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Resoconto d'Aula della Seduta n. 320 di martedì 15 febbraio 2022
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.31

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  la  seduta
  odierna,   gli   onorevoli   Damante,   Zito,   Tancredi,   Pagana,
  Mangiacavallo e Calderone.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Il  Capogruppo di Forza Italia, Calderone, ha anche lui  preso  il
  Covid  per  cui tutti noi di Forza Italia abbiamo fatto il  tampone
  stamattina  avendo avuto questa informazione; lo comunico  a  tutti
  perché  se  qualcuno  di  voi è stato a  contatto  con  l'onorevole
  Calderone  farebbe  bene  a  fare  un  tampone  in  modo  da  stare
  tranquilli. Credo che a seguito del virus preso da Calderone ce  ne
  siano  altri  due  o tre di Forza Italia che, a quanto  pare,  sono
  anche loro infetti.

   609

  Comunicazione relativa alla modalità di votazione della mozione n.
                                  609

   PRESIDENTE.  E  allora,  onorevoli  colleghi,  gli  Uffici   hanno
  preparato  una  nota.  Siccome l'altra volta ci  sono  state  delle
  discussioni,  che sono sempre spiacevoli, sul metodo  di  votazione
  del  voto segreto, non voto segreto, che era obbligatorio, non  era
  obbligatorio  e  quant'altro,  avevo  chiesto  agli  Uffici  se  mi
  facevano  una  nota con cui si spiegava il perché non  fosse  stato
  possibile dare il voto segreto come obbligatorio, ma se lo si fosse
  voluto sarebbe stata necessaria

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Ho capito, però siccome è un fatto anche di rapporti -
  ricorderete  che l'onorevole Aricò in quel momento  alzò  anche  la
  voce  dicendo che invece era un errore -  e allora io, come  spesso
  faccio,  mi  faccio  fare dagli Uffici una nota  a  chiarimento  di
  quello  che è stato fatto; per cui, questa nota la lasciamo  qui  a
  verbale,  ma  è  a disposizione di tutti, anzi se una  gliela  fate
  avere all'onorevole Assenza che era

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.   Sì,  un po' di fotocopie, chi vuole  se  la  prende.
  L'onorevole Assenza ce l'ha già. Perfetto, va bene.

   (La nota così recita:
    Con  riferimento alle modalità di votazione della mozione n.  609
   Revoca dell'incarico di coordinatore della struttura tecnica e  di
  soggetto attuatore per l'emergenza da Covid-19 in Sicilia del dott.
  Tuccio  D'Urso, per violazione dell'art. 1, comma 1,  dell'art.  2,
  comma  2,  e dell'art. 3, comma 3, del Codice di comportamento  dei
  dipendenti  della Regione siciliana  a firma dell'on. Calderone  ed
  altri,  occorsa  nella seduta d'Aula n. 319 del 10  febbraio  2022,
  questa  Presidenza  ritiene  di dover  ribadire,  confermandoli  in
  pieno,  alcuni  aspetti  procedurali  che  avvalorano  il  tipo  di
  votazione prescelto.
   Ed  infatti,  l'articolo  127, comma 7, del  Regolamento  interno,
  secondo  cui   Nelle  questioni  comunque  riguardanti  persone  la
  votazione è fatta a scrutinio segreto , ha fatto sì che la  mozione
  -   in   quanto  atto  di  indirizzo  politico,  espressione  della
  prerogativa  parlamentare prevista dall'articolo  7  dello  Statuto
  della  Regione  e declinata dal Regolamento interno  dell'Assemblea
  nell'ambito del rapporto tra Potere legislativo e Potere  esecutivo
  -  venisse  posta  ai voti per alzata e seduta, a norma  di  quanto
  ordinariamente  previsto dallo stesso articolo 127 del  Regolamento
  interno dell'Ars in mancanza di domanda di scrutinio segreto.
      Invero,  se  poteva  sorgere l'ingannevole convincimento  circa
  l'obbligatorietà  del ricorso alla forma di votazione  a  scrutinio
  segreto  in  quanto  mozione riguardante  persona ,  a  conclusioni
  diametralmente opposte si perviene alla luce della prassi  e  della
  giurisprudenza parlamentari delle Camere, che hanno fatto chiarezza
  in argomento con una più puntuale e meditata interpretazione.
   E  tanto  ciò è vero che, su conforme parere delle Giunte  per  il
  Regolamento  di  Senato e Camera, ogni qualvolta  le  deliberazioni
  costituiscano    espressione   di   una   prerogativa   dell'organo
  parlamentare  nell'ambito del rapporto con gli altri  organi  dello
  Stato   esse  dunque non rappresentano in senso proprio   votazioni
  riguardanti persone' ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo
  113, comma 3, del Regolamento  del Senato della Repubblica, il  cui
  dettato  normativo  si  esprime negli  identici  termini  adoperati
  dall'articolo 127, comma 7, del Regolamento interno dell'Ars  sopra
  richiamato.
   Al riguardo, va precisato che la materia oggetto del citato parere
  concerneva  le  deliberazioni  sulle proposte  della  Giunta  delle
  elezioni  e delle immunità parlamentari del Senato (e negli  stessi
  termini  è il parere della Giunta del Regolamento della Camera)  in
  materia  di  autorizzazioni  a  procedere  e,  dunque,  certamente,
  materia  che,  a  primo  acchito, ben  poteva  essere  teoricamente
  attratta  nella  sfera applicativa dello scrutinio segreto  e  che,
  invece, è stata conclusivamente ritenuta sottoposta piuttosto  alla
  disciplina generale di votazione con decorrenza 6 maggio 1993.
   La Giunta del Regolamento della Camera ha, per parte sua, posto in
  luce  che  l'oggetto proprio di tali deliberazioni consista in  una
  decisione  su un atto di prerogativa attraverso cui si esercita  la
  garanzia della indipendenza e libertà della funzione parlamentare ,
  linea  interpretativa che è stata nel tempo applicata a fattispecie
  connotate dalla medesima ratio. )


   Seguito  della  discussione  del  disegno  di  legge   Schema   di
  progetto  di  legge da proporre al Parlamento della Repubblica,  ai
  sensi   dell'articolo  18  dello  Statuto  della  Regione,  recante
  "Disposizioni  concernenti Istituzione di un fondo  di  solidarietà
  per  l'erogazione  di contributi a fondo perduto  in  favore  delle
  imprese  sequestrate  e confiscate alla criminalità  organizzata  e
  dissequestrate.  (n. 968/A)

   PRESIDENTE.  Andiamo avanti. Allora, al II punto  dell'ordine  del
  giorno ci sarebbe la discussione unificata degli atti ispettivi. Su
  richiesta dell'onorevole Caputo, però ovviamente ne ho parlato  con
  i  Presidenti  dei Gruppi parlamentari che erano presenti  in  quel
  momento,  se  ce ne fosse qualcun altro, Catalfamo  credo  che  sia
  l'unico  che non c'era prima, ci chiede di anticipare questo  punto
  che  è un disegno di legge voto che credo abbia un'importanza anche
  dal  punto  di  vista, come dire, dei diritti umani  che  è  quello
  dell'istituzione  di un fondo per quelle persone  che  hanno  avuto
  sequestrata la propria azienda, poi risultano essere innocenti dopo
  il  processo,  però  l'azienda  è  totalmente  distrutta;  si  sono
  rovinate veramente fin troppe persone in questa maniera.
   Quindi,  se tutti siete d'accordo - io ne ho parlato prima  con  i
  Presidenti dei Gruppi parlamentari presenti, che lo erano -  quindi
  se  anche il resto dell'Aula è d'accordo, facciamo questa che è una
  cosa  velocissima,  perché se mi date il  fascicolo,  non  ci  sono
  emendamenti, se non uno o due.
   Invito la III Commissione a prendere posto nell'apposito banco.
   Onorevole  Caputo,  se  può  fare una  breve  relazione  -  perché
  altrimenti perdiamo troppo tempo - su quello che stiamo facendo che
  è  anche  facile da spiegare, diciamo, per cui non c'è  bisogno  di
  dilungarsi, così nel frattempo che viene distribuita la legge e  la
  votiamo subito, per adesso ci sono le tessere per il numero legale,
  quindi  possiamo  fare anche la votazione finale  se  vogliamo.  Ha
  facoltà  di parlare il relatore, onorevole Caputo, per svolgere  la
  relazione.

   CAPUTO,  relatore. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  grazie
  anche   ai  Capigruppo  che  hanno  ritenuto  opportuno   dare   la
  possibilità di anticipare la trattazione di questo disegno di legge
  voto. Ritengo, così come Ella ha sottolineato, un momento di grande
  importanza  che questo Parlamento, proprio perché è  il  Parlamento
  della  Regione  siciliana,  dove questo fenomeno  si  è  sviluppato
  rispetto alle altre Regioni d'Italia, ovverossia, l'attività svolta
  da  alcuni  tribunali  nell'operare il sequestro  delle  aziende  e
  successivamente  all'attività del tribunale misure di  prevenzione,
  queste aziende vengono riconosciute assolutamente estranee ai fatti
  contestati e vengono restituite ai legittimi titolari.
   Cosa  accade?  Accade che in tutti i casi queste  aziende  vengono
  restituite in una situazione assolutamente distrutta, non  vi  sono
  più  commesse,  non  c'è più personale, non  vi  sono  più  i  beni
  materiali e immateriali e poi ergo vi è anche una situazione ancora
  più grave perché sono costrette ad affrontare un altro procedimento
  innanzi  al  tribunale fallimentare perché a seguito della  cattiva
  gestione  di  amministratori giudiziari nominati dal tribunale  non
  vengono onerati i debiti con il fisco, con i fornitori, le utenze e
  altro  e quindi si affronta immediatamente l'altra questione che  è
  quella della dichiarazione di fallimento.
   Questo  disegno  di  legge voto, ai sensi dell'articolo  18  dello
  Statuto,  è  un'azione  d'impulso,  un'azione  propositiva  per  il
  Governo e il Parlamento nazionale di adoperarsi così come ha  fatto
  per  tante altre importanti vittime, mi riferisco al fondo  vittime
  per l'amianto, al fondo vittime della strada, al fondo di rotazione
  per  la  solidarietà delle vittime della mafia,  al  fondo  per  le
  vittime  di  reati sessuali e caporalato, quindi ritengo  opportuno
  che  vi  sia  anche questo momento di attenzione da  dedicare  agli
  imprenditori   che   mediante  questo  fondo   possono   ripartire,
  ricominciare la propria azienda, riottenere quella che è la propria
  dignità, sia personale che da imprenditore.
   Per  questo  confido  anche  nel  sostegno  di  tutti  i  colleghi
  presenti,  al di là dei partiti politici, perché questa è un'azione
  che   si  coniuga  anche  con  l'encomiabile  lavoro  svolto  dalla
  Commissione  Antimafia' che nelle proposte prevede anche un aiuto a
  queste imprese. La ringrazio, Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Caputo. Allora,  se  non  ci  sono
  obiezioni,  se  non  ci  sono  altri interventi,  possiamo  passare
  direttamente alla votazione degli articoli.

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.

   1.  Per ciascun anno del triennio 2021/2023 è autorizzata la spesa
  di  30  milioni  di euro al fine di assicurare un  contributo  alle
  aziende  confiscate alla criminalità organizzata  nei  procedimenti
  penali  per i delitti di cui all'articolo 51 e nei procedimenti  di
  applicazione di misure di prevenzione patrimoniali.

   2.  La  concessione del contributo è finalizzato al sostegno  agli
  investimenti   e  agli  oneri  necessari  per  gli  interventi   di
  ristrutturazione aziendale, alla tutela dei livelli  occupazionali,
  alla  promozione di misure di emersione del lavoro irregolare, alla
  tutela della salute e della sicurezza del lavoro.

   3.   La   concessione  del  contributo  è  limitata  alle  aziende
  destinatarie di provvedimento di dissequestro irrevocabile».

   Comunico  che sono stati presentati soltanto due emendamenti,  che
  sono  squisitamente  tecnici,  perché  al  triennio   2021-2023   è
  sostituito  il triennio  2022-2024  perché questo era già  passato,
  quell'altro. Gli emendamenti sono l'1.1 e l'1.2.
   Onorevoli colleghi, se siete convinti che si possa andare  avanti,
  io  lo  sono totalmente. Pertanto, pongo in votazione l'emendamento
  1.1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 1.2. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                         Istituzione del Fondo

   1. E' istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze,
  dipartimento  del Tesoro, il  Fondo di solidarietà per  le  imprese
  sequestrate   o   confiscate   alla   criminalità   organizzata   e
  dissequestrate con provvedimento irrevocabile .».

   Comunico  che  è stato presentato l'emendamento 2.1, anche  questo
  tecnico.
   Lo  pongo  in  votazione  l'emendamento. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                        Concessione contributo

   1.  Il  contributo  è  concesso su istanza presentata  dal  legale
  rappresentante delle aziende di cui all'articolo 1.

   2.  L'importo  del contributo è determinato sulla base  del  danno
  effettivamente subito dall'azienda».

   Comunico   che  all'articolo  3  non  sono  stati  presentati
  emendamenti.
   Pongo  in  votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                       Regolamento di attuazione

   1. Con regolamento emanato entro il termine di sei mesi dalla data
  di  entrata in vigore della presente legge il Governo adotta  norme
  per  le procedure relative alla concessione dei contributi e  delle
  modalità  di accesso al fondo e alla quantificazione del contributo
  in considerazione del danno emergente e del lucro cessante.

   2.    Lo   schema   di   regolamento   è   trasmesso,   entro   il
  quarantacinquesimo giorno antecedente alla scadenza del termine  1,
  alla  Camera  dei  deputati  ed  al Senato  della  Repubblica,  per
  l'espressione  del  parere  da parte delle  competenti  Commissioni
  parlamentari.  Trascorsi trenta giorni dalla data di  trasmissione,
  il regolamento è emanato anche in mancanza del parere.».

   Comunico   che  all'articolo  4  non  sono  stati  presentati
  emendamenti.
   Pongo  in  votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
                                 968/A

    PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di legge «Schema di progetto di legge da  proporre  al
  Parlamento della Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
  della Regione, recante  Disposizioni concernenti l'istituzione di un
  fondo  di solidarietà per l'erogazione di contributi a fondo perduto
  in  favore  delle imprese sequestrate e confiscate alla  criminalità
  organizzata e dissequestrate.» (968/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
   Si  vota al solito modo fino al 31 marzo; dal 31 marzo non  ce  ne
  sarà più bisogno.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            42
   Votanti             24
   Maggioranza         13
   Favorevoli          24
   Contrari            0
   Astenuti            7

                         (L'Assemblea approva)

                     (Interventi fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Ditemi  i nomi di quelli che ritenete  di  non  avere
  votato,  anche  se  secondo me i nomi ci sono:  Arancio,  Ternullo,
  Marano,  Campo.  Ce  n'è altri? Mi sembra di no? Catanzaro.  Record
  mondiali per l'approvazione di una legge. In questa Legislatura  ci
  mancava  solo  di battere il record mondiale per l'approvazione  di
  una  legge   L'abbiamo approvata in tre minuti   Onorevole  Caputo,
  grazie di averci fatto fare questo sforzo perché effettivamente era
  una norma che meritava di essere accelerata. Grazie ancora.


   Discussione  unificata di atti ispettivi e di  indirizzo  politico
  sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)

   PRESIDENTE.   Si   passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno
   Discussione  unificata di atti ispettivi e di  indirizzo  politico
  sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) .
   Allora,  lo  dico  anche  agli  Assessori,  assessore  Armao,   il
  dibattito  avverrà  per  tutte,  sia  interrogazioni  che   mozioni
  unificate.   Quindi,   lei   non   dovrà   rispondere   a   singole
  interrogazioni,  a  singole mozioni, ma  facciamo  parlare  l'Aula,
  ognuno  di  loro esprimerà la mozione, l'interrogazione  a  seconda
  quella  che  ha e, poi, il Governo con tranquillità  e  con  calma,
  quando  vuole può dare le risposte su tutto quello che è necessario
  chiarire.


   Annunzio   di   interpellanza  e  contestuale  inserimento   nella
  discussione unificata di atti ispettivi e di indirizzo politico sul
  PNRR,   ai   sensi   dell'articolo  155  del  Regolamento   interno
  dell'Assemblea

   PRESIDENTE.  C'è un'ultima interpellanza presentata dall'onorevole
  Lentini  che si sta distribuendo e, quindi, nel blocco  è  compresa
  anche quella.

   (L'interpellanza  inserita  nella discussione  unificata  di  atti
  ispettivi  e di indirizzo politico sul PNRR della presente  seduta,
  ai  sensi dell'articolo 155 del Regolamento interno dell'Assemblea,
  è  la  n.  442   Destinazione delle risorse del Piano Nazionale  di
  Ripresa  e  Resilienza  (PNRR) relative al  comparto  sanitario  al
  personale  amministrativo  che  ha  prestato  servizio  durante  la
  pandemia da Covid-19. )


   Riprende  la  discussione  unificata  di  atti  ispettivi   e   di
  indirizzo  politico  sul Piano nazionale di  ripresa  e  resilienza
  (PNRR)

   PRESIDENTE. Allora, se mi date il blocco, vediamo chi è che le  ha
  presentate  così  cominciamo a dare la parola a meno  che  non  c'è
  qualcuno che voglia già intervenire a prescindere dalle mozioni.


                        Sull'ordine dei lavori

   LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo  che  vengano
  estrapolate le mozioni, le interpellanze, le interrogazioni che  si
  riferiscono  all'Assessorato  Sanità perché  non  vedo  l'assessore
  presente.  Non  mi sembra opportuno che a riferire,  rispetto  alla
  mozione  del PNRR sanità, possa essere un Assessore di  altro  ramo
  dell'amministrazione, quindi le chiedo di escludere

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, le chiedo scusa, se toglie  un  attimo
  la mascherina e mi ripete perché non ho capito niente.

   LUPO.  Sì,  Presidente. Chiedo di escludere la  trattazione  degli
  atti  ispettivi  e delle mozioni che riguardano l'Assessorato  alla
  sanità, visto che manca l'Assessore al ramo.

   PRESIDENTE. Ho capito. Va bene. Il Governo cosa dice?

   ARMAO,  assessore  per  l'economia.  Presidente,  in  ordine  alla
  questione che prospetta l'onorevole Lupo vorrei dire che il collega
  Razza ha preannunciato che entro qualche minuto sarà qui, quindi se
  vogliamo  iniziare  dalle questioni che non riguardano   c'è  anche
  l'assessore  Zambuto,  c'è l'assessore ai beni  culturali,  siccome
  alcune  questioni  riguardano  altri  profili,  poi  quando  arriva
  l'Assessore si potranno dedicare le attenzioni.


   Riprende  la  discussione  unificata  di  atti  ispettivi   e   di
  indirizzo  politico  sul Piano nazionale di  ripresa  e  resilienza
  (PNRR)

   PRESIDENTE.  Perfetto.  Io darei la parola  ai  vari  presentatori
  delle  mozioni  o  delle interpellanze in modo che il  presentatore
  avrà  dieci  minuti  di  tempo, tutti gli  altri,  eventuali  altri
  interventi 5 minuti massimo.
   La  prima  che  abbiamo  in fascicolo è a firma  Lupo,  Cracolici,
  Gucciardi,    l'accordo   con   l'Assemblea   regionale   siciliana
  sull'elaborazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza .
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo.

   LUPO.  Quindi,  andiamo avanti interrogazione per  interrogazione,
  giusto Presidente?

   PRESIDENTE.  Al limite se volete, per maggiore garanzia,  colleghi
  scusate,  siccome con la mascherina non si sente  niente,  per  chi
  avesse bisogno di maggiore garanzia al limite va al pulpito e parla
  dal pulpito direttamente.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   LUPO.  Presidente,  la trattazione congiunta  di  tutti  gli  atti
  ispettivi presenta delle problematicità, quindi intervengo sulla n.
  2379  che  riguarda   Chiarimenti in  merito  alla  bocciatura  dei
  progetti  in  agricoltura  , ma anche qui non vedo l'Assessore  per
  l'agricoltura,  quindi Presidente quello che  ho  detto  prima  per
  l'assessore  Razza,  ovviamente vale anche per l'assessore  Scilla,
  tranne che non dovesse arrivare anche l'assessore Scilla, quindi
   Con  riferimento  al  PNRR,  comunque,  affronto  la  questione  a
  carattere  generale, con riferimento alle mozioni parlamentari  che
  abbiamo  presentato.  Noi  riteniamo come Gruppo  parlamentare  del
  Partito Democratico che il Governo regionale debba confrontarsi con
  il  Parlamento  sulla  programmazione del PNRR,  che  è  un  piano,
  ovviamente, pluriennale che quindi riguarderà e impegnerà anche  il
  Governo della prossima legislatura, anche per poter condividere con
  l'Aula,  con  tutti i Gruppi parlamentari linee  di  indirizzo,  di
  indirizzo  politico per la programmazione di questi  fondi  di  cui
  tutti  sappiamo quanto siano importanti per il futuro della  nostra
  Regione  e  questo riguarda tutte le missioni, quindi noi  vorremmo
  che   sulla  programmazione  dei  fondi  del  PNRR  ogni  Assessore
  riferisse  in Aula rispetto a quelle che sono le linee guida  sulla
  programmazione  del PNRR con riferimento alla missione  di  propria
  competenza.
   Vedo   che   mancano  alcuni  Assessori  oggi   in   Aula,   penso
  all'Assessore per il lavoro, ma ritengo che lo si possa fare già in
  occasione   delle  prossime  sedute,  logica  vorrebbe  che   sulla
  illustrazione   dei   singoli  Assessori,   rispetto   alle   linee
  programmatiche che intendono seguire per la programmazione del PNRR
  per  le  diverse missioni possa svolgersi un dibattito  d'Aula  che
  possa concludere con la possibilità per il Parlamento regionale  di
  esprimere  un  indirizzo politico rispetto alla programmazione  dei
  fondi stessi rivolto al Governo.
   Peraltro  in  Commissione abbiamo ritenuto che  si  applicasse  la
  normativa  già  vigente per quanto riguarda la  programmazione  dei
  fondi  extraregionali,  ora non sto qui a  fare  una  questione  di
  cavilli  rispetto al dettato letterale della norma che  potrà  pure
  adeguarsi  ovviamente alle previsioni del PNRR, ma penso  che  vada
  fatto  salvo lo spirito del confronto istituzionale tra  Governo  e
  Parlamento  per poter condividere linee di indirizzo rispetto  alla
  programmazione dei fondi del PNRR ovviamente. E se questo  riguarda
  tutte  le  missioni,  riguarda in particolare  la  missione  6  che
  riguarda l'Assessorato alla sanità, rispetto al quale mi ripropongo
  di  intervenire quando avrà modo di raggiungerci l'assessore Razza.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Governo, assessore Armao, mi pare che le osservazioni
  fatte  dall'onorevole Lupo siano pertinenti rispetto al  dibattito.
  Però,  onorevole  Lupo, direi intanto di cominciare  il  dibattito,
  perché  non  è  detto  che si chiuda oggi, si  può  chiudere  anche
  domani.  Qui c'è l'assessore per i beni culturali, l'assessore  per
  il territorio e l'ambiente, l'assessore per l'economia, l'assessore
  per   l'agricoltura.  Quindi  cominciamo,  intanto,  con   i   beni
  culturali.   Assessore   Samonà,   lei   è   pronto?   Conosce   le
  interrogazioni,  conosce le mozioni? Bene,  allora  cominciamo  con
  quelle che riguardano il settore dei beni culturali.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Grazie, Presidente.  Se  posso,
  coglierei la suggestione dell'onorevole Lupo circa un inquadramento
  generale della questione del PNRR, in ordine anche ai rapporti  tra
  indirizzo  politico, esecuzione e programmazione. Tra  l'altro  con
  una  legge  che lei, onorevole Di Mauro, conosce bene perché  ne  è
  stato  il  padre. La legge del 2009, no? Lei era Assessore,  me  lo
  ricordo.  Eravamo nello stesso Governo. E poi passiamo  ai  singoli
  rami di amministrazione così scendiamo nel dettaglio.

   PRESIDENTE. Mi scusi, non ho capito bene. Iniziamo, io avevo detto
  dai beni culturali lei è d'accordo?

   ARMAO,  assessore per l'economia.  No. L'onorevole Lupo  ha  posto
  una  questione  di inquadramento generale sul PNRR e  rapporti  tra
  Governo  e  Assemblea  e  se posso su questo  vorrei  dare  qualche
  chiarimento.  Dopodiché  passiamo ai  singoli Se  la  Presidenza  è
  d'accordo, io mi vorrei muovere in modo

   PRESIDENTE. Va bene. D'accordo assessore Armao.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia.  Allora,  tenendo  presente  -
  grazie  Presidente  - che della questione - purtroppo  non  c'è  il
  presidente  Savona, ma ci sono alcuni esponenti  della  Commissione
   Bilancio',  ricordo  che  con l'onorevole  Dipasquale  facemmo  un
  dibattito  sul  punto, sarà stato novembre scorso,  la  Commissione
   Bilancio'  dedicò una specifica seduta al tema del PNRR,  che  già
  era  stato  emanato,  quindi già era in corso  di  attuazione,  con
  alcune riflessioni ed alcuni elementi di confronto.
   Qualche  giorno fa, vedo il Presidente Compagnone che presiede  la
  Commissione Affari europei, la questione è stata riprospettata  con
  ampia  articolazione e produzione documentale anche  da  parte  del
  Governo  che  ha  sempre informato la Commissione   Bilancio'  che,
  invero,  è  la  commissione  che la normativa  individua  come,  in
  qualche  modo, lo snodo del rapporto tra esecutivo e  Parlamento  e
  quella  era  la  sede  nella quale ci siamo  confrontati  in  prima
  battuta  e  poi,  più  approfonditamente, nella Commissione  Affari
  europei.
   Il  PNRR  ha una struttura, dico la volta scorsa ho distribuito  e
  tra  l'altro  ho  avuto il privilegio di avere  anche  per  WhatApp
  questa  mattina dal Professore Viesti il suo secondo articolo,  sul
  punto  avevo  già  dato  il primo articolo del  Professore  Viesti,
  pubblicato  sul Mattino, nel quale diceva  Trasparenza  e  qualità.
  Cosa  manca al Recovery . No? Che, in qualche modo si riferiva alla
  presa di posizione che le Regioni italiane hanno fatto sul PNRR, al
  Governo  centrale, attraverso la Commissione Affari  europei  della
  Conferenza  che io coordino e che ci ha consentito di  interloquire
  in  Commissione  Bilancio' direttamente con l'esecutivo  e  con  il
  Parlamento  nazionale sul tema del PNRR, di come è  congegnato,  di
  come è strutturato, di come deve essere attuato, di come funzionano
  i raccordi tra Governo centrale e Regioni e autonomie locali.
   Oggi il Professore Viesti pubblica un ulteriore articolo  Non sono
  i  bandi  il nodo, ma i fondi per il Sud , un altro articolo  molto
  importante e qualche giorno fa, sul Sole 24 ore, è uscita  un'altra
  riflessione  da  parte di un dirigente del Comitato  delle  Regioni
  periferiche  e marittime europee che ha sottolineato i  profili  di
  difficoltà   che   vi  avevo  anticipato,  di   coerenza   tra   la
  programmazione 2021-2027, che sta per partire, il Fondo Sviluppo  e
  Coesione, il tema del PNRR, quindi c'è un momento di difficoltà.
   E'   chiaro,  stiamo  parlando  di  risorse  enormi,   mai   viste
  nell'Amministrazione dell'Italia repubblicana, di fronte a problemi
  di  attuazione  e tempi strettissimi, quindi c'è l'esigenza  di  un
  rafforzamento amministrativo,  ma di questo il collega Zambuto  poi
  potrà  dare con dovizia di dettagli quello che si è fatto sul piano
  del rafforzamento con il reclutamento di nuove professionalità, che
  come  sappiamo  sono  insufficienti, ho dovuto ribadirlo  anche  di
  fronte  alla Commissione  Bilancio' che, però, segnano comunque  un
  passo in avanti.
   Il  coordinamento  tra  Governo  centrale  e  Regioni,  perché  la
  gestione  del  PNRR, diciamocelo, è sostanzialmente  centralizzata,
  non  è  una  gestione che affida alla Regioni come avviene  per  la
  programmazione  europea  dove, come i parlamentari  ben  sanno,  la
  programmazione  è  affidata sostanzialmente alle Regioni  dopo  che
  viene approvato l'accordo di programma e si realizzano le sinergie.
  Quindi,  la programmazione europea affida alle Regioni la  gestione
  delle risorse europee con la sovrintendenza dello Stato centrale  e
  dell'Unione europea, che poi trova in sede di Comitato di vigilanza
  la sua sintesi organizzativa.
   Per  quanto riguarda il PNRR, ripeto, anche le prese di  posizione
  ma  le  schede  che ho consegnato in Commissione - e Presidente  mi
  farò  carico di inviarle direttamente alla Presidenza -, le  schede
  che abbiamo presentato come Conferenza delle Regioni e come Regione
  siciliana declinano quali sono le misure.
   Tra  poco interverrà anche l'Assessore per le infrastrutture e  la
  mobilità, onorevole Marco Falcone, che potrà dare alcuni ragguagli,
  alcune  puntualizzazioni  sulle  misure  Pinqua,  cosiddette,  cioè
  misure che si realizzano attraverso gli Istituti Case Popolari  che
  sono destinatari di interventi finanziari ad hoc.
   Sinora,  quindi,  si è andati avanti con una scarsa  concertazione
  sia  in sede di cabina di regia, come voi sapete la cabina di regia
  si  è  riunita  una  sola volta alla presenza del Presidente  della
  Conferenza delle Regioni, senza mai coinvolgere i Presidenti  delle
  Regioni, lo stesso è avvenuto per i Comitati interministeriali  per
  la  transizione  ecologica e il Comitato interministeriale  per  la
  transizione   digitale.  Quindi,  c'è  un  problema   organizzativo
  strutturale in questo momento di forte raccordo in una gestione che
  è accentrata.
   Qualche giorno fa si è tenuto al CNEL un esame comparato dei  PNRR
  -  cioè  dei  Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza  dei  diversi
  Paesi europei - e da questo emerge che l'Italia è uno di quelli che
  più ha accentrato la gestione del PNRR, probabilmente anche per  la
  debolezza amministrativa di alcune aree del Paese.
   Il  tema è quindi in sede regionale, c'è qualche cosa da fare, non
  c'è  moltissimo oltre che presentare bandi, perché l'individuazione
  delle  tipologie,  dei  meccanismi, delle procedure  cui  ricorrere
  mediante  avviso  è  fatta unilateralmente a livello  centrale  dei
  singoli Ministeri.
   Come  ho  annunciato anche in sede di Commissione, vi  è  pure  un
  coordinamento  tra i singoli Ministeri, questo  ha  fatto  sì  che,
  addirittura,  il  Sottosegretario della  Presidenza  del  Consiglio
  qualche  giorno fa ha riunito tutti i Capi Gabinetto dei  Ministeri
  al  fine  di raccordare meglio l'attività di attuazione  del  PNRR.
  Quindi, oggettivamente, questa seppur in termini assai sintetici  è
  la   situazione  attuativa  del  Piano  Nazionale  di   Ripresa   e
  Resilienza.
   Sul  piano  dei rapporti tra Esecutivo e Assemblea, ovviamente  da
  parte  nostra  - io l'ho ribadito sia in Commissione che  anche  di
  fronte  all'opinione  pubblica - non  c'è  alcuna  preclusione,  ne
  potrebbe esserci da parte del Governo - che oggi è qui presente con
  tanti  Assessori - a illustrare, dare informazioni e produrre tutta
  la  documentazione che il Governo definisce nella presentazione dei
  progetti,  dei  programmi  e rispondendo agli  avvisi  che  vengono
  pubblicati.  Comprendo  quello che diceva  l'onorevole  Lupo  circa
  l'opportunità  di  non  indugiare in  questioni  tecnico-giuridiche
  sull'applicazione dell'articolo 50. Che l'articolo 50  si  applichi
  esclusivamente alla programmazione di quegli anni, oltre che ce  lo
  potrebbe  dire il Presidente Di Mauro che - ripeto - al  tempo  era
  assessore per l'economia e ha curato direttamente la realizzazione,
  la  stesura delle disposizioni che sono state approvate  da  questa
  Assemblea, fa riferimento esclusivamente ad alcuni regolamenti  del
  2006, che sono i regolamenti della vecchia programmazione.
   Quindi,  prendiamo i principi, che è la cosa più importante:  cioè
  assumiamo  che il principio sia quello di una forte integrazione  e
  una informativa e una formulazione degli atti di indirizzo da parte
  dell'Assemblea  nei confronti del Governo e che  credo  questa  sia
  assolutamente  non solo plausibile, ma anche auspicabile.  Il  che,
  però,  mi permetto di sottolineare, mal si concilia con la  mozione
  che  parla di intesa. Ecco, se neanche la norma prevedeva  l'intesa
  nel  2009, non vedo come oggi si possa introdurre l'intesa. A parte
  che  si  tratterebbe  di  un'attività  amministrativa,  perché  nel
  momento  in  cui si introduce l'intesa, come sanno i  giuristi,  si
  determina  una  cogestione, una codecisione  tra  i  due  soggetti:
  quello  che  riceve  l'intesa e quello che la esprime.  Mentre,  in
  questo   caso,  come  opportunamente  si  riferiva  nell'intervento
  dell'onorevole  Lupo, deve farsi capo ad un'attività  di  indirizzo
  politico   dell'Assemblea   e  delle  Commissioni   nei   confronti
  dell'esecutivo, tant'è che la stessa norma del 2009, l'articolo 50,
  dice  che le Commissioni si esprimono attraverso ordine del giorno,
  neanche  voto.  Quindi,  non votano i programmi,  ma  si  esprimono
  attraverso ordine del giorno.
   E,  allora,  se vogliamo - probabilmente in via informale,  ma  si
  potrebbe  ipotizzare anche la formulazione di una  disposizione  ad
  hoc  - si può introdurre un principio in base al quale, rispetto  a
  taluni   interventi   sul  PNRR,  il  Governo,   i   singoli   rami
  dell'Amministrazione si presentino nelle Commissioni  di  merito  e
  nella Commissione Bilancio che, ribadisco, ai sensi della normativa
  vigente,  ma anche del Regolamento dell'Assemblea, è la Commissione
  competente  a valutare le determinazioni da assumere in materia  di
  programmazione di fondi extraregionali, intendendo in questo  senso
  non  solo  i fondi statali, i fondi europei e tutti i finanziamenti
  che  non scaturiscono dal bilancio, si può ipotizzare una sorta  di
  effetto  ultroneo  e prorogato e ampliato della  norma  di  cui  ci
  stiamo  occupando,  prevedendo, appunto,  una  sorta  di  indirizzo
  politico  del  Parlamento su alcune iniziative che dovranno  essere
  formulate dal Governo.
   Questo  postula,  ovviamente,  che per  esprimere  l'indirizzo  il
  Parlamento  deve  essere informato. Il Presidente Musumeci  ha  non
  solo  preso impegno in occasione dell'ultima seduta che il  Governo
  oggi intervenisse in tutte le sue articolazioni a illustrare quello
  che si sta facendo e, soprattutto, quello che c'è da fare, ma ci ha
  anche  detto,  in sede di Giunta, di esprimere tutte  le  possibili
  condivisioni rispetto a una positiva interlocuzione - che  vi  deve
  essere  - tra l'organo legislativo e l'esecutivo, proprio perché  -
  lo  sottolineava l'onorevole Lupo poc'anzi - si tratta di  attività
  programmatoria,  che va al di là dei mandati di  tutti  coloro  che
  sono in quest'Aula. Sono mandati che arriveranno fino al 2026, 2027
  e,  quindi,  è evidente che andiamo quasi alla fine della  prossima
  legislatura. E, pertanto, è giusto e opportuno che le scelte  siano
  oggetto di adeguata ponderazione e di adeguata riflessione.
   Quindi,  ribadendo  che, in questo momento,  la  Sicilia,  proprio
  perché sta lavorando e sta lavorando assiduamente su questi temi, è
  stata  individuata  da tutte le Regioni italiane  come  riferimento
  interlocutivo  con  il  Governo  nazionale  e,  pertanto,  c'è   un
  oggettivo riconoscimento al lavoro che la Sicilia sta facendo nella
  Conferenza  delle  Regioni - ripeto - è più  che  opportuno  che  i
  meccanismi  di  raccordo, di confronto, di  indirizzo  politico  si
  svolgano nell'alveo del quadro statutario definito nel rapporto tra
  esecutivo e Parlamento.
   Questo, quindi, intendevo ribadire e confermare, fermo restando  -
  ripeto - che d'intesa non può parlarsi perché stravolgeremmo  anche
  le   norme   vigenti  e  le  spingeremmo  verso  una   co-decisione
  dell'esecutivo  che  ricorda  anni lontani,  che  tra  esecutivo  e
  legislativo  che  ricorda  anni lontani che  credo  che  non  abbia
  bisogno di essere ribadita, in questa sede. Quindi, a questo punto,
  signor  Presidente,  se lei è d'accordo, potremmo  passare  poi  ai
  singoli  rami  di  amministrazione e,  eventualmente,  sentendo  le
  osservazioni  sulle  singole  questioni  che  vorranno  porre   gli
  onorevoli Parlamentari.
   C'è  qui  l'assessore per i beni culturali e l'identità siciliana,
  cosa   che  intendo  richiamare,  denominazione,  che  è  opportuno
  richiamare  alla  sua integrità e che, quindi,  può  dare  tutti  i
  ragguagli in ordine alla interrogazione che concerne l'avviso o  il
  mancato avviso o, comunque, la questione riguardante il comune  che
  viene individuato per la presentazione di un progetto.

   PRESIDENTE. Va bene. Grazie, assessore Armao.
   Allora,  passiamo alla discussione sulle interrogazioni e,  avendo
  stabilito  di  iniziare  il  percorso  dall'Assessore  per  i  beni
  culturali   e   l'identità   siciliana,   impegnato   a   discutere
  interrogazione n. 2539 di pagina 9 e l'interrogazione  n.  2542  di
  pagina 13.
   Iniziamo  con  quella  di pagina 9, vale a  dire   Chiarimenti  in
  merito  all'apprezzamento e alla proposta illustrata dall'Assessore
  regionale  per  i beni culturali e l'identità siciliana,  circa  la
  rigenerazione urbana del borgo  A Cunziria' (la Conceria),  ubicato
  nel territorio del Comune di Vizzini (CT), giusta deliberazione  di
  Giunta   regionale   n.  24  del  20  gennaio  2022 ,   su   questa
  interrogazione  mi  pare di avere letto pure che  c'è  una  mozione
  sulla  stessa   no, non c'è una mozione, no, su  un'altra  cosa  è,
  sull'altra è, va bene.
   Prego, Assessore.

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Sì,  grazie. Signor Presidente, onorevoli deputati, a proposito del
  programma  Next  Generation Europe, come sapete,  ci  sono  diverse
  linee  di  intervento. La linea di intervento di questo assessorato
  riguarda la componente cosiddetta MIC3 turismo e cultura 4.0, che è
  compresa  nel PNRR e include quattro aree di azione.  Lo  dico  per
  completezza  di  informazione. Le prime  tre  sono  competenze  del
  Ministero  della  cultura,  mentre  la  quarta  è  competenza   del
  Ministero  del turismo, però, è un'unica componente, in realtà,  si
  tratta   del  patrimonio  culturale  Next  Generation  di  prossima
  generazione,  la  rigenerazione  dei  piccoli  siti  culturali,  il
  patrimonio  culturale religioso e rurale, l'industria  culturale  e
  creativa  e  il turismo che è l'altra componente che  afferisce  al
  turismo.
   Per  quanto  di  interesse,  il  Piano  nazionale  di  ripresa   e
  resilienza  a titolarità del Ministero della cultura,  prevede  tra
  l'altro un bando che è stato già pubblicato dal ministero -  diceva
  pocanzi  l'assessore  Armao, correttamente, che  la  maggior  parte
  delle  linee di intervento sono ministeriali -, un bando che dicevo
  è  stato  già  pubblicato dal Ministero della cultura, relativo  ai
  giardini storici, per il quale il ministero ha pubblicato lo scorso
  mese questo bando e c'è tempo fino al quindici marzo per presentare
  le  proposte  progettuali. Non riguarda la  Regione  siciliana,  ma
  riguarda,  appunto,  dicevo,  il Ministero  della  cultura  che  ha
  pubblicato  questo  apposito bando. Per quanto riguarda  invece  la
  Missione 1 Componente 3, c'è anche l'investimento 2.1, che è quello
  che    afferisce   all'interrogazione,   in   realtà    alle    due
  interrogazioni,  signor  Presidente,  perché  sono  sostanzialmente
  uguali,  ed è quello denominato  Attrattività dei borghi  storici .
  Questo  investimento è rivolto a dare impulso economico ai  livelli
  occupazionali  delle aree interessate e ad incentivare  secondo  le
  linee  date  dal  PNRR nazionale la rigenerazione  delle  comunità,
  l'attrattività  e la tutela dei territori in linea chiaramente  con
  gli  obiettivi  del Piano di ripresa e resilienza. In  particolare,
  per  l'investimento 2.1, le risorse finanziarie che  sono  previste
  complessivamente a livello nazionale ammontano a oltre un  miliardo
  di  euro,  di cui una quota di duecento milioni di euro è riservata
  al  sostegno delle imprese già insediate o che intendono insediarsi
  all'interno dei borghi che saranno selezionati.
   Faccio un attimo una digressione perché il Ministero della cultura
  pubblicherà, nei prossimi mesi - ancora non si conosce  la  data  -
  anche  un  ulteriore bando che è destinato alle cosiddette  imprese
  creative .  Anche lì sarà un bando a diretta gestione  ministeriale
  che non passerà dalle singole Regioni.
   Partecipando  nella  qualità di assessore  regionale  per  i  beni
  culturali  e  l'identità siciliana alle riunioni della  Commissione
  cultura   nazionale,   il  Ministero  della  cultura   ci   informa
  regolarmente  su quelle che sono le tempistiche della pubblicazione
  dei  bandi ministeriali e, quindi, sappiamo per questo che il bando
  di prossima uscita è quello sulle imprese creative.
   Tornando   all'investimento  2.1,  quello  dell'attrattività   dei
  borghi,   l'intervento  si  compone  di  due  distinte   linee   di
  attuazione. C'è una linea di intervento cosiddetta  A  che è dotata
  di  una  provvista  economica  complessiva  per  tutte  le  Regioni
  italiane  di  420  milioni di euro e consta di 21 progetti  pilota,
  ognuno  dell'importo pari a 20 milioni di euro  e  l'interrogazione
  afferisce a uno di questi progetti pilota.
   Si  tratta  di progetti che mirano alla rigenerazione culturale  e
  sociale economica, abbandonati o in via di abbandono che, recita il
  disposto  ministeriale, sono individuati dalle  Regioni  attraverso
  loro delibere di Giunta su proposta degli assessori alla cultura.
   A  questo proposito, poi c'è anche la linea di intervento  B , che
  è  dotata di una provvista economica superiore a quella precedente,
  che  è  di  complessivi 580 milioni di euro, e  ha  per  oggetto  i
  progetti locali di rigenerazione locale dei piccoli borghi storici,
  selezionati  attraverso un avviso pubblico a  regia  del  Ministero
  della Cultura rivolto ai comuni e finalizzato alla realizzazione di
  progetti locali di almeno 229 borghi a livello nazionale; anche  in
  questo  caso,  il  bando  è stato già pubblicato  direttamente  dal
  Ministero,  non da noi, dalla Regione siciliana, nello scorso  mese
  di dicembre.
   La  provvista  economica destinata alla Sicilia, non alla  Regione
  siciliana,  ai comuni con meno di 5 mila abitanti, è  di  circa  43
  milioni  di euro complessivi; a sua volta, in sede di negoziazione,
  la  Sicilia  fra  le  Regioni del Mezzogiorno,  in  base  a  questa
  ripartizione  di  somme,  ha avuto la percentuale  di  assegnazione
  superiore,  rispetto  alle altre Regioni  italiane.  Questo  perché
  hanno fatto peso tutta una serie di elementi, tra cui anche il tema
  dell'insularità non è secondario.
   Ribadisco  che  si  tratta di un investimento  e  di  una  risorsa
  economica  di circa 43 milioni di euro appostata dal Ministero  per
  un  bando ministeriale, già pubblicato il mese di dicembre, che  ha
  come  scadenza  il  15  marzo  prossimo.  Tra  l'altro,  mi  consta
  personalmente che diversi enti locali e diversi enti comuni  stanno
  lavorando  per presentare i loro progetti entro il termine  fissato
  dal Ministero.
   Tornando  alla  linea d'intervento  A , questa ha la  finalità  di
  sostenere  la rigenerazione delle realtà territoriali  più  fragili
  abbandonate o in via di abbandono.
   Le  linee  di  indirizzo  dettate  dal  Ministro  per  la  Cultura
  prevedono che la proposta progettuale debba essere presentata dalle
  singole  Regioni e finalizzata alla realizzazione di  un'iniziativa
  che  consenta  l'insediamento di nuove funzioni,  infrastrutture  e
  servizi in grado di costituire occasione di rilancio occupazionale,
  in  particolare  per  le  nuove  generazioni.  Questo  lo  dice  il
  Ministero. Sono le linee di intervento.
   Quanto  ai  requisiti le proposte progettuali sono  predisposte  e
  definite  secondo  il modello dello studio di fattibilità,  quindi,
  non  siamo ancora nella fase di un progetto definitivo o esecutivo;
  è   uno   studio  di  fattibilità  in  cui  si  è  esplicitata   la
  realizzabilità  e  la  sostenibilità  tecnico-urbanistica,   quella
  economico-finanziaria e quella giuridico-amministrativa.
   Sul  piano  della  tempistica, anche questa proposta  progettuale,
  questo  studio  di  fattibilità deve essere  presentato,  stavolta,
  dalle Regioni entro il 15 marzo di quest'anno, del 2022, quindi,  i
  tempi capirete sono strettissimi.
   Conclusa la presentazione delle proposte, segue una fase negoziale
  con  un  Comitato  tecnico che viene istituito dal Ministero  della
  Cultura,  presso il Ministero della Cultura che dovrà esaminare  le
  proposte  arrivate dalle 21 Regioni italiane e si dovrà concludere,
  secondo   le  indicazioni  ministeriali,  nel  maggio   2022,   con
  l'ammissione a finanziamento di queste proposte e con delibera  del
  Consiglio  dei  Ministri, che dovrà essere  adottata  entro  il  30
  giugno  2022.  Questo  per  dare anche  le  tempistiche  di  questa
  progettualità.
   Si  precisa che mentre la linea  B  è indirizzata ai comuni,  come
  ho  detto poc'anzi, aventi un massimo di 5 mila abitanti, la  linea
   A   invece  è  diretta  a finanziare interventi  di  rigenerazione
  urbana,  di  borghi, localizzata in comuni per  i  quali  non  sono
  previste  soglie  massime  di abitanti  riferiti  alla  popolazione
  residente.
   Come  già  detto, appunto, le risorse disponibili per la linea  di
  intervento  B  sono 580 milioni e sono rivolte a favore  di  micro,
  piccole  e  medie imprese localizzate che intendono insediarsi  nei
  borghi  che  saranno  selezionati,  cioè  si  richiede  anche   una
  progettualità all'interno dei borghi.
   Quanto  alle modalità di selezione dei progetti, la procedura  nel
  caso di quella dei piccoli borghi è gestita direttamente dal MIC  e
  le  proposte  progettuali  possono essere  presentate  o  in  forma
  singola,  da un singolo comune, o in forma aggregata da più  comuni
  fino a un massimo di 5.000 abitanti.
   Mi  consta che ci sono alcuni comuni che si stanno unendo anche in
  Sicilia  per  presentare  delle proposte  progettuali  che  possano
  essere  approvate e che, complessivamente, i comuni non superino  i
  5.000 abitanti.
   In  quest'ultimo caso, è ammessa un'aggregazione  massima  di  tre
  comuni, non oltre tre comuni.
   Per ciascun progetto è previsto un contributo massimo di circa  un
  milione e seicentomila euro - qualcosa in più in realtà -, per  cui
  facendo  un  calcolo  ed essendo destinati alla  Sicilia  circa  43
  milioni  di euro, sono oltre trenta i progetti che potranno  essere
  approvati,  a  seconda  di  che  tipo  di  importi  avranno  questi
  progetti, una trentina al massimo.
   Vedremo  poi  quali  saranno i comuni  che  avranno  presentato  i
  progetti  anche  per  capire  presso  il  Ministero  quanti  comuni
  siciliani  hanno presentato una progettualità per questa  linea  di
  intervento.
   Relativamente  ai quesiti specifici posti con l'interrogazione  n.
  2539,  del  Partito Democratico, in particolare, si precisa  quanto
  segue.
   Nella  deliberazione  del  20 gennaio, la  Giunta  di  Governo  ha
  apprezzato  la  proposta  di  questo  Assessore  e  di  avviare  le
  interlocuzioni  con  il comune di Vizzini,  utili  a  definire  una
  proposta  progettuale da inoltrare al Ministero secondo i parametri
  procedurali e temporali relativi alla linea di azione  A .
   Il  borgo  in questione è chiamato  A Cunziria'. Si tratta  di  un
  borgo  di proprietà pubblica perché l'area è di proprietà della  ex
  provincia regionale di Catania e con un protocollo di intesa è data
  gestione al comune di Vizzini.
   Al  centro vi è una piccola chiesa che si articola attorno ad  una
  fontana  che scaturisce alla confluenza di due falde della  collina
  che sormonta l'abitato di Vizzini.
   Dal  punto  di vista della conformazione del borgo, le costruzioni
  che  stanno  a  monte  della sorgente sono quaranta  e  sono  tutte
  destinate  -  erano,  anzi,  perché  sono  disabitate  -   ad   uso
  residenziale  o di deposito mentre quelle a valle erano  destinate,
  appunto, a pellami o a concerie. Da qui il nome  A Cunziria'.
    A  Cunziria',  oggi,  è  disabitata ed è edificata  nella  tipica
  pietra locale. Anche questo risponde ai criteri ministeriali che ci
  chiedono il riutilizzo di quelle che sono le modalità sia artigiane
  ma  anche  la pietra locale, la valorizzazione di quella che  è  la
  conformazione del territorio e quelli che sono i prodotti dati  dai
  territori.
   Costituisce  anche  una  testimonianza di archeologia  industriale
  del  XIX secolo, fino agli anni '60 del secolo scorso, quando,  poi
  il  Borgo  -  sostanzialmente storico - si  è  andato  svuotando  a
  beneficio  dei  centri  abitati più grandi e anche  la  lavorazione
  delle pelli in quel borgo ha cessato di essere per motivi ovvi.
   Il  fatto  che questo borgo sia abbandonato da oltre cinquant'anni
  ha  fatto  sì che questo integra un esempio - potrei dire calzante,
  se  non  perfetto  - di cultura contadina e vetero-industriale  che
  risponde  esattamente alle esigenze di questa linea  di  intervento
  che  ci chiede il Ministero e, tra l'altro, essendo abbandonato  ha
  mantenuto   l'assetto   originario,  cioè   non   ci   sono   stati
  stravolgimenti nel corso di quest'ultimo cinquantennio che ne hanno
  fatto snaturare la propria conformazione.
   Paradossalmente,  lo stato di abbandono del borgo  costituisce  la
  premessa  per un recupero globale dell'intero assetto dell'impianto
  urbanistico.
   Dobbiamo  sottolineare che il comune in questione aveva  da  tempo
  presentato all'Assessorato ai beni culturali una progettualità  che
  ben si può integrare con l'intervento previsto dal PNRR e questa  è
  una circostanza che non si può non sottolineare perché è un fattore
  non  indifferente  anche  dovuto ai tempi  di  presentazione  delle
  istanze.
   Come  sappiamo,  siccome  ci hanno dato il  termine  del  mese  di
  marzo, per lavorare da zero ad uno studio di fattibilità, da qui  a
  marzo diventa, se non impossibile, molto difficile. Il fatto che ci
  sia già una progettualità sviluppata a tre quarti da una garanzia.
   Lo  studio  di  fattibilità  che la  Regione  andrà  a  presentare
  prevede  l'insediamento di nuove funzioni, infrastrutture e servizi
  nel  campo  della cultura, del turismo, del sociale, della  ricerca
  anche   con   l'abbattimento   di   barriere   architettoniche   e,
  soprattutto,  la  garanzia  di quei livelli  occupazionali  che  ci
  chiede   il  Ministero,  aprendolo  alla  possibilità  di   imprese
  giovanili  e  di  luoghi  di  aggregazione  destinati  alle   nuove
  generazioni, il tutto avendo anche presente che l'attrattività  dei
  piccoli borghi oggi ben si confà ad un ritorno, come dire,  di  una
  politica di decentramento rispetto alle grandi città.
   Infine,  si  segnala che questa scelta, lo dico  a  beneficio  dei
  presentatori dell'interrogazione, si coniuga con la coincidenza che
  non è una coincidenza ma è una scelta di politica culturale, perchè
  quest'anno, nel 2022, ricorre il centenario della morte di Giovanni
  Verga che - tutti conosciamo Verga ovviamente, non c'è bisogno  che
  dica chi è -, oltre ad essere stato nativo di Vizzini, proprio  nel
  borgo  della Cunsiria, Giovanni Verga ha ambientato una  delle  sue
  opere  più  importanti perché la Cunsiria si lega  alla  Cavalleria
  Rusticana,  il  famoso  duello. Se vi ricordate,  compare  Alfio  e
  compare Turiddu, ecco  quindi, diciamo che l'anniversario verghiano
  risponde  anche ad un'ulteriore esigenza che ci chiede il Ministero
  di borghi che sono legati a particolari figure storiche o culturali
  d'interesse   per   la  regione  in  questione.   E'   chiaro   che
  nell'anniversario  del  centenario  di  Giovanni  Verga  il   borgo
  principe  di Giovanni Verga diventa quasi una bandiera. In  ragione
  di  quanto  su esposto con riguardo all'interrogazione  del  gruppo
  parlamentare  del  Partito  Democratico, questo  Governo  rivendica
  questa scelta come scelta di politica culturale che è coerente  con
  le attività programmatiche dispiegate in questo campo dalla Regione
  Siciliana  e  con  gli indirizzi d'intervento  della  linea  A  che
  sostiene  la  rigenerazione delle realtà territoriali  più  fragili
  abbandonate o in via di abbandono. Nell'interrogazione si  afferma,
  tra  l'altro, che escludendo la uguale valutazione di apprezzamento
  di  tutti gli altri progetti in via di definizione concernenti  gli
  altri  borghi siciliani. In realtà, quando parliamo di enti locali,
  ho  voluto  parlare delle due linee di intervento perché  i  comuni
  siciliani sono interessati dalla linea d'intervento B che  concerne
  appunto i piccoli comuni, quindi, volevo mantenere distinti  i  due
  aspetti.  La  linea A, lo ribadisco, prevede che il Ministero   che
  sia  la  Regione  per proposta del proprio assessore  con  apposita
  delibera  di  Giunta che individui il territorio che più  si  confà
  alle  esigenze  previste dal Ministero. Da questo punto  di  vista,
  ribadisco,  che per quanto riguarda il Governo regionale  riteniamo
  di  avere in modo esaustivo o esauriente - questo lo deciderete voi
  V risposto all'interrogazione che ha com
   e  primo  firmatario  l'onorevole Lupo che è firmata  da  tutti  i
  componenti del Partito Democratico. Vorrei dire solo in chiusura  e
  poi   cedo   volentieri   la   parola,   signor   Presidente,   che
  l'interrogazione  a cui si fa riferimento, la  numero  2542  che  è
  presentata   dall'onorevole  Calderone,   in   realtà,   è   uguale
  all'interrogazione  presentata dal  Partito  Democratico  e  quindi
  ritengo  di  avere  risposto  con  questa   in  questo  modo  anche
  all'altra interrogazione. Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE.   Il   Partito  Democratico,  firmatario   di   questa
  interrogazione, si ritiene soddisfatto?

   BARBAGALLO.   Grazie,   Presidente   Di   Mauro.   Ci    riteniamo
  assolutamente soddisfatti e dal tenore della delibera di Giunta non
  si  evincevano le considerazioni che ha formulato opportunamente il
  Governo,  non soltanto per l'aspetto che riguarda la valorizzazione
  del  comune  di  Vizzimi che così inizia a  prendere  forma  e  che
  seguiremo  passo passco ma anche perché non si escludono  così,  in
  base alle considerazioni del Governo, neanche alla luce delle altre
  misure  del  PNRR gli altri Comuni e gli altri borghi  e  le  altre
  comunità siciliane. Grazie.

   PRESIDENTE. Perfetto.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA. Grazie, signor Presidente, io pensavo che oggi in  Aula
  fosse  data  la  possibilità anche agli  altri  deputati  di  poter
  intervenire perché io ho visto il fascicolo delle interrogazioni  e
  delle interpellanze e mancano interrogazioni e interpellanze che ha
  presentato  il Movimento Cinque Stelle. Dico, ora noi  ci  possiamo
  anche   interrogazioni  e  interpellanze presentate  dal  Movimento
  Cinque  Stelle  sui fondi del PNRR. Ora, dico, noi possiamo  anche,
  come  dire, considerare le interrogazioni e le interpellanze  degli
  altri colleghi ma quanto meno ci riserviamo d'intervenire perché se
  il  dibattito  è solamente relativo ai Gruppi che sono  all'interno
  del  fascicolo,  dico,  allora a questo punto,  come  dire,  stiamo
  troppo circoscrivendo l'azione politica, tutto qua, perché ci  sono
  interrogazioni e interpellanze del Movimento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di  Paola,  mi  scusi,  qui  c'è   scritto
  all'ordine del giorno  Discussione unificata di atti ispettivi e di
  indirizzo  politico  sul  PNRR . Io ho  questo  sul  tavolo,  posso
  accertare  se  ci  sono altre interrogazioni, altre  interpellanze,
  altre  mozioni.  Mi dia il tempo di verificare  se  ci  sono  altre
  mozioni e certamente svolgerò la discussione.

   DI  PAOLA. Se vuole le do pure i numeri, signor Presidente, perché
  ho i numeri.

   PRESIDENTE. Li dia agli Uffici, così accertiamo.

   DI  PAOLA.  Possiamo  intervenire  sulle  altre  interrogazioni  e
  interpellanze? Anche per chiedere informazioni, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Intanto, verifichiamo queste interpellanze se ci  sono
  e poi interverrete anche sugli argomenti che sono oggetto in questo
  caso dell'interrogazione.

   DI PAOLA. E su questo non possiamo intervenire?

   PRESIDENTE. Prego, se intende intervenire lo faccia.

   DI PAOLA. L'Assessore è andato via, dico, casomai poi lo ribadisco
  quando  rientra  in  Aula.  Io ho ascoltato  quello  che  ha  detto
  l'Assessore  con  molta attenzione. L'unica cosa devo  dire  è  che
  altre  Regioni sulla linea  A  hanno fatto un'evidenza pubblica.  E
  dico  io ho delibere da parte sia della Regione Lombardia che della
  Regione Emilia-Romagna che per scegliere poi i borghi relativi alla
  linea   A , soggetta in questo caso a venti milioni di euro,  hanno
  fatto   un'evidenza  pubblica.  Ora  io  ho  ascoltato  i  passaggi
  dell'Assessore  - mi dispiace che sia uscito -   però  dico  è  una
  scelta  politica il fatto che non si sia fatta l'evidenza pubblica,
  non  sono  le  linee programmatiche date dal PNRR e  dal  Ministero
  perché  altre Regioni hanno fatto - Assessore, ecco, è rientrato  -
  solo un'osservazione stavo facendo, altre Regioni su questa linea e
  mi  riferisco  ad esempio alle Regioni Lombardia ed  Emilia-Romagna
  hanno fatto un'evidenza pubblica, quindi dico la  Regione siciliana
  per  scelta politica non fa l'evidenza pubblica e sceglie il  borgo
  Vizzini, attenzione meritevole, io non entro nel  merito perché per
  me    A   Cunziria'  è  sicuramente  meritevole  di   ricevere   un
  finanziamento.
   Volevo,  però,  capire e non sono riuscito a carpirlo  -  poi  può
  essere  che,  come  dire, non sono stato attento io,  perché  altre
  Regioni  fanno l'evidenza pubblica, dando la possibilità  ad  altri
  borghi di partecipare a questa specifica linea, la linea  A  e  noi
  come  Regione siciliana non abbiamo fatto l'evidenza pubblica.  Se,
  cortesemente, può rispondere.

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Onorevole  Di  Paola, assolutamente legittima  la  domanda  che  ha
  fatto.  Non c'è alcun obbligo di evidenza pubblica per la selezione
  del  territorio.  Il coinvolgimento, come dicevamo,  dei  comuni  è
  demandato  all'altra linea di intervento che è destinata agli  enti
  locali,  ai  comuni.  Per quanto riguarda le Regioni  a  cui  si  è
  riferito,  sono  al  corrente perché con  i  colleghi  ci  sentiamo
  regolarmente, non è la sede, però, lo dico, devo dire che attesi  i
  tempi così stretti, visto che il mese di marzo chiamalo che viene -
  devo  anche dire, a beneficio dell'Aula, che le Regioni  che  hanno
  fatto  un'evidenza  pubblica  con  nomina  di  una  commissione  di
  valutazione   delle   proposte  progettuali,   di   studio   e   di
  approvazione, sono un po' in ambasce, lo devo dire, proprio  per  i
  tempi così stretti, perché ci si chiede entro il mese di marzo  uno
  studio  di  fattibilità che risponde alle esigenze che ho indicato,
  ministeriali. Le Regioni che hanno optato per quel tipo di metodica
  devo  dire  che  stanno  vivendo  qualche  difficoltà  dovuta  alle
  tempistiche così strette che ci ha dato il Ministero. Questa  spero
  che sia una risposta che la soddisfi.

   PRESIDENTE. Bene. Direi di passare adesso alle interrogazioni  che
  riguardano la sanità. C'è l'assessore Razza, o l'assessore  Scilla?
  Assessore,  iniziamo con l'interrogazione di pagina 5, la  n.  2430
   Iniziative  adeguate e urgenti al fine di garantire  il  personale
  sanitario  e  amministrativo impegnato nel contrasto  all'emergenza
  epidemiologica Covid 19 .

   RAZZA,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  parlamentari, l'interrogazione che è stata presentata  tiene  conto
  di  una delle emergenze che in questi mesi abbiamo affrontato e che
  si  sono  gravemente aggiunte alla gestione della  pandemia,  ed  è
  l'emergenza relativa al reperimento del personale, che è un  ambito
  di  impegno  dell'amministrazione regionale che, in questi  quattro
  anni,  è  stato  particolarmente incisivo, sia dal punto  di  vista
  delle  stabilizzazioni  che sono state portate  avanti,  un  numero
  copiosissimo,  ed anche grazie all'estensione al 31  dicembre  2021
  della  legge  Madia,  che continueranno ad essere  portate  avanti,
  oltre che con la celebrazione di nuovi concorsi pubblici.
   Per  quanto riguarda il sistema sanitario nella gestione ordinaria
  della  sanità,  la  dimensione è significativamente  ampia,  perché
  parliamo di quasi diciotto mila professionalità che sono venute  ad
  arricchire  il  sistema  sanitario, tanto nella  componente  medica
  quanto in quella amministrativa.
   L'interrogazione  che  è  stata  presentata  è  relativa,  invece,
  all'utilizzazione del personale nell'emergenza Covid 19. In  questo
  caso  parliamo, ad oggi, di circa novemila professionalità che sono
  state selezionate, o direttamente dalla Regione attraverso i propri
  bandi,  o utilizzando le forme che sono state previste dai  diversi
  provvedimenti legislativi e dalle diverse procedure che sono state,
  di  volta  in volta, messe a disposizione dal commissario nazionale
  per l'emergenza Covid.
   Parliamo  di  personale medico, di personale  infermieristico,  di
  operatori  socio-sanitario,  ed  ovviamente  della  componente   di
  supporto,  sia  delle  professioni  sanitarie,  gli  psicologi  che
  svolgono un'attività fondamentale, sia di natura amministrativa per
  tutto  il  personale amministrativo che è di supporto alle attività
  che  svolgono tanto le aziende sanitarie provinciali quanto  i  tre
  uffici commissariali che sono state istituite.
   Al  momento questo personale vede la propria attività contrattuale
  rispetto   ai   fabbisogni   legata  alla   data   della   scadenza
  dell'emergenza  sanitaria. In realtà sta  lavorando  la  Conferenza
  Stato-Regioni  anche per dare esecuzione alla  norma  nazionale  in
  materia  di  stabilizzazione del personale  Covid,  per  rafforzare
  delle procedure che vadano avanti.
   L'interrogazione  è  stata presentata nel  novembre  dello  scorso
  anno,  ma  cerco  di arricchirla di alcune informazioni  nuove  che
  invece  sono  successive alla data di presentazione della  mozione.
  Ovviamente il 31 marzo del 2022 potrebbe essere, se questa sarà  la
  decisione  del  Governo  nazionale,  la  conclusione  dello   stato
  d'emergenza.  Non coincide esattamente con la fine  dell'emergenza,
  perché nessuno, immagino, possa pensare che fino al 31 marzo avremo
  un  numero  copioso  di  pazienti Covid o di attività  di  contact-
  tracing  o in attività di sanità di territorio che dovranno  essere
  connesse  all'esercizio  dell'emergenza, ed  invece  dal  primo  di
  aprile magicamente tutto scompare, l'emergenza non c'è più, non c'è
  più  la necessità di vaccinare le persone, non c'è più la necessità
  di  fare  attività di Usca, non c'è più la necessità  di  mantenere
  viva  la  presenza  della  sanità  territoriale  in  relazione   ai
  fabbisogni.
   Al momento noi lavoriamo nella sede della Commissione Salute della
  Conferenza  Stato-Regione, perché chiediamo al Governo centrale  di
  inserire  nel  provvedimento,  o  in  quelli  in  discussione,   il
  Milleproroghe,  o in altri provvedimenti connessi alla  fine  dello
  stato  d'emergenza, delle norme che possano portare  alla  gestione
  dell'emergenza  pur  al  di fuori della dichiarazione  dello  stato
  d'emergenza.
   L'obiettivo   è  quello  di  arrivare  alla  fine  di   quest'anno
  salvaguardando l'impianto attuale, ovviamente garantendo secondo le
  norme  di legge, la possibilità che si possano arricchire  i  piani
  del   fabbisogno.   Penso  ad  un  dato,  al   30   giugno   quando
  sottoscriveremo l'accordo di programma per le attività di PNRR  che
  riguardano la sanità del territorio, dovranno essere aggiornate  le
  dotazioni organiche delle aziende, dovranno essere realizzate delle
  procedure  volte a dare una copertura a quelle dotazioni  organiche
  e,  quindi, in quel contesto immaginiamo che poi si dovrà  occupare
  di  una gestione ordinaria di attività di sanità del territorio che
  oggi   è   stata  delegata  alle  unità  sanitarie  di   continuità
  assistenziale.
   Di   questo,   ed   è   uno   dei  punti  che   viene   richiamato
  nell'interrogazione,  e  ho  concluso,  ovviamente  continuiamo   a
  discutere  con  le  organizzazioni sindacali, anzitutto  perché  le
  organizzazioni  sindacali condividano con  noi  un'attività  che  è
  stata  posta  in  campo  in relazione al  pressing  che  Regioni  e
  organizzazioni sindacali stanno portando avanti per  arrivare  alla
  definizione di una norma che ci consenta di gestire questa fase  di
  transizione.
   Il  contributo  delle  organizzazioni  sindacali,  ovviamente,  lo
  raccoglieranno  poi  in  sede  di  predisposizione  dei  piani   di
  fabbisogno, tutte le aziende sanitarie, sia quelle provinciali  che
  quelle  ospedaliere che, appunto, il piano del fabbisogno lo devono
  realizzare nella concertazione con le organizzazioni sindacali.

   ARANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARANCIO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessore,  io
  ritengo  che  tutti abbiamo l'interesse e dobbiamo  lavorare  sulla
  Commissione Stato-Regioni perché in modo tempestivo, perché tutti i
  passaggi che ha detto l'assessore non possiamo aspettare di perdere
  l'opportunità,  perché questo personale, in una fase  di  criticità
  l'abbiamo assunto per cercare di garantire e superare l'emergenza.
   Ora  c'è l'opportunità di vedere di stabilizzarlo, perché parliamo
  di personale che ci ritroveremo nel PNRR, perché se il PNRR, quello
  che  andremo  a realizzare, non debbono essere delle stanze  vuote,
  abbiamo  necessità di avere il personale, e non è un personale  che
  ne abbiamo in una quantità tale da permetterci di poterlo perdere.
   Assessore,  nella  interrogazione noi abbiamo  indicato  anche  la
  possibilità, come è stato fatto dalla Regione Lazio, invece come ha
  detto lei e convengono l'emergenza non è finita il 31 marzo, quella
  di continuare l'assunzione del personale sino al 31 di dicembre del
  2022.  Questo  potrebbe  servire, intanto  a  tenere  impegnato  il
  personale,  perché non è che questo personale può essere utilizzato
  soltanto  per l'emergenza Covid, ci sono le piante organiche  degli
  ospedali  che praticamente non sono in sicurezza, quindi  lavorando
  tutti assieme sulla Commissione Stato-Regioni dobbiamo ritrovare il
  modo  e  la modalità di cercare di non perdere questo personale,  e
  cercare di stabilizzarlo.
   Come  spesso abbiamo detto in Commissione sanità ci sono tutte  le
  piante  organiche  sia  ospedaliere che territoriali  che  sono  in
  grossa  difficoltà, quindi vorremmo che questa opportunità,  questa
  criticità,  servisse  a determinare un'opportunità  per  le  piante
  organiche,  sia  per le future piante organiche  del  PNRR,  perché
  possono  esserci altre Regioni che possono arrivare prima  di  noi.
  Quindi  la  parola d'ordine penso che sia  tempestività',  pertanto
  ritengo  che  i  passaggi con le Asp bisogna  cominciare  a  farli,
  assessore.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessore,  il
  tema posto oggi all'ordine del giorno all'attenzione dell'assessore
  Razza  è  un  tema che è molto caro a questa Assemblea. L'Assemblea
  già  sul personale amministrativo e sanitario assunto per fare, per
  l'emergenza  Covid,  si  è  espresso  con  una  norma  che  abbiamo
  approvato  all'unanimità, per cui vi abbiamo già  riconosciuto  una
  corsia preferenziale ed un vantaggio di punteggi nelle assunzioni.
   È  chiaro  che questo non basta, perché alcune forme di assunzioni
  sono  state  fatte attraverso delle graduatorie per  titoli,  altre
  attraverso il click day. Ma sia l'uno personale che l'altro, come è
  stato   ribadito  anche  dall'assessore  pocanzi,  ha  creato   una
  professionalità nel nostro territorio siciliano, che non può finire
  col finire dello stato di emergenza.
   Per cui, mi pare che da questa audizione con l'assessore Razza  si
  possa  intanto tranquillizzare il personale rispetto alla  scadenza
  di  fine  marzo,  che sarà prorogata, e avere anche certezza,  come
  l'abbiamo avuta oggi, che il Governo Musumeci sta interloquendo  in
  maniera forte nella Conferenza Stato-Regioni, affinché si inserisca
  una  norma  che,  in  maniera più semplificata, possa  stabilizzare
  queste  9 mila persone, sia sanitario che amministrativo, anche  in
  forza del ruolo che potranno recitare nelle case di comunità, negli
  ospedali  di comunità che il PNRR ci mette, oggi, nelle  condizioni
  di costruire nei nostri territori.
   Ecco,  queste sono delle professionalità che sono cresciute in  un
  momento  di  grande  difficoltà, che è stata quella  dell'emergenza
  Covid,  quindi  in  un momento straordinario, e  che  non  possiamo
  permetterci  di  perdere o di farle filtrare attraverso  meccanismi
  troppo farraginosi.
   Per  cui  l'invito,  assessore, è di aggiornare questa  Assemblea,
  aggiornare  tutti noi, appena riuscite a trovare  una  formula  che
  possa   in  qualche  modo,  oltre  l'indirizzo  che  ha  già   dato
  l'Assemblea  nella finanziaria con la norma che abbiamo  approvato,
  ma  individuare una forma di stabilizzazione che li utilizzi,  post
  Covid, proprio nelle nuove strutture che il PNRR ci sta permettendo
  di pianificare, di progettare e di finanziare.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto mi sembra
  finalmente di poter certamente scorgere un'opportunità,  che  viene
  lanciata con un messaggio chiaro ad una platea di soggetti che sono
  stati  impegnati in un periodo certamente difficilissimo, forse  il
  più  difficile  nella  storia degli ultimi decenni,  se  non  anche
  secoli,  per  la  popolazione mondiale che,  ovviamente,  anche  in
  Sicilia  ha  messo  in  serie  difficoltà,  a  durissima  prova   i
  territori, e lo ha fatto, ovviamente, anche a partire da quella che
  era la priorità della priorità parlando di emergenza sanitaria.
   Mi  sembra  di  capire, quindi, che intanto si apra un  varco  per
  queste novemila persone che, certamente, oggi ricevono un messaggio
  di  rassicurazione, ovvero che l'emergenza, al di là della scadenza
  che  può essere posta come in un'etichetta, è una scadenza che  non
  può essere considerata in termini assoluti.
   Quel  periodo di fine marzo sicuramente è una data che il  Governo
  nazionale  sta ponendo in essere, ma certamente non è una  data  di
  scadenza  per  queste persone. Persone che si sono  impegnate,  che
  hanno  dato  la vita, che hanno dato l'anima, che sono stati,  come
  spesso  si è detto, considerati veri propri eroi, ma che finalmente
  stasera  sanno  che  non  sono eroi solo a chiacchiere.  Sono  eroi
  riconosciuti,  sono  eroi di fatto, perché  questo  Governo,  nelle
  parole dell'assessore Razza, sta dicendo loro che non possiamo fare
  a meno di queste professionalità.
   Questo,  ovviamente,  apre  uno spiraglio  importante  rispetto  a
  quella  che  è  la  pianificazione da qui in  avanti,  rispetto  ai
  prossimi  mesi,  rispetto  ai prossimi giorni,  dove  saremo  tutti
  impegnati  nella pianificazione delle risorse del PNRR dove  sento,
  tante  volte,  anche  delle  lamentele sulla  spesa  relativa  agli
  ottocento  milioni.  Dove sembra quasi che  qualcuno  si  preoccupi
  rispetto a dove potranno essere realizzate queste strutture.
   Io dico, invece, vivaddio se queste risorse verranno pianificate e
  spese  bene,  come  sono certo che si farà.  Io  dico  vivaddio  se
  veramente   potranno   vedere  luce  queste  176   mini   strutture
  ospedaliere.
   Assessore,  il Territorio ne ha bisogno  Ne ha bisogno per  quanto
  riguarda, certamente, la provincia di Palermo, dove territori  come
  quello  del  corleonese,  come quello  madonita,  come  quello  del
  partinicese,  come tutta la provincia, urlano che si  possano  fare
  degli  interventi e mi sembra, assessore, che questa è la direzione
  che si è intrapresa.
   Quando  oggi  si  fa riferimento alla scadenza  dei  contratti  di
  queste novemila persone, non posso che vedere intrecciare due dati:
  da  una  parte  questa  esigenza legata alla  pianificazione  delle
  risorse del PNRR - e a ricaduta i servizi che si potranno avere nel
  territorio - e dall'altra questo personale; personale che  è  stato
  formato,  che  si  è  impegnato, che è stato  necessario,  è  stato
  indispensabile nei momenti più difficili e più bui  nella  vita  di
  questa   Terra   e   che,  certamente,  adesso   va   accompagnato.
  Accompagnato  a  un percorso che tutti quei volti  che  loro  hanno
  assistito  all'interno delle strutture ospedaliere, tanti bimbetti,
  tanti anziani, tanta gente che ha aspettato che quei cari uscissero
  dall'ospedale,  e  che talvolta, invece, non ha più  visto,  adesso
  attende che possano arrivare dei messaggi di rassicurazione.
   Assessore, oggi questi messaggi di rassicurazione io li ho  colti,
  e  quindi ritengo che questa è la direzione giusta che noi dobbiamo
  continuare a perseguire.


                                Congedi

    PRESIDENTE   Comunico che gli onorevoli De Luca e  Laccoto  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Riprende  la  discussione  unificata  di  atti  ispettivi   e   di
  indirizzo  politico  sul Piano nazionale di  ripresa  e  resilienza
  (PNRR)

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente, intervengo per dire  che  comunque
  questo  tema  è un tema trasversale che riguarda un  po'  tutte  le
  forze  politica,  vista  la  forte carenza  di  personale  che  c'è
  all'interno  delle  strutture  sanitarie  e  intervengo  per   fare
  un'osservazione. All'interno della legge di bilancio nazionale - se
  non  ricordo  male  -  c'è già un articolo,  comunque  c'è  già  un
  riferimento per poter fare una sorta di concorso con prove multiple
  per  dare  la  possibilità,  con un  concorso  pubblico,  di  poter
  stabilizzare chi già è entrato durante questo periodo riguardo agli
  operatori sanitari per l'emergenza Covid.
      Quindi  Assessore,  già  qualcosa  abbiamo  da  prendere   come
  riferimento   per   cercare  di  far  fare  un  percorso   pubblico
  ovviamente, però, che dia la possibilità a queste risorse, che sono
  delle  risorse  importantissime, di continuare a svolgere  il  loro
  lavoro meritorio all'interno delle strutture sanitarie.
   Assessore, su questo c'è trasversalità da parte di tutte le  forze
  politiche   dell'Assemblea  Regionale  Siciliana  per  trovare   un
  percorso  che possa tenere tutti questi operatori sanitari  che  in
  questo  periodo hanno fatto tantissimo per la Sicilia.  Quindi,  se
  poi c'è da fare una prova, sarà lei Assessore, assieme alle ASP,  a
  trovare la giusta dicitura, seguendo anche la norma nazionale. Noi,
  ovviamente, siamo disponibili nell'accompagnare questo percorso.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo concluso la discussione su
  questa  interrogazione,  passiamo  a  un'altra  interrogazione  che
  riguarda sempre la sanità.
     Si  passa all'interrogazione n. 2540  Potenziamento del  sistema
  sanitario  nel  comprensorio delle Madonie , a firma dell'onorevole
  Caputo.
   Ha facoltà di intervenire l'Assessore per la salute per fornire la
  risposta.

   RAZZA,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  l'interrogazione che presenta l'onorevole  Caputo  muove
  l'attenzione  sulle  carenze  di una  parte  del  territorio  della
  provincia di Palermo, quello del comprensorio madonita.
   Un  territorio sul quale sono state grandi le iniziative messe  in
  campo  dal  Governo  della  Regione fin dal  suo  insediamento,  lo
  dimostrano tre azioni specifiche: il rafforzamento dell'Ospedale di
  Petralia  nella  rete ospedaliera; il rafforzamento della  medesima
  struttura   nell'atto   aziendale  e   nella   dotazione   organica
  recentemente   approvata  dell'Azienda  sanitaria  provinciale   di
  Palermo  e  le  azioni poste in essere dall'Azienda provinciale  di
  Palermo per provare ad avviare dei concorsi per il riferimento  del
  personale, che tenessero conto dell'esigenza di coprire  un  numero
  eccessivo di posti organico che in quella struttura ospedaliera non
  riuscivano ad essere ricoperti.
   Il  tema  è noto, l'Aula lo ha affrontato in tantissime occasioni,
  il  numero  non adeguato del numero dei professionisti sanitari  in
  relazione al fabbisogno complessivo del sistema di sanità pubblica,
  e  non soltanto oggi, rende non sempre facile la copertura di tutte
  le  posizioni.  Questo  soprattutto nelle aree  nelle  quali  molti
  professionisti  preferiscono non andare a lavorare e,  nell'assenza
  di un contratto collettivo nazionale, tanto della dirigenza medica,
  quanto  del  comparto,  che consenta di dare luogo  anzitutto  alla
  copertura delle zone disagiate, come pure sarebbe necessario fare.
   Noi  oggi  lavoriamo  per  il rafforzamento  di  quella  struttura
  ospedaliera,  sulla quale sono stati fatti anche  degli  importanti
  investimenti infrastrutturali e tecnologici. Io stesso sono  andato
  a  vedere la immissione del nuovo reparto di radiologia con la TAC,
  a  Petralia, già funzionante; così come ho seguito personalmente  i
  lavori  per  la  terapia  sub  intensiva  e  per  il  potenziamento
  dell'area medica.
   L'azienda sanitaria provinciale di Palermo, inoltre, sta lavorando
  in collaborazione con la Fondazione Giglio di Cefalù per rafforzare
  la  presenza sanitaria in quel territorio. C'è un tavolo  in  corso
  tra  la  Fondazione  Giglio e l'Asp, un tavolo che  può  certamente
  diventare oggi un tavolo istituzionale e chiamare, non soltanto dal
  punto  di vista tecnico, ma anche dal punto di vista istituzionale,
  tutti  i  soggetti del territorio, perché puntare in  quell'area  è
  certamente  una  decisione che è stata assunta  dal  Governo  della
  Regione,  e  che  è stata portata avanti con azioni specifiche  che
  sono  non labiali, ma che sono affidate ad atti amministrativi  che
  sono stati condotti in porto dall'Azienda sanitaria provinciale.
   C'è  poi una questione che è stata dibattuta in Assemblea  fino  a
  poche  ore  fa,  che è la rete del territorio emergente  dal  Piano
  nazionale  di  ripresa  e  resilienza, nel  quale  il  comprensorio
  madonita  è  assolutamente una priorità, anche per determinare  una
  inversione   di  tendenza.  La  rete  del  territorio   era   stata
  predisposta  individualmente dalle Aziende  sanitarie  provinciali;
  oggi  si  è arricchita del contributo e delle riflessioni  e  delle
  proposte,  tutte  molto  pertinenti, che sono  venute  dalle  forze
  politiche, dai partiti e dall'Assemblea.
   Io  ho  voluto  ringraziare  -  ma voglio  farlo  in  questo  caso
  pubblicamente  -  la  Presidente Savarino  per  avere  prima  fatto
  riferimento alle norme sulla materia di personale, che poi  saranno
  l'altra  componente essenziale, così come ringrazio l'onorevole  Di
  Paola  per  il richiamo a quella norma che è contenuta nella  legge
  finanziaria. Dico in questo - Presidente Di Mauro - che l'Assemblea
  regionale siciliana a quella norma, su quello spirito, era arrivata
  nella   propria  legge  finanziaria,  quando  aveva  stabilito   il
  principio  per  il  quale  il personale  impegnato  nella  fase  di
  emergenza  possa  partecipare alle procedure di  evidenza  pubblica
  avendo riconosciuto un titolo preferenziale.
   Quindi,  per  tornare al testo dell'interrogazione  dell'onorevole
  Caputo  e avviarmi a concludere, ovviamente è necessario un  tavolo
  tecnico  allargato  alle forze istituzionali; per  il  comprensorio
  madonita  c'è  la  mia assoluta disponibilità. Si  tratta  di  fare
  funzionare la sanità che c'è, e di utilizzare il Piano nazionale di
  ripresa  e  resilienza  e il rafforzamento del  personale  che  può
  derivare  anche dall'emergenza sanitaria, quando sarà  finita,  per
  portare  il più possibile nei territori che oggi soffrono l'assenza
  di attenzione da parte del sistema sanitario: una sanità che sia il
  più possibile di prossimità.
   A  questo  si dovranno aggiungere gli ulteriori due strumenti  che
  sono posti in campo dal Piano nazionale di ripresa e resilienza: da
  un  lato  la  telemedicina  - so che è  un  tema  molto  caro  agli
  amministratori  locali  del  comprensorio  madonita  -   dall'altro
  l'assistenza  domiciliare.  Chiudere una  filiera  in  cui  ci  sia
  un'assistenza  domiciliare e una telemedicina che  funzioni;  delle
  case  della  salute e degli ospedali di comunità  che  facciano  il
  filtro nel territorio e un rafforzamento dell'ospedale di Petralia,
  in  collaborazione  dell'ospedale di Cefalù,  io  penso  che  possa
  consentire di offrire quella risposta che oggi esiste in termini di
  programmazione,  e  che  domani potrà diventare  assolutamente  una
  realtà. Grazie.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Razza  io
  la  ringrazio per l'attenzione e per le rassicurazioni che ella  ha
  dato oggi per quanto riguarda la necessità, l'emergenza ospedaliera
  di   quel  territorio  madonita.  Le  problematiche  che   lei   ha
  evidenziato,  e  che anche ha avuto modo di appurare  mediante  gli
  interventi, il rafforzamento, e quelle che sono state anche le  sue
  visite  all'interno  di  quel nosocomio,  io  ritengo  che  possano
  soltanto dare un segnale importante a quel Territorio.
   Lei  conosce  bene  e meglio di me l'importanza  dell'ospedale  di
  Madonna dell'Alto, conosce bene quali sono le mancanze di medici, e
  mi  dispiace dover ascoltare che molti medici non vorrebbero andare
  in quel territorio. Io non penso che in questo momento di emergenza
  sanitaria, in questo momento soprattutto anche per la missione  che
  i  medici  sono  chiamati  a svolgere, l'avere  la  possibilità  di
  svolgere una professione all'interno di un ospedale vicino casa,  o
  un  po' più lontano, questo mi dispiace e davvero spero che i  suoi
  Uffici, ma soprattutto la sua attenzione, possa porre rimedio  alla
  presenza  imminente  in  quel territorio dei  medici  che  dovranno
  ricoprire,   e  per  questo  sono  stati  assunti,  gli   incarichi
  all'interno di quei reparti.
   Io  confido tanto, e ne sono sicuro, che con questo tavolo tecnico
  - e apprezzo la sua disponibilità che può avvenire già nei prossimi
  giorni   e   nelle   prossime  settimane  -   verranno   affrontate
  direttamente  de  visu con la sua partecipazione le  criticità  che
  provengono  sia dal personale sanitario li presente, sia  anche  da
  tutte le istituzioni che richiedono il suo intervento.
   Lei  ha  parlato e conforta ancora questo importante  accordo  tra
  l'ospedale  Giglio  di  Cefalù  e  l'attenzione  dell'ospedale  del
  comprensorio  delle  Madonie, spero e  ritengo  che  questo  tavolo
  tecnico  possa, possiamo conoscere i particolari di questo accordo,
  possiamo  conoscere  quali  potrebbero  essere  i  miglioramenti  e
  soprattutto le soluzioni. Io confido, conosco la sua attività, e la
  sua  attenzione per questi importanti richiami di emergenza, e sono
  sicuro  che nei prossimi giorni possiamo affrontare e dare risposte
  così come abbiamo fatto a questo Territorio. La ringrazio.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caputo.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore,
  naturalmente  siamo  felici di sentire le sue rassicurazioni,  però
  vede assessore, finora sono state solo rassicurazioni, perché siamo
  sul  finire della legislatura e, purtroppo, le problematiche  della
  sanità  del  comprensorio madonita sono arcinote  da  anni,  e  non
  vengono risolte da tanto tanto tempo.
   Ora  noi  assistiamo a questo modello organizzativo  territoriale,
  che  sembrerebbe essere la panacea di tutti i mali  e  di  tutti  i
  problemi, ma dobbiamo dirlo ai nostri cittadini siciliani che  così
  non   sarà,   perché  noi  assistiamo  e  vediamo  delle  strutture
  ospedaliere che negli anni sono state totalmente depotenziate,  con
  la chiusura di interi reparti.
   Il  comitato  delle  alte  Madonie è  da  anni  che  rivendica  il
  potenziamento di reparti, lei giustamente mi dirà, non  troviamo  i
  medici,  non  abbiamo i medici, esatto, non abbiamo i medici.  Però
  vede   assessore,   la   politica  deve  risolvere   anche   queste
  problematiche, quindi ora lo so che è a livello nazionale però  noi
  possiamo  insistere  per  la politica siciliana  e  chiedere  anche
  l'abbattimento  del  numero  chiuso per  le  specializzazioni,  che
  questa  è  una delle soluzioni più importanti, quindi lei  si  deve
  fare  portavoce  di  questa  politica siciliana,  perché  questo  è
  l'indirizzo che la Sicilia le chiede.
   Dopodiché le strutture, gli ospedali di comunità, le comunità e  i
  Cot  non  sono  la panacea, diciamolo, perché al di  là  di  questo
  modello organizzativo, quello che occorre è potenziare gli ospedali
  che già abbiamo.
   Veda,  anche  la convenzione di cui parla lei, con  l'ospedale  di
  Cefalù,  non  è la soluzione per la Comunità delle Madonie,  perché
  sappiamo  benissimo  che le strade dei comuni delle  Madonie  fanno
  colabrodo, e quindi fare avanti e indietro anche da Cefalù non è la
  soluzione,  così come non è la soluzione depotenziare  e  spopolare
  queste  comunità.  Sarebbe  molto  più  importante  potenziare   le
  strutture  ospedaliere  che ci sono e sono  presenti  in  tutto  il
  territorio siciliano.
   E  così  mi rivolgo anche all'ospedale di Lipari, che dà gridi  di
  allarme  da  diversi  anni.  Quindi  assessore,  naturalmente   noi
  accogliamo  con  benevolenza,  questo nuovo  modello  organizzativo
  territoriale,  però  sappiamo bene che non è  questa  la  soluzione
  definitiva di tutti i problemi della sanità siciliana.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, già detto  tutto
  sull'ospedale   di   Petralia,   questo   sottolinea,    Assessore,
  l'attenzione  che questo Parlamento ha per questo ospedale,  e  che
  sono  certo  che verrà recepita dal suo assessorato e  tradotta  in
  atti  concreti, perché oggettivamente quella comunità necessita  di
  un ospedale pienamente nell'esercizio delle sue funzioni.
   Sappiamo  che  il  problema è quello dei medici,  non  ci  giriamo
  intorno,  e dobbiamo cercare, veramente tutti assieme, come  diceva
  la  collega, di trovare una soluzione anche coinvolgendo il Governo
  nazionale.
   Nell'ambito  del  territorio madonita, mi permetto  di  segnalarle
  anche   l'assenza   del  Comune  di  Castelbuono  da   qualsivoglia
  intervento  legato al PNRR, anche logisticamente come viabilità  il
  comune  di  Castelbuono  è dall'altra parte  rispetto  a  Petralia,
  Polizzi, Gangi e tutto il percorso, per cui anche lì, a mio  parere
  necessita   un   intervento  mirato,  perché  è  proprio   distante
  fisicamente nonostante l'area sia la stessa da quelli che sono  gli
  altri interventi previsti.
   Mi   permetta,   cambio   collocazione  geografica   ma   lei   sa
  perfettamente dov'è che io voglio andare a parare e cioè nel  PNRR,
  previsto  dall'Asp di Palermo, manca totalmente  la  seconda  città
  della provincia di Palermo, che è Bagheria.
   Questo penso sia un vulnus assolutamente grave e assolutamente  da
  colmare  al netto di ragionamenti su cose della salute che  poi  si
  traducono  semplicemente in un trasferimento di locali  attualmente
  occupati  dall'Asp nel territorio bagherese, in realtà la richiesta
  di  sanità  del territorio della comunità di Bagheria,  che  non  è
  soltanto la città di Bagheria, ma è un territorio che conta più  di
  centomila abitanti, ritengo che non possa essere esclusa, da questo
  Pnrr,  che  è  la  speranza a cui tutta la  sanità  del  territorio
  siciliano si sta aggrappando per cui la invito, come l'ho già fatto
  in Commissione ad attenzionare particolarmente la mia città.

   PRESIDENTE.   Abbiamo  terminato  le  interrogazioni.   Si   passa
  all'interpellanza    n.    440     Chiarimenti    sul    promemoria
  sull'ammissione  6,  componente 1 del Piano  nazionale  ripresa  di
  resilienza, con riguardo all'Ospedale di Leonforte .
   Ha facoltà di parlare l'assessore Razza per fornire la risposta.

   RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, rispondo  anche
  all'interrogazione  che  riguarda  l'ospedale  di   Leonforte.   La
  preoccupazione  degli  onorevoli interroganti  penso  possa  essere
  legata alla presenza nella proposta che l'Asp di Enna ha realizzato
  dell'ospedale di Leonforte come ospedale di comunità, sia  in  sede
  di  Commissione,  che nelle interlocuzioni che io personalmente  ho
  avuto tanto con la deputazione della provincia di Enna, quanto  con
  il sindaco di Leonforte.
   Abbiamo  potuto chiarire la distinzione ontologica tra  l'ospedale
  di  comunità,  che  è parte della rete del territorio,  e  la  rete
  ospedaliera attuata con il decreto assessoriale n. 22 del 2019, che
  invece si occupa degli acuti o dei post acuti.
   Sono  situazioni  diverse,  e  in un'area  territorialmente  molto
  carente  dal punto di vista delle attenzioni del sistema sanitario,
  come  quella della città di Leonforte, l'ASP di Enna ha  immaginato
  di  programmare tanto la presenza di un ospedale di comunità quanto
  di una casa di comunità, e quindi di mettere in campo alcune azioni
  di investimento.
   Io  stesso,  nella giornata di oggi, compulsato come dicevo  prima
  tanto dalla rappresentanza parlamentare quanto dagli amministratori
  locali, ho interloquito con il direttore generale dell'ASP di Enna,
  perché  esistono alcune alte criticità della struttura  ospedaliera
  che sono in via di definizione.
   Nella  giornata di domani - penso - completeremo insieme  alla  VI
  Commissione la ricognizione di tutti gli interventi.
   Ci  tenevo  a ringraziare gli onorevoli interroganti,  perché  ciò
  che  vale  per  l'ospedale di Leonforte vale  anche  per  le  altre
  strutture  ospedaliere nelle quali le Aziende sanitarie provinciali
  hanno immaginato la presenza di un ospedale di comunità.
   Non   si  vuole  quindi  addivenire  ad  una  conversione  di  una
  struttura  che  già esiste in una meno classificata,  ma  si  vuole
  aggiungere,  in  territori depauperati, quel qualcosa  in  più  che
  offra risposte ai cittadini.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  Assessore,  colleghi,  intervengo  per
  dichiararmi  soddisfatto  dalla risposta  chiara  del  Governo,  in
  particolare dell'Assessore Razza, rispetto al fatto che  l'ospedale
  di  comunità  -  in  questo  caso di Leonforte  -  rappresenta  una
  struttura   sanitaria  aggiuntiva  rispetto  all'attuale   presidio
  ospedaliero di Leonforte.
   Ho   apprezzato   molto  anche  il  riferimento  alle   situazioni
  analoghe,  laddove l'Assessore ha fatto presente che ciò  vale  per
  altre  situazioni,  come ad esempio Petralia -  giusto  per  citare
  l'ultima  interrogazione  che condivido e  di  cui  abbiamo  appena
  discusso.
   Credo che ciò valga anche per le risorse umane.
   Non  si  tratta quindi soltanto di prevedere strutture  aggiuntive
  rispetto  a  quelle  attuali,  ma di perseguire  e  realizzare  una
  politica delle risorse umane che sia coerente.
   E'  necessario prevedere un potenziamento, in termini  di  risorse
  umane,  per  garantire l'autonomo funzionamento degli  ospedali  di
  comunità  a  Leonforte,  così come a Petralia  o  altre  situazioni
  analoghe  senza  depauperare ulteriormente  i  presidi  ospedalieri
  esistenti  previsti  dalla rete ospedaliera in termini  di  medici,
  infermieri  o  di  personale amministrativo augurandoci  anche  che
  possa  essere  utilizzata gran parte del personale, oggi  impegnata
  nell'emergenza  Covid,  per  garantire  un  autonomo  funzionamento
  aggiuntivo  rispetto  a  quanto oggi  offre  la  sanità  a  livello
  territoriale con gli ospedali di comunità.
   Ripeto ancora una volta, ad integrazione e in aggiunta rispetto  a
  quanto  oggi  è  previsto  dalle strutture ospedaliere  operanti  a
  Leonforte,  così  come a Petralia, laddove si ravvisa  una  carenza
  cronica  di  personale  che, a dire il vero, riguarda  anche  altre
  realtà  territoriali purtroppo numerose in Sicilia, come ad esempio
  Corleone,  o  perfino l'ospedale di Partinico, giusto  per  citarne
  qualcuno.
   È  un  invito anche al Governo a riferire in Commissione   Sanità'
  circa  l'attuazione del progetto della  Missione 6', per assicurare
  che  l'offerta  sanitaria in questi territori  delle  aree  interne
  particolarmente svantaggiate possa essere adeguata per  far  fronte
  ai reali bisogni dei cittadini.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'Assessore  Scilla  per  la
  trattazione dell'interrogazione n. 2379  Chiarimenti in merito alla
  bocciatura  dei  progetti  in  agricoltura  nell'ambito  del  Piano
  Nazionale  di Ripresa e Resilienza (PNRR) , a firma degli onorevoli
  Lupo ed altri.
   Per   favore,   chiedo  agli  Uffici,  fate  avere  il   fascicolo
  all'assessore Scilla? Attendiamo che l'Assessore dia una lettura  a
  questa interrogazione.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, c'era anche la mozione n. 610 sul  PNRR,
  alla  quale  l'assessore  non ha ancora risposto.  È  l'ultima,  se
  possiamo discuterla. Grazie.

   PRESIDENTE.  Sì, vediamo di cercarla. Per favore,  la  mozione  n.
  610. Le mozioni le dobbiamo fare ancora. Mi dicono gli Uffici che è
  nel fascicolo, quindi finiamo le interrogazioni e poi passiamo alle
  mozioni.
   Prego, Assessore.

   SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea.  Signor Presidente, parlamentari, rispondo  a  questa
  interrogazione che riguarda la questione dei trentuno progetti  dei
  Consorzi di bonifica che sono stati ritenuti inammissibili da parte
  del Ministero delle Politiche Agricole.
   È   inutile  ricordare  che  i  Consorzi  di  bonifica  sono  enti
  assolutamente  autonomi rispetto a capacità  giuridica  e  capacità
  finanziaria, noi come dipartimento abbiamo il compito  di  vigilare
  l'attività tecnica ed economica dei Consorzi di bonifica stessi.
   Quella vicenda nacque da una partenza errata. In corso d'opera  il
  Governo nazionale ha cambiato l'atteggiamento rispetto ai parametri
  che dovevano delineare il percorso per poter avviare, ecco, i fondi
  con   il   PNRR,   in   tutti   i  campi,   non   soltanto   quello
  dell'agricoltura, hanno fissato dei parametri, hanno fissato in una
  logica   di  non  assoluta  corrispondenza  dentro  la  Commissione
  politica agricola. Dopo di che, c'è stato questo caricamento  nella
  piattaforma  e da questo atteggiamento, dal nostro punto  di  vista
  non  corretto, è nata di fatto questa bocciatura di questi trentuno
  progetti.
   Come  sapete abbiamo intrapreso, aperto, un'interlocuzione davvero
  positiva,  costruttiva,  con il ministro  Patuanelli,  con  la  sua
  struttura  tecnica, con il dottore Blasi, abbiamo riproposto  delle
  controdeduzioni  tecniche,  una  specie  di  soccorso,  chiamiamolo
  istruttorio, dei progetti e proprio qualche giorno fa è arrivata la
  nota  del Ministero che, in un certo senso, accoglie le motivazioni
  rispetto  alla  procedura  tecnica  però  siccome  ormai  c'è   una
  graduatoria  che  è  stata  stilata  ed  è  stata  decretata  ed  è
  definitiva si sta concordando per trovare una soluzione che,  senza
  che  si modifichi quella graduatoria, perché se entrassero i nostri
  progetti evidentemente quella graduatoria va modificata, ci saranno
  progetti  che  dovrebbero uscire, alla luce che con i  fondi  della
  finanziaria  nazionale sono stati messi fondi non indifferenti  per
  potere  finanziare tutti questi tipi di progetti  che  servono  per
  potenziare, migliorare, ammodernare tutte le strutture irrigue che,
  ahimè, in Sicilia purtroppo sono davvero in uno stato disastroso. E
  quindi c'è questa interlocuzione, io sto aspettando che il ministro
  Patuanelli mi confermi un appuntamento insieme sempre al  direttore
  Blasi  per vedere, alla luce di questa nuova riclassificazione  dei
  progetti rispetto a tutta una serie di nostre controdeduzioni anche
  tecniche, se riusciamo a trovare la possibilità di averli  comunque
  finanziati tutti con i fondi della finanziaria nazionale.
   Quindi   aspettiamo   questo  ulteriore  confronto   che   ritengo
  assolutamente  costruttivo  con  Roma  per  cercare  di  avere   la
  possibilità  di  non  perdere  questa  occasione  che   è   davvero
  straordinaria. L'agricoltura non può permettersi di non  utilizzare
  questi fondi, sapete, sappiamo che le strutture dei consorzi  sotto
  l'aspetto  tecnico  hanno lacune non indifferenti,  quindi  bisogna
  trovare  anche  la  maniera di poter dotare  quel  personale  delle
  giuste strutture tecniche, ma anche, voglio dire, umane stesse, per
  cercare di poter non sprecare questo dialogo costruttivo che si sta
  aprendo appunto con il Governo nazionale.
   Cito  un  esempio, noi abbiamo avuto un progetto che  riguarda  il
  secondo  stralcio della diga di Rubino, il primo stralcio di  fatto
  sarà   consegnato  entro  fine  marzo  per  ben   sei   milioni   e
  quattrocentomila  euro.  Questo progetto che  riguarda  il  secondo
  stralcio della diga Rubino per quanto concerne l'operazione  con  i
  fondi   del   PNRR   era  stato  considerato  non   ammissibile   a
  finanziamento, ma subito dopo qualche settimana è arrivata la  nota
  del  Ministero che diceva invece che tutte le condizioni  tecniche,
  che  il  progetto era assolutamente esecutivo, quindi a  brevissimo
  arriverà  questo ulteriore finanziamento per completare il  secondo
  stralcio  di  questa importantissima struttura  che  consente  agli
  allevatori,  agli agricoltori della parte bassa della provincia  di
  Trapani  di poter usufruire dell'acqua. Per dire che c'è un momento
  in  cui  bisogna trovare le giuste sinergie tra l'apparato  tecnico
  nostro  regionale  e quello nazionale per fare in  modo  che  passi
  avanti,  ecco,  o  che scelte non completamente  condivise  in  una
  situazione davvero complicata possano poi creare queste disfunzioni
  che, ripeto, non ci possiamo consentire.
   Quindi appena avrò contezza di questo ulteriore, spero definitivo,
  confronto con Roma, con il ministro e con il direttore Blasi,  sarà
  sempre  mia  cura  informare l'Assemblea perché mi  auguro  e  sono
  sicuro  che  riusciamo  a  recuperare questi  fondi  perché  ne  va
  dell'interesse degli agricoltori siciliani.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Grazie,  Assessore,  per  questi  chiarimenti,  le  volevo
  chiedere  un'altra  cosa.  Noi abbiamo  nella  passata  finanziaria
  introdotto  un contributo straordinario per pagare alcuni  stipendi
  arretrati dei lavoratori del Consorzio di bonifica. Ora,  a  fronte
  delle  continue segnalazioni dove molti lavoratori non sono  ancora
  stati  pagati e hanno parecchi mesi arretrati, io volevo sapere  se
  non è il caso di interfacciarsi con la direzione generale dell'ente
  per  verificare  se le somme del contributo sono  state  utilizzate
  nella  maniera congrua e se sono state tutte utilizzate per  pagare
  gli  stipendi o se ancora ci sono delle somme messe da parte e  dei
  lavoratori  che  non hanno ricevuto le spettanze.  Questo  io  l'ho
  fatto anche con un'interrogazione alla quale ancora non ho ricevuto
  risposta, però, ecco, colgo l'occasione per porle queste domande.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  diciamo  oggi
  l'assessore  ci  ha  dato una notizia che forse  passa  un  po'  in
  sordina,  poco attenzionata dall'Aula, ma di fatto ci  sta  dicendo
  che le somme del PNRR destinate ai Consorzi di bonifica e alle reti
  idriche  di  questa Regione sono andate tutte perdute. Mi  pare  di
  aver intuito questo, cioè che noi non riusciamo a far rientrare  la
  Regione  in  quella graduatoria del PNRR che ci ha  visto  trentuno
  progetti  su  trentuno  bocciati, tutti i progetti  presentati  dai
  Consorzi di bonifica della Regione siciliana, sono stati bocciati e
  oggi  ci  viene a dire l'Assessore che si vedrà nel futuro  con  il
  Ministero  se  è  possibile  farli finanziare  con  la  finanziaria
  nazionale.  Ma di concreto oggi, a distanza di quattro  mesi  dalla
  clamorosa  bocciatura  che ci ha fatto passare,  come  dire,  nella
  cronaca  nazionale come i peggiori di tutta l'Italia,  ci  conferma
  che   tutti   quei   500  milioni  di  euro  che  erano   destinati
  all'agricoltura siciliana, alle reti idriche di questa Regione  che
  subiscono da anni, da troppi anni e che non garantiscono il  giusto
  sostentamento d'acqua agli agricoltori che non ce la fanno più,  li
  abbiamo tutti persi.
   Cioè,  oggi  la  notizia, possiamo uscire dall'Aula,  dicendo  che
  sicuramente  non  abbiamo integrato il finanziamento,  sicuramente,
  che  forse,  il  prossimo futuro, riusciremo ad avere  delle  somme
  aggiuntive  e di finanziaria ma che ad oggi non c'è. E ci  dispiace
  perché  in Aula l'assessore, quando ne abbiamo discusso,  ci  disse
  che  c'erano  sei  progetti, lo ricordo, uno  di  Trapani,  uno  di
  Palermo,  due  di Siracusa, una di Ragusa. Sì, sì,  la  finanziaria
  verrà  dopo, Assessore. Oggi, non c'è la finanziaria, oggi  c'è  un
  bando del PNRR che ha visto la Regione perdere tutti i progetti che
  si  potevano perdere. Questa è l'unica verità. Poi, per carità, lei
  magari riuscirà nel futuro prossimo a farsi finanziare non so  bene
  che  cosa, l'unica certezza che quello che purtroppo abbiamo  visto
  nella  graduatoria è quello che purtroppo oggi la Regione  ha  come
  certezza  che  questo Governo è riuscito a perdere tutti,  tutti  i
  fondi possibili per le reti idriche della nostra Regione, punto.

   PRESIDENTE. Facciamo completare l'onorevole Lupo e poi lei  dà  le
  sue risposte.

   LUPO.  Sì,  grazie,  signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  per
  esprimere,  purtroppo, il rammarico, l'amarezza  degli  agricoltori
  del  settore per la bocciatura dei trentuno progetti. Mi auguro che
  possano  essere  recuperati anche in tempi rapidi  ed  anche  delle
  organizzazioni sindacali, del mondo del lavoro in genere.
   Quindi,  invito  anche l'assessore Scilla a tenerci  costantemente
  informati  circa l'andamento del confronto con il Governo nazionale
  perché  laddove  dovesse  servire  anche  il  sostegno  forte   del
  Parlamento,  penso che tutte le forze parlamentari  sono  pronte  a
  dare  un contributo utile affinchè almeno una parte se non tutti  i
  progetti  possano essere recuperati e nel minor tempo  possibile  a
  vantaggio dell'agricoltura siciliana.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, grazie  per  avermi
  dato   la   parola   nonostante  io  non  sia   tra   i   firmatari
  dell'interrogazione; però, diciamo, in qualità di membro della  III
  Commissione, vorrei ricordare all'Aula che si è tenuta  una  seduta
  successivamente ai fatti della non ammissibilità sulla  piattaforma
  dei  progetti che metteva, diciamo, a bando 500 milioni  per  tutta
  l'Italia,  chiaramente,  non solo per  la  Sicilia,  magari  ce  lo
  auguriamo  in futuro che questa possibilità ci sia, e di  direttori
  dei  consorzi di bonifica ci hanno confermato che con  un  soccorso
  istruttorio  ossia  un  caricamento ulteriore  di  dati  fatto  non
  attraverso  la  piattaforma  ma  nella  maniera  tradizionale   del
  contatto con il ministero sei progetti erano fatti rientrare.  Ora,
  non  so  se  sono  quelli  di  cui parla  l'assessore  o  di  altri
  ulteriori.
   Per  quanto  riguarda la seconda riapertura della piattaforma  che
  doveva  avvenire nel mese successivo è stata spostata al  31  marzo
  prossimo  venturo.  Per questo insieme alla mia Commissione  ed  al
  presidente Ragusa abbiamo già concordato, prima della scadenza  del
  31  chiaramente,  una  seduta con i due commissari  dei  due  maxi,
  chiamiamoli consorzi, che in anticipo ci daranno ragguagli su  cosa
  intendono  caricare  e  sull'avanzamento  chiaramente  di  tutti  i
  ventiquattro  i  requisiti, o venticinque, ora  così  non  ricordo,
  venticinque  requisiti compresa la verifica del progetto  esecutivo
  dei  lavori,  quindi, è chiaro che questa discussione, secondo  me,
  magari   andrà  fatta  o  nell'immediato  prima  o,  ci  auguriamo,
  nell'immediato dopo.
   Invece, se è possibile, vorrei chiedere all'assessore sui punteggi
  perché  una  cosa  è l'ammissibilità. Ora tra tutto  quello  che  è
  arrivato come proposta da parte delle varie regioni si stilerà  una
  graduatoria   sulla  base  di  punteggi  attribuiti  a  determinati
  criteri. Ora, signor Presidente, la cosa che dovrebbe scandalizzare
  i  miei  colleghi  è  che  viene dato un punteggio  maggiore  nelle
  regioni  più piovose d'Italia, tipo pianura Padana, e un  punteggio
  minore  alle  regioni purtroppo, diciamo, classificate come  quelle
  più desertificate tipo la Sicilia e la Sardegna.
   Se,  invece,  potessimo, se si è potuto interagire su questa  cosa
  che   mi   sembra  molto,  come  dire,  che  mette  a  rischio   di
  compromettere  anche  i  futuri  progetti,  perché  se  la   nostra
  desertificazione  che è cronica viene dato un  punteggio  inferiore
  rispetto  alla  desertificazione  stagionale,  non  riusciremmo  lo
  stesso a farceli finanziare. Quindi, se su questo aspetto c'è stato
  qualche conferenza Stato-Regioni.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, un attimo, ci sono altri interventi.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  già
  è  stato  detto tanto sui progetti che, purtroppo, in questa  fase,
  nella  prima fase noi non ci siamo visti finanziare. Io ho  fiducia
  che   si   possano   recuperare,  assessore,  anche   perché   sono
  fondamentali, lei lo sa e lo sa meglio di me, questo territorio  ne
  ha  bisogno. Poi speriamo che a quelli che sono gli interventi,  io
  parlo della bonifica di quelli che sono gli interventi strutturali,
  finalmente  possiamo anche accompagnare quella che  è  la  riforma,
  perché le due cose vanno di pari passo.
   Mi  dispiace  che,  mentre  per  quanto  riguarda  gli  interventi
  strutturali, una parte ci sono le responsabilità nostre,  il  resto
  dipende dallo Stato, invece per quanto riguarda la riforma è  tutta
  una  responsabilità nostra. Io, mi dispiace ancora registrare,  non
  voglio  dare  a  lei  una responsabilità ma  sicuramente  alla  sua
  maggioranza  si, perché quella che determina nelle  Conferenze  dei
  capigruppo, non solo quando non ci fanno parlare in Aula, ma  anche
  in quella che determina, quando le cose e gli atti devono andare in
  discussione in Parlamento.
   Quindi,  io  mi  auguro  che,  così  come  questa  conferenza  dei
  capigruppo  che  ha  un  determinato colore,  una  maggioranza,  ci
  costringe ad intervenire venti minuti sulla crisi, come hanno fatto
  la  scorsa  volta per il Presidente della Regione,  mi  auguro  che
  questa  maggioranza porti questa riforma sui consorzi  di  bonifica
  che  ne abbiamo bisogno così come abbiamo bisogno delle risorse del
  PNRR.
   Su  questo  io  per  l'ennesima volta la dico questa  cosa,  anche
  perché  nel frattempo ci ritroviamo poi, questa è una cosa assurda,
  ancora  gente  che non prende stipendi da mesi con i vari  consorzi
  che  denunciano un comportamento diverso da provincia a  provincia.
  Ci dicono che un discorso della provincia di Catania è un discorso,
  un discorso della provincia di Palermo, un discorso della provincia
  di  Ragusa,  dove per quanto riguarda i cronoprogrammi che  vengono
  decisi per l'avviamento al lavoro si decidono cose diverse.
   Io  la prego, la invito, anche di attenzionarla questa vicenda che
  non  ci  siano  figli  e  figliastri,  la  sensazione  che  qualche
  commissario ha un occhio in più di riguardo sul territorio rispetto
  ad altri territori, io e la collega Campo più volte l'abbiamo detto
  nel territorio questa cosa, primo forse è intervenuto non so l'avrà
  detto  anche la mia collega. Lo ribadisco anche io, ancora ci  sono
  problemi per i dodicesimi, stipendi non pagati, cioè questa  è  una
  materia,  poi a questa accompagniamo anche gli agricoltori,  perché
  ci  sono anche gli agricoltori che, nel frattempo, si ritrovano  le
  bollette,  le  rate  dei  canoni idrici non  pagati,  cioè  abbiamo
  bisogno non rimane tantissimo tempo.
   C'è  uno  scorcio  di  legislatura,  vediamo  di  recuperarlo   il
  recuperabile. Sicuramente le risorse e questo lei lo  sta  facendo,
  vediamo di accompagnare anche un pochino di riorganizzazione.

   PRESIDENTE.   Abbiamo   terminato   le   interrogazioni    e    le
  interpellanze.  Ha  chiesto di parlare l'assessore  Scilla.  Ne  ha
  facoltà.

   SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea.  Soltanto per dire che l'atteggiamento dell'onorevole
  Sunseri, che quasi è felice nel poter dire che la Sicilia ha  perso
  500  milioni  che,  voglio  dire, è la  dotazione  finanziaria  che
  riguardava  l'intero paese, ma come non si fa a  voler  comprendere
  delle cose che sono banali.
   Capisco  che  in  politica chi fa l'opposizione deve  svolgere  un
  ruolo,  che  deve  dire  per forza che  le  cose  non  vanno  nella
  direzione corretta.
   Questi  progetti, presentati dai consorzi di bonifica -  che  sono
  enti  autonomi, assolutamente sì - e noi abbiamo in Sicilia ben  11
  consorzi  di bonifica che ancora la norma non la hanno,  di  fatto,
  sul  piano  giuridico  accorpati. Ecco perché  spesso,  in  maniera
  errata,  si verificano anche atteggiamenti diversi tra un consorzio
  di bonifica ed un altro.
   Detto  questo,  è stato certificato che quei parametri  erano  dei
  parametri che sono stati stabiliti in maniera univoca da parte  del
  Governo  centrale,  in  questo caso da parte  del  Ministero  delle
  Politiche  agricole.  Dopo  di che, chiarito  questo  aspetto,  c'è
  questa  interlocuzione che deve portare nell'ambito  delle  risorse
  disponibili e come ho detto - le ripeto, onorevole Sunseri - che di
  quei  progetti bocciati rispetto alla graduatoria PNRR, ce ne  sono
  già  quattro finanziati con decreto. Quindi, significa che se  sono
  finanziati  hanno  rispettato,  sotto  l'aspetto  di  progettualità
  esecutiva, tutti i parametri.
   Rispetto  invece alla stesura della programmazione  del  PNRR,  ci
  sono  state  -  ripeto  -  delle valutazioni  che  non  sono  state
  concordate.
   Oggi,  quando io parlo di interlocuzioni aperte, è perché  siccome
  noi  dobbiamo  risolvere  i  problemi nell'interesse  del  Paese  e
  l'agricoltura  siciliana rispetto a questo è  determinante,  stiamo
  cercando  di  capire  come, alla fine ecco  in  questo  senso,  noi
  riusciamo  comunque a finanziare quei progetti che sotto  l'aspetto
  esecutivo sono assolutamente idonei.
   Se  poi  il suo problema è che se sono finanziati specificatamente
  con  quella  misura  del  PNRR  specifico,  le  dico  che  ci  sarà
  un'ulteriore riunione perché io penso assolutamente che ci sono dei
  progetti  siciliani,  rispetto a quelli  finanziati  da  parte  del
  Ministero ad altre regioni, che non hanno rispettato di fatto  quei
  parametri, ma sono stati più bravi - e mi limito a dire bravi -   a
  caricare questi progetti sulla piattaforma.
   Quindi  c'è,  mi  creda, l'attenzione massima per  fare  in  modo,
  davvero, che i tanti progetti che, sotto l'aspetto esecutivo,  sono
  assolutamente idonei vengano finanziati.
   Abbiamo  avuto  la certezza che già per quattro  sono  arrivati  i
  decreti  di  finanziamento. Vedremo e, assolutamente, ho apprezzato
  l'intervento   dell'onorevole  Lupo  e  dell'onorevole   Dipasquale
  proprio  nel cercare di coinvolgere, assolutamente, tutte le  forze
  politiche e il Parlamento per riuscire a risolvere questa questione
  che  non  può  diventare, davvero, motivo di  attacco  soltanto  da
  campagna elettorale.
   Bisogna intervenire tutti  A Roma c'è un Governo abbastanza largo.
  Vediamo  tutti di potere intervenire affinché si comprenda che,  da
  questo punto di vista, la Sicilia -  tra virgolette -  ha subito un
  atteggiamento che non è stato, sotto l'aspetto tecnico, corretto  e
  vediamo  di  recuperare perché alla fine, ripeto,  non  vincerà  un
  colore  politico  ma mi auguro davvero che possano arrivare  queste
  risorse  per  potere ammodernare queste reti irrigue perché  quello
  che  serve è assicurare l'acqua al mondo dell'agricoltura, al mondo
  della zootecnia.

   PRESIDENTE.   Abbiamo   terminato   le   interrogazioni    e    le
  interpellanze. Stante anche l'esiguità dei colleghi in Aula, l'Aula
  è rinviata a domani, mercoledì 16 febbraio 2022, alle ore 16.00 per
  le mozioni.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, interveniamo ai
  sensi  dell'articolo  83 del Regolamento interno  perché  nei  mesi
  scorsi,  con  delibera n. 570 del 18 dicembre 2021,  la  giunta  di
  Governo  ha  apprezzato lo schema di decreto del  Presidente  della
  Regione recante, esattamente,  Regolamento di attuazione del titolo
  II  della  Legge  regionale n. 19 del 2016     Rimodulazione  degli
  assetti organizzativi dei dipartimenti regionali' .
   Questa   rimodulazione  dei  dipartimenti  regionali,   a   nostro
  giudizio,  signor  Presidente, non solo è inopportuna  ma  è  anche
  illegittima. Le ragioni della illegittimità le abbiamo  affidate  a
  due distinti atti parlamentari: una mozione e una interpellanza che
  abbiamo depositato nei giorni scorsi.
   In particolare è illegittima per violazione dell'articolo 12 della
  legge  regionale  n.  80  del 1977, che prevede  espressamente  che
  ciascuna   Sovrintendenza  si  articola  in  due  sezioni  tecnico-
  scientifiche, in relazione alla natura dei beni di quel  precedente
  articolo  2  e alla tutela a cui è proposta e prevede espressamente
  l'individuazione della sezione archeologica.
   A  conforto  di  questa  impostazione è arrivata  anche  la  legge
  regionale n. 10 del 2000, che faceva espressamente salvi i concorsi
  già banditi.
   In  particolare  è accaduto che l'Amministrazione  regionale  dopo
  aver  selezionato  vent'anni  fa personale  altamente  qualificato,
  richiedendo  come  requisiti  d'accesso  il  possesso   di   titoli
  specialistici  post laurea nei diversi settori dei beni  culturali,
  ha  privato questo personale del profilo professionale per cui  era
  stato selezionato e, in particolare, l'attuale organigramma prevede
  quattordici  mega servizi denominati, appunto, parchi  archeologici
  che  pur essendo in gran parte privi di archeologi dovrebbero  oggi
  gestire appunto tutti i luoghi -  tra virgolette -  per intenderci,
  della  cultura siciliana assommando a sé sia i parchi  archeologici
  previsti  ai sensi della legge regionale n. 20 del 2000, che  tutte
  le  aree  archeologiche demanializzate prima sotto la tutela  delle
  Sovrintendenze provinciali e tutti i grandi musei e  piccoli  musei
  diffusi nel territorio.
   In  tal  modo,  sostanzialmente, ci sarebbe una  violazione  delle
  normative  a  cui ho fatto riferimento, ma non solo si  è  pure  di
  fronte  al paradosso per cui tra i direttori dei quattordici parchi
  archeologici  solo tre sono archeologi e tra le gallerie  regionali
  d'arte solo una è diretta da una storica dell'arte.
   Quindi,  signor Presidente, invitiamo il Governo -  anche  per  il
  tramite dell'Assessore Armao - a revocare immediatamente lo  schema
  di  decreto presidenziale e la delibera di Giunta e a procedere  al
  corretto  inquadramento dei funzionari specializzati vincitori  del
  concorso  del  2000  per  dirigenti  tecnici  e  ad  attribuire  le
  responsabilità    delle    sezioni    tecnico-scientifiche    delle
  Sovrintendenze  e  delle Unità operative delle  gallerie  d'arte  a
  professionisti  che siano in possesso dei titoli  specifici  e  che
  oggi sono presenti nei ruoli della Regione.
   Speriamo che il Governo lo faccia quanto prima, altrimenti  saremo
  costretti ad intraprendere le opportune iniziative, a richiedere la
  calendarizzazione    quanto   prima   sia   della    mozione    che
  dell'interpellanza.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Sia sintetico.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, io innanzitutto la  ringrazio  per
  questa sua grandissima generosità.

   PRESIDENTE.  Con  concessione,  lo  può  dire,  perché   lei   che
  interviene dopo il segretario regionale non ci sta, questo  le  sia
  chiaro,   è  una  mancanza  di  riguardo  nei  confronti  del   suo
  segretario.

   DIPASQUALE. Noi siamo un partito democratico e pure il  segretario
  ha sempre detto che in Aula  uno vale uno'.
   Signor  Presidente voglio intervenire, approfitto  della  presenza
  del Vicepresidente della Regione, perché l'argomento è un argomento
  serio  che  purtroppo - è sufficiente che rimanga il Vicepresidente
  che  ha  la bontà - e non è la prima volta - di rimanere fino  alla
  fine e di ascoltare anche le comunicazioni dei parlamentari; questo
  come premessa, almeno questo.
   Oggi  la  V  Commissione ha approvato una risoluzione  rivolta  al
  Presidente della Regione e questa risoluzione riguarda l'eolico che
  s'intende fare a ovest delle Isole Egadi e riguarda un impianto  di
  190  corpi strutture per 150 metri di altezza. Questo impianto  che
  si vuole fare, vedi caso, è un impianto unico in Italia, perché noi
  dobbiamo pagare il prezzo per la decarbonizzazione, come lo abbiamo
  pagato per il petrolio e abbiamo fatto l'intervento a Gela, abbiamo
  fatto l'intervento a Priolo e abbiamo fatto l'intervento a Milazzo,
  ora  il  prezzo lo paghiamo in Sicilia. Ma perché lo devono  pagare
  accanto  a  Capri,  ma  perché lo devono pagare  accanto  all'isola
  d'Elba, ma perché lo devono pagare accanto alle Tremiti, se c'è  la
  Sicilia che è vocata a pagare questo tipo di prezzi?
   E  quindi,  questo prezzo lo dobbiamo pagare noi, caro  Presidente
  dell'Assemblea, e lo dobbiamo pagare senza che ad oggi  abbiamo  un
  riscontro di quello che può ricadere in Sicilia, perché ci  risulta
  che l'energia prodotta per 3 milioni e mezzo di cittadini è immessa
  nella rete, per giunta, nazionale e così come prima si sono portati
  il  petrolio,  ora  si portano anche l'energia  elettrica  che  noi
  dobbiamo produrre.
   Mi  dà  ancora  più  fastidio,  perché   Questa  struttura  è  una
  struttura  che viene realizzata a 60 km dalla costa,  non  la  vede
  nessuno , l'impresa che scrive e comunica a tutti che non  la  vede
  nessuno.  E  no  Non è così  Perché è a 60 km dalla  costa,  ma  si
  trova nel centro del Mediterraneo, dove avvengono le attività delle
  marinerie, dove avvengono le attività del turismo nautico,  che  si
  sposta  da tutto l'Est del Mediterraneo verso l'Ovest, da tutte  le
  Baleari,  da  tutta l'entrata da Gibilterra, che  si  sposta  dalla
  Sicilia  tutto quello che passa verso l'Egeo, verso il  mare  Egeo,
  verso la Turchia, verso Suez, passa da quell'area e noi creiamo  un
  mega  muro,  dove  non  si  potrà passare.  Chi  vuole  passare  da
  quell'area,  caro capogruppo, deve passare o a  Nord  o  a  Sud  di
  questa immensa struttura.
   Non  solo  Non è lontano da tutto. Accanto a quell'area,  a  pochi
  chilometri,   esiste   il  cimitero  delle  navi   romane,   allora
  individuato dalla buonanima di Tusa, perché il banco di Skerki e di
  Silvia  che  raggiunge il mezzo metro di altezza e che  si  trovava
  nella  rotta  tra Roma e Cartagine provocò centinaia e centinaia  e
  forse,  chissà,  anche più, di affondamenti di navi  romane.  E  si
  trovano tutte in quell'area.
   Signori,  ma è possibile che non si sente il Governo su  una  cosa
  del  genere? Cioè, è possibile che il Presidente della Regione  non
  gridi  allo  scandalo,  dica  un attimo  fermiamoci'  e  tutti  noi
  corriamo con lui?
   Quindi  io la prego Vice Presidente, così come ho detto la  scorsa
  volta  in  quell'intervento  sulle Camere  di  commercio,  cioè  il
  Presidente  lo  sa,  perché  io sono andato  dal  Presidente  della
  Regione prima di andare in Commissione a parlare di tutto questo, e
  lui  mi  ha ricevuto subito, garbatamente. Io non ero mai stato  in
  questa  legislatura dal Presidente della Regione.  Mai,  in  questa
  legislatura.  Noi  poi  io nel 1986 entro a Palazzo  dei  Normanni,
  quando ero piccolino
   In  questa  legislatura  non  c'ero mai  stato,  sono  andato  dal
  Presidente  della Regione quando mi sono reso conto di  quello  che
  stavano facendo, perché durante una trasmissione televisiva  io  mi
  accorsi dov'era l'area e, siccome la conosco per la navigazione, mi
  sono   sconvolto,  perché  non  è  un'area  qualunque.  Loro  hanno
  individuato  quell'area  perché ci  sono  bassi  fondali  e  quindi
  ancorare  le  turbine  gli  viene molto più  semplice  rispetto  al
  Tirreno meridionale, dove le profondità sono di 800, 1000 metri. Là
  sono  bassifondi, ma sono bassifondi proprio perché  dal  punto  di
  vista   dell'ecosistema  sono  patrimoni  immensi,  sono   protetti
  dall'Unesco.
   Quindi,  io  vi prego, vi supplico, siccome ci sono tanti  soldini
  che  si stanno spendendo, 9 miliardi, 7, 6, ormai abbiamo perso  il
  conto  - ho capito che ci sono solo di manutenzione 100 milioni  di
  Euro  che vengono spesi ogni anno. E siccome c'è un giro di risorse
  immenso, io non vorrei che qualcuno, che alcuni si stiano svendendo
  questo ulteriore bene che abbiamo nel mare.
   Quindi,  vi  supplico siamo accanto a voi per urlare  e  per  fare
  tutte  le battaglie che volete ma non è possibile che il Presidente
  della  Regione,  che  è  a  conoscenza, perché   l'ho  messo  io  a
  conoscenza di questo percorso già alcune settimane fa, di  assumere
  una posizione forte ma non per dire e concludo subito Presidente  -
  non  a  priori,  a priori non c'è nessuno, oggi ne abbiamo discusso
  tutti  siamo  tutti  d'accordo ma se dobbiamo  fare  un  sacrificio
  relativo  all'eolico a mare, una parte la facciamo qui e  dove  più
  lontano possibile dalle zone archeologiche ambientali, una parte la
  facciamo  nel  terreno,  una  parte la facciamo  accanto  all'isola
  d'Elba,  a  Capraia, a Ventotene, a Capri ce la  dividiamo,  questa
  scommessa verso la decarbonizzazione ce la dividiamo, e quello  che
  io  mi  aspetto  anche  dalle organizzazioni  che  si  occupano  di
  ambientalismo,  di tutela dell'ambiente, del mare, che  parlino  lo
  stesso  linguaggio. Non diciamo no, noi diciamo sì, ma  che  questo
  peso  sulla decarbonizzazione venga smaltito su questo mare, che  è
  un mare ampio e quanto più lontano possibile dai beni ambientali  e
  archeologici più importanti della nostra area, grazie Presidente.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   devo
  ringraziare  il  collega  perché diciamo  che  la  Commissione  era
  assolutamente incredula, cioè noi siciliani non eravamo al corrente
  di  questo progetto che è sicuramente un progetto invasivo  per  il
  nostro territorio regionale, per il mare della nostra regione.
   Naturalmente, però, voglio gridare a gran voce che noi,  Movimento
  Cinque   Stelle,  siamo  per  la  transizione  energetica.  Abbiamo
  istituito  appositamente un ministero, perché sappiamo  quanto  sia
  assolutamente importante abbandonare le fossili per dare una chance
  a  questo pianeta, ma mi trovo assolutamente d'accordo col  collega
  quando  dice  che  questo  peso  non può  sopportarlo  soltanto  la
  Sicilia, questi progetti che devono assolutamente prendere vita  ma
  lo  si deve fare con una pianificazione, con una programmazione  e,
  soprattutto, con una condivisione che deve avvenire dal basso, dove
  le  comunità dove insistono questi progetti devono essere messi  al
  corrente,  devono metabolizzare e insieme costruire i progetti  con
  chi  prende  queste  decisioni dall'alto; non è  pensabile  che  un
  progetto di questa natura, che prevede un invasione di porzione  di
  mare  così  gigante, possa essere realizzato senza una condivisione
  dal basso.
   Ora arrivano diverse voci, c'è chi dice che questo progetto non ha
  ricadute  soprattutto  energetiche sulla Sicilia,  quindi,   pensi,
  Presidente,  quanto  ancora è più importante  che  chi  di  dovere,
  quindi  gli  interlocutori istituzionali, diano contezza  a  questo
  Parlamento  di  cosa consiste questo progetto e, naturalmente,  per
  questo   motivo  io  ho   richiesto  un'audizione  con  tutti   gli
  interlocutori, con le marinerie, con le comunità e soprattutto  con
  gli  ambientalisti, perché noi vogliamo sapere a  che  punto  è  il
  progetto,  e  soprattutto la valutazione di impatto ambientale  che
  per noi è fondamentale.
   Quindi,  che  il  Ministero  venga interpellato,  qua  abbiamo  il
  Vicepresidente, perché noi vogliamo vederci chiaro, perché noi come
  Movimento  Cinque  Stelle  non  diciamo  no  tout  court  a  questi
  progetti,  noi  desideriamo vederci chiaro  e  soprattutto  che  si
  faccia  una  pianificazione concreta, puntuale, su questo  tipo  di
  progettazioni. Grazie.

   PRESIDENTE.  Non  avendo  altri deputati chiesto  di  parlare,  la
  seduta è rinviata a domani, 16 febbraio 2022, alle ore 16.00.

                 La seduta è tolta alle ore 18.48 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XXVI SESSIONE ORDINARIA


                         321a SEDUTA PUBBLICA
                Mercoledì 16 febbraio 2022 - ore 16.00
                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -SEGUITO  DELLA DISCUSSIONE UNIFICATA DI ATTI ISPETTIVI  E  DI
       INDIRIZZO POLITICO SUL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA
       (PNRR) (V. allegato)

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
         Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
         siciliana, recante  Modifiche al decreto legislativo 7 settembre
         2012, n. 155 - Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli
         uffici del Pubblico Ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2,
         della legge 14 settembre 2011, n. 148'  (n. 1088/A) (Seguito)

           Relatore: on. Pellegrino

       2) Disposizioni in materia di edilizia.  (n. 1112/A) (Seguito)

           Relatore: on. Lo Curto

       3)   Norme  in  materia  di semplificazione  amministrativa  e
         digitalizzazione della pubblica amministrazione. Disposizioni
         varie.  (nn. 774-443-485/A) (Seguito)

           Relatore: on. Ciancio

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato

  Atti  ispettivi  e  di indirizzo politico sul  piano  nazionale  di
  ripresa e resilienza (PNRR) - (Testi)