Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.31
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per la seduta
odierna, gli onorevoli Damante, Zito, Tancredi, Pagana,
Mangiacavallo e Calderone.
L'Assemblea ne prende atto.
Il Capogruppo di Forza Italia, Calderone, ha anche lui preso il
Covid per cui tutti noi di Forza Italia abbiamo fatto il tampone
stamattina avendo avuto questa informazione; lo comunico a tutti
perché se qualcuno di voi è stato a contatto con l'onorevole
Calderone farebbe bene a fare un tampone in modo da stare
tranquilli. Credo che a seguito del virus preso da Calderone ce ne
siano altri due o tre di Forza Italia che, a quanto pare, sono
anche loro infetti.
609
Comunicazione relativa alla modalità di votazione della mozione n.
609
PRESIDENTE. E allora, onorevoli colleghi, gli Uffici hanno
preparato una nota. Siccome l'altra volta ci sono state delle
discussioni, che sono sempre spiacevoli, sul metodo di votazione
del voto segreto, non voto segreto, che era obbligatorio, non era
obbligatorio e quant'altro, avevo chiesto agli Uffici se mi
facevano una nota con cui si spiegava il perché non fosse stato
possibile dare il voto segreto come obbligatorio, ma se lo si fosse
voluto sarebbe stata necessaria
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Ho capito, però siccome è un fatto anche di rapporti -
ricorderete che l'onorevole Aricò in quel momento alzò anche la
voce dicendo che invece era un errore - e allora io, come spesso
faccio, mi faccio fare dagli Uffici una nota a chiarimento di
quello che è stato fatto; per cui, questa nota la lasciamo qui a
verbale, ma è a disposizione di tutti, anzi se una gliela fate
avere all'onorevole Assenza che era
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Sì, un po' di fotocopie, chi vuole se la prende.
L'onorevole Assenza ce l'ha già. Perfetto, va bene.
(La nota così recita:
Con riferimento alle modalità di votazione della mozione n. 609
Revoca dell'incarico di coordinatore della struttura tecnica e di
soggetto attuatore per l'emergenza da Covid-19 in Sicilia del dott.
Tuccio D'Urso, per violazione dell'art. 1, comma 1, dell'art. 2,
comma 2, e dell'art. 3, comma 3, del Codice di comportamento dei
dipendenti della Regione siciliana a firma dell'on. Calderone ed
altri, occorsa nella seduta d'Aula n. 319 del 10 febbraio 2022,
questa Presidenza ritiene di dover ribadire, confermandoli in
pieno, alcuni aspetti procedurali che avvalorano il tipo di
votazione prescelto.
Ed infatti, l'articolo 127, comma 7, del Regolamento interno,
secondo cui Nelle questioni comunque riguardanti persone la
votazione è fatta a scrutinio segreto , ha fatto sì che la mozione
- in quanto atto di indirizzo politico, espressione della
prerogativa parlamentare prevista dall'articolo 7 dello Statuto
della Regione e declinata dal Regolamento interno dell'Assemblea
nell'ambito del rapporto tra Potere legislativo e Potere esecutivo
- venisse posta ai voti per alzata e seduta, a norma di quanto
ordinariamente previsto dallo stesso articolo 127 del Regolamento
interno dell'Ars in mancanza di domanda di scrutinio segreto.
Invero, se poteva sorgere l'ingannevole convincimento circa
l'obbligatorietà del ricorso alla forma di votazione a scrutinio
segreto in quanto mozione riguardante persona , a conclusioni
diametralmente opposte si perviene alla luce della prassi e della
giurisprudenza parlamentari delle Camere, che hanno fatto chiarezza
in argomento con una più puntuale e meditata interpretazione.
E tanto ciò è vero che, su conforme parere delle Giunte per il
Regolamento di Senato e Camera, ogni qualvolta le deliberazioni
costituiscano espressione di una prerogativa dell'organo
parlamentare nell'ambito del rapporto con gli altri organi dello
Stato esse dunque non rappresentano in senso proprio votazioni
riguardanti persone' ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo
113, comma 3, del Regolamento del Senato della Repubblica, il cui
dettato normativo si esprime negli identici termini adoperati
dall'articolo 127, comma 7, del Regolamento interno dell'Ars sopra
richiamato.
Al riguardo, va precisato che la materia oggetto del citato parere
concerneva le deliberazioni sulle proposte della Giunta delle
elezioni e delle immunità parlamentari del Senato (e negli stessi
termini è il parere della Giunta del Regolamento della Camera) in
materia di autorizzazioni a procedere e, dunque, certamente,
materia che, a primo acchito, ben poteva essere teoricamente
attratta nella sfera applicativa dello scrutinio segreto e che,
invece, è stata conclusivamente ritenuta sottoposta piuttosto alla
disciplina generale di votazione con decorrenza 6 maggio 1993.
La Giunta del Regolamento della Camera ha, per parte sua, posto in
luce che l'oggetto proprio di tali deliberazioni consista in una
decisione su un atto di prerogativa attraverso cui si esercita la
garanzia della indipendenza e libertà della funzione parlamentare ,
linea interpretativa che è stata nel tempo applicata a fattispecie
connotate dalla medesima ratio. )
Seguito della discussione del disegno di legge Schema di
progetto di legge da proporre al Parlamento della Repubblica, ai
sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione, recante
"Disposizioni concernenti Istituzione di un fondo di solidarietà
per l'erogazione di contributi a fondo perduto in favore delle
imprese sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata e
dissequestrate. (n. 968/A)
PRESIDENTE. Andiamo avanti. Allora, al II punto dell'ordine del
giorno ci sarebbe la discussione unificata degli atti ispettivi. Su
richiesta dell'onorevole Caputo, però ovviamente ne ho parlato con
i Presidenti dei Gruppi parlamentari che erano presenti in quel
momento, se ce ne fosse qualcun altro, Catalfamo credo che sia
l'unico che non c'era prima, ci chiede di anticipare questo punto
che è un disegno di legge voto che credo abbia un'importanza anche
dal punto di vista, come dire, dei diritti umani che è quello
dell'istituzione di un fondo per quelle persone che hanno avuto
sequestrata la propria azienda, poi risultano essere innocenti dopo
il processo, però l'azienda è totalmente distrutta; si sono
rovinate veramente fin troppe persone in questa maniera.
Quindi, se tutti siete d'accordo - io ne ho parlato prima con i
Presidenti dei Gruppi parlamentari presenti, che lo erano - quindi
se anche il resto dell'Aula è d'accordo, facciamo questa che è una
cosa velocissima, perché se mi date il fascicolo, non ci sono
emendamenti, se non uno o due.
Invito la III Commissione a prendere posto nell'apposito banco.
Onorevole Caputo, se può fare una breve relazione - perché
altrimenti perdiamo troppo tempo - su quello che stiamo facendo che
è anche facile da spiegare, diciamo, per cui non c'è bisogno di
dilungarsi, così nel frattempo che viene distribuita la legge e la
votiamo subito, per adesso ci sono le tessere per il numero legale,
quindi possiamo fare anche la votazione finale se vogliamo. Ha
facoltà di parlare il relatore, onorevole Caputo, per svolgere la
relazione.
CAPUTO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie
anche ai Capigruppo che hanno ritenuto opportuno dare la
possibilità di anticipare la trattazione di questo disegno di legge
voto. Ritengo, così come Ella ha sottolineato, un momento di grande
importanza che questo Parlamento, proprio perché è il Parlamento
della Regione siciliana, dove questo fenomeno si è sviluppato
rispetto alle altre Regioni d'Italia, ovverossia, l'attività svolta
da alcuni tribunali nell'operare il sequestro delle aziende e
successivamente all'attività del tribunale misure di prevenzione,
queste aziende vengono riconosciute assolutamente estranee ai fatti
contestati e vengono restituite ai legittimi titolari.
Cosa accade? Accade che in tutti i casi queste aziende vengono
restituite in una situazione assolutamente distrutta, non vi sono
più commesse, non c'è più personale, non vi sono più i beni
materiali e immateriali e poi ergo vi è anche una situazione ancora
più grave perché sono costrette ad affrontare un altro procedimento
innanzi al tribunale fallimentare perché a seguito della cattiva
gestione di amministratori giudiziari nominati dal tribunale non
vengono onerati i debiti con il fisco, con i fornitori, le utenze e
altro e quindi si affronta immediatamente l'altra questione che è
quella della dichiarazione di fallimento.
Questo disegno di legge voto, ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto, è un'azione d'impulso, un'azione propositiva per il
Governo e il Parlamento nazionale di adoperarsi così come ha fatto
per tante altre importanti vittime, mi riferisco al fondo vittime
per l'amianto, al fondo vittime della strada, al fondo di rotazione
per la solidarietà delle vittime della mafia, al fondo per le
vittime di reati sessuali e caporalato, quindi ritengo opportuno
che vi sia anche questo momento di attenzione da dedicare agli
imprenditori che mediante questo fondo possono ripartire,
ricominciare la propria azienda, riottenere quella che è la propria
dignità, sia personale che da imprenditore.
Per questo confido anche nel sostegno di tutti i colleghi
presenti, al di là dei partiti politici, perché questa è un'azione
che si coniuga anche con l'encomiabile lavoro svolto dalla
Commissione Antimafia' che nelle proposte prevede anche un aiuto a
queste imprese. La ringrazio, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caputo. Allora, se non ci sono
obiezioni, se non ci sono altri interventi, possiamo passare
direttamente alla votazione degli articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
1. Per ciascun anno del triennio 2021/2023 è autorizzata la spesa
di 30 milioni di euro al fine di assicurare un contributo alle
aziende confiscate alla criminalità organizzata nei procedimenti
penali per i delitti di cui all'articolo 51 e nei procedimenti di
applicazione di misure di prevenzione patrimoniali.
2. La concessione del contributo è finalizzato al sostegno agli
investimenti e agli oneri necessari per gli interventi di
ristrutturazione aziendale, alla tutela dei livelli occupazionali,
alla promozione di misure di emersione del lavoro irregolare, alla
tutela della salute e della sicurezza del lavoro.
3. La concessione del contributo è limitata alle aziende
destinatarie di provvedimento di dissequestro irrevocabile».
Comunico che sono stati presentati soltanto due emendamenti, che
sono squisitamente tecnici, perché al triennio 2021-2023 è
sostituito il triennio 2022-2024 perché questo era già passato,
quell'altro. Gli emendamenti sono l'1.1 e l'1.2.
Onorevoli colleghi, se siete convinti che si possa andare avanti,
io lo sono totalmente. Pertanto, pongo in votazione l'emendamento
1.1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.2. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Istituzione del Fondo
1. E' istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze,
dipartimento del Tesoro, il Fondo di solidarietà per le imprese
sequestrate o confiscate alla criminalità organizzata e
dissequestrate con provvedimento irrevocabile .».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 2.1, anche questo
tecnico.
Lo pongo in votazione l'emendamento. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Concessione contributo
1. Il contributo è concesso su istanza presentata dal legale
rappresentante delle aziende di cui all'articolo 1.
2. L'importo del contributo è determinato sulla base del danno
effettivamente subito dall'azienda».
Comunico che all'articolo 3 non sono stati presentati
emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Regolamento di attuazione
1. Con regolamento emanato entro il termine di sei mesi dalla data
di entrata in vigore della presente legge il Governo adotta norme
per le procedure relative alla concessione dei contributi e delle
modalità di accesso al fondo e alla quantificazione del contributo
in considerazione del danno emergente e del lucro cessante.
2. Lo schema di regolamento è trasmesso, entro il
quarantacinquesimo giorno antecedente alla scadenza del termine 1,
alla Camera dei deputati ed al Senato della Repubblica, per
l'espressione del parere da parte delle competenti Commissioni
parlamentari. Trascorsi trenta giorni dalla data di trasmissione,
il regolamento è emanato anche in mancanza del parere.».
Comunico che all'articolo 4 non sono stati presentati
emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
968/A
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Schema di progetto di legge da proporre al
Parlamento della Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
della Regione, recante Disposizioni concernenti l'istituzione di un
fondo di solidarietà per l'erogazione di contributi a fondo perduto
in favore delle imprese sequestrate e confiscate alla criminalità
organizzata e dissequestrate.» (968/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Si vota al solito modo fino al 31 marzo; dal 31 marzo non ce ne
sarà più bisogno.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 42
Votanti 24
Maggioranza 13
Favorevoli 24
Contrari 0
Astenuti 7
(L'Assemblea approva)
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Ditemi i nomi di quelli che ritenete di non avere
votato, anche se secondo me i nomi ci sono: Arancio, Ternullo,
Marano, Campo. Ce n'è altri? Mi sembra di no? Catanzaro. Record
mondiali per l'approvazione di una legge. In questa Legislatura ci
mancava solo di battere il record mondiale per l'approvazione di
una legge L'abbiamo approvata in tre minuti Onorevole Caputo,
grazie di averci fatto fare questo sforzo perché effettivamente era
una norma che meritava di essere accelerata. Grazie ancora.
Discussione unificata di atti ispettivi e di indirizzo politico
sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno
Discussione unificata di atti ispettivi e di indirizzo politico
sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) .
Allora, lo dico anche agli Assessori, assessore Armao, il
dibattito avverrà per tutte, sia interrogazioni che mozioni
unificate. Quindi, lei non dovrà rispondere a singole
interrogazioni, a singole mozioni, ma facciamo parlare l'Aula,
ognuno di loro esprimerà la mozione, l'interrogazione a seconda
quella che ha e, poi, il Governo con tranquillità e con calma,
quando vuole può dare le risposte su tutto quello che è necessario
chiarire.
Annunzio di interpellanza e contestuale inserimento nella
discussione unificata di atti ispettivi e di indirizzo politico sul
PNRR, ai sensi dell'articolo 155 del Regolamento interno
dell'Assemblea
PRESIDENTE. C'è un'ultima interpellanza presentata dall'onorevole
Lentini che si sta distribuendo e, quindi, nel blocco è compresa
anche quella.
(L'interpellanza inserita nella discussione unificata di atti
ispettivi e di indirizzo politico sul PNRR della presente seduta,
ai sensi dell'articolo 155 del Regolamento interno dell'Assemblea,
è la n. 442 Destinazione delle risorse del Piano Nazionale di
Ripresa e Resilienza (PNRR) relative al comparto sanitario al
personale amministrativo che ha prestato servizio durante la
pandemia da Covid-19. )
Riprende la discussione unificata di atti ispettivi e di
indirizzo politico sul Piano nazionale di ripresa e resilienza
(PNRR)
PRESIDENTE. Allora, se mi date il blocco, vediamo chi è che le ha
presentate così cominciamo a dare la parola a meno che non c'è
qualcuno che voglia già intervenire a prescindere dalle mozioni.
Sull'ordine dei lavori
LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo che vengano
estrapolate le mozioni, le interpellanze, le interrogazioni che si
riferiscono all'Assessorato Sanità perché non vedo l'assessore
presente. Non mi sembra opportuno che a riferire, rispetto alla
mozione del PNRR sanità, possa essere un Assessore di altro ramo
dell'amministrazione, quindi le chiedo di escludere
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, le chiedo scusa, se toglie un attimo
la mascherina e mi ripete perché non ho capito niente.
LUPO. Sì, Presidente. Chiedo di escludere la trattazione degli
atti ispettivi e delle mozioni che riguardano l'Assessorato alla
sanità, visto che manca l'Assessore al ramo.
PRESIDENTE. Ho capito. Va bene. Il Governo cosa dice?
ARMAO, assessore per l'economia. Presidente, in ordine alla
questione che prospetta l'onorevole Lupo vorrei dire che il collega
Razza ha preannunciato che entro qualche minuto sarà qui, quindi se
vogliamo iniziare dalle questioni che non riguardano c'è anche
l'assessore Zambuto, c'è l'assessore ai beni culturali, siccome
alcune questioni riguardano altri profili, poi quando arriva
l'Assessore si potranno dedicare le attenzioni.
Riprende la discussione unificata di atti ispettivi e di
indirizzo politico sul Piano nazionale di ripresa e resilienza
(PNRR)
PRESIDENTE. Perfetto. Io darei la parola ai vari presentatori
delle mozioni o delle interpellanze in modo che il presentatore
avrà dieci minuti di tempo, tutti gli altri, eventuali altri
interventi 5 minuti massimo.
La prima che abbiamo in fascicolo è a firma Lupo, Cracolici,
Gucciardi, l'accordo con l'Assemblea regionale siciliana
sull'elaborazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza .
Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo.
LUPO. Quindi, andiamo avanti interrogazione per interrogazione,
giusto Presidente?
PRESIDENTE. Al limite se volete, per maggiore garanzia, colleghi
scusate, siccome con la mascherina non si sente niente, per chi
avesse bisogno di maggiore garanzia al limite va al pulpito e parla
dal pulpito direttamente.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
LUPO. Presidente, la trattazione congiunta di tutti gli atti
ispettivi presenta delle problematicità, quindi intervengo sulla n.
2379 che riguarda Chiarimenti in merito alla bocciatura dei
progetti in agricoltura , ma anche qui non vedo l'Assessore per
l'agricoltura, quindi Presidente quello che ho detto prima per
l'assessore Razza, ovviamente vale anche per l'assessore Scilla,
tranne che non dovesse arrivare anche l'assessore Scilla, quindi
Con riferimento al PNRR, comunque, affronto la questione a
carattere generale, con riferimento alle mozioni parlamentari che
abbiamo presentato. Noi riteniamo come Gruppo parlamentare del
Partito Democratico che il Governo regionale debba confrontarsi con
il Parlamento sulla programmazione del PNRR, che è un piano,
ovviamente, pluriennale che quindi riguarderà e impegnerà anche il
Governo della prossima legislatura, anche per poter condividere con
l'Aula, con tutti i Gruppi parlamentari linee di indirizzo, di
indirizzo politico per la programmazione di questi fondi di cui
tutti sappiamo quanto siano importanti per il futuro della nostra
Regione e questo riguarda tutte le missioni, quindi noi vorremmo
che sulla programmazione dei fondi del PNRR ogni Assessore
riferisse in Aula rispetto a quelle che sono le linee guida sulla
programmazione del PNRR con riferimento alla missione di propria
competenza.
Vedo che mancano alcuni Assessori oggi in Aula, penso
all'Assessore per il lavoro, ma ritengo che lo si possa fare già in
occasione delle prossime sedute, logica vorrebbe che sulla
illustrazione dei singoli Assessori, rispetto alle linee
programmatiche che intendono seguire per la programmazione del PNRR
per le diverse missioni possa svolgersi un dibattito d'Aula che
possa concludere con la possibilità per il Parlamento regionale di
esprimere un indirizzo politico rispetto alla programmazione dei
fondi stessi rivolto al Governo.
Peraltro in Commissione abbiamo ritenuto che si applicasse la
normativa già vigente per quanto riguarda la programmazione dei
fondi extraregionali, ora non sto qui a fare una questione di
cavilli rispetto al dettato letterale della norma che potrà pure
adeguarsi ovviamente alle previsioni del PNRR, ma penso che vada
fatto salvo lo spirito del confronto istituzionale tra Governo e
Parlamento per poter condividere linee di indirizzo rispetto alla
programmazione dei fondi del PNRR ovviamente. E se questo riguarda
tutte le missioni, riguarda in particolare la missione 6 che
riguarda l'Assessorato alla sanità, rispetto al quale mi ripropongo
di intervenire quando avrà modo di raggiungerci l'assessore Razza.
Grazie.
PRESIDENTE. Governo, assessore Armao, mi pare che le osservazioni
fatte dall'onorevole Lupo siano pertinenti rispetto al dibattito.
Però, onorevole Lupo, direi intanto di cominciare il dibattito,
perché non è detto che si chiuda oggi, si può chiudere anche
domani. Qui c'è l'assessore per i beni culturali, l'assessore per
il territorio e l'ambiente, l'assessore per l'economia, l'assessore
per l'agricoltura. Quindi cominciamo, intanto, con i beni
culturali. Assessore Samonà, lei è pronto? Conosce le
interrogazioni, conosce le mozioni? Bene, allora cominciamo con
quelle che riguardano il settore dei beni culturali.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente. Se posso,
coglierei la suggestione dell'onorevole Lupo circa un inquadramento
generale della questione del PNRR, in ordine anche ai rapporti tra
indirizzo politico, esecuzione e programmazione. Tra l'altro con
una legge che lei, onorevole Di Mauro, conosce bene perché ne è
stato il padre. La legge del 2009, no? Lei era Assessore, me lo
ricordo. Eravamo nello stesso Governo. E poi passiamo ai singoli
rami di amministrazione così scendiamo nel dettaglio.
PRESIDENTE. Mi scusi, non ho capito bene. Iniziamo, io avevo detto
dai beni culturali lei è d'accordo?
ARMAO, assessore per l'economia. No. L'onorevole Lupo ha posto
una questione di inquadramento generale sul PNRR e rapporti tra
Governo e Assemblea e se posso su questo vorrei dare qualche
chiarimento. Dopodiché passiamo ai singoli Se la Presidenza è
d'accordo, io mi vorrei muovere in modo
PRESIDENTE. Va bene. D'accordo assessore Armao.
ARMAO, assessore per l'economia. Allora, tenendo presente -
grazie Presidente - che della questione - purtroppo non c'è il
presidente Savona, ma ci sono alcuni esponenti della Commissione
Bilancio', ricordo che con l'onorevole Dipasquale facemmo un
dibattito sul punto, sarà stato novembre scorso, la Commissione
Bilancio' dedicò una specifica seduta al tema del PNRR, che già
era stato emanato, quindi già era in corso di attuazione, con
alcune riflessioni ed alcuni elementi di confronto.
Qualche giorno fa, vedo il Presidente Compagnone che presiede la
Commissione Affari europei, la questione è stata riprospettata con
ampia articolazione e produzione documentale anche da parte del
Governo che ha sempre informato la Commissione Bilancio' che,
invero, è la commissione che la normativa individua come, in
qualche modo, lo snodo del rapporto tra esecutivo e Parlamento e
quella era la sede nella quale ci siamo confrontati in prima
battuta e poi, più approfonditamente, nella Commissione Affari
europei.
Il PNRR ha una struttura, dico la volta scorsa ho distribuito e
tra l'altro ho avuto il privilegio di avere anche per WhatApp
questa mattina dal Professore Viesti il suo secondo articolo, sul
punto avevo già dato il primo articolo del Professore Viesti,
pubblicato sul Mattino, nel quale diceva Trasparenza e qualità.
Cosa manca al Recovery . No? Che, in qualche modo si riferiva alla
presa di posizione che le Regioni italiane hanno fatto sul PNRR, al
Governo centrale, attraverso la Commissione Affari europei della
Conferenza che io coordino e che ci ha consentito di interloquire
in Commissione Bilancio' direttamente con l'esecutivo e con il
Parlamento nazionale sul tema del PNRR, di come è congegnato, di
come è strutturato, di come deve essere attuato, di come funzionano
i raccordi tra Governo centrale e Regioni e autonomie locali.
Oggi il Professore Viesti pubblica un ulteriore articolo Non sono
i bandi il nodo, ma i fondi per il Sud , un altro articolo molto
importante e qualche giorno fa, sul Sole 24 ore, è uscita un'altra
riflessione da parte di un dirigente del Comitato delle Regioni
periferiche e marittime europee che ha sottolineato i profili di
difficoltà che vi avevo anticipato, di coerenza tra la
programmazione 2021-2027, che sta per partire, il Fondo Sviluppo e
Coesione, il tema del PNRR, quindi c'è un momento di difficoltà.
E' chiaro, stiamo parlando di risorse enormi, mai viste
nell'Amministrazione dell'Italia repubblicana, di fronte a problemi
di attuazione e tempi strettissimi, quindi c'è l'esigenza di un
rafforzamento amministrativo, ma di questo il collega Zambuto poi
potrà dare con dovizia di dettagli quello che si è fatto sul piano
del rafforzamento con il reclutamento di nuove professionalità, che
come sappiamo sono insufficienti, ho dovuto ribadirlo anche di
fronte alla Commissione Bilancio' che, però, segnano comunque un
passo in avanti.
Il coordinamento tra Governo centrale e Regioni, perché la
gestione del PNRR, diciamocelo, è sostanzialmente centralizzata,
non è una gestione che affida alla Regioni come avviene per la
programmazione europea dove, come i parlamentari ben sanno, la
programmazione è affidata sostanzialmente alle Regioni dopo che
viene approvato l'accordo di programma e si realizzano le sinergie.
Quindi, la programmazione europea affida alle Regioni la gestione
delle risorse europee con la sovrintendenza dello Stato centrale e
dell'Unione europea, che poi trova in sede di Comitato di vigilanza
la sua sintesi organizzativa.
Per quanto riguarda il PNRR, ripeto, anche le prese di posizione
ma le schede che ho consegnato in Commissione - e Presidente mi
farò carico di inviarle direttamente alla Presidenza -, le schede
che abbiamo presentato come Conferenza delle Regioni e come Regione
siciliana declinano quali sono le misure.
Tra poco interverrà anche l'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità, onorevole Marco Falcone, che potrà dare alcuni ragguagli,
alcune puntualizzazioni sulle misure Pinqua, cosiddette, cioè
misure che si realizzano attraverso gli Istituti Case Popolari che
sono destinatari di interventi finanziari ad hoc.
Sinora, quindi, si è andati avanti con una scarsa concertazione
sia in sede di cabina di regia, come voi sapete la cabina di regia
si è riunita una sola volta alla presenza del Presidente della
Conferenza delle Regioni, senza mai coinvolgere i Presidenti delle
Regioni, lo stesso è avvenuto per i Comitati interministeriali per
la transizione ecologica e il Comitato interministeriale per la
transizione digitale. Quindi, c'è un problema organizzativo
strutturale in questo momento di forte raccordo in una gestione che
è accentrata.
Qualche giorno fa si è tenuto al CNEL un esame comparato dei PNRR
- cioè dei Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza dei diversi
Paesi europei - e da questo emerge che l'Italia è uno di quelli che
più ha accentrato la gestione del PNRR, probabilmente anche per la
debolezza amministrativa di alcune aree del Paese.
Il tema è quindi in sede regionale, c'è qualche cosa da fare, non
c'è moltissimo oltre che presentare bandi, perché l'individuazione
delle tipologie, dei meccanismi, delle procedure cui ricorrere
mediante avviso è fatta unilateralmente a livello centrale dei
singoli Ministeri.
Come ho annunciato anche in sede di Commissione, vi è pure un
coordinamento tra i singoli Ministeri, questo ha fatto sì che,
addirittura, il Sottosegretario della Presidenza del Consiglio
qualche giorno fa ha riunito tutti i Capi Gabinetto dei Ministeri
al fine di raccordare meglio l'attività di attuazione del PNRR.
Quindi, oggettivamente, questa seppur in termini assai sintetici è
la situazione attuativa del Piano Nazionale di Ripresa e
Resilienza.
Sul piano dei rapporti tra Esecutivo e Assemblea, ovviamente da
parte nostra - io l'ho ribadito sia in Commissione che anche di
fronte all'opinione pubblica - non c'è alcuna preclusione, ne
potrebbe esserci da parte del Governo - che oggi è qui presente con
tanti Assessori - a illustrare, dare informazioni e produrre tutta
la documentazione che il Governo definisce nella presentazione dei
progetti, dei programmi e rispondendo agli avvisi che vengono
pubblicati. Comprendo quello che diceva l'onorevole Lupo circa
l'opportunità di non indugiare in questioni tecnico-giuridiche
sull'applicazione dell'articolo 50. Che l'articolo 50 si applichi
esclusivamente alla programmazione di quegli anni, oltre che ce lo
potrebbe dire il Presidente Di Mauro che - ripeto - al tempo era
assessore per l'economia e ha curato direttamente la realizzazione,
la stesura delle disposizioni che sono state approvate da questa
Assemblea, fa riferimento esclusivamente ad alcuni regolamenti del
2006, che sono i regolamenti della vecchia programmazione.
Quindi, prendiamo i principi, che è la cosa più importante: cioè
assumiamo che il principio sia quello di una forte integrazione e
una informativa e una formulazione degli atti di indirizzo da parte
dell'Assemblea nei confronti del Governo e che credo questa sia
assolutamente non solo plausibile, ma anche auspicabile. Il che,
però, mi permetto di sottolineare, mal si concilia con la mozione
che parla di intesa. Ecco, se neanche la norma prevedeva l'intesa
nel 2009, non vedo come oggi si possa introdurre l'intesa. A parte
che si tratterebbe di un'attività amministrativa, perché nel
momento in cui si introduce l'intesa, come sanno i giuristi, si
determina una cogestione, una codecisione tra i due soggetti:
quello che riceve l'intesa e quello che la esprime. Mentre, in
questo caso, come opportunamente si riferiva nell'intervento
dell'onorevole Lupo, deve farsi capo ad un'attività di indirizzo
politico dell'Assemblea e delle Commissioni nei confronti
dell'esecutivo, tant'è che la stessa norma del 2009, l'articolo 50,
dice che le Commissioni si esprimono attraverso ordine del giorno,
neanche voto. Quindi, non votano i programmi, ma si esprimono
attraverso ordine del giorno.
E, allora, se vogliamo - probabilmente in via informale, ma si
potrebbe ipotizzare anche la formulazione di una disposizione ad
hoc - si può introdurre un principio in base al quale, rispetto a
taluni interventi sul PNRR, il Governo, i singoli rami
dell'Amministrazione si presentino nelle Commissioni di merito e
nella Commissione Bilancio che, ribadisco, ai sensi della normativa
vigente, ma anche del Regolamento dell'Assemblea, è la Commissione
competente a valutare le determinazioni da assumere in materia di
programmazione di fondi extraregionali, intendendo in questo senso
non solo i fondi statali, i fondi europei e tutti i finanziamenti
che non scaturiscono dal bilancio, si può ipotizzare una sorta di
effetto ultroneo e prorogato e ampliato della norma di cui ci
stiamo occupando, prevedendo, appunto, una sorta di indirizzo
politico del Parlamento su alcune iniziative che dovranno essere
formulate dal Governo.
Questo postula, ovviamente, che per esprimere l'indirizzo il
Parlamento deve essere informato. Il Presidente Musumeci ha non
solo preso impegno in occasione dell'ultima seduta che il Governo
oggi intervenisse in tutte le sue articolazioni a illustrare quello
che si sta facendo e, soprattutto, quello che c'è da fare, ma ci ha
anche detto, in sede di Giunta, di esprimere tutte le possibili
condivisioni rispetto a una positiva interlocuzione - che vi deve
essere - tra l'organo legislativo e l'esecutivo, proprio perché -
lo sottolineava l'onorevole Lupo poc'anzi - si tratta di attività
programmatoria, che va al di là dei mandati di tutti coloro che
sono in quest'Aula. Sono mandati che arriveranno fino al 2026, 2027
e, quindi, è evidente che andiamo quasi alla fine della prossima
legislatura. E, pertanto, è giusto e opportuno che le scelte siano
oggetto di adeguata ponderazione e di adeguata riflessione.
Quindi, ribadendo che, in questo momento, la Sicilia, proprio
perché sta lavorando e sta lavorando assiduamente su questi temi, è
stata individuata da tutte le Regioni italiane come riferimento
interlocutivo con il Governo nazionale e, pertanto, c'è un
oggettivo riconoscimento al lavoro che la Sicilia sta facendo nella
Conferenza delle Regioni - ripeto - è più che opportuno che i
meccanismi di raccordo, di confronto, di indirizzo politico si
svolgano nell'alveo del quadro statutario definito nel rapporto tra
esecutivo e Parlamento.
Questo, quindi, intendevo ribadire e confermare, fermo restando -
ripeto - che d'intesa non può parlarsi perché stravolgeremmo anche
le norme vigenti e le spingeremmo verso una co-decisione
dell'esecutivo che ricorda anni lontani, che tra esecutivo e
legislativo che ricorda anni lontani che credo che non abbia
bisogno di essere ribadita, in questa sede. Quindi, a questo punto,
signor Presidente, se lei è d'accordo, potremmo passare poi ai
singoli rami di amministrazione e, eventualmente, sentendo le
osservazioni sulle singole questioni che vorranno porre gli
onorevoli Parlamentari.
C'è qui l'assessore per i beni culturali e l'identità siciliana,
cosa che intendo richiamare, denominazione, che è opportuno
richiamare alla sua integrità e che, quindi, può dare tutti i
ragguagli in ordine alla interrogazione che concerne l'avviso o il
mancato avviso o, comunque, la questione riguardante il comune che
viene individuato per la presentazione di un progetto.
PRESIDENTE. Va bene. Grazie, assessore Armao.
Allora, passiamo alla discussione sulle interrogazioni e, avendo
stabilito di iniziare il percorso dall'Assessore per i beni
culturali e l'identità siciliana, impegnato a discutere
interrogazione n. 2539 di pagina 9 e l'interrogazione n. 2542 di
pagina 13.
Iniziamo con quella di pagina 9, vale a dire Chiarimenti in
merito all'apprezzamento e alla proposta illustrata dall'Assessore
regionale per i beni culturali e l'identità siciliana, circa la
rigenerazione urbana del borgo A Cunziria' (la Conceria), ubicato
nel territorio del Comune di Vizzini (CT), giusta deliberazione di
Giunta regionale n. 24 del 20 gennaio 2022 , su questa
interrogazione mi pare di avere letto pure che c'è una mozione
sulla stessa no, non c'è una mozione, no, su un'altra cosa è,
sull'altra è, va bene.
Prego, Assessore.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Sì, grazie. Signor Presidente, onorevoli deputati, a proposito del
programma Next Generation Europe, come sapete, ci sono diverse
linee di intervento. La linea di intervento di questo assessorato
riguarda la componente cosiddetta MIC3 turismo e cultura 4.0, che è
compresa nel PNRR e include quattro aree di azione. Lo dico per
completezza di informazione. Le prime tre sono competenze del
Ministero della cultura, mentre la quarta è competenza del
Ministero del turismo, però, è un'unica componente, in realtà, si
tratta del patrimonio culturale Next Generation di prossima
generazione, la rigenerazione dei piccoli siti culturali, il
patrimonio culturale religioso e rurale, l'industria culturale e
creativa e il turismo che è l'altra componente che afferisce al
turismo.
Per quanto di interesse, il Piano nazionale di ripresa e
resilienza a titolarità del Ministero della cultura, prevede tra
l'altro un bando che è stato già pubblicato dal ministero - diceva
pocanzi l'assessore Armao, correttamente, che la maggior parte
delle linee di intervento sono ministeriali -, un bando che dicevo
è stato già pubblicato dal Ministero della cultura, relativo ai
giardini storici, per il quale il ministero ha pubblicato lo scorso
mese questo bando e c'è tempo fino al quindici marzo per presentare
le proposte progettuali. Non riguarda la Regione siciliana, ma
riguarda, appunto, dicevo, il Ministero della cultura che ha
pubblicato questo apposito bando. Per quanto riguarda invece la
Missione 1 Componente 3, c'è anche l'investimento 2.1, che è quello
che afferisce all'interrogazione, in realtà alle due
interrogazioni, signor Presidente, perché sono sostanzialmente
uguali, ed è quello denominato Attrattività dei borghi storici .
Questo investimento è rivolto a dare impulso economico ai livelli
occupazionali delle aree interessate e ad incentivare secondo le
linee date dal PNRR nazionale la rigenerazione delle comunità,
l'attrattività e la tutela dei territori in linea chiaramente con
gli obiettivi del Piano di ripresa e resilienza. In particolare,
per l'investimento 2.1, le risorse finanziarie che sono previste
complessivamente a livello nazionale ammontano a oltre un miliardo
di euro, di cui una quota di duecento milioni di euro è riservata
al sostegno delle imprese già insediate o che intendono insediarsi
all'interno dei borghi che saranno selezionati.
Faccio un attimo una digressione perché il Ministero della cultura
pubblicherà, nei prossimi mesi - ancora non si conosce la data -
anche un ulteriore bando che è destinato alle cosiddette imprese
creative . Anche lì sarà un bando a diretta gestione ministeriale
che non passerà dalle singole Regioni.
Partecipando nella qualità di assessore regionale per i beni
culturali e l'identità siciliana alle riunioni della Commissione
cultura nazionale, il Ministero della cultura ci informa
regolarmente su quelle che sono le tempistiche della pubblicazione
dei bandi ministeriali e, quindi, sappiamo per questo che il bando
di prossima uscita è quello sulle imprese creative.
Tornando all'investimento 2.1, quello dell'attrattività dei
borghi, l'intervento si compone di due distinte linee di
attuazione. C'è una linea di intervento cosiddetta A che è dotata
di una provvista economica complessiva per tutte le Regioni
italiane di 420 milioni di euro e consta di 21 progetti pilota,
ognuno dell'importo pari a 20 milioni di euro e l'interrogazione
afferisce a uno di questi progetti pilota.
Si tratta di progetti che mirano alla rigenerazione culturale e
sociale economica, abbandonati o in via di abbandono che, recita il
disposto ministeriale, sono individuati dalle Regioni attraverso
loro delibere di Giunta su proposta degli assessori alla cultura.
A questo proposito, poi c'è anche la linea di intervento B , che
è dotata di una provvista economica superiore a quella precedente,
che è di complessivi 580 milioni di euro, e ha per oggetto i
progetti locali di rigenerazione locale dei piccoli borghi storici,
selezionati attraverso un avviso pubblico a regia del Ministero
della Cultura rivolto ai comuni e finalizzato alla realizzazione di
progetti locali di almeno 229 borghi a livello nazionale; anche in
questo caso, il bando è stato già pubblicato direttamente dal
Ministero, non da noi, dalla Regione siciliana, nello scorso mese
di dicembre.
La provvista economica destinata alla Sicilia, non alla Regione
siciliana, ai comuni con meno di 5 mila abitanti, è di circa 43
milioni di euro complessivi; a sua volta, in sede di negoziazione,
la Sicilia fra le Regioni del Mezzogiorno, in base a questa
ripartizione di somme, ha avuto la percentuale di assegnazione
superiore, rispetto alle altre Regioni italiane. Questo perché
hanno fatto peso tutta una serie di elementi, tra cui anche il tema
dell'insularità non è secondario.
Ribadisco che si tratta di un investimento e di una risorsa
economica di circa 43 milioni di euro appostata dal Ministero per
un bando ministeriale, già pubblicato il mese di dicembre, che ha
come scadenza il 15 marzo prossimo. Tra l'altro, mi consta
personalmente che diversi enti locali e diversi enti comuni stanno
lavorando per presentare i loro progetti entro il termine fissato
dal Ministero.
Tornando alla linea d'intervento A , questa ha la finalità di
sostenere la rigenerazione delle realtà territoriali più fragili
abbandonate o in via di abbandono.
Le linee di indirizzo dettate dal Ministro per la Cultura
prevedono che la proposta progettuale debba essere presentata dalle
singole Regioni e finalizzata alla realizzazione di un'iniziativa
che consenta l'insediamento di nuove funzioni, infrastrutture e
servizi in grado di costituire occasione di rilancio occupazionale,
in particolare per le nuove generazioni. Questo lo dice il
Ministero. Sono le linee di intervento.
Quanto ai requisiti le proposte progettuali sono predisposte e
definite secondo il modello dello studio di fattibilità, quindi,
non siamo ancora nella fase di un progetto definitivo o esecutivo;
è uno studio di fattibilità in cui si è esplicitata la
realizzabilità e la sostenibilità tecnico-urbanistica, quella
economico-finanziaria e quella giuridico-amministrativa.
Sul piano della tempistica, anche questa proposta progettuale,
questo studio di fattibilità deve essere presentato, stavolta,
dalle Regioni entro il 15 marzo di quest'anno, del 2022, quindi, i
tempi capirete sono strettissimi.
Conclusa la presentazione delle proposte, segue una fase negoziale
con un Comitato tecnico che viene istituito dal Ministero della
Cultura, presso il Ministero della Cultura che dovrà esaminare le
proposte arrivate dalle 21 Regioni italiane e si dovrà concludere,
secondo le indicazioni ministeriali, nel maggio 2022, con
l'ammissione a finanziamento di queste proposte e con delibera del
Consiglio dei Ministri, che dovrà essere adottata entro il 30
giugno 2022. Questo per dare anche le tempistiche di questa
progettualità.
Si precisa che mentre la linea B è indirizzata ai comuni, come
ho detto poc'anzi, aventi un massimo di 5 mila abitanti, la linea
A invece è diretta a finanziare interventi di rigenerazione
urbana, di borghi, localizzata in comuni per i quali non sono
previste soglie massime di abitanti riferiti alla popolazione
residente.
Come già detto, appunto, le risorse disponibili per la linea di
intervento B sono 580 milioni e sono rivolte a favore di micro,
piccole e medie imprese localizzate che intendono insediarsi nei
borghi che saranno selezionati, cioè si richiede anche una
progettualità all'interno dei borghi.
Quanto alle modalità di selezione dei progetti, la procedura nel
caso di quella dei piccoli borghi è gestita direttamente dal MIC e
le proposte progettuali possono essere presentate o in forma
singola, da un singolo comune, o in forma aggregata da più comuni
fino a un massimo di 5.000 abitanti.
Mi consta che ci sono alcuni comuni che si stanno unendo anche in
Sicilia per presentare delle proposte progettuali che possano
essere approvate e che, complessivamente, i comuni non superino i
5.000 abitanti.
In quest'ultimo caso, è ammessa un'aggregazione massima di tre
comuni, non oltre tre comuni.
Per ciascun progetto è previsto un contributo massimo di circa un
milione e seicentomila euro - qualcosa in più in realtà -, per cui
facendo un calcolo ed essendo destinati alla Sicilia circa 43
milioni di euro, sono oltre trenta i progetti che potranno essere
approvati, a seconda di che tipo di importi avranno questi
progetti, una trentina al massimo.
Vedremo poi quali saranno i comuni che avranno presentato i
progetti anche per capire presso il Ministero quanti comuni
siciliani hanno presentato una progettualità per questa linea di
intervento.
Relativamente ai quesiti specifici posti con l'interrogazione n.
2539, del Partito Democratico, in particolare, si precisa quanto
segue.
Nella deliberazione del 20 gennaio, la Giunta di Governo ha
apprezzato la proposta di questo Assessore e di avviare le
interlocuzioni con il comune di Vizzini, utili a definire una
proposta progettuale da inoltrare al Ministero secondo i parametri
procedurali e temporali relativi alla linea di azione A .
Il borgo in questione è chiamato A Cunziria'. Si tratta di un
borgo di proprietà pubblica perché l'area è di proprietà della ex
provincia regionale di Catania e con un protocollo di intesa è data
gestione al comune di Vizzini.
Al centro vi è una piccola chiesa che si articola attorno ad una
fontana che scaturisce alla confluenza di due falde della collina
che sormonta l'abitato di Vizzini.
Dal punto di vista della conformazione del borgo, le costruzioni
che stanno a monte della sorgente sono quaranta e sono tutte
destinate - erano, anzi, perché sono disabitate - ad uso
residenziale o di deposito mentre quelle a valle erano destinate,
appunto, a pellami o a concerie. Da qui il nome A Cunziria'.
A Cunziria', oggi, è disabitata ed è edificata nella tipica
pietra locale. Anche questo risponde ai criteri ministeriali che ci
chiedono il riutilizzo di quelle che sono le modalità sia artigiane
ma anche la pietra locale, la valorizzazione di quella che è la
conformazione del territorio e quelli che sono i prodotti dati dai
territori.
Costituisce anche una testimonianza di archeologia industriale
del XIX secolo, fino agli anni '60 del secolo scorso, quando, poi
il Borgo - sostanzialmente storico - si è andato svuotando a
beneficio dei centri abitati più grandi e anche la lavorazione
delle pelli in quel borgo ha cessato di essere per motivi ovvi.
Il fatto che questo borgo sia abbandonato da oltre cinquant'anni
ha fatto sì che questo integra un esempio - potrei dire calzante,
se non perfetto - di cultura contadina e vetero-industriale che
risponde esattamente alle esigenze di questa linea di intervento
che ci chiede il Ministero e, tra l'altro, essendo abbandonato ha
mantenuto l'assetto originario, cioè non ci sono stati
stravolgimenti nel corso di quest'ultimo cinquantennio che ne hanno
fatto snaturare la propria conformazione.
Paradossalmente, lo stato di abbandono del borgo costituisce la
premessa per un recupero globale dell'intero assetto dell'impianto
urbanistico.
Dobbiamo sottolineare che il comune in questione aveva da tempo
presentato all'Assessorato ai beni culturali una progettualità che
ben si può integrare con l'intervento previsto dal PNRR e questa è
una circostanza che non si può non sottolineare perché è un fattore
non indifferente anche dovuto ai tempi di presentazione delle
istanze.
Come sappiamo, siccome ci hanno dato il termine del mese di
marzo, per lavorare da zero ad uno studio di fattibilità, da qui a
marzo diventa, se non impossibile, molto difficile. Il fatto che ci
sia già una progettualità sviluppata a tre quarti da una garanzia.
Lo studio di fattibilità che la Regione andrà a presentare
prevede l'insediamento di nuove funzioni, infrastrutture e servizi
nel campo della cultura, del turismo, del sociale, della ricerca
anche con l'abbattimento di barriere architettoniche e,
soprattutto, la garanzia di quei livelli occupazionali che ci
chiede il Ministero, aprendolo alla possibilità di imprese
giovanili e di luoghi di aggregazione destinati alle nuove
generazioni, il tutto avendo anche presente che l'attrattività dei
piccoli borghi oggi ben si confà ad un ritorno, come dire, di una
politica di decentramento rispetto alle grandi città.
Infine, si segnala che questa scelta, lo dico a beneficio dei
presentatori dell'interrogazione, si coniuga con la coincidenza che
non è una coincidenza ma è una scelta di politica culturale, perchè
quest'anno, nel 2022, ricorre il centenario della morte di Giovanni
Verga che - tutti conosciamo Verga ovviamente, non c'è bisogno che
dica chi è -, oltre ad essere stato nativo di Vizzini, proprio nel
borgo della Cunsiria, Giovanni Verga ha ambientato una delle sue
opere più importanti perché la Cunsiria si lega alla Cavalleria
Rusticana, il famoso duello. Se vi ricordate, compare Alfio e
compare Turiddu, ecco quindi, diciamo che l'anniversario verghiano
risponde anche ad un'ulteriore esigenza che ci chiede il Ministero
di borghi che sono legati a particolari figure storiche o culturali
d'interesse per la regione in questione. E' chiaro che
nell'anniversario del centenario di Giovanni Verga il borgo
principe di Giovanni Verga diventa quasi una bandiera. In ragione
di quanto su esposto con riguardo all'interrogazione del gruppo
parlamentare del Partito Democratico, questo Governo rivendica
questa scelta come scelta di politica culturale che è coerente con
le attività programmatiche dispiegate in questo campo dalla Regione
Siciliana e con gli indirizzi d'intervento della linea A che
sostiene la rigenerazione delle realtà territoriali più fragili
abbandonate o in via di abbandono. Nell'interrogazione si afferma,
tra l'altro, che escludendo la uguale valutazione di apprezzamento
di tutti gli altri progetti in via di definizione concernenti gli
altri borghi siciliani. In realtà, quando parliamo di enti locali,
ho voluto parlare delle due linee di intervento perché i comuni
siciliani sono interessati dalla linea d'intervento B che concerne
appunto i piccoli comuni, quindi, volevo mantenere distinti i due
aspetti. La linea A, lo ribadisco, prevede che il Ministero che
sia la Regione per proposta del proprio assessore con apposita
delibera di Giunta che individui il territorio che più si confà
alle esigenze previste dal Ministero. Da questo punto di vista,
ribadisco, che per quanto riguarda il Governo regionale riteniamo
di avere in modo esaustivo o esauriente - questo lo deciderete voi
V risposto all'interrogazione che ha com
e primo firmatario l'onorevole Lupo che è firmata da tutti i
componenti del Partito Democratico. Vorrei dire solo in chiusura e
poi cedo volentieri la parola, signor Presidente, che
l'interrogazione a cui si fa riferimento, la numero 2542 che è
presentata dall'onorevole Calderone, in realtà, è uguale
all'interrogazione presentata dal Partito Democratico e quindi
ritengo di avere risposto con questa in questo modo anche
all'altra interrogazione. Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Il Partito Democratico, firmatario di questa
interrogazione, si ritiene soddisfatto?
BARBAGALLO. Grazie, Presidente Di Mauro. Ci riteniamo
assolutamente soddisfatti e dal tenore della delibera di Giunta non
si evincevano le considerazioni che ha formulato opportunamente il
Governo, non soltanto per l'aspetto che riguarda la valorizzazione
del comune di Vizzimi che così inizia a prendere forma e che
seguiremo passo passco ma anche perché non si escludono così, in
base alle considerazioni del Governo, neanche alla luce delle altre
misure del PNRR gli altri Comuni e gli altri borghi e le altre
comunità siciliane. Grazie.
PRESIDENTE. Perfetto.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Grazie, signor Presidente, io pensavo che oggi in Aula
fosse data la possibilità anche agli altri deputati di poter
intervenire perché io ho visto il fascicolo delle interrogazioni e
delle interpellanze e mancano interrogazioni e interpellanze che ha
presentato il Movimento Cinque Stelle. Dico, ora noi ci possiamo
anche interrogazioni e interpellanze presentate dal Movimento
Cinque Stelle sui fondi del PNRR. Ora, dico, noi possiamo anche,
come dire, considerare le interrogazioni e le interpellanze degli
altri colleghi ma quanto meno ci riserviamo d'intervenire perché se
il dibattito è solamente relativo ai Gruppi che sono all'interno
del fascicolo, dico, allora a questo punto, come dire, stiamo
troppo circoscrivendo l'azione politica, tutto qua, perché ci sono
interrogazioni e interpellanze del Movimento.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, mi scusi, qui c'è scritto
all'ordine del giorno Discussione unificata di atti ispettivi e di
indirizzo politico sul PNRR . Io ho questo sul tavolo, posso
accertare se ci sono altre interrogazioni, altre interpellanze,
altre mozioni. Mi dia il tempo di verificare se ci sono altre
mozioni e certamente svolgerò la discussione.
DI PAOLA. Se vuole le do pure i numeri, signor Presidente, perché
ho i numeri.
PRESIDENTE. Li dia agli Uffici, così accertiamo.
DI PAOLA. Possiamo intervenire sulle altre interrogazioni e
interpellanze? Anche per chiedere informazioni, signor Presidente.
PRESIDENTE. Intanto, verifichiamo queste interpellanze se ci sono
e poi interverrete anche sugli argomenti che sono oggetto in questo
caso dell'interrogazione.
DI PAOLA. E su questo non possiamo intervenire?
PRESIDENTE. Prego, se intende intervenire lo faccia.
DI PAOLA. L'Assessore è andato via, dico, casomai poi lo ribadisco
quando rientra in Aula. Io ho ascoltato quello che ha detto
l'Assessore con molta attenzione. L'unica cosa devo dire è che
altre Regioni sulla linea A hanno fatto un'evidenza pubblica. E
dico io ho delibere da parte sia della Regione Lombardia che della
Regione Emilia-Romagna che per scegliere poi i borghi relativi alla
linea A , soggetta in questo caso a venti milioni di euro, hanno
fatto un'evidenza pubblica. Ora io ho ascoltato i passaggi
dell'Assessore - mi dispiace che sia uscito - però dico è una
scelta politica il fatto che non si sia fatta l'evidenza pubblica,
non sono le linee programmatiche date dal PNRR e dal Ministero
perché altre Regioni hanno fatto - Assessore, ecco, è rientrato -
solo un'osservazione stavo facendo, altre Regioni su questa linea e
mi riferisco ad esempio alle Regioni Lombardia ed Emilia-Romagna
hanno fatto un'evidenza pubblica, quindi dico la Regione siciliana
per scelta politica non fa l'evidenza pubblica e sceglie il borgo
Vizzini, attenzione meritevole, io non entro nel merito perché per
me A Cunziria' è sicuramente meritevole di ricevere un
finanziamento.
Volevo, però, capire e non sono riuscito a carpirlo - poi può
essere che, come dire, non sono stato attento io, perché altre
Regioni fanno l'evidenza pubblica, dando la possibilità ad altri
borghi di partecipare a questa specifica linea, la linea A e noi
come Regione siciliana non abbiamo fatto l'evidenza pubblica. Se,
cortesemente, può rispondere.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Onorevole Di Paola, assolutamente legittima la domanda che ha
fatto. Non c'è alcun obbligo di evidenza pubblica per la selezione
del territorio. Il coinvolgimento, come dicevamo, dei comuni è
demandato all'altra linea di intervento che è destinata agli enti
locali, ai comuni. Per quanto riguarda le Regioni a cui si è
riferito, sono al corrente perché con i colleghi ci sentiamo
regolarmente, non è la sede, però, lo dico, devo dire che attesi i
tempi così stretti, visto che il mese di marzo chiamalo che viene -
devo anche dire, a beneficio dell'Aula, che le Regioni che hanno
fatto un'evidenza pubblica con nomina di una commissione di
valutazione delle proposte progettuali, di studio e di
approvazione, sono un po' in ambasce, lo devo dire, proprio per i
tempi così stretti, perché ci si chiede entro il mese di marzo uno
studio di fattibilità che risponde alle esigenze che ho indicato,
ministeriali. Le Regioni che hanno optato per quel tipo di metodica
devo dire che stanno vivendo qualche difficoltà dovuta alle
tempistiche così strette che ci ha dato il Ministero. Questa spero
che sia una risposta che la soddisfi.
PRESIDENTE. Bene. Direi di passare adesso alle interrogazioni che
riguardano la sanità. C'è l'assessore Razza, o l'assessore Scilla?
Assessore, iniziamo con l'interrogazione di pagina 5, la n. 2430
Iniziative adeguate e urgenti al fine di garantire il personale
sanitario e amministrativo impegnato nel contrasto all'emergenza
epidemiologica Covid 19 .
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
parlamentari, l'interrogazione che è stata presentata tiene conto
di una delle emergenze che in questi mesi abbiamo affrontato e che
si sono gravemente aggiunte alla gestione della pandemia, ed è
l'emergenza relativa al reperimento del personale, che è un ambito
di impegno dell'amministrazione regionale che, in questi quattro
anni, è stato particolarmente incisivo, sia dal punto di vista
delle stabilizzazioni che sono state portate avanti, un numero
copiosissimo, ed anche grazie all'estensione al 31 dicembre 2021
della legge Madia, che continueranno ad essere portate avanti,
oltre che con la celebrazione di nuovi concorsi pubblici.
Per quanto riguarda il sistema sanitario nella gestione ordinaria
della sanità, la dimensione è significativamente ampia, perché
parliamo di quasi diciotto mila professionalità che sono venute ad
arricchire il sistema sanitario, tanto nella componente medica
quanto in quella amministrativa.
L'interrogazione che è stata presentata è relativa, invece,
all'utilizzazione del personale nell'emergenza Covid 19. In questo
caso parliamo, ad oggi, di circa novemila professionalità che sono
state selezionate, o direttamente dalla Regione attraverso i propri
bandi, o utilizzando le forme che sono state previste dai diversi
provvedimenti legislativi e dalle diverse procedure che sono state,
di volta in volta, messe a disposizione dal commissario nazionale
per l'emergenza Covid.
Parliamo di personale medico, di personale infermieristico, di
operatori socio-sanitario, ed ovviamente della componente di
supporto, sia delle professioni sanitarie, gli psicologi che
svolgono un'attività fondamentale, sia di natura amministrativa per
tutto il personale amministrativo che è di supporto alle attività
che svolgono tanto le aziende sanitarie provinciali quanto i tre
uffici commissariali che sono state istituite.
Al momento questo personale vede la propria attività contrattuale
rispetto ai fabbisogni legata alla data della scadenza
dell'emergenza sanitaria. In realtà sta lavorando la Conferenza
Stato-Regioni anche per dare esecuzione alla norma nazionale in
materia di stabilizzazione del personale Covid, per rafforzare
delle procedure che vadano avanti.
L'interrogazione è stata presentata nel novembre dello scorso
anno, ma cerco di arricchirla di alcune informazioni nuove che
invece sono successive alla data di presentazione della mozione.
Ovviamente il 31 marzo del 2022 potrebbe essere, se questa sarà la
decisione del Governo nazionale, la conclusione dello stato
d'emergenza. Non coincide esattamente con la fine dell'emergenza,
perché nessuno, immagino, possa pensare che fino al 31 marzo avremo
un numero copioso di pazienti Covid o di attività di contact-
tracing o in attività di sanità di territorio che dovranno essere
connesse all'esercizio dell'emergenza, ed invece dal primo di
aprile magicamente tutto scompare, l'emergenza non c'è più, non c'è
più la necessità di vaccinare le persone, non c'è più la necessità
di fare attività di Usca, non c'è più la necessità di mantenere
viva la presenza della sanità territoriale in relazione ai
fabbisogni.
Al momento noi lavoriamo nella sede della Commissione Salute della
Conferenza Stato-Regione, perché chiediamo al Governo centrale di
inserire nel provvedimento, o in quelli in discussione, il
Milleproroghe, o in altri provvedimenti connessi alla fine dello
stato d'emergenza, delle norme che possano portare alla gestione
dell'emergenza pur al di fuori della dichiarazione dello stato
d'emergenza.
L'obiettivo è quello di arrivare alla fine di quest'anno
salvaguardando l'impianto attuale, ovviamente garantendo secondo le
norme di legge, la possibilità che si possano arricchire i piani
del fabbisogno. Penso ad un dato, al 30 giugno quando
sottoscriveremo l'accordo di programma per le attività di PNRR che
riguardano la sanità del territorio, dovranno essere aggiornate le
dotazioni organiche delle aziende, dovranno essere realizzate delle
procedure volte a dare una copertura a quelle dotazioni organiche
e, quindi, in quel contesto immaginiamo che poi si dovrà occupare
di una gestione ordinaria di attività di sanità del territorio che
oggi è stata delegata alle unità sanitarie di continuità
assistenziale.
Di questo, ed è uno dei punti che viene richiamato
nell'interrogazione, e ho concluso, ovviamente continuiamo a
discutere con le organizzazioni sindacali, anzitutto perché le
organizzazioni sindacali condividano con noi un'attività che è
stata posta in campo in relazione al pressing che Regioni e
organizzazioni sindacali stanno portando avanti per arrivare alla
definizione di una norma che ci consenta di gestire questa fase di
transizione.
Il contributo delle organizzazioni sindacali, ovviamente, lo
raccoglieranno poi in sede di predisposizione dei piani di
fabbisogno, tutte le aziende sanitarie, sia quelle provinciali che
quelle ospedaliere che, appunto, il piano del fabbisogno lo devono
realizzare nella concertazione con le organizzazioni sindacali.
ARANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, io
ritengo che tutti abbiamo l'interesse e dobbiamo lavorare sulla
Commissione Stato-Regioni perché in modo tempestivo, perché tutti i
passaggi che ha detto l'assessore non possiamo aspettare di perdere
l'opportunità, perché questo personale, in una fase di criticità
l'abbiamo assunto per cercare di garantire e superare l'emergenza.
Ora c'è l'opportunità di vedere di stabilizzarlo, perché parliamo
di personale che ci ritroveremo nel PNRR, perché se il PNRR, quello
che andremo a realizzare, non debbono essere delle stanze vuote,
abbiamo necessità di avere il personale, e non è un personale che
ne abbiamo in una quantità tale da permetterci di poterlo perdere.
Assessore, nella interrogazione noi abbiamo indicato anche la
possibilità, come è stato fatto dalla Regione Lazio, invece come ha
detto lei e convengono l'emergenza non è finita il 31 marzo, quella
di continuare l'assunzione del personale sino al 31 di dicembre del
2022. Questo potrebbe servire, intanto a tenere impegnato il
personale, perché non è che questo personale può essere utilizzato
soltanto per l'emergenza Covid, ci sono le piante organiche degli
ospedali che praticamente non sono in sicurezza, quindi lavorando
tutti assieme sulla Commissione Stato-Regioni dobbiamo ritrovare il
modo e la modalità di cercare di non perdere questo personale, e
cercare di stabilizzarlo.
Come spesso abbiamo detto in Commissione sanità ci sono tutte le
piante organiche sia ospedaliere che territoriali che sono in
grossa difficoltà, quindi vorremmo che questa opportunità, questa
criticità, servisse a determinare un'opportunità per le piante
organiche, sia per le future piante organiche del PNRR, perché
possono esserci altre Regioni che possono arrivare prima di noi.
Quindi la parola d'ordine penso che sia tempestività', pertanto
ritengo che i passaggi con le Asp bisogna cominciare a farli,
assessore.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, il
tema posto oggi all'ordine del giorno all'attenzione dell'assessore
Razza è un tema che è molto caro a questa Assemblea. L'Assemblea
già sul personale amministrativo e sanitario assunto per fare, per
l'emergenza Covid, si è espresso con una norma che abbiamo
approvato all'unanimità, per cui vi abbiamo già riconosciuto una
corsia preferenziale ed un vantaggio di punteggi nelle assunzioni.
È chiaro che questo non basta, perché alcune forme di assunzioni
sono state fatte attraverso delle graduatorie per titoli, altre
attraverso il click day. Ma sia l'uno personale che l'altro, come è
stato ribadito anche dall'assessore pocanzi, ha creato una
professionalità nel nostro territorio siciliano, che non può finire
col finire dello stato di emergenza.
Per cui, mi pare che da questa audizione con l'assessore Razza si
possa intanto tranquillizzare il personale rispetto alla scadenza
di fine marzo, che sarà prorogata, e avere anche certezza, come
l'abbiamo avuta oggi, che il Governo Musumeci sta interloquendo in
maniera forte nella Conferenza Stato-Regioni, affinché si inserisca
una norma che, in maniera più semplificata, possa stabilizzare
queste 9 mila persone, sia sanitario che amministrativo, anche in
forza del ruolo che potranno recitare nelle case di comunità, negli
ospedali di comunità che il PNRR ci mette, oggi, nelle condizioni
di costruire nei nostri territori.
Ecco, queste sono delle professionalità che sono cresciute in un
momento di grande difficoltà, che è stata quella dell'emergenza
Covid, quindi in un momento straordinario, e che non possiamo
permetterci di perdere o di farle filtrare attraverso meccanismi
troppo farraginosi.
Per cui l'invito, assessore, è di aggiornare questa Assemblea,
aggiornare tutti noi, appena riuscite a trovare una formula che
possa in qualche modo, oltre l'indirizzo che ha già dato
l'Assemblea nella finanziaria con la norma che abbiamo approvato,
ma individuare una forma di stabilizzazione che li utilizzi, post
Covid, proprio nelle nuove strutture che il PNRR ci sta permettendo
di pianificare, di progettare e di finanziare.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto mi sembra
finalmente di poter certamente scorgere un'opportunità, che viene
lanciata con un messaggio chiaro ad una platea di soggetti che sono
stati impegnati in un periodo certamente difficilissimo, forse il
più difficile nella storia degli ultimi decenni, se non anche
secoli, per la popolazione mondiale che, ovviamente, anche in
Sicilia ha messo in serie difficoltà, a durissima prova i
territori, e lo ha fatto, ovviamente, anche a partire da quella che
era la priorità della priorità parlando di emergenza sanitaria.
Mi sembra di capire, quindi, che intanto si apra un varco per
queste novemila persone che, certamente, oggi ricevono un messaggio
di rassicurazione, ovvero che l'emergenza, al di là della scadenza
che può essere posta come in un'etichetta, è una scadenza che non
può essere considerata in termini assoluti.
Quel periodo di fine marzo sicuramente è una data che il Governo
nazionale sta ponendo in essere, ma certamente non è una data di
scadenza per queste persone. Persone che si sono impegnate, che
hanno dato la vita, che hanno dato l'anima, che sono stati, come
spesso si è detto, considerati veri propri eroi, ma che finalmente
stasera sanno che non sono eroi solo a chiacchiere. Sono eroi
riconosciuti, sono eroi di fatto, perché questo Governo, nelle
parole dell'assessore Razza, sta dicendo loro che non possiamo fare
a meno di queste professionalità.
Questo, ovviamente, apre uno spiraglio importante rispetto a
quella che è la pianificazione da qui in avanti, rispetto ai
prossimi mesi, rispetto ai prossimi giorni, dove saremo tutti
impegnati nella pianificazione delle risorse del PNRR dove sento,
tante volte, anche delle lamentele sulla spesa relativa agli
ottocento milioni. Dove sembra quasi che qualcuno si preoccupi
rispetto a dove potranno essere realizzate queste strutture.
Io dico, invece, vivaddio se queste risorse verranno pianificate e
spese bene, come sono certo che si farà. Io dico vivaddio se
veramente potranno vedere luce queste 176 mini strutture
ospedaliere.
Assessore, il Territorio ne ha bisogno Ne ha bisogno per quanto
riguarda, certamente, la provincia di Palermo, dove territori come
quello del corleonese, come quello madonita, come quello del
partinicese, come tutta la provincia, urlano che si possano fare
degli interventi e mi sembra, assessore, che questa è la direzione
che si è intrapresa.
Quando oggi si fa riferimento alla scadenza dei contratti di
queste novemila persone, non posso che vedere intrecciare due dati:
da una parte questa esigenza legata alla pianificazione delle
risorse del PNRR - e a ricaduta i servizi che si potranno avere nel
territorio - e dall'altra questo personale; personale che è stato
formato, che si è impegnato, che è stato necessario, è stato
indispensabile nei momenti più difficili e più bui nella vita di
questa Terra e che, certamente, adesso va accompagnato.
Accompagnato a un percorso che tutti quei volti che loro hanno
assistito all'interno delle strutture ospedaliere, tanti bimbetti,
tanti anziani, tanta gente che ha aspettato che quei cari uscissero
dall'ospedale, e che talvolta, invece, non ha più visto, adesso
attende che possano arrivare dei messaggi di rassicurazione.
Assessore, oggi questi messaggi di rassicurazione io li ho colti,
e quindi ritengo che questa è la direzione giusta che noi dobbiamo
continuare a perseguire.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli De Luca e Laccoto hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione unificata di atti ispettivi e di
indirizzo politico sul Piano nazionale di ripresa e resilienza
(PNRR)
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, intervengo per dire che comunque
questo tema è un tema trasversale che riguarda un po' tutte le
forze politica, vista la forte carenza di personale che c'è
all'interno delle strutture sanitarie e intervengo per fare
un'osservazione. All'interno della legge di bilancio nazionale - se
non ricordo male - c'è già un articolo, comunque c'è già un
riferimento per poter fare una sorta di concorso con prove multiple
per dare la possibilità, con un concorso pubblico, di poter
stabilizzare chi già è entrato durante questo periodo riguardo agli
operatori sanitari per l'emergenza Covid.
Quindi Assessore, già qualcosa abbiamo da prendere come
riferimento per cercare di far fare un percorso pubblico
ovviamente, però, che dia la possibilità a queste risorse, che sono
delle risorse importantissime, di continuare a svolgere il loro
lavoro meritorio all'interno delle strutture sanitarie.
Assessore, su questo c'è trasversalità da parte di tutte le forze
politiche dell'Assemblea Regionale Siciliana per trovare un
percorso che possa tenere tutti questi operatori sanitari che in
questo periodo hanno fatto tantissimo per la Sicilia. Quindi, se
poi c'è da fare una prova, sarà lei Assessore, assieme alle ASP, a
trovare la giusta dicitura, seguendo anche la norma nazionale. Noi,
ovviamente, siamo disponibili nell'accompagnare questo percorso.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo concluso la discussione su
questa interrogazione, passiamo a un'altra interrogazione che
riguarda sempre la sanità.
Si passa all'interrogazione n. 2540 Potenziamento del sistema
sanitario nel comprensorio delle Madonie , a firma dell'onorevole
Caputo.
Ha facoltà di intervenire l'Assessore per la salute per fornire la
risposta.
RAZZA, assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
deputati, l'interrogazione che presenta l'onorevole Caputo muove
l'attenzione sulle carenze di una parte del territorio della
provincia di Palermo, quello del comprensorio madonita.
Un territorio sul quale sono state grandi le iniziative messe in
campo dal Governo della Regione fin dal suo insediamento, lo
dimostrano tre azioni specifiche: il rafforzamento dell'Ospedale di
Petralia nella rete ospedaliera; il rafforzamento della medesima
struttura nell'atto aziendale e nella dotazione organica
recentemente approvata dell'Azienda sanitaria provinciale di
Palermo e le azioni poste in essere dall'Azienda provinciale di
Palermo per provare ad avviare dei concorsi per il riferimento del
personale, che tenessero conto dell'esigenza di coprire un numero
eccessivo di posti organico che in quella struttura ospedaliera non
riuscivano ad essere ricoperti.
Il tema è noto, l'Aula lo ha affrontato in tantissime occasioni,
il numero non adeguato del numero dei professionisti sanitari in
relazione al fabbisogno complessivo del sistema di sanità pubblica,
e non soltanto oggi, rende non sempre facile la copertura di tutte
le posizioni. Questo soprattutto nelle aree nelle quali molti
professionisti preferiscono non andare a lavorare e, nell'assenza
di un contratto collettivo nazionale, tanto della dirigenza medica,
quanto del comparto, che consenta di dare luogo anzitutto alla
copertura delle zone disagiate, come pure sarebbe necessario fare.
Noi oggi lavoriamo per il rafforzamento di quella struttura
ospedaliera, sulla quale sono stati fatti anche degli importanti
investimenti infrastrutturali e tecnologici. Io stesso sono andato
a vedere la immissione del nuovo reparto di radiologia con la TAC,
a Petralia, già funzionante; così come ho seguito personalmente i
lavori per la terapia sub intensiva e per il potenziamento
dell'area medica.
L'azienda sanitaria provinciale di Palermo, inoltre, sta lavorando
in collaborazione con la Fondazione Giglio di Cefalù per rafforzare
la presenza sanitaria in quel territorio. C'è un tavolo in corso
tra la Fondazione Giglio e l'Asp, un tavolo che può certamente
diventare oggi un tavolo istituzionale e chiamare, non soltanto dal
punto di vista tecnico, ma anche dal punto di vista istituzionale,
tutti i soggetti del territorio, perché puntare in quell'area è
certamente una decisione che è stata assunta dal Governo della
Regione, e che è stata portata avanti con azioni specifiche che
sono non labiali, ma che sono affidate ad atti amministrativi che
sono stati condotti in porto dall'Azienda sanitaria provinciale.
C'è poi una questione che è stata dibattuta in Assemblea fino a
poche ore fa, che è la rete del territorio emergente dal Piano
nazionale di ripresa e resilienza, nel quale il comprensorio
madonita è assolutamente una priorità, anche per determinare una
inversione di tendenza. La rete del territorio era stata
predisposta individualmente dalle Aziende sanitarie provinciali;
oggi si è arricchita del contributo e delle riflessioni e delle
proposte, tutte molto pertinenti, che sono venute dalle forze
politiche, dai partiti e dall'Assemblea.
Io ho voluto ringraziare - ma voglio farlo in questo caso
pubblicamente - la Presidente Savarino per avere prima fatto
riferimento alle norme sulla materia di personale, che poi saranno
l'altra componente essenziale, così come ringrazio l'onorevole Di
Paola per il richiamo a quella norma che è contenuta nella legge
finanziaria. Dico in questo - Presidente Di Mauro - che l'Assemblea
regionale siciliana a quella norma, su quello spirito, era arrivata
nella propria legge finanziaria, quando aveva stabilito il
principio per il quale il personale impegnato nella fase di
emergenza possa partecipare alle procedure di evidenza pubblica
avendo riconosciuto un titolo preferenziale.
Quindi, per tornare al testo dell'interrogazione dell'onorevole
Caputo e avviarmi a concludere, ovviamente è necessario un tavolo
tecnico allargato alle forze istituzionali; per il comprensorio
madonita c'è la mia assoluta disponibilità. Si tratta di fare
funzionare la sanità che c'è, e di utilizzare il Piano nazionale di
ripresa e resilienza e il rafforzamento del personale che può
derivare anche dall'emergenza sanitaria, quando sarà finita, per
portare il più possibile nei territori che oggi soffrono l'assenza
di attenzione da parte del sistema sanitario: una sanità che sia il
più possibile di prossimità.
A questo si dovranno aggiungere gli ulteriori due strumenti che
sono posti in campo dal Piano nazionale di ripresa e resilienza: da
un lato la telemedicina - so che è un tema molto caro agli
amministratori locali del comprensorio madonita - dall'altro
l'assistenza domiciliare. Chiudere una filiera in cui ci sia
un'assistenza domiciliare e una telemedicina che funzioni; delle
case della salute e degli ospedali di comunità che facciano il
filtro nel territorio e un rafforzamento dell'ospedale di Petralia,
in collaborazione dell'ospedale di Cefalù, io penso che possa
consentire di offrire quella risposta che oggi esiste in termini di
programmazione, e che domani potrà diventare assolutamente una
realtà. Grazie.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Razza io
la ringrazio per l'attenzione e per le rassicurazioni che ella ha
dato oggi per quanto riguarda la necessità, l'emergenza ospedaliera
di quel territorio madonita. Le problematiche che lei ha
evidenziato, e che anche ha avuto modo di appurare mediante gli
interventi, il rafforzamento, e quelle che sono state anche le sue
visite all'interno di quel nosocomio, io ritengo che possano
soltanto dare un segnale importante a quel Territorio.
Lei conosce bene e meglio di me l'importanza dell'ospedale di
Madonna dell'Alto, conosce bene quali sono le mancanze di medici, e
mi dispiace dover ascoltare che molti medici non vorrebbero andare
in quel territorio. Io non penso che in questo momento di emergenza
sanitaria, in questo momento soprattutto anche per la missione che
i medici sono chiamati a svolgere, l'avere la possibilità di
svolgere una professione all'interno di un ospedale vicino casa, o
un po' più lontano, questo mi dispiace e davvero spero che i suoi
Uffici, ma soprattutto la sua attenzione, possa porre rimedio alla
presenza imminente in quel territorio dei medici che dovranno
ricoprire, e per questo sono stati assunti, gli incarichi
all'interno di quei reparti.
Io confido tanto, e ne sono sicuro, che con questo tavolo tecnico
- e apprezzo la sua disponibilità che può avvenire già nei prossimi
giorni e nelle prossime settimane - verranno affrontate
direttamente de visu con la sua partecipazione le criticità che
provengono sia dal personale sanitario li presente, sia anche da
tutte le istituzioni che richiedono il suo intervento.
Lei ha parlato e conforta ancora questo importante accordo tra
l'ospedale Giglio di Cefalù e l'attenzione dell'ospedale del
comprensorio delle Madonie, spero e ritengo che questo tavolo
tecnico possa, possiamo conoscere i particolari di questo accordo,
possiamo conoscere quali potrebbero essere i miglioramenti e
soprattutto le soluzioni. Io confido, conosco la sua attività, e la
sua attenzione per questi importanti richiami di emergenza, e sono
sicuro che nei prossimi giorni possiamo affrontare e dare risposte
così come abbiamo fatto a questo Territorio. La ringrazio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caputo.
E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
naturalmente siamo felici di sentire le sue rassicurazioni, però
vede assessore, finora sono state solo rassicurazioni, perché siamo
sul finire della legislatura e, purtroppo, le problematiche della
sanità del comprensorio madonita sono arcinote da anni, e non
vengono risolte da tanto tanto tempo.
Ora noi assistiamo a questo modello organizzativo territoriale,
che sembrerebbe essere la panacea di tutti i mali e di tutti i
problemi, ma dobbiamo dirlo ai nostri cittadini siciliani che così
non sarà, perché noi assistiamo e vediamo delle strutture
ospedaliere che negli anni sono state totalmente depotenziate, con
la chiusura di interi reparti.
Il comitato delle alte Madonie è da anni che rivendica il
potenziamento di reparti, lei giustamente mi dirà, non troviamo i
medici, non abbiamo i medici, esatto, non abbiamo i medici. Però
vede assessore, la politica deve risolvere anche queste
problematiche, quindi ora lo so che è a livello nazionale però noi
possiamo insistere per la politica siciliana e chiedere anche
l'abbattimento del numero chiuso per le specializzazioni, che
questa è una delle soluzioni più importanti, quindi lei si deve
fare portavoce di questa politica siciliana, perché questo è
l'indirizzo che la Sicilia le chiede.
Dopodiché le strutture, gli ospedali di comunità, le comunità e i
Cot non sono la panacea, diciamolo, perché al di là di questo
modello organizzativo, quello che occorre è potenziare gli ospedali
che già abbiamo.
Veda, anche la convenzione di cui parla lei, con l'ospedale di
Cefalù, non è la soluzione per la Comunità delle Madonie, perché
sappiamo benissimo che le strade dei comuni delle Madonie fanno
colabrodo, e quindi fare avanti e indietro anche da Cefalù non è la
soluzione, così come non è la soluzione depotenziare e spopolare
queste comunità. Sarebbe molto più importante potenziare le
strutture ospedaliere che ci sono e sono presenti in tutto il
territorio siciliano.
E così mi rivolgo anche all'ospedale di Lipari, che dà gridi di
allarme da diversi anni. Quindi assessore, naturalmente noi
accogliamo con benevolenza, questo nuovo modello organizzativo
territoriale, però sappiamo bene che non è questa la soluzione
definitiva di tutti i problemi della sanità siciliana.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, già detto tutto
sull'ospedale di Petralia, questo sottolinea, Assessore,
l'attenzione che questo Parlamento ha per questo ospedale, e che
sono certo che verrà recepita dal suo assessorato e tradotta in
atti concreti, perché oggettivamente quella comunità necessita di
un ospedale pienamente nell'esercizio delle sue funzioni.
Sappiamo che il problema è quello dei medici, non ci giriamo
intorno, e dobbiamo cercare, veramente tutti assieme, come diceva
la collega, di trovare una soluzione anche coinvolgendo il Governo
nazionale.
Nell'ambito del territorio madonita, mi permetto di segnalarle
anche l'assenza del Comune di Castelbuono da qualsivoglia
intervento legato al PNRR, anche logisticamente come viabilità il
comune di Castelbuono è dall'altra parte rispetto a Petralia,
Polizzi, Gangi e tutto il percorso, per cui anche lì, a mio parere
necessita un intervento mirato, perché è proprio distante
fisicamente nonostante l'area sia la stessa da quelli che sono gli
altri interventi previsti.
Mi permetta, cambio collocazione geografica ma lei sa
perfettamente dov'è che io voglio andare a parare e cioè nel PNRR,
previsto dall'Asp di Palermo, manca totalmente la seconda città
della provincia di Palermo, che è Bagheria.
Questo penso sia un vulnus assolutamente grave e assolutamente da
colmare al netto di ragionamenti su cose della salute che poi si
traducono semplicemente in un trasferimento di locali attualmente
occupati dall'Asp nel territorio bagherese, in realtà la richiesta
di sanità del territorio della comunità di Bagheria, che non è
soltanto la città di Bagheria, ma è un territorio che conta più di
centomila abitanti, ritengo che non possa essere esclusa, da questo
Pnrr, che è la speranza a cui tutta la sanità del territorio
siciliano si sta aggrappando per cui la invito, come l'ho già fatto
in Commissione ad attenzionare particolarmente la mia città.
PRESIDENTE. Abbiamo terminato le interrogazioni. Si passa
all'interpellanza n. 440 Chiarimenti sul promemoria
sull'ammissione 6, componente 1 del Piano nazionale ripresa di
resilienza, con riguardo all'Ospedale di Leonforte .
Ha facoltà di parlare l'assessore Razza per fornire la risposta.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, rispondo anche
all'interrogazione che riguarda l'ospedale di Leonforte. La
preoccupazione degli onorevoli interroganti penso possa essere
legata alla presenza nella proposta che l'Asp di Enna ha realizzato
dell'ospedale di Leonforte come ospedale di comunità, sia in sede
di Commissione, che nelle interlocuzioni che io personalmente ho
avuto tanto con la deputazione della provincia di Enna, quanto con
il sindaco di Leonforte.
Abbiamo potuto chiarire la distinzione ontologica tra l'ospedale
di comunità, che è parte della rete del territorio, e la rete
ospedaliera attuata con il decreto assessoriale n. 22 del 2019, che
invece si occupa degli acuti o dei post acuti.
Sono situazioni diverse, e in un'area territorialmente molto
carente dal punto di vista delle attenzioni del sistema sanitario,
come quella della città di Leonforte, l'ASP di Enna ha immaginato
di programmare tanto la presenza di un ospedale di comunità quanto
di una casa di comunità, e quindi di mettere in campo alcune azioni
di investimento.
Io stesso, nella giornata di oggi, compulsato come dicevo prima
tanto dalla rappresentanza parlamentare quanto dagli amministratori
locali, ho interloquito con il direttore generale dell'ASP di Enna,
perché esistono alcune alte criticità della struttura ospedaliera
che sono in via di definizione.
Nella giornata di domani - penso - completeremo insieme alla VI
Commissione la ricognizione di tutti gli interventi.
Ci tenevo a ringraziare gli onorevoli interroganti, perché ciò
che vale per l'ospedale di Leonforte vale anche per le altre
strutture ospedaliere nelle quali le Aziende sanitarie provinciali
hanno immaginato la presenza di un ospedale di comunità.
Non si vuole quindi addivenire ad una conversione di una
struttura che già esiste in una meno classificata, ma si vuole
aggiungere, in territori depauperati, quel qualcosa in più che
offra risposte ai cittadini.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Assessore, colleghi, intervengo per
dichiararmi soddisfatto dalla risposta chiara del Governo, in
particolare dell'Assessore Razza, rispetto al fatto che l'ospedale
di comunità - in questo caso di Leonforte - rappresenta una
struttura sanitaria aggiuntiva rispetto all'attuale presidio
ospedaliero di Leonforte.
Ho apprezzato molto anche il riferimento alle situazioni
analoghe, laddove l'Assessore ha fatto presente che ciò vale per
altre situazioni, come ad esempio Petralia - giusto per citare
l'ultima interrogazione che condivido e di cui abbiamo appena
discusso.
Credo che ciò valga anche per le risorse umane.
Non si tratta quindi soltanto di prevedere strutture aggiuntive
rispetto a quelle attuali, ma di perseguire e realizzare una
politica delle risorse umane che sia coerente.
E' necessario prevedere un potenziamento, in termini di risorse
umane, per garantire l'autonomo funzionamento degli ospedali di
comunità a Leonforte, così come a Petralia o altre situazioni
analoghe senza depauperare ulteriormente i presidi ospedalieri
esistenti previsti dalla rete ospedaliera in termini di medici,
infermieri o di personale amministrativo augurandoci anche che
possa essere utilizzata gran parte del personale, oggi impegnata
nell'emergenza Covid, per garantire un autonomo funzionamento
aggiuntivo rispetto a quanto oggi offre la sanità a livello
territoriale con gli ospedali di comunità.
Ripeto ancora una volta, ad integrazione e in aggiunta rispetto a
quanto oggi è previsto dalle strutture ospedaliere operanti a
Leonforte, così come a Petralia, laddove si ravvisa una carenza
cronica di personale che, a dire il vero, riguarda anche altre
realtà territoriali purtroppo numerose in Sicilia, come ad esempio
Corleone, o perfino l'ospedale di Partinico, giusto per citarne
qualcuno.
È un invito anche al Governo a riferire in Commissione Sanità'
circa l'attuazione del progetto della Missione 6', per assicurare
che l'offerta sanitaria in questi territori delle aree interne
particolarmente svantaggiate possa essere adeguata per far fronte
ai reali bisogni dei cittadini.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Scilla per la
trattazione dell'interrogazione n. 2379 Chiarimenti in merito alla
bocciatura dei progetti in agricoltura nell'ambito del Piano
Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) , a firma degli onorevoli
Lupo ed altri.
Per favore, chiedo agli Uffici, fate avere il fascicolo
all'assessore Scilla? Attendiamo che l'Assessore dia una lettura a
questa interrogazione.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, c'era anche la mozione n. 610 sul PNRR,
alla quale l'assessore non ha ancora risposto. È l'ultima, se
possiamo discuterla. Grazie.
PRESIDENTE. Sì, vediamo di cercarla. Per favore, la mozione n.
610. Le mozioni le dobbiamo fare ancora. Mi dicono gli Uffici che è
nel fascicolo, quindi finiamo le interrogazioni e poi passiamo alle
mozioni.
Prego, Assessore.
SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Signor Presidente, parlamentari, rispondo a questa
interrogazione che riguarda la questione dei trentuno progetti dei
Consorzi di bonifica che sono stati ritenuti inammissibili da parte
del Ministero delle Politiche Agricole.
È inutile ricordare che i Consorzi di bonifica sono enti
assolutamente autonomi rispetto a capacità giuridica e capacità
finanziaria, noi come dipartimento abbiamo il compito di vigilare
l'attività tecnica ed economica dei Consorzi di bonifica stessi.
Quella vicenda nacque da una partenza errata. In corso d'opera il
Governo nazionale ha cambiato l'atteggiamento rispetto ai parametri
che dovevano delineare il percorso per poter avviare, ecco, i fondi
con il PNRR, in tutti i campi, non soltanto quello
dell'agricoltura, hanno fissato dei parametri, hanno fissato in una
logica di non assoluta corrispondenza dentro la Commissione
politica agricola. Dopo di che, c'è stato questo caricamento nella
piattaforma e da questo atteggiamento, dal nostro punto di vista
non corretto, è nata di fatto questa bocciatura di questi trentuno
progetti.
Come sapete abbiamo intrapreso, aperto, un'interlocuzione davvero
positiva, costruttiva, con il ministro Patuanelli, con la sua
struttura tecnica, con il dottore Blasi, abbiamo riproposto delle
controdeduzioni tecniche, una specie di soccorso, chiamiamolo
istruttorio, dei progetti e proprio qualche giorno fa è arrivata la
nota del Ministero che, in un certo senso, accoglie le motivazioni
rispetto alla procedura tecnica però siccome ormai c'è una
graduatoria che è stata stilata ed è stata decretata ed è
definitiva si sta concordando per trovare una soluzione che, senza
che si modifichi quella graduatoria, perché se entrassero i nostri
progetti evidentemente quella graduatoria va modificata, ci saranno
progetti che dovrebbero uscire, alla luce che con i fondi della
finanziaria nazionale sono stati messi fondi non indifferenti per
potere finanziare tutti questi tipi di progetti che servono per
potenziare, migliorare, ammodernare tutte le strutture irrigue che,
ahimè, in Sicilia purtroppo sono davvero in uno stato disastroso. E
quindi c'è questa interlocuzione, io sto aspettando che il ministro
Patuanelli mi confermi un appuntamento insieme sempre al direttore
Blasi per vedere, alla luce di questa nuova riclassificazione dei
progetti rispetto a tutta una serie di nostre controdeduzioni anche
tecniche, se riusciamo a trovare la possibilità di averli comunque
finanziati tutti con i fondi della finanziaria nazionale.
Quindi aspettiamo questo ulteriore confronto che ritengo
assolutamente costruttivo con Roma per cercare di avere la
possibilità di non perdere questa occasione che è davvero
straordinaria. L'agricoltura non può permettersi di non utilizzare
questi fondi, sapete, sappiamo che le strutture dei consorzi sotto
l'aspetto tecnico hanno lacune non indifferenti, quindi bisogna
trovare anche la maniera di poter dotare quel personale delle
giuste strutture tecniche, ma anche, voglio dire, umane stesse, per
cercare di poter non sprecare questo dialogo costruttivo che si sta
aprendo appunto con il Governo nazionale.
Cito un esempio, noi abbiamo avuto un progetto che riguarda il
secondo stralcio della diga di Rubino, il primo stralcio di fatto
sarà consegnato entro fine marzo per ben sei milioni e
quattrocentomila euro. Questo progetto che riguarda il secondo
stralcio della diga Rubino per quanto concerne l'operazione con i
fondi del PNRR era stato considerato non ammissibile a
finanziamento, ma subito dopo qualche settimana è arrivata la nota
del Ministero che diceva invece che tutte le condizioni tecniche,
che il progetto era assolutamente esecutivo, quindi a brevissimo
arriverà questo ulteriore finanziamento per completare il secondo
stralcio di questa importantissima struttura che consente agli
allevatori, agli agricoltori della parte bassa della provincia di
Trapani di poter usufruire dell'acqua. Per dire che c'è un momento
in cui bisogna trovare le giuste sinergie tra l'apparato tecnico
nostro regionale e quello nazionale per fare in modo che passi
avanti, ecco, o che scelte non completamente condivise in una
situazione davvero complicata possano poi creare queste disfunzioni
che, ripeto, non ci possiamo consentire.
Quindi appena avrò contezza di questo ulteriore, spero definitivo,
confronto con Roma, con il ministro e con il direttore Blasi, sarà
sempre mia cura informare l'Assemblea perché mi auguro e sono
sicuro che riusciamo a recuperare questi fondi perché ne va
dell'interesse degli agricoltori siciliani.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie, Assessore, per questi chiarimenti, le volevo
chiedere un'altra cosa. Noi abbiamo nella passata finanziaria
introdotto un contributo straordinario per pagare alcuni stipendi
arretrati dei lavoratori del Consorzio di bonifica. Ora, a fronte
delle continue segnalazioni dove molti lavoratori non sono ancora
stati pagati e hanno parecchi mesi arretrati, io volevo sapere se
non è il caso di interfacciarsi con la direzione generale dell'ente
per verificare se le somme del contributo sono state utilizzate
nella maniera congrua e se sono state tutte utilizzate per pagare
gli stipendi o se ancora ci sono delle somme messe da parte e dei
lavoratori che non hanno ricevuto le spettanze. Questo io l'ho
fatto anche con un'interrogazione alla quale ancora non ho ricevuto
risposta, però, ecco, colgo l'occasione per porle queste domande.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, diciamo oggi
l'assessore ci ha dato una notizia che forse passa un po' in
sordina, poco attenzionata dall'Aula, ma di fatto ci sta dicendo
che le somme del PNRR destinate ai Consorzi di bonifica e alle reti
idriche di questa Regione sono andate tutte perdute. Mi pare di
aver intuito questo, cioè che noi non riusciamo a far rientrare la
Regione in quella graduatoria del PNRR che ci ha visto trentuno
progetti su trentuno bocciati, tutti i progetti presentati dai
Consorzi di bonifica della Regione siciliana, sono stati bocciati e
oggi ci viene a dire l'Assessore che si vedrà nel futuro con il
Ministero se è possibile farli finanziare con la finanziaria
nazionale. Ma di concreto oggi, a distanza di quattro mesi dalla
clamorosa bocciatura che ci ha fatto passare, come dire, nella
cronaca nazionale come i peggiori di tutta l'Italia, ci conferma
che tutti quei 500 milioni di euro che erano destinati
all'agricoltura siciliana, alle reti idriche di questa Regione che
subiscono da anni, da troppi anni e che non garantiscono il giusto
sostentamento d'acqua agli agricoltori che non ce la fanno più, li
abbiamo tutti persi.
Cioè, oggi la notizia, possiamo uscire dall'Aula, dicendo che
sicuramente non abbiamo integrato il finanziamento, sicuramente,
che forse, il prossimo futuro, riusciremo ad avere delle somme
aggiuntive e di finanziaria ma che ad oggi non c'è. E ci dispiace
perché in Aula l'assessore, quando ne abbiamo discusso, ci disse
che c'erano sei progetti, lo ricordo, uno di Trapani, uno di
Palermo, due di Siracusa, una di Ragusa. Sì, sì, la finanziaria
verrà dopo, Assessore. Oggi, non c'è la finanziaria, oggi c'è un
bando del PNRR che ha visto la Regione perdere tutti i progetti che
si potevano perdere. Questa è l'unica verità. Poi, per carità, lei
magari riuscirà nel futuro prossimo a farsi finanziare non so bene
che cosa, l'unica certezza che quello che purtroppo abbiamo visto
nella graduatoria è quello che purtroppo oggi la Regione ha come
certezza che questo Governo è riuscito a perdere tutti, tutti i
fondi possibili per le reti idriche della nostra Regione, punto.
PRESIDENTE. Facciamo completare l'onorevole Lupo e poi lei dà le
sue risposte.
LUPO. Sì, grazie, signor Presidente, onorevoli colleghi, per
esprimere, purtroppo, il rammarico, l'amarezza degli agricoltori
del settore per la bocciatura dei trentuno progetti. Mi auguro che
possano essere recuperati anche in tempi rapidi ed anche delle
organizzazioni sindacali, del mondo del lavoro in genere.
Quindi, invito anche l'assessore Scilla a tenerci costantemente
informati circa l'andamento del confronto con il Governo nazionale
perché laddove dovesse servire anche il sostegno forte del
Parlamento, penso che tutte le forze parlamentari sono pronte a
dare un contributo utile affinchè almeno una parte se non tutti i
progetti possano essere recuperati e nel minor tempo possibile a
vantaggio dell'agricoltura siciliana.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie per avermi
dato la parola nonostante io non sia tra i firmatari
dell'interrogazione; però, diciamo, in qualità di membro della III
Commissione, vorrei ricordare all'Aula che si è tenuta una seduta
successivamente ai fatti della non ammissibilità sulla piattaforma
dei progetti che metteva, diciamo, a bando 500 milioni per tutta
l'Italia, chiaramente, non solo per la Sicilia, magari ce lo
auguriamo in futuro che questa possibilità ci sia, e di direttori
dei consorzi di bonifica ci hanno confermato che con un soccorso
istruttorio ossia un caricamento ulteriore di dati fatto non
attraverso la piattaforma ma nella maniera tradizionale del
contatto con il ministero sei progetti erano fatti rientrare. Ora,
non so se sono quelli di cui parla l'assessore o di altri
ulteriori.
Per quanto riguarda la seconda riapertura della piattaforma che
doveva avvenire nel mese successivo è stata spostata al 31 marzo
prossimo venturo. Per questo insieme alla mia Commissione ed al
presidente Ragusa abbiamo già concordato, prima della scadenza del
31 chiaramente, una seduta con i due commissari dei due maxi,
chiamiamoli consorzi, che in anticipo ci daranno ragguagli su cosa
intendono caricare e sull'avanzamento chiaramente di tutti i
ventiquattro i requisiti, o venticinque, ora così non ricordo,
venticinque requisiti compresa la verifica del progetto esecutivo
dei lavori, quindi, è chiaro che questa discussione, secondo me,
magari andrà fatta o nell'immediato prima o, ci auguriamo,
nell'immediato dopo.
Invece, se è possibile, vorrei chiedere all'assessore sui punteggi
perché una cosa è l'ammissibilità. Ora tra tutto quello che è
arrivato come proposta da parte delle varie regioni si stilerà una
graduatoria sulla base di punteggi attribuiti a determinati
criteri. Ora, signor Presidente, la cosa che dovrebbe scandalizzare
i miei colleghi è che viene dato un punteggio maggiore nelle
regioni più piovose d'Italia, tipo pianura Padana, e un punteggio
minore alle regioni purtroppo, diciamo, classificate come quelle
più desertificate tipo la Sicilia e la Sardegna.
Se, invece, potessimo, se si è potuto interagire su questa cosa
che mi sembra molto, come dire, che mette a rischio di
compromettere anche i futuri progetti, perché se la nostra
desertificazione che è cronica viene dato un punteggio inferiore
rispetto alla desertificazione stagionale, non riusciremmo lo
stesso a farceli finanziare. Quindi, se su questo aspetto c'è stato
qualche conferenza Stato-Regioni.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, un attimo, ci sono altri interventi.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, già
è stato detto tanto sui progetti che, purtroppo, in questa fase,
nella prima fase noi non ci siamo visti finanziare. Io ho fiducia
che si possano recuperare, assessore, anche perché sono
fondamentali, lei lo sa e lo sa meglio di me, questo territorio ne
ha bisogno. Poi speriamo che a quelli che sono gli interventi, io
parlo della bonifica di quelli che sono gli interventi strutturali,
finalmente possiamo anche accompagnare quella che è la riforma,
perché le due cose vanno di pari passo.
Mi dispiace che, mentre per quanto riguarda gli interventi
strutturali, una parte ci sono le responsabilità nostre, il resto
dipende dallo Stato, invece per quanto riguarda la riforma è tutta
una responsabilità nostra. Io, mi dispiace ancora registrare, non
voglio dare a lei una responsabilità ma sicuramente alla sua
maggioranza si, perché quella che determina nelle Conferenze dei
capigruppo, non solo quando non ci fanno parlare in Aula, ma anche
in quella che determina, quando le cose e gli atti devono andare in
discussione in Parlamento.
Quindi, io mi auguro che, così come questa conferenza dei
capigruppo che ha un determinato colore, una maggioranza, ci
costringe ad intervenire venti minuti sulla crisi, come hanno fatto
la scorsa volta per il Presidente della Regione, mi auguro che
questa maggioranza porti questa riforma sui consorzi di bonifica
che ne abbiamo bisogno così come abbiamo bisogno delle risorse del
PNRR.
Su questo io per l'ennesima volta la dico questa cosa, anche
perché nel frattempo ci ritroviamo poi, questa è una cosa assurda,
ancora gente che non prende stipendi da mesi con i vari consorzi
che denunciano un comportamento diverso da provincia a provincia.
Ci dicono che un discorso della provincia di Catania è un discorso,
un discorso della provincia di Palermo, un discorso della provincia
di Ragusa, dove per quanto riguarda i cronoprogrammi che vengono
decisi per l'avviamento al lavoro si decidono cose diverse.
Io la prego, la invito, anche di attenzionarla questa vicenda che
non ci siano figli e figliastri, la sensazione che qualche
commissario ha un occhio in più di riguardo sul territorio rispetto
ad altri territori, io e la collega Campo più volte l'abbiamo detto
nel territorio questa cosa, primo forse è intervenuto non so l'avrà
detto anche la mia collega. Lo ribadisco anche io, ancora ci sono
problemi per i dodicesimi, stipendi non pagati, cioè questa è una
materia, poi a questa accompagniamo anche gli agricoltori, perché
ci sono anche gli agricoltori che, nel frattempo, si ritrovano le
bollette, le rate dei canoni idrici non pagati, cioè abbiamo
bisogno non rimane tantissimo tempo.
C'è uno scorcio di legislatura, vediamo di recuperarlo il
recuperabile. Sicuramente le risorse e questo lei lo sta facendo,
vediamo di accompagnare anche un pochino di riorganizzazione.
PRESIDENTE. Abbiamo terminato le interrogazioni e le
interpellanze. Ha chiesto di parlare l'assessore Scilla. Ne ha
facoltà.
SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Soltanto per dire che l'atteggiamento dell'onorevole
Sunseri, che quasi è felice nel poter dire che la Sicilia ha perso
500 milioni che, voglio dire, è la dotazione finanziaria che
riguardava l'intero paese, ma come non si fa a voler comprendere
delle cose che sono banali.
Capisco che in politica chi fa l'opposizione deve svolgere un
ruolo, che deve dire per forza che le cose non vanno nella
direzione corretta.
Questi progetti, presentati dai consorzi di bonifica - che sono
enti autonomi, assolutamente sì - e noi abbiamo in Sicilia ben 11
consorzi di bonifica che ancora la norma non la hanno, di fatto,
sul piano giuridico accorpati. Ecco perché spesso, in maniera
errata, si verificano anche atteggiamenti diversi tra un consorzio
di bonifica ed un altro.
Detto questo, è stato certificato che quei parametri erano dei
parametri che sono stati stabiliti in maniera univoca da parte del
Governo centrale, in questo caso da parte del Ministero delle
Politiche agricole. Dopo di che, chiarito questo aspetto, c'è
questa interlocuzione che deve portare nell'ambito delle risorse
disponibili e come ho detto - le ripeto, onorevole Sunseri - che di
quei progetti bocciati rispetto alla graduatoria PNRR, ce ne sono
già quattro finanziati con decreto. Quindi, significa che se sono
finanziati hanno rispettato, sotto l'aspetto di progettualità
esecutiva, tutti i parametri.
Rispetto invece alla stesura della programmazione del PNRR, ci
sono state - ripeto - delle valutazioni che non sono state
concordate.
Oggi, quando io parlo di interlocuzioni aperte, è perché siccome
noi dobbiamo risolvere i problemi nell'interesse del Paese e
l'agricoltura siciliana rispetto a questo è determinante, stiamo
cercando di capire come, alla fine ecco in questo senso, noi
riusciamo comunque a finanziare quei progetti che sotto l'aspetto
esecutivo sono assolutamente idonei.
Se poi il suo problema è che se sono finanziati specificatamente
con quella misura del PNRR specifico, le dico che ci sarà
un'ulteriore riunione perché io penso assolutamente che ci sono dei
progetti siciliani, rispetto a quelli finanziati da parte del
Ministero ad altre regioni, che non hanno rispettato di fatto quei
parametri, ma sono stati più bravi - e mi limito a dire bravi - a
caricare questi progetti sulla piattaforma.
Quindi c'è, mi creda, l'attenzione massima per fare in modo,
davvero, che i tanti progetti che, sotto l'aspetto esecutivo, sono
assolutamente idonei vengano finanziati.
Abbiamo avuto la certezza che già per quattro sono arrivati i
decreti di finanziamento. Vedremo e, assolutamente, ho apprezzato
l'intervento dell'onorevole Lupo e dell'onorevole Dipasquale
proprio nel cercare di coinvolgere, assolutamente, tutte le forze
politiche e il Parlamento per riuscire a risolvere questa questione
che non può diventare, davvero, motivo di attacco soltanto da
campagna elettorale.
Bisogna intervenire tutti A Roma c'è un Governo abbastanza largo.
Vediamo tutti di potere intervenire affinché si comprenda che, da
questo punto di vista, la Sicilia - tra virgolette - ha subito un
atteggiamento che non è stato, sotto l'aspetto tecnico, corretto e
vediamo di recuperare perché alla fine, ripeto, non vincerà un
colore politico ma mi auguro davvero che possano arrivare queste
risorse per potere ammodernare queste reti irrigue perché quello
che serve è assicurare l'acqua al mondo dell'agricoltura, al mondo
della zootecnia.
PRESIDENTE. Abbiamo terminato le interrogazioni e le
interpellanze. Stante anche l'esiguità dei colleghi in Aula, l'Aula
è rinviata a domani, mercoledì 16 febbraio 2022, alle ore 16.00 per
le mozioni.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, interveniamo ai
sensi dell'articolo 83 del Regolamento interno perché nei mesi
scorsi, con delibera n. 570 del 18 dicembre 2021, la giunta di
Governo ha apprezzato lo schema di decreto del Presidente della
Regione recante, esattamente, Regolamento di attuazione del titolo
II della Legge regionale n. 19 del 2016 Rimodulazione degli
assetti organizzativi dei dipartimenti regionali' .
Questa rimodulazione dei dipartimenti regionali, a nostro
giudizio, signor Presidente, non solo è inopportuna ma è anche
illegittima. Le ragioni della illegittimità le abbiamo affidate a
due distinti atti parlamentari: una mozione e una interpellanza che
abbiamo depositato nei giorni scorsi.
In particolare è illegittima per violazione dell'articolo 12 della
legge regionale n. 80 del 1977, che prevede espressamente che
ciascuna Sovrintendenza si articola in due sezioni tecnico-
scientifiche, in relazione alla natura dei beni di quel precedente
articolo 2 e alla tutela a cui è proposta e prevede espressamente
l'individuazione della sezione archeologica.
A conforto di questa impostazione è arrivata anche la legge
regionale n. 10 del 2000, che faceva espressamente salvi i concorsi
già banditi.
In particolare è accaduto che l'Amministrazione regionale dopo
aver selezionato vent'anni fa personale altamente qualificato,
richiedendo come requisiti d'accesso il possesso di titoli
specialistici post laurea nei diversi settori dei beni culturali,
ha privato questo personale del profilo professionale per cui era
stato selezionato e, in particolare, l'attuale organigramma prevede
quattordici mega servizi denominati, appunto, parchi archeologici
che pur essendo in gran parte privi di archeologi dovrebbero oggi
gestire appunto tutti i luoghi - tra virgolette - per intenderci,
della cultura siciliana assommando a sé sia i parchi archeologici
previsti ai sensi della legge regionale n. 20 del 2000, che tutte
le aree archeologiche demanializzate prima sotto la tutela delle
Sovrintendenze provinciali e tutti i grandi musei e piccoli musei
diffusi nel territorio.
In tal modo, sostanzialmente, ci sarebbe una violazione delle
normative a cui ho fatto riferimento, ma non solo si è pure di
fronte al paradosso per cui tra i direttori dei quattordici parchi
archeologici solo tre sono archeologi e tra le gallerie regionali
d'arte solo una è diretta da una storica dell'arte.
Quindi, signor Presidente, invitiamo il Governo - anche per il
tramite dell'Assessore Armao - a revocare immediatamente lo schema
di decreto presidenziale e la delibera di Giunta e a procedere al
corretto inquadramento dei funzionari specializzati vincitori del
concorso del 2000 per dirigenti tecnici e ad attribuire le
responsabilità delle sezioni tecnico-scientifiche delle
Sovrintendenze e delle Unità operative delle gallerie d'arte a
professionisti che siano in possesso dei titoli specifici e che
oggi sono presenti nei ruoli della Regione.
Speriamo che il Governo lo faccia quanto prima, altrimenti saremo
costretti ad intraprendere le opportune iniziative, a richiedere la
calendarizzazione quanto prima sia della mozione che
dell'interpellanza.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Sia sintetico.
DIPASQUALE. Signor Presidente, io innanzitutto la ringrazio per
questa sua grandissima generosità.
PRESIDENTE. Con concessione, lo può dire, perché lei che
interviene dopo il segretario regionale non ci sta, questo le sia
chiaro, è una mancanza di riguardo nei confronti del suo
segretario.
DIPASQUALE. Noi siamo un partito democratico e pure il segretario
ha sempre detto che in Aula uno vale uno'.
Signor Presidente voglio intervenire, approfitto della presenza
del Vicepresidente della Regione, perché l'argomento è un argomento
serio che purtroppo - è sufficiente che rimanga il Vicepresidente
che ha la bontà - e non è la prima volta - di rimanere fino alla
fine e di ascoltare anche le comunicazioni dei parlamentari; questo
come premessa, almeno questo.
Oggi la V Commissione ha approvato una risoluzione rivolta al
Presidente della Regione e questa risoluzione riguarda l'eolico che
s'intende fare a ovest delle Isole Egadi e riguarda un impianto di
190 corpi strutture per 150 metri di altezza. Questo impianto che
si vuole fare, vedi caso, è un impianto unico in Italia, perché noi
dobbiamo pagare il prezzo per la decarbonizzazione, come lo abbiamo
pagato per il petrolio e abbiamo fatto l'intervento a Gela, abbiamo
fatto l'intervento a Priolo e abbiamo fatto l'intervento a Milazzo,
ora il prezzo lo paghiamo in Sicilia. Ma perché lo devono pagare
accanto a Capri, ma perché lo devono pagare accanto all'isola
d'Elba, ma perché lo devono pagare accanto alle Tremiti, se c'è la
Sicilia che è vocata a pagare questo tipo di prezzi?
E quindi, questo prezzo lo dobbiamo pagare noi, caro Presidente
dell'Assemblea, e lo dobbiamo pagare senza che ad oggi abbiamo un
riscontro di quello che può ricadere in Sicilia, perché ci risulta
che l'energia prodotta per 3 milioni e mezzo di cittadini è immessa
nella rete, per giunta, nazionale e così come prima si sono portati
il petrolio, ora si portano anche l'energia elettrica che noi
dobbiamo produrre.
Mi dà ancora più fastidio, perché Questa struttura è una
struttura che viene realizzata a 60 km dalla costa, non la vede
nessuno , l'impresa che scrive e comunica a tutti che non la vede
nessuno. E no Non è così Perché è a 60 km dalla costa, ma si
trova nel centro del Mediterraneo, dove avvengono le attività delle
marinerie, dove avvengono le attività del turismo nautico, che si
sposta da tutto l'Est del Mediterraneo verso l'Ovest, da tutte le
Baleari, da tutta l'entrata da Gibilterra, che si sposta dalla
Sicilia tutto quello che passa verso l'Egeo, verso il mare Egeo,
verso la Turchia, verso Suez, passa da quell'area e noi creiamo un
mega muro, dove non si potrà passare. Chi vuole passare da
quell'area, caro capogruppo, deve passare o a Nord o a Sud di
questa immensa struttura.
Non solo Non è lontano da tutto. Accanto a quell'area, a pochi
chilometri, esiste il cimitero delle navi romane, allora
individuato dalla buonanima di Tusa, perché il banco di Skerki e di
Silvia che raggiunge il mezzo metro di altezza e che si trovava
nella rotta tra Roma e Cartagine provocò centinaia e centinaia e
forse, chissà, anche più, di affondamenti di navi romane. E si
trovano tutte in quell'area.
Signori, ma è possibile che non si sente il Governo su una cosa
del genere? Cioè, è possibile che il Presidente della Regione non
gridi allo scandalo, dica un attimo fermiamoci' e tutti noi
corriamo con lui?
Quindi io la prego Vice Presidente, così come ho detto la scorsa
volta in quell'intervento sulle Camere di commercio, cioè il
Presidente lo sa, perché io sono andato dal Presidente della
Regione prima di andare in Commissione a parlare di tutto questo, e
lui mi ha ricevuto subito, garbatamente. Io non ero mai stato in
questa legislatura dal Presidente della Regione. Mai, in questa
legislatura. Noi poi io nel 1986 entro a Palazzo dei Normanni,
quando ero piccolino
In questa legislatura non c'ero mai stato, sono andato dal
Presidente della Regione quando mi sono reso conto di quello che
stavano facendo, perché durante una trasmissione televisiva io mi
accorsi dov'era l'area e, siccome la conosco per la navigazione, mi
sono sconvolto, perché non è un'area qualunque. Loro hanno
individuato quell'area perché ci sono bassi fondali e quindi
ancorare le turbine gli viene molto più semplice rispetto al
Tirreno meridionale, dove le profondità sono di 800, 1000 metri. Là
sono bassifondi, ma sono bassifondi proprio perché dal punto di
vista dell'ecosistema sono patrimoni immensi, sono protetti
dall'Unesco.
Quindi, io vi prego, vi supplico, siccome ci sono tanti soldini
che si stanno spendendo, 9 miliardi, 7, 6, ormai abbiamo perso il
conto - ho capito che ci sono solo di manutenzione 100 milioni di
Euro che vengono spesi ogni anno. E siccome c'è un giro di risorse
immenso, io non vorrei che qualcuno, che alcuni si stiano svendendo
questo ulteriore bene che abbiamo nel mare.
Quindi, vi supplico siamo accanto a voi per urlare e per fare
tutte le battaglie che volete ma non è possibile che il Presidente
della Regione, che è a conoscenza, perché l'ho messo io a
conoscenza di questo percorso già alcune settimane fa, di assumere
una posizione forte ma non per dire e concludo subito Presidente -
non a priori, a priori non c'è nessuno, oggi ne abbiamo discusso
tutti siamo tutti d'accordo ma se dobbiamo fare un sacrificio
relativo all'eolico a mare, una parte la facciamo qui e dove più
lontano possibile dalle zone archeologiche ambientali, una parte la
facciamo nel terreno, una parte la facciamo accanto all'isola
d'Elba, a Capraia, a Ventotene, a Capri ce la dividiamo, questa
scommessa verso la decarbonizzazione ce la dividiamo, e quello che
io mi aspetto anche dalle organizzazioni che si occupano di
ambientalismo, di tutela dell'ambiente, del mare, che parlino lo
stesso linguaggio. Non diciamo no, noi diciamo sì, ma che questo
peso sulla decarbonizzazione venga smaltito su questo mare, che è
un mare ampio e quanto più lontano possibile dai beni ambientali e
archeologici più importanti della nostra area, grazie Presidente.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io devo
ringraziare il collega perché diciamo che la Commissione era
assolutamente incredula, cioè noi siciliani non eravamo al corrente
di questo progetto che è sicuramente un progetto invasivo per il
nostro territorio regionale, per il mare della nostra regione.
Naturalmente, però, voglio gridare a gran voce che noi, Movimento
Cinque Stelle, siamo per la transizione energetica. Abbiamo
istituito appositamente un ministero, perché sappiamo quanto sia
assolutamente importante abbandonare le fossili per dare una chance
a questo pianeta, ma mi trovo assolutamente d'accordo col collega
quando dice che questo peso non può sopportarlo soltanto la
Sicilia, questi progetti che devono assolutamente prendere vita ma
lo si deve fare con una pianificazione, con una programmazione e,
soprattutto, con una condivisione che deve avvenire dal basso, dove
le comunità dove insistono questi progetti devono essere messi al
corrente, devono metabolizzare e insieme costruire i progetti con
chi prende queste decisioni dall'alto; non è pensabile che un
progetto di questa natura, che prevede un invasione di porzione di
mare così gigante, possa essere realizzato senza una condivisione
dal basso.
Ora arrivano diverse voci, c'è chi dice che questo progetto non ha
ricadute soprattutto energetiche sulla Sicilia, quindi, pensi,
Presidente, quanto ancora è più importante che chi di dovere,
quindi gli interlocutori istituzionali, diano contezza a questo
Parlamento di cosa consiste questo progetto e, naturalmente, per
questo motivo io ho richiesto un'audizione con tutti gli
interlocutori, con le marinerie, con le comunità e soprattutto con
gli ambientalisti, perché noi vogliamo sapere a che punto è il
progetto, e soprattutto la valutazione di impatto ambientale che
per noi è fondamentale.
Quindi, che il Ministero venga interpellato, qua abbiamo il
Vicepresidente, perché noi vogliamo vederci chiaro, perché noi come
Movimento Cinque Stelle non diciamo no tout court a questi
progetti, noi desideriamo vederci chiaro e soprattutto che si
faccia una pianificazione concreta, puntuale, su questo tipo di
progettazioni. Grazie.
PRESIDENTE. Non avendo altri deputati chiesto di parlare, la
seduta è rinviata a domani, 16 febbraio 2022, alle ore 16.00.
La seduta è tolta alle ore 18.48 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XXVI SESSIONE ORDINARIA
321a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 16 febbraio 2022 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -SEGUITO DELLA DISCUSSIONE UNIFICATA DI ATTI ISPETTIVI E DI
INDIRIZZO POLITICO SUL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA
(PNRR) (V. allegato)
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
siciliana, recante Modifiche al decreto legislativo 7 settembre
2012, n. 155 - Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli
uffici del Pubblico Ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2,
della legge 14 settembre 2011, n. 148' (n. 1088/A) (Seguito)
Relatore: on. Pellegrino
2) Disposizioni in materia di edilizia. (n. 1112/A) (Seguito)
Relatore: on. Lo Curto
3) Norme in materia di semplificazione amministrativa e
digitalizzazione della pubblica amministrazione. Disposizioni
varie. (nn. 774-443-485/A) (Seguito)
Relatore: on. Ciancio
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato
Atti ispettivi e di indirizzo politico sul piano nazionale di
ripresa e resilienza (PNRR) - (Testi)