Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.38
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto a
disposizione degli onorevoli deputati che intendano prenderne
visione e sarà considerato approvato in assenza di osservazioni in
contrario nella presente seduta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per la seduta
odierna, gli onorevoli Arancio, Catalfamo, Mangiacavallo, Laccoto,
Cappello e Campo.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione relativa al Gruppo parlamentare Forza Italia
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute a questa Presidenza due
distinte note.
Con la prima, protocollata al n. 1776-ARS/2022 del 16 marzo 2022,
gli on.li deputati Savona, Gallo, Falcone, Pellegrino (in
videoconferenza), La Rocca Ruvolo, Papale e Caputo dichiarano che
a seguito di regolare convocazione a norma del Regolamento
assembleare ( ) nella riunione del 16 marzo 2022 svoltasi altresì
con la presenza dell'Assessore regionale Marco Zambuto, dopo ampio
e approfondito confronto si è giunti alla decisione condivisa di
eleggere l'on. Mario Caputo nuovo Presidente del Gruppo
Parlamentare di Forza Italia .
Per contro con la seconda, protocollata al n. 1778-ARS/2022 del 16
marzo 2022, l'on. Calderone, nell'allegare fra l'altro la sua nota
di risposta ai sopracitati deputati componenti del Gruppo, dichiara
che per espressa previsione normativa, l'atto di convocazione è
prerogativa del presidente del Gruppo Parlamentare che può avvenire
su iniziativa propria, ovvero su richiesta dei componenti del
Gruppo medesimo (solo nel caso di giustificata inerzia ci si può
rivolgere al Tribunale per chiedere la convocazione ) , assicurando
in tempi brevi la convocazione del Gruppo con all'ordine del giorno
la nomina del Capogruppo, concludendo altresì nella nota di
accompagnamento protocollata che ( ) qualunque attività o atto
emesso dai deputati autoconvocati va considerato tamquam non
esset ( ) .
Ciò premesso, in considerazione del potere-dovere di assicurare il
buon andamento dei lavori e il regolare funzionamento
dell'Assemblea ex art. 7 Reg. int. ARS, a fronte della peculiare
autonomia dei Gruppi parlamentari sancita dalla Corte
Costituzionale per il profilo squisitamente parlamentare, nonché
della natura giuridica privata di associazione non riconosciuta ai
sensi dell'art. 36 del codice civile così come statuito dalla
suprema Corte di Cassazione, questa Presidenza non potrà che fare
riferimento alla persona dell'attuale Capogruppo on. Tommaso
Calderone il cui nominativo è stato a suo tempo formalizzato,
invitando comunque il Gruppo parlamentare Forza Italia a fare
definitiva chiarezza sul proprio assetto interno.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto che le note sopra citate saranno pubblicate integralmente
nel resoconto stenografico della presente seduta.
Seguito della discussione del disegno di legge Istituzione e
disciplina del Registro telematico regionale dei Comuni e dei
relativi prodotti a denominazione comunale De.Co. (n. 851/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si passa al disegno di legge Istituzione e disciplina del
Registro telematico regionale dei Comuni e dei relativi prodotti a
denominazione comunale De.Co. (n. 851/A). Invito la III
Commissione a prendere posto nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cannata per svolgere la
relazione.
CANNATA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
in via preliminare mi preme l'obbligo di ringraziare il Presidente,
onorevole Ragusa, i colleghi qui presenti, l'onorevole Foti, vedo
l'onorevole Caputo e tutto il resto della Commissione che
all'unanimità ha condiviso il percorso che ha portato oggi qui in
Aula alla votazione del disegno di legge che prevede l'istituzione
e la disciplina del Registro telematico regionale dei Comuni e dei
relativi prodotti a denominazione comunale De.Co.
Ciascuno di noi, nel rappresentare i territori, si fa interprete
di un enorme bagaglio di conoscenza relativamente a prodotti e
produzioni tipiche locali, ben sapendo che a tali prodotti, spesso
vere e proprie eccellenze, legati alla storia
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Ascoltiamo l'onorevole Cannata.
CANNATA, relatore e alle tradizioni dei luoghi di produzione, è
mancata una denominazione che li colleghi chiaramente al territorio
e ne costituisca uno strumento di promozione.
Al tal fine, per soddisfare tale esigenza si propone, attraverso
il presente disegno di legge, l'istituzione del Registro regionale
dei comuni con prodotti De.Co., quale strumento idoneo a
valorizzare, promuovere e tutelare i prodotti, le produzioni e la
storia che li lega ai luoghi di origine e alla relativa comunità.
Precisamente le norme contenute nel presente disegno di legge
hanno come finalità principale la valorizzazione di tutti i
prodotti tipici, le attività agroalimentari tradizionali locali che
costituiscono una risorsa di sicuro valore economico, culturale e
turistico. E' uno strumento di promozione dell'immagine di ciascun
comune.
Il disegno di legge tende, quindi, alla tutela dei costumi e degli
usi locali che sono, in diversi casi, strettamente legati e spesso
originati a prodotti di elevata qualità e che, tuttavia, hanno
limitata rilevanza economica.
Occorre riconoscere l'esistenza di un forte interesse dei Comuni
alla conservazione, quindi, di quelle produzioni che sono tipiche
dell'espressione della cultura popolare. La denominazione comunale
è, dunque, un sistema che vuole difendere il locale rispetto al
fenomeno della globalizzazione la quale tende ad omogeneizzare i
prodotti e i sapori.
I fenomeni di standardizzazione, omologazione infatti rischiano di
mortificare e comprimere le piccole produzioni delle comunità che
rappresentano un grande giacimento storico, culturale ed economico
della nostra regione.
Un importante, quindi, occasione per promuovere beni e prodotti
che non hanno i requisiti per ottenere un marchio europeo o
nazionale, ma che possono diventare volano per nuove iniziative
imprenditoriali offrendo l'opportunità di mantenere in vita
produzioni locali e piatti che, altrimenti, rischierebbero di
scomparire.
Occorre ampliare la fascia dei consumatori di tali prodotti e
l'esigenza di conoscere le peculiarità dei nostri comuni.
La De.Co., pur non essendo un marchio, è un'attestazione che lega
un prodotto o una produzione a un luogo storico di origine e, al
tempo stesso, costituisce un certificato che acquista un forte e
significativo valore identitario per una comunità. Rappresenta un
riconoscimento concesso dalla locale amministrazione comunale ad un
bene, ad un'attività, ad un prodotto strettamente collegato al
territorio e alla sua comunità.
La procedura per il rilascio dell'attestazione di De.Co. viene
espletata dai comuni che, in attuazione del decentramento
amministrativo, provvedono all'istituzione con delibera del
consiglio comunale, su apposita proposta della giunta comunale.
Sono, pertanto, i rappresentanti della comunità del territorio
tutto a voler fortemente legare un prodotto o una produzione a quel
luogo di origine, nel rispetto della storia e della tradizione.
Attraverso l'istituzione delle De.Co., ogni comune, mediante una
procedura semplice e lineare, può quindi conseguire importanti
obiettivi:
rilanciare e valorizzare la produzione locale, legata
all'agroalimentare, all'enogastronomia con conseguente
valorizzazione della dieta mediterranea riconosciuta patrimonio
culturale immateriale dell'UNESCO, all'artigianato e la cultura
storico popolare;
promuovere il territorio attraverso le sue specificità produttive;
salvaguardare il patrimonio culturale e le tradizioni locali dai
processi della globalizzazione;
ottenere il censimento dei prodotti locali e incentivare il
marketing territoriale.
La Regione siciliana, conseguentemente con l'istituzione di questo
registro, predispone uno strumento fondamentale nel processo di
conoscenza e valorizzazione del Made in Sicily'.
Nel dettaglio, con l'articolo 1 sono enunciate le finalità per cui
si propone l'istituzione delle Denominazioni Comunali.
All'articolo 2 si definisce la natura dell'attestazione De.Co., e
si forniscono le nozioni di prodotto tipico e prodotto tradizionale
locale.
Con l'articolo 3 viene istituito, presso l'Assessorato regionale
per le attività produttive, il Registro regionale prodotti De.Co. e
si assegna il termine di 120 giorni per predisporre, da parte dello
stesso assessorato, tutti gli adempimenti.
Con l'articolo 4 vengono previste iniziative per la diffusione del
registro e con l'articolo 5 si completa prevedendo, appunto, che
non vi siano oneri nuovi a carico del bilancio. Ma, comunque,
questa è la norma finale.
Presidente, ho concluso.
PRESIDENTE. Ci sono altri interventi in ordine alla discussione
generale? Non ce ne sono. Votiamo il passaggio
LANTIERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche io avevo
presentato un disegno di legge
che, identificato al numero 1036 che riguarda la stessa materia,
però non è stato enunciato. Se si poteva vedere.
PRESIDENTE. Vuole aggiungere la firma a questo disegno di legge?
LANTIERI. Perfetto. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Votiamo il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1
Finalità
1. La Regione siciliana promuove l'istituzione delle denominazioni
comunali, (De.Co.), quale strumento per la salvaguardia, la tutela
e la diffusione delle produzioni agroalimentari ed enogastronomiche
territoriali, dell'artigianato, della biodiversità, nonché per la
difesa della storia, delle tradizioni e dei saperi locali e la
promozione delle specificità storiche e culturali dei territori
comunali.
2. La De.Co. non è un marchio di qualità o di certificazione. Le
denominazioni comunali sono istituite e disciplinate nell'esercizio
delle funzioni proprie dei Comuni indicate all'articolo 118, comma
2, Cost. e all'articolo 2 della legge regionale 23 dicembre 2000,
n. 30 recante: Norme sull'ordinamento degli enti locali .
3. Nel rispetto della normativa europea e nazionale in materia di
protezione delle Indicazioni Geografiche e delle denominazioni di
origine dei prodotti agricoli e alimentari, la presente legge
promuove la conoscenza, mediante l'istituzione del Registro
regionale di cui al successivo articolo 3, dei Comuni e dei
relativi prodotti a denominale comunale.
4. Non possono essere inclusi nel Registro regionale De.Co. i
prodotti interessati da indicazioni geografiche (DOP-IGP-STG)
nonché i prodotti inseriti nell'elenco di cui all'articolo 8 del
decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173 (Disposizioni in materia
di contenimento dei costi di produzione per il rafforzamento
strutturale delle imprese agricole, a norma dell'articolo 55, commi
14 e 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449). Nel caso di
riconoscimento europeo di un prodotto De.Co., nonché in caso di
iscrizione nell'elenco di cui al predetto articolo 8 del d. lgs.
173/1998, la denominazione comunale decade automaticamente».
Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione con il parere
favorevole della Commissione e del Governo. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2
Definizione
1. La denominazione comunale De.Co., è una attestazione di
identità territoriale, deliberata dal Consiglio comunale su
proposta della Giunta comunale, che individua l'origine ed il
legame storico culturale di un determinato prodotto con il
territorio comunale.
2. Ai fini della presente legge si intendono per prodotti a
denominazione comunale:
a) i prodotti tipici , cioè quelli in cui si realizza la
concomitanza di fattori riconducibili alla localizzazione
geografica dell'area di produzione o alle relative tecniche di
preparazione. Tale prodotto può derivare da attività agricola,
zootecnica, pesca artigianale o dalla lavorazione e trasformazione
di prodotti derivanti dalle stesse attività, ottenuto o realizzato
sul territorio comunale, secondo modalità consolidate nei costumi e
nelle consuetudini locali, anche mediante tecniche innovative che
ne costituiscono il naturale sviluppo e aggiornamento. Per prodotto
tipico si può intendere una ricetta o un prodotto ad alto valore
storico della tradizione locale;
b) i prodotti tradizionali locali , cioè quelli caratterizzati da
metodi di lavorazione e trasformazione praticate su un territorio e
consolidate nel tempo, per un periodo non inferiore ai venti
anni.».
Comunico che non sono stati presentati emendamenti. Con il parere
favorevole della Commissione e del Governo lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3
Registro regionale telematico dei Comuni e dei relativi
prodotti a denominazione comunale De.Co.
1. E' istituito presso l'Assessorato regionale dell'agricoltura,
dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea il registro
telematico dei Comuni e dei relativi prodotti a denominazione
comunale De.Co. (di seguito registro regionale De.Co.) della
Regione siciliana nel quale vengono iscritti i Comuni e i relativi
prodotti che ottengono il riconoscimento di De.Co..
2. Entro 120 giorni dall'entrata in vigore della presente legge,
l'Assessore regionale per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea con proprio decreto, sentita la competente
Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana,
provvede a:
a) individuare gli Uffici dell'Amministrazione regionale
incaricati della tenuta del registro regionale dei prodotti De.
Co.;
b) definire le sezioni e i campi informativi del registro
regionale De.Co.;
c) definire le procedure di iscrizione al registro regionale
De.Co. e per l'aggiornamento dello stesso;
d) indicare, al fine di offrire orientamenti a tutte le
amministrazioni comunali, procedure omogenee per l'attribuzione
delle denominazioni comunali. A tal fine, il decreto definisce gli
adempimenti che i comuni richiedono per il riconoscimento delle
denominazioni comunali e indica i modelli dei disciplinari di
produzione da adottare per ottenere il riconoscimento di prodotto a
denominazione comunale;
e) istituire apposita sezione nella quale vengono iscritte le
denominazioni comunali già disciplinate dai comuni alla data di
entrata in vigore della presente legge;
f) istituire apposita sezione nella quale vengono iscritte le
denominazioni comunali aventi valenza e area di produzione
intercomunale in territori limitrofi;
g) indicare la forma grafica del logo del registro regionale
De.Co. e a stabilirne le regole per la sua concessione;
h) definire le modalità di diffusione informativa e promozione del
registro regionale De.Co.;
i) individuare le strategie di comunicazione atte a promuovere i
prodotti iscritti nel registro regionale De.Co.;
l) definire gli ambiti di possibile conflitto con le Produzioni
agroalimentari tradizionali (P.A.T.) nel caso di concomitanza di
riconoscimento e le modalità di superamento degli stessi.».
Con il parere favorevole della Commissione e del Governo, lo pongo
in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art.4
Iniziative per la diffusione e la promozione dei prodotti
iscritti al Registro regionale telematico De. Co.
1. La Regione siciliana, nel perseguire le finalità della presente
legge, valorizza i prodotti De.Co. iscritti nel Registro regionale
telematico di cui all'articolo 3, testimonianza del territorio
siciliano.».
Con il parere favorevole della Commissione e del Governo, lo pongo
in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato un emendamento aggiuntivo che
invito gli Uffici a distribuire.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, io leggo un emendamento A2 e un emendamento 5.1.
Intanto, vorrei sapere se abbiamo finito con gli emendamenti
aggiuntivi che non sono passati dalle Commissioni oppure se ne
arriverà qualche altro, in maniera che mi possa preparare. Mi può
dare intanto una risposta, Presidente?
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, abbiamo solo questo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Benissimo.
Questo già è un dato di certezza per il Parlamento. Dopodiché
sull'emendamento A2, signor Presidente, io obiettivamente non
avendolo mai visto prima di questo momento vorrei avere il tempo,
anche perché non so neanche che tipo di materia tratta e se tratta
le mie materie di pertinenza, se è attinente al disegno di legge
che si sta votando, non ho la più pallida idea.
Quindi, signor Presidente, le chiedo una sospensione almeno di
mezz'ora per capire di cosa stiamo parlando ed eventualmente per
fare intervenire l'Assessore competente.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, Assessori, colleghi, parlo da deputato e
componente del mio Gruppo parlamentare ma, chiaramente, anche come
sua omologa nel ruolo di gestione dell'Aula per quando presiedo.
Vorrei sottolineare che la trattazione del disegno di legge sulle
De.Co., che chiaramente voterò favorevolmente, è materia totalmente
ultronea da questo aggiuntivo e dalle disposizioni che già da tempo
abbiamo in quest'Aula, che in materia perentoria nel ruolo di
Presidente ci atteniamo a esercitare nonostante a volte siano
richieste urgenti, necessarie o altro siamo stati sempre indotti a
rifiutarne la distribuzione e prima della distribuzione trattarli
eventualmente in una Capigruppo. Chiaramente, dalla mia
Commissione Attività produttive questo emendamento abbastanza
corposo non è passato.
Chiederei dei chiarimenti all'Assessore al ramo o ai presentatori
per illustrarlo e capire se in passato è stato presentato in
qualche Commissione e magari è stato trattato.
Quindi, io le chiedo di non trattare questo argomento, quanto meno
di sospendere i lavori per potere avere anche con i nostri Uffici,
con i miei collaboratori il modo di potere valutare la proposta
emendativa.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Grazie, Presidente. Vista la materia particolare
dell'emendamento, credo che un approfondimento sia assolutamente
d'obbligo, arrivo a dire che forse sarebbe d'obbligo anche una
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari immediata per
capire qual è l'intendimento dei Gruppi parlamentari, perché è
ovvio che se dovesse passare la possibilità di far portare avanti
questo tipo di materia in un disegno di legge che, chiedo agli
Uffici se c'è una minima attinenza, probabilmente si aprirebbe un
varco che nella prossima Finanziaria, probabilmente, determinerebbe
molti, molti problemi sia in Commissione che in Aula perché, a mia
memoria, nelle ultime due Legislature mai un emendamento del genere
era stato reso ammissibile durante i lavori parlamentari. Grazie.
PRESIDENTE. Ci sono altri interventi?
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, soltanto per capirlo meglio, vorrei
anche che potesse essere illustrato. Vedo come primo firmatario non
so se l'onorevole Fava o l'onorevole Calderone o l'onorevole
Lentini, non so chi è il primo tra i firmatari. Presidente, per
capire se possiamo procedere con questo emendamento che capisco che
tende a bloccare le nomine fino ad oggi fatte, quindi, anche i
sottoscrittori
PRESIDENTE. Onorevole Aricò
ARICO'. Allora, lei lo sa meglio di me, quindi probabilmente l'ha
studiato
PRESIDENTE. L'ho studiato perché dovevo leggerlo per sapere se
ammissibile o meno, per questo non per altro
ARICO'. Sì, ma io che gli ho dato un'occhiata velocemente devo
dire che ancora lo vorrei comprendere meglio, Presidente, anche
perché non mi sembra materia attinente al disegno di legge che
stiamo votando e, quindi, Presidente vorrei capire anche se gli
Uffici, se il Segretario generale ritiene che sia ammissibile un
emendamento di questo tipo che non sia passato nelle Commissioni di
competenza, non so se le Commissioni sono la I Commissione o altra
Commissione.
Poi, Presidente, le chiedo formalmente una cosa: la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari la dobbiamo continuare a fare o
evitiamo di riunirla d'ora in poi? Perché la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per questa sessione non è stata
convocata e gradirei, Presidente, formalmente che visto che i
lavori d'Aula l'Ufficio di Presidenza li deve decidere una volta
convocata la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, per
capire se è intenzione della Presidenza convocare d'ora in poi la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari o fare delle
riunioni informali per decidere i lavori d'Aula. Grazie.
AMATA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AMATA. Grazie, Presidente, semplicemente per ribadire quanto
detto già da altri colleghi e cioè che questo emendamento non è
assolutamente, a mio modo di vedere, assimilabile al disegno di
legge che stiamo trattando peraltro è una materia abbastanza
complessa e, quindi, le chiedo a nome del Gruppo parlamentare di
Fratelli d'Italia una sospensione d'Aula comunque per poterlo
quanto meno leggere, visto che alla nostra attenzione giunge in
questo momento. Peraltro, ritengo che, qualora la prima parte
dell'emendamento possa essere trattata non oggi, ripeto, perché
questo disegno di legge non lo consente a mio modo di vedere, ma
anche in un altro momento sicuramente la seconda parte, il secondo
articolo non mi sembra assolutamente perseguibile, quindi, potrebbe
essere impugnabile.
Per cui, le chiedo una sospensione dei lavori d'Aula per potere
conferire con il mio Gruppo parlamentare e leggere con attenzione
questo emendamento che è abbastanza articolato. Grazie.
PRESIDENTE. Qualche altro chiede di intervenire? Qualcuno dei
firmatari intende illustrare questo emendamento?
CALDERONE. Votiamo, Presidente.
PRESIDENTE. Calma Calma Come dice, onorevole Calderone Parli al
microfono, scusi, non ho capito.
CALDERONE. La invito a passare alle operazioni di voto.
PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, ci sono dieci minuti di
sospensione perché i colleghi debbono leggere attentamente la norma
ed anche comprendere il riferimento
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Lascia perdere, non ti preoccupare.
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 17.10.
(La seduta, sospesa alle ore 17.00, è ripresa alle ore 17.10)
La seduta è ripresa.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, io sono venuto in Aula con un ordine
del giorno ben preciso.
PRESIDENTE. Si può togliere per favore la mascherina? Perché non
si sente bene.
ASSENZA. Mi autorizza lei, lo faccio. Dicevo, sono venuto in Aula,
così come gli altri colleghi, per discutere un ordine del giorno
ben prefissato. Nell'ambito di questo ordine del giorno, si è
deciso di dedicare l'attenzione di quest'Aula parlamentare al
disegno di legge che riguarda il Registro telematico regionale dei
Comuni e i relativi prodotti a denominazione comunale De.Co,,
disegno di legge che è stato regolarmente elaborato, presentato,
elaborato, emendato, discusso, nella III Commissione, quella delle
attività produttive, presieduta dall'onorevole Ragusa, e che ha
completato il suo iter approdando oggi in Aula.
Oggi in Aula non troviamo emendamenti su questo testo e su questa
materia, ma troviamo un emendamento aggiuntivo che la Signoria
Vostra, che presiede autorevolmente oggi quest'Aula mi spiegherà
che attinenza abbia e in che modo possa collegarsi a questo disegno
di legge.
Non solo, signor Presidente, però, se questa nostra attività
parlamentare ha un senso, le consuetudini diventano legge, che
regolano l'attività parlamentare e, quindi, ricordo a me stesso che
tutte gli emendamenti che sono, non solo fuori testo, ma fuori
materia, per prassi consolidata, che quindi, diventa normativamente
obbligatoria, vengono rimandati alle Commissioni di merito, che mi
perdoni, in questo caso, non è sicuramente la III, attività
produttive, semmai la I, quella degli affari istituzionali, di cui
lei fa autorevolmente parte, come anche io, sia pure con minore
autorevolezza della sua, che dovrà esaminarla, eventualmente
discuterla, emendarla, e nel caso approvarla, per poi portarla
all'attenzione di quest'Aula.
Io chiedo, quindi, che con tutta serenità non si vogliano
stravolgere quelli che sono i capisaldi di una normale attività
dialettica che, però, non può mai trascendere, perché oggi il clima
da occupazione militare di quest'Aula non mi piace assolutamente.
Gli inviti a votare senza dibattito men che meno, gli inviti a
troncare qualsiasi attività che non sia quella normale che ciascuno
di noi è tenuto a fare per onorare appieno il suo mandato,
veramente è una brutta atmosfera quella che stiamo vivendo qui, non
è da questo Parlamento.
Allora, signor Presidente, un po' di ragionevolezza, il rispetto
delle regole. Questo emendamento lei lo deve dichiarare
inammissibile tout court , perché non ha nessuna attinenza con
l'argomento di cui ci stiamo occupando. Può anche - se lo ritiene -
stralciarlo, mandarlo alla Commissione per il suo esame, dopo di
che se ne discuterà, si approfondirà e quant'altro. E, poi,
credetemi, e lo dico a denti stretti : se lo scopo che volete
ottenere è quello di cui si parla nei giornali, allora, non l'avete
nemmeno saputo scrivere. Grazie, signor Presidente.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto, volevo
preannunciare nel merito la mia volontà di sottoscrivere
l'emendamento. Nel merito, infatti, condivido pienamente
l'emendamento. E ritengo che anche il Governo ritenga che sia
assolutamente in linea con un'azione di politica di trasparenza
sulle nomine che questo Governo ha fatto a più alti livelli, com'è
stato - tra l'altro - riconosciuto anche da autorevoli esponenti
del Governo nazionale che non appartengono alla compagine di
Governo regionale. È stato riconosciuto per diversi sottogoverni
che. in questi anni hanno cambiato volto alle partecipate, alle
società di questa Regione siciliana. Per cui è in dubbio che il
Governo Musumeci io me ne faccio interprete, ma sono convinta che
se gli assessori avessero il tempo di studiare il merito
dell'emendamento condividerebbero, come condivido io, la bontà di
questo emendamento.
L'unica cosa che sottoscrivo, insieme ai colleghi che sono
intervenuti prima, è che proprio perché questo emendamento è
assolutamente da condividere da parte di tutti, maggioranza e
opposizione, compreso il Movimento che ho l'onore di rappresentare,
quindi, il Movimento DiventeràBellissima , è opportuno che faccia
un percorso che sia dignitoso rispetto alle regole parlamentari e
non all'interno di un disegno di legge che tutti noi abbiamo voluto
e abbiamo sostenuto in III Commissione, e poi in Aula, che
riguarda, e ha giustamente e deve avere risonanza anche esterna, i
prodotti di denominazione comunale.
Un percorso che ha visto protagonista la collega Cannata, ma che
ha condiviso con tutti noi deputati. Quindi, le chiedo, ma con
grande rispetto per la volontà dei colleghi che - ripeto -
condivido, per cui chiedo di apporre anche la mia firma, che questo
emendamento faccia un percorso che sia sano nel rispetto del
Regolamento dell'Assemblea, nel rispetto dell'ascolto delle altre
voci, comprese quelle del Governo, che non ho avuto il tempo ed il
modo di conoscere, se non fuorisacco , senza passare dalla
Commissione ed in un disegno di legge che è materia diversa.
Se lei, quindi, ha la bontà, com'è stato fatto anche in molte
altre circostanze, in questi quattro anni, di rimandarlo nella
Commissione di merito, che credo sia la I, sono certa che anche i
colleghi la miglioreranno, lo sottoscriveranno e verrà qui in Aula
condiviso da tutti. Grazie, signor Presidente.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sottoscrivo
questo emendamento che, chiaramente più che avere un'importanza
politica in questo momento ha anche un'importanza tecnica, visto
che, come anche altri colleghi della maggioranza, stanno
sottolineando le diverse sentenze che parlano della necessità di
rimettere ordine a questa materia, probabilmente, con una norma, ad
esempio, sulle varie società ed enti, non è soltanto nell'ambito di
una società di trasporto, oltre che nell'ambito sanitario.
Si tratta, appunto, di superare la questione fiduciaria, che deve
riguardare soltanto i dirigenti generali a strettissimo contatto
con gli assessori. Quindi, questa cosa dovrebbe valere in generale,
non soltanto per gli ultimi mesi. Non si può che firmare,
sottoscrivere e votare quest'emendamento. Sottoscrivo, quindi,
anch'io lo stesso. Grazie.
ARICO'. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando ho preso la
parola perplesso su questo emendamento, soprattutto per la
legittimità dell'emendamento stesso, perché rileggendo l'articolo
112 del Regolamento interno, al comma 3, recita così: Possono
essere presentati emendamenti strettamente attinenti all'oggetto
del disegno di legge in discussione. Tali condizioni si applicano
anche alla presentazione di emendamenti da parte della commissione
e del Governo. , cosa che di fatto non c'è stata, né da parte della
Commissione, né dal Governo.
Però, essendo un grande sponsor del Governo Musumeci fin
dall'inizio della legislatura, da quando ha incominciato a
lavorare, non posso che apprezzare questo genere di emendamento
perché i sottoscrittori e tutti i Gruppi parlamentari, anche di
opposizione, che hanno voluto sottoscrivere questo emendamento, e
mi fa piacere, hanno voluto cristallizzare, in parte, tutte le
nomine fino ad oggi fatte dal Governo Musumeci e dal Presidente
della Regione e, ad oggi, possiamo soltanto constatare questo
grande apprezzamento del buon lavoro condotto dai soggetti che,
fino ad oggi, hanno guidato i ruoli chiave del sottogoverno
regionale, delle aziende, dei consorzi, delle agenzie, sia di
diritto pubblico che di diritto privato.
Signor Presidente, il nostro Gruppo parlamentare, quindi, è
assolutamente favorevole; ci dispiace che una legge così
importante, che avrebbe dovuto essere dibattuta nelle commissioni
di competenza sia arrivata con un emendamento così, volante, senza
discussioni preliminari, perché anche noi avremmo voluto
partecipare alla stesura di questo testo.
Quindi, signor Presidente, voteremo favorevolmente, però, che
rimanga agli atti quanto detto sulla legittimità del testo che noi
stiamo approvando, perché, di fatto, stiamo creando un precedente
anche pericoloso per il buon andamento dei lavori da qui a seguire.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, grazie per la parola. Io, come dire,
chiedo agli Uffici i profili economici, da componente della
Commissione Bilancio ...
PRESIDENTE. Onorevole Tancredi, l'emendamento lo dichiara
ammissibile la Presidenza, gli Uffici non c'entrano.
TANCREDI. Sì, io chiedo il profilo economico
PRESIDENTE. Ma non possono rispondere gli Uffici.
TANCREDI e chiedo l'ammissibilità sotto il profilo costituzionale
di questo emendamento, perché voglio che gli Uffici mi spieghino la
funzionalità di questo emendamento rispetto a quello che è
costituzionalmente garantito nell'attività amministrativa.
Lo chiedo per un motivo molto semplice, perché, in passato,
purtroppo, le attività d'Aula fatte con emendamenti volanti hanno
visto delle impugnative che hanno ridotto di molto, come dire, la
considerazione che questo Parlamento ha avuto a livello nazionale.
Vorrei evitare di incorrere in un'altra impugnativa.
PRESIDENTE. Onorevole Tancredi, l'emendamento lo dichiara questa
Presidenza che è ammissibile e costituzionale.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Grazie. Signor Presidente, Assessori, onorevoli
colleghi, io sono tra i sottoscrittori di questo emendamento e non
poteva essere altrimenti, al di là di quella che è la mia posizione
rispetto al proponente, che è l'onorevole Tommaso Calderone, siamo
distinti e distanti, per carità di Dio, però, le norme di buon
senso, senza alcun dubbio, devono essere sostenute, votate e
portate avanti. E di questo non vi è alcun dubbio.
Esprimo anche la mia assoluta solidarietà all'onorevole Tommaso
Calderone, nella sua qualità di Presidente di Gruppo parlamentare,
prima, oggi non lo è più, perché ritengo che...
(Intervento fuori microfono)
LO GIUDICE. No? Lo è ancora.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, lei è arrivato in ritardo; ho
fatto comunicazione adeguata a chiarire l'episodio.
Onorevole Lo Giudice, concluda, per favore.
LO GIUDICE. Signor Presidente, non concludo, ho iniziato ora,
quindi, non concludo; mi faccia intervenire.
Stavo dicendo che esprimo, comunque, la solidarietà all'onorevole
Calderone, e lo ribadisco, per quelli che sono stati gli eventi che
si sono succeduti nelle ultime ore, che sicuramente non riguardano
il mio partito, ma che ritengo non siano assolutamente edificanti.
Beh, rispetto a questa norma, però, prendo atto di un fatto che è
bello oggi vedere che la norma sia condivisa non solo da quelli che
sono gli esponenti, i presentatori, non solo da quelli che sono gli
esponenti dell'opposizione, com'è giusto che sia, ma anche dai
componenti della maggioranza.
Certo, mi verrebbe da chiedere, però, anche quello che è accaduto
in questi anni e se effettivamente si è operato in tal senso. Mi
viene da pensare a Troina e a qualche altro posto dove sicuramente
le azioni che si sono portate avanti dal Governo regionale non sono
sicuramente edificanti e non si muovono sicuramente in questa
direzione e siccome bisogna essere seri, soprattutto nei confronti
della Sicilia e dei siciliani, vede, caro Presidente, oggi dire che
siamo tutti d'accordo, a pochi mesi dalle elezioni, è bello, fa
piacere, lo condividiamo tutti - per carità di Dio - però, allo
stesso tempo, dovremmo avere anche la bontà di ricordarci la storia
e quello che si è succeduto nei tempi e negli eventi.
Se questa norma oggi è una norma di buon senso lo è semplicemente
per un fatto, perché allo stato attuale andare a modificare quello
che è l'assetto originario e, quindi, andare a modificare Direttori
generali e quant'altro di vari enti, a sei, sette mesi dalle
elezioni, rappresenta una sorta di shopping elettorale che credo la
Sicilia oggi debba assolutamente risparmiarsi.
Per questo motivo, signor Presidente, annuncio il mio voto
favorevole all'emendamento che anch'io ho sottoscritto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lo Giudice.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Pagana.
PAGANA. Grazie, signor Presidente. E, allora, intanto, volevo
ringraziare la III Commissione e l'onorevole Cannata, in qualità di
relatrice di questo disegno di legge che stiamo per votare,
sull'istituzione del Registro telematico dei Comuni e dei relativi
prodotti a denominazione comunale De.Co.
E' un grande passo avanti. Questo Parlamento in questa occasione
ha dimostrato di essere vicino ai cittadini siciliani, di essere
vicino alle Amministrazioni comunali che tra le mani hanno veri e
propri tesori, vere e proprie eccellenze da promuovere e, quindi,
la politica da una mano ai cittadini, ma se facciamo parlare bene
di noi, allo stesso tempo, riusciamo ad infilare nel testo un
qualcosa che non c'entra assolutamente niente, quindi, a saperlo
prima, avrei presentato anche un emendamento aggiuntivo che avrebbe
riguardato, non so, tante delle numerosissime questioni che siamo
chiamati ad affrontare. Peccato, appunto, che non lo sapevo prima;
mi ero illusa che un emendamento dovesse essere attinente ad un
testo di legge, mi ero illusa che un emendamento dovesse essere
discusso prima nelle Commissioni di merito e poi in Aula, dovesse
essere affrontato da tutti, studiato, ponderato, dibattuto perché
questa è un'Aula in cui si dibatte nel merito e, invece, assistiamo
a questa simpatica, ecco, scena.
Chiaramente è un emendamento che abbiamo letto con attenzione e,
naturalmente, voteremo un emendamento mi fa piacere che il
Presidente Micciché, Presidente Di Mauro mi fa piacere che il
Presidente Micciché resti dietro lo scranno e decida - poi magari
vorrei capire perché - di non presiedere stando, appunto, là
dietro, nonostante abbiamo qualche elemento, ecco, per esprimere
perplessità
(Brusìo in Aula)
Signor Presidente, però, così è impossibile
PRESIDENTE. Ha ragione. Onorevole D'Agostino, per favore,
colleghi, ascoltiamo l'onorevole Pagana che interviene.
PAGANA. Quindi, abbiamo chiaramente qualche perplessità sulla
costituzionalità o meno di questo emendamento.
Detto ciò, che molti dei ruoli apicali nelle partecipate della
Regione possano essere mantenuti, perché no? Ci sono profili di
alto livello. Chiaramente sono stati riconosciuti anche da tutti i
deputati che hanno firmato, sottoscritto e difeso questo
emendamento.
Poi, signor Presidente, sui giornali, purtroppo, ne abbiamo lette
di ogni su questo blocca nomine, che addirittura entrerebbe in
vigore già da subito, ma tutte queste polemiche, ecco, non sfiorano
me, non sfiorano chiaramente i deputati, perché, si sa, gli antichi
avevano sempre ragione, e uno dei detti antichi a cui sono molto
affezionata è U lupu di mala cuscenza comu opera pensa . Grazie.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, io desidero rassegnare all'Aula il convincimento del
Governo circa la bontà nel merito dell'emendamento che è stato
presentato.
Mi fa specie però - lo devo dire, perché ho avuto difficoltà, e
ancora ora non lo comprendo - signor Presidente, però se lei
riterrà di metterlo al voto, è chiaro che i rappresentanti del
Governo voteranno favorevolmente, il tema legato al secondo comma,
perché nessuno ce l'ha spiegato obiettivamente. Siccome si fa solo
riferimento a delle leggi, se qualcuno ce lo spiegasse io sarei
grato, anche perché resterebbe agli atti.
Evidentemente, onorevoli colleghi, questo disegno di legge, questo
emendamento, è la prova più lampante, direi plastica, della bontà
delle nomine del Governo Musumeci perché, altrettanto
evidentemente, se l'Aula desidera con questo voto che coloro che
sono stati nominati restino fino alla fine di questa Legislatura, è
perché sono certi anche in prospettiva che hanno bene operato e che
continueranno a farlo fino alla fine di questa Legislatura. L'unica
cosa che mi sento di dire, signor Presidente, e lo lascio alla sua
valutazione.
Ferma restando la bontà quindi nel merito, nel metodo è giusto che
io dica che noi oggi scriviamo una pagina. E siccome questa pagina
la gestisce - come ha correttamente detto rispondendo all'onorevole
Tancredi, il Presidente dell'Assemblea pro tempore - questa è
pagina macchiata, perché nulla sarebbe cambiato se non l'unanimità
del voto se questo emendamento, seguendo il percorso istituzionale
corretto, fosse andato nella Commissione di merito.
Ricordo al Presidente e a tutti i colleghi che perfino un
emendamento presentato dal Governo nei termini che riguardava una
modifica richiesta dalla Corte costituzionale, un mese fa onorevoli
colleghi, e su cui tutti eravamo d'accordo, non fu fatta votare dal
Presidente Micciché, che mi dispiace non ci sia, ma la figura della
Presidenza è impersonale, perché non era passata dalla Commissione
di merito.
Un altro emendamento che riguardava un'indicazione tassativa della
Corte dei conti con le stesse ragioni, perché non era passato dalla
Commissione di merito, non fu fatto votare dal Presidente Micciché,
e fu approvato la settimana dopo.
Vorrei che fosse chiaro, e vorrei che restasse agli atti quindi la
posizione del Governo che nel merito è assolutamente d'accordo con
questo emendamento, perché è un emendamento di trasparenza che ci
vede promotori, e bene ha detto l'onorevole Savarino, ma il metodo,
colleghi, quello ce lo portiamo per sempre, perché questo
emendamento, e con queste firme, resteranno nella storia, non
soltanto di questa Legislatura, ma nella storia di questo
Parlamento.
Quindi, io mi rimetto alla decisione che conosco essere
assolutamente inappellabile del Presidente. Qualora lei lo decida,
lo faccia votare, voterò a favore, ma resterà agli atti il percorso
che poteva e che ancora può essere corretto e gestito meglio.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione. Allora, onorevoli colleghi,
abbiamo concluso con il Governo perché nessuno ha chiesto di
intervenire.
Con il voto favorevole del Governo pongo in votazione
l'emendamento A 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 5.1, sostitutivo dell'articolo 5, che è
l'entrata in vigore della norma.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa alla votazione finale.
ARICO'. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poco fa l'ha fatta la dichiarazione di
voto. Comunque, la ripeta. Con piacere l'ascolteremo.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi avevamo posto
dei quesiti. La bontà dell'emendamento politicamente l'abbiamo
sostenuta, l'abbiamo votato. Eravamo tutti d'accordo. Però mi
farebbe piacere ribadire un concetto, quello della
costituzionalità. L'ha sollevato prima l'onorevole Tancredi,
facendo riferimento all'articolo 97 della Costituzione, e vorrei
che gli Uffici potessero verbalizzare quanto sto leggendo: I
pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge in
modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità
dell'amministrazione. Nell'ordinamento degli uffici sono
determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le
responsabilità proprie dei funzionari'.
Quindi, rispetto a quanto abbiamo votato - posto che siamo
estremamente favorevoli al testo e anche all'emendamento - vorrei
che questo quesito che pongo, che ho posto io ora e qualche collega
precedentemente, fosse scritto a verbale per le valutazioni che
faremo successivamente.
PRESIDENTE. Allora, per quanto riguarda la questione relativa a
questo emendamento, mi corre l'obbligo fare qualche chiarimento.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. No, la prego, onorevole Cracolici. Siccome qui si dice
una cosa ad inizio di seduta poi, pian pianino, si cambia, adesso
siamo tutti favorevoli, però si tira fuori una costituzionalità.
Dico all'onorevole Aricò, all'onorevole Tancredi e agli altri
onorevoli che hanno manifestato nel corso degli interventi alcune
perplessità, che prima di tutto esiste già una legge che è del
1995, modificata nel 2017. Su quel percorso abbiamo innestato
termini diversi. Questo perché? Perché riteniamo che sia giusto che
prima delle elezioni non si alteri il consenso elettorale e perché,
e senza toccare - onorevole Aricò, me lo consenta - senza toccare,
come ha ricordato l'onorevole Cordaro, alcuna nomina che è stata
fatta dal Governo. Continua, continua a lavorare e, rispetto a
questo, noi siamo chiamati oggi anche a stabilire un percorso che
l'onorevole Cordaro, più volte, ha reclamato.
Che cosa vuol dire il secondo comma? Vuol dire che, in prima
applicazione, questa norma non sarà applicata soltanto tenendo
conto dei 180 giorni, ma entrerà in vigore immediatamente.
Questo è quanto io devo comunicare rappresentando che, comunque,
questa Presidenza, quando lo ritiene, a sua insindacabile
decisione, può ovviamente ammettere qualsiasi emendamento anche
diverso rispetto al testo.
Votazione finale del disegno di legge Istituzione e disciplina
del Registro telematico regionale dei Comuni e dei relativi
prodotti a denominazione comunale De.Co. (n. 851/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge
Istituzione e disciplina del Registro telematico regionale dei
Comuni e dei relativi prodotti a denominazione comunale De.Co. (n.
851/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 56
Votanti 46
Maggioranza 24
Favorevoli 46
Contrari 0
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
Onorevole Cordaro, abbiamo iniziato questa seduta in assoluta
tranquillità. Poi c'è stata la discussione su questo emendamento e
l'onorevole Cordaro, in via riservata, si è rivolto a questa
Presidenza con fare minaccioso, come se avessimo proposto qualcosa
non solo di incostituzionale, ma anche qualcosa di chissà, chissà
quale danno avrebbe provocato al Governo.
Finito di discutere con me - io, ovviamente, sorrido di fronte
all'onorevole Cordaro, perché lo conosco bene, vuole alzare i toni,
ma non c'è nessuna cosa di natura politica, un fatto così, tanto
per lasciare traccia di un comportamento che non è consono - poi si
rivolge alla Segreteria generale dicendo al Segretario generale:
Poi ne terremo conto nei tuoi confronti .
Onorevole Cordaro, siamo in un Parlamento, e non le è consentito
rivolgersi a questa Presidenza in questi termini.
La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 17.40 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XXVII SESSIONE ORDINARIA
328a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 22 marzo 2022 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
siciliana, recante Modifiche al decreto legislativo 7 settembre
2012, n. 155 - Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli
uffici del Pubblico Ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2,
della legge 14 settembre 2011, n. 148.' (n. 1088/A)
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
recante Modificazioni alla legge 21 novembre 2000 n. 353'.
(1057/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
2) Norme in materia di acque termali . (n. 235-945-962 Stralcio I-
IV COM/A) (Seguito)
Relatore: on. Lo Curto
3) Norme in materia di semplificazione amministrativa e
digitalizzazione della pubblica amministrazione. Disposizioni
varie. (nn. 774-443-485/A) (Seguito)
Relatore: on. Ciancio
4) Norme per l'accesso al lavoro dei non vedenti e dei disabili.
Modifiche alla legge regionale 7 maggio 1976, n. 60. (n. 991/A)
Relatore: on Sammartino
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di interrogazioni
- Con richiesta di risposta orale presentate:
N. 2580 - Iniziative per la salvaguardia dell'integrità del
tracciato e dei luoghi attraversati dalla Targa Florio.
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele
N. 2581 - Iniziativa urgente presso Rete Ferroviaria Italiana
(RFI) sui lavori di realizzazione del raddoppio ferroviario tra
Taormina (ME) e Giardini Naxos (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Calderone Tommaso A.
N. 2583 - Provvedimenti relativi alla mancata trasparenza presso
l'acquedotto consortile 'Biviere' di Monreale (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Economia
Caputo Mario
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- Con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 2582 - Chiarimenti in merito alle proroghe dell'incarico di
Direttore dell'Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Sunseri Luigi; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
N. 2584 - Indagine ispettiva presso il Servizio Commercio del
Comune di Mascali (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Galvagno Gaetano
N. 2585 - Chiarimenti in ordine all'attività ispettiva disposta
dall'Assessorato della salute nei confronti dell'IRCSS oasi di
Troina (EN).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Compagnone Giuseppe; Di Mauro Giovanni; Lentini Salvatore
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di mozioni
N. 628 - Introduzione del servizio dello psicologo delle cure
primarie.
Figuccia Vincenzo; Ragusa Orazio; Catalfamo Antonio
Presentata il 8/03/22
N. 629 - Iniziative urgenti presso il Governo nazionale in
relazione ai disagi viari dovuti ai lavori di realizzazione del
raddoppio ferroviario tra Taormina (ME) e Giardini Naxos (ME).
Calderone Tommaso A.; Lantieri Annunziata Luisa; Ternullo Daniela;
Caputo Mario
Presentata il 9/03/22
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
Note del Gruppo parlamentare Forza Italia