Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.19
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per la seduta
odierna, gli onorevoli Foti, Pagana e Barbagallo.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Fava sarà in missione l'11
marzo 2022.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
decadenza della stessa
Comunicazione di ritiro di firma alla mozione n. 619 e conseguente
decadenza della stessa
PRESIDENTE. Comunico che con e-mail del 28 febbraio 2022,
protocollata al n. 1313 -ARS/2022 l'onorevole Danilo Lo Giudice ha
dichiarato di ritirare la propria firma dalla mozione n. 619 a
firma dell'onorevole Palmeri ed altri.
Conseguentemente, l'atto di indirizzo politico è da intendersi
decaduto per il venir meno del numero minimo di firme prescritte
dall'art. 152 del Regolamento interno dell'ARS.
L'Assemblea ne prende atto.
Discussione del Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR)
per gli anni 2022-2024 e della relativa Nota di aggiornamento
PRESIDENTE. Abbiamo terminato le comunicazioni. Si passa al
secondo punto all'ordine del giorno recante: Discussione del
Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) per gli anni 2022-
2024 e della relativa Nota di aggiornamento .
E' presente l'assessore Armao. E' presente il Presidente della
Commissione che, altresì, è anche relatore. Prego, onorevole
Savona, faccia la sua relazione. Poi passiamo alla discussione.
SAVONA, presidente della II Commissione e relatore. Onorevoli
colleghi, il Documento di economia e finanza regionale (DEFR) per
gli anni 2022-2024 è stato approvato dalla Giunta regionale con
delibera n. 337 dell'11 agosto 2021 ed è stato successivamente
aggiornato con la Nota di aggiornamento al DEFR (NaDEFR), approvata
con delibera n. 445 del 27 ottobre 2021.
Il Documento di economia e finanza regionale rappresenta, nel
quadro normativo vigente, il principale strumento della
programmazione della politica economica e di bilancio di medio
termine. Esso descrive, infatti, gli scenari economico-finanziari,
le politiche da adottare, gli obiettivi della manovra di bilancio
regionale, ed espone il quadro finanziario unitario regionale di
tutte le risorse disponibili, esplicitando gli strumenti attuativi
per il periodo di riferimento.
Con la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza
regionale il Governo regionale ha aggiornato le previsioni per il
triennio 2022-2024 tenendo conto delle più recenti proiezioni sullo
stato dell'economia.
I relativi documenti sono stati assegnati dalla Presidenza
dell'Assemblea il 23 novembre 2021 e, quindi, esaminati dalle
competenti Commissioni di merito per il parere di competenza. Si
segnala che la IV Commissione e la Commissione Unione Europea hanno
espresso parere favorevole, mentre le restanti Commissioni non
hanno espresso parere.
L'elaborazione delle previsioni di finanza pubblica e la
conseguente determinazione delle politiche di programmazione, tanto
a livello nazionale che regionale, tengono conto delle refluenze
della crisi economica derivata dalla pandemia da Covid19, i cui
effetti, sopraggiunti nel 2020 e acuitisi nel 2021, non possono
dirsi superati.
Tuttavia, a differenza di quanto accaduto lo scorso anno, in cui
la programmazione economica del DEFR si era limitata a rilevare i
drammatici effetti economico-sociali della pandemia, quest'anno il
documento registra stime di crescita legate alle previsioni attese
dalle eccezionali opportunità che potranno derivare dalle misure
varate a livello europeo e nazionale nel contesto del programma
Next Generation EU (NGEU). Se, infatti, nel 2020 il PIL regionale
si è ridotto dell'8,5% (-8,9 in Italia), nel 2021, il valore del
PIL regionale, come descritto nella NADEFR, è previsto in crescita
del 5,2%.
Il Documento di economia e finanza regionale si compone di tre
sezioni:
- nella prima viene ricostruito il contesto macroeconomico,
nazionale e internazionale, in cui si inserisce quello della
Regione. Sulla base dell'analisi così condotta e delle proiezioni
economiche elaborate, anche in ragione della spesa attesa con
l'impiego dei fondi strutturali, sono definite le stime di
previsione di crescita del PIL Sicilia per il periodo di
riferimento;
- nella seconda sezione sono declinate le politiche della Regione,
distinte per missioni;
- nella terza si procede all'analisi della situazione finanziaria
della Regione.
Nell'ottica della presentazione dei documenti contabili del ciclo
di bilancio, rilevante appare la ricostruzione del quadro
tendenziale della finanza pubblica regionale per il triennio 2022-
2024, elaborato tenuto conto dei dati sull'andamento delle entrate,
a livello nazionale e regionale, nel 2020 e nel 2021.
Vengono in evidenza, in particolare, i dati relativi ai tributi
compartecipati ripartiti con il metodo del maturato, da un lato, e
con il metodo del riscosso, dall'altro.
Con riferimento ai primi, dagli aggiornamenti delle basi di
calcolo operate dal MEF a giugno 2021, gli acconti IRPEF e IVA
stimati per il 2021, da attribuirsi alla Regione, sono
rispettivamente pari ad euro 5.823.434.445 e ad euro 1.945.596.154.
Si presume, dunque, che gli effetti negativi, in termini di perdita
o di differimento di gettito, saranno chiaramente percepibili sia
nel calcolo delle spettanze per il 2022 (su parametri riferiti al
2020) che nella determinazione dei conguagli per il 2020.
Quanto alle entrate devolute col criterio del riscosso, gli
effetti negativi di gettito sono stati immediatamente percepiti nel
2021. Infatti, dopo il riscontro di un trend negativo già nel 2020
delle entrate derivanti, tra l'altro, dalla tassa automobilistica
regionale e dal prelievo erariale unico sul gioco, anche per il
2021 si registrano variazioni a decremento delle suddette entrate
pari a 74 milioni di euro, per il primo tributo, e per 149 milioni
di euro, per il secondo.
Sull'argomento, tenuto conto dei rilievi operati dal Servizio
Bilancio dell'Assemblea nel Documento n. 3-2021, in cui si
segnalava la necessità di un chiarimento, da parte del Governo, in
merito all'evoluzione dei negoziati con il MEF per far fronte alle
minori entrate da Covid-19 ex articolo 111 del decreto legge n.
34/2020, nonché per la definizione del nuovo Accordo di finanza
pubblica, l'Assessore regionale per l'economia, con nota prot.
154559 del 14 dicembre 2021, ha fornito controdeduzioni in ordine
alla definizione del conguaglio delle minori entrate Covid ai sensi
della normativa nazionale richiamata per gli esercizi finanziari
2020 e 2021. Tali partite possono trovare riscontro, sulla base di
tale chiarimento, in appositi fondi vincolati del risultato di
amministrazione 2020.
Quanto all'Accordo di Finanza pubblica, sottoscritto in data 16
dicembre 2021, come anticipato dal Governo, è prevista la
costituzione di tavoli tecnici finalizzati alla verifica della
entità delle spettanze della Regione in relazione all'imposta di
bollo, alle accise derivanti dalla partecipazione alla spesa
sanitaria, nonché alle anomalie riscontrate nell'attribuzione delle
entrate alla Regione.
L'andamento dei principali tributi del quadro di finanza pubblica
regionale per il periodo 2022-2024 è riportato nella seguente
tabella:
Previsioni sulle entrate nel quadro di finanza pubblica
regionale (valori in milioni di euro)
2022 Va 2023 Va 2024 Va
r. r. r.
% % %
Entrate correnti di 2.29 4, 2.35 2, 2.39 1,
natura tributaria, escluse 3 2 3 6 7 9
IRPEF, IVA, IRAP,
addizionale regionale
IRPEF e maggiorazioni
IVA netta maturata 1.77 - 1.87 6, 1.95 4,
2 8,9 8 0 7 2
IRPEF netta maturata 5.30 - 5.62 6, 5.85 4,
5 8,9 3 0 9 2
Fonte: NADEFR
La nota di aggiornamento al DEFR definisce il quadro della
politica macroeconomica che il Governo intende seguire alla luce di
dati tendenziali già noti.
Le stime aggiornate contenute nella Nota di aggiornamento
riportano i seguenti dati:
Tab. 10. Previsioni sul Pil tendenziale e
programmatico (Variazione % annua)
202 202 202
2021 2 3 4
PIL a prezzi costanti
(tendenziale)
Sicilia 5,2 5,0 2,9 2,0
Italia 6,0 4,2 2,6 1,9
PIL Sicilia a prezzi
costanti (programmatico)
Sicilia 6,2 5,2 3,4 1,9
Italia 6,0 4,7 2,8 1,9
Fonte: NADEF e NADEFR
Le previsioni elaborate dal Governo stimano per la Sicilia un
incremento del Pil superiore a quello nazionale per l'intero arco
temporale considerato nei documenti programmatici (2022-2024).
Particolare rilevanza, nel dibattito in Commissione, hanno
rivestito le politiche regionali concernenti il PNRR e, a tal
proposito, sono state delineate le priorità da perseguire.
Viene in rilievo, in primo luogo il ruolo delle Regioni nel
sistema di governance del PNRR incidendo, in particolare, sulla
legge di conversione del D.L. del 6 novembre 2021, istitutivo
dell'apposita Cabina di regia, in modo da prevedere
l'individuazione concertata tra lo Stato e le Regioni di un nucleo
di progetti essenziali per lo sviluppo regionale.
Ulteriore aspetto è il perseguimento della competitività dei
progetti regionali siciliani nell'ambito del 40% delle risorse del
PNRR complessivamente destinate al Sud, al netto dei finanziamenti
nazionali aggiuntivi a valere sui fondi del Fondo Sviluppo e
Coesione e di quelli strutturali della programmazione europea 2021-
2027.
Si ritiene d'altra parte necessario garantire il coordinamento
degli interventi a valere sul PNRR con quelli che trovano
allocazione nel complesso delle risorse derivanti dai Fondi di
Investimento Europei (Fondi SIE).
Decisiva rilevanza, infine, assume l'aspetto concernente il
ricambio generazionale della struttura amministrativa regionale,
necessario affinché la progettualità e l'attuazione dei programmi
di rilancio e resilienza, nonché la gestione delle risorse
extraregionali nel loro complesso, siano attuate da personale
appositamente formato e qualificato. Nodo cruciale della
rigenerazione della pubblica amministrazione regionale è il
superamento dei punti e) e j) del testo dell'Accordo tra Stato e
Regione per il ripianamento decennale del disavanzo, siglato il 14
gennaio 2021, i quali, come è noto, pongono un sostanziale blocco
alle assunzioni di personale regionale.
Nel quadro generale così delineato, si inserisce anche il tema del
sostegno finanziario alle zone franche montane oggetto, com'è noto
della c.d. legge voto approvata dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta n. 162 del 17 dicembre 2019 e trasmessa al
Parlamento ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto. Lo schema di
progetto di legge, attualmente all'esame della VI Commissione
permanente del Senato, prevede benefici in termini di fiscalità di
vantaggio e contributi sociali per i Comuni siciliani che rientrano
nella categoria delle zone franche montane. Anche a seguito di
interlocuzioni tra il Governo regionale e la VI Commissione citata,
appare cruciale il superamento delle criticità finanziarie da
destinare agli interventi previsti dal disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è qualcuno che vuole intervenire
rispetto alla relazione dell'onorevole Savona? Colleghi, qualcuno
chiede di intervenire o diamo la parola all'assessore Armao?
Nessuno chiede di intervenire. Prego, Assessore.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Grazie, Presidente. Una precisazione credo che sia d'obbligo
rispetto al documento che viene sottoposto all'Assemblea regionale
siciliana per l'esame. Si tratta di una cornice che descrive un
quadro macro-economico e, nel contempo, individua alcuni profili di
ordine finanziario connessi alla nota fase di negoziazione con il
Governo nazionale, circa il riconoscimento di alcune posizioni
della Regione che, in parte sono state oggetto di esplicito
assenso, in parte sono oggetto di un negoziato che è in corso e che
ha visto già svolgere molteplici incontri, presso il Ministero
dell'Economia e delle Finanze sia alla presenza dei sottosegretari
e viceministri interessati che, soprattutto, dei dirigenti che sono
chiamati a dare un apporto all'approfondimento delle complesse
questioni.
Credo che sia giunto il momento - questa è una considerazione
ampiamente condivisa da parte del Governo ma anche dell'intero
Parlamento - che le relazioni finanziarie tra Regione e Stato
giungano ad una definitiva stabilizzazione. Non è possibile che per
ogni legge di stabilità ci sia sempre qualcosa da registrare,
proprio perché manca una struttura di base che riconosca alla
Regione siciliana le sue prerogative finanziarie che scaturiscono
direttamente dallo Statuto.
A riguardo, vorrei precisare che già la Corte dei Conti, in sede
di parificazione, ma già due anni fa e poi lo scorso anno, ha
sottolineato come le competenze statutariamente attribuite alla
Regione che sono state poi trasferite alla stessa attraverso norme
di attuazione, queste competenze abbiano dei costi strutturali
connessi alla struttura amministrativa attribuita alla Regione,
allo svolgimento delle funzioni, ai servizi da apprestare ai
cittadini siciliani.
La Corte ha ampiamente stigmatizzato - e questo è stato riportato
al Governo nazionale, al Ministero dell'Economia e delle Finanze -
che al netto del concorso alla finanza pubblica assai ingente che,
comunque, com'è noto è stato ampiamente ridotto dal Governo
regionale e dallo Stato nel negoziato proficuo che ha condotto
all'accordo, all'ultimo accordo di finanza pubblica sottoscritto
dalla Regione siciliana - ricordo che quell'accordo ha generato non
solo una riduzione consistente ulteriore, dell'andamento del
concorso alla finanza pubblica ma ha generato anche il
riconoscimento della fiscalità di sviluppo che è oggetto di una
norma di attuazione, adesso all'esame di Palazzo Chigi e ha
generato anche i 100 milioni di euro per il cosiddetto costo
dell'insularità, cifra ben lontana dai 6 miliardi che abbiamo
quantificato e che già la Commissione paritetica ha riconosciuto,
approvando una delibera al riguardo trasmessa agli organi dello
Stato e. pertanto. ormai questa quantificazione non è più una
prospettazione parziale da parte del Governo regionale o della
Regione siciliana, bensì è diventata una proposta condivisa,
considerato che la Commissione paritetica ne ha fatto esplicita
approvazione -, dicevo la Corte dei Conti ha evidenziato un vulnus
assai grave che è quello che appunto al netto del concorso alla
finanza pubblica, al netto dei costi connessi al concorso alla
spesa sanitaria, alla Regione rimangono risorse non sufficienti a
coprire le funzioni attribuite.
Questo è un dato certamente eclatante, che i parlamentari
conoscono bene perché influisce addirittura sulle prestazioni, sul
livello delle prestazioni rese ai cittadini.
E la Corte Costituzionale, più volte, non ha esitato a
stigmatizzare come, non conforme a Costituzione, l'assegnazione di
risorse non coerenti con il fabbisogno delle competenze attribuite
perché è come se si chiedesse a una persona ogni mattina di
raccogliere l'acqua da una fontana e versarla in un recipiente
condiviso, dopodiché qualcuno chiude la fontana ed è chiaro che le
risorse non potranno essere messe nel recipiente condiviso. Quindi
tante risorse, tante funzioni, o meglio ancora, tante funzioni,
tante risorse.
E' chiaro che siamo entrati col Governo nazionale in un raccordo e
in un confronto assolutamente leale, serio, tant'è che abbiamo
accettato, come siamo stati la prima Regione italiana ad entrare
nel confronto sui costi standard delle autonomie locali, proprio
per togliere quell'argomento, purtroppo abusato dai detrattori
dell'autonomia e soprattutto dai detrattori del Sud, per cui al Sud
le funzioni costano molto di più e pertanto i costi
dell'amministrazione locale sono insostenibili alla luce del quadro
finanziario complessivo nazionale. Qui non solo la Regione
siciliana è diventata la prima Regione italiana speciale ad avere
accettato i costi standard, ad avere ottenuto un miglioramento
rispetto alle attuali assegnazioni alla Regione, con un confronto
molto proficuo con l'Assessorato alle autonomie locali, col Mef,
con le strutture tecniche dello Stato preposte proprio a
quantificare i costi standard ma, addirittura, abbiamo accettato
nell'accordo ultimo di finanza pubblica che anche la Regione
addivenga ad un'individuazione dei costi standard in cui è stata
consentita un'oggettivazione del peso finanziario delle prestazioni
che possa essere individuata quale parametro per vedere se le
risorse apprestate siano sufficienti o insufficienti a coprire
queste risorse.
Questo è un aggiornamento che volevo dare perché proprio qualche
giorno fa è stato indicato nel responsabile del servizio statistica
della Regione il componente di questo tavolo che, nel più breve
tempo possibile, dovrà effettuare queste quantificazioni, perché
effettuate queste quantificazioni avremo la possibilità di definire
pienamente il trasferimento delle funzioni che ancora residuano e
che spettano alla Regione per prescrizione statutaria e vincolo
costituzionale.
Peraltro, il gruppo di lavoro - e questo mi fa piacere darla come
nuova informazione che non potevo inserire nella nota di
aggiornamento poiché al tempo non si era addivenuti a questo
risultato -, che ha negoziato col Governo centrale la
quantificazione delle cosiddette accise da retrocedere per prestare
ossequio ad una norma che, come voi tutti sapete, è risalente nel
tempo ma che finora non è mai stata attuata dallo Stato e che, in
qualche modo, ha sottratto alle finanze regionali più di sei
miliardi di euro, nel tempo, finalmente si è addivenuti ad una pre-
intesa, non dico che c'è un'intesa ma oggi c'è una pre-intesa che,
in qualche modo, riconosce nel solco del monito che la Corte
Costituzionale ha fornito con la sentenza n. 62 del 2020 di
assegnare alla Regione, come retrocessione nelle accise, queste
famose risorse che, ripeto, non servono a un utilizzo ultroneo o ad
un utilizzo non coerente con il rispetto dei LEA, ma servono
proprio a rispettare i LEA e consentirebbero a regime di
disimpegnare dal concorso regionale somme significative.
Qui c'è l'onorevole Gucciardi che è stato assessore per la salute
e ha condotto questo confronto con lo Stato quando era assessore e
ne conosce bene i contenuti, le delicatezze e anche la ritrosia,
diciamolo così, dello Stato a trattare questi temi, come se le
norme di attuazione fossero, o le previsioni normative che
prescrivono questa cosa fossero acqua fresca e così non è.
Peraltro, giova rilevare che da parte del Governo centrale si è
ritenuto di attivare anche un ragionamento con riferimento alle
funzioni delle autonomie locali; come voi sapete, a livello
regionale abbiamo la titolarità dell'ordinamento delle autonomie
locali, non la finanza locale, per cui com'è noto, al netto del
contributo che ogni anno la Regione dà agli enti locali, ma la
fiscalità generale provvede a trasferire risorse ai nostri comuni e
alle nostre province.
E' chiaro che il trasferimento della funzione, così come avvenuto
nei confronti del Friuli Venezia Giulia o del Trentino Alto Adige,
porterebbe all'assegnazione alla Regione delle risorse in atto
trasferite dallo Stato alla autonomie locali e quindi
all'addivenire ad un complessivo stanziamento che dovrebbe rendere
la materia, materia di competenza delle Regioni.
E' chiaro che tutto questo, sia per quanto riguarda la salute e lì
c'è l'indice di deprivazione e tutti i temi connessi alla
deprivazione, dall'altro il tema delle autonomie locali,
l'eguaglianza sostanziale, i livelli essenziali delle prestazioni e
quindi le questioni connesse al riconoscimento di eguaglianza
sostanziale dei cittadini siciliani rispetto ai nostri concittadini
del resto del Paese, è chiaro che pone l'esigenza di
un'oggettivazione di questi numeri. Questo stiamo facendo. Il
confronto, ripeto, si sta sviluppando su questi temi; il Documento
di economia e finanza regionale ed in parte soprattutto la nota di
aggiornamento individua alcuni percorsi e offre significativi
chiarimenti in questo senso.
Si riportano anche le tematiche concernenti gli investimenti per
la coesione territoriale e la programmazione europea, le risorse
del PNRR e qui si apre una questione che è approfondita nella nota
di aggiornamento ma che dobbiamo riconoscere il problema che - ma
questo lo dicono tutte le Regioni italiane, di destra, di centro
destra, di centro sinistra, le regioni del Nord, le regioni del Sud
- tutte sottolineano la scelta del Governo nazionale di accentrare
la gestione del PNRR, non tanto è problematica questa scelta sul
piano dell'esercizio del trasferimento finanziario quanto sul piano
della pianificazione e della programmazione e, a riguardo, ci sarà
nei prossimi giorni un incontro tra la Commissione Affari europei'
della Conferenza delle Regioni - che la Sicilia presiede - e la
Commissione Affari europei' dell'Assemblea dei Consigli regionali
e delle Assemblee elettive - che è presieduta dal Friuli Venezia
Giulia - proprio perché è necessario su questo un approfondimento,
tenendo altresì presente che il tema dell'accentramento nella
gestione attiene anche a vicende che riguardano anche la stessa
Europa.
Il Presidente della Commissione sviluppo regionale qualche giorno
fa, proprio in un intervento a Marsiglia in occasione dell'incontro
delle Regioni europee e delle Città europee, che si è tenuto in
quella città, ha sottolineato come la tendenza all'accentramento
nella gestione del PNRR purtroppo sia una tendenza che riguarda
l'intera Europa e non solo l'Italia.
La Nota di aggiornamento poi riguarda anche i risparmi determinati
dalla chiusura dei derivati che sono stati riferiti da questo
Assessorato in Commissione Affari finanziari' dell'Assemblea con
un risparmio che si aggira in termini generali, compresi le minori
appostazioni, a circa 200 milioni di euro, alla riforma del
bilancio regionale che è individuata come un tratto qualificante di
questa manovra finanziaria e, infine, alcune prospettive sul futuro
che, purtroppo, per quanto riguarda gli andamenti demografici non
possono che preoccupare notevolmente la Regione e l'intero popolo
siciliano.
Vengono riportati alcuni dati circa la tendenza delle nostre città
allo spopolamento che, quindi, purtroppo, non riguarda la già grave
piaga dello spopolamento delle aree interne ma adesso si prospetta
come una tendenza che va verso le grandi città, con una perdita tra
il 2018 e 2021 di 30 mila abitanti a Palermo, 10 mila abitanti a
Messina, 18 mila abitanti a Catania, quindi una perdita progressiva
non dovuta soltanto alla tragica piaga del brain drain, cioè
dell'emigrazione delle intelligenze dei giovani ma dovuta a uno
spopolamento che sta riguardando, purtroppo, l'intera Regione.
Un'ultima considerazione vorrei svolgere con riguardo alla
questione delle previsioni economiche. Come voi avete certamente
visto dai documenti finanziari, abbiamo una previsione che portano
i documenti finanziari, che non è una previsione che può sembrare
ottimistica dovuta a un esercizio di fantasia, ma è una previsione
che è ancorata alle statistiche di Banca Italia, alle analisi del
Governo nazionale e che quindi riflette le proiezioni nazionali,
che sono del 6,2 nel 2021 - quindi ormai passata - del 5,2 nel
2022, del 3,4 nel 2023 dell'1,9 nel 2024.
E' chiaro che oggi non siamo in grado di riformulare queste
previsioni, siamo solo in grado di dire che oggi sono previsioni
che inevitabilmente dovranno essere riviste. Dovranno essere
riviste per una duplice serie di motivazioni: la prima è quella
connessa all'incremento del costo delle materie prime,
all'incremento dell'inflazione, al credit crunch che in qualche
modo si prospetta, quindi all'incremento dei tassi di credito, a
una tendenza all'appesantimento delle dinamiche economiche. Questo
per una spinta inerziale dovuta proprio a questa crescita
prorompente che ha riguardato l'intera Nazione e quindi qualche
elemento di perplessità inevitabilmente deve intervenire, ma
soprattutto oggi il vero dramma al quale dobbiamo guardare è
l'effetto derivante dalla sanguinaria guerra che sta colpendo
l'Ucraina, che sta avendo effetti sul piano economico ben oltre i
confini di quello sfortunato Paese a cui va la solidarietà di tutti
noi, a uomini e donne che oggi stanno affrontando la odiosa, la
truce guerra fatta non ai carri armati e alle postazioni di guerra
ma fatta ai cittadini, agli uomini, alle donne, ai bambini inermi e
questa è una cosa che certamente deve muovere le radici più
profonde della nostra anima e dei nostri ideali.
Ma il tema è che le sanzioni che sono state irrogate a livello
internazionale dispiegheranno effetti economici non solo sulla
Russia, che come è noto è ormai arrivata quasi al default, ma per
le reazioni internazionali che questa misura, questa attività di
sanzioni determinano avrà inevitabili riflessi sul mercato del
turismo, sul mercato delle materie prime, sul costo dei carburanti,
sul costo del gas.
E' proprio di qualche minuto fa una telefonata del Presidente
degli industriali di Sicilia che ha chiesto un incontro
urgentissimo perché la situazione di moltissime imprese è ormai
prossima al collasso, sia per l'innalzamento dei costi energetici,
sia perché nel frattempo molte garanzie o moratorie sono venute
meno e, quindi, si sta cominciando a dispiegare una tempesta
finanziaria che certamente deve farci accrescere l'attenzione nei
confronti della Sicilia che produce, della Sicilia che dà lavoro,
della Sicilia che esporta.
Proprio quella Sicilia che sembrava attraverso l'esportazione
avere una forte crescita e che inevitabilmente, purtroppo, in
connessione con gli scenari che vi ho poc'anzi sinteticamente
descritto condurrà ad alcune riflessioni ma oggi non credo che ci
sia qualcuno che sia in grado di dire quali saranno le previsioni
per il prossimo semestre, per il prossimo anno.
Quindi questo adempimento diventa un adempimento importante,
obbligatorio, ma certamente che deve tenere conto di questi
elementi di forte fibrillazione dei mercati, di forte fibrillazione
delle dinamiche economiche con conseguenze veramente pesanti su
tutte le economie, soprattutto su quelle più deboli che mentre
usufruiscono di una spinta inerziale quando l'economia cresce,
subiscono un tonfo più consistente quando l'economia decresce,
quindi dobbiamo essere molto responsabili, attenti, e soprattutto
correre con l'approvazione del nuovo bilancio per poter dare uno
strumento finanziario prima possibile alla Regione e poter
affrontare questi mesi difficilissimi che ci aspettano, ci
aspettano mesi difficilissimi con tutte le potenzialità finanziarie
in campo.
Come voi sapete è stato chiuso l'accordo con la Banca europea
degli investimenti che consente finanziamenti per 100 milioni di
euro, l'IRFIS è stata dotata di 400 milioni di euro e sta svolgendo
attività di finanziamento con un'altissima domanda da parte di
imprenditori e professionisti, quindi c'è una forte spinta
oggettivamente di accesso al credito ma c'è anche una grave
situazione economica complessivamente considerata che quindi ci
deve tenere nello stato di massima allerta sul piano della tenuta
dei conti.
Presidente, mi sono permesso di dare qualche approfondimento e
qualche considerazione in più proprio perché la congiuntura che
stiamo vivendo non può non indurre a effettuare alcune
precisazioni.
L'idea è quella di procedere dopo l'approvazione del Documento
alla più celere definizione dei documenti contabili e quindi
portare l'Assemblea nel più breve tempo possibile all'approvazione
del bilancio e della legge di stabilità. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Armao.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cannata ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
(DEFR)
Riprende la discussione del Documento di economia e finanza
regionale (DEFR)
per gli anni 2022-2024 e della relativa Nota di aggiornamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, qualcuno chiede di intervenire?
MARANO. Io.
PRESIDENTE. L'onorevole Marano.
(Intervento fuori microfono)
CORCOROooo
PRESIDENTE. No, della guerra, no Allora, questo punto passiamo
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Basta che lo dite chi deve parlare; se nessuno fa
cenno, io passo alla votazione. Prego, onorevole Di Paola.
DI PAOLA. Grazie, Presidente. Ho ascoltato con molto interesse la
relazione da parte dell'assessore Armao. Volevo puntualizzare solo
un paio di cose su questo DEFR. Intanto, che c'è la percentuale
della raccolta differenziata e, quindi, dei rifiuti che aumenta nel
tempo ma, al solito, i rifiuti sono in giro per le strade
soprattutto all'interno delle città metropolitane e in molti
comuni, però, dico sul DEFR viene fatto un elogio per questa
raccolta differenziata che aumenta nel tempo; dopodiché sulle
dighe, Presidente, abbiamo ingenti somme che vengono stanziate per
le dighe della nostra Regione, però in molti territori l'acqua non
arriva agli agricoltori perché spesso non si trovano nemmeno i
pochi fondi o si trovano in ritardo i pochi fondi per sistemare una
conduttura che porta acqua da una diga piuttosto che un'altra
perché in questo momento le dighe sono ridotte in tutta la Sicilia
ad un colabrodo.
Dico poi, Presidente, la cosa che emerge principalmente è che ad
oggi, visto il calo dei consumi in Sicilia, Assessore, e visto
anche la situazione economica e a me dispiace dirlo perché poi il
Governo regionale, secondo me, su questa cosa dovrebbe sottolineare
a maggior ragione che la misura del reddito di cittadinanza è stata
una misura che ad oggi, in questi anni, lo dico perché spesso il
Presidente della Regione in interviste che rilascia, probabilmente
in campagna elettorale, senza il reddito di cittadinanza oggi la
Regione siciliana e l'economia della Regione siciliana sarebbe a
gambe all'aria e non solo, Presidente, anche le percentuali
relative al superbonus, abbiamo avuto il settore delle costruzioni
che è aumentato del venti per cento, cioè abbiamo avuto un boom sul
settore delle costruzione che è il settore trainante per quanto
riguarda la nostra Regione dovuto al fatto del superbonus.
Io mi aspetto che tutti i partiti qui che sono rappresentati in
Assemblea regionale siciliana con i loro riferimenti a Roma, perché
ognuno di noi ha dei riferimenti a livello nazionale, spingano
affinché il superbonus possa essere ottimizzato, affinché il
superbonus possa essere via via migliorato e questo lo dico perché
ci sono dei partiti che si sono schierati e sono dei partiti che
sostengono il Governo regionale, che sostengono questo Presidente
della Regione e che, probabilmente, lo sosterranno anche nella
prossima campagna elettorale che si sono schierati contro il
superbonus perché spesso in TV parlano di furbetti all'interno del
superbonus, così come parlano di furbetti all'interno del reddito
di cittadinanza, quando da sempre abbiamo sostenuto che misure
rivoluzionarie, misure nuove come quello del reddito di
cittadinanza e come quello del superbonus 110 per cento devono
essere nel tempo sistemate, se ci sono i furbetti devono essere
perseguiti, se ci sono delle cose da modificare all'interno di
queste leggi devono essere modificate per il meglio, ma non è
possibile e questo lo reputo veramente controproducente per la
Sicilia tutta e lo dimostrano i numeri che ci sono all'interno del
DEFR, reputo che sia controproducente il fatto che si remi contro
queste misure, non è possibile che ci siano rappresentanti
all'interno di quest'Assemblea che hanno riferimenti a Roma e ci
siano partiti di Roma che magari attaccano queste misure perché
sono misure, perché queste misure non interessano altre Regioni,
diciamocelo chiaramente, qui in Sicilia sono circa seicentomila i
percettori del reddito di cittadinanza, seicentomila e il
superbonus 110 per cento ha fatto nascere tantissime aziende qui
nel territorio siciliano e ci sono tantissimi lavoratori che si
sono reinseriti nuovamente nel mondo dell'edilizia proprio grazie
al superbonus 110 per cento e, quindi, sono due misure che
fortemente hanno sostenuto l'economia siciliana.
Dopodiché, un altro dato che mi preoccupa, Assessore, e su questo
spero che il Governo regionale faccia il possibile, è la
percentuale di NIT che aumenta, cioè abbiamo una percentuale di
giovani siciliani, di ragazzi che lasciano il percorso scolastico e
questa cosa mi preoccupa, assessore; mi preoccupa soprattutto in
questa fase dove le disuguaglianze stanno aumentando sempre di più.
Il fatto che ci sia questa percentuale che, nonostante le misure
che il Governo regionale, come dire, in questi anni, ha portato
avanti, io auspico che queste misure vengano moltiplicate. Perché
se c'è una percentuale di NIT che aumenta soprattutto in Sicilia,
sicuramente, come dire, anche per il futuro della società siciliana
il fatto che ci siano sempre più giovani che lasciano la scuola
dell'obbligo non è mai un fattore positivo.
Quindi, dobbiamo cercare di innescare tutta quella serie di misure
per far sì che in questa fase di pandemia, in questa fase di crisi
enorme in cui le diseguaglianze stanno aumentando sempre di più,
quei giovani, quelle giovani che man mano stanno abbandonando la
scuola in qualche modo noi dobbiamo cercare di recuperarle con un
percorso e con delle misure che possono essere mirate.
Ho dei dubbi, Assessore, sul fatto diciamo della quantificazione
delle entrate nel 2022 e, quindi, soprattutto sui tributi che la
Regione è riuscita nel 2022 in qualche modo a recuperare o che
doveva recuperare.
I dubbi sono forti perché, vista la grossa crisi, vista la grossa
crisi, è possibile che molti dei tributi che sono stati
quantificati all'interno e, quindi, sono stati inseriti all'interno
delle entrate del DEFR, possono venire a mancare e di fatto, come
dire, poi creare eventuali buchi di bilancio successivamente.
Chiudo col fatto che, così com'è successo in questi anni, questo
documento qui in Aula è arrivato, al solito, con estremo ritardo.
Dico, capisco tutto, capisco tutte le difficoltà, però, Assessore
- e questa cosa gliel'ho detta anche in Commissione Bilancio -
non riesco a capire perché il Governo regionale cincischi o perde
ancora tempo nella presentazione della legge di stabilità e del
bilancio della Regione siciliana. Così come era stato detto qualche
settima fa, quando abbiamo approvato l'esercizio provvisorio, non
per forza dovevamo arrivare alla scadenza dei quattro mesi.
Ebbene, oggi, mi sa che siamo quasi a metà marzo e dei documenti
relativi alla legge di stabilità e al bilancio, ad oggi, non ne
abbiamo visti nelle Commissioni di merito. E, quindi, dico, adesso,
stiamo discutendo del DEFR, però, assessore, non capisco come, e
questa è una cosa che dico pure al Presidente dell'Assemblea, non
capisco come si possa presentare un disegno di legge su norme
ordinamentali, però, con tutti i dubbi che ci possono star dietro
in Commissione Bilancio quando ancora noi non abbiamo né una legge
di stabilità e nemmeno, di fatto, un bilancio.
Quindi, non riesco a capire poi le tempistiche di questo Governo
regionale, che nel frattempo mi presenta in Commissione Bilancio un
disegno di legge con all'incirca 15 articoli su norme ordinamentali
che riguardano le assunzioni eventualmente sulle partecipate,
insomma, che comunque riguarda l'aspetto economico della Regione
siciliana, e siamo a metà marzo, non capisco come poi questa cosa
può andare a intersecarsi con una legge di stabilità e un bilancio
che ancora non è stato presentato da parte del Governo regionale.
Ho forti dubbi e, quindi, ho forti preoccupazioni, signor
Presidente, per tutti quei lavoratori che in questo momento stanno
aspettando una finanziaria, stanno aspettando che il Governo di
Musumeci faccia per quest'ultimo anno di legislatura la finanziaria
e il bilancio. E, quindi, signor Presidente, la preoccupazione
sulle tempistiche visto che il DEFR lo stiamo discutendo l'8 marzo
sono forti, e aggiungo come preoccupazione e lo consegno così a
tutta l'Aula che non è possibile che, come dire, a metà marzo noi
discutiamo in Commissione Bilancio e discuteremo poi anche in Aula
di un disegno di legge su norme ordinamentali quando ancora non c'è
né una legge di stabilità, né un bilancio.
PRESIDENTE. Allora, passiamo alla votazione. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della II Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
(L'ordine del giorno di approvazione del DEFR e della relativa
Nota di aggiornamento reca il numero d'ordine 629)
PRESIDENTE. Siamo 22 contro 17. E' approvato. Possiamo contare.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ternullo ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Siamo 21, stia tranquillo Abbiamo già votato Abbiamo
già votato Andiamo avanti.
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Abbiamo votato Vi assicuro che abbiamo votato
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Potete contarli e vedrete che siete in minoranza. Sono
scuse inutili perché siete in minoranza L'onorevole Cracolici
arriva ora, l'onorevole altro arriva ora. Quando abbiamo votato
eravamo 22 a 17, li ho contati.
Onorevole Fava, stia tranquillo che li ho contati stia tranquillo
che li ho contati Onorevole Cracolici, lei non c'era in Aula
onorevole Cracolici, lei non c'era in Aula
Discussione dei disegni di legge
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si passa ad alcuni disegni legge che necessitano di essere
incardinati.
Discussione del disegno di legge Istituzione e disciplina del
Registro telematico regionale dei Comuni e dei relativi prodotti a
denominazione comunale De.Co. (n. 851/A)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge Istituzione e disciplina
del Registro telematico regionale dei Comuni e dei relativi
prodotti a denominazione comunale De.Co. (n. 851/A).
Incardiniamo questo disegno di legge. Fisso il termine per la
presentazione degli emendamenti a venerdì 11 marzo 2022, alle ore
12.00.
DIPASQUALE. No, io chiedo di intervenire.
PRESIDENTE. Dopo glielo concedo.
DIPASQUALE. No, io chiedo di intervenire.
PRESIDENTE. Lei si sieda perché li ho contati io e il Presidente
decide Li ho contati io.
DIPASQUALE. No, non mi siedo completamente. Io chiedo di
intervenire perché la votazione è fasulla
PRESIDENTE. Dopo che parlo di queste cose.
Si passa al disegno di legge Schema di progetto di legge da
proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18
dello Statuto della Regione recante Modificazioni alla legge 21
novembre 2000 n. 353'. (n. 1057/A).
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. No, sono all'ordine del giorno, onorevole. Stiamo
parlando di incardinare i disegni di legge che sono qui per dare il
termine per gli emendamenti e discuterli la prossima settimana.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. All'ordine del giorno. Ripeto, allora, se non si è
sentito, ripeto: Istituzione e disciplina del Registro telematico
regionale dei Comuni e dei relativi prodotti a denominazione
comunale De.Co. (n. 851/A).
Incardiniamo questo disegno di legge e fisso il termine per la
presentazione degli emendamenti diamo gli emendamenti a venerdì 11
marzo 2022, alle ore 12.00.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Discussione del disegno di legge Schema di progetto di legge da
proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18
dello Statuto della Regione recante Modificazioni alla legge 21
novembre 2000 n. 353'. (n. 1057/A)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge Schema di progetto di
legge da proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto della Regione recante Modificazioni
alla legge 21 novembre 2000 n. 353'. (N. 1057/A).
Incardiniamo il disegno di legge. Fisso il termine per la
presentazione degli emendamenti a venerdì 11 marzo 2022, alle ore
12.00.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Non è incardinato mi dicono gli Uffici, abbiate
pazienza Non è incardinato, Presidente Gli Uffici mi dicono che
non è incardinato.
Discussione del disegno di legge Norme in materia di acque
termali. (nn. 235-945-962 Stralcio I-IV COM/A)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge Norme in materia di
acque termali (235-945-962 Stralcio I-IV COM/A).
Incardiniamo il disegno di legge. Fisso il termine per la
presentazione degli emendamenti a venerdì 11 marzo 2022, alle ore
12.00.
Ritorniamo al punto
Sull'ordine dei lavori
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Segretario, mi rivolgo a lei, perché io nella qualità di Segretario
d'Aula mi permetto di denunciare una votazione registrata dal
Presidente non veritiera, perché nel momento in cui il Presidente
veda, Presidente, io non a caso mi sono messo lì e quando mi sono
seduto ho iniziato a contare. Quando lei fa riferimento ai 21, fa
riferimento ai 21 tesserini che erano della maggioranza. In quel
momento, infatti, la maggioranza non era fatta da 21, non era
composta da 21 parlamentari. Cioè, lei si è assunto la
responsabilità di far passare il DEFR, una votazione a maggioranza
quando quella maggioranza non c'era in quanto i presenti in Aula
erano 16 e noi eravamo 17.
Veda, Presidente, io ho fatto quello che lei non ha fatto. Io ho
contato. Lei, invece, ha solamente guardato i tesserini che erano
presenti, ma non ha verificato il numero dei partecipanti. Quindi,
io ci tengo a prendere atto di questa mia dichiarazione nella
qualità di Segretario d'Aula perché il DEFR non aveva la
maggioranza. E' stato approvato senza la maggioranza in Aula, in
quanto i presenti e la maggioranza erano 16 e la minoranza era 17.
Io li avevo contati, non a caso ero salito là sopra perché mi
aspettavo quello che poi, purtroppo, è accaduto.
PRESIDENTE. Allora, onorevole, i presenti in Aula erano 45. Io ho
contato le persone che appartenevano al centrodestra, che sono
rimaste praticamente sedute e sono 21 e gli altri erano 17. Così si
è stabilito nel corso della votazione che il DEFR è stato
approvato, e così consideriamo l'atto relativo al punto due della
discussione.
Allora, manca l'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità, quindi, non è possibile trattare l'argomento di cui al II
punto dell'ordine del giorno.
C'è l'onorevole Compagnone. E' relatore lei? Lei la relazione l'ha
fatta?
Seguito della discussione del disegno di legge Norme in materia
di riutilizzo delle acque reflue urbane (n. 340/A)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge Norme in materia di
riutilizzo delle acque reflue urbane (n. 340/A). Invito la IV
Commissione a prendere posto nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Compagnone per svolgere la
relazione.
COMPAGNONE, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
disegno di legge che noi vi proponiamo - che è stato inizialmente
predisposto dal sottoscritto, dalla Presidente Giusy Savarino e
dalla collega Eleonora Lo Curto e che poi tutta la Commissione,
sostanzialmente, ha fatto proprio - è un disegno di legge che si
propone di promuovere, e far promuovere soprattutto nei comuni, il
riuso delle acque reflue.
Oggi, più che mai, questo argomento è importante. A nessuno sfugge
- poc'anzi qualcuno ha parlato di problemi idrici e di quanto oggi
sia diventato sempre più ingente, nonostante questi acquazzoni che
vediamo ma che, di fatto, non accumulano acqua perché molto spesso
vanno a finire a mare - mentre, invece, abbiamo gravi carenze
nell'accumulo delle acque, come voi sapete.
I pozzi che vengono normalmente utilizzati dagli agricoltori per
utilizzare le acque ai fini agricoli, diventano sempre più profondi
con spreco di energia e costi sempre più insostenibili.
In questo modo, noi, coerentemente con il ragionamento che viene
fatto, oggi più che mai, sull'economia circolare, cioè sulla
possibilità di riutilizzare i prodotti, in questo caso un bene
straordinario che è l'acqua, si immagina di poter riutilizzare le
acque reflue.
Questo oggi è possibile perché la tecnologia ci consente di farlo,
cosa che, magari, anni addietro non era possibile farla, la
Comunità europea ormai è su questa linea tant'è vero che la
questione del riuso delle acque reflue è stata già introdotta da
una direttiva comunitaria del 1991, la n. 271 del 1991, che fu poi
recepita con decreto ministeriale n. 185 del 2003 e successivamente
l'Unione europea ha emanato un'ulteriore direttiva, la n. 60 del
2000, recepita nel Testo unico ambientale del 2006.
Data l'importanza della questione, la stessa Unione ha emanato
anche il regolamento n. 741 del 2020 contenente norme più
dettagliate per la gestione ed il riutilizzo delle acque reflue; è
chiaro che questo rappresenta una modalità di lotta al cambiamento
climatico. E' sotto gli occhi di tutti, ogni giorno lo vediamo,
come questi cambiamenti climatici stanno incidendo sfavorevolmente
nel mondo e nelle nostre risorse. Poter riutilizzare, grazie alle
tecnologie che oggi ci sono, le acque reflue dei comuni per poterle
riutilizzare soprattutto nel mondo industriale o meglio ancora in
agricoltura, è chiaro che è una cosa di assoluto buon senso.
Si evidenzia che la Regione siciliana sarà pertanto la prima
Regione a ci sono altre Regioni che stanno lavorando in questo
senso, ma noi siamo una volta tanto all'avanguardia in questo senso
perché tra l'altro la Comunità europea sta anche, ha messo in
campo, un Regolamento su come utilizzare queste acque, che entrerà
in vigore proprio adesso nel 2023. Quindi, noi siamo, come dire,
antesignani rispetto al resto d'Europa.
Il presente disegno di legge, dopo una fase istruttoria durante la
quale sono state realizzate le audizioni di assessori, dirigenti
regionali e i direttori dei consorzi, è stata esitata dalla IV
Commissione con parere di copertura finanziaria della Commissione
Bilancio e su indicazione di questa la Commissione ha approvato
alcune modifiche tra cui l'inserimento della norma di invarianza
finanziaria di cui avevamo discusso, successivamente è stato, il
testo è stato, esitato per l'Assemblea.
La Presidenza dell'Assemblea ha ritrasmesso il testo in IV
Commissione chiedendo ulteriori approfondimenti su talune
disposizioni. La IV Commissione, dopo avere effettuato delle
modifiche del testo in esame, soprattutto con riferimento al
contenuto del Regolamento n. 741/2020, recentissima approvazione,
ha nuovamente esitato il disegno di legge, che è il numero 340, per
l'Assemblea.
Vi dico sinteticamente di cosa sono pochi articoli. L'articolo 1
prevede, indica le finalità. L'articolo 2 prevede che l'assessore
per l'energia ed i servizi di pubblica utilità emani un decreto
contenente le norme di dettaglio specificatamente sulle procedure e
sulle definizioni. L'articolo 3 specifica che le acque reflue sono
conferite ai gestori delle reti di distribuzione. Cioè come
funzionerà che i comuni sono dotati di depuratore, potranno,
potranno e questa è una cosa, un'altra nota importante che prego i
colleghi di considerare, questa diventa per i fondi comunitari una
nota predisponente. Cioè che significa? Nel momento in cui
approviamo questa norma ci predisponiamo, predisponiamo la Regione
siciliana a potere acquisire i fondi comunitari per poter per
esempio ristrutturare o creare o fare gli impianti di affinamento.
Cosa sono gli impianti di affinamento? Sono gli impianti che sono
successivi all'impianto di depurazione semplice. Sono gli impianti
di affinamento, cioè affinano ulteriormente le acque per poterle
rendere utili per l'agricoltura. Questo è l'impianto di
affinamento.
Noi oggi questo lo possiamo fare grazie al fatto che nella
programmazione 2021-2027, la Comunità europea mette tanti fondi per
fare questo, per fare questa pratica di riuso e di economia
circolare. Possiamo utilizzare questi fondi quindi per farli
sostanzialmente a carico dei fondi comunitari. Questa è la bontà di
questa norma.
Altre cose che devo dire, ah, ecco, come funziona? Funziona così,
onorevole Pasqua, che dall'impianto di affinamento l'acqua verrà
poi ceduta per convenzione a seconda delle aree geografiche, a
seconda dei bisogni del territorio. In quei territori in cui c'è
agricoltura e c'è bisogno di acqua si faranno le convenzioni con i
consorzi per esempio di bonifica o dei liberi consorzi di cittadini
che potranno utilizzare l'acqua per l'uso irriguo.
Dopo per esempio invece ci sarà la necessità, ci sono degli
impianti industriali, delle aree ASI che utilizzano l'acqua e non
ci sono impianti agricoli. Si possono fare le convenzioni con le
aree ASI perché l'acqua possa essere utilizzata per le aree
industriali.
Ecco, in questo modo il controllo sulle acque sarà chiaramente
delegato - come vedremo in un ulteriore articolo - all'ARPA, che ne
controllerà le caratteristiche riferite a delle tabelle ben precise
che già l'Unione Europea e il Governo nazionale e la Regione
Siciliana hanno approvato ed in essere, tutto questo verrà
controllato e autorizzato dal Governo regionale.
Questo è il quadro della norma.
A questo punto, per quanto mi riguarda possiamo entrare nella
lettura degli articoli, se non ci sono problemi. L'articolo 1 la
Regione promuove l'utilizzo delle acque reflue urbane trattate per
usi irrigui, civili e industriali come abbiamo detto. Signor
Presidente, possiamo approvare.
PRESIDENTE. Vediamo se qualcuno chiede di intervenire.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Può parlare dal posto, onorevole
Cracolici. Poi ha chiesto di parlare l'onorevole Di Paola.
CRACOLICI. L'intendimento è nobile. Faccio questa premessa perché
è evidente che il riuso delle acque reflue è una opportunità che in
una terra come la Sicilia, che ha utilizzato l'invasamento,
prevalentemente, per la distribuzione irrigua e potabile, ed è
questo il punto, avere una portata aggiuntiva di acqua che oggi
noi, sostanzialmente, buttiamo a mare e in alcuni casi facciamo
anche di più, perché esistono casi in Sicilia in cui le acque
vengono depurate e poi rimesse nelle fognature. E parlo con
cognizione di causa, poiché mancano i recapiti finali degli
impianti di depurazione perché sono stati progettati negli anni in
cui sono stati progettati, in aree che poi sono diventate aree
protette e, pertanto, non si sono potuti realizzare i cosiddetti
recapiti finali che, normalmente, avviene a mare.
Ho letto qui il testo. Credo che bisognerebbe fare una
specificazione netta, perché assegnare le acque reflue ai soggetti
che gestiscono la distribuzione, se non specifichiamo chi, non il
nome e cognome, ma quale distribuzione, una cosa deve essere
chiara. L'utilizzo delle acque reflue deve avere una finalità
industriale o irrigua, ma deve essere chiaro che non può essere
mischiata all'utilizzo potabile. E, se tu lo vai a leggere bene,
non è specificata questa dizione.
Quando leggo l'articolo 3 che dice le acque reflue urbane
trattate, previa stipula di apposita convenzione, possono essere
conferite dai gestori di impianti di depurazione o affinamento, ai
gestori delle reti di distribuzione faccio un esempio che è la
città che conosco. L'azienda AMAP che gestisce sia la distribuzione
potabile sia l'impianto di depurazione, in teoria, potrebbe
affidare a sé stessa l'utilizzo delle acque depurate e/o affinate.
Ma poiché non c'è una condotta distinta tra la rete, cosiddetta
della distribuzione di acqua potabile da quella per uso irriguo,
noi rischiamo di combinare un patatrac.
Io capisco il senso, però, consentimi di essere molto pignolo su
questo. Perché il tema non è solo l'affinamento delle acque
depurate, il tema è la realizzazione di condotte dedicate. Se noi
non abbiamo una rete di distribuzione dell'acqua depurata, e non
l'abbiamo, noi rischiamo di fare un testo di legge buono nelle
intenzioni ma che, sostanzialmente, rischia di diventare una sorta
di testo far west, per cui ho fatto l'esempio specifico, poi al di
là dei parametri, ho letto un emendamento che stabilisce anche dei
parametri, però se nel Regolamento il parametro era, forse è meglio
stabilirlo al regolamento in atto piuttosto che stabilire con la
rigidità della legge i parametri stessi, di cosiddetta
accessibilità, quindi, chiedo ai proponenti, intanto, un primo
discrimine, chiaro, che le questioni di cui stiamo parlando non
possono essere minimamente confuse, con la distribuzione per uso
potabile delle acque.
Ho fatto, dunque, l'esempio dell'articolo 3, onorevole
Compagnone, proprio perché credo che vada nettamente specificata la
destinazione per uso industriale o per uso irriguo, di queste acque
e quindi con condotte dedicate, perché non possiamo mischiare
l'acqua depurata con l'acqua coltivata negli invasi specifici.
COMPAGNONE, relatore. E' già nei termini perché nella legge è il
codice dell'ambiente che lo prevede e c'è il controllo
dell'Assessorato.
PRESIDENTE. Onorevole Compagnone, facciamo completare l'onorevole
Cracolici.
CRACOLICI. Ribadisco, a evitare qualunque confusione, al di là
delle norme cosiddette del decreto sull'ambiente, noi dobbiamo
specificare che l'uso di acque depurate deve avere, non solo una
destinazione specifica e non essere mischiata ma deve avere anche
dei vettori di trasferimento dedicati, perché altrimenti rischiamo
di fare confusione.
PRESIDENTE. Mi pare che l'osservazione dell'onorevole Cracolici
sia corretta. Lei ha bisogno di 5 minuti di sospensione per
presentare un emendamento?
COMPAGNONE, relatore. Volevo solo dire che in tutti gli articoli,
l'articolo 5
PRESIDENTE. L'onorevole Cracolici parlava dell'articolo 3. Lei ha
bisogno di qualche minuto per presentare un emendamento?
COMPAGNONE, relatore. Non ho bisogno di nessun minuto.
PRESIDENTE. E allora andiamo avanti con l'articolo 1.
COMPAGNONE, relatore. Non per tranquillizzare l'onorevole
Cracolici, che è molto attento, però tutti gli articoli e tutta
l'impostazione della legge è chiarissima, non ci può essere
confusione, a parte che la legge già prevede, il codice
dell'ambiente prevede che non è possibile utilizzare, articolo 99
del codice dell'ambiente, mi dice il professore. È così. Già quindi
è superfluo e poi tutto l'impianto della norma è chiaro e parla
esclusivamente di uso irriguo in agricoltura o di uso industriale.
Quindi, non credo ci sia bisogno, non per tranquillizzarti, ma
veramente è così, se avessimo dei dubbi lo accetteremo con piacere
ma sostanzialmente non c'è questo motivo, non è stato mai sollevato
neppure dagli uffici, cioè tutto l'impianto della norma è così, non
credo che ci sia questo problema, assolutamente, onorevole
Cracolici.
Per quanto riguarda le reti di distribuzione, che giustamente
l'onorevole Cracolici, cita, le reti di distribuzione noi cosa
diciamo, dove, ecco perché non è un obbligo e abbiamo parlato più
volte con Valentina Palmeri, non può essere un obbligo, tiene conto
delle caratteristiche del territorio, in quel territorio in cui c'è
il consorzio di bonifica che ha realizzato le reti di distribuzione
si farà la convenzione e gli sarà data l'acqua. Nel territorio in
cui questo non c'è. Non c'è. E giusto? Diventa un fatto
propositivo.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Compagnone.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Dice l'onorevole Compagnone che è ultronea, perché c'è
il codice per l'ambiente che sancisce. Un attimo, c'è l'onorevole
Di Paola che ha chiesto di parlare, poi l'onorevole Lupo; se lei
chiede di intervenire, la faccio intervenire dopo.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dire una cosa. Ho presentato un emendamento aggiuntivo al testo,
emendamento ovviamente che col testo c'entra poco ma è un
emendamento che serve a superare un'impugnativa di una legge, che è
quella sull'accoglienza e l'inclusione.
In pratica, ci sono state contestate un paio di parole a livello
nazionale sulla legge sull'accoglienza e l'inclusione che abbiamo
approvato mesi fa e, siccome proprio in questa fase, la legge
sull'accoglienza e l'inclusione è in questo momento importante, è
bene sbloccare, tutto qua, poi per il resto il disegno di legge è
meritorio.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, io credo che l'intervento dell'onorevole
Cracolici meriti un approfondimento anche perché con tutto il
rispetto per il codice dell'ambiente che è una grande riforma
economico-sociale e certamente si applica anche in Sicilia,
sappiamo bene che l'art. 14 dello Statuto prevede la competenza
esclusiva della Regione in materia di acque pubbliche. Quindi io, è
bene evitare impugnative, o l'insorgere d'incomprensioni
soprattutto tra i cittadini, perché voglio ricordare a tutti noi
che abbiamo il dovere di approvare leggi chiare e comprensibili ai
siciliani, senza che questi abbiano approfondite conoscenze in
materie specifiche come appunto quella che può riguardare il codice
dell'ambiente. Se la volontà del legislatore, in questo caso noi, è
questa, io credo sia opportuno precisare il contenuto della norma
quindi mi auguro che la Commissione possa valutare favorevolmente
la richiesta dell'onorevole Cracolici che è anche la nostra e del
mio Gruppo parlamentare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lupo.
Onorevole Savarino, prego.
SAVARINO, presidente della Commissione. Signor Presidente, volevo
dire, aggiungiamo per tranquillità perché insomma è giusto cercare
di fare un disegno di legge che sia - com'è stato finora -
condiviso da tutti per cui se bisogna chiarire meglio, aggiungiamo
e chiariamo meglio.
Però va visto, come diceva giustamente il collega Compagnone, nel
contesto totale che è comprensivo anche dell'art. 5 che addirittura
esclude alcune aree. L'autorità di bacino può escludere alcune aree
a rischio desertificazione dall'utilizzo delle acque reflue
depurate quindi c'è anche una tutela maggiore, quindi non l'uso
potabile, addirittura anche l'uso irriguo in alcune aree se si
ritiene che questo possa accelerare il processo di
desertificazione. Quindi c'è una tutela anche dell'ambiente e delle
aree che sono a rischio desertificazione.
Ma, ripeto, per tranquillità dei colleghi aggiungiamo anche
nell'articolo 3 che si riprende la disciplina per l'uso solo in
corrispondenza a quello che è dettato dalla normativa statale così
viene escluso quello per uso potabile come sottolineato e
richiesto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io non vorrei che siano equivoci tra
di noi. No, no però, o le condividiamo le cose o non le
condividiamo, nel senso che io non sto discutendo il recapito
finale, cioè è evidente che se si produrrà, mi auguro, acqua da usi
da refluo attraverso la depurazione, a quel punto, l'autorità di
bacino deciderà quali sono i cosiddetti siti idonei per il
trasferimento e l'utilizzo di queste acque.
Bene, non è questo in discussione. Il tema che pongo io è un
problema dei conduttori. Ad oggi, faccio l'esempio dei consorzi di
bonifica, i consorzi di bonifica, al di là delle reti di
distribuzione agli agricoltori, le reti di adduzione sono connesse
a che cosa? Ai bacini, alle dighe, cioè a quelle aree e a quei siti
dove sono stati autorizzati al prelievo dell'acqua, alla captazione
si dice tecnicamente e poi alla distribuzione a valle agli
agricoltori ecc. ecc.
La problematica che voglio che in qualche modo sia chiara
altrimenti c'è un rischio di caos, lo chiamo così, che noi dobbiamo
avere le reti dedicate non per la distribuzione. E' evidente che
per la distribuzione per l'uso di acque irrigue va agli agricoltori
cioè sono gli associati ai consorzi di bonifica, è giusto? Quindi
l'uso irriguo è insito nella finalità del consorzio di bonifica. Il
tema è quest'acqua che io acquisto tramite convenzione, come la
capto? Allora, se noi non abbiamo una certezza di distinzione delle
reti di captazione si potrebbe determinare che lo stesso vettore
che oggi utilizzo per la captazione di acque per usi civili, tra
l'altro si fa riferimento a un uso civile che, attenzione, è
equivoco, quindi il civile normalmente è potabile o no?
Onorevole Compagnone, visto che lei ha detto all'articolo 1, credo
che l'uso civile è anche
COMPAGNONE, relatore. E' anche lavare i piatti.
CRACOLICI. Io continuo a dire, proprio a sicurezza di tutti, che
PRESIDENTE. Mi pare, però, che la Commissione ha detto che sta
presentando un emendamento.
CRACOLICI. Ho capito, ma io quello che dico è che noi dobbiamo
specificare che i canali di trasmissione dell'acqua reflua devono
avere vettori dedicati.
PRESIDENTE. Questo lo preparate, se è il caso sospendiamo anche
cinque minuti, non è un problema.
Onorevole Cracolici vediamo di iniziare le votazioni e l'esame dei
singoli emendamenti tenendo conto che se all'articolo 3 è
necessario fermarci ci fermiamo, perché è giusto predisporre
emendamenti che siano comprensibili da parte di chi deve attuare le
leggi.
Si passa all'emendamento 1.1, che è sub emendamento
dall'emendamento 1.1.1, che fra l'altro è sostitutivo.
L'emendamento è fuori sacco, è stato distribuito?
E' un emendamento che viene suggerito dagli uffici, il Regolamento
entrerà in vigore tra un anno. Con questa disposizione noi salviamo
praticamente l'impostazione dell'articolo 1, lo sub emendiamo e ci
troviamo nelle condizioni di avere una legge che può andare avanti.
Pongo in votazione il sub emendamento 1.1.1. Il parere della
Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
In sede di approvazione finale con l'attuazione del 117'
diventerà disposizione modificata come disposizione di carattere
normativa europea.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Posso chiedere che si faccia un emendamento al comma 1
dell'articolo 1 dopo le parole civili e industriali' escludendo
l'uso potabile?
PRESIDENTE. La Commissione, prima di votare, può presentare questo
emendamento e lo consegnate agli uffici. E' arrivato l'emendamento
firmato dall'onorevole Lupo, lo leggo: ad eccezione dell'uso
potabile .
Onorevoli Compagnone è stato presentato l'emendamento da parte
dell'onorevole Lupo ad eccezione dell'uso potabile che corregge
Col parere favorevole della Commissione e del Governo lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 1.2 è ritirato.
Si passa all'emendamento 1.3. C'è un subemendamento 1.3.1, che è
sempre a firma degli onorevoli Palmeri, Fava e Lo Giudice.
Con il parere favorevole della Commissione e del Governo lo pongo
in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.3.1, così come è stato emendato
con il parere favorevole della Commissione e del Governo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'approvazione dell'articolo 1 nel testo risultante.
Con il parere favorevole della Commissione e del Governo lo pongo
in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Adempimenti dell'Assessore regionale per l'energia ed i
servizi di pubblica utilità
1. Con decreto dell'Assessore regionale per l'energia ed i servizi
di pubblica utilità, sentita l'Autorità di bacino di cui
all'articolo 3, della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, emanato
entro novanta giorni dalla data di approvazione della presente
legge, in conformità alle normative statali e dell'Unione europea
vigenti, sono definiti gli usi irrigui, civili ed industriali per
l'utilizzo delle acque reflue urbane trattate ed il procedimento e
gli impianti di affinamento di cui alle normative statali e
dell'Unione europea vigenti»
Si passa all'emendamento 2.1 degli onorevoli Palmeri, Fava, Lo
Giudice. Il parere della Commissione?
COMPAGNONE, relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Con il parere contrario della Commissione e del
Governo lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
C'è un emendamento tecnico della Commissione, il 2.2. E' stato
distribuito? Mi dicono che è stato distribuito. Con il parere
favorevole della Commissione, ovviamente, e del Governo lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione dell'articolo 2 nel testo risultante, con
il parere favorevole della Commissione e del Governo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Conferimento acque reflue urbane trattate
1. Le acque reflue urbane trattate, previa stipula di apposita
Convenzione, possono essere conferite dai gestori degli impianti di
depurazione o affinamento ai gestori delle reti di distribuzione».
Onorevole Compagnone, ha predisposto l'emendamento?
COMPAGNONE, relatore. Sì. Lo avete voi.
PRESIDENTE. Sì. All'articolo 1 su suggerimento dell'onorevole
Cracolici lo abbiamo aggiunto. Lo dobbiamo ripetere? Però decidete
quello che dobbiamo fare.
Sospendiamo i lavori per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.42, è ripresa alle ore 17.50)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento 3.1 e
all'emendamento 3.2 R.
Lo stanno distribuendo, bene. L'emendamento 3.1 è ritirato.
Si passa quindi all'emendamento 3.2 R. Con il parere favorevole
della Commissione e del Governo lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3 nel testo risultante, con il
parere favorevole della Commissione e del Governo. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Disposizioni in materia di monitoraggio, controllo e
individuazione della tariffa
1. Il monitoraggio ed il controllo dei servizi inerenti all'acqua
reflua urbana trattata sono affidati all'Assessorato regionale
dell'energia e dei servizi di pubblica utilità.
2. Il controllo sulla qualità delle acque reflue urbane trattate è
affidato all'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente e,
in ragione degli usi secondo la normativa vigente, all'Azienda
sanitaria provinciale territorialmente competente.
3. Gli eventuali costi aggiuntivi, rispetto alle tariffe del
servizio idrico integrato, necessari al trattamento delle acque
reflue urbane ai fini della presente legge, nel rispetto dei
provvedimenti dell'Autorità di regolazione per energia, reti e
ambiente (ARERA), sono a carico degli utilizzatori della risorsa».
L'emendamento 4.1 è ritirato.
Si passa all'emendamento 4.2. Il parere della Commissione?
COMPAGNONE, relatore. Separate rispetto alle tariffe del servizio
idrico, che sono a carico - no, no, perché fa confusione - gli
eventuali posti aggiuntivi.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Allora, ai sensi della normativa europea considerando che
il processo di affinamento non è inglobabile appunto nel servizio
idrico integrato, ho voluto semplicemente specificare questa cosa
della contabilità separata per evitare che si possa incorrere nella
contabilizzazione ai fini della tariffa, ai fini tariffari, di
questi costi, di questi servizi.
Quindi era semplicemente un volere specificare qualcosa che
sicuramente nelle volontà del legislatore in questo caso della
Commissione e dell'onorevole Compagnone magari era implicita.
Appunto chiarire questo aspetto della contabilità separata visto
che non è inglobabile nel servizio idrico integrato, si parla di
altri tipi di utilizzi civili che non sono quelli del servizio
idrico integrato. Quindi ad esempio le preoccupazioni di cui
parlava l'onorevole Cracolici ma sono altri tipi di utilizzi
civili. E quindi la contabilità separata non va in tariffa.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Palmeri. Il parere della
Commissione?
COMPAGNONE, relatore. Per la verità, ci è sembrato ultroneo questo
perché se si legge con attenzione il punto 3 dell'articolo 4 già si
scrive gli eventuali costi aggiuntivi rispetto alle tariffe del
servizio idrico integrato necessario al trattamento delle acque
reflue urbane ai fini del presente disegno di legge, sono a capo
degli utilizzatori della risorsa .
Cioè già è scritto che chi utilizza la risorsa coprirà le spese
ulteriori. Per cui ci sembra un appesantire la norma che non ha
senso e che potrebbe invece creare ulteriori problemi.
PRESIDENTE. Quindi, conferma il parere contrario della
Commissione?
COMPAGNONE, relatore. Sì.
PRESIDENTE. Va bene. Lo ritira onorevole Palmeri?
PALMERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 4 con il parere
favorevole della Commissione e del Governo. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Pianificazione delle attività di recupero delle acque
reflue ai fini del
riutilizzo per usi irrigui
1. L'Autorità di bacino di cui all'articolo 3, della legge
regionale 8 maggio 2018, n. 8, di concerto con il dipartimento
regionale dell'acqua e dei rifiuti e con il dipartimento regionale
dello sviluppo rurale e territoriale provvede all'individuazione
delle aree irrigue ove, in funzione dell'estensione e del tipo di
coltura praticata, nonché dell'orografia territoriale, risulta
possibile l'impiego di acque reflue urbane trattate.
2. Nelle aree della Regione il cui suolo è a rischio
desertificazione, l'utilizzo delle acque reflue urbane trattate per
usi irrigui è sottoposto ad una verifica delle caratteristiche
pedologiche dei suoli al fine di non accrescere eventuali fenomeni
di desertificazione in atto.
3. La programmazione di cui al presente articolo privilegia le
aree della Regione caratterizzate da deficit idrico».
E' stato presentato il subemendamento 5.1.1 che modifica
l'emendamento 5.1.
COMPAGNONE, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COMPAGNONE, relatore. In realtà, va bene perché sostanzialmente
semplifica e quindi va bene.
PRESIDENTE. Parere favorevole della Commissione. Perfetto, va
bene.
Si passa all'emendamento 5.1 ed approviamo l'intero articolo
perché è sostitutivo dell'intero articolo. A questo punto pongo in
votazione il 5.1 così così come è stato emendato dal 5.1.1 con il
parere favorevole della Commissione e del Governo. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Abbiamo un emendamento A.1 a firma degli onorevoli Compagnone,
Lentini e Di Mauro che potrebbe essere semplificato oppure non so
se c'è la relazione. La Commissione lo vuole illustrare?
COMPAGNONE, relatore. Sì, lo spiego. È un emendamento tecnico che
abbiamo concordato con il Dipartimento, perché la Regione siciliana
aveva - probabilmente per un refuso, un errore - individuato dei
parametri che erano diversi da quelli individuati a livello
nazionale ed europeo, che sono eccessivamente restrittivi e che
creano un sacco di problemi, per cui sono dei livelli
irraggiungibili a cui lo stesso Dipartimento aveva già da tempo
sottolineato questa cosa, e noi con l'emendamento stiamo riportando
in linea le tabelle della Regione siciliana esattamente a quelle
che vengono previste a livello nazionale ed europeo, tutto qua,
molto semplice.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, ecco, è la classica norma
complicazione di cose semplici . Se noi stiamo dicendo che in
Sicilia si applicano conformemente le disposizioni di cui al
decreto, all'allegato 5 del decreto 152, io non aggiungerei altro.
Anche perché - e lo dico proprio per il principio del buon
andamento della legislazione - laddove dovessero modificarsi i
parametri del decreto legislativo, dobbiamo andare a fare un'altra
legge? Allora noi diciamo del decreto legislativo e successive
modificazioni, eccetera, eccetera. Quindi noi ci uniformiamo ai
parametri nazionali ed europei sulla base dell'evoluzione giuridica
che via via ci sarà. Se invece facciamo una tabella propria, come
se la dovessimo interpretare, non ci stiamo uniformando al decreto
legislativo, stiamo interpretando il decreto legislativo. Ecco
perché, collega Compagnone, suggerisco di riferirsi all'articolo 5,
e successive modifiche integrazioni.
PRESIDENTE. Cioè, l'onorevole Cracolici suggerisce il recepimento
delle delibere nazionali.
CRACOLICI. Dinamico.
PRESIDENTE. Quindi, lo modifica? Sì, lo modifichi e lo presenti.
SAVARINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione. Signor Presidente, le
chiedo scusa, allora, la necessità per cui l'onorevole Compagnone
ha fatto questo emendamento aggiuntivo condiviso dalla Commissione,
è quello di modificare una norma attuale regionale che, altrimenti,
resterebbe in vigore e cozzerebbe con questa disciplina e anche con
la disciplina che noi vogliamo recepire, che è quella di rango
nazionale.
Mi convince, invece, la sollecitazione dell'onorevole Cracolici,
di aggiungere e successive modifiche ed integrazioni , qualora il
decreto attuale e vigente dovesse essere modificato. Quindi chiedo
agli uffici - questa è una cosa che si può fare direttamente - di
aggiungere all'emendamento dell'onorevole Compagnone, finale
s.m.i. , e poi va bene.
COMPAGNONE, relatore. Va bene.
PRESIDENTE. Chi lo presenta?
Va bene, lo fanno gli Uffici. Aggiungiamo successive modifiche ed
integrazioni . Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'onorevole Di Paola poc'anzi aveva fatto cenno ad un emendamento
aggiuntivo importante in questo momento. È firmato da alcuni
parlamentari Cinque Stelle, che credo possa interessare anche
altri. Invito gli uffici a distribuirlo. Per favore, onorevole Di
Paola, intervenga per illustrarlo ai colleghi e al Governo.
DI PAOLA. Brevemente, Presidente. Noi qualche mese fa abbiamo
approvato la legge sull'accoglienza e l'inclusione. Legge che in
questo momento, tra l'altro, è molto importante, visti purtroppo i
fatti che ci stanno travolgendo in Europa. Questo emendamento è un
emendamento degli uffici che supera l'impugnativa della legge
sull'accoglienza e l'inclusione, che c'erano alcuni passaggi su un
paio di articoli. Quindi è un emendamento prettamente tecnico, solo
per superare l'impugnativa relativa alla legge sull'accoglienza e
l'inclusione. Tutto qua Presidente. Quindi è un emendamento
tecnico, solo per superare l'impugnativa.
Tra l'altro l'avevamo inserita in altri disegni di legge che sono
rimasti indietro, quindi siccome oggi è un fatto molto importante
superare l'impugnativa.
L'abbiamo concordata sia in Commissione I che con gli uffici. In
Commissione I c'era pure il Governo. È il superamento di
un'impugnativa. Assessore, è il superamento dell'impugnativa della
legge sull'accoglienza.
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, mi dicono gli Uffici che lo hanno
elaborato loro. Se volete fare una riflessione.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi chiedevo al Capogruppo del Movimento
Cinque stelle, siccome non ho motivo di non credere che sia stato
concordato, se mi dice anche con chi, con quale collega lo ha
concordato, che era presente in prima Commissione, in modo da
potere renderlo intellegibile rispetto
PRESIDENTE. C'è l'onorevole Pellegrino in Aula?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No.
PRESIDENTE. Non c'è.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Così come noi, l'altra volta abbiamo approvato alcune
norme che superavano l'impugnativa sulla legge che riguarda
l'edilizia, la stessa cosa - e ringrazio gli uffici - stiamo
facendo per superare l'impugnativa relativa alla legge
sull'accoglienza e l'inclusione.
E' stato concordato, anche, con l'assessore Scavone, il fatto del
superamento dell'impugnativa. Non c'è niente altro. E' un
emendamento tecnico.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Va bene
Presidente, parere favorevole.
PRESIDENTE Con il parere favorevole del Governo, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Passiamo alla votazione
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Era A2.
Dobbiamo procedere al voto finale del disegno di legge. Noi
dobbiamo esprimere due voti finali. Tra l'altro, l'onorevole
Compagnone mi aveva chiesto di intervenire sul voto finale del
disegno di legge Schema di progetto di legge'. C'è da approvare
anche l'articolo 6, che è la norma finale per la pubblicazione. Ne
do lettura:
«Art. 6.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
discussione approvazione dell'ordine del giorno n. 628
Presentazione degli ordini del giorno nn. 627, 628 e 630 e
discussione approvazione dell'ordine del giorno n. 628
PRESIDENTE. A questo punto ci sono degli ordini del giorno.
Uno riguarda gli Interventi urgenti per la salute e la sicurezza
nei luoghi di lavoro' firmato dal Partito Democratico. Governo, che
parere date all'ordine del giorno n. 627?
Li possiamo distribuire al Governo, per favore? Ce n'è uno che
riguarda le donne - oggi è la festa dell'8 marzo, anche se è un
momento difficile bisogna ricordare anche questa ricorrenza -
numerato 628. Gli ordini del giorno sono tre: 627, 628 e 630.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché, qualche
settimana addietro - colgo l'occasione prendendo spunto da questi
ordini del giorno - dopo che l'assessore Samonà aveva risposto ad
un'interrogazione relativa al finanziamento per il ripristino di un
borgo importante - peraltro raccogliendo il plauso di tutta l'Aula,
compresa l'opposizione, perché era un percorso assolutamente
virtuoso - in buona sostanza, è accaduto che - evidentemente in
maniera assolutamente secondo canoni di buona fede - il Capogruppo
di Forza Italia ha presentato un'interrogazione, o meglio un ordine
del giorno che, in buona sostanza, diceva il contrario di quello
che aveva appena spiegato il collega Samonà.
Evidentemente c'è stato, da parte del sottoscritto, un momento di
distrazione perché a quel punto io, prendendo atto dell'intervento
del collega Calderone, che ha fatto soltanto il suo dovere, ho
detto che nulla ostava da parte del Governo. Questo nasce dal
presupposto che nessuno è tuttologo.
Perché ho voluto dire questa cosa? Non soltanto, in buona
sostanza, per rivendicare l'unicità del Governo per cui era fin
troppo evidente che se Samonà aveva sostenuto un punto di vista,
quello era anche quello dell'assessore Cordaro, in ragione ratione
materiae. Ma il tema vero è, Presidente, che oggi i colleghi del PD
presentano un ordine del giorno che come titolo, e chiedo la sua
attenzione Presidente, perché se si presenta un ordine del giorno
che recita Interventi urgenti per la salute e la sicurezza sui
luoghi di lavori', io mi chiedo cosa possa fare il vicepresidente
Armao, molto più bravo di me, o l'assessore Cordaro che non ha
alcuna idea delle deleghe delle quali stiamo parlando e, quindi,
poi si finisce per fare, diciamo, in qualche modo l'incidente di
percorso.
Lo stesso è per l'ordine del giorno 628 Definizione di una
strategia regionale per la parità di genere ma qua ci arrivo,
perché se questo io lo leggo sono in condizione di dire che sono
ovviamente d'accordo, tendenzialmente, non l'ho ancora letto.
E infine, Interventi urgenti per la ripresa economica e per il
corretto utilizzo delle risorse del PNRR da destinare ai settori
delle costruzioni . Ora, quello che voglio dire, Presidente, è che
fatta come premessa, posta come premessa, la buona volontà del
Governo di aderire alle indicazioni dei colleghi di maggioranza, ma
soprattutto in questo caso di opposizione che svolgono il loro
ruolo politico, il tema è che non possiamo trovarci ad esprimere un
parere su materie che non sono minimamente di competenza degli
Assessori presenti.
Quindi, inviterei per esempio a rinviare a domani soprattutto
l'intervento sulle misure urgenti sulla salute e quello sul PNRR in
tema di costruzioni, in maniera che gli uffici possano inviare o
possano raccogliere il parere dell'Assessore competente, perché
credo che anche da parte dei proponenti questo avrebbe un maggiore
valore perché poi finisce che il parere favorevole, diciamo un
tantum casuale, dell'Assessore Cordaro potrebbe, ecco, creare più
un fatto di confusione che un fatto invece di buona
amministrazione. Lo dico in piena coscienza e in assoluto spirito
di collaborazione e sono convinto che il mio intervento possa avere
un senso.
Per quanto riguarda invece l'ordine del giorno sulla strategia
regionale per la parità di genere vorrei chiedere all'onorevole
Lupo di rappresentarlo in trenta secondi in maniera di sapere di
cosa parliamo.
PRESIDENTE. Allora, mi pare di capire, mi scusi, che, come
Governo, l'ordine del giorno n. 627 lo rinviamo a domani, giusto?
(Interruzione fuori microfono)
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego onorevole Lupo, sono stati
presentati poco fa.
LUPO. Sì, grazie Presidente, Governo, colleghi, oggi, come
sappiamo, è l'8 marzo, festa della donna, e l'ordine del giorno che
abbiamo presentato nella parte descrittiva di premessa sintetizza
quelli che sono i dati statistici che tutti conosciamo con
riferimento all'occupazione femminile che presenta un divario
spaventoso tra Nord e Sud.
Nella sostanza l'ordine del giorno propone di avvalerci della
programmazione del PNRR per ridurre anche il divario di genere.
Quindi, non solo il divario Nord-Sud o aree forti-aree deboli ma
anche il divario di genere uomo-donna rafforzando quelle misure a
sostegno dell'occupazione femminile. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lupo.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Intanto non può che essere apprezzabile la proposta, e appunto come
diceva l'Assessore Cordaro va valutata alla presenza dell'Assessore
competente che so che peraltro ha già intrapreso una serie di
iniziative, però evidenzio che anche il PNRR già prevede una parte
sull'eguaglianza sostanziale, ecco, ormai più che di giornata delle
donne piace parlare di giornata dell'eguaglianza che è un valore,
credo, universale tra tutti i generi e tra tutte le specie umane
presenti nel pianeta, diciamo di tutti i popoli, quindi su questo,
ovviamente, ci riserveremo di informare l'Assessore Scavone, però,
se si potesse differire al momento in cui sarà presente l'Assessore
Scavone, si può proseguire, ma non credo, e sono certo di poterlo
anticipare, non sussiste alcun tipo di preclusione in tal senso.
PRESIDENTE. Allora, dunque, mi pare parere favorevole su questo.
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Presidente, grazie. Colgo l'occasione per parlare del
tema, mi dispiace che si parli oggi di diritti delle donne nel
giorno della giornata internazionale dei diritti delle donne,
perché è molto triste in quanto bisognerebbe parlarne a prescindere
dalle cerimonie e dalle ricorrenze.
Detto ciò, ricordo al Governo, a lei, Presidente, e a quest'Aula,
che c'è un disegno di legge fermo in I Commissione che aspetta
soltanto il voto finale, è un mio disegno di legge depositato due
anni fa che è stata già esitato, che ha come argomento la parità
salariale.
Quindi, colgo l'occasione per ricordarlo al Governo, in modo tale
che si parli di parità salariale e diritti delle donne tutti i
giorni e certe cose non vengano messe nel dimenticatoio.
PRESIDENTE. Passiamo, col parere favorevole del Governo, alla
votazione dell'ordine del giorno n. 628. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Passiamo adesso all'approvazione delle due leggi in questione.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico all'Aula che l'onorevole Laccoto è in
congedo.
L'Assemblea ne prende atto.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Norme in materia di riutilizzo delle acque reflue urbane. (n.
340/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge
Norme in materia di riutilizzo delle acque reflue urbane. (n.
340/A).
CRACOLICI. E gli ordini del giorno?
PRESIDENTE. Abbiamo finito con gli ordini del giorno.
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 47
Votanti 33
Maggioranza 17
Favorevoli 33
Contrari 0
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
SAVARINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione. Signor Presidente, io
volevo ringraziare i colleghi. Questo è un testo che è stato
condiviso in Commissione da tutte le forze parlamentari, volevo
ringraziare il collega Compagnone che si è fatto promotore anche di
convegni sul tema, in cui abbiamo partecipato con l'intera
Commissione, anche a Catania, coinvolgendo l'Università di Catania,
proprio perché in quel territorio c'è un primo esempio di
riutilizzo di acque reflue e, quindi, facendo scuola di una
preziosa precedente abbiamo stilato un testo di legge che ci porta
a essere la prima Regione d'Italia ad avere recepito questo
Regolamento, recentissimo, dell'Unione Europea, quindi, siamo anche
la Regione che è nelle condizioni per potere accedere ai fondi
europei, ai fondi del PNRR e mettere i nostri agricoltori e il
nostro territorio nelle condizioni di potere utilizzare anche
questa preziosa risorsa per fini irrigui.
Quindi, grazie ai colleghi, grazie al collega Compagnone e al
Governo che ci ha seguito costantemente in questo percorso.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Presidente, è da mesi che seguo la questione dei
lavoratori Pfizer di Catania. Sono 210 persone bloccate,
paralizzate, appese ad un'azione che deve fare la Regione
Siciliana, ovvero, riconvocare il Tavolo di crisi che era stato
convocato dall'assessore Scavone il 24 febbraio, successivamente
sospeso perché l'azienda aveva paventato un'ipotesi di
conciliazione, cosa che poi non c'è stata ai vari Tavoli con
Confindustria che i sindacati, i lavoratori, hanno avuto, e
aspettiamo che si riconvochi e che si convochi questo Tavolo di
crisi.
Se la Regione Siciliana non lo convoca, questa gente non può
andare a fare le trattative al Ministero dello Sviluppo economico.
Vorremmo capire - e parlo a nome di questi lavoratori - dal 24
febbraio ad oggi qual è il problema? Spiegatelo. Lo dico a lei, ma
che si faccia portavoce, spiegatelo chiaro perché non ci diamo
spiegazioni, non troviamo una giustificazione al fatto che ci sia
questo stallo.
PRESIDENTE. Va bene.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PERSIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto
della presenza del Vicepresidente, perché c'è stata prima una cosa
dell'assessore Cordaro che non ho condiviso: il Vicepresidente non
rappresenta solo la sua delega ma può rispondere e prende atto a
proposito dell'ordine del giorno che abbiamo discusso prima. No,
parlava di tutti e due gli assessori.
Detto questo, perché volevo intervenire, perché sta succedendo una
cosa grave e preoccupante, sono sicuro che questo Parlamento e
questo Governo saprà cogliere questa preoccupazione: noi rischiamo
con il PNRR di avere risorse importanti, però di distruggere tutta
la nostra grande, media e piccola impresa. Rischiamo di avere le
risorse e di non avere più le imprese Non è neanche una
sensibilità mia o un'attenzione mia, l'ho raccolta dalle
preoccupazioni lanciate dai rappresentanti dell'Ance: noi ci
troviamo ad affrontare gare, alcune per quello passate ora ci sono
quelle là per le risorse con il PNRR, alcune fanno riferimento a 4,
5 anni fa, e queste gare sono state appaltate attraverso accordi di
programma, che prevedono determinati costi per realizzare l'opera.
Nel frattempo che cosa è successo: la crisi energetica, la guerra,
che purtroppo non hanno concluso i loro effetti, questi effetti
ancora ce li troveremo davanti e non sappiamo ancora per quanto
tempo.
Queste imprese specialmente con gli accordi quadro, fatti da
alcuni anni non si trovano in condizioni di poter completare le
opere, quindi noi ci troviamo da una parte imprese importanti,
perché alcune di queste sono opere infrastrutturali, cioè quindi
noi, da una parte come cittadini, come comunità, rischiamo di non
poter completare alcune opere infrastrutturali importanti,
dall'altra la morte dell'impresa che non potrà partecipare al PNRR,
perché nel frattempo alcune imprese, perché nel frattempo quegli
appalti che avevano in corso, hanno, scusate colleghi, capisco che
può essere tutto banale ma questo non è banale, il rischio è che
noi andiamo verso il PNRR con queste aziende massacrate perché non
potranno portare avanti questi lavori e non ne potranno prendere
altri.
Voi mi direte e l'Assessore e il Vicepresidente mi dirà, ma che
cos'è che possiamo fare noi, come mettiamo le imprese in condizioni
di superare tutto questo disastro?
Perché voi capite che è un meccanismo distruttivo, prendi
l'appalto, dopo due mesi, tre mesi, l'appalto è superato perché i
costi sono diventati costi immensi e l'impresa si trova in tre
condizioni o aprire un contenzioso, perché non riesce a completare
l'opera o cercare e provare di ridurre la realizzazione dell'opera
stessa, o come detto rinunciare all'opera imbarcandosi anche in
contenziosi. Cioè il quadro che noi abbiamo e un quadro non solo
regionale, ma il quadro che hanno le nostre imprese è questo.
Perché intervengo qui, in questa sede? Perché è chiaro che la
questione è nazionale, però penso che, e sono sicuro che
l'Assessore, il Vice Presidente conosce bene la questione, perché
annuiva, e lo continuo a vedere perché annuisce, mi fa piacere
questo, io penso che noi tutti insieme possiamo farne una battaglia
Vice Presidente, lo possiamo fare attraverso la Conferenza Stato-
Regioni e quindi lì attraverso il ruolo del Presidente della
Regione o attraverso il ruolo suo, o lo possiamo fare attraverso
l'Assemblea, cioè noi siamo a disposizione, noi siamo a
disposizione vostra, del Governo per rafforzare questa battaglia
attraverso una norma, perché serve una norma nazionale che, a
differenza della norma del 2021 che ha previsto dei ristori, noi
non abbiamo bisogno di ristori in questo momento perché i ristori
noi li abbiamo, i soldi ci sono e continueranno ad esserci, noi
dobbiamo mettere in sicurezza le aziende. Come possiamo farlo? Lo
possiamo fare attraverso una legge che permetta di rivedere gli
accordi-quadro e rivedere i prezzi e prevedendo un riequilibrio
contrattuale, economico e temporale automatico.
Questo è sicuramente un aspetto importante, a questo dobbiamo
aggiungere la possibilità per un'azienda che vedrà i prezzi
lievitare perché continuerà ad aumentare il costo dell'energia ed
il costo delle materie prime, la possibilità o di ridurre
l'intervento programmato o la rescissione consensuale senza dover
pagare delle penali.
Sono tre aspetti importanti Vicepresidente; io penso che le
imprese siciliane hanno bisogno di questa attenzione e ci tenevo a
trasmettere questa nostra disponibilità a starvi vicino in questa
battaglia che è una battaglia veramente che rischia di massacrare
la nostra economia. Grazie, Presidente.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Sì, io raccolgo le considerazioni dell'onorevole Dipasquale.
Poc'anzi avevo fatto riferimento ad una chiamata del Presidente di
Confindustria Sicilia proprio su questi temi e proprio sui temi
dell'innalzamento del costo delle materie prime, l'innalzamento
dell'approvvigionamento, della refezione dei materiali e
soprattutto del fatto che sono venute meno le moratorie, sta
scattando una stretta creditizia pesantissima, personalmente,
appunto, accogliendo la richiesta di Confindustria e soprattutto
quella che viene da questo Parlamento, venerdì alle 12.30 ci sarà
un primo incontro con le categorie produttive per cercare di capire
come si può intervenire sia a livello regionale che soprattutto a
livello nazionale.
Sarà mia cura martedì prossimo riferire all'Aula degli esiti di
questo confronto e operare, individuare insieme le misure che
possano consentirci di affrontare questa guerra che non è più solo
una guerra guerreggiata come sta avvenendo nella povera Ucraina ma
è una guerra economica pesantissima che sta rischiando di
compromettere le spinte positive del PNRR come si evidenziava
poc'anzi quindi, per me, martedì prossimo se il Presidente è
d'accordo riferirò - se il Presidente dell'Assemblea è d'accordo
-al Parlamento su questi incontri e così mettersi subito a lavoro
per individuare le forme su base regionale e nazionale per
affrontare questo momento. Assolutamente in sede di Commissione
Bilancio, in sede di Parlamento le norme le dovremo fare insieme e
quindi su questo c'è il massimo della disponibilità. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, 9
marzo 2022, alle ore 16.00.
La seduta è tolta alle ore 18.24 (*)
(*) D'ordine del Presidente, notificato ai deputati con e-mail
del 9 marzo 2022, la seduta n. 326, già convocata per il giorno 9
marzo 2022 alle ore 16.00, è stata rinviata al 15 marzo 2022, alle
ore 16.00, con il medesimo ordine del giorno.
L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul sito
web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XXVII SESSIONE ORDINARIA
326a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 15 marzo 2022 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -COMUNICAZIONI DEL GOVERNO IN ORDINE AL PIANO PER LA TRANSIZIONE
ENERGETICA SOSTENIBILE DELLE AREE IDONEE (PiTESAI)
III - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
siciliana, recante Modifiche al decreto legislativo 7 settembre
2012, n. 155 - Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli
uffici del Pubblico Ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2,
della legge 14 settembre 2011, n. 148.' (n. 1088/A)
IV -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Istituzione e disciplina del Registro telematico regionale dei
Comuni e dei relativi prodotti a denominazione comunale De.Co.
(851/A) (Seguito)
Relatore: on. Cannata
2) Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
recante Modificazioni alla legge 21 novembre 2000 n. 353'.
(1057/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
3) Norme in materia di acque termali . (n. 235-945-962 Stralcio I-
IV COM/A) (Seguito)
Relatore: on. Lo Curto
4) Norme in materia di semplificazione amministrativa e
digitalizzazione della pubblica amministrazione. Disposizioni
varie. (nn. 774-443-485/A) (Seguito)
Relatore: on. Ciancio
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione (*)
- Risposta scritta pervenuta alla seguente interrogazione:
- da parte dell'Assessore per il turismo, lo sport e lo
spettacolo
N. 1777 - Interventi in merito all'adozione di misure urgenti
idonee a scongiurare il fallimento di società calcistiche
dilettantistiche.
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Foti Angela; Palmeri Valentina;
Tancredi Sergio; Pagana Elena
(*) La risposta alla suddetta interrogazione sarà pubblicata
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Annunzio di interrogazioni
- Con richiesta di risposta orale presentate:
N. 2555 - Iniziative urgenti relative alle nomine del Commissario
straordinario del Comune di Messina e dei due sub-commissari a
fronte dell'art. 55, comma 5, dell'Ordinamento amministrativo degli
Enti locali della Regione siciliana.
- Presidente Regione
Calderone Tommaso A.
N. 2564 - Iniziative conseguenti alla indisponibilità di presenza
in loco del Commissario straordinario del Comune di Messina per
precedenti incarichi.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Calderone Tommaso A.
N. 2565 - Chiarimenti in merito ai pagamenti e all'ingresso nel
mondo del lavoro di alcuni tirocinanti di cui all'Avviso pubblico
n. 22 del 2018 della Regione siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Schillaci Roberta; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 2566 - Iniziative urgenti presso l'ospedale Piemonte di Messina
a causa delle criticità nei reparti unificati di chirurgia,
ortopedia e urologia.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Calderone Tommaso A.
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- Con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 2553 - Notizie sull'attivazione dell'indirizzo coreutico presso
il Liceo Turrisi Colonna di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Fava Claudio
N. 2554 - Chiarimenti in merito alla ritardata consegna del Pronto
soccorso infettivologico del Presidio ospedaliero 'Vittorio
Emanuele' di Gela (CL) a fronte del d.l. n. 34 del 2020 convertito
con modificazioni dalla l. 17 luglio 2020 n.77.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Damante Concetta; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 2556 - Sostegno ai Comuni siciliani per far fronte al rincaro
del prezzo delle materie prime dell'energia.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Attività produttive
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Di Paola Nunzio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 2557 - Informazioni sugli aspetti gestionali, amministrativi e
contabili della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
- Assessore Economia
Di Caro Giovanni; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 2558 - Interventi urgenti per la salvaguardia occupazionale dei
lavoratori del Consorzio autostrade siciliane (CAS).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Lo Giudice Danilo
N. 2559 - Notizie sull'assegnazione ai Comuni della Sicilia delle
somme stanziate dalla normativa regionale per garantire il servizio
di assistenza igienico-personale agli alunni con disabilità delle
scuole comunali dell'infanzia, primarie e secondarie di primo
grado.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele
N. 2560 - Notizie sull'adeguamento idrogeologico dell'aeroporto di
Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Papale Alfio
N. 2561 - Iniziative urgenti per i lavori di adeguamento dell'Air
Side, delle piste, delle vie di rullaggio e dei parcheggi sosta
velivoli dell'aeroporto di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Papale Alfio
N. 2562 - Iniziative dirette a far fronte al rincaro del prezzo
del carburante.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Attività produttive
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Di Paola Nunzio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 2563 - Notizie sulla diversificazione delle procedure adottate
dalle Asp della Regione per la dotazione dei presidi sanitari
spettanti ai diabetici.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele
N. 2567 - Notizie in ordine alla vendita del brand 'Targa Florio'.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
- Assessore Economia
Lentini Salvatore
N. 2568 - Notizie circa il bando del 31 dicembre 2020 per il
reperimento di profili tecnici ed amministrativi nell'ambito
dell'emergenza Covid-19 da destinare alle aziende del Servizio
sanitario regionale (SRR).
- Assessore Salute
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 2569 - Notizie in ordine all'affido ASMEL società consortile a
responsabilità limitata delle procedure di gara presso il Comune di
Custonaci (TP).
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Fava Claudio
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
N. 443 - Chiarimenti in ordine alla mancata erogazione in favore
delle organizzazioni di volontariato dei fondi previsti con DDG n.
2159 del 26 ottobre 2021 'Decreto di impegno e liquidazione del
Fondo Povertà annualità 2017'.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Salute
Aricò Alessandro
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si intende
accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta
al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 616 - Interventi urgenti per la salvaguardia degli impreditori
siciliani titolari di concessioni demaniali.
Catalfamo Antonio; Ragusa Orazio; Caronia Maria Anna; Figuccia
Vincenzo; Sammartino Luca; Pullara Carmelo; Cafeo Giovanni Luca
Presentata il 18/02/22
N. 617 - Misure utili a contrastare l'aumento dei costi delle
utenze domestiche.
Figuccia Vincenzo; Ragusa Orazio; Catalfamo Antonio
Presentata il 21/02/22
N. 618 - Installazione dei purificatori d'aria nelle scuole e
negli asili del territorio siciliano.
Figuccia Vincenzo; Ragusa Orazio; Catalfamo Antonio
Presentata il 21/02/22
N. 620 - Iniziative a tutela del territorio regionale a seguito
della individuazione delle aree idonee alle attività di
prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi contenute nel
Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree
idonee (PiTESAI).
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Tancredi Sergio; Pagana Elena
Presentata il 24/02/22
N. 622 - Condanna dell'aggressione militare della Russia ai danni
dell'Ucraina.
Amata Elvira; Galvagno Gaetano; Cannata Rossana
Presentata il 25/02/22
N. 623 - Sospensione delle iniziative tendenti alla realizzazione
di inceneritori dei rifiuti nel territorio regionale.
Trizzino Giampiero; Cracolici Antonino; Fava Claudio; Gucciardi
Baldassare; Lupo Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo
Anthony Emanuele; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Dipasquale
Emanuele; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Catanzaro Michele; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Lo Giudice Danilo;
Damante Ketty
Presentata il 28/02/22
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
- Risposta scritta ad interrogazione.
Allegato C
- Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) per gli anni
2022-2024 e relativa Nota di aggiornamento.