Cracolici  e
  dall'onorevole Ruvolo. Ma io aggiungerò anche qualche  altro  fatto
  che   è  già  successo  anche  nei  confronti  del  Parlamento   ed
  esattamente  con  il sottoscritto. Però, devo fare  riferimento  ad
  alcuni fatti che sono successi un anno fa.
   Il  15  ottobre  del  2020  il Presidente Musumeci  nomina  l'ing.
  D'Urso.  Il  compito principale è quello di realizzare  le  terapie
  intensive  e  sub  intensive con 128 milioni assegnati  solo  dallo
  Stato, 253 intensive e 318 sub intensive.
   Il  19  marzo  2021,  Presidente, la prego di seguirmi  perché  la
  chiamerò  in  causa,  ho presentato una interrogazione  a  risposta
  scritta al Presidente della Regione chiedendo di conoscere il  sito
  istituzionale previsto per legge dove verificare gli incarichi,  le
  spese  impegnate  per singola struttura, lo stato dei  lavori.  Una
  semplice interrogazione, Presidente, quella presentata il 19  marzo
  di un anno fa.
   Il  7  aprile D'Urso interviene in riferimento all'interrogazione,
  perché questo forse l'avete dimenticato, e attraverso un comunicato
  stampa  preannuncia una querela nei miei confronti solo per essermi
  permesso  di  cercare  di capire come 128 milioni  volevano  essere
  utilizzati. Erano quelli i termini  voglio sapere questo,  questo '
  Nessuna offesa, nessuna cosa.
   L'allora  Presidente  Miccichè,  ancora  Presidente,  l'11  aprile
  intervenne  sulla  stampa, a mio avviso  mandando  già  un  segnale
  chiaro al Presidente Musumeci che aveva nominato D'Urso. Non si può
  denunciare  un  parlamentare  solo perché  fa  una  interrogazione,
  perché  di  questo  si era macchiato anche questo  personaggio.  Se
  dovesse  esserci  una causa mi costituirò parte civile.  D'Urso  va
  fermato  o  calmato.  A mio avviso è stato già un  messaggio,  caro
  onorevole Calderone, al Presidente della Regione affinché a  questo
  illustrissimo  ingegnere  dica   calmati,  non  puoi  insultare   i
  parlamentari che fanno il loro lavoro'.
   La reazione dell'ingegnere D'Urso mi sembrò veramente spropositata
  ed  incomprensibile.  Ma  io  non mi  intimorii.  Non  aspettai  la
  risposta all'interrogazione che non è mai arrivata e attraverso gli
  accessi, l'ultima volta l'ho ricordato ancora all'assessore  Razza,
  ancora aspetto l'interrogazione D'Urso, ancora non arrivata ad oggi
  e  vado  all'Asp di Ragusa e faccio l'accesso agli atti.  Mi  rendo
  conto  che  in  data 25 gennaio del 2021, lo stesso  professionista
  aveva sottoscritto alla presenza del soggetto attuatore D'Urso, tre
  incarichi di affidamento diretto, violando la normativa vigente che
  impone la rotazione degli incarichi. In poche parole, sottoscrivono
  tre incarichi e né D'Urso né il professionista si rendono conto  di
  non rispettare la normativa.
   Dopo  aver  sollevato la vicenda, anche con formale denuncia  alla
  Procura,  con  protocollo interno del soggetto  attuatore,  vengono
  comunicate all'ASP le revoche di due incarichi su tre.
   Due  incarichi  su  tre  vengono revocati ma  vengono  stranamente
  comunicati solo dopo la mia attività di denuncia. Revoche  che  non
  contengono  una motivazione, Presidente. La revoca deve  rispettare
  tutte  le  regole sul procedimento al fine di tutelare  l'interesse
  pubblico da eventuale pretesa risarcitoria.
   Morale  della favola: è vero che aveva tre incarichi e non  poteva
  avere  il professionista né poteva conferire D'Urso - infatti,  due
  sono stati revocati.
   Peccato  che  quando  il professionista ed il  soggetto  attuatore
  D'Urso li avevano sottoscritti avevano dimenticato che incarico  ne
  poteva  essere dato e sottoscritto solo uno. Per parlare anche  nel
  merito, non solo nella forma, io ho fatto le interrogazioni  il  19
  di  marzo, il 10 aprile. Ho fatto tre solleciti: il 23 giugno,  l'8
  settembre, il 12 gennaio al Presidente della Regione, all'Assemblea
  e non ho avuto risposta. Vergogna  Un anno.
   Vergogna perché  .  lo capisco.
   Ovviamente  voterò  la  mozione, anzi la  voteremo  non  solo  per
  quest'aggressività  verbale della quale potrebbe  fare  a  meno  ma
  perché  inadeguato  sia per le cose che ho ricordato  in  Aula  sia
  perché   il  31  marzo  finirà  l'emergenza  sanitaria  ed   ancora
  aspettiamo  le  250  terapie intensive, le 318 sub  intensive,  gli
  interventi  previsti  per  i  pronto  soccorso,  poteri   speciali,
  risorse,  possibilità di conferire incarichi diretti  che  dovevano
  servire  ad avere le strutture durante l'emergenza, non alla  fine,
  il 31 marzo.
   A  Ragusa  -  un  esempio  che conosco -  erano  previsti  quattro
  interventi,  tre terapie intensive ed un intervento per  il  pronto
  soccorso  di  Ragusa. Sapete quante ne sono pronti,  inaugurati  ed
  aperti? Zero.
   Il 31 marzo finirà l'emergenza. Musumeci revocherà l'incarico dopo
  il  voto? Non ci credo, l'avrebbe già fatto prima e non ci  portava
  qui a discutere del resto.
   Del  resto  lo  rappresenta  bene: scarsa  considerazione  per  il
  Parlamento, uomo fedele, attento e disponibile affinché la  Sicilia
  possa diventare bellissima.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Lo  Curto.  Ne  ha
  facoltà.

   LO  CURTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  all'età  di
  vent'anni ho giurato fedeltà allo Stato.
   Oggi  non  usa  più se non in alcuni settori delle istituzioni.  A
  quel  tempo  anche nella scuola si giurava fedeltà allo Stato.  Che
  cos'è  la  fedeltà. La fedeltà è l'affidabilità, è la  capacità  di
  trasmettere  ed  avere  fiducia. Noi siamo  nelle  istituzioni,  le
  rappresentiamo.
   Per  una vita nella scuola ho cercato di trasmettere questo  senso
  della  fedeltà, fedeltà alle istituzioni democratiche che  ciascuna
  persona  che  vive nella Pubblica Amministrazione  con  le  proprie
  condotte,  con  le proprie parole, con i propri atteggiamenti  deve
  poter testimoniare.
   Noi siamo lo Stato e le istituzioni democratiche, e coloro che  le
  rappresentano,  hanno  una  funzione  pedagogica  fondamentale.  La
  politica ha una funziona pedagogica fondamentale, ciascuno di  noi,
  care  colleghe, abbiamo la possibilità ed il dovere  di  esercitare
  questa  funzione perché con i nostri comportamenti trasmettiamo  un
  sistema  di valori che lo Stato democratico, nato dalle macerie  di
  una  guerra,  di una guerra che certamente non tutti  gli  Italiani
  hanno voluto, ha determinato che nascesse la democrazia.
   Oggi i leoni da tastiera cui si iscrive anche il dottore D'Urso si
  esercitano  invece  in  questa, come dire, folle  volontà  di  dire
  qualunque  cosa,  ritenendo che la democrazia  sia  a  loro  uso  e
  consumo,   dimenticando  invece  che  la  democrazia   risponde   a
  determinate  regole e che gli uomini e le donne  che  vivono  nelle
  istituzioni,  a qualsiasi livello e a qualsiasi tipo, in  qualsiasi
  ruolo hanno il dovere di rispettare queste regole, di uniformarsi a
  quelle regole che sono state richiamate nella mozione.
   Vede,  oggi, mi sarei aspettata una cosa, Presidente, non le scuse
  a  questo Parlamento, alla sua persona, ai deputati che sono  stati
  offesi,  all'istituzione  del Parlamento che  viene  ridicolizzata,
  viene accusata di frodare con un voto taroccato la concretezza,  la
  legalità, la realtà, la trasparenza di quello che accade nel libero
  esercizio  anche delle nostre funzioni parlamentari che  a  noi  la
  legge  assegna,  attenzione,  non il  capriccio,  l'arbitrio  o  la
  dimensione individuale con cui possiamo affrontare alcune cose. C'è
  un  Regolamento, ci sono le regole che noi rispettiamo. Ecco, tutto
  questo.
   Oggi  mi  sarei  aspettata da D'Urso non le  scuse  al  Parlamento
  solamente,   mi   sarei   anche  aspettata   le   scuse   profonde,
  profondissime al Presidente della Regione. Non lo so se l'ha fatto,
  collega, ma non sono pervenute qua, mi sarei aspettata con le scuse
  anche un atto di, come dire, riconoscimento di un comportamento non
  fedele  e quando si parla di fedeltà è proprio quel tipo di fedeltà
  non la fedeltà dei cani che seguono il padrone perché lo adorano  e
  non  sanno  scegliere,  ma la fedeltà di  chi  sa  quale  via  deve
  scegliere  per  essere  affidabile e  per  potere  confidare  nella
  fiducia  che  gli viene riconosciuta con un atto formale  perché  è
  chiaro che è stato incaricato dal Presidente.
   Io mi sarei aspettata con le scuse anche le dimissioni, perché una
  persona  che ha fede in alcuni valori, per primo doveva  rispondere
  al Presidente, al Parlamento, con le proprie dimissioni. Questo era
  l'atto  di maggiore fedeltà all'Istituzione sacra che lui ha offeso
  e all'uomo che di questa istituzione, come dire, fa parte perché il
  Presidente è un deputato ma oltre che essere un deputato è  a  capo
  del Governo e, quindi, ha messo in discussione anche la fiducia che
  il Presidente gli ha manifestato.
   Questa  è una cosa di una gravità notevole ed è altrettanto  grave
  che questo signore, da uomo che ha ricevuto un incarico fiduciario,
  tradendo  quella  fiducia che non è solo negli atti  consequenziali
  alla  sua  mission, cioè ha fatto bene il suo lavoro,  non  è  solo
  questo,  il  far  bene  il  suo  lavoro  lo  si  fa  anche  con   i
  comportamenti, con le parole, con la scelta di essere o non  essere
  e  lui  ha  scelto  di stare da una parte diversa da  quella  delle
  istituzioni di cui ha fatto parte.
   E' drammatica questa realtà, è una cosa inaccettabile e da persona
  delle  istituzioni che ha avuto sempre in mente  l'idea  di  quella
  fiducia  che lo Stato mi ha dato a suo tempo quando sono entrata  a
  vent'anni,  poco  più che bambina, nella scuola,  ecco,  di  quella
  fiducia  io  voglio sempre essere responsabile, Presidente.  Quella
  fiducia   non  l'ho  mai  tradita  perché  ho  educato,   istruito,
  insegnato,  e  non  solo ho fatto questo ma ho  diretto  la  scuola
  trasmettendo gli stessi valori e ho fatto politica e sono da  madre
  custode di quel valore.
   Per  cui che sia messa ai voti quella mozione perché ciascuno,  in
  libertà,  possa  esprimere il proprio ruolo e ciò che  per  mandato
  democratico della legge possiamo esercitare in nome e per conto del
  popolo siciliano. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Lo Curto. E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Pasqua. Ne ha facoltà.

   PASQUA.   Signor  Presidente,  Assessori,  colleghi,  dopo   avere
  ascoltato  tutti  questi interventi mi viene da  dire  innanzitutto
  questo:  non  dovevamo  arrivare a  questo  punto,  non  si  doveva
  arrivare  a questo punto. E spiego perché. Non dovevamo arrivare  a
  costringere  -  perché così è stato - il Capogruppo  di  una  forza
  appartenente  alla  maggioranza di Governo a dover  presentare  una
  mozione,  perché  se si è arrivati a questo vuol dire  che  c'è  un
  problema  enorme. Ma è un problema tutto all'interno  dei  rapporti
  fra Parlamento e Presidenza della Regione. Spiegherò anche questo.
   Non  si  doveva arrivare, all'ultimo momento, con delle  scuse  lì
  all'istante, presentate qualche minuto prima, poi corrette  con  un
  messaggio al volo, con questo messaggio che riprende le parole  del
  Presidente  appena  pronunciate. Non si doveva  arrivare  a  questo
  punto.
   Non  ripercorrerò  tutta  l'escalation,  tutto  questo   crescendo
  rossiniano   -  come  ha  ben definito il collega  Calderone  -  di
  affermazioni della persona in questione, dell'ingegnere D'Urso.
   Non   si  doveva  arrivare,  perché  doveva  essere  quanto   meno
  redarguito  da  qualcuno  e, in questo caso,  il  compito  era  del
  Presidente   della   Regione   che   lo   aveva   posizionato    in
  quell'incarico,  che  doveva stare attento  e  dire:  guarda,  stai
  superando i limiti.
   Perché  i  limiti - vede Presidente - sono stati superati  già  al
  momento  del  voto. Ve lo ricordate quel famoso voto del  6  agosto
  2020?  Era il 6 agosto 2020, io ero capogruppo del Movimento Cinque
  Stelle,  nel  mio  ruolo, in piena legittimità,  ho  presentato  un
  emendamento   soppressivo   di   quell'articolo   3,   famosissimo,
  famigerato, che chiedeva di prolungare la permanenza di alcuni - in
  quel  caso era uno, forse due, quell'anno - dirigenti della Regione
  siciliana per farli permanere anche oltre il termine del periodo di
  quiescenza.
   Ebbene, in quell'intervento che ho fatto da quel pulpito dissi una
  cosa,  chiara,  semplice, elementare; non ho  fatto  alcuna  offesa
  verso  quella persona, nessuno ha offeso da questi scranni, nessuno
  di  questo  Parlamento ha offeso la persona dell'ingegnere  D'Urso.
  Avevamo  chiesto semplicemente al Governo: perché devi  arrivare  a
  questo  punto? Hai avuto due anni e otto mesi - a quel tempo  erano
  due anni e otto mesi - per ragionare sul fatto che ti stava venendo
  a  mancare, che presto avresti perso un alto dirigente molto bravo,
  quindi dovevi affiancargli qualcuno per farlo istruire e sostituire
  naturalmente come avviene sempre.
   Nessuno  di  noi  si è espresso con termini sbagliati.  L'indomani
  della votazione primi messaggi social, primi improperi rivolti  non
  solo  ai  parlamentari, ma anche all'Istituzione. E'  l'Istituzione
  che  è  stata  offesa. L'Istituzione è stata offesa. Quando  chiesi
  quel  voto  segreto di quel 6 agosto, lo sapete perché l'ho  fatto?
  Perché  si  parlava della persona. Non dovevamo arrivare  a  questo
  punto,  a  dover  parlare  di una persona in  quest'Assemblea   Noi
  parliamo  di  categorie,  parliamo  di  persone  nella  generalità,
  parliamo  di  cittadini, non parliamo di una  persona.   Eppure  ci
  hanno  costretti. Ci ha costretti la stessa persona e il suo  dante
  causa  perché dopo quell'evento, primi scontri, poi ulteriori,  poi
  altri   -  li  hanno  citati  i  colleghi  -  ultimo  quello  della
  Commissione  Salute', l'indomani della Commissione' Salute', che  è
  stata  condotta nella maniera - mi creda Presidente - nella maniera
  più  limpida,  pulita e tranquilla che ci sia  mai  stata.  Eravamo
  presenti la Presidente La Rocca Ruvolo, che ha condotto in  maniera
  lineare,   perfetta  quella  seduta,  il  collega   Cracolici,   il
  sottoscritto, ed abbiamo chiesto spiegazioni sui numeri  dei  posti
  letto di terapia intensiva pronti.
   E  lo  sapete  qual  era  il problema? Il problema  era  che  quei
  diciassette posti di terapia intensiva del Policlinico  di  Palermo
  erano  stati  dati per disponibili a settembre 2021, effettivamente
  poi  erano disponibili sul serio solamente a gennaio 2022 e avevamo
  chiesto   spiegazioni,   avevamo  chiesto  ulteriori   informazioni
  riguardanti  se erano stati comunicati correttamente quei  dati  al
  Ministero   della   salute.  Questo  avevamo  chiesto.   L'indomani
  investiti  da  ulteriori  offese e anche l'Assemblea  investita  da
  offese.
   Bene,  non c'è da chiedere il perdono. Queste sono scuse,  secondo
  me  arrivate  in  maniera  esageratamente tardiva  e  probabilmente
  sollecitate  dallo  stesso  Presidente,  perché  gli  riconosco  la
  correttezza  e  la  rettezza morale, però non dovevamo  arrivare  a
  questo  punto. Adesso mi dispiace, adesso arriviamo  al  voto.  Noi
  voteremo   favorevolmente   questa  mozione   che   abbiamo   anche
  sottoscritto e lo stesso invitiamo a fare tutti quanti i  colleghi.
  Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Pasqua.  Se  non  ci  sono  altri
  interventi  Ah  L'onorevole Assenza. Ha facoltà di parlare.

   ASSENZA. Sì, grazie Presidente.

   PRESIDENTE.  Chiedo scusa, onorevole Assenza, ci  sono  altri  che
  devono  intervenire?  Aricò  pure? Non lo  avevate  chiesto  prima.
  Chiedo  un  attimo  scusa. Tancredi. Tutti ora vi siete  scatenati?
  Pagana  l'ho  già segnato. Basta. Prego, onorevole Assenza,  chiedo
  scusa.

   ASSENZA.   Grazie,  Presidente. Io  non  ho  la  stessa  longevità
  parlamentare  dell'onorevole Cracolici,  forse  sono  più  anziano,
  purtroppo  di età, questo mi dispiace, però vedere una  seduta  del
  Parlamento  siciliano volta a processare un uomo e non  per  quello
  che  ha  fatto nella sua azione ammnistrativa o nella gestione  del
  suo  servizio, ma perché alcune frasi infelici - lo voglio  dire  a
  chiare  lettere  -, indecorose di cui lo stesso si deve  pentire  e
  vergognare,  perché  su  questo  dobbiamo  essere  chiari,  nessuna
  giustificazione alle frasi dette.
   Ma su tutte queste frasi postate sui social - vedo con piacere che
  avete  tutto  questo tempo di curiosare, di smanettare  sui  social
  fortunati  voi io questo tempo da anni non ce l'ho e non riesco  ad
  averlo  -,  quindi  avete  su  questo un  giusto  risentimento,  lo
  ribadisco,  però ha messo in scena avvocato Calderone, mi  perdoni,
  una  mozione  che può sembrare corretta, però poi voi  mi  dovreste
  spiegare  quali sono le violazioni del codice citato nella  mozione
  che

                     (Intervento fuori microfono)

   ASSENZA No,  no,  no, caro collega, l'articolo 192   no,  no,  no,
  riguarda   no,  perdonatemi,  perdonatemi,  voi  dovete  addebitare
  all'ingegnere D'Urso la violazione dei doveri di diligenza, lealtà,
  imparzialità e buona condotta nella sua azione amministrativa,  non
  potete censurare con una mozione del genere invocando, addirittura,
  la  decadenza sulle frasi ripeto da condannare, da biasimare  dette
  sui  social  o  altrove,  non c'entra assolutamente  nulla;  stiamo
  imbastendo una mostruosità anche giuridica sul nulla. Va bene.

                     (Intervento fuori microfono)

   ASSENZA. Decora e onora  Sì, dell'azione amministrativa, non delle
  persone, non delle persone
   Detto  ciò,  e  ripeto, nessuno vuole giustificare  quello  che  è
  avvenuto,  avevo  veramente apprezzato l'intervento  dell'onorevole
  Calderone perché, nel momento in cui un personaggio simile che  non
  è  facile, che non ha un bel carattere, che ha fatto, mi dicono, io
  sono   quasi   un   novellino   di   quest'Assemblea,   la   storia
  dell'amministrazione siciliana assumendo ruoli apicali con  diversi
  governi di ogni colore e quant'altro, che un personaggio di  questo
  tipo formuli delle scuse, perché sono scuse ufficiali, onorevole Lo
  Curto,  sono  scuse ufficiali rivolte al presidente Micciché  e  al
  presidente Musumeci in entrambe le comunicazioni. Io credo che  sia
  questa  la  punizione  più grande che si poteva  infliggere  ad  un
  personaggio  come l'ingegnere D'Urso che, però, va  redarguito  per
  come  si è comportato e per quello che ha fatto, per cui chiedo  ai
  colleghi, se l'onorevole Calderone ha la bontà di ascoltarmi

   PRESIDENTE. Onorevoli, vi posso pregare, io tra l'altro col  fatto
  che  tiene la mascherina, già faccio fatica a capire ciò che  dice.
  Onorevole  Mancuso,  la prego, se fate parlare l'onorevole  Assenza
  che è accanto a voi. Grazie.

   ASSENZA.   Quindi,  chiedo  al  primo  firmatario  e  agli   altri
  firmatari,  perché  un  segnale deve essere  dato,  di  trasformare
  quella che è una mozione che impegna alla rimozione, in una mozione
  di  censura che verrebbe, questa sì, credo, votata all'unanimità da
  tutto il Parlamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Assenza,  lei  ricorderà,  io  ho  seguito
  perfettamente il suo intervento, che proprio in base a  quello  che
  lei  ha detto oggi quando discutemmo ai tempi della possibilità  di
  adire  le  vie legali perché consideravamo le cose che erano  state
  dette  dall'ingegnere D'Urso comunque gravi ed  offensive,  lei  mi
  convinse  pienamente  del fatto che adire  le  vie  legali  sarebbe
  stato,  probabilmente,  un  errore  e  io  le  diedi  assolutamente
  ragione,  tanto  che l'Assemblea non fece nulla in  quell'occasione
  nei  confronti  dell'ingegnere D'Urso. Così come sono assolutamente
  convinto  che  si potrebbe pure non votare oggi perché  quello  che
  doveva  arrivare all'ingegnere D'Urso gli arriva attraverso  questo
  dibattito,  però  le devo dire sinceramente che speravo  -  ora  ci
  vuole  la  parola dell'onorevole Pasqua - di non arrivare a  questo
  punto.
   Se ci fosse stata una presa di posizione con una palese reprimenda
  da  parte  del  Presidente  della  Regione  forse  non  ci  saremmo
  arrivati, perché ripeto il problema dal punto di vista

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Assenza)

   PRESIDENTE. No, è politico

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Assenza)

   PRESIDENTE. Onorevole Assenza, con il rispetto enorme che  ho  nei
  suoi  confronti  e  che lei conosce, questo  è  un  Parlamento,  fa
  politica,  perché  se avessimo avuto intenzione  di  fare  attività
  giudiziaria  l'avremmo denunciato ai tempi, non  può  non  dare  la
  possibilità a un Parlamento di fare politica e non c'è  dubbio  che
  questa è politica perché il fatto che l'ingegnere D'Urso continua a
  offenderci e nessuno gli dice mai niente è un problema politico.
   Ripeto,  il  suo  intervento  è  perfetto,  lei  ha  perfettamente
  ragione,  tant'è  che  quando è stato a suo  tempo  abbiamo  deciso
  insieme,  non  so  era  in  Consiglio di Presidenza,  ma  decidemmo
  tranquillamente  insieme  di non andare avanti  su  quella  strada.
  Però,  un dibattito politico non si può non fare e quindi  le  dico
  sinceramente,  come  parlo sempre con sincerità,  probabilmente  si
  poteva evitare.
   Io ieri parlando con l'onorevole Aricò, quando mi disse perché era
  una  cosa brutta farlo e sono d'accordo con lui perché è un  brutto
  dibattito  questo  qua, mi disse cosa potevamo fare  per  evitarlo,
  oggettivamente, un'azione, un atto, poteva essere fatto e l'avremmo
  evitato, il fatto di essere ormai arrivati qui, avere la mozione in
  votazione e quant'altro, a questo punto veramente, dico, sarebbe
   Ripeto, per me, questa votazione si potrebbe pure non fare  perché
  appunto poi quando facciamo passare la mozione, il Presidente della
  Regione   avrebbe  un  obbligo  ancora  politico,  non   certamente
  giuridico di licenziare o non licenziare il signor D'Urso, però non
  c'è  dubbio che il non essere successo niente, come se questa  cosa
  non  fosse successa è una delle cose che ci costringe oggi a questo
  dibattito. Le chiedo scusa perché la rispetto troppo e sono  sempre
  troppo  affascinato dal suo modo di parlare e delle cose che  dice,
  però  non  c'è  dubbio  che  oggi ci  troviamo  in  una  situazione
  certamente di grande difficoltà.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha facoltà.

   TANCREDI.  Grazie,  Presidente. Come lei  sa,  in  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, lei si  ricorderà  che  avevo
  manifestato  delle grandi perplessità sulla trattazione  di  questa
  mozione per una serie di motivi che ho enunciato in Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari ma che  esporrò  anche  adesso
  perché  è chiaro che il presupposto sul quale si basa la mozione  è
  l'equiparazione della figura di questo, in questo momento,  privato
  cittadino  a  tutti  gli effetti con la funzione  di  un  dirigente
  regionale ma, di fatto, non ne ha alcuna attinenza.
   Io  credo  che questa mozione non sarebbe dovuta mai  arrivare  in
  Aula,  penso che gli Uffici l'avrebbero dovuta fermare  perché,  in
  questo momento, la struttura commissariale del Commissario delegato
  per  l'emergenza Covid, ricordo a me stesso, è una struttura che  è
  totalmente  slegata  dall'amministrazione regionale  e  per  questo
  credo che mai e poi mai si sarebbe dovuta discutere una mozione  di
  questo tenore all'interno del Parlamento regionale.
   E'  chiaro  che  non fa mai piacere leggere degli attacchi  spesso
  anche  immotivati nei confronti del Parlamento e, quindi, è  chiaro
  che  su  questo  aspetto tutti noi, quelli che riusciamo  ancora  a
  guardare  quello  che  viene detto sui  social,  ovviamente  ce  ne
  dogliamo,  ma  da qui ad arrivare a creare una discussione  d'Aula,
  un'intera  seduta  d'Aula che discute di questo,  francamente  sono
  estremamente  perplesso  e, come lei ha  ben  detto,  probabilmente
  sarebbe   il   caso   che  non  venisse  votata   questa   mozione,
  probabilmente dovrebbe essere ritirata ma, siccome stiamo  parlando
  anche  di  una serie di riferimenti normativi, mi sono permesso  di
  andare  a  prendere il codice di comportamento che viene  applicato
  dai  ministeri  ai  quali, in questo momento,  si  dovrebbe  rifare
  l'ingegnere  D'Urso  perché  essendo agganciato  ad  una  struttura
  commissariale, a quelli dovrebbe rivolgersi.
   Ebbene,  il  punto  8 dell'articolo 1 dice testualmente:   per  la
  violazione degli obblighi di cui ai punti 2  , che sarebbero  tutta
  una  serie di, come dire, specifiche di comportamento dei dirigenti
  e dei consulenti che lavorano in queste strutture
   Allora,  lo leggo testualmente se il mio telefono me lo  permette:
   per la violazione degli obblighi di cui ai punti   no, l'ho perso.
   E  allora,  in pratica, il massimo di sanzione, il massimo  è  una
  multa di quattro giorni, una multa

                     (Intervento fuori microfono)

   TANCREDI  è il punto 8 dell'articolo 1 del codice di comportamento
  dei  ministeri. Si parte dal richiamo verbale ad una piccola multa,
  noi  ne  stiamo  chiedendo la rimozione,  quindi  anche  a  livello
  ministeriale,  questo tipo di violazione è una  violazione  normata
  che  prevede  una sanzione minima, noi addirittura ne chiediamo  il
  licenziamento, fermo restando che credo che sia necessario che  non
  si  voti  questa  mozione perché questo Parlamento  votando  questa
  mozione sicuramente non darebbe prova elevata di sé. Grazie.

   PRESIDENTE. Ripeto a tutti che il Presidente della Regione non  ha
  obblighi  giuridici, dal punto di vista della politica  è  un'altra
  cosa.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Pagana. Ne ha facoltà.

   PAGANA. Rinuncio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Aricò.  Ne  ha
  facoltà.

   ARICO'.  Signor  Presidente,  Assessori,  colleghi,  le   ho   già
  manifestato in più occasioni la perplessità di poter avviare oggi e
  riunirci,  riunire  un  Parlamento per trattare  questo  genere  di
  mozione.
   Oggi, rispetto agli interventi che si sono succeduti dai banchi di
  quest'Aula, sembrerebbe quasi che il più antico Parlamento d'Europa
  sia  stato  quasi declassato ad un Consiglio di disciplina.  Stiamo
  disquisendo  qui qual è l'articolo ministeriale che  interessa  per
  far sì di multare, licenziare o redarguire quel soggetto che lavora
  per la Pubblica Amministrazione.
   Ormai,  purtroppo,  è  cosi, Presidente,  facebook,  ed  i  social
  network sono entrati a gamba tesa anche in Parlamento. E non è  una
  cosa di cui andare fiero, almeno io non ritengo, oggi, partecipando
  a  questa  seduta di Parlamento, di essere fiero e  orgoglioso  del
  lavoro  che  stiamo facendo anche perché poi, Presidente,  avendoci
  fornito l'Ufficio di Presidenza l'opuscoletto che abbiamo su  tutte
  le  mozioni che ci sono, che giacciono qui da mesi e mesi,  l'avere
  dato  priorità  -  e  ricordo in Conferenza dei Capigruppo  il  mio
  Gruppo  parlamentare  era contrario affinché  si  svolgesse  questa
  mozione  e  che  si desse priorità alla trattazione  della  mozione
  perché ci sono temi importantissimi: dal dissesto idrogeologico  ai
  meccanismi  ferroviari  che vanno a rilento, all'agricoltura,  alle
  attività produttive, alle imprese.
   Oggi,  noi abbiamo deciso di trattare questo argomento e l'abbiamo
  fatto  non  so  per quale motivo, forse ha detto bene  lei  qualche
  minuto  fa,  Presidente, perché stiamo facendo politica.  E  questo
  Parlamento  si trova a fare politica su uno scontro strano,  su  un
  dirigente  di cui, al di là dei post scritti su facebook e  abbiamo
  avuto modo di apprezzare le sue scuse che sono state rivolte a  lei
  Presidente  dell'Assemblea e quindi a tutti noi rappresentanti  del
  Parlamento  e al Presidente della Regione e quindi al Governo  e  a
  tutta la Regione.
   Un  ex  dirigente regionale che ha lavorato in maniera egregia  in
  questi mesi. Presidente, io sono di Palermo come lei e qualche  ora
  fa  sono  passato  davanti  al  Pronto  Soccorso  di  Villa  Sofia,
  causalmente, ed è uno dei tanti interventi che in questi mesi  sono
  stati  ammessi  in atto dall'ingegnere D'Urso. E vedendo  anche  le
  tabelle sulle altre Regioni d'Italia, vedere che la Regione che  ha
  speso  di  più  in  percentuale, ben l'80 per  cento,  sulle  somme
  richieste questo sì che mi riempie di orgoglio.
   Presidente, a noi bastano le scuse e basta il lavoro che in questi
  mesi  la  struttura  commissariale,  il  Governo  in  raccordo  con
  l'Assessorato alla Sanità ha portato avanti.
   Mi  dispiace una cosa, Presidente, ne sto parlando soltanto perché
  ne  ha parlato nel suo intervento il collega Pasqua, di quel famoso
  voto del 6 agosto 2020 quando si ebbe a chiedere il voto segreto.
   Ma  voglio chiedervi: perché utilizzare ed essere un vanto  l'aver
  chiesto  il voto segreto? Perché non metterci la faccia  su  quella
  scelta?  Non si capisce. Dopodiché, signor Presidente, ed  io  l'ho
  detto  in  Conferenza dei Capigruppo e mi riassumo ora  quello  che
  dirò tra qualche secondo: c'è stato almeno, in quella occasione, un
  voto  in più. Presidente, c'è stato almeno un voto in più,  se  non
  due.  E di questo voto, signor Presidente, i verbali dell'Assemblea
  neanche ne fanno menzione.
   Questo  mi  dispiace,  perché  il Parlamento  dovrebbe  essere  di
  cristallo,  dovrebbe  essere un approccio  che  tutti  i  cittadini
  dovrebbero  avere per avere i dati certi e dobbiamo sapere  che  in
  quella occasione lei ebbe a dire in Conferenza dei Capigruppo,  che
  era  assente al momento di quel voto, che probabilmente non sarebbe
  cambiato   l'esito  del  voto  ma,  intanto,  una  cosa  è   certa,
  Presidente,  io  ero  lì e almeno un collega del  Movimento  Cinque
  Stelle ha votato per un deputato in congedo.
   So  che  sto facendo una denuncia in questo momento, ma mi  assumo
  esattamente le responsabilità di quanto sto dicendo.
   Dopodiché, Presidente, vorrei che fossi smentito da fatti a  costo
  di prendere il video di quella seduta, sappiamo che questa seduta è
  stata voluta per dare priorità su tutta una serie di emergenze  che
  la nostra Regione vive.
   Stiamo  dando  alla  gente, alla Sicilia  che  ci  sta  ascoltando
  l'impressione  che l'emergenza del Parlamento  sia  dire  sì  o  no
  all'ingegnere D'Urso e io questo lo voglio rifiutare a me stesso  e
  a chi mi ascolta.
   Vedere  i banchi dell'opposizione pieni, pieni - parlate  con  uno
  che  si assenta zero volte nell'arco dell'anno -, vedere lo scontro
  politico  su un ex dirigente che ha fatto grandi cose e ha  portato
  avanti grandi opere pubbliche e dopodiché si è anche scusato per  i
  post  pubblicati  sul suo profilo facebook per me,  Presidente,  la
  vicenda dovrebbe essere chiusa.
   Spero  che possa decidere di non mettere in votazione e di passare
  ad argomenti all'ordine del giorno ben più importanti.
   Il  Parlamento  dovrebbe essere investito  di  argomenti  ben  più
  importanti, questo è l'auspicio che mi auguro.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Aricò,  devo  intervenire  a  difesa   del
  Parlamento ed anche a difesa sua.
   Quando  dice  che c'è stato un voto in più perché  c'era  il  voto
  dell'onorevole Cappello che risultava assente.

   ARICO'. Risultava in congedo.

   PRESIDENTE.  Era prima presente e poi andato via ed è  entrato  in
  congedo.
   Onorevole  Aricò,  non  interrompo nessuno ma  stiamo  facendo  un
  dibattito, per quanto pesante comunque civile e regolare.
   E' chiaro che sappiamo tutti come si vota.
   Intanto  sul  fatto  che  la gente non  si  trovava,  ricordo  che
  l'onorevole Zitelli disse che non risultava quel voto, siamo andati
  a vedere e c'era perché non risultava nel tabellone e avevamo detto
  più volte in quel periodo

           (Intervento fuori microfono dell'onorevole Aricò)

   PRESIDENTE.  Onorevole Aricò, so quello che lei ha  detto.  Mi  fa
  finire? L'ho lasciata parlare anche due minuti in più di quanto era
  il suo tempo, mi faccia rispondere.
   Non  è  che il tasto si preme da solo? Il deputato che ha  premuto
  il  tasto con il tesserino di Cappello non lo ha fatto col suo - ma
  questo è fin troppo ovvio
   Due mani? Non c'erano due mani.
   Onorevole  Aricò,  le chiedo di ascoltarmi, non stiamo  discutendo
  ancora  di  quel  voto  su cui ho comunque fatto  un'indagine  quel
  giorno stesso e se anche ci fosse stato quel voto anomalo
   Onorevole Aricò sto parlando altrimenti vada fuori
    che  comunque ripeto non era certamente dovuto a dolo,  questo  è
  sicuro  perché  conosco tutti voi e nessuno di voi si permetterebbe
  di fare un dolo
   Ammesso  e  non concesso, quel voto non era comunque  determinante
  rispetto al risultato della votazione che dava per quattro voti  la
  differenza fra i sì e i no. Per cui, certamente non era  quello  il
  problema.
   Oggi  sto  discutendo insieme a voi una mozione che  non  riguarda
  quel  voto  perché anche sulle scuse dell'ingegnere D'Urso  fossero
  arrivate scuse a me, all'onorevole Pasqua e all'onorevole Cracolici
  che  siamo  stati tacciati di essere imbroglioni, ancora ancora  io
  avrei  potuto anche valutare diversamente. Queste scuse,  onorevole
  Assenza,  sono scuse su un argomento che non è quello che  riguarda
  me,   Pasqua   e  Cracolici  che  siamo  quelli  che   sono   stati
  assolutamente  accusati  di  avere  fatto  un  dolo.  Queste  scuse
  riguardano  problemi della sanità che non riguardano quel  post  in
  cui  lui  dice  che  io, personalmente, Presidente  dell'Assemblea,
  onorevole  Pasqua,  Capogruppo  del  Movimento  Cinque   Stelle   e
  l'onorevole Cracolici, persona alla quale si può volere bene o  no,
  ma  certamente  è una persona di assoluto rispetto  in  quest'Aula,
  veniamo   tacciati  per  imbroglioni,  per  taroccatori  e  veniamo
  accusati di avere fatto un dolo. È questo il problema
   Ripeto,  personalmente  oggi  neanche volevo  presiedere,  proprio
  perché  riguardava una cosa mia e avevo chiesto a qualcun  altro  -
  onorevole Lantieri, mi scusi - avevo chiesto al Segretario se c'era
  un  vicepresidente  che potesse presiedere  al  posto  mio  proprio
  perché   volevo   evitare   di  presiedere,   essere   direttamente
  interessato. Purtroppo vicepresidenti non ce ne sono,  perché  sono
  fuori, e quindi non ho potuto fare altro che presiedere.
   Però,  se  noi  dobbiamo  fare  un ragionamento  serio  e  sereno,
  onorevole Assenza, voglio vedere se fosse stato al contrario  quale
  sarebbe stata la reazione. E non se l'abbia a male. Perché è questa
  la verità. Non è possibile che il Parlamento  se fosse stato offeso
  il Governo io le garantisco che sarei intervenuto, con certezza. Se
  qualcuno  avesse offeso in maniera precisa, dicendo che  era  stato
  fatto un imbroglio

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Assenza)

   PRESIDENTE.  Io ho consigliato a tutti voi di dire  al  Presidente
  Musumeci  di  presentare  un  minimo di  atto  per  evitare  questa
  mozione. Non è stato fatto, onorevole Assenza. Ma che cosa volete?

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  E  poi  mettiamo  in  votazione  la
  mozione.

   CAPPELLO.  Sarò  molto  breve. A me dispiace  francamente  che  il
  dibattito  abbia preso questa piega, Presidente perché,  con  molta
  onestà,  esprimo  anche  un  mio  personale  imbarazzo  in   questa
  discussione   che  rischia  di  vedere  quasi  un   Parlamento   di
  intoccabili  nei confronti di un povero pensionato che si  ritrova,
  però, ad essere titolare di super poteri conferiti direttamente dal
  Presidente della Regione, per averli ricevuti da Arcuri a suo tempo
  che  è  responsabile della realizzazione del Piano di rafforzamento
  delle terapie intensive.
   Non  stiamo  parlando di un pensionato qualunque,  vittima  ad  un
  certo  punto  e  ad  una certa età dei social,  vittima  dei  like,
  vittima  del  dibattito che si può condurre  altrove,  dal  proprio
  ufficio, dal proprio Palazzo, parliamo di una persona che -  ripeto
  -  è  titolare ed ha una precisa responsabilità. Ecco perché io non
  sono d'accordo col ragionamento che ha svolto l'onorevole Assenza.
   E,  Presidente  Miccichè, mi creda ma nemmeno mio  nipote  di  due
  anni  scriverebbe mai  non lo faccio più . Perché questo vuol dire,
  quando questo signore scrive  ho profondo rispetto del Parlamento e
  non  si  ripeteranno  fatti analoghi . Io  non  lo  voglio  neanche
  qualificare questo messaggio che la Signoria Vostra ha ricevuto. Ma
  una  cosa la so, però, Presidente. Possiamo continuare a tenere  in
  quel  posto una persona che non ha il controllo di sé stesso e  che
  sui  social  dimostra  di  non avere alcun  rispetto,  alcun  freno
  inibitorio? Possiamo continuare a sopportare una persona che  è  in
  ritardo  di  mesi sull'esecuzione del Piano di rafforzamento  delle
  terapie intensive?
   Presidente  Miccichè,  la pandemia sta  per  finire  e  noi  siamo
  ancora in attesa che quel Piano venga eseguito e realizzato. Lo  ha
  detto   il   Presidente  La  Rocca  Ruvolo  all'inizio  quando   la
  commissione decise di sentirlo. L'ing. D'Urso rispose al Presidente
  della  commissione Sanità che non essendo più dipendente non  aveva
  alcun   obbligo  di  rendicontare  la  commissione,  come   se   la
  commissione quando chiede a chi si occupa, in quel caso  del  piano
  di  rafforzamento delle terapie intensive avesse leso la maestà  di
  uno  dotato  di super poteri ricevuti appunto dal Presidente  della
  Regione.
   Allora,  Presidente Miccichè, la verità che queste scuse non  sono
  insufficienti   perché  non  seguono  o  non  sono   precedute   da
  dimissioni,  ma  perché dovevano essere precedute  da  un  atto  di
  revoca  da  parte  del Presidente Musumeci che ne  è  perfettamente
  corresponsabile.  D'altro canto come si  dice  in  Sicilia   un  si
  pigghianu si nun si rassumigghiano'.

   PRESIDENTE.  Non ci sono altri iscritti a parlare. Ha  facoltà  di
  parlare l'assessore Razza.

   RAZZA,  assessore  per  la salute. Signor Presidente,  sarebbe  un
  fuor  d'opera  se  al  termine del dibattito  che  si  è  svolto  e
  rivolgendosi  la  mozione presentata al Governo della  Regione,  il
  Governo fosse silente di fronte al dibattito che c'è stato.
   Io  non  ho nessuna difficoltà a dire, così come mi è capitato  di
  fare  anche  in  privato,  interpretando autenticamente  direi,  le
  parole  del Presidente della Regione che in questo momento  nessuno
  ritiene possano essere condivise o difese le espressioni utilizzate
  dall'ing.  D'Urso che, voglio dirlo perché rimanga anche agli  atti
  dell'Assemblea  regionale siciliana, non soltanto  in  quest'ultima
  occasione ma anche in altre occasioni, era intervenuto e sulle  sue
  dichiarazioni   più  volte  era  dovuto  intervenire   proprio   il
  Presidente della Regione e qualche volta era capitato anche a me.
   Fermo  restando  che  non  c'è  una sola  persona  all'interno  di
  quest'Aula  o  dalla  parte dei banchi dell'Assemblea  regionale  o
  dalla  parte  dei banchi del Governo che pensi che chiunque  svolga
  una  funzione  pubblica, quale che essa sia e in  qualsiasi  ruolo,
  chiamata   a   svolgerla  debba  essere  tenuto  al  limite   della
  continenza, al dovere della correttezza, dell'espressione, io penso
  però  che  accomunare  le dichiarazioni che  sono  state  propalate
  dall'ing.  D'Urso  al  lavoro che è stato  svolto  dalla  struttura
  commissariale  nell'interesse del sistema  sanitario  della  nostra
  Regione, sia un grande errore.
   Perché  vedete,  se è certamente vero, forse nella  caratteristica
  umana,  voi  l'ingegnere D'Urso per conoscenza  dei  Palazzi  della
  Regione, probabilmente molti di voi lo conoscono da prima di me, io
  non  voglio  difendere  chi ha un carattere  difficile,  perché  io
  stesso riconosco di averne uno impossibile e quindi da questo punto
  di  vista non voglio intervenire. Però un fatto è certo. Da un lato
  ci  sono  delle espressioni che sono state correttamente  giudicate
  lesive  delle  istituzioni, e lesive della stessa  fiducia  che  il
  Presidente della Regione ha riposto nei confronti dell'ing. D'Urso,
  dall'altro c'è un lavoro che è stato svolto che non ci vede tra  le
  ultime  Regioni  italiane  ma che ci vede  come  la  prima  Regione
  italiana che non è in ritardo rispetto ai tempi della pandemia,  ma
  che è in linea con la realizzazione di attività che non erano state
  pensate  dal Governo nazionale nel decreto legge che le ha previste
  come connesse alla pandemia, ma come legate ad un ridimensionamento
  strutturale  e  stabile  della rete delle  terapie  intensive,  sub
  intensive di tutte le Regione italiane.
   A  fronte di questo, Presidente, Calderone nella mozione invoca la
  violazione   del  codice  di  comportamento  dei  dipendenti,   dei
  dirigenti  e del personale che, non essendo dipendente e dirigente,
  comunque   svolge  delle  funzioni  nell'interesse  della   Regione
  siciliana.  All'articolo 16 la norma che è richiamata  nel  computo
  della  motivazione  individua  e  gradua  un  diverso  livello   di
  responsabilità.
   Ecco  perché io ritengo che sia necessario prendere atto di quanto
  accaduto  e che sarebbe davvero un fuor d'opera ed una mancanza  di
  rispetto del Parlamento tutto e dei tre parlamentari, a partire dal
  Presidente  dell'Assemblea  regionale  siciliana,  che  sono  stati
  chiamati direttamente in causa.
   Quello  che,  secondo me, sarà necessario fare, ed  in  questo  si
  valutava  e  si  auspicava,  da parte nostra,  come  Governo  della
  Regione, una ridefinizione della parte d'impegno del Governo  nella
  mozione  per ritenere che, nell'ambito della normativa  citata,  vi
  potesse  essere  una  gradualità  di  profili  disciplinari  e   di
  responsabilità  che siano connessi al livello della  responsabilità
  disciplinare che eventualmente emerge dalla condotta  così  come  è
  stata valutata.
   Vedete,  non  è un tecnicismo giuridico perché da un lato  è  vero
  che   la  condotta,  il  comportamento  e  le  dichiarazioni   sono
  certamente  meritevoli di un'attenzione e, quindi, dovranno  essere
  censurate e, quindi, ritengo saranno censurate, anche alla luce del
  voto della mozione; dall'altro lato c'è un compito ed è il problema
  del  principio di bilanciamento di un'attività che è  in  corso  di
  definizione e che abbisogna di completarsi nei tempi previsti dalla
  legge ed affidati al commissario ed un'emergenza sanitaria che, sul
  fronte  dell'emergenza scade al 31 marzo a legislazione  vigente  e
  che  merita di non dover interrompere anche alcune delle  procedure
  di gara pubblica e di evidenza pubblica che sono in corso.
   Quindi,  ovviamente da parte del Governo c'è una condivisione  del
  severo   giudizio   che  è  stato  espresso   in   relazione   alle
  dichiarazioni che l'ingegnere D'Urso ha reso.
   La  valutazione nel merito di ogni provvedimento che dovrà  essere
  assunto, penso che ciascuno di voi condivida che dovrà tenere conto
  anche  di  alcuni  principi di continuità  amministrativa  che  non
  possono essere derogati.

   PRESIDENTE.  Assessore  Razza, io anche  il  suo  intervento  l'ho
  ascoltato con grandissimo piacere ed interesse.
   Vorrei   ricordarle  una  cosa,  che  nel  2003,   il   Presidente
  Berlusconi,  Presidente  del  Consiglio,  dovette   licenziare   il
  Ministro  degli  interni,  non  un funzionario,  un  dirigente,  il
  Ministro  degli  interni che stava lavorando non  bene,  benissimo,
  perché  ritenne che comunque non si poteva reggere il fatto che  un
  suo  uomo offendesse un sindacalista, e non lo voleva fare, fu  una
  cosa che gli scappò, onestamente eravamo tutti disperati per quella
  cosa. Non l'ha reiterato sei volte, ha fatto una battuta che gli  è
  costata questo. Ma il Presidente Berlusconi lo ha chiamato e gli ha
  detto  ti prego, non farti licenziare, dimettiti . Allora, questa è
  la politica
   Io,  ripeto,  che  per me questa mozione si può  pure  non  votare
  perché tanto non c'è l'obbligo giuridico del Presidente Musumeci di
  licenziare  chicchessia, è un obbligo morale  e,  secondo  me,  con
  l'obbligo morale possiamo fare a meno della mozione.
   Perché  il problema è di avere una persona indegna che rappresenta
  il  Presidente  della Regione e, ripeto, così  come  il  Presidente
  Berlusconi  fu costretto, piangendo, a licenziare Claudio  Scajola,
  Ministro  degli interni, che stava facendo benissimo, non bene,  il
  suo  mestiere perché gli era scappata una battuta, il  sig.  Tuccio
  D'Urso ha reiterato sei volte queste offese nei nostri confronti ed
  ancora questo Governo ritiene che bisogna tenere atto del fatto che
  sia bravo.
   Ce  ne  sono  mille  bravi, se lo vuole sapere, che  possono  fare
  quello che facendo oggi Tuccio D'Urso
   Io  credo  che  quello  vostro è un dovere morale  che  avete  nei
  confronti del Parlamento, del suo Presidente e di tutti i deputati.
   Dopo  di  che,  ripeto, per quanto mi riguarda, se  l'Assemblea  è
  d'accordo  -  do  la  parola all'onorevole Calderone  che  me  l'ha
  chiesta - non m'interessa il voto perché non c'è nessun obbligo.
   Io  sto  dicendo,  per  me,  io sto dicendo  che,  per  quanto  mi
  riguarda, non m'interesserebbe nemmeno il voto ma la responsabilità
  morale  di chi deve trovare una soluzione a questo problema, quella
  m'interessa.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Calderone.

   CALDERONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente  io,
  se  dovessi  dire  che  insisto in maniera assoluta  nella  mozione
  andrei  a  contraddire  quello che è stato  il  contenuto  del  mio
  intervento che accettava le scuse.
   Ho  apprezzato, Assessore Razza, questo suo intervento le dico  la
  verità,  però  era il caso forse sul tempismo e sui  tempi  che  si
  intervenisse  prima  sull'ingegnere D'Urso perché,  ripeto,  e  non
  vorrei annoiarvi, il concetto che ho espresso poc'anzi, cioè queste
  tardive scuse se sembrano financo stucchevoli io le ho accettate ma
  per un motivo mio personale.
   Non  ho  nessuno  problema, perché sono d'accordo  col  Presidente
  Miccichè, quest'Aula il risultato lo ha raggiunto. Noi abbiamo oggi
  tutti  all'unanimità - tra le righe anche i deputati  di  Diventerà
  Bellissima  se  ho  capito  bene, mi  correggeranno  se  sbaglio  -
  censurato  in  maniera vigorosissima il D'Urso.  Ora  aspettiamo  i
  provvedimenti  consequenziali del Governo,  perché  al  di  là  del
  valore della mozione, mozione in senso tecnico, mozione di censura,
  restano  i comportamenti, Assessore Razza. Ed i comportamenti  sono
  importanti.
   La  deontologia dei comportamenti, la deontologia  in  quello  che
  quotidianamente si affronta, come lei ha potuto verificare  io  non
  ho  affrontato l'aspetto politico e lo potevo fare, potevo  parlare
  dei  270  milioni, invece dei 130 milioni ma ne parleremo in  altra
  sede,  perché  quello è un fatto prettamente politico  sull'operato
  buono,  pessimo, ottimo, scadente del signor D'Urso.  Quello  è  un
  momento   che  attiene  alla  politica,  ed  io  oggi  non   voglio
  soffermarmi  su  questo punto, e lo dico al collega  Aricò  con  il
  quale abbiamo avuto sempre un ottimo rapporto.
   Questo  attacco  ai colleghi dei Cinque Stelle io  credo  che  sia
  stato inopportuno perché se c'è stato un errore, dico, io credo  di
  avere interpretato il contorto ragionamento, se c'è stato un errore
  di  valutazione  questo significa che si legittima  D'Urso  a  dire
  quello che ha detto. Cioè credo che veramente l'intervento è  stato
  sempre  brillante,  il  collega  Aricò  forse  ha  segnato  il  suo
  intervento meno brillante proprio per il contenuto, se sbaglio,  ma
  non  ti  stavo attaccando Alessandro, io stavo soltanto esprimendo,
  credo con garbo, il mio pensiero.
   Non  è  il  problema  o il fatto se c'è stata  una  votazione  con
  qualche problema certamente colposo e mai doloso, il problema è  la
  reiterazione dei comportamenti offensivi che chiaramente mettono in
  dubbio la stessa istituzione.
   Quindi  Presidente, e concludo, sono stato forse  troppo  contorto
  anch'io nel mio intervento, credo che da parte mia, poi per  carità
  mi  rimetterò all'Aula e non ci sono problemi ed osserverò come  ho
  sempre  fatto  le  regole e il volere di tutti i  colleghi,  se  si
  dovesse  trasformare,  Assessore Razza, anche  in  una  mozione  di
  censura,  credo d'aver capito votata anche da Diventerà  Bellissima
  io  non  ho veramente nessun problema. Questa è la mia posizione  e
  credo la posizione del mio partito.

   PRESIDENTE. Mi permetta onorevole Calderone, si può votare  o  non
  votare  ma il trasferimento dalla data sembra che è stato perdonato
  a metà; a me questa cosa, come dire, dico la mia, c'è una mozione a
  me  mi  si  può  chiedere di non votarla oppure  mi  si  chiede  di
  votarla. Per cui votiamo. Pongo in votazione la mozione.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Presidente  mi scusi, l'articolo 127,  comma  7  prevede
  espressamente  che quando si tratta di votazioni che riguardano  le
  singole  persone il voto è segreto. Io non devo presentare  nessuna
  richiesta, Presidente, è l'applicazione del Regolamento e  la  deve
  fare  lei.  Io non presento nessuna richiesta, lei la  applica,  io
  esco perché tolgo il tesserino e non partecipo a questa votazione.

   PRESIDENTE.  Assolutamente d'accordo con  l'onorevole  Assenza  il
  voto sarà segreto. Se possiamo   Sì, voglio dire, va bene, se viene
  chiesto  il  voto  segreto, punto, discorso chiuso,  non  chiediamo
  neanche i proponenti.
   Io,  guardate, non infilo neanche il tesserino, perché - ripeto  -
  per me il problema non è quello del voto di oggi, ma è quello della
  reazione di un Governo che deve prendere atto di una situazione.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.   Come?  Scusate,  facciamo  le   cose   con   ordine.
  Annulliamo un attimo. Mi scusate? Onorevole Cordaro.
   Siccome  è stato chiesto il voto segreto, mi chiedono di farlo  in
  maniera regolare. Quindi i richiedenti del voto segreto.

                         (Proteste dai banchi)

   Qual  è  il problema? Non ho manco aperto la votazione, ci sono  5
  che hanno votato, onorevole Aricò la prego, stia sereno. Non stiamo
  votando su una persona, stiamo votando una mozione.

                         (Proteste dai banchi)

   Ma  siccome  mi  è  stato chiesto il voto segreto,  ovviamente  lo
  concedo. Punto.
   Onorevole  Aricò,  stia  tranquillo, che  posso  anche  sbagliare.
  Riparerò  se  sbaglio, io sono uno che ripara se  sbaglia,  non  si
  preoccupi. Prego onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Sull'ordine  dei lavori, volevo  sollecitarla,  perché
  questo  non è un atto su una persona, ma è un atto di indirizzo  al
  Presidente della Regione per esercitare una funzione.

   PRESIDENTE.  Infatti  questo  è quello  che  mi  hanno  detto  gli
  Uffici.

   CRACOLICI.  Se  i colleghi vogliono chiedere il voto  segreto,  lo
  chiedano   Dichiarino di chiedere il voto segreto e  si  voterà  in
  maniera segreta.

   PRESIDENTE.  Lo  hanno  detto gli Uffici, tant'è  che  gli  Uffici
  quando è stata detta la cosa di Assenza mi hanno avvertito che  non
  è  sulla  persona, ma è su un atto di indirizzo al Presidente.  Per
  cui, sinceramente, se gli Uffici mi dicono così
   Ma  siccome c'è una richiesta, io lo do il voto segreto, qual è il
  problema? Basta che ci siano cinque richiedenti e lo do, qual è  il
  problema, me lo fate capire?
   Perché  gli  Uffici  sono qui per questo. Va bene,  ho  fatto  una
  brutta  figura, gli Uffici sono qui per questo. Onorevole  Cordaro,
  mi  è capitato molte volte di sbagliare nella vita e riparo al  mio
  errore  normalmente.  Gli Uffici mi hanno detto  che  non  è  sulla
  persona, perché è un atto di indirizzo al Presidente, sa,  tutto  a
  memoria non mi viene facile sapere, gli Uffici stanno qui accanto a
  me proprio per questo. Di conseguenza ho fermato e ho chiesto se ci
  sono  i  proponenti.  Siccome ci sono, non capisco  quindi  qual  è
  questo enorme problema.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Pagana.
   Ma  se  mi  è  stato segnalato un problema, qual  è  il  problema?
  Stavamo  vincendo?  Stavate perdendo? Qual è il problema,  mi  fate
  capire? Che era segreto, quindi nessuno sapeva niente. Come facevo?
  Annullavo perché non mi conveniva? Mi faccia capire  C'è  un  altro
  imbroglio che ho fatto? Ho annullato il voto segreto. Con lei,  con
  lei.  Il  fatto  di  averlo  annullato  non  sapendo  qual  era  il
  risultato, non è che l'ho annullato perché ho fatto un altro dolo.
   Prego, onorevole Pagana.

   PAGANA.  Presidente  Miccichè, ma  se  si  applica  un  Codice  di
  comportamento non si applica su una persona? Se la mozione  esprime
  nome e cognome di una persona per dei fatti relativi ad una persona
  sulla  propria bacheca di facebook, dove tra l'altro sono riportate
  pure tutte le altre cose fatte e via dicendo
   Fino  a  cinque  minuti  fa eravamo tutti ad  abbassare  la  testa
  all'onorevole  Pasqua,  che diceva che una  legge,  addirittura  un
  emendamento,  era su una persona. E ora una mozione  che  cita  una
  persona,  i comportamenti di una persona, che fa riferimento  a  un
  Codice di comportamento, non è più una votazione sulla persona?

   PRESIDENTE. Onorevole Pagana, allora, chiedo scusa.

   PAGANA. Mi dica, no io voglio sapere

   PRESIDENTE. Io sono tenuto a rispettare quello che mi  dicono  gli
  Uffici. Se gli Uffici mi dicono una cosa, io non è che ho eliminato
  il  voto  segreto, ho detto benissimo, facciamolo con la richiesta.
  Qual è il vostro problema? Vorrei capire perché sta sorgendo questo
  casino  ora.  Il voto segreto l'ho accordato. Chiedo soltanto,  per
  problemi degli Uffici, che mi chiedono un fatto di correttezza,  di
  segnalarmi chi sono i proponenti. Punto. Ma dov'è il problema?

   PAGANA. Presidente, potrei sapere allora quali sono le ipotesi  in
  cui  si  applica,  quali sono le ipotesi in  cui  il  voto  segreto
  opera .

   PRESIDENTE. Quali sono le?

   PAGANA. Quali sono le ipotesi in cui

   PRESIDENTE. Onorevole Pagana, ne discutiamo in un altro posto,  se
  ci  sono  i proponenti facciamo il voto segreto. I richiedenti.  Ci
  sono  i  richiedenti? Richiesta richiedenti. Ci sono i richiedenti?
  Se non ci sono i richiedenti è chiaro che non lo posso fare.
   Onorevole Assenza, sono d'accordo a dare il voto segreto  però  ci
  devono essere quattro richiedenti.

   ASSENZA. Presidente, le reitero la richiesta, perché se lei ha  la
  bontà  o  i  suoi Uffici a questo punto hanno la bontà  di  leggere
  attentamente  il capitolo riguardante le modalità di votazione,  si
  accorgeranno  che per l'articolo 127, comma 7 se non  ricordo  male
  non  è  una  richiesta, è un obbligo sancito  dal  Regolamento  che
  quando  il voto riguarda comunque una persona, quel voto  va  fatto
  attraverso il voto segreto. Ora, lei o i suoi Uffici, mi  perdonino
  Presidente,  ma non dobbiamo però prenderci in giro quando  abbiamo
  una  mozione  che  recita esattamente nella conclusione  impegno  a
  revocare  con  effetto  immediato l'incarico  conferito  al  dottor
  Tuccio D'Urso, questo non ricorda un voto esplicito su una persona?
  Poi, può ritenere di fare quello che vuole però almeno la presa  in
  giro evitiamocela, perché non è il caso.

   PRESIDENTE. Io ho soltanto fatto quello che faccio sempre, i  miei
  Uffici mi hanno detto una cosa e l'ho fatta, dopo di che perché  lo
  faccio  sempre  su  qualsiasi argomento su  qualsiasi  cosa  perché
  siccome  per diventare Segretario generale deve conoscere  tutto  a
  memoria, per diventare Presidente dell'Assemblea no, per cui è  lui
  che sa esattamente quali sono tutte le cose e me le suggerisce a me
  come al Presidente del Senato, come al Presidente della Camera.
   Per  cui, quando il Segretario generale mi dice che c'è una  cosa,
  io  la  devo  fare,  dopo di che io posso pure fregarmene.  Ora  ho
  capito  - ora però - qual è il problema perché non lo avevo  inteso
  all'inizio, c'è il problema che votando con il voto segreto non  ci
  sarebbe il numero legale, ma non c'è problema rinviamo di un'ora  e
  la  votiamo dopo un'ora. Quale è il risultato? Scusate il risultato
  mi dite qual è? È una vittoria di D'Urso quello che non riusciamo a
  votare,  io  manco voterei, ma di che stiamo parlando' mi  sembrano
  delle cose folli. Votiamo.
   Votiamo. Votiamo.
   Chiedo  scusa.  Le mozioni si votano per alzata e seduta,  siccome
  non  c'è  richiesta di voto segreto. Pongo in votazione la mozione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  Mi  può  dare
  l'elenco dei presenti?

   PRESIDENTE. Certo. Li deve dare a Tuccio D'Urso? Manco io.
   E  allora,  mi  sembra che sia inutile andare avanti  sugli  altri
  punti  all'ordine  del  giorno, per cui  la  seduta  è  rinviata  a
  martedì, 15 febbraio 2022, alle ore 16.00.
   La seduta è malamente conclusa.

                 La seduta è tolta alle ore 19.03 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XXVI SESSIONE ORDINARIA


                         320a SEDUTA PUBBLICA
                 Martedì 15 febbraio 2022 - ore 16.00
                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE UNIFICATA DI ATTI ISPETTIVI E DI INDIRIZZO POLITICO
       SUL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA (PNRR) (V. allegato)

  III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
         Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione,
         recante "Disposizioni concernenti Istituzione di un fondo di
         solidarietà per l'erogazione di contributi a fondo perduto in
         favore delle imprese sequestrate e confiscate alla criminalità
         organizzata e dissequestrate.  (n. 968/A) (Seguito)

           Relatore: on. Caputo

       2)  Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
         Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
         siciliana, recante  Modifiche al decreto legislativo 7 settembre
         2012, n. 155 - Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli
         uffici del Pubblico Ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2,
         della legge 14 settembre 2011, n. 148'  (n. 1088/A) (Seguito)

           Relatore: on. Pellegrino

       3) Disposizioni in materia di edilizia.  (n. 1112/A) (Seguito)

           Relatore: on. Lo Curto

       4)   Norme  in  materia  di semplificazione  amministrativa  e
         digitalizzazione della pubblica amministrazione. Disposizioni
         varie.  (nn. 774-443-485/A) (Seguito)

           Relatore: on. Ciancio

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato

  Mozione   n.  609   Revoca  dell'incarico  di  coordinatore   della
  struttura tecnica e di soggetto attuatore per l'emergenza da Covid-
  19  in Sicilia del dott. Tuccio D'Urso, per violazione dell'art. 1,
  comma  1,  dell'art.  2,  e dell'art. 3, comma  3,  del  Codice  di
  comportamento dei dipendenti della Regione siciliana.  (Testo)

  Atti  ispettivi  e  di indirizzo politico sul  piano  nazionale  di
  ripresa e resilienza (PNRR) - (Testo)