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Resoconto d'Aula della Seduta n. 325 di martedì 08 marzo 2022
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   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.19

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  la  seduta
  odierna, gli onorevoli Foti, Pagana e Barbagallo.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Fava sarà in  missione  l'11
  marzo 2022.

    L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

   decadenza della stessa

  Comunicazione di ritiro di firma alla mozione n. 619 e conseguente
                        decadenza della stessa

   PRESIDENTE.  Comunico  che  con  e-mail  del  28  febbraio   2022,
  protocollata al n. 1313 -ARS/2022 l'onorevole Danilo Lo Giudice  ha
  dichiarato  di  ritirare la propria firma dalla mozione  n.  619  a
  firma dell'onorevole Palmeri ed altri.
   Conseguentemente,  l'atto di indirizzo politico  è  da  intendersi
  decaduto  per  il venir meno del numero minimo di firme  prescritte
  dall'art. 152 del Regolamento interno dell'ARS.

    L'Assemblea ne prende atto.


   Discussione del Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR)
     per gli anni 2022-2024 e della relativa Nota di aggiornamento

   PRESIDENTE.  Abbiamo  terminato  le  comunicazioni.  Si  passa  al
  secondo  punto  all'ordine  del giorno  recante:   Discussione  del
  Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) per gli anni 2022-
  2024 e della relativa Nota di aggiornamento .

   E'  presente  l'assessore Armao. E' presente il  Presidente  della
  Commissione  che,  altresì,  è  anche  relatore.  Prego,  onorevole
  Savona, faccia la sua relazione. Poi passiamo alla discussione.

   SAVONA,  presidente  della II Commissione  e  relatore.  Onorevoli
  colleghi,  il Documento di economia e finanza regionale (DEFR)  per
  gli  anni  2022-2024 è stato approvato dalla Giunta  regionale  con
  delibera  n.  337  dell'11 agosto 2021 ed è  stato  successivamente
  aggiornato con la Nota di aggiornamento al DEFR (NaDEFR), approvata
  con delibera n. 445 del 27 ottobre 2021.
   Il  Documento  di  economia e finanza regionale  rappresenta,  nel
  quadro   normativo   vigente,   il   principale   strumento   della
  programmazione  della  politica economica e di  bilancio  di  medio
  termine.  Esso descrive, infatti, gli scenari economico-finanziari,
  le  politiche da adottare, gli obiettivi della manovra di  bilancio
  regionale,  ed espone il quadro finanziario unitario  regionale  di
  tutte  le risorse disponibili, esplicitando gli strumenti attuativi
  per il periodo di riferimento.
   Con  la  Nota di aggiornamento al Documento di economia e  finanza
  regionale il Governo regionale ha aggiornato le previsioni  per  il
  triennio 2022-2024 tenendo conto delle più recenti proiezioni sullo
  stato dell'economia.
   I   relativi  documenti  sono  stati  assegnati  dalla  Presidenza
  dell'Assemblea  il  23  novembre 2021 e,  quindi,  esaminati  dalle
  competenti  Commissioni di merito per il parere di  competenza.  Si
  segnala che la IV Commissione e la Commissione Unione Europea hanno
  espresso  parere  favorevole, mentre le  restanti  Commissioni  non
  hanno espresso parere.
   L'elaborazione  delle  previsioni  di  finanza   pubblica   e   la
  conseguente determinazione delle politiche di programmazione, tanto
  a  livello  nazionale che regionale, tengono conto delle  refluenze
  della  crisi  economica derivata dalla pandemia da Covid19,  i  cui
  effetti,  sopraggiunti nel 2020 e acuitisi nel  2021,  non  possono
  dirsi superati.
   Tuttavia, a differenza di quanto accaduto lo scorso anno,  in  cui
  la  programmazione economica del DEFR si era limitata a rilevare  i
  drammatici effetti economico-sociali della pandemia, quest'anno  il
  documento registra stime di crescita legate alle previsioni  attese
  dalle  eccezionali opportunità che potranno derivare  dalle  misure
  varate  a  livello europeo e nazionale nel contesto  del  programma
  Next  Generation EU (NGEU). Se, infatti, nel 2020 il PIL  regionale
  si  è  ridotto dell'8,5% (-8,9 in Italia), nel 2021, il valore  del
  PIL  regionale, come descritto nella NADEFR, è previsto in crescita
  del 5,2%.
   Il  Documento  di economia e finanza regionale si compone  di  tre
  sezioni:
   -  nella  prima  viene  ricostruito  il  contesto  macroeconomico,
  nazionale  e  internazionale,  in cui  si  inserisce  quello  della
  Regione.  Sulla base dell'analisi così condotta e delle  proiezioni
  economiche  elaborate,  anche in ragione  della  spesa  attesa  con
  l'impiego  dei  fondi  strutturali,  sono  definite  le  stime   di
  previsione   di  crescita  del  PIL  Sicilia  per  il  periodo   di
  riferimento;
   - nella seconda sezione sono declinate le politiche della Regione,
  distinte per missioni;
   -  nella terza si procede all'analisi della situazione finanziaria
  della Regione.
   Nell'ottica della presentazione dei documenti contabili del  ciclo
  di   bilancio,  rilevante  appare  la  ricostruzione   del   quadro
  tendenziale della finanza pubblica regionale per il triennio  2022-
  2024, elaborato tenuto conto dei dati sull'andamento delle entrate,
  a livello nazionale e regionale, nel 2020 e nel 2021.
   Vengono  in  evidenza, in particolare, i dati relativi ai  tributi
  compartecipati ripartiti con il metodo del maturato, da un lato,  e
  con il metodo del riscosso, dall'altro.
   Con  riferimento  ai  primi,  dagli aggiornamenti  delle  basi  di
  calcolo  operate  dal MEF a giugno 2021, gli acconti  IRPEF  e  IVA
  stimati   per   il   2021,  da  attribuirsi  alla   Regione,   sono
  rispettivamente pari ad euro 5.823.434.445 e ad euro 1.945.596.154.
  Si presume, dunque, che gli effetti negativi, in termini di perdita
  o  di differimento di gettito, saranno chiaramente percepibili  sia
  nel  calcolo delle spettanze per il 2022 (su parametri riferiti  al
  2020) che nella determinazione dei conguagli per il 2020.
   Quanto  alle  entrate  devolute col  criterio  del  riscosso,  gli
  effetti negativi di gettito sono stati immediatamente percepiti nel
  2021. Infatti, dopo il riscontro di un trend negativo già nel  2020
  delle  entrate  derivanti, tra l'altro, dalla tassa automobilistica
  regionale  e  dal prelievo erariale unico sul gioco, anche  per  il
  2021  si  registrano variazioni a decremento delle suddette entrate
  pari  a 74 milioni di euro, per il primo tributo, e per 149 milioni
  di euro, per il secondo.
   Sull'argomento,  tenuto  conto dei rilievi  operati  dal  Servizio
  Bilancio  dell'Assemblea  nel  Documento  n.  3-2021,  in  cui   si
  segnalava la necessità di un chiarimento, da parte del Governo,  in
  merito all'evoluzione dei negoziati con il MEF per far fronte  alle
  minori  entrate  da Covid-19 ex articolo 111 del decreto  legge  n.
  34/2020,  nonché  per la definizione del nuovo Accordo  di  finanza
  pubblica,  l'Assessore  regionale per l'economia,  con  nota  prot.
  154559  del 14 dicembre 2021, ha fornito controdeduzioni in  ordine
  alla definizione del conguaglio delle minori entrate Covid ai sensi
  della  normativa  nazionale richiamata per gli esercizi  finanziari
  2020 e 2021. Tali partite possono trovare riscontro, sulla base  di
  tale  chiarimento,  in appositi fondi vincolati  del  risultato  di
  amministrazione 2020.
   Quanto  all'Accordo di Finanza pubblica, sottoscritto in  data  16
  dicembre   2021,  come  anticipato  dal  Governo,  è  prevista   la
  costituzione  di  tavoli tecnici finalizzati  alla  verifica  della
  entità  delle  spettanze della Regione in relazione all'imposta  di
  bollo,  alle  accise  derivanti  dalla  partecipazione  alla  spesa
  sanitaria, nonché alle anomalie riscontrate nell'attribuzione delle
  entrate alla Regione.
   L'andamento dei principali tributi del quadro di finanza  pubblica
  regionale  per  il  periodo  2022-2024 è riportato  nella  seguente
  tabella:

    Previsioni  sulle  entrate nel quadro  di  finanza  pubblica
  regionale (valori in milioni di euro)
                               2022   Va   2023   Va   2024   Va
                                    r.          r.          r.
                                    %           %           %
    Entrate    correnti    di  2.29   4,   2.35   2,   2.39   1,
  natura  tributaria, escluse 3     2    3      6    7      9
  IRPEF,      IVA,      IRAP,
  addizionale       regionale
  IRPEF e maggiorazioni
    IVA netta maturata         1.77   -    1.87   6,   1.95   4,
                              2     8,9  8      0    7      2
    IRPEF netta maturata       5.30   -    5.62   6,   5.85   4,
                              5     8,9  3      0    9      2
    Fonte: NADEFR

   La  nota  di  aggiornamento  al DEFR  definisce  il  quadro  della
  politica macroeconomica che il Governo intende seguire alla luce di
  dati tendenziali già noti.
   Le   stime   aggiornate  contenute  nella  Nota  di  aggiornamento
  riportano i seguenti dati:

    Tab.  10.  Previsioni  sul  Pil  tendenziale   e
  programmatico (Variazione % annua)
                                     202   202   202
                             2021  2     3     4
    PIL  a  prezzi  costanti
  (tendenziale)
    Sicilia                    5,2   5,0   2,9   2,0
    Italia                     6,0   4,2   2,6   1,9
    PIL   Sicilia  a  prezzi
  costanti (programmatico)
    Sicilia                    6,2   5,2   3,4   1,9
    Italia                     6,0   4,7   2,8   1,9
    Fonte: NADEF e NADEFR

   Le  previsioni  elaborate dal Governo stimano per  la  Sicilia  un
  incremento  del Pil superiore a quello nazionale per l'intero  arco
  temporale considerato nei documenti programmatici (2022-2024).
   Particolare   rilevanza,  nel  dibattito  in  Commissione,   hanno
  rivestito  le  politiche regionali concernenti il  PNRR  e,  a  tal
  proposito, sono state delineate le priorità da perseguire.
   Viene  in  rilievo,  in  primo luogo il ruolo  delle  Regioni  nel
  sistema  di  governance del PNRR incidendo, in  particolare,  sulla
  legge  di  conversione  del  D.L. del 6 novembre  2021,  istitutivo
  dell'apposita   Cabina   di   regia,   in   modo    da    prevedere
  l'individuazione concertata tra lo Stato e le Regioni di un  nucleo
  di progetti essenziali per lo sviluppo regionale.
   Ulteriore  aspetto  è  il  perseguimento della  competitività  dei
  progetti regionali siciliani nell'ambito del 40% delle risorse  del
  PNRR  complessivamente destinate al Sud, al netto dei finanziamenti
  nazionali  aggiuntivi  a  valere sui fondi  del  Fondo  Sviluppo  e
  Coesione e di quelli strutturali della programmazione europea 2021-
  2027.
   Si  ritiene  d'altra parte necessario garantire  il  coordinamento
  degli   interventi  a  valere  sul  PNRR  con  quelli  che  trovano
  allocazione  nel  complesso delle risorse derivanti  dai  Fondi  di
  Investimento Europei (Fondi SIE).
   Decisiva  rilevanza,  infine,  assume  l'aspetto  concernente   il
  ricambio  generazionale  della struttura amministrativa  regionale,
  necessario  affinché la progettualità e l'attuazione dei  programmi
  di   rilancio  e  resilienza,  nonché  la  gestione  delle  risorse
  extraregionali  nel  loro  complesso, siano  attuate  da  personale
  appositamente   formato   e  qualificato.   Nodo   cruciale   della
  rigenerazione  della  pubblica  amministrazione  regionale   è   il
  superamento  dei punti e) e j) del testo dell'Accordo tra  Stato  e
  Regione per il ripianamento decennale del disavanzo, siglato il  14
  gennaio  2021, i quali, come è noto, pongono un sostanziale  blocco
  alle assunzioni di personale regionale.
   Nel quadro generale così delineato, si inserisce anche il tema del
  sostegno finanziario alle zone franche montane oggetto, com'è  noto
  della   c.d.    legge  voto   approvata  dall'Assemblea   regionale
  siciliana  nella seduta n. 162 del 17 dicembre 2019 e trasmessa  al
  Parlamento  ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto. Lo  schema  di
  progetto  di  legge,  attualmente all'esame  della  VI  Commissione
  permanente del Senato, prevede benefici in termini di fiscalità  di
  vantaggio e contributi sociali per i Comuni siciliani che rientrano
  nella  categoria  delle zone franche montane. Anche  a  seguito  di
  interlocuzioni tra il Governo regionale e la VI Commissione citata,
  appare  cruciale  il  superamento delle  criticità  finanziarie  da
  destinare agli interventi previsti dal disegno di legge.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è qualcuno che vuole intervenire
  rispetto  alla relazione dell'onorevole Savona? Colleghi,  qualcuno
  chiede  di  intervenire  o  diamo la  parola  all'assessore  Armao?
  Nessuno chiede di intervenire. Prego, Assessore.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Grazie,  Presidente.  Una  precisazione  credo  che  sia  d'obbligo
  rispetto  al documento che viene sottoposto all'Assemblea regionale
  siciliana  per  l'esame. Si tratta di una cornice che  descrive  un
  quadro macro-economico e, nel contempo, individua alcuni profili di
  ordine  finanziario connessi alla nota fase di negoziazione con  il
  Governo  nazionale,  circa il riconoscimento  di  alcune  posizioni
  della  Regione  che,  in  parte sono  state  oggetto  di  esplicito
  assenso, in parte sono oggetto di un negoziato che è in corso e che
  ha  visto  già  svolgere molteplici incontri, presso  il  Ministero
  dell'Economia  e delle Finanze sia alla presenza dei sottosegretari
  e viceministri interessati che, soprattutto, dei dirigenti che sono
  chiamati  a  dare  un apporto all'approfondimento  delle  complesse
  questioni.
   Credo  che  sia  giunto il momento - questa è  una  considerazione
  ampiamente  condivisa  da parte del Governo  ma  anche  dell'intero
  Parlamento  -  che  le relazioni finanziarie tra  Regione  e  Stato
  giungano ad una definitiva stabilizzazione. Non è possibile che per
  ogni  legge  di  stabilità  ci sia sempre qualcosa  da  registrare,
  proprio  perché  manca  una struttura di base  che  riconosca  alla
  Regione  siciliana le sue prerogative finanziarie che  scaturiscono
  direttamente dallo Statuto.
   A  riguardo, vorrei precisare che già la Corte dei Conti, in  sede
  di  parificazione,  ma già due anni fa e poi  lo  scorso  anno,  ha
  sottolineato  come  le competenze statutariamente  attribuite  alla
  Regione che sono state poi trasferite alla stessa attraverso  norme
  di  attuazione,  queste  competenze abbiano dei  costi  strutturali
  connessi  alla  struttura amministrativa attribuita  alla  Regione,
  allo  svolgimento  delle  funzioni, ai  servizi  da  apprestare  ai
  cittadini siciliani.
   La  Corte ha ampiamente stigmatizzato - e questo è stato riportato
  al Governo nazionale, al Ministero dell'Economia e delle Finanze  -
  che  al netto del concorso alla finanza pubblica assai ingente che,
  comunque,  com'è  noto  è  stato  ampiamente  ridotto  dal  Governo
  regionale  e  dallo Stato nel negoziato proficuo  che  ha  condotto
  all'accordo,  all'ultimo accordo di finanza  pubblica  sottoscritto
  dalla Regione siciliana - ricordo che quell'accordo ha generato non
  solo  una  riduzione  consistente  ulteriore,  dell'andamento   del
  concorso   alla   finanza  pubblica  ma  ha   generato   anche   il
  riconoscimento  della fiscalità di sviluppo che è  oggetto  di  una
  norma  di  attuazione,  adesso all'esame  di  Palazzo  Chigi  e  ha
  generato  anche  i  100  milioni di euro per  il  cosiddetto  costo
  dell'insularità,  cifra  ben lontana dai  6  miliardi  che  abbiamo
  quantificato  e che già la Commissione paritetica ha  riconosciuto,
  approvando  una  delibera al riguardo trasmessa agli  organi  dello
  Stato  e.  pertanto. ormai questa quantificazione  non  è  più  una
  prospettazione  parziale  da parte del Governo  regionale  o  della
  Regione  siciliana,  bensì  è  diventata  una  proposta  condivisa,
  considerato  che  la Commissione paritetica ne ha  fatto  esplicita
  approvazione -, dicevo la Corte dei Conti ha evidenziato un  vulnus
  assai  grave  che è quello che appunto al netto del  concorso  alla
  finanza  pubblica,  al netto dei costi connessi  al  concorso  alla
  spesa  sanitaria, alla Regione rimangono risorse non sufficienti  a
  coprire le funzioni attribuite.
   Questo   è  un  dato  certamente  eclatante,  che  i  parlamentari
  conoscono bene perché influisce addirittura sulle prestazioni,  sul
  livello delle prestazioni rese ai cittadini.
   E   la   Corte  Costituzionale,  più  volte,  non  ha  esitato   a
  stigmatizzare come, non conforme a Costituzione, l'assegnazione  di
  risorse  non coerenti con il fabbisogno delle competenze attribuite
  perché  è  come  se  si  chiedesse a una persona  ogni  mattina  di
  raccogliere  l'acqua  da una fontana e versarla  in  un  recipiente
  condiviso, dopodiché qualcuno chiude la fontana ed è chiaro che  le
  risorse non potranno essere messe nel recipiente condiviso.  Quindi
  tante  risorse,  tante funzioni, o meglio ancora,  tante  funzioni,
  tante risorse.
   E' chiaro che siamo entrati col Governo nazionale in un raccordo e
  in  un  confronto  assolutamente leale, serio, tant'è  che  abbiamo
  accettato,  come siamo stati la prima Regione italiana  ad  entrare
  nel  confronto  sui costi standard delle autonomie locali,  proprio
  per  togliere  quell'argomento, purtroppo  abusato  dai  detrattori
  dell'autonomia e soprattutto dai detrattori del Sud, per cui al Sud
  le   funzioni   costano   molto  di  più   e   pertanto   i   costi
  dell'amministrazione locale sono insostenibili alla luce del quadro
  finanziario  complessivo  nazionale.  Qui  non  solo   la   Regione
  siciliana è diventata la prima Regione italiana speciale  ad  avere
  accettato  i  costi  standard, ad avere ottenuto  un  miglioramento
  rispetto  alle attuali assegnazioni alla Regione, con un  confronto
  molto  proficuo con l'Assessorato alle autonomie locali,  col  Mef,
  con   le  strutture  tecniche  dello  Stato  preposte  proprio    a
  quantificare  i  costi standard ma, addirittura, abbiamo  accettato
  nell'accordo  ultimo  di  finanza pubblica  che  anche  la  Regione
  addivenga  ad un'individuazione dei costi standard in cui  è  stata
  consentita un'oggettivazione del peso finanziario delle prestazioni
  che  possa  essere  individuata quale parametro per  vedere  se  le
  risorse  apprestate  siano sufficienti o  insufficienti  a  coprire
  queste risorse.
   Questo  è un aggiornamento che volevo dare perché proprio  qualche
  giorno fa è stato indicato nel responsabile del servizio statistica
  della  Regione  il componente di questo tavolo che, nel  più  breve
  tempo  possibile,  dovrà effettuare queste quantificazioni,  perché
  effettuate queste quantificazioni avremo la possibilità di definire
  pienamente  il trasferimento delle funzioni che ancora residuano  e
  che  spettano  alla Regione per prescrizione statutaria  e  vincolo
  costituzionale.
   Peraltro, il gruppo di lavoro - e questo mi fa piacere darla  come
  nuova   informazione  che  non  potevo  inserire  nella   nota   di
  aggiornamento  poiché  al  tempo non si  era  addivenuti  a  questo
  risultato   -,   che   ha   negoziato  col  Governo   centrale   la
  quantificazione delle cosiddette accise da retrocedere per prestare
  ossequio  ad una norma che, come voi tutti sapete, è risalente  nel
  tempo  ma che finora non è mai stata attuata dallo Stato e che,  in
  qualche  modo,  ha  sottratto alle finanze  regionali  più  di  sei
  miliardi di euro, nel tempo, finalmente si è addivenuti ad una pre-
  intesa, non dico che c'è un'intesa ma oggi c'è una pre-intesa  che,
  in  qualche  modo,  riconosce nel solco del  monito  che  la  Corte
  Costituzionale  ha  fornito  con la sentenza  n.  62  del  2020  di
  assegnare  alla  Regione, come retrocessione nelle  accise,  queste
  famose risorse che, ripeto, non servono a un utilizzo ultroneo o ad
  un  utilizzo  non  coerente con il rispetto  dei  LEA,  ma  servono
  proprio   a  rispettare  i  LEA  e  consentirebbero  a  regime   di
  disimpegnare dal concorso regionale somme significative.
   Qui  c'è l'onorevole Gucciardi che è stato assessore per la salute
  e  ha condotto questo confronto con lo Stato quando era assessore e
  ne  conosce  bene i contenuti, le delicatezze e anche la  ritrosia,
  diciamolo  così,  dello Stato a trattare questi temi,  come  se  le
  norme  di  attuazione  fossero,  o  le  previsioni  normative   che
  prescrivono questa cosa fossero acqua fresca e così non è.
   Peraltro,  giova rilevare che da parte del Governo centrale  si  è
  ritenuto  di  attivare anche un ragionamento con  riferimento  alle
  funzioni  delle  autonomie  locali;  come  voi  sapete,  a  livello
  regionale  abbiamo la titolarità dell'ordinamento  delle  autonomie
  locali,  non  la finanza locale, per cui com'è noto, al  netto  del
  contributo  che  ogni anno la Regione dà agli enti  locali,  ma  la
  fiscalità generale provvede a trasferire risorse ai nostri comuni e
  alle nostre province.
   E'  chiaro che il trasferimento della funzione, così come avvenuto
  nei  confronti del Friuli Venezia Giulia o del Trentino Alto Adige,
  porterebbe  all'assegnazione alla Regione  delle  risorse  in  atto
  trasferite   dallo   Stato   alla   autonomie   locali   e   quindi
  all'addivenire ad un complessivo stanziamento che dovrebbe  rendere
  la materia, materia di competenza delle Regioni.
   E' chiaro che tutto questo, sia per quanto riguarda la salute e lì
  c'è   l'indice  di  deprivazione  e  tutti  i  temi  connessi  alla
  deprivazione,   dall'altro   il  tema   delle   autonomie   locali,
  l'eguaglianza sostanziale, i livelli essenziali delle prestazioni e
  quindi  le  questioni  connesse  al riconoscimento  di  eguaglianza
  sostanziale dei cittadini siciliani rispetto ai nostri concittadini
  del   resto   del   Paese,  è  chiaro  che   pone   l'esigenza   di
  un'oggettivazione  di  questi numeri.  Questo  stiamo  facendo.  Il
  confronto, ripeto, si sta sviluppando su questi temi; il  Documento
  di  economia e finanza regionale ed in parte soprattutto la nota di
  aggiornamento  individua  alcuni  percorsi  e  offre  significativi
  chiarimenti in questo senso.
   Si  riportano anche le tematiche concernenti gli investimenti  per
  la  coesione territoriale e la programmazione europea,  le  risorse
  del  PNRR e qui si apre una questione che è approfondita nella nota
  di  aggiornamento ma che dobbiamo riconoscere il problema che -  ma
  questo  lo  dicono tutte le Regioni italiane, di destra, di  centro
  destra, di centro sinistra, le regioni del Nord, le regioni del Sud
  -  tutte sottolineano la scelta del Governo nazionale di accentrare
  la  gestione del PNRR, non tanto è problematica questa  scelta  sul
  piano dell'esercizio del trasferimento finanziario quanto sul piano
  della pianificazione e della programmazione e, a riguardo, ci  sarà
  nei prossimi giorni un incontro tra la Commissione  Affari europei'
  della  Conferenza delle Regioni - che la Sicilia presiede  -  e  la
  Commissione  Affari europei' dell'Assemblea dei Consigli  regionali
  e  delle  Assemblee elettive - che è presieduta dal Friuli  Venezia
  Giulia  - proprio perché è necessario su questo un approfondimento,
  tenendo  altresì  presente  che  il tema  dell'accentramento  nella
  gestione  attiene anche a vicende che riguardano  anche  la  stessa
  Europa.
   Il  Presidente della Commissione sviluppo regionale qualche giorno
  fa, proprio in un intervento a Marsiglia in occasione dell'incontro
  delle  Regioni europee e delle Città europee, che si  è  tenuto  in
  quella  città,  ha  sottolineato come la tendenza all'accentramento
  nella  gestione  del PNRR purtroppo sia una tendenza  che  riguarda
  l'intera Europa e non solo l'Italia.
   La Nota di aggiornamento poi riguarda anche i risparmi determinati
  dalla  chiusura  dei  derivati che sono stati  riferiti  da  questo
  Assessorato  in Commissione  Affari finanziari' dell'Assemblea  con
  un  risparmio che si aggira in termini generali, compresi le minori
  appostazioni,  a  circa  200  milioni di  euro,  alla  riforma  del
  bilancio regionale che è individuata come un tratto qualificante di
  questa manovra finanziaria e, infine, alcune prospettive sul futuro
  che,  purtroppo, per quanto riguarda gli andamenti demografici  non
  possono  che preoccupare notevolmente la Regione e l'intero  popolo
  siciliano.
   Vengono riportati alcuni dati circa la tendenza delle nostre città
  allo spopolamento che, quindi, purtroppo, non riguarda la già grave
  piaga  dello spopolamento delle aree interne ma adesso si prospetta
  come una tendenza che va verso le grandi città, con una perdita tra
  il  2018  e 2021 di 30 mila abitanti a Palermo, 10 mila abitanti  a
  Messina, 18 mila abitanti a Catania, quindi una perdita progressiva
  non  dovuta  soltanto  alla tragica piaga  del  brain  drain,  cioè
  dell'emigrazione delle intelligenze dei giovani  ma  dovuta  a  uno
  spopolamento che sta riguardando, purtroppo, l'intera Regione.
   Un'ultima   considerazione  vorrei  svolgere  con  riguardo   alla
  questione  delle  previsioni economiche. Come voi avete  certamente
  visto  dai documenti finanziari, abbiamo una previsione che portano
  i  documenti finanziari, che non è una previsione che può  sembrare
  ottimistica dovuta a un esercizio di fantasia, ma è una  previsione
  che  è ancorata alle statistiche di Banca Italia, alle analisi  del
  Governo  nazionale  e che quindi riflette le proiezioni  nazionali,
  che  sono  del 6,2 nel 2021 - quindi ormai passata -  del  5,2  nel
  2022, del 3,4 nel 2023 dell'1,9 nel 2024.
   E'  chiaro  che  oggi  non siamo in grado  di  riformulare  queste
  previsioni,  siamo solo in grado di dire che oggi  sono  previsioni
  che   inevitabilmente  dovranno  essere  riviste.  Dovranno  essere
  riviste  per  una duplice serie di motivazioni: la prima  è  quella
  connessa   all'incremento   del   costo   delle   materie    prime,
  all'incremento  dell'inflazione, al credit crunch  che  in  qualche
  modo  si  prospetta, quindi all'incremento dei tassi di credito,  a
  una  tendenza all'appesantimento delle dinamiche economiche. Questo
  per   una   spinta  inerziale  dovuta  proprio  a  questa  crescita
  prorompente  che  ha riguardato l'intera Nazione e  quindi  qualche
  elemento  di  perplessità  inevitabilmente  deve  intervenire,   ma
  soprattutto  oggi  il  vero  dramma al quale  dobbiamo  guardare  è
  l'effetto  derivante  dalla sanguinaria  guerra  che  sta  colpendo
  l'Ucraina, che sta avendo effetti sul piano economico ben  oltre  i
  confini di quello sfortunato Paese a cui va la solidarietà di tutti
  noi,  a  uomini e donne che oggi stanno affrontando la  odiosa,  la
  truce  guerra fatta non ai carri armati e alle postazioni di guerra
  ma fatta ai cittadini, agli uomini, alle donne, ai bambini inermi e
  questa  è  una  cosa  che  certamente deve muovere  le  radici  più
  profonde della nostra anima e dei nostri ideali.
   Ma  il  tema è che le sanzioni che sono state irrogate  a  livello
  internazionale  dispiegheranno effetti  economici  non  solo  sulla
  Russia, che come è noto è ormai arrivata quasi al default,  ma  per
  le  reazioni  internazionali che questa misura, questa attività  di
  sanzioni  determinano  avrà inevitabili riflessi  sul  mercato  del
  turismo, sul mercato delle materie prime, sul costo dei carburanti,
  sul costo del gas.
   E'  proprio  di  qualche minuto fa una telefonata  del  Presidente
  degli   industriali   di  Sicilia  che  ha  chiesto   un   incontro
  urgentissimo  perché la situazione di moltissime  imprese  è  ormai
  prossima  al collasso, sia per l'innalzamento dei costi energetici,
  sia  perché  nel frattempo molte garanzie o moratorie  sono  venute
  meno  e,  quindi,  si  sta  cominciando a dispiegare  una  tempesta
  finanziaria  che certamente deve farci accrescere l'attenzione  nei
  confronti  della Sicilia che produce, della Sicilia che dà  lavoro,
  della Sicilia che esporta.
   Proprio  quella  Sicilia  che sembrava  attraverso  l'esportazione
  avere  una  forte  crescita  e che inevitabilmente,  purtroppo,  in
  connessione  con  gli  scenari che vi  ho  poc'anzi  sinteticamente
  descritto condurrà ad alcune riflessioni ma oggi non credo  che  ci
  sia  qualcuno che sia in grado di dire quali saranno le  previsioni
  per il prossimo semestre, per il prossimo anno.
   Quindi  questo  adempimento  diventa  un  adempimento  importante,
  obbligatorio,  ma  certamente  che  deve  tenere  conto  di  questi
  elementi di forte fibrillazione dei mercati, di forte fibrillazione
  delle  dinamiche  economiche con conseguenze veramente  pesanti  su
  tutte  le  economie, soprattutto su quelle più  deboli  che  mentre
  usufruiscono  di  una  spinta inerziale quando  l'economia  cresce,
  subiscono  un  tonfo  più consistente quando  l'economia  decresce,
  quindi  dobbiamo essere molto responsabili, attenti, e  soprattutto
  correre  con l'approvazione del nuovo bilancio per poter  dare  uno
  strumento  finanziario  prima  possibile  alla  Regione   e   poter
  affrontare   questi  mesi  difficilissimi  che  ci  aspettano,   ci
  aspettano mesi difficilissimi con tutte le potenzialità finanziarie
  in campo.
   Come  voi  sapete  è stato chiuso l'accordo con la  Banca  europea
  degli  investimenti che consente finanziamenti per 100  milioni  di
  euro, l'IRFIS è stata dotata di 400 milioni di euro e sta svolgendo
  attività  di  finanziamento con un'altissima domanda  da  parte  di
  imprenditori   e  professionisti,  quindi  c'è  una  forte   spinta
  oggettivamente  di  accesso  al credito  ma  c'è  anche  una  grave
  situazione  economica complessivamente considerata  che  quindi  ci
  deve  tenere nello stato di massima allerta sul piano della  tenuta
  dei conti.
   Presidente,  mi  sono permesso di dare qualche  approfondimento  e
  qualche  considerazione in più proprio perché  la  congiuntura  che
  stiamo   vivendo   non   può  non  indurre  a   effettuare   alcune
  precisazioni.
   L'idea  è  quella di procedere dopo l'approvazione  del  Documento
  alla  più  celere  definizione  dei documenti  contabili  e  quindi
  portare  l'Assemblea nel più breve tempo possibile all'approvazione
  del bilancio e della legge di stabilità. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore Armao.


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Cannata ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   (DEFR)

      Riprende la discussione del Documento di economia e finanza
                           regionale (DEFR)
    per gli anni 2022-2024 e della relativa Nota di aggiornamento.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, qualcuno chiede di intervenire?

   MARANO. Io.

   PRESIDENTE. L'onorevole Marano.

                     (Intervento fuori microfono)
    CORCOROooo
   PRESIDENTE. No, della guerra, no  Allora, questo punto passiamo

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Basta  che lo dite chi deve parlare;  se  nessuno  fa
  cenno, io passo alla votazione. Prego, onorevole Di Paola.

   DI  PAOLA. Grazie, Presidente. Ho ascoltato con molto interesse la
  relazione da parte dell'assessore Armao. Volevo puntualizzare  solo
  un  paio  di  cose su questo DEFR. Intanto, che c'è la  percentuale
  della raccolta differenziata e, quindi, dei rifiuti che aumenta nel
  tempo  ma,  al  solito,  i  rifiuti sono  in  giro  per  le  strade
  soprattutto  all'interno  delle  città  metropolitane  e  in  molti
  comuni,  però,  dico  sul DEFR viene fatto  un  elogio  per  questa
  raccolta  differenziata  che  aumenta nel  tempo;  dopodiché  sulle
  dighe, Presidente, abbiamo ingenti somme che vengono stanziate  per
  le  dighe della nostra Regione, però in molti territori l'acqua non
  arriva  agli  agricoltori perché spesso non si  trovano  nemmeno  i
  pochi fondi o si trovano in ritardo i pochi fondi per sistemare una
  conduttura  che  porta  acqua da una diga  piuttosto  che  un'altra
  perché  in questo momento le dighe sono ridotte in tutta la Sicilia
  ad un colabrodo.
   Dico  poi, Presidente, la cosa che emerge principalmente è che  ad
  oggi,  visto  il  calo dei consumi in Sicilia, Assessore,  e  visto
  anche  la situazione economica e a me dispiace dirlo perché poi  il
  Governo regionale, secondo me, su questa cosa dovrebbe sottolineare
  a maggior ragione che la misura del reddito di cittadinanza è stata
  una  misura che ad oggi, in questi anni, lo dico perché  spesso  il
  Presidente  della Regione in interviste che rilascia, probabilmente
  in  campagna elettorale, senza il reddito di cittadinanza  oggi  la
  Regione  siciliana e l'economia della Regione siciliana  sarebbe  a
  gambe  all'aria  e  non  solo,  Presidente,  anche  le  percentuali
  relative  al superbonus, abbiamo avuto il settore delle costruzioni
  che è aumentato del venti per cento, cioè abbiamo avuto un boom sul
  settore  delle  costruzione che è il settore trainante  per  quanto
  riguarda la nostra Regione dovuto al fatto del superbonus.
   Io  mi  aspetto che tutti i partiti qui che sono rappresentati  in
  Assemblea regionale siciliana con i loro riferimenti a Roma, perché
  ognuno  di  noi  ha  dei riferimenti a livello nazionale,  spingano
  affinché  il  superbonus  possa  essere  ottimizzato,  affinché  il
  superbonus possa essere via via migliorato e questo lo dico  perché
  ci  sono  dei partiti che si sono schierati e sono dei partiti  che
  sostengono  il Governo regionale, che sostengono questo  Presidente
  della  Regione  e  che, probabilmente, lo sosterranno  anche  nella
  prossima  campagna  elettorale che  si  sono  schierati  contro  il
  superbonus perché spesso in TV parlano di furbetti all'interno  del
  superbonus,  così come parlano di furbetti all'interno del  reddito
  di  cittadinanza,  quando da sempre abbiamo  sostenuto  che  misure
  rivoluzionarie,   misure  nuove  come   quello   del   reddito   di
  cittadinanza  e  come quello del superbonus 110  per  cento  devono
  essere  nel  tempo sistemate, se ci sono i furbetti  devono  essere
  perseguiti,  se  ci  sono delle cose da modificare  all'interno  di
  queste  leggi  devono essere modificate per il  meglio,  ma  non  è
  possibile  e  questo  lo reputo veramente controproducente  per  la
  Sicilia tutta e lo dimostrano i numeri che ci sono all'interno  del
  DEFR,  reputo che sia controproducente il fatto che si remi  contro
  queste   misure,  non  è  possibile  che  ci  siano  rappresentanti
  all'interno di quest'Assemblea che hanno riferimenti a  Roma  e  ci
  siano  partiti  di Roma che magari attaccano queste  misure  perché
  sono  misure,  perché queste misure non interessano altre  Regioni,
  diciamocelo  chiaramente, qui in Sicilia sono circa seicentomila  i
  percettori   del  reddito  di  cittadinanza,  seicentomila   e   il
  superbonus  110 per cento ha fatto nascere tantissime  aziende  qui
  nel  territorio  siciliano e ci sono tantissimi lavoratori  che  si
  sono  reinseriti nuovamente nel mondo dell'edilizia proprio  grazie
  al  superbonus  110  per  cento  e, quindi,  sono  due  misure  che
  fortemente hanno sostenuto l'economia siciliana.
   Dopodiché, un altro dato che mi preoccupa, Assessore, e su  questo
  spero  che  il  Governo  regionale  faccia  il  possibile,   è   la
  percentuale  di  NIT che aumenta, cioè abbiamo una  percentuale  di
  giovani siciliani, di ragazzi che lasciano il percorso scolastico e
  questa  cosa  mi preoccupa, assessore; mi preoccupa soprattutto  in
  questa fase dove le disuguaglianze stanno aumentando sempre di più.
  Il  fatto  che ci sia questa percentuale che, nonostante le  misure
  che  il  Governo regionale, come dire, in questi anni,  ha  portato
  avanti,  io auspico che queste misure vengano moltiplicate.  Perché
  se  c'è  una percentuale di NIT che aumenta soprattutto in Sicilia,
  sicuramente, come dire, anche per il futuro della società siciliana
  il  fatto  che ci siano sempre più giovani che lasciano  la  scuola
  dell'obbligo non è mai un fattore positivo.
   Quindi, dobbiamo cercare di innescare tutta quella serie di misure
  per  far sì che in questa fase di pandemia, in questa fase di crisi
  enorme  in cui le diseguaglianze stanno aumentando sempre  di  più,
  quei  giovani,  quelle giovani che man mano stanno abbandonando  la
  scuola  in qualche modo noi dobbiamo cercare di recuperarle con  un
  percorso e con delle misure che possono essere mirate.
   Ho  dei  dubbi, Assessore, sul fatto diciamo della quantificazione
  delle  entrate nel 2022 e, quindi, soprattutto sui tributi  che  la
  Regione  è  riuscita nel 2022 in qualche modo a  recuperare  o  che
  doveva recuperare.
   I  dubbi sono forti perché, vista la grossa crisi, vista la grossa
  crisi,   è   possibile  che  molti  dei  tributi  che  sono   stati
  quantificati all'interno e, quindi, sono stati inseriti all'interno
  delle  entrate del DEFR, possono venire a mancare e di fatto,  come
  dire, poi creare eventuali buchi di bilancio successivamente.
   Chiudo  col fatto che, così com'è successo in questi anni,  questo
  documento qui in Aula è arrivato, al solito, con estremo ritardo.
   Dico,  capisco tutto, capisco tutte le difficoltà, però, Assessore
  -  e  questa cosa gliel'ho detta anche in Commissione  Bilancio   -
  non  riesco a capire perché il Governo regionale cincischi o  perde
  ancora  tempo  nella presentazione della legge di stabilità  e  del
  bilancio della Regione siciliana. Così come era stato detto qualche
  settima  fa, quando abbiamo approvato l'esercizio provvisorio,  non
  per forza dovevamo arrivare alla scadenza dei quattro mesi.
   Ebbene,  oggi, mi sa che siamo quasi a metà marzo e dei  documenti
  relativi  alla legge di stabilità e al bilancio, ad  oggi,  non  ne
  abbiamo visti nelle Commissioni di merito. E, quindi, dico, adesso,
  stiamo  discutendo del DEFR, però, assessore, non capisco  come,  e
  questa  è una cosa che dico pure al Presidente dell'Assemblea,  non
  capisco  come  si  possa presentare un disegno di  legge  su  norme
  ordinamentali, però, con tutti i dubbi che ci possono  star  dietro
  in  Commissione Bilancio quando ancora noi non abbiamo né una legge
  di stabilità e nemmeno, di fatto, un bilancio.
   Quindi,  non riesco a capire poi le tempistiche di questo  Governo
  regionale, che nel frattempo mi presenta in Commissione Bilancio un
  disegno di legge con all'incirca 15 articoli su norme ordinamentali
  che  riguardano  le  assunzioni  eventualmente  sulle  partecipate,
  insomma,  che  comunque riguarda l'aspetto economico della  Regione
  siciliana,  e siamo a metà marzo, non capisco come poi questa  cosa
  può  andare a intersecarsi con una legge di stabilità e un bilancio
  che ancora non è stato presentato da parte del Governo regionale.
   Ho   forti  dubbi  e,  quindi,  ho  forti  preoccupazioni,  signor
  Presidente, per tutti quei lavoratori che in questo momento  stanno
  aspettando  una finanziaria, stanno aspettando che  il  Governo  di
  Musumeci faccia per quest'ultimo anno di legislatura la finanziaria
  e  il  bilancio.  E,  quindi, signor Presidente, la  preoccupazione
  sulle  tempistiche visto che il DEFR lo stiamo discutendo l'8 marzo
  sono  forti,  e aggiungo come preoccupazione e lo consegno  così  a
  tutta  l'Aula che non è possibile che, come dire, a metà marzo  noi
  discutiamo in Commissione Bilancio e discuteremo poi anche in  Aula
  di un disegno di legge su norme ordinamentali quando ancora non c'è
  né una legge di stabilità, né un bilancio.

   PRESIDENTE.  Allora,  passiamo alla  votazione.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA, presidente della II Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   (L'ordine  del  giorno di approvazione del DEFR e  della  relativa
  Nota di aggiornamento reca il numero d'ordine 629)

   PRESIDENTE. Siamo 22 contro 17. E' approvato. Possiamo contare.


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Ternullo ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE. Siamo 21, stia tranquillo  Abbiamo già votato  Abbiamo
  già votato   Andiamo avanti.

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE. Abbiamo votato  Vi assicuro che abbiamo votato

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE. Potete contarli e vedrete che siete in minoranza. Sono
  scuse  inutili  perché  siete in minoranza   L'onorevole  Cracolici
  arriva  ora,  l'onorevole altro arriva ora. Quando  abbiamo  votato
  eravamo 22 a 17, li ho contati.
   Onorevole Fava, stia tranquillo che li ho contati  stia tranquillo
  che  li  ho  contati  Onorevole Cracolici, lei non c'era  in  Aula
  onorevole Cracolici, lei non c'era in Aula


                   Discussione dei disegni di legge

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
   Si  passa  ad  alcuni  disegni legge  che  necessitano  di  essere
  incardinati.


   Discussione  del  disegno di legge  Istituzione e  disciplina  del
  Registro telematico regionale dei Comuni e dei relativi prodotti  a
  denominazione comunale De.Co.  (n. 851/A)

   PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge  Istituzione e disciplina
  del  Registro  telematico  regionale  dei  Comuni  e  dei  relativi
  prodotti a denominazione comunale De.Co.  (n. 851/A).
   Incardiniamo  questo disegno di legge. Fisso  il  termine  per  la
  presentazione degli emendamenti a venerdì 11 marzo 2022,  alle  ore
  12.00.

   DIPASQUALE. No, io chiedo di intervenire.

   PRESIDENTE. Dopo glielo concedo.

   DIPASQUALE. No, io chiedo di intervenire.

   PRESIDENTE.  Lei si sieda perché li ho contati io e il  Presidente
  decide  Li ho contati io.

   DIPASQUALE.  No,  non  mi  siedo  completamente.  Io   chiedo   di
  intervenire perché la votazione è fasulla

   PRESIDENTE. Dopo che parlo di queste cose.
   Si  passa  al  disegno di legge  Schema di progetto  di  legge  da
  proporre  al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo  18
  dello  Statuto della Regione recante  Modificazioni alla  legge  21
  novembre 2000 n. 353'.  (n. 1057/A).
                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  No,  sono  all'ordine del giorno,  onorevole.  Stiamo
  parlando di incardinare i disegni di legge che sono qui per dare il
  termine per gli emendamenti e discuterli la prossima settimana.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  All'ordine del giorno. Ripeto, allora, se  non  si  è
  sentito,  ripeto:  Istituzione e disciplina del Registro telematico
  regionale  dei  Comuni  e  dei relativi  prodotti  a  denominazione
  comunale De.Co.  (n. 851/A).
   Incardiniamo  questo disegno di legge e fisso il  termine  per  la
  presentazione degli emendamenti diamo gli emendamenti a venerdì  11
  marzo 2022, alle ore 12.00.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Discussione del disegno di legge  Schema di progetto di  legge  da
  proporre  al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo  18
  dello  Statuto della Regione recante  Modificazioni alla  legge  21
  novembre 2000 n. 353'.  (n. 1057/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al disegno di legge  Schema di  progetto  di
  legge   da  proporre  al  Parlamento  della  Repubblica  ai   sensi
  dell'articolo 18 dello Statuto della Regione recante  Modificazioni
  alla legge 21 novembre 2000 n. 353'.  (N. 1057/A).
   Incardiniamo  il  disegno  di  legge.  Fisso  il  termine  per  la
  presentazione degli emendamenti a venerdì 11 marzo 2022,  alle  ore
  12.00.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Non  è  incardinato mi  dicono  gli  Uffici,  abbiate
  pazienza   Non è incardinato, Presidente  Gli Uffici mi dicono  che
  non è incardinato.


   Discussione  del  disegno  di legge  Norme  in  materia  di  acque
  termali.  (nn. 235-945-962 Stralcio I-IV COM/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa al disegno di legge  Norme  in  materia  di
  acque termali  (235-945-962 Stralcio I-IV COM/A).
   Incardiniamo  il  disegno  di  legge.  Fisso  il  termine  per  la
  presentazione degli emendamenti a venerdì 11 marzo 2022,  alle  ore
  12.00.
   Ritorniamo al punto


                        Sull'ordine dei lavori

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signor
  Segretario, mi rivolgo a lei, perché io nella qualità di Segretario
  d'Aula  mi  permetto  di  denunciare una votazione  registrata  dal
  Presidente  non veritiera, perché nel momento in cui il Presidente
  veda,  Presidente, io non a caso mi sono messo lì e quando mi  sono
  seduto  ho iniziato a contare. Quando lei fa riferimento ai 21,  fa
  riferimento  ai 21 tesserini che erano della maggioranza.  In  quel
  momento,  infatti,  la maggioranza non era fatta  da  21,  non  era
  composta   da   21  parlamentari.  Cioè,  lei  si  è   assunto   la
  responsabilità di far passare il DEFR, una votazione a  maggioranza
  quando  quella maggioranza non c'era in quanto i presenti  in  Aula
  erano 16 e noi eravamo 17.
   Veda,  Presidente, io ho fatto quello che lei non ha fatto. Io  ho
  contato.  Lei, invece, ha solamente guardato i tesserini che  erano
  presenti, ma non ha verificato il numero dei partecipanti.  Quindi,
  io  ci  tengo  a  prendere atto di questa mia  dichiarazione  nella
  qualità   di  Segretario  d'Aula  perché  il  DEFR  non  aveva   la
  maggioranza. E' stato approvato senza la maggioranza  in  Aula,  in
  quanto i presenti e la maggioranza erano 16 e la minoranza era 17.
   Io  li  avevo  contati, non a caso ero salito là sopra  perché  mi
  aspettavo quello che poi, purtroppo, è accaduto.

   PRESIDENTE. Allora, onorevole, i presenti in Aula erano 45. Io  ho
  contato  le  persone  che appartenevano al centrodestra,  che  sono
  rimaste praticamente sedute e sono 21 e gli altri erano 17. Così si
  è  stabilito  nel  corso  della  votazione  che  il  DEFR  è  stato
  approvato, e così consideriamo l'atto relativo al punto  due  della
  discussione.
   Allora,  manca l'Assessore per l'energia e i servizi  di  pubblica
  utilità, quindi, non è possibile trattare l'argomento di cui al  II
  punto dell'ordine del giorno.
   C'è l'onorevole Compagnone. E' relatore lei? Lei la relazione l'ha
  fatta?


   Seguito  della discussione del disegno di legge  Norme in  materia
  di riutilizzo delle acque reflue urbane  (n. 340/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa al disegno di legge  Norme  in  materia  di
  riutilizzo  delle  acque reflue urbane  (n. 340/A).  Invito  la  IV
  Commissione a prendere posto nell'apposito banco.
   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Compagnone  per  svolgere  la
  relazione.

   COMPAGNONE,  relatore. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  il
  disegno  di  legge che noi vi proponiamo - che è stato inizialmente
  predisposto  dal  sottoscritto, dalla Presidente Giusy  Savarino  e
  dalla  collega  Eleonora Lo Curto e che poi tutta  la  Commissione,
  sostanzialmente, ha fatto proprio - è un disegno di  legge  che  si
  propone di promuovere, e far promuovere soprattutto nei comuni,  il
  riuso delle acque reflue.
   Oggi, più che mai, questo argomento è importante. A nessuno sfugge
  -  poc'anzi qualcuno ha parlato di problemi idrici e di quanto oggi
  sia  diventato sempre più ingente, nonostante questi acquazzoni che
  vediamo ma che, di fatto, non accumulano acqua perché molto  spesso
  vanno  a  finire  a  mare - mentre, invece, abbiamo  gravi  carenze
  nell'accumulo delle acque, come voi sapete.
   I  pozzi che vengono normalmente utilizzati dagli agricoltori  per
  utilizzare le acque ai fini agricoli, diventano sempre più profondi
  con spreco di energia e costi sempre più insostenibili.
   In  questo modo, noi, coerentemente con il ragionamento che  viene
  fatto,  oggi  più  che  mai, sull'economia  circolare,  cioè  sulla
  possibilità  di  riutilizzare i prodotti, in questo  caso  un  bene
  straordinario  che è l'acqua, si immagina di poter riutilizzare  le
  acque reflue.
   Questo oggi è possibile perché la tecnologia ci consente di farlo,
  cosa  che,  magari,  anni  addietro non  era  possibile  farla,  la
  Comunità  europea  ormai  è  su questa linea  tant'è  vero  che  la
  questione  del  riuso delle acque reflue è stata già introdotta  da
  una  direttiva comunitaria del 1991, la n. 271 del 1991, che fu poi
  recepita con decreto ministeriale n. 185 del 2003 e successivamente
  l'Unione  europea ha emanato un'ulteriore direttiva, la n.  60  del
  2000, recepita nel Testo unico ambientale del 2006.
   Data  l'importanza  della questione, la stessa Unione  ha  emanato
  anche  il  regolamento  n.  741  del  2020  contenente  norme   più
  dettagliate per la gestione ed il riutilizzo delle acque reflue;  è
  chiaro  che questo rappresenta una modalità di lotta al cambiamento
  climatico.  E'  sotto gli occhi di tutti, ogni giorno  lo  vediamo,
  come  questi cambiamenti climatici stanno incidendo sfavorevolmente
  nel  mondo e nelle nostre risorse. Poter riutilizzare, grazie  alle
  tecnologie che oggi ci sono, le acque reflue dei comuni per poterle
  riutilizzare soprattutto nel mondo industriale o meglio  ancora  in
  agricoltura, è chiaro che è una cosa di assoluto buon senso.
   Si  evidenzia  che  la Regione siciliana sarà  pertanto  la  prima
  Regione  a   ci sono altre Regioni che stanno lavorando  in  questo
  senso, ma noi siamo una volta tanto all'avanguardia in questo senso
  perché  tra  l'altro  la Comunità europea sta anche,  ha  messo  in
  campo,  un Regolamento su come utilizzare queste acque, che entrerà
  in  vigore  proprio adesso nel 2023. Quindi, noi siamo, come  dire,
  antesignani rispetto al resto d'Europa.
   Il presente disegno di legge, dopo una fase istruttoria durante la
  quale  sono  state realizzate le audizioni di assessori,  dirigenti
  regionali  e  i  direttori dei consorzi, è stata esitata  dalla  IV
  Commissione  con parere di copertura finanziaria della  Commissione
  Bilancio  e  su indicazione di questa la Commissione  ha  approvato
  alcune  modifiche tra cui l'inserimento della norma  di  invarianza
  finanziaria  di cui avevamo discusso, successivamente è  stato,  il
  testo è stato, esitato per l'Assemblea.
   La  Presidenza  dell'Assemblea  ha  ritrasmesso  il  testo  in  IV
  Commissione   chiedendo   ulteriori   approfondimenti   su   talune
  disposizioni.  La  IV  Commissione,  dopo  avere  effettuato  delle
  modifiche  del  testo  in  esame, soprattutto  con  riferimento  al
  contenuto  del  Regolamento n. 741/2020, recentissima approvazione,
  ha nuovamente esitato il disegno di legge, che è il numero 340, per
  l'Assemblea.
   Vi dico sinteticamente di cosa  sono pochi articoli. L'articolo  1
  prevede,  indica le finalità. L'articolo 2 prevede che  l'assessore
  per  l'energia  ed i servizi di pubblica utilità emani  un  decreto
  contenente le norme di dettaglio specificatamente sulle procedure e
  sulle definizioni. L'articolo 3 specifica che le acque reflue  sono
  conferite  ai  gestori  delle  reti  di  distribuzione.  Cioè  come
  funzionerà  che  i  comuni  sono dotati  di  depuratore,  potranno,
  potranno e questa è una cosa, un'altra nota importante che prego  i
  colleghi di considerare, questa diventa per i fondi comunitari  una
  nota  predisponente.  Cioè  che  significa?  Nel  momento  in   cui
  approviamo questa norma ci predisponiamo, predisponiamo la  Regione
  siciliana  a  potere  acquisire i fondi comunitari  per  poter  per
  esempio  ristrutturare o creare o fare gli impianti di affinamento.
  Cosa  sono gli impianti di affinamento? Sono gli impianti che  sono
  successivi all'impianto di depurazione semplice. Sono gli  impianti
  di  affinamento, cioè affinano ulteriormente le acque  per  poterle
  rendere   utili   per  l'agricoltura.  Questo   è   l'impianto   di
  affinamento.
   Noi  oggi  questo  lo  possiamo fare grazie  al  fatto  che  nella
  programmazione 2021-2027, la Comunità europea mette tanti fondi per
  fare  questo,  per  fare  questa pratica di  riuso  e  di  economia
  circolare.  Possiamo  utilizzare  questi  fondi  quindi  per  farli
  sostanzialmente a carico dei fondi comunitari. Questa è la bontà di
  questa norma.
   Altre  cose che devo dire, ah, ecco, come funziona? Funziona così,
  onorevole  Pasqua, che dall'impianto di affinamento  l'acqua  verrà
  poi  ceduta  per  convenzione a seconda delle aree  geografiche,  a
  seconda  dei bisogni del territorio. In quei territori in  cui  c'è
  agricoltura e c'è bisogno di acqua si faranno le convenzioni con  i
  consorzi per esempio di bonifica o dei liberi consorzi di cittadini
  che potranno utilizzare l'acqua per l'uso irriguo.
   Dopo  per  esempio  invece  ci sarà la necessità,  ci  sono  degli
  impianti industriali, delle aree ASI che utilizzano l'acqua  e  non
  ci  sono impianti agricoli. Si possono fare le convenzioni  con  le
  aree  ASI  perché  l'acqua  possa essere  utilizzata  per  le  aree
  industriali.
   Ecco,  in  questo  modo il controllo sulle acque sarà  chiaramente
  delegato - come vedremo in un ulteriore articolo - all'ARPA, che ne
  controllerà le caratteristiche riferite a delle tabelle ben precise
  che  già  l'Unione  Europea e il Governo  nazionale  e  la  Regione
  Siciliana  hanno  approvato  ed  in  essere,  tutto  questo   verrà
  controllato e autorizzato dal Governo regionale.
   Questo è il quadro della norma.
   A  questo  punto,  per quanto mi riguarda possiamo  entrare  nella
  lettura degli articoli, se non ci sono problemi. L'articolo  1   la
  Regione promuove l'utilizzo delle acque reflue urbane trattate  per
  usi  irrigui,  civili  e  industriali  come abbiamo  detto.  Signor
  Presidente, possiamo approvare.

   PRESIDENTE. Vediamo se qualcuno chiede di intervenire.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Può parlare  dal  posto,  onorevole
  Cracolici. Poi ha chiesto di parlare l'onorevole Di Paola.

   CRACOLICI. L'intendimento è nobile. Faccio questa premessa  perché
  è evidente che il riuso delle acque reflue è una opportunità che in
  una  terra  come  la  Sicilia,  che  ha  utilizzato  l'invasamento,
  prevalentemente,  per la distribuzione irrigua  e  potabile,  ed  è
  questo  il  punto, avere una portata aggiuntiva di acqua  che  oggi
  noi,  sostanzialmente, buttiamo a mare e in  alcuni  casi  facciamo
  anche  di  più,  perché esistono casi in Sicilia in  cui  le  acque
  vengono  depurate  e  poi  rimesse nelle  fognature.  E  parlo  con
  cognizione  di  causa,  poiché  mancano  i  recapiti  finali  degli
  impianti di depurazione perché sono stati progettati negli anni  in
  cui  sono  stati  progettati, in aree che poi sono  diventate  aree
  protette  e,  pertanto, non si sono potuti realizzare i  cosiddetti
  recapiti finali che, normalmente, avviene a mare.
   Ho   letto   qui  il  testo.  Credo  che  bisognerebbe  fare   una
  specificazione netta, perché assegnare le acque reflue ai  soggetti
  che  gestiscono la distribuzione, se non specifichiamo chi, non  il
  nome  e  cognome,  ma  quale distribuzione, una  cosa  deve  essere
  chiara.  L'utilizzo  delle acque reflue  deve  avere  una  finalità
  industriale  o  irrigua, ma deve essere chiaro che non  può  essere
  mischiata  all'utilizzo potabile. E, se tu lo vai a  leggere  bene,
  non è specificata questa dizione.
     Quando  leggo  l'articolo 3 che dice   le  acque  reflue  urbane
  trattate,  previa stipula di apposita convenzione,  possono  essere
  conferite dai gestori di impianti di depurazione o affinamento,  ai
  gestori  delle reti di distribuzione  faccio un esempio  che  è  la
  città che conosco. L'azienda AMAP che gestisce sia la distribuzione
  potabile   sia  l'impianto  di  depurazione,  in  teoria,  potrebbe
  affidare  a sé stessa l'utilizzo delle acque depurate e/o affinate.
  Ma  poiché  non  c'è una condotta distinta tra la rete,  cosiddetta
  della  distribuzione di acqua potabile da quella per  uso  irriguo,
  noi rischiamo di combinare un patatrac.
   Io  capisco il senso, però, consentimi di essere molto pignolo  su
  questo.  Perché  il  tema  non  è solo  l'affinamento  delle  acque
  depurate, il tema è la realizzazione di condotte dedicate.  Se  noi
  non  abbiamo una rete di distribuzione dell'acqua depurata,  e  non
  l'abbiamo,  noi  rischiamo di fare un testo di  legge  buono  nelle
  intenzioni ma che, sostanzialmente, rischia di diventare una  sorta
  di  testo far west, per cui ho fatto l'esempio specifico, poi al di
  là  dei parametri, ho letto un emendamento che stabilisce anche dei
  parametri, però se nel Regolamento il parametro era, forse è meglio
  stabilirlo  al regolamento in atto piuttosto che stabilire  con  la
  rigidità   della   legge   i  parametri   stessi,   di   cosiddetta
  accessibilità,  quindi,  chiedo ai proponenti,  intanto,  un  primo
  discrimine,  chiaro,  che le questioni di cui stiamo  parlando  non
  possono  essere minimamente confuse, con la distribuzione  per  uso
  potabile delle acque.
      Ho   fatto,   dunque,  l'esempio  dell'articolo  3,   onorevole
  Compagnone, proprio perché credo che vada nettamente specificata la
  destinazione per uso industriale o per uso irriguo, di queste acque
  e  quindi  con  condotte  dedicate, perché non  possiamo  mischiare
  l'acqua depurata con l'acqua coltivata negli invasi specifici.

   COMPAGNONE, relatore. E' già nei termini perché nella legge  è  il
  codice   dell'ambiente  che  lo  prevede   e   c'è   il   controllo
  dell'Assessorato.

   PRESIDENTE.  Onorevole Compagnone, facciamo completare l'onorevole
  Cracolici.

   CRACOLICI.  Ribadisco, a evitare qualunque confusione,  al  di  là
  delle  norme  cosiddette  del decreto sull'ambiente,  noi  dobbiamo
  specificare  che l'uso di acque depurate deve avere, non  solo  una
  destinazione specifica e non essere mischiata ma deve  avere  anche
  dei  vettori di trasferimento dedicati, perché altrimenti rischiamo
  di fare confusione.

   PRESIDENTE.  Mi  pare che l'osservazione dell'onorevole  Cracolici
  sia  corretta.  Lei  ha  bisogno di 5  minuti  di  sospensione  per
  presentare un emendamento?

   COMPAGNONE, relatore. Volevo solo dire che in tutti gli  articoli,
  l'articolo 5

   PRESIDENTE. L'onorevole Cracolici parlava dell'articolo 3. Lei  ha
  bisogno di qualche minuto per presentare un emendamento?

   COMPAGNONE, relatore. Non ho bisogno di nessun minuto.

   PRESIDENTE. E allora andiamo avanti con l'articolo 1.

   COMPAGNONE,   relatore.   Non   per  tranquillizzare   l'onorevole
  Cracolici,  che  è molto attento, però tutti gli articoli  e  tutta
  l'impostazione  della  legge  è  chiarissima,  non  ci  può  essere
  confusione,   a  parte  che  la  legge  già  prevede,   il   codice
  dell'ambiente prevede che non è possibile utilizzare,  articolo  99
  del codice dell'ambiente, mi dice il professore. È così. Già quindi
  è  superfluo  e poi tutto l'impianto della norma è chiaro  e  parla
  esclusivamente di uso irriguo in agricoltura o di uso  industriale.
  Quindi,  non  credo  ci  sia bisogno, non per tranquillizzarti,  ma
  veramente è così, se avessimo dei dubbi lo accetteremo con  piacere
  ma sostanzialmente non c'è questo motivo, non è stato mai sollevato
  neppure dagli uffici, cioè tutto l'impianto della norma è così, non
  credo   che   ci  sia  questo  problema,  assolutamente,  onorevole
  Cracolici.
   Per  quanto  riguarda  le reti di distribuzione,  che  giustamente
  l'onorevole  Cracolici,  cita, le reti di distribuzione   noi  cosa
  diciamo,  dove, ecco perché non è un obbligo e abbiamo parlato  più
  volte con Valentina Palmeri, non può essere un obbligo, tiene conto
  delle caratteristiche del territorio, in quel territorio in cui c'è
  il consorzio di bonifica che ha realizzato le reti di distribuzione
  si  farà la convenzione e gli sarà data l'acqua. Nel territorio  in
  cui   questo  non  c'è.  Non  c'è.  E  giusto?  Diventa  un   fatto
  propositivo.

   PRESIDENTE. Va bene, onorevole Compagnone.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Dice l'onorevole Compagnone che è ultronea, perché c'è
  il  codice  per l'ambiente che sancisce. Un attimo, c'è l'onorevole
  Di  Paola che ha chiesto di parlare, poi l'onorevole Lupo;  se  lei
  chiede di intervenire, la faccio intervenire dopo.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  dire  una  cosa. Ho presentato un emendamento aggiuntivo al  testo,
  emendamento  ovviamente  che  col  testo  c'entra  poco  ma  è   un
  emendamento che serve a superare un'impugnativa di una legge, che è
  quella sull'accoglienza e l'inclusione.
   In  pratica, ci sono state contestate un paio di parole a  livello
  nazionale  sulla legge sull'accoglienza e l'inclusione che  abbiamo
  approvato  mesi  fa  e, siccome proprio in questa  fase,  la  legge
  sull'accoglienza e l'inclusione è in questo momento  importante,  è
  bene  sbloccare, tutto qua, poi per il resto il disegno di legge  è
  meritorio.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, io credo che l'intervento dell'onorevole
  Cracolici  meriti  un  approfondimento anche perché  con  tutto  il
  rispetto  per  il  codice dell'ambiente che è  una  grande  riforma
  economico-sociale  e  certamente  si  applica  anche  in   Sicilia,
  sappiamo  bene  che l'art. 14 dello Statuto prevede  la  competenza
  esclusiva della Regione in materia di acque pubbliche. Quindi io, è
  bene    evitare   impugnative,   o   l'insorgere   d'incomprensioni
  soprattutto  tra i cittadini, perché voglio ricordare a  tutti  noi
  che abbiamo il dovere di approvare leggi chiare e comprensibili  ai
  siciliani,  senza  che  questi abbiano approfondite  conoscenze  in
  materie specifiche come appunto quella che può riguardare il codice
  dell'ambiente. Se la volontà del legislatore, in questo caso noi, è
  questa,  io credo sia opportuno precisare il contenuto della  norma
  quindi  mi  auguro che la Commissione possa valutare favorevolmente
  la  richiesta dell'onorevole Cracolici che è anche la nostra e  del
  mio Gruppo parlamentare.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lupo.
   Onorevole Savarino, prego.

   SAVARINO, presidente della Commissione. Signor Presidente,  volevo
  dire,  aggiungiamo per tranquillità perché insomma è giusto cercare
  di  fare  un  disegno  di  legge che sia -  com'è  stato  finora  -
  condiviso  da tutti per cui se bisogna chiarire meglio, aggiungiamo
  e chiariamo meglio.
   Però va visto, come diceva giustamente il collega Compagnone,  nel
  contesto totale che è comprensivo anche dell'art. 5 che addirittura
  esclude alcune aree. L'autorità di bacino può escludere alcune aree
  a   rischio  desertificazione  dall'utilizzo  delle  acque   reflue
  depurate  quindi  c'è anche una tutela maggiore, quindi  non  l'uso
  potabile,  addirittura anche l'uso irriguo in  alcune  aree  se  si
  ritiene    che    questo   possa   accelerare   il   processo    di
  desertificazione. Quindi c'è una tutela anche dell'ambiente e delle
  aree che sono a rischio desertificazione.
   Ma,  ripeto,  per  tranquillità  dei  colleghi  aggiungiamo  anche
  nell'articolo  3 che si riprende la disciplina per  l'uso  solo  in
  corrispondenza a quello che è dettato dalla normativa statale  così
  viene   escluso  quello  per  uso  potabile  come  sottolineato   e
  richiesto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, io non vorrei che siano equivoci tra
  di  noi.  No,  no  però,  o  le  condividiamo  le  cose  o  non  le
  condividiamo,  nel  senso  che io non sto  discutendo  il  recapito
  finale, cioè è evidente che se si produrrà, mi auguro, acqua da usi
  da  refluo  attraverso la depurazione, a quel punto, l'autorità  di
  bacino  deciderà  quali  sono  i  cosiddetti  siti  idonei  per  il
  trasferimento e l'utilizzo di queste acque.
   Bene,  non  è  questo in discussione. Il tema che pongo  io  è  un
  problema dei conduttori. Ad oggi, faccio l'esempio dei consorzi  di
  bonifica,  i  consorzi  di  bonifica,  al  di  là  delle  reti   di
  distribuzione agli agricoltori, le reti di adduzione sono  connesse
  a che cosa? Ai bacini, alle dighe, cioè a quelle aree e a quei siti
  dove sono stati autorizzati al prelievo dell'acqua, alla captazione
  si  dice  tecnicamente  e  poi  alla  distribuzione  a  valle  agli
  agricoltori ecc. ecc.
   La  problematica  che  voglio  che  in  qualche  modo  sia  chiara
  altrimenti c'è un rischio di caos, lo chiamo così, che noi dobbiamo
  avere  le  reti dedicate non per la distribuzione. E' evidente  che
  per la distribuzione per l'uso di acque irrigue va agli agricoltori
  cioè  sono gli associati ai consorzi di bonifica, è giusto?  Quindi
  l'uso irriguo è insito nella finalità del consorzio di bonifica. Il
  tema  è  quest'acqua che io acquisto tramite convenzione,  come  la
  capto? Allora, se noi non abbiamo una certezza di distinzione delle
  reti  di  captazione si potrebbe determinare che lo stesso  vettore
  che  oggi  utilizzo per la captazione di acque per usi civili,  tra
  l'altro  si  fa  riferimento  a un uso civile  che,  attenzione,  è
  equivoco, quindi il civile normalmente è potabile o no?
   Onorevole Compagnone, visto che lei ha detto all'articolo 1, credo
  che l'uso civile è anche

   COMPAGNONE, relatore. E' anche lavare i piatti.

   CRACOLICI. Io continuo a dire, proprio a sicurezza di tutti, che

   PRESIDENTE.  Mi pare, però, che la Commissione ha  detto  che  sta
  presentando un emendamento.

   CRACOLICI.  Ho  capito, ma io quello che dico è che  noi  dobbiamo
  specificare  che i canali di trasmissione dell'acqua reflua  devono
  avere vettori dedicati.

   PRESIDENTE.  Questo lo preparate, se è il caso  sospendiamo  anche
  cinque minuti, non è un problema.
   Onorevole Cracolici vediamo di iniziare le votazioni e l'esame dei
  singoli  emendamenti  tenendo  conto  che  se  all'articolo   3   è
  necessario  fermarci  ci  fermiamo,  perché  è  giusto  predisporre
  emendamenti che siano comprensibili da parte di chi deve attuare le
  leggi.
   Si    passa   all'emendamento   1.1,   che   è   sub   emendamento
  dall'emendamento   1.1.1,   che   fra   l'altro   è    sostitutivo.
  L'emendamento è fuori sacco, è stato distribuito?
   E' un emendamento che viene suggerito dagli uffici, il Regolamento
  entrerà in vigore tra un anno. Con questa disposizione noi salviamo
  praticamente l'impostazione dell'articolo 1, lo sub emendiamo e  ci
  troviamo nelle condizioni di avere una legge che può andare avanti.
   Pongo  in  votazione  il sub emendamento 1.1.1.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   In   sede  di  approvazione  finale  con  l'attuazione  del   117'
  diventerà  disposizione modificata come disposizione  di  carattere
  normativa europea.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Posso chiedere che si faccia un emendamento al comma  1
  dell'articolo  1  dopo le parole  civili e industriali'  escludendo
  l'uso potabile?

   PRESIDENTE. La Commissione, prima di votare, può presentare questo
  emendamento  e lo consegnate agli uffici. E' arrivato l'emendamento
  firmato  dall'onorevole  Lupo,  lo leggo:   ad  eccezione  dell'uso
  potabile .
   Onorevoli  Compagnone  è stato presentato l'emendamento  da  parte
  dell'onorevole Lupo  ad eccezione dell'uso potabile  che corregge
   Col parere favorevole della Commissione e del Governo lo pongo  in
  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 1.2 è ritirato.
   Si  passa all'emendamento 1.3. C'è un subemendamento 1.3.1, che  è
  sempre a firma degli onorevoli Palmeri, Fava e Lo Giudice.
   Con  il parere favorevole della Commissione e del Governo lo pongo
  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 1.3.1, così come è stato emendato
  con  il  parere favorevole della Commissione e del Governo.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'approvazione dell'articolo 1 nel testo risultante.
   Con  il parere favorevole della Commissione e del Governo lo pongo
  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
        Adempimenti dell'Assessore regionale per l'energia ed i
                      servizi di pubblica utilità

   1. Con decreto dell'Assessore regionale per l'energia ed i servizi
  di   pubblica  utilità,  sentita  l'Autorità  di  bacino   di   cui
  all'articolo 3, della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8,  emanato
  entro  novanta  giorni  dalla data di approvazione  della  presente
  legge,  in conformità alle normative statali e dell'Unione  europea
  vigenti,  sono definiti gli usi irrigui, civili ed industriali  per
  l'utilizzo delle acque reflue urbane trattate ed il procedimento  e
  gli  impianti  di  affinamento  di cui  alle  normative  statali  e
  dell'Unione europea vigenti»

   Si  passa  all'emendamento 2.1 degli onorevoli Palmeri,  Fava,  Lo
  Giudice. Il parere della Commissione?

   COMPAGNONE, relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere contrario  della  Commissione  e  del
  Governo lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   C'è  un  emendamento tecnico della Commissione, il 2.2.  E'  stato
  distribuito?  Mi  dicono  che è stato distribuito.  Con  il  parere
  favorevole della Commissione, ovviamente, e del Governo lo pongo in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa alla votazione dell'articolo 2 nel testo risultante, con
  il  parere  favorevole  della Commissione  e  del  Governo.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
               Conferimento acque reflue urbane trattate

   1.  Le  acque  reflue urbane trattate, previa stipula di  apposita
  Convenzione, possono essere conferite dai gestori degli impianti di
  depurazione o affinamento ai gestori delle reti di distribuzione».

   Onorevole Compagnone, ha predisposto l'emendamento?

   COMPAGNONE, relatore. Sì. Lo avete voi.

   PRESIDENTE.  Sì.  All'articolo  1 su  suggerimento  dell'onorevole
  Cracolici lo abbiamo aggiunto. Lo dobbiamo ripetere? Però  decidete
  quello che dobbiamo fare.
   Sospendiamo i lavori per due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.42, è ripresa alle ore 17.50)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, si passa all'emendamento  3.1  e
  all'emendamento 3.2 R.
   Lo stanno distribuendo, bene. L'emendamento 3.1 è ritirato.
   Si  passa  quindi all'emendamento 3.2 R. Con il parere  favorevole
  della  Commissione  e  del Governo lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 3 nel testo  risultante,  con  il
  parere favorevole della Commissione e del Governo. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
         Disposizioni in materia di monitoraggio, controllo e
                     individuazione della tariffa

   1.  Il monitoraggio ed il controllo dei servizi inerenti all'acqua
  reflua  urbana  trattata  sono affidati  all'Assessorato  regionale
  dell'energia e dei servizi di pubblica utilità.

   2. Il controllo sulla qualità delle acque reflue urbane trattate è
  affidato  all'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente  e,
  in  ragione  degli  usi  secondo la normativa vigente,  all'Azienda
  sanitaria provinciale territorialmente competente.

   3.  Gli  eventuali  costi aggiuntivi, rispetto  alle  tariffe  del
  servizio  idrico  integrato, necessari al trattamento  delle  acque
  reflue  urbane  ai  fini  della presente legge,  nel  rispetto  dei
  provvedimenti  dell'Autorità di regolazione  per  energia,  reti  e
  ambiente (ARERA), sono a carico degli utilizzatori della risorsa».

   L'emendamento 4.1 è ritirato.
   Si passa all'emendamento 4.2. Il parere della Commissione?

   COMPAGNONE, relatore. Separate rispetto alle tariffe del  servizio
  idrico,  che  sono  a carico - no, no, perché fa confusione  -  gli
  eventuali posti aggiuntivi.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI. Allora, ai sensi della normativa europea considerando che
  il  processo di affinamento non è inglobabile appunto nel  servizio
  idrico  integrato, ho voluto semplicemente specificare questa  cosa
  della contabilità separata per evitare che si possa incorrere nella
  contabilizzazione  ai  fini della tariffa, ai  fini  tariffari,  di
  questi costi, di questi servizi.
   Quindi  era  semplicemente  un  volere  specificare  qualcosa  che
  sicuramente  nelle  volontà del legislatore in  questo  caso  della
  Commissione  e  dell'onorevole  Compagnone  magari  era  implicita.
  Appunto  chiarire questo aspetto della contabilità  separata  visto
  che  non  è inglobabile nel servizio idrico integrato, si parla  di
  altri  tipi  di  utilizzi civili che non sono quelli  del  servizio
  idrico  integrato.  Quindi  ad esempio  le  preoccupazioni  di  cui
  parlava  l'onorevole  Cracolici ma  sono  altri  tipi  di  utilizzi
  civili. E quindi la contabilità separata non va in tariffa.

   PRESIDENTE.   Grazie,   onorevole   Palmeri.   Il   parere   della
  Commissione?

   COMPAGNONE, relatore. Per la verità, ci è sembrato ultroneo questo
  perché se si legge con attenzione il punto 3 dell'articolo 4 già si
  scrive   gli  eventuali costi aggiuntivi rispetto alle tariffe  del
  servizio  idrico  integrato necessario al trattamento  delle  acque
  reflue  urbane ai fini del presente disegno di legge, sono  a  capo
  degli utilizzatori della risorsa .
   Cioè  già  è scritto che chi utilizza la risorsa coprirà le  spese
  ulteriori.  Per cui ci sembra un appesantire la norma  che  non  ha
  senso e che potrebbe invece creare ulteriori problemi.

   PRESIDENTE.   Quindi,   conferma   il   parere   contrario   della
  Commissione?

   COMPAGNONE, relatore. Sì.

   PRESIDENTE. Va bene. Lo ritira onorevole Palmeri?

   PALMERI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'articolo  4  con  il   parere
  favorevole della Commissione e del Governo. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
         Pianificazione delle attività di recupero delle acque
                          reflue ai fini del
                      riutilizzo per usi irrigui

   1.  L'Autorità  di  bacino  di  cui all'articolo  3,  della  legge
  regionale  8  maggio  2018, n. 8, di concerto con  il  dipartimento
  regionale  dell'acqua e dei rifiuti e con il dipartimento regionale
  dello  sviluppo  rurale e territoriale provvede  all'individuazione
  delle  aree irrigue ove, in funzione dell'estensione e del tipo  di
  coltura  praticata,  nonché  dell'orografia  territoriale,  risulta
  possibile l'impiego di acque reflue urbane trattate.

   2.   Nelle   aree  della  Regione  il  cui  suolo  è   a   rischio
  desertificazione, l'utilizzo delle acque reflue urbane trattate per
  usi  irrigui  è  sottoposto ad una verifica  delle  caratteristiche
  pedologiche dei suoli al fine di non accrescere eventuali  fenomeni
  di desertificazione in atto.

   3.  La  programmazione di cui al presente articolo  privilegia  le
  aree della Regione caratterizzate da deficit idrico».

   E'   stato   presentato  il  subemendamento  5.1.1  che   modifica
  l'emendamento 5.1.

   COMPAGNONE, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COMPAGNONE,  relatore.  In realtà, va bene perché  sostanzialmente
  semplifica e quindi va bene.

   PRESIDENTE.  Parere  favorevole della  Commissione.  Perfetto,  va
  bene.
   Si  passa  all'emendamento  5.1  ed approviamo  l'intero  articolo
  perché è sostitutivo dell'intero articolo. A questo punto pongo  in
  votazione il 5.1 così così come è stato emendato dal 5.1.1  con  il
  parere favorevole della Commissione e del Governo. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Abbiamo  un  emendamento A.1 a firma degli  onorevoli  Compagnone,
  Lentini e Di Mauro che potrebbe essere semplificato oppure  non  so
  se c'è la relazione. La Commissione lo vuole illustrare?

   COMPAGNONE, relatore. Sì, lo spiego. È un emendamento tecnico  che
  abbiamo concordato con il Dipartimento, perché la Regione siciliana
  aveva  -  probabilmente per un refuso, un errore - individuato  dei
  parametri  che  erano  diversi  da  quelli  individuati  a  livello
  nazionale  ed  europeo, che sono eccessivamente restrittivi  e  che
  creano   un   sacco   di  problemi,  per  cui  sono   dei   livelli
  irraggiungibili  a cui lo stesso Dipartimento aveva  già  da  tempo
  sottolineato questa cosa, e noi con l'emendamento stiamo riportando
  in  linea  le tabelle della Regione siciliana esattamente a  quelle
  che  vengono  previste a livello nazionale ed europeo,  tutto  qua,
  molto semplice.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,  ecco,  è  la   classica   norma
   complicazione  di  cose semplici . Se noi stiamo  dicendo  che  in
  Sicilia  si  applicano  conformemente le  disposizioni  di  cui  al
  decreto, all'allegato 5 del decreto 152, io non aggiungerei  altro.
  Anche  perché  -  e  lo  dico proprio per  il  principio  del  buon
  andamento  della  legislazione - laddove  dovessero  modificarsi  i
  parametri del decreto legislativo, dobbiamo andare a fare  un'altra
  legge?  Allora  noi  diciamo del decreto legislativo  e  successive
  modificazioni,  eccetera, eccetera. Quindi noi  ci  uniformiamo  ai
  parametri nazionali ed europei sulla base dell'evoluzione giuridica
  che  via via ci sarà. Se invece facciamo una tabella propria,  come
  se  la dovessimo interpretare, non ci stiamo uniformando al decreto
  legislativo,  stiamo  interpretando il  decreto  legislativo.  Ecco
  perché, collega Compagnone, suggerisco di riferirsi all'articolo 5,
  e successive modifiche integrazioni.

   PRESIDENTE.  Cioè, l'onorevole Cracolici suggerisce il recepimento
  delle delibere nazionali.

   CRACOLICI. Dinamico.

   PRESIDENTE. Quindi, lo modifica? Sì, lo modifichi e lo presenti.

   SAVARINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione.  Signor  Presidente,  le
  chiedo  scusa, allora, la necessità per cui l'onorevole  Compagnone
  ha fatto questo emendamento aggiuntivo condiviso dalla Commissione,
  è quello di modificare una norma attuale regionale che, altrimenti,
  resterebbe in vigore e cozzerebbe con questa disciplina e anche con
  la  disciplina  che noi vogliamo recepire, che è  quella  di  rango
  nazionale.
   Mi  convince, invece, la sollecitazione dell'onorevole  Cracolici,
  di  aggiungere  e successive modifiche ed integrazioni , qualora il
  decreto attuale e vigente dovesse essere modificato. Quindi  chiedo
  agli  uffici - questa è una cosa che si può fare direttamente -  di
  aggiungere   all'emendamento  dell'onorevole   Compagnone,   finale
   s.m.i. , e poi va bene.

   COMPAGNONE, relatore. Va bene.

   PRESIDENTE. Chi lo presenta?
   Va bene, lo fanno gli Uffici. Aggiungiamo  successive modifiche ed
  integrazioni . Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'onorevole  Di Paola poc'anzi aveva fatto cenno ad un emendamento
  aggiuntivo  importante  in  questo momento.  È  firmato  da  alcuni
  parlamentari  Cinque  Stelle,  che credo  possa  interessare  anche
  altri.  Invito gli uffici a distribuirlo. Per favore, onorevole  Di
  Paola, intervenga per illustrarlo ai colleghi e al Governo.

   DI  PAOLA.  Brevemente, Presidente. Noi qualche  mese  fa  abbiamo
  approvato  la legge sull'accoglienza e l'inclusione. Legge  che  in
  questo momento, tra l'altro, è molto importante, visti purtroppo  i
  fatti che ci stanno travolgendo in Europa. Questo emendamento è  un
  emendamento  degli  uffici  che supera  l'impugnativa  della  legge
  sull'accoglienza e l'inclusione, che c'erano alcuni passaggi su  un
  paio di articoli. Quindi è un emendamento prettamente tecnico, solo
  per  superare l'impugnativa relativa alla legge sull'accoglienza  e
  l'inclusione.  Tutto  qua  Presidente.  Quindi  è  un   emendamento
  tecnico, solo per superare l'impugnativa.
   Tra  l'altro l'avevamo inserita in altri disegni di legge che sono
  rimasti  indietro, quindi siccome oggi è un fatto molto  importante
  superare l'impugnativa.
   L'abbiamo  concordata sia in Commissione I che con gli uffici.  In
  Commissione   I  c'era  pure  il  Governo.  È  il  superamento   di
  un'impugnativa. Assessore, è il superamento dell'impugnativa  della
  legge sull'accoglienza.

   PRESIDENTE. Assessore Cordaro, mi dicono gli Uffici che  lo  hanno
  elaborato loro. Se volete fare una riflessione.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi chiedevo al Capogruppo del Movimento
  Cinque  stelle, siccome non ho motivo di non credere che sia  stato
  concordato,  se  mi  dice anche con chi, con quale  collega  lo  ha
  concordato,  che  era  presente in prima Commissione,  in  modo  da
  potere renderlo intellegibile rispetto

   PRESIDENTE. C'è l'onorevole Pellegrino in Aula?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No.

   PRESIDENTE. Non c'è.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Così come noi, l'altra volta abbiamo approvato  alcune
  norme   che  superavano  l'impugnativa  sulla  legge  che  riguarda
  l'edilizia,  la  stessa  cosa - e ringrazio  gli  uffici  -  stiamo
  facendo   per   superare   l'impugnativa   relativa   alla    legge
  sull'accoglienza e l'inclusione.
   E'  stato concordato, anche, con l'assessore Scavone, il fatto del
  superamento   dell'impugnativa.  Non  c'è  niente  altro.   E'   un
  emendamento tecnico.

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Va  bene
  Presidente, parere favorevole.

   PRESIDENTE  Con  il  parere favorevole del Governo,  lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Passiamo alla votazione

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Era A2.
   Dobbiamo  procedere  al  voto finale del  disegno  di  legge.  Noi
  dobbiamo  esprimere  due  voti  finali.  Tra  l'altro,  l'onorevole
  Compagnone  mi  aveva chiesto di intervenire sul  voto  finale  del
  disegno  di  legge  Schema di progetto di legge'. C'è da  approvare
  anche l'articolo 6, che è la norma finale per la pubblicazione.  Ne
  do lettura:

                               «Art. 6.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   discussione approvazione dell'ordine del giorno n. 628

   Presentazione  degli  ordini del giorno  nn.  627,  628  e  630  e
  discussione approvazione dell'ordine del giorno n. 628

   PRESIDENTE. A questo punto ci sono degli ordini del giorno.
   Uno  riguarda gli  Interventi urgenti per la salute e la sicurezza
  nei luoghi di lavoro' firmato dal Partito Democratico. Governo, che
  parere date all'ordine del giorno n.  627?
   Li  possiamo  distribuire al Governo, per favore? Ce n'è  uno  che
  riguarda  le donne - oggi è la festa dell'8 marzo, anche  se  è  un
  momento  difficile  bisogna  ricordare anche  questa  ricorrenza  -
  numerato 628. Gli ordini del giorno sono tre: 627, 628 e 630.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,   onorevoli   colleghi,  intervengo   perché,   qualche
  settimana  addietro - colgo l'occasione prendendo spunto da  questi
  ordini  del giorno - dopo che l'assessore Samonà aveva risposto  ad
  un'interrogazione relativa al finanziamento per il ripristino di un
  borgo importante - peraltro raccogliendo il plauso di tutta l'Aula,
  compresa   l'opposizione,  perché  era  un  percorso  assolutamente
  virtuoso  -  in buona sostanza, è accaduto che -  evidentemente  in
  maniera assolutamente secondo canoni di buona fede -  il Capogruppo
  di Forza Italia ha presentato un'interrogazione, o meglio un ordine
  del  giorno che, in buona sostanza, diceva il contrario  di  quello
  che aveva appena spiegato il collega Samonà.
   Evidentemente c'è stato, da parte del sottoscritto, un momento  di
  distrazione  perché a quel punto io, prendendo atto dell'intervento
  del  collega  Calderone, che ha fatto soltanto il  suo  dovere,  ho
  detto  che  nulla  ostava da parte del Governo.  Questo  nasce  dal
  presupposto che nessuno è tuttologo.
   Perché  ho  voluto  dire  questa  cosa?  Non  soltanto,  in  buona
  sostanza,  per rivendicare l'unicità del Governo per  cui  era  fin
  troppo  evidente che se Samonà aveva sostenuto un punto  di  vista,
  quello  era anche quello dell'assessore Cordaro, in ragione ratione
  materiae. Ma il tema vero è, Presidente, che oggi i colleghi del PD
  presentano  un ordine del giorno che come titolo, e chiedo  la  sua
  attenzione  Presidente, perché se si presenta un ordine del  giorno
  che  recita   Interventi urgenti per la salute e la  sicurezza  sui
  luoghi  di  lavori', io mi chiedo cosa possa fare il vicepresidente
  Armao,  molto  più bravo di me, o l'assessore Cordaro  che  non  ha
  alcuna  idea delle deleghe delle quali stiamo parlando  e,  quindi,
  poi  si  finisce per fare, diciamo, in qualche modo l'incidente  di
  percorso.
   Lo  stesso  è  per  l'ordine del giorno 628   Definizione  di  una
  strategia  regionale per la parità di genere   ma  qua  ci  arrivo,
  perché  se questo io lo leggo sono in condizione di dire  che  sono
  ovviamente d'accordo, tendenzialmente, non l'ho ancora letto.
   E  infine,  Interventi urgenti per la ripresa economica e  per  il
  corretto  utilizzo delle risorse del PNRR da destinare  ai  settori
  delle costruzioni . Ora, quello che voglio dire, Presidente, è  che
  fatta  come  premessa, posta come premessa, la  buona  volontà  del
  Governo di aderire alle indicazioni dei colleghi di maggioranza, ma
  soprattutto  in  questo caso di opposizione che  svolgono  il  loro
  ruolo politico, il tema è che non possiamo trovarci ad esprimere un
  parere  su  materie  che non sono minimamente di  competenza  degli
  Assessori presenti.
   Quindi,  inviterei  per esempio a rinviare  a  domani  soprattutto
  l'intervento sulle misure urgenti sulla salute e quello sul PNRR in
  tema  di  costruzioni, in maniera che gli uffici possano inviare  o
  possano  raccogliere  il parere dell'Assessore  competente,  perché
  credo  che anche da parte dei proponenti questo avrebbe un maggiore
  valore  perché  poi  finisce che il parere favorevole,  diciamo  un
  tantum  casuale, dell'Assessore Cordaro potrebbe, ecco, creare  più
  un   fatto   di   confusione  che  un   fatto   invece   di   buona
  amministrazione.  Lo dico in piena coscienza e in assoluto  spirito
  di collaborazione e sono convinto che il mio intervento possa avere
  un senso.
   Per  quanto  riguarda invece l'ordine del giorno  sulla  strategia
  regionale  per  la  parità di genere vorrei chiedere  all'onorevole
  Lupo  di  rappresentarlo in trenta secondi in maniera di sapere  di
  cosa parliamo.

   PRESIDENTE.  Allora,  mi  pare  di capire,  mi  scusi,  che,  come
  Governo, l'ordine del giorno n. 627 lo rinviamo a domani, giusto?

                    (Interruzione fuori microfono)

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Prego onorevole  Lupo,  sono  stati
  presentati poco fa.

   LUPO.  Sì,  grazie  Presidente,  Governo,  colleghi,  oggi,   come
  sappiamo, è l'8 marzo, festa della donna, e l'ordine del giorno che
  abbiamo  presentato nella parte descrittiva di premessa  sintetizza
  quelli  che  sono  i  dati  statistici  che  tutti  conosciamo  con
  riferimento  all'occupazione  femminile  che  presenta  un  divario
  spaventoso tra Nord e Sud.
   Nella  sostanza  l'ordine del giorno propone  di  avvalerci  della
  programmazione  del  PNRR per ridurre anche il divario  di  genere.
  Quindi,  non solo il divario Nord-Sud o aree forti-aree  deboli  ma
  anche  il divario di genere uomo-donna rafforzando quelle misure  a
  sostegno dell'occupazione femminile. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lupo.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Intanto non può che essere apprezzabile la proposta, e appunto come
  diceva l'Assessore Cordaro va valutata alla presenza dell'Assessore
  competente  che  so  che peraltro ha già intrapreso  una  serie  di
  iniziative, però evidenzio che anche il PNRR già prevede una  parte
  sull'eguaglianza sostanziale, ecco, ormai più che di giornata delle
  donne  piace parlare di giornata dell'eguaglianza che è un  valore,
  credo,  universale tra tutti i generi e tra tutte le  specie  umane
  presenti nel pianeta, diciamo di tutti i popoli, quindi su  questo,
  ovviamente, ci riserveremo di informare l'Assessore Scavone,  però,
  se si potesse differire al momento in cui sarà presente l'Assessore
  Scavone,  si può proseguire, ma non credo, e sono certo di  poterlo
  anticipare, non sussiste alcun tipo di preclusione in tal senso.

   PRESIDENTE. Allora, dunque, mi pare parere favorevole su questo.

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO.  Presidente,  grazie. Colgo l'occasione  per  parlare  del
  tema,  mi  dispiace che si parli oggi di diritti  delle  donne  nel
  giorno  della  giornata  internazionale dei  diritti  delle  donne,
  perché è molto triste in quanto bisognerebbe parlarne a prescindere
  dalle cerimonie e dalle ricorrenze.
   Detto  ciò, ricordo al Governo, a lei, Presidente, e a quest'Aula,
  che  c'è  un  disegno di legge fermo in I Commissione  che  aspetta
  soltanto  il voto finale, è un mio disegno di legge depositato  due
  anni  fa  che è stata già esitato, che ha come argomento la  parità
  salariale.
   Quindi, colgo l'occasione per ricordarlo al Governo, in modo  tale
  che  si  parli  di parità salariale e diritti delle donne  tutti  i
  giorni e certe cose non vengano messe nel dimenticatoio.

   PRESIDENTE.  Passiamo,  col parere favorevole  del  Governo,  alla
  votazione  dell'ordine del giorno n. 628. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Passiamo adesso all'approvazione delle due leggi in questione.


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  all'Aula  che  l'onorevole  Laccoto  è   in
  congedo.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Votazione  finale  per  scrutinio nominale del  disegno  di  legge
   Norme  in  materia di riutilizzo delle acque reflue  urbane.   (n.
  340/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale del disegno  di  legge
   Norme  in  materia di riutilizzo delle acque reflue  urbane.   (n.
  340/A).

   CRACOLICI. E gli ordini del giorno?

   PRESIDENTE. Abbiamo finito con gli ordini del giorno.

   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            47
   Votanti             33
   Maggioranza         17
   Favorevoli          33
   Contrari            0
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

   SAVARINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione.  Signor  Presidente,  io
  volevo  ringraziare  i  colleghi. Questo è un  testo  che  è  stato
  condiviso  in  Commissione da tutte le forze  parlamentari,  volevo
  ringraziare il collega Compagnone che si è fatto promotore anche di
  convegni   sul  tema,  in  cui  abbiamo  partecipato  con  l'intera
  Commissione, anche a Catania, coinvolgendo l'Università di Catania,
  proprio  perché  in  quel  territorio  c'è  un  primo  esempio   di
  riutilizzo  di  acque  reflue  e, quindi,  facendo  scuola  di  una
  preziosa precedente abbiamo stilato un testo di legge che ci  porta
  a  essere  la  prima  Regione d'Italia  ad  avere  recepito  questo
  Regolamento, recentissimo, dell'Unione Europea, quindi, siamo anche
  la  Regione  che  è nelle condizioni per potere accedere  ai  fondi
  europei,  ai  fondi del PNRR e mettere i nostri  agricoltori  e  il
  nostro  territorio  nelle  condizioni di  potere  utilizzare  anche
  questa preziosa risorsa per fini irrigui.
   Quindi,  grazie  ai colleghi, grazie al collega  Compagnone  e  al
  Governo che ci ha seguito costantemente in questo percorso.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   MARANO.  Presidente,  è  da  mesi  che  seguo  la  questione   dei
  lavoratori   Pfizer   di  Catania.  Sono  210   persone   bloccate,
  paralizzate,  appese  ad  un'azione  che  deve  fare   la   Regione
  Siciliana,  ovvero, riconvocare il Tavolo di crisi  che  era  stato
  convocato  dall'assessore  Scavone il 24 febbraio,  successivamente
  sospeso   perché   l'azienda   aveva   paventato   un'ipotesi    di
  conciliazione,  cosa  che  poi non c'è stata  ai  vari  Tavoli  con
  Confindustria  che  i  sindacati,  i  lavoratori,  hanno  avuto,  e
  aspettiamo  che  si riconvochi e che si convochi questo  Tavolo  di
  crisi.
   Se  la  Regione  Siciliana non lo convoca, questa  gente  non  può
  andare  a fare le trattative al Ministero dello Sviluppo economico.
  Vorremmo  capire  - e parlo a nome di questi lavoratori  -  dal  24
  febbraio ad oggi qual è il problema? Spiegatelo. Lo dico a lei,  ma
  che  si  faccia portavoce, spiegatelo chiaro perché  non  ci  diamo
  spiegazioni, non troviamo una giustificazione al fatto che  ci  sia
  questo stallo.

   PRESIDENTE. Va bene.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PERSIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  approfitto
  della presenza del Vicepresidente, perché c'è stata prima una  cosa
  dell'assessore Cordaro che non ho condiviso: il Vicepresidente  non
  rappresenta  solo la sua delega ma può rispondere e prende  atto  a
  proposito  dell'ordine del giorno che abbiamo discusso  prima.  No,
  parlava di tutti e due gli assessori.
   Detto questo, perché volevo intervenire, perché sta succedendo una
  cosa  grave  e  preoccupante, sono sicuro che questo  Parlamento  e
  questo  Governo saprà cogliere questa preoccupazione: noi rischiamo
  con  il PNRR di avere risorse importanti, però di distruggere tutta
  la  nostra grande, media e piccola impresa. Rischiamo di  avere  le
  risorse  e  di  non  avere  più  le  imprese   Non  è  neanche  una
  sensibilità   mia   o  un'attenzione  mia,  l'ho   raccolta   dalle
  preoccupazioni  lanciate  dai  rappresentanti  dell'Ance:  noi   ci
  troviamo ad affrontare gare, alcune per quello passate ora ci  sono
  quelle là per le risorse con il PNRR, alcune fanno riferimento a 4,
  5 anni fa, e queste gare sono state appaltate attraverso accordi di
  programma, che prevedono determinati costi per realizzare  l'opera.
  Nel  frattempo che cosa è successo: la crisi energetica, la guerra,
  che  purtroppo  non hanno concluso i loro effetti,  questi  effetti
  ancora  ce  li troveremo davanti e non sappiamo ancora  per  quanto
  tempo.
      Queste  imprese specialmente con gli accordi quadro,  fatti  da
  alcuni  anni  non si trovano in condizioni di poter  completare  le
  opere,  quindi  noi  ci troviamo da una parte  imprese  importanti,
  perché  alcune di queste sono opere infrastrutturali,  cioè  quindi
  noi,  da una parte come cittadini, come comunità, rischiamo di  non
  poter   completare   alcune   opere  infrastrutturali   importanti,
  dall'altra la morte dell'impresa che non potrà partecipare al PNRR,
  perché  nel  frattempo alcune imprese, perché nel frattempo  quegli
  appalti che avevano in corso, hanno, scusate colleghi, capisco  che
  può  essere tutto banale ma questo non è banale,  il rischio è  che
  noi  andiamo verso il PNRR con queste aziende massacrate perché non
  potranno  portare  avanti questi lavori e non ne potranno  prendere
  altri.
      Voi mi direte e l'Assessore e il Vicepresidente mi dirà, ma che
  cos'è che possiamo fare noi, come mettiamo le imprese in condizioni
  di superare tutto questo disastro?
       Perché  voi  capite  che è un meccanismo  distruttivo,  prendi
  l'appalto, dopo due mesi, tre mesi, l'appalto è superato  perché  i
  costi  sono  diventati costi immensi e l'impresa si  trova  in  tre
  condizioni  o aprire un contenzioso, perché non riesce a completare
  l'opera  o cercare e provare di ridurre la realizzazione dell'opera
  stessa,  o  come detto rinunciare all'opera imbarcandosi  anche  in
  contenziosi.  Cioè il quadro che noi abbiamo e un quadro  non  solo
  regionale, ma il quadro che hanno le nostre imprese è questo.
      Perché intervengo qui, in questa sede? Perché è chiaro  che  la
  questione   è  nazionale,  però  penso  che,  e  sono  sicuro   che
  l'Assessore,  il Vice Presidente conosce bene la questione,  perché
  annuiva,  e  lo  continuo a vedere perché annuisce, mi  fa  piacere
  questo, io penso che noi tutti insieme possiamo farne una battaglia
  Vice  Presidente, lo possiamo fare attraverso la Conferenza  Stato-
  Regioni  e  quindi  lì  attraverso il ruolo  del  Presidente  della
  Regione  o  attraverso il ruolo suo,  o lo possiamo fare attraverso
  l'Assemblea,   cioè  noi  siamo  a  disposizione,   noi   siamo   a
  disposizione  vostra, del Governo per rafforzare  questa  battaglia
  attraverso  una  norma,  perché serve una norma  nazionale  che,  a
  differenza  della norma del 2021 che ha previsto dei  ristori,  noi
  non  abbiamo bisogno di ristori in questo momento perché i  ristori
  noi  li  abbiamo, i soldi ci sono e continueranno ad  esserci,  noi
  dobbiamo  mettere in sicurezza le aziende. Come possiamo farlo?  Lo
  possiamo  fare  attraverso una legge che permetta di  rivedere  gli
  accordi-quadro  e  rivedere i prezzi e prevedendo  un  riequilibrio
  contrattuale, economico e temporale automatico.
   Questo  è  sicuramente un aspetto importante,  a  questo  dobbiamo
  aggiungere  la  possibilità  per  un'azienda  che  vedrà  i  prezzi
  lievitare  perché continuerà ad aumentare il costo dell'energia  ed
  il   costo  delle  materie  prime,  la  possibilità  o  di  ridurre
  l'intervento programmato o la rescissione consensuale  senza  dover
  pagare delle penali.
   Sono  tre  aspetti  importanti Vicepresidente;  io  penso  che  le
  imprese siciliane hanno bisogno di questa attenzione e ci tenevo  a
  trasmettere questa nostra disponibilità a starvi vicino  in  questa
  battaglia  che è una battaglia veramente che rischia di  massacrare
  la nostra economia. Grazie, Presidente.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Sì,   io  raccolgo  le  considerazioni  dell'onorevole  Dipasquale.
  Poc'anzi avevo fatto riferimento ad una chiamata del Presidente  di
  Confindustria  Sicilia proprio su questi temi e  proprio  sui  temi
  dell'innalzamento  del  costo delle materie  prime,  l'innalzamento
  dell'approvvigionamento,   della   refezione   dei   materiali    e
  soprattutto  del  fatto  che sono venute  meno  le  moratorie,  sta
  scattando   una  stretta  creditizia  pesantissima,  personalmente,
  appunto,  accogliendo la richiesta di Confindustria  e  soprattutto
  quella  che viene da questo Parlamento, venerdì alle 12.30 ci  sarà
  un primo incontro con le categorie produttive per cercare di capire
  come  si può intervenire sia a livello regionale che soprattutto  a
  livello nazionale.
   Sarà  mia  cura martedì prossimo riferire all'Aula degli esiti  di
  questo  confronto  e  operare, individuare insieme  le  misure  che
  possano consentirci di affrontare questa guerra che non è più  solo
  una guerra guerreggiata come sta avvenendo nella povera Ucraina  ma
  è   una  guerra  economica  pesantissima  che  sta  rischiando   di
  compromettere  le  spinte  positive del PNRR  come  si  evidenziava
  poc'anzi  quindi,  per  me, martedì prossimo  se  il  Presidente  è
  d'accordo  riferirò - se il Presidente dell'Assemblea  è  d'accordo
  -al  Parlamento su questi incontri e così mettersi subito a  lavoro
  per  individuare  le  forme  su  base  regionale  e  nazionale  per
  affrontare  questo  momento. Assolutamente in sede  di  Commissione
  Bilancio, in sede di Parlamento le norme le dovremo fare insieme  e
  quindi su questo c'è il massimo della disponibilità. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a  domani,  9
  marzo 2022, alle ore 16.00.

                 La seduta è tolta alle ore 18.24 (*)


   (*)  D'ordine  del Presidente, notificato ai deputati  con  e-mail
  del  9 marzo 2022, la seduta n. 326, già convocata per il giorno  9
  marzo 2022 alle ore 16.00, è stata rinviata al 15 marzo 2022,  alle
  ore 16.00, con il medesimo ordine del giorno.
   L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato sul  sito
  web   istituzionale  dell'Assemblea  regionale  siciliana,   è   il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                       XXVII SESSIONE ORDINARIA


                         326a SEDUTA PUBBLICA
                   Martedì 15 marzo 2022 - ore 16.00
                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

  II -COMUNICAZIONI DEL GOVERNO IN ORDINE AL PIANO PER LA TRANSIZIONE
  ENERGETICA SOSTENIBILE DELLE AREE IDONEE (PiTESAI)

    III - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

   - Schema  di  progetto  di legge da proporre al  Parlamento  della
      Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
      siciliana, recante  Modifiche al decreto legislativo 7 settembre
      2012, n. 155 - Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli
      uffici del Pubblico Ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2,
      della legge 14 settembre 2011, n. 148.'  (n. 1088/A)

    IV -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

      1)  Istituzione e disciplina del Registro telematico regionale dei
         Comuni e dei relativi prodotti a denominazione comunale De.Co.
         (851/A) (Seguito)

           Relatore: on. Cannata

       2)  Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
         Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
         recante  Modificazioni alla legge 21 novembre 2000 n. 353'.
         (1057/A) (Seguito)

           Relatore: on. Savarino

       3)  Norme in materia di acque termali . (n. 235-945-962 Stralcio I-
         IV COM/A) (Seguito)

           Relatore: on. Lo Curto

       4)    Norme  in  materia di semplificazione  amministrativa  e
         digitalizzazione della pubblica amministrazione. Disposizioni
         varie.  (nn. 774-443-485/A) (Seguito)

           Relatore: on. Ciancio

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposta scritta ad interrogazione (*)

   - Risposta scritta pervenuta alla seguente interrogazione:

   -  da  parte  dell'Assessore  per  il  turismo,  lo  sport  e  lo
  spettacolo

   N.  1777  -  Interventi in merito all'adozione di misure  urgenti
  idonee   a   scongiurare  il  fallimento  di  società  calcistiche
  dilettantistiche.
   Firmatari:  Mangiacavallo Matteo; Foti Angela; Palmeri Valentina;
  Tancredi Sergio; Pagana Elena

   (*)  La  risposta  alla  suddetta interrogazione  sarà  pubblicata
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

                      Annunzio di interrogazioni

   - Con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  2555 - Iniziative urgenti relative alle nomine del Commissario
  straordinario  del  Comune di Messina e dei  due  sub-commissari  a
  fronte dell'art. 55, comma 5, dell'Ordinamento amministrativo degli
  Enti locali della Regione siciliana.
   - Presidente Regione
   Calderone Tommaso A.

   N.  2564 - Iniziative conseguenti alla indisponibilità di presenza
  in  loco  del  Commissario straordinario del Comune di Messina  per
  precedenti incarichi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Calderone Tommaso A.

   N.  2565  - Chiarimenti in merito ai pagamenti e all'ingresso  nel
  mondo  del lavoro di alcuni tirocinanti di cui all'Avviso  pubblico
  n. 22 del 2018 della Regione siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Schillaci  Roberta; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri  Luigi; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola  Nunzio;
  Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N. 2566 - Iniziative urgenti presso l'ospedale Piemonte di Messina
  a  causa  delle  criticità  nei  reparti  unificati  di  chirurgia,
  ortopedia e urologia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Calderone Tommaso A.

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - Con richiesta di risposta scritta presentate:

   N. 2553 - Notizie sull'attivazione dell'indirizzo coreutico presso
  il Liceo Turrisi Colonna di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Fava Claudio

   N. 2554 - Chiarimenti in merito alla ritardata consegna del Pronto
  soccorso   infettivologico  del  Presidio   ospedaliero   'Vittorio
  Emanuele'  di Gela (CL) a fronte del d.l. n. 34 del 2020 convertito
  con modificazioni dalla l. 17 luglio 2020 n.77.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Damante  Concetta;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  2556  - Sostegno ai Comuni siciliani per far fronte al rincaro
  del prezzo delle materie prime dell'energia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Di  Paola  Nunzio;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N. 2557 - Informazioni sugli aspetti gestionali, amministrativi  e
  contabili della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   - Assessore Economia
   Di  Caro  Giovanni; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri  Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
  Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N. 2558 - Interventi urgenti per la salvaguardia occupazionale dei
  lavoratori del Consorzio autostrade siciliane (CAS).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Lo Giudice Danilo

   N.  2559 - Notizie sull'assegnazione ai Comuni della Sicilia delle
  somme stanziate dalla normativa regionale per garantire il servizio
  di  assistenza igienico-personale agli alunni con disabilità  delle
  scuole  comunali  dell'infanzia, primarie  e  secondarie  di  primo
  grado.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare;  Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele

   N. 2560 - Notizie sull'adeguamento idrogeologico dell'aeroporto di
  Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Papale Alfio

   N.  2561 - Iniziative urgenti per i lavori di adeguamento dell'Air
  Side,  delle  piste, delle vie di rullaggio e dei  parcheggi  sosta
  velivoli dell'aeroporto di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Papale Alfio

   N.  2562  - Iniziative dirette a far fronte al rincaro del  prezzo
  del carburante.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Di  Paola  Nunzio;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N.  2563 - Notizie sulla diversificazione delle procedure adottate
  dalle  Asp  della  Regione per la dotazione  dei  presidi  sanitari
  spettanti ai diabetici.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare;  Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele

   N. 2567 - Notizie in ordine alla vendita del brand 'Targa Florio'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   - Assessore Economia
   Lentini Salvatore

   N.  2568  -  Notizie circa il bando del 31 dicembre  2020  per  il
  reperimento   di  profili  tecnici  ed  amministrativi  nell'ambito
  dell'emergenza  Covid-19  da destinare alle  aziende  del  Servizio
  sanitario regionale (SRR).
   - Assessore Salute
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N. 2569 - Notizie in ordine all'affido ASMEL società consortile  a
  responsabilità limitata delle procedure di gara presso il Comune di
  Custonaci (TP).
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Fava Claudio

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   N.  443  - Chiarimenti in ordine alla mancata erogazione in favore
  delle organizzazioni di volontariato dei fondi previsti con DDG  n.
  2159  del  26  ottobre 2021 'Decreto di impegno e liquidazione  del
  Fondo Povertà annualità 2017'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Salute
   Aricò Alessandro

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia   fatto  alcuna  dichiarazione,  l'interpellanza  si  intende
  accettata  e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere  svolta
  al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   N.  616 - Interventi urgenti per la salvaguardia degli impreditori
  siciliani titolari di concessioni demaniali.
   Catalfamo  Antonio;  Ragusa Orazio; Caronia Maria  Anna;  Figuccia
  Vincenzo; Sammartino Luca; Pullara Carmelo; Cafeo Giovanni Luca
   Presentata il 18/02/22

   N.  617  -  Misure utili a contrastare l'aumento dei  costi  delle
  utenze domestiche.
   Figuccia Vincenzo; Ragusa Orazio; Catalfamo Antonio
   Presentata il 21/02/22

   N.  618  -  Installazione dei purificatori d'aria nelle  scuole  e
  negli asili del territorio siciliano.
   Figuccia Vincenzo; Ragusa Orazio; Catalfamo Antonio
   Presentata il 21/02/22

   N.  620  - Iniziative a tutela del territorio regionale a  seguito
  della   individuazione   delle  aree  idonee   alle   attività   di
  prospezione,  ricerca e coltivazione di idrocarburi  contenute  nel
  Piano   per   la   transizione  energetica sostenibile  delle  aree
  idonee (PiTESAI).
   Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Tancredi Sergio; Pagana Elena
   Presentata il 24/02/22

   N.  622 - Condanna dell'aggressione militare della Russia ai danni
  dell'Ucraina.
   Amata Elvira; Galvagno Gaetano; Cannata Rossana
   Presentata il 25/02/22

   N.  623 - Sospensione delle iniziative tendenti alla realizzazione
  di inceneritori dei rifiuti nel territorio regionale.
   Trizzino  Giampiero; Cracolici Antonino; Fava  Claudio;  Gucciardi
  Baldassare;  Lupo  Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto;  Barbagallo
  Anthony  Emanuele; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Dipasquale
  Emanuele;   Palmeri   Valentina;   Siragusa   Salvatore;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di  Caro
  Giovanni;  Catanzaro  Michele; Campo  Stefania;  Di  Paola  Nunzio;
  Marano  Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Lo Giudice  Danilo;
  Damante Ketty
   Presentata il 28/02/22

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

  - Risposta scritta ad interrogazione.

  Allegato C

  -  Documento  di Economia e Finanza Regionale (DEFR) per  gli  anni
  2022-2024 e relativa Nota di aggiornamento.