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Resoconto d'Aula della Seduta n. 327 di mercoledì 16 marzo 2022
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   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.38

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto  a
  disposizione  degli  onorevoli  deputati  che  intendano  prenderne
  visione e sarà considerato approvato in assenza di osservazioni  in
  contrario nella presente seduta.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  la  seduta
  odierna,  gli onorevoli Arancio, Catalfamo, Mangiacavallo, Laccoto,
  Cappello e Campo.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

      Comunicazione relativa al Gruppo parlamentare Forza Italia

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute a questa  Presidenza  due
  distinte note.
   Con  la prima, protocollata al n. 1776-ARS/2022 del 16 marzo 2022,
  gli   on.li   deputati  Savona,  Gallo,  Falcone,  Pellegrino   (in
  videoconferenza), La Rocca Ruvolo, Papale e Caputo  dichiarano  che
   a  seguito  di  regolare  convocazione  a  norma  del  Regolamento
  assembleare ( )  nella riunione del 16 marzo 2022 svoltasi  altresì
  con la presenza dell'Assessore regionale Marco Zambuto,  dopo ampio
  e  approfondito confronto si è giunti alla decisione  condivisa  di
  eleggere   l'on.   Mario   Caputo  nuovo  Presidente   del   Gruppo
  Parlamentare di Forza Italia .
   Per contro con la seconda, protocollata al n. 1778-ARS/2022 del 16
  marzo 2022, l'on. Calderone, nell'allegare fra l'altro la sua  nota
  di risposta ai sopracitati deputati componenti del Gruppo, dichiara
  che   per  espressa previsione normativa, l'atto di convocazione  è
  prerogativa del presidente del Gruppo Parlamentare che può avvenire
  su  iniziativa  propria,  ovvero su richiesta  dei  componenti  del
  Gruppo  medesimo (solo nel caso di giustificata inerzia ci  si  può
  rivolgere al Tribunale per chiedere la convocazione ) , assicurando
  in tempi brevi la convocazione del Gruppo con all'ordine del giorno
  la  nomina  del  Capogruppo, concludendo   altresì  nella  nota  di
  accompagnamento  protocollata che  ( ) qualunque  attività  o  atto
  emesso  dai  deputati   autoconvocati  va considerato  tamquam  non
  esset ( ) .
   Ciò premesso, in considerazione del potere-dovere di assicurare il
  buon   andamento   dei   lavori   e   il   regolare   funzionamento
  dell'Assemblea  ex art. 7 Reg. int. ARS, a fronte  della  peculiare
  autonomia    dei   Gruppi   parlamentari   sancita   dalla    Corte
  Costituzionale  per  il profilo squisitamente parlamentare,  nonché
  della natura giuridica privata di associazione non riconosciuta  ai
  sensi  dell'art.  36  del codice civile così  come  statuito  dalla
  suprema  Corte di Cassazione, questa Presidenza non potrà che  fare
  riferimento  alla  persona  dell'attuale  Capogruppo  on.   Tommaso
  Calderone  il  cui  nominativo è stato a  suo  tempo  formalizzato,
  invitando  comunque il Gruppo parlamentare  Forza  Italia   a  fare
  definitiva chiarezza sul proprio assetto interno.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Avverto  che le note sopra citate saranno pubblicate integralmente
  nel resoconto stenografico della presente seduta.


   Seguito  della  discussione del disegno di  legge   Istituzione  e
  disciplina  del  Registro telematico regionale  dei  Comuni  e  dei
  relativi prodotti a denominazione comunale De.Co.  (n. 851/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  passa  al  disegno  di  legge  Istituzione  e  disciplina  del
  Registro telematico regionale dei Comuni e dei relativi prodotti  a
  denominazione   comunale  De.Co.   (n.  851/A).   Invito   la   III
  Commissione a prendere posto nell'apposito banco.
   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Cannata  per  svolgere  la
  relazione.

   CANNATA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  in via preliminare mi preme l'obbligo di ringraziare il Presidente,
  onorevole  Ragusa, i colleghi qui presenti, l'onorevole Foti,  vedo
  l'onorevole   Caputo  e  tutto  il  resto  della  Commissione   che
  all'unanimità ha condiviso il percorso che ha portato oggi  qui  in
  Aula  alla votazione del disegno di legge che prevede l'istituzione
  e  la disciplina del Registro telematico regionale dei Comuni e dei
  relativi prodotti a denominazione comunale De.Co.
   Ciascuno  di noi, nel rappresentare i territori, si fa  interprete
  di  un  enorme  bagaglio di conoscenza relativamente a  prodotti  e
  produzioni tipiche locali, ben sapendo che a tali prodotti,  spesso
  vere e proprie eccellenze, legati alla storia

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE. Ascoltiamo l'onorevole Cannata.

   CANNATA,  relatore  e alle tradizioni dei luoghi di produzione,  è
  mancata una denominazione che li colleghi chiaramente al territorio
  e ne costituisca uno strumento di promozione.
   Al  tal  fine, per soddisfare tale esigenza si propone, attraverso
  il  presente disegno di legge, l'istituzione del Registro regionale
  dei   comuni  con  prodotti  De.Co.,  quale  strumento   idoneo   a
  valorizzare, promuovere e tutelare i prodotti, le produzioni  e  la
  storia che li lega ai luoghi di origine e alla relativa comunità.
   Precisamente  le  norme contenute nel presente  disegno  di  legge
  hanno  come  finalità  principale  la  valorizzazione  di  tutti  i
  prodotti tipici, le attività agroalimentari tradizionali locali che
  costituiscono una risorsa di sicuro valore economico,  culturale  e
  turistico. E' uno strumento di promozione dell'immagine di  ciascun
  comune.
   Il disegno di legge tende, quindi, alla tutela dei costumi e degli
  usi  locali che sono, in diversi casi, strettamente legati e spesso
  originati  a  prodotti  di elevata qualità e che,  tuttavia,  hanno
  limitata rilevanza economica.
   Occorre  riconoscere l'esistenza di un forte interesse dei  Comuni
  alla  conservazione, quindi, di quelle produzioni che sono  tipiche
  dell'espressione della cultura popolare. La denominazione  comunale
  è,  dunque,  un sistema che vuole difendere il locale  rispetto  al
  fenomeno  della  globalizzazione la quale tende ad omogeneizzare  i
  prodotti e i sapori.
   I fenomeni di standardizzazione, omologazione infatti rischiano di
  mortificare  e comprimere le piccole produzioni delle comunità  che
  rappresentano un grande giacimento storico, culturale ed  economico
  della nostra regione.
   Un  importante, quindi, occasione per promuovere beni  e  prodotti
  che  non  hanno  i  requisiti per ottenere  un  marchio  europeo  o
  nazionale,  ma  che possono diventare volano per  nuove  iniziative
  imprenditoriali  offrendo  l'opportunità  di  mantenere   in   vita
  produzioni  locali  e  piatti  che, altrimenti,  rischierebbero  di
  scomparire.
   Occorre  ampliare  la fascia dei consumatori di  tali  prodotti  e
  l'esigenza di conoscere le peculiarità dei nostri comuni.
   La  De.Co., pur non essendo un marchio, è un'attestazione che lega
  un  prodotto o una produzione a un luogo storico di origine  e,  al
  tempo  stesso, costituisce un certificato che acquista un  forte  e
  significativo  valore identitario per una comunità. Rappresenta  un
  riconoscimento concesso dalla locale amministrazione comunale ad un
  bene,  ad  un'attività,  ad un prodotto strettamente  collegato  al
  territorio e alla sua comunità.
   La  procedura  per il rilascio dell'attestazione di  De.Co.  viene
  espletata   dai   comuni  che,  in  attuazione  del   decentramento
  amministrativo,   provvedono  all'istituzione  con   delibera   del
  consiglio  comunale,  su apposita proposta della  giunta  comunale.
  Sono,  pertanto,  i  rappresentanti della comunità  del  territorio
  tutto a voler fortemente legare un prodotto o una produzione a quel
  luogo di origine, nel rispetto della storia e della tradizione.
   Attraverso  l'istituzione delle De.Co., ogni comune, mediante  una
  procedura  semplice  e  lineare, può quindi  conseguire  importanti
  obiettivi:
   rilanciare   e   valorizzare   la   produzione   locale,    legata
  all'agroalimentare,     all'enogastronomia     con      conseguente
  valorizzazione  della  dieta mediterranea  riconosciuta  patrimonio
  culturale  immateriale dell'UNESCO, all'artigianato  e  la  cultura
  storico popolare;
   promuovere il territorio attraverso le sue specificità produttive;
   salvaguardare il patrimonio culturale e le tradizioni  locali  dai
  processi della globalizzazione;
   ottenere  il  censimento  dei prodotti  locali  e  incentivare  il
  marketing territoriale.
   La Regione siciliana, conseguentemente con l'istituzione di questo
  registro,  predispone uno strumento fondamentale  nel  processo  di
  conoscenza e valorizzazione del   Made in Sicily'.
   Nel dettaglio, con l'articolo 1 sono enunciate le finalità per cui
  si propone l'istituzione delle Denominazioni Comunali.
   All'articolo 2 si definisce la natura dell'attestazione De.Co.,  e
  si forniscono le nozioni di prodotto tipico e prodotto tradizionale
  locale.
   Con  l'articolo 3 viene istituito, presso l'Assessorato  regionale
  per le attività produttive, il Registro regionale prodotti De.Co. e
  si assegna il termine di 120 giorni per predisporre, da parte dello
  stesso assessorato, tutti gli adempimenti.
   Con l'articolo 4 vengono previste iniziative per la diffusione del
  registro  e  con l'articolo 5 si completa prevedendo, appunto,  che
  non  vi  siano  oneri  nuovi a carico del bilancio.  Ma,  comunque,
  questa è la norma finale.
   Presidente, ho concluso.

   PRESIDENTE.  Ci  sono altri interventi in ordine alla  discussione
   generale? Non ce ne sono. Votiamo il passaggio

   LANTIERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LANTIERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche  io  avevo
  presentato un disegno di legge
   che,  identificato al numero 1036 che riguarda la stessa  materia,
  però non è stato enunciato. Se si poteva vedere.

   PRESIDENTE. Vuole aggiungere la firma a questo disegno di legge?

   LANTIERI. Perfetto. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Votiamo il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                «Art. 1
                               Finalità

   1. La Regione siciliana promuove l'istituzione delle denominazioni
  comunali, (De.Co.), quale strumento per la salvaguardia, la  tutela
  e la diffusione delle produzioni agroalimentari ed enogastronomiche
  territoriali, dell'artigianato, della biodiversità, nonché  per  la
  difesa  della  storia, delle tradizioni e dei saperi  locali  e  la
  promozione  delle  specificità storiche e culturali  dei  territori
  comunali.
   2.  La De.Co. non è un marchio di qualità o di certificazione.  Le
  denominazioni comunali sono istituite e disciplinate nell'esercizio
  delle  funzioni proprie dei Comuni indicate all'articolo 118, comma
  2,  Cost. e all'articolo 2 della legge regionale 23 dicembre  2000,
  n. 30 recante:  Norme sull'ordinamento degli enti locali .
   3.  Nel rispetto della normativa europea e nazionale in materia di
  protezione  delle Indicazioni Geografiche e delle denominazioni  di
  origine  dei  prodotti  agricoli e alimentari,  la  presente  legge
  promuove   la  conoscenza,  mediante  l'istituzione  del   Registro
  regionale  di  cui  al  successivo articolo 3,  dei  Comuni  e  dei
  relativi prodotti a denominale comunale.
   4.  Non  possono  essere inclusi nel Registro regionale  De.Co.  i
  prodotti   interessati  da  indicazioni  geografiche  (DOP-IGP-STG)
  nonché  i prodotti inseriti nell'elenco di cui all'articolo  8  del
  decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173 (Disposizioni in materia
  di  contenimento  dei  costi  di produzione  per  il  rafforzamento
  strutturale delle imprese agricole, a norma dell'articolo 55, commi
  14  e  15,  della  legge 27 dicembre 1997, n.  449).  Nel  caso  di
  riconoscimento  europeo di un prodotto De.Co., nonché  in  caso  di
  iscrizione  nell'elenco di cui al predetto articolo 8 del  d.  lgs.
  173/1998, la denominazione comunale decade automaticamente».

   Non  ci  sono  emendamenti. Lo pongo in votazione  con  il  parere
  favorevole della Commissione e del Governo. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                «Art. 2
                              Definizione

   1.  La  denominazione  comunale  De.Co.,  è  una  attestazione  di
  identità   territoriale,  deliberata  dal  Consiglio  comunale   su
  proposta  della  Giunta  comunale, che individua  l'origine  ed  il
  legame  storico  culturale  di  un  determinato  prodotto  con   il
  territorio comunale.

   2.  Ai  fini  della  presente legge si intendono  per  prodotti  a
  denominazione comunale:

   a)  i   prodotti  tipici ,  cioè quelli  in  cui  si  realizza  la
  concomitanza   di   fattori   riconducibili   alla   localizzazione
  geografica  dell'area  di produzione o alle  relative  tecniche  di
  preparazione.  Tale  prodotto può derivare  da  attività  agricola,
  zootecnica,  pesca artigianale o dalla lavorazione e trasformazione
  di  prodotti derivanti dalle stesse attività, ottenuto o realizzato
  sul territorio comunale, secondo modalità consolidate nei costumi e
  nelle  consuetudini locali, anche mediante tecniche innovative  che
  ne costituiscono il naturale sviluppo e aggiornamento. Per prodotto
  tipico  si  può intendere una ricetta o un prodotto ad alto  valore
  storico della tradizione locale;

   b) i  prodotti tradizionali locali , cioè quelli caratterizzati da
  metodi di lavorazione e trasformazione praticate su un territorio e
  consolidate  nel  tempo,  per un periodo  non  inferiore  ai  venti
  anni.».

   Comunico che non sono stati presentati emendamenti. Con il  parere
  favorevole  della Commissione e del Governo lo pongo in  votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                «Art. 3
        Registro regionale telematico dei Comuni e dei relativi
               prodotti a denominazione comunale De.Co.

   1.  E'  istituito presso l'Assessorato regionale dell'agricoltura,
  dello  sviluppo  rurale  e  della pesca  mediterranea  il  registro
  telematico  dei  Comuni  e  dei relativi prodotti  a  denominazione
  comunale  De.Co.  (di  seguito  registro  regionale  De.Co.)  della
  Regione  siciliana nel quale vengono iscritti i Comuni e i relativi
  prodotti che ottengono il riconoscimento di De.Co..

   2.  Entro 120 giorni dall'entrata in vigore della presente  legge,
  l'Assessore  regionale per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea  con  proprio decreto,  sentita  la  competente
  Commissione   legislativa   dell'Assemblea   regionale   siciliana,
  provvede a:

   a)   individuare   gli   Uffici   dell'Amministrazione   regionale
  incaricati  della  tenuta del registro regionale dei  prodotti  De.
  Co.;

   b)  definire  le  sezioni  e  i  campi  informativi  del  registro
  regionale De.Co.;

   c)  definire  le  procedure di iscrizione  al  registro  regionale
  De.Co. e per l'aggiornamento dello stesso;

   d)   indicare,  al  fine  di  offrire  orientamenti  a  tutte   le
  amministrazioni  comunali,  procedure omogenee  per  l'attribuzione
  delle denominazioni comunali. A tal fine, il decreto definisce  gli
  adempimenti  che  i  comuni richiedono per il riconoscimento  delle
  denominazioni  comunali  e  indica i modelli  dei  disciplinari  di
  produzione da adottare per ottenere il riconoscimento di prodotto a
  denominazione comunale;

   e)  istituire  apposita sezione nella quale  vengono  iscritte  le
  denominazioni  comunali già disciplinate dai comuni  alla  data  di
  entrata in vigore della presente legge;

   f)  istituire  apposita sezione nella quale  vengono  iscritte  le
  denominazioni   comunali  aventi  valenza  e  area  di   produzione
  intercomunale in territori limitrofi;

   g)  indicare  la  forma  grafica del logo del  registro  regionale
  De.Co. e a stabilirne le regole per la sua concessione;

   h) definire le modalità di diffusione informativa e promozione del
  registro regionale De.Co.;

   i)  individuare le strategie di comunicazione atte a promuovere  i
  prodotti iscritti nel registro regionale De.Co.;

   l)  definire  gli ambiti di possibile conflitto con le  Produzioni
  agroalimentari  tradizionali (P.A.T.) nel caso di  concomitanza  di
  riconoscimento e le modalità di superamento degli stessi.».

   Con il parere favorevole della Commissione e del Governo, lo pongo
  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                                «Art.4
       Iniziative per la diffusione e la promozione dei prodotti
           iscritti al Registro regionale telematico De. Co.

   1. La Regione siciliana, nel perseguire le finalità della presente
  legge,  valorizza i prodotti De.Co. iscritti nel Registro regionale
  telematico  di  cui  all'articolo 3, testimonianza  del  territorio
  siciliano.».

   Con il parere favorevole della Commissione e del Governo, lo pongo
  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

    Comunico  che  è stato presentato un emendamento  aggiuntivo  che
  invito gli Uffici a distribuire.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  io  leggo  un emendamento A2  e  un  emendamento  5.1.
  Intanto,  vorrei  sapere  se  abbiamo finito  con  gli  emendamenti
  aggiuntivi  che  non sono passati dalle Commissioni  oppure  se  ne
  arriverà qualche altro, in maniera che mi possa preparare.  Mi  può
  dare intanto una risposta, Presidente?

   PRESIDENTE. Assessore Cordaro, abbiamo solo questo.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Benissimo.
  Questo  già  è  un  dato  di certezza per il Parlamento.  Dopodiché
  sull'emendamento  A2,  signor  Presidente,  io  obiettivamente  non
  avendolo  mai visto prima di questo momento vorrei avere il  tempo,
  anche  perché non so neanche che tipo di materia tratta e se tratta
  le  mie  materie di pertinenza, se è attinente al disegno di  legge
  che si sta votando, non ho la più pallida idea.
   Quindi,  signor  Presidente, le chiedo una sospensione  almeno  di
  mezz'ora  per  capire di cosa stiamo parlando ed eventualmente  per
  fare intervenire l'Assessore competente.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, Assessori, colleghi, parlo da deputato  e
  componente del mio Gruppo parlamentare ma, chiaramente, anche  come
  sua omologa nel ruolo di gestione dell'Aula per quando presiedo.
   Vorrei sottolineare che la trattazione del disegno di legge  sulle
  De.Co., che chiaramente voterò favorevolmente, è materia totalmente
  ultronea da questo aggiuntivo e dalle disposizioni che già da tempo
  abbiamo  in  quest'Aula,  che in materia perentoria  nel  ruolo  di
  Presidente  ci  atteniamo  a esercitare nonostante  a  volte  siano
  richieste urgenti, necessarie o altro siamo stati sempre indotti  a
  rifiutarne  la distribuzione e prima della distribuzione  trattarli
  eventualmente   in   una   Capigruppo.   Chiaramente,   dalla   mia
  Commissione   Attività  produttive  questo  emendamento  abbastanza
  corposo non è passato.
   Chiederei  dei chiarimenti all'Assessore al ramo o ai presentatori
  per  illustrarlo  e  capire se in passato  è  stato  presentato  in
  qualche Commissione e magari è stato trattato.
   Quindi, io le chiedo di non trattare questo argomento, quanto meno
  di  sospendere i lavori per potere avere anche con i nostri Uffici,
  con  i  miei  collaboratori il modo di potere valutare la  proposta
  emendativa.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI.   Grazie,  Presidente.  Vista  la  materia   particolare
  dell'emendamento,  credo che un approfondimento  sia  assolutamente
  d'obbligo,  arrivo  a  dire che forse sarebbe d'obbligo  anche  una
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari  immediata  per
  capire  qual  è  l'intendimento dei Gruppi parlamentari,  perché  è
  ovvio  che se dovesse passare la possibilità di far portare  avanti
  questo  tipo  di  materia in un disegno di legge che,  chiedo  agli
  Uffici  se c'è una minima attinenza, probabilmente si aprirebbe  un
  varco che nella prossima Finanziaria, probabilmente, determinerebbe
  molti, molti problemi sia in Commissione che in Aula perché, a  mia
  memoria, nelle ultime due Legislature mai un emendamento del genere
  era stato reso ammissibile durante i lavori parlamentari. Grazie.

   PRESIDENTE. Ci sono altri interventi?

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.  Signor  Presidente, soltanto per capirlo  meglio,  vorrei
  anche che potesse essere illustrato. Vedo come primo firmatario non
  so  se  l'onorevole  Fava  o l'onorevole  Calderone  o  l'onorevole
  Lentini,  non  so  chi è il primo tra i firmatari. Presidente,  per
  capire se possiamo procedere con questo emendamento che capisco che
  tende  a  bloccare le nomine fino ad oggi fatte,  quindi,  anche  i
  sottoscrittori

   PRESIDENTE. Onorevole Aricò

   ARICO'. Allora, lei lo sa meglio di me, quindi probabilmente  l'ha
  studiato

   PRESIDENTE.  L'ho studiato perché dovevo leggerlo  per  sapere  se
  ammissibile o meno, per questo non per altro

   ARICO'.  Sì,  ma  io che gli ho dato un'occhiata velocemente  devo
  dire  che  ancora  lo vorrei comprendere meglio, Presidente,  anche
  perché  non  mi sembra materia attinente al disegno  di  legge  che
  stiamo  votando e, quindi, Presidente vorrei capire  anche  se  gli
  Uffici,  se  il Segretario generale ritiene che sia ammissibile  un
  emendamento di questo tipo che non sia passato nelle Commissioni di
  competenza, non so se le Commissioni sono la I Commissione o  altra
  Commissione.
   Poi, Presidente, le chiedo formalmente una cosa: la Conferenza dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari la dobbiamo continuare a fare  o
  evitiamo  di  riunirla  d'ora  in poi?  Perché  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari per questa sessione non è  stata
  convocata  e  gradirei, Presidente, formalmente  che  visto  che  i
  lavori  d'Aula l'Ufficio di Presidenza li deve decidere  una  volta
  convocata la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, per
  capire  se è intenzione della Presidenza convocare d'ora in poi  la
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari  o  fare  delle
  riunioni informali per decidere i lavori d'Aula. Grazie.

   AMATA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AMATA.  Grazie,  Presidente,  semplicemente  per  ribadire  quanto
  detto  già  da altri colleghi e cioè che questo emendamento  non  è
  assolutamente,  a mio modo di vedere, assimilabile  al  disegno  di
  legge  che  stiamo  trattando peraltro  è  una  materia  abbastanza
  complessa  e,  quindi, le chiedo a nome del Gruppo parlamentare  di
  Fratelli  d'Italia  una  sospensione d'Aula  comunque  per  poterlo
  quanto  meno  leggere, visto che alla nostra attenzione  giunge  in
  questo  momento.  Peraltro, ritengo che,  qualora  la  prima  parte
  dell'emendamento  possa essere trattata non  oggi,  ripeto,  perché
  questo  disegno di legge non lo consente a mio modo di  vedere,  ma
  anche  in un altro momento sicuramente la seconda parte, il secondo
  articolo non mi sembra assolutamente perseguibile, quindi, potrebbe
  essere impugnabile.
   Per  cui,  le chiedo una sospensione dei lavori d'Aula per  potere
  conferire  con il mio Gruppo parlamentare e leggere con  attenzione
  questo emendamento che è abbastanza articolato. Grazie.

   PRESIDENTE.  Qualche  altro  chiede di intervenire?  Qualcuno  dei
  firmatari intende illustrare questo emendamento?

   CALDERONE. Votiamo, Presidente.

   PRESIDENTE. Calma  Calma  Come dice, onorevole Calderone  Parli al
  microfono, scusi, non ho capito.

   CALDERONE. La invito a passare alle operazioni di voto.

   PRESIDENTE.  Allora, onorevoli colleghi, ci sono dieci  minuti  di
  sospensione perché i colleghi debbono leggere attentamente la norma
  ed anche comprendere il riferimento

                     (Intervento fuori microfono)

  PRESIDENTE. Lascia perdere, non ti preoccupare.
  La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 17.10.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.00, è ripresa alle ore 17.10)

  La seduta è ripresa.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, io sono venuto in Aula con un  ordine
  del giorno ben preciso.

   PRESIDENTE. Si può togliere per favore la mascherina?  Perché  non
  si sente bene.

   ASSENZA. Mi autorizza lei, lo faccio. Dicevo, sono venuto in Aula,
  così  come  gli altri colleghi, per discutere un ordine del  giorno
  ben  prefissato.  Nell'ambito di questo ordine  del  giorno,  si  è
  deciso  di  dedicare  l'attenzione di  quest'Aula  parlamentare  al
  disegno di legge che riguarda il Registro telematico regionale  dei
  Comuni  e  i  relativi  prodotti a denominazione  comunale  De.Co,,
  disegno  di  legge che è stato regolarmente elaborato,  presentato,
  elaborato, emendato, discusso, nella III Commissione, quella  delle
  attività  produttive, presieduta dall'onorevole Ragusa,  e  che  ha
  completato il suo iter approdando oggi in Aula.
   Oggi  in Aula non troviamo emendamenti su questo testo e su questa
  materia,  ma  troviamo un emendamento aggiuntivo  che  la  Signoria
  Vostra,  che  presiede autorevolmente oggi quest'Aula mi  spiegherà
  che attinenza abbia e in che modo possa collegarsi a questo disegno
  di legge.
   Non  solo,  signor  Presidente, però, se  questa  nostra  attività
  parlamentare  ha  un  senso, le consuetudini diventano  legge,  che
  regolano l'attività parlamentare e, quindi, ricordo a me stesso che
  tutte  gli  emendamenti che sono, non solo fuori  testo,  ma  fuori
  materia, per prassi consolidata, che quindi, diventa normativamente
  obbligatoria, vengono rimandati alle Commissioni di merito, che  mi
  perdoni,  in  questo  caso,  non  è sicuramente  la  III,  attività
  produttive, semmai la I, quella degli affari istituzionali, di  cui
  lei  fa  autorevolmente parte, come anche io, sia pure  con  minore
  autorevolezza   della  sua,  che  dovrà  esaminarla,  eventualmente
  discuterla,  emendarla,  e nel caso approvarla,  per  poi  portarla
  all'attenzione di quest'Aula.
   Io  chiedo,  quindi,  che  con  tutta  serenità  non  si  vogliano
  stravolgere  quelli  che sono i capisaldi di una  normale  attività
  dialettica che, però, non può mai trascendere, perché oggi il clima
  da  occupazione  militare di quest'Aula non mi piace assolutamente.
  Gli  inviti  a  votare senza dibattito men che meno, gli  inviti  a
  troncare qualsiasi attività che non sia quella normale che ciascuno
  di  noi  è  tenuto  a  fare  per onorare appieno  il  suo  mandato,
  veramente è una brutta atmosfera quella che stiamo vivendo qui, non
  è da questo Parlamento.
   Allora,  signor Presidente, un po' di ragionevolezza, il  rispetto
  delle   regole.   Questo  emendamento  lei   lo   deve   dichiarare
  inammissibile   tout  court , perché non ha nessuna  attinenza  con
  l'argomento di cui ci stiamo occupando. Può anche - se lo ritiene -
  stralciarlo,  mandarlo alla Commissione per il suo esame,  dopo  di
  che  se  ne  discuterà,  si approfondirà  e  quant'altro.  E,  poi,
  credetemi,  e  lo  dico a  denti stretti : se lo scopo  che  volete
  ottenere è quello di cui si parla nei giornali, allora, non l'avete
  nemmeno saputo scrivere. Grazie, signor Presidente.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto,  volevo
  preannunciare   nel   merito  la  mia  volontà   di   sottoscrivere
  l'emendamento.   Nel   merito,   infatti,   condivido    pienamente
  l'emendamento.  E  ritengo che anche il  Governo  ritenga  che  sia
  assolutamente  in  linea con un'azione di politica  di  trasparenza
  sulle  nomine che questo Governo ha fatto a più alti livelli, com'è
  stato  -  tra l'altro - riconosciuto anche da autorevoli  esponenti
  del  Governo  nazionale  che  non appartengono  alla  compagine  di
  Governo  regionale.  È stato riconosciuto per diversi  sottogoverni
  che.  in  questi  anni hanno cambiato volto alle partecipate,  alle
  società  di  questa Regione siciliana. Per cui è in dubbio  che  il
  Governo Musumeci  io me ne faccio interprete, ma sono convinta  che
  se   gli   assessori  avessero  il  tempo  di  studiare  il  merito
  dell'emendamento condividerebbero, come condivido io, la  bontà  di
  questo emendamento.
   L'unica  cosa  che  sottoscrivo,  insieme  ai  colleghi  che  sono
  intervenuti  prima,  è  che  proprio perché  questo  emendamento  è
  assolutamente  da  condividere da parte  di  tutti,  maggioranza  e
  opposizione, compreso il Movimento che ho l'onore di rappresentare,
  quindi, il Movimento  DiventeràBellissima , è opportuno che  faccia
  un  percorso che sia dignitoso rispetto alle regole parlamentari  e
  non all'interno di un disegno di legge che tutti noi abbiamo voluto
  e  abbiamo  sostenuto  in  III Commissione,  e  poi  in  Aula,  che
  riguarda, e ha giustamente e deve avere risonanza anche esterna,  i
  prodotti di denominazione comunale.
   Un  percorso che ha visto protagonista la collega Cannata, ma  che
  ha  condiviso  con tutti noi deputati. Quindi, le  chiedo,  ma  con
  grande  rispetto  per  la  volontà dei  colleghi  che  -  ripeto  -
  condivido, per cui chiedo di apporre anche la mia firma, che questo
  emendamento  faccia  un  percorso che sia  sano  nel  rispetto  del
  Regolamento  dell'Assemblea, nel rispetto dell'ascolto delle  altre
  voci, comprese quelle del Governo, che non ho avuto il tempo ed  il
  modo  di  conoscere,  se  non   fuorisacco ,  senza  passare  dalla
  Commissione ed in un disegno di legge che è materia diversa.
   Se  lei,  quindi, ha la bontà, com'è stato fatto  anche  in  molte
  altre  circostanze,  in questi quattro anni,  di  rimandarlo  nella
  Commissione di merito, che credo sia la I, sono certa che  anche  i
  colleghi la miglioreranno, lo sottoscriveranno e verrà qui in  Aula
  condiviso da tutti. Grazie, signor Presidente.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  sottoscrivo
  questo  emendamento  che, chiaramente più che  avere  un'importanza
  politica  in  questo momento ha anche un'importanza tecnica,  visto
  che,   come   anche   altri  colleghi  della  maggioranza,   stanno
  sottolineando  le diverse sentenze che parlano della  necessità  di
  rimettere ordine a questa materia, probabilmente, con una norma, ad
  esempio, sulle varie società ed enti, non è soltanto nell'ambito di
  una società di trasporto, oltre che nell'ambito sanitario.
   Si  tratta, appunto, di superare la questione fiduciaria, che deve
  riguardare  soltanto  i dirigenti generali a strettissimo  contatto
  con gli assessori. Quindi, questa cosa dovrebbe valere in generale,
  non  soltanto  per  gli  ultimi  mesi.  Non  si  può  che  firmare,
  sottoscrivere  e  votare  quest'emendamento.  Sottoscrivo,  quindi,
  anch'io lo stesso. Grazie.
   ARICO'. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando ho preso  la
  parola   perplesso  su  questo  emendamento,  soprattutto  per   la
  legittimità  dell'emendamento stesso, perché rileggendo  l'articolo
  112  del  Regolamento  interno, al comma 3, recita  così:   Possono
  essere  presentati  emendamenti strettamente attinenti  all'oggetto
  del  disegno di legge in discussione. Tali condizioni si  applicano
  anche  alla presentazione di emendamenti da parte della commissione
  e del Governo. , cosa che di fatto non c'è stata, né da parte della
  Commissione, né dal Governo.
   Però,   essendo  un  grande  sponsor  del  Governo  Musumeci   fin
  dall'inizio   della  legislatura,  da  quando  ha  incominciato   a
  lavorare,  non  posso che apprezzare questo genere  di  emendamento
  perché  i  sottoscrittori e tutti i Gruppi parlamentari,  anche  di
  opposizione,  che hanno voluto sottoscrivere questo emendamento,  e
  mi  fa  piacere,  hanno voluto cristallizzare, in parte,  tutte  le
  nomine  fino  ad  oggi fatte dal Governo Musumeci e dal  Presidente
  della  Regione  e,  ad  oggi, possiamo soltanto  constatare  questo
  grande  apprezzamento del buon lavoro condotto  dai  soggetti  che,
  fino  ad  oggi,  hanno  guidato  i ruoli  chiave  del  sottogoverno
  regionale,  delle  aziende, dei consorzi,  delle  agenzie,  sia  di
  diritto pubblico che di diritto privato.
   Signor  Presidente,  il  nostro  Gruppo  parlamentare,  quindi,  è
  assolutamente   favorevole;  ci  dispiace  che   una   legge   così
  importante,  che avrebbe dovuto essere dibattuta nelle  commissioni
  di  competenza sia arrivata con un emendamento così, volante, senza
  discussioni   preliminari,   perché  anche   noi   avremmo   voluto
  partecipare alla stesura di questo testo.
   Quindi,  signor  Presidente, voteremo  favorevolmente,  però,  che
  rimanga agli atti quanto detto sulla legittimità del testo che  noi
  stiamo  approvando, perché, di fatto, stiamo creando un  precedente
  anche pericoloso per il buon andamento dei lavori da qui a seguire.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI. Signor Presidente, grazie per la parola. Io, come  dire,
  chiedo  agli  Uffici  i  profili  economici,  da  componente  della
  Commissione  Bilancio ...

   PRESIDENTE.   Onorevole   Tancredi,  l'emendamento   lo   dichiara
  ammissibile la Presidenza, gli Uffici non c'entrano.

   TANCREDI. Sì, io chiedo il profilo economico

   PRESIDENTE. Ma non possono rispondere gli Uffici.

   TANCREDI  e chiedo l'ammissibilità sotto il profilo costituzionale
  di questo emendamento, perché voglio che gli Uffici mi spieghino la
  funzionalità  di  questo  emendamento  rispetto  a  quello  che   è
  costituzionalmente garantito nell'attività amministrativa.
   Lo  chiedo  per  un  motivo molto semplice,  perché,  in  passato,
  purtroppo,  le attività d'Aula fatte con emendamenti volanti  hanno
  visto  delle impugnative che hanno ridotto di molto, come dire,  la
  considerazione che questo Parlamento ha avuto a livello  nazionale.
  Vorrei evitare di incorrere in un'altra impugnativa.

   PRESIDENTE.  Onorevole Tancredi, l'emendamento lo dichiara  questa
  Presidenza che è ammissibile e costituzionale.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO   GIUDICE.  Grazie.  Signor  Presidente,  Assessori,  onorevoli
  colleghi, io sono tra i sottoscrittori di questo emendamento e  non
  poteva essere altrimenti, al di là di quella che è la mia posizione
  rispetto al proponente, che è l'onorevole Tommaso Calderone,  siamo
  distinti  e  distanti, per carità di Dio, però, le  norme  di  buon
  senso,  senza  alcun  dubbio,  devono essere  sostenute,  votate  e
  portate avanti. E di questo non vi è alcun dubbio.
   Esprimo  anche  la mia assoluta solidarietà all'onorevole  Tommaso
  Calderone,  nella sua qualità di Presidente di Gruppo parlamentare,
  prima, oggi non lo è più, perché ritengo che...

                     (Intervento fuori microfono)

   LO GIUDICE. No? Lo è ancora.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lo Giudice, lei è arrivato in  ritardo;  ho
  fatto comunicazione adeguata a chiarire l'episodio.
   Onorevole Lo Giudice, concluda, per favore.

   LO  GIUDICE.  Signor Presidente, non concludo,  ho  iniziato  ora,
  quindi, non concludo; mi faccia intervenire.
   Stavo  dicendo che esprimo, comunque, la solidarietà all'onorevole
  Calderone, e lo ribadisco, per quelli che sono stati gli eventi che
  si  sono succeduti nelle ultime ore, che sicuramente non riguardano
  il mio partito, ma che ritengo non siano assolutamente edificanti.
   Beh, rispetto a questa norma, però, prendo atto di un fatto che  è
  bello oggi vedere che la norma sia condivisa non solo da quelli che
  sono gli esponenti, i presentatori, non solo da quelli che sono gli
  esponenti  dell'opposizione, com'è giusto che  sia,  ma  anche  dai
  componenti della maggioranza.
   Certo,  mi verrebbe da chiedere, però, anche quello che è accaduto
  in  questi  anni e se effettivamente si è operato in tal senso.  Mi
  viene  da pensare a Troina e a qualche altro posto dove sicuramente
  le azioni che si sono portate avanti dal Governo regionale non sono
  sicuramente  edificanti  e  non si muovono  sicuramente  in  questa
  direzione  e siccome bisogna essere seri, soprattutto nei confronti
  della Sicilia e dei siciliani, vede, caro Presidente, oggi dire che
  siamo  tutti  d'accordo, a pochi mesi dalle elezioni, è  bello,  fa
  piacere,  lo  condividiamo tutti - per carità di Dio -  però,  allo
  stesso tempo, dovremmo avere anche la bontà di ricordarci la storia
  e quello che si è succeduto nei tempi e negli eventi.
   Se  questa norma oggi è una norma di buon senso lo è semplicemente
  per  un fatto, perché allo stato attuale andare a modificare quello
  che è l'assetto originario e, quindi, andare a modificare Direttori
  generali  e  quant'altro  di vari enti, a  sei,  sette  mesi  dalle
  elezioni, rappresenta una sorta di shopping elettorale che credo la
  Sicilia oggi debba assolutamente risparmiarsi.
   Per  questo  motivo,  signor  Presidente,  annuncio  il  mio  voto
  favorevole all'emendamento che anch'io ho sottoscritto.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lo Giudice.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Pagana.

   PAGANA.  Grazie,  signor  Presidente. E, allora,  intanto,  volevo
  ringraziare la III Commissione e l'onorevole Cannata, in qualità di
  relatrice  di  questo  disegno  di legge  che  stiamo  per  votare,
  sull'istituzione del Registro telematico dei Comuni e dei  relativi
  prodotti a denominazione comunale De.Co.
   E'  un  grande passo avanti. Questo Parlamento in questa occasione
  ha  dimostrato di essere vicino ai cittadini siciliani,  di  essere
  vicino  alle Amministrazioni comunali che tra le mani hanno veri  e
  propri  tesori, vere e proprie eccellenze da promuovere e,  quindi,
  la  politica da una mano ai cittadini, ma se facciamo parlare  bene
  di  noi,  allo  stesso tempo, riusciamo ad infilare  nel  testo  un
  qualcosa  che non c'entra assolutamente niente, quindi,  a  saperlo
  prima, avrei presentato anche un emendamento aggiuntivo che avrebbe
  riguardato, non so, tante delle numerosissime questioni  che  siamo
  chiamati ad affrontare. Peccato, appunto, che non lo sapevo  prima;
  mi  ero  illusa che un emendamento dovesse essere attinente  ad  un
  testo  di  legge, mi ero illusa che un emendamento  dovesse  essere
  discusso  prima nelle Commissioni di merito e poi in Aula,  dovesse
  essere  affrontato da tutti, studiato, ponderato, dibattuto  perché
  questa è un'Aula in cui si dibatte nel merito e, invece, assistiamo
  a questa simpatica, ecco, scena.
   Chiaramente  è un emendamento che abbiamo letto con attenzione  e,
  naturalmente,  voteremo  un  emendamento   mi  fa  piacere  che  il
  Presidente  Micciché,  Presidente Di Mauro mi  fa  piacere  che  il
  Presidente  Micciché resti dietro lo scranno e decida - poi  magari
  vorrei  capire  perché  -  di non presiedere  stando,  appunto,  là
  dietro,  nonostante abbiamo qualche elemento, ecco,  per  esprimere
  perplessità

                           (Brusìo in Aula)

   Signor Presidente, però, così è impossibile

   PRESIDENTE.   Ha  ragione.  Onorevole  D'Agostino,   per   favore,
  colleghi, ascoltiamo l'onorevole Pagana che interviene.

   PAGANA.  Quindi,  abbiamo  chiaramente qualche  perplessità  sulla
  costituzionalità o meno di questo emendamento.
   Detto  ciò,  che  molti dei ruoli apicali nelle partecipate  della
  Regione  possano  essere mantenuti, perché no? Ci sono  profili  di
  alto livello. Chiaramente sono stati riconosciuti anche da tutti  i
  deputati   che   hanno  firmato,  sottoscritto  e   difeso   questo
  emendamento.
   Poi,  signor Presidente, sui giornali, purtroppo, ne abbiamo lette
  di  ogni  su  questo blocca nomine, che addirittura  entrerebbe  in
  vigore già da subito, ma tutte queste polemiche, ecco, non sfiorano
  me, non sfiorano chiaramente i deputati, perché, si sa, gli antichi
  avevano  sempre ragione, e uno dei detti antichi a cui  sono  molto
  affezionata è  U lupu di mala cuscenza comu opera pensa  . Grazie.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  io  desidero rassegnare all'Aula il convincimento  del
  Governo  circa  la bontà nel merito dell'emendamento  che  è  stato
  presentato.
   Mi  fa  specie però - lo devo dire, perché ho avuto difficoltà,  e
  ancora  ora  non  lo  comprendo - signor Presidente,  però  se  lei
  riterrà  di  metterlo  al voto, è chiaro che i  rappresentanti  del
  Governo voteranno favorevolmente, il tema legato al secondo  comma,
  perché nessuno ce l'ha spiegato obiettivamente. Siccome si fa  solo
  riferimento  a  delle leggi, se qualcuno ce lo spiegasse  io  sarei
  grato, anche perché resterebbe agli atti.
   Evidentemente, onorevoli colleghi, questo disegno di legge, questo
  emendamento, è la prova più lampante, direi plastica,  della  bontà
  delle    nomine   del   Governo   Musumeci   perché,    altrettanto
  evidentemente,  se l'Aula desidera con questo voto che  coloro  che
  sono stati nominati restino fino alla fine di questa Legislatura, è
  perché sono certi anche in prospettiva che hanno bene operato e che
  continueranno a farlo fino alla fine di questa Legislatura. L'unica
  cosa che mi sento di dire, signor Presidente, e lo lascio alla  sua
  valutazione.
   Ferma restando la bontà quindi nel merito, nel metodo è giusto che
  io  dica che noi oggi scriviamo una pagina. E siccome questa pagina
  la gestisce - come ha correttamente detto rispondendo all'onorevole
  Tancredi,  il  Presidente dell'Assemblea pro  tempore  -  questa  è
  pagina  macchiata, perché nulla sarebbe cambiato se non l'unanimità
  del  voto se questo emendamento, seguendo il percorso istituzionale
  corretto, fosse andato nella Commissione di merito.
   Ricordo  al  Presidente  e  a  tutti i  colleghi  che  perfino  un
  emendamento  presentato dal Governo nei termini che riguardava  una
  modifica richiesta dalla Corte costituzionale, un mese fa onorevoli
  colleghi, e su cui tutti eravamo d'accordo, non fu fatta votare dal
  Presidente Micciché, che mi dispiace non ci sia, ma la figura della
  Presidenza  è impersonale, perché non era passata dalla Commissione
  di merito.
   Un altro emendamento che riguardava un'indicazione tassativa della
  Corte dei conti con le stesse ragioni, perché non era passato dalla
  Commissione di merito, non fu fatto votare dal Presidente Micciché,
  e fu approvato la settimana dopo.
   Vorrei che fosse chiaro, e vorrei che restasse agli atti quindi la
  posizione del Governo che nel merito è assolutamente d'accordo  con
  questo  emendamento, perché è un emendamento di trasparenza che  ci
  vede promotori, e bene ha detto l'onorevole Savarino, ma il metodo,
  colleghi,   quello  ce  lo  portiamo  per  sempre,  perché   questo
  emendamento,  e  con  queste firme, resteranno  nella  storia,  non
  soltanto   di  questa  Legislatura,  ma  nella  storia  di   questo
  Parlamento.
   Quindi,   io   mi  rimetto  alla  decisione  che  conosco   essere
  assolutamente inappellabile del Presidente. Qualora lei lo  decida,
  lo faccia votare, voterò a favore, ma resterà agli atti il percorso
  che poteva e che ancora può essere corretto e gestito meglio.
   Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Passiamo alla votazione. Allora, onorevoli  colleghi,
  abbiamo  concluso  con  il Governo perché  nessuno  ha  chiesto  di
  intervenire.
   Con   il   voto   favorevole  del  Governo  pongo   in   votazione
  l'emendamento A 2. Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario
  si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa all'emendamento 5.1, sostitutivo dell'articolo 5, che  è
  l'entrata in vigore della norma.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa alla votazione finale.

   ARICO'. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poco fa l'ha fatta la dichiarazione  di
  voto. Comunque, la ripeta. Con piacere l'ascolteremo.

   ARICO'.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi avevamo  posto
  dei  quesiti.  La  bontà  dell'emendamento politicamente  l'abbiamo
  sostenuta,  l'abbiamo  votato. Eravamo  tutti  d'accordo.  Però  mi
  farebbe    piacere    ribadire   un    concetto,    quello    della
  costituzionalità.   L'ha  sollevato  prima  l'onorevole   Tancredi,
  facendo  riferimento all'articolo 97 della Costituzione,  e  vorrei
  che  gli  Uffici  potessero verbalizzare quanto  sto  leggendo:   I
  pubblici  uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge  in
  modo  che  siano  assicurati  il buon  andamento  e  l'imparzialità
  dell'amministrazione.   Nell'ordinamento    degli    uffici    sono
  determinate   le  sfere  di  competenza,  le  attribuzioni   e   le
  responsabilità proprie dei funzionari'.
   Quindi,  rispetto  a  quanto abbiamo  votato  -  posto  che  siamo
  estremamente favorevoli al testo e anche all'emendamento  -  vorrei
  che questo quesito che pongo, che ho posto io ora e qualche collega
  precedentemente,  fosse scritto a verbale per  le  valutazioni  che
  faremo successivamente.

   PRESIDENTE.  Allora, per quanto riguarda la questione  relativa  a
  questo emendamento, mi corre l'obbligo fare qualche chiarimento.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE. No, la prego, onorevole Cracolici. Siccome qui si dice
  una  cosa ad inizio di seduta poi, pian pianino, si cambia,  adesso
  siamo tutti favorevoli, però si tira fuori una costituzionalità.
   Dico  all'onorevole  Aricò, all'onorevole Tancredi  e  agli  altri
  onorevoli  che hanno manifestato nel corso degli interventi  alcune
  perplessità,  che prima di tutto esiste già una  legge  che  è  del
  1995,  modificata  nel  2017.  Su quel percorso  abbiamo  innestato
  termini diversi. Questo perché? Perché riteniamo che sia giusto che
  prima delle elezioni non si alteri il consenso elettorale e perché,
  e  senza toccare - onorevole Aricò, me lo consenta - senza toccare,
  come  ha  ricordato l'onorevole Cordaro, alcuna nomina che è  stata
  fatta  dal  Governo. Continua, continua a lavorare  e,  rispetto  a
  questo,  noi siamo chiamati oggi anche a stabilire un percorso  che
  l'onorevole Cordaro, più volte, ha reclamato.
   Che  cosa  vuol  dire il secondo comma? Vuol dire  che,  in  prima
  applicazione,  questa  norma  non sarà applicata  soltanto  tenendo
  conto dei 180 giorni, ma entrerà in vigore immediatamente.
   Questo  è  quanto io devo comunicare rappresentando che, comunque,
  questa   Presidenza,  quando  lo  ritiene,  a   sua   insindacabile
  decisione,  può  ovviamente ammettere qualsiasi  emendamento  anche
  diverso rispetto al testo.


   Votazione  finale del disegno di legge  Istituzione  e  disciplina
  del  Registro  telematico  regionale  dei  Comuni  e  dei  relativi
  prodotti a denominazione comunale De.Co.  (n. 851/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale del disegno  di  legge
   Istituzione  e  disciplina del Registro telematico  regionale  dei
  Comuni e dei relativi prodotti a denominazione comunale De.Co.  (n.
  851/A).
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            56
   Votanti             46
   Maggioranza         24
   Favorevoli          46
   Contrari            0
   Astenuti            1

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevole  Cordaro,  abbiamo iniziato questa  seduta  in  assoluta
  tranquillità. Poi c'è stata la discussione su questo emendamento  e
  l'onorevole  Cordaro,  in via riservata,  si  è  rivolto  a  questa
  Presidenza con fare minaccioso, come se avessimo proposto  qualcosa
  non  solo di incostituzionale, ma anche qualcosa di chissà,  chissà
  quale danno avrebbe provocato al Governo.
   Finito  di  discutere con me - io, ovviamente, sorrido  di  fronte
  all'onorevole Cordaro, perché lo conosco bene, vuole alzare i toni,
  ma  non  c'è nessuna cosa di natura politica, un fatto così,  tanto
  per lasciare traccia di un comportamento che non è consono - poi si
  rivolge  alla  Segreteria generale dicendo al Segretario  generale:
   Poi ne terremo conto nei tuoi confronti  .
   Onorevole  Cordaro, siamo in un Parlamento, e non le è  consentito
  rivolgersi a questa Presidenza in questi termini.
   La seduta è tolta.

                 La seduta è tolta alle ore 17.40 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                       XXVII SESSIONE ORDINARIA


                         328a SEDUTA PUBBLICA
                   Martedì 22 marzo 2022 - ore 16.00
                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

   - Schema  di  progetto  di legge da proporre al  Parlamento  della
      Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
      siciliana, recante  Modifiche al decreto legislativo 7 settembre
      2012, n. 155 - Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli
      uffici del Pubblico Ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2,
      della legge 14 settembre 2011, n. 148.'  (n. 1088/A)

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
         Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
         recante  Modificazioni alla legge 21 novembre 2000 n. 353'.
         (1057/A) (Seguito)

           Relatore: on. Savarino

       2)  Norme in materia di acque termali . (n. 235-945-962 Stralcio I-
         IV COM/A) (Seguito)

           Relatore: on. Lo Curto

       3)    Norme  in  materia di semplificazione  amministrativa  e
         digitalizzazione della pubblica amministrazione. Disposizioni
         varie.  (nn. 774-443-485/A) (Seguito)

           Relatore: on. Ciancio

       4)  Norme per l'accesso al lavoro dei non vedenti e dei disabili.
         Modifiche alla legge regionale 7 maggio 1976, n. 60.  (n. 991/A)

     Relatore: on Sammartino

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

                      Annunzio di interrogazioni

   - Con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  2580  -  Iniziative  per  la salvaguardia  dell'integrità  del
  tracciato e dei luoghi attraversati dalla Targa Florio.
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi Baldassare;  Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele

   N.  2581  -  Iniziativa  urgente presso Rete Ferroviaria  Italiana
  (RFI)  sui  lavori di realizzazione del raddoppio  ferroviario  tra
  Taormina (ME) e Giardini Naxos (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Calderone Tommaso A.

   N.  2583 - Provvedimenti relativi alla mancata trasparenza  presso
  l'acquedotto consortile 'Biviere' di Monreale (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Economia
   Caputo Mario

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - Con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  2582  -  Chiarimenti in merito alle proroghe dell'incarico  di
  Direttore dell'Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Sunseri  Luigi;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   N.  2584  -  Indagine ispettiva presso il Servizio  Commercio  del
  Comune di Mascali (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Galvagno Gaetano

   N.  2585  - Chiarimenti in ordine all'attività ispettiva  disposta
  dall'Assessorato  della  salute nei confronti  dell'IRCSS  oasi  di
  Troina (EN).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Compagnone Giuseppe; Di Mauro Giovanni; Lentini Salvatore

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                          Annunzio di mozioni

   N.  628  -  Introduzione del servizio dello psicologo  delle  cure
  primarie.
   Figuccia Vincenzo; Ragusa Orazio; Catalfamo Antonio
   Presentata il 8/03/22

   N.  629  -  Iniziative  urgenti presso  il  Governo  nazionale  in
  relazione  ai  disagi viari dovuti ai lavori di  realizzazione  del
  raddoppio ferroviario tra Taormina (ME) e Giardini Naxos (ME).
   Calderone Tommaso A.; Lantieri Annunziata Luisa; Ternullo Daniela;
  Caputo Mario
   Presentata il 9/03/22

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

               Note del Gruppo parlamentare Forza Italia