Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 326 di martedì 15 marzo 2022
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.18

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  la  seduta
  odierna,  gli  onorevoli Marano, Cappello, Campo,  Mangiacavallo  e
  Pagana.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

   I-IV COM/A

   Comunicazione  relativa al disegno di legge  Norme in  materia  di
  acque termali.  (nn. 235-945-962 Stralcio I-IV COM/A)

   PRESIDENTE. Comunico che questa Presidenza, ai sensi dell'articolo
  7  del Regolamento interno, ha deliberato di stralciare dal disegno
  di  legge  nn. 235-945-962 Stralcio I-IVCOM  Interventi di riordino
  nel   settore  termale ,  l'articolo  12  in  quanto  la  norma   è
  suscettibile  di produrre effetti finanziari e come  tale,  secondo
  quanto comunicato da questa Presidenza dell'Assemblea, nella seduta
  d'Aula  n.  317  dell'8 febbraio 2022, non potrà  essere  esaminato
  prima dell'approvazione degli strumenti finanziari.


   Sull'ordine  dei lavori in merito al disegno di legge   Norme  per
  l'accesso al lavoro dei non vedenti e dei disabili. Modifiche  alla
  legge regionale 7 maggio 1976, n. 60.  (n. 991/A)

   PRESIDENTE.  Alcuni colleghi hanno chiesto di parlare  sull'ordine
  dei lavori.
   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole Cracolici. Poi, gli  onorevoli
  Compagnone e Di Paola.

   CRACOLICI. Presidente, volevo chiedere alla Presidenza,  e  quindi
  all'Aula,  di potere consentire di iscrivere all'ordine del  giorno
  della  seduta  di domani il disegno di legge n. 991,  che  è  stato
  licenziato  dalla V Commissione che è pronto Aula  perché  è  senza
  oneri  finanziari e perché è un disegno di legge ordinamentale  che
  riguarda  specificatamente  le norme sul collocamento  obbligatorio
  dei  cosiddetti invalidi privi della vista, cioè sono le norme  che
  consentono  le  chiamate dirette per i centralini  delle  pubbliche
  amministrazioni.
   Poiché  negli anni è mutato il profilo professionale,  considerate
  le  tecnologie  che oggi sono utilizzate, si è resa necessaria  una
  modifica e quindi un adeguamento della norma consentendo di  potere
  accedere alla nuova figura professionale che oggi è prevista per le
  pubbliche amministrazioni.
   Chiaramente,  l'iscrizione all'ordine del giorno del  testo  nella
  seduta  di  domani  consentirebbe di  fissare  il  termine  per  la
  presentazione degli emendamenti e trattarlo la prossima settimana e
  quindi  consentire di approvare questo testo. Tra l'altro  è  stato
  approvato all'unanimità dalla stessa Commissione.

   PRESIDENTE. Il numero del disegno di legge?

   CRACOLICI. Numero 991.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Cracolici  propone  di  inserire   nella
  prossima  seduta  il  disegno  di legge  n.  991  che  riguarda  il
  collocamento  obbligatorio  per  quanto  riguarda   il   tema   dei
  centralinisti  i  cosiddetti  ciechi .  Pare  che,  mi  dicono  gli
  Uffici, sia stato trattato in sede di Conferenza dei capigruppo. Il
  disegno di legge è stato approvato dalla Commissione.
   Se  non  sorgono osservazioni da parte dei colleghi, io  valuterei
  positivamente  di  inserirlo  all'ordine  del  giorno.  Tutti  sono
  d'accordo.  L'onorevole  Dipasquale è  super  d'accordo.  Pertanto,
  inseriamo all'ordine del giorno per trattarlo già domani il disegno
  di legge n. 991/A.


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Compagnone.

   COMPAGNONE.  Presidente, per la verità io intervengo su  un  fatto
  che  è avvenuto in questi giorni. E' successo - una cosa buona, una
  cosa  bella  - che il Giro d'Italia  Quando penso al Giro  d'Italia
  guardo  Anthony Barbagallo che è stato, parliamo di Giro  d'Italia,
  una  cosa  bella  che interessa tutti, che ci fa  piacere  dovunque
  passi  e,  soprattutto, ci fa piacere qualunque assessore  ci  sia,
  qualunque Presidente della Regione ci sia, perché è una cosa  bella
  che  fa  piacere ai siciliani perché fa scoprire le bellezze  della
  Sicilia,   è  un  motore  turistico  importante.  Certamente,   non
  riteniamo  che  questo  però sia una cosa. Scusate,  deputati  miei
  colleghi.

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, per favore.  Onorevole  Ragusa.
  Ascoltiamo  il collega come abbiamo avuto la pazienza di  ascoltare
  lei

   COMPAGNONE. Onorevole Cracolici, io l'ascolto sempre con  piacere,
  ma lei perché non mi ascolta? Si ritiene al di sopra delle parti?
   Allora, sa cosa è successo? Che il buon Sindaco di Paternò, avendo
  saputo  che  passava il Giro d'Italia da Paternò, era  contento  e,
  quindi, essendo contento a modo suo - ognuno fa a modo proprio,  ed
  è  il  Sindaco che rappresenta la città di Paternò  - ha  fatto  un
  comunicato  dove  si  diceva  entusiasta  di  questa  cosa,  perché
  valorizza il suo territorio, farà in modo che ci sia attenzione nei
  confronti  di quel territorio e così via di seguito, ringrazia  gli
  organi  sovrastanti, lui dice organi, cito testualmente  Tutti  gli
  organi  sovrastanti .  Gli  organi  sovrastanti  chiaramente  è  la
  Regione  no? Sovrastante al Sindaco c'è il  . e quindi  in  qualche
  modo  ringraziava  anche l'Assessore per il turismo  della  Regione
  siciliana.
   Però,  l'Assessore per il turismo della Regione  siciliana,  dott.
  Manlio  Messina, sullo stesso network, sullo stesso  meccanismo  di
  informazione,  ha reagito a questo entusiasmo del Sindaco  in  modo
  straordinario e anche veramente singolare, probabilmente frutto  di
  una  cultura, di una mentalità per cui l'Assessore Messina  ritiene
  che l'Assessorato è suo, i fondi con cui si lavora nell'Assessorato
  sono suoi, che quel territorio è suo, cioè un atteggiamento un  po'
  particolare che poco ha a che fare con la politica di servizio, noi
  riteniamo  che la politica sia un servizio ai territori  e  non  un
  atto  di  presunzione, di arroganza, di potere, ha reagito in  modo
  piccato  rimproverando il Sindaco, dicendo che lui  non  si  doveva
  permettere  di  essere  contento perché lui non  ha  fatto  niente,
  perché  il  Giro d'Italia è tutta cosa sua, di Manlio Messina,  per
  cui, il Sindaco non si può compiacere del fatto che passa da lì  il
  Giro d'Italia; come se, caro Assessore Cordaro, questo Governo  sia
  una  cosa  personalistica,  proprietà  privata  del  Presidente  ed
  eventualmente  di  Manlio Messina, per cui il Sindaco  non  si  può
  permettere di dire:  Sono contento che passi il Giro d'Italia .
   Ora,  voglio  dire,  non ci sembra modo questo.  Tra  l'altro,  le
  dichiarazioni sono anche di una violenza verbale molto  particolare
  che veramente dà la sensazione che ci sia un travisamento del ruolo
  di  assessore o di rappresentante dei cittadini siciliani in questo
  caso.
   E allora, siccome l'Assessore Messina non è nuovo a queste uscite,
  tra l'altro lui dice queste parole all'inizio:  La politica a volte
  mi  lascia  basito,  senza  parole, stavolta  però  le  parole  non
  mancano,  mi escono da sole . E' questo è il problema  Un Assessore
  -  vero  Assessore Cordaro, lei che è giudizioso  -  le  parole  un
  assessore  le deve centellinare, deve capirne il significato,  deve
  capire anche il significato che danno quando poi vengono lette.  Le
  parole  spesso  l'Assessore Messina le butta  senza  pensarci,  gli
  escono da sole. Questo non è accettabile, non è accettabile
   Io   credo   che  il  Presidente  Musumeci  lo  debba   redarguire
  pesantemente, credo che se lui ha questa mentalità è  bene  che  si
  dimetta   Visto  che  lui ritiene di essere  rappresentante  di  sé
  stesso, del suo mondo, solo del suo partito. Lui è Assessore  della
  Regione  siciliana di tutti, quindi anche del sindaco Naso,  quindi
  anche  del deputato Compagnone, quindi anche del deputato  Marianna
  Caronia   e  così  via,  non  può  avere  questa  idea  di   essere
  rappresentante di sé stesso e si  incazza' se un sindaco è contento
  del fatto che passa il Giro d'Italia dalla sua città
   Tutto  questo non è accettabile perché determina un  clima  che  è
  sbagliato, che non funziona e poi la conseguenza è tutto quello che
  ne  deriva,  degli atteggiamenti anche nelle Aule,  nei  territori.
  Credo che queste cose vadano puntualizzate perché poi veramente non
  ci si capisce più

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  Presidente,
  l'assessore Messina, che ovviamente ha la mia stima, non ha bisogno
  di difensori d'ufficio.
   Io svolgo un ruolo, lo rivendico e l'ho sempre fatto nei confronti
  di  tutti  i  colleghi tutte le volte in cui da parte dei  colleghi
  deputati - perché ho la fortuna di essere doppiamente collega -  si
  è mossa una critica nei confronti di un collega assente.
   L'unica  cosa che mi sento di contestare all'onorevole Compagnone,
  posto  che  sono convinto che avrà tempo e modo per  chiarirsi  con
  l'assessore  Messina, è che proprio la sua voglia di  puntualizzare
  ha  sbagliato  giorno  perché lei chiede di  puntualizzare  ad  una
  persona che non c'è e questo è un errore che non va commesso, a mio
  modo  di vedere, e siccome, ripeto, non conosco la vicenda né posso
  fare  difese d'ufficio, sono convinto che quando lei chiederà anche
  pubblicamente all'assessore Messina un chiarimento, il  chiarimento
  verrà fatto.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.  E  poi  cominciamo  con la relazione  del  Governo  sulla
  transizione energetica sostenibile.

   CRACOLICI. L'intervento dell'onorevole Compagnone è trasformato in
  mozione di censura, così viene l'Assessore.

   DI   PAOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  partendo  da  un  presupposto,  che  ho  grandissimo  rispetto  per
  quest'Assemblea che deve mantenere il suo alto prestigio e  proprio
  per  questo, Presidente, le chiedo - e argomenterò anche il  perché
  le  faccio  questa richiesta - di poter azzerare le Commissioni.  E
  questo  perché,  Presidente? Perché, dico, ad ogni  legislatura,  a
  metà   legislatura,  come  dire,  si  è  sempre  proceduto  su   un
  rimescolamento delle Commissioni e questo glielo dico,  Presidente,
  perché in quest'ultimo periodo ho visto, ho percepito, ma non  solo
  io anche tutti i colleghi del mio Gruppo parlamentare, una sorta di
  stallo, di lentezza all'interno delle Commissioni, quasi  a periodo
  di   ultimi  giorni'  perché  abbiamo  gli  ultimi  sette  mesi  di
  legislatura.  Invece,  secondo  me,  proprio  in  questi   mesi   e
  considerando anche il periodo che sta attraversando la  Sicilia,  è
  giusto  dare  uno slancio di entusiasmo, è giusto dare uno  slancio
  legato  anche alla voglia di fare di questo Parlamento e per ultimo
  e  non  per  ultimo, Presidente, è anche un discorso  di  questione
  morale perché vedo sempre più accendersi la campagna elettorale

   PRESIDENTE.   Onorevole   Cracolici,   per   favore,    ascoltiamo
  l'intervento del collega.

   DI PAOLA.  e anche le Commissioni che sono un luogo istituzionale,
  così  com'è  un  luogo  istituzionale  l'Aula,  come  dire,  devono
  mantenere sempre un livello alto così come è stato nel corso  degli
  anni  all'interno di quest'Assemblea. Quindi, Presidente, le chiedo
  formalmente, il mio Gruppo già lo aveva chiesto tempo fa,  poi  c'è
  stato il periodo di Covid e quindi non abbiamo forzato nel chiedere
  l'azzeramento delle Commissioni però credo, Presidente,  spero  che
  lei  se  ne  faccia  carico  anche di  parlare  con  il  presidente
  Miccichè,  affinché si possa fare quanto prima l'azzeramento  delle
  Commissioni  di  modo da dare vigore soprattutto in  questi  ultimi
  mesi di legislatura.

   CRACOLICI. È un obbligo regolamentare

   DI   PAOLA.  Oltre  al  fatto  che,  come  suggerisce  il  collega
  Cracolici,  è  un obbligo regolamentare, quindi vorrei  sapere  poi
  dalla   Presidenza   il   perché  questo   rimescolamento,   questo
  azzeramento non possa essere fatto.

   PRESIDENTE. Prendiamo atto di questa richiesta formale che è stata
  avanzata   dal  Gruppo  del  Movimento  Cinque  Stelle  e  riferirò
  certamente al Presidente Miccichè.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Ho  capito, lo sto sentendo  ora:  anche  il  Partito
  Democratico chiede l'azzeramento delle Commissioni.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola
  per  evidenziare quanto accaduto in questi giorni su  una  polemica
  artatamente  costruita  a seguito della relazione  che  l'onorevole
  Fava,   a  conclusione  di  un  lungo  lavoro  di  indagine   della
  Commissione   sulla   condizione  minorile  e   soprattutto   sulla
  refluenza
   Scusate, colleghi, non riesco a parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, lasciamo intervenire l'onorevole  Lo
  Curto.

   LO CURTO. Onorevole Ragusa, lei è sempre apprezzabile quando si fa
  ascoltare, ma io in questo momento non la posso ascoltare e lei  mi
  impedisce di parlare.
   Allora, ricomincio da capo.
   Prendo  la  parola  per riferire a quest'Aula, signor  Presidente,
  quanto accade in questi giorni, e la polemica non si ferma, su  una
  vicenda  assai  incresciosa  di  cui  viene  fatta  menzione  nella
  relazione che l'onorevole Fava consegna, credo, all'intero universo
  sulla  condizione minorile; un lungo lavoro durato  otto  mesi  nei
  quali  ha  audito una serie di personalità proprio  per  descrivere
  questa condizione minorile e per ravvisare anche l'incidenza  della
  delinquenza minorile proprio nelle aree di disagio sociale e  nelle
  aree a rischio educativo.
   Ebbene,  in  questa relazione lunga centosei pagine, ad  un  certo
  punto,  viene audito anche il dottore Inguì che svolge un pregevole
  e  importante  lavoro  per  conto del  tribunale  sulla  condizione
  minorile e tra le cose che dice ad un certo punto il dottore Inguì,
  che  è  marsalese, riferisce alla Commissione che in una scuola  di
  Marsala,  la  scuola  di  Sappusi che  è  un  istituto  comprensivo
  intitolato ad una vittima di mafia che è la famiglia Asta  e  Luigi
  Sturzo,  l'istituto si chiama Asta-Sturzo, il plesso  è  quello  di
  Sappusi,  appunto  il plesso Asta, all'inizio dell'anno  era  stata
  formata una classe di 22 bambini di prima, iscrittisi per la  prima
  volta  in  prima,  tutti con un unico connotato,  un  unico  comune
  denominatore: erano tutti figli di pregiudicati.
   A riferire del fatto allo stesso Inguì è stata la sorella di Inguì
  che  lavora in quella scuola. Lui non lo dice alla Commissione però
  sappiamo i fatti.
   Ebbene 22 bambini tutti figli di pregiudicati certo ci sarà  stata
  una grande combinazione lunare, non lo so, qualcuno avrà pure fatto
  ricorso alle cure medicalmente assistite per potere tutti in quello
  stesso anno partorire figli nelle famiglie di pregiudicati.
   A  prescindere la stupidità di tale affermazione e me ne dolgo per
  il  dottore  Inguì che è una persona assolutamente al di  sopra  di
  ogni sospetto, tuttavia questa notizia estrapolata certamente dalla
  relazione della Commissione  Antimafia' ha fatto il giro di tutti i
  social  media  e  i media nazionali e a momenti ci mancava  che  la
  vicenda  della classe ghetto a Marsala prendesse la  scena,  più  e
  quanto, la guerra in Ucraina.
   Ebbene  ci  siamo  un po' documentati. Io, Presidente,  vengo  dal
  mondo della scuola, per quarant'anni è stato il mio lavoro, so come
  ogni   scuola  in  ogni  latitudine  del  mondo  lotti  contro   la
  dispersione  scolastica  per  l'integrazione  dei  minori  in  ogni
  ambito,  in  ogni  contesto  prevenendo le  condizioni  di  rischio
  educativo   perché   la  scuola  insegna  educando,   non   ce   lo
  dimentichiamo.
   L'idea  che ci fossero 22 bambini nati tutti nello stesso anno  in
  prima  elementare  iscrittisi in una stessa classe  è  davvero  una
  stoltezza di inimmaginabile e colossale portata
   Ma  io  non sono qui per rivendicare la notizia data così e quindi
  l'inconsistenza  della  stessa  che  certamente   è,   come   dire,
  confutabile  a  partire degli elenchi che ogni scuola  è  tenuta  a
  rendere  pubblici nel momento in cui iscrive i bambini, ma la  cosa
  peggiore  è  che  questo tratto della relazione è  stato  dato  per
  mettere,  appunto, in piazza un fatto inesistente, condannando  una
  scuola, condannando ogni scuola, mi permetto di dire e però, guarda
  caso,  la  Commissione ed il suo Presidente che noi abbiamo  votato
  perché abbia questo ruolo di indagine su fatti corruttivi contro la
  mafia  e contro ogni forma di corruzione, di disallineamento  della
  Pubblica Amministrazione anche nei confronti delle norme non  sente
  il bisogno di audire il dirigente scolastico.
   Se io spulcio le centosei pagine della relazione vedo che si parla
  di Librino, si parla di Palermo, si parla di Messina, Marsala non è
  citata  se  non in quell'inciso, non solo, ma vi è di più:  vengono
  sentiti numerosi dirigente scolastici di aree a rischio e di scuole
  definite  e  rientranti in un piano di prevenzione del disagio  per
  cui viene definita  scuola a rischio'. Ebbene la scuola di Marsala,
  quella scuola in particolare non è all'interno di quel programma di
  interventi ma, e ce ne sono nove nell'ambito ventisette  credo  del
  territorio trapanese e marsalese, nove scuole, ma non certo l'Asta-
  Sturzo.
   In  più, signor Presidente, se gli altri vengono ascoltati,  se  i
  presidi,  i  dirigenti  scolastici, il dirigente  dell'Osr  Sicilia
  viene   ascoltato,  perché  non  viene  chiamata  questa  dirigente
  scolastica? Perché l'indagine viene fatta ad uso e consumo  di  una
  certa interpretazione dei fatti in maniera unidirezionale?
   Noi  non  abbiamo  nominato  un  Presidente  di  Commissione,  una
  Commissione  Antimafia' per svolgere indagini parziali e  per  dare
  alla  stampa  certe  notizie  che da  Marsala  sono  state  diffuse
  certamente da qualche amico dell'onorevole Fava di Cento passi  per
  potere, come dire, screditare la scuola marsalese che, guarda caso,
  in  questo caso è diretta da una mia cara amica, ma io la scuola la
  difendo  tutta,  Presidente, in ogni  latitudine  del  mondo  e  mi
  attenderei che qui si facesse chiarezza sui metodi utilizzati.
   Vedo l'onorevole Schillaci che fa parte di quella Commissione e sa
  che  quello  che  sto dicendo è realtà. Quella  classe  non  è  mai
  esistita,  lo  dice poi lo stesso dottore Inguì,  che  rischia  una
  querela da parte della preside, della dirigente scolastica.
   Questo volevo dire perché abbiamo il dovere di sollecitare che chi
  opera  nelle Commissioni lo faccia con la lucida oggettività e  con
  l'onestà intellettuale per cui è chiamato a fare il proprio dovere,
  non certo per insinuare illazioni e cultura del sospetto. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lo Curto.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, guardate, non possiamo  continuare
  a  fare interventi che non hanno attinenza rispetto all'ordine  del
  giorno.  Ho  dato  all'onorevole  Cracolici  per  primo  la  parola
  sull'ordine  dei lavori, gli altri interventi erano tutt'altro  che
  sull'ordine dei lavori, sono ai sensi dell'articolo 83 e lei ha  il
  diritto di intervenire ai sensi dell'articolo 83.


   Comunicazioni  del Governo in ordine al Piano per  la  transizione
  energetica sostenibile delle aree idonee (PiTESAI)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Comunicazioni  del  Governo in ordine al Piano per  la  transizione
  energetica sostenibile delle aree idonee (PiTESAI).
   Ha facoltà di parlare l'assessore Baglieri.

   BAGLIERI,  assessore  per  l'energia  ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Signor Presidente, onorevoli deputati, sono chiamata qui a
  dare  alcune indicazioni del Governo regionale in tema di  PiTESAI,
  un  termine un po' astruso e mi scuserete, ma insomma, il  PiTESAI,
  questo  è  il  termine  tecnico per il  Piano  per  la  transizione
  energetica  che  è  stato di recente approvato dal  Ministero,  dal
  Mite.
   Bene, il Governo regionale adesso è stato chiamato a far valere  i
  rilievi  avanzati  da  un  parere del  Cts,  dal  Comitato  tecnico
  scientifico, presieduto dal professore Aurelio Angelini, il  parere
  n.  106 del 2021, e in questo parere si chiede di rideterminare per
  meglio  il PiTESAI che va ad individuare, lo dico subito,  le  aree
  potenzialmente  idonee,  la  compatibilità  con  le   attività   di
  prospezione e di coltivazione in termini di idrocarburi e,  quindi,
  si   chiede  di  meglio  tutelare  la  specificità  del  territorio
  siciliano  e  allontanare  il rischio di  trivellazione.  Questo  è
  quello che si chiede nel parere avanzato dal Cts.
   Mi  preme  subito,  in  questa sede, eliminare  qualche  dubbio  e
  ribadire  che  la Regione siciliana ha una competenza  autonoma  in
  materia  di ricerca e produzione di idrocarburi in terraferma  così
  come sancito dalla legge regionale, la n. 14 del 2000.
   Questa  autonomia  è  stata  chiaramente  da  noi  ribadita  nella
  Conferenza  unificata Stato-Regioni e il PiTESAI nel documento  che
  chi  vuole, chi ha interesse può facilmente reperire nel  sito  del
  Mite,  viene riconosciuta questa autonomia della Regione  siciliana
  tant'è  che si dice che la Regione potrà attuare provvedimenti  per
  delle valutazioni ad hoc.
   Quest'autonomia è un'enorme, una grande potenzialità e  anche  una
  grande   opportunità  e  ribadisce  come  in  realtà  la   politica
  energetica della Regione siciliana, al di là dell'importanza che di
  per  sé  ha,  ma a maggior ragione assume rilevanza e  priorità  in
  vista  di  questa  autonomia perché - ahimè  -  stiamo  vivendo  un
  periodo attuale, un periodo storico che effettivamente ripropone di
  nuovo nelle agende politiche non soltanto nazionali, internazionali
  ed europee, il tema dell'energia.
   Quindi, a maggior ragione, la Regione siciliana è chiamata a  dare
  un  contributo, il proprio contributo non soltanto per  l'autonomia
  energetica della Regione, che è cosa buona e giusta, ma soprattutto
  c'è un supremo interesse nazionale che è quello di andare a fornire
  il  nostro contributo anche per la sicurezza energetica  e  per  lo
  sviluppo economico dell'Italia.
   Questo  è stato già accennato dal documento a cui si sta lavorando
  a   livello   europeo  il  Piano  RePowerEu  in   cui   si   dicono
  essenzialmente  tre  cose: diversificazione  delle  fonti  e  degli
  approvvigionamenti, iter autorizzativi e chiaramente la transizione
  energetica  che  assume  una  maggiore  rilevanza  proprio  adesso,
  quindi,  accelerare tutto ciò che noi come Governo regionale,  come
  governo  Musumeci  aveva già introitato in tempi non  sospetti  ma,
  insomma,   nel  PEARS,  Piano  energetico  regionale   di   recente
  approvato.
   Cosa prevede il PEARS e quindi è in linea con quanto stabilito,  a
  livello nazionale e - torno a dire - da questa politica europea  da
  RePowerEU.   Essenzialmente   dice  che   dobbiamo   aumentare   le
  rinnovabili, se andate a vedere l'obiettivo che ci diamo è  quello,
  nel  2030,  di  triplicare il fotovoltaico,  duplicare  l'eolico  e
  soprattutto  la  transizione dal fossile al non fossile  lo  si  fa
  anche  con una graduale sostituzione del petrolio con il  gas.  Nel
  PEARS viene stabilito che la quota degli idrocarburi deve essere il
  60 per cento gas naturale e il 40 per cento petrolio. Questo non  è
  banale
   L'attività il PEARS ha avuto la VAS soltanto ad agosto ma è  stato
  avviato  nel  2018  ed il fatto che abbiamo focalizzato  di  più  e
  abbiamo  immaginato  una transizione che passa  anche  per  il  gas
  naturale non è banale.
   Vi  riporto qualche dato a livello di produzione nazionale. I dati
  relativi  al 2020, a livello di idrocarburi nazionali, mostrano  un
  incremento della produzione nazionale di olio greggio più il 26 per
  cento  rispetto all'anno precedente a fronte di un decremento della
  produzione di gas naturale, meno 11 per cento.
   Questo  adesso lo abbiamo capito. Purtroppo i fatti di cronaca  ce
  lo  stanno facendo evidenziare che la riduzione della produzione di
  gas  -  ahimè  -  non significa una riduzione del  consumo  ma  una
  sostituzione della produzione nazionale con l'acquisto  e  l'import
  di gas russo.
   Quindi,  abbiamo  anticipato  nel  nostro  documento,  nel   Piano
  energetico regionale il fatto che si possa invece dare linfa al gas
  rispetto  al  petrolio  e  tutto  questo,  come  dicevo,  l'abbiamo
  avanzato   personalmente  in  sede  di  riunione   politica   della
  Conferenza  del PiTESAI, infatti questa mozione che  ha  visto  non
  soltanto  la Regione siciliana ma anche la Basilicata, ad  esempio,
  unite,  non  a caso infatti l'intesa che abbiamo dato  al  Piano  a
  questo  PiTESAI  è  stata subordinata alla richiesta  di  garantire
  nelle  aree  idonee  definite dal Piano il prosieguo  dell'attività
  connessa  ai permessi di ricerca limitando soltanto al  gas,  senza
  pertanto permessi di ricerca del petrolio proprio perché in  realtà
  questo  è  in  linea  con la linea o con l'indirizzo  politico  che
  abbiamo dato nel PEARS.
   Conseguentemente  il  primo  effetto immediato  dell'adozione  del
  PiTESAI   non  è  quello  di  vedere  aumentato  il  numero   delle
  trivellazioni nelle Regioni italiane così come ho letto in  qualche
  giornale  di  recente ma, invece, abbiamo l'effetto  opposto,  cioè
  quello  di  andare  a  verificare la compatibilità  secondo  alcuni
  criteri  di  produttività, di analisi costi-benefici, e  quindi  di
  razionalizzare, ecco, nell'ambito territoriale tutte le attività di
  prospezione e di ricerca e di coltivazione attualmente in essere. E
  questo per quale motivo? Perché ci si è resi conto che fra tutte le
  varie attività esplorative soltanto un esiguo numero di concessioni
  consentono  di  produrre la stragrande maggioranza di  petrolio  e,
  pertanto, si va verso la chiusura di tutte quelle attività che  non
  rispondono a quei criteri di sostenibilità sociale ed economica che
  vengono individuate nell'articolo 11 ter, comma 8 della legge n. 12
  del 2019.
   Quindi,  la  prima cosa che fa il PiTESAI è cercare di  vedere  la
  compatibilità  di  tutto quello che c'è attualmente  in  atto  con,
  chiaramente, questi criteri che sono criteri, appunto, di andare  a
  vedere criteri di produttività mineraria; la seconda cosa che fa  è
  quella  di  andare  a  individuare le aree  potenzialmente  idonee,
  quindi  per  future  attività  di  ricerca,  di  prospezione  e  di
  coltivazione  a  mare  e  a  terra dove  è  consentito  appunto  lo
  svolgimento.
   Ora  qualcuno  diceva:   Sì  ma come  vengono  individuate  queste
  aree? .  Nell'individuazione di queste aree  potenzialmente  idonee
  sono  state  applicate,  abbiamo trovato  l'intesa  perché  abbiamo
  individuato tre criteri di valutazione ambientale.
   Il  primo  criterio  è  dato  chiaramente  da  vincoli  ambientali
  assoluti e sono quelli di riferimento, andiamo a vedere quale  c'è,
  il  vincolo normativo dei regimi di protezione, quindi tutti questi
  laddove sussistono questi determinati vincoli è chiaro che non sono
  aree diciamo potenzialmente idonee.
   A questi si sono aggiunti dei vincoli aggiuntivi di esclusione che
  sono   vincoli   di  salvaguardia,  tutela  e  valorizzazione   del
  patrimonio  ambientale  e  culturale e successivamente  abbiamo  il
  terzo livello di vincoli che sono dei vincoli ad hoc, cioè caso per
  caso  sono  dei  vincoli di attenzione, così dice  il  PiTESAI,  di
  attenzione   e  di  approfondimento  da  considerare   nelle   fasi
  successive  tra  cui  per  esempio la via  del  progetto  nel  sito
  specifico.
   Questi vincoli chiaramente non sono vincoli assoluti ma sono, come
  il  documento  stesso  richiama, dei vincoli dinamici  e  adattivi,
  quindi, non c'è qualcosa di stabilito a priori ma possono variare e
  possono  variare grazie a questi vincoli aggiuntivi, ai vincoli  di
  attenzione.
   Ma  c'è  di  più,  proprio in virtù di quel parere  che  anche  il
  professore  Angelini  ha  avanzato, tutti  in  sede  di  Conferenza
  abbiamo avanzato la possibilità di applicare dei buffer cioè  delle
  aree,  noi per esempio abbiamo individuato  CORCOROooododici miglia
  ma  tutto  può  essere un buffer che sono delle  aree  di  rispetto
  relative  al  vincolo associato in cui si estende la  validità  del
  vincolo.
   Quindi,  scusate se sono stata forse un po' troppo tecnica  ma  mi
  preme  dire che, essenzialmente, ci sono due motivi che mi inducono
  a  dire  che, in realtà, il Governo non può presentare  un  ricorso
  proprio  perché, innanzitutto, abbiamo la competenza  regionale  in
  tema  di  idrocarburi in terraferma e, quindi,  questo  ci  dà  una
  propria  autonomia  non  solo normativa  ma  anche  di  attuazione;
  seconda  cosa la possibilità di applicare questi buffer ci consente
  quella   flessibilità,  quell'adattamento  nel   poter   andare   a
  individuare le aree in maniera molto più dinamica, dove fare o dove
  non  fare  e, quindi, ritengo che, alla luce di questo, il  PiTESAI
  non  assuma o non metta a repentaglio la tutela ambientale  e  anzi
  tutti  dobbiamo  in  primis, rappresenta proprio  quell'importanza,
  quei vincoli assoluti.
   Ma  vediamo  un po', mi sono anche posta e penso che questo  possa
  anche  essere di interesse per chi, non soltanto all'Aula ma  anche
  per chi ci segue, quali sono gli effetti del PiTESAI in termini nel
  nostro  contesto regionale? Qual è la situazione degli  idrocarburi
  nella Regione siciliana?
   Allora, la Sicilia detiene nove centrali di raccolta e trattamento
  di   idrocarburi,  sei  permessi,  tredici  concessioni   e   circa
  centosessanta pozzi attivi; nel 2021 la produzione siciliana di gas
  naturale  è stata di centosessanta milioni di metri cubi  in  sette
  concessioni  ed  è  in decremento rispetto al 2020,  così  come  si
  diceva  e  si  concentra  essenzialmente nelle  aree  di  Gagliano,
  Castelferrato e Bronte. Hanno una durata stimata di circa  quindici
  anni,  si  tenga conto che le riserve di gas sulla terraferma  sono
  stimate  in  novecentosettantuno milioni di metri cubi e  di  sette
  miliardi,  più  di  sette  miliardi di metri  cubi  nel  Canale  di
  Sicilia,  quindi, capite benissimo che la produzione  è  del  tutto
  irrisoria rispetto al potenziale che c'è.
   Per contro la produzione siciliana di petrolio greggio è stata  di
  quattrocentomila  tonnellate  con sei concessioni,  proviene  quasi
  esclusivamente dall'area di Gela dove la vita utile dei giacimenti,
  stante  la maturità nella fase di coltivazione, ha circa una durata
  di   quindici  anni  rispetto  a  un  periodo  di  vita  utile   di
  cinquantacinque  anni  e  nell'area  di  Ragusa  dove   l'orizzonte
  produttivo è di circa dieci anni.
   Quindi, sul versante regionale l'impatto dell'adozione del PiTESAI
  ha  prodotto,  ha determinato innanzitutto l'avvio di  chiusura  di
  pozzi  che  non  sono produttivi; ad oggi stiamo cercando,  abbiamo
  dato  corso ad un programma per la chiusura di circa venti pozzi  e
  chiaramente  abbiamo  rigettato tutte le  istanze  di  permesso  di
  ricerca che erano state presentate prima dei sette anni, così  come
  la  legge  impone;  stiamo  cercando di  andare  a  verificare  sui
  permessi di ricerca vigenti quali quelli che possono dare  vita  ad
  eventuali perforazioni, vi devo dire che soltanto una, il  permesso
  di  ricerca  Fiumetellaro può dare eventualmente luogo a  eventuali
  perforazioni  perché hanno una vita utile che  consente,  tutto  il
  resto  no  e  le  istanze di concessione attualmente giacenti  sono
  circa  cinque,  quindi, per concludere l'effetto dell'adozione  del
  PiTESAI  non è stato quello di aprire, avviare tutte le attività  e
  di dare luogo a chissà quale attività di trivellazione, tutt'altro,
  stiamo  razionalizzando e mettendo ordine cercando di  privilegiare
  tutti quei pozzi che rispondono a criteri di produttività.
   Quindi  in  realtà,  e  chiudo e mi avvio verso  la  chiusura,  il
  PiTESAI  e la comunicazione e questo parere che è stato presentato,
  nonché la mozione, è quello di far riflettere sul fatto del 1) qual
  è  l'effetto del PiTESAI nella Regione siciliana e 2) riproporre di
  nuovo  sotto  altre  osservazioni e punti di osservazioni  il  tema
  della politica energetica. Purtroppo, l'attuale contesto storico ci
  sta  facendo evidenziare che quando si parla di energia non  è  una
  semplice  commodity,  non è un qualcosa che  si  può  acquistare  e
  quindi  le logiche che devono muovere un Governo non sono  soltanto
  quelle  di  andare a  risparmiare e acquisire là dove costa  meno ;
  purtroppo,  l'attuale  contesto storico ci  sta  evidenziando  come
  l'energia e la politica energetica rispondono anche e innanzitutto,
  forse direi, a superiori interessi nazionali.
   Su  tutto  questo,  quindi,  noi dobbiamo  sicuramente  attuare  e
  correre  nell'attuazione  del  PEARS,  che  produce  e  come   dire
  individua  delle  linee  guida.  Le  linee  guida  sono  quelle  di
  accelerare  la transizione energetica anche facendo riferimento  al
  gas  naturale,  perché  il gas naturale rappresenta   un  modo  per
  aiutare  la transizione nel breve periodo, quindi dobbiamo, secondo
  me,  tutti  mobilitarci per fronteggiare chiaramente, e  ci  stiamo
  mobilitando  come  Governo  anche sul versante  del  caro  energia,
  perché il PEARS e le rinnovabili sono delle misure strutturali  nel
  medio  periodo; nel brevissimo, purtroppo, le imprese e le famiglie
  sono   chiamate  a  fronteggiare  un  caro  energia.  E  su  questo
  chiaramente  il  Governo sta cercando di farsi  parte  attiva  e  a
  livello  regionale con della fiscalità, e anche a livello del  MITE
  nel  Governo nazionale per portare avanti delle misure che  possono
  rientrare  anche  come  aiuti di Stato,  attualmente  previsti  dal
  repower   you.  E  faccio  riferimento  per  esempio   alla   super
  interrompibilità;  questa è una misura che stiamo  portando  avanti
  insieme  alla Regione Sardegna, perché come due Isole maggiori  noi
  scontiamo il fatto che non siamo connessi in maniera efficiente con
  la  rete nazionale elettrica, pertanto, possiamo portare avanti sul
  tavolo   del   Governo   nazionale  delle   istanze   che   possono
  tecnicamente, già era stato fatto nel 2015, dare come dire  un  po'
  di  sostegno  economico  per le imprese energivore;  per  le  altre
  imprese   chiaramente  cosa  chiediamo?  Un  aumento  del   credito
  d'imposta e quindi un ampliamento delle categorie a cui la legge di
  recente  approvata,  del  primo  marzo  2022,  articolo  4,  va   a
  individuare alcune imprese, pertanto, l'assessorato all'energia ha,
  abbiamo  già  avviato  tutti i contatti e speriamo  nelle  prossime
  settimane di avere già qualche risposta nel breve, ma nel frattempo
  tutto  questo non ci deve distogliere con l'altro piano di  azione,
  che  sono le rinnovabili, gas naturale e, quindi, accelerare  verso
  la decarbonizzazione della nostra Isola. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha fatto la sua ampia relazione, ha
  chiesto  di  intervenire  sulla relazione  e  su  quanto  affermato
  dall'assessore  Baglieri  credo che il documento  lei  lo  consegni
  agli  atti della  bene, ha chiesto di intervenire l'onorevole Foti,
  che  ne  ha  facoltà;  poi  c'è  l'altro  collega  che  chiede   di
  intervenire.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore

   PRESIDENTE.  Onorevole Foti, lei ha ascoltato  con  attenzione  la
  relazione dell'Assessore a proposito dell'impugnativa?

   FOTI. Parla dell'impegno dell'ordine del giorno?

   PRESIDENTE. Sì.

   FOTI. Si, ho ascoltato.
   Assessori  e  colleghi, da questo scranno, nell'arco delle  ultime
  due   Legislature,  si  è  parlato  di  politiche   energetiche   e
  soprattutto  di  trivellazioni.  In  tempi  in  cui  le   strategie
  energetiche  certamente in questa Regione  non  erano  argomento  e
  nell'agenda del Governo - parlo di quello precedente - io riconosco
  a  questo  Governo il fatto di avere avviato quello che è il  Piano
  energetico  della  nostra Regione, seppur  poteva  vedere  la  luce
  qualche mese fa.
   Non  ho capito perché gli ultimi sei mesi non sono stati utilmente
  sfruttati, ad esempio, per individuare le aree idonee e non idonee,
  passaggio  ulteriore che, di fatto, non rende concreto e spendibile
  nell'immediato quello che comunque è un risultato.
   Ricordo  che  da questo scranno da cui vi parlo aggredimmo  quella
  che era l'iniziativa nazionale, con il cosiddetto  Sblocca Italia ,
  che  semplificava e velocizzava le procedure autorizzative per  chi
  cercava di individuare nei nostri mari giacimenti di petrolio.
   La  sensibilità dei cittadini siciliani intorno a questo argomento
  è  fortissima. E' fortissima perché ancora nel nostro territorio ci
  sono  le ferite enormi di quei sedotti e abbandonati territori  del
  Siracusano, del Messinese e del Gelese che sono stati sfruttati per
  la  raffinazione, per l'estrazione e la raffinazione,  e  che  oggi
  sono  orfani  sia  di  opportunità in qualsiasi  altro  settore  di
  sviluppo economico, quali turismo, agricoltura e qualità della vita
  e  della  salute,  che  sembra  l'ultimo  degli  argomenti  che  ci
  interessa.
   Siamo stati sedotti e abbandonati perché intorno a quel sacrificio
  che  abbiamo  fatto per il Paese, oggi a noi sono  rimasti  solo  i
  cocci, i cocci di un'industria che ha sfruttato ampiamente e ci  ha
  abbandonati.
   Dinnanzi  a  una  mappa  di  questo genere,  questo  è  il  quadro
  d'insieme  delle possibilità che vengono lasciate aperte da  questo
  Piano  pubblicato  dal  Ministero della transizione  ecologica.  E'
  chiaro che noi puntiamo i piedi. Puntiamo i piedi perché è vero che
  abbiamo  ottenuto, e di questo ringraziamo il Governo, l'assessore,
  la  Commissione  specialistica e l'Autorità  ambientale  per  avere
  messo  tutti  i  puntini  sulle  i ,  ma  siamo  diffidenti.  Siamo
  diffidenti perché viene chiesto un contributo al sistema  Paese  di
  cui  ci  dobbiamo sentire parte, e mi chiedo fino a che  punto,  se
  quando c'è sempre solo da tirare risorse dai nostri territori e dai
  nostri mari, perché io considero la Sicilia un arcipelago, non solo
  la  nostra  Isola,  ma  tutte le isole che  ci  stanno  intorno,  e
  chiaramente  mi preoccupa un'attività estrattiva di questa  portata
  al  largo delle coste trapanesi e delle Egadi. Mi preoccupa per via
  della  leggerezza con cui le attività precedenti sono state portate
  avanti e per le ferite che hanno lasciato nel nostro territorio.
   Quindi, noi in un momento in cui il carburante, il gas, il GPL, il
  metano  sono  schizzati alle stelle - soprattutto il metano  con  3
  euro  al  litro  -  non  dobbiamo illudere  i  cittadini  siciliani
  facendogli  pensare all'equazione: ok, da domani si estrae  il  gas
  quindi noi tutto apposto, avremo di che vivere; perché non è così.
   Per  quanto  riguarda le strategie del Piano  energetico,  che  io
  apprezzo, perché si prevede il revamping dell'eolico esistente, con
  l'eliminazione  delle  pale eoliche che in  tempi  storici  passati
  furono   autorizzate  in  zone  assolutamente   inappropriate;   va
  benissimo il revamping del fotovoltaico e tutte le attività che  si
  prevedono,  chiaramente per il raggiungimento di un  obiettivo,  di
  un'agenda  2030  dove bisognerà risparmiare  il  30  per  cento  di
  energie,  produrre il 30% in più entro il 2030. Ma da quel  momento
  in  cui si stabilirono quelle strategie ad oggi, a quello che è  la
  fotografia attuale, è passata un'era geologica in pochissimi  anni.
  L'accelerazione sul tema della sovranità energetica, e mi  permetto
  di dire anche alimentare, c'è sbattuta in faccia due volte di fila.
  Prima con la pandemia e oggi con il rischio guerra direttamente qui
  nel  cuore dell'Europa. Ora, caro assessore, noi desideriamo,  come
  dire, mantenere l'ordine del giorno.
   L'ordine  del giorno in cui chiediamo, anziché impugnare,  se  lei
  ritiene  che  non ci siano gli estremi perché è inutile  ingaggiare
  delle battaglie giudiziarie quando poi non ci sono i presupposti  e
  in  buona  fede voglio credere a quello che lei ci sta dicendo,  ma
  crediamo  invece in una collaborazione leale che voi  dovete  avere
  con  il  Parlamento  in merito alle strategie energetiche  che  sta
  portando  avanti,  intanto sul PNRR. e poi vediamo  su  questo   in
  fatto di energia rivolto alla nostra Regione.
   Assessore, oggi, noi abbiamo appreso, in maniera chiara dal  dott.
  Cartabellotta del dipartimento dell'agricoltura e domani  sentiremo
  il  dott. Martini, se ci sarà anche lei che in fatto di PNRR  e  di
  agrovoltaico,  al  solito, si stano cucendo delle  opportunità  per
  l'agroindustria  del  nord,  a cui l'industria  agricola  siciliana
  potrà  partecipare  in minima parte, perché non  si  presteranno  i
  capitali  per  l'investimento ma bisognerà compartecipare  fino  al
  50%, in un momento in cui le nostre imprese agricole sono alla fame
  perché  non riescono neppure con il caro carburante e tutto  quello
  che  è successo in questi ultimi mesi, anni, ad ipotizzare un nuovo
  mutuo.
   Allora,  noi o ci mettiamo la compartecipazione, come le ho  detto
  ieri,  quando ci siamo visti in consiglio comunale a Catania,  dove
  si  è parlato di acqua, oppure questo PNRR se lo tengano stretto  e
  contribuiscano  loro  al  sistema  Paese,  perché  noi  in   queste
  condizioni non facciamo più parte di fatto di un Paese che taglia e
  cuce intorno alle esigenze agroindustriali del nord Italia.
   Stessa  cosa  avverrà, probabilmente, purtroppo, con  le  CER,  le
  comunità energetiche in Sicilia. Domani sentiremo quell'area a  cui
  si  rivolge il futuro prossimo bando del Ministero, cioè  i  comuni
  sotto  i  5.000  abitanti. anche loro estremamente preoccupati  non
  entusiasti di quello che si sta architettando al Ministero, di  cui
  però,  assessore, noi veniamo a sapere non direttamente da voi,  ma
  veniamo a sapere dai territori, però, voi venite chiamati a sedervi
  in  quei tavoli e avete il dovere di informare puntualmente  almeno
  le  Commissioni, per non dire tutto il Parlamento, perché quando  i
  buoi sono scappati non si riesce e, allora, i bandi usciranno entro
  il   31  marzo.  Siamo  praticamente  al  20.  Noi  apprendiamo  le
  informazioni  dagli operatori, dai sindaci, e non da voi,  che  noi
  possiamo  darvi indirizzo politico, chiamare i nostri  referenti  a
  Roma, fare dei comunicati e forzare sui Ministeri ma con spirito di
  collaborazione.
   Come  dicevo,  un accenno, il costo dell'energia è chiaro  che  si
  ribalterà  anche sulle bollette dell'acqua, in tutte  le  province.
  Cari  colleghi,  da  una  proiezione degli aumenti  dei  costi  per
  l'estrazione  dell'acqua, il carico sulle bollette  solo  sul  2022
  potrebbe essere di ben 60 milioni di euro. Una ecatombe e,  allora,
  se  vogliamo  dare  un  atto di indirizzo e  chiedere  che  non  si
  consideri  più il finanziamento al 100% per dotarsi di impianti  di
  energia rinnovabile e non a gas. Qui arrivo al punto. Per chi eroga
  servizi pubblici come quello della distribuzione dell'acqua per usi
  civili  e  agricoli non sia più considerato un aiuto in  violazione
  degli aiuti di Stato, ma un aiuto salva Stato, perché dove non  c'è
  coesione e sostegno alle famiglie non c'è più neanche un Paese.  Se
  noi   puntiamo  sull'illusione  del  gas,  estraendolo  dai  nostri
  territori,  allontaneremo il vero obiettivo,  che  è  quello  della
  sovranità e di un'autonomia energetica autentica.
   La stessa cosa per la sovranità alimentare, un vero piano del cibo
  energia  per  le persone e un piano energetico che sia  rivolto  al
  futuro non ad un ennesimo allungamento dei tempi.
   Quindi,  molta,  molta attenzione su quello che sarà  definito  in
  questo passaggio - e concludo, signor Presidente -, che nell'ultima
  Conferenza  che  è stata fatta tra lo Stato e le  Regioni  il  Mite
  scrive  alla fine del documento che a stretto giro, si parla  entro
  due  mesi, si recepiranno le osservazioni, gli approfondimenti  che
  regione  per regione cercherà di imprimere in questo piano. Quindi,
  nell'arco  di  tre  mesi,  si  potrà aggiornare  con  le  autonomie
  regionali in relazione alle criticità che emergeranno.
   Noi  vi chiediamo di chiedere deroghe agli aiuti in de minimis per
  fornire  realmente  impianti  di energia  rinnovabili,  perché  non
  vogliamo   passare  da  una  dipendenza  ad  un'altra   dipendenza,
  allontanare  sempre più l'obiettivo di non avere  padroni,  di  non
  avere  monopoli,  ma vogliamo modelli diffusi,  non  altri  che  si
  accaparrano  una  risorsa naturale per poi, fra cinque,  tre  anni,
  perché  di  questo si parla, non sono riserve bastevoli  di  chissà
  quanti  milioni di metri cubi, che sono quelli che invece purtroppo
  consumiamo   e   che  dobbiamo  sostituire  con  l'elettrificazione
  proveniente  dai rinnovabili. Questo è quello che chiediamo  e  sul
  quale  penso  che  nessuno potrebbe mai dire di  no  e  su  cui  il
  Parlamento è certamente d'accordo.


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Zafarana ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Sulle  comunicazioni  del  Governo  in  ordine  al  Piano  per  la
  transizione energetica sostenibile delle aree idonee (PiTESAI)

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Signor Presidente, volevo ringraziare  l'Assessore  per
  avere  fornito  uno  spaccato, un focus sulla  politica  energetica
  regionale  alla  luce  di  quest'ultimo  aggiornamento  del   Piano
  energetico ambientale.
   Abbiamo  apprezzato i passi in avanti che la Regione  vuole  fare,
  l'incremento  esponenziale delle fonti rinnovabili, in  particolare
  la  forza  del  fotovoltaico che a quanto apre verrebbe  triplicato
  rispetto  ai megawatt installati, l'eolico, le politiche a sostegno
  del risparmio energetico.
     Questo  è  un  tema che va trattato a 360 gradi,  però,  il  mio
  intervento  sarà chiaramente collegato a quello che è l'ordine  del
  giorno  che  ha  firmato  il Movimento Cinque  Stelle,  il  Partito
  Democratico, Cento Passi e i Verdi.
   Il  tema è fondamentalmente, quello del Pitesai, cioè il Piano per
  la  transizione energetica delle aree non idonee, e si muove su due
  binari:  il  primo  è, come diceva giustamente l'assessore,  quello
  dell'osservazione della Commissione tecnico specialistica che  sono
  state depositate durante la Conferenza unificata nel dibattito  per
  la  redazione  del  PiTESAI  e l'altro binario  riguarda  le  reali
  potenzialità  delle riserve nazionali e siciliane.  Su  questi  due
  aspetti  si muovono quelli che sono i nostri dubbi sulla  bontà  di
  questo documento.
   Va  detta  una cosa: il PiTESAI è uno strumento di pianificazione,
  tant'è  che  è stato sottoposto a valutazione ambientale strategica
  nazionale,  ma  è comunque un documento di pianificazione,  quindi,
  tutta  la  partita sul PiTESAI - a mio modo di vedere e anche  alla
  luce  di  quello  che rappresentava l'assessore - gioca  su  questo
  ragionamento  legato ai vincoli assoluti che vengono stabiliti  con
  il  PiTESAI,  nel  momento in cui un'area  viene  identificata  non
  idonea e i vincoli - come diceva giustamente l'assessore - dinamici
  che invece sono sub iudice, cioè delegati a un ragionamento ex post
  che  viene fatto dal funzionario che deve rappresentare la bontà  o
  meno di un progetto.
   Noi siamo dell'idea che nella individuazione delle aree non idonee
  si  debbano  tenere giustamente in considerazione quelli  che  sono
  stati tutti i rilievi sottolineati dal parere n. 106, mi pare.
   Io,  però, per dare un quadro d'insieme a questa situazione,  devo
  necessariamente fare un passo indietro, cioè analizzare quello  che
  è  lo  stato dell'arte. L'assessore forniva una fotografia perfetta
  di  quella  che  è  la  situazione in questo momento  che  vive  la
  Sicilia.  Tredici  concessioni su terra per una estensione  di  500
  chilometri  quadrati,  le  quattro  famose  concessioni  off-shore,
  quelle  localizzate  nel Canale di Sicilia,  danno  l'idea  di  una
  Regione  che  offre  un  contributo importante  per  il  fabbisogno
  energetico   nazionale,   che  però,  comunque,   è   assolutamente
  insufficiente se si guarda il quadro complessivo, perché secondo le
  stime  del Ministro per la transizione, ma prima ancora quello  per
  lo  sviluppo  economico, prima che venisse fuso  con  quello  della
  transizione,  la  quantità  e  il  fabbisogno  necessario  di  gas,
  soltanto  di gas, in Italia, ammonta a circa 70 miliardi  di  metri
  cubi equivalenti.
   Questa quantità viene garantita dalle nostre riserve soltanto  per
  il  sei  per  cento,  cioè  una  quantità  talmente  esigua  che  è
  impensabile   potere  ragionare  sulla  possibilità  che,   domani,
  l'Italia   possa   sopperire   alle   importazioni   che    vengono
  fondamentalmente dalla Russia da un lato e dall'Algeria dall'altro.
  E'  impensabile perché fondamentalmente le riserve non ci sono, non
  ci  sono  nemmeno in Italia, non ci sono nemmeno in  Sicilia.  Alla
  luce,  quindi,  di  questa impossibilità di  garantire  l'autonomia
  nazionale  e  regionale  del gas, ci domandiamo  quanto  sia  utile
  continuare ad avviare attività di ricerca prima e coltivazione dopo
  di  idrocarburi, anche alla luce del fatto che le osservazioni  che
  vengono sollevate dalla Commissione tecnico-specialistica non  sono
  di  secondo  piano, perché, come accennava anche lei, i  punti  più
  difficili  da  superare sono quelli legati al fatto  che  il  piano
  della  transizione  energetica non tiene conto degli  strumenti  di
  pianificazione di area vasta, come il piano paesaggistico, il piano
  energetico che era in aggiornamento, ma comunque non è stato tenuto
  in  considerazione, per passare poi alla rete Natura 2000  e  tutti
  gli altri strumenti di pianificazione che impongono dei vincoli.
   E' chiaro che ha ragione lei, quando dice che sui vincoli assoluti
  nulla  quaestio,  perché è chiaro che lì non  c'è  nessun  tipo  di
  ragionamento, ma anche su quelli relativi avremmo la possibilità di
  potere  determinare in modo forte l'impronta ambientale  di  questo
  piano.
   E  poi mi preoccupano altri passaggi di questo parere, cioè quelli
  che  sottolineano  come manca un'analisi delle matrici  ambientali,
  cioè  degli  effetti dell'attività di ricerca e coltivazione  sulla
  flora,  sulla fauna, sulla biodiversità. Questi sono tutti elementi
  che  sono  stati  ben  rappresentati dal parere  della  Commissione
  tecnico-specialistica, per passare poi - vado a braccio perché sono
  tantissimi  -  a  quelli legati alla sismicità dei  luoghi  o  alla
  subsidenza;  ci  sono  credo  almeno  dieci  comuni  siciliani  che
  subiscono  il fenomeno della subsidenza che chiaramente  può  avere
  degli effetti determinanti sull'attività di trivellazione.
   Ecco,   tutti   questi  elementi  noi  li  abbiamo,   come   dire,
  sinteticamente rappresentanti in questo ordine del giorno nel quale
  chiediamo, diversamente dall'altro ordine del giorno che  è  sempre
  in discussione oggi, un ragionamento un po' diverso e che parte dal
  verbale  della Conferenza unificata del 16 dicembre, nel  quale  lo
  stesso  ministro  della transizione ecologica,  nel  ratificare  il
  piano   della   transizione,  apre  una   possibilità   agli   enti
  territoriali, quindi alle Regioni, di riaggiornarsi entro tre  mesi
  da quella data.
   Ecco,  noi  chiediamo  - ma penso che possa  essere  assolutamente
  condivisibile nel momento in cui la Regione farà un altro passo con
  il  Ministero - di sottolineare l'importanza che in quel  documento
  vengano   contemplate  quelle  prescrizioni,  affinché  da  vincoli
  relativi,  che  comunque  sono buoni, si possa  passare  a  vincoli
  assoluti  e, quindi, escludere completamente determinati  territori
  che rischiano di essere compromessi da attività di trivellazione.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.   Signor   Presidente,  Assessore,   deputati,   volevo
  semplicemente,  oltre che rinnovare le preoccupazioni  del  collega
  Trizzino,  ma  anche  le  stesse preoccupazioni  che  ha  sollevato
  l'onorevole   Foti    io,  invece,  mi  volevo  concentrare   sulla
  struttura,  sull'apparato amministrativo del Governo regionale  che
  dovrebbe,   diciamo,   accompagnare  queste  procedure   verso   la
  transizione    energetica   perché   sappiamo    come    l'apparato
  amministrativo  è  deficitario soprattutto per  quanto  attiene  ad
  alcune risorse umane con competenze tecniche e specifiche.
   Ecco  perché  io  presenterò adesso un ordine del giorno  dove  si
  impegna   il  Governo  regionale  a  integrare  il  sistema   della
  formazione  professionale, delle politiche  sociali  e  attive  del
  lavoro  che  sono  state  fatte, in  questi  anni,  sul  territorio
  regionale  con  alcuni investimenti importanti,  soprattutto  delle
  risorse della Comunità europea.
   Sono stati avviati una serie di tirocini proprio per allargare  le
  competenze  tecniche  e  specifiche, ma mi  dicono  e  mi  arrivano
  diverse  segnalazioni che all'esaurirsi dei tirocini questi ragazzi
  vengono  accompagnati alla porta e noi rischiamo di spendere  delle
  risorse  importanti  senza poi avere delle  ricadute  positive  sul
  comparto occupazionale.
   Ecco perché depositerò questo ordine del giorno dove naturalmente,
  tenendo  conto  al netto dei vincoli normativi e anche  dei  limiti
  imposti  dai bilanci regionali e posti dagli accordi Stato-Regione,
  io  mi  auguro  che  si  possa fare questo  sforzo  che  abbia  due
  obiettivi: quello di recuperare queste competenze tecniche  da  una
  parte,  quindi  da  un punto di vista qualitativo,  ma  soprattutto
  anche  quello di favorire le procedure di semplificazione di  tutte
  queste  richieste  di autorizzazione che vanno  a  interferire  sul
  dipartimento,  sulla commissione tecnico-scientifica  che  rischia,
  nel  prossimo  futuro se non nell'attuale presente,  di  avere  una
  serie  di  contenziosi perché non si riescono  ad  esaudire  queste
  richieste e questi processi autorizzativi.
   Per quanto riguarda le preoccupazioni espresse prima, io mi auguro
  che  questo piano energetico possa spostare un po' più l'ago  della
  bilancia   sulle   vere   FER,  cioè  sulle  energie   rinnovabili,
  soprattutto  sul  revamping  che  dà  la  possibilità,   attraverso
  procedure  veloci  e  con  costi  veramente  irrisori,  di   potere
  accaparrare quantità di energia importante.
   Grazie.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Di  Caro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  CARO.  Signor  Presidente, Governo,  onorevoli  colleghi,  nel
  2006/2007,  una  multinazionale pensò  di  depositare  un  progetto
  relativo  ad  un  terminale di rigassificazione tra  la  Scala  dei
  Turchi e la Valle dei Templi, nel territorio di Porto Empedocle.
   Ora,  dopo  un iter autorizzativo di dubbia legittimità in  alcuni
  casi,   ci  fu  una  grande  risposta  dal  basso  da  parte  della
  popolazione che riuscì, grazie anche ad un referendum che  vide  la
  partecipazione di più di ottomila cittadini, a dimostrare  che  non
  si  trattava di sindrome Nimby, ma che davvero in quella  parte  di
  territorio quel terminale di rigassificazione non si poteva fare.
   Ora,  anche  a causa della crisi bellica in Ucraina,  della  crisi
  energetica,  giorni fa, il Ministro della transizione ecologica,  a
  causa di alcune dichiarazioni, a quanto pare, diede il destro  alla
  stessa  multinazionale  che, a quanto  pare,  si  rifà  avanti  per
  riproporre un progetto vecchio più di 16 anni.
   Quindi,  nuovamente,  dopo questo arco  temporale,  che  ha  visto
  prosperare  il  territorio in termini di  turismo,  in  termini  di
  sviluppo  del territorio, eccetera, si ripropone un progetto,  come
  dicevo,  che  ha  anche  gli stessi iter autorizzativi  superati  e
  vecchi,  senza  tenere conto delle ricadute in termini  di  impatto
  ambientale,  in termini di sicurezza degli abitanti e  salvaguardia
  del  patrimonio  paesaggistico  e  culturale,  rischio  per  quanto
  riguarda la fauna marina e quant'altro.
   Senza  contare  anche  che  l'infrastruttura  stessa  asservita  a
  terminale di rigassificazione si insinua dentro la stessa Valle dei
  Templi,  cioè va dalla Valle dei Templi al Parco letterario   Luigi
  Pirandello',  per  quanto riguarda il fastidio, anche  visivo,  che
  darebbe  alla  Scala dei Turchi, l'ho già detto. Ho  depositato  un
  ordine  del  giorno che impegna il Governo a scongiurare nuovamente
  dopo    sedici   anni   l'installazione   di   un   terminale    di
  rigassificazione che è ormai archiviato dalla storia. Grazie.


            Presentazione e votazione di ordini del giorno

   PRESIDENTE.  Allora,  cominciamo con gli  ordini  del  giorno  che
  riguardano il punto che è inserito nella seduta di quest'oggi.
   Comunico che sono stati presentati gli ordini del giorno n. 624  e
  n.  626,  l'uno in contraddizione con l'altro. Credo  che  dobbiamo
  esaminare   l'ordine   del  giorno  n.   626.   Lo   accetta   come
  raccomandazione, Assessore?  Impegna il Governo a far valere  dalla
  prossima  seduta della Conferenza Unificata i rilievi indicati    .
  Perfetto,  va  bene. Cosa dice? Mi scusi è l'ordine del  giorno  n.
  626, a firma dell'onorevole Trizzino.
   Il parere del Governo?

   BAGLIERI,  assessore  per  l'energia  ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Il   Governo   esprime   parere   favorevole,    con
  l'astensione, il voto contrario dell'onorevole Foti?

    FOTI. No, no.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Onorevoli,  siamo  in  sede  di votazione.  Per  quanto  riguarda,
  ovviamente, l'ordine del giorno a firma dell'onorevole Foti, non si
  può trattare perché abbiamo approvato l'ordine del giorno n. 626.
   Comunico  che sono stati presentati due ordini del giorno  n.  631
  ed n. 633.
   Si  passa  all'ordine del giorno n. 631, è quello a proposito  del
  rigassificatore di Porto Empedocle. Devo ricordare all'onorevole Di
  Caro  che  questo progetto è stato approvato, ed ha tutti  i  nulla
  osta  previsti  dalla legge. Dopodiché, mi rimetto al  Governo.  Il
  parere del Governo?

   BAGLIERI,  assessore  per  l'energia  ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione con il parere  contrario  del
  Governo.

   BAGLIERI,  assessore  per  l'energia  ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BAGLIERI,  assessore  per  l'energia  ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità.   Signor  Presidente,  dieci  anni  di  non   scelte    Io
  francamente,  non mi sento di impegnare il Governo su  un'attività,
  su  un'azione  nazionale  e, quindi, non  decide  il  Governo,  non
  soltanto per l'interesse superiore del Paese, ma anche, lei parlava
  di  turismo. Ecco, sarei curiosa di capire i dati. Qual è l'impatto
  sul  turismo a Porto Empedocle, quant'è il Pil, poi ne parliamo.  E
  l'impatto ambientale ovviamente.
   Però,  tutto  giustissimo,  sono  i  vincoli  ambientali  assoluti
  laddove c'è la normativa, ma non possiamo continuare a non fare non
  scelte.  Le  scelte chiaramente hanno un costo, bisogna verificare.
  Altra  cosa,  la transizione non è una cosa semplice, lo  sappiamo.
  Quindi,  io sul rigassificatore di Porto Empedocle, penso  che  sia
  un'azione  che  vada fatta e, laddove è possibile,  bisogna  andare
  avanti. Grazie.

   PRESIDENTE. Va bene. Il parere del Governo?

   BAGLIERI,  assessore  per l'energia e per i  servizi  di  pubblica
  utilità.  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.
   Per  evitare  polemiche, li contiamo. 10 con l'onorevole  Sunseri.
  Poi sono 13 contrari.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 633, a  firma  dell'onorevole
  Schillaci. Il parere del Governo?

   BAGLIERI,  assessore  per l'energia e per i  servizi  di  pubblica
  utilità.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  16
  marzo 2022, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

                 La seduta è tolta alle ore 17.36 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                       XXVII SESSIONE ORDINARIA


                         327a SEDUTA PUBBLICA
                  Mercoledì 16 marzo 2022 - ore 16.00
                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

   - Schema  di  progetto  di legge da proporre al  Parlamento  della
      Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
      siciliana, recante  Modifiche al decreto legislativo 7 settembre
      2012, n. 155 - Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli
      uffici del Pubblico Ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2,
      della legge 14 settembre 2011, n. 148.'  (n. 1088/A)

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

      1)  Istituzione e disciplina del Registro telematico regionale dei
         Comuni e dei relativi prodotti a denominazione comunale De.Co.
         (851/A) (Seguito)

           Relatore: on. Cannata

       2)  Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
         Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
         recante  Modificazioni alla legge 21 novembre 2000 n. 353'.
         (1057/A) (Seguito)

           Relatore: on. Savarino

       3)  Norme in materia di acque termali . (n. 235-945-962 Stralcio I-
         IV COM/A) (Seguito)

           Relatore: on. Lo Curto

       4)    Norme  in  materia di semplificazione  amministrativa  e
         digitalizzazione della pubblica amministrazione. Disposizioni
         varie.  (nn. 774-443-485/A) (Seguito)

           Relatore: on. Ciancio

       5)  Norme per l'accesso al lavoro dei non vedenti e dei disabili.
         Modifiche alla legge regionale 7 maggio 1976, n. 60.  (n. 991/A)

     Relatore: on Sammartino

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità

   N.  1215  - Chiarimenti in merito all'adempimento da parte  della
  Regione degli obblighi di cui all'art. 30, comma 3, della l.r.  n.
  36 del 1991.
   Firmatari:  Zito  Stefano; Cappello Francesco;  Ciancio  Gianina;
  Foti  Angela;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri  Valentina;  Siragusa
  Salvatore;   Trizzino  Giampiero;  Zafarana  Valentina;   Tancredi
  Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni;  Campo
  Stefania;  Di  Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana  Elena;  De  Luca
  Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
   -  Con  nota prot. n. 18211/IN.17 del 3 giugno 2020 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture.

   N.  2271  -  Interventi urgenti per la messa in  sicurezza  della
  viabilità della S.P. 122 nei pressi di Adrano (CT).
   Firmatari: Lentini Salvatore; Compagnone Giuseppe
   -  Con  nota  prot.  n.  7507/Gab del 1   settembre  2021  e  con
  successiva   nota  prot.  n.  8124/Gab  del  23  settembre   2021,
  l'Assessore per il territorio e l'ambiente ha eccepito la  propria
  incompetenza.

   N.  2457  -  Iniziative  urgenti  di  verifica,  manutenzione   e
  ripristino  dell'illuminazione  degli  svincoli  autostradali  A29
  Mazara del Vallo - Palermo e A29 Diramazione Alcamo - Trapani.
   Firmatari: Gucciardi Baldassare

   N.  2473 - Chiarimenti in merito al primo bando da 233 milioni di
  euro  per  l'edilizia residenziale pubblica  a  valere  sul  Piano
  Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
   Firmatari: Di Caro Giovanni; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito
  Stefano;  Sunseri  Luigi; Schillaci Roberta;  Campo  Stefania;  Di
  Paola  Nunzio;  Marano  Jose; De Luca  Antonino;  Pasqua  Giorgio;
  Damante Concetta
   -  Con nota prot. n. 2526/IN.17 del 24 gennaio 2022 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture  e  la
  mobilità.

   -  Da  parte  dell'Assessore  per  il  turismo,  lo  sport  e  lo
  spettacolo:

   N.  2422 - Notizie sulle iniziative messe in atto per accedere al
  fondo  sperimentale per la formazione turistica  esperienziale  di
  cui all'art. 1, comma 195, della legge 30 dicembre 2020, n.178.
   Firmatari:   Zafarana  Valentina;  Cappello  Francesco;   Ciancio
  Gianina;  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero;  Zito  Stefano;
  Sunseri   Luigi;  Schillaci  Roberta;  Di  Caro  Giovanni;   Campo
  Stefania;  Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta

   N.  2438  -  Ristori ai maestri di sci per i mancati  introiti  a
  causa della pandemia da Covid-19.
   Firmatari: Barbagallo Anthony Emanuele

     (*)  Le risposte alle suddette interrogazioni saranno pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

     Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
                        competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   Recepimento  Decreto  Legislativo  n.  25  del  3  marzo  2021
   Disposizioni   urgenti  per  il  differimento   di   consultazioni
  elettorali ,  convertito con modificazioni  dalla  legge  3  maggio
  2021, n. 58 (n. 1174).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 4 marzo 2022.
   Inviato il 7 marzo 2022.

   -  Disposizioni  in materia di elezione diretta  degli  organi  di
  città   metropolitane  e  liberi  consorzi.  Modifiche  alla  legge
  regionale n. 15/2015 (n. 1176).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 4 marzo 2022.
   Inviato il 9 marzo 2022.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Norme  su  agricoltura urbana, periurbana e  metropolitana  (n.
  1181).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 4 marzo 2022.
   Inviato il 9 marzo 2022.

   - Interventi a sostegno del settore della pesca (n. 1187).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 4 marzo 2022.
   Inviato il 9 marzo 2022.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   -   Norme  per  la  riqualificazione  e  il  riordino  della  Rete
  Sentieristica Siciliana (n. 1183).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 4 marzo 2022.
   Inviato il 9 marzo 2022.
   Parere V.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Consulta regionale per i problemi della terza età (n. 1175).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 4 marzo 2022.
   Inviato il 9 marzo 2022.

   -  Istituzione presidi antiviolenza di prossimità a  tutela  delle
  donne e dei loro figli (n. 1178).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 4 marzo 2022.
   Inviato il 9 marzo 2022.

   -  Istituzione  del Servizio di Psicologia delle Cure  Primarie  e
  dello Psicologo delle Cure Primarie (n. 1179).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 4 marzo 2022.
   Inviato il 9 marzo 2022.

   -  Aiuto economico ai malati oncologici e istituzione del Comitato
  permanente per la prevenzione oncologica (n. 1180).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 4 marzo 2022.
   Inviato il 9 marzo 2022.

   - Modifiche alla legge regionale n. 18 del 2021 (n. 1182).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 4 marzo 2022.
   Inviato il 9 marzo 2022.

   -  Misure di sostegno, contrasto e cura per i soggetti affetti  da
  obesità  grave  cronica  e  Istituzione dell'Osservatorio  tecnico-
  scientifico sulla obesità grave cronica (n. 1185).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 4 marzo 2022.
   Inviato il 9 marzo 2022.

   Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed assegnata alla
                        competente Commissione

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Art. 6, comma 2 del d. lgs. 24 dicembre 2003, n. 373 - Consiglio
  di  Giustizia  Amministrativa per la Regione  Siciliana  -  Sezione
  Consultiva. Designazione componente (n. 228/I).
   Pervenuto in data 22 febbraio 2022.
   Inviato in data 7 marzo 2022.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   So  comunica che la Commissione  Unione europea  nella  seduta  n.
  146  del  9 marzo 2022 ha approvato la risoluzione  Cofinanziamento
  regionale  per  l'attuazione  del  primo  bando  nazionale  per   i
  contratti dei distretti del cibo' (n. 5/UE).

         Comunicazione di sentenza della Corte costituzionale

   Si  comunica che la Corte costituzionale con sentenza n. 39 del 25
  gennaio   2022   ha   dichiarato   l'illegittimità   costituzionale
  dell'articolo 3 della legge regionale 4 marzo 2021, n. 6.

   Copia  della sentenza è disponibile presso l'Archivio del Servizio
  Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   - Con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  2571  -  Iniziative  urgenti volte a  garantire  i  lavoratori
  agricoli a tempo determinato presso l'ESA.
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Catanzaro Michele

   N. 2574 - Indagine conoscitiva presso il Comune di Bronte (CT).
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  2576 - Potenziamento della tratta ferroviaria Palermo  -  Gela
  (CL).
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Catanzaro Michele

   N.  2577  -  Notizie  in  merito alle irregolarità  attuative  del
  Decreto   n.   1501  del  31  dicembre  2021  relativo  all'Accordo
  integrativo regionale della pediatria di libera scelta.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Calderone Tommaso A.

   N.  2578  -  Chiarimenti circa l'apertura di un  nuovo  centro  di
  emodinamica all'interno del territorio ennese.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Di  Paola  Nunzio;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - Con richiesta di risposta scritta presentate:

   N. 2570 - Chiarimenti in merito alle scadenze imposte alle aziende
  agricole  dal  Dipartimento regionale dell'agricoltura  nell'ambito
  del  bando OCM vino 2021/2022 nonché del mutamento delle condizioni
  di rendicontazione dei precedenti bandi OCM.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Sunseri  Luigi;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino;
   Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N.   2572  -  Chiarimenti  urgenti  in  merito  all'ammissione   a
  finanziamento  di  proposte  progettuali  presentate  dall'Istituto
  autonomo case popolari, relativamente al programma 'Sicuro, verde e
  sociale'   per   la  riqualificazione  dell'edilizia   residenziale
  pubblica ricadente nel territorio del Comune di Grammichele (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Cappello  Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Trizzino
  Giampiero;   Zafarana  Valentina;  Zito  Stefano;  Sunseri   Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   N. 2573 - Iniziative dirette ai lavoratori dei servizi operativi e
  gestionali  presso  gli  immobili delle  Istituzioni  universitarie
  pubbliche di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Marano   Jose;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;   Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Di Paola Nunzio; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N.  2575 - Iniziative relative al rilascio delle autorizzazioni di
  competenza  della  Regione  siciliana  per  la  realizzazione   del
  terminale di rigassificazione di Porto Empedocle (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Di  Caro  Giovanni; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri  Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
  Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N.  2579  -  Notizie in merito agli interventi  necessari  per  la
  ripresa  economica  e  per il corretto utilizzo  delle  risorse  da
  destinare  al  settore  delle  costruzioni  attraverso   il   Piano
  Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Catalfamo Antonio

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   N.  444 - Chiarimenti in merito alle ultime vicende relative  alla
  revoca del Direttore generale dell'IRCSS Oasi di Troina (EN).
   - Assessore Salute
   Cracolici  Antonino; Gucciardi Baldassare; Lupo Giuseppe;  Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia   fatto  alcuna  dichiarazione,  l'interpellanza  si  intende
  accettata  e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere  svolta
  al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   N. 624 - Solidarietà al popolo ucraino.
   Figuccia Vincenzo; Ragusa Orazio; Catalfamo Antonio
   Presentata il 2/03/22

   N. 625 - Individuazione dell'arenile di Marina di Acate quale sito
  orfano  per  le finalità di cui al decreto n. 629 del  29  dicembre
  2020  del  Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio  e
  del mare 'Programma nazionale di finanziamento degli interventi  di
  bonifica e ripristino ambientale dei siti orfani'.
   Campo  Stefania;  Cappello  Francesco; Ciancio  Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta; Di  Caro  Giovanni;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta
   Presentata il 3/03/22

   N. 626 - Iniziative urgenti a sostegno dei cittadini siciliani per
  il caro carburante.
   Ternullo  Daniela; Grasso Bernardette Felice; Lantieri  Annunziata
  Luisa; Calderone Tommaso A.
   Presentata il 4/03/22

   N.  627  -  Iniziative  per favorire l'utilizzo  delle  somme  del
  Regolamento europeo n. 2021/241 istitutivo del dispositivo  per  la
  ripresa e la resilienza.
   Palmeri Valentina; Fava Claudio; Lupo Giuseppe; Lo Giudice Danilo
   Presentata il 8/03/22

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

   -Risposte scritte ad interrogazioni

  Allegato C

   -Comunicazione del Governo in ordine al PiTESAI